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La presenza degli animali nel circo è un momento fondamentale di cultura e di contatto con la natura. Gli animali dei circhi non sono sottratti alla condizione naturale, ma si riproducono in cattività ormai da generazioni, perdendo anche le originarie caratteristiche di pericolosità. Il circo resta l'unica occasione per vedere gli animali dal vivo, soprattutto per il mondo dell'infanzia. Da anni ormai i circhi tendono ad abbandonare circostanze umilianti per gli animali negli spettacoli, o coercitive nelle tecniche di addestramento. Non a caso, le esibizioni di animali dei circhi italiani sono le più premiate e richieste nel mondo: all'estero si identificano con la tradizione circense stessa del nostro Paese. Il processo di autodisciplina che in questo campo distingue i nostri circhi, e che ha già notevoli risultati, va controllato e incentivato con la massima attenzione. È necessaria ad esempio, sul modello francese, l'introduzione di un certificato di capacità che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio rilasci in base ad ogni singola specie animale, nonché, sempre presso lo stesso Ministero, un monitoraggio di tutte le persone che si occupano di animali nel circhi.. Art. 1. (Princìpi) 1. La Repubblica riconosce il valore sociale, ricreativo, culturale e pedagogico della tradizione e dell'attività circense come componente della cultura nazionale. Art. 2. (Tutela e sviluppo delle attività circensi) 1. In conformità ai princìpi fondamentali determinati ai sensi della presente legge, i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni concorrono alla tutela ed allo sviluppo delle attività circensi, promuovendone le forme produttive, distributive, di formazione e ricerca secondo modalità di cooperazione finalizzate alla diffusione della cultura e dell'attività circense. Art. 3. (Definizioni) 1. Ai sensi della presente legge si intendono per: a) «attività circense» l'attività esercitata in forma itinerante da un'impresa per la presentazione al pubblico di uno spettacolo, da tenere in una struttura stabile esclusivamente riservata a tale attività o sotto un tendone di cui l'impresa abbia la continuativa disponibilità, nel quale si esibiscono principalmente pagliacci, ginnasti acrobati, trapezisti, prestidigitatori, animali esotici o domestici ammaestrati; b) «circo equestre» la struttura o il tendone di cui alla lettera a) , nonché tutti i veicoli e i beni strumentali all'esercizio dell'attività circense, ivi compresi quelli in cui vengono custoditi gli animali; c) «circo ginnastico» la struttura e i beni di cui alla lettera b) riferiti all'esercizio di attività circensi prive di animali; d) «arene equestri» la struttura e i beni di cui alla lettera b) destinati allo svolgimento di attività circensi all'aperto, con prevalenza di esibizioni con cavalli o altri animali; e) «arene ginnastiche» la struttura e i beni di cui all'articolo b) destinati allo svolgimento di attività circensi all'aperto, senza esibizioni di animali; f) «esibizioni acrobatiche di auto e moto» la struttura e i beni di cui alla lettera b) destinati ad esibizioni di abilità con veicoli a motore; g) «compagnie di arte circense» le compagnie artistiche che, pur non possedendo beni e strutture proprie, presentano spettacoli basati su una o più discipline di arti circensi, in configurazioni di spazio flessibili e non convenzionali, quali sale teatrali, luoghi all'aperto, ovvero luoghi a vocazione non spettacolare, all'interno di circuiti culturali. Art. 4. (Delega al Governo) 1. Il Governo, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo del 28 agosto 1997, n. 281, è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo volto a disciplinare l'organizzazione dell'attività circense sulla base dei seguenti principi: a) disciplina e tutela del nome del circo, in analogia alla tutela del marchio di impresa recata dagli articoli da 2569 a 2574 del codice civile, nonché dal regio decreto 21 giugno 1942, n. 929, e dal testo delle disposizioni regolamentari in materia di marchi registrati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 maggio 1948, n. 795, e successive modificazioni, con divieto di denominazioni ingannevoli anche nelle iniziative promozionali e negli avvisi pubblicitari; b) tutela della proprietà intellettuale degli spettacoli circensi, con estensione della norme in materia di diritto d'autore di cui all'articolo 2575 del codice civile nonché alla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, a ciascuna prestazione artistica di cui si compone lo spettacolo; c) classificazione dei circhi in: 1) circhi di interesse storico e nazionale; 2) circhi di tradizione; 3) circhi regionali e familiari; 4) circhi di ricerca e sperimentazione; d) attribuzione della classificazione di cui alla lettera c) sulla base del seguenti criteri di massima, con distinzioni specifiche per ciascuna categoria: 1) esercizio dell'attività affermato e consolidato nel tempo; 2) qualità e produttività dell'attività; 3) dimensione dell'investimento finanziario e della struttura organizzativa; 4) creatività del progetto artistico; 5) qualità delle tournées all'estero; 6) formazione ed inserimento nel quadri organizzativi di personale artistico e tecnico specifico; 7) attività di ricerca e recupero delle tradizioni circensi; e) istituzione del registro del direttori del circhi; f) istituzione del registro delle persone responsabili dell'utilizzazione degli animali e indicazione dei relativi requisiti di idoneità. L'idoneità è accertata da una commissione costituita da un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, da un esperto da questo designato, da un rappresentante del Corpo forestale dello Stato e da due rappresentanti delle attività circensi designati dall'associazione di categoria maggiormente rappresentativa; g) istituzione di un elenco del circhi presso il Ministero per i beni e le attività culturali, emanato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell'interno, previo parere della competente sezione del Comitato per i problemi dello spettacolo e della Conferenza unificata. L'elenco è aggiornato annualmente con le medesime procedure; h) istituzione di un libretto tecnico e disciplina della sua tenuta al fine di assicurare la corretta dislocazione e il corretto montaggio delle strutture; i) individuazione dei princìpi a cui devono conformarsi i regolamenti comunali per la concessione delle aree di cui all'articolo 8; l) riordino della disciplina per il rilascio della licenza di esercizio delle attività circensi, con previsione di verifiche delle condizioni di igiene e sicurezza aventi efficacia per tutto il territorio nazionale e validità annuale; m) riordino della disciplina della circolazione dei mezzi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) , con previsione di tariffe agevolate anche con riferimento all'acquisto di carburanti e disciplina agevolativa per i veicoli di lunghezza totale complessiva non superiore a 25 metri; n)