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Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ribadisce che la maggioranza non è contraria all'estensione ad altri settori economici in difficoltà della garanzia del Fondo per le piccole e medie imprese. Al momento, però, gli stanziamenti previsti sarebbero insufficienti per un ampliamento della platea dei beneficiari, che in ogni caso si potrà determinare in futuro, qualora siano reperite risorse aggiuntive. Data la ristrettezza dei fondi disponibili, quindi, è necessario operare una scelta politica, che per il momento privilegia le piccole e medie imprese in difficoltà, in quanto esse rivestono un ruolo primario nella struttura produttiva del Paese. Sottolinea, infine, che alcune misure per il settore edilizio sono previste all'articolo 5. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene doveroso un intervento nei confronti di tutti i settori economici in emergenza, per motivi di equità. Prende atto che il Governo e la maggioranza, invece, assegnano la priorità alle piccole e medie imprese rispetto ai professionisti e altri settori economici. Il senatore COLLINA ( PD ) esprime considerazioni critiche sulle argomentazioni del senatore Patuanelli, sottolineando che, con la manovra economica, il Governo ha reperito le risorse necessarie per l'attuazione degli interventi previsti nel proprio programma, anche a costo di ricorrere a clausole di salvaguardia molto onerose. Pertanto, ritiene che si sarebbe potuto compiere scelte politiche differenti, al fine di prendere in considerazione anche le esigenze di altri settori in difficoltà. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.0.1, 1.0.2, 1.0.7, 1.0.8 e 1.0.9. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) chiede alla Presidenza di rivalutare la dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 1.0.10, che introduce semplificazioni in materia di tariffe postali agevolate, tra l'altro già presenti nella versione originaria del decreto-legge. Non sarebbe altrimenti comprensibile il criterio secondo cui altri emendamenti aggiuntivi sono stati invece ammessi all'esame. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) revoca la dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 1.0.10 e ne dispone l'accantonamento. Viene quindi posto in votazione l'emendamento 1.0.12 che risulta respinto. Posto ai voti anche l'emendamento 1.0.14 è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.0.16. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) sollecita una riflessione approfondita sull'emendamento in esame, con cui si intende ridurre le percentuali degli importi che i Comuni sono tenuti ad accantonare nel fondo crediti di dubbia esigibilità. Osserva, infatti, che in tal modo si genera un avanzo di amministrazione che gli enti locali potranno utilizzare solo per finanziare spese di investimento, piuttosto che la spesa corrente. A suo avviso, non vi è più il rischio che i Comuni spendano risorse prima di averle incassate, considerati i limiti previsti dall'ordinamento e il consolidato orientamento della giurisprudenza contabile su tale aspetto. Dichiara, in ogni caso, la propria disponibilità a riformulare l'emendamento in un nuovo testo. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che, attraverso emendamenti d'iniziativa parlamentare e dei relatori, sono stati risolti numerose difficoltà che riguardano i Comuni. Assicura che anche la questione segnalata dal senatore Mallegni è all'attenzione dei relatori e del Governo, ma al momento resta irrisolta, anche perché comporterebbe un onere a carico del bilancio statale. Il PRESIDENTE dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento 1.0.16. Si passa, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2. Su proposta del RELATORE sono accantonati gli emendamenti: 2.0.1, 2.0.3 e 2.0.6, nonché l'emendamento del Governo 2.1000. Si passa, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) ritira gli emendamenti 3.107, 3.0.58, 3.0.88, 3.0.144 e 3.0.145. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ritira gli emendamenti 3.0.2, 3.0.3 e 3.0.91. Su proposta del PRESIDENTE relatore, sono accantonati gli emendamenti: 3.1 (testo 2), 3.2, 3.5, 3.15, 3.17, 3.20 (testo 2), 3.23, 3.37, 3.40, 3.41, 3.42, 3.47 (testo 2), 3.48, 3.49, gli identici 3.61, 3.62 e 3.63, gli identici 3.64 e 3.65, 3.75, 3.76, 3.77, 3.80, 3.83, 3.84, 3.85, 3.86, 3.87, 3.88, 3.89, 3.90, 3.91 (testo 2), 3.93, 3.105 (testo 2), 3.110, 3.111, 3.112, 3.121, 3.125 (testo 2), 3.0.1 (testo 2 corretto), 3.0.8, 3.0.14, 3.0.15 (testo 2), 3.0.17, 3.0.21, 3.0.22, 3.0.23, 3.0.25, 3.0.27, 3.0.37, 3.0.38, 3.0.39, 3.0.40, 3.0.51, 3.0.53, 3.0.55, 3.0.57, 3.0.61, 3.0.80, 3.0.81 (testo 2), 3.0.90, 3.0.93, 3.0.96, 3.0.97, 3.0.121, 3.0.146, 3.0.132, 3.0.133, 3.0.136 (testo 2), 3.0.143, 3.0.139. Sono altresì accantonati gli emendamenti dei relatori 3.500, 3.0.500, 3.0.600 e 3.0.700.