[pronunce]

quest'ultimo dovrà prevedere una quota da destinare all'istituzione di un Osservatorio nazionale contro la violenza sessuale e di genere e una quota da destinare al piano d'azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere. Il comma 1290 stabilisce che l'autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo 19 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, relativo al Fondo per le politiche giovanili, è integrata di 120 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. La Regione ricorda come il suddetto art. 19 ha costituito oggetto di impugnazione dinanzi alla Corte e richiama, altresì, a sostegno della lesività dei commi sopra citati, senza tuttavia esplicitarle nuovamente, le censure svolte in quella sede. La ricorrente assume, infine, che i commi 1251, 1252, 1261 e 1290 devono essere riferiti alla materia politiche sociali, attribuita alla potestà legislativa residuale delle Regioni e che, pertanto, sarebbero violate, oltre la suddetta potestà legislativa, anche le relative autonomia amministrativa (art. 118 Cost.) e autonomia finanziaria (art. 119 Cost.) della Regione. 5.— Il comma 1267 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, anch'esso impugnato, dispone l'istituzione presso il Ministero della solidarietà sociale del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, per il quale è stanziata la somma di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il Fondo è, altresì, finalizzato alla realizzazione di un piano per l'accoglienza degli alunni stranieri, anche per favorire il rapporto scuola-famiglia, mediante l'utilizzo, per fini non didattici, di apposite figure professionali madrelingua quali mediatori culturali. Anche in questo caso, ad avviso della difesa regionale, si verte nella materia politiche sociali, con la conseguente violazione degli artt. 117, quarto comma, 118 e 119 Cost. In subordine, comunque, la Regione osserva che, tenuto conto delle possibili interferenze tra la suddetta materia e le materie diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea (art. 117, secondo comma, lettera a) e immigrazione (art. 117, secondo comma, lettera b), attribuite alla potestà esclusiva dello Stato, vi sarebbe in ogni caso la lesione del principio di leale collaborazione, come desumibile dagli artt. 5 e 120, secondo comma, Cost., nonché dall'art. 11 della legge cost. n. 3 del 2001. 6. — Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il ricorso sia dichiarato non fondato. In primo luogo, la difesa dello Stato osserva che la previsione di cui all'art. 1, comma 389, della legge n. 296 del 2006 non è ascrivibile alle materie servizi sociali o commercio, quanto alla materia della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale (art. 117, secondo comma, lettera m, Cost.), e ai diritti inviolabili fondamentali, quali quelli di estrinsecazione della personalità, di solidarietà sociale, di eguaglianza sostanziale, di libertà personale e di circolazione, garantiti dagli artt. 2, 3, 13 e 16 Cost. Sempre ai diritti fondamentali della persona, di cui agli artt. 2 e 3 Cost, con la conseguente competenza legislativa anche statale ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., dovrebbero essere ricondotti i commi 1250, 1251, 1252, 1261 e 1290. L'Avvocatura dello Stato, con specifico riguardo al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, rileva come lo stesso serva ad ottemperare agli impegni assunti in sede internazionale alla luce della piattaforma di azione adottata dalla IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite tenutasi a Pechino nel settembre 1995, nonché all'adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento comunitario. Ad avviso del resistente, quindi, si è in presenza di competenze trasversali e di una concorrenza di competenze, alcune esclusive dello Stato, che, dunque, legittimerebbero l'emanazione delle norme impugnate. In ordine al Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, il Presidente del Consiglio dei ministri deduce l'estraneità dello stesso alla materia delle politiche sociali, trattandosi, invece, di disposizione che deve essere riferita in via esclusiva, o comunque prevalente, alla materia immigrazione, di competenza dello Stato. 7.— Con ricorso (iscritto al n. 14 del reg. ric. 2007) notificato il 26 febbraio 2007 e depositato il successivo 7 marzo, la Regione Lombardia ha, anch'essa, promosso, tra l'altro, questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 389, 1252, 1261 e 1267, della legge n. 296 del 2006, assumendo la violazione degli artt. 117, 118, 119 Cost., nonché dei principio di leale collaborazione (art. 120 Cost), di buon andamento (art. 97 Cost) e di ragionevolezza (art. 3 Cost.). La Regione premette come tutte le norme impugnate evidenzino l'inesistenza o il carattere del tutto marginale di un coinvolgimento della Regione medesima in materie di propria competenza, concorrente o residuale, con la conseguente violazione degli artt. 117, 118 e 119 Cost, oltre che dei principi di buon andamento dell'amministrazione e di ragionevolezza. Ciò, in particolare modo, ove si consideri che la riforma del Titolo V della Costituzione ha determinato una stretta correlazione tra gli artt. 117 e 119 Cost, per cui le funzioni pubbliche relative a materie di competenza regionale debbono essere finanziate con le risorse alle quali fa riferimento l'art. 119, quarto comma, Cost. Anche in ragione delle diverse pronunce della Corte costituzionale intervenute in materia, è del tutto evidente, sottolinea la ricorrente, che non risponde al novellato quadro costituzionale l'istituzione di Fondi statali in materie di competenza regionale. 8.— Con specifico riguardo all'art. 1, comma 389, della suddetta legge finanziaria, si rileva la mancanza di qualsivoglia coinvolgimento delle Regioni e comunque, da un lato l'operatività della norma nell'ambito dell'assistenza e dei servizi sociali, ricadente tra le materie di competenza residuale delle Regioni; dall'altro, l'impossibilità di considerare il Fondo come un intervento speciale di solidarietà. 9.— In ordine all'art. 1, comma 1252, la Regione osserva che, pur vertendosi nella materia politiche sociali, attribuita alla competenza legislativa della Regione, non sono previsti meccanismi di partecipazione di quest'ultima. La ricorrente ritiene che, in attesa dell'attuazione dell'art. 119 Cost., «non vi è alternativa – se non quella della dichiarazione di illegittimità “secca” del finanziamento – al coinvolgimento delle Regioni nella gestione del Fondo tramite un meccanismo di “intesa forte”».