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Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Onorevoli Senatori . – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Giuseppe Conte e il Presidente dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », Rev. Vickie Lela Sims, hanno firmato, il giorno 30 luglio 2019, l'intesa per la regolazione dei rapporti tra la Repubblica italiana e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Il testo dell'intesa è stato elaborato dalla Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 maggio 1997, integrata dai rappresentanti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ». Dopo aver ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica, con decreto del Presidente della Repubblica del 17 luglio 2014, il Presidente dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », nel 2015, ha presentato la richiesta di avvio delle trattative per l'intesa. L' iter , iniziato nel novembre 2015, si è concluso nel 2016. La Commissione interministeriale per le intese e i rappresentanti della confessione hanno esaminato il testo della bozza di intesa sotto ogni profilo, con particolare riguardo alla sua compatibilità con l'ordinamento giuridico italiano e con i princìpi della Costituzione e, come previsto, è stato anche acquisito il parere della Commissione consultiva per la libertà religiosa, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 marzo 1997. Il testo dell'intesa è stato siglato il 26 marzo 2019 dal Sottosegretario di Stato pro tempore e dal Presidente dell'Associazione. Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di intesa nella riunione del 20 maggio 2019. L'approvazione di questa intesa colloca l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » tra le confessioni religiose con le quali lo Stato italiano ha un rapporto pienamente conforme al dettato dell'articolo 8 della Costituzione, vale a dire le chiese rappresentate dalla Tavola Valdese, le Assemblee di Dio in Italia, l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, la Chiesa Apostolica in Italia, l'Unione Buddhista Italiana, l'Unione Induista Italiana, l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » nasce per riunire tutte le chiese e tutti coloro che in Italia professano la Comunione Anglicana di fede cristiana e apostolica, ed in particolare quelli che appartengono alla Church of England . L'Associazione ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica con decreto del Presidente della Repubblica del 17 luglio 2014. Il Difensore della Fede e Governatore Supremo della Church of England è il Monarca del Regno Unito, mentre la massima autorità religiosa è l'Arcivescovo di Canterbury (designato dal Primo ministro). La Church of England è suddivisa in due Provincie, Canterbury e York, ciascuna con il proprio arcivescovo, che, a loro volta, sono divise in diocesi. Oltre ai due arcivescovi di Canterbury e di York, il Monarca del Regno Unito nomina altri ventiquattro vescovi che siedono tutti nella Camera dei Lord del Parlamento britannico. La Diocesi in Europa ( Diocese in Europe ) è la 42˚ diocesi della Church of England , meglio conosciuta anche come Diocesi di Gibilterra in Europa ( Diocese of Gibraltar in Europe ). Geograficamente è la diocesi più estesa della Church of England , comprendendo tutti i territori in Europa (escluso il Regno Unito e l'Irlanda) inclusa la Turchia, il Marocco ed i territori dell' ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Si articola in arcidiaconie, tra cui troviamo l'Arcidiaconato d'Italia e Malta ( Archdeaconry of Italy and Malta ) che comprende i territori della Repubblica italiana e della Repubblica di Malta. L'Arcidiaconato d'Italia e Malta è poi composto da diverse cappellanie e congregazioni ( Chaplaincies & Congregations ). Ciascuna sede ha un suo « ministro di culto » di riferimento: cappellano o presbitero. Il cappellano, presbitero preposto ad una Cappellania ha la responsabilità della vita liturgica e cultuale dei fedeli della sua cappellania. L'Arcidiacono, inoltre, rappresenta sul territorio italiano i rapporti tra la Church of England e le altre Chiese e Confessioni religiose e ha la responsabilità della protezione, custodia e gestione mediata del patrimonio della Diocesi in Europa in Italia. Gli anglicani vivono, lavorano e professano la loro fede in Italia sin dall'inizio del 1600; infatti, la prima comunità anglicana fu fondata nel lontano 1605 dall'Ambasciatore britannico Sir Henry Wooton, presso l'allora Repubblica di Venezia. Oggi sono stimati in oltre 100.000, alcuni dei quali sono praticanti regolari nelle oltre venti cappellanie o congregazioni distribuite sul suolo della Repubblica italiana (chiese). L'Associazione ha per scopo il perseguimento della missione della Chiesa d'Inghilterra: promuovere e realizzare ogni opportuna attività sociale e assistenziale; riunire tutte le Cappellanie e le Congregazioni anglicane in Italia; diffondere l'Evangelo di Gesù Cristo in conformità alla Confessione anglicana e la tradizione della Chiesa d'Inghilterra, per facilitare, sostenere e migliorare l'azione della Chiesa d'Inghilterra sul territorio italiano. L'articolo 1 (Rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») stabilisce che la legge di approvazione dell'intesa regola i rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » sulla base dell'intesa stipulata il 30 luglio 2019, che viene allegata alla legge. L'articolo 2 (Autonomia e libertà confessionale) contiene le norme generali sulla libertà religiosa, che si richiamano ai princìpi di libertà contenuti nella Costituzione. Riconosce l'autonomia e la libertà confessionale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », nonché la non ingerenza dello Stato nelle nomine dei ministri di culto, nell'esercizio del culto, nell'organizzazione della confessione, negli atti disciplinari e spirituali, nella distribuzione di pubblicazioni nei luoghi di culto e nella effettuazione di collette. È garantita la libertà, in forma individuale e collettiva, di professione e pratica religiosa, di propaganda e di esercizio del culto, riunione e manifestazione del pensiero. L'articolo 3 (Ministri di culto) specifica che i ministri di culto sono liberamente nominati in base allo statuto dell'Associazione e godono del libero esercizio del loro ministero. Non sono tenuti a dare informazioni su fatti di cui sono venuti a conoscenza nell'esercizio del proprio ministero.