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Signor Presidente, chiedo di intervenire sulla possibilità di applicare agli odierni lavori la regola che è stata introdotta la settimana scorsa durante la relazione del ministro Cingolani. In particolare, signor Presidente, ricorderà che, a chi ha fatto presente che al ministro Cingolani è stato consentito di parlare senza la mascherina mentre a un membro del nostro Gruppo non è stato consentito ed è stato allontanato, la Presidente ha puntualmente replicato dicendo che il Ministro era stato autorizzato perché non aveva posti occupati davanti e lateralmente. Ritenendo che questa regola sia corretta, chiedo che sia consentito ai senatori che relazionano in assenza di posti occupati ciò che è stato consentito a un membro del Governo. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Crucioli, come sa - ma lo ricordo e con l'occasione informo l'Assemblea - c'è stata una riunione del Collegio dei Questori proprio per deliberare le ulteriori regole conseguenti alle direttive che lei ha citato. Esse non ci sono ancora pervenute e, in attesa che pervengano, oggi intanto continuiamo con le regole date. Le chiedo quindi di pazientare, ma sicuramente la questione è all'ordine del giorno. Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2469. I relatori, senatori Collina e Ripamonti, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Collina. COLLINA, relatore . Signor Presidente, non ho capito se posso intervenire con la mascherina oppure no. PRESIDENTE. Con la mascherina, senatore Collina. COLLINA, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, approda in Assemblea un provvedimento atteso, sia per i contenuti che per le implicazioni che comporta verso il Paese e verso l'Europa. L'Italia ha chiesto le risorse a fondo perduto del Next generation EU e anche il 100 per cento delle risorse a debito, firmando un contratto oneroso e impegnativo; le altre nazioni non le hanno chieste tutte. Sono fondi per gli investimenti che modernizzano l'Italia, nella direzione della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e anche per la riduzione dei divari, tra Nord e Sud e quelli riguardanti i giovani e la parità di genere. Dare omogeneità al Paese è un nostro obiettivo, ma direi che dare omogeneità all'Europa è un nostro obiettivo, da europei e da italiani come europei. Abbiamo due compiti: uno interno, verso l'Italia, e uno esterno verso l'Europa, nell'allineamento delle nostre normative. Si tratta di un percorso di convergenza, certamente graduale e combinato con le tante caratteristiche originali della storia italiana. Sinteticamente, l'abbiamo chiamato "percorso di riforme". Il contratto che abbiamo firmato in Europa riguarda gli investimenti per la modernizzazione e le riforme e se oggi dovessimo dire quale pesa di più per l'Europa, credo saremo tutti concordi, per l'esperienza fatta fino ad ora, nel dire che il percorso che vale e che pesa di più è quello delle riforme. Sono convinto che probabilmente potremmo sforare con i tempi di realizzazione, ma non sarà un caso che le rate del PNRR siano legate alle riforme. Le riforme riguardano sostanzialmente l'allineamento delle normative italiane alle direttive europee, che come Paese abbiamo condiviso in Europa quando sono state emanate; le procedure di infrazione sono quindi il benchmark di questo processo di allineamento e il disegno di legge sulla concorrenza è uno dei provvedimenti chiave per ottenere e realizzare tutto ciò. Credo che questa valutazione di contesto sia importante per collocare i lavori di questa giornata, a cui però aggiungo alcune osservazioni. La prima è che questo percorso di allineamento riguarda necessariamente anche gli altri Paesi europei. Ciascun Paese ha le proprie peculiarità e in questi percorsi di convergenza ciascun Paese cerca di dare gradualità ai passaggi, cercando di salvaguardare le proprie caratteristiche. Esiste però anche un tema di reciprocità: questa gradualità va riconosciuta a tutti i Paesi e quindi anche all'Italia e credo che il lavoro che è stato fatto nel percorso di approvazione del disegno di legge sulla concorrenza attenga anche a questa valutazione. C'è anche il tema del contesto geopolitico nel quale questo disegno di legge si inserisce, perché mentre l'Europa stava condividendo il percorso e le scelte del Next generation EU, sono accadute cose che riguardano oggi in modo drammatico la realtà dell'Europa e quindi richiamano alla gestione di questi percorsi anche in relazione alla valorizzazione delle risorse strategiche di ciascun Paese. Citerò alcuni articoli, poi il mio collega relatore Paolo Ripamonti, che ringrazio per il lavoro svolto insieme in queste settimane, potrà eventualmente fare ulteriori sottolineature. Ci siamo occupati delle procedure di infrazione che le Authority hanno segnalato sistematicamente al Governo ed abbiamo cercato di lavorare per tenere conto di una serie di aspetti che sono legati alla nostra realtà italiana. Quello dell'articolo 3 del disegno di legge (articolo 5 del testo proposto dalla Commissione), sulle concessioni per le aree portuali e le banchine, è stato un passaggio che ha cercato di salvaguardare il percorso di confronto di questi anni con le organizzazioni sindacali. I porti sono un punto strategico del nostro Paese, che è stato oggetto di riflessioni in una evoluzione dell'organizzazione delle autorità portuali. Si è cercato di mettere insieme un percorso, che in questi anni è stato sicuramente graduale, con ciò che cercherà di dare maggiore competitività al nostro Paese. Vorrei poi citare, all'articolo 4 (6 nel testo della Commissione), le gare per la distribuzione del gas. Anche in questo caso si tratta di un percorso per il quale i criteri di gara vengano rimandati ai decreti ministeriali. Però c'è un aggiornamento delle disposizioni, che consentiranno agli enti locali di poter svolgere le gare con la possibilità di valorizzare gli asset che oggi sono di loro proprietà. Un passaggio lo voglio fare anche sull'articolo 5 (7 del testo della Commissione), relativo alle concessioni di grande derivazione idroelettrica. A tale proposito, la normativa di attribuzione delle competenze regionali è stata confermata nella sua impostazione, ma abbiamo fatto una scelta importante, di concerto con tutte le forze politiche, considerato che in questo momento si tratta di una risorsa strategica non solo per le tensioni che ci sono in tema energetico in Europa e nel mondo, ma anche per la peculiarità della risorsa idroelettrica che rappresenta un elemento importante per il nostro sistema energetico nazionale ed è una risorsa rinnovabile. L'applicazione della golden power anche alle concessioni rappresenta la scelta che facciamo per cercare in questo momento di salvaguardare gli asset strategici. Infine, voglio sottolineare l'articolo 6 sui servizi pubblici locali (8 del testo della Commissione), sui quali si è iniziato vent'anni fa un percorso importante legato alle liberalizzazioni, e non alle privatizzazioni: lo voglio sottolineare perché sono due cose diverse.