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in seguito ad acquisizioni di documentazione da parte della Guardia di finanza per conto della Procura regionale del Lazio della Corte dei conti, si è venuti a conoscenza di una relazione tecnica interna al Poligrafico, secondo la quale il secondo lotto di 5 macchinari per la produzione della Cie sarebbe stato utilizzato senza i necessari collaudi, previsti dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), spettanti al responsabile del procedimento di esecuzione del Poligrafico; sempre secondo la relazione tecnica dell'Ipzs, i mancati collaudi non avrebbero consentito di rilevare il bug nel software . " Bug " che sarebbe all'origine delle difettosità nei chip delle nuove carte d'identità elettroniche; il difetto di produzione riguarderebbe 346.275 carte d'identità emesse tra ottobre 2017 e febbraio 2018; inoltre, i rischi di una gestione non appropriata di dati sensibili dei documenti d'identità sarebbero da rilevarsi anche nella decisione del Poligrafico di affidarsi al sistema di posta ordinaria, e non a quello (più costoso ma più affidabile) della raccomandata, per inviare a casa del cittadino i nuovi documenti di identità; considerato altresì che, risulta all'interrogante il Poligrafico dello Stato avrebbe deciso di consentire a privati la gestione dei suddetti dati personali e biometrici, come le impronte digitali, compresi quelli che transitano attraverso il Centro di elaborazione dati (Cen) della Polizia di Stato a Napoli, grazie alla stipula di un contratto, da oltre due milioni di euro, valido fino al 5 settembre 2019, nell'ambito di una procedura indetta da Consip. Il suddetto contratto avrebbe consentito a un raggruppamento temporaneo di imprese (Accenture, Leonardo e Ibm) di poter trattare dati sensibili di molti cittadini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se, alla luce dei fatti descritti, non ritenga utile valutare se si ravvisino gli estremi per attivare le procedure per la revisione del contratto con il raggruppamento temporaneo di imprese, per cambiare mezzo di spedizione via posta delle carte d'identità (attraverso raccomandata), per ritirare le carte d'identità difettose e per far sì che in futuro i collaudi previsti dall'Anac ai macchinari che producono i chip vengano effettuati sempre. Atto n. 4-00579 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per gli affari europei e della giustizia Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 19 settembre dal quotidiano "Il Sole-24 ore", i dati che l'ex presidente della Consob Mario Nava avrebbe dovuto presentare al Senato, nel corso di un'audizione (successivamente disdetta a causa delle sue dimissioni), evidenziano un fenomeno in preoccupante espansione, causato da un'attività fraudolenta di operatori che utilizzano piattaforme web per convincere gli investitori ad investire il proprio denaro su opzioni binarie (attualmente vietate dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, Esma), Cfd (contracts for difference), trading su valute e metalli preziosi; i dati della Consob evidenziano che a fronte di 167 interventi effettuati nel 2017, il successivo anno (a giugno 2018) si è giunti a ben 187 interventi di cui 71 ordini di cessazione, 89 segnalazioni all'autorità giudiziaria, 7 sospensioni cautelari e 8 emanazioni di divieti a operare; ad essere segnalate come società a rischio risultano spesso organizzazioni (che vengono costituite e smantellate velocemente, sovente con inserita la lettera X del Forex, il mercato del foreign exchange ) aventi sedi in località difficilmente raggiungibili dalle autorità internazionali giudiziarie e di vigilanza, come ad esempio le isole Marshall, la Repubblica delle Vanuatu (in Oceania) e Saint Vincent e Grenadine (isole Bermude), la cui distanze "siderali" rendono pressoché inutile ogni tentativo di sanzione nei loro confronti; lo strumento normativo che consente alla Consob di intervenire è l'articolo 7- opties del testo unico della finanza, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, la cui norma, inserita nel 2018, attribuisce alla Consob il potere di ordinare l'immediata cessazione delle pratiche abusive su internet , attraverso il diffusissimo metodo delle telefonate da parte di sedicenti consulenti finanziari, che contattano la "clientela" da call center in Romania o Albania; risulta più complessa la procedura di oscuramento dei siti che richiederebbe invece l'adozione di specifiche norme, alle quali si aggiunge la pericolosa variante di tali modalità d'investimento on line , "mista", contraddistinta dall'affiancamento da parte di una rete di consulenti e procacciatori sparsi sul territorio; al riguardo l'articolo segnala il caso della Ibs Forex di Como che, agendo con le predette modalità, è riuscita nel 2011 a "dragare" circa 40 milioni di euro prima che l'attività esercitata in maniera evidentemente ingannevole fosse interrotta dalla Guardia di finanza; il rischio per i risparmiatori risulta, di conseguenza, elevatissimo e moltiplicato a dismisura dall'inafferrabilità giuridica di tali organizzazioni che operano evidentemente fuori da un quadro regolatorio legittimo, attirando lo sprovveduto investitore, garantendogli guadagni certi (senza che prima quest'ultimo abbia provveduto ad erogare dei chip d'ingresso in denaro) attraverso un conto corrente on line (spesso un mero espediente di facciata), senza alcuna speranza di recupero; a giudizio dell'interrogante, quanto sopra desta sconcerto e preoccupazione, se si valuta come non soltanto in ambito nazionale, ma anche in sede europea e internazionale, non vi sia un sistema armonico di regole fra gli Stati, sufficientemente coerente e coordinato, per garantire la tutela per migliaia di investitori, non soltanto italiani; la necessità di intervenire, anche in sede comunitaria, al fine di impedire il perpetuarsi di pratiche irregolari e scorrette, da parte di organizzazioni fraudolente che effettuano attività finanziaria, attraverso il collocamento di strumenti finanziari rischiosi (promettendo facili guadagni e che invece si trasformano in trappole che erodono tutto il capitale investito), nei riguardi di investitori (in molti casi ignari della pericolosità di questo prodotto) risulta ad avviso dell'interrogante urgente e necessaria, al fine di innalzare i livelli di tutela degli investitori, anche attraverso un sistema informativo in grado di fornire avvertenze di rischio comprensibili, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se non convengano sulla necessità di intervenire, anche in sede europea, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di stabilire un quadro strategico comune e impedire il proseguimento del " trading on line " degli strumenti di rischio descritti da parte di operatori illegali, introducendo un sistema di regole restrittive; se non ritengano infine opportuno prevedere una campagna informativa, volta a informare in maniera più incisiva gli investitori sui rischi e i pericoli derivanti dalle perdite sugli investimenti effettivamente impiegati. Atto n. 4-00580 EVANGELISTA LICHERI FENU MARILOTTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: