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Basta con la teoria, affrontiamo seriamente la pratica e adottiamo scelte responsabili e serie per dare all'Umbria e alle altre Regioni, attraverso il Ministero - mi rivolgo al rappresentante del Governo - un ciclo integrato dei rifiuti che preveda correttamente l'applicazione delle leggi nazionali ed europee. (Applausi). GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, sulla base delle considerazioni fatte anche nell'intervento in discussione, desidero preannunciare a nome del Gruppo Italia Viva l'espressione di un voto favorevole sulla proposta di risoluzione presentata. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, sono state fatte molte considerazioni. Siamo di fronte a una relazione esaustiva, che ha impegnato la Commissione in mesi di lavoro; a dire il vero, è una relazione che prende spunto anche dai lavori della XVII legislatura, in maniera diretta e indiretta e ne fa tesoro. È una relazione che parte dallo studio, dalla documentazione, dalle decine e decine di incontri fatti nel territorio, dalle audizioni. Quindi si tratta di un lavoro serio, corposo, che ha prodotto oltre 200 pagine e ha consentito alla Commissione di approfondire in maniera adeguata la questione della gestione dei rifiuti nella Regione Umbria. È una relazione davvero molto articolata - ripeto - che affronta direttamente le questioni di competenza della Commissione, e poi, naturalmente indirettamente, anche quelle collegate, quelle più generali dell'ambiente, delle bonifiche, e via dicendo. È una relazione che mette in luce una situazione a macchia di leopardo nella Regione Umbria; una situazione che deve essere presa di petto anzitutto dall'autorità politica competente, dall'autorità regionale per quanto riguarda la programmazione, dalle realtà comunali per quanto attiene alla gestione del ciclo dei rifiuti, dalla realtà nazionale per quanto concerne la normativa generale. Signor Presidente, colleghi e colleghe, abbiamo affrontato altresì le questioni relative alle ricadute giudiziarie della situazione in corso. Ovviamente non è compito di una Commissione parlamentare di inchiesta sostituirsi alla magistratura - e chi lo immaginasse compirebbe un grave errore istituzionale e politico di fondo - ma abbiamo dato ascolto alle Forze dell'ordine, ai magistrati e - come qualche collega ha già anticipato - è emerso un quadro certamente di presenza anche di fenomeni illeciti, ma non radicati a livello di criminalità diffusa, come invece succede in altre Regioni del nostro Paese. Ci sono fenomeni illeciti differenziati nel territorio che afferiscono soprattutto a piccolissime imprese, le quali, piuttosto che sottoporsi, giustamente, a quanto prescrivono le normative, preferiscono cercare vie d'uscita e scappatoie, con conseguenze assolutamente negative per tutto il territorio e i cittadini. È una relazione, tra l'altro, che attraverso l'esperienza di molti auditi, mette in luce quanto sia stata importante la legge n. 68 del 22 maggio del 2015, la cosiddetta legge sugli ecoreati, che finalmente ha creato nel nostro sistema legislativo una norma di riferimento, che ha consentito - e lo abbiamo proprio visto plasticamente anche attraverso i dati della Commissione - di portare alla luce quantomeno una parte dei fenomeni illeciti rimasti, invece, del tutto sepolti sotto il tappeto fino agli anni precedenti. Qual è stato il compito della Commissione? Come dicevo, è stato non già di sostituirsi alla magistratura ma, studiando la situazione, di trovare politicamente, legislativamente e normativamente le soluzioni migliori per rispondere adeguatamente alle sfide che abbiamo affrontato. È stata una relazione che abbiamo votato all'unanimità, Presidente, e questo è un fatto molto positivo. Abbiamo votato all'unanimità, come è avvenuto anche questa mattina in Commissione, per quanto riguarda la relazione sul fenomeno della raccolta dei rifiuti in riferimento al Covid. Abbiamo dato anche in seno alla Capigruppo il parere favorevole della maggioranza a portare in Aula questa relazione: fatto per nulla dovuto, essendo nella facoltà dei Capigruppo, ma abbiamo ritenuto di farlo perché riteniamo che i lavori della Commissione devono essere messi nel giusto risalto proprio per l'importanza delle questioni che stiamo affrontando che - è del tutto evidente, signor Presidente - sono quelle del presente e del futuro. Le questioni ambientali non sono marginali: sono temi strutturali dal punto di vista sia del contenimento, della mitigazione e dell'adattamento a una situazione di modificazione strutturale del clima, e dunque di tutto il biosistema, sia, conseguentemente, del modello di sviluppo. Quali sono le questioni che sono emerse e che noi dobbiamo portare a tema nello sforzo legislativo, in continuazione con quello che stiamo già operando? Innanzitutto dobbiamo inserirci pienamente nel concetto di economia circolare. L'economia circolare si basa fondamentalmente sulla necessità di una riduzione dei rifiuti e sui concetti di riuso e di riciclo. E aggiungo che si basa anche su un approccio laico e intelligente allo sviluppo della tecnoscienza, cioè della tecnica e della scienza. È del tutto evidente, infatti, che la tecnica e la scienza hanno la possibilità - per esempio dal punto di vista dello studio dei materiali - di abbattere ab origine la possibilità e la conseguenza della produzione dei rifiuti, dal punto di vista sia della consistenza del materiale in quanto tale, sia della progettazione (ecoprogettazione). È poi necessaria una politica industriale. Se vogliamo ridurre i rifiuti, ma soprattutto riciclarli, dobbiamo operare una politica coerente dal punto di vista degli impianti. Questo non sempre è diffuso, anzi non lo è per nulla in maniera omogenea sul territorio; anche nella relazione sulla Regione Umbria è emersa una certa difficoltà, alla quale naturalmente va data risposta. Va poi attuata una seria politica di programmazione, e lo diciamo con trasparenza. Le Giunte regionali e i Consigli regionali hanno fatto alcune cose, ma potevano fare meglio altre. Naturalmente adesso la sfida è di un altro colore politico ma, siccome siamo una Commissione istituzionale trasversale, dobbiamo cercare tutti di fare il meglio e spronarci a vicenda perché questo succeda. Bisogna soprattutto costruire una visione di futuro e di sostenibilità, capendo che la vera sfida della transizione ambientale non è una questione di nicchia, ma è la sfida del domani, perché attraverso di essa passa non solo il concetto della sostenibilità dell'ambiente e della società, ma anche quello della sostenibilità tout court dal punto di vista economico. È una relazione dunque che noi approviamo, signor Presidente. È una relazione che abbiamo sottoscritto unanimemente, che fa propria la relazione che abbiamo costruito nei vari mesi di lavoro e che siamo convinti, nell'accordo e nella disponibilità da parte di tutti, possa diventare davvero un materiale importante per metterci nelle condizioni di fare le leggi migliori per il nostro territorio. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, noi abbiamo votato la relazione in esame in Commissione e approviamo la tipologia di risoluzione che è stata immaginata.