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Si prescrive altresì che i piani di gestione prevedano misure, soggette a periodico aggiornamento e riesame secondo occorrenza, che vietano l'introduzione di inquinanti nell'acqua o stabiliscono obblighi di autorizzazione preventiva o di registrazione in base a norme generali e vincolanti. La disposizione di cui al comma 3 si rende necessaria al fine di assicurare la prosecuzione delle attività di monitoraggio di alcune specifiche tipologie di aree protette, in particolare quelle individuate al numero ii) dell'allegato 9 alla Parte Terza del decreto legislativo n. 152 del 2006, al fine di rendere possibile la verifica del conseguimento, entro il 22 dicembre 2015, degli obiettivi definiti all'articolo 79 del medesimo decreto, in attuazione dell'articolo 4 della direttiva 2000/60/CE. Viene infatti soppresso il termine finale del 22 dicembre 2013, presente all'Allegato 1 alla Parte Terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, alla lettera A.3.7 «Aree protette» del punto A.3 in tema di monitoraggio dello stato ecologico e chimico delle acque superficiali. Onde i programmi di monitoraggio esistenti ai fini del controllo delle acque per la vita dei pesci e dei molluschi di cui all'articolo 79 del decreto legislativo n. 152 del 2006 costituiscono in via definitiva parte integrante del monitoraggio. Capo III - Disposizioni urgenti per le imprese Art. 18. - Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi L'articolo introduce un credito d'imposta nella misura del 15 per cento del valore degli investimenti in beni strumentali nuovi (macchinari e apparecchiature) compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, realizzati dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 giugno 2015 in eccedenza rispetto alla media aritmetica degli investimenti in beni strumentali compresi nella suddetta tabella realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l'investimento è stato maggiore. L'agevolazione riguarda tutti i soggetti residenti nel territorio dello Stato titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza degli stessi, nonché dall'adozione di particolari regimi d'imposta o contabili. L'agevolazione si applica anche alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti. Gli investimenti che danno diritto al credito d'imposta sono esclusivamente quelli compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007. Dagli investimenti agevolabili sono esclusi quelli d'importo inferiore a 10.000 euro. L'agevolazione non spetta per gli investimenti in beni a qualunque titolo già utilizzati. Per le imprese che hanno iniziato l'attività da meno di cinque anni la media aritmetica degli investimenti in beni strumentali compresi nella divisione 28 della tabella ATECO che rileva ai fini dell'agevolazione è quella risultante dagli investimenti realizzati in tutti i periodi di imposta precedenti a quello di applicazione della norma agevolativa, con esclusione, anche in questo caso, del valore più alto. Possono usufruire dell'agevolazione anche i soggetti che iniziano l'attività d'impresa nel periodo che va dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 giugno 2015. Le imprese che hanno iniziato o inizieranno l'attività nel corso del 2014, nonché quelle che inizieranno l'attività nel 2015, potranno beneficiare dell'agevolazione nello stesso esercizio, anche in assenza di un periodo di imposta su cui operare il confronto, per il valore complessivo degli investimenti realizzati nel periodo agevolato in ciascun periodo d'imposta. L'imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell'agevolazione segue le regole generali della competenza previste dall'articolo 109, commi 1 e 2, del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. Il credito d'imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è fruito esclusivamente in compensazione in sede di versamento dei tributi e contributi in F24. Il diritto alla fruizione dell'incentivo fiscale è vincolato alla circostanza che i beni oggetto dell'investimento agevolato siano mantenuti nell'impresa per il periodo di tempo indicato nel comma 6; l'agevolazione è, pertanto, revocata se l'imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all'esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all'acquisto. L'agevolazione è, inoltre, subordinata all'utilizzo del bene agevolato in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. L'agevolazione è revocata se i beni oggetto degli investimenti sono trasferiti, entro il termine di cui all'articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, in strutture produttive situate al di fuori dello Stato, anche appartenenti al soggetto beneficiario dell'agevolazione. Art. 19. - (Modifiche alla disciplina ACE -- aiuto crescita economica) Al fine di incentivare gli investimenti in capitale di rischio correlati alla quotazione in mercati regolamentati, il comma 1, lettera a) reca un potenziamento della disciplina dell'aiuto alla crescita economica (ACE). In particolare, è prevista una maggiorazione del 40 per cento della variazione in aumento del capitale proprio per le società che vengono ammesse alla quotazione nei mercati regolamentati di Stati membri della UE o aderenti allo Spazio Economico Europeo. La disciplina rileva a regime, per il periodo di imposta in cui avviene l'ammissione alla quotazione e per i due successivi e il potenziamento dell'incentivo è limitato all'incremento che la variazione in aumento del capitale proprio subisce nei periodi d'imposta citati. Resta ferma l'applicazione dell'articolo 11 del decreto ministeriale 13 marzo 2012, e, pertanto, la verifica del limite del patrimonio netto andrà effettuata in raffronto alla variazione in aumento del capitale proprio, inclusa la maggiorazione calcolata per i periodi d'imposta agevolabili. L'incremento del 40 per cento della variazione in aumento del capitale proprio verificatosi nei citati periodi d'imposta non produce effetti negli esercizi successivi. Ne consegue che la variazione in aumento del capitale proprio da determinarsi negli esercizi successivi a quelli agevolabili dovrà essere ricalcolata come se l'incentivo non avesse mai operato. La misura si applica alle società la cui ammissione alla quotazione avviene dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Tenuto conto, infine, che la misura è riservata solo a talune imprese, il comma 2 subordina l'efficacia della stessa alla preventiva autorizzazione della Commissione europea al fine della verifica della compatibilità della stessa con il mercato interno. Il comma 1, lettera b) , prevede a regime la facoltà, sia per i soggetti Irpef sia Ires, di fruire di un credito di imposta commisurato all'eccedenza del rendimento nozionale non utilizzato nel periodo di imposta per incapienza del reddito complessivo netto. Il credito d'imposta è fruibile in cinque anni nei limiti dell'IRAP dovuta in ogni esercizio.