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Stiamo parlando dei fondi per i collegamenti stradali, con delega all'ANAS, che però ha detto di non essere competente. Le cito un altro esempio banale. Vi ricordate che avete detto che ci sono i fondi, a favore delle amministrazioni locali, per gli asili nido? Bene, il fondo è istituito presso il Ministero dell'interno, ma, a oggi, non ci sono i provvedimenti attuativi e, quindi, la funzione competente di quel Ministero rimanda al mittente, in attesa dei decreti attuativi. Potrei citare molti altri casi, ma è tutto così. Che senso ha quell'elenco, citato anche dal collega, se - poi - l'attuazione degli interventi già previsti non è possibile e non si concretizza? Ripeto, sono 380 i decreti attuativi che mancano. Gira la voce - ma non abbiamo la forza di dirlo - che uno dei grossi tarli del nostro sistema sia rappresentato dalla lentezza della pubblica amministrazione. (Applausi) . Pertanto, l'Unione europea ci mette a disposizione i fondi, ma sappiamo che non riusciremo a tradurli in atti concreti. Signor vice ministro Misiani, signor Sottosegretario, non si potevano bloccare le tariffe per l'energia elettrica e il gas in questo periodo di recessione, in cui le famiglie sono in grossissime difficoltà? A ottobre sono aumentate dell'11 per cento le tariffe del gas e del 15 per cento quelle dell'energia elettrica. Nella Nota di aggiornamento c'è un aumento della pressione fiscale chiara e netta. Vogliamo dire che andremo a tassare ancora i cittadini italiani? Bisogna dirglielo! (Applausi) . Signor Presidente, come ha già fatto autorevolmente il presidente Casellati, che ringrazio, occorre che la Presidenza richiami al ruolo di questo ramo del Parlamento affinché venga ascoltato nelle sedi competenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei riprendere quanto detto dal collega Ferro sulla tempistica e sui tempi, in quanto è un tema che ho già trattato più volte e che mi sembra centrale. Il collega ha fatto riferimento ai 380 decreti attuativi che non hanno ancora visto la luce e il tempo, in questo, diventa l'efficacia stessa dei provvedimenti. Nei decreti adottati d'urgenza abbiamo previsto 100 miliardi di euro di indebitamento per far fronte all'emergenza in moltissimi settori e pertanto ora dobbiamo fare uno sforzo. Ho detto «dobbiamo» come istituzione, tuttavia è il Governo che deve dare l' input e dirigere questo passaggio, affinché la macchina faccia un superlavoro. In caso contrario, laddove i decreti attuativi dovessero arrivare tardi, l'effetto bazooka diventerà lo sparo di una pistola giocattolo e il nostro Paese non se lo può permettere. Siamo sempre qui, questo è il problema: bisogna agire subito. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa: si chiede alla pubblica amministrazione di dare qualcosa in più. È uno sforzo che chiediamo a tutti. Lo stiamo chiedendo alle famiglie e alle imprese, che in molti casi hanno anticipato la cassa integrazione ai propri dipendenti; lo chiediamo agli insegnanti, che si trovano a svolgere il proprio lavoro in una situazione completamente cambiata; lo chiediamo ai bambini e ai ragazzi che sono nelle scuole; lo stiamo chiedendo a tutti. Lo possiamo chiedere anche ai Ministeri? Ci sono tutte le intelligenze e le capacità, bisogna che facciano un superlavoro, perché l'Italia ne ha bisogno. (Applausi) . Ci rendiamo conto, leggendo questa Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, di quanta evidente incertezza regni, perché effettivamente il quadro fotografato è questo e su questo il Governo e il Ministro stanno costruendo la manovra economica; sappiamo benissimo però quali difficoltà possono sussistere in concomitanza con un'impennata dei contagi, ma anche - se n'è parlato - di eventi atmosferici catastrofici. Purtroppo, il mondo è cambiato, ne abbiamo tutti consapevolezza e tutti siamo pronti a fare la nostra parte. In Commissione sono stata bacchettata, perché mi sono permessa di dire che, a mio avviso, bisogna anche curare l'approccio delle persone normali, quelle che accendono la televisione. Alcune, quelle che possono stare in casa, la tengono accesa dalla mattina alla sera. Non è possibile sottoporre le persone dall'alba al tramonto a un lavaggio del cervello da parte di talk show e telegiornali: è giusto che questi diano le informazioni, ma quelle giuste, e che dicano che i contagi aumentano e che si fanno moltissimi più tamponi, quindi i casi positivi sono molti di più; ma bisogna distinguere quali sono i casi positivi asintomatici da quelli sintomatici, perché il costo di tutte le misure dipenderà anche da questo elemento. È giusto dare le raccomandazioni, ma una delle sfide epocali che abbiamo dinanzi è quella di raggiungere un equilibrio. Non è possibile sentire 10-12 esperti tutti i giorni, di cui uno dice una cosa, uno l'esatto contrario: la gente normale, che non è laureata in medicina o che non vuole approfondire, come fa a orientarsi? È disorientata, è impaurita. (Applausi) . Se le persone hanno paura, poi magari capita, com'è capitato a me, di sentire un'amica dire che pare che in una grande azienda editoriale si stia pensando di iniziare a fare licenziamenti. Queste persone come possono stare? C'è l'angoscia della pandemia, di ammalarsi e di perdere il lavoro. I tamponi non potranno durare all'infinito. Allora certo occorrono consapevolezza, informazione giusta e togliere il troppo: è un patto che bisogna fare anche con la stampa, che non vuol dire chiuderle la bocca, ma chiederle, come pure alla televisione, di essere responsabile. Questo equilibrio è assolutamente necessario, perché da tale percezione dipendono anche i comportamenti delle persone e le propensioni al consumo. Sono stati dati grandi aiuti, ad alcuni addirittura per la sopravvivenza, ad altri perché potessero comunque non solo vivere con un minimo di tranquillità, ma anche sostenere la domanda interna; se c'è però questo terrore, ciò incide non solo sulla depressione delle persone, ma addirittura sull'economia, perché sappiamo benissimo che le aspettative delle persone sono una variabile che entra nell'economia, a volte anche pesantemente. Facciamo, quindi, questo passaggio. Diversi colleghi oggi hanno parlato della volontà di collaborare, ma a volte c'è un atteggiamento aprioristico di chiusura, come ad esempio nella trattazione del decreto agosto. Come opposizione abbiamo trattato proposte importanti attraverso i nostri emendamenti. Il viceministro Misiani, su alcuni, ha detto: effettivamente qui non ce l'abbiamo fatta, ma dovremo pensarci in legge di bilancio. Per me, questo è simile a un impegno, se non un vero e proprio impegno, su alcune categorie. Abbiamo parlato di reshoring, di fiere e di tutto l'indotto, di automotive e di tante altre categorie. Quindi, dovremo trovare spazio anche per questi settori.