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Per quanto riguarda il requisito della rispondenza agli obiettivi programmatici, ribadisce in primo luogo che il disegno di legge in esame risulta sostanzialmente corrispondente a quello indicato nella citata NADEF 2021. Inoltre, considerando che il provvedimento risulta composto di 32 articoli raccolti nelle seguenti nove sezioni: Sezione I - Finalità; Sezione II - Rimozione di barriere all'entrata nei mercati: i regimi concessori; Sezione III - Servizi pubblici locali e trasporti; Sezione IV - Concorrenza, energia e sostenibilità ambientale; Sezione V - Concorrenza e tutela della salute; Sezione VI - Concorrenza, sviluppo delle infrastrutture digitali e servizi di comunicazione elettronica; Sezione VII - Concorrenza, rimozione degli oneri per le imprese e parità di trattamento tra gli operatori; Sezione VIII - Rafforzamento dei poteri di antitrust enforcement ; Sezione IX - Nomine nelle Autorità indipendenti, esso appare coerente rispetto ai parametri dell'omogeneità del contenuto e della competenza delle amministrazioni di riferimento. La rappresentante del GOVERNO esprime un avviso conforme al relatore. Non essendovi richieste di intervento, il presidente PESCO ( M5S ), in qualità di relatore, propone quindi l'approvazione del seguente parere: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, e sentito il rappresentante del Governo, rileva che la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2021, come approvata con risoluzione nella seduta dell'Assemblea del 6 ottobre 2021, ha dichiarato collegato, a completamento della manovra di bilancio 2022-2024, fra gli altri, un disegno di legge recante "Legge annuale della concorrenza 2021". Ai fini del parere al Presidente del Senato sul provvedimento in titolo, collegato alla manovra di finanza pubblica 2022-2024, si evidenzia preliminarmente il rispetto del termine di presentazione (31 gennaio), termine che comunque - in base alla prassi consolidata - riveste carattere ordinatorio, con la conseguenza che l'eventuale presentazione oltre il termine non avrebbe inficiato la qualifica di "collegato" del disegno di legge. Per quanto riguarda il requisito della rispondenza agli obiettivi programmatici, si osserva che il disegno di legge in esame risulta sostanzialmente corrispondente a quello indicato nella citata NADEF 2021. Inoltre, considerato che il provvedimento risulta composto di 32 articoli raccolti nei seguenti nove Capi: Capo I - Finalità; Capo II - Rimozione di barriere all'entrata nei mercati. Regimi concessori; Capo III - Servizi pubblici locali e trasporti; Capo IV - Concorrenza, energia e sostenibilità ambientale; Capo V - Concorrenza e tutela della salute; Capo VI - Concorrenza, sviluppo delle infrastrutture digitali e servizi di comunicazione elettronica; Capo VII - Concorrenza, rimozione degli oneri per le imprese e parità di trattamento tra gli operatori; Capo VIII - Rafforzamento dei poteri in materia di attività antitrust; Capo IX - Nomine nelle Autorità indipendenti, esso appare coerente rispetto ai parametri dell'omogeneità del contenuto e della competenza delle amministrazioni di riferimento. Le disposizioni appaiono, altresì, conformi al contenuto proprio dei collegati alla manovra di finanza pubblica, come disciplinato dall'articolo 10, comma 6, della legge di contabilità e finanza pubblica. ". Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che la Commissione è ulteriormente convocata alle ore 18 di oggi mercoledì 22 dicembre 2021, per il seguito dell'esame degli argomenti all'ordine del giorno. La commissione prende atto. La seduta termina alle ore 10,50. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 333 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato lo schema di decreto in titolo e acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, da cui risulta che: - in relazione agli articoli da 1 a 8, per i profili di quantificazione, viene riportato che il modello tax benefit del Dipartimento delle finanze, come accennato nella relazione tecnica, è costruito sulla base dati campionaria dell'indagine Istat EU-Silc a cui vengono associati in maniera puntuale dati di differente fonte amministrativa; viene aggiunto che è stato elaborato un nuovo vettore di pesi campionari tale da riprodurre con ridotti margini di errore le principali distribuzioni demografiche, reddituali e patrimoniali; sulla base di questi dati è stato ricostruito in maniera endogena l'indicatore ISEE, in parte confortato dal riscontro sul dato amministrativo per quei nuclei presenti nell'archivio delle Dichiarazioni sostitutive uniche (DSU); viene quindi sottolineato che il set informativo alla base delle elaborazioni contiene la quasi totalità delle grandezze necessarie alla stima: sulla base di tali elaborazioni sono state costruite le tabelle recanti, rispettivamente, la distribuzione dei nuclei potenzialmente interessati all'assegno unico, la distribuzione dei figli potenzialmente destinatari dell'assegno unico e la distribuzione per classi di ISEE e numerosità dei figli degli importi medi potenzialmente attribuibili su base annua all'intera platea interessata; - con riguardo alla rivalutazione degli importi dell'assegno unico, si rappresenta che la proiezione delle stime dell'assegno negli anni successivi segue l'andamento riportato nella relazione tecnica per l'abolizione della spesa relativa agli assegni ai nuclei familiari (ANF); - in relazione all'articolo 6, con riferimento agli adempimenti posti a carico dell'INPS, con particolare riguardo al monitoraggio degli oneri derivanti dal riconoscimento dell'assegno unico e universale e all'erogazione degli importi entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, si conferma che tali attività possono effettivamente essere svolte nell'ambito delle risorse strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente; - con riguardo all'articolo 10, commi 4 e 5, viene precisato che la stima degli effetti finanziari relativi all'abolizione delle detrazioni per figli è stata effettuata in maniera puntuale col modello di microsimulazione Irpef, basato sulle dichiarazioni fiscali della totalità dei contribuenti: con questo modello vengono stimati tutti gli interventi chedeterminano una variazionedel gettito Irpef; le elaborazioni hanno evidenziato una platea di riferimento costituita da 7,5 milioni di soggetti che a seguito dell'abolizione delle suddette detrazioni subirebbero un maggior prelievo pari in media a 810 euro circa; viene inoltre chiarito che, analogamente a quanto fatto per l'assegno, anche l'andamento nel tempo del minor gettito tiene conto di un tasso di inflazione, seppur contenuto, che determinerebbe una crescita dei redditi imponibili e, di conseguenza, un maggior peso delle detrazioni abolite;