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– condividano informazioni sulle proprie politiche sulla concorrenza e facilitino la cooperazione tra le loro autorità competenti (articolo 18); – rafforzino il dialogo e lo scambio di esperienze e buone prassi in materia di appalti pubblici, al fine di promuovere l'accesso ai rispettivi mercati (articolo 19); – collaborino, sul piano bilaterale e multilaterale, per eliminare gli ostacoli agli scambi di materie prime, rafforzandone il commercio globale regolamentato e promuovendo la trasparenza dei mercati (articolo 20). Le Parti riaffermano l'importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale (art. 21) con particolare riferimento al diritto d'autore e ai diritti connessi, ai marchi, alle indicazioni geografiche, ai modelli e ai brevetti, in conformità agli standard internazionali a cui esse hanno aderito. È previsto lo scambio di informazioni ed esperienze sulla promozione dell'utilizzo dei diritti, sulle misure per prevenirne la violazione (compresi gli strumenti per la lotta alla pirateria ed alla contraffazione) e sul funzionamento delle autorità preposte al settore. Le Parti si impegnano inoltre a promuovere il dialogo sulla tutela delle risorse genetiche, delle conoscenze tradizionali e del folklore. La cooperazione in materia di dogane (articolo 22) mira a semplificare e armonizzare ulteriormente le procedure doganali e a promuovere iniziative comuni in ambito internazionale. Contempla, inoltre, la possibilità di concludere strumenti di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca. In tema di fiscalità (articolo 23), le Parti si impegnano ad attuare principi di buona governance , quali la trasparenza, lo scambio di informazioni e la concorrenza fiscale leale. Si adoperano per migliorare la cooperazione internazionale in materia, per favorire l'applicazione dei predetti principi ed agevolare la riscossione del gettito fiscale legittimo. Si riconosce l'importanza della trasparenza (articolo 24) nell'applicazione delle norme e delle procedure amministrative nel settore del commercio, richiamando gli obblighi assunti dalle Parti in ambito OMC (articolo X del GATT 1994 e articolo III del GATS). In materia di commercio e sviluppo sostenibile (articolo 25), le Parti si impegnano a condividere informazioni ed esperienze sulle iniziative volte a promuovere la coerenza e le sinergie tra gli obiettivi delle politiche commerciali, ambientali e sociali. È incoraggiato il dialogo con la società civile (articolo 26), attraverso il confronto tra organizzazioni governative e non governative, sindacati e datori di lavoro, associazioni di imprese e camere di commercio. Si incoraggia la cooperazione tra imprese e tra queste e i governi (articolo 27), anche nel contesto dell’ Asia - Europe Meeting (ASEM), in particolare per migliorare la competitività delle PMI. Le Parti collaborano per accrescere il turismo in entrambe le direzioni, riconoscendone i benefici economici e il valore di strumento per approfondire la comprensione e i legami tra i rispettivi popoli (articolo 28). Titolo V: Cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza (articoli 29-37) Le Parti convengono di sviluppare la cooperazione giudiziaria (articolo 29) in materia civile, commerciale e penale. Si impegnano, in particolare, a negoziare, ratificare o attuare convenzioni internazionali sulla cooperazione in materia civile (come le Convenzioni della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato in tema di cooperazione giudiziaria, controversie internazionali e protezione dei minori) e, in materia penale, continuano a collaborare sulle questioni di assistenza giudiziaria reciproca, conformemente ai pertinenti accordi internazionali. La cooperazione si estende inoltre al contrasto: – della criminalità e del terrorismo transnazionale comuni ad entrambe (articolo 30), mediante forme di assistenza reciproca nelle indagini, la condivisione di tecniche investigative, la formazione e l'addestramento degli operatori preposti; – della criminalità organizzata transnazionale, economica e finanziaria, della corruzione e delle operazioni illecite (articolo 31), adempiendo agli obblighi internazionali reciproci (compresi quelli di cooperazione per il recupero dei beni o dei fondi derivanti da atti di corruzione) e promuovendo l'attuazione delle Convenzioni dell'ONU contro il crimine organizzato internazionale del 15 novembre 2000 (la « Convenzione di Palermo ») e contro la corruzione del 31 ottobre 2002, nel rispetto dei principi di trasparenza e di partecipazione della società civile; – dei traffici di droghe illecite (articolo 32), condividendo informazioni, buone prassi e tecniche investigative per smantellare le reti criminali transnazionali e prevenire la loro penetrazione nell'economia legale; – della criminalità informatica (articolo 33), attraverso lo scambio di informazioni e buone prassi, e nel rispetto delle legislazioni nazionali e degli obblighi internazionali in materia di diritti umani; – del riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo (articolo 34), che comprende la collaborazione nel recupero di beni o dei fondi derivanti da attività criminali e prevede la condivisione di informazioni sulle rispettive legislazioni nazionali e l'attuazione delle norme adottate dagli organismi internazionali, come il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI). In materia di migrazioni e asilo (articolo 35), le Parti cooperano e scambiano opinioni sui temi dell'immigrazione, anche irregolare, della tratta di esseri umani, dell'asilo, dell'integrazione, della mobilità dei lavoratori e dello sviluppo, dei visti, della sicurezza dei documenti, dei dati biometrici e della gestione delle frontiere. In tale ambito, gli Stati membri dell'Unione europea e la Nuova Zelanda si impegnano a riammettere i propri cittadini presenti irregolarmente nel territorio dell'altra Parte, su richiesta di quest'ultima e senza formalità. Le Parti convengono, inoltre, di valutare la possibilità di concludere un accordo specifico, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 1 del PARC, in materia di riammissione, che riguardi anche i cittadini di Paesi terzi e gli apolidi. Le Parti agevolano, inoltre, l'instaurazione di un dialogo sugli affari consolari tra le rispettive autorità competenti (articolo 36) e convengono che: – ciascuno Stato membro dell'Unione europea può esercitare in Nuova Zelanda la protezione consolare per conto di altri Stati membri dell'Unione che non dispongono di una propria rappresentanza diplomatico-consolare in territorio neozelandese; – la Nuova Zelanda può esercitare nell'Unione la protezione consolare per conto di un Paese terzo o che Paesi terzi la esercitino per conto della Nuova Zelanda, se questa o il Paese terzo sopracitato non dispongono di una rappresentanza diplomatico-consolare accessibile nel territorio dell'Unione. – l'Unione europea e la Nuova Zelanda cooperano, infine, per assicurare un elevato livello di protezione dei dati personali (articolo 37), conformemente agli strumenti e agli standard internazionali, comprese le linee guida dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulla protezione della privacy e sui flussi transfrontalieri di dati personali.