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La Macedonia del Nord ha già partecipato a missioni militari NATO, come quella in Afghanistan. Ricordiamo però che la NATO è un'organizzazione non solo di cooperazione militare, bensì di collaborazione politica, fondata sui princìpi della democrazia e della lealtà tra i Paesi che ne fanno parte. Salutiamo dunque con favore l'entrata della Macedonia del Nord nell'Alleanza e auspichiamo che in questo suo settantesimo anniversario di vita anche alla luce dei drammatici eventi che stiamo vivendo in questi giorni al confine tra la Turchia e la Siria, l'Alleanza possa ritrovare il vigore necessario per affrontare le sfide che la contemporaneità ci pone dinanzi, nel pieno e rinnovato rispetto dei valori su cui è fondata. È con questo forte auspicio che annuncio il voto favorevole del mio Gruppo, il MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sospendo quindi la seduta, che riprenderà alle ore 10,30. (La seduta sospesa alle ore 10,18, è ripresa alle ore 10,35). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 e conseguente discussione». Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, gentili senatrici, gentili senatori, il prossimo Consiglio europeo ha una duplice valenza politica, in chiave europea, ma anche italiana. È il primo dopo la nomina dei vertici delle istituzioni dell'Unione europea e si svolge poche settimane prima dell'avvio del mandato del Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del nuovo Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Questo Consiglio europeo è inoltre il primo al quale partecipo come Presidente del Consiglio di un nuovo Governo che vede nell'Europa un pilastro della collocazione internazionale dell'Italia e che è pronto a impegnarsi affinché il nuovo ciclo europeo dia finalmente ai cittadini dell'Unione le risposte che da tempo attendono. Ho avuto già modo di affermare, in occasione del mio discorso per il voto di fiducia, che è dentro il perimetro dell'Unione europea e non fuori da esso che si deve operare alla ricerca del benessere dei cittadini italiani, aggiornando, ma anche rivitalizzando, un progetto che ha assicurato per decenni pace, prosperità e sempre maggiori opportunità per tutti, a partire dai più giovani. Il futuro che intendiamo assicurare al nostro Continente caratterizza i temi in agenda nel prossimo Consiglio europeo, dalla discussione sulla Turchia alla Brexit, dal quadro finanziario pluriennale all'allargamento dell'Unione europea, fino ai cambiamenti climatici. Su questi temi l'Italia intende fare la sua parte, affinché l'Europa agisca con piena coesione ed assuma, anche nel medio-lungo termine, decisioni efficaci e sostenibili. Reputo essenziale - a maggior ragione in questa fase, che prelude all'entrata in carica dei nuovi vertici istituzionali europei - che si lavori con spirito costruttivo e unitario. Quanto l'unità e la coesione siano imprescindibili per la sicurezza stessa dell'Europa ce lo ricorda, ove mai ce ne fosse bisogno, l'intervento militare turco nel Nord-Est della Siria, che mette a rischio la stabilità e la sicurezza dell'intera regione, causando nuove sofferenze ai civili e ulteriori sfollati e ostacolando l'accesso dell'assistenza umanitaria, al punto da mettere a serio rischio le prospettive del processo politico in corso, guidato dalle Nazioni Unite, per la pace in Siria e i progressi finora raggiunti dalla coalizione globale anti-Daesh. Questo scenario è tristemente simboleggiato dall'uccisione dell'attivista curda Hevrin Khalaf. La decisione turca ripropone dunque l'esigenza improcrastinabile di una posizione comune, ferma e risoluta da parte dell'Unione europea. L'Italia, da subito orientata, anche unilateralmente, verso la moratoria nella vendita di armi alla Turchia, ha fermamente voluto, fin dalla fine della scorsa settimana, farne oggetto di un dibattito in sede europea. Dopo le conclusioni del Consiglio Affari esteri di lunedì scorso, tale moratoria assume maggiore valore politico e maggiore efficacia. Il Governo italiano, che ha subito dato seguito al provvedimento di sospensione dell' export di armi alla Turchia, è convinto che si debba agire con la massima determinazione, per evitare ulteriori sofferenze al popolo siriano e a quello curdo in particolare e per contrastare iniziative destabilizzanti della regione. Questi obiettivi saranno tanto più efficaci, se raggiunti attraverso il coordinamento europeo e in sede multilaterale. Va inoltre ribadito come le preoccupazioni di sicurezza turche, relative al Nord-Est della Siria, debbano essere affrontate con strumenti politici e diplomatici, certamente mai con l'azione militare e sempre in ossequio al diritto internazionale. Di Turchia al Consiglio europeo si parlerà anche in relazione alla questione delle interferenze di Ankara nella zona economica esclusiva di Cipro. L'Italia continua a seguire con grande attenzione la situazione e a partecipare alla concreta solidarietà europea, che nei giorni scorsi ho anche espresso personalmente, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica di Cipro Anastasiadis. L'Italia invita la Turchia - come evidenziato dalla Farnesina nel comunicato del 5 ottobre scorso - ad astenersi da azioni illegali. L'Unione europea ha proseguito compatta nel sostegno a Cipro, tenendosi pronta a dare seguito all'opzione di targeted measures decisa al Consiglio europeo già nello scorso giugno. È essenziale al contempo evitare qualsiasi forma di escalation . Alla Turchia diversi Stati membri continuano a guardare, anche dopo le dichiarazioni non condivisibili del presidente turco sui rifugiati. Ho definito simili dichiarazioni del tutto assolutamente inaccettabili. Sul tema migratorio continuo a rivendicare la priorità di un approccio equilibrato dell'Unione europea. Le conclusioni del Consiglio europeo non devono inviare segnali sbilanciati su singole rotte migratorie: si farebbe infatti il gioco di chi organizza i traffici di esseri umani e si accrescerebbero le divisioni tra gli Stati membri su come attuare quella responsabilità condivisa, che anche in base alle previsioni dei trattati deve caratterizzare l'azione europea nel campo della migrazione. Nel suo complesso, la discussione sarà l'occasione per sottolineare ai miei omologhi europei che il meccanismo concordato il 23 settembre scorso a Malta e discusso successivamente al Consiglio giustizia e affari interni del 7 e dell'8 ottobre rappresenta una tappa significativa - ma non risolutiva, ne siamo consapevoli - in un percorso che l'Italia inquadra nella costruzione di un sistema europeo sostenibile ed efficace, sia nella redistribuzione, sia, con pari priorità, nei rimpatri.