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Il considerando numero 58 della direttiva medesima pone la necessità (in riferimento ai rifiuti pericolosi) di potenziare la registrazione dei dati e i meccanismi di tracciabilità tramite l'introduzione di registri elettronici dei rifiuti pericolosi negli Stati membri chiarendo che « la raccolta elettronica dei dati dovrebbe essere applicata, se del caso, anche ad altri rifiuti per semplificare alle imprese e alle amministrazioni la registrazione dei dati e per controllare meglio i flussi di rifiuti nell'Unione ». In considerazione dell'evoluzione tecnologica che ha interessato il settore, dal 2010 (anno di introduzione del SISTRI) ad oggi, la definizione, nell'ottica dell'attuazione delle disposizioni euro-unitarie, di un nuovo sistema di tracciabilità, è volto a rendere maggiormente efficace ed effettiva la tracciabilità stessa (si stima che la messa a punto del nuovo sistema consentirà di rendere tracciabile il 90 per cento dei veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti, a fronte di una percentuale vicina al 65 per cento del sistema attuale). Il maggior elemento di semplificazione e di alleggerimento degli oneri amministrativi in capo agli operatori è rinvenibile nel fatto che, a fronte della soppressione del sistema SISTRI, dal 1° gennaio 2019 i soggetti tenuti ad effettuare la tracciabilità dei rifiuti mediante il predetto sistema effettueranno tali adempimenti secondo il sistema tradizionale « cartaceo », potendo tuttavia avvalersi delle modalità di trasmissione dati « digitali » previste dall'articolo 194 -bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Non si tratta, dunque, di un « ritorno al passato », posto che gli operatori potranno avvalersi delle predette modalità telematiche, ai fini dell'effettuazione degli adempimenti concernenti la tracciabilità. L'obbligo di effettuare gli adempimenti di tracciabilità secondo il modello cartaceo (registro di carico e scarico, formulario di identificazione dei rifiuti-FIR e modello unico di dichiarazione ambientale-MUD), anche utilizzando modalità di trasmissione dati digitali, ai sensi dell'articolo 194- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è stabilito dalle disposizioni di cui al comma 3 della disposizione in esame, la quale, riprendendo in sostanza la formulazione di cui all'articolo 11, comma 3- bis, del decreto-legge n. 101 del 2013, prevede che fino alla definizione del nuovo sistema, ed alla piena operatività dello stesso, i soggetti tenuti ad aderire al SISTRI e coloro che vi abbiano volontariamente aderito effettuino gli adempimenti di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193, nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205. Si garantisce così una piena continuità in riferimento alla tracciabilità dei rifiuti, evitando qualsiasi « vuoto normativo » e consentendo altresì agli operatori di utilizzare modalità di adempimento degli obblighi di tracciabilità (registro di carico e scarico, FIR e MUD) già vigenti da tempo, sfruttando eventualmente le tecnologie digitali per la trasmissione dei dati di cui all'articolo 194- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Ciò si pone dunque in linea di continuità con quanto già avviene attualmente e gli operatori continueranno ad effettuare gli adempimenti « cartacei » che già effettuavano in virtù del disposto del citato decreto-legge n. 101 del 2013, venendo al contempo esonerati dall'obbligo di aderire ad un sistema di fatto non pienamente funzionante. Viene garantita altresì l'applicabilità delle sanzioni di cui all'articolo 258 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, mediante il richiamo all'applicabilità dell'articolo 258, nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205. L'articolo 7, in materia di edilizia penitenziaria, nasce dall'esigenza di far fronte al fenomeno del progressivo sovraffollamento delle strutture carcerarie. Si tratta di un intervento avente carattere di urgenza perché volto a prevenire gli effetti del predetto fenomeno adottando misure che, con il coinvolgimento del personale tecnico dell'amministrazione penitenziaria, favoriscono la realizzazione di nuove strutture carcerarie e la manutenzione o la ristrutturazione di strutture esistenti al fine di creare una maggiore disponibilità di posti. Tra le misure finalizzate a superare l'emergenza determinata dal sovraffollamento carcerario vi sono gli interventi di carattere strutturale rappresentati dalla realizzazione di nuove carceri o dall'ampliamento delle esistenti. Si tratta di misure volte ad aumentare i posti detentivi e a garantire una migliore funzionalità delle strutture per affrontare e ridurre, aumentando l'offerta, l'emergenza detentiva. L'edilizia penitenziaria è una delle vie percorse dal legislatore, in alternativa (o in subordine) rispetto al ricorso a misure volte a favorire le forme alternative di detenzione o ad impedire nuovi ingressi. Sono stati evidenziati, dall'esperienza nel settore, evidenti aspetti problematici connessi alla eccessiva lunghezza dei tempi intercorrenti tra la progettazione e la disponibilità delle nuove strutture, nonché alla sostanziale estraneità dell'amministrazione penitenziaria rispetto alle opere di edilizia. Al Ministero della giustizia, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, è infatti assegnata dalla legge una competenza solo residuale nella progettazione e nella realizzazione delle opere. Questi interventi rientrano infatti nell'ambito di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Dipartimento per le infrastrutture, i sistemi informativi e statistici. L'intervento normativo, che costituisce un'alternativa all'intervento commissariale, consiste – ferme restando le competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla esecuzione del cosiddetto Piano carceri – in un ampliamento delle funzioni già assegnate al personale tecnico del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (articolo 35, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395). L'intervento, destinato appunto ad affiancarsi alle competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per far fronte all'attuale situazione emergenziale, è previsto che abbia durata biennale. In aggiunta alla possibilità di eseguire, in casi di urgenza, progetti e perizie per la ristrutturazione degli immobili dell'amministrazione penitenziaria, sono ulteriormente assegnate al predetto personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria le seguenti funzioni: a) effettuazione di progetti e perizie per la ristrutturazione e la manutenzione, anche straordinaria, degli immobili in uso governativo all'amministrazione penitenziaria, nonché per la realizzazione di nuove strutture carcerarie, ivi compresi alloggi di servizio per la polizia penitenziaria, ovvero per l'aumento della capienza delle strutture esistenti; b) gestione delle procedure di affidamento degli interventi di cui alla lettera a) , delle procedure di formazione dei contratti e di esecuzione degli stessi in conformità alla normativa vigente in materia;