[ddlpres]

Il comma 1 stabilisce infine che il tirocinio professionale – obbligatorio per chi deve esercitare una qualunque professione – sia svolto dai geometri all'interno del corso di laurea e quindi ne costituisce un'attività formativa specifica. Tale tirocinio ha durata almeno semestrale, corrispondente quindi ad almeno 30 crediti, come poi precisato dal successivo comma 3. Poiché le norme generali sul tirocinio professionale (per tutte le professioni) sono oggetto del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, il disegno di legge precisa che, nel caso dei geometri, il particolare tirocinio intracurricolare universitario sostituisce quello svolto secondo la disciplina del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 2012. Il comma 2 dell'articolo 2 richiama semplicemente la normativa universitaria vigente, cioè il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 270 del 2004, che, sulla base della norma di delegificazione contenuta nella legge n. 127 del 1997, affida ad un decreto ministeriale il compito di stabilire la denominazione, la classe di appartenenza, gli obiettivi formativi e l'ordinamento didattico del nuovo specifico corso di laurea per la formazione dei geometri. Lo stesso comma 2 fissa un termine molto ristretto per l'emanazione del decreto ministeriale con l'ordinamento didattico del corso di laurea: tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Il comma 3 dell'articolo 2 stabilisce che l'ordinamento didattico nazionale del nuovo corso di laurea comprenda l'indicazione di tutte le attività formative che ogni studente deve svolgere, fino al totale di 180 crediti formativi universitari che è il numero dei crediti da maturare per conseguire la laurea (triennale). Si deve infatti ricordare che la riforma dell'autonomia didattica, introdotta dal decreto Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica n. 509 del 1999, prevede che l'ordinamento didattico nazionale indichi le attività formative obbligatorie solo per un massimo di 90 crediti, gli altri essendo riservati alle autonome determinazioni delle università. In questo caso invece, sulla base di una norma già presente nel decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 270 del 2004, che introduce una possibile deroga per i «corsi preordinati all'accesso alle attività professionali», come il corso di laurea introdotto dal presente disegno di legge, tutti i 180 crediti sono assegnati dall'ordinamento didattico nazionale. Tra le attività formative del corso di laurea è incluso, come anticipato dal comma 1, anche il tirocinio professionale, per un minimo di 30 crediti formativi universitari (cioè un semestre di formazione). Il comma 4 dell'articolo 2 stabilisce che l'esame finale per il conseguimento del diploma di laurea ha valore di esame di Stato ed abilita all'esercizio della professione di geometra. Stabilisce altresì che vi possono essere ammessi solo coloro che hanno conseguito tutti i crediti previsti dall'ordinamento didattico dello specifico corso di laurea. Si tratta dunque di un percorso formativo obbligatorio in tutti i suoi aspetti per svolgere la libera professione di geometra. Il comma 5 dell'articolo 2 affida allo stesso decreto ministeriale contenente l'ordinamento didattico il compito di stabilire specifiche modalità dell'esame di laurea, al fine di garantire che esse coprano la necessaria verifica del possesso delle conoscenze/competenze/abilità per esercitare la professione di geometra, come per ogni esame di abilitazione. Allo stesso fine stabilisce che della commissione di laurea facciano parte professionisti designati dall'organo di rappresentanza della categoria, il CNGeGL. Il comma 6 dell'articolo 2 stabilisce specifiche modalità per l'accreditamento iniziale e periodico del corso di laurea per la formazione dei geometri, in quanto la natura professionalizzante del corso di laurea, quindi la necessità di particolari insegnamenti tecnico-professionalizzanti e di docenze professionali extra-universitarie, richiede l'approntamento di specifici requisiti e indicatori, diversi da quelli dei corsi di laurea di natura più generalista, in perfetta analogia, del resto, con la situazione già vigente per i corsi di laurea per le professioni sanitarie e per altri specifici corsi di laurea (si veda ad esempio l'allegato A, sezione b) , del decreto ministeriale 30 gennaio 2013, n. 47). Infine il comma 7 dell'articolo 2 stabilisce che il titolo professionale di «geometra laureato» spetti esclusivamente – fatta salva la norma transitoria contenuta nell'articolo 6, comma 3 – a coloro che hanno conseguito lo specifico diploma di laurea per la formazione dei geometri introdotto dal presente disegno di legge. L'articolo 3 riguarda l'accesso alla professione: l'iscrizione all'albo dei geometri è, come adesso, la condizione necessaria per esercitarla. Le condizioni generali per l'iscrizione all'albo sono esattamente quelle già vigenti (stabilite dalla legge 7 marzo 1985, n. 75) mentre, come requisito formativo, diventa obbligatorio essere in possesso del diploma di laurea abilitante introdotto dal presente disegno di legge, fatta salva, anche in questo caso, la norma transitoria contenuta nell'articolo 6, comma 1. L'articolo 4 autorizza il Governo a definire le competenze professionali dei geometri laureati, adeguandole al percorso formativo universitario specificamente introdotto per la loro formazione iniziale. L'articolo 5 provvede alle necessarie abrogazioni. Il comma 1 abroga la legge n. 75 del 1985 in quanto tutte le norme di accesso alla professione di geometra sono ora contenute nel presente disegno di legge, in particolare nell'articolo 3. Il comma 2 abroga invece quelle parti dell'articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 che riguardano la formazione iniziale per esercitare la professione dei geometri, in quanto le norme relative sono ora contenute per intero nell'articolo 1 della presente disegno di legge. L'articolo 6 è l'articolo conclusivo contenente le norme transitorie e finali. Il comma 1 è destinato a garantire agli studenti già iscritti all'istituto tecnico, indirizzo CAT, di poter conseguire l'abilitazione alla professione secondo le norme vigenti, conseguendo quindi il diploma secondario e svolgendo i diciotto mesi di tirocinio. Poiché il nuovo corso di laurea professionalizzante abilitante non potrà avere inizio prima dell'anno accademico 2017/18, questa possibilità deve essere garantita fino agli studenti che si sono iscritti al primo anno dell'istituto tecnico CAT nell'anno scolastico 2017/18 con preiscrizione all'inizio del 2017. Costoro conseguiranno il diploma secondario nel luglio del 2022 e poi dovranno svolgere diciotto mesi di tirocinio prima di affrontare l'ultimo esame di abilitazione secondo le norme previgenti, che si svolgerà nel novembre 2024. A decorrere dal primo gennaio 2025 l'esame di abilitazione sarà soppresso (comma 2) e rimarrà in vigore solo il percorso universitario abilitante.