[pronunce]

- Infine, la Regione Siciliana reputa «inconferente» il richiamo all'art. 117, secondo comma, lettera q), Cost., perché tale norma riguarda la materia doganale, «intesa quale mezzo di protezione dell'economia nazionale nel quadro internazionale», e non è, perciò, pertinente né alla materia tributaria né alle accise, «indirizzate anche e soprattutto alla tassazione di prodotti dell'economia interna».1. - La Regione Siciliana ha proposto - in riferimento agli artt. 36 e 37 del proprio statuto (regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, recante «Approvazione dello Statuto della Regione siciliana», convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2), nonché all'intero decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria), e, in particolare, all'art. 2 di detto decreto - due distinti ricorsi per conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione, rispettivamente, alla nota emessa in data 13 agosto 2008, prot. n. 14413-2008, dal Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze - Direzione federalismo fiscale (ricorso n. 17 del 2008), ed alla nota emessa in data 24 settembre 2008, prot. n. 0108357, dallo stesso Ministero, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - Ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni - Ufficio IX (ricorso n. 24 del 2008). La ricorrente riferisce che: a) con le note n. 8298 del 29 giugno 2007, n. 12912 del 26 ottobre 2007, n. 6991 del 21 maggio 2008 e n. 9645 del 24 luglio 2008, aveva richiesto «l'acquisizione al bilancio regionale del gettito» delle imposte indirette disciplinate dal decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative), relativamente a quelle concernenti alcuni prodotti energetici, quali il gas naturale, il carbone, la lignite ed il coke, e «maturate nell'ambito del territorio della Regione siciliana»; b) la richiesta era motivata dal fatto che - a séguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26 (Attuazione della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità), modificativo del citato d.lgs. n. 504 del 1995 - tali imposte debbono essere qualificate non piú «di produzione» (con gettito riservato, quindi, allo Stato, ai sensi del secondo comma dell'art. 36 dello statuto e del secondo comma dell'art. 2 delle norme di attuazione statutaria), ma «sul consumo», con gettito spettante alla Regione; c) con le note impugnate, il Ministero dell'economia e delle finanze aveva respinto la suddetta richiesta, negando la spettanza regionale del gettito delle suddette imposte, sul rilievo che: c.1.) l'imposta sul gas naturale costituisce soltanto una nuova denominazione dell'imposta sul metano, il cui gettito è attribuito espressamente allo Stato dal combinato disposto dell'art. 2 delle norme di attuazione statutaria e del numero 11) della tabella A) annessa a tali norme; c.2.) tutte le imposte richiamate dalla Regione (ivi compresa quella sul gas naturale) rientrano - ai sensi del d.lgs. n. 504 del 1995 - nella unitaria nozione di «accisa», nell'àmbito della quale la distinzione tra imposte «di produzione» e «sul consumo» è «meramente concettuale», con la conseguenza che ogni accisa va considerata «alla stessa stregua delle imposte di produzione», il cui gettito è attribuito allo Stato dall'art. 36, secondo comma, dello statuto. La ricorrente conclude chiedendo che la Corte dichiari «l'illegittimità costituzionale» delle note ministeriali impugnate, perché lesive delle attribuzioni regionali in materia finanziaria garantite dagli evocati parametri, ed annulli tali atti, nella parte in cui viene da essi negata la spettanza regionale del gettito delle suddette imposte indirette, «maturate nell'ambito del territorio della Regione siciliana». 2. - I proposti ricorsi hanno ad oggetto note ministeriali di contenuto sostanzialmente identico, emesse dallo stesso Ministero, e prospettano i medesimi motivi di impugnazione, chiedendo il riconoscimento della spettanza alla Regione del gettito delle stesse imposte indirette. Tali elementi di connessione inducono a disporre la riunione dei giudizi, perché questi siano congiuntamente trattati e decisi. 3. - I sollevati conflitti vanno risolti nel senso che spettava allo Stato emanare le note impugnate dalla Regione. 3.1. - Va premesso che i conflitti riguardano esclusivamente l'attribuzione del gettito delle accise sul gas naturale, carbone, lignite e coke divenute esigibili nell'àmbito del territorio della Regione Siciliana. Al riguardo, la normativa statutaria riserva in via generale allo Stato il gettito delle «imposte di produzione» (art. 36, secondo comma, dello statuto regionale; art. 2, secondo comma, delle norme di attuazione del medesimo statuto). Nell'àmbito di tale previsione generale, la tabella A) indica tra le «Imposte di produzione» alcuni specifici tipi di tributo, all'epoca esistenti, quali le «[...] 9) Imposte di fabbricazione sugli oli minerali, loro derivati e prodotti analoghi; 10) Imposte di fabbricazione sui gas incondensabili di prodotti petroliferi e sui gas resi liquidi con la compressione; 11) Imposta erariale sul gas metano [...]». Per la risoluzione dei conflitti è necessario accertare, perciò, se le accise gravanti sui prodotti energetici indicati dalla ricorrente, come disciplinate dal vigente testo del d.lgs. n. 504 del 1995, risultante dalle modifiche apportate dal d.lgs. n. 26 del 2007, rientrino o no tra le «imposte di produzione» che la sopra indicata normativa statutaria riserva allo Stato, integrando cosí l'elencazione contenuta nella citata tabella A) annessa alle norme di attuazione statutaria. 3.2. - La ricorrente assume che le accise in questione, in quanto si applicano al momento della fornitura del prodotto energetico al consumatore finale (artt. 21 e 26 del citato d.lgs. n. 504 del 1995) , vanno qualificate come «imposte sul consumo», che - non costituendo «imposte di produzione», ai sensi della sopra ricordata normativa statutaria - spettano alla Regione Siciliana, con riferimento alle forniture effettuate nel territorio regionale. E ciò ancorché dette accise non siano comprese nell'elenco delle imposte nominativamente attribuite dallo statuto (e dalle correlative norme di attuazione) alla Regione Siciliana. Tale assunto non è fondato. 3.2.1.