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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio – Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016. Onorevoli Senatori. – Contesto dell'Accordo Le relazioni Italia-Kenya sono eccellenti, con un buon livello di cooperazione in campo economico-commerciale suscettibile di essere ulteriormente rafforzato. La collaborazione bilaterale si sta ampliando, oltre che in campo spaziale, nei settori della difesa e della sicurezza, di cooperazione giudiziaria, di lotta alla pirateria e di cooperazione allo sviluppo (in particolare con un programma integrato per lo sviluppo del Distretto di Malindi, dove ha sede il Centro spaziale Luigi Broglio). Creata nel 1964 nell'ambito del progetto San Marco, ideato dal Professor Luigi Broglio della Scuola di ingegneria aerospaziale dell'Università « La Sapienza » di Roma, la Stazione – gestita prima dall'Università e poi, dal 2004, dall'Agenzia spaziale italiana (ASI) – è un importante centro per il controllo da terra delle missioni spaziali. Per la sua localizzazione strategica sulla linea dell'Equatore, rappresenta non solo un sito ideale per le attività di lancio di satelliti (dal 1966, ne sono stati lanciati ventitré, di cui quattro italiani) ma anche per le attività scientifiche relative all'assistenza da terra alle missioni spaziali di varie agenzie internazionali ed all'acquisizione di dati satellitari. Il Centro spaziale rappresenta oggi un polo di eccellenza della tecnologia italiana al di fuori del territorio nazionale ed uno strumento qualificante della nostra collaborazione scientifica con il Kenya e, in senso più ampio, con l'intero continente africano. Della struttura si è avvalsa anche l'Agenzia spaziale europea (ESA) nel quadro di un Protocollo trilaterale Italia-Kenya-Agenzia spaziale europea firmato il 13 settembre 1995 sull'installazione e l'utilizzo operativo delle attrezzature dell'ESA nel perimetro della stazione e rinnovato solo fino al 30 giugno 2015, in attesa della conclusione del negoziato tra Italia e Kenya. L'attuale funzionamento della Base è disciplinato da un Accordo intergovernativo firmato il 14 marzo 1995, che ne concedeva l'uso all'Italia fino al 2010. La validità dell'Accordo è stata prorogata più volte, da ultimo fino al 31 ottobre 2016. Il nuovo Accordo riprende i contenuti del precedente, ormai scaduto, e definisce i termini e le condizioni relative all'utilizzo della base da parte dell'ASI. Iter procedurale di firma dell'Accordo Il lungo ed articolato negoziato per la conclusione del presente Accordo è stato condotto su impulso del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), d'intesa con l'ASI e il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ( MIUR), con la collaborazione del Ministero della Difesa e di altri Dicasteri interessati, ognuno per la propria competenza. A seguito di numerose riunioni del Comitato direttivo congiunto italo-keniano previsto dall'Accordo del 1995, sono stati sciolti gli ultimi nodi negoziali e nell'aprile 2016 si è finalizzato il testo dell'Accordo bilaterale e dei cinque protocolli attuativi ( Implementing Arrangements ) « tecnici » a corredo dello stesso. Finalità dell'Accordo L'Accordo principale e i cinque protocolli attuativi « tecnici » (Istituzione di un centro regionale per l'osservazione della Terra, Supporto all'agenzia nazionale spaziale keniana, telemedicina, Accesso ai dati di osservazione della Terra e scientifici, istruzione e formazione) mirano a definire un modello di intesa che prevede una collaborazione ad ampio spettro nel settore spaziale, impostata su basi di reciproco beneficio tra i due Paesi. La prospettiva di rendere la Base di Malindi, e più in generale il Kenya, fulcro di una cooperazione spaziale allargata ai Paesi del Corno d'Africa e dell'Africa orientale, conferisce all'Accordo ricadute strategiche a carattere anche regionale, oltre che scientifico, tecnologico e programmatico. Le attività spaziali svolgono infatti, tra l'altro, una funzione di traino dell'innovazione tecnologica, con importanti implicazioni in vari campi, inclusa la possibilità di sfruttare le grandi potenzialità in materia mineraria ed energetica dello spazio. La nuova intesa in campo spaziale è destinata, inoltre, a divenire un elemento centrale della collaborazione bilaterale più vasta tra Italia e Kenya. Esame delle disposizioni Il quadro normativo in disamina è composto di 18 articoli. Articolo I: definisce i termini utilizzati nel testo dell'Accordo. In particolare, i Protocolli attuativi a corredo vengono definiti strumenti stipulati per dare concretezza alle aree di collaborazione. Articolo II: fornisce le specifiche della Base in merito alle sue pertinenze ed alla sua destinazione d'uso ed individua i campi di cooperazione, tra cui scienza e tecnologia dello spazio, osservazione della Terra: applicazioni e servizi, supporto ai servizi di sorveglianza, comunicazioni spaziali, telemedicina, acquisizione dei dati satellitari, servizi di tracciamento e telemetria, attività di ricerca di fisica dell'atmosfera, servizi di navigazione e posizionamento, lancio e controllo di satelliti, istruzione e formazione, telerilevamento. Le Parti si impegnano ad utilizzare la Base per soli scopi pacifici. Dell'Accordo fa parte integrante l'Allegato 1 « Descrizione tecnica delle Attrezzature della Base », nel quale viene descritta l'infrastruttura di maggiore importanza. Articolo III: delinea ulteriori aree e forme di cooperazione tra le Parti, quali: il potenziamento dell'attività dell'Agenzia che il Governo della Repubblica del Kenya istituirà per occuparsi di attività di ricerca, e applicazioni, tecnologia e scienza nel settore spaziale e aerospaziale; l'istituzione in Kenya di un centro regionale per l'osservazione della Terra, che formerà oggetto di un apposito accordo attuativo e la promozione del suo ruolo nell'ambito della collaborazione strategica tra Europa ed Africa in campo spaziale; l'attuazione di programmi di formazione per cittadini keniani; il sostegno allo sviluppo dell'area di Malindi, in cui è ubicato il Centro. Viene inoltre sancito l'impegno delle Parti a concludere, tramite i rispettivi Enti esecutori, tutti i Protocolli attuativi necessari a strutturare la collaborazione nei settori sopradetti. Inizialmente, verranno firmati contestualmente all'Accordo i seguenti cinque Protocolli attuativi: sostegno alla costituzione dell'Agenzia spaziale keniana, accesso ai dati scientifici e di osservazione della terra, istruzione e formazione, telemedicina, istituzione del centro regionale per l'osservazione della terra. Gli protocolli attuativi entreranno in vigore contestualmente all'entrata in vigore dell'Accordo. Articolo IV: disciplina l'istituzione, le competenze ed il funzionamento del Consiglio ministeriale congiunto, organo responsabile per gli indirizzi di politica strategica riguardanti la Base e le rimanenti aree di cooperazione. Vengono, altresì, designati gli Enti responsabili per l'attuazione dell'Accordo, rispettivamente il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per parte italiana ed il Ministro con responsabilità per la difesa per parte keniana. Articolo V: