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Vedo che, purtroppo, la correttezza non è di tutti in quest'Assemblea. BELLANOVA (PD) . Ma come ti permetti! MORONESE (M5S) . Certo, si può e si poteva fare di più. Voglio però ringraziare non solo i colleghi che hanno contribuito - lo farò anche in sede di dichiarazione di voto - e i due che sono alla mia destra e sinistra, il relatore Mantero e il collega Briziarelli, ma - soprattutto - il Governo, perché ha creduto in questo provvedimento e nella volontà di dare voce ai cittadini, non facendoli sentire cittadini di serie B. Infatti, si è parlato delle persone che abitano nelle isole minori come di cittadini di serie B. Ebbene, non è che non sono stati considerati, essi sono stati totalmente ignorati dagli scorsi Governi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi abbiamo invece avuto oggi la possibilità, grazie al Governo del cambiamento, di dire a questi cittadini: ci siete, noi ci siamo come Stato, vogliamo aiutarvi e il disegno di legge quadro in esame è un primo passo per venire incontro alle vostre esigenze. Devo dire con tutta onestà intellettuale (perché in questo provvedimento ci ho creduto) che il risultato che abbiamo raggiunto, grazie a chi ci ha creduto veramente, è stato notevole, nonostante le difficoltà. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . BELLANOVA (PD) . Domando di parlare per fatto personale. PRESIDENTE. Senatrice Bellanova, per fatto personale potrà intervenire al termine della seduta, come previsto dal Regolamento del Senato. BELLANOVA (PD) . Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Vedo che il senso della sua richiesta è cambiato. Ne ha facoltà. BELLANOVA (PD) . Signor Presidente, sarò molto breve. Capisco tutto e anche il fatto che in quest'Assemblea ci sono nervi scoperti, perché quando si fa un condono tombale per Ischia bisogna poi avere il pelo sullo stomaco per accusare qualcuno che non è interessato all'argomento che si sta affrontando. (Applausi dal Gruppo PD) . Io vorrei segnalare tramite lei alla signora relatrice che per quanto mi riguarda e per il mio Gruppo, abbiamo seguito con grande attenzione questo provvedimento in tutte le Commissioni, anche quando voi andavate a spasso a fare sceneggiate fuori da questa sede! (Applausi dal Gruppo PD) . Noi siamo stati nelle Commissioni e abbiamo dato il nostro parere e allora inviti, se ne è capace, la signora relatrice a rispettare il mio ruolo! (Proteste dal Gruppo M5S) . Io sono stata qui e ho seguito questo provvedimento. Voi siete dei grandi maleducati. (Il microfono si disattiva automaticamente. La senatrice Bellanova continua a parlare fuori microfono. Applausi dal Gruppo PD . Vivaci proteste dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Senatrice Bellanova, le ho dato la parola per un intervento sull'ordine dei lavori ed è stato un intervento per fatto personale, quindi non le ridarò la parola a fine seduta. Abbiamo colto il senso del suo intervento, così come la senatrice... LAUS (PD) . L'ha offesa! PRESIDENTE. Non ho sentito un'offesa, altrimenti sarei intervenuta in difesa della senatrice Bellanova. (Commenti dal gruppo PD) . LAUS (PD) . Noi abbiamo sentito l'offesa! Dia la voce! Dia la voce alla senatrice Bellanova! PRESIDENTE. Senatore Laus, la senatrice è già intervenuta e non è stata offesa altrimenti sarei intervenuta in difesa della senatrice Bellanova, assolutamente. (Proteste della senatrice Bellanova fuori microfono. Commenti della senatrice Malpezzi) . Senatrice Bellanova, non è stato permesso a nessuno di offenderla. Le ho dato la parola e lei ha fatto il suo intervento. Non posso permetterle di continuare ad intervenire per rispetto del Regolamento del Senato, non è assolutamente una cosa personale. (Commenti della senatrice Bellanova) . Possiamo continuare con l'esame del provvedimento. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. MANTERO, relatore . Signor Presidente, intervengo velocemente in replica ai vari interventi dei colleghi. Il punto principale sul quale mi pare opportuno insistere, anche perché è quello sul quale sono arrivate le maggiori obiezioni dai colleghi che hanno detto nella maggior parte dei casi che comunque ci sono buoni intenti e buone proposte in questo disegno di legge ma che mancano le coperture, è che fino adesso per le isole minori sono stati stanziati, come diceva anche la presidente della 13 a Commissione (e non relatrice) senatrice Moronese 51 milioni nel 2001 e 20 milioni per il 2008-2009, dopodiché il fondo è stato svuotato. Adesso noi andiamo a stanziare 170 milioni in sei anni per i primi interventi sia strutturali che per parte corrente, e poi 10 milioni di euro l'anno a partire dal 2025 che resteranno poi strutturalmente. Ma soprattutto, oltre al fatto che c'è uno stanziamento considerevole, maggiore di quanto sia mai stato fino adesso, soprattutto facciamo uno stanziamento a fronte di una programmazione pluriennale di investimenti, fissando obiettivi chiari nell'articolo 2 del testo che vanno anche nella direzione che indicava il collega Floris, se non sbaglio, per quanto riguarda gli obiettivi posti dall'Unione europea che sono presenti (c'è il riferimento normativo nell'articolato). Gli obiettivi che ci propone l'Unione europea sono presenti nell'articolo 2 e, in base a tali obiettivi, si potranno fare, poi, gli stanziamenti. Quindi non diamo, com'è stato fatto fino adesso, fondi una tantum o per costruire dei DUPIM che poi vengono tolti e, di conseguenza, per una programmazione che inizia, ma che poi non può essere portata a termine. Noi interveniamo in maniera strutturale e coerente. Per quanto riguarda l'intervento della senatrice Papatheu, sul termine «isole minori», ovviamente non c'è una volontà di discriminare le isole minori chiamandole in questo modo, ma ci siamo semplicemente adeguati al modo in cui l'Associazione delle isole minori ha scelto di chiamarsi, al modo in cui i vari atti normativi che sono stati varati fino ad oggi hanno rubricato queste piccole isole e anche al fatto che esiste già un marchio di prodotti delle isole minori, che peraltro si vuole promuovere. Ci siamo quindi semplicemente adeguati allo stato dei fatti. Abbiamo poi ragionato sulla proposta di istituire una zona franca urbana, di cui parlava il senatore Nastri, ma tale proposta era in contrasto con le attuali disposizioni in materia di istituzione di zona franca urbana, perché l'istituzione della zona franca è in capo al MISE in accordo con il MEF e non del solo MEF come è stato scritto nella proposta; non si teneva conto del fatto che ci si sarebbe sovrapposti ad una zona franca urbana già esistente, che è quella delle isole di Linosa e di Lampedusa, alle quali sono destinati sette milioni di euro, e soprattutto ritenevamo che la copertura finanziaria che veniva indicata fosse assolutamente inadeguata, soprattutto se parametrata a quella di Linosa e di Lampedusa. Si sarebbe trattato, pertanto, di una norma con impatti non significativi ma con un aggravio amministrativo per le imprese che andavano a richiederla.