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infatti il settore della distribuzione di prodotti alimentari e bevande, esplicandosi in attività diversificate che coinvolgono la gestione e la corretta conservazione di derrate e la logistica, comportano inevitabilmente un impatto ambientale ed un consumo energetico tali da necessitare un upgrade in chiave green delle aziende: gli investimenti green per lo sviluppo aziendale e per il rilancio economico andrebbero a configurarsi in sistemi di controllo informatizzati di funzionamento degli impianti diretti ad organizzare al meglio i consumi per limitare gli sprechi, in installazioni di nuovi impianti, macchinari ed attrezzature a basso consumo energetico e di limitato impatto ambientale, anche acquisiti in leasing ed a noleggio, aderendo allo "zero CO2" per ridurre l'emissione di anidride carbonica; in ragione del rilancio prospettico del comparto, e dell'intero sistema di imprese nazionali a prescindere dalle connotazioni settoriali, sarebbe auspicabile rivedere gli ambiti applicativi della misura ed incentivi cosiddetti "Superbonus", "Ecobonus", "Sismabonus", che riguardano gli edifici e le tecnologie rinnovabili, efficienti, digitali ad essi applicabili. Infatti i soggetti IRES rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali. Gli incentivi non sono previsti per i Siti delle imprese dei diversi settori Agricolo, Industriale, Edilizio, Terziario, Turismo, che invece, sin da subito, devono essere coinvolti per attuare concretamente un progetto di rilancio e di sostenibilità del nostro Paese a partire dalle imprese operanti nel settore della distribuzione di prodotti alimentari e bevande che hanno un notevole impatto di filiera; investimenti a favore della digitalizzazione per le aziende del comparto rappresentano un'esigenza in una prospettiva di implementazione della competitività; segnatamente sul fronte dell'adeguamento delle reti informatiche ed hardware e sul versante dell'utilizzo di software gestionali e commerciali che permettano la programmazione e la razionalizzazione delle consegne; la priorità si colloca anche nel preservare il comparto dalle incursioni dei colossi multinazionali della logistica e della distribuzione che corrodono proprio i capisaldi della specificità economico-identitaria del nostro Paese e rischiano di amplificare e rendere irreversibile l'attuale azione di desertificazione commerciale; il comparto della distribuzione si configura come garante del made in Italy , della territorialità e della cultura di vicinato, della valorizzazione dell'artigianalità locale, della qualità e dell'identità del territorio. Un settore da proteggere e tutelare contro le ingerenze della malavita organizzata e le incursioni delle grandi catene commerciali internazionali, impegna il Governo ad assumere iniziative normative finalizzate: 1) ad attuare una revisione dei parametri di accesso al contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici della distribuzione, tenendo conto dei costi fissi sostenuti dagli stessi, in particolare per quanto riguarda i costi di acquisto della merce, ai fini del calcolo del contributo; 2) a ripristinare la disciplina di emissione delle note di credito, volta a consentire il recupero dell'IVA sui crediti non riscossi, oggetto di procedure concorsuali, introdotta originariamente dalla legge di stabilità per il 2016 e mai entrata in vigore in ragione delle abrogazioni operate nell'ambito della successiva legge di bilancio; 3) ad agevolare l'accesso al credito delle PMI, anche valutando l'estensione della durata del rimborso dei finanziamenti garantiti, di cui al cosiddetto decreto liquidità; 4) a prorogare la moratoria delle misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall'epidemia di COVID-19 originariamente prevista dall'articolo 56 del cosiddetto decreto Cura Italia, correlandola ad un allungamento del piano di ammortamento che consenta alle imprese di poter ripagare il debito connesso ai prestiti in tempi più lunghi, favorendo in tal modo maggiore liquidità alle aziende e agevolando la ripresa economica; 5) a riconoscere alle aziende, operanti nel comparto della distribuzione dei prodotti alimentari e delle bevande, un credito di imposta pari ad una percentuale del 30 per cento dell'ammontare dei crediti pecuniari vantati nei confronti dei debitori inadempienti; 6) ad istituire un credito d'imposta per le aziende della distribuzione del canale Ho. Re. Ca. relativo alle spese sostenute per i bolli e le assicurazioni dei veicoli ad uso aziendale per trasporto merci, nonché relativo alle quote contributive fisse degli agenti di commercio; 7) a riconoscere un credito di imposta o in alternativa un contributo a fondo perduto pari almeno al 50 per cento dell'ammontare delle perdite maturate nel 2020 per deperimento di prodotti alimentari e bevande non più venduti agli esercizi pubblici; 8) a prorogare le agevolazioni IRAP già previste dal decreto-legge Rilancio anche per il periodo di imposta 2020, limitandole alle aziende che hanno un fatturato massimo di 50 milioni annui; 9) a riconoscere un credito di imposta per i canoni di locazione non abitativo (già previsto dal decreto-legge Rilancio fino al mese di maggio, ma non prorogato per i restanti mesi per le imprese del comparto) anche per i mesi di giugno, ottobre, novembre e dicembre 2020; 10) ad introdurre una riduzione degli oneri contributivi sui contratti in essere, gravanti sui datori di lavoro del settore della distribuzione di prodotti alimentari e di bevande fortemente colpiti dalle conseguenze dell'emergenza epidemiologica da COVID-19; 11) a istituire un credito di imposta per i canoni dei software di amministrazione e assistenza per sistemi gestionali e informatici delle aziende della distribuzione del canale Ho. Re. Ca. ; 12) a prevedere una riduzione delle tariffe concernenti la tassa sui rifiuti di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 in favore delle imprese operanti nel comparto della distribuzione di prodotti alimentari e di bevande, in ragione dell'urgenza di alleviare l'onere in capo alle aziende, rimodulando i criteri applicativi dell'imposta; 13) ad ampliare la platea anche alle aziende della distribuzione del canale Ho. Re. Ca. degli aventi diritto all'esenzione del pagamento della prima rata IMU; 14) ad unificare gli attuali e diversi strumenti incentivanti cosiddetti "Superbonus", "Ecobonus", "Sismabonus", "Ristrutturazione edilizia", "Conto termico", "Certificati bianchi", riguardanti il medesimo bene attraverso un unico strumento a disposizione delle imprese, prevedendone l'applicazione anche ai siti operativi delle imprese della distribuzione di prodotti alimentari e di bevande; 15) a prevedere nell'ambito delle progettualità correlate al PNRR una partecipazione attiva e interagente con i rappresentanti del comparto, al fine di consentire realmente l'attuazione di quei programmi e quelle riforme insite nella mission europea e nella ratio stessa del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza; 16) a consentire che le risorse di cui al PNRR siano destinate anche alle progettualità di riconversione green e di sostenibilità energetica delle aziende del comparto. Interrogazioni Atto n. 3-02543 ANGRISANI ABATE CORRADO CRUCIOLI DI MICCO MININNO ORTIS Al Ministro dell'istruzione Premesso che: