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È inoltre essenziale una riflessione a Bruxelles - intendiamo continuare a esserne attivi promotori - per l'individuazione di misure compensative interne, volte a tutelare le filiere più colpite dai dazi americani, non ultime, come sappiamo, quelle agricole. L'Italia continuerà a far valere con convinzione la sua posizione, come ha fatto finora, nelle interlocuzioni con gli alleati americani per proteggere i nostri prodotti e tutelare gli interessi italiani. Signor Presidente, gentili senatrici e gentili senatori, dal nostro Paese può e deve giungere un contributo di alto profilo a quel lavoro comune per il futuro dell'Europa che i Governi europei, insieme alla nuova Commissione europea e al Parlamento europeo, sono chiamati a svolgere. Al riguardo è essenziale una piena e approfondita condivisione di intenti e di visione tra Governo e Parlamento sulle priorità europee e sulle posizioni dell'Italia nei vari Consigli europei. È solo in questo sistema integrato e con l'Europa che possiamo costruire per le nuove generazioni un futuro migliore e sostenibile, e possiamo sperare di tutelare con efficacia la sicurezza e il benessere del Continente di fronte alle crescenti sfide e tensioni globali che giungono a minacciare la stabilità dello scacchiere mediterraneo e, pertanto, dell'intero Continente. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI, Aut (SVP-PATT, UV) e Misto-LeU) . PRESIDENTE . Avverto che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione del dibattito. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto gli studenti dell'Istituto tecnico commerciale «Vincenzo Arangio Ruiz» di Roma. (Applausi). Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. È iscritto a parlare il senatore Alfieri. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, questo Consiglio europeo ha assunto un valore ancora più importante alla luce degli eventi che hanno interessato il confine turco-siriano e non solo, quindi per flash vorrei provare a riprendere alcuni punti che ha sollevato il Presidente del Consiglio. Sul quadro finanziario pluriennale, penso che si stia lavorando per un buon compromesso; si possono ancora apportare dei miglioramenti. Ho apprezzato in particolare il passaggio sulle risorse proprie. Penso che non si debba valere ancora sulle finanze dei singoli Stati, ma si debba fare uno sforzo anche di innovazione, ad esempio sul tema della web tax e della digital tax , per costruire risposte straordinarie rispetto all'appello che arriva dalle opinioni pubbliche, ad esempio sul tema della lotta ai cambiamenti climatici. Per quanto riguarda l'allargamento, la nostra posizione storica, uno dei nostri punti cardinali, è l'attenzione ai Balcani e quindi l'avvio dei negoziati, rassicurando anche alcune legittime preoccupazioni del partner francese, deve essere portato avanti. Ci eravamo presi a giugno l'impegno di avviare i negoziati di adesione con l'Albania e la Macedonia del Nord: penso che questo vada fatto e vadano costruite le alleanze perché si possa partire. Bene la visita di ieri a Tirana. Questa mattina abbiamo dato un segnale anche noi, come Senato, approvando la ratifica per l'ingresso della Macedonia del Nord nella NATO, dopo aver risolto il problema del nome. Con la Francia la collaborazione è essenziale per quanto riguarda il quadro pluriennale per vedere se sulla PAC c'è ancora spazio per recuperare qualche risorsa in più, visto che quel versante è stato penalizzato. Poi c'è il tema delle migrazioni. Alla luce soprattutto di quanto sta accadendo in Turchia, occorre rafforzare le proposte della nuova presidente designata Ursula von der Leyen. Sul tema di Frontex, le 10.000 guardie di frontiera e costiera in più; anticipare al 2024 la data di entrata in vigore darebbe un primo segnale importante anche in Italia sottolineando l'esigenza di far diventare europea la difesa delle nostre coste e il pattugliamento nel Mediterraneo. Allo stesso modo è importante il superamento del Trattato di Dublino. Non vorrei che l'attenzione spostata verso la Turchia, verso la rotta balcanica, fermasse i progressi che si sono aperti a La Valletta e l'idea della ricollocazione obbligatoria: quello è un punto fondamentale dell'azione del nostro Governo, lo chiediamo come Parlamento e lo inseriamo nella risoluzione di maggioranza. Proviamo a ragionare anche se non sia il caso di aprire una riflessione sul superamento del tabù per cui l'Europa a 28 deve decidere sempre a 28 su ogni cosa. Se sul problema della migrazione ci sono alcuni Paesi che si rendono conto che su quel tema si gioca anche la sostenibilità di molte politiche all'interno dell'Europa è ora di fare un salto di qualità e, quindi, di colpire anche quei Paesi che in passato sono stati aiutati, a cui sono state aperte le porte dell'Europa - li abbiamo aiutati con i fondi per le Regioni del Sud del nostro Paese, del Sud della Spagna e del Sud della Grecia - e che oggi ci dicono di no. Penso che qualche meccanismo sanzionatorio per chi non ci sta debba essere messo in campo e bene fa il Governo se agisce in questa direzione. Per quanto riguarda la Brexit, vanno bene le rassicurazioni ai nostri cittadini italiani e apprezziamo il lavoro che il Governo sta facendo. Aggiungo però che dobbiamo rimanere fermi; mi fa piacere ascoltare dei progressi, ad esempio, sulla clausola del backstop , ma attenzione a coniugare le diverse esigenze di un'economia ormai unica all'interno dell'isola irlandese, l'esigenza di rispettare gli accordi del Venerdì Santo e le regole del nostro mercato unico. Questi sono i punti dentro i quali deve esserci la nostra azione di Governo; non dobbiamo dare un segnale di debolezza nei confronti di un Governo che ha pasticciato. Infine, c'è il tema della Turchia. Penso sia giusto recepire le conclusioni del Consiglio affari esteri dell'altro giorno e dare un segnale immediato sul blocco della vendita delle armi alla Turchia e sulla salvaguarda del principio di integrità territoriale. Mi fa piacere che l'attenzione sia estesa anche alle trivellazioni nel Mediterraneo orientale e alle acque territoriali di Cipro. È un segnale importante alla Turchia, che è un nostro partner militare e economico importante, ma ciò non ci impedisce di dire che siamo estremamente preoccupati. Bisogna agire in tutte le sedi internazionali (Europa e NATO) per far sì che ci siano un cessate il fuoco immediato, il rispetto dell'integrità territoriale e la salvaguardia della popolazione civile. Da questo punto di vista, va dato un segnale forte, che è già partito dall'opinione pubblica; da noi in Parlamento lo abbiamo sollevato la settimana scorsa e lo metteremo nelle nostre risoluzioni. Serve un segnale forte anche da parte del Governo affinché non si limiti a recepire ciò che è già stato definito in Europa. Non sia ipocrita: dobbiamo dire in maniera chiara che la Turchia rimane un nostro partner , ma allo stesso tempo dobbiamo costruire le condizioni perché ci siano una risposta ferma con il pieno rispetto del principio dell'integrità territoriale e sanzioni immediate con lo stop della vendita delle armi.