[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito del provvedimento del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova adottato il 12 dicembre 2012, promosso dal Giudice istruttore del Tribunale di Padova, sezione distaccata di Cittadella, con ricorso depositato in cancelleria il 26 luglio 2013 ed iscritto al n. 9 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2013, fase di ammissibilità. Udito nella camera di consiglio del 6 novembre 2013 il Giudice relatore Alessandro Criscuolo. Ritenuto che, con ordinanza dell'11 giugno 2013, depositata nella cancelleria della Corte costituzionale in data 26 luglio 2013, il Giudice istruttore del Tribunale di Padova, sezione distaccata di Cittadella, nell'ambito del procedimento civile n. 801 del 2012, ha promosso conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato in relazione al provvedimento adottato, in data 12 dicembre 2012, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova, nel procedimento penale n. 3782 del 2011, con il quale quest'ultimo, ai sensi dell'art. 20, comma 4, della legge 23 febbraio 1999, n. 44 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura), accogliendo l'istanza della parte convenuta nel procedimento civile n. 801 del 2012, ha disposto - per la durata di trecento giorni a far data dalla presentazione dell'istanza all'ufficio del pubblico ministero (avvenuta in data 11 dicembre 2012) - la sospensione dei termini di prescrizione e di quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, relativi al detto procedimento civile; che il Giudice istruttore di tale procedimento riferisce che la difesa della società convenuta, con istanza formulata nella comparsa di costituzione, ha chiesto la sospensione di tutti i termini processuali alla luce del disposto dell'art. 20, comma 3, della legge n. 44 del 1999, deducendo che detta società è stata vittima del reato di usura nel periodo compreso tra ottobre 2009 e dicembre 2010, come risulta documentato dalla richiesta di rinvio a giudizio del 28 giugno 2012, a firma del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova; che, all'udienza del 16 ottobre 2012, il precedente Giudice istruttore, dopo aver rigettato l'istanza di sospensione, secondo una interpretazione della norma invocata dalla parte alla luce della sentenza n. 457 del 2005 della Corte costituzionale, ha concesso i termini di cui all'art. 183, sesto comma, del codice di procedura civile, rinviando per la decisione sull'ammissibilità dei mezzi istruttori all'udienza dell'11 giugno 2013; che, a seguito di tale rigetto, il nuovo difensore della convenuta, costituitosi dopo la revoca del mandato al precedente procuratore, ha reiterato l'istanza di sospensione dei termini processuali, ai sensi dell'art. 20 della legge n. 44 del 1999, presentandola direttamente al pubblico ministero titolare del procedimento penale n. 3782 del 2011, nel quale la convenuta è persona offesa del delitto di usura; che il detto pubblico ministero, con provvedimento del 12 dicembre 2012, ha accolto l'istanza della convenuta e ha disposto la sospensione dei termini di prescrizione e di quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, relativi al procedimento civile n. 801 del 2012, per la durata di trecento giorni a far data dalla presentazione dell'istanza all'ufficio del pubblico ministero, avvenuta in data 11 dicembre 2012; che, pertanto, preso atto dell'intervenuta sospensione dei termini relativi al procedimento civile, le parti hanno ritenuto i termini sospesi ed hanno omesso di depositare la terza memoria istruttoria ai sensi dell'art. 183, sesto comma, cod. proc. civ. ; che, all'udienza dell'11 giugno 2013, pendente ancora il termine di sospensione di trecento giorni di cui al provvedimento del pubblico ministero del 12 dicembre 2012, i difensori delle parti hanno chiesto la rimessione in termini per il deposito della terza memoria istruttoria, essendo incolpevolmente incorsi nella decadenza dal deposito della stessa, per aver fatto affidamento sulla legittimità del provvedimento di sospensione dei termini adottato dal pubblico ministero; in ogni caso, hanno chiesto di essere ammessi a reciproca prova contraria sulla eventuale ammissione delle prove richieste dall'altra parte; che, tutto ciò premesso, il Giudice istruttore afferma che il pubblico ministero non ha la potestas di procedere alla sospensione dei termini processuali e sostanziali del procedimento civile; che ciò troverebbe conforto nel chiaro tenore della motivazione della sentenza n. 457 del 2005 della Corte costituzionale; che, ad avviso del ricorrente, sebbene il provvedimento di sospensione sia stato adottato «non dall'Autorità amministrativa prefettizia, bensì da un altro organo giurisdizionale», cioè dal pubblico ministero della Procura di Padova, - sicché mancherebbe il vulnus all'autonomia del potere giurisdizionale evidenziato in quella sentenza della Corte costituzionale - l'autonomia e l'indipendenza del potere giudiziario, sancito dagli artt. 101, secondo comma, e 104 della Costituzione, sarebbero state comunque lese; che dette autonomia ed indipendenza andrebbero garantite «sia da eventuali intrusioni esterne all'ordine giudiziario che dal suo interno non potendo ammettersi che l'ufficio del Pubblico Ministero possa intervenire in un procedimento civile di cui non è parte sospendendone i termini processuali o sostanziali a pena di una evidente lesione dell'art. 25 Cost. essendo l'unico soggetto investito della potestas iudicandi il giudice procedente del procedimento 801/2012 R.G.»; che, infatti, ad avviso del ricorrente, il provvedimento di sospensione dei termini ha comportato un'evidente lesione dell'art. 25 Cost., in quanto l'unico soggetto investito della potestas iudicandi non può che essere il giudice procedente nel giudizio civile; che, in particolare, viene posto in evidenza come la convenuta, non avendo ottenuto l'accoglimento dell'istanza di sospensione di cui all' art. 20 della legge n. 44 del 1999 in conseguenza del provvedimento di rigetto del Giudice istruttore del 16 ottobre 2012, abbia ritenuto di rivolgersi, in data 11 dicembre 2012, con il patrocinio di un nuovo difensore, al pubblico ministero del procedimento penale n. 3782 del 2011 che la vede persona offesa, per ottenere quanto non concesso dal giudice naturale del procedimento civile;