[pronunce]

, con conseguente esclusione della necessaria prosecuzione della fase interdittale in quella di merito, non è, a giudizio dell'Avvocatura, affatto irragionevole né in altro modo lesiva dei diritti costituzionalmente garantiti delle parti, tanto più che, per consolidata giurisprudenza costituzionale, il legislatore è libero di modulare gli istituti processuali con la più ampia discrezionalità, col solo limite del rispetto del principio di ragionevolezza. Considerato che il Tribunale di Lecce, sezione distaccata di Nardò, dubita della legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dell'art. 669-quaterdecies cod. proc. civ. , nella parte in cui dispone l'applicazione integrale, ai procedimenti di denuncia di nuova opera (e di danno temuto), della disciplina regolatrice del procedimento cautelare uniforme, anziché prevedere, analogamente a quanto stabilito per i procedimenti possessori, che il relativo corpus normativo si applichi solo in quanto compatibile; che la questione così sollevata è manifestamente infondata, dal momento che l'asserita assimilabilità dei procedimenti nunciatori a quello possessorio non comporta per il legislatore un vincolo, pena la manifesta irragionevolezza della disciplina, a regolarne in modo identico il rapporto con il giudizio di merito e, in particolare, a limitarne la libertà di variamente articolare, accentuandolo ovvero attenuandolo (come da ultimo il legislatore ha fatto con la legge 14 maggio 2005, n. 80; nuovi comma sesto dell'art. 669-octies e comma quarto dell'art. 703 del codice di procedura civile) , il rapporto di strumentalità dei provvedimenti interinali rispetto al giudizio di merito. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 669-quaterdecies del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Lecce, sezione distaccata di Nardò, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 settembre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 ottobre 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA