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recenti dati FAPAV-IPSOS confermano che il fenomeno dell'illegalità diffusa nella fruizione di contenuti audiovisivi, provoca danni ingenti, sia in termini di fatturato (circa 1,7 miliardi di euro), sia come PIL (circa 716 milioni di euro), sia come entrate fiscali per lo Stato (circa 319 milioni di euro), che potrebbero essere impiegati in servizi pubblici a disposizione della collettività; la pirateria non solo è un freno per lo sviluppo, ma mette anche a serio rischio l'occupazione: si stima una perdita di posti di lavoro pari a 9.400 unità, impegna il Governo: 1) ad adottare immediati interventi che impongano congrue e sostenibili "finestre" temporali nello sfruttamento di qualsiasi film , sia nazionale che internazionale, attestandosi su 105 giorni, come da prassi prepandemica, garantendo gli esercenti cinematografici, i distributori e le produzioni, così come le esigenze delle piattaforme streaming ; 2) ad adottare iniziative volte a garantire che le attività di lancio e promozione in relazione alla successiva disponibilità dell'opera attraverso fornitori di servizi media audiovisivi lineari e non lineari, o attraverso editori home entertainment , possano essere effettuate dopo un congruo periodo dalla data di prima proiezione in sala cinematografica; 3) a prolungare il "tax credit" al 60 per cento alla distribuzione, al fine di agevolare investimenti in materia di promozione e conseguente visibilità dei prodotti; 4) a rimodulare il "tax credit" alla produzione prevedendola al 60 per cento per opere con prioritario sfruttamento cinematografico e al 30 per cento per quelle destinate ad altri circuiti e modalità di fruizione; 5) a introdurre una chiara regolamentazione sulle "uscite evento", che non possano essere lesive della normativa sulle "finestre", evitando che, in mancanza di regole chiare, siano utilizzate per aggirare il periodo di tempo fissato dalle finestre e finire in tempi brevi sulle altre forme di distribuzione; 6) a promuovere iniziative a tutela e sostegno del comparto cinematografico in tutte le sue forme ed espressioni derivanti dall'evoluzione tecnologica; 7) a sostenere il rilancio delle sale da cinema tramite la riduzione del peso fiscale delle imposte comunali che gravano sulle imprese, migliorando la mobilità da e per i luoghi di spettacolo, sostenendo l'ammodernamento edilizio e la riconversione ecologica e digitale delle sale, incentivando e promuovendo i consumi culturali del cinema in sala tramite specifici incentivi fiscali come la detrazione dei consumi culturali, formando le nuove generazioni tramite la sinergia con scuole e laboratori; 8) ad adottare iniziative urgenti volte al contrasto della pirateria audiovisiva; 9) ad intensificare l'azione di sostegno alle sale cinematografiche con maggiori investimenti; 10) a contrastare qualsiasi forma di concorrenza sleale, come il sistema delle arene gratuite; 11) ad adottare iniziative normative volte a introdurre meccanismi certi che consentano la cessione dei crediti di imposta a favore dell'esercizio cinematografico al sistema bancario e finanziario. Atto n. 1-00497 NATURALE Gisella TAVERNA Paola LEONE Cinzia AGOSTINELLI Donatella PUGLIA L'ABBATE Patty PAVANELLI Emma QUARTO LOREFICE - Il Senato, premesso che le api e gli altri insetti impollinatori, mediante una costante attività spesso data per scontata e non sufficientemente riconosciuta, svolgono funzioni cruciali per l'ecosistema, garantendo la riproduzione delle piante e la tutela della biodiversità; considerato che: il miele è un alimento complesso, che contiene circa 200 sostanze diverse, frutto di un'interazione unica tra regni vegetale e animale. La trasformazione del nettare in miele, da parte delle api, infatti, comporta modifiche dal punto di vista chimico, mediante l'aggiunta di enzimi, nonché una drastica riduzione dell'iniziale percentuale d'acqua; la domanda di miele sul mercato globale cresce ininterrottamente dal 2010, con un incremento costante di circa 20.000 tonnellate all'anno. Il dilatato consumo è correlato all'aumento della popolazione mondiale, all'ampliamento delle fasce di consumatori e alla crescente preferenza per alimenti naturali e sani. All'incremento della domanda, tuttavia, non corrisponde un'analoga capacità produttiva mondiale; per quanto concerne il piano interno, la produzione nazionale è caratterizzata da una dimensione aziendale estremamente variabile, che va dalle grandi imprese specializzate alle aziende agricole in cui l'apicoltura è attività integrativa, fino agli hobbisti che praticano l'apicoltura per l'autoconsumo; in Europa e nelle aree geografiche tradizionalmente grandi produttrici, si registrano ricorrenti flessioni dovute alle avversità che affliggono l'apicoltura, sinteticamente riconducibili all'incremento delle monocolture e alla riduzione delle risorse nettarifere, all'impatto devastante dei pesticidi, alla diffusione di nuove parassitosi, al cambiamento climatico e ai fenomeni estremi che lo accompagnano; sul punto, in particolare, il susseguirsi di inverni miti e siccitosi, ritorni di freddo repentini in primavera, l'intensificarsi di eventi calamitosi quali grandine, alta ventosità e precipitazioni torrenziali e temperature estive elevate accompagnate da perdurata assenza di precipitazioni hanno determinato una serie di conseguenze negative, dirette ed indirette, sullo sviluppo delle piante e sul benessere delle api; tali fenomeni atmosferici, producendo effetti contrari sulla produzione di nettare di molte specie vegetali, generano prolungati stati di stress alimentare nelle colonie di api e spesso costringono gli apicoltori a nutrizioni artificiali di soccorso, troppo dispendiose; in particolare, i ripetuti e necessari interventi di nutrizione mediata non sono sostitutivi del bottino che le api trovano nell'ambiente, che è ricco di lieviti, enzimi e altre sostanze utili all'alimentazione della covata e al corretto sviluppo del sistema immunitario della colonia, con un conseguente indebolimento delle famiglie stesse; inoltre, l'arrivo di predatori e parassiti di origine esogena, che stanno occupando porzioni sempre più vaste della penisola, ha cagionato e continua a cagionare un forte impatto sulla salute delle colonie dei territori interessati con una drastica riduzione delle potenzialità produttive degli alveari; a questa preoccupante situazione si aggiungono estese e crescenti adulterazioni e frodi, tali da mettere il miele al terzo posto, dopo latte e olio, nella classifica degli alimenti maggiormente contraffatti a livello mondiale; considerato, inoltre, che: l'impiego sistematico e massivo di fitofarmaci in agricoltura rappresenta una delle più incidenti cause della carenza produttiva del settore. L'assenza di buone pratiche agricole, infatti, non solo riduce l'esposizione degli insetti utili, ma ha anche pesanti conseguenze sulle colonie di api in termini di avvelenamenti, riduzione della popolazione, impatto sulla longevità; l'antropizzazione e l'introduzione di cultivar ibridate, non nettarifere, ostacolano la sopravvivenza degli alveari. A tali fattori si aggiunge una generale gestione agricola dei terreni marginali, o anche momentaneamente improduttivi, che non permette la fioritura eventuale di essenze spontanee, preziose fonti di cibo per tutti i pronubi, impegna il Governo: