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Modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio. Onorevoli Senatori . – È triste notizia di questi giorni la morte di una giovanissima bambina palermitana di 10 anni, morta durante un'assurda sfida sul social « Tik Tok ». Anche a Bari un bambino è morto suicida mediante impiccagione per fatti analoghi. In precedenza si erano verificati analoghi fatti con i giochi denominati « blue whale » ovvero « momo ». È del tutto evidente la necessità di dare un chiaro segnale che vada ad arginare la diffusione di giochi, sfide o altre forme di istigazione diretta o indiretta dei minori a condotte violente, autolesioniste o peggio di suicidio. La legislazione vigente contempla l'istigazione al suicidio e l'istigazione a delinquere, ma tali condotte non coprono la fattispecie dell'istigazione all'autolesionismo e comunque lasciano esenti da pena i gestori delle piattaforme social che pur avendo mezzi tecnici in grado di fronteggiare la diffusione di tali minacce, di fatto omettendo colposamente i dovuti controlli permettono la circolazione dei contenuti istigatori. È pertanto necessario garantire la giusta pena a chi dolosamente o colposamente metta a rischio la vita o la salute dei nostri giovani e giovanissimi. L'articolo 1 modifica l'articolo 414 del codice penale prevedendo, in un primo comma aggiuntivo, una forma aggravata di istigazione o apologia, finalizzata alla commissione di atti di violenza o autolesionismo da parte dei minorenni. Il delitto è ulteriormente aggravato dal verificarsi degli atti da parte di minorenni. Al successivo comma la norma prevede una pena anche per chi contribuisca in qualsiasi modo, dolosamente o colposamente, alla diffusione delle istigazioni o delle apologie di cui al comma precedente. L'articolo 2 modifica l'articolo 580 del codice penale prevedendo, in un primo comma aggiuntivo, un aumento di pena per l'istigazione al suicidio per mezzo di strumenti informatici o telematici. Al successivo comma la norma prevede una pena anche per chi contribuisca in qualsiasi modo, dolosamente o colposamente, alla diffusione delle istigazioni o delle eccitazioni o degli aiuti di cui ai commi precedenti. L'articolo 3 prevede la sanzione a carico degli amministratori di strumenti informatici o telematici che omettano i dovuti controlli al fine di impedire la diffusione di contenuti che istighino alla violenza o all'autolesionismo ovvero ancora al suicidio. L'articolo 4 consente la punizione anche delle condotte commesse all'estero. L'articolo 5 regola l'entrata in vigore.. 1 (Modifica all'articolo 414 del codice penale) 1 All'articolo 414 del codice penale sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « Se l'istigazione o l'apologia, diretta o diffusa attraverso strumenti informatici o telematici o qualsiasi altro mezzo di comunicazione, riguarda la commissione di atti di violenza o di autolesionismo da parte di minorenni, si applica la pena da uno a cinque anni. La pena è da cinque a dodici anni se l'atto di violenza o di autolesionismo da parte di minorenni si verifica. Nei casi di cui al comma precedente, chiunque, pur non essendo l'autore dell'istigazione o dell'apologia, la diffonde ovvero ne agevola in qualsiasi modo la diffusione è punito con la reclusione da uno a cinque anni ». 2 (Modifica all'articolo 580 del codice penale) 1 All'articolo 580 del codice penale sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso mediante strumenti informatici o telematici. Nei casi di cui al comma precedente, chiunque, pur non essendo l'autore dell'istigazione o dell'eccitazione o dell'aiuto, la diffonde ovvero ne agevola in qualsiasi modo la diffusione è punito con la reclusione da uno a cinque anni ». 3 (Obblighi a carico dei responsabili di strumenti informatici o telematici) 1 Dopo l'articolo 57- bis del codice penale è inserito il seguente: « Art. 57- ter. – (Reati ai danni di minorenni commessi col mezzo di sistemi informatici o telematici) – Salva la responsabilità dell'autore e fuori dei casi di concorso, il responsabile del sistema informatico o telematico il quale omette di esercitare sul contenuto del sistema il controllo necessario a impedire che col medesimo siano commessi i reati di cui agli articoli 414, commi quinto e sesto, e 580, commi terzo e quarto, del codice penale è punito, a titolo di colpa, se un reato è commesso, con la pena stabilita per tale reato, diminuita in misura non eccedente un terzo ». 4 (Modifica all'articolo 7 del codice penale) 1 All'articolo 7 del codice penale, dopo il numero 5 sono aggiunti i seguenti: « 5- bis . delitto di istigazione alla violenza o all'autolesionismo ai danni di minorenni; 5- ter . delitto di istigazione, eccitazione o aiuto al suicidio mediante strumenti informatici o telematici ». 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .