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L'articolo 1 illustra i principi e le finalità dell'intervento normativo che, in attuazione degli articoli 3, 4, 35, 36, 37, 39, 97 e 98 della Costituzione e nel rispetto del diritto alla parità retributiva di tutti i lavoratori, sancito dall'articolo 7 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e dall'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, reca disposizioni per sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti pubblici e privati attraverso la previsione di trattamenti economici accessori collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui si svolge l'attività professionale o lavorativa, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine. L'articolo 2 apporta modificazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al fine di prevedere che le retribuzioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni definiscano trattamenti economici accessori collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT. Più in dettaglio, per i dipendenti in regime di diritto pubblico le retribuzioni sono stabilite in base a disposizioni di legge, per tale ragione è opportuno integrare l'articolo 3 del decreto legislativo al fine di prevedere che le medesime disposizioni debbano definire trattamenti economici accessori collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso le quali si svolge l'attività professionale o lavorativa, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine. Nel caso dei dipendenti pubblici il cui rapporto di lavoro è disciplinato secondo il regime privatistico, invece, occorre intervenire attraverso la contrattazione collettiva; a tal fine, l'articolo 2 reca una novella all'articolo 45 del decreto legislativo, al fine di prevedere che i contratti collettivi, nel definire i trattamenti economici accessori, debbano tenere conto anche dell'area territoriale presso cui ha sede l'amministrazione interessata, l'unità organizzativa o la struttura di riferimento del dipendente. Per la definizione puntuale dei trattamenti accessori si rinvia alla contrattazione collettiva integrativa, attraverso la quale le singole amministrazioni possono, nel rispetto dei vincoli di bilancio derivanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna, attivare autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa finalizzati a definire i trattamenti economici accessori dei dipendenti delle medesime amministrazioni, collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui ha sede l'amministrazione, l'unità organizzativa o la struttura di riferimento del dipendente. L'articolo 3 reca disposizioni per i lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare, si prevede che, ferme restando le disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti, attraverso contratti collettivi di secondo livello, stipulati su base territoriale dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano territoriale, ovvero su base aziendale dalle rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria, possano essere definiti trattamenti economici accessori collegati alle aree territoriali presso cui ha sede l'azienda o l'unità operativa, anche in tal caso con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine. Al fine di incentivare la stipula dei contratti collettivi territoriali e aziendali, per il triennio 2024-2026, in via sperimentale, i datori di lavoro privati che riconoscono ai propri dipendenti i predetti trattamenti economici accessori maturano un credito su cui si applica la compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, fino ad un massimo di 3.000 euro annui per ciascun dipendente e nel limite complessivo di 100 milioni di euro annui per il triennio. L'articolo 4 reca disposizioni di attuazione per la definizione delle zone territoriali presso cui si svolge l'attività professionale o lavorativa dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, con particolare riferimento alle zone metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine, al fine di definire trattamenti economici accessori dei lavoratori collegati al costo della vita dei beni essenziali. Le medesime zone sono definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 5 prevede che i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore alla data di entrata in vigore della legge continuino ad avere applicazione sino alla loro scadenza, fermo restando che l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le rappresentanze sindacali debbano procedere al rinnovo dei contratti collettivi in scadenza in modo da adeguarli alle disposizioni della legge in oggetto. L'articolo 6, infine, reca la copertura finanziaria.. Art. 1. (Principi e finalità) 1. La presente legge, in attuazione degli articoli 3, 4, 35, 36, 37, 39, 97 e 98 della Costituzione e nel rispetto del diritto alla parità retributiva di tutti i lavoratori, sancito dall'articolo 7 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1966, e dall'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, reca disposizioni per sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, attraverso la previsione di trattamenti economici accessori collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui si svolge l'attività professionale o lavorativa, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine. Art. 2. ( Modificazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ) 1. Al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 3, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: « 2- bis . Le disposizioni sul trattamento retributivo del personale in regime di diritto pubblico di cui al presente articolo definiscono trattamenti economici accessori collegati al costo della vita dei beni essenziali, così come definito dagli indici ISTAT, nelle aree territoriali presso cui ha sede l'amministrazione, l'unità organizzativa o la struttura di riferimento del dipendente, con particolare riferimento alla distinzione tra aree metropolitane, urbane, suburbane, interne e di confine »; b) all'articolo 40, dopo il comma 3- ter è inserito il seguente: « 3- ter .1.