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(Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . I dazi ci sono ancora, signori, ed è inutile che i personaggi politici di maggioranza esultino perché non sono stati messi altri dazi: sui prodotti citati gli imprenditori ci stanno dicendo che stanno perdendo quote di mercato, stanno perdendo fatturato. Mi fanno ridere i presidenti dei consorzi e delle associazioni di categoria che dicono che almeno non li hanno aumentati: certo, un dazio del 25 per cento basta e avanza! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per quanto riguarda i dazi sul riso e i rapporti con Cambogia e Birmania, noi abbiamo introdotto i dazi sul riso indica, ma voi non avete tutelato il riso japonica, che in questo momento sta subendo la concorrenza sleale da parte di Cambogia e Birmania. Di conseguenza, i produttori di riso del nostro Paese stanno chiedendo a questo Governo di intervenire il più velocemente possibile e non basta un comunicato stampa, bisogna prendere la valigina e l'aereo e andare in Europa a battere i pugni, non stare in via Venti Settembre 20 a scaldare la sedia e a fare attività politica per Italia Viva, Presidente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Un altro problema è il Nutri-score e l'etichettatura a semaforo. Anche in questo caso è un disastro su tutta la linea. Se il buongiorno si vede dal mattino, quello che sta facendo il nostro Paese non servirà a fermare il Nutri-score e l'etichettatura a semaforo e noi e i nostri produttori subiremo ciò che tutti temono. Anche in questo ambito le chiediamo e vi chiediamo di intervenire e di farlo in modo costruttivo. (Commenti del ministro Amendola) . Sì, non è che siete intervenuti... (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Sempre dopo! CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Mi fanno dei gesti come a dire che hanno fatto chissà che cosa: non hanno fatto niente! Il taglio dei fondi contrasta con il progetto di una PAC più green: meno risorse vuol dire meno qualità. Meno risorse vuol dire favorire lo spopolamento delle aree rurali: l'agricoltore è il primo presidio per l' habitat e la tutela del paesaggio. Meno risorse vuol dire meno aiuti ai giovani e all'innovazione tecnologica. Presidente siamo pessimisti, glielo diciamo molto onestamente. Siamo pessimisti per due motivi: il primo è il vostro disinteresse verso il mondo agricolo e la vostra litigiosità che ci rende poco credibili in Europa: anche se lei va in Europa col cappello in mano, oggi siamo poco credibili. Il secondo è la preoccupazione più grossa, cioè il disinteresse dei vostri amici europei verso l'agricoltura, dico vostri e sottolineo vostri amici europei. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidente, lei sa quante volte la sua amica Ursula ha nominato la parola agricoltura nel suo discorso di insediamento davanti al Parlamento europeo? Zero volte. La signora Ursula ha nominato uno dei settori più importanti di questo continente zero volte. E zero, se andiamo avanti così, sarà il voto che la Lega darà a lei, al suo Governo e ai suoi amici europei. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Ho il piacere di salutare l'Istituto comprensivo «Anzio 2» di Anzio, in provincia di Roma, che ci ha fatto compagnia per tutta la discussione. Ringrazio gli insegnanti e i ragazzi. (Applausi). Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Masini. Ne ha facoltà. MASINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, sono qui: ho un posto scomodo, evidentemente, perché non mi trovate mai. PRESIDENTE.Tutti i posti sono buoni, lei è nell'estrema destra, si accontenti. MASINI (FIBP-UDC) . La discussione di oggi sull'imminente Consiglio europeo straordinario e sul Quadro finanziario programmatico 2021-2027 impone alcune considerazioni preliminari perché innanzitutto una particolare attenzione va posta, sì, ai temi europei, guardandoli però con un occhio attento al nostro Paese che soffre di un momento economico particolarmente delicato. Il nostro è e resta uno dei Paesi fondatori dell'Unione europea, ma non può e non deve commettere l'errore di guardare troppo lontano senza fare i conti con i problemi di rallentamento della sua economia interna. A fronte di ciò, l'Europa ha senso se è un valore aggiunto alla politica e all'economia dei singoli Stati che la compongono, mentre troppo spesso, alcuni Stati membri hanno beneficiato di posizioni favorevoli a scapito di altri, come l'Italia, che hanno pagato per tutti. Questo purtroppo è dovuto a una scarsa capacità dei nostri Governi di alzare la voce e mantenere il punto quando ne hanno avuto l'occasione. Anzi, il più delle volte i nostri rappresentanti hanno piegato la testa di fronte a pressioni delle istituzioni europee. Ricordiamo - e sappiamo bene - che l'Italia è un Paese contribuente netto, versa più di quello che riceve indietro e, purtroppo, in un momento storico che ci vede ultimi - ahimè - in classifica per crescita economica e stima un 2020 in recessione, questo non è più il tempo di spendere soldi pubblici a fondo perduto. Eppure, presidente Conte, sul tema delle grandi riforme economiche europee l'Italia sta perdendo tutta la partita. Una débâcle per il nostro Paese, frutto delle scelte di un Esecutivo incapace di giocare nei tavoli europei che contano: neanche una parola è stata spesa dal suo Governo sulle riunioni degli scorsi giorni dell'Eurogruppo e dell'Ecofin sulle riforme della governance economica che decideranno il futuro dell'Italia e dell'Europa nei prossimi decenni, perché siete troppo impegnati, l'Esecutivo è troppo impegnato, come al solito, in un tutti contro tutti sulle poltrone e sul suo traballante futuro. Ma tant'è, dobbiamo farci bastare il suo intervento in Aula di oggi e allora entro nel merito della discussione, ricordando come la situazione sul bilancio europeo sia completamente in alto mare e il Consiglio europeo straordinario rischi di finire con un nulla di fatto. È di ieri la notizia che il Parlamento europeo ha respinto la proposta di bilancio pluriennale redatta da Charles Michel: troppe le distanze sull'ammontare delle risorse complessive tra i rigoristi, che vorrebbero uno stanziamento più ristretto e quei Paesi, tra i quali l'Italia, che ne vorrebbero uno più corposo. Una proposta, quella di Michel senza ambizioni, in quanto non fornisce all'Unione i mezzi necessari per attuare le sue priorità e molto sotto le aspettative rispetto alla proposta della Commissione stessa. Nella proposta di Michel la dotazione finanziaria assegnata allo sviluppo rurale è ridotta a poco più di 72,5 miliardi di euro per i prossimi sette anni e altri tagli sono ipotizzati per gli stanziamenti di impegno, ovvero nella PAC e nella PCP, nonché nell'azione per l'ambiente e per il clima.