[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273 (Misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza) e degli articoli 1 e 4, lettera i), del decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d'appello, a norma dell'articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), promosso con ordinanza del 13 ottobre 2003 dal Tribunale di Cagliari nel procedimento civile vertente tra T-Scrivo Sardegna s.r.l. ed altra e Maurizio Boi, iscritta al n. 52 del registro ordinanze 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 27 ottobre 2004 il Giudice relatore Ugo De Siervo. Ritenuto che con ordinanza del 13 ottobre 2003 il Tribunale di Cagliari ha sollevato questione di legittimità costituzionale – in relazione agli articoli 3 e 24 della Costituzione – dell'art. 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273 (Misure per favorire l'iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza), recante la delega al Governo per l'istituzione di sezioni dei tribunali specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale, nonché degli articoli 1 e 4, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d'appello, a norma dell'articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), attuativi della predetta delega, nelle parti in cui tali disposizioni non prevedono la istituzione di una sezione specializzata con sede nel territorio del distretto della Corte d'appello di Cagliari, nonché nelle parti in cui stabiliscono che le sezioni specializzate di Roma sono competenti per “i territori ricompresi” nel distretto di Corte d'appello di Cagliari e della Sezione distaccata di Sassari della medesima Corte; che il giudice a quo premette di essere stato investito, con ricorso depositato il 31 luglio 2003 dalla T-Scrivo Sardegna s.r.l., di una domanda cautelare ante causam, ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ. , nei confronti del sig. Maurizio Boi in relazione alla attività di produzione e commercializzazione da questi svolta, la quale, secondo la ricorrente, integrerebbe gli estremi della concorrenza sleale; che nell'ordinanza si evidenzia inoltre come la T-Scrivo Sardegna s.r.l. abbia preannunciato di voler agire, nel successivo giudizio di merito, “ai sensi degli artt. 2598 e ss. del codice civile, per l'accertamento dell'illecito concorrenziale, per l'inibitoria della condotta sleale e per la condanna del convenuto al risarcimento dei danni”; che il giudice rimettente dà inoltre atto di aver disposto la comparizione delle parti ai sensi dell'art. 669-sexies cod. proc. civ. , non ritenendo che la convocazione della controparte potesse in alcun modo pregiudicare l'attuazione dell'eventuale provvedimento cautelare; che – prosegue il rimettente – il sig. Maurizio Boi, costituitosi in giudizio, ha eccepito in via preliminare la nullità dell'atto introduttivo per invalidità della procura alle liti, a causa della mancata indicazione del legale rappresentante della ricorrente e della impossibilità di una sua identificazione per altre vie, mentre, nel merito, ha affermato di aver intrapreso la commercializzazione dei prodotti in questione prima della ricorrente; che, in relazione alla rilevanza, il Tribunale di Cagliari sottolinea innanzitutto come sia da rigettare, in quanto infondata, l'eccezione pregiudiziale sollevata dal resistente, evidenziando in secondo luogo come si troverebbe a dover dichiarare la propria incompetenza in relazione alla domanda cautelare, in quanto quest'ultima avrebbe dovuto essere proposta, in base alle disposizioni impugnate, dinanzi alla sezione specializzata del Tribunale di Roma, territorialmente competente ex art. 4, comma 1, lettera i), del d.lgs. n. 168 del 2003, dal momento che quest'ultimo è entrato in vigore in data antecedente rispetto a quella del deposito del ricorso; che, secondo il giudice rimettente, il difetto di competenza, stante il carattere funzionale di quest'ultima, sarebbe nella specie rilevabile d'ufficio e imporrebbe, conseguentemente, «una pronunzia esclusivamente negativa, con le consequenziali statuizioni anche in ordine alle spese di lite»; che il giudice a quo sottolinea inoltre l'impossibilità, ai sensi dell'art. 669-septies cod. proc. civ. , di concedere misure cautelari interinali da parte del giudice incompetente; che, quanto al merito, secondo l'ordinanza di rimessione, le disposizioni impugnate sarebbero contrastanti con gli articoli 3 e 24 della Costituzione; che, al riguardo, nell'ordinanza si richiama la giurisprudenza costituzionale che ha sottolineato come la conformazione degli istituti processuali, ed in particolare la ripartizione della giurisdizione e la determinazione delle competenze, sia affidata alla discrezionalità del legislatore, salvo tuttavia il limite della ragionevolezza; che, secondo il rimettente, tale limite sarebbe stato oltrepassato nel caso de quo, analogamente a quanto avvenuto nel caso giudicato da questa Corte con la sentenza n. 444 del 2002; che, in relazione alla presunta violazione dell'art. 3 Cost., il rimettente lamenta la «tangibile ed immotivata disparità di trattamento tra i soggetti coinvolti, in qualità di parte, in procedimenti aventi ad oggetto materie riservate alla cognizione delle sezioni specializzate, e residenti o aventi sede nel territorio della Regione Sardegna (…), e quelli che, in situazioni del tutto corrispondenti, risultano residenti o con sede, invece, nel resto del territorio nazionale»; che la mancata istituzione di sezioni specializzate nella Regione Sardegna sarebbe fonte, secondo l'ordinanza di rimessione, di «disagi rilevantissimi ed oneri privi di giustificazione, sia di natura economica che di carattere personale»; che le disposizioni impugnate sarebbero irragionevoli poiché determinerebbero un «abnorme quanto immotivato allontanamento dalla sede specializzata individuata ex lege dalle sedi giudiziarie che, invece, sarebbero territorialmente competenti»; che la violazione dell'art. 24 Cost. deriverebbe dal «notevole ostacolo che viene frapposto all'accesso fisiologico alla giustizia civile», in considerazione delle maggiori spese che le parti sarebbero chiamate a sostenere; che, secondo il rimettente, la scelta di non istituire sezioni specializzate nel territorio della Regione Sardegna sarebbe irragionevole anche ove la si considerasse dal punto di vista delle “distanze esistenti tra le varie sedi”;