[pronunce]

che, per meglio mettere in luce «gli effetti devastanti della recidiva reiterata nel caso concreto ed in situazioni analoghe», osserva ancora il rimettente che nel caso di specie risulterebbe applicabile anche la nuova disciplina in materia di reato continuato, sicché l'aumento per la continuazione non potrebbe essere inferiore a un terzo della pena base, ossia - partendo dal minimo edittale stabilito dal primo comma dell'art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 - a due anni di reclusione; che per rendere evidenti gli effetti della disciplina in questione, il giudice a quo osserva che per un modesto fatto di "spaccio su strada", con successiva, altrettanto lieve, resistenza a pubblico ufficiale - come quello che ricorre nel giudizio principale - la pena detentiva minima applicabile, all'esito del giudizio abbreviato, all'imputato recidivo reiterato sarebbe pari - potendo le circostanze attenuanti risultare solo equivalenti alla recidiva - a cinque anni e quattro mesi di reclusione; che, in un'ipotesi del tutto identica, ma relativa ad un soggetto non recidivo reiterato e con il riconoscimento della prevalenza della circostanza di cui al quinto comma dell'art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990 e delle circostanze attenuanti generiche (concedibili in considerazione della confessione resa e delle misere condizioni di vita), la pena detentiva potrebbe arrivare a cinque mesi e venti giorni di reclusione; che, pertanto, a causa del divieto di prevalenza sulla recidiva reiterata delle circostanze attenuanti ad effetto speciale (e, nello specifico, di quella di cui al quinto comma dell'art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990) e dell'aumento minimo obbligatorio per la continuazione, la normativa in discussione può portare a sanzionare con una pena fino a dieci volte superiore un fatto identico; che, tutto ciò considerato, il Tribunale di Torino dubita, in riferimento agli artt. 3, 25 e 27 Cost., della legittimità costituzionale dell'art. 69, quarto comma, cod. pen. , che, almeno nei casi in cui sussista una circostanza attenuante ad effetto speciale - quale, nel caso di specie, quella prevista dall'art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990 - imporrebbe di applicare pene identiche a situazioni ontologicamente diverse, così «comportando per fatti-reato sovrapponibili un trattamento fino a dieci volte superiore in funzione unicamente del "tipo di autore"», e impedirebbe al giudice di dare rilievo al "fatto commesso" e al principio di offensività, nonché di rispettare il principio di proporzionalità della pena, funzionale a garantire che le pene non consistano in trattamenti contrari al senso di umanità e tendano alla rieducazione del condannato. Considerato che il Tribunale di Torino ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 25 e 27 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall'articolo 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui esclude che la circostanza attenuante di cui all'articolo 73, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) possa essere dichiarata prevalente sulla recidiva reiterata; che solo la parte finale della motivazione dell'ordinanza di rimessione mette genericamente in questione il divieto di prevalenza, rispetto alla recidiva reiterata, di «qualunque circostanza attenuante, ivi comprese quelle ad effetto speciale e, segnatamente, quella di cui all'art. 73 quinto comma» del d.P.R. n. 309 del 1990, laddove tutti gli argomenti svolti in precedenza riguardano specificamente quest'ultima circostanza; che, pertanto, il tenore complessivo dell'ordinanza di rimessione e l'univoca indicazione offerta dal dispositivo impongono di individuare i termini della questione come relativi esclusivamente al divieto di prevalenza, rispetto alla recidiva reiterata, della circostanza attenuante di cui all'art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990; che, così individuato l'oggetto della questione, deve rilevarsi che con la sentenza n. 251 del 2012, successiva all'ordinanza di rimessione, questa Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 69, quarto comma, cod. pen. , come sostituito dall'art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all'art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990 sulla recidiva di cui all'art. 99, quarto comma, cod. pen. ; che, pertanto, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale di cui alla sentenza n. 251 del 2012, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente inammissibile, in quanto è diventata priva di oggetto (ex plurimis, ordinanza n. 315 del 2012). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall'articolo 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 25 e 27 della Costituzione, dal Tribunale di Torino con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 giugno 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Giorgio LATTANZI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 giugno 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI