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Poiché non vi sono richieste di intervenire per illustrare i nuovi emendamenti, i subemendamenti e le riformulazioni in questione, dette proposte sono date per illustrate. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica DDL 1264 Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica DDL 233 Modifiche al decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, recante disposizioni in materia di insegnamento di "Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea" DDL 303 Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nella scuola primaria e secondaria DDL 610 Disposizioni in materia di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta DDL 796 Introduzione dell'insegnamento curricolare di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, allargamento della partecipazione degli studenti agli organi collegiali della scuola, nonché reintroduzione del voto in condotta DDL 863 Valorizzazione e potenziamento dei percorsi di "Cittadinanza e Costituzione" DDL 1031 Istituzione dell'insegnamento di educazione alla convivenza civile nelle scuole primarie (Seguito della discussione congiunta e rinvio) - e della petizione n. 238 ad essi attinente Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 4 luglio. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Dopo che il relatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) e il vice ministro FIORAMONTI hanno rinunciato a svolgere la replica, si passa all'illustrazione e discussione degli emendamenti. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa la fase di illustrazione e discussione degli emendamenti. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Deleghe al Governo in materia di ordinamento sportivo DDL 1372 Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione (Esame e rinvio) Il relatore BARBARO ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo, di iniziativa governativa e approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, collegato alla legge di bilancio 2019, che conferisce deleghe al Governo e reca ulteriori disposizioni in materia di ordinamento sportivo. Il Capo I reca disposizioni in materia di ordinamento sportivo e conferisce delega al Governo per il riordino del Comitato olimpico nazionale (CONI) e della disciplina di settore. Richiama i principi e criteri direttivi della delega, tra i quali vi sono la definizione degli ambiti di attività del CONI, delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, dei gruppi sportivi militari, dei corpi civili dello Stato e delle associazioni benemerite, in coerenza sia con le novità introdotte dall'ultima legge di bilancio - che, tra l'altro, ha affidato alla Sport e salute S.p. A. il compito di finanziare gli organismi sportivi - sia con il ruolo proprio del CONI quale organo di governo dell'attività olimpica; la conferma dell'attribuzione al CONI, in coerenza con quanto disposto dalla Carta olimpica, della missione di incoraggiare e divulgare i principi e i valori dell'olimpismo, in armonia con l'ordinamento sportivo internazionale; la previsione di limitazioni e vincoli - inclusa la possibilità di disporne il divieto - per le scommesse sulle partite di calcio delle società che giocano nei campionati della Lega nazionale dilettanti; la previsione che il CONI eserciti poteri di vigilanza sulle attività sportive delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite, al fine di garantire il loro svolgimento in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato olimpico internazionale e del CONI medesimo. Ferme l'autonomia delle federazioni sportive e delle discipline sportive associate e la loro capacità di determinare la propria politica generale, al CONI è attribuito altresì il potere di commissariare federazioni sportive nazionali e discipline sportive associate nelle ipotesi di accertamento di gravi violazioni di norme degli statuti e dei regolamenti sportivi che assicurano il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive, ovvero nell'ipotesi di accertamento dell'impossibilità di funzionamento degli organi direttivi. Si sofferma quindi sull'articolo 2,che introduce misure relative ai centri sportivi scolastici con l'obiettivo di organizzare e sviluppare la pratica dell'attività sportiva nelle istituzioni scolastiche. Alle scuole di ogni ordine e grado è attribuita la facoltà di costituire un centro sportivo, le cui attività, disciplinate con regolamento approvato dalla scuola medesima, sono oggetto di programmazione da parte del consiglio di istituto. I centri sportivi scolastici possono affidare lo svolgimento delle discipline sportive esclusivamente a laureati in scienze motorie o a diplomati presso gli ex istituti superiori di educazione fisica (ISEF). In sede di contrattazione collettiva deve essere stabilito il numero di ore a disposizione di ogni istituzione scolastica, da riconoscere in favore dei docenti ai quali sono assegnati compiti di supporto al centro sportivo scolastico. L'articolo 3reca disciplina relativa alla cessione, al trasferimento o all'attribuzione deltitolo sportivo, definito quale insieme delle condizioni che consentono la partecipazione di una società sportiva a una determinata competizione nazionale. Si prevede che la cessione, il trasferimento o l'attribuzione, a qualunque titolo, del titolo sportivo di una società sportiva - qualora ammessi dalle singole federazioni sportive nazionali o discipline sportive associate - siano effettuati soltanto previa valutazione del valore economico del titolo medesimo tramite perizia giurata di un esperto nominato dal presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede la società cedente. L'articolo 4introduce l'obbligo, per gli atti costitutivi delle società sportive professionistiche, di prevedere la costituzione di un organo consultivo deputato a tutelare gli interessi dei tifosi tramite l'espressione di pareri obbligatori, ma non vincolanti, sulle questioni di loro interesse. Il Capo II interviene in materia di professioni sportive. L'articolo 5 conferisce delega al Governo per il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché del rapporto di lavoro sportivo. Tra i principi e criteri direttivi della delega segnala il riconoscimento del carattere sociale e preventivo-sanitario dell'attività sportiva, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e della salute, nonché quale mezzo di educazione e sviluppo sociale; il riconoscimento dei principi di specificità dello sport e del rapporto di lavoro sportivo (come definito a livello nazionale ed europeo) e delle pari opportunità, anche per le persone con disabilità, nella pratica sportiva e nell'accesso al lavoro sportivo, in entrambi i settori dilettantistico e professionistico;