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Il provvedimento, nel dettaglio, giunge già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati con alcune modifiche ed integrazioni e rappresenta, assieme alla legge di delegazione europea, uno degli strumenti previsti dalla legislazione vigente al fine di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea, in base alle prescrizioni dell'articolo 29 della legge n. 234 del 2012. Dopo aver brevemente ricordato i contenuti necessari della legge europea, quali delineati dall' articolo 30, comma 3, della citata legge n. 234 del 2012, procede alla disamina dei profili di interesse, osservando innanzitutto che la lettera a) del comma 1 dell'articolo 26 e l'articolo 27 recano novelle alla disciplina sui prodotti cosmetici e a quella sui biocidi. L'articolo 27, in particolare, reca disposizioni relative alla vendita di biocidi per via telematica, per l'attuazione del regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi. Esso apporta alcune modifiche all'articolo 15, della legge europea 2013, al fine di individuare il Ministero della salute come principale autorità di vigilanza per i controlli riguardanti la vendita per via telematica di prodotti biocidi; si ricorda che questi consistono in principi attivi diretti ad eliminare o rendere innocui organismi nocivi. In particolare, alla legge europea 2013 sono aggiunti i commi da 2- bis a 2- sexies, finalizzati ad attribuire al Ministero della salute specifici compiti di vigilanza sul commercio elettronico di prodotti biocidi, inteso ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 quale attività economica di vendita online. Si prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 250.000 euro in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti del Ministero della salute di cui ai commi 2- bis e 2- quater . L'articolo 28 reca poi disposizioni sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, in relazione alla procedura di infrazione n. 2016/2013. Si proroga dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022 la sospensione di alcuni divieti relativi a procedure di sperimentazione sugli animali a fini scientifici. Il differimento previsto concerne la decorrenza del divieto di svolgimento di procedure sugli animali per le ricerche sugli xenotrapianti, costituiti dai trapianti di uno o più organi effettuati tra animali di specie diverse, nonché per le ricerche sulle sostanze d'abuso, nonché la decorrenza della condizione secondo la quale un animale già usato in una o più procedure può essere impiegato in altre procedure; nella fase transitoria attuale, resta ferma la condizione meno restrittiva che la procedura successiva risulti classificata come "moderata". Si ricorda inoltre che l'articolo 24 del disegno di legge in esame prevede alcune modifiche agli articoli 92 e 108 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, di attuazione della normativa comunitaria riguardante i medicinali veterinari, allo scopo di individuare il Ministero della salute quale principale autorità titolare delle funzioni di vigilanza e sanzione per il contrasto delle pratiche illegali di vendita di tali medicinali per via telematica. L'articolo 30, inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, reca modifiche all'articolo 7- bis del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, in materia di emissioni di gas ad effetto serra, estendendo oltre il 2020 gli obblighi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 7- bis , comma 1, del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66. In particolare, il decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66 reca l'attuazione della direttiva 2003/17/CE che a sua volta ha modificato la direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. Va altresì ricordato, sul punto, che la direttiva 98/70/CE definisce, per ragioni di tutela della salute e dell'ambiente, le specifiche tecniche relative ai carburanti dei motori ad accensione comandata e a compressione, e stabilisce un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti. L'articolo in esame, introdotto dalla Camera dei deputati, interviene quindi sul comma 1 dell'articolo 7- bis del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, articolo che ad oggi prevede che i fornitori assicurino che le emissioni di gas ad effetto serra prodotte durante il ciclo di vita per unità di energia dei combustibili per i quali hanno assolto l'accisa nell'anno 2020 e dell'elettricità fornita nel 2020, siano inferiori almeno del 6 per cento rispetto al valore di riferimento per i carburanti stabilito nell'allegato V- bis 2. La norma ora proposta intende sostituire il riferimento ivi recato all'anno 2020 e all'elettricità fornita nell'anno 2020, con quello all'anno di riferimento e all'elettricità fornita nell'anno di riferimento, in tal modo estendendo oltre il 2020 gli obblighi di riduzione di emissioni di gas a effetto serra fissati dalla direttiva 98/70/CE. Dopo il 31 dicembre 2020, gli Stati membri dovrebbero infatti continuare ad assicurare che i fornitori rispettino l'obiettivo di riduzione del 6%, tema che è oggetto di un caso ARES aperto dalla Commissione europea nel 2019, che riguarda l'attuazione della direttiva 98/70/CE (caso ARES (2019)7142023). Di interesse è anche l'articolo 31, inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, che reca modifiche al decreto legislativo n. 47 del 2020, in materia di sistema europeo per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra. Con la lettera a) della norma viene abrogato l'articolo 37 di tale decreto, in materia di uso di crediti previsto nell'ambito del sistema di compensazione delle emissioni. Da ricordare, sul punto, che il decreto legislativo n. 47 del 2020 ha recato l'attuazione della direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 2018, che modificava la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio, nonché l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2392 relativo alle attività di trasporto aereo e alla decisione (UE) 2015/1814 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 ottobre 2015 relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato. L'articolo 37 di tale decreto, in particolare, disciplina l'uso di crediti, utilizzabili nell'ambito del sistema comunitario prima dell'entrata in vigore di un accordo internazionale sui cambiamenti climatici.