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Successivamente, ottenuta la sospensione della riscossione, intimava ad Hermes Italie di accantonare le somme, invitando codesta spettabile società a tenere sospeso l'ordine di pagamento delle somme pignorate, restando fermi gli obblighi di legge imposti al custode relativamente alle somme da questi detenute; in data 3 marzo 2021, il commercialista otteneva gli sgravi e presentava varie istanze in cui chiedeva all'Agenzia delle entrate-riscossione di ottenere il pagamento delle somme residue e il rimborso delle somme accantonate in eccesso; purtroppo ad oggi la situazione non è cambiata; Hermes Italie sta accantonando le somme in quanto non ha ricevuto nessuna comunicazione da parte dell'Agenzia quindi non paga né l'Agenzia della riscossione, né tanto meno il cliente, che risulta bloccato sia sul piano economico-finanziario che su quello del rilancio e della ripresa professionale, si chiede di sapere quando e in che modo l'Agenzia delle entrate, in un momento così difficile e complesso per la vita di tanti professionisti e di tanti imprenditori, intenda procedere per lo meno alla comunicazione di dati che spettano di diritto a chi sta attendendo questa fase di fine pandemia per rilanciare la propria attività professionale in modo del tutto legittimo. Atto n. 4-05687 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: l'ossigenoterapia è un trattamento che si basa sulla somministrazione di una miscela gassosa, composta per la maggior parte da ossigeno, a pazienti che soffrono di diverse patologie, sia croniche che acute. Molte malattie rare polmonari necessitano della somministrazione di una quantità supplementare di ossigeno a scopo terapeutico; con la legge di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, è stato introdotto l'articolo 5- ter rubricato "Disposizioni per garantire l'utilizzo di dispositivi medici per ossigenoterapia", con l'obiettivo di garantire alle persone con insufficienze respiratorie acuto-croniche, la possibilità di avvalersi anche in ambiente non domestico del dispositivo che consente la ricarica dell'ossigeno liquido; secondo l'articolo, il Ministro della salute avrebbe dovuto definire, entro il 31 luglio 2020, con proprio decreto, le modalità con cui rendere disponibili sul territorio nazionale, attraverso le strutture sanitarie individuate dalle Regioni ovvero, in via sperimentale fino all'anno 2022, mediante la rete delle farmacie, la fornitura di ossigeno e la ricarica dei presidi portatili che garantiscono l'ossigenoterapia; oggi, nonostante il termine previsto dalla legge sia scaduto da quasi un anno, non sono state emanate le disposizioni necessarie per dare concreta applicazione a quanto previsto dall'articolo 5- ter ; l'assenza dei necessari decreti attuativi, trascorsi diversi mesi dalla conversione, è stata sollevata da diverse associazioni rappresentati di pazienti con malattie rare polmonari: FIMARP - Federazione italiana IPF e malattie polmonari rare, "Un respiro di speranza" Lazio, AS.MA.RA onlus Associazione malattia rara sclerodermia ed altre malattie rare, Associazione apnoici italiani onlus APS, Associazione italiana IPF e malattie rare del polmone Sardegna, Associazione pazienti BPCO onlus , "Respiriamo insieme" APS, "Un respiro di speranza" Lombardia, attraverso una lettera inviata al Ministero della salute in data 29 luglio 2020, si chiede di sapere quando e in che modo il Ministro in indirizzo intenda intervenire per emanare i decreti attuativi necessari al fine di dare concreta applicazione a quanto previsto dall'articolo 5- ter del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Atto n. 4-05688 BARBONI BERNINI AIMI Al Ministro della salute Premesso che: a seguito dell'emergenza da Coronavirus, da marzo 2020 sono stati sospesi, su tutto il territorio nazionale, i servizi di apertura al pubblico dei locali da ballo, nonché gli spettacoli di qualsiasi natura; in base ai dati emersi, il 30 per cento delle discoteche presenti sul territorio nazionale ha già chiuso e un ulteriore 40 per cento rischia la chiusura per la stagione estiva ormai prossima; il settore di intrattenimento da ballo e di spettacolo conta circa 3.000 locali in tutto il Paese, che da solo vale 2 miliardi di euro, produce 600 milioni in termini di gettito fiscale e offre lavoro a 100.000 persone; eccetto una parentesi temporale di riaperture durante la scorsa estate, i locali da ballo sono chiusi ininterrottamente da 15 mesi, provocando ingenti perdite di fatturato e con i ristori ricevuti sinora insufficienti; le ricadute nel settore dell'intrattenimento da ballo non sono solo economiche, ma riguardano il sistema Paese, in quanto hanno un impatto rilevante dal punto di vista turistico, perché potrebbero essere scelte località turistiche all'estero, dove non vigono le nostre restrizioni per trascorrere le vacanze estive, e dal punto di vista sociale bisogna tener conto che vi sono circa 3 milioni di giovani alla ricerca di divertimento; a seguito della campagna di vaccinazione contro il COVID-19 ormai inoltrata, sono alte le aspettative sulla riapertura dei locali da ballo. A tal proposito gli operatori del settore hanno programmato due esperimenti in due diverse località italiane per comprendere al meglio come gestire i maxi-assembramenti in luoghi come le piste da ballo e soprattutto la tipologia di impatto che potrebbero avere sui contagi COVID, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia intrapreso azioni mirate che possano consentire in sicurezza le riaperture dei locali, offrendo ad un intero settore, l'unico ancora penalizzato dalle chiusure, di ricominciare ad operare, da un lato per far fronte agli ingenti danni subiti, ma anche per evitare che i giovani possano trovare soluzioni alternative in luoghi improvvisati e non controllati. Atto n. 4-05689 DE BONIS Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: sul tema della povertà la Regione Basilicata presenta un quadro veramente desolante e mortificante. Tale quadro, in tutte le sue sfaccettature, è sconfortante persino in confronto con altre regioni meridionali; un incremento spaventoso della povertà che spinge la Basilicata all'ultimo posto in Italia per incidenza di tale parametro, superando Calabria, Sicilia e Campania; la situazione economica delle famiglie, secondo i dati ISTAT, dice che "se gli indicatori di povertà identificano le casistiche più gravi, ulteriori dati statistici disponibili, come la fonte principale dei redditi familiari e il numero dei componenti occupati, consentono di mappare in maniera più ampia eventuali condizioni di fragilità economica. In Basilicata (anno 2018) gli indicatori di povertà sono decisamente più elevati rispetto a quelli nazionali; l'incidenza della povertà relativa familiare è pari al 17,9 per cento contro l'11,8 per cento nazionale; l'incidenza della povertà relativa individuale è pari al 19,0 per cento rispetto al 15,0 per cento del totale Italia. Ulteriori differenze rispetto alla media nazionale si riscontrano nella distribuzione delle famiglie per fonte principale di reddito.