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Disposizioni in materia di transizione ecologica sostenibile. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è volto a razionalizzare e ottimizzare le risorse e gli strumenti del settore energetico in un'ottica di sostenibilità economica e ambientale. Nello specifico, il disegno di legge intende dare seguito alla politica energetica degli ultimi anni, che in linea con quanto stabilito a livello europeo ha contribuito a un deciso aumento delle capacità installate di energia da fonti rinnovabili, nonché agire per continuare quest'opera virtuosa, preservando, con tutti gli strumenti possibili, il benessere e l'interesse dei cittadini italiani. Il tema della riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e della decarbonizzazione è, mai come oggi, di stretta attualità e necessita dell'adozione di politiche efficaci e capaci di conseguire gli obiettivi posti con l'Accordo di Parigi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il Quadro Clima-Energia 2030 dell'Unione europea e la COP26 (Conferenza delle Parti della CNFCCC). Occorre accelerare il processo di decarbonizzazione attraverso l'adozione di strategie che promuovano con forza l'utilizzo di tecnologie pulite e che agiscano efficacemente alla luce dei grandi benefìci che questo settore può dare a livello occupazionale, di crescita e di sviluppo produttivo. In coerenza con gli indirizzi europei e con gli obiettivi nazionali prefissati, il presente disegno di legge, all'articolo 1, con riferimento agli impianti eolici esistenti ha lo scopo di consentire la semplificazione anche quando, a seguito delle modifiche progettuali, vi sia il superamento della soglia di applicabilità della procedura abilitativa semplificata (PAS). Il tema è di estremo rilievo, in relazione agli obiettivi europei fissati al 2030, in termini di consumo di energia da fonti rinnovabili. La disposizione in questione ha anche la finalità di semplificare le procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) degli interventi su impianti esistenti, limitando l'oggetto della valutazione alla variazione di impatto indotta dal progetto rispetto alla situazione precedente all'intervento di revisione della potenza dell'impianto. Per lo stesso scopo si forniscono prescrizioni sui termini, funzionali al rispetto della direttiva (UE) 2018/2001 sulle fonti rinnovabili. L'articolo 2 interviene su una norma vigente, ampliando le finalità e gli utilizzi delle risorse del fondo istituito dall'articolo 32 del decreto legislativo n. 28 del 2011 con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo tecnologico e industriale in materia di fonti rinnovabili ed efficienza energetica. L'articolo 3, al fine di assicurare l'efficacia, la trasparenza e la prevedibilità delle procedure amministrative in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili, prevede la predisposizione di specifiche check-list , che definiscano i presupposti, in fatto e in diritto, occorrenti per il rilascio delle autorizzazioni, in tal modo facilitando gli operatori e agevolando la stessa amministrazione nel compimento delle valutazioni occorrenti nell'ambito del procedimento autorizzatorio. L'articolo 4 intende razionalizzare gli incentivi e i sussidi alle energie rinnovabili, tenuto conto dell'impatto ambientale e dell'indice di ritorno energetico e considerando la necessità strategica di raggiungere l'autosufficienza energetica. L'articolo 5, in materia di attività minerarie, modificando l'articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto « codice dell'ambiente »), dispone che il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare si applichi nelle zone di mare poste entro 12 miglia dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette nonché, lungo l'intero perimetro costiero nazionale, nello spazio che va dalla costa al limite di 12 miglia dalle linee di base, ossia nell'intera estensione del mare territoriale. Ove non opera il predetto divieto, le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sono sottoposte alle procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) e valutazione ambientale strategica (VAS), d'intesa con la regione interessata, che acquisisce il parere degli enti locali. Si prevede inoltre che i titoli abilitativi già rilasciati siano fatti salvi non oltre il termine di efficacia della VIA, decorso il quale il procedimento di VIA deve essere reiterato. Al fine di estendere ulteriormente le misure di tutela del territorio, la presente proposta, all'articolo 6, sottopone l'attività estrattiva a ulteriori divieti e limiti volti a tutelare una serie di aree sensibili relative alle superfici di terra, tra cui le aree caratterizzate da produzioni agroalimentari di pregio. Fermo restando il divieto delle attività di prospezione, ricerca o coltivazione di idrocarburi nelle zone di mare poste entro 12 miglia dalle linee di base e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, viene inoltre vietata qualunque tecnica di iniezione o reiniezione nelle zone classificate ad alta e media sismicità e in zone di particolare ripopolamento ittico.. 1 (Disposizioni per la realizzazione degli obiettivi del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima) 1 All'articolo 3 del decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: « 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuate, sulla base degli obiettivi del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima, con riferimento a grandi aree territoriali e a un adeguato periodo temporale, le necessità minime di realizzazione o di trasformazione di impianti di produzione e di accumulo di energia elettrica e di infrastrutture di trasmissione e di trasporto di energia, anche di interconnessione con l'estero, tenendo conto della loro effettiva realizzabilità nei tempi previsti, al fine di conseguire gli obiettivi del citato Piano, anche con riferimento agli obblighi derivanti dall'attuazione delle direttive europee in materia di energia, e di assicurare un adeguato livello di sicurezza nonché l'economicità e la concorrenza delle forniture di energia. 2. Il decreto di cui al comma 1 è aggiornato, con le stesse modalità di cui al citato comma 1, con cadenza biennale in funzione delle esigenze connesse al conseguimento degli obiettivi indicati al medesimo comma 1, tenendo conto dell'effettiva evoluzione della domanda di energia, dell'integrazione del sistema energetico italiano nel mercato interno dell'energia e dell'effettivo grado di avanzamento della realizzazione delle infrastrutture individuate ai fini del raggiungimento degli obiettivi indicati nel Piano nazionale integrato per l'energia e il clima ».