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Modifica all'articolo 416- ter del codice penale in materia di scambio elettorale politico-mafioso. Onorevoli Senatori. -- La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell'Italia è bloccato nell'incertezza. Pochi Paesi dell'Unione europea vivono il problema in maniera tanto acuta (quali la Grecia e la Bulgaria). Si tratta di un fenomeno dilagante, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali, che danneggia le istituzioni e la vita quotidiana delle persone. La relazione del procuratore generale all'inaugurazione dell'anno giudiziario corrente ha nuovamente lanciato l'allarme corruzione nel nostro Paese, denunciando il fenomeno quale freno implacabile alla crescita economica del Paese. Il XIII rapporto di SOS Impresa quantifica in 100 miliardi di euro l'incidenza annuale passiva della criminalità nel mondo delle attività imprenditoriali. Se è vero che tali risorse non si disperdono esclusivamente a causa del fenomeno corruttivo certo è che tuttavia rappresentano uno spreco immediato e una perdita di opportunità di investimento sano e fruttuoso per il futuro. Ad oggi la legislazione, e segnatamente l'articolo 416- ter del codice penale che punisce lo scambio elettorale politico-mafioso, ovvero il patto che avviene tra persone appartenenti alle istituzioni o che concorrono a una carica istituzionale e membri della criminalità organizzata in occasione del voto non riesce a garantire un'adeguata tutela rispetto all'infiltrazione delle mafie nella vita istituzionale del nostro Paese. Tale norma, infatti, considera solamente il denaro quale termine di scambio a fronte di «protezione» elettorale. Molto più spesso, come noto, invece, il patto trova occasione nella promessa di informazioni su appalti pubblici, posti di lavoro da garantire ai clan presenti sul territorio, interdizione dell'azione repressiva delle Forze di polizia, nomina a influenti incarichi istituzionali o nel settore privato. Il presente disegno di legge, che trae spunto dall'iniziativa «Riparte il futuro», petizione lanciata da Don Ciotti che ha trovato larghissima adesione nel Paese, propone un correttivo alla norma de qua , inserendo le parole «altra utilità» tra le ragioni dello scambio, con l'effetto di estendere l'applicabilità della fattispecie criminosa, rendendola dunque più efficace, nella prevenzione del voto di scambio che, oltre a condizionare scelte strategiche della vita del Paese vincola la libertà elettorale, trasformando il voto del cittadino in merce da barattare. I proponenti auspicano che tale norma di civiltà, primo passo per dotare l'Italia di un efficace apparato legislativo contro la corruzione in linea con gli standard europei, diventi al più presto legge dello stato.. Art. 1. 1. L'articolo 416- ter del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 416- ter . – (Scambio elettorale politico-mafioso) . – La pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416- bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416- bis in cambio della erogazione di denaro o di altra utilità».