[resaula]

Voglio attirare l'attenzione dell'Assemblea su una patologia che continua a mietere vittime e mi permetto di sottoporre alla sensibilità di quest'Assemblea la particolare incidenza che questa patologia terribile ha sulla popolazione femminile. È di tutta evidenza statistica, infatti, che il tumore al seno è la prima causa di mortalità femminile e che siamo ancora molto indietro nel fronteggiare un altro fenomeno del quale si parla troppo poco, perché i numeri non sono tantissimi, ma è una situazione estremamente drammatica: mi riferisco al cosiddetto tumore metastatico, ovvero a quel tumore che da un organo si propaga agli altri. Si tratta evidentemente di un tumore cronico, rispetto al quale non c'è via d'uscita. Chi è vittima di questo purtroppo si trova spesso a dover lottare addirittura con pastoie burocratiche e a non poter accedere in modo proporzionale alla situazione che si trova a fronteggiare a tutti quei servizi che sarebbero dovuti ai pazienti. Allora noi, con la Rete che oggi il provvedimento che ci apprestiamo a votare intende istituire, mettiamo finalmente un punto positivo su una situazione che vede anche la buona volontà, talvolta personalissima, di medici, primari e ricercatori; un punto da cui ripartire per investire maggiormente in termini di ricerca e di prevenzione, perché conosciamo tutti l'importanza di una diagnosi precoce nelle formazioni tumorali. Con questo registro si mette finalmente un paletto dal quale ripartire; c'è finalmente una messa a sistema di qualcosa che fino ad oggi viene affidato da un lato alla buona volontà e dall'altro all'intraprendenza di una Regione piuttosto che di un'altra. Con questo registro riusciremo anche a fronteggiare in modo più razionale gli aspetti di recidiva, perché avere un registro significa anche poter prendere in carico un paziente e accompagnarlo non solo durante il periodo di degenza, ma anche dopo, verso quel ritorno alla normalità che spesso è l'aspetto più frustrante (il post operatorio) per una persona che è stata operata. Il ritorno alla normalità, il ritorno al lavoro, il ritorno anche talvolta agli affetti; chi è passato attraverso questo cammino sa quanto sia difficile ritornare alla normalità e ricostruirla. Fronteggiare i casi di recidiva significa un'assunzione di responsabilità e di presa in carico di pazienti che, purtroppo, magari dopo due, tre, quattro o cinque anni si ritrovano a rivivere questo incubo. Attraverso la Rete nazionale dei registri dei tumori potremo anche meglio fronteggiare e accompagnare le vittime. Stiamo introducendo, finalmente, una buona prassi. Nonostante la materia, devo dire che sono contenta che oggi in quest'Assemblea venga portato all'attenzione di tutti noi e si vari un provvedimento così importante per la pelle e la salute di moltissimi - troppi - italiani. Fratelli d'Italia dichiara il suo voto convintamente favorevole a questa iniziativa, che consentirà a tutti noi di fronteggiare questo fenomeno e ci metterà più dalla parte dei pazienti (in questo caso voglio usare la parola «vittime») e più vicini anche a tutti coloro che, ogni giorno, si impegnano nelle strutture ospedaliere in termini non solo di presa in carico dei pazienti, ma anche di ricerca, prevenzione e sensibilizzazione. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . STABILE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STABILE (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, da medico vorrei ricordare in quest'Aula la rilevanza delle patologie tumorali e, quindi, l'importanza di un loro monitoraggio affidabile, attendibile e omogeneo su tutto il territorio nazionale. In Italia il numero di persone ammalate di tumore, o che sono ancora seguite perché hanno avuto un tumore, sta aumentando progressivamente negli anni, il che - può sembrare paradossale - costituisce un dato positivo. Le persone con il tumore vivono infatti più a lungo. Tumori che una volta erano invariabilmente mortali in breve tempo, adesso sono guaribili o - addirittura - diventano malattie croniche con cui le persone possono convivere, spesso con una buona qualità di vita. Da qui, l'importanza dell'attenzione a questo importante tema sanitario. Un altro aspetto da evidenziare riguarda il fatto che, dal punto di vista delle terapie e del trattamento dei pazienti, l'oncologia fa passi da gigante in tempi molto rapidi ed è in evoluzione continua. Questo è un ulteriore motivo per cui è importante che ci sia un monitoraggio che permetta di adeguare il sistema sanitario, costantemente e in tempi adeguati, al mutare delle patologie e delle prognosi dei malati. Vorrei sottolineare gli aspetti positivi del provvedimento in esame, il primo dei quali è l'omogeneità. La Rete nazionale dei registri dei tumori va a superare le iniziative locali che in precedenza erano sostanzialmente a carico dei professionisti, su base locale o tutt'al più regionale. Con il provvedimento anche i tumori rari, trascurati - diciamo così - nel dibattito scientifico più frequente, hanno pieno diritto di cittadinanza nella Rete nazionale dei registri dei tumori. Ciò permette di rivolgere una maggiore attenzione ad altri pazienti. In generale, in un momento in cui il nostro sistema sanitario, che in precedenza era ritenuto tra i migliori al mondo, comincia a dare segni di deterioramento dovuti ai tagli e alle riduzioni operati, il provvedimento in esame, almeno nei suoi propositi, si muove in senso opposto, garantendo una migliore assistenza sanitaria, supportando la sanità pubblica per i cittadini e permettendo di valorizzare l'assistenza, la ricerca, la valutazione del sistema e, quindi, la successiva programmazione. Altri aspetti positivi consistono nel coinvolgimento delle associazioni (ne esiste una rete vastissima) che, in collaborazione con le istituzioni pubbliche, supportano la raccolta dei dati sui tumori e anche un atteggiamento improntato a solidarietà e aiuto ai pazienti su tutti i livelli. Il provvedimento in esame, ancorché fortemente positivo, ingenera però alcune perplessità e dubbi sull'efficacia e sui tempi. Il previsto regolamento attuativo da emanare entro un anno dovrà trattare argomenti molto complessi e delicati quali, ad esempio, la messa a punto di un sistema che sia in grado di processare una moltitudine di dati, spesso personali e sensibili, quindi situazioni anche delicate. Sarà un sistema che richiederà tempo e che dovrà essere complesso messo in piedi in assenza di finanziamenti specifici. Un altro aspetto riguardante i dati è quello relativo alla loro qualità. È inutile disporre di un sistema omogeneo a livello nazionale e raccogliere dati se questi ultimi sono approssimativi, di origine incerta e non sufficientemente precisi. La qualità pertanto potrà essere garantita esclusivamente con una formazione adeguata delle persone che dovranno immettere i dati nel sistema e successivamente trattarli. Quindi quello che in questo momento non è definito dal provvedimento in discussione è un finanziamento specifico atto ad assicurare che i buoni propositi, che potrebbero sostenere fortemente questo aspetto della sanità pubblica, divengano realtà concreta. Il provvedimento in ogni caso getta le basi per un miglioramento a tutti i livelli nell'assistenza delle persone con problemi tumorali, quindi il voto di Forza Italia sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . CASTELLONE (M5S) .