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Disposizioni in materia di educazione all'uso della contraccezione e alla sessualità consapevole per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Onorevoli Senatori. -- La carenza di informazione e di comunicazione costituiscono un generale abbassamento della guardia rispetto ai pericoli legati alle malattie sessualmente trasmissibili, un problema che -- nonostante le opinioni correnti -- ha costi umani e finanziari enormi, in crescita esponenziale. Malattie come l'AIDS hanno il loro principale canale di contagio nei rapporti sessuali non protetti. L'intenzione del presente disegno di legge è quella di assicurare ai giovani l'accesso agli strumenti della prevenzione, siano essi legati alla conoscenza oppure alle precauzioni fisiche, seguendoli nella definizione di quelli che sono i confini di una sessualità responsabile, libera ma consapevole dei rischi che comporta. Secondo le stime fornite dall'Organizzazione mondiale della sanità esistono almeno trenta diversi patogeni ed a causa della scarsità di sintomi o della mancata conoscenza molto spesso si apprende della malattia diverso tempo dopo il contagio. Ogni anno, nel mondo, vi sono 340 milioni di nuovi casi di infezioni sessualmente trasmesse (IST). Le forme più conosciute sono la clamidia, la gonorrea, l' herpes genitale, il papilloma virus e l'HIV. Ciò che spesso viene sottovalutato è che un numero sempre più elevato delle predette infezioni si registra nella popolazione giovanile. In Europa quasi il 70 per cento delle infezioni da Chlamydia è riportato nei giovani di età compresa fra i 15 e i 24 anni, così come il 37 per cento delle infezioni da N. Gonorrhoea . A queste seguono l'infezione da HBV con circa il 15 per cento delle infezioni contratte prima dei 25 anni, il 14 per cento dei casi di sifilide nella fascia di età compresa fra i 15 e i 25 anni e l'11 per cento dei casi di HIV. Nel nostro Paese, secondo quanto pubblicato dal Centro studi investimenti sociali (CENSIS) nel rapporto Conoscenza e prevenzione del papilloma virus e delle patologie sessualmente trasmesse tra i giovani in Italia, svolto su un campione rappresentativo di giovani italiani di età compresa fra i 12 e i 24 anni, soltanto il 15,3 per cento si considera molto informato su questo tema. Anche se il 43 per cento dichiara di aver avuto rapporti sessuali completi, la distinzione fra metodi contraccettivi e metodi di prevenzione dalle infezioni sessualmente trasmissibili non appare del tutto chiara. Il 70,7 per cento indica il profilattico come metodo per prevenire le infezioni ma il 17,6 per cento vi colloca erroneamente anche la pillola anticoncezionale così come il coito interrotto il 13,2 per cento e la pillola del giorno dopo il 3,4 per cento. Nonostante, come riportato dal predetto rapporto CENSIS, i giovani sembrano essere informati in materia di malattie sessualmente trasmissibili, andando ad approfondire la loro conoscenza, quasi la totalità menziona l'AIDS, 89,6 per cento. Soltanto il 23,1 per cento degli intervistati conosce la sifilide, 15,6 per cento l'HPV e circa il 12 per cento menziona la gonorrea, le epatiti e l' herpes genitale. Infine, soltanto il 6,2 per cento conosce la Chlamydia . Ogni giorno, in Italia, 11 persone scoprono di essere sieropositive. Secondo l'Istituto superiore di sanità le nuove diagnosi di infezione da HIV sono 4.000 l'anno e riguardano soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni. Sono 120.000 le persone che convivono con l'HIV. La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza utilizzo del preservativo, che costituiscono l'84,1 per cento di tutte le segnalazioni. Prevenzione e trattamento permetterebbero di abbattere anche la spesa dello Stato appesantita dal costo altissimo dei sette farmaci antiretrovirali, fra i trenta più cari per la sanità pubblica. Anche perché ogni diagnosi salva una vita ma comporta in media 40 anni di terapie. In Italia si calcolano poco meno di 130.000 sieropositivi, cui va aggiunto circa un 20 per cento di «inconsapevoli» che non sanno di avere il virus. E il 60 per cento delle diagnosi avviene con malattia in stato avanzato. Ciò significa che circolano persone infette che possono trasmettere l'HIV senza saperlo, accrescendo il numero dei contagiati. Nonostante i profilattici siano considerati dispositivi medici, e strumenti principali per il contrasto alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, il loro prezzo in Italia continua ad essere molto elevato a causa, anche, dell'aliquota IVA applicata che si attesta al 22 per cento a differenza di quanto avviene per tutti gli atri dispositivi medici, tassati al 4 o al 10 per cento e contrariamente a quanto accade nel resto d'Europa. Molti governi europei hanno, infatti, abbassato l'importo dell'IVA sui profilattici per favorirne l'uso al fine di contrastare sia l'aumento di gravidanze indesiderate tra gli adolescenti sia, soprattutto, la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili: l'IVA più bassa la troviamo nel Regno Unito 5 per cento, seguito da Francia 5,5 per cento, Paesi Bassi 6 per cento, Germania 7 per cento e Irlanda 13,5 per cento. Rispetto ai suoi partners europei, l'Italia appare ancora molto indietro. Per questo serve una legge che preveda la riduzione dell'aliquota IVA sui profilattici e favorisca campagne di informazione e sensibilizzazione sul sesso sicuro e sull'uso del profilattico promuovendo una sessualità consapevole. Accompagnando i giovani nella loro naturale scoperta della sessualità, senza paure e vergogne, favorendo la piena consapevolezza e la piena padronanza degli strumenti, culturali e pratici, della prevenzione. Per diventare strumento principale di prevenzione, il profilattico deve avere un costo accessibile e deve trovare spazio nei luoghi quotidiani della vita degli studenti, primi fra tutti le scuole secondarie superiori e le università. Il presente disegno di legge intende proprio assicurare la distribuzione dei profilattici, contestualmente alla predisposizione di campagne informative nei luoghi tatticamente più idonei a recepire il messaggio e a demolire pregiudizi, convinzioni errate e diffidenze. Il disegno di legge de quo vuole segnare un passaggio significativo, anche se da solo non sufficiente, verso la corretta informazione e il contrasto alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. In particolare, l'articolo 1 prevede che il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro della salute, d'intesa con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano e nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche provveda, con proprio decreto a stipulare accordi, previo apposito bando pubblico, con le imprese di produzione e di distribuzione di profilattici al fine di garantire il prezzo più conveniente.