[ddlpres]

In caso di revoca dell'affidamento preadottivo il tribunale per i minorenni adotta i provvedimenti di cui all'articolo 21 della Convenzione. In tal caso il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve sempre esprimere il consenso circa i provvedimenti da assumere; se ha raggiunto gli anni dodici deve essere personalmente sentito; se di età inferiore deve essere sentito ove ciò risponda al suo interesse, tenuto conto della valutazione dello psicologo nominato dal tribunale». 29 (Modifiche all'articolo 38 della legge n. 184 del 1983, in materia di Commissione per le adozioni internazionali) 1 All'articolo 38 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. La Commissione si avvale di personale dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri e di altre amministrazioni pubbliche. Può altresì avvalersi di esperti a titolo di consulenti». 30 (Modifica all’articolo 39- bis della legge n. 184 del 1983, in materia di compiti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano) 1 All’articolo 39- bis , comma 2, della legge 4 marzo 1983, n. 184, le parole: «le coppie» sono sostituite dalla seguente: «coloro». 31 (Modifica dell'articolo 39- ter della legge n. 184 del 1983, in materia di requisiti degli enti autorizzati) 1 L'articolo 39- ter della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: «Art. 39- ter. - 1. Al fine di ottenere e conservare l'autorizzazione prevista dall'articolo 6, comma 1, lettera c) , del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2007, n. 108, gli enti devono essere in possesso dei seguenti requisiti: a) essere diretti e composti da persone con adeguata formazione, esperienza e competenza nel campo dell'adozione internazionale e con idonee qualità morali e professionali; b) avvalersi dell'apporto, anche consulenziale, di professionisti in campo sociale, giuridico, pedagogico e psicologico, iscritti ai relativi albi professionali, che abbiano la capacità di sostenere gli adottanti prima, durante e dopo l'adozione; c) disporre di un'adeguata struttura organizzativa in almeno tre regioni in Italia ed essere operativi in almeno cinque Paesi stranieri; d) non avere fini di lucro, assicurare una gestione amministrativa e contabile trasparente, anche sui costi necessari per l'espletamento della procedura, ed una metodologia operativa corretta e verificabile; e) assicurare la certificazione del bilancio; f) non avere e non operare pregiudiziali discriminazioni nei confronti delle persone che aspirano all'adozione, ivi comprese le discriminazioni di tipo ideologico e religioso; g) impegnarsi a partecipare ad attività di promozione dei diritti dell'infanzia, preferibilmente attraverso azioni di cooperazione allo sviluppo, anche in collaborazione con le organizzazioni non governative, e di attuazione del principio di sussidiarietà dell'adozione internazionale nei Paesi di provenienza dei minori; h) avere sede legale nel territorio nazionale; i) garantire ai genitori adottivi con continuità le informazioni in ogni fase, stato e grado della procedura; l) istituire liste d'attesa consultabili, chiare e aggiornate ogni quindici giorni che, nel rispetto della tutela di dati personali, indichino, per ciascun soggetto in lista d'attesa, la data del conferimento del mandato, gli abbinamenti effettuati e la avvenuta verifica dell'attendibilità delle informazioni sui minori in un tempo precedente all'abbinamento; m) garantire, nel caso in cui l'ente non possa portare a termine la pratica adottiva, per cause non imputabili al suo operato, la presa in carica dei genitori adottivi da parte di un altro ente assicurando il proseguimento della procedura senza costi aggiuntivi; n) stabilire i criteri di collaborazione tra enti diversi che operano negli stessi Paesi; o) essere in grado di fornire assistenza legale specializzata ai genitori adottivi nei Paesi stranieri in cui operano; p) assicurare almeno per tre anni dall'ingresso del minore adottato in Italia assistenza e sostegno al minore stesso e ai genitori adottivi, anche attraverso l'utilizzo di psicologi, pedagogisti e psicoterapeuti». 32 (Modifiche all’articolo 41 della legge n. 184 del 1983, in materia di espatrio di minori a scopo di adozioni) 1 All’articolo 41, secondo comma, della legge 4 maggio 1983, n. 184, le parole: «dei coniugi affidatari» sono sostituite dalle seguenti: «dei soggetti affidatari». 33 (Modifiche all'articolo 44 della legge n. 184 del 1983, in materia di adozioni in casi particolari) 1 All'articolo 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, lettera a) , le parole: «, quando il minore sia orfano di padre e di madre» sono soppresse; b al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) dal coniuge, dalla parte di un'unione civile e dal convivente di fatto, anche dello stesso sesso, nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge, dell'altra parte dell'unione civile e dell'altro convivente di fatto»; c il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Nei casi di cui alle lettere a) , c) , e d) del comma 1 l'adozione è consentita, oltre che ai coniugi e alle parti unite civilmente, anche a chi non è coniugato e a chi non è parte di un'unione civile. Se l'adottante è persona coniugata o parte di un'unione civile e non separata, l'adozione può essere tuttavia disposta solo a seguito di richiesta da parte di entrambi i coniugi o di entrambe le parti dell'unione civile». 34 (Modifica dell'articolo 45 della legge n. 184 del 1983, in materia di procedimento di adozione nei casi particolari) 1 L'articolo 45 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: «Art. 45. - 1. Nel procedimento di adozione nei casi previsti dall'articolo 44 si richiede il consenso dell'adottante e dell'adottando che abbia compiuto il quattordicesimo anno di età. L’adottando deve essere rappresentato nel procedimento da un curatore speciale, se in conflitto di interessi con chi lo rappresenta legalmente. 2. Se l'adottando ha compiuto gli anni dodici deve essere personalmente sentito; se ha una età inferiore, deve essere sentito, in considerazione della sua capacità di discernimento. 3. In ogni caso, se l'adottando non ha compiuto gli anni quattordici, l'adozione deve essere disposta dopo che sia stato sentito il suo legale rappresentante o il curatore speciale se chi lo rappresenta si trovi in conflitto di interessi con l’adottando. 4.