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Manifestare contro il green pass (che non vuol dire essere contro i vaccini) resta, comunque la si pensi, un diritto inalienabile. Il Ministero cosa fa? Manda gli idranti e i lacrimogeni. Chiedo ai colleghi: se fossimo stati noi a mandare gli idranti e i lacrimogeni, che cosa sarebbe successo? Purtroppo, o per fortuna quella cultura a noi non appartiene; a voi appartiene la cultura degli idranti e dei lacrimogeni. (Applausi) . Allora, qui il pugno duro sì, altrove no. I ragazzi del rave le facevano più o meno paura, signor Ministro? Ci faccia capire. Siamo una Nazione in cui, ogni tre venerdì, c'è uno sciopero degli aerei e dei trasporti perché la protesta e gli scioperi sono un diritto. Oppure è cambiato qualcosa e non sono più un diritto lo sciopero, né la protesta? Ci può spiegare quali sono le regole? C'è infatti la protesta violenta su cui chiudete gli occhi finché non degenera (anzi, andate anche oltre) e poi c'è l'altra protesta, pacifica, che va fermata con i lacrimogeni. Ma voi vi dovete vergognare di come state riducendo questa Nazione! Lo sciopero è legittimo se viene fatto per l'orario di lavoro, mentre è illegittimo e gli idranti vanno bene se si ritiene di avere diritto al lavoro anche senza green pass . Ci spieghi quali sono le regole di ingaggio, signor Ministro, perché abbiamo un po' di confusione. Questo è un Governo che mischia tutto, chiacchiera di sostegno agli anziani e poi taglia le pensioni. È una maggioranza che certifica con i numeri il fallimento del reddito di cittadinanza, ma poi non lo abolisce; una maggioranza - diciamoci la verità - che vorrebbe arrivare all'obbligo vaccinale, ma poi non ha il coraggio politico per imporlo. Questo state facendo: vi state nascondendo dietro il green pass , come la coperta di Linus; il green pass , infatti, non vi fa affrontare i problemi degli italiani che sono altri e non quelli di cui abbiamo sentito parlare in questi giorni. Vorrei sapere, signor Ministro: qual è oggi la sua faccia? Andate forse a sgridare gli scolaretti che buttano per terra la carta davanti alle scuole e magari date una pacca agli spacciatori? Che faccia ci mostra oggi, ministro Lamorgese? Sia chiara una volta per tutte, con parole di verità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signora Presidente, signora Ministra, la ringrazio per la sua relazione puntuale ed esauriente. D'altra parte, i suoi detrattori hanno dovuto parlare di rave , di immigrati, di Linus e di altre amenità, perché difficilmente è possibile smentire le cose che ha detto. Voglio partire da un dato, che è stato citato anche da lei nella sua relazione: dall'inizio della pandemia, nel nostro Paese si sono svolte oltre 5.700 manifestazioni di piazza, di cui 3.700 solo quest'anno. Quasi tutte si sono svolte senza problemi, garantendo la possibilità e il diritto di manifestare a tutti, senza che questo comportasse violenze o danneggiamenti. Se confrontiamo questi dati con ciò che è avvenuto in molti altri Paesi, a partire per esempio dalla Francia dove la gestione delle piazze è stata molto più complicata e gli incidenti molto più frequenti, credo che dobbiamo essere riconoscenti alle Forze dell'ordine e a tutti gli apparati dello Stato, che con equilibrio hanno saputo gestire al meglio situazioni spesso difficili. Non lo dico per non affrontare o minimizzare ciò che è successo o per nascondere l'assalto alla CGIL o i recentissimi episodi di Trieste e di Milano. Lo ricordo perché, a fronte di una capacità generalizzata da parte delle Forze dell'ordine di garantire l'ordine pubblico in una fase difficile, si stanno usando strumentalmente - l'abbiamo sentito ora - i fatti di Roma per attaccare quotidianamente un'autorità dello Stato, la ministra dell'interno Lamorgese. Si getta discredito su apparati pubblici che per due anni hanno operato bene, con equilibrio, per difendere i cittadini e garantire il diritto di manifestare in un clima sempre più di coesione, sempre più di pacificazione. E lo si fa rischiando di confondere le responsabilità dei violenti e quelle delle Forze dell'ordine. Gli attacchi continui al Ministro sono talmente strumentali che mi domando se non servano a evitare di fare i conti con ciò che tutti dobbiamo fare: prendere le distanze concretamente e senza ambiguità dai violenti, tutti i violenti. (Applausi) . La narrazione che, sempre per attaccare la Ministra, si è cercato di imporre e che racconta che è il Ministro dell'interno a decidere i movimenti e le scelte delle Forze dell'ordine in piazza, a comandare la piazza, è palesemente falsa; l'ho sentita raccontare anche adesso. Ricordo solo un precedente drammatico di un Ministro che ha seguito dalla centrale operativa della questura una manifestazione: era il G8 di Genova. Per il resto, tutti noi sappiamo che quella di Roma era una manifestazione non autorizzata e che la responsabilità delle scelte che vengono fatte per garantire lo svolgimento delle manifestazioni è di chi comanda le Forze dell'ordine in piazza ed è in grado di valutare meglio di chiunque altro la situazione. Oggi il Ministro ha ribadito le ragioni che hanno portato i responsabili della catena di comando a fare le scelte - alcune delle quali discutibili - che sono state fatte a Roma e che hanno portato anche - lo dobbiamo dire - a difendere Palazzo Chigi, a difendere le istituzioni, ma anche ad esporre in misura eccessiva, inaccettabile, la sede della CGIL, fino a consentire l'inaccettabile invasione della stessa. La solidarietà al sindacato da questo punto di vista non basta. Al Ministro vogliamo chiedere di andare avanti e fare chiarezza su quanto successo, sulle responsabilità e sugli errori, se ce ne sono stati, perché questo ci serve per non ripeterli, sapendo che la fase difficile, la fase di tensione in questo Paese probabilmente non è finita. Se errori ci sono stati, vanno sottolineati e ancora di più, signora Ministra, serve per capire perché non si è potuto prevedere e prevenire ciò che è successo. Noi vogliamo chiarezza sui fatti, come lei - ci ha spiegato - sta cercando di fare, ma dire che siamo di fronte a una volontà del Governo di provocare incidenti per alimentare tensioni è grave, inaccettabile e indimostrabile. (Applausi) . Ancora una volta, facendo così, in nome della propaganda, si mette in discussione la credibilità delle istituzioni, che in questo momento è fondamentale. Si offendono le Forze dell'ordine, perché non si sta con loro. Non si esprime solidarietà alle Forze dell'ordine se poi si pensa che siano parte di un disegno che vuole alimentare tensioni. (Applausi) . Le tensioni di questi giorni vanno affrontate, confrontandosi con le ragioni di chi protesta, ma isolando e perseguendo i violenti. Sono loro, le organizzazioni neofasciste che hanno infiltrato e utilizzato la piazza di Roma, il nemico da battere. C'è chi vuole approfittare della rabbia o del disorientamento di alcuni per colpire le istituzioni; sono costoro i nemici, non certo la ministra Lamorgese, che continua a lavorare nell'interesse del Paese. Su questo non possono esserci ambiguità, timidezze o benaltrismi vari e non bisogna abbassare la guardia;