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È sempre giusto denunciare, ma poi, collegati con i partner europei, bisogna mettere in campo azioni che riescano a intervenire su questo meccanismo, che è assolutamente di speculazione finanziaria. Passo alla seconda questione. È evidente che adesso abbiamo di fronte una situazione molto complicata e difficile, che sta creando moltissimi problemi al nostro Paese. A riprova del fatto che lei è andato nel senso giusto quando ha parlato di speculazione, adesso abbiamo il picco a causa del conflitto e dell'aggravarsi in maniera drammatica della situazione, ma lei sa perfettamente che già c'era stato il rialzo dei prezzi. Ciò è così vero che sulla questione che poniamo in tanti, e che riproponiamo oggi con forza, ossia di colpire gli extraprofitti e utilizzarli per aiutare le nostre imprese e famiglie con un contributo di solidarietà, si era cominciato a parlare all'interno del Governo - come lei sa - già due mesi fa, ma poi non si è fatto nulla. Credo che sia arrivato ora il momento di intervenire sul meccanismo di speculazione e di utilizzare tutte le grandi risorse di cui disponiamo, che sono non centinaia di milioni, ma miliardi, anche di alcuni nostri player nazionali, per aiutare le famiglie e le imprese. Non possiamo permetterci un rialzo dell'inflazione, né tantomeno una recessione economica. Quanto agli interventi urgenti da adottare, lei, signor Ministro, ci ha parlato di quello che il Governo sta tentando di mettere in campo, ossia sostituire il gas russo con quello di altri mercati. Il punto - come lei ben sa, Ministro - è che noi continuiamo a provare ad approvvigionarci sempre da mercati non affidabili in termini democratici e di stabilità. Se si chiude - speriamo rapidamente - la drammatica guerra in corso, noi rischiamo di trovarci esposti sul Congo, sull'Angola e sull'Algeria. È quindi evidente che dobbiamo mettere in campo una strategia strutturale che deve puntare in modo chiaro sulla sovranità energetica, sull'indipendenza e sulla sicurezza energetica del Paese, prefissando degli obiettivi da verificare a breve, medio e lungo termine. Cosa è accaduto? Qualcuno qui, all'inizio di questa discussione, parlava del fatto che i soliti bloccavano le rinnovabili. Ma i dati sono chiari: dal 2014 purtroppo nel nostro Paese si è investito di meno, si sono gradatamente fermate le rinnovabili (rispetto al decennio precedente) ed è aumentata - guarda caso - la nostra dipendenza dal gas russo. Credo che in dieci anni siamo passati dal 30 per cento a quasi il 45 per cento. Questo significa che abbiamo fatto degli errori e l'errore grande è stato il fatto non di dire che la transizione ecologica è un sogno, ma di non averla iniziata ben prima. Vorrei anche dire, con molta chiarezza, che noi oggi abbiamo la possibilità di utilizzare la contingenza drammatica e l'emergenza in atto per recuperare il tempo perso precedentemente. Se non lo facciamo ora, ditemi voi quando mai lo faremo. Una cosa deve essere chiara: i problemi che ci trasciniamo non sono legati solo all'emergenza o al problema della Russia, ma derivano anche dalle scelte sbagliate fatte nel passato, sono problemi strutturali. Il senatore Girotto prima parlava della mobilità, per esempio. Noi siamo il Paese che credo abbia il record di trasporto delle merci su gomma. Faccio questo esempio per dire che, evidentemente, dobbiamo colmare oggi i ritardi che abbiamo accumulato negli ultimi anni. E, se dovesse essere fatta una revisione del PNRR, dovrebbe essere volta proprio ad accelerare ancora di più in questa direzione, per fare in modo che ancora più risorse possano essere destinate alla mobilità sostenibile, alle ferrovie e alle rinnovabili. Alcuni dati sono stati forniti poco fa dal collega Ferrazzi. Sono dati importanti, relativi a ciò che possiamo fare subito. Lei sa meglio di me, signor Ministro, che noi abbiamo delle richieste depositate per 150 gigawatt, più o meno. Alcune possono essere fatte immediatamente, mentre altre richiedono tempi più lunghi. Ma noi dobbiamo avere chiari gli obiettivi. E l'obiettivo deve essere anche quello di avere finalmente il phase out del gas (non l'abbiamo scritto nel PNIEC): tra due anni diminuiamo di una certa quantità, tra cinque anni un'altra e tra dieci anni dobbiamo raggiungere l'obiettivo dell'indipendenza. È assolutamente importante quello che lei ha detto a proposito del tetto, del price cap a livello europeo. Ed è altrettanto, se non ancora più importante, il disaccoppiamento: noi siamo assolutamente d'accordo per quanto riguarda il disaccoppiamento delle rinnovabili rispetto al gas e, quindi, la creazione di un intervento sul mercato stesso. Oggi si discute tanto della questione delle bollette. Anche in tal caso potremmo realizzare interventi a livello strutturale passando - ad esempio - gli oneri di sistema sulla fiscalità generale, che è una delle questioni di cui discutiamo da molto tempo. Quindi affrontiamo l'emergenza, signor Ministro, avendo chiara la visione generale e la prospettiva: più transizione ecologica perché facciamo il bene del Paese, delle nostre famiglie e delle nostre imprese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, lo hanno già detto in tanti ed è sotto gli occhi di tutti: il mondo sta cambiando. È normale che il mondo cambi, ma lo sta facendo a una velocità incontrollabile e c'è bisogno di misure straordinarie, di una rivoluzione virtuosa come solo una grande crisi di sistema può produrre. La prima rivoluzione sarebbe riuscire a fermare la guerra. Stiamo affrontando una pandemia globale, stiamo entrando in un'economia di guerra, anche senza carri armati sui territori, e ora c'è bisogno di grandi e veloci contromisure per non essere travolti. C'è bisogno di visione e di strategia, oltre che di tattica sull'emergenza. C'è bisogno di un'immediata, decisa e profonda azione di revisione dei sistemi in campo economico, finanziario, energetico e di conseguenza sociale. Via steccati e via muri ideologici che frenano le iniziative, nella consapevolezza che non abbiamo più tempo per sbagliare. (Applausi) . Il Paese va ascoltato seriamente per fargli ritrovare quella fiducia nelle istituzioni e nella rappresentanza democratica, della cui realizzazione siamo responsabili. Le famiglie e le imprese sono ormai - verrebbe da dire - alla canna del gas, ma non c'è né di gas, perché costa troppo. (Applausi) . Servono quindi decisioni veloci ed efficaci. Ma, per far ritrovare la fiducia in chi li rappresenta e li governa, è necessario che noi per primi, Governo e Parlamento insieme, diamo fiducia a chi il cambiamento lo può governare, grazie alla materia prima più preziosa e abbondante che questo Paese possiede, che è l'ingegno. (Applausi) . All'ingegno si aggiunge la grande capacità di intrapresa a ogni livello: dalla più piccola impresa artigiana alla più grande industria, questo Paese è in grado di compiere miracoli, se vengono però create le giuste condizioni. L'Italia è un Paese che lavora e ha messo il lavoro tra i suoi valori fondativi, ma dobbiamo consentirgli di potersi muovere.