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Da cittadino italiano rifiuto con sdegno l'idea che il nostro Paese abbia bisogno di tutele esterne per vivere una democrazia compiuta. Lei che si è dichiarato nostro avvocato difensore saprà difendere non solo l'interesse, ma anche la dignità del popolo italiano da chi implicitamente lo assimila a una massa di decerebrati influenzabili da algoritmi sul web (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Craxi. Ne ha facoltà. CRAXI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, giungiamo a questo nuovo Consiglio europeo con il consueto spread tra dichiarazioni, fatti e risultati che contraddistingue ormai l'agire di questo Governo e dei suoi azionisti. L'Italia si presenta a questo appuntamento ancora una volta sotto veste di osservata speciale, tanto dal punto di vista economico che per le sue determinazioni sul piano internazionale che costruiscono una sorta di Torre di Babele che getta una luce inquietante sul Paese. Si dice che la diversità è un valore. È vero, ma quando essa diventa confusione, quando essa assume contorni dell'incoerenza, dell'avventura e dell'improvvisazione, tanto più in un campo delicato quale quello della politica estera, un Paese perde di credibilità, mette a rischio le proprie alleanze, che sono di ordine culturale prima ancora che politico, e pregiudica il suo ruolo internazionale. Purtroppo è quello che sta avvenendo con una certa e preoccupante costanza. Non c'è una strategia, ma non si naviga neanche a vista. Continuate a parlare di un'Unione europea più forte e competitiva, che non ha bisogno di sostenitori fideistici. È una cosa giusta e sacrosanta che sottoscriviamo, ma non si capisce qual è il contributo che il Governo italiano intende dare in questa direzione. Ci sono solo generiche dichiarazioni di cambiamento che equivalgono, come nella miglior letteratura, a non cambiare nulla. E di cambiamento, anche sul tema dell'immigrazione e del necessario approccio europeo, francamente si è visto ben poco. Eppure si ripete che tutto è cambiato. Il Consiglio affronterà, tra le tante questioni - dalla Brexit al tema dei cambiamenti climatici - il nodo dell'economia. Per noi non è proprio un capitolo delle gioie. Dovrà infatti approvare, o meno, le priorità politiche strategiche dell'analisi annuale sulla crescita che gli Stati membri dovranno inserire nei propri programmi. Mi chiedo, e chiedo al Governo, con quale forza e credibilità l'Italia siederà a quel tavolo e dirà la sua su questo e su altri temi. Ma soprattutto, visto che il Governo critica le ricette comunitarie in materia economica - aggiungo non senza ragione - avrà la coerenza di votare contro questo dossier , o magari di cambiarne i contenuti previsti? Temo che, come nei precedenti casi, seguirà la corrente, salvo poi dichiarare a favor di telecamera l'esatto opposto. Ma, così facendo, non si fa il bene dell'Italia, né dell'Europa, tantomeno si diventa attori credibili. L'unica cosa che realmente è cambiata in questo lasso di tempo, ma in peggio, sono le previsioni economiche, che annunciano per l'Italia tempi bui e questo grazie anche ad un Governo - il vostro - che ha varato una manovra tutta a debito, priva di investimenti e di sviluppo. Non è un caso che il country report dello scorso febbraio, base per la discussione in materia economica che affronterà il Consiglio europeo, annoveri l'Italia, insieme alla Grecia e a Cipro, tra i Paesi che presentano «squilibri macroeconomici eccessivi». Grazie a voi nel Consiglio si parlerà della nostra Italia come un Paese "untore", che rischia con le sue politiche economiche balorde di travolgere l'intera Unione europea, che pure sui temi della crescita non è esente da gravi responsabilità. Di tutte le raccomandazioni al vaglio del vertice, il Governo italiano nella sua azione non ne ha recepita nemmeno una: non fa niente sul debito, niente per sostenere la produttività e non fa niente per far fronte a quelle che nel dossier europeo vengono chiamate le «sfide specifiche». In questo contesto il tema del memorandum con la Cina rappresenta la ciliegina sulla torta. Abbiamo assistito - in questo caso sì - ad un cambio di rotta silente, ma epocale, per la nostra politica estera, un cambio che finirà per scontentare tanto i nostri alleati storici (Europa ed USA, cui non ci lega solo un rapporto economico-commerciale, ma anzitutto di civiltà e di valori), tanto i nuovi "compagni" di avventura. Anche rispetto a questo mi chiedo con quale credibilità il Governo parlerà nel prossimo Consiglio europeo, che dovrebbe pronunciarsi a favore di ulteriori passi sul tema digitale, quando volete consegnare le nostre infrastrutture, anche quelle digitali, in mano ad una potenza straniera. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma sapete che cos'è l'interesse nazionale? Non è un tema per dichiarazioni, ma è la libertà di un popolo e di un Paese. Francamente, non so se attribuire le vostre affermazioni sulla firma del memorandum a dolo o ad incompetenza: in entrambi i casi è grave e dimostra improvvisazione e inadeguatezza. Non aver ben chiaro l'orizzonte è preoccupante, poiché è un presupposto necessario per sedersi con consapevolezza al tavolo delle discussioni, avendo chiari obiettivi, rischi e strategie da adottare. Dunque, cari amici del Governo - e concludo - più serietà, più coerenza, meno dichiarazioni e meno avventure. Siamo alla vigilia di una fase economica e geopolitica delicata e, per dirla con le parole di Dante, con un Governo di tal fatta siamo sempre più «nave senza nocchiere in gran tempesta». (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Monti) . Saluto ad una rappresentanza di studenti e ad una delegazione del Lions Clubs International PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo scientifico «Federico II di Svevia» di Altamura, in provincia di Bari, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Saluto poi, a nome dell'Assemblea, una delegazione del Lions Clubs International di Bressanone, in provincia di Bolzano, che sta seguendo i nostri lavori. (Applausi) . Sono frequentatissime oggi le nostre tribune. Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Floridia. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Presidente Conte, la sua presenza al Consiglio europeo come rappresentante dell'Italia è per questo Parlamento un valore aggiunto, che scaturisce evidentemente dalla sua personale credibilità, fermezza, nonché lungimiranza ed equilibrio, attitudini da lei dimostrate in diverse occasioni, come oggi. Queste doti le permetteranno, al Consiglio europeo, di manifestare, senza remore, il profondo convincimento di questa maggioranza dell'urgenza di un cambiamento di visione e di direzione politica, non solo per l'Italia, ma anche per l'Europa. Dato che il dibattito verterà, tra gli altri temi, anche sul futuro del mercato unico e del mercato dei capitali, sono certa che ella riterrà utile ricordare che l'origine della parola «mercato» viene dal latino, dal verbo mercari , che significa «comprare», «acquistare».