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Modifiche agli articoli 11 e 80 della Costituzione in materia di ratifica dei trattati internazionali, nonché disposizioni per la pubblicazione di accordi internazionali vigenti e l’utilizzo di basi militari e caserme. Onorevoli Senatori. -- Considerato che è indispensabile promuovere rapporti amichevoli tra le nazioni, come affermato dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo del 1948, considerato che l'Italia ripudia la guerra come metodo di risoluzione delle controversie come ricorda l'articolo 11 della Costituzione, ho sentito il dovere morale e politico di assumere questa iniziativa. Alla luce di tutti i cambiamenti storici, politici, epocali, che hanno coinvolto il mondo intero, e considerando che l'Italia intende contribuire con tutta la sua forza e le sue intelligenze all'edificazione di uno stato sociale pacifico e virtuoso che contribuisca allo sviluppo dei diritti umani fondamentali, della dignità dell'essere umano donna ed uomo nell'uguaglianza e pari dignità, l'attuale struttura militare del Paese, che contrasta apertamente con tali princìpi, deve necessariamente essere del tutto riformata. Accordi militari e trattati internazionali, che ci vincolano a posizioni ed atteggiamenti di contrapposizione per blocchi, sono oramai da considerare anacronistici. E non soltanto perché ormai troppo tempo è trascorso dalla loro ideazione ed iniziale applicazione, ma perché essi sono stati più volte forzati e snaturati, fino a trasformarli nel pallido simulacro di ciò che avrebbero dovuto essere. Il Trattato del Nord Atlantico istitutivo della N.A.T.O. ha determinato l'installazione di molte centinaia di basi miliari in tutta Europa, e soltanto in Italia di circa 150 basi e migliaia di bombe atomiche; centinaia di migliaia di soldati ospitati, armamenti di ogni genere, aerei, navi che sono stati acquistati e mantenuti con denaro pubblico, hanno trasformato l'Italia in un gigantesco arsenale inconsapevole, nel meccanismo gravoso di un congegno di guerra internazionale. Missioni militari offensive, invasive e condizionamenti di ogni genere sono partite dai nostri territori indossando le bandiere invisibili di una neutralità soltanto dichiarata, e mai più praticata. La chimera della alleanza militare difensiva ha tradito le nostre buone coscienze, che oggi ci impongono una consapevolezza e uno sforzo concreto per il bene del Paese, dei cittadini, dell'umanità intera. Continuare ad accumulare armamenti, impiegarli nelle nuove guerre di difesa preventiva, anticipa talmente tanto il concetto di difesa da farlo coincidere con quello di aggressione ingiustificata, aprendo la strada all'inevitabile escalation delle reazioni e al proliferare di molti altri conflitti. Gli strumenti di una Senatrice della Repubblica sono le leggi dello Stato, le campagne informative, le conferenze, e l'unica arma difensiva che conosce è la propria coscienza. Da questa, dalle prerogative politiche, dalle urgenze sociali internazionali, nasce il disegno di legge costituzionale che ho presentato, che vuole un cambiamento vero, non soltanto dichiarato, nell'atteggiamento dell'Italia sul teatro internazionale. Desidero che l'Italia diventi artefice di rapporti di amicizia e fratellanza tra le Nazioni, non fabbricante di guerre. Lo rimetto alla coscienza e alla volontà del Parlamento, come prevede la democrazia, per demolire pericolose commistioni tra la ragion di Stato e gli interessi di pochi. Lo consegno al dibattito, che potrà criticarlo, emendarlo, integrarlo, ma senza poterne negare l'intento superiore che è, nella sua genuinità, quello di proiettare l'Italia in un nuovo contesto di pace e di crescita del genere umano.. I MODIFICHE AGLI ARTICOLI 11 E 80 DELLA COSTITUZIONE 1 (Modifica all'articolo 11 della Costituzione) 1 All'articolo 11 della Costituzione, dopo il primo comma sono aggiunti i seguenti: «L'impiego di militari italiani in Paesi terzi è consentito soltanto in caso di azioni militari dirette a respingere un attacco proveniente da tali Paesi. Il transito di armi nucleari, batteriologiche e chimiche, nonché di armi di distruzione di massa sul territorio italiano, nelle acque territoriali italiane, negli spazi aerei italiani è vietato, salvo che non sia espressamente autorizzato dal Parlamento ed esclusivamente per scopi difensivi. Lo stoccaggio ed il trasporto sul territorio italiano di armi di qualsiasi genere sono vietati ed in particolare è vietato: a) lo stoccaggio di armi nucleari a lunga gittata; b) lo stoccaggio di armi batteriologiche e chimiche; c) lo stoccaggio di droni dotati di qualsivoglia armamento. Le strutture portuali, aeroportuali, ferroviarie, stradali civili esistenti non possono essere utilizzate per il transito di armamenti ovvero per il trasporto di truppe fuori dai confini, nel caso in cui queste siano utilizzate a scopo offensivo. L'Italia promuove e favorisce le organizzazioni nazionali ed internazionali contro la proliferazione nucleare e promuove le trattative internazionali per il disarmo nucleare». 2 (Modifica all'articolo 80 della Costituzione) 1 All'articolo 80 della Costituzione, dopo il primo comma sono aggiunti i seguenti: «Gli accordi internazionali, i trattati militari ed ogni altro accordo o trattato avente scopo militare, o di ricerca scientifica in campo militare ed aerospaziale, devono necessariamente essere ratificati dal Parlamento. La ratifica del Parlamento deve indicare i termini di durata di tali accordi. In difetto di tale indicazione, la ratifica deve essere ritenuta non efficace. L'Italia non può stipulare né ratificare trattati ovvero accordi internazionali il cui contenuto sia segreto. Gli accordi internazionali devono prevedere che le spese per la gestione di basi, caserme e depositi militari siano per i novi decimi a carico degli organismi internazionali che ne hanno disposto la dislocazione, l'utilizzo, l'ampliamento ovvero la creazione. L'Italia non può stipulare né ratificare trattati che prevedano in guerra: a) l'uso di armi nucleari; b) l'uso di armi chimiche; c) l'uso di armi batteriologiche; d) l’uso di ogni altra arma di qualsivoglia natura qualificabile come arma di distruzione di massa». II DISPOSIZIONI TRANSITORIE 3 (Pubblicazione dei trattati internazionali vigenti) 1 Tutti i trattati e gli accordi internazionali che impegnano militarmente l'Italia alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il cui contenuto sia segreto, devono essere resi pubblici entro il termine di due anni dalla data di entrata in vigore della legge stessa e ratificati dal Parlamento entro il termine di un anno dalla loro pubblicazione. 2 Dovranno essere pubblicati, entro un anno della data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, i contenuti segreti dei seguenti accordi: a la Convenzione d'Armistizio, fatta a Cassibile il 3 settembre 1943; b il Trattato di pace fra l’Italia e le potenze alleate, fatto a Parigi il 10 febbraio del 1947; c le clausole segrete del Trattato del Nord Atlantico (NATO), fatto a Washington il 4 aprile 1949;