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2 Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 8, i membri del Parlamento possono essere assistiti, per le attività connesse al proprio mandato, da un numero massimo di due collaboratori da loro liberamente scelti tra personale esterno alle amministrazioni delle Camere, secondo le disposizioni previste dalla presente legge. 2 (Disciplina del rapporto di lavoro e normativa applicabile) 1 Il rapporto di lavoro tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori ha natura esclusiva e fiduciaria e ad esso si applica, sulla base di accordi tra le parti e nel rispetto delle leggi e dei contratti collettivi applicabili, la disciplina privatistica in materia di contratti di lavoro subordinato o di lavoro autonomo. In caso di stipulazione di contratti di lavoro subordinato, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2118 del codice civile. Nei rapporti di lavoro non subordinato il recesso è disciplinato dal contratto individuale stipulato tra le parti. 2 Salvo diverso accordo tra le parti, i contratti concernenti i rapporti di lavoro di cui al comma 1 hanno durata corrispondente a quella della legislatura nel corso della quale sono instaurati e possono essere rinnovati. Gli stessi contratti si risolvono di diritto in caso di cessazione anticipata, rispetto alla conclusione della legislatura, del mandato del membro del Parlamento datore di lavoro. 3 I membri del Parlamento, ove intendano avvalersi dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 1, non possono stipulare contratti di lavoro ai sensi del presente articolo con il proprio coniuge, con propri parenti o affini entro il secondo grado, né con il coniuge, o i parenti e gli affini entro il secondo grado, di un altro membro del Parlamento appartenente al medesimo Gruppo parlamentare. 4 I rapporti di lavoro di cui all'articolo 3, comma 1, non danno luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio tra i collaboratori e le amministrazioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. 5 Per le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui alla presente legge è competente l'autorità giudiziaria ordinaria. 3 (Retribuzione dei collaboratori parlamentari) 1 Gli uffici di presidenza delle Camere, con proprie delibere adottate d'intesa tra loro, disciplinano le modalità del pagamento diretto della retribuzione dei collaboratori, nonché le modalità dell'assolvimento dei relativi oneri fiscali, previdenziali e assistenziali da parte dell'amministrazione della Camera alla quale appartiene il membro del Parlamento datore di lavoro, nei limiti delle somme destinate, per tali specifiche finalità, a ciascun membro del Parlamento dalle deliberazioni degli uffici di presidenza medesimi. 2 La Camera di appartenenza provvede alla riduzione degli emolumenti spettanti ai membri del Parlamento datori di lavoro in misura corrispondente alle retribuzioni o alle altre somme eventualmente corrisposte per i collaboratori parlamentari. 3 Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera di appartenenza è limitata all'erogazione della retribuzione, in base al contratto stipulato tra il singolo membro del Parlamento e il proprio collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri accessori, nei limiti stabiliti dagli uffici di presidenza delle Camere, d'intesa tra loro. La retribuzione del collaboratore non può essere inferiore ai minimi contrattuali definiti dalla legge ovvero ad un equo compenso commisurato alla natura e all'orario della prestazione concordata tra le parti. 4 Per il rapporto di lavoro di cui all'articolo 3, comma 1, il membro del Parlamento datore di lavoro è esentato dall'imposta regionale sulle attività produttive, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, se tutti i suoi collaboratori svolgono la propria attività all'interno dei locali messi a disposizione dalla Camera di appartenenza o se svolgono tale attività presso la propria abitazione di residenza. 5 Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, comma 4, per i rapporti di lavoro di cui al comma 1 del presente articolo, all'assolvimento degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali provvede l'amministrazione della Camera alla quale appartiene il membro del Parlamento datore di lavoro, secondo le modalità definite ai sensi del comma 1 del presente articolo. 6 La Camera di appartenenza verifica che le attività indicate nel contratto di lavoro siano connesse all'esercizio delle funzioni parlamentari e che la tipologia contrattuale prescelta dalle parti risulti compatibile e coerente con l'attività svolta. 7 Gli uffici di presidenza delle Camere, d'intesa tra loro, possono altresì disciplinare ulteriori condizioni per lo svolgimento dell'attività dei collaboratori presso le sedi e gli uffici del Parlamento. 8 Fatta salva la facoltà di stipulare contratti con uno o due collaboratori entro i limiti finanziari di cui al comma 1, ciascun membro del Parlamento può avvalersi, anche oltre tali limiti, nel rispetto dei contratti collettivi e della legislazione vigente, di ulteriori collaboratori, con retribuzione e con oneri accessori a proprio esclusivo carico. In tali casi, si applica comunque la disciplina di cui all'articolo 2. 4 (Albo dei collaboratori parlamentari) 1 È istituito l'albo dei collaboratori parlamentari dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. 2 I collaboratori parlamentari, a seguito della stipulazione del contratto di lavoro, sono iscritti, senza oneri, nell'albo di cui al comma 1. 3 L'albo è disciplinato con deliberazioni adottate dagli uffici di presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati e l'iscrizione ad esso consente l'accesso dei collaboratori parlamentari alle sedi delle Camere in vigenza del contratto. 4 Le deliberazioni di cui al comma 3 disciplinano le forme attraverso le quali è assicurata la pubblicità dell'albo dei collaboratori parlamentari, anche mediante pubblicazione nei siti internet istituzionali di ciascuna Camera. 5 L'iscrizione nell'albo dei collaboratori parlamentari è titolo di preferenza per l'assunzione da parte di un membro del Parlamento nella legislatura successiva, o nella medesima qualora si concluda anticipatamente il rapporto di lavoro con il membro del Parlamento che ha stipulato il contratto in precedenza. 6 Ferma restando la disciplina di cui all'articolo 3, comma 1, qualora un membro del Parlamento ritenga di non avvalersi di collaboratori iscritti nell'albo di cui al comma 1, può comunque assumere un massimo di due collaboratori, con le modalità previste dall'articolo 2 e con un'ulteriore trattenuta sui suoi emolumenti. 7 L'importo della trattenuta di cui al comma 6 è fissato con deliberazioni adottate d'intesa dagli uffici di presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. 5 (Decorrenza delle disposizioni) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dalla prima legislatura successiva a quella in corso alla data della sua entrata in vigore.