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Noi su questi temi abbiamo già espresso la nostra opinione da tempo e credo che una riflessione, anche a seguito della Brexit, sarebbe stata più saggia e opportuna, anche da parte delle forze di Governo che sostengono il governo europeo, nel quale oggi siede anche l'onorevole Gentiloni Silveri. Innanzitutto occorre dare ai nostri concittadini certezze, sicurezza e rassicurazioni; rassicurazioni che devono essere date a tutti, Presidente, agli imprenditori, agli operatori sanitari, ai nostri amministratori, ai Governatori delle nostre Regioni e a tutti i loro collaboratori, che in questo periodo sono stati impegnati in una battaglia che non ha visto eguali nella storia repubblicana. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Francamente, Presidente, ci è apparso indecoroso assistere a critiche e addirittura ad accuse, da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, nei confronti degli operatori sanitari, in particolare dell'ospedale di Codogno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sappiamo che su queste persone, a cui diamo la nostra massima solidarietà e a cui daremo tutto l'appoggio che va dato, sono state addirittura aperte indagini da parte della magistratura. Non è così che si rassicura il Paese, non è così che ci si dimostra all'altezza della responsabilità di Governo che - ricordiamocelo - comporta onore ma anche onere ed averne consapevolezza è la prima dimostrazione che deve dare chi chiede, da parte del Governo, sostegno a tutto il Parlamento per la propria azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidente, ci è apparso indecoroso leggere, nelle scorse ore, che il sostegno che il Governo intende dare, a partire dalle zone rosse, è di 500 euro alle partite IVA. Parliamo di un Paese, di un Governo che ha messo a disposizione di chi non lavora 700 euro con il reddito di cittadinanza. È indecoroso! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È indecoroso semplicemente da pensare ed è indecoroso da dichiarare da parte di chi governa questo Paese. Se la risposta sarà maggior deficit , non saremo certamente dalla parte di questo Governo e non sosterremo il provvedimento. La risposta deve essere all'altezza di dare la certezza a questo Paese, che oggi vede nelle proprie attività produttive, nel lavoro fatto con le mani, nel manifatturiero che si ferma, negli agricoltori che non trovano spazio per il loro prodotto, certezza di poter riprendere con il Governo dalla loro parte. Quando chiediamo ai nostri operatori economici di pagare, per le partite IVA vale il redditometro, ma quando poi, come in questa fase, il Governo deve dar loro una mano: deve ricordarsi che, come chiedeva le tasse, oggi quei lavoratori, quelle imprese e, quegli agricoltori vanno sostenuti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non banalizziamo il tutto dicendo che il telelavoro, il lavoro a distanza può essere una soluzione, perché questo è un Paese manifatturiero, che trova la propria ricchezza nelle mani, nel lavoro nelle fabbriche e se si fermano le fabbriche, si ferma il Paese e questo, Presidente, non dobbiamo consentirlo. Avremmo voluto vedere qui in Aula non solo il vice ministro Sileri, a cui diamo rispetto per l'impegno che sta mettendo, ma una rappresentanza del Governo anche per la parte economica, perché sappiamo benissimo che la seconda fase è la più grave, che arriveremo ad affrontare nei prossimi mesi (e temo non solo nei prossimi mesi), sarà la grave emergenza economica. Come ha detto correttamente il senatore Bagnai, occorre un piano Marshall: vice ministro Sileri, lo riporti al Governo. Occorre un piano Marshall, non un pannicello caldo. Occorre dare, fin da adesso, la certezza alle nostre imprese, che avranno a disposizione tutte le risorse che occorrono per continuare la loro attività economica, perché questo è un Paese che non si piega, ma è un Paese che non deve dimenticare che oltre a questa emergenza ne ha già altre aperte: l'Ilva, l'Alitalia, Air Italy, tutti gli artigiani e gli imprenditori che sono ad aspettare una ripresa dell'economia e che si vedono arrivare un'altra mazzata sulla testa. Presidente, noi saremo dalla parte dei cittadini, saremo dalla parte dell'Italia che non si vuole fermare. Occorre dare queste certezze al Paese, ma lo ribadiamo: non facciamo e non faremo sconti, perché insieme alle risposte di emergenza e ai divieti di queste ore, occorre anche una fortissima risposta economica per consentire al Paese di rialzarsi. Collaborazione sì, Presidente, ma non tacendo sul da farsi e sulle necessarie risorse adeguate che devono essere messe in campo, perché è il momento del fare e sul fare noi ci distingueremo sempre, come si sono distinti in queste ore e in questi giorni i cittadini lombardi, gli operatori sanitari del Veneto e gli operatori di tutte le altre Regioni coinvolte in questa gravissima emergenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romano. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Signor Presidente, in questo momento abbiamo a che fare con un virus con una forte propensione a mutare e ad adattarsi. Solo quando l'immunità di popolazione avrà raggiunto un certo livello, allora il virus comincerà ad essere trasmesso con maggiore difficoltà. Una caratteristica di questo virus è quella di essere molto contagioso. Il COVID-19 non è la peste nera, ma non è neanche una banale influenza. L'influenza stagionale ha un non trascurabile tasso di mortalità, ma la popolazione è in gran parte immune (per pregresse infezioni, parzialmente crossprotettive verso le nuove varianti e per la vaccinazione). In un tale contesto, il virus influenzale serpeggia fra la popolazione e colpisce una frazione minoritaria delle persone senza incidere in modo significativo sulla forza lavoro di un Paese. Il COVID-19, al contrario, non ha memoria immunologica o immunità di gregge. Per tale motivo il virus, senza misure di controllo, avrebbe un andamento epidemico, arrivando a interessare una larga fascia della popolazione ricettiva prima di cominciare a rallentare la progressione. Questo significa che, anche in assenza di forme gravi, una gran parte della popolazione in età lavorativa sarebbe bloccata per settimane con immaginabili ripercussioni sull'economia nazionale. Quindi, ben vengano le misure di restrizione attualmente in uso per arginare almeno i principali focolai epidemici. COVID-19 causa forme gravi che richiedono il ricovero nel 15-20 per cento dei casi. Si tratta di polmoniti che vengono curate in terapia intensiva per diversi giorni con l'ausilio della respirazione assistita. E anche i quarantenni o i cinquantenni, una parte cospicua della forza lavoro, potrebbero avere necessità della stessa terapia. Provate a chiedervi quanti letti per terapia intensiva ci sono nelle Province italiane e quanti di questi sono già giustamente occupati da pazienti che hanno subito operazioni chirurgiche, traumi, ustioni.