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L'articolo 2 dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) chiede che sia svolto un ciclo di audizioni informali, in considerazione della rilevanza della materia. Il PRESIDENTE accoglie la proposta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018) Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 ottobre. Il relatore GARRUTI ( M5S ) propone di esprimere parere favorevole. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ritiene positiva la scelta di alzare il rapporto tra deficit e PIL, in contrasto con i rigidi parametri europei imposti con il fiscal compact , al fine di favorire la crescita economica del Paese. Tuttavia, ciò sarebbe accettabile se le risorse reperite con l'ampliamento del deficit fossero destinate alla promozione degli investimenti pubblici, al sostegno della domanda interna, alla creazione di posti di lavoro e al rafforzamento del welfare . Al contrario, dal documento in esame risulta che gli stanziamenti destinati a queste finalità aumenteranno solo dello 0,2 per cento. Ritiene criticabili la scelta di ricorrere al condono fiscale e la previsione della disattivazione totale delle clausole di salvaguardia per il solo 2019. Inoltre, segnala l'esigenza di maggiore chiarezza sulle misure in materia pensionistica e l'introduzione del reddito di cittadinanza, in quanto il susseguirsi di notizie sui media crea incertezza e pone a rischio l'efficacia di tali interventi. Al contempo, appaiono eccessivamente ottimistiche le stime di crescita del PIL, soprattutto in considerazione dei provvedimenti annunciati, che a suo avviso sono insufficienti per qualificare la manovra in senso espansivo e redistributivo. Evidenzia la necessità di contrastare le politiche deflazionistiche, ma in un quadro di alleanze a livello europeo che non può certo essere quello dei Paesi del cosiddetto gruppo di Visegrad, i quali applicano le stesse politiche economiche neoliberiste finora seguite dalla Commissione europea. Con riferimento ai profili di competenza della Commissione affari costituzionali, rileva l'assenza di risorse per il rinnovo dei contratti per il pubblico impiego. Ritiene inoltre inaccettabili le nuove politiche dell'immigrazione e della sicurezza. Dichiara, pertanto, il proprio voto contrario. Il senatore PARRINI ( PD ) presenta una proposta alternativa di parere in senso contrario, pubblicata in allegato. Ritiene che il documento presenti gravi profili di incostituzionalità, per violazione dell'articolo 81, sesto comma, della Costituzione, che prevede il principio dell'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci. Infatti, nella Nota di aggiornamento del DEF si prefigura un deterioramento del saldo strutturale di 0,8 punti percentuali di PIL nel 2019, a fronte dell'impegno assunto a livello europeo di realizzare un miglioramento dello 0,6 per cento, peraltro senza neanche indicare un piano di rientro per il conseguimento dell'obiettivo nel medio termine. Ricorda che, in base alla legge n. 243 del 2012, recante disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio, è ammesso uno scostamento dall'obiettivo dell'equilibrio dei bilanci solo in caso di eventi eccezionali o in relazione all'andamento negativo del ciclo economico. Attualmente, tuttavia, non si riscontrano circostanze tali da consentire il riconoscimento all'Italia, in sede europea, di ulteriori margini di flessibilità. Sottolinea che la deviazione rispetto ai parametri europei sta già determinando gravissime conseguenze a livello finanziario, in quanto le risorse previste con l' extra deficit sono assorbite dall'aumento della spesa per interessi sul debito pubblico, causato dall'innalzamento dello spread tra BTP e Bund tedeschi. Ritiene, infine, particolarmente grave la sottovalutazione, da parte del Governo, degli ammonimenti della Banca d'Italia, della Corte dei conti e dell'Ufficio parlamentare del bilancio circa l'impatto della manovra nell'attuale quadro macroeconomico e sulle conseguenze di un'espansione dell'indebitamento. A nome del Gruppo, annuncia quindi un voto contrario. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) esprime preoccupazione per la manovra di bilancio delineata dalla Nota di aggiornamento al DEF, che è stata già giudicata negativamente dalla Banca d'Italia nonché in sede europea. A suo avviso, tra gli interventi illustrati, appare condivisibile unicamente la riduzione della pressione fiscale, con l'estensione del regime forfetario sostitutivo di IRPEF e IRAP, sebbene la misura non sia paragonabile alla flat tax inizialmente annunciata dal Governo. Per il resto, si prefigura una manovra di carattere assistenzialista, che finirà per deprimere ulteriormente l'economia nazionale. A suo avviso, oltre a una riduzione drastica della imposizione fiscale, si sarebbe dovuto promuovere lo sviluppo delle infrastrutture, in modo da creare nuovi posti di lavoro. Sottolinea, infine, che un eventuale disavanzo nei conti pubblici dovrebbe essere preventivamente concordato con gli organismi comunitari, come accaduto in passato. A suo avviso, infatti, non può ritenersi sufficiente l'approvazione a maggioranza qualificata della Nota di aggiornamento del DEF per consentire lo scostamento dall'obiettivo del pareggio di bilancio, previsto dall'articolo 81 della Costituzione. Su questo aspetto, chiede chiarimenti al rappresentante del Governo. Conclude annunciando, a nome del Gruppo, un voto contrario. Il senatore PERILLI ( M5S ) ritiene pretestuose le argomentazioni del senatore Parrini sulla presunta incostituzionalità della Nota di aggiornamento del DEF. Sottolinea, inoltre, che anche le previsioni di crescita stimate dal Governo Renzi nel 2016 furono smentite dall'Ufficio parlamentare di bilancio, tanto da costringere l'allora Ministro dell'economia a correggere il Documento di economia e finanza. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), replicando al senatore Perilli, sottolinea l'esigenza di rispettare il principio dell'equilibrio di bilancio, sancito dall'articolo 81, sesto comma, della Costituzione. Del resto, tale disposizione non risulta neppure attenuata dalla previsione - introdotta invece nella Costituzione tedesca - che il pareggio debba essere perseguito "in linea di principio". A suo avviso, la manovra prefigurata dal Governo non può che destare particolare allarme, essendo stata valutata negativamente da tre organismi imparziali, quali la Banca d'Italia, la Corte dei conti e l'Ufficio parlamentare di bilancio. Infatti, sulla base di stime di crescita irrealistiche nell'attuale congiuntura economica mondiale, si prevede un aumento dei livelli di spesa, tale da provocare un considerevole disavanzo strutturale.