[pronunce]

che, anche in ordine alla questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale ordinario di Trento in riferimento all'art. 3 Cost., sotto il profilo della disparità di trattamento, questa Corte ha già chiarito nella citata sentenza n. 248 del 2015 che la nuova disciplina introdotta dal d.l. n. 83 del 2015, concernente la pignorabilità delle somme confluite in conto corrente per effetto del pagamento pro rata di retribuzioni o pensioni, non può costituire un idoneo tertium comparationis, in quanto «[c]iò è inconfutabile indizio del fatto che - nell'ambito delle soluzioni costituzionalmente conformi, cioè caratterizzate dal bilanciamento tra le ragioni del credito e quelle del percettore di redditi di lavoro esigui - il legislatore sta esercitando la sua discrezionalità in modo articolato, valorizzando gli elementi peculiari delle singole situazioni giuridiche piuttosto che una riconduzione a parametri uniformi»; che pertanto, alla luce di quanto evidenziato, le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 545, quarto comma, cod. proc. civ. , in riferimento agli artt. 3 e 36 Cost., devono essere dichiarate manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 1, delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi; 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 545, terzo comma, del codice di procedura civile, sollevate dal Tribunale ordinario di Chieti, in funzione di giudice dell'esecuzione, in riferimento agli artt. 3 e 36 Cost., con l'ordinanza indicata in epigrafe; 2) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 545, quarto e ottavo comma, cod. proc. civ. , sollevate dal Tribunale ordinario di Trento, in funzione di giudice dell'esecuzione, in riferimento agli artt. 1, 2 e 4 Cost., con l'ordinanza indicata in epigrafe; 3) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 545, ottavo comma, cod. proc. civ. , sollevate dal medesimo Tribunale ordinario di Trento, in riferimento all'art. 3 Cost., con l'ordinanza indicata in epigrafe; 4) dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 545, quarto comma, cod. proc. civ. , sollevate dal medesimo Tribunale ordinario di Trento, in riferimento agli artt. 3 e 36 Cost., con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 settembre 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Aldo CAROSI, Redattore Filomena PERRONE, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 15 novembre 2018. Il Cancelliere F.to: Filomena PERRONE