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IN SEDE CONSULTIVA (944) Legge di delegazione europea 2018 DDL 944 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame. Relazione favorevole) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, riferisce sul disegno di legge di delegazione europea 2018, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, su cui la Commissione è chiamata a esprimersi in sede consultiva, per le parti di propria competenza, ai fini della trasmissione di una relazione alla 14ª Commissione. Il testo si compone di 23 articoli, che recano disposizioni di delega riguardanti il recepimento di 24 direttive europee, nonché l'adeguamento della normativa nazionale a 9 regolamenti europei. L'articolato contiene inoltre principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a 13 direttive. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, sono stati inseriti un nuovo articolo e due direttive nell'Allegato A. Sono state inoltre apportate numerose modifiche agli articoli. Nello specifico, l'articolo 1 reca la delega al Governo per l'attuazione delle direttive elencate nell'allegato A, mentre l'articolo 2 delega il Governo a emanare disposizioni sanzionatorie di violazioni di obblighi discendenti da atti normativi dell'Unione europea. I successivi articoli contengono i principi e i criteri direttivi specifici cui il Governo deve attenersi in sede di attuazione di alcune delle direttive ricomprese nell'allegato A. Rilevato che il provvedimento in esame non presenta riferimenti ad atti normativi dell'Unione europea attinenti ai profili di competenza della Commissione, propone di formulare una relazione favorevole. Non essendovi richieste di intervento, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la relazione favorevole sul disegno di legge n. 944, pubblicata in allegato. IN SEDE REFERENTE (1144 e 720) Distacco-aggregazione comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio DDL 1144 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione DDL 720 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione Doc n. 326 - e petizioni Doc n. 351 e (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'11 aprile. Il PRESIDENTE comunica che nella giornata di ieri si è svolto e concluso il ciclo di audizioni informali. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), sulla base delle informazioni acquisite nel corso delle audizioni, sottolinea che l'unico atto formale con valenza giuridica di cui la Commissione dovrebbe tenere conto è il referendum previsto dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione e svolto nel 2007. Proprio perché è trascorso molto tempo, ritiene opportuno procedere senza ulteriori indugi. Il senatore PARRINI ( PD ) rileva che, nel corso delle audizioni, sono emerse alcune criticità. Innanzitutto, occorre tenere in considerazione il lungo periodo di tempo intercorso dallo svolgimento del referendum ; nel frattempo, infatti, vi è stato un tasso di rotazione della popolazione pari al 33 per cento e sono mutate profondamente le condizioni di fatto che avevano determinato l'inizio della procedura per il distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla provincia di Pesaro-Urbino. Inoltre, alcuni rappresentanti di quei territori hanno evidenziato che l'orientamento delle comunità locali è mutato. Considerato che non vi sono motivi di urgenza, si potrebbe ripetere la consultazione referendaria, i cui costi peraltro sarebbero contenuti, in modo da accertare quale sia l'effettiva volontà degli abitanti dei Comuni interessati, al fine di evitare forzature e tensioni. Il relatore GRASSI ( M5S ) sottolinea che la maggioranza non intende assumere decisioni che prevarichino la volontà degli abitanti dei due Comuni. Tuttavia, è anche vero, da un lato, che è trascorso molto tempo dallo svolgimento del referendum e, dall'altro, che le firme raccolte a sostegno della petizione contraria al distacco non sono state autenticate. Ritiene comunque opportuna una riflessione più approfondita, per giungere a una soluzione rispettosa sia del principio di legalità, sia degli interessi dei cittadini. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), a integrazione del proprio intervento, sottolinea che la raccolta di firme non ha alcun rilievo, sotto il profilo giuridico, al contrario del referendum , svolto secondo le prescrizioni costituzionali. Evidenzia, inoltre, che i sindaci attualmente in carica - i quali si sono pronunciati decisamente a favore del distacco dalla Regione Marche - sono stati eletti dopo il 2007 dalle rispettive comunità locali, che erano quindi consapevoli del loro orientamento. Ritiene, pertanto, che non vi siano ragioni per attendere ancora, proprio nel rispetto della volontà dei circa 2.500 abitanti coinvolti e, quindi, dei principi della democrazia. Anche dal punto di vista geografico, i due Comuni sono due territori molto più vicini a Rimini che a Pesaro, soprattutto a seguito dell'aggregazione - avvenuta nel 2009 - alla Regione Emilia-Romagna di altri sette Comuni marchigiani limitrofi. Auspica, pertanto, una conclusione spedita dell' iter dei provvedimenti in titolo. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'opportunità di ascoltare in ogni caso la volontà dei cittadini. La questione è tuttavia alquanto complessa, perché nella consultazione referendaria del 2007 era stato raggiunto il quorum e la maggioranza si era espressa a favore del distacco. Considerato che è trascorso molto tempo da allora, si potrebbe verificare la effettiva volontà dei cittadini attraverso un pronunciamento dei rispettivi consigli comunali, uno dei quali sarà a breve rinnovato: pur privo di valenza giuridica, sarebbe tuttavia un atto politico rilevante. Il senatore PARRINI ( PD ) accoglie con favore la disponibilità del relatore a un ulteriore approfondimento. Del resto, è impossibile ignorare la mobilitazione delle due comunità locali per chiedere di sospendere la procedura di distacco dalla Regione Marche, al di là del valore giuridico della petizione. Sarebbe incomprensibile che il Parlamento, dopo un lungo periodo di inerzia, si attivasse proprio ora contro gli interessi e l'orientamento degli abitanti di quel territorio. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che la validità del referendum non viene meno in ragione del tempo trascorso. Tuttavia, occorre anche considerare che negli ultimi dodici anni sono intervenuti numerosi cambiamenti sul territorio, anche nella gestione delle Province, tali da determinare probabilmente un diverso orientamento dei cittadini, che si potrebbe verificare solo ripetendo la consultazione referendaria.