[pronunce]

In ogni caso, non sussisterebbe il dedotto difetto di rappresentatività, in quanto lo statuto della stessa prevede che tutte le associazioni di categoria e gli operatori non aventi sede in detta provincia, «a rotazione entrano a far parte» del consiglio di amministrazione. 4.3.- La censura riferita all'art. 97 Cost. sarebbe infondata, poiché le funzioni di supporto e di promozione di interessi generali non sarebbero «incompatibili con l'onere di gestire in sede locale una struttura che, per volontà del legislatore, presta servizi a livello nazionale». È stato, inoltre, ragionevolmente previsto che le stesse siano espletate da un'azienda speciale, costituente articolazione autonoma della CCIAA di Parma, che godrebbe di un ampio margine di indipendenza. Non sarebbe, infine, corretta l'enfatizzazione della «dimensione locale dell'istituto camerale» e sarebbe infondata la denunciata violazione dell'art. 118 Cost. Le camere di commercio espletano, infatti, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese e, tenuto conto della natura, dell'organizzazione e dei compiti delle stesse, garantirebbero l'adeguata cura degli interessi in gioco. 5.- Nel giudizio si è costituita anche la Stazione Sperimentale per l'industria delle conserve alimentari, Azienda speciale della Camera di commercio di Parma (resistente nel processo principale), in persona del legale rappresentante, chiedendo che la questione sia dichiarata manifestamente inammissibile, ovvero manifestamente infondata. Secondo la parte, la norma mira ad assicurare la «competitività economica» della stazione sperimentale, finalità congruamente conseguita, mediante l'attribuzione dei relativi compiti alla camera di commercio, le cui funzioni, in virtù della legge n. 580 del 1993, neppure sono limitate all'ambito esclusivamente provinciale. 6.- Nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che, nell'atto di intervento ed in una successiva memoria, ha chiesto che la questione sia dichiarata inammissibile e, comunque, infondata. 6.1.- A suo avviso, finalità della norma in esame sarebbe quella di migliorare la competitività del sistema economico, conseguita mediante una misura concernente un ambito riservato all'ampia discrezionalità del legislatore. Sarebbe poi inesatta l'enfatizzazione della dimensione locale delle camere di commercio, perché queste possono espletare funzioni che trascendono l'ambito locale. Il recupero della rappresentatività degli interessi sarebbe poi garantito «a livello di Unioncamere». Il Consiglio di Stato ha, peraltro, ritenuto legittimo l'esercizio da parte dello Stato del potere regolamentare nella materia de qua («Sezione consultiva atti normativi, 10 gennaio 2005, n. 150/2001»), ricadendo le funzioni in esame nel novero delle competenze dell'art. 117, terzo comma, Cost. Il riconoscimento costituzionale degli enti di autonomia funzionale (art. 118 Cost.) permetterebbe che alcuni processi decisionali facciano capo a soggetti diversi dall'amministrazione statale. L'Avvocatura generale ripercorre l'evoluzione della disciplina delle Stazioni Sperimentali per l'Industria e ricorda che l'art. 23, quarto comma, del regio decreto 31 ottobre 1923, n. 2523 (Riordinamento dell'istruzione industriale), nel testo modificato dall'articolo unico del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1948, n. 718 (Pagamento degli emolumenti del personale di ruolo delle Stazioni sperimentali per l'industria), ha fissato le modalità della contribuzione da parte delle imprese. Il d.lgs n. 540 del 1999 ne ha realizzato il riordino, configurandole come «enti pubblici economici» (art. 2, comma 1), muniti di potestà statutaria (art. 3); da ultimo, le stesse sono state soppresse dalla norma censurata. Quest'ultima ha demandato ad un decreto interministeriale l'individuazione dei tempi e delle modalità di trasferimento dei compiti e delle attribuzioni in esame, stabiliti dal richiamato d.m. 1° aprile 2011. A questo si è conformata la CCIAA di Parma, con la delibera del 4 luglio 2011, n. 143, che ha dato continuità alla dimensione nazionale dell'attività svolta. Secondo l'interveniente, l'allocazione delle funzioni in questione presso l'Azienda speciale non avrebbe alterato il rilievo nazionale delle stesse, anche «perché le Camere di commercio non sono enti locali» e possono svolgere, con ampi margini di indipendenza, compiti di interesse generale per il settore delle imprese, come è accaduto per tutte le altre Stazioni Sperimentali. La collocazione dell'Azienda speciale presso la CCIAA di Parma non ne comporterebbe l'asservimento alle industrie conserviere della provincia, tenuto conto anche dell'art. 2, comma 4, della legge n. 580 del 1993 e delle disposizioni contenute nell'art. 1 del citato d.m. 1° aprile 2011 (puntualmente riportate dall'interveniente). Lo statuto dell'Azienda speciale ha, inoltre, previsto che tutte le associazioni di categoria (e le imprese non aventi sede nella provincia), fanno parte, a rotazione, del consiglio di amministrazione, con conseguente infondatezza della denunciata violazione del principio di eguaglianza. Le funzioni di supporto e promozione degli interessi generali delle imprese bene possono essere espletate da una struttura che, per volontà del legislatore, svolge un servizio a livello nazionale, e ciò grazie anche alla scelta di istituire un'azienda speciale, articolazione autonoma che gode di margini di indipendenza. L'infondatezza della censura riferita all'art. 118 Cost., ad avviso dell'interveniente, sarebbe confortata dalle sentenze della Corte costituzionale n. 477 del 2000 (secondo cui le camere di commercio entrano «a pieno titolo, formandone parte costituente, nel sistema dei poteri locali secondo lo schema dell'art. 118 della Costituzione») e n. 374 del 2007 (in quanto ha sottolineato che alle camere di commercio fanno capo «funzioni d'interesse generale per il sistema delle imprese» e «funzioni di supporto e di promozione» di interessi economici generali e nazionali). Le disposizioni del richiamato d.m. 1° aprile 2011 (esaminate in dettaglio dall'Avvocatura Generale) garantirebbero, infine, l'unitario ed efficiente esercizio delle funzioni trasferite, ragionevolmente attribuite agli enti più prossimi all'area di riferimento delle singole Stazioni Sperimentali, nell'interesse di tutte le imprese interessate.