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La nuova tipologia contrattuale può agevolare la ricollocazione con un contratto a tempo indeterminato (tale è l'apprendistato) di persone che possiedono competenze specifiche, avendo già avuto precedenti esperienze lavorative, ma che non riescono a rientrare nel ciclo produttivo soprattutto per la mancanza di uno strumento contrattuale con cui le aziende possano gestire la necessaria riqualificazione. Occorre evidenziare che la legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014), all'articolo 1, comma 215, prevede l'istituzione, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Fondo per le politiche attive del lavoro, con una dotazione pari a 15 milioni di euro per il 2014 e a 20 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016. Lo stesso comma demanda ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali la definizione delle iniziative, anche sperimentali, finanziabili a valere sul suddetto Fondo, specificando che tali iniziative debbano essere intese a favorire il reinserimento lavorativo dei fruitori di ammortizzatori sociali (anche in regime di deroga) e di lavoratori in stato di disoccupazione ed essere sostenute da programmi formativi specifici; tra le iniziative finanziabili è compresa anche la sperimentazione regionale del contratto di ricollocazione, che non è un nuovo rapporto di lavoro ma un accordo tra lavoratore, strutture pubbliche regionali ed agenzie private per la ricollocazione di persone prive occupazione. L'apprendistato di riqualificazione può rappresentare una tipologia contrattuale coerente con gli obiettivi di questa misura di politica del lavoro e può rappresentare, in generale, un importante strumento per gestire il reinserimento nel mondo del lavoro di persone già professionalizzate ed appartenenti ad una fascia di età che, in assenza di interventi, rischierebbe di essere marginalizzata aumentando fenomeni di disagio sociale.. Art. 1. 1. Al testo unico dell'apprendistato, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, comma 2, dopo la lettera c) è aggiunta, in fine, la seguente: « c-bis) apprendistato di riqualificazione»; b) all'articolo 2: 1) al comma 1, lettera d) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fatto salvo quanto previsto all'articolo 5- bis , comma 5»; 2) al comma 3- bis sono premesse le seguenti parole: «Fermo quanto previsto all'articolo 5- bis , comma 6,»; c) all'articolo 4, comma 1, le parole: «ventinove anni» sono sostituite dalle seguenti: «trentanove anni»; d) dopo l'articolo 5, è inserito il seguente: «Art. 5- bis. -- (Apprendistato di riqualificazione). -- 1 . Possono essere assunti in tutti i settori di attività, pubblici o privati, con contratto di apprendistato di riqualificazione i soggetti in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181. 2 . La durata massima del contratto di apprendistato di riqualificazione è fissata dalla contrattazione collettiva, e non può comunque essere superiore a trentasei mesi. Il predetto limite è elevato a quarantotto mesi per le donne e per i soggetti che siano privi di regolare occupazione retribuita da oltre dodici mesi. 3 . I contratti collettivi possono definire specifiche modalità di gestione dell'attività formativa, fermo restando che l'azienda può erogare sotto la propria responsabilità esclusivamente quella finalizzata all'acquisizione delle competenze tecnico-professionali. In assenza di previsioni da parte della contrattazione collettiva aziendale o territoriale, spetta al datore di lavoro definire modalità coerenti con l'obiettivo di riqualificazione. 4 . La durata complessiva dell'attività formativa non può essere inferiore a sedici ore per ciascun anno di durata del contratto. Le regioni possono riconoscere contributi a favore delle aziende che eroghino un numero di ore maggiore rispetto al limite di cui al primo periodo, ovvero al diverso limite individuato in sede di contrattazione collettiva. 5. La previsione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d) , non si applica nel caso in cui il datore di lavoro impieghi, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione di lavoro ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, un numero complessivo di apprendisti non superiore rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. 6. L'assunzione di nuovi apprendisti ai sensi del presente articolo è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei quarantotto mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 30 per cento degli apprendisti impiegati in esecuzione delle disposizioni del presente articolo dallo stesso datore di lavoro. Dal computo della predetta percentuale sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale, è consentita l'assunzione di un numero massimo di cinque apprendisti ovvero di un apprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendisti pregressi. Gli apprendisti assunti in violazione dei limiti di cui al presente comma sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, al di fuori delle previsioni del presente decreto, sin dalla data di costituzione del rapporto. 7 . Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano nei confronti dei datori di lavoro che occupano alle loro dipendenze un numero di lavoratori inferiore a dieci unità».