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In ogni caso noi crediamo che la questione si possa risolvere solo in Europa, ponendo un tetto al prezzo degli acquisti di gas e immaginando nuovo recovery plan con aiuti per fronteggiare l'emergenza e investimenti più massicci per l'autonomia energetica degli Stati membri. Allo stesso tempo bisogna continuare a lavorare per liberare i piccoli impianti dalla burocrazia e bisogna trovare una strada per erogare fin da subito nuovi aiuti. Se non si salveranno le imprese, tra pochi mesi il conto sarà dieci volte più alto per le casse pubbliche, tra ammortizzatori sociali, mancato gettito fiscale e una crisi devastante dal punto di vista occupazionale. Per il resto, signor Presidente, salutiamo con soddisfazione la mediazione che si è riusciti a trovare sulla cessione dei crediti del superbonus 110 per cento. Anche a questo proposito, da un lato è sempre stato condivisibile l'allarme rispetto alle distorsioni e alle truffe ai danni dello Stato, perché un incentivo può essere del 70 o dell'80 per cento, ma non può essere superiore all'importo di investimento. Si è trovato un giusto punto di caduta: nessun salvacondotto per chi ha evidentemente operato con dolo e tutela per quelle imprese e quei cittadini onesti che hanno agito correttamente e che non meritano di vedersi penalizzati dalle continue modifiche normative. È l'ennesima prova del pragmatismo e del buon senso che hanno sempre guidato il Governo anche nelle scelte più complicate e di questo ancora una volta va dato atto al presidente Draghi. Annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. DI NICOLA (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (Ipf-CD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento che ci accingiamo a votare si pone in linea di continuità con il precedente decreto aiuti e con le azioni legislative e amministrative che il Governo ha portato avanti negli ultimi mesi per far fronte alla grave crisi economica che stiamo attraversando, innescata dalla criminale invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa. Occorre quindi essere chiari, anche alla luce della terribile crisi economica che si sta scatenando in Europa, nel mondo e - direi - soprattutto nel nostro Paese. Bisogna essere chiari perché credo che sia l'alba di un periodo difficile. Ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale e, se anche non ci piace dirlo perché, dovendo andare a chiedere voti agli elettori, non vogliamo allarmarli, siamo nel quadro di un'economia di guerra che non risparmia nessuno e che, con i razionamenti in vista, ci profila un inverno assolutamente difficile. Penso perciò alle aziende in crisi che, a causa dei costi delle bollette, vedono la produzione a rischio. Penso con grande angoscia alle famiglie a basso reddito, che scivolano sempre più sotto i limiti della povertà e non sanno più se fare colazione, pagare le bollette o magari mandare i loro figli all'università. Sono tempi questi, onorevoli colleghi, in cui viene richiesto un alto senso di responsabilità per far fronte ai bisogni dei cittadini, sempre mantenendo fede ai principi fondanti della Repubblica e alla sua posizione nello scacchiere internazionale; cosa che abbiamo fatto operando una scissione con il MoVimento 5 Stelle, che voleva portarci fuori dalle nostre dalle nostre alleanze tradizionali, fuori da quel quadro di collaborazioni internazionali che in Italia sta portando tantissime risorse. Credo che occorrano responsabilità, coesione e quello spirito di unità nazionale che è saltato in questa legislatura, al quale ci chiamava il Presidente della Repubblica e che - mi auguro - trovi semi preziosi nella prossima. Non sto qui a elencare i numerosi provvedimenti contenuti nel decreto aiuti, in occasione del quale abbiamo offerto tutta la collaborazione nello spirito repubblicano che ci ha sempre contraddistinto, nonostante fossimo coscienti che la chiamata in soccorso che ci facevano i partiti che hanno voluto demolire l'unità nazionale, mettere in crisi il Governo e portare il Paese verso avventurose lezioni, forse avrebbe meritato un trattamento diverso. Ma siamo fatti così, siamo fedeli alla Repubblica e attenti ai bisogni dei cittadini. Arriviamo con un Governo in carica per gli affari correnti, eppure siamo riusciti a fare cose importanti con questo ultimo decreto. Ci troviamo nel mezzo di una campagna elettorale che ha assunto toni disgreganti, irresponsabili e propagandistici proprio nel momento in cui si erano richieste responsabilità, coesione e serietà; impegno - ahimè - però non rispettato da chi ha voluto condurre il Paese all'avventura - come dicevo - per lucrare voti e per portare - chissà - il maggior numero di parlamentari alle Camere che verranno. Lasciatemi dire, in conclusione, che quello che è successo con il Governo Draghi, con il Presidente della Repubblica che è stato costretto a indicare un Presidente del Consiglio per fare un Governo, con lo sfarinamento della maggioranza e la caduta dell'Esecutivo, ci ha portato all'interno di un quadro di crisi di sistema che io spero che il prossimo Parlamento sappia raccogliere. Da questo punto di vista - me lo lasci dire, signor Presidente - resta un tema, quello delle adeguate riforme di cui il sistema politico ha bisogno: leggi elettorali, ma direi anche riforme istituzionali, che vanno messe in campo e pensate nella prossima legislatura, magari con un'Assemblea costituente. Mi auguro, caro Presidente, che la sinistra e il fronte progressista, ritrovando il coraggio che compete loro, non regalino il tema delle riforme istituzionali a una destra avventurista, per fare delle riforme che hanno bisogno innanzitutto di ripulire il sistema dai... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Di Nicola. È stato molto chiaro. DESSI' (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DESSI' (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, inizio ringraziando lei, tutta la Presidenza e gli Uffici. Ringrazio tutti coloro che hanno permesso a noi di svolgere cinque anni di mandato e che ci permettono adesso di concludere la nostra esperienza. Li ringrazio, però, doverosamente ricordando una frase - me ne sarà grato il nostro decano, il senatore Elio Lannutti - di Ferdinando Imposimato: democrazia e Governo della maggioranza nel rispetto dei diritti dell'opposizione e non tirannide della maggioranza nel disprezzo dell'opposizione. Purtroppo, Presidente, questa frase ha trovato pieno compimento in questo fine legislatura: decine di decreti, d'urgenza o meno, posti all'attenzione di Camere tacitate, posti alla presenza di un partito ormai unico che va da Fratelli d'Italia, che lei degnamente rappresenta, fino all'estrema sinistra del Partito Democratico, che io definisco di estrema sinistra solo per il posizionamento in quest'Aula, ma che è a tutti gli effetti il peggior partito di destra conservatore dell'attuale panorama politico.