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"Per le aree non comprese nei programmi pluriennali di attuazione le concessioni e le autorizzazioni a costruire sono rilasciate quando si tratti di interventi: a) diretti al recupero del patrimonio edilizio esistente, di cui all'articolo 31, primo comma, lettere b), c) e d), della legge 5 agosto 1978, n. 457; b) da realizzare su aree di completamento che siano dotate di opere di urbanizzazione primaria collegate funzionalmente con quelle comunali; c) da realizzare su aree comprese nei piani di zona"; il quarto comma è sostituito dal seguente: "Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano sino al 31 dicembre 1984"; il quinto comma è soppresso. All'articolo 8: il quinto comma è sostituito dal seguente: "Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano per gli interventi da attuare su aree dotate di strumenti urbanistici attuativi vigenti ed approvati non anteriormente all'entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765, nonché quando la concessione o autorizzazione è atto dovuto in forza degli strumenti urbanistici vigenti e approvati non anteriormente alla predetta data"; il sesto, il settimo, l'ottavo, il nono, il decimo e l'undicesimo comma sono soppressi; il quindicesimo comma è soppresso; sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: "I comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti sono tenuti a rilasciare, a domanda di chi abbia titolo alla concessione edilizia, un certificato in cui siano indicate tutte le prescrizioni urbanistiche ed edilizie riguardanti l'area o gli immobili interessati. Il certificato conserva validità per un anno dalla data del rilascio, se non intervengono modificazioni degli strumenti urbanistici vigenti. La domanda di concessione che il progettista attesti, anche ai sensi dell'articolo 373 del codice penale, conforme al certificato previsto dal presente comma, si intende assentita qualora entro novanta giorni non venga comunicato il provvedimento motivato con cui viene negato il rilascio. In tal caso si applicano le disposizioni di cui al secondo, terzo quarto e quinto comma del presente articolo. Sino al 31 dicembre 1982 il certificato deve essere rilasciato entro novanta giorni dalla presentazione della domanda e dopo la stessa data entro sessanta giorni. In caso di mancato rilascio alle domande di concessione si applicano le disposizioni di cui al primo, secondo, terzo, quarto e quinto comma del presente articolo. Prima di procedere all'annullamento delle concessioni assentite ai sensi del presente articolo, l'autorità competente deve indicare agli interessati gli eventuali vizi delle procedure amministrative e gli elementi progettuali o esecutivi che risultino in contrasto con le norme o i regolamenti vigenti, assegnando un termine non inferiore a trenta e non superiore a novanta giorni per provvedere alle modifiche richieste". All'articolo 9: al primo comma, le parole: "per le esigenze proprie, del coniuge o dei propri parenti in linea retta fino al secondo grado conviventi" sono sostituite dalle seguenti: "per realizzare la propria prima abitazione". All'articolo 10: al quinto comma, sono soppresse le parole: "nel caso in cui il reddito complessivo dei componenti il nucleo familiare risulti superiore di oltre un quarto a quello complessivo del nucleo familiare del locatore o dell'eventuale beneficiario del provvedimento di rilascio quali risultanti dall'ultima dichiarazione dei redditi, ove presentata"; è soppresso l'ottavo comma; è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Nelle regioni Basilicata e Campania l'esecuzione degli sfratti, anche se fondati su un verbale di conciliazione, è sospesa fino al 31 dicembre 1982". All'articolo 13: al primo comma, le parole: "diciotto mesi dall'entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "venti mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto"; al terzo comma, le parole: "sui problemi inerenti alla esecuzione in detta area dei provvedimenti di rilascio di immobili adibiti ad uso di abitazione" sono sostituite dalle seguenti: "relativamente alla graduazione degli sfratti in detta area"; al sesto comma, le parole: "La commissione fornisce al pretore" sono sostituite dalle seguenti: "Su richiesta del pretore, la commissione gli fornisce". All'articolo 14: al quinto comma, lettera b), le parole: "12 milioni" sono sostituite dalle seguenti: "diciotto milioni"; al quinto comma, lettera b), sono aggiunte, in fine, le parole: "Non si tiene conto del predetto limite qualora il conduttore dimostri di non poter ottenere la disponibilità di un alloggio di sua proprietà per effetto di un provvedimento di graduazione dello sfratto emesso nei confronti del conduttore dello stesso"; al quinto comma, è soppressa la lettera c); all'ottavo comma, sono soppresse le parole: "e comunque per non più di due anni". All'articolo 15: il primo comma è sostituito dal seguente: "Nelle ipotesi di cui al primo e secondo comma dell'articolo 14 l'istanza deve essere presentata dal conduttore, a pena di decadenza entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ovvero dalla pubblicazione del provvedimento del CIPE. Nelle ipotesi di cui al terzo e quarto comma del medesimo articolo 14, l'istanza deve essere presentata almeno venti giorni prima della scadenza del termine fissato e, se questo cade entro i trenta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ovvero dalla pubblicazione del provvedimento anzidetto, non oltre trenta giorni da tale data". Dopo l'articolo 15 è aggiunto il seguente: Art. 1 " Art. 15-bis. - Le scadenze dei contratti di cui alle lettere a), b) e c) del primo comma dell'articolo 67 della legge 27 luglio 1978, n. 392, sono ulteriormente prorogate di due anni. Per il periodo di proroga il canone di locazione corrisposto alle scadenze di cui alle lettere a), b) e c) del primo comma dell'articolo 67 della legge 27 luglio 1978, n. 392, può essere aumentato, a decorrere dalle predette scadenze, nelle seguenti misure: a) non superiore al 100 per canto per i contratti stipulati anteriormente al 31 dicembre 1964; b) non superiore al 75 per cento per i contratti stipulati fra il gennaio 1965 ed il 31 dicembre 1973; c) non superiore al 50 per cento per i contratti stipulati dopo il 31 dicembre 1973. Il canone di locazione, determinato ai sensi del comma precedente, può essere aggiornato annualmente a partire dal secondo anno di proroga del contratto, a richiesta del locatore, in misura non superiore al 75 per cento della variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, verificatasi nell'anno precedente. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti di cui all'articolo 42 della legge 27 luglio 1978, n. 392". L'articolo 16 è soppresso. All'articolo 17: al secondo comma, sono aggiunte, in fine, le parole: "nonché a coloro che abbiano sottoscritto un verbale di conciliazione". Gli articoli 18, 19, 20 e 21 sono soppressi. Dopo l'articolo 21 sono aggiunti i seguenti: "Art. 21-bis.