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Vogliamo quindi invertire il paradigma e volgere lo sguardo a chi è rimasto senza diritti e prospettive, soprattutto alle partite IVA, prive di un'adeguata protezione sociale, nonostante rappresentino il motore e il cuore pulsante della nostra economia. Il decreto-legge in esame contempla diverse forme di definizione agevolata dei debiti tributari, soluzioni che contribuiscono a dare corpo alla cosiddetta pace fiscale e che riguardano principalmente le seguenti misure: la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, prevista dall'articolo 1 del decreto-legge, che consente ai contribuenti di definire le contestazioni consegnate entro il 24 ottobre 2018, effettuando un'apposita dichiarazione e versando la sola imposta autoliquidata senza sanzioni o interessi; la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento di cui all'articolo 2 del decreto-legge, che consente ai contribuenti di definire gli avvisi di accertamento mediante il pagamento delle sole imposte dovute, senza sanzioni, interessi e somme accessorie; la cancellazione delle cartelle esattoriali per i ruoli sotto i 1.000 euro risalenti al periodo 2000-2010, che consente di cancellare vecchi ruoli di importi molto ridotti che lo Stato non riesce a recuperare da anni e il cui recupero residuo, in ogni caso, porterebbe lo Stato a spendere molto di più di quanto potrebbe guadagnare; la definizione agevolata delle liti pendenti, che prevede che un contribuente vittorioso con l'Agenzia delle entrate in primo grado possa uscire dal contenzioso versando il 40 per cento del valore della lite (chi ha vinto, invece, in secondo grado può versare il 15 per cento del valore della lite); infine, la rottamazione- ter , le cui disposizioni sono contenute nell'articolo 3 del decreto. In questa misura si prevede di rottamare le cartelle esattoriali più recenti versando l'imposta originaria con la cancellazione di sanzioni ed interessi. In più, vengono portati da due a cinque gli anni entro i quali saldare le rate dei versamenti. In sede di esame in Commissione abbiamo inoltre esteso la pace fiscale anche a chi ha commesso errori formali. Si potranno, quindi, definire irregolarità in frazioni di obblighi o adempimenti a carattere formale purché non incidano sul calcolo dell'imponibile per imposte dirette, IVA e IRAP. Si dovrà, quindi, pagare una somma di 200 euro per ogni periodo d'imposta cui si riferisce la violazione. La definizione delle irregolarità formali non vale per l'emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato. Inoltre, con una parte del gettito derivante dalla misura andiamo a rifinanziare il bonus bebè, che avrà a disposizione 204 milioni per il 2019 e 240 milioni per il 2020. Costituiamo inoltre un fondo da 474 milioni di euro a valere sul 2019 e 50 milioni a valere sul 2020 per finanziare interventi che riguardano edilizia pubblica, rete viaria e dissesto idrogeologico delle aree colpite dalle calamità nei mesi di settembre e ottobre 2018. È stata, inoltre, prevista una serie di misure volte a semplificare e rendere meno impattante l'avvio della fatturazione elettronica tra privati a decorrere dal primo gennaio 2019 con una moratoria delle sanzioni per il primo semestre del 2019. Abbiamo poi previsto l'incompatibilità tra il ruolo di Presidente di Regione e quello di commissario straordinario per il piano di rientro del debito sanitario. In questo modo eliminiamo rischi di commistioni e conflitti d'interesse. Tra i requisiti dei commissari alla sanità da adesso si prevede l'aver ricoperto incarichi di amministrazione o direzione di strutture sanitarie pubbliche o private o, comunque, l'aver ricoperto incarichi di particolare complessità anche sotto il profilo della prevenzione della corruzione e della tutela della legalità. Per quanto riguarda, invece, il lavoro abbiamo previsto altri dodici mesi di mobilità in deroga per i lavoratori delle zone di Termini Imerese e Gela e per tutte quelle zone rientranti nelle cosiddette aree di crisi industriale complessa. Abbiamo inoltre istituito un tavolo operativo per definire una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Questo tavolo sarà composto da rappresentanti dei Ministeri dell'interno, della giustizia, delle politiche agricole, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ANPAL, dell'ispettorato del lavoro, dell'INPS, del Comando dei carabinieri, della Guardia di finanza, delle Regioni e dell'ANCI. Infine, abbiamo approvato un emendamento che getta le basi per la realizzazione di una rete unica delle telecomunicazioni. L'operazione intende favorire lo sviluppo di investimenti in infrastrutture di rete a banda ultralarga ed è funzionale anche alla tutela di valori di rango costituzionale: dalle libertà fondamentali alla garanzia dell'accesso alla rete Internet; dallo sviluppo economico alla coesione sociale e territoriale; dalla crescita digitale del Paese alla tutela dell'occupazione in un settore strategico come quello delle telecomunicazioni. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 9,28) ( Segue FENU, relatore ). Il tutto, peraltro si inserisce nel quadro dell'agenda digitale che ha l'obiettivo di accelerare la diffusione dell'Internet ad alta velocità e sfruttare i vantaggi di un mercato unico del digitale per famiglie e imprese. Ha l'obiettivo, entro il 2020, di consentire l'accesso ad Internet a velocità nettamente superiori rispetto a quelle attuali. Sul punto va anche ricordato che la Strategia nazionale per la banda ultralarga ha l'obiettivo di garantire entro il 2020 la copertura con reti oltre i 100 megabit per almeno l'85 per cento della popolazione italiana, oltre che per tutti gli edifici pubblici, poli industriali, aree di interesse economico principali località turistiche e snodi logistici, nonché la copertura con reti ad almeno 30 megabit per la totalità della popolazione italiana. Al fine di perseguire questo obiettivo il decreto apre la strada alla costituzione di una società unica della rete, alla quale verrebbero conferite le attuali reti di Tim e Open Fiber. Oggi l'esistenza di due società comporta la dispersione di risorse che potrebbero essere utilizzate in modo molto più efficiente: una rete unica consente, invece, risparmi consistenti nella definizione delle strategie di investimento nelle reti, senza contare che connessioni più veloci ed efficienti, soprattutto se estese alle attuali zone bianche di mercato - quelle considerate inutili dagli attuali operatori perché troppo poco remunerative - rappresentano un risparmio in sé, se si considera la riduzione dei costi che scaturirebbe per l'utenza da una maggiore efficienza della rete. In conclusione, la parte più importante del provvedimento, quella fiscale, contiene norme di definizione agevolata che dovranno rappresentare - unitamente a quelle introdotte per regolamentare i nuovi adempimenti contabili e la semplificazione e razionalizzazione degli stessi - una svolta nel rapporto tra Stato e cittadini.