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L'incertezza relativa con la quale è conservato e reso disponibile il campione nazionale, per intensità luminosa da 100 cd a 500 cd, è pari a +/- 5 x 10(elevato a - 3) ed è ottenuta sommando in quadratura le componenti di incertezza di tipo A e di tipo B. La componente di tipo A è valutata pari +/- 3,6 x 10(elevato a - 3) e deriva dalla non equivalenza tra flusso energetico e potenza elettrica +/- 2,5 x 10(elevato a - 3), dalle misurazioni della potenza elettrica +/- 0,4 x 10(elevato a - 3), dell'apertura di ingresso +/- 0,2 x 10(elevato a - 3), del fattore di trasmissione del filtro +/- 2 x 10(elevato a - 3), della distanza sorgente-radiometro +/- 0,4 x 10(elevato a - 3); essa dipende inoltre dall'instabilità dell'alimentatore in corrente continua +/- 0,7 x 10(elevato a - 3) e dalla misurazione dell'intensità di corrente +/- 1,4 x 10 (elevato a - 3). La componente di tipo B è legata al particolare tipo di lampada utilizzata; essa è stimata essere +/- 4 x 10(elevato a - 3), come risultato del VI confronto internazionale di campioni di intensità luminosa organizzato dal BIPM nel 1985. 3. Per quanto riguarda il rapporto fra la realizzazione nazionale e l'unità media internazionale, l'unità italiana è da ritenersi uguale all'unità SI entro 7 x 10(elevato a - 3), come riportato sul Rapporto della XI sessione del CCPR. 4. Eventuali comportamenti anomali di una lampada del gruppo sono posti in evidenza, durante i confronti periodici, dallo scostamento anomalo dell'intensità luminosa da essa emessa, misurata con un fotometro, dalla media dei valori del gruppo. Per verificare la presenza di eventuali derive dell'intero gruppo, viene effettuata periodicamente la misurazione mediante radiometro assoluto. 5. Nel 1988 l'IEN ha firmato con il NIST (USA) un accordo nel quale i due istituti riconoscono l'equivalenza dei campioni nazionali di intensità luminosa da loro realizzati. Campione nazionale di illuminamento. L'IEN realizza il campione nazionale di illuminamento (unità lux, simbolo lx) per derivazione dal campione nazionale di intensità luminosa e lo conserva mediante fotometri. La determinazione dell'illuminamento viene effettuata per mezzo di un banco fotometrico utilizzando la legge del quadrato della distanza che lega l'intensità luminosa di una sorgente e l'illuminamento prodotto dalla sorgente ad una distanza nota sulla superficie del rivelatore. I fotometri sono cellule fotovoltaiche al silicio, stabilizzate in temperatura, con una sensibilità spettrale che simula quella dell'osservatore fotometrico di riferimento. L'incertezza relativa è di +/- 5 x 10(elevato a - 3) per illuminamento da 20 lx a 200 lx. Essa è dovuta prevalentemente a componenti di tipo A: per il fotometro: alla misurazione della fotocorrente +/- 2 x 10(elevato a - 4) all'effetto di temperatura +/- 1 x 10(elevato a - 4) , all'imperfetta correzione spettrale, +/- 2 x 10(elevato a - 4) , alle luci parassite +/- 3 x 10(elevato a - 4) e alla misurazione della distanza sorgente-fotometro +/- 4 x 10(elevato a - 4); per la sorgente: all'instabilità dell'alimentatore in corrente continua +/- 7 x 10(elevato a - 4), alla misurazione dell'intensità di corrente +/- 14 x 10(elevato a - 4) e alla taratura per mezzo dei campioni di intensità luminosa +/- 5 x 10(elevato a - 3). Eventuali comportamenti anomali di un fotometro del gruppo sono posti in evidenza, durante i confronti periodici, dallo scostamento anomalo della sensibilità dello stesso dalla media dei valori del gruppo. Per verificare la presenza di eventuali derive dell'intero gruppo, viene effettuata periodicamente la misurazione mediante il campione di intensità luminosa. 2. CAMPIONI NAZIONALI DI UNITÀ SI SUPPLEMENTARI 1. Campione nazionale di angolo piano. 1. Quale campione nazionale di angolo piano, realizzato per divisione del cerchio a partire dall'angolo giro, l'IMGC conserva due tavole a indice. Ciascuna tavola è costituita da una coppia di corone dentate frontali, coassiali e contrapposte, con 1440 denti ad ingranamento frontale: una di esse è solidale con l'elemento fisso (base), l'altra con l'elemento rotante (parte superiore) della tavola stessa. Sull'intero angolo di 360 la tavola può assumere quindi 1440 posizioni, generando angoli compresi tra 0 e 360 a passi di 15'. Le tavole vengono utilizzate in condizioni di temperatura uniforme e costante. Quale campione nazionale di angolo piano, realizzato per derivazione dal campione nazionale di lunghezza mediante rapporto di due lunghezze collegate tra loro da una relazione trigonometrica (sina = h/l), è conservata una barra seno utilizzata su un intervallo di misura di 15 '. La barra seno è utilizzata in condizioni di temperatura uniforme e costante. La generazione di valori angolari predeterminati è effettuata utilizzando la lunghezza h di blocchetti di riscontro di acciaio e la lunghezza l della barra seno, quest'ultima individuata dalla distanza tra l'asse di un rullo, attorno al quale avviene la rotazione, e il centro di una sfera; i blocchetti vengono inseriti tra tale sfera e un supporto a tre punti di contatto, solidale con la parte rotante. 2. L'incertezza con la quale è conservato e reso disponibile il campione nazionale è pari a +/- 0,05 A ed è ottenuta sommando in quadratura le componenti di incertezza di tipo A e di tipo B. Per le tavole ad indice, la componente di tipo A, determinata attraverso prove di ripetibilità di posizionamento, è contenuta entro +/- 0,02". Nella taratura delle due tavole a passi di 30 mediante confronto reciproco (metodo di autotaratura), la componente di tipo B è pari a +/- 0,04" ed è attribuibile ai limiti di sensibilità e linearità degli autocollimatori impiegati e alla planarità degli specchi utilizzati per rilevare le differenze angolari tra le due tavole. Per la barra seno, la componente di tipo A, determinata attraverso prove di ripetibilità di posizionamento, è contenuta entro +/- 0,02". La componente di tipo B, dovuta a contributi dimensionali, geometrici e termici, è pari a +/- 0,02". 3. Dal 1983 il campione nazionale è stato utilizzato in tre confronti internazionali indiretti, mediante idonei campioni di trasferimento quali poligoni e blocchetti. I risultati hanno confermato le incertezze stimate. 4. Gli apparati utilizzati per la realizzazione del campione nazionale vengono mantenuti sotto controllo tramite periodiche verifiche della ripetibilità a breve termine e della riproducibilità nel tempo. 3. CAMPIONI NAZIONALI DI UNITÀ SI DERIVATE 1. Campione nazionale di massa volumica (densità). 1. Il campione nazionale di massa volumica (o densità) è conservato mediante: a) una sfera di silicio monocristallino, alla quale è stato attribuito il valore di massa volumica mediante misure di massa e di volume;