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I ricorsi gerarchici presentati ai comandanti territoriali sono da questi trasmessi entro quindici giorni alla Direzione dei lavori e del demanio del Segretariato generale della difesa del Ministero della difesa, accompagnati da una breve relazione e da una copia del decreto impositivo con la prova dell'avvenuta pubblicazione e notificazione. ». - Si riporta dell'art. 363, comma 1-bis, del citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato dal presente decreto: «Art. 363 (Limiti di zolfo nei combustibili per uso marittimo, riduzione degli scarichi in mare e protezione da inquinamento marino). - 1. (Omissis). 1-bis. Continuano ad applicarsi alle navi militari da guerra o ausiliarie le disposizioni in materia di impianti per la raccolta di rifiuti e di antinquinamento, di cui all'art. 3, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, e all'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202. Con il decreto interministeriale di cui all'art. 3, comma 2, del decreto legislativo n. 182 del 2003 sono stabilite le misure necessarie ad assicurare che le navi militari da guerra ed ausiliarie conferiscano i rifiuti ed i residui del carico in conformità alla normativa vigente in materia, tenuto conto delle specifiche prescrizioni tecniche previste per dette navi e delle caratteristiche di ogni classe di unità. Si applica, altresì, l'art. 2, comma 2, del decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190.». - Si riporta il testo della rubrica e del comma 1 dell'art. 365 del citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato dal presente decreto: «Art. 365 (Inquinamento acustico derivante da aeroporti e aeromobili militari). - 1. Ai sensi dell'art. 2 del decreto legislativo 17 gennaio 2005, n. 13, il citato decreto si applica agli aeroporti militari aperti al traffico civile, limitatamente al traffico di aeromobili civili, nei quali è rilevato un superamento dei limiti acustici stabiliti dalle vigenti norme per le zone di rispetto individuate in attuazione dell'art. 3, comma 1, lettera m), numero 3), della legge 26 ottobre 1995, n. 447. 2. (Omissis).». - Si riporta il testo dell'art. 368, comma 2, del citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato dal presente decreto: «Art. 368 (Accesso all'informazione ambientale e difesa nazionale). - 1. (Omissis). 2. Ai sensi degli articoli 29-ter, comma 2, e 29-quater, comma 14, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la domanda di autorizzazione integrata ambientale deve contenere l'indicazione delle informazioni che ad avviso del gestore non devono essere diffuse per ragioni di difesa nazionale, tenendo conto delle indicazioni di cui all'art. 39 della legge 3 agosto 2007, n. 124. In tale caso il richiedente fornisce all'autorità competente anche una versione della domanda priva delle informazioni riservate, ai fini dell'accessibilità al pubblico. L'autorità competente può sottrarre all'accesso le informazioni, in particolare quelle relative agli impianti militari di produzione di esplosivi di cui al punto 4.6 dell'allegato VIII alla Parte II al decreto legislativo n. 152 del 2006, se ciò si rende necessario per l'esigenza di salvaguardare, ai sensi dell'art. 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e relative norme di attuazione, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.». - Si riporta il testo della rubrica della sezione IX del capo I del titolo VIII del libro secondo del citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato dal presente decreto: «Sezione IX - Requisizioni». - Si riporta il testo dell'art. 499, comma 5, del citato decreto legislativo n. 66 del 2010, come modificato dal presente decreto: «Art. 499 (Indennità nel caso di requisizione in proprietà). - 1-4. (Omissis). 5. Nel caso di ipoteca costituita globalmente sulla nave o galleggiante requisito in proprietà a favore di istituto bancario a garanzia dei finanziamenti da esso concessi, l'istituto determina, a richiesta del proprietario o armatore dell'unità requisita, la quota parte della somma mutuata da attribuire alla nave o galleggiante requisito ai fini dell'applicazione del comma 4. Il pagamento dell'indennità è effettuato previa accettazione da parte del proprietario o armatore della quota indicata dall'istituto. In caso di disaccordo in merito decide il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. 6. (Omissis).».