[resaula]

Signor Presidente, il Gruppo Forza Italia voterà a favore della riforma costituzionale, a cui siamo particolarmente legati da un sentimento di primogenitura. Come mi ricordava la presidente Bernini pochi minuti fa, questo provvedimento nasce proprio per volontà del Gruppo Forza Italia e del nostro collega, senatore Floris, che oggi - è stato ricordato poco fa dal rappresentante di Italia Viva, senatore Cucca - manca per motivi di salute e a cui vanno i nostri auguri di pronta guarigione. (Applausi) . Lo voglio ricordare perché sarebbe dovuto essere lui a fare la dichiarazione di voto, ma io prendo il suo posto perché penso che sia assolutamente fondamentale sottolineare alcuni aspetti di questa riforma costituzionale che, per la verità, qualche collega oggi ha già richiamato. Mi ha fatto piacere sentire il Presidente della Commissione affari costituzionali, appartenente al Gruppo Partito Democratico, ricordare come si sani così il vulnus che si aprì nel momento in cui si approvò la riforma del Titolo V della Costituzione. Siccome quella è una riforma voluta proprio dal centrosinistra, mi fa piacere che sia un esponente proprio del Partito Democratico a rammentarlo. È vero, in quell'occasione si smarrì l'idea, benché se ne fosse discusso nei dibattiti parlamentari e in Commissione, di inserire all'interno della nostra Carta costituzionale il concetto di insularità. Fu un'occasione perduta. Si sono persi degli anni e finalmente in questa legislatura riusciamo oggi, con soddisfazione, a colmare quel vulnus e a sanare quell'errore che fu commesso qualche anno fa. Per la verità, già ai tempi dell'Assemblea costituente si discusse di come le isole italiane dovessero essere tenute in considerazione dalla nostra Costituzione. Ebbene, questo purtroppo non si riuscì a farlo, ma riusciamo a farlo oggi con un provvedimento di riforma costituzionale. È questo un ambito dove io personalmente ritengo assolutamente necessario legiferare con una riforma costituzionale. Come ho sempre affermato in quest'Aula, così come in Commissione, se si vuole modificare la nostra Costituzione, bisogna intervenire sulla sua interezza, tenendo in considerazione ogni aspetto e ogni articolo di ciascun Titolo affinché gli equilibri che sorreggono la Carta costituzionale - è una delle più belle del mondo - non possano essere incrinati e, quindi, barcollare con interventi spot come quello riguardante la riduzione del numero di parlamentari, che ha certamente modificato in peius la nostra Costituzione. (Applausi) . Fu commesso un errore grave, dando in pasto come alimento dell'antipolitica una riduzione di rappresentanza dei territori. Anche le nostre isole avranno una rappresentanza territoriale inferiore, caro collega Cucca, così come le Regioni minori. Paradossalmente, si sono avvantaggiate in modo asimmetrico le Regioni più forti a svantaggio di quelle più deboli, meno popolose e, quindi, meno rappresentate in Parlamento; e ancor peggio è per quelle insulari, che vengono ovviamente gravemente lese da quel provvedimento sbagliato, di cui forse oggi i rappresentanti di questa Assemblea, anche quelli che promossero quella riforma, sono ampiamente pentiti. Ma torniamo alla questione dell'insularità. È chiaro ed evidente che essere circondati dalle acque incide negativamente sugli scambi, sul commercio, sul trasporto di persone e merci. Alcuni hanno parlato di un profondo senso di appartenenza. Ricordo le parole del collega Cucca: mi è piaciuto molto il suo intervento, soprattutto quando ha spiegato, da sardo quale è (orgogliosamente sardo), da quanto tempo sia alta la voce dei sardi - e non solo, anche dei siciliani, ma dei sardi in misura maggiore - e di quanto si senta l' handicap del vivere in un'isola circondata completamente alle acque, che provoca chiaramente dei deficit e dei problemi in tutti i settori dell'economia, degli scambi commerciali, del trasporto delle persone. Il senatore ha citato un problema grave, che riguarda non solo le strade e le autostrade, ma anche e soprattutto le ferrovie. Credo che questo sia un aspetto non secondario. È giusto ricordare, da costituzionalista quale sono - come faceva poco fa anche il collega Parrini - che ci sono altri casi in Europa in cui invece il tema delle isole è stato affrontato in modo serio sin dall'inizio dalle rispettive Costituzioni. Il caso più importante e significativo, quello che forse è stato affrontato in modo più chiaro e più evidente, con maggiore impeto e maggiore volontà di soluzione, è quello spagnolo: la Spagna ha inserito nella propria Carta costituzionale ben quattro articoli che si occupano del principio dell'insularità. La Spagna è il tipico Paese del regionalismo differenziato e ha riservato un ruolo particolare alle isole, stabilendo in modo chiaro il ruolo e la funzione strategica delle isole, l'identità e la specialità degli abitanti delle isole, del loro modo di vivere e di lavorare, che sicuramente si è formato nel corso dei secoli e che quindi ha una specificità rispetto agli altri popoli della terraferma. A loro deve essere assicurata la libera circolazione - come dicevo poco fa - dei beni, dei trasporti e delle persone e non può esservi una differenza, una disparità di trattamento tra loro e chi vive sulla terraferma. Un altro caso, pure importante, di un Paese che sicuramente ha tenuto in considerazione l'insularità è quello del Portogallo: l'isola di Madeira e le isole Azzorre hanno una loro specificità; non sono soltanto le uniche regioni portoghesi a legiferare - cosa che non hanno possibilità di fare le province che sono sulla terraferma del Portogallo - ma hanno anche una specificità inserita nella Costituzione portoghese. Noi arriviamo un po' in ritardo rispetto a questi nostri cugini europei. Ma cosa, in conclusione, determina una norma costituzionale? È soltanto una enunciazione di principio? Vogliamo tenere conto dell'insularità: cosa significa? Cosa, di fatto, provoca nella nostra struttura e nel nostro ordinamento costituzionale e normativo? Innanzitutto tutte le norme e le leggi in contrasto o in violazione con la concezione di insularità e la loro derivazione costituzionale possono essere oggetto di scrutinio di costituzionalità e, quindi, possono essere impugnate e dichiarate illegittime dalla nostra Corte costituzionale. E questo non è poco. Se una norma fino ad oggi poteva essere in contrasto con questo principio e non essere dichiarata incostituzionale, dal momento in cui la Camera dei deputati approverà in quarta lettura questa riforma costituzionale la stessa norma potrà essere dichiarata illegittima a livello costituzionale. Questo è il primo aspetto, la prima conseguenza evidente di una riforma costituzionale di tal fatta. Ma non è solo questo. Una norma di questo tipo - è l'aspetto che forse a me piace di più - ha lo scopo di sensibilizzare il legislatore ad assumere comportamenti e scelte legislative virtuose e, quindi, norme promozionali per lo sviluppo strutturale delle isole (mi riferisco per esempio alle ferrovie). Una norma del genere deve certamente essere da stimolo al legislatore perché si cerca di provvedere a quegli handicap. Un ultimo cenno prima di concludere il mio intervento: