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i dipendenti, non appena sono venuti a conoscenza della domanda di concordato, hanno provveduto ad interpellare le principali sigle sindacali e nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2018 si sono tenute numerose riunioni sindacali volte in sia a divulgare le poche informazioni note e disponibili che a valutare azioni da porre in essere per salvaguardare il futuro, anche occupazionale, dell'azienda; i lavoratori, partecipando attivamente alle assemblee, hanno da un lato sottolineato la preoccupazione per le sorti aziendali anche in relazione alla risoluzione in danno dei contratti in Norvegia da parte del committente e hanno segnalato che nel corso dei primi 3 mesi del 2018 non risultano essere stati pagati gli stipendi e i salari di società consortili controllate dalla capogruppo né tantomeno quelli di altre società facenti parte del gruppo a causa delle difficoltà finanziarie di Condotte. Di conseguenza, il 16 aprile 2018 sono state proclamate 2 ore di sciopero e il successivo 26 aprile è stato proclamato un ulteriore sciopero di 4 ore, con presidio presso il Ministero dello sviluppo economico, in occasione del secondo incontro convocato tra Ministero, società e organizzazioni sindacali al fine di discutere delle prospettive di salvataggio dell'azienda; ad inizio del mese di marzo sono uscite sugli organi di stampa ("il Messaggero") notizie secondo cui Oxy capital Italia, collegato a un fondo anglosassone presente anche in Portogallo, sarebbe pronto a impegnare 100 milioni di euro per acquistare la maggioranza del gruppo Condotte, ridimensionando Ferfina, holding controllata da Fimoven sas di Isabella Bruno Tolomei Frigerio, che ha in mano il 92,5 per cento mentre un 2,5 per cento è in mano all'impresa Pizzarotti & C SpA di Parma e il 5 per cento sono azioni proprie. Alla stesura del piano industriale propedeutico all'investimento di detto fondo parteciperebbero, con ruoli diversi, Rothschild, advisor di Condotte assieme a Dla Piper, nonché advisor industriali di fama internazionale. L'operazione, studiata dal gruppo di costruzioni insieme all' advisor Rothschild, prevede la creazione in house di una newco che conterrà le attività core del gruppo e una bad company con i crediti, i contenziosi e i debiti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ci sono circa 30 istituti esposti, tra i quali Unicredit, Intesa San Paolo, Banca popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena e Banca Ifis; nessuna notizia, nonostante le reiterate richieste, è stata fornita ai dipendenti dagli amministratori della Società, che hanno motivato la reticenza con ragioni di "riservatezza". Nessuna rassicurazione è stata data ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali sulle eventuali iniziative intraprese e da intraprendere a salvaguardia della continuità aziendale e dei livelli occupazionali, non essendo stata nemmeno in grado la stessa azienda di fornire rassicurazioni o comunicazioni sullo stato delle interlocuzioni con gli organi della procedura nominati dal Tribunale di Roma, creando un muro di silenzio, avendo i commissari quali sostanziali interlocutori gli advisor legali e finanziari, artefici della macchinosa procedura avviata dalla proprietà di Condotte; non è dato, allo stato attuale, conoscere i termini dell'offerta formulata da Oxy capital Italia, ma si teme che si tratti di un'operazione altamente speculativa, affatto interessata a garantire un rilancio dell'azienda, quanto piuttosto a garantire agli investitori un cospicuo profitto tramite una politica di sostanziale dismissione di tutti gli asset positivi dell'azienda; è opinione degli interroganti che sarebbe importante un interessamento non formale dei Ministri in indirizzo, finalizzato a verificare quali passi si possano compiere per tutelare l'occupazione e garantire il rilancio dell'attività, nonché l'esito positivo della trattativa con le banche; nell'incontro tenutosi il 26 aprile 2018 presso il Ministero dello sviluppo economico alla presenza dell'azienda e delle organizzazioni sindacali, alcuna risposta è stata fornita dalla stessa società ai numerosi quesiti ed interrogativi posti dal Ministero e dalle parti sociali al fine di comprendere le reali intenzioni del management e della proprietà di Condotte; il tutto sotto lo spauracchio di un possibile "spezzatino", comunque già ventilato dall'azienda, con la vendita alla concorrenza dei principali asset del gruppo (INSO SpA, Cossi Costruzioni SpA, Tenuta Roncigliano, eccetera), con conseguente ulteriore impoverimento dell'azienda facendo mancare società caratterizzate da specifico ed elevatissimo know how , si chiede di sapere: quali azioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, stante anche il sostanziale fermo in cui versano le opere di cui Condotte SpA è appaltatore, direttamente o per il tramite delle proprie controllate, considerando le possibili ricadute sull'effettiva possibilità di conseguire l'avvio o l'ultimazione di opere di interesse strategico, anche per effetto della continua perdita di professionalità ad alta specializzazione dovuta alla continua fuoriuscita di personale in ragione delle dimissioni volontarie, e le possibili ricadute negative anche a livello di immagine per il "sistema Paese"; se non ritengano di dover assumere urgentemente informazioni relativamente ad eventuali proposte di acquisto da parte di fondi speculativi (ad esempio fondo Oxy capital) o, eventualmente, di attivarsi per trovare soluzioni alternative a salvaguardia dell'integrità di Condotte e della continuità occupazionale dell'azienda, come accaduto in passato e di recente per importanti realtà aziendali (Ilva, Trevi SpA, eccetera), anche per il tramite di Cassa depositi e prestiti, eventualmente consentendo l'utilizzo in deroga di ammortizzatori sociali. Atto n. 4-00114 VITALI GALLONE DAMIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il decreto ministeriale 13 febbraio 2018, n. 4999, emanato dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 6 aprile 2018, n. 80, definisce le misure fitosanitarie per prevenire e contenere la diffusione dell'organismo nocivo Xylella fastidiosa e reca l'approvazione del piano nazionale di emergenza, di cui all'allegato IV del medesimo decreto; l'articolo 11 (Ulteriori misure fitosanitarie) del decreto, al comma 2, lett. b) , dispone che per il controllo dei vettori di Xylella fastidiosa debbano essere effettuati i seguenti interventi: a) nel periodo compreso tra il mese di marzo e il mese di aprile, devono essere effettuate operazioni meccaniche per l'eliminazione delle piante erbacee spontanee al fine di ridurre la popolazione degli stadi giovanili degli insetti vettori, individuate tra le seguenti tipologie di intervento: lavorazioni superficiali del terreno; trinciatura delle erbe; pirodiserbo; trattamenti erbicidi; b) nel periodo compreso tra il mese di maggio e il mese di dicembre, è obbligatorio eseguire sulle piante ospiti coltivate tutti gli interventi insetticidi, così come stabilito dal Servizio fitosanitario regionale competente;