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fecero dei controlli a tappeto la sera di Capodanno, spaventarono la gente e rovinarono completamente l'economia di una zona (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) , solo perché era necessario sbandierare il fatto che c'era il Governo Monti e che gli italiani si sarebbero messi in sostanza tutti a fare gli ordinati. Certo, Cortina potrà avere i suoi limiti e difetti, tutto quello che vi pare, ma l'economia di quell'area è stata messa in ginocchio. L'effetto ottenuto è stato di far chiudere i negozi e non di dare loro una spinta in avanti. Pertanto, a memoria di quello scempio, fatto semplicemente perché lo chiedeva l'Europa, che ci riteneva i birichini di turno, dico che sono contenta che a Cortina si dia la possibilità di rinascere. Già lo sta facendo perché i veneti sono persone che lavorano tanto e sono sicura che sapranno cogliere questa opportunità, che meritano dopo tutto quanto è successo loro, come vale ovviamente per Milano, Torino e tutte le altre realtà coinvolte. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, c'è un proverbio che dice: «Tutto è bene quel che finisce bene». Anche se non le nascondo che la cronaca - più che la storia - d'Italia degli ultimi anni a un certo punto ci aveva fatto veramente temere che si confondesse il buon governo con il divieto di fare qualsiasi cosa. Per fortuna, ripeto, tutto è bene quel che finisce bene. All'inizio Torino non aveva voluto e c'è stato poi il problema di Roma sulle altre Olimpiadi, ma alla fine il voto alla Camera, praticamente all'unanimità, su questo decreto-legge mi fa dire che anche l'opinione politica - secondo me, quella popolare era già abbastanza univoca - si è congiunta - senza riferimento a un termine che in questi giorni è molto usato per altri versi - nella capacità di comprendere che le occasioni come le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina sono un momento di ricchezza e crescita per il Paese, non solo economica. Giustamente si dà risalto all'aspetto economico; giustamente si parla delle infrastrutture che ne deriveranno; giustamente si è preteso di scrivere a chiare lettere che non costerà soldi al bilancio dello Stato. Ma anche se fossero costate dei soldi, avrei lo stesso votato a favore dell'idea di far svolgere in Italia queste Olimpiadi. C'è infatti l'aspetto etico, non solo sportivo: le Olimpiadi danno un messaggio di partecipazione e di amore, se vogliamo usare questa parola spesso abusata. Quindi è un guadagno per la nostra comunità, ma anche per il modo con cui i nostri figli e i giovani possono e debbono crescere, perché il principio decubertiano, l'idea della partecipazione non solo per primeggiare, che è il messaggio delle Olimpiadi, non può che far bene a un'Italia troppo spesso lanciata in gare di primazia a volte immotivate. Nel caso specifico, queste Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 si svolgeranno in due Regioni che mi sono care. Io sono milanese di adozione, sin da quando ero un bambino piccolissimo, e so quanto i milanesi amino Cortina e quanto amino gli sport invernali e d'altronde la scelta non poteva che essere Cortina, senza nulla togliere alle tante altre località sciistiche, alcune coinvolte, altre per motivi geografici non coinvolte, che fanno dell'Italia uno dei luoghi in cui questo splendido sport può essere praticato in maniera agonistica e in maniera semplicemente dilettantistica, per passare il tempo facendo un'attività fisica tra le migliori possibili. Sono molto fiducioso che queste Olimpiadi ridaranno al Veneto e alla Lombardia - ma non nel 2026, sin da adesso, nella fase della preparazione - quello che il contagio di questa maledetta malattia del coronavirus ha cercato di togliere. Ritorneranno chiare ed evidenti la capacità e l'operosità della gente veneta e della gente lombarda, anche in questo caso senza nulla togliere al resto d'Italia. La fase organizzativa non poteva capitare in un luogo migliore rispetto a qualunque altra parte del nostro territorio. Sono certo, anche grazie al Comitato organizzatore, che per una volta mi sembra affidato in ottime mani - voglio dirlo, anche se non abbiamo contribuito in maniera particolare alle scelte, anzi in nessuna maniera specifica - che il tutto tornerà ad onore della nostra Nazione, della nostra Patria, del nostro Paese, chiamatelo come preferite. C'è un'attesa non soltanto del mondo sportivo e non soltanto di chi sa che le Olimpiadi saranno un rilancio del turismo, un approntamento di nuove infrastrutture, ma c'è un'attesa più generale, perché dopo il coronavirus, le Olimpiadi del 2026, che sembrano lontane ma sono molto più vicine di quello che sembra, segneranno non l'inizio ma la fine di un percorso di riappropriazione da parte dell'Italia di quella titolarità di luogo di turismo per eccellenza, sicuro, bello, meraviglioso, divertente, capace di offrire infrastrutture adeguate e di offrire servizi all'altezza. Se questo percorso si concluderà con quelle Olimpiadi e rimetterà completamente al vertice il turismo italiano, noi avremo fatto un doppio lavoro, non solo quello che era stato pensato quando con mille fatiche (voglio stendere un velo pietoso sui contrasti, sulle indecisioni, sui dubbi, su tutto ciò che abbiamo dovuto attraversare prima) siamo giunti all'affermazione che le Olimpiadi sono un bene per l'Italia e che andavano organizzate, ma se tutto ciò avverrà - e avverrà in quel momento - credo che saremo orgogliosi della scelta che oggi questo Parlamento contribuisce a rendere operativa. C'è un'ultima annotazione che voglio fare: è stato giusto unire al decreto al nostro esame il provvedimento che riguarda le finali ATP di tennis. Mi è sembrato quasi - ed è l'unica nota che faccio - un do ut des perché Torino non aveva avuto le Olimpiadi e allora si è pensato a qualcos'altro. Spero non sia questo il criterio su cui si è basata la decisione. Sono comunque contentissimo che ci sia anche la finale dei tornei di tennis in Italia ma credo che, da ora in poi, non dovremo avere bisogno di utilizzare il bilancino perché occasioni come queste - in particolare come le Olimpiadi invernali Milano Cortina - non solo devono essere, come avverrà, volute da tutti, ma devono essere auspicate da tutti, che è una cosa diversa, migliore e più importante. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laus. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, Ministro, con la conversione in legge del decreto al nostro esame che regolerà l'organizzazione dei prossimi Giochi olimpici e paralimpici invernali e delle finali ATP, l'Italia si dichiara pronta ad affrontare la sfida sportiva internazionale lanciata quando nessuno dei Paesi concorrenti ragionava di pandemia, di confinamento e di protocolli d'emergenza. Una sfida più ardua, dunque, di ogni premessa mai immaginata e di ogni valutazione fatta a suo tempo.