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Disciplina del concorso per il conferimento dell'incarico di direttore di istituti e luoghi di cultura. Onorevoli Senatori . – Il disegno di legge contiene una disciplina esaustiva della procedura di nomina dei direttori dei musei e degli altri istituti e luoghi di cultura statali, di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, per anni lasciata all'assoluta discrezionalità dell'amministrazione centrale che ha interpretato e applicato l'articolo 14, comma 2- bis , del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, nella legge 29 luglio 2014, n. 106, secondo gli interessi della maggioranza politica del momento. In primo luogo, si afferma la piena natura concorsuale (articoli 1 e 7) della procedura diretta ad assumere, a tempo determinato, i direttori dei musei statali, così ponendo fine al contrasto tra giurisprudenza della Cassazione e del Consiglio di Stato, rispettivamente l'una contraria e l'altra favorevole a riconoscere, come è ragionevole che sia, natura pienamente concorsuale – e non fiduciaria – alla selezione dei direttori dei musei statali. Pertanto, grazie al presente disegno di legge, si riconduce la procedura di reclutamento, pur se a tempo determinato, nell'alveo dell'articolo 97 della Costituzione che pone il concorso pubblico come principio di carattere generale. A conferma della natura concorsuale della procedura di selezione si rinvia (articolo 8), per tutto quanto non espressamente disciplinato dalla nuova normativa, alle disposizioni di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, recante norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi. Il concorso si articola nella valutazione dei titoli e in un colloquio. Al contrario di quanto sostenuto dalla giurisprudenza della Cassazione, ogni fase concorsuale contribuisce a determinare il punteggio finale. Infatti, l'articolo 7 prevede che la votazione complessiva sia determinata sommando il voto conseguito nella valutazione dei titoli al voto complessivo riportato nella prova d'esame orale. Di conseguenza, l'incarico di direttore di musei, di istituti e di luoghi di cultura, di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, viene conferito solo al candidato che ha riportato il punteggio complessivo maggiore. Al contrario di quanto previsto dal decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2014, l'incarico non viene conferito per una durata di quattro anni rinnovabile per ulteriori quattro, fino a otto anni complessivi, ma solo per cinque anni e non più rinnovabile (articolo 7). Vengono fissati per la prima volta, e in modo preciso, i requisiti di partecipazione (articolo 2). Si chiarisce che non qualsiasi esperienza sviluppata nel campo della tutela e della valorizzazione dei beni culturali legittima alla partecipazione, ma solo quella maturata nel campo specifico della gestione degli istituti e dei luoghi di cultura (anche e, soprattutto, dei musei), e solo se condotta da dirigenti, pubblici o privati, o da professori universitari in materie attinenti che abbiano avuto gestione diretta di risorse umane e finanziarie. L'esperienza deve essersi maturata non in modo generico, come previsto nel citato decreto-legge n. 83 del 2014, ma nella direzione di istituti di media o grande dimensione ovvero nello svolgimento di attività di controllo, vigilanza e coordinamento di analoghi istituti; per istituti di media e grande dimensione si definiscono quelli il cui numero di visitatori, nel quinquennio precedente all'indizione del bando, sia stato non inferiore a 50.000 all'anno, così come accertato dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) (o da corrispondente istituto estero). L'attività quinquennale deve essere stata svolta non in qualsiasi momento della vita professionale del candidato ma solo nei dieci anni precedenti al conferimento dell'incarico. Per la prima volta si afferma (articolo 4) che non la commissione esaminatrice, ma il bando pubblico – come per ogni concorso pubblico – fissa i titoli valutabili e il punteggio massimo agli stessi attribuibile singolarmente e per categorie di titoli. Similmente, si chiariscono anche (articolo 5) le categorie professionali che possono comporre la commissione esaminatrice: si tratta di un'altra novità rispetto alla disciplina precedente (decreto-legge n. 83 del 2014) che nulla stabiliva al riguardo, così affidando di volta in volta all'amministrazione la scelta, non solo, come è ovvio, dei commissari, ma prima ancora della tipologia professionale di appartenenza dei singoli commissari; in particolare, compare, per la prima volta, la presenza di un magistrato contabile o amministrativo o di un avvocato dello Stato, come nella massima parte dei concorsi pubblici, ancorché a tempo determinato. Il colloquio orale (articolo 6) non rappresenta una mera formalità ma costituisce il cuore della procedura concorsuale, dopo la valutazione rigorosa dei titoli; esso ha ad oggetto: a) la progettazione, l'analisi e la discussione di un caso di gestione di un istituto o di un luogo di cultura, sotto il profilo tecnico, economico e giuridico; b) l'accertamento della conoscenza della lingua italiana (per i candidati stranieri); c) l'accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera (per i candidati italiani). In conseguenza della nuova normativa recata dal presente disegno di legge, viene disposta (articolo 9) l'abrogazione dell'articoli 14, comma 2- bis , del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e dell'articolo 22, comma 7 e comma 7- bis , del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.. 1 (Indizione del concorso) 1 Entro il 31 dicembre di ogni anno, il Ministero della cultura, mediante procedura concorsuale pubblica da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, e nel sito internet istituzionale del Ministero della cultura, indice un concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento, a tempo determinato, di direttori degli istituti e dei luoghi di cultura di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169. 2 La procedura concorsuale di cui al comma 1 del presente articolo è indetta in relazione al numero dei posti resisi vacanti nell'ambito degli istituti e dei luoghi di cultura di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169. 2 (Requisiti di partecipazione)