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Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di contrasto dell'istigazione all'odio e alla discriminazione ( hate speech ). Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ha l'obiettivo di contrastare e sanzionare l’ hate speech in tutte le sue manifestazioni, nonché di mettere in atto azioni a carattere educativo e formativo al fine di prevenirlo. La nozione di hate speech – espressione che in italiano viene comunemente tradotta con «discorso d'odio» – ha origine nella giurisprudenza americana, ed è entrata più recentemente anche in quella europea per indicare tutte quelle parole, espressioni o altri contenuti utilizzati nella comunicazione che hanno la sola funzione di esprimere odio e intolleranza e di incitare alla violenza o alla discriminazione nei confronti di una persona o di un gruppo sociale per motivi razziali, etnici, religiosi, di genere, di orientamento sessuale, legati alla disabilità o alle condizioni personali o sociali. I dati statistici elaborati in questi anni hanno evidenziato una preoccupante tendenza all'incremento di casi di hate speech , favorito anche dalla massiccia diffusione dell'utilizzo della rete internet e dei social network che hanno ampliato enormemente le opportunità di comunicazione a disposizione di tutti. Secondo i dati raccolti dall'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE, nel 2013 le Forze dell'ordine italiane hanno registrato 472 casi di crimini d'odio. Nello stesso anno le segnalazioni di casi di discriminazione on line ricevute dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali hanno superato quelle registrate nell'ambito della vita pubblica e dell'ambiente lavorativo. Nel 2014 solo sui social network i casi di espressioni razziste sono stati 347, a cui vanno aggiunti i 326 link che le hanno rilanciate. Dal 2011 al gennaio 2014 l'OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori del Ministero dell'interno) ha ricevuto 644 segnalazioni, delle quali 268 riguardano atti discriminatori costituenti reato, che in 183 casi hanno portato all'arresto di 91 persone. Ben 150 (il 23 per cento delle segnalazioni ricevute dall'OSCAD) sono state quelle relative a siti e profili internet con contenuti discriminatori e di incitamento all'odio. Di fatto internet e i social network , consentendo una replicabilità illimitata dei contenuti e della loro permanenza nel web , ampliano in modo esponenziale il bacino di pubblico raggiunto e gli effetti negativi provocati. Si è reso pertanto necessario un intervento normativo al fine di definire, anche giuridicamente, il fenomeno e aggiornare le norme esistenti in materia. Il disegno di legge interviene pertanto sugli articoli del codice penale introdotti dal decreto legislativo n. 21 del 2018 che ha altresì abrogato l'articolo 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, meglio noto come «legge Mancino», e che necessitano di un'ulteriore modifica che estenda le fattispecie sanzionabili sia con riferimento alla rete internet sia includendo nuove categorie oggetto di discriminazione e di odio. Il disegno di legge si propone di contrastare condotte moralmente censurabili e fortemente lesive della dignità delle persone e dei gruppi sociali, che rappresentano un serio pericolo per la sicurezza e la convivenza della comunità sociale, senza limitare però in alcun modo il principio della libera manifestazione del pensiero, sancito dall'articolo 21 della Costituzione, nonché il diritto alla libertà di espressione nel web . Al tempo stesso, reca una serie di misure finalizzate alla prevenzione e al contrasto dell’ hate speech attraverso la formazione e l'educazione al rispetto delle differenze, alla responsabilità sociale e all'uso consapevole dei nuovi strumenti telematici di comunicazione. In particolare, il disegno di legge si compone di sette articoli. L'articolo 1 descrive le finalità della legge e definisce l’ hate speech come qualsiasi contenuto o espressione utilizzati per diffondere, propagandare o fomentare l'odio, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, fondati sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali, attraverso la diffusione e la distribuzione di scritti, immagini o altro materiale, anche mediante la rete internet , i social network o le altre piattaforme telematiche. L'articolo 2 contiene le modifiche agli articoli 604- bis e 604- ter del codice penale. All'articolo 3 sono stabilite misure per il contrasto dell ’hate speech nei mezzi di comunicazione e di informazione. In particolare, si prevede che chiunque venga a conoscenza di contenuti finalizzati a diffondere, propagandare o fomentare l'odio, la discriminazione e la violenza può segnalarli all'autorità giudiziaria, all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, ai Centri territoriali antidiscriminazione o agli enti attivi nel contrasto alle discriminazioni. Inoltre, per i gestori di siti internet , social network o di altre piattaforme telematiche è sancito l'obbligo di immediata segnalazione in presenza di contenuti illeciti, la cui violazione comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria. All'articolo 4 vengono introdotte modifiche all'articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, concernenti i compiti dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. L'articolo 5 istituisce il Tavolo nazionale di coordinamento e il Piano di azione per la prevenzione e il contrasto dell’ hate speech . All'articolo 6, invece, sono previsti iniziative e progetti promossi dalle istituzioni scolastiche, dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dall'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali finalizzati all'uso consapevole di internet e all'alfabetizzazione digitale. Inoltre, viene previsto un codice di comportamento predisposto dal Comitato olimpico nazionale italiano in collaborazione con l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali e rivolto ai propri tesserati. Infine, l'articolo 7 contiene la clausola di invarianza finanziaria.. 1 (Finalità e definizione) 1 La presente legge si propone l'obiettivo di sanzionare e reprimere il fenomeno dell’ hate speech in tutte le sue manifestazioni, nonché contrastarlo e prevenirlo con azioni a carattere educativo e formativo. 2 Ai fini della presente legge, per « hate speech», o discorso d'odio, si intende l'utilizzo di contenuti o espressioni mirati a diffondere, propagandare o fomentare l'odio, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, ovvero fondati sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulla disabilità, o sulle condizioni personali e sociali, attraverso la diffusione e la distribuzione di scritti, immagini o altro materiale anche mediante la rete internet , i social network o altre piattaforme telematiche. 2 (Modifiche al codice penale) 1 All'articolo 604- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, la lettera a) è sostituita dalla seguente: