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Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto spesso utilizziamo gli interventi di fine seduta per portare all'attenzione dell'Assemblea fatti incresciosi, brutte notizie e problemi che affliggono il Paese. Quelli purtroppo non mancano mai, ma oggi voglio parlarvi di una encomiabile iniziativa che traccia concretamente la strada da percorrere per risolvere i problemi legati allo sfruttamento del lavoro, alla sostenibilità ambientale, alla genuinità dei prodotti alimentari, al reddito dei produttori, alla sottrazione di manodopera dalle grinfie delle organizzazioni malavitose. Su alcuni terreni in provincia di Foggia, 40 persone di colore hanno lavorato alla raccolta dei pomodori seguendo le norme sulla sicurezza, sulla paga e sull'orario di lavoro, alloggiati in moduli abitativi di Casa Sankara, la foresteria situata tra San Severo e Foggia finanziata dalla Regione Puglia, e trasportati sul posto di lavoro con navette. L'iniziativa è frutto dell'azione combinata fra l'associazione internazionale NoCap, dal marchio di qualità «Iamme», dalla rete dei supermercati del gruppo Megamark, dall'associazione Rete per la terra. L'Associazione NoCap effettua verifiche sulle aziende agricole che intendono far parte della rete e sull'intera filiera dei prodotti che si fregiano del proprio bollino etico, insieme all'ente di certificazione del Dipartimento qualità agroalimentare (DQA) accreditato presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e l'Ente italiano di accreditamento (Accredia), per accertarsi che tutte le disposizioni e norme in materia di lavoro e sicurezza siano rispettate e applicate secondo gli obblighi nazionali ed internazionali. Si tratta di un progetto che coinvolge diverse aziende e qualche centinaio di braccianti: ragazzi, donne e uomini che vengono sottratti ai ricatti della malavita organizzata e dei caporali e che lavorano onestamente in Puglia, Basilicata e Sicilia. Il tutto, come dicevo, si svolge con contratti di lavoro regolari, spostamenti su mezzi di trasporto appropriati, visite mediche, dispositivi per la sicurezza sul lavoro e bagni chimici nei campi. La legge n. 199 del 2016 contro lo sfruttamento dei lavoratori prevede non solo la fase repressiva nei confronti degli autori del lavoro irregolare, ma anche il supporto dei lavoratori per la individuazione di idonee forme di collaborazione con le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità. In Puglia finalmente riusciamo a muoverci in questa direzione; una collaborazione fra soggetti pubblici e privati che ancora fa fatica a diffondersi, ma rappresenta la giusta direzione per tutti quei benefici prima elencati. Il tutto senza dimenticare il ruolo fondamentale che il consumatore finale assume in questo circuito virtuoso, dove la fa da padrone. Come spesso ricordato, fare la spesa è il gesto politico per eccellenza; farla consapevolmente ci porterà a salvarci dal magma costituito dall'insostenibilità ambientale mista allo sfruttamento dei lavoratori. Bisogna tenere comportamenti improntati alla civiltà e alla responsabilità. Onorevoli colleghi, sul lavoro, fondamento della nostra Repubblica, si costruisce anche la cittadinanza di quanti iniziano in Italia una vita nuova. Il lavoro è una leva d'integrazione che non si limita all'emancipazione socioeconomica, ma investe una dimensione più personale, e per questo totalizzante, fatta di relazioni, confronto, condivisione di difficoltà e successi, senso di appartenenza. Dalla mia Regione arriva quindi un importante segnale di speranza. Oserei dire di più: dalla Puglia arriva una ricetta, una possibile soluzione a problemi ben noti che noi rappresentanti delle istituzioni siamo chiamati ad affrontare con fatti concreti e non con palesemente inutili e ripetitivi proclami elettorali. (Applausi dal Gruppo M5S) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, colgo l'occasione per richiamare l'attenzione del Ministro dello sviluppo economico su una mia iniziativa di sindacato ispettivo - atto 4-02134 del 9 settembre - riguardante la crescita esponenziale artificiale dei costi di sistema contenuti all'interno delle bollette di energia elettrica. A fronte di tutte le premure governative e parlamentari, stiamo assistendo a un aumento fuori controllo di questi costi che non corrispondono all'effettiva utenza servita. La bolletta, nei fatti, veicola il privilegio delle imprese e delle società concessionarie che erogano questi servizi fondamentali. Accade per la luce, l'energia elettrica e il gas. Al riguardo, ho interrogato il Ministro, poiché soltanto nel 2019 siamo arrivati a un aumento netto misurato del 13 per cento (per quanto riguarda il gas, del 10 per cento). Ci sono costi sostenuti da coppie che, rispetto all'anno precedente, arrivano, soltanto per quanto riguarda l'erogazione dell'energia elettrica e del gas, a 4.300 euro, mentre per famiglie con una maggiore consistenza questo costo supera i 5.000 euro. Dentro questa cornice esiste anche l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), che, sulla base di elementi di coordinamento, deve effettuare la misurabilità di Governo e Parlamento. Dobbiamo fare in modo che il Ministro spinga ARERA e che questa faccia il suo dovere affinché l'erogatore dei servizi, in ragione di guadagni facili, non sia portato ad addormentarsi nell'inefficienza e inefficacia. Quest'interrogazione è di mio interesse, ma non è confinata al territorio da cui nasce la mia legittimazione democratica, perché la questione riguarda l'Italia. Mi auguro che il bravo, competente e da me anche apprezzato personalmente Ministro dello sviluppo economico metta questo aspetto in agenda come una priorità, poiché la vita delle famiglie non può essere messa in difficoltà e affanno da un aumento vertiginoso, artificiale e troppo comodo che caratterizza il rapporto contrattuale tra gestore e famiglia destinataria. (Applausi dal Gruppo PD) . FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, Governo assente, colleghe e colleghi, nella seduta odierna abbiamo esaminato due disegni di legge, entrambi in materia di produzione agricola. Uno di questi tratta il tema delle centrali del latte, per il quale il Governo ha prospettato una soluzione, mentre la vertenza sul latte ovino sardo non trova ancora una soluzione. Le problematiche affrontate qualche mese fa dal ministro Centinaio passano ora al nuovo ministro Bellanova, che ancora non abbiamo sentito esprimersi in proposito. È necessario che il Governo trovi al più presto una soluzione per evitare quelle scene ed episodi di protesta cui abbiamo assistito, di cui i pastori sono stati sì i protagonisti, ma anche vittime.