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Ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge ripropone per intero il testo già presentato nel corso della XVIII legislatura, l'atto Senato n. 979, recante ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992 e il cui esame, assegnato alle Commissioni riunite 1ª (Affari Costituzionali) e 3ª (Affari esteri, emigrazione) in sede referente il 16 aprile 2020, si è interrotto con la seduta n.2 in data 14 luglio 2022. Tale Carta europea, mira a proteggere le lingue regionali o minoritarie e a promuovere il loro utilizzo al fine di salvaguardare le tradizioni culturali europee e garantire ai singoli la possibilità di usare tali lingue nell'ambito delle attività pubbliche o private. La Carta è stata firmata dal nostro Paese il 27 giugno 2000 ma, nonostante siano passati ventidue anni, non è stata ancora ratificata. Nelle precedenti legislature sono stati presentati diversi disegni di legge ed è stata avviata la discussione nelle Commissioni parlamentari competenti. Nella XVI legislatura, il governo Monti ha presentato alla Camera dei deputati il progetto di legge n. 5118, discusso presso la Commissione Affari esteri, unitamente agli abbinati progetti di legge n. 38 (Zeller e altri) e n. 265 (Mecacci e altri), tra il 20 dicembre 2011 e il 6 novembre 2012; l'esame parlamentare non si è tuttavia concluso a causa della fine della legislatura, e non si è arrivati alla conclusione dell' iter parlamentare di ratifica. Si pone perciò la necessità di procedere ad una rapida ratifica della Carta per dare piena attuazione alle disposizioni in essa contenute. Attualmente in Italia vigono due leggi che riguardano il tema delle minoranze linguistiche: la legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, e la legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia. La prima, in particolare, può essere considerata come un recepimento sostanziale della Carta nell'ordinamento interno italiano. Il percorso che ha portato all'approvazione delle leggi sopracitate è stato difficile e caratterizzato da estenuanti dibattiti e polemiche; oggi, invece, si comprende l'utilità di queste leggi, che non hanno certo lo scopo di dividere il Paese a discapito della salvaguardia della lingua italiana, bensì hanno contribuito a tutelare la grande ricchezza rappresentata dalle minoranze nazionali e linguistiche presenti in Italia. I diversi convegni organizzati per ricordare il decimo anniversario dalla data di entrata in vigore delle leggi in questione ne hanno sottolineato l'importanza e la perfetta armonia con l'articolo 6 della Costituzione e con i molteplici documenti internazionali su questo tema. I diritti delle minoranze linguistiche rientrano in quella ampia sfera dei diritti universalmente riconosciuti e irrinunciabili, che vanno garantiti e tutelati. Inoltre, per quanto riguarda il nostro Paese, tali leggi determinano un valore aggiunto alla coesione sociale. Per i motivi sopra esplicati, è ora necessario completare il quadro legislativo in modo da porre il nostro Paese nell'alveo degli altri Stati europei, che da molti anni hanno provveduto alla ratifica della Carta. Il disegno di legge di ratifica è molto semplice e sintetico e ripropone in sostanza il testo emendato approvato in Commissione Affari esteri della Camera nella seduta del 16 ottobre 2007. Ad esso vengono apportate due modifiche: la prima riguarda l'inserimento di un articolo aggiuntivo teso ad introdurre una norma di salvaguardia a tutela delle eventuali disposizioni nazionali vigenti più favorevoli, mentre la seconda riguarda l'attività di monitoraggio. In particolare, viene prevista una Conferenza da tenersi ogni cinque anni per verificare lo stato di attuazione delle disposizioni contenute nella Carta e nelle due leggi nazionali sopra citate. Questa modalità si rende necessaria anche alla luce dell'ultimo rapporto stilato dal Comitato consultivo sulla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali, organismo del Consiglio d'Europa, in cui si evidenziano i notevoli ritardi dell'Italia in questo campo. La ratifica e l'esecuzione della Carta europea costituiscono solo un piccolo passo a favore della tutela delle lingue minoritarie e potrebbero essere l'inizio di un percorso di modifica e di integrazione delle leggi nazionali in tema di minoranze più in generale, come la citata legge n. 482 del 1999 e la summenzionata legge n. 38 del 2001. In particolare, all'articolo 3 del presente disegno di legge si stabilisce che le disposizioni della Carta si applichino, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, anche alle lingue delle minoranze Rom e Sinti, conformemente a quanto previsto da un emendamento approvato il 23 maggio 2012 presso la Commissione Affari esteri della Camera dei deputati nel corso dell'esame dei citati progetti di legge n. 5118 e abbinati. Nel merito, il testo si compone dei seguenti articoli: l'articolo 1 prevede la ratifica della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie; gli articoli 2 e 3 riguardano l'esecuzione della Carta e, quindi, l'impegno dell'Italia ad uniformarsi alle disposizioni in essa contenute. L'articolo 4 assicura la diffusione di programmi radiotelevisivi nelle lingue regionali o minoritarie. L'articolo 5 salvaguarda le eventuali più favorevoli disposizioni nazionali vigenti in materia e prevede, nell'attuazione degli interventi previsti dalla Carta, un monitoraggio da parte dell'apposito Dipartimento del Ministero dell'interno, il quale presenterà i risultati di tale monitoraggio alla Conferenza nazionale sulle minoranze, prevista dall'articolo 6, che viene convocata ogni cinque anni. L'approvazione di questo disegno di legge, con la ratifica della Carta, restituirebbe la necessaria dignità al tema della tutela delle minoranze, oggi troppo spesso dimenticato nei mezzi d'informazione e nell'opinione pubblica. Riaffermare i diritti delle minoranze significa, inoltre, contribuire al pieno rispetto del Trattato di Lisbona. Per tali ragioni si auspica una rapida approvazione di questo disegno di legge.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992, di seguito denominata « Carta ». 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Carta, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 19 della Carta stessa. 3 (Ambito di applicazione) 1 Ai fini di quanto previsto dall'articolo 2, paragrafo 2, e dall'articolo 3, paragrafo 1, della Carta, le disposizioni ivi contenute si applicano, a decorrere dalla data di entrata in vigore della Carta medesima, alle lingue regionali o minoritarie di cui all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, nonché alle lingue delle minoranze Rom e Sinti,