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(Applausi dal Gruppo PD) . SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Ministro, membri del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge in discussione oggi in Senato, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, reca una serie di norme volte a promuovere la lettura a livello di scuole, amministrazioni pubbliche, enti locali e altre istituzioni ed è tesa a contrastare la povertà educativa e culturale, nonché a stabilire disposizioni sul prezzo dei libri e sugli incentivi alle librerie. Il disegno di legge è, in sintesi, dal contenuto assolutamente apprezzabile e meritevole. Infatti, alla Camera ha incontrato la massima condivisione da parte di tutti i Gruppi parlamentari ed è stato approvato con voto quasi unanime il 16 luglio scorso, approdando qui in Senato il 18 luglio. Proprio per la bontà degli obiettivi che il provvedimento in esame porta con sé, questo ramo del Parlamento, che noi senatori rappresentiamo, avrebbe potuto apportare un contributo e un arricchimento significativi, dandogli un valore aggiunto e imprimendogli anche il nostro apporto. La maggioranza di Governo ha, però, deciso che tale provvedimento doveva essere approvato con urgenza e che, nel caso di proposte emendative durante l'esame in Commissione, non si sarebbero potuti aspettare i tempi per una terza lettura. Voglio premettere che la Lega ha ampiamente caldeggiato il contenuto e, quindi, l'emanazione di questo disegno di legge per i motivi sopra esposti, ma ciò premesso, insieme ai senatori del Gruppo Lega e agli altri colleghi dei Gruppi di opposizione, in Commissione non abbiamo rinunciato a presentare, pur nella consapevolezza che sarebbero state cassate, alcune proposte emendative, al solo scopo - lo sottolineo - di migliorarne e arricchirne il contenuto e non certo per intralciarne l' iter e la sua approvazione definitiva. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tengo a sottolineare, in presenza del Ministro, che è nostra responsabilità, nonché diritto, dare un contributo ai disegni di legge, oltre che ai decreti, che arrivano in Commissione e in quest'Aula. Seppure siano stati accolti solo gli ordini del giorno - quelli della Lega riguardavano, da una parte, l'esigenza di aumentare il numero dei bibliotecari perché qualcuno che accompagni i ragazzi nella lettura ci deve essere e, dall'altra, mettevano in evidenza la difficoltà delle edicole, che nel loro piccolo fanno sempre delle proposte librarie - e non gli emendamenti, per l'importanza del provvedimento, che i colleghi che mi hanno preceduto hanno sottolineato, concludo annunciando il voto favorevole al disegno di legge per la promozione e il sostegno della lettura anche da parte del Gruppo Lega-Salvini Premier- PSdAz, con il rammarico che tutti i componenti di quest'Aula - sottolineo tutti - non abbiano potuto apportare alcun contributo significativo al disegno di legge. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CANGINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, illustri membri del Governo, colleghi senatori, nelle scorse settimane abbiamo letto sui giornali una notizia triste. La seconda libreria più antica d'Italia, la Paravia di Torino, fondata nei primi dell'Ottocento, ha chiuso i battenti: evidentemente i costi erano superiori ai benefici. Negli ultimi cinque anni, come molti colleghi hanno ricordato, quasi 2.500 librerie hanno vissuto lo stesso destino. Non è un periodo facile per la carta stampata, da giornalista lo so per esperienza diretta: negli ultimi otto anni le vendite dei giornali sono calate del 60 per cento e i luoghi dove i giornali vengono venduti ne hanno risentito di conseguenza. Negli ultimi quindici anni le edicole si sono quasi dimezzate e 16.000 hanno chiuso. Non c'è solo questo, ci sono i dati sulla cultura generale, sulla coscienza e sul livello di conoscenza dei giovani ( test Invalsi, il rapporto PISA - Programme for international student assessment, i sondaggi d'opinione e i periodici allarmi lanciati dall'Accademia della Crusca): la lingua italiana si sta impoverendo; i nostri giovani la padroneggiano sempre meno e parlare male, con tutta evidenza, vuol dire pensare male; stanno perdendo la capacità di esercitare lo spirito critico, nonché di sostenere la lettura di un testo sufficientemente articolato. Questo problema evidentemente riguarda tutti quanti noi. È stato ricordato che il 40 per cento degli italiani legge un libro l'anno, ma temo che, di quel 40 per cento, un 50 abbia mentito; di sicuro, il 60 per cento dei nostri connazionali non legge neanche un libro l'anno. È quindi evidente che un provvedimento come questo ha una sua funzione e una sua urgenza, pertanto è benemerito ed è bene che quest'Assemblea lo accolga all'unisono. Naturalmente, il fine è condivisibile e l'abbiamo condiviso: i mezzi forse avrebbero potuto essere diversi; del resto, se ci fosse la stessa sensibilità sulle priorità e la stessa tendenza ad affrontare i problemi indicando le stesse soluzioni, saremmo tutti nello stesso partito e al Governo, quindi la democrazia non avrebbe più senso. Per quanto ci riguarda, meglio sarebbe stato indirizzare risorse con provvedimenti ad hoc per sostenere direttamente almeno le piccole librerie, se non tutte; si è preferito intervenire sui prezzi e sulla scontistica, intervenendo quindi sul libero mercato. Il provvedimento ha un modo di affrontare un problema reale che non corrisponde alla nostra cultura politica, ma comunque è diretto verso un obiettivo senz'altro condivisibile. Colleghi, non possiamo però nasconderci dietro un dito né far finta di pensare che questo sia un problema e questa la soluzione al problema; questa è invece la conseguenza di un problema molto più ampio e credo che chi come noi fa politica e ricopre la funzione legislativa abbia il dovere di inquadrare i problemi in tutta la loro ampiezza e possibilmente anche di intervenire non soltanto sugli effetti, ma sulle cause delle malattie sociali che travolgono l'economia e interi settori della società. La causa di ciò di cui stiamo parlando oggi si chiama digitale, ed è bene mettere a fuoco il problema una volta per tutte. Stiamo assistendo più o meno passivamente al più grande furto di proprietà intellettuale della storia dell'umanità: i colossi del web , che giustamente vengono indicati oggi come i nuovi poteri forti e che hanno importanti alfieri e lobbisti anche in quest'Aula, stanno sistematicamente svalutando la conoscenza. Parlo di svalutazione riferendomi al significato letterale di questa parola: stanno facendo perdere di valore la conoscenza, per farne commercio gratuitamente sui social , creare flussi di traffico, vendere dati e offrirli agli inserzionisti pubblicitari. Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, quando cominciò la sua straordinaria impresa imprenditoriale, disse che avrebbero fatto con piccoli editori quello che fa il ghepardo con la gazzella ferita.