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L’articolo 5 prevede che le imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo che rinnovano ogni anno con i medesimi lavoratori un rapporto di lavoro a tempo determinato adempiano gli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria, all’informazione sui rischi e alla formazione senza moltiplicare gli adempimenti dovuti. L’articolo 6 introduce la previsione di misure di buona tecnica e buona prassi per gli aspetti inerenti il rischio di incendio, e le relative misure di prevenzione, protezione e gestione delle emergenze nelle aziende agricole e agroindustriali che espletano attività classificate a rischio medio e basso. Gli articoli da 7 a 15 apportano una serie di modifiche in materia ambientale, agendo sia sul decreto legislativo n. 152 del 2006, recante il codice dell’ambiente, sia sul decreto legislativo n. 205 del 2010, che attua la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, in materia di rifiuti. Tali modifiche tendono, complessivamente, a semplificare le procedure relative al conferimento dei rifiuti per le aziende agricole, nonché a promuovere, attraverso agevolazioni mirate, la stipula di accordi e convenzioni tese a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti. Gli articoli da 16 a 20 recano semplificazione in materia di procedimenti amministrativi, relativi alla circolazione delle macchine agricole (articolo 16), ai procedimenti amministrativi di interesse agricolo (articolo 17), alla riduzione di taluni termini procedimentali (articolo 18), alla soppressione di alcune duplicazioni di adempimenti di comunicazione a carico delle aziende agricole (articolo 19), alla comunicazione unica per la nascita dell’impresa (articolo 20). L’articolo 21 reca interpretazione autentica di norme in materia agricola, mentre gli articoli 22 e 23 semplificano in materia di controlli. L’articolo 22 reca modifiche al decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, prevedendo esplicitamente, in attesa dell’emanazione del regolamento previsto all’articolo 30 del suddetto decreto-legge, le tipologie di controlli amministrativi cui sono sottoposte le imprese soggette a certificazione ambientale o di qualità. Si individuano controlli igienico-sanitari degli stabilimenti produttivi e dei prodotti alimentari, e in particolare controlli relativi agli aspetti ambientali, di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, e controlli in materia di sicurezza dei lavoratori, di cui al decreto legislativo n. 81 del 2008. L’articolo 23 prevede invece il rafforzamento del coordinamento, anche operativo, tra le forze che si occupano di prevenzione e contrasto delle frodi agroalimentari, attraverso il potenziamento delle funzioni del Comitato tecnico previsto dal decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 13 febbraio 2003, n. 44, recante regolamento di riorganizzazione della struttura operativa dell’Ispettorato centrale repressione frodi. Le misure previste sono tese in ogni caso ad assicurare l’esercizio unitario dell’attività ispettiva nei confronti delle imprese agricole e l’uniformità di comportamento degli organi di vigilanza, nonché a garantire il regolare esercizio dell’attività imprenditoriale, evitando sovrapposizioni e duplicazioni negli accertamenti. A tali fini è inoltre previsto che il citato Comitato predisponga la strategia operativa finalizzata alla creazione di una banca dati unica, che raccolga i dati e le informazioni riguardanti controlli ed attività ispettive, da rendere accessibile a tutti i soggetti interessati. L’articolo 24 prevede alcune semplificazioni in materia di procedure dichiarative per l’accesso agli aiuti comunitari, così da garantire che le pubbliche amministrazioni coinvolte nel processo diano adeguata informazione ai soggetti che richiedono i contributi, promuovendo ed attuando procedure di gestione delle nuove istanze che rendano più agevole alle imprese la fruizione degli aiuti, senza appesantire l’ iter burocratico per l’accesso agli stessi. L’articolo 25 stabilisce l’obbligo, per gli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di pubblicare sul proprio sito internet , in modo visibile e facilmente accessibile agli utenti, i dati e le informazioni relative alla gestione degli enti stessi, così da contribuire a garantire forme di trasparenza che favoriscano la buona amministrazione. L’articolo 26 infine reca delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi meramente ricognitivi della legislazione vigente in materia di agricoltura, con i quali provveda a raccogliere in un apposito testo unico la normativa esistente, al fine di procedere al riordino e alla semplificazione della stessa. La delega, da esercitare entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge mira alla ricognizione e abrogazione espressa delle disposizioni oggetto di abrogazione tacita o implicita e di quelle prive di effettivo contenuto normativo o obsolete; all’organizzazione delle disposizioni per settori omogenei o per materie; al coordinamento delle disposizioni, con le necessarie modifiche tese a garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, uscendo dal coacervo di norme attualmente esistenti e rendendo coerente il sistema.. Capo I IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE Art. 1. (Disposizioni in materia di imprenditore agricolo professionale) 1. All’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Le regioni esercitano esclusivamente le funzioni di accertamento e di controllo sul possesso dei requisiti di cui al comma 1»; b) al comma 5- bis è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) svolge le attività necessarie per l’iscrizione nella relativa gestione previdenziale dei soggetti in possesso dei requisiti di cui al comma 1 e le eventuali connesse attività di verifica ai fini previdenziali». 2. Al fine dell’uniforme applicazione della normativa statale relativa all’imprenditore agricolo professionale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità di accertamento del possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, comma 1, del citato decreto legislativo n. 99 del 2004. Capo II LAVORO E PREVIDENZA Art. 2. (Disposizioni in materia di assunzioni di lavoratori dipendenti delle imprese agricole) 1. All’articolo 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 3 -bis. Le imprese agricole appartenenti allo stesso gruppo di cui al comma 1, ovvero riconducibili allo stesso proprietario o a soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado, possono procedere congiuntamente all’assunzione di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le relative aziende. 3 -ter.