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Da qui l'invito al Governo di adottare con estrema urgenza, nell'ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa utile alla decarbonizzazione dell'economia, favorendo la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, perché non c'è più tempo da perdere. Ben vengano, dunque, iniziative tese alla "decarbonizzare" e "defossilizzare" la produzione industriale, capaci di promuovere finalmente un vero modello sociale ecologico, in grado di creare lavoro utile, un'occupazione dignitosa, che colmi il gap della diseguaglianza fra i cittadini, che custodisca la resilienza dei nostri territori, che possa tutelare l'intero sistema Gaia, di cui siamo parte integrante. Non è l'uomo che tesse le trame della vita: egli ne è soltanto un filo e tutto ciò che fa alla trama lo fa a se stesso. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, colleghi, ho annotato alcuni punti ai quali cercherò di rispondere con una certa precisione per svolgere poi alcune considerazioni generali. La collega Tiraboschi ha portato l'attenzione su quello che è stato il nostro approccio alla questione dei rider , uno dei temi principali affrontati nel decreto-legge e ha criticato, ovviamente secondo il suo punto di vista, le decisioni che abbiamo assunto. Voglio rispondere alla collega che il provvedimento dimostra l'attenzione del Governo a uno degli aspetti imprescindibili di questi tempi, vale a dire l'evoluzione del mondo del lavoro, un'evoluzione che, come qualcuno direbbe, è irreversibile e che dobbiamo cercare di dominare per non esserne travolti o, meglio ancora, per fare in modo che non ne siano travolte le fasce più deboli perché, come per tutti gli avvenimenti dirompenti, i primi soggetti che potrebbero essere danneggiati sono proprio i più deboli. È stato questo, dunque, l'approccio che abbiamo seguito su tempi, luoghi di lavoro e tutele minime. In particolare, abbiamo voluto introdurre un pacchetto di tutele minime per quanti in questo momento ne sono privi. Sappiamo bene che il luogo di lavoro in senso classico, come finora si è detto, sarà sempre meno centrale nello svolgimento di alcuni tipi di attività, considerato che le tecnologie e le innovazioni tecnologiche ci portano tutta una serie di nuove possibilità. Ancora una volta, però, dobbiamo fare in modo che non vi sia sproporzione di benefici tra datore e prestatore di lavoro, nel senso che dobbiamo far sì che queste possibilità siano per tutti e non solo per il datore di lavoro. Ciò significa, dunque, che dobbiamo preoccuparci di offrire ai lavoratori tutele e garanzie e questo è stato il nostro approccio con questo provvedimento e l'obiettivo della norma che ha voluto dare un primo ordinamento alla categoria dei rider . Ribadisco, però, che questo è un aprire la strada a un mondo nuovo che sta nascendo, con tutte le nuove «App», con tutti i nuovi servizi di consegna e di noleggio. Come molti di voi avranno notato, ieri una nota società è arrivata qui a Roma con il suo noleggio di bici elettriche. Ci sono i motorini elettrici; a breve arriveranno gli scooter elettrici a noleggio. Si apre dunque tutto un mondo legato alle nuove tecnologie e agli smartphone , a questi apparecchi che ci aprono veramente possibilità alle quali al momento solo la fantasia sembra segnare il limite. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,33) ( Segue GIROTTO, relatore ). Noi stiamo ponendo semplicemente una grande attenzione a questi cambiamenti che, ribadisco, interessano una porzione sempre più ampia del mondo del lavoro. La senatrice Binetti ha fatto un intervento molto accorato sull'articolo 8 del decreto-legge riguardante il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Quello che posso risponderle, senatrice, è che con la norma contenuta all'articolo 8 abbiamo semplicemente confermato la volontà di porre la massima attenzione all'inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro. Questa attenzione non si limita e non si limiterà solo a questo provvedimento, perché proprio i colleghi della Commissione lavoro hanno già chiesto e ricevuto l'autorizzazione a svolgere un'indagine conoscitiva - che partirà a brevissimo - proprio sul funzionamento del collocamento mirato, a testimonianza che siamo effettivamente molto concentrati e impegnati su questo settore. Con questo articolo abbiamo semplicemente dato la possibilità alla società civile di contribuire in maniera concreta all'inserimento lavorativo di queste persone, colmando anche una lacuna importante. Sarebbe da chiedersi perché siamo dovuti arrivare noi per colmare una lacuna così incomprensibile e ingiusta. Se siamo tutti così preoccupati, si poteva dar modo anche in precedenza a chi voleva contribuire a questo fondo di poterlo fare. Quindi loderei il fatto che finalmente colmiamo una lacuna che era veramente incomprensibile, ingiustificabile e insopportabile. La senatrice Gallone ha parlato moltissimo di reddito di cittadinanza, deprecandolo in maniera assoluta, al punto che lo ha definito «immorale». La moralità è un concetto filosofico estremamente soggettivo, per cui - per carità - tutto si può definire immorale a livello di opinione personale. Noi crediamo sinceramente, come gruppo politico, che non si possa definire immorale un provvedimento che ha dato aiuto e risollevato da una situazione di povertà centinaia di migliaia di persone; per carità, non cambierà la loro vita e non li farà certamente diventare ricchi, ma ha dato loro una possibilità. Ricordiamoci che sono 6 milioni in Italia a vivere sotto la soglia di povertà e sentir definire questo strumento, che ha aiutato così tante persone, «immorale», personalmente mi riempie il cuore di tristezza e sono sicuro di parlare anche a nome dei colleghi del MoVimento 5 Stelle. Noi vogliamo tutelare i più deboli e chi è in una posizione di svantaggio e di difficoltà per motivi molte volte a lui non imputabili (per carità, i fannulloni e i delinquenti ci sono, non vogliamo nasconderci dietro una foglia di fico). Così come abbiamo tutelato i rider , considerandoli i più deboli, anche con il reddito di cittadinanza abbiamo voluto tutelare i più deboli, chi non ce la fa o non riesce a risalire da una situazione di crisi, che magari lo ha colpito senza che ne avesse colpa. Vorrei anche confutare quanto ha detto la collega Gallone, quando ci ha definiti nemici degli imprenditori. Vorrei sottolineare ancora una volta, anche se lo hanno già fatto decine di volte i nostri Ministri e il nostro capo politico (ma vedo che c'è bisogno di ribadirlo), che non siamo contro gli imprenditori. Lo dico da Presidente della Commissione industria, ma soprattutto da figlio di un imprenditore che fino a venticinque anni ha respirato l'aria dell'impresa di famiglia e poi, nei successivi venti, ha sempre lavorato, prima come libero professionista e poi come dipendente. Quindi vivo nel mondo delle piccole e medie imprese. Tra l'altro, si sentirà anche dall'accento, sono veneto e faccio parte di quel Nord-Est che è tutt'ora uno dei treni industriali italiani. Quindi sentirmi dire che siamo nemici degli imprenditori mi fa veramente venire i brividi, anche perché vorrei ricordare brevissimamente una serie di misure che abbiamo assunto nell'ultimo anno: