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c) i risparmi di spesa derivanti dall'innovazione sociale introdotta nell'ambito dei servizi pubblici locali; d) l'entità dei finanziamenti erogati alle imprese start-up innovative a vocazione sociale; e) l'impatto sociale prodotto dalle iniziative di cui alle lettere a) , b) e d) . Il titolo V reca disposizioni volte a definire per la prima volta una strategia nazionale per l'innovazione sociale che parta dal coinvolgimento dei portatori di interesse privati e degli operatori al fine di arrivare all'approvazione annuale di una legge sull'innovazione sociale. L'articolo 14 disciplina la Strategia nazionale per l'innovazione sociale e la legge annuale sull'innovazione sociale, introducendo una novità importante per quanto riguarda le politiche a sostegno dell'innovazione sociale. Il comma 1 introduce un nuovo organismo indipendente con specifiche competenze nell'ambito delle politiche per l'innovazione sociale. L'istituzione di tale organismo è affidata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, lo istituisce senza, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica. Tale organismo indipendente ha il fine di promuovere il dibattito e le iniziative concrete nell'ambito dell'innovazione sociale, favorendo la collaborazione tra attori pubblici, imprese start-up innovative a vocazione sociale e organismi del Terzo settore, nonché, attraverso forme di consultazione pubblica, il coinvolgimento dei cittadini nell'individuazione di soluzioni innovative in campo sociale. Il comma 2 prevede che tale organismo indipendente predisponga annualmente una raccolta delle buone pratiche attuate nel settore dell'innovazione sociale implementate a livello comunale, provinciale e regionale, al fine di favorire lo scambio tra i vari soggetti interessati: Ai sensi del comma 3 entro il 31 marzo di ogni anno il suddetto organismo indipendente presenta al Presidente del Consiglio dei ministri di una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente e le linee guida per la definizione di una Strategia nazionale per l'innovazione sociale, con l'individuazione delle possibili politiche da attuare per favorire la diffusione e l'impatto strutturale dell'innovazione sociale, nonché per promuovere la diffusione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale. Il comma 4 prevede che, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione al Presidente del Consiglio dei ministri della relazione e delle linee guida di cui al comma 3 lo stesso, su proposta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presenta alle Camere il disegno di legge annuale sull'innovazione sociale. Ai sensi del comma 5 il disegno di legge di cui al comma 4 deve contenere le principali misure che si intendono adottare per attuare la Strategia Nazionale per l'Innovazione Sociale, con particolare riferimento alle misure in grado di migliorare l'efficienza dell'offerta di servizi pubblici di carattere sociale e i potenziali risparmi in termini di spesa pubblica. Al disegno di legge di cui al comma 4 il Governo allega una relazione una relazione che evidenzi: a) lo stato di attuazione degli interventi previsti dalla normativa vigente, indicando gli effetti che ne sono derivati per i cittadini in termini di miglioramento dell'offerta di servizi pubblici di natura sociale; b) Gli effetti valutati in termini di impatto sulla finanza pubblica delle innovazioni introdotte in attuazione della Strategia Nazionale per l'Innovazione Sociale; c) gli effetti valutati in termini di sviluppo delle imprese start-up innovative a vocazione sociale delle norme introdotte dalla normativa vigente. Il titolo VI reca disposizioni di natura finanziaria al fine di individuare le risorse necessarie per far fronte ai maggiori oneri derivanti dall'introduzione delle disposizioni della legge. L'articolo 15 disciplina la copertura finanziaria. Il comma 1 introduce disposizioni volte a far fronte ai maggiori oneri, stimati in 400 milioni di euro a decorrere dall'anno 2025. Ai sensi del comma 2 si prevede, a carico delle amministrazioni centrali dello Stato, un obiettivo di risparmio delle spese per un ammontare complessivo pari a 250 milioni di euro a partire dall'anno 2025. Il comma 3 prevede che il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica individui, entro il 28 febbraio 2025, i sussidi di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 al fine di conseguire un risparmio di spesa pari a 150 milioni di euro.. Titolo I NORME GENERALI Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge ha lo scopo di promuovere la costituzione e la diffusione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale che, nell'esercizio della propria attività, oltre allo scopo lucrativo, perseguono una o più finalità di utilità sociale e di soddisfacimento di bisogni individuali o collettivi. 2. Le finalità di cui al comma 1 sono indicate nell'oggetto sociale dell'impresa start-up innovativa a vocazione sociale e sono perseguite nell'interesse dei soci e di coloro verso i quali è svolta l'attività. 3. Nel perseguire le finalità di cui al comma 1, l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale utilizza o introduce le migliori forme di innovazione tecnologica disponibili e applicabili alle attività svolte. Art. 2. (Requisiti dell'impresa start-up innovativa a vocazione sociale) 1. L'impresa start-up innovativa a vocazione sociale può essere costituita sotto forma di società di capitale, anche in forma cooperativa. 2. L'impresa start-up innovativa a vocazione sociale non può essere costituita a seguito di una fusione o di una scissione societaria, o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda. 3. Sono imprese start-up innovative a vocazione sociale le imprese costituite ai sensi del comma 1 che: a) operano in via esclusiva in uno degli ambiti di attività di cui all'articolo 3; b) hanno quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di beni o servizi innovativi aventi finalità di utilità sociale o volti al soddisfacimento di bisogni individuali o collettivi; c) hanno la sede legale in Italia ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia; d) distribuiscono utili ai soci in misura non superiore al 50 per cento; e) sono costituite per almeno un terzo da soci laureati, in possesso di lauree almeno triennali, dottori di ricerca o ricercatori presso istituti pubblici o privati, in Italia o all'estero. Art. 3. (Ambiti di operatività dell'impresa start-up innovativa a vocazione sociale) 1. L'impresa start-up innovativa a vocazione sociale, costituita ai sensi dell'articolo 2, può esercitare, nel rispetto delle finalità indicate nel proprio oggetto sociale, una o più delle seguenti attività aventi ad oggetto: a) interventi e servizi sociali e sociosanitari;