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È evidente e non sfugge a nessuno che Radio Radicale è, al di là di ogni eventuale giudizio o pregiudizio ideologico, un'emittente storica che trasmette e pubblica documenti di interesse generale per il nostro Paese. Voglio ricordare anche che per noi è un'emittente storica, perché fu la prima radio a trasmettere anche i congressi del Movimento sociale (ma questa è un'altra storia). Veniamo ad oggi. C'è un altro punto molto importante, ovvero che Radio Radicale è depositaria di un archivio audio-video sterminato, in cui c'è la storia del nostro Paese: la storia giudiziaria, perché c'è un archivio giudiziario, e la storia politica, perché c'è l'archivio dei partiti e dei movimenti politici. Noi chiediamo, quindi, il rinnovo della convenzione, ma voglio anche dire che, nell'attesa che si arrivasse a discutere le mozioni presentate nel corso del tempo, c'è stato un cambiamento di rotta nella linea governativa. Tutti ricorderanno che il sottosegretario Vito Crimi, che ha la delega all'editoria, si era battuto per non prorogare la convenzione stipulata, mentre anche oggi è in discussione una mozione successivamente depositata dalla Lega e dal MoVimento 5 Stelle che tende a salvare Radio Radicale - sia pure con una specifica, che esporranno i colleghi estensori - e che soprattutto - siamo contenti che ci sia stato un ravvedimento - propone di digitalizzare gli archivi di Radio Radicale. Leggo oggi sul giornale che lunedì pomeriggio nelle Commissioni finanze e bilancio della Camera, dove si voterà il disegno di legge crescita, ci sarà anche un passaggio teso a salvare, nel pacchetto editoria, anche Radio Radicale. Nella linea del Governo c'è stata quindi, evidentemente, una saggia inversione di tendenza che salutiamo con favore, ma speriamo che si passi dalle parole ai fatti, perché le mozioni impegnano i Governi ma non li vincolano; vedremo. Quindi da parte nostra vi è la richiesta del rinnovo della convenzione. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Verducci per illustrare la mozione n. 110 (testo 2). VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, noi chiediamo che Radio Radicale viva, perché vogliamo che viva un modello di servizio pubblico che ha permesso in questi venticinque anni di convenzione di aprire ai cittadini le porte dei palazzi delle istituzioni, di far conoscere integralmente, senza mediazioni e senza filtri, i lavori d'Aula di Camera, Senato e delle Commissioni parlamentari, delle aule di tribunale nei principali processi, i lavori del CSM, la vita dei partiti e dei movimenti politici nei congressi, nelle manifestazioni, di tutti senza eccezione, perché è la radio della politica non di un partito. È un microfono acceso che registra tutte le voci e permette ai cittadini di sapere, conoscere, assistere, di partecipare, di formarsi un'opinione non condizionata, di maturare una consapevolezza che è, Presidente, l'essenza stessa della cittadinanza, del civismo, dell'impegno, perché solo la conoscenza rende liberi e senza libertà non può esserci democrazia. Il diritto all'informazione e il diritto alla conoscenza si tengono insieme e sono principi fondamentali della nostra Costituzione, quei princìpi costituzionali garantiti da Radio Radicale, come è scritto a chiare lettere nella segnalazione urgente dell'Agcom al Governo, dove l'interruzione della convenzione con Radio Radicale viene denunciata come mancata continuità di un servizio di interesse generale ed è quindi un'interruzione illegittima, la sospensione di un diritto, un atto politico contro l'informazione, contro il diritto dei cittadini alla trasparenza della cosa pubblica. Sottosegretario Crimi, è una decisione che lei ha più volte tentato di motivare con un fare sprezzante, burocratico, con fastidio: il fastidio di chi non sopporta che si sappia quello che avviene nei palazzi del Governo, il fastidio di chi, arrivato al potere, si chiude nel bunker e non tollera un'informazione che non sia addomesticata, che non sia autoprodotta da un selfie o da un tweet . (Applausi dal Gruppo PD) . Il tentativo di chiudere Radio Radicale è un atto liberticida, va chiamato con questo nome, e sta dentro una concezione autoritaria e demagogica che colpisce il nostro Stato di diritto, perché restringe spazi di libertà e di inclusione. Il pluralismo e la consapevolezza, Presidente, sono i principali nemici del qualunquismo, della cattiva politica che si nutre del veleno delle fake news , della manipolazione. L'attacco a Radio Radicale è tutt'uno con un continuo clima di intimidazione verso chi prova a fare giornalismo, spesso vessato da un precariato insopportabile, e passa dall'occupazione della Rai e dal piano di azzeramento del fondo per il pluralismo che colpirà l'editoria no profit ... (Brusio) . PRESIDENTE. Mi scusi senatore Verducci. Colleghi, vi prego di lasciare liberi i banchi del Governo, come più di una volta ho avuto modo di sottolineare. VERDUCCI (PD) . La ringrazio, Presidente. Dicevo, un piano di azzeramento del fondo per il pluralismo che colpirà l'editoria non profit e cooperativa, voci come «Avvenire» e «il Manifesto» e migliaia di lavoratori e centinaia di voci delle comunità locali, dell'associazionismo laico e religioso a difesa delle quali più volte è intervenuto il presidente Mattarella, ricordando il nesso inscindibile tra libertà di informazione e democrazia. Eppure lei, Sottosegretario, ma anche il presidente Conte, avete detto che ci penserà il mercato. Ma il vostro è un inganno perché non ci può essere mercato per chi fa attività non redditizie, come appunto l'informazione, che non è una merce ma un bene comune di cui i cittadini hanno diritto, come sancito dall'articolo 21 della nostra Costituzione. Per questo, ovunque, nelle democrazie mondiali, l'editoria delle idee e delle minoranze è sostenuta dall'intervento pubblico; altrimenti sparirebbe, Sottosegretario, e vincerebbero - come già avviene - solo i grandi gruppi, gli oligopoli dei più forti, gli interessi e i conflitti di interesse. Ma forse è questo che voi volete: informazioni confezionate da piattaforme Internet, magari gestite a proprio piacimento dal proprietario di un'azienda, partito o movimento. Vi ricorda qualcosa? Non vi macchiate di un atto da regime. (Commenti del senatore Pellegrini) . Chiediamo che venga rinnovata la convenzione e poi, solo dopo, indetta una gara ad evidenza pubblica; che venga data continuità a quel patrimonio inestimabile della nostra identità collettiva che è l'archivio di Radio Radicale. Signor Presidente, la storia della nostra Repubblica è cominciata molto prima di chi oggi governa, molto prima di noi, e continuerà dopo; l'archivio di Radio Radicale dovrà continuare ad esserne traccia indelebile. Su questo, colleghi, votiamo oggi ed è un voto che vale molto, moltissimo. Quando chi ha il potere spegne una voce, è la voce di ognuno di noi ad essere minacciata. (Applausi dal Gruppo PD. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Cangini per illustrare la mozione n. 112. CANGINI (FI-BP) .