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Questa è l'Italia nuova, per evitare che il dialogo tra imprese e lavoro sia fondato solo sulla riduzione delle tasse o dei diritti. (Applausi). PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, desidero dichiarare il voto favorevole del Gruppo PD alla proposta di risoluzione che abbiamo cofirmato, che esprime un forte auspicio per una conclusione positiva del negoziato sul bilancio poliennale e sul next generation EU. Dichiaro invece voto contrario alla proposta di risoluzione a prima firma Bonino - e ci dispiace - perché è incentrata su un tema che non è all'ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo, ossia la linea di credito del MES, che è uno degli strumenti che saranno valutati quando tutto lo scacchiere delle disponibilità sarà sul tavolo e sarà valutato da questo Parlamento. Come ha detto il mio collega, senatore Alfieri, andiamo ad un passo decisivo, relativo al piano della ricostruzione. Rispetto a questa scadenza, ci attendiamo che l'Europa dimostri di essere protagonista, come ha fatto in queste settimane, con l'attivazione delle misure della Banca centrale europea, la sospensione del Patto e tutti gli altri strumenti che conosciamo bene, smentendo la previsione che i soliti professionisti dell'Europa matrigna avevano espresso. L'Europa non farà nulla e oggi, rispetto all'iniziativa forte dell'Unione europea, non sanno che dire e fanno discorsi fuori tema e comizi elettorali, senza elezioni. L'Europa invece ha agito bene e l'ha fatto anche grazie alla spinta del Governo italiano: ora quelle risorse andranno spese tutte, come ha ricordato spesso il presidente Marcucci, e finalizzate a investimenti nell'economia verde, nella cultura, nel turismo, nella sanità e nel digitale. Signor presidente Conte, è certamente consapevole dell'ostilità dell'ultimo miglio, per ciò che riguarda sia la parte del piano di ricostruzione sia il bilancio poliennale; conosce bene anche i suoi limiti e cercherà di modificarli nella trattativa (mi riferisco alle risorse inadeguate di Erasmus Plus e di Europa creativa, ma anche al mancato investimento su un corpo europeo di solidarietà della gioventù europea, progetti che esprimono il più alto valore aggiunto dell'Unione europea). Quindi penso che lei, signor Presidente del Consiglio, lavorerà in questo senso e le affido anche il monito di Laocoonte ai troiani: " timeo Danaos et dona ferentes ", ovvero "temo i greci, anche quando portano i doni". Mi riferisco a certe dichiarazioni, che conosce perfettamente: quella del presidente del Consiglio europeo Michel e quella del premier Rutte. Il primo vorrebbe conchiudere tutto all'interno del Consiglio europeo, ovvero la valutazione di tutti i progetti, con un meccanismo di unanimità nel Consiglio europeo. Pensate: il dio sole! È inaccettabile per la democrazia europea. (Applausi) . Il meccanismo dell'unanimità - ha ragione il senatore Romani - paralizzerebbe l'attuazione del piano di ricostruzione, in Italia e in Europa. Poi c'è Rutte, che dice che si può andare anche a settembre, tanto dobbiamo collegare i fondi alle riforme. Basta con questa condizionalità! Il Governo italiano lo ha già detto e lo ripeta: nessuna condizionalità, perché non abbiamo bisogno di lezioni! (Applausi) . Le riforme le facciamo noi, sappiamo quando e come farle e non abbiamo bisogno di avere imposizioni moralistiche. Qualcuno non ha ancora memorizzato che c'è sempre un puro, più puro, che ti epura. Infine, ciò che serve in Europa, soprattutto in questo momento, è una forte leadership europea. Devo dire con estrema sincerità che mi fa piacere e ci fa piacere che Angela Merkel guidi il semestre di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea. Ci hanno diviso tante posizioni dalla Cancelliera tedesca nella nostra storia politica, però dobbiamo riconoscere con onestà che, grazie al lavoro, alla determinazione e alla lungimiranza della Cancelliera tedesca, grazie al lavoro del Governo italiano e grazie al lavoro del commissario Gentiloni Silveri e del presidente Sassoli, siamo riusciti a fare una cosa insperata: un piano di ricostruzione per 750 miliardi di euro, collegato al bilancio pluriennale, con misure adeguate alla terribile pandemia e all'emergenza che stiamo soffrendo. Merkel ha avuto un ruolo determinante e deve essere un punto di riferimento, in un'alleanza pro-europea. Guardate che il problema non è più tanto la contrapposizione tra frugali e cicale e forse neanche la divisione tra sovranisti ed europeisti. Il problema vero, oggi, è la sopravvivenza stessa dell'Europa e dei modelli di democrazia liberale, che ne sono la sostanza fondatrice. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, colleghi, ho ascoltato, come sempre con grande rispetto e attenzione, l'intervento del collega Pittella e tutti gli interventi che hanno preceduto il mio e devo dire che l'approccio nei confronti dell'Europa, da parte dell'Italia, deve essere sicuramente un approccio demanding , come si direbbe da quelle parti. Siamo contribuenti netti e diamo più di quello che, sino ad ora, abbiamo ricevuto. Certo, bisognerebbe indagare quanto di quello che abbiamo ricevuto o che avremmo potuto ricevere non lo abbiamo ricevuto fino in fondo perché non siamo stati in grado di attingere a disponibilità delle cui modalità di utilizzo non eravamo completamente padroni. Cerchiamo di essere molto franchi con noi stessi; cerchiamo di parlare dicendoci parole di verità. Signor Presidente del Consiglio,come mi sembra sia stato evocato anche da altri interventi che mi hanno preceduto, credo che non esista un'Europa in sé buona o cattiva, nutrice o matrigna, solidale o rigorista. Sicuramente questa Europa, rispetto a un'altra Europa che abbiamo visto in altri periodi storici e politici, ha messo a disposizione una potenza di fuoco (quella, sì, è una potenza di fuoco) soprattutto da parte della Banca centrale europea, mai vista fino ad ora. Ha messo a disposizione la possibilità, finalmente, di condividere, di mutualizzare il debito europeo, non passato ma futuro, con il famoso next generation EU. Signor Presidente del Consiglio mi perdoni, glielo dico, come sempre, con rispettosa simpatia: non credo che il Governo italiano si possa presentare in Europa - mi rivolgo anche al collega Pittella - dove conti se ti conti, se hai alleanze strategiche, conti sulla base della progettualità, della credibilità, della concretezza dell'azione politica dei singoli Stati membri, con un programma nazionale di riforme che dice il cosa ma non il come: etichette molto poco piene di contenuti. Non credo che il nostro Presidente del Consiglio si possa presentare in Europa con un decreto-legge semplificazioni. Lei ha detto, signor Presidente, che è un provvedimento che l'Europa ci invidia: ecco, vorremmo quantomeno leggerne il contenuto. (Applausi).