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Istituzione di sezioni specializzate del tribunale e della corte d'appello per la tutela dei diritti dei minori e della famiglia. Onorevoli Senatori. – La famiglia trova il suo più alto riconoscimento normativo all'interno della Costituzione, in quanto cellula fondamentale della società e luogo privilegiato di formazione e sviluppo della personalità di ogni suo componente. Il crescente numero di separazioni, divorzi, casi di violenze e maltrattamenti in famiglia, nonché i dilaganti fenomeni di « baby -criminalità» costituiscono tuttavia inequivocabili sintomi di una crisi dell'istituzione familiare all'interno della collettività. Essa, peraltro, in questa fase di perdurante crisi economica, si è in ogni caso dimostrata come il più stabile strumento di welfare a disposizione dell'intera società: per questo motivo è da valorizzare, non soltanto attraverso ulteriori risorse economiche, ma anche con strumenti normativi atti a rafforzare la sua presenza ed importanza nella società contemporanea. Il presente disegno di legge, pertanto, costituisce un intervento diretto a sostenere la famiglia non soltanto dal punto di vista economico o sociale, ma anche dal punto di vista giudiziario, istituendo sezioni specializzate che possano operare in un campo delicato come quello delle relazioni inter-familiari con quelle sensibilità e capacità di discernimento che si rendono indispensabili nel momento in cui si va ad intervenire su soggetti fragili quali spesso sono i minori e le madri. Qualsiasi intervento nel settore, difatti, non può prescindere dalla considerazione della delicatezza degli interessi in gioco: l'intervento esterno deve avvenire con un approccio caratterizzato da un'alta specializzazione dell'organo chiamato a intervenire e dall'efficienza e tempestività di tale intervento. Il presente disegno di legge intende creare le condizioni affinché l'intervento giurisdizionale sia in concreto efficace, tempestivo e incisivo, superando i problemi che investono l'attuale struttura della giustizia minorile. Si impone anzitutto una rivisitazione del concetto stesso di giustizia minorile, non più limitato entro gli angusti limiti delle attuali competenze dei tribunali per i minorenni, ma ampio e comprensivo di tutte quelle materie dove è messo direttamente in gioco il diritto del minore ad una crescita serena e armoniosa entro un sistema relazionale affettivamente ed educativamente valido. Affinché la riforma sia realmente efficace è poi necessario garantire un alto livello di specializzazione dell'organo giurisdizionale. L'attuale distribuzione delle competenze in materia di diritto di famiglia tra diversi organi giudiziari (tribunale ordinario, tribunale per i minorenni, giudice tutelare, pubblico ministero, corte d'appello) è, infatti, causa di una vera e propria dispersione di tali competenze e di una mancata specializzazione dei molti organi che si occupano di tali questioni. Con il presente disegno di legge si vuole istituire un unico giudice specializzato, con localizzazione molto più diffusa nel territorio di quanto non sia attualmente: l'istituzione di sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, oltre a garantire la dovuta specializzazione del giudice, consente di superare i problemi che fino ad oggi si sono registrati nella gestione della giustizia minorile da parte del tribunale per i minorenni. Nella prassi giudiziaria si è costretti ad assistere a decisioni, talvolta dai contenuti estremi, frutto di una concezione assolutistica dell'interesse del minore, sganciato dal più ampio concetto di tutela del nucleo familiare di appartenenza, al cui riequilibrio l'intervento giurisdizionale deve tendere, al fine di garantire al minore uno sviluppo armonico ed equilibrato in quella che ne è la sede naturale. Perché analoghi episodi non si registrino all'interno delle sezioni specializzate è tuttavia necessario un ulteriore intervento a livello procedimentale. L'attuale procedimento innanzi al tribunale per i minorenni, infatti, il più delle volte si svolge secondo le regole del procedimento camerale. Il processo, così strutturato, attribuisce al giudice vasti poteri discrezionali, a volte nella prassi ampliati in maniera inammissibile. Un processo civile realmente improntato al rispetto dei valori costituzionali, anche alla luce dei princìpi del «giusto processo» sanciti con la modifica dell'articolo 111 della Costituzione (legge costituzionale n. 2 del 1999), non può prescindere dal rispetto dei diritti inviolabili che fanno capo a tutti i soggetti destinatari dell'intervento giurisdizionale. Alla discrezionalità che attualmente caratterizza il procedimento camerale deve, dunque, sostituirsi un sistema in cui vengono predeterminate le modalità di realizzazione del contraddittorio, pur mantenendo le imprescindibili caratteristiche di celerità e di snellezza, stante la pregnanza degli interessi in gioco. Le modifiche, sostanziali e processuali, che il presente disegno di legge apporta all'attuale sistema della giustizia minorile danno una concreta risposta alle aspettative di quanti, operando all'interno di tale settore, da tempo ne denunciano il mal funzionamento ed auspicano una radicale riforma in grado di rendere l'intervento giurisdizionale efficace e garantista. Il presente disegno di legge consta di trentaquattro articoli, suddivisi in sei capi. Nel capo I sono istituite le sezioni specializzate del tribunale per la tutela dei diritti dei minori e della famiglia, definendone composizione e organici. Il capo II è dedicato alle competenze in materia penale, determinate sia in ragione della materia sia del territorio. Il capo III disciplina la competenza civile, attraendo alla competenza delle sezioni specializzate questioni fino ad oggi deferite al tribunale ordinario. Sono poi definite le modalità di svolgimento del procedimento civile, dettando al capo IV le regole processuali da applicare ai procedimenti di competenza delle sezioni specializzate. Il capo V è dedicato alle disposizioni organizzative e il capo VI alle disposizioni finali e transitorie. Organizzazione delle sezioni specializzate per la tutela dei diritti dei minori e della famiglia 1. Un intervento incisivo, capace di fornire risposte concrete all'esigenza di una giustizia minorile agile e immediata, rinviene il suo punto di partenza in una radicale trasformazione dell'attuale struttura dei tribunali per i minorenni e in una conseguente diversa distribuzione del nuovo organo giudiziario, le sezioni specializzate del tribunale, nel territorio nazionale. Attualmente in Italia i tribunali per i minorenni sono uno per distretto di corte d'appello, ossia, salvo alcune eccezioni, uno per regione. Ne deriva un'irregolare distribuzione degli uffici giudiziari minorili, con casi come quello del tribunale per i minorenni di Roma che, avendo giurisdizione su tutto il Lazio, copre una fascia di popolazione di 5 milioni circa di abitanti e come quello del tribunale di Reggio Calabria che ha giurisdizione su una popolazione di poche migliaia di abitanti. In alcune regioni la distanza che occorre coprire per raggiungere il tribunale per i minorenni nelle città capoluogo supera talvolta i 300 chilometri. È, dunque, necessario superare l'attuale eccessivo accentramento dei tribunali per i minorenni, provvedendo a una loro dislocazione più periferica nel territorio nazionale.