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difesa dello Stato, difesa degli spazi euro-atlantici ed euro-mediterranei, contributo alla realizzazione della pace e della sicurezza internazionali e infine al concorso per la salvaguardia delle libere istituzioni e per lo svolgimento di compiti specifici. Lo Strumento militare nazionale dovrà essere in grado di soddisfare gli impegni assunti in ambito NATO, dotandosi di capacità funzionali al contributo nazionale all'Alleanza. Definite le priorità e gli obiettivi dello sviluppo capacitivo, la programmazione pluriennale dovrà garantire certezza realizzativa e compatibilità finanziaria, privilegiando una visione interforze e assicurando investimenti urgenti e prioritari nei settori delle tecnologie di alta valenza strategica, dei nuovi domini cyber e spazio, nell'ammodernamento tecnologico, nella digitalizzazione e nelle tecnologie emergenti e disruptive (intelligenza artificiale, robotica, big data , ecc.). Relativamente alle esigenze operative, il documento rimarca come le risultanze di tale processo siano dirette allo sviluppo capacitivo dello Strumento Militare in senso interforze, integrando tutti i 5 domini operativi. Il documento pone in rilievo le esigenze operative per ciascun dominio. In quello cibernetico, in particolare, dovrà essere rafforzata la protezione, l'efficienza e la resilienza delle reti e dei sistemi informativi, nonché l'implementazione delle "Misure Minime di Sicurezza" e l'introduzione della " security-by-design " quale prerequisito obbligatorio nello sviluppo di nuove applicazioni e sistemi interforze. Nel dominio spaziale, la Difesa si propone di conseguire un'adeguata capacità di apprezzamento della minaccia da e verso lo spazio e di condurre efficacemente operazioni, nel rispetto delle norme di diritto internazionale. La componente terrestre, a sua volta, dovrà continuare a garantire il fondamentale presidio del territorio nazionale, incluso il supporto delle forze di polizia e della Protezione Civile in occasione di eventi straordinari e pubbliche calamità, e la difesa del territorio e degli interessi nazionali. La componente marittima dovrà continuare ad assicurare la difesa a la sicurezza degli spazi marittimi di interesse nazionale, attraverso la presenza e sorveglianza, la protezione delle linee di comunicazione marittime, la tutela delle risorse e delle attività economiche e la polizia dell'alto mare. A sua volta la componente aerospaziale dovrà continuare ad assicurare la sorveglianza e la difesa del cielo e dal cielo, nello spazio aereo nazionale, contribuendo altresì a quella euro-atlantica, nonché a garantire la proiezione di forza dall'aria, con possibilità di operare nel più ampio spettro di conflittualità, in dispositivi interforze e/o internazionali, assicurando - tra l'altro - capacità di comando e controllo, rapida rischierabilità e trasporto strategico per la Difesa, superiorità aerea, sostegno abilitante alle forze di superficie, sorveglianza e raccolta informativa nelle aree di interesse nazionale, protezione delle Forze dalla minaccia aerea e missilistica. Da ultimo, il documento prevede che la componente di Polizia militare, identificabile con l'Arma dei Carabinieri, dovrà continuare a esercitare azioni di prevenzione e contrasto del crimine militare in Italia e nelle missioni internazionali e concorrere alla difesa del territorio nazionale. Le esigenze operative delle Forze armate vengono quindi suddivise in una serie di capacità operative fondamentali (comando, controllo e consultazione, capacità informativa, protezione delle forze e sostegno delle forze) in ordine alle quali vengono disposte delle linee di sviluppo capacitivo. Un paragrafo conclusivo del capitolo è dedicato al "nuovo paradigma dello sviluppo capacitivo dello Strumento", in un contesto segnato da grandi sfide e nel quale alcuni competitor internazionali hanno posto in essere iniziative molto assertive. Per il nostro Paese, sottolinea il documento, il nuovo contesto operativo impone un urgente aggiornamento delle logiche classiche della presenza, dell'autorevolezza e della rilevanza, puntando altresì al consolidamento, all'aggiornamento e allo sviluppo di un modello di Forze Armate integrate, in grado di gestire crisi dai tratti sempre più asimmetrici, e attribuendo un ruolo di indilazionabile centralità all'innovazione e alla digitalizzazione. Sempre nella seconda parte viene poi dato conto dei principali programmi d'investimento della Difesa. Nello specifico, il documento elenca 85 programmi di previsto avvio nel triennio 2021-2023 e presenta un aggiornamento del quadro relativo ai 115 programmi già operanti. Tra quelli in avvio, 7 programmi sono considerati strategici per la Difesa, in quanto caratterizzati da elevate possibilità di cooperazione internazionale, alta valenza tecnologica e forte impronta dal punto di vista capacitivo e industriale. Tutti, in ogni caso, saranno finanziati con risorse del Fondo relativo ai Programmi di Investimento Pluriennale per le esigenze di Difesa Nazionale, già richiamato, la cui dotazione è complessivamente pari a 12,35 miliardi di euro nell'arco temporale 2021-2035. In questa sede ci si limita a richiamare alcuni programmi rilevanti dal punto di vista strategico. Il programma di FCAS/TEMPEST, in corso di sviluppo con la Gran Bretagna e la Svezia, è finalizzato alla progettazione, sviluppo e acquisizione di un aereo " combat air system " di 6 a generazione. Viene indicato uno stanziamento di 2 miliardi di euro fino al 2035, di cui sessanta milioni di euro stanziati nel triennio 2021-2023. Il programma, definito nel documento di "eccezionale ambizione", è destinato ad avere risvolti non solo nell'ambito tecnologico militare, ma anche per la crescita sistemica delle più diversificate filiere produttive operanti nel settore della digitalizzazione. Oltre a consentire la conservazione del "dominio nel combattimento aereo", la partecipazione italiana al programma consentirà anche di gestire la transizione digitale in forma compiuta ed armonica con vantaggi uniformemente distribuiti al Paese, alle sue industrie ed imprese, a ciascuna componente dello strumento militare. Per l'acquisizione di capacità per la condivisione dati basata sul concetto di Cloud della Difesa, si prevede un programma pluriennale articolato su più interventi legati alla realizzazione di un ambiente informativo classificato joint , sicuro ed interoperabile. Per il programma è previsto un finanziamento sul bilancio del Ministero della Difesa per complessivi 90,7 milioni di euro, distribuiti in 15 anni (di cui 4,7 milioni nel 2021, 5 nel 2022 e 1 nel 2023 e 9 nel periodo 2024-2026). Per il programma a carattere interforze (Esercito e Marina militare) finalizzato allo sviluppo ed acquisizione di un nuovo Veicolo Blindato Anfibio (VBA), è previsto un finanziamento sul bilancio della Difesa, per la sola componente marittima, per 120 milioni di euro fino al 2026, Viene inoltre precisato come il fabbisogno complessivo stimato per tale programma ammonti a 1,33 miliardi di euro, con risorse che dovranno essere finanziate da successive leggi di Bilancio.