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anche lei ha copiato la cattiva pratica di indossare le divise degli altri e ha usato il lessico dei rifiuti: spazza corrotti. La legge di bilancio (legge 30 dicembre 2018, n. 145) reca significativi tagli allo stato di previsione del Ministero della Giustizia che, lungi dall'assicurare maggiore efficienza al sistema di amministrazione della giustizia, invertono la tendenza positiva energicamente avviata nella scorsa legislatura, con una decurtazione che interessa principalmente i programmi per l'amministrazione penitenziaria e quello riguardante la giustizia civile e penale; per quanto riguarda, in particolare, l'amministrazione penitenziaria il Governo ha sostanzialmente vanificato la portata della delega sulla riforma dell'ordinamento penitenziario, e con la legge di bilancio ha assestato un altro fondamentale colpo alla ricerca di soluzioni normative che possano meglio adeguare il sistema alla finalità rieducativa della pena e in particolare, alla individuazione del trattamento, secondo la linea indicata dall'articolo 27 della Costituzione; in particolare, gli interventi restrittivi in tema di misure alternative alla detenzione dispiegheranno effetti perversi sulla condizione delle detenute e dei detenuti in condizione di particolare vulnerabilità, con specifico riferimento alle detenute madri e ai loro figli; a tale proposito mi rifaccio agli stanziamenti di bilancio: non vi è alcuna previsione sulla costituzione di nuovi ICAM, le case per detenute madri. Sono circa sessanta i bambini presenti nelle carceri italiane, bambini. E dopo il dramma dei bambini in carcere vorrei soffermarmi sui suicidi in carcere. Il 2018 è stato un annus horribilis , l'associazione Antigone dice 63 suicidi, siamo tornati ai dati tristissimi degli anni del sovraffollamento più alto, 66 suicidi nel 2010. Il precedente Governo aveva emanato una direttiva sulla prevenzione dei suicidi e i numeri erano calati. Le chiedo ora cosa state facendo? Si ricordi Ministro che quando un cittadino è nelle mani dello Stato è lo Stato che deve garantire la sua incolumità e non aggiungo altro. Il mio pensiero va a Cucchi, Aldrovandi, e al recente caso di Empoli. Diversamente dai Governi della scorsa legislatura l'attuale Governo dimostra, con le misure poste in essere, di voler impostare le proprie politiche in materia di giustizia privilegiando la dimensione repressiva, così sovrarappresentando l'istanza securitaria a discapito di misure che, potenziando l'amministrazione della giustizia, potrebbero conciliare sicurezza sociale, garanzia della legalità ed effettiva tutela dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione; in tema di diritti fondamentali, e quindi di diritti umani il pensiero torna al Ministro dell'interno e al suo pessimo decreto sicurezza che deve quindi affrontare la situazione di emergenza nelle carceri non solo intervenendo con un piano di edilizia carceraria ma anche e soprattutto sistematicamente, intervenendo sull'esecuzione della pena e sulle misure alternative alla detenzione, misure garantite non solo dalla Polizia penitenziaria cui va il nostro grazie, ma anche a tutti gli altri operatori della fase rieducativa e della esecuzione esterna. A proposito di lavoratori le ricordo Ministro la grave umiliazione che il vostro Governo ha inflitto alla Polizia penitenziaria: a Trento di recente per sedare una rivolta, il Prefetto ha fatto entrare la Polizia di Stato in carcere offendendo e marginalizzando la Polizia penitenziaria preposta a gestire il "dentro" del carcere, uomini e donne che hanno tutte le competenze necessarie a gestire queste situazioni. Era dal 1969 che non accadeva un fatto come questo, che un altro capo di polizia si sostituisse alla penitenziaria. Il decreto sicurezza ha cominciato a produrre i suoi frutti avvelenati, penso ai trasferimenti effettuati ieri dal CARA di Castelnuovo di Porto, una vera e propria deportazione. Le chiedo, signor Ministro: la giustizia dov'è? E il diritto internazionale? O forse più semplicemente l'umanità? Questa mattina ho letto il tweet dei francescani: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno! No, signor Ministro, sapete bene che orrore state perpetrando, non meritate nessun perdono. L'attuazione dell'articolo 27 della Costituzione, prevede un particolare riferimento ai detenuti in condizione di vulnerabilità. A tale proposito vorrei concludere ricordando la presenza nelle nostre carceri dei detenuti omosessuali e transessuali esposti spesso a rischi di violenze omofobe o ad aggressioni se collocati nelle sezioni comuni. In alcuni istituti, penso a Rebibbia, che ho di recente visitato, sono stati realizzati specifici ambienti protetti dalle aggressioni che non sono ghetti. Le chiedo: il suo Governo, che ha confermato il nostro atto normativo, che ha sancito il divieto di discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere, cosa sta facendo per queste persone? Concludo, signor Ministro, lei ha iniziato la sua relazione citando il contratto di Governo, un atto inesistente per la nostra Costituzione ma citato continuamente da tutti voi, quasi un salvacondotto per coprire ogni vostra strampalata azione politica. Bene, lei ha detto che nel contratto di Governo vi impegnate a riportare il cittadino al centro del sistema giudiziario: quindi si ricordi, signor Ministro, che anche i detenuti sono cittadini ai quali riconoscere diritti e tutele perché, come diceva Gandhi, la civiltà di un popolo si misura dal trattamento riservato a detenuti ed animali e mi pare che per colpa vostra la civiltà dell'Italia stia regredendo in modo vistoso. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia: sulla proposta di risoluzione n. 1, la senatrice Modena avrebbe voluto esprimere un voto di astensione. sulla proposta di risoluzione n. 2, la senatrice Modena avrebbe voluto esprimere un voto contrario. sulla proposta di risoluzione n. 3 (testo 2), la senatrice Modena avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. sulla proposta di risoluzione n. 4, i senatori De Falco e De Petris avrebbero voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Battistoni, Bogo Deledda, Borgonzoni, Calderoli, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Collina, Crimi, Dal Mas, D'Angelo, De Poli, Di Girolamo, Fedeli, Grassi, Malpezzi, Merlo, Monti, Napolitano, Nugnes, Pagano, Pinotti, Quagliariello, Romagnoli, Ronzulli, Santangelo, Siri e Vitali. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Buccarella, Fazzone, Rampi e Rizzotti, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico, con lettera in data 22 gennaio 2019, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: