[sommcomm]

Verrà dedicata particolare attenzione ai dirigenti pubblici, in modo da incentivare la qualità della loro prestazione lavorativa e da responsabilizzarli maggiormente, anche al fine di contrastare la scarsa produttività e l'assenteismo dei dipendenti pubblici e di migliorare l'immagine della pubblica amministrazione. I dirigenti vanno infatti reclutati non solo sulla base delle competenze e della capacità professionale, ma anche tenendo conto dei risultati conseguiti nel corso dell'attività lavorativa. La dirigenza, infatti, dovrebbe costituire una sorta di sviluppo di carriera, a cui si può accedere anche sulla base dei risultati conseguiti: in tal modo essa diventa anche un incentivo per i funzionari e per gli stessi dirigenti a fare di più e meglio. Anche la formazione dovrà essere sempre più mirata e parte del percorso personale e professionale del dipendente, sia di quello neo assunto che di quello già in servizio. In quest'ottica saranno valorizzati il ruolo e l'attività della Scuola nazionale dell'Amministrazione. L'obiettivo del Nucleo della Concretezza è quello di fare da tutor alle pubbliche amministrazioni in difficoltà, diffondendo i modelli delle amministrazioni che sono più evoluti, senza duplicare l'attività di altri organismi già esistenti. La sua azione sarà dunque rivolta a tutte le amministrazioni, e in particolare a quelle degli enti locali, che, in considerazione dell'esiguità del numero dei dipendenti, risultano più in difficoltà nell'individuare efficienti modelli organizzativi e nell'erogare servizi di qualità. Nel rispetto della normativa costituzionale, gli interventi che saranno svolti dal Nucleo della Concretezza nei confronti delle Regioni, degli enti strumentali regionali, degli enti del Servizio sanitario regionale e degli enti locali saranno individuati d'intesa con la Conferenza unificata, ma l'azione del Nucleo sarà comunque capillare e tutte le pubbliche amministrazioni, anche locali, saranno coinvolte in un processo che porterà alla diffusione delle migliori pratiche. L'attuale composizione del Nucleo della Concretezza e il numero del personale addetto sono stabiliti tenendo conto del fatto che lo stesso si raccorderà con l'Ispettorato della Funzione pubblica e con le prefetture e che occorre garantirne l'immediata operatività. Il Nucleo non costituisce un nuovo soggetto controllore, la cui azione si sovrappone a quella di altri enti, ma uno strumento attraverso cui veicolare e diffondere, anche attraverso un'attività di tipo formativo, le buone prassi amministrative e, al contempo, fornire un supporto operativo alla risoluzione dei problemi. La sua azione sarà differenziata a seconda della natura e della dimensione delle singole amministrazioni, nonché della tipologia di attività da esse espletate. La definizione dell'attività del Nucleo si è resa necessaria al fine di consentire al suo personale di poter effettuare visite in loco , verificare le modalità attraverso cui si espleta l'azione amministrativa e, alla luce della situazione concretamente rilevata, fornire delle soluzioni realmente efficaci e non fondate su mere astrazioni. Per quanto concerne la copertura finanziaria a disposizione, essa è stata verificata e certificata dalla Ragioneria generale dello Stato. Con riferimento al tema della rilevazione biometrica, il Sottosegretario osserva che l'assenteismo costituisce uno dei principali ostacoli al buon andamento della pubblica amministrazione. Esso incrina il rapporto di fiducia che deve sussistere con il cittadino, diffondendo discredito nei confronti di tutti i dipendenti pubblici, a danno di coloro che doverosamente svolgono le proprie mansioni. Il vero problema è quello dell'assenteismo sommerso, che può raggiungere livelli significativi e di cronicità. Obiettivo primario del Governo è quello di contrastare tale fenomeno, attraverso l'applicazione di più efficaci misure di rilevazione delle presenze e di controllo del rispetto dell'orario di lavoro. L'articolo 2 è sul punto estremamente chiaro e del tutto scevro da atteggiamenti di tipo persecutorio nei confronti dei dipendenti pubblici. Tutto il personale pubblico contrattualizzato sarà sottoposto a sistemi di rilevazione della presenza in servizio mediante strumenti biometrici e di videosorveglianza. E' stata prevista una disciplina specifica per il personale docente ed educativo della scuola, in ragione della peculiarità dell'ordinamento scolastico e della circostanza che già esistono strumenti, quali il registro di classe elettronico, che, per le loro caratteristiche, anche tecnologiche, sono in grado di eliminare quasi del tutto il fenomeno. Il personale amministrativo della scuola sarà, invece, sottoposto ai controlli previsti per il restante personale pubblico. L'intervento è stato concordato con il Ministero dell'economia e delle finanze, che ha istituito un apposito fondo di 35 milioni per l'anno 2019. Pertanto la misura introdotta è dotata di copertura finanziaria e non presenta alcuna criticità sul versante dei costi. Per quanto concerne la gradualità e la proporzionalità degli interventi previsti dall'articolo 2, i dati riportati nell'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) confermano che la falsa attestazione della presenza in servizio è un fenomeno diffuso, in grado di pregiudicare gravemente l'efficienza dell'azione amministrativa. Inoltre, la falsa attestazione della presenza in servizio può configurare un illecito penale del dipendente, sicché risulta giustificato il ricorso a efficaci misure di prevenzione, anche in concorso tra di loro. Tali circostanze rendono pertanto necessaria la predisposizione di un duplice sistema di controllo, nella forma sia della verifica biometrica dell'identità, sia della videosorveglianza, anche perché quest'ultima non rappresenta una misura idonea di per sé a contrastare il fenomeno dei cosiddetti furbetti del cartellino, dal momento che consente la mera rilevazione dell'utilizzo del badge ma non anche dell'identità del suo utilizzatore, se non ex post nella fase di accertamento e contestazione dell'illecito disciplinare. Infine, la misura introdotta non appare in alcun modo in contrasto con i principi di diritto affermati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte europea dei diritti dell'uomo. Infatti, all'articolo 2, non prevede una misura volta a controllare l'esecuzione della prestazione lavorative o le comunicazioni private del lavoratore, bensì esclusivamente ad assicurare l'effettivo rispetto dell'orario di lavoro da parte del personale. La disposizione relativa ai buoni pasto è diretta soltanto alle pubbliche amministrazioni cui deve essere consentito di potere utilizzare nuove risorse economiche per sostituire i buoni pasto non spendibili in ragione del fallimento della società emittente. Questo è l'ambito di applicazione della disposizione che, in nessun modo, interferisce con il diverso problema della tutela degli esercenti commerciali, i quali allo stato, così come le pubbliche amministrazioni, possono ottenere il pagamento dei propri crediti soltanto attraverso l'insinuazione nello stato passivo della società. Con l'articolo 3, viene chiarito che, in ordine all'incidenza sul trattamento accessorio delle risorse derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale e delle assunzioni in deroga, ai fini del calcolo del limite previsto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017, non si tiene conto: