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Per il periodo d'imposta 1989, nei confronti degli esercenti arti e professioni che nel periodo d'imposta precedente hanno percepito compensi per un ammontare non superiore a 360 milioni di lire, i coefficienti di cui all'articolo 11 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, possono essere utilizzati ai soli fini della programmazione dell'attività di controllo di cui al comma 1 dell'articolo 12 del decreto stesso. 6-sexies. Nell'articolo 12, comma 4, del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito con le modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, le parole: "di lire 360 milioni" sono sostituite dalle seguenti: "di lire 360 milioni e che non abbiano optato per il regime ordinario di contabilità"; dopo il comma 9, è inserito il seguente: "9-bis. All'articolo 1, comma 1, capoverso, della legge 2 febbraio 1990, n. 18, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dal seguente: "Le scadenze delle rate dei ruoli devono essere stabilite evitando che, nei confronti dei contribuenti indicati nel comma precedente, le scadenze relative al periodo di imposta 1985 si sovrappongano a quelle relative al periodo di imposta 1984 e le scadenze relative al primo semestre del periodo di imposta 1986 si sovrappongano a quelle relative al periodo di imposta 1985". All'articolo 12, al comma 6, l'ultimo periodo è sostituito dai seguenti: "Nel decreto previsto dal comma 6 dell'articolo 10 dello stesso decreto-legge n. 77 del 1989 e relativo al 1990 sono indicati i criteri in base ai quali le intendenze di finanza, d'intesa con le capitanerie di porto e sentite le compententi amministrazioni comunali, dovranno provvedere all'adeguamento dei canoni in misura variabile del raddoppio alla quadruplicazione di quelli relativi al 1988. Nel determinare la misura di tale adeguamento si dovrà tener conto delle caratteristiche oggettive e delle capacità reddituali dei beni dati in concessione, avuto riguardo alle effettive utilizzazioni consentite. A decorre dal 1 gennaio 1991 i canoni di cui al presente comma sono aumentati in ragione del 20 per cento ed il ricavato di tale aumento deve essere devoluto ai bilanci d'entrata dei comuni territorialmente compententi. Restano fermi gli adeguamenti annuali previsti dal predetto comma 6 dell'articolo 10 del decreto-legge n. 77 del 1989. È abrogato il comma 2 dell'articolo 10 del citato decreto-legge". All'articolo 13, al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Tale credito non concorre alla formazione del reddito imponibile". All'articolo 14: al comma 2, le parole "g), h) ed i)" sono sostituite dalle seguenti: "i), l-bis) e l-ter)"; è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le modificazioni recate dalle lettere g) ed h) del comma 1 dell'articolo 1 si applicano agli immobili acquistati ed ai contratti di locazione finanziaria conclusi a partite dal 15 giugno 1990"; dopo il comma 5, è aggiunto il seguente: "5-bis. Le disposizioni del comma 3 dell'articolo 9 si applicano sino al 22 maggio 1990".