[ddlpres]

Istituzione del Garante nazionale dei diritti umani. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha lo scopo di colmare un vuoto normativo del nostro Paese. Sin dal 1978 vari organi delle Nazioni Unite si sono occupati del tema delle istituzioni nazionali per i diritti umani. Nel 1991 la Commissione ONU per i diritti umani, dalla quale deriva il Consiglio dei diritti umani, che è oggi attivo a Ginevra, promosse a Parigi un importante Seminario internazionale nel quale vennero sviluppate le linee-guida tracciate nel 1978 e furono adottati i «Princìpi di Parigi». Tali princìpi costituiscono i criteri che debbono informare le istituzioni nazionali indipendenti per i diritti umani, sia in termini strutturali sia in termini funzionali. Essi infatti sono ripresi e contenuti nella risoluzione n. 48/134 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 20 dicembre 1993, che recepisce anche le conclusioni della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti umani, tenuta a Vienna nel giugno 1993. La Conferenza mondiale sui diritti umani di Vienna ha ribadito il ruolo cruciale e costruttivo svolto dalle istituzioni nazionali per la promozione e la tutela dei diritti umani, in particolare attraverso la loro capacità di fornire consulenza alle autorità competenti, il loro ruolo nella riparazione delle violazioni dei diritti umani, nella diffusione dell'informazione sui diritti umani e nell'educazione ai diritti umani. La Conferenza ha incoraggiato la costituzione e il rafforzamento di tali istituzioni nazionali, nel rispetto del diritto di ogni Stato di scegliere la struttura politica che meglio risponde alle sue particolari necessità. Tali istituzioni sono state successivamente individuate -- concordemente in ambito ONU, Consiglio d'europa, OSCE, Unione europea -- in una figura garante per i diritti umani a livello nazionale, articolandola come organo sia collegiale sia monocratico, come nel caso del Difensore civico nazionale. Queste istituzioni devono essere costituite in virtù di un atto legislativo e la loro composizione deve risultare, in via di principio, da decisioni adottate non dall'Esecutivo ma da organi parlamentari. Diverse sono le soluzioni adottate dagli altri Paesi. In Francia, la Commissione nazionale consultiva dei diritti dell'uomo è un organismo prevalentemente di consulenza del Primo Ministro e dei ministri interessati e organo di diffusione di informazioni sulle questioni relative ai diritti umani. In Germania il governo federale include tra i suoi vari organi anche un «Incaricato» o «Commissario» per i diritti umani e gli aiuti umanitari che ha un ruolo eminentemente politico. E sempre in Germania opera l'Istituto tedesco per i diritti umani, che funge da autorità nazionale indipendente per i diritti umani e coopera sia con le altre istituzioni nazionali nel campo dei diritti umani sia con le organizzazioni internazionali. L'Irlanda ha istituito nel 2001 la Commissione per i diritti umani che può essere paragonata alle Autorità indipendenti del nostro ordinamento. Nel Regno Unito la Commissione sull'eguaglianza e i diritti umani, istituita nel 2007, ha poteri di inchiesta e di investigazione sulle violazioni, promuove la conoscenza dei diritti umani, monitora la legislazione sui diritti umani ed ha un ruolo di consulenza rispetto al Governo. In ogni caso, la creazione di una istituzione indipendente per i diritti umani con compiti ispettivi rispetto alla tutela dei diritti umani è un impegno internazionale che l'Italia ha assunto in base alla citata risoluzione ONU n. 48/134 del 1993. L'Italia ha confermato l'impegno all'atto della sua candidatura, coronata da successo, a membro del Consiglio dei diritti umani di Ginevra del 2007 e del 2011. L'Italia, inoltre, con la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura (legge 9 novembre 2012, n. 195), si è impegnata a creare entro un anno i meccanismi nazionali indipendenti di controllo previsti all'articolo 17 del Protocollo. In questo contesto va ricordato che l'Italia, quest'anno, così come nel 2010, è stata oggetto della verifica periodica concernente i diritti umani da parte del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Così come nel 2010 anche quest'anno, lo scorso 18 marzo 2015, ben 23 raccomandazioni, tutte accettate dall'Italia, hanno chiesto al nostro Paese di procedere alla istituzione di un organismo nazionale indipendente secondo la risoluzione ONU n. 48/134. Inoltre, le 187 raccomandazioni approvate sull'Italia nel corso dell'ultima verifica sul rispetto dei diritti umani svolta sul nostro Paese hanno fatto registrare una forte sollecitazione a valorizzare maggiormente il ruolo dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR) e, in particolare durante il dibattito, è stato sottolineato come il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, pur meritoriamente istituito con il cosiddetto «decreto Cancellieri» del 2013 (decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10), non offra sufficienti garanzie di autonomia e indipendenza, in quanto inquadrato nella struttura del Ministero della giustizia. Nella scorsa legislatura l'obiettivo di istituire una «Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani», sulla base di un disegno di legge approvato dal Senato il 20 luglio 2011, non è stato centrato in ragione di talune riserve emerse nel corso del dibattito alla Camera, dovute essenzialmente alla necessità di configurare la Commissione in coerenza con esigenze di reale efficacia ed economicità. Da qui nasce l'idea di configurare tale istituzione come organo monocratico, il «Garante nazionale dei diritti umani», e di legarne l'operatività all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, in modo da evitare duplicazioni delle strutture e valorizzare appieno esperienze e competenze. Il «Garante», nominato dai Presidenti delle Camere, soddisfa i Princìpi di Parigi, vale a dire: indipendenza ed autonomia dal Governo, sia operativa sia finanziaria, imparzialità ampio mandato basato sugli standard universali dei diritti umani, adeguato potere di indagine e risorse adeguate. Esso ha il compito di promuovere e vigilare sul rispetto, in Italia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali così come individuati dalle convenzioni delle Nazioni Unite, dal Consiglio d'Europa, dall'Unione europea e tutelati dalla Costituzione italiana. Tra le funzioni principali del Garante vanno segnalati: il monitoraggio del rispetto dei diritti umani in Italia; la valutazione di eventuali segnalazioni in materia di violazioni o limitazioni dei diritti umani; la verifica del rispetto dei diritti dei detenuti, dei rifugiati e dei migranti; il riscontro sull'attuazione delle convenzioni e degli accordi internazionali ratificati dall'Italia;