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non è intelligente, ma è quello che stiamo facendo. Torniamo indietro di un passo. Grazie alla vostra posizione "euro-supina", a favore di questo piano franco-tedesco, negli anni abbiamo visto l'Italia perdere tutte le sue eccellenze. Abbiamo perso i grandi marchi della moda, la siderurgia italiana, la chimica e il manifatturiero. Mancava solo l'agricoltura a questo triste appello: coraggio, ancora un piccolissimo sforzo e ci siete. In fondo state "solo" uccidendo l'Italia dei nostri nonni: che volete che sia? Detto in poche parole, state liquidando definitivamente il nostro made in Italy (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , che abbiamo cercato di difendere in ogni modo. Mentre lei, signor Presidente del Consiglio, cerca di gestire con scarsissimi risultati il suo variopinto e pittoresco Governo in Europa, ci stanno lentamente sfilando dalle mani anche l'ultimo settore d'eccellenza rimasto in casa nostra. Se non l'avete capito, i segnali provenienti dall'Europa del fatto che l'agricoltura italiana dev'essere ridimensionata ci sono tutti, basta leggere le carte. Capisco che ci sono poche figure nei dossier europei, ma ricordo che le parole sono sempre quelle scritte in nero. (Commenti dal Gruppo PD). Oltre al taglio di 5 miliardi di euro della PAC e al dato sulle ricadute della Brexit, che ancora oggi non conosciamo, ma che sarà compreso tra i 12 e i 15 miliardi di euro, si legge bene tra le righe un passaggio chiaro, relativo all'applicazione estensiva della convergenza esterna. Forse ad altri non dice niente, ma almeno agli agricoltori dice molto, ossia dati alla mano, semplicemente che ci sono Nazioni che percepiscono più soldi dall'Europa non per quello che producono, ma per quanto sono estese le loro aziende. Tra l'altro, signor Presidente del Consiglio, il suo stesso ministro Bellanova - a proposito, mi chiedo se lo sia ancora o sia cambiato (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) - prima di "salire sull'Aventino", affermava, riferendosi a questo tema: «Restiamo nettamente contrari alla convergenza esterna e, qualora si decidesse per una prosecuzione, l'Italia dev'essere compensata con un'assegnazione specifica sui pagamenti diretti». Su quel colle, secondo me, tira un po' d'aria d'opposizione e si sa che cadere è un attimo, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A quanto pare, però, ciò non vale solo per il suo Ministro. Voglio infatti citare anche le sue parole del 7 febbraio, quindi di qualche giorno fa, a margine di un incontro: «Sulla Politica agricola comune è ovvio che non ci potremo mai accontentare degli attuali criteri distributivi che ci vengono offerti». Dalle sue parole si capisce chiaramente che non scenderà a compromessi. E' chiaro quindi che, quando sarà il momento, in Europa si alzerà strappandosi la giacca, mostrando una maglietta policromatica da "super Conte", e inizierà finalmente la sua rivolta antieuropeista, non votando il bilancio europeo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mi sembra di capire questo, dalle sue parole. Lo vuole capire una volta per tutte che dall'indebolendo del sistema agricolo italiano trarranno beneficio la Francia e tutti i Paesi dell'Est Europa, che hanno distese di terreno infinite e che, fatta fuori l'Italia, si divideranno come avvoltoi i nostri resti? Vede, avvocato Conte, circa il 70 per cento delle nostre aziende agricole è di piccole e medie dimensioni e ha sviluppato il suo core business nell'eccellenza del prodotto, non sull'estensione agricola. Questa è la prima regola che ha dato origine all'eccellenza italiana. Siamo il nostro made in Italy e il prodotto che ci invidia il mondo intero. Se tradisce questo, fallendo il suo mandato, la ringrazieranno solo i francesi e i tedeschi. Le ricordo, però, che lo stipendio glielo pagano gli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo M5S) . Queste aziende, se non ve ne siete accorti, rischiano di chiudere per sempre: per esse che sono perlopiù a conduzione familiare, vi dovete battere con il cuore e con la testa, oltre che con la pochette , che però ultimamente, a mio giudizio, è diventata un po' " mochette ", sa com'è. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Ilarità) . Non basta dire: andiamo in Europa e poi si vedrà. Mi chiedo come si faccia a non capire lo scenario apocalittico che colpirà l'agricoltura italiana a breve, se resta confermato il taglio della nuova PAC. Sono sei mesi che, quasi con un mantra , ad ogni seduta di Commissione e ad ogni audizione - e ai banchi del Governo è seduto anche il Ministro, che lo sa benissimo - vi chiedo cosa state facendo per l'agricoltura italiana. Puntualmente, da sei mesi non ho risposte, se non qualche dato percentuale buttato a caso, magari in modo stizzito, dal Ministro di turno che siede di fronte a me. Ci ho provato, però dal 20 febbraio in poi non sarò più io a chiedervi il conto di quello che state facendo, ma saranno gli agricoltori italiani a farlo. La verità è che state cedendo con fermezza il futuro delle nostre aziende e dei nostri figli per sostenere un bilancio che non parla italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per questo motivo, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà le proprie risoluzioni di minoranza. Concludo citando Collodi: c'era una volta un re anzi no: c'era una volta un pezzo di legno. Dica la verità almeno una volta nella vita, Signor Presidente; la dica, per piacere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, signor Presidente del Consiglio, onorevole Ministro, l'odierna discussione avviene in un momento particolare della storia dell'Unione europea: vi è l'insediamento della nuova Commissione (l'anno delle elezioni europee si era verificato precedentemente nel 1995: altra epoca, altre modalità, altra economia); l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea e le frizioni con i Paesi dell'Est; la crescita che si è fermata a livello europeo, a partire dalla locomotiva tedesca; le difficoltà politiche interne a molti Paesi e alcune emergenze avranno un effetto che non siamo ancora in grado di valutare rispetto al futuro (parlo del coronavirus e delle ripercussioni che può avere sulla Cina e sull'Europa); la questione dell'immigrazione, di difficile governo; la politica economica americana, prima e dopo le elezioni presidenziali. Non deve stupire, quindi, che siano molti i nodi che i Governi europei sono chiamati a sciogliere, dal cambiamento delle economie all'internazionalizzazione rispetto alla passata programmazione e alle integrazioni, con una mondializzazione delle produzioni che determina la necessità di cambiare le politiche europee e di fare valutazioni per noi auspicabilmente meno provinciali possibili.