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Provo una certa vergogna per questo perché non mi appartiene la mostrina, il fatto di avere avuto approvato qualche cosa e di poterlo spendere in una conferenza stampa, magari dissimulando i numeri, alzandoli, gonfiandoli, modificandoli o stravolgendoli nel loro contenuto. Questo non mi appartiene, però mi appartiene la voglia e la necessità di risposte che non sarò in grado di dare, come tutti coloro che hanno parlato prima di me. Quest'Assemblea è così istituzionale nel suo color rosso scarlatto. Oggi mi sono presa la briga di capire perché abbia questo colore così acceso, perché è una parte di Storia; lascio a voi andare a vedere e a scoprire. Ebbene, oggi questo colore scarlatto non ricorda la Storia, ma richiama il sangue degli italiani e le lacrime che continueranno a versare se non comincerete, come Governo, come istituzioni, voi per primi, a deporre le armi, le asce, a mettervi a un tavolo veramente e, con il fair play che ci vuole in queste situazioni drammatiche, di emergenza, che sono una vera e propria guerra, imparare a collaborare. Imparare a provare a suonare a quattro mani, che vi potrà sembrare sciocco e ridicolo, ma è un esercizio di grande dignità e collaborazione che la Storia ci ha anche insegnato in tante occasioni e che noi avremmo potuto ricordare, voi avreste potuto ricordare, e mettere in atto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, in questo momento di emergenza, in un quadro complessivo in cui tutti stanno vivendo delle enormi difficoltà, i nostri piccoli, i nostri minori stanno vivendo varie forme di disagio materiale, ma anche emotivo e psicologico. Perciò oggi il mio intervento e la mia attenzione vogliono essere rivolti a loro, specialmente a coloro che si trovano a convivere con disabilità e con varie forme di fragilità. Misure importanti sono state prese da questo Governo e ringrazio tra tutte, in particolare, il ministro Azzolina e il ministro Bonetti, ma c'è ancora da fare per implementare le misure a tutela dei diritti dei minori, dei nostri bambini e bambine, dei nostri ragazzi e ragazze. Perciò sono lieta che un Gruppo di parlamentari abbia avviato un lodevolissima e bellissima iniziativa di ascolto che si prefigge di raccogliere spunti e istanze per coadiuvare l'azione del Governo in questo campo. Infatti, è vero che l'isolamento ha prodotto per prima cosa la chiusura delle scuole e quindi la mancanza di luoghi importanti di socializzazione, di occasioni di confronto e dunque di scambio, crescita e creatività condivisa per i nostri piccoli, ma ha procurato anche l'acuirsi o addirittura l'aggravarsi di situazioni problematiche all'interno di nuclei familiari fragili, in cui si consumano violenze di vario tipo, anche psicologiche, e di vario grado, con le ovvie ricadute che esse hanno sulla salute psicologica ed emotiva dei nostri minori che si trovano quotidianamente a dover sopportare un carico emotivo che è già molto pesante per un adulto. Dunque occupo questi pochi minuti per rinnovare un invito che ho rivolto pubblicamente qualche giorno fa, quando, emozionata dall'iniziativa di questi parlamentari (a cui auspico di potermi aggiungere) e con l'intento quindi di sostenere questa iniziativa, ho deciso di porgere questo invito, proprio perché condivido profondamente lo spirito e la finalità del voler avere un dialogo con tutte le associazioni del terzo settore e raccogliere tutte le istanze e tutte le proposte per il Governo. Il mio invito è quello di trovare lo spazio per un provvedimento dedicato e, se non per un provvedimento dedicato, per una sezione, in quello prossimamente in arrivo, interamente declinata a misura di bambino: un «cura-bambini» con cui si possano mettere in campo tutta una serie di iniziative tese a garantire in modo sempre più puntuale i diritti dei nostri bambini e delle nostre bambine, perché sarà solo con un provvedimento o una sezione a misura di bambino che noi ci prenderemo cura del nostro futuro. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, Governo presente, prima di iniziare il mio intervento, come tanti colleghi hanno fatto prima di me in quest'Aula, vorrei rivolgere un pensiero commosso a tutte le vittime della pandemia e ai loro familiari, a chi ancora è in terapia intensiva, a chi sta provando a combattere grazie all'ineguagliabile lavoro dei tanti professionisti sanitari, tutti compresi, che più di una volta hanno rifiutato l'appello di eroi, ricordando al Paese che per loro è una missione. Ricordiamo anche coloro che purtroppo sono morti, e sono stati tanti, e che sono rientrati dalla pensione pur di dare il loro contributo. (Applausi dal Gruppo PD) . Ricordiamo altresì tutte le professioni sanitarie, insieme anche al volontariato e a chi faceva le pulizie in quei luoghi dove si è purtroppo contagiato. Dobbiamo tenere in considerazione che quella che stiamo vivendo è un'evenienza straordinaria con cui non avevamo mai avuto contezza. Quella che ci troviamo ad affrontare è la peggiore contingenza del dopoguerra. A febbraio sembravamo l'unico Paese europeo ad esserne colpito, poi l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato la pandemia. Oggi, 8 aprile, non sappiamo neanche quando l'emergenza si risolverà del tutto. Sappiamo solo che avrà pesantissime conseguenze, che sono ad oggi incalcolabili. Nel frattempo la popolazione si chiede e ci chiede. Nel frattempo va ricostruita la fiducia e la speranza perché l'attesa, l'impossibilità di progettare è estenuante. Sanità ed economia sono in questo frangente indissolubilmente legate; lo sono altresì la scienza e la politica, come qualcuno ha detto prima di me. Per una ripresa economica è fondamentale fermare il virus. È questa la prima delle nostre priorità. Gli esperti ce lo hanno spiegato in tutti i modi. Bacchette magiche non ci sono perché a criticare sono tutti bravi, ma poi bisogna prendere delle decisioni. Soluzioni alternative non ci sono, l'alternativa è unica: non permettere al virus di diffondersi ulteriormente per non perdere una generazione di anziani, mettere in sicurezza migliaia di lavoratori e non fare collassare il sistema sanitario. Per questo le problematiche oggi non solo non servono, ma evocano pessimi scenari. Stiamo parlando di vita e di morte, un terreno su cui non si dovrebbe giocare il consenso, ma su cui sarebbe necessario manifestare il buon senso. Il nostro Paese è stato scosso in profondità nelle viscere, nessuno poteva immaginare simili scenari. Il Governo fin da subito ha agito in maniera tempestiva; va detto con onestà e va riconosciuto. Oggi l'Italia è un modello per gli altri Paesi europei - e non solo - che hanno attuato le nostre stesse misure riconoscendone la validità, persino gli scettici hanno dovuto ricredersi.