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È fuori di dubbio che dobbiamo farci carico degli oltre 9 milioni di poveri che già oggi fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, ma si prevedano aiuti una tantum per persone indigenti stanziati dai Comuni e non sussidi elargiti a tappeto tramite l'INPS. I servizi sociali comunali conoscono le singole situazioni di bisogno e possono intervenire in modo oculato e chirurgico, così da tamponare situazioni emergenziali, senza che vengano sperperati soldi a pioggia, destinati solo ad aumentare gli sprechi. Al contrario, bisogna investire risorse per incentivare la crescita. È nostro dovere creare le condizioni affinché venga data alle persone la possibilità di ricominciare a lavorare e a produrre reddito. La pandemia ha stravolto la salute e la vita delle persone: adesso dobbiamo evitare che si faccia saltare il tessuto produttivo del nostro Paese. Per questo vanno sbloccati in fretta ai cantieri pubblici, così da mettere in moto e in circolo ingenti risorse capaci di creare lavoro, nonché l'economia per impedire che una miriade di imprese vada fallita. Il tutto deve avvenire con un'ambizione: cercare di trasformare la crisi in opportunità, nel tentativo di rendere migliore il nostro Paese, con un maggiore utilizzo delle risorse tecnologiche, con un più diffuso impiego dello smart working, con un maggiore rispetto dell'ambiente e delle energie rinnovabili, con una mobilità più sostenibile, con meno burocrazia, con una più equa ripartizione tra i generi dei tempi di lavoro e di famiglia. Per fortuna abbiamo un'alleata, quella tanto criticata Europa. È grazie all'Unione europea che potremo ottenere in prestito miliardi di risorse a basso costo per finanziare gli investimenti necessari, vuoi che sia con il fondo Sure ( Support to mitigate unemployment risks in an emergency ), vuoi che sia con il Meccanismo europeo di stabilità, con i prestiti della Banca europea per gli investimenti o in una seconda fase con il recovery fund . Sono tutti passaggi che risultano strategici per farci uscire dalla crisi e senza i quali l'Italia sarebbe probabilmente già finita gambe all'aria, perché altrimenti non avremmo mai ottenuto altrettanti crediti a condizioni così vantaggiose. Allora abbiamo una grande sfida davanti a noi: a noi l'opportunità di coglierla. I fondi che oggi rendiamo disponibili con il Documento in discussione vanno utilizzati soprattutto per favorire crescita e sviluppo. Ne va della possibilità di realizzare quei sogni di Daniela e Francesco (sogni nell'immediato), ma ne va soprattutto del futuro, non soltanto di Mattia, ma anche dei nostri figli e dei bambini come loro, cittadini del domani. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Zanda) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rossomando. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, ci sono dei dati di realtà nel percorso che affrontiamo e nei numeri che sicuramente devono indirizzare i contenuti del nostro dibattito all'altezza delle argomentazioni e del ruolo. Oggi ci dobbiamo esprimere sul Documento di economia e finanza e sullo scostamento di bilancio, che poi verranno inviati al Consiglio dell'Unione europea e alla Commissione europea. Già qui ci sono dei passaggi obbligati e logici nel dibattito che ci deve impegnare. È stato detto molto chiaramente dal ministro Gualtieri, nell'audizione delle Commissioni in sede congiunte di Senato e Camera su questo argomento, che, a causa dell'emergenza Covid-19, gli scenari su cui ci esprimiamo oggi sono limitati al periodo 2020-2021, per un importo di 55 miliardi di euro. Abbiamo due emergenze fondamentali: liquidità, per consentire al Paese di superare questo momento e poter discutere del futuro - altrimenti non si inizia neanche la discussione - ed emergenza sanitaria. Si va allora al Consiglio europeo. C'è una connessione strettissima con l'Europa, così come c'è stata per i 25 miliardi precedenti, i quali - vogliamo fare polemica politica? - era chiarissimo che fossero vincolati a una certa emergenza, mentre gli altri provvedimenti ( bonus turismo e qualsiasi altra cosa) sarebbero stati affrontati successivamente. Prima questione: per essere all'altezza è imprescindibile essere all'interno di una trattativa europea. Non è dato né tertium , né secundum : senza l'Europa il debito non sarà sostenibile. Ho sentito evocare da colleghi delle opposizioni un finanziamento a fondo perduto. Come pensiamo di finanziarlo? Qui entra in gioco la politica, il ruolo politico che si riesce ad avere in Europa. Certo, non si è partiti benissimo, ma non possiamo negare che una serie di risultati è stata ottenuta, cui dovranno sicuramente seguire altre; ma i risultati sono stati ottenuti con il primato della politica, rispetto al quale il nostro Paese ha avuto un ruolo fondamentale. Costruire alleanze con coloro con cui si fa asse, spostare delle posizioni - penso a un inizio di spostamento di posizione della Germania - è importante. Serve o non serve? Rispetto a questo un Paese trova la sua unità. È stata citata più volte l'analogia con il periodo più vicino per difficoltà, quello della Seconda guerra mondiale, e si è detto che è più dignitoso ricorrere ad analogie con le modalità con cui si ricostruì nel dopoguerra. Giustamente il senatore Zanda ci ha richiamato a un ruolo centrale del Parlamento e della politica. Voglio citare due esempi: il primo è il discorso, ormai celeberrimo, che Alcide De Gasperi pronunciò alla Conferenza di pace di Parigi, in cui l'Italia si presentava in una posizione molto difficile e doveva trattare le condizioni delle sanzioni. Certamente non fece un discorso isolazionista e pronunciò la celeberrima frase: «Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me». E ottenne molto - come sappiamo - certo non isolandosi. Chiedo ancora un minuto e mezzo, non di più. Il secondo paragone riguarda l'Assemblea costituente: nel 1947, per i noti equilibri mondiali, furono espulsi dai Governi del dopoguerra i rappresentanti della parte politica socialcomunista; questo non impedì che nel nostro Paese, mentre c'era un contrasto fortissimo sul piano politico e anche internazionale, si lavorasse tutti insieme per la Costituente, presieduta da Umberto Terracini, che - guarda caso - era un comunista. A questi esempi, quindi, dobbiamo guardare come altezza del Parlamento. Il ministro Gualtieri ha detto molto chiaramente, elencandoli, quali sono i provvedimenti immediati: automatismo per il bonus autonomi in ventiquattro ore; si discute su un fondo perduto o qualcosa di simile per le piccole e medie imprese; rinvio della sugar e plastic tax ; dotazione di 3,5 miliardi in favore dei Comuni, delle Province, delle città metropolitane e quant'altro. Si parla di 6 miliardi all'anno fino al 2031 per la ripresa destinati a incentivi e investimenti. Allora qua c'è argomento di dibattito. Se le emergenze continueranno a essere liquidità, potenziamento, revisione della sanità e investimenti per l'economia, entra in gioco il ruolo che vogliamo attribuire alle politiche pubbliche e allo Stato. Concludo il pensiero perché non voglio abusare, Presidente, della sua cortesia e di quella dell'Assemblea.