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In tale quadro, specifica valenza assume l'attribuzione al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche volte a garantire la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità e a favorire la loro partecipazione ed inclusione sociale, nonché la loro autonomia, anche avvalendosi a tal fine dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità di cui alla legge 3 marzo 2009, n. 18, la cui collocazione viene ricondotta alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Le funzioni trasferite, con diverse modalità, concernenti le disabilità sono quelle in materia di indirizzo e coordinamento delle politiche, sino ad oggi svolte dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali secondo una duplice direzione: in senso orizzontale, mediante l'ausilio di appositi Osservatori e la preparazione di Piani d'azione a cura degli stessi, con i quali è esercitato il coordinamento anche di competenze non strettamente attinenti alle politiche sociali (ad esempio per l'inclusione scolastica, la tutela della salute, la mobilità, ecc.); in senso verticale, mediante il coordinamento esercitato nell'ambito proprio delle politiche sociali, in particolare tra i diversi livelli di governo. A essere trasferite integralmente sono le funzioni degli Osservatori, quindi quelle di indirizzo e coordinamento «orizzontale», proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri e peraltro già condivise con essa nella materia dell'infanzia e dell'adolescenza. Sia in materia di minori, che di disabilità, in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali vi erano infatti funzioni di organizzazione di Conferenze nazionali, tipicamente connesse ai Piani d'azione elaborati o da elaborare da parte degli Osservatori; tali Conferenze, che rappresentano momenti di grande partecipazione da parte delle istituzioni, degli operatori e del mondo del terzo settore, e le relative funzioni, sono ora trasferite alla Presidenza del Consiglio dei ministri. A fianco di tali attribuzioni, è stato altresì configurato un modello di coordinamento verticale in parte condiviso tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in capo al quale rimane comunque ferma la gestione di carattere amministrativo dei fondi dedicati alle disabilità, salve le eccezioni di seguito rappresentate. In particolare, con riferimento ai principali fondi in materia di disabilità, sino ad oggi di esclusiva spettanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l'articolo dispone che: a) il Fondo per le non autosufficienze sia ripartito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (in luogo del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali), su proposta congiunta del Ministro per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ferma restando l'espressione del concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell'economia e delle finanze e la previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; b) la dotazione finanziaria del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, di cui all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sia trasferita al bilancio autonomo della Presidenza del Consigli dei ministri. I criteri e le modalità di utilizzo del Fondo saranno definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la citata Conferenza unificata; c) il Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (cosiddetto «Dopo di noi») sia ripartito con decreto del Ministro per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ferma restando in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali la gestione amministrativa del Fondo. Infine, circa il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, viene attribuita alla Presidenza del Consiglio dei ministri la funzione di espressione del concerto del decreto che ne dispone l'utilizzo. Al fine di favorire le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia, il comma 2 apporta le necessarie novelle alla citata legge di stabilità per il 2016 in materia di Carta della famiglia, destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o da cittadini stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre figli minori a carico. La Carta consente l'accesso a sconti sull'acquisto di beni o servizi ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all'iniziativa. In base alla nuova formulazione, l'eventuale adozione di nuovi criteri e modalità per il rilascio della Carta sarà stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico. In coerenza con le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza, il comma 3 apporta le necessarie novelle alla citata legge n. 285 del 1997, con particolare riferimento alla Conferenza nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza. L'evento, in precedenza organizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rappresenta un'occasione importante di confronto e scambio tra le amministrazioni centrali e territoriali, le associazioni, il privato sociale, le imprese e tutti gli attori che si occupano di infanzia e adolescenza, anche in vista della formulazione del Piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Con la norma di cui al comma 3, lettera a), l'organizzazione della Conferenza è ora ricondotta al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio. La lettera b) del comma 3, modificando l'articolo 17, comma 1- bis , della legge 3 agosto 1998 n. 269, dispone, in linea con le attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri, relative al coordinamento delle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni sulla prevenzione, assistenza e tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale e dall'abuso sessuale, l'istituzione presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, e non più presso il Dipartimento per le pari opportunità, dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, con il compito di acquisire e monitorare i dati e le informazioni relativi alle attività, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, per la prevenzione e la repressione della pedofilia. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, potranno essere aggiornate la composizione e le modalità di funzionamento dell'Osservatorio. Il comma 4 dell'articolo prevede le necessarie modifiche normative per l'esercizio dei compiti di coordinamento ed indirizzo in materia di disabilità.