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in pratica, la Commissione europea avrebbe rallentato e limitato l'acquisto delle dosi di vaccino anti COVID-19 prodotto da Pfizer-Biontech appositamente e perché il gruppo Sanofi sarebbe in ritardo nella produzione del vaccino stesso, nonostante la società abbia già stipulato un contratto di fornitura con la Commissione; questo ritardo deriverebbe dalla pressione del Governo francese sull'Unione europea, per non subire pregiudizi dalle difficoltà della produzione delle dosi di vaccino della società francese Sanofi, già vincolata a contratto di produzione con la UE; nelle medesime notizie riportate dalla stampa risulta che all'Unione europea, sebbene abbia ordinato 1,3 miliardi di dosi di vaccino, al momento ne sono state consegnate solo 300 milioni dalla Pfizer-Biontech e dalla Moderna; l'amministratore delegato di Moderna avrebbe dichiarato di poter fornire 300 milioni di dosi di vaccino, ma la proposta non sarebbe stata accetta dalla UE; la Germania starebbe valutando di acquistare autonomamente i vaccini per garantire alla popolazione la protezione anti COVID-19; pertanto, a causa di questo ritardo si sarebbe impossibilitati a procedere alla campagna di vaccinazione necessaria a debellare l'epidemia, come era stato programmato, si chiede di conoscere: se le notizie riportate in merito ai ritardi dell'Unione europea ed ai relativi motivi corrispondano al vero; se l'Italia sarà in grado di avere il numero di vaccini sufficienti per tutelare la popolazione; se vi sia l'intenzione di acquistare autonomamente i vaccini qualora quelli ottenuti per mezzo dell'Unione europea non siano sufficienti o non siano tempestivamente in disponibilità; quali misure si intenda assumere a seguito della condotta dell'Unione e della Commissione europea, per garantire il corretto funzionamento degli stessi a tutela dell'Italia; quali misure si intenda assumere qualora i vaccini non siano sufficienti, stante l'imminenza dell'inizio della campagna di vaccinazione. Atto n. 4-04683 IANNONE Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il gruppo Fontana, alla guida della Meridbulloni sita a Castellammare di Stabia, di punto in bianco, nei giorni a ridosso del Santo Natale 2020, ha deciso di trasferire la produzione dello stabilimento stabiese a Torino; la notizia ha rappresentato un fulmine a ciel sereno per gli ottanta operai, che, senza alcun preavviso, si sono trovati sbarrato il cancello dell'azienda prima dell'inizio di un'ordinaria giornata di lavoro; una scelta incomprensibile, dato che il sito di Castellammare di Stabia è efficiente, produttivo e l'azienda, in generale, gode di ottima "salute"; tale decisione rappresenta, per la maggioranza di questi lavoratori, un licenziamento indiretto: gli ottanta dipendenti, che resteranno in cassa integrazione fino a giugno 2021, saranno poi licenziati se non accetteranno il trasferimento nelle sedi di Torino o Milano; l'azienda si è chiusa al confronto e sta mortificando i lavoratori e la città di Castellammare di Stabia tutta: lavoratori di altissimo livello professionale che in questi giorni che dovrebbero essere di festa, attendono notizie sul proprio futuro; durante l'incontro tenutosi il 23 dicembre 2020 presso la Prefettura di Napoli, le parti sociali ed il sindaco di Castellammare di Stabia hanno incontrato i delegati della proprietà che si sono mostrati irremovibili sulle proprie posizioni, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali iniziative intenda adottare con urgenza per tutelare i diritti dei lavoratori della Meridbulloni di Castellammare di Stabia; se ritenga che i lavoratori della Meridbulloni non debbano vivere il dramma già affrontato dai lavoratori della Whirlpool di Napoli, il che costituirebbe un altro fallimento sociale per la Campania e per il meridione d'Italia. Atto n. 4-04684 PETRENGA Ai Ministri della salute e per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: la «Casertana Football Club» è una società calcistica fondata nel 1908 che milita nel campionato nazionale di Lega Pro, girone C; da alcune settimane i giocatori della squadra sono stati colpiti dal virus COVID-19, costringendo la società a giocare in formazione rimaneggiata sin dalla 15a giornata a Palermo e, visto il numero di contagi sempre più elevato, a chiedere il rinvio della gara valevole per un'ulteriore giornata, fissata per il 16 dicembre contro il Bisceglie, il cui rinvio veniva accordato dalla Federazione ai sensi del punto 4 del Com. Uff. n. 54/L del 6 ottobre 2020; tuttavia la situazione epidemiologica della squadra si è aggravata al punto che nella giornata di domenica 20 dicembre, nell'imminenza della partita contro la Viterbese U.S. valevole per la 16a giornata del campionato da disputarsi allo stadio comunale "A. Pinto" di Caserta, i giocatori della Casertana positivi al COVID-19 risultavano essere in totale quindici, residuando solo nove giocatori disponibili per la partita, alcuni dei quali, tra l'altro, avvertivano sintomi influenzali e tre di loro addirittura febbricitanti; per tale motivo veniva allertata l'ASL di competenza, che provvedeva ad inviare sul campo di gioco dei propri funzionari medici per effettuare nuovi tamponi ai giocatori della Casertana iscritti a referto, posticipando, per tal motivo, l'inizio della partita alle ore 17.00; nonostante tale gravosa situazione, resa ancor più pesante dal sentimento di preoccupazione e paura che è montato in capo ai tesserati della Casertana e alle proprie famiglie a causa del dilagare del contagio epidemiologico all'interno del proprio gruppo, la partita è stata comunque disputata costringendo la «Casertana Football club», anche al fine di non subire eventuali penalizzazioni in classifica, a scendere in campo con soli 9 giocatori senza aspettare il risultato dei tamponi effettuati, ma affidandosi esclusivamente al risultato dei tamponi rapidi risultati, allo stato, negativi; in data 21 dicembre veniva diramata una nota stampa della Casertana Football club, con la quale si comunicavano i risultati dei tamponi epidemiologici effettuati il giorno precedente accertando la positività di due giocatori scesi in campo; è di tutta evidenza la gravità della circostanza emersa che ha visto anteposti interessi di natura particolare alla tutela della salute pubblica che, specie in questo periodo, dovrebbe assumere una priorità tale da limitare ogni situazione, anche potenziale, di pericolo di contagio; a causa dell'applicazione di una norma regolamentare, avente effetto esclusivamente per i propri associati, si è imposto, infatti, alla società calcistica e ai suoi giocatori un comportamento pericoloso per sé e per gli altri in evidente spregio della normativa nazionale e regionale, tesa al contrasto della diffusione del contagio epidemiologico COVID-19; tale situazione, di fatto, comporterà inevitabilmente il controllo epidemiologico di tutti coloro i quali hanno avuto contatti con i giocatori risultati positivi, tra cui i giocatori avversari che, loro malgrado, sono potuti diventare, un cluster infettivo per sé e le rispettive famiglie, si chiede di sapere: