[ddlpres]

Nei ruoli ricordati sono però presenti solo 247 dirigenti di istituto penitenziario, 9 dirigenti di esecuzione penale esterna e 2 dirigenti di istituto penale per minorenni, con un indice di scopertura che raggiunge, per due dei tre ruoli sopra indicati, percentuali superiori al 70 per cento, e che ha pesanti ricadute sulla gestione degli istituti penitenziari e sull'esecuzione penale esterna, settore quest'ultimo che la legge 27 settembre 2021, n. 134, recante « Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari », intende ulteriormente valorizzare anche nella fase giudiziaria, avendo esplicitamente previsto all'articolo 1, comma 17, lettera g) , « il coinvolgimento degli uffici per l'esecuzione penale esterna al fine di consentire l'applicazione delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi nel giudizio di cognizione ». A fronte di ciò, lo svolgimento delle procedure di reclutamento del suddetto personale, indette con i decreti dirigenziali 5 maggio 2020, 28 agosto 2020 e 6 ottobre 2020, menzionati al comma 1 dell'articolo che qui si illustra, è stato condizionato e rallentato a causa della vicenda pandemica tutt'ora in corso, per cui si è inevitabilmente allontanata nel tempo la possibilità di colmare in tempi ragionevoli i considerevoli vuoti di organico sopra ricordati. Si ritiene pertanto necessario contenere, solo per i vincitori di quelle procedure e, dunque, in via eccezionale, la durata temporale del corso di prima formazione, che l'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, fissa in diciotto mesi. La disposizione citata infatti consente ai vincitori dei concorsi a consigliere penitenziario di conseguire la nomina a dirigente penitenziario e successivamente l'assegnazione, secondo il ruolo, ad un istituto penitenziario, un istituto penale per minorenni o un ufficio locale di esecuzione penale esterna, solo al termine del corso di prima formazione, durante il cui svolgimento sono inoltre previste due distinte tornate di esami: la prima, da sostenere dopo dodici mesi di corso, è volta a consentire il superamento della prova (obbligatoria per il reclutamento del personale da parte delle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 70, comma 13, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e dell'articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994), e la seconda da sostenere al termine del corso, quale prova finalizzata alla formulazione del giudizio di idoneità. Nel fissare in dodici mesi la minore estensione temporale del periodo di formazione iniziale, si è comunque assicurato un arco temporale idoneo per l'acquisizione da parte dei vincitori dei concorsi di una formazione adeguata agli incarichi di responsabilità che dovranno poi ricoprire, tenendo conto anche della possibilità di un eventuale incremento delle offerte della formazione permanente da parte della Scuola superiore dell'esecuzione penale. Del resto, si tratta della medesima durata del ciclo di attività formative che l'articolo 6 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004, n. 272, prevede per conferire il primo incarico ai dirigenti di « diritto comune » (divenuti, più di recente, dirigenti area funzioni centrali). A fronte della riduzione temporale del corso di prima formazione, si è inoltre provveduto a ricollocare, di conseguenza, anche le due tornate di esami previste, le quali sono state anticipate rispettivamente al termine del primo e del secondo semestre di corso. L'urgenza dell'intervento, dovuta all'imminente conclusione delle procedure concorsuali indette nel 2020, è anche alla base della previsione derogatoria della norma contenuta nell'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, che vorrebbe che le materie e le modalità di svolgimento del corso di formazione iniziale e degli esami in esso previsti, nonché i criteri di determinazione della posizione in ruolo del funzionario risultato idoneo fossero individuati da un regolamento del Ministro. La tempistica dell' iter di adozione di un tale atto normativo è infatti incompatibile con l'imminente proclamazione dei vincitori di quei concorsi, i cui corsi di formazione, in assenza dell'intervento realizzato con la disposizione in commento, non potrebbero aver inizio prima dell'esaurimento delle procedure previste dal comma 4 dell'articolo 17 della legge n. 400 del 1988. Art. 14. – (Disposizioni in materia di Università e ricerca) L'articolo reca una serie di misure, tutte dirette alla realizzazione di diverse linee di intervento previste dall'investimento 1.2 della Missione 4, Componente 2, del PNRR, dedicato appunto a « Progetti di finanziamento presentati da giovani ricercatori ». In particolare, lo stesso Investimento 1.2 pone diversi obiettivi quantitativi, due dei quali sono oggetto di intervento da parte dell'articolato proposto. In particolare, le disposizioni in esame sono finalizzate rispettivamente a: - sostenere 900 giovani ricercatori dotati di Sigillo di Eccellenza all'interno delle azioni Marie Skodowska-Curie nei Programmi quadro Horizon 2020 ed Horizon Europe (a questa linea di intervento contribuiscono le disposizioni di cui al comma 1); - incentivare il reclutamento di 300 ricercatori vincitori di specifici grants attribuiti dallo European Research Council (a questa linea di intervento contribuiscono le disposizioni di cui al comma 2, per le università, e al comma 3, per gli enti pubblici di ricerca). La disposizione di cui al comma 1 estende, per il periodo di attuazione del PNRR e a valere sui fondi dello stesso (in particolare, appunto, per quanto previsto per l'investimento 1.2 della Missione 4, Componente 2), le procedure di chiamata diretta di cui all'articolo 1, comma 9, della legge n. 230 del 2005 a coloro che sono stati insigniti del Sigillo di Eccellenza all'interno delle azioni Marie Skodowska-Curie nei Programmi quadro Horizon 2020 ed Horizon Europe. Si tratta di giovani ricercatori che, dopo aver conseguito il dottorato di ricerca, si sono candidati a grants europei previsti dalle azioni citate. Pur essendo stati giudicati idonei, avendo superato le valutazioni di qualità oltre l'85 per cento del punteggio massimo complessivo, gli stessi non sono stati ammessi al finanziamento a causa dell'esaurimento dei fondi disponibili. Limitatamente all'arco temporale di realizzazione del PNRR, al fine di sostenere tali giovani e meritevoli ricercatori, si propone quindi di attivare una ulteriore opzione di chiamata diretta, modellata sulle procedure già esistenti, ma non inserita come novella nella legge n. 230 del 2005 proprio in quanto destinata a non costituire un meccanismo a regime, ma a essere percorribile solo nel limitato periodo (e nell'ambito delle risorse già individuate) del PNRR.