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Invitiamo la Commissione, il Parlamento e anche il Governo, qualora volesse fare una propria iniziativa, a intervenire in questo contesto. È rimasto un neo, lo dico al Presidente della Commissione e al relatore: non è stata inserita nel testo una proposta con cui chiedevamo di indagare anche sui fondi speculativi che scommettono sul deprezzamento dei titoli governativi. Questa proposta di indagare sui fondi speculativi che scommettono sul deprezzamento dei titoli governativi, che noi ritenevamo sensata, tanto più con l'altalena dello spread che il nostro Paese deve affrontare, è stata esclusa dal testo finale. Non vorrei che ciò sia dovuto al timore di nascondere qualche altarino. Non vorremmo che questa maggioranza avesse ancora qualche altarino da celare. A tal proposito peraltro - lo dico al Governo - vi è già un'attività in corso, vi è qualche provvedimento inserito nella manovra economica. È di pochi giorni fa la notizia di stampa che domani il vice premier Di Maio riceverà una delegazione delle associazioni delle vittime delle banche e non si può predicare bene e razzolare male: queste associazioni sostengono che quanto è stato inserito nella manovra economica a loro riguardo non era quello che il Governo e la maggioranza 5 Stelle avevano promesso e contrattato in campagna elettorale. Denunciano che si tratta sostanzialmente di una truffa, elettorale in questo caso, che hanno subìto. Parliamo di 450.000 risparmiatori e obbligazionisti, per i quali è sì aumentato quel poco che era stato concesso dal Governo Gentiloni Silveri, ma con dei limiti che sostanzialmente ritengono rendano il provvedimento assolutamente insufficiente a riparare il danno subito. Domani il vice premier li riceverà e mi auguro dia loro sufficienti spiegazioni rispetto a quanto è scritto nel contratto di Governo e a quanto i 5 Stelle (e non soltanto) avevano promesso in campagna elettorale. Che le vittime, cioè i truffati dalle banche, diventino o si sentano vittime e truffati dal Governo al primo atto che li riguarda mi sembra davvero emblematico. La seconda cosa che vorrei sottolineare è quella apparsa oggi su quello che era il giornale governativo per eccellenza (dico che era, evidentemente), cioè su «Il fatto quotidiano». Stamattina - credo che i parlamentari 5 Stelle lo abbiano letto e mi rivolgo a loro perché è il quotidiano di riferimento - il giornale titola: «Banche, i rimborsi ai truffati "salvano" Bankitalia & Consob» o meglio, in maniera specifica, si parla di truffati dalle banche, sostenendo che è intervenuta una manina in un codicillo alla norma, che difatti, in qualche misura, protegge i responsabili da eventuali azioni legali. Evidenzio questo perché la Commissione dovrà analizzare e proporre al Parlamento le soluzioni e non vorremmo che, nel frattempo, il Governo facesse altra cosa rispetto a quello che la Commissione si accinge a fare e il Parlamento a risolvere, cioè a essere un Governo che, di manina in manina, prosegue l'attività precedente. Comunque, in conclusione, noi abbiamo svolto un lavoro propositivo e lo faremo sempre, perché al Paese serve porre fine a una situazione di fatto in cui le banche italiane, che sono deboli con i forti, sono arroganti con i deboli. A noi servono banche forti e solide, autorità di vigilanza efficaci ed autorevoli, regole compatibili con il nostro sistema sociale, finanziario e produttivo, azionisti consapevoli, risparmiatori tutelati e quindi fiduciosi, soprattutto oggi che c'è bisogno del risparmio e degli investimenti dei risparmiatori anche nei titoli di Stato. Per questo abbiamo votato a favore e abbiamo contribuito in Commissione al disegno di legge al nostro esame, per questo voteremo a favore oggi e saremo vigili nella tutela del risparmio, che è la fonte della ricchezza degli italiani. (Applausi dal Gruppo FdI) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, desidero ringraziare i colleghi che sono intervenuti prima di me, poiché, come in Commissione, siamo riusciti a mettere in evidenza quanto questa Commissione d'inchiesta possa aggiungere rispetto al lavoro della passata legislatura e quanto essa debba darsi delle regole di condotta, per non essere una Commissione solo a trazione politica, ma una Commissione d'inchiesta, che deve sapere anche produrre proposte. Non siamo all'anno zero, dal punto di vista del lavoro conoscitivo speditivo, che è entrato nel merito delle questioni, anche quelle patologiche, tanto che nella passata legislatura abbiamo messo sul tavolo e in campo due attività di indagine conoscitiva, una nel 2015 e una nel 2016, e poi un'attività di inchiesta, in capo ad una Commissione dedicata, che ha messo in evidenza quali sono stati i limiti riguardanti la normazione riferita al risparmio, alla tutela del credito e agli organi di vigilanza, che hanno questa competenza quanto al risparmio e al credito. Dobbiamo però stare attenti, come ho detto anche in Commissione quando abbiamo fatto il lavoro da redigenti, articolo per articolo: dobbiamo evitare che anche questo argomento venga divorato e deglutito dalla propaganda. Dobbiamo fare in modo che la Commissione non sia un obolo alla propaganda, ma svolga un'attività funzionale all'attività normativa, di cui il sistema Paese, l'economia, i cittadini - starei per dire anche l'assetto internazionale - hanno bisogno e necessità. Dobbiamo fare in modo che la durata lunga della vita di questa Commissione non sia la durata lunga di una Commissione patibolo, tant'è che, durante l'esame in Commissione, non da soli, abbiamo proposto che la sua durata fosse di tre anni, per fare in modo che la parte restante del tempo fosse dedicata ad un lavoro da officina e da cantiere, che affrontasse davvero nella giusta direzione il vuoto, quanto alle norme che presidiano i diritti, perché anche coloro i quali vogliono comportarsi correttamente hanno bisogno di norme che facciano sì che, davanti ad un comportamento scorretto, ci sia la sanzione. Ci siamo trovati documentalmente con l'ottimo lavoro fatto dal collega Marino, quando ha condotto sia l'attività conoscitiva, sia, per la parte che lo ha riguardato, l'attività di inchiesta, laddove ha saputo inquadrare i vuoti della normativa anche europea, che tornano, rispetto all'attività di questa Commissione nascitura, così come quando ha saputo inquadrare il fatto che ci dovesse essere una procura dedicata rispetto alla fattispecie di reato, come è venuto fuori dal lavoro delle procure ed è venuto anche in evidenza dal lavoro della Commissione d'inchiesta. C'è bisogno di mettere mano anche al diritto penale dell'economia, per precisare le nuove fattispecie ma anche i giudici naturali competenti per territorio. Ma perché siamo così interessati a fare in modo che la Commissione non sia una Commissione obolo e patibolo, ma una Commissione funzione, cantiere e officina? Perché stiamo parlando di un bene, il risparmio, che, come è già stato detto, vale molto dal punto di vista economico: ammonta infatti a 5.000 miliardi delle vecchie lire la consistenza del risparmio degli italiani.