[ddlpres]

Disposizioni in materia di elezione diretta del presidente della provincia e dei consiglieri provinciali e delega al Governo per il riordino delle province. Onorevoli Senatori . – L'attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56, (cosiddetta legge Delrio) ha mostrato enormi carenze e difficoltà operative, soprattutto a seguito dell'esito referendario del 4 dicembre 2016, che prevedeva l'eliminazione delle province dalla Carta costituzionale. In questo contesto emerge la necessità di riorganizzare le funzioni provinciali mediante processi cooperativi in grado di far sintesi delle esigenze locali, creando una rete che tenga insieme i territori e consenta di erogare servizi di qualità ai cittadini e alle imprese. L'eterogeneità – e in alcuni casi la frammentarietà – dei territori rende infatti imprescindibile la necessità di innovare gli strumenti di pianificazione, rendendoli più flessibili e più idonei ad affrontare le differenti sfide e istanze provenienti dai territori stessi. Il riconoscimento delle province necessita di essere effettivo e non meramente nominale come è avvenuto in questi anni. Ciò presuppone due condizioni: l'adeguatezza delle disponibilità finanziarie rispetto alle funzioni esercitate e la possibilità per le province di interloquire direttamente con i diversi livelli di governo, non ultimo con le strutture centrali dello Stato a seguito di un mandato elettorale agli organi di governo che la compongono. In questo contesto è importante che le province svolgano un ruolo di interazione attiva anche nella definizione delle politiche regionali, ruolo che potrebbe concretizzarsi valorizzando gli istituti di coordinamento istituzionale. All'esito del complesso processo di riordino degli assetti locali, avviato con il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (cosiddetta legge Monti), può dirsi che il ruolo entro cui le regioni sono state confinate, formalmente e sostanzialmente, è consistito nel porre rimedio alla limitatezza delle risorse economiche delle province determinatasi per effetto dei tagli dei trasferimenti statali sanciti dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190. Ciò non solo ha reso difficile alle province assicurare le funzioni fondamentali (scuole, strade, ambiente), ma ha fortemente compromesso l'esercizio delle funzioni « altre » o non fondamentali. Contravvenendo nei fatti al principio secondo il quale il complesso delle entrate (proprie e derivate) dell'ente territoriale deve consentire l'esercizio delle funzioni attribuite, non è stata data compiuta attuazione all'articolo 119 della Costituzione, come è stato sottolineato più volte dalla Corte dei conti. Occorre quindi procedere ad una revisione totale della legge 7 aprile 2014, n. 56, che non mortifichi i ruoli dei diversi attori coinvolti, abbia cura dei bisogni dei territori e delle popolazioni individuando nuovi percorsi, e dia finalmente attuazione ai principi enunciati dal titolo V della parte seconda della Costituzione. Il presente disegno di legge composto da 8 articoli ha l'obiettivo di ridare voce a milioni di elettori che si sono visti rimuovere il loro diritto a votare direttamente il loro presidente della provincia e il consiglio provinciale. È necessario recuperare un rapporto fiduciario tra elettore e rappresentante delle istituzioni a partire proprio dal conferimento a quest'ultimo di una delega popolare per l'esercizio delle proprie funzioni. L'articolo 1 del presente disegno di legge prevede che il presidente della provincia e i consiglieri provinciali siano eletti a suffragio universale e diretto. L'articolo 2 prevede l'elezione diretta del sindaco metropolitano e del consiglio metropolitano. L'articolo 3 modifica all'articolo 72 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, al fine di prevedere che l'elezione al primo turno sia consentita al candidato che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi, a condizione che abbia conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi. Si eviterebbe così il ballottaggio in presenza di candidati che, al primo turno, abbiano già ottenuto una percentuale di voti elevata. Molto spesso al ballottaggio si registra una sempre minore partecipazione da parte degli elettori, con la conseguenza che molti sindaci sono eletti al secondo turno con una partecipazione popolare molto ridotta e, quindi, con ripercussioni negative sulla loro legittimazione. L'articolo 4 delega il Governo per la determinazione delle caratteristiche orografiche, territoriali e demografiche delle province, consentendo a queste ultime, attraverso un'intesa con le regioni, di proporre in sede di Conferenza unificata i migliori requisiti da adottare. L'articolo 5 reca una delega al Governo ad adottare, ai fini del contenimento della spesa pubblica, uno o più decreti legislativi per la determinazione delle competenze delle prefetture sulla base di principi e criteri direttivi che comprendono il riordino delle funzioni delle stesse prefetture-uffici territoriali del Governo in chiave di semplificazione e razionalizzazione delle attività in essere, nonché la riorganizzazione dei ruoli del personale. L'articolo 6 provvede alla ridefinizione delle funzioni fondamentali delle province sulla base di principi che riguardano l'autonomia organizzativa, l'organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale nonché funzioni concernenti la costruzione, la classificazione, la gestione e la manutenzione delle strade e la programmazione, l'organizzazione e la gestione dei servizi scolastici, compresa l'edilizia scolastica, relativi all'istruzione secondaria di secondo grado. L'articolo 7 reca una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria delle province. L'articolo 8 prevede che il Ministro dell'interno provveda ad emanare un decreto con il quale disciplinare le modalità per il rinnovo dei consigli e dei presidenti delle provincie, prevedendo che le elezioni si svolgano in concomitanza con le elezioni amministrative. L'articolo 9 reca abrogazioni di alcuni commi dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, in particolare per ciò che concerne l'elezione indiretta dei presidenti di provincia e dei rispettivi consigli, l'eliminazione del ruolo e delle funzioni spettanti alle città metropolitane, nonché disposizioni per l'organizzazione interna dei suddetti enti. L'articolo 10 reca la clausola di salvaguardia per l'applicazione delle disposizioni della presente legge nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. L'articolo 11 prevede una norma transitoria affinché il mandato degli organi di governo delle province di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, sia prorogato fino al giorno delle prime elezioni amministrative successive all'entrata in vigore della legge.. 1 (Elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale) 1