[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 42, comma 8, della legge 3 agosto 2007, n. 124 (Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto), promossi dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, con quattro ordinanze del 3 febbraio 2021, iscritte, rispettivamente, ai numeri 133, 134, 135 e 136 del registro ordinanze 2021 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 38, prima serie speciale, dell'anno 2021. Visti gli atti di costituzione di A. M. D. M. e altri, di R. N. e G. R., di P. D. e altri, di G. L. e altri, di G. B. e altri, di A. L.B. e L. R. e di A. A. e altri, nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 1° dicembre 2021 il Giudice relatore Augusto Antonio Barbera; uditi gli avvocati Massimiliano Fazi per A. M. D. M. e altri, Antonio Mancini per G. B. e altri e gli avvocati dello Stato Gianni De Bellis e Fabrizio Fedeli per il Presidente del Consiglio dei ministri; deliberato nella camera di consiglio del 1° dicembre 2021.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con quattro ordinanze di identico contenuto del 3 febbraio 2021, emesse in altrettanti giudizi, rispettivamente iscritte ai numeri 133, 134, 135 e 136 del registro ordinanze 2021, la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 42, comma 8, della legge 3 agosto 2007, n. 124 (Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto), in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, 103, secondo comma, e 111 della Costituzione. La disposizione censurata - attinente alla disciplina delle classifiche di segretezza, attribuite per circoscrivere la conoscenza di informazioni, documenti, atti e attività al fine di proteggere la sicurezza dello Stato - prevede che «[q]ualora l'autorità giudiziaria ordini l'esibizione di documenti classificati per i quali non sia opposto il segreto di Stato, gli atti sono consegnati all'autorità giudiziaria richiedente, che ne cura la conservazione con modalità che ne tutelino la riservatezza, garantendo il diritto delle parti nel procedimento a prenderne visione senza estrarne copia». 2.- Il rimettente premette di essere stato investito, quale giudice delle pensioni pubbliche, dai ricorsi collettivi di diversi ex dipendenti del comparto degli Organismi di informazioni per la Sicurezza (OO.I.S.), i quali domandavano che venisse accertato e dichiarato, nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri, il loro diritto alla riliquidazione del trattamento di quiescenza, previo computo, nella base pensionabile, delle indennità di cui all'art. 18 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 novembre 1980, n. 8, loro corrisposte nel corso del rapporto di impiego e denominate «di funzione» o «operativa» a seconda che si trattasse di personale munito o meno di qualifica dirigenziale. 2.1.- Nel corso dell'istruttoria, proseguono le ordinanze di rimessione, ritenendo indispensabile l'acquisizione della documentazione amministrativa e contabile concernente l'ammontare delle indennità corrisposte, il giudice ordinava all'amministrazione di «rilasciare ai difensori dei ricorrenti» una copia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 aprile 2008, n. 1 (Criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2011, n. 1 (Obblighi di comunicazione in caso di esame o interrogatorio) e della circolare CESIS n. 325/26/3136 del 23 gennaio 1998, relativi al trattamento economico del personale OO.I.S.; ordinava, inoltre, di «consentire ai medesimi difensori, nei luoghi indicati dall'Amministrazione, l'accesso alla documentazione concernente la corresponsione ai ricorrenti, durante il periodo di servizio, dell'indennità di funzione od operativa, ivi compresa quella inerente le trattenute fiscali operate sulle indennità medesime, nel rispetto delle misure di cautela e di riservatezza che la stessa Amministrazione riterrà più idonee». In esecuzione di tali ordinanze istruttorie, la Presidenza del Consiglio dei ministri depositava, presso la Segreteria principale di sicurezza della Corte dei conti, uno stralcio dei decreti e copia della circolare, nonché un documento denominato "relazione illustrativa" nel quale giustificava la mancata produzione di quanto ulteriormente disposto con «la peculiarità del regime di gestione e documentazione cui è assoggettata l'indennità in parola, sin dalla sua istituzione, in ragione dell'assoluta specialità dell'indennità medesima». I documenti prodotti venivano classificati come «riservati» dall'amministrazione resistente. 2.2.- Il rimettente riferisce poi che, all'udienza successiva a tale deposito, i difensori dei ricorrenti rappresentavano «l'impossibilità per la difesa di adempiere il mandato ricevuto a causa della mancata acquisizione al fascicolo di causa [...] della documentazione contabile concernente la corresponsione delle indennità di cui si chiede la valutazione ai fini pensionistici» e, insistendo per l'accoglimento del ricorso, formulavano istanza subordinata perché fosse «promossa la questione di legittimità costituzionale della legge n. 124 del 2007». Di qui la decisione del giudice a quo di promuovere, con distinte ordinanze, i presenti giudizi. 3.- Le ordinanze affrontano prioritariamente i profili di non manifesta infondatezza delle questioni, che vengono illustrati con riferimento «alla portata letterale della norma e alla sua concreta attuazione operata dall'Amministrazione». 3.1.- La norma censurata si porrebbe, anzitutto, in contrasto con l'art. 103, secondo comma, Cost., perché, non consentendo l'acquisizione al fascicolo d'ufficio dei documenti richiesti dal giudice, violerebbe «il principio di effettività della funzione giurisdizionale», che nel caso di specie «si estrinseca [...] nel potere-dovere [...] del giudice contabile, quale giudice naturale delle pensioni pubbliche ai sensi dell'art. 103, comma 2, Cost., di formare il proprio convincimento sulla base degli elementi di prova che ritiene rilevanti ai fini della decisione della causa e di cui ha disposto l'acquisizione». 3.2.- In secondo luogo, sussisterebbe violazione «dei principii del giusto processo sanciti dall'art. 111 Cost.».