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sulla base della classificazione di cui alla lettera c) del presente comma, nonché della capienza delle strutture, del numero degli spettacoli realizzati annualmente, del numero delle persone stabilmente occupate e dell'ammontare del relativi oneri assistenziali e previdenziali, previsione di: 1) contributi per l'acquisto e il rinnovo delle strutture e del beni di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) , per l'esercizio dell'attività circense, per le tournées all'estero e per Il miglioramento degli spettacoli esistenti; 2) contributi in conto capitale per il risarcimento di danni subiti dalle imprese circensi in conseguenza di eventi fortuiti e di accertate difficoltà di gestione; o) previsione di contributi destinati a progetti di formazione, iniziative promozionali ed editoriali, progetti di spettacoli di ricerca, sistemazione di aree comunali ai sensi dell'articolo 9, comma 3 della presente legge. Art. 5. (Autorizzazioni) 1. Fino alla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'articolo 4 della presente legge, l'autorizzazione rilasciata dal comune di inizio dell'attività circense ai sensi dell'articolo 19, primo comma, n. 6), del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, previa verifica delle condizioni di igiene e sicurezza da parte della commissione comunale e provinciale di vigilanza sul locali di pubblico spettacolo di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3, e successive modificazioni, ha efficacia per tutto il territorio nazionale e ha validità per un anno solare. Art. 6. (Agevolazioni per l'attività circense) 1. L'energia elettrica comunque impiegata per l'esercizio dell'attività circense è considerata ad ogni effetto, anche tributario, energia per uso industriale. 2. Al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 17, comma 1, è aggiunta in fine la seguente lettera: « i-bis ) gli avvisi, anche luminosi o sonori, ovvero effettuati dalle imprese circensi su propri automezzi o su piccole strutture mobili di proprietà, concernenti spettacoli, trattenimenti ed attrazioni offerti dai circhi»; b) all'articolo 45: 1) al comma 2, lettera c) , e successive modificazioni, la parola «inferiori» è sostituita dalla seguente «superiori»; 2) al comma 7, dopo le parole «o sportive» sono inserite le seguenti «, nonché di attività circensi»; c) all'articolo 49, comma 1, è aggiunta in fine la seguente lettera: g-bis) le occupazioni effettuate dai circhi a fini pubblicitari. 3. Gli esercenti del circhi sono compresi tra i soggetti di cui all'articolo 1 della legge 27 novembre 1960, n. 1397, e successive modificazioni. Agli stessi esercenti vengono estese, al fini dell'assicurazione per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, le disposizioni di cui alla legge 22 luglio 1966, n. 613. 4. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, all'articolo 63, comma 2, lettera e) , dopo le parole «per quelle aventi finalità politiche ed istituzionali» sono aggiunte le altre: «e per le attività culturali dello spettacolo». Art. 7. (Contributi dello Stato) 1. Gli interventi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera n) della presente legge, sono finanziati a carico della quota del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, e successive modificazioni, destinata ai circhi. 2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, la quota del FUS destinata ai circhi e agli spettacoli viaggianti è suddivisa in due quote distinte destinate rispettivamente alle «attività circensi» e alle «attività dello spettacolo viaggiante». Art. 8. (Organismi consultivi per le attività circensi e per lo spettacolo viaggiante) 1. La commissione consultiva per le attività circensi e lo spettacolo viaggiante, di cui all'articolo 1, comma 59, del decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650, è sostituita da due commissioni, rispettivamente denominate «commissione consultiva per le attività circensi» e «commissione consultiva per lo spettacolo viaggiante», cui sono attribuite le funzioni già proprie della commissione soppressa per i settori di rispettiva competenza. 2. Nel Comitato per i problemi dello spettacolo di cui all'articolo 1, comma 67, del citato decreto-legge n. 545 del 1996, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 650 del 1996, sono istituite due distinte sezioni competenti rispettivamente per i problemi relativi alle attività circensi e per quelli relativi alla spettacolo viaggiante. Art. 9. (Aree comunali) 1. I comuni capoluogo di provincia, i comuni con numero di abitanti superiore a 20.000, nonché i comuni di particolare interesse turistico individuati dall'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e dalla organizzazione sindacale di categoria maggiormente rappresentativa dell'attività circense approvano e pubblicano l'elenco delle aree, attrezzate con idonee infrastrutture, disponibili per le attività circensi, le carovane abitazioni ed i carriaggi, sentite le delegazioni regionali dell'Associazione nazionale italiana dello spettacolo (AGIS). L'elenco è aggiornato ogni anno, entro il 31 dicembre. 2. I comuni con meno di 20.000 abitanti possono promuovere un servizio comune ai sensi del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, i comuni possono richiedere al Ministero per i beni e le attività culturali l'assegnazione di stanziamenti destinati all'attrezzatura delle aree a carico di una frazione della quota del FUS riservata ai circhi, individuata dal Ministro per i beni e le attività culturali, sentita la sezione circhi del Comitato per i problemi dello spettacolo. 4. I comuni determinano con propri regolamenti le modalità di concessione delle aree di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, sentita l'organizzazione sindacale di categoria maggiormente rappresentativa dell'attività circense, nel rispetto dei princìpi indicati ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera i) . 5. In sede di prima applicazione della presente legge, i comuni approvano gli elenchi di cui ai commi 1 e 2 e adottano i regolamenti di cui al comma 4 entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui all'articolo 4. 6. Qualora i comuni ritardino od omettono gli adempimenti di cui ai commi 1, 2, 4 e 5 si applica l'articolo 136 del citata testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. 7.