[ddlpres]

1 Le disposizioni di cui all'articolo 2 si applicano anche alle imprese italiane che abbiano rilocalizzato all'interno del territorio nazionale le proprie attività produttive o commerciali con sede in uno Stato europeo o extra-europeo o già delocalizzate in tutto o in parte in uno Stato europeo o extra-europeo nei cinque anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Le attività produttive o commerciali rilocalizzate devono essere mantenute sul territorio italiano per almeno cinque anni. L'eventuale cessione, anche parziale, dell'azienda prima che sia decorso tale termine, comporta la decadenza dal beneficio di cui all'articolo 2, nonché la restituzione dell'importo corrispondente alle agevolazioni fruite. 4 (Esonero contributivo) 1 Alle imprese di cui agli articoli 2 e 3 è riconosciuto, con rifermento ai rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato instaurati, per un periodo massimo di quarantotto mesi, l'esonero dal versamento del 50 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. 5 (Ufficio unico per la rilocalizzazione delle imprese) 1 Presso l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa–INVITALIA è istituito l'Ufficio unico per la rilocalizzazione delle imprese, cui sono assegnati i seguenti compiti: a gestione di tutte le pratiche legate alla rilocalizzazione delle imprese e finalizzate alla concessione dei benefici di cui agli articoli 2, 3 e 4 della presente legge; b monitoraggio delle delocalizzazioni di impianti produttivi da parte delle imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale che hanno beneficiato di contributi pubblici; c cura delle procedure per la restituzione dei benefici fruiti dalle imprese di cui alla lettera b) ; d redazione periodica di rapporti sulle attività di cui alle lettere a) , b) e c) e sui risultati delle stesse, da inviare alle pubbliche amministrazioni interessate e alle Camere. 6 (Fondo per il contrasto alla delocalizzazione) 1 Al fine di promuovere interventi volti a contrastare i fenomeni di cessazione delle attività e di delocalizzazione produttiva di grandi imprese e complessi industriali, è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico il Fondo per il contrasto alla delocalizzazione, con una dotazione di 200 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022. 2 Il Fondo di cui al comma 1 è destinato al sostegno di progetti di rilancio di attività e di beni patrimoniali di grandi imprese e complessi industriali, operanti nel settore manifatturiero o in servizi ad esso collegati ed aventi un organico pari almeno a 250 dipendenti, interessati da crisi finanziarie e produttive, anche in conseguenza di cessazione delle attività o di delocalizzazione produttiva in altri Paesi, con la finalità di un loro ricollocamento sul mercato e del mantenimento dei livelli occupazionali. 7 (Disposizioni attuative) 1 Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge. 8 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui alla presente legge pari a 230 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.