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Un processo senza fine, che danneggia non solo chi è accusato, ma - soprattutto - le vittime dei reati, è il travolgimento del ruolo fondamentale dello Stato, delle regole e del fine stesso per cui creiamo, modifichiamo e interveniamo sui reati, al fine di ottenere giustizia, per fare in modo che i reati vengano perseguiti e possano esserci pene efficaci, perché applicate in tempi rapidi e visibili a tutti. Per tale motivo, questa norma manifesto, inutile, altisonante e assolutamente dannosa per le nostre regole non deve essere discussa e approvata da quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulle questioni pregiudiziali presentate si svolgerà un'unica discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, i senatori del Gruppo Fratelli d'Italia si asterranno sulle questioni pregiudiziali, perché vogliono entrare nel merito del provvedimento. Il disegno di legge presenta delle gravi criticità: non lo nascondiamo e, anzi, lo affermiamo con decisione. Condividiamo molte delle perplessità e delle critiche contenute nelle questioni pregiudiziali e, con nostri emendamenti, sosterremo la necessità di emendare il provvedimento per eliminare i molteplici aspetti di incostituzionalità che esso presenta. Ma, nello stesso tempo, riteniamo che questo ramo del Parlamento, il Senato, debba entrare nel merito delle singole questioni (Applausi dal Gruppo FdI) , perché solo così rendiamo il servizio che siamo chiamati a svolgere in quest'Aula per migliorare i provvedimenti che vengono presentati e per dare alla società civile e all'Italia la giusta risposta contro la corruzione, che è un veleno che distrugge i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini, è un veleno che distrugge la libera concorrenza, è un male che noi vogliamo contribuire a combattere. Però, cari colleghi, vogliamo combatterlo con le armi giuste, con le armi del diritto e nel rispetto della Costituzione. Non siamo pertanto d'accordo con la riforma della prescrizione; entreremo nel merito quando sarà il momento, ma già ora diciamo che riteniamo questa riforma della prescrizione palesemente incostituzionale. Essa viola il principio della ragionevole durata del processo sancito dall'articolo 111 della Costituzione, viola l'articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo, viola gli stessi diritti delle persone offese, parte civile, che vedono procrastinato all'infinito il loro giusto diritto a una pronuncia, viola il diritto dell'imputato, che, fino a prova contraria, deve essere considerato non colpevole e che invece si vede condannato a un processo senza fine, che diventa la vera pena. Ci sono poi molte altre ragioni, che illustreremo in sede di discussione generale. Così come siamo molto preoccupati per la previsione di cui all'articolo 6 di questo disegno di legge che, pur chiamandolo agente sotto copertura, in realtà introduce un vero e proprio agente provocatore, dichiarando non punibili persino le attività prodromiche e preparatorie e persino la promessa della dazione di danaro, da parte di colui che non è più quindi un agente infiltrato, ma è un vero e proprio agente provocatore. Per queste ragioni, cari colleghi, noi ci asterremo nel voto sulle pregiudiziali, non perché non condividiamo molte delle perplessità manifestate nelle pregiudiziali stesse, ma perché abbiamo fiducia, nonostante tutto, che il Senato, entrando nel merito delle questioni, saprà dare la giusta risposta. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . CIRINNA' (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghi, vi spiegherò per quale motivo il mio Gruppo e in particolare i senatori del Partito Democratico chiederanno a tutti gli altri colleghi di votare a favore di questa pregiudiziale di costituzionalità. La Costituzione è continuamente evocata in tutti i vostri ragionamenti propagandistici. Nella scorsa legislatura, la XVII, con infinito impegno e dedizione avevamo provato a portare avanti un lavoro di modifica ma nel pieno rispetto della Costituzione, mentre voi, che tanto sbandierate il fatto di aver resistito, nella scorsa legislatura, a questo lavoro di modifica, adesso fate stralcio continuo, come un fazzoletto con cui vi soffiate il naso, di tutto ciò che la Costituzione prevede. Nella nostra pregiudiziale cerchiamo di spiegare, come ha fatto prima di me la collega Rossomando (ma mi richiamo anche all'intervento svolto in Commissione giustizia dalla senatrice Modena), che in questo testo voi affermate solo ed esclusivamente la logica della vendetta, la logica della vendetta che si ispira all'odio sociale, la logica della vendetta del fine pena mai, perché introducete il fine pena mai nelle pene accessorie anche davanti a casi di assoluzione. Voi avete abituato l'Italia, avete abituato gli italiani, una parte degli italiani, parlando alla loro pancia, a una gogna mediatica infinita. E, guardate, fate male a parlare di giornali, giornalini e giornaloni, perché la gogna mediatica l'avete inventata voi, in quello schifo di sacro blog nel quale additate le persone, le mettete alla berlina, chiedete che ci siano continui richiami («condividete!», «condividiamo!»), esportate fango e veleno. (Applausi dal Gruppo PD). E adesso lo volete fare all'interno del processo penale. Cercheremo di non consentirvelo, perché non è questo il modo di trattare né la Costituzione, né il luogo più alto delle garanzie costituzionali, che è proprio il processo penale. (Applausi dal Gruppo PD) . La cosa più grave che fate con il testo in esame è far saltare, come un grimaldello, l'articolo 111 della Costituzione, che richiama il giusto processo. L'ha detto bene un attimo fa, prima di me, il collega Balboni, con il quale non condivido proprio nulla, ma in realtà anche lui, nella sua attività di avvocato, come quella che ho svolto anch'io per tanto tempo, sa che nel far saltare le regole del giusto processo chi paga per prima è la vittima. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . È la vittima che attende una risposta, è l'offeso dal reato, è colui che si è costituito parte civile, sono tutte quelle persone che sicuramente attendono la condanna, ma attendono, per esempio, anche un risarcimento. Non è un caso che la maggioranza dei processi in questo Paese si prescriva ancora nella fase dell'indagine preliminare, dove molto spesso ancora non c'è la costituzione di parte civile, perché, come sanno anche i nostri allievi del primo anno di giurisprudenza alla Sapienza, ci si può costituire entro la prima seduta di udienza dibattimentale o nell'udienza davanti al gup. Quindi date anche uno schiaffo alle vittime. A questo punto non mi resta che spiegarvi in particolare quali sono gli articoli che riteniamo violati.