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da anticipazioni pervenute agli interroganti, risulta che il decreto-legge recante proroga di termini di disposizioni legislative, approvato nel Consiglio dei ministri il 24 luglio 2018, conterrebbe, con riferimento al processo di razionalizzazione delle sedi giudiziarie, la proroga del termine per la cessazione del temporaneo ripristino della sezione distaccata di Ischia nel Tribunale di Napoli, facendo salva solo la sede distaccata di Ischia e non anche quella della sezione distaccata del Tribunale di Livorno, a Portoferraio; giova ricordare che il processo di razionalizzazione e concentrazione delle sedi giudiziarie, avviato dai precedenti governi con la soppressione di sedi distaccate di tribunali, ha tenuto in giusta considerazione le sedi delle isole minori, con una serie di proroghe; la natura insulare del territorio è una realtà insopprimibile, al pari di quella di Ischia, della cui sezione distaccata si dispone, al contrario, fino al 2021; se ciò rispondesse al vero, si perpetrerebbe un'evidente ed irragionevole ingiustizia ai danni di un territorio che conta più di 30.000 abitanti, sottraendo allo stesso un servizio già radicato e importante; sarebbe opportuno a parere degli interroganti garantire il giusto diritto della popolazione isolana a godere della tutela giudiziaria, senza dover affrontare i costi e i disagi dei quotidiani collegamenti marittimi; se confermata, una siffatta decisione discriminatoria smentirebbe l'obiettivo, più volte enunciato dall'attuale maggioranza di Governo, di rendere il servizio della tutela giudiziaria più vicina ai cittadini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, tenuto conto anche delle possibili conseguenze negative, in termini di economicità ed efficienza del sistema giudiziario, non ritenga di dover rivedere la decisione assunta, garantendo il mantenimento della sezione distaccata del Tribunale di Livorno a Portoferraio, al fine di rappresentare le esigenze di continuità territoriale dell'isola d'Elba. Atto n. 4-00413 LANZI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto riportato da fonti di stampa nelle ultime settimane, Fabrizio Pagani si è dimesso dal Ministero dell'economia e delle finanze ed è "approdato" al fondo newyorchese Muzinich & Co, presso il quale ricopre il ruolo di head of economics and capital market strategy, come si legge online su "la Repubblica" del 19 giugno 2018; inoltre, Pagani è stato proposto come consigliere d'amministrazione di ENI SpA nella lista presentata dal Ministero (titolare in via diretta del 4,34 per cento del capitale sociale della stessa) e votata dalla maggioranza degli azionisti che hanno partecipato all'assemblea; considerato che tra i requisiti per l'eleggibilità sanciti dalla direttiva del Ministero per la procedura di selezione e valutazione dei diversi profili di soggetti idonei a ricoprire le cariche negli organi societari nelle società direttamente controllate è considerata l'assenza di conflitto di interessi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga, essendo il fondo Muzinich specializzato in investimenti ad alto rendimento per il settore pubblico e privato, possano configurarsi profili di conflitto di interessi in capo a Fabrizio Pagani per il ruolo di consigliere di ENI; se intenda attivare le opportune iniziative affinché si giunga a rivedere la nomina di Pagani quale consigliere di amministrazione, vista la sussistenza di situazioni potenzialmente conflittuali tra loro, al fine di procedere alla cooptazione di un nuovo consigliere. Atto n. 4-00414 BARBARO Al Ministro della giustizia Premesso che: l'intervento normativo derivante dai decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155 e n. 156, in attuazione della delega conferita al Governo dall'art. 1 della legge 14 settembre 2011, n. 148, ha comportato la riorganizzazione degli uffici giudiziari di primo grado "ordinari'' esistenti (165 tribunali, con relative procure, 220 sezioni distaccate di tribunale e 667 uffici del giudice di pace), con la conseguente drastica riduzione degli uffici del giudice di pace, nonché della soppressione di 30 tribunali e relative procure, tra i quali il Tribunale di Rossano Calabro, accorpato al Tribunale di Castrovillari, entrambi in provincia di Cosenza; le Commissioni Giustizia di Camera e Senato, in sede di discussione della ''riforma'', chiedevano al Governo di esonerare dalla soppressione quei ''presidi'' che operano in zone ad alta intensità di criminalità organizzata e, nello specifico, si chiedeva che non venisse soppresso alcuno dei 4 tribunali calabresi (Rossano, Castrovillari, Paola e Lamezia) e, in subordine, si chiedeva di salvaguardare prioritariamente quei tribunali, come Rossano, allocati in territori con una maggiore distanza dal capoluogo di provincia; il Ministro pro tempore , in data 7 giugno 2016, in risposta ad un'interrogazione del sen. Raffaele Volpi (Lega Nord), riguardante le criticità emerse dopo la riforma della ''geografia giudiziaria'' del 2012, ed in particolare, le conseguenze sull'amministrazione della giustizia in Calabria, derivanti dalla soppressione del Tribunale di Rossano, assicurava che: 1) ''gli effetti della riforma della "geografia giudiziaria" riguardante i Tribunali di primo grado sono oggetto di continuo monitoraggio'' anche al fine di ''individuare possibili rimedi correttivi alle criticità evidenziate nella fase attuativa''; 2) ''il processo di revisione della geografia giudiziaria è sottoposto ad una verifica progressiva ed è ulteriormente orientato alla ridefinizione degli Uffici di secondo grado''; sembra ormai indifferibile la necessità di una rivisitazione della geografia giudiziaria, in quanto, a parere dell'interrogante, occorre riorganizzare gli uffici giudiziari di primo livello secondo criteri oggettivi ed omogenei che tengano conto di parametri che nel tempo spesso sono mutati: l'estensione del territorio, il numero degli abitanti, i carichi di lavoro e l'indice delle sopravvenienze, la specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale e al tasso d'impatto della criminalità organizzata; si auspica la modifica della riforma del 2012 sulla base della quale si sono operati i ''tagli'' ai tribunali, per conseguire l'obiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini ed alle imprese', si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di apportare, con ogni provvedimento utile, rimedi correttivi al decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, al fine di ripristinare il Tribunale di Rossano per assicurare ad un territorio, profondamente mutato nella sua estensione, nel numero di abitanti, nella sua situazione infrastrutturale, ma anche con un accresciuto impatto della criminalità organizzata, la presenza di uffici giudiziari di primo livello. Atto n. 4-00415 ERRANI DE PETRIS LAFORGIA GRASSO Al Ministro della salute Premesso che: