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Le sue caratteristiche rendono la figura strategica e funzionale per l'ottenimento di alti livelli qualitativi e produttivi per la produzione sia viticola che enologica. La figura è presente, a diversi livelli, in tutte le realtà produttive italiane del settore. Tale attività professionale può essere esercitata esclusivamente da coloro che sono in possesso del diploma di specializzazione di enotecnico conseguito ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, e da coloro che sono in possesso del diploma di maturità agraria con specializzazione in viticoltura ed enologia – corso sessennale – e hanno conseguito, entro la data di entrata in vigore della legge, il titolo di enotecnico secondo il previgente ordinamento, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 1956, n. 967. L'articolo 4 definisce nel dettaglio l'oggetto dell'attività professionale di enotecnico. L'enotecnico può svolgere l'attività di coordinamento e conduzione, nonché la consulenza per attività inerenti la coltivazione della vite, la trasformazione dell'uva, l'affinamento, la conservazione, l'imbottigliamento e la commercializzazione dei vini e dei prodotti derivati. Inoltre, l'enotecnico può effettuare controlli analitici, tramite analisi microbiologiche, enochimiche ed organolettiche dei vini e della valutazione dei conseguenti risultati e la stima delle colture viticole e loro prodotti. Infine, può svolgere attività di consulenza tecnica d'ufficio (CTU) e di parte (CTP), nonché di predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare (HACCP). L'articolo 5 istituisce, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a tutela della professione, il registro nazionale dei tecnici del settore vitivinicolo, in linea con quanto previsto per altre professioni senza costi per il professionista e per il bilancio pubblico. Al registro possono iscriversi gli enologi e gli enotecnici in possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea e dei titoli professionali di enologo e di enotecnico. Il registro è ripartito in due sezioni. La prima sezione reca l'elenco degli enologi, mentre la seconda sezione reca l'elenco degli enotecnici. L'iscrizione al registro abilita i soggetti in possesso del titolo di enologo o di enotecnico allo svolgimento dell'attività professionale di enologo o di enotecnico. L'articolo 6 disciplina la formazione continua per gli iscritti al registro. L'iscrizione al registro è vincolata, oltre che al possesso del titolo di studio, anche al mantenimento della formazione professionale continua, certificata attraverso la frequenza di corsi e attività di aggiornamento periodici organizzati dalle associazioni professionali riconosciute e inserite nell'elenco delle associazioni professionali, tenuto presso il Ministero dello sviluppo economico, ai sensi della legge n. 4 del 2013. L'articolo 7 dispone, al fine di chiarire e formalizzare l'esercizio della professione, l'attivazione di uno specifico codice ATECO per le attività professionali di enologo e di enotecnico. Infine, l'articolo 8 reca l'abrogazione della legge n. 129 del 1991.. I TITOLO E ATTIVITÀ PROFESSIONALE DI ENOLOGO 1 (Titolo di enologo) 1 Il titolo di « enologo » spetta a coloro che: a sono in possesso del diploma universitario di primo livello, previsto dalla legge 19 novembre 1990, n. 341, relativo al settore vitivinicolo; b sono in possesso della laurea triennale di primo livello relativa al settore vitivinicolo, rilasciata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509; c sono in possesso della laurea magistrale di secondo livello relativa al settore vitivinicolo; d sono in possesso del titolo di studio conseguito a seguito della frequenza del corso biennale presso una scuola diretta a fini speciali in tecnica enologica istituita da università statale o legalmente riconosciuta, previo diploma conseguito presso gli istituti tecnici agrari con specializzazione in viticoltura ed enologia (corso sessennale); e hanno conseguito, entro la data di entrata in vigore della presente legge, il titolo di enologo in conformità alla legge 10 aprile 1991, n. 129. 2 (Attività professionale di enologo) 1 L'enologo svolge le seguenti attività professionali: a direzione, amministrazione e conduzione, nonché consulenza in aziende vitivinicole per la trasformazione dell'uva, l'affinamento, la conservazione, l'imbottigliamento e la commercializzazione dei vini e dei prodotti derivati, assicurando la tracciabilità e garantendo la sicurezza sanitaria e alimentare del prodotto nel rispetto dell'equilibrio ambientale; b direzione e amministrazione, nonché consulenza in aziende vitivinicole, con particolare riferimento alla scelta varietale, all'impianto e agli aspetti fitosanitari dei vigneti, valutazione dei danni e stima delle scorte; c valutazione degli aspetti etici, incluse le possibili conseguenze sulla salute dei consumatori, e quelli economici, sociali, ambientali e tecnici e l'elaborazione delle proposte di provvedimenti finalizzati ad adeguare la produzione alle diverse esigenze e necessità; d direzione ed espletamento di funzioni di carattere vitivinicolo in enti, associazioni e consorzi; e effettuazione di controlli analitici, tramite analisi microbiologiche, enochimiche e organolettiche dei vini e della valutazione dei conseguenti risultati; f collaborazione nella progettazione delle aziende di cui alle lettere a) e b) nella scelta della tecnologia relativa agli impianti e agli stabilimenti vitivinicoli; g organizzazione aziendale della distribuzione e della commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, compresi gli aspetti di comunicazione, di marketing e di immagine; h stima delle colture viticole e dei loro prodotti; i consulenza tecnica d'ufficio (CTU); l consulenza tecnica di parte (CTP); m predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare ( Hazard Analysis and Critical Control Points -HACCP). II TITOLO E ATTIVITÀ PROFESSIONALE DI ENOTECNICO 3 (Titolo di enotecnico) 1 Il titolo di « enotecnico » spetta a coloro che: a sono in possesso del diploma di specializzazione di enotecnico, conseguito ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, e relativi decreti attuativi; b sono in possesso del diploma di maturità agraria con specializzazione in viticoltura ed enologia conseguito presso uno degli istituti tecnici agrari statali specializzati in viticoltura ed enologia attraverso un corso sessennale, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 1956, n. 967. 4 (Attività professionale di enotecnico) 1 L'enotecnico svolge le seguenti attività professionali: a partecipazione attiva, coordinamento e controllo, nonché consulenza per attività inerenti alla coltivazione della vite, alla trasformazione dell'uva, all'affinamento, alla conservazione, all'imbottigliamento e alla commercializzazione dei vini e dei prodotti derivati; b effettuazione di controlli analitici, tramite analisi microbiologiche, enochimiche e organolettiche dei vini e della valutazione dei conseguenti risultati;