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Il decreto, di cui al comma 1 dispone il trasferimento delle funzioni e degli uffici del Magistrato alle acque al Consiglio superiore di Venezia e della sua laguna, con particolare riferimento alle funzioni svolte dall’Ufficio salvaguardia di Venezia e dalla sua sezione di vigilanza lagunare, dall’Ufficio tecnico del Magistrato alle acque, dall’Ufficio tecnico per l’antinquinamento della laguna di Venezia, dal Centro sperimentale per modelli idraulici e dal suo Servizio informativo, garantendo ai nuovi uffici adeguata autonomia e capacità finanziaria. 3. Restano ferme le altre competenze e attribuzioni del Magistrato alle acque. 4. In ogni caso, è trasferita esclusivamente al comune di Venezia, oltre la proprietà, la competenza sul bacino di San Marco e sul canale della Giudecca, per i quali ogni regolamentazione, limitazione o interdizione del traffico è attribuita al sindaco di Venezia, sentito il consiglio comunale. Art. 5. (Norme di attuazione in materia ambientale) 1. Gli investimenti per il sistema MOSE (Modulo sperimentale elettromeccanico) sono fatti rientrare nel capitolo della legge di bilancio che prevede lo stanziamento annuale e triennale indifferenziato volto al finanziamento del piano generale degli interventi. 2. In applicazione dell’articolo 6- bis , comma 1, del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 96, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 maggio 1995, n. 206, che ha disposto l’abrogazione dell’articolo 3, commi terzo e quarto, della legge 29 novembre 1984, n. 798, il Governo provvede a disciplinare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la conclusione dei rapporti giuridici ed economici ancora in atto, e comunque sorti anteriormente al 31 luglio 2010, in base alla concessione in forma unitaria accordata ai sensi del citato articolo 3 della legge n. 798 del 1984, inclusi quelli definiti ai sensi dell’Atto aggiuntivo alla Convenzione generale tra il Magistrato alle acque e il Concessionario, di cui al repertorio n. 8067 dell’11 maggio 2005. 3. Nell’ambito degli interventi alle bocche di porto per la regolazione dei flussi di marea, sono introdotte misure, anche ad integrazione o variazione del progetto sistema MOSE, volte a rendere gli interventi alle bocche di porto corrispondenti ai princìpi di sperimentalità, reversibilità e gradualità e congrui rispetto alla riduzione dei livelli delle maree medio-alte. In tempi successivi, possono essere previsti progetti a medio e lungo termine conseguenti e sostenibili rispetto al principio di precauzione, rapportati alla previsione dell’aumento del livello dei mari. Al fine della salvaguardia della morfologia lagunare, sono previsti interventi finalizzati alla mitigazione dei processi di risospensione dei sedimenti dei bassifondi della laguna ed alla reintroduzione di acque dolci e di sedimenti di origine fluviale. 4. In riferimento alle attività portuali, nelle operazioni di scavo dei canali portuali la quota dei fondali è correlata alla dinamica dell’inversione del processo erosivo, di dissesto e degrado dell’intero bacino lagunare. In ogni caso, ogni modifica della quota dai fondali deve essere autorizzata esclusivamente dal Consiglio superiore di cui all’articolo 3. Art. 6. (Norme di attuazione in materia urbanistica e culturale) 1. Nell’ambito delle azioni volte alla ricostruzione demografica e sociale che contrasti e inverta l’esodo della popolazione residente di Venezia insulare e delle isole della laguna, le competenti amministrazioni comunali, nei propri strumenti di pianificazione, possono regolamentare le destinazioni d’uso degli immobili censiti come residenza, anche in deroga a leggi nazionali e regionali vigenti. Nell’ambito delle assegnazioni di edilizia residenziale finanziata con fondi di legge speciale, sulla base di criteri fissati da deliberazioni dei rispettivi consigli comunali, viene prevista la priorità a favore dei soggetti colpiti da provvedimenti esecutivi di rilascio; vanno inoltre previste adeguate percentuali per giovani coppie e singoli. I comuni di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti sono autorizzati, in deroga al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ad affidare a cooperative costituite al 90 per cento da cittadini residenti la gestione dei servizi di carattere prevalentemente locale, attribuendo a dette cooperative il diritto di prelazione sull’esecuzione di detti servizi fino al limite di 300.000 euro. 2. Il piano programma degli interventi integrati per il risanamento igienico ed edilizio della città di Venezia -- progetto integrato rii, ridefinito dall’accordo di programma sottoscritto il 3 agosto 1993, ai sensi dell’articolo 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 139, e il programma attuativo degli interventi integrati per il risanamento igienico edilizio della città di Venezia e delle isole della laguna sono parte integrante del piano generale degli interventi del sistema lagunare veneziano. Tutti i canali interni comprensivi dei marginamenti esterni della città di Venezia diventano di competenza del comune di Venezia e tutti i canali interni comprensivi dei marginamenti esterni della città di Chioggia diventano di competenza del comune di Chioggia, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera a) . 3. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo finanziati con legge speciale in Venezia insulare, nelle isole della laguna, nel centro storico di Chioggia e nel territorio entro la conterminazione lagunare del comune di Cavallino-Treporti, devono tener conto degli edifici e dei complessi di interesse monumentale, storico e artistico di uso pubblico individuati ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791. 4. Per il perseguimento degli obiettivi previsti all’articolo 1, comma 6, lettera a) , le priorità programmatiche sono disciplinate da apposite deliberazioni dei rispettivi consigli comunali di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti, che recepiscono quanto disposto dall’articolo 11 della legge 29 novembre 1984, n. 798. I proprietari di un immobile ad uso residenziale, che risulti inutilizzato da almeno quattro anni senza giusta causa, sono tenuti a versare al comune di Venezia l’imposta sui fabbricati calcolata sulla base catastale aggiornata, aumentata almeno cinque volte per ciascun anno di inutilizzo, nonché un’addizionale all’imposta del reddito pari al 5 per cento. Il mancato pagamento delle imposte suddette determina la costituzione di un credito privilegiato sull’immobile ai sensi dell’articolo 2780, numero 1), del codice civile. A tutela del proprietario il comune, effettuati gli accertamenti ritenuti opportuni, notifica e trascrive atto di diffida per l’immediato utilizzo dell’immobile. Per i contratti stipulati per l’acquisto della prima casa di abitazione nei comuni di Venezia, di Chioggia e di Cavallino-Treporti e per i contratti stipulati per la vendita a detti comuni di immobili destinati alla residenza, i trasferimenti sono esenti dall’imposta di registro, dai diritti catastali e dalle imposte ipotecarie, e i diritti notarili sono ridotti della metà.