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Denunciamo però una mancanza di stile e quando c'è una mancanza di stile grave - mi rivolgo anche al sottosegretario Cominardi, che è appena intervenuto auspicando che ci sia uno stile collaborativo da parte di tutto il Parlamento e di tutta l'Assemblea - essa si traduce in una mancanza di rispetto dei lavori parlamentari. Lo dico e spero di non dovermi ripetere. Non è la prima volta che lo diciamo. Mi rivolgo in particolare al Governo e alle forze di maggioranza: non potete a Commissioni chiuse approvare e portare in Assemblea degli emendamenti praticamente identici a quanto proposto in emendamenti dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Non si fa così, si riformulano, si assume la responsabilità di riformulare degli emendamenti sugli stessi punti di merito in Commissione, riprendendo le firme anche dell'opposizione. Questo è lo stile collaborativo che un Governo deve garantire. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il primo stile. Ciò non accade mai ed è inaccettabile. Non lo accettiamo, ma non lo dico per fare un ricatto, ma perché pretendiamo il rispetto di ogni firma che viene apposta su un emendamento di merito serio, da qui in avanti. Quindi, per tutte queste ragioni, chiediamo, ai sensi dell'articolo 96 del nostro Regolamento, di non passare all'esame degli articoli. Voglio anche spiegare cosa faremo, qualora venga bocciata la proposta testé avanzata. Lo faccio soprattutto per due ragioni: per il rispetto che abbiamo per il serio lavoro emendativo fatto dai Gruppi di opposizione - LeU, Fratelli d'Italia e Forza Italia - che ci ha visto anche concordi in tanti punti e lo faccio perché il Partito Democratico ha proposto emendamenti che hanno coperto tutti gli ambiti in discussione - lo dico perché non ci siano ambiguità - compreso il tema delicato di rafforzare qualsiasi misura sui diversamente abili: che non ci siano fraintendimenti e ambiguità su questo aspetto. Ebbene, in ragione di tutto questo, per quello che ho appena cercato di spiegare, se non passerà la nostra proposta di non passare all'esame degli articoli, voteremo semplicemente a favore degli emendamenti del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Onorevoli colleghi, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, dichiara improponibile l'emendamento 12.0.1, recante riordino della disciplina relativa alla professione di assistente sociale, in quanto estraneo al contenuto del decreto-legge in esame. In relazione ai subemendamenti presentati, la Presidenza dichiara inammissibili i subemendamenti 9.850/100, 9.850/101, 9.850/102, 9.850/103, 9.850/109, 12.850/100, 12.850/101, 12.850/102, 12.850/103, 12.850/104, 12.850/105, 12.850/106, 12.850/107, 12.850/108, 12.850/109, 13.1/100, 14.0.850/130, 14.0.851/107, 25.0.4/1 e 26.0.852/100, in quanto non incidono sul testo dell'emendamento al quale si riferiscono, ovvero aggiungono disposizioni estranee per materia. CATALFO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. COMINARDI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto a favore di questo emendamento per sostenere la distinzione tra l'aiuto alle persone e alle famiglie in povertà, il sostegno a chi cerca lavoro e l'accompagnamento a chi lo perde per essere ricollocato. Si tratta di condizioni diverse, come abbiamo detto in tutte le salse nella definizione del provvedimento in esame. Questa confusione non esiste in alcun Paese europeo, ma il testo al nostro esame è confuso, non equo e - non ho timore di dirlo - pericoloso: ecco il vizio di fondo che sarà dannoso per il Paese. Mi rivolgo alle cittadine e ai cittadini: per come è stato concepito, in tempi brevi sarete costretti a pagare più interessi derivanti dal debito pubblico e piccole gocce in centesimi di euro al giorno per ogni operazione quotidiana che realizzerete, dal fare la spesa ai movimenti sul bancomat, che già a fine giornata diventeranno un torrente in piena e aumenteranno il nostro personale debito giornaliero. Altro che aiutare il ceto medio. Senza politiche serie di investimenti occupazionali, i benefici immediati del reddito di cittadinanza saranno effimeri e virtuali. Questo emendamento chiede di ripristinare l'accoglienza e l'accesso ai Comuni di tutte le persone in difficoltà, perché la povertà si tratta nella prossimità e con le reti istituzionali, di terzo settore e di volontariato. Rinforzate l'infrastruttura sociale e assumete assistenti sociali, colleghi: noi non ce l'abbiamo fatta fino in fondo. Non assumete navigator , ma assistenti sociali: cosa ci fa un navigator a Scampia o a Bastoggi, due periferie delle nostre città dove ci sono famiglie a forte disagio sociale, i cui componenti non hanno neanche la terza media? (Applausi dal Gruppo PD). In quelle periferie ci sono solo gli assistenti sociali, magari due, che rischiano anche la vita; ci sono solo le associazioni di volontariato (e io ho fatto volontariato in quelle periferie); ci sono le cooperative sociali, lasciate completamente sole rispetto al disagio sociale. La seconda parte dell'emendamento parla di politiche attive. L'Ufficio parlamentare di bilancio ci ha rivelato in audizione che il 64 per cento delle persone beneficiarie del provvedimento non avrà obblighi, il che significa che non entrerà in un percorso di sostegno. Con questo emendamento, invece, chiediamo la realizzazione seria e vera di una riforma strutturale e dello sviluppo dei servizi per il lavoro, per continuare l'opera che ha avviato il precedente Governo, dato che il tema dell'arretratezza italiana è quello dei servizi per il lavoro; su questo siamo tutti d'accordo. Abbiamo costituito l'ANPAL per la prima volta nella storia del nostro Paese. Assumete 12.000 persone nei centri per l'impiego, in accordo con le Regioni, perché queste sono materie regionali. Rafforzare i servizi per il lavoro, infine, significa anche affrontare il tema della perdita di occupazione dovuta all'innovazione, all'automazione e alla tecnologia. Non c'entra niente il reddito di cittadinanza.