[pronunce]

che, relativamente alla dedotta violazione delle garanzie del giusto processo, nelle quali si compendiano il principio del contraddittorio e i diritti di difesa dell'indagato, è sufficiente rilevare che le modalità e i contenuti del contraddittorio sono materia di spettanza del legislatore - nel limite qui non superato - della ragionevolezza, e che una volta che non sia scelta costituzionalmente imposta quella di modellare il procedimento incidentale cautelare sullo schema del processo di merito, è demandata al medesimo legislatore la configurazione degli strumenti e dei poteri giudiziali di acquisizione di elementi ulteriori rispetto a quelli disponibili (ordinanza n. 440 del 1997); che, per quanto detto, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente infondata sotto tutti i profili dedotti. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 299, commi 3-ter e 4-ter del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Zagrebelsky Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 12 luglio 2001. Il cancelliere: Fruscella