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Il provvedimento è importante anche dal punto di vista del merito, perché ci sono direttive che nella loro attuazione vengono modificate e introdotte e perché si tratta di ambiti che interessano direttamente la vita dei cittadini italiani e delle imprese. Le direttive da recepire riguardano, infatti, servizi media e audiovisivi; il diritto d'autore per le pubblicazioni online; l'uso delle fonti energetiche rinnovabili; il ricorso all'autoproduzione elettrica; la concorrenza del mercato interno anche tra imprese agricole; i requisiti prudenziali richiesti alle banche e ai fondi di investimento; il benessere degli animali; la tutela dell'ambiente; la vigilanza sui dispositivi medici; la cybersicurezza; il prodotto pensionistico europeo; l'insolvenza degli individui; le condizioni di lavoro e l'equilibrio con la vita familiare; la gente di mare; le infrastrutture stradali e altro. Conseguentemente, il lavoro della 14 a Commissione si è svolto - lo voglio ribadire - con la massima apertura nei confronti del contributo costruttivo da parte di tutti i senatori appartenenti a tutte le forze politiche per portare avanti un lavoro corale e condiviso che sia a beneficio dell'Italia e dei cittadini italiani. La Commissione ha integrato e migliorato il testo del provvedimento approvando 113 emendamenti e accogliendo 54 ordini del giorno. Circa la metà degli ordini del giorno (29) riguarda l'articolo 9, relativo all'attuazione della cosiddetta direttiva copyright , su cui si è ritenuto di non adottare modifiche al testo. I restanti ordini del giorno riguardano l'attuazione del codice delle comunicazioni, la direttiva sulle fonti rinnovabili, la direttiva sulle plastiche monouso e altri argomenti specifici. Vorrei evitare un esame articolo per articolo e darei per letti i vari articoli, se non ci sono cenni di dissenso, che sono stati consumati nell'attenzione e nel dibattito in Commissione. Penso siano stati oggetto di emendamenti in Commissione e poi in Assemblea. Quindi, vorrei evitare di esaminare articolo per articolo il disegno di legge e andare alla conclusione del mio intervento. Colleghe senatrici e colleghi senatori, non voglio fare un generico appello o una sterile mozione degli affetti, anche perché con il clima che abbiamo avuto qualche minuto fa mi sembra assolutamente improbabile o pretenzioso. Voglio sottolineare, però, come il lavoro compiuto che ho evitato di sintetizzare sia stato, da un lato, incisivo grazie all'apertura del Governo - le senatrici e i senatori sono stati messi nella condizione di poter modificare la legge di delega originariamente approvata dal Governo grazie all'atteggiamento dell'Esecutivo - e, dall'altro, il più possibile corale e ha tenuto conto, per quanto possibile, dei suggerimenti emersi nel corso delle audizioni. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,28) ( Segue PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 ). Il mio auspicio e il mio invito sono, dunque, a procedere, anche in quest'Assemblea, a sostenere nel modo più ampio e con il contributo più largo di tutti i Gruppi e dei singoli senatori l'approvazione della legge di delegazione. (Applausi). PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per integrare la relazione scritta la senatrice Gaudiano, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3. Ne ha facoltà. GAUDIANO, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3 . Signor Presidente, senatori, Governo, congiuntamente al disegno di legge di delegazione europea il Regolamento del Senato prevede che siano esaminate anche le relazioni del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Abbiamo quindi al nostro esame la relazione consuntiva per il 2019 e la relazione programmatica per il 2020, su cui la 14 a Commissione mi ha conferito il mandato a riferire a questa Assemblea in senso favorevole, tenendo conto anche dei pareri consultivi espressi dalle altre Commissioni permanenti. Come si evince dalla mia relazione contenuta nello stampato che è in distribuzione e alla quale rinvio per un'illustrazione più approfondita, la relazione consuntiva rappresenta il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea durante l'anno precedente, mentre la relazione programmatica assume una valenza maggiormente politica, poiché riflette la visione generale del Governo sulle prospettive future dell'Unione europea e indica le sue intenzioni politiche sui singoli dossier europei. Entrambe le relazioni trattano dell'intero panorama delle politiche dell'Unione europea, alle quali l'Italia partecipa attivamente e dalle quali discendono obblighi giuridici da adempiere e indirizzi comuni europei a cui informare le nostre politiche nazionali interne. Mi limito in questa sede a soffermarmi su un aspetto che ritengo di fondamentale importanza e che non sarà mai evidenziato a sufficienza, ovvero l'esigenza di dedicarsi in modo primario alla fase ascendente di formazione e di negoziato della delegazione europea, che precede la definitiva adozione ed entrata in vigore in conseguenza della natura vincolante dell'obbligo giuridico di dare attuazione alla legislazione (regolamenti e direttive) che viene adottata dal Consiglio dell'Unione europea e dal Parlamento europeo, peraltro con la partecipazione attiva dei nostri rappresentanti in seno alle istituzioni europee. Ritengo che una più ingente e incisiva quantità di risorse, di tempo e di energie debba essere dedicata a questa fase sia da parte delle strutture del Governo, che già fanno molto, ma che debbono ulteriormente potenziare questo impegno per porsi alla pari dei principali attori statali nell'Unione, sia da parte del parlamentare. Con riguardo alla parte parlamentare mi riferisco anche ai nostri colleghi eletti al Parlamento europeo, con i quali dovremmo dialogare con cadenza regolare, in modo sistematico e approfondito, creando sinergie di collaborazione e sostegno reciproco; un dialogo in cui noi potremmo dare un apporto proveniente dalle istanze nazionali e regionali, di cui siamo rappresentanti, e in cui potremmo al contempo ricevere dai deputati italiani elementi informativi preziosi, punti di vista e opinioni in grado di arricchire la nostra capacità di esame in fase ascendente delle proposte legislative europee. È un ruolo, quello dei Parlamenti nazionali, al quale i trattati europei attribuiscono un valore importante, e non solo per l'effettivo intervento consultivo nel processo legislativo europeo, ma anche per l'importante valenza di stimolo e indirizzo al Governo e per il ruolo di coinvolgimento e avvicinamento delle politiche europee ai cittadini e al territorio nazionale e regionale; un ruolo tanto più importante quanto più risulta evidente la problematicità, soprattutto a livello regionale e locale, nel dare corretta attuazione alla normativa europea. L'Italia infatti risulta agli ultimi posti nella classifica delle procedure di infrazione, non tanto per mancata o ritardata attuazione delle direttive, ma per successiva violazione delle stesse. In buona parte si tratta di infrazioni in cui la responsabilità risiede a livello regionale o locale.