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5 Entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 3 possono essere emanate disposizioni correttive e integrative nel rispetto delle medesime procedure previste per l'adozione del decreto legislativo attuativo della delega di cui al presente articolo e in base ai medesimi principi e criteri direttivi. 6 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 3, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprie leggi, garantiscono che gli atti di pianificazione e gli altri strumenti di governo del territorio comprendano la programmazione della dotazione e della gestione dei servizi primari, secondari e di interesse generale, individuando le opere e gli elementi gestionali necessari al soddisfacimento della domanda dei servizi relativi ai diritti di cittadinanza di cui al comma 2, nonché il coordinamento con la disciplina relativa alla gestione dei servizi sociali e delle attività di assistenza alla persona. Le previsioni delle dotazioni territoriali devono basarsi su analisi di contesto e documentare il fabbisogno pregresso e futuro, lo stato effettivo di accessibilità e di fruibilità dei servizi pubblici, di interesse pubblico e generale, determinando le modalità, i criteri e i parametri tecnici ed economici attraverso i quali è assicurata la fornitura e la qualità di tali servizi, in relazione alle politiche sociali, locali e sovralocali, da realizzare anche tramite il concorso di soggetti privati. La proprietà privata è conformata sulla base delle suddette previsioni. 7 Qualora le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non rispettino i termini previsti al comma 6, si applicano comunque i livelli minimi inderogabili individuati dal decreto legislativo di cui al comma 3. 8 Dalla data di entrata in vigore delle leggi regionali e provinciali, ovvero dal termine di cui al comma 6, perde efficacia il decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. 8 (Perequazione) 1 Le trasformazioni urbane possono essere attuate anche per mezzo della perequazione e della compensazione, anche al fine di raggiungere gli obiettivi di qualità urbana, paesaggistica e ambientale nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed equità, garantendo altresì l'indifferenza delle posizioni proprietarie dei beni immobiliari. 2 La perequazione trova attuazione nell'attribuzione a tutte le aree soggette a trasformazione urbanistica di diritti edificatori senza distinzione tra destinazioni d'uso pubbliche e private. 9 (Compensazione) 1 I comuni, in alternativa all'attuazione degli interventi per mezzo della perequazione, possono prevedere che l'acquisizione di beni immobili assoggettati a vincoli preordinati all'esproprio, comunque funzionali all'attuazione degli interventi ovvero alla realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità, abbia luogo attraverso l'attribuzione al proprietario del bene di diritti edificatori da trasferire su un'altra area nella disponibilità del proprietario stesso o di terzi ovvero attraverso la permuta di beni immobili di proprietà pubblica o la concessione di esenzioni, sgravi o detrazioni rispetto alla quota parte dell'imposta sul reddito delle persone fisiche afferente gli immobili e le imposte locali sugli immobili e sui servizi indivisibili connessi, per un valore corrispondente. 2 Nei casi di trasformazione urbana attraverso programmi complessi o progetti urbani, comunque definiti, in presenza di vincoli preordinati all'esproprio ancorché decaduti e da reiterare con la corresponsione dell'eventuale indennità, ovvero nei casi di acquisizione di beni immobili funzionali all'attuazione di piani urbanistici o alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, di esecuzione di interventi di demolizione e di rilocalizzazione di immobili in sede impropria con il mantenimento o la modifica delle destinazioni d'uso di questi ultimi, nonché di realizzazione di dotazioni territoriali di carattere ambientale di interesse comunale o sovracomunale, l'amministrazione, quando interessata al procedimento, può sottoscrivere, con i proprietari dei beni interessati, un accordo avente come oggetto la cessione volontaria del bene e l'attribuzione di diritti edificatori da trasferire su un'altra area nella disponibilità del proprietario o di terzi ovvero attraverso la permuta di beni immobili di proprietà pubblica o la concessione di esenzioni, sgravi o detrazioni rispetto alla quota parte dell'imposta sul reddito delle persone fisiche afferente gli immobili e le imposte locali sugli immobili e sui servizi indivisibili connessi, per un valore corrispondente, nonché l'autorizzazione alla realizzazione di interventi di interesse generale previa stipula di una convenzione con l'amministrazione per la gestione dei servizi. 10 (Trasferibilità e commercializzazione dei diritti edificatori) 1 I diritti edificatori sono trasferibili e utilizzabili, nelle forme consentite dalla proposta di trasformazione urbana, tra aree di proprietà pubblica e privata, nonché tra aree private e sono liberamente commerciabili. Nelle aree già edificate alla data di entrata in vigore della presente legge, fatte salve deroghe motivate, il valore di edificabilità massimo non può essere inferiore al volume esistente aumentato del 20 per cento. 2 Possono essere previsti coefficienti di conversione per i trasferimenti dei diritti edificatori tra diversi ambiti urbani individuati dal programma di trasformazione urbana allo scopo di assicurare l'equità di trattamento della proprietà e la sostenibilità e la qualità delle trasformazioni urbane. 3 I comuni istituiscono il registro dei diritti edificatori allo scopo di verificare l'utilizzo di questi ultimi nella fase di attuazione dei piani urbanistici. 4 Ove i diritti edificatori o il valore della contropartita economica che il comune si è obbligato a riconoscere, con la sottoscrizione dell'accordo, siano ridotti o annullati a seguito di varianti del piano urbanistico ovvero di un altro provvedimento di competenza dell'amministrazione non obbligatorio per legge, il comune indennizza i relativi proprietari sulla base del criterio del valore di mercato. 11 (Premialità nella rigenerazione urbana) 1 La premialità è finalizzata a promuovere interventi di riqualificazione edilizia, urbana e ambientale e prevede l'attribuzione di diritti edificatori a fronte del perseguimento di specifiche finalità pubbliche compresa la qualità delle proposte. 2 La premialità trova impiego nella riqualificazione urbanistica, ambientale ed edilizia delle parti degradate della città, negli interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica, nello sviluppo dei servizi e delle dotazioni urbanistiche e ambientali di carattere comunale e sovracomunale e nella messa a disposizione di immobili per l'edilizia residenziale sociale in tutte le sue forme. 3 La premialità trova applicazione anche nel caso di richiesta da parte del comune di oneri aggiuntivi rispetto al contributo di costruzione per la realizzazione di opere pubbliche, previa adesione volontaria da parte del soggetto che attua la trasformazione urbana. 4 Uno degli strumenti che diventa funzionale e strategico per la determinazione della premialità nell'esame delle proposte è quello del concorso di progettazione sia in ambito pubblico che privato. 5 Le premialità possono essere individuate in misure relative alla fiscalità generale, degli immobili da trasformare, in premi di cubatura, relativamente ad azioni di perequazione o compensazione o quanto altro previsto dalla presente legge.