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Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il decreto-legge n. 2 del 14 gennaio 2021 proroga al 30 aprile 2021 lo stato di emergenza, confermando dal 16 gennaio al 15 febbraio il divieto di spostamento tra regioni e province; estende fino al 30 aprile 2021 la possibilità del Presidente del Consiglio di procedere con DPCM e si delega il Ministro della salute ad individuare, con una serie di parametri, alcune zone bianche in cui le restrizioni possono essere allentate; e, ancora, si prevede l'istituzione di una piattaforma informatizzata che possa servire a regolare il piano di vaccinazione. Siamo di fronte all'ennesimo decreto-legge, con l'utilizzo sproporzionato della decretazione di urgenza, che dimentica che nella nostra Costituzione non è contemplato un diritto speciale per lo stato di emergenza, come si evince in altre Costituzioni (quella francese, quella spagnola o quella ungherese). In più, mi viene in mente l'informativa del signor Presidente del Consiglio del 21 maggio 2020, che voglio leggere - mi perdonerete - perché da essa partiamo per le nostre considerazioni. In quella circostanza il Presidente del Consiglio disse: «Non ci possiamo permettere di protrarre l'efficacia di misure limitative per un tempo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può infatti tollerare una compressione dei diritti fondamentali, se non nella misura strettamente necessaria a difendere i beni primari della vita e della salute dei cittadini, in dipendenza di una minaccia grave e attuale. La permanenza di misure così severe sul piano delle limitazioni dei diritti fondamentali oltre il tempo necessario ad invertire la curva del contagio sarebbe dunque irragionevole e incompatibile con i principi della Costituzione». Benvenuto tra di noi, signor Presidente del Consiglio: è quello che noi sosteniamo. Nel momento in cui vengono contemperati illimitati diritti costituzionali fondamentali, non si può ricorrere in maniera indiscriminata a provvedimenti amministrativi come i decreti del Presidente del Consiglio. Ormai non siamo più di fronte a un'emergenza. Voglio ricordare che questa pandemia nasce nel gennaio 2020; è passato un anno e non credo che il Governo abbia dimostrato di avere le idee chiare nel momento in cui avrebbe dovuto adottare non soltanto misure di prevenzione, ma anche misure di sostegno all'economia. (Applausi) . C'è un grosso problema che viene dimenticato. Ci auguriamo tutti che il piano delle vaccinazioni parta come si deve, che ci siano forniture regolari, che ci siano anche altri vaccini omologati che possano allargare la platea dei prodotti da utilizzare. Ma, quando questa pandemia sarà stata sconfitta, non avremo terminato i nostri problemi, perché ci troveremo di fronte a una gravissima crisi economica, che questo Governo ha contribuito creare. (Applausi) . È troppo semplice dire che, siccome c'è una pandemia e siccome non si allenta la curva del contagio, dobbiamo chiudere tutto. È troppo semplice; stanno nascendo proteste di attività produttive, che noi capiamo e che non condividiamo, perché siamo per il rispetto della legge. Signori miei, come si fa a spiegare a un ristoratore, che magari a febbraio, marzo o aprile dell'anno scorso, aderendo alle indicazioni di questo Governo, ha investito risorse importanti per rendere i propri locali adeguati alla pandemia, come si fa a spiegare a questi signori che negli alberghi si può consumare, che nelle mense si può consumare, ma nei ristoranti no, perché devono rimanere chiusi? Come fate a spiegarlo a queste persone disperate? (Applausi) . E come fate a spiegare alle attività produttive, ai negozi, ai commercianti che devono rimanere chiusi, che devono decidere se morire di Covid o morire di fame? Non è questo quello che un Governo e una maggioranza seria dovrebbero attuare. I ristori, per quelli che li hanno avuti, hanno rappresentato sì e no il 7-8 per cento delle perdite, cosa ben diversa dal 70-75 per cento che altri Paesi, come la Germania, hanno messo a disposizione delle loro categorie produttive. Noi stiamo creando i presupposti di un Paese di poveri e di disperati, di una rivoluzione sociale. Di questo voi siete responsabili e non ci sembra che ci siano elementi di resipiscenza nella vostra attività legislativa. State bypassando le prerogative del Parlamento; state facendo in modo di superare il dibattito e il confronto. Eppure dai banchi dell'opposizione, per bocca anche di autorevolissimi esponenti e leader dei partiti di opposizione, non una volta ma più volte è stata tesa la mano per dare un contributo o un suggerimento, anche perché, in un momento così difficile, così delicato e così disperato, io credo che la politica debba dare esempio di compattezza. Ci saranno momenti per le contrapposizioni, ci saranno momenti per le proprie diversità; oggi il Paese ha bisogno di unità e voi fate una crisi - vergogna! (Applausi) - in un momento così delicato, nel quale c'è gente che non riesce a portare a tavola qualcosa da mangiare per i propri figli e per la propria famiglia e non capisce perché, di punto in bianco, quello che andava bene ieri non va più bene oggi. Io credo che ci sia un limite che non possa essere superato e che anche voi conosciate: create i presupposti per una maggioranza coesa di Governo e assumetevi sino in fondo le vostre responsabilità oppure, diversamente, è inutile tirare a campare creando i presupposti per una situazione ancora più difficile da risolvere. (Applausi) .Io ritengo che questa situazione l'abbiate creata voi e che voi dobbiate assumervene la responsabilità fino in fondo. Se non ne siete capaci, assumete le conseguenziali determinazioni, prima che sia troppo tardi. (Applausi) . La storia ci ha insegnato che le rivoluzioni non si fanno per questioni politiche, per contrapposizioni personali o per desiderio di premiership ; si fanno per fame e l'Italia ormai è arrivata a queste condizioni. Assumetevi le vostre responsabilità. Per questo noi voteremo a favore della pregiudiziale di costituzionalità. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, confermo il voto favorevole del Gruppo Lega alla pregiudiziale presentata da Forza Italia, non perché non siamo convinti che siamo in una situazione di pandemia che debba essere affrontata attraverso alcune restrizioni per cercare di contrastare il contagio, ma perché la proroga dello stato di emergenza continua e costante che avviene nel tempo ci lascia dei dubbi. L'emergenza, infatti, è un elemento - lo dice la parola stessa - che scatta con un effetto sorpresa e io penso che dopo un anno più che essere in emergenza uno Stato serio avrebbe dovuto almeno organizzarsi per affrontare la pandemia, contrastare e cercare di contenere il contagio. Ciò non è avvenuto assolutamente.