[ddlpres]

Esso, nel presupposto che il tema del demanio si ricollega, come si è sottolineato nella parte generale di questa relazione, alla necessità di salvare dalla frammentazione privatistica i beni del territorio che siano di preminente interesse generale, identifica come beni del demanio costituzionale, innanzitutto, il cosiddetto demanio naturale già descritto dall'articolo 822 del codice civile e, successivamente, il bene immateriale lavoro, il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della Nazione, l'ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi, le utilità pubbliche che la cosa in proprietà privata esprime, i limiti all'esercizio del diritto di proprietà e all'iniziativa economica privata, concludendo con l'importantissimo riferimento ai servizi pubblici essenziali, alle fonti di energia, alle situazioni di monopolio e alle industrie strategiche, parti rilevantissime del « demanio costituzionale », se si tiene conto dell'attuale evoluzione economica e sociale. All'articolo 1, comma 1, lettera c), il disegno di legge pone in evidenza la legittimazione ad agire in giudizio dei cittadini singoli o associati, i quali, essendo proprietari di beni collettivi, quale, ad esempio, l'ambiente, devono pur essere messi in grado di difendere tali beni, in quanto non rappresentanti ma parti della comunità, la cui azione giova ai singoli e nello stesso tempo a tutti. All'articolo 1, comma 1, lettera d), si prevedono altre disposizioni in sostituzione dell'articolo 832 del codice civile, relative al contenuto del diritto di proprietà privata. Si evidenzia l'importanza della lettera e), che descrive il contenuto della proprietà privata alla luce del dettato costituzionale, nonché della lettera d) , che limita l'imprescrittibilità dell'azione di rivendicazione della proprietà privata anche nel caso del passaggio alla proprietà pubblica dei beni abbandonati. L'articolo 2 si limita ad abrogare le disposizioni del codice civile assorbite dal presente disegno di legge. Tra questi è importante ricordare l'abrogazione del secondo e terzo comma dell'articolo 826 del codice civile, che prevedevano il cosiddetto « patrimonio indisponibile dello Stato », un patrimonio che, a dispetto della dizione usata, era in effetti « disponibile » con l'obbligo di mantenere la destinazione economica del bene, inserendo peraltro fra tali beni addirittura le foreste, definite inconcludentemente come « demanio forestale dello Stato ». Un obbrobrio, in pieno contrasto con la somma divisione costituzionale tra « proprietà pubblica e privata » e dannosissima per la tutela dei nostri interessi ambientali.. 1 (Modifiche al codice civile) 1 Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a l'articolo 11 è sostituito dal seguente: « Art. 11. – (Persone giuridiche pubbliche) – Le persone giuridiche pubbliche costituenti lo Stato persona, soggetto singolo, sono organi dello Stato comunità, soggetto plurimo, costituito dal territorio e dal popolo, cui appartiene la sovranità, ed esercitano le loro funzioni e i loro diritti nell'interesse dello Stato comunità secondo le norme della Costituzione »; b l'articolo 810 è sostituito dai seguenti: « Art. 810. – (Nozione e caratteristiche dei beni giuridici) – Sono beni giuridici le cose costituenti la comunità biotica, le cose, materiali o immateriali, funzionali all'attuazione dei principi e dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e quelle riconosciute e tutelate da parte dell'ordinamento giuridico. I beni giuridici possono essere “fuori commercio” o “in commercio”. Sono “fuori commercio” i “beni di preminente interesse generale” indispensabili per l'esistenza, l'individuazione e il funzionamento dello Stato comunità di cui agli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 9, 41, 42 e 43 della Costituzione. Essi sono in “proprietà pubblica” originaria, piena e illimitata del “popolo” sovrano e costituiscono nel loro complesso il “demanio costituzionale”. Tali beni sono denominati “beni pubblici” o “beni comuni” e sono inalienabili, inusucapibili e inespropriabili. Essi non possono essere privatizzati, e non può esserne prevista la separazione tra titolarità del diritto e suo contenuto, né la conseguente concessione a privati della loro gestione e dei profitti che ne derivano, salva la possibilità di affidare lo svolgimento di determinate attività a singoli privati, di cui all'articolo 810- bis . I beni “in commercio” sono oggetto di proprietà privata, da parte di singoli soggetti privati, o, come patrimonio disponibile, da parte di organi e persone giuridiche pubbliche costituenti lo Stato persona giuridica, “organo” dello Stato comunità. È soppresso l'istituto del “patrimonio indisponibile” dello Stato. I beni che appartengono allo Stato persona a titolo di proprietà privata sono da definire “beni in proprietà privata dello Stato persona o di enti pubblici”. Art. 810- bis . – (Identificazione dei beni pubblici o comuni costituenti il “demanio costituzionale” e loro gestione) – I beni pubblici o comuni costituenti il “demanio costituzionale”, di cui all'articolo 810, sono individuati, non mediante una elencazione tassonomica, ma attraverso una “ermeneutica costituzionale” che, tenuto conto dell'evoluzione economica e sociale del Paese, identifichi i beni che, per la loro natura e le loro caratteristiche, sono in grado di garantire l'esistenza, l'identità e il funzionamento del sistema costituzionale, disegnato dai principi e dai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Rivestono tale carattere e sono rinvenibili nella Costituzione i seguenti beni pubblici o comuni rientranti nel “demanio costituzionale”: a) il lido del mare, la spiaggia, i porti, i torrenti, i laghi e le altre acque pubbliche, nonché le foreste, le miniere, le cave e le torbiere, le cose di interesse storico, archeologico, paleontologico, paletnologico e artistico da chiunque o in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo; b) il paesaggio, il patrimonio artistico e storico della Nazione, l'ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi, le “utilità pubbliche” che la cosa in proprietà privata esprime, le servitù pubbliche e gli usi civici urbani e rurali, nonché gli altri beni che sono tutelati dai limiti posti al diritto di proprietà privata, di cui all'articolo 42, secondo comma, della Costituzione, e all'iniziativa economica privata di cui all'articolo, 41, secondo comma, della Costituzione medesima; c) i servizi pubblici essenziali, le fonti di energia, le situazioni di monopolio e le industrie strategiche, in quanto abbiano carattere di preminente interesse generale, in conformità a quanto previsto dall'articolo 43 della Costituzione); d) il lavoro, inteso come “bene immateriale”, costituito dal diritto fondamentale, e dal dovere di ciascuno, di svolgere un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società secondo quanto previsto dall'articolo 4 della Costituzione.