[normattiva_dump]

(Legge 7 ottobre 1947, n. 1058, art. 35) Il pubblico ministero, se riscontra nel fatto che ha dato origine al ricorso estremi di reato, promuove l'azione penale entro il medesimo termine previsto per la proposizione dell'impugnativa.». - Per il testo degli artt. 43, 45 e 46 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1967, abrogati dal presente decreto legislativo, vedasi nella G.U. 28 aprile 1967, n. 106. - Per il testo dell'articolo 4 del citato decreto-legge n. 259 del 2006, vedasi nelle note all'articolo 25. - Per il testo degli artt. 158-bis e 158-ter della citata legge n. 89 del 1913, abrogati dal presente decreto legislativo, vedasi nella G.U. 7 marzo 1913, n. 55. - Per il testo dell'articolo 158 e 158-novies della citata legge n. 89 del 1913, vedasi nelle note all'articolo 26. - Si riporta il testo dell'articolo 158-decies della citata legge n. 89 del 1913, come modificato dal presente decreto legislativo: «Art. 158-decies. - 1. Gli atti, i provvedimenti e le decisioni relativi al procedimento disciplinare ed al procedimento cautelare sono comunicati o notificati al notaio nel suo studio o presso il domicilio eletto. 2. Le comunicazioni e le notificazioni agli altri soggetti sono eseguite presso le loro sedi. 3. (abrogato) 4. Le comunicazioni e le notificazioni previste dal presente capo possono essere eseguite a mezzo telefax o a mezzo posta elettronica certificata, ai sensi dell'articolo 48 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, con le modalità e le decorrenze stabilite con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle innovazioni tecnologiche.». - Per il testo dell'articolo 63 della citata legge n. 69 del 1963, vedasi nelle note all'articolo 28. - Per il testo degli artt. 64 e 65 della citata legge n. 69 del 1963, abrogati dal presente decreto legislativo, vedasi nella G.U. 20 febbraio 1963, n. 49. - Per il testo dell'articolo 44 del citato decreto legislativo n. 286 del 1998, vedasi nelle note all'articolo 28. - Per il testo dell'articolo 4 del citato decreto legislativo n. 215 del 2003, vedasi nelle note all'articolo 28. - Per il testo dell'articolo 4 del citato decreto legislativo n. 216 del 2003, vedasi nelle note all'articolo 28. - Per il testo dell'articolo 3 della citata legge n. 67 del 2006, vedasi nelle note all'articolo 28. - Per il testo dell'articolo 55-quinquies del citato decreto legislativo n. 198 del 2006, vedasi nelle note all'articolo 28. - Per il testo dell'articolo 55-sexies del citato decreto legislativo n. 198 del 2006, abrogato dal presente decreto legislativo, vedasi nella G.U. 31 maggio 2006, n. 133, S.O. - Per il testo dell'articolo 54 del citato decreto legislativo n. 327 del 2001, vedasi nelle note all'articolo 29. - Per il testo dell'articolo 67 della citata legge n. 218 del 1995, vedasi nelle note all'articolo 30. - Per il testo dell'articolo 1 della citata legge n. 164 del 1982, vedasi nelle note all'articolo 31. - Si riporta il testo dell'articolo 6 della citata legge n. 164 del 1982, come modificato dal presente decreto legislativo: «Art. 6. - Nel caso che alla data di entrata in vigore della presente legge l'attore si sia già sottoposto a trattamento medico-chirurgico di adeguamento del sesso, la domanda di rettificazione di attribuzione di sesso deve essere proposta entro il termine di un anno dalla data suddetta. comma (abrogato). ». - Per il testo degli artt. 2 e 3 della citata legge n. 164 del 1982, abrogati dal presente decreto legislativo, vedasi nella G.U. 19 aprile 1982, n. 106. - Per il testo dell'articolo 3 del citato R.D. n. 639 del 1910, vedasi nelle note all'articolo 32. - Per il testo dell'articolo 32 della citata legge n. 1766 del 1927, vedasi nelle note all'articolo 33. - Si riporta il testo della legge n. 1078 del 1930, come modificato dal presente decreto legislativo: «Legge 10 luglio 1930, n. 1078 (Definizione delle controversie in materia di usi civici). 1. Negli uffici dei commissari per la liquidazione degli usi civici, nei quali lo richieda la mole degli affari, possono essere nominati commissari aggiunti, osservando il disposto dell'articolo 27, primo capoverso, e 28 della legge 16 giugno 1927, n. 1766. Il commissario aggiunto negli affari a lui assegnati ha tutti i poteri attribuiti ai commissari dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766, e da tutte le altre norme che la completano. La distribuzione degli affari in ciascun ufficio viene fatta dal commissario. artt. 2 - 8 (abrogati). 9. Disposizioni generali e transitorie. Per la trattazione delle cause di appello, di cui nella presente legge, è istituita temporaneamente presso la Corte di appello di Roma una sezione speciale. 10. Il Ministro per l'agricoltura e le foreste può promuovere avanti ai commissari regionali, alla sezione speciale della Corte di appello ed alla Corte di cassazione ogni azione e ricorso a difesa dei diritti delle popolazioni anche in contraddizione del Comune o con l'associazione agraria, sempre che non si sia verificata la decadenza di cui all'art. 3 della legge 16 giugno 1927, n. 1766. 11. I reclami pendenti avanti le Corti d'appello, anche in linea di rinvio, all'entrata in vigore della presente legge, i quali non siano passati in decisione, sono devoluti, nello stato in cui si trovano, alla sezione speciale della Corte di appello di Roma. Il presidente di questa su richiesta della parte diligente destinerà l'udienza di comparizione e la cancelleria notificherà d'ufficio tale provvedimento alle parti per mezzo del servizio postale. Se la richiesta, di cui al precedente comma, non sarà fatta da alcuna delle parti dentro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge, i reclami pendenti cadranno in perenzione. Le cause pendenti innanzi le altre sezioni della Corte di appello di Roma saranno assegnate d'ufficio alla sezione speciale. 12. Gli Istituti di credito agrario indicati nell'art. 14 del R. decreto legge 29 luglio 1927, numero 1509 , porranno a disposizione dei commissari regionali, mediante apertura di credito in conto corrente, le somme occorrenti per le spese delle operazioni che i comuni siano nell'impossibilità di anticipare, quando siano riusciti inefficaci i provvedimenti previsti dall'articolo 39 della legge 16 giugno 1927, n. 1766.