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Disposizioni per favorire l'internazionalizzazione delle micro e piccole imprese artigiane. Onorevoli Senatori. -- La perdita di competitività del sistema imprenditoriale italiano, e in particolare delle micro e piccole imprese operanti nei settori maggiormente esposti alla concorrenza internazionale, è uno dei temi maggiormente dibattuti nel corso degli ultimi anni in ambito economico e politico. Nelle più recenti analisi sul tema emerge che uno dei fattori principali della perdita di competitività è rappresentato dalla bassa propensione alla spesa in innovazione, ricerca e sviluppo. Tale anomalia è da ricondurre, in via prioritaria, alla struttura del nostro sistema di imprese, costituito in prevalenza da piccole se non addirittura micro imprese, alla bassa capacità di ricorrere al finanziamento di terzi e ad un mercato di capitali di rischio ampiamente inadeguato. Un'altra variabile esplicativa della ridotta capacità competitiva è rappresentata dal modello di governance delle imprese. La competitività internazionale non dipende, infatti, esclusivamente dal prodotto immesso sul mercato ma anche dalla struttura gestionale dell'azienda. Nel nostro Paese le imprese sono gestite prevalentemente e in via diretta dagli imprenditori stessi, che spesso, per ragioni culturali, limitano, e in alcuni casi escludono, la presenza in azienda di manager che sappiano organizzarle con metodo, guidarle con coerenza e dar loro una chiara strategia competitiva. Occorre tener presente, poi, che le banche, per via delle nuove regole dettate dal Comitato di Basilea, per rispondere a più stringenti normative per l'assunzione di rischio, basano le istruttorie di finanziamento delle imprese non più e non solo sull'analisi dei parametri economico-finanziari, ma anche sulla valutazione di indici di performance , su strategie e programmi di attività future. E su questo punto, proprio per la mancanza di capacità manageriali, le imprese italiane scontano un'inadeguatezza degli strumenti di controllo realmente abissali rispetto ai competitori europei, presentando modalità di governance raramente efficienti ed efficaci. Le nostre imprese pertanto, per continuare a competere sul mercato globale, dovranno dotarsi con urgenza di vision imprenditoriale, di manager qualificati che sappiano tradurre la vision , nonché di conoscenze idonee a penetrare il rinnovato mercato dei capitali. Senza lo sviluppo contemporaneo di questi elementi strategici, difficilmente esse potranno sopravvivere in un contesto economico altamente competitivo e selettivo. Nel merito, il presente disegno di legge reca misure volte a superare le difficoltà gestionali che rendono attualmente il nostro tessuto imprenditoriale sempre meno competitivo nel contesto internazionale e a promuovere lo sviluppo di un nuovo modello di governance . In particolare, per superare tali difficoltà si prevedono, all'articolo 1, agevolazioni fiscali e contributive a favore delle micro e piccole imprese, nonché delle reti d'impresa da queste costituite, che scelgono di affidare, anche in via temporanea, la gestione dell'impresa a manager o a consulenti di direzione altamente qualificati e in grado di usare i più moderni strumenti e le più avanzate metodologie gestionali per aumentare la produttività e la forza delle imprese nelle quali sono occupati. Si tratta di una semplice iniziativa già sperimentata con successo in altri Paesi, dove la presenza di questi servizi manageriali contribuisce alla costante innovazione delle prassi manageriali nei contesti imprenditoriali medio-piccoli maggiormente esposti alla competizione internazionale. Con l'articolo 2 si prevede un credito d'imposta per le spese sostenute dalle imprese per la creazione, in collaborazione con le università, di incubatori e start-up destinati allo sviluppo di progetti per l'internazionalizzazione delle imprese. Tali progetti sono finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di penetrazione commerciale, di organizzazione delle reti di vendita, di ricerca di subfornitori o partner tecnologici per il miglioramento della qualità e dell'efficienza dei processi produttivi interni, di realizzazione di joint-venture o accordi di collaborazione commerciale o industriale, anche nel campo dell'innovazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico internazionale e di creazione di centri servizi integrati, anche nel campo della distribuzione e della logistica. L'articolo 3, infine, reca la copertura finanziaria del provvedimento.. 1 (Misure per favorire l'internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese artigiane) 1 Al fine di rafforzare la gestione dei processi di internazionalizzazione e di incrementare gli ordinativi e il fatturato delle micro e piccole imprese sui mercati al di fuori del territorio nazionale, nei limiti ed alle condizioni previste dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo agli aiuti « de minimis », sono concesse alle medesime imprese, in alternativa tra loro: a un contributo sotto forma di credito d'imposta pari al 35 per cento delle spese sostenute, per un periodo non superiore a trentasei mesi, anche non consecutivi, per l'utilizzo, mediante stipula di un contratto di consulenza, di figure professionali, non già contrattualizzate dall'impresa, di comprovata e documentata esperienza lavorativa nel campo del commercio internazionale, al fine di rafforzare la gestione di processi e programmi di internazionalizzazione e incrementare il fatturato dell'impresa sui mercati al di fuori del territorio nazionale; b in caso di nuove assunzioni, anche con contratto di lavoro a tempo determinato, di manager con comprovata esperienza professionale nel campo del commercio internazionale, nel periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e nei quattro periodi di imposta successivi, le seguenti agevolazioni: 1 riduzione del 50 per cento degli oneri contributivi di qualsiasi natura derivanti dall'assunzione del manager ; 2 esenzione, ai fini dell'imposta sul reddito delle società, per un importo pari al 50 per cento del maggiore reddito conseguito, rispetto al reddito dichiarato nell'anno precedente l'assunzione del manager . 2 Per fruire del credito d'imposta di cui al comma 1, lettera a) , le imprese presentano un'istanza, secondo le modalità individuate con il decreto di cui al comma 7, al Ministero dello sviluppo economico che concede il credito d'imposta nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 8. 3 Qualora sia accertata l'indebita fruizione, anche parziale, del contributo per il verificarsi del mancato rispetto delle condizioni previste dalla presente legge, il Ministero dello sviluppo economico procede, ai sensi dell'articolo 1, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge. 4 Il credito di imposta di cui al comma 1, lettera a) , è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, nei limiti dell'importo concesso, presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici offerti dall'Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell'operazione di versamento, secondo modalità e termini definiti con provvedimento del direttore della medesima Agenzia.