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Ciò dimostra ancora una volta l'inclinazione dei consumatori ad acquistare sempre più sostenibile, salubre, sicuro e "meno distante". Con questo intervento legislativo otteniamo una formulazione più esauriente e completa di prodotti a chilometro zero, ricomprendendovi anche i prodotti alimentari locali e quelli trasformati dalle aziende del territorio che costituiscono l'eccellenza dell'alimentare italiano. La finalità è quella di valorizzare e promuovere i prodotti a chilometro zero nonché quelli provenienti da una filiera corta, siano essi agricoli o alimentari. Con l'istituzione di un logo che identifichi i prodotti a chilometro zero, e a filiera corta si va definitivamente incontro alla necessità di evidenziare le caratteristiche di salubrità di siffatte produzioni nell'ottica di un'adeguata promozione e di una corretta informazione. La sua esposizione in tutti i luoghi di vendita o di somministrazione di tali prodotti, senza porre alcun tipo di limitazione rispetto alla tipologia di locale (commerciale, agricolo, artigiano, eccetera), va a tutto vantaggio sia degli operatori sia dei consumatori. Rendere immediatamente riconoscibile il prodotto, se è sempre una priorità, in questo caso diventa necessario. La promozione delle produzioni a chilometro zero e a filiera corta può altresì contribuire a centrare l'obiettivo del green deal , raccogliendo la sfida lanciata dall'Europa e divenendo a tutti gli effetti il Paese leader dell'agro-ecologia, del biologico e del chilometro zero. Sono queste le produzioni che possono ben rappresentare però una risposta alla crisi in atto del modello "globale" nell'ottica di promozione dell'autosufficienza alimentare. Queste produzioni rappresentano la buona agricoltura, quella capace di diminuire l'utilizzo di acqua, di contrastare la diminuzione di fertilità del suolo, di rispettare i cicli naturali, la biodiversità e il benessere animale e di ridurre i carichi emissivi, assicurando cibo sano. Nostro compito è stato ed è quello di accompagnare il processo di promozione, nell'interesse sia dei produttori sia dei consumatori, riducendo al minimo ogni tipo di discriminazione o svantaggio competitivo. Questo disegno di legge persegue l'obiettivo di spingere l'avanzamento di un settore che sta contribuendo a cambiare volto all'agricoltura e all'agroalimentare italiano e globale. I tempi che stiamo attraversando ci stanno mostrando quanto fragile possa rivelarsi la "distanza" anche nel comparto agroalimentare e potrebbero cambiare in modo radicale le abitudini dei consumatori, "costretti" da una crisi globale a ridurre le distanze nella selezione del cibo da portare a tavola. Con questa consapevolezza emergente, il disegno di legge in discussione oggi appare ancora più urgente e necessario. Per tutti questi motivi, dichiaro il voto favorevole di Liberi e Uguali -Ecosolidali, del Gruppo Misto, della componente IDEA-CAMBIAMO!, NOI DI CENTRO. Dichiarazione di voto della senatrice Caligiuri sul disegno di legge n. 878 Questo ulteriore provvedimento che ci apprestiamo a votare, sulla scia della promozione della sostenibilità ambientale e dell'economia circolare, vuole normare proprio i prodotti agricoli e alimentari da filiera corta e a chilometro zero, istituendone, tra l'altro, il logo unico da poter esporre per la loro promozione. Non è un caso che questa sua approvazione arrivi proprio in questo momento, in cui stiamo uscendo man mano dallo stato di emergenza pandemica, ma vivendo un'altra tragica storia del XXI secolo, la guerra alle porte dell'Europa. Se la pandemia ci ha insegnato ad apprezzare ciò che abbiamo intorno, e vale anche per i prodotti agricoli e alimentari, la guerra in Ucraina sta invece dimostrando la nostra eccessiva dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di materie prime, mettendo a rischio stallo l'intero comparto produttivo e facendoci assistere a veri e propri razionamenti inimmaginabili anche durante i mesi più duri delle chiusure totali, nei quali la logistica era in tilt e i supermercati presi d'assalto, ma, con gli sforzi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si studi un piano straordinario di sostegno per il comparto agricolo ed energetico. Questo è quanto ho proposto ieri in occasione della Conferenza interparlamentare sull'autonomia economica dell'Unione europea, che si è svolta a Parigi. Le azioni (gli sforzi) a livello europeo dovrebbero prevedere l'introduzione di tetti massimi ai costi delle materie prime e dell'energia, nonché stimolare l'applicazione di principi quali la sussidiarietà e la solidarietà per gli accordi di approvvigionamento tra Stati membri. Questo è quanto da settimane chiediamo come Forza Italia attraverso il nostro coordinatore Antonio Tajani e la nostra capogruppo Anna Maria Bernini. C'è necessità di puntare, urgentemente, all'autosufficienza alimentare europea e dei singoli Stati membri. Non possiamo far dipendere uno tra i nostri comparti strategici dall'estero e dalle sorti degli equilibri geopolitici. Infine, e mi avvio alle conclusioni, credo sia essenziale pensare a misure di carattere nazionale per il sostegno del comparto, e penso in primis alla rinegoziazione del debito agricolo tanto chiesta dalle associazioni di categoria e che eravamo davvero vicini ad approvare. Il tempo stringe e al comparto ha bisogno della rinegoziazione! Alla luce di tutte queste considerazioni e con la consapevolezza che c'è ancora tanto su cui lavorare, annuncio il voto favorevole di Forza Italia, sicura che, con l'approvazione del disegno di legge sulla promozione e la valorizzazione dei prodotti da filiera corta, il puzzle normativo del comparto agricolo va via via completandosi. Integrazione alla dichiarazione di voto del senatore Zuliani sul disegno di legge n. 878 Il provvedimento che ci apprestiamo a votare ha come obiettivo la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta o a chilometro zero; il disegno di legge approvato dalla Commissione agricoltura del Senato composto da 8 articoli era atteso ed ha grande importanza per la nostra agricoltura, che vale 32 miliardi di euro, ed è prima in Europa. Il disegno di legge è volto alla promozione di domanda e offerta dei prodotti a chilometri zero, garantendo contemporaneamente adeguata informazione al consumatore sulla loro origine e specificità. Il provvedimento specifica il significato di "prodotti a chilometro zero": sono tali i prodotti che provengono da luoghi di produzione e di trasformazione della materia prima agricola (o delle materie prime agricole primarie) posti a una distanza non superiore a 70 chilometri dal luogo di vendita o di consumo in caso di servizi di ristorazione, o provenienti dalla stessa Provincia del luogo in cui sono venduti. Inoltre, sono prodotti agricoli e alimentari nazionali da filiera corta quelli la cui commercializzazione è caratterizzata dall'assenza di intermediari commerciali o dalla presenza di un solo intermediario. E per sottolineare l'importanza di questo provvedimento e le opportunità che vengono offerte a Comuni ed Enti locali, oltre che per tutta la filiera agricola e i territori, cito di seguito quanto riportato da organi di stampa al momento dell'inaugurazione del mercato KM0 di Verona città.