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Per finanziare le attività di bonifica, di prevenzione e di contrasto degli avvelenamenti, l'articolo 12 stabilisce che le entrate derivanti dall'applicazione delle sanzioni pecuniarie debbano affluire all'entrata del bilancio del comune. L'articolo 13 stabilisce l'entrata in vigore della legge.. 1 (Divieto di preparazione e utilizzo di esche e bocconi avvelenati) 1 Ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell'incolumità delle persone, degli animali e dell'ambiente è vietato a chiunque detenere, utilizzare, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente; sono, altresì, vietati la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi sostanza o alimento preparati in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni o morte al soggetto che li ingerisce. 2 Il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto o che abbia riportato intossicazioni o lesioni a causa di esche o bocconi avvelenati o di qualsiasi alimento o sostanza di cui al comma 1, è tenuto a segnalare l'episodio alle autorità competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto avvelenamento, ai sensi dell'articolo 3, comma 1. 2 (Derattizzazione) 1 Tutte le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, sono effettuate con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle altre specie animali non bersaglio e sono pubblicizzate dalle ditte o dai privati cittadini tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. Gli avvisi contengono l'indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento, l'indicazione delle sostanze utilizzate e dell'antidoto. Le esche devono essere disposte in contenitori conformati in modo da consentire l'accesso alle esche esclusivamente alla specie bersaglio. 2 Al termine delle operazioni di cui al comma 1, il responsabile della ditta specializzata o il privato cittadino provvede alla bonifica del sito mediante il ritiro delle esche non utilizzate e delle spoglie di ratti o di altri animali. Il ritrovamento di animali non bersaglio deve essere segnalato al Servizio veterinario pubblico competente per territorio e al sindaco. 3 Nelle aree protette, per motivi di salvaguardia di specie selvatiche oggetto di misure di protezione a carattere internazionale, ove esse siano particolarmente minacciate dai ratti e ove qualunque metodo incruento si sia rivelato inefficace, è possibile effettuare, previa autorizzazione congiunta del Ministero della salute e del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, operazioni di derattizzazione mediante rodenticidi. Tali operazioni sono comunque effettuate con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle specie animali non bersaglio, le esche devono essere racchiuse in appositi e idonei contenitori e il tipo di rodenticida deve essere a bassa persistenza ambientale, sulla base della letteratura scientifica più aggiornata. Al fine di ottenere l'autorizzazione è necessario produrre documentazione contenente: a la stima della popolazione dei ratti; b uno studio che dimostri l'impatto negativo di tale popolazione sulle specie animali che si intendono salvaguardare; c i metodi incruenti già utilizzati e i risultati ottenuti; d il tipo di rodenticida che si intende utilizzare; e la durata del trattamento. 4 Al termine dell'operazione di cui al comma 3, le esche devono essere rimosse dall'ambiente e deve essere redatto un apposito verbale di chiusura dell'operazione, a cura del responsabile della stessa, nel quale sia indicato il numero di esche immesse nell'ambiente, l'area interessata dall'operazione e il numero di esche non utilizzate e rimosse al termine dell'operazione. Il suddetto verbale, inviato in copia al Ministero della salute e al Servizio veterinario pubblico competente per territorio, è a disposizione delle autorità competenti per eventuali controlli. Al termine dell'operazione di cui al comma 3 è altresì effettuato un piano di monitoraggio post trattamento comprendente la raccolta di tutti gli animali trovati morti nell'area interessata con l'individuazione delle cause del decesso per verificare se la morte sia attribuibile al trattamento stesso. 3 (Compiti del medico veterinario) 1 Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica o di rinvenimento di esche o bocconi avvelenati o comunque di sostanze o alimenti di cui all'articolo 1, comma 1, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario pubblico competente per territorio. 2 Il medico veterinario invia all'Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS) competente per territorio eventuali campioni e in caso di decesso dell'animale anche la carcassa, al fine dell'identificazione del veleno o della sostanza che ha provocato l'avvelenamento, accompagnati da referto anamnestico utile ad indirizzare la ricerca analitica. L'invio di carcasse di animali deceduti per avvelenamento e di campioni biologici da essi prelevati, nonché dì esche o bocconi sospetti di avvelenamento avviene per il tramite del Servizio veterinario pubblico competente per territorio o delle imprese convenzionate. Tale invio, accompagnato da apposita scheda, può avvenire anche tramite il veterinario libero professionista, il detentore dell'animale o chiunque lo abbia rinvenuto o abbia rinvenuto esche o bocconi sospetti di avvelenamento. 4 (Compiti degli IZS) 1 Gli IZS sottopongono a necroscopia l'animale ed effettuano gli opportuni accertamenti e le analisi di laboratorio sui campioni pervenuti o prelevati in sede necroscopica. 2 Gli IZS eseguono e refertano la necroscopia entro quarantotto ore e le analisi entro ventiquattro ore dall'arrivo del campione, comunicandone gli esiti al medico veterinario che ha segnalato l'evento, al Servizio veterinario pubblico territorialmente competente, al sindaco e, in caso di accertato avvelenamento, all'autorità giudiziaria. 3 Gli IZS aggiornano semestralmente la banca dati nazionale sugli avvelenamenti, istituita presso il Ministero della salute, con la distribuzione degli episodi di avvelenamento nonché con la loro localizzazione temporale e il tipo di veleno o sostanza utilizzata. 5 (Lista delle sostanze velenose) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dalla data di entrata in vigore della presente legge, indicano, sulla base della frequenza del loro utilizzo, una lista delle sostanze velenose, che per finalità propria, ovvero a causa del loro uso anche per la preparazione di esche e bocconi avvelenati, devono essere sottoposte a vendita in regime controllato tramite registrazione. 2 La lista, di cui al comma 1, aggiornata ogni due anni sulla base di eventuali variazioni nelle sostanze utilizzate, così come indicato dai reperti tossicologici relativi ai casi esaminati, è pubblicata integralmente nel Bollettino ufficiale della regione o della provincia autonoma.