[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 23, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come integrato dall'art. 57, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), promossi dal Tribunale ordinario di Roma, sedicesima sezione civile, in composizione monocratica, con due ordinanze del 12 maggio 2021, iscritte, rispettivamente, ai numeri 142 e 155 del registro ordinanze 2022 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 49, prima serie speciale, dell'anno 2022 e n. 1, prima serie speciale, dell'anno 2023. Visti gli atti di costituzione di Vantage Group srl, nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 5 luglio 2023 il Giudice relatore Stefano Petitti; uditi l'avvocato Alberto Giulio Cianci per Vantage Group srl e l'avvocato dello Stato Antonio Grumetto per il Presidente del Consiglio dei ministri; deliberato nella camera di consiglio del 6 luglio 2023.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 12 maggio 2021, iscritta al n. 142 del registro ordinanze 2022, il Tribunale ordinario di Roma, sedicesima sezione civile, in composizione monocratica, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 23, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come integrato dall'art. 57, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in riferimento agli artt. 3, 21, 41, 42 e 76 della Costituzione, «nella parte in cui: a) consentendo la pubblicità non luminosa sui veicoli "se non effettuata per conto terzi a titolo oneroso", vieta la pubblicità non luminosa sui veicoli effettuata per conto terzi a titolo oneroso; b) per ciò che attiene alle autovetture ad uso privato, permettendo "unicamente l'apposizione del marchio e della ragione sociale della ditta cui appartiene il veicolo", vieta l'apposizione del marchio e della ragione sociale di soggetti diversi da quelli ai quali appartiene il veicolo». 2.- Il Tribunale di Roma riferisce di essere stato adito da F. S., la quale ha citato in giudizio la Vantage Group srl, deducendo: di aver stipulato, nel luglio del 2017, con la società convenuta, un contratto No Cost in relazione all'acquisto di un'autovettura; che il contratto prevedeva in favore dell'acquirente un finanziamento da rimborsare in sessanta rate mensili; che la vettura doveva essere obbligatoriamente di colore bianco per rendere più visibili gli adesivi pubblicitari da apporre sulla stessa; che, incluso nelle rate di restituzione del finanziamento, vi era anche l'importo di euro 5.500,00 a titolo di installazione dell'accessorio wrapping, richiesto dalla società convenuta per consentire l'inserimento e la rimozione di pellicole adesive sull'autoveicolo senza cagionare danni alla verniciatura; che la medesima convenuta si obbligava a sua volta a rimborsare all'acquirente un importo massimo, oltre che rate mensili per spese, pari a circa euro 440,00 al mese per l'intera durata del contratto. Operati alcuni parziali pagamenti, la società convenuta non aveva più provveduto alla erogazione periodica delle somme pattuite, sicché l'attrice, dopo aver estinto anticipatamente il finanziamento, lamentando peraltro la vessatorietà di alcune clausole del contratto stipulato con la Vantage Group srl, ha domandato che venisse accertato il proprio diritto a conseguire i rimborsi delle rate mensili scadute ed a scadere, l'operatività della polizza fideiussoria e la condanna della convenuta alle conseguenti restituzioni. Nel costituirsi nel giudizio a quo, la Vantage Group srl ha contestato che il contratto inter partes avesse ad oggetto l'acquisto dell'autovettura, consistendo, piuttosto, nello scambio tra servizi di pubblicità e statistici - posti a carico dell'attrice, quale driver (o incaricata) - ed un corrispettivo, consistente nel rimborso delle spese previste per i ratei di finanziamento dell'autoveicolo. La società convenuta ha inoltre negato che sussistesse un proprio inadempimento, dovendosi il contratto intendere risolto per impossibilità sopravvenuta della prestazione, a causa dell'interpretazione data da varie autorità locali alla normativa sulla circolazione stradale, ritraibile dall'art. 23 cod. strada e dall'art. 57 del d.P.R. n. 495 del 1992; interpretazione che aveva portato a ravvisare un illecito amministrativo nell'apposizione sui veicoli dei messaggi pubblicitari, ancorché si trattasse di pubblicità non luminosa e non rifrangente. La Vantage Group srl ha altresì richiamato nelle sue difese un orientamento giurisprudenziale invalso presso lo stesso Tribunale di Roma, in forza del quale è stata dichiarata, d'ufficio, la nullità dei contratti, analoghi a quello dedotto in lite, intercorsi tra essa e i driver. La società convenuta specificava anche quali fossero le prestazioni contrattuali dovute dalla driver, compensate dal rimborso per i ratei del finanziamento: apporre sulle fiancate della sua nuova auto acquistata i cosiddetti wrapping no cost, ovvero il logo della Vantage Group srl e i marchi o slogan di altre aziende in partnership commerciale con essa; circolare almeno un numero di giorni prefissato nel corso del mese; fotografare l'autovettura con cadenza settimanale, condividendo le relative foto sui social network secondo le modalità stabilite ed effettuando così i servizi di statistica. A seguito dell'applicazione di sanzioni amministrative da parte degli organi di polizia locale, ai sensi delle indicate norme sulla circolazione stradale, la maggior parte dei conducenti non aveva tuttavia più rispettato i suddetti obblighi contrattuali. Gli inadempimenti dell'attrice, l'inesigibilità o la sopravvenuta impossibilità delle prestazioni ex contractu e la nullità dello stesso rilevabile anche d'ufficio, secondo la società convenuta, escluderebbero ogni ragione di credito azionata in giudizio. In ogni modo, la stessa Vantage Group srl ha eccepito la illegittimità costituzionale delle indicate disposizioni, in riferimento agli artt. 3, 21, 41, 42 e 76 Cost. 3.- Il Tribunale di Roma ha dapprima illustrato la rilevanza delle questioni, incidendo le norme in esame sulla fonte del rapporto negoziale tra le parti, oggetto del giudizio a quo.