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Nell'eventualità che tali procedure non consentano il soddisfacimento dei fabbisogni di assistenza, che allo stato sono in corso di quantificazione, il comma 9 prevede la possibilità di consultare in ordine progressivo i soggetti che hanno partecipato alla procedura di gara, consentendo nuove aggiudicazioni delle forniture oggetto delle gare espletate, alle medesime condizioni della società aggiudicataria, ferma restando la possibilità di ricorrere alle procedure negoziate individuate dal comma 4, qualora le modalità sopra descritte non risultino sufficienti e nel contempo si debba far ricorso ad una nuova procedura di affidamento. Il successivo comma estende l'applicazione delle procedure di cui al comma 8 anche nell'esecuzione di contratti effettuati tramite procedure negoziate di cui al richiamato comma 4. Data la portata degli interventi di allestimento delle aree e dei moduli provvisori di cui all’articolo 2, il comma 11 del medesimo articolo autorizza il Dipartimento della protezione civile e i comuni ad avvalersi anche delle componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. Tutte le procedure di cui sopra devono garantire celerità ed efficacia di intervento, ma nel ribadito rispetto dei princìpi di trasparenza e imparzialità (comma 12). Allo scopo di rafforzare il controllo sul rispetto di tali princìpi, si prevede altresì che gli atti delle procedure contrattuali siano trasmessi all'Autorità nazionale anticorruzione. Il comma 13, infine, reca la copertura degli oneri inerenti all'attuazione delle disposizioni recate dal presente articolo. L'articolo 3 prevede interventi per attività agricole e produttive. In particolare, in favore delle imprese agricole nelle aree colpite dagli eventi sismici, sono destinate risorse fino all'importo di 500.000 euro per l'anno 2016, a valere sulle disponibilità residue già trasferite all'ISMEA del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1068, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per abbattere, fino all'intero importo, secondo il metodo di calcolo di cui alla decisione della Commissione europea C(2015) 597 final del 5 febbraio 2015, le commissioni per l'accesso alle garanzie dirette di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, nel rispetto della normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato. Al fine di perseguire il pronto ripristino del potenziale produttivo danneggiato dagli eventi sismici, verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, di valorizzare e promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari e di sostenere un programma strategico condiviso dalle regioni interessate e dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, l'intera quota del cofinanziamento regionale dei programmi di sviluppo rurale 2014-2020 delle regioni interessate, limitatamente alle annualità 2019 e 2020, è assicurata dallo Stato attraverso le disponibilità del fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183. Nella prospettiva di assicurare la continuità produttiva delle attività zootecniche che operano in aree che hanno subito danni in conseguenza degli eventi sismici, è autorizzata la spesa di 10.942.300 euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina e dei settori ovicaprino e suinicolo, ai sensi del regolamento delegato (UE) n. 2016/1613 della Commissione dell’8 settembre 2016. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, è definito l'importo dell'aiuto unitario, differenziato sulla base della specie allevata e dello stato di salute dell'animale. A valere sulle risorse di cui al Fondo di investimento nel capitale di rischio previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 22 giugno 2004, n. 182, per gli interventi previsti all'articolo 66, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, l'ISMEA versa all'entrata del bilancio dello Stato la somma di 10.942.300 euro per l'anno 2016. Ferma restando l'applicazione dell'articolo 8 del decreto-legge n. 189 del 2016, i titolari di attività produttive svolte in edifici danneggiati a seguito degli eventi sismici di cui all'articolo 1, nella qualità di responsabili della sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, acquisiscono la certificazione di agibilità sismica rilasciata, a seguito di verifica di sicurezza effettuata ai sensi delle norme tecniche vigenti, da un professionista abilitato, provvedendo a depositarla presso il comune territorialmente competente. I comuni trasmettono periodicamente agli Uffici speciali per la ricostruzione gli elenchi delle certificazioni depositate. Le asseverazioni di cui al presente comma sono considerate, in caso di successiva richiesta di contributo, ai fini dell'accertamento dei danni. Si prevede ancora che le imprese che hanno subito danni a causa degli eventi sismici possono acquistare o acquisire in locazione macchinari, nonché effettuare gli ulteriori interventi urgenti necessari a garantire la prosecuzione della propria attività, sulla base di apposita perizia asseverata rilasciata da un professionista abilitato che attesti la riconducibilità causale diretta dei danni esistenti agli eventi sismici e la valutazione economica del danno subito; le spese sostenute per gli acquisti, le locazioni e gli interventi sono rimborsate a valere sulle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate di cui all'articolo 4 del decreto-legge n. 189 del 2016. L'articolo 4, viene incontro innanzi tutto alle esigenze dei comuni colpiti dal sisma, i quali, e specialmente quelli di dimensioni più piccole, allo stato non dispongono neanche delle risorse e del personale indispensabili all'avvio delle ordinarie attività di messa in sicurezza. Come esplicitato dalla norma stessa, anche in questo caso l'emergenza reiterata ha imposto una «ricalibrazione» della risposta originariamente pensata alla problematica, tenuto conto delle esigenze raccolte sul territorio al riguardo. L'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 189 del 2016, infatti, nel disciplinare gli «Uffici speciali per la ricostruzione post sisma 2016», già consentiva a comuni e regioni l'assunzione di personale in deroga ai vincoli di contenimento della spesa, da destinare ai suddetti uffici in una logica di gestione armonica e coordinata degli interventi. Ovviamente suddetta logica va salvaguardata e in tale ottica l'articolo 4 esordisce con la clausola di rinvio alla disposizione appena menzionata («Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 189 del 2016...»). Tuttavia il comprensibile incremento esponenziale del numero dei procedimenti da gestire ha reso di assoluta urgenza recepire la già menzionata istanza dei sindaci dei comuni interessati di avere anche personale presso il proprio ente territoriale, sia tecnico che amministrativo.