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Delega al Governo in materia di rilascio dei certificati di abilitazione all'esercizio della professione di manutentore di ascensori e montacarichi. Onorevoli Senatori. -- Il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767, recante «Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 24 ottobre 1942, n. 1415, concernente l'impianto e l'esercizio di ascensori e di montacarichi in servizio privato», prevede, all'articolo 6, la formazione di commissioni prefettizie adibite al rilascio, in seguito ad apposita sessione d'esame periodicamente indetta, dell'abilitazione alla manutenzione di ascensori e montacarichi. Successivamente, l'articolo 12, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, contenente misure in materia di spending review , ha disposto, a decorrere dalla scadenza del mandato, il definitivo trasferimento alle amministrazioni competenti delle attività svolte da organismi collegiali operanti presso la pubblica amministrazione nel suddetto settore, nonché previsto il trasferimento delle competenze dei suddetti organismi soppressi ai competenti uffici delle amministrazioni nell'ambito delle quali operano. Nella realtà, di fatto, tale soppressione ha causato la sospensione delle sessioni d'esame periodicamente indette dalle richiamate commissioni ad hoc istituite presso le prefetture nazionali. Ebbene, se, come noto, la ratio della spending review è quella di sottoporre ad esame le spese sostenute dallo Stato per il funzionamento dei suoi uffici e per la fornitura di servizi ai cittadini, allo scopo di ridurre gli sprechi e di apportare miglioramenti al bilancio, si rende necessario, a questo punto, valutare attentamente il discrimen che deriva dalla soppressione dei suddetti organismi, tra il guadagno in termini economici per l'erario statale, che impegnava a tal fine, nel 2012, l'esigua somma pari a complessivi euro 18.748,00, e lo svolgimento di esami che avrebbero avuto il fine di garantire la sicurezza e l'incolumità di milioni di persone che ogni giorno utilizzano i 900.000 ascensori in esercizio nel nostro Paese. Peraltro, se si considera che l'abolizione in questione coincide, in termini temporali, con la grave crisi economica che, ormai da anni, colpisce il nostro Paese, con riflessi che si ripercuotono in maniera particolare nel mondo lavorativo e, primo su tutti, nella possibilità di approccio dei giovani allo stesso, la soppressione delle commissioni prefettizie adibite al rilascio dell'abilitazione alla manutenzione di ascensori e montacarichi risulta essere senza dubbio un grave colpo in materia di tasso di disoccupazione nel nostro Paese. Invero, la sospensione di tutte le sessioni d'esame delle commissioni in oggetto, conseguente all'abolizione di queste ultime, sta procurando un grave nocumento alle imprese del settore nonché ai lavoratori interessati. Le suddette imprese, infatti, hanno dedicato importanti risorse alla formazione del proprio personale in modo da far acquisire ai tecnici, in particolare agli apprendisti, le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per poter superare l'esame di abilitazione. Tuttavia tale personale, così preparato ed idoneo a sostenere l'esame di abilitazione al fine di poter lavorare sugli impianti richiamati, si vede impossibilitato a ciò in quanto privo, appunto, dell'abilitazione. Pertanto, da un lato le imprese di manutenzione hanno difficoltà a far fronte alle commesse di manutenzione in quanto non riescono a sostituire il personale patentato in uscita (nella maggior parte dei casi per pensionamento) con tecnici abilitati, dall’altro i tecnici che hanno acquisito la necessaria formazione ed esperienza non possono operare in assenza di «patentino» e, quindi, non possono essere assunti a tempo indeterminato, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, dalle imprese di manutenzione. Conseguentemente, molte imprese del settore rischiano di non essere più in grado di garantire la continuità dei controlli di manutenzione ordinaria per la mancanza di personale abilitato, causata dagli esami bloccati, con ineliminabili conseguenze dal punto di vista della sicurezza degli impianti degli ascensori, ormai pressoché onnipresenti negli edifici. Nel mese di settembre 2016, il Governo trasmetteva alle Camere, ai fini dell'espressione del parere, lo schema di decreto del Presidente della Repubblica diretto a recepire nell'ordinamento italiano la direttiva 2014/33/UE per l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori. Il provvedimento introduceva modifiche alle disposizioni vigenti riferite ai requisiti degli ascensori e dei relativi componenti di sicurezza, agli adempimenti degli operatori privati interessati, alle relative procedure e alla disciplina dei compiti ed adempimenti riferiti alle amministrazioni pubbliche. In particolare, l'articolo 2, contenente essenzialmente disposizioni di integrazione e modifica del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, alla lettera i) , introduceva alcune disposizioni per risolvere il problema connesso alla mancata salvaguardia - fra gli organi collegiali da escludere dalla generalizzata soppressione di quelli ritenuti non necessari - delle commissioni d'esame costituite dai prefetti per il rilascio dell'abilitazione al personale incaricato della manutenzione degli ascensori. La soluzione ipotizzata dallo schema di decreto era quella di una rivitalizzazione della possibilità di costituire le commissioni d'esame in questione, con riproduzione ed aggiornamento in questa sede delle relative disposizioni che ne regolano la composizione ed il funzionamento, prevedendo che i componenti dovessero essere in possesso di adeguate competenze tecniche e che almeno uno di essi, oltre al presidente, dovesse avere la laurea in ingegneria. A tal proposito, il Consiglio di Stato, con parere n. 1852/2016 sul citato schema di regolamento trasmesso dalla Presidenza del Consiglio, pur osservando che l'esigenza del ripristino delle suddette commissioni fosse senza dubbio meritevole, nonché attendibile la soluzione individuata circa il ripristino delle stesse, rilevava la mancanza di base legale delle modifiche apportate dalla predetta lettera i) all'articolo 15 del regolamento di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162. Non rientrando, infatti, la materia, nello specifico, nel contenuto obbligatorio della direttiva, né in quello facoltativo, il decreto del Presidente della Repubblica avrebbe disposto l'abrogazione di alcune norme regolamentari ed istituito un nuovo organismo collegiale non più previsto da fonti primarie, in conflitto con la normativa attualmente vigente in materia. Il provvedimento successivamente emanato a seguito dell'acquisizione di tutti i pareri prescritti, approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 10 gennaio 2017 n. 23, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2017, non interviene con riguardo alla salvaguardia delle commissioni d'esame costituite dai prefetti per il rilascio dell'abilitazione al personale incaricato della manutenzione degli ascensori.