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la Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un Anno europeo dei giovani 2022 (COM(2021) 634 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 21 ottobre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 2 a , 5 a , 7 a , 8 a , 9 a , 10 a , 11 a , 12 a , 13 a e 14 a . Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Crucioli ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02880 delle senatrici Granato e Angrisani. Il senatore Fenu ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02889 del senatore De Bertoldi. Interrogazioni Atto n. 3-02892 CONZATTI Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: le Regioni ad autonomia differenziata dispongono di una competenza legislativa di tipo esclusivo in materia elettorale, incontrando come unici limiti quello del rispetto della Costituzione e dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico della Repubblica, nonché delle previsioni dello statuto speciale; nell'ambito della materia elettorale rientrano a pieno titolo le norme attuative del principio delle pari opportunità di accesso alle cariche elettive, che hanno rivestito una rilevanza sempre maggiore nella legislazione degli ultimi decenni; il principio delle pari opportunità è ormai esplicitato a più livelli: a livello generale dall'articolo 51, primo comma, della Costituzione, che sancisce la parità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive e altresì la promozione, da parte della Repubblica, delle pari opportunità tra donne e uomini; per tutte le Regioni dall'articolo 117, settimo comma, della Costituzione, che prescrive che le leggi regionali promuovano la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive; infine, per le Regioni a statuto speciale, dalla legge costituzionale n. 2 del 2001, che ha modificato gli statuti delle Regioni e delle Province autonome, prevedendo, con disposizioni sostanzialmente analoghe, che le relative leggi elettorali promuovano le condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali, al fine di conseguire l'equilibrio nella rappresentanza dei sessi, in armonia con la Costituzione e nel rispetto dei principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica; in particolare, venendo al caso della Regione Trentino-Alto Adige, l'art. 47 dello statuto del Trentino prevede che: "Al fine di conseguire l'equilibrio della rappresentanza dei sessi, la medesima legge (ossia la legge provinciale, approvata dal Consiglio con la maggioranza assoluta dei suoi componenti) promuove condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali"; inoltre, nel caso specifico della Provincia autonoma di Trento, la legge provinciale n. 2 del 2003 (così come modificata dal Consiglio provinciale il 30 marzo 2018) prevede puntuali disposizioni in materia di pari opportunità nell'accesso alle cariche elettive: l'art. 25, comma 6- bis , statuisce che: "Per promuovere la rappresentanza di entrambi i generi nella formazione delle candidature, in ciascuna lista di candidati nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore all'altro, se non quando il numero delle candidature della lista è dispari: in tal caso è ammesso che un genere sia sovrarappresentato di un'unità. Nelle liste si alternano candidature di genere diverso"; l'art. 63, comma 3, prevede inoltre che: "Ogni elettore può esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere provinciale della lista prescelta. Se esprime ambo i voti questi devono essere diretti a candidati di genere diverso; in caso contrario la seconda preferenza è annullata"; premesso altresì che: le pari opportunità nell'accesso alle cariche elettive costituiscono senza dubbio un principio generale dell'ordinamento; ciò è testimoniato anche dall'esercizio del potere sostitutivo da parte del Governo, che, con decreto-legge n. 86 del 2020, ha adottato alcune disposizioni, a tutela dell'unità giuridica dello Stato, che integrano la legislazione elettorale della Regione Puglia al fine di consentire di esprimere la doppia preferenza di genere; l'esercizio del potere sostitutivo dello Stato ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione, a differenza di quanto accaduto nel caso pugliese, sembra difficilmente ipotizzabile per le Regioni a statuto speciale, stante il loro peculiare grado di autonomia differenziata; d'altra parte, la Corte costituzionale, con sentenza n. 143 del 2010, precisamente in tema di legislazione elettorale della Regione Siciliana, ha di fatto ampliato la vincolatività della legge quadro in materia elettorale, affermando che i principi generali di cui alla legge n. 165 del 2004 sarebbero chiamati a vincolare anche le autonomie speciali, laddove risultino espressivi di esigenze di uniformità valide per tutto il territorio nazionale; considerato che: la legge elettorale della Provincia autonoma di Trento (legge provinciale n. 2 del 2003) è, allo stato attuale, uniformata ai principi cardine enunciati dalla legge n. 165 del 2004, contemplando la regola della doppia preferenza di genere e altresì il principio della rappresentanza paritaria dei sessi nelle liste elettorali; la Prima Commissione permanente del Consiglio della Provincia autonomia di Trento è stata convocata per il giorno martedì 19 ottobre 2021 con ordine del giorno che contemplava, tra gli altri, l'esame del testo unificato dei disegni di legge n. 5 e n. 80 recanti "Modificazioni della legge elettorale provinciale 5 marzo 2003"; in particolare, per quel che in questa sede interessa, le modifiche proposte incidono sull'art. 25 della legge elettorale provinciale del 2003, con la soppressione di una parte del comma 6- bis , eliminando la previsione che nelle liste si alternino candidature di genere diverso, nonché sull'art. 63, comma 3, della medesima legge, prevedendo in questo caso tre voti di preferenza con obbligo (generico), in tal caso, di voti diretti a candidati di genere diverso; la Prima Commissione permanente, in data 19 ottobre 2021, ha approvato, con plurime forzature e nonostante l'assenza di tutti i consiglieri di minoranza, il testo unificato dei disegni di legge n. 5 e n. 80; considerato altresì che: le nuove proposte di modifica si muovono in una prospettiva regressiva rispetto al sistema elettorale provinciale, raggiunto dopo un sofferto e tuttavia lodevole percorso di maturazione culturale, denotando inoltre un ingiustificato revirement anche al cospetto degli assetti conseguiti dalle Regioni a statuto speciale;