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il Dipartimento per le politiche di coesione ha calcolato che, sui 7,1 miliardi di euro di risorse riservate al Mezzogiorno dai bandi aperti al 31 gennaio, solo per 2,5 miliardi (corrispondenti a 7 procedure) è stata prevista una salvaguardia della "quota Sud" sulle risorse non assegnate per carenza di domande ammissibili, o spostando le risorse alle singole Regioni del Mezzogiorno con maggiori progetti o aprendo una nuova gara con le risorse avanzate sempre con clausola del 40 per cento. Per 1,4 miliardi di euro (corrispondenti a 6 procedure) è stato previsto lo scorrimento delle graduatorie indipendentemente dalla localizzazione territoriale, mentre per 3,2 miliardi (riferiti a 15 procedure) non si è disposta alcuna modalità di salvaguardia delle risorse non assegnate; considerato, infine, che il Ministro per il Sud e la coesione territoriale ha già attuato importanti misure, in particolare potenziando l'assistenza tecnica alle amministrazioni locali, ma occorre introdurre un meccanismo blindato di salvaguardia della quota Sud, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in considerazione della debolezza strutturale dell'area e dell'assoluta eccezionalità delle procedure previste dal PNRR, non ritenga necessario introdurre in tutti i bandi, ove non prevista, una specifica clausola di salvaguardia della quota Sud sulle risorse non assegnate per carenza di domande ammissibili, spostando, ad esempio, le medesime risorse alle singole Regioni del Mezzogiorno con maggiori progetti, affinché i finanziamenti vengano rimessi a disposizione degli stessi territori attraverso successive e più efficaci procedure. Atto n. 3-03246 CROATTI LANZI GIROTTO VACCARO ANASTASI SANTILLO PUGLIA FEDE ROMAGNOLI NATURALE DI GIROLAMO Al Ministro del turismo Premesso che: la crisi energetica che sta investendo l'Europa sta drammaticamente aggravando la situazione economica del nostro Paese, delle famiglie e delle imprese. In particolare alcuni comparti, come quello turistico, già provati da due anni di pandemia, rischiano di pagare un conto salatissimo; tante imprese che sono riuscite a sopravvivere ad una crisi senza precedenti, ritrovandosi in una situazione di grande fragilità economica, ora si trovano ad affrontare anche l'impatto sui bilanci del caro energia: è una situazione insostenibile e un duro colpo per tanti imprenditori che guardavano con speranza alla ripresa post pandemica; si apprende ogni giorno di aziende legate al turismo (attività ricettive, di ristorazione, parchi di divertimenti, negozi) che gettano la spugna, e di altre che stanno valutando se sussistano i presupposti per proseguire. Rispetto ai competitor turistici internazionali c'è inoltre un problema di competitività, dal momento che il nostro Paese è quello più in difficoltà in Europa sul caro energia: secondo Confcommercio, ad esempio, le nostre imprese del terziario quest'anno pagheranno bollette per l'elettricità in misura doppia rispetto alla Francia; altri dati significativi: per gli oltre 30.000 alberghi italiani la spesa per la bolletta elettrica passerà da 49.000 a 79.000 euro, la bolletta del gas da 10.000 a quasi 20.000 euro. Per i 140.000 bar d'Italia, la bolletta elettrica passerà in media da 4.000 a 7.000 euro per salire, con il costo del gas, da 5.000 a 10.000 euro in totale. Anche i quasi 200.000 ristoranti registreranno una maggiore spesa elettrica, che passerà da 7.000 a 12.000 euro che, con il gas, farà segnare un maggiore costo totale, da 11.000 euro fino a 19.000 euro (dati Confcommercio-Nomisma energia); il Governo ha già adottato misure per sostenere il comparto turistico e contrastare questi rincari, ma servono ulteriori e tempestivi aiuti a poche settimane dall'inizio della stagione estiva per salvare le imprese in difficoltà e con esse tanti posti di lavoro. Non ci sono solo le bollette, c'è anche l'aumento dell'inflazione, l'aumento dei costi delle materie prime, la situazione pandemica ancora presente, l'incertezza dei mercati internazionali, oltre alla riduzione dei consumi, che inciderà sulla capacità di spesa delle famiglie e dunque sulla possibilità di organizzare le vacanze, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda affrontare la situazione di grande criticità che ha caratterizzato l'inizio del 2022 e in quali modi intenda sostenere le imprese del comparto turistico del nostro Paese. Atto n. 3-03247 MIRABELLI MALPEZZI FERRARI BITI COLLINA CIRINNA' D'ARIENZO MARCUCCI ROSSOMANDO Al Ministro della giustizia Premesso che: le drammatiche condizioni di sovraffollamento in cui vive la popolazione carceraria, come noto, hanno procurato all'Italia nel corso degli anni diverse condanne da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, a partire dal 2009. In particolare nel 2013, causa Torreggiani e altri c. Italia, la CEDU ha condannato il nostro Paese e lo ha invitato a provvedere, entro due anni, con misure deflattive, a ripristinare condizioni vivibili nelle carceri. Tuttavia, superata l'iniziale deflazione, nel 2020 in Italia si contavano nuovamente 61.000 detenuti a fronte di 47.000 posti effettivi. Attualmente sono presenti 54.615 detenuti nonostante una capienza effettiva di 47.736 posti regolamentari; la mancanza strutturale di adeguati spazi ha giocato un ruolo particolarmente significativo durante la pandemia e, contestualmente alle scarse condizioni igieniche all'interno delle strutture, ha reso difficile il rispetto dei protocolli sanitari, primo fra tutti il distanziamento sociale. A fronte della drammatica crisi epidemiologica da COVID-19 il contesto carcerario si è da subito rivelato particolarmente esposto al virus. Pertanto, con l'intento di contenere il diffondersi dell'epidemia, le carceri sono state chiuse a tutti gli accessi esterni, sono state sospese le attività formative, i laboratori e soprattutto i colloqui in presenza con i familiari; a seguito delle restrizioni, che hanno portato l'aggravarsi del persistente stato di isolamento sociale dei detenuti, sono esplose violente proteste in diversi istituti penitenziari del nostro Paese nelle quali sono morte 14 persone e andate distrutte alcune sezioni; per garantire, quindi, maggiori contatti con le famiglie è stato aumentato il numero di telefonate a disposizione per ogni detenuto, passando da un contatto settimanale a una telefonata al giorno, ed inoltre è stata introdotta la possibilità di effettuare chiamate tramite "Skype"; rilevato che allo scopo di fronteggiare le diverse criticità emerse, nonché allo scopo di contenere l'aumento dei contagi, gli articoli 28, 29 e 30 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, hanno introdotto misure in deroga in materia di licenze premio per i detenuti in regime di semilibertà, durata straordinaria dei permessi premio e modalità di detenzione domiciliare.