[sommcomm]

L'Allegato II "Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate", contiene la relazione predisposta dal Dipartimento per le politiche di coesione, ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 196 del 2009, integrato dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 88 del 2011, con cui si dà conto delle principali attività di programmazione e di attuazione realizzate nel corso del 2019 nell'ambito degli interventi previsti dalle politiche di coesione territoriale, evidenziando i contributi e i risultati conseguiti con le risorse aggiuntive' comunitarie e nazionali (Fondi strutturali e di investimento europei e Fondo per lo sviluppo e la coesione), per la promozione e il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale e per la riduzione dei divari di sviluppo regionale, ai sensi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (art. 174) e della Costituzione italiana (art. 119, comma 5). I Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) rappresentano la leva stabile e irrinunciabile delle politiche di coesione. Anche nell'attuale contesto di emergenza sanitaria innescata dalla pandemia Covid-19, i Fondi SIE sono chiamati a dare un importante contributo, per fronteggiare le gravi ripercussioni che tale emergenza sta producendo sui sistemi economico e sociali delle regioni europee e per contribuire al rilevante fabbisogno di spesa nel settore sanitario. Per rispondere a tale obiettivo, l'Unione europea ha adottato iniziative legislative volte a rendere l'azione dei fondi più efficace e tempestiva, attraverso il riconoscimento di maggiore flessibilità nell'uso delle risorse e attraverso la messa a disposizione degli Stati membri di liquidità aggiuntiva con la quale fronteggiare sin da subito i nuovi fabbisogni di spesa. Per quanto riguarda le iniziative da parte italiana, il Governo è intervenuto, da un lato, nel costante raccordo con le istituzioni dell'Unione europea, per concorrere all'elaborazione delle modifiche proposte dalla Commissione europea volte a consentire agli Stati membri di disporre della più ampia flessibilità possibile per l'impiego tempestivo dei fondi e, dall'altro, per promuovere, in raccordo con le misure intraprese attraverso le politiche nazionali, una possibile azione di riprogrammazione delle risorse potenzialmente disponibili nell'ambito della programmazione 2014-2020, nel rispetto dei vincoli di destinazione territoriale previsti. In particolare, con tale azione si intendono destinare le risorse non ancora impegnate nell'ambito dei programmi operativi, per la copertura di spese nel settore sanitario connesse all'emergenza e per il sostegno alle attività economiche e ai lavoratori, come pure per interventi in favore delle fasce sociali più fragili, particolarmente esposte agli effetti della crisi sanitaria. L'eventuale maggior contributo delle regioni meridionali alle spese dell'emergenza è compensato con ulteriori risorse aggiuntive assegnate, ai fini del rispetto del principio dell'addizionalità. In tema di riprogrammazione dei Fondi, si ricorda che l'articolo 241 del decreto rilancio autorizza per gli anni 2020 e 2021, a partire dal 1° febbraio 2020, l'utilizzo in via eccezionale delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) rivenienti dai cicli programmatori 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 per qualsiasi tipologia di intervento connesso a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla pandemia da Covid-19. La riprogrammazione è definita nel rispetto del vincolo di destinazione territoriale di ripartizione delle risorse, pari all'80 per cento nelle aree del Mezzogiorno e al 20 per cento nelle aree del Centro-Nord. Il decreto rilancio, nel successivo articolo 242, autorizza le Autorità di gestione dei Programmi Operativi 2014-2020, attuativi dei fondi strutturali europei, a richiedere l'applicazione del tasso di cofinanziamento fino al 100 per cento a carico dei Fondi UE per le spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo decorrente dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2021, anche a valere sulle spese emergenziali anticipate a carico dello Stato destinate a contrastare e mitigare gli effetti sanitari, economici e sociali generati dall'epidemia di Covid-19, così come previsto dal regolamento (UE) 2020/558 del 23 aprile 2020. Con riferimento, invece, all'attuazione degli interventi già attivati nell'ambito dei 51 Programmi Operativi cofinanziati dal FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) e dal FSE (Fondo sociale europeo), grazie al forte impegno delle Amministrazioni titolari dei Programmi operativi, è stato possibile completare gli iter amministrativi necessari a rendicontare la spesa realizzata nei territori, nel rispetto delle soglie previste per tutti i programmi. Il livello di spesa certificata complessiva raggiunto al 31 dicembre 2019 è pari al 28,5 per cento su un totale di 53,2 miliardi di risorse programmate. Rispetto all'importo della spesa certificata al 31 dicembre 2018, pari a 9,7 miliardi, si è registrato un incremento di spesa di 5,5 miliardi. Al fine di raggiungere i target di spesa a fine 2020, è necessario procedere alla certificazione di ulteriori 4,3 miliardi. I dati di attuazione al 31 dicembre 2019, registrati nel Sistema Nazionale di Monitoraggio gestito dalla Ragioneria Generale dello Stato mostrano un valore dei progetti associati ai Programmi operativi FESR e FSE 2014- 2020 pari al 70 per cento del programmato. L'avanzamento degli impegni sul valore dei Programmi Operativi raggiunge il 58,6 per cento (pari a 31,2 milioni di cui 19,1 FESR e 12,1 FSE) mentre i pagamenti si attestano sul 30,7 per cento (pari a 16,4 milioni di cui 9,9 FESR e 6,5 FSE), superando di oltre un miliardo la spesa certificata alla Commissione europea a fine 2019. Con riferimento ai 21 programmi di sviluppo rurale cofinanziati dal FEASR, al 31 dicembre 2019 la spesa complessiva certificata dal sistema nazionale di monitoraggio di Agea si attesta a 9.002 milioni, pari a 4.441 milioni di quota comunitaria. La percentuale di avanzamento della spesa risulta pari al 43,05 per cento del totale assegnato all'Italia (corrispondente a 20.912 milioni di spesa pubblica). Nel corso dell'annualità 2019 sono state rendicontate somme complessive pari a 3.009 milioni, mentre per fine 2020 i programmi di sviluppo rurale devono certificare spese per 3.001 milioni di spesa pubblica (pari ad una quota FEAR di 1.495 milioni) al fine di non incorrere nel disimpegno automatico dei fondi. Per quanto riguarda l'avanzamento degli impegni di spesa, essi si attestano al 80,24 per cento (dati a fine febbraio 2020) per un importo di 16.780 milioni, che salgono a 19.849 milioni se si considera il totale degli importi messi a bando (pari al 94,9 per cento del totale).