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A riprova di ciò l'esame di Stato di consulente del lavoro non contempla né elementi di diritto commerciale, né elementi di diritto fallimentare, entrambi ben presenti invece nelle rispettive prove di esame di Stato delle professioni di avvocato e di dottore commercialista, che tradizionalmente svolgono le funzioni di curatori, commissari giudiziali e liquidatori nelle crisi d'impresa; la stessa nota tecnica del Ministero della giustizia in risposta al parere formulato dalla 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato a tale proposito riporta: "non si condivide l'osservazione, considerato che il compito di curatore, commissario giudiziale o liquidatore richiedono competenze contabili e di gestione dell'attività di impresa e della liquidazione che non rientrano nell'ambito delle competenze tipiche del Consulente del Lavoro. Peraltro, quando la procedura dovesse richiedere tali competenze, il tribunale potrà avvalersi del potere che gli è attribuito dall'art. 49, comma 3, lettera b), di affiancare al curatore, immediatamente, esperti per l'esecuzione di compiti specifici"; senza alcuna traccia delle ragioni tecniche e giuridiche a fondamento della decisione assunta dal Governo, vengono attribuite a una professione le competenze di curatori, commissari giudiziali e liquidatori nelle crisi d'impresa, non proprie della medesima e per materie che sino ad oggi non rientrano tra quelle oggetto dell'esame di Stato per accedere al titolo professionale di consulente del lavoro; ci si interroga se l'inserimento improvviso della figura del consulenti del lavoro all'art. 358 del decreto legislativo possa essere il frutto non di valutazione attenta ma una risposta politica alla richiesta dell'ordine dei consulenti del lavoro formulata nel corso della propria audizione al Senato preso la 2ª Commissione: "Al fine di perseguire a pieno le disposizioni del legislatore delegante nell'interesse di 'armonizzare le procedure di gestione della crisi e dell'insolvenza del datore di lavoro con le forme di tutela dell'occupazione e del reddito dei lavoratori (…)' si chiede che i Consulenti del Lavoro, quali professionisti specializzati di riferimento, facciano parte a pieno titolo dei soggetti indicati all'articolo 358 dello schema di decreto attuativo della legge delega sulla riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza", si chiede di sapere: quali siano le ragioni tecniche e giuridiche che hanno determinato la scelta di estendere la funzione di curatore, commissario giudiziale e liquidatore nelle crisi d'impresa ai consulenti del lavoro, nonostante un secco e motivato parere contrario delle strutture tecniche del Ministero; se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale estensione di conoscenze tecniche e giuridiche per i consulenti del lavoro, non certificate dal superamento di un qualificante esame di Stato, non necessiti di un periodo di sospensione dell'entrata in vigore della norma per analizzare con attenzione le eventuali ricadute, al fine di evitare futuri interventi legislativi volti a sanare una situazione che al momento parrebbe determinare non benefici ma danni alle imprese per assenza attuale delle necessarie competenze in questi professionisti. Atto n. 3-00578 STABILE RIZZOTTI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: mercoledì 9 gennaio 2019, due donne di San Secondo di Pinerolo, in provincia di Torino, hanno provato a chiedere aiuto per la madre di 83 anni, che era chiusa in casa senza dare alcun cenno di riscontro; solo dopo quattro chiamate al "NUE", il numero unico di emergenza 112, e dopo tre quarti d'ora d'attesa è arrivata l'ambulanza; il ritardo del soccorso è stato determinato dall'assegnazione da parte del NUE 112 dell'indirizzo sbagliato; l'errore di localizzazione è stato confermato alla stampa dal direttore sanitario dell'azienda ospedaliera "Città della salute e della scienza" a cui fa capo il numero unico 112 per Torino e provincia; il direttore ha aggiunto che "sulla localizzazione delle chiamate da parte delle centrali Nue attive in Italia c'è una percentuale di errore del 15 per cento circa"; il 15 per cento di errore di indicazione di indirizzo dove inviare l'autoambulanza rappresenta un valore altissimo e implica che, ogni 20 soccorsi, in tre casi l'autoambulanza si diriga all'indirizzo sbagliato; l'errore di indirizzo determina sempre un ritardo dei tempi di soccorso che può essere anche assai sensibile e che, in caso di codice rosso o giallo, può determinare l'aggravamento delle condizioni del paziente fino alla morte; il direttore sanitario della Città della salute ha riferito inoltre i dati di errore di indirizzo relativamente al soccorso sanitario, ma è presumibile che la stessa percentuale di errore interessi gli interventi delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco con i conseguenti ulteriori rischi per la sicurezza di persone e beni; in caso di segnalazioni di eventi avversi prodotti da farmaci o altri dispositivi medici, ad esempio, anche nel solo sospetto, l'intervento dell'autorità è immediato e comporta usualmente il ritiro del prodotto sospetto; relativamente alle numerose segnalazioni di eventi avversi, anche ad esito letale, determinati dall'evidente malfunzionamento delle centrali NUE 112, non è stato finora adottato alcun provvedimento efficace a tutela della salvaguardia della vita, della salute e della sicurezza delle persone; non è accettabile mantenere neppure un giorno in più questa situazione di pericolo costante, che determina la certezza che i cittadini siano esposti ad un rischio quoad vitam et valetudinem , rischio evitabile con i sistemi di raccolta dell'allarme precedenti al NUE 112, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, ritengano di adottare misure urgenti al fine di rimediare ai sensibili ritardi dei tempi di soccorso conseguenti agli errori di indirizzo rilevati nelle aree dove è stato adottato il NUE 112. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00577 FERRAZZI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il 23 dicembre 2017 il Parlamento ha approvato la legge n. 205 (legge di bilancio per il 2018), all'interno della quale è stato istituito un Fondo di ristoro finanziario con una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019, 2020 e 2021. Tale fondo è finanziato attraverso il Fondo interbancario di garanzia e il Fondo dei conti dormienti, per l'erogazione di misure di ristoro in favore di risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia degli arbitri presso la camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui all'articolo 210 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;