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non è tollerabile che si possa intervenire andando in deroga a tutte le norme ambientali e paesaggistiche. Abbiamo presentato degli emendamenti, almeno su questo punto, per ridurre il danno, ma non si vuole comprendere che la questione è molto delicata. Continuando sempre con il metodo della deroga e, addirittura, con sanzioni molto pesanti e l'utilizzo della forza pubblica anche per le eradicazioni, non credo che andremo molto lontano, anche visto come sono stati confezionati gli interventi contenuti nel provvedimento e appostate le risorse; ho paura che il danno sarà notevole: ne riparleremo tra qualche tempo. Quanto al comparto agrumicolo, avevamo chiesto in Commissione, anche con la presentazione di un emendamento, che finalmente si varasse un piano di settore, perché per superare la crisi non basta andare in Cina. Il provvedimento contiene un intervento positivo, ma molto parziale. È stata riconosciuta l'esistenza di una crisi ormai molto profonda di tutto quanto il comparto. Certo, la creazione del fondo è un primo passo, ma non sufficiente, perché bisogna assolutamente arrivare urgentemente al piano di settore. Proseguendo, vi sono altri punti molto critici dal nostro punto di vista. Quanto all'intervento in favore degli allevamenti, noi non possiamo firmare gli appelli sul benessere animale e, al contempo, continuare a erogare aiuti a favore di allevamenti dove sappiamo perfettamente che vengono violate le norme sul benessere animale e le direttive europee. Da ultimo, anche l'intervento riguardante il settore della pesca ci sembra francamente, ancora una volta, fuori misura. Non è possibile continuare a fiancheggiare atteggiamenti e comportamenti illegali che producono di per sé un danno enorme, perché a scapito dell'ecosistema marino e di un sistema altamente fragile, come quello del nostro Mediterraneo. Facciamo le campagne plastic free (fino a un certo punto), ci mobilitiamo e poi alla fine cosa accade? Non riusciamo a tutelare la risorsa fondamentale del mare, e soprattutto, ancora una volta, premiamo i comportamenti illegali, a scapito di quelli legali. Con tutto ciò intendo dire che certamente ci sono degli aspetti positivi. Per quanto riguarda la distribuzione delle risorse, secondo me, si sono fatti figli e figliastri: nel Lazio, per esempio, nello stesso periodo abbiamo avuto dei danni enormi per gli eventi atmosferici di cui non ce n'è traccia nel provvedimento. Vi sono interventi per il rilancio del settore che, a nostro avviso, sono molto parziali e insufficienti e interventi, come quello sulla xylella - con tutte le deroghe alle normative vigenti - e sugli allevamenti ittici, che ci vedono fortemente contrari. Presidente, abbiamo abolito il valore contrario dell'astensione nel nuovo Regolamento, ma questo è il caso in cui sarebbe assolutamente necessario. Annunciamo il voto di astensione per le veramente tante ombre di questo decreto-legge e per alcune sue parti assolutamente negative, ma teniamo anche conto della circostanza che si viene incontro a dei settori e a delle imprese che effettivamente in questo momento hanno bisogno di un aiuto forte. (Applausi del senatore Errani). LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, membri del Governo, ho già avuto modo di esprimere il nostro pensiero in discussione generale quindi cercherò di non ripetere concetti già esposti. Il nostro è stato un atteggiamento soprattutto di stimolo nei confronti del provvedimento. Abbiamo cercato di dare un contributo positivo, pur nella consapevolezza della reale impossibilità di modificare il testo del decreto-legge uscito dalla discussione avvenuta alla Camera. Nonostante ciò, abbiamo presentato una serie di emendamenti puntuali, proprio con questo spirito. Penso agli emendamenti relativi all'articolo 2, che prevedono un contributo destinato alla copertura dei costi sostenuti per gli interessi sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018. Abbiamo presentato delle proposte di modifica con la finalità di estendere tale contributo anche ad altre operazioni finanziarie oltre il 31 dicembre 2018 e fino all'entrata in vigore di questa legge e le coperture di questi costi non solo per il 2019 ma anche per il 2020. Penso agli emendamenti all'articolo 3, con cui abbiamo cercato di migliorare la tracciabilità del latte ovino e caprino attraverso l'identificazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione. Penso alla nostra proposta per un rifinanziamento del fondo di intervento per il settore olivicolo-oleario, con un incremento sostanziale da 5 a 10 milioni di euro, proprio per l'importanza del settore specifico. Penso alla questione della xylella, per cui abbiamo presentato degli emendamenti in cui si prevede una procedura di automatico assenso all'eradicazione delle piante contaminate della zona infetta oppure all'emendamento con cui chiediamo di istituire la figura di un commissario straordinario incaricato di attuare tutte le misure necessarie ad arginare la diffusione del batterio, senza contare la nostra richiesta di risorse ulteriori per il rilancio delle strutture di trasformazione; mi riferisco ai frantoi che, a causa della diminuzione del prodotto, rischiano di chiudere. Abbiamo fatto tutto ciò senza scordarci della reale responsabilità della Regione Puglia, che ha trasformato una situazione di normale gestione in una vera e propria emergenza nazionale. Abbiamo anche chiesto, tramite alcuni emendamenti, di estendere gli aiuti per gli eventi atmosferici del 2018 anche alle altre Regioni che, come la Puglia, hanno subito notevoli danni. Penso agli emendamenti volti a dare aiuti anche a seguito di altre emergenze, come quelle degli allevamenti avicoli e dei settori saccarifero e del mais, e, non ultimo, a un incremento del fondo per l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, che sta realizzando tutta la propria attività solo con fondi propri. Vi è insomma una serie di proposte concrete per migliorare questa legge, ma non solo: in Commissione abbiamo espresso voto contrario su pochissimi emendamenti; su alcuni ci siamo astenuti, ma sulla stragrande maggioranza abbiamo votato a favore, indipendentemente dalla parte politica che li aveva presentati, ritenendoli tutti di buonsenso e a favore dell'agricoltura, anche se poi sono stati respinti nella loro interezza dalla maggioranza di Governo. Peccato, perché si è persa un'ulteriore possibilità di contribuire, tutti insieme, a uno dei settori più importanti della nostra produzione. Segnalo infine che, nonostante la bocciatura dell'intero pacchetto degli emendamenti proposti da Fratelli d'Italia, attraverso il lavoro in Commissione il nostro Gruppo è riuscito quantomeno a ottenere alcuni impegni, grazie alla trasformazione di quattro dei nostri emendamenti in altrettanti ordini del giorno, tutti accolti dal Governo, anche in Aula. Si tratta di misure di buonsenso, che vanno dal supporto alle aziende a rischio chiusura in ragione del calo delle moliture e dal riconoscimento di contributi a sostegno dei frantoi e delle cooperative di trasformazione al fine di sostenere la capacità produttiva dell'olio d'oliva, all'estensione delle misure per la competitività delle imprese agricole nel comparto cerealicolo anche alla coltura del mais e, infine, alla facilitazione della prevenzione e del controllo delle infezioni negli allevamenti avicoli.