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Ratifica ed esecuzione dell'Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato a Kigali il 15 ottobre 2016. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge reca la ratifica dell'emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato a Kigali (e per questo denominato Emendamento di Kigali) durante la XXVIII riunione delle Parti, il 15 ottobre 2016. Il Protocollo di Montreal (di seguito denominato Protocollo), adottato a Montreal il 16 settembre 1987 in attuazione della Convenzione di Vienna per la protezione della fascia d'ozono e relativo alle sostanze che riducono l'ozono, è stato ratificato da 197 Paesi ed è entrato in vigore il 1° gennaio 1989. L'Italia ha ratificato il Protocollo con legge 23 agosto 1988, n. 393. Il Protocollo stabilisce i termini di scadenza entro cui le Parti firmatarie si impegnano a contenere i livelli di produzione e di consumo delle sostanze dannose per la fascia d'ozono stratosferico, denominate ODS (halon, tetracloruro di carbonio (CTC), clorofluorocarburi (CFC), idroclofluorocarburi (HCFC), tricloroetano, metilcloroformio, bromuro di metile (BM), bromoclorometano (BCM)). Inoltre, disciplina gli scambi commerciali, la comunicazione dei dati di monitoraggio, l'attività di ricerca, lo scambio di informazioni e l'assistenza tecnica ai Paesi in via di sviluppo. Come previsto dall'articolo 11 del Protocollo, l'organo decisionale del Protocollo è la Riunione delle Parti contraenti del Protocollo (MoP – Meeting of the Parties ), che si riunisce in via ordinaria una volta l'anno. Compiti propri della MoP sono quelli di valutare la validità e l'efficacia delle misure di controllo imposte dal Protocollo, aggiornare le norme d'applicazione e, ove necessario, apportare delle modifiche al Protocollo attraverso decisioni, aggiustamenti ed emendamenti. Altre funzioni della MoP comprendono l'approvazione di linee guida o procedure per la comunicazione dei dati, la revisione delle richieste di assistenza tecnica ai Paesi in via di sviluppo, la revisione dei rapporti preparati dal Segretariato sui dati trasmessi dalle Parti e l'esame e l'adozione del bilancio per l'attuazione. La MoP è altresì responsabile per l'adozione del suo regolamento interno, delle norme finanziarie e per l'istituzione di organi sussidiari. Gli organi sussidiari stabiliti ad oggi dalla MoP sono il proprio Ufficio di presidenza, composto dai funzionari eletti dalla MoP, il Gruppo di lavoro aperto (OEWG – Open Ended Working Group ), i Panel scientifici, il Comitato di implementazione e il Comitato esecutivo del Fondo multilaterale. Durante la XXVIII MoP, tenutasi a Kigali (Ruanda) dal 10 al 15 ottobre 2016, le Parti hanno approvato con decisione XXVIII/1 l'emendamento al testo del Protocollo relativo alla riduzione di quegli idrofluorocarburi (HFC) elencati in uno specifico allegato all'emendamento. L'adozione di tale emendamento nasce dalla necessità di affrontare il tema dell'impatto sul clima derivante dall'introduzione degli HFC come principali sostituti degli HCFC, soprattutto nei settori della refrigerazione e del condizionamento d'aria. Gli HFC, infatti, non hanno un impatto sullo strato di ozono stratosferico, ma alcuni di loro hanno un elevato potenziale di riscaldamento globale (GWP) e, quindi, un forte impatto sul clima. Secondo stime del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), in assenza di un'azione globale, gli HFC potrebbero rappresentare dal 9 al 19 per cento delle emissioni globali di gas serra entro il 2050. È stato stimato che un accordo globale nell'ambito del Protocollo di Montreal consentirebbe di evitare le emissioni di 100 miliardi di tonnellate di CO 2 equivalenti entro il 2050, rappresentando al contempo una delle misure più efficaci dal punto di vista dei costi. Pertanto è diventato sempre più urgente orientare il processo di sostituzione degli HCFC verso HFC con basso GWP o verso alternative non clima-alteranti, ove già disponibili. Già a partire dal 2015, l'Unione europea, attraverso l'adozione del Regolamento (UE) n. 517/2014, ha introdotto misure di riduzione graduale degli HFC fino a raggiungere una riduzione del 79 per cento entro il 2030 rispetto alla media annuale della quantità totale immessa in commercio nell'Unione nel periodo dal 2009 al 2012. A livello globale, già nel 2009, gli Stati Federati della Micronesia e le Mauritius hanno presentato la prima proposta di emendamento del Protocollo di Montreal. Successivamente, nel 2010, anche Canada, Stati Uniti e Messico hanno presentato una loro proposta, seguiti, nel 2015, anche dall'Unione europea e dall'India. Più nel dettaglio, nell'emendamento di Kigali al Protocollo, oltre ad introdurre specifici dettagli in materia di riduzione graduale degli HFC, è chiaramente esplicitato che nei confronti di tali sostanze si continuano ad applicare gli obblighi e le prescrizioni introdotti nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici e del relativo Protocollo di Kyoto. L'emendamento adottato divide i Paesi in tre gruppi in funzione della data rispetto alla quale devono congelare la produzione e il consumo di HFC. Gli impegni di riduzione partono nel 2019 per i Paesi sviluppati (Paesi A2), con delle deroghe per Bielorussia, Federazione Russa, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan; gran parte dei Paesi in via di Sviluppo, tra i quali Cina, Brasile e Sud Africa (Paesi A5 Gruppo 1), hanno accolto la richiesta di aumentare la loro ambizione nella riduzione degli HFC e dovranno congelare (e dunque impedire che aumenti) il consumo e la produzione di HFC nel 2024; una terza fascia di Paesi, tra i quali l'India e i Paesi del Golfo (Paesi A5 Gruppo 2), dovrà congelare il consumo e la produzione di HFC nel 2028. Alla fine delle varie fasi di riduzione, tutti i Paesi sono tenuti a consumare e produrre non più del 15-20 per cento rispetto alle loro rispettive quote base al 2036 per i Paesi sviluppati, al 2045 per i Paesi in via di Sviluppo Gruppo 1 e al 2047 per Paesi in via di Sviluppo del Gruppo 2, come si evince dalla tabella di seguito riportata. Tabella: Impegni di riduzione di produzione/consumo di HFC delle Parti Paesi A5 Gruppo 1 Paesi A5 Gruppo