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Stavo cercando di far terminare il senatore Marco Pellegrini, per poi sospendere cinque minuti i nostri lavori, ma devo chiedergli di interrompere il suo intervento per consentire alla collega di essere soccorsa. Non appena il senatore Marco Pellegrini avrà terminato il suo intervento, colleghi, sospenderemo cinque minuti i nostri lavori per ragioni tecniche. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, ovviamente non mi ero accorto del malore della collega, ma speriamo che vada tutto bene. PRESIDENTE. È tutto assolutamente sotto controllo. PELLEGRINI Marco (M5S) . Reitero il mio appello a tutte le forze politiche e al Governo di raccogliere il grido di dolore di chi è in difficoltà, vuole pagare le tasse fino all'ultimo euro, però si trova in un momento particolare. Devo però anche registrare e stigmatizzare che, nel corso delle audizioni (e sono sicuro che sarà ribadito negli interventi che seguiranno il mio), è stato fatto, da parte dei partiti del centrodestra, il solito attacco al reddito di cittadinanza. È un argomento di cui si è parlato moltissimo in questi mesi. Lo hanno fatto Salvini ed esponenti importanti della destra e del centrodestra; Salvini per esempio ha detto che presenterà un emendamento per cassarlo; Renzi addirittura sta promuovendo un referendum abrogativo, che però per la verità ha registrato finora la raccolta di pochissime firme, segno che forse nel Paese questa battaglia non è per niente condivisa. Il ritornello che è stato ripetuto fino alla noia è che il reddito di cittadinanza - a loro dire - andrebbe a mafiosi, delinquenti e a gente che non ne avrebbe diritto. Tuttavia, i dati ufficiali, che sono gli unici di cui dovremmo tener conto, smentiscono clamorosamente queste che, dal nostro punto di vista, sono menzogne vigliacche, in quanto solo il 3 per cento dei beneficiari è risultato irregolare. Sarei felicissimo, se si registrassero tassi di frode così bassi anche per altri sussidi e sostegni che lo Stato eroga generosamente ai cittadini e alle imprese, ma di cui non si parla mai, perché non sono stati approvati e promossi dal MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . I detrattori del reddito cittadinanza affermano che, a causa sua, non si troverebbero lavoratori stagionali, specie nei settori del turismo, della ricettività e della ristorazione; anche in questo caso, però, i dati smentiscono clamorosamente le chiacchiere che si fanno in giro al bar o nei salotti televisivi. Infatti, i dati ufficiali ci dicono che a maggio del 2021 i contratti per i lavoratori stagionali sono stati 148, molti di più di quelli del 2020, com'era normale, perché in quell'anno c'è stata la pandemia, però sono molti di più di quelli registrati nel 2019 e nel 2018, quando il reddito di cittadinanza nemmeno esisteva. A ulteriore conferma, il dato di giugno è ancora superiore, perché si sono superati i 200.000 contratti: nei primi sei mesi del 2021, si è registrato esattamente un record delle assunzioni dei lavoratori stagionali, cioè esattamente il contrario di quanto si va propalando in tv e a volte, purtroppo, anche in questo Parlamento. Dopo questi dati inoppugnabili rispetto alle argomentazioni utilizzate dai nemici del reddito cittadinanza e del MoVimento 5 Stelle (perché il vero obiettivo è attaccarci e tentare di delegittimarci), la nuova argomentazione è che il reddito di cittadinanza sarebbe responsabile dell'esplosione del lavoro nero, come ho sentito in audizione sia ieri sia stamane. Non avendo un solo dato a supporto, ma solo per fare becera propaganda, si afferma e si ripete ossessivamente che il reddito è responsabile di questa esplosione. I dati citati sono tutti falsi, mentre ho riportato quelli ufficiali, provenienti dall'INPS. Riteniamo particolarmente grave che si faccia questa propaganda a discapito di gente fragile e di nostri connazionali in situazioni di difficoltà, che meritano tutto l'aiuto che la comunità e lo Stato possono e devono dare loro. Ci aspettiamo pertanto che questo ignobile teatrino abbia davvero termine al più presto possibile. In conclusione, noi del MoVimento 5 Stelle continueremo a impiegare tutte le nostre energie con l'unico obiettivo di assicurare agli italiani una vita e un avvenire migliori. Continueremo a occuparci con particolare attenzione di quelli che hanno più sofferto in questi anni: gli artigiani, le piccole e medie imprese, chi lavora e sgobba ogni giorno, le famiglie e i cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE . Sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,48, è ripresa alle ore 14,01) . Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2021, n. 117, recante disposizioni urgenti concernenti modalità operative precauzionali di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali dell'anno 2021» (2405). Ripresa della discussione del Doc Doc. LVII, n. 4-bis PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, il mio intervento, come quello del mio collega De Bonis, che mi ha preceduto, verterà essenzialmente su un collegato alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, e cioè quello sull'autonomia differenziata. Il 29 settembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 e non vi era traccia del provvedimento recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata, che invece ora si trova in cima all'elenco e appare sul sito del Ministero dell'economia e delle finanze. Ecco, inizialmente non inserire questo provvedimento, a mio modo di vedere era stato, piuttosto saggio e alquanto corretto. Non si dimentichi infatti che l'autonomia differenziata attribuirebbe alle Regioni competenze esclusive su materie essenziali, che inciderebbero sulla stessa unità del nostro Paese - si parla di ambiente, di salute, di lavoro e di scuola - accentuando quindi gli squilibri già esistenti, a cui ha fatto riferimento il collega De Bonis, tra le zone ricche e quelle povere del Paese e tra cittadini più o meno svantaggiati. Tutto questo va in contrasto con gli articoli 2 in cui si parla di solidarietà economica e sociale, 3, che parla di uguaglianza dei cittadini, e 5 della Costituzione; a quest'ultimo riguardo vorrei rivolgermi alla parte opposta di questo emiciclo, che si è sempre richiamata all'unità d'Italia. Inserire il disegno di legge sull'autonomia differenziata tra i collegati alla manovra finanziaria, da parte del Governo, significa soffocare il dibattito nelle Aule parlamentari, poiché è fortemente limitata dai Regolamenti di Camera e Senato la possibilità di emendare il testo in Aula, essendo collegato alla legge di bilancio, per cui c'è una procedura rafforzata, che va seguita.