[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale della nota al numero d'ordine 16 della tariffa annessa al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230 (Approvazione della tariffa delle tasse sulle concessioni regionali ai sensi dell'articolo 3 della legge 16 maggio 1970, n. 281, come sostituito dall'articolo 4 della legge 14 giugno 1990, n. 158) e dei numeri d'ordine 16 e 17 della tabella A allegata alla legge della Regione Piemonte 4 settembre 1996, n. 70 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), promosso con ordinanza del 23 marzo 2004 dal Tribunale di Torino nel procedimento civile vertente tra l'Azienda agrituristico-venatoria Montacuto e la Regione Piemonte, iscritta al n. 938 del registro ordinanze 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 48, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 4 maggio 2005 il Giudice relatore Franco Gallo.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Nel corso di un giudizio – promosso da una Azienda agrituristico-venatoria nei confronti della Regione Piemonte per la ripetizione di somme corrisposte a titolo di soprattassa correlata alla tassa sulla concessione regionale per la costituzione di azienda faunistico-venatoria – il Tribunale di Torino, con ordinanza del 23 marzo 2004, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale: 1) «della nota alla voce 16 della tariffa allegata al d.P.R. [recte: decreto legislativo] 22.6.1991 n. 230», in riferimento all'art. 76 Cost.; 2) «delle voci 16 e 17 della Tabella A richiamata dall'art. 54 della legge Regione Piemonte n. 70 del 1996», in riferimento all'art. 119 Cost. Il Tribunale rimettente – premesso che l'Azienda, in origine azienda faunistico-venatoria, è stata successivamente trasformata, nel 1999, in azienda agrituristico-venatoria – precisa che la soprattassa oggetto delle domande di restituzione è stata corrisposta, dal 1992 al 1996, in forza della nota al numero d'ordine 16 della tariffa annessa al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230 (Approvazione della tariffa delle tasse sulle concessioni regionali ai sensi dell'articolo 3 della legge 16 maggio 1970, n. 281, come sostituito dall'articolo 4 della legge 14 giugno 1990, n. 158) e, dal 1996, anche in forza dei numeri d'ordine 16 e 17 della tabella A, allegata alla legge della Regione Piemonte 4 settembre 1996, n. 70 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), richiamata dall'art. 54, comma 2, della legge stessa. Per quanto riguarda la non manifesta infondatezza delle questioni sollevate, il Giudice a quo sostiene: a) che la nota al numero d'ordine 16 della tariffa annessa al decreto legislativo n. 230 del 1991 «pare contrastare con la legge delega e cioè con l'art. 3 della legge 281/1970 come sostituito dall'art. 4 della legge 158/1990 che demanda al Governo l'approvazione della tariffa in materia di tasse di concessioni regionali ma non prevede la possibilità di istituire una soprattassa sulle stesse», sicché essa «violerebbe indirettamente l'art. 76 della Costituzione che subordina la validità del decreto legislativo al rispetto dei limiti della legge delega»; b) che, del pari, si pongono in contrasto con la citata legge delega n. 158 del 1990 e quindi «indirettamente» con l'art. 119 della Costituzione «anche le voci 16 e 17 della tabella A richiamata dall'art. 54 della legge Regione Piemonte n. 70 del 1996, nella parte in cui prevedono l'applicazione della soprattassa citata per le aziende faunistico venatorie e per le aziende agri turistico venatorie», in quanto le stesse, nello stabilirne la misura, travalicherebbero i limiti consentiti «dall'art. 4 comma 5» della legge di delegazione (recte: art. 3, comma 5, della legge n. 281 del 1970, nel testo sostituito dall'art. 4 della legge n. 158 del 1990), il quale, a sua volta, «consente alla legge regionale solo di disporre aumenti della tariffa, anche con riferimento solo ad alcune delle voci, in misura non superiore al 20% degli importi determinati per il periodo precedente, ovvero in misura non eccedente la maggiore percentuale di incremento disposta dallo Stato per le tasse sulle concessioni governative»; c) che l'assunto della Regione Piemonte – secondo cui la soprattassa era già prevista nel nostro ordinamento in forza dell'art. 61 del regio decreto 5 giugno 1939, n. 1016 (Approvazione del testo unico delle norme per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia) e pertanto non sarebbe stata introdotta ex novo dalle disposizioni censurate – risulterebbe privo di fondamento: sia perché la soprattassa era prevista unicamente per le bandite private e per le riserve, sia perché le disposizioni del regio decreto n. 1016 del 1939 sono state prima modificate dalle leggi 27 dicembre 1977, n. 968 (Principi generali e disposizioni per la protezione e la tutela della fauna e la disciplina della caccia), e 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), e poi abrogate a seguito della entrata in vigore delle leggi regionali in materia di caccia. 2. – È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, il quale ha chiesto che la sollevata questione di costituzionalità venga dichiarata infondata o manifestamente infondata. L'Avvocatura erariale osserva che l'interpretazione della norma di delegazione, posta a fondamento della questione stessa, non terrebbe conto della effettiva portata della disposizione, desunta dalla sua ratio e dalla evoluzione normativa della materia. In proposito, sostiene: a) che il testo originario dell'art. 3 della legge n. 281 del 1970 avrebbe inteso trasferire alle Regioni a statuto ordinario le stesse tasse già applicate dallo Stato nelle materie oggetto di delega ai sensi degli artt. 117 e 118 della Costituzione; b) che tale impostazione sarebbe stata confermata dall'art. 4 della legge n. 158 del 1990, che avrebbe previsto il coordinamento tra le nuove tasse sulle concessioni regionali e le pregresse tasse sulle concessioni governative, venute meno per effetto della delega alle Regioni;