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Lo strumento di programmazione degli interventi da realizzare nel territorio delle isole minori per perseguire tali obiettivi sarà il Documento unico di programmazione isole minori, di durata settennale, che sarà predisposto dai Comuni interessati mediante l'elaborazione dei progetti integrati di sviluppo territoriale, anche attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze di categorie imprenditoriali, dei lavoratori e dei cittadini. Ma gli obiettivi non si perseguono senza risorse. In merito, questo disegno di legge interviene su due fronti. Il primo incrementa dal 2020 di 10 milioni la dotazione del Fondo di sviluppo delle isole minori; il secondo istituisce, in aggiunta, il Fondo per gli investimenti delle isole minori, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024. Alle isole minori marine si destina il 90 per cento delle risorse, mentre solo il 10 per cento viene destinato a quelle lagunari e lacustri. Quindi, visto che le isole minori marine stanno prevalentemente nel Meridione, non è vera la tesi della collega Papatheu, secondo cui i soldi vengono sottratti al Meridione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . In sei anni, dunque, si stanziano ben 170 milioni di euro. Sarà una misura temporanea, collega Floris, ma in sei anni questi soldi consentono di fare una buona e ottima programmazione. Abbiamo fissato gli obiettivi e stanziato le risorse; il disegno di legge individua delle misure per attuare le previsioni e per conseguire gli obiettivi. I Comuni delle isole minori, entro novanta giorni dall'entrata in vigore, dovranno fare però dei censimenti: dovranno fare il censimento della dotazione infrastrutturale, delle scuole, delle strutture socio-sanitarie, delle strutture portuali e aeroportuali, delle reti stradali, delle reti elettrica, del gas, idrica e fognaria. Dovranno inoltre fare il censimento del patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale, con relativo stato di salute. Dovranno fare il censimento delle manifestazioni culturali, musicali, religiose, storiche e turistiche, che tutelano le culture, le identità e le tradizioni di quei popoli. Dovranno fare il censimento delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale, su cui ricordo che il Gruppo Lega qui in Senato ha presentato un progetto di legge specifico. Queste ricognizioni sono importanti al fine di definire progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale esistente. Per il perseguimento degli obiettivi il provvedimento - come ho detto prima - introduce significative misure per le quali dovranno concorrere, secondo le rispettive competenze, lo Stato, le Regioni e gli enti locali. Si prevedono misure per valorizzare e potenziare i servizi turistici alberghieri, dando la possibilità ai Comuni delle isole minori di consentire l'impiego razionale del patrimonio edilizio esistente, evitando così ulteriore consumo di suolo. Si prevedono misure per migliorare l'assistenza sanitaria alla popolazione residente e ai turisti delle isole minori e si dispone in tal senso che le Regioni competenti provvedano alla riorganizzazione dei presidi ospedalieri, ovviamente laddove esistenti. Vi sono poi significative previsioni in materia di protezione civile: la creazione di un organismo consultivo, la creazione di un fondo emergenze e l'obbligo di fare un piano di emergenza e di messa in sicurezza, qualora non ancora esistente. Si prevedono accordi di collaborazione e convenzioni con università, nonché accordi con istituti di credito, per supportare l'azione dei Comuni e del tessuto produttivo locale, e con Poste Italiane per migliorare i servizi postali. In materia di dissesto idrogeologico è prevista, da parte delle Regioni competenti, una ricognizione del fabbisogno finanziario per la realizzazione degli interventi in materia. Inoltre, visto che si parla di incremento della produzione locale di energia elettrica, è previsto un piano per promuovere la realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili. Avviandomi alla conclusione, il Gruppo Lega, che sul tema isole minori ha presentato un proprio disegno di legge, esprime il proprio convinto apprezzamento al provvedimento in esame. In Commissione abbiamo contribuito, così come tutti i Gruppi, a migliorare il testo base e ad ottenere un testo finale significativo, comunque perfettibile alla Camera. Siamo convinti che dall'applicazione delle misure previste le isole minore marine, lagunari e lacustri, che rappresentano una parte importante del territorio del nostro Paese invidiata nel mondo, avranno indubbi benefici. Ricordiamo che la tutela e la valorizzazione delle isole minori non significa solo miglioramento della qualità della vita della popolazione residente, che - ne siamo certi - guarda con favore a questo provvedimento, ma è anche e soprattutto azione di sviluppo economico del nostro Paese attraverso il turismo, che è uno dei settori su cui il Governo sta investendo molto, a partire dal riordino delle funzioni dei Ministeri. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sudano. Ne ha facoltà. SUDANO (PD) . Signor Presidente, come è stato già detto, il disegno di legge quadro che stiamo esaminando è il frutto del lavoro di Commissione della scorsa legislatura, dove per diversi anni sono state elaborate diverse richieste. In realtà, quando la Presidenza ha assegnato questo tema alla Commissione, tutti i Gruppi parlamentari hanno accolto l'argomento con grande interesse, proprio perché tutti abbiamo ritenuto fondamentale fare una legge quadro per promuovere lo sviluppo delle isole minori, riconoscendo quindi i gravi svantaggi connessi alla natura insulare delle aree in oggetto, prevedendo norme in deroga per superare i divari geografici, amministrativi e infrastrutturali, per combattere lo spopolamento o la depressione economica e prevedere dei contributi da parte dello Stato. Ritengo tuttavia che questo tema - come è già stato detto dagli altri colleghi che sono intervenuti - vada affrontato più come un problema di diritti e di disuguaglianze che vive il nostro Paese. Partendo dalla considerazione che l'articolo 3 della Costituzione afferma che tutti i cittadini italiani hanno pari dignità sociale e che pertanto la Repubblica rimuove tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale, ritengo che in questo Parlamento, al di là delle soluzioni che proponiamo, dobbiamo avere a cuore, anzi è nostro dovere superare le disuguaglianze esistenti tra tutti i cittadini italiani, perché proprio tutti dovrebbero avere gli stessi diritti, come garantisce la nostra Costituzione. Credo, quindi, che non si possa più far finta di non vedere che questo Paese ha cittadini di serie A e cittadini di serie B e che gli isolani di certo sono tra i cittadini di serie B. Non credo si possa ancora più accettare che il grado di dignità della vita di un italiano dipenda da dove nasce geograficamente. Credo che tutti ci dobbiamo assumere la responsabilità di orientare le risorse e di ridare dignità pari e uguale a tutti i cittadini italiani. È arrivato il momento che lo Stato intervenga per rimuovere tutte le insuperabili difficoltà che vivono i cittadini isolani.