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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª) 95 CATALFO La seduta inizia alle ore 14,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente CATALFO avverte che per le sedute odierne della Commissione è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l'attivazione del circuito audiovisivo. IN SEDE REFERENTE (1018-B) DL 4/2019 - Reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 marzo. La presidente CATALFO relatrice, ricorda che nella precedente seduta, dopo l'illustrazione, si è aperta la discussione generale. Avverte altresì che venerdì scorso alle ore 19 è scaduto il termine di presentazione delle proposte di modifica. Sono stati presentati 7 ordini del giorno e 117 emendamenti, pubblicati in allegato, che sono stati inviati alla 1 a, , alla 2 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione per il prescritto parere. Accogliendo una richiesta del senatore PATRIARCA ( PD ), che domanda una pausa di almeno mezz'ora al fine di permettere lo studio del fascicolo degli emendamenti, che è appena stato reso disponibile, avverte che i lavori verranno brevemente sospesi al termine del dibattito. La Commissione conviene. Intervenendo quindi in discussione generale, il senatore PATRIARCA ( PD ) ricorda lo spirito collaborativo con il quale il proprio Gruppo si è posto nel corso della prima lettura ed esprime delusione per il mancato riscontro, all'esito dell'esame alla Camera, alle aperture fatte a suo tempo dal sottosegretario Cominardi, sottolineando che nel complesso, quindi, la valutazione del provvedimento non può essere positiva. Il decreto-legge nasce con la forte criticità originaria di voler unire due profili non inconciliabili in assoluto, ma molto difficili da armonizzare, ovvero il contrasto alla povertà e le politiche attive per il lavoro. Egli riconosce al Governo il merito di aver più che raddoppiato le risorse precedentemente destinate al reddito di inclusione, ancorché facendo ricorso allo strumento dell'indebitamento: a fronte di un tale stanziamento, la sua parte politica si attendeva però soluzioni che combattessero strutturalmente la povertà con una modifica delle complessive politiche di welfare : ci si trova invece di fronte a una misura di respiro triennale, il cui destino è legato al contesto finanziario, cosa che la rende di fatto un diritto "in dissolvenza". Come già rilevato in prima lettura, il provvedimento avrebbe dovuto fondarsi sul livello amministrativo comunale, naturalmente competente per il contrasto alla povertà, e non sui centri per l'impiego: una modifica che, tuttavia, non ha trovato spazio. Il Gruppo del Partito Democratico ha pertanto presentato emendamenti in questa direzione, auspicata anche dalle associazioni attive contro la povertà. Nel rammaricarsi per l'impossibilità, per un testo così rilevante, di ottenere un voto unanime delle forze politiche, si sofferma, poi, sul tema delle modifiche adottate in materia di disabilità e di minori, che si caratterizzano per una portata decisamente marginale e poco coraggiosa, in un impianto che continua ad avvantaggiare le persone singole e non i nuclei familiari, specialmente quelli numerosi. Anche le necessità dei senza fissa dimora, che rappresentano la base di ogni misura di contrasto alla povertà, non hanno trovato adeguato spazio. Stigmatizza poi l'approccio colpevolizzante, ulteriormente accentuato in sede di esame alla Camera, nei confronti delle famiglie straniere regolarmente residenti in Italia, quasi che queste fossero naturalmente propense a eludere i requisiti per l'accesso al reddito di cittadinanza, in un contesto complessivo, peraltro, nel quale i controlli saranno assai difficoltosi. Passa quindi al tema delle pensioni notando come il decreto costituisca un'occasione perduta: anziché abolire la legge Fornero, è stata semplicemente favorita, per un tempo limitato, una fascia di persone che di per sé non presenta particolari problematiche. Le domande pervenute ad oggi dimostrano, infatti, che se ne avvantaggeranno soprattutto i dipendenti della pubblica amministrazione. Non è stato invece seguito l'approccio, inaugurato dalla precedente maggioranza e che la propria parte politica avrebbe preferito confermare, ovvero la flessibilizzazione delle disposizioni della legge Fornero per tutti quei casi in cui risulta estremamente difficoltoso giungere alla scadenza di 67 anni. "Quota 100", pur nella legittimità della scelta effettuata, ha invece ad oggetto situazioni diverse dalle emergenze sociali. Il senatore FLORIS ( FI-BP ), notando incidentalmente che alla Camera sono stati accolti alcuni emendamenti del proprio Gruppo che al Senato erano stati respinti, ribadisce l'avviso favorevole di Forza Italia su una misura a favore dei cittadini che versano in stato di disagio. Il provvedimento, pur se migliorato, non corrisponde ancora a ciò che la propria parte politica avrebbe desiderato. In particolare, resta la problematica associazione tra contrasto al disagio sociale e politiche attive del lavoro: mentre egli esprime avviso favorevole sul primo aspetto, ritiene invece che il secondo continui a non trovare le risposte adeguate, omettendo di cercare soluzioni per la diffusa disoccupazione, che non si combatte attraverso la realtà - peraltro notoriamente inadeguata - dei centri per l'impiego, ma con misure di sostegno all'economia ormai avviata verso una nuova fase di recessione. Resta anche carente, nel percorso di ricerca del lavoro, l'aspetto della formazione e, a parte alcune assunzioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni, non si vede alcun intervento per la creazione di posti di lavoro, come l'auspicato taglio del cuneo fiscale per le imprese. Sebbene il decreto non risolva i problemi della povertà, ma si limiti a lenirli temporaneamente, egli esprime tuttavia una valutazione complessivamente positiva del reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda "Quota 100", osserva invece come si tratti di una mera anticipazione, non esaustiva rispetto all'annunciato superamento della riforma Fornero, che necessita di ulteriori approfondimenti. Si esprime infine favorevolmente sull'estensione della facoltà di riscatto agevolato degli anni di studio per il conseguimento della laurea. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ), pur consapevole del fatto che non sarà accolto alcun emendamento, fa presente che le proposte del suo Gruppo sono finalizzate a far conoscere la posizione costruttiva di Forza Italia, tesa a dare maggior coerenza logica provvedimento. Partendo dalle modifiche apportate alla Camera, che hanno colmato diversi vuoti nella disciplina, osserva che sarebbe stato preferibile adottare il provvedimento al termine di un percorso opportunamente meditato, e non attraverso lo strumento di un decreto-legge, le cui norme portano peraltro anche all'esclusione di molti di coloro che, pur avendone necessità, hanno difficoltà ad accedere alla domanda.