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i Carabinieri a tutela dei consumatori e degli operatori del comparto, all'esito di controlli nel settore dei prodotti a denominazione e indicazione di origine protetta, hanno eseguito il sequestro dei prodotti non conformi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga che il monitoraggio per la tutela della salute e il rispetto delle norme in materia, considerata la meritoria azione dei Carabinieri preposti alla tutela agroalimentare, sia sufficiente a garantire la sicurezza dei consumatori e quella dei produttori onesti che rispettano le norme vigenti. Atto n. 4-01843 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: mancano più di tre mesi alla preventivata chiusura del termovalorizzatore di Acerra e l'immobilismo politico la fa da padrone; una continua "emergenza programmata" a danno delle comunità, mentre il presidente De Luca "scarica" le responsabilità sui sindaci; ancora una volta si registra l'incapacità politica di gestire il ciclo integrato dei rifiuti; l'unico ciclo che funziona sembra essere quello delle chiacchiere, dei proclami e dello "scaricabarile": solo in Campania, se da un lato non si riesce a gestire una chiusura programmata dell'inceneritore, dall'altra è ancora più grave che non si riescano a portare avanti politiche che permettano al ciclo di rifiuti di chiudersi, favorendo la realizzazione degli impianti; la Regione avrebbe dovuto mettersi in gioco, accompagnando i processi, coordinando le iniziative e mettendo in campo strumenti efficaci per la loro realizzazione non solo lanciando appelli, perché la Campania è sotto l'incalzante sequela di sanzioni della Commissione europea per le inadempienze in materia di gestione dei rifiuti, che attinge alle tasche dei cittadini ad una velocità pari a ben 120.000 euro al giorno; al 31 dicembre 2018 per tale motivo l'Italia ha pagato 151,64 milioni di euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del profilarsi di una grave emergenza; se ritenga che la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti in Campania non rappresenti un fallimento politico di cui non si possono accettare più passivamente gli effetti; se intenda assumere un'iniziativa politica a livello centrale, attesa l'incapacità della Regione Campania. Atto n. 4-01844 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: l'edizione salernitana del quotidiano "Il Mattino" in data 23 giugno 2019 riferisce di un atto intimidatorio nei confronti del sindaco di Roscigno (Salerno) , Pino Palmieri; una busta con due proiettili, senza biglietto, è stata ritrovata a casa del primo cittadino. Sono sotto osservazione i video delle telecamere di sorveglianza e sulla vicenda vige il più stretto riserbo; Pino Palmieri è un sindaco legato al centrodestra, è stato anche consigliere regionale del Lazio con la Giunta Polverini ed è maresciallo della Guardia di finanza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave episodio e quali iniziative intenda realizzare per tutelare l'incolumità del sindaco e la tranquillità della comunità di Roscigno. Atto n. 4-01845 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 28 maggio 2019 l'amministrazione comunale di Napoli pubblicava sul proprio sito internet nella sezione "altre tipologie di avvisi" una procedura di evidenza pubblica, mediante un "Avviso Pubblico per l'assegnazione in concessione d'uso a titolo gratuito e per finalità sociali di n. 7 beni immobili confiscati alle mafie e trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Napoli, ai sensi dell'art. 48 del Decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159 e ss.mm.ii. "; tale avviso recepisce tra l'altro le nuove "Linee guida per l'acquisizione e l'assegnazione dei beni confiscati alle mafie trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Napoli" secondo le aree di intervento individuate, per finalità sociali, con deliberazione di Giunta comunale n. 239 del 24 maggio 2019; l'avviso è da ritenersi una manifestazione selettiva, in quanto aperta ai soggetti in possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi, per ognuno dei soggetti individuati all'art. 48, comma 3, lettera c) , del decreto legislativo n. 159 del 2011, ma anche ai consorzi, le associazioni temporanee di scopo (ATS) e le associazioni temporanee d'impresa (ATI); l'amministrazione di Napoli, a seguito di tale avviso, assegna gli immobili confiscati, così come previsto all'art. 12 delle Linee guida citate, a titolo gratuito, per un periodo di 7 anni per i beni con metratura complessiva fino a 150 metri quadri; di 10 anni per i beni con metratura complessiva superiore a 150 metri quadri; di 15 anni per i fondi agricoli; la scadenza di tale avviso era alle ore 12.00 del 12 giugno 2019, ben al di sotto degli usuali 30 giorni di tempo; requisito obbligatorio per partecipare all'avviso pubblico era aver effettuato il sopralluogo agli immobili. Sopralluoghi calendarizzati dall'amministrazione comunale in tempi brevi e per una sola volta per tutta la durata dell'avviso, creando in questo modo, a parere dell'interrogante, un meccanismo di esclusione, anziché di inclusione; tale meccanismo di esclusione verrebbe ben rappresentato per l'immobile confiscato di vico Zuroli n. 10, nella seconda municipalità di Napoli, calendarizzato per la visita obbligatoria il giorno 3 giugno 2019, riducendo in questo modo a soli due giorni utili la pubblicità dell'avviso pubblico; come previsto dall'art. 48, comma 3, lettera c) , del citato decreto legislativo , gli enti territoriali che intendono assegnare gli immobili confiscati in concessione d'uso gratuito lo fanno in conformità al principio di concorrenza, nonché ai principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento; tali principi di concorrenza, di trasparenza, di adeguata pubblicità e parità di trattamento non venivano garantiti dall'avviso pubblico secondo l'interrogante, a causa dei tempi ristretti e dei vincoli aggiuntivi, contraddicendo con ogni evidenza la conclamata volontà alla massima partecipazione dei soggetti alla condivisione delle azioni per l'utilizzo dei beni confiscati, e rappresentando anche un atteggiamento non legittimo nell'utilizzo dei beni confiscati e trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Napoli; tale formulazione dell'avviso pubblico maggiormente restrittiva rispetto a quanto indicato dal legislatore tenderebbe a favorire a parere dell'interrogante i soggetti già operanti negli immobili stessi. Tale constatazione verrebbe confermata dalla presenza di soli 9 soggetti partecipanti all'avviso di cui 7 rappresentati dai vecchi concessionari, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda promuovere affinché vengano a cessare comportamenti ad avviso dell'interrogante discriminatori volti ad escludere soggetti dalla condivisione e dall'utilizzo dei beni confiscati; quali iniziative intenda promuovere per il ripristino della volontà legislativa improntata alla massima partecipazione, eliminando azioni non legittime sull'utilizzo e la concessione dei beni confiscati.