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questo era assolutamente necessario predisporre. Invece voi fate un'operazione che trovo incredibile, con l'articolo 4, con cui si prevede appunto di nominare commissari straordinari e stabilire che la regola del Paese diventi la deroga, perché date ai commissari straordinari un potere incredibile e soprattutto un potere di derogare alle leggi, con tutto quello che ciò significa nel nostro Paese. Vedo qui la relatrice, senatrice Faggi. Ero incerta se fare oggi l'elenco sterminato di tutto quello che è stato il problema della corruzione e di Tangentopoli sulle varie opere e sugli appalti: questo è stato il nostro problema. Per far questo non bisognava allentare le regole, come invece fate voi con lo sbloccacantieri, addirittura istituendo come norma sulle opere che voi deciderete (poi arrivo anche su questo) il commissario straordinario, che diventa stazione appaltante e ha potere di derogare alle leggi senza neanche motivarlo, come era la richiesta minima avanzata dall'emendamento del presidente Grasso, con cui almeno si prevedeva l'obbligo di motivare tutte le deroghe. Fate un'operazione che ci porterà in un campo davvero pericoloso, perché lo abbiamo già visto. Sulla questione delle priorità, è stato approvato un emendamento del senatore Margiotta che in parte limita i danni, ma il problema è sempre lì: è capire dove riposizioniamo la possibilità di sviluppo del Paese e quali sono le opere indispensabili, tanto è che su questo doveva incentrarsi la discussione. Questa sarebbe stata la cosa necessaria per il Paese. Io e il mio Gruppo siamo assolutamente convinti che le opere prioritarie per il nostro Paese, anche dal punto di vista strategico, siano la grandissima opera di messa in sicurezza, del trasporto e della mobilità. Su quello ci dovremo riposizionare anche per ridurre le emissioni, avviare una transizione e modificare pesantemente il nostro modello di sviluppo. Se avessimo fatto una discussione seria su quello e se il decreto si fosse riorientato su quello, guardate che oggi, così com'è avvenuto in sede di discussione della legge di bilancio, non vi trovereste di fronte alla minaccia di procedura di infrazione per eccesso di debito. Se in Europa aveste presentato un progetto e un piano di investimenti forte, riorientato sulla riconversione ecologica e sulla messa in sicurezza come asse strategico, le cose sarebbero andate diversamente e non ci troveremmo oggi voi come maggioranza e il Paese in questa situazione. Nel provvedimento sbloccacantieri ci sono altri elementi preoccupanti. Si è trovata la mediazione sui subappalti - il 40 per 100 - ma il tentativo è stato quello, per una volta usando l'Europa, in quanto abbiamo la procedura di infrazione sulla questione dei subappalti, di liberalizzare tutto e avere le mani libere. Sappiamo perfettamente - come fate a non saperlo? - che proprio sui subappalti ci sono stati i problemi più grossi di infiltrazione della criminalità organizzata. C'è stato il problema più grosso in tema di sicurezza sul lavoro, di cui vi siete completamente dimenticati. E poi c'è stato un grande ritorno, un trionfo. Lo so che avete governato nell'epoca della legge obiettivo - mi rivolgo ai senatori leghisti - e quindi avete evidentemente nostalgia di quell'altro grande fallimento, che ha portato tanto danno al nostro Paese. Voi cosa fate? Rimettete sull'altare quello che pensavamo fosse finalmente e totalmente superato, ossia l'appalto integrato. C'era stato un grande lavoro e, anche basandosi sui fallimenti della legge obiettivo e dell'appalto integrato (e sui problemi creati), si era tentato di stabilire l'indipendenza della progettualità, in nome della qualità e della trasparenza. Con voi, invece, l'appalto integrato viene riconsacrato nel combinato disposto tra gli accordi che avete fatto all'ultimo momento per riconciliarvi. Voi lo riproponete come la strada principale, che non vi porterà da nessuna parte, perché produrrà un problema enorme dal punto di vista della qualità e della trasparenza. Ma come potete pensare che chi fa il progetto e realizza l'opera possa puntare alla qualità? Oltretutto, ciò produrrà varianti in corso d'opera continue e costanti (si tratta di quanto voi stabilite anche sull'eliminazione del progetto esecutivo per quanto riguarda il procedere in gara). E poi che fate? Si rimette in discussione tutto, a cominciare dalle linee guide dell'ANAC. Si prevede che entro sei mesi ci debba essere un regolamento, anche questo nell'ottica di cambiare e rimettere in discussione tutto e allentare il sistema dei controlli - questo funzionava molto nelle questioni che riguardavano anche l'appalto integrato - e abolite anche l'albo dei direttori dei lavori e dei collaudatori. Che cosa significa questo? Torno a ripetere che significa che tornate indietro rispetto a questioni ampiamente superate, ma non per motivi ideologici, perché avevamo verificato che avevano ritardato i lavori e creato dei problemi. L'unica strada da prendere sarebbe stata - quella sì - quella di fare un piano di investimenti e presentare qui un progetto con le priorità delle opere, le risorse e gli investimenti. Voi, invece, prendete una strada pericolosa per il Paese, che non sbloccherà nulla, ancora una volta mettendoci magari di fronte a inchieste giudiziarie e allentando e mettendo in discussione la qualità, i tempi di realizzazione delle opere e la sicurezza nei cantieri. Per tutti questi motivi, se non si fosse capito, noi voteremo contro il provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Margiotta) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia ha seguito con particolare attenzione il dibattito sul decreto-legge, della cui conversione stiamo discutendo e che ci apprestiamo a votare. Prima, in Consiglio dei ministri, e - poi - nelle lunghe settimane di attesa anche in Commissione (mi riferisco alle settimane preelettorali), avevo molta curiosità rispetto a un decreto che pomposamente che veniva definito - giornalisticamente, ma non solo - sbloccacantieri, che faceva il paio con il suo gemello, il decreto crescita. Secondo le intenzioni della maggioranza, i due provvedimenti dovevano essere i due motori di rilancio dell'economia del Paese (un rilancio evidentemente necessario, posto che la manovra finanziaria approvata solo qualche mese fa non era evidentemente in grado di garantire da sola lo stesso rilancio). Al di là di questo, le aspettative erano davvero molto forti. Il decreto-legge per sua natura, è urgente e questo veniva definito urgentissimo, però prendiamo atto che arriva all'approvazione al Senato a giugno, quasi alla sua scadenza naturale, prevista per legge. Eravamo molto curiosi perché volevamo capire, dopo le dispute e le polemiche molto accese all'interno della maggioranza, cui abbiamo assistito durante la campagna elettorale, come avrebbero potuto convivere la cultura dello sviluppo, sia industriale, sia generale, dei colleghi della Lega con quella del MoVimento 5 Stelle.