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Se tale modalità di controllo non è dunque legittima, non è neppure consentito votare in favore della conversione di un decreto-legge che autorizzi l'uso di tali tecnologie, le quali finirebbero inevitabilmente per avallare un sistema di raccolta dati personali in contrasto con le norme in materia. Per queste ragioni e per tutte le altre già espresse in narrativa chiediamo al Senato di non procedere all'esame del decreto-legge n. 127 del 2021. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. Poiché nessuno intende intervenire, ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dai senatori Ciampolillo e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. (Brusio). GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, aspetto che l'Assemblea si acquieti, altrimenti rischio che nessuno mi ascolti. Mi dica lei, Presidente, se il brusio è accettabile. PRESIDENTE. Io la invito a cominciare. I colleghi che si stanno allontanando ora lo faranno in maniera consona a permetterle di parlare. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Illustre Presidente, colleghi, voglio sottolineare che la Lega, durante i lavori in Commissione affari costituzionali per la conversione del decreto-legge oggi sottoposto all'esame dell'Assemblea ha presentato svariati emendamenti migliorativi del testo. Devo con rammarico constatare che da parte del Governo vi è stato un atteggiamento di scarsa disponibilità. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, rinnovo l'invito del senatore Grassi. Chi si deve allontanare, lo faccia in silenzio; chi rimane in Aula si appresti ad ascoltare l'intervento. Prego, senatore. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Grazie. Con rammarico abbiamo constatato che, durante i lavori, il Governo ha manifestato scarsa, se non inesistente, disponibilità ad accogliere gli emendamenti. Non intendo annoiare l'Assemblea con una rassegna analitica delle proposte della Lega. Mi soffermerò, in particolare, su due emendamenti. Il primo è volto a consentire la concessione del green pass a coloro i quali siano in grado di dimostrare di aver contratto, ancorché in forma asintomatica, il Covid-19. La ratio alla base di questo emendamento è semplice e si basa su articoli pubblicati in più review e su riviste di alto ranking , come «Nature», per esempio. La scienza ha dimostrato che coloro i quali contraggono l'infezione, ancorché in forma asintomatica (dunque non se ne accorgono e non hanno modo di segnalarlo al sistema sanitario), sviluppano una memoria anticorpale paragonabile a quella che si consegue all'esito del vaccino. È aperta in campo scientifico la discussione sulla comparazione della memoria immunitaria che ne deriva, ma un dato è certo: al di là di ogni valutazione qualitativa e quantitativa, anche gli asintomatici guariti dispongono di un livello idoneo di difesa. Non vi è quindi ragione di negare la concessione della certificazione verde, magari prevedendo una durata minore e chiedendo un rafforzamento della protezione tramite la vaccinazione (perché, per onestà intellettuale, va detto che su «Nature» si menziona anche la necessità di provvedere alla vaccinazione dei soggetti che hanno già contratto l'infezione). Il punto è che il Governo, su questo emendamento, ha espresso un granitico parere negativo e l'emendamento non è stato approvato. Non è razionale, non è coerente con la ratio e con la logica del green pass . Qual è il nostro obiettivo? L'obiettivo è di indurre alla vaccinazione, onde lasciarci alle spalle questa pandemia il più presto possibile. Bene, ma non è soltanto questo. L'obiettivo è anche quello di fermare la pandemia e i vaccinati sono in grado di rallentare il decorso della malattia, ma lo sono anche coloro i quali hanno già contratto l'infezione. Dunque, da questo punto di vista, il no del Governo ci appare del tutto incomprensibile, espressione di un atteggiamento di chiusura verso ogni collaborazione nei confronti del Parlamento. Ma vi è qualcosa in più, a mio giudizio ancor più grave, che rafforza il nostro convincimento circa la scarsa disponibilità a dialogare col Parlamento. Nel 2020 - e vi prego di prestare attenzione a questo passaggio - la Corte costituzionale, presieduta dall'attuale Ministro della giustizia, professoressa Cartabia, ha emesso una sentenza riguardo l'estensione dell'indennizzo per danni da vaccino ed emoderivati anche alle vaccinazioni fortemente raccomandate. Badate bene: la sentenza non concerneva le vaccinazioni anti-Covid-19. Aveva riguardo ad un altro tipo di vaccinazione, una vaccinazione in uso da anni, verso la quale lo Stato italiano esercita una sorta di pressione a favore della vaccinazione, per mezzo di una forte raccomandazione a vaccinarsi. Ebbene la Corte, enucleando un principio che io oserei definire di diritto naturale, anche per abbreviare il mio intervento (perché le ragioni tecnico giuridiche sono molte e convincenti, ma non è qui il caso di esporle), ed enucleando i principi costituzionali di base, ha detto: quando lo Stato induce la popolazione a vaccinarsi a vantaggio di tutti, i costi che il singolo deve sopportare all'esito di questa scelta sanitaria a vantaggio della collettività devono ricadere sulla collettività, cioè sullo Stato. (Applausi) . Dunque, ha detto la Corte, quando il vaccino è fortemente raccomandato, la legge che consente l'indennizzo per danno da vaccino e da emoderivati rispetto alle vaccinazioni obbligatorie egualmente trova applicazione. Ora, nessuno di noi ha difficoltà a capire che tra un obbligo tout court e il green pass l'affinità è notevole e di certo, col green pass , siamo oltre a quello che si possa definire vaccino fortemente raccomandato. Possiamo parlare, forse, di un vaccino fortissimamente raccomandato. E se il più contiene il meno, è agevole comprendere che la sentenza della Corte costituzionale, presieduta da un membro di questo Governo, ha già sostanzialmente introdotto nel nostro ordinamento la norma secondo cui coloro i quali avranno dei danni all'esito di questi vaccini meriteranno di essere indennizzati dallo Stato. La norma è già nel sistema. (Applausi) . La norma è già nel nostro ordinamento grazie all'intervento della Corte costituzionale. E non devo ricordare a voi il valore delle sentenze della Corte costituzionale, anche quando sono manipolative, cioè in grado di innovare l'ordinamento. Il nostro emendamento si limitava a rendere palese ciò che è già nel nostro ordinamento. La disposizione, tecnicamente, non era fonte normativa, perché una disposizione è fonte normativa quando introduce una regola nuova. Quando, invece, la disposizione è meramente ricognitiva, non può meritare la qualifica di fonte normativa.