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Inoltre, per tutelare il potere di acquisto delle famiglie, l'Autorità garante della famiglia può stipulare accordi con gli enti locali e con gli esercenti i servizi pubblici e le attività culturali e di spettacolo mirati a prevedere tariffe agevolate per le famiglie del comune di residenza, identificate da una «Carta della famiglia» rilasciata dalla stessa amministrazione locale. L'articolo 7 (Agevolazioni per l'accesso all'abitazione) prevede, in relazione alle ricordate difficoltà delle giovani coppie che vivono la instabilità dei contratti di lavoro, la possibilità di accedere all'abitazione a canoni alla cui determinazione, oggi. effettuata direttamente dall'amministrazione, concorrono le associazioni familiari presenti sul territorio. Inoltre, è previsto che, per agevolare quanti, a causa della precarietà sempre più diffusa dei rapporti di lavoro, non sono in condizione, anche in presenza di redditi consistenti, di offrire le garanzie richieste dalle banche sui mutui, il Ministero dell'economia e delle finanze garantisca, a valere sulle disponibilità di un apposito fondo con stanziamento annualmente determinato dalla legge finanziaria, gli istituti di credito mutuatari nelle forme determinate in relazione alle previsioni dei rischi. L'articolo 8 (Conciliazione famiglia-lavoro) tratta di un essenziale profilo sociale, quello della conciliazione della cura della famiglia con le attività lavorative, che si vuole affrontare nell'interesse supremo delle stesse famiglie. Pertanto è previsto che i contratti collettivi nazionali di lavoro, sentita l'Autorità, contengano norme dirette ad assicurare la flessibilità dell'orario di lavoro, forme di lavoro a tempo parziale o a distanza, nonché modalità di riammissione in servizio di coloro che hanno abbandonato il lavoro per il dimostrato fine di assicurare la cura dei propri doveri familiari. I contratti collettivi, inoltre, dovranno prevedere forme di ricongiungimento familiare dei coniugi. Il comma 3 prevede per tutti i dipendenti pubblici che il coniuge convivente del dipendente pubblico che sia a sua volta impiegato di ruolo in una amministrazione statale ha diritto, all'atto dell'assunzione o del trasferimento, ad essere impiegato, anche in soprannumero e per comando, presso le rispettive amministrazioni site nella sede di servizio del coniuge o, in mancanza, nella sede più vicina. L'articolo 9 (Sostegno del diritto-dovere all'istruzione) è espressione del riconoscimento del pluralismo degli indirizzi culturali e didattici che caratterizza il nostro ordinamento e la nostra cultura. È previsto, pertanto, che l'Autorità possa stipulare accordi con lo Stato e con gli enti territoriali finalizzati alla concessione in uso gratuito di immobili destinati ad enti e associazioni, anche privati, con finalità scolastiche senza scopo di lucro. Le convenzioni prevederanno un vincolo di destinazione dell'immobile e l'esenzione per l'ente proprietario da ogni onere di manutenzione e di gestione. L'articolo 10 (Diritto della famiglia all'immagine) costituisce uno strumento nuovo di promozione dell'immagine della famiglia, stabilendo che i mezzi di comunicazione e pubblicitari devono rispettare l'immagine e la dignità della famiglia. Può sembrare il richiamo a una regola ovvia. È, invece, affermazione importante come sovente fa l'ordinamento per richiamare l'attenzione degli operatori e dei giudici sulla necessità che una determinata regola sia rispettata. In relazione a tale norma, si rileva che l'articolo 4 prevede che in sede di definizione dei contratti di servizio nazionale e regionali stipulati con la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo, sia sentita l'Autorità per i profili di sua competenza. Sono cosi sottolineati la funzione pubblica dell'informazione radiotelevisiva e il suo ruolo di componente importante dello sviluppo culturale della società. In conseguenza del riconosciuto «valore» della famiglia come immagine positiva della società è previsto che 1'Autorità garante possa intervenire, a tutela dell'immagine e della dignità della famiglia nei mezzi di comunicazione e pubblicitari, richiamando i responsabili dei comportamenti lesivi, ingiungendo loro di desistere dai medesimi e investendo altresì del caso il Giurì previsto dall'Istituto di autodisciplina pubblicitaria e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la quale adotta i provvedimenti di competenza, ivi comprese le sanzioni previste dall'articolo 51 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. L'articolo 11 prevede la copertura finanziaria del provvedimento, valutata in 500.000 euro annui.. 1 (Funzione sociale della famiglia) 1 La presente legge, in attuazione dell'articolo 29 della Costituzione, riconosce i diritti fondamentali della famiglia, quale società naturale fondata sul matrimonio tra persone di sesso diverso, con compiti di sviluppo della persona, procreazione, mantenimento, educazione, istruzione e assistenza dei figli e solidarietà tra le generazioni. 2 (Attuazione del principio della sussidiarietà orizzontale) 1 La Repubblica, in attuazione dell'articolo 118, quarto comma, della Costituzione, riconosce alle famiglie il ruolo di protagoniste dello sviluppo sociale ed economico della Nazione e favorisce la realizzazione dei diritti connessi ai compiti loro propri nei settori dell'educazione, della cultura e della solidarietà, adottando apposite misure di sostegno, anche economiche. 3 (Autorità garante della famiglia) 1 È istituita l'Autorità garante della famiglia, di seguito denominata «Autorità». 2 L'Autorità, la quale opera in piena autonomia, è organo collegiale costituito da otto membri eletti nel numero di quattro ciascuno dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati, con le modalità di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 luglio 1997, n. 249. I membri sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica e sono scelti tra persone di elevate doti morali, con specifica esperienza professionale sui temi giuridici, economici e sociali concernenti la famiglia. L'Autorità sceglie il presidente tra i propri componenti. 3 L'Autorità si avvale di un comitato tecnico-scientifico composto da undici membri scelti dalla stessa Autorità tra magistrati e avvocati dello Stato, professori ordinari delle università, dirigenti delle pubbliche amministrazioni, consiglieri parlamentari, dirigenti di associazioni familiari nazionali iscritte in un apposito albo tenuto dalla stessa Autorità. Presso l'Autorità è istituita, altresì, la Consulta nazionale delle associazioni familiari, con compiti di consulenza dell'Autorità alla quale rappresenta, altresì, le esigenze delle famiglie, anche in relazione ai vari contesti territoriali. 4 L'attività e la composizione della Consulta sono disciplinate da un apposito regolamento dell'Autorità che prevede, altresì, i requisiti delle associazioni che vi aderiscono, in conformità ai princìpi stabiliti dalla presente legge. 5 I componenti dell'Autorità, se dipendenti pubblici, sono collocati fuori ruolo.