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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 3ª e 13ª RIUNITE 13ª(Territorio, ambiente, beni ambientali) 1 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 16. IN SEDE REFERENTE A.S. 1491 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilit&agrave; civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno DDL 1491 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore per la 3 a Commissione, illustra il disegno di legge, già approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati, recante ratifica ed esecuzione di due Protocolli emendativi rispettivamente della Convenzione di Parigi del 1960 e della Convenzione di Bruxelles del 1963, sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare. Quale relatore per la 3 a Commissione, si limita a delineare il quadro giuridico-internazionale entro cui si collocano i due Protocolli, lasciando al collega della 13 a Commissione l'illustrazione dei contenuti del disegno di legge di ratifica, in particolare in ordine agli aspetti di adeguamento della nostra normativa interna che la ratifica dei due strumenti internazionali comporta. Osserva, innanzitutto, che i Protocolli, firmati a Parigi nel febbraio 2004, intervengono in tema di responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, modificando per la terza volta la Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 e la complementare Convenzione di Bruxelles del 31 gennaio 1963, delle quali l'Italia è Parte. Ricorda poi che la Convenzione di Parigi sulla responsabilità civile di Parti terze nel campo dell'energia nucleare, adottata nell'ambito dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), costituisce il primo strumento internazionale sui profili relativi alla responsabilità civile per danni derivanti da incidente nucleare e detta regole uniformi da adottare negli Stati che ne sono Parte, attualmente in numero di quindici. Dopo esser stata emendata con l'adozione di appositi Protocolli nel 1964 e nel 1982, la Convenzione di Parigi è stata sottoposta a nuove misure emendative nel 2004 mediante il Protocollo oggetto della presente ratifica, negoziato per migliorare la compensazione dei danni causati da incidenti nucleari. Più in dettaglio, il Protocollo del 2004, composto di 2 articoli, nell'introdurre ulteriori modifiche al testo della Convenzione, prevede un aumento degli importi di responsabilità e l'estensione del regime di responsabilità civile nucleare ai danni ambientali. Il documento, in estrema sintesi, dispone che la responsabilità civile venga posta esclusivamente a carico del gestore dell'impianto nucleare, che la natura della responsabilità prevista dall'articolo 6 della Convenzione di Parigi sia legale e non economica, che tale responsabilità sia di natura oggettiva e assoluta, e che ricada esclusivamente sull'operatore dell'impianto nucleare. Il Protocollo amplia altresì il concetto di danno e prescrive, in linea di principio, il risarcimento dei danni "immateriali" alle persone e ai beni, del costo delle "misure di ripristino" dell'ambiente e delle "misure preventive" adottate dopo l'incidente per prevenire e minimizzare i danni, nonché del lucro cessante a causa di una significativa degradazione dell'ambiente. Come evidenzia la relazione che accompagna il provvedimento, i miglioramenti apportati dal Protocollo sono stati finalizzati sostanzialmente alla copertura di una gamma più ampia di danni risarcibili e ad aumentare i massimali di indennizzo dei danni causati da un incidente nucleare, prevedendo, fra l'altro, che l'ammontare destinato alla copertura dei danni stabilito dalla Convenzione di Parigi, la cui responsabilità sia a carico dell'operatore dell'impianto ove origina l'incidente, sia portato da circa 200 a 700 milioni di euro. Il relatore rammenta, quindi, che il Protocollo di Parigi del 2004 non è ancora in vigore, essendo necessaria la ratifica dei due terzi dei Paesi contraenti. Tale quota potrà essere raggiunta solo con l'adesione degli Stati membri dell'Unione europea che siano anche Parti contraenti della Convenzione. Tali Stati, tra cui l'Italia, si sono impegnati a depositare simultaneamente gli strumenti di ratifica, ma, ad oggi, il nostro è l'unico Stato membro a non avervi provveduto. La mancata ratifica italiana - che ha determinato l'apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea nel 2012, poi chiusa nel 2013 sulla base di assicurazioni italiane dell'avvio imminente del procedimento di ratifica - è ascrivibile alle riserve italiane sulle conseguenze derivanti dall'adozione del documento illustrativo dei Protocolli, presentato alle Parti contraenti dopo la firma del Protocollo. In tale documento (e non nel Protocollo stesso) si consideravano ammissibili le richieste di risarcimento del danno nucleare per le dosi delle esposizioni alle radiazioni emesse dagli impianti durante il normale esercizio, anche al di sotto della soglia prescritta dalla normativa nazionale, assimilando tali condizioni di funzionamento a eventi incidentali. La nozione di incidente nucleare come «qualunque incidente nucleare occorso anche durante il normale esercizio dell'impianto» avrebbe significato un'estensione troppo ampia dell'oggetto di incidente, comprendendo al suo interno anche i rilasci normali nell'ambito delle attività nucleari. Tale riserva ha rallentato il procedimento di ratifica del Protocollo stesso, fino a quando si è addivenuti a un accordo, presso il Comitato giuridico dell'Agenzia per l'energia nucleare (NEA/OCSE), in cui è stata accolta la richiesta italiana e si è raggiunta una soluzione di compromesso, che lascia un maggiore margine interpretativo al legislatore nazionale in vista della trasposizione della Convenzione stessa nella normativa nazionale.