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Conversione in legge del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19. Onorevoli Senatori. – Articolo 1 L'articolo disciplina un rinnovato quadro di riferimento, che si sovrappone a quello già esistente rappresentato dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, per le misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19. Al comma 1 viene così disciplinato il quadro delle misure limitative della libertà di circolazione in ambito infraregionale, con cessazione dell'efficacia delle misure attualmente vigenti a decorrere dal 18 maggio 2020, mantenendo tuttavia la possibilità che, in caso di aggravamento della situazione epidemiologica possano essere adottate misure restrittive, ma con riferimento alle sole aree regionali interessate. Analoghi princìpi sono adottati per gli spostamenti tra lo Stato della Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni con essi confinanti. Al comma 2 vengono invece mantenute, ma solo fino al 2 giugno 2020, le vigenti limitazioni agli spostamenti fra regioni, che risultano ammesse solo per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute, garantendo comunque la possibilità di rientro presso il domicilio, l'abitazione o la residenza. Il comma 3 si occupa invece di detti spostamenti interregionali per il periodo successivo al 3 giugno 2020, data dalla quale vengono rimosse le vigenti limitazioni, con piena facoltà di circolare sull'intero territorio nazionale salve le limitazioni che dovessero essere adottate – secondo princìpi di adeguatezza e proporzionalità – in riferimento a determinate aree in caso di sopravvenienza di aggravamenti della situazione epidemiologica. Il comma 4 disciplina l'ingresso e l'uscita dallo Stato, differenziando la disciplina nell'arco temporale che va fino al 2 giugno 2020, allorché sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti da e per l'estero salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute o negli ulteriori casi individuati dai decreti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020. Successivamente alla richiamata data, i predetti spostamenti sono consentiti salva, al pari di quanto previsto per gli spostamenti in ambito nazionale, la possibilità di prevedere limitazioni con riferimento a specifiche situazioni di rischio epidemiologico. Il comma 5 prevede che gli spostamenti tra lo Stato della Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni con essi rispettivamente confinanti non siano soggetti ad alcuna limitazione. I commi 6 e 7 disciplinano la quarantena obbligatoria e quella precauzionale, rispettivamente per i soggetti positivi al virus COVID-19 e per coloro che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus . Il comma 8 contempla un generalizzato divieto di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico e prevede, per le manifestazioni, gli eventi e spettacoli di qualsiasi natura con presenza di pubblico, un rinvio ai provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 che potranno eventualmente consentirne lo svolgimento a condizione che vengano adottate specifiche modalità anticontagio. Il comma 9 prevede che, nell'ambito dei singoli comuni, il sindaco possa disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico qualora sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, misura minima diretta ad evitare il rischio di contagio. Il comma 10 regolamenta le modalità di esercizio delle riunioni, prescrivendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Il comma 11 prevede che le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgano nel rispetto dei protocolli con le confessioni religiose che definiscono le misure idonee a prevenire il rischio di contagio. Il comma 12 chiarisce che l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 7, 8, 10 e 11 è demandata ai provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, che possono anche stabilire differenti termini di efficacia. Il comma 13 prevede che le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le università ed ogni tipo di corso professionale siano svolte con modalità definite con i provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020. Il comma 14 si occupa delle attività economiche, produttive e sociali, che devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, la cui adozione è demandata alle regioni o alla Conferenza delle regioni, nel rispetto dei princìpi contenuti in protocolli o linee guida nazionali. Viene precisato, inoltre, che eventuali misure limitative delle attività economiche e produttive devono essere adottate, con provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o del comma 16 del presente decreto, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità. Il mancato rispetto dei protocolli e delle linee guida che determini inadeguati livelli di protezione è previsto, al comma 15, quale causa della sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Il comma 16 prevede il sistema di monitoraggio dell'andamento della situazione epidemiologica, il quale è demandato in prima battuta alle regioni che trasmettono i dati giornalmente al Ministero della salute, all'Istituto superiore di sanità e al comitato tecnico-scientifico al fine dell'eventuale adozione di misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle vigenti. Dette misure possono essere disposte, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, anche dalle regioni. Articolo 2 Il comma 1 rinvia, in caso di violazione di quanto disposto dal decreto, per i profili sanzionatori, a quanto già previsto dall'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19; detta norma prevede, salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all'articolo 650 del codice penale, la specifica sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e, nei casi di esercizio di un'attività di impresa, anche della chiusura dell'esercizio o dell'attività da cinque a trenta giorni; sanzioni aggravate in caso di reiterazione. Il comma 2 prevede che per l'accertamento delle violazioni e il pagamento in misura ridotta si fa rinvio al medesimo articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 19 del 2020. Si prevede che le sanzioni per le violazioni delle misure disposte da autorità statali siano irrogate dal prefetto o, negli altri casi, dalle autorità che le hanno disposte.