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è dunque necessario proseguire senza indugio nella strada di riforma intrapresa, non solo per restituire competitività ad un ente strategico per lo sviluppo economico dei territori meridionali, ma anche per salvaguardare il lavoro del personale che quotidianamente svolge funzioni qualificate nella parte amministrativa, tecnica e gestionale, nonché nel controllo del territorio, anche in riferimento alle attività di prevenzione e monitoraggio del rischio idrogeologico, impegna il Governo a mettere in atto tutte le azioni necessarie al completamento della riorganizzazione dell'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia, dando tempestiva e definitiva attuazione alla disciplina di cui all'articolo 24 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34. Interrogazioni Atto n. 3-01412 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: secondo l'ultima relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 38 del 2010, pubblicata il 31 gennaio 2019, sono oltre 40.000 i pazienti assistiti a domicilio con cure palliative e terapia del dolore in Italia e, sulla base dei dati sul settore aggiornati al 2017, il numero totale dei pazienti assistiti è cresciuto del 32,19 per cento rispetto al triennio precedente; le cure palliative nascono per assistere il paziente in seguito alla diagnosi di malattia terminale, ma dovrebbero attivarsi precocemente (secondo il concetto di "simultaneous care " ), affiancando lo specialista e preoccupandosi di tutti quei sintomi spesso tralasciati in un percorso di cura volto principalmente a contrastare la progressione di malattia; la ricerca della qualità della vita, infatti, non dovrebbe essere un risultato da raggiungere solo quando la malattia è avanzata e incurabile, ma dovrebbe essere un obiettivo di tutti, sani e malati, pazienti e medici; purtroppo, il rapporto del Ministero della salute evidenzia come lo sviluppo delle reti locali di cure palliative, l'identificazione dei requisiti minimi per l'accreditamento e l'adozione di modelli organizzativi uniformi, siano obiettivi non ancora raggiunti da tutte le Regioni. In particolare, rimane critica la situazione delle reti di cure palliative e terapia del dolore pediatriche, fortemente carenti in quasi tutto il territorio nazionale. Si riscontrano, infatti, delle forti carenze sistemiche e di adeguate risposte assistenziali, poiché spesso vengono "adattati" protocolli per adulti che non prevedono azioni dedicate alle reali esigenze dei piccoli pazienti; anche il tema del sottofinanziamento delle cure palliative da parte del Servizio sanitario nazionale riveste carattere di grave criticità, che andrebbe superata iniettando maggiori risorse a garanzia del diritto dei pazienti ad essere seguiti adeguatamente; inoltre, il report mette in evidenza un rilevante "balzo in avanti" delle cure palliative domiciliari: un aumento del 32 per cento, ma in realtà le cure al domicilio sono quelle che hanno bisogno di un potenziamento maggiore. Il dato è ancora bassissimo rispetto al bisogno potenziale e molto probabilmente è anche incompleto; a dimostrare che le cure palliative domiciliari rimangono il nodo più complesso e disomogeneo basta fare degli esempi di alcune regioni; in Puglia tra il 2016 ed il 2017 emerge una riduzione sia delle giornate di cure palliative erogate sia del numero annuo di giornate con accesso del medico esperto e questo peggioramento dei dati si registra proprio contestualmente alla scelta della Asl di Brindisi di affidarsi ad un global service senza alcuna competenza specifica in cure palliative; le giornate di cura e gli accessi del medico palliativista hanno subito un calo anche in molte altre regioni come ad esempio, in Lombardia, dove la Regione ha deliberato criteri di erogazione per le cure palliative domiciliari con standard così elevati da risultare molto difficili da rispettare; per quanto riguarda le Regioni più virtuose infine, come l'Emilia-Romagna, è molto positivo come la rete sia riuscita ad intercettare ben il 46 per cento dei deceduti per causa di tumore, con un numero sempre crescente di giornate di cura e di accessi del medico. Ma confrontando i dati con i risultati dell'indagine sullo stato di attuazione delle reti locali di cure palliative ( ex delibera della Giunta regionale n. 560 del 2015 dell'Emilia-Romagna), si nota come nel periodo 2016-2017 la copertura infermieristica e medica sulle 24 ore, 7 giorni su 7 come prevista dalla stessa delibera e dal decreto 12 gennaio 2017 (nuovi LEA) sia presente in un numero molto limitato di reti e soltanto le associazioni come l'Assistenza nazionale tumori siano in grado di fornire un servizio dedicato e continuativo per 365 giorni all'anno; infine, rispetto a questa evidente difficoltà nell'erogazione delle cure palliative domiciliari, il numero di medici palliativisti risulta molto insufficiente per rispondere ai bisogni dei pazienti, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo su quanto esposto; se non ritenga di dover effettuare un monitoraggio annuale rispetto all'applicazione della legge n. 38 del 2010 così come previsto dalla legge stessa; quali misure intenda intraprendere per contrastare le disomogeneità territoriali ancora troppo penalizzanti per i malati e per le loro famiglie; se non ritenga necessario investire le giuste risorse in modo mirato che possano costituire modelli di riferimento per un più armonico sviluppo delle reti di cure palliative. Atto n. 3-01413 RAUTI Ai Ministri della salute e della difesa Premesso che: dagli organi di stampa, si apprende che (a lunedì 24 febbraio 2020) è salito a 217 il numero dei casi di contagio da coronavirus in Italia, compresi quattro decessi e un guarito; nello specifico, si registrano: 165 casi in Lombardia, 27 in Veneto, 16 in Emilia-Romagna, 3 in Piemonte, 3 in Trentino-Alto Adige e 3 nel Lazio; tuttavia, il numero dei pazienti contagiati risulta essere provvisorio e, con ogni probabilità, è destinato ad aumentare; l'Italia è attualmente il terzo Paese al mondo per numero di casi, dopo Cina e Corea del Sud; al fine di contenere la diffusione del virus, il Consiglio dei ministri, il 23 febbraio, ha approvato un decreto-legge avente che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19; tale provvedimento nulla prevede in ordine alla tutela dei militari impegnati nell'operazione "Strade sicure", che prestano il loro servizio nelle stazioni metropolitane ed in altri luoghi affollati; tali condizioni li espongono fortemente al rischio di contagio e di diffusione del virus, si chiede di sapere quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare, ciascuno per quanto di competenza, a tutela dei militari impiegati nell'operazione "Strade sicure". Atto n. 3-01414 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la soppressione dei collegamenti aerei diretti con la Repubblica popolare cinese per contenere la diffusione dell'infezione da " coronavirus " è stata estesa, oltre a Hong Kong e a Macao, anche alla Repubblica di Cina (Taiwan); la risposta di Taiwan non ha tardato ad arrivare.