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LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, credo che sia stata molto opportuna l'iniziativa del senatore Casini di intervenire su questo tema nuovamente in Assemblea, perché il pericolo è che ci sia assuefazione di fronte a una questione che deve continuare ad essere all'ordine del giorno e non solo per la sua oggettiva rilevanza o perché abbiamo il dovere di dare al popolo venezuelano quell'appoggio e quel sostegno che in altre epoche è stato dato anche a nazioni molto più lontane (penso, quando ero giovane, alle manifestazioni pro Bangladesh). Non ho visto adesso da parte di nessuno un movimento di opinione serio di sostegno al popolo venezuelano come a noi piacerebbe emergesse. Quello che è stato denunciato dal senatore Casini, che può richiamare alla memoria i carri armati russi del 1956 in Ungheria o quello che successe nel 1968 durante la Primavera di Praga, entrambe insurrezioni represse dall'allora dittatura comunista, in realtà è forse molto più simile a quello che fece Ceausescu, sempre in un Paese allora dominato dal comunismo, quando chiamò a raccolta con treni e autobus i minatori delle province più periferiche per farli arrivare a Bucarest a bastonare coloro che anelavano alla libertà. Questo è quello che in qualche maniera sta avvenendo, oltretutto con l'ausilio di soggetti militari non venezuelani. Allora, mentre chiediamo ancora al Governo un ulteriore passo avanti nella direzione del riconoscimento di Guaidó, chiediamo ai signori Ministri di questo Governo, con maggiore possibilità di concreto accoglimento, di voler valutare positivamente la proposta che Fratelli d'Italia ha avanzato di una corsia privilegiata per i figli italiani del Venezuela, per gli italovenezuelani che aspirano a venire in Italia. (Applausi dal Gruppo FdI) . È una immigrazione, se così la volete chiamare, che in realtà è un aiuto a figli della nostra stessa terra e della nostra stessa Patria. Mi aspetto che il Governo in carica muova un passo concreto perché questa corsia privilegiata diventi una realtà. (Applausi dal Gruppo FdI e dei senatori Alderisi e Casini). CRAXI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRAXI (FI-BP) . Signor Presidente, in quest'Aula del Senato vorrei unirmi, personalmente e a nome del Gruppo Forza Italia, alla denuncia alta e forte del senatore Casini e al plauso per la risoluzione dell'Unione europea; un po' meno alla posizione del Governo nella persona dell'onorevole Di Maio. Non si capisce chi dovrebbe gestire le elezioni: se gli squadroni della morte di Maduro o chi altro. Chiediamo, quindi, con forza che vengono indette libere elezioni, che venga riconosciuto il presidente legittimo dell'Assemblea del Venezuela Juan Guaidó. Questa è la posizione mia e del mio Gruppo. Saremo sempre vicini al popolo venezuelano e ai tanti di origine italiana che sono là e che in questo momento stanno soffrendo. (Applausi dai Gruppi FI-BP, FdI e del senatore Casini) . PRESIDENTE . Anch'io mi auguro che presto la situazione in Venezuela si risolva, a tutela non solo della democrazia di quel Paese ma anche di tutti i nostri connazionali che sono ancora lì. (Applausi dai Gruppi PD, L-SP-PSd'Az e dei senatori Mallegni e Casini) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 925 Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo Deputato MOLTENI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 925, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Ostellari, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il disegno di legge che andiamo ad approvare, già licenziato dalla Camera dei deputati, si compone di cinque articoli. Il primo, modifica l'articolo 438 del codice di rito e prevede che non è ammesso il giudizio abbreviato per delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo. La formulazione proposta prevede che, in caso di inammissibilità della richiesta di rito abbreviato - in quanto il fatto per il quale si procede è punito con l'ergastolo - l'imputato possa riproporre la richiesta fino a che non siano formulate le conclusioni nel corso dell'udienza preliminare e che, in caso di inammissibilità della richiesta di rito abbreviato dichiarata in udienza preliminare, il giudice, all'esito del dibattimento, applichi - se ritiene che il fatto accertato non sia punibile con l'ergastolo - la riduzione di pena connessa al rito speciale. L'articolo 2 modifica l'articolo 441 -bis del codice di rito, che disciplina l'ipotesi di nuove contestazioni del pubblico ministero nel corso del giudizio abbreviato. Il provvedimento, attraverso l'introduzione di un ulteriore comma, specifica che se le nuove contestazioni del pubblico ministero riguardano un delitto punito con l'ergastolo il giudice revoca l'ordinanza con cui è stato disposto il rito e il procedimento penale prosegue con le forme ordinarie. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 16,18) ( Segue OSTELLARI, relatore ). L'articolo 3 interviene, anche con finalità di coordinamento, sull'articolo 442, comma 2, del codice di rito, relativo all'entità della pena applicabile; la riforma ovviamente elimina le attuali previsioni. L'articolo 4 modifica l'articolo 429 del codice di rito che disciplina il decreto che, all'esito dell'udienza preliminare, dispone il giudizio. Con l'inserimento di un comma 2 -bis il provvedimento prevede che se, all'esito dell'udienza preliminare, l'originaria imputazione per delitto punito con l'ergastolo viene derubricata dal giudice dell'udienza preliminare, con il decreto di rinvio a giudizio lo stesso giudice deve avvisare l'imputato della possibilità di richiedere, entro quindici giorni, il rito abbreviato. L'articolo 5 del disegno di legge, infine, prevede l'entrata in vigore della riforma e la sua applicabilità ai fatti commessi successivamente ad essa. Grazie a questo testo, a prima firma dell'onorevole Molteni, chi compie gravissimi delitti non potrà più accedere a sconti di pena, il tutto nel pieno rispetto del dettato costituzionale. Con l'approvazione di questo testo il Parlamento non toglie garanzie agli imputati, non sminuisce il diritto alla difesa e soprattutto non lede la Costituzione, anzi, ne rafforza i dispositivi, portando a pieno compimento il terzo comma dell'articolo 102, che reca: «La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia».