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Ricordo le misure straordinarie in esso contenute per l'assunzione di specializzandi in medicina, per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo al personale sanitario su tutto il territorio nazionale, per l'assunzione a tempo determinato del personale delle professioni sanitarie, dei medici e degli specializzandi, nonché l'aumento del monte ore della specialistica ambulatoriale convenzionata interna. È stato anche avviato, in parallelo, l'acquisto di strumentazione specialistica, consistente soprattutto in macchine e altri dispositivi per la ventilazione invasiva e non, e l'acquisizione di personale sanitario aggiuntivo, da utilizzare nelle aree più interessate, mentre nel resto del Paese proseguono attività di preparazione, per riuscire da una parte a rallentare l'onda di contagio e a ridurre i suoi picchi, al fine di assorbire l'impatto sui servizi sanitari, e dall'altra per gestire i casi in modo efficace e in strutture adeguate. Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale e i dispositivi medicali, bisogna sottolineare che la produzione è dislocata prevalentemente fuori dal territorio nazionale. Pertanto, soprattutto nella prima fase, si è riscontrata una notevole difficoltà nel loro reperimento. La diffusione dell'epidemia a livello globale, tra l'altro, ha comportato una lievitazione dei prezzi, con una distorsione del mercato, che non consente più di avere, ormai, dei prezzi medi di riferimento. A ciò si deve aggiungere il blocco delle esportazioni, che hanno adottato molti Paesi produttori e di transito. Inoltre, a dispetto di ogni normale procedura, si è dovuta affrontare la criticità legata alla necessità di dover pagare in anticipo la merce, anche a fronte del grande rischio di doversi avvalere, ahimè, di intermediari poco trasparenti e, come è capitato di intercettare, propensi alle truffe internazionali. Le terapie intensive in Italia sono passate, in pochi giorni - devo aggiungere il dato che ho riportato ieri alla Camera dei deputati e che testimonia il notevole e incessante lavoro profuso dalla Protezione civile - a 8.883 unità, con un aumento di 3.540 unità in pochi giorni. Per quanto riguarda i reparti di malattie infettive e pneumologia, siamo arrivati a 30.800 unità, con un incremento, in pochi giorni, di 23.560 unità. Abbiamo trasferito 59 pazienti in terapia intensiva dalla Lombardia in altre Regioni italiane, in ragione di una convenzione, che esisteva già, presso la Protezione civile, che si chiama Cross e che abbiamo reso più stringente e vincolante. Abbiamo riconvertito 78 ospedali in Covid Hospital. Abbiamo e stiamo lavorando tanto per i dispositivi di protezione individuale: anche qui il mercato è quello che è, ma stiamo riconvertendo tutte le nostre filiere interne, per incrementare la produzione. A questo riguardo mi permetto di fare un'osservazione: ho letto di qualche uscita polemica. È impensabile che la nostra collocazione geopolitica possa essere condizionata da queste forniture. Vi prego: non insistiamo più con queste polemiche, in questa situazione di emergenza. (Applausi) . Con una procedura di selezione delle 8.000 domande pervenute, fatta in settantadue ore, saranno inviati, nei prossimi giorni, centinaia di nuovi medici negli ospedali in difficoltà. Contestualmente, con una nuova ordinanza, nelle prossime ore, trasferiremo, su base volontaria, 500 infermieri nelle zone con il più alto numero di malati di Covid-19. Questi nuovi medici, questi nuovi infermieri potranno offrire il loro contributo nelle aree più colpite, con particolare riguardo ai Comuni di Bergamo, Brescia, Cremona, Piacenza - ne cito alcuni, ovviamente - come pure all'ospedale da campo dell'Associazione nazionale Alpini, che a breve sarà operativo a Bergamo. Il Governo è pienamente consapevole che la pandemia da Covid-19 non pone soltanto una complessa sfida sul piano sanitario, ma richiede anche una significativa risposta economica da parte delle istituzioni nazionali e internazionali. Per questa ragione, sin da quando è emerso il primo focolaio di coronavirus, il Governo ha adottato provvedimenti economici volti a tutelare i lavoratori e le imprese coinvolti dall'emergenza. Con il decreto-legge n. 6 abbiamo stanziato 20 milioni di euro per il 2020 a valere sul fondo per le emergenze nazionali in favore del Dipartimento della protezione civile. A questo provvedimento è seguito un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 24 febbraio che ha disposto la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari, nonché del versamento delle ritenute d'acconto a carico dei residenti nelle prime due aree interessate allo sviluppo di un focolaio. Successivamente, con il decreto-legge n. 9, il Governo ha adottato ulteriori misure di proroga degli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese delle zone maggiormente interessate all'epidemia, nonché misure in materia di sviluppo economico, istruzione e salute, volte a sostenere il tessuto socio-economico del Paese. La consapevolezza delle pesanti ripercussioni socio-economiche derivanti dal Covid-19 ha determinato l'esigenza di un piano di emergenza economica più incisivo e più complessivo. Ricorderete che già lo scorso 5 marzo il Governo ha presentato una relazione qui al Parlamento, ai sensi della legge n. 243 del 2012, contenente la richiesta di autorizzare uno scostamento temporaneo del saldo strutturale di bilancio dall'obiettivo programmatico di medio termine precedentemente stabilito. Di lì a poco, ricorderete anche che il Governo ha presentato una relazione integrativa, portando il complessivo incremento degli stanziamenti richiesti a 25 miliardi nel 2020 in termini di saldo netto da finanziare, ovvero a un incremento di 20 miliardi dell'indebitamento netto programmato per il 2020. La Commissione europea ha confermato, in una lettera di risposta alla lettera del Governo dello scorso 5 marzo, che le misure di spesa pubblica adottate una tantum in relazione all'emergenza epidemiologica in corso sono da considerarsi escluse per definizione dal calcolo del saldo di bilancio strutturale e dalla valutazione del rispetto delle regole di bilancio vigenti. In forza di questo maggior ricorso all'indebitamento autorizzato dal Parlamento, il Governo ha emanato il decreto-legge n. 18 - l'abbiamo sintetizzato come cura Italia - individuando quattro ambiti di intervento per un'azione urgente di sostegno all'economia. Ricordo i quattro ambiti: potenziamento del Sistema sanitario, protezione del lavoro e dei redditi, sostegno alla liquidità delle imprese e delle famiglie, sospensione delle scadenze tributarie e dei contributi previdenziali e assistenziali. Per potenziare le risorse a disposizione del nostro Sistema sanitario, che sta dimostrando in questi giorni molte criticità, e comunque anche a dispetto di tali criticità un'invidiabile efficienza e reattività di intervento - come anche riconosciuto dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità - il decreto stanzia nuove risorse per 3,2 miliardi. Queste risorse saranno utilizzate per interventi di reclutamento e di gestione del personale medico-sanitario, consentendo fino a 20.000 assunzioni di personale, in parte già deliberate.