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In USA si comprano nei supermercati. Stiamo andando verso quel tipo di società. Ce la metteremo tutta per non permetterlo nel nostro Paese». Ecco, state facendo esattamente l'opposto, colleghi 5 Stelle. Obbedienti alle richieste del vostro alleato, state ballando sulla musica della Lega, rinnegando i vostri principi. Ciò è testimoniato anche dal ritiro dei timidi emendamenti che erano stati presentati, sia in Commissione sia in Assemblea, e comprendiamo meglio adesso il senso del Governo del cambiamento. Solo che gli accordi e i contratti al di fuori di quest'Aula umiliano e rendono inesistente, come da qualcuno già teorizzato, la funzione parlamentare. Deve assolutamente rimanere fermo il rifiuto di qualsiasi strumentalizzazione in chiave di presunzione generale dell'inflizione privata della pena di morte - di questo si tratta - sulla base di presunzioni assolute di proporzionalità sulla sola sufficiente allegazione di uno stato di turbamento psichico, ancorché grave. Cercare di dare veste normativa a concetti di natura soggettiva, come il turbamento, quindi legati a stati d'animo dell'aggredito, è veramente pericoloso. Cosa potrebbe significare? Chi è più timoroso e più pauroso può sparare? Può sparare di più? È evidente che è un'ipotesi eccessiva. Non dimentichiamo che, come ho già detto, ai sensi dell'articolo 90 del codice penale, gli stati emotivi e passionali non escludono né diminuiscono l'imputabilità. L'articolo 3 della riforma modifica poi l'articolo 165 del codice penale in materia di obblighi del condannato, nel caso di condanna per furto in abitazione o con strappo, ai sensi dell'articolo 624- bis del codice penale. Il beneficio della sospensione condizionale della pena sarebbe comunque subordinato a un requisito economico: solo chi si può permettere il risarcimento può accedere al beneficio della sospensione condizionale della pena per questo reato. Attualmente, invece, l'articolo 165 del codice penale lascia alla discrezionalità del giudice la possibilità di sospendere la pena, subordinandola al pagamento del risarcimento. Ancora una volta si vuole eliminare la discrezionalità e l'equo apprezzamento del giudice, manifestando l'assoluta mancanza di fiducia e il disprezzo per una funzione giurisdizionale, che merita invece rispetto e considerazione. Il testo unificato realizzerebbe una strumentalizzazione della deroga dell'uso della forza da parte dello Stato - lo abbiamo detto - mettendo sullo stesso piano, se non addirittura in un grado di inferiorità le istituzioni e le Forze dell'ordine nell'uso legittimo delle armi. Il provvedimento in esame, se approvato, eleverebbe la legittima difesa da scriminante a una sorta di pretesa punitiva per chiunque osi violare il domicilio, determinando in maniera automatica e cronologica effetti rischiosissimi sulla coerenza del sistema giudiziario, eliminando la discrezionalità del giudice e - ci è stato detto da tutti gli operatori del diritto auditi - aprendo la strada a pericolose presunzioni assolute e generalizzate. Si tratterebbe, infine, della certificazione di un fallimento. È lo Stato, infatti, a dover assicurare la sicurezza e l'incolumità di ciascun cittadino e non è certo armando i cittadini che le istituzioni possono anche solo immaginare di colmare le proprie mancanze, come quelle dei tagli alle risorse da destinare alle Forze di polizia e all'assunzione di nuovi poliziotti, così come sta per avvenire, sulla base delle anticipazioni che ci sono giunte sulla manovra di bilancio. Paradossalmente, si realizzerebbe l'effetto contrario, perché se si incentiva l'aumento del numero di armi in circolazione non può che aumentare il numero degli episodi violenti, così da alimentare spirali di violenza tra aggrediti e aggressori. Del resto, come hanno avuto modo di evidenziare inutilmente molte delle associazioni di vittime audite - farmacisti, tabaccai, benzinai, gioiellieri - come risposta alle aggressioni predatorie e alle rapine a mano armata serve non una giustizia fai da te, né tantomeno un'incentivazione all'uso delle armi, quanto piuttosto trovare soluzioni di prevenzione, di controllo del territorio e di contrasto da parte delle Forze di polizia, così da diminuire i rischi per l'incolumità dei cittadini eventualmente presenti. In particolare, i soggetti auditi hanno richiesto una collaborazione diretta con le Forze dell'ordine attraverso protocolli di intesa, che curino anche la formazione sulle azioni da porre in essere nel caso di pericolo, piuttosto che scriteriate reazioni. Il suggerimento è quello di non reagire per evitare di mettere in pericolo anche le persone presenti. Sono stati richiesti finanziamenti per implementare la videosorveglianza degli esercizi, nonché una maggiore certezza della pena. Inoltre, è stata richiesta - cosa veramente logica e di buon senso - la riduzione, se non la completa eliminazione di denaro contante attraverso l'utilizzo, senza spese per l'esercente, della moneta elettronica. Per tutti questi motivi, preannuncio il voto contrario della componente Liberi e Uguali del Gruppo Misto e mi appello alla sensibilità dei senatori di maggioranza. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, nel programma del centrodestra era scritto a chiare lettere che la difesa è sempre legittima. Oggi approviamo un testo che, pur migliorando la normativa in vigore, non si può dire che realizzi questo principio. Il testo che oggi approviamo è soltanto un pallido ricordo di quanto era scritto nel programma di centrodestra. Lascia ancora un'ampia discrezionalità al magistrato, soprattutto quando il magistrato dovrebbe identificare questo grave turbamento e, ripeto, non siamo in grado di capire, nella testa della maggioranza, come si possa stabilire quando un turbamento è più grave, meno grave, più lieve. Ovviamente, i magistrati daranno la lettura che vorranno, tirando la norma come un elastico dalla parte che preferiranno. Avete preferito rimanere ancorati a questo criterio del tutto opinabile e soggettivo, anziché approvare il nostro emendamento, che proponeva di fare invece leva su un criterio oggettivo, che prendesse in considerazione le modalità dell'azione dell'aggressore e non certo lo stato d'animo, difficilissimamente dimostrabile, dell'aggredito. Avete voluto mantenere la dicitura che impone all'aggredito di valutare circostanze difficilmente valutabili da una persona che viene sorpresa nel proprio domicilio, cioè se l'aggressore sia o meno in possesso di armi o di altri mezzi di coazione, respingendo il nostro emendamento che chiedeva di limitarsi a valutare se c'era un'aggressione in atto con violenza o minaccia, oppure no. Avete persino respinto l'emendamento che chiedeva di non limitare la difesa domiciliare al caso di possesso legittimo di arma, perché quando uno è in pericolo di vita si può difendere anche con un'arma che non possiede legittimamente: ho fatto il caso concreto di quel cittadino che, del tutto in buona fede, aveva modificato la canna del proprio fucile e se si fosse difeso in quel caso, secondo questa norma, dovrebbe rispondere di omicidio volontario.