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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 153 GIROTTO La seduta inizia alle ore 9,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata avanzata da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle richiesta di pubblicità dei lavori della seduta odierna, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, e che la Presidenza del Senato ha già fatto pervenire il proprio assenso. Se la Commissione conviene, tale forma di pubblicità verrà quindi adottata per il prosieguo della seduta. La Commissione conviene. AFFARI ASSEGNATI Affare sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia Doc n. 161 Affare sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 20 maggio, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - il relatore Anastasi ha illustrato una bozza di risoluzione pubblicata in allegato al resoconto di quella seduta. Avendo ricevuto, per le vie brevi, proposte di modifica da parte dei senatori, il relatore ANASTASI ( M5S ) illustra una nuova proposta di risoluzione, pubblicata in allegato, ricordando le specificità dell'area di crisi industriale complessa di Gela rispetto ad altri territori. A fronte della eterogeneità delle situazioni locali, ritiene che gli strumenti a disposizione per l'area di crisi di Gela vadano messi a sistema. Rammenta infatti che il bando conseguente all'Accordo di programma è andato deserto e una sola impresa è stata ammessa al finanziamento. Ciò costituisce, a suo avviso, un paradosso se si considera l'estensione del territorio da riconvertire. Sollecita dunque un maggiore coordinamento e un efficace monitoraggio degli interventi, anche tenuto conto del ruolo dell'impresa principale rappresentata da ENI. Nel sottolineare criticamente i ritardi della Regione Siciliana, per le parti di sua competenza, lamenta poi la mancata realizzazione di importanti opere infrastrutturali. Richiamando gli impegni contenuti nel nuovo schema di risoluzione, si sofferma in particolare sull'esigenza di migliorare il coordinamento da parte dello Stato e di modificare le fonti di finanziamento. Il vice ministro TODDE ricorda che l' iter di approvazione del Progetto di riqualificazione e riconversione industriale (PRRI) dell'area di crisi industriale di Gela rappresenta un unicum nell'ambito delle aree di crisi industriale complessa, per la tempistica di approvazione e per gli esiti insoddisfacenti delle azioni avviate. Precisa, infatti, che l'area è stata riconosciuta con decreto 20 maggio 2015 e l'Accordo di programma che ha recepito il PRRI è stato sottoscritto 40 mesi dopo. Rende quindi noto che il periodo temporale così esteso per l'elaborazione del PRRI è dovuto principalmente a: ritardi della Regione Siciliana nel definire il perimetro dell'area di crisi, atto propedeutico all'avvio delle attività; una prolungata attività istruttoria di alcuni potenziali driver di sviluppo, su proposta del Comune di Gela e a seguito di interlocuzioni avviate con i principali stakeholder , nonché in accordo con uno studio elaborato da Nomisma su incarico di ENI, i quali non avevano i necessari requisiti di cantierabilità per dare luogo a concrete azioni agevolative. Passando all'analisi dei singoli impegni contenuti nel nuovo schema di risoluzione, fa presente che l'impegno previsto alla lettera a) è accoglibile per quanto attiene alla proroga dell'Accordo di programma e alla fonte finanziaria delle risorse destinate all'area di crisi, mentre non ritiene condivisibile l'impegno ad aumentare il plafond con fondi nazionali. Suggerisce pertanto di rimodulare l'impegno, prevedendo la disponibilità a valutare successive integrazioni dell'attuale plafond in base alle necessità eventualmente emerse a esito della fase istruttoria dei nuovi bandi avviati nell'area di crisi. Non concorda peraltro su una delle premesse allo schema di risoluzione secondo cui "la misura è risultato un insuccesso per le regole troppo rigide individuate nel bando", in quanto analoghe regole asseritamene restrittive hanno caratterizzato anche altri bandi aperti nel medesimo periodo con risultati del tutto differenti. Per quanto attiene al primo punto degli impegni di cui alla lettera a), inerente alla realizzazione del Centro nazionale di alta tecnologia per l'idrogeno, precisa che l'articolo 8 dell'Accordo di programma non prevede la facoltà del Gruppo di coordinamento e controllo (GdCC) di riformulare il PRRI, stante l'evidente impossibilità di un organo tecnico di modificare una decisione assunta a livello istituzionale con la sottoscrizione dell'Accordo di programma. Inoltre, sempre in merito alla richiesta di favorire la realizzazione nel territorio dell'area complessa di Gela del Centro nazionale di alta tecnologia per l'idrogeno, si sottolinea che i Campioni nazionali di ricerca e sviluppo sono da intendersi come una rete di eccellenze scientifiche presenti su tutto il territorio nazionale e che, dunque, la richiesta sembrerebbe contraria alla ratio dell'intervento previsto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). In merito alla richiesta di "favorire il rilancio del territorio soprattutto nel settore agroalimentare", fa presente che gli strumenti agevolativi previsti dal PRRI e gestiti dal Ministero dello sviluppo economico non prevedono agevolazioni al settore agricolo. Pertanto, in via teorica, l'impegno è accoglibile ma limitatamente agli investimenti che includano la trasformazione e non la sola coltivazione. Reputa condivisibile l'impegno "ad adoperarsi affinché si modifichino le fonti di finanziamento utilizzabili per il PRRI" (lettera b)), e fa presente che l'articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 aprile 2021 destina 45 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile, alla copertura degli accordi di programma nelle aree di crisi industriale complessa di Taranto e Gela, precedentemente finanziati nell'ambito del Programma operativo nazionale (PON) "Imprese e competitività" 2014-2020 FESR, Asse III - Competitività PMI, nella misura di euro 30 milioni di euro per l'area di Taranto ed euro 15 milioni di euro per l'area di Gela. Informa dunque che, una volta completato l' iter di registrazione, sarà possibile avviare un nuovo bando accessibile anche alle grandi imprese, precedentemente inibite a causa della natura delle risorse finanziarie esclusivamente destinate alle PMI. Per quanto attiene all'impegno previsto alla lettera c), ricorda che le misure del Piano Transizione 4.0, in quanto di carattere generale e non selettive, sono già pienamente cumulabili con gli interventi previsti dalla legge n.181 del 1989. Dopo aver osservato che gli impegni previsti alle lettere d) ed e) sono di competenza della Regione Siciliana, si sofferma sull'impegno di cui alla lettera f), rilevando che le richieste fanno riferimento a obiettivi strategici complessi che esulano dalle competenze del Gruppo di coordinamento e controllo.