[ddlpres]

più specificamente, la riduzione non si applica, limitatamente ai soggetti che maturino il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, qualora l'anzianità contributiva ivi prevista derivi da prestazione effettiva di lavoro, ricomprendendovi anche i periodi di fruizione dei permessi lavorativi spettanti ai genitori, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata. L'articolo 3 riconosce piena validità agli accordi per la gestione delle eccedenze occupazionali con utilizzo di ammortizzatori sociali, stipulati dalle imprese, entro il 31 dicembre 2011, anche in sede non governativa, ai fini dell'accesso al regime previdenziale previgente al decreto-legge n. 201 del 2011. L'articolo 4 ordina il monitoraggio degli effetti del nuovo sistema previdenziale, prescrivendo al Ministro del lavoro e delle politiche sociali di presentare, sulla base dei dati elaborati dall'INPS, una relazione semestrale alle Camere. L'articolo 5 contiene la copertura finanziaria. Il disegno di legge valuta gli oneri in 500 milioni di euro per l'anno 2013, 1.270 milioni di euro per l'anno 2014, 2.250 milioni di euro per l'anno 2015, 2.520 milioni di euro per l'anno 2016, 2.230 milioni di euro per l'anno 2017, 1.310 milioni di euro per l'anno 2018 e 650 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, disponendo che siano coperti mediante una riduzione corrispondente dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale. Il comma 4, in particolare, sostituisce la clausola di salvaguardia introdotta dall'articolo 6- bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, prevedendo che, qualora, a seguito di tutte le deroghe introdotte al nuovo sistema previdenziale, risultasse il raggiungimento del limite delle risorse per esse stanziate dalla presente e da altre leggi, si procede a ulteriori riduzioni dei predetti regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale, per soddisfare tutte le domande relative ai soggetti inclusi tra i beneficiari delle deroghe.. 1 (Modifiche all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) 1 Dopo il comma 10 dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono inseriti i seguenti: « 10 -bis. In deroga a quanto previsto al comma 10, è consentito al lavoratore l'accesso alla pensione anticipata alle seguenti condizioni: a) risultare non occupato al 31 dicembre 2011, oppure avere sottoscritto entro tale data accordi collettivi o individuali che come esito finale prevedevano il licenziamento, e maturare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto i requisiti di età e anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore del presente decreto; b) in via sperimentale dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, possedere un'anzianità contributiva pari a 35 anni e un'età, calcolata comprendendo il periodo occorrente per l'esercizio del diritto, pari o superiore a 57 anni, per le lavoratrici dipendenti, o a 58 anni, per le lavoratrici autonome e per i lavoratori dipendenti, o a 59 anni, per i lavoratori autonomi; c) in via sperimentale dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, possedere un'anzianità contributiva pari a 35 anni e un'età, comprensiva del periodo occorrente per l'esercizio del diritto, pari o superiore a 59 anni per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e a 60 anni per i lavoratori e le lavoratrici autonomi. 10 -ter. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 10- bis , il trattamento pensionistico è liquidato interamente con il sistema di calcolo contributivo, anche con riferimento all'anzianità contributiva maturata prima del 1º gennaio 1996. Entro il 30 settembre 2017 il Governo trasmette alle Camere una relazione sugli effetti della sperimentazione di cui al medesimo comma 10- bis , lettere b) e c) , ai fini della sua eventuale prosecuzione». 2 All'articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: «4 dicembre 2011», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011»; b all'alinea, le parole: «Le disposizioni» sono sostituite dalle seguenti: «Fatta salva la possibilità, se più favorevole, di accedere al trattamento pensionistico secondo quanto previsto dai commi 10, 10- bis e 10- ter , le disposizioni» e dopo le parole: «in vigore del presente decreto» sono inserite le seguenti: «, escludendo in ogni caso l'applicazione della disciplina delle decorrenze di cui all'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e di cui all'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni,» e dopo le parole: «che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011,» sono inserite le seguenti: «ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 8, della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, e»; c alla lettera a) , le parole: «entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223» sono sostituite dalle seguenti: «entro ventiquattro mesi dalla fine del periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, indipendentemente dalla data di conclusione della procedura di mobilità avviata sulla base dei citati accordi sindacali e della data di effettivo collocamento in mobilità, eventualmente preceduto da un periodo di fruizione del trattamento di cassa integrazione guadagni»; d alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, indipendentemente dall'effettivo collocamento in mobilità entro tale data»; e alla lettera c) : 1 dopo le parole: «23 dicembre 1996, n. 662,» sono inserite le seguenti: «o per i quali non siano trascorsi ventiquattro mesi dal termine del periodo di fruizione della predetta prestazione straordinaria,»; 2 le parole: «;