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adesso chiederei un po' di silenzio. "Ha fatto ingresso in alcune tribune solamente personale dell'Amministrazione per consegnare i tablet necessari per la votazione ad alcuni senatori che ne erano privi. Peraltro, i senatori che ne erano privi ed erano già all'interno si erano accalcati nei pressi della porta chiusa per farseli consegnare e nel momento più concitato hanno lasciato vuoti alcuni posti nelle prime file delle tribune. Sempre dalle testimonianze raccolte fra gli assistenti parlamentari, risulta siano rimasti fuori dell'Aula e non abbiano potuto prendere parte alla votazione i seguenti senatori: al piano dell'Emiciclo Airola, Bernini, Botto, Casini, Ciampolillo, Evangelista, Ferrara, Gallone, Giammanco, Grasso, Licheri, Marcucci, Parrini, Quagliariello, Rizzotti, Romeo; al piano delle tribune di primo ordine Campagna e Drago; al piano delle tribune di secondo ordine Pittoni; alle tribune diplomatiche non risulta sia rimasto fuori nessuno. La senatrice Drago ha dichiarato di aver votato per errore con il tablet, pur essendo rimasta fuori dalla porta della tribuna". Pertanto il risultato è il seguente (tenendo conto del non voto della senatrice Drago): Senatori presenti 207 Senatori votanti 206 Maggioranza 104 Favorevoli 102 Contrari 104 Il Senato non approva. (v. Allegato B). Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 1845, di conversione del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 26, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 14,20, è ripresa alle ore 15,03) . Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Ruotolo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01687 sui casi di delocalizzazione da parte di imprese beneficiarie di agevolazioni, per tre minuti. RUOTOLO (Misto) . Ministro Patuanelli, è stato lei - anzi, più correttamente, una sua dichiarazione - a suggerirmi questa interrogazione allorquando ha detto che non ci sono strumenti legislativi per opporci al «prendi i soldi e scappa». Il tema è quello delle delocalizzazioni delle multinazionali che usufruiscono di soldi pubblici e, poi, abbandonano o vogliono abbandonare - del tutto o in parte - il nostro Paese. Sono diversi i tavoli aperti sulle crisi industriali. Ce n'è uno, in particolare, che ha bisogno di risposte e che si riattivi al più presto. Da qui, signor Ministro, le chiedo di ricevere azienda e rappresentanze dei lavoratori della Whirlpool di Napoli. Lei conosce bene la situazione. Ormai è più di un anno che la multinazionale americana di elettrodomestici ha deciso la chiusura dell'impianto napoletano: 420 lavoratori più l'indotto. Perdere il lavoro è sempre drammatico, perderlo a Napoli - nel Mezzogiorno - lo è ancora di più. Mi fermo qui, dicendole anche che ho chiesto alle colleghe e ai colleghi degli altri Gruppi che sostengono la maggioranza di provare a scrivere insieme un disegno di legge al riguardo. Oggi vorrei capire da lei che risultati ci sono stati in conseguenza dell'approvazione della legge di stabilità 2014 che, con l'articolo 1, commi 60 e 61, dispone sulla decadenza dai benefici ricevuti per le imprese che delocalizzano la propria produzione. Tali disposizioni prevedono che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale che abbiano beneficiato di contributi pubblici in conto capitale, qualora entro tre anni dalla concessione degli stessi delocalizzino la propria produzione dal sito incentivato in un Paese non appartenente all'Unione europea, con conseguente riduzione del personale di almeno il 50 per cento, decadano dal beneficio stesso e abbiano l'obbligo di restituire i contributi in conto capitale ricevuti. Lei sa che la Whirlpool pensava di delocalizzare la produzione dello stabilimento napoletano in Turchia o in Polonia. In conclusione, signor Ministro, le chiedo quanti e quali provvedimenti di revoca di agevolazioni in conto capitale il Ministero dello sviluppo economico ha notificato, dal primo gennaio 2014 ad oggi, ai soggetti beneficiari ai sensi dell'articolo 1, commi 60 e 61 della legge n. 147 del 2013. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, ringrazio gli onorevoli interroganti per aver voluto toccare un tema molto sensibile e importante per il nostro Paese qual è quello delle delocalizzazioni. Parto subito dalla risposta alla domanda e poi cercherò di argomentare alcuni concetti. La risposta è zero, ovviamente non per inerzia del Ministero dello sviluppo economico. Peraltro, a seguito dell'emanazione della norma cui si fa riferimento - l'articolo 1, commi 60 e 61 della legge 27 dicembre 2013 n. 147, la legge stabilità del 2014 - c'è stata ovviamente la direttiva del 25 novembre 2015 che ha determinato i criteri di attuazione di tale norma. Il motivo per cui non si riesce ad attuare, in realtà, un dispositivo sacrosanto come quello di recuperare i fondi eventualmente dati per le produzioni in Italia che vengono delocalizzate è che qualsiasi dispositivo normativo - e ben venga in questo senso un'iniziativa parlamentare che approfondisca questo tema - deve restare all'interno dei limiti posti dall'articolo 41 della Costituzione, che garantisce la libertà di impresa, e deve restare anche all'interno delle norme previste per il mercato unico europeo, quindi tali dispositivi devono riferirsi alle delocalizzazioni extra UE. Ovviamente, fissati alcuni paletti entro quali possiamo muoverci, come si muove il legislatore, così si muovono le imprese, andando a fare quelle opere di delocalizzazione reale e materiale che in realtà rispettano i paletti oltre i quali non si può più recuperare il beneficio erogato. Vengono spesso attesi i tre anni necessari, dopodiché si delocalizza.