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Considerato che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 giugno 2016 ha ridefinito le strutture generali della Presidenza del Consiglio dei ministri di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° ottobre 2012, trasformando l'Ufficio per lo sport da ufficio interno del Dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport in Ufficio autonomo della Presidenza, si sostituisce il riferimento al Dipartimento per gli affari regionali, le autonomie e lo sport, attualmente Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, con quello all'Ufficio per lo sport, che è ora la struttura di supporto al Presidente del Consiglio dei ministri per l'esercizio delle funzioni in materia di sport. Stessa modifica, per le medesime ragioni, è effettuata al comma 2- bis e al comma 3, lettera a) , dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 205 del 2007 (lettera b) , numeri 3) e 4)). Appare inoltre opportuno prevedere espressamente che la competenza per i riconoscimenti delle qualifiche professionali di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna e di guida vulcanologica, di cui alla legge 2 gennaio 1989 n. 6, sia dell'Ufficio per lo sport, già autorità competente, ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legislativo 206 del 2007, per la professione di guida alpina-maestro di alpinismo. Si tratta infatti di professioni tutte ricomprese nell'ordinamento della guida alpina, che fanno capo ad un unico collegio nazionale, che hanno un percorso formativo in parte sovrapponibile e per le quali alcune attività riservate alla professione di guida alpina latu sensu intesa possono essere svolte anche da tutte le altre tre professioni citate. Quanto alla lettera l-quater) del comma 1 dell'articolo 5, al fine di non ingenerare dubbi nell'applicazione della norma, sembra opportuno specificare che la competenza per il riconoscimento della professione di insegnante è del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti solo se trattasi di insegnanti di scuola guida (lettera b) , numero 2)). Le lettere c) , d) ed e) affrontano alcune delle contestazioni mosse dalla Commissione europea nell'ambito della procedura di infrazione n. 2018/2175. In particolare la lettera c) , riguardante i certificati di supporto per la domanda di tessera professionale europea, sana la contestazione relativa alla non conformità dell'articolo 5- ter , comma 3, del decreto legislativo n. 206 del 2007 all'articolo 4- ter della direttiva 2005/36/CE. In particolare la norma è volta a specificare che l'autorità competente per il riconoscimento delle qualifiche professionali è tenuta a rilasciare al richiedente ogni certificato di supporto previsto dal decreto, anziché rilasciargli soltanto la documentazione in suo possesso, come attualmente previsto. La lettera d) modifica il comma 1 e il comma 5 dell'articolo 5- quinquies del decreto legislativo n. 206 del 2007, riguardanti i termini applicabili alla procedura online per il rilascio della tessera professionale europea. In particolare la modifica recata dal numero 1) incide sul « dies a quo » di decorrenza dei suddetti termini ed è volta a sanare la parte della procedura di infrazione in cui viene contestata una lacuna nel recepimento dell'articolo 4- quinquies , paragrafo 1, della direttiva 2005/36/CE. La lacuna viene colmata prevedendo che il termine di un mese per la verifica dell'autenticità e della validità della documentazione effettuata dall'autorità competente – quando non sono stati richiesti ulteriori documenti – decorra dalla scadenza del termine di una settimana dal ricevimento della domanda di rilascio della tessera professionale europea. La modifica recata dal numero 2) incide invece sulla possibilità di prorogare i suddetti termini ed è finalizzata al corretto recepimento dell'articolo 4- quinquies , paragrafo 5, secondo periodo, della direttiva 2005/36/CE. In particolare, il comma 5 dell'articolo 5- quinquies del citato decreto legislativo n. 206 del 2007 prevede che i termini di cui ai commi 2 e 3 relativi al rilascio automatico della tessera professionale possano essere estesi di due settimane, ma che tale proroga possa essere ammessa per una volta sola e unicamente quando è strettamente necessario, in particolare per ragioni relative alla salute pubblica o alla sicurezza dei destinatari del servizio, mentre l'articolo 4- quinquies della direttiva dispone che la proroga del termine, previsto ai commi 2 e 3, possa essere ripetuta una volta sola e unicamente quando essa è strettamente necessaria, in particolare per ragioni relative alla salute pubblica o alla sicurezza dei destinatari del servizio. La questione, pur non essendo oggetto di contestazione da parte della Commissione europea nell'ambito della citata procedura di infrazione, viene risolta allineando la norma nazionale con quella di matrice europea. La lettera e) , riguardante i centri di assistenza, sana il punto della procedura di infrazione in cui viene contestata una lacuna nel recepimento dell'articolo 57- ter , paragrafo 3, della direttiva 2005/36/CE, in forza del quale l'autorità competente dello Stato membro d'origine o ospitante deve prestare piena collaborazione al centro di assistenza dello Stato membro ospitante. Tale lacuna viene colmata integrando l'articolo 6 del decreto legislativo n. 206 del 2007, al fine di prevedere che le autorità competenti per il riconoscimento delle qualifiche professionali debbano prestare piena collaborazione ai centri di assistenza degli Stati membri ospitanti e, se richiesto, debbano trasmettere a questi ultimi tutte le informazioni pertinenti sui singoli casi. La Commissione europea ha contestato all'Italia di aver omesso tale previsione in sede di recepimento della direttiva. La lettera f) modifica l'articolo 22 del decreto legislativo n. 206 del 2007, il quale concerne le misure compensative che possono essere prescritte, ai fini del riconoscimento, dall'autorità competente dello Stato membro ospitante in caso di discordanze tra la formazione seguita dal professionista e quella richiesta nel medesimo Stato ospitante. L'articolo 14, paragrafo 3, della direttiva 2005/36/CE prevede che, in deroga al principio che lascia al richiedente la scelta della misura compensativa (tirocinio di adattamento o prova attitudinale), la misura possa essere scelta dallo Stato membro ospitante nel caso delle sette professioni a riconoscimento automatico di cui alla medesima direttiva (medico-chirurgo, infermiere, odontoiatra, veterinario, ostetrica, farmacista e architetto). La deroga è prevista anche per le attività elencate dall'allegato IV qualora non rispettino i requisiti di esperienza professionale necessari per il riconoscimento automatico, nel caso di attività di lavoratore autonomo o con funzioni direttive in una società che richiedono la conoscenza e l'applicazione di specifiche disposizioni nazionali vigenti, a condizione che l'applicazione di dette disposizioni nazionali siano richieste anche ai cittadini dello Stato membro ospitante. Nel decreto legislativo n. 206 del 2007, di recepimento della direttiva 2005/36/CE, per tutte le fattispecie sopra richiamate è stata prevista la sola prova attitudinale.