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Colleghi, continuate a pensare che i posti di lavoro si creino per decreto, ma gli unici soggetti che possono creare i posti di lavoro sono le imprese. Signor Presidente, colleghi, concludo dicendo che l'unica luce che si intravede in questo decreto-legge sostegni è che riconoscete il vostro errore per quanto riguarda i vaccini, perché passate da 400 milioni di euro a 2 miliardi e 800 milioni di euro. Vi siete resi conto che i soldi che avevate messo a disposizione per i vaccini erano una miseria: meglio tardi che mai. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, con questo provvedimento arriviamo a dare ulteriori risposte ai numerosi bisogni che famiglie e imprese hanno manifestato rispetto alle restrizioni che siamo stati costretti ad attuare per via della pandemia. Tutti noi, però, ci auguriamo che questo decreto-legge e il prossimo già istruito siano ormai tra gli ultimi provvedimenti straordinari ed emergenziali, che portano ad attuare misure con risorse ingenti per dare sostegni e aiuti straordinari. Questo perché la speranza è che l'implementazione del piano vaccinale possa portare a una progressiva normalità anche il nostro Paese, permettendo così allo Stato di avviare l'attuazione degli importanti investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal fondo complementare, in modo tale da poter vedere finalmente crescere anche nel nostro Paese l'occupazione, oltre che il Paese stesso in tutte le sue componenti. Su occupazione e lavoro mi sia consentita una parola, Presidente, rispetto ai recenti fatti di cronaca degli ultimi giorni. Vorrei esprimere, a nome mio e del Gruppo PD, il cordoglio per le recenti morti sul lavoro. Queste morti devono essere un richiamo costante ad investire e a vigilare continuamente sulle misure di sicurezza lavorative. (Applausi) . Queste morti, che sembrano emergere da una costante oscurità, nonostante dati drammatici, ci devono far riflettere perché, Presidente, Luana D'Orazio è morta come in una filanda dell'Ottocento e Christian Martinelli è morto come in un opificio del Novecento. Fatti drammatici come questi ci devono scuotere, ma ci devono anche indurre a far sì che gli investimenti importanti che lo Stato attuerà nei prossimi mesi e nei prossimi anni pongano il tema della sicurezza sul lavoro al primo posto. Al tempo stesso, bisogna implementare i controlli nelle aziende perché queste drammatiche vicende non si ripetano più. Venendo al decreto-legge, Presidente, il Parlamento ha avuto un ruolo limitato per quanto riguarda le risorse a disposizione; tuttavia, ha avuto un ruolo significativo nella determinazione delle misure e dei provvedimenti. Anche grazie all'impegno del Gruppo PD, assistiamo a un'importante riduzione dei costi fissi soprattutto per i pubblici esercizi e per gli operatori del turismo. In questo modo si è dato ascolto a tante richieste degli stakeholder . Sappiamo che questa deve essere ancora la strada da attuare con l'utilizzo dell'ulteriore scostamento già deliberato dal Parlamento di 40 miliardi, che vedrà l'impiego parziale di quelle risorse nel provvedimento atteso che il Governo sta per varare. Oltre a queste misure, su impulso del Parlamento - che su questo è stato chiaro, anche nell'ordine del giorno approvato in Commissione - il Governo dovrà riservare particolare attenzione ai Comuni, che sono una cellula vitale per il nostro Paese perché sono stati e sono protagonisti nell'aiuto alle famiglie e alle imprese. Credo che si dovrà necessariamente andare nella direzione di coprire completamente, almeno con 600 milioni di euro, lo scoperto che i Comuni registreranno sulla Tari, perché se vogliamo abbattere come costo fisso per le imprese una tassa come quella sui rifiuti dovremo garantire al Comune la piena copertura delle risorse, altrimenti il meccanismo vedrà scaricare sulle famiglie questa tariffa, e questo non è ovviamente ammissibile. C'è inoltre una richiesta di implementare di 100 milioni di euro il fondo per la montagna, previsto dall'articolo 2 del decreto-legge in approvazione; c'è, poi, un'importante misura legata alla solidarietà alimentare. Abbiamo visto come abbia funzionato bene nei mesi passati dello scorso anno il bonus spesa che è stato riconosciuto alle famiglie bisognose attraverso i Comuni. Questa misura non solo deve essere implementata, ma deve essere resa più flessibile, lasciando ai Comuni le risorse necessarie per dare risposte sulle esigenze di spesa, ma anche sulle coperture di bollette o di affitti per quelle famiglie che i Comuni stessi sanno essere in condizioni di difficoltà. I Comuni sono la sentinella sul territorio per conto dello Stato. Conoscono i propri cittadini, conoscono i bisogni che essi registrano e, quindi, sono i migliori organismi dello Stato, titolati a indicare dove destinare le risorse. L'appello che faccio al Governo, quindi, non è solo quello di destinare le risorse a copertura di queste misure per i Comuni, ma anche quello di rendere flessibile l'utilizzo di tali risorse in funzione delle capacità che ogni singolo Comune sa mettere in campo per riconoscere i bisogni delle famiglie e delle imprese. Signor Presidente, i Comuni sono stati in prima linea nella gestione della pandemia. Sono stati essenziali e continuano ad essere essenziali nella implementazione del piano vaccinale, perché hanno saputo mettere in campo e coordinare i volontari che assistono i numerosi centri vaccinali e gli operatori sanitari. Saranno protagonisti della ripartenza con gli investimenti previsti dal PNRR. È necessario un patto, lo chiedo al Governo: un patto tra Stato e Comuni per le ragioni che ho indicato, per il ruolo che esercitano i Comuni. Sarà necessario che il Governo affidi responsabilità e risorse, ma anche adeguata autonomia ai Comuni, per delle risposte migliori nei confronti delle famiglie e delle imprese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghe e colleghi, preliminarmente sento di dover ringraziare i relatori, la senatrice Toffanin e il senatore Manca, per l'ottimo lavoro che hanno svolto, di sintesi e di attenzione ai lavori della Commissione, i due Presidenti di Commissione, senatori Pesco e D'Alfonso, e anche a tutta la struttura che ci ha supportato - e sopportato - in queste fasi. (Applausi) . Se posso dirlo, signor Presidente, l'unica cosa che non mi è piaciuta è il rito della notturna, perché, con un po' di programmazione e di organizzazione, si riescono a organizzare i lavori bene. Personalmente, io di notte faccio fatica a stare sveglio e, per questo, auspico per il futuro che non ci siano notturne. Al di là di questo, venendo al decreto sostegni, il punto più importante, come hanno richiamato i colleghi che sono intervenuti e come faranno quelli che interverranno anche dopo di me, non sono le singole misure, ma quell'ordine del giorno che, come ha detto la mia Capogruppo, è prenotativo sul decreto sostegni- bis . Con tale ordine del giorno impegniamo il Governo non a valutare, ma su alcune azioni puntuali, precise e definite che non hanno trovato spazio, data la ristrettezza dei margini economici, in questo primo decreto.