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l'azienda è stata quindi costretta ad avviare prontamente il pagamento dei contributi previdenziali sospesi, per non dover aggiungere al danno della crisi in corso anche la beffa di non poter presentare al cliente le necessarie credenziali per il normale incasso del credito; la vicenda assume contorni ancora più paradossali e grotteschi se si tiene conto che l'articolo 103, comma 2, del medesimo decreto-legge prevede espressamente che i DURC in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile 2020 conservano validità sino al 15 giugno 2020; non è ben chiaro come possa l'INPS negare una certificazione di regolarità contributiva ad un'azienda alla quale si imputa di non aver effettuato un versamento che, per legge, è temporaneamente sospeso, si chiede di sapere: come si configuri, ai fini del DURC, la posizione contributiva delle aziende che hanno usufruito della sospensione dei pagamenti contributivi prevista dal decreto-legge n. 18 del 2020; quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare che analoghe vicende possano ripetersi, penalizzando ulteriormente le attività economiche e produttive del nostro Paese, peraltro in applicazione di norme che dovrebbero, per contro, sostenerle. Atto n. 4-03651 BATTISTONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'autostrada A24, denominata strada dei Parchi, è da lungo tempo soggetta a numerosi restringimenti di carreggiata che ne impediscono una corretta, sicura e fluida percorrenza; attualmente vi sono sei cantieri, compreso quello lungo il traforo del Gran Sasso di 10,176 chilometri, che ormai da molti mesi può essere percorso utilizzando una sola corsia in entrambi i sensi di marcia; dall'inizio dell'anno i lavori sembrano essere bloccati; la tariffa per il pedaggio non ha subito variazioni in diminuzione per compensare i disagi, si chiede di sapere: quale sia lo stato dell'arte dei cantieri aperti lungo il tratto della Roma-Teramo ed i tempi previsti per la conclusione dei lavori; per quali motivi, nonostante gli enormi disservizi lungo l'intero percorso, il costo del pedaggio non sia stato ridotto. Atto n. 4-03652 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: con i vari decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato demandato ai capi degli uffici giudiziari la trattazione degli affari giudiziari, tra il 12 maggio e il 31 luglio 2020; la giustizia italiana sta vivendo, e vivrà ancora per molto tempo, nel caos più totale e ciò anche per la creazione di protocolli (circa 200 diversi nel Paese) che derogano a leggi; tale situazione ha determinato nell'avvocatura confusione e malcontento, oltre a numerosi problemi interpretativi ed applicativi; in questo modo e in questo momento così difficile si è rinunciato ad esercitare la funzione regolatrice e di indirizzo delle modalità di svolgimento della giurisdizione, che spetta al Governo e non può essere demandata ad altri, con la conseguenza che, di fatto, ci si trova di fronte alla "sospensione di ogni attività giurisdizionale", con la conseguenza che i capi degli uffici giudiziari hanno emanato decreti e protocolli diversi, mentre servivano linee guida univoche; considerato che: doveva essere il legislatore a normare e fissare le regole, anziché rimettere tutto alla sensibilità locale dei capi degli uffici giudiziari: se ci fosse stato un lavoro di coordinamento a monte, a livello nazionale, forse la giustizia non si sarebbe trovata nel caos nel quale si trova oggi; tale modus operandi ha comportato l'estromissione dell'avvocatura dalle aule di giustizia e persino dalle cancellerie, pur avendo tutta la buona volontà di dotarsi di una disciplina che fosse capace di regolare lo svolgimento dell'attività giudiziaria; la conseguenza è: un avvocato che un giorno avrà udienza a Salerno, Nocera e Vallo della Lucania si vedrà costretto, il giorno prima, a consultare il protocollo redatto da ciascun Tribunale circa la trattazione delle udienze penali; la diversità dei protocolli che rappresentano una violazione dei più elementari principi che reggono il processo, è uno dei più grandi problemi da risolvere; il Ministro in indirizzo si è sottratto a questa incombenza, portando l'avvocatura nel più totale caos e la stessa adesso necessita dell'emanazione immediata di linee guida univoche per tutti gli uffici giudiziari italiani per la ripresa delle attività dei tribunali, altrimenti il Governo contribuirà alla creazione di una nuova classe di poveri; oggi gli avvocati non possono entrare nelle cancellerie, e neanche prenotarsi a mezzo di posta elettronica certificata o telefono in quanto non si hanno risposte; non deve e non può passare il messaggio che l'avvocatura non vuole fare i processi, per cui tale situazione di caos e incertezza dovrà essere nota ai cittadini, i cui diritti l'avvocatura ha il compito di tutelare, ma al contrario non è messa nelle condizioni di lavorare; il legislatore così facendo ha rinunciato ad esercitare la funzione regolatrice e di indirizzo delle modalità di svolgimento della giurisdizione, demandandola semplicisticamente a livello locale del capo dell'ufficio; i documenti (decreti e protocolli, a giudizio dell'interrogante emanati in violazione della riserva di legge fissata dall'art. 111 della Costituzione) hanno riscritto un nuovo codice di procedura penale quantomeno in ordine alla celebrazione del dibattimento, in ogni ufficio giudiziario; la perdurante sospensione ha provocato e sta provocando danni incalcolabili a una larga fetta dell'avvocatura, già ferma da oltre due mesi; compito del legislatore è quello di riportare immediatamente gli avvocati in udienza per celebrare i processi; va rivista la geografia giudiziaria, sia dal punto di vista logistico (si necessita di spazi in modo da consentire e rispettare il distanziamento interpersonale) sia dal punto di vista dell'organico amministrativo; gli avvocati del comprensorio di Nocera inferiore stanno vivendo momenti bui e auspicano un intervento normativo uniforme che garantisca la trattazione dei processi con modalità certe ed univoche nei differenti tribunali; in uno Stato di diritto che si rispetti, il legislatore, in una materia che è di suo esclusivo appannaggio, in questo periodo emergenziale, non avrebbe dovuto demandare al singolo capo dell'ufficio giudiziario la modalità di trattazione delle udienze penali, cosa che non è avvenuta nel campo economico e imprenditoriale, si chiede di sapere, visto che di giustizia non si è parlato nel "decreto rilancio", mentre ogni giorno l'avvocatura scende in piazza perché vuole riprendere a lavorare per tutelare i diritti dei cittadini, quali iniziative normative, e in quali tempi, il Ministro in indirizzo intenda assumere per apportare il necessario correttivo alla situazione, in modo da evitare che l'avvocatura debba attendere settembre per la ripresa dell'attività. Atto n. 4-03653 IANNONE Ai Ministri dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze Premesso che: