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Retribuzione dei magistrati onorari in servizio Il secondo pilastro del regime del doppio binario attiene alla retribuzione che non può ancorarsi ad un limitato impiego a due impegni, criterio che non può andare bene neppure per i futuri magistrati onorari, ma che, a maggior ragione, mal si addice a quelli in servizio i quali non potrebbero avere alcuna prospettiva di inserimento nel mondo del lavoro in considerazione dell'esercizio sinanche ventennale ed in molti casi in via esclusiva delle funzioni giudiziarie onorarie. Conseguentemente si è introdotta la possibilità di esercitare l'opzione di dedicare a questa attività un impegno ridotto (tre impegni pari ad una udienza a settimana e due udienze straordinarie al mese), cinque impegni (pari a due udienze a settimana) ed il tempo pieno pari a sei impegni (pari a due udienze a settimana e due udienze straordinarie), con conseguente aumento pro rata temporis della retribuzione. Tale scelta si pone in linea con quanto deciso nella seduta n. 615 di giovedì 28 aprile 2016 della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, in cui è stata approvata, con parere favorevole del Governo, la raccomandazione n. 9/3672/17 a firma dei deputati Molteni, Guidesi e Invernizzi, che impegnavano il governo a riconoscere ai magistrati onorari « una retribuzione annua lorda non inferiore ad euro 36.000,00 », come importo minimo della componente fissa, al netto della previdenza. A conferma di questo, vi è la circostanza che, nella precedente legislatura, è stato dichiarato ammissibile dalla Commissione Bilancio della Camera l'emendamento alla legge di stabilità 2017, AC 4127- bis, a firma dei deputati Molteni e Fedriga che prevedeva la determinazione dell'indennità fissa per la magistratura onoraria nella misura di euro 43.310,90 lordi annui, al netto degli oneri previdenziali. C. Ufficio per il processo Per i magistrati onorari in servizio è stata introdotta una nuova forma di ufficio per il processo che si compone di due comparti ossia l'ufficio per il processo di ausilio al magistrato (l'ufficio del giudice) e l'ufficio per il processo con l'attribuzione di ruoli autonomi (l'ufficio del presidente). Il numero di magistrati onorari da destinare all'uno piuttosto che all'altro è rimesso al presidente del tribunale sulla base delle necessità organizzative dell'ufficio e sulle domande presentate dai magistrati onorari. La proposta è pertanto quella di istituire un ufficio per il processo che presenta queste caratteristiche per il magistrato onorario: 1) essere a base volontaria; 2) non prevedere alcuna riduzione di retribuzione né limitazione di impegni, con la conseguenza della piena equiparazione retributiva e di impegni per il magistrato assegnato all'ufficio per il processo con funzioni ausiliarie; all'ufficio per il processo con funzioni autonome ed, infine, all'ufficio del giudice di pace. D. Tutela previdenziale Il quarto pilastro attiene alla tutela previdenziale, che ricondotta alle gestioni della cassa forense e alla gestione separata dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale (INPS), in adempimento alla pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali del 5 luglio 2016, prevede la contribuzione a carico del professionista nella misura di un terzo e del committente/Ministero nella misura di due terzi. La suddetta soluzione costituisce piena attuazione della pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali, adottata il 5 luglio 2016 e resa pubblica il 16 novembre 2016, che ha concluso nel senso che lo Stato italiano ha violato l'articolo E (Divieto di discriminazione in ambito lavorativo) in combinato disposto con l'articolo 12, paragrafo 1, (Diritto alla sicurezza sociale) poiché gli stessi non godono di un trattamento sociale e previdenziale. La previsione di un sistema previdenziale totalmente a carico dell'amministrato si pone in pieno contrasto con la normativa europea e si richiama sul punto la sentenza della Corte di giustizia nella causa C-393/10 del 01 marzo 2012 secondo cui: « Non si può quindi sostenere che i giudici a tempo pieno e i recorder non si trovino in una situazione comparabile a causa delle divergenze tra le loro carriere, dato che i secondi hanno sempre la possibilità di esercitare la professione forense. Decisiva è piuttosto la questione se essi svolgano sostanzialmente la stessa attività. A tal proposito, le parti interessate, compreso il governo del Regno Unito, hanno chiarito in udienza che i recorder e i giudici a tempo pieno esercitavano le stesse funzioni. Si è precisato, infatti, che il loro lavoro è identico, che si svolge nelle medesime giurisdizioni e nel corso delle stesse udienza » e ancora « Alla luce delle suesposte considerazioni, si deve rispondere alla seconda questione dichiarando che l'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale va interpretato nel senso che osta a che, ai fini dell'accesso al regime della pensione di vecchiaia, il diritto nazionale operi una distinzione tra i giudici a tempo pieno e i giudici a tempo parziale retribuiti in base a tariffe giornaliere, a meno che tale differenza di trattamento sia giustificata da ragioni obiettive, che spetta al giudice del rinvio valutare ». Sul tema ci si richiama anche alla raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa CM/Rec/2010/12 che, al paragrafo 54, prevede espressamente che « La retribuzione dei giudici deve essere commisurata al loro ruolo professionale ed alle loro responsabilità, ed essere di livello sufficiente a renderli immuni da qualsiasi pressione volta ad influenzare le loro decisioni. Deve essere garantito il mantenimento di una remunerazione per il collocamento a riposo il cui livello deve essere ragionevolmente rapportato alla retribuzione dei giudici in servizio. Devono essere adottate specifiche disposizioni di legge per garantire che non possa essere disposta una riduzione delle retribuzioni rivolta specificamene ai giudici ». E. Riduzione della dotazione organica È stata prevista una rilevante diminuzione dell'organico dei magistrati onorari di pace, da un lato per ovvi motivi di razionalizzazione delle spese e di riduzione degli uffici del giudice di pace e, dall'altro dalla diversa natura e funzione del magistrato onorario costituendo, invero, un magistrato tecnico. La riduzione della pianta organica dai previsti 8.000 a 5.000 porterebbe un risparmio di spesa, pari a circa 63 milioni di euro, derivante dalla mancata retribuzione e dal mancato investimento di fondi per i 3.000 magistrati onorari in meno e consentirebbe la copertura finanziaria per la protezione previdenziale e assistenziale di cui alla presente legge, nonché per l'aumento degli impegni anche per i magistrati di nuova nomina per soddisfare la finalità di migliore efficienza degli uffici.