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Riforma della legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna. Onorevoli Senatori. – Sono ormai trascorsi ventinove anni dall'entrata in vigore della legge n. 798 del 1984, l'ultimo di una serie di interventi legislativi contrassegnati dalla straordinarietà e dall'occasionalità in favore della salvaguardia di Venezia. Alla luce del processo di declino demografico, economico, sociale e ambientale di Venezia, di Mestre, di Marghera, del Lido, delle isole e degli altri centri della terraferma, manifestatosi negli ultimi anni, si ritiene debba oggi essere compiuto un rinnovato sforzo programmatico, ispirato a una nuova strategia politica, anche in attuazione degli articoli 9, 118 e 119, quinto comma, della Costituzione, come modificata dalla riforma del titolo V della parte seconda del 2001. Si impone, infatti, la necessità di imprimere una svolta nell'approccio delle politiche per Venezia e per la sua Laguna: a tale obiettivo si ispira il presente disegno di legge. La realizzazione del modulo sperimentale elettromeccanico (MOSE), nel fronteggiare la principale minaccia alla sicurezza fisica di Venezia, costituisce la cornice di un primo intervento strutturale di vasta portata (attesa anche la sua straordinaria rilevanza tecnologica) che può creare i presupposti di un rilancio della città e dell'area lagunare. È necessario però, adesso, procedere a un intervento organico, a carattere strategico sull'insieme dei profili (fisico, ambientale, socio-economico, artistico-culturale) che caratterizzano la specialità di Venezia; un intervento che superi la logica emergenziale, occasionale e straordinaria delle precedenti «leggi speciali» e che ponga le basi non solo per porre un freno al declino, ma anche per la rivitalizzazione dell'area e per la successiva stabilizzazione di un trend di sviluppo adeguato alla specifica vocazione che fa di Venezia un unicum — nel tempo e nello spazio — della storia dell'umanità. Con questa iniziativa legislativa si cerca, pertanto, di rappresentare un approccio di politica pubblica significativamente discontinuo rispetto al passato. La specialità va innanzitutto intesa non tanto con riferimento alla straordinarietà o all'occasionalità dell'intervento, quanto alla peculiarità del proprio oggetto: Venezia (e la sua Laguna) come conglomerato urbano e storico-ambientale unico al mondo e dotato pertanto di una naturale e insopprimibile vocazione transnazionale e internazionale, intesa sia come naturale e storica predisposizione della città a essere destinataria di flussi provenienti da tutto il mondo, sia come luogo privilegiato di incontro tra culture, esperienze e professionalità delle più diverse provenienze. Quanto alla natura dell'intervento, poi, esso si propone di superare la politica degli interventi una tantum e di precostituire le condizioni non solo per la salvaguardia fisica e ambientale e per il risanamento socio-economico, ma anche per la determinazione di condizioni di sviluppo autopropulsivo, sostenibile nel tempo, che emancipi la salvaguardia dall'esigenza dei suddetti periodici e ricorrenti interventi straordinari. Le misure di promozione socio-economica, pertanto, sono finalizzate e strumentali (come ricorda il comma 1 dell'articolo 1) a rendere sostenibile nel tempo la salvaguardia stessa. Il disegno di legge, che è stato redatto tenendo in considerazione anche i numerosi progetti di legge presentati in Parlamento per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, supera la settorialità delle azioni contenute nei precedenti provvedimenti e contiene disposizioni che invece prevedono interventi più coordinati e finalizzati al raggiungimento dell'unico obiettivo rappresentato dalla salvaguardia della città. In particolare esso prevede, nell'arco del prossimo decennio, la realizzazione di un sistema di investimenti infrastrutturali e di interventi di riqualificazione urbana in grado di cambiare permanentemente l'attrattività economica, abitativa, sociale e ambientale dell'intero territorio, al fine di realizzare l'aumento della base economica e il contemporaneo incremento della popolazione residente. L'intento è quello di realizzare nuovamente una città in grado di produrre ed esportare cultura, di ospitare grandi eventi, di essere sede di organizzazioni internazionali, di offrire dialogo interculturale e interreligioso, di ospitare offrendo servizi di qualità e di rappresentare un riferimento per il Veneto, per il Nord-est, per il resto del Paese e per il mondo. Dato, inoltre, il recente cambiamento economico del contesto nazionale e internazionale, risulta necessario che Venezia riprogrammi al più presto il suo modo di essere e ricostruisca le proprie basi produttive, attraverso la graduale ripresa della propria capacità produttiva e degli investimenti connessi a una coraggiosa economia delle trasformazioni e delle innovazioni territoriali, strutturali, organizzative e tecnologiche che consenta di arrivare all'appuntamento con la ripresa mondiale con un profilo competitivo rafforzato. Prima di entrare nel dettaglio dell'articolato, è utile indicare alcune misure particolarmente qualificanti in esso contenute. Una significativa previsione attiene allo sviluppo dell'area dell'Arsenale e di Porto Marghera, entrambe, per ragioni diverse, destinate a un profondo processo di conversione funzionale, rivitalizzazione e rilancio. Quanto al primo, si prevede una consistente opera di sdemanializzazione del patrimonio (anche) militare e la sua riqualificazione e destinazione ad attività finalizzate allo sviluppo. L'avvio di processi di bonifica del suolo e delle acque di falda contaminate nell'area di Porto Marghera si inserirà, invece, nell'obiettivo di realizzare il progetto edilizio e di recupero urbano denominato «Progetto Marghera» (articolo 7). Sul piano degli strumenti operativi e di governance si prevede, per l'Arsenale, la realizzazione di un'attività di pianificazione da affidare alla Commissione per la salvaguardia di Venezia presieduta dal sindaco di Venezia, con successiva realizzazione e con definitiva acquisizione dei beni e delle aree sdemanializzate al patrimonio del comune di Venezia (articolo 8). Per l'area di Porto Marghera si propone di affidare la trasformazione ad accordi di programma promossi dalla regione insieme agli altri enti territoriali. In entrambi i casi sono però previsti degli interventi sostitutivi da porre in essere nel caso in cui l'inerzia dei soggetti istituzionali si prolunghi eccessivamente, minacciando di pregiudicare le finalità di riqualificazione, trasformazione e rivitalizzazione previste dal presente disegno di legge (articolo 6). Altri significativi interventi riguarderanno misure di incentivazione nella prospettiva di un'ulteriore e sempre maggiore internazionalizzazione di Venezia, favorendo l'insediamento di attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico (articolo 10), e di istituzioni universitarie di primario livello a vocazione internazionale (articolo 9). Inoltre sono previsti specifici e mirati interventi volti alla riqualificazione e alla manutenzione urbana e residenziale della città di Venezia, per soddisfare la domanda di nuovi insediamenti produttivi commerciali e culturali (quali, ad esempio, il progetto fondaci) e per sostenere il turismo.