[ddlpres]

4) qualora l’insieme dei gruppi di candidati nelle diverse circoscrizioni nonché delle liste di candidati nella circoscrizione Estero, identificati con il medesimo contrassegno, che ottiene il maggior numero dei seggi nei collegi, corrispondente almeno al 40 per cento del totale dei voti validi, non consegua il 55 per cento del totale dei seggi, prima di procedere all’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, a valere sulla relativa quota di seggi sono attribuiti a quei gruppi di candidati tanti seggi quanti ne mancano per conseguire il 55 per cento del totale dei seggi, con arrotondamento all’unità più prossima; i seggi rimanenti sono attribuiti in ragione proporzionale tra gli altri gruppi di candidati in ogni circoscrizione secondo l’ordine decrescente delle cifre individuali dei candidati nei collegi uninominali che non sono stati già proclamati eletti; 5) tutti i seggi della quota proporzionale sono attribuiti ai sensi del numero 3) quando non si realizzino in entrambe le Camere le condizioni di maggioranza assoluta dei seggi in favore di gruppi di candidati nei collegi uninominali e delle liste di candidati nella circoscrizione Estero identificati, per entrambe le Camere, con il medesimo contrassegno; b) per il Senato della Repubblica: 1) nella presentazione delle candidature nei collegi uninominali, per ciascun gruppo di candidati in ogni circoscrizione regionale nessuno dei due sessi può essere rappresentato, a pena di inammissibilità delle candidature, in misura superiore alla metà del totale, con arrotondamento all’unità superiore; 2) nelle liste dei candidati in ciascuna ripartizione della circoscrizione Estero nessuno dei due sessi può essere rappresentato, a pena di inammissibilità delle candidature, in misura superiore alla metà, con arrotondamento all’unità superiore; ciascun elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella medesima lista; nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza; 3) attribuzione dei seggi ai candidati che non sono già stati proclamati eletti nei collegi uninominali, in ragione proporzionale tra i gruppi di candidati di ogni circoscrizione secondo l’ordine decrescente delle cifre elettorali individuali, senza detrazione dei voti utili per l’elezione dei candidati già proclamati eletti nei collegi uninominali; 4) qualora l’insieme dei gruppi di candidati nelle diverse circoscrizioni regionali, nonché delle liste di candidati nella circoscrizione Estero identificati con il medesimo contrassegno, che ottiene il maggior numero dei seggi nei collegi, corrispondente almeno al 40 per cento del totale dei voti validi, non consegua il 55 per cento del totale dei seggi elettivi del Senato, prima di procedere all’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, a valere sulla relativa quota di seggi sono attribuiti a quei gruppi di candidati tanti seggi quanti ne mancano per conseguire il 55 per cento del totale dei seggi, con arrotondamento all’unità più prossima; i seggi rimanenti sono attribuiti in ragione proporzionale tra gli altri gruppi di candidati in ogni circoscrizione regionale secondo l’ordine decrescente delle cifre individuali dei candidati nei collegi uninominali che non sono stati già proclamati eletti; 5) tutti i seggi della quota proporzionale sono attribuiti ai sensi del numero 3) quando non si realizzino in entrambe le Camere le condizioni di maggioranza assoluta dei seggi in favore di gruppi di candidati nei collegi uninominali e delle liste di candidati nella circoscrizione Estero identificati, per entrambe le Camere, con il medesimo contrassegno. 2. Con il decreto legislativo di cui al comma 1 sono apportate altresì le modificazioni strettamente conseguenti alle nuove disposizioni introdotte, ai sensi del comma 1, nei citati testi unici per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché nella legge 27 dicembre 2001, n. 459. 3. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il termine per l’esercizio della delega, ai fini dell’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti. I pareri sono espressi nel termine di trenta giorni dalla trasmissione dello schema di decreto. Decorso quest’ultimo termine, il decreto legislativo può essere emanato anche in mancanza dei pareri parlamentari. Art. 3. (Delega al Governo in materia di collegi elettorali) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali nell’ambito di ciascuna circoscrizione regionale del Senato e di ciascuna circoscrizione della Camera dei deputati nel territorio nazionale, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) i collegi sono costituiti garantendo la coerenza del relativo bacino territoriale e di norma la sua omogeneità economico-sociale e le sue caratteristiche storico-culturali; essi hanno un territorio continuo salvo il caso in cui il territorio comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non possono includere il territorio di comuni appartenenti a province diverse, né dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. In quest’ultimo caso, ove possibile, il comune deve essere suddiviso in collegi formati nell’ambito del comune medesimo o della medesima città metropolitana. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai princìpi ed ai criteri indicati nella presente lettera, deve tener conto dell’esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi; b) la popolazione di ciascun collegio può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione non oltre il 10 per cento, in eccesso o in difetto. Tale media si ottiene dividendo la cifra della popolazione della circoscrizione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, per il numero dei collegi uninominali compresi nella circoscrizione. Allo scopo di dare attuazione a quanto previsto nella lettera a) per le zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, gli scarti dalla media circoscrizionale della popolazione sono giustificati non oltre il limite del 15 per cento, in eccesso o in difetto. Il numero dei collegi uninominali compresi in ogni circoscrizione è determinato dal prodotto, con arrotondamento all’unità superiore qualora la cifra decimale sia uguale o superiore a 50, ottenuto moltiplicando per 75 il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione diviso per 100. 2. Il Governo predispone lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 sulla base delle indicazioni formulate, entro due mesi dal suo insediamento, da una commissione, nominata dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, composta dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica, che la presiede, e da dieci docenti universitari o altri esperti in materie attinenti ai compiti che la commissione è chiamata a svolgere. 3.