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(Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . Come già anticipato, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,07, è ripresa alle ore 15,08) . Presidenza del vice presidente TAVERNA È iscritto a parlare il senatore Augussori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . SignorPresidente, rappresentanti del Governo, onorevoli senatrici e senatori, il provvedimento che ci accingiamo ad approvare è la risposta fattiva e concreta alla domanda di maggiore sicurezza che i nostri cittadini ed elettori hanno posto a gran voce in tutte le recenti tornate elettorali, politiche ed amministrative e che va a colmare le lacune legislative lasciate da una politica che ha risposto in maniera blanda o che, ancor peggio, in alcune situazioni non ha dato cenno di aver compreso la gravità delle singole questioni. Il testo in esame vede, come è noto, nei suoi pilastri portanti una migliore regolamentazione della gestione del fenomeno migratorio, una maggiore attenzione alle esigenze di risorse e dotazioni delle nostre Forze di polizia statali e locali e, infine, una più incisiva concretezza alle azioni di contrasto al fenomeno mafioso. Il decreto-legge tratta però anche altre tematiche, sulle quali mi soffermerò nel corso del mio intervento, che seppur di portata mediatica ridotta, vanno ad incidere sul vissuto quotidiano dei nostri concittadini. Soprusi ed ingiustizie che ledono la libertà individuale e dai quali era sinora molto difficile essere tutelati. Mi riferisco, ad esempio, al reato di occupazione abusiva, che viene spesso perpetrato nell'edilizia popolare a discapito di chi, dopo anni di graduatorie, avrebbe il sacrosanto diritto alla casa. E che dire delle innumerevoli volte, come riportano spesso le cronache, in cui i nostri anziani, di ritorno magari da un ricovero ospedaliero, si sono ritrovati la casa occupata? Con gli articoli 30 e 31, anche grazie al lavoro emendativo svolto in Commissione, andremo a colpire più duramente gli esecutori e gli organizzatori di queste azioni e porremo inoltre fine a quell'obbrobrio giuridico che vedeva la magistratura assegnare gli arresti domiciliari proprio nell'immobile occupato. Passiamo poi all'articolo 21, che mi sta particolarmente a cuore, stante il mio passato di amministratore locale, con il quale si estende l'ambito di applicazione del Daspo urbano anche per fatti compiuti nei presidi sanitari e nelle aree adibite a fiere, mercati e pubblici spettacoli. Anche in questo caso inseriamo sanzioni più pesanti nei confronti dei contravventori e strumenti più incisivi nelle mani dei sindaci e dei questori. Con l'emendamento 21.0.7, approvato dalla Commissione, andremo finalmente a introdurre il reato di accattonaggio molesto. Si tratta di una piaga incivile che affligge le strade delle nostre città e le nostre stazioni. Chi vive, come me, nella bassa Lombardia, ad esempio, conosce bene quale terra di nessuno sia diventata la stazione di Milano Rogoredo, ricettacolo di ogni tipo di tossicodipendente, dedito a ogni losco traffico e a insolentire pesantemente tutti i viaggiatori. Chi di voi, sempre in una grande stazione, ha mai provato ad acquistare un biglietto della metropolitana? Ci si deve letteralmente difendere dall'assalto di orde di questuanti rom. Non è questa la prima impressione e l'immagine che vogliamo dare ai turisti che giungono nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Con il nostro voto puniremo in maniera esemplare gli organizzatori e gli esecutori di queste azioni. Con l'emendamento 21.0.10, approvato dalla Commissione, andremo poi ad inasprire le pene previste per il racket dei parcheggiatori abusivi. In certe città è strutturato e quasi istituzionalizzato; in altre viene messo in atto in modo più subdolo, con artifizi come la finta vendita ambulante e si esercita con la sottile minaccia psicologica di possibili danni all'auto lasciata incustodita alla loro mercé. Di questa illecita attività sono particolari vittime le categorie più indifese, quali donne ed anziani. L'articolo 23 ripristina l'illecito penale con pene sino a sei anni per chi attua blocchi stradali, fattispecie prevista ora solo per il blocco ferroviario. Si vuole così evitare che questa pericolosa pratica, messa in atto spesso durante le proteste di immigrati o dei centri sociali, possa costituire disagio per i cittadini che, appunto per strada ordinaria o ferrata, lavorano o si recano sul luogo di lavoro, contribuendo al prodotto interno e che non possono, per il capriccio di pochi, vedere negato quel diritto e dovere, sancito dalla Costituzione, chiamato «lavoro». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Agli stranieri colpevoli di tale reato verrà, inoltre, negata la concessione del visto di ingresso in Italia. Mi si consenta, infine, un breve excursus sull'emendamento 14.7 da noi proposto e approvato dalla 1 a Commissione, che riprende il disegno di legge n. 718 da me presentato in data 26 luglio, in merito alle modalità di acquisizione della cittadinanza. Si propone di concedere la cittadinanza italiana solo a coloro che abbiano un'appurata conoscenza della lingua italiana, da attestare mediante titolo di studio o specifiche certificazioni ufficiali. Si tratta di una verifica oggettiva, che ha lo scopo di dare la cittadinanza solo a chi sia in grado di capire e parlare in maniera adeguata la lingua e, di conseguenza, comprendere e conoscere la cultura e le leggi del Paese di cui il richiedente cittadinanza aspira ad essere parte e che può così dimostrare la sua vera volontà d'integrazione. Come abbiamo visto, e concludo, questo decreto-legge ha molti obiettivi, ascrivibili però ad uno solo: i cittadini ci chiedono sicurezza e regole e noi abbiamo il dovere di dargliele. Giunga, pertanto, il mio plauso e quello dei colleghi del Gruppo Lega al ministro Salvini e ai suoi collaboratori, che sono riusciti in quest'intento, mantenendo così una delle più importanti promesse fatte agli elettori. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Malpezzi. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, tramite lei vorrei dire al collega che mi ha preceduto che trovo sia giusto e valido insistere sulla conoscenza della lingua italiana, che spesso e trascurata anche da chi italiano è e ha fatto i suoi studi in Italia. Mi auguro, quindi, che ci sia un invito e una spinta a studiare tutti insieme e un po' di più perché i risultati spesso sono pessimi. Presidente, lo abbiamo detto più volte durante l'arco di questa mattinata e lo ha detto il relatore di minoranza: questo è un decreto-legge manifesto, un decreto-legge propaganda, che vuole chiamarsi sicurezza, ma se volessimo leggerlo attentamente, proprio per la conoscenza della lingua italiana che richiamava prima il collega, ci accorgeremmo che di sicurezza in questo provvedimento non c'è nulla. Potremmo chiamarlo decreto zero.