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Le regioni fissano i valori limite di emissione ai sensi dell'art. 4, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, per le sole sostanze previste dal presente decreto e da altri decreti emanati ai sensi dell'art. 3, comma 2, lettera a), del citato decreto del Presidente della Repubblica. 6. Indicazioni su cicli tecnologici relativi a specifiche tecnologie di impianti sono contenute nell'allegato 2. 7. Indicazioni su alcune delle tecnologie disponibili relative agli impianti di abbattimento sono contenute nell'allegato 5. 8. Successivi aggiornamenti ed integrazioni al presente decreto sono stabiliti ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203. 9. Le prime integrazioni ed eventuali modifiche saranno stabilite entro il 31 gennaio 1991. 10. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri del tesoro, della sanità e dell'industria, è istituita a tal fine una commissione composta da: due rappresentanti del Ministero dell'ambiente, di cui uno con funzioni di presidente; due rappresentanti del Ministero della sanità; due rappresentanti del Ministero dell'industria, del commercio, e dell'artigianato; due rappresentanti della Presidenza del Consiglio; sei rappresentanti delle regioni designati dalla Conferenza Statoregioni". "Art. 5 (Criteri temporali per l'adeguamento degli impianti esistenti). - 1. Per le emissioni che superano i valori di emissione dell'allegato 1, punti 1.1 e 1.2, devono essere rispettati i valori limite di emissione al 31 dicembre 1991. 2. Per le emissioni che superano di tre o più volte i valori di emissione minimi dell'allegato 1, punto 2, punto 3, classi I, II, III e IV, e punto 4, classi I, II e III, devono essere rispettati i valori limite di emissione al 31 dicembre 1992. 3. Per le emissioni che superano di due o più volte i valori di emissione minimi devono essere rispettati i valori limite di emissione al 31 dicembre 1994. 4. Per le emissioni che superano i valori di emissioni minimi devono essere rispettati i valori limite di emissione al 31 dicembre 1997. 5. Per le emissioni diffuse si applicano i tempi previsti dall'art. 3, comma 5. 6. In deroga ai commi precedenti possono non essere adeguati gli impianti con la vita residua limitata al 31 dicembre 1994. In tal caso il titolare dell'impresa deve inviare all'autorità competente entro il termine stabilito per la presentazione dei progetti di adeguamento una dichiarazione che l'impianto non sarà utilizzato oltre il 31 dicembre 1994. 7. I tempi di adeguamento diversi, indicati per specifiche tipologie di impianti negli allegati al presente decreto, sostituiscono quelli di cui ai commi 2, 3, 4 e 5". "par. 5 INCENERITORI DI RIFIUTI Grandezze di riferimento. I valori di emissione si riferiscono ad un tenore di ossigeno negli effluenti gassosi dell'11%. Polveri. Il valore di emissione è 30 mg/m(elevato a)3 . Per gli impianti con capacità nominale inferiore a 3 t/h il valore di emissione è 100 mg/m(elevato a)3 . Ossidi di zolfo. Il valore di emissione è 300 mg/m(elevato a)3 . Sostanze inorganiche che si presentano prevalentemente sotto forma di polvere. I valori di emissione dell'allegato 1, paragrafo 2, per gli inceneritori sono valori minimi e massimi coincidenti. Acido cloridrico. Il valore di emissione è 50 mg/m(elevato a)3 . Per gli impianti con capacità nominale inferiore a 3 t/h il valore di emissione è 100 mg/m(elevato a)3 . Acido fluoridrico. Il valore di emissione è 2 mg/m(elevato a)3 . Per gli impianti con capacità nominale inferiore a 3 t/h il valore di emissione è 4 mg/m(elevato a)3 . Policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani. Il valore di emissione è 0,004 mg/m(elevato a)3 . Sostanze organiche. Il valore di emissione, espresso come carbonio organico totale, è di 20 mg/m(elevato a)3 . Non si applica il paragrafo 4 dell'allegato 1. Monossido di carbonio. Il valore di emissione è 100 mg/m(elevato a)3 . Devono essere misurate e registrate in continuo la temperatura e le concentrazioni di polveri, monossido di carbonio, ossigeno, acido cloridrico in tutti gli impianti di capacità nominale superiore o pari ad 1 t/h. In caso di misura in continuo, il valore di emissione si intende rispettato se: a) nessuna media mobile su sette giorni supera il valore limite di emissione; b) nessuna media giornaliera supera di oltre il 30% il valore limite corrispondente. Per il calcolo dei valori medi di cui sopra si prendono in considerazione i periodi di esercizio effettivo dell'impianto, comprese le fasi di avvio e di spegnimento dei forni". - La direttiva 96/61/CE è pubblicata nella G.U.C.E. n. L 257 del 10 ottobre 1996. - La direttiva 96/61/CE è pubblicata nella G.U.C.E. n. L 257 del 10 ottobre 1996. Nota all'art. 1: - L'allegato II della direttiva 91/689/CEE, pubblicata nella G.U.C.E. n. L 337 del 31 dicembre 1991 è il seguente: "Allegato II COSTITUENTI CHE RENDONO PERICOLOSI I RIFIUTI DELL'ALLEGATO 1.B QUANDO TALI RIFIUTI POSSIEDONO LE CARATTERISTICHE DELL'ALLEGATO III (*) Rifiuti aventi come costituenti: C1 Berillio, composti del berillio C2 Composti del vanadio C3 Composti del cromo esavalente C4 Composti del cobalto C5 Composti del nickel C6 Composti del rame C7 Composti dello zinco C8 Arsenico, composti dell'arsenico C9 Selenio, composti del selenio C10 Composti dell'argento _________ (*) Alcune ripetizioni rispetto ai tipi generici di rifiuti pericolosi dell'allegato 1 sono fatte intenzionalmente".