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Art. 3. Incompatibilità 1. L'incarico non può essere conferito al personale che: a) si trovi in una qualsiasi posizione non compatibile per specifiche norme di legge; b) sia titolare di un rapporto di lavoro dipendente presso qualsiasi ente pubblico o privato che preveda il divieto di libero esercizio professionale; c) eserciti altre attività o sia titolare o compartecipe di quote di imprese che possano configurarsi in conflitto di interessi con il rapporto convenzionale con il Ministero della salute; d) sia proprietario o comproprietario, azionista, socio, gestore o direttore ovvero in rapporti di attività con società armatoriali o di volo o comunque operanti nell'ambito dei porti o aeroporti. 2. Le cause di incompatibilità previste dal comma precedente, oltre che all'atto di conferimento dell'incarico, si estendono all'intero arco lavorativo. La sopravvenuta ed accertata insorgenza di una delle situazioni di incompatibilità di cui al precedente comma comporta la decadenza dell'incarico convenzionale, solo nelle ipotesi di false dichiarazioni di insussistenza di cause di incompatibilità o di incompatibilità fraudolentemente non dichiarate. 3. La risoluzione del rapporto, su circostanziata segnalazione del direttore USMAF-SASN o del direttore dell'Ufficio 10 della DGPRE, è adottata con provvedimento inappellabile dal Direttore generale della DGPRE. Il Direttore, ove ne ravvisi la necessità, prima di adottare il provvedimento di decadenza dall'incarico, per la certezza delle situazioni ed a tutela del personale sanitario non medico, può richiedere ulteriori chiarimenti all'Ufficio che ha segnalato l'incompatibilità o anche direttamente all'interessato, da rendere tramite memoria scritta o verbalmente a seguito di audizione personale.