[resaula]

Per quanto riguarda gli ordini del giorno G2.1, G2.2 e G2.3, esprimo parere favorevole al loro accoglimento condizionato a una riformulazione, con l'inserimento delle parole «a valutare l'opportunità di». COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Esprimo parere conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 2.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.3 e 2.4 sono inammissibili. Passiamo all'emendamento 2.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 2.6, ma anche in generale sugli altri emendamenti presentati all'articolo 2. Noi abbiamo tanto insistito per riuscire in qualche modo a migliorare un testo che ci vede palesemente contrari, perché si tratta soltanto di un provvedimento di bandiera, un provvedimento che unisce le due bandiere dei due partiti al Governo facendone, di fatto, due mezze bandierine che non porteranno a niente. Quello che ci dispiace molto e che ci era stato garantito durante la discussione in Commissione lavoro è che sui temi della disabilità e del sostegno alle famiglie numerose non vi sia stata un'attenzione maggiore, quantomeno durante la discussione alla Camera. Vediamo, invece, che è stata aumentata soltanto dello 0,1 per cento la scala di equivalenza per le famiglie con disabili e sulle famiglie numerose in realtà nulla è stato fatto. Continuiamo a rimanere convinti che il reddito di cittadinanza debba servire alle persone veramente in stato di bisogno. Un ragazzo di venti o venticinque anni deve poter trovare una corretta collocazione nel mondo del lavoro senza ricorrere all'uso di un reddito di cittadinanza che lo renderà una persona senza grinta, senza mordente e senza la volontà di aumentare le proprie competenze e attitudini. È stata invece prestata scarsa attenzione nei confronti delle famiglie che già soffrono una penalizzazione in casa propria, come i caregiver familiari, figure che non vengono assolutamente tutelate. Ci aspettavamo, come da promesse del Governo, che sarebbero state attenzionate come avremmo voluto. È per questo motivo che vi chiediamo, almeno qui in Senato, di ritornare sui vostri passi e apportare quelle piccole modifiche che renderebbero il provvedimento non dico accettabile, ma socialmente sostenibile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.6, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PATRIARCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, su questo emendamento in prima lettura avevamo chiesto ripetutamente di prestare attenzione, e lo ricorderanno bene i colleghi della Commissione. Quello in esame è un provvedimento importante - come ha già ricordato la senatrice Catalfo - ma è utile se indica all'interno del tema della povertà quali sono le persone e i settori più fragili del Paese che - come ci raccontano il Censis e i dati Istat - sono le famiglie, quelle numerose e quelle con disabili. Ci domandiamo, allora, per quale motivo in prima lettura, poi in seconda e ancora in terza, la partita sia stata chiusa. Ci chiediamo perché su questo provvedimento la partita sia stata chiusa e perché la maggioranza e il Governo, che tanto parlano di famiglie - in questa settimana abbiamo un florilegio di dichiarazioni a favore delle famiglie - non provvedano con un semplice emendamento a rafforzare le politiche di contrasto alla povertà in favore delle famiglie più affaticate e fragili: sono le famiglie con disabili e le famiglie numerose. Chiedo se davvero la maggioranza presti attenzione ai richiami e agli inviti che stanno provenendo in questa settimana dalle associazioni. Noi frequentiamo i territori e ascoltiamo chi ci vive: in queste settimane, persino ieri, associazioni che hanno a cuore le disabilità e le famiglie numerose hanno dichiarato la propria delusione per il fatto che non sia stato accolto un emendamento di questo tipo. Avete posto un piccolo aggiustamento, ma i dati dell'Ufficio di bilancio dicono che l'aggiustamento minimo sulla scala di equivalenza cuba, se ricordo bene, è di 12 milioni di euro. Avete spostato, su 7 miliardi di investimento per le politiche di contrasto alla povertà, 12 milioni di euro (praticamente una minuzia) sulle famiglie. Allora vi dico: basta parlare di famiglie, di politica per la famiglia e di sostegno alle famiglie. Proviamo a fare cose concrete. Questo poteva essere un provvedimento che lasciava un segnale importante per le famiglie più povere del Paese. Non l'avete fatto e state sbagliando clamorosamente. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.5, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.7. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 2.7 - per rimarcare quanto ha già detto il collega che mi ha preceduto e quanto ha detto prima la nostra collega relatrice Parente - insieme a quelli successivi mira a incidere, a tentare di modificare questa famosa scala di equivalenza. Non siamo ossessionati: siamo solo attenti e cerchiamo di ascoltare e venire incontro alle vostre finalità di rappresentazione degli ultimi, delle persone in difficoltà. Con l'emendamento in esame diamo anche la soluzione, indichiamo quale sia la scala di equivalenza che proponiamo, e cioè quella relativa al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013. In ogni caso, tutti gli emendamenti presentati all'articolo 2 sono finalizzati a raddrizzare un torto che è stato fatto alla disabilità. Capisco e comprendiamo che siamo in terza lettura, siamo alla fine, quindi è impossibile che i nostri emendamenti possano essere accolti, ma vogliamo rivendicare - come hanno già fatto i colleghi - il nostro lavoro scrupoloso e dettagliato;