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Rivolgo naturalmente un ringraziamento speciale al Governo, che ci ha dato l'opportunità di ritrovarci qui tutti insieme durante l'ultima settimana della campagna elettorale, perché non solo ha dato parere favorevole ad un emendamento che prevedeva il superamento del tetto agli stipendi per alcune categorie e alle Forze dell'ordine, ma poi addirittura lo ha riformulato estendendo la platea dei beneficiari, salvo poi indignarsi, dare la colpa al Parlamento, pretendere che alla Camera venisse cambiato (Applausi) con un proprio emendamento, per poi passarlo al Senato per la terza lettura. Davvero un capolavoro. Grazie. (Applausi) . CASTALDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, è un grande onore per me fare l'ultima dichiarazione di voto a nome del MoVimento 5 Stelle e ringrazio il mio Presidente di Gruppo per avermi dato questa possibilità. Perché siamo oggi in terza lettura? La terza lettura - lo dico ai cittadini fuori - è una rarità nel Parlamento italiano, ma noi, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo iniziato la nostra azione quindici-venti anni fa per la transizione ecologica (ricordate Grillo sotto una Twingo a respirare idrogeno; siamo ancora con il diesel e la benzina), per l'onestà e soprattutto anti casta, per alcuni provvedimenti anti casta. Immaginate, cittadini, che noi siamo in terza lettura al Senato per cancellare una norma pro casta, che permetteva di togliere il tetto agli stipendi di alcuni dirigenti. Questo per noi è motivo di orgoglio. Siamo in questa sede anche perché la nostra ostinazione - lo dico anche perché ci sono i ragazzi di Confindustria - ci ha permesso di dare grande respiro all'Italia con una norma, il superbonus, targata MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Lo sblocco della cessione dei crediti è un grande risultato. Ricordate, quello che il mainstream - che fa un po' riferimento a tutti voi, maggiori partiti, perché purtroppo non c'è una libertà di informazione in Italia - ci ha accusato di ritardare. Pensate: oggi, 20 settembre, stiamo ritardando la conversione del decreto per colpa di un tetto agli stipendi di 240.000 euro. Noi volevamo solo, come siamo riusciti a fare, ripristinare la cessione dei crediti di un provvedimento che, lo ricordo, in trenta anni di illuminati parlamentari nessuno mai aveva inventato; una norma che è semplice (Applausi), crea lavoro, va verso la transizione ecologica, aiuta le famiglie a pagare di meno le bollette. Veniamo definiti però incompetenti. Lo so, è facile dirlo. Do una notizia cittadini fuori, perché la stampa non lo fa: questa legislatura è quella con il più alto grado di istruzione mai avuto dal Parlamento italiano. Lascio indovinare qual è il Gruppo politico che ha il più alto grado di istruzione in quest'Aula. (Applausi) . Voglio poi sfatare un altro mito perché è stata una campagna elettorale contro i più poveri da chi prende 500 euro al giorno contro chi ne prende 300 al mese. È obbligatorio utilizzare il reddito di cittadinanza. Sono soldi che vengono reimmessi nella circolazione dell'economia. Ricordiamolo perché la stampa si dimentica di dire queste cose. (Applausi) . Voglio ricordare un episodio. Nella scorsa legislatura il mio amico, senatore Santangelo, si alzava per chiedere il voto elettronico per ogni singolo emendamento perché in quest'Aula, dove mediamente sono presenti due terzi dei parlamentari, si votava per alzata di mano. Ciò comportava che nessuno risultava assente. Pagavamo un centinaio di senatori e 200 deputati come se fossero presenti. Sapete a quanti redditi di cittadinanza ciò corrispondeva giornalmente? Sono soldi che parlamentari della Repubblica rubavano allo Stato italiano. (Applausi) . Queste sono le cose che la stampa deve dire. Dove sta? Uso questi ultimi minuti a disposizione per salutare tutti i funzionari. Fortunatamente ho ricoperto in quest'Aula ruoli di opposizione, di maggioranza e anche di Governo con il presente ministro D'Incà. Le Istituzioni sono fatte (e anche i parlamentari di tutte le forze politiche, ci mancherebbe) anche di persone perbene e molto preparate. Abbiamo sempre avuto un riscontro positivo da parte degli Uffici legislativi e di tutti i funzionari sia dei Ministeri, che del Parlamento e per questo li ringrazio. I cittadini italiani possono essere fieri di queste figure che aiutano tutti noi politici, che siamo transitori, a portare avanti la nostra Nazione. (Applausi) . Cosa augurare a chi ci seguirà? Io faccio parte di quei parlamentari di una forza politica che ha rispettato tutti i princìpi che potevamo rispettare da soli: le restituzioni e i due mandati. Quello che potevamo rispettare da soli, lo abbiamo onorato. Abbiamo conseguito un altro record, in quanto abbiamo rispettato l'80 per cento del programma presentato nel 2018, nonostante i compromessi che abbiamo dovuto fare con gli altri. (Applausi) . Invito i giornalisti a vedere cosa c'è scritto nei programmi di oggi e, poi, valutare le forze politiche un domani. Auguro a chi ci seguirà di utilizzare l'intelligenza non per mantenere lo status quo della politica, ma per aiutare anche l'ultimo dei nostri connazionali. Auguri. (Applausi) . NUGNES (Misto-Man. A Pap PRc-Se) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. (Commenti). PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (Misto-Man. A Pap PRc-Se) . Signor Presidente, grazie alla claque . Le privatizzazioni ritenute inevitabili dal discorso di Draghi del 1992 hanno clamorosamente fallito, portandoci esattamente al punto in cui siamo adesso, ossia davanti a un baratro climatico, sociale ed economico di cui ancora non abbiamo chiarezza. Sono procedute per trent'anni con una picconatura inevitabile, come diceva Draghi, e continua e ancora continuano con l'ultima coda del decreto che il Governo ha liquidato in Consiglio dei ministri e che il prossimo Parlamento dimezzato dovrà licenziare e che, dopo il provvedimento sulla concorrenza, ancora limita le prerogative del pubblico. Di fronte all'evidenza, come sul Titanic o nel film più recente «Don't look up», noi continuiamo verso il disastro. Mi riferisco al disastro di aver demolito il patrimonio pubblico collettivo ed eliminato la potestà del controllo pubblico dello Stato. Non abbiamo imparato nulla da questo. Credevamo, da quest'altro punto di vista, che il capitalismo avrebbe trovato la sua fine nei propri errori e abbiamo sbagliato, perché questo capitalismo bulimico ha dimostrato di sapersi alimentare degli stessi disastri che compie (ossia mangia il disastro che sta mettendo in campo). Purtroppo, a causa delle scelte fatte dal Governo dei migliori insieme all'Unione europea, noi avremo un inverno difficilissimo, con scarsità di gas fino a 10 miliardi di metri cubi. Chiuderanno le imprese e ci saranno licenziamenti in massa; avremo un problema climatico. (Brusio) . PRESIDENTE.