[resaula]

L'individuazione di un tale dies a quo per l'esercizio della delega correttiva deriva dall'opportunità che sia previsto, nei decreti legislativi emanati in attuazione della delega principale, un ampio periodo di vacatio, analogamente a quanto stabilito in occasione delle riforme strutturali e di sistema, come quella sull'insolvenza e sulla crisi d'impresa. La proposta normativa è articolata in due disposizioni, la prima delle quali contiene la delega al Governo, mentre la seconda reca disposizioni finanziarie. Per recepire il parere della Commissione bilancio è stato successivamente approvato un emendamento che ha stabilito che, dall'attuazione delle disposizioni di cui l'articolo 1 della presente legge, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ciò premesso, auspico la sollecita approvazione del provvedimento. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Ferrari. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo molto rapidamente per lasciare agli atti la posizione del mio Gruppo, che sarà richiamata anche nella breve dichiarazione di voto che svolgerà successivamente il senatore Cucca. In relazione alla delega contenuta nel disegno di legge, per il Partito Democratico emergono dubbi di due tipi. La prima perplessità concerne la natura stessa del provvedimento. La formulazione lascia infatti incerta la qualificazione tra una proroga dei termini precedenti e una delega nuova a tutti gli effetti. In entrambi i casi il Parlamento sarebbe comunque spettatore, dato che il testo consente di adottare disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei princìpi e dei criteri direttivi fissati, però, dalla legge precedente. La seconda forzatura riguarda l'eccessiva ampiezza del periodo di vacatio : per l'esercizio della delega è fissato, infatti, un termine di due anni, che decorre però dalla scadenza del termine ultimo stabilito per l'acquisto di efficacia delle disposizioni dei decreti legislativi emanati nell'esercizio della delega principale. Si tratta di un termine palesemente troppo lungo, come emerso già nel lavoro in Commissione, dove è stato respinto proprio l'emendamento Caliendo, che dimezza il termine, con un parere non ostativo - mi riferisco alla Commissione affari costituzionali - nel presupposto, però, che il disegno di legge sia approvato, in via definitiva, successivamente all'adozione di almeno uno dei decreti legislativi in attuazione della delega di cui alla legge n. 155 del 2017. In sostanza, la Commissione affari costituzionali sottolinea come, allo stato attuale, non sia garantito un termine certo di esercizio della delega per l'adozione dei decreti correttivi integrativi. A nostro avviso, è evidente un eccesso di delega e il provvedimento non rispetta la cornice dettata in materia dalla Costituzione e dalla giurisprudenza. In sostanza, noi diremo no al provvedimento in esame, anche per via di un atteggiamento di questo Governo, che pare nutrirsi troppo spesso di incostituzionalità e noi speriamo che ne faccia indigestione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore ed il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sull'emendamento, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. LOMUTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.1. Quanto all'ordine del giorno G1.1, non avendo rilevato alcuna attinenza con la portata del disegno di legge, né ravvisando elementi di collegamento, inviterei i presentatori a ritirarlo. BARTOLAZZI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Caliendo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato formulato un invito al ritiro, chiedo alla prima firmataria dell'ordine del giorno G1.1, senatrice Toffanin, se insiste per la votazione. TOFFANIN (FI-BP) . Sì, signor Presidente, insisto per la votazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dalla senatrice Toffanin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . STANCANELLI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, intervengo brevemente per annunziare l'astensione del Gruppo Fratelli d'Italia sul disegno di legge in esame, anche alla luce della reiezione dell'emendamento 1.1, a firma del senatore Caliendo. Concedere un'ulteriore delega al Governo, per l'emanazione di decreti legislativi correttivi, della durata di due anni ci sembra un po' troppo, tenuto conto che gli ambienti forensi - e non solo - e tutti coloro che sono interessati a tale decreto legislativo hanno già atteso parecchio, visto che la legge è del 2017. Con questo mio intervento vorrei inoltre sollecitare il Governo ad attenzionare quanto già emerso in Commissione giustizia del Senato e penso stia emergendo anche alla Camera dei deputati, con un decreto legislativo composto di 390 articoli, che interviene in maniera organica sul codice della crisi di impresa e dell'insolvenza, di cui la società italiana necessita, in quanto ammoderna il sistema della criticità delle imprese. Ne cito una per tutte: non si parla più di fallimento, ma di una liquidazione giudiziale in cui si accompagna chi è in crisi, attraverso l'istituto dell'allerta, per far sì che ne possa uscire, in un momento tra l'altro difficile per l'economia. L'invito che rivolgo al Governo, allora, è il seguente: nell'elaborazione del decreto legislativo che dovrà essere emesso da qui a trenta-quaranta giorni al massimo, si presti attenzione alle criticità emerse, in relazione sia all'istituto dell'allerta, sia al concordato, sia ai soggetti professionisti che possono intervenire, sia al sovraindebitamento, che dev'essere considerato in maniera specifica. Le audizioni svolte ci hanno dato un gran conforto. Mi auguro che, nell'esprimere il proprio parere, la Commissione giustizia del Senato tenga conto di tali necessità e che il Governo poi, nell'emanare il decreto-legge definitivo, possa prestare attenzione a tali criticità. Il nostro sarà un voto di astensione, con l'augurio che i due anni servano soltanto per le eventuali criticità che si potranno verificare nel momento in cui il decreto-legge sarà applicato. (Applausi dal Gruppo FdI).