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-- L'articolo sostituisce l'articolo 29 del decreto legislativo n. 276 del 2003 e le norme che sono poi ripetutamente intervenute a modificarlo o integrarlo (in particolare l'articolo 6 del decreto legislativo n. 251 del 2004, il comma 28 dell'articolo 35 della legge n. 248 del 2006, il comma 911 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006, finanziaria 2007), facendo anche in questa materia applicazione coerente del criterio della dipendenza economica dell'appaltatore dal committente per l'individuazione dell'area nella quale è ragionevolmente necessario un intervento protettivo, per correggere gli effetti dello squilibrio di potere contrattuale effettivo che tipicamente si manifesta in questa situazione. Un'altra fattispecie in riferimento alla quale il rafforzamento della protezione dei dipendenti dell'appaltatore si giustifica è quella dell'appalto di servizi a carattere continuativo la cui esecuzione si colloca fisicamente all'interno dell'azienda del committente, verificandosi in questo modo uno degli elementi individuati dalla letteratura in argomento come tipici del fenomeno del co-employment . Quanto al contenuto della protezione disposta, esso consiste nella stessa regola di corresponsabilità tra committente e appaltatore o subappaltatore, che è posta dalla legge oggi vigente. Il campo di applicazione di questa regola è, per un verso, come si è detto, limitato al caso dell'appalto di servizi a carattere continuativo e in particolare al caso dell'appalto «interno», o di quello in cui l'appaltatore opera in posizione di dipendenza dal committente (anche in considerazione della sostanziale inapplicabilità o irragionevolezza dell'applicazione della regola stessa alla generalità degli appalti); per altro verso il campo di applicazione è esteso ai contratti di trasporto, che per l'aspetto che qui interessa ben possono assimilarsi all'appalto di servizi. Viene chiarita meglio l'estensione della corresponsabilità solidale anche al caso del subappalto, sempre sotto condizione della posizione di dipendenza economica del subappaltatore. Restano immutate rispetto alla legislazione oggi vigente sia l'esclusione dell'appalto nel quale la parte committente sia una persona fisica non esercente attività professionale o imprenditoriale, sia il termine di decadenza biennale per l'azione di corresponsabilità solidale del committente, sia infine la disciplina della responsabilità del committente per l'igiene e la sicurezza dei lavori dati in appalto, di cui all'articolo 26 del decreto legislativo n. 81 del 2008. Non ci sembra, infine, opportuno, riprodurre la norma definitoria contenuta nell'articolo 29, comma 1, del decreto legislativo n. 276 del 2003 per la distinzione tra appalto di servizi labour intensive e somministrazione di lavoro: può infatti ormai considerarsi acquisita, in dottrina e giurisprudenza, l'ammissibilità di questo genere di appalti, nel quale l'elemento strumentale è prevalentemente immateriale e il know-how imprenditoriale dell'appaltatore si esprime soprattutto sul piano della selezione, organizzazione e direzione della manodopera (quello che nei Paesi anglosassoni è chiamato labour contract) . Articolo 2129. - (Rapporto di lavoro alle dipendenze di amministrazioni pubbliche.) -- Nella situazione attuale, nella quale dopo un quindicennio di avvicinamento tra la disciplina del lavoro pubblico e quella del lavoro alle dipendenze di privati, con l'emanazione della legge-delega 4 marzo 2009 n. 15 e del relativo decreto delegato n. 150 del 2009 sembra affermarsi la tendenza opposta, ci parrebbe inopportuno caricare questo già impegnativo progetto di riforma anche del compito assai arduo della semplificazione dell'ordinamento pubblicistico. Si propone pertanto di mantenere il contenuto originario di questo articolo, che configura l'ordinamento privatistico del lavoro come fonte di default , per il caso in cui manchi una disciplina specifica della materia. Seguono due brevi sezioni: Sezione IV -- Disciplina speciale dei rapporti di lavoro e formazione Questa sezione è dedicata ai contratti di lavoro a contenuto formativo. Tra i quali in primo luogo quelli a causa mista, di lavoro e formazione, che oggi si identificano con l'apprendistato, e i contratti di stage aziendali finalizzati alla formazione e all'orientamento, di cui i contratti trilateri di borsa-lavoro costituiscono un sotto-tipo. La sezione contiene due soli articoli, dedicati rispettivamente a questi due tipi legali: Articolo 2130. - ( Apprendistato ). -- Questo articolo mostra come il contenuto di ben sette lunghi e complessi articoli di una legge redatta secondo il vecchio stile della legislazione del lavoro (decreto legislativo 14 settembre 2011 n. 167) possa essere ridotto a un unico articolo di nove brevi commi, senza che vada perduto nulla di essenziale del dispositivo protettivo vigente. Articolo 2131. - ( Stage di formazione e orientamento in azienda. Borse-lavoro) . -- Qui l'operazione di semplificazione è riferita agli articoli 18 e 19 della legge n. 196 del 1997 e successive modifiche e integrazioni, ultima quella contenuta nella legge 28 giugno 2012 n. 92. Ma si è ritenuto opportuno, in considerazione della larghissima diffusione degli abusi, di cogliere l'occasione di questo intervento legislativo per perfezionare la disciplina della, prevedendo una più intensa responsabilizzazione dell'istituto scolastico di provenienza del giovane stagista e l'obbligo, a carico del titolare dell'azienda o studio professionale, di comunicare preventivamente all'Ispettorato del lavoro l'avvio e le condizioni del rapporto di stage. La durata massima dello stage viene commisurata al contenuto professionale delle mansioni che ne sono oggetto. Nel settimo comma vengono disposte le sanzioni per l'abuso. È stato inoltre aggiunto nell'articolo un comma per la tipizzazione legislativa del contratto di borsa-lavoro, ormai largamente sperimentato soprattutto per l'inserimento nel tessuto produttivo di giovani con problemi comportamentali. Sezione V -- Disciplina delle collaborazioni di pubblica utilità L'ultima sezione, costituita dagli articoli 2132-2134, è dedicata alla soluzione del problema di far emergere interamente la grande domanda latente di servizi alla persona e alla comunità, ponendola utilmente in comunicazione con l'altrettanto numerosa offerta latente di lavoro non professionale o comunque poco strutturato -- marginale, ma di dimensioni considerevoli -- che pure esiste e per la quale è opportuna una limitazione dell'apparato protettivo per diversi possibili motivi: i) per favorire l'inserimento nel tessuto produttivo di persone in difficoltà, oppure ii) perché il prestatore non versa in una situazione di dipendenza economica, oppure ancora iii) perché i soggetti interessati hanno un'altra fonte di reddito prevalente (la pensione), o iv) perché essi hanno una diversa attività prevalente (studenti), oppure ancora v) perché si tratta di soggetti temporaneamente impegnati nella cura di bambini in età prescolare che offrono temporaneamente la stessa attività di cura ad altre famiglie. Sul versante della domanda, si osserva una rilevante necessità irrisolta di servizi alla persona: