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Per i detenuti stranieri è previsto l'insegnamento della lingua italiana. Al termine è rilasciato un attestato di frequenza riconosciuto ai sensi della normativa vigente. 3 L'accesso ai corsi è valutato da una commissione, composta dal direttore del carcere e dai rappresentanti di centri territoriali dell'impiego, attraverso colloqui destinati a conoscere le attitudini e le professionalità del detenuto. 4 I costi per la progettazione e le risorse necessarie sono a carico dell'ente proprietario del bene da recuperare. 5 (Attività lavorativa) 1 L'attività lavorativa ha carattere volontario ed è intesa quale manifestazione di natura risarcitoria che il detenuto propone alla collettività. 2 Al detenuto, in base all'impegno mostrato nella attività lavorativa, sono riconosciuti permessi premio o riduzioni della pena o il godimento di un regime di semi-libertà. Per il 10 per cento dell'attività svolta deve essere riconosciuta una remunerazione calcolata in base ai contratti collettivi della categoria di riferimento. L'attività vale come esperienza lavorativa documentata. 3 I detenuti devono essere organizzati in gruppi di lavoro controllati dalla polizia penitenziaria. 4 Il controllo di cui al comma 3 può avvenire anche attraverso strumenti elettronici individuati dall'amministrazione stessa nel rispetto dei diritti e della dignità umana. 6 (Disposizioni finanziarie) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge si provvede anche attraverso contributi dei visitatori dei beni pubblici riqualificati, contributi di enti o associazioni private che usufruiscono a vario titolo del bene, sponsorizzazioni da parte di privati o eventuali fondi europei e mediante somme derivanti dalla cassa delle ammende così come modificata dall'articolo 44- bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.