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Disposizioni in materia di donazione del corpo post mortem e di utilizzo dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge scaturisce dalla necessità di regolamentare la pratica della dissezione dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione, una pratica purtroppo divenuta in Italia poco frequente e, tuttavia, indispensabile per tutta la medicina e principalmente per l'esercizio della chirurgia. Gli studi medici richiedono l'acquisizione di un metodo scientifico, o metodo sperimentale, modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Consiste, come è noto, nella raccolta di dati empirici orientati da ipotesi e teorie da vagliare. Galileo parlava della necessità di fare e far fare «sensate esperienze» per giungere alle «dimostrazioni necessarie». Nel dibattito epistemologico si assiste a volte alla contrapposizione tra i sostenitori del metodo induttivo e quelli del metodo deduttivo, mentre un approccio scientificamente fondato integra deduzione e induzione; sperimentazione diretta e analisi rigorosa dei dati raccolti per formulare ipotesi che orientino la successiva raccolta di dati sperimentali. Per gli studenti di medicina e chirurgia è infatti molto importante e, in alcuni casi, indispensabile, fare pratica di dissezione, soprattutto per quel che concerne lo studio dell'anatomia, tuttavia l'unico modo per poterlo fare è quello di recarsi in altri Paesi europei, dove è possibile frequentare corsi pratici. La normativa di riferimento, non del tutto chiara né esaustiva, è il regolamento di polizia mortuaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, la legge 29 dicembre 1993, n. 578, recante norme per l'accertamento e la certificazione di morte e la legge 1° aprile 1999, n. 91, recante disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti. Purtroppo, tale normativa non disciplina il percorso della «donazione» dal soggetto donatore alla struttura competente fruitrice, la salvaguardia del principio dell'autodeterminazione e le conseguenti modalità attuative fino al momento del decesso. Per colmare questa lacuna e per venire incontro a tali esigenze, negli ultimi anni si sono succedute numerose iniziative parlamentari sollecitate da istituzioni scientifiche, universitarie e associative, che hanno tentato di dare una definizione normativa alla libera scelta dei cittadini dell'utilizzo del proprio corpo dopo la morte e alla fruizione scientifico-didattica dello stesso nei centri competenti. L'obiettivo che si intende raggiungere attraverso questo disegno di legge è quello di dare ai cittadini la possibilità di donare il proprio corpo affinché possa essere utilizzato per fini di alto valore etico e umano, garantendo così la possibilità di studiare tutte quelle malattie di cui non si conosce la natura e su cui è difficile la ricerca scientifica, ma su cui tale ricerca potrebbe impegnarsi maggiormente, attraverso la pratica delle nuove tecniche chirurgiche, microscopiche e mininvasive. L'attuale testo era già stato presentato alla Camera dei deputati nella XVII legislatura ed era stato approvato all'unanimità ( atto Senato n.1534). Solo il tempo ha impedito che il disegno di legge venisse approvato anche al Senato. Ma la conferma della sua utilità è ribadita dalla Conferenza nazionale dei presidenti di consiglio di corso di laurea della facoltà di medicina, dalla Società italiana di pedagogia medica e dai collegi delle scuole di specializzazione, soprattutto di quelle a carattere chirurgico. Il testo in esame si compone di nove articoli. L'articolo 1 disciplina la donazione del corpo post mortem a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione. L'articolo 2 stabilisce le forme e i modi della scelta di donazione del proprio corpo, che devono essere espressi in maniera chiara e inequivocabile e per iscritto. L'articolo 3 dispone in merito alla formazione e alla promozione dell'informazione ai cittadini. L'articolo 4 stabilisce che la donazione del corpo post mortem non può avvenire a fini di lucro. L'articolo 5 determina le modalità e i tempi di attuazione della legge. L'articolo 6 istituisce il registro per l'utilizzo dei cadaveri. L'articolo 7 prevede il regolamento di attuazione. L'articolo 8 dispone sulla copertura finanziaria. L'articolo 9 dispone l'abrogazione di una norma.. 1 (Oggetto) 1 La presente legge detta norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica da parte di soggetti che hanno espresso in vita il loro consenso secondo le modalità stabilite dall'articolo 3. 2 L'utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem è informato ai princìpi etici e di solidarietà, nonché a quelli dettati dall'ordinamento dello Stato, ed è disciplinato secondo modalità tali da assicurare il rispetto del corpo umano. 3 Sono utilizzabili ai fini di studio e di ricerca scientifica il corpo e i tessuti dei soggetti la cui morte sia stata accertata da certificato rilasciato dagli organi a ciò preposti, ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578, e del regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, e comunque solo successivamente alla dichiarazione di morte, come disciplinata dal regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. 4 Dopo il decesso e la dichiarazione di morte, il corpo del defunto deve restare all'obitorio per ventiquattro ore prima di essere destinato allo studio e alla ricerca scientifica. 2 (Promozione dell'informazione) 1 Il Ministro della salute promuove, nel rispetto di una libera e consapevole scelta, iniziative di informazione dirette a diffondere tra i cittadini la conoscenza delle disposizioni della presente legge, utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente per la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale. 2 Le regioni e le aziende sanitarie locali adottano iniziative volte a: a diffondere tra i medici di medicina generale,tra i pediatri di libera scelta e tra i medici delle strutture sanitarie pubbliche e private la conoscenza delle disposizioni della presente legge; b diffondere tra i cittadini, anche attraverso le organizzazioni di volontariato, una corretta informazione sull'utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica. 3 (Manifestazione del consenso) 1 L'atto di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem avviene mediante una dichiarazione di consenso all'utilizzo dei medesimi redatta nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata, utilizzando il sistema informativo della donazione degli organi di cui all'articolo 7, comma 2, della legge 1° aprile 1999, n. 91. Una copia di tale dichiarazione deve essere consegnata al centro di riferimento competente per territorio, di cui all'articolo 4 della presente legge, o all'azienda sanitaria di appartenenza, cui spetta comunque l'obbligo di consegnarla al suddetto centro di riferimento. La dichiarazione può essere revocata; la revoca deve essere comunicata al centro di riferimento.