[resaula]

Il lavoro svolto - e vado a concludere - è stato proficuo e, a nome del Partito Democratico, devo ringraziare di questo i Presidenti, le Commissioni, gli uffici, chi ha lavorato in queste settimane per portare in Aula quella che è una buona riforma strutturale. Ne verificheremo l'applicazione strada facendo, perché naturalmente c'è una dimensione organizzativa che andrà implementata progressivamente per quanto riguarda il nuovo ordinamento della magistratura tributaria, ma le premesse sono positive. Noi siamo convinti che questa riforma potrà migliorare realmente il funzionamento della giustizia tributaria che, non dimentichiamolo, rappresenta uno snodo delicato e fondamentale del rapporto travagliato tra i cittadini e l'amministrazione tributaria. Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del Partito Democratico nei confronti di questo provvedimento. (Applausi) . TOFFANIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, la pandemia ha segnato uno spartiacque tra il prima e il dopo e questo dopo necessita di profondi e rapidi cambiamenti affinché l'Italia possa stare al passo con le trasformazioni che l'Europa e tutto il mondo necessitano e richiedono. Per queste ragioni l'Unione europea ha messo in campo il PNRR e con esso importanti riforme come quella della giustizia tributaria, che rappresenta appunto una delle milestone in scadenza il 31 dicembre. Ricordo che il Consiglio dei ministri lo scorso 17 maggio, mentre le Commissioni già stavano valutando dei testi di iniziativa parlamentare, ha approvato il disegno di legge all'esame dell'Aula che affronta alcuni temi cruciali: la professionalizzazione dei magistrati tributari, anche attraverso l'introduzione del giudice a tempo pieno; il rafforzamento dell'organo di autogoverno della giustizia tributaria; il potenziamento della struttura amministrativa a supporto della giustizia tributaria; l'accettazione della prova testimoniale al pari di quanto previsto nei giudizi civili e amministrativi; l'introduzione della conciliazione per le controversie. Forza Italia ha segnalato sin da subito alcune criticità del disegno di legge. La prima, che purtroppo non siamo riusciti a modificare, è il mantenimento della gestione e dell'organizzazione della giustizia tributaria sotto il controllo del Ministero dell'economia e delle finanze, che pone problemi di indipendenza e di terzietà, visto che la controparte delle vertenze tributarie è rappresentata dalle Agenzie controllate dal MEF, come l'Agenzia delle entrate e quella delle dogane. Tra l'altro abbiamo fin da subito evidenziato che il disegno di legge non prevede una soluzione per i 77.000 ricorsi e i 45.000 appelli che rappresentano il carico di lavoro attuale delle commissioni di merito, e che essenzialmente occorre intervenire sull'arretrato giacente presso la Corte di cassazione. Dopo un lungo lavoro compiuto nelle Commissioni, dopo numerose audizioni utili per formulare emendamenti e proposte migliorative al testo base, abbiamo concordato di ultimare i lavori prima della scadenza della legislatura per non rischiare di perdere gli oltre 20 miliardi del PNRR, vincolati alla realizzazione della riforma, cercando di migliorare le criticità del testo base cui ho fatto solo alcuni cenni. C'è però anche un'altra ragione: rispondere alle esigenze dell'Italia: uno sforzo di sintesi doveroso al quale la nostra forza politica ancora una volta non si è sottratta. Ripensare il Paese: questo è il mantra del presidente Silvio Berlusconi e del nostro partito (Applausi) e la riforma della giustizia tributaria è uno dei passaggi cardine per riformare tutto il sistema fiscale, favorendo un clima di certezza per i contribuenti in tempi adeguati e ragionevoli, senza attendere per anni e anni la conclusione di interminabili processi, con conseguente rallentamento o addirittura blocco dell'attività economica, perdita di occupazione e di PIL. Un processo tributario equo è strategico anche per rafforzare la fiducia degli operatori economici, con una ricaduta importante sugli investimenti esteri che dobbiamo continuare ad attrarre. Dall'altro lato, un processo più trasparente e più breve nei tempi avvantaggia anche lo Stato, perché crea più opportunità di riscossione con minori oneri. Equità, trasparenza e velocità sono le parole chiave. Il primo intervento da mettere in atto è quello di abbattere l'arretrato tributario, che al 30 luglio ammontava a 45.000 cause. In Commissione siamo intervenuti per facilitare lo snellimento dei ricorsi in Cassazione dopo che il contribuente ha ricevuto la sentenza a favore in primo e secondo grado o in uno dei due, liquidando con una percentuale la lite. Ma non è sufficiente. Il centrodestra, quindi, ha proposto un ordine del giorno che impegna il prossimo Governo a garantire una maggiore e più strutturata definizione agevolata del processo tributario, in analogia con gli istituti già previsti dall'ordinamento processuale contabile dello Stato. L'obiettivo di restituire ai procedimenti una durata ragionevole ha un valore non solo costituzionale, ma anche economico tutt'altro che sottostimabile che corrisponde addirittura all'1 per cento del PIL. Liberare queste risorse significa liberare approssimativamente 17 miliardi. Pensate: 17 miliardi. Se dovessimo trasformarlo in beneficio per lo Stato, sarebbero 1.000 euro in più per ogni pensionato. (Applausi). Ecco perché si deve e si può riformare il sistema Italia. Un altro aspetto fondamentale di questo cambiamento si basa sulla visione del rapporto tra Stato e contribuente. Con questa riforma finalmente si inserisce il principio dell'inversione dell'onere della prova: non più un contribuente che deve necessariamente dimostrare lui stesso la propria innocenza o non responsabilità, ma un'amministrazione che deve provare in giudizio le violazioni contestate con l'atto impugnato, così come avviene in ogni nazione civile o nel nostro processo penale. (Applausi) . Un cambio di passo che Forza Italia ha da sempre auspicato per raggiungere un modello di fisco moderno ed equo. In Commissione sono stati apportarti diversi correttivi al testo base, necessari per realizzare una riforma che prevede la professionalizzazione delle figure dei magistrati a tempo pieno, aprendo anche ai laureati in economia con adeguati tirocini, assicurando contemporaneamente la copertura durante il periodo di transizione, per cui l'anticipo dell'età pensionabile dei magistrati in servizio deve progressivamente scalare per consentire i tempi dei concorsi per le nuove assunzioni. Tra le modifiche apportate, molte corrispondono agli emendamenti portati avanti dalla tenacia del senatore Giacomo Caliendo, che ringrazio, come il miglioramento dell'istituto della prova testimoniale. (Applausi) . Forza Italia si dice soddisfatta per questo provvedimento che, pur necessitando di ulteriori interventi, di cui il prossimo Governo potrà farsi carico, rappresenta uno strumento fondamentale per un cambio di passo culturale, che inciderà favorevolmente sul nostro sistema economico. Ecco perché abbiamo sempre ribadito il nostro sostegno a provvedimenti che andassero in aiuto ai contribuenti e alle loro famiglie, attraverso la pace fiscale che la stessa Unione europea ha raccomandato come valida soluzione all'annoso problema.