[massime]

Confessioni religiose - Tutela penale - Punibilità delle offese alla religione cattolica (già religione dello stato) mediante vilipendio di cose - Prospettata tutela privilegiata in contrasto con i principî di eguaglianza e di uguale libertà delle confessioni religiose - Erroneità del presupposto interpretativo adottato - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 404 del codice penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 8 della Costituzione, in quanto tale disposizione, sanzionando esclusivamente le offese dirette alla religione cattolica, porrebbe quest'ultima su un piano diverso e privilegiato di tutela rispetto alle religioni diverse da quella cattolica. Infatti il rimettente muove da una premessa interpretativa che è contraddetta dall'art. 406 cod. pen., che considera punibili gli stessi fatti, se commessi ai danni di confessioni religiose diverse da quella cattolica. - Con la citata sentenza n. 329/1997, la Corte ha, anche, dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell'art. 404 cod. pen., riconducendo, così, ad uguaglianza la sanzione penale prevista dagli artt. 404 e 406 cod. pen., in tal modo eliminando dall'ordinamento la preesistente discriminazione 'quoad penam' tra le diverse confessioni religiose.