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Noi ancora oggi facciamo vivere ai nostri ragazzi una scuola in cui i saperi sono suddivisi dal suono della campanella, quando invece i nostri ragazzi sono abituati ad apprendere attraverso i link , sono abituati a comprendere che le discipline si incontrano tra di loro, che i saperi non sono fossilizzati e non hanno muri, ma si possono diffondere. Questo è uno sforzo che la politica dovrebbe fare, per portare davvero la scuola e la formazione complessiva a lavorare in questa direzione. La realtà è davvero caratterizzata da complessità e velocità in trasformazione e la linea di separazione tra le discipline ostacola il processo di scoperta e frena la curiosità. È fondamentale fare in modo che i ragazzi siano portati a superare gli steccati e a capire la complessità, l'interdipendenza tra i fenomeni, i rapporti di causa-effetto, che hanno perso gran parte di quella storica linearità, perché si incontrano; ed è bello che i nostri ragazzi possano vivere un sapere fatto in questo modo. Serve dare un nuovo corso a questo sistema, anche sulla spinta che ci dà il PNRR, partendo proprio dal suo presupposto centrale: ricostruire il Paese partendo dai più giovani. Io sono contenta, perché il nostro partito ha lavorato con forza per pensare che ci potesse essere una clausola di premialità rispetto a tutto ciò che riguarda donne e giovani. L'abolizione della possibilità di iscrizione contemporanea a due corsi universitari aumenta le opportunità di apprendimento per i ragazzi che vogliono studiare ed è uno stimolo per chi è abituato ormai da molto tempo a fare più cose contemporaneamente. È come se noi, abrogando questa norma, entrassimo in sintonia con le abilità, le attitudini, le caratteristiche e le ambizioni delle nuove generazioni. È come se noi dicessimo: vogliamo aiutarvi a sviluppare le vostre potenzialità, siamo al vostro fianco, non ci sono limiti. È la scuola la prima che vuole superare questi limiti e l'università oggi sta dando un grande segnale in questa direzione. Premiamo allora questa curiosità, questa capacità di interconnettersi, questa capacità di scambiare diversi settori tra loro, che è alla base di un mondo che cambia. Sono anche molto contenta e siamo molto soddisfatti che la legge preveda meccanismi che permettono agli studenti economicamente svantaggiati di accedere alla doppia iscrizione. Sappiamo che questo è un Paese dove è difficile rendere effettivo il pieno diritto all'istruzione ed evitare quindi discriminazioni, anche se è stato già fatto tanto, anche se tutto il lavoro fatto sulla no tax area rispetto all'università ha dato dei segnali importanti. Quindi, Ministra, noi siamo soddisfatti di provare ad andare avanti in questa direzione, perché il diritto allo studio deve essere garantito e per noi è sacrosanto, anche perché il diritto allo studio, se esercitato, consente di vivere quello che ci dice la nostra Costituzione. In Italia la mobilità sociale quasi non c'è e spesso purtroppo il successo scolastico e accademico è ancora legato alla provenienza familiare. Abbiamo bisogno davvero di invertire questa tendenza ed è una battaglia che dovrebbe vederci - ma mi sembra di poterlo dire - tutti alleati. Il provvedimento in esame fa bene al Paese e fa bene ai nostri ragazzi, quindi è con gioia che voteremo a favore. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, signor relatore, onorevoli colleghi, signor Ministro, il testo del disegno di legge che stiamo per approvare ha un obiettivo fondamentale, che tutti condividiamo, che è quello di eliminare finalmente norme desuete e soprattutto di adeguare la normativa italiana agli ordinamenti della maggior parte degli altri Paesi europei, nei quali è riconosciuta agli studenti la facoltà di iscriversi contemporaneamente a più corsi di studio, favorendo così quello che per noi è un punto assolutamente fondamentale, ovvero l'interdisciplinarietà del sapere e dei saperi, proprio per creare figure professionali che possano rispondere in modo più adeguato alla complessità del mercato del lavoro e abbiano la possibilità di comprendere la complessità del mondo. Il provvedimento in esame consente quindi l'iscrizione a più corsi di laurea magistrale e master , presso università, scuole o istituti superiori a ordinamento speciale. È previsto quindi che lo studente si possa iscrivere contemporaneamente a due corsi e possa beneficiare anche degli strumenti e dei servizi a sostegno del diritto allo studio per una sola iscrizione. Signora Ministra, oggi parliamo di tale tematica, visto che introduciamo questa importante novità, ma credo che, in una fase complicata e difficile per il nostro Paese, occorra a maggior ragione adoperarsi perché il diritto allo studio sia effettivamente esercitabile. Abbiamo infatti il problema del numero dei laureati, che purtroppo è molto basso rispetto al resto dei Paesi europei. Ritengo dunque che il provvedimento in esame aiuti a migliorare questo approccio, ma dobbiamo assolutamente adoperarci su questa tematica, che rappresenta una questione sociale molto rilevante, che ha a che fare direttamente col principio di uguaglianza, sancito dall'articolo 3 della nostra Costituzione. Il provvedimento in esame è di particolare interesse, perché può favorire la crescita culturale e generare un positivo impatto sociale ed economico sul Paese. Bisogna quindi evidenziarne tutte le potenzialità e le risorse, ma anche alcune criticità, e va certamente sottolineato che è fondamentale superare la rigidità connessa ai corsi di laurea, di cui da molto tempo si chiede l'innovazione e l'apertura interdisciplinare, che deve peraltro andare di pari passo con un ripensamento complessivo della compartimentazione attuale dei saperi, che certamente è in atto, ma che assolutamente non possiamo dare per scontato. Quindi, signora Ministra, da un lato essi devono aprirsi rispetto ai recinti chiusi, dall'altro però non si devono disperdere le tradizioni di ricerca specifiche. Va quindi sottolineato che una parte fondamentale del provvedimento prevede la creazione di un sistema di tutoraggio, che aiuti a comporre il percorso di apprendimento complessivo, in modo che venga presidiato il conseguimento di un apprendimento e di una formazione integrata. Dobbiamo però capirci su questo aspetto: non si tratta di essere pro o contro la flessibilità, ma occorre costruire un disegno normativo tale per cui si deve garantire al tempo stesso la flessibilità, l'interdisciplinarietà e l'efficacia formativa. Il grande valore offerto dal dialogo tra le discipline, quindi dall'interdisciplinarità, viene garantito da un sistema di accompagnamento, che consente allo studente o alla studentessa di acquisire consapevolezza della molteplicità dei saperi che incontra nella sua esperienza universitaria, così da disporre delle competenze chiave per orientarsi in tutto ciò che ha appreso nei diversi corsi di laurea. Il nostro auspicio è che possano essere introdotti strumenti di controllo per evitare il fenomeno della svendita dei titoli universitari.