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Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2562, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signora Presidente, poiché questo è un dibattito sulla politica internazionale, oltre a essere ovviamente legato alla fiducia al Governo, mi consenta di iniziare il mio intervento con un pensiero indirizzato a un grande esperto di politica internazionale, un grande amico di molti di noi e un professionista che ha onorato la professione del giornalismo, che è Franco Venturini, venuto a mancato ieri. (Applausi) . Mi fa molto piacere che il Senato, con questo applauso, gli indirizzi un saluto e anche un ringraziamento. Stiamo legando naturalmente la fiducia al Governo Draghi, che il Gruppo Per le Autonomie voterà convintamente, a un provvedimento che - solo perché non ci siano equivoci - riassumo nei suoi punti fondamentali: cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamento militare all'Ucraina, la Nazione che è stata aggredita; potenziamento del dispositivo NATO nell'area; provvedimenti di urgenza in ordine agli approvvigionamenti energetici; accoglienza dei profughi e misure a favore di imprese che esportano in Russia, Ucraina e Bielorussia. Il merito di questo provvedimento è difficilmente contestabile. Si è imbastita una polemica - secondo me è stata la classica tempesta in un bicchier d'acqua - sul tema dell'aumento delle spese militari, che peraltro saranno contenute nei prossimi provvedimenti e non in questo, a seguito di un ordine del giorno che i colleghi di Fratelli d'Italia avevano presentato. Noi abbiamo votato convintamente quell'ordine del giorno e voglio dire ai colleghi di Fratelli d'Italia che la loro posizione e la gestione di quest'ordine del giorno fa loro onore, perché, essendo una forza di opposizione, hanno fatto prevalere un contributo positivo e privo di aspetti di polemica politica. In questo momento così delicato per le sorti dell'umanità, dell'Europa e dell'Italia hanno fatto uno sforzo di unità nazionale. La ritengo una prova di maturità per tutti, maggioranza e opposizione. Ritengo inoltre - e lo devo dire con una certa amarezza - che certi toni che si sono sentiti anche in questi giorni all'interno della maggioranza, sono più indicativi di aspettative elettorali che provenienti da lucide analisi di carattere politico. (Applausi) . Colleghi, i fatti sono chiari: nel 2014 la Russia ha annesso in modo illegale la Crimea. Nei mesi successivi ha occupato e, di fatto, annesso in modo illegale parte della regione del Donbass. Molti hanno sperato che questa fosse la parola fine al contenzioso tra Russia e Ucraina e che Putin fosse appagato dal risultato raggiunto. Forse anche io ero tra quelli - voglio essere onesto - perché non l'hanno sperato gli altri, ma lo abbiamo sperato tutti. L'Occidente ha girato la testa dall'altra parte. Sarà la storia a spiegare e a dare un voto al nostro atteggiamento, ma oggi sto solo fotografando la situazione. Dopo alcuni anni nessuno di noi, solo pochi mesi fa, avrebbe pensato alla possibilità di un'azione sul territorio ucraino, con migliaia di carri armati che puntano a Kiev o a Leopoli. Questo, colleghi, è avvenuto. Apriamo gli occhi. Vedendo il dibattito politico di questi giorni, ho la sensazione che qualcuno abbia preso degli abbagli e continui a voler pervicacemente tenere chiusi gli occhi. Si contesta il fatto che forniamo armi di difesa, come Paesi NATO, all'Ucraina. Colleghi, ma la nostra Repubblica è nata sulla Resistenza e sulla lotta al fascismo. (Applausi) . Noi abbiamo combattuto e onorato, con le medaglie d'oro al valor militare, i resistenti che hanno combattuto, evidentemente con le armi, non con le parole, contro i nazisti che occupavano l'Italia e contro i fascisti che si erano arroccati a Salò. Tutto questo fa parte della storia dolorosa di un popolo e anche di una divaricazione tragica che ha spezzato le famiglie all'interno del suolo nazionale, al punto che proprio negli ultimi anni in fondo si è riusciti a pervenire a una memoria condivisa e a una valutazione unitaria di questi fatti. Rispetto al dramma che stanno vivendo gli ucraini e ai bambini soli che scappano, sono terrorizzato dalla possibilità di traffico, abusi o commercio di bambini, come di donne. E questo purtroppo è un rischio permanente per l'esodo di migliaia di persone che fuggono dalle loro case e cercano accoglienza nei Paesi vicini, a cui ci dobbiamo inchinare, colleghi. Negli ultimi mesi abbiamo avuto tante volte polemiche con la Polonia, perché vedevamo alcuni atteggiamenti che non ci piacevano, ma i polacchi sono straordinari! Nelle loro città centinaia di migliaia di persone stanno arrivando dall'Ucraina e vengono ospitate dalle famiglie. L'Europa in questa vicenda sta dando anche il meglio di sé e io credo che in questo frangente dobbiamo avere il senso della storia. Tante volte i fatti più drammatici provocano anche del bene e in questo caso il bene è che ci siamo risvegliati e che l'Europa oggi capisce quanto drammaticamente avesse ragione Alcide De Gasperi - delle cui memorie è stata custode gelosa la signora Maria Romana, deceduta proprio nei giorni scorsi - a dire che ci volevano una comunità di difesa e una politica estera comune. Lo statista trentino diceva che l'Europa non può avere solo un'anima monetaria o economica, ma deve avere anche una dimensione e un cuore politici. (Applausi) . Oggi, colleghi, ce ne rendiamo conto e c'è da commuoversi a vedere che gli ucraini al centro del loro negoziato, accettando di non porre la loro candidatura alla NATO, chiedono di essere parte della famiglia europea, perché la loro cultura, la loro storia e il loro percorso li porta a volere un destino condiviso con noi. Tutto questo sta capitando e noi dovremmo far finta che non capiti? Qualcuno si chiede perché aumentare le spese militari oggi. Ciò accade perché purtroppo le nostre analisi su Putin erano sbagliate e ci siamo illusi che fosse possibile andare avanti implementando le spese militari, come peraltro ha fatto giustamente anche il Governo Conte, in modo non particolarmente vibrante, ma purtroppo oggi ci sono stati dei fatti. Se guardiamo la realtà, questi fatti ci conducono ad atteggiamenti chiari. Vorrei concludere il mio intervento, signor Presidente, con una considerazione. Armi o riarmi per cosa, per offendere? Perché l'Italia e la NATO progettano l'invasione di un Paese? Le armi servono a tenere un equilibrio che porti alla pace perché, se vuoi preparare la pace, devi essere pronto ad affrontare l'insidia e a evitare che dittatori ai margini dell'Europa siano tentati, in presenza di uno squilibrio militare, di fare ciò che hanno fatto in Ucraina. Colleghi, è una realtà amara, ma il senso di responsabilità che la politica ha è di assumere laicamente le proprie decisioni, anche quando sono dolorose.