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Rinvio il seguito della discussione congiunta del documento LVII, n. 3, e dell'annessa relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno VALENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, ho chiesto la parola per esprimere il cordoglio dei senatori del Partito Democratico e ovviamente mio personale per la scomparsa di Aldo Masullo, avvenuta lo scorso 24 aprile. Il professore Aldo Masullo fu per decenni un punto di riferimento per colleghi e studenti dell'Università Federico II di Napoli e filosofo tra i più originali nel panorama italiano. Cresciuto nel solco della scuola filosofica napoletana, si dimostrò sempre negli anni capace di rinnovarla nel profondo, aprendo a tradizioni di pensiero europee anche poco conosciute a Napoli. Aldo Masullo è stato un uomo dall'intelligenza viva e generosa, un uomo mite, dalla grande signorilità dei modi, ma dalle forti passioni, a partire naturalmente da quella per lo studio e la ricerca coltivata per l'intera vita fino all'impegno civile e politico, che pure sotto varie forme egli mai abbandonò, neppure negli ultimi anni. La stima e l'apprezzamento attribuitogli anche dal mondo studentesco a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta gli consentirono di venire eletto prima deputato nel 1972, come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, e poi confermato senatore nel 1976. In quegli anni, così come poi tra il 1994 e il 2001, quando tornò a sedere sui banchi di quest'Aula, il suo impegno parlamentare fu dedicato soprattutto ai temi dell'istruzione e del sistema scolastico universitario, in una fase in cui l'istituzione universitaria subì un profondo aggiornamento, anche organizzativo. Ma seguì e lavorò con passione e dedizione anche ai temi della giustizia, sostenendo in quest'Aula un disegno di legge per l'abolizione della pena dell'ergastolo dall'ordinamento italiano. Non fu soltanto nelle istituzioni che Aldo Masullo riservò le sue energie migliori. Napoli, città che lo aveva da tempo pienamente adottato - lui, avellinese di origini - ricorda la sua partecipazione in prima linea nella vita pubblica della città, soprattutto in due rilevanti circostanze: la prima è quella delle famose Assise di Palazzo Marigliano, che soprattutto grazie ad Aldo Masullo e ad altri, a partire dal 1991, animarono il risveglio della città; la seconda, che voglio qui ricordare, è il «Manifesto degli intellettuali per Napoli», firmato da Aldo Masullo nel 2004, che trova ampio consenso da parte dell'opinione pubblica cittadina e disponibilità di ascolto da parte di tutte le istituzioni locali. Con due esempi significativi voglio concludere: mi piace ricordare che ancora l'anno scorso, all'età di novantasei anni, Masullo aveva aderito attivamente, anche come testimonial , all'iniziativa «adotta un filosofo», tenendo lezioni ai ragazzi campani delle superiori sul progetto di costruzione europea, proprio nell'imminenza delle nuove elezioni del Parlamento europeo. Negli anni ci aveva abituati a leggere su «la Repubblica» e «Il Mattino» i suoi interventi e ritrovarvi, oltre allo sguardo acuto e ficcante del commentatore, soprattutto un grande senso di umanità. Tra i molti temi che potrei ricordare ne richiamo uno soltanto: l'attenzione costante alle difficoltà del sistema penitenziario, al mondo dei detenuti e al non poter sottrarre nessuno mai in una comunità che si pretende democratica il diritto alla speranza. Fino all'ultimo non ha mancato di esprimere la sua voce, intervenendo ancora sull'epidemia da coronavirus. Descrisse il vuoto esistenziale che sentiva diffondersi, quello che tutti noi abbiamo provato in queste settimane e che oggi ci sembra ancora più grande a causa della sua perdita. Voglio da qui esprimere il nostro cordoglio a tutta la sua famiglia e in particolare i suoi tre figli - Carlo, Paolo e Lorenzo - a cui va il saluto affettuoso mio e di tutto il PD. A causa delle restrizioni, Napoli non l'ha potuto salutare. Lo faremo sicuramente meglio. Mi auguro che lo potremo fare anche qui in Senato, per rendere omaggio davvero a un intellettuale italiano che ha reso migliore sicuramente la vita politica della sua città e credo di poter dire dell'intero Paese. (Applausi dai Gruppi PD e M5S) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colgo l'occasione di questo intervento per testimoniare la nostra vicinanza a tutte le popolazioni della Lombardia, la mia Lombardia, che in questi mesi sta affrontando una tragedia come mai ci si sarebbe potuti immaginare: amici che muoiono e sono troppi per poterli elencare, ma li ricordiamo tutti; parenti che ci lasciano senza nemmeno poter dare l'ultimo saluto. Sono cose che forse non abbiamo compreso appieno nella bolgia mediatica che specialmente in questi ultimi giorni sta dimostrando tutti i limiti della politica odierna. Anche la mia Brianza sta pagando il proprio tributo di sangue, per fortuna meno di altre province, ma oggi non esiste una distinzione di provenienza. Oggi siamo e dobbiamo essere tutti lombardi. Questo è un messaggio che però, forse, non tutti comprendono, visti i beceri e sinceramente disgustosi attacchi programmati e organizzati da una certa parte politica che non conosce evidentemente il rispetto dell'altro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) ; attacchi che hanno il solo fine di colpire la gestione della Regione Lombardia, perché così conviene. La Regione Lombardia ha fatto tutto il possibile e farà l'impossibile per contrastare oggi e in futuro un nemico invisibile, subdolo e sconosciuto. Ma noi Lombardi non ci fermeremo. Noi continueremo a lottare per ripartire, con ogni mezzo, anche quando un Governo centrale, sempre troppo lontano, che arriva di notte, cerca in ogni modo di cancellare le eccellenze che hanno - checché se ne dica - lavorato per arginare il propagarsi dell'epidemia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo Governo lontano, troppo lontano, deve però comprendere che dalla Lombardia, come da ogni altra Regione della penisola, il grido di dolore si alza oggi sempre di più. Ad oggi, chi dirige a Roma rimane sordo a ogni tentativo di dialogo per alleviare il dolore della popolazione. Ed è per questo motivo che, dovendo rendere conto solo ed esclusivamente alla gente di qualsiasi estrazione, colore, professione, provenienza, non possiamo tacere ulteriormente circa la sistematica e intollerabile distorsione dei diritti democratici che si sta verificando in queste settimane. Per questo restiamo ad oltranza in Parlamento, che è il nostro luogo di lavoro, finché non ci saranno risposte per tutti i cittadini, madri, padri, imprenditori, commercianti, lavoratori che non sanno cosa fare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .