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Ogni sezione è composta da una caldaia con relativi ausiliari (ventilatori, bruciatori, riscaldatori d'aria, soffiatori, ecc.). L'area del deposito Messinambiente S.p. A., utilizzato per lo stoccaggio di elettrodomestici dismessi, è stato oggetto nello scorso luglio di un violento incendio che ha provocato la propagazione nell'atmosfera con successiva ricaduta al suolo di sostanze tossiche e nocive di cui appare necessario valutare l'entità e l'estensione nonché gli eventuali effetti sulla commestibilità delle culture ad uso alimentare presenti nell'area. Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento L'area in oggetto presenta una leggera e costante pendenza decrescente verso Nord, che nella toponomastica locale prende il nome di «Piana di Milazzo». Tale piana costiera è caratterizzata da un'ampiezza variabile tra 2 e 6 km ed ospita la maggior parte delle zone urbanizzate. Il piano campagna del settore occupato dagli impianti e dagli stoccaggi della Raffineria varia tra una quota di 1,00 e 1,50 m s.l.m. in prossimità della linea di costa e di 17,00 e 18,00 m s.l.m. nel settore più meridionale. A circa 15 km a Sud del sito in oggetto, vi è la catena dei Monti Peloritani, caratterizzata da una quota media di circa 500 m s.l.m. ed una quota massima di 1200 m s.l.m. Dal punto di vista idrologico la regione è caratterizzata dalla presenza delle «fiumare», corsi d'acqua a carattere torrentizio, i cui letti sono prevalentemente orientati secondo l'asse N-S, avendo origine dalla catena dei Monti Peloritani e convogliando le proprie acque nel Mar Tirreno. In particolare, si riconoscono 3 grandi bacini imbriferi, in ordine di importanza quello del Torrente Muto, quello del Torrente Corriolo (che attraversa la RAM) e quello del Torrente Mela. Le problematiche ambientali del sito possono essere ricondotte alla presenza localizzata di idrocarburi e metalli nei terreni e nelle acque sotterranee e ad inquinamento diffuso legato ad emissioni atmosferiche ed a fenomeni di combustione incontrollata di rifiuti contenenti fra l'altro materiali plastici (incendio Messinambiente). I principali fenomeni di degrado dell'ambiente marino sono dovuti all'inquinamento da petrolio, all'inquinamento termico e all'eutrofizzazione. Dovrà inoltre essere valutata la contaminazione dei sedimenti da metalli pesanti e da idrocarburi. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima per gli interventi più urgenti pari a circa 55 milioni di euro. Piani di caratterizzazione È stato redatto e presentato alle amministrazioni locali interessate il piano di caratterizzazione dell'area della Centrale elettrica EDIPOWER, mentre è in corso di elaborazione quello relativo al l'area della Raffineria RAM. Sono da elaborare i piani di caratterizzazione relativi alle altre zone industriali e alle aree a mare. Progetti di messa in sicurezza e/o bonifica Da elaborare. BACINO IDROGRAFICO FIUME SARNO Comune - Località BACINO IDROGRAFICO FIUME SARNO Tipologia dell'intervento Interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione, bonifica e ripristino ambientale dell'area. Perimetrazione Bacino idrografico del fiume Sarno e area marina antistante la foce. Principali caratteristiche ambientali e situazione di inquinamento Il fiume Sarno nasce a S. Maria la Foce da alcune sorgenti carsiche e raccoglie le acque di un vasto bacino idrografico che si estende per circa 500 km^2 su una piana di origine alluvionale e vulcanica. Il bacino è delimitato a Nord Ovest dai versanti del complesso Somma-Vesuvio, a Sud-Est dal golfo di Napoli, a Sud dalla Penisola Sorrentina e dai Monti Lattari, a Nord e a Nord-Est rispettivamente dai monti di Sarno e di Solfora. Nel corso medio, a 3 km ad Ovest di S. Marzano, riceve le acque del torrente Cavaiola nel quale, a sua volta, confluisce il torrente Solforana. Nell'area sono presenti diverse attività produttive come concerie, industrie alimentari (lavorazione del pomodoro), industrie farmaceutiche e cantieristica navale. Inoltre vi è una diffusa presenza di «scarichi civili e/o misti» spesso non depurati. Studi pregressi sull'area testimoniano una condizione di elevata criticità ambientale sui sedimenti dell'alveo del fiume Sarno e dei suoi affluenti, le cui forti alterazioni sono causate principalmente dall'attività umana pregressa e/o attuale. I sedimenti del bacino del fiume Sarno presentano uno stato di contaminazione diffusa sia dal punto di vista microbiologico che chimico. Dal punto di vista chimico principalmente ad opera di Cromo, piombo, zinco, composti organoclorurati e idrocarburi pesanti, e in modo più puntiforme da parte di nichel, rame, diossine. Tra i composti organoclorurati riscontrati nei sedimenti si evidenzia la presenza significativa di Policlorobifenili (PCB) e di pesticidi, in particolare il p,p'-DDE è presente in maniera costante e diffusa in tutto il bacino. La distribuzione dei contaminanti nei sedimenti dell'area marina antistante la foce del Sarno risulta influenzata non solo dall'ubicazione delle fonti d'inquinamento ma anche dal regime idrodinamico dominante. Infatti le caratteristiche idrodinamiche determinano il trasposto della frazione fine dei sedimenti, e di conseguenza dei contaminanti, prevalentemente verso il settore nord occidentale dell'area. Da un punto di vista granulometrico, a differenza di quanto riscontrato nei tratti costieri limitrofi dove si evidenzia la tendenza ad un gradiente dimensionale dalla costa verso il largo (aumento della frazione fine verso il largo), è presente un accumulo di sedimenti fluvio-deltizi tipicamente siltosi, e quindi più fini, a profondità comprese tra i 30 e i 50 m. Tale accumulo di sedimenti influenza di conseguenza la distribuzione degli inquinanti. Nell'area marina antistante la foce del Sarno, si riscontra uno stato di contaminazione diffuso da cromo con concentrazioni massime nella zona antistante la foce del fiume Sarno, una contaminazione lieve da mercurio e zinco, e meno diffusa la contaminazione da rame e piombo. L'area risulta inoltre compromessa dal punto di vista microbiologico proprio a causa dell'apporto del Sarno. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica In corso di definizione. Piani di caratterizzazione L'Autorità di bacino del Sarno ha realizzato uno studio preliminare per la caratterizzazione dei corpi idrici superficiali e sotterranei (AdB Sarno 2002). Nell'ambito di quanto previsto dall'OPCM 3270/2003 (Emergenza socio economico-ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno) l'APAT ha realizzato il piano di caratterizzazione dei sedimenti del bacino del fiume Sarno Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica Da elaborare. SITO DELLE STRILLAIE (GROSSETO) Comune - Località Grosseto. Tipologia dell'intervento Interventi combinati di messa in sicurezza permanente e di rimozione e smaltimento dei rifiuti. Soggetto titolare/competente all'intervento Soggetto pubblico (Amministrazione comunale).