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Al fine di garantire la più ampia trasparenza delle informazioni, sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali deve essere riportato un codice identificativo ( QRcode ), contenente tutte le informazioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, nonché le informazioni relative alla società produttrice, collegato ad un sito web dedicato e contenente i riferimenti ai parametri qualitativi previsti dalla normativa dell'Unione europea e nazionale vigente »; c all'articolo 26, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: « 3-bis. Al fine di garantire la più ampia trasparenza delle informazioni, sulle etichette o sui recipienti delle acque di sorgente deve essere riportato un codice identificativo ( QRcode ), contenente tutte le informazioni di cui ai commi 1 e 2, nonché le informazioni relative alla società produttrice, collegato ad un sito web dedicato e contenente i riferimenti ai parametri qualitativi previsti dalla normativa dell'Unione europea e nazionale vigente ». 2 L'Istituto superiore di sanità, di concerto con l'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (IRSA- CNR), predispone e aggiorna il sito web di cui all'articolo 26, comma 3- bis , come introdotto dal comma 1, lettere a) e b) , del presente articolo. 4 (Modifiche all'articolo 97 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) 1 All'articolo 97 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis. La durata delle concessioni di utilizzazione delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente non può eccedere i trenta anni. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro della salute, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’ articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti parametri omogenei per la definizione dei canoni unitari delle concessioni di utilizzazione delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente ». 5 (Istituzione dell'imposta sulle bottiglie di plastica contenenti acqua minerale) 1 Al fine di concorrere al miglioramento dei saldi di finanza pubblica nonché alla realizzazione di azioni pubbliche di natura ambientale, è istituita l'imposta sulle bottiglie di plastica contenenti acqua minerale e termale e di sorgente, di seguito denominata « imposta ». 2 Sono obbligati al pagamento dell'imposta i soggetti che procedono alla commercializzazione dell'acqua minerale. 3 L'imposta si applica maggiorando di un centesimo le somme da corrispondere per ogni singola bottiglia di plastica. 4 Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione del presente articolo sono destinate: a per una quota pari al 20 per cento al finanziamento delle attività di controllo di cui all'articolo 2 della presente legge; b per una quota pari all'80 per cento al finanziamento di attività di ricerca in materia di riciclo e riutilizzo della plastica. 5 Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono emanate ulteriori disposizioni per l'attuazione del presente articolo. 6 (Introduzione del sistema di vuoto a rendere su cauzione per bottiglie di plastica contenenti acqua minerale) 1 Al fine di prevenire la produzione di rifiuti da utilizzo di bottiglie di plastica e di favorirne il riutilizzo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è introdotto il sistema del vuoto a rendere su cauzione per le bottiglie di plastica contenenti acqua minerale, servite al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo nonché per le bottiglie di plastica contenenti acqua minerale vendute attraverso la grande distribuzione alimentare. 2 Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, determina le modalità di applicazione del sistema del vuoto a rendere, valutandone l'estensione anche ad altre tipologie di imballaggio. 7 (Pubblicità ingannevole) 1 Al decreto legislativo 8 ottobre 2011, n. 176, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 19, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: « 4-bis. L'eventuale condanna per pubblicità ingannevole ai sensi del decreto legislativo 2 agosto 2017, n.145, comporta per la società produttrice il divieto per un anno di pubblicizzare il prodotto oggetto della condanna. »; b all'articolo 31, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis. L'eventuale condanna per pubblicità ingannevole ai sensi del decreto legislativo 2 agosto 2017, n.145, comporta per la società produttrice il divieto per un anno di pubblicizzare il prodotto oggetto della condanna ». 8 (Vendita di acqua minerale negli esercizi che svolgono attività di ristorazione) 1 Salvo contraria disposizione dell'autorità sanitaria competente per territorio, gli esercizi che svolgono attività di ristorazione sono tenuti a proporre prioritariamente ai propri clienti acqua potabile non confezionata, anche microfiltrata. 2 Salvo che il fatto non costituisca reato, la mancata osservanza delle disposizioni di cui al comma 1 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 1.000 a un massimo di 10.000 euro.