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Il senatore ZAFFINI ( FdI ) riformula l'ordine del giorno G/2542/11/1 e 12 in un testo 2, pubblicato in allegato, come indicato dal rappresentante del Governo in sede di espressione del parere. L'ordine del giorno G/2542/11/1 e 12 (testo 2) è quindi accolto dal Governo. Il senatore MALAN ( FdI ) non accetta la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G/2542/12/1 e 12 nel senso di inserirvi la locuzione "valutare la possibilità di", avanzata dal rappresentante del Governo in sede di espressione del parere. Sottolinea che l'ordine del giorno in questione è volto solo ad applicare la norma che garantisce la trasparenza delle spese effettuate dal Commissario straordinario, al fine di prevenire episodi di corruzione. Pertanto, chiede che l'atto di indirizzo sia posto in votazione nel testo da lui presentato e auspica il sostegno, in particolare, della forza politica che in passato ha sostenuto con enfasi le iniziative di contrasto alla corruzione. Posto ai voti, l'ordine del giorno G/2542/12/1 e 12 è respinto. Sono infine accolti dal Governo gli ordini del giorno G/2542/13/1 e 12 e G/2542/14/1 e 12. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. La senatrice GRANATO ( Misto ) illustra l'emendamento 1.2, volto a sopprimere l'articolo 1, che introduce l'obbligo di vaccinazione contro il COVID-19 per i soggetti di età pari o superiore a cinquanta anni: a suo avviso, la disposizione è superata, considerato il miglioramento della curva epidemiologica, e lesiva della dignità umana, riconosciuta dall'articolo 2 della Costituzione. Sottolinea che, in subordine, con l'emendamento 1.5, si propone di sopprimere il comma 1 dell'articolo 1, in quanto le restrizioni imposte agli ultracinquantenni non hanno ricevuto l'avallo del Comitato tecnico scientifico e, quindi, hanno solo una motivazione politica. Fa presente che l'emendamento 1.7 anticipa il termine dell'obbligo di vaccinazione per gli ultracinquantenni al 5 marzo, in modo da consentire loro di tornare a svolgere il proprio lavoro e ricevere la relativa retribuzione. Si sofferma, quindi, sull'emendamento 1.8, con cui si propone di sopprimere l'estensione dell'impiego dei certificati vaccinali ai luoghi di lavoro. A suo avviso, tale disposizione lede il diritto al lavoro, tutelato dall'articolo 1 della Costituzione. Soggiunge che con il successivo emendamento 1.9 si consente ai lavoratori di accedere anche con il green pass base, mentre con l'emendamento 1.11 si propone di ridurre il periodo di privazione della retribuzione dei lavoratori privi di certificazione verde (solo fino al 5 marzo 2022, anziché fino al 15 giugno 2022). Segnala che gli emendamenti 1.12, 1.13 e 1.14 riguardano invece il diritto alla corresponsione dell'assegno alimentare per i lavoratori sospesi in quanto non vaccinati. Fa presente che tale assegno è riconosciuto ai detenuti anche per gravi reati, come i condannati per associazione mafiosa. Inoltre, l'emendamento 1.13 prevede il differimento del pagamento delle imposte per questi lavoratori che, in quanto sospesi dal servizio, non ricevono alcuna retribuzione e sono privi, pertanto, di qualunque mezzo di sostentamento. Infine, dà conto dell'emendamento 1.0.2, col quale si chiede il reintegro per i lavoratori sospesi dal servizio, con corresponsione di un indennizzo pari all'80 per cento della retribuzione. Il senatore ZAFFINI ( FdI ) illustra anzitutto l'emendamento 1.1, soppressivo dell'articolo, col quale s'intende evidenziare che la normativa sugli obblighi vaccinali, rispetto al tempo in cui fu adottata, è ormai del tutto superata a fronte del mutato quadro epidemiologico: occorre dunque che si riespanda il diritto di scelta sui trattamenti sanitari, sin qui compresso. Si sofferma, quindi, sull'emendamento 1.18, volto al riconoscimento dell'indennità alimentare nei riguardi dei dipendenti sospesi a causa della mancata vaccinazione: a suo giudizio è un intervento necessario per ovviare a una vistosa iniquità nei riguardi dei lavoratori. La PRESIDENTE fa rilevare che, stante l'imminente inizio della seduta dell'Assemblea, occorre prendere atto che non vi sono le condizioni per la conclusione dell'esame in sede referente, essendo ancora da vagliare gli oltre 70 emendamenti presentati: è dunque necessario, a questo punto, interrompere la trattazione, per consentire l'avvio della discussione in Aula, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo. Soggiunge che si farà carico di riferire sui lavori svolti dalle Commissioni riunite. Non facendosi obiezioni, così rimane stabilito. La seduta termina alle ore 10,40 . Allegato