[resaula]

Lo si fa attraverso un'attività che deve essere e che sarà di mercato, ma lo Stato, comunque, per garantire che le cose andranno bene, ha dato la disponibilità delle risorse finanziarie, utili a mettere in sicurezza la Banca popolare di Bari. Si tratta di una banca in difficoltà, come ne abbiamo viste tante negli ultimi anni. Per questo, secondo me, conviene riflettere su cosa vuol dire fare banca. Fare banca, per un istituto di credito, vuol dire prestare soldi che non sono suoi e questa è un'attività davvero molto delicata. Pensiamo cosa accadrebbe se un giorno tutti noi decidessimo di andare a ritirare i nostri risparmi tutti insieme: questi risparmi non ci sono e quindi le banche andrebbero difficoltà. Questo dobbiamo saperlo e per questo le banche - ne siamo consci - sarebbero costrette a centellinare le restituzioni. Dobbiamo renderci conto che fare banca è un'attività sicuramente molto redditizia, ma anche molto delicata, per la quale non ci si può far prendere la mano. Purtroppo, però, negli ultimi anni molti imprenditori, bancari, dirigenti e amministratori delegati si sono fatti prendere la mano e hanno erogato più crediti di quelli che potevano erogare, senza le dovute garanzie. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questa, secondo me, è la causa principale dei dissesti bancari che si sono verificati. Poi sicuramente ha un ruolo anche la normativa europea, forse un po' troppo severa nella concessione di credito per banche un po' troppo morbide come le nostre. Questa potrebbe essere una concausa, ma i fidi e i crediti facili sono la ragione principale del dissesto, altrimenti non saremmo arrivati a 330 miliardi di sofferenza bancaria: questo è il valore delle sofferenze, ossia dei crediti deteriorati non restituiti alle banche, che fortunatamente a livello netto è molto più basso. Sono stati bruciati miliardi per poter parare le perdite bancarie. Ma 330 miliardi sono veramente tanti e vuol dire che c'è qualcosa sotto. A titolo d'esempio, non posso non citare la Banca Popolare di Bari, un caso emblematico che sarà sicuramente studiato dalla Commissione d'inchiesta sulle banche, ma non si può non citare un caso nazionale del credito facile. Mi riferisco all'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, che grazie alle sue holding , ha ricevuto - e cito i dati - svariate centinaia di milioni di euro: 45 milioni da Banca Etruria; 60 milioni dal Monte dei Paschi di Siena; 70 milioni da Carife; 70 milioni da Carige; 65 milioni da Veneto Banca; svariate decine di milioni dalla Popolare di Vicenza; 120 milioni dalla BNL; 110 milioni dal Banco Popolare, per non pensare ai 240 milioni erogati da una serie di banche, tra cui Unicredit. Quanto alla Popolare di Bari, non sappiamo ancora se abbia erogato soldi a Caltagirone, ma anche su questo accenderemo un faro. Questo vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Ma cosa non ha funzionato, se una persona e una holding possono aver ricevuto così tante risorse? Vuol dire che chi doveva controllare non ha controllato in modo adeguato. Anche su questo accenderemo un faro, perché secondo noi la vigilanza non può non avere responsabilità su quanto è successo alla Popolare di Bari. Entriamo nel merito: già nel 2010 si sapeva che la Popolare di Bari era messa male e ci sono state ispezioni della Banca d'Italia, tant'è che Banca d'Italia ha sancito che la Popolare di Bari non avrebbe più potuto fare acquisizioni bancarie. Questo divieto stranamente, a un certo punto, svanisce nel nulla, tant'è che la Popolare di Bari si vede autorizzata - o forse, diciamo così, "agevolata" - nell'acquisizione della Banca Tercas, una banca in difficoltà che si poteva salvare in altro modo e invece è stata acquisita dalla Popolare di Bari attraverso risorse preziose. Si parla di 500 o 700 milioni di euro. Ebbene, la Banca Tercas, una banca molto in difficoltà, poteva essere salvata in modo alternativo. Poteva intervenire il Fondo interbancario di tutela dei depositi, cosa che non è successa a causa di un divieto europeo. Non si è intervenuti su Tercas e allo stesso modo non si è intervenuti sulle quattro banche, che pure si potevano sicuramente sistemare con il Fondo interbancario di tutela dei depositi e questo perché l'Europa ce lo ha impedito con una decisione della Commissione europea, sezione concorrenza. Ebbene, la stessa Europa, attraverso la Corte di giustizia europea, poi ci ha detto che quella decisione era sbagliata. Quindi, per una decisione sbagliata non siamo intervenuti con il Fondo interbancario né su Tercas, né sulle quattro banche, arrecando notevoli danni alla nostra Nazione, soldi che abbiamo dovuto spendere per salvare le quattro banche e indennizzare i risparmiatori. (Applausi dal Gruppo M5S) . Su questo ricordo che ci sono due mozioni (una presentata dal sottoscritto), firmate dal Gruppo MoVimento 5 Stelle, per chiedere all'Europa di restituire il maltolto, cioè di indennizzare la nostra Nazione che è stata così penalizzata da quella decisione. Torniamo a Tercas, che il Fondo interbancario non ha potuto salvare e che è stata acquisita dalla Banca Popolare di Bari, una banca in difficoltà che probabilmente doveva fare altre cose invece di acquisire banche e doveva risanare il proprio bilancio, cosa che non è successa. Per fortuna ci sono lo Stato e i cittadini e per fortuna, dovendosi fare qualcosa, si cerca di mettere in sicurezza la banca, i risparmiatori, i lavoratori e il tessuto produttivo di quelle Regioni. Grazie a quanto stiamo facendo in Parlamento durante questa legislatura siamo arrivati al risultato di aver depositato un disegno di legge che può veramente dare soluzioni e fare in modo che non accadano più cose di questo genere. Mi riferisco al disegno di legge presentato dal collega e amico, senatore Elio Lannutti, sul disastro bancario, con il quale si sancisce che gli imprenditori bancari che si rendono responsabili di disastri e dissesti bancari per condotte omissive o per responsabilità riferite al loro lavoro possono andare in carcere e subire pene che vanno dai quattro ai dodici anni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Le stesse pene sono riservate anche a coloro che non hanno vigilato o hanno vigilato in modo distorto. Presidente, preannuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Poiché la relatrice non intende intervenire in sede di replica, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BARETTA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, la relatrice Bottici ha illustrato molto bene nella sua relazione la natura e gli scopi del provvedimento anticipando, in alcuni casi, anche osservazioni emerse nella discussione. Ciò mi consente di limitarmi in pochi minuti a tre rapide considerazioni di contorno.