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responsabilità gli uni verso gli altri, responsabilità verso le istituzioni che sono chiamate ad agire per fronteggiare l'emergenza. Possiamo imparare che in momenti come questi non si grida inutilmente, non si strumentalizza l'emergenza per biechi interessi politici, non si fa sciacallaggio, non si fa esibizionismo per raggranellare consenso. Possiamo imparare che non ci si rifugia nei giochi di palazzo invocando grandi ammucchiate, ma si cerca di fare la propria parte sostenendo il Governo che c'è e sta lavorando al meglio. Possiamo imparare quanto è importante sostenere e finanziare la ricerca scientifica pubblica. Proprio in giorni come questi riscopriamo il valore delle nostre eccellenze, e ci rendiamo conto delle condizioni in cui lavorano: precariato, assenza cronica di fondi, strutture inadeguate. Eppure, ricercatori e ricercatrici sono lì, al loro posto, a fare il loro dovere per il loro Paese. Sembra quasi un miracolo. In giorni come questi, ci rendiamo conto che la ricerca scientifica non è un vezzo, che non è vero che con ricerca e cultura "non si mangia"! Ricerca e cultura sono assetti strategici per un Paese come il nostro, devono essere potenziate e finanziate. Infine, colleghi, possiamo imparare e riscoprire il valore inestimabile del Sistema sanitario pubblico, che si sta dimostrando ancora una volta uno dei migliori al mondo. Servizio sanitario pubblico vuol dire garanzia piena del diritto alla salute, in condizioni di eguaglianza: l'articolo 3 e l'articolo 32 della Costituzione sono legati in modo inscindibile, ed è il Servizio sanitario pubblico ad assicurare questo legame. All'inizio dell'intervento ho detto che ricevo molti messaggi preoccupati, ma anche bellissimi messaggi di speranza. Sì, c'è un Paese che si è rimboccato le maniche, che sta lavorando in spirito di solidarietà. C'è un grande popolo, il nostro, che tutte le cose di cui vi ho parlato le ha già imparate e le sta mettendo in pratica. Facciamo in modo che le impari anche la politica per tornare a essere davvero guida di questo Paese. Intervento della senatrice Toffanin nella discussione generale del disegno di legge n. 1698 Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il decreto-legge in esame, "misure urgenti per la riduzione del cuneo fiscale", introduce, con l'obiettivo di aumentare i consumi interni, due misure che si differenziano l'una dall'altra. La prima istituisce un trattamento integrativo ed è rivolta essenzialmente a quella platea (un po' più ampia) di attuali percettori degli 80 euro. Corrisponde quindi non a una riduzione fiscale, ma a un bonus , ulteriore bonus , di carattere assistenzialista, che amplia il " bonus Renzi", il quale però, ha dimostrato nella pratica di non aver inciso per nulla sul consumo interno. La seconda disposizione, invece, introduce una detrazione dell'IRPEF e anche questa è rivolta esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Ma attenzione! Questa misura è provvisoria!!! Riguarda infatti solo il secondo semestre del 2020 e si esaurisce a fine anno. Ma come si può pensare che tale provvedimento serva a incrementare il consumo interno se dura solo sei mesi? Il Governo annuncia nella relazione tecnica che per il 2021 si provvederà poi a una più ampia riforma dell'IRPEF. Ma non si possono cambiare continuamente le regole: gli operatori (imprenditori, lavoratori, famiglie,) non riescono e non possono programmare nulla. Tanto meno investimenti! Non si governa con annunci e provvedimenti spot. Siamo stanchi di dirvelo. Non si realizzano provvedimenti che presentano evidenti criticità da tutte le parti e poi si ignorano tutti gli interventi e i suggerimenti della minoranza volti a risolverle. Le due misure oggi in esame presentano in effetti dei problemi palesi, che sono stati ben esposti nelle varie audizioni, in particolar modo dall'Ufficio di bilancio del Parlamento. Cominciamo dal fatto che ne avranno maggior beneficio le famiglie con più redditi, rispetto a quelle monoreddito. E dal momento che si tratta di bonus assistenzialista, almeno, si dovrebbe tener conto di questo. Le famiglie monoreddito ne escono mortificate. Si dovrebbe poi considerare che vi sono lavoratori per i quali il part-time è volontario e beneficiano in famiglia di redditi alti, per cui non necessitano di trattamenti integrativi. Inoltre, dal momento che l'anno prossimo si interromperà la detrazione fiscale, si avranno benefici molto diversi tra redditi di fasce vicine. Facile presumere che verrà facilitato in questo modo il lavoro sommerso per rientrare nella fascia di chi ottiene benefici. Complimenti! Prima reddito di cittadinanza, ora questo! Tra l'altro, il trattamento integrativo si sovrappone in parte ai beneficiari del reddito di cittadinanza che non hanno casa di proprietà e ricevono ulteriore somma per l'affitto. In fase di bilancio per l'anno in corso, avevamo già anticipato che la somma stanziata (3 miliardi) per la diminuzione del cuneo fiscale risultava esigua e non avrebbe soddisfatto né lavoratori né imprese. Tra l'altro, questa riduzione fiscale è discriminatoria perché riguarda solo lavoratori dipendenti ed esclude categoricamente pensionati e lavoratori autonomi. Il mondo dell'impresa è stato già ben penalizzato anche dal fatto che il regime forfettario per i redditi fino ai 100.000 euro previsto per il 2020 è stato annullato e addirittura ridotta la platea di imprenditori che possono usufruire del regime agevolato fino ai 65.000 euro. State continuando a emanare provvedimenti senza una visione programmatica complessiva seria, che comprenda un arco temporale più lungo dei prossimi sei mesi, senza dare certezze al Paese, che ora, vista purtroppo l'emergenza che sta vivendo, abbisogna più che mai di misure fortemente impattanti e strutturali per far ripartire subito un'economia bloccata dalla diffusione del virus e ancor di più da una comunicazione sbagliata in merito. Le nostre aziende arrivano già penalizzate da scelte politiche che le hanno negato negli ultimi anni sostegno per investimenti, sburocratizzazione, agevolazioni fiscali, detassazione e regole certe. Avete sempre considerato l'impresa come un nemico da combattere e avete messo in atto misure che non l'hanno sostenuta. Ora il fattore coronavirus sta dando il colpo di grazia, e voi continuate a sfornare provvedimenti che prevedono microinterventi e non servono a nulla se non per fare propaganda. Gli ultimi due governi hanno speso tante, troppe preziosissime risorse in deficit per realizzare misure puramente assistenzialiste: già allora avevamo motivato, inascoltati, la nostra contrarietà. Con il reddito di cittadinanza il PIL sarebbe dovuto aumentare per l'aumento dei consumi, ma i dati dicono che non è stato così. Con il decreto dignità sarebbe dovuta aumentare l'occupazione a tempo indeterminato, e invece a gennaio 2020 l'Istat registra -40.000 lavoratori rispetto a dicembre che già registrava un calo; un aumento della disoccupazione giovanile e soprattutto una diminuzione delle ore lavorate. Con il decreto crescita si voleva far ripartire le imprese, e invece sono state affossate. Sono due anni che annunciate lo sblocco dei cantieri per grandi opere (e non solo), ma - salvo un paio di eccezioni - non si è proprio visto nulla. Le grandi opere sono fondamentali per fare ripartire l'economia di un Paese. Oggi più che mai!!!