[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), modificato dall'art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo) e dell'art. 142 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia), riprodotto dall'art. 142 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), promosso con ordinanza del 14 ottobre 2002 dal Tribunale di Milano sul reclamo proposto da Dugnani Marco, iscritta al n. 557 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 1, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visti l'atto di costituzione di Dugnani Marco nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 30 novembre 2004 il Giudice relatore Paolo Maddalena; udito l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che, con ordinanza del 14 ottobre 2002, il Tribunale di Milano – chiamato a pronunciarsi su un reclamo proposto avverso un provvedimento di diniego di ammissione al patrocinio a spese dello Stato e di liquidazione dei relativi compensi, richiesti in dipendenza dell'attività defensionale spiegata nell'ambito di sei procedimenti radicati ex art. 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) – ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 13 del decreto legislativo n. 286 del 1998, come modificato dall'art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), e dell'art. 142 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia), riprodotto nell'art. 142 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), in relazione all'art. 3 della Costituzione, per disparità di trattamento e irragionevolezza; che lo stesso Tribunale di Milano, con ordinanza emessa il 4 ottobre 2001, iscritta al n. 78 del registro ordinanze 2002, aveva già promosso, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 11 della legge 6 marzo 1998, n. 40 (Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e 13 del decreto legislativo n. 286 del 1998, “nella parte in cui prevedono l'automatica ammissione degli stranieri al beneficio del patrocinio a spese dello Stato indipendentemente dalla sussistenza e dal controllo sulla sottostante situazione reddituale”; che questa Corte, con ordinanza n. 359 del 2002, ha però restituito gli atti al giudice di Milano essendo nel frattempo mutato il quadro normativo di riferimento, affinché lo stesso giudice valutasse il persistere della rilevanza della questione sollevata, in quanto, successivamente alla predetta ordinanza di remissione, l'art. 299 del decreto legislativo n. 113 del 2002 ha abrogato una delle disposizioni allora censurate, e cioè l'art. 13, comma 10, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 286 del 1998, e, inoltre, l'art. 142 del decreto legislativo n. 113 del 2002 ha dettato una nuova disciplina del patrocinio a spese dello Stato nel “processo avverso il provvedimento di espulsione del cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea, di cui all'art. 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286”; che, con la nuova ordinanza di remissione, il Tribunale di Milano ritiene che le censure già formulate con la precedente ordinanza del 4 ottobre 2001 debbano essere “reiterate” in relazione agli artt. 13 del decreto legislativo n. 286 del 1998, come modificato dall'art. 12 della legge n. 189 del 2002, e 142 del decreto legislativo n. 113 del 2002, riprodotto nell'art. 142 del d.P.R. n. 115 del 2002; che la disciplina denunciata si porrebbe in contrasto con l'art. 3 della Costituzione per violazione del principio di uguaglianza e del canone della ragionevolezza, tenuto conto della “differente tipologia di trattamento prevista per gli stranieri che richiedano l'accesso al patrocinio a spese dello Stato in sede di udienza di convalida del trattenimento, nonché alla parimenti differente tipologia di trattamento prevista per i cittadini e per gli stranieri che richiedano analogo beneficio sia in ambito penale sia in ambito civile”; che, secondo il remittente, il combinato disposto delle disposizioni censurate “non può essere interpretato se non nel senso che lo straniero che attiva il procedimento di impugnazione avverso il decreto di espulsione risulta ammesso ex officio al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dalla sussistenza del requisito reddituale nonché da qualsivoglia relativo controllo”; che, ad avviso dello stesso remittente, dovrebbero comunque essere disapplicati gli artt. 3, comma 4, e 20 del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'art. 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286), che prevedono espressamente la subordinazione dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato alla sussistenza dei presupposti indicati dalla legge 30 luglio 1990, n. 217 (Istituzione del patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti), in quanto detti articoli si porrebbero in contrasto con le disposizioni di cui alla legge n. 40 del 1998 e al decreto legislativo n. 286 del 1998, le quali “non avevano previsto la sussistenza di tali presupposti ed avevano sancito l'ammissione automatica dello straniero al beneficio in parola”; che, a conferma di tale ricostruzione ermeneutica, il Tribunale di Milano rileva che, con riferimento all'art. 142, la relazione illustrativa concernente lo schema di d.P.R. n. 115 del 2002 per l'approvazione del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia afferma che “non è stata prevista l'apertura dell'articolo di campione per il recupero, mancandone i presupposti anche teorici: in caso di soccombenza dello Stato non si pone il problema;