[pronunce]

1.3.- Il ricorrente afferma poi che la disposizione regionale, nel riconoscere «l'assegnazione di "un punteggio nell'ambito del curriculum formativo e professionale in relazione agli anni di lavoro svolto..." solo ai soggetti impiegati nelle aziende sanitarie regionali attraverso processi di esternalizzazione [...], rischia di privilegiare tale categoria di concorrenti rispetto ad altri concorrenti che, partecipando alle procedure concorsuali straordinarie previste dalla menzionata l. n. 208 del 2015 per l'assunzione a tempo indeterminato, siano stati già assunti a tempo determinato nell'ambito del servizio sanitario regionale attraverso procedure selettive ad evidenza pubblica». 2.- La Regione Lazio si è costituita con atto depositato il 10 agosto 2017, riservandosi di presentare memoria difensiva. 3.- Successivamente alla presentazione del ricorso la disposizione impugnata è stata modificata dall'art. 17, comma 92, della legge della Regione Lazio 14 agosto 2017, n. 9 (Misure integrative, correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale. Disposizioni varie), a decorrere dal 17 agosto 2017, nei seguenti termini: «[a]lla lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 2 maggio 2017, n. 4 (Disposizioni in materia di assunzione di personale nelle aziende e negli enti del servizio sanitario regionale) sono apportate le seguenti modifiche: a) le parole: "al personale che non rientra nella fattispecie di cui alla lettera a)," sono sostituite dalle seguenti: "esaurite le procedure concorsuali straordinarie di cui alla lettera a), al personale non rientrante nelle fattispecie ivi previste"; b) le parole: "sarà riconosciuto, nelle procedure concorsuali," sono sostituite dalle seguenti: "viene riconosciuto, nelle procedure concorsuali successive"». 4.- In prossimità dell'udienza di discussione, originariamente fissata per il 17 aprile 2018, la Regione Lazio ha depositato memoria, deducendo che la disposizione impugnata non comporta alcuna lesione della normativa statale e nemmeno dell'art. 117, terzo comma, Cost., in riferimento ai principi in materia di «tutela della salute», poiché essa costituisce espressione della potestà legislativa concorrente della Regione, specificando «quale attività professionale può essere considerata nell'attribuzione del punteggio al curriculum». Nel sostenere che la intervenuta modifica normativa chiarisce che la disposizione «si applica alle procedure concorsuali ordinarie eventualmente bandite dopo l'espletamento delle procedure concorsuali straordinarie di cui al DPCM 6 marzo 2015 e all'articolo 1 comma 543 L. 208/2015», la Regione assume che in tal modo, per i soggetti che partecipano alle procedure concorsuali ordinarie, l'attività sanitaria svolta in forma esternalizzata o interinale, «non potendo esser valutata come servizio prestato, viene valutata in misura minima nell'ambito del curriculum, quale "attività professionale idonea ad evidenziare ulteriormente il livello di qualificazione personale acquisito", così come previsto dall'art. 11 comma 1 lett. c), del DPR 483/1997 e art. 11 comma 1 n. 4 lett. a) DPR 220/2001». La resistente ritiene che «[c]ontrariamente a quanto sostiene la difesa erariale la commissione non è obbligata ad assegnare un punteggio ai concorrenti, integrando in tal modo la griglia di valutazione prevista dalla normativa statale», limitandosi la norma «ad indicare un elemento da considerare (l'attività sanitaria svolta) nell'ambito della valutazione del curriculum, il quale rimane titolo valutabile nel suo insieme». Nel contestare l'interpretazione della norma fornita dal ricorrente e gli effetti che ne farebbe discendere, la difesa regionale sostiene che «i lavoratori già assunti con contratti a tempo determinato da enti sanitari possono partecipare alle procedure di assunzione straordinarie disciplinate dalla legge 208/2015, mentre i lavoratori impiegati nelle aziende sanitarie con processi di esternalizzazione possono partecipare solo alle procedure concorsuali ordinarie», ed afferma che, in riferimento invece alle procedure ordinarie cui possono partecipare entrambe le categorie di lavoratori, per coloro che hanno prestato lavoro alle dipendenze degli enti sanitari, il servizio svolto sarà valutato come titolo di carriera in modo più incisivo, mentre per i soggetti che hanno prestato attività interinale o come dipendenti di cooperative per aziende sanitarie, l'attività espletata verrà considerata per la valutazione del curriculum. La Regione assume che tale portata della previsione normativa in esame era già sufficientemente chiara nella formulazione originaria della disposizione, ancorché precisata dalla sua intervenuta modifica, e conclude chiedendo di dichiarare inammissibile e comunque non fondata la questione di legittimità. 4.1.- Anche il ricorrente, in prossimità dell'udienza originariamente fissata, ha presentato memoria deducendo la irrilevanza, ai fini del giudizio di costituzionalità, della modifica così apportata dall'art. 17, comma 92, della legge reg. Lazio n. 9 del 2017 alla disposizione impugnata. Secondo la difesa statale la novella non modifica sostanzialmente i profili di illegittimità già ravvisati nella disposizione impugnata, mentre, a sua volta, è «censurabile per gli stessi motivi in quanto lascia invariato l'obbligo imposto alla commissione esaminatrice di assegnare uno specifico punteggio, in relazione agli anni di lavoro svolto, unicamente al personale sanitario che sia stato impiegato nelle aziende sanitarie regionali attraverso processi di esternalizzazione». Confermata pertanto l'impugnativa promossa avverso la disposizione regionale in oggetto, il ricorrente, rappresentando che era nel frattempo emersa la possibilità di un intervento normativo da parte della Regione Lazio, inteso a modificare l'art. 17, comma 92, della legge regionale n. 9 del 2017, per superare le perduranti criticità recate dalla disposizione impugnata, chiedeva il rinvio a nuovo ruolo per consentire di definire l'iter normativo. 5.- In assenza di un tale nuovo intervento normativo ad opera della Regione Lazio, la questione è pervenuta all'udienza per la discussione.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. l, comma 1, lettera b), della legge della Regione Lazio 2 maggio 2017, n. 4 (Disposizioni in materia di assunzione di personale nelle aziende e negli enti del servizio sanitario regionale), in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione, relativamente alla materia «tutela della salute». 1.1.- La disposizione impugnata stabilisce: «b) al personale che non rientra nelle fattispecie di cui alla lettera a), impiegato in forme riconducibili a processi di esternalizzazione nell'assistenza diretta o indiretta ai pazienti nelle aziende e negli enti del servizio sanitario regionale, sarà riconosciuto, nelle procedure concorsuali, un punteggio nell'ambito del curriculum formativo e professionale in relazione agli anni di lavoro svolto».