[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 423, comma primo, del regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), promosso con ordinanza dell'8 aprile 2003 dalla Corte di cassazione nel procedimento civile vertente tra la Cooperativa Agricola La Torre s.r.l. e la Navigazione Tirrenia s.p.a., iscritta al n. 664 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 36, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visto l'atto di costituzione della Navigazione Tirrenia s.p.a.; udito nell'udienza pubblica dell'8 febbraio 2005 il Giudice relatore Romano Vaccarella; udito l'avvocato Enzio Volli per la Navigazione Tirrenia s.p.a.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Nel corso di un giudizio civile, la Corte di cassazione – investita di un ricorso, proposto dalla Cooperativa Agricola La Torre s.r.l. nei confronti della Navigazione Tirrenia s.p.a. avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli n. 1788/99, depositata in data 14 luglio 1999 – ha sollevato, con ordinanza dell'8 aprile 2003, questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli articoli 3 e 41 della Costituzione, dell'art. 423, comma primo, del codice della navigazione (regio decreto 30 marzo 1942, n. 327), «anche in relazione alla diversa disciplina dettata per il trasporto aereo di cose dall'art. 952, primo comma», del medesimo codice, a) nella parte in cui non prevede che il limite della responsabilità del vettore marittimo sia periodicamente aggiornato, ovvero sia comunque fissato in modo da garantire l'effettività del risarcimento dovuto al caricatore per la perdita o l'avaria delle cose trasportate; b) nella parte in cui non esclude il limite del risarcimento dovuto dal vettore marittimo in caso di responsabilità determinata da dolo o colpa grave sua o dei suoi dipendenti o preposti; c) subordinatamente, nella parte in cui non prevede che il limite della responsabilità del vettore marittimo sia periodicamente aggiornato, ovvero sia comunque fissato in modo da garantire la congruità del risarcimento dovuto al caricatore per la perdita o l'avaria delle cose trasportate in caso di responsabilità determinata da dolo o colpa grave sua o dei suoi dipendenti o preposti. 1.1. – In punto di fatto, il giudice a quo premette che, durante una traversata da Palermo a Napoli della nave “Vomero” della Tirrenia Navigazione s.p.a., nella notte fra il 4 e il 5 febbraio 1992, un autocarro della Cooperativa Agricola La Torre s.r.l., imbarcato su detta nave con un carico di arance, si ribaltò a causa del mare mosso e del fatto che i dipendenti del vettore lo avevano malamente bloccato, agganciandolo con un cavo al paraurti anziché all'apposito anello. Il Tribunale di Napoli, adito dalla Cooperativa per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti al danneggiamento dell'autocarro e alla perdita del carico (danni quantificati in lire trentamilioni), con sentenza del 21 luglio 1997, riconosciuta la responsabilità del vettore, contenne il risarcimento da questo dovuto nel limite di lire duecentomila stabilito dall'art. 423 cod. nav. , così liquidandolo in lire duecentocinquantamila in moneta attuale, oltre agli interessi legali. La Corte di appello di Napoli rigettò il gravame proposto dalla Cooperativa, disattendendo, fra l'altro, l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 423 cod. nav. sollevata dall'appellante. Quest'ultima ha, quindi, proposto ricorso per cassazione, articolando cinque motivi di impugnazione e reiterando da ultimo l'eccezione di incostituzionalità. 1.2. – In ordine alla rilevanza delle questioni, la Corte rimettente osserva che il ricorso andrebbe accolto solo se l'art. 423 cod. nav. fosse dichiarato costituzionalmente illegittimo sotto taluno dei profili prospettati, essendo il danno notevolmente superiore al limite di risarcibilità stabilito dalla citata norma e non apparendo fondata alcuna delle diverse censure mosse alla sentenza impugnata. 1.3. – Quanto alla non manifesta infondatezza delle questioni, il giudice a quo, innanzitutto, ricorda che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 401 del 1987, nel giudicare non fondata analoga questione di legittimità costituzionale della norma in esame, in ragione della facoltà del caricatore di dichiarare il valore delle cose trasportate, sottraendosi così al limite del risarcimento dovuto dal vettore, richiamò «l'attenzione del legislatore sul problema del “limite” da imporre all'autonomia privata (art. 1322, primo comma, cod. civ.), alla quale è rimessa, in sostanza, […] la determinazione dell'entità del risarcimento»; rilevò che era stato legislativamente sancito il principio del periodico aggiornamento del debito risarcitorio del vettore aereo, «debito per tanti aspetti omogeneo a quello in esame»; ritenne che «la fattispecie normativa aeronautica corrisponde integralmente a quella marittima»; richiamò il progetto di legge delega per il nuovo codice della navigazione, «che fissa come principio direttivo quello dell'“adeguatezza” del limite di responsabilità del vettore marittimo, in modo da garantire la congruità del risarcimento»; ravvisò un «complesso di elementi, normativi e giurisprudenziali, concordi nello stabilire l'attualità della linea evolutiva, diretta a inserire nel nostro ordinamento un automatico meccanismo di adeguamento, riferibile anche all'obbligazione risarcitoria del vettore nel trasporto marittimo di cose». Poiché l'auspicato adeguamento non v'è stato, si è verificata una progressiva, pressoché totale erosione del diritto del danneggiato al risarcimento, tutte le volte in cui manchi la dichiarazione di valore, com'è tipico del trasporto occasionale (qual era quello del caso di specie). 1.3.1. – Sottolineata la omogeneità, negli aspetti riguardanti la responsabilità del vettore, fra il trasporto aereo e quello marittimo, già riconosciuta dal giudice delle leggi, la Corte rimettente rileva che il mancato intervento del legislatore ha esaltato la disparità di trattamento fra il danneggiato nel trasporto aereo di cose e il danneggiato nel trasporto marittimo: infatti, a favore del primo è previsto – dalla legge 13 maggio 1983, n. 213 (Modifiche di alcune disposizioni del codice della navigazione relative alla navigazione aerea) – un sistema di aggiornamento periodico del limite di responsabilità del vettore stabilito dall'art. 952 cod. nav. ;