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nel video si vedono chiaramente galline prive di piume perché ammalate, galline ulcerate o con le creste sbiadite per l'anemia, galline con zampe rotte, galline intrappolate nelle gabbie, galline infestate da acari rossi che si nutrono del loro sangue; gli acari rossi sono parassiti dai quali le galline, in natura, si difendono con i cosiddetti "bagni di polvere", accovacciandosi nella terra e sollevando la polvere con le ali, in modo da farla ricadere sulle piume per soffocarli: un comportamento impossibile nelle gabbie, lontano dal loro habitat naturale, fatto di prati e steppe, dove le galline sono libere di razzolare, crescendo in modo sano; la crescita in habitat naturale, anziché in gabbia, garantisce alle galline una maggiore longevità (da 5 a 11 anni anziché un anno e mezzo di una gallina in allevamento intensivo); riguardo agli acari rossi, Enrico Moriconi, veterinario e Garante per i diritti animali della Regione Piemonte, evidenzia che "la presenza di questi parassiti, se non trattata tempestivamente, può portare anche all'esplosione di veri e propri casi di salmonella. Inoltre, il guscio delle uova è poroso e condizioni di scarsa igiene possono portare all'ingresso di batteri nelle uova destinate al consumo alimentare" ("animalequality" del 4 settembre 2018); alla luce dei citati fatti, Animal Equality ha dato avvio a una petizione rivolta ai principali consorzi di produttori e al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, proprio con la finalità di bandire l'utilizzo delle gabbie, si chiede di sapere quali provvedimenti di competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo, in particolare, riguardo al suddetto allevamento denunciato da Animal Equity e, più in generale, per contrastare il fenomeno degli allevamenti in gabbie fuorilegge. Atto n. 4-00628 LONARDO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 8 marzo 2018, con il decreto dirigenziale n. 5, la Regione Campania ha autorizzato la realizzazione di un impianto di messa in riserva, trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi per la produzione di compostaggio, presso la zona PIP (Piano degli insediamenti produttivi) di Sassinoro, in provincia di Benevento; diversi rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali si sono espressi negativamente riguardo alla realizzazione del suddetto impianto, analogamente alle popolazioni del territorio del Sannio, costituitesi sotto forma di Comitati, hanno manifestato la loro piena contrarietà, sollevando le numerose irregolarità amministrative, le anomalie e le criticità ambientali riguardanti la realizzazione dell'impianto; in particolare, sono state rilevate: l'assenza della valutazione di incidenza; l'illegittimità dell'esclusione del progetto dalla valutazione d'impatto ambientale, posto che le intese, i pareri e i nulla osta sarebbero stati rilasciati dal Comune di Sassinoro e dalla Provincia di Benevento per altra istanza (AUA - autorizzazione unica ambientale) e scorrettamente trasmessi dalla ditta New Vision Srl; criticità ambientali, considerato che l'impianto ricade nella fascia di protezione dei corridoi ecologici del fiume Tammaro, in violazione delle norme di attuazione del PTCP ; criticità tecniche dell'impianto le cui dimensioni e disposizione sono estremamente limitate da non permettere un ottimale processo lavorativo di 22.000 tonnellate/a e lo stoccaggio di 6.000 tonnellate/a; occorre precisare che la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell'AUA ha avuto inizio il 5 ottobre 2017, mentre la New Vision Srl risulta aver trasmesso i pareri necessari all'esame della pratica il 5 aprile 2017. Risulta, infatti, accertato che la Commissione VIA ha esaminato la documentazione prodotta dalla New Vision Srl non attinente al progetto in esame; giova, inoltre, evidenziare che l'AUA sarebbe stata rilasciata senza considerare le distanze minime dal corridoio ecologico (come previsto dal Piano territoriale provinciale) e dalle distanze dalle abitazioni, come previsto dal punto 3.1.2. "Vincoli da considerare", delle Linee guida per la progettazione, la costruzione e la gestione degli impianti di compostaggio e stabilizzazione emanate dalla Regione Campania; per i suddetti motivi, l'impianto rappresenta a giudizio dell'interrogante un grosso rischio per l'ambiente, considerato, altresì, che ricade nel territorio facente parte del Parco del Matese, è a una distanza inferiore a 300 metri dalle falde acquifere, è ubicato a monte dell'invaso di Campolattaro e il territorio è già stato individuato nel Piano regionale per i rifiuti, con la designazione di un impianto di compostaggio regionale sito in Calsaduni; la valle del Tammaro e la parte del Sannio a confine tra le Regioni Campania e Molise, è un'area interessata alla perimetrazione dell'istituendo Parco nazionale del Matese, ai sensi di quanto stabilito dall'articolo 1, comma 1116, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018) e per tale motivo bisogna evitare l'insediamento di impianti impattanti di produzione di energia eolica e/o discariche di rifiuti, che stravolgerebbero i tratti paesaggistici e naturalistici, pregiudicando le vocazioni di sviluppo agricole, turistiche, zootecniche e commerciali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda disporre gli opportuni accertamenti in ordine a quanto esposto in premessa, al fine di individuare le eventuali responsabilità; se non ritenga di adottare provvedimenti finalizzati a garantire un più elevato livello di tutela delle acque del Massiccio del Matese, che alimentano laghi, invasi e dighe, da alterazioni geomorfologiche connesse alla realizzazione di impianti impattanti su un territorio carsico molto fragile; se non ritenga di adottare provvedimenti per garantire la selettività degli impianti industriali, produttivi e di trattamento dei rifiuti nei bacini imbriferi, che alimentano i laghi campani e in particolare il lago di Morcone-Campolattaro, per salvaguardarne la salubrità e impedirne la contaminazione. Interrogazioni, già assegnate a Commissioni permanenti, da svolgere in Assemblea L'interrogazione 3-00183, della senatrice Russo ed altri, precedentemente assegnata per lo svolgimento alla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), sarà svolta in Assemblea, in accoglimento della richiesta formulata in tal senso dall'interrogante. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-00245, della senatrice Agostinelli, sulle misure per incentivare l'agricoltura biologica.