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Modifica dell'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.27, e delega al Governo in materia di affitto di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola. Onorevoli Senatori. -- L'agricoltura, in controtendenza con la crisi economica e finanziaria che interessa il nostro Paese da diversi anni, è un comparto che mostra segni di grande vitalità. Nel primo trimestre del 2013, infatti, ha registrato segnali positivi con una variazione tendenziale del prodotto interno lordo (PIL) del 0,1 per cento e con un aumento degli occupati dipendenti complessivi pari allo 0,7 per cento. I lavoratori agricoli sono sempre più spesso i giovani, che stanno inventando, o forse solo riscoprendo, in una società ormai satura di consumo e di consumismo, un modo di vivere diverso e sempre più vicino alla «terra». L'occupazione giovanile in agricoltura segna, infatti, un vero e proprio record con un incremento di oltre il 9 per cento per i giovani under 35 e allo stesso tempo, sempre seguendo la stessa linea di tendenza, sale il numero degli iscritti agli istituti professionali agricoli e agli istituti tecnici di agraria. Dall'ultimo rapporto Excelsior Unioncamere emerge inoltre che, grazie al turn over generazionale in agricoltura, saranno 200.000 i posti di lavoro a disposizione dei giovani nei prossimi anni. Sono segnali importanti, che non dovrebbero essere trascurati da un Paese che ha la necessità di rilanciarsi, magari partendo proprio dal settore agricolo. Tuttavia nessun provvedimento sostanziale è stato preso negli ultimi anni per incentivare e promuovere l'avvicinamento dei giovani all'agricoltura, magari mettendo in campo un vero e proprio investimento in questo senso. Al contrario, il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, all'articolo 66 prevede, di fatto, l'alienazione dei terreni agricoli demaniali che potranno essere venduti «al miglior offerente», con tutte le conseguenze che questo potrebbe comportare (si pensi al fenomeno, esacerbato dalla crisi energetica e dalla speculazione finanziaria, del land grabbing : oltre 700.000 piccole aziende sono sparite nell'arco di un decennio e il 30 per cento dei terreni fertili è in mano all'1 per cento delle aziende). È evidente che questo provvedimento contrasta con quella che dovrebbe essere una politica di promozione dell'accesso alla terra per i giovani agricoltori. Mettere in vendita la terra pubblica significa darla in pasto a chi su quella terra vuole speculare -- magari per costruire un impianto di produzione di energia alternativa, o un grande parco eolico --, farla scomparire dal nostro patrimonio, non considerarla quello che effettivamente è, cioè un bene comune. È per ribadire e rafforzare questo concetto che si presenta questo disegno di legge che modifica il citato articolo 66, ridefinendo la possibilità, da parte dello Stato, di disporre dei propri terreni agricoli e prevedendo, quindi, canoni di affitto dei terreni ad hoc per i giovani agricoltori. La soluzione individuata è, quindi, quella dell'affitto dei terreni agricoli -- individuati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali -- riservando ai giovani agricoltori, definiti dal regolamento (CE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, una percentuale non inferiore al 25 per cento del totale degli stessi terreni. Il disegno di legge impone, inoltre, il divieto di utilizzare tali terreni con uno scopo diverso da quello agricolo e, per questa ragione, sono definite nel dettaglio le attività agricole. L'altro obiettivo del disegno di legge è quello di tutelare e promuovere metodi di agricoltura biologica basati su sistemi agroecologici e destinati esclusivamente a scopi alimentari. In particolare si prevede il divieto assoluto di coltivare nel terreno affittato piante geneticamente modificate, anche a fini sperimentali. Si stabilisce, altresì, di poter destinare i terreni agricoli demaniali ad attività di agricoltura sociale. Tra i criteri individuati vi è anche quello di prevedere che la durata dell'affitto sia adeguata ai cicli biologici naturali. Il presente disegno di legge consta di due articoli. L'articolo 1 sostituisce il citato articolo 66 del decreto-legge n. 1 del 2012. L'intento è evidente fin dalla sostituzione, nella rubrica, della parola «dismissione» con «affitto». Il comma 1 definisce le modalità con cui il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali individua i terreni agricoli da dare in affitto a cura dell'Agenzia del demanio, che, in ogni caso, non entrano a far parte del patrimonio disponibile dello Stato. L'impossibilità di destinare tali terreni ad un uso diverso da quello agricolo è stabilita dai commi 2 e 3. Il comma 9 stabilisce che l'affitto dei terreni è riservato, almeno per il 25 per cento, ai giovani agricoltori. I commi 2 e 3 sono relativi, rispettivamente, alle modalità di contratto agevolate, previste dall'articolo 5- bis , commi 2 e 3, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e ai benefìci riservati ai giovani agricoltori di cui al capo III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. Il comma 10 vieta la possibilità di dare al terreno affittato una destinazione urbanistica diversa da quella agricola. Il comma 11 stabilisce che le risorse derivanti dai canoni di affitto devono essere destinate all'incentivazione, valorizzazione e promozione dell'agricoltura nazionale con priorità all'agricoltura biologica, nonché allo sviluppo delle piccole e micro imprese agricole. L'articolo 2 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo volto ad attuare quanto previsto dall'articolo 66 del decreto-legge n. 1 del 2012, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento europeo e di determinati princìpi e criteri direttivi stabiliti dal comma 2 dello stesso articolo 2. Dall'attuazione del decreto legislativo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.. 1 (Modifica dell'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27) 1 L'articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, è sostituito dal seguente: «Art. 66. - (Affitto di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola). -- 1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto di natura non regolamentare da adottare d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze, anche sulla base dei dati forniti dall'Agenzia del demanio, nonché su segnalazione dei soggetti interessati,