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Abbiamo provato a dare certezza su tempi, metodi e modi. Non siamo riusciti invece, come dicevo in premessa, ad affrontare il tema del cosiddetto caro materiali che riguarda l'edilizia. Dovremo tornarci nel cosiddetto decreto bollette in cui è già presente qualcosa. Anche nel provvedimento al nostro esame abbiamo messo qualcosa. Nel codice degli appalti, approvato la scorsa settimana, abbiamo messo qualcosa di più concreto, che però darà frutti tra un anno, un arco temporale troppo lungo. È evidente che sull'argomento bisognerà tornare e mi pare che sul tema ci sia convergenza di Governo, relatori e parlamentari. Non vanno ignorate una serie di altre misure che abbiamo introdotto. La collega Parente ha parlato di oltre 80 emendamenti approvati. Sul punto tornerò nelle conclusioni. Abbiamo introdotto poi alcune misure importanti e significative. Mi attengo soprattutto alla materia di competenza e delle questioni di cui ci siamo occupati più direttamente con i colleghi della mia Commissione. Siamo intervenuti ad esempio apportando alcune modifiche alla disciplina della Commissione speciale valutazione impatto ambientale-valutazione ambientale strategica (VIA-VAS) per i progetti del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima 2030 (PNIEC) e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNNR), presieduta dal presidente Atelli, come d'altra parte la Commissione generale VIA-VAS. Devo dire che fin qui vi è una chiara inversione di marcia nei tempi in cui tali Commissioni danno i propri pareri; cosa che va sottolineata perché in tanti altri casi si trattava esattamente del collo dell'imbuto. Abbiamo introdotto misure che la rafforzano. Avevamo chiesto anche un rafforzamento ulteriore, ma ci torneremo in altri casi. Insieme a quasi tutti i Gruppi, abbiamo presentato ed approvato un emendamento sul trasporto pubblico locale, anche questo di grande importanza. Diamo cioè la possibilità di prorogare i contratti in essere fino al 2026, garantendo così un orizzonte temporale a società di gestione del trasporto pubblico locale, a condizione che esse investano in autofinanziamento delle proprie risorse che, sommandosi a quelle del PNRR, possano produrre un effetto moltiplicativo di grande importanza di qui al 2026. Un altro importante emendamento riguarda le misure a supporto di Anas e delle imprese ferroviarie, di Ferrovie dello Stato, sia verso le imprese che trasportano merci, ma anche incrementando alcuni stanziamenti a favore di Anas per tener conto del calo di entrate dovuto negli anni scorsi alla minore circolazione. Per quanto riguarda altri aspetti, da uomo del Sud, vorrei sottolineare l'importanza di un emendamento della collega Gallone, a cui ovviamente va il mio apprezzamento, che il Partito Democratico ha sostenuto fortemente in Commissione, a partire dal collega Manca che lo ha sottoscritto. Tale emendamento attribuisce 150 milioni di euro al Comune di Taranto per l'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo. Si tratta di una misura molto importante. Ci avevamo provato con un emendamento presentato dal senatore Stefano durante la legge di bilancio, senza però riuscirvi. Signor Presidente, infine, ma non per ultimo, segnalo un emendamento in favore dei medici che lavorano sulle navi mercantili o crocieristiche. Concludo con quanto avevo accennato all'inizio: mi pare un ottimo segnale che anche in questo caso, come nel provvedimento approvato la scorsa settimana, ci sia un numero elevato di emendamenti approvati in Commissione. Questo, Presidente, colleghi e Governo, è il modo virtuoso di lavorare in Parlamento. Il Consiglio dei Ministri svolge il suo ruolo, noi abbiamo il compito di intervenire sugli atti, migliorandoli ovviamente senza snaturarli, ma dando il nostro contributo di idee, di intelligenza, di competenza e di lavoro. (Applausi) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,30) PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (Misto) . Signor Presidente, onorevoli senatori e senatrici, qualche collega negli interventi che mi hanno preceduto si è posto questa domanda: dov'è il sostegno in questo decreto-legge? Il sostegno non c'è; c'è solo qualche boccata d'aria per qualche settore completamente in ginocchio. Qualche altro collega ha detto: abbiamo lavorato con il Governo. Ma chi ha lavorato con il Governo? Ancora una volta, anche in questo provvedimento, il Parlamento è stato completamente esautorato. Ciò che sta accadendo in queste settimane non lo ripeto; a livello geopolitico l'abbiamo detto e l'hanno ribadito un po' tutti. Però quello che sta succedendo in agricoltura, materia di competenza della mia Commissione, ci fa capire quante scelte sbagliate sono state fatte negli ultimi anni anche nella politica agricola, sia nazionale che europea, ed ora ne stiamo pagando le conseguenze. Siamo infatti in balia di una incontrollata speculazione messa in atto sui mercati, che, da un lato, ha portato all'aumento esponenziale dei prezzi e, dall'altro, ha portato ad una carenza senza precedenti nelle materie prime. Le piccole e medie imprese della pesca e dell'agricoltura non ce la fanno più; non ce la fanno assolutamente a far fronte alle spese per il costo del gasolio e per l'acquisto delle materie prime, fosse anche solo per organizzare la prossima campagna produttiva. In questo momento serve liquidità alle aziende. La liquidità alle piccole e medie aziende, sia agricole che ittiche, si sarebbe potuta assicurare con un emendamento da me presentato a questo provvedimento; un emendamento da me presentato, ma fortemente chiesto da tante piccole e medie imprese disperate che si sono organizzate in un coordinamento nazionale spontaneo (Copoi) del quale sono referente. Questo emendamento all'articolo 3 - lo troviamo all'interno del fascicolo degli emendamenti segnalati - chiedeva non un bonus o un regalo, ma semplicemente un finanziamento della durata di dieci anni garantito al cento per cento dall'Ismea, con ventiquattro mesi di preammortamento, tutto rapportato al fatturato dell'anno precedente, in modo tale che le aziende potessero chiedere dei piccoli prestiti con un tetto massimo di 30.000 euro: il minimo per poter garantire la prossima campagna produttiva. Naturalmente, questo emendamento è rimasto sul fascicolo degli emendamenti segnalati. C'è chi dice che non ci sono soldi, ma in una situazione del genere potremmo anche pensare a uno scostamento di bilancio. Ebbene, tanti soggetti istituzionali da più parti si stracciano le vesti a difesa delle piccole e medie aziende agricole e ittiche, ma poi questi stessi soggetti collaborano e si coordinano per destinare ingenti somme di denaro ad infrastrutture magiche, costruite ad arte e ad hoc in tutti questi anni, nei cui meandri si perde tutto: soldi, progetti e quant'altro. Tutto questo senza che agli agricoltori arrivi almeno il costo di produzione; nemmeno quello abbiamo garantito in questi anni, tant'è vero che determinate filiere sono state abbandonate - parlo della filiera del grano e del mais - perché agli agricoltori non è stato assicurato il costo di produzione e adesso ci troviamo sotto scacco rispetto a tante situazioni e a tante filiere.