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Sull'immigrazione, uno Stato in cui c'è un Premier con i pieni poteri e che in Liguria, a Ventimiglia, utilizza gli alpini con lo zaino e con le armi per tenere distanti i bagnanti, uno Stato in cui c'è un Premier con i pieni poteri deve far rispettare le regole a chi entra irregolarmente nel nostro Paese (perché questi sono irregolari che entrano nel nostro Paese), soprattutto se questi irregolari pensano di fare quello che vogliono. Se entri in modo irregolare nel nostro Paese, stai dove il nostro Paese ti mette, ti piaccia o non ti piaccia. (Applausi) . Ministro, siamo molto preoccupati. Informazioni tenute nascoste ai cittadini, con metodologie da ex Unione Sovietica; pieni poteri a un Premier con limitazione delle libertà previste dalla Costituzione; confusione e mancanza di programmazione dei servizi fondamentali previsti dalla Costituzione (istruzione e sanità). Noi consideriamo il presidente Conte responsabile di tutto questo e vogliamo che venga in Aula. C'è un'ultima domanda che le rivolgo, Ministro, anche se sicuramente la nomina non spettava a lei. Il senatore Monti è stato nominato supercommissario all'Organizzazione mondiale della sanità. Ma lei, che è il Ministro, ha spiegato all'Organizzazione mondiale della sanità che il senatore Monti, quando era Premier , è stato quello che ha tagliato la sanità in Italia? (Applausi) . In un momento di crisi mondiale, all'Organizzazione mondiale della sanità noi mettiamo quello che ha massacrato la sanità nel nostro Paese. Siamo la repubblica delle banane, se abbiamo solamente il senatore Monti all'Organizzazione mondiale della sanità. (Applausi) . Bastava prendere uno di quelli che voi chiamate eroi e mandarlo all'Organizzazione mondiale della sanità. Perché quelli non sono eroi solamente in Aula: bisogna riconoscere il loro lavoro anche dando loro ciò che meritano. (Applausi) . RAMPI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, avrei voluto seriamente provare a rimanere oggi nel merito delle proposte di risoluzione che stiamo per votare per dare un indirizzo al Governo, dopo l'interessante, rigorosa e seria, come sempre, relazione del ministro Speranza, rispetto alle priorità che in un Paese normale sarebbero condivise: le priorità di riuscire a far funzionare l'economia e la socialità di questo Paese, i luoghi dell'aggregazione, su tutti la scuola, in un momento in cui ci troviamo ancora nel pieno di una pandemia, in cui abbiamo ancora di fronte mesi difficili e in cui dobbiamo con fatica riuscire a far convivere due cose, che naturalmente non convivono. Infatti, la relazione e la socialità non convivono con la prevenzione da un virus che si trasmette esattamente attraverso la relazione e la socialità. Abbiamo attraversato mesi drammatici, in cui abbiamo dovuto interrompere drasticamente la relazione e la socialità; abbiamo accettato la sfida, tutti insieme, maggioranza e Governo, di provare a vivere la relazione e la socialità in sicurezza. È una grande sfida, che comporta un rafforzamento dei nostri sistemi sanitari, come il Ministro ha spiegato in maniera molto chiara, una tempestività nell'intervento, una capacità di reazione, una capacità di presenza sul territorio. Ma comporta anche un'indicazione dei comportamenti da seguire da parte delle persone che non si limiti agli aspetti tecnici. Non si tratta solo di imparare, quando governi la nave, come si alzano le vele; si tratta anche di capire in che direzione andare, come interpretare le stelle. Questo è uno dei compiti della politica. Un Paese si comporta anche secondo la classe dirigente che ha, e la classe dirigente di questo Paese si deve assumere la responsabilità di mandare dei messaggi ai propri cittadini sui comportamenti da avere nei prossimi mesi. Sarebbe stato utile anche negli ultimi mesi, perché noi avremmo potuto, durante l'estate, arrivare a contagio zero, se non ci fossero stati alcuni comportamenti scellerati, di cui non sono responsabili, come qualcuno dice che noi diciamo - e non lo diciamo mai -, ad esempio i nostri ragazzi, però certi pifferai magici sì, certi Lucignolo che portano i ragazzi nei paesi dei balocchi sì: loro sono responsabili, perché quest'estate non era il momento di abbassare i comportamenti di cautela. Allora ci sono dei responsabili. Io mi occupo di spettacolo dal vivo ed ho un grande rispetto per il cabaret , che è una grande arte. Ma non mi aspettavo oggi di sentire in quest'Aula delle forme di cabaret (Applausi), perché in questi mesi non c'è proprio niente su cui scherzare; non c'è da fare le battute, come alle scuole medie, sui cognomi dei colleghi in un momento di pandemia (Applausi). Ci sono persone in quest'Aula che hanno una storia politica ben più lunga della mia, che siedono in questi banchi da numerose decine di anni, che dovrebbero aver maturato la serietà di comportamento, la serietà di comportarsi in maniera responsabile in un momento in cui si scherza con la vita delle persone. Allora finiamola di inventarci dei nemici che non ci sono. Nel bellissimo ultimo film della saga sull'Uomo ragno c'è un signore che non è un supereroe ma che ha costruito dei cattivi immaginari che si vedono grazie a dei proiettori; lui li sconfigge e diventa un supereroe. Noi in quest'Aula continuiamo a vedere qualcuno che vuole fare il supereroe, sconfiggere dei nemici che non ci sono, che stanno per invadere questo Paese ogni mezzo minuto, quando invece c'è un nemico vero, microscopico, invisibile, che dobbiamo sconfiggere tutti insieme e che richiede un salto di qualità e di responsabilità da parte di tutti. Signor Ministro, guardi io la ringrazio non solo per il lavoro straordinario che ha fatto in questi mesi, ma anche per il suo rigore, per il suo comportamento e per il suo atteggiamento. Noi - e non è piaggeria questa, perché ci conosciamo da tanti anni e non abbiamo bisogno di fare queste cose - abbiamo bisogno di politici che abbiano questo tipo di comportamento e di atteggiamento, questo modo di presentarsi di fronte ai cittadini. Come in tutti i Paesi normali, abbiamo bisogno di una destra come di una sinistra; abbiamo bisogno di un campo conservatore come di un campo progressista. Però abbiamo bisogno di leader conservatori, che si dividono con noi su tanti provvedimenti e su quali sono le strategie di fondo dell'economia, ma che non si dividono quando c'è da affrontare insieme una pandemia. Anche io non ho piacere a stare nella stessa barca con alcune persone, però in questa barca ci siamo e allora dobbiamo provare tutti a remare nella stessa direzione, altrimenti veniamo mangiati dai coccodrilli. Ci piaccia o meno. Quando sei naufrago sull'isola deserta ti fai andare bene anche il collega che hai. Quindi facciamo tutti uno sforzo. Non ci vorremo sicuramente bene, però almeno proviamo ad arrivare al vaccino senza utilizzare per la campagna elettorale tutte le armi disponibili, assolutamente disinteressandoci del futuro dei nostri ragazzi, dei nostri bambini e dei nostri anziani, che rischiano la vita nei prossimi mesi. Non sono un allarmista però questo è un dato di realtà. Voglio parlare al cuore, ma voglio anche fare un monito: