[pronunce]

Il giudice rimettente riferisce che la questione è sorta nel corso di un giudizio riguardante un avviso di pagamento emesso, ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. n. 504 del 1995, dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli nei confronti di un'impresa individuale, esercente attività di trasporto con noleggio di autobus con conducente per il recupero di somme indebitamente restituite; infatti, inizialmente tali somme erano state riconosciute all'impresa sull'erroneo presupposto della spettanza del beneficio fiscale, costituito dall'applicazione dell'aliquota ridotta dell'accisa gravante sul gasolio commerciale. A seguito di un successivo controllo - prosegue il giudice a quo - l'Agenzia delle dogane e dei monopoli avrebbe escluso l'impresa dall'agevolazione, che spetterebbe, sulla base della norma censurata, solo alle imprese pubbliche esercenti attività di trasporto a carattere regolare o di linea e non alle imprese private svolgenti attività di trasporto solo occasionale, come quella del contribuente. 1.2.- La CTP, ritenute «[l]e disposizioni nazionali applicabili al caso di specie», in punto di non manifesta infondatezza, premette che l'agevolazione fiscale non spetterebbe in nessun caso alle imprese private che esercitano attività di trasporto di persone, sia esso regolare o occasionale. Precisa poi che «la normativa non vieta all'impresa pubblica che effettua il trasporto di passeggeri in modo regolare (con linee definite con partenza ed arrivo, fermate predisposte, rispetto di orari, ecc.), di effettuare anche il noleggio di autobus con conducente, anzi, tale attività è costantemente esercitata da dette imprese». In quest'ultimo caso, pertanto, l'impresa pubblica usufruirebbe dell'agevolazione per ciascuna delle due diverse attività di trasporto svolte. 1.3.- Da qui - ed è questo propriamente il cuore dell'ordinanza di rimessione - deriverebbe per il giudice a quo la violazione dell'art. 3 Cost., in quanto la medesima tipologia di trasporto di passeggeri, a carattere solo occasionale, se svolta dall'impresa pubblica in modo ancillare rispetto alla principale attività di trasporto regolare, consentirebbe l'applicazione del beneficio fiscale, mentre ne sarebbe esclusa se esercitata dall'impresa privata, che comunque non potrebbe mai godere del beneficio (sia per il trasporto regolare che per quello occasionale). 1.4.- La medesima esclusione comporterebbe, per il rimettente, anche la lesione dell'art. 41 Cost., incidendo «sulle possibilità di scelta di mezzi e risorse, nonché sull'organizzazione delle stesse», ledendo anche il principio di libera concorrenza tra imprese. 2.- Nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, eccependo preliminarmente, sotto diversi profili, l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale. 2.1.- Con la prima eccezione la difesa erariale evidenzia che il rimettente avrebbe sollevato la questione di legittimità costituzionale «con riferimento soltanto all'interpretazione data» alla norma censurata dalla «amministrazione pubblica», senza tentare di interpretare in via autonoma la disposizione di legge in modo conforme al dettato costituzionale. L'eccezione non è fondata. Va infatti ribadito il costante orientamento di questa Corte secondo cui l'onere di interpretazione conforme viene meno, lasciando il passo all'incidente di costituzionalità, allorché il giudice rimettente sostenga, come nel caso di specie, che il tenore letterale della disposizione non consenta tale interpretazione (ex plurimis, sentenze n. 18 del 2022, n. 59 e n. 32 del 2021, n. 32 del 2020, n. 221 e n. 141 del 2019, n. 268 e n. 83 del 2017, n. 241 del 2016). 2.2.- Secondo la difesa erariale, inoltre, la questione di legittimità costituzionale sarebbe stata sollevata «dubitativamente e in maniera perplessa», con «incerta ricostruzione fattuale dell'intera fattispecie», anche perché il rimettente muoverebbe dall'erronea considerazione che l'Agenzia delle dogane e dei monopoli avrebbe negato l'agevolazione in parola in ragione della «natura privata del contribuente», mentre l'effettiva ragione dell'esclusione dipenderebbe dalla circostanza che si trattava di «noleggio con conducente e quindi di trasporto di persone occasionale». Anche tale eccezione non è fondata. Dalla lettura complessiva dell'ordinanza emerge che il percorso argomentativo non è dubitativo né perplesso e che il rimettente ha sufficientemente descritto la fattispecie ai fini dell'ammissibilità della effettiva questione sottoposta al vaglio di questa Corte (sentenze n. 46 del 2023, n. 95 del 2022 e n. 35 del 2021). 3.- Nel merito le questioni non sono fondate. Il rimettente, in definitiva, muove dall'assunto che nelle ipotesi in cui l'impresa pubblica eserciti, unitamente alla attività di trasporto di persone a carattere regolare, anche una parallela attività di trasporto di persone a connotazione occasionale, l'art. 24-ter del d.lgs. n. 504 del 1995 consentirebbe l'attribuzione del beneficio fiscale per l'esercizio di ciascuna delle due attività, che rimarrebbe invece precluso alle imprese private di trasporto di persone che svolgono solo attività di trasporto occasionale. Ciò che determinerebbe la violazione degli artt. 3 e 41 Cost. 4.- L'esame del quadro normativo in cui s'inseriscono le questioni di legittimità costituzionale sollevate dimostra che il principale presupposto ermeneutico su cui le stesse poggiano non è corretto. 4.1.- Al riguardo, occorre innanzitutto ribadire che il censurato art. 24-ter del d.lgs. n. 504 del 1995, in particolare, prevede, al comma 2, lettera b), l'applicazione di un'aliquota ridotta dell'accisa gravante sul gasolio commerciale utilizzato da: a) «enti pubblici o imprese pubbliche locali esercenti l'attività di trasporto di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e alle relative leggi regionali di attuazione»; b) «imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al decreto legislativo 21 novembre 2015, n. 285»; c) «imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422»; d) «imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009». In questi termini, il suddetto art. 24-ter ricomprende nelle tipologie dei beneficiari dell'agevolazione non solo soggetti pubblici ma anche imprese che possono avere natura privata;