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Pertanto, l'assegnazione di un termine di pagamento di cinque giorni prima dell'inizio dell'attività di recupero coattivo non è il frutto di una scelta dell'agente della riscossione, ma costituisce il puntuale adempimento di quanto previsto dalla legge. Relativamente ai dati numerici delle cartelle di pagamento attualmente da notificare, evidenzia che, dei circa 26 milioni di cartelle di pagamento che si sono accumulate dall'inizio del periodo di sospensione e fino a tutto il 31 dicembre 2021, circa 13 milioni sono state già prodotte e avviate alla notifica; di queste, circa 7 milioni sono già state notificate, mentre per altre 6 milioni l' iter di notifica è in corso di perfezionamento. Per gli ulteriori 13 milioni di cartelle, il piano di graduale smaltimento prevede la produzione e l'invio alla notifica entro l'inizio del 2023, unitamente alle cartelle relative ai carichi che gli enti creditori hanno già affidato o affideranno all'Agenzia delle entrate-Riscossione nel corso dell'anno 2022. Nel periodo gennaio - maggio 2022, inoltre, sono stati avviati alla notifica circa 2,6 milioni di avvisi di intimazione, in massima parte necessari per interrompere i termini di prescrizione dei carichi affidati dagli enti negli anni precedenti al periodo di sospensione. Quanto, infine, all'ipotesi di una rottamazione- quater straordinaria, il Sottosegretario sottolinea che la valutazione è rimessa alla sovranità del Parlamento. Interviene in replica il senatore CALANDRINI ( FdI ), che si dichiara insoddisfatto della risposta, ma accoglie con favore la posizione di neutralità del Governo su una possibile rottamazione- quater , nei confronti della quale c'è peraltro un generale consenso delle forze politiche e dunque potrebbe anche essere varata con un prossimo provvedimento. Riconosce la straordinarietà dell'intervento, per il quale auspica il Governo riesca a individuare le relative coperture, sottolineando che esso trova tuttavia la sua ratio nella situazione di emergenza in cui si trovano il Paese e molti contribuenti. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA risponde infine all'interrogazione 3-03381, del senatore De Bertoldi, evidenziando che con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 22 giugno scorso, il termine del 30 giugno 2022 per la presentazione dell'autodichiarazione per gli aiuti della Sezione 3.1 e della Sezione 3.12 della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final , recante "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza da Covid-19" (come modificate con la Comunicazione C(2021) 564 del 28 gennaio 2021), è stato ufficialmente prorogato al 30 novembre 2022. Ciò premesso, il Ministero dello sviluppo economico, con riferimento agli aiuti connessi alle garanzie del Fondo centrale di garanzia, rilasciate ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge n. 23 del 2020, fa presente che il citato articolo 13 del decreto-legge n. 23 del 2020 ha introdotto due tipologie di garanzia: una prima tipologia di garanzia, concessa nella misura del 100 per cento, che assiste finanziamenti di importo ridotto concessi alle imprese ed ai lavoratori autonomi danneggiati dalla pandemia e che trova la sua disciplina nella lettera m) del predetto articolo 13, comma 1; una seconda tipologia di garanzia, concessa fino al 90 per cento dell'importo del prestito, che trova la sua principale disciplina nella lettera c) del predetto articolo 13, comma 1. La prima garanzia è concessa ai sensi e nei limiti previsti dalla sezione 3.1 del Temporary Framework , dal momento che la Commissione europea assimila una garanzia integrale (copertura al 100 per cento) su un finanziamento bancario a un contributo a fondo perduto (dal momento che nessuna valutazione del merito di credito è operata sul prenditore e nessun rischio assume il soggetto che eroga il finanziamento). Questa tipologia di garanzia incide, ai fini della verifica del massimale del plafond , per l'intero importo. La seconda tipologia di garanzia è concessa ai sensi e nei limiti previsti dalla sezione 3.2 del Temporary Framework . In tal caso, diversamente dalla sezione 3.1 dove è previsto un plafond massimo di aiuto per impresa (oggi pari a 2,3 milioni di euro), la sezione 3.2 prevede dei limiti massimi dell'importo del finanziamento, parametrati al fatturato dell'impresa o al suo monte salari. La sezione 3.2 prevede, altresì, che tali garanzie siano concesse a fronte del versamento di un premio annuale di garanzia, in misura almeno pari ai premi annui riportati nella tabella di cui alla stessa sezione 3.2. Tuttavia, il legislatore, nel richiamato articolo 13 del decreto-legge n. 23 del 2020, tra le varie condizioni di favor per le imprese, ha previsto anche la completa gratuità della garanzia rilasciata dal Fondo. Pertanto, dal momento che il Fondo rilascia, per effetto di tale previsione, garanzie gratuite, il differenziale tra il premio di garanzia imposto dalla sezione 3.2 del Temporary Framework e il premio (pari a 0) applicato all'impresa, costituisce un ulteriore elemento di aiuto connesso alla garanzia del Fondo, che va necessariamente inquadrato, in termini tecnici di "abbuono di premio di garanzia", nella sezione 3.1 del Temporary Framework. In relazione alla garanzia concessa dal Fondo in misura integrale (dunque, nel caso delle garanzie cosiddette ex lettera m) , l'intero importo della garanzia (qui uguale, per effetto della copertura al 100 per cento, all'importo del finanziamento garantito) rappresenta insomma, per tutto il suo importo nominale, un aiuto inquadrato nella sezione 3.1 del Temporary Framework , che concorre, dunque, al plafond ivi previsto (attualmente, come detto, pari a 2,3 milioni di euro). La garanzia, concessa dal Fondo fino al 90 per cento dell'importo del finanziamento, rappresenta un aiuto inquadrato nella sezione 3.2 e, limitatamente all'abbuono di premio di garanzia, nella sezione 3.1. Anche in tal caso, limitatamente a questa componente, l'aiuto rileva ai fini del plafond di cui alla medesima sezione 3.1. In relazione, invece, al secondo quesito, il Sottosegretario fa presente che nella dichiarazione sostitutiva sono stati inseriti analiticamente gli aiuti elencati nell'articolo 1 del decreto ministeriale 11 dicembre 2021. Tuttavia, ai fini del rispetto dei massimali di cui alle sezioni 3.1 e 3.12 del Temporary Framework , concorrono tutti gli aiuti concessi nell'ambito delle predette sezioni, anche quelli di natura non fiscale e/o non erariali. Tra gli altri aiuti (Sezione II del Quadro A) possono, quindi, essere compresi aiuti non conosciuti dall'Agenzia delle entrate perché concessi da altre amministrazioni per i quali non è possibile fornire un elenco (le autorità concedenti saranno in grado di fornirlo). Interviene in replica il senatore DE BERTOLDI ( FdI ), che si dichiara insoddisfatto della risposta.