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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 92 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 8,45. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 3-bis - Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2020 - Allegati I, II, III e IV - Annesso Doc 3-bis Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020, allegati e relativo annesso (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore MARILOTTI ( M5S ), relatore, illustra la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020, che definisce il perimetro di finanza pubblica entro cui si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, che avrà come obiettivo - come si evince da una nota sintetica diffusa dal Governo ed esplicativa dei contenuti del provvedimento - quello di sostenere la ripresa dell'economia italiana nel triennio 2021-2023, in coerenza con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) di prossima individuazione. Gli interventi saranno principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da Covid-19, i lavoratori e i settori produttivi più colpiti, a valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU (NGEU) per realizzare investimenti e riforme di portata e profondità inedite, a rafforzare gli interventi a sostegno della ripresa del Mezzogiorno e delle aree interne e per migliorare la coesione territoriale, ad attuare un'ampia riforma fiscale che migliori l'equità, l'efficienza e la trasparenza del sistema tributario, ad assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell'equità e della produttività dell'economia e, infine, a ricondurre l'indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e significativa riduzione del rapporto fra debito e PIL. La Nota di aggiornamento - continua il relatore - reca un nuovo quadro programmatico di finanza pubblica che prevede: una riduzione del PIL (in termini reali e non nominali) pari al 9,0 per cento per l'anno in corso, seguita da un incremento del medesimo valore pari al 6,0 per cento nel 2021, al 3,8 per cento nel 2022 ed al 2,5 per cento nel 2023 (il Documento di economia e finanza 2020 prevedeva, per il 2020, una riduzione pari all'8,0 per cento e, per il 2021, un incremento pari al 4,7 per cento); un tasso di disoccupazione pari al 9,5 per cento per l'anno in corso, al 10,3 per cento per il 2021, al 9,5 per cento per il 2022 e all'8,7 per cento per il 2023 (il Documento di economia e finanza 2020 prevedeva un tasso di disoccupazione pari all'11,6 per cento per il 2020 ed all'11,0 per cento per il 2021); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari al 10,8 per cento per l'anno in corso, al 7,0 per cento per il 2021, al 4,7 per cento per il 2022 ed al 3,0 per cento per il 2023 - il Documento di economia e finanza 2020 prevedeva un tasso pari al 10,4 per cento per l'anno in corso e al 5,7 per cento per il 2021 e il quadro tendenziale a legislazione vigente prevede, per il 2022, un tasso pari al 4,1 per cento e, per il 2023, un tasso pari al 3,3 per cento) -. Riguardo all'indebitamento netto strutturale delle pubbliche amministrazioni (nel quale sono escluse dal computo le misure una tantum e le variazioni imputabili alla congiuntura economica), il nuovo quadro programmatico prevede un valore pari al 6,4 per cento per l'anno in corso, al 5,7 per cento per il 2021, al 4,7 per cento per il 2022 e al 3,5 per cento per il 2023, mentre il quadro tendenziale a legislazione vigente prevede un valore pari al 6,6 per cento per l'anno in corso, al 4,2 per cento per il 2021, al 3,8 per cento per il 2022 e al 3,2 per cento per il 2023. Riguardo alle suddette variazioni degli obiettivi relativi al tasso di indebitamento netto, il Documento osserva che l'impatto della manovra di fine anno sarà espansivo con riferimento al prossimo biennio, mentre nel 2023 vi sarà una restrizione di circa 0,3 punti percentuali rispetto al tendenziale. Con riferimento allo scenario macroeconomico internazionale - che presenta profili di interesse per la Commissione esteri stanti anche le attribuzioni al MAECI in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema Paese - la Nota evidenzia come, nella prima metà del 2020 l'economia mondiale abbia registrato la battuta di arresto più profonda dalla Seconda Guerra Mondiale, e ciò in conseguenza del diffondersi della pandemia da Covid-19. Nonostante le misure straordinarie di politica fiscale e monetaria per sostenere i redditi dei lavoratori e il tessuto produttivo adottate dai governi e dalle banche centrali, il blocco produttivo ha determinato una contrazione del PIL e del commercio mondiale rispettivamente del 3,5 e del 2,7 per cento nel primo trimestre dell'anno, e del 5 e del 12,5 per cento nel trimestre successivo. La maggior contrazione del PIL nei Paesi ad economia avanzata si è registrata durante il secondo trimestre del 2020, quando il prodotto degli Stati Uniti e del Giappone ha fatto registrare una diminuzione di circa l'8 per cento, quello dell'Eurozona di circa l'11,8 per cento, quello del Regno Unito del 19,8 per cento. Solo la Cina - primo Paese colpito dall'epidemia da Covid-19 e in ragione di questo in grado di riattivare prima degli altri il proprio processo produttivo - ha fatto registrare un dato in controtendenza, segnando una crescita del 3,2 per cento su base tendenziale nel secondo trimestre. Nel complesso, segnala la Nota, i rischi per lo scenario globale appaiono orientati ancora al ribasso, in ragione del fatto che all'evoluzione dell'epidemia nel mondo - che in molti Paesi continua a manifestarsi con particolare intensità -, si affiancano rischi connessi a tensioni geopolitiche preesistenti all'epidemia o acuitesi più di recente, dai rapporti commerciali tesi fra gli Stati Uniti e la Cina alle difficoltà del processo di negoziazione della Brexit , fino all'emergere di nuove complicazioni nei rapporti fra la Turchia e la Russia. Le previsioni più aggiornate dell'OCSE prefigurano una contrazione dell'economia mondiale del 4,5 per cento nel 2020, mentre nel 2021 è attesa una ripresa con un tasso di crescita attorno al 5 per cento.