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Disposizioni per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge, recante disposizioni in materia di parità di trattamento, non discriminazione e garanzia del diritto all'oblio delle persone guarite da patologie oncologiche, introduce misure volte ad assicurare che alla guarigione clinica della persona corrisponda la possibilità di esercitare i propri diritti in condizioni di eguaglianza rispetto al resto della popolazione, con particolare riferimento all'accesso ai servizi finanziari, bancari e assicurativi, nonché alle procedure di adozione. Dai dati disponibili più recenti, in Italia le persone con diagnosi di tumore costituiscono circa il sei per cento della popolazione, stima che è interessata da un incremento pari a tre punti percentuali per anno, anche in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione. D'altra parte, anche grazie agli importanti progressi compiuti dalla scienza, soprattutto negli ultimi anni, sono notevolmente aumentate le possibilità di guarigione, nonché l'aspettativa di vita dei pazienti oncologici: nel nostro Paese, circa tre milioni e mezzo di persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore e, tra queste, il ventisette per cento può considerarsi guarito (Studio ISS-CRO, International Journal of Epidemiology , 2020; Fondazione AIOM, Associazione APAIM, 2021). Tuttavia, nonostante l'avvenuta guarigione clinica, moltissime persone sperimentano discriminazioni nell'esercizio dei propri diritti, incontrando barriere e ostacoli che non consentono loro di accedere, su base di parità rispetto al resto della popolazione, anzitutto a servizi finanziari, bancari e assicurativi. In materia, infatti, come testimoniato dall'Osservatorio permanente sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, esistono discipline e prassi contrattuali che impediscono ai guariti l'apertura o il mantenimento di un'assicurazione sanitaria per malattia o di una polizza vita o che impongono oneri o garanzie accessorie per accedere a servizi finanziari o bancari, quali tipicamente l'accensione di mutui. Prassi commerciale estremamente diffusa è quella di subordinare l'accensione di mutui alla sottoscrizione di una polizza assicurativa sulla vita, pena il rigetto della richiesta. Più in generale, si richiedono al consumatore informazioni relative alle pregresse condizioni di salute concernenti patologie oncologiche. In altri termini, la persona guarita da tumore è costretta a dover scegliere se omettere tali informazioni, con il rischio che, ad esempio, la compagnia assicurativa opponga un rifiuto al pagamento dell'indennizzo, a causa dell'alterazione del rischio assunto o, all'opposto, se accettare l'eventualità che – fornite le informazioni relative alle pregresse condizioni di salute – l'operatore di servizi finanziari, bancari o assicurativi neghi la sottoscrizione del contratto o apponga clausole aggiuntive allo stesso, con un maggiore aggravio di costi e oneri in capo al consumatore. Il presente disegno di legge mira al superamento di tali ostacoli, in attuazione anzitutto dell'articolo 3, secondo comma, della Carta costituzionale, che sancisce appunto il dovere di « rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione (...) all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ». Come affermato dai più autorevoli esperti in materia di cura delle patologie oncologiche, infatti, al giorno d'oggi l'aspettativa di vita di coloro che sono guariti dal cancro è tale da non trovare giustificazione alcuna discriminazione tra consumatori nell'accesso a servizi finanziari, bancari, assicurativi che siano dettate da pregresse condizioni di salute. Il presente disegno di legge costituisce recepimento della risoluzione del Parlamento europeo, del 16 febbraio 2022, su rafforzare l'Europa nella lotta contro il cancro – Verso una strategia globale e coordinata (2020/2267(INI)). Tale risoluzione, nell'affermare che « le compagnie di assicurazione e le banche non dovrebbero considerare la storia clinica delle persone colpite da cancro », chiede che i Paesi membri emendino le proprie leggi nazionali, garantendo che i sopravvissuti a patologie oncologiche non vengano discriminati rispetto al resto dei consumatori. In particolare, « chiede che entro il 2025, al più tardi, tutti gli Stati membri garantiscano il diritto all'oblio a tutti i pazienti europei dopo dieci anni dalla fine del trattamento e fino a cinque anni dopo la fine del trattamento per i pazienti per i quali la diagnosi è stata formulata prima dei 18 anni di età » (così Campo d'Azione IV, « Forte sostegno ai pazienti oncologici, ai sopravvissuti alla malattia e ai prestatori di assistenza », paragrafo n. 124). Inoltre, il presente disegno di legge si pone perfettamente in linea con il Piano europeo di lotta contro il cancro – COM(2D21) 44 final. Il Piano europeo « mira non solo a garantire che i pazienti oncologici sopravvivano alla malattia, ma che vivano una vita lunga e soddisfacente, senza discriminazioni e ostacoli iniqui »; in particolare, si evidenzia il fatto che, « a causa della loro anamnesi, molti sopravvissuti al cancro in remissione a lungo termine ricevono sovente un trattamento iniquo per quanto riguarda l'accesso ai servizi finanziari: sebbene siano guariti da molti anni, se non addirittura da decenni, spesso vengono loro applicati premi proibitivi » (paragrafo n. 6). Il provvedimento in oggetto tiene in debita considerazione, altresì, le discriminazioni che colpiscono le persone guarite da patologie oncologiche nell'accesso alle procedure di adozione di minori, stabilendo precisi limiti alla possibilità di indagare le condizioni di salute dei soggetti richiedenti. L'articolo 1 del presente disegno di legge, recante oggetto e finalità, specifica che lo stesso costituirebbe attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, ovverosia dei principi di solidarietà, eguaglianza, pari opportunità e non discriminazione, nonché di garanzia della salute psico-fisica della persona umana. Inoltre, viene data attuazione al dettato di cui all'articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dedicato al diritto al rispetto della vita privata e familiare, oltre che a numerose disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nuovamente sul rispetto della vita privata e della vita familiare, nonché sulla protezione dei dati di carattere personale, la non discriminazione, la protezione della salute e la protezione dei consumatori (articoli 7, 8, 21, 35 e 38). Al fine di rimuovere le diseguaglianze e le discriminazioni nel godimento dei diritti economici e sociali da parte delle persone guarite da patologie oncologiche, l'articolo 2 afferma che il consumatore non è in alcun modo tenuto a fornire informazioni relative a pregresse condizioni di salute concernenti patologie oncologiche trascorsi dieci anni dalla fine del trattamento terapeutico, ovvero cinque anni qualora la diagnosi sia stata formulata prima del compimento dei diciotto anni d'età (comma 1).