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Il Ministero dell'ambiente ha da subito definito con tutte le amministrazioni e i portatori d'interesse la procedura di raccolta e condivisione delle informazioni per la predisposizione delle risposte da fornire alla Commissione europea, grazie anche a un pluriennale coinvolgimento delle Regioni, di ISPRA e dei vari portatori d'interesse. Il procedimento di revisione, affrontato dalla Commissione europea anche a seguito delle osservazioni del Ministero dell'ambiente sulle incongruenze presenti fra i dati dei diversi Paesi, si è concluso nel mese di ottobre 2018 ed è stato svolto in piena trasparenza. L'Italia ha contribuito a sostenere la redazione da parte della Convenzione sulle specie migratrici di un Atlante delle migrazioni, i cui dati saranno disponibili nei prossimi mesi e che potrà costituire uno strumento utile a fornire elementi necessari per la coerenza dei dati fra tutti gli Stati membri. Occorre ribadire, ad ogni modo, che il Ministero ha agito in osservanza della legge n. 157 del 1992, che all'articolo 1, comma 7- bis , prevede che il Ministero dell'ambiente trasmetta periodicamente alla Commissione europea tutte le informazioni a questa utili sull'applicazione pratica della presente legge e delle altre norme vigenti in materia, limitatamente a quanto previsto dalla direttiva 2009/147/CE. È opportuno evidenziare la qualità generale dell'operato di ISPRA, il cui lavoro e i cui tecnici, specialmente ma non esclusivamente in materia di studi sulle migrazioni degli uccelli selvatici, vanno annoverati tra i più importanti e qualitativamente validi nel panorama internazionale. Quanto alle incongruenze fra i dati dei diversi Paesi, che non riguardano solo l'Italia, queste, come già accennato, sono il risultato dell'approccio per singolo Stato adottato storicamente dalla Commissione europea. L'Italia ha peraltro proposto di modificare tale approccio secondo il modello di fly away , nella cui direzione va lo stesso Atlante delle migrazioni. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Bruzzone, per due minuti. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho preparato una replica perché immaginavo che la risposta fosse di questo tenore. L'articolo 1, comma 7- bis , della legge n. 157 del 1992 dispone che le informazioni periodiche devono essere limitate a quanto previsto dalla direttiva uccelli. Stiamo parlando dei « Key Concepts» (KC), che non sono previsti dalla direttiva uccelli. L'argomento è regolamentato da un altro comma, che prevede, come realtà c'è stato (ma con scarso successo), il coinvolgimento del Ministero delle politiche comunitarie. Di fatto, con i dati inviati dal Ministero dell'ambiente, anticipiamo ancora le migrazioni prenuziali: adesso arriviamo a Capodanno. Quando andavamo a scuola (io, il Ministro e tanti altri, ma anche i ragazzi che vanno a scuola oggi), ci dicevano che a primavera arrivano gli uccelli e vanno a fare il nido. Adesso cambiano dei dati e cambia tutto. Sembrerà molto strano, anche perché questi dati sono difformi dalle innumerevoli pubblicazioni scientifiche accreditate nel nostro Paese, alcune delle quali anche dello stesso ISPRA, e sono altrettanto diversi dagli istituti scientifici statali (i pari ISPRA) di Francia, Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Croazia e persino Romania e Bulgaria. Siamo rimasti soli; siamo soli a sostenere l'insostenibile, cioè che nella prima decade di gennaio gli uccelli migratori vanno a fare il nido. Non ci crede nessuno, tanto meno quelli che hanno lavorato su questo tema, magari avendo nei loro uffici affissi gli adesivi della LIPU, perché di questo purtroppo sono anche testimone diretto. L'Italia quindi su questo tema è in contrasto con il mondo accademico internazionale. Se si hanno delle posizioni politiche diverse, le si dicano. Se si è contro, si dica che si è contro, ma non si dica che a Capodanno gli uccelli migratori fanno il nido, perché non ci crede nessuno. Questo sistema lo abbiamo visto in passato, signor Ministro. Ricordo perfettamente il Governo Prodi, quando aveva un Ministro dell'ambiente, tal Pecoraro Scanio, che di danni ne ha fatti tantissimi e li vediamo ancora adesso. Sono sistemi che non ci piacevano allora e che non ci piacciono neanche oggi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La senatrice L'Abbate ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00585 sulle iniziative di contrasto al cambiamento climatico e ai suoi effetti, per tre minuti. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, gentile Ministro, lo scorso dicembre a Katowice, in Polonia, si è tenuta la conferenza delle parti sul clima, la COP24, che ha rappresentato una congiuntura importante, in quanto si è svolta in concomitanza con una serie di scadenze legate al calendario dell'Accordo di Parigi, quali la pubblicazione del primo rapporto IPCC sul riscaldamento globale e l'avvio di quello che viene definito il dialogo facilitativo, per promuovere nuovi impegni di riduzione delle emissioni. L'IPCC ha presentato nell'ottobre del 2018 il suo speciale report che per la prima volta ha valutato gli impatti del cambiamento climatico sul target di 1,5 gradi. Basato su prove e dati scientifici, il documento ha dimostrato che il riscaldamento globale indotto dall'uomo ha già raggiunto un grado sopra i livelli preindustriali e che sta crescendo approssimativamente di 0,2 gradi a decade. La Conferenza si è poi conclusa con l'approvazione del manuale operativo per l'attuazione dell'accordo di Parigi, il rulebook , che ha stabilito fra le altre cose l'utilizzo delle nuove linee guida nella valutazione dei gas climateranti e la redazione di un inventario delle emissioni con scadenza biennale. Considerato che con il climate change i ghiacciai si stanno sciogliendo, provocando l'innalzamento del livello del mare che arriverà anche a sette metri, come portavoce dei nostri territori non posso che essere fortemente preoccupata. Immagino gli impatti potenzialmente apocalittici e disastrosi per le nostre Regioni insulari, come la Sicilia e la Sardegna, e per quelle come la Calabria e la Puglia, che hanno sviluppato la loro economia e gli insediamenti urbani sulle coste. Consideriamo inoltre gli effetti che ci saranno sulle risorse idriche, sul territorio e sugli ecosistemi. Abbiamo già visto le eccezionali gelate che hanno devastato l'agricoltura pugliese. Entro il 2030, ad esempio, è possibile prevedere in Italia un calo del 30 per cento del fabbisogno energetico legato al riscaldamento e un aumento del 72 per cento legato alla climatizzazione e alla refrigerazione. Ritenuto che riuscire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e a governarne le cause non è solo un dovere morale nei confronti delle future generazioni, ma anche una priorità strategica per l'economia nazionale italiana, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare o abbia già adottato sul piano nazionale e internazionale per contrastare le conseguenze del riscaldamento globale. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, onorevole Fraccaro, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.