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Riforma del processo tributario. Onorevoli Senatori. -- L'attuale crisi economica in cui versa l'Italia è dovuta principalmente a problemi di natura fiscale non solo per quanto riguarda l'elevata tassazione ma, soprattutto, per le difficoltà dei cittadini-contribuenti di potersi compiutamente ed efficacemente difendere presso le attuali Commissioni tributarie. La crisi della giustizia tributaria rientra nella generale crisi della giustizia e, pertanto, la riforma generale di quest'ultima non può assolutamente prescindere dalla necessaria, urgente e completa riforma della prima. Il superamento di detto stato di crisi richiede misure organiche e non parziali, come purtroppo è successo e sta succedendo soprattutto (ma non esclusivamente) nell'ambito del processo civile, con l'effetto di accentuare e non eliminare le inefficienze. Oggi, la struttura delle commissioni tributarie non rispetta assolutamente il dettato costituzionale dell'articolo 111 che, al comma secondo, testualmente dispone: «Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata». La terzietà ed imparzialità dei giudici tributari oggi non appare tale perché le commissioni dipendono strutturalmente ed organicamente dal Ministero dell'economia e delle finanze, che è una delle parti in causa ed ha interesse a restringere l'autonomia dei suddetti organi e rendere difficile la difesa ai contribuenti, che spesso sono costretti a patteggiare e conciliare gli avvisi di accertamento, per non subire il rischio di vedersi rigettati i ricorsi per i limiti difensivi imposti oggi dalla legge. Il presente disegno di riforma del codice del processo tributario intende, innanzitutto, sottrarre la gestione al Ministero dell'economia e delle finanze e affidarla a un’istituzione terza, come il Ministero della giustizia. Inoltre, il presente progetto intende porre su un piano di effettiva parità processuale sia la parte pubblica sia la parte privata, consentendo nella fase istruttoria di poter citare i testi e deferire i giuramenti, senza alcuna limitazione, davanti a giudici tributari professionali, a tempo pieno e ben retribuiti per il difficile e delicato compito cui devono adempiere. Inoltre, si prevede la possibilità di poter chiedere la sospensione anche nei successivi gradi di appello e di ricorso per Cassazione nonché di poter conciliare in ogni stato e grado del processo, senza le limitazioni attuali che vincolano il contribuente a definire sino alla prima udienza utile di merito in primo grado. Infine, è giusto combattere l'evasione fiscale ma al tempo stesso non bisogna limitare e pregiudicare il diritto di difesa, costituzionalmente garantito dall'articolo 24, perché non si devono più assolutamente verificare casi in cui un'azienda viene dichiarata fallita a seguito di un avviso di accertamento che non ha potuto impugnare non per cattiva professionalità del difensore ma perché la legge gli ha impedito di poter utilizzare tutti i mezzi istruttori che, invece, sono riconosciuti negli altri ordinamenti giudiziari.. 1 DISPOSIZIONI GENERALI I DEI GIUDICI TRIBUTARI E DEI LORO AUSILIARI I DELLA GIURISDIZIONE TRIBUTARIA 1 (Gli organi della giurisdizione tributaria) 1 La giurisdizione tributaria è esercitata dai tribunali tributari, dalle corti di appello tributarie e dalla Sezione tributaria della Corte di cassazione, secondo criteri di efficienza e di professionalità. 2 I tribunali tributari hanno sede presso i tribunali e le corti di appello tributarie hanno sede presso le corti di appello. 3 I giudici tributari applicano le norme processuali di cui alla presente legge, per l'uniformità del rito come strumento di semplificazione e di celerità. 4 Solo per quanto non disposto dalla presente legge, anche con l'impiego dell'analogia, e sempre che siano compatibili con esse, i giudici tributari applicano le disposizioni del codice di procedura civile e le disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368. 5 L'organizzazione e la gestione dei giudici tributari è affidata esclusivamente al Ministero della giustizia per assicurare la terzietà dell'organo giudicante, ai sensi dell'articolo 111 della Costituzione. 2 (Ambito della giurisdizione tributaria) 1 Appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati. 2 Sono demandate ai giudici tributari anche tutte le controversie catastali. 3 I giudici tributari hanno giurisdizione anche sulle controversie che attengono all'atto di pignoramento e agli altri atti della esecuzione forzata tributaria. 4 Per le controversie di valore non superiore a 5.000 euro il tribunale tributario decide in composizione monocratica. Il valore della controversia è determinato secondo le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 19. Il giudice monocratico non è ammesso in grado di appello. 3 (Difetto di giurisdizione del giudice tributario) 1 Il difetto di giurisdizione è rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo, salvo il giudicato sul punto. 2 È applicabile l'articolo 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69. 4 (Regolamento preventivo di giurisdizione) 1 Finché la causa non sia stata decisa in primo grado, ciascuna delle parti può proporre regolamento di giurisdizione, a norma degli articoli 41 e 367, secondo comma, del codice di procedura civile. 5 (Trasferimento dell'azione davanti al giudice tributario) 1 Se dalla Corte di cassazione o da altro giudice, con pronuncia passata in giudicato, viene riconosciuta la giurisdizione del giudice tributario, l'azione è trasferita davanti a questo mediante ricorso secondo le modalità e le forme indicate dall'articolo 41. 2 Il ricorso di cui al comma 1 può essere presentato, a pena d'inammissibilità, soltanto dopo il passaggio in giudicato della pronuncia che dichiara la giurisdizione del giudice tributario ed entro il termine perentorio di sei mesi da quando la pronuncia stessa è passata in giudicato. 3 Nel giudizio attivato a norma dei commi 1 e 2, fermi gli effetti sostanziali e processuali che la domanda avrebbe prodotto se inizialmente proposta davanti al giudice tributario, tutte le parti possono rimodulare le rispettive difese, adeguandole a quelle proprie del processo tributario, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute. 4 Le parti, a loro richiesta, sono rimesse in termini in caso di errore scusabile ove ricorrano le condizioni di cui all'articolo 153, secondo comma, del codice di procedura civile. 5 I provvedimenti cautelari emessi nel giudizio davanti al giudice inizialmente adito conservano la loro efficacia, salvo che, su istanza della parte interessata, siano revocati o modificati dal giudice tributario, a norma dell'articolo 114. II DELLA COMPETENZA DEI GIUDICI TRIBUTARI 6 (Competenza per territorio dei tribunali tributari)