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Ai fini della trasmissione della comunicazione di cui al presente comma, il proponente è tenuto, a pena di inammissibilità, ad utilizzare il modello adottato dalla Commissione nazionale, con propria delibera, entro novanta giorni dal suo insediamento. Sullo schema di modello di cui al presente comma, le Commissioni parlamentari competenti per materia si esprimono entro quarantacinque giorni dalla data di trasmissione. Decorso tale ultimo termine, nel corso del quale il termine di novanta giorni previsto dal secondo periodo resta sospeso, il modello può essere comunque adottato con delibera della Commissione nazionale. 2 Il livello di approfondimento delle informazioni da fornire alla Commissione nazionale, utilizzando il modello di cui al comma 1, non può essere inferiore, in ogni caso, a quello proprio dello studio di fattibilità dell'intervento. Ove l'avvio del dibattito pubblico sia richiesto, con le modalità di cui alla presente legge, su un'opera già dotata di progetto preliminare, il procedimento è avviato prima della convocazione della conferenza di servizi di cui all'articolo 165, comma 4, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Il dibattito pubblico non può essere attivato su opere infrastrutturali dotate di progettazione, già approvata, di livello di approfondimento superiore al preliminare. 3 La Commissione nazionale, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, delibera l'avvio della procedura di dibattito pubblico, ove ritenga che l'intervento presenti un carattere di interesse nazionale, nominando fra i propri componenti un referente del dibattito pubblico, di seguito denominato «referente». La Commissione nazionale può chiedere ai proponenti, una sola volta, approfondimenti e documentazione di carattere tecnico sulla proposta di progetto sulla quale si intende attivare la procedura partecipativa. In questo caso, il termine di trenta giorni per l'adozione della delibera di avvio da parte della Commissione nazionale decorre dalla ricezione dei chiarimenti del proponente. 4 Con la delibera di cui al comma 3 la Commissione nazionale stabilisce altresì: a la durata del dibattito pubblico, che in ogni caso non può essere superiore a sei mesi dalla data di convocazione della prima audizione, salvo proroghe motivate per non oltre tre mesi complessivi, ove vengano documentatamente richieste informazioni aggiuntive sull'intervento o segnalate criticità sulla base anche di motivate ipotesi alternative, sia progettuali che di localizzazione; b le fasi del dibattito pubblico, le modalità per garantire la più ampia partecipazione dei cittadini e le forme di trasparenza e informazione necessarie. 5 Nella comunicazione di cui al comma 1, il proponente provvede ad indicare un tecnico qualificato che lo rappresenti in tutte le fasi del procedimento di dibattito pubblico. 6 La delibera di cui al comma 3 è pubblicata nel sito web istituzionale della Commissione nazionale e, in apposita sezione, entro i successivi dieci giorni, in quello del comune, della provincia, della città metropolitana, ove costituita, e della regione nel cui territorio è previsto che l'intervento sia realizzato. La delibera è altresì pubblicata, entro lo stesso termine e a spese del proponente, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale e due a diffusione locale. 7 Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma 6, ciascuno dei soggetti interessati di cui agli articoli 7 e 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, può avanzare, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o altra forma di spedizione idonea ad assicurare certezza legale riguardo alla data di spedizione, apposita istanza di partecipazione alla Commissione nazionale, comunicando a quest'ultima il nominativo di uno o più tecnici qualificati che lo rappresentino nelle fasi del dibattito. L'istanza spedita oltre il termine di cui al periodo precedente è inammissibile e non consente la partecipazione dell'autore della spedizione al dibattito pubblico. Oltre alle amministrazioni centrali competenti, il comune, la provincia e la regione, nonché gli enti territoriali intermedi, nel cui territorio è previsto che l'intervento sia realizzato, sono considerati partecipanti al dibattito pubblico anche in assenza dell'istanza di cui al periodo precedente. La partecipazione al dibattito pubblico dei soggetti di cui al presente comma ha luogo con le modalità di cui all'articolo 10, comma 1, lettera b) , della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le audizioni sono indette affinché, prioritariamente, i contenuti delle memorie scritte presentate siano illustrati da ciascun partecipante, attraverso il rispettivo rappresentante tecnico. 8 Nel corso del procedimento, il referente può invitare in audizioni pubbliche i soggetti, pubblici o privati, la cui consultazione può risultare utile, e convocare, ove lo ritenga opportuno, assemblee pubbliche, il cui svolgimento è disciplinato con delibera dalla Commissione nazionale. 9 Le deliberazioni e gli atti indicati nel presente articolo, ivi incluso il curriculum vitae di ciascuno dei tecnici indicati dai proponenti e dai soggetti di cui al comma 6, sono pubblicati nel sito web istituzionale della Commissione nazionale, in formato aperto e agevolmente accessibile. 4 (Conclusione del dibattito pubblico) 1 Al termine del dibattito pubblico, il referente redige un rapporto conclusivo in cui riferisce sulla procedura adottata, sugli argomenti che sono stati sollevati nel corso del dibattito e sulle proposte conclusive cui ha dato luogo, ivi incluse le eventuali ipotesi alternative emerse, nonché sul grado di consenso raggiunto. Il rapporto evidenzia se le memorie scritte, presentate da ciascun partecipante, hanno motivatamente e circostanziatamente argomentato con riguardo a tutti gli aspetti di cui all'articolo 3, comma 1, e, in caso negativo, ne dà adeguata evidenza in apposita sezione. 2 Il rapporto conclusivo di cui al comma 1, una volta approvato dalla Commissione nazionale in seduta collegiale, previa illustrazione da parte del referente, è pubblicato nel sito web istituzionale della stessa. 3 Entro tre mesi dalla data di pubblicazione del rapporto ai sensi del comma 2, il proponente comunica alla Commissione se intende: a rinunciare al progetto; b proporre modifiche al progetto, indicando quali tra quelle emerse nel rapporto di cui al comma 1 intenda realizzare; c sostenere il medesimo progetto sul quale si è svolto il dibattito pubblico, motivando le ragioni di tale scelta. 4 La comunicazione del proponente di cui al comma 3 è pubblicata nel sito web istituzionale della Commissione nazionale. 5 Non possono in ogni caso costituire motivo di ricorso giurisdizionale avverso gli atti adottati dalle amministrazioni competenti, dopo la conclusione del dibattito pubblico, presunti vizi attinenti agli obiettivi del progetto discussi nell'ambito del dibattito stesso se il proponente ha conseguentemente variato il progetto e la Commissione nazionale ne abbia riconosciuto, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, la congruenza.