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Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto legislativo per la determinazione delle circoscrizioni elettorali per l'elezione della Camera dei deputati, nonché dei collegi uninominali nell'ambito delle circoscrizioni elettorali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) le circoscrizioni elettorali per l'elezione della Camera dei deputati esprimono un numero di eletti compreso tra otto e sedici, dei quali la metà è eletta tra i candidati nei collegi uninominali interni alla circoscrizione e la restante metà è eletta tra i candidati nelle liste concorrenti alla ripartizione dei seggi assegnati in ragione proporzionale. Non è ammessa la costituzione di circoscrizioni che esprimano un numero dispari di deputati, tale da determinare una differenza tra il numero di eletti nei collegi uninominali e nelle liste concorrenti alla ripartizione dei seggi assegnati in ragione proporzionale; b) le circoscrizioni di cui alla lettera a) sono definite a partire da quelle stabilite nella tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge. Le circoscrizioni sono definite nel rispetto della coerenza del relativo bacino territoriale e della sua omogeneità economico-sociale e delle sue caratteristiche storico-culturali; esse hanno un territorio continuo salvo il caso in cui il territorio comprenda porzioni insulari e, di norma, non ricomprendono al loro interno comuni appartenenti a regioni diverse. Le circoscrizioni non possono dividere il territorio comunale, tranne che tale esigenza sia determinata dal rispetto del criterio demografico di cui alla lettera c) ; in quest'ultimo caso tali circoscrizioni non ricomprendono comuni diversi da quello il cui territorio è stato diviso e, laddove ciò non sia possibile, ricomprendono il territorio di altri comuni tenendo conto dell'esistenza di aree metropolitane. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione delle circoscrizioni, anche in deroga ai princìipi ed ai criteri indicati nella presente lettera, deve tener conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nella medesima circoscrizione; c) le circoscrizioni di cui alla lettera a) sono definite in modo da rispettare un rapporto fisso tra numero di elettori e numero di eletti; tale rapporto può variare, da circoscrizione a circoscrizione, entro un intervallo pari al 10 per cento; d) i collegi uninominali per l'elezione dei deputati e dei senatori sono costituiti garantendo la coerenza del relativo bacino territoriale e di norma la sua omogeneità economico-sociale e le sue caratteristiche storico-culturali; essi hanno un territorio continuo, salvo il caso in cui il territorio comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non possono includere il territorio di comuni appartenenti a province diverse, né dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. In quest'ultimo caso, ove possibile, il comune deve essere suddiviso in collegi formati nell'ambito del comune medesimo. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga al princìpi ed ai criteri indicati nella presente lettera, deve tener conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi; e) la popolazione di ciascun collegio può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi della circoscrizione non oltre il 20 per cento, in eccesso o in difetto. Tale media si ottiene dividendo la cifra della popolazione della circoscrizione, quale risulta dall'ultimo censimento generale, per il numero dei collegi uninominali compresi nella circoscrizione. Allo scopo di dare attuazione a quanto previsto nella lettera d) per le zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, gli scarti dalla media circoscrizionale della popolazione sono giustificati non oltre il limite del 25 per cento, in eccesso o in difetto. Il numero dei collegi uninominali compresi in ogni circoscrizione è determinato dal prodotto, con arrotondamento all'unità superiore qualora la cifra decimale sia uguale o superiore a 50, ottenuto moltiplicando per 50 il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione diviso per 100; f) i collegi per l'elezione dei senatori sono, di norma, multipli dei collegi per l'elezione dei deputati. 2. Il Governo predispone lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 sulla base delle indicazioni formulate, entro trenta giorni dal suo insediamento, da una Commissione, nominata dai Presidenti delle Camere d'intesa tra loro, composta dal presidente dell'Istituto nazionale di statistica, che la presiede, da cinque docenti universitari o altri esperti in materie attinenti ai compiti che la Commissione è chiamata a svolgere, nonché da tre deputati e tre senatori i quali sono nominati sentite le Conferenze dei Presidenti di gruppo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. 3. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1, corredato dei pareri espressi, entro quindici giorni dall'invio, dai consigli regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano sulle indicazioni della Commissione di cui al comma 2, prima della sua approvazione da parte del Consiglio dei ministri, è trasmesso alle Camere, ai fini dell'espressione del parere delle Commissioni permanenti competenti per materia; laddove lo schema si discosti dalle proposte della Commissione di cui al comma 2, il Governo deve indicarne i motivi alle Camere; il parere va espresso entro venti giorni dalla ricezione dello schema. Qualora il decreto non sia conforme al parere parlamentare, il Governo, contemporaneamente alla pubblicazione del decreto, deve inviare al Parlamento una relazione contenente adeguata motivazione. 4. Si prescinde dai pareri di cui al comma 3 qualora gli stessi non siano espressi entro i termini assegnati. 5. All'inizio di ogni legislatura i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica provvedono alla nomina della Commissione per la verifica e la revisione delle circoscrizioni elettorali per l'elezione dei deputati e dei collegi uninominali, composta a norma del comma 2. Dopo ogni censimento generale, e ogni qualvolta ne avverta la necessità, la Commissione formula le indicazioni per la revisione delle circoscrizioni elettorali per l'elezione dei deputati e dei collegi uninominali, secondo i criteri di cui al presente articolo, e ne riferisce ai Presidenti delle Camere. 6. Alla revisione delle circoscrizioni e dei collegi elettorali in Italia e all'estero si procede altresì, con norme di legge, nel caso di modifica costituzionale avente ad oggetto il numero dei parlamentari o in conseguenza di nuova disciplina sull'esercizio del voto da parte degli italiani all'estero. 7. Le circoscrizioni elettorali per l'elezione dei deputati, determinate con il decreto legislativo di cui al presente articolo, sono riportate in apposita tabella allegata al medesimo decreto legislativo, la quale sostituisce, ai sensi dell'articolo 1, comma 18, della presente legge, la tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957. 8.