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come si fa a dire che dobbiamo fare una riforma di natura generale volta a introdurre semplificazioni e poi andare a incidere sulla carne viva di un ceto medio che oggi ragiona, tutto, in termini di "sopravvivenza", sulla base del patrimonio familiare e di donazioni? Dico questo perché l'attenzione che va riposta alla sistematicità è rilevante. Attenzione anche, nella volontà di semplificare, a non prendere, a spizzichi, una parte del rito del lavoro per inserirla nel rito ordinario, perché temo che, anche in questo caso, possa sorgere una serie di problemi sistematici. Un'altra questione su cui intendo soffermarmi - l'ha citata anche lei, signor Ministro - riguarda il cosiddetto codice del fallimento, quindi l'insolvenza. Quello che sarebbe dovuto essere l'atto più importante della legislatura o comunque dei primi sei mesi di Governo, più importante della cosiddetta legge spazzacorrotti e di tante questioni legate alla manovra, è passato assolutamente sottotono in quanto le Commissioni giustizia di Camera e Senato erano affogate poiché era in corso l'esame del provvedimento spazzacorrotti e della manovra di bilancio. Ebbene, ci sono decine di norme che vanno rianalizzate con attenzione e c'è anche una proroga della delega, perché lo schema di decreto che credo il Consiglio dei ministri abbia recentemente adottato va a incidere sulla carne viva della gente. Si tratta di uno strumento che noi legislatori possiamo dare alle persone comuni per tirarsi fuori da dieci anni in cui hanno fatto debiti, perché non arrivavano a pagare, non riuscivano a risolvere e a fare una trattativa con la banca. A mio avviso, quel codice - e si tratta di più di 500 articoli - necessita di un monitoraggio dal punto di vista applicativo, perché non c'è stato il tempo materiale di andare a raccogliere tutte le istanze che provenivano. Signor Ministro, mi avvio a concludere perché il tempo a mia disposizione è terminato. Mi auguro che la discussione della relazione sull'amministrazione della giustizia possa essere un momento che consenta almeno di toccare punti sostanziali dell'attività del Ministero. Soprattutto, mi auguro che lei, signor Ministro, possa dormire tranquillo la notte, dopo aver presentato e fatto approvare una norma come quella che chiama spazzacorrotti, perché io, francamente, qualche problema di coscienza sulla prescrizione e su quello che avete fatto, me lo porrei tutte le sere. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . Saluto ad una delegazione dell'Assemblea dei rappresentanti del popolo della Repubblica di Tunisia PRESIDENTE . Colleghi, ho il piacere di informarvi che ad assistere ai nostri lavori è oggi presente una delegazione di funzionari dell'Assemblea dei rappresentanti del popolo della Tunisia, accompagnati dal vice segretario generale Adel Hanchi. (Applausi) . Ripresa della discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, devo dirle che, dopo averla sentita l'11 luglio in Commissione e questa mattina, mi verrebbe da complimentarmi con lei, perché lei ha la capacità di parlare e di illustrare dati, che spesso sono dati sostanziali e che non possono essere smentiti, essenzialmente senza dire alcunché su quanto un Governo del cambiamento avrebbe dovuto fare o dovrebbe fare in una situazione quale quella della giustizia in Italia che, come appare dai suoi dati, è assolutamente precaria e difficile. Le dico subito, dunque, che mi vorrei complimentare perché lei è bravo a dire queste cose, ma poi non è conseguente nel dare le informazioni su quanto si vuole effettivamente fare. Ricordo che l'11 luglio scorso, in Commissione, lei disse che l'azione del Governo del cambiamento, alla luce del contratto di Governo, si sarebbe svolta nel senso di dare una grande spinta all'amministrazione della giustizia, avendo individuato quali fossero le carenze della giustizia, da lei ricondotte, in particolare, alla carenza di personale e alla disamministrazione, derivante anche da strutture inadeguate. Tuttavia in questi sei mesi e nella relazione da lei svolta questa mattina non appare nulla in relazione a quanto si deve fare. Le faccio alcuni esempi. Se le difficoltà dell'Amministrazione della giustizia dipendevano dalla mancanza di personale, lei aveva un'arma, alla quale ha accennato, ma senza esplicitare come la utilizzerà: c'è stato un concorso per assistenti giudiziari che ha prodotto una graduatoria di idonei, circa 1837 persone che aspettano di essere inserite nei ruoli dell'amministrazione giudiziaria. Le ricordo, tra l'altro, che, già con il ministro Orlando, nel mese di maggio, per duecento di queste persone è stata decisa l'assunzione in ruolo, ma ancora non si ha alcuna notizia. Questo è un fatto serio. Tra l'altro, in occasione dell'esame della legge di bilancio, noi di Fratelli d'Italia avevamo presentato degli emendamenti al riguardo, perché noi contrapponiamo a questo Governo una opposizione non truculenta ma patriottica, come abbiamo sempre sostenuto, e approviamo tutto quello che va nell'interesse della nostra nazione. Altro aspetto importante, cui lei ha fatto un piccolo accenno, è la magistratura onoraria. Ritengo che per la magistratura onoraria si debba trovare una perfetta soluzione, come peraltro voi auspicavate nel vostro contratto di Governo. Non è infatti possibile che non si riesca a trovare una soluzione giuridica ed economica per questa platea importante di professionisti, che rende giustizia in Italia. Si tratta di circa cinquemila persone, che da anni reggono l'amministrazione della giustizia in Italia, perché senza i cinquemila giudici onorari la giustizia, già assolutamente carente, sarebbe completamente allo sfascio. Questo è il secondo aspetto pratico che voglio sottolineare questa mattina e intervengo solo per dare contributi, non per criticare il Governo. Avremmo tante cose da dire. Lei ha parlato della giustizia di prossimità: pensa veramente che aprire degli sportelli in qualche Comune o in qualche decina di Comuni risolva il problema della giustizia di prossimità, quando lei sa benissimo, perché conosce il problema, che con la riforma della geografia giudiziaria importanti tribunali di frontiera sono stati soppressi e in quei luoghi non si può più rendere giustizia, sia per la situazione orografica in cui si trovano, sia per le distanze con il Comune capoluogo? Altro che sportelli che diano informazioni al cittadino! Abbiamo bisogno che la geografia giudiziaria venga rivista per dare la giustizia ai cittadini, perché oggi, come lei ha detto benissimo nella sua introduzione, in Italia vi è crisi assoluta e sfiducia nei confronti della giustizia perché essa non viene resa, sia in campo civile che in campo penale. Credo invece che voi abbiate pensato che fare propaganda sulle azioni di Governo sia più utile che fare il Ministro della giustizia che risolve i problemi della giustizia. Mi riferisco alla riforma della prescrizione, che mi rendo conto attira di più: dire che con la sospensione della prescrizione si colpiscono i reati e i corrotti rende popolari, andiamo però a valutare attentamente cosa vuol dire la riduzione della prescrizione.