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Per questo, annuncio il voto convintamente favorevole del Gruppo che rappresento, certo che quello della giustizia civile sia un tassello importante, cui a breve seguirà la giustizia penale, per la reale ripartenza del Paese. La gente non potrà più dire che viviamo in un mondo di negata giustizia. Apporteremo, cammin facendo, gli aggiustamenti che sarà necessario apportare, ma sicuramente stiamo raggiungendo un risultato che da tempo auspicavamo e che mai si era riusciti a raggiungere. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, già in discussione generale avevo evidenziato il pericolo insito nella scelta di puntare quasi tutte le poche risorse assegnate al comparto giustizia sull'istituto dell'ufficio del processo. Pertanto, per brevità, mi richiamo a quanto già detto in quella sede su questo argomento. Per quanto concerne le modifiche al processo civile contenute in questo disegno di legge delega, devo però ripetermi ancora una volta La più grave e insensata modifica, a parere mio e di tutto il Gruppo Fratelli d'Italia, è l'assurda e incostituzionale compressione dei diritti delle parti introdotta dall'articolo 3 del disegno di legge, che prevede una serie di preclusioni e decadenze a carico delle parti, mai del giudice, che scattano ancor prima dell'udienza di comparizione. In sostanza, cari colleghi, si tratta della riproposizione tardiva del rito societario, già sperimentato con risultati fallimentari nel recente passato e poi abrogato, nel sollievo generale di avvocati e giudici. Voi lo riproponete: se errare umano, perseverare è diabolico. Fratelli d'Italia aveva presentato alcuni emendamenti per far sì che, almeno dopo la prima comparizione davanti al giudice, fosse riconosciuto un termine per precisare e o integrare tutte le rispettive istanze istruttorie. Emendamenti tutti respinti dalla maggioranza e dal Governo, uniti in un atteggiamento vessatorio nei confronti delle parti e dei loro difensori, che lascia trasparire come per voi la domanda di giustizia dei cittadini venga considerata quasi come un fastidio: anzi, senza il quasi. O, forse, tale atteggiamento dimostra soltanto quanto siete succubi di tecnici che, chiusi nei loro uffici al Ministero, vivono di teoria, ma non hanno idea di come funzioni nella pratica un un'aula di giustizia, dove, probabilmente, non hanno nemmeno mai messo piede. (Applausi) . Il Consiglio nazionale forense, le camere civili e, in generale, tutta l'avvocatura italiana hanno lanciato ripetuti allarmi e appelli, tutti da voi disattesi, per far presente il serio rischio che questa riforma provochi, non una compressione, ma un allungamento dei tempi del processo, visto che, anziché intervenire sul momento della decisione, dove si concentrano le maggiori criticità e le vere lungaggini, essa si concentra sulla fase introduttiva, per giunta allungandone schizofrenicamente proprio quei tempi che vorrebbe a parole abbreviare. E questo senza mai una sola volta prevedere conseguenze a carico del giudice per il mancato rispetto dei termini che gli competono. Allarmi, quelli degli avvocati, totalmente ignorati dal Governo e, anzi, irrisi con questa ennesima fiducia, la quattordicesima dell'era Draghi. Quasi che, pensate un po' cari colleghi, pensi un po', cara Ministra, i ben 20 emendamenti proposti dal mio Gruppo, gli unici emendamenti presentati per l'Aula, fossero un ostacolo al confronto parlamentare. Confronto ormai a voi desueto, ai vostri occhi, agli occhi del Governo dei migliori, che scorda sempre più spesso che l'Italia è una Repubblica parlamentare. Per fortuna che siete il Governo dei migliori! Figuriamoci cosa succederebbe se foste un Governo ordinario, addirittura dei peggiori! (Applausi) . Per carità, in questo disegno di legge ci sono anche misure condivisibili, delle quali parlava prima la collega Unterberger, come, ad esempio, l'istituzione del tribunale della famiglia e le nuove regole per gli affidi. Materie che, infatti, non erano nel disegno di legge governativo, ma sono state inserite dalla Commissione; materie sulle quali Fratelli d'Italia aveva da tempo presentato proposte di legge (una anche a mia prima firma, mi preme ricordarlo), in gran parte, oggi, finalmente recepite. Nel complesso, però, cari colleghi, il nostro giudizio resta negativo su questo disegno di legge, perché, come ho detto e ripeto, è inaccettabile la sua filosofia di fondo, troppo punitiva nei confronti del sacrosanto diritto del cittadino di rivolgersi al giudice per ottenere la tutela delle proprie ragioni senza dover superare un percorso a ostacoli che voi rendete sempre più tortuoso e costoso. Ciò a cominciare dalla mediazione obbligatoria, aumentata a sempre più materie , e proseguendo con un processo pieno di formalismi, termini, decadenze, preclusioni e veri e propri trabocchetti, che chiaramente penalizzeranno sempre di più proprio la parte più debole e indifesa. Questo è il grave vulnus arrecato dalla vostra riforma. Il vostro è un pregiudizio che dimostrate contro le parti e i loro difensori; un pregiudizio che si era spinto addirittura a proporre di introdurre una norma per dare per provati - pensate un po' - tutti i fatti esposti nell'atto di citazione nel caso di contumacia del convenuto. Pensate a cosa vi eravate spinti, cari colleghi della maggioranza! Per fortuna tale norma è stata poi ritirata in uno sprazzo di pudore, uno dei pochi che avete avuto in questa discussione. Tuttavia, altre norme altrettanto odiose e punitive sono rimaste, come ad esempio la novella dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile, che introduce il potere del giudice di trarre argomento di prova dalla semplice mancata comparizione della parte; traete argomenti di prova dalla inattività della parte e questo è molto grave. Ancora più grave è la sanzione pecuniaria fino a 10.000 euro a carico dell'appellante che si vede rigettare l'istanza di sospensione della condanna di primo grado. Davvero lo pensate, cari colleghi, signora Ministro? Lei che ha una competenza giuridica ritiene e crede che con misure come queste si potranno abbreviare i tempi della giustizia civile addirittura del 40 per cento entro i prossimi tre o quattro anni? Siamo seri! Capirei il ministro Bonafede, ma lei, signora Ministro, per carità sia seria. Non esiste al mondo la possibilità di risolvere le lungaggini della giustizia intervenendo soltanto sulle norme processuali, senza consistenti investimenti nell'organico dei giudici. Lei sa quanti giudici mancano al nostro organico: ne mandi qualcuno in più nei tribunali e liberi posti per i giovani nel suo Ministero, dove ci sono solo giudici distaccati (Applausi) . Non si possono risolvere queste lungaggini senza integrare l'organico dei giudici, senza integrare il personale amministrativo (manca il 40 per cento del personale amministrativo nelle nostre cancellerie) e senza intervenire sull'organizzazione degli uffici lasciati spesso allo sbando.