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La presente disposizione, non abrogando espressamente l'articolo 1, commi da 422 a 428- ter , della citata legge n. 208 del 2015, mantiene tale procedura, fino ad esaurimento delle risorse previste dal comma 423 del predetto articolo 1 per il ristoro dei danni subiti a causa di calamità naturali pregresse o non coperte dalla disposizione in rassegna, quali, a titolo esemplificativo, i danni alle imprese agricole finora non ristorate per insufficienza di fondi ed in attesa della conclusione della procedura di notifica o di comunicazione in esenzione alla Commissione europea o anche per concludere le procedure già disciplinate con la delibera del 6 settembre 2018 ma non ancora completate, relative ai contributi per i privati e le attività produttive danneggiati dagli eventi calamitosi occorsi nel periodo da ottobre 2015 al dicembre 2017. Inoltre la procedura indicata con i citati commi è più agevole per le imprese agricole, atteso che sconta comunque tempistiche più lente derivanti dalla necessità di armonizzare la disciplina emergenziale con le procedure di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004 concernenti il fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Occorre, infatti, verificare congiuntamente con il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo che non si determinino sovrapposizioni contributive. A tal riguardo, si specifica che l'inserimento del ristoro per le imprese agricole anche nell'ambito della procedura di cui ai commi 422 e seguenti della legge n. 208 del 2015, deriva da un successivo intervento normativo nel corso della conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 (articolo 46- bis , comma 1). La novella derivava dalla constatazione che le risorse di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004 risultano infatti annualmente del tutto insufficienti a coprire i fabbisogni dei danni occorsi alle imprese agricole in conseguenza di calamità naturali. La sostenibilità della disposizione, in un'ottica di congruità prospettica del FEN, deriva anche dall'ipotesi di mantenimento della disponibilità delle risorse di cui ai citati commi 422 e seguenti per le imprese agricole, finora non ristorate, determinando, in tal modo, una sostanziale parità di trattamento tra imprese agricole e altre attività economiche e produttive che vedono ristorati i danni ciascuna con le procedure più appropriate alla propria situazione specifica. Al comma 2 si prevede che il Commissario straordinario di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 109 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 130 del 2018, individui con propria ordinanza i criteri e le modalità per la concessione di forme di ristoro di danni subiti dai cittadini residenti nelle zone interessate dalle attività di cantiere, nei limiti delle risorse disponibili sulla propria contabilità speciale non destinate ad altra finalità e comunque nel limite di 7 milioni di euro. L'articolo 27 assicura fino al 31 dicembre 2020 il mantenimento del necessario presidio della zona rossa dell'isola d'Ischia, colpita dagli eventi sismici del 21 agosto 2017. In passato il presidio era supportato da un'Ordinanza del Capo Dipartimento della protezione civile che ha cessato di avere effetto il 21 febbraio 2019. Attualmente il servizio è espletato grazie ad un'ordinanza contingibile ed urgente del prefetto di Napoli, che ha previsto l'utilizzo di 15 unità di personale militare. Tale decreto prefettizio ha vigenza fino al 26 marzo 2019. Con questo articolo viene incrementato di 15 unità il contingente previsto dall'articolo 1, comma 688, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, da destinare al presidio alla zona rossa. Rispetto al precedente presidio, potrà essere effettuato con un numero ridotto di unità, grazie all'adozione di un nuovo modello di sorveglianza dinamica. La copertura è a valere sulla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per la ricostruzione dei territori dell'isola di Ischia. L'articolo 28 prevede l'istituzione di un'innovativa piattaforma denominata « IT-Alert », con la quale, attraverso la tecnologia CBS ( cell broadcast service ), si potranno inviare brevi messaggi di testo a tutti i dispositivi cellulari presenti in una determinata area geografica, garantendo un servizio di comunicazione in emergenza tempestivo ed efficace in analogia a quanto avviene in altri Paesi europei ed extraeuropei. A tale scopo vengono apportate puntuali, specifiche, modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, con oneri a valere sulle risorse assegnate alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le spese relative alle ricorrenti emergenze riguardanti gli eventi sismici, alluvionali, i nubifragi, i vulcani, le mareggiate, la difesa del suolo, delle opere civili pubbliche e private, delle foreste ed altre calamità. Così come previsto dall'articolo 17 del codice di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, con la piattaforma si completa il sistema di allertamento nazionale già realizzato, a seguito della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004, dal Dipartimento della protezione civile, che avrà quindi l'onere di definire le procedure per la gestione e l'attivazione del sistema ed i contenuti dei messaggi nei diversi casi. Sulla base delle prescrizioni dell'articolo 31, comma 2, del citato codice della protezione civile, la piattaforma sarà comunque trasversale a tutte le componenti del Servizio nazionale di protezione civile, così come specificate al comma 1 dell'articolo 3 del predetto codice. Pertanto si prevede che alla piattaforma, nella sua evoluzione futura, possano accedere anche le autorità territoriali di protezione civile per veicolare messaggi di allertamento e informazioni per gli eventi di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 7 del citato codice di cui al decreto legislativo n. 1 del 2018 nonché altre autorità incaricate di assicurare la sicurezza dei cittadini. A tal fine si sta operando con l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) per consentire la piena interoperabilità della piattaforma. Essendo necessario, per il funzionamento della piattaforma, l'uso coordinato delle reti di telefonia mobile, è previsto il coinvolgimento degli operatori nazionali che, a seguito delle modifiche apportate al codice delle comunicazioni elettroniche, avranno l'onere di ammodernare le reti e la responsabilità di garantire l'operatività dell'invio dei messaggi di allertamento. Per quanto riguarda il comma 5 dell'articolo in esame, la disposizione si rende necessaria al fine di individuare l'ambito applicativo del comma 1044 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che dispone a partire dal 1° giugno 2019, l'obbligo di integrare negli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora almeno un'interfaccia che consenta all'utente di ricevere i servizi della radio digitale.