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IN SEDE REDIGENTE Modifiche al codice di procedura penale in materia di impugnazione delle sentenze DDL 2499 Modifiche al codice di procedura penale in materia di impugnazione delle sentenze (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta del 13 aprile. Il PRESIDENTE ricorda lo stato della trattazione del disegno di legge in titolo, su cui - dopo la relazione illustrativa - il senatore Grasso chiese un avviso del Governo ed il Sottosegretario rilevò l'esistenza della delega penale. Conferma la sottosegretaria MACINA, secondo cui occorrerebbe attendere l'allineamento delle previsioni a seguito dell'esercizio della delega. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) interviene in discussione generale, ricordando le vicende della cosiddetta "legge Pecorella" e dello scrutinio costituzionale sfavorevole che essa ricevette, nel 2007, per violazione del principio di parità delle parti processuali. Anche in quella circostanza, furono enunciati in sentenza spunti significativi in ordine ai differenti interessi di cui sono latori da un lato il pubblico ministero e dall'altro gli imputati. Il ribaltamento degli esiti di primo grado, a seguito dell'impugnazione del pubblico ministero, pone sotto serio stress il principio di cui all'articolo 27, comma secondo, della Costituzione: la stessa sentenza n. 34 del 2020 vide la Corte Costituzionale dichiarare che l'impugnazione del merito, da parte del pubblico ministero, presenta margini di cedevolezza più ampi del simmetrico diritto dell'imputato. D'altro canto quest'ultimo è fondato sull'articolo 24 della Costituzione, mentre il primo è riconducibile in via mediata all'articolo 112; anche le convenzioni internazionali ricordano che l'appello è diritto della parte e che la pubblica accusa, nei suoi poteri, resta astretta dallo standard "oltre ogni ragionevole dubbio" con cui si addiviene alla pronuncia giurisdizionale nel processo penale. La relazione del professor Lattanzi alla Ministra, l'anno scorso, ha infine chiarito la necessità di rivedere il sistema delle impugnazioni del pubblico ministero anche nel nostro ordinamento, per renderla più conforme al principio della presunzione di non colpevolezza, recentemente fatto oggetto anche di recepimento di una direttiva dell'Unione europea. Il PRESIDENTE dichiara che la discussione generale resta aperta. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) preannuncia la propria iscrizione a parlare, richiedendo che la tempistica del seguito della discussione sia rimessa alla programmazione dei lavori dell'Ufficio di Presidenza integrato. Il PRESIDENTE replica che, essendo già avvenuto l'incardinamento del provvedimento, esso resta nel calendario dei lavori della Commissione. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,35.