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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 113 CANTU' La seduta inizia alle ore 11,15. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il rappresentante del GOVERNO risponde all'interrogazione n. 3-00548 della senatrice Binetti, sulla libertà di scelta del paziente psichiatrico autore di reati relativamente al luogo di cura. Premette che la tematica delineata nell'interrogazione parlamentare in esame rientra negli ambiti della disciplina normativa recata dal decreto legge 22 dicembre 2011, n. 211 "Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri", convertito nella legge n. 9 del 17 febbraio 2011, e modificata dal decreto legge 31 marzo 2014, n. 52 "Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari", convertito nella legge 30 maggio 2014, n. 81. La materia in tal modo disciplinata viene fondata sui principi della residualità e transitorietà delle misure di sicurezza detentive, in quanto il ricovero dei soggetti nelle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (R.E.M.S.) è ritenuto uno strumento di " extrema ratio ", utilizzabile soltanto laddove le misure di sicurezza non detentive non siano assolutamente praticabili; nonché sui principi della priorità delle cure necessarie e della territorialità delle stesse cure. In base al principio della territorialità, la presa in carico da parte dei Servizi di Salute Mentale deve essere effettuata presso il territorio di residenza o, comunque, di provenienza del soggetto, allo scopo di evitare un inutile sradicamento del malato psichico dal territorio a lui familiare, con le conseguenti difficoltà derivanti dalla sua ricollocazione una volta terminate le cure o, comunque, superata la fase dell'acuzia patologica. Ciò posto, dopo aver sottolineato che la problematica in esame rientra in misura preminente entro gli ambiti di competenza del Ministero della giustizia, rammenta che l'articolo 1 dell'Accordo in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni del 26 febbraio 2015 ha espressamente stabilito che il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di detto Dicastero è tenuto ad osservare il principio della territorialità per l'effettuazione delle assegnazioni e dei trasferimenti di cui all'articolo 3- ter , comma 3, lettera c ), del citato decreto-legge n. 211 del 2011, come modificato, da ultimo, per effetto della legge n. 81 del 2014. Precisato che la gestione del collocamento nelle REMS viene disciplinata, oltre che dalla normativa, da specifici protocolli tra l'Autorità Giudiziaria e le Regioni, fa presente che in caso di applicazione delle misure di sicurezza diverse dal collocamento nelle REMS, come ad esempio per la libertà vigilata con obblighi di cura, la competenza propria del Magistrato di Sorveglianza si fonda, secondo le disposizioni del codice di procedura penale, sul domicilio o sulla residenza del soggetto. Soggiunge che, in tema di esecuzione della misura di sicurezza personale, ordinata successivamente alla sentenza di condanna dal Magistrato di Sorveglianza, la Giurisprudenza ribadisce che, in assenza di una residenza o del domicilio del soggetto, compete al Magistrato di Sorveglianza che ha disposto la misura di sicurezza di sovrintendere alla sua esecuzione. Inoltre, ai condannati per i quali le patologie psichiatriche siano sopravvenute durante l'esecuzione della pena viene consentita la possibilità di espiare la pena residua in regime di detenzione domiciliare, in virtù della Sentenza n. 99 del 2019 della Corte Costituzionale. Fa rilevare che non sussiste una competenza del Magistrato di Sorveglianza nell'individuazione della specifica struttura nei casi in cui debba essere eseguita la misura di sicurezza detentiva del ricovero in REMS. Anche riguardo all'applicazione della misura non detentiva della libertà vigilata con l'obbligo di sottoporsi ad un programma terapeutico presso una Comunità, comunica che non risulta la sussistenza di contrasti tra le ASL territoriali e la Magistratura di Sorveglianza nell'individuazione della Comunità ritenuta maggiormente idonea. Ritiene che ciò sia confermato dal fatto che, in alcune realtà territoriali, le Regioni hanno promosso l'adozione di Protocolli di collaborazione tra i vari "attori" interessati (Magistratura di Sorveglianza, Uffici di Esecuzione Penale, Dipartimenti di Salute Mentale delle ASL): ad esempio, la Regione Emilia Romagna, con la Delibera della Giunta Regionale n. 765 del 21 maggio 2018, ha adottato il "Protocollo operativo tra magistratura, regione e ufficio esecuzione penale esterna per l'applicazione della legge n. 81 del 2014". Fa presente, infine, che anche il Consiglio superiore della Magistratura, con la risoluzione del 24 settembre 2018 "Protocolli operativi in tema di misure di sicurezza psichiatriche" ha inteso sottolineare "la necessità di una costante integrazione funzionale, ai fini della gestione di tutte le misure di sicurezza per il soggetto non imputabile, tra Ufficio di Sorveglianza, Dipartimenti di salute mentale e sue unità operative complesse, direzioni delle REMS, Ufficio per l'esecuzione penale esterna (UEPE)", sollecitando l'adozione di Protocolli tra le parti interessate, proprio al fine di eliminare le criticità applicative e di realizzare i più idonei ed efficienti interventi terapeutici e trattamentali richiesti nei vari casi. La senatrice BINETTI ( FIBP-UDC ) si dichiara soddisfatta della risposta. La presidente CANTU' , aderendo alla richiesta in tal senso avanzata dalla senatrice Boldrini e stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, sospende la seduta. La seduta, sospesa alle ore 11,30, riprende alle ore 15,35. Il rappresentante del GOVERNO risponde all'interrogazione 3-01099 della senatrice Boldrini, sul conseguimento della patente di guida da parte di persone affette da malattie del sangue. Rileva anzitutto che, in merito alla questione delineata nell'interrogazione parlamentare in esame, la soppressione del punto G, dell'Appendice II  articolo 320, Titolo IV, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, "Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada", avvenuta per effetto dell'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 2017, n. 139, (Regolamento che ha appunto modificato l'Appendice II  articolo 320, Titolo IV), ha determinato che non sussiste più l'obbligo, per i soggetti colpiti da gravi malattie del sangue, di effettuare le visite sanitarie per il rilascio o la conferma di validità della patente di guida presso una delle Commissioni Mediche Locali di cui all'articolo 119, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 "Nuovo codice della strada".