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L'Ente gestore dell'area marina protetta predispone annualmente un piano economico-finanziario, sulla base di una programmazione triennale coerente con quella del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, anche commisurato alle assegnazioni finanziarie di cui al comma 4, e lo sottopone all'approvazione del Ministero medesimo, unitamente al bilancio consuntivo e al bilancio previsionale per la successiva annualità. Le assegnazioni finanziarie dello Stato sono destinate prioritariamente alle attività di tutela e di conservazione e, subordinatamente, previo assolvimento dei compiti istituzionali di tutela e conservazione, anche ad attività di valorizzazione e promozione. 6. Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica può revocare, con proprio provvedimento, l'affidamento in gestione in caso di comprovata inadempienza, inosservanza e irregolarità da parte dell'Ente gestore rispetto a quanto previsto nel decreto istitutivo, nella convenzione di affidamento e nel programma triennale. 7. Sono estese agli enti gestori delle aree marine protette e dei parchi nazionali marini le misure di incentivazione di cui all'articolo 7 per interventi, impianti e opere connessi alla gestione integrata della fascia costiera. 8. I proventi delle sanzioni amministrative derivanti dalle violazioni relative alle disposizioni di cui al decreto istitutivo e al regolamento, comunque commesse nelle zone di mare all'interno delle aree marine protette, dei parchi nazionali marini e dei parchi nazionali e regionali con estensione a mare, sono riscossi dagli enti gestori e sono destinati al finanziamento delle attività di gestione, coerentemente con le finalità istituzionali dell'area protetta. 9. In deroga a ogni diversa disposizione, i pareri, le intese, le pronunce o i nulla osta delle amministrazioni pubbliche, quando richiesti dall'Ente gestore di un'area marina protetta, di un parco nazionale marino, o di un parco nazionale e regionale con estensione a mare, sono resi entro il termine perentorio di trenta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, il predetto parere si intende favorevolmente acquisito. 10. Al fine di assicurare la tutela delle aree marine protette e la fruizione ecosostenibile della nautica da diporto, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica adotta ogni provvedimento, per quanto di competenza, per dare concreta attuazione al Protocollo tecnico per la nautica sostenibile sottoscritto presso il medesimo Ministero il 1° febbraio 2007. 11 . Al fine di assicurare la partecipazione alle scelte gestionali delle associazioni di categoria della cooperazione e delle imprese della pesca, del settore turistico-balneare, dell'industria nautica e della nautica da diporto, della subacquea, della protezione ambientale e della ricerca scientifica, l'Ente gestore, sentite le associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale, nomina una Consulta costituita tra i soggetti di cui al presente periodo, il cui funzionamento è disciplinato nel regolamento di organizzazione. L'Ente gestore presiede la Consulta, che si riunisce almeno una volta all'anno e può formulare proposte e suggerimenti per quanto attiene al funzionamento dell'area marina protetta e del parco nazionale con estensione a mare, ed esprime un parere non vincolante sul piano di gestione, sul bilancio e sul regolamento di organizzazione. La partecipazione alla Consulta non comporta la corresponsione di indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o emolumenti di qualsiasi natura. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 12. L'organico di un'area marina protetta è costituito da una dotazione di personale per le finalità di funzionamento essenziale, impiegato ai sensi delle norme vigenti in materia, e mediante procedure di mobilità da altre pubbliche amministrazioni. Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica determina le dotazioni minime di organico necessarie alla direzione e al funzionamento essenziale di ciascuna area marina protetta o parco nazionale marino, i cui oneri possono gravare, oltre che sulle dotazioni finanziarie proprie dell'Ente gestore, anche sui trasferimenti destinati dal medesimo Ministero, entro le soglie stabilite dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 13. Il direttore dell'area marina protetta e del parco nazionale marino è reclutato dall'Ente gestore attraverso selezioni ad evidenza pubblica. Al direttore dell'area marina protetta e del parco nazionale marino si applicano le disposizioni previste per il direttore di parco nazionale. 14. Nell'ambito dei progetti finanziati ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, una quota dei proventi delle aste di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica per gli anni 2025, 2026 e 2027, nel limite di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, è destinata al potenziamento delle aree marine protette e dei parchi nazionali marini. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 15 . I provvedimenti di cui al presente articolo sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. 16. I commi da 1 a 5 dell'articolo 8 della legge 31 luglio 2002, n. 179, sono abrogati. 17. All'articolo 28 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi terzo, quinto e sesto sono abrogati; b) al settimo comma, dopo le parole: “Il regolamento” sono inserite le seguenti: “di esecuzione del decreto istitutivo e di organizzazione della riserva”. 18. All'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il comma 339 è abrogato ». Art. 22. (Modifica dell'articolo 21 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 21 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: « Art. 21. – (Vigilanza e sorveglianza) – 1. La vigilanza sulla gestione delle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale è esercitata dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. 2. La sorveglianza sui territori delle aree naturali protette marine e terrestri è esercitata, ai fini della presente legge, dal Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, dalla Capitaneria di porto, dai Corpi di polizia degli enti locali delegati alla gestione anche in forma consortile, dai Corpi di polizia allo scopo individuati nelle province autonome e regioni a statuto speciale, dalle guardie alle dipendenze degli Enti parco. Gli enti gestori possono altresì avvalersi delle guardie ecologiche volontarie riconosciute dalle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349. 3.