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La senatrice L'ABBATE ( M5S ) illustra gli emendamenti 2.17 e 2.121. Il senatore NASTRI ( FdI ) illustra gli emendamenti 2.2, 2.74, 2.21 e 2.54, dando per illustrati tutti gli altri emendamenti proposti dal suo Gruppo. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) illustra gli emendamenti 2.4, 2.12 e 2.22; ricorda poi che lo scopo dell'emendamento 1.11 era di estendere la tutela anche alle situazioni complesse in evoluzione. Il senatore FLORIS ( FIBP-UDC ) dichiara di aggiungere la firma e di dare per illustrati tutti gli emendamenti all'articolo 2 proposti dai senatori di Forza Italia. Si sofferma in particolare sulla tutela non già del singolo edificio ma anche del quartiere in cui è collocato; illustra segnatamente gli emendamenti 2.3, 2.7, 2.56, 2.72 e 2.73. La senatrice LA MURA ( Misto ) illustra l'emendamento 2.98, che preserva la memoria delle comunità con un richiamo al "codice Urbani". Si riserva poi di cofirmare, previa apposita comunicazione scritta, due emendamenti della senatrice L'Abbate. Il senatore BUCCARELLA ( Misto-LeU-Eco ) illustra l'emendamento 2.97 che impatta sul medesimo tema affrontato dagli emendamenti 2.98 e 2.2: ne auspica pertanto una valutazione comune, al fine di addivenire ad un testo condiviso. Il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli emendamenti 2.1, 2.8, 2.14, 2.27, 2.48, 2.53, 2.58, 2.62, 2.78, 2.79 e 2.90. Dà poi per illustrati tutti gli altri emendamenti proposti da senatori del proprio Gruppo. Il seguito dell'esame congiunto è infine rinviato ad altra seduta. La seduta termina alle ore 15,50. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2020) 824 DEFINITIVO La 13ª Commissione permanente, esaminato per le parti di propria competenza il documento dell'Unione europea, considerato che la proposta di regolamento prevede l'aggiornamento e l'abrogazione del regolamento (UE) n. 347/2013 (RTE-E) relativo alle reti transeuropee dell'energia, al fine di allinearne gli obiettivi e le disposizioni ai nuovi target energetici e climatici dell'Unione per il 2030 e il 2050, agli ultimi sviluppi tecnologici e garantire l'integrazione del mercato, la competitività e la sicurezza dell'approvvigionamento; tenuto conto che la proposta di revisione del Regolamento è particolarmente importante per le prospettive di sviluppo delle infrastrutture e delle progettualità italiane nell'energia; considerato che di particolare importanza è la modifica dell'articolo 4 del regolamento vigente, relativo ai criteri di ammissibilità dei progetti di interesse comune (PIC) e, segnatamente, dei progetti di interesse reciproco sviluppati in cooperazione con Paesi Terzi (PIR), categoria quest'ultima che merita attenzione in virtù del ruolo dell'Italia quale snodo strategico per le infrastrutture energetiche del Mediterraneo; rilevato che la proposta di revisione del Regolamento introduce una categoria infrastrutturale e corridoi prioritari dedicati all'idrogeno e una nuova categoria per le "Reti del gas intelligenti", ma che le infrastrutture gas sono parimenti funzionali alla sostituzione di combustibili più inquinanti come il carbone e allo sviluppo efficiente di nuovi vettori energetici green, quali idrogeno e biometano; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: -al fine di favorire lo sviluppo dei modelli di cooperazione - in ordine alla previsione nella proposta di regolamento di requisiti stringenti di allineamento con le norme UE per l'eleggibilità dei progetti di interesse reciproco (PIR) con Paesi terzi - si valuti l'opportunità di prevedere parità di trattamento tra i progetti con Paesi Terzi e quelli tra Stati membri ovvero di considerare eleggibili i progetti in presenza di un accordo intergovernativo tra il Paese terzo e l'Unione Europea; -si valuti l'opportunità di rivedere l'esclusione delle infrastrutture gas, con riferimento unicamente a quelle esistenti da convertire "hydrogen ready", dal supporto dei finanziamenti europei, considerato sia che i combustibili gassosi continueranno a svolgere un ruolo essenziale (contribuendo nel 2050 al 20 per cento del mix energetico UE rispetto all'attuale 22 per cento con 2/3 green gas e 1/3 gas naturale), in particolare nei settori in cui l'elettrificazione non è tecnicamente fattibile, sia che tale esclusione potrebbe rallentare gli investimenti infrastrutturali funzionali alla transizione verso i nuovi green gas e vettori energetici come l'idrogeno.