[pronunce]

Ciò sia ove si consideri la sottrazione delle risorse regionali frutto di compartecipazione all'IRPEF fondiaria e di addizionale sia ove si consideri che la Regione debba assicurare allo Stato il recupero del maggior gettito attraverso le proprie risorse ordinarie. Analogo vulnus all'art. 49 dello statuto ed all'intero sistema finanziario regionale determinerebbe l'accantonamento previsto dal quarto periodo della disposizione impugnata, incidendo sull'utilizzabilità delle risorse. Ancora, la norma violerebbe gli artt. 63 e 65 dello statuto, perché si pretenderebbe di derogare ai precedenti artt. 49 e 51 con una fonte primaria ordinaria. Infine, sarebbe violato l'art. 65 dello statuto, perché l'art. 13, comma 17, terzo periodo, pretenderebbe di vincolare unilateralmente il contenuto delle norme di attuazione. Uno specifico profilo di illegittimità interesserebbe l'art. 13, comma 17, quinto periodo, irragionevole nell'aprioristica stima del recupero per un importo fisso senza meccanismi di conguaglio o rimborso e contrario al principio consensuale in materia di finanza delle Regioni a statuto speciale. In ultimo, la ricorrente impugna l'art. 14, comma 13-bis, terzo e quarto periodo, del d.l. n. 201 del 2011 il quale prevedendo - in ragione di un incremento di gettito della TARES - un meccanismo di acquisizione al bilancio dello Stato analogo a quello contemplato dall'impugnato art. 13, comma 17, terzo e quarto periodo, viene fatto oggetto dei medesimi motivi di censura in riferimento agli stessi parametri. 6.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, si è costituito in giudizio - con memoria depositata fuori termine - chiedendo il rigetto delle censure proposte dalla ricorrente. Ad avviso del resistente, l'IMU sperimentale rappresenterebbe un'imposta diversa da quella «a regime» prevista dagli artt. 8 e 9 del d.lgs. n. 23 del 2011 che costituirebbe, analogamente all'ICI, un tributo proprio derivato la cui disciplina sarebbe esercizio della competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. La manovra - che determinerebbe saldi invariati per gli enti locali con riferimento sia al gettito dell'IMU che a quello della TARES - non sarebbe lesiva, in quanto ben potrebbe determinare la riduzione nelle disponibilità finanziarie della Regione con il limite di non renderle insufficienti per l'adempimento dei suoi compiti; limite il cui superamento dovrebbe essere dimostrato dalla Regione, che, nonostante i mezzi per farlo, non avrebbe assolto al relativo onere. Infine, non avrebbero pregio le doglianze relative all'attività di accertamento e riscossione dei Comuni, vertendosi in materia di imposte comunali proprie. Il Presidente del Consiglio evidenzia inoltre che la compensazione statale per la soppressione dell'ICI sull'abitazione principale è stata ripristinata a beneficio dei Comuni delle autonomie speciali in virtù di quanto disposto dall'art. 4, comma 5, lettera m), del d.l. n. 16 del 2012, secondo diverse modalità in ragione del concreto esercizio delle funzioni in materia di finanza locale. 6.3.- In data 16 ottobre 2012, la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ha depositato una memoria in cui evidenzia che l'art. 13, comma 14, lettera a), del d.l. n. 201 del 2011 è stato modificato in modo rilevante dall'art. 4, comma 5, lettera m), del d.l. n. 16 del 2012, modifica che farebbe venire meno la materia del contendere in relazione a questa specifica disposizione impugnata. 6.4.- In data 17 marzo 2014, la Regione ha depositato una memoria in cui, evidenzia che l'art. 13, comma 11 - già modificato dall'art. 4, comma 5, lettera g), del d.l. n. 16 del 2012 - è stato abrogato dall'art. 1, comma 380, lettera h), della legge n. 228 del 2012. Ciò, tuttavia, non comporterebbe la cessazione della materia del contendere, in quanto la norma impugnata avrebbe trovato applicazione nel 2012. Secondo la Regione, anche l'abrogazione dell'art. 14 del d.l. n. 201 del 2011, da parte dell'art. 1, comma 704, della legge n. 147 del 2013, non inciderebbe sui termini della questione, in quanto la norma avrebbe trovato applicazione nel 2013. 6.5.- In data 21 aprile 2015, la Regione ha depositato un'ulteriore memoria, ribadendo l'intangibilità - neppure mediante accantonamento - della compartecipazione al gettito dei tributi erariali garantita dallo statuto di autonomia e l'avvenuta applicazione, nell'anno 2013, del censurato art. 14, comma 13-bis, del d.l. n. 201 del 2011. 7.- Con ricorso n. 24 del 2013, la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ha impugnato l'art. 1, comma 380, lettera h), della legge n. 228 del 2012, in riferimento agli artt. 3, primo comma, lettera f), 48-bis, e 50, quinto comma, dello statuto ed in relazione agli articoli da 2 a 7 della legge n. 690 del 1981, nonché in riferimento agli artt. 5, 117, terzo comma, 119 e 120 Cost., in combinato disposto con l'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001. 7.1.- Sul presupposto di essere tenuta a tempo indeterminato (nelle more dell'emanazione della normativa attuativa di cui all'art. 27 della legge n. 42 del 2009) ad accantonare importi, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, corrispondenti al maggior gettito IMU ad aliquota base percepito dai Comuni valdostani , la ricorrente lamenta la violazione degli artt. 48-bis, 50, quinto comma, dello statuto e da 2 a 7 della legge n. 690 del 1981, perché, ribadendo l'applicabilità dell'art. 13, comma 17, del d.l. n. 201 del 2011, l'art. 1, comma 380, lettera h), della legge n. 228 del 2012 determinerebbe, in via unilaterale e senza il rispetto dello speciale procedimento statutario, una riduzione delle quote di compartecipazione regionale ai tributi erariali. Risulterebbe così violata altresì l'autonomia finanziaria regionale, garantita, oltre che dai parametri menzionati, anche dall'art. 3, primo comma, lettera f), dello statuto e dagli artt. 117, terzo comma, e 119 Cost., in combinato disposto con l'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001. Infine, prescindendo dalla «tecnica dell'accordo» nei rapporti finanziari tra lo Stato e le Regioni a statuto speciale, la norma violerebbe il principio di leale collaborazione di cui agli artt. 5 e 120 Cost. 7.2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, si è costituito in giudizio, sostenendo l'infondatezza delle censure proposte dalla ricorrente.