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c'è dunque la possibilità di una svolta concreta che porti al centro dell'azione politica dei prossimi mesi i significativi temi sui quali molte forze politiche hanno portato la propria azione nei mesi scorsi e anche in queste settimane. Prendiamo atto però che ci sono forze politiche che con le loro scelte decidono di modificare profondamente lo scenario politico che stiamo vivendo. Noi sosteniamo il decreto-legge in esame e questo Governo con convinzione e con responsabilità. Sappiamo che stare al Governo, come stare in qualsiasi giunta comunale, non può significare incertezze e desideri da menù alla carta, come ci ricordava proprio poco fa la collega Bonino. Le famiglie oggi sono spaventate di fronte all'erosione dei salari dovuta al caro energia, al montare dell'inflazione come mai si era visto negli ultimi trent'anni. Ci sono richieste da parte delle imprese che necessitano di risposte che devono venire nelle prossime settimane, con la prossima legge di bilancio. Non posso non fermarmi a pensare che chi stia seguendo il dibattito di quest'oggi o la cronaca politica di queste ore resti allibito di fronte a ciò che sta registrando, mentre magari quest'oggi stesso gli è arrivata una bolletta del gas e dell'energia elettrica particolarmente pesante o mentre sta facendo il pieno di benzina a 2 euro al litro. Di fronte a questa situazione credo che ciascuno di noi, ciascuna forza politica, ciascun parlamentare dovrebbe interrogarsi e porsi un tema di responsabilità. Se anche noi poniamo una questione di responsabilità, non lo facciamo per mettere qualcuno con le spalle al muro, ma perché abbiamo la consapevolezza che fuori da questo palazzo oggi si vive una condizione di grandissima difficoltà che, come molti analisti hanno già fatto capire, non potrà che aggravarsi nelle prossime settimane e nell'autunno, per le ragioni che ben conosciamo. Questo Governo è nato per dare risposte e nel decreto-legge aiuti ce ne sono sicuramente alcune anche significative. L'azione politica dei prossimi mesi potrà portare ad ulteriori risposte significative e l'agenda sociale che è stata avviata in questa settimana da parte del presidente Draghi ne porterà altre. Ci sono risposte a portata di mano, se ci sono però le condizioni politiche per poter proseguire quest'azione. Da parte nostra non c'è solo tutta la responsabilità, ma anche la volontà politica di raggiungere questi obiettivi. Il Partito Democratico c'è e il presidente Draghi può contare sul nostro sostegno. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà. *QUAGLIARIELLO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, colleghi senatori, signori del Governo, ieri sera mi è capitato di scorgere sul mio comodino un libro di aforismi di Ennio Flaiano. Stamattina mi sono ricordato, uscendo da casa, di un suo volume intitolato «Un Marziano a Roma e altre farse» e ho immaginato di essere il marziano a Roma. Ho provato cioè a osservare con gli occhi di un extraterrestre gli eventi di queste ore. Ho visto un Paese scosso da una guerra, prostrato dalla crisi energetica e dall'inflazione, reduce da oltre due anni di pandemia, intento in uno sforzo di unità nazionale per salvarsi e possibilmente ripartire. Rischiare in questa situazione scenari di instabilità a causa delle vicende interne a un Movimento in crisi politica e di leadership mi è apparso cosa di un altro mondo. Ho attraversato poi una città eterna maleodorante, sommersa di immondizia, popolata di cinghiali e pantegane, per giungere qui in Senato e trovare colleghi del suddetto Movimento fuori dall'Aula, metaforicamente, disposti a tutto pur di non votare la realizzazione di un termovalorizzatore che consentirebbe di smaltire rifiuti e produrre energia. Ho udito il lamento di tante imprese, piene di debiti incagliati per via di un bonus escogitato contro ogni legge del mercato e dell'economia di base. Lamento a fronte del quale c'è chi vorrebbe perpetuare per legge l'accumulo di crediti virtuali invece di aiutare, prima di ogni altra cosa, un'intera filiera a smaltire quelli già immagazzinati. Ho scorto poi, in ogni angolo del Paese, annunzi di aziende in cerca di personale e aspiranti datori di lavoro che questo lavoro non sanno a chi darlo, perché, tra le altre cose, si è preferito diseducare un'intera generazione con la paghetta di Stato. E mi sono sentito dire che quella paghetta non deve essere tolta nemmeno se chi la riceve rifiuta tutte le offerte di impiego che gli vengono proposte. Ho sentito parlamentari di questa Repubblica, ho sentito leader che hanno ricoperto nel recente passato le massime responsabilità di Governo, dire che il voto di fiducia va disertato per timore di un autunno caldo. Come se non fosse proprio l'odierna intemerata a mettere a repentaglio tutti gli strumenti che questo Governo e questa maggioranza hanno per arginare l'impatto economico e sociale della riduzione del potere d'acquisto delle famiglie e della produttività delle imprese: legge di bilancio, PNRR e percorso di riforme che ne è il presupposto. Stiamo parlando di misure essenziali per la tenuta dei conti, per il sostegno dei lavoratori e delle aziende, per gli investimenti e per la sostenibilità del debito. A questo punto, signor Presidente, ho ripreso sembianze umane. A dire il vero avrei voluto fare un ulteriore esperimento e guardare gli avvenimenti nostrani dalla prospettiva anche di qualche entità straniera: da quella di Putin, ad esempio, che dopo aver assistito alla caduta di Boris Johnson vede oggi vacillare, immagino senza troppo dispiacere, il Governo che nell'Unione europea più ha tenuto dritta la barra della fermezza rispetto alle vicende ucraine. Ma veniamo a noi, qui, oggi, alle prese con un dibattito che anche a uno sguardo umano, troppo umano, appare decisamente lunare. Colleghi del MoVimento 5 Stelle, riferite al vostro leader che il favore delle tenebre che ha avvolto le decisioni di queste ore non impedirà agli italiani di scorgere con chiarezza i fatti e le loro potenziali conseguenze. Oggi ricorre l'anniversario della presa della Bastiglia e al già premier Conte, che ricordiamo durante i suoi Governi, in tempi non distanti, appassionato di Stati generali, facciamo presente che giocare alla rivoluzione per coprire con i colpi di fucile l'inconsistenza politica può essere molto, molto pericoloso, soprattutto in un quadro internazionale come quello attuale e con un Paese in bilico tra speranze di ripresa economica e spettro della recessione. Colleghi, di fronte a chi in questa legislatura ha governato con Governi di ogni foggia, e vedendo approssimarsi le elezioni vorrebbe tornare alle origini e convincerci che la politica è una schifezza, dobbiamo riaffermare con orgoglio che la politica è una risorsa. Che, in un momento così eccezionale, rappresenta la sola opportunità per confrontarsi con la guerra, con la crisi e con le conseguenze della pandemia, consentendo agli italiani di sperare nel futuro. Alcune cose allora dobbiamo dircele, sapendo che, in un quadro di unità nazionale, a tutti tocca a volte ingoiare qualcosa di sgradito.