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La possibilità di disporre di un patrimonio infrastrutturale efficiente è poi emersa anche nella gestione della crisi epidemiologica legata al Covid 19, dove la Difesa ha assunto un ruolo proattivo nella gestione dell'emergenza tramite molteplici interventi, che hanno spaziato dal trasporto di persone malate, alla messa a disposizione di infrastrutture per la degenza, alle misure di controllo delle norme di distanziamento sociale e delle misure di quarantena. Stante quanto precede, appare opportuno formulare al Governo degli indirizzi precisi, che possano tutelare il processo già posto in essere dalla Difesa ed accedere, altresì, a nuove risorse finanziarie, tra cui spiccano i nuovi strumenti messi a disposizione dall'Unione europea. Conclude dando puntuale lettura degli impegni al Governo contenuti nella proposta di risoluzione. Interviene il sottosegretario TOFALO, esprimendo avviso favorevole sulla proposta di risoluzione poc'anzi illustrata dalla relatrice, che è in piena sintonia con le attività del Governo in questo settore, a cominciare dal maggiore impiego dei fondi dell'Unione europea. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), nel preannunciare il voto favorevole della propria parte politica, invita la Commissione a rimanere focalizzata sul tema, con particolare riferimento agli immobili dei reparti operativi. Poiché nessun altro chiede di intervenire, viene posta ai voti, previa verifica del numero legale, la proposta di risoluzione formulata dalla Presidente relatrice, che risulta approvata. La presidente GARAVINI si compiace dell'esito unanime della votazione. IN SEDE CONSULTIVA ddl 1721 (legge di elegazione europea, Doc. LXXXVI, n. 3 e LXXXVII, n. 3 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Relazione alla 14ª Commissione sul disegno di legge n. 1721. Parere alla 14ª Commissione sul Doc . LXXXVI, n. 3. Parere alla 14ª Commissione sul Doc . LXXXVII, n. 3. Seguito dell'esame del disegno di legge n. 1721, congiunzione con il seguito dell'esame del Doc . LXXXVI, n. 3, e con l'esame del Doc . n. LXXXVII, n. 3. Esame congiunto con esiti distinti. Relazione favorevole sul disegno di legge n. 1721. Parere favorevole con osservazioni sul Doc . LXXXVI, n. 3. Parere favorevole sul Doc . LXXXVII, n. 3) Su proposta della PRESIDENTE , la Commissione delibera di congiungere l'esame dei provvedimenti in titolo. La relatrice ROJC ( PD ), nel richiamare le relazioni da lei già svolte sul Doc . LXXXVI, n. 3 (nella seduta dello scorso 11 febbraio) , e sul disegno di legge n. 1721 (nella seduta dello scorso 19 maggio), illustra il Doc . LXXXVII, n. 3, recante la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2019. Nel dettaglio, i principali profili di competenza della Commissione si rinvengono nel capitolo 10 della seconda parte del documento, dedicato alla dimensione esterna dell'Unione; più in particolare nei paragrafi 10.1 (Politica estera e di sicurezza comune - PESC), e 10.2 (Politica di sicurezza e difesa comune - PSDC). Relativamente al primo aspetto, continua, in particolare, ad avere particolare rilevanza, come in passato, il tema della stabilizzazione della Libia. L'oratrice ricorda che, proprio per affermare un ruolo più incisivo dell'UE, tra le altre iniziative, a margine del Consiglio europeo del 13 dicembre l'Italia aveva promosso un vertice con Germania e Francia. Il documento accenna anche alla missione EUBAM Libia e all'operazione Sophia, sostituita ora dall'operazione Irini. Sempre con riferimento alla Politica estera comune, il documento all'esame della Commissione pone particolare attenzione alla questione siriana, a quella iraniana (in cui il Governo, nonostante il contesto fortemente critico, si è impegnato a mantenere vive le relazioni politiche, economiche e culturali e a sostenere l'impegno europeo a salvaguardia dell'accordo sul nucleare), alla situazione irachena (in prospettiva di contrasto al terrorismo e ai fenomeni correlati), allo Yemen, al contenzioso israelo-palestinese (confermando l'appoggio alle azioni dell'Alto Rappresentante, nel contesto degli sforzi internazionali diretti a favorire la ripresa del dialogo tra le parti), nonché in relazione alla stabilizzazione, crescita economica e integrazione europea dei Balcani occidentali. Altri aspetti trattati nella relazione concernono, altresì, i rapporti con la Turchia e la crisi ucraina e la situazione in Afghanistan. Inoltre, nell'ambito del rafforzamento e della ridefinizione delle relazioni transatlantiche, anche in chiave Brexit , il Governo ha sostenuto il dialogo UE-USA nei diversi settori di comune interesse, appoggiando l'operato della Commissione. Particolarmente attiva, infine, anche la politica a sostegno dell'Africa dove il Governo ha confermato un'attenzione prioritaria verso Corno d'Africa e Sahel (aree di origine e transito dei flussi migratori, la cui stabilità è fondamentale per la sicurezza europea). Con riferimento al secondo profilo (PSDC), la relazione rileva quindi che il 2019 è stato dedicato al consolidamento dell'impianto istituzionale nel settore sicurezza e difesa. Il Governo ha infatti continuato a sostenere le iniziative volte al rafforzamento della difesa europea, in complementarità con la NATO, con l'obiettivo di sviluppare capacità all'altezza delle esigenze di protezione del territorio e dei cittadini europei, in un contesto esterno di perdurante instabilità. Si è inoltre contribuito in maniera fattiva all'attuazione della Strategia globale dell'UE e a far in modo che l'Unione divenga un fornitore di sicurezza globale, dotato di sufficiente autonomia strategica da guardare nella nostra visione in complementarità con la NATO, che resta comunque l'Organizzazione primariamente deputata alla difesa collettiva. Particolare attenzione è stata posta sulla Cooperazione strutturata permanente (PESCO), finalizzata ad assicurare efficienza decisionale e rigorosi meccanismi di verifica degli impegni assunti dai venticinque Stati partecipanti. Dopo i primi trentaquattro progetti, nel 2019 è stato infatti approvato un terzo blocco di tredici iniziative, di cui due affidate al coordinamento italiano (il numero dei progetti a guida nazionale sale quindi a ben nove). Nella parte finale dell'anno è stato inoltre avviato dal SEAE il processo di revisione strategica della PESCO, che mira a rivedere le procedure di gestione della Cooperazione strutturata permanente per renderla sempre più rilevante ed efficace.