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Inoltre, in presenza di autonome controversie - ovverosia quelle relative a ciascun atto impugnato -, occorrerà presentare una distinta domanda di definizione, entro il 31 maggio 2019, esente dall'imposta di bollo, nonché dovrà essere effettuato un distinto pagamento (comma 8). Il comma 9 specifica che, ai fini della definizione agevolata, gli importi già versati a qualsiasi titolo in pendenza di giudizio, vale a dire gli importi versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio e quelli versati ai fini della definizione agevolate dei carichi affidati all'agente della riscossione, si scomputano dagli importi dovuti. In ogni caso, la definizione non dà luogo alla restituzione delle somme già versate, ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione. Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima della data di entrata in vigore del presente decreto (24 ottobre 2018). Ai sensi del comma 10, per sospendere le controversie definibili è necessaria una apposita istanza al giudice nella quale il richiedente dichiara di volersi avvalere delle disposizioni in commento; in tal caso, il processo viene sospeso fino al 10 giugno 2019. Con il deposito, entro la suddetta data, presso l'organo giurisdizionale innanzi al quale pende la controversia, di copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, si determina l'ulteriore sospensione del processo fino al 31 dicembre 2020. Si precisa che per le controversie definibili restano sospesi per nove mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione, nonché per la proposizione del controricorso in Cassazione allorquando scadano dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ovverosia dal 24 ottobre 2018 fino al 31 luglio 2019 (comma 11). È poi disciplinato il diniego alla definizione agevolata. Ai sensi del comma 12, l'eventuale diniego si deve notificare entro il 31 luglio 2020 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. È possibile impugnarlo entro sessanta giorni dinanzi all'organo giurisdizionale presso il quale pende la controversia. Nel caso in cui la definizione della controversia sia richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata dal contribuente unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest'ultimo, ovvero dalla controparte nel medesimo termine. Il processo si estingue, con decreto presidenziale, allorquando ci si trovi in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2020 dalla parte che ne ha interesse. L'impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Si prevede quindi che le spese del giudizio estinto restino a carico della parte che le ha anticipate (comma 13). Il comma 14 prevede che, nei casi in cui la definizione sia perfezionata dal coobbligato, la stessa giovi in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente, fermo restando che la definizione non dà luogo alla restituzione di quanto già versato, anche in eccesso. Il comma 15 demanda a uno o più provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate le modalità di attuazione delle norme in esame. Infine, il comma 16 conferisce agli enti territoriali facoltà di stabilire, entro il 31 marzo 2019, l'applicazione delle disposizioni in esame alle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte il medesimo ente. L'articolo 7 consente alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche iscritte nel Registro CONI di avvalersi della dichiarazione integrativa speciale nel limite complessivo di 30.000 euro di imponibile annuo, ovvero della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento e della definizione agevolata delle liti pendenti, con alcune specificità. Per quanto attiene segnatamente la definizione agevolata delle liti pendenti (comma 2, lettera b), sono previsti versamenti differenziati in ragione del grado di giudizio e dell'esito della eventuale pronuncia giurisdizionale resa in primo grado. In particolare, prendendo come riferimento la data di entrata in vigore del decreto in esame, la definizione della pendenza potrà essere regolarizzata con il versamento volontario del: 40 per cento del valore della lite e 5 per cento delle sanzioni e degli interessi accertati nel caso in cui questa penda ancora nel primo grado di giudizio (lettera b, numero 1); 10 per cento del valore della lite e 5 per cento delle sanzioni e degli interessi accertati, in caso di soccombenza in giudizio dell'amministrazione finanziaria nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva (lettera b, numero 2); 50 per cento del valore della lite e 10 per cento delle sanzioni e interessi accertati in caso di soccombenza in giudizio della società o associazione sportiva nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa e non ancora definitiva. L'articolo 8, al comma 1, consente la definizione agevolata di debiti tributari maturati fino al 31 dicembre 2018 - per i quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato - relativi alle imposte di consumo su: prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati (cosdiddetti succedanei del tabacco) e prodotti liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze diverse dal tabacco, non destinati ad essere usati come medicinali, contenenti o meno nicotina. Per la parte di competenza, al successivo comma 4, viene precipuamente disciplinato che la presentazione della dichiarazione di adesione sospende per novanta giorni i termini per le impugnazioni dei provvedimenti impositivi e degli atti di riscossione, nonché delle sentenze pronunciate su tali atti. Quando l'impugnazione è proposta innanzi la giurisdizione tributaria, il processo è sospeso a domanda della parte diversa dell'Amministrazione tributaria fino al perfezionamento della definizione agevolata. L'articolo 9 disciplina l'istituto della dichiarazione integrativa speciale (DIS), consentendo ai contribuenti, entro il 31 maggio 2019, di riparare ad errori od omissioni e integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017, tramite l'adempimento spontaneo. Al successivo comma 9 si dispone che chiunque si avvalga fraudolentemente della procedura di cui all'articolo in esame al fine di far emergere attività finanziarie e patrimoniali o denaro contante o valori al portatore provenienti da reati diversi dai delitti di cui agli articoli 2 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) e 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) del decreto legislativo n. 74 del 2000 sui reati tributari, è punito con la medesima sanzione prevista per il reato di esibizione di atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero di cui all'articolo 5- septies del decreto-legge n. 167 del 1990 (reclusione da un anno e sei mesi a sei anni). Resta ferma l'applicabilità degli articoli: