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Art. 8 Revoca dell'autorizzazione - Sospensione cautelare 1. Il Ministro delle finanze, con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, revoca l'autorizzazione di cui all'art. 2 nei casi in cui: a) nello svolgimento dell'attività disciplinata dall'art. 4 vengano commesse gravi e ripetute violazioni alle disposizioni previste da norme legislative e regolamentari in materia tributaria; b) risultino inosservati le prescrizioni e gli obblighi posti dall'Amministrazione finanziaria per l'esercizio dell'attività di assistenza; c) sia accertato il venir meno di uno dei requisiti o condizioni di cui all'art. 2, commi 1, lettera a), 2, lettere a) e c), e 8, ovvero la mancata effettuazione delle comunicazioni di cui ai commi 6 e 8, ultimo periodo, dello stesso articolo; d) i dati e gli elementi richiesti al centro di assistenza dall'Amministrazione finanziaria ai fini della determinazione dei coefficienti previsti dall'art. 11 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, e successive modificazioni ed integrazioni, risultino falsi o incompleti rispetto alla documentazione fornita dall'utente. 2. Nei casi di cui alle lettere a) e b) del comma 1 del presente articolo, il Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze contesta le violazioni o le inosservanze ed assegna al legale rappresentante del centro di assistenza il termine di trenta giorni dalla contestazione per eventuali osservazioni o memorie. Entro sessanta giorni dal ricevimento delle predette osservazioni o memorie, il Ministro delle finanze, se non ritiene fondate le giustificazioni addotte, emana il decreto di revoca. 3. Nei casi di cui al comma 1, lettera c), del presente articolo, il Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze contesta gli inadempimenti o le irregolarità al legale rappresentante del centro di assistenza e fissa un termine, non superiore a novanta giorni, entro il quale gli adempimenti omessi devono essere effettuati e le irregolarità rimosse. Qualora il centro di assistenza non provveda entro il termine assegnato, il Ministro delle finanze emana il decreto di revoca. 4. Se le violazioni o le inosservanze di cui al comma 2 del presente articolo presentano aspetti di particolare gravità, nelle more del procedimento di cui allo stesso comma, il Ministro delle finanze, con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, può disporre immediatamente, sentito il legale rappresentante del centro di assistenza, la sospensione cautelare dell'attività di assistenza. 5. Nei decreti di cui ai commi 1 e 4 del presente articolo il Ministro delle finanze stabilisce le modalità e le garanzie per assicurare, nei confronti degli utenti dei centri di assistenza, il regolare svolgimento dell'attività relativa al periodo d'imposta in corso. 6. Se il numero degli utenti del centro di assistenza risulta inferiore a trecento, il Dipartimento delle entrate assegna allo stesso il termine massimo di un anno decorrente dalla data in cui tale circostanza si è verificata, decorso inutilmente il quale, il Ministro delle finanze provvede alla revoca dell'autorizzazione mediante decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Nota all'art. 8: - Il testo dell'art. 11 del D.L. n. 69/1989 (Disposizioni urgenti in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche e versamento di acconto delle imposte sui redditi, determinazione forfettaria del reddito e dell'IVA, nuovi termini per la presentazione delle dichiarazioni da parte di determinate categorie di contribuenti, sanatoria di irregolarità formali e di minori infrazioni, ampliamento degli imponibili e contenimento delle elusioni, nonché in materia di aliquote IVA e di tasse sulle concessioni governative), come modificato dall'art. 6 della legge n. 413/1991, è il seguente: "Art. 11. - 1. In relazione ai vari settori economici sono elaborati, viste le caratteristiche e le dimensioni dell'attività svolta, coefficienti presuntivi di compensi e di ricavi. I coefficienti sono determinati sulla base di parametri economici utilizzabili in relazione a singoli settori di attività ed al rispettivo andamento, tenendo anche conto del contributo diretto lavorativo, anche con riferimento al periodo iniziale e finale dell'attività. 2. L'ammontare calcolato a norma del comma 1 è assunto, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, anche per la determinazione del volume d'affari, tenuto conto dei diversi criteri che disciplinano il momento di effettuazione delle operazioni. Il volume di affari o il maggior volume di affari risultante dall'applicazione dei coefficienti, si presume, salvo prova contraria, relativo ad operazioni imponibili con l'aliquota dell'imposta di cui all'art. 16, primo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. 3. Le informazioni necessarie per la determinazione dei coefficienti di cui al comma 1 possono essere desunte, oltre che dalle dichiarazioni dei contribuenti ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, dagli accertamenti degli uffici e dagli altri dati ed elementi in possesso dell'Amministrazione, da informazioni richieste agli enti locali, alle organizzazioni economiche di categoria nonché ad enti e istituti, ivi comprese società specializzate in rilevazioni economiche settoriali. Se i dati e gli elementi non vengono inviati o sono non rispondenti al vero o incompleti, si applicano le disposizioni dell'art. 52 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. Si considera omesso l'invio oltre il termine di sessanta giorni dalla richiesta. 4. Se l'indicazione degli elementi per l'elaborazione e l'applicazione dei coefficienti di cui al comma 1 è richiesta nel modello di dichiarazione, si applica, in caso di omessa, incompleta o infedele indicazione, la pena pecuniaria da 1 a 12 milioni di lire. La stessa pena si applica in caso di omessa o errata descrizione, nel modello di dichiarazione, dell'attività esercitata. 5. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottati su proposta del Ministro delle finanze e sentito il Consiglio dei Ministri, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre dell'anno al quale si riferiscono, sono determinati i coefficienti presuntivi di compensi e di ricavi, con la sommaria indicazione dei criteri seguiti per la loro formulazione. 5-bis. Il Ministro delle finanze istituisce un apposito ufficio centrale, gestito unitariamente dalle direzioni generali delle imposte dirette e dalla direzione generale delle tasse per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto, con il compito di elaborare ed aggiornare periodicamente i coefficienti di cui al comma 1; a tal fine il suddetto ufficio dovrà individuare dati ed elementi informativi, da richiedere ai contribuenti in allegato alle dichiarazioni dei redditi e dell'IVA o ad integrazione di essi su esplicita richiesta degli uffici. Tali dati ed informazioni devono avere caratteristiche di analiticità sufficienti a consentire una agevole collocazione del contribuente all'interno delle categorie di attività di cui al comma 1 ed una corretta individuazione dei coefficienti di ricavi, compensi e corrispettivi attribuibili".