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Gli indirizzi europei sono chiari e strumentalizzazioni varie su questo tema non trovano fondamento nella realtà di migliaia di imprese, che stanno consentendo a molti territori a rischio di abbandono non solo di continuare a vivere, ma anche di trovare nuove opportunità di sviluppo, in chiave moderna, sostenibile ed innovativa, con 80.000 imprese e un incremento dell'occupazione pari a ben il 71 per cento negli ultimi dieci anni, tanto che l'Italia è leader in Europa nel biologico. Si tratta dunque di un settore tutt'altro che minoritario, ma strategico, che rappresenta tra l'altro una quota rilevante del nostro made in Italy , sia in termini di mercato interno, sia a livello internazionale in termini di export. È un settore che va sostenuto, soprattutto in un momento difficile come quello attuale. C'è da temere, infatti, che per l'agroalimentare italiano i prossimi mesi saranno ancora più duri di quelli passati per tanti motivi, a partire dall'aumento del costo del gasolio agricolo, passando per la mancanza di imballaggi, fino all'incremento spropositato del costo dei concimi e dei fertilizzanti: problemi veri, pesanti, che cadono sui nostri agricoltori, che adesso si dovranno confrontare pure con le nefaste conseguenze del conflitto in corso, anche alla luce delle diverse sanzioni adottate in questi giorni contro la Russia. Allora, signor Presidente, in un Paese come il nostro, nel quale negli ultimi anni è fortemente diminuita la superficie agricola coltivabile, dobbiamo dire con forza che servono più agricoltura e più modelli di agricoltura, compresa quella biologica, adatta a diverse condizioni climatiche e territoriali. Siamo convinti che il comparto agricolo sia un pilastro dell'economia del Paese e che vada sostenuto convintamente, con politiche di filiera che lo rafforzino. In particolare, proprio l'agricoltura biologica è un ambito ideale - e di questi tempi è molto importante rilevarlo - per coniugare anche scienza e legame con la terra. Oggi più che in passato la scienza è di fondamentale importanza per affrontare la sfida della transizione ecologica, da un lato, ma anche per la modernizzazione dei processi produttivi, dall'altro, anche in ambito agricolo e può aiutare a coniugare sostenibilità economica, ambientale e sociale in un circuito virtuoso che punti a preservare il nostro modello produttivo agroalimentare, che è riuscito a fare della biodiversità e del rapporto con il territorio un vantaggio competitivo nel mondo. In questo modo togliamo anche ogni alibi a chi si oppone all'agricoltura biologica, accusandola di essere il primo passo verso la produzione di alimenti sintetici. Al contrario - e lo ribadiamo ancora una volta - l'agricoltura biologica tutela il nostro modello di produzione agricola, non lo altera, lo protegge. Questo disegno di legge va nella direzione di rafforzare dunque un settore produttivo che fa del bene a tutto il nostro indotto agricolo e riconosce il lavoro, l'impegno, la dignità e anche la resilienza di un comparto, quello biologico, importante per lo sviluppo sostenibile del Paese. Per concludere, signor Presidente, vorrei ribadire anche quanto siamo orgogliosi di tutti i nostri produttori agricoli, persone che fanno un lavoro anche fisicamente molto duro, esposto più di altri a variabili climatiche ed economiche. Desidero esprimere la nostra gratitudine per i tanti prodotti di grande eccellenza che riescono a offrire, prodotti che così frequentemente ci rendono famosi in tutto il mondo. Voglio ringraziarli anche per aver saputo garantire con grande fatica e con grande sacrificio l'approvvigionamento delle nostre tavole nei momenti più duri del primo lockdown e della pandemia. Insomma, signor Presidente, penso che il voto di oggi sia una bella pagina per il nostro Paese, perché approvare questo provvedimento vuol dire fare l'interesse di tutta la nostra società e di un'economia reale in vera crescita. Nel ringraziare dunque il relatore Taricco, il Presidente della Commissione agricoltura e i colleghi tutti, nonché la Presidenza del Senato per aver voluto calendarizzare il provvedimento celermente, dichiaro con piacere il voto favorevole del mio Gruppo. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, oggi finalmente si conclude il percorso a ostacoli di questo provvedimento che, con la quarta lettura in Senato, possiamo dire che verrà approvato in maniera definitiva. Lo dico perché è importante e anche per sottolineare, sentendo gli interventi di tanti colleghi, come viene evidenziata l'importanza dell'agricoltura, ma - mi rivolgo al Governo e ai colleghi di maggioranza - al di là delle parole e di tutti i complimenti che facciamo ai nostri agricoltori e ai nostri allevatori, sarebbe opportuno essere anche più concreti, perché fondamentalmente la concretezza si misura anche con quante risorse il Governo mette a disposizione dell'agricoltura. Purtroppo nei vari provvedimenti che abbiamo visto, dalla legge di bilancio al PNRR, queste risorse non sono adeguate, né all'altezza di questo comparto che è definito primario, ma che è fondamentale anche per la nostra economia. Il disegno di legge che oggi finalmente ci accingiamo ad approvare in quarta lettura in maniera definitiva è sicuramente un passo importante, una legge quadro, di fatto, che mette ordine al comparto della produzione biologica nella nostra Nazione, perché, com'è già stato sottolineato e come abbiamo già detto tante volte nelle varie dichiarazioni di voto e nei vari interventi che abbiamo fatto anche nelle letture precedenti, è un comparto importante per l'agricoltura italiana, come lo è per tutta l'Europa. C'era quindi bisogno di mettere nero su bianco e di codificare tutta una serie di questioni per permettere alle nostre aziende di lavorare con tranquillità. Ci sono aspetti importanti che sono stati ricordati: il marchio biologico, la costituzione dei distretti, le risorse per la promozione, ma vorrei invitare i miei colleghi a fare una piccola riflessione insieme a me. Stiamo attenti a non inseguire anche falsi miti. Con questo voglio dire che non possiamo pensare certamente di concentrare l'attività dell'agricoltura interamente sul settore del biologico, perché come sappiamo l'agricoltura biologica ha una resa molto inferiore rispetto a quella tradizionale, che invece andrebbe incentivata attraverso gli investimenti e la ricerca, per consentirle - essendo a sua volta un settore importante - di produrre la quantità di cibo sufficiente a sfamare la nostra popolazione. La popolazione mondiale si sta avvicinando, nei prossimi anni, ai nove miliardi di persone, che devono essere sfamate, e non credo sia giusto né nei loro confronti, né nei confronti dei nostri concittadini, perché ho sentito molti miei colleghi dire che questa è una nicchia importante, che ci sono persone che sono disponibili a spendere. Credo che questo sia vero, ma credo che sia altrettanto importante garantire a tutti i cittadini di potersi alimentare in maniera corretta, perché non possiamo comunque pensare di avere poi cittadini di serie A e di serie B, che, in base alle loro possibilità economiche, possono alimentarsi meglio o peggio rispetto ad altri. Questo è un ragionamento di carattere sociale molto importante, che mi sta particolarmente a cuore.