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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 255 PARRINI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE REFERENTE 852 (vincolo per il legislatore a seguito di referendum abrogativo) DDL 852 Modifica dell'articolo 75 della Costituzione, concernente l'introduzione di un vincolo per il legislatore di rispettare la volontà popolare espressa con referendum abrogativo (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 25 maggio. Si passa all'esame e alla votazione degli emendamenti. Il relatore GARRUTI ( M5S ) esprime parere contrario sui subemendamenti 2.100/2 e 2.100/3, sottolineando che l'emendamento 2.100 introduce una riserva di legge sulle modalità di presentazione del ricorso alla Corte costituzionale da parte degli elettori e che, in quella sede, si potranno adottare modalità per favorire la raccolta delle firme. Segnala che l'emendamento 2.1 sarebbe precluso dall'eventuale approvazione dell'emendamento 2.100. La rappresentante del GOVERNO si rimette alla Commissione. Previa verifica del prescritto numero di senatori, sono separatamente posti ai voti e respinti i subemendamenti 2.100/2 e 2.100/3. È quindi posto ai voti l'emendamento 2.100, che risulta approvato. L'emendamento 2.1 risulta precluso. Si passa alla votazione del mandato al relatore. Il senatore PERILLI ( M5S ) sottolinea l'importanza del disegno di legge costituzionale in via di approvazione in sede referente, che intende rafforzare gli strumenti di democrazia diretta. Specularmente a quanto stabilito dall'articolo 38 della legge n. 352 del 1970, che non consente la riproposizione del quesito del referendum abrogativo prima di cinque anni, in caso di esito negativo, si è reso necessario un ulteriore intervento, questa volta con legge costituzionale, per stabilire che, in caso di esito positivo della consultazione popolare, il legislatore non possa ripristinare la medesima normativa abrogata prima che siano trascorsi cinque anni dall'abrogazione. Ritiene particolarmente lungimirante la disposizione che consente ai cittadini di adire in via diretta la Corte costituzionale per la pronuncia di illegittimità costituzionale di una legge che riproponga la norma abrogata, in quanto il ricorso al referendum abrogativo sarà favorito dallo sviluppo tecnologico e dalla diffusione di strumenti digitali per la raccolta delle firme. Esprime soddisfazione per la proficua collaborazione tra le forze politiche, che ha consentito di raggiungere un risultato apprezzabile, salvaguardando lo spirito originario del provvedimento, pur partendo da punti di vista differenti. A suo avviso, la modalità di lavoro attraverso la sede del Comitato ristretto andrebbe valorizzata anche attraverso apposite modifiche del Regolamento del Senato. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia la necessità di introdurre un vincolo per il legislatore di rispettare la volontà popolare espressa con referendum abrogativo, considerati i frequenti tentativi di reintrodurre surrettiziamente le norme abrogate. A tale riguardo, auspica che quanto prima si prosegua l'esame del disegno di legge costituzionale n. 1089, in materia di referendum propositivo. Ritiene corretto il numero di trecentomila elettori per la proposizione del ricorso alla Corte costituzionale, in rapporto alle attuali modalità di raccolta delle firme, su supporto cartaceo. Tuttavia, si potrebbe rendere necessaria una modifica di tale numero, che dovrebbe essere aumentato nel caso che si passi alla raccolta digitale delle firme, come prefigurato dal senatore Perilli, oppure ridotto, qualora si verifichi per esempio un calo demografico. Pertanto, si potrebbe valutare, per l'esame in Assemblea, di introdurre una ulteriore modifica al testo, rinviando alla legge ordinaria anche la definizione del numero di sottoscrizioni a sostegno del ricorso da proporre alla Corte costituzionale. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU-Eco ) ritiene particolarmente importante la modifica all'articolo 75 della Costituzione che si intende apportare con il disegno di legge costituzionale in esame, considerato che negli anni più volte la volontà popolare espressa attraverso il referendum abrogativo è stata disattesa. Sottolinea che il numero di trecentomila firme appare sproporzionato, se si considera che ne occorrono cinquecentomila per presentare un nuovo referendum e per questo motivo riteneva preferibile ridurlo a duecentomila o addirittura centomila, come proposto con i subemendamenti respinti. Ritiene tuttavia condivisibile la proposta del senatore Calderoli di demandare alla legge ordinaria anche la definizione del numero di sottoscrizioni a sostegno del ricorso, attraverso una modifica da proporre per l'esame in Assemblea. Quanto al ricorso alle sedi informali dei Comitati ristretti, sottolinea che nella prossima legislatura, con la riduzione del numero dei parlamentari, la composizione delle Commissioni risulterà già più esigua. Sottolinea inoltre che, nella prospettiva di valorizzare e rafforzare gli strumenti di iniziativa popolare, bisognerebbe prendere in considerazione i disegni di legge d'iniziativa popolare finora presentati e mai esaminati, alla cui trattazione peraltro, nella scorsa legislatura, il Senato ha assegnato una corsia preferenziale, con una modifica dell'articolo 74 del Regolamento. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) esprime soddisfazione per l'ampia convergenza raggiunta sul disegno di legge costituzionale a prima firma del senatore Perilli. Ritiene importante valutare con attenzione, per il prossimo futuro, l'elenco dei provvedimenti da esaminare con urgenza in Commissione, in quanto la riduzione del numero dei parlamentari determinerà ricadute in termini di funzionalità delle Camere, che non potranno essere affrontate solo attraverso modifiche dei Regolamenti parlamentari. A tale riguardo, annuncia la presentazione del disegno di legge costituzionale n. 2095, a sua prima firma, che apporta modifiche in materia di procedimento legislativo, decretazione d'urgenza ed elezione del Presidente della Repubblica. Il PRESIDENTE esprime soddisfazione per l'amplissima convergenza quasi unanime su una riforma costituzionale che consente una migliore integrazione tra la democrazia rappresentativa e gli strumenti della democrazia diretta. Nel replicare al senatore Pagano, sottolinea che è appunto compito della 1 a Commissione valutare la necessità di ulteriori interventi per apportare eventuali correttivi in fase di attuazione delle riforme già approvate. Pertanto, sarà considerata con attenzione la scansione temporale dei provvedimenti da esaminare. Considerato l'elevato numero di provvedimenti recentemente approvati in sede referente dalla Commissione affari costituzionali, auspica che questi siano quanto prima inseriti all'ordine del giorno dell'Assemblea. È quindi conferito il mandato al relatore a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche accolte nel corso dell'esame.