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Tra l'altro, anche in questo contesto, si ripropone il fatto che in assenza di una fattiva possibilità di riscatto per i riabilitati che è data dall'annullamento pieno e indiscutibile degli effetti della condanna e delle pene accessorie per le quali è intervenuta la riabilitazione penale, non avrebbe senso disporre di questo strumento, dovendosi considerare i beneficiati al pari di quanti, condannati, non hanno riparato il danno fatto e, soprattutto, non si sono sottoposti alle valutazioni dei preposti organi circa la loro condotta successiva al fatto di reato. Tema, infine, non di rado oggetto di contenzioso è quello relativo alla mancata indicazione delle condanne subite per le quali è intervenuta sentenza di riabilitazione in sede di dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato, a norma dell'articolo 46 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Si ha notizia di procedimenti incardinati, soprattutto in occasione di pubbliche gare, contro amministratori delegati d'impresa che, condannati ma riabilitati -- e dunque godenti la nullità dell'effetto penale della condanna -- si sono visti negare la partecipazione per concorrere all'acquisizione di appalti della pubblica amministrazione e che, oltre a ciò, non menzionando la condanna -- a quel punto senza effetto -- in sede di autocertificazione sul proprio stato, si sono ritrovati denunciati all'autorità giudiziaria da stazioni appaltanti che ritenevano così violata la legge che, non chiara, ha prodotto contenzioso e un giudizio che si è avuto dopo anni di procedimento. Con l'odierno provvedimento si vuole dare risposta risolutoria anche a questo, nell'interesse della Giustizia e quindi dei cittadini che vi accedono. Inutile appare, per quanto attiene la dichiarazione sostitutiva di certificazioni in merito alle condanne subite, punire un cittadino che non dichiara una penale condanna che tanto è priva di effetto e che comunque la pubblica amministrazione può accertare in ogni momento attraverso le certificazioni che può -- e deve -- richiedere, alla bisogna, agli uffici giudiziari. Si prevede pertanto nell'odierno testo la non punibilità per la mancata menzione in sede di dichiarazione sostitutiva di certificazione ex articolo 46 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 da parte dell'interessato delle condanne subite per le quali è stata pronunziata sentenza di riabilitazione, in quanto gli effetti penali delle stesse e delle pene accessorie eventualmente applicate già col vigente articolo 178 del codice penale si intendono inefficaci e dunque inesistenti.. 1 1 All'articolo 178 del codice penale, dopo il primo comma, è aggiunto il seguente: «La pubblica amministrazione non può invocare quali cause ostative alla partecipazione a pubblici concorsi e per il rilascio di autorizzazioni, le condanne subite dal soggetto per le quali è stata pronunziata sentenza di riabilitazione dal giudice competente. Ai soggetti condannati a pene non superiori ad anni uno, o non superiori ad anni due se trattasi di applicazione della pena su richiesta delle parti, per le quali è stata pronunziata sentenza di riabilitazione dal giudice competente, non è precluso l'accesso al servizio o la progressione di carriera nelle forze armate e di polizia. Non è mai punibile la mancata menzione delle condanne subite per le quali è stata pronunziata sentenza di riabilitazione in sede di dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato».