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Ai membri del Consiglio è riconosciuto un trattamento economico complessivo pari all'80 per cento di quello spettante al Presidente. 3. I membri del Consiglio sono nominati per sei anni e non possono essere confermati. I membri del Consiglio non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, non possono essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura. I dipendenti pubblici sono collocati fuori ruolo per l'intera durata del mandato. 4. Per gravi violazioni dei doveri d'ufficio, i membri del Consiglio possono essere revocati dall'incarico con decreto adottato d'intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, su proposta delle Commissioni parlamentari competenti in materia di clima, adottata a maggioranza dei due terzi dei relativi componenti, secondo modalità stabilite dai Regolamenti parlamentari. 5. Il Presidente rappresenta il Consiglio e stabilisce l'ordine del giorno delle sedute. Il Consiglio, previo assenso dei Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, adotta uno o più regolamenti recanti le norme di organizzazione e di funzionamento, quelle concernenti il trattamento giuridico ed economico del personale, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese. Il Consiglio provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento, ivi comprese quelle relative al personale, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio. Art. 6. (Risorse umane, strumentali e sede del Consiglio scientifico del clima) 1. Il Consiglio seleziona il proprio personale in piena autonomia, unicamente sulla base di criteri di merito e di competenza, con esclusivo riferimento alle sue esigenze funzionali. 2. Il personale del Consiglio è composto da: a) personale assunto dal Consiglio medesimo attraverso pubblico concorso con contratto di lavoro a tempo indeterminato; b) personale delle amministrazioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, nonché di amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico, collocato fuori ruolo; c) personale selezionato attraverso procedure comparative pubbliche, per lo svolgimento di incarichi a tempo determinato di durata non superiore a tre anni, rinnovabili per una sola volta. 3. Il collocamento fuori ruolo del personale delle amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico richiesto dal Consiglio è obbligatorio ed è disposto, secondo le procedure degli ordinamenti di appartenenza, anche in deroga ai limiti temporali, numerici e di ogni altra natura eventualmente previsti dai medesimi ordinamenti. Il Consiglio può restituire alle amministrazioni di appartenenza il personale proveniente dalle amministrazioni delle Camere e dalle amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico. La cessazione del collocamento fuori ruolo del personale delle amministrazioni delle Camere è subordinata all'assenso del Consiglio. 4. Nei primi tre anni di attività, la dotazione di personale del Consiglio non può superare il limite di trenta unità. Decorso tale termine, la dotazione di personale non può superare complessivamente le quaranta unità. 5. Al funzionamento del Consiglio sovraintende un Direttore generale, con specifica competenza ed esperienza in materia di clima, nominato dal Presidente nell'ambito del personale di cui al comma 2. 6. I Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, d'intesa tra loro, mettono a disposizione del Consiglio locali da destinare a sede del medesimo e le necessarie risorse strumentali. Art. 7. (Funzioni del Consiglio scientifico del clima) 1. Il Consiglio, anche attraverso l'elaborazione di proprie stime, effettua analisi, verifiche e valutazioni in merito all'elaborazione e all'attuazione delle politiche in materia di clima, nonché nella predisposizione di indirizzi e di criteri generali relativi al coordinamento e al controllo sulla coerenza delle politiche in materia di clima. In particolare, il Consiglio: a) propone al Presidente del Consiglio dei ministri, con cadenza triennale, i budget di carbonio complessivo e quelli settoriali riferiti all'obiettivo di cui all'articolo 2, comma 1; b) esamina le più recenti conclusioni scientifiche delle relazioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, dei dati e degli studi scientifici sul clima; c) presenta una relazione annuale, allegata al Documento di economia e finanza, sulle misure esistenti, sugli obiettivi climatici, sui bilanci indicativi delle emissioni di gas a effetto serra, sulla loro coerenza e conformità con gli obiettivi della presente legge e con gli impegni internazionali sottoscritti nel quadro dell'Accordo di Parigi di cui all'articolo 1, comma 2; d) contribuisce allo scambio di conoscenze scientifiche indipendenti nei settori della modellizzazione, del monitoraggio, della ricerca e delle innovazioni che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas a effetto serra o ad aumentarne gli assorbimenti; e) identifica le azioni necessarie per conseguire con successo gli obiettivi climatici; f) verifica periodicamente che le misure proposte dal Governo siano coerenti con l'obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica; g) sensibilizza riguardo al cambiamento climatico e ai suoi effetti, nonché stimola il dialogo e la cooperazione in materia tra gli organi scientifici pubblici; h) esprime pareri sugli schemi di atti normativi e amministrativi generali in materia di clima e su questioni di carattere generale di particolare rilievo concernenti la suddetta materia; i) adotta le linee guida cui deve attenersi il Governo nella redazione di relazioni analitiche e descrittive in materia di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, nonché nelle relative analisi d'impatto; l) informa il Parlamento sui progressi conseguiti nella riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra e nell'attuazione delle politiche di adattamento. 2. Il Consiglio predispone analisi e rapporti, anche su richiesta delle Commissioni parlamentari competenti in materia di clima. Il Presidente, se richiesto, svolge audizioni presso le Commissioni parlamentari di cui al primo periodo. 3. Qualora, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, il Consiglio esprima valutazioni divergenti rispetto a quelle espresse dal Governo, su richiesta di almeno un terzo dei componenti di una Commissione parlamentare competente in materia di clima, quest'ultimo illustra i motivi per i quali ritiene di confermare le proprie valutazioni o di conformarle a quelle del Consiglio. 4. Il Consiglio opera sulla base di un programma annuale delle attività, che in ogni caso prevede lo svolgimento delle funzioni ad esso attribuite, presentato dal Presidente alle Commissioni parlamentari competenti in materia di clima. Le analisi e i rapporti prodotti nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono adottati dal Consiglio su proposta del Presidente. Il programma annuale delle attività, nonché le analisi e i rapporti di cui al secondo periodo sono pubblicati nel sito internet istituzionale del Consiglio. 5. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il Consiglio corrisponde con tutte le amministrazioni pubbliche, con gli enti di diritto pubblico e con gli enti partecipati da soggetti pubblici, e richiede ad essi, oltre alla comunicazione di dati e informazioni, ogni forma di collaborazione ritenuta utile per l'adempimento delle sue funzioni istituzionali. 6.