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anche le risposte che lei ha dato a tutte le altre interrogazioni degli altri Gruppi non ci hanno soddisfatto. (Applausi) . Operazione verità: solo l'8 settembre, con il decreto-legge n. 111 dell'8 settembre 2020, avete messo in campo 300 milioni per i servizi aggiuntivi. Una settimana prima dell'inizio delle scuole: alla faccia della programmazione! (Applausi) . Di questi 300 milioni, solo 150 erano immediatamente disponibili (il 50 per cento), con criteri di ripartizione fatti con il decreto rilancio. Per gli altri 150 deve ancora essere fatto decreto di ripartizione, come ha detto lei all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni. Siamo al 28 ottobre: mi perdoni, signor Ministro, ma è un po' tardi. Questo è giusto anche riconoscerlo. (Applausi) . Così come è giusto riconoscere il fatto che 300 milioni, su 105 miliardi utilizzati in scostamento per affrontare l'emergenza, sono un po' pochi per 20 Regioni; me lo faccia dire onestamente. (Applausi) . Non facciamo il giochino secondo cui le Regioni ne hanno spesi solo 120 su 300. No; ne hanno spesi 120 su 150, che non è una piccola percentuale, perché ricordo che gli altri 150 non sono ancora stati ripartiti. (Applausi) . Velocemente mi avvio a concludere. Ci sono anche dei vincoli sull'utilizzo di queste risorse nei servizi aggiuntivi. Sempre l'articolo 1 stabilisce che queste risorse possono essere usate ove i predetti servizi nel periodo ante Covid abbiano avuto un riempimento superiore all'80 per cento della capacità. Quindi le Regioni non potevano usarli per fare chissà quali tipi di servizi; lei sa che i bus turistici si possono utilizzare non nelle linee urbane, ma solo nelle linee extraurbane. Il DPCM con la regola dell'80 per cento del riempimento l'avete scritto voi e l'avete firmato voi. Siete voi che non siete stati in grado di garantire il distanziamento sui mezzi pubblici. (Applausi) . Avreste potuto fare un DPCM anche non in accordo con le Regioni, visto che l'avete appena fatto in data 24 ottobre. Infine, signor Ministro, non è ancora stata data risposta a un'interrogazione che la Lega ha presentato il 10 giugno 2020, l'interrogazione 4-03642 , indirizzata al Ministro dell'economia e delle finanze. Glielo dica al ministro Gualtieri. Quattrocento milioni sono bloccati per l'acquisto di nuovi autobus per le aree urbane, quelle a maggior densità - stiamo parlando di città come Milano, Torino, Roma e così via - perché il ministro Gualtieri non ha ad oggi ancora messo la firma. (Applausi) . Sono passati quattro mesi. Per chiudere, signor Ministro, più che continuare a scaricare sulle Regioni, dicendo che avete fatto il possibile per aumentare le corse, date l'impressione di essere un Governo a fine corsa. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Santillo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02029 sul nuovo Piano economico-finanziario della convenzione tra Anas e Autostrade per l'Italia, per tre minuti. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, con la presente interrogazione chiediamo spiegazioni al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sui contenuti del piano economico-finanziario (PEF) con cui si definiscono interventi, investimenti e tariffe all'interno del rapporto con il concessionario Autostrade per l'Italia SpA (Aspi). Il 22 settembre 2020 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso all'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) la proposta di aggiornamento del suddetto Piano economico-finanziario, su cui lo scorso 14 ottobre l'Autorità ha espresso un parere estremamente critico, rilevando che «il Piano economico-finanziario (...) presenta alcune significative difformità applicative (...) potenzialmente idonee a riflettersi anche sui livelli tariffari applicabili all'utenza» e che il Piano, ora come ora, prevede una variazione tariffaria media annua dell'1,75 per cento, che invece, secondo le stime dell'ART, dovrebbe valere lo 0,87 per cento. Altra censura dell'Autorità è legata ai costi delle manutenzioni incrementali, cioè quelle aggiuntive da dover fare per compensare le mancanze di gestione degli anni precedenti. Secondo il parere, l'inclusione di tali interventi in tariffa va attentamente valutata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sotto il profilo dell'ammissibilità. Infine, l'Autorità contesta anche l'inclusione in tariffa di un onere correlato agli effetti economici innescati dall'emergenza Covid-19, mentre il sistema tariffario dell'ART prevede il trasferimento del rischio tariffario soltanto in capo al concessionario. Alla luce delle evidenze dell'Autorità, appare più concreta la volontà di Autostrade per l'Italia SpA di incrementare notevolmente i propri profitti, a scapito degli utenti destinatari dei pedaggi maggiorati. Tale scenario è assolutamente contro corrente rispetto all'azione governativa in essere. È appena il caso di ricordare che, a seguito della tragedia del ponte Morandi, il Governo ha dapprima avviato una procedura amministrativa per valutare la revoca della concessione; successivamente questa iniziativa è sfociata nella delicata trattativa, attualmente in corso con Cassa depositi e prestiti, finalizzata a ricondurre il concessionario a una gestione pienamente coerente con gli interessi pubblici coinvolti, attraverso la partecipazione della medesima Cassa depositi e prestiti, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze. Come il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sa, questa complessa e delicata trattativa punta a rilevare da Atlantia SpA, holding controllata dalla famiglia Benetton, la partecipazione in Autostrade per l'Italia, per permettere l'ingresso di una cordata di investitori guidati da Cassa depositi e prestiti. La stessa trattativa rischia tuttavia di essere irreversibilmente alterata da un Piano economico-finanziario che, garantendo eccessivi vantaggi all'attuale concessionario, è potenzialmente in grado di influire negativamente sul prezzo di cessione. Per quanto fin qui detto, intendiamo sapere dal Ministro quali azioni intenda intraprendere per evitare che il nuovo PEF realizzi ingiustificati vantaggi in favore di Autostrade per l'Italia, soprattutto in questa fase di delicate trattative con Cassa depositi e prestiti, e per evitare che si creino irreversibili effetti sui termini, anche e soprattutto economici, della suddetta trattativa. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti .