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Sul tema, sono intervenute di recente la mozione parlamentare Sangalli e le interrogazioni Santini e Realacci, tutte a sostegno di una modifica normativa e di un riconoscimento «automatico» della qualifica per i lavoratori che operano già nel settore. Si ritiene importante continuare a perseguire l’obiettivo di una maggiore qualificazione nel settore, laddove l’installatore è spesso l’interfaccia diretto con il cliente e assume una funzione rilevante ai fini della sicurezza e della qualità del servizio, nonché del corretto orientamento del cliente nella scelta tra le varie soluzioni tecnologiche a disposizione. Tuttavia, è vero che i programmi formativi delle regioni sono partiti tardi e in modo ancora frammentato e questo non ha facilitato l’acquisizione da parte dei lavoratori privi di titolo del livello di formazione certificata richiesto. La norma proposta è finalizzata ai seguenti scopi: -- garantire il conseguimento della qualifica professionale per l’attività di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore, con il possesso dei requisiti tecnico professionali di cui, alternativamente, alle lettere a), b), c) o d) del comma 1 dell’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37; -- allo stesso tempo, prevedere comunque l’avvio del processo di certificazione stabilendo che entro il 31 ottobre 2013, le regioni e le province autonome, nel rispetto dei criteri fissati dalla direttiva 2009/28/CE per la certificazione e qualificazione professionale (Allegato IV della suddetta direttiva), attivano un programma di formazione per gli installatori di impianti a fonti rinnovabili o procedono al riconoscimento di fornitori di formazione, dandone comunicazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. È prevista, inoltre, la facoltà per le regioni e le province autonome di riconoscere ai soggetti partecipanti ai corsi di formazione crediti formativi per i periodi di prestazione lavorativa e di collaborazione tecnica continuativa svolti presso imprese del settore. Il testo proposto si sviluppa nei seguenti articoli. L’articolo 1 prevede la sostituzione dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 192 del 2005, al fine di adeguare a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE, le finalità del provvedimento. L’articolo 2 prevede modificazioni all’articolo 2 del decreto legislativo n. 192 del 2005 finalizzate ad adeguare ed integrare le definizioni del provvedimento per la corretta applicazione della direttiva 2010/31/UE. L’articolo 3 prevede modificazioni all’articolo 3 del decreto legislativo n. 192 del 2005 al fine di adeguare l’ambito di intervento a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE. L’articolo 4 prevede modificazioni all’articolo 4 del decreto legislativo n. 192 del 2005. Tale articolo stabilisce i criteri per l’aggiornamento, ove necessario, della metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, della definizione e applicazione di prescrizioni e requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche e per la realizzazione e l’applicazione di un sistema coordinato di ispezione degli impianti tecnici presenti nell’edificio. L’articolo 5 introduce due nuovi articoli successivi all’articolo 4 del decreto legislativo n. 192 del 2005. L’articolo 4- bis è finalizzato a recepire quanto previsto dall’articolo 9 della direttiva 2010/31/UE in merito agli edifici ad energia quasi zero. L’articolo 4- ter recepisce quanto previsto dall’articolo 10 della direttiva 2010/31/UE introducendo nuove disposizioni volte ad aumentare l’efficacia dei meccanismi incentivanti presenti nella normativa nazionale sul tema dell’efficienza energetica negli edifici. L’articolo, inoltre, prevede l’utilizzo di parte delle risorse destinate a costituire il fondo di garanzia di cui all’articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, per sostenere interventi di incremento dell’efficienza energetica negli edifici pubblici. Le risorse del suddetto fondo sono incrementate con una quota dei proventi derivanti dalla vendita all’asta delle quote di emissione di CO 2 per i progetti energetico ambientali, di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, con le modalità e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo 19. L’articolo 6 sostituisce l’articolo 6 del decreto legislativo n. 192 del 2005. Esso prevede la completa attuazione di quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE, negli articoli da 11 a 13, sul tema della certificazione della prestazione energetica degli edifici. Tali disposizioni, ritenute particolarmente urgenti, sono volti anche alla risoluzione della procedura di infrazione riguardante la non completa attuazione delle disposizioni previste dall’articolo 7 della direttiva 2002/91/CE in materia di attestato di prestazione energetica in caso di locazione. L’articolo 7 sostituisce il comma 1 dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 192 del 2005 al fine di recepire quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE in tema di relazioni tecniche di progetto attestanti la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici (articoli da 14 a 16 della direttiva 2010/31/UE). L’articolo introduce un nuovo comma al fine di recepire le prescrizioni previste all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2010/31/UE concernenti nuove valutazioni in sede progettuale. A fronte dei maggiori adempimenti amministrativi che la stessa direttiva europea prevede per le amministrazioni pubbliche, chiamate a svolgere un ruolo esemplare in materia di efficienza energetica, sono introdotte, nel rispetto del principio del « one in one out », misure volte a ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni con particolare riguardo alla presentazione e all’aggiornamento delle relazioni tecniche, introducendo, inoltre, l’esenzione da queste nel caso di mera sostituzione di generatori di calore in impianti di climatizzazione e coordinando la disposizione con il regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico n. 37 del 2008. L’articolo 8 adegua l’articolo 9 del decreto legislativo n. 192 del 2005 in merito alle funzioni delle regioni e degli enti locali, coerentemente con quanto previsto dagli articoli 18 e 20 della direttiva 2010/31/UE. L’articolo delinea, inoltre, un quadro di riferimento utile alle amministrazioni territoriali per favorire l’omogeneità di applicazione della direttiva, salvaguardando la loro autonomia e promuovendo la più ampia collaborazione a livello centrale e locale.