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Atto n. 4-00452 BINETTI MANGIALAVORI Al Ministro della salute Premesso che: l'attenzione prestata dall'attuale Governo alla normativa relativa alla selezione dei direttori generali delle ASL appare tutta centrata sulla valorizzazione del merito, sulla trasparenza delle nomine e su di un deciso passo indietro fatto dalla politica, perché non accada che interessi conflittuali o competenze inadeguate espongano i malati a rischi aggiuntivi oltre a quelli dettati dalla loro stessa malattia; le Regioni in deficit sono state tutte commissariate in questi anni e la scelta del commissario ha influito in maniera sensibile per consentire alle stesse di raggiungere il pareggio di bilancio e di conseguenza non essere più soggette a commissariamento. Ciò che comunque ha reso particolarmente interessante la fase commissariale è stato lo stretto monitoraggio del Ministero della salute, attraverso l'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), per cui gli obiettivi da raggiungere sono stati tutti oggetto di duplice controllo; quanto avvenuto recentemente in Calabria nell'area di ortopedia di un grande ospedale di Reggio Calabria, documentato da servizi fotografici drammatici, pone interrogativi inquietanti riguardo a tutta la filiera di controllo del SSN; pazienti con fratture e distorsioni vengono assistiti, da diversi giorni, in condizioni di urgenza-emergenza soprattutto notturna, con semplici cartoni, per di più di scarsa qualità, trattandosi di materiale di recupero, per mancanza di bende gessate, di ausili più moderni e più facilmente regolabili, come ormai avviene in tutti gli ospedali italiani; poiché è inimmaginabile un'emergenza legata ad una catastrofe umanitaria che abbia portato al rapido consumo di tutto il materiale ortopedico necessario nel reparto, a giudizio degli interroganti le ipotesi che si possono fare sono davvero inquietanti: 1) il materiale consumato non sarebbe stato prontamente sostituito dalla farmacia dell'ospedale in modo da garantire il fabbisogno necessario nei rispettivi reparti; 2) la direzione sanitaria non si sarebbe fatta carico delle richieste provenienti dal reparto e filtrate dalla farmacia ospedaliera; 3) la direzione generale avrebbe posto un indebito fermo agli acquisti di materiale di prima necessità, nonostante le sicure pressioni ricevute dalla catena precedente: primario ortopedico, direttore della farmacia, direttore sanitario; 4) il commissario regionale non sarebbe al corrente della situazione gravissima dell'ospedale di Reggio o non avrebbe capito l'urgenza o non si sarebbe attivato con la necessaria tempestività; in ogni caso, quelle foto documentano il fallimento globale della gestione della sanità in Calabria, compreso il recente commissariamento. Il Ministro in indirizzo, in merito a questi fatti, ha parlato di una ennesima "brutta figura di un sistema che dopo tutto non è così difficile da organizzare". Evidentemente in Calabria tutto supera la soglia di complessità gestibile, anche un servizio di ortopedia in pronto soccorso, in cui la più facile delle emergenze è proprio una frattura; questo è solo l'ennesimo episodio di malasanità, ma è evidente che l'intera filiera è mal governata; nonostante ciò l'Italia è piena di eccellenti medici calabresi in tutti gli ospedali, molti dei quali sono rettori e professori ordinari, dirigenti di unità semplici e complesse, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per il controllo della qualità della sanità in Calabria. Atto n. 4-00453 MANGIALAVORI BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: da autorevoli fonti di stampa si apprende che presso il pronto soccorso del grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, alcune persone a seguito di fratture agli arti siano state medicate non con stecche, tutori o bende gessate, bensì attraverso pezzi di cartone; le foto ritraggono persone adagiate sulle barelle e medicate attraverso sistemi rudi e privi di attrezzature idonee in un pronto soccorso situato in un comune con più di 200.000 abitanti; tale incresciosa situazione sembra che sia stata confermata al sito "Corriere della Calabria" dai vertici dell'azienda ospedaliera, che però non hanno voluto aggiungere altri particolari né commenti; il reparto di ortopedia è aperto solo fino alle ore 20, perché manca il personale che lo faccia funzionare. La sala gessi funziona solo in ortopedia, il pronto soccorso ne è sprovvisto. Così chi arriva con una frattura dopo le 20 deve attendere fino al mattino successivo l'arrivo degli specialisti. Ma al pronto soccorso mancano anche i tutori, le stecche rigide e le altre protezioni che facciano da rimedio momentaneo. Così il personale da qualche tempo si deve arrangiare con i pezzi di cartone, si chiede di sapere: se quanto descritto corrisponda al vero; se il Ministro in indirizzo non ritenga di inviare gli ispettori del Ministero presso la struttura ospedaliera per verificare lo stato della situazione; quale provvedimenti intenda assumere per risolvere questa grave situazione; se ritenga che il personale del pronto soccorso e del reparto di ortopedia debba essere incrementato; se non ritenga opportuno valutare la consistenza e la qualità degli strumenti utilizzati per medicare i pazienti presso il pronto soccorso ed il reparto di ortopedia. Atto n. 4-00454 D'ARIENZO Al Ministro dell'interno Premesso che: nel comune di Caldiero (Verona) il 18 settembre 2018 sarà inaugurata la nuova sede dei Vigili del fuoco, chiamata a rispondere alle esigenze di un'area di 20 comuni che potranno diventare, a regime, anche 30; il risultato è stato possibile grazie ad una serie di fattori: l'impegno personale sin dal 20 luglio 2017, data in cui l'interrogante aveva chiesto di ripensare la scelta già presa dal Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco di realizzare un distaccamento a San Michele Extra, nel comune capoluogo; la collaborazione dei Comuni dell'est veronese; la piena disponibilità del sindaco di San Martino Buon Albergo (Verona), da sempre indicato dai vigili del fuoco veronesi nelle loro pianificazioni strategiche come sede preferibile, ed ovviamente, del sindaco di Caldiero; il necessario e convinto supporto del comando provinciale; il Comune di Caldiero ha concesso in comodato d'uso al comando provinciale dei vigili del fuoco di Verona l'immobile preso in affitto per 12 anni; come deciso in vari incontri dei Comuni interessati, ai quali l'interrogante ha partecipato per dare una mano e fare da collante tra territorio e Ministero, l'affitto dell'immobile sarà ripartito tra gli oltre 20 Comuni che hanno aderito e che stanno aderendo; l'immobile utilizzato dal 18 settembre sarebbe una soluzione temporanea. Infatti, il Comune di Caldiero ha già messo a disposizione gratuitamente un lotto di terreno sul quale verrà costruita in futuro la nuova e definitiva caserma; i sindacati dei Vigili del fuoco di Verona, che hanno originato il movimento "Verona sicura, vigili del fuoco sul territorio. Uniti si può", hanno segnalato: una grave carenza di organico ed in particolare la mancanza di 60 pompieri in rapporto alle altre province venete; i rischi che questo comporterebbe sui tempi d'intervento che di fatto sarebbero troppo lunghi; il timore di non riuscire a far fronte all'apertura della nuova sede di Caldiero;