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a parere dell'interrogante, appare urgente e necessario avviare iniziative volte all'emersione di evidenti profili di costituzionalità della legge n. 49 del 2016 e al contempo all'introduzione di misure anche di carattere normativo, volte alla revisione legislativa della riforma delle banche di credito cooperativo, che appare fortemente punitiva nei riguardi di consolidate forme operative orientate al supporto delle economie di zona, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere in merito alle considerazioni esposte; se condivida le osservazioni secondo le quali la riforma delle banche di credito cooperativo contenga numerose norme di dubbia conciliabilità che mal si conciliano con il principio di libera iniziativa economica, tutelato dall'articolo 41 della Costituzione, nonché contrarie alla logica della cooperazione, costituzionalmente tutelata e prevista dal disposto dell'articolo 45 della Costituzione; se condivida, inoltre, che l'impianto normativo della riforma sia, nel complesso, in evidente contrasto con i principi solidaristici e di mutualità delle banche locali, e se convenga che le conseguenze negative e penalizzanti sul piano economico e sociale si stiano già verificando nelle differenti territorialità del Paese; quali iniziative normative di conseguenza intenda intraprendere, al fine di modificare le disposizioni della riforma che, oltre a violare, con tutta evidenza, le disposizioni di rango costituzionale del nostro ordinamento, penalizzano fortemente il tessuto socioeconomico e produttivo locale, storicamente sostenuto dalle banche di credito cooperativo. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00617 ROMEO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: segnalazioni ricevute da cittadini in vacanza presso il comune di Cropani (Catanzaro) evidenziano alterazioni nel colore delle acque nei canali di scolo delle acque piovane; in particolare, una segnalazione alla stazione dei Carabinieri di Cropani, del 30 agosto 2018, fa riferimento alla presenza continua, per ogni mattina del mese, di bolle e schiuma di colore giallo nel canale di scolo delle acque piovane che si versano al mare attraversando la spiaggia adiacente al lido Levato; il giorno 30 agosto la quantità della schiuma era tale da non poter vedere l'acqua sottostante; i bagnanti temono l'inquinamento delle acque marine da sostanze non identificate; c'è da notare che, spesso, i liquami non depurati che vengono riversati nei corsi d'acqua, insieme ai fertilizzanti dilavati dalle piogge, finiscono in mare con il loro carico di sostanze organiche sotto forma di fosfati e nitrati che poi, con l'aumento delle temperature, scatenano in estate l'esplosione di microalghe, con conseguente colorazione anomala delle acque marine e le legittime proteste e fuga dei bagnanti, locali e turisti; ciò provoca un danno ingente all'indotto economico legato al turismo balneare, soprattutto nel periodo estivo; inoltre, è nota in Calabria una forte emergenza depurativa delle acque reflue che affluiscono al mare e della qualità delle acque in prossimità delle foci dei corsi d'acqua, che spesso diventano fognature a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione; spesso si apprende dai media l'evidenza di una carica batterica almeno due volte più alta di quella consentita dalla legge, con un giudizio delle acque di "fortemente inquinato", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare tutti gli opportuni provvedimenti di propria competenza per verificare le problematiche emerse nei canali di scolo delle acque piovane nel litorale del comune di Cropani (Catanzaro) e l'origine del fenomeno delle schiume e del colore giallo delle acque, anche disponendo apposite ispezioni e analisi fisico-chimiche ed ecotossicologiche da parte dei Carabinieri del NOE e del sistema nazionale delle agenzie ambientali. Atto n. 4-00618 SBROLLINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in Veneto risulta un'importante carenza di organico di dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado; fino all'anno scolastico 2017-2018 le reggenze venivano affidate su livello provinciale, attraverso una condivisione con i dirigenti a disposizione; in questo modo, si cercavano soluzioni che coinvolgessero il più possibile i dirigenti in reggenze che fossero su territori attigui e coerenti; considerato che: dall'anno scolastico 2018-2019 la organizzazione delle reggenze è stata fatta a livello regionale; a seguito di questa scelta, una commissione avrebbe creato dei criteri "asettici" per la distribuzione di questi incarichi sovrapposti; alla prova concreta, questi parametri hanno determinato reggenze che in alcuni casi mettono i dirigenti a sostenere scuole di ordini e gradi molto diversi, in località molto lontane tra loro; in alcuni casi i dirigenti sono chiamati a governare istituti che stanno a oltre 50 chilometri di distanza l'uno dall'altro, in zone montane dove le comunicazioni sono difficili soprattutto nei mesi invernali e le situazioni socioeconomiche assolutamente differenti e delicate, impedendo così al dirigente di occuparsi seriamente ed in profondità delle problematiche connesse con la scolarità; alcuni dirigenti si sarebbero rifiutati di accettare questo incarico ed avrebbero fatto ricorso manifestando, in un caso, addirittura l'ipotesi di licenziarsi, perché non in grado di ottemperare proficuamente e seriamente all'incarico attribuito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di condividere la preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare; se sia in grado di garantire che si faccia chiarezza subito e se la procedura seguita sia corretta oppure no; se ritenga di poter accettare che più di un dirigente faccia ricorso, mettendo in estrema difficoltà la gestione di scuole intere ad anno scolastico iniziato; se ritenga opportuno intervenire con provvedimenti legislativi finalizzati al conferimento di incarichi a reggenza ai collaboratori vicari (vicepresidi), vista l'incertezza della conclusione del concorso per il 1° settembre 2019. Atto n. 4-00619 GARAVINI MAGORNO MARGIOTTA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la Calabria presenta un territorio storicamente difficoltoso per i collegamenti, con il conseguente isolamento storico geografico; il Governo pro tempore Gentiloni, completando i lavori della Salerno-Reggio Calabria, ha facilitato i collegamenti della Regione con il resto d'Italia, ma permangono ancora difficoltà legate alla montuosità del territorio; il trasporto aereo rappresenta indubbiamente il metodo più semplice per raggiungere la Regione; attualmente, però, la regione dispone in maniera completa solamente dell'aeroporto di Lamezia Terme e di Reggio Calabria; l'aeroporto di Crotone è oggi solo parzialmente attivo, in seguito al fallimento della società Sant'Anna, gestore dell'aeroporto; esistono solamente le tratte Crotone-Pisa tre volte alla settimana dal 1° giugno fino al 31 agosto e Crotone-Bergamo, un volo al giorno fino al 31 ottobre;