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Ovviamente ciò potrebbe essere interpretato, ma spetterà alla Giunta farlo, come un aggiramento del fatto che, una volta votata la proposta risoluzione, su cui c'è il parere favorevole, non possano essere messe ai voti le successive, perché vengono precluse. Tutto ciò nonostante, rinviando a quella sede l'approfondimento, ammetto i due emendamenti, rassegnando queste mie riflessioni, che saranno considerate nella prossima riunione della Giunta per il Regolamento e chiedo ai presentatori se intendono illustrarli. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, la ringrazio per aver ammesso gli emendamenti, nonostante il dubbio interpretativo. Il Gruppo Fratelli d'Italia ha voluto presentare come emendamenti alla proposta di risoluzione, visto che si tratta di una relazione programmatica per il 2019, le parole d'ordine della visione di Fratelli d'Italia in ambito europeo, e che spesso sono state più che condivise da diverse forze politiche, in particolare dalla Lega, ma anche dal Movimento 5 Stelle: quindi confidiamo che possano essere recepite. Molto velocemente, la prima proposta emendativa riguarda la questione natalità e demografia. Sappiamo tutti che il principale problema del continente europeo è quello demografico e una natalità insufficiente al rinnovo della popolazione europea e per questo dovrebbe essere normale che la principale voce di priorità e di spesa dell'Unione europea fosse proprio relativa alle politiche per la natalità, ma così non è. Tra tutte le priorità dell'Unione europea non c'è, tra gli assi di priorità, quello che riguarda la natalità e la demografia e quindi chiediamo che il Governo si faccia parte attiva per introdurla. La seconda priorità riguarda quelli che, nella comunicazione, vengono chiamati dazi di civiltà. L'Europa, giustamente, ha normative molto rigide e severe in ambito sociale, di tutela del lavoratore e dell'ambiente, ma se apriamo in modo indiscriminato i confini europei a merci che provengono da Stati che non rispettano le nostre stesse leggi avremo una concorrenza sleale da parte dei prodotti provenienti dal di fuori dell'Unione europea nei confronti di quelli prodotti in Europa. In tal modo o si creerà un dumping sociale in Europa, che per rimanere concorrenziale dovrà abbassare i propri standard , oppure si metteranno in grande difficoltà i nostri produttori e le nostre imprese. Si parla quindi di dazi di civiltà all'ingresso dei prodotti, per non creare questa difficoltà. Un'altra priorità riguarda l'euro. Al di là dell'idea che ognuno di noi ha sulla moneta unica, è un dato di fatto che nell'eurozona essa comporta delle storture tra i diversi Paesi europei. Un recente studio, fatto da un prestigioso think tank tedesco, ha dimostrato che, nell'arco dei vent'anni di vita dell'euro ogni tedesco ha guadagnato 23.000 euro solo grazie all'esistenza della moneta unica, mentre ogni italiano ha perso 75.000 euro. Queste sono delle evidenze, a prescindere dalle opinioni di ognuno di noi. Quindi, anche senza mettere in discussione l'euro, si potrebbe ragionare su un meccanismo di compensazione, all'interno dell'Unione europea, tra gli Stati che traggono giovamento dalla moneta unica e quelli che ne sono penalizzati, ad esempio prevedendo degli investimenti infrastrutturali, a carico direttamente del bilancio europeo, a favore degli Stati penalizzati. Oltre a questo, proponiamo di dichiarare l'Unione europea fuori dal contesto del global compact ONU per l'immigrazione. Questo dibattito è stato molto sentito negli ultimi tempi, ma ha anche diviso l'Europa. I confini sono unici e le regole di ingresso dovrebbero essere comuni. Proseguo molto velocemente. L'emendamento in esame affronta anche il tema del contrasto all'immigrazione illegale. Chiediamo semplicemente che, per contrastare l'immigrazione illegale nel Mediterraneo centrale, l'Unione europea investa le stesse cifre che ha speso sulla rotta balcanica (mi riferisco ai 6 miliardi di euro che sono stati dati dall'Unione europea alla Turchia). L'emendamento in esame propone altresì di rimettere in discussione il bizzarro sistema del franco CFA, in forza del quale le ex colonie francesi versano il 50 per cento del valore delle proprie esportazioni alla Tesoreria francese. Noi chiediamo che questo meccanismo sia sostituito dall'euro CFA, in modo che la Banca centrale europea non chieda il versamento di questi soldi all'Africa, così da dare un aiuto concreto per quest'ultima. Infine, chiediamo di inserire all'interno della Costituzione europea un riferimento alle radici classiche e cristiane dell'Europa. Quelle illustrate ci sembrano questioni più che condivisibili e pertanto speriamo che l'Assemblea si esprima a favore dell'emendamento. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . L'emendamento 2.1 si intende illustrato. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. GIANNUZZI, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 2, e LXXXVII, n. 2 . Signor Presidente, il parere è contrario su entrambi gli emendamenti. BARRA CARACCIOLO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere è contrario sull'emendamento 2.1. Sull'emendamento 2.2 il Governo si rimette all'Assemblea. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Pittella e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 2, presentata dai senatori Lorefice, Pucciarelli e Giannuzzi. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto precluse le proposte di risoluzione nn. 1 e 3. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1416 Modifica all'articolo 1, comma 5, della legge 7 ottobre 2015, n. 167, in materia di proroga del termine per l'adozione di disposizioni integrative e correttive concernenti la revisione e l'integrazione del codice della nautica da diporto PATUANELLI e SANTILLO. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1416. Il relatore, senatore Santillo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione alla Presidenza di poter consegnare il testo del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso.