[resaula]

Di qui l'opportunità di sollecitare il CSM a pubblicare la relativa vacanza, così da evitare lunghi tempi di scopertura ed ulteriori disagi per l'utenza visti i plurimi ruoli decisionali (separazioni e divorzi, giudice tutelare, collegio penale e civile, giudice delle esecuzioni e dei fallimenti), che il presidente ha sin qui ricoperto per venire incontro alle necessità dell'ufficio; il riferimento, presente nella risposta all'interrogazione, alle piante organiche flessibili è il richiamo alla speranza di quel che sarà, e che ancora non è, perché non si sa quando potranno essere coperti quei posti. Nel frattempo permane la "chiusura" della Corte di Appello di Salerno ad ogni richiesta di coassegnazione di magistrati dal Tribunale di Salerno (70 unità) verso Vallo della Lucania (14 unità), per sostenere i settori più in crisi, ossia quello civile con ruoli di 1.800 cause ciascuno (a fronte dei ruoli di 900 cause di Salerno) e quello di lavoro e previdenza (700 cause di lavoro e 3.700 circa previdenziali per un solo magistrato a fronte di 280 cause di lavoro e 800 circa di previdenza per ciascuno dei 9 giudici del lavoro salernitani); la circostanza, rimarcata nella risposta all'interrogazione, "che la pianta organica presenta una scopertura non superiore al dato nazionale (ovvero al 20,51%)" senza considerare che la pianta stessa è sottodimensionata rispetto a quella di tanti altri tribunali che presentato analoghi carichi di lavoro o anche inferiori, non elimina la realtà di un organico modesto e inadeguato rispetto a ritmi di lavoro pressanti e sostenuti. La comparazione dei dati del personale e il confronto dei carichi di lavoro con il Tribunale di Lagonegro (che conta una pianta organica di ben 65 unità) ad esempio evidenzia un forte sbilanciamento in negativo della pianta organica del Tribunale di Vallo della Lucania che, con carichi di lavoro superiori, è penalizzato dall'assegnazione di risorse umane ridotte e perciò insufficienti e incongrue rispetto al reale fabbisogno. Valga, ad esempio, il richiamo della circostanza che se a Vallo ci sono in pianta organica solo 2 direttori amministrativi, a Lagonegro ce ne sono 5. Lo stesso accade per la figura del funzionario giudiziario: permane ancora la fittizia copertura del posto della funzionaria Russo Rita distaccata presso il Tribunale di Salerno in modo continuativo dal marzo 2018 con il risultato di far figurare coperto un posto che non lo è. Le vacanze, quindi, per questa figura sono 2; nel Tribunale di Vallo della Lucania permangono, inoltre, n. 2 vacanze di assistente giudiziario (una delle quali coperta, finora, con comandi annuali da altra amministrazione (Ministero della difesa) anche con soluzione di continuità che spesso hanno creato situazioni di vuoto tra la scadenza del comando (il dipendente ha dovuto lasciare l'ufficio) e il suo rinnovo; critica è la condizione degli operatori previsti nel numero di 5, ma presenti in 3, uno dei quali andrà in pensione a marzo 2022; all'ufficio di Procura risultano assegnati 4 operatori a tempo determinato, laddove al Tribunale risulta assegnata una sola unità, restando incomprensibile la ragione di tale discriminazione; infine, con riguardo alle posizioni di ausiliario previste nel numero di 5, mancano ben tre unità e le due presenti godono di limitazioni di natura fisica quanto alle attività di traino e sollevamento pesi, limitazioni queste che rendono gli stessi inadatti ai servizi di movimentazione fascicoli, archiviazioni, che loro competerebbero; resta ancora più critica la situazione dell'ufficio del Giudice di Pace che, a seguito della chiusura dell'ufficio di Pisciotta, ha una competenza su due mandamenti territoriali (Pisciotta e Vallo della Lucania). Eppure, l'organico del personale amministrativo non è stato mai adeguato alla nuova dimensione della competenza. La cancelleria è retta da un solo cancelliere affiancato da un solo assistente e un ausiliario. Due dipendenti andranno in pensione il prossimo 1° luglio 2022, ma lasceranno l'ufficio ancor prima per ferie residue senza che vi abbia fatto ritorno l'assistente, ancora assente per maternità. Ne consegue, come è di intuitiva evidenza, il concreto rischio di chiusura dell'ufficio, si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle situazioni problematiche rappresentate e quali iniziative intenda assumere per la rimozione delle evidenziate criticità. Atto n. 4-06530 CASTIELLO Al Ministro della salute Premesso che: è ormai ampiamente sperimentato che la nuova variante di SARS-CoV-2, denominata "Omicron", è meno letale delle precedenti varianti "Delta" e "Delta plus". È, del pari, sperimentato e noto che la variante stessa è, però, altamente infettiva con livello di contagiosità di oltre 30 volte superiore a quello delle precedenti varianti. La conseguenza è che si riduce la letalità (percentuale di morti fra i malati) ma, essendo numerosa la popolazione contagiosa, si accresce la mortalità (percentuale di morti sulla popolazione complessiva); i vaccini che vengono praticati si rilevano efficaci al massimo nel 50/60 per cento dei casi, mentre si è in attesa di un nuovo vaccino aggiornato che, a quanto comunicato dalle case produttrici, non sarà pronto prima di un mese; sono stati messi a punto e pronti per l'uso nuovi ed efficaci prodotti monoclonali, adatti per combattere la variante "Omicron", tra cui l'anticorpo monoclonale "Sotrovimab" di GSK, realizzato a S. Polo di Torrile (Parma) e, quindi, di produzione nazionale; il che dovrebbe garantirne l'approvvigionamento; mentre gli Stati Uniti ne hanno ordinato subito 500.000 dosi, in Italia ne sono state ordinate soltanto 5.000 (l'1 per cento), nonostante che l'incremento esponenziale dei contagi abbia provocato l'occupazione dei reparti di terapia intensiva degli ospedali, si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale incresciosa situazione e quali provvedimenti intenda assumere, affinché venga accresciuta adeguatamente la disponibilità dell'anzidetto prodotto monoclonale diffondendone adeguatamente il pronto utilizzo. Atto n. 4-06531 CASTIELLO Al Ministro dell'interno Premesso che: Giuseppe Borrelli, procuratore capo presso il Tribunale di Salerno e capo della DDA, ha dichiarato, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte d'Appello di Salerno in data 22 gennaio 2022, che i clan della camorra e della 'ndrangheta stanno invadendo il Cilento, trovando terreno fertile, oltre che per il traffico di stupefacenti, per gli investimenti economici nel settore immobiliare e in quello delle attività commerciali, svolgendo lucrosa attività di riciclaggio attraverso l'investimento di capitali di illecita provenienza in varie iniziative, in particolare nel campo della distribuzione alimentare e del commercio dei surgelati; la dilagante invadenza dei clan malavitosi nel territorio cilentano non risulta adeguatamente contrastata a causa, soprattutto, delle croniche inadeguatezze delle istituzioni deputate alla tutela dell'ordine pubblico e della legalità.