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Il codice penale, all'articolo 643, già punisce con la reclusione e con una sanzione pecuniaria «chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o dell'inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato di infermità e di deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso». Condizioni necessarie per la sussistenza del reato, quindi, sono rappresentate dall'esistenza di un'infermità o deficienza psichica, la cui conoscenza da parte dell'autore costituisce premessa indispensabile. In altre parole, l'abuso si concretizza quando l'autore del reato abbia chiara consapevolezza della condizione di infermità o deficienza e pertanto coscientemente ne approfitti. Queste sono le difficoltà che sono state riscontrate nel cercare di reprimere questo tipo di reati. Nel 2015, ottemperando a quanto l'Unione europea richiedeva da tempo, è stato opportunamente introdotto nel codice di procedura penale l'articolo 90- quater ("Condizione di particolare vulnerabilità"), che inserisce proprio questo concetto, mettendolo anche in relazione con l'età delle vittime, e che così recita: «Agli effetti delle disposizioni del presente codice, la condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa è desunta, oltre che dall'età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede». Quindi il concetto di vulnerabilità, questo nuovo concetto che noi introduciamo, in realtà è già presente nel nostro ordinamento ed è ben caratterizzato proprio nel codice di procedura penale da questo articolo 90- quater , seppur riferibile ad altre tipologie di reato. Anche secondo la giurisprudenza, per l'applicazione dell'articolo 143 del codice penale (la circonvenzione di incapaci), non è necessario che il soggetto passivo sia privo in modo totale della capacità di intendere e di volere, ma è sufficiente che lo stesso versi in uno stato che lo privi - dice la giurisprudenza - del normale discernimento e del potere critico e volitivo, inducendolo a compiere atti che una persona di media capacità non sarebbe indotta a compiere. La proposta quindi chiede in definitiva di aggiungere il concetto di vulnerabilità anche al codice penale, rafforzandolo con il concetto di debolezza e corredandolo con l'età. Queste sono le novità che si introducono nel nostro ordinamento penale. Essendo già esplicitata la particolare tutela dei minori nell'articolo 643 del codice penale, anche se si richiede l'abuso dello stato di infermità, delle passioni o dell'inesperienza di un minore, è evidente che con questo disegno di legge ci si vuole riferire all'età senile. Non vi è alcun dubbio che l'anziano possa essere vittima privilegiata di questo reato e i fatti di cronaca purtroppo lo dimostrano. L'avere proposto l'età avanzata secondo me avrebbe limitato questo relativo concetto di età, perché i giudici, dovendo già interpretare la debolezza e la vulnerabilità, con l'età avanzata avrebbero avuto un ulteriore concetto da interpretare. Quindi che non ci sia secondo me è meno riduttivo e dà maggiori possibilità di applicazione della norma da parte dei giudici. La vulnerabilità specifica che caratterizza l'anziano lo espone difatti in maniera particolare al rischio di rimanere vittima di suggestioni, pressioni ambientali, influenze esterne, in altre parole a quell'attività di induzione a compiere atti giuridici di per sé dannosi che costituisce uno degli elementi fondanti già del reato di circonvenzione. Possiamo quindi ritenere che la norma proposta sia una sorta di alert particolare, una lampadina che accendiamo e che, aggiungendo di fatto poco secondo me alla norma esistente, richiama l'attenzione del giudice su una particolare condizione, anche in riferimento all'età della vittima. Pertanto, il provvedimento che stiamo discutendo oggi e che ci apprestiamo ad approvare non rappresenta di certo una rivoluzione in ambito penale, quanto una sua più precisa definizione, andando a riempire in via legislativa una lacuna spesso già colmata dalle interpretazioni dei tribunali. Se però il concetto di vulnerabilità, come visto, è già noto al codice penale a alla giurisprudenza, quello della debolezza è per così dire assolutamente nuovo. Noi confidiamo nella capacità dei giudici di attribuire all'interpretazione di questo concetto la maggiore efficacia possibile per la tutela degli anziani e fra l'altro debolezza e vulnerabilità devono essere correlate. Inoltre, il concetto stesso di età, non essendo esplicitato con una soglia anagrafica, come lo stesso relatore ha affermato, lascia all'interpretazione del giudice del caso concreto i criteri oggettivi cui ancorare la decisione. La seconda novità prevede che anche chi è condannato per il reato di circonvenzione di incapace e truffa debba provvedere al risarcimento integrale del danno per poter accedere alla sospensione condizionale della pena, misura che era già stata introdotta per altri reati, come quello di cui all'articolo 624- bis del codice penale, e che quindi può dare più efficacia all'applicazione di questo articolo. L'articolo 3, opportunamente soppresso, era assolutamente inutile proprio perché il reato di circonvenzione di incapace, essendo punito con la pena da due a sei anni (che quindi superava nel massimo i tre anni), consentiva già l'arresto facoltativo in flagranza di reato, per cui era assolutamente ridondante inserire in questo elenco di cui all'articolo 381 del codice di procedura penale il reato di cui all'articolo 643 del codice penale. Avviandomi alla conclusione, come già argomentato siamo di fronte a un provvedimento che non cambia sostanzialmente il quadro sanzionatorio né quello giuridico, andando solo a specificare alcuni comportamenti che già nella prassi sono stati sanzionati dai tribunali. Ritengo comunque che il disegno di legge in discussione sia positivo in quanto tutela una categoria fragile come gli anziani. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Misto-Liberi e Uguali. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, anche il Gruppo Fratelli d'Italia voterà a favore del disegno di legge in esame, perché in questo momento ritiene importante approntare una ulteriore misura legislativa a tutela dei nostri tanti anziani. Sappiamo tutti che l'età media della nostra popolazione aumenta sempre di più, così come fortunatamente la speranza di vita; tuttavia, insieme a questi effetti certamente positivi, milioni di anziani sono spesso lasciati in solitudine e sono sempre più indifesi. Una volta le famiglie erano numerose e al loro interno avveniva spontaneamente la tutela delle persone più deboli e meno capaci di rendersi conto di essere vittime di una frode; oggi invece gli anziani sono spesso soli e abbandonati a sé stessi. Anche su questo credo ci sarebbe bisogno di una maggiore riflessione anche in questa sede.