[pronunce]

Tuttavia, né da tale documentazione, né da altro elemento addotto dalla difesa della resistente, risulta in alcun modo che siano state rispettate le specifiche condizioni procedimentali fissate dall'art. 22, comma 1, lettera a), a garanzia della prescritta "qualificata" partecipazione delle autonomie alla scelta di riperimetrazione dell'area. Si tratta di condizioni dirette, all'evidenza, a far sì che la partecipazione degli enti locali interessati all'istruttoria sia effettivamente idonea a incidere sulla scelta da assumere all'esito del procedimento di istituzione del parco (e di sua modifica). Ciò che a sua volta presuppone che la stessa istruttoria si fondi su una corretta rappresentazione fattuale delle aree su cui si interviene, operata tramite un'adeguata analisi territoriale, e che le finalità perseguite corrispondano a obiettivi preventivamente individuati e tengano conto degli effetti previsti, così come pretende la logica di ogni corretta scelta pubblica, prima ancora che l'art. 22, comma 1, lettera a), della legge n. 394 del 1991. Tutto questo è mancato nel procedimento di formazione della decisione regionale di riperimetrazione provvisoria del parco naturale regionale Sirente Velino, sicché si deve concludere che l'art. 2, commi 1 e 2, della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021 viola l'art. 22, comma 1, lettera a), della legge n. 394 del 1991 e, per il suo tramite, l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., al cui ambito di competenza sono riconducibili le previsioni della citata legge quadro statale sulle aree naturali protette (tra le tante, sentenze n. 115 del 2022, n. 251 del 2021, n. 276 e n. 134 del 2020, n. 290 e n. 180 del 2019, n. 121 del 2018, n. 74 e n. 36 del 2017). Deve essere quindi dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, commi 1 e 2, della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021. Restano assorbite le ulteriori censure promosse nei confronti della medesima norma. 1.4.- Il ricorrente ha impugnato anche l'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021, che reca una nuova disciplina degli organi dell'ente parco. Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri sarebbe violato l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., in relazione agli artt. 22, comma 1, lettera c), 23 e 24, comma 1, della legge n. 394 del 1991, perché la norma impugnata, «assorbe[ndo] in larga parte i contenuti dello statuto del Parco regionale», fisserebbe direttamente i criteri per la composizione degli organi del parco, nonché i relativi poteri, e determinerebbe «un'indebita spoliazione delle potestà regolamentari della comunità locale da parte del Consiglio regionale, laddove tale regolamentazione deve essere demandata allo Statuto». L'impugnato art. 3 ha sostituito i commi da 2 a 26 dell'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 42 del 2011 con i nuovi commi da 2 a 31, introducendo una disciplina articolata e assai dettagliata sulla costituzione e sul funzionamento degli organi dell'ente parco. In particolare: i nuovi commi 3, 4, 5, 13, 30 e 31 disciplinano la nomina, i poteri, l'indennità e le cause di incompatibilità del presidente; i nuovi commi 6, 7, 8, 9, 10, 12, 14, 30 e 31 regolano la composizione, la nomina, la durata in carica, le competenze, il gettone di presenza, il rimborso spese e le cause di incompatibilità dei membri del Consiglio direttivo; i nuovi commi 11 e 14 disciplinano le funzioni e il gettone di presenza del vicepresidente; i nuovi commi 15, 16, 17, 18, 19 e 20 regolano la composizione, i compiti, il funzionamento, i rimborsi spese e le cause di incompatibilità della Comunità del parco e dei suoi componenti; infine, i commi 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 30 e 31 disciplinano la nomina, i compiti, la durata in carica, il compenso e le cause di incompatibilità del Revisore unico. 1.4.1.- Nelle more del presente giudizio, sul testo dell'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 42 del 2011 è intervenuto l'art. 7, comma 1, lettere a) e b), della legge della Regione Abruzzo 11 gennaio 2022, n. 1 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e ulteriori disposizioni urgenti), che ha sostituito i commi da 3 a 17 e abrogato i commi da 18 a 31, a decorrere dal 15 gennaio 2022. Le disposizioni impugnate sono state quindi in vigore dal 10 giugno 2021 al 14 gennaio 2022. Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, la modifica della norma impugnata in via principale, intervenuta in pendenza di giudizio, determina la cessazione della materia del contendere qualora il sopravvenuto intervento legislativo abbia un carattere satisfattivo delle pretese avanzate con il ricorso e a condizione che la norma impugnata non abbia ricevuto applicazione medio tempore (ex plurimis, sentenze n. 222, n. 200, n. 187, n. 112, n. 92, n. 24 e n. 23 del 2022). Nel caso in esame, a prescindere dalla verifica del carattere satisfattivo delle modifiche introdotte (peraltro, di difficile svolgimento in ragione della quantità delle modifiche operate), l'assenza di deduzioni sulla mancata applicazione medio tempore del testo originario, anche in considerazione del tempo di vigenza (sette mesi), esclude la cessazione della materia del contendere (da ultimo, sentenza n. 187 del 2022). Devono quindi essere esaminate le censure promosse nei confronti dell'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 14 del 2021, nella parte in cui ha modificato l'art. 3 della legge reg. Abruzzo n. 42 del 2011. 1.4.2.- Le questioni sono inammissibili. A fronte del numero particolarmente elevato delle nuove disposizioni introdotte dall'art. 3 impugnato e del loro variegato contenuto, il ricorso propone un'unica e indifferenziata censura, rivolta cumulativamente e indistintamente a tutte le previsioni in esso contenute, fondata su una pretesa invasione ad opera della legge regionale di aspetti della materia dell'organizzazione e del funzionamento del parco che sarebbero riservati invece, in base alla normativa quadro statale, alla disciplina dello statuto dell'ente.