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Storie di lunghi tragitti, di tempo sospeso e di una burocrazia che fatica a stare al passo con i bisogni affettivi. Storie di disgregazione familiare dovute all'assenza di uno o di entrambi i genitori perché deceduti, non conosciuti o semplicemente inconsapevoli del loro ruolo, e ancora, tante storie di passaggi di braccia in braccia e non posso fare a meno di soffermarmi su questo punto: le stesse braccia che spesso creano cicatrici emotive e sentimenti ambivalenti. Con questo disegno di legge si mira a garantire un percorso preferenziale alle famiglie affidatarie di un minore dichiarato adottabile. Il tribunale dei minorenni, quindi, nel decidere sull'adozione, dovrà tenere conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria; legami che nascono da una misura pensata come temporanea e che, nella realtà dei fatti, ha assunto un carattere di semipermanenza: basti pensare che quasi il 60 per cento dei minori in affidamento lo è da più di due anni. Il diritto alla continuità degli affetti, tuttavia, dovrebbe essere garantito in maniera anticipata, attraverso un concreto supporto delle famiglie in difficoltà, evitando l'allontanamento dei minori. Sì, perché disporre di un'abitazione in affitto - o di proprietà per i più fortunati - che sia riscaldata se fa freddo e dotata dei principali servizi, beni durevoli ed accessori è per molti un'utopia. Gente che non sa più dove sbattere la testa dato che anche il minimo è un lusso e con 800 euro si deve campare in quattro o cinque componenti familiari. È evidente che la crisi finanziaria non può riversare il proprio effetto devastante sui bambini. È per questo che si pone come imprescindibile una continuativa attività di tutela del minore, a partire dalle pratiche di ascolto perché - per dirla con le parole della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza - il «fanciullo capace di discernimento ha il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa». I progetti di supporto, dunque, andrebbero attuati all'origine, in via preventiva, attraverso concreti aiuti nei confronti delle famiglie che si trovano sul baratro della povertà e del disagio sociale. È necessaria una ricostruzione dei tessuti familiari, dando ai singoli nuclei il sacrosanto diritto di poter crescere i propri figli, arrestando l'insano meccanismo di sofferenza che si instaura a causa del bisogno. Noi del Movimento 5 Stelle stiamo provando a raggiungere questo obiettivo con il reddito di cittadinanza, una misura che darebbe dignità a tantissime persone, in aperto contrasto alle pratiche di emarginazione e di esclusione sociale che questo Governo Renzi sta attuando a forza di decreti impositivi, abbrutendo quello che rimane di uno Stato sbrindellato dai capricci di un figlio di papà che, in quanto tale, non riesce o non vuole comprendere le necessità e i bisogni della maggior parte degli italiani di oggi. Abbiamo il dovere di dare un'alternativa a chi ce l'ha chiesta, a chi è preda dei tentacoli del continuo stato di emergenza che affligge il nostro Paese e che, inevitabilmente, colpisce i più deboli, e ricade sui più piccoli. Garantire ai bambini un futuro vuol dire assicurare alla società del futuro la necessaria solidità e credibilità perché la radice umana del progresso affonda, prima di tutto, nella protezione e nell'educazione dei protagonisti di domani. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghi, signor rappresentante del Governo, finalmente arriva in Aula un testo che, se non ci mette alla pari con quanto accade nel resto dell'Europa, ci fa compiere un bel passo in avanti. Ha fatto bene il senatore Uras, intervenuto prima di me, a dire che, comunque, questo testo ci ha esposto nel tempo a molte situazioni non positive e quindi è un bene che il Parlamento rapidamente affronti tale questione. Ringrazio dunque la senatrice Puglisi, prima firmataria del provvedimento, e tutti i colleghi (di cui anche io faccio parte) per essersi resi conto che esiste davvero un'urgenza, nella vita delle famiglie, nella vita dei bambini e davanti a quelle carenze affettive di cui in modo assolutamente perfetto ha parlato la collega Mattesini. La carenza di affetto per i bambini, soprattutto nei primi anni di vita, è la causa principale di situazioni di disagio, di disadattamento e di stress . Si fa presto a definire un adulto instabile, non equilibrato, non centrato sulle sue priorità, senza essersi resi conto di quanto in realtà può aver vissuto quell'adulto da piccolo. Le famiglie affidatarie meritano, secondo me, un plauso: non superiore, non speciale, ma comunque diverso da quello di tante famiglie che si rendono disponibili per le adozioni. Pensateci: nel momento in cui una famiglia si candida a dare affetto, nel momento in cui si propone all'accoglienza, all'amore e all'affettività nei confronti di un bambino, comunque ha anche la cognizione e la coscienza del fatto che quell'amore che dà in modo incondizionato, dal primo momento in cui il bambino entra in casa, potrebbe all'improvviso venire a mancare perché il bambino potrebbe essergli sottratto. Questo può accadere - ed è giusto che accada, in alcuni casi - nel momento in cui rimane la temporaneità dell'affido, perché la tendenza è sempre quella di riportare il bambino nella famiglia di origine, ove questa sia esistente e meritevole. Attenzione, caro collega Giovanardi: su questo, come al solito, non mi trovo d'accordo con lei (forse c'è un karma nella nostra presenza congiunta in Commissione giustizia): il minore non è proprietà del padre e della madre e non deve per forza tornare da quei genitori biologici in quella famiglia, anche in caso di assoluzione o degli esempi che lei ha fatto. Fa bene lo Stato a riconoscere la priorità dell'affettività e della tutela del bambino, che non è proprietà privata dei genitori. GIOVANARDI (AP (NCD-UDC)) . Ma neanche dello Stato né dei servizi sociali. CIRINNA' (PD) . Senatore Giovanardi, io non l'ho interrotta, ma, come sempre, l'ho ascoltata con grande pazienza; l'educazione, però, è un'altra cosa. PRESIDENTE. Prego, senatrice, prosegua. CIRINNA' (PD) . Lei, però, faccia il Presidente. PRESIDENTE. Ho appena fatto un richiamo, infatti. CIRINNA' (PD) . Se sono stati introdotti istituti di supporto o istituti come l'affido e l'adozione, evidentemente vengono riconosciute la peculiarità e l'individualità giuridica del minore, che è bene che venga tutelato dello Stato, allorquando si verifichino certe situazioni. È quindi bene - anzi, benissimo - che la continuità affettiva sia considerata elemento fondante e fondamentale perché l'affido poi eventualmente possa trasformarsi in qualcos'altro. Bene ha detto il senatore Uras: