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Sarebbe auspicabile che tutte le volte che esiste una relazione scritta non ci si approfitti di quel momento per andare a raccogliere applausi. Credo che il ruolo del relatore, ancorché di maggioranza, debba essere tecnico e non si debba andare alla ricerca di applausi o cose del genere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Immaginavo anche che qualcuno avrebbe avuto la volontà di leggere la relazione, in quanto si compone di una pagina e mezzo. Non bisogna essere dei grandi matematici o ingegneri per scrivere che il numero di deputati passa da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. Il resto delle motivazioni è di natura politica. Svolgerò la parte politica in sede di dichiarazione di voto, quando potrò esprimermi sui contenuti della riforma. Pertanto, la mia replica riguarderà soltanto ciò che è stato detto in quest'Assemblea. Sono stati svolti 80 interventi e, quindi, c'è stata una bella discussione generale. Il dibattito in Aula si è svolto, così come si è svolto regolarmente, per un certo periodo, quello in Commissione. Pertanto, siamo nella più ordinaria gestione del provvedimento. In questi giorni ho sentito parlare molto spesso della necessità di una riforma complessiva e non solo puntuale, non potendosi cambiare un solo punto della Costituzione se non si cambia tutto il resto. Colleghi, io non ci casco più, perché ci sono cascato, come Ministro, nel 2005: dopo aver fatto votare la riforma che cambiava tutta la Costituzione, questa è stata bocciata con il referendum popolare. Dietro quei voti ci sono anche delle motivazioni politiche. Ricordo che anche la vostra riforma è stata bocciata nel 2016 con referendum . I casi sono due. Non credo che i nostri concittadini siano contro l'abolizione del CNEL, piuttosto che la riduzione del numero dei parlamentari. Essi non vogliono che venga loro sottoposta una serie di quesiti che reputano incomprensibili. C'è così il rifiuto e la riforma viene bocciata. Per questo motivo, abbiamo preso la strada di riforme chirurgiche e puntuali, in cui fosse chiara la volontà di quello che si andava a proporre e votare sia qui che, nel caso, dal popolo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Qualcuno sostiene che l'intervento è non di chirurgia, ma addirittura di microchirurgia, perché siamo intervenuti solo sul numero dei parlamentari. Ma voi credete che non ci fosse, anche da parte degli stessi membri della Commissione, la volontà - per esempio - di intervenire sull'elettorato attivo del Senato per far diventare il suffragio veramente universale? Tutti l'avremmo voluto fare. Qualcuno non avrebbe voluto abrogare il CNEL? Tutti l'avremmo voluto fare. Abbiamo scritto che avremmo ridotto il numero dei parlamentari e ci siamo volutamente limitati a ciò, all'interno di un contesto che non è esclusivamente di questa singola riforma, perché le singole riforme, se uno vuole, le può vedere nel contratto di Governo, che so non essere un documento, ma si può comunque consultare (Commenti del senatore Faraone) ; si possono anche ricordare leggendo quanto ha detto il presidente Conte, quando ha richiesto la fiducia, o i resoconti parlamentari delle audizioni del ministro Fraccaro. Lì troverete i singoli pezzi del Lego con cui si fa la riforma complessiva. E questo è lo stato dell'arte. Ho poi sentito anche tante altre belle cose: si è parlato non solo di riforma, ma anche della legge di bilancio, e molto, del decreto semplificazioni e dei numeri delle Madri e dei Padri costituenti. E questo mi ha scioccato, perché nella Costituzione non hanno mai scritto il numero dei deputati e dei senatori, che nacque invece con la legge costituzionale n. 2 del 1963. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Non credo che siano in gioco la tirannide o il rischio della democrazia, di cui pure ho sentito parlare. Potete dire tutto quello che volete, ma mi limito al contenuto della legge. Volete ridurre il numero dei parlamentari, sì o no? Questo è il primo quesito. Se devo prendere quello che è stato proposto e sostenuto nel corso di tutti gli anni, mi sembra che si voglia ridurre il numero dei parlamentari. Però dire sì o no non può equivalere a quanto ho sentito dire per due giorni, del tipo: «sì, però; facciamo domani la riduzione, o nel finesettimana, ma c'è mia moglie che si sposa; anzi no, ha una comunione e poi c'è il compleanno dello zio». (Commenti dal Gruppo PD). No, adesso si deve andare a bersaglio. MARCUCCI (PD). Non fare il pagliaccio, parla della Costituzione! CALDEROLI, relatore . O uno lo vuole ridurre o non lo vuole ridurre. La riduzione che è stata proposta è di 230 deputati e 115 senatori. Poi uno può essere d'accordo o meno sulla riduzione, può dire che li abbiamo ridotti troppo o che li abbiamo ridotti troppo poco. Ci sta assolutamente, ma all'interno di ciò voglio svolgere la mie valutazioni, così come le abbiamo fatte in Commissione, dove c'è stata una serie di problemi che abbiamo affrontato e risolto. C'era il problema del Molise: uno o due seggi? Abbiamo deciso per due e abbiamo risolto il problema. C'era il problema delle due Province autonome di Trento e Bolzano, che sarebbero state penalizzate, con un confronto acceso sul rispetto dei valori contenuti nella misura 111 del cosiddetto pacchetto dell'Alto Adige, e lo abbiamo risolto. Avevamo il problema del numero giusto rispetto al minimo che ciascuna Regione dovesse avere e si è dibattuto partendo dal sette della Costituzione vigente, ma c'era chi ha proposto sei, cinque, quattro; poi abbiamo individuato il tre come numero più equilibrato, perché purtroppo abbiamo Regioni che vanno da poco più di 300.000 abitanti a dieci milioni e riuscire a garantire a tutte un equilibrio, rispettando il fatto che il Senato sia eletto su base regionale, non è stato assolutamente facile. Pensiamo che sia la soluzione migliore possibile - o la meno peggiore - ma la matematica è tale e questa è una riduzione del 36,5 per cento. Voglio dirlo anche rispetto a chi, dell'opposizione, ha detto che abbiamo risolto questo e quest'altro problema, ma resta solo quello degli eletti all'estero. Se esiste un problema, non può essere riferito agli eletti all'estero, perché da dodici passano a otto alla Camera e al Senato da sei a quattro. Se tutti, a livello nazionale, si riducono del 36,5 per cento, per me la stessa riduzione dev'essere applicata anche agli eletti all'estero. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dei senatori Alderisi e Fantetti). Rispondendo a chi parla alle mie spalle, che però sento, sono uno dei pochi che votarono contro la legge Tremaglia e, se fosse dipeso dalla mia volontà, avrei abolito del tutto gli eletti all'estero. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). FANTETTI (FI-BP) . Male! CALDEROLI, relatore . E infatti non li ho aboliti, ma li ho ridotti come tutti gli altri. FANTETTI (FI-BP) .