[sommcomm]

in merito al disposto dell'articolo 3, sembrerebbe opportuno prevedere un meccanismo uniforme applicabile a livello nazionale in materia di predisposizione, applicazione e aggiornamento dei piani di raccolta rifiuti (si pensi, ad esempio, ad un parametro unitario a livello nazionale per definire la capacità di stoccaggio degli impianti di raccolta e delle navi), nonché con riferimento al rilascio di deroghe ed esenzioni e di criteri e meccanismi da applicare ai fini della formazione delle tariffe nel rispetto dei principi di trasparenza, proporzionalità e rendicontazione di cui al Regolamento (UE) 2017/352; in merito all'articolo 4, comma 4, parrebbe necessario tener conto della circostanza che a bordo delle navi, soprattutto quelle che effettuano scali anche in porti esteri, la differenziazione dei rifiuti avviene in base alle linee guida stabilite dalla MARPOL e sembrerebbe pertanto indispensabile prevedere che gli impianti portuali abbiano l'obbligo e non la facoltà di ritirare dal bordo i rifiuti che sono stati differenziati in base a tali linee guida; in merito all'articolo 8, la norma stabilisce che i costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti dalle navi, siano recuperati mediante la riscossione di tariffe a carico delle navi che approdano in porto, definite dalle Autorità competente, e si compongono di "costi diretti", "costi indiretti" e di "entrate nette"; sulla base delle Direttive UE, la componente indiretta della tariffa viene pagata da tutte le navi, indipendentemente dal conferimento o meno dei rifiuti agli impianti portuali in cui attraccano, mentre la componente diretta della tariffa viene pagata al porto in cui conferiscono i rifiuti; diversamente l'attuale norma vigente in materia, ovvero il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, stabilisce che i criteri per definire il regime tariffario applicabile ai rifiuti prodotti dalla nave, nel caso di navi in servizio di linea che effettuano scali frequenti e regolari, siano "su base portuale o regionale"; in Italia le navi di linea rappresentano l'80% del traffico navale totale, pertanto la previsione che le tariffe indirette siano pagate dalle navi di linea in un solo porto, rischia di avvantaggiare i porti di maggiori dimensioni che avranno modo di rimodulare al ribasso le tariffe, rispetto ai porti di piccole dimensioni; rilevata altresì l'esigenza che, in riferimento alle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9, venga definita con maggiore precisione la ripartizione di competenze fra le autorità di cui all'articolo 1, comma 1, lettera l), nonché fra queste e gli altri soggetti che svolgono funzioni rilevanti nell'ambito considerato, esprime parere favorevole con la seguente condizione: 1) si richiede che il Governo all'articolo 8, comma 2, sostituisca la parola "competente" con le seguenti: "di sistema portuale, ove istituita, ovvero dal comune che cura le procedure relative all'affidamento del servizio" e con le seguenti osservazioni: 1) si invita il Governo a valutare l'opportunità di aggiungere all'articolo 3 il seguente comma: "5 . Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili con decreto da adottare di concerto con il Ministro della transizione ecologica entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto può stabilire le linee guida per una uniforme applicazione nei porti nazionali degli articoli 4,5, 6,7,8 e 9 . "; 2) si invita il Governo a valutare l'opportunità di sostituire il secondo e il terzo periodo del comma 4 dell'articolo 4 con i seguenti: " Ai fini indicati al comma 1, i rifiuti delle navi sono raccolti separatamente, per facilitarne il riutilizzo e il riciclaggio. Per facilitare tale processo, gli impianti portuali di raccolta raccolgono le frazioni di rifiuti eventualmente differenziate dalla nave conformemente alle categorie di rifiuti stabilite nella convenzione MARPOL, tenendo conto delle sue linee guida ". Allegato