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le modalità, tristemente note, sono quelle delle minacce e delle intimidazioni varie all'incolumità delle persone, al fine di estorcere denaro o altre utilità, punendo materialmente chi si rifiuta di sottostare alle richieste; la forma più comune, diffusa e conosciuta è quella della "protezione" (cosiddetto pizzo) per cui i criminali si fanno pagare per offrire protezione dai crimini commessi da loro stessi. Il relativo giro di affari annuo in Italia è stimato in 10 miliardi di euro, con 360.000 esercizi commerciali coinvolti; al 95 per cento tale forma di racket è gestita dalla criminalità organizzata; il metapontino è l'area più ricca della regione Basilicata e la più densamente popolata ed è denominata la "California d'Italia" per le sue coltivazioni intensive ortofrutticole di ogni genere, i cui prodotti vengono quasi totalmente esportati. In particolare il metapontino è famoso per le fragole; pertanto, è pacifico che le attività criminali vanno a colpire al cuore la produttività di un'intera regione, che fatica ancora oggi a far partire la propria economia, continuamente agli ultimi posti nella classifica delle regioni con maggiore Pil, occupazione e ricchezza, alle prese con la peggiore patologia per un territorio: lo spopolamento demografico; dopo lo spostamento del commissariato di Polizia a Policoro, la città di Scanzano Jonico non ha presidi contro i gruppi criminali che operano nella sua area. Sul punto, la notizia da parte del responsabile del Viminale sull'imminente apertura della stazione dei Carabinieri a Scanzano (dove tra l'altro ci sarebbe già l'immobile a disposizione) è senz'altro un ottimo segnale di inizio; tuttavia una stazione di Carabinieri molte volte non basta a far fronte alle potenti infiltrazioni malavitose, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto riportato circa la situazione di diffusione dell'illegalità che sta vivendo la fascia jonico-metapontina; quali siano i mezzi e le azioni che si intendono mettere in campo per debellare la presenza di mafie nell'area e farvi tornare legalità e sicurezza. Atto n. 3-00266 MORONESE NUGNES CASTELLONE TRENTACOSTE LANNUTTI FLORIDIA VACCARO PIRRO PRESUTTO FENU CORRADO CASTALDI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: alla Regione Campania sono stati sottoposti recentemente due progetti da parte di due aziende private per la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti, entrambi rientranti nel comune di Pignataro Maggiore (Caserta); ai fini della realizzazione di una piattaforma polifunzionale per la gestione dei rifiuti pericolosi e non, sita nell'agglomerato industriale del comune, su richiesta della proponente azienda F.lli Gentile F. & R. Srl, è stata avviata dalla Regione Campania la procedura di valutazione di impatto ambientale in data 11 maggio 2017; il progetto prevede un impianto costituito da tre linee di lavorazione per differenti tipologie di rifiuti per un totale annuo complessivo di 437.812 tonnellate; ai fini della realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti per un totale annuo complessivo di 60.000 tonnellate su richiesta della proponente azienda Euthalia Srl in data 18 gennaio 2018 è stata avviata dalla Regione la procedura di VIA; successivamente la stessa Regione Campania ha deciso di escludere il progetto dell'assoggettabilità alla procedura di VIA con decreto dirigenziale n. 75 del 27 giugno 2018; considerato che: il comune in questione rientra nell'agro caleno, un territorio che comprende anche altri comuni tra cui Pastorano, Calvi Risorta e Sparanise, tutti territori dove insistono numerose industrie di tipo insalubre e di trattamento dei rifiuti, tra cui la mega centrale turbogas di Calenia Energia (760MW); inoltre il territorio è interessato dagli annosi problemi legati alla "terra dei fuochi", dal fenomeno dei roghi tossici incontrollati al rinvenimento di discariche abusive interrate, e più recentemente è stato interessato anche dagli incendi degli impianti di stoccaggio dei rifiuti; l'8 maggio 2017 andava in fiamme l'ex tabacchificio di Sparanise, il 7 giugno 2017 fu sottoposta a sequestro per disastro ambientale la discarica interrata di rifiuti tossici più grande d'Europa conosciuta come ex Pozzi-Ginori a Calvi Risorta, il 22 luglio 2017 ad essere interessato da un enorme incendio fu lo stabilimento della ditta Expert all'interno della zona industriale di Pastorano, successivamente l'11 agosto 2017 anche la Turbogas di Sparanise fu colpita da un grosso incendio, infine il 24 settembre 2018 è stato investito da un incendio l'impianto di stoccaggio rifiuti della GESIA SpA nella zona ASI di Pastorano; considerato inoltre che: inizialmente il progetto dell'aziena Euthalia SpA depositato ai fini della procedura di VIA e pubblicato sul sito istituzionale della Regione risulterebbe non essere stato completo in quanto composto da 265 pagine indicate nell'indice generale dello stesso a fronte delle sole 47 pagine effettivamente pubblicate; l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, in stretta collaborazione con la Regione Campania, l'ARPAC, la task force inter-ministeriale "Terra dei fuochi", le università campane, il CNR, l'ENEA ed altri enti di carattere scientifico nazionali ed internazionali, ha condotto un piano di campionamento integrato su aria, suolo, acque, matrici animali e vegetali, allo scopo di ottenere una rappresentazione del territorio e dell'esposizione dell'uomo a potenziali fonti inquinanti. Dall'attività svolta è stato pubblicato un documento protocollo n. 0002776 del 15 marzo 2017 all'interno del quale è riportato testualmente "Con la sola eccezione del Cu, il processo di bioaccumulo dei metalli si è rivelato più elevato nella zona di Caserta. Pertanto, quest'ultima si rivela essere l'area a più alto rischio ambientale e ciò potrebbe essere dovuto sia ad attività industriali presenti in tale area che alla gestione incontrollata ed illegale dei rifiuti"; il 28 aprile 2018 il Sottosegretario pro tempore per l'ambiente e per la tutela del territorio e del mare Barbara Degani rispondendo all'interrogazione 3-01910 nel merito della realizzazione dell'impianto per la produzione di biogas della società Biopower, che sarebbe sorto sempre nel comune di Pignataro Maggiore, dichiarava che i dati degli sforamenti delle centraline ARPAC di Sparanise avevano superato per 75 giorni i limiti Pm10 consentiti nel solo anno 2016 a fronte del limite annuo massimo di 35 giorni. Dunque a parere degli interroganti il territorio ed in particolare il comune di Pignataro Maggiore, interessato dalla potenziale realizzazione dei due impianti è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale, e pertanto non può essere gravato di ulteriori insediamenti industriali, allorché non emettessero in atmosfera gas di produzione, avrebbero comunque un impatto ambientale significativo a causa delle grosse quantità di rifiuti trasportati da e verso gli impianti; considerato infine che: