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Il provvedimento cui facciamo riferimento e di cui chiediamo l'estensione, oltre a prevedere la nomina dei due commissari, estende la ricostruzione coinvolgendo anche la Conferenza episcopale italiana e il Ministero della cultura. È quindi una misura nel suo complesso assolutamente composita ed è infatti inserita nella riforma del codice degli appalti. Nell'emendamento che Fratelli d'Italia ha depositato anche al Senato chiediamo l'estensione della normativa anche ad altri territori; non solo le zone del Centro Italia colpite dal sisma del 2016, ma anche a Campobasso e ai nove Comuni della provincia di Catania. Si tratta di nove Comuni pedemontani che stanno tra l'altro subendo conseguenze sul piano economico, con riferimento particolare alle piccole e medie imprese. Sapete benissimo che è un territorio in cui si lavora moltissimo sul piano imprenditoriale agricolo e su quello del turismo. Pensiamo alla produzione del miele, alle aziende vitivinicole e quant'altro. Senza poi sottodimensionare o comunque non tener conto di quanto già riferito dal senatore Malan ieri e oggi dal senatore De Bertoldi sulla metodica capziosa e strisciante di inserire attraverso la posizione di una questione di fiducia tutto ciò che il Parlamento ha deciso in senso contrario. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, vorrei approfittare del tempo che mi è concesso per raccontare quanto accaduto nella giornata di ieri nella 12 a Commissione. Mi riferisco, cioè, alla storia breve e triste di un dovere e di un diritto negato, quello che attiene al Senato della Repubblica, e più in generale al Parlamento, di indagare con una Commissione apposita sui fatti che attengono alla emergenza del Covid-19. Non sto andando fuori tema rispetto al dibattito sull'apposizione della questione di fiducia, perché le due vicende hanno la medesima radice, cioè quella di negare anche l'evidenza di fronte alla ragione (certamente non di Stato, né di Governo) della tenuta di una maggioranza che non sta in piedi, se non fosse per l'impossibilità di fare altro e di fare qualcosa di buono per questa Nazione. In particolare, come i colleghi sanno perfettamente, la vicenda del Covid-19 ci è costata oltre 132.000 vittime (il mio pensiero va ai relativi familiari) e oltre 200 miliardi di debito pubblico aggiuntivo, che dovremo rimborsare le nuove e future generazioni, e non si capisce bene dov'è andata a finire tutta questa enorme massa di danaro spesa anche dalle due gestioni commissariali. Abbiamo abbattuto il nostro PIL di oltre nove punti percentuali per effetto dei provvedimenti di chiusura necessitati dalle inconsistenze e dalle incompletezze della risposta sanitaria all'emergenza Covid. Solo nel 2020 abbiamo visto cessare oltre 300.000 partite IVA. Si potrebbe andare avanti a dismisura con i numeri per illustrare ai colleghi l'assurdità di una decisione che arriva all'epilogo di un lungo percorso volto a negare la possibilità di indagare da parte del Senato della Repubblica su quello che accadde nella gestione di questa emergenza. Due circostanze aggravano il tema. La prima è che tutti i grandi Paesi d'Europa hanno istituito Commissioni di inchiesta, alcune delle quali hanno già esaurito il loro lavoro e riconsegnato alle Assemblee parlamentari il frutto del loro lavoro: mi riferisco al Regno Unito, alla Spagna, alla Francia. Perfino alcune Regioni (le più grandi, ma anche alcune piccole) hanno istituito Commissioni d'inchiesta regionali sulla risposta dei servizi sanitari regionali all'emergenza Covid-19. Vi sono poi altre evidenze. In ogni legislatura (almeno nelle ultime quattro o cinque) è stata istituita una Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, che è ritenuta sostanzialmente permanente nella gestione di una legislatura, come ad esempio la Commissione antimafia o quella sul ciclo dei rifiuti, proprio per dover indagare sulla gestione di una materia sensibile e delicata qual è la salute dei nostri concittadini. Pertanto, già prima dell'emergenza Covid erano state depositate, a firma di tutti i Gruppi, delle richieste di istituzione della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale. Ricordo che quest'anno ricorrono circa quarantuno anni dalla sua istituzione. Pertanto, l'assetto e l'architettura del Servizio sanitario nazionale è in corso di riforma in tante parti e tutto ciò genericamente all'insaputa di questo Parlamento. Arrivano i provvedimenti, come quello di stamattina, che non attiene alla sanità ma viene confezionato alla stessa stregua, e viene depositato "prendere o lasciare" senza dibattito, apponendo la questione di fiducia anche su 30 emendamenti, come diceva poco fa il collega De Bertoldi. Rispetto a queste evidenze arriva il Covid; già quando il tema dell'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale era maturo arriva il Covid, evidentemente ad aggravare il quadro e ad accentuare la necessità di vedere che cosa accade nella materia complessiva della gestione dell'emergenza e in particolare nella risposta dei provvedimenti di contenimento sanitario. Finalmente, nella giornata di ieri, arriviamo all'apertura del sipario di questo teatrino che si è consumato nella Commissione sanità, anche con la partecipazione - con grande dispiacere devo dire - da comprimari e da attori consumati di colleghi del centrodestra, per impedire alla Commissione di indagare sulla vicenda Covid, perché - questo è il paradosso, Presidente - l'emergenza è in corso. Allora, mi viene da dire: almeno trovatene un'altra. Non volete essere sinceri sulla circostanza che non ci sono le carte in regola, per cui non si può andare a indagare i mille fatti oscuri di questa vicenda, a cominciare dai contratti di fornitura dei vaccini, secretati? Ne dico una, ma ne potrei dire cento. Trovate altre scuse, trovate altri argomenti. Non vi presentate davanti ai cittadini con questo argomento, perché è evidente che nessuno può comprendere che cosa sta accadendo e la distanza di quest'Assemblea e dei parlamentari della Repubblica dai cittadini. Il 2 novembre, nella ricorrenza del giorno dei defunti, un'associazione di familiari di defunti per Covid che proveniva dalla Bergamasca è stata fatta approdare a Piazza Santi Apostoli per manifestare le loro giuste argomentazioni, ben lontano dal clamore dei centri di potere. Questi familiari hanno chiesto una sola cosa, che il Parlamento indaghi sul Covid, su quello che è accaduto e su quello che sta accadendo. A questa richiesta accorata e pressante noi siamo assolutamente sordi. Questo è veramente vergognoso. Rispetto a questo richiamo l'attenzione dell'Assemblea su quello che accadrà nei prossimi giorni, perché Fratelli d'Italia ha chiesto al Governo di venire in Aula a discutere di questa vicenda e di questa richiesta. Richiamo tutti a un senso maggiore di responsabilità e di consapevolezza del nostro ruolo di senatori della Repubblica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, il quale sicuramente è degnamente rappresentato, ma visto che un Ministro viene a mettere la fiducia, forse se ascoltasse anche quello che dice il Senato, visto che il Senato è privato di qualunque possibilità di intervenire, non sarebbe male.