[ddlpres]

Considerato quindi l'attuale momento, caratterizzato da una emergenza pandemica ancora non in fase di soluzione, occorre evitare la paralisi di servizi fondamentali, come quello della giustizia, in questo territorio. Qui, come detto in precedenza, l'ingerenza della criminalità nella società civile continua ad essere fortissima, e in questo periodo di pandemia si è ulteriormente aggravata. Nel territorio della Sibaritide la crisi generata dall'epidemia COVID-19, in assenza di validi supporti da parte dello Stato e soprattutto a causa di un degradamento dei servizi, sta rendendo difficile la vita a molte aziende. Alcune hanno già chiuso, tantissime sono al collasso e a questo punto o interviene lo Stato o la criminalità la farà da padrone. Ecco perché occorre un sistema di vigilanza e di presidio del territorio più pervicace e persistente. Occorre che lo Stato faccia sentire la sua presenza. Maggiormente critica la situazione a Corigliano-Rossano, una grandissima e complessa città, nel cuore di un territorio articolato, ricco di risorse e potenzialità economiche, ma nella quale, in questo momento, c'è una insofferenza latente da parte dei cittadini che assistono ad un depauperamento dei servizi, anche in ambito giudiziario. Pertanto, sulla scorta di queste considerazioni, è palese che la riforma della geografia giudiziaria non ha fatto conseguire nessuno degli obiettivi prefissati: non quello del risparmio di spesa, poiché sono aumentati a dismisura i costi per il diritto di accesso alla giustizia; né quello della maggiore efficienza della giurisdizione, venutasi, invece, ulteriormente a congestionare presso il presidio accorpante, rallentando in modo pauroso l'attività giudiziaria in territori in cui la giustizia dovrebbe essere un servizio fondamentale e prioritario. Con il presente disegno di legge si vuole innovare il sistema delineato dal decreto legislativo n. 155 del 2012, attribuendo un ruolo attivo e propositivo alle regioni stesse. In particolare, con l'articolo 1, che introduce l'articolo 8- bis , si prevede che le regioni interessate possano richiedere al Ministro della giustizia che, sulla base di apposite convenzioni, sia stabilito il ripristino della funzione giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali circondariali e delle procure della Repubblica soppressi dall'articolo 1 dello stesso decreto legislativo n. 155 del 2012. Al fine di non discostarsi dalle finalità di contenimento della spesa pubblica perseguite dalla riforma, si prevede che le spese di gestione e manutenzione degli immobili, di retribuzione del personale di custodia e di vigilanza delle strutture siano integralmente a carico del bilancio della regione richiedente. Rimangono a carico dello Stato le spese relative alla retribuzione dei magistrati e del personale amministrativo e di polizia giudiziaria. Infine, il novellato articolo 8- bis prevede che, in seguito al ripristino della funzione giudiziaria dei tribunali soppressi, siano conseguentemente adeguate le tabelle di cui agli allegati 1, 2 e 3 allo stesso decreto legislativo n. 155 del 2012 con la ricostituzione dei circondari delle sedi giudiziarie ripristinate.. Art. 1. (Introduzione degli articoli 8- bis e 8-ter nel decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155) 1. Dopo l'articolo 8 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, sono inseriti i seguenti: « Art. 8- bis . – (Interventi delle regioni) – 1 . In attesa di una più ampia e generale riforma della geografia giudiziaria, da attuare nel rispetto del principio del più ampio decentramento di cui all'articolo 5 della Costituzione, e del principio di prossimità di cui all'articolo 10 del Trattato sull'Unione europea, su richiesta delle regioni interessate, il Ministro della giustizia dispone, nell'ambito di apposite convenzioni, che i tribunali e le procure della Repubblica soppressi dall'articolo 1 del presente decreto riprendano appieno la funzione giudiziaria nelle loro sedi, ripristinando le competenze territoriali dei tribunali e delle procure della Repubblica precedenti l'accorpamento, a condizione che le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture siano integralmente a carico del bilancio della regione richiedente. 2 . Rimangono a carico dello Stato le spese relative alla retribuzione dei magistrati e del personale amministrativo e di polizia giudiziaria. 3 . Alle tabelle di cui agli allegati 1, 2 e 3 annessi al presente decreto sono aggiunti i tribunali e le procure della Repubblica ripristinati su istanza delle regioni interessate, con conseguente ricostituzione dei relativi circondari nella tabella di cui all'allegato 1 annesso al presente decreto. 4 . Le spese di cui al comma 1 possono essere sostenute anche dagli enti locali, previa intesa con la regione richiedente. Art. 8- ter. – (Piante organiche) – 1 . Entro cento giorni dalla data di stipulazione delle convenzioni di cui all'articolo 8- bis , il Ministro della giustizia provvede alla riformulazione o alla determinazione delle piante organiche dei tribunali e delle procure della Repubblica riattivati e alla loro copertura ». Art. 2. (Abrogazione) 1. All'articolo 8 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, il comma 4- bis è abrogato. Art. 3. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Alla loro attivazione si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.