[resaula]

se intenda assumere iniziative di competenza, come l'invio di circolari, per ricordare che gli aspetti politici e ideologici dovrebbero essere lasciati fuori dal mondo educativo e della scuola, richiamando docenti e operatori a un maggior rispetto di tali prescrizioni o, in alternativa, nel caso in cui vengano trattati argomenti di particolare attualità, prevedere chiaramente che sia garantito il contraddittorio tra le parti e che agli studenti non venga presentata soltanto una visione unilaterale dei fatti. Atto n. 4-02568 LANNUTTI ANGRISANI PAVANELLI DONNO PIRRO GALLICCHIO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: la Terlizzi Antonio e figli Srl è una società fondata nel 1978 e si tratta di una realtà produttiva nel settore marmi e pietre, capitalizzata per 6.000.000 di euro; il 27 gennaio 2009 la Banca Intesa di Foggia delibera un finanziamento alla Terlizzi di 450.000 euro a copertura di un investimento green (impianto fotovoltaico di 80 KW integrato sui tetti dell'azienda) di 550.000 euro; la Terlizzi ha rimborsato 400.000 euro di quel debito utilizzando le casse aziendali e coprendo la rimanenza di 150.000 euro con un finanziamento da parte della Banca Etica; l'attività produttiva della società è stata proseguita dalla Terlizzi Antonio Srl, che per crisi del settore edile e lapideo va in sofferenza produttiva, portando il proprio fatturato da circa 1.000.000 di euro a poco più di 300.000. considerato che i tre istituti bancari con cui la società aveva dei debiti sono stati denunciati dall'Adusbef per appropriazione indebita, usura e anatocismo da parte della Banca popolare di Milano, della Banca Apulia e della Banca popolare di Puglia e Basilicata, e la Banca Etica per aver messo la Terlizzi Antonio Srl in sofferenza seppur con un conto corrente positivo di 20.000 euro, appropriandosi, per di più, di 122.000 euro derivati dai flussi dell'impianto fotovoltaico. Per un totale di 900.000 euro; inoltre, a quanto risulta all'interrogante il 20 giugno del 2017 la società Terlizzi Antonio Srl è stata dichiarata fallita e nel frattempo il curatore fallimentare della suddetta società, ha fatto istanza di estensione fallimentare alla società capitalizzata, ossia la Terlizzi Antonio e figli Srl, dichiarata a sua volta fallita il 21 marzo 2019, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa vicenda; se non ritengano di dover intervenire per evitare che, ancora nel 2019, le banche possano praticare l'usura e l'anatocismo. Atto n. 4-02569 BRESSA CIRINNA' LANIECE Ai Ministri per le pari opportunità e la famiglia e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: la cronaca nazionale segnala un nuovo atto di bullismo omofobo, avvenuto presso l'istituto "Don Milani" di Rovereto (Trento), i cui protagonisti questa volta sono due giovanissimi: la vittima, stando a quanto riportato dalla stampa, avrebbe 15 anni, il responsabile della violenza sarebbe un ragazzo poco più grande di lui; secondo la ricostruzione dei fatti, dopo aver vessato e offeso insistentemente per giorni un coetaneo dichiaratamente gay con insulti omofobi, il "bullo" sarebbe definitivamente passato alla violenza, colpendo non solo il ragazzo, ma addirittura il padre, intervenuto in difesa del figlio: entrambi hanno riportato fratture al setto nasale; dopo quasi due mesi dall'ultimo episodio di omofobia verificatosi in Trentino, quando nella località di Mezzolombardo (Trento) una coppia gay era stata dapprima inseguita da un furgone per le vie del centro abitato e poi vittima di insulti e frasi omofobe e minacciose, i casi di aggressione verbale, fisica e psicologica, anche tra i più giovani, si ripetono; la cronaca racconta quotidianamente di minori coinvolti in atti di bullismo in tutto il Paese: lo scherno, le offese verbali, le aggressioni violente, i ricatti, le minacce sono ormai atti all'ordine del giorno, soprattutto sui social network e nell'ambiente scolastico, all'interno del quale persistono la disinformazione e la reticenza, da un lato, perché i minori sono spesso restii a parlarne e, dall'altro, perché gli episodi di bullismo sono ancora troppo spesso sottovaluti o, addirittura, minimizzati; al fine di sensibilizzare i giovanissimi al rispetto delle relazioni umane e di genere, la precedente amministrazione provinciale di Trento aveva stanziato apposite risorse destinate a 83 percorsi educativi (per un totale di 858 ore di attività), i cui punti cardine erano, appunto, il bullismo, la parità dei sessi e la violenza di genere; tali corsi, già programmati e bloccati dall'attuale amministrazione provinciale di Trento già a dicembre 2018, sarebbero dovuti iniziare a gennaio 2019, ma l'assessore per le pari opportunità ha provveduto a sospenderli, si è detto "al fine di analizzarli", in quanto si temeva che avrebbero confuso i bambini sul proprio sesso, sebbene si trattasse di corsi che riguardavano soprattutto la violenza contro le donne; la prorettrice alle politiche di equità e diversità dell'università di Trento, nonché coordinatrice scientifica del progetto, Barbara Poggio, ha tentato più volte di spiegare che il programma del corso proviene da anni di ricerche e studi sulla disparità di genere nell'ambito dell'accesso al lavoro e all'istruzione e sulle violenze che si consumano all'interno delle mura domestiche e che il percorso mira a promuovere la donna in qualità di persona autonoma, uscendo dal vecchio stereotipo di donna succube dell'uomo e "rinchiusa" in casa a cucinare e a crescere i figli, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei motivi che hanno portato alla sospensione dei corsi da parte dell'attuale amministrazione provinciale di Trento e se, alla luce dei gravi episodi di bullismo e violenza, soprattutto di genere, che continuano a interessare il nostro Paese, non ne ritengano altresì opportuno e urgente il ripristino. Atto n. 4-02570 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in una causa di separazione di coniugi, tenutasi presso il Tribunale di Nocera Inferiore, e conclusasi con sentenza definitiva di separazione emessa 11 novembre 2019, con l'affido condiviso del figlio della coppia, l'avvocato di una delle parti, in particolare della moglie, avrebbe ricoperto anche il ruolo di sindaco del Comune di residenza della stessa coniuge in via di separazione; la causa di separazione si sarebbe rivelata particolarmente litigiosa, al punto da necessitare l'intervento dei servizi sociali, in particolare per la tutela del figlio minore della coppia; lo stesso avvocato, in qualità di sindaco, avrebbe avuto modo di prendere contatti con i servizi sociali incaricati di supportare i coniugi nella loro separazione;