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L'articolo 2, allo scopo di tutelare le popolazioni dei comuni delle aree ad alto rischio vulcanico e della mitigazione del rischio vulcanico nell'area vesuviana e flegrea, stabilisce che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge siano definiti il programma straordinario di interventi per la mitigazione del rischio vulcanico nell'area vesuviana e flegrea, il piano di protezione civile per l'area vesuviana e il piano di protezione civile per l'area flegrea, che sono inseriti nel piano di protezione civile della regione Campania e costituiscono parte integrante, per i rispettivi comuni, delle linee guida per la redazione del piano comunale di protezione civile. L'articolo 3 definisce il ruolo dei comuni in ordine al rischio vulcanico e prevede l'istituzione presso ciascun comune di un apposito ufficio che coadiuva l'ufficio speciale per il piano vesuvio e piano campi Flegrei, previsto dal successivo articolo 4. All'ufficio speciale, istituito presso il Dipartimento nazionale di protezione civile e con sede in Campania, sono attribuiti (articolo 5) i compiti di redazione dei piani e del programma entro termini definiti e di sovraintedere allo svolgimento di periodiche esercitazioni finalizzate al miglioramento dei piani di emergenza e alla diffusione tra la popolazione di una cultura di protezione civile. L'articolo 6, al fine di semplificare il quadro dei soggetti responsabili delle attività relative al rischio vulcanico, provvede allo scioglimento di tutte le commissioni di nomina governativa inerenti alla pianificazione dell'emergenza nell'area flegrea e vesuviana e il passaggio della documentazione in loro possesso all'ufficio speciale. L’articolo 7, infine, reca la copertura finanziaria del provvedimento. I promotori, tenuto conto dell'importanza della situazione descritta, auspicano un esame ed un'approvazione in tempi rapidi del presente disegno di legge.. 1 (Classificazione territoriale delle aree ad elevato rischio vulcanico) 1 Ai fini della presente legge, sono classificate «aree ad elevato rischio vulcanico»: a nell'area vesuviana, i comuni di: Boscoreale; Boscotrecase; Cercola; Ercolano; Massa di Somma; Napoli (parte della circoscrizione di Barra -- Ponticelli -- San Giovanni a Teduccio); Nola; Ottaviano; Palma Campania; Poggiomarino; Pollena Trocchia; Pomigliano d'Arco ( enclave nel territorio di Sant'Anastasia); Pompei; Portici; San Gennaro Vesuviano; San Giorgio a Cremano; San Giuseppe Vesuviano; San Sebastiano del Vesuvio; Sant'Anastasia; Scafati; Somma Vesuviana; Terzigno; Torre Annunziata; Torre del Greco; Trecase; b nell'area flegrea, i comuni di: Bacoli, Giugliano, Marano, Monte di Procida, Napoli (zona occidentale), Pozzuoli, Quarto; c i comuni dell'isola d’Ischia. 2 Altre aree a rischio vulcanico suscettibili di inserimento nei piani e nei programmi previsti dalla presente legge possono essere identificate secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 2. 2 (Programma e piani di protezione civile per la salvaguardia delle popolazioni e la mitigazione del rischio vulcanico) 1 Al fine della salvaguardia delle popolazioni dei comuni di cui all'articolo 1 e della mitigazione del rischio vulcanico nell'area vesuviana e flegrea, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti: a il programma straordinario di interventi per la mitigazione del rischio vulcanico nell’area vesuviana e flegrea, di durata quinquennale, volto a favorire la progressiva delocalizzazione della popolazione residente nelle aree di cui all'articolo 1, prevedendo in particolare: 1 incentivi, di ordine finanziario, normativo, tariffario ed amministrativo per la delocalizzazione territoriale; 2 disposizioni urbanistiche e opere per la mitigazione dell'impatto di specifici fenomeni vulcanici; 3 iniziative e misure, da realizzare in aree della Campania non esposte a rischio, per favorire il trasferimento delle popolazioni residenti nelle aree di cui all'articolo 1; 4 campagne educative e informative sul rischio vulcanico; 5 consultazione con i soggetti istituzionali e le popolazioni interessate, anche ai sensi di quanto previsto dalla valutazione ambientale strategica, di cui alla direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001. b Il piano di protezione civile per l'area vesuviana volto alla salvaguardia delle popolazioni nonché alla protezione dei beni e delle attività nell’area di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) ; c il piano di protezione civile per l'area flegrea volto, in particolar modo, alla salvaguardia delle popolazioni nonché alla protezione dei beni e delle attività nell’area di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) . 2 I piani di protezione civile di cui al comma 1 sono inseriti nel piano di protezione civile della regione Campania e costituiscono parte integrante, per i rispettivi comuni di cui all'articolo 1, delle Linee guida per la redazione del Piano comunale di protezione civile. 3 Il piano comunale di protezione civile approvato dal Consiglio comunale costituisce regolamento per i dipendenti del comune, ai quali sono assegnati precisi compiti da svolgere in caso di allarme o emergenza vulcanica, come individuati negli strumenti attuativi dei piani medesimi. Analoghe disposizioni, ai sensi dell'articolo 15 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, possono essere emanate dal Sindaco per i servizi di emergenza, i volontari di protezione civile, le associazioni e le aziende operanti sul territorio comunale. 4 Il piano comunale di protezione civile si avvale delle risorse immediatamente disponibili al momento della sua redazione. Per eventuali interventi e per la realizzazione di strutture volti a migliorare la gestione dell'emergenza, il comune ne richiede l'inserimento nel programma straordinario di interventi per la mitigazione del rischio vulcanico nell'area vesuviana e flegrea. 5 Il piano comunale costituisce oggetto di esercitazioni, da tenersi con cadenza almeno biennale in tutti i comuni di cui all'articolo 1. Il medesimo piano è reso pubblico e divulgato presso la popolazione a cura del sindaco, con il supporto dell'ufficio speciale di cui all'articolo 4. 6 La regione Campania coadiuva i comuni nella stesura dei piani comunali di emergenza di cui al presente articolo. 3 (Ruolo dei comuni) 1 Ai fini del coordinamento delle attività di cui alla presente legge, i comuni di cui all'articolo 1 attivano forme di convenzione obbligatoria, ai sensi dell'articolo 30 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, provvedendo in particolare alla costituzione di un ufficio di supporto all'ufficio speciale di cui all'articolo 4. L'ufficio di supporto si avvale delle risorse umane e strumentali messe a disposizione dai comuni medesimi, secondo quanto previsto dalle relative intese tra comuni. 4 (Istituzione dell’ufficio speciale per il piano Vesuvio e il piano Campi Flegrei)