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Le disposizioni di cui al comma 6, al fine di favorire la diffusione delle migliori prassi adottate dalle amministrazioni locali in tema di semplificazioni, prevede che l’Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico curino ogni anno in collaborazione con le regioni, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, l'Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura e con le associazioni di impresa la loro raccolta e pubblicazione presso il portale www.impresainungiorno.it. Art. 8. - ( Desk Impresa) Il comma 1 al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti alle imprese da parte delle amministrazioni locali, consente a queste ultime, d'intesa con i principali stakeholder interessati ovvero gli ordini professionali e le camere di commercio dell'industria, artigianato ed agricoltura, di istituire lo sportello « Desk Impresa». Le funzioni attribuite a quest'ultimo consistono nell'assistere le imprese nello svolgimento di tutti gli adempimenti amministrativi richiesti per lo svolgimento dell'attività produttiva e di fornire tutte le informazioni relative agli strumenti, incentivi e risorse, anche comunitarie, disponibili al sostegno del settore produttivo. Con riferimento a questa funzione divulgativa si ricorda che in base a quanto evidenziato dal Ministero dello sviluppo economico con il rapporto « Small Business Act - Le iniziative a sostegno delle micro, piccole e medie imprese adottate in Italia nel 2012» che di fronte agli interventi normativi e alle risorse impiegate a favore delle attività produttive solo 2 imprese su 10 ne è a conoscenza con un’importante conseguenza di policy ovvero fare politica produttiva rappresenta una condizione necessaria, ma spesso non sufficiente se le imprese non ne sono a conoscenza. Il comma 2 al fine di incentivare la collaborazione degli albi professionali al funzionamento dello sportello « Desk Impresa» prevede che la partecipazione di professionisti iscritti al suo funzionamento è considerata valida ai fini degli obblighi relativi alla formazione professionale continua. Art. 9. - (Misure volte a favorire la semplificazione in tema di iscrizione, rinnovo e variazione all'albo nazionale dei gestori ambientali) Il comma 1 semplifica gli adempimenti a cui sono chiamate le imprese, che ai sensi della normativa attuale sono chiamate ad iscriversi all'albo nazionale dei gestori ambientali. Infatti, per effetto della disposizione introdotta con la comunicazione unica di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, l'impresa può assolvere, sia in sede di avvio di attività che successivamente, non solo agli adempimenti nei confronti della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell'Agenzia delle entrate, dell'INPS e dell'INAIL, ma anche nei confronti dell'albo nazionale dei gestori ambientali, semplificando ulteriormente il rapporto tra impresa e pubblica amministrazione. Il comma 2 al fine di razionalizzare gli obblighi di comunicazione a carico delle imprese, prevede che l'aggiornamento dei dati al registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, ha efficacia anche ai fini della tenuta dell'albo nazionale dei gestori ambientali. Il comma 3 prevede che il diritto annuale d'iscrizione all'albo nazionale dei gestori ambientali è dovuto dalle imprese iscritte unitamente e con le stesse modalità previste per il pagamento del diritto annuale di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, semplificando e riducendo gli adempimenti a carico delle attività produttive. Art. 10. - (Misure volte a favorire la semplificazione in tema di adempimenti tributari) Il comma 1 modifica l'attuale disciplina dettata dall'articolo 1, comma 1, lettera c) , del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, con riferimento agli obblighi connessi all'invio della dichiarazione d'intento da parte degli esportatori abituali. La norma stabilisce che l'obbligo di comunicare all'Agenzia delle entrate dei dati della dichiarazione d'intento sia a carico dell'esportatore abituale e che l'attestazione dell'avvenuta presentazione venga inviata al suo fornitore unitamente alla lettera d'intento. Con la modifica introdotta viene eliminato l'obbligo, oggi in capo al fornitore dell'esportatore abituale, di comunicare i dati contenuti nella dichiarazione d'intento ricevuta, semplificando gli adempimenti tributari in capo ad esso che avrà l'unico onere di conservare la ricevuta di avvenuta comunicazione dei dati unitamente alla dichiarazione d'intento prima di effettuare la fornitura. Il comma 2 introduce una diversa sanzione per irregolarità formale anche in caso di fatturazione non imponibile ex articolo 8, comma 1, lettera b) , del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633, in mancanza della comunicazione della lettera d'intento che ha generato la fatturazione in regime di non imponibilità. In luogo dell'attuale sanzione che varia dal 100 per cento al 200 per cento dell'imposta non addebitata, si passa ad una che varia da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.065 euro. Il comma 3 riformula il comma 4- bis , dell'articolo 7 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, al fine di tener conto delle diverse modalità di adempimento degli obblighi di comunicazione. Il comma 4 aumenta ad euro 1.000 l'importo delle operazioni considerate non rilevanti ai fini degli obblighi di comunicazione dei rapporti intercorsi con i Paesi black list . Tale modifica, senza arrecare pregiudizio all'attività di controllo dell'Agenzia delle entrate, a cui sarebbero comunque segnalate le operazioni di maggiore rilevanza economica, riduce sensibilmente gli oneri amministrativi a carico delle imprese. Le disposizioni di cui ai commi da 6 a 9 introducono modifiche volte a semplificare gli adempimenti introdotti per contrastare le frodi fiscali in materia di imposta sul valore aggiunto e l'evasione ai fini delle imposte sui redditi. Sulla base della normativa attuale le imprese sono chiamate con cadenze diverse (trimestrale o annuale) e a scadenze diverse a comunicare all'Agenzia delle entrate con appositi modelli una serie di dati rilevanti ai fini fiscali e statistici, adempimenti che generano elevati costi amministrativi. Nello specifico si tratta: -- della comunicazione dei beni d'impresa concessi in godimento a soci o familiari; -- della comunicazione dei finanziamenti all'impresa da parte dei soci o familiari dell'imprenditore; -- della comunicazione dei dati annuali IVA; -- della comunicazione delle operazioni con i paesi « Black List »; -- della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (cosiddetto spesomentro). Il comma 6 introduce la Comunicazione unica IVA che raggruppa in un unico modello le varie comunicazioni a cui sono chiamati i soggetti passivi IVA, giungendo ad una forte semplificazione degli adempimenti a carico delle attività produttive e riduzione dei connessi costi amministrativi.