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Andiamo a leggere i dati relativi: nel 2019 è salita al 42,4 per cento; nel 2020 al 42,5; nel 2021 al 43. Sembra un paradosso: in un momento difficile per l'economia, il Governo che fa? Aumenta la pressione fiscale. (Applausi) . È un dato, come dicevo, inconfutabile. In questo momento particolare, ancora una volta il Governo che fa? Illude gli italiani, promettendo una riforma fiscale, e addirittura prevede di tagliare detrazioni e deduzioni a molte famiglie italiane, colpendo con l'assegno unico soprattutto quelle del ceto medio. Diciamo di no a queste riforme, perché da sempre siamo i veri fautori della riforma fiscale, mettendovi al centro il quoziente familiare e le famiglie, che sono importanti, per far recuperare quello che dev'essere oggi il valore loro e soprattutto del ceto medio. Una cosa è importante, nel momento in cui si promette una riforma fiscale: ci dev'essere l'eradicazione del pregresso. In queste ore e in questi giorni stanno arrivando agli italiani 8,5 milioni di cartelle esattoriali. (Applausi) . Come fate a promettere riforme fiscali, quando agli italiani oggi chiedete di pagare le tasse, comprese quelle pregresse? Siamo il Paese con la più bassa competitività fiscale. Non di secondo piano è la questione che riguarda tutti i disegni di legge collegati alla NADEF: ne sono previsti 22 nella Nota che adesso presentate; ne erano previsti 19 nella precedente. Quanti di questi disegni di legge collegati hanno visto oggi la luce? Assolutamente nessuno. (Applausi) . Ecco il più grande vizio di questo Governo, che ancora una volta mettiamo in luce. Mi riferisco alla scarsa capacità che avete oggi di passare da annunci eclatanti a provvedimenti efficaci e concreti per il Paese. Per questo e per tanti altri motivi, che in tutti questi mesi abbiamo dichiarato, annunciamo sulla NADEF, quindi sulla revisione delle stime economiche e fiscali, il nostro voto contrario. Passiamo ora al capitolo dello scostamento di bilancio, anch'esso molto importante, perché in quest'Aula ci chiedete oggi un impegno per altri 22 miliardi di debito. In queste ore si sono moltiplicati gli annunci e gli appelli al senso di responsabilità che, da parte del Governo e anche del Presidente del Consiglio, vengono rivolti all'opposizione. Ebbene, lo abbiamo dimostrato sin dal primo giorno di questa emergenza. (Applausi), ma il nostro è un senso di responsabilità nei confronti del Paese e degli italiani. Lì ci siamo manifestati e lo abbiamo manifestato con forza. Purtroppo, ahimè, tutte le richieste e proposte che abbiamo fatto al Governo sono state respinte al mittente; quindi, è diventato un dialogo surreale. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Della nostra esistenza, delle opposizioni e del richiamo alle opposizioni vi ricordate soltanto quando i numeri sono ballerini. Mi dispiace, ma questa volta non caschiamo in alcun inganno. Lo ribadisco: la nostra responsabilità è solo e soltanto nei confronti del Paese e non cambiamo le nostre convinzioni a seconda del momento. Anche il precedente scostamento di bilancio, ahimè, è caduto nel dimenticatoio, nonostante in quel caso ci fosse stato un appello forte dei tre leader dei partiti di opposizione, Berlusconi, Salvini e Meloni ( Applausi) , che hanno fatto proposte concrete al Governo; anche in quell'occasione, sono state sistematicamente cestinate dal Governo. Colleghi, non ci preoccupano i 22 miliardi o il debito, lo abbiamo sempre detto; quello ci che ci preoccupa è la chiarezza che manca in questo provvedimento. Come spenderete i 22 miliardi? Quali provvedimenti verranno adottati in favore degli italiani? Non c'è assolutamente chiarezza. Gli italiani hanno risposto al momento difficile - come dicevo all'inizio - con grande forza e tanta pazienza; ma arriva per tutti il momento in cui la santa pazienza chiede il conto con fatti concreti. E qui, purtroppo, siete messi molto male. È arrivato il momento di svegliarvi e di guardare al Paese reale che è qui fuori e che, ahimè, non conoscete assolutamente. Sullo scostamento da parte del Gruppo parlamentare Forza Italia non ci sarà alcun aiutino. Annuncio pertanto il voto di astensione. Visto che in passato ci avete più volte invitato al senso di responsabilità, per poi lasciarci sulla soglia della porta, una volta arrivato il momento di guardare insieme alle proposte concrete, ora facciamo la scelta autonoma di restare da questa parte, a guardare alla finestra, per vedere se oggi in Aula avete i numeri per andare avanti e quindi guardare al futuro del Paese. (Applausi). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, parto dalle parole e dalle frasi che ho sentito nel dibattito: collaborazione; unità; responsabilità; partecipare alle soluzioni; mettiamoci insieme per fare un pezzo di strada. Può darsi che la Lega o qualcuno del centrodestra abbiano sbagliato qualcosa, fino ad ora: non possiamo pensare di fare sempre tutto bene e che le colpe siano solo degli altri. Facciamo però alcune osservazioni, così tutti ci rendiamo conto se quello che abbiamo fatto fino ad ora è sbagliato o meno. Ci troviamo infatti in una situazione particolare, in cui, per i casi di positività - di cui naturalmente ci dispiace - di qualche collega del MoVimento 5 Stelle o di qualcun altro, c'era il rischio che non ci fossero i famosi 161 voti in favore dello scostamento di bilancio (si tratta di circa 21 o 22 miliardi di euro, da quello che ci appare nella Nota). Questa avrebbe potuto essere davvero un'occasione perché la maggioranza, non avendo i numeri, essendo forse anche un po' costretta, si mettesse a dialogare con l'opposizione. Lo dico perché in Aula ci sono persone che rispetto, con cui spesso e volentieri, anche dietro le quinte, si discute e si parla, cercando di trovare soluzioni comuni. Mi rivolgo soprattutto a loro, senza fare i nomi, tanto ci siamo intesi. Questa avrebbe davvero potuto essere l'occasione per chiedere all'opposizione se, a fronte di questi 22 miliardi di euro, c'erano una cifra o una misura su cui fosse particolarmente intenzionata o che avesse idea che potesse funzionare in questo momento di difficoltà, per prenderci l'impegno di inserirla nella prossima manovra di bilancio. Questo atteggiamento avrebbe sicuramente mosso a responsabilità tutto il centrodestra, a fronte dell'impegno di inserire una misura voluta dal centrodestra nella prossima manovra di bilancio (in sintesi: per scrivere il prossimo bilancio insieme!). Questo atteggiamento, a nostro giudizio, sarebbe stato testimone della volontà di collaborare da parte di Governo. (Applausi) . Prendiamo atto che, invece, l'impegno della maggioranza e del Governo è stato quello di cercare dei responsabili, che potessero portare la maggioranza ad avere oltre 161 voti. Poi magari, lo ripeto, abbiamo sbagliato noi. L'altra questione riguarda il cosiddetto decreto agosto (così andiamo un po' indietro nel tempo).