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Nell'esercizio della funzione indicata al comma 1, lettera c) del presente articolo, il Garante, conformemente alle norme e ai princìpi della Costituzione, alle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall'Italia, alle leggi e ai regolamenti dello Stato, verifica il rispetto degli adempimenti e delle procedure previsti agli articoli 20, 21, 22 e 23 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni, presso i centri di identificazione e di espulsione previsti dall'articolo 14 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, accedendo senza restrizione alcuna a qualunque locale. 4. I componenti del Garante e i suoi collaboratori accreditati sono tenuti al segreto su quanto acquisito nell'esercizio delle loro funzioni per gli atti coperti da segreto relativi alle indagini e al procedimento penale. 5. Qualora sia opposto il segreto di Stato ad una richiesta presentata dal Garante nell'esercizio delle sue funzioni, il Garante medesimo informa il magistrato di sorveglianza territorialmente competente, affinché questi valuti se richiedere l'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri per la conferma, entro sessanta giorni dalla data della richiesta, dell'esistenza del segreto. Art. 9. (Destinatari) 1. Tutti i detenuti o i soggetti comunque privati della libertà personale possono rivolgersi al Garante. 2. I detenuti e gli interessati possono rivolgere le istanze o i reclami di cui all'articolo 35 della legge 26 luglio 1975, n. 354, anche al Garante in prima istanza ovvero, ove istituito, al garante territorialmente competente. Art. 10. (Procedimento) 1. Il Garante, quando verifica che i responsabili delle strutture indicate all'articolo 8, comma 2, lettera a) assumono comportamenti non conformi alle norme ed ai princìpi richiamati dall'articolo 8, comma 1, lettera a) , ovvero che le istanze e i reclami ad esso rivolti ai sensi dell'articolo 9, comma 2 sono fondati, richiede ai responsabili medesimi di conformare il loro operato a tali norme e princìpi, anche formulando specifiche raccomandazioni. 2. I responsabili di cui al comma 1, se disattendono la richiesta di cui al medesimo comma, sono tenuti a comunicare al Garante il loro dissenso motivato nel termine di trenta giorni. 3. Avverso il provvedimento che disattende la richiesta di cui al comma 1 il Garante, nel temine di dieci giorni dalla data della comunicazione del rigetto della medesima, può rivolgersi agli uffici competenti sovraordinati ai responsabili di cui al comma 1. 4. Gli uffici di cui al comma 3 provvedono entro dieci giorni dalla data di ricezione della richiesta del Garante. 5. In caso di rigetto della richiesta di cui al comma 4 il Garante trasmette il reclamo al magistrato di sorveglianza, che decide ai sensi dell'articolo 69, comma 6, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni. Art. 11. (Obbligo di denuncia) 1. Il Garante ha l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria competente ogniqualvolta venga a conoscenza di fatti che possano costituire reato. Art. 12. (Relazione annuale al Parlamento) 1. Il Garante presenta al Parlamento, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione annuale sull'attività svolta, relativa all'anno precedente, indicando il tipo e la natura degli interventi messi in atto, gli esiti degli stessi, il rispetto delle norme dell'ordinamento penitenziario e le risposte dei responsabili delle strutture interessate, le proposte anche legislative utili a migliorare le condizioni di detenzione, nonché lo stato dei diritti umani negli istituti di pena e negli altri luoghi di limitazione della libertà personale. 2. La relazione annuale è altresì trasmessa al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti ed al Comitato delle Nazioni unite contro la tortura. 3. La relazione annuale è inviata al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il Garante redige e pubblica altresì un bollettino ufficiale delle proprie attività. 4. Qualora ne ravvisi la necessità e l'urgenza, il Garante presenta al Parlamento apposite relazioni su specifiche questioni emerse nello svolgimento delle sue funzioni. 5. Nei programmi di formazione delle scuole di tutte le Forze di polizia deve essere previsto un insegnamento relativo al sistema delle garanzie poste a tutela dei diritti umani delle persone detenute o private della libertà personale e alla figura del Garante. Art. 13. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 3.600.000 euro a decorrere dall'anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.