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Il suo nome era Severn Cullis - Suzuki, ma i più la ricordano come «la bambina che zittì il mondo per sei minuti», tenendo un incredibile discorso di fronte alle Nazioni unite, in cui reclamò, per la sua e le future generazioni, il diritto inalienabile alla vita. Pose l'accento, tra gli altri temi, sui drammatici effetti che l'azione dell'uomo stava causando all'ambiente e sul cambiamento climatico. Ci volevano davvero gli interventi di due ragazzine, a distanza di trent'anni, per innestare un processo di consapevolezza sulle questioni ambientali e climatiche a livello mondiale? Davvero noi adulti decisori, in possesso di tutti gli strumenti utili a favorire un cambiamento di tendenza atto a preservare le risorse naturali non riusciamo a porre in essere un'azione coordinata e sinergica? Prova ne è oggi quest'Assemblea, con una serie di mozioni di cui soltanto una approvata e le altre non considerate. Oggi mi sarei invece aspettata che in quest'Aula tutti guardassero nella stessa direzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . in quest'Aula Non è infatti un problema personale o di partito, ma è un problema di tutti, di ogni singolo cittadino e, soprattutto, è un problema dei nostri figli. Come ho già detto, siccome per stimolare le azioni a volte ci vuole anche la concretezza, torno a ripetere che i temi della tutela ambientale rappresentano nuove opportunità economiche dal punto di vista dell'occupazione, dello sviluppo di tecnologie pulite e dell'innovazione. La sfida climatica, da vincolo, deve trasformarsi in opportunità di crescita economica, promuovendo un nuovo sviluppo economicamente sostenibile. Ecco perché invertire la tendenza è importante, ponendo ad esempio attenzione a una nuova fiscalità ambientale, quale imperativo delle prossime politiche economiche. Solo così l'Italia può collocarsi pienamente dentro il processo europeo, spostando la tassazione dal lavoro all'inquinamento dei processi produttivi e dei prodotti, dopo e durante il loro uso. Il cambiamento deve iniziare con urgenza e incentivare sistemi fiscali che avvantaggino l'uso di risorse ambientali rinnovabili e sostenibili e in questa prospettiva l'Italia può svolgere una funzione trainante, anche a livello europeo. Attenzione: accelerare la transizione non significa rallentare il processo infrastrutturale e tecnologico, come molti vorrebbero, quanto piuttosto un impegno dinamico, finalizzato a concepire gli investimenti in grandi opere, come il treno ad alta velocità, l'ammodernamento della rete ferroviaria, nuovi sistemi di trasporto all'avanguardia (più concorrenziali, efficienti e convenienti, sotto il profilo dell'impatto ambientale, del trasporto su gomma, soprattutto per quanto riguarda le merci). Arriviamo al tema dei rifiuti, altra questione importantissima per l'ambiente e per il clima. L'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali e minerari) e questo anche grazie a modalità innovative di gestione dei rifiuti e sistemi avanzati per il loro recupero. Caro collega Briziarelli, spero che finalmente oggi riusciremo a portare a casa un risultato per il quale Forza Italia si batte dal primo giorno di questa legislatura, attraverso un emendamento presentato in occasione dell'esame di ogni provvedimento utile, quello sull' end of waste , ovvero sulla fine della qualifica di rifiuto. Mi avvio alla conclusione. Per onorare la Giornata mondiale dell'ambiente, come dicevo in precedenza, avrei voluto annunciare il voto favorevole a tutte le mozioni, ma alla luce delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, che invita a votare soltanto la mozione di maggioranza, voteremo a favore della sola nostra proposta e semplicemente ci asterremo sulle altre, soltanto per una questione di dignità e non per altri motivi, perché ci crediamo fermamente. Chiedo al Presidente soltanto un minuto, per concludere con le parole di quella bambina di quasi trent'anni fa - non di Greta - che commossero i potenti. Ella disse: «A scuola, persino all'asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a essere generosi. Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare? (…) So che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone, in realtà è una famiglia che conta 30 milioni di specie. E nessun Governo, nessuna frontiera potrà cambiare questa realtà. Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo e in quale modo dovremo crescere. (…) Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? (…) Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole!». (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . MORONESE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il contrasto alle drammatiche conseguenze derivanti dal cambiamento climatico necessita di un'azione forte ed incisiva, che tenga conto in maniera olistica di tutti gli interventi attuabili per incidere in maniera efficace nella prevenzione e nel graduale annullamento di tutte quelle fonti emissive, che stanno letteralmente soffocando il nostro pianeta. È tempo di agire e di agire in fretta, perché ciò che abbiamo chiamato sviluppo negli ultimi due secoli ha pregiudicato irrimediabilmente gli equilibri naturali dei millenni precedenti e minaccia oggi le speranze delle nuove generazioni e di quelle che verranno dopo di loro. Il cambiamento climatico è già in atto, è la natura che si ribella, è un fenomeno a catena che riguarda tutte le regioni del mondo, le cui conseguenze catastrofiche provocate da fenomeni meteorologici estremi stanno mettendo in ginocchio vaste aree del mondo e mietendo vittime tra le popolazioni, Italia compresa. Sappiamo che serve un impegno corale e globale perché l'impegno di una singola nazione non basta. Infatti, anche quando sembra che tutti gli Stati e tutte le comunità del mondo intero siano d'accordo nell'adottare politiche di contrasto del cambiamento climatico, ecco che da una parte e dall'altra degli oceani spuntano voci di distinguo, prese di distanza, talvolta autentici ripensamenti e dinieghi. Fintantoché si tratta di enunciare buoni propositi, magari da propagandare in occasioni elettorali o agitare al cospetto di un avversario, tutti riescono a trovare le parole e le immagini capaci di affascinare e anche di convincere. Così facendo, si può anche attribuire un Nobel agli scienziati dell'IPCC, ammirare la tenacia di Greta, convocare una solenne conferenza mondiale all'anno o chiedere lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, come fatto dal Regno Unito e recentemente scopiazzato in casa nostra dal Partito Democratico e anche dalla senatrice De Petris nelle loro mozioni (cosa che serve solo a far leva mediaticamente). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,52) ( Segue MORONESE). Dai discorsi si deve passare ai fatti, dalle parole alle azioni.