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per far fronte a tale contingenza il comma 3 dell'articolo 222 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, istituisce il "fondo emergenziale per le filiere in crisi", con una dotazione di 90 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato all'erogazione di aiuti diretti al fine di favorire il rilancio produttivo e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura e superare le conseguenze economiche derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda fornire chiarimenti in merito alla suddivisione delle risorse del fondo e, in particolare, spiegare in che misura questo verrà destinato alla filiera florovivaistica; quali misure di sostegno siano state predisposte e quando diventeranno operative. Atto n. 3-01850 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI DE VECCHIS SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il 3 luglio 2020 AGEA ha indetto una gara d'appalto per l'acquisto, da parte dello Stato, di olio extravergine di oliva in bottiglia da litro, da assegnare agli indigenti, per un totale di 7 milioni e 980.000 euro; viste le condizioni della gara, al ribasso a partire da una base d'asta di 3,2 euro al litro, è quasi certo che l'olio sarà acquistato da produttori esteri, comunitari o extracomunitari, possibilità non esclusa dal bando laddove non sono previste imposizioni per l'origine del prodotto, ma solo obblighi di tracciabilità e di rispetto di quanto previsto dal punto 1 dell'allegato 1 del regolamento di esecuzione (UE) n. 1348/2013, ovvero che l'olio sia extravergine; nei fatti, quindi, mentre i produttori nazionali sono in crisi a causa delle ricadute economiche del lockdown , lo Stato italiano si accinge ad acquistare con gara pubblica quasi 8 milioni di litri di olio proveniente dall'estero, alle medesime condizioni economiche in cui lo potrebbe acquistare una catena della grande distribuzione da un imbottigliatore qualsiasi (attualmente la base oleicola degli scaffali dei supermercati presenta offerte a 2,90 euro al litro); pochi giorni fa, il Ministro in indirizzo ha dichiarato che l'olio è stato uno dei settori maggiormente coinvolti dal blocco dei canali commerciali causati dall'emergenza sanitaria e che il numero delle giacenze è decisamente più elevato rispetto all'anno passato. Purtroppo alle dichiarazioni rese "Stiamo intervenendo su più fronti per alleggerire il mercato ed evitare una sovraproduzione che potrebbe ripercuotersi non solo sull'andamento dei prezzi, ma anche sull'immagine delle nostre produzioni di qualità", non sono seguite azioni concrete; se fosse stato realizzato un bando per olio extravergine d'oliva DOP o IGP, o almeno 100 per cento italiano, con una base d'asta da 4 euro al litro, si sarebbero potute realizzare le finalità di sostegno agli indigenti ma, allo stesso tempo, si sarebbero potute aggiudicare circa 2 milioni di bottiglie di olio nazionale di qualità (2.000 tonnellate), riducendo lo stock oleario e tenendo sostenuta la quotazione dell'extravergine italiano in un momento dell'anno che, tradizionalmente, subisce tensioni sui prezzi, si chiede di sapere, considerato che ad oggi nessuna misura è stata messa in atto per sostenere i produttori olivicoli italiani, anzi, addirittura è stata indetta una gara pubblica che li penalizza, quali siano le azioni che il Ministro ha intrapreso per "alleggerire il mercato dell'olio ed evitare una sovraproduzione che potrebbe ripercuotersi non solo sull'andamento dei prezzi, ma anche sull'immagine delle nostre produzioni di qualità", come da dichiarazioni rese. Atto n. 3-01851 BINETTI Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: l'articolo 7 della legge 11 gennaio 2018, n. 3, individua e istituisce le professioni sanitarie dell'osteopata e del chiropratico; il comma 2 prescrive che, con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della medesima legge, ovvero entro lo scorso 15 maggio 2018, vengano stabiliti "l'ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell'osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell'esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti"; prevede, inoltre, che, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, siano definiti l'ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi; il 21 febbraio 2019 il Ministero della salute, fornendo risposta all'interrogazione 5-01537 presentata in XII Commissione permanente (Affari sociali) alla Camera dei deputati, ha reso noto che subito dopo l'entrata in vigore della legge n. 3 del 2018, si è attivato per dare attuazione all'articolo 7 della legge, che ha individuato, nell'ambito delle professioni sanitarie, le professioni dell'osteopata e del chiropratico, e si è anche proceduto ad attivare appositi incontri tecnici con le associazioni professionali di riferimento; tenuto conto della necessità di riprendere l' iter di regolamentazione dell'osteopatia come professione sanitaria, in attuazione della legge, onde evitare ulteriori ritardi che danneggiano i professionisti e i pazienti che vi fanno ricorso; con particolare riferimento all' iter normativo, il Ministero ha riferito di incontri svoltisi con le associazioni, dai quali sarebbe emersa "una piena convergenza sull'individuazione degli ambiti di attività e competenza della figura professionale"; infine, il Ministero della salute ha ipotizzato "la definizione di uno schema di accordo da inviare in Conferenza Stato-Regioni, previo parere del Consiglio superiore di sanità, già nell'ambito della prossima riunione utile"; tenuto conto altresì che in attesa di una normativa sanitaria di riferimento la categoria degli osteopati permane in una situazione di incertezza, aggravata durante la pandemia di COVID-19 e il lockdown dall'impossibilità di ricevere indicazioni formali circa la propria attività, a differenza delle categorie professionali sanitarie già istituite; considerato che lo schema di accordo relativo all'individuazione degli ambiti di attività e competenza della figura professionale dell'osteopata è stato trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni; considerato che i termini previsti dalla legge n. 3 del 2018 sono ampiamente superati, e che a oggi lo schema di accordo non risulta ancora calendarizzato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivarsi per sollecitare la calendarizzazione dello schema di accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni ai fini del prosieguo dell' iter normativo.