[resaula]

Noi di Forza Italia saremo, come siamo sempre stati, tutori degli interessi del comparto, esigendo tempestività nella risoluzione della problematica. Per questo annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia, fiduciosa del fatto che, tutelati gli interessi del comparto, lo step successivo sarà quello della prevenzione della pubblica incolumità e sicurezza, perché scene di incidenti, anche mortali, come quelli cui abbiamo assistito non possono e non devono essere percepiti come normali. Di normale in tutto ciò non c'è assolutamente nulla. (Applausi) . BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, stiamo per votare un provvedimento che è tanto importante quanto urgente, aspettato ormai da qualche mese, da quel 7 gennaio in cui è stato trovato il primo caso positivo in una carcassa ritrovata leggermente al di fuori di un parco naturale regionale, quello delle Capanne di Marcarolo, in provincia di Alessandria, dove presumibilmente è nato e si è sviluppato questo virus. Sono scattati comunque, nonostante la carenza e anche la mancanza del decreto del Governo, interventi immediati a livello territoriale, per lo più concentrati verso il monitoraggio, per capire cosa succedeva attorno a quel caso positivo. Devo qui ringraziare alcune migliaia di volontari, nominativamente autorizzati uno ad uno dalle due Regioni coinvolte. Ad esempio, per quanto riguarda la mia Regione, si tratta di 1.618 volontari, perlopiù cacciatori, che insieme si sono uniti, forse per la prima volta, a tutti gli altri utenti dell' outdoor , i camminatori, i biker e tutti gli altri, in un'azione di ricerca delle carcasse infette. Un volontariato teso all'interesse generale della società e anche dell'economia, per i motivi che ben sono stati detti praticamente in tutti gli interventi che sono stati svolti oggi. La peste suina africana è pericolosa per gli allevamenti dei maiali domestici e per il fatturato. Il Piemonte ha circa 1,35 milioni di capi di maiali, la Lombardia 6 milioni, l'Emilia, che è lì vicino, altrettanti. Le Regioni, in modo particolare Piemonte e Liguria, si sono subito attivate, ma lo hanno fatto anche la Lombardia, l'Emilia e la Toscana, insieme ai Ministeri della salute e dell'agricoltura e il problema è stato affrontato. Ad oggi, anzi a ieri sera, il dato aggiornato è di 490 carcasse trovate sul territorio da questi volontari, di cui 74 positive alla peste suina africana, tutte in provincia di Genova e di Alessandria. Nella disgrazia generale c'è stato un dato positivo e cioè che il virus è stato trovato e si è sviluppato all'interno di confini artificiali e cioè di due autostrade, la A7 e la A26, racchiuse a Nord dal raccordo fra le due autostrade. Soltanto nell'Ovadese abbiamo sei casi che hanno sforato la barriera delle autostrade (che hanno una recinzione, che ogni tanto viene abbattuta, perché ci sono stati anche incidenti con cinghiali su quelle autostrade), però è difficile passare due carreggiate con due recinzioni. Due casi positivi hanno sforato nella zona di Arquata Scrivia. Questo dato determina l'urgenza di interventi di contenimento, soprattutto a partire dai punti dove sono state sforate le barriere autostradali. L'urgenza deriva dal fatto che oggi stiamo per votare questo provvedimento con un auspicio e cioè che diventi, il più presto possibile, legge dello Stato, che venga pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale . In queste settimane, probabilmente già nella data di venerdì, le due Regioni produrranno il Piano previsto dal decreto per il contrasto alla PSA, con la possibilità finalmente di derogare anche ad alcune attività all'aperto. Pensate che quest'area, dove non si può camminare e non si può fare nulla, comprende circa un milione di abitanti. Quanti sono i cani d'affezione e per altre attività detenuti da un milione di abitanti che, ormai da gennaio, sono costretti a camminare soltanto sull'asfalto e non possono andare sullo sterrato? Questo è l'ulteriore motivo dell'urgenza. Quali sono le difficoltà di una parte dell'area rossa, quella della Riviera di Ponente, ad esempio, che da Arenzano finisce al confine con il comune di Savona, ad Albissola Marina, dove non si può fare nulla tranne che andare sull'asfalto o al limite sulla spiaggia, o, se si ha il coraggio, anche in mare? E siamo di fronte a un periodo in cui il turismo, dopo aver subito i problemi del Covid, dovrebbe ripartire, così come l'entroterra, con l'area dei due parchi che sono penalizzati. Presidente, noi voteremo convintamente ed energicamente a favore di questo provvedimento e ringrazio i colleghi relatori, Bergesio e Biti, i Presidenti delle Commissioni 9 a e 12 a e il Governo. Devo però fare alcune considerazioni - perché non sono abituato a recitare o a trattenermi - nei limiti della regolarità. Lo ha detto bene il collega Taricco prima: la giusta presenza del cinghiale in quelle aree, come in tante altre, dovrebbe essere di un capo a chilometro quadrato, come dice l'ISPRA. Lì siamo a 14-15 capi per chilometro quadrato e questo dato aumenterà a breve per la riproduzione che è in corso. Lasciatemi dire una cosa, col cuore: più volte siamo intervenuti su questo tema e siamo convinti di non essere stati matti quando dicevamo che bisognava intervenire per consentire un maggiore abbattimento dei cinghiali. (Applausi) . Non pensiamo di essere stati dei matti quando parlavamo dei danni all'agricoltura o della necessità di diminuire il numero degli incidenti stradali. Con l'occasione, andrebbero anche ricordati tutti i morti che ci sono stati. (Applausi) . Non ero matto quando - anche ingenuamente - mi chiedevo che cosa sarebbe successo con tutti questi animali se fosse scoppiata un'epidemia (la chiamavo così allora). Dicevo queste parole in Aula: succederà un " paciugo ". Niente da fare e per cinque volte (adesso per la sesta volta), al Senato e alla Camera non è stato possibile portare a compimento quella necessaria modifica della legge n. 157 del 1992, che avrebbe potuto prevenire un iperpopolamento di questi animali. Niente da fare. Perché? Forse non ce la facciamo a far capire che è arrivato il momento in cui bisogna abbandonare la fantasiosa visione del cinghiale da proteggere, che ancora oggi qualcuno ha. (Applausi) . I metodi ecologici non hanno funzionato fino adesso e purtroppo non funzionano. Ringrazio quella parte del Partito Democratico che ha voluto accantonare questa idea, che nell'ambito dei lavori di Commissione è anche apparsa. In Commissione abbiamo addirittura ascoltato, insieme alla proposta di debellare la PSA senza abbattere un cinghiale, quella di abbattere soltanto gli esemplari malati: prima li catturiamo, facciamo loro l'esame del sangue e poi decidiamo se devono essere abbattuti o meno. Di fronte a queste cose è necessario tornare coi piedi per terra. È necessario capire, cari colleghi, che il petto di pollo non nasce in un supermercato, dentro una confezione di plastica. (Applausi) . Lo dice un genovese: