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Adeguamento del diritto elettorale politico alle esigenze di trasparenza della vita pubblica. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge tende a modificare i profili più discussi della disciplina che regola la selezione del personale politico. Il capo I in particolare all'articolo 1 è volto a risolvere la problematica dell'esclusione dei pregiudicati dalle liste di candidati, riportandola alla fase della iscrizione nelle liste elettorali, compiuta periodicamente secondo il meccanismo consolidato del testo unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223. Non solo questo consente di definire per tempo la capacità elettorale e di non decidere sotto l'imperio della scadenza elettorale già convocata; con ciò si soddisfa anche la necessità che sulle questioni connesse alla partecipazione al voto (sia attivo che passivo) vi sia almeno virtualmente la possibilità di addivenire alla pronuncia di un organo giurisdizionale ordinario (stanti i meccanismi di ricorso contro l'esclusione o l'inclusione nelle liste, previsti dagli articoli 42-46 del medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1967). Ferma restando l'inestensibilità del restante corpus del citato testo unico ai parlamentari in ordine alla decadenza ed alla sospensione dalla carica, in ragione dell'insuperata riserva della giurisdizione delle Camere di cui all'articolo 66 della Costituzione, si introduce anche per le Camere l'istituto dell'incandidabilità: ciò generalizza per tutte le competizioni elettorali un meccanismo che riporta alle normali revisioni semestrali delle liste elettorali quel controllo sulla capacità elettorale (attiva e, quindi, passiva) sin qui rivelatasi estremamente problematica a stretto ridosso della scadenza elettorale. Quanto al profilo conoscitivo, spesso carente per le stesse formazioni politiche che avanzano le candidature, si estende all'articolo 2 la previsione sull'anagrafe degli amministratori, contemplandovi anche i candidati alle medesime cariche elettive: il flusso informativo dalle banche dati dell'Interno dovrà includere anche i dati processuali, ma sotto una rigorosa vigilanza del Garante della privacy e con precise delimitazioni in merito all'accessibilità. Il capo II aggiorna le previsioni del disegno di legge Follini (atto Senato n. 1630 -- legislatura XVI) sulle incompatibilità parlamentari, che resta il punto più avanzato dell'elaborazione parlamentare sulla prevenzione del conflitto di interesse e che da tempo avrebbe dovuto essere approvato. Poiché però medio tempore l'articolo 13, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ha abbassato il limite del divieto di cumulo di cariche pubbliche elettive, per i sindaci, da 20.000 a 5.000 abitanti, è necessario adeguare le relative previsioni. Lo si fa, ovviamente, presciegliendo il limite più rigoroso, quello che vieta il cumulo della carica parlamentare con quella di sindaco di comune con più di 5.000 abitanti. Il capo III, infine, dà attuazione a quanto già previsto dall'articolo 44, comma 2, lettera d) , della legge 18 giugno 2009, n. 69, che -- a fini di razionalizzazione e unificazione delle norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale -- introduceva la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie concernenti atti del procedimento elettorale preparatorio per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. L'articolo 9 pone rimedio al mancato esercizio della delega prevista dal suddetto articolo 44 a riformare il contenzioso elettorale, per quanto riguarda le elezioni politiche: nonostante quanto sostenuto nella seduta del 12 settembre 2012 della 1ª Commissione permanente del Senato, la norma di delega non violava affatto l'autodichiarazione delle Camere, visto che la stessa Corte costituzionale l'aveva menzionata come dato significativo de iure condendo nella sua sentenza n. 259 del 2009. Con la modifica proposta, non si potranno verificare altri casi come quello del «ricorso Pizza», che determinò somma incertezza alla vigilia delle consultazioni elettorali politiche del 2008.. Capo I LIMITI ALL'ELETTORATO PASSIVO DEI PREGIUDICATI E SOTTOPOSTI A MISURE DI PREVENZIONE Art. 1. (Privazione dell'elettorato) 1. L'articolo 1 del testo unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la tutela e la revisione delle liste elettorali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. Sono elettori tutti i cittadini italiani che non si trovino in alcuna delle condizioni previste dagli articoli 2, 2- bis e 2- ter ». 2. L'articolo 2 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, è sostituito dal seguente: «Art. 2. -- 1. Non sono elettori coloro che non abbiano ancora compiuto il diciottesimo anno di età nel primo giorno fissato per la votazione». 3. Al titolo I del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, dopo l’articolo 2 sono aggiunti i seguenti: «Art. 2- bis. -- 1. Non sono elettori: a) i condannati a pena che importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici; b) coloro che sono sottoposti all'interdizione temporanea dai pubblici uffici, per tutto il tempo della sua durata; c) coloro che sono sottoposti, in forza di provvedimenti definitivi, a misure di sicurezza detentive o alla libertà vigilata o al divieto di soggiorno in uno o più comuni o in una o più province, a norma dell'articolo 215 del codice penale, finché durano gli effetti dei provvedimenti stessi; d) coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto previsto dall'articolo 416- bis del codice penale o per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all'articolo 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, o per un delitto di cui all'articolo 73 del medesimo testo unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o per un delitto concernente la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione, la vendita o cessione, nonché, nei casi in cui sia inflitta la pena della reclusione non inferiore ad un anno, il porto, il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti, o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a taluno dei predetti reati;