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La gestione del Fondo è attribuita all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo che provvede, anche in coordinamento con accordi esistenti tra i Paesi del continente africano e lo Stato italiano, sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 1 dell'articolo 2 della presente legge e secondo le procedure di erogazione e di assegnazione di cui agli articoli 17 e 26, comma 4, della legge 11 agosto 2014, n. 125, con l'esclusione di qualsiasi profitto o interesse privatistico. Si applica il regolamento di cui al decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale 2 novembre 2017, n.192. 2 Fino al 31 dicembre 2030, il Fondo è altresì alimentato attraverso: a contributi obbligatori a carico dei gestori del servizio idrico integrato, nella misura di 1 centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata; b erogazioni liberali da parte di soggetti privati, ai sensi degli articoli 17, comma 4, e 18, comma 2, della legge 11 agosto 2014, n. 125. 3 Le risorse del Fondo di cui alle lettere a) e b) del comma 2 sono destinate esclusivamente alle finalità di cui al comma 1. 4 Le risorse di cui alla lettera a) del comma 2 sono trasferite ogni tre mesi dai gestori del servizio idrico integrato all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) e successivamente versate al Fondo, entro il decimo giorno del mese successivo a quello del trasferimento. 2 (Modalità di funzionamento del Fondo) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono definiti i criteri per l'individuazione delle aree geografiche a cui sono destinate le risorse del Fondo e per la pianificazione annuale delle azioni e delle priorità, nonché le modalità e i tempi dei bandi di gara, della presentazione dei progetti di cui al comma 2 del presente articolo da parte dei soggetti interessati, i criteri e le modalità di selezione e attuazione degli stessi. Con il medesimo decreto sono definite le modalità per il versamento al Fondo delle erogazioni liberali di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b) , della presente legge. 2 Sulla base del decreto di cui al comma 1, l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo elabora annualmente la lista dei progetti selezionati, anche tenendo conto degli accordi esistenti tra i Paesi destinatari degli interventi e lo Stato italiano, e la trasmette, con la relativa previsione di spesa, al Presidente del Consiglio dei ministri. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 31 dicembre di ciascun anno, è definita la lista dei progetti approvati con il relativo impegno di spesa a carico del Fondo. 3 Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sulla base della rendicontazione effettuata dall'Agenzia italiana per la cooperazione internazionale allo sviluppo, presenta annualmente alle Camere, entro il 30 novembre di ciascun anno, una relazione sull'attuazione del presente articolo, in cui sono indicati i finanziamenti utilizzati e gli interventi realizzati. 4 I contributi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) , sono a carico dei gestori del servizio idrico integrato, non comportano aumenti della tariffa del servizio idrico a carico degli utenti e cessano allo scadere del periodo sperimentale di cui all'articolo 1, comma 1. 5 Entro il 30 novembre 2030 il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale presenta alle Camere una relazione sugli effetti delle disposizioni della presente legge, sulla rendicontazione delle risorse a disposizione, dei finanziamenti utilizzati e delle opere realizzate e in corso di realizzazione, nonché una stima dell'incidenza delle disposizioni della presente legge e delle opere realizzate sul complessivo fenomeno dell'emigrazione interna nel continente africano e in direzione dell'Europa, al fine di consentire al Parlamento di valutare gli esiti del periodo sperimentale di cui all'articolo 1, comma 1. 3 (Disposizioni finanziarie) 1 All'onere derivante dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, pari a 30 milioni di euro annui dall'anno 2020 all'anno 2030, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 2 Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge e dei progetti da essa previsti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.