[pronunce]

che, tuttavia, la Giunta regionale, nella successiva delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002, avrebbe richiamato al primo “visto” del preambolo motivazionale, proprio l'art. 49 della legge regionale n. 15 del 2002, “che modifica i periodi di caccia stabiliti dall'art. 16 della legge regionale n. 8 del 1996 per alcune specie della fauna presenti in Campania”; che il rimettente considera pertanto rilevante la questione di legittimità costituzionale, prospettata dal WWF, ma che ritiene “di proporre anche d'ufficio”, dell'art. 49, comma 1, lettera e), della legge regionale della Campania n. 15 del 2002, in quanto quest'ultima disposizione integrerebbe la base giuridica del complessivo deliberato regionale costituito dalla delibera n. 3628 del 26 luglio 2002 come modificata dalla successiva delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002; che il TAR Campania sottolinea che in base alla legge regionale n. 8 del 1996 l'anticipazione del calendario venatorio al 1° settembre costituiva l'eccezione, sottoposta a previo provvedimento autorizzatorio regionale, sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), come d'altra parte previsto dall'art. 18, comma 2, della legge statale n. 157 del 1992, mentre nel sistema introdotto dalla legge regionale n. 15 del 2002 diviene la regola, esclusa ogni autorizzazione specifica sul punto; che la legge regionale violerebbe pertanto l'art. 18, comma 2, della legge statale n. 157 del 1992, in base al quale il termine iniziale della terza domenica di settembre può essere modificato per determinate specie in relazione a situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali su autorizzazione regionale previo parere dell'INFS; che ha depositato atto di intervento il World Wide Fund for Nature - Onlus (WWF Italia), ricorrente nel giudizio a quo, per chiedere l'accoglimento della questione di costituzionalità sollevata dal TAR Campania, richiamando, in particolare, le pronunce di questa Corte n. 536 del 2002, n. 226 e n. 227 del 2003, nelle quali si è sottolineato che la tutela dell'ambiente è un valore costituzionalmente protetto in funzione del quale lo Stato può dettare standard uniformi di tutela della fauna sull'intero territorio nazionale; che ha depositato atto di intervento il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, al fine di sostenere la fondatezza della questione di legittimità sollevata dal TAR Campania, richiamando quanto già esposto in relazione ad altra questione riguardante il medesimo atto legislativo, discussa all'udienza pubblica del 4 febbraio [recte: 25 marzo] 2003 (reg. ric. n. 71 del 2002) in seguito ad impugnazione in via diretta del Presidente del Consiglio dei ministri; che hanno depositato atto di intervento Della Pietra Giuseppe ed altri, intervenienti ad opponendum nel giudizio a quo, per chiedere che la questione sollevata dal TAR Campania sia dichiarata infondata, sottolineando, tra l'altro, che il calendario venatorio sottoposto al vaglio del TAR rimettente aveva esaurito la sua vita giuridica alla fine del gennaio 2003, con conseguente palese cessazione della materia del contendere, e che comunque era stato modificato da successivi atti regionali sui quali non avrebbe inciso la disposizione censurata che, anche secondo il rimettente, avrebbe potuto trovare concreta applicazione solo per il futuro e non rispetto al calendario venatorio già adottato per la stagione 2002-2003; che in prossimità dell'udienza pubblica il WWF Italia ha depositato memoria, insistendo per l'accoglimento della questione di costituzionalità sollevata dal TAR Campania, richiamando, in particolare, la sentenza di questa Corte n. 311 del 2003, con la quale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale della previsione contenuta nella norma regionale oggetto del presente giudizio che prorogava al “28 febbraio” l'originario termine del “31 gennaio” per l'esercizio della caccia di diverse specie (art. 49, comma 1, lettera f, della legge regionale campana n. 15 del 2002). Considerato che la questione di legittimità costituzionale ha ad oggetto l'art. 49, comma 1, lettera e), della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 15 (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002), il quale ha modificato l'art. 16 della legge regionale 10 aprile 1996, n. 8 (Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell'attività venatoria in Campania), prevedendo l'anticipazione della apertura della caccia al 1° settembre, in luogo della terza domenica di settembre originariamente prevista nella lettera a) del predetto art. 16 per le specie ivi elencate (quaglia, tortora, merlo, allodola, starna, pernice rossa, coniglio selvatico, lepre comune, fagiano); che il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sede di Napoli, giudice rimettente, ritiene che la norma censurata contrasti con l'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, in relazione all'art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), il quale, per le specie sopra considerate, prevede la terza domenica di settembre come termine iniziale per l'attività venatoria, modificabile con autorizzazione regionale, previo parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, per determinate specie in relazione a situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali; che la norma censurata sarebbe altresì in contrasto con l'art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione alla direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979; che il giudice rimettente ritiene che l'art. 49 della legge campana 26 luglio 2002, n. 15, non trovi applicazione rispetto al calendario venatorio campano per la stagione 2002-2003, approvato dalla Giunta regionale con la delibera n. 3628 del 26 luglio 2002 (Approvazione del calendario venatorio 2002/2003), di cui si chiede l'annullamento nel giudizio a quo con riferimento, tra l'altro, alla previsione contenuta nel primo capoverso, lettera a), che indica le specie cacciabili dal 1° settembre al 15 settembre 2002 (colombaccio, ghiandaia, merlo, quaglia, tortora; ed un solo capo per specie in tutto il periodo per: starna, lepre comune, fagiano);