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tra l'altro, gli inconvenienti circa le migliaia di domande espunte perché errate gettano un'ombra significativamente sinistra sulla qualità delle procedure adottate, si chiede di sapere: quale sia il motivo per il quale dopo decine di giorni ancora non sia possibile conoscere i risultati delle prove preselettive; quale sia il motivo per il quale, pur in presenza di tanta tecnologia, non sia stata garantita immediatezza nella comunicazione dei risultati; se, in ragione dei gravi errori riscontrati relativamente alla banca dati, siano state attivate idonee contestazioni nei confronti del soggetto incaricato e retribuito per la gestione del concorso. Atto n. 4-05858 DONNO PAVANELLI PUGLIA CROATTI LANZI PIARULLI CAMPAGNA TRENTACOSTE Al Ministro della difesa Premesso che: è stata presentata una precedente interrogazione (4-02125) al Ministro in indirizzo sulla reclamata errata ricostruzione delle carriere degli ufficiali del ruolo speciale ad esaurimento dell'Arma dei Carabinieri con cui si evidenziava come, in particolare, per questo ruolo e di quelli nel frattempo transitati nel ruolo normale per errato calcolo degli anni di anzianità minima richiesti per le promozioni (con avanzamento ad anzianità) indicate nella tabella 4, quadro IV, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, si stesse, da tempo, portando avanti un notevole contenzioso amministrativo; l'art. 2247- octies prevede, nel regime transitorio per gli ufficiali del ruolo speciale a esaurimento, che sino all'anno 2023 gli avanzamenti sino al grado di tenente colonnello "si effettuano ad anzianità", con le modalità di cui all'articolo 1055, che a sua volta, al comma 1, conferma il criterio dell'avanzamento ad anzianità richiamando le modalità previste dall'articolo 1071, comma 3, secondo cui "le promozioni ad anzianità sono conferite con decorrenza dal giorno del compimento delle anzianità di grado richieste, in base alle disposizioni del presente codice"; l'unico criterio richiamato è quello dell'anzianità e i periodi previsti per il passaggio di grado non possono che essere quelli specificatamente contemplati dalla tabella 4, quadro IV (2 anni per la promozione al grado di tenente, 5 anni per capitano, 6 anni per maggiore e 4 anni per tenente colonnello); considerato che: la Direzione generale del personale militare del Ministero della difesa, a seguito della sentenza del TAR Lazio del luglio 2019 che ha dato ragione alle doglianze di due ufficiali che avevano impugnato il provvedimento dell'amministrazione militare con cui non era stata riconosciuta l'anzianità di servizio, ha fatto appello al Consiglio di Stato e chiesto la sospensione dell'esecutività della sentenza impugnata; nell'accordare la sospensiva, nelle more della decisione nel merito, in un passaggio dell'ordinanza, attesa la complessità e importanza degli interessi in gioco, il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno ribadire che le ragioni cautelari addotte dall'amministrazione sono favorevolmente apprezzabili, "in precipua considerazione della circostanza che il principio di diritto enunciato dalla sentenza gravata potrebbe, in tesi, determinare l'insorgere di un ulteriore, rilevante contenzioso e comporterebbe per l'amministrazione la rideterminazione dell'anzianità di servizio di un rilevante numero di ufficiali e la ristrutturazione dei ruoli di anzianità"; in costanza di ricorso, veniva approvata nei "correttivi al riordino" una norma (art. 25, comma 1, lett. i) , del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172) che introduce all'art. 2247- octies il comma 1- bis , in cui viene sancito che "il comma 1 si interpreta nel senso che le permanenze minime previste per l'avanzamento ad anzianità di cui all'articolo 1055 sono stabilite in due anni nel grado di sottotenente, cinque anni nel grado di tenente, sette anni nel grado di Capitano e cinque anni nel grado di Maggiore"; il Consiglio di Stato con sentenza n. 03778/2021, pubblicata il 13 maggio 2021, ha dato ragione all'amministrazione, ma nelle argomentazioni a sostegno della pronuncia, "ritiene di poter prescindere" dall'applicazione della norma interpretativa richiamata (che rilegge, aumentandoli, da 17 a 19 gli anni indicati in tabella 4 quadro IV) e addirittura ritiene "non necessario esaminare le complesse deduzioni che ciascuna parte ha articolato relativamente alla disciplina da ultimo introdotta nell'ordinamento" e sostiene che "la risoluzione della questione controversa discende dall'applicazione degli usuali canoni interpretativi delle norme giuridiche"; si aggiunga che, come si evince chiaramente nella relazione illustrativa allo schema di decreto legislativo recante "Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze Armate ai sensi dell'articolo l, commi 2, lettera a) , 3, 4 e 5, della legge l dicembre 2018, n. 132", l'intervento mira a stabilire una decorrenza unica per le promozioni a scelta allo scopo di: evitare disparità tra ufficiali promossi nello stesso anno per effetto di decorrenze diversificate connesse a un fattore esogeno costituito dal momento in cui si verificano le vacanze; semplificare le procedure di avanzamento, adottando un unico provvedimento di promozione per tutti gli aventi titolo; snellire l'attività amministrativa evitando di instaurare procedimenti amministrativi volti a rideterminare la decadenza della promozione nei confronti di più ufficiali nei casi in cui si verificano vacanze organiche i cui effetti giuridici decorrono da una data antecedente alla formalizzazione dei provvedimenti che le determinano; sulla scorta di quanto appena esposto non si esclude che il contenzioso ancora in atto potrebbe riservare ulteriori sentenze favorevoli ad altri analoghi ricorrenti le cui cause sono pendenti davanti al TAR Lazio. La stessa sentenza sarà probabilmente oggetto di ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea con innegabili riflessi negativi sull'amministrazione difesa e dello Stato italiano in caso di soccombenza; considerato inoltre che: detta problematica, irrisolta, continua a riguardare tutti gli ufficiali in ruolo speciale ad esaurimento ed ex ruolo speciali transitati nel ruolo normale; al momento 39 tenenti colonnelli del ruolo normale (ex ruolo speciale del 29°, 30° e 31° corso applicativo) e 37 tenenti colonnelli del ruolo speciale ad esaurimento (del 29° e 30° corso applicativo non transitati) che, qualora l'amministrazione soccombesse nei giudizi pendenti, dovrebbero vedersi riconosciuta un'anzianità assoluta nel grado rivestito di ulteriori due anni e sarebbero tutti, di fatto, stati "pretermessi" dalle procedure di avanzamento a scelta, cui dovevano essere avviati negli anni scorsi; ove la situazione non dovesse essere risolta, superato il limite temporale del 31 ottobre 2021 (data in cui verranno formate le aliquote di avanzamento per il 2022), l'amministrazione, se soccombente, dovrà promuovere al grado di colonnello, tout court , altri 28 tenenti colonnelli del ruolo normale del 32° corso applicativo e 16 tenenti colonnelli del ruolo speciale ad esaurimento del 30° corso applicativo non transitati;