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chiunque - al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto - non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l'imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad euro cinquantamila; chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d'imposta, quando l'ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro cinquantamila. Con le modifiche recate testo in esame (come risultante dall'esame presso la Camera dei deputati) sono innalzate le pene tanto per l'omessa dichiarazione del contribuente quanto per l'omissione del sostituto d'imposta: la reclusione viene portata nel minimo a 2 anni e nel massimo a 5 anni (nel testo vigente del decreto-legge era invece 6 anni). Le lettere l) e m) modificano l'articolo 8 del citato decreto legislativo (che punisce con la reclusione chiunque, al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti). Il testo da un lato incrementa la pena per il parallelo delitto di dichiarazione fraudolenta, mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, portando la reclusione nel minimo da 1 anno e sei mesi a 4 anni e nel massimo da 6 a 8 anni. Dall'altro lato si inserisce un comma 2- bis in base al quale la pena è più bassa (mantenendo la pena precedente, della reclusione da un anno e sei mesi a 6 anni) quando l'importo indicato nelle fatture o nei documenti e relativo ad operazioni inesistente è inferiore, per il periodo d'imposta considerato, a 100 mila euro. La lettera n) innalza la pena detentiva per il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili, di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 74 del 2000, che punisce (con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni) chiunque - al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l'evasione a terzi - occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari. A seguito della modifica recata, il minimo edittale passa da un anno e sei mesi a 3 anni e il massimo edittale da 6 a 7 anni. Nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento sono state soppresse le lettere o) e p) del testo iniziale del decreto-legge, le quali modificavano rispettivamente l'articolo 10- bis e l'articolo 10- ter del decreto legislativo n. 74 del 2000, relativi all'omesso versamento di ritenute dovute o certificate e dell'IVA. La lettera q) , come modificata nel corso dell'esame alla Camera, inserisce nel decreto legislativo n. 74 del 2000 l'articolo 12- ter , in forza del quale, in caso di condanna (o patteggiamento della pena) per alcuni delitti in materia di imposte sui redditi e IVA, è consentita l'applicazione della cosiddetta confisca allargata di cui all'articolo 240- bis del codice penale. Ci sarà dunque la possibilità di confiscare denaro, beni o altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità, a qualsiasi titolo, in valore sproporzionato al proprio reddito. La disposizione precisa che l'articolo 240- bis si applica solo in caso di condanna (o patteggiamento di pena) per i seguenti delitti: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (articolo 2, decreto legislativo n. 74 del 2000), quando l'ammontare degli elementi passivi fittizi è superiore a 200.000 euro (100.000 nel testo vigente del decreto-legge); dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (articolo 3, decreto legislativo n. 74 del 2000) quando l'imposta evasa è superiore a 100.000 euro ; emissione di fatture per operazioni inesistenti (articolo 8, decreto legislativo n. 74 del 2000) quando l'importo non rispondente al vero indicato nelle fatture è superiore a 200.000 euro (100.000 nel testo vigente del decreto-legge) ; sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (articolo 11, decreto legislativo n. 74 del 2000), quando l'ammontare delle imposte ovvero gli elementi attivi o passivi sono diversi dagli effettivi per un importo superiore a 200.000 euro (nel testo vigente 100.000 euro). Il testo vigente del decreto-legge contemplava anche le seguenti fattispecie (che la Camera ha invece scelto di non considerare più ai fini della confisca): indebita compensazione (articolo 10- quater , decreto legislativo n. 74 del 2000) quando ha ad oggetto crediti non spettanti o inesistenti superiori a 100.000 euro; omessa dichiarazione del contribuente ex articolo 5, comma 1, decreto legislativo n. 74 del 2000; omessa dichiarazione del sostituto d'imposta ex articolo 5, comma 1- bis , decreto legislativo n. 74 del 2000, quando le ritenute non versate sono superiori a 100.000 euro. Nel corso dell'esame alla Camera è stata introdotta una ulteriore lettera q- bis ), attraverso la quale si modifica l'articolo 13 del decreto legislativo n. 74 del 2000 (che consente la non punibilità di alcuni reati tributari a fronte del tempestivo pagamento del debito tributario): si aggiungerebbe ora  tra i reati che si estinguono con l'integrale pagamento del debito tributario (prima che l'interessato abbia notizia dell'apertura del procedimento a suo carico)  il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (articolo 2 del decreto legislativo n. 74 del 2000) e il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (articolo 3 del decreto legislativo n. 74 del 2000). Il comma 2 dell'articolo 39 interviene sul decreto-legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. In particolare, il decreto-legge inserisce l'articolo 25- quinquiesdecies nel catalogo dei reati che, in base al decreto legislativo n. 231 del 2001, costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. La previsione originaria del decreto-legge - che contemplava sanzioni amministrative solo a fronte della commissione del reato di dichiarazione fraudolenta, mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti - è stata integrata nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento. Il testo in esame prevede ora, a carico dell'ente: