[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 1, della legge della Regione siciliana 12 agosto 2014, n. 21 (Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 "Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale". Disposizioni varie), promosso dal Tribunale ordinario di Gela nel procedimento vertente tra G.L. e il Consorzio per l'Area di sviluppo industriale (ASI) di Gela in liquidazione - gestione separata IRSAP (Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive), con ordinanza del 4 novembre 2014, iscritta al n. 150 del registro ordinanze 2015 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 34, prima serie speciale, dell'anno 2015. Visto l'atto di intervento della Regione siciliana; udito nella camera di consiglio del 10 febbraio 2016 il Giudice relatore Silvana Sciarra.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 4 novembre 2014, iscritta al n. 150 del registro ordinanze 2015, il Tribunale ordinario di Gela, in funzione di giudice del lavoro, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 1, della legge della Regione siciliana 12 agosto 2014, n. 21 (Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 "Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale". Disposizioni varie), in riferimento agli artt. 2, 3, 36, primo comma, 38, secondo, terzo, quarto e quinto comma, della Costituzione. Il giudice rimettente è investito della domanda cautelare, proposta, ai sensi dell'art. 700 del codice di procedura civile, da G.L., dipendente del Consorzio per l'Area di sviluppo industriale di Gela (d'ora innanzi, «Consorzio ASI»). Il ricorrente nel giudizio principale asserisce di percepire, dal 1° gennaio 2004, una pensione erogata in via sostitutiva dal Consorzio ASI in base alle previsioni dell'art. 12, comma 3, del regolamento interno, adottato con decreto dell'Assessore regionale per l'industria 5 aprile 2001 (Approvazione del testo coordinato del regolamento di organizzazione-tipo e del regolamento organico del personale-tipo dei consorzi per l'area di sviluppo industriale della Sicilia), che recita: «Nel caso in cui il dipendente non abbia maturato il diritto a pensione da parte dell'INPDAP, sulla base delle norme vigenti all'atto del provvedimento, ed abbia invece maturato tale diritto sulla base delle norme in vigore per i dipendenti dell'Amministrazione regionale, il Consorzio dovrà corrispondere allo stesso quest'ultimo trattamento, provvedendo nel contempo a richiedere la costituzione di una posizione assicurativa presso l'INPS ai sensi della legge 2 aprile 1958, n. 322 o presso lo stesso INPDAP». Il giudice a quo evidenzia che sulla posizione del ricorrente, beneficiario del trattamento previdenziale corrisposto in via sostitutiva dal Consorzio ASI, incide la disposizione censurata: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è fatto divieto, per l'Amministrazione regionale e per gli enti e gli organismi di cui all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, nonché per le società a partecipazione totale o maggioritaria della Regione, di erogare trattamenti di previdenza e quiescenza integrativi o sostitutivi in assenza di una espressa previsione legislativa regionale e/o statale che ne definisca l'ambito di applicazione, i presupposti, l'entità e la relativa copertura a carico dei rispettivi bilanci». Per corroborare la valutazione di rilevanza, il giudice rimettente passa in rassegna gli enunciati che tale norma racchiudeva, prima della promulgazione definitiva. Nella versione originaria l'art. 8 della legge regionale n. 21 del 2014 si prefiggeva di mantenere inalterata l'erogazione dei trattamenti previdenziali già maturati. Le disposizioni che escludevano il divieto di corrispondere trattamenti di previdenza e quiescenza integrativi o sostitutivi per i trattamenti in godimento e per i rapporti già avviati alla data del 31 dicembre 1991, impugnate dal Commissario dello Stato per la carente indicazione delle coperture finanziarie, sono state espunte dal testo promulgato. In forza delle disposizioni cadute al momento della promulgazione, le gestioni separate dei Consorzi ASI avrebbero dovuto erogare i trattamenti previdenziali stabiliti da leggi e regolamenti vigenti alla data di entrata in vigore della legge della Regione siciliana 12 gennaio 2012, n. 8 (Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive). In caso di incapienza delle liquidazioni, l'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive avrebbe anticipato il pagamento dei trattamenti previdenziali, rivalendosi nei confronti delle gestioni separate. In punto di rilevanza, il giudice rimettente argomenta che la disciplina, così come promulgata a seguito dell'impugnazione del Commissario dello Stato, preclude l'erogazione del trattamento pensionistico e conduce al rigetto delle pretese del ricorrente, pensionato affetto, tra l'altro, da una disabilità grave. Questi, per effetto della normativa sopravvenuta, rischierebbe di vedere sacrificato in maniera irreparabile il diritto a condurre un'esistenza libera e dignitosa. Con riguardo alla non manifesta infondatezza della questione, il giudice a quo osserva che la disposizione censurata interrompe con effetto immediato l'erogazione della pensione fino all'emanazione di una normativa regionale e statale. In tal modo essa vanificherebbe l'affidamento riposto dall'avente diritto e sopprimerebbe in maniera definitiva e irragionevole un diritto già sorto, definito dal rimettente "diritto quesito". Secondo il giudice a quo, la disciplina in esame viola il diritto a un trattamento previdenziale proporzionato, al pari della retribuzione, alla quantità e alla qualità del lavoro prestato e idoneo ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia i mezzi adeguati a condurre un'esistenza libera e dignitosa. Il riferimento all'obbligo di assicurare l'equilibrio economico e finanziario (art. 81 Cost.) non giustificherebbe la lesione di un diritto inviolabile della persona, né il venir meno dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale (art. 2 Cost.). 2.- È intervenuta nel giudizio la Regione siciliana, chiedendo di dichiarare inammissibile o, comunque, infondata la questione sollevata dal Tribunale ordinario di Gela.