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chi siano tali sedicenti "criminologi" iscritti (con quale titolo e percorso di studi) presso l'Associazione nazionale "Criminologi e Criminalisti" e nell'Accademia europea di scienze criminologiche e forensi (AESCrim), entrambe "accreditate" dal Ministero dello sviluppo economico, e presso l'AICIS (Associazione italiana criminologi per l'investigazione e la sicurezza), che ha attivato l' iter della norma tecnica presso l'UNI (Ente italiano di normazione) per riconoscere e creare la figura del criminologo certificato (ad opera di non criminologi); quali iniziative si intenda intraprendere per porre fine ed evitare usurpazioni o millanteria di titoli o abusi (anche in ipotetica violazione dell'art. 498 del codice penale) o profili ingannevoli a completo danno della pubblica fede e di chi possiede realmente il titolo di specializzazione triennale post laurea o dottorato; quali iniziative si intenda intraprendere per evitare che sedicenti criminologi certificati o no, ma sprovvisti del titolo accademico, abbiano i requisiti per iscriversi all'albo del Tribunale e ricoprire l'incarico di CTU (consulente tecnico d'ufficio). Atto n. 4-01168 LA MURA Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il Comune di Sorrento (Napoli) il 15 ottobre 2018 ha rilasciato permesso a costruire per realizzare un intervento di housing sociale di ben 53 appartamenti, oltre 200 box interrati, in sostituzione di un capannone già della società Aprea Mare. L'intervento è stato previsto in un'area densamente urbanizzata e abitata; risulta all'interrogante che sotto l'accattivante dizione housing sociale, si celino attici lussuosi con piscine e giardini pensili, e il solo 30 per cento sarebbe effettivamente destinato all'edilizia sociale; in proposito, l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 7/14 ha definitivamente chiarito che l' housing sociale è tutt'altro rispetto all'edilizia economica e popolare, che resta l'unica possibilità prevista dal piano urbanistico territoriale (PUT) nell'ambito del Comune di Sorrento; il fabbricato è stato progettato per un'altezza di circa metri 21 dal piano di campagna, ma l'art. 19 del Piano territoriale della costiera sorrentino amalfitana per la "sub area 1", nella quale è inserito il Comune di Sorrento, dispone che i fabbricati non possano avere «altezza massima superiore a m. 14,00» e solo se compatibili con le situazioni ambientali. Di norma l'altezza massima consentita sarebbe pari a metri 7,40; tuttavia il 3 agosto 2018, il soprintendente ai beni architettonici e ambientali di Napoli si espresse favorevolmente ritenendo ammissibile la procedura semplificata, nonostante si trattasse di un progetto in variante di precedente permesso a costruire, già annullato in autotutela. Detta procedura semplificata, introdotta dall'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, mai si sarebbe potuta applicare, date le previste significative modifiche prospettiche e di sagoma; l'associazione WWF "Terre del Tirreno" e alcuni privati segnalarono la circostanza inerente al permesso a costruire rilasciato con il suddetto intervento del 3 agosto 2018 al Ministro per i beni e le attività culturali, il quale chiedeva chiarimenti al soprintendente che, dopo oltre 50 giorni, con nota firmata anche dal responsabile del procedimento, prot. 0020419 del 20 dicembre 2018, rispondeva: «al fine di dare risposte al Ministero sulle problematiche avanzate dagli scriventi si chiedono idonei chiarimenti in ordine alla determinazione delle altezze del fabbricato in coerenza con quanto previsto dalle norme del vigente PUC tenuto conto che si tratta di un edificio che si articola su diversi piani di livello e non su un unico piano di campagna»; considerato che, a giudizio dell'interrogante: la vicenda appare grottesca e di gravità inaudita, essendo evidente che avrebbe dovuto essere la Soprintendenza a indicare quali parametri avesse applicato per valutare il fabbricato conforme al PUT e non già chiedere al Ministero la soluzione tecnica. Per di più, dopo aver già espresso in data 3 agosto 2018 un parere favorevole che, alla luce della nota del 20 dicembre 2018, appare formulato senza adeguata istruttoria circa la compatibilità dell'edificio con il PUT; la soprintendente avrebbe dovuto chiarire le ragioni per le quali ha inteso applicare una procedura semplificata, nonostante non ve ne fossero i presupposti, come segnalato dal WWF; il 16 gennaio 2019 è intervenuta un'ordinanza del TAR Campania, VII sezione, che ha disposto l'acquisizione presso il Comune di Sorrento e la Soprintendenza di Napoli degli atti istruttori, che hanno preceduto la valutazione relativa alle altezze massime del fabbricato oltre al parere favorevole espresso, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di accertare, alla luce di quanto disposto dal TAR Campania, la correttezza e la legittimità dei procedimenti amministrativi inerenti all'intervento di housing sociale, in particolare relativamente l'operato della Soprintendenza di Napoli, nonché del citato parere espresso il 3 agosto 2018, procedendo, ove si riscontrino irregolarità, ad atti anche sostitutivi o di indirizzo, onde evitare l'ennesima violazione della normativa urbanistica e paesaggistica vigente. Atto n. 4-01169 LA MURA Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: la città di Pompei è una delle principali mete turistiche del nostro Paese in ragione degli scavi archeologici e del pontificio santuario della Beata Vergine del rosario, che ogni anno sono visitati da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo; da mesi il Comune di Pompei non assicura un servizio di Polizia municipale idoneo a garantire l'ordine pubblico, e, quindi, la sicurezza dei residenti e dei turisti; in particolare, il sindaco, con ordinanza n. 99 del 7 agosto 2018, ha limitato l'orario di servizio della Polizia locale ai giorni dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00, e, con ordinanza n. 105 del 12 settembre 2018, ha successivamente disposto, per ragioni di ordine pubblico, l'apertura del comando di Polizia locale tutti i giorni dalle ore 7.30 alle ore 23.00 con chiusura dalle ore 15.00 alle ore 15.30; tuttavia, stante l'inadeguatezza del fondo per le indennità di turnazione, spettanti ai sensi del contratto collettivo nazionale del lavoro del personale del comparto funzioni locali relativo al triennio 2016-2018, riscontrata dai revisori contabili, il Comune non dispone delle risorse necessarie per retribuire il servizio che dovrebbe essere prestato dagli agenti municipali, al fine di assicurare l'ordine pubblico nella città, come in più occasioni evidenziato dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL;