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Che chiunque vada a governare nei prossimi anni avrà un pezzo di sovranità che gli viene sottratta: può andare a governare Di Maio, Salvini, chiunque, ma questo sarà un problema costante. Se si apre una procedura di infrazione avremo una sottrazione di sovranità: non dipenderemo solo da noi perché ci sarà qualcuno che ci controllerà ancora più strettamente; altro che sovranismo nazionale! È chiaro, allora, che siamo tutti contrari a che si apra questa procedura, ma, nello stesso tempo, non ci possiamo dividere tra chi vuole alzare le tasse e chi vuole abbassarle: siamo tutti per abbassarle, in teoria, ma siamo tutti anche per constatare, se siamo persone serie, la compatibilità economica e finanziaria delle manovre che andiamo a proporre, se no è semplicemente una presa in giro alle spalle degli italiani. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). Per terminare, voglio dire una cosa: la procedura di infrazione è pericolosissima e per evitarla è necessario che ci sia una linea chiara del Governo, a meno che qualcuno in realtà faccia finta di mostrare i muscoli perché ha un obiettivo diverso in termini, ad esempio, di elezioni e di anticipo del dato elettorale e voglia lo scontro con l'Europa per precostituirsi le condizioni per una fuga dalla realtà e andare a elezioni. È chiaro che questa sarebbe una manovra talmente scoperta da essere denunciata perché fatta sulle spalle degli italiani, che porterebbe alla procedura di infrazione per cui sarebbe del tutto irresponsabile anche per chi la approva. Infine, mi auguro che nessuno in quest'Aula giochi a un gioco pericoloso. Mi fa piacere che Salvini sia andato negli Stati Uniti, mi fa piacere che consolidi i rapporti tradizionali con gli amici americani: nel mio DNA politico c'è l'europeismo e l'atlantismo; se non ci fosse stato l'atlantismo non ci sarebbe stato l'europeismo perché sono stati due concetti legati nel Dopoguerra e fino ad oggi. Mi auguro che tutti capiscano, però, che il gioco dell'amministrazione Trump, così come il gioco dei russi - che è esattamente parallelo - è di utilizzare europei per dividere gli europei. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). E guai se ci prestassimo a questo gioco così meschino, perché indebolire la casa in cui stiamo porterebbe solo sventure per tutti gli italiani. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, in realtà, tra le tante questioni che dovrà affrontare il Consiglio europeo, ve ne sono due che a mio e a nostro giudizio sono particolarmente importanti. La prima è quella che lei ha trattato all'inizio del suo discorso, ovvero la questione delle nomine, che non è un esercizio impuro. È un'attività importante per un Paese, in particolare per l'Italia che in questi anni ha potuto contare - fatto storico - sul Governatore della Banca centrale europea, che tanto bene ha fatto al nostro Paese, all'Europa e all'eurozona, sull'Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza e sul Presidente del Parlamento europeo. Noi partiamo da questa eredità e un Governo che si rispetti dovrebbe avere l'obiettivo di raggiungere questi risultati. Lei ha parlato invece di un commissario economico di spessore. Ebbene, come vuole realizzare questo obiettivo, signor Presidente del Consiglio, o altri più ambiziosi che noi penseremmo che il Governo dovrebbe realizzare? Come? Con quali alleanze? Attraverso quali attività preparatorie? C'è una posizione del Governo italiano negoziale sull'elezione del Presidente della Commissione europea? Perché è chiaro che diventando artefici o protagonisti della scelta del Presidente della Commissione europea, potremmo avere maggiore spazio negoziale per le posizioni di vertice. Qual è la nostra preferenza? Vogliamo difendere il principio del candidato Presidente della Commissione europea o vogliamo andare oltre i candidati che sono stati presentati dalle grandi famiglie politiche? Se vogliamo fare un discorso con le forze che contano, quelle che hanno la maggioranza del perimetro europeista in Europa, allora, signor Primo Ministro, lei dovrebbe parlare con i leader nazionali italiani di tali forze: chi rappresenta i popolari, i socialisti e i liberali europei in Italia. Questo se vuole fare massa critica e portare un risultato positivo per il Paese sul fronte delle nomine. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi siamo disponibili a discutere perché quando c'è l'interesse del Paese, è ad esso che noi puntiamo. Se facesse una telefonata al segretario Zingaretti, egli lavora con il presidente del Partito socialista europeo e con gli altri leader socialisti per aiutare l'Italia, perché in gioco c'è l'interesse del nostro Paese. La seconda questione, signor Presidente del Consiglio, riguarda quello che lei ha definito approccio omnicomprensivo. Lei ha utilizzato termini anche molto tecnici, ovviamente corretti, di bilancio europeo, di garanzia sui depositi e di fondo salva Stati. Direi che più in generale si discuterà della linea di politica economica che dovrà esserci nei prossimi cinque anni e qui il discorso si lega alla procedura di infrazione. L'Italia vuole contare sulla definizione di una nuova politica che non sia solo di austerità? Non può andare allora al confronto con la Commissione europea e le istituzioni europee con la minaccia di prove muscolari di sfondamento dei tetti e di eliminazione di tutti i paletti. Deve andare con una linea responsabile che coniughi la sanità dei conti pubblici con tre grandi obiettivi, il primo dei quali è finanziare un piano europeo sul lavoro e sulla crescita attraverso altri strumenti, che non siano lo sforamento ulteriore del debito pubblico o del deficit . A livello europeo si possono fare gli eurobond, la tassa sulle transazioni finanziarie, la carbon tax e altri strumenti che finanzino un piano europeo per il lavoro. In secondo luogo, si può fare una nuova politica per l'immigrazione e per i richiedenti asilo, superando Dublino e con una forte collaborazione con i Paesi africani. Il terzo obiettivo è una nuova stagione dei diritti di cittadinanza in Europa e dei diritti sociali per i lavoratori. Un Governo che voglia fare queste cose troverebbe ascolto e potrebbe farsi ascoltare e sentire. Se invece andiamo lì dicendo che non ce ne frega niente di niente, che vogliamo "sfondare" perché vogliamo fare la tassa piatta, vogliamo, giustamente, sterilizzare l'IVA e incrementare il debito di 60 miliardi, ci avviamo su una china pericolosa per l'Italia, ininfluente rispetto alle linee politiche e agli equilibri che si realizzeranno in Europa e assai dannosa per i nostri figli. Osteggeremo con tutte le nostre forze questa linea. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) .