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I commi 4 e 5 prevedono l'applicazione della procedura semplificata prevista dall'articolo 2343- ter del codice civile («Conferimento di beni di natura o crediti senza relazione di stima»), qualora sussistano i presupposti ivi indicati, alle ipotesi di cui all'articolo 2343- bis («Acquisto della società da promotori, fondatori, soci e amministratori») e all'articolo 2500- ter («Trasformazione di società di persone»), recependo quanto in parte già sostenuto in dottrina in merito all'applicabilità, in via analogica, della predetta procedura semplificata per gli acquisti da promotori, fondatori, soci e amministratori e per la trasformazione di società di persone in società di capitali. Il comma 6, modificando il secondo comma dell'articolo 2441 del codice civile, riduce la durata minima del periodo previsto per l'esercizio del diritto di opzione negli aumenti di capitale a quindici giorni, allineando la disciplina delle società non quotate a quella attualmente prevista per le società quotate. Conseguentemente, si abroga -- al comma 1, lettera bb) -- il comma 1 dell'articolo 134 del TUF che prevede la norma speciale per le società con azioni quotate. Si ritiene che la riduzione alla metà dei termini in questione possa consentire alle società non quotate di raccogliere nuovi capitali più rapidamente, esigenza avvertita soprattutto in occasione di aumenti di capitale conseguenti all'erosione del capitale per perdite ai sensi degli articoli 2446 e 2447 del codice civile e in connessione con operazioni di ristrutturazione dell'indebitamento. La riduzione del termine minimo per l'esercizio del diritto di opzione per le società non quotate si ritiene sia mitigata dalla previsione della pubblicazione nel sito internet della società di un avviso sull'offerta in opzione ovvero, in alternativa, dal deposito dell'avviso presso la sede sociale: in tal modo l'informativa sull'offerta risulterà, in concreto, più rapidamente accessibile per i soci rispetto al mero accesso al registro delle imprese. Rimane ferma la disciplina speciale sulle modalità di pubblicazione degli avvisi dell'offerta in opzione prevista per le società quotate. Il comma 7 riduce il capitale minimo richiesto per la costituzione di una spa da 120.000 a 50.000 euro. L'ammontare minimo del capitale sociale per la costituzione di una società per azioni può essere considerato, tra gli altri, uno dei motivi per i quali le imprese in fase di avviamento privilegiano il ricorso al tipo della società a responsabilità limitata (srl), in luogo della spa, che per converso rappresenta il modello di riferimento per accedere al mercato dei capitali di rischio e di debito. Nell'ordinamento europeo la seconda direttiva in materia di società (77/91/CEE) e l'articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2012/30/UE del 25 ottobre 2012 prevedono un importo minimo pari a 25.000 euro. Inoltre, le legislazioni dei principali Stati membri dell'Unione europea (Regno Unito, Germania e Francia) prevedono un capitale minimo inferiore a quello stabilito in Italia. Per motivi sistematici e in un'ottica di semplificazione e di riduzione dei costi per le piccole e medie imprese, viene abrogato il secondo comma dell'articolo 2477 del codice civile che impone alle società a responsabilità limitata con capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni di nominare un organo di controllo o un revisore unico. Art. 21. - (Misure a favore delle emissioni di obbligazioni societarie) Il comma 1 estende il regime dell'imposta sostitutiva di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, anche agli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli similari e cambiali finanziarie non quotate emesse da società non quotate e detenute da investitori qualificati. Questa misura mira a rimuovere le incongruenze normative che penalizzano le operazioni cosiddette di private placement , molto diffuse sui mercati internazionali e idonee a consentire la provvista a favore delle imprese italiane anche da parte di soggetti finanziatori che investono unicamente in strumenti finanziari negoziabili. In relazione a tali operazioni, che per ragioni di costo non prevedono di norma l'accentramento dei titoli presso sistemi di gestione accentrata ovvero l'intervento di intermediari finanziari, l'imposta sostitutiva sarà normalmente applicata dall'emittente ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del medesimo decreto legislativo nella sua formulazione vigente. Il comma 2 ha la finalità di meglio precisare le condizioni previste ai fini della disapplicazione della ritenuta di cui all'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 sui proventi dei titoli obbligazionari e cambiali finanziarie ivi disciplinate, se percepiti da organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) dedicati ai predetti investimenti e detenuti da investitori qualificati. Allo scopo di eliminare una residua asimmetria di trattamento fiscale relativa alle operazioni di cartolarizzazione, si estende anche ai titoli emessi nell'ambito di questa tipologia di operazioni il beneficio della disapplicazione della ritenuta d'acconto. Art. 22. - (Misure a favore del credito alle imprese) Al fine di favorire i finanziamenti alle imprese, il comma 1 mira ad ampliare anche agli enti creditizi, alle imprese di assicurazioni costituite e autorizzate ai sensi di normative emanate da Stati membri dell'Unione europea e ai fondi di investimento in strumenti di credito stabiliti in Stati membri dell'Unione europea, o aderenti allo Spazio economico europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni, il regime di esenzione da ritenuta alla fonte sugli interessi, attualmente riservato soltanto ai soggetti residenti in Italia. Con questa misura, limitata ai finanziamenti a favore di soggetti che esercitano attività di impresa in qualsiasi forma, si intende eliminare il rischio di doppia imposizione giuridica, che economicamente risulta di norma traslato sul debitore, favorendo l'accesso delle imprese italiane a costi competitivi anche a fonti di finanziamento estere. Tra queste rientrano i cosiddetti «fondi di credito», che dispongono di ampie riserve di liquidità per finanziare le imprese. Si è ritenuto di limitare il beneficio ai fondi che non fanno ricorso alla leva finanziaria, ossia quelli che presentano un rischio sistemico molto contenuto. Il comma 2 mira invece ad estendere l'ambito oggettivo e soggettivo di applicazione del regime sostitutivo delle imposte gravanti sui finanziamenti a medio e lungo termine. Infatti, da un lato è stabilito che, oltre alle cessioni di credito stipulate in relazione ai finanziamenti che beneficiano del regime, anche le eventuali successive cessioni dei relativi crediti o contratti unitamente ai trasferimenti delle garanzie ad essi relativi ricadano nell'ambito di applicazione dell'imposta sostitutiva, che ora è previsto che sostituisca anche l'imposta sulle transazioni finanziarie altrimenti applicabile alle obbligazioni convertibili.