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Le percentuali maggiori di sforamenti da polveri sottili si registrano specialmente nelle stazioni di rilevamento installate dall'Arpac, e presenti ad Acerra Scuola Caporale, Pomigliano D'Arco zona Asi e San Vitaliano Scuola Marconi, ma il problema sembra essere maggiormente rappresentato nell'intero territorio dell'Agro-nolano, zona esistente in continuità della cosiddetta "Terra dei Fuochi"; alla situazione già critica, persistente ormai da alcuni anni, va a sommarsi anche la incidenza, inquietante, di incendi scoppiati in diverse strutture per la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti, proprio nel 2018. Tra gli esempi a cui si può fare riferimento c'è l'incendio del deposito della società Ecologia Bruscino e Ambiente Srl, dello stesso gruppo a San Vitaliano (Napoli), scoppiato il 2 luglio 2018, dopo il quale è stato fatto un sopralluogo da parte del ministro Costa in persona, e per il quale restano ancora sconosciute le cause. A seguire, nel mese di settembre, si registra l'incendio di Pastorano (Caserta) del deposito per stoccaggio rifiuti della Gesia presso il Polo tecnologico ambientale, quindi l'incendio di Marcianise, presso la Lea Srl del 24 ottobre 2018, dove alcuni testimoni riferiscono di esplosioni precedenti lo scoppio dell'incendio, si presuppone molotov , ma le indagini sono ancora in corso, ed in fine a bruciare, l'impianto CDR di San Tammaro, che si trova vicino al carcere di Santa Maria Capua Vetere, il 1° novembre 2018; considerato che: da anni associazioni del territorio, tra cui l'associazione V.I.T.A., il Comitato per la salute San Vitaliano e l'associazione di promozione sociale Centura Ets, lamentano uno scarso interesse da parte delle autorità preposte, in primis la Regione Campania, e denunciano, con esposti alla Procura della Repubblica, lo stato dei fatti; al 25 settembre 2018 le centraline Arpac hanno registrato tantissimi superamenti dei livelli di inquinamento, in molti casi ben oltre il doppio del limite concesso, in circa 9 mesi: San Vitaliano 77 superamenti, Pomigliano ASI 74, Acerra Caporale 44, Acerra Zona industriale 47, Casoria Palizzi 28, Napoli via Argine 11, Caserta De Amicis 24 e così via; le fonti di emissione delle polveri sottili potrebbero anche trovarsi distanti diversi chilometri dalla centrale di rilevamento, si chiede di sapere: se siano stati predisposti controlli presso tutte le aziende del territorio che potrebbero potenzialmente emettere polveri sottili, oltre che CO2, in atmosfera, ed eventualmente quali riscontri si siano già ottenuti; quale iniziative il Ministro in indirizzo abbia intenzione di intraprendere rispetto alla tragica frequenza dei roghi nei depositi di stoccaggio. Atto n. 3-00346 BOLDRINI PITTELLA CUCCA IORI PATRIARCA BELLANOVA Al Ministro dell'interno Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: il 1° novembre 2018 in previsione delle celebrazioni della Festa dell'unità nazionale e delle forze armate, Nicola Lodi, segretario comunale della Lega del Comune di Ferrara, avrebbe issato la bandiera della Lega Nord sul pennone riservato, da sempre, nella storia della Repubblica, solo al tricolore per le celebrazioni ufficiali; il gesto, filmato e mandato in diretta "Facebook", sarebbe avvenuto volutamente di notte; il diretto interessato ha definito l'episodio una goliardata, ma ad avviso degli interroganti si ravvisa, al contrario, l'ennesimo atto di disprezzo gratuito delle istituzioni e ad un sopruso nei confronti di un simbolo che rappresenta la nazione intera, democraticamente governata. Un simile gesto, secondo gli interroganti, richiama nei modi uno sfregio alla bandiera che rappresenta tutti gli italiani, sostituendola con un simbolo di partito e non può essere lasciato correre; l'autore del gesto appartiene al partito, il cui leader ricopre la carica di Ministro dell'interno. Ed in quanto Ministro dell'interno, che ha giurato sulla Costituzione, deve ad avviso degli interroganti esprimersi nel merito, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti di cui in premessa; se non ritenga doveroso stigmatizzare tale comportamento e quali iniziative intenda adottare al fine di evitare che si ripetano tali episodi nel nostro Paese. Atto n. 3-00347 BELLANOVA VALENTE MALPEZZI PINOTTI ALFIERI MARGIOTTA FEDELI LAUS CUCCA BOLDRINI Assuntela MESSINA ASTORRE ROJC FERRAZZI PATRIARCA RICHETTI FARAONE BITI STEFANO VERDUCCI D'ALFONSO TARICCO PARRINI PITTELLA NANNICINI MANCA SUDANO GIACOBBE IORI ROSSOMANDO MARINO COLLINA SBROLLINI MAGORNO GINETTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: come riportato da diverse testate giornalistiche, il 31 ottobre 2018, 200 lavoratori del gruppo Comdata, il call center più rilevante sul territorio salentino per numero di occupati con circa 1.200 lavoratori a tempo indeterminato cui si sommano circa 800 tra lavoratori in somministrazione e collaboratori a progetto, hanno ricevuto comunicazione del mancato rinnovo del contratto in somministrazione in scadenza al 31 ottobre; stesso destino avevano già vissuto decine di lavoratori nelle settimane passate. Tra loro anche lavoratori ormai strutturati, al lavoro sulle grandi commesse da oltre 18 mesi; non è la prima denuncia pubblica contro gli effetti che, purtroppo in tutto il Paese, sta producendo il decreto-legge n. 87 del 2018, cosiddetto decreto dignità, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018; già i dati Istat riferiti a luglio, primo mese di parziale applicazione delle nuove norme del decreto dignità, indicavano una crescita di sole 8.000 unità di contratti a tempo determinato, pari alla metà dell'aumento di giugno (pari a 16.000); lo stesso presidente dell'Inps, a fronte della relazione di accompagnamento del decreto, si era espresso negativamente sugli effetti che avrebbe prodotto; in un particolareggiato report anche l'associazione Aidp che riunisce e rappresenta i direttori del personale delle aziende aveva lanciato l'allarme sul rischio boom di partite Iva e "finti" lavoratori autonomi, considerandolo uno degli effetti imprevisti del decreto dignità. Quello che accadrà, si legge infatti nel rapporto, non sarà un aumento dei contratti di lavoro a tempo indeterminato piuttosto un aumento del turnover dei lavoratori a termine che lavoreranno solo due anni e verranno sostituiti con altri lavoratori allo scadere del periodo massimo. E rischio, sempre secondo l'analisi dell'Aidp, di un boom di partite Iva che a quel punto potrebbero rappresentare per i datori di lavoro una soluzione conveniente; per settimane il Governo ha parlato del decreto come di una misura virtuosa, tesa a stabilizzare i posti di lavoro, anche se la stessa relazione tecnica che corredava il testo ha fatto emergere sin da subito non pochi dubbi;