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solo per un breve tratto del provvedimento parlavamo della Calabria, ma per il resto ci abbiamo messo dentro tutto (il solito segretario ha annotato provvedimenti che probabilmente servivano). Dentro questo provvedimento ci sono norme condivisibili e norme che non sono condivisibili, ma non è crescita. Non è quello che recita il titolo: forse sono io che sono fuori luogo, non lo metto in dubbio, ma sento come se stessi procedendo contromano in una strada in cui tutti gli altri procedono in direzione opposta. A che serve però titolare un provvedimento con un termine che non c'entra assolutamente niente? A che serve applaudire interventi che non dicono niente e che affermano in modo apodittico che questo provvedimento favorirà la crescita, quando il Governo stesso vara un DEF e dice che, insieme allo sblocca cantieri, questo decreto-legge farà crescere dello 0,1 per cento l'economia? Lo dite voi, lo dicono i rappresentanti al Governo dei fenomeni. Ma come si fa a leggere, oltretutto, interventi scritti che in qualche misura affermano l'impossibile? Ricordo a tutti che quello che diciamo qui dentro viene registrato e filmato, che resterà ai posteri. L'altro giorno per curiosità sono andato a vedere la storia del senatore cui è intestata la via in cui abito. È un senatore di fine Ottocento che si chiama Felice Napoleone Canevaro e nell'archivio del Senato ci sono i suoi discorsi; quindi, colleghi, tutte le fregnacce che dite resteranno lì. Ai posteri resteranno quelle. Ai posteri resterà che voi e il vostro Governo raccontate che questo è un decreto che fa crescere, insieme a un altro decreto, il PIL dell'Italia dello 0,1 per cento! Fatela finita, siate onesti con voi stessi. Quando vi scrivono i discorsi, leggeteli prima di venirli a leggere in Aula. Io mi occupo di sanità, sono membro della Commissione sanità, Presidente, dove abbiamo trattato questo decreto-legge... PELLEGRINI Marco (M5S) . Cambia mestiere! ZAFFINI (FdI) . Sì, leggeteli. PRESIDENTE.Senatore, non ripeta quello che ha detto prima, perché sono termini che non si devono usare. ZAFFINI (FdI) . Ha ragione, Presidente. Io mi occupo di sanità e sa che cosa fa questo decreto-legge con le risorse da destinare all'edilizia sanitaria? E non è che non serva l'ammodernamento degli ospedali di questa Nazione, non è che non serva rifare gran parte dei nosocomi del Sud o acquistare impiantistica sanitaria. Non è che non sapete, colleghi fenomeni, che al Sud si vive cinque anni in meno rispetto al Nord. Voi siete stati eletti tutti al Sud, avete vinto in tutti i collegi del Sud. Lo sapete che la gente che voi rappresentate campa cinque anni in meno rispetto a quelli che abitano in Lombardia? Lo sapete? (Applausi dal Gruppo FdI) . Lo sapete che il sistema industriale italiano sta tutto al Nord e inquina tutto il Nord? No, non lo sapete. PELLEGRINI Marco (M5S) . Rivolgiti al Presidente! ZAFFINI (FdI) . Ebbene, Presidente, lo sa che cosa fa questo provvedimento? Questo provvedimento prende i soldi - ma tanti soldi - che erano destinati agli anni 2019, 2020 e 2021 e che cosa fa, amici miei, colleghi senatori? Li sposta, allungando i termini, per spenderli non adesso, ma nel 2022, 2023, 2024 e 2025. A casa mia, non vi dico come si chiama una cosa del genere, perché mi vergogno, perché resta agli atti del Senato e io non le dico tutte le cose fino in fondo, perché poi qualcuno domani andrà a leggerle. Prima di venire al Senato, prima di diventare consigliere regionale, lavoravo in banca e a volte arrivano quelli che dicevano di avere un assegno che scadeva dopo due giorni e mi chiedevano di portare la scadenza a una settimana o a quindici giorni dopo. Voi fate lo stesso: buffettari. Così si chiamano quelli che fanno così. PRESIDENTE.Basta senatore, si rivolga a me e non usi certi termini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). ZAFFINI (FdI) . Ma io mi rivolgo a chi ha scritto il provvedimento, Presidente. A casa mia si definisce così chi prende i soldi di oggi - anzi i debiti di oggi, perché si tratta di promesse di soldi - e li porta al 2024, 2025 e 2026. Non so, Presidente, io forse ho usato un termine colorito, ha ragione, resta agli atti e va bene, ma rimane la sostanza: questo non è un provvedimento che determina alcuna crescita. Questo è un provvedimento che non determina niente: è un insieme di provvedimenti di cui qualcuno - ripeto - è condivisibile perché è necessario e perché di minimo buonsenso ma che non ha nessuna logica organica, non ha niente da regalare agli italiani. Qualcuno poco fa ha detto che sembra un provvedimento di fine legislatura. Sì, alla fine, quando uno fa gli scatoloni per andare via, scopre di avere dimenticato una cosa e poi un'altra e la mette negli scatoloni prima di portarla via. Io spero, mi auguro, che questo sia veramente, signor Presidente, un provvedimento di fine legislatura. Me lo auguro per tutti gli italiani. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, già a fine marzo era chiaro a tutti o - meglio, quasi a tutti - che il più 1 per cento di crescita del PIL previsto dal Governo per il 2019 non si sarebbe mai realizzato: le stime più ottimistiche davano, al massimo, lo 0,2 per cento. Questo significava però, già a marzo, il crollo di tutte le storie raccontate fino a quel momento. Questo significava che le misure salvifiche, tanto sbandierate, a cominciare da quota 100 e reddito di cittadinanza, non avrebbero smosso il Paese dalla stagnazione - se fosse andata bene - o dalla recessione - più probabile - nel quale era precipitato. Questo Governo, tutto propaganda e distintivo, allora cosa fa? Sforna una nuova ricetta, una soluzione acchiappa- like , e la chiama decreto-legge crescita. Un'iniziativa legislativa che, nei fatti - ed è lo stesso Governo a dirlo e non io - si fa pesare con estrema facilità, perché ammette di incrementare il tasso di crescita del PIL - pensate un po' - dello 0,05 per cento. E lo mettete, nero su bianco, nel DEF: lo 0,05 per cento! A tal proposito, è illuminante la proporzione di questa vostra iniziativa, prendendo come esempio una cosa comune: una moneta da un euro. Il vostro 0,05 per cento di crescita sono quei cinque centesimi di rame, quelle piccole monete che neanche ci permettono di prendere il caffè dalla macchinetta. Mi domando, allora, quale idea di crescita abbia questo Governo e come possa definirla crescita? Potrà mai, il vostro maquillage comunicativo fare miracoli su quello che, nei fatti, è un decreto-legge nato senza idee?