[pronunce]

il comma 1 del menzionato art. 6 contempla semplicemente un obbligo di informazione e comunicazione in capo all'Assessore regionale delegato al personale a favore della Commissione consiliare competente; il comma 2 dello stesso articolo prevede la celebrazione di un concorso per titoli e colloquio; il comma 3 del medesimo art. 6 si limita ad individuare la destinazione di alcuni posti vacanti nella pianta organica di un'agenzia regionale; il successivo comma 4 prevede solamente l'adozione di un programma di collocazione di personale già in mobilità collettiva - onde non vi è né nuova assunzione di personale che già non sia dipendente di enti regionali, né stabilizzazione di personale assunto a tempo determinato -; il comma 5 ribadisce che le operazioni di cui ai commi precedenti si realizzeranno solamente limitatamente alle esigenze dell'amministrazione e senza aumento di spesa; il comma 6 si limita a disporre in tema di finanziamenti. 2.9.- Anche rispetto alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 8, della legge reg. Sardegna n. 16 del 2011 la resistente eccepisce l'inammissibilità per genericità, poiché la violazione dell'art. 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010 è solamente asserita, ma non dimostrata. Nel merito, ad avviso della difesa regionale, la censura non è fondata, perché la norma censurata non prevede affatto che la Regione oltrepassi, per l'utilizzazione del personale a tempo determinato, il limite del 50 per cento della spesa sostenuta per la stessa finalità nel 2009, né il ricorrente ha dimostrato che la somma prevista dalla norma impugnata sia totalmente destinata a finanziare rapporti di lavoro a tempo determinato. Infine, la Regione richiama quanto dedotto a proposito della questione di legittimità costituzionalità dell'art. 4, comma 10, della legge reg. Sardegna n. 16 del 2011. 2.10.- In ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, commi 3 e 6, della medesima legge sarda, la resistente eccepisce l'inammissibilità della censura articolata in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., perché formulata in maniera ipotetica e generica, senza neppure enunciare i principi fondamentali che sarebbero stabiliti dai parametri interposti invocati. Altrettanto inammissibile è, ad avviso della resistente, la censura formulata in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera o), Cost., poiché il Presidente del Consiglio dei ministri si limita a citare tale norma costituzionale, senza aggiungere altro. Nel merito, la Regione autonoma Sardegna sostiene che la lamentata lesione dell'art. 117, terzo comma, Cost., non è fondata, perché la norma impugnata è espressione dell'esercizio della competenza legislativa in materia di stato giuridico ed economico del personale e perché l'indicazione a parametro interposto dell'art. 72 del decreto-legge n. 112 del 2008 sarebbe inconferente (la difesa regionale cita, al riguardo la sentenza di questa Corte n. 151 del 2010). Identica conclusione è sostenuta dalla resistente rispetto alla questione promossa in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera o), Cost., perché la disposizione censurata non realizza alcuna invasione nella materia previdenziale. La difesa regionale aggiunge che l'intento sotteso alla normativa oggetto della presente questione è quello del contenimento della spesa, come reso manifesto dal comma 7 dello stesso art. 9, secondo il quale i posti resisi vacanti a seguito dell'applicazione dell'art. 9 sono soppressi nella misura del 70 per cento della dotazione organica corrispondente. 2.11.- La resistente afferma che anche la questione di legittimità costituzionale dell'art. 10 della legge reg. Sardegna n. 16 del 2011 promossa in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., è inammissibile, perché generica e infondata, perché il Presidente del Consiglio dei ministri muove dall'errata premessa secondo cui l'art. 17, commi da 10 a 13, del decreto-legge n. 78 del 2009 sarebbe espressione della competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile. Anche la questione promossa in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost. è, ad avviso della difesa regionale, inammissibile, sia perché generica, sia perché incompleta (non avendo il ricorrente specificato quale particolare attribuzione statale sarebbe stata lesa). Nel merito, essa sarebbe comunque infondata, perché il comma 1 dell'impugnato art. 10 stabilisce che la spesa prevista sia finanziata con le risorse dei bilanci dei rispettivi enti e che l'aggiornamento del piano pluriennale di superamento del precariato debba rispettare le effettive necessità delle amministrazioni e delle relative dotazioni organiche. Infine, la censura formulata in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost. sarebbe anch'essa inammissibile per genericità e, nel merito, infondata perché l'art. 10, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 16 del 2011 prevede che il piano pluriennale di superamento del precariato si applichi solamente a coloro che hanno già superato prove selettive di natura concorsuale o che si sottopongono a prove selettive concorsuali. 3.- In prossimità dell'udienza pubblica la Regione autonoma Sardegna ha depositato una memoria nella quale insiste nelle conclusioni già rassegnate e ripete le argomentazioni svolte nell'atto di costituzione, aggiungendo alcune considerazioni. 3.1.- In ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 5, della legge reg. Sardegna n. 16 del 2011, la resistente sostiene che la censura formulata dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 97 Cost. è infondata proprio alla luce del principio del buon andamento dell'amministrazione, il quale postula che in ogni struttura pubblica ci sia una dirigenza, esigenza che la norma impugnata dal ricorrente mira appunto a soddisfare. Inoltre, a conferma del fatto che la norma censurata non violerebbe neppure l'art. 81, quarto comma, Cost., la difesa regionale deduce che le risorse necessarie per finanziare la disposizione sono previste nell'elenco n. 1 («Spese obbligatorie e d'ordine»), allegato alla legge della Regione Sardegna 15 marzo 2012, n. 7 (Bilancio di previsione per l'anno 2012 e bilancio pluriennale per gli anni 2012-2014). 3.2.- Rispetto alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 10, della legge reg.