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a personale della scuola a tempo indeterminato nominato dal Dipartimento attraverso le procedure di mobilità professionale previste dalle vigenti norme del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola; b personale assunto in loco ; c personale a tempo indeterminato residente all’estero. 18 (Contingente di personale da destinare all'estero) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con i Ministri rispettivamente competenti per le categorie di personale da destinare all'estero, sono definiti, su proposta del Dipartimento, i contingenti quadriennali del personale scolastico di ruolo, dirigente, docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), da assegnare alle iniziative e alle istituzioni scolastiche italiane all'estero, alle scuole europee e alle istituzioni scolastiche ed universitarie estere, tenendo conto delle indicazioni fornite dagli USC, anche in riferimento ad osservazioni e proposte delle rappresentanze sindacali unitarie in analogia a quanto disposto dalle norme vigenti in Italia. Con il medesimo decreto è stabilito altresì il limite massimo di spesa. 2 I contingenti di cui al comma 1 sono soggetti a revisione biennale. 3 Il personale docente di ruolo in servizio all'estero in qualità di lettore presso le università straniere, ai sensi dell'articolo 639 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, può transitare, a domanda, alla data di entrata in vigore della presente legge, nelle qualifiche funzionali dell'Area della promozione culturale (APC) del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 4 L'inquadramento del personale di cui al comma 3 è effettuato mediante le procedure di mobilità intercompartimentale, previste dalle vigenti norme legislative e contrattuali. 5 Il personale di cui al comma 4, che non presenta la domanda di mobilità, è mantenuto in servizio all'estero fino al termine massimo previsto dalle vigenti norme contrattuali, ed è successivamente restituito ai ruoli statali di provenienza o di appartenenza. 19 (Procedure di destinazione all'estero del personale a tempo indeterminato) 1 Il personale dipendente dalle Amministrazioni dello Stato da assegnare alle istituzioni scolastiche italiane all'estero, comprese quelle di cui all'articolo 636 del citato decreto legislativo n. 297 del 1994, alle scuole europee e alle istituzioni scolastiche ed universitarie estere è scelto esclusivamente tra il personale a tempo indeterminato che abbia superato il periodo di straordinariato o di prova nel ruolo di appartenenza e che abbia conoscenza della lingua del Paese a cui è destinato. 2 Alla destinazione alle istituzioni di cui alla presente legge si provvede secondo le disposizioni in materia di mobilità professinale contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola. La mobilità è disposta, nei limiti dei contingenti stabiliti ai sensi dell'articolo 18, comma 1, secondo piani quadriennali definiti in relazione alle esigenze delle istituzioni medesime. 20 (Assegnazione della sede e collocamento fuori ruolo) 1 L'assegnazione alla sede di servizio è stabilita con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, previo nulla osta del Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca. 2 Il personale destinato all'estero è assegnato alla sede di servizio dopo il superamento del corso di formazione organizzato dal Dipartimento, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative e contrattuali sulle attività di formazione in servizio del personale della scuola. 3 Il personale di cui al comma 2 è collocato fuori ruolo per il periodo durante il quale esercita le funzioni, con provvedimento dell'Amministrazione di appartenenza di concerto con i Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'economia e delle finanze. 4 Il personale collocato fuori ruolo mantiene la titolarità nella scuola di provenienza per tutto il periodo di permanenza all'estero e continua a maturare il punteggio di continuità del servizio nella scuola di provenienza. 21 (Durata massima di permanenza all'estero) 1 Il servizio presso le istituzioni scolastiche italiane all'estero, comprese quelle di cui all'articolo 636 del citato decreto legislativo n. 297 del 1994, le scuole europee e le istituzioni scolastiche ed universitarie estere non può essere di durata superiore a complessivi nove anni scolastici. 2 È fatta salva la possibilità di un ulteriore impiego presso le istituzioni scolastiche di cui al comma 1, previo nuovo superamento delle procedure di selezione previste dalle vigenti norme del contratto collettivo nazionale di lavoro. 3 Al personale da destinare alle scuole europee si applicano le norme dello statuto del personale docente di dette scuole. 22 (Periodi minimi di permanenza all'estero e rimpatri) 1 Il personale destinato all'estero assume l'obbligo di risiedere nel Paese di destinazione per una durata non inferiore a quattro anni. 2 In caso di rimpatrio, su domanda, prima della scadenza del primo quadriennio di servizio all'estero, le spese di rimpatrio sono a carico dell'interessato, salvo che la domanda sia determinata da gravi motivi di carattere personale o familiare. 3 La destinazione da una ad altra sede all'estero non può aver luogo prima di quattro anni di servizio nella stessa sede, salvo il caso di gravi motivi o di ragioni di servizio. 23 (Norme applicabili al personale ATA) 1 Al personale ATA con contratto a tempo indeterminato si applicano le disposizioni recate dal presente capo per il personale docente. 24 (Trattamento giuridico ed economico) 1 Le spese per il trattamento economico del personale direttivo, docente e ATA di ruolo delle scuole di ogni ordine e grado, in servizio presso le istituzioni scolastiche all'estero, comprese le scuole europee, le scuole private e sussidiate, rimangono a carico dell'amministrazione di appartenenza. 2 Al personale di ruolo in servizio nelle istituzioni scolastiche all'estero, oltre allo stipendio e agli assegni di carattere fisso e continuativo previsti per il servizio sul territorio nazionale, salvo che sia diversamente disposto, compete, dal giorno dell’assunzione giuridica fino a quello di cessazione dalle funzioni presso la sede estera, uno speciale assegno di sede, non avente carattere retributivo, per sopperire agli oneri derivanti dal servizio all'estero. Tale assegno è calcolato sulla base dei criteri previsti dal capo I del decreto legislativo 27 febbraio 1998, n. 62, in analogia a quanto previsto per il trattamento del personale dell'Amministrazione degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 25 (Funzioni aggiuntive alla funzione docente) 1 Il personale della scuola a tempo indeterminato destinato all'estero, in considerazione della specifica preparazione professionale di cui è dotato, oltre agli obblighi derivanti dalla funzione docente previsti dalle vigenti norme contrattuali nel territorio italiano è tenuto a svolgere le seguenti funzioni, ai sensi del comma 5 dell'articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165: a tutoraggio nei corsi di formazione del personale assunto in loco ; b direzione di progetti mirati al miglioramento dell'offerta formativa deliberati dagli USN, dagli USC o da organi collegiali dei docenti;