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Disposizioni per il sostegno dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge, che contiene misure economiche urgenti per il sostegno dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, propone interventi e contenuti che non si pongono in alternativa a quelli elaborati in altri disegni di legge analoghi, di cui sono condivisibili ispirazione e finalità e di cui sono state recepite parti significative e qualificanti. Al contrario, le disposizioni del presente disegno di legge vanno intese in senso prevalentemente complementare e, in alcuni casi, aggiuntivo, al fine di offrire una più immediata e stringente copertura economica agli interventi previsti, nonché di predisporre specifiche e tempestive misure a fronte di altrettanto specifiche richieste provenienti dal mondo dei piccoli comuni. Negli ultimi tempi, i comuni hanno partecipato più di altri comparti al risanamento della finanza pubblica. Le conseguenze che ne sono derivate, unite a debolezze strutturali antiche, hanno creato nei territori comunali serie difficoltà per i tagli ai trasferimenti, per la non ancora completa compensazione dell'IMU è sulla prima casa, nonché per i tagli al fondo delle politiche sociali. La situazione è critica ed è ben delineata nel rapporto redatto dall'Istituto per la finanza e l'economia locale, da cui appare chiaro che la crisi evidenzia una crescente fascia di povertà e, quindi, una maggior richiesta ai comuni di sussidi ed una maggiore spesa proprio rivolta al sociale. I comuni interessati dal presente provvedimento sono circa 5.772, pari al 71,2 per cento dei comuni italiani, per complessivi 10.475.249 abitanti, pari al 17,9 per cento della popolazione. Riteniamo inoltre che la tutela di una armonica distribuzione della popolazione sul territorio nazionale è una ricchezza insediativa che rappresenta una peculiarità del nostro sistema sociale e culturale, ma soprattutto una certezza nella valorizzazione del territorio e un'opportunità di sviluppo economico. Nella competitività territoriale non esistono aree cronicamente deboli, ma soltanto aree non messe in condizione di competere e dunque costrette a tenere soffocate le proprie potenzialità. Per trasformare un problema in opportunità, impedendo che una parte importante del Paese resti marginalizzata e non vissuta quale opportunità di crescita economica e riequilibrio territoriale, è necessario e non più rinviabile creare e sostenere le precondizioni per lo sviluppo. Con il presente disegno di legge, dunque, si intende delineare un iniziale quadro non esaustivo ma concreto di misure volte al sostegno dei piccoli comuni e delle attività economiche, agricole, commerciali e artigianali ivi svolte, secondo forme coerenti con le peculiarità dei territori interessati, che potranno rappresentare un investimento per il rilancio sociale ed economico e per la valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-culturale di queste aree. In particolare, l'articolo 1 del presente disegno di legge, in linea con i princìpi stabiliti dalla Costituzione agli articoli 2, 3, 9 e 41, terzo comma, detta le finalità del disegno di legge in esame, il quale ha lo scopo di promuovere e sostenere il rispetto della tutela dell'ambiente e dei beni culturali, nonché delle attività economiche, sociali e culturali esercitate nei piccoli comuni e di favorirne la competitività; di tutelare e valorizzare il patrimonio naturale e storico-culturale custodito nei predetti comuni; di assicurare ai cittadini ivi residenti un sistema di servizi territoriali in grado di rispondere a princìpi di equità, anche al fine di ridurre il rischio geologico nelle aree in cui si trova gran parte di tali comuni. Con il comma 2 dell'articolo 1 si provvede quindi, ai fini della presente legge, a dettare la definizione di «piccoli comuni», intendendo come tali i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. L'articolo 2 reca una serie di disposizioni volte ad agevolare sotto il profilo sia economico che fiscale una serie di attività svolte dalle imprese operanti nei piccoli comuni. Infatti, lo sviluppo imprenditoriale e agricolo si avvale di incentivi e di nuove opportunità, anche di piccole dimensioni, caratterizzandosi in micro-attività puntuali e diffuse, comunque in grado di attivare circoli economici virtuosi e capaci di arrecare sicuri benefici, anche dal punto di vista ambientale, soprattutto applicando l'innovazione tecnologica. Sarà inoltre possibile recuperare, attraverso tali attività, anche molte forme di manualità storicamente presenti nelle esperienze lavorative degli addetti locali. In particolare, per la ristrutturazione di edifici pubblici, per il recupero dei centri storici e la promozione turistica nei piccoli comuni, nonché per favorire attività volte al finanziamento di interventi diretti a tutelare l'ambiente e i beni culturali e a mettere in sicurezza le infrastrutture stradali e gli istituti scolastici, ed ancora, per incentivare la creazione di nuove attività produttive, viene data ai piccoli comuni la possibilità di accedere a mutui a tasso agevolato erogati dalla Cassa depositi e prestiti spa. Al fine di favorire, anche in chiave anti-crisi, l'investimento a livello locale in opere pubbliche, rilanciando così l'economia e favorendo l'occupazione, con il comma 2 dell'articolo 2 si provvede alla riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), dall'attuale 20 per cento al 10 per cento, sulle cessioni di beni e servizi effettuate nella realizzazione di opere pubbliche da parte dei piccoli comuni, per importi complessivi che non richiedono l'effettuazione di gare europee e nel rispetto dei vincoli per la tutela della concorrenza. Detta disposizione è in linea con l'armonizzazione delle aliquote IVA stabilite a livello europeo e recepisce pienamente gli indirizzi dati dalla Commissione Finanze e tesoro del Senato l'11 marzo 2009, con la risoluzione relativa alla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE per quanto attiene alle aliquote ridotte dell'imposta sul valore aggiunto. Sempre nell'ambito dell'articolo 2 del presente disegno di legge sono contenuti i seguenti interventi agevolativi a favore dei piccoli comuni: -- il riconoscimento di un credito di imposta per gli investimenti operati dalle imprese per il miglioramento della propria attività, per l'adeguamento e l'ammodernamento funzionale degli impianti e delle attrezzature produttive, nonché per la realizzazione di iniziative volte al miglioramento dell'assetto del territorio; -- agevolazioni ai fini della determinazione del reddito di impresa per attività commerciali, agricole e artigiane di piccole dimensioni; -- agevolazioni a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli i quali conducono aziende agricole ubicate nei piccoli comuni, i quali realizzano lavori di sistemazione e manutenzione del territorio, quali la forestazione, la costruzione di piste forestali, di arginature e di sistemazione idraulica, di difesa dalle avversità atmosferiche e dagli incendi boschivi; -- agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati dalle aziende ubicate nei piccoli comuni con numero di addetti superiore alle quindici unità e che non abbiano ridotto la base occupazionale nel periodo dal 1º ottobre 2014 al 1º ottobre 2016, per motivi diversi da quelli del pensionamento; --