[pronunce]

Il provvedimento, invece, non ha preso in considerazione le funzioni legislative ed amministrative proprie delle Regioni a statuto speciale, tra le quali si devono annoverare anche quelle assistenziali, come previsto dagli artt. 3 e 4 dello statuto speciale della Valle d'Aosta, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta). 5. - Con direttiva del Ministero dell'interno in data 21 aprile 2004 (adottata ai sensi dell'art. 8 del decreto del Presidente del Consiglio del ministri 20 ottobre del 1994, n. 755 (Regolamento recante disposizioni sulle modalità per il perseguimento dei fini della Riserva Fondo Lire U.N.R.R.A. e sui criteri di gestione del relativo patrimonio, in attuazione dell'art. 9, comma 3, della legge 23 dicembre 1993, n. 559), si prendeva atto, con riguardo all'"Ex Hotel Lanterna", del suo «attuale stato di fatiscenza e vetustà che ne rende antieconomica la gestione» e si programmava di procedere alla sua alienazione. Pertanto, la ricorrente, richiamando l'attenzione sugli artt. 5 e 6 dello statuto speciale per la Valle d'Aosta, ripetutamente invitava il Ministero dell'interno e i competenti uffici statali «a rettificare eventuali provvedimenti di alienazione a terzi e ad attivare, con urgenza, le procedure per il trasferimento del bene in questione alla Regione, in analogia ad altri casi anche recenti». Ad onta di ciò, è stato reso noto l'atto col quale il Ministero dell'Interno ha disposto il pubblico incanto per la vendita del complesso immobiliare de quo. 6. - Tanto premesso, la ricorrente promuove ricorso per conflitto di attribuzione, deducendo come primo motivo la violazione degli artt. 5 e 6 dello statuto speciale per la Valle d'Aosta (legge costituzionale n. 4 del 1948). Tali norme stabiliscono un regime peculiare con riguardo ai beni immobili riconducibili al demanio statale, o comunque di proprietà dello Stato, situati in territorio valdostano. Richiamato il tenore dell'art. 5, primo comma, e dell'art. 6, primo comma, dello statuto di autonomia, la ricorrente osserva che dalla semplice lettura delle citate disposizioni emerge che, nel momento in cui lo Stato risulti proprietario di un bene immobile patrimoniale, esso è obbligato ad operarne il trasferimento al patrimonio della Regione, senza alcuna eccezione per quanto concerne i detti beni immobili patrimoniali. Non si potrebbe dubitare che il complesso immobiliare "Ex Hotel Lanterna" rientri nel novero di tali beni. Esso, infatti, fu acquistato dalla soppressa Amministrazione per le attività assistenziali e poi confluì nel patrimonio del Ministero dell'interno, quale bene della Riserva Fondo Lire U.N.R.R.A. Tali circostanze avrebbero dovuto determinare non già l'atto statale qui contestato, ma la diversa decisione di far transitare i diritti sul bene in questione all'ente regionale. Non sarebbe sostenibile che l'efficacia delle citate norme statutarie debba intendersi limitata ai soli immobili di cui lo Stato abbia acquisito la proprietà in periodo anteriore all'entrata in vigore dello statuto di autonomia. Sul punto la Corte costituzionale si sarebbe già pronunciata con la sentenza n. 383 del 1991, chiarendo che il trasferimento alla Regione opera anche nel caso in cui la situazione che lo impone «sia intervenuta successivamente all'entrata in vigore dello Statuto». Sotto altro profilo, l'ammissibilità del ricorso non sarebbe contestabile con l'argomento che esso si risolverebbe in un'azione di rivendicazione, come tale esclusa dall'ambito applicativo del conflitto contemplato dall'art. 134 Cost. Infatti, nel caso di specie verrebbe in rilievo l'illegittima invasione di competenze e attribuzioni della Valle d'Aosta, consacrate nello Statuto speciale; invasione che intacca lo svolgimento delle funzioni affidate all'ente regionale, anche con riguardo alla disposizione e alla gestione di beni rientranti nel suo patrimonio. Del resto - prosegue la ricorrente - la Corte costituzionale con la sentenza citata avrebbe definito i confini sul punto, precisando che, quando si controverte della pertinenza di un bene al patrimonio regionale anziché statale, «viene immediatamente in discussione la spettanza, e cioè il trasferimento o no dallo Stato alle regioni delle relative funzioni, in attuazione della normativa che concerne il trasferimento stesso». 6.1. - Col secondo motivo, poi, la ricorrente denunzia violazione, ad opera degli atti impugnati, degli artt. 2, 3 e 4 dello statuto di autonomia, nonché, in relazione agli stessi articoli, del principio costituzionale di ragionevolezza. In particolare, risulterebbe violata la norma statutaria che include l'assistenza e la beneficenza pubblica tra le materie di competenza legislativa regionale integrativa ed attuativa (art. 3, lettera i, dello statuto), e quella che, individuandola per relationem, attribuisce la stessa materia alla competenza amministrativa della Regione. Infatti, l'atto statale col quale è stata disposta la vendita, stabilisce che il ricavato sia destinato alla Riserva del Fondo Lire U.N.R.R.A., ossia a scopi di assistenza e riabilitazione (come previsto dall'art. V dell'accordo istitutivo, reso esecutivo con d.C.p. S. n. 1019 del 1948). Pertanto, il detto atto statale andrebbe a ledere la richiamata competenza regionale in materia di assistenza e beneficenza pubblica, in quanto la vendita del bene si rivelerebbe per tabulas finalizzata all'indebito svolgimento, da parte dello Stato, di funzioni amministrative come l'assistenza, con contestuale lesione di un'attribuzione per statuto riservata alla Regione. Non sarebbe sostenibile che la natura della Riserva Fondo Lire U.N.R.R.A. non ammetta la possibilità che gli immobili in essa rientranti, il loro equivalente in denaro o l'assolvimento delle funzioni ad essi connesse non possano essere toccati nel loro vincolo di unità, che li legherebbe imponendone l'appartenenza statale. L'inconsistenza di tale rilievo sarebbe dimostrata dal comportamento tenuto dallo Stato nei confronti delle Regioni ordinarie. Infatti, con il d.P.C.m. n. 1363 del 1982 lo Stato ha già trasferito a tali Regioni il 50 per cento del patrimonio mobiliare e immobiliare del Fondo Lire U.N.R.R.A., come quota considerata necessaria per lo svolgimento delle funzioni loro conferite o delegate. La funzione di assistenza e beneficenza, cui il Fondo è preordinato, spetta alla Regione Valle d'Aosta dal 1948, ma lo Stato non ha ritenuto di trasferire a quest'ultima alcun bene del Fondo, presente sul territorio regionale.