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L'Anas e RFI hanno continuato a fare gare e ad appaltare lavori. È la carenza di qualità e di qualificazione delle piccole stazioni appaltanti che blocca il sistema, e voi che fate? Abolite persino l'obbligatorietà del ricorso alle centrali di committenza, tornando praticamente a 35.000 stazioni appaltanti nel Paese. Questo però non vi basta, fate un'altra cosa, questa sì, aberrante: ritenete che le commissioni giudicatrici possano essere cucinate a casa. Per intenderci, un sindaco o un responsabile unico del procedimento (RUP) può scegliere esattamente i commissari che vuole, non ha l'obbligo di ricorrere all'albo dell'ANAC, né di chiedere i requisiti di professionalità e moralità, ma può scegliere chi vuole: il fratello, la cugina, il fidanzato della sorella o cose di questo tipo. Il combinato disposto dell'aumento delle stazioni appaltanti e della possibilità di scegliere le commissioni giudicatrici come si vuole determina quelle che autorevoli protagonisti del settore hanno definito norme criminogene. Non vi offendete, ma di questo si tratta. A chi giova non si capisce, ma questo è quel che fate con la vostra proposta emendativa: tornate ad un sistema che determinerà tantissimi problemi nel Paese. Degli altri aspetti negativi parlerò quando discuteremo l'emendamento 1.7 (testo2) della senatrice Pergreffi. (Applausi dal Gruppo PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, non so se ci troviamo di fronte a un gioco delle parti, a una commedia dell'arte o alla drammatizzazione di dichiarazioni, che annunciano una cosa e poi ne accade un'altra. Sta di fatto, signor Presidente, che l'emendamento in esame, a prima firma del senatore Patuanelli, apporta qualche modifica rispetto al testo uscito dalla Commissione, in particolare rimane il 30 per cento con riferimento alla valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ma sostanzialmente tanto tuonò, che non piovve: alla fine, in qualche modo, si è tornati a quello, ma le dichiarazioni di sospensione del codice e tutto il resto rimangono. Ovviamente questo non significa che diamo una valutazione positiva; anzi, rimangono tutte le questioni assolutamente e ferocemente critiche, che abbiamo espresso rispetto al testo uscito dalla Commissione. Certamente è diverso rispetto all'emendamento della senatrice Pergreffi, che proponeva la totale liberalizzazione dei subappalti (forse Salvini, quando parla di rispetto della direttiva europea, parla solo e unicamente della vicenda della procedura). Di fatto, però, con il testo in esame si torna ad una sorta di mediazione del 40 per cento, che comunque riteniamo assolutamente grave, perché l'aspetto del subappalto, così come il fatto di non attingere più ai commissari esterni e il fatto di tornare alla moltiplicazione delle stazioni appaltanti, senza nessun lavoro sulla qualificazione, farà sì che, nel nostro sistema, queste norme rischiano di essere criminogene: le chiamo per quello che sono. È inutile che continuate a far finta di niente. Tutte queste norme renderanno l'intero sistema degli appalti permeabile a infiltrazioni molto pesanti. Non mi venite a raccontare che la misura sbloccherà i cantieri; ne riparleremo tra qualche tempo, quando ci ritroveremo - ancora una volta - in una situazione di totale blocco. C'è un ulteriore elemento grave, contenuto già nell'emendamento della senatrice Pergreffi. L'emendamento sottoscritto dal senatore Patuanelli riscrive anche il comma 24, in tema di rifiuti. Onestamente questa norma è migliorativa rispetto al comma 24, ma - lo dico al senatore Patuanelli - c'è una cosa che mi dovete spiegare. Anzitutto, avreste dovuto garantire, una volta per tutte, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare adotti i decreti ministeriali e, soprattutto, per fare un'operazione seria, avreste dovuto prevedere non soltanto che tutte le autorizzazioni rilasciate dalle varie autorità e dalle Regioni debbano essere inviate al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma anche che quest'ultimo possa intervenire e correggere per fare in modo che nel nostro Paese ci sia un'applicazione omogenea delle norme sui rifiuti e non legata alle diverse Regioni e autorità che rilasciano le autorizzazioni. Detto questo, ovviamente il nostro voto non potrà che essere contrario a quest'altro maxiemendamento. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Senatore Patuanelli, è favorevole alle correzioni richieste dal relatore? PATUANELLI (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE.Senatore Romeo, è d'accordo con le correzioni richieste dal relatore? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3), presentato dai senatori Patuanelli e Romeo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/159 a 1.7 (testo 2)167 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). L'emendamento 1.7 (testo 2)/168 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/169, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . NUGNES (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, nel corso della precedente votazione ho sbagliato a esprimere il mio voto, che voleva essere favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/170, presentato dalla senatrice Sudano, fino alle parole «Entro il». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/171. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/172, presentato dalla senatrice Sudano, fino alle parole «31 dicembre del 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/173. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/174, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/175 e 1.7 (testo 2)/176. Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/177 a 1.7 (testo 2)/213 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3).