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L'articolo 6 interviene organicamente sulle disposizioni del testo unico che, attualmente, limitano la convertibilità dei permessi di soggiorno già rilasciati in permessi di soggiorno ad altro titolo. L'attuale sistema di preclusioni rappresenta, infatti, uno dei fattori di irrigidimento e blocco del sistema, contribuendo a produrre irregolarità in relazione a coloro che – presenti sul territorio nazionale con uno specifico titolo di soggiorno, magari di durata limitata (ad esempio: per cure mediche) – maturino i requisiti per ottenere un permesso di soggiorno a diverso titolo (ad esempio: trovino un lavoro e quindi abbiano titolo per ottenere un permesso per motivi di lavoro, ovvero si sposino e quindi abbiano titolo per un permesso di soggiorno per motivi familiari). In questo modo, oltre a prevenire situazioni di irregolarità, si « allineano » le vicende del permesso di soggiorno alle vicende di vita dello straniero, emancipandolo e, in alcuni casi, sottraendolo a situazioni di ricattabilità. L'articolo 7 prevede l'abrogazione delle disposizioni rese superflue dalle innovazioni recate dall'articolato ovvero incompatibili con la sua impostazione di fondo. In particolare, viene abrogato il contratto di soggiorno – che non ha più motivo di essere mantenuto alla luce delle nuove condizioni e modalità di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro – e viene abrogato, soprattutto, il reato di ingresso e soggiorno illegale sul territorio.. Art. 1. (Disposizioni in materia di politiche migratorie) 1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 3: 1) al comma 1: 1.1) al primo periodo, le parole: « sentiti i Ministri interessati » sono sostituite dalle seguenti: « sentiti il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e gli altri Ministri interessati »; 1.2) al quarto periodo, le parole: « Il Ministro dell'interno presenta » sono sostituite dalle seguenti: « Il Ministro dell'interno e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali presentano »; 2) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Il documento individua inoltre i criteri per la definizione dei flussi di ingresso nel territorio dello Stato, anche sulla base della richiesta di lavoro risultante dalle liste di cui all'articolo 3- bis , delinea gli interventi pubblici volti a favorire le relazioni familiari, l'inserimento sociale e l'integrazione culturale degli stranieri residenti in Italia, nel rispetto delle diversità e delle identità culturali delle persone, e prevede gli strumenti per un positivo reinserimento nei Paesi di origine »; 3) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle imprese e del made in Italy e il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, d'intesa con il Comitato di cui all'articolo 2- bis , previo confronto con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale e previo monitoraggio semestrale delle esigenze del mercato del lavoro, che tenga conto dei dati sull'effettiva richiesta di lavoro elaborati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, delle indicazioni provenienti dai Consigli territoriali per l'immigrazione istituiti presso le prefetture – uffici territoriali del Governo, dei programmi di istruzione e di formazione professionale nei Paesi di origine, delle indicazioni provenienti dalle regioni e dalle province autonome sulle capacità di assorbimento del tessuto sociale e produttivo, sono annualmente definite, entro il termine del 30 novembre dell'anno precedente a quello di riferimento del decreto, sulla base dei criteri individuati nel documento programmatico e della richiesta di lavoro risultante dalle liste di cui all'articolo 3- bis , le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato, anche stagionale, per lavoro autonomo e per ricerca di lavoro. Qualora se ne ravvisi l'opportunità, ulteriori decreti possono essere emanati durante l'anno. I visti di ingresso, i permessi di soggiorno per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, per lavoro autonomo e per ricerca di lavoro, sono rilasciati entro il limite delle quote predette. In caso di mancata adozione del decreto di programmazione annuale, il Presidente del Consiglio dei ministri può provvedere in via transitoria, con proprio decreto »; 4) al comma 6, le parole: « con il Ministro dell'interno » sono sostituite dalle seguenti: « con il Ministro dell'interno e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali »; 5) al comma 6- bis , le parole: « il Ministero dell'interno espleta » sono sostituite dalle seguenti: « il Ministero dell'interno e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali espletano »; b) all'articolo 21, comma 4- ter , le parole: « possono trasmettere » sono sostituite dalle seguenti: « trasmettono ». Art. 2. (Introduzione di liste di lavoratori stranieri per l'ingresso nel territorio dello Stato) 1. Dopo l'articolo 3 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è inserito il seguente: « Art. 3- bis . – (Liste di lavoratori stranieri per l'ingresso nel territorio dello Stato) – 1 . Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, previo confronto con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, in conformità con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 3, comma 4, sono definite liste organizzate in base alle singole nazionalità con criterio cronologico, alle quali possono iscriversi i lavoratori stranieri che intendano fare ingresso in Italia per lavoro, anche stagionale. Le suddette liste sono coordinate con quelle già previste in attuazione delle intese conseguenti agli accordi con i Paesi di origine concernenti l'ingresso per lavoro e il rimpatrio e sono realizzate prioritariamente in relazione a lavoratori cittadini di Stati che collaborano attivamente con l'Italia in materia di contrasto all'immigrazione irregolare. 2 . Il decreto di cui al comma 1 prevede: a) l'individuazione dei soggetti, quali enti e organismi nazionali o internazionali con sedi nei Paesi di origine o autorità degli stessi Paesi, ai quali affidare, mediante convenzione con lo Stato italiano, la responsabilità dell'iscrizione nelle liste di cui al comma 1 e della loro tenuta, prevedendo la trasmissione delle liste alle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all'estero; b) la definizione di una procedura per l'iscrizione nelle liste di cui al comma 1, che tenga conto del grado di conoscenza della lingua italiana, dei titoli e della qualifica professionale posseduti, dell'eventuale frequenza di corsi di istruzione e di formazione professionale nei Paesi di origine, nell'ambito dei quali sia garantita la diffusione dei valori a cui si ispira la Costituzione italiana e dei princìpi su cui si basa la convivenza nella comunità nazionale ». Art. 3. (Ingresso nel territorio dello Stato per l'inserimento nel mercato del lavoro) 1.