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3 Nel caso di assenza ovvero del venir meno delle condizioni di cui al comma 2, il lavoratore dipendente è tenuto a corrispondere le maggiori imposte che si sarebbero applicate sulle somme erogategli a titolo di premio o di erogazioni liberali ed i relativi interessi, senza applicazione di sanzioni. Gli intermediari di cui al comma 1 dell'articolo 1 trattengono le suddette maggiori imposte dagli importi presenti nel CIR e le versano all'erario secondo le modalità stabilite con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di incapienza, la provvista per il versamento è fornita all'intermediario dal titolare del CIR. 4 Ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive, il costo deducibile in capo al datore di lavoro delle somme di cui al comma 1 è pari al valore di tali somme investite nel CIR maggiorato del 40 per cento. 7 (CIR per il trattamento di fine rapporto) 1 I soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, possono costituire un CIR attraverso il conferimento di tutto o parte del trattamento di fine rapporto maturando. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 1 e 3, commi 1, 2, 5, 6, 7 e 8 della presente legge. 2 Il diritto alla liquidazione degli importi contenuti nel CIR si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza, e comunque non prima di diciotto mesi dalla data della sua costituzione. 3 Gli importi prelevati dal CIR al verificarsi delle condizioni di cui al comma 2 sono imponibili per il loro ammontare complessivo al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta e ai redditi non soggetti ai sensi del comma 1 dell'articolo 3. Sulla parte imponibile delle somme di cui al periodo precedente è operata una ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota del 15 per cento, ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di intestazione del CIR, con un limite massimo di riduzione di sei punti percentuali. La ritenuta è operata dagli intermediari di cui al comma 1 dell'articolo 1. 4 È ammesso il prelievo anticipato degli importi dal CIR, anche derivanti dalla liquidazione anticipata di titoli di Stato e similari, senza perdita dei benefici fiscali: a nella misura del 50 per cento, nei casi di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a dodici mesi e non superiore a quarantotto mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria; b nella misura integrale, per i casi di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo o a seguito di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a quarantotto mesi. 5 In caso di morte del titolare del CIR prima della maturazione del diritto alla liquidazione degli importi, l'intera posizione individuale maturata è liquidata a favore degli eredi. Si applicano, laddove compatibili, le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 4. 6 Sulle somme percepite anticipatamente in relazione alle fattispecie previste ai commi 4 e 5, è operata una ritenuta a titolo di imposta con l'aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione al CIR con un limite massimo di riduzione di sei punti percentuali. La ritenuta è operata dagli intermediari di cui al comma 1 dell'articolo 1. 7 È ammesso il prelievo anticipato degli importi dal CIR, anche derivanti dalla liquidazione anticipata di titoli di Stato e similari, senza perdita dei benefici fiscali, alle medesime condizioni stabilite dall'articolo 11, comma 7, del citato decreto legislativo n. 252 del 2005. 8 Sono applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 10 del citato decreto legislativo n. 252 del 2005. 8 (Disposizioni finali) 1 I CIR nonché i titoli di Stato e similari in essi contenuti non possono essere oggetto di sequestro o di pignoramento. 2 L'intermediario di cui al comma 1 dell'articolo 1 può concedere un finanziamento ai titolari maggiorenni di CIR e, in tal caso, può costituire un pegno sui titoli di Stato e similari contenuti nel CIR nel limite del 50 per cento dell'importo investito. 3 Il costo annuo di amministrazione e di gestione del CIR applicabile dagli intermediari non può superare lo 0,15 per cento del valore del CIR medesimo. 4 Non sono dovute commissioni per i trasferimenti di somme di denaro al e dal CIR e per la sottoscrizione dei titoli dello Stato italiano e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1. 5 La presente legge si applica ai titoli di Stato e similari di cui al comma 1 dell'articolo 1 emessi a partire dalla data di entrata in vigore della legge medesima. 6 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 9 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge si provvede mediante l'istituzione di un fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze alimentato dalle risorse finanziarie che derivano, per il primo anno di attività dei CIR, dalla riduzione di autorizzazioni di spesa e, per gli anni successivi, dal risparmio sul servizio del debito generato dalla destinazione di titoli di Stato alle persone fisiche. Il fondo viene istituito e alimentato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.