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la presentazione della formale richiesta di estradizione dovrà essere trasmessa entro sessanta giorni (termine prorogabile per ulteriori quindici giorni) dall'esecuzione dell'arresto, pena l'inefficacia dell'arresto medesimo e di ogni misura coercitiva eventualmente imposta (articolo 12). Nel caso della presentazione di più richieste di estradizione da parte dello Stato richiedente e di altri Stati terzi, nei confronti della medesima persona, sono stabiliti specifici criteri al fine di valutare e decidere a quale delle domande dovrà essere data esecuzione (articolo 13). La consegna della persona richiesta dovrà avvenire entro 40 giorni dalla data in cui lo Stato richiedente ha avuto comunicazione formale della concessione dell'estradizione (articolo 14). Resta salva la possibilità per lo Stato richiesto di differire la consegna qualora sia in corso, in tale Stato, un procedimento penale ovvero l'esecuzione della pena a carico della persona richiesta per reati diversi da quello oggetto della richiesta di estradizione ovvero quando, per le condizioni di salute della persona richiesta, il trasferimento può porre in pericolo la sua vita o aggravare il suo stato. In tale evenienza, comunque, i due Paesi potranno accordarsi per la consegna temporanea della persona richiesta, al fine di consentire lo svolgimento del procedimento penale nello Stato Richiedente (articolo 15). L'accordo bilaterale disciplina inoltre, conformemente a tutti gli strumenti bilaterali e multilaterali in materia, il cosiddetto « principio di specialità » in favore della persona estradata. La persona consegnata non potrà essere in alcun modo perseguita o arrestata dallo Stato richiedente per reati diversi commessi precedentemente alla consegna; tale garanzia viene meno, però, se lo Stato richiesto acconsente a che lo Stato richiedente proceda nei confronti della persona estradata, ovvero quando la presenza della persona estradata nel territorio dello Stato richiedente si sia protratta per oltre sessanta giorni dal momento in cui la stessa non fosse più necessaria in relazione alla procedura estradizionale ovvero quando la persona estradata, dopo aver lasciato il territorio dello Stato richiedente, vi abbia fatto ritorno volontariamente. È stata tuttavia prevista la possibilità per lo Stato richiedente, anche al di fuori dei predetti casi di cosiddetta « purgazione della specialità » , di procedere al compimento degli atti irripetibili, interruttivi della prescrizione, ovvero ogni attività procedimentale finalizzata al proscioglimento della persona estradata. Non sarà inoltre necessaria una nuova richiesta estradizionale in caso di modifica dell'imputazione, purché anche per il nuovo reato sussistano le condizioni per l'estradizione di cui all'articolo 2 del Trattato (articolo 10). Analogo principio opera anche in relazione alla riestradizione. In particolare il Trattato prevede che, salvo i casi di purgazione previsti dall'articolo 10, lettere a) e b) , lo Stato richiedente non potrà consegnare a uno Stato terzo la persona consegnata, per fatti commessi anteriormente alla consegna, senza il consenso dello Stato richiesto (articolo 11). È altresì prevista una procedura semplificata di estradizione, per i casi in cui il soggetto richiesto acconsenta alla stessa, con dichiarazione resa dinanzi ad un'autorità competente dello Stato richiesto, con l'assistenza di un difensore, e riportata in un processo verbale giudiziario (articolo 16). Infine sono presenti specifiche previsioni in ordine alla consegna allo Stato richiedente di cose sequestrate alla persona estradata (strumenti, proventi o altre cose relative al reato) rinvenute nello Stato richiesto (articolo 17), al transito nei rispettivi territori di una persona estradata da uno Stato terzo (articolo 18), alle spese sostenute per la procedura di estradizione (articolo 19), allo scambio informativo in merito all'esito del procedimento penale ovvero all'esecuzione della condanna nello Stato richiedente successivamente all'estradizione (articolo 20), alla partecipazione del rappresentante dello Stato richiedente nel procedimento di estradizione (articolo 21). III. Previsioni conclusive Gli Stati contraenti hanno, infine, inteso salvaguardare l'operatività di altre convenzioni internazionali, stabilendo espressamente di cooperare in materia di estradizione anche sulla base di altri accordi internazionali applicabili (articolo 22). Al fine di consentire alla Repubblica italiana il rispetto delta normativa in materia di data protection, interessata da una continua evoluzione, dovuta all'adozione di regole sempre più stringenti nell'ambito dell'Unione europea, è stato introdotto l'impegno, per gli Stati contraenti, a rispettare il carattere di segretezza dei documenti e delle informazioni fornite o ricevute dall'altra Parte, ad utilizzare i dati personali solo in relazione alla procedura estradizionale, salvo autorizzazione dello Stato che li ha forniti, e comunque nel rispetto dei limiti al trattamento dei dati indicati da quest'ultimo Stato al momento della trasmissione (articolo 23). Le eventuali controversie che dovessero insorgere in punto di interpretazione e di applicazione del Trattato verranno risolte direttamente mediante consultazione diplomatica (articolo 24). Nell'ultima disposizione dell'accordo sono disciplinate le diverse vicende giuridiche che potrebbero interessare il Trattato. Entrambi gli Stati dovranno sottoporre il Trattato a procedura di ratifica in conformità delle proprie legislazioni, L'accordo entrerà in vigore alla data di ricezione della seconda delle due notifiche con cui ciascuna Parte avrà comunicato all'altra, attraverso i canali diplomatici, l'avvenuto espletamento delle procedure di ratifica. Il Trattato ha durata indeterminata, salva la possibilità di ciascuna parte di recedere in qualsiasi momento con comunicazione scritta all'altra Parte per via diplomatica. La cessazione di efficacia del Trattato avrà effetto decorsi centottanta giorni dopo la predetta comunicazione (articolo 25). B) TRATTATO DI ASSISTENZA GIUDIZIARIA IN MATERIA PENALE TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DELL'ECUADOR, FATTO A QUITO IL 25 NOVEMBRE 2015 I. Premessa Il Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Ecuador si inserisce nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione dei rapporti di cooperazione giudiziaria internazionale ed a rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto al fenomeno della criminalità transnazionale. La necessità di dotarsi di strumenti convenzionali in materia di cooperazione, che agevolino lo scambio di informazioni e l'acquisizione di elementi di prova, ormai ravvisabile in relazione a tutti i Paesi, in considerazione del carattere sempre più cross-borders della criminalità, è apparsa vieppiù esistente in relazione all'Ecuador, in virtù dei sempre più frequenti ed estesi rapporti tra i due Stati in diversi settori (economico, finanziario, commerciale, dei flussi migratori, et alia ). L'incontestabile dato della continua crescita dei rapporti tra i due Paesi implica, inevitabilmente, la comune esigenza di reciproca assistenza giudiziaria penale. II. Previsioni generali Gli Stati contraenti si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale. Estremamente ampio è il novero degli atti che possono costituire oggetto di richiesta di cooperazione;