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L'obiezione può anche essere revocata ovvero esercitata in qualsiasi momento, anche al di fuori dei termini sopra indicati; in tali casi, come già previsto in casi analoghi nel nostro ordinamento, la dichiarazione produce effetti dopo un mese dalla comunicazione. Il nuovo comma 5- quinquies , in considerazione della delicatezza della materia e nell'intento di evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione o di possibile abuso nello svolgimento di tali attività di assistenza sanitarie, ne riserva lo svolgimento esclusivamente alle strutture del Servizio sanitario nazionale, mediante un'articolata disciplina volta a garantire l'esercizio delle competenze costituzionalmente attribuite alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano in materia sanitaria. In particolare, si stabilisce che l'apprestamento dei trattamenti di cui al comma 5- bis avvenga presso le strutture del Servizio sanitario nazionale che, nel rispetto delle competenze di cui all'articolo 117 della Costituzione, sono individuate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, anche tenuto conto della già esistente rete per le cure palliative e della rete nazionale della terapia del dolore, come costituite ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d) , della legge 15 marzo 2010, n. 38. È espressamente previsto che sia assicurata la presenza di almeno una struttura autorizzata nell'ambito di ciascuna regione o provincia autonoma, al fine di garantire una ragionevole accessibilità dei pazienti all'assistenza sanitaria in questione. In particolare, poi, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, definiscono con proprio atto: le strutture presso cui saranno apprestati i trattamenti sanitari in questione, tenendo conto anche delle obiezioni di coscienza comunicate dal personale sanitario; i requisiti tecnico-scientifici e organizzativi che devono essere rispettati dalle citate strutture; i requisiti relativi alla composizione e alle competenze mediche, tecniche e scientifiche delle équipe sanitarie dedite all'apprestamento dei trattamenti; i criteri e gli strumenti di verifica della permanenza dei predetti requisiti, sia in relazione alle strutture che alle équipe sanitarie; le forme e le modalità di svolgimento delle attività di monitoraggio periodico dei trattamenti effettuati nelle strutture individuate, anche al fine di verificare il rispetto della normativa vigente. È previsto anche il periodico aggiornamento di tali atti regionali (e delle province autonome): aggiornamento da effettuare con cadenza almeno biennale. Al numero 5) della lettera a) del comma 1 dell'articolo 1 del presente disegno di legge, con finalità di opportuno coordinamento, viene introdotta una modifica testuale al comma 6 dell'articolo 1 della legge n. 219 del 2017, al fine di assicurare che il medico sia tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente sia ai sensi del già vigente comma 5 dello stesso articolo 1 della legge n. 219 del 2017 – allorquando il paziente manifesta la volontà di rifiutare o di rinunciare al trattamento sanitario –, sia ai sensi del nuovo comma 5- bis , introdotto con il presente disegno di legge, cioè allorquando il paziente chiede assistenza sanitaria nella fase finale della vita, risultando quindi che, in conseguenza di ciò, in entrambi i casi il medico è esente da responsabilità civile o penale. Con la lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 del presente disegno di legge si interviene sull'articolo 2 della legge n. 219 del 2017, relativo alla necessità di garantire al paziente l'appropriata terapia del dolore e le cure palliative, inserendo un'apposita previsione relativa al caso di esercizio del diritto di cui al nuovo comma 5- bis dell'articolo 1 della medesima legge. In particolare si dispone che, in questo caso, è assicurata al paziente preventiva e adeguata informazione circa l'effettiva possibilità di ricorrere ai già menzionati trattamenti, ovvero all'appropriata terapia del dolore e alle cure palliative e si prescrive, inoltre, che l'offerta di questi trattamenti, e il consenso o il rifiuto degli stessi da parte del paziente, siano annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico. L'articolo 2 interviene sulla disposizione penale concernente l'aiuto al suicidio di cui all'articolo 580, primo comma, del codice penale, inserendo due clausole di non punibilità. In particolare, in primo luogo, si prevede che il personale sanitario non è punibile per il reato di agevolazione dell'esecuzione del suicidio qualora il fatto sia commesso nel rispetto delle procedure e delle condizioni legalmente previste per l'assistenza sanitaria nella fase finale della vita del paziente e se il paziente è capace di prendere decisioni libere e consapevoli, è affetto da patologie irreversibili connotate da sofferenze fisiche o psicologiche che lo stesso paziente ritiene assolutamente intollerabili ed è sottoposto a trattamenti sanitari di sostegno vitale. In secondo luogo, si prevede che nei casi in cui ricorrano le medesime circostanze, la non punibilità è estesa anche a coloro che a qualunque titolo abbiano agito in concorso con il personale sanitario o comunque ne abbiano agevolato l'esecuzione. Infine, l'articolo 3 prevede la clausola di invarianza finanziaria disponendo che le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.. 1 (Modifiche alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, in materia di assistenza sanitaria nella fase finale della vita) 1 Al fine di garantire, nel rispetto dei princìpi di cui agli articoli 2, 3, 13, primo comma, e 32, secondo comma, della Costituzione, il pieno diritto all'autodeterminazione dei pazienti capaci di prendere decisioni libere e consapevoli, affetti da patologie irreversibili connotate da sofferenze fisiche o psicologiche ritenute dagli stessi come assolutamente intollerabili e che sono sottoposti a trattamenti sanitari di sostegno vitale, nonché per dare seguito al principio di leale collaborazione istituzionale, alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, recante norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1: 1 al comma 4, primo periodo, le parole da: « informato » a: « documentato » sono sostituite dalle seguenti: « informato e la manifestazione di volontà di richiedere i trattamenti di cui al comma 5- bis , acquisiti nei modi e con gli strumenti più consoni alle condizioni del paziente, sono documentati »; 2 al comma 4, secondo periodo, le parole da: « informato » a: « inserito » sono sostituite dalle seguenti: « informato e la manifestazione di volontà di richiedere i trattamenti di cui al comma 5- bis , in qualunque forma espressi, sono inseriti »; 3 al comma 5, secondo periodo, dopo la parola: « trattamento » sono aggiunte le seguenti: « , nonché la manifestazione di volontà di richiedere i trattamenti di cui al comma 5- bis »; 4 dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5-bis .