[resaula]

A mio modo di vedere, questo emendamento non ha avuto il successo che avrebbe meritato. C'è chi dice che questo emendamento non abbia superato il vaglio della Commissione perché volto a introdurre, in maniera subdola, limiti alla caccia. Io devo respingere questa tesi a nome di tutti i firmatari dell'emendamento, perché non si stava parlando della caccia tout court (per la quale, auspicabilmente, il popolo italiano sarà chiamato a decidere), ma, in relazione al fenomeno degli incendi boschivi e del depauperamento della fauna selvatica e di allevamento, si cercava di intervenire proprio nella materia disciplinata dal provvedimento. Da parte nostra vi era l'intento di riconoscere agli animali che riescono a sopravvivere allo sterminio e scappano impauriti e feriti dalle zone colpite dagli incendi la possibilità, quantomeno, di poter sopravvivere quel tanto che basta per ripopolare le nostre terre. Ogni tentativo di mediazione è andato fallito; non possiamo che prenderne atto e riservarci la valutazione sul disegno di legge che stiamo per licenziare. Nella prossima stagione estiva ognuno di noi si augura che questo non riaccada, ma - ahinoi - la prossima estate dobbiamo temere che gli sconvolgimenti climatici ci porranno di fronte - o comunque dobbiamo essere pronti a questa eventualità - a nuovi incendi di vastissime proporzioni e soprattutto interessanti le zone difficilmente accessibili. Il collega Audino ha parlato di quanto è successo in Calabria, e i colleghi sardi ci hanno portato la testimonianza della devastazione, che conosciamo bene, dell'ambiente naturale oltre che delle attività umane. Quanto alla parte del disegno di legge in discussione che non tutela coloro che non hanno voce e non hanno voto, ossia gli animali che insieme a noi condividono questa avventura della vita, cercheremo un riscontro per capire se le misure che stiamo adottando adesso saranno sufficienti a poter garantire quel livello di resilienza - volendo usare una parola che sembra essere abusata - del nostro habitat e della nostra biodiversità forestale. Speriamo che gli obiettivi che ci siamo prefissati siano raggiunti. Qualche perplessità - a voler essere molto moderati - per quanto riguarda l'aspetto della tutela della fauna è lecito averla. Vedremo se riusciremo a vincere le prossime sfide. Detto questo, la valutazione sul voto finale non spetta a me; la faremo insieme noi del Gruppo Misto quando saremo al momento del voto. Dico solo, a voler essere buoni, che è stata una grande occasione persa, per tutelare la fauna. PRESIDENTE. Senatore, la prego di avviarsi a concludere l'intervento. Lei ha già superato il tempo a sua disposizione. BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Sto per concludere. Come dicevo, la fauna è una risorsa non solo per noi stessi, ma anche per i cacciatori che, sicuramente insieme a noi, hanno la preoccupazione della tutela faunistica in una prospettiva di breve e medio termine. Riteniamo che abbiamo perso una grande occasione a non voler tutelare almeno i Comuni interessati dagli incendi dalla questione dell'attività venatoria per l'anno in corso. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi, dopo tanto lavoro di analisi, studio e approfondimento, oggi discutiamo finalmente del decreto-legge incendi boschivi. Ho detto "finalmente" perché quella che si è da poco conclusa è stata la campagna antincendi boschivi che ha registrato i dati peggiori dal 2008. In quegli anni la sensibilità generale nei riguardi dell'ambiente era sicuramente meno pronunciata di ora, e come Forza Italia, da sempre attenti alle questioni ambientali, proprio per questo motivo attendevamo questo provvedimento, che si pone l'obiettivo di arginare e ridurre i danni legati a tale fenomeno. Lo hanno già fatto i miei colleghi, ma è bene ribadire i numeri: in Italia il bosco rappresenta l'83 per cento della superficie forestale e ricopre il 29 per cento dell'intero territorio nazionale. Nonostante questo immenso patrimonio in termini di biodiversità ed ecosistemi, siamo purtroppo il primo Paese del Mediterraneo e d'Europa in cui bruciano più boschi, in particolare nelle Regioni del Sud Italia e purtroppo anche nella Regione dalla quale provengo, la Calabria, dove sono stati registrati 9.257 richieste di intervento solo quest'anno e solo in tre mesi. Il bilancio drammatico è stato di sei vittime e tanti feriti, 3.640 incendi, 395 Comuni interessati (seriamente colpite la Provincia di Reggio e molte zone del cosentino). Si tratta di dati veramente molto tristi. Durante la campagna antincendi boschivi 2021 sono andati in fumo 159.000 ettari di bosco, un quarto delle nuove foreste, praticamente le città di Milano, Roma e Napoli messe insieme: un colpo d'occhio dalla straordinaria drammaticità. Perché abbiamo impiegato, come sempre d'altronde, tutte le nostre forze sul decreto-legge al nostro esame, presentando insieme alla capogruppo Gallone e alla collega Papatheu delle importanti proposte di modifica volte a migliorarne il testo? È semplice; quando va in fumo il nostro patrimonio forestale, va in fumo anche la nostra aria. A Forza Italia ciò incute preoccupazione ed anche per questo, con razionalità e dialogo, abbiamo cercato con tutti i colleghi della Commissione ambiente di apportare i giusti miglioramenti al provvedimento. Da sempre ci impegniamo per la tutela dell'ambiente, degli animali, e allo stesso modo per tutelare gli interessi degli imprenditori agricoli, seriamente minacciati e danneggiati dagli incendi; così come sono seriamente e quotidianamente minacciati e danneggiati dall'eccessiva presenza di fauna selvatica, problematica affrontata più volte anche in quest'Aula. Ancora una volta oggi abbiamo colto il grido di allarme delle organizzazioni agricole collegate al provvedimento in questione, lavorando in modo tale da scongiurarne gli effetti negativi. Il provvedimento quindi riveste importanza da diversi punti di vista: l'inasprimento delle pene per chi è responsabile di aver provocato un incendio, ma c'è anche altro; ad esempio il potenziamento dei mezzi e delle attrezzature, ai quali sono destinati 40 milioni solo per il 2021, con l'istituzione del Piano nazionale di coordinamento per l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità operativa per chi combatte, molto spesso purtroppo con mezzi inidonei, gli incendi. Mi riferisco naturalmente al corpo dei Vigili del fuoco, Carabinieri forestali e Protezione civile, Forestali regionali e volontari, ai quali va tutto il nostro ringraziamento per ciò che hanno fatto quest'estate intervenendo durante gli incendi di cui tutti noi abbiamo l'immagine ancora nitida in mente. Una risposta forte quindi da parte delle istituzioni, soprattutto a chi ha cercato e cerca di delinquere provocando gli incendi. Naturalmente ancora tanto c'è da fare e tanto dobbiamo fare. Uno dei miglioramenti apportati in Commissione con un emendamento sul quale mi soffermo è quello relativo al rimboschimento. Gli ettari bruciati quest'estate, così come quelli andati in fumo negli anni precedenti, sarebbero ritornati ad essere parte del patrimonio forestale delle nostre Regioni solo dopo decenni. È un dato preoccupante.