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(Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, per la verità mi ero illusa che la grave situazione che ha colpito il nostro Paese ci avrebbe risparmiato parole strumentali come quelle che ho sentito fino adesso, ma evidentemente il senatore La Russa non cambierà mai: resta imperterrito anche di fronte alla grave situazione che abbiamo da affrontare. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore La Russa) . PRESIDENTE.Senatore La Russa, lei è un Vice Presidente! DE PETRIS (Misto-LeU) . Voglio invece ringraziare, ve lo dico con molta pacatezza, tutti i senatori di maggioranza e di opposizione che hanno lavorato in questi giorni, anche con difficoltà, per arrivare oggi a varare questo decreto. Lo dico perché sappiamo perfettamente che c'è stato un confronto lungo e, dato che ci sono state delle critiche, non per tutti soddisfacente, ma nessuno può dire che il Governo non abbia aperto un dialogo, un confronto, fino in fondo con tutte le forze di opposizione. Ci siamo trovati di fronte a una crisi gravissima - la più grave dalla Seconda guerra mondiale - e imprevista, ma non soltanto perché il Governo italiano e questo Paese erano impreparati: come abbiamo visto dopo che l'emergenza e il virus ci ha colpito, anche altri Paesi si sono dimostrati assolutamente impreparati. Questo è stato il problema. Noi abbiamo cercato in tutti i modi di reagire subito - torno a ripetere - e forse ci saranno state incertezze o ci sarà stato qualche problema, ma nessuno può dire che questo Governo e questa maggioranza non abbiamo cercato di mettere in campo delle reazioni. Poi vedremo e discuteremo se alcune misure fossero più efficaci, altre meno, e se ci siano state delle responsabilità, ma oggi dobbiamo dire con chiarezza che abbiamo tentato di mettere in campo tutto quello che era possibile. Questo è il primo decreto-legge di emergenza che affronta e mette in campo strumenti per quanto riguarda l'emergenza sanitaria, ma contemporaneamente - questa è l'altra faccia della crisi sanitaria che viviamo, cioè la crisi economica e sociale - mette in campo strumenti e risorse per intervenire sulla perdita del lavoro e sulla crisi economica. È sufficiente? No, certo che è insufficiente, ma sapevamo tutti, quando abbiamo votato qui l'autorizzazione per lo scostamento di bilancio, che quelle erano le risorse. Questo decreto - lo sapete benissimo, perché il confronto c'è stato da subito - praticamente esauriva tutte le risorse che erano state messe in campo, ma ha fatto cose importanti (e poi arriverò a parlare di quello che è invece necessario, di quello che manca e per cui ci siamo impegnati). La collega Conzatti citava gli ordini del giorno, che contengono impegni al Governo - lo ricordo - non «a valutare l'opportunità» ma riferiti al prossimo decreto-legge di aprile. Il decreto al nostro esame ha messo in campo misure che ovviamente non si erano mai viste fino ad oggi nel nostro Paese (pensate alla cassa integrazione allargata in modo molto ampio e anche in deroga, su cui probabilmente bisognerà tornarci sopra). È poi la prima volta che si interviene anche sugli autonomi. Certo che non è sufficiente, lo sappiamo, ma è stata comunque una prima risposta, per un motivo molto semplice che torno qui a ripetere e rivendicare e per quanto riguarda la mia parte politica non indietreggiamo: nessuno deve essere lasciato indietro. Nessuno deve essere lasciato solo: questo è il punto ed è l'elemento su cui fondare tutti gli altri interventi, contemporaneamente sapendo che dobbiamo creare le basi per ripartire. Qui non è solo il problema di ripartire in sicurezza, ma anche con elementi strategici, perché dobbiamo cominciare a ridisegnare bene il futuro, ma non tornando indietro e non rimettendo in campo vecchie idee e concezioni. Questa crisi drammatica ci ha infatti insegnato - spero che non lo dimenticheremo - che oggi paghiamo le conseguenze dell'aver fatto in tanti anni 37 miliardi di tagli alla sanità e al servizio sanitario pubblico (Applausi dal Gruppo Misto e della senatrice Nugnes) . Stiamo pagando le conseguenze anche dell'aver messo in campo un'idea della sanità tutta concentrata sugli ospedali e trascurando in moltissime situazioni e Regioni il sistema territoriale di prevenzione e di capillarità. Quando allora dico che non dobbiamo dimenticare questo aspetto, significa che in futuro, come avevamo già cominciato a fare, dato che finalmente non c'erano più tagli ma si cominciavano a rimettere risorse sulla sanità, dovremo pensare che la salute è una priorità, così come tutto ciò che è ad essa collegato: gli investimenti sull'ambiente, sulla qualità della vita e sul welfare (Applausi della senatrice Nugnes) . Quando dico che nessuno deve essere lasciato solo, significa che in questo decreto-legge ci sono settori scoperti: lo sappiamo perfettamente e su quello dobbiamo intervenire. Ci sono purtroppo milioni di persone che in questo momento sono in grande difficoltà e non sono coperti. Penso alla questione delle badanti, delle collaboratrici domestiche e di altre persone che si arrangiavano con lavoretti e che oggi sono in difficoltà: questa è un'emergenza. Io prego il Governo di fare presto, ma su questo tutta la maggioranza è compatta, nel chiedere appunto nel decreto-legge di aprile, quindi dopo l'altro scostamento, che si intervenga per dare subito quello che serve. L'altra questione riguarda le imprese e la liquidità: stanotte è andato in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge liquidità. È chiaro che qui bisogna mettere in campo tutti gli strumenti di semplificazione, ma questo vale per le imprese e per coloro che devono prendere il bonus di 600 euro. Questo dev'essere il nostro impegno, su cui in questo decreto-legge abbiamo anche tentato di lavorare per semplificare le procedure, e l'altra questione che dobbiamo affrontare fino in fondo. Ho detto poc'anzi di intervenire con un reddito d'emergenza per coloro che in questo momento non hanno nulla, che non possono aspettare giugno per mangiare: sappiamo perfettamente di dover accelerare e semplificare. NUGNES (Misto-LeU) . Brava! DE PETRIS (Misto-LeU) . Questo è quello che significa assumerci l'onere e la responsabilità di una classe dirigente e di un Parlamento: questo è il lavoro che abbiamo fatto, pur sapendo che il decreto-legge in esame - com'è stato detto prima - in qualche modo era già chiuso, con tutto quello che è stato prodotto, gli emendamenti approvati e gli ordini del giorno presentati. Penso infatti a quanto fatto in merito alla sanità, che ha ridisegnato e dato linee: non si intervenuti soltanto per tamponare adesso l'emergenza ma si è iniziato a configurare il nostro intervento futuro.