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è sottoposta a vincolo paesaggistico e classificata dal vigente piano territoriale paesistico come "zona C.I.R.A. 2", con conseguente divieto, in forza delle norme attuative del piano, di realizzazione di nuove infrastrutture o edifici o incremento dei volumi esistenti. Inoltre, tale area rientra nel perimetro del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ed è classificata dal relativo piano in parte come zona D e in parte come zona C1. Essa rientra, altresì, nel comprensorio qualificato dall'UNESCO come "patrimonio dell'umanità"; nel corso degli anni, la struttura è stata oggetto di continui interventi edilizi abusivi, a fronte dei quali sia il Comune di Montecorice che l'ente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni hanno adottato ordinanze di rimozione delle opere abusive. Nonostante tali provvedimenti, l'area del campeggio è stata invece ampliata abusivamente, e oggi risulta interessata da numerose costruzioni a carattere permanente, anche di tipo prefabbricato, che, addossate le une alle altre, hanno saturato l'intera superficie disponibile, come si evince dalle foto satellitari; in data 26 febbraio 2021 il dottor Tarallo, consigliere comunale di Montecorice, ha presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, una documentata segnalazione circa i presunti abusi edilizi e la lottizzazione abusiva che sembrerebbe che sia stata realizzata nella struttura. La segnalazione è stata inviata anche agli enti che avrebbero dovuto vigilare, tra cui il Comune di Montecorice, l'ente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino; a seguito di tale segnalazione, il 26 aprile 2021, il responsabile area IV governo del territorio del Comune di Montecorice ed il responsabile di zona per i beni architettonici e paesaggistici della Soprintendenza di Salerno e Avellino, unitamente al rappresentante del reparto Carabinieri del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni hanno effettuato un sopralluogo presso la struttura, riscontrando l'effettiva presenza di gravi ed insanabili abusi edilizi e paesaggistici; in particolare, nella relazione di sopralluogo sottoscritta dai rappresentanti del Comune e della Soprintendenza (cfr. prot. del Comune n. 3234 del 26 aprile 2021) si attesta che "non sono stati reperiti atti relativi all'accertamento dell'avvenuta ottemperanza alle predette ordinanze di rimozione e ripristino, né provvedimenti relativi alla sanatoria edilizia e paesaggistica degli abusi all'epoca contestati dall'Amministrazione Comunale". Ciò significa che le opere abusive già colpite da provvedimenti sanzionatori non sono state rimosse e neanche è stato effettuato l'accertamento di inottemperanza che ne avrebbe consentito la demolizione in danno e l'acquisizione al patrimonio comunale ai sensi dell'articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e degli articoli 167 e 181 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; nella relazione si attesta, altresì, la presenza di ulteriori opere abusive, comprendenti: "un assembramento di piazzole con soprastanti strutture di vario genere e dimensioni, disposte in maniera piuttosto caotica, che non corrisponde affatto a quanto assentito ai fini edilizi e paesistici"; 3 corpi di fabbrica in muratura, oltre ad un locale tecnico al rustico, difformi da quanto assentito; "numerose unità abitative, con relative pertinenze ed accessori, aventi natura permanente" (presenza accertata dal Comune fin dal 31 luglio 2003) "qualificabili come nuove costruzioni che, pertanto, necessitavano della preventiva acquisizione del permesso di costruire, dell'autorizzazione paesaggistica e del nulla osta dell'Ente Parco"; si precisa, infine, che tali opere "erano e sono in contrasto con il vigente P.T.P. del Cilento Costiero, che vieta gli incrementi di volume o la creazione di nuovi volumi per la zona C.I.R.A. 2 in cui ricade la struttura turistica in esame"; a più di un anno dal sopralluogo, in cui è stata accertata realizzazione di ulteriori e gravissime opere, l'ente parco non ha ritenuto di esercitare le funzioni che l'articolo 29 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, gli attribuisce esplicitamente, cioè disporre la sospensione dei lavori e la riduzione in pristino, eventualmente da eseguire in danno; tale inquietante comportamento omissivo, che delegittima l'istituzione ed è tale da contribuire alla compromissione della località protetta, appare ancor più inspiegabile alla luce degli innumerevoli solleciti inutilmente rivolti dal dottor Tarallo all'ente parco ed agli altri enti interessati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti o di altri elementi al riguardo; se, in quanto deputato alla vigilanza dell'ente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ai sensi dell'articolo 9 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, intenda verificare perché esso non abbia ancora provveduto a porre in essere quanto di sua competenza, consentendo, nei fatti, il permanere delle gravi opere abusive accertate ed il loro uso continuativo; quali azioni intenda intraprendere per ottenere con urgenza il ripristino della legalità violata e la tutela dell'ambiente, esplicitamente prevista dall'articolo 9 della Costituzione e affidata prioritariamente al suo Dicastero. Atto n. 3-03450 LA MURA Virginia Al Ministro dell'interno Premesso che: il Camping Calù è una struttura turistico-ricettiva sita nel Comune di Montecorice (Salerno), e, in particolare, nella Frazione Agnone, in località Capitello, ed è gestita da "Camping Calù" di Carlo Del Mastro & C. - S.a.s. ; la struttura, praticamente sul mare, confina con il demanio marittimo; è sottoposta a vincolo paesaggistico e classificata dal vigente Piano territoriale paesistico come "zona C.I.R.A. 2", con conseguente divieto, in forza delle norme attuative del Piano, di realizzazione di nuove infrastrutture o edifici o incremento dei volumi esistenti. Inoltre, tale area rientra nel perimetro del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ed è classificata dal relativo Piano in parte come zona D e in parte come zona C1. Essa rientra, altresì, nel comprensorio qualificato dall'UNESCO come "Patrimonio dell'Umanità"; nel corso degli anni, la struttura è stata oggetto di continui interventi edilizi abusivi che hanno determinato l'adozione, da parte del Comune di Montecorice e dell'Ente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni di ordinanze di ripristino dello status quo ante , tuttora disattese;