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Atto n. 3-01290 DI GIROLAMO PAVANELLI GUIDOLIN DONNO LEONE ANASTASI ORTIS TRENTACOSTE CORRADO LA MURA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la società Wash Italia SpA ha presentato un progetto per la realizzazione di una piattaforma di rifiuti liquidi industriali presso la sede Nereto (Teramo), ovvero una filiera di smaltimento di rifiuti speciali che va dalla fase di deposito preliminare fino alla fase di affinamento, per poi prevedere lo scarico in corpo idrico superficiale; la vallata del fiume Vibrata è già oggi oggetto di una pressione antropica elevatissima da parte di centinaia di attività produttive che pregiudicano gravemente la qualità delle matrici ambientali. L'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) Abruzzo, nell'ultima classificazione disponibile, quella relativa ai monitoraggi 2015-2017, pone il fiume Vibrata nella classe "pessimo", quella peggiore possibile per via di scarichi eccessivi o incontrollati. La stessa Agenzia ha monitorato l'acqua di falda in alcune decine di pozzi riscontrando una contaminazione diffusa oltre i limiti di legge, addirittura nel 78 per cento dei casi, per nitrati, triclorometano, tetracloroetilene, boro, cloruri, ione ammonio, benzo (b) fluorantene. Di conseguenza il corpo idrico sotterraneo del fiume è classificato nella classe "scadente", non rispettando gli standard comunitari di qualità; le autorità nazionali e territoriali competenti hanno l'obbligo comunitario di risanare le matrici ambientali pregiudicate attraverso un'azione volta ad alleggerire le pressioni ambientali esistenti e assicurando controlli ferrei e misure adeguate. Tuttavia, si sta procedendo all'autorizzazione dell'impianto che prevede di aumentare lo scarico di reflui trattati nel fiume Vibrata da 2.880 a 3.050 metri cubi al giorno, come riportato nella richiesta di autorizzazione integrata ambientale contestuale alla valutazione di impatto ambientale; in data 30 settembre 2019, il "comitato di coordinamento regionale per la valutazione dell'impatto ambientale" della regione Abruzzo in relazione al progetto presentato dalla Wash Italia SpA si è espresso con parere "favorevole con prescrizione" riguardo ad alcuni aspetti da discutere in sede di conferenza dei servizi, ultima tappa dell' iter autorizzativo (giudizio n. 3092 del 30 settembre 2019, prot. n. 2017262806 del 13 ottobre 2017) . Tra gli aspetti indicati nelle prescrizioni su cui intervenire vi sono: il riferimento all'area a rischio di esondazione; il monitoraggio del fiume Vibrata a monte e a valle dello scarico; il monitoraggio delle acque sotterranee; elementi che mettono di fatto in evidenza le criticità della realizzazione del progetto; a giudizio degli interroganti, oltre ai rilievi emergenti dalle prescrizioni, vanno considerate anche le emissioni in atmosfera dei reflui, l'intensità di traffico dei bilici che trasportano i rifiuti industriali e lo scarico delle acque lavorate in un torrente già gravemente compromesso nelle sue matrici ambientali; i cittadini di Nereto e dei comuni limitrofi, costituitisi in comitati civici, hanno mostrato molta preoccupazione in merito agli effetti che l'impianto potrebbe avere sul territorio e sulla popolazione locale. Le maggiori perplessità riguardano l'incompatibilità ambientale, le criticità idriche legate al fiume Vibrata e la tutela sanitaria del territorio vibratiano, con il timore di conseguenze negative socio-economiche sull'intera area in relazione all'inquinamento delle coste e al potenziale pregiudizio delle attività economiche legate al settore del turismo balneare, si chiede di sapere: se e quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere, anche per il tramite dell'Autorità di bacino, circa le problematiche relative al progetto della società Wash Italia SpA; se e quali iniziative di competenza intenda assumere nel bacino idrografico della val Vibrata nel rispetto della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE che obbliga gli Stati membri alla protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee. Atto n. 3-01291 MALAN Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la risoluzione A/C.4/74/legge 16 delle Nazioni Unite approvata dalla quarta commissione il 15 novembre 2019 e nella seduta plenaria il 13 dicembre, menziona il Monte del Tempio di Gerusalemme unicamente con il nome islamico "Haram al-Sharif"; il Monte del Tempio è il principale punto di riferimento fisico per l'ebraismo: in tutto il mondo, gli Ebrei pregano rivolti a quel luogo, sito del Primo Tempio, costruito nella seconda parte del IX secolo a.C. e distrutto dai Babilonesi tre secoli dopo, e del Secondo Tempio, costruito nel V secolo a.C. e distrutto dai Romani nel 70 a.C.; molti riti e tradizioni ebraiche sono riferiti a quel luogo; persino la "Guida al Haram al-Sharif" , pubblicata nel 1925 dal Supremo consiglio musulmano (Waqf), cui è affidata l'amministrazione della località fin dal mandato britannico, poi durante il periodo del controllo da parte del Regno di Giordania dal 1948, sia dopo che Israele ne ha preso il controllo nel 1967, afferma che la sua "identificazione come sito del Tempio di Salomone è fuori discussione"; Antico e Nuovo Testamento citano centinaia di volte quel luogo, frequentato da Gesù di Nazareth e dai suoi discepoli, sei secoli prima della nascita dell'Islam; ancora oggi sono visibili alcuni gradini che essi percorrevano per recarsi nel Tempio; accettare la denominazione islamica come unica per quella località significa negare l'identità ebraica e incoraggiare l'estremismo islamico, che non accetta neppure l'idea di una pacifica convivenza e intende spazzare via lo Stato di Israele, negando la sua legittimità storica; importanti intellettuali israeliani ed ebrei, esponenti cristiani evangelici, hanno affermato che negare l'ebraicità del Monte del Tempio è peggio che negare la Shoah, perché mette in questione le radici stesse dell'ebraismo, a sua volta radice del cristianesimo, si chiede di sapere per quale ragione l'Italia abbia votato la risoluzione delle Nazioni Unite A/C.4/74/legge 16 che identifica il Monte del Tempio di Gerusalemme unicamente con la sua denominazione islamica. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01292 NUGNES Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: con la sentenza n. 29460/2019 le sezioni unite della Corte di cassazione hanno risolto il contrasto giurisprudenziale relativo all'immediata applicazione alle richieste di protezione internazionale, presentate anteriormente all'entrata in vigore, del decreto-legge n. 113 del 2018 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018, cosiddetto decreto sicurezza) che ha abrogato l'art. 5, comma 6, del testo unico sull'immigrazione, di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998;