[pronunce]

L'art. 1, comma 471, della medesima legge n. 228 del 2012 ha modificato il comma 21 del citato art. 32, espungendo le informazioni di cui al comma 20 di detto articolo - vale a dire il prospetto che evidenzi il rispetto del patto di stabilità da parte della Regione autonoma Trentino-Alto Adige e delle Province autonome di Trento e di Bolzano - da quelle che devono essere messe a disposizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, da parte del Ministero dell'economia e delle finanze. 8.- Con memoria depositata in vista dell'udienza del 28 gennaio 2014 la Provincia autonoma di Bolzano, riepilogate le modifiche intervenute successivamente alla proposizione del ricorso, sostiene che esse non avrebbero fatto perdere rilevanza alle questioni di legittimità costituzionale proposte, che dovrebbero pertanto essere trasferite sul testo attualmente vigente della normativa impugnata. La ricorrente evidenzia che le misure di partecipazione di cui ai commi l e 3 dell'art. 79 dello statuto avrebbero carattere peculiare e tassativo ed inoltre che, in base al successivo comma 4, le disposizioni statali relative all'attuazione degli obiettivi di perequazione e di solidarietà, nonché al rispetto degli obblighi derivanti dal patto di stabilità interno, non trovano applicazione con riferimento alla Regione ed alle Province autonome e sono in ogni caso sostituite da quanto previsto da detto articolo. Diversamente, secondo la ricorrente, le disposizioni impugnate avrebbero sostanzialmente recato delle modifiche sostanziali alle norme del Titolo VI dello statuto in difetto delle procedure concertative ivi previste. 9.- Con memorie di eguale contenuto, depositate in prossimità dell'udienza del 28 gennaio 2014 la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Provincia autonoma di Trento, in replica alla difesa erariale, secondo la quale il patto di stabilità atterrebbe «alle modalità con cui devono essere perseguiti gli obiettivi di finanza pubblica, piuttosto che alla determinazione della misura del concorso agli obiettivi medesimi, che rientra [...] nell'ambito delle primarie prerogative dello Stato, ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione», osservano che in realtà, l'art. 79, comma terzo, dello statuto stabilisce che «la regione e le province concordano con il Ministro dell'economia e delle finanze gli obblighi relativi al patto di stabilità interno con riferimento ai saldi di bilancio da conseguire in ciascun periodo». I saldi di bilancio, proseguono le ricorrenti, consistono nel "risparmio pubblico" (entrate correnti meno spese correnti), nel "saldo netto da finanziare" (entrate finali meno spese finali), nell'"avanzo primario" e nel "ricorso al mercato". In tutti i casi - si sostiene - si tratterebbe di valori e non di modalità, ed anche l'art. 79, comma 3, che più volte menziona gli «obiettivi» e le «misure» farebbe chiaramente riferimento a valori e non a modalità. Per tali motivi, sostengono le ricorrenti, l'art. 32, comma 12, laddove vincola il contenuto dell'accordo relativo al patto di stabilità, violerebbe l'art. 79, comma 3, dello statuto, che assoggetterebbe al principio pattizio non solo le modalità con cui devono essere perseguiti gli obiettivi, ma anche la misura del concorso della Regione al risanamento della finanza pubblica. 10.- Con memoria depositata in prossimità dell'udienza del 28 gennaio 2014 la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste prende atto che, con la sentenza n. 219 del 2013 questa Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 7 del d.lgs. n. 149 del 2011, nel testo vigente a seguito delle modifiche introdotte dall'art. l della legge n. 228 del 2012, nella parte in cui si applica alle Regioni a statuto speciale ed alle Province autonome, e pertanto chiede che sia dichiarata cessata la materia del contendere, limitatamente alle questioni di legittimità costituzionale relative all'art. 32, commi 19, 22, 23 e 24, della legge n. 183 del 2011. Con riferimento invece ai commi 10 e 17 del medesimo art. 32, la Regione autonoma Valle d'Aosta evidenzia che il richiamo posto dalla difesa erariale all'art. 27 della legge n. 42 del 2009 in realtà confermerebbe l'assunto di essa ricorrente, poiché tale disposizione prevede espressamente il rispetto delle autonomie speciali e delle norme statutarie. Né, secondo la Regione, si potrebbe fondare la legittimità costituzionale delle norme impugnate sulla base della loro natura di «norme finanziarie "eccezionali", volte a fronteggiare una situazione economica "emergenziale", caratterizzata da una dilagante crisi internazionale», in quanto «il principio salus rei publicae suprema lex esto non può essere invocato al fine di sospendere le garanzie costituzionali di autonomia degli enti territoriali stabilite dalla Costituzione. Lo Stato, pertanto, deve affrontare l'emergenza finanziaria predisponendo rimedi che siano consentiti dall'ordinamento costituzionale» (si cita la sentenza n. 151 del 2012). 11.- Anche il Presidente del Consiglio dei ministri, in prossimità dell'udienza del 28 gennaio 2014, ha depositato memorie con riferimento a tutti i ricorsi regionali. Con riguardo a quelli proposti dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige e dalla Provincia autonoma di Trento, il resistente osserva che non potrebbe essere condiviso il presupposto comune su cui si fondano le contestazioni delle ricorrenti, secondo cui la disciplina sull'adempimento degli obblighi di carattere finanziario a carico della Regione e delle Province autonome si collocherebbe esclusivamente nell'ambito dello statuto speciale, restando quindi in ogni caso indifferenti rispetto alle misure statali adottate nei confronti della generalità delle Regioni anche laddove esse siano qualificate come «principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione». La difesa erariale, infatti, evidenzia che l'intervento statale ai fini della fissazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica - oltre che in sede costituzionale - è espressamente previsto dallo stesso art. 79 dello statuto, che richiama la Regione e le Province autonome «all'assolvimento degli obblighi di carattere finanziario posti dall'ordinamento comunitario, dal patto di stabilità interno e dalle altre misure di coordinamento della finanza pubblica stabilite dalla normativa statale» (comma 1) nell'ambito di un rapporto in cui «la regione e le province concordano con il Ministro dell'economia e delle finanze gli obblighi relativi al patto di stabilità interno con riferimento ai saldi di bilancio da conseguire in ciascun periodo» (comma 3).