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In applicazione di quanto stabilito al comma 1, le disposizioni vigenti in contrasto con la norma generale di cui alla lettera a) del comma 3 saranno abrogate oppure modificate o sostituite in attuazione della norma generale di cui alla lettera b) del medesimo comma 3. 5. I regolamenti di cui al comma 1 possono demandare a decreti ministeriali, da adottare ai sensi dell'art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, la emanazione di regole tecniche". - La legge 16 agosto 1962, n. 1354 (Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra), è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 234 del 17 settembre 1962. - Il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236 (Attuazione della direttiva CEE, n. 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 30 giugno 1988. - Il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 107 (Attuazione delle direttive 88/388/CEE e 91/71/CEE relative agli aromi destinati ad essere impiegati nei prodotti alimentari ed ai materiali di base per la loro preparazione), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17 febbraio 1992. - Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 (Attuazione delle direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17 febbraio 1992. - Il testo dell'art. 35, comma 1, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, è il seguente: "Art. 35 (Accertamento dell'accisa sulla birra). - 1. Ai fini dell'accertamento dell'accisa sulla birra, per prodotto finito si intende la birra nelle condizioni in cui viene immessa in consumo. Il volume di ciascuna partita di birra da sottoporre a tassazione è dato dalla somma dei volumi nominali degli imballaggi preconfezionati e dei volumi nominali dichiarati degli altri contenitori utilizzati per il condizionamento: il volume così ottenuto, espresso in ettolitri, viene arrotondato al litro, computando per intero le frazioni superiori al mezzo litro. Per grado Plato si intende la quantità in grammi di estratto secco contenuto in 100 grammi del mosto da cui la birra è derivata; la ricchezza saccarometrica così ottenuta viene arrotondata ad un decimo di grado, trascurando le frazioni di grado pari o inferiori a 5 centesimi, e computando per un decimo di grado quelle superiori". - Il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155 (Attuazione delle direttive 93/43/CEE, e 96/3/CE concernenti l'igiene dei prodotti alimentari), è pubblic ato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 1997. - Il decreto del Ministro della sanità 27 febbraio 1996, n. 209 (Regolamento concernente la disciplina degli additivi alimentari consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari in attuazione delle direttive n. 94/34/CE, n. 94/35/CE, n. 94/36/CE, n. 95/2/CE e n. 95/31/CE), è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24 aprile 1996. - La direttiva del Consiglio del 29 marzo 1983, n. 83/189/CEE, modificata dalla direttiva n. 88/182/CEE, in data 14 ottobre 1997 è stata attuata dalla legge 21 giugno 1986, n. 317 (Attuazio ne, della direttiva n. 83/189/CEE relativa alla procedura di informazione nel settore delle norme è delle regolamentazioni tecniche), il cui testo è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 151 del 2 luglio 1986. Nota all'art. 1: - Il testo dell'art. 1 della legge 16 agosto 1962, n. 1354 (Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra) è il seguente: "Art. 1. - La denominazione "birra" è riservata al prodotto ottenuto dalla fermentazione con ceppi di saccharomyces, carlsbergensis, o di saccharomyces cerevisiae dei mosti preparati con malto di orzo anche torrefatto ed acqua, amaricati con luppolo. Il luppolo può essere utilizzato anche in polvere, sotto forma di estratti o di concentrati. Il Ministro per la sanità, con proprio decreto, stabilisce le caratteristiche ed i requisiti di purezza dei prodotti innanzi indicati, ne definisce le modalità di lavorazione e prescrive i necessari controlli per le varie fasi di produzione. Il malto d'orzo può essere sostituito con malto di frumento, con riso o con altri cereali anche rotti o macinati o sotto forma di fiocchi, fino alla percentuale massima del 40 per cento calcolata sul peso complessivo del cereale impiegato".