[normattiva_dump]

Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Nonilfenoli ISO 18857-1:2005 --------------------------------------------------------------------- Octilfenoli ISO 18857-1:2005 --------------------------------------------------------------------- Pentaclorobenzene EN ISO 6468:1996 --------------------------------------------------------------------- Pentaclorofenolo EN 12673:1998; ISO 8165-2:1999 --------------------------------------------------------------------- Idrocarburi policiclici aromatici ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 Benzo(a)pirene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 Benzo(b)fluorantene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 Benzo(g,h,i)perilene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 Benzo(k)fluorantene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 Indeno(1,2,3-cd)pirene ISO 17993:2002; APAT 5080 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Simazina EN ISO 11369:1997; EN ISO 10695:2000; ISO 11370:2000; APAT 5060 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Composti del tributilstagno ISO 17353:2004 --------------------------------------------------------------------- Triclorobenzeni EN ISO 6468:1996; ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Triclorometano (Cloroformio) EN ISO 10301:1997; ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Trifluralin EN ISO 10695:2000; ISO 11370:2000 --------------------------------------------------------------------- DDT Totale EN ISO 6468:1996; APAT 5090 (2003); Istisan 07/31 Aldrin EN ISO 6468:1996; APAT 5090 (2003); Istisan 07/31 Endrin EN ISO 6468:1996; APAT 5090 (2003); Istisan 07/31 Isodrin EN ISO 6468:1996 Dieldrin EN ISO 6468:1996; APAT 5090 (2003); Istisan 07/31 --------------------------------------------------------------------- Tetracloroetilene EN ISO 10301:1997; EN ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Tetraclorometano (Tetracloruro EN ISO 10301:1997; di Carbonio) EN ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- Tricloroetilene EN ISO 10301:1997; EN ISO 15680:2003; APAT 5150 (2003) --------------------------------------------------------------------- (1) Per il parametro C10-13-cloroalcani il monitoraggio si effettua allorché sarà disponibile il relativo metodo analitico. Riferimenti metodologici per la misura della portata (solida e liquida) dei corsi d'acqua e dei laghi sono: * Manual on stream gauging - volume I - Fieldwork - World Meteorological Organization, n° 519; * Manual on stream gauging - volume II - Computation of discharge - World Meteorological Organization, n° 519 MO n° 519; * Hydrometry - Measurement of liquid flow in open channels using current-maters or floats - ISO 748/2007; * Measurement of liquid flow in open channels - Water level measuring devices - ISO 4373/1995; * Measurement of liquid flow in open channels - Part 1: Establishment and opertion of gauging station - ISO/1100-1; * Measurement of liquid flow in open channels - Part 2: Determination of the stage-discharge relation - ISO/1100-2; * Norme Tecniche per la raccolta e l'elaborazione dei dati idrometeorologici (Parte II, dati idrometrici) - Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale, 1998. I monitoraggi e i relativi dati devono essere rispettivamente programmati e gestiti in modo tale da evitare rischi di errore di classificazione del corpo idrico al fine di ottimizzare i costi per il monitoraggio e poter orientare maggiori risorse economiche all'attuazione delle misure per il risanamento degli stessi corpi idrici. Le Autorità competenti riportano nei piani di gestione e nei piani di tutela delle acque la metodologia adottata per garantire adeguata attendibilità e precisione ai risultati derivanti dai programmi di monitoraggio. A.4 Classificazione e presentazione dello stato ecologico e chimico Sistemi di classificazione per lo stato ecologico Vengono, di seguito, riportati i sistemi di classificazione dello stato ecologico per le varie categorie di corpi idrici (fiumi, laghi, acque marino-costiere e di transizione). La classificazione è effettuata sulla base della valutazione degli Elementi di Qualità Biologica (EQB), degli elementi fisico-chimici, chimici (inquinanti specifici) e idromorfologici, nonché dei metodi di classificazione di cui al presente allegato. Per gli elementi biologici la classificazione si effettua sulla base del valore di Rapporto di Qualità Ecologica (RQE), definito al punto 1.1.1, lett. D.2.1, dell'allegato 3, Parte terza del presente decreto legislativo, ossia del rapporto tra valore del parametro biologico osservato e valore dello stesso parametro, corrispondente alle condizioni di riferimento per il "tipo" di corpo idrico in osservazione. Pertanto, la classificazione degli elementi biologici deve tener conto del "tipo" di corpo idrico, stabilito in attuazione dei criteri tecnici di cui all'allegato 3 del presente decreto, e delle relative condizioni di riferimento tipo-specifiche. La tipo-specificità dei singoli EQB viene riportata all'interno dei relativi paragrafi del presente allegato. Si sottolinea che, in considerazione della diversa sensibilità degli EQB ai vari descrittori utilizzati nella tipizzazione in diversi casi la tipo specificità e le condizioni di riferimento sono indicate per gruppi di tipi (macrotipi). ISPRA predispone un manuale per la raccolta dei metodi di classificazione già elaborati, ciascuno per la propria competenza, dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dall'Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRSA), dall'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISE), dall'Istituto Superiore di Sanità, dall'Agenzia nazionale per le Nuove tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (ENEA), dall'ARPA Lombardia e dall'Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato (CFS). Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, avvalendosi degli Istituti e delle altre Amministrazioni su riportati, avvia un'attività di coordinamento con le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le ARPA e le APPA al fine della validazione dei metodi di classificazione indicati alla presente lettera A4 e per l'integrazione dei metodi non ancora definiti. A.4.1 Corsi d'acqua Fermo restando le disposizioni di cui alla lettera A.1 del punto 2 del presente allegato, sono riportati, ai fini della classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali, le metriche e/o gli indici da utilizzare per i seguenti elementi di qualità biologica: - Macroinvertebrati - Diatomee - Macrofite - Pesci Macrotipi fluviali per la classificazione Ai fini della classificazione, per i macroinvertebrati bentonici e le diatomee i tipi fluviali di cui all'Allegato 3 del presente Decreto legislativo sono aggregati in 8 gruppi (macrotipi) come indicati alla Tab. 4.1/a. Tab.