[ddlpres]

Tale certificato di idoneità deve essere rilasciato da enti certificatori riconosciuti e autorizzati dal Ministero della salute o da un soggetto da quest’ultimo appositamente delegato. 5 Il confezionamento del feretro avviene per opera del soggetto autorizzato all'esercizio dell'attività funebre secondo quanto previsto all'articolo 13, comma 5, in qualità di incaricato di pubblico servizio e provvedendo a redigere un certificato di conformità da rilasciare agli aventi titolo sul defunto. Il costruttore è responsabile della costruzione del cofano funebre e delle relative caratteristiche in conformità alle disposizioni previste dalla presente legge. 15 (Case funerarie e servizi mortuari) 1 La realizzazione e l'esercizio di una casa funeraria, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g) , numero 1), all'interno della quale possono essere presenti anche una o più sale destinate alla custodia e all'esposizione dei defunti, nonché alla celebrazione e al commiato, sono autorizzate dal comune territorialmente competente in piena autonomia del soggetto gestore per quanto riguarda gli orari di apertura in funzione dei servizi richiesti dai dolenti, gli orari di fissazione dei funerali e l'organizzazione aziendale. 2 L'accesso a una casa funeraria avviene su richiesta del familiare del defunto o di un altro soggetto avente titolo. 3 Per l'esercizio delle attività, ferma restando la necessità del rispetto delle norme UNI EN 15017:2006, le dotazioni strutturali e impiantistiche della casa funeraria devono essere conformi alle caratteristiche igienico-sanitarie previste dalle norme nazionali per i servizi mortuari delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, come specificate nell'atto di indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997, integrate da quanto previsto dalla presente legge. 4 La casa funeraria deve disporre di spazi per la sosta e per la preparazione dei defunti e di una camera ardente o sala del commiato. In termini di accessibilità devono essere consentite l'entrata e l'uscita autonome senza interferenze rispetto al sistema generale dei percorsi interni della struttura. Deve essere previsto un accesso dall'esterno per i visitatori. 5 I requisiti minimi strutturali che devono possedere le case funerarie sono: a locale di osservazione o di sosta delle salme; b camera ardente o sala di esposizione; c locale di preparazione dei defunti; d servizi igienici per il personale; e servizi igienici per i dolenti; f sala per onoranze funebri al feretro; g almeno una cella frigorifera; h deposito per i materiali. 6 Le case funerarie non possono essere collocate all'interno di strutture sanitarie, di ricovero e cura, socio-sanitarie e socio-assistenziali, nei cimiteri e nei crematori. Le case funerarie non possono essere convenzionate con strutture sanitarie pubbliche e private per lo svolgimento dei servizi mortuari. 7 Nelle case funerarie non possono essere realizzati e gestiti forni crematori. 8 I servizi mortuari sanitari e le attività necroscopiche di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f) , numero 2), costituiscono servizi della struttura sanitaria e possono essere gestiti solo in forma diretta o affidati, previa gara ad evidenza pubblica, a soggetti terzi che a nessun titolo possono essere esercenti di attività funebri o soggetti a essi riconducibili. 16 (Tanatoprassi) 1 I trattamenti di tanatoprassi possono essere eseguiti solo dopo l'accertamento di morte effettuato dal medico necroscopo. 2 Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti minimi validi in tutto il territorio nazionale riguardo a: a l'individuazione del profilo professionale dell'operatore di tanatoprassi; b i requisiti delle scuole di tanatoprassi; c i luoghi dove sono effettuati i trattamenti di tanatoprassi; d le metodiche e le sostanze da utilizzare nei trattamenti di tanatoprassi e la loro compatibilità con le diverse pratiche funebri e con i diversi sistemi di sepoltura; e la garanzia che le metodiche e le sostanze da impiegare nei trattamenti di tanatoprassi non costituiscano pregiudizio alla salute dell'operatore addetto. 17 (Attività collaterali e integrative) 1 Le imprese funebri, qualora effettuino altre prestazioni di servizio o cessione di beni rispetto a quelle definite dal presente titolo, devono essere in possesso dei requisiti stabiliti relativi alle singole prestazioni di servizio o cessioni di beni. 18 (Vigilanza e sanzioni) 1 I comuni e le ASL vigilano e controllano l'osservanza delle norme per le attività funebri nel territorio di riferimento. 2 Gli oneri per la vigilanza e per il controllo sono coperti da risorse proprie dei comuni e delle ASL e dai proventi derivanti dalle sanzioni di cui al presente articolo. 3 Le violazioni alla presente legge da parte dei soggetti esercenti attività di impresa funebre sono soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro, salvo quanto previsto dai commi seguenti. 4 Le violazioni alle disposizioni dell'articolo 8 e dell'articolo 13 sono soggette, a seconda della gravità, alla sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000 euro. 5 In caso di violazione alle disposizioni dell'articolo 12, le sanzioni di cui al comma 4 del presente articolo sono duplicate. 6 In caso di violazione delle disposizioni dell'articolo 12, comma 4, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 5 del presente articolo si applica la pena della reclusione da un minimo di dodici mesi a un massimo di cinque anni per chi ha effettuato la segnalazione o la comunicazione e per il soggetto destinatario della stessa. La pena aggiuntiva della reclusione di cui al periodo precedente si applica anche in caso di violazione dell'articolo 12, comma 5. 7 In caso di recidiva, le violazioni alle disposizioni dell'articolo 12 comportano altresì la sospensione dell'attività per tre mesi decorrenti dalla notificazione dell'accertamento definitivo e non impugnabile della violazione, elevati a sei mesi in caso di violazione delle disposizioni dell'articolo 12, commi 4 e 5. In caso di violazioni particolarmente gravi è altresì disposta la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività. 8 Sono fatte salve le fattispecie costituenti reati relative alle violazioni delle disposizioni della presente legge. IV DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ CIMITERIALI E DELLA CREMAZIONE I DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ CIMITERIALI 19 (Competenze e funzioni delle regioni, dei comuni ed aree metropolitane) 1 Le regioni predispongono e approvano il piano generale dei cimiteri e dei crematori, di seguito denominato «piano generale». 2 Le regioni, d'intesa con i comuni interessati, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano i cimiteri e i crematori pubblici esistenti e quelli da realizzare e ne definiscono i criteri gestionali, nel rispetto della normativa italiana ed europea vigente in materia.