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Disposizioni in favore dei soggetti affetti da sensibilità chimica multipla. Onorevoli Senatori. – Gli articoli 3 e 32 della Costituzione prevedono, rispettivamente che « Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale » e che « La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana ». La sensibilità chimica multipla ( Multiple Chemical Sensitivity - MCS) è una malattia che pochi conoscono e che la maggior parte dei medici riconosce con difficoltà. La malattia si caratterizza infatti per una serie di sintomi differenti, che possono colpire ogni organo, e le sue manifestazioni sono estremamente differenti da persona a persona e infatti il nome stesso dato alla patologia è piuttosto generico. I sintomi più frequenti, ed altamente lesivi della qualità della vita del paziente, fino all'invalidità, sono quelli di tipo allergico come difficoltà respiratoria, nausea, emicrania, dermatiti da contatto, vertigini, ipersensibilità agli odori e manifestazioni, talvolta anche gravi a livello neurologico, come sdoppiamento della personalità e amnesia. Con il tempo, soprattutto se l'esposizione alla sostanza continua, la malattia produce nell'organismo effetti irreversibili e può portare addirittura allo sviluppo del cancro, di malattie autoimmuni e all’ ictus . Obiettivo del presente disegno di legge è di rendere applicabile il diritto alla salute anche per i cittadini affetti da MCS che non riescono a ricevere le giuste cure per le seguenti ragioni: – la patologia della MCS non è disciplinata da tutte le regioni e, nelle regioni ove è riconosciuta con legge o con delibera di giunta, è normata in forme diverse e disomogenee. Attualmente la patologia non è inserita tra quelle riconosciute come esenti dal nostro Sistema sanitario nazionale (SSN) tuttavia alcune regioni – per l'esattezza Toscana, Emilia-Romagna e Abruzzo – grazie all'autonomia in materia, hanno dato alla malattia questo riconoscimento; – i cittadini affetti da MCS non riescono ad ottenere i livelli essenziali di assistenza (LEA) per le varie patologie d'organo, di cui sono portatori, poiché non sono in grado di accedere alle strutture sanitarie (ospedaliere ed ambulatori), essendo gli stessi ambienti fonte di esposizioni chimiche non compatibili con la malattia a causa dei biocidi, disinfettanti e prodotti chimici aerodispersi, che comportano un rischio o un aggravamento per la salute. Alcune aziende sanitarie locali si sono attrezzate per garantire le cure ai pazienti affetti da MCS; per esempio attraverso l'autorizzazione delle terapie all'estero in base alla legge per le patologie residuali e anche per la realizzazione di protocolli di accoglienza ospedaliera per MCS, che prevedono la bonifica degli ambienti sanitari (ospedalieri e ambulatoriali) dalle contaminazioni chimiche, con protocolli idonei. In tal senso dispongono di protocolli di accoglienza per MCS la ASL di Ferrara, l'Azienda Ospedaliero/Universitaria Sant'Anna di Ferrara, l'ASL di Lecce e, già da tempo, il Policlinico Umberto I di Roma e l'Ospedale Grassi di Roma. Questa limitata disponibilità all'accoglienza è dovuta al fatto che la regioni non hanno predisposto e provveduto all'adozione e applicazione delle istruzioni operative o linee guida di salvaguardia dei pazienti dalla contaminazione chimica/tossica, per cui si ritiene ineludibile un intervento del Parlamento in materia, per omogeneizzare l'offerta dei servizi sanitari nel rispetto della norma costituzionale richiamata. Negli ultimi cento anni l'ambiente di vita dell'uomo è stato completamente stravolto dalle attività antropiche. In natura erano presenti circa 150 sostanze chimiche, mentre la chimica di sintesi ne produce oltre 100.000. Queste ultime vengono messe in commercio senza conoscerne gli effetti avversi a lungo termine sulla salute e nemmeno gli effetti sinergici delle esposizioni crociate. Il corpo umano, che si è evoluto per migliaia di anni in un ambiente formato solo da 150 sostanze chimiche e praticamente privo di microonde, non è biologicamente pronto per proteggersi dal rapido aumento di questi fattori ambientali. La società deve affrontare, quindi, l'emergenza dovuta a tutta una serie di nuove patologie acute e croniche e di disturbi funzionali causati dall'impiego di sostanze chimiche tossiche e di campi elettromagnetici artificiali. Tali esposizioni, valutate da un punto di vista lavorativo e a breve termine, sono, oggi, considerate non nocive. Queste conclusioni, a volte anche frutto di compromessi di lobby , sono spesso rivalutate e rivoluzionate dal progresso delle conoscenze scientifiche e delle metodiche di esame. EZIOLOGIA DELLA MCS La MCS è una patologia multisistemica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche di sintesi, che può colpire vari organi ed apparati. Così come per la digestione degli alimenti l'organismo ha bisogno dell'azione di enzimi, che provvedano alla scissione chimica dei vari nutrienti per consentirne l'utilizzazione metabolica e la eliminazione delle relative scorie, così per la elaborazione delle sostanze chimiche da parte dell'organismo è necessaria l'azione di enzimi che provvedano alla scissione e, per la maggior parte, alla eliminazione delle molecole da esse derivanti. L'azione di detti enzimi può essere modificata da vari fattori: genetici, epigenetici o derivanti dall'azione diretta dello shock chimico, acuto o cronico, in qualunque momento della vita. L'organismo viene comunque coinvolto ed assimila molecole dannose per il fegato e il sistema immunitario, sostanze che sopprimono la mediazione cellulare rendendo l'organismo incapace di proteggersi dagli agenti estranei e tossici. Quest'ultimo passaggio, di assimilazione e modifica organica, riguarda tutti gli individui, ma le persone affette da MCS manifestano le patologie derivanti in tempi quasi immediati rispetto agli individui non interessati dalla MCS che ritardano l'azione per esempio mutogena sulle cellule che una sostanza chimica presenta, determinando l'insorgenza anche di neoplasie o altre manifestazioni patologiche. Nella fase conclamata della malattia i sintomi si verificano in risposta all'esposizione a molti composti chimicamente indipendenti e presenti nell'ambiente in dosi anche di molto inferiore a quelle tollerate dalla popolazione in generale, o inferiori ai limiti di soglia stabiliti per gli ambienti di lavoro, per il fatto che la persona affetta da MCS si è sensibilizzata alle sostanze tossiche o ai loro composti a cui è stata a lungo esposta, anche a basse dosi, e da cui è conseguita la soppressione della mediazione cellulare (capacità di detossificare da parte dell'organismo). La MCS viene spesso scambiata erroneamente per una comune allergia nella prima fase, poiché i sintomi scompaiono con l'allontanamento dalle sostanze chimiche di sintesi: le sue dinamiche e il suo decorso sono tuttavia completamente diversi in quanto viene persa per sempre la capacità di tollerare-metabolizzare gli agenti chimici. Non ci sono farmaci in grado di ridurre le reazioni, essendo loro stessi prodotti di sintesi chimica. La terapia iniziale consiste nell'evitare le esposizioni chimiche nell'ambiente, nell'alimentazione e nell'abbigliamento.