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Occorre più autonomia tecnologica: non chiudiamoci allo sviluppo del nucleare di ultima generazione pulito e sicuro. Occorre aprire un dibattito serio, scientifico e senza pregiudizi sull'energia dell'atomo e riaprire la ricerca sulla fissione. Se al 2050 vogliamo contrastare seriamente i cambiamenti climatici e ridurre a zero le emissioni di CO 2 ; se vogliamo rispondere alla domanda crescente di elettrificazione; se dovremo erogare energia in modo stabile e continuativo e se vorremo produrre idrogeno a bassissime emissioni per superare il gas, sappiate - cari colleghi - che la tecnologia nucleare è l'unica che potrà consentirlo. Ora occorre anche fronteggiare il caro carburanti, caro Ministro. Come se non bastasse il caro energia, la crisi in Ucraina sta aggravando il caro carburanti che rappresenta un ulteriore shock energetico. La situazione critica sui mercati internazionali delle materie prime ha spinto al rialzo i prezzi della benzina e del gasolio che, da diversi giorni, hanno superato i 2,3 euro al litro. Con questi prezzi insostenibili si mette in crisi il settore dell'autotrasporto; si determina il blocco di numerose attività produttive; si determinerà un'ulteriore impennata dei prezzi di dettaglio per molti prodotti di largo consumo, creando un pesantissimo danno all'economia del nostro Paese. È indubbio che questi prezzi stanno determinando un significativo extragettito per le casse dello Stato, stimato quest'anno in oltre 2 miliardi di euro. A questo punto diventa necessario - e la Lega ha depositato una mozione in tal senso - che il Governo agisca come fatto da altri Paesi europei, quali la Francia, l'Irlanda, il Belgio e la Polonia, che hanno deliberato misure di restituzione degli extraintroiti fiscali portando immediati benefici alla cittadinanza. Chiediamo con forza, qui in Parlamento e in centinaia di Consigli comunali, di intervenire con una misura di urgenza, temporanea, per la non applicazione dell'accisa, magari secondo il criterio della cosiddetta accisa mobile, oppure introducendo un'aliquota di IVA ridotta sul carburante. (Applausi) . Ministro Cingolani, quest'azione, che non necessita di coperture economiche, è necessaria per la tenuta del sistema economico dell'intero Paese: attuatela! Ministro, accolga queste proposte e la piena disponibilità della Lega alla collaborazione. Buon lavoro! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pesco. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per questa informativa. È stata sicuramente utile, ma speravo che ponesse di più l'accento sulle speculazioni. Invece, in realtà vi ha fatto solo un accenno. Va bene lo stesso. A noi va bene, ma dobbiamo veramente accendere un faro su ciò che sta succedendo oggi. Colleghi, ammetto che, pur avendo delle nozioni tecniche, ieri sera brancolavo un po' nel buio nel parlare di tariffe dell'energia. È stato poi illuminante un editoriale del professor Cottarelli, comparso su «La Stampa» di ieri, che mi ha illuminato su come viene creato il prezzo nelle bollette e a livello internazionale. Ebbene, nelle bollette elettriche, per quanto riguarda il mercato tutelato, che rappresenta la maggior parte delle utenze in Italia, il prezzo è fatto grazie a delle regole, stabilite dalla legge e applicate da ARERA; regole che prendono in considerazione molti fattori: il costo di produzione dell'energia, le infrastrutture per trasportarla, le risorse umane. Il costo dell'energia, però, in questo calcolo è basato sul TTF, cioè sull'indice di borsa delle quotazioni internazionali. E la quotazione internazionale è molto alta; ed è molto alta per quello che è successo negli ultimi anni. Durante la pandemia c'era molta abbondanza di offerta di gas, ma poche richieste. Finita la pandemia, tutti hanno iniziato a produrre, tutti hanno avuto bisogno di energia e la quotazione è schizzata in alto. Quindi, il valore è molto alto, tanto che è decuplicato il valore della quotazione internazionale, ma è ben diverso da ciò che è successo sul prezzo dell'importazione del gas, che è tutta un'altra cosa. Il calcolo sul gas lo fa l'Istat, che, grazie alla banca dati Coeweb, ci illustra il fatto che il prezzo dell'importazione del gas è nettamente inferiore rispetto alla quotazione TTF. E lo dimostra con un semplice calcolo: totale importazione diviso quantità importate. Il prezzo è sì cresciuto del 58 per cento, ma molto meno rispetto al 550 per cento dell'impennata del TTF. Questo è scandaloso, perché le nostre bollette sono ancora fissate sul TTF. Quindi, bisogna prendere delle misure, ma bisogna intervenire adesso. Perché adesso? Perché l'ultima delibera dell'ARERA è del 30 dicembre 2021. La prossima arriverà il 30 marzo e, se non interveniamo entro quella data, le bollette dei prossimi mesi saranno alte: come sono state quelle degli ultimi mesi, ma probabilmente saranno ancora più alte. Dobbiamo intervenire subito e capire come fare. ARERA è un'autorità indipendente. Noi non possiamo intervenire, se non con le leggi e anche con l'attività del Governo. Troviamo il modo per intervenire, però, perché non si può andare avanti così. Mi sono chiesto: ma chi importa gas in Italia? Qualche articolo l'ho trovato. Abbiamo un colosso partecipato dallo Stato, che si chiama Eni. Insieme ad altri, importa il gas, e non solo: gestisce anche, insieme ad altri, le strutture che servono per importare il gas. In più produce anche il gas. Lei stesso, signor Ministro, ha detto che il costo di produzione del gas è molto basso. Quindi, qualche sospetto mi viene, ma sto parlando di sospetti. Se poi guardo gli utili di ENI, trovo che nel 2020 ha realizzato 1,9 miliardi di utili e nel 2021 9,67 miliardi di utili. Quindi, qualche sospetto ce l'ho. Magari anche noi, come Stato, potremmo fare qualcosa, visto che l'ENI è una partecipata pubblica. Davvero, però, facciamo il possibile per intervenire sulle regole che stabiliscono il prezzo della bolletta. Se ha senso intervenire per riparare i danni creati dall'aumento del prezzo delle bollette ai produttori che hanno chiuso, a quelli che non possono produrre perché l'energia costa troppo, allora interveniamo. È necessario uno scostamento? Interveniamo. Adesso, però, che ci si è resi conto che il costo della bolletta è il motivo per cui i danni ci sono, interveniamo sul costo della bolletta, perché non possiamo andare avanti in questo modo. Ho visto che ognuno sta strumentalizzando questo problema a suo piacimento: c'è chi ha nominato le biomasse, chi logicamente ha difeso il gas, c'è anche chi ha citato il nucleare. Signor Ministro, facciamo in modo che questo non avvenga. Facciamo in modo che la transizione ecologica continui. Continuiamo quindi a investire sulle rinnovabili, come lei sta facendo - apprezziamo il suo lavoro sul PNRR - ma cerchiamo di fare veramente il possibile affinché vengano tutelate anche le comunità energetiche, su cui noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo investito molto. Bisogna fare il possibile per raggiungere la transizione ecologica apportando meno danni possibile.