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Infatti, pur rientrando la materia della salute in una potestà legislativa concorrente, alla luce del dettato costituzionale è stato attribuito al legislatore statale «un fondamentale strumento per garantire il mantenimento di una adeguata uniformità di trattamento sul piano dei diritti di tutti i soggetti, pur in un sistema caratterizzato da un livello di autonomia regionale e locale decisamente accresciuto» (Corte costituzionale, sentenza n. 134 del 31 marzo 2006). Pertanto, è del tutto legittimo che lo Stato appronti una disciplina generale per attribuire a tutti i destinatari, sull'intero territorio nazionale, il godimento di prestazioni garantite come contenuto essenziale di tali diritti, senza che la legislazione regionale possa limitarle o condizionarle (Corte costituzionale, ex plurimis , sentenze nn. 10 del 2010, 322 del 2009 e 282 del 2002). È pertanto conforme a Costituzione in questo specifico ambito che i livelli essenziali di assistenza siano anche idonei a limitare alcuni aspetti dell'autonomia legislativa delle regioni al fine di assicurare un livello uniforme di godimento di diritti civili e sociali tutelati dalla stessa Costituzione. È ugualmente legittima la previsione di un fondo statale specifico per i pazienti affetti da obesità e disturbi dell'alimentazione. La stessa Corte costituzionale ha ritenuto conforme a Costituzione la previsione di fondi statali vincolati che prescrivono alle regioni il rispetto del vincolo quando si tratta di provvedimenti che abbiano carattere di generalità e che riguardino senza distinzioni tutti gli aventi diritto (Corte costituzionale, sentenza n. 10 del 15 gennaio 2010). Tale fondo rispetta in pieno la ripartizione delle potestà legislative in materia concorrente se ha lo scopo di garantire un'adeguata uniformità di trattamento sul piano nazionale (Corte costituzionale, sentenze nn. 134 del 2006, 322 del 2009 e 282 del 2002), e risponde a una esigenza unitaria (Corte costituzionale, ex plurimis , sentenze nn. 10 del 2010 e 322 del 2009), condizioni tutte rispettate in questo caso, poiché il fondo ha lo scopo di ripristinare l'uniformità di trattamento di tali pazienti, favorendo una parità di accesso alle cure e un'eguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini, compresi quelli affetti da obesità e disturbi dell'alimentazione. Per quanto riguarda la copertura finanziaria del fondo per l'obesità e i disturbi dell'alimentazione si deve ricordare che molte delle attività di ricerca, di diagnosi precoce e di cura di questi disturbi non richiedono spese aggiuntive perché non è necessario prevedere l'accreditamento di nuovi posti letto. La creazione di strutture multidisciplinari per la diagnosi e cura può, almeno in parte, avvenire attraverso la riconversione di strutture già esistenti: quelle di lungodegenza possono trasformarsi in comunità terapeutiche e i posti letto già accreditati nelle strutture pubbliche o private accreditate possono essere utilizzati per la riabilitazione intensiva ospedaliera. D'altro canto, dovranno essere promossi programmi di gestione integrata delle cure primarie (secondo le diverse modalità organizzative) e potenziate le unità operative dedicate alla cura di obesità e disturbi del comportamento alimentare oltre che i servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione, per far fronte a una sempre maggiore incidenza dell'obesità e dei disturbi dell'alimentazione nella popolazione. Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo di offrire una risposta esaustiva ai problemi esposti. A tal fine, l'articolo 2 prevede l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002, dell'assistenza ai soggetti affetti da obesità o da disturbi dell'alimentazione. L'articolo 3 stabilisce che il Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, predisponga ogni tre anni un «Piano nazionale per la prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da obesità e da disturbi dell'alimentazione». Il Piano definisce una serie di importanti finalità fra cui le linee guida relative alla «presa in carico» dei pazienti affetti da obesità o da disturbi dell'alimentazione e delle loro famiglie ed ai criteri di qualità, comprensivi dei percorsi clinici, cui le strutture di diagnosi e cura accreditate con il Servizio sanitario nazionale devono attenersi. Un'importante novità è rappresentata dalla predisposizione, prevista dall'articolo 4, da parte delle regioni di un sistema di sorveglianza regionale e interregionale dell'obesità e dei disturbi dell'alimentazione e di percorsi assistenziali mediante l'istituzione di una Rete regionale per la prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da obesità e da disturbi dell'alimentazione, costituita da strutture multidisciplinari integrate di vario livello collegate tra loro attraverso un Centro di coordinamento regionale. L'articolo 5 prevede l'istituzione, presso il Ministero della salute, del «Fondo per la prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da obesità e da disturbi dell'alimentazione», con una dotazione pari a 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014, finalizzato a dare attuazione a quanto stabilito nel Piano nazionale. L'articolo 6 prevede l'istituzione dei registri dei centri di cura e riabilitazione delle persone affette da obesità e DA, comprensivi dei registri dei centri di chirurgia bariatrica, accreditati secondo dotazioni e standard quantitativi e qualitativi stabiliti con decreto del Ministro della salute. Si ritiene, infine, opportuno prevedere la copertura finanziaria del provvedimento a valere sulla quota del Fondo sanitario nazionale destinata alla prevenzione. Il presente disegno di legge rappresenta una risposta concreta ad un problema fortemente diffuso con gravi conseguenze, come esposto in premessa, non solo sul piano personale, familiare e relazionale, ma anche sul piano sociale ed economico.. Art. 1. (Princìpi e finalità) 1. La presente legge detta i princìpi fondamentali in materia di prevenzione e cura dell'obesità e dei disturbi dell'alimentazione, al fine di garantire la tutela della salute, la riabilitazione e il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti affetti da obesità o da disturbi dell'alimentazione. Art. 2. (Livelli essenziali di assistenza per i soggetti affetti da obesità e da disturbi dell'alimentazione) 1. Al fine di garantire ed assicurare l'equità nell'accesso alle cure, l'assistenza ai soggetti affetti da obesità e da disturbi dell'alimentazione rientra nei livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002. Art. 3. (Piano nazionale per la prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da obesità e da disturbi dell'alimentazione) 1.