[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione Siciliana 5 luglio 2023, n. 6 (Disposizioni transitorie sulle elezioni degli organi degli enti di area vasta), promosso dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione prima, nel procedimento vertente tra il Comune di Enna e la Regione Siciliana e altri, con ordinanza del 14 febbraio 2024, iscritta al n. 51 del registro ordinanze 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 14, prima serie speciale, dell'anno 2024. Visti gli atti di costituzione della Regione Siciliana e del Comune di Enna, nonché l'atto di intervento di F.M. D.; udito nell'udienza pubblica del 15 ottobre 2024 il Giudice relatore Francesco Viganò; uditi gli avvocati Agatino Cariola per F.M. D., Viviana Sebastiana Fonte per il Comune di Enna e Nicola Dumas per la Regione Siciliana; deliberato nella camera di consiglio del 15 ottobre 2024.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 14 febbraio 2024, il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione prima, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge della Regione Siciliana 5 luglio 2023, n. 6 (Disposizioni transitorie sulle elezioni degli organi degli enti di area vasta), in riferimento agli artt. 1, 3, 5 e 114 della Costituzione. 1.1.- Il giudizio a quo concerne l'impugnativa, promossa dal Comune di Enna - inizialmente con ricorso notificato il 28 ottobre 2022, poi con motivi aggiunti presentati il 1° febbraio, il 4 maggio e il 31 ottobre 2023 - di quattro decreti del Presidente della Regione Siciliana (31 agosto 2022, n. 573; 29 dicembre 2022, n. 610; 30 marzo 2023, n. 530; 15 settembre 2023, n. 566). Dall'ordinanza di rimessione risulta in particolare: - che i primi tre decreti - aventi a oggetto rispettivamente la nomina di G. D.F. a Commissario straordinario per la gestione del Libero consorzio comunale di Enna, nelle more dell'insediamento degli organi dell'ente e comunque non oltre il 31 dicembre 2022; la proroga del termine della gestione commissariale fino al 31 marzo 2023; e l'ulteriore proroga della gestione stessa fino al 31 agosto 2023 - sono stati adottati sul fondamento dell'art. 13, comma 43, della legge della Regione Siciliana 10 agosto 2022, n. 16 (Modifiche alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e alla legge regionale 25 maggio 2022, n. 14. Variazioni al Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2022/2024. Disposizioni varie), che ha posposto le elezioni dei presidenti dei liberi consorzi comunali e dei consigli metropolitani dal 2022 al 2023: proroga che è stata dichiarata frattanto costituzionalmente illegittima, per contrasto con gli artt. 3, 5 e 114 Cost., dalla sentenza n. 136 del 2023 di questa Corte; - che il quarto decreto, avente a oggetto la nomina di C. M. a Commissario straordinario per la gestione del Libero consorzio comunale di Enna sino all'insediamento degli organi elettivi dell'ente e comunque non oltre il 31 dicembre 2024, è stato invece adottato in applicazione della legge reg. Siciliana n. 6 del 2023; - che l'art. 1, comma 1, lettere a) e b), e c), di tale legge regionale, modificando rispettivamente gli artt. 6, comma 2, 14-bis, comma 7, e 51, comma 1, della legge della Regione Siciliana 4 agosto 2015, n. 15 (Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane), prevede che, «[n]elle more dell'approvazione della legge nazionale di riforma degli enti di area vasta finalizzata all'introduzione dell'elezione a suffragio universale e diretto degli organi dei predetti enti», la data dell'elezione degli organi degli enti di area vasta sia fissata dal Presidente della Regione «entro centoventi giorni dalla data di svolgimento delle elezioni degli organi degli enti locali nel turno elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2024», e che il termine della gestione commissariale di tali enti sia prorogato al 31 dicembre 2024; - che le censure articolate dal Comune di Enna nel giudizio a quo, così come integrate dai motivi aggiunti, si appuntano, tra l'altro, sull'illegittimità "derivata" del quarto decreto, discendente dal contrasto con gli artt. 1, 3, 5 e 114 Cost., dell'art. 1 della legge reg. Siciliana n. 6 del 2023, che ne costituisce il fondamento. 1.2.- Il giudice a quo premette di ritenere infondate le eccezioni preliminari svolte dai resistenti Regione Siciliana, Assessorato regionale delle autonomie locali e della Funzione pubblica e Dipartimento regionale delle autonomie locali. Sussisterebbero anzitutto l'interesse ad agire e la legittimazione del Comune di Enna a impugnare i decreti contestati, in quanto «ente coinvolto espressamente dalla legge nella costituzione degli organi degli enti di area vasta in Sicilia», atteso che, in base all'art. 6, commi 5 e 6, della legge reg. Siciliana n. 15 del 2015, il Presidente del libero consorzio comunale è eletto, dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni appartenenti al libero consorzio comunale, tra «i sindaci dei comuni appartenenti allo stesso libero Consorzio comunale il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni». L'impugnazione sarebbe inoltre ammissibile, avendo essa a oggetto non l'art. 1 della legge reg. Siciliana n. 6 del 2023, ma il decreto presidenziale di nomina del commissario, attinto da una «specifica censura propria di illegittimità (costituzionale) derivata» e «impugnabile con gli strumenti tipici del processo amministrativo», in forza dell'art. 113 Cost. 1.3.- Sarebbero invece rilevanti e non manifestamente infondati i dubbi di illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge reg. Siciliana n. 6 del 2023 prospettati dal Comune di Enna. 1.3.1.- Quanto alla rilevanza, poiché la legge reg. Siciliana n. 6 del 2023 consente il differimento dell'elezione dei Presidenti dei liberi consorzi comunali a una data da fissarsi da parte del Presidente della Regione «entro centoventi giorni dalla data di svolgimento delle elezioni degli organi degli enti locali nel turno elettorale ordinario da svolgersi nell'anno 2024» e proroga le gestioni commissariali fino al 31 dicembre 2024, il primo motivo di ricorso articolato dal Comune di Enna dovrebbe essere rigettato, stante la «formale legittimità» del decreto impugnato. 1.3.2.-