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Questa percentuale impressionante sale all'80 per cento per i medici in servizio al pronto soccorso o al 118. Nel 2019 i numeri ufficiali parlavano di oltre 1.000 episodi, senza tener conto delle aggressioni non denunciate, che ci porterebbero a triplicare questi numeri. Si tratta di una vera e propria emergenza, che coinvolge persone che svolgono attività di cura in contesti emotivamente, oltre che sanitariamente, complessi e che proprio per questo devono essere maggiormente tutelate. Non ci sono giustificazioni a queste violenze, bisogna condannare queste condotte, prima e dopo la pandemia. In tal senso, il provvedimento in esame, che conclude oggi il suo iter parlamentare, non è soltanto giusto, ma necessario. Sarà finalmente applicata l'estensione delle stesse pene previste nell'ipotesi di lesioni personali cagionate a pubblico ufficiale, anche al personale delle professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle proprie funzioni. A ciò si aggiunga che queste professioni saranno tutelate, prevedendo un'ulteriore aggravante per chi commette il fatto con violenza o minaccia, proprio in ragione della professione di chi la subisce. È giusto, inoltre, l'aggravio delle pene in caso di lesioni gravi o gravissime, anche a danno di «chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso». Un ringraziamento va quindi ai colleghi deputati, che nell'ambito del passaggio parlamentare alla Camera hanno rafforzato e implementato alcuni ulteriori e importanti misure in tal senso. Colleghi, non basta però inasprire le pene, se non si agisce anche a livello culturale e organizzativo del sistema sanitario, anche attraverso una migliore organizzazione dei turni di lavoro e una formazione alla relazione e alla gestione della propria vita emotiva, all'adozione di princìpi specifici nei protocolli di sicurezza, alla promozione del lavoro di équipe . Non si deve dimenticare, infatti, che l'esposizione prolungata al dolore, nelle professioni mediche è fonte, notoriamente, di grande burnout e di difficoltà emotive anche forti, al punto che la letteratura scientifica parla persino di un tasso suicidario più elevato nei medici. Ben venga quindi il provvedimento, che cerca di dare risposte, anche con la promozione di iniziative di formazione e informazione sull'importanza del rispetto del lavoro sanitario, attraverso la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale, la prevenzione delle situazioni di conflitto e l'istituzione di una giornata di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, allo scopo di sensibilizzare la cittadinanza ad una cultura nuova, attraverso una maggiore informazione e formazione. È importante sottolineare che non esistono relazioni di cura prive di emozioni: è l'atteggiamento di chi ostenta freddezza emotiva, che spesso maschera, sotto l'apparente impassibilità, una difesa davanti al continuo contatto con la sofferenza. In fondo, già la mitologia greca ci raccontava del centauro Chirone, il guaritore ferito, colpito da una freccia che gli aveva procurato una ferita inguaribile, che ogni giorno, prima di andare ad insegnare l'arte medica agli altri, doveva curare se stesso: curare e prendersi cura di sé, per poter prendersi cura degli altri. Le professioni sanitarie sono complesse e difficili e spesso il personale non è adeguatamente preparato a riconoscere le proprie emozioni, ma anche a gestire o contenere l'aggressività dei pazienti o delle loro famiglie, che magari non accettano il dolore di una diagnosi infausta o la morte di un familiare o la malattia psichiatrica. Non è sempre facile l'empatia o la pazienza del prendersi cura. Dunque, riconoscere le tonalità emotive che entrano in gioco richiede una preparazione, che solo raramente entra a far parte del bagaglio formativo delle professioni sanitarie. Sia chiaro allora che, se da una parte sono certamente comprensibili, in certi casi, la protesta e la richiesta di attenzione e responsabilizzazione nei confronti di possibili errori o di migliorare la comunicazione, dall'altra non è accettabile che l'esercizio della professione medica sia oggetto di aggressione, ostacolata da eccessi drammatici e ingiustificati. Non dimentichiamo che la relazione tra malato e medico è relazione tra chi sta male e chi può guarirlo, perciò si deve fondare su fiducia e rispetto reciproco. Speriamo che questi mesi di grande dolore ci abbiano dato l'opportunità di riscoprire e di rinsaldare un patto; è una rivoluzione culturale, sarebbe una rivoluzione culturale che in questa circostanza ha fatto comprendere ai pazienti quanto i medici possano fare e quanto siano importanti per loro. Occorre dunque rileggere con sguardo nuovo, con occhi nuovi, lo stesso percorso formativo sanitario, ponendo al centro della relazione di cura le persone che, nella loro unicità, non possono essere incasellate, classificate, ridotte a organi, perché stiamo parlando di corpi-persona. In una prospettiva di umanizzazione dei servizi è quindi necessario potenziare il prendersi cura di chi si prende cura (lo ripeto: prendersi cura di chi si prende cura), per un agire professionale fatto certamente di abilità tecnica e di competenza sanitaria, ma anche di saggezza esistenziale. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo PD. (Applausi) . SICLARI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SICLARI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli membri del Governo, il testo che oggi giunge all'esame dell'Assemblea è la dimostrazione che, quando c'è la volontà politica ed istituzionale, si può esprimere la migliore sintesi normativa possibile. Senza polemica alcuna, l'auspicio è che anche su altre tematiche di particolare interesse per i cittadini del nostro Paese, come per esempio l'utilizzo dei fondi europei che sono sicuramente utili per dare un ampio respiro all'economia del nostro Paese, si possa arrivare alla condivisione degli obiettivi e quindi degli strumenti normativi per raggiungere i fini prefissati. Da medico e come Capogruppo in 12 a Commissione, sono felice di aver dato un contributo sia politico sia istituzionale - ringrazio il presidente del Gruppo Forza Italia, Anna Maria Bernini - al disegno di legge in esame, che reca importanti disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Lasciatemi rivolgere un pensiero affettuoso e riconoscente ai colleghi medici e al personale paramedico e socio-sanitario che, durante la grave pandemia che ci ha colpiti, hanno dato dimostrazione di grande professionalità, senso del dovere, abnegazione e coraggio. A tutti loro deve pervenire il nostro più accorato ringraziamento. Passando all'esame del merito del provvedimento oggi in discussione, l'articolo 2 del disegno di legge prevede l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, che sarà un importante strumento per rilevare le situazioni di maggiore esposizione a rischio del personale medico e paramedico, che spesso purtroppo, oltre a pensare a salvare le vite degli altri, sono in balia di soggetti che commettono atti di violenza nei loro confronti.