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Peraltro, prosegue la relatrice, il processo di integrazione della difesa europea coinvolge ampiamente l'industria italiana. Con riferimento ai programmi in ambito EDIDP, le aziende italiane, con il supporto del Ministero della difesa, hanno infatti partecipato a 14 dei 40 progetti complessivamente presentati in risposta al bando per il 2019, ed in 5 casi con un'industria nazionale a capo del consorzio. Inoltre, due progetti italiani sono risultati vincitori del bando: uno relativo alla progettazione di sistemi di supporto all'addestramento per i piloti di aerei e l'altro relativo alla progettazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per l'osservazione della terra. Entrambi vedono l'azienda Leonardo capo fila di un consorzio nazionale, per un totale di finanziamenti attesi pari a 11,5 milioni di euro; Appare poi necessario, sempre in un contesto di tutela dell'interesse nazionale, elevare il profilo della partecipazione italiana ai vari livelli decisionali dell'Unione europea, aumentando la presenza di personale italiano qualificato in posizioni di vertice nelle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale, anche perché il settore della difesa e sicurezza, con un ciclo di sviluppo e investimenti tradizionalmente più lungo, potrebbe costituire un importante volano di ripresa economica. Conclude dando puntuale lettura degli impegni al Governo contenuti nella proposta di risoluzione. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), nell'esprimere apprezzamento per i contenuti degli impegni al Governo, osserva che le premesse sembrano rimarcare l'operato di alcune aziende (come ad esempio Leonardo), non menzionando quello di altre (come Fincantieri), che, pur non essendo capofila di consorzi, partecipano con un ruolo di primo piano in programmi di assoluto rilievo. Quanto precede potrebbe dar luogo, a suo avviso, a equivoci. La presidente GARAVINI ( IV-PSI ), preso atto di quanto rilevato dal senatore Candura, formula quindi una nuova proposta di risoluzione (pubblicata in allegato). Interviene, per dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo di appartenenza, il senatore CAUSIN ( FIBP-UDC ), auspicando che la Commissione continui comunque a monitorare la destinazione delle risorse economiche. Le aziende coinvolte, infatti, partecipano ad importanti progetti di sviluppo tecnologico (spesso di natura duale, ossia con ricadute anche sul mondo civile), e, nell'attuale periodo di crisi, meritano di essere sostenute da un'efficace politica anti ciclica. La presidente GARAVINI ( IV-PSI ) precisa che la sua proposta di risoluzione impegna specificatamente il Governo a riferire periodicamente al Parlamento sulla partecipazione italiana ai progetti di difesa europea. Poiché nessun altro chiede di intervenire, viene infine posta ai voti, previa verifica del numero legale, la proposta di risoluzione da ultimo formulata dalla Presidente relatrice, che risulta approvata. La presidente GARAVINI si compiace dell'esito unanime della votazione. La seduta termina alle ore 14,30. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI FUSCO, CANDURA, PEPE E PUCCIARELLI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI FUSCO, CANDURA, PEPE E PUCCIARELLI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 La Commissione Difesa, non avendo avuto il tempo di esaminare adeguatamente il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Rilancio) a causa della prossima scadenza (18 luglio); preso atto dell'ampiezza del provvedimento, che reca molteplici misure che tentano invano di fornire un sostegno all'economia; considerato che tra le molte disposizioni introdotte ve ne sono diverse che interessano il settore della difesa; tra gli articoli di più diretto interesse per la Commissione si possono distinguere quelli relativi al personale e alla sanità militare, da un lato, e quelli attinenti ai mezzi e al patrimonio, dall'altro; valutato che le Forze armate hanno svolto sin dall'inizio dell'emergenza un ruolo fondamentale per la gestione dello stato di crisi, oltre che nell'impegno prodotto sul fronte sanitario; medici e infermieri militari sono stati mandati in aiuto del personale sanitario in servizio nelle zone più colpite dall'epidemia; i militari si sono adoperati per l'allestimento di diversi ospedali da campo sul territorio nazionale, che sono risultati fondamentali nel supporto alla crisi sanitaria in corso; militari e Forze armate svolgono un ruolo fondamentale nella gestione e nel controllo del territorio, contribuendo al contenimento dell'epidemia; considerata infine l'impossibilità di fornire al Senato i tempi e le modalità per apporre migliorie in fase emendativa; vista la non volontà, reiterata, di considerare il settore della difesa come priorità strategica per la nostra nazione, anche come volano dello sviluppo economico e industriale in grado di conferire a tutto il sistema Paese; valutate insufficienti le risorse immesse nel settore della difesa dall'attuale provvedimento; esprime parere contrario. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 ( Doc . XXIV, n. 23) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sulla partecipazione italiana ai progetti della Difesa comune europea; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte; premesso che: - con una dotazione complessiva di bilancio di oltre 220 miliardi di euro l'anno (peraltro in crescita), gli Stati membri dell'Unione europea si collocano collettivamente al secondo posto nel mondo per entità della spesa nel settore della difesa. Tuttavia la grande varietà degli assetti di ciascuna Forza armata e la forte chiusura dei mercati nazionali comportano frammentazione del mercato, scarsa crescita dell'industria e duplicazioni dei prodotti, con un impiego delle risorse molto lontano dall'essere ottimale; - secondo un recente studio del Parlamento europeo, il rafforzamento delle cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa potrebbe offrire ulteriore efficienza, soprattutto se sostenuta da una maggiore standardizzazione dei materiali e dalla specializzazione dei compiti. In particolare, sarebbe ancora possibile ottenere un incremento di efficienza di almeno 22 miliardi di euro; - negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato diverse importanti iniziative per sostenere l'industria europea della difesa, con l'obiettivo di rafforzare la sua base tecnologica e favorire lo sviluppo cooperativo e coordinato dei prodotti destinati alle Forze armate; - da alcuni anni gli Stati membri si sottopongono a un processo di Revisione coordinata annuale sulla difesa ( CARD ), con cui individuano le proprie carenze capacitive e sincronizzano, per quanto possibile, i bilanci nazionali della difesa.