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Forse bisognerebbe prevedere per legge che ogni eletto apra un numero verde, attraverso il quale gli elettori possano contattarlo, attraverso il quale gli elettori possano conoscerlo, attraverso il quale gli elettori possano interloquire, e invece no. Mi meraviglio, ripeto, dei colleghi della Lega che del rapporto eletto-elettore hanno fatto un cavallo di battaglia e probabilmente su questo rapporto hanno anche costruito le loro fortune elettorali, mentre oggi accettano un giudizio, una valutazione che cancella la meritocrazia, cancella la disponibilità dell'eletto, cancella la sua possibilità di intervenire sulle problematiche. Certo, lo capisco, per il MoVimento 5 Stelle, per il quale non c'è bisogno del rapporto tra eletto ed elettore. Vediamo che le competizioni online si concludono con poche centinaia di click: anche quella per lo stesso capo politico del MoVimento 5 Stelle (che in un certo momento è stato il partito di maggioranza relativa e oggi, per fortuna, non lo è più) si è risolta con poche migliaia di voti. Cioè, in un Paese di 60 milioni di abitanti si indica un leader con poche migliaia di click : non è questa la democrazia! Questa è una democrazia a peso, che uccide i veri princìpi della democrazia. Questa legge elettorale non si può modificare. Non abbiamo presentato emendamenti, perché questa è una legge elettorale immodificabile, che non può prevedere alcun intervento. Anche quando siamo stati forza di Governo ci siamo battuti contro i tagli orizzontali, perché non si può applicare a tutti la stessa decurtazione, alcune cose vanno tagliate più di altre. Non condividiamo quindi il principio ispiratore del disegno di legge in esame, che non fa altro che prendere il Rosatellum e dire che viene tagliato in maniera percentuale, quindi si adatta a questa e a qualunque altra riduzione dei parlamentari questo o altri parlamenti dovessero decidere in futuro. Per queste ragioni, ci auguriamo con tutte le forze che venga bocciato. Siamo disponibili ad aprire in Commissione un serio e franco dibattito di approfondimento su quella che può essere la migliore forma per stabilire un rapporto reale, visibile tra eletto ed elettore. Il disegno di legge in discussione non si preoccupa delle minoranze, crea dei collegi immensi, fa dei parlamentari degli stipendiati, che poi svolgono soltanto una funzione istituzionale nelle Aule parlamentari, mentre gran parte del lavoro dei parlamentari si svolge ancora oggi sui territori, a contatto con i propri elettori, con tutti, anche quelli che non hanno votato quel parlamentare. Voi con questa legge elettorale cancellate questi princìpi. Ripeto ancora una volta: faccio appello alla Lega. La Lega è quella che abbiamo conosciuto noi, con la quale abbiamo governato, con la quale abbiamo fatto le riforme costituzionali o è un'altra cosa? Lo si dica: è un'altra cosa? È stata grillizzata? O ha rinunciato alle proprie battaglie, alle proprie prerogative, a quelli che sono stati i cavalli di battaglia di tutto il centrodestra? Come si fa a votare un disegno di legge di questo tipo? Come si fa a sostenere che basta un'indagine conoscitiva su una piattaforma tecnologica per stabilire chi è il capo di un partito, chi il capo di un Governo, chi deve essere eletto in un determinato territorio? Noi non potremo mai accettare questo tipo di massificazione. Noi siamo perché il rapporto tra eletto ed elettore sia più reale, più concreto, più evidente perché crediamo alla democrazia, crediamo alla rappresentanza, crediamo ai diritti delle minoranze. Con il taglio dei parlamentari avete stracciato i diritti degli italiani all'estero, per cui date la cittadinanza agli immigrati, ma la negate agli italiani che hanno acquisito la nazionalità con la nascita nel nostro Paese, creando cittadini di serie A e di serie B. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se è questo che vi interessa, noi non parteciperemo a questo massacro delle istituzioni. Vi invitiamo piuttosto a prendere atto delle reali problematiche di questo Paese. Voi pensate di averle risolte con il reddito di cittadinanza e non vi preoccupate che per il secondo trimestre abbiamo un indice negativo della crescita del PIL e se sarà negativo anche il prossimo, evidentemente saremo in recessione reale e non più tecnica. Il collega Malan vi ha parlato dei miliardi di euro che peseranno nelle tasche dei cittadini. Questi sono i problemi reali! Voi state facendo soltanto degli spot , illudendo i cittadini che in questa maniera saranno risolti i problemi del Paese. Noi siamo convinti che il tempo come sempre sarà galantuomo e quando passerà questa luna di miele, quando gli italiani si renderanno conto che dietro queste parole, dietro queste promesse, ci sono stati impegni non mantenuti e vi sono state soluzioni che non hanno affrontato e risolto i problemi, probabilmente vi faranno ritornare a percentuali che oggettivamente, secondo il mio modesto avviso, meritate e non invece a quel consenso che secondo i sondaggi sembra, ancora oggi, possiate cavalcare. Noi siamo qui, non abbiamo fretta, abbiamo visto passare tanti altri leader; abbiamo visto sciogliersi 40 per cento che sono tornati al 18 e al 15 per cento. Probabilmente è la stessa sorte che toccherà al MoVimento 5 Stelle e alla Lega, se continuerà a seguire queste indicazioni e questi princìpi. Buona fortuna. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico commerciale statale «Maria Lazzari» di Dolo, in provincia di Venezia, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 881 MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, senatrici e senatori, il disegno di legge oggi all'esame dell'Aula, come avete tutti ricordato, è strettamente connesso con la riforma costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari e che avrà un impatto evidente sulla disciplina elettorale. Tale riduzione, una volta approvata, renderebbe inapplicabile la legge elettorale attualmente vigente e questo vuoto normativo potrebbe paralizzare il potere del Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere. Il disegno di legge che ci apprestiamo a votare, pertanto, serve a rendere neutra la legge elettorale attuale rispetto al numero di parlamentari previsto dalla Costituzione e la rende sempre applicabile, comunque venga fissato il numero dei parlamentari, sia esso inferiore o anche, ipoteticamente, superiore a quello attuale. È quindi una modifica prettamente tecnica. Si sostituisce ogni indicazione numerica assoluta dei collegi uninominali delle circoscrizioni con il riferimento ad una frazione del numero totale dei deputati e dei senatori, conservando le disposizioni vigenti per ogni altro aspetto e riducendo al minimo gli interventi normativi. Infine, vi è una delega per il Governo per la nuova determinazione geografica dei collegi uninominali e plurinominali, come si è sempre fatto. Grazie a questa misura, il Parlamento rimane rinnovabile e non avremo più il problema di un sistema istituzionale paralizzato in attesa di una nuova modifica elettorale, nel caso di scioglimento delle Camere. Del resto, è opportuno rammentare due elementi di discussione e di analisi: