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Una donna, all'ingresso di un supermercato, è stata avvicinata da uno straniero, che abbiamo scoperto non essere in possesso del permesso di soggiorno e che non avrebbe dovuto essere in Italia, il quale le ha chiesto dei soldi. Questa signora, all'uscita, ha avuto la sensibilità e la generosità di porgergli un panino, per dargli qualcosa da mangiare. Questo signore (ma «signore» non è proprio il termine giusto) ha seguito questa donna e, in prossimità di un posteggio, le ha usato violenza. Ci sono dei testimoni e poi è stato arrestato, così come è stato arrestato l'omicida di don Roberto. Io penso che la sicurezza dei cittadini comaschi, così come quella di tutto il resto d'Italia, sia una delle priorità. Non è possibile che ci siano delle persone che girano per il nostro Paese senza avere il permesso di soggiorno, senza avere un titolo e che, nonostante l'aiuto di tante persone, ritengano di delinquere e lo continuino a fare. Questo non ce lo possiamo permettere. Ogni volta che leggo che una donna è stata violentata o molestata è un dolore per tutti. Non è possibile che le persone non possano girare per la propria città e che addirittura un atto generoso per affermare «guarda che ci sono», venga interpretato male e che la persona debba subire un simile trauma. Non è possibile, soprattutto in questo momento, non pensare a fare qualcosa di serio e definitivo per non vedere in giro, nelle nostre città, persone che vogliono delinquere e che, a parte tutto, non sono riconoscenti. Non è possibile rimandare sempre tutto al fatto che ci sono dei problemi psicologici o psichiatrici: non esiste. I nostri cittadini hanno diritto alla sicurezza, che deve essere la prima tra le priorità che vanno perseguite. (Applausi) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, nel rinnovare i miei più sinceri auguri alla prima donna vice presidente asio e afroamericana degli Stati Uniti, Kamala Harris, voglio quest'oggi porre l'attenzione su un'altra donna, una donna saudita, al caso dell'attivista Loujain Alhathloul, trentunenne detenuta nelle prigioni saudite. Il caso è venuto alla ribalta qualche giorno fa e impone alla nostra coscienza più di un quesito e qualche perplessità. Possiamo starcene tranquille, quando milioni di donne sono private delle più elementari libertà, sottacendo a questa continua violazione dei diritti umani? Poiché con questi Paesi abbiamo relazioni commerciali intense e consolidate, continuiamo a far finta di niente? Possiamo continuare a conferire medaglie e onorificenze al re saudita Mohammad bin Salman Al Sa'ud, che ostenta ufficialmente un impegno sociale e un profondo interesse per attività culturali e umanitaria a destra e a manca, e perciò premiarlo, quando ancora ad esempio non si è chiarito il delitto del giornalista saudita dissidente Khashoggi, consumato nell'ambasciata saudita in Turchia? Re Salman nel 2018, con astuzia e certamente con mancanza di scrupoli, ha tagliato fuori tutti gli eredi al trono, relegandoli in una prigione dorata (si tratta pur sempre di alberghi a cinque stelle), ma requisendo loro un patrimonio di più di 100 miliardi di dollari, con un colpo di Stato che ricorda molto ciò che fece nel Settecento Luigi XIV, meglio noto come il Re Sole, quando eliminò l'aristocrazia francese in un sol tratto relegandola nella dimora di Versailles. Credo che non possiamo continuare così. Tanta arroganza e prepotenza deve trovare un argine e lo deve trovare in una democrazia solida come la nostra. Il nostro Governo e l'Italia tutta devono acquisire la giusta postura nei confronti di questi tiranni che ogni tanto alzano sù la testa e fanno i forti con chi protesta civilmente e pacificamente per i diritti primari, elementari, semplicemente per i diritti umani. Ce lo impone il buon senso, ancor prima che i nostri impegni internazionali. Oggi rimane la voce sempre più flebile di una donna, Loujain, un'attivista che ha affidato la sua protesta all'estrema lotta del digiuno, relegata in carcere dopo mille mortificazioni nel corpo e nell'animo, abusata sessualmente e sottoposta ad elettroshock, rea di aver richiesto per lei e per migliaia di altre donne la libertà di spostarsi senza il bisogno di una scorta maschile, dopo aver ottenuto il successo di avere la libertà di guidare un'auto grazie ad una campagna di mobilitazione generale. Dunque, la comunità internazionale e il nostro Paese non possono far finta di nulla; devono pretendere l'immediata scarcerazione di Loujain e riportarla a casa, altrimenti saranno complici di una grave ingiustizia. Così come non si può far finta di non vedere la sistematica violenza perpetrata sulle donne siriane rifugiate nei campi profughi turchi, che un' assurda guerra civile costringe a vivere in totale balia degli eventi di turno. (Applausi) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, l'inchiesta della trasmissione «Report» sulla diffusione del Covid-19 in Sardegna ha confermato in modo inequivocabile quanto già emerso nei giorni scorsi e che, come senatrice sarda del MoVimento 5 Stelle, avevo già denunciato in ques'Aula il 2 settembre davanti al ministro Speranza. Queste le mie parole all'epoca: «Quest'anno, prenditori senza scrupoli hanno anteposto il diritto al divertimento e il loro profitto al diritto alla salute dei cittadini. Il risultato è stato quello di una ripresa dei contagi» e «un attacco mediatico alla Regione Sardegna senza precedenti e immotivato». Ebbene, oggi possiamo confermare con certezza la grave situazione sanitaria che si è determinata in Sardegna, che è la conseguenza della malagestione da parte della giunta sardo-leghista, che durante l'estate ha consentito un «liberi tutti» a vacanzieri, residenti e imprenditori superficiali. Le scelte fatte si sono ripercosse a livello nazionale in modo drammatico. Ieri Angelo Cocciu, Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale, ha drammaticamente ammesso davanti alle telecamere di «Report» che il centrodestra scelse di tenere aperti i locali notturni e le discoteche fino a Ferragosto, pur essendo consapevole della diffusione del contagio, e che l'avrebbe fatto per rispondere alle pressioni che arrivavano dai locali stessi, come il Billionaire, che avevano contratti stratosferici con dj importanti. Ha detto proprio così, purtroppo. Si è quindi preferito tutelare il business di quei locali a danno della salute collettiva. Ricordiamo infatti che le discoteche sono state chiuse solo dopo Ferragosto, il 16 agosto, con ordinanza del Ministro della salute, e il presidente Conte ha ribadito, con DPCM del 7 settembre, di chiudere le discoteche. A settembre, la Giunta ha cercato di rimediare ai suoi errori varando provvedimenti improvvisati e sbagliati, come i test obbligatori per chi arrivava sull'isola, poi impugnati dal Governo e cassati dalla magistratura. Ma c'è di più. Il presidente Solinas, l'11 agosto, avrebbe prolungato l'apertura dei locali anche sulla base di un via libera del comitato tecnico-scientifico regionale.