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Accettare la bustarella significa impedire che in una terra che vive oggi in molta parte della sua popolazione il dramma, la tragedia della miseria, si possa far spesa sociale, perché se si permette al privato indebitamente di frodare lo Stato, non solo si sta frodando lo Stato, ma si sta frodando il più debole dei cittadini di quello Stato. Pertanto, chi combatte la corruzione lo fa per i valori della democrazia e non di altro e questo voi non lo avete mai praticato (Applausi dal Gruppo M5S), perché avete anteposto l'interesse del singolo al bene comune; bene comune che si salvaguarda anche - e questo abbiamo fatto nella norma - non soltanto aumentando i massimi edittali della pena, ma soprattutto elevando i minimi di pena. (Applausi dal Gruppo M5S) . Paradossalmente, infatti, con Tangentopoli e con tutto quello che è emerso dopo abbiamo scoperto che quanto più si denunciava, tanto più si condannava, tanto più le pene erano inferiori al passato, quasi a voler dire: «Vabbè, lo facciamo tutti, quindi indulgenza plenaria per corrotti e corruttori». Questo non va bene! (Applausi dal Gruppo M5S) . Lasciatemi dire che, anche se molti hanno eccepito anche su questo, che io credo che i cittadini, gli elettori tutti, saranno contentissimi nel sapere che, finalmente, chi froda lo Stato avrà difficoltà a continuare a contrattare con lo Stato e a rappresentare lo Stato. Chi è uomo di Stato ha una dignità enorme e anche nel più umile dei servitori dello Stato vi deve essere quella disciplina, quell'onore che fa sì che lavorando per lo Stato - e cioè per noi tutti - non si accetti alcuna pratica corruttiva, non si metta in atto alcun comportamento criminale, paramafioso, che affossa la democrazia. Le interdittive temporanee per chi incorre in pene inferiori a due anni (ma anche e soprattutto definitive) sono allora ciò che tutti i cittadini onesti vogliono, perché non possiamo più consentire che lo Stato sia il bancomat presso cui tutti quanti prelevano senza aver precedentemente depositato! Vi ricordo, concludendo, che nessuno si è scandalizzato allorquando - e non è una barzelletta - alla Regione Calabria la dirigente responsabile dell'anticorruzione è stata anche lei arrestata per corruzione. Per corruzione, maledizione! (Proteste dal Gruppo FI-BP) . Se allora noi accettiamo che nei territori più deboli, lì dove vi deve essere ancor più vigilanza, ancor più controllo, ancor più trasparenza, la spesa pubblica possa diventare alimento per pratiche para e simil-mafiose... (Proteste dal Gruppo PD) . MARGIOTTA (PD) . Il tempo, signor Presidente! Il tempo! PRESIDENTE. Senatore Morra, la invito a concludere. Senatore Margiotta, ho concesso due minuti in più a tutti e mancano ancora quindici secondi. La Presidenza non fa preferenze, non scherzi, senatore Marcucci. (Commenti dei senatori Malpezzi e Marcucci). MORRA (M5S) . Io so che ragionare di onestà dà problemi a tanti, però io penso che a tutti quanti gli italiani farebbe piacere il rovesciamento di quella frase tristissima, che è riportata nel testo di Piercamillo Davigo da cui ho attinto: noi non dobbiamo essere il Paese in cui c'è necessità di coraggio per essere onesti; noi dobbiamo essere il Paese in cui, con fierezza, si deve essere onesti! (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.900, presentato dal Governo, interamente sostitutivo degli articoli del disegno di legge n. 955, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Hanno chiesto di votare per primi, e l'ho concesso, i senatori Arrigoni, Bagnai, Bongiorno, Bottici, Dell'Olio, Ferrara, Floris, Magorno, Pesco e Urso. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello di tali senatori. (I predetti senatori rispondono all'appello). Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Parrini). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Parrini. (Il senatore Segretario CASTALDI e, successivamente, il senatore Segretario DURNWALDER fanno l'appello) . (Nel corso delle operazioni di voto assumono la Presidenza il vice presidente ROSSOMANDO - ore 10,57 -, indi il vice presidente TAVERNA - ore 10,58 -). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Auddino, Augussori Bagnai, Barbaro, Bergesio, Bonfrisco, Bongiorno, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bottici, Botto, Briziarelli, Bruzzone, Buccarella Calderoli, Campagna, Campari, Candiani, Candura, Cantù, Casolati, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Centinaio, Cioffi, Coltorti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli D'Angelo, De Bonis, De Falco, De Lucia, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago Endrizzi, Evangelista Faggi, Fattori, Fede, Fenu, Ferrara, Ferrero, Floridia, Fregolent, Fusco Gallicchio, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Giarrusso, Girotto, Granato, Grassi, Guidolin Iwobi La Mura, Lannutti, Lanzi, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lucidi, Lupo Maiorino, Mantero, Mantovani, Marilotti, Marin, Marinello, Marti, Matrisciano, Mautone, Merlo, Mininno, Mollame, Montani, Montevecchi, Moronese, Morra Naturale, Nisini, Nocerino, Nugnes Ortis, Ortolani, Ostellari Pacifico, Paragone, Patuanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Pepe, Pergreffi, Perilli, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pillon, Pirro, Pisani Giuseppe, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Presutto, Pucciarelli, Puglia Quarto Riccardi, Ricciardi, Ripamonti, Rivolta, Romagnoli, Romano, Romeo, Rufa, Russo Santangelo, Santillo, Saponara, Saviane, Sbrana, Sileri, Siri, Stefani Taverna, Tesei, Toninelli, Tosato, Trentacoste, Turco Urraro Vaccaro, Vallardi, Vanin, Vescovi, Vono, Zuliani. Rispondono no i senatori: