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Conversione in legge del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale. PARERI DELLA 5ª COMMISSIONE PERMANENTE (PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO) (Estensore : Damiani ) sul disegno di legge 11 ottobre 2023 La Commissione, esaminato il disegno di legge e acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, preso atto che: in relazione all'articolo 1, viene confermato che le dotazioni di personale, anche dirigenziale, necessarie al funzionamento della struttura commissariale di cui al quinto periodo del comma 3, dell'articolo 1, sono le stesse del contingente massimo indicato al secondo periodo del medesimo comma 3; in relazione all'articolo 2, relativamente alla quantificazione degli oneri orari o rimborsi per gli interventi previsti, viene osservato che il costo del personale docente e non docente e i costi di funzionamento degli interventi saranno quantificati sulla base dei costi standard di formazione degli studenti attualmente utilizzato dal MUR ai sensi del decreto legislativo n. 49 del 2012 e dell'articolo 12 del decreto-legge n. 91 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 123 del 2017, per ripartire le risorse del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) tra gli atenei statali. Si fa presente inoltre che il modello del costo standard trova, altresì, applicazione per i corsi di orientamento finanziati dal Ministero dell'università e della ricerca, nell'ambito del PNRR, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale n. 934 del 3 agosto 2022, recante « Criteri di riparto delle risorse e modalità di attuazione dei progetti relativi al “Orientamento attivo nella transizione scuola-università” nell'ambito del PNRR (M4.C1-24) ». In merito alla cadenza degli interventi formativi e alla loro durata complessiva, viene evidenziato che con la somma pari a 1 milione di euro potranno essere erogate attività didattiche entro un monte orario complessivo di 60.000 ore, secondo i termini temporali indicati nell'accordo, che sarà oggetto di monitoraggio da parte del Ministero dell'università e della ricerca, che provvederà, altresì, a vigilare affinché venga rispettato l'arco temporale indicato dalla norma. Gli atenei potenzialmente interessati dall'attuazione di tale iniziativa e destinatari delle risorse previste dalla disposizione in esame sono gli atenei statali campani (Napoli Federico II, Campania Vanvitelli, Napoli L'orientale, Napoli Parthenope, Salerno, Sannio). Potranno, altresì, concorrere alle azioni previste gli atenei non statali e le istituzioni AFAM, fermo restando il carattere facoltativo e non obbligatorio per tali Istituzioni. Quanto alla sostenibilità finanziaria dell'intervento, viene chiarito che sia gli indicatori di bilancio delle università sia ulteriori risorse stanziate dal Ministero dell'università e della ricerca a valere sullo stanziamento del FFO 2024 (circa 9 miliardi di euro), assicurano il sostegno a tale iniziativa. Infine, viene confermato quanto specificato nella relazione tecnica, che la partecipazione per le università agli specifici accordi di programma ha carattere facoltativo e non già obbligatorio, in considerazione dell'autonomia universitaria costituzionalmente riconosciuta; in relazione all'articolo 8, in materia di custodia cautelare e percorso di rieducazione del minore, vengono forniti elementi a conferma che ogni adempimento potrà essere fronteggiato mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente; in relazione all'articolo 10, recante interventi a supporto delle istituzioni scolastiche del Mezzogiorno, vengono forniti elementi a conferma dell'adeguatezza delle risorse; in relazione all'articolo 11, viene rappresentato che il Fondo per la messa in sicurezza degli asili nido è iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'interno. Il relativo stanziamento, peraltro, è solo una parte rispetto al complesso delle risorse destinate dal PNRR al potenziamento degli asili nido. Il citato Fondo, in origine previsto come stanziamento ordinario di bilancio, è poi confluito nel PNRR. Per quanto di competenza del Ministero dell'istruzione e del merito, in relazione alla gestione delle risorse, rispetto allo stanziamento del Fondo di cui all'articolo 1, comma 59, della legge n. 160 del 2019, viene rappresentato che per i progetti « in essere » PNRR, già autorizzati sulla base dei criteri di cui al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 30 dicembre 2020 e a seguito di avviso pubblico del 22 marzo 2021, sono stati autorizzati e impegnati complessivamente 700 milioni, di cui 100 milioni per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 ed euro 200 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025. Rispetto alle suddette risorse autorizzate, vi sono state 31 rinunce per un totale di 36.277.447,89: tali risorse saranno reimpiegate, quali economie del precedente piano, nel prossimo piano finalizzato alla realizzazione di ulteriori posti negli asili nido, nella fascia 0-2 anni; in relazione agli articoli 13 e 14, tenuto conto di quanto indicato nella relazione tecnica, si concorda circa l'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria nelle rispettive disposizioni; in relazione all'articolo 15, vengono fornite le tabelle di dettaglio delle componenti retributive e degli oneri riflessi distinti per qualifica, fornite dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM). Viene quindi precisato che, tenuto conto che le tabelle stipendiali attualmente in vigore sono quelle relative all'anno 2022, dato un incremento medio annuale dell'IPCA (indice dei prezzi al consumo) nel quadriennio 2023-2026 stimato dall'ISTAT nel 3,375 per cento, si è ritenuto prudenziale procedere alle stime di spesa per l'assunzione di nuovo personale ipotizzando una rivalutazione annuale delle tabelle stipendiali con un tasso medio del 3,5 per cento su tutto il decennio. Viene quindi rappresentato che, ad oggi, l'Autorità non dispone ancora di un'esatta individuazione delle imprese che saranno chiamate a contribuire (in termini di numerosità e valore). Per tale motivo il decreto introduce due interventi: da un lato la possibilità di disporre di comandi a carico dell'amministrazione cedente fino a che AGCOM non sarà in grado di coprire gli oneri dei nuovi reclutamenti e dall'altro la possibilità di avvalersi della collaborazione di ISTAT e di Agenzia delle entrate per la realizzazione dell'elenco dei soggetti tenuti al versamento del contributo.