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Il comma 5 dispone che ulteriori finanziamenti della sperimentazione o ampliamenti dell’ambito territoriale di sua applicazione possono essere disposti da regioni e province autonome, anche se non rientranti nel Mezzogiorno. Articolo 4. -- L’articolo 4 prevede misure volte ad accelerare le procedure in materia di riprogrammazione dei programmi nazionali cofinanziati dai Fondi strutturali europei e di rimodulazione del Piano di Azione Coesione. In particolare, il comma 1 stabilisce che, al fine di rendere disponibili le risorse derivanti dalla rimodulazione dei programmi operativi nazionali cofinanziati dai Fondi strutturali, per il periodo di programmazione 2007/2013, le Amministrazioni titolari dei programmi interessati sono tenute ad attivare, entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, le necessarie procedure di modifica dei programmi nel rispetto della normativa comunitaria in materia. Il comma 2 dispone che, con riferimento alle risorse derivanti dalla rimodulazione del Piano di Azione Coesione, entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, il Gruppo di Azione Coesione, istituito con il compito di definire e attuare la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013, determina le occorrenti rimodulazioni delle risorse destinate a finanziare le misure previste dal Piano di Azione Coesione. Dell’ammontare delle rimodulazioni si tiene conto nel riparto delle risorse da assegnare a valere sui fondi strutturali per il successivo periodo di programmazione 2014/2020. Il comma 3 stabilisce che il Gruppo, inoltre, procede a periodiche verifiche dello stato di avanzamento dei singoli interventi e alle conseguenti rimodulazioni del Piano di Azione Coesione che si rendessero necessarie in esito all’attività di monitoraggio. Il comma 4 prevede, infine, che l’operatività delle misure di cui all’articolo 1, comma 12, lettera a) , e articolo 3, commi 1 e 2 del presente provvedimento (incentivo straordinario per nuove assunzioni di giovani e misure contro la povertà nel Mezzogiorno) decorre dalla data di perfezionamento dei rispettivi atti di riprogrammazione. Articolo 5. -- L’articolo 5, al comma 1, istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, una apposita struttura di missione alla quale viene affidato il duplice compito di assicurare tempestiva ed efficace attuazione, a decorrere dal 1º gennaio 2014, alla cosiddetta «Garanzia per i giovani» (Youth Guarantee) , di cui alla raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 aprile 2013, n. 2013/C120/01, e di promuovere la ricollocazione dei lavoratori beneficiari degli ammortizzatori sociali in deroga alla legislazione vigente. Con il citato atto, il Consiglio dell’Unione europea ha raccomandato agli Stati membri di garantire che tutti i giovani di età inferiore a venticinque anni ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale. La struttura opererà in via sperimentale, in attesa della definizione del processo di riordino sul territorio nazionale delle competenze in materia di servizi per l’impiego e dell’istituzione di un’Agenzia per l’impiego a livello nazionale e cessa comunque al 31 dicembre 2015. Il comma 2 prevede che, al fine di realizzare i propri compiti, la struttura di missione: -- interagisce, nel rispetto del principio di leale collaborazione, in sinergia con i diversi livelli di governo preposti all’attuazione delle politiche occupazionali; -- definisce linee-guida nazionali per la programmazione degli interventi di politica attiva del lavoro con particolare riferimento all’attuazione della «Garanzia per i giovani» e al ricollocamento dei percettori di trattamenti di integrazione salariale in deroga; -- individua i criteri per l’utilizzo delle risorse economiche disponibili; -- promuove, indirizza e coordina gli interventi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di Italia Lavoro s.p.a. e di ISFOL; -- individua e diffonde le migliori prassi fra i soggetti operanti in materia di politiche occupazionali, orientando la loro azione al raggiungimento di obiettivi comuni; -- promuove la stipula di convenzioni e accordi fra soggetti pubblici e privati al fine di rafforzare le varie azioni in un’ottica di integrazione e sinergia fra i vari attori del sistema; -- valuta le attività poste in essere dai soggetti coinvolti, prevedendo sistemi premiali volti a valorizzare i risultati ottenuti; -- promuove ogni utile iniziativa volta a integrare i diversi sistemi informativi e definisce linee-guida per la costituzione della banca dati delle politiche attive e passive prevista dall’articolo 8 del presente provvedimento. -- in esito al monitoraggio degli interventi, presenta rapporti periodici al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, formulando, altresì, proposte di miglioramento dell’azione amministrativa. Il comma 3 affida il coordinamento della struttura di missione al Segretario generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali o ad un dirigente generale a tal fine designato. Sono componenti della struttura: il Presidente dell’ISFOL, il Presidente di Italia lavoro s.p.a., il Direttore generale dell’INPS, i dirigenti delle Direzioni generali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competenti nelle materie di cui al comma 1, tre rappresentanti designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, due rappresentanti designati dall’Unione delle province italiane (UPI) e un rappresentante designato dall’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. La partecipazione alla struttura di missione non dà luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti o indennità di alcun tipo. Viene, invece, riconosciuto il rimborso delle eventuali e documentate spese di missione. Gli oneri derivanti dal funzionamento della struttura di missione sono poste a carico di un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con una dotazione di 40 mila euro per l’anno 2013, e 100 mila euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015, cui si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Articolo 6. -- La disposizione, nelle more di un riassetto complessivo della disciplina, intende garantire, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, recante norme per il riordino degli istituti professionali, in applicazione dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 gennaio 2008, n. 133, un più efficace svolgimento dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) in regime di sussidiarietà integrativa.