[pronunce]

Siciliana n. 8 del 2019 si limita a stabilire che la Regione disciplina le modalità di insediamento dei marina resort e «le competenze sui procedimenti autorizzatori e di controllo da parte della Regione stessa e dei Comuni». Si tratta, pertanto, di una disposizione meramente attributiva di una potestà regolatoria, riconducibile alle competenze amministrative inerenti all'uso dei beni del demanio marittimo, che spettano, come si è detto, alla Regione. Con tale attribuzione il legislatore siciliano non ha operato alcuna incisione sui criteri e sulle modalità di affidamento delle concessioni del demanio marittimo (che, peraltro, in tale ambito devono ancora essere oggetto di specifica disciplina statale), ma si è limitato a prospettare l'esercizio delle proprie funzioni amministrative in relazione ad uno specifico settore del turismo nautico che intende promuovere nel territorio regionale; né è dato cogliere, così come sostenuto dal ricorrente, come tale disposizione possa ritenersi attributiva alla Regione della competenza a legiferare in ordine «all'accertamento e alla valutazione dei requisiti dell'operatore economico destinatario della concessione». 5.2.- Anche la seconda questione, che ha ad oggetto l'art. 2 nella sua interezza, non è fondata. 5.2.1.- Il comma 1 dell'articolo in questione si limita, infatti, a riportare la definizione di marina resort già fornita dall'art. 32, comma 1, del menzionato d.l. n. 133 del 2014. Il contenuto di tale ultima disposizione è richiamato anche nel secondo comma, con il quale il legislatore regionale dispone che ai fini dell'equiparazione dei "marina resort" alle strutture ricettive all'aria aperta si debba avere riguardo ai requisiti minimi previsti dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 6 luglio 2016. In termini non dissimili, il comma 3 descrive lo specchio acqueo in cui insistono le strutture, in relazione al quale il legislatore regionale stabilisce che esso «presenta le caratteristiche di idoneità dei fondali all'approdo previste dalla vigente disciplina statale e comunitaria», specificando che dev'essere «opportunamente attrezzato di aspiratore per le acque nere di bordo, di individuazione numerica dei posti-barca, con presenza di adeguati servizi per la pulizia giornaliera». Si tratta, all'evidenza, di disposizioni aventi una mera finalità descrittiva della tipologia della struttura ricettiva, delle sue caratteristiche e del suo funzionamento; anche in tal caso, quindi, la norma va ricondotta all'esercizio delle funzioni amministrative legate alla gestione dei beni del demanio marittimo. 5.2.2.- Il comma 4 prescrive poi ai gestori autorizzati di assicurare all'utenza alcune prestazioni (sorveglianza della struttura, presenza continuativa del titolare o di un suo delegato, idonea informazione alla clientela delle caratteristiche marittime dello specchio acqueo e delle prescrizioni eventualmente vigenti per l'accesso e l'uscita dallo stesso). Contrariamente a quanto assunto dal ricorrente, anche tale previsione si limita a descrivere il contenuto dell'attività, indicando quali siano le prestazioni caratteristiche della specifica offerta turistica, avuto particolare riguardo alle garanzie offerte all'utenza in termini di sicurezza. Neppure in questo caso, pertanto, il legislatore regionale detta disposizioni che incidono sul novero dei requisiti necessari per ottenere la concessione, od interferiscono con l'assetto concorrenziale del mercato di riferimento in termini tali da restringere il libero esplicarsi delle iniziative imprenditoriali, nel senso richiamato dalla giurisprudenza più sopra menzionata. 5.2.3.- Analoghe considerazioni, infine, valgono per il comma 5, ove è stabilito che, entro il termine inderogabile di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, la Giunta regionale provvede con apposita deliberazione a definire la classificazione e le modalità di apertura e di esercizio dei marina resort. Anche tale previsione, infatti, costituisce espressione dell'esercizio di una funzione amministrativa di spettanza della Regione; alla Giunta regionale viene unicamente attribuito il compito di regolamentare le modalità di fruizione di settori degli arenili destinati ad attività turistiche, senza che ciò comporti alcun limite al rilascio di nuove concessioni o, tantomeno, incida sul contenuto di quelle già in atto. 5.3.- La terza questione ha ad oggetto l'art. 3, comma 7, della legge regionale impugnata, a mente del quale «[l]e strutture già esistenti ed in attività alla data di entrata in vigore della presente legge, in possesso di tutti i requisiti previsti dall'articolo 2, possono, mediante comunicazione al Comune in cui sono insediate ed al Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, ottenere il riconoscimento dell'attività per tutti gli effetti di cui alla presente legge». Si tratta di una previsione riferita ai soggetti che sono già titolari di una concessione demaniale ed esercitano nel territorio siciliano l'attività di marina resort. Di tali attività, il legislatore regionale si prefigge dunque l'obiettivo di una rapida regolarizzazione sul piano amministrativo, in modo da conformarle alla disciplina appena introdotta, all'evidente fine di valorizzare la corrispondente offerta ricettiva e, conseguentemente, di favorire lo sviluppo del settore turistico di pertinenza. La norma impugnata, pertanto, non incide sui requisiti per l'ottenimento della concessione, ed è estranea all'ambito dei criteri e delle modalità di affidamento delle concessioni che connota la sfera di competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza. Anche tale questione è, dunque, non fondata. 5.4.- Il giudizio di infondatezza delle prime tre questioni si riverbera, inevitabilmente, sulla quarta ed ultima, poiché con essa il ricorrente si limita a riproporre le considerazioni già svolte anche con riferimento all'art. 5 della legge regionale impugnata, che estende le previsioni concernenti i marina resort ai boat and breakfast. Le questioni sollevate con il ricorso sono, pertanto, tutte complessivamente non fondate.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 2, 2, 3, comma 7, e 5 della legge della Regione Siciliana 7 giugno 2019, n. 8 (Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei marina resort. Norme in materia di elezioni degli organi degli enti di area vasta), promosse, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei Ministri con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 giugno 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Augusto Antonio BARBERA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 luglio 2020. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA