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a dispongono di valida certificazione rilasciata ai sensi della normativa vigente nel Paese di immatricolazione del velivolo; b sono regolarmente assicurati ai sensi del regolamento (CE) n. 785/2004, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004; c sono utilizzati per scopi non commerciali; d sono pilotati da soggetti in possesso delle licenze di pilotaggio prescritte dal Paese di registrazione dell'aeromobile. 6 (Revisione degli spazi aerei) 1 Entro due anni dalla data entrata in vigore della presente legge, le autorità competenti effettuano, ciascuna per le parti di competenza, la revisione degli spazi aerei e definiscono i criteri di utilizzo degli stessi per adeguarli all'evoluzione tecnologica dei velivoli impiegati per il volo da diporto e sportivo. 7 (Disciplina regolamentare) 1 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adotta i regolamenti attuativi delle disposizioni contenute nella presente legge disciplinando, in particolare: a l'accertamento dell'idoneità psico-fisica ai fini dell'addestramento e della condotta degli aeromobili VDS; b l'attività di addestramento al volo su velivoli VDS privi di motore; c l'attività di addestramento al volo su velivoli VDS provvisti di motore; d l'attività di addestramento per il conseguimento del titolo di istruttore VDS; e l'attività di aggiornamento per la sicurezza del volo; f i parametri tecnici per la progettazione e la costruzione degli aeromobili VDS provvisti di motore, ad ala fissa e ad ala rotante; g i requisiti di equipaggiamento avionico ai fini della navigazione in spazi aerei controllati e per l'uso degli aeroporti; h il titolo di volo e le abilitazioni necessarie ai fini della navigazione in spazi aerei controllati e per l'uso degli aeroporti, e la relativa disciplina transitoria; i le limitazioni sulla circolazione aerea e di sicurezza; l i controlli e le sanzioni in materia di volo da diporto e sportivo; m la prevenzione dell'abusivismo nel settore del volo da diporto e sportivo. 8 (Semplificazioni procedurali per la realizzazione di aviosuperifici, idrosuperfici ed elisuperfici) 1 Al fine di incentivare la realizzazione di nuove aviosuperfici, idrosuperfici ed elisuperfici, come definite dall'articolo 1 del decreto 1° febbraio 2006 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2006, nonché al fine di accrescere la qualità e l'efficienza di quelle esistenti, gli interventi edilizi per la realizzazione di hangar per rimessaggio, officine per la manutenzione, punti di rifornimento carburante, moduli abitativi adibiti a servizio di foresteria, bar, ristoranti, punti di ristoro, nonché ogni altra pertinenza o struttura servente delle predette superfici sono soggetti alla segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 23 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. 2 Nel caso di aviosuperfici, idrosuperfici ed elisuperfici già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, per gli interventi edilizi di cui al comma 1 non si applicano i limiti planivolumetrici prescritti dalla legislazione vigente, fatti salvi, esclusivamente, eventuali vincoli ambientali e fermo restando il prosieguo delle attività qualora antecedenti all'istituzione del vincolo. La destinazione d'uso dei manufatti realizzati ai sensi del presente comma non è in alcun modo modificabile. 3 Nel caso di ristrutturazione, con o senza demolizione, di edifici parti di aviosuperfici, idrosuperfici o elisuperfici, è sempre consentita la modifica della sagoma, dei prospetti, del sedime e delle caratteristiche planivolumetriche dell'edificio preesistente. L'incremento planivolumetrico è sempre consentito nel limite massimo del 30 per cento della volumetria preesistente, purché sia garantito il rispetto delle norme in materia di sicurezza dell'aviazione e purché ciò non comporti una riduzione dell'area idonea alla partenza e all'approdo dei velivoli. Gli interventi edilizi di cui al presente comma sono soggetti alla segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 22 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. 4 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome effettuano una ricognizione delle aviosuperfici, idrosuperfici ed elisuperfici presenti sul territorio. Entro i successivi sessanta giorni dall'effettuazione della ricognizione di cui al primo periodo, e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome aggiornano gli strumenti urbanistici ed edilizi vigenti per renderli compatibili con le disposizioni di cui al presente articolo. 5 Ove sussistano prevalenti ragioni di interesse pubblico, le regioni e le province autonome possono, con riguardo a specifiche superfici individuate ai sensi del comma 4, ridurre il limite massimo di incremento planivolumetrico consentito ai sensi del comma 3. II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AVIOTURISMO 9 (Finalità e definizioni) 1 Il presente capo reca norme per il riconoscimento e la promozione dell'avioturismo al fine di sostenere lo sviluppo turistico italiano agevolando il diporto aereo, mediante iniziative atte a proteggere, salvaguardare, consolidare e sviluppare il patrimonio costituito dalla rete dei piccoli aeroporti, delle aviosuperfici, delle idrosuperfici e delle elisuperfici aperte al traffico del diporto aereo e le attività connesse. 2 Le disposizioni di cui al presente capo trovano applicazione nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione e delle norme adottate dalle regioni e dalle province autonome in materia di turismo. 3 Ai fini della presente legge si intende per: a « avioturismo »: l'attività di volo effettuata con aeromobili da e verso scali avioturistici per il raggiungimento di mete turistiche; b « scalo avioturistico »: le strutture, dotate di area idonea al decollo e all'atterraggio, all'approdo aereo, o a servire unicamente o precipuamente l'aviazione da diporto effettuata con aeromobili, VDS e di aviazione generale turistica e loro equipaggi, anche mediante l'apprestamento di servizi complementari; c « servizi complementari »: servizi di manutenzione e rifornimento dei velivoli, ospitalità e ristoro per gli equipaggi e i passeggeri, nonché ogni altro servizio turistico; d « attività avioturistica »: le attività di ricezione e ospitalità dei piloti e dei loro equipaggi esercitate dal gestore dello scalo avioturistico, anche nella forma di associazioni, società di capitali o di persone, attraverso l'utilizzazione dello scalo in rapporto di connessione con il territorio circostante e con le attività turistiche che vi insistono. 10 (Scali avioturistici)