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Analogamente, tramite il ministro Guerini, vogliamo manifestare da parte del Gruppo Partito Democratico la vicinanza e la gratitudine per il lavoro che stanno facendo i nostri contingenti NATO nei settori più esposti. (Applausi) . Noi saremo pronti a fare la nostra parte. Abbiamo consapevolezza della posta in gioco dal punto di vista militare e diplomatico. Serve il massimo sforzo nel dialogo e nella diplomazia, fino all'ultimo momento; per questo servirà anche mettere in campo azioni di deterrenza, perché il nostro obiettivo è la pace. Vorrei concludere dicendo che questo - ma vale per tutti, anche per il mio partito - non è il momento di comizi di parte per guadagnare qualche voto in più. Ma è il momento dell'unità, per difendere le democrazie liberali e quei diritti e quelle libertà scolpiti nella nostra Costituzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà. FANTETTI (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)) . Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, noi della componente del Gruppo Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)) abbiamo molto apprezzato l'impostazione della sua relazione e l'attività di Governo in queste tristi circostanze. Vorremmo mettere l'accento, nell'ambito della discussione, su due profili che vengono trattati poco o male. Quello che viene trattato male è il ruolo dell'Europa, e ci arriverò. Quello che viene trattato poco riguarda i numeri in ballo. Vorrei far notare a tutti noi che l'economia russa nel 2021 ha registrato un PIL di 1.480 miliardi di dollari, a fronte dei 2,3 trilioni, quindi 2.300 miliardi del 2013, quindi in fortissimo calo. Il dato si compara con i 1.900 miliardi di dollari dell'economia italiana: l'economia della Federazione russa è quindi circa il 30 per cento più piccola di quella dell'Italia ed è un terzo di quella della Germania. Il PIL pro capite in Russia, in calo fortissimo negli ultimi anni, è di circa 10.000 dollari per cittadino, al confronto con i 35.000 dollari per cittadino italiano e i 50.000 dollari per cittadino tedesco. In Russia il tasso di interesse principale ufficiale è al 9,5 per cento; l'inflazione ufficialmente è al 9 per cento; il rublo vale meno della metà di dieci anni fa. Stiamo parlando di un'economia in crisi, rispetto alla quale, nella storia dell'umanità, è abbastanza frequente che sia registrato il caso di ricerca di diversivi esterni da parte degli autocrati responsabili della situazione socio-economica, che non facciamo fatica a riscontrare anche in questo ambito. Putin, insieme alla cerchia di oligarchi che si sono arricchiti intorno a lui, ha bisogno di prospettare un nemico esterno, che ha identificato nella NATO, rivendicando, con un discorso prolisso e completamente falso da un punto di vista di storico, addirittura attività di genocidio da parte degli ucraini nelle regioni di cui ha riconosciuto l'indipendenza. Ha bisogno di creare questo diversivo, per coprire la situazione economica e quindi sociale: l'aspettativa di vita in Russia e la gestione del Covid, infatti, sono fallimentari sotto tutti i punti di vista; diversivo che può essere individuato anche nell'occupazione, di fatto, della Bielorussia. Sappiamo tutti, dalla storia del secolo precedente, che le truppe russe tendono ad arrivare e poi a rimanere in quei territori. Ma vi sono anche diversivi un po' più a oriente e questo certamente non lo vorremmo; e questi diversivi sono messi in atto da parte di sistemi autocratici che non riconoscono il valore della democrazia parlamentare e possono avere obiettivi ben più pericolosi. Questo è un primo profilo, che dobbiamo avere molto bene in mente quando analizziamo la situazione. Un secondo profilo è quello della rappresentazione del ruolo dell'Europa. L'Europa c'è. C'è come gigante economico. L'Europa ha finanziato oltre 300 miliardi di investimenti diretti in Russia, a fronte di meno di 100 miliardi da parte dei russi in Europa, tra l'altro molto caratterizzati. L'Europa importa molto di più dalla Russia di quanto esporti. L'Europa è un gigante economico, ma è un gigante anche politico, come si è visto nella capacità di mettere in campo una attività negoziale in capo al presidente Macron, che è Presidente di turno dell'Unione europea e per questo rappresentava l'Europa. Si è visto nella predisposizione della leadership tedesca di chiudere un progetto, che neanche la cancelliera Merkel aveva avuto il coraggio e il potere di fare, il Nord Stream 2. Si è visto ieri nell'allineamento di tanti Paesi, e questo è veramente uno dei pochi aspetti positivi della crisi. Penso - per esempio - ai polacchi, che hanno rapidamente considerato l'opportunità di rientrare nei ranghi europei e riconoscere lo Stato di diritto. L'Europa c'è e noi siamo contenti che abbia una predisposizione non bellica rispetto alla gestione delle crisi internazionali. Noi abbiamo scelto di avere un ruolo militare all'interno della NATO. Ne siamo fieri e siamo contenti del ruolo che l'Italia riveste in tale ambito. L'Europa è un gigante anche politico, che continua a crescere. Se c'è una buona conseguenza del dibattito adesso in corso, anche qui al Senato, è che, da tanti punti di vista diversi, si chiede più Europa. Ricordiamolo nei momenti in cui bisognerà stabilire qualche misura rilevante a livello di stoccaggio comune delle riserve energetiche. Ricordiamolo quando si dovrà decidere di dare atto allo strategy compass , e cioè a un nucleo di esercito comune. Ricordiamolo in tante situazioni in cui tendiamo a dare l'Europa per scontata e ad essere ipercritici, quando siamo estremamente beneficiari e, per fortuna, estremamente attivi in questo ambito. Situazioni di crisi come questa ci dimostrano quanto estemporaneo sarebbe rivendicare un ruolo come singolo Paese di 60 milioni di abitanti rispetto a una situazione strategica globale di crisi. L'Europa c'è e noi, come europeisti, ne siamo fieri. La Federazione russa ha un problema, che è soprattutto economico finanziario, rispetto al quale i diversivi militari dovrebbero essere inquadrati più chiaramente. Nel frattempo, siamo consapevoli e ottimisti sul fatto che il Governo perseguirà ogni spazio possibile per evitare ulteriori estensioni del conflitto e che le sanzioni continueranno a essere sostenibili, proporzionate e graduali, in modo da non pesare più di tanto sulla nostra economia e sulla situazione socioeconomica del popolo russo, che è un popolo amico e continuerà a essere amico degli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Ministro, in premessa mi permetta di dire che il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC condivide alla lettera la sua informativa di questa mattina; una posizione condivisa con il nostro Capogruppo in Commissione esteri, il senatore Aimi. Signor Ministro, non voglio ripercorrere a livello cronologico tutti gli eventi che si sono succeduti in questo tempo, ma vorrei tentare di fare un ragionamento complessivo, con al centro delle domande.