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In particolare, signor Ministro, mi sembra che la formulazione assunta dalla proposta che voi oggi sottoponete a questo ramo del Parlamento sia sufficientemente chiara e corretta, laddove si legge che nel caso di affidamento congiunto o condiviso l'assegno, in mancanza di accordo, è ripartito in pari misura tra i genitori. Credo che questa formulazione vada salvaguardata, perché, al netto dei casi di affido esclusivo, che, come sappiamo, sono molto marginali (si parla di meno del 10 per cento dei casi), nella stragrande maggioranza abbiamo un affido condiviso. Quando l'affido è condiviso è importante che entrambi i genitori possano vedersi riconosciuto l'assegno unico. Diversamente, come ha detto correttamente la collega Garrone, andremmo in primo luogo a introdurre un'ulteriore causa di litigio tra i genitori, che cercherebbero di ottenere dal tribunale anche l'assegnazione dell'assegno unico, e secondariamente a discriminare tra un genitore di serie A, che percepisce l'intero assegno, e uno di serie B, che non percepisce l'assegno unico. Pertanto, la formulazione presente nella proposta che oggi viene portata alla nostra attenzione a mio avviso è da salvaguardare e da tutelare. PRESIDENTE . Colleghi, in maniera non proprio conforme al Regolamento, ma c'è un buon motivo, invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento riferito all'articolo 4. LAUS, relatore . Signor Presidente, invito a trasformare l'emendamento 4.1 in ordine del giorno, altrimenti il parere è contrario. BONETTI, ministro per le pari opportunità e la famiglia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,30) PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . La senatrice Unterberger accetta la trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 4.1. Pertanto, essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G4.100 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ministra Bonetti, colleghe e colleghi, con questo provvedimento finalmente si comincia a mettere ordine nella giungla di contributi e sgravi per la famiglia sostituendo ben otto misure esistenti, dall'assegno di natalità alla detrazione Irpef per i figli a carico. Si includono finalmente categorie (dai lavoratori autonomi a quelli che non hanno capienza fiscale) che finora sono state escluse dalle altre forme di sostegno alla famiglia. Si riconosco dai 50 ai 250 euro al mese fino al ventunesimo anno di età con una quota fissa e una quota variabile legata alle condizioni economiche della famiglia. Se questi sono gli aspetti positivi, ci sono anche delle criticità. Tanti dipendenti rischiano di ricevere meno di prima e su questo si deve rimediare. Si poteva fare una scelta politica più coraggiosa e prevedere le madri come destinatarie dell'assegno, visto che sono soprattutto loro a farsi carico del lavoro di famiglia, spesso rinunciando a un proprio reddito. Questo ragionamento vale, a maggior ragione, per le coppie separate. Il criterio non può essere quello dell'affido condiviso, che oramai hanno quasi tutte le coppie separate, ma deve essere il collocamento prevalente dei figli, anche per evitare che i padri che non versano il contributo al mantenimento dei figli - purtroppo non sono pochi - percepiscano la metà dell'assegno. Come forse sapete, in Sudtirolo esiste da tempo questo assegno unico e da noi, in sede di separazione o divorzio, i tribunali decidono chi percepisce i contributi pubblici, altrimenti si rischia che un padre, che magari non vede quasi mai il figlio e non paga il contributo al mantenimento, percepisca la metà dell'assegno e questo non va bene. Inoltre, in Italia manca un altro istituto che noi in Sudtirolo abbiamo: l'istituto dell'anticipazione del contributo al mantenimento per il figlio se un genitore non lo paga. La Provincia lo anticipa e poi va a riscuoterlo dal genitore inadempiente. Anche questa è una misura in vigore in tanti Paesi europei e anche in Sudtirolo che purtroppo in Italia manca. Non si faccia quindi l'errore di considerare questo intervento un punto d'approdo. È una misura che nel Nord Europa esiste da decenni e che non può essere considerata risolutiva rispetto ai bisogni delle famiglie e al contrasto del declino demografico. Già prima della pandemia in Italia i decessi superavano le nuove nascite e questo per un'assenza totale di strumenti per conciliare lavoro e famiglia e che incentivino un'equa distribuzione del lavoro non retribuito nella famiglia tra uomo e donna. Tra decessi, calo delle nascite e crisi economica, nel 2020 il saldo demografico ha segnato il minimo storico e la popolazione residente ha conosciuto un calo di 384.000 unità. Non deve però stupire che le donne facciano uno sciopero delle nascite: alla retorica sulle mamme corrisponde la loro solitudine, come dice giustamente Titti di Salvo. L'Italia rinuncia ad investire sulla loro forza, anche a costo di perdere ogni anno sette punti di PIL. Se le giovani donne dei Paesi occidentali dovessero comportarsi secondo il modello economico della massimizzazione dell'utilità, non dovrebbero mai investire nella maternità. Sono disposta a rinunciare alla mia carriera? Sono disposta a vivere con contratti irregolari o part-time ? Sono disposta a essere la prima a perdere il lavoro in caso di crisi? Sono disposta a lavorare 1.500 ore gratis all'anno? Sono disposta a correre il rischio di crescere mio figlio da sola? Sono disposta a correre il rischio di non avere una pensione dignitosa? Ebbene, secondo questo modello economico solo le pazze e le ricche dovrebbero rispondere positivamente a queste domande, ma la politica continua a non capire. L'idea di fondo è che le donne il lavoro di casa e di accudimento lo possono fare automaticamente e in aggiunta. Pertanto non è accettabile che alle famiglie in smart working non sia stato riconosciuto il bonus baby sitter . Allo stesso tempo gli importi del bonus vanno aumentati: 100 euro alla settimana vuol dire coprire il costo di due ore di baby sitting al giorno, quando in una città come Roma ci vogliono in media 53 minuti solo per raggiungere il posto di lavoro. E poi le scuole italiane sono tra quelle che in Europa hanno chiuso il maggior numero di settimane dallo scoppio alla pandemia.