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Norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge intendiamo riproporre le norme, solo in parte attualizzate, del cosiddetto Mattarellum, per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. La legge prende appunto il nome del relatore Sergio Mattarella e fu conseguente al referendum in materia elettorale tenutosi il 18 aprile 1993. Questa legge -- in realtà due, trattandosi delle leggi 4 agosto 1993, n. 276, e 4 agosto 1993, n. 277 -- introdussero un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico per ripartire il 75 per cento del seggi, per il restante 25 per cento dei seggi assegnati al recupero proporzionale dei più votati non eletti al Senato attraverso il meccanismo dello scorporo e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento al 4 per cento per la Camera. Con le leggi approvate nel 1993 si è votato nel 1994, nel 1996 e nel 2001. La applicazione pratica della legge Mattarella ha mostrato come lo spirito della legge fosse quello di fare coalizzare le forze politiche. La riduzione della frammentazione politica poteva portare anche a una migliore rappresentanza parlamentare. Effettivamente nelle legislature XII, XIII e XIV il numero del Gruppi presenti in parlamento diminuì rispetto a quelle precedenti, per poi riaumentare una volta approvato il cosiddetto Porcellum . Lo scopo e appunto quello di superare una volta per tutti il cosiddetto « Porcellum », ovvero la legge 21 dicembre 2005, n. 270, che è stata approvata nel 2005 e che è stata utilizzata nelle elezioni del 2006, del 2008 e del 2013. Le liste bloccate della legge del 2005, in cui i segretari di partito inseriscono i nomi delle persone più vicine, hanno contribuito a rendere invisa la politica alla gente. Si può scegliere solo una lista, ma non i singoli candidati. Non si ha un rappresentante diretto del territorio. Il meccanismo dei collegi uninominali rendeva immediatamente visibili i candidati e il cittadino poteva scegliere in tutta autonomia. L'eletto nel collegio si sentiva investito di una rappresentanza delle istanze del proprio territorio di riferimento che ora e venuta meno. Quindi bisogna tornare a una idea di rappresentanza del territorio, di eletti riconoscibili dagli elettori perché rappresentano il proprio territorio. Il presente disegno di legge viene da noi considerato un testo base, sulla quale lavorare, per iniziare una seria discussione che porti alla riforma elettorale. Mantenendo i collegi uninominali al 75 per cento si può utilizzare il restante 25, in parte per garantire la rappresentanza proporzionale anche delle forze minori, cosiddetto «diritto di tribuna», in parte per dare un premio di maggioranza alla coalizione che ottenga il maggior numero di eletti nei collegi uninominali. È suscettibile di modifiche laddove si possa migliorare l'idea di governabilità e laddove il principio ispiratore sia quello di migliorare la classe politica, facendola scegliere direttamente dall'elettore, per affrontare i troppi problemi irrisolti del Paese.. Art. 1. (Princìpi generali per l'elezione della Camera dei deputati) 1. Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono apportate le seguenti modificazioni: a) l'articolo 1 è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto, espresso in un unico turno elettorale. 2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. La ripartizione dei seggi attribuiti secondo il metodo proporzionale, a norma degli articoli 77, 83 e 84, si effettua in serie di Ufficio centrale nazionale. 3. In ogni circoscrizione, il settantacinque per cento del totale dei seggi è attribuito nell'ambito di altrettanti collegi uninominali, nei quali risulta eletto il candidato che ha riportato il maggior numero di voti. 4. In ogni circoscrizione, il venticinque per cento del totale dei seggi è attribuito in ragione proporzionale mediante riparto tra liste concorrenti a norma degli articoli 77, 83 e 84»; b) all'articolo 3, le parole: «alle singole circoscrizioni» sono sostituite dalle seguenti: «ai singoli collegi»; c) l'articolo 4 è sostituito dal seguente: «Art. 4. -- 1. Il voto è un diritto di tutti i cittadini, il cui libero esercizio deve essere garantito e promosso dalla Repubblica. 2. Ogni elettore dispone di: 1) un voto per l'elezione del candidato nel collegio uninominale, da esprimere su apposita scheda recante il cognome e il nome di ciascun candidato, accompagnati da uno o più contrassegni ai sensi dell'articolo 17- bis . I contrassegni che contraddistinguono il candidato non possono essere superiori a cinque. Nella scheda, lo spazio complessivo riservato a ciascun candidato, accompagnato da uno o più contrassegni, deve essere uguale; 2) un voto per la scelta della lista ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su una diversa scheda recante il contrassegno e l'elenco dei candidati di ciascuna lista. Il numero dei candidati di ciascuna lista non può essere superiore ad un terzo dei seggi attribuiti in ragione proporzionale alla circoscrizione con arrotondamento alla unità superiore. Le liste recanti più di un nome sono formate da candidati e candidate, in ordine alternato». 2. Con il regolamento di attuazione di cui all'articolo 8 della presente legge, sono adottati i modelli delle tabelle A- bis e A- ter allegate al citato testo unico delle leggi recanti norme per le elezioni della Camera dei deputati, conseguentemente alle modifiche introdotte dal comma 1, lettera c) , del presente articolo e dall’articolo 2, comma 1, lettera f) , della presente legge. Art. 2. (Presentazione delle candidature per la Camera dei deputati) 1. Al citato testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 14: 1) al primo comma, dopo le parole: «che intendono presentare» sono inserite le seguenti: «candidature nei collegi uninominali o»; 2) al terzo comma, dopo le parole: «la presentazione di contrassegni» sono inserite le seguenti: «, sia che si riferiscano a candidature nei collegi uninominali sia che si riferiscano a liste,»; b) dopo l'articolo 17 è inserito il seguente: «Art. 17- bis . -- 1. La presentazione delle candidature nei collegi uninominali è fatta per singoli candidati i quali si collegano a liste di cui all'articolo 1, comma 4, cui gli stessi aderiscono con l'accettazione della candidatura. La dichiarazione di collegamento deve essere accompagnata dall'accettazione scritta del rappresentante, di cui all'articolo 17, incaricato di effettuare il deposito della lista a cui il candidato nel collegio uninominale si collega, attestante la conoscenza degli eventuali collegamenti con altre liste.