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Voglio ringraziare ancora una volta - credo sia incredibile - che quest'Assemblea sia qui riunita oggi, un lunedì di agosto. Non so se sia mai successo in passato... (Commenti dal Gruppo PD). VOCE DAL GRUPPO PD. Sempre. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Sempre? A me dicevano che c'era un mese di ferie, solitamente. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Sbagliavano. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Credo sia abbastanza singolare che ci siano stati dei colleghi senatori che hanno lavorato sabato e domenica scorsi fino a tarda ora nelle Commissioni anche per il decreto dignità. Io credo che, se si riuscisse a discutere nei contenuti e non a utilizzare quello che non viene fatto come un'accusa nei confronti di un Governo neonato, forse tutti riuscirebbero a lavorare un po' meglio e con più serenità per il bene del nostro Paese. Alla luce di quanto dichiarato e di tutti i provvedimenti approvati, che non sono tutti quelli che verranno fatti quest'anno, ma solo una parte - la più urgente - dichiaro voto favorevole a nome del Gruppo della Lega Nord-Salvini Premier -Partito sardo d'Azione (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi senatori e senatrici, siamo qui intervenire in dichiarazione di voto per il Gruppo di Forza Italia, che si è molto impegnato. Giova ricordare che quest'anno si è lavorato fino ai primi giorni di agosto, ma non è assolutamente la prima volta: in realtà è una consuetudine - come ha già ricordato la collega Rizzotti - che esiste ormai da tanti anni, o almeno da due legislature. Questo sta a significare che non vi è nulla di nuovo nell'attività lavorativa che stiamo svolgendo: è il nostro dovere e il nostro compito e siamo qui a farlo per il popolo italiano, come è giusto che sia (Applausi dal Gruppo FI-BP ) . Detto ciò, per venire alla questione di merito, noi siamo qui a discutere di un provvedimento che di cambiamento non rappresenta nulla, perché la proroga dei termini, o quello che viene più banalmente e popolarmente definito provvedimento milleproroghe, in realtà non è altro che una consuetudine anche delle legislature passate e dei Governi passati (Brusio). Un po' di silenzio sarebbe gradito. Si potrebbe almeno fare chiarezza su ciò. Anche in questa legislatura si è fatto ricorso alla decretazione d'urgenza, senza che necessità e urgenza vi fossero: ancora una volta si è un po' abusato di questa regola. Ma veniamo alle materie e alle questioni sollevate e discusse in Commissione e poi qui, in Aula, con gli emendamenti. Cominciano con le Province. Nulla è avvenuto di particolarmente significativo per cercare di andare oltre la riforma Delrio, che tanti guasti ha creato e che doveva essere semplicemente una riforma ponte tra quel che erano le Province e la loro abolizione, che sarebbe dovuta giungere con la riforma della Costituzione che poi, invece, è fallita. Eppure, in questa circostanza, le disposizioni previste dal comma 1 dell'articolo 1 confermano, anche per il 2018, le modalità di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio a favore delle Province e delle Città metropolitane. Prosegue, quindi, una disorganica e dannosa sovrapposizione fra le competenze affidate ai due enti (parlo delle Città metropolitane e delle Province). Sarebbe stato decisamente opportuno che il Governo avesse affrontato la questione, prevedendo perlomeno lo svolgimento delle elezioni provinciali in occasione della tornata elettorale europea e non certo anticipando quel voto, che è comunque un'anomalia che non si è mai vista prima e che noi non possiamo considerare certamente una novità positiva. All'articolo 2 si è parlato di intercettazioni. Noi abbiamo sempre affermato con chiarezza che questo tema va affrontato con le dovute cautele, anche perché siamo assolutamente certi, statistiche alla mano, che di intercettazioni, purtroppo, si abusa nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È giusto ricordarlo: sono intercettati circa 80 cittadini italiani ogni 100.000, 140 volte più che negli Stati Uniti d'America. Dico questo per far capire l'impressionante violazione della libertà dei cittadini e della privacy , che noi tutti dovremmo tutelare secondo anche i principi della nostra Costituzione. Nel 2015 lo Stato italiano per effettuare queste intercettazioni - per le quali non solo vi è non abuso in termini di persone intercettate, ma anche e soprattutto per la diffusione inadeguata e non coerente con quanto le nostri disposizioni di legge prevedono - ha speso ben 280 milioni di euro (nel 2014 erano stati 250 milioni). Dico questo per farvi capire qual è la situazione. Abbiamo voluto cercare di porre rimedio anche ai guasti che la direttiva Bolkestein sta provocando ai tanti esercenti attività commerciali sulle spiagge italiane. La direttiva Bolkestein procura un danno enorme a chi ha investito sugli stabilimenti balneari, i cosiddetti balneatori. Sono imprenditori che in questo momento dobbiamo necessariamente aiutare e cui dobbiamo mostrare di essere al loro fianco, così come agli esercenti le attività commerciali sulle nostre spiagge. Abbiamo fatto un tentativo di venire incontro alle loro istanze e alle loro esigenze, ma anche in questo caso ci è stato detto di no e non si è voluta dare una risposta. Sono tante altre le questioni delle quali ci siamo occupati in questa occasione. Abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze soprattutto delle vittime del terremoto. Con l'articolo 9 - ne abbiamo parlato poco fa, quando si è discusso degli emendamenti ad esso riferiti - solo parzialmente viene presa in considerazione l'esigenza di andare incontro alle tante imprese per le quali era stata sospesa l'erogazione dei tributi nel periodo del terremoto. Poi, in seguito a un intervento della Commissione europea, sono stati messi in ginocchio centinaia di imprenditori nei confronti dei quali abbiamo il dovere di dare risposte. Su questo articolo abbiamo proposto una serie di altri emendamenti coerenti con la proroga termini e, quindi, con la competenza per la quale erano stati presi in considerazione i nostri terremotati, ritenendo assolutamente prioritario venire incontro alle loro esigenze, alle esigenze di chi in questo momento sta soffrendo per un evento naturale che lo ha messo in ginocchio, lo ha piegato, gli ha sottratto la casa e la possibilità di lavoro. Eppure quel che risulta in modo evidente è che nel 2009, col Governo Berlusconi, quando c'è stato il terremoto dell'Aquila, che ha causato tanti morti e tanti danni, c'è stata una risposta dell'Esecutivo assolutamente efficiente, efficace e al fianco delle popolazioni terremotate. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La stessa cosa, purtroppo, non è avvenuta in occasione dei terremoti del 2016-2017, con una risposta che non è stata data dal Partito Democratico. Ci spiace dirlo, ma voglio ricordare anche le parole del collega Cangini, che difendo fino in fondo: