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Per determinare l'importo spettante a ciascun comune si dovrà altresì tenere conto di quanto già corrisposto ai medesimi comuni con riferimento alle stesse tipologie di immobili ai sensi del comma 1 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 102 del 2013. Nel caso in cui al comune, anche tenendo conto dell'importo del 40 per cento, siano assegnate risorse superiori a quelle derivanti dall'applicazione delle aliquote e della detrazione per ciascuna tipologia di immobile di cui al comma 1, deliberate per l'anno 2013, il comma 7 prevede che l'eccedenza debba essere destinata dal comune medesimo a riduzione delle imposte comunali dovute relativamente ai medesimi immobili per l'anno 2014. Il comma 8 dispone che per i comuni delle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano, a cui la legge attribuisce competenza in materia di finanza locale, la compensazione del minor gettito dell'IMU derivante dalla disposizione recata dal comma 1 avvenga attraverso un minor accantonamento, per l'importo complessivo di euro 86.108.824,15 di cui all'allegato A al presente decreto, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, ai sensi dell'articolo 13, comma 17, del decreto-legge n. 201 del 2011. Il successivo comma 9 stabilisce chiaramente che l'agevolazione di cui al comma 1 si applica anche agli immobili equiparati all'abitazione principale dai comuni ai sensi dell'articolo 13, comma 10, del decreto-legge n. 201 del 2011 e dell'articolo 2- bis del decreto-legge n. 102 del 2013, per i quali, tuttavia, non spettano le risorse di cui al comma 3. Le disposizioni appena richiamate riguardano le ipotesi tipiche di equiparazione disposte dai comuni in attuazione delle norme statali che hanno espressamente riconosciuto a detti enti tale facoltà, e cioè: l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, ai sensi del comma 10 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011; l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata, ai sensi del comma 10 dell'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011; le unità immobiliari e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo dell'imposta a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, come previsto dall'articolo 2- bis del decreto-legge n. 102 del 2013. Le disposizioni recate dal comma 10 dell'articolo 1 prevedono che, nel caso in cui i procedimenti per l'assegnazione degli stanziamenti sul pertinente capitolo di spesa del Ministero dell'interno non siano completati entro il termine del 10 dicembre 2013, per l'erogazione del trasferimento ai comuni è autorizzato il pagamento tramite anticipazione di tesoreria. L'anticipazione è regolata entro novanta giorni dal pagamento ai comuni. Il comma 11 stabilisce, in deroga all'articolo 175 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, che i comuni beneficiari del trasferimento compensativo di cui al comma 4 sono autorizzati ad apportare le necessarie variazioni di bilancio entro il 15 dicembre 2013. Il comma 12 infine, in considerazione delle eventuali carenze di liquidità che potrebbero derivare ai comuni dalle disposizioni recate dal presente articolo, incrementa da tre a cinque dodicesimi il limite massimo di ricorso alle anticipazioni di tesoreria da parte degli enti locali di cui all'articolo 222 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. La disposizione prevede altresì il ristoro ai comuni degli interessi sulle predette anticipazioni nel limite massimo di 3,7 milioni di euro. L'articolo 2 introduce un'addizionale IRES per il settore creditizio, finanziario e assicurativo, nonché modifiche alla misura dell'aliquota dell'acconto dovuto ai fini dell'IRES. In particolare, con il comma 1 sono integrate le disposizioni stabilite dall'articolo 11 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, in materia di incremento degli acconti sulle imposte sui redditi dovuti per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013, stabilendo un maggiore incremento per gli enti creditizi e finanziari di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, per la Banca d'Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa. Nel regime opzionale del consolidato, qualora la fiscal unit sia composta sia da soggetti appartenenti ai settori per i quali trova applicazione l'aumento dell'aliquota dell'acconto ai sensi del comma 1, sia da soggetti diversi, il soggetto tenuto al versamento (consolidante) dovrà effettuare il calcolo dell'acconto considerando due sottogruppi distinti e omogenei. Solo al sottogruppo del settore finanziario, creditizio e assicurativo il soggetto consolidante applicherà l'aliquota maggiorata prevista al comma 1. Il calcolo di quanto complessivamente dovuto dovrà essere effettuato, ove si applichi il criterio del metodo storico nella determinazione degli acconti, preliminarmente distinguendo, mediante applicazione del metodo proporzionale, la quota parte dell'imposta relativa al periodo precedente afferente al settore creditizio, finanziario e assicurativo, e la quota parte attribuibile agli altri soggetti. Successivamente, per ciascun sottogruppo il soggetto consolidante applicherà l'aliquota dell'acconto dovuto per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013 alla relativa quota di imposta, come determinata in precedenza. La somma dei due risultati così ottenuti costituisce l'importo complessivamente dovuto a titolo di acconto. Da tale importo dovrà essere sottratto l'eventuale acconto già versato con la prima rata. Con i commi 2 e 3 è disciplinata l'addizionale IRES applicabile agli enti creditizi e finanziari di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, alla Banca d'Italia alle società ed enti che esercitano attività assicurativa, esclusivamente per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013. Il comma 3 prevede, in particolare, le disposizioni specifiche per i soggetti aderenti ai regimi opzionali del consolidato fiscale e della trasparenza fiscale mutuando, di fatto, le disposizioni già operanti per le cosiddette società di comodo e per le società operanti nel settore energetico per le quali, come noto, trova applicazione la cosiddetta robin tax . Viene specificato che l'addizionale non è dovuta sulle variazioni in aumento derivanti dall'applicazione dell'articolo 106, comma 3, delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.