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una zona in cui vengono fornite acque comunque idonee, ma con una concentrazione più alta sia di nitrati che di tetracloroetilene; un'altra zona, invece, presenta un'acqua migliore, perché proveniente dalle sorgenti del Biferno. Peraltro, considerando che tale condotta non è pienamente operativa, spesso la sua acqua viene miscelata a quella dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana; ciò comporta una lieve modifica delle concentrazioni degli inquinanti. Da qui è facile comprendere che sono coinvolti tutti i cittadini di Benevento. L'inquinamento dei composti clorurati, meglio noti come PC2, è dovuto all'utilizzo eccessivo di detergenti disinfettanti, che rilasciano in falda una grande quantità di sottoprodotti dannosi per la salute, quali appunto il percloroetilene, ossia il PCE. Nella città di Benevento queste sostanze sono state individuate soprattutto nella zona Ferrovia. Quali garanzie abbiamo che l'acqua sia effettivamente sana per i cittadini che continuano a farne uso? Ritengo che il Comune dovrebbe affidare all'Università del Sannio l'incarico di redigere il piano di caratterizzazione delle zone e dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana, richiedendo un apposito contributo economico alla Regione Campania, che lo ha concesso giorni fa per un analogo problema al comprensorio Solofra-Montoro, per il quale è prevista la messa in sicurezza di pozzi tramite impianti con filtri a carboni attivi. Il piano di caratterizzazione contemplato dal titolo V, parte IV, del decreto legislativo del codice dell'ambiente è la prima fase di una caratterizzazione ambientale che si identifica nell'insieme delle attività che permettono di ricostruire fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere le informazioni di base a supporto delle decisioni realizzabili e sostenibili per un'eventuale messa in sicurezza e bonifica definitiva delle acque. (Applausi dal Gruppo M5S) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire sui gravi fatti che sono avvenuti a Ferrara nella notte fra sabato e domenica, che hanno avuto un'ampia risonanza sui mass media e nell'opinione pubblica. Sabato notte un gruppo di circa 40 nigeriani, che ha ormai un controllo militare di un'ampia zona della città di Ferrara, ha interrotto, con una vera e propria sommossa, la strada principale che conduce dalla stazione ferroviaria al centro della città, inscenando atti di violenza, rovesciando cassonetti in mezzo alla strada, compiendo azioni di provocazione e oltraggio nei confronti delle Forze dell'ordine intervenute per riportare l'ordine pubblico. Ormai quella zona della città è in mano alla criminalità organizzata (si può parlare tranquillamente di una associazione a delinquere di stampo mafioso); è in mano a bande di extracomunitari, che spacciano a cielo aperto, che infastidiscono con risse e con altre azioni illegali la popolazione, che hanno portato nel pieno degrado un quartiere dove abitano migliaia e migliaia di cittadini. Pensate soltanto che i valori degli immobili, delle case e dei negozi, nei quali migliaia e migliaia di famiglie hanno investito tutti i loro risparmi, negli ultimi anni sono crollati del 60, del 70 e anche dell'80 per cento e non c'è più nessuno che voglia acquistare casa in quella zona, qualsiasi sia il prezzo a cui le abitazioni vengono messe in vendita. Ebbene, io ho presentato oggi un'interrogazione urgente al Ministro dell'interno, perché bisogna intervenire: quegli spazi di illegalità devono finire. Il sindaco di Ferrara, ovviamente del PD, per tutta risposta ha detto che tali fatti sono da mettere in relazione con il decreto sicurezza. Siamo veramente al di fuori della realtà. Siamo di fronte al sommo disprezzo del ridicolo di una classe dirigente locale che non ha capito il fenomeno cui siamo purtroppo costretti ad assistere da troppi anni e che non mette in sicurezza la città. Io ho chiesto che il Ministro disponga finalmente un invio massiccio di Forze dell'ordine per fronteggiare questa situazione; ho chiesto un invio massiccio di un contingente di almeno 50 militari per presidiare la zona. Lo Stato deve rispondere. Quei malviventi, che non hanno diritto di stare sul territorio dello Stato, devono essere espulsi e non si deve lasciar loro pensare che quello è un territorio conquistato militarmente, nel quale lo Stato non ha più l'autorità di entrare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 21 febbraio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica giovedì 21 febbraio, alle ore 15, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,44) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Disposizioni per assicurare l'applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari (881) PROPOSTA DI NON PASSARE ALL'ESAME DEGLI ARTICOLI ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE Art. 1. (Disposizioni per assicurare l'applicabilità delle norme per l'elezione della Camera dei deputati indipendentemente dal numero dei parlamentari) 1. Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1: 1) al comma 2, le parole: «231 collegi uninominali» sono sostituite dalle seguenti: «un numero di collegi uninominali pari ai tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni elettorali di cui alla tabella A allegata al presente testo unico, con arrotondamento all'unità inferiore,» e le parole da: «le circoscrizioni Trentino-Alto Adige/Südtirol» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «la circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol è ripartita in un numero di collegi uninominali pari alla metà dei seggi assegnati alla circoscrizione medesima, con arrotondamento all'unità pari superiore. Le circoscrizioni cui sono assegnati tre deputati sono ripartite in due collegi uninominali; le circoscrizioni cui sono assegnati due deputati sono costituite in un collegio uninominale»; 2) al comma 4, le parole: «231 seggi» sono sostituite dalle seguenti: «i seggi di cui al comma 2»; b) all'articolo 83: 1) le parole: «due collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 77», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «un quarto dei collegi uninominali della circoscrizione ai sensi dell'articolo 77, con arrotondamento all'unità superiore»; 2) al comma 1, lettera f) , le parole: