[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 158, lettere a) e c) e comma 165 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), promossi dalle Regioni Toscana e Veneto con ricorsi notificati il 25 e il 26 febbraio 2008, depositati in cancelleria il 27 febbraio e il 5 marzo 2008 ed iscritti ai nn. 16 e 19 del registro ricorsi 2008. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 24 febbraio 2009 il Giudice relatore Ugo De Siervo; uditi gli avvocati Lucia Bora per la Regione Toscana, Mario Bertolissi e Luigi Manzi per la Regione Veneto e l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 25 febbraio 2008 e depositato il successivo 27 febbraio 2008 (reg. ric. n. 16 del 2008) la Regione Toscana ha sollevato questione di legittimità costituzionale, tra l'altro, dell'art. 2, comma 158, lettera c), della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), in riferimento agli artt. 117 e 118 della Costituzione ed al principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni. La disposizione impugnata, recante modifiche all'art. 12, comma 3, del d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità), assegna al Ministero dei trasporti, sentiti il Ministero dello sviluppo economico ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la funzione di rilasciare l'autorizzazione relativa agli impianti offshore di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La ricorrente non contesta tale allocazione, che ritiene giustificata alla luce del principio di sussidiarietà, ma denuncia la norma, nella parte in cui essa non prevede che l'autorizzazione venga rilasciata previa intesa con la Regione, osservando che tale modulo partecipativo è previsto sia dall'art. 1, comma 26, della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia), quanto agli elettrodotti della rete energetica nazionale, sia dall'art. 8, comma 1, della legge 24 novembre 2000, n. 340 (Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi – Legge di semplificazione 1999), quanto ai gassificatori, anche offshore. Viceversa la disposizione impugnata, tramite il rinvio al comma 4 del medesimo art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003, si limiterebbe ad assicurare alla Regione interessata la partecipazione “alla Conferenza dei servizi, con un ruolo e forza esattamente identici a quelli degli altri enti partecipanti”, in deroga all'”assetto istituzionale delle competenze”. 2. – Con ricorso notificato il 26 febbraio 2008 e depositato il successivo 5 marzo 2008 (reg. ric. n. 19 del 2008) la Regione Veneto ha sollevato questione di legittimità costituzionale, tra l'altro, dell'art. 2, comma 158, lettera a), e comma 165, della medesima legge 24 dicembre 2007, n. 244, in riferimento agli artt. 117 e 118 della Costituzione, ed al principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni “di cui agli artt. 5 e 120 della Costituzione e all'art. 11 della legge costituzionale 11 ottobre 2001, n. 3” (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). L'art. 2, comma 158, lettera a), modifica l'art. 12, comma 3, del d.lgs. n. 387 del 2003, in punto di autorizzazione relativa agli impianti di energia alimentati da fonti rinnovabili, stabilendo che il rilascio del titolo spetti alla Regione, ovvero alle Province delegate dalla Regione, anziché, come in precedenza, alle prime ovvero ad “altro soggetto istituzionale” da esse delegato. L'individuazione con norma statale della Provincia quale ente titolare della competenza in questione lederebbe l'art. 117, terzo comma, della Costituzione, costituendo norma di dettaglio nella materia concorrente della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia elettrica. Inoltre, sarebbe leso l'art. 118 della Costituzione, poiché dovrebbe spettare alla Regione l'allocazione della funzione amministrativa in materia oggetto di potestà concorrente. Non sussisterebbero, infatti, le condizioni per l'attrazione in sussidiarietà allo Stato di tale compito, in difetto di intesa con la Regione, sicché sarebbe violato anche il principio di leale collaborazione. In secondo luogo, viene impugnato l'art. 2, comma 165, della legge n. 244 del 2007, il quale integra l'art. 14 del d.lgs. n. 387 del 2003, concernente le direttive che l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas emana a proposito del collegamento degli impianti da fonti energetiche rinnovabili alla rete elettrica: la disposizione impugnata arricchisce il contenuto di tali direttive, cui è demandata l'adozione di ulteriori previsioni e misure in materia. La ricorrente ritiene in tal modo leso l'art. 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia, poiché il legislatore statale avrebbe attribuito nuovi compiti all'Autorità, “senza il benché minimo confronto con le Regioni”, nonché l'art. 118 della Costituzione ed il principio di leale collaborazione, poiché le direttive “interferiranno significativamente, menomandola, sull'autonomia amministrativa regionale”. Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile, e comunque infondato. A parere dell'Avvocatura, l'art. 2, comma 158, lettera a), impugnato si ispira “ a principi di adeguatezza e di uniformità sul territorio nazionale nella individuazione delle competenze nel delicato settore considerato, ferma altresì la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente”. Tale considerazione sorreggerebbe anche il censurato art. 2, comma 165, mentre la menomazione delle competenze regionali derivante dalle direttive dell'Autorità per l'energia ed il gas sarebbe del tutto ipotetica ed indimostrata.1. – La Regione Veneto (reg. ric.