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in data 3 ottobre 2018 il signor I. inviava ai componenti del CNAPPC una nota in cui manifestava la volontà di dimettersi dall'incarico e che in pari data veniva convocata una seduta consiliare nel corso della quale il presidente del CNAPPC, l'architetto Giuseppe Cappochin, richiedeva l'intervento del signor I., il quale, come si legge testualmente nella delibera n. 1497/2018 della riunione del 3 ottobre 2018, "conferma al Consiglio la disponibilità, richiesta dal Consiglio medesimo, a differire le dimissioni di un mese. Il direttore comunica che sarà in servizio fino al 30 novembre e terminerà il 1° dicembre"; il signor I. allegava un curriculum pubblicato recentemente sul sito web del CNAPPC in amministrazione trasparente da cui risulta che è in possesso del "Diploma di Laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali", conseguito in data 23 marzo 2012 presso l'università degli studi "Guglielmo Marconi", laurea triennale classe L36; al momento della compilazione della relativa domanda, della pubblicazione della graduatoria del 5 aprile 2018 dove risultava vincitore e all'atto della sottoscrizione del contratto con cui gli veniva conferito l'incarico, il signor I. non era in possesso del titolo di laurea previgente o laurea specialistica o magistrale previsto dall'ordinamento ed espressamente richiesto nell'avviso di selezione come conditio sine qua non per la partecipazione; quindi l'assunzione del signor I. risulta irregolare, in quanto questi non era in possesso dei requisiti previsti dal bando per la partecipazione a tale selezione pubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivare un'ispezione sugli atti che hanno portato all'assunzione del signor I. e verificare le motivazioni per cui la commissione, all'atto della designazione del vincitore, non avrebbe controllato la rispondenza del possesso dei requisiti previsti dall'avviso di selezione per la nomina di un dirigente di seconda fascia. Atto n. 4-01123 BATTISTONI Al Ministro della salute Premesso che: il decreto ministeriale n. 70 del 2015 prevede "il superamento dei punti di primo intervento con la creazione di postazioni medicalizzate del 118 entro un arco temporale predefinito, implementando l'attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell'assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, hub o spoke di riferimento e Distretto, e mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell'assistenza primaria"; con decreto del commissario ad acta n. U00257 del 5 luglio 2017, pubblicato sul BURL del 20 luglio 2017, concernente "Attuazione del programma operativo di cui al decreto del commissario ad acta n. U00052/2017. Adozione del documento tecnico denominato: 'Programmazione della rete ospedaliera nel biennio 2017-2018, in conformità agli standard previsti nel DM 70/2015'", la Regione Lazio ha stabilito, tra l'altro, la chiusura dei punti di primo intervento del Lazio; il decreto nello specifico prevede: "In tale contesto di riconversione potranno essere previsti punti di offerta di assistenza primaria organizzati come presidi ambulatoriali territoriali di medicina generale, nell'ambito di quanto previsto dall'Accordo recepito con DCA 376/2014. Tale offerta dovrà essere garantita dall'attività dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, attraverso le forme associative dei medici di assistenza primaria e di continuità assistenziale. In tale ambito potranno essere fornite anche prestazioni infermieristiche"; contro la destrutturazione dei punti di primo intervento vi è stata una protesta unanime e compatta da parte dei rappresentanti degli enti locali; nella seduta del 16 luglio 2018, la VII Commissione consiliare permanente "Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare" della Regione Lazio, accogliendo la richiesta proveniente dai rappresentanti delle amministrazioni locali, ha proceduto all'audizione dei sindaci dei territori interessati alla chiusura dei punti di primo intervento i quali hanno sottolineato l'importanza di non perdere quelli che oggi sono presidi indispensabili per l'erogazione di prestazioni sanitarie sui singoli territori; in data 23 agosto 2018 l'assessore regionale ha chiesto un appuntamento con il Ministro in indirizzo per affrontare la questione, che però, ad oggi, non ha avuto risposta; in data 27 settembre è stato approvato l'ordine del giorno del Consiglio della Regione Lazio per far rinviare al 31 dicembre 2019 il superamento del sistema attuale previa l'attuazione di un programma di implementazione dei servizi e delle reti assistenziali territoriali, si chiede di sapere: quale sia la volontà rispetto alla definizione futura dei singoli presidi del Lazio; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno accogliere l'istanza dei territori e procedere alla modifica del decreto ministeriale; come intenda attuare il programma di implementazione dei servizi e delle reti assistenziali territoriali. Atto n. 4-01124 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: il quotidiano "Il Mattino" di Napoli del 19 gennaio 2019 racconta la storia di Anna Siena di 36 anni che, accusando un forte dolore alla pancia, si è recata in ospedale ma è stata subito dimessa e poco dopo, a casa, è morta; la storia della giovane donna arriva dal pronto soccorso "Vecchio Pellegrini" di Napoli; la donna aveva accusato un risentimento addominale e un fastidioso dolore alla schiena ma aveva inizialmente trascurato i sintomi. La preoccupazione sorta in seguito l'ha spinta a recarsi presso la struttura ospedaliera, vicina a casa; dopo la visita, la donna era stata dimessa con una terapia a base di antidolorifici e antinfiammatori e avrebbe dovuto effettuare successivamente un'ecografia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo tragico caso e delle risultanze di un'indagine che sarebbe stata aperta con la disposizione dell'autopsia. Atto n. 4-01125 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel mare di località Torrione nella città di Salerno incombe perennemente del liquame, finora sempre classificato come "macchia di natura da definire"; sono molto preoccupati i residenti che si affacciano sul lungomare Marconi e che, non solo in estate ma anche in inverno, continuano a vedere dinanzi ai loro occhi queste macchie in mare, che danno un colorito marrone alle acque e che spesso vengono etichettate come fenomeni di surriscaldamento della flora marina; ogni tanto, ribadiscono gli stessi residenti, vengono effettuate delle ispezioni al depuratore ma il problema continua a non trovare alcuna soluzione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi gravi fatti e quali iniziative intenda intraprendere per tutelare la salute dei cittadini e la risorsa mare, attesa l'inefficacia delle istituzioni locali preposte ai controlli. Atto n. 4-01126 PIARULLI LOMUTI Al Ministro della giustizia Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: