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l'articolo 4 prevede che le persone residenti nel territorio di una delle parti contraenti godano degli stessi diritti e siano soggette ai medesimi obblighi previsti dalla legislazione dello Stato contraente nel cui territorio risiedono, come se fossero cittadini di tale Stato; nonostante quanto stabilito dall'articolo 4, risulta all'interrogante che ai lavoratori italiani distaccati in Turchia al seguito di imprese italiane e ai loro familiari (che rientrano nel campo di applicazione soggettivo dell'accordo in base all'articolo 7) non viene garantita la parità di trattamento in materia di assistenza sanitaria e che tali lavoratori sono costretti a contrarre assicurazioni private per non rischiare di restare senza le cure necessarie in caso di malattia od infortunio; risulta inoltre all'interrogante che le competenti autorità turche giustifichino tale grave violazione dell'accordo sulla base della mancata stipula tra le parti contraenti dell'accordo amministrativo che normalmente esplica le modalità di attuazione dell'accordo di base, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno secondo le proprie competenze, intendano assumere, a 3 anni dall'entrata in vigore dell'accordo sulla sicurezza sociale tra Italia e Turchia, al fine di garantire la sollecita stipula degli accordi amministrativi necessari ai fini dell'applicazione dell'accordo in tutti i suoi contenuti; quali misure, nelle more della definizione di tali accordi amministrativi, intendano adottare al fine di garantire ai lavoratori italiani distaccati in Turchia e alle loro famiglie la copertura sanitaria garantita dall'accordo di base. Atto n. 4-00290 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: pochi giorni or sono l'Azienda gardesana servizi (Ags) SpA, società a capitale interamente pubblico, cui hanno aderito i Comuni dell'area Garda-Baldo dell'ambito territoriale ottimale "Veronese" (formata da 20 Comuni della riviera veronese del lago di Garda, e parte della val d'Adige) e che si che si occupa di gestire l'intera rete idrica dei comuni veronesi che appartengono all'area del Garda, ha svolto la gara per la progettazione del nuovo collettore del lago; la gara è stata vinta dalla società HMR con sede a Padova, il cui amministratore unico sarebbe l'ingegner Hermes Redi, professionista che ha avuto diversi incarichi in altri enti e società e dal 2006 è stato responsabile per la sicurezza delle opere di salvaguardia per conto del pool di imprese del Mose di Venezia. È stato direttore generale da luglio 2013 fino a marzo 2014 del consorzio Venezia Nuova, quando gli amministratori straordinari del consorzio, nell'ambito della riorganizzazione della struttura, lo hanno nominato direttore tecnico, carica lasciata per dimissioni a marzo 2016. La direzione è l'organismo che presidia le attività tecniche concernenti la progettazione e la realizzazione di opere, studi, indagini e monitoraggi relativi al sistema Mose. Il consorzio è stato commissariato perché finito al centro delle indagini legate al malaffare e alla corruzione del caso Mose; sembrerebbe che per lo svolgimento della gara il responsabile unico del procedimento dell'Ags sia stato affiancato da un professionista esterno con studio nella città di Padova, che ha già un rapporto di consulenza con l'azienda Trasporti funicolari Malcesine-monte Baldo (Verona) per supporto al responsabile unico in materia di contratti sotto soglia di rilevanza europea, nonché di formazione continua sul campo dedicata al personale; pare che ad una delle società interessate alla gara di progettazione sia stata contestata la fattispecie del conflitto di interessi per la progettazione preliminare posta a base di gara, poi la società sarebbe stata ammessa alla gara a seguito di delucidazioni che la stessa ha fornito; sembrerebbe che le delucidazioni in questione fossero palesemente ovvie in quanto ampiamente deliberate da ANAC, in particolare, con riferimento alla partecipazione di un soggetto ad attività inerenti al medesimo intervento infrastrutturale, ma relative a livelli di progettazione inferiori (nel caso specifico, il progetto di fattibilità tecnico-economica), in tempi antecedenti al bando di gara; la contestazione circa il supposto conflitto di interessi sarebbe stata fatta dal consulente legale nominato da Ags; sembrerebbe che, a seguito della gara svolta, una delle imprese che hanno partecipato alla gara abbia fatto fatica ad ottenere copia dei verbali di gara atteso che Ags avrebbe deciso di differire l'accesso ai verbali dopo l'aggiudicazione della gara; nel dettaglio della gara, parrebbe che, diversamente da quanto stabilito dal disciplinare di gara ed i successivi chiarimenti forniti in gara, con riguardo alla polizza professionale di massimale o, in alternativa, alle idonee dichiarazioni bancarie (più di una), la commissione abbia ammesso la società che ha prevalso pur avendo essa, come acquisito informalmente, una sola dichiarazione bancaria e nessuna polizza idonea; inoltre, che ad una società di progettazione in gara è stato assegnato un punteggio tecnico inferiore in relazione ad uno degli elementi progettuali forniti sulla base di un criterio che non sarebbe indicato tra i criteri di attribuzione dei punteggi, si chiede di sapere: se le informazioni esposte corrispondano alla realtà, e se le procedure poste in essere abbiano seguito le disposizioni di legge. In caso contrario, quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire il corretto e trasparente svolgimento delle attività connesse alla realizzazione del nuovo collettore del lago di Garda; se non ritenga utile promuovere interventi normativi che istituiscano un commissario del Governo per seguire gli iter procedurali previsti nonché gli articolati interventi infrastrutturali conseguenti. Atto n. 4-00291 Simone BOSSI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: si protraggono ormai da tempo i problemi legati agli incredibili ritardi per lo svolgimento degli esami di guida, sia teorici che pratici, per gli allievi di tutte le autoscuole della provincia di Cremona dovuti principalmente ad una carenza di personale della Motorizzazione, ed in particolare degli esaminatori, il cui numero è diminuito in seguito ai pensionamenti senza essere reintegrato; le pratiche automobilistiche, che prima venivano evase in un paio di settimane, ora richiedono una media di 2 mesi, i tempi di attesa dal foglio rosa all'esame di guida si sono raddoppiati attestandosi intorno ai 5 mesi, le revisioni patenti sono in netto arretrato, così come le lettere di azzeramento dei punti della patente o i duplicati, anche se in alcuni casi la Motorizzazione ha solo il compito di controllare le pratiche evase dalle autoscuole; i disagi sono vissuti da tutti i cittadini utenti ed hanno ripercussioni su molte categorie di lavoratori, in primo luogo sulle autoscuole, che non possono garantire tempi rapidi per lo svolgimento dell'esame di guida a causa di mancanza di esaminatori e che, per tale causa, registrano un aumento continuo di clienti che si rivolgono ad altre province;