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Disposizioni in materia di condono, con esclusione del condono sull'imposta sul valore aggiunto, al fine di contribuire alla ripresa economica. Onorevoli Senatori. -- Considerata la recente legge delega per la riforma fiscale (legge 11 marzo 2014, n. 23) si necessita di «chiudere» con il passato, in particolare per quanto concerne gli anni 2009 e 2010. Con il presente disegno di legge si propone, pertanto, di prevedere un condono, similare a quello previsto dalla legge 27 dicembre 2002, n. 289, escludendo l'imposta sul valore aggiunto in quanto tributo comunitario. Sarebbe la prima volta che un condono esclude la definizione per l'imposta sul valore aggiunto (IVA). Naturalmente in seguito alla liquidazione del condono l'Amministrazione finanziaria procederà a notificare gli accertamenti ai fini dell'IVA nei casi in cui l'emergere delle violazioni ai fini delle imposte dirette ed IRAP condonate, avesse riflessi anche per l'IVA. Vi è la necessità, in definitiva, che le risorse impiegate per il controllo vengano orientate agli anni più recenti, dal 2011 in poi, in quanto spesso anche se, per esempio, nel 2014 si contestano violazioni relative al 2009, il contribuente o a già chiuso l'attività, oppure la solvibilità è relativa in quanto ha ridotto in modo più o meno artificioso il patrimonio, ci si ritrova davanti ad imposte contestate ma difficilmente incassabili. Con la voluntary disclosure (notifica volontaria) si «sanano» con aliquote agevolate le posizioni di chi ha portato i capitali «neri» all'estero, quindi si ritiene doveroso, proporre una forma di sanatoria per chi può aver dichiarato meno del dovuto in Italia, ma non «ha profuso energie» nel portare i capitali all'estero per camuffare l'irregolarità. Poiché il 31 dicembre 2014 si prescrivono i termini per l'accertamento dell'anno 2009, si propone di «condonare» quest'anno, prevedendo che entro luglio 2014 vengano versate le imposte dovute e presentate le relative comunicazioni in via telematica. In questo modo l'Amministrazione finanziaria avrà 5 mesi a disposizione per controllare la regolarità e notificare i provvedimenti per eventuali rilievi Iva, comprensivi di imposta, sanzioni ed interessi. Rispetto al condono del 2002 si propone di non inserire il condono con dichiarazione riservata, il condono per accertamenti e verbali già notificati ed il condono ai fini delle imposta di registro, ipotecaria e catastale. Si propone invece la definizione delle liti fiscali pendenti per poter decongestionare il contenzioso.. 1 (Definizione automatica di redditi di impresa e di lavoro autonomo per gli anni pregressi mediante autoliquidazione) 1 I soggetti titolari di reddito di impresa e gli esercenti arti e professioni, nonché i soggetti di cui all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, possono effettuare la definizione automatica dei redditi di impresa, di lavoro autonomo e di quelli imputati ai sensi del predetto articolo 5, relativi ad annualità per le quali le dichiarazioni sono state presentate entro il 31 ottobre 2011, secondo le disposizioni del presente articolo. La definizione automatica, relativamente a uno o più periodi d'imposta, ha effetto ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali e dell'imposta regionale sulle attività produttive e si perfeziona con il versamento, mediante autoliquidazione, dei tributi derivanti dai maggiori ricavi o compensi determinati sulla base dei criteri e delle metodologie stabiliti con il decreto di cui al comma 14, tenendo conto, in alternativa: a dell'ammontare dei ricavi o dei compensi determinabili sulla base degli studi di settore di cui all'articolo 62- bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive modificazioni, per i contribuenti cui si applicano in ciascun periodo d'imposta i predetti studi; b dell'ammontare dei ricavi o dei compensi determinabili sulla base dei parametri di cui all'articolo 3, commi da 181 a 189, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e successive modificazioni, per i contribuenti cui si applicano in ciascun periodo d'imposta i parametri medesimi; c della distribuzione, per categorie economiche raggruppate in classi omogenee sulla base dei processi produttivi, dei contribuenti per fasce di ricavi o di compensi di importo non superiore a 5.164.569 euro annui e di redditività risultanti dalle dichiarazioni, qualora non siano determinabili i ricavi o compensi con le modalità di cui alle lettere a) e b) . 2 La definizione automatica può altresì essere effettuata, con riferimento alle annualità di cui al comma 1, dagli imprenditori agricoli titolari esclusivamente di reddito dominicale ai sensi dell'articolo 29 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, nonché dalle imprese di allevamento, ed ha effetto ai fini dell'imposta sul valore aggiunto e dell'imposta regionale sulle attività produttive. La definizione automatica da parte dei soggetti di cui al primo periodo del presente comma avviene mediante pagamento degli importi determinati, per ciascuna annualità, sulla base di una specifica metodologia di calcolo, approvata con il decreto di cui al comma 14 del presente articolo, che tiene conto del volume di affari dichiarato ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. 3 La definizione automatica di cui ai commi 1 e 2 è esclusa per i soggetti: a che hanno omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, ovvero non hanno indicato nella medesima il reddito di impresa o di lavoro autonomo, ovvero il reddito agrario di cui all'articolo 29 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986; b che hanno dichiarato ricavi o compensi di importo annuo superiore a 5.164.569 euro; c ai quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, è stato notificato processo verbale di constatazione con esito positivo, ovvero avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell'imposta sul valore aggiunto ovvero dell'imposta regionale sulle attività produttive, nonché l’invito a comparire di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, e successive modificazioni, relativamente ai quali la posizione non è stata perfezionata; d nei cui riguardi è stata esercitata l’azione penale per i reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, della quale il contribuente ha avuto formale conoscenza entro la data di adozione della definizione automatica. 4