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Il consenso informato (articolo 6) è un normale contratto tra le parti in forma scritta, e revocabile fino al momento del trasferimento in utero dell'embrione. L'articolo 7 prevede la diagnosi preimpianto. L'articolo 8, nel disciplinare le tecniche di fecondazione assistita eterologa, afferma il valore della genitorialità per scelta, ritenendo i proponenti che la genitorialità non debba essere ridotta a mero fatto biologico e genetico. Sono applicate, in relazione alla posizione del donatore e agli obblighi della struttura autorizzata, le nozioni giuridiche oramai acquisite nei paesi in cui la fecondazione eterologa è da tempo ammessa. La struttura diviene responsabile del mantenimento delle informazioni sul materiale biologico donato e utilizzato. Il donatore non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non ha nei suoi confronti alcun obbligo. L'articolo 9 tratta della donazione dei gameti. Il sistema ricalca, con qualche adattamento alla nostra realtà, il sistema adottato in Spagna con la legge 22 novembre 1988, n. 35, in vigore da 25 anni. Chiare sono le garanzie per la struttura autorizzata, per il donatore, ma soprattutto per i riceventi. All'articolo 10, sono enunciate le regole per la conservazione di gameti e embrioni. L'articolo 11 disciplina il trattamento e la cessione degli embrioni per la ricerca scientifica, autorizzando la ricerca sugli embrioni fino al 14º giorno di sviluppo. L'articolo 12 disciplina la maternità surrogata prevista, come in altre legislazioni europee, se prestata a titolo liberale senza vincoli obbligatori. Si noti che, prima dell'entrata in vigore della legge n. 40 del 2004, esaminando la fattispecie unicamente sulla base dei princìpi generali e costituzionali del nostro ordinamento, il tribunale di Roma (ordinanza del 14 febbraio 2000) aveva ritenuto lecita in assenza di corrispettivo economico, la maternità surrogata. L'articolo 13 offre tutela assoluta al nato. L'articolo 14 enuncia le sanzioni previste per chi viola le disposizioni della legge.. 1 (Finalità) 1 La presente legge disciplina il diritto alla salute e alla genitorialità e i diritti di ogni nuovo nato, tenuto conto delle conoscenze scientifiche nel campo della fecondazione medicalmente assistita. 2 (Definizione delle tecniche) 1 Per tecniche di fecondazione medicalmente assistita si intendono tutti quei procedimenti che comportano il trattamento di gameti umani o di embrioni nell'ambito di un progetto finalizzato a favorire una gravidanza. 3 (Tutela dell'embrione) 1 Per embrione si intende il prodotto del concepimento umano. Ai fini di cui all'articolo 11, nella distinzione tra embrione prima e dopo il 14º giorno non devono essere considerati i tempi di crioconservazione e la circostanza che l'embrione si trovi o meno in fase extracorporea. 2 La tutela dell'embrione, nelle sue diverse forme, è attuata ai sensi della presente legge, nonché delle altre disposizioni vigenti in materia. 4 (Presupposti oggettivi) 1 Il ricorso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita può essere attuato quando sussistano problemi di sterilità o di infertilità non adeguatamente risolvibili con altri interventi terapeutici, nonché per la prevenzione delle malattie e delle patologie cromosomiche, genetiche o sessualmente trasmissibili. 2 È altresì possibile ricorrere a tali tecniche a seguito di una valutazione di opportunità, concordemente stabilite tra medico e paziente e nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento. 5 (Requisiti soggettivi) 1 Possono accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita i soggetti maggiorenni, coniugati o stabilmente conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi. 6 (Consenso informato) 1 Il medico deve informare in modo dettagliato i soggetti che chiedono di accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita in ordine ai metodi, ai problemi, agli effetti collaterali e alle possibilità di successo derivanti dall'applicazione delle suddette tecniche, nonché sui costi economici della procedura. 2 La volontà di accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita deve essere espressa in modo chiaro e univoco e per iscritto, congiuntamente al medico responsabile della struttura o a un suo delegato, in un atto da cui risulti, con autocertificazione dei richiedenti, il rispetto di quanto indicato negli articoli 4 e 5, nonché l'adempimento di quanto indicato nel comma 1 del presente articolo. Tra la manifestazione della volontà e l'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. 3 La volontà può essere revocata da ciascuno dei richiedenti fino al momento del trasferimento in utero dell'embrione. 4 Nel caso in cui sopravvenga la revoca di cui al comma 3, la struttura autorizzata all'effettuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita raccoglie il consenso al trasferimento futuro o alla donazione per la ricerca degli embrioni. 7 (Diagnosi preimpianto) 1 Prima di procedere al trasferimento in utero dell'embrione, su richiesta dei soggetti che accedono alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, é effettuata, con la metodologia che, senza danneggiare in alcun modo il prodotto del concepimento, fornisca le maggiori garanzie di accuratezza e di completezza di indagine, una diagnosi in ordine allo stato di salute dello stesso e all'esistenza di patologie rilevanti. I soggetti richiedenti devono essere informati del risultato dell'indagine. 8 (Fecondazione medicalmente assistita con donazione di gameti) 1 Presso le strutture autorizzate all'effettuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, i soggetti di cui agli articoli 4 e 5, possono accedere alla tecnica di fecondazione con donazione di gameti. 2 Nei casi di cui al comma 1, il donatore o la donatrice di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto o essere soggetto ad alcun obbligo. 9 (Donazione dei gameti) 1 La donazione di gameti, per le finalità consentite dalla presente legge, è un contratto gratuito, stipulato per iscritto tra il donatore o la donatrice e la struttura autorizzata ai sensi della presente legge. La donazione di gameti avviene nel rispetto e secondo le modalità stabilite dalla normativa vigente in materia di tracciabilità e sicurezza. Entrambi i contraenti sono tenuti ad adottare ogni cautela per impedire che notizie relative al contratto siano conosciute da parte di terzi non autorizzati. 2 Il donatore o la donatrice deve essere maggiorenne e nel pieno possesso della capacità di agire, d'intendere e di volere. 3 La donazione è revocabile allorché il soggetto donatore, per infertilità sopravvenuta, abbia bisogno dei gameti a fini procreativi e gli stessi non siano stati utilizzati dalla struttura autorizzata. In caso di revoca della donazione, il donatore o la donatrice deve rimborsare la struttura autorizzata di tutte le spese sostenute per la conservazione dei gameti. Prima della donazione, il donatore o la donatrice deve essere informato, a cura della struttura autorizzata, delle conseguenze legali della donazione.