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11) a sensibilizzare gli uomini, attraverso strumenti adeguati, in merito agli effetti sulla salute di tali esecrabili pratiche, attraverso anche la creazione di spazi loro destinati, in modo da apprendere nel modo più adatto e rapido possibile informazioni sulle MGF, al fine di stigmatizzarle e conseguentemente per contribuire scientemente a prevenirle. Interrogazioni Atto n. 3-03108 BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: il "Finasteride" è un farmaco comunemente prescritto in campo dermatologico per contrastare l'alopecia androgenetica maschile; la sindrome post Finasteride (PFS) è una condizione patologica caratterizzata dalla persistenza di effetti collaterali subentrati durante o a seguito il trattamento con inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride e dutasteride; i sintomi impattano fortemente sulla vita delle vittime e sui loro cari, spesso con ripercussioni professionali, relazionali e sociali; i soggetti che ne sono affetti soffrono di gravi disturbi, e precisamente: riduzione della libido , del desiderio sessuale, difficoltà nell'eiaculazione, insensibilità nella zona genitale e modificazioni anatomiche di pene o testicoli. In aggiunta a questi disturbi, la sindrome colpisce talvolta i soggetti con ulteriori disturbi fisici e sistemici, come astenia, disturbi gastroenterici, nonché disturbi psicologici e quali depressione, anedonia, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione e attenzione, irritabilità, attacchi di panico, pensieri suicidi; i meccanismi alla base della PFS non sono ancora del tutto chiari e soprattutto non vi sono test o analisi ordinari che permettano di capire la predisposizione di un soggetto a sviluppare la condizione; ad oggi la PFS non è ancora riconosciuta come patologia e questo comporta una difficile comprensione e diagnosi da parte dei clinici verso i pazienti che lamentano questa delicata situazione; secondo l'associazione di pazienti AVF (Associazione vittime finasteride) nata per riunire, tutelare e dare supporto a tutti quei pazienti affetti dalla sindrome in Italia: essa colpisce concretamente pochi consumatori di Finasteride (dall'1 al 5 per cento); l'eziologia deve ancora essere del tutto definita; il mondo scientifico è discordante: una parte ne sostiene l'esistenza, mentre un'altra (specie i dermatologi) non attribuisce colpe al farmaco; non tutti i clinici attualmente sono informati sui fatti, dunque finiscono con l'attribuire i sintomi dei pazienti a "cause psicogene"; dato il carattere delicato del problema che può portare i pazienti ad evitare di esporsi, può esservi un'importante sottostima dell'epidemiologia del problema; non esiste attualmente una cura né trattamento valido, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa, anche per tramite dei registri di segnalazione di eventi avversi pervenuti all'AIFA, e che cosa intenda fare al riguardo. Atto n. 3-03110 D'ARIENZO FEDELI ASTORRE IORI ROJC GIACOBBE PORTA COLLINA BOLDRINI CIRINNA' PITTELLA VATTUONE PINOTTI FERRAZZI TARICCO Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 74- bis del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 (misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali), ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'interno un fondo con una dotazione di 1,5 milioni di euro per l'anno 2021 destinato a erogare "un contributo economico in favore dei familiari del personale delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, impegnato nelle azioni di contenimento, di contrasto e di gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che durante lo stato di emergenza abbia contratto, in conseguenza dell'attività di servizio prestata, una patologia dalla quale sia conseguita la morte per effetto, diretto o come concausa, del contagio da COVID-19"; l'articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell'interno 19 gennaio 2022, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze 19 gennaio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 2022, n. 40, ha individuato come beneficiari del contributo i "familiari del personale della Polizia di Stato, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, impegnato nelle azioni di contenimento, di contrasto e di gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che durante lo stato di emergenza abbia contratto, in conseguenza dell'attività di servizio prestata, una patologia dalla quale sia conseguita la morte per effetto, diretto o come concausa, del contagio da COVID-19"; tale disposizione esclude dal beneficio, in contrasto con le indicazioni del decreto-legge, i familiari del personale della Polizia municipale deceduto in servizio a causa del virus, il cui numero si attesta a 31 casi confermati e la causa del cui decesso è difficilmente riconducibile a ragioni o meriti diversi da quelli del personale delle forze di polizia; l'articolo 2 del decreto del Ministro dell'interno stabilisce che il contributo è pari a 25.000 euro per evento luttuoso; considerato che: l'esclusione dei familiari del personale della Polizia municipale appare assolutamente ingiusta e incomprensibile, in quanto prevede una discriminazione tra operatori della sicurezza; la Polizia municipale, ai sensi dell'articolo 3 della legge 7 marzo 1986, n. 65 (legge-quadro sull'ordinamento della Polizia municipale), collabora, nell'ambito delle proprie attribuzioni, con le forze di polizia, come è avvenuto anche durante la crisi pandemica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, per onorare degnamente il tributo di vita offerto dal personale delle Polizie municipali deceduto in servizio a causa del COVID-19 e sanare un'evidente discriminazione tra quest'ultimo e il personale delle forze di polizia, provvedere all'estensione del contributo economico anche ai familiari del personale della Polizia municipale, nel pieno rispetto dello spirito del decreto-legge n. 73 del 2021. Atto n. 3-03114 LA PIETRA BALBONI GARNERO SANTANCHE' IANNONE PETRENGA RAUTI RUSPANDINI TOTARO Ai Ministri della transizione ecologica e della salute Premesso che: i progetti "LIFE" costituiscono uno dei programmi "storici" della Commissione europea, essendo operativo dal 1992 e rappresentando il principale strumento finanziario dell'Unione europea dedicato alla tutela dell'ambiente, alla conservazione della natura e all'azione per il clima. LIFE ha cofinanziato più di 5.500 progetti in tutta la UE mobilitando oltre 9 miliardi di euro di investimenti e contribuendo con oltre 4 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea a titolo di cofinanziamento. In Italia il programma ha avuto oltre 900 progetti finanziati, determinando un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro, di cui circa 700 milioni stanziati a titolo di cofinanziamento dalla Commissione europea;