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Possiamo avere la consapevolezza che questo tempo avrebbe potuto essere destinato a discutere mozioni o ad affrontare altri problemi, evitando di lasciarlo come una specie di vuoto? Io credo che centralità del Parlamento significhi anche riprendere in mano l'organizzazione dei tempi e degli spazi. Ringrazio e lo faccio nel solco di quanto ha detto il presidente Mattarella, quindi penso di avere un autorevole copertura alle mie spalle. GRANATO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, vorrei leggere la lettera che un medico che cura ha indirizzato ai suoi colleghi, chiedendomi di leggerla in questa sede: lettera ai colleghi medici. Continuano a dire che le cure domiciliari non funzionano, io però ne ho curati quasi 600 e non ho avuto nessun decesso. Non sono caduto nella trappola del paracetamolo, perché l'esempio di Bergamo, con anziani lasciati cuocere per giorni nel loro letto a marzo 2020 con solo paracetamolo e i camion carichi di bare, mi sembra abbia chiarito che la terapia era fallimentare. Ovviamente riceviamo continui attacchi e a livello governativo e dei grandi virologi c'è la completa censura a queste cure. Ultimamente un collega mi ha offeso pesantemente di fronte ad un'altra collega che è rimasta inorridita. Sì, ci sono rimasto male, poi so quello che valgo e ho abbastanza autostima e non seguo la linea dell'odio, neppure se mi provocate pesantemente. Non fa parte di me e mai lo farà, proprio non ci riesco. Molti colleghi discriminano, in barba all'articolo 3 del nostro codice deontologico, le persone vaccinate da quelle non vaccinate, nonostante nel corso dell'ultima pandemia chi aveva ricevuto anche la tripla dose di vaccino si è ammalato lo stesso. Perché tutto questo? Perché questa violenza e odio dilagante, quando cercare di lenire e curare dovrebbe essere la soddisfazione principale per un medico, al di là delle scelte del paziente? È scritto nel nostro codice deontologico. Vi prego, colleghi che credete ancora nel nostro giuramento, mettete da parte idee malsane, siate e siamo di esempio verso un mondo che sta prendendo una brutta deriva. Ascoltiamo anche l'altro che non la pensa come noi, con quell'amore con cui guardiamo nostra madre. È da noi che deve partire un nuovo cambiamento, che porterà finalmente luce ad un mondo paralizzato dalla paura. Il dovere della cura fatta con coscienza e amore deve rimanere. Quanti effetti collaterali da puntura vedo? Tanti, eppure non mi tiro indietro e cerco di rimediare anche non dormendo di notte. La vita è sacra, unica. Pensate veramente di sentirvi meglio se trattate un ammalato a scarpate, se continuiamo a discriminare chi non ha fatto l'iniezione di Stato? È questa la medicina italiana, quella dei pazienti scambiati come mostri infettanti? Così in basso siamo giunti? Ho visto una donna gravida, fragile, sbattuta in mezzo alla strada senza assistenza medica. Ho visto persone piangere nel mio ambulatorio soltanto perché venivano accolte col cuore. Siete pure protetti finalmente dal vaccino, pertanto quali paure albergano dentro di voi? Che cosa è rimasto dei nostri studi universitari? Che cosa è rimasto della nostra umanità, dei poeti o degli scrittori che, come Manzoni, hanno descritto la peste? Che cosa è rimasto della libera scelta? Quali sono le priorità della vostra vita di medici? Cosa vi aspettate dal futuro? Che medicina avete? Avete dei progetti? Siete contenti e soddisfatti di voi stessi? Di notte cosa sognate? Al di là delle scelte fatte da ogni cittadino italiano, la cura e la guarigione sono innanzitutto una soddisfazione personale da tenere dentro, quel sogno che avevamo sui banchi di scuola all'università quando dicevi: chissà se da grande riuscirò, con le mie mani e il mio cervello, a salvare qualche vita? Ritorniamo lì, riprendiamoci quel desiderio che ci hanno rubato, facciamo rivivere quel giovane studente dentro la corazza dura che ci siamo imposti. (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE. Senatrice, può depositare agli atti il resto delle sue osservazioni. LANNUTTI (Misto-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signora Presidente, vorrei informare l'Assemblea che il 24 gennaio 2022 la procura di Terni, dopo quella di Roma, ha definitivamente archiviato le infamanti accuse di razzismo e antisemitismo iniziate il 20 gennaio 2019 per un tweet del quale chiesi scusa. Sono stati trentasei mesi di gogna mediatica, con articoli di stampa denigratori verso una persona che aveva speso oltre trent'anni della propria esistenza a tutela dei più deboli e indifesi, battendosi contro ogni discriminazione di razza, lingua o religione. Oggi il giornalismo ha trasformato quella che dovrebbe essere la pietra angolare della democrazia, la libertà d'informazione, in un tribunale mediatico speciale e in troppi casi in gogna mediatica. Sui media vengono espressi giudizi intimidatori con vocabolario da linciaggio in pubblica piazza. Giudizi lesivi non solo della dignità di chi è oggetto dell'attacco, ma anche dannosi per la reputazione di giornalisti che invece di consumare la suola delle scarpe fondano gli articoli sul sentito dire, il pettegolezzo, ricorrendo ad espedienti per colpire le vittime del linciaggio, arrivando a formulare calunniose insinuazioni senza alcun riscontro delle fonti, persino ipotizzando l'inesistente e diffamatorio voto di scambio sui candidati al Quirinale. La procura di Roma già il 5 febbraio 2020 aveva ritenuto che le parole da me utilizzate in quel tweet erano prive di espressioni offensive, non risolvendosi in alcun modo in attacco personale gratuito, inquadrandosi nel diritto di critica per l'insussistenza di elementi oggettivi e soggettivi per il reato ipotizzato e chiedendo al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento stante l'infondatezza del reato. Nonostante quell'archiviazione, ho subito altri attacchi ed ulteriori denunce promosse da Carlo Greppi, storico collaboratore della RAI che con un articolo diffamatorio dal titolo «Il grillino Elio Lannutti è stato citato a giudizio per istigazione all'odio razziale» il 3 agosto 2021 sul proprio profilo reiterava la calunnia, arrivando a concludere il post in modo minaccioso: «ci vedremo in tribunale senatore». Nell'Italia che punisce onesti servitori dello Stato per premiare gaglioffi, faccendieri, lestofanti, manutengoli del potere, tra i primi posti per corruzione e tra gli ultimi per libertà di stampa, sull'accusa di odio razziale, costruita ad arte anche per impedire che professionalità ed esperienza maturata nel mondo bancario e finanziario potessero essere messe all'apice di una Commissione bicamerale, ci sono stati oltre 1.000 articoli e centinaia di talk in TV e solo tre articoli sui media per dare notizia dell'archiviazione delle procure. Signora Presidente, in conclusione la ringrazio e informo i colleghi che citerò in sede civile diffamatori e calunniatori, nessuno escluso. (Applausi) .