[massime]

Turismo - Professioni - Norme della Regione Umbria - Guida turistica - Abilitazione conseguita presso altre Regioni - Accertamento della conoscenza del territorio, da parte della Provincia - Contrasto con la piena liberalizzazione della materia che prevede la validità dell'abilitazione all'esercizio dell'attività di guida turistica su tutto il territorio nazionale - Violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza - Illegittimità costituzionale - Assorbimento di ulteriore censura.. È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. e ), Cost., in relazione all'art. 3 della legge n. 97 del 2013, l'art. 73, comma 4, della legge della Regione Umbria 12 luglio 2013, n. 13, che assoggetta le guide turistiche che hanno conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione presso altre Regioni ed intendono svolgere la propria attività in Umbria all'accertamento, da parte della Provincia, limitatamente alla conoscenza del territorio, con le modalità stabilite dalla Giunta regionale. La norma si pone in contrasto con l'art. 3 della legge n. 97 del 2013, secondo cui l'abilitazione alla professione di guida turistica è valida su tutto il territorio nazionale, introducendo, quindi, una barriera all'ingresso nel mercato, in contrasto con il principio di liberalizzazione introdotto dal legislatore statale. [Resta assorbita la censura relativa all'art. 117, primo comma, Cost.] - Per l'affermazione che la liberalizzazione, intesa come razionalizzazione della regolazione, costituisce uno degli strumenti di promozione della concorrenza capace di produrre effetti virtuosi per il circuito economico, rientrando, a questo titolo, nelle competenze del legislatore statale, v. le citate sentenze nn. 200/2012, 247/2010, 152/2010 e 167/2009.