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Il comma 9 specifica che i riferimenti al commissario e al sub-commissario nonché al commissariamento e alla gestione commissariale contenuti agli articoli 1 e 2- quinquies del decreto-legge n. 61 del 2013, all'articolo 12 del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 175 del 2013, e all'articolo 22- quater , comma 2, del decreto-legge n. 91 del 2014 devono intendersi come riferimenti, rispettivamente, al commissario straordinario e alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al decreto-legge n. 347 del 2003. Il comma 10 specifica che il riferimento alla gestione commissariale di cui all'articolo 1, comma 9- bis , del decreto-legge n. 61 del 2013 si intende riferito alla gestione aziendale da parte del commissario o dell'avente titolo, sia esso affittuario o cessionario, e che la disciplina ivi prevista si applica all'impresa commissariata o affittata o ceduta fino alla data di cessazione del commissariamento o a diversa data fissata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dello sviluppo economico. Il comma 11 dispone che, nel caso in cui l'impresa commissariata, ai sensi del decreto-legge n. 61 del 2013, sia successivamente ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria, essa possa accedere alle misure previste dall'articolo 252- bis del decreto legislativo n. 152 del 2006. Tale norma prevede che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con la regione territorialmente interessata e, per le materie di competenza, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per gli aspetti di competenza, possono stipulare accordi di programma con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico in siti di interesse nazionale (SIN), individuati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 426, al fine di promuovere il riutilizzo di tali siti in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale, e di preservare le matrici ambientali non contaminate. L'esclusione da tale beneficio delle aree interessate dalle misure di commissariamento di cui al decreto-legge n. 61 del 2013 trova ragione nel fatto che con il suddetto commissariamento lo Stato si sostituisce al proprietario dell'area solo per l'attuazione del piano sanitario e ambientale e, una volta operato il risanamento, essa torna nella disponibilità del proprietario che è il responsabile dell'inquinamento. Con l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria sorge, invece, la necessità di tutelare l'eventuale terzo acquirente, non responsabile della contaminazione, e di porlo in condizione di accedere al beneficio derivante dagli accordi di programma, al pari di altri cessionari di aree contaminate collocate in zone SIN. L'articolo 3 reca disposizioni finanziarie. In particolare, il comma 1 interviene sull'articolo 1, comma 11- quinquies del decreto-legge n. 61 del 2013, prevedendo il versamento in una contabilità speciale intestata al Commissario straordinario delle somme sottoposte a sequestro penale. Tale disposizione si collega funzionalmente al comma 2 ove si prevede, ai fini dell'attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, la titolarità in capo al commissario straordinario dell'amministrazione straordinaria delle contabilità speciali di cui all'articolo 1, comma 11- quinquies , del decreto-legge n. 61 del 2013, nonché di altre contabilità che vengono aperte presso la tesoreria statale nelle quali confluiscono sia le risorse assegnate dal CIPE con propria delibera, previa presentazione di un progetto di lavori, a valere sul Fondo di sviluppo e coesione, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica e nel limite delle risorse annualmente disponibili, nonché altre eventuali risorse a qualsiasi titolo destinate o da destinare agli interventi di risanamento ambientale. Con il comma 3 si prevede che, in aggiunta alla rendicontazione contabile prevista dalla vigente normativa, il commissario straordinario fornisca specifica informativa al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministero dello sviluppo economico e alle autorità giudiziarie interessate. In coerenza con la normativa europea e nazionale, il comma 4 conferma il diritto di rivalsa da parte dello Stato nei confronti dei responsabili del danno ambientale. Da ultimo, con il comma 5 si autorizza la sottoscrizione con FINTECNA S.p. A., in qualità di avente causa dell'IRI, di un atto convenzionale di liquidazione dell'obbligazione contenuta nell'articolo 17.7 del contratto di cessione dell'ILVA Laminati Piani (oggi ILVA S.p. A.). Le somme rinvenienti da detta operazione affluiscono nella contabilità ordinaria del commissario straordinario. L'operazione ha natura definitiva e non è soggetta ad azione revocatoria. L'articolo 4 modifica i commi 2 e 6 dell'articolo 12 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, che prevedono le procedura per l'approvazione dei piani di gestione dei rifiuti e delle discariche, per rifiuti pericolosi e non pericolosi, dell'ILVA S.p. A. L'attuale disciplina prevede che tali piani siano approvati con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, su proposta del sub commissario ambientale ILVA, sentite la regione Puglia e l'ARPA Puglia. Con la presente modifica normativa i piani vengono approvati ex lege , così come proposti dall'organo governativo commissariale (il sub commissario ambientale). Tale procedura ha il pregio di valorizzare il lavoro tecnico già svolto dal sub commissario e di velocizzare e semplificare l'adozione dei piani, allo stato non ancora approvati. La norma elimina, poi, la previsione di misure di compensazione in materia di piano di gestione rifiuti, cancellando una statuizione normativa frutto di un evidente errore; il comma 6 dell'articolo 12 infatti replicava la disposizione del comma 2, ma senza giustificazione, atteso che per la gestione ordinaria di rifiuti non appare necessario provvedere a compensazioni economiche, opportune invece per la predisposizione di discariche e a favore degli enti locali nel cui territorio tali discariche vengono impiantate. Si prevede, infine, un meccanismo di possibile integrazione delle garanzie finanziarie a supporto delle attività previste nei piani rifiuti e discariche, nel termine di centoventi giorni dal decreto che le dispone, stabilendo un meccanismo sanzionatorio (decadenza dall'esercizio delle attività) in caso di mancata prestazione. L'articolo 5 detta disposizioni finalizzate ad una celere e coordinata attuazione degli interventi per far fronte alla situazione di criticità riguardante la città e l'area di Taranto. Il comma 1 prevede che l'attuazione degli interventi sia disciplinata da un contratto istituzionale di sviluppo denominato «CIS Taranto».