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il Sindaco ha, quindi, dato seguito alla cerimonia, ma nessuno dei rappresentanti delle associazioni presenti è intervenuto a difesa delle Istituzioni e al momento, non risulta pervenuta al Sindaco alcuna nota di scuse o di solidarietà per l'accaduto; l'ANPI, in quanto tuttora riconosciuta come associazione combattentistica, sebbene il numero dei combattenti superstiti sia irrisorio, riceve regolarmente contributi statali ai sensi della legge 28 dicembre 2001, n. 448, articolo 32, comma 2 e tali risorse vengono erogate ed accolte dall'associazione a prescindere dalla matrice politica del Governo, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno verificare quanto accaduto il 28 agosto 2021 per accertare se la presa di posizione del contestatore sia condivisa dall'intera associazione ANPI, nonché dalle altre associazioni presenti e quali siano le motivazioni per cui in tale occasione i rappresentanti non siano intervenuti a sostegno delle Istituzioni, ovvero se l'accaduto sia da circoscrivere ad un gesto scortese e provocatorio di un singolo cittadino dal quale l'associazione prende ufficialmente le distanze. Atto n. 4-06016 FENU EVANGELISTA VACCARO GALLICCHIO PRESUTTO MAUTONE CROATTI MARINELLO LOMUTI RICCIARDI TURCO DI PIAZZA Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, ha previsto e disciplinato la possibilità di istituire delle zone economiche speciali (ZES) al fine di favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo, in alcune aree del Paese, delle imprese già operanti, nonché l'insediamento di nuove imprese; considerato che: la Sardegna è in attesa della chiusura della procedura istitutiva della ZES che la Regione ha approvato con deliberazione n. 57/17 del 21 novembre 2018 e nel corso degli anni sono stati svolti diversi incontri sul tema da parte di tutte le istituzioni coinvolte; la zona economica speciale prevista per la Sardegna è stata pensata come una rete portuale distribuita su tutto il perimetro costiero (proprio in considerazione della condizione di insularità e le modeste dimensioni del tessuto produttivo regionale) e integrata con le zone franche doganali intercluse già zonizzate, che comprendono i porti di Cagliari, Portovesme, Oristano, Porto Torres, Olbia e Arbatax; le opportunità di sviluppo economico che possono derivare dall'istituzione della zona economica speciale in Sardegna sono di grande ed evidente importanza per il territorio, anche in considerazione dei numerosi benefici fiscali e delle misure di semplificazione previsti dalla normativa vigente in materia di ZES; rilevato che: grazie al regime previsto dalle ZES, i potenziali investitori potrebbero beneficiare di un credito d'imposta commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro, così come previsto dall'articolo 5, comma 2, del citato decreto-legge n. 91. Il credito d'imposta è esteso inoltre all'acquisto di immobili strumentali agli investimenti; appare necessario e urgente agevolare la ripartenza del terminal container internazionale dell'isola, fondamentale infrastruttura di base per garantire la necessaria continuità territoriale delle merci, superando il gap negativo dell'insularità, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario e urgente istituire la zona economia speciale in Sardegna e quali siano i tempi necessari per la sua definitiva istituzione. Atto n. 4-06017 SANTANGELO MARINELLO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: gli interroganti sono venuti a conoscenza di un episodio che ha riguardato un nucleo familiare con un figlio con disabilità, alla quale è stato impedito l'imbarco in un traghetto Tirrenia, nonostante tutti fossero in possesso di regolare titolo di viaggio. in particolare, in data 10 settembre 2021, A. R., accompagnato dalla sua famiglia, si recava con un'autovettura all'imbarco della nave Tirrenia delle ore 20:15 con partenza da Napoli in direzione Palermo, munito di regolare biglietto n. K213972240; i passeggeri risultavano essere 4 adulti, di cui il figlio con livello 3 di autismo (severo, come certificato ai sensi dell'art. 3, comma 3 della legge n. 104 del 1992) e un minore di anni 3. Il trasferimento del figlio con disabilità richiedeva un supporto molto sostanziale, poiché affetto dalla forma più grave di disturbo dello spettro autistico; all'atto del check-in effettuato parte del personale di Tirrenia CIN S.p. A., tuttavia, emergeva la mancanza del documento del minore, al quale veniva conseguentemente inibito l'accesso a bordo della nave, comportando ciò l'impossibilità per l'intero nucleo familiare, ivi compreso il familiare disabile, di accedere a bordo; a nulla è valso l'avere il genitore esibito una fotocopia del documento mancante e la dichiarazione ISEE, dal quale si poteva evincere la consistenza del nucleo familiare. Il personale preposto ha altresì denegato la possibilità di attestazione prevista dall'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 in tema di "Autocertificazione di stato di Famiglia", che peraltro la stessa compagnia allega alla copia dei biglietti e ai sensi dell'articolo 47 del medesimo decreto (dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà), il cui obbligo di accettazione è stato recentemente esteso anche ai privati dal decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76; secondo quanto riferito agli interroganti, a quel punto il signor A. R. veniva allontanato dalla zona di imbarco, poiché non in possesso dei requisiti previsti dalla circolare Serie Generale n. 106 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; sono stati vani gli ulteriori tentativi di appellarsi al buonsenso del comandante dell'imbarcazione o di richiedere l'intervento delle forze di polizia; nel concitare degli eventi e a causa della crescente agitazione del figlio con disabilità veniva "forzato" il varco di accesso alla nave. Evento che ha provocato l'intervento del comandante e della Polizia di Stato, che hanno imposto l'ordine di "sbarco" lasciando la persona con disabilità senza alcun tipo di assistenza di base e logistica e consentendo dunque che la nave salpasse; a seguito dell'inconveniente, la compagnia non ha offerto il rimborso del biglietto, ma solo uno spostamento della data di partenza; la mancanza di qualsiasi ulteriore alternativa costringeva dunque l'intero nucleo familiare a proseguire il viaggio di rientro a Palermo via terra, con conseguente esborso per i costi di carburante, pedaggi autostradali e spese di traghettamento tra Villa San Giovanni e Messina, ma soprattutto esponeva il familiare con disabilità a un ulteriore stress emotivo; considerato che: