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Credo che sinceramente nessuno di noi abbia invidiato in questi mesi la posizione del ministro Speranza o del Governo nel dover adottare misure che darebbero in qualche modo più poteri al Governo: il potere di limitare la libertà dei cittadini? Voi ce lo vedete un Governo che gode e si costruisce consenso nel limitare la libertà dei cittadini? Non credo. Si sono adottati degli strumenti che, quando è stato drammaticamente e inevitabilmente necessario, hanno limitato la libertà dei cittadini. Ho sentito dire ancora in quest'Aula che stiamo andando nella direzione di limitare nuovamente la libertà ai cittadini. Ricordo che siamo da mesi dentro questo difficile equilibrio: da un lato, sicurezza e salute; dall'altro, libertà dei cittadini. Sta a noi, alla politica, al Parlamento e al Governo trovare l'equilibrio giusto e non è facile. Giusto rapporto con la scienza, dunque, non abdicazione di una funzione, perché c'è differenza tra rinunciare a esercitare una funzione e capire che è il momento di fare un passo non indietro, ma forse di lato, perché la situazione è così delicata che non possiamo sbagliare. Ci sono dei dati, ci sono degli esperti, ma soprattutto c'è la scienza, che è competenza e sapere, che può dire e suggerire alla politica la corretta lettura della fase. Poi la politica si assume le sue responsabilità. A questo proposito, per quanto riguarda il tema dell'assunzione delle responsabilità e l'utilizzo di strumenti che in qualche modo limiterebbero la funzione del Parlamento, mi sento di dire che siamo qui e credo che proprio questa discussione sia la prova del fatto che al Parlamento viene chiesto di pronunciarsi prima, semplicemente per consentire al Governo, quando mai dovesse rendersi necessario, di adottare misure nei tempi utili ad avere un'efficacia. Il tema quindi non è dare una delega in bianco. Nessuno pensa di poter dare una delega in bianco al Governo e non credo che l'Esecutivo sia venuto qui a chiederlo. Il Governo è venuto nuovamente qui a riferire, come ha fatto in questi mesi. Si poteva fare questa discussione qualche mese fa, anche se sinceramente mi viene da dire che onestà intellettuale di quest'Assemblea pretenderebbe davvero che da parte di tutti si riconoscesse che questi mesi non sono passati invano. Il Governo stesso ha utilizzato quei poteri, che gli sono stati dati con una pronuncia del Parlamento, nella misura più accorta possibile. Non c'è stata mai una strumentazione abnorme, né tantomeno ci sono state delle scelte abnormi e, del resto - come ha detto il senatore Errani - forse i cittadini, ancor prima che col voto, con la voglia di partecipare a quelle scelte e con il senso di responsabilità con il quale hanno accettato di adeguarsi, hanno dimostrato di ritenerle sagge. Anche in questo caso - consentitemelo - verrebbe facile una battuta, che faccio soltanto e sempre per una questione di onestà intellettuale: è mai possibile ascoltare le critiche da quella parte politica che chiedeva i pieni poteri con un mojito su una spiaggia (Commenti) , nei confronti del Governo che viene qui in Assemblea, con rigore, sobrietà e pacatezza, a dirci che possono essere necessari degli strumenti, che poi si valuterà di volta in volta se e come utilizzare? Del resto, gli stessi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri vengono anticipati alle Camere e almeno in termini di indirizzo il Parlamento può dire la propria. Così facciamo tesoro, evidentemente, di un percorso e di un'esperienza che abbiamo alle nostre spalle. È possibile mai, francamente, che questa critica sia ritenuta credibile? Servono allora onestà intellettuale, rigore, serietà e trasparenza. È stata in questa sede avanzata anche una critica, che ho ritenuto forse tra le più giuste e che almeno da parte mia è condivisibile. È stato chiesto di capire qual è il piano, verso quale direzione stiamo andando e se il Governo ha costruito le condizioni per affrontare un'altra emergenza, qualora i numeri dovessero peggiorare notevolmente e a tal punto da stressare il nostro Sistema sanitario nazionale. Ci si chiede quindi come ci siamo attrezzati. In questo caso la politica, che di solito viene accusata di essere la politica del "vorrei", "farò" e "dirò", ha portato dei numeri, che inchiodano tutti noi a delle verità, che non possiamo ignorare. Il ministro Speranza ci ha detto che siamo partiti con 5.000 posti di terapia intensiva, siamo ad 8.000 e arriveremo, grazie alle risorse stanziate in uno dei provvedimenti approvati dal Parlamento in questa fase - non si può parlare quindi di una democrazia bloccata e di un lavoro parlamentare che non si fa, anzi - addirittura al 115 per cento dei posti in più, e cioè ad 11.000 posti. Mi pare dunque che ci sia un piano e che la risposta più importante, più matura e più necessaria sia sostanzialmente questa. Quindi abbiamo agito, e lo abbiamo fatto con rigore e senso di responsabilità. Ci accingiamo di nuovo a gestire l'attuale fase e chiediamo a tutti di partecipare e di fare delle pronunce, considerando quanto abbiamo davanti. Nessuno si sogna di chiedere pieni poteri: nessuno in quest'Aula si sogna di farlo! Non lo ha fatto il ministro Speranza e nemmeno il Governo. Si chiede un mandato per poter intervenire qualora la situazione dovesse peggiorare, e nessuno può saperlo. Di certo la scienza ci aiuta a leggere una curva, ma dire quale sarà la situazione di qui a venti giorni forse diventa complicato. Allora dobbiamo dare la possibilità di intervenire. Ci sono i decreti-legge, certo, ma sappiamo che richiedono dei tempi forse non consoni ad avere risposte efficaci di fronte a un peggioramento della situazione. (Il microfono si disattiva automaticamente). Ho sentito tante cose e in questi giorni vedo i nostri insegnanti andare a scuola mentre le loro famiglie sono a casa, ma ci tengono a mantenere in piedi il sistema scolastico, perché questa è la salvaguardia migliore della sicurezza dei nostri ragazzi. Vedo anche i lavoratori del Sistema sanitario, che non solo si sono spesi prima, ma che continuano a farlo adesso. Alle nostre comunità stiamo chiedendo ancora tanti sacrifici e, se vogliamo davvero onorarle al meglio, la risposta migliore è non solo esprimere parole di apprezzamento, votare per la nostra proposta di risoluzione, ma anche pensare che, di fronte a situazioni del genere, i toni della propaganda e della polemica politica devono lasciare il passo al senso di responsabilità, all'onestà intellettuale, al rigore e al buon senso, che ho sentito richiamare nel dibattito odierno. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Forza Italia è stata la prima forza politica a denunciare il pericolo del Covid: fin dal 30 gennaio in quest'Aula, alla presenza del ministro Speranza, Forza Italia ha chiesto di affrontare molto sul serio questo pericolo, di adottare delle misure rispetto ai voli provenienti anche indirettamente dalla Cina, di prendere in esame l'uso delle mascherine. Parliamo del 30 gennaio, il giorno prima che il Governo approvasse lo stato d'emergenza.