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Se il giudice tutelare non convalida il consenso e non lo trasmette entro brevissimi termini ai soggetti interessati, il consenso si ritiene automaticamente convalidato. C'è bisogno di tutto questo? No, perché l'ultimo comma della norma ricopia sostanzialmente la disposizione del 2017 e stabilisce che in caso di dissenso sull'erogazione del trattamento ci si rivolge al giudice tutelare, creando un'ulteriore confusione in sede applicativa, ma dimenticandosi, rispetto alla norma del 2017, che l'ultima parola deve dirla il medico curante, colui che conosce le condizioni patologiche di queste persone. Che cosa emerge da tutto questo? Primo: una norma di difficile lettura che non si rivolge a magistrati, ad avvocati o professori universitari, ma a coloro che hanno la cura di persone più deboli, persone che sono chiamate a decidere in tempi rapidi cosa fare. Ve li immaginate nell'imminenza della vaccinazione, magari in uno stato di emergenza, mettersi a leggere questo complicato articolo e capire che cosa significa, cosa si deve e si può fare? Ma la cosa grave è che tutto l'articolo è scritto in modo da ottenere in modo surrettizio una vaccinazione obbligatoria nascosta e travestita per i soggetti più fragili. Potrebbe essere una scelta politica e se fosse una scelta politica trasparente e chiara, sarebbe anche degna di rispetto, perché idonea ad essere discussa; ma in questo caso voi state introducendo una vaccinazione obbligatoria sotto mentite spoglie, senza mettere i cittadini in grado di capire quale sia la situazione. I disabili non sono cittadini di serie B, non sono persone a cui noi possiamo imporre in modo surrettizio e travestito un obbligo che non abbiamo imposto a tutti gli altri. Sono cittadini come noi, quindi se la vaccinazione deve essere obbligatoria, che lo sia per tutti, ma se non deve essere obbligatoria, che non lo sia per nessuno (Applausi) . Altrimenti, state governando rompendo il patto di lealtà con i cittadini italiani e questo è grave, perché lo fate vulnerando l'ordinamento. Quello che scrivete rimane, fa parte dell'ordinamento positivo e un domani il danno alla chiarezza del sistema sarà ciò che rimarrà del vostro operato. Parafrasando Manzoni, mi verrebbe da dire che a questo Governo bisogna raccontare le cose chiare, perché a lui poi tocca imbrogliarle. Ebbene, sulla base di queste considerazioni, dichiaro il voto contrario - e lo faccio con orgoglio, perché a difesa dei più deboli - del Gruppo della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'azione. (Applausi) . DI MICCO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI MICCO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, quante volte ci siamo ritrovati in questa sede a discutere insieme di quali e quante ulteriori restrizioni fossero necessarie per arginare la tremenda emergenza pandemica che ci ha investiti un anno fa. Ogni volta che siamo costretti ad allungare le scadenze temporali delle norme o a renderle più stringenti, dentro di noi si fa spazio la mesta consapevolezza che qualche categoria sarà più penalizzata di altre e che sarà un po' più dura per molti andare avanti, resistere, continuare a sperare e a coltivare resilienza, soprattutto adesso, dopo mesi di osservazioni dirette delle cause. La nostra, ogni volta, è una battaglia interiore che ci divide tra le priorità legate alla salute pubblica e quelle legate all'economia e alla tenuta del tessuto sociale. A fronte di scelte dolorose, come lo sono state quelle che ha assunto il Governo del presidente Conte, sappiamo però che le misure che sono state messe in campo per il periodo natalizio sono quelle che hanno evitato un drammatico incremento dei contagi, come ha certificato qualche giorno fa la fondazione Gimbe. Con senso di responsabilità, allora, siamo andati avanti con la coscienza a posto di chi sa di aver fatto la cosa più giusta, molte volte a malincuore, perché restringere la libertà non è mai stato un capriccio, ma sempre e solo una necessità e il tempo ci ha dato ragione. Le scelte operate in Italia sono state prese come modello di riferimento in Europa e nel mondo. Le misure di distanziamento e l'obbligo dei dispositivi di protezione individuale hanno attutito il colpo e hanno portato man mano ad un lento ma graduale calo dei contagi. Ci è accaduto l'impossibile - dovremmo tutti avere il coraggio di chiamarlo col nome che merita - e noi abbiamo fatto il possibile per fronteggiarne la mostruosa imprevedibilità, ma certo non siamo stati aiutati, nella gestione della pandemia, da chi è stato per lo più impegnato a scattare selfie col primo caffè della mattina (Applausi) , così come non ci ha aiutato il giochino del bastian contrario operato da qualcuno, non ci ha aiutato chi, finanche qui in Senato, si è rifiutato di indossare la mascherina partecipando a un convegno di negazionisti, una pagina a dir poco imbarazzante che nessuno dimenticherà, nella drammatica cronaca di questa pandemia. (Applausi) . Non ci ha aiutato certamente la narrazione delle fake news , che hanno contribuito a fomentare movimenti e manifestazioni di negazionisti e complottisti. Gli italiani non hanno tratto giovamento da questo, né dalle feroci strumentalizzazioni del dolore, come non riceveranno benefici dall'assurdità di una crisi di Governo aperta da chi irresponsabilmente scalpita per sedersi alla cattedra, pensando di essere forse il più bravo ad insegnare, in un momento di estrema fragilità per il Paese. Per fortuna, però, i cittadini sono stati aiutati da tutte le risorse messe in campo dal Governo e dal presidente Conte, che ha sempre pensato anche a come sostenere le famiglie, le imprese e i lavoratori e a come ammodernare un Paese che di riforme ha solo sentito parlare negli ultimi vent'anni. Dall'inizio della pandemia il Governo e il Parlamento hanno varato interventi con ricaduta sul deficit, collegati direttamente o indirettamente all'emergenza Covid, per circa 140 miliardi di euro, che salgono a quota 165 considerando le misure assorbite dall'ultima legge di bilancio, almeno per il primo anno di efficacia. Al netto delle due leggi di bilancio, per fronteggiare la pandemia, con i cosiddetti decreti crisi (compresi i ristori), lo scorso anno sono state varate misure per 108 miliardi di euro. Non c'è però solo questo, perché va ricordato in che modo il nostro Paese è arrivato a tale evento di immane portata, caricato sulle spalle di tutti noi che ci siamo ritrovati a governare l'Italia in mesi che saranno ricordati come l'ora più buia degli ultimi anni. Durante questi mesi abbiamo dovuto fare i conti con tutte le falle delle gestioni politiche precedenti, a cominciare da quelle che hanno ridotto il Servizio sanitario nazionale a un colabrodo, con 37 miliardi di euro di tagli operati negli ultimi dieci anni, i quali hanno portato la sanità pubblica ad allontanarsi dai valori di universalità ed equa accessibilità. (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle ha invertito questa drammatica rotta, investendo nell'ultimo anno circa 13 miliardi di euro.