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5 Il termine previsto al comma 4 è prorogabile fino a centottanta giorni con provvedimento motivato dell'autorità legittimata a formulare la proposta e comunicato alla commissione centrale. 6 L'autorità giudiziaria che procede redige il verbale illustrativo di cui all'articolo 16- quater del citato decreto-legge n. 8 del 1991, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 82 del 1991, entro i termini previsti dai commi 4 e 5 del presente articolo. 12 (Programma definitivo per la protezione dei testimoni di giustizia). 1 La commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione, previa acquisizione dei pareri indicati nell'articolo 10 e di ogni altro parere o informazione che dovesse ritenere utile e con la partecipazione degli interessati e del referente del testimone di giustizia, delibera, nelle forme ordinarie del procedimento e se ne ricorrono i presupposti, il programma definitivo di applicazione delle speciali misure di protezione. 2 Il programma definitivo è accettato e sottoscritto dagli interessati i quali, contestualmente, assumono gli impegni di cui all'articolo 12 del citato decreto-legge n. 8 del 1991, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 82 del 1991, e successive modificazioni, eccetto quanto previsto dalla lettera e) del comma 2 del medesimo articolo 12, ed eleggono il proprio domicilio nel luogo in cui ha sede la commissione centrale. 3 Il programma di protezione, anche preliminare, può essere modificato o revocato in ogni momento dalla commissione centrale, d'ufficio o su richiesta dell'interessato o del suo referente o dell'autorità che ha formulato la proposta o di quella preposta all'attuazione delle misure speciali di protezione, in relazione all'attualità, concretezza e gravità del pericolo, all'idoneità delle misure adottate, alle esigenze dei protetti, all'osservanza degli impegni da loro assunti. La commissione centrale provvede entro venti giorni dalla richiesta, previa acquisizione dei pareri di cui all’articolo 10 e, in ogni caso, dell'autorità giudiziaria e del referente qualora non abbiano richiesto la modifica o la revoca del programma, nonché, se ne ricorrono le condizioni, del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. 4 A decorrere dall'applicazione del programma definitivo, la commissione centrale procede semestralmente alla sua verifica. 5 La modifica del programma definitivo non può avere luogo per adeguamenti patrimoniali connessi a beni o redditi goduti antecedentemente e non segnalati dall'interessato entro un anno dall'applicazione del programma medesimo. 13 (Specificazione e attuazione delle speciali misure di protezione) 1 All'attuazione e alla specificazione delle modalità esecutive dei programmi di protezione provvede il Servizio centrale di protezione. 2 Il Servizio centrale di protezione coordina e vigila sull'applicazione delle misure di tutela se affidate alle Forze di polizia territoriali e, se necessario, provvede attraverso il dislocamento di personale dei propri nuclei operativi o di altro personale specializzato nello svolgimento di servizi di protezione. 3 Con il decreto di cui all'articolo 23 sono stabilite le modalità riorganizzative del Servizio centrale di protezione in relazione alle competenze previste nei commi 1 e 2. 14 (Referente del testimone di giustizia) 1 Il testimone di giustizia ha diritto di avvalersi di un referente, individuato tra persone di comprovata fiducia esercenti le professioni legali e che possa mantenere un costante rapporto, diretto e personale, con il protetto per tutta la durata delle misure speciali. 2 Con il decreto di cui all'articolo 23 sono stabiliti le modalità e i criteri di nomina, i doveri, i compensi, i casi di sostituzione e di revoca del referente e dei suoi eventuali coadiutori nominati, su istanza di quest'ultimo, dalla commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione. 3 Il referente deve: a informare regolarmente i protetti sulle misure speciali applicate, sulle loro conseguenze, sulle loro possibili modifiche, sulla loro attuazione, nonché sui diritti, patrimoniali e non patrimoniali, interessati dal programma di protezione; b individuare e quantificare il patrimonio, attivo e passivo, e le obbligazioni del protetto; c collaborare con la commissione centrale e il Servizio centrale di protezione esprimendo pareri sui provvedimenti di proroga, modifica e revoca del programma, informando sull'andamento del programma medesimo, sulla necessità di adeguarlo alle sopravvenute esigenze degli interessati, sulla condotta e osservanza degli impegni assunti dai protetti; d gestire, o contribuire a gestire, con il consenso degli interessati, il patrimonio e i beni aziendali, le situazioni creditorie e debitorie ogni altro interesse patrimoniale dei protetti se questi non possono provvedervi a causa delle dichiarazioni rese o dell'applicazione del programma di protezione; e proporre i progetti di reinserimento sociale e lavorativo e verificare la loro concreta realizzazione; f proporre i progetti di capitalizzazione, contribuire alla loro concreta realizzazione, rendicontare periodicamente, alla commissione centrale, l'utilizzazione delle somme attribuite ai sensi dell'articolo 7, lettera f) ; g collaborare tempestivamente con i protetti per assicurare loro l'esercizio di diritti che potrebbero subire limitazione dall'applicazione delle speciali misure di protezione; h mantenere il segreto su ciò che concerne i protetti e concordare con il Servizio centrale di protezione le modalità di incontro e di contatto con gli stessi e di divulgazione dei dati loro concernenti. 4 L'assistenza del referente si protrae per la durata del programma di protezione e, comunque, finché il soggetto non riacquista la propria autonomia economica. 15 (Audizione dei protetti) 1 Gli interessati in qualunque momento, anche nel corso del programma preliminare di protezione, possono chiedere alla commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione o al Servizio centrale di protezione di essere sentiti personalmente. Si procede entro quindici giorni dalla richiesta. 16 (Misure urgenti) 1 Quando risultano situazioni di particolare gravità e urgenza che non consentono di attendere la deliberazione della commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione e fino a che tale deliberazione non interviene, si applicano le disposizioni previste dall'articolo 13, comma 1, sesto periodo, del citato decreto-legge n. 8 del 1991, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 82 del 1991, e dall'articolo 4, commi 4, 6 e 7, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 23 aprile 2004, n. 161. IV DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE 17 (Abrogazione) 1 Il comma 3 dell’articolo 12 e il capo II- bis del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, sono abrogati. 18 (Modifiche al codice di procedura penale) 1 All'articolo 392, comma 1, lettera d) , del codice di procedura penale, sono aggiunti, in fine, le seguenti parole: «e all'assunzione della testimonianza dei testimoni di giustizia». 19 (Aggravanti per il reato di calunnia) 1 Le pene previste per il reato di calunnia sono aumentate da un terzo alla metà quando il colpevole ha commesso il fatto allo scopo di usufruire delle misure speciali previste dalla presente legge.