[ddlpres]

Infatti, come si legge all'articolo 63, comma 3, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che inserisce l'articolo 25- octies nel decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, i reati presupposti rilevanti ai sensi della disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti sono quelli descritti nelle fatti specie di cui agli articoli 648, 648- bis e 648- ter del codice penale, in cui, appunto, non è attualmente previsto l'autoriciclaggio. Tale scelta legislativa si fonda sulla considerazione che per coloro che partecipano alla realizzazione del delitto presupposto l'utilizzo delle cose di provenienza illecita rappresenti la naturale prosecuzione della condotta criminosa (un mero postfactum non punibile) e non potrebbe, dunque, assumere diverso e autonomo rilievo penale. A fronte di tale grave lacuna del nostro sistema penale, è quantomai opportuno, se non addirittura improcrastinabile, un intervento legislativo che conferisca rilievo penale a tale condotta, contribuendo così a rafforzare e rendere maggiormente efficace l'azione di contrasto al crimine, in particolare al crimine organizzato. Tale scelta, peraltro, è superabile, poiché non si vengono a ledere princìpi fondamentali del nostro ordinamento. Con l'articolo 2 si intende procedere a un’integrazione della normativa italiana in materia, che, in linea con le legislazioni di altri Paesi e delle direttive europee, tenga conto dell'autonomo carattere offensivo dei procedimenti di investimento, prevalentemente nei mercati finanziari, del denaro di provenienza illecita, spesso espressione o supporto del crimine organizzato. E ciò anche per approntare efficaci mezzi di contrasto ad operazioni di riciclaggio e reimpiego del danaro illecito, che hanno spesso caratteristiche trasnazionali. I delitti previsti dagli articoli 648- bis e 648- ter del codice penale hanno perso il carattere di reati «accessori» e, sotto il profilo economico le condotte illecite che attraverso tali norme si intendono colpire, spesso realizzate in modo sistematico e con efficaci apparati organizzativi, sono idonee a determinare gravissimi effetti di distorsione delle normali dinamiche dei mercati legali, e la loro offensività a causa della lesione del principio della concorrenza, riguarda soprattutto l'ordine economico. Oggi operare perché sia cancellata la provenienza illecita di utilità economiche da impiegare in lecite transazioni di mercato caratterizza, difatti, principalmente l'agire delle organizzazioni criminali, in particolare di quelle mafiose o di stampo mafioso, rendendole molto vicine all'impresa, sia nella struttura delle proprie articolazioni che nelle strategie di medio e lungo termine. La dimensione economica consente, quindi, di ritagliare nel panorama diversificato dell'agire criminale in forma associata, condotte che costituiscono manifestazioni non solo della finalità di accumulare ricchezze realizzando reati, ma anche dell'obiettivo di rafforzare ed espandere l'organizzazione acquisendo posizioni di potere in seno al tessuto economico del Paese, inquinando, condizionando e strozzando l'economia sana. Ciò comporta la necessità di adeguare prontamente gli strumenti normativi, per rafforzare e rendere maggiormente efficace l'azione di contrasto al crimine ed in particolare al crimine organizzato.. Art. 1. (Modifica dell'articolo 416 -ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso) 1. L'articolo 416- ter del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 416- ter. -- (Scambio elettorale politico-mafioso). -- La pena stabilita dal primo comma dell'articolo 416- bis si applica anche a chi ottiene o si adopera per far ottenere la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416- bis in cambio della erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità, ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze della associazione mafiosa di cui all'articolo 416- bis o di suoi associati». Art. 2. (Modifiche agli articoli 648- bis e 648 -ter del codice penale in materia di autoriciclaggio) 1. All’articolo 648- bis , primo comma, del codice penale, le parole: «Fuori dei casi di concorso nel reato,» sono soppresse. 2. All’articolo 648– ter , primo comma, del codice penale, le parole: «dei casi di concorso nel reato e» sono soppresse.