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La disposizione prevede che le amministrazioni interessate provvedano all'attuazione dell'articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 4 L'articolo 4 reca misure finalizzate al rafforzamento delle attività di previsione e prevenzione degli incendi boschivi mediante un'azione di raccordo e confronto delle « best practices » contenute nelle revisioni dei piani approvati dalle regioni nell'ambito della propria autonomia e interviene con misure di potenziamento degli effetti dei piani regionali stanziando fondi specifici nell'ambito della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne. Infine vengono inseriti indirizzi specifici nei Piani operativi nazionali approvati nell'ambito della programmazione dei fondi strutturali 2021/2027, ad esempio in materia di sicurezza. Come noto, la legge quadro in materia di incendi boschivi, legge n. 353 del 2000, ha introdotto i piani regionali antincendio boschivi, quale strumento di indirizzo e programmazione territoriale, cui sono tenuti a dare attuazione anche gli enti territoriali (province, comunità montane e comuni) (articolo 3, comma 5, della predetta legge). Tenuto conto di quanto sopra, nonché delle politiche di coesione territoriale, l'intervento è teso a prevedere un finanziamento specifico, nell'ambito delle competenze individuate dalla predetta legge, in favore di quelle aree e quei territori che ricadono nella Strategia per lo sviluppo delle aree interne del Paese in cui il rischio incendi è rilevante, tenendo conto di quanto previsto dalle classificazioni di carattere regionale elaborate nell'ambito dei piani antincendio boschivi approvati dalle regioni. Gli interventi finanziati dovranno essere volti a dare concreta attuazione anche a quanto previsto dai piani antincendio boschivi approvati dalle regioni. Si tratta, in particolare, di finanziare attività volte, tra l'altro, a contrastare l'abbandono di attività di cura del bosco, prevedere postazioni di atterraggio dei mezzi di soccorso, realizzare infrastrutture, quali vasche di rifornimento idrico utili ad accelerare gli interventi di spegnimento degli incendi, vie di accesso e tracciati spartifuoco atti, altresì, a consentire il passaggio dei mezzi di spegnimento, nonché attività di pulizia e manutenzione delle aree periurbane, finalizzate alla prevenzione degli incendi. Comma 1 La norma prevede che le revisioni annuali dei piani regionali, previste dall'articolo 3 della legge 21 novembre 2000, n. 353, siano trasmesse al Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri entro trenta giorni dall'adozione per l'esame da parte del Comitato tecnico di cui all'articolo 1, comma 2 , del presente decreto, che può formulare raccomandazioni in merito al fine di un più efficace conseguimento degli obiettivi di prevenzione stabiliti dalla legislazione vigente, anche in relazione agli interventi e alle opere di prevenzione, alle convenzioni previste dall'accordo-quadro tra il Governo e le regioni in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 4 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 14 giugno 2017, e all'impiego del volontariato organizzato di protezione civile specificamente qualificato. Comma 2 La norma destina, nell'ambito della Strategia per lo sviluppo delle aree interne, una quota delle risorse non impegnate di cui all'articolo 1, comma 314, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, a valere sul Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183, pari a 20 milioni per l'anno 2021 e 40 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023, al finanziamento in favore degli enti territoriali di interventi volti a prevenire gli incendi boschivi nelle aree interne del Paese in cui il rischio di incendio è elevato, anche con riguardo alle aree naturali protette di cui all'articolo 8 della legge 21 novembre 2000, n. 353, tenendo conto di quanto previsto dalle classificazioni di carattere regionale elaborate nell'ambito dei piani antincendio boschivi approvati dalle regioni, ai sensi dell'articolo 3 della legge 21 novembre 2000, n. 353 , e nel rispetto delle competenze previste dall'articolo 4, comma 5, della medesima legge. Oltre a precisare i criteri in base ai quali i suddetti interventi devono essere attuati, è disposto che l'istruttoria finalizzata all'individuazione dei medesimi interventi sia effettuata con il coinvolgimento delle regioni interessate, nell'ambito della procedura prevista generalmente per l'attuazione della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) e vi partecipi anche il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, nonché il Ministero dell'interno – Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Agli interventi si applicano le misure, finalizzate all'accelerazione degli interventi, previste dall'articolo 48 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni , dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. Comma 3 La disposizione indica anche i comuni localizzati nelle isole minori tra i destinatari delle risorse di cui al precedente comma. Comma 4 La norma dispone che i Piani operativi nazionali approvati nell'ambito della programmazione dei fondi strutturali 2021/2027 tengono conto dell'esigenza di dotare il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le Forze armate e le Forze dell'ordine, impegnate nella prevenzione e nello spegnimento degli incendi boschivi, di dispositivi di videosorveglianza utili alla rilevazione dei focolai. Articolo 5 L'articolo 5 reca modifiche alla legge n. 353 del 2000 e introduce nuove disposizioni con l'obiettivo di rafforzare la lotta attiva contro gli incendi boschivi ed i dispositivi sanzionatori. Si prevede, altresì, l'implementazione di forme di rilevazioni statistiche e di comunicazione dei risultati dell'attività investigativa e di repressione dei reati in materia di incendi boschivi. Va premesso che in esecuzione della legge delega 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, il Governo, con il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, ha adottato, tra l'altro, l'assorbimento del disciolto Corpo forestale dello Stato, per la più gran parte, nell'Arma dei carabinieri, cui sono state attribuite, a partire dal 1° gennaio 2017, le funzioni già esercitate dal Corpo in materia forestale, ambientale e agroalimentare, con eccezione delle competenze in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei attribuite, invece, al Corpo nazionale dei vigili del Fuoco. Comma 1 La disposizione aggiorna alcune terminologie utilizzate ed integra le disposizioni di cui alla legge n. 353 del 2000, relative ai divieti e sanzioni, nei termini che seguono: – all'articolo 2 è inserito il comma 1- bis che provvede a definire l'incendio di interfaccia urbano-rurale.