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b) in base alla specificità del territorio e della legislazione regionale in materia di urbanistica, individuano incentivi e semplificazioni ulteriori a quelli stabiliti dalla presente legge per favorire gli interventi pubblici e privati di rigenerazione urbana per l'attuazione della presente legge e, tra essi: 1) il riconoscimento di una volumetria ovvero di una superficie lorda aggiuntive rispetto a quelle preesistenti come misura premiale; 2) la possibilità di delocalizzazione delle volumetrie o superfici lorde aggiuntive di cui al numero 1) in area o aree diverse, fatto salvo il criterio del pareggio di bilancio ecosistemico; 3) la possibilità di effettuare modifiche della sagoma e di ottenere deroghe alle distanze tra fabbricati di cui all'articolo 6 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, nonché alle densità fondiarie di cui all'articolo 7 e alle altezze massime di cui all'articolo 8 del medesimo decreto ministeriale, necessarie per l'armonizzazione architettonica degli interventi con gli organismi edilizi esistenti e anche in applicazione di quanto previsto dal numero 2); 4) l'ammissibilità delle modifiche di destinazione d'uso anche in deroga allo strumento urbanistico, fermo restando l'obbligo di richiesta dell'atto comunale per il cambio di destinazione d'uso nel caso di interventi finalizzati ad attività di ricettività turistica complementare ricadenti all'interno dei centri storici e degli agglomerati urbani di valore storico come definiti dal nuovo catasto edilizio urbano di cui al regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1249 del 1939; 5) la disciplina relativa ai procedimenti amministrativi semplificati per l'approvazione di varianti agli strumenti urbanistici generali dei comuni finalizzate all'attuazione di programmi di rigenerazione urbana, di cui all'articolo 5, comma 2, lettera b), della presente legge; c) promuovono specifici programmi di rigenerazione urbana nelle aree di edilizia residenziale pubblica (ERP), anche con interventi complessi di demolizione e ricostruzione, con particolare riguardo alle periferie e alle aree di maggiore disagio sociale; d) favoriscono l'aggregazione della piccola proprietà immobiliare in consorzi unitari al fine di agevolare gli interventi privati di ristrutturazione urbanistica e l'attuazione di una strategia di rigenerazione urbana. Ai fini della costituzione dei consorzi è sufficiente l'adesione dei proprietari che rappresentano la maggioranza assoluta del valore degli immobili compresi nell'area dell'intervento, calcolato in base all'imponibile catastale, restando comunque garantita la partecipazione di tutti i proprietari alla fase di elaborazione, valutazione e monitoraggio dei programmi. 4. I comuni, fermo restando quanto previsto all'articolo 7, provvedono alla definizione della seguente attività di programmazione: a) entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano sulla cartografia del Geoportale cartografico catastale dell'Agenzia delle entrate, ovvero su altra piattaforma con essa interoperante, il perimetro dei centri storici identificati ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera g) , dei centri urbani e dei nuclei abitati e delle località produttive ove si realizzano gli interventi di rigenerazione urbana; allo scopo di non ritardare l'avvio degli interventi, nei comuni di maggiore estensione urbanistica e territoriale, la perimetrazione può essere realizzata inizialmente con riferimento alle aree prioritarie e successivamente integrata e completata; b) entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano, altresì, le restanti aree destinate esclusivamente alle attività agricole o alle funzioni previste all'interno della cintura verde, come definita all'articolo 2, comma 1, lettera h) , nelle quali sono esclusi gli interventi di cui alla presente legge, nonché i manufatti ricadenti all'interno di dette aree con funzioni integrate, complementari e connesse ovvero compatibili con le medesime attività e funzioni ai quali sono invece applicabili gli interventi di cui alla presente legge; c) sulla base della perimetrazione di cui alla lettera a) , individuano gli ambiti urbani oggetto di interventi di rigenerazione a valere esclusivamente sulle risorse statali, regionali o comunali che confluiscono nella programmazione comunale di cui all'articolo 5; d) entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definiscono la riduzione dei tributi o canoni di qualsiasi tipo, dovuti per l'occupazione del suolo pubblico connessa alla realizzazione degli interventi di rigenerazione urbana; e) i comuni esercitano le proprie funzioni in materia di rigenerazione urbana singolarmente, ovvero nelle forme associate previste dalla legislazione regionale, ovvero avvalendosi di regioni, province e città metropolitane sulla base degli istituti di cooperazione previsti dalla legislazione statale e regionale. Capo III STRUMENTI PER L'ATTUAZIONE DELLA RIGENERAZIONE URBANA Art. 4. (Programma nazionale per la rigenerazione urbana) 1. Il Programma nazionale per la rigenerazione urbana si compone dei seguenti strumenti: a) in via straordinaria, i progetti, i piani e i programmi di rigenerazione urbana previsti dal PNRR, con finanziamenti, modalità e termini previsti da quest'ultimo; b) a regime, il Piano nazionale per la rigenerazione urbana, adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Comitato interministeriale per le politiche urbane (CIPU) e la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 2. Il Piano di cui al comma 1, lettera b), è inserito annualmente nell'allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza (DEF) e contiene le seguenti indicazioni: a) la definizione degli obiettivi della rigenerazione urbana; b) la scelta dei criteri, basati su indicatori territoriali socio-economici, per definire le priorità di intervento; c) le tipologie di intervento oggetto di finanziamento nazionale; d) le risorse disponibili e le relative fonti di finanziamento; e) il sistema di monitoraggio e valutazione sull'attuazione del Programma di cui al presente articolo. 3. I programmi di rigenerazione urbana, approvati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano precedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge, mantengono la loro efficacia fino al loro completamento. Art. 5. (Programmazione comunale di rigenerazione urbana) 1. La programmazione comunale di rigenerazione urbana individua gli obiettivi generali che l'intervento intende perseguire in termini di messa in sicurezza, resilienza del territorio rispetto ai pericoli naturali, manutenzione e rigenerazione del patrimonio edilizio pubblico e privato esistente, di sviluppo sociale, ambientale ed economico, di bilancio energetico e idrico, di valorizzazione degli spazi pubblici, delle aree verdi e dei servizi di quartiere, di mobilità sostenibile, di accessibilità alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. 2. La programmazione comunale di rigenerazione urbana è adottata: