[ddlcomm]

Chiunque attacca persone, edifici, materiali, unità mediche, trasporti o altri obiettivi che usano, in conformità al diritto internazionale, un emblema distintivo od altro metodo di identificazione che indica la protezione ai sensi delle convenzioni di Ginevra del 1949 è punito con la reclusione da otto a quindici anni. Art. 75. (Privazione di mezzi di sopravvivenza) 1. Chiunque priva i civili dei mezzi indispensabili di sopravvivenza, anche impedendo loro di ricevere soccorsi, al fine di usare tale privazione come metodo di guerra, è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni. Art. 76. (Uso od arruolamento di fanciulli in operazioni militari) 1. Chiunque recluta o arruola un minore di quindici anni nelle Forze armate nazionali, ovvero lo fa partecipare alle ostilità, è punito con la reclusione da sette a dodici anni. 2. È punito con la stessa pena di cui al comma 1 chiunque omette le misure necessarie a prevenire, impedire, interrompere o altrimenti far cessare il reclutamento e il servizio forzato ovvero la partecipazione attiva nelle ostilità. Art. 77. (Cattura di ostaggi) 1. Chiunque sequestra o altrimenti tiene in suo potere una o più persone minacciando di ucciderle, di ferirle o mantenerle in stato di sequestro, al fine di costringere uno Stato, un'organizzazione internazionale, una persona fisica o giuridica o un gruppo di persone a compiere o omettere qualsiasi atto, è punito con la reclusione da diciotto a ventiquattro anni. Capo IV DELITTI DI GUERRA NEI CONFLITTI INTERNAZIONALI Art. 78. (Dispersione dei beni culturali) 1. Chiunque, in violazione delle norme di diritto internazionale, usa ovvero esporta, rimuove o trasferisce beni culturali fuori dai territori occupati è punito con la reclusione da cinque a dodici anni. 2. Chiunque omette le misure necessarie per impedire l'esportazione di beni culturali dai territori occupati, ovvero per procedure al sequestro e alla restituzione dei beni importati dai medesimi territori, è punito con la reclusione da tre a sette anni. 3. Chiunque illecitamente si appropria, saccheggia o commette atti di vandalismo su beni culturali protetti dalle norme di diritto internazionale è punito con la reclusione da tre a cinque anni. 4. I reati di cui ai commi 1 e 2 sono puniti con la stessa pena ivi rispettivamente prevista, se commessi sul territorio italiano ovvero su altro territorio non occupato. Art. 79. (Privazione di diritti o azioni) 1. Chiunque dispone, nei confronti dei cittadini della parte avversa, l'abolizione o la sospensione dell'esercizio di diritti giudiziari davanti all'autorità giudiziaria o di una facoltà di agire in giudizio è punito con la reclusione da sette a dieci anni. Art. 80. (Impiego di talune armi, proiettili, materiali o metodi di guerra) 1. Chiunque, in violazione delle norme di diritto internazionale sui conflitti armati, utilizza armi, proiettili, materiali o metodi di guerra con caratteristiche tali da cagionare lesioni superflue o sofferenze non necessarie, o che, per loro natura, colpiscano gli obiettivi in modo indiscriminato, è punito con la reclusione da dodici a diciotto anni. Art. 81. (Abuso di bandiera, insegne o uniformi dell'avversario) 1. Chiunque fa uso indebito della bandiera, delle insegne o delle uniformi dell'avversario nel corso di un attacco è punito, se dal fatto derivano la morte di una persona o lesioni personali gravi, con la reclusione da cinque a dieci anni. Art. 82. (Trasferimento o deportazione) 1. Chiunque trasferisce direttamente o indirettamente parte della popolazione civile di uno Stato nel territorio occupato militarmente, favorendone l'insediamento, ovvero deporta o trasferisce, in tutto o in parte, la popolazione del territorio occupato all'interno o all'esterno di tale territorio, è punito con la reclusione da dieci a venti anni. Art. 83. (Arruolamento forzato) 1. Chiunque costringe un cittadino della parte avversa a partecipare alle operazioni militari contro il proprio Paese o le sue Forze armate è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. TITOLO V ALTRI DELITTI INTERNAZIONALI Art. 84. (Mercenari) 1. Chiunque, avendo ricevuto un corrispettivo economico o altra utilità o avendone accettato la promessa, combatte in un conflitto armato nel territorio comunque controllato da uno Stato estero di cui non sia né cittadino né stabilmente residente, senza far parte delle Forze armate di una delle parti del conflitto o essere stato inviato in missione ufficiale quale appartenente alle Forze armate di uno Stato estraneo al conflitto, è punito, per la sola partecipazione all'atto, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da quattro a sette anni. 2. Chiunque, avendo ricevuto un corrispettivo economico o avendone accettato la promessa, partecipa ad un'azione, preordinata e violenta, diretta a mutare l'ordine costituzionale o a violare l'integrità territoriale di uno Stato estero di cui non sia né cittadino né stabilmente residente, senza far parte delle Forze armate dello Stato o essere stato inviato in missione militare ufficiale da altro Stato, è punito, per la sola partecipazione all'atto, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da cinque a otto anni. 3. Chiunque recluta, utilizza, finanzia o istruisce delle persone al fine di far loro commettere alcuni dei fatti previsti nei commi 1 e 2 è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da cinque a quattordici anni. 4. Non è punibile chi ha commesso i fatti previsti dal presente articolo con l'approvazione del Governo, se adottata in conformità agli obblighi derivanti da trattati internazionali. 5. Tutte le regole relative al diritto internazionale dei conflitti armati sono applicabili, in quanto compatibili, ai mercenari, ai quali vanno assimilati coloro che rivestono funzioni militari o paramilitari nel quadro di un conflitto armato. Art. 85. (Imposizione di marchi o segni distintivi) 1. Chiunque costringe persone appartenenti a un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale a portare marchi o segni intesi a rilevarne l'appartenenza al gruppo stesso è punito, per ciò solo, con la reclusione da quattro a dieci anni. TITOLO VI COOPERAZIONE CON LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 86. (Obbligo di cooperazione) 1. Lo Stato italiano coopera con la Corte penale internazionale conformemente alle disposizioni del diritto internazionale generale, dello Statuto e della presente legge e, ove richiamate dallo Statuto, delle norme delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato italiano. 2. Il Ministro della giustizia è l'autorità competente a ricevere atti provenienti dalla Corte penale internazionale ed a presentare atti o richieste alla Corte stessa.