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Ad ogni modo, il termine di sei mesi può essere prorogato di ulteriori sei mesi, previa comunicazione all'interessato, a condizione che siano state avviate le procedure di deposito. Il successivo comma 5 rimette all'autonomia delle università e degli enti pubblici di ricerca: a) le modalità di applicazione delle disposizioni di cui all'articolo medesimo ai soggetti che hanno titolo a partecipare alle attività di ricerca, compresi gli studenti dei corsi di laurea per i risultati inventivi conseguiti nell'ambito delle attività di laboratorio ovvero nei percorsi di laurea; b) i rapporti con gli inventori e le modalità di esercizio dei relativi diritti, le premialità connesse con l'attività inventiva, i diritti dei finanziatori della ricerca che abbia prodotto invenzioni brevettabili; c) le modalità per la trasmissione della comunicazione di cui al comma 3, nonché le conseguenze derivanti dal mancato adempimento delle prescritte formalità; d) ogni altro aspetto relativo alle migliori forme di valorizzazione delle invenzioni. Infine, in relazione al riparto dei proventi o dei canoni di sfruttamento dell'invenzione, il comma 6 stabilisce che l'inventore ha diritto, in ogni caso, a non meno del 50 per cento dei proventi o dei canoni eccedenti i costi sostenuti dalla struttura di appartenenza in relazione alla domanda di brevetto, di registrazione e di rinnovo, precisando, altresì, che nel caso in cui le università o gli enti pubblici di ricerca non provvedano all'adozione delle discipline di cui al comma 5, alle stesse compete la quota del 30 per cento dei proventi o dei canoni. L'articolo 4 del disegno di legge introduce nel codice di proprietà industriale l'articolo 65- bis in materia di uffici di trasferimento tecnologico, ai sensi del quale le istituzioni universitarie e dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica, gli enti pubblici di ricerca ovvero gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico possono dotarsi, nell'ambito della propria autonomia e delle risorse disponibili a legislazione vigente, di tali uffici al fine di promuovere la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale. L'articolo 5 del disegno di legge modifica l'articolo 148 del codice della proprietà industriale, al fine di consentire di pagare i diritti di deposito della domanda di brevetto non solo contestualmente al deposito della domanda, ma anche successivamente, entro un mese, come attualmente consentito da molti Paesi europei, dall'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) e dall'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO), mantenendo ferma la data di deposito senza che, nel caso in cui il pagamento non avvenga contestualmente alla presentazione della domanda, la stessa sia dichiarata irricevibile o, se i diritti vengono pagati tardivamente, la data di deposito sia posposta alla data del pagamento. Ciò permette di eliminare uno svantaggio competitivo per le aziende, in stragrande maggioranza italiane, che depositano in Italia, visto che la concorrenza sulla tutela brevettuale si basa sul principio del « first-to-file » (cioè prevale il diritto di chi ha la prima data di deposito della domanda di brevetto). L'articolo 6 modifica l'articolo 198 del codice della proprietà industriale al fine di rafforzare il controllo preventivo rispetto al deposito, presso uffici di Stati esteri o l'Ufficio europeo dei brevetti (EPO) o l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO), di domande di brevetto potenzialmente utili per la difesa del Paese, contemplando ulteriori casistiche emerse nella prassi dell'Ufficio italiano brevetti e marchi. Si prevede, pertanto, espressamente tale controllo quando l'inventore presti la propria attività lavorativa presso filiali italiane di imprese multinazionali la cui capogruppo abbia sede legale all'estero e quando l'inventore abbia ceduto l'invenzione oggetto del brevetto precedentemente al deposito della domanda di brevetto. Nel contempo si accelera la procedura a tal fine prevista, attraverso la riduzione da novanta a sessanta giorni del termine per il conseguimento dell'autorizzazione da parte del Ministero della difesa al deposito delle stesse domande. Capo II – SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E DIGITALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE L'articolo 7 modifica l'articolo 135 del codice della proprietà industriale estendendo da due a quattro anni la durata in carica della Commissione dei ricorsi avverso i provvedimenti dell'Ufficio italiano brevetti e marchi, così assicurando efficacia e continuità nell'operato della stessa Commissione dei ricorsi e riducendo gli oneri amministrativi derivanti dalla procedura di rinnovo. L'articolo 8 modifica l'articolo 136- quinquies del codice della proprietà industriale al fine di accelerare i tempi dei giudizi presso la Commissione dei ricorsi, attraverso la riduzione da quaranta a trenta del numero dei giorni necessari ai fini della convocazione delle parti in udienza. L'articolo 9 modifica l'articolo 139 del codice della proprietà industriale, prevedendo espressamente l'opponibilità ai terzi degli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, ovvero che modificano i diritti inerenti ad una domanda o ad un brevetto europeo, direttamente per effetto dell'iscrizione nel Registro europeo dei brevetti, e che tali atti formano quindi oggetto di trascrizione presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi solo in assenza della predetta iscrizione nel Registro europeo dei brevetti. Si evitano in tal modo inutili duplicazioni di adempimenti amministrativi da parte dell'utenza. L'articolo 10 del disegno di legge, modificando l'articolo 147 del codice della proprietà industriale, sopprime l'obbligo per le camere di commercio, industria, agricoltura e artigianato di trasmettere all'Ufficio italiano brevetti e marchi la documentazione cartacea depositata presso le stesse ed estende la possibilità di utilizzo, da parte dell'utenza, del sistema di deposito telematico dell'Ufficio italiano brevetti e marchi, esplicitando il principio in base al quale l'accesso e l'utilizzo dello stesso è in ogni caso consentito a condizione che sia accertata l'identità digitale del soggetto depositante, così sopprimendo la necessità, oggi esistente, che l'utenza sia in possesso di una firma digitale. L'articolo 11 modifica l'articolo 169 del codice della proprietà industriale al fine di prevedere, in sede di rivendicazione della priorità, la possibilità di utilizzare, in alternativa al deposito della copia dei documenti, l'indicazione di codici identificativi presenti in banche dati presso cui l'Ufficio italiano brevetti e marchi può direttamente verificare il contenuto; in tal modo si eliminerebbe, tra gli altri, l'ostacolo che oggi impedisce all'Italia di aderire al servizio WIPO Digital Act Service (DAS), che consente lo scambio sicuro di documenti di priorità tra gli uffici della proprietà intellettuale nazionali partecipanti, anche in qualità di accessing office , acquisendo pertanto documenti attraverso tale canale. L'articolo 12 modifica l'articolo 170 del codice della proprietà industriale snellendo la procedura di registrazione di nuova varietà vegetale attraverso la soppressione della Commissione a carattere consultivo ivi prevista e l'attribuzione della competenza ad esprimere il parere obbligatorio, propedeutico alla registrazione, al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;