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Abbia il buon gusto di dire agli italiani che i lavori non sono neppure iniziati, dati i rilievi della Corte dei conti. Ma richiamarla al buon gusto, dopo le manifestazioni di oggi, è veramente superfluo, altrimenti avrebbe evitato di venire, poche ore fa, in quest'Aula, a parlare soddisfatto e tronfio del decreto Genova e ad attaccare in maniera scomposta, sguaiata, imbarazzante e indegna l'opposizione quando ha detto: «per colpa vostra», facendo segno da quella parte e dalla nostra, «è crollato il ponte». In proposito le dico: come si permette? Quale sarebbe la colpa nostra sul ponte di Genova? (Applausi dal Gruppo PD) . Ministro, non c'è nulla di cui lei possa essere fiero, con il ponte di Genova ancora da demolire, con una città ferma a causa della vostra inettitudine, un ponte che non sapete dire chi demolirà e chi ricostruirà, un decreto arrivato nelle Aule parlamentari più di due mesi dopo il crollo del ponte Morandi, con il suo sabotaggio del terzo valico e della Gronda, confermati anche dalle cose che ha detto. Avrei molto da dire, ma chiudo. Ministro, a Torino sono scese in piazza, come ha ricordato il collega che mi ha preceduto, 50.000 persone (Commenti dal Gruppo M5S) , che non possono essere liquidate come madamine e borghesucci. C'è una grande preoccupazione nel Paese, per quel che siete e per quel che state facendo. PRESIDENTE. La invito a concludere. MARGIOTTA (PD). State sacrificando sull'altare di un effimero consenso il futuro del Paese. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S). Per fortuna, lei è un Ministro a tempo, ma i danni che è riuscito a fare in questi pochi mesi porteranno il suo nome a lungo e lei di questo dovrà assumersi la responsabilità, ma temo che non abbia la capacità di capire, altrimenti avrebbe già fatto un passo indietro. (Proteste dal Gruppo M5S). VOCI DAL GRUPPO M5S. Tempo! Tempo! PATUANELLI (M5S) . Il tempo, signor Presidente! PRESIDENTE. Colleghi, silenzio, per cortesia! MARGIOTTA (PD). In realtà, questo Paese non merita quello che state facendo e il modo in cui lo state e ci state sfregiando. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Prima di passare alla successiva interrogazione, per chiarezza di tutti i colleghi, preciso che abbiamo dato anche un margine di tempo in più al Ministro per illustrare una situazione abbastanza complessa. LUPI (M5S) . Ma è il Ministro! PRESIDENTE.Tutti i colleghi hanno facoltà di concludere l'intervento e sul tempo è responsabile la Presidenza, con molta attenzione. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, negli ultimi mesi si sono susseguite, a mezzo stampa, dichiarazioni e smentite da parte di membri del Governo in relazione al futuro di infrastrutture e grandi opere, molte delle quali già avviate, tra cui la linea ferroviaria Torino-Lione, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero (o meglio, la galleria di base). Il tragico crollo del cosiddetto ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018, è stato seguito da una serie ulteriore di dichiarazioni, talvolta contraddittorie, da parte del Ministro in indirizzo e di altri autorevoli rappresentanti del Governo, circa il futuro della gestione di infrastrutture di grande importanza per imprese e cittadini, quali sono le autostrade. L'eventuale ritrattazione degli accordi già assunti da parte del Governo su opere quali la linea ferroviaria Torino-Lione, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero, così come la revoca delle concessioni autostradali, comporterebbero, nel primo caso, costi ulteriori a carico di cittadini e imprese e, nel secondo, conseguenze la cui qualificazione e quantificazione è di grande rilevanza per compiere scelte oculate e coerenti, che non vadano a scapito di imprese e cittadini. Il Ministro dei trasporti francese, Elisabeth Borne, intervenuto il 13 novembre nel corso di un question time al Senato francese, ha dichiarato: "L'Alta velocità Torino-Lione è stata oggetto di un trattato franco-italiano ratificato nel febbraio del 2017. Il Presidente della Repubblica francese ha confermato questo impegno al summit franco-italiano del settembre 2017. Il 12 novembre mi sono intrattenuta con il mio omologo italiano. Il Governo italiano confida in un'analisi costi-benefici per il proseguimento dell'opera. Ho indicato che la coerenza del progetto dev'essere perseguita e ricordo che l'Unione europea si era impegnata a finanziare la metà dei lavori. Noi abbiamo previsto, nella programmazione degli investimenti, progetti connessi all'opera che riguardano il trasporto quotidiano e le infrastrutture intermodali. I nostri impegni saranno sviluppati da un'apposita legge sui trasporti, che include sia i trasporti ordinari che l'Alta velocità». Si chiede di sapere quanto segue: quale sia la ratio delle scelte governative in materia di infrastrutture e grandi opere e quali siano i motivi delle apparenti incertezze sul proseguimento dei lavori di completamento delle infrastrutture e delle grandi opere già avviate, quali la linea ferroviaria Torino-Lione, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero; quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo rispetto alla gestione di infrastrutture e grandi opere, i cui lavori sono già stati avviati, nonché alla gestione della rete autostradale, anche relativamente alle opzioni di affidamento ai privati o di nazionalizzazione. Si chiede inoltre di sapere a quanto ammontino i costi diretti e indiretti nel caso di rinuncia o modifica degli accordi già in essere e in relazione alle opere avviate e, con riferimento alla questione della rete autostradale, a quanto ammontino i costi per le eventuali revoche delle concessioni annunciate nelle scorse settimane. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, colleghi, per rispondere a domande così complesse e organiche ci vorrebbero ben più dei tre minuti che mi spettano; cercherò comunque di dare risposte compiute ai suoi quesiti. Come più volte detto, torno a ribadire che la cifra distintiva delle scelte governative in materia di infrastrutture e opere particolarmente costose è la massimizzazione dei benefici a fronte di una minimizzazione dei costi. Questo può apparire incomprensibile, purtroppo, solo a chi ha utilizzato le cosiddette grandi opere infrastrutturali come un business per arricchirsi a spese dei contribuenti. Questo modo di utilizzare i soldi pubblici si è verificato purtroppo per troppi anni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Grandi opere per spendere, non soldi ben spesi per opere utili. Noi stiamo ribaltando questo paradigma. La situazione relativa alle opere in corso di realizzazione di cui mi state chiedendo andrebbe valutata caso per caso.