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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 52 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 13,15. IN SEDE REFERENTE A.S. 1139 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, fatto a Roma il 16 aprile 2007 DDL 1139 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, fatto a Roma il 16 aprile 2007 (Seguito e conclusione dell'esame ) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 giugno. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Vescovi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 DDL 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 aprile. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato alla relatrice Taverna a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzata allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1239 Ratifica Protocolli Convenzione trasferimento persone condannate DDL 1239 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Strasburgo il 18 dicembre 1997; b) Protocollo di emendamento al Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Strasburgo il 22 novembre 2017 (Esame e rinvio) Il senatore DI NICOLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge recante la ratifica dei Protocolli addizionali, fatti rispettivamente nel dicembre 1997 e nel novembre 2017, alla Convenzione del Consiglio d'Europa sul trasferimento delle persone condannate, firmata a Strasburgo nel 1983. Ricorda, innanzitutto, che la Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, ratificata ad oggi da 68 Paesi - alcuni dei quali non appartenenti al Consiglio d'Europa come gli Stati Uniti, il Giappone e il Messico - ha quale scopo principale quello di favorire il reinserimento sociale delle persone condannate, permettendo ad una straniero privato della libertà a seguito della condanna per un reato penale di scontare la relativa pena nel proprio Paese di origine, a condizione che abbia la cittadinanza dello Stato di esecuzione, che la sentenza di condanna sia definitiva e che la durata della condanna stessa sia pari ad almeno sei mesi. Il testo convenzionale, in particolare, individua le condizioni di trasferimento e la procedura per l'esecuzione della condanna dopo il trasferimento. Al fine di facilitare l'applicazione di tale Convenzione, gli Stati membri del Consiglio d'Europa hanno firmato nel dicembre 1997 un Protocollo addizionale, emendato poi da un successivo ed ulteriore Protocollo fatto nel novembre 2017, testi normativi che costituiscono l'oggetto della presente ratifica. Il Protocollo addizionale del 1997, composto di 9 articoli, è finalizzato a facilitare l'applicazione della Convenzione del 1983, in particolare prevedendo, a determinate condizioni, il trasferimento delle persone condannate indipendentemente dal loro consenso. L'articolo 2, nello specifico, stabilisce che nel caso in cui un cittadino di uno Stato parte, nei cui confronti sia stata pronunciata una sentenza definitiva condanna in un altro Stato parte, tenti di sottrarsi all'esecuzione della pena, rifugiandosi nel territorio di cui è cittadino, lo Stato di condanna possa chiedere a quello di cittadinanza di procedere all'esecuzione della pena, anche previo arresto della persona condannata. L'articolo 3, pur ammettendo la possibilità per i Paesi firmatari di apporre riserve sul punto, dispone che lo Stato di esecuzione possa accettare il trasferimento di un condannato senza il consenso di quest'ultimo purché vi sia una richiesta dello Stato di condanna e la condanna comporti l'espulsione o il riaccompagnamento alla frontiera, sentito il parere dell'interessato. La norma prevede tuttavia che la persona trasferita non possa comunque essere perseguita per un fatto anteriore e diverso rispetto a quello di condanna, ad eccezione di alcune situazioni specificatamente disciplinate. Stanti le difficoltà denunciate da molte Parti contraenti nel dare effettiva esecuzione al Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, il Comitato di esperti sul funzionamento delle Convenzioni europee sulla cooperazione nel settore penale ha avviato, sin dal 2015, un lavoro di stesura di una bozza modifica di tale normativa che ha portato alla sottoscrizione, nel novembre 2017, di un ulteriore Protocollo, emendativo del medesimo Protocollo addizionale. Il testo derivante, composto di 7 articoli, è finalizzato alla costruzione di una cornice normativa in materia di trasferimento delle persone condannate entro cui gli Stati possano cooperare, su base volontaria, in particolare relativamente alle situazioni in cui un soggetto condannato non si trovi all'interno del territorio dello Stato di condanna o sia oggetto di decreto di espulsione al termine del periodo di reclusione. Il Protocollo emendativo, in particolare, che non impone obblighi specifichi agli Stati parte, nel modificare il titolo ed il primo paragrafo dell'articolo 2 del Protocollo addizionale, stabilisce la possibilità per lo Stato di condanna di richiedere allo Stato di nazionalità del reo di farsi carico dell'esecuzione della condanna quando la persona condannata abbia lasciato il Paese a giudizio ancora in corso o dopo l'emissione di una sentenza di condanna definitiva a suo carico e si trovi nel suo Stato di nazionalità (articolo 1).