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La stessa Cina, che aveva "giurato" un'amicizia incrollabile con la Federazione Russa, per timore di compromettere gli scambi commerciali con l'Occidente, non le fornisce più alcun tipo di assistenza e si prepara a sostituire i Paesi europei come acquirente di gas russo a buon mercato. Dall'altro lato vi è l'Alleanza atlantica, che sembrava aver perso ogni funzione di fronte a un'apparente abbandono, da parte della Russia, di politiche antagonistiche e ha riassunto la sua funzione di cardine politico-militare nel mondo euroamericano e di baluardo difensivo della libertà e della democrazia. Paesi che sembravano marginali, come quelli baltici e la Polonia, sono diventati alleati irrinunciabili, quali antemurali della resistenza al nuovo imperialismo di stampo sovietico. In questo quadro, ovviamente, si colloca la decisione di Finlandia e Svezia di uscire dalla tradizionale neutralità e di aderire in chiave difensiva al Patto atlantico. La Federazione Russa, che pretendeva di ristabilire verso l'Occidente la propria sfera di influenza sul modello zarista-sovietico, ora si trova di fronte a un muro di contenimento NATO che prima del febbraio di quest'anno non era nemmeno immaginabile. Le nazioni costiere del Mar Baltico, sul quale si affacciano l' enclave russa ultramilitarizzata di Kaliningrad e la stessa San Pietroburgo, dopo l'ingresso dei due Paesi scandinavi saranno tutte appartenenti al Patto atlantico; una conseguenza geostrategica della guerra che la Federazione russa non è stata nemmeno capace di preconizzare. La neutralità di fatto della Svezia risaliva al tempo delle guerre napoleoniche e lo status internazionale della Finlandia, che si dichiarò neutrale durante la Guerra fredda e che a partire dagli anni Novanta si considerava militarmente non allineata, costituiva una sorta di modello, al punto che, prima dell'inizio dell'aggressione russa, da più parti si immaginò una finlandizzazione dell'Ucraina. In realtà i due Paesi, a causa della pressione militare russa, già collaboravano da anni con le strutture dell'Alleanza atlantica. L'adesione di Finlandia e Svezia alla NATO rappresenta pertanto un fattore straordinario di stabilizzazione dell'area balcanico-scandinava e una garanzia di sicurezza ulteriore per il nostro Paese. Per tutte queste ragioni, annuncio convintamente il voto favorevole al provvedimento al nostro esame del Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC. (Applausi) . IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, siamo chiamati oggi a esprimerci su questo importante disegno di legge di ratifica che riguarda l'adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia all'Alleanza atlantica. È un passaggio sicuramente significativo, considerata la lunga tradizione di non allineamento che questi due Paesi hanno avuto nel secondo dopoguerra; un approccio strategico, quello del non allineamento, che ha consentito a Svezia e Finlandia di rimanere vicini all'Occidente, ma di mantenere un buon rapporto con l'ingombrante vicino sovietico. La storica decisione dei due Paesi di interrompere tale approccio strategico per entrare ufficialmente nella NATO è chiaramente una diretta conseguenza dell'aggressione russa in Ucraina dello scorso febbraio, che ha seguito diverse politiche assertive di Mosca nel corso degli anni. Questo non vuol dire che la scelta di Svezia e Finlandia sia dovuta solamente a fattori contingenti. Entrambi i Paesi hanno avviato un processo di modernizzazione e di trasformazione delle loro politiche di sicurezza e di difesa, che ha reso la cooperazione militare con l'Alleanza atlantica sempre più frequente e che rende il loro ingresso un valore aggiunto per il blocco atlantico. Una piccola riflessione strategica sull'allargamento della NATO a questi due Paesi. Parliamo di una nuova direttrice di allargamento, verso il Nord, che chiaramente comporta nuove opportunità e nuove sfide. Allargare il perimetro di sicurezza comporta oneri e responsabilità inediti per la NATO. La competizione sull'Artico, al momento marginale negli interessi dell'Alleanza atlantica, può ritrovare un nuovo peso a seguito di tale processo di adesione. L'invasione russa in Ucraina ha ridato grande risalto al fronte est-europeo, tornato al centro degli interessi della NATO. Le politiche aggressive della Cina, che viene considerata il vero sfidante dell'ordine internazionale dai Paesi dell'Alleanza, porteranno per forza di cose a concentrare sforzi e oneri nel quadrante Asia-Pacifico. Sono sfide che, come Paese fondatore della NATO, dobbiamo conoscere e supportare. È bene però ricordare che i nostri interessi strategici sono perlopiù locati nel cosiddetto fronte Sud, nel bacino del Mediterraneo allargato. Minacce asimmetriche come il terrorismo, instabilità politiche che portano a crisi e fenomeni migratori di massa, la partita dell'approvvigionamento energetico: questi elementi sono prioritari per la nostra politica estera e deve essere il nostro obiettivo riportare il focus dell'Alleanza atlantica anche verso il fronte Sud. In conclusione, Svezia e Finlandia hanno capito che non esiste sicurezza al di fuori di un'organizzazione politico-militare coesa come la NATO e hanno bussato alla nostra porta. È nostro dovere aprirgliela. Come dichiarato dal nostro segretario, Matteo Salvini, l'appartenenza dell'Italia all'Alleanza atlantica non è in discussione e non è una crisi politica o un cambio di Governo a poter mettere in dubbio tale realtà. Apparteniamo fieramente alla storia e alla cultura dell'Occidente, non possiamo che essere dalla parte dei Paesi liberi e lavoriamo affinché il futuro sia un futuro di pace. Per tali ragioni, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, devo confessarle che alcuni interventi odierni, a mio avviso, sono stati caratterizzati da opposti estremismi. Da una parte ci sono i colleghi del Gruppo Uniti per la Costituzione-CAL, a cui vorrei ricordare che a Finlandia e Svezia nessuno ha imposto di entrare nella NATO, ma hanno scelto liberamente e, verosimilmente, lo hanno fatto perché la Russia di Putin ha aggredito l'Ucraina. Noi abbiamo appoggiato, come MoVimento 5 Stelle, sin dall'inizio, la resistenza del popolo ucraino (Applausi) , ma questo non significa che da questo conflitto si possa uscire solo inviando le armi: bisogna accendere la luce della diplomazia. Abbiamo sentito poi altri interventi: quasi un sovranismo alle vongole, più realisti del re. Si è parlato anche oggi di riarmo, ma vorrei ricordare che qualche settimana fa un importante esponente di Fratelli d'Italia voleva destinare i capitali usati per il reddito cittadinanza per acquistare più armi. Andate a raccontarlo a quel milione di italiani che sono usciti dalla soglia di povertà grazie al reddito di cittadinanza. (Applausi) . Questi sono dati dell'INPS.