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al fine di contenere la diffusione del virus COVID-19, l'articolo 1, comma 2, lettera p) , del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 (Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19) ha previsto la possibilità di sospendere le attività didattiche "delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, di corsi professionali, master , corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché dei corsi professionali e delle attività formative", garantendo la possibilità alternativa di svolgere tali attività in modalità a distanza; della didattica a distanza hanno presto fatto esperienza tutti gli studenti e gli insegnanti italiani. Per quanto essa abbia consentito la continuità dei servizi di istruzione, nell'impossibilità di effettuare regolarmente le attività scolastiche e universitarie, essa ha generato numerosi problemi e acuito importanti diseguaglianze tra cittadini. L'interruzione dell'attività scolastica in presenza ha infatti causato diversi problemi psicologici tra gli alunni, la cui entità è ancora oggi difficile da stimare, ha comportato un calo dell'apprendimento e delle prestazioni, e ha penalizzato in modo particolare le persone prive di mezzi tecnologici adeguati, a causa di condizioni di fragilità economica del nucleo familiare o di inadeguatezza infrastrutturale dei territori di provenienza; a quanto si apprende da numerosi fonti giornalistiche, i Ministri in indirizzo hanno dichiarato pubblicamente di essere fiduciosi, salvo problemi legati alla diffusione delle varianti del virus , sulla possibilità di riprendere l'attività scolastica e universitaria in presenza a partire da settembre 2021 per l'anno scolastico e accademico 2021-22; secondo quanto riportato dalla testata on line "Orizzontescuola", aggiornato al 23 giugno 2021, le Regioni e Province autonome, che al momento hanno stabilito la data di inizio dell'anno scolastico 2021-22, hanno previsto una data di inizio al più tardi al 20 settembre 2021. Tuttavia, a quanto si apprende, il Presidente della Regione Veneto avrebbe proposto di posticipare l'inizio dell'anno scolastico a fine mese rispetto al 13 settembre per le scuole primarie e secondarie di primo grado e al 16 settembre per le secondarie di secondo grado, al fine di sostenere maggiormente il settore turistico; secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica", in un articolo del 5 luglio 2021, diversi dirigenti scolastici o docenti intervistati hanno espresso la preoccupazione di dover comunque prevedere misure di didattica a distanza, limitate a una quota di studenti, nel nuovo anno scolastico. Tra i problemi segnalati, il mantenimento del metro di distanza, nonostante le vaccinazioni; considerato che: la ripresa della piena attività scolastica e universitaria in presenza è un obiettivo imprescindibile per consentire a milioni di studenti italiani, che hanno già sofferto molto e hanno perso alcuni tra i momenti più importanti della propria vita, di riprendere modalità di apprendimento e di vita sociale ordinarie superando gradualmente le numerose difficoltà imposte dalle misure restrittive connesse alla pandemia da COVID-19; il buon andamento della campagna vaccinale, che in data 6 luglio 2021 ha superato i 21,5 milioni di persone vaccinate, vale a dire quasi il 40 per cento della popolazione superiore ai 12 anni, e ha consentito il contenimento del numero di morti, ricoveri in terapia intensiva e contagi, al pari della ripresa di numerose attività economiche e di svago dovrebbe consentire una piena ripresa in presenza delle attività scolastiche e universitarie, le quali ricoprono un ruolo cruciale per la crescita cognitiva e morale di tutti gli studenti italiani, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di garantire che l'inizio dell'anno scolastico 2021-22 avvenga nelle date già programmate e, in ogni caso, entro e non oltre il 20 settembre in tutto il territorio nazionale, evitando che gli studenti vedano i propri programmi di studi ulteriormente inficiati dopo i disagi occorsi nell'anno scolastico 2020-21; se non ritengano necessario e urgente, al fine di garantire l'avvio dell'anno scolastico e accademico 2021-22 in piena modalità in presenza, adottare tutte le iniziative di propria competenza, con particolare riferimento all'intensificazione della campagna vaccinale, alla realizzazione degli investimenti di cui all'articolo 31, comma 1, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, e all'aggiornamento dei protocolli di sicurezza adottati dal Governo relativi alle attività scolastiche e universitarie. Atto n. 4-05779 BARBONI Al Ministro dell'interno Premesso che: l'Emilia-Romagna, in base ai dati emersi da indagini realizzate, è tra le cinque destinazioni che traineranno la ripresa del settore turistico italiano per la stagione estiva, con una previsione di 4,5 milioni di arrivi (più 12 per cento) e di 23,1 milioni di presenze (più 26,3 per cento); la riviera romagnola registra nelle sue località la maggior parte delle presenze turistiche estive, con conseguente problema di sicurezza e ordine pubblico da garantire, anche rispetto alla quantità di turisti stranieri che arriveranno grazie all'utilizzo del "Green Pass"; le misure di prevenzione attuate dal Governo e la forte richiesta di prenotazioni nelle località romagnole hanno indotto gli amministratori locali a segnalare la necessità di garantire la sicurezza ai turisti e tutelare la stagione estiva appena iniziata; recentemente sul litorale romagnolo si sono verificati diversi preoccupanti episodi di aggressione ed atti vandalici, che hanno messo in pericolo la sicurezza ed il mantenimento dell'ordine pubblico per residenti e turisti; gli amministratori locali, nel manifestare le grandi difficoltà a gestire i forti flussi turistici in arrivo, per carenza di strumenti e mezzi, hanno avanzato la richiesta di rinforzi e presidi continui di forze dell'ordine; con nota del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del 15 giugno 2021 è stato trasmesso il Piano per il potenziamento dei servizi di vigilanza estiva per l'anno 2021, atto a garantire i rinforzi delle forze dell'ordine. A tal proposito, le relative aliquote di rinforzo assegnate alle località turistiche interessate, per come emerge dalle reiterate richieste degli amministratori locali, non sarebbero sufficienti a garantire la sicurezza ed il mantenimento dell'ordine pubblico nei propri territori; dalle segnalazioni del Sindacato italiano unitario lavoratori polizia, con il Piano predisposto, non solo vi sarebbe la riduzione degli elementi aggregati alle località romagnole interessate, ma anche il concomitante spostamento di agenti dalla provincia di Forlì-Cesena verso altre sedi regionali, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per la gestione ed il controllo dell'ordine pubblico nelle località meta delle vacanze italiane. Gli episodi allarmanti verificatisi impongono un impegno ed un'attenzione necessari a garantire l'incolumità di tutti, predisponendo un adeguato aumento, sia di uomini che di mezzi da impiegare rispetto alle presenze che si registreranno.