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Parere favorevole con osservazioni) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, spiega che la Commissione è chiamata ad esprimere un parere, a beneficio delle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell'Unione europea, sulle "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza", approvate, nei loro contenuti essenziali, lo scorso 9 settembre dal Comitato interministeriale per gli affari europei, in coordinamento con tutti i Ministeri e le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali. Il documento definisce, in via preliminare e sintetica, gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolerà il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che l'Italia dovrà presentare alla Commissione europea nei prossimi mesi, una volta completato l'iter di approvazione dei regolamenti attuativi del Recovery Plan europeo. Come si evince dall'introduzione al documento, le linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza rispondono all'iniziativa proposta dalla Commissione europea e approvata dal Consiglio europeo il 21 luglio 2020, intitolata Next Generation EU (NGEU) che, al pari del Bilancio 2021-2027 dell'Unione europea, è attualmente al vaglio del Parlamento europeo e dovrà poi essere ratificata dai Parlamenti nazionali. I regolamenti attuativi di NGEU non entreranno in vigore prima dell'inizio del prossimo anno e solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente i PNRR alla Commissione europea. L'Esecutivo italiano, tuttavia, al fine di avviare un dialogo informale con la Commissione già dal mese di ottobre, ha elaborato una proposta di Linee guida per la definizione del PNRR, da sottoporre all'esame del Parlamento nazionale. All'esito di questo primo vaglio parlamentare e in considerazione delle valutazioni di indirizzo che il Parlamento vorrà formulare al Governo, sarà elaborato lo schema del Piano di ripresa e resilienza, recante una previsione razionale e ordinata dei progetti di investimento e riforma. Lo schema sarà quindi presentato al Parlamento per la sua approvazione definitiva. Il documento, secondo il relatore, offre, innanzitutto, una disamina del contesto economico e sociale del nostro Paese degli ultimi anni, evidenziando la spiccata vocazione manifatturiera della nostra economica, l'alto livello delle esportazioni, ma anche il dato relativo all'insufficiente crescita economica conseguente, oltre che ad un basso incremento della produttività legata a gap tecnologici ed educativi, alla crisi finanziaria globale del 2008 e a quella del debito sovrano dei Paesi dell'area euro nel 2011. Il calo degli investimenti fissi lordi (IFL), i bassi tassi di partecipazione al lavoro e di occupazione e le dinamiche demografiche sono aspetti che necessitano di grande attenzione e di contromisure adeguate. Il debito pubblico dell'Italia, il secondo più elevato dell'Unione europea in rapporto al PIL, secondo le previsioni, a fine 2020, subirà peraltro un incremento di oltre 20 punti percentuali, a causa della pandemia e delle ingenti misure di sostegno ai redditi, alla liquidità e all'occupazione attuate nel corso dell'anno. Il documento sottolinea come solo una crescita forte e stabile del PIL possa assicurare la sostenibilità del debito pubblico e della situazione sociale del Paese, aspetto questo che necessita di un aumento degli investimenti pubblici e di una maggiore competitività di sistema per attrarre investimenti privati, nazionali ed esteri. Nel documento si precisa che le Linee guida del PNRR sono coerenti con il Piano di Rilancio del Governo - che, presentato lo scorso giugno, è costruito intorno alle linee strategiche della modernizzazione del Paese, della transizione ecologica e dell'inclusione sociale, territoriale e della parità di genere - e contribuiscono a perseguire gli obiettivi economici e sociali concordati in sede europea e a rispondere alle Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese dalla Commissione europea e dal Consiglio Europeo. Il documento individua, quindi, gli obiettivi e le missioni del Programma di ripresa e resilienza. La strategia complessiva di riforma e politica economica del PNRR contribuirà, a giudizio dell'esecutivo, al raggiungimento di obiettivi quantitativi di lungo termine, che puntano - fra l'altro - a raddoppiare il tasso medio di crescita dell'economia italiana (portandolo dallo 0,8 per cento quantomeno all'1,6 per cento, in linea con la media dell'Unione europea), ad aumentare gli investimenti pubblici (per portarli almeno al 3 per cento del PIL), ad aumentare la spesa per ricerca e sviluppo, ad aumentare il tasso di occupazione, a ridurre i divari territoriali, a promuovere una crescita demografica e a garantire sostenibilità e resilienza della finanza pubblica. Le sei missioni in cui si articolerà il PNRR - digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità, istruzione, formazione, ricerca e cultura, equità sociale, di genere e territoriale ed infine salute - rappresentano aree "tematiche" strutturali di intervento. A loro volta, le missioni sono suddivise in cluster (insiemi) di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Le linee guida specificano, inoltre, i criteri di selezione dei progetti del Piano, nonché le politiche e le riforme di contesto che l'esecutivo considera necessarie per supportarlo, e che interessano l'aumento degli investimenti pubblici, del livello di efficienza della pubblica amministrazione, delle risorse disponibili per ricerca e sviluppo, nonché le riforme del sistema fiscale, della giustizia e del lavoro. Da ultimo, il documento offre un quadro di sintesi delle risorse disponibili per l'Italia per l'attuazione del Piano, e che ammontano complessivamente - fra programmi europei già esistenti e nuovi dispositivi - a 208,6 miliardi di euro. Le risorse messe a disposizione dal Recovery and Resilience Facility (RFF) , il principale strumento finanziario europeo per aiutare la ripresa degli Stati membri dell'Unione, ammontano a 191,4 miliardi di euro, di cui 63,8 in sovvenzioni e 127,6 in prestiti. Nel testo si specifica infine che i prestiti erogati all'Italia dalla Commissione europea, se non compensati da riduzioni di altre spese o aumenti delle entrate, contribuiranno ad accrescere il deficit della PA e l'accumulazione di debito pubblico, aspetto questo che impone all'esecutivo di affiancare al PNRR una programmazione di bilancio volta a riequilibrare la finanza pubblica nel medio termine dopo la forte espansione del deficit prevista per quest'anno in conseguenza della pandemia e degli ingenti interventi di sostegno all'economia che sono stati realizzati attraverso i tre decreti-legge emanati nei mesi scorsi. Con riferimento agli aspetti di specifico interesse per la Commissione affari esteri, il relatore evidenzia come il documento, nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", espliciti la necessità di offrire un sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane, potenziandone le capacità di competere sui mercati internazionali e la loro proiezione estera.