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Questo per dire che non abbiamo mai avuto un approccio pregiudizievole e non ci siamo mai iscritti alla fazione degli aperturisti o dei favorevoli alle chiusure, ma abbiamo sempre ragionato in base alla situazione reale e lo stesso facciamo anche adesso. Non ci sono più particolari ragioni per tenere in vita tutta una serie di restrizioni, dopo la fine dello stato di emergenza. Non so se davvero siamo fuori dal Covid, ma quel che è certo è che, nei mesi più caldi, il virus rallenta la sua corsa: l'ha fatto già nel 2020, figuriamoci adesso che siamo quasi tutti vaccinati e che 10 milioni di italiani hanno già contratto il virus. Dobbiamo alleggerire l'uso del green pass , eliminandolo per alcuni luoghi e tornando a quello base per tutti gli altri. Possiamo sostituire le mascherine ffp2 con quelle chirurgiche nei luoghi al chiuso, se non abolirle completamente questa estate. Dobbiamo fare soprattutto questa riflessione per le scuole: in età pediatrica - come ha detto anche il Comitato tecnico-scientifico - le ffp2 sono inadatte alle capacità polmonari dei bambini. Dobbiamo togliere tutte le limitazioni agli eventi, anche perché - come vediamo sui campi di calcio - la capienza ridotta porta non al distanziamento tra le persone, ma a una loro concentrazione in alcuni settori dello stadio. Dobbiamo fare una seria riflessione sulla quarantena, nell'idea che, se davvero il virus sta assumendo caratteristiche endemiche, va trattato come tale. Possiamo fare tutto questo e nel frattempo insistere nella campagna vaccinale, nella speranza che il nuovo vaccino Novavax aiuti a convincere qualche altro scettico. Pertanto, oggi voteremo a favore del provvedimento in esame, ma lo facciamo nell'idea che la sua funzione sia sostanzialmente esaurita. Adesso bisogna ripartire e riavvicinarsi velocemente alla normalità. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, la recente terribile crisi ucraina sembra aver appannato l'impatto della pandemia. Eppure, sono due anni e oltre che il mondo e il nostro Paese sono stati e sono attualmente impegnati nella lotta contro il virus. Si avverte in questi giorni un forte senso di distacco, almeno mediatico, sull'impatto della pandemia. Siamo dunque particolarmente soddisfatti per il fatto che oggi, nel pur breve esame del decreto-legge, è stato accolto un nostro ordine del giorno a proposito dell'emergenza sanitaria in Ucraina. Sostanzialmente, il Governo è impegnato a facilitare un percorso sanitario per la popolazione ucraina già devastata dalla guerra e indebolita dai viaggi dal loro Paese di origine, in particolare per le famiglie che già generosamente ospitano e ospiteranno familiari provenienti dalle zone di guerra, offrendo accoglienza medica presso i nostri centri sanitari, fornendo ogni tipo di assistenza rispetto all'emergenza pandemica, sia sul territorio nazionale, sia nelle zone di guerra. È purtroppo scientificamente provato che le guerre peggiorano le condizioni di salute dei cittadini a causa dell'impossibilità di continuare a curarsi e soprattutto aumentano il rischio della diffusione delle malattie, specialmente quelle infettive. È purtroppo la storia delle pandemie. Già molte Regioni si stanno attrezzando per vaccinare le persone che arriveranno in Italia. Ricordiamo che l'Ucraina, purtroppo, è uno dei Paesi a basso livello vaccinale: soltanto il 33 per cento della popolazione è vaccinata con due dosi. Dico questo non per fare terrorismo, ma per prevenire anche la diffusione del Covid-19, che non è sparito, e soprattutto per proteggere e fare tutto quello che dobbiamo per non diffondere il Covid-19 intanto nella popolazione ucraina. Dalle immagini che ci arrivano vediamo che tante persone sono assembrate, purtroppo, nelle metropolitane e, quindi, è molto complicato gestire la situazione. Molte Regioni, però, sono state già allertate al riguardo e ribadisco che siamo particolarmente soddisfatti che questo ordine del giorno sia stato approvato. Tornando alla situazione del nostro Paese rispetto ai contagi, è molto confortante che ci sia un calo nel numero dei ricoveri sia in terapia intensiva, sia nei reparti ordinari. Sono due anni che facciamo discussioni a volte senza contenuto scientifico e senza informazione, ma bisogna smetterla, perché è chiaro che questo risultato è dovuto a una seria campagna vaccinale, soprattutto dopo la nomina del generale Figliuolo, con il Governo Draghi. I colleghi ricordavano che oltre il 90 per cento della popolazione è vaccinata, per cui è innegabile che il popolo italiano, giustamente, abbia aderito alla campagna di vaccinazione. E anche le risultanze del green pass base e del green pass rafforzato sono sotto gli occhi di tutti nel calo della curva epidemiologica. Naturalmente, siamo d'accordo con quello che si diceva circa l'opportunità di abbassare gradatamente le misure contenitive adottate finora. Il premier Draghi, non più tardi di ieri, pur in questo momento di difficoltà enorme causato dal conflitto, ha ribadito che il 31 marzo ci sarà il superamento dello stato di emergenza. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli e coscienti che in realtà non abbiamo ancora una deflessione completamente verticale dell'impatto della pandemia. Anche il nuovo vaccino magari ci aiuterà a convincere coloro che non si sono ancora avvicinati alla vaccinazione e si fa presente che, anche se il virus - come auspichiamo - diventasse endemico, questo comunque non eliminerebbe l'impatto che avrebbe sulla popolazione, soprattutto fragile. Se c'è una lezione che abbiamo dovuto imparare da questa pandemia, è che dobbiamo anticipare il virus, prevedere che ci possa essere una nuova recrudescenza e prendere per tempo le misure necessarie. Auspichiamo quindi che ogni cittadino e ogni cittadina - confido nel senso responsabilità della popolazione italiana - abbia un comportamento finalmente sereno e più libero, ma con prudenza. Sappiamo che la prudenza è la virtù dei forti e quanto abbiamo necessità di uscire più forti da questa pandemia. Il collega che mi ha preceduta, il senatore Romagnoli, parlava di un senso del sé che può diventare un senso del noi. Quindi, quello che occorre fare è anche un lavoro psicologico con sé stessi per uscire più forti dalla epidemia. Confidiamo quindi nella prudenza dei cittadini, per cui è chiaro che evitare assembramenti eccessivi o anche prestare attenzione a eventuali sintomi legati alla pandemia possono essere un segnale importante di autogestione e di conforto per le stesse strutture sanitarie. Domenica scorsa abbiamo celebrato la seconda Giornata nazionale del personale sociosanitario. Ho avuto occasione di partecipare con l'ordine dei medici a questa giornata e abbiamo parlato con figli e familiari di persone morte a causa del Covid. Non possiamo dimenticare il dolore di tantissime famiglie. Teniamo presente - qualche collega l'ha ricordato - che alla crisi pandemica si è aggiunta una crisi legata al conflitto attuale, a cui si aggiungeranno necessariamente restrizioni di tipo energetico. Due grosse difficoltà come queste potrebbero creare seri problemi anche alla tenuta sociale, economica e sanitaria del nostro Paese. Inoltre, è bene ricordare che esiste anche il problema del long Covid - ne abbiamo discusso in Commissione sanità - di cui ancora non riusciamo a valutare completamente l'impatto.