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Tra le previsioni contenute nel decreto-legge vi è poi l'indizione di una procedura concorsuale straordinaria per docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado finalizzata all'immissione in ruolo nella scuola statale di unità di personale. La partecipazione al concorso straordinario è riservata a soggetti che presentano una serie di requisiti. A parità degli altri requisiti, per chi ha svolto servizio presso le scuole paritarie del sistema nazionale di istruzione, la partecipazione è finalizzata esclusivamente ai fini dell'abilitazione. È del tutto evidente che l'esclusione dei docenti che hanno prestato servizio presso le scuole paritarie dalla partecipazione alla procedura concorsuale straordinaria, anche ai fini dell'immissione nei ruoli docenti, costituisce una violazione del principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione ed è altresì in contrasto con l'articolo 33 della Carta costituzionale, il quale prevede che la Repubblica detti le norme generali sull'istruzione e istituisca scuole statali per tutti gli ordini e gradi, garantendo il diritto per gli enti e i privati di istituire scuole e istituti di educazione, riconoscendo loro, nell'ambito dell'esercizio di questo diritto, piena libertà, nel rispetto per i loro alunni di un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. Molti altri profili sono evidentemente incompatibili con la trattazione di un provvedimento che peraltro incarna in pieno lo scivolamento della legge verso le forme e i contenuti di un atto amministrativo. Non siamo di fronte a una novità, ma è necessario evidenziarlo perché è l'ennesima prova, se ce ne fosse stato bisogno, della mancanza di visione di questo Governo e della conseguente necessità di soffermarsi sugli aspetti amministrativi per evitare di occuparsi di questione politiche. Non avendo visione politica (o avendone due, che la maggioranza non sa come gestire), il Governo preferisce abbandonare il modello della legge e restare più prossimo a un atto amministrativo. Ci diranno che lo hanno fatto per risolvere in modo concreto alcune problematiche. È obbligatorio rispondere, da liberali, che è con queste pratiche che si mette in discussione e a repentaglio la divisione dei poteri, un tema grave che deve essere sollevato e affrontato. Allo stesso modo, deve essere affrontato il fatto che in questo caso i profili di necessità e urgenza non sono affatto presenti. Ci sono poi altri casi e mi riferisco alla folle internazionalizzazione dei servizi di pulizia e sicurezza nelle scuole. Qui voglio fare un inciso, perché credo che sia passato inosservato a molti colleghi. È uscito recentemente il bando del Ministero per l'istruzione, l'università e la ricerca (MIUR) per l'internalizzazione di 11.000 dipendenti di imprese a tempo indeterminato, in un contesto generale che oggi vede occupati 16.000 dipendenti; vi saranno quindi 5.000 dipendenti che rimarranno in mezzo a una strada. Imprese che nel tempo si sono strutturate, hanno investito e si sono indebitate, verranno sostanzialmente demolite con questa azione. Chi verrà assunto probabilmente si vedrà ridotto del 50 per cento lo stipendio e tutto questo è passato quasi nell'assoluto silenzio. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Rilevo che 5.000 dipendenti vuol dire quasi la metà dei problemi che stanno nascendo legati all'Ilva. Credo che questo meriti una profonda riflessione, senza contare un quesito che poniamo al Governo: come si farà, nel bando, ad identificare perfettamente 11.000 dipendenti che vengono dal mondo dell'impresa? Mi fermo qui perché altrimenti ci sarebbe da andare molto avanti. Signor Presidente, anche per tale ragione, sarebbe stato più opportuno ricomprendere tutti gli interventi in una più ampia riforma del sistema scolastico, che presumesse una semplificazione normativa con l'abrogazione di norme ormai obsolete sul reclutamento dei docenti ed una più approfondita valutazione delle risorse economiche da destinare al comparto scolastico in un'ottica meritocratica e dinamica di valorizzazione delle eccellenze e delle migliori professionalità. Chiediamo pertanto che il Senato deliberi di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1633. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il senatore Ciriani per illustrare la questione pregiudiziale QP2. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, il primo motivo per cui il mio Gruppo chiede che venga votata la questione pregiudiziale QP2 è insito nella natura del decreto-legge al nostro esame. Non riteniamo che sussistano i requisiti di necessità e urgenza per un motivo a tutti evidente: l'anno scolastico è ben lungi dall'iniziare perché il provvedimento avrà efficacia soltanto con l'anno scolastico 2020/2021. Vi era quindi tutto il tempo per poter approfondire le tematiche e la discussione, senza questa accelerazione priva di senso pratico e politico. Ci sono inoltre alcune questioni di carattere tecnico-giuridico su cui già il collega Berutti si è soffermato poc'anzi. La prima riguarda gli insegnanti delle scuole paritarie, che sono stati esclusi dai percorsi che potevano portarli a diventare insegnanti di ruolo nelle scuole. Sono stati esclusi dai concorsi: per loro c'è soltanto la possibilità di essere ammessi alle supplenze, ma non agli altri ruoli. Ciò, a nostro avviso, contrasta in maniera evidente con l'articolo 33 della Costituzione che garantisce la libertà di insegnamento e la possibilità che, affiancate alle scuole pubbliche, esistano le scuole paritarie. L'aggettivo "paritario" qualcosa vorrà pur dire: se sono scuole paritarie, paritario deve essere il trattamento che viene garantito agli insegnanti che prestano servizio all'interno delle scuole stesse. L'altra questione su cui chiedo l'attenzione dell'Assemblea del Senato riguarda coloro che hanno fatto il loro percorso all'interno dei centri di istruzione e formazione spesso regionali, che sono convenzionati, finanziati dalla Regione con soldi pubblici e con finalità trasparenti e assolutamente pubbliche. Si tratta di persone che hanno svolto il loro impegno di insegnanti all'interno di centri di formazione, che hanno svolto un ruolo pubblico, evidente a tutti, e finanziati da istituzioni pubbliche con finalità evidentemente altrettanto pubbliche. Non si capisce per quale motivi debbano essere esclusi da questi percorsi. L'altra questione riguarda i Direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA), che possono concorrere soltanto al concorso ordinario, ma non a quello straordinario, che al momento è quello più importante, perché è quello che dovrebbe sanare le posizioni consolidate e che rischia viceversa di escludere persone che hanno lavorato bene finora. I facenti funzioni verrebbero esclusi perché sprovvisti della laurea specifica, pur avendo svolto bene il loro mestiere fino ad oggi. Ma la vera grande questione per cui noi chiediamo il voto sulla questione pregiudiziale QP2 riguarda, signor Presidente, l'abuso reiterato dello strumento del decreto d'urgenza che è diventato uno scandalo. Noi non ricordiamo nemmeno più quante sono le fiducie che in questa settimana - ripeto: