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La compensazione può avvenire con la stessa ripartizione annuale con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione e tenendo conto delle rate residue di detrazione non fruite. Inoltre la quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno può essere usufruita nei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il terzo. Non si applicano i limiti agli importi compensabili previsti dall'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che con riferimento ai crediti d'imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi stabilisce che possono essere utilizzati nel limite annuale di 250.000 euro. Il comma 7 introduce un'innovazione dal punto di vista fiscale, prendendo in considerazione l'ipotesi di perdite da parte dell'impresa start-up innovativa a vocazione sociale. In questa ipotesi, all'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo pari al 75 per cento della perdita imputabile al contribuente che ha acquistato quote del capitale sociale di un'impresa start-up innovativa a vocazione sociale. È bene ricordare che, per loro natura, si tratta sempre di società start-up , quindi il rischio legato al buon esito, in termini di rendimento, dell'investimento nel capitale sociale è maggiore rispetto alle società ordinarie. La disposizione di cui al comma 7 si pone l'obiettivo di assicurare al soggetto che effettua l'investimento una garanzia anche nell'ipotesi di perdite d'esercizio. Ai sensi del comma 8, le disposizioni di cui al comma 7 si applicano anche nel caso in cui l'acquisto avvenga per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investono, anche in misura non prevalente, in imprese start-up innovative a vocazione sociale. Il comma 9 prevede che nell'ipotesi in cui l'investimento sia rappresentato da conferimenti in denaro, al fine di poter beneficiare della detrazione d'imposta di cui al comma 1 è necessario che il versamento sia effettuato tramite banche o uffici postali, ovvero medianti altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Pertanto, non sono consentiti conferimenti in denaro di qualsiasi importo. Il comma 10 stabilisce che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del legge, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero delle imprese e del made in Italy , sono individuate le modalità di attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 5. Ai sensi del comma 11, l'efficacia della disposizione di cui all'articolo 5 è subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero delle imprese e del made in Italy . L'articolo 6 disciplina le agevolazioni fiscali riconosciute ai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società (IRES) che decidono di investire nel capitale sociale di un'impresa start-up innovativa a vocazione sociale. Il comma 1 stabilisce che alle società di capitale (società per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative) viene riconosciuta una deduzione dal reddito di impresa pari al 50 per cento della somma investita nel capitale sociale di un'impresa start-up innovativa a vocazione sociale. Al fine di individuare un tetto massimo all'investimento nell'impresa start-up innovativa a vocazione sociale, il comma 2 prevede che l'investimento massimo deducibile ai sensi del comma 1 non può eccedere, in ciascun periodo d'imposta, l'importo di euro 1.800.000, e deve essere mantenuto per almeno cinque anni. L'eventuale cessione, anche parziale, dell'investimento prima del decorso di tale termine comporta la decadenza dal beneficio e il recupero a tassazione dell'importo dedotto, maggiorato degli interessi legali. Ai sensi del comma 3, l'aliquota di cui al comma 1 è aumentata dal 50 per cento al 75 per cento quando l'investimento è effettuato per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investono, anche in misura non prevalente, in imprese start-up innovative a vocazione sociale. Con lo scopo di incentivare l'investimento in imprese start-up innovative a vocazione sociale il comma 4 prevede, con riferimento alle deduzioni che non trovano capienza nel reddito imponibile, che queste sono utilizzabili nei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il terzo. Il comma 5 disciplina l'ipotesi in cui la società di capitale che effettua l'investimento partecipa al consolidato. In questo caso, la deduzione che non trova capienza nel reddito della singola società può essere scomputata dal reddito complessivo di gruppo e l'eventuale eccedenza può essere utilizzata dalle singole società nei periodi d'imposta successivi ma non oltre il terzo. Il comma 6 chiarisce che la deduzione dal reddito d'impresa spetta esclusivamente ai fini delle imposte sul reddito delle società e non opera ai fini dell'imposta regionale sulla attività produttive. Il comma 7 disciplina un'altra ipotesi di investimento da parte delle società di capitale nelle imprese start-up innovative a vocazione sociale. Nell'ipotesi in cui la società di capitale decida di investire l'utile d'esercizio realizzato e non distribuito ai soci, alla stessa è riconosciuta, nel periodo d'imposta in cui viene effettuato l'investimento, una detrazione d'imposta pari al 50 per cento dell'utile investito, a condizione che l'utile investito sia mantenuto per almeno cinque anni. Il comma 7 disciplina anche il caso in cui quest'ultima condizione venga meno e prevede che l'eventuale cessione, anche parziale, dell'investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza del beneficio e l'obbligo per il contribuente di restituire l'importo detratto, unitamente agli interessi legali. Ai sensi del comma 8 è previsto, con riferimento agli investimenti rappresentati da conferimenti in denaro, che la deduzione dal reddito d'impresa spetti a condizione che il versamento sia effettuato tramite banche o uffici postali ovvero medianti altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il comma 9 stabilisce che, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del legge, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero delle imprese e del made in Italy , sono individuate le modalità di attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 6.Ai sensi del comma 10, l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 6 è subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero delle imprese e del made in Italy . L'articolo 7 introduce delle norme di coordinamento con la disciplina in vigore, in particolare prevedendo, al comma 2, l'abrogazione a far data dall'entrata in vigore della legge delle disposizioni agevolative di cui al comma 4 dell'articolo 25 del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 221 n. 221.