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Il Fondo è alimentato da tutti i proventi o gli utili derivanti, direttamente o indirettamente, dalla stipula di contratti commerciali da parte di un condannato per reati gravi che rende noti gli atti criminali commessi attraverso libri, interviste, spettacoli televisivi, rappresentazioni teatrali o intrattenimenti dal vivo di qualunque genere, film o fiction . La parte, persona fisica o giuridica, che ha stipulato un contratto commerciale con il condannato, versa al Fondo tutti i proventi dovuti al medesimo condannato. 3. Le disposizioni del comma 2 si applicano ai soggetti dichiarati colpevoli di gravi reati, inclusi coloro che hanno patteggiato la pena nonché coloro che sono stati prosciolti perché incapaci di intendere e di volere e, comunque, si applicano solo nel caso in cui l'atto criminoso sia l'oggetto principale del racconto; non si applicano nel caso in cui la menzione del delitto commesso sia solo incidentale o insignificante nel complesso del racconto. Art. 2. (Gestione del Fondo) 1. La gestione del Fondo è affidata al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. 2. Con regolamento da adottare, su proposta del Ministro della giustizia, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sono stabilite le modalità di accesso e di gestione del Fondo e le procedure di cooperazione tra gli uffici competenti per l'attuazione della presente legge. 3. Lo schema del regolamento di cui al comma 2 è trasmesso, entro il quarantacinquesimo giorno antecedente alla scadenza del termine di cui al medesimo comma 2, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, per l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Trascorsi trenta giorni dalla data di trasmissione, il regolamento è emanato anche in mancanza del parere. 4. Il regolamento di cui al comma 2 prevede: a) la destinazione di una percentuale non inferiore al 50 per cento delle risorse del Fondo per forme di assistenza medica e legale e di sostegno psicologico alle vittime dei reati e ai loro familiari; b) forme di informazione, assistenza e sostegno per garantire l'effettiva fruizione dei benefici da parte delle vittime dei reati e degli aventi diritto; c) la realizzazione di progetti educativi all'interno delle scuole secondarie di secondo grado, finalizzati a promuovere il racconto e l'analisi delle conseguenze dei reati gravi, attraverso qualunque forma di linguaggio, anche dal punto di vista storico e personale della vittima dei reati, in particolare di quelli perpetrati dai soggetti diventati noti in seguito alla commercializzazione del racconto degli atti criminali commessi attraverso le forme di cui all'articolo 1. È prevista anche una giornata di confronto tra le scuole per l'esposizione dei lavori conclusivi dei progetti; d) l'istituzione di un concorso nazionale di cortometraggi per studenti universitari e per studenti dell'Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione che ha come oggetto le vittime di reati gravi perpetrati da soggetti diventati noti in seguito alla commercializzazione del racconto degli atti criminali commessi attraverso le forme di cui all'articolo 1. 5. Dalla gestione del Fondo non devono derivare oneri né obblighi giuridici a carico della finanza pubblica. Art. 3. (Accesso al Fondo) 1. Hanno diritto di accesso al Fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, coloro che hanno subìto un'invalidità permanente per effetto di lesioni, di qualsiasi entità o grado, in conseguenza di atti criminosi verificatisi nel territorio italiano a decorrere dal 1º gennaio 1970, e i familiari di primo grado delle vittime, di qualsiasi nazionalità e anche apolidi, decedute in conseguenza dei medesimi eventi. 2. Hanno diritto all'accesso al Fondo le persone fisiche di cui al comma 1 che non hanno ricevuto alcun risarcimento per il danno subito da parte di altri fondi statali, purché costituiti in un giudizio civile, nelle forme previste dal codice di procedura civile, per il risarcimento dei danni causati dalla consumazione dei reati, accertati in giudizio penale, nonché i successori a titolo universale delle persone a cui favore è stata emessa la sentenza di condanna. 3. L'obbligazione del Fondo non sussiste quando nei confronti delle persone indicate nei commi 1 e 2 del presente articolo è stata pronunciata sentenza definitiva di condanna per uno dei reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale, o è stata applicata in via definitiva una misura di prevenzione ai sensi del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 4. Il diritto di accesso al Fondo non può essere esercitato da coloro che, alla data di presentazione della relativa domanda, sono sottoposti a procedimento penale per uno dei reati di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale, o a un procedimento per l'applicazione di una misura di prevenzione ai sensi del citato codice di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .