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Disposizioni per il contrasto della tensione detentiva. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge contiene misure per fronteggiare il gravissimo stato di sovrappopolamento e di tensione degli istituti penitenziari, le cui allarmanti proporzioni sono state evidenziate, da ultimo, nel corso del dibattito parlamentare seguito alle comunicazioni del Ministro della giustizia sul sistema carcerario e sui problemi della giustizia. L'articolo 1 contiene disposizioni per limitare il «transito» presso le strutture penitenziarie delle persone arrestate finalizzato esclusivamente alla celebrazione dell'udienza di convalida; a tal fine, sono previste alcune modifiche all'articolo 386 del codice di procedura penale, con riferimento ai casi di arresto facoltativo in flagranza. In tali casi, che corrispondono a reati di minore gravità, è previsto che la persona arrestata venga custodita presso la propria abitazione o altro luogo di privata dimora ovvero presso un luogo pubblico di cura o di assistenza senza esser condotto presso la struttura carceraria. Il pubblico ministero, tuttavia, avuto riguardo alla gravità dei fatti e alla personalità dell'arrestato, può disporre con decreto motivato che egli venga condotto in carcere. La modifica consentirà di limitare il numero delle persone che transitano per le strutture penitenziarie per periodi di tempo brevissimi (oltre 21.000 ogni anno, per un tempo non superiore a tre giorni). Questo dato è incompatibile sia con le finalità e con gli oneri della detenzione inframuraria, sia con il principio del minor sacrificio della libertà personale più volte richiamato dalla Corte costituzionale. Infine, nell'articolo 386 del codice di procedura penale vengono introdotte disposizioni per accelerare la trasmissione dei provvedimenti adottati dalla polizia giudiziaria e dal pubblico ministero in caso di arresto o di fermo. In particolare, il verbale di arresto o di fermo potrà essere trasmesso anche per via telematica, a norma dell'articolo 19 del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia n. 44 del 2011; nella medesima forma, il pubblico ministero potrà inviare alla polizia giudiziaria il decreto motivato con il quale, facendo seguito alla comunicazione orale, dispone la custodia in carcere o gli arresti domiciliari della persona arrestata. L’articolo 2 modifica la disciplina dell'interrogatorio delle persone che si trovino, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione, specificando che tale atto deve avvenire nel luogo dove la persona è custodita. Solo in presenza di eccezionali ragioni di necessità, l'autorità giudiziaria potrà disporre, con decreto motivato, il trasferimento per la comparizione davanti a sé del detenuto. Queste misure ridurranno i compiti di trasferimento delle persone detenute da parte delle Forze di polizia, finalizzate all'interrogatorio dinanzi all'autorità giudiziaria, facendo conseguire importanti risultati sia sul piano della sicurezza sia sul piano economico. L'articolo 3 prevede l'innalzamento da dodici a ventiquattro mesi della soglia di pena detentiva per l'accesso alla detenzione presso il domicilio. Restano invariate le altre disposizioni della legge 26 novembre 2010, n. 199, in particolare i commi 1 e 2 dell'articolo 1 che, rispettivamente, limitano al 31 dicembre 2013 la vigenza della citata legge n. 199 e stabiliscono le cause ostative alla detenzione domiciliare L'articolo 4 contiene modifiche al decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, allo scopo di potenziare l'efficacia delle misure già introdotte in questi anni per contrastare il sovraffollamento carcerario. In particolare, è previsto che l'incarico di commissario straordinario per l'emergenza carceraria possa essere affidato a persona diversa dal capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Ciò allo scopo di poter attingere a professionalità esterne all'amministrazione, in funzione di supporto a quest'ultima. Il commissario straordinario opererà, in ogni caso, sotto il diretto controllo del Ministro della giustizia, con l'obbligo di riferire a quest'ultimo e di osservarne le direttive. La copertura finanziaria per l'erogazione dell'indennità da corrispondere al commissario straordinario viene reperita attraverso le risorse acquisite in via definitiva dalla Cassa delle ammende, entro il tetto massimo prefissato dalla norma. L'articolo 5 contiene misure che completano gli interventi volti a fronteggiare l'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari, per il quale è stata, altresì, adottata, in regime di emergenza, l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 29 marzo 2010, n. 3861. In particolare, sono disciplinati meccanismi per agevolare la dismissione e valorizzazione di beni immobili statali in uso al Ministero della giustizia, mediante permuta, anche parziale, con immobili anche in costruendo. La finalità è quella di creare le condizioni per far fronte al fabbisogno carcerario con meccanismi alternativi all'appalto per la realizzazione di ampliamenti degli istituti esistenti ovvero di nuove carceri, limitando così la spesa pubblica a fronte del soddisfacimento dell'esigenza di reperire nuova capienza detentiva. In tale chiave, la norma prevede la possibilità per il Ministero della giustizia di individuare quali siano gli immobili da valorizzare o dismettere mediante una permuta con immobili anche da realizzare che i privati offriranno all'amministrazione, secondo il meccanismo procedurale meglio articolato nella norma. Per le operazioni di valorizzazione e dismissione il Ministero della giustizia può avvalersi dell'Agenzia del demanio o dell'Agenzia delle entrate, al fine di meglio supportare quelle operazioni tecnico-peritali necessarie per stimare i beni oggetto di permuta. In ogni caso, è stabilita, a salvaguardia dei vincoli di spesa, la sola possibilità di versare, a valle delle permute, conguagli in denaro a favore dell'Erario, sull'assunto che i beni immobili ricevuti in permuta siano normalmente di valore corrispondente od inferiore al bene immobile statale ceduto in permuta. Il dettato normativo ricalca, per larga parte, l'articolo 307 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante norme per la dismissione di altri beni immobili del Ministero della difesa. L'intervento proposto, pertanto, lungi dall'offrire soluzioni inedite s'immette nel solco tracciato dalla disciplina vigente, volendone emulare lo spirito e le soluzioni pratiche. Infine, sono previste, nell'ambito delle procedure di valorizzazione e dismissione, norme acceleratorie coerenti con la natura emergenziale dell'intervento e le finalità di tutela del pubblico interesse. L'articolo 6 contiene la norma di copertura finanziaria, che esclude la sussistenza di nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, salvo che per quanto concerne le indennità da corrispondere al commissario straordinario e ai suoi ausiliari. Per tali oneri è previsto che si provveda con le risorse finanziarie acquisite in via definitiva dalla Cassa delle ammende negli anni 2013 e 2014.. Art. 1. (Modifiche al codice di procedura penale in materia di arresto e di fermo) 1.