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Da direttore generale, infatti, nel 2009 Masi favorì l'esodo dell'ex direttrice del telegiornale regionale, Angela Buttiglione, e dell'ex direttore di Radio RAI, Marcello Del Bosco, facendo sborsare alla RAI 680.000 euro, cifra che la Corte dei conti ha giudicato come danno erariale, sentenza confermata dalla Cassazione il 16 ottobre 2018 (verdetto n. 25937), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; se ritenga che l'incarico di presidente della CONSAP ricoperto da Mauro Masi sia compatibile con quello di presidente di Banca Igea, considerando che la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici gestisce anche il FIR, e quali eventuali iniziative di competenza intenda adottare qualora in tale doppio incarico possa ravvisarsi un nocumento per risparmiatori, lavoratori, soci, utenti, depositanti; se ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, verificando i presupposti di permanenza in carica dello stesso Masi al vertice della CONSAP. Atto n. 4-04751 LONARDO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo l'agenzia di rating Moody's, i Comuni e le Regioni italiani sono a rischio di crac ; con minori entrate sul fronte erariale e maggiori costi dovuti alla gestione locale della pandemia, infatti, l'agenzia avverte che potranno esserci situazioni debitorie critiche per le amministrazioni locali italiane, più esposte di altre sul fronte creditizio. C'è pertanto la possibilità che, nei prossimi 24 mesi, molteplici amministrazioni arrivino a un punto di non ritorno e siano costrette a rinegoziare i propri debiti. Ciò, inevitabilmente, peserebbe sui bilanci bancari e potrebbe complicare il rilancio, si chiede di sapere: se risponda al vero l'allarme lanciato da Moody's; se tale valutazione sia corretta e quali rimedi, eventualmente, il Governo intenda mettere in atto. Atto n. 4-04752 PAVANELLI MORONESE ACCOTO DONNO PRESUTTO GAUDIANO LANNUTTI ANGRISANI LANZI VACCARO VANIN MAUTONE LA MURA TRENTACOSTE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 7 gennaio 2021 il treno regionale 4512 partito da Terni alle ore 13:10 in direzione di Spoleto (con arrivo previsto alle ore 13:32), mentre transitava nei pressi della località di Giuncano (Terni), in un tratto a binario singolo, è stato colpito da una frana del terreno, che ha provocato il cedimento del muro di contenimento, probabilmente causata dall'azione delle notevoli precipitazioni atmosferiche di questi ultimi giorni; la frana ha causato lo "svio" dai binari delle ruote del locomotore di testa e dei primi 6 vagoni passeggeri del treno; fortunatamente, da quanto riportato sugli organi di stampa, nessuno dei 70 passeggeri a bordo più il personale di servizio ed i macchinisti ha riportato ferite gravi, ma solo contusioni e un grande spavento; considerato che: la direttrice ferroviaria Orte-Terni-Spoleto-Foligno interessata dal movimento franoso e dal cedimento del muro di contenimento è l'unica presente per accedere da sud in Umbria, soprattutto per chi parte da Roma o da Ancona, e pertanto una sua interruzione provoca pesanti disagi alla mobilità pubblica regionale, dovendosi trasferire i passeggeri e le merci dal trasporto su rotaia a quello su ruote, incrementando di conseguenza la congestione del traffico nella superstrada E45 e nella viabilità locale adiacente, nonché i livelli di inquinamento da traffico veicolare già di per sé elevati; il tratto interessato dalla frana è, per di più, a binario singolo dunque il fatto ha comportato un blocco totale del traffico ferroviario tra Foligno e Terni e viceversa; gli eventi atmosferici dei prossimi giorni, in base alle previsioni meteorologiche, saranno interessati da nuove intense precipitazioni atmosferiche che potrebbero causare nuovi dissesti idrogeologici, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzi siano a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intendano intraprendere per valutare l'effettuazione di attività ispettive e di controllo sullo stato di sicurezza della linea ferroviaria, anche al fine di evitare la possibilità di nuovi crolli e smottamenti, nonché ogni altra iniziativa ritenuta idonea ai fini della tutela del territorio. Atto n. 4-04753 LANNUTTI PAVANELLI MONTEVECCHI ABATE CORRADO ANGRISANI VANIN NATURALE DI MICCO LANZI TRENTACOSTE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dello sviluppo economico Premesso che: Solvay è una multinazionale belga che opera nel settore chimico, fattura oltre 11 miliardi di euro, ha una capitalizzazione di borsa di oltre 10 miliardi di euro ed è leader mondiale nella produzione di carbonato e bicarbonato di sodio. Uno dei principali siti industriali di Solvay per la produzione di carbonato e bicarbonato è situato a Rosignano Solvay (Livorno), a pochi metri dal mare. Attivo dal 1912, l'impianto produce circa un milione di tonnellate all'anno. Il processo produttivo di Solvay prevede l'utilizzo di calcare estratto dalle cave di San Carlo (Livorno), il prelievo di oltre 10 milioni di metri cubi di acqua all'anno dal fiume Cecina, l'utilizzo di salgemma (risorsa non rinnovabile) per 1,6 milioni di tonnellate all'anno, estratto dalle sodiere di Volterra, Montecatini Val di Cecina e Pomarance, e lo scarico direttamente sulla costa e nel mare di oltre 250.000 tonnellate all'anno di solidi sospesi; secondo l'Agenzia regionale per la protezione ambientale in Toscana (ARPAT), Solvay "dal 1912 ha scaricato in mare oltre 13 milioni di tonnellate di solidi sospesi, che dal 1941, sia pure con livelli di contaminazione diversi nel tempo, hanno veicolato tra l'altro mercurio". Per l'ARPAT in 65 anni Solvay avrebbe sversato a mare oltre 400 tonnellate di mercurio. Per l'Organizzazione mondiale della sanità, anche in piccole dosi, il mercurio rappresenta un agente inquinante che crea gravi problemi alla salute, particolarmente nei bambini. Anche per il rapporto "European pollutant release and transfer register report" dell'Agenzia europea dell'ambiente i solidi sospesi sversati da Solvay nelle acque di Rosignano contengono metalli pesanti. Secondo lo studio di un team di ricercatori italiani (Claudio Marabotti, Paolo Piaggi, Paolo Scarsi, Elio Venturini, Romina Cecchi, Alessandro Pingitore, del 28 giugno 2016), il maggior tasso di mortalità rilevato nell'area industriale di Rosignano rispetto alle aree limitrofe è collegabile all'elevato contenuto di tracce di metalli pesanti riscontrabili in mare e nell'atmosfera per effetto degli scarichi industriali degli impianti presenti nell'area, di cui quello Solvay è il principale. Sin dal 1999 l'area di Rosignano Solvay è stata classificata dalle Nazioni Unite una delle più inquinate nel bacino del Mediterraneo;