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Del resto, in ambito scolastico, il tema della tutela della salute e della gestione di situazioni di emergenza è già emerso e ha trovato concreta risposta nella formazione del personale scolastico al primo soccorso. Primo soccorso che contempla anche casi di interventi che richiedono discrezionalità e capacità tecniche come nel caso della defibrillazione. Un passo importante verso il riconoscimento del diritto delle persone con epilessia a poter ottenere il permesso di guida è stato fatto con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 novembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre 2010, con cui risulta recepita la direttiva 2009/112/CE della Commissione, del 25 agosto, e con il decreto legislativo del 18 aprile 2011, n. 59, recante « Attuazione delle Direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida ». Si è trattato di una grande novità che ha visto l'ingresso nella legislazione domestica di una disciplina organica delle modalità per il rilascio e il rinnovo della patente di guida alle persone con epilessia. Il possesso della patente di guida è, infatti, un fattore di indipendenza e autonomia, favorisce l'autostima e incrementa le opportunità lavorative. Ottenerne il rilascio è un obiettivo di primaria importanza nella vita delle persone adulte e le persone con epilessia non fanno eccezione. Nei dieci anni di vita della legge, tuttavia, ne sono venute in rilievo alcune difficoltà interpretative e applicative e, in particolare, prima fra tutte, l'interpretazione del punto D.7.1. dell'allegato III del decreto legislativo n. 59 del 2011 che disciplina, appunto, l'epilessia. Il paragrafo prevede, solo per il caso di epilessia l'obbligo di segnalazione alla Motorizzazione civile (MC) dello stato patologico delle persone con epilessia che accedono a « Enti o Amministrazioni che per motivi istituzionali di ordine amministrativo previdenziale, assistenziale o assicurativo abbiano accertato l'esistenza di tale condizione ». A parte l'evidente violazione del principio di uguaglianza di cui all'articolo 3 della Costituzione, la formulazione del paragrafo ha generato molti dubbi circa i soggetti destinatari dell'obbligo di segnalazione. Tuttavia, la censura più rilevante è stata rivolta alla legittimità della prescrizione che, nella sua formulazione attuale sembra proporsi di realizzare, presso la MC, delle vere e proprie liste contenenti i nominativi delle persone con epilessia, senza alcuna distinzione neanche rispetto all'età della persona da segnalare e a prescindere da una sua manifestazione di volontà di ottenere la patente. Volendo seguire diligentemente la prescrizione della norma, dovrebbero essere segnalate alla MC anche i minori con epilessia e tutti coloro che hanno ricevuto la diagnosi di epilessia presso un ente pubblico, mentre coloro che l'avessero ricevuta presso un ente privato non rientrante nell'elencazione di cui alla norma, non dovrebbero essere segnalati. È evidente l'abnormità di una tale previsione che, peraltro, pare aver dato luogo a una scarsa applicazione. Altra criticità è rappresentata dal concetto di guarigione dall'epilessia espresso nella norma. Secondo il legislatore del 2011, la persona con epilessia libera da crisi epilettiche da dieci anni in assenza di terapia è da ritenersi guarita. Tuttavia in ambito scientifico il termine « guarigione » non trova applicazione; viene, invece, usato il termine « risoluzione » ma la relativa definizione non coincide con quella declinata nel decreto legislativo n. 59 del 2011. La questione più rilevante è, dunque, quella di definire i casi nei quali decadono le restrizioni previste dal decreto legislativo per la persona con epilessia che veda venire meno lo stato patologico che ha giustificato l'applicazione di quelle restrizioni. L'articolo 4 del disegno di legge risponde, pertanto, a tale necessità seppure non modifica la previsione più severa prevista dal decreto legislativo per il rilascio delle patenti del Gruppo 2 individuato nel decreto stesso. Altro elemento di criticità si è rivelato essere quello del periodo di validità della patente tra un rinnovo e l'altro. La relativa determinazione è affidata alla valutazione discrezionale delle commissioni mediche e varia, sensibilmente, tra una commissione e l'altra senza alcuna apparente ragione che giustifichi tanto divario. La legge, pertanto, dovrebbe prevedere un periodo di validità della patente almeno pari a quello di libertà da crisi o, a discrezione – e non arbitrio – della commissione, più lungo, ma mai inferiore. Il disegno di legge si compone di 11 articoli. L'articolo 1 stabilisce la finalità della legge, che è quella di consentire e di assicurare la piena integrazione e il miglioramento della qualità di vita delle persone con epilessia e declina le modalità per il raggiungimento di tali obiettivi. L'articolo 2 prevede l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali per la diagnosi e la cura dell'epilessia. L'articolo 3 prevede la promozione della ricerca scientifica con la doppia finalità di migliorare i processi diagnostici e terapeutici e facilitare il superamento dello stigma. L'articolo 4 introduce un'importante novità e cioè le modalità attraverso le quali far decadere tutte le limitazioni derivanti dal precedente stato patologico. L'articolo 5 contiene la definizione di farmacoresistenza e ne disciplina gli effetti per le persone che versano in tale condizione. L'articolo 6 disciplina la gestione dell'epilessia nella scuola sia per quanto riguarda l'inclusione degli studenti con epilessia che la somministrazione di farmaci in orario scolastico per assicurare la continuità terapeutica e in caso di emergenza. L'articolo 7 prevede l'estensione della tutela antidiscriminatoria prevista dalla legge n. 67 del 2006 alle persone con epilessia che vengono discriminate come le persone con disabilità anche quando non hanno alcuna disabilità. L'articolo 8 prevede l'adeguamento dei livelli essenziali di assistenza a fini diagnostici e terapeutici e disciplina le politiche regionali sull'epilessia; ha la finalità di porre rimedio alla significativa disparità di trattamento nella cura e nell'assistenza delle persone con epilessia nelle varie regioni italiane. L'articolo 9 prevede disposizioni in materia di rilascio della patente di guida in favore delle persone con epilessia. L'articolo 10 istituisce l'Osservatorio nazionale permanente per l'epilessia, organo avente il compito di tutelare il diritto delle persone con epilessia a non essere discriminate in ragione della loro malattia e a ricevere, su tutto il territorio nazionale, adeguati livelli di assistenza, uniformi e omogenei. L'articolo 11 specifica la copertura finanziaria.. 1 (Finalità)