[ddlpres]

Su questo fronte, perciò, bisogna prevedere misure che consentano di utilizzare anche le gare quale elemento catalizzatore dei processi di aggregazione e fusione di imprese, ad esempio vincolando le imprese che partecipino alle procedure di evidenza pubblica associate in associazione temporanea di imprese (ATI) a trasformarsi in impresa unica entro il termine di vigenza del contratto, pena l'esclusione dalle gare successive. In condizione di ristrettezza di risorse, oltre alle strade indicate, che passano attraverso la ridefinizione dei LEM e la determinazione dei costi standard , che possono consentire significativi risparmi dalle sacche di inefficienza, da riversare sui servizi essenziali in difficoltà finanziaria, occorre prevedere possibili fonti incrementali. In primo luogo, occorre dare attuazione estendendola anche al trasporto regionale, alle misure già previste per il trasporto universale nazionale da un decreto-legge del 2011, che prevede l'applicazione di un sovrapprezzo sui canoni di utilizzo delle linee AV/AC di nuova realizzazione e su quelle linee che sono state adeguate all'assorbimento di treni AV/AC il cui gettito deve essere riversato sull'esercizio del trasporto ferroviario dei pendolari. Il concetto è quello di ipotizzare una sistema di sussidi ai servizi da realizzare sulle tratte che sia inversamente proporzionale alla redditività delle stesse. Ulteriori risorse, da destinare agli investimenti in materiale rotabile, potrebbero derivare dall'utilizzo di quote del gettito fiscale incrementale (ad esempio extragettito IVA generato dalla realizzazioni di nuove infrastrutture) per l'acquisto di materiale rotabile ferroviario. Non secondaria può essere l'ottimizzazione nell'uso delle risorse determinabile attraverso la concentrazione delle gare per l'acquisto di materiale rotabile ferroviario a livello nazionale o quantomeno sovraregionale, al fine di realizzare significative economie di scala. Per quanto riguarda, invece, il materiale rotabile su gomma, occorre aprire, per gli enti soggetti di delega e per le aziende, la facoltà di attivare i meccanismi del leasing . Infine, un fronte di impegno molto rilevante per il recupero di risorse è dato dal contrasto all’evasione tariffaria, calcolata su base annua in diverse centinaia di milioni di euro, che può essere affrontato con misure specifiche di incremento dei controlli. In vista della riforma del titolo V della Costituzione, occorrerà, altresì, rivisitare l'assetto delle competenze in materia di trasporto ferroviario regionale e interregionale, anche alla luce delle sovrapposizioni, delle criticità e delle conflittualità emerse nel corso della prima esperienza di gestione decentrata maturata nel corso di questi anni. Soprattutto sul fronte dell'armonizzazione dei sistemi tariffari, del sistema delle premialità e delle sanzioni comminate alle aziende e dei conseguenti risarcimenti assegnati all'utenza, così come sul delicatissimo fronte della programmazione degli orari, si sono evidenziati, in questi anni limiti, cruciali nella capacità delle diverse regioni, di dar luogo a una programmazione dei servizi coerente tra le diverse realtà territoriali coinvolte e omogenea sul fronte del diritto alla mobilità dei pendolari. È perciò necessario rimettere mano ai meccanismi sin qui operanti, rendendo più stringenti i vincoli per i governi regionali nel porre mano a una programmazione comune condivisa sulle linee interregionali, o in alternativa l'esercizio più incisivo e tempestivo dei poteri di sussidiarietà da parte dello Stato. Nella ridefinizione delle competenze tra i diversi livelli territoriali di governo, occorrerà inquadrare in maniera incisiva le funzioni, e gli strumenti per esercitarle con efficacia, delle città metropolitane, che proprio nell'ambito dei sistemi di trasporto, accessibilità e mobilità trovano una delle più significative ragioni d'essere. Soprattutto, sul fronte della realizzazione e del successivo esercizio delle nuove linee metropolitane, occorrerà prevedere una strategia in due tempi: una fase di start-up che individui le risorse statali specifiche necessarie ad alimentare, per un arco temporale da definire, l'avvio delle nuove linee, nel contempo prevedendo l'assorbimento progressivo dei costi di esercizio attraverso meccanismi di integrazione ed eliminazione delle sovrapposizioni. Per le ragioni sopra esposte, si ritiene opportuno conferire una delega al Governo con l'obiettivo di favorire lo sviluppo e l'efficienza del servizio di trasporto pubblico locale e regionale, la miglior qualità dei servizi di mobilità per i cittadini, la riduzione dell'impatto ambientale e delle esternalità negative legate al traffico privato.. 1 1 Al fine di favorire lo sviluppo e l'efficienza del servizio di trasporto pubblico locale e regionale, di migliorare la mobilità dei cittadini e di ridurre l'impatto delle emissioni inquinanti nell'ambiente e delle esternalità negative legate all'eccesso di traffico stradale privato, il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dei Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari regionali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, uno o più decreti legislativi, per il riordino della normativa in materia di trasporto pubblico locale e regionale, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione di linee guida finalizzate alla tutela della concorrenza e alla garanzia del diritto degli utenti all'universalità e all'accessibilità dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale; b previsione di livelli essenziali di servizio e di prestazioni omogenee applicabili su tutto il territorio nazionale, tali da garantire parità tra gli utenti nel diritto di accesso al trasporto pubblico locale e regionale; c individuazione dei criteri di definizione dei costi standard connessi alla fornitura del servizio di trasporto pubblico locale e regionale e delle corrispondenti compensazioni economiche a copertura dei costi del servizio; d individuazione dei contenuti minimi dei contratti di servizio di trasporto pubblico locale; e individuazione di criteri omogenei per la definizione, all'interno dei piani regionali dei trasporti, dei bacini di traffico ottimali cui gli enti soggetti di delega devono fare riferimento nelle procedure di affidamento dei servizi, in modo da garantire la presenza di più soggetti sui mercati contigui; f previsione di criteri omogenei per la definizione dei servizi minimi, tali da garantire un livello adeguato di servizio di trasporto pubblico locale, in grado di soddisfare, in termini di quantità, qualità e modalità la domanda di mobilità dei cittadini; g previsione di standard minimi in relazione agli obblighi di servizio pubblico e delle corrispondenti compensazioni economiche in favore delle aziende esercenti il servizio di trasporto; h individuazione di misure di armonizzazione dei sistemi tariffari, dei criteri di programmazione quantitativa e qualitativa dei servizi, dei meccanismi risarcitori indirizzati all'utenza, da applicarsi alle linee di trasporto sovraregionale, ancorché affidate alla competenza di regioni diverse e confinanti; i previsione del ricorso esclusivo alla procedura di evidenza pubblica per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale;