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si apprende da notizie di stampa che Petra Reski e Mariana Prangachi, entrambe della lista "Terra e Acqua" alle elezioni per il Comune di Venezia, giornalista e cittadina tedesca la prima e romena la seconda, hanno inviato una lettera alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per segnalare una grave violazione dell'articolo 40 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della direttiva 94/80/CE ("veneziatoday", 16 settembre 2020); in tale lettera si denuncia come la città di Venezia abbia privato i cittadini dell'Unione europea residenti a Venezia dei diritti previsti dall'articolo 40 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, negando di fatto il diritto di votare alle elezioni nel Comune di Venezia; in particolare nessuno dei cittadini è stato informato, con nessun mezzo, dal Comune di Venezia del fatto che, per poter esercitare il diritto di voto, è necessario essere iscritti in una lista elettorale, ossia non ci sono, e non sono stati pubblicati, avvisi pubblici a Venezia, né sono state curate notificazioni per posta che rammentino tale diritto (come 5 anni fa, prima che l'attuale sindaco entrasse in carica, quando i cittadini UE sono stati informati per lettera del diritto di voto); purtroppo per le elezioni comunali di Venezia del 20 settembre 2020, il termine per l'iscrizione nelle liste elettorali è scaduto il 10 agosto 2020 e, pertanto, gli aventi diritto (cittadini UE non italiani, maggiorenni e residenti a Venezia) che di fatto sono stati privati di ogni informazione utile sono oltre 10.000 nel territorio comunale di Venezia; considerato che appare grave e intollerabile che cittadini UE residenti a Venezia siano stati privati di un diritto fondamentale, impedendo loro di esprimere le proprie opinioni e scelte e di prendere decisioni politiche; considerato infine che si apprende altresì dalla stampa della dichiarazione del sindaco uscente Luigi Brugnaro ("Corriere della Sera", 11 settembre 2020) il quale attenderebbe il risultato delle elezioni, che ritiene evidentemente già a lui favorevole, per volare dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a presentare le proprie istanze e chiedere risorse, pari a quasi 4 miliardi di euro, per finanziare progetti già pronti; in altri termini, il sindaco Brugnaro chiederebbe denaro alla UE ma, contestualmente, calpesta diritti fondamentali riconosciuti dall'Europa, quale, in primis , il diritto di voto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali provvedimenti di propria competenza intenda adottare per dare corso alle necessarie verifiche presso l'amministrazione comunale di Venezia. Atto n. 4-04160 RUFA BOSSI Simone PERGREFFI CORTI CAMPARI CANDIANI CASOLATI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: il nitrato d'ammonio è un composto chimico piuttosto versatile e come tale utilizzato per diverse finalità, quali la preparazione di fertilizzanti comunemente utilizzati in agricoltura, la produzione del "ghiaccio istantaneo" per uso medico e sportivo, e la produzione di esplosivi ad uso industriale nelle miniere, nelle cave e nelle costruzioni civili; il nitrato di ammonio è chimicamente stabile e quindi tendenzialmente non pericoloso, se trattato e stoccato in maniera corretta, evitando così il rilascio di sostanze gassose in grado di formare miscele esplosive, fenomeno che può avvenire se vengono esposte a determinate temperature; si apprende da fonti di stampa notizie allarmanti circa le dichiarazioni del capo dell'antiterrorismo al Dipartimento di Stato americano, sul sospetto trasferimento di grandi scorte di nitrato di ammonio in alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia, e che potrebbe rappresentare un rischio di sicurezza nazionale rispetto ad eventuali attacchi terroristici; il nitrato di ammonio è stato la causa di alcuni importanti disastri industriali, quali le esplosioni al porto di Tientsin in Cina ad agosto 2015, che uccisero 173 persone, e il recente incendio nel porto di Beirut nel mese di agosto 2020, che ha innescato un'enorme esplosione del nitrato di ammonio depositato presso il porto e provocato oltre 135 morti, ingenti danni alla città e alla popolazione, impressionando profondamente l'opinione pubblica; dal 2003 l'Unione europea ha introdotto norme sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, che hanno portato anche l'Italia a definire rigide regole sui modi e i tempi di conservazione del nitrato d'ammonio, stabilendo che le autorità competenti devono essere tenute informate sugli stabilimenti dove viene usato e in quali quantità; secondo l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale in Italia sono presenti 35 stabilimenti, dislocati in 10 regioni, con quantità di nitrato d'ammonio tali da essere soggetti ai controlli sugli incidenti rilevanti, di cui al decreto legislativo n. 105 del 2015; considerato che: la presenza di grandi quantità di nitrato di ammonio in depositi situati in zone e aree particolarmente sensibili e strategiche, quali i porti, può rappresentare un enorme rischio per eventuali attacchi terroristici; in caso di allarme o pericolo di allarme terroristico risulterebbe particolarmente complicato intervenire tempestivamente per la rimozione di tali quantitativi, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo abbiano a disposizione conoscenze approfondite e aggiornate circa la presenza di depositi di nitrato di ammonio in aree strategiche del territorio nazionale, quali i porti, e la loro esatta quantità, quali informazioni chiave per garantire la necessaria sicurezza e consentire di intervenire prontamente anche a scongiurare eventuali minacce e attacchi terroristici. Atto n. 4-04161 CORTI CAMPARI PERGREFFI RUFA VALLARDI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno Premesso che: la Corte di cassazione, con la sentenza n. 17665 del 25 agosto 2020, ha dichiarato illegittimo l'utilizzo della targa prova su un veicolo già immatricolato; il collegio ha stabilito che l'uso della targa prova su un'auto già targata esula l'assicuratore della targa prova stessa da qualsiasi obbligo di risarcimento, che invece ricade pienamente sull'assicuratore del veicolo; la targa prova, come noto, è utilizzata solitamente da officine e concessionarie per effettuare test o dimostrazioni sulle vetture in riparazione o in conto vendita. Questo permette la circolazione senza la classica assicurazione per responsabilità civile auto (se l'auto usata o chilometri 0 è in vendita) oppure senza utilizzare quella del proprietario, in caso di riparazione e necessità di verificare se funziona tutto correttamente; la questione relativa alla possibilità di utilizzare una targa prova su veicoli è stata oggetto, il 30 maggio 2018, di una nota del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno (prot. n. 300/A/4341/18/105/20/3).