[ddlpres]

È modificato il comma 1 sulle attribuzioni degli organi dell'Agenzia nella parte in cui si prevede che il Direttore debba convocare, con frequenza periodica, il Consiglio direttivo ed il Comitato consultivo e di indirizzo, che riferisce periodicamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, provvede all'attuazione delle linee guida interne e degli indirizzi di cui l'Agenzia si dota per l'ausilio all'autorità giudiziaria e per la destinazione dei beni. È modificato il comma 2 ove si prevede che l'Agenzia coadiuva l'autorità giudiziaria nella gestione fino alla confisca definitiva, all'amministrazione dei beni confiscati in via definitiva fino alla destinazione dei beni, che provvede, in via esclusiva, sulla destinazione dei beni. È modificato il comma 3 nella parte i cui prevede che l'Agenzia, per l'attuazione dei suoi compiti, si avvale delle prefetture territorialmente competente, che i prefetti costituiscono, senza maggiori oneri per la finanza pubblica, un nucleo di supporto composto da funzionari di comprovata esperienza nel settore dei beni confiscati, anche provenienti da altra pubblica amministrazione, e integrato, ove necessario, da rappresentanti di categorie professionali, enti, associazioni per questioni di rispettivo interesse. È previsto che il prefetto, in relazione ai compiti dell'agenzia di ausilio all'autorità giudiziaria nella gestione dei beni in sequestro, può essere autorizzato ad accedere agli atti dell'amministratore giudiziario. È modificato il comma 4 laddove si prevede che le deliberazioni dei Consiglio direttivo dell'Agenzia sono adottate previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo. Sono poi previsti i nuovi e più articolati compiti dell'Agenzia laddove, integrando la normativa vigente, si prevede che, con delibera del Consiglio direttivo l'Agenzia: a) utilizza i flussi di informazioni acquisiti tramite il suo sistema informativo per facilitare la collaborazione ed il dialogo tra amministratori giudiziari e coadiutori su tutto il territorio nazionale in modo da incentivare la prosecuzione o l'instaurazione di rapporti commerciali tra imprese sequestrate o confiscate; b) presta, ove richiesta, supporto all'amministratore giudiziario per effettuare l'analisi aziendale e verificare l'effettiva possibilità di prosecuzione dell'impresa o di ripresa dell'attività imprenditoriale o, viceversa, per avviare la procedura di liquidazione o di ristrutturazione del debito; c) supporta l'amministrazione giudiziaria nell'individuazione di professionalità necessarie per la prosecuzione o la ripresa dell'attività di impresa stipulando protocolli con le associazioni di categoria e le strutture interessate o avvalendosi dei nuclei territoriali di supporto istituiti presso le prefetture; d) emana le linee guida interne per fornire ausilio all'autorità giudiziaria nella fase di gestione e per l'attività di destinazione dei beni con riguardo a quanto necessario per salvaguardare il valore patrimoniale e i livelli, occupazionali dei beni aziendali, per incrementare la redditività dei beni immobili e agevolarne la devoluzione allo Stato liberi da pesi e oneri prevedendo anche un'assegnazione provvisoria; e) predispone protocolli operativi su base nazionale per concordare con l'ABI e la Banca di Italia la rinegoziazione dei rapporti bancari già in essere con le aziende sequestrate e confiscate. È modificato il comma 6 dedicato ai compiti del Comitato consultivo e di indirizzo a cui si assegna il compito di: a) esprimere il parere sugli atti di cui al comma 4; b) esprimere proposte e fornire elementi per agevolare l'interazione fra amministratori giudiziari o per verificare, se richiesto dell'amministratore giudiziario e previo parere del giudice delegato, la disponibilità degli enti e delle cooperative che ne hanno titolo a prendere in carico immobili che non facciano pare di compendi aziendali, fin dalla fase del sequestro; c) esprimere pareri su specifiche questioni che riguardano la destinazione e l'utilizzazione dei beni sequestrati e confiscati. L'articolo 57 modifica l'articolo 113. È modificato il comma 1, lettera a) , ove si prevede, espressamente, che il personale dell'Agenzia sia selezionato con riguardo alla specifica competenza in materia di gestione delle aziende, di accesso al credito bancario e ai finanziamenti europei. Si intende imprimere, per tale via, alle risorse umane dell'Agenzia una configurazione decisamente ed univocamente orientata verso la capacità di fornire concreto ausilio all'autorità giudiziaria nella gestione dei beni fino alla definitività del provvedimento di confisca, di immaginare concreti scenari per la destinazione a fini sociali dei beni sequestrati e confiscati al fine di dare contenuto reale al circuito virtuoso che vede nella restituzione dei beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali una medicamentosa sutura, una feconda riparazione della ferita che il crimine e il delitto arrecano alla collettività. Accanto all'articolato di modifica del codice antimafia, in relazione a tutte le innovazioni legislative che presuppongono un aumento di spesa, il disegno di legge propone disposizioni di delega al Governo che hanno ad oggetto la specifica tematica della tutela dei livelli occupazionali all'interno delle aziende in sequestro, nonché le problematiche inerenti l'accesso al credito ed il finanziamento della riorganizzazione delle aziende sottratte alla criminalità. Gli obiettivi delle norme di delega possono così sintetizzarsi: -- prevedere strumenti che consentano all'azienda sequestrata e confiscata -- dotata di una reale capacità economica -- di neutralizzare, o attutire, l'incidenza negativa del venire meno, al momento del sequestro, di volani illeciti che fino a quel momento avevano garantito e agevolato la presenza di quell'azienda sul mercato (ampio accesso a liquidità di incerta o illecita provenienza, abbattimento dei costi della legalità per la sistematica violazione della norme in materia fiscale, tributaria, di tutela previdenziale, delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, impiego di manodopera irregolare, capacità di acquisire spazi di mercato non in forza di capacità imprenditoriale ma grazie alla caratura criminale del proposto); -- prevedere che le misure e gli strumenti di sostegno alle aziende sequestrate o confiscate abbiano applicazione limitata nel tempo, fino alla destinazione delle aziende; -- prevedere che la richiesta di accesso alle misure e agli strumenti di sostegno alle imprese sia formulata solo ove sia approvato dal tribunale il programma di prosecuzione o ripresa dell'impresa; -- in considerazione della presumibile contrazione, dopo il sequestro, del fatturato dell'azienda, del presumibile aumento dei costi in caso di emersione di lavoro irregolare, nonché dei costi necessari per garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro, prevedere la possibilità che l'impresa sequestrata abbia accesso, ove necessario, alla cassa integrazione e alle altre forme di ammortizzatori sociali previste per le aziende sottoposte a procedure concorsuali;