[massime]

Opere pubbliche - Opere incompiute - Misure dirette a favorire la realizzazione di opere pubbliche dei Comuni, che non siano state portate a compimento per il mancato concerto tra amministrazioni, mediante la facoltà di riconvocare la Conferenza di servizi - Agevolazioni finanziarie - Ricorso della Regione Veneto - Estraneità del criterio del residuo fiscale ai principi costituzionali in materia di autonomia finanziaria - Inammissibilità della questione.. È inammissibile, per l'assoluta inconferenza del parametro evocato, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 9, del d.l. 12 settembre 2014, n. 133 - impugnato, in riferimento all'art. 119 Cost., dalla Regione Veneto - che prevede misure dirette a favorire la realizzazione di opere pubbliche dei Comuni, che non siano state portate a compimento per il mancato concerto tra amministrazioni, nonché misure finanziarie volte a favorire la realizzazione delle opere segnalate dai Comuni e consistenti nell'esclusione dei pagamenti connessi a questi investimenti dal patto di stabilità interno, alle condizioni indicate nella disposizione. L'asserita lesione dell'autonomia regionale derivante dall'esclusione della Regione dalle menzionate misure agevolative viene argomentata dalla ricorrente sulla base del principio del residuo fiscale, cioè del saldo fra ciò che ciascuna Regione riceve in termini di spesa pubblica e il suo contributo in termini di prelievo fiscale; esso, però, non è parametro normativo riconducibile all'art. 119 Cost., bensì un concetto utilizzato nel tentativo, storicamente ricorrente tra gli studiosi della finanza pubblica, di individuare l'ottimale ripartizione territoriale delle risorse ottenute attraverso l'imposizione fiscale.