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Siamo chiamati, come le dicevo, a immaginare un nuovo mondo, a immaginare qualcosa che non c'è, quindi siamo chiamati ad essere un po' artisti. Voglio allora insieme a lei, oggi, per titoli e molto velocemente dedicarle questa "Imagine della cultura" canzone che fu scritta nel maggio del 1971 e che oggi ripercorriamo. Nell'"Imagine della cultura" il nostro mondo della cultura, quello che ci immaginiamo, deve avere professionisti con uno stato giuridico definito e riconosciuto, con competenze valorizzate e tutelati, un mondo in cui la logica dominante non sia più quella economicistica, mercantilistica e di mercificazione del patrimonio materiale e immateriale, in cui torni con forza il valore della qualità e del valore aggiunto per la comunità nei processi valutativi e non sterili parametri numerici algoritmici; una cultura diffusa su tutto il territorio nazionale e che non privilegi solo i grandi poli di attrazione turistica; un mondo dove la cultura e il turismo trovino una convivenza armonica nel segno dell'articolo 9 della Costituzione. Quindi, mai più centri storici delle nostre città d'arte come parchi tematici completamente svuotati nel corso di questa emergenza; perché non c'è più residenza civile, sono parchi tematici. (Applausi dal Gruppo M5S) . E mai più, Ministro, il lusso di poter vedere piazza San Marco sopra una grande nave da crociera. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questa è la sostenibilità. Mai più mostre blockbuster senza un senso scientifico e invece molta più ricerca e studio dentro i musei, molte più mostre con una vocazione che abbia come obiettivo la diffusione della conoscenza. Mai più un sistema di fruizione pensato per privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Mai più uno spazio in cui sono escluse le energie e le competenze dei giovani. Diamo spazio ai giovani. L'Associazione italiana giovani per l'UNESCO ha scritto una lettera bellissima, Ministro, commovente in cui ci chiede delle cose e noi dobbiamo ascoltare. Infine: mai più questo sistema di fondazioni private. Noi immaginiamo un mondo in cui non ci siano più i pasticci dovuti ad un sistema di fondazioni private cui sono riconosciuti degli interessi pubblici perché lei conosce bene, come è successo per le fondazioni lirico-sinfoniche, i disastri che accadono. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vorrei sottolineare anche l'importanza della tutela, perché i nostri parchi archeologici - ahimè - non hanno voce per poterci far sentire il loro appello. La tutela non deve essere dimenticata in questa fase di emergenza, perché senza la tutela e la valorizzazione delle professioni che lavorano nella tutela non abbiamo né valorizzazione, né attrazione turistica. Concludo con un monito che, secondo me, racchiude il senso del mio intervento. Ministro, noi siamo qui e siamo certi che andrà tutto bene perché insieme faremo in modo che non sia tutto come prima. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, io la vorrei mettere così: il turismo è un settore essenziale per tutta l'economia e la cultura italiana. I numeri non restituiscono l'importanza che riveste questo settore. Ci possiamo immaginare lo sviluppo dell'agricoltura se il turismo va in ginocchio. Penso solo all'agricoltura vitivinicola: i magazzini al momento sono pieni e aspettiamo la prossima raccolta. Anche l'artigianato, la piccola industria, i falegnami e gli altri settori in questo campo non avrebbero futuro senza il turismo, così come il commercio al dettaglio. Sfido chiunque a dirmi che il commercio al dettaglio possa sopravvivere se già manca il 10-15 per cento del fatturato che viene portato dal turismo. (Applausi dai Gruppi Misto, L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). Questi sono i fatti, quindi secondo me bisogna adesso lavorare veramente sodo soprattutto, come da lei indicato, sull'apertura dei confini. Vorrei partire dai confini interni. È necessario che ci si possa spostare tra le Regioni. Il Governo italiano, la maggioranza, deve dare indicazioni al più presto possibile in merito. Le aziende turistiche devono potersi preparare ma, attenzione, non si può pensare ad un approccio solo protezionistico al turismo. Tantissime zone, non solo la mia del Sudtirolo, hanno bisogno del turismo internazionale. Se non si aprono i confini europei le aziende-guida non riapriranno, resteranno ferme e chiuse perché costa meno che aprire solo per una piccola parte della clientela. Quindi l'approccio, giustissimo, è lavorare a Bruxelles affinché si trovi una soluzione europea e, in tal caso, si deve portare tutto il peso dell'Italia in questo consesso. Parlando di turismo, l'Italia è la destinazione turistica - mi permetto di dirlo - più bella di tutto il mondo. Su questo fronte bisogna misurarsi, questa è la sfida più importante: sono necessarie certezze il più presto possibile. Come è stato detto, le aziende non possono aspettare la fine di giugno per sapere se possono aprire o no. Per fortuna adesso riprendono le richieste. Le nostre aziende ci dicono che ci sono le prime richieste non solo italiane ma anche dall'estero, quindi spero che si possa andare in questa direzione. Un suggerimento. Ovviamente sono realistico e dico che probabilmente il turismo intercontinentale, il turismo oltre Unione europea quest'anno non avrà grandi possibilità. Tuttavia considero importantissimo un accordo, ad esempio, con la vicina Svizzera, non solo per la nostra zona, ma anche per altre zone d'Italia che lavorano con clientela svizzera, che sappiamo essere una clientela molto importante anche dal punto di vista della capacità di spesa. Non voglio spendere tante parole, ma voglio arrivare al sodo, ossia a ciò che si può fare con il prossimo decreto-legge, che non è più il decreto aprile ma il decreto maggio. Ho avuto l'onore di poter presentare in Senato l'ordine del giorno impegnativo per il Governo sul turismo. Mi limito a suggerire quattro misure che considero essenziali e cui non si può rinunciare se si vuole veramente aiutare questo comparto. La prima cosa è l'esonero dal pagamento dell'IMU per le imprese di questo settore, non solo per quest'anno: bisogna decurtare le tariffe anche per l'anno prossimo e quello successivo, perché vedrete che questa crisi ci accompagnerà ancora a lungo e noi abbiamo bisogno che le aziende del settore possano rifiatare. La seconda misura è volta a sostenere quelle imprese del settore che operano in regime di locazione e d'affitto d'azienda, riconoscendo un credito di imposta proporzionale all'ammontare del canone. La terza misura è la proroga, fino al 31 dicembre 2020, di tutti i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti di contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria. Il quarto intervento mira a salvaguardare i disoccupati stagionali, che hanno esaurito la durata della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) a loro disposizione e che non sono stati in grado di riprendere la loro attività a causa dell'emergenza.