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e) da un ulteriore contributo erariale pari alle imposte incassate dallo Stato dalle attività di gioco effettuate negli ippodromi; f) da un contributo erariale pari al 50 per cento delle entrate erariali derivanti dalle scommesse su eventi virtuali assimilabili a corse di cavalli (per l'evidente effetto di cannibalizzazione che hanno sulle scommesse ippiche). L'articolo 9 prevede, a decorrere dal secondo mese successivo alla data di entrata in vigore della legge, una nuova disciplina delle imposte sulle scommesse ippiche con l'obiettivo di innalzare il livello delle vincite di almeno 5 punti percentuali rispetto alla situazione attuale (portandolo così almeno al 75 per cento della raccolta). In tal modo si rende il prodotto ippico competitivo con gli altri giochi del portafoglio dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e si creano le condizioni per la necessaria crescita della raccolta delle scommesse basate sulla corse dei cavalli. L'articolo 10 destina agli enti cui sono state trasferite le funzioni dell'ASSI, per il 2012, il contributo di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d) ; prevede il passaggio alla Lega, dal 1º gennaio 2012, dei proventi derivanti dalle scommesse ippiche agli enti cui sono state trasferite le funzioni dell'ASSI e, infine, sopprime, dal 2018, il suddetto contributo di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d) . Il rilancio del comparto ippico attraverso la riforma strutturale del settore definita dal disegno di legge non determina alcun costo aggiuntivo per lo Stato. Infatti: a) il finanziamento di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 8 è già attualmente in vigore; b) quello di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 8 è finanziato dalle maggiori entrate derivanti dall'aumento delle scommesse, e se ne prevede comunque l'abolizione all'articolo 10, a decorrere dal 1º gennaio 2018; c) i contributi di cui alle lettere e) e f) del medesimo comma 1 dell'articolo 8 derivano da entrate nuove ed aggiuntive rispetto a quelle attualmente in essere. La riduzione delle imposte gravanti sulle scommesse ippiche prevista all'articolo 9 a circa il 2 per cento della raccolta (effetto combinato della diminuzione della quota di prelievo sulla raccolta e della contrazione dell'aliquota del prelievo destinata all'erario) è un elemento essenziale per il rilancio della scommessa ippica, la fonte naturale ed autonoma di finanziamento del settore. La minore quota di prelievo erariale potrà essere sostanzialmente compensata attraverso l'incremento della raccolta. Si consideri, infatti, che il gettito erariale per l'anno 2011 del gioco su base ippica è stato di appena 60 milioni di euro, connesso ad una declinante raccolta di 1.370 milioni di euro, e che al 31 marzo 2012 il movimento nazionale della raccolta di scommesse ippiche era in caduta di oltre il 40 per cento, percentuale gravemente influenzata da quarantacinque giorni di sciopero fra gennaio e febbraio. Si può ipotizzare che nei primi otto mesi la perdita si attesti al 30 per cento con un movimento nazionale pari a 750 milioni di euro. Ipotizzando che tutte le innovazioni previste dall'articolo 9 possano entrare in funzione prima della fine dell'anno 2013, si può prevedere un'inversione di tendenza tale da comportare nell'ultimo trimestre una leggera crescita (circa 5 per cento), per cui il movimento nazionale del periodo da ottobre a dicembre sarà pari a 350 milioni di euro. Il movimento totale per il 2013 potrà quindi raggiungere 1.100 milioni di euro. Per il 2013, per effetto del moltiplicatore teorico sul gioco (pari al 22 per cento) dato dal minor prelievo, della nuova formula delle scommesse Quarté e Quinté, che dovranno prevedere vincite di consolazione (dagli attuali 30 milioni è prevedibile raggiungere un movimento di 100-120 milioni), del recupero del gioco disperso per effetto delle complicanze prodotte dal «doppio totalizzatore» e per l'avvio di un'adeguata campagna pubblicitaria, si può ipotizzare un incremento medio della raccolta del 20 per cento, che si attesterebbe a 1.325 milioni di euro. Negli anni successivi per effetto del riassetto del settore, del recupero di credibilità, di nuovi prodotti e della spinta commerciale dei concessionari e degli ippodromi fortemente pubblicizzati, si può prevedere un incremento medio della raccolta del 10 per cento annuo. Sulla base delle ipotesi enunciate l'andamento annuale dal 2013 al 2017 della raccolta, della quota della Lega e delle imposte è quello rappresentato nella tabella A (dati in milioni di euro). Tabella A 2013 2014 2015 2016 2017 Movimento 1.325 1.325 1.325 1.325 1.325 Quota L.I.I. 166 182 200 220 242 Imposta unica 26.5 29 32 35 38.5 La tabella B riassume il «conto economico» complessivo del movimento ippico in conseguenza dell'approvazione del disegno di legge. Si può notare che l'equilibrio economico si raggiunge attorno ai 340 milioni di euro, a partire dal 2018, autofinanziati dal settore. TABELLA B 2012 preventivo ASSI 2012 minimo soppressiv. 2013 2014 2015 2016 2017 ENTRATE Quota annuale di iscrizione al fondo di dotazione – – 1,0 0,3 0,3 0,3 0,3 Quota raccolta delle scommesse 140 140 166 182 200 220 242 Proventi cessione diritti televisivi e sponsorizzazioni – – 3 4 5 6 8 Contributo sul prelievo erariale apparecchi da intrattenimento (rif. decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2) 75 75+45 140 130 100 70 50 Contributo sui giochi accettati negli ippodromi – – 10 15 20 30 30 Contributo sulle imposte delle scommesse ippiche su corse virtuali – – 3 3 4 5 6 Altre entrate 3 3 – – – – – Totale entrate . . . 218 263 322 334 329 331 336 USCITE Montepremi per le corse 111 133 60,8% 50,00% 161 60,7% 50,00% 167 60% 50,46% 166 60% 50,95% 172 60% 52,38% 176 Renumerazione degli ippodromi 62 85 59,2% 32,30%104 39,3% 37,34%108 40% 33,43%110 40% 34,74%1115 40% 34,82%117 Gestione giurie - doping e disciplina delle corse 11 11 3,73%12 3,89%13 4,26%14 4,23%14 4,17%14 Gestione produzione e distribuzione immagini della promozione nazionale 11 11 4,65%15 4,49%15