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poco meno della metà del campione (473 infermieri), afferma di aver subito aggressioni verbali all'interno del reparto o della struttura; sempre dal citato studio, si evidenzia che quasi la metà (48 per cento) dei rispondenti afferma che non sono previste modalità di segnalazione della violenza nei luoghi di lavoro, mentre ben il 74 per cento denuncia che non esistono incentivazioni a segnalare atti di violenza sul luogo di lavoro; in seguito alla segnalazione della violenza subita, nel 27 per cento dei casi, «non è stata adottata alcuna misura». A 18 vittime su 113 non è stata offerta neppure una consulenza psicologica; nessun tipo di protezione è garantita agli operatori sanitari e neanche agli operatori addetti alla sicurezza dei presidi ospedalieri atteso che, come risulta evidente dal video dell'ultima aggressione, le guardie particolari giurate, spesso, non accennano a nessun tipo di azione per fermare gli aggressori, poiché non hanno gli strumenti adeguati e rischiano di divenire, loro stessi, protagonisti di interminabili vicende giudiziarie, si chiede di sapere quali misure concrete i Ministri in indirizzo ritengano di assumere per porre termine a tali situazioni di violenza, che mai sono accettabili e ancor meno quando queste riguardano personale dello Stato, che dedica la propria attività professionale al servizio degli altri e segnatamente per una categoria che in questo momento storico è cosi appesantita dalle responsabilità e che quotidianamente lotta in prima linea per la collettività. Atto n. 4-05175 PETRENGA IANNONE Al Ministro della cultura Premesso che: Calvi Risorta è una ridente cittadina della provincia di Caserta, ubicata nell'alto casertano, a circa trenta chilometri da Caserta e meno di dieci chilometri da Teano; il paese è sorto sulle rovine della antica Cales, in cui gli Aurunci, gli Ausoni, gli Etruschi, i Latini e i Sanniti hanno lasciato le proprie impronte e per questo, tale territorio, rientra appieno nei percorsi turistico-storico archeologici, che uniscono idealmente Teano, Sessa Aurunca, Capua, Santa Maria Capua Vetere, fino ad arrivare al capoluogo provinciale; la parte più antica di Calvi Risorta è rappresentata dalla zona archeologica, in cui si trovano i ruderi dell'anfiteatro e del teatro romani, delle terme, i resti di un tempio e della vecchia chiesa dedicata a San Casto, i tratti della cinta muraria, il famoso «Ponte delle Monache», la «Grotta delle Formelle» e la «Grotta dei Santi»; le grotte, scavate nel tufo, furono il riparo dei monaci di San Basilio, che accorsero nell'antica Cales dall'Oriente, dove erano perseguitati; tali luoghi sono dotati di un valore storico-archeologico inestimabile, capace di attrarre turisti, storici ed appassionati dell'antichità e dell'archeologia; tuttavia, tale zona risulta incomprensibilmente abbandonata e, pertanto, degradata, tanto che alcuni dei monumenti millenari risultano essere stati coperti dalla vegetazione e, divenuti, nel tempo, luoghi di scarico abusivi di immondizia, divenendo delle vere e proprie discariche a cielo aperto; tale incresciosa situazione di abbandono, dovuta soprattutto alla mancata concertazione e cooperazione tra gli enti deputati al controllo del territorio e i proprietari di alcune delle terre su cui insistono tali siti, ha portato, altresì, al proliferare di attività criminose tese al furto degli inestimabili reperti archeologici, che si rinvengono dalla terra, la cui circostanza, oltre all'evidente stato di abbandono e degrado, è stata ampiamente documentata dalla trasmissione satirica «Striscia la notizia» del 18 marzo 2021, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che le particolari circostanze descritte richiedano un intervento urgente teso alla messa in sicurezza, alla bonifica ed alla valorizzazione dei siti archeologici indicati in premessa, il cui ripristino è considerato necessario ai fini della riscoperta di luoghi millenari, pieni di storia e cultura e della conseguente ricaduta economica e occupazionale sui rispettivi territori. Atto n. 4-05176 FERRO AIMI BARBONI BERARDI CALIGIURI CANGINI CESARO DAL MAS DAMIANI FLORIS GALLONE MALAN MALLEGNI MASINI MINUTO MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO RIZZOTTI SACCONE SCHIFANI SICLARI TIRABOSCHI TOFFANIN Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il cosiddetto "decreto rilancio" (decreto-legge n. 34 del 2020) ha previsto che le risorse di cui all'articolo 27, recante disposizioni in materia di "Patrimonio destinato", possano essere impiegate, sia nel contesto del cosiddetto "Temporary Framework" , che "a mercato"; al riguardo, la prima tipologia (prevista in un quadro europeo di deroga straordinaria alle regole sugli aiuti di Stato) ha durata fino al 31 dicembre 2021 ed è esplicitamente autorizzata per intervenire sul capitale delle aziende in crisi, a seguito della pandemia; il prolungarsi della crisi sta indebolendo ulteriormente il sistema produttivo italiano e perdere quelle medie aziende che ancora rappresentano dei nodi fondamentali, sia per sostenere le filiere di piccole imprese, sia nell'ambito delle catene globali del valore, significherebbe un grave danno all'economia italiana, compromettendo la capacità di aumentare strutturalmente il tasso di crescita dell'economia post pandemia. Correttamente, il meccanismo di analisi ex ante predisposto nel decreto attuativo permette un'azione celere per l'individuazione delle aziende e per l'erogazione. Viceversa, l'operatività "a mercato" ha durata fino a 12 anni ed è ideata per sostenere i processi di crescita di aziende sane, con il coinvolgimento il più largo possibile del mercato e dei privati; purtuttavia, il testo del decreto ministeriale sui criteri di utilizzo del "Patrimonio Rilancio" prevedono meccanismi che difficilmente coinvolgeranno il mercato, in quanto l'operatività è tutta incentrata sulla Cassa Depositi e Prestiti S.p. A., che poi dovrebbe assicurare il massimo coinvolgimento delle società di gestione del risparmio italiane, per evitare il possibile effetto spiazzamento del private capital; gli attuali criteri di intervento previsti ad oggi rendono difficile individuare soggetti privati che vadano a co-intervenire con Cassa Depositi e Prestiti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda, nell'apportare risorse a "Patrimonio Destinato" per l'avvio dell'operatività, indicare a Cassa Depositi e Prestiti che le risorse vengano usate esclusivamente nel contesto del Temporary Framework per accelerare il salvataggio delle aziende in crisi, che sono in possesso dei requisiti richiesti e ripensare la parte "a mercato", che ha un orizzonte temporale più lungo e che necessita di una maggiore apertura agli operatori del mercato;