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In secondo luogo, il ministro Patuanelli, in riferimento all'attività industriale, ha detto che manca un piano industriale nel nostro Paese. Colleghi, è ciascuna azienda a fare il proprio piano industriale: noi dobbiamo sostenerle, creder loro e sburocratizzare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,08) ( Segue BERGESIO). Noi dobbiamo dare forza ed energia a questo Paese, con uno Stato amico delle imprese, non uno Stato che vuole premiare chi non lavora, i fannulloni, i terroristi e gli scappati di casa: noi vogliamo uno Stato che aiuta le imprese. Vi cito un altro esempio importante, l'agricoltura, di cui ha parlato ieri il nostro già ministro Gian Marco Centinaio nel suo intervento. Poiché di aziende agricole in crisi ce ne sono, abbiamo presentato quattro emendamenti importanti. Ne cito uno su tutti: la riduzione del costo del lavoro per le filiere in crisi. Vi porto un esempio concreto. Quest'anno - lo sanno molti in quest'Aula - la raccolta delle pesche non sta dando risultati perché il settore dell'ortofrutta è in crisi. Soprattutto, nello specifico, la produzione della pesca costa 25 centesimi al chilo, 13 centesimi dei quali sono costi di manodopera. Con l'emendamento che noi abbiamo proposto il costo della manodopera si sarebbe abbassato di quasi 4 centesimi. Se oggi l'agricoltore percepisse 23 centesimi avrebbe ancora guadagnato qualcosa, ma - anche lì - si è lontani dalla realtà. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non si capisce che ci sono priorità nel Paese, come ha dimostrato la manifestazione di sabato scorso a piazza San Giovanni a Roma. Continuate così: noi di queste vostre scelte non ne condividiamo nessuna, perché sono contro la volontà dei cittadini italiani, contro i lavoratori e contro la tutela del lavoro e delle imprese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Nicola. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, il provvedimento che oggi esaminiamo segna un approccio innovativo e di grande respiro riformista su almeno due fronti: quello della tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori in tempi di grandi crisi produttive e di precarizzazione e, per altro verso, quello di un nuovo modo di produrre, compatibile con le regole del mercato e i diritti dei cittadini a una piena tutela della difesa dell'ambiente e della salute (qui il riferimento al complesso siderurgico Ilva di Taranto è obbligato). Per quanto riguarda il primo fronte, era davvero tempo che il Governo intervenisse per fronteggiare le difficoltà e, in certi casi, lo stato di disperazione sociale nel quale, causa i mutamenti del mercato del lavoro connessi alla rivoluzione tecnologica, tanti, troppi lavoratori sono stati ridotti a soggetti privi di diritti e tutele. Ben vengano, dunque, i provvedimenti a favore dei rider , ma anche dei lavoratori con disabilità, socialmente utili e di pubblica utilità, nonché dei lavoratori precari in generale. Stiamo parlando di elementari tutele affinché le persone possano beneficiare di prestazioni primarie, come quelle relative al congedo di maternità obbligatorio, al congedo parentale, alla malattia e alla degenza ospedaliera. Si tratta di questioni che una Repubblica fondata sul lavoro avrebbe dovuto risolvere da tempo. Noi oggi lo facciamo, mantenendo fede a una promessa antica del MoVimento 5 Stelle, rinnovata in campagna elettorale e nell'impegno parlamentare di questi ultimi mesi. Non sto a elencare le singole misure contenute nel provvedimento, che altri miei colleghi del MoVimento 5 Stelle hanno così bene analizzato nei loro interventi. Dico solo che tutti i soggetti coinvolti - dai rider ai lavoratori ANPAL, ai lavoratori impegnati nei cosiddetti lavori socialmente utili, a quelli gettati nell'incertezza delle crisi aziendali - hanno finalmente una risposta ai loro bisogni e al rispetto dei loro diritti. Queste sono le politiche che ci piacciono e che i cittadini ci chiedono: politiche coerenti e coraggiose che questa maggioranza - sono sicuro - realizzerà per dare soluzione a tante altre criticità che l'Italia si trova a fronteggiare. Tra queste, c'è la questione di Taranto e della sua Ilva, diventata da decenni un grande problema economico e occupazionale, ma - soprattutto - una drammatica questione ambientale e di salute pubblica. Potrei citare anch'io i dati che ben illustrerebbero come questo impianto stia distruggendo una città e rubando la salute e la vita di troppi cittadini. Mi piace invece semplicemente rifarmi all'immagine offerta ieri dal senatore Crucioli, che ha detto che a Taranto, quando si alza il vento, nubi di polvere fanno cadere gli uccelli. Non voglio aggiungere altro a queste parole, che da sole ci spiegano perché la questione Ilva vada affrontata con grande nettezza e decisione. Per questo dico: bene abbiamo fatto, mentre i veleni dell'impianto continuano a uccidere, a cancellare dal nostro ordinamento lo scudo e le tutele penali previste per l'azienda che la gestisce e i suoi dirigenti. Qualcuno dice che così si scoraggiano gli investimenti, soprattutto esteri. Ebbene, voglio e vogliamo dirlo chiaro: di investimenti disposti ad arrivare nel nostro Paese per lucrare profitti e quote di mercato, cannibalizzando la salute dei lavoratori, dei nostri anziani, donne e bambini, non abbiamo bisogno. (Applausi dal Gruppo M5S) . Abbiamo bisogno invece degli sforzi che questo Governo già si dichiara pronto a mettere in campo. E, sebbene io pensi che, per l'emergenza salute e le difficoltà legate alla contrazione del mercato mondiale ma soprattutto europeo dell'acciaio (fattori che difficilmente lasciano immaginare un futuro economicamente vantaggioso per l'impianto), sebbene io pensi - dicevo - che meriti grande considerazione pure l'ipotesi di una chiusura dell'impianto, voglio tuttavia concedere un'ulteriore chance - l'ultima spero - alla strada alternativa del mantenimento dell'impianto che il Governo si impegna a percorrere, con impegni precisi: garantire l'attività Ilva a Taranto con la salvaguardia dei livelli occupazionali anche nell'indotto, garantire una riconversione all'insegna della decarbonizzazione dell'impianto, realizzare il piano di risanamento ambientale per garantire la salute dei lavoratori e di tutti i cittadini, mettere a punto, attraverso il dialogo, un grande progetto industriale di riconversione per un futuro sostenibile e lo sviluppo dell'intero territorio tarantino, salvaguardando, con le esigenze che l'economia pretende, anche tutte le altre che i cittadini reclamano, inascoltati purtroppo da tempo immemore e ormai intollerabile. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, pochi minuti, per condividere con i colleghi senatori quello che dicevamo ieri. Ieri siamo passati da un momento di esultanza e di felicità, per quanto riguarda la parte sugli ostelli della gioventù, all'incredulità di questa notte.