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– Autotrasporto e portualità La disposizione incrementa di 26,4 milioni di euro per l'anno 2018 la dotazione finanziaria relativa alle agevolazioni per gli interventi per la ristrutturazione dell'autotrasporto. Le predette agevolazioni rientrano nel quadro delle politiche a sostegno dell'autotrasporto e consistono nella deduzione forfettaria delle spese non documentate, concretizzandosi in risorse finanziarie a favore delle imprese di trasporto meno strutturate che appartengono, essenzialmente, al settore artigiano e che versano in questo momento una fase di crisi complessa. La misura si rende necessaria in quanto la deduzione effettuata per l'anno in corso, pari a 38 euro a viaggio nell'ambito del territorio regionale, inferiore di 13 euro rispetto all'anno precedente, non consente alle imprese artigiane di far fronte ai costi creando una grave sperequazione tra imprese che possono dedurre i costi effettivi e le imprese in parola. La misura trova la propria ratio nel garantire una deduzione da inserire nella denuncia dei redditi, il cui importo viene fissato di anno in anno, per i trasporti effettuati personalmente dall'imprenditore all'interno della regione in cui ha sede l'impresa o delle regioni confinanti. Tale intervento è previsto dall'articolo 66, comma 5, del TUIR. La stima degli importi da dedurre viene elaborata dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze il quale, sulla base delle dichiarazioni UNICO dell'anno precedente, quantifica l'onere complessivo derivante e la sua compatibilità con lo stanziamento previsto. Si incrementa, inoltre, di 15 milioni di euro per l'anno 2018 da assegnare all'autorità di sistema portuale del mar ligure occidentale, il Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento dei porti. Articolo 24. – Missioni internazionali di pace La disposizione incrementa di 130 milioni di euro per l'anno 2018 il Fondo per il finanziamento delle missioni internazionali, al fine di garantire la prosecuzione delle missioni internazionali per l'anno 2018. Art. 25. – Disposizioni in materia di CIGS per riorganizzazione o crisi aziendale Con l'articolo 1, comma 133, della legge di stabilità per l'anno 2018 (legge n. 205 del 2017) è stata inserita, nell'ambito del decreto legislativo n. 148 del 2015 in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, una disposizione che consente la proroga, per imprese con organico superiore a 100 unità e che presentino rilevanti problematiche occupazionali anche a livello territoriale, dei programmi di riorganizzazione aziendale – sino ad un limite massimo di dodici mesi – o di crisi – sino ad un limite massimo di sei mesi – per gli anni 2018 e 2019. La proroga è disposta in deroga alla normativa a regime sulla durata massima dei trattamenti di CIGS, entro il limite massimo complessivo di spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la presenza della regione o delle regioni interessate, per imprese con unità produttive coinvolte ubicate in due più regioni. I programmi di CIGS per riorganizzazione, per poter essere oggetto di proroga, devono essere caratterizzati da investimenti non attuabili nel limite temporale previsto dalla normativa a regime in ragione delle complesse caratteristiche tecniche dei processi produttivi aziendali ovvero da piani di recupero occupazionale non attuabili nel medesimo limite temporale. I piani di risanamento delle crisi aziendali, per poter essere oggetto di proroga, devono essere caratterizzati da interventi correttivi particolarmente complessi non attuabili nel limite temporale previsto dalla normativa a regime. Il comma 2 della norma in esame prevede che, ai fini dell'ammissione all'intervento di proroga, l'impresa deve presentare piani di gestione volti alla salvaguardia occupazionale che prevedano specifiche azioni di politiche attive concordati con la regione o le regioni interessate, per imprese con unità produttive coinvolte ubicate in due o più regioni. Al fine di individuare l'interesse strategico delle imprese possibili beneficiarie della proroga di CIGS, la norma attualmente in vigore fa riferimento al requisito dell'organico superiore a 100 unità. Con la disposizione si intende abrogare il riferimento al requisito dell'organico superiore a 100 unità, considerato che la rilevanza strategica dell'impresa, in base alla norma stessa, deve essere valutato anche a livello territoriale dalla regione o dalle regioni interessate, che sono chiamate a garantire le politiche attive del lavoro in favore dei lavoratori in esubero. È di tutta evidenza che a livello territoriale anche imprese con organico inferiore alle 100 unità possono avere un impatto occupazionale e una rilevanza strategica notevole. Pertanto, si propone di consentire anche a queste imprese l'accesso alle proroghe di CIGS, ovviamente a condizione che presentino gli altri requisiti individuati dall'articolo in esame. Inoltre, si prevede di poter autorizzare la proroga del trattamento di CIGS anche a seguito di stipula di un contratto di solidarietà, alle medesime condizioni già previste per le altre due causali di intervento della CIGS, crisi e riorganizzazione aziendale, qualora permanga, anche solo parzialmente, l'esubero di personale, già dichiarato nell'accordo per la riduzione concordata dell'orario di lavoro finalizzata ad evitare o ridurre il ricorso al licenziamento dei lavoratori in eccedenza. Art. 26. – Disposizioni finanziarie La disposizione precede le coperture per le singole disposizioni.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PACIFICAZIONE FISCALE 1 (Definizione agevolata dei processi verbali di constatazione) 1 Il contribuente può definire il contenuto integrale dei processi verbali di constatazione redatti ai sensi dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, consegnati entro la data di entrata in vigore del presente decreto, presentando la relativa dichiarazione per regolarizzare le violazioni constatate nel verbale in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive, imposta sul valore degli immobili all'estero, imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero e imposta sul valore aggiunto. E’ possibile definire solo i verbali per i quali, alla predetta data, non è stato ancora notificato un avviso di accertamento o ricevuto un invito al contraddittorio di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.