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parliamo tante volte di attenzione alla diversità e, anche in termini positivi, di una lotta alla povertà che si misura attraverso l'aumento dei livelli di conoscenza e di competenza degli studenti; dimentichiamo però che la tradizione scolastica italiana assegna a questo tipo di scuole, che molte volte rientrano nel sistema della scuola parificata, il vero merito di aver compiuto una rivoluzione sociale. Una per tutte: oggi dovremmo ricordare questo accordo straordinario tra FCA e Peugeot (FCA che per noi italiani ha il volto fisico della FIAT) e sappiamo che la stessa FIAT, senza le scuole salesiane di quel tempo, senza quella formazione professionale avanzata, senza quella dimensione concreta di sviluppo di capacità e di competenze, non solo di stampo strettamente intellettualistico ma anche di vero e proprio addestramento al lavoro, non avrebbe avuto senso. Qui di tutto questo non c'è traccia. È l'ignoranza alla base di questo disegno di legge che lo definisce come un provvedimento demagogico, parziale ed incompleto. È a questo che noi vogliamo dire - se ci riusciamo - una volta di più un no, alla faziosità del modo con cui vengono presentate le scuole, al mancato riconoscimento della dignità e del lavoro degli insegnanti, per esempio delle scuole parificate, che non possono avere diritti analoghi a quelli che hanno i loro colleghi. È questo quello che indebolisce strutturalmente il sistema culturale italiano, perché effettivamente pone sulle spalle dei genitori, che desiderano per i figli una formazione che faccia tesoro anche di molti altri valori, un carico a volte francamente insopportabile. Signor Presidente, vedo che il mio microfono lampeggia ma prenderò solo qualche altro secondo, che mi deve soltanto per un motivo: quando il mio collega è intervenuto il Governo non c'era, il che è un segnale così esplicito, così iconico dello scarso rispetto nei confronti dell'opposizione, ma anche nei confronti del dibattito sulla scuola... (Commenti del sottosegretario De Cristofaro). Signor Sottosegretario, lei era in Aula quando il ministro D'Incà ha parlato di dieci minuti, quindi non eravamo presenti soltanto noi. Detto questo, io rivendico un rispetto molto più profondo per la cultura - chiamiamola così - dell'area del centrodestra. Non mi piace parlare di cultura dell'opposizione; mi piace fare riferimento alla radice culturale liberale e cattolica, che è stata la grande ispiratrice della nostra Costituzione, e che anche in questo caso necessariamente si scontra con una superficialità - non voglio definirla malizia - o forse soltanto con una sciatteria, ma di fatto a questa cultura e a questa tradizione non è stato dato lo spazio, il tempo e il credito che meritava. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e della senatrice L unesu) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Russo. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, la scuola è il sistema educativo e formativo il cui valore è sancito dalla Costituzione; è il luogo fisico e figurato in cui prende forma il più importante contratto tra Stato e cittadino, in cui il diritto di essere istruiti è dovere di istruirsi, in cui lo scambio tra le parti contraenti non si limita ad un do ut des ma genera una moltiplicazione esponenziale di valore che arricchisce entrambi i soggetti coinvolti e la società. Che questo sistema virtuoso debba essere protetto e valorizzato è un concetto a noi chiaro, un elemento importante e fondamentale dell'agenda politica del MoVimento 5 Stelle. Allo stesso modo è evidente che il sistema scolastico ha subito una situazione di precarietà dovuta al susseguirsi di norme non sempre efficaci o non portate a compimento o addirittura poco opportune. Il mondo della scuola sa bene quali e quante norme siano nate da interessi di categoria che hanno posto in secondo piano il diritto allo studio, hanno depotenziato l'efficacia del sistema formativo o ancora frenato il recupero delle disuguaglianze, la funzione di ascensore sociale della scuola, la valorizzazione delle eccellenze. Il decreto-legge che oggi esaminiamo affronta proprio una delle tante urgenze, quella relativa al reclutamento del personale che ormai da anni vede ingrossare sacche di precariato con grave disagio non solo per il personale docente, ma anche per gli studenti e le loro famiglie, che subiscono ritardi nell'assegnazione dei docenti alle classi, ma anche una discontinuità didattica che è diventata ormai la normalità. A loro volta gli insegnanti, demotivati dalla mancanza di certezze sul futuro della vita lavorativa e da un rapporto con l'amministrazione centrale spesso costellato da ricorsi e procedure giudiziarie, non sono stati messi nelle condizioni di adempiere serenamente al proprio mandato. Il provvedimento in esame mira a sanare deficit procedurali proprio nell'ottica della stabilizzazione dei numerosi docenti precari, ma senza mai distogliere l'attenzione dall'efficacia di quel contratto formativo e dai soggetti (bambini e ragazzi) a cui è indirizzato il diritto-dovere dell'istruzione. Per questo il MoVimento 5 Stelle ha puntato sull'efficacia di procedure di reclutamento che, pur nella valorizzazione delle esperienze lavorative pregresse, siano idonee a valutare il bagaglio di conoscenze e competenze che possano garantire una classe docente sempre all'altezza del proprio compito. Il cuore pulsante del testo in esame è costituito dalla indizione della procedura straordinaria per il reclutamento degli insegnanti, esclusivamente per la scuola secondaria di primo e secondo grado, per i docenti precari con tre anni di servizio. Il concorso straordinario che sarà bandito contestualmente al concorso ordinario, al quale possono comunque partecipare i precari, non solo riserva agli stessi ben 24.000 posti, ma grazie agli interventi di iniziativa parlamentare dei colleghi della Camera, estende, come richiesto da più parti, nel computo dei trentasei mesi anche l'anno in corso e ne anticipa la decorrenza dall'anno scolastico 2008-2009. Lo stesso concorso consente il conseguimento dell'abilitazione, valutando a tal fine anche il servizio svolto nelle scuole paritarie. Proprio al fine di assicurare la qualità del livello di istruzione, il MoVimento 5 Stelle ha fortemente voluto una procedura selettiva che valutasse il merito; una procedura costituita in un primo step da una prova in entrata con uno sbarramento nella valutazione a 7 decimi per l'accesso alla prova orale, e che si conclude con un'ulteriore verifica, questa volta sul campo, costituita dall'anno di prova in cui i concorrenti che ne sono privi acquisiranno i 24 crediti formativi inerenti le competenze delle discipline antropo-psico-pedagogiche. Questo perché, oltre all'esperienza e alla conoscenza della disciplina, è necessaria la conoscenza anche della didattica della disciplina. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tra le misure utili a superare le criticità del sistema scolastico è necessario menzionare anche velocemente la possibilità di partecipare al concorso straordinario anche per i docenti già di ruolo (i cosiddetti ingabbiati); la possibilità di partecipare al concorso con riserva per i docenti che maturano la terza annualità nell'anno in corso; la possibilità di partecipare con riserva al concorso nelle classi di sostegno per i soggetti iscritti a percorsi di specializzazione sebbene non ancora conclusi;