[resaula]

voto, però, dettato non già da un consenso e un'approvazione a quanto messo in atto dal precedente Governo, bensì dal fatto che oramai le risorse sono state assegnate e sbloccarle significherebbe dare una boccata d'ossigeno a mille lavoratori per ulteriori sei mesi. Siamo, però, sicuri che questo non sarà sufficiente e che dovremo da subito metterci al lavoro nelle Commissioni competenti e in Aula, insieme al Governo, per colmare definitivamente la voragine che separa la domanda di lavoro e la sicurezza di un posto di lavoro, che soddisfi la vita dignitosa di ogni lavoratore, dando piena applicazione a quanto previsto dall'articolo 1 della nostra Costituzione. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S. Congratulazioni) . FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, signori del Governo, mi piacerebbe avere di fronte quest'oggi il vice primo ministro Di Maio, nonché Ministro al MISE, alle attività produttive, Ministro del lavoro (e forse anche altri incarichi da lui ricoperti). «Siamo sicuri che questo non sarà sufficiente»: queste le parole di chi mi ha preceduto, senatore Bergesio. Sono quasi sicuro anch'io che questo non sarà sufficiente a dare una certezza, sia per Alcoa, sia per Matrica, sia per il Sulcis, sia per il Nord-Ovest della Sardegna, la zona di Porto Torres, nel sassarese. Sono anzi fortemente preoccupato e se non fossi stato qui oggi lo sarei ancora di più; le manifestazioni di solidarietà sentite in quest'Aula, invece, mi incoraggiano e spero nella volontà di salvare queste due aree industriali di interesse nazionale. Ripeto, di interesse nazionale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Aree e attività industriali che sono state inserite nel contesto sardo per volontà della politica nazionale. Certo, a noi sardi ha fatto molto piacere, perché una di queste aree (mi riferisco a quella di Portovesme, in questo momento, che si trova nella zona del Sulcis) è arrivata a dare lavoro a oltre 4.000 dipendenti e attualmente noi stiamo cercando di salvarne 380-400. C'è un grave difetto nell'industrializzazione in Sardegna del periodo trascorso e sono preoccupato perché le risorse, seppur cospicue, destinate a quell'area... (Brusio). Chiedo scusa, se fosse possibile avere meno risonanza. (Richiami del Presidente). La ringrazio. Dicevo che le zone che sono state oggi oggetto di questo provvedimento devono essere seguite attentamente da voi della maggioranza, che vi siete impegnati a salvare queste due aree. Il Sulcis, come dicevo (tanto perché qualcuno ne parla conoscendo ciò di cui parla, mentre altri forse non lo sanno), è la provincia d'Italia più povera: 50 per cento e oltre di disoccupazione giovanile e un abbandono scolastico che non vorrei neanche dire quanto è, perché è semplicemente vergognoso. Allora bene si attagliano a questa zona le vostre intuizioni o le vostre idee per formare nuovo lavoro. Mi riferisco, ad esempio, al lavoro generato dalla skills guarantee , ossia il lavoro che viene assicurato a coloro i quali non hanno frequentato la scuola, non hanno scolarizzazione, ma dovrebbero andare a lavorare nei siti industriali dopo una preparazione ritrovata, appunto, con questa formula e con questa misura. Pertanto, la preoccupazione che ha manifestato Bergesio prima - e per il quale lo ringrazio - ce l'ho anch'io. Sono sicuro che, senza un ulteriore controllo dell'apparato nazionale per le imprese e le industrie dei territori sulcitano e sassarese, probabilmente tra sei mesi verremo qui a dirci che abbiamo sprecato delle risorse e non voglio che ciò accada. Invito dunque coloro che hanno responsabilità nazionale e hanno voluto questi insediamenti industriali a livello territoriale sardo a essere attenti affinché si abbia un recupero industriale vero e proprio. Ha detto prima di me il collega e conterraneo Solinas che stanno facendo i primi passi i nuovi proprietari della vecchia Alcoa, oggi Sider Alloys. Spero che questi primi passi, che non si preannunciano i migliori, siano invece poi quelli che consentiranno all'industria e al polo dell'alluminio di riprendere l'egemonia nazionale e anche europea. Ricordo che la società americana Alcoa, che aveva due sedi in Europa, una in Sardegna e una in Spagna, ha deciso di tenere in vita quella spagnola. Perché? Vi siete chiesti perché? La produzione in Sardegna costava molto di più ed erano considerati aiuti di Stato quelli che consentivano di avere il costo dell'energia uguale a quello del resto del territorio nazionale ed europeo. Ecco allora - e chiudo veramente il mio intervento - ciò che mi preme che venga fatto in politica e qui in Senato: rimettere al pari i deficit presenti in un'isola per creare sviluppo, un'isola che peraltro non ha infrastrutturazione, perché le ferrovie sono le peggiori d'Europa - posto che di ferrovia si possa parlare - e le strade non sono certamente le migliori. Consentirci allora di essere alla pari: non vogliamo assistenzialismo becero, ma vogliamo le condizioni che ci permettano di partecipare alla gara, alla competizione nazionale e internazionale partendo dalla stessa linea. Vogliamo essere messi in condizione di competere con gli altri territori e questo si può. Basta riconoscere lo stato di insularità e quanto a esso sta dietro: prezzi dei trasporti in continuità territoriale, stesso prezzo per l'energia e tutte le altre cose che avrò modo di illustrare in altri interventi. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Pisani e Zanda ) . MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, ci troviamo oggi qui in Senato per votare la conversione in legge di un importante decreto-legge, arrivato in Aula dopo un attento esame, prima in Commissione speciale e poi alla Camera, dove ha raccolto il voto favorevole e unanime di tutti i Gruppi parlamentari. Con questo provvedimento, in primo luogo, si aggiungono ulteriori 9 milioni alle risorse finanziarie impiegate nel 2018 per le specifiche situazioni occupazionali insistenti nella Regione Sardegna, per i trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga e di mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. Sono attualmente riconosciute come aree di crisi industriale complessa quella del polo industriale di Portovesme e quella di Porto Torres. Le ulteriori risorse assegnate garantiscono la prosecuzione dei trattamenti di mobilità in deroga per ulteriori sei mesi, scadendo l'attuale trattamento il 30 giugno 2018. Tali risorse consentiranno la prosecuzione dei trattamenti in corso e il recupero dei lavoratori che, pur avendone diritto, non ne avevano fatto domanda. La platea potenziale interessata risulta essere pari a circa 1.000 lavoratori. Con questo provvedimento si concede la proroga fino al 31 dicembre dei trattamenti di mobilità in deroga per i lavoratori delle due aree.