[pronunce]

La soppressione e liquidazione è espressamente assoggettata, dal comma 6, alle modalità stabilite dalla legge 4 dicembre 1956, n. 1404 (Soppressione e messa in liquidazione di enti di diritto pubblico e di altri enti sotto qualsiasi forma costituiti, soggetti a vigilanza dello Stato e comunque interessanti la finanza statale) e successive modifiche. Ai sensi del comma 7, gli atti connessi alle operazioni di trasformazione non rilevano ai fini fiscali; e tale esenzione è estesa, dal comma 10, anche agli atti connessi "alle operazioni di trasformazione effettuate dalle regioni e dalle province autonome". Il comma 8 dispone, inoltre, che la disciplina concernente la trasformazione o soppressione di cui al comma 1 si applica, in via sperimentale e sentite le Regioni interessate, anche agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di cui all'art. 1 del d.lgs. 30 giugno 1993, n. 269 (Riordinamento degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera h, della legge 23 ottobre 1992, n. 421), ferma restando la natura pubblica degli istituti medesimi. Infine, il comma 11 stabilisce che "nell'esercizio delle funzioni in materia di approvvigionamento idrico primario per uso plurimo e per la gestione delle relative infrastrutture, opere e impianti", gli enti competenti "possono avvalersi degli enti preposti al prevalente uso irriguo della risorsa idrica attraverso apposite convenzioni e disciplinari". 3. - La Regione Campania sostiene che l'art. 28 della legge n. 448 del 2001, essendo riferibile anche ad enti regionali, invaderebbe l'ambito delle competenze riservate alla potestà legislativa regionale in via esclusiva ovvero in via concorrente. La disposizione, inoltre, nella parte in cui prevede un intervento regolamentare del Governo destinato ad applicarsi anche in materie diverse da quelle attribuite alla legislazione esclusiva dello Stato, violerebbe l'art. 117, sesto comma, della Costituzione, che limita la potestà regolamentare dello Stato solo a tali materie. 4. - Anche la Regione Emilia-Romagna, con argomentazioni in parte analoghe, lamenta la violazione, da parte dell'art. 28, delle attribuzioni regionali sancite dall'art. 117 della Costituzione. In particolare, la ricorrente censura i commi 1, 5 e 6, là dove si riferiscono a enti diversi dagli enti pubblici nazionali, in relazione ai quali soltanto lo Stato - ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione - dispone di una competenza legislativa esclusiva. L'esistenza di una competenza regionale nella materia, secondo quanto ritenuto dalla Regione, sarebbe del resto provata dal comma 10 dello stesso art. 28, in base al quale l'esenzione fiscale disposta dal comma 7 "si applica anche agli atti connessi alle operazioni di trasformazione effettuate dalle Regioni e dalle Province autonome". Tale norma peraltro non varrebbe, a giudizio della ricorrente, a limitare la competenza statale ai soli enti pubblici nazionali, essendo volta semplicemente ad estendere l'esenzione fiscale alle operazione eventualmente compiute dalle Regioni. Per le medesime ragioni la Regione censura anche il comma 8, il quale - come si è ricordato - dispone l'applicazione, in via sperimentale, del comma 1 dello stesso articolo, agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di cui all'art. 1 del d.lgs. n. 269 del 1993. Gli istituti considerati dalla norma, infatti, secondo la ricorrente, non rientrerebbero tra gli enti pubblici nazionali su cui il legislatore statale è legittimato ad intervenire con proprie norme legislative. Infine, la Regione Emilia-Romagna impugna il comma 11 dell'art. 28 della legge n. 448 del 2001, il quale non avrebbe contenuto normativo e comunque interverrebbe, con una disposizione di dettaglio, in una materia che non rientra tra le competenze legislative statali. In considerazione dell'identità della materia, nonché dei profili di illegittimità costituzionale fatti valere, i due ricorsi, per la parte relativa all'art. 28 della legge n. 448 del 2001, possono essere riuniti per essere decisi con un'unica pronuncia. 5. - Devono essere trattate congiuntamente le questioni sollevate dalla Regione Campania e dalla Regione Emilia-Romagna particolarmente sui commi 1, 5 e 6. Ciò in quanto la prima ricorrente, pur riferendosi genericamente all'intero art. 28, si limita a proporre censure sostanzialmente coincidenti con quelle prospettate dalla seconda ricorrente. In via preliminare, occorre dare conto del fatto che, successivamente alla proposizione dei ricorsi, il comma 1 dell'art. 28 è stato modificato, con legge 6 luglio 2002, n. 137 (Delega per la riforma dell'organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché di enti pubblici), la quale, all'art. 2, ha sostituito il termine di sei mesi, originariamente previsto per l'emanazione dei regolamenti ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con il più lungo termine di diciotto mesi. La medesima disposizione, inoltre, ha introdotto nell'art. 28 un comma 2-bis, che prevede la facoltà, per il Ministero dell'economia e delle finanze, di avvalersi, per l'attuazione dell'art. 28, della struttura interdisciplinare di cui all'art. 73, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59). Successivamente, il comma 1 dell'art. 28 è stato interamente sostituito dall'art. 34, comma 23, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2003). L'attuale comma 1 dell'art. 28 della legge n. 448 del 2001 dispone che con uno o più regolamenti, da emanarsi ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge n. 400 del 1988, entro il 30 giugno 2003, il Governo "individua gli enti e gli organismi pubblici, incluse le agenzie, vigilati dallo Stato, ritenuti indispensabili", disponendone se necessario anche la trasformazione in società per azioni o in fondazioni di diritto privato, ovvero la fusione o l'accorpamento con enti od organismi che svolgono funzioni analoghe o complementari; nel caso in cui, alla scadenza del termine assegnato, non si sia provveduto a tali adempimenti, gli enti per i quali non sia stato adottato alcun provvedimento, sono soppressi e posti in liquidazione. Le modifiche introdotte dalla legge n. 289 del 2002 hanno inciso in più punti sull'originaria disciplina dettata dalla norma censurata.