[resaula]

Quest'atteggiamento che abbiamo riscontrato in Parlamento per portare avanti i contenuti del decreto-legge in esame e migliorarlo, affrontando alcuni temi che poi non sempre abbiamo trovato modo di portare in fondo compiutamente, ma a proposito dei quali alcuni ordini del giorno sicuramente rappresentano impegni vincolanti per questo Governo - lo dico a me stesso per convinzione e fiducia in tutti voi - sarà positivamente decisivo anche nell'esame della prossima legge di bilancio. Qui in Parlamento troveremo quindi le condizioni per fare le scelte giuste che rafforzano e danno prospettiva a questo Governo. Ci credo perché abbiamo davanti un percorso che ci deve dare la possibilità di rendere irreversibili nel nostro Paese i cambiamenti che stiamo cercando di imporre, perché hanno bisogno di gradualità e di tempo, nonché di potersi svolgere in modo articolato, ma anche irreversibile. Questo riguarda anche le nostre imprese: gli imprenditori, vedete, hanno bisogno di certezze per svolgere il proprio mestiere. In Italia c'è sempre quel retropensiero che porta a dire che è stato fatto un cambiamento che va in quella direzione, ma poi resisterà? Sarà vero che andrà a finire così? Con questo Governo, in questi tre anni che credo abbiamo davanti, dobbiamo riuscire a dare irreversibilità al cambiamento nelle condizioni che si formano all'interno delle imprese, negli imprenditori e nei lavoratori all'interno della nostra società. Cito alcuni contenuti del decreto-legge. Alcuni temi sono già stati affrontati dal mio collega Nannicini relativamente ai rider e ai lavoratori della gig economy . Io mi soffermerò su altri temi che sono stati affrontati. Chiaramente gli interventi che riguardano le aree di crisi complessa, le crisi aziendali e i tavoli attualmente aperti al Ministero rappresentano temi importanti. Aver rifinanziato con una proroga la cassa integrazione guadagni straordinaria ci consente di essere ancora incisivi su questo piano. Di rilievo è l'accordo sull' end of waste , che sblocca dei meccanismi che non stanno funzionando, tenendo conto della sensibilità del tema. L'economia circolare deve essere favorita, ma soprattutto implementata: dobbiamo assicurare condizioni di certezza e con questo provvedimento riattiviamo molti percorsi virtuosi. Abbiamo portato all'attenzione altri temi attraverso ordini del giorno che sono stati accolti, ma ovviamente rimaniamo in attesa delle successive azioni e dei successivi sviluppi, che dovranno concretamente affrontare le questioni. Mi riferisco innanzitutto al fallimento di Thomas Cook, intervenuto il 23 settembre; dopo qualche settimana gli analisti hanno valutato l'entità dell'impatto di questo fallimento sul sistema turistico italiano. A questo punto bisogna sicuramente aprire un tavolo che ci consenta, nel confronto con il settore turistico, di mettere in campo quelle azioni che possono consentire alle nostre aziende di affrontare questa improvvisa difficoltà. Si è inoltre parlato dello sconto in fattura rispetto agli incentivi e al bonus per la ristrutturazione e l'efficientamento energetico, su cui è stato presentato un ordine del giorno. Sappiamo che il Ministro ha affrontato il tema e sta costruendo una soluzione in questo senso, a tutela del tessuto della piccola e media impresa presente nel nostro Paese che, rispetto al grande volume di interventi generato dai bonus e dagli incentivi sulle ristrutturazioni e sull'efficientamento energetico degli edifici, non può essere messa fuori mercato da un intervento legislativo che sicuramente va incontro alle esigenze dei cittadini, ma che non può favorire solamente le grandi imprese. Voglio sottolineare anche il tema dei workers buyout , che rappresenta un aspetto fondamentale. Io provengo da una terra in cui questa soluzione in tante crisi aziendali ha avuto un esito positivo. In tanti piccoli centri, iniziative imprenditoriali che davano possibilità di sviluppo al territorio sono venute a mancare e la grande volontà dei lavoratori, riuniti in cooperativa, ha consentito di salvare questi siti produttivi e l'economia locale. Questo è un tema che deve essere affrontato e crediamo che l'ordine del giorno possa rappresentare un impegno significativo per il Governo. Arriviamo all'Ilva. L'abbiamo dichiarata «stabilimento di interesse strategico nazionale»: dobbiamo capire che cosa significa questa definizione. Un Paese come il nostro, che è una potenza economica, membro del G7 e del G8, rappresenta uno dei luoghi del mondo dove si produce sviluppo economico e non può essere privo della produzione dell'acciaio. Questo è un tema fondamentale. Rispetto a ciò, deve esservi una consapevolezza che contemperi una serie di questioni. Dal 2013 ad oggi, durante tutta la legislatura siamo intervenuti alla ricerca delle condizioni che tenessero insieme la salvaguardia dei livelli occupazionali con un percorso di miglioramento ambientale che, con adeguati investimenti, muovesse credibilmente verso un punto di compatibilità. Questo è l'obiettivo. Diversamente, se non siamo convinti che a Taranto esista il punto di equilibrio tra la produzione dell'acciaio e la sostenibilità e la competitività ambientale, allora ci stiamo raccontando delle storielle. È questo il punto. Noi abbiamo questa convinzione: che ci sia questo punto di equilibrio e che si possa lavorare andando in quella direzione. Altri punti di vista io li vedo e li riconosco solamente come ideologici, precostituiti; punti di vista che non cercano di trovare una soluzione, ma che la negano perché è già deciso che non si può più arrivare a quel punto di equilibrio. Noi dobbiamo trovare questa strada. A mio avviso, quello che ci dirà il Ministro in sede di replica sarà importante, perché il nostro ordine del giorno rappresenta proprio questa richiesta, sta a significare questa nostra convinzione. Certamente vi è anche un tema di credibilità del nostro Paese nei confronti degli investitori esteri. Io non credo che tutte le responsabilità (come i dati dimostrano) siano in capo alla definizione di quegli aspetti, che peraltro io definirei anche parziali, relativi alla cosiddetta immunità, che io però chiamerei esonero di responsabilità dell'acquirente del gruppo. Ci sono anche dei problemi industriali: la chiusura dell'altoforno n. 2 ha messo in perdita l'impianto, quindi ci sono temi che vanno anche oltre quello ambientale, come quello della sostenibilità del sito. Questi sono i temi sul tavolo, gli argomenti che devono trovare un equilibrio e uno spazio all'interno dell'azione del Governo. Io credo che il ministro Patuanelli abbia la volontà, la possibilità e soprattutto tutto il nostro sostegno per affrontare questo tema e per riuscire a dare una prospettiva a un settore strategico per il Paese e importante dal punto di vista occupazionale, ma anche un futuro compatibile dal punto di vista ambientale per un sito, per un luogo come Taranto che ha sicuramente pagato a caro prezzo la presenza di questo impianto e che oggi deve avere una prospettiva nuova. (Applausi dai Gruppi PD e M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ha ragione il collega Collina nel ricordare a tutti noi che il decreto-legge in discussione era stato emanato dal precedente Governo in sede di Consiglio dei ministri. Avevamo davanti a noi due scelte: