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Disposizioni in materia di attività professionali del farmacista. Onorevoli Senatori. -- La professione di farmacista, in ragione delle dinamiche evolutive che stanno interessando il settore e dei recenti interventi legislativi di riforma del servizio farmaceutico che hanno introdotto la possibilità per il professionista di rendere nuovi e diversificati servizi ai pazienti, ha un più vasto campo d'azione, che non è più esclusivamente quello di dispensazione dei medicinali. Anche alla luce del significativo numero di laureati presso le facoltà di farmacia e chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF), si ritiene utile prevedere la possibilità di nuove opportunità professionali per i laureati in farmacia e in CTF, in ragione del fatto che vi sono luoghi e situazioni ove è necessaria una professionalità che abbia specifiche conoscenze chimico -- farmacologiche e che, secondo recenti indagini, risulta molto apprezzata nei diversi contesti in cui si trova ad operare. Uno studio realizzato nel 2010 dall'Osservatorio sulla professione FOFI-SDA Bocconi ha dimostrato, infatti, che il servizio farmaceutico si pone al vertice del gradimento della popolazione e che il cittadino nutre grande fiducia nel farmacista quale professionista esperto del farmaco. Gli stessi risultati sono stati confermati da un ulteriore studio realizzato sempre nel 2010 dal Censis per il Ministero della salute. Le indagini hanno fornito una conferma scientifica di un dato di esperienza: i farmacisti hanno un ottimo rapporto con i cittadini, garantiscono un servizio capillare e accessibile e per questo sono diventati un punto di riferimento. Anche i risultati dell'indagine «La costumer satisfaction », realizzata da CFI Group e GPF per conto del Centro di formazione management del terziario (Confcommercio), hanno evidenziato che i cittadini confermano la loro fiducia nei confronti dei farmacisti, per la loro professionalità e competenza. Lo studio è stato pubblicato nel novembre 2010 e i suoi risultati sono estremamente lusinghieri per la farmacia italiana che, come nelle precedenti edizioni -- 1996, 2002, 2006 e 2008, si colloca al primo posto tra i servizi presi in esame, con una percentuale di gradimento del 76 per cento, essendo, tra l'altro, l'unico servizio che raggiunge la soglia dell'eccellenza. Il presente disegno di legge, pertanto, mira altresì ad aprire per i laureati presso i suddetti corsi di laurea un ventaglio di nuove possibilità, consentendo loro: -- di lavorare presso i laboratori privati di analisi cliniche e di elaborare diete salutari e curare la loro attuazione (articolo 1); -- di operare presso le case di cura private con un elevato numero di posti letto, al fine di evitare che il farmaco, peraltro in quantità rilevanti, sia gestito da persone non qualificate (articolo 2); -- di inserirsi professionalmente nelle strutture del Servizio sanitario nazionale preposte ai trattamenti dei pazienti tossicodipendenti o affetti da AIDS ed, in particolare, nei Servizi per le tossicodipendenze (articolo 3). È prevista, inoltre, l'istituzione del servizio farmaceutico negli istituti penitenziari, al fine di garantire un'adeguata assistenza farmaceutica (con compiti di dispensazione, conservazione e controllo del farmaco nonché di educazione sanitaria) a favore della popolazione residente (tenuto conto anche dell'alta percentuale di tossicodipendenti e malati di AIDS presenti nelle carceri) e di coloro che lavorano presso la struttura (articolo 4). Gli articoli 5 e 6 stabiliscono, altresì, la presenza di dispensari farmaceutici presso le aree di servizio della rete autostradale, le navi da crociera ed i treni a lunga percorrenza (articoli 5 e 6). Gli articoli 7 e 8 sono finalizzati a valorizzare il ruolo del farmacista nella prevenzione e nella risoluzione delle problematiche connesse agli errori in terapia, al rischio clinico e alla sicurezza dei pazienti. La specializzazione dei farmacisti ospedalieri e territoriali ed il loro patrimonio di conoscenze culturali e di competenze professionali possono e devono trovare una adeguata valorizzazione in ambito clinico, attraverso l'istituzione del farmacista di dipartimento ed il potenziamento dell'attività di corsia e di governo del rischio clinico, con effetti positivi per il miglioramento della qualità delle prestazioni, per la riduzione degli errori terapeutici e per il contenimento della spesa farmaceutica ospedaliera. Le competenze del farmacista in materia di farmacologia, tecnica farmaceutica, farmacodinamica e farmacocinetica possono rappresentare, infatti, un prezioso contributo all'attività del personale sanitario di ospedali, policlinici universitari e centri di ricovero. Le esperienze di altri paesi in cui è stato implementato il ruolo del farmacista in tali dinamiche, confortano la previsione di una necessaria applicazione, anche nelle nostre realtà sanitarie, delle conoscenze specialistiche del farmacista. In tal modo, sarà possibile non solo prevenire gli errori legati alla terapia farmacologica, ma anche ottimizzare quest'ultima, in relazione alla correttezza delle dosi, alle vie e agli intervalli di somministrazione. Tra l'altro, come dimostrato anche da recenti sperimentazioni (come il progetto «Farmacista di dipartimento», recentemente avviato dal Ministero della salute in collaborazione con la Società italiana farmacisti ospedalieri e la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, presso gli ospedali Molinette di Torino, Istituto oncologico di Padova, Riuniti di Ancona, Giovanni Paolo II di Bari e San Vincenzo di Taormina) il farmacista, con la propria presenza direttamente nei reparti ospedalieri, sarebbe in grado di ridurre notevolmente, fino a dimezzarli, gli errori legati alle terapie farmacologiche somministrate ai pazienti ricoverati. Errori di tale natura sono, purtroppo, molto frequenti nella realtà sanitaria italiana: a tal fine, l'articolo 7, comma 1, prendendo atto dei risultati ottenuti con le recenti sperimentazioni, prevede la specifica presenza in corsia del farmacista, che attraverso la sua attività di consiglio agli altri operatori sanitari, medici e infermieri, e di vigilanza sulla somministrazione dei farmaci, potrebbe significativamente contribuire alla riduzione di tali inefficienze e disservizi. Il secondo comma dello stesso articolo prevede inoltre la costituzione di una unità operativa di farmacia, cui afferisce personale in possesso della specializzazione di farmacista ospedaliero. Nella medesima prospettiva si inserisce l'articolo 8, che mira ad introdurre sistemi di segnalazione e monitoraggio che permettano l'identificazione di nuovi e non sospettati rischi, ad esempio complicazioni mai riconosciute associate all'uso di un determinato farmaco, a cui faccia seguito una precisa analisi scientifica dei dati finalizzata all'individuazione delle strategie di azione da seguire. In tal senso, è prevista la creazione di un meccanismo di reporting dei dati relativi all'assunzione dei farmaci e la costituzione di un gruppo di esperti che riveda tutti i report , individuando i nuovi possibili rischi al fine di prevenirli. La sicurezza dei pazienti, oltre ad essere uno degli obiettivi prioritari del Servizio sanitario nazionale, infatti, è uno dei fattori determinanti della qualità delle cure.