[ddlpres]

Occorre anche precisare che l'articolo 7 della direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, nel consentire agli Stati membri di differenziare l'aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione, in relazione all'uso « commerciale » e « non commerciale » di tale carburante, impone ai medesimi Stati di rispettare, oltre all'aliquota minima prevista dalla medesima direttiva per il gasolio, anche un ulteriore vincolo: occorre infatti che l'aliquota stabilita nello Stato membro per il gasolio impiegato nell'uso « commerciale » sia comunque superiore al valore che l'aliquota di accisa sul gasolio impiegato per autotrazione aveva, nel medesimo Stato, alla data del 1° gennaio 2003 (nel caso dell'Italia 403 euro per mille litri al netto dell'arrotondamento). In sostanza, in presenza di una differenziazione dell'aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante, al gasolio consumato dai soggetti operanti nel trasporto merci e passeggeri di cui all'articolo 24- ter del testo unico delle accise (« gasolio commerciale ») non può essere applicata un'aliquota di accisa inferiore a 403 euro per mille litri. In tal senso, provvedendo il comma 1, lettera a) , numero 2), dell'articolo in commento a rideterminare l'aliquota di accisa sul gasolio in una misura inferiore alla predetta soglia di 403 euro per mille litri, e in considerazione del fatto che di tale aliquota inferiore al valore di 403 euro per mille litri potranno beneficiare, ovviamente, anche i predetti soggetti professionali di cui all'articolo 24- ter del testo unico delle accise, appare necessario sospendere temporaneamente la differenziazione tra « uso commerciale » e uso « non commerciale » del gasolio, così come appunto disposto dal comma 2 in illustrazione. Ai sensi del comma 3 gli esercenti i depositi commerciali di prodotti energetici assoggettati ad accisa e gli esercenti gli impianti di distribuzione stradale di carburanti dovranno trasmettere all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro il 13 gennaio 2023, i dati relativi ai quantitativi dei prodotti per i quali il comma 1, lettera a) , stabilisce riduzioni delle relative aliquote di accisa (benzina, gasolio, GPL e gas naturale allo stato liquido – GNL, destinati all'impiego come carburanti) che risultassero giacenti nei propri impianti alla data del 31 dicembre 2022. La medesima comunicazione si renderà non necessaria (e non andrà quindi effettuata dai predetti soggetti) qualora con un successivo provvedimento si dovessero prorogare le riduzioni delle aliquote di accisa sui prodotti in questione nelle stesse misure previste dal citato comma 1, lettera a) . Con il comma 4 è individuata nella sanzione amministrativa prevista dall'articolo 50, comma 1, del testo unico delle accise, la sanzione applicabile nel caso in cui la comunicazione stabilita dal comma 3 non sia effettuata o contenga dati incompleti o non veritieri. Con il comma 5 è richiamata l'applicazione delle disposizioni previste dall'articolo 1- bis , commi 5 e 6, del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2022, n. 51; tali disposizioni, allo scopo di prevenire il rischio di manovre speculative derivanti dalla diminuzione delle aliquote di accisa previste dall'articolo 1, comma 1, lettera a) , nonché dalla diminuzione dell'aliquota IVA sul gas naturale, di cui alla successiva lettera b) , prevede il coinvolgimento del Garante per la sorveglianza dei prezzi, il quale, per monitorare l'andamento dei prezzi (anche relativi alla vendita al pubblico) dei prodotti energetici interessati, potrà avvalersi, tra l'altro, anche del supporto operativo del Corpo della guardia di finanza. Infine, il comma 6 quantifica gli oneri e rinvia all'articolo 15 per la copertura finanziaria. Articolo 3. (Misure di sostegno per fronteggiare il caro bollette) Al comma 1 si prevede che, al fine di mitigare l'impatto dell'incremento dei costi dell'energia sulla liquidità delle imprese residenti in Italia, le medesime imprese possano richiedere la rateizzazione degli importi per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023, dovuti a titolo di corrispettivo per la componente energetica di elettricità e gas naturale, in eccedenza rispetto all'importo medio contabilizzato, a parità di consumo, nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. Le modalità semplificate di formulazione e inoltro dell'istanza sono definite con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy . Al comma 2 la norma specifica che, a fronte della richiesta da parte dell'impresa interessata, è configurato l'obbligo, per i fornitori di energia, di proporre al cliente un piano di rateizzazione che indichi l'ammontare degli importi dovuti, il tasso di interesse, che non può superare il saggio di interesse pari al rendimento dei buoni del Tesoro poliennali (BTP) di pari durata, i termini di scadenza di ciascuna rata, nonché la ripartizione mensile delle rate da un minimo di dodici ad un massimo di trentasei. L'obbligo del fornitore è condizionato all'effettivo rilascio della garanzia di cui al comma 4 e all'effettiva disponibilità di almeno un'impresa di assicurazione a stipulare con l'impresa richiedente la rateizzazione una copertura assicurativa sull'intero credito, nell'interesse del fornitore di energia. Il comma 3 prevede la decadenza dal beneficio della rateazione nel caso di inadempimento di due rate anche non consecutive, nonché l'obbligo di versamento in un'unica soluzione dell'intero importo residuo dovuto. Il comma 4 stabilisce un meccanismo atto a facilitare l'applicazione dei piani di rateizzazione richiesti dalle imprese. Nel dettaglio, al fine di favorire la concessione dei piani di rateizzazione, nei casi in cui sia richiesto alle imprese consumatrici di dare assicurazione sul pagamento degli importi rateizzati, è previsto un meccanismo di riassicurazione pubblica delle cauzioni/polizze assicurative che le imprese possono acquistare sul mercato dalle compagnie assicurative, al fine di coprire il rischio di inadempimento dei piani di rateizzazione. La riassicurazione pubblica, erogata dalla società SACE S.p. A. secondo lo schema di riassicurazione di cui all'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge dalla legge 20 maggio 2022, n. 51, già notificato e autorizzato dalla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, copre il 90 per cento degli indennizzi generati dall'escussione delle polizze assicurative, in caso di inadempimento, da parte delle imprese, dei piani di rateizzazione concordati con i fornitori. Il comma 5 prevede che a sostegno delle esigenze di liquidità dei fornitori di energia, scaturenti dalla concessione dei piani di rateizzazione, essi possano avvalersi di finanziamenti bancari, assistiti dalla garanzia pubblica prestata dalla SACE S.p.