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Avrei preferito che già da questo provvedimento il Governo si fosse preso in carico i Comuni capoluogo di Provincia che stanno vivendo questa particolare situazione economica. Apprezzo comunque l'impegno che con responsabilità, finalmente, ci è stato assicurato dalla Commissione finanze e tesoro. La Commissione inserirà nel primo provvedimento utile la proposta della Lega tesa ad evitare che Comuni, come Terni e Potenza, vadano in default . Un risultato apprezzabile che arriva a conferma del grande impegno del mio partito e che consolida la nostra vicinanza alle esigenze dei territori. Un aspetto di questo provvedimento che vorrei sottolineare è relativo al lavoro somministrato. Non posso che esprimere soddisfazione per l'approvazione del nostro emendamento che consentirà ad oltre 100.000 persone di continuare a lavorare. È grazie a questo emendamento che diventa possibile superare il limite temporale di impiego oltre i ventiquattro mesi dei lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato dall'Agenzia per il lavoro e inviati in missione a termine presso la medesima azienda, con la proroga fino al 30 giugno 2024 per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato dall'Agenzia per il lavoro senza che ciò determini in capo all'utilizzatore la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il lavoratore somministrato. Ciò consente di eliminare quello che di fatto era un ostacolo alla continuità occupazionale dei lavoratori in somministrazione. La necessità di far slittare al 30 giugno l'entrata in vigore del limite di utilizzo per ventiquattro mesi era quella di salvare almeno 100.000 posti di lavoro messi a rischio dal turnover dipendente e dall'introduzione del citato limite temporale. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 18,22) ( Segue ALESSANDRINI). Vorrei ringraziare per il prezioso lavoro svolto il sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali, senatrice Tiziana Nisini, che ha convocato tra l'altro un Tavolo al Ministero per trovare una soluzione con tutte le associazioni di rappresentanza coinvolte. Ringrazio altresì tutto il Gruppo della Lega per l'impegno profuso anche in questa situazione per far accogliere anche l'emendamento citato. Un lavoro prezioso ancor di più per 100.000 famiglie. È grazie alla Lega al Governo che si sono raggiunti questi traguardi ed è anche questo il senso e la motivazione reale della nostra presenza nell'Esecutivo: migliorare la qualità della vita degli italiani. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Calandrini. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, da un decreto-legge che ha un titolo così fantasioso, taglia prezzi, sinceramente ci saremmo aspettati molto di più, in particolare per le imprese e le famiglie italiane che sono ormai arrivate allo stremo. Forse il provvedimento al nostro esame prova a fare qualcosa in riferimento chiaramente anche al caro energia e al caro bollette, ma lo fa, come sempre, in un modo molto blando e temporaneo senza avere soluzione nel medio e lungo periodo, ricorrendo quindi sempre a soluzioni tampone. Avete prorogato il taglio delle accise sui carburanti e questo chiaramente ci fa molto piacere, ma ciò non risolve il problema alla base della speculazione sui prezzi che c'è ed è molto evidente. Il tema della speculazione non è stato sollevato dal partito Fratelli d'Italia, ma il vostro Governo e in particolare i vostri ministri Cingolani e Patuanelli. Se avete individuato la fonte di questo problema ormai da più di qualche mese, perché continuate a restare a guardare? Sinceramente noi non riusciamo ancora a comprenderlo. Avete esteso da aprile fino a giugno la possibilità di rateizzare le bollette di luce e gas; anche questo non è che un intervento palliativo perché rateizzare non risolve certamente il problema. Posticipare e dilazionare un pagamento non significa assolutamente ridurre la misura in cui lo stesso pagamento grava sulle famiglie e sulle imprese italiane. Ci saremmo aspettati anche su tale tema sicuramente interventi più incisivi. Risulta perciò evidente che sapete mettere solo toppe a questi interventi senza arrivare a quello che noi da sempre chiediamo dall'inizio dell'emergenza pandemica e dall'inizio del conflitto: soluzioni strutturali, che non ci sono e non è nemmeno prevedibile che possano esserci. Con questo decreto-legge consentite di pagare le bollette a rate, con il prossimo intervento darete 200 euro per pagare le bollette e fare la spesa. Una misura che costa 6 miliardi di euro di contributi pubblici. Questa cifra si aggiunge ai 7 miliardi di euro stanziati in legge di bilancio per fare quell'operazione effimera. Noi siamo d'accordo quando si parla di riduzione delle tasse, ma stiamo parlando di 7 miliardi di euro per ridurre di 2 punti le aliquote Irpef e nessuno si è assolutamente accorto dei risparmi d'imposta di cui avete sempre parlato. Si tratta, quindi, di miliardi di euro che non creano un effetto moltiplicatore e non consentono, quindi, un rimbalzo del prodotto interno nazionale. Che dire, poi, della riforma del catasto, che aumenta il prelievo fiscale sulla casa? Chissà se nel prossimo decreto introdurrete la patrimoniale, tanto cara alla sinistra italiana. Con il provvedimento oggi in esame consentite ai Comuni con le casse in rosso di alzare anche le addizionali Irpef che gravano sui nostri contribuenti. Pertanto, con una mano date e con l'altra riprendete. Che senso ha tutto questo? Qualcuno dovrebbe forse spiegarlo un po' meglio di come avete fatto fino a oggi. Da questo decreto non ci aspettavamo miracoli, perché a noi non piace fare demagogia. Tuttavia, è chiaro che i problemi che si affrontano hanno origini lontane e sono figli di una politica energetica nel segno di un estremo ambientalismo, la cui conseguenza è stata rendere l'Italia totalmente non autosufficiente e dipendente dalle importazioni dall'estero. Di questo qualcuno dovrà pur assumersi le responsabilità. Oggi sentiamo parlare di blocco totale del petrolio e del gas russo. Appoggiamo pienamente le sanzioni contro la Russia, ma ciò che non vogliamo è che, per colpire la Russia, restino colpite - e magari anche affondate - le nostre imprese. Chiediamo pertanto al Governo non solo di valutare le possibili alternative all'approvvigionamento delle energie, ma anche di invertire la tendenza che finora ci ha visti prendere fuori da casa nostra quello che potevamo avere da risorse di cui il nostro Paese di certo non è a corto. L'Italia rischia di pagare un prezzo altissimo, anzi lo sta già pagando, considerando le famiglie che non arrivano alla fine della terza settimana del mese e non potranno certo fare affidamento sull'ennesimo bonus che con questo decreto e con i prossimi verrà dato. Le imprese sono in ginocchio e alcune - come tutti sapete - hanno fermato anche le produzioni. Noi pensiamo che questa volta l'Europa non possa voltarsi dall'altra parte. C'è bisogno - lo abbiamo detto e ridetto e anche tanti di voi lo hanno affermato - di rivedere le politiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza che non potevano prevedere - e non hanno previsto - questa nuova crisi dovuta al rincaro delle materie prime e alla guerra in Ucraina. Allo stesso modo, c'è bisogno di un nuovo recovery fund :