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Le Raccomandazioni rivolte quest'anno all'Italia da parte del Consiglio Europeo riguardano, come già nel 2017, la politica fiscale, la governance del settore pubblico e di quello privato, il risanamento del sistema bancario e le procedure di ristrutturazione aziendale, e infine il miglioramento dell'efficienza del mercato del lavoro. Si tratta di ambiti che esulano dalle competenze della nostra Commissione, ma che qui si richiamano unicamente per evidenziare come il programma di riforme descritto dal Governo intenda orientarsi in direzione di raccomandazioni già formulate dalla Commissione europea e dall'OCSE, in particolare in materia di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, nonché - sul versante delle uscite - suggerendo l'obiettivo di riduzione del rapporto fra spesa corrente e PIL e di aumento della spesa per investimenti. L'allegato 1 alla Nota di aggiornamento sintetizza le relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali presentate dalle singole Amministrazioni centrali dello Stato. Il Ministero degli affari esteri e della Cooperazione internazionale, in particolare, ha presentato una relazione programmatica sulle spese di investimento e due autorizzazioni base relative a leggi pluriennali. Nell'ambito della Relazione programmatica relativa alla missione 32, sui "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche", viene evidenziato come il Ministero degli affari esteri reputi compatibili le risorse assegnate con le attività programmate per gli interventi di manutenzione straordinaria del Palazzo della Farnesina e per la costruzione e manutenzione di proprietà pubbliche in uso ad Organizzazioni internazionali presenti in Italia. In particolare, nella nota sugli elementi di dettaglio sull'attuazione delle spese di investimento, nonché nella relazione sullo stato di attuazione delle leggi pluriennali di spesa, viene dato conto dell'impegno per la ristrutturazione degli immobili in uso all'Istituto Universitario Europeo (IUE), di Firenze, da attuarsi fra il 2018 e il 2022, per un importo complessivo stimato di 53,5 milioni di euro. Viene altresì menzionato l'impegno per interventi di manutenzione straordinaria sul complesso demaniale della F.A.O., a Roma, per un importo stimato di circa 40 milioni di Euro, da ripartire in cinque annualità di spesa. L'allegato 1 evidenzia altresì come per il triennio 2018-2020, il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, così come il Ministero della Giustizia e il Ministero della Salute, non gestiscano risorse aventi la natura di contributi pluriennali. Fra le relazioni di pertinenza degli altri Ministeri, segnala in primo luogo quella relativa alla missione 4 (L'Italia in Europa e nel mondo) del Ministero dell'economia, programma 11, che fa riferimento alla partecipazione italiana agli aumenti di capitale nelle Banche Multilaterali di Sviluppo e nella Banca Asiatica per gli investimenti nelle infrastrutture (AIIB). Il relatore segnala, inoltre, la relazione relativa alla missione 16 del Ministero dello sviluppo economico in materia di commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo, che dà conto delle risorse disponibili, fra definanziamenti e rifinanziamenti, negli anni 2016 e 2017 (fino allo stanziamento definitivo di 148 milioni di euro). In questo quadro l'allegato segnala come risulti in ritardo la programmazione e l'avviamento del Piano Straordinario per il Made in Italy e l'attrazione degli investimenti esteri. Ricorda, in proposito, che la legge di bilancio 2018 ha previsto il rifinanziamento del piano straordinario per la promozione del made in Italy nelle annualità dal 2018 al 2020, con risorse pari, rispettivamente, a 130 milioni di euro nel 2018 e a 50 milioni di euro nel 2019 e nel 2020. Di un certo interesse per la Commissione appare anche la relazione del Ministero dell'ambiente relativa alle spese di investimento per la missione 18 (Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente), ed in particolare per il Programma 05 (Sviluppo sostenibile, rapporti e attività internazionali), che evidenzia come le attività programmate riguardino la partecipazione italiana alla capitalizzazione del Fondo verde per il Clima, istituito dalla Conferenza delle Parti (COP 16) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in attuazione degli sforzi dei Paesi in via di sviluppo nel conseguire gli obiettivi dell'Accordo stesso. Ricorda che le risorse disponibili per ciascun esercizio finanziario del triennio 2016-2018 ammontavano a 50 milioni di euro. Per il periodo 2018-2020, sono dunque disponibili 50 milioni riferibili al solo 2018. Il PRESIDENTE, nel ringraziare il relatore per l'esauriente esposizione svolta, apre la discussione generale. Interviene il senatore URSO (FdI) per stigmatizzare l'impianto complessivo della manovra preconizzata dalla Nota di aggiornamento in titolo, la quale, avuto riguardo alle materie di pertinenza della Commissione esteri, riduce severamente le risorse precedentemente allocate per investimenti produttivi, come avviene, ad esempio, per l'apposito Fondo destinato al made in Italy. In ultima analisi, ci si trova di fronte ad una politica di bilancio che, proprio nell'attuale difficile temperie del commercio mondiale, non tiene conto in nessuno modo delle esigenze di sviluppo del Paese. Non risultando alcuna altra richiesta di intervento, il PRESIDENTE , quindi, chiede al relatore di dare lettura di una conferente bozza di parere sul Documento in esame. Il senatore PUGLIA (M5S), relatore, dà conto di uno schema di parere favorevole. Successivamente, il senatore MALAN (FI-BP), in sede di dichiarazione di voto, esprime la valutazione contraria della propria parte politica, in quanto ci si trova di fronte ad un Documento di politica economica poco realistico e non utile al Paese. Lo scollamento con la realtà dell'economia nazionale è rinvenibile sia nella stima sopravalutata del tasso di crescita tendenziale del PIL, sia nella previsione degli impegni di spesa per interessi, che sono dati irrealisticamente in discesa. Per quanto riguarda poi le risorse da destinare alla politica estera, per esse, come evidenziato dal collega Urso, si registrano solamente decurtazioni. Anche secondo il senatore ALFIERI (PD), che esprime il voto contrario del proprio Gruppo, la suddetta manovra risulta poco aderente alla realtà e in ritardo, peraltro, nel percorso prestabilito dalla regole nazionali ed europee. Si è costretti, pertanto, a formulare sostanziali perplessità su un approccio di bilancio che condurrà, purtroppo, ad un aggravamento delle condizioni economiche degli italiani, in un contesto globale che vede aumentare il protezionismo e rallentare la crescita. Preannuncia il voto contrario il senatore URSO (FdI), dovendo constatare la formulazione, da parte dell'attuale maggioranza, di una manovra improvvisata e priva di strategia. Diversamente dagli intervenuti, secondo il senatore LUCIDI (M5S), la Nota di aggiornamento in disanima rappresenta, per il suo impianto generale, una vera e propria svolta per la politica economica del Paese.