[resaula]

Sono praticamente quindici giorni, Presidente, che la Commissione bilancio si convoca e si sconvoca con gli SMS del nostro bravo presidente, senatore Pesco, ma francamente dopo questi SMS non succede assolutamente nulla: nessun voto, nessuna discussione, nessuna audizione, nessuna pubblicità. Nessun voto, non abbiamo votato assolutamente niente, i relatori hanno accantonato alcuni emendamenti, tantissimi, presentati da tutti i colleghi, ma nessun voto e nessuna pubblicità ai lavori. Avevamo chiesto, oltre ad utilizzare il canale interno del Senato, di poter dare pubblicità ai lavori della Commissione. Inizialmente ci è stato detto che il presidente Alberti Casellati non l'avrebbe autorizzato. A noi risulta che il presidente Alberti Casellati avesse autorizzato immediatamente la pubblicità dei lavori della Commissione bilancio, cosa che non è stata fatta. Avevamo chiesto l'audizione almeno dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Approviamo una legge di bilancio senza aver sentito cosa ne pensa l'Ufficio parlamentare di bilancio. È come se, in una società di capitali, l'assemblea dei soci votasse il bilancio senza leggere o ascoltare la relazione del collegio sindacale. Non si può. Ripeto, non si può: è vietato dal codice civile del nostro Paese. Nessuna discussione. Permettetemi di rivolgermi a due colleghi in particolare. Adesso vi sorprenderò (anche vista l'ora, sono molto stanco). Ci sono qui due colleghi, che, come me, fanno parte dell'Associazione italiana arbitri: il sottosegretario Santangelo e il senatore Castaldi. Il regolamento del giuoco del calcio è fatto di diciassette regole: il campo, il fuorigioco, i falli, le scorrettezze, il calcio d'angolo, la rimessa laterale e le figure dell'arbitro e degli assistenti. C'è poi una regola non scritta che viene sempre insegnata durante il corso: la diciottesima regola è quella del buon senso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi riferisco alla regola del buon senso che ogni arbitro deve applicare per poter dirigere bene una partita di calcio. Questo buon senso, con tutta onestà - colleghi, mi rivolgo a voi - non lo trovo assolutamente nella manovra. Avevate detto di essere la maggioranza del cambiamento, delle novità e del fare. Fino a oggi, di tutte queste cose annunciate con grande prosopopea, non abbiamo visto assolutamente nulla. Nel merito di quello "straccio" che è passato in Commissione alcune cose sono però abbastanza chiare. È abbastanza chiaro che avete messo un'ipoteca almeno sulle prossime due leggi finanziarie (quelle del 2020 e 2021). Infatti, con le clausole di salvaguardia di 23 miliardi nel 2020 e 26 miliardi nel 2021 avete messo un'ipoteca grave per chi avrà la legittimazione di governare il Paese in quegli anni. È poi passata un'altra cosa, che però è stata ripresa da pochi colleghi. L'Europa, dai «me ne frego» ai pantaloni giù, tanto per parlarci chiaro, di questi giorni del presidente Conte, vi obbliga ad appostare due miliardi a garanzia per vedere, come scolaretti, se vi comporterete bene e se farete quello che avete detto o promesso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se non lo farete, su quei due miliardi metterà mano l'Unione europea. Passo al reddito di cittadinanza. Il professor Turco ha parlato della povertà. Collega, anche io sono favorevole a che tutti stiano meglio in questo Paese, ma dobbiamo metterci d'accordo. Noi vogliamo che tutti stiano meglio, non che diventiamo tutti un po' più poveri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . A noi piacerebbe che lo sviluppo del Paese passasse attraverso un innalzamento, laddove possibile, di tutti quanti i nostri concittadini. E non è con questi sei miliardi di euro che si accontenta la base dei cinque milioni di poveri del nostro Paese. Li stiamo prendendo in giro - li state prendendo in giro - e giocare con la gente semplice può diventare pericoloso. Vi siete affacciati al balcone. È un brutto segno per il nostro Paese, una pagina molto grigia e buia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non si gioca in questa maniera con la democrazia del nostro Paese. Chi si è affacciato al balcone ha fatto una brutta fine, ricordiamocelo sempre. Non ci si affaccia al balcone, si va in mezzo alla gente a parlare. In questi giorni vi sarete resi conto che c'è qualche cosa che non va. Prendiamo il mondo degli autonoleggiatori e dei tassisti. L'altro giorno erano incazzati neri gli autonoleggiatori con conducente (NCC). Qui davanti non si poteva entrare, né uscire. PRESIDENTE. Senatore Ferro, la prego di usare altri termini. FERRO (FI-BP) . Ha ragione, signor Presidente. I noleggiatori con conducente si sono arrabbiati. Stamattina e ieri mattina si sono invece arrabbiati i tassisti. Possibile che, nell'ambito di uno stesso settore, voi riusciate a farli arrabbiare tutti e due? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . C'è qualcosa che, secondo me, non va. Avete bruciato 250 miliardi di capitalizzazione da quanto siete al governo. Sarà colpa dell'Europa o di chissà chi, ma è ricchezza tolta dalle tasche dei cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sono soldi tolti alle tasche dei cittadini italiani, frutto di risparmio e di lavoro. Li avete tolti, non so quanto scientemente, ma sono stati tolti e sono stati bruciati. Avete detto che abolite la povertà. Io ho qualche dubbio perché, come diceva qualche collega, il risultato certo di oggi è che chi sta bene, sta sempre meglio, e chi sta male, sta sempre peggio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è il risultato della vostra azione. Avete detto che siete a favore del sistema connettivo e produttivo del nostro Paese e delle piccole medie imprese, quelle che rappresentano, specialmente nel Nord e nel Nord-Est, dal quale provengo io, il tessuto portante, la vecchia locomotiva del nostro Paese. Riducete il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che, se non lo sapete, è quel sistema che permette ai piccoli e medi imprenditori di accedere al credito. Ciò vuol dire che il piccolo artigiano, il piccolo agricoltore e il piccolo imprenditore agricolo non possono accedere con questi fondi di garanzia al credito; un credito che costa sempre di più grazie alle manovre che avete fatto voi. La mancanza di accesso al credito nel nostro Paese è sempre più grave. Un collega mi ha chiesto di dire qualcosa in veneto; da noi si dice: « pèso el tacòn del buso », peggio la toppa del buco. Auguri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Accoto. Ne ha facoltà. ACCOTO (M5S) . Signor Presidente, colleghi e colleghe sono orgogliosa di discutere oggi di una manovra che finalmente mette in campo tutta una serie di risposte che il Paese attendeva da troppi anni;