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la fondazione Banco di Napoli si è sempre opposta a queste pratiche che conducono al depauperamento di un Sud già molto svantaggiato in termini di divario infrastrutturale e nei servizi; la fondazione ha di recente agito in giudizio per la questione che riguardò a suo tempo il Banco di Napoli; è presumibile che non mancherà di fare, anche oggi, tutto ciò che occorra, avversando in tutte le competenti sedi il commissariamento disposto per Banca del Sud, così da dar voce a quanti in questo piccolo istituto hanno creduto ed hanno investito, nella prospettiva di sostegno dell'economia locale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda chiarire quali motivi abbiano portato alla decisione del commissariamento e nei tempi esposti. Atto n. 4-05650 IANNONE Ai Ministri per la pubblica amministrazione e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: il denominato concorso "Sud" prevedeva, a monte, il pagamento di 10 euro (più commissioni da riconoscere a Poste italiane o alla carta di credito) per poter partecipare alla preselezione; nella preselezione, avvenuta in modalità telematica, bastava spuntare elettronicamente le esperienze, e, in base a quelle, si veniva a conoscenza del voto di preselezione riportato; su circa 80.000 partecipanti ne sono stati ammessi 8.500, pertanto sono stati incassati 800.000 euro per esaminare 8.000 persone; coloro che hanno superato le preselezioni hanno partecipato alla seconda fase e a quel punto già era evidente il difetto del concorso, che aveva posto, a differenza di altri concorsi dove vi è una graduatoria libera, un punteggio minimo di 21 punti su 40 domande, che valevano 0.75 punti ciascuna; necessitava pertanto la certezza matematica di aver centrato almeno 28 domande su 40, domande molto tecniche e specifiche per cui, non avendo quasi nessuno questa certezza, alla fine tutti i partecipanti hanno risposto al resto delle domande a tentativo; ogni domanda sbagliata comportava una detrazione di punteggio pari a 0.375 in meno, pertanto era facile dedurre che, su una platea così ridotta di circa 8.000 partecipanti per 2.800 posti, sarebbe stato impossibile avere tutti i 2.800 con "almeno" 21 punti, si chiede di sapere: quali siano i motivi del ritardo con il quale i Ministri in indirizzo si sono resi conto dei pochissimi partecipanti che avevano raggiunto i 21 punti; per quali motivi, al cospetto di una selezione avvenuta con l'utilizzo di tablet , i partecipanti, ad oltre una settimana dalle prove, non abbiano ancora il loro risultato; se ritengano che qualunque scelta modificativa avessero fatto del bando "in corso" avrebbe destato polemiche e, pertanto, nell'ipotesi peggiore, dover ammettere tutti gli altri che non avevano superato la preselezione; se non ritengano che la preselezione sulle esperienze sarebbe stata più utile ad immettere personale esperto, capace di servire agli scopi e nell'immediato al corretto funzionamento della pubblica amministrazione; se ritengano che si possano creare disparità tra i nuovi chiamati, partecipanti dal 22 giugno 2021 alle prove di concorso, che godono di circa 20 giorni di studio in più rispetto ai "preselezionati", e agli altri partecipanti, con il rischio di creare sicuramente un precedente, oggetto di infiniti ricorsi; se non ritengano che, dovendo modificarsi il bando, non sarebbe stato più logico mantenere la preselezione e togliere il limite dei 21 punti, assegnando una graduatoria relativa al punteggio che ognuno aveva ottenuto. Atto n. 4-05651 DE PETRIS CASTALDI FERRAZZI BUCCARELLA CIOFFI LAFORGIA Ai Ministri della transizione ecologica e dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge 22 maggio 2015, n. 68, "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente", disciplina i reati contro l'ambiente, anche in rapporto alle conseguenze sulla salute dei cittadini; la strategia di decarbonizzazione a lungo termine (2050), che ricomprende il piano nazionale integrato per l'energia ed il clima (PNIEC), prevede di: a) accelerare il percorso di decarbonizzazione, considerando il 2030 come una tappa intermedia verso una decarbonizzazione profonda del settore energetico entro il 2050; b) mettere il cittadino e le imprese al centro delle iniziative energia e clima; c) favorire l'evoluzione del sistema energetico, in particolare nel settore elettrico, da un assetto centralizzato a uno distribuito basato prevalentemente sulle fonti rinnovabili, adottando misure che migliorino la capacità delle stesse di contribuire alla sicurezza e, nel contempo, favorendo assetti, infrastrutture e regole di mercato che a loro volta contribuiscano all'integrazione delle rinnovabili; d) promuovere l'efficienza energetica in tutti i settori, come strumento per la tutela dell'ambiente, il miglioramento della sicurezza energetica e la riduzione della spesa energetica per famiglie e imprese; e) promuovere l'elettrificazione dei consumi, in particolare nel settore civile e nei trasporti, come strumento per migliorare anche la qualità dell'aria e dell'ambiente; f) accompagnare l'evoluzione del sistema energetico con attività di ricerca e innovazione che sviluppino soluzioni per promuovere la sostenibilità, la sicurezza, la continuità e l'economicità delle forniture e favoriscano il riorientamento del sistema produttivo verso processi e prodotti a basse emissioni carbonio; g) continuare il processo di integrazione del sistema energetico nazionale in quello dell'Unione europea; h) ridurre le emissioni di gas "serra" (GHG) secondo le indicazioni UE (la Commissione UE ha già fissato nel dicembre 2020 l'obiettivo del 55 per cento al 2030); considerato che: il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) interviene, in adesione al programma "Next generation EU", sugli obiettivi climatici e ambientali e sulle politiche sociali, tecnologiche e del lavoro nella prospettiva della "transizione ecologica" specificata come "rivoluzione verde"; l'area flagship 1 del Next generation EU promuove entro il 2025 la costruzione e l'integrazione di quasi il 40 per cento dei 500 gigawatt di generazione di energia rinnovabile necessari entro il 2030, nonché l'installazione di 6 gigawatt di capacità di elettrolizzatori e la produzione e il trasporto di un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile in tutta la UE, indicando altresì gli investimenti in tutte le aree flagship come condizione necessaria per accedere ai fondi UE; le acquisizioni epidemiologiche emerse durante la pandemia da COVID-19 correlano, sulla base di centinaia di studi scientifici, la mortalità al particolato sottile (PM 2.5) e richiedono una speciale prevenzione sanitaria, anche al di fuori della situazione epidemica, per limitare al massimo il PM 2.5. Esso è il diretto prodotto delle combustioni e specialmente dei combustibili fossili impiegati nei trasporti, nell'industria e per il riscaldamento domestico;