[pronunce]

, oltre alla già richiamata ordinanza n. 152 del 2001, sentenza n. 419 del 1998 e ordinanza n. 159 del 2000); che, nei predetti limiti, l'individuazione del giudice competente è rimessa alla discrezionalità del legislatore il quale, nel regolare la fase transitoria fra diverse discipline ordinamentali e processuali, può introdurre, rispetto agli ordinari criteri di ripartizione della competenza, deroghe fondate sul ragionevole bilanciamento dei diversi interessi coinvolti nel processo (cfr. sentenza n. 51 del 1997 e, ancora, ordinanza n. 152 del 2001, nonché ordinanza n. 201 del 1997); che la deroga prevista dalle norme impugnate rispetto agli ordinari criteri di determinazione del giudice territorialmente competente risponde alla finalità di semplificarne la individuazione, anche in relazione alla eventuale configurabilità di fori alternativi, evitando al contempo ai soggetti del processo i disagi derivanti da ulteriori modificazioni del luogo di svolgimento del giudizio; che la questione va, dunque, dichiarata manifestamente infondata in riferimento agli artt. 25 e 3 della Costituzione, mentre l'art. 24 risulta solo genericamente evocato dall'ordinanza di rimessione ed è, dunque, privo di qualsiasi rilievo ai fini della decisione della questione stessa. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti al Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi; Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge 16 dicembre 1999, n. 479 (Modifiche alle disposizioni sul procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica e altre modifiche al codice di procedura penale. Modifiche al codice di procedura penale e all'ordinamento giudiziario. Disposizioni in materia di contenzioso civile pendente, di indennità spettanti al giudice di pace e di esercizio della professione forense), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 25 della Costituzione dal giudice di pace di Francavilla Fontana con le due ordinanze di cui in epigrafe; Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Marini Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 15 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola