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Con questo disegno di legge si intende quindi rispondere alla necessità di affrontare organicamente, nell'ambito di un progetto unitario di chiara valenza nazionale ed europea, ed in modo il più possibile coordinato tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti – nel rispetto delle rispettive autonomie e degli specifici compiti istituzionali – l'insieme di azioni necessarie alla valorizzazione delle tradizioni spirituali, musicali, letterarie, artistiche, architettoniche e al miglioramento dell'offerta culturale, turistica e ambientale nei territori interessati dalle persistenze della Via Francigena. Il disegno di legge ammette a finanziamento – previa valutazione dell'apposita Commissione – i progetti di intervento, anche in partenariato con i privati, per il recupero e la valorizzazione dei tracciati viari sopravvissuti (o rievocabili), dei luoghi di accoglienza (xenodochi, hospitalia , chiese e monasteri a loro collegati, oratori, luoghi di forte devozione popolare, alberghi veri e propri che sorgono soprattutto ad iniziare dall'età dei comuni), di ponti e guadi, delle direttrici secondarie incrocianti il percorso maggiore. Tutto questo, oltre che alla conoscenza della «cornice» spirituale culturale che sosteneva il valore e le funzioni della Via Francigena, deve portare alla rievocazione della complessa rete di comunicazioni e del contesto ambientale che ne costituivano la base insostituibile. Proprio per questo si prevede di operare per progetti di area vasta, anche interregionale, che tengano conto dell'ampio quadro delle dinamiche storiche, economiche e di pianificazione che interessano il territorio. Lo scopo è anche quello di inserire in modo organico l'intervento straordinario per la Via Francigena nelle scelte di programmazione ordinaria già individuate, per favorire l'ottimizzazione delle risorse e la massima efficacia degli interventi. Particolare attenzione si riserva alle iniziative promosse per i giovani e dai giovani e dall'associazionismo, nella consapevolezza che la formazione spirituale e culturale a dimensione europea delle nuove generazioni possa trovare nel percorso della Via Francigena un luogo particolarmente fecondo. Ai fini della redazione delle proposte, il disegno di legge sottolinea l'importanza di una riflessione concertata sul piano territoriale fra regione ed enti locali per redigere progetti pienamente coerenti con gli obiettivi individuati. Si è infatti ritenuto opportuno affidare alle singole regioni l'organizzazione del rapporto con gli enti locali, con le modalità ritenute più opportune anche in relazione alle legislazioni regionali vigenti nei diversi settori interessati dall'intervento (cultura, turismo, ambiente, pianificazione), riservando al piano nazionale, e in particolare a un'apposita Commissione istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta per la maggioranza da rappresentati delle regioni interessate, il compito di redigere le graduatorie dei progetti e di raccordare le politiche europee e di coordinamento tecnico a livello nazionale. In questo senso, si è ritenuto utile inoltre inserire tra i componenti della Commissione anche il presidente dell'Associazione europea delle Vie Francigene (AEVF), costituitasi il 22 aprile del 2001 per iniziativa di trentaquattro tra comuni e province italiane, e che vede anche l'adesione della città di Roma, «con il primario obiettivo di mettere a sistema esperienze e culture locali di grande importanza storico-culturale, di creare modalità di comunicazione turistica efficaci per valorizzare le diversità e permettere di attivare utili processi di crescita mediante lo scambio delle esperienze. L'ipotesi operativa parte proprio dalla costruzione e promozione di un prodotto turistico-culturale che valorizzi attività e luoghi lungo la Via Francigena, proposti in chiave unitaria, rispetto allo scenario nazionale ed europeo. In qualità di soggetto abilitato ufficialmente dal Consiglio d'Europa, l'AEVF dialoga con istituzioni europee, regioni, collettività locali per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario». Nel tempo in cui l'impegno dell'Italia è rivolto ai moderni corridoi infrastrutturali che possano meglio collegarla all'Europa nelle direzioni nord-sud ed est-ovest l'attenzione alla Via Francigena può contribuire fortemente alla riscoperta dell'identità originariamente europea del nostro Paese e delle radici dell'Europa, a intensificare gli scambi con gli altri popoli europei, a unire la geografia e la storia della nuova Europa che nasce con l'allargamento. Infine, l'idea del «cammino», che evoca non solo la meta ma il continuo attraversamento dei confini, che è sinonimo di fiducia, di apertura, di riflessione, di sosta, di scoperta, di testimonianza, di dialogo, di ospitalità, di incontro, può contribuire oggi alla costruzione morale e civile della nazione nella consapevolezza della sua vocazione europea, della sua collocazione geografica e storica che la fa ponte nel Mediterraneo tra Occidente e Oriente. Con un percorso di 1.800 km attraverso l'Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l'Italia sugli antichi cammini medievali verso le grandi mete religiose di Roma, Santiago di Compostela e Gerusalemme, l'Unione europea non può che trarre, dal rilancio e dalla valorizzazione degli itinerari culturali europei e dei cammini medievali di pellegrinaggio, il migliore auspicio per la costruzione piena dell'unità dell'Europa politica, luogo e spazio del cammino comune dell’ homo viator di oggi.. 1 1 Lo Stato, nell'ambito delle finalità di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, culturale, ambientale, artistico e paesaggistico e di promozione dello sviluppo socio-economico del Paese, riconosce l'antico percorso della Via Francigena quale risorsa culturale e ambientale di notevole interesse pubblico. A tale scopo, e anche al fine di aumentare l'efficacia degli interventi già effettuati, lo Stato promuove la tutela, la valorizzazione e il recupero della funzione originaria di cammino di pellegrinaggio del territorio attraversato dalla Via Francigena, tenendo conto del grande valore europeo dell'itinerario, come opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione residente nelle aree interessate, attraverso interventi di recupero, rifunzionalizzazione, valorizzazione, manutenzione e promozione del patrimonio storico-culturale, spirituale e ambientale e di riqualificazione del patrimonio ricettivo esistente, anche mediante opportune azioni di promozione turistica ovvero di marketing territoriale. 2 Ai fini della presente legge è denominata Via Francigena la grande direttrice viaria che, tra l'VIII e il XII secolo, ha costituito la principale via di comunicazione tra il Mare del Nord e Roma. La presente legge si applica al tratto di strade italiano della Via Francigena, che attraversa il territorio dalle Alpi fino a Roma e prosegue in Campania e Basilicata. Il tratto è altresì parte integrante della Via Francigena riconosciuta dal Consiglio d'Europa come «Itinerario culturale del Consiglio d'Europa» ai sensi della risoluzione (98) 4, adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 17 marzo 1998. 2 1 Lo Stato riconosce come meritevoli di finanziamento, in quanto idonei a garantire la valorizzazione economica, sociale, culturale e ambientale dell'area territoriale interessata dalla Via Francigena, i seguenti interventi: