[ddlpres]

L'adeguamento tariffario di competenza di Autostrade per l'Italia (pari a 3,47%) è stato genericamente giustificato da Atlantia Spa come dovuto per l'1,23% agli investimenti addizionali remunerati e per il 2,24% all'incidenza dell'aumento dell'inflazione nel periodo luglio 2011/giugno 2012. Questi aumenti non tengono in debito conto la situazione di povertà diffusa tra i cittadini che ha già risvolti drammatici, con il rischio che le fasce medio-basse non potranno più fruire di un servizio di interesse collettivo quale dovrebbe essere quello autostradale. Secondo gli ultimi dati ISTAT, infatti, nel 2012, il 12,7% delle famiglie risulta relativamente povero (per un totale di 3.232.000) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1.725.000). Le persone in povertà relativa sono il 15,8% della popolazione (9.563.000), quelle in povertà assoluta l'8% (4.814.000). Senza considerare l'insostenibilità della pressione fiscale che grava sui medesimi cittadini, che nel 2013 è pari al 44,4% del prodotto interno lordo (PIL) e che l'incremento dei pedaggi autostradali provoca una maggiorazione dei prezzi dei beni di largo consumo trasportati su gomma. Quindi, in un periodo di grave crisi economica quale è quello attuale, risulta doveroso riesaminare la congruità del sacrificio economico imposto alla collettività, soprattutto a fronte dell'indiscussa alta remuneratività del servizio per la (sola) società concessionaria. I cittadini sono tenuti, infatti, a pagare un pedaggio che aumenta costantemente, poiché una parte di detto aumento è legato, irragionevolmente, all'inflazione, e ciò in assenza di valutazioni concernenti (a) il miglioramento del servizio e (b) la condizione personale di quei cittadini che utilizzano la rete autostradale per ragioni non connesse allo svolgimento di un'attività lavorativa legata al trasporto su gomma, i quali, pertanto, non possono compensare i costi del servizio con gli introiti economici direttamente derivanti dalle percorrenze autostradali. Il presente disegno di legge è, quindi, inteso ad introdurre una diversa regolazione del sistema tariffario vigente nel settore autostradale. L'attuale sistema, infatti, garantisce, prevalentemente, la remunerazione del capitale investito dai concessionari che, di fatto, risulta già ampiamente ammortizzato e, soprattutto, non induce il concessionario ad utilizzare in maniera efficiente le risorse ed a migliorare il servizio. I guadagni dei concessionari, inoltre, non producono alcun vantaggio per gli utenti in punto di diminuzione delle tariffe e non prevedono alcun meccanismo di redistribuzione dei benefici che le società ricevono dalla gestione del servizio. Infatti, le riduzioni dei costi di cui le società concessionarie hanno beneficiato (si pensi all'automatizzazione della riscossione ai caselli ed alla sostituzione delle aiuole spartitraffico con le cosiddette barriere new jersey ) non si sono tramutati in parallele riduzioni dei pedaggi per gli utenti. Sembra, dunque, di essere in presenza di una sorta di rendita monopolistica in favore delle (sole) società concessionarie. Inoltre, l'attuale meccanismo di revisione automatica delle tariffe ancorato all'inflazione risulta irragionevole, poiché è causa di disincentivo sia alla riduzione dei costi, che al miglioramento della qualità degli investimenti, come sostenuto dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato nel Bollettino -- Edizione speciale del 5 gennaio 2012 (pubblicato il 9 gennaio 2012) avente ad oggetto «Proposte di riforma concorrenziale ai fini della legge annuale per il mercato e la concorrenza» (cfr. pag. 11 e segg.). Per tali ragioni, l'articolo unico del presente disegno di legge reca una delega al Governo al fine di modificare l'attuale sistema di revisione delle tariffe autostradali ed introdurre un meccanismo di progressiva riduzione dei prezzi con l'individuazione di categorie di utenti che possano beneficiare dell'esenzione dal pagamento del pedaggio. Inoltre, lo schema di delega mira a rendere la riduzione delle tariffe e la garanzia dell'esenzione, per alcune categorie soggettive, quali elementi indefettibili per la conservazione delle concessioni da parte dei gestori privati: infatti, è prevista, oltre all'irrogazione di sanzioni pecuniarie ed all'intervento sostitutivo di un'Autorità pubblica, qualora i predetti obblighi siano disattesi dal privato concessionario, l'adozione di provvedimenti legislativi con cui lo Stato trasferisca, in toto o in parte, il controllo delle reti autostradali ad enti pubblici economici strumentali nei casi in cui il servizio si riveli eccessivamente antieconomico e oneroso per le Amministrazioni pubbliche interessate e gli utenti privati, stante il carattere di preminente interesse generale del servizio.. Art. 1. 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la modifica delle disposizioni vigenti in materia di revisione delle tariffe autostradali, al fine di determinare la giusta congruità degli oneri imposti agli utenti rispetto al servizio reso. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati, realizzando il necessario coordinamento con le disposizioni vigenti, nel rispetto dei seguenti principi e criteri generali: a) riesaminare l'attuale congruità del sistema di revisione delle tariffe autostradali mediante l'introduzione di norme e regole che abbiano come fine: 1) la riduzione non inferiore al 40% degli importi attualmente corrisposti dagli utenti alle società concessionarie a titolo di pedaggio; 2) l'introduzione di un'esenzione basata sul valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) dell'utente e del suo nucleo familiare, parametrata alla presenza di familiari a carico, di familiari affetti da disabilità e di familiari aventi età superiore ad anni 65; prevedendo, in ogni caso, la garanzia di un'esenzione dal pagamento della tariffa autostradale ai soggetti di età superiore ad anni 65 ed alle persone inoccupate o disoccupate; 3) la previsione di un'ulteriore riduzione, non inferiore al 10% e aggiuntiva rispetto a quella prevista al numero 1), in favore di soggetti che utilizzano il servizio autostradale al di fuori di finalità meramente commerciali ovvero professionali, e sui quali il costo di tale servizio grava integralmente sul proprio reddito familiare, non superiore a 28.000 euro lordi annui, senza poter godere di alcuna forma di compensazione o di rimborsi da parte di soggetti terzi, pubblici o privati, del costo dei pedaggi autostradali; b) prevedere un sistema graduale di misure sanzionatorie, fino alla revoca della concessione con attribuzione di poteri sostitutivi da parte di un'Autorità pubblica, legate all'inosservanza, da parte delle società concessionarie, delle rimodulazioni tariffarie di cui alla lettera a); c) eliminare, dal meccanismo di adeguamento tariffario, qualsiasi riferimento al tasso di inflazione e prevedere che tale adeguamento sia collegato ad un miglioramento della qualità del servizio ed alla realizzazione di progetti di investimenti adeguatamente verificati;