[resaula]

Bisogna far pagare le tasse a chi ha fatto profitti, e non solo alle aziende energetiche: anche Amazon ha guadagnato in questi anni di Covid e non paga tasse, mentre il commerciante all'angolo chiude, sommerso dalla concorrenza sleale. Sosterremo i provvedimenti all'esame del Parlamento; chi le parla sarà relatore del provvedimento sull'invio di armi all'Ucraina e aiuti ai profughi, però - lo dico approfittando della presenza del Ministro dell'interno - dobbiamo esigere la ridiscussione del Trattato di Dublino, anche per i tempi ordinari, perché nessuno condivide lo sforzo italiano di accoglienza degli immigrati nei tempi ordinari. (Applausi) . Ben venga, allora, l'emergenza per discutere di regole anche nei tempi ordinari, che per l'Italia sono sempre di emergenza. Presidente Draghi, abbiamo l'occasione di trasformare l'Europa in un gigante che difende e non più in un burocrate che opprime con troppi lacci e lacciuoli. Condividiamo, quindi, l'azione che il Governo ha svolto in questi mesi e continueremo a sostenerla. Ma diciamo anche che lei ha la possibilità di giocare il successo dell'Italia su partite storiche. Il successo che l'Italia ha ottenuto nella lotta al Covid, sui vaccini, sul Piano nazionale di ripresa e resilienza - e siamo orgogliosi di avere sostenuto l'azione del Governo - si gioca anche su questa vicenda della storia e dell'Ucraina, perché, vede, conta più la spiaggia di Odessa che le spiagge di Riccione. Lei sarà giudicato, presidente Draghi - e noi pensiamo che sarà giudicato bene - dal successo sulle cose essenziali della storia, non sui dettagli della cronaca. Lasci che le Commissioni discutano di catasto o di spiagge, perché il suo successo sui grandi temi della storia sarà il successo dell'Italia e sarà anche il nostro successo. Buon lavoro, presidente Draghi! (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Presidente Draghi, abbiamo ascoltato molti interventi e molte delle cose che abbiamo sentito oggi da lei e dai colleghi intervenuti prima di me in Aula potranno apparire anche all'uditore ovvie, ma ci sono anche implicazioni meno ovvie, e partirei da una considerazione. Certamente oggi siamo qui per dare un indirizzo al Governo, da spendere poi in sede europea, affinché il nostro Paese faccia valere le sue buone ragioni in un contesto complicato. È ovvio che lei vada in Europa e faccia presente che c'è un costo dell'energia troppo elevato, ma non è per niente scontato che gli altri partner europei abbiano il nostro punto di vista in merito al costo dell'energia; sappiamo infatti benissimo che il sistema europeo è tutto tranne che standardizzato a questi livelli. Su questo avrà quindi bisogno di molto impegno e soprattutto di svolgere un lavoro complicato, ma deve tenere presente - dobbiamo tutti tenerlo presente - che non siamo qui a parlare semplicemente e solamente, per quanto sia impegnativo, di quanto accade in Ucraina. Dobbiamo anche avere la consapevolezza che dalle nostre azioni discenderanno successivamente altre questioni e ci saranno ovviamente delle controreazioni. Penso, signor Presidente, alla delicatezza del rapporto con gli altri partner europei in merito alle sanzioni, perché è evidente che più si va avanti e più queste metteranno in difficoltà. Sono la nostra arma in campo contro la Russia in merito all'economia, ma è altrettanto evidente che i ventisette Paesi europei si caratterizzano per necessità e anche per paure differenti, e se non si fanno bene i conti quello straordinario fronte compatto che si è miracolosamente presentato in questa circostanza potrebbe andare incontro a delle difficoltà, e questo non vogliamo che vanifichi gli sforzi finora fatti per giungere velocemente alla fine del conflitto. Ci sono quindi delle questioni che non sono tanto ovvie, perché adottare le sanzioni può essere una soluzione ovvia, ma non è ovvio che dall'altra parte questa possa produrre in tempi brevi degli effetti. Nel frattempo però dobbiamo essere consapevoli che le nostre imprese sono in difficoltà; che, passata l'ondata emotiva, ci sarà da ricostruire anche rapporti politici ed economici; che gli interi rapporti politici ed economici del globo da questa faccenda sono completamente mutati, fino ad arrivare ad approvvigionamenti da parte degli Stati Uniti di greggio con il Venezuela oppure a riaprire addirittura canali, che erano chiusi, con l'Iran. Questo ci dice che tutto sta mutando e che nulla, dopo questo evento bellico, sarà più come prima. Dobbiamo anche noi giocare in questo difficile equilibrio. Ci domandiamo ovviamente sempre quanto l'Unione europea giochi in squadra o quanto ogni singolo Paese giochi per sé, ma noi non abbiamo dubbi che il nostro ruolo sia quello di fare da player e non certamente da co-spettatori o da spettatori. Il ministro Di Maio si sta muovendo, sta andando in giro un po' per tutto l'emisfero Nord e l'emisfero Sud a cercare nuove forniture di energia e di carburante. Presidente Draghi, attenzione, perché i mezzi di informazione semplificano molto. Non dobbiamo sostituire una dipendenza con un'altra dipendenza (Applausi) . È evidente che oggi dobbiamo togliere la grande fornitura che arriva dalla Russia, ma stiamo attenti perché fornirci da alcuni Paesi del Centrafrica, da alcuni Paesi di cui non c'è neanche da nascondere il nome, come il Congo, l'Angola - non penso certamente all'Algeria o al Qatar - o la stessa Libia, ha delle implicazioni di politica estera e di rapporti di equilibrio. La Cina in Africa sta facendo infatti da lungo tempo politica estera. Quindi attenzione, perché raggiungere l'autonomia non significa sostituire la dipendenza dalla Russia con altre dipendenze, ma significa costruire dei rapporti - a mio avviso, su questo il Governo dovrebbe spendersi domani e prossimamente - con gli altri partner europei. Abbiamo firmato qualche giorno fa - e deve essere ratificato ancora dal Parlamento - il Trattato del Quirinale: c'è un Paese oltralpe, la Francia, che ha in sviluppo progetti importanti sul nucleare e possiamo tranquillamente collaborare con loro affinché quelle forniture diventino per noi capacità di essere autonomi e indipendenti rispetto a forniture che, arrivando da Paesi instabili, possono riportarci in futuro ad una nuova dipendenza. Su questo, signor presidente Draghi, dico che deve fare una differenza la sua presenza domani in sede europea, non limitandosi semplicemente, per quanto la situazione possa essere ovvia, a discutere l'ordine del giorno, ma anche spingendosi un po' più in là e pensando bene come l'Italia debba avere un proprio ruolo in questa situazione. È evidente, infatti, che lo stesso concetto che ho appena accennato di autonomia e, se vogliamo, anche di forniture non comprimibili deve essere applicato su ogni sfera che oggi è in difficoltà, che sia l'agricoltura, che sia la fornitura dei chip - come diceva lei prima - o la produzione di minerale: qualsiasi produzione strategica non deve andare sotto un dato limite, che dobbiamo considerare non comprimibile per essere autonomi. Se non si rimette al centro questo concetto, trasferiremo dipendenza ad altra dipendenza e questo certamente non ci serve. (Applausi) . Signor Presidente, abbiamo apprezzato molto l'intervento del Governo per ridurre il costo del carburante alla pompa: