[pronunce]

4.1.4.- Il ricorrente denuncia, inoltre, come la «surrettizia» estensione di una remunerabilità extrabudget rechi vulnus anche all'art. 117, terzo comma, Cost., in relazione all'art. 8-sexies del d.lgs. n. 502 del 1992. A mente dell'art. 8-sexies citato, le strutture accreditate presso il SSR sono finanziate secondo un ammontare globale predefinito che, indicato negli accordi contrattuali di cui all'art. 8-quinquies del d.lgs. n. 502 del 1992 ed integrativo del cosiddetto tetto di spesa o budget, viene determinato in base alle funzioni assistenziali e alle attività svolte all'interno e per conto della rete di servizi di riferimento, sulla base di tariffe predefinite per prestazione, la cui osservanza, secondo giurisprudenza costante, tale da costituire diritto vivente (è citata la sentenza del Consiglio di Stato, sezione terza, 18 aprile 2023, n. 3876), «rappresenta un vincolo ineludibile che costituisce la misura delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale può erogare e che può permettersi di acquistare da ciascun erogatore privato». Il ricorrente richiama quindi la costante giurisprudenza di questa Corte - sono menzionate le sentenze n. 155 del 2023 e n. 130 del 2020 - secondo la quale le disposizioni in materia di piano di rientro dal disavanzo sanitario, che è diretto al contenimento della spesa pubblica, si configurano come principi di coordinamento della finanza pubblica. 4.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri censura, poi, il comma 3 dell'art. 71 della legge reg. Siciliana n. 3 del 2024, a norma del quale, «[a]l fine di sostenere il mantenimento degli standard strutturali e funzionali previsti dalla vigente normativa e garantire la compiuta erogazione dei relativi LEA, le Aziende sanitarie provinciali provvedono a riconoscere annualmente alle strutture di residenza sanitaria assistenziale (RSA) accreditate la parte fissa di spese connesse al personale dipendente e convenzionato contrattualizzato per struttura, in proporzione ai posti letto accreditati, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica e nell'ambito del budget assegnato in sede di contrattualizzazione». La disposizione di cui si tratta si porrebbe in contrasto con gli artt. 81 e 117, terzo comma, Cost., in relazione all'art. 8-sexies del d.lgs. n. 502 del 1992 che, ricorda il ricorrente, non consente la remunerazione dei singoli fattori produttivi e dei relativi costi delle strutture accreditate, ma prescrive la loro remunerazione secondo l'ammontare predefinito, o tetto di spesa, indicato negli accordi contrattuali di cui all'art. 8-quinquies. Nel ricorso si deduce che il diritto alla salute è costituzionalmente condizionato dall'attuazione che ne dà il legislatore ordinario, nel bilanciamento con gli altri interessi costituzionalmente protetti e con i limiti derivanti dalle risorse finanziarie di cui dispone al momento, e si richiama la sentenza di questa Corte n. 76 del 2023 per i principi ivi affermati sulla tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli artt. 8-sexies e 8-quinquies del d.lgs. n. 502 del 1992. 5.- È, ancora, impugnato l'art. 83, comma 2, della legge reg. Siciliana n. 3 del 2024, per violazione dell'art. 81, terzo comma, Cost. sul vincolo di copertura finanziaria delle leggi di spesa. L'art. 83, rubricato «Disposizioni in materia di commissari straordinari e commissari liquidatori degli ambiti territoriali ottimali», al comma 2 stabilisce che: «[a]i sensi di quanto disposto dal comma 1, la Regione, per il tramite del Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti, assicura che i dipendenti regionali non subiscano diminuzioni patrimoniali personali, eventualmente intervenendo con iniziative a tutela degli stessi anche per le spese legali derivanti da procedimenti correlati alle funzioni svolte nella qualità di commissario straordinario e per qualunque altro onere eventualmente sostenuto o documentato. Agli oneri di cui al presente comma si provvede a valere sulle disponibilità della Missione 9, Programma 4, capitolo 242533». Rileva il ricorrente che la disposizione impugnata prevede l'assunzione in capo alla Regione di oneri non quantificati per le spese legali sostenute dai dipendenti che svolgano funzioni di commissari straordinari e commissari liquidatori degli ambiti territoriali ottimali (ATO), la cui mancata quantificazione non consente di verificare la congruità della copertura finanziaria, mediante le risorse disponibili in bilancio. 6.- Il ricorrente denuncia, infine, l'art. 138 della legge reg. Siciliana n. 3 del 2024 per violazione degli artt. 81 e 117, terzo comma, Cost., in relazione all'art. 11 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35 (Misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria), convertito, con modificazioni, nella legge 25 giugno 2019, n. 60. L'art. 138, rubricato «Personale degli enti del servizio sanitario regionale», al comma 1, prevede che «[a]l fine di garantire il funzionamento delle case della comunità e degli ospedali di comunità, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), i limiti di spesa destinati al personale degli enti del servizio sanitario regionale sono arricchiti annualmente con un aumento del 15 per cento». Ricorda il ricorrente che l'art. 1, comma 244, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026), adottata per il potenziamento dell'assistenza territoriale, ha incrementato a livello nazionale la spesa massima, già autorizzata ai sensi dell'art. 1, comma 274, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024), nella misura di 250 milioni di euro per l'anno 2025 e di 350 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN), demandando ad apposito decreto interministeriale il riparto di risorse tra regioni e province autonome, tenendo conto anche degli obiettivi del PNRR. Il successivo comma 2 dell'art. 138 impugnato ha previsto un ampliamento delle piante organiche per le finalità indicate al precedente comma, in conformità alla direttiva attuativa (prot. servizio 1/n. 24514), dell'Assessorato regionale della salute - dipartimento per la pianificazione strategica, tenuto conto delle stabilizzazioni previste da diverse disposizioni nazionali. Il ricorso richiama in nota «l'articolo 1, comma 268, lett.