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se intenda accertare se anche in passato vi siano stati provvedimenti simili e quale ne sia stato l'esito, anche se meno noti perché riguardanti testate giornalistiche più piccole e meno conosciute; considerando che la cancellazione preventiva di un'inchiesta giornalistica è un pericolosissimo precedente, perché limita la libertà di stampa, con quali iniziative amministrative o di proposta legislativa intenda procedere il Governo per assicurare che la libertà di stampa sia pienamente garantita considerato che la vicenda rappresenta, ad avviso degli interroganti, un evidente segnale di fragilità della libertà di stampa stessa. Atto n. 4-06086 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in Svizzera risiede un elevato numero di cittadini italiani che, secondo i dati AIRE, ammontano a circa 600.000, e tutti possono usufruire di corsi di lingua e cultura italiana, corsi che rappresentano anche uno strumento di politica estera del nostro Paese; il 1° aprile 2021 è stato venduto per 4 milioni e 50.000 franchi (circa 3 milioni e 700.000 euro) un palazzo di 1.000 metri quadri sito in Nauenstrasse 71, a Basilea, in Svizzera, di proprietà della Fopras, una fondazione che si occupava di formazione, ma anche di corsi di lingua e cultura italiana, e che per anni ha ospitato il COMITES (Comitato degli italiani all'estero), l'organo di rappresentanza dei nostri emigrati. Nel mondo sono presenti 108 COMITES, di cui 50 in Europa, 44 nelle Americhe, 7 in Asia e Oceania, 4 nell'area medio-orientale e 3 in Africa sub-sahariana. Una presenza importante, per rappresentare e promuovere gli interessi della comunità italiana nel mondo; a finanziare i corsi della Fopras era il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che ha anche contribuito alla ristrutturazione del palazzo, in cambio della garanzia, registrata dall'articolo 11 dello statuto della fondazione, che il consolato italiano avrebbe ereditato tutto, capitale e immobili, in caso di scioglimento della Fopras; nel 2018, però, il consolato italiano ha deciso di rinunciare ai diritti stabiliti dall'articolo 11 dello statuto per favorire l'Ecap, un ente di formazione professionale per adulti fondato nel 1970 dal sindacato italiano CGIL, che all'epoca navigava in acque travagliate, visto che nel 2016 era stato denunciato dal Cantone di Zurigo per aver incassato 5,3 milioni di franchi per corsi fantasma; proprio nel 2016 l'Ecap si è infatti fuso con la Fopras. L'accordo prevede l'integrazione nell'Ecap di tre attività gestite dalla Fopras: i corsi di lingua e cultura italiana del livello primario (decreto legislativo n. 64 del 2017, art. 10) organizzati nella circoscrizione consolare di Basilea nei cantoni Basilea-città, Basilea-campagna, Argovia, Soletta e Giura; la scuola primaria "SEIS Sandro Pertini" che offre un insegnamento bilingue e biculturale a tempo pieno, come scuola italiana non paritaria riconosciuta dalle autorità locali; l'asilo nido "Kindertraumhüüsli" che offre assistenza diurna a bambini in età compresa tra 4 mesi e 7 anni. Questa fusione ha permesso quindi all'Ecap di continuare l'attività senza problemi, incamerando liquidità (circa 900.000 franchi) e immobili per quasi 2 milioni di franchi. Infatti, il palazzo di maggior pregio, appunto quello di Nauenstrasse, era valutato a bilancio un milione 950.000 franchi e gravato da un mutuo di 966.000, ma sicuramente collocabile sul mercato ad almeno il doppio; considerato che: il COMITES sarebbe stato informato con oltre 6 mesi di ritardo, e solo dopo la partenza del console sarebbe venuto a conoscenza dei termini dell'accordo con l'Ecap. Non solo. In cambio di una quota della vendita del palazzo che avrebbe dovuto essere suo, secondo il sito di informazione "Lanotiziagiornale", che il 28 maggio 2021 ha pubblicato un articolo dal titolo "Consolato italiano di Basilea. Aiutone all'ente fondato dalla Cgil. Palazzo storico venduto a 4 milioni di franchi svizzeri. Meno di metà andati allo Stato, 664mila all'ECAP", il consolato "si è accollato pure i costi dello scorporo della sede dal patrimonio sociale, le spese di intermediazione immobiliare, le tasse notarili e di registro, l'imposta sul trasferimento di proprietà e l'eventuale imposta da utili"; ad aprile 2021 c'è stato il rogito, pertanto è stato saldato il mutuo e, dedotte tasse e spese, nella cassa del consolato di Basilea sarebbero arrivati 1,78 milioni di franchi. All'Ecap sarebbero andati invece 664.000 franchi, in aggiunta ai 900.000 dell'attivo circolante già incassato nel 2018 e a un padiglione valutato 150.000. Non solo. L'Ecap, grazie anche alle risorse Fopras, nel 2018 sarebbe riuscita a risarcire il cantone di Zurigo e a far ritirare la denuncia. Dal canto suo, sottolinea il sito di informazione, "il consolato è convinto di aver tenuto conto degli interessi della comunità italiana e dell'erario". In realtà, come fa notare lo stesso sito, di fatto lo Stato italiano ha regalato all'Ecap quasi 1.700.000 franchi senza trasparenza e senza un chiaro motivo. Oltre ai 700.000 franchi che continua a sborsare all'Ecap ogni anno, per i corsi di lingua e cultura italiana, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda; se intenda agire per fare luce sulla vicenda e per valutare il danno subìto dallo Stato italiano, e quindi dai contribuenti italiani, a causa di un'operazione a giudizio degli interroganti insensata che ha portato il consolato italiano a rinunciare ad una proprietà immobiliare a Basilea per favorire un ente di formazione professionale; quali azioni intenda intraprendere per risalire alle responsabilità dei soggetti che hanno permesso tale operazione. Atto n. 4-06087 CORRADO Ai Ministri dell'interno e della cultura Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: nella prima settimana di agosto 2021, a Scisciano (Napoli) è stato demolito lo storico complesso denominato casale De Falco (nuovo catasto edilizio urbano al foglio 1 particella 931/1/4 e nuovo catasto territoriale al foglio 1 particella 932) con l'avallo dell'amministrazione comunale, che ha rilasciato il controverso permesso di costruire n. 25/2021 del 20 maggio 2021 per la pratica n. 150/2019 del 23 dicembre 2019; già in passato, in più occasioni, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Napoli aveva manifestato il proposito di assoggettare l'immobile a un regime di tutela, ma quando si è diffusa la notizia dell'avvio dell'istruttoria per la verifica dell'interesse culturale ex art. 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004, è stata impressa una brusca accelerazione ai lavori per radere al suolo le storiche fabbriche;