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Il responsabile del cane provvede alla necessaria copertura assicurativa, sostiene tutte le spese dell'intervento di recupero comportamentale e indica al servizio veterinario ufficiale il nominativo del professionista che esegue e certifica il percorso di recupero. 3 Il servizio veterinario ufficiale, al termine dell'intervento di recupero comportamentale, conferma, revoca o modifica le prescrizioni inizialmente impartite, sulla base delle risultanze espresse dal professionista che ha eseguito il percorso di recupero comportamentale. 4 Il sindaco può adottare provvedimenti di sequestro e successiva confisca dei cani i cui proprietari non abbiano partecipato ai percorsi di recupero comportamentale o che non rispettino le prescrizioni di detenzione impartite a conclusione di uno o più percorsi di recupero comportamentale. Gli animali sequestrati e confiscati sono mantenuti nei canili pubblici o convenzionati, con spese a carico del trasgressore, fino alla definitiva adozione. 5 I cani randagi morsicatori devono essere mantenuti nei canili pubblici o in convenzione, sono sottoposti ad adeguati percorsi di recupero comportamentale ed una volta dichiarati non pericolosi possono essere ceduti in adozione. 6 I servizi veterinari ufficiali devono tenere un registro aggiornato dei cani identificati a rischio elevato. 7 I comuni singoli o associati, congiuntamente con i servizi veterinari ufficiali, in collaborazione con gli ordini professionali dei medici veterinari, le facoltà di medicina veterinaria, le associazioni riconosciute e gli educatori iscritti all'albo, organizzano corsi di formazione per i proprietari o detentori di cani per i quali sia stato emesso certificato di comprovata pericolosità. I comuni, unitamente ai servizi veterinari ufficiali, possono delegare l'attività di organizzazione dei corsi formativi ai predetti soggetti; tali corsi sono comunque sottoposti a supervisione da parte del servizio veterinario ufficiale, che nomina il responsabile del corso e che rilascia al proprietario o al detentore apposito patentino. Il costo dei corsi di formazione è interamente a carico dei proprietari dei cani. IV STRUTTURE DI RICOVERO, GATTI LIBERI E COLONIE FELINE 15 (Canili e gattili sanitari) 1 I canili e i gattili sanitari devono essere adeguati alle esigenze etologiche e fisiologiche degli animali ospitati e devono provvedere, prima dell'eventuale affidamento o trasferimento degli animali: a a verificare la presenza dell'identificativo degli animali e alla riconsegna al legittimo proprietario entro e non oltre tre giorni dal ritrovamento; b all'inoculazione del microchip e alla registrazione in anagrafe degli animali randagi; c agli esami clinici; d ai trattamenti antiparassitari, interni ed esterni; e alla vaccinazione con vaccino polivalente in base alla situazione epidemiologica del territorio; f alla sterilizzazione di tutti i cani e i gatti randagi, maschi e femmine; g agli esami di laboratorio finalizzati ad accertare lo stato di salute generale e al controllo o alla prevenzione delle malattie a carattere zoonosico; g agli interventi di primo soccorso, emergenze e urgenze, quali esami ed interventi medici o chirurgici non differibili, atti alla stabilizzazione dell'animale eventualmente anche attraverso inoltro in strutture private specialistiche pubbliche o private convenzionate. 2 Gli animali non reclamati entro il termine di quindici giorni decorrenti dalla data dell'ingresso nel canile o gattile sanitario possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni riconosciute, o trasferiti in rifugi. 3 Gli animali devono rimanere nei canili e gattili sanitari per il tempo necessario agli adempimenti previsti al comma 1, comunque non oltre sessanta giorni, ed essere poi trasferiti nei rifugi per l'affidamento e l'adozione. 4 I canili e i gattili sanitari hanno funzione di osservatorio epidemiologico delle malattie a carattere zoonosico, proprie delle specie ricoverate. 5 Il Ministero della salute, con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce i requisiti tecnico-strutturali e gestionali dei canili e gattili sanitari. 6 Nel territorio di competenza di ciascun Dipartimento di prevenzione veterinaria delle aziende sanitarie locali deve sempre essere presente almeno un canile sanitario, con funzioni di pronto soccorso veterinario operativo per ventiquattr’ore tutti i giorni dell’anno. 7 I canili sanitari devono avere quotidianamente almeno un addetto all'accudimento degli animali e alla pulizia delle gabbie e un infermiere veterinario ogni settanta cani, nonché garantire la presenza di almeno un custode, sia di notte che nei giorni festivi. 8 Nelle zone destinate alla degenza post-operatoria, alla cura di malattie infettive e nella zona riservata alla quarantena o alla detenzione di mamme con prole, gli operatori devono indossare apposito vestiario non utilizzabile nelle restanti zone della struttura. Ogni box deve essere dotato di contenitori a terra con idoneo disinfettante, in cui ogni operatore deve sostare prima di entrare in ciascun box . È vietato tenere animali sani nei box destinati alla degenza post-operatoria, alla cura di malattie infettive e nella zona riservata alla quarantena, oltre il tempo necessario determinato dal direttore sanitario. 9 I canili sanitari devono tenere un registro di carico e scarico degli animali da aggiornare contestualmente ad ogni carico e scarico, corredato della documentazione sanitaria e vidimato dal servizio veterinario ufficiale. 16 (Rifugi) 1 I rifugi, pubblici e convenzionati, hanno come finalità principale le adozioni, devono essere adeguati alle esigenze etologiche e fisiologiche degli animali ospitati e consentire il libero ingresso ai delegati delle associazioni riconosciute per le attività di sgambatura, vigilanza e promozione delle adozioni. I rifugi si caratterizzano quali strutture deputate a: a ospitare gli animali provenienti dal canile o dal gattile sanitario e gli animali sottoposti a provvedimenti amministrativi o giudiziari o quelli spontaneamente ceduti dai proprietari perché impossibilitati alla detenzione, garantendone il benessere fisiologico ed etologico, per favorirne il recupero, il reinserimento e l'affidamento; b incentivare e favorire le adozioni degli animali ospitati, fornendo ai cittadini le opportune informazioni; c migliorare il benessere e la socializzazione degli animali ospitati tramite accordi con il volontariato, garantendo la presenza di associazioni riconosciute. 2 I rifugi, pubblici e convenzionati, devono pubblicizzare le attività e i servizi erogati e devono consentire l'ingresso al pubblico almeno cinque giorni alla settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno sei ore al giorno. L'orario di apertura al pubblico deve essere comunicato agli enti proprietari degli animali detenuti e all’azienda sanitaria locale nonché essere visibile all'ingresso della struttura. 3 I rifugi devono essere in possesso di autorizzazione sanitaria e devono avere quotidianamente: a almeno un addetto all'accudimento degli animali e alla pulizia delle gabbie e un infermiere veterinario, ogni settanta cani; b un veterinario quale direttore sanitario di pronta reperibilità per ventiquattr’ore al giorno per sette giorni alla settimana; c almeno un custode, sia di notte che nei giorni festivi.