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far star meglio il proprio Paese, fa star meglio i propri concittadini e i propri connazionali. Qui invece no, si naviga a vista, perché a tutti i costi questo Governo deve andare avanti per consentire di conservare la poltrona a chi non è più gradito agli italiani. Devo però anche fare ammenda e dire che in questi primi mesi il nuovo Esecutivo un risultato importante comunque lo ha raggiunto: ha fatto dimenticare in poche settimane Toninelli. Peccato che ce lo abbia fatto dimenticare con Fioramonti, un ministro che non è degno di sedere nelle istituzioni e men che meno al Ministero dell'istruzione, se dileggia il nostro crocifisso e le nostre Forze dell'ordine. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo avete fatto voi. Devo dire però che, al di là dell'assenza di strategia, questo Governo... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Sto concludendo, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatore Pepe, non è una questione di tempo. Lei ha anticipato che non sarebbe entrato nel merito del provvedimento. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Sto facendo una valutazione politica, Presidente. PRESIDENTE. D'accordo, ma ritorni almeno al titolo del provvedimento, solo al titolo perlomeno. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Torno al titolo del provvedimento e dico che, non solo questo Governo non ha una strategia, ma addirittura è «Un Governo senza più anima», come titolava ieri mattina «la Repubblica», con cui mi trovo d'accordo. Forse correggerei dicendo che è un Governo senza anima sin dall'inizio, un Governo che è nato contro gli italiani e contro l'Italia, soltanto per combattere la paura che Matteo Salvini ha suscitato verso queste forze politiche. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'Italia è cosciente e consapevole dello stato pietoso in cui versa l'Esecutivo e l'Umbria è soltanto il primo squillo. Andremo avanti perché abbiamo proposto una strategia per rilanciare l'Italia e che voi invece, nel settore del turismo e in ogni settore, cercate di demolire soltanto per mantenere un equilibrio che non reggerà a lungo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea un secondo gruppo di docenti e studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Francesco Maurolico» di Spadafora, in provincia di Messina, che stanno assistendo ai nostri lavori. Ho il piacere di ricordare che essi sono stati invitati dalla senatrice Floridia, che insegnava proprio nella scuola dalla quale provengono. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 CROATTI (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, il disegno di legge n. 1493, recante la conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019 n. 104, all'articolo 1 dispone il trasferimento del turismo dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali al Ministero per i beni e le attività culturali, con conseguente trasferimento delle risorse umane e strumentali. Questo argomento è stato affrontato circa un anno fa nel precedente Governo insieme al contraente politico (la Lega), con il decreto-legge n. 86 del 2018. Abbiamo avuto la speranza, con quel passaggio, che il made in Italy fosse un traino, un volano all'interno del comparto del turismo a livello nazionale. Sono stati sollevati da più parti alcuni profili pregiudiziali sul provvedimento e sui requisiti di necessità e urgenza. In realtà si tratta di un atto normativo che è stato adottato su quanto accaduto molti anni fa. Facciamo un salto indietro nel passato: il 15 aprile 1993 un referendum abrogativo ha deciso di eliminare l'importante Ministero al quale faceva riferimento un comparto al quale tutt'oggi si riconducono i dati - li abbiamo sentiti citare - di un'economia nazionale importantissima che si impone a livello mondiale. Da tutto il mondo vengono nel nostro Paese: ci sono tantissimi investimenti all'interno dell'Italia. Per il solo 2018 si parla di circa 11 miliardi di euro, con più di 650.000 aziende a livello nazionale che lavorano nel comparto. Da qui, dunque, l'urgenza e la necessità di intervenire su un settore importantissimo. La riflessione che era stata fatta con il precedente Governo era volta a dare comunque una struttura, una forza, uno sviluppo importante alla governance di questa economia. Quando parliamo di turismo parliamo di tre certezze inconfutabili del nostro Paese: il nostro patrimonio culturale, il nostro made in Italy e i nostri paesaggi. Da Nord a Sud, da Est a Ovest l'Italia trabocca di questi luoghi affascinanti che fanno innamorare chiunque arrivi nel nostro Paese. Tutto ciò è stato generato dalla nostra cultura, costruito mattone dopo mattone, coltivato terreno dopo terreno da generazioni ed è il valore aggiunto della cultura del nostro Paese. Purtroppo ogni volta che si tocca questo argomento si va a finire inevitabilmente sulla cultura, perché permea ogni angolo, ogni campo nel nostro Paese e potrebbe diventare il volano della nostra economia. Noi siamo quindi convinti che nel comparto culturale potremmo trovare solidità e destagionalizzazione. Si parla spesso di Roma e di molti grandissimi paesi che hanno la necessità di distribuire l'afflusso turistico nei loro territori su tutti i giorni dell'anno. Faccio un esempio: il rapporto della fondazione Symbola e Unioncamere, spesso citato, afferma che ogni euro investito nella cultura produce 1,8 euro di crescita in altri settori. Questi sono dati di fatto a testimonianza che la cultura e il turismo possono essere uniti in una sinergia per lo sviluppo. Mi piacerebbe parafrasare un racconto di un mio illustre concittadino, Paolo Fabbri, il quale dice che se facciamo cadere dalla parte più alta del Senato un apparecchio elettronico e un libro, il primo perderà tutti i suoi dati, mentre il libro, che fa parte della nostra cultura e della storia che l'ha prodotto, a parte qualche pagina stropicciata e una copertina rovinata, manterrà forte la sua struttura. Su questa solidità metaforica del libro, che può rappresentare la nostra cultura e la nostra storia, vorremmo strutturare, come fosse una come pietra angolare, quello che può essere un made in Italy della cultura che abbraccia univocamente tutte le forme di proiezione turistica. Ci tengo anche a citare tutti i paesi dell'entroterra che sono pieni, oltre che di produzioni agricole, soprattutto di quella cultura che non riusciamo a fare in modo che venga raggiunta. Questa sinergia potrebbe quindi rendere raggiungibile in maniera capillare tutta la struttura turistica del nostro territorio. L'articolo 2 tratta un altro punto per me molto importante, concernente il trasferimento al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale della strategia di politica commerciale e di promozione all'estero. Questa funzione va sicuramente utilizzata per proteggere tutte le nostre attività economiche che si spostano al di fuori del nostro Paese; va quindi adoperata una promozione unica, mirata, per tutelare tutte le promozioni all'estero senza alcun tipo di differenza.