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La riduzione del numero dei parlamentari determinerà una maggiore efficienza del processo legislativo - e questo è il nostro auspicio e il nostro convincimento - ma potenzialmente anche un ruolo più incisivo dell'intero Parlamento e dei singoli eletti, con un conseguente maggior prestigio delle nostre istituzioni democratiche. Per i deputati e i senatori aumenteranno le responsabilità, ma anche l'importanza e il peso del lavoro che svolgono in un Parlamento con numeri ridotti. Questa riforma allinea l'Italia a molti Paesi dell'Unione europea, che hanno un numero di eletti assai inferiore rispetto al nostro attuale. Inoltre, con questa proposta di riforma si superano definitivamente i problemi interpretativi che si posero negli anni passati per la nomina dei senatori a vita, poiché all'articolo 3 è previsto che il numero complessivo dei senatori di nomina presidenziale in carica non possa superare in alcun caso il numero di cinque. Ricordo a me stesso che qualcuno, nella scorsa legislatura, voleva portare il Senato a 100 senatori, «eletti» - si fa per dire - da Comuni e Regioni, ben 25 dei quali - ossia un quarto del Senato - indicati dal Presidente della Repubblica. E oggi qualcuno in quest'Aula mi viene a dire che stiamo portando avanti una riforma che stravolge l'architettura costituzionale, pesi e contrappesi? (Applausi dal Gruppo M5S). MALPEZZI (PD) . Li stravolge e come! PELLEGRINI Marco (M5S) . Bene, bella coerenza. Ho sentito qualche collega delle opposizioni parlare di attacco alla democrazia ed è ben strano sentire queste frasi roboanti e antitetiche alla realtà fattuale, in quanto noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo il mandato popolare per presentare questa riforma. (Commenti della senatrice Malpezzi e del senatore Stefano). Perché su questa riforma, vi piaccia o no, abbiamo preso i voti il 4 marzo, ma qui evidentemente c'è qualcuno che odia chi prende i voti, preferendo i salotti dove decidere chi dev'essere parlamentare, quale legge approvare e quale lobby favorire. (Reiterati commenti della senatrice Malpezzi e del senatore Stefano). Poc'anzi ho sentito parlare di ricorso eccessivo alla questione fiducia da parte di questo Governo e ovviamente a farlo era un senatore del Gruppo che l'ha autorizzata cento volte nella scorsa legislatura: la solita ipocrisia. MALPEZZI (PD) . Voi siete sopra la media! PELLEGRINI Marco (M5S) . Ho sentito la senatrice Cirinnà, pochi minuti fa, definire saltimbanco il fondatore del nostro MoVimento, una forza politica, ve lo ricordo, votata da 11 milioni di elettori. Questi insulti qualificano chi li pronuncia, non certo chi li riceve e, in ogni caso, ricordo alla senatrice Cirinnà che è meglio essere un saltimbanco volontario che un comico involontario, arrogante e bulletto di periferia, come il vostro ex segretario. (Proteste della senatrice Malpezzi). PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, senatrice Malpezzi. (Vive proteste della senatrice Bellanova e del senatore Stefano). MALPEZZI (PD) . No, signor Presidente! PRESIDENTE. La richiamo all'ordine per la seconda volta, senatrice Malpezzi. STEFANO (PD) . Come fa a richiamarla all'ordine, Presidente? PRESIDENTE. Concluda, senatore Pellegrini. PELLEGRINI Marco (M5S) . Ho sentito parlare ipocritamente di eccessiva riduzione del numero dei parlamentari, censura proveniente da chi ovviamente aveva presentato proposte simili o ancora più riduttive. In questi minuti, mentre sentivo tali interventi, ho fatto una piccola ricerca e ho trovato un dossier dell'Ufficio studi del Senato che riassumeva i disegni di legge della XVI legislatura. Ebbene, udite udite: Zanda e altri, con l'Atto Senato 1178, proponevano una riduzione a 400 deputati per la Camera e a 200 senatori per il Senato (esattamente come nella nostra proposta); non le dico tutte, ma ad esempio Peterlini proponeva una Camera di 300 deputati e un Senato di 150 senatori; Bodega e altri proponevano 250 deputati e 150 senatori, e non vado avanti oltre. PRESIDENTE. Non andrà avanti anche perché il suo tempo è scaduto. PELLEGRINI Marco (M5S) . Ho veramente finito, signor Presidente. Per noi del MoVimento 5 Stelle, che proponiamo la democrazia diretta, il rapporto tra istituzioni e parlamentari... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. Avete voluto otto minuti, non dieci: rispettate il tempo. Invito tutti a considerare che ogni parlamentare può esprimere liberamente il proprio pensiero e spetta alla Presidenza, eventualmente, censurarlo. Così come non l'ho fatto con gli interventi precedenti ritenuti comunque accettabili all'interno della dialettica parlamentare (non dico eleganti, dico accettabili), nella stessa maniera ho censurato il tentativo di interrompere il collega che stava parlando con un tono non per forza elegante, ma comunque accettabile. A questo punto dovrebbero intervenire la collega Sbrollini e poi il collega Rampi che però non sono presenti in Aula. In questo caso faccio l'ultima eccezione e non li faccio decadere. Avviso però che da questo momento in poi chi non sarà presente in Aula al momento in cui deve intervenire perderà la possibilità di intervenire. (Applausi dai Gruppi M5S e FI-BP). In sede di Capigruppo - ve lo comunico per correttezza - era stata data anche la possibilità di ulteriori interventi, dunque non c'è alcun motivo di essere scortesi verso i colleghi che vengono dopo, che non sapendo che c'è qualcuno che non è presente e posticipa il proprio intervento, si trovano in difficoltà nell'intervenire. Quindi i colleghi Sbrollini e Rampi fra poco verranno chiamati; avvisateli perché quando li chiamerò dovranno essere presenti. È iscritta a parlare la senatrice Gallone, che ringrazio per essere venuta prontamente. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Grazie Presidente, fino a quando ancora abbiamo il potere di parlare, è giusto esserci. Signor Presidente, rappresentante del Governo, cari colleghi e colleghe, il Parlamento non è un club service cui iscriversi mediante candidatura: il Parlamento è il luogo più sacro di uno Stato di diritto. È il luogo in cui nascono le leggi, il luogo in cui si incide sulla vita dei cittadini, il luogo della rappresentanza democratica. Fatta questa doverosa premessa, siamo qui oggi per affrontare per l'ennesima volta - l'ottava per la precisione a partire dalla Commissione Bozzi della cosiddetta prima Repubblica - il medesimo tema: la riduzione del numero dei parlamentari. Una scelta che ci vede in linea di massima favorevoli dal momento che essa venne avanzata, come già detto molte volte durante il dibattito e con considerazioni di tenore quasi identico, anche dal Governo Berlusconi nel 2005, anche se in maniera molto diversa. Quello della riduzione del numero dei deputati e dei senatori è quindi un tema affrontato molte volte in quest'Aula, con scelte ogni volta comunque simili rispetto al numero (in questo caso, rispettivamente, da 630 a 400 e da 315 a 200).