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Si prevede che la revisione dell'Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) avvenga nel rispetto del principio di progressività, attraverso una riduzione graduale delle aliquote medie effettive, a partire da quelle relative ai redditi medio-bassi, e che il riordino delle deduzioni e delle detrazioni vigenti avvenga con particolare riguardo alla tutela del bene casa, e dei loro effetti sull'equità e sull'efficienza dell'imposta. Si precisa inoltre che le risorse derivanti dall'eventuale eliminazione o rimodulazione di deduzioni e detrazioni siano destinate ai contribuenti IRPEF, con particolare riferimento a quelli con redditi medio-bassi, e che la predetta rimodulazione preveda una graduale trasformazione delle detrazioni al 19 per cento, con particolare riferimento a quelle di natura sociosanitaria, in rimborsi, erogati direttamente tramite piattaforme telematiche diffuse. L'armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, nel progressivo superamento della distinzione tra redditi da capitale e redditi diversi di natura finanziaria, opera esclusivamente con riferimento ai redditi prodotti dopo l'entrata in vigore dei decreti, con l'obiettivo di contenere i fenomeni di elusione e di erosione dell'imposta. Infine, sono previste misure di semplificazione degli adempimenti dichiarativi e di versamento per i lavoratori autonomi e gli imprenditori individuali, nonché da tutti i contribuenti a cui si applicano gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale, ed una più equa distribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva introduzione della periodicità mensile degli acconti e dei saldi e l'eventuale riduzione della ritenuta d'acconto. L'articolo 3, nel fissare i principi e criteri direttivi per la riforma dell'imposizione sul reddito d'impresa, prevede che questa sia ispirata alla semplificazione e alla razionalizzazione della tassazione del reddito d'impresa, attraverso una riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche mediante il rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare riferimento alla disciplina degli ammortamenti e dei costi indeducibili; attraverso una riduzione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all'utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile, allineando la disciplina nazionale a quella vigente dei principali Paesi europei; nonché attraverso la tendenziale neutralità tra i diversi sistemi di tassazione delle imprese, limitando le distorsioni fiscali derivanti dalla scelta delle diverse forme giuridiche e organizzative dell'attività imprenditoriale. Con l'articolo 4 si delega il Governo a razionalizzare l'imposta sul valore aggiunto (IVA) e le imposte indirette sulla produzione e sui consumi, le accise, nel rispetto di principi e criteri di semplificazione, contrasto all'erosione e all'evasione, ed efficienza, con riferimento all'IVA, nonché nel rispetto dei principi e criteri di riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti e di promozione dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili con riferimento alle accise. L'articolo 5 prevede un graduale superamento dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), con priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti. Nell'attuazione di tale delega deve essere comunque garantito il finanziamento del fabbisogno sanitario, il gettito in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero per quelle che sono sottoposte a piani di rientro che comportano l'applicazione di aliquote IRAP maggiori di quelle minime nonché il rispetto delle misure compensative di interventi statali sulle basi imponibili e sulle aliquote dei tributi regionali, di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68. Qualora l'IRAP venga sostituita con altri tributi, gli interventi normativi delegati dovranno prevedere che i poteri fiscali e i limiti minimi e massimi dell'aliquota siano almeno pari a quelli attualmente previsti dalla legislazione vigente per l'IRAP, garantendo un gettito aggregato almeno equivalente a quello assicurato dall'IRAP a legislazione vigente. Qualora, invece, l'IRAP non venga sostituita con altri tributi, il gettito derivante dall'applicazione dei limiti massimi dell'IRAP dovrà essere conservato adeguando il limite massimo di aliquota di altri tributi regionali compresi quelli compartecipati o per i quali venga prevista un'addizionale o una sovraimposta regionale. I decreti delegati di cui al presente articolo non dovranno, ad ogni modo, generare aggravi di alcun tipo sui redditi di lavoro dipendente e di pensione. L'articolo 6 reca la delega al Governo per la modifica del sistema di rilevazione catastale degli immobili, al fine di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati, mediante la previsione di strumenti, da porre a disposizione dei comuni e dell'Agenzia delle entrate, atti a facilitare e ad accelerare l'individuazione ed eventualmente il corretto classamento degli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, nonché la relativa destinazione d'uso ovvero la categoria catastale attribuita; dei terreni edificabili accatastati come agricoli nonché degli immobili abusivi, individuando a tale fine specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in questo ambito, nonché garantendo la trasparenza delle medesime attività. L'articolo 7 contiene i principi e i criteri direttivi ai quali dovranno conformarsi i decreti legislativi del Governo in materia di fiscalità locale, sia nella sua componente personale che immobiliare. Le addizionali comunali e regionali IRPEF sono sostituite da sovraimposte, applicate dunque al debito d'imposta e non alla base imponibile, la cui aliquota può essere modulata da regioni e comuni entro limiti prefissati, in modo da garantire lo stesso incremento di gettito derivante dall'applicazione dell'aliquota massima delle addizionali comunali e regionali IRPEF. Viene altresì previsto, per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero sottoposte a piani di rientro per disavanzi sanitari, che comportano l'applicazione di aliquote dell'addizionale all'IRPEF maggiori di quelle minime, un incremento obbligatorio della sovraimposta calcolato in modo da garantire lo stesso gettito attualmente ricavato dall'applicazione delle aliquote delle addizionali regionali all'IRPEF maggiorate nella misura obbligatoria. Nello stesso articolo si prevede poi la parziale territorializzazione di una quota delle imposte provenienti dai regimi forfettari e dal nuovo regime di transizione dal regime forfettario. Con riferimento alla fiscalità immobiliare si prevede, infine, che possa essere rivisto l'attuale riparto tra Stato e comuni del gettito dei tributi sugli immobili destinati a uso produttivo appartenenti al gruppo catastale D ed eventualmente degli altri tributi incidenti sulle transazioni immobiliari.