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Atto n. 4-00623 IANNONE Ai Ministri della salute e della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: Miriana Milanovic era una ragazza sedicenne affidata alla casa famiglia "Il sorriso di Rita" di Casandrino (Napoli) in seguito ad una violenza sessuale da parte di un branco di 12 ragazzi il cui processo è ancora in corso ed i giovani, dopo la messa in prova, sono a piede libero; la sera del 26 agosto 2018 Miriana ha cominciato ad avvertire forti dolori allo stomaco e è stata portata in ospedale a Frattamaggiore soltanto alle ore 2 del mattino del giorno 28 agosto 2018; nonostante la Tac e le analisi del sangue a cui era stata sottoposta non dessero risultanze rassicuranti, Miriana è stata dimessa alle 6 del mattino in codice verde e con la firma di un'operatrice (che a quanto pare non aveva neanche la delega) della sua casa famiglia che ha rifiutato il ricovero; dopo essere rientrata, Miriana alle ore 9 è stata portata in condizioni molto gravi al "Cardarelli" di Napoli dove è stata messa sul tavolo operatorio; Miriana è entrata da sola in camera operatoria perché i familiari sono stati avvertiti quando la ragazza era già in ospedale e il tutore era in vacanza; dopo 7 ore d'intervento Miriana è entrata in sala di rianimazione ma aveva un polmone compromesso e sembra anche lo stomaco; il 31 agosto è giunto il tutore di Miriana che prima ha vietato le visite e poi ha fatto entrare un parente al giorno ed un'operatrice; i parenti di Miriana (11 fratelli) non avevano voce in capitolo, potevano vederla ma non chiedere notizie, cosa consentita unicamente ad una referente del tutore; il 2 settembre Miriana si è aggravata e la sera è stata trasportata all'ospedale "Monaldi" per effettuare la circolazione extracorporea ma nonostante la tragica condizione il tutore non era presente; il 5 settembre Miriana è morta, sola, e la direzione sanitaria ha detto di aver ricevuto disposizioni di non far entrare i parenti; è stato disposto immediatamente il sequestro della salma e delle cartelle cliniche ad opera della Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli; la morte di Miriana è avvenuta alle ore 9 del mattino ma è stata comunicata ai parenti alle ore 10,15; in camera mortuaria Miriana è arrivata senza essere nemmeno ricomposta e con gli evidenti segni dello strazio vissuto; l'11 settembre 2018 è stata eseguita l'autopsia e ai funerali tenutisi il venerdì successivo non sono intervenuti né il tutore né le responsabili della struttura "Il sorriso di Rita", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questi tragici fatti che hanno martoriato l'esistenza della giovane Miriana Milanovic; se ritengano che la tragica fine di una ragazza di 16 anni, come Miriana, meriti massima giustizia; se intendano avviare un'indagine per accertare ogni responsabilità sia in ambito sanitario sia nel corso delle procedure giudiziarie di chi aveva il compito di tutelare la minore. Atto n. 4-00624 GARNERO SANTANCHE' CIRIANI Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: risulta di pubblica, consolidata e diffusa conoscenza la problematica degli elevati prezzi dei carburanti e dei servizi di ristorazione lungo la rete autostradale nazionale, il cui aumento si è andato progressivamente accelerando nel tempo, dal momento che, come ad esempio denunciato dai consumatori e dai gestori degli impianti di distribuzione carburanti nell'arco di 15 anni, ossia dalla privatizzazione della rete, i prezzi dei carburanti, da qualche centesimo al litro nel 2003 (divario compatibile con i maggiori costi di gestione di un servizio attivo sulle 24 ore), sono oggi superiori a quelli praticati sulla rete stradale ordinaria da un minimo di 11 ad un massimo di ben 33 centesimi al litro, a seconda delle modalità di servizio ( self o servito) e del confronto effettuato sul benchmark medio della rete stradale a marchio petrolifero ovvero degli operatori indipendenti ("pompe bianche"), divario talmente significativo da non potersi in alcun modo ritenere motivato da fondate ragioni di mercato; è noto che i concessionari delle tratte autostradale impongono agli operatori cui viene affidato il servizio di vendita di carbolubrificanti ovvero di servizi di ristorazione rilevanti royalty sia sui volumi erogati, per i carbolubrificanti, ovvero sui valori delle vendite, per gli altri servizi, che gravano sulla formazione dei prezzi di vendita ai consumatori, determinandone in significativa misura la lievitazione; secondo stime prudenziali, nel quindicennio 2003-2017 l'ammontare di tali royalty , stanti i volumi di carburanti venduti e l'ammontare dei servizi diversi erogati, si attesterebbe cumulativamente sui circa 5 miliardi di euro, ripartiti quasi alla pari tra carburanti e servizi; ciò si accompagna ad una lievitazione dei pedaggi introitati, che passano, secondo gli stessi dati di AISCAT, l'Associazione dei concessionari autostradali, da 4,7 miliardi di euro nel 2003 a 8,1 miliardi di euro nel 2017, con una lievitazione del 71,5 per cento (un po' meno severa, pari al 68,6 per cento, se si sterilizza l'effetto dell'aumento dell'IVA intervenuto dal 2011), ma in ogni caso superiore di più di 3 volte all'inflazione cumulata nel quindicennio e di più di 8 volte all'incremento delle percorrenze chilometriche sulle tratte viarie; tale concomitanza di fattori, in aggiunta agli effetti di una lunga crisi economica che nel comparto autostradale ha dispiegato le conseguenze peggiori nell'anno 2012, ha influito in misura tale da determinare una marcata disaffezione dei consumatori con effetti evidenti non sui volumi del traffico (che sono anzi aumentati di oltre 8 punti percentuali sul 2003, nonostante le forti flessioni degli anni 2012-2014), ma sulle vendite di beni e servizi offerti dalla rete autostradale; secondo i dati forniti da AISCAT, e secondo le analisi sviluppate dalla Associazione dei gestori autostradali Confcommercio (ANISA), le vendite di carburanti dal 2003 al 2017 sono diminuite in misura pari al 63 per cento (da 4,023 miliardi di litri a 1,499), fenomeno del tutto anomalo, se si considera, come termine di confronto, che dal 2003 al 2017 i consumi di carburanti si sono ridotti nel complesso nell'ordine di non più del 19 per cento, con una caduta dei litri medi erogati dalle stazioni di servizio nell'ordine di 66 punti percentuali (da 9,4 milioni di litri ad impianto a 3,2, con conseguente insostenibilità dell'equilibrio gestionale di un numero ampiamente maggioritario delle microimprese che operano nella rete); ma anche le vendite di altri beni e servizi di ristorazione manifestano, tenendo conto dei fattori combinati delle dinamiche dell'inflazione e delle dinamiche del traffico, perdite, rispetto alle aspettative "naturali", che raggiungono il 30 per cento; considerato che: