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Art. 4 Modalità e procedure 1. I soggetti interessati devono inoltrare le richieste di ammissione al finanziamento corredate da un documento contenente l'analisi dei bisogni da soddisfare, le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie degli interventi da realizzare, l'analisi dello stato di fatto di ogni intervento nelle sue eventuali componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche e nelle sue componenti di sostenibilità ambientale, socio-economiche, amministrative e tecniche, la spesa globale prevista, nonché l'indicazione dell'eventuale apporto di capitali privati in quanto suscettibili di gestione economica. 2. Per le opere il cui costo complessivo sia stimato in misura superiore a lire venti miliardi, la richiesta deve essere corredata dallo studio di fattibilità previsto dall'articolo 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144. 3. Gli enti a carattere sovraregionale devono inoltrare le richieste tramite l'Amministrazione statale che ne esercita la vigilanza, la quale dovrà esprimere il proprio parere sulla richiesta stessa. 4. I commissari straordinari devono inoltrare la richiesta di ammissione al finanziamento limitatamente all'attività di progettazione del completamento delle opere incluse negli elenchi di cui all'articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, corredate da una dettagliata relazione tecnica relativa anche alla copertura finanziaria dell'intervento da realizzare. 5. Nella richiesta il soggetto richiedente indica le modalità di erogazione o accreditamento del finanziamento. 6. Le richieste devono pervenire, entro il 31 marzo di ciascun anno, al Ministero dei lavori pubblici - Direzione generale degli affari generali e del personale - Divisione I - via Nomentana n. 2 - 00161 Roma, che ne dispone l'immediato inoltro alle direzioni generali competenti per materia ovvero alle Amministrazioni pubbliche eventualmente competenti, per l'acquisizione di un parere nel termine di quarantacinque giorni dalla data di ricezione delle richieste medesime. La Direzione generale formula, ove necessario, una graduatoria di merito che tiene conto delle priorità e dei criteri stabiliti dall'articolo 2, nonché delle condizioni richieste dal primo comma dell'articolo 4 del presente decreto. 7. Ai fini della formazione della graduatoria la valutazione degli interventi da ammettere a finanziamento è effettuata con l'attribuzione di un punteggio massimo di 100 punti ripartiti secondo i seguenti parametri: fino a 15 punti attribuiti sulla base degli atti adottati per la copertura finanziaria dell'opera; fino a 15 punti per la qualità dell'analisi dei bisogni da soddisfare; 5 punti attribuiti per i progetti di opere pubbliche di importo stimato superiore a 20 miliardi di lire; fino a 15 punti per le componenti storico-artistiche e architettoniche dell'intervento previsto, documentate sulla base di vincoli esistenti; fino a 20 punti per interventi inseriti nell'ambito di piani di recupero, programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile, contratti di quartiere, piani di riqualificazione paesistica e urbana adottati, interventi da realizzare all'interno di aree naturali protette; fino a 10 punti attribuiti per l'espressa previsione di soluzioni impiantistiche a ridotto consumo energetico; fino a 20 punti per le componenti socio-economiche dell'intervento previsto. 7-bis. I criteri di precedenza di cui all'articolo 2, comma 3, hanno effetto per le richieste che superano il punteggio di 50 punti. 8. Il Ministro dei lavori pubblici, sulla base delle risultanze istruttorie, provvede nei successivi trenta giorni alla quantificazione dei contributi da assegnare ai richiedenti avuto riguardo alle disponibilità del "Fondo di progettazione per le opere pubbliche" iscritto nel centro di responsabilità "Affari generali e del personale" dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici. 9. L'incarico di progettazione deve essere affidato, nel rispetto della disciplina comunitaria e nazionale di recepimento, entro sei mesi dalla data di assegnazione del contributo, a pena di decadenza dal contributo stesso. I soggetti beneficiari devono comunicare al Ministero dei lavori pubblici - Direzione generale degli affari generali e del personale - Divisione I - l'avvenuto affidamento. 10. I soggetti beneficiari devono, infine, inviare tempestivamente all'ufficio di cui al comma precedente, una dichiarazione attestante la conclusione e l'idoneità tecnica della progettazione finanziata, nonché la liquidazione del progettista, indicando l'esatto ammontare erogato. Note all'art. 4: - Il testo dell'art. 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144, è il seguente: "Art. 4 (Studi di fattibilità delle amministrazioni pubbliche e progettazione preliminare delle amministrazioni regionali e locali). - 1. Lo studio di fattibilità per opere di costo complessivo superiore a lire 20 miliardi è lo strumento ordinario preliminare ai fini dell'assunzione delle decisioni di investimento da parte delle amministrazioni pubbliche. 2. Gli studi di fattibilità approvati dalle amministrazioni costituiscono certificazione di utilità degli investimenti ai fini dell'accesso preferenziale ai fondi disponibili per la progettazione preliminare e costituiscono titolo preferenziale ai fini della valutazione dei finanziamenti delle opere in base alle disponibilità finanziarie degli esercizi futuri. 3. Gli studi relativi ad opere il cui costo complessivo è superiore a 100 miliardi di lire devono obbligatoriamente essere sottoposti a valutazione economica interna alle amministrazioni proponenti o, su richiesta, da parte di enti ed amministrazioni pubblici esterni alle stesse. 4. Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si provvederà ad aggiornare periodicamente i limiti di cui al comma 3, tenendo conto degli indici ISTAT. 5. Per il finanziamento a fondo perduto della progettazione preliminare dei soggetti richiamati espressamente dall'art. 1, comma 54, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, come modificato dall'art. 8 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, è assegnata alla Cassa depositi e prestiti la somma di 110 miliardi di lire per il triennio 1999-2001, di cui 30 miliardi per il 1999, 40 miliardi per il 2000 e 40 miliardi per il 2001. A decorrere dall'anno 2000 alla determinazione del fondo si provvede ai sensi dell'art. 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. 1 finanziamenti di cui al presente comma sono riservati per il 50 per cento alle regioni di cui all'obiettivo 1 del regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, e successive modificazioni. La ripartizione delle risorse è effettuata dal CIPE assegnando il 70 per cento alle diverse regioni in percentuale corrispondente a quella attribuita in relazione ai fondi comunitari e il residuo 30 per cento secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande che eccedano la quota attribuita alla regione.