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Se l'emergenza Covid ha messo a nudo i problemi strutturali del nostro Paese, che ormai ci portiamo dietro da molti anni, non possiamo trascurare che l'emergenza, sanitaria prima ed economica poi, ha messo anche in evidenza tutta l'inadeguatezza del Governo nel gestire una situazione complessa, che ha bisogno oggi di una maggioranza politica, per governare il momento difficile nel quale ci troviamo e, soprattutto, per governare il nostro Paese. Siamo convinti - lo dico alla presenza del rappresentante del Governo, anche a nome del Gruppo parlamentare Forza Italia - che l'Italia ce la farà a uscire dal guado della grave crisi economica in cui versa, ma il merito sarà soltanto e tutto degli italiani. In questi momenti e settimane le nostre imprese e le nostre famiglie stanno facendo enormi sacrifici (Applausi) e non hanno un aiuto concreto da parte del Governo e dello Stato, così come non l'hanno avuto in tutti gli ultimi mesi. Quindi, il merito è solo ascrivibile agli italiani, perché ancora una volta, con l'attuale maggioranza, che è solo numerica e non politica, avete dimostrato tutta l'inadeguatezza di una visione politica del Paese, che non c'è, e della strategia, che assolutamente non avete, su come governare il futuro dei nostri figli. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sottosegretario Misiani, quello al nostro esame è un provvedimento che tutti gli italiani aspettano da parecchio tempo. Ricordo a me stesso - ma purtroppo è una cruda realtà - che all'inizio era stato denominato decreto aprile, poi è divenuto decreto maggio, poi è passato il mese di giugno e oggi siamo a luglio. Tra l'altro, il decreto-legge scadrà il 18 luglio e, quindi, siamo al limite massimo per la sua conversione. Ciò dimostra che state mettendo un grande affanno nel dichiarare una realtà e nel proporre un'azione di Governo, per rispondere alla crisi economica conseguita al coronavirus, senza però tenere conto dei tempi. Signor sottosegretario Misiani, il Paese si è fermato. Fermare il Paese è stato perfino facile, nella sua complicazione, ma farlo ripartire è adesso la cosa complicata, su cui si misura l'azione di Governo. Vedere un decreto-legge come quello in esame, che - giusto per dare una dimensione - è alto 10 centimetri ed è composto da parecchie centinaia di pagine, che a sua volta ha bisogno di almeno 100 decreti attuativi - e, per farla buona, se tutto va bene, vedremo qualcosa forse con l'inizio del prossimo anno - ci dice che avete sbagliato strumento. Vede, sottosegretario Misiani, mi sono preso la briga di andare a recuperare lo strumento utilizzato dalla Repubblica Federale di Germania, ed è esattamente quello che ho in mano: quattro pagine, compresa la copertina. E parliamo di 130 miliardi. In quello al nostro esame ci avete messo di tutto, ne avete fatto un provvedimento omnibus : dai monopattini agli aiuti per le imprese, dai bonus per andare in vacanza fino ad arrivare a norme come quella sui Vigili del fuoco, poi dichiarate inammissibili per estraneità di materia. Anziché concentrarvi sull'azione di Governo per far ripartire l'Italia, avete utilizzato questo strumento per fare il solito mercato, dove tutto è stato messo dentro in maniera disomogenea e scoordinata, con le conseguenti difficoltà a tradurre in fatti ciò che è scritto. Ho fatto cenno alla questione dei Vigili del fuoco: avete cercato di inserire nel testo la norma per l'equiparazione, ovvero la valorizzazione stipendiale dei Vigili del fuoco, che meritava un'attenzione tutta sua. Cosa c'entra questo con il Covid? Lo sapete solo voi. Dopodiché, avete cercato anche con un emendamento, nottetempo, presentato all'ultimo istante, senza che neppure ci fosse la conoscenza della ripartizione dei fondi, di inserire nel provvedimento la ripartizione degli stessi tra dirigenti e non dirigenti, tra operativi e non operativi, con tabelle che sono state - abbiamo scoperto successivamente - evidentemente concordate sottobanco con qualcuno - per gli amici, come si dice - e tenute nascoste anche alle forze sindacali. Questa vostra azione non è andata a buon fine, e oggi sappiamo anche che sarebbe stato un ulteriore danno per una importantissima categoria, che invece merita rispetto. Ma questo dice quanto avete utilizzato strumentalmente il Covid per fare altre operazioni politiche, fino ad arrivare a fare le polemiche con noi. Sottosegretario Misiani, ricordatevi che avete fatto fare a Colao un piano. Avete fatto fare a tutti gli esperti e agli scienziati piani per poter rilanciare il Paese che non sono entrati qua dentro; non ne avete tenuto conto. Avete fatto le passerelle a Villa Pamphili senza entrare qua dentro È ora di finirla, allora, con i proclami. L'Italia ha bisogno di certezze, che significa disponibilità delle risorse. Sappiamo bene che il mitico bazooka da 400 miliardi si è tradotto forse in 50 miliardi di crediti alle imprese, con difficoltà anche sulle certificazioni antimafia perché le imprese non riescono a superare il timbro che deve mettere qualche ufficio. Presidente, non è con il mito dello smart working che si fa ripartire il Paese, perché questo è un Paese che riparte solo se lavora in fabbrica, se lavora nell'artigianato, nell'economia reale, e non in quella fittizia degli schermi della televisione. (Applausi). Dico, allora, Presidente, che questo è un provvedimento troppo complicato, troppo lento, con decreti legislativi che allungheranno ulteriormente i tempi e con toni troppo trionfalistici per poter essere reale. Abbassate il livello del tono trionfalistico. Siate più concreti e piantatela di prendere in giro il Paese. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, parliamo oggi di un provvedimento molto articolato, uno dei più articolati della storia del Parlamento italiano, che ha il merito di mettere ingenti risorse nel tessuto produttivo e sociale del Paese. È un provvedimento che - se vogliamo - riflette il contesto nel quale è stato emanato, con risorse destinate a tamponare l'emergenza, più che, purtroppo, a immaginare la ripartenza economica. Ne consegue il fatto che alcune misure camminano sul filo dell'assistenzialismo, e questo non va bene se guardiamo alle ultime previsioni economiche che ci parlano di un peggioramento del quadro economico. Mi preoccupa anche il mercato del lavoro. Vedo in questo provvedimento misure quali ancora divieti dei contratti a termine come dei voucher . Si continua con il divieto di licenziamento. Bene, capisco, ma così si ingessa l'economia, e la libera iniziativa economica è scritta nella nostra Costituzione. Spero, quindi, che su questo fronte ci sia flessibilità, perché in una situazione emergenziale è ciò che ci vuole per le nostre aziende. Nessuna azienda - e sfido chiunque su questo - vuole licenziare i suoi collaboratori;