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Sarebbe dunque necessario valutare con massima attenzione la concessione di questa smisurata porzione marina, per scongiurare il fatto che la realizzazione di questo impianto possa avere effetti devastanti per l'ecosistema, condizionare le rotte delle imbarcazioni civili e commerciali nonché restringere notevolmente il tratto di pesca disponibile; è noto agli interroganti che il graduale passaggio alle fonti rinnovabili rappresenta un obiettivo fondamentale per l'Italia, anche in virtù dell'accordo adottato alla conferenza di Parigi sul clima (Cop21) nel dicembre 2015. In taluni casi, però, le caratteristiche morfologiche e il settore economico prevalente di un determinato territorio potrebbero rendere preferibile una capillare realizzazione di impianti diffusi in luogo di grandi impianti eolici o fotovoltaici che impatterebbero in maniera decisiva sulle peculiari e uniche caratteristiche dei luoghi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, in sede di valutazione del progetto, intenda considerare le argomentazioni addotte dalle amministrazioni locali e dalle associazioni interessate; se non ritenga, nell'indefettibile percorso di transizione ecologica, di dover salvaguardare le caratteristiche e le peculiarità di ciascun territorio, preferendo una diffusione capillare degli impianti eolici, in luogo del maggiore impatto potenzialmente generabile da quelli di grande dimensione. Atto n. 4-05502 GASPARRI MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: in questi giorni stanno aumentando i flussi di immigrati verso il nostro Paese e le organizzazioni non governative si stanno rendendo protagoniste, attraverso le loro navi, di numerosi trasporti di clandestini; nella scorsa Legislatura la 4a Commissione permanente (Difesa) del Senato approvò, all'esito di un'indagine conoscitiva, un testo (Doc. XVII, n. 9) che intendeva regolamentare l'azione delle organizzazioni non governative in merito al trasporto di clandestini nelle acque territoriali italiane e agli sbarchi nei porti e sulle nostre coste; l'applicazione di queste indicazioni aveva sensibilmente ridotto il flusso di clandestini e, con esso, i naufragi e le tragedie nel Mediterraneo; è stato più volte sollevato il problema che troppo spesso i trafficanti di persone approfittino della presenza delle imbarcazioni delle organizzazioni non governative per aumentare i loro trasporti certi che i clandestini vengano poi soccorsi e portati nei porti europei, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda ripristinare, da parte delle organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo, l'obbligo di condotte conformi alle prescrizioni varate dalla Commissione Difesa del Senato nel 2017. Atto n. 4-05503 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che: la dottoressa Lia Staropoli si occupa da sempre di operare per la diffusione di valori come la legalità, la giustizia ed il senso del dovere, a Limbadi in provincia di Vibo Valentia, roccaforte di una delle 'ndrine più potenti ed efferate d'Europa, fin da giovanissima componente del più grande movimento antimafia giovanile d'Italia "Ammazzateci Tutti", attualmente presidente dell'associazione nazionale "ConDivisa - Sicurezza e Giustizia", nonché autore del libro "La Santa Setta - Il potere della 'ndrangheta sugli affiliati e il consenso sociale sul territorio", già alla terza edizione, dedicato ai sacrifici delle donne e degli uomini delle forze dell'ordine, delle forze armate e dell' intelligence . Inoltre, è autrice di proposte di legge importanti contro la mafia, e cofondatore dell'Osservatorio per monitorare la mafia sui social network ; la dottoressa Staropoli ha sempre ricevuto gravissime minacce per la sua attività gratuita di sensibilizzazione su un territorio particolarmente difficile, ma dal 2016 è diventata costante bersaglio di minacce, insulti e atti persecutori da parte di persone che appartengono o sono vicine ad una particolare 'ndrina; l'interrogante si è occupato dell'esistenza di alcuni gruppi social contro di lei, fondati e gestiti da veri e propri componenti di famiglie della 'ndrangheta, autori di gravissimi reati, e della presenza su questi gruppi di minacce gravissime come "serve la sedia elettrica per la Staropoli", "Una palla conficcata nella nuca come in Cina", "La Staropoli vive tappata in casa, ha paura", "questa pazza (...) appena apre bocca la paliamo" (la massacriamo con una pala), "dovrebbe stare in paradiso". Ma anche insulti gravi, volgari e costanti: "lurida da caserma", affermazioni gravissime, che si protraggono ancora oggi e oggetto anche di una querela depositata in data 20 aprile 2021, che provengono, peraltro, da una persona già identificata e raggiunta da un decreto di ammonimento da parte del Questore di Vibo Valentia, pertanto perseguibili d'ufficio; la Procura di Vibo Valentia continua a proporre l'archiviazione, non ravvisando reati nelle condotte persecutorie, e, nonostante l'opposizione alla proposta di archiviazione con richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari da parte dei legali della dottoressa Staropoli, dopo oltre un anno, non è stata ancora fissata l'udienza dal giudice per le indagini preliminari; anche il padre della dottoressa Staropoli, preso di mira dagli stessi soggetti, ha sporto querela, con successiva proposta di archiviazione da parte della Procura; anche in questo caso, nonostante l'opposizione all'archiviazione e la richiesta di prosecuzione delle indagini preliminari da parte dei propri legali, dopo oltre 4 anni, ancora per il procedimento penale che lo vede come parte offesa non vi è stata alcuna fissazione di udienza da parte del giudice per le indagini preliminari; nel dicembre 2016 il comitato per l'ordine e la sicurezza di Vibo Valentia ha disposto la vigilanza radiocollegata nei pressi dell'abitazione della dottoressa Staropoli; il 21 dicembre 2017 il questore di Vibo Valentia ha identificato e ammonito tre persone per atti persecutori ai danni della dottoressa Staropoli e del marito, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se non intenda attivare i propri poteri ispettivi per verifiche rispetto alla situazione descritta. Atto n. 4-05504 GARAVINI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: diversi organi di stampa, tra i quali "la Repubblica" e "la Nazione", hanno reso pubblico la tragica storia del capitano Angelo Andrea Capurro, morto per infezione da virus COVID-19 il 13 aprile 2021. Il capitano era responsabile della nave che partì il 2 aprile da Durban, Sud Africa, in direzione Singapore. Prima della sua partenza da Fiumicino, il signor Capurro, non vaccinato, effettuò due tamponi con esito negativo; il mercantile, che fa parte della compagnia "Italia Marittima" di Trieste del gruppo Evergreen, ovvero lo stesso gruppo della nave coinvolta nell'incidente nel canale di Suez nel marzo 2021. Data la mancata autorizzazione all'attracco, risulta all'interrogante che il porta container si troverebbe ad oggi ancora bloccato a poche miglia dal porto di Jakarta; secondo quanto riportato della figlia, il corpo del capitano sarebbe detenuto in una cella frigorifera "tra pezzi di carne e scarti di pesce";