[resaula]

utilizzando i dati raccolti mediante questa indagine, potranno essere compiuti studi che consentiranno anche di effettuare misurazioni più accurate della letalità e di migliorare gli sforzi di modellizzazione. In definitiva, si confida che i dati acquisiti tramite l'indagine aiuteranno a meglio definire le dinamiche di trasmissione del virus, ma non solo: serviranno per le terapie, per le cure, per proteggere la popolazione e indirizzare le nostre risorse. È stata quindi prevista l'autorizzazione al trattamento dei dati personali, anche genetici, relativi alla salute per fini statistici, e di studi scientifici svolti nell'interesse pubblico nell'ambito di un'indagine che sarà condotta congiuntamente dai competenti uffici del Ministero della salute e dall'Istat, in qualità di titolari del trattamento, ognuno per i profili di competenza. Come ho già riferito, i lavori svolti in Commissione hanno consentito di apportare delle migliorie al provvedimento, che rappresenta la base giuridica per lo svolgimento di questa indagine, che sarà svolta nel rispetto delle pertinenti regole deontologiche allegate al codice della privacy e di quanto stabilito dal protocollo metodologico approvato dal comitato tecnico-scientifico che, nel pieno rispetto del principio di trasparenza, è pubblicato e consultabile sul portale del Ministero della salute. Valutata l'esigenza di determinare l'estensione dell'infezione nella popolazione, l'Istat è stata autorizzata a provvedere all'individuazione di un campione casuale di 150.000 individui, stratificato su base regionale per classi di età, genere e settore di attività economica. Operativamente, i dati anagrafici e il codice fiscale degli individui in questione vengono trasmessi dall'Istat al Ministero della salute. Quest'ultimo è a sua volta abilitato a richiedere ai fornitori di servizi telefonici i recapiti degli utenti da rintracciare. Alla Croce Rossa è stato affidato il compito di verificare telefonicamente la disponibilità dei singoli all'effettuazione delle analisi e somministrare loro un apposito questionario predisposto dal comitato con il supporto del comitato tecnico-scientifico. La Croce Rossa italiana fornisce in forma sintetica le informazioni in ordine al trattamento dei dati personali, ivi inclusi quelli relativi ai risultati delle indagini sierologiche. Le informazioni agli interessati sono pubblicate in forma completa e consultabile sui portali istituzionali del Ministero della salute e dello stesso Istat. Con un emendamento approvato in Commissione, a ulteriore tutela degli interessati, è stato precisato che nella informativa sintetica deve essere data indicazione delle modalità attraverso le quali reperire le informazioni complete. L'iniziativa è accompagnata anche da attività di comunicazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica e dei soggetti direttamente coinvolti, anche per il tramite dei relativi medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e le farmacie, al fine di favorire l'adesione all'indagine. I campioni sono raccolti presso appositi punti di prelievo allestiti a livello locale, anche presso le unità della Croce Rossa italiana, oppure, quando necessario, a domicilio. I campioni sono analizzati dai laboratori individuati dalle Regioni e dalle Province autonome e i risultati delle analisi svolte sono poi comunicati all'interessato. Con un emendamento è stato chiarito che garanti di tali comunicazioni siano le Regioni. In caso di diagnosi positiva, come stabilito dal protocollo metodologico, l'interessato viene messo in temporaneo isolamento domiciliare, contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o dalla ASL per fare un tampone nasofaringeo che verifichi l'eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti è mantenuta per tutta la durata dell'indagine. I risultati sono infine trasmessi dai laboratori al Ministero della salute e all'Istat per il tramite di un'apposita piattaforma informatica con modalità sicure. Grazie a un emendamento, l'attività svolta nell'ambito dell'indagine di sieroprevalenza sarà ricompresa nella relazione annuale al Parlamento svolta da Istat. I campioni raccolti saranno conservati per cinque anni presso la banca biologica dell'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, nel rispetto delle linee guida per l'istituzione e accreditamento delle biobanche condotte dal Comitato nazionale per la biosicurezza e biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri. La conservazione dei campioni si rende necessaria al fine di garantire l'esecuzione di eventuali indagini sierologiche aggiuntive con la disponibilità di nuove metodiche standardizzate; valutare l'eventuale co-circolazione di altri coronavirus; valutare l'effetto della presenza di una risposta anticorpale a infezioni pregresse da altri coronavirus o altri virus respiratori, sull'efficacia dei vaccini per il coronavirus e di altri vaccini per virus respiratori. La banca biologica individuata risponde ai requisiti internazionali per la conservazione dei campioni ed è dotata di personale dedicato al sistema di controllo degli accessi, sistemi a elevato biocontenimento e software gestionali e posizionali dedicati. Il Ministero della salute è titolare del trattamento dei dati relativi ai campioni conservati nella banca e l'accesso ai dati sarà effettuato esclusivamente per il perseguimento delle finalità di ricerca individuate dal protocollo approvato dal comitato tecnico-scientifico nell'ambito dei progetti congiunti con il Ministero. L'Istituto superiore di sanità può trattare i dati raccolti nell'ambito di indagini per finalità di ricerca scientifica. È stato stabilito, con apposito emendamento, che sia attribuita tale facoltà anche all'Inail quale organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, al quale è demandato il compito di tutelare l'integrità psicofisica dei lavoratori e di svolgere e promuovere programmi di studio e ricerca scientifica nel campo della prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e della tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro. Del resto, oltre alle variabili demografiche, l'indagine di sieroprevalenza si basa anche sulle variabili lavorative, necessarie per poter definire la diffusione dell'epidemia e, quindi, il modello di rischio nelle differenti categorie di lavoratori. Regioni e Province autonome, ove risulti necessario per finalità di analisi e programmazione nell'ambito dell'emergenza epidemiologica in corso, hanno accesso ai dati dei propri assistiti in forma individuale ma priva di ogni riferimento che ne permetta il collegamento diretto con gli interessati e ai dati relativi agli assistiti delle altre Regioni in maniera anonima e aggregata, a soli fini comparativi. Infine, la norma proposta affida al commissario straordinario per l'emergenza sanitaria il compito di acquistare i dispositivi idonei all'esecuzione delle analisi sierologiche, tenendo conto delle caratteristiche dei test definite dal comitato tecnico-scientifico, in ragione di criteri di elevata specificità e sensibilità, facile realizzazione su larga scala e connotati da rapidità di ottenimento del risultato. Compete ugualmente al commissario provvedere all'acquisto di ogni bene strumentale alla conservazione dei campioni raccolti presso la banca biologica. Considerata l'urgenza, i soggetti coinvolti nell'indagine di cui trattasi sono autorizzati ad aggiudicare appalti pubblici mediante una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai fini dell'acquisizione di beni e servizi, anche informatici, strettamente connessi all'attività in esame. (Applausi) . PRESIDENTE .