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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 209 NENCINI La seduta inizia alle ore 16,30. IN SEDE REFERENTE dl n. 5/2021 CONI DDL 2077 Conversione in legge del decreto-legge 29 gennaio 2021, n. 5, recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) (Esame e rinvio) Il relatore VERDUCCI ( PD ) illustra il disegno di legge in titolo, ricordando preliminarmente che il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) svolge il ruolo di Comitato olimpico sul territorio nazionale. Esso è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, rappresenta la Confederazione delle federazioni sportive nazionali (FSN) e delle discipline sportive associate (DSA) e si conforma ai principi dell'ordinamento sportivo internazionale, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi emanati dal Comitato olimpico internazionale (CIO). La relativa disciplina è dettata dal d.lgs. 242/1999, come modificato dal d.lgs. 15/2004 e dalla L. 8/2018. Ripercorre quindi la disciplina normativa che regola il CONI stesso, soffermandosi sulle disposizioni introdotte con la legge di bilancio per il 2019, n. 145 del 2008, e sulla delega conferita al Governo per il riordino del CONI, con l'articolo 1 della legge n. 86 del 2019, non esercitata nei termini previsti. Riferisce inoltre sulle interlocuzioni informali e sulle missive inviate dal Presidente del CIO al ministro Spadafora, richiamate nella relazione illustrativa del Governo al disegno di legge di conversione, dalle quali è emerso l'avvio da parte del CIO di un'attività istruttoria per comprendere gli impatti che la legge n. 145 del 2018 ha avuto sull'assetto organizzativo del CONI e sul principio di autonomia e indipendenza sancito nella Carta olimpica. Il CIO ha dunque rappresentato all'Italia una serie di doglianze sul "ruolo, la missione, l'autorità e le responsabilità del CONI", assoggettato al rispetto dei requisiti minimi della Carta olimpica. In particolare - prosegue la relazione illustrativa - è stato eccepito che il personale del CONI "non potesse essere assunto e controllato da una entità esterna riconducibile allo Stato (Sport e salute S.p. A.)", ma dovesse avere una propria dotazione organica e una propria struttura amministrativa. Passa quindi a illustrare l'articolato; l'articolo 1, comma 1, dispone che il CONI è dotato di una propria dotazione organica nella misura massima di 165 unità di personale, di cui 10 unità di personale dirigenziale di livello non generale, in modo da poter essere pienamente operativo, autonomo e indipendente in qualità di componente del Comitato olimpico internazionale. La dotazione organica consente al CONI di espletare i compiti relativi al proprio funzionamento e alle proprie attività istituzionali; il livello di finanziamento statale del CONI è rideterminato dal successivo articolo 2, comma 1; in virtù delle abrogazioni disposte dall'articolo 2, comma 2, del presente provvedimento, il CONI non si avvale più di Sport e salute S.p. A. per lo svolgimento dei suoi compiti. Il personale di Sport e salute S.p. A. già dipendente del CONI alla data del 2 giugno 2002 che, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame (30 gennaio 2021), presta servizio presso il CONI in regime di avvalimento, è trasferito nel ruolo del personale del CONI con qualifica corrispondente a quella attuale determinata in base alla tabella di corrispondenza di cui al comma 4. È fatto salvo ed è regolato il diritto di opzione per restare alle dipendenze di Sport e salute S.p. A.; per il personale trasferito è previsto il mantenimento trattamento economico complessivo attuale ove più favorevole. Espletata la procedura di trasferimento del personale, il completamento della pianta organica del CONI avviene mediante concorsi pubblici per titoli ed esami, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di assunzioni. Il 50 per cento dei posti messi a concorso, suddivisi per le singole qualifiche funzionali dirigenziali e non dirigenziale, è riservato al personale dipendente a tempo indeterminato della società Sport e salute S.p. A. che possiede i requisiti indicati. Anche questo personale conserva il trattamento economico complessivo attuale ove più favorevole. La definizione della tabella di corrispondenza del personale di Sport e salute S.p. A. e la definizione delle modalità di reclutamento del personale per le rispettive singole qualifiche professionali sono demandate a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità di Governo competente in materia di sport, da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento d'urgenza in esame. Viene quindi regolata la posizione del personale dirigenziale e non dirigenziale di Sport e salute S.p. A. che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, si trova collocato in posizione di avvalimento presso il CONI fino a quando non saranno perfezionate le procedure di approvazione della tabella di corrispondenza e delle modalità di reclutamento, di trasferimento o opzione, ovvero le procedure concorsuali, e comunque fino al 31 dicembre 2022. Il CONI e Sport e salute S.p. A. possono regolare con appositi contratti di servizio lo svolgimento di specifiche attività o servizi ulteriori a quelli propri del CONI. Alla luce delle abrogazioni disposte dall'articolo 2, comma 2, del provvedimento in esame - tra cui vi è la norma che prevede un contratto di servizio annuale per regolare i rapporti tra CONI e Sport e salute S.p. A., previa approvazione da parte dell'Autorità di governo competente - parrebbe intendersi che i contratti di servizio richiamati dalla disposizione in commento, oltre a non avere una periodicità predeterminata e a riguardare oggetti specifici, non siano soggetti ad alcuna approvazione. L'articolo 2, prevede al comma 1, un aumento delle risorse per il CONI, che passano da 40 milioni a 45 milioni di euro annui, e una corrispondente riduzione di quelle per Sport e salute S.p. A., che passano da 368 milioni a 363 milioni di euro annui. L'articolo 2, comma 2, reca le abrogazioni disposte dal provvedimento, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, su cui riferisce. L'articolo 2, comma 3, precisa che al CONI si applica quanto previsto dall'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001, secondo cui le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro. Tali amministrazioni non possono istituire uffici di diretta collaborazione, posti alle dirette dipendenze dell'organo di vertice dell'ente. L'articolo 2, comma 4, trasferisce al CONI, per il perseguimento delle sue finalità istituzionali, i beni individuati nell'Allegato A.