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Di questo concorso si è parlato molto nelle aule dei tribunali amministrativi, ma soprattutto nelle Aule parlamentari, perché è un concorso che ha riportato molti vizi, a partire dalla correzione dei temi d'esame, che è stata svolta in modo personale da un membro della commissione e non in modo collegiale. Oltre a questo, sono successi degli scandali ben più gravi, tant'è che all'interno delle Gazzette Ufficiali che sono state distribuite durante il concorso vi erano le prove scritte svolte del concorso stesso, una cosa gravissima. Ne sono nate quindi indagini, anche di carattere penale, e il 1° febbraio ci sarà l'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari. Ebbene, ne sono susseguiti ricorsi, molti dei quali sono stati rigettati, ma in una sentenza di rigetto di uno di questi ricorsi si fa riferimento alla possibilità dell'Amministrazione di ritirare il concorso in autotutela. Poiché sono sicuro e certo di far parte di un Paese civile, forse è il caso che questo concorso venga veramente ritirato, perché non possiamo avere il dubbio che alcuni possano passare questo concorso così pieno di vizi. La mia preghiera è questa, veramente più che una preghiera è un auspicio, che volevo comunicare a tutta l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo M5S) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghi, l'abbandono del carbone e la sostituzione delle fonti fossili con energie rinnovabili, contestuali ad uno sforzo in direzione dell'efficientamento energetico, sono nel programma del Governo. In tema di rinnovabili, però, in Calabria si assiste ad una proliferazione abnorme di parchi eolici, complice la giunta Oliverio, naturalmente disposta a concedere VIA favorevoli e troppo spesso spalleggiata da certi dirigenti del Ministero per i beni e le attività culturali pronti, in materia di tutela del paesaggio, a chiudere anch'essi non uno, ma entrambi gli occhi. Per lo stesso motivo e con le stesse complicità, in una Regione che si spopola a ritmo serrato, la mamma delle discariche (siano esse per rifiuti del ciclo pubblico o speciali) è più prolifica della celebre scrofa bianca di Enea. Ciò mette a rischio la salute dei cittadini e attenta ai valori paesaggistici di un territorio di per sé votato invece all'agroalimentare di qualità e al turismo sostenibile. Non si può che solidarizzare, pertanto, con il gruppo Ambiente e Territorio di Mongrassano, nel Cosentino, oggi impegnato nella giusta battaglia contro l'impianto per la produzione di energia elettrica da fonte eolica denominato Aria del vento, progettato dalla Gamesa energia Italia SpA (oggi Siemens Gamesa), contrastato dai residenti non per un rifiuto preconcetto della modernità, ma per ragioni sensate e condivisibili. Personalmente non finirò mai di deplorare la distorsione del linguaggio, per cui i nomi non rispecchiano più la sostanza delle cose: penso a «parco eolico» ma anche, nel campo del trattamento dei rifiuti, all'uso del termine «valorizzazione» per termovalorizzazione, cioè incenerimento, uso ormai talmente radicato che pure la tentata distruzione del patrimonio culturale materiale e immateriale del Paese, consciamente o no equiparati a rifiuti, mediante le cosiddette riforme Franceschini, chiama se stessa «valorizzazione». Suscita l'apprensione dei cittadini il fatto che il parco eolico insista sulla dorsale appenninica che sovrasta l'abitato di Mongrassano, per interessare anche aree afferenti ai Comuni limitrofi di San Marco Argentano e Cervicati, alcune delle quali percorse dal fuoco negli anni scorsi. Ebbene, è notorio che detta dorsale è attraversata da un'importante frattura della crosta terrestre: la faglia San Fili-San Marco Argentano. Non basta, perché l'intera macroarea denominata Catena costiera e fascia pedemontana, come si legge nell'aggiornamento del programma di previsione e di prevenzione dei rischi e del piano di emergenza della Provincia di Cosenza, adottato nel 2014, si caratterizza anche per un elevatissimo rischio di frana. Abbiamo ancora tutti negli occhi la cancellazione dell'abitato e le gravi conseguenze per tutto il circondario causate dalla frana che ha interessato la vicina frazione Cavallerizzo del Comune di Cerzeto. In un territorio così fragile dal punto di vista geologico, il parco eolico Aria del vento si segnala negativamente anche sul piano ambientale, sia per il mancato rispetto delle distanze prescritte dalle più vicine aree naturali protette della rete Natura 2000, sia per la coincidenza con uno dei sentieri di crinale inseriti dalla Regione Calabria nel progetto di valorizzazione... (Il microfono si disattiva automaticamente). TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, il mio intervento è diretto a sollecitare una risposta all'interrogazione 3-00116 , presentata il 19 luglio 2018. Con questa interrogazione noi chiedevamo a che punto fossero le vicende che riguardavano il completamento del collegamento autostradale Asti-Cuneo, che da vent'anni il territorio della Provincia di Cuneo chiede, dato che la città di Cuneo è ancora l'unico capoluogo di Provincia in Italia non collegata ad un'autostrada. Alla fine della passata legislatura, il ministro Delrio aveva concordato un cross financing autorizzato dall'Unione europea, per il quale a fronte di un prolungamento di concessione di quattro anni della Torino-Milano, la società concessionaria avrebbe realizzato questo completamento. Il nuovo ministro Toninelli aveva chiesto di poter esaminare le carte per fare una valutazione e a gennaio di quest'anno una deputata del MoVimento 5 Stelle ha rilasciato una dichiarazione, nella quale ha detto che la porta del Ministro era sempre aperta e se qualcuno avesse voluto parlare col Ministro sarebbe stato ben accetto, in qualche misura certificando che il Ministro non aveva fatto nulla per completare l'accordo con la società concessionaria. La scorsa settimana, il vice presidente del Consiglio Di Maio ha detto che stavano valutando di sospendere tutto il percorso fatto e di fare sì il completamento, ma con fondi dello Stato. Sono quindi qui a sollecitare la risposta all'interrogazione (e nella giornata di ieri ne abbiamo presentata una ulteriore, alla luce dei nuovi elementi sopraggiunti), ma soprattutto a chiedere che il Governo ci dica cosa intende fare. Sotto questo profilo, ho sentito il ministro Toninelli dire che rifaranno tutti gli accordi, perché li faranno decisamente migliori e maggiormente nell'interesse del territorio e delle comunità. Sono qui solo a dire, sommessamente, che dai conti fatti dalle forze economiche del nostro territorio emerge che quel mancato completamento costa all'economia del territorio da 8 a 10 milioni di euro al mese. Detto questo, non vorremmo che, per risparmiare magari 10 o 20 milioni di spesa pubblica e non fare l'accordo di cross financing , la menassimo altri due anni, con un costo di qualche centinaia di milioni di euro per l'economia del territorio. Non capiamo quale possa essere la logica che sta dietro a quest'approccio folle alle infrastrutture del territorio.