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Rimando quindi all'importanza dell'articolo 6, che elenca proprio i materiali per la difesa che possono essere oggetto di cooperazione, fermo restando il rispetto delle legislazioni nazionali di entrambi i Paesi. Ricordo, per l'Italia, la legge del 9 luglio 1990, la n. 185, sulle esportazioni di materiali d'armamento al pari del divieto di esportazione del materiale acquisito che è di fondamentale e dirimente importanza. Prima di annunciare il voto del Gruppo MoVimento 5 Stelle, a proposito di cooperazione, non posso fare a meno di aprire uno spaccato - e prego l'Assemblea di fare attenzione - su quanto è accaduto ieri a Beirut. Il Libano è stato dilaniato ancora una volta da due forti esplosioni che hanno portato a tantissimi feriti e soprattutto al ferimento di due soldati italiani della Marina militare ai quali noi, come Gruppo MoVimento 5 Stelle, vogliamo portare la nostra solidarietà e il nostro augurio di pronta guarigione. (Applausi) . Approfitto ancora di pochi secondi per fare nostre, mie, le parole del ministro Di Maio: «l'Italia è vicina agli amici libanesi in questo momento tragico. I nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio, e alle persone ferite a cui auguriamo una pronta guarigione». Aggiungo da parte nostra un abbraccio forte e grande per tutto il contingente italiano impegnato in Libano. (Applausi) . Concludo ribadendo il voto favorevole a questa ratifica del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Indico la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi. Commenti del senatore Croatti). Mi scusi senatore Croatti? Lo comunicheremo ai Segretari, d'accordo? Sui lavori del Senato ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. (Commenti) . PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, «ancora». Proprio così: inizio il mio intervento con «ancora», visto che il ministro D'Incà ha appena contattato i Capigruppo, dicendo che il Governo si è accorto, ahimè in modo un po' tardivo, che il 10 agosto scade il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e quindi, per legge, bisogna venire in Assemblea con le comunicazioni e rispettare il fatto che prima venga data informativa a tutta l'Assemblea. Visto che ieri abbiamo tenuto una riunione della Conferenza dei Capigruppo e abbiamo previsto anche oggi una riunione della Capigruppo, noi della Lega siamo chiari: bisogna venire in Assemblea a fare il proprio dovere, rispettando la legge. Questo è quanto deve essere fatto: sia chiaro per tutti. (Applausi) . PRESIDENTE . Sospendo la seduta fino alle ore 15, che riprenderà con la deliberazione sulla costituzione in giudizio del Senato della Repubblica in un conflitto di attribuzione. (La seduta, sospesa alle ore 12,16, è ripresa alle ore 15,03) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Sulla scomparsa di Bruno Dettori CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato quest'opportunità d'intervenire. Purtroppo avantieri è venuto a mancare il senatore Bruno Dettori, una persona essenzialmente buona. Non è facile parlare di qualcuno che non ha mai voluto accendere i riflettori su di sé, ma che, in ogni caso, è riuscito a dare moltissimo alla sua terra e alla comunità nella quale è vissuto. Bruno Dettori, sassarese, era un docente universitario della prestigiosa facoltà di agraria dell'Università degli studi di Sassari (con un breve intervallo, nel quale ha insegnato all'università in Eritrea). È stato autore di innumerevoli pubblicazioni su riviste, nazionali e internazionali, di idrogeologia, idrochimica e approvvigionamento idrico. La sua è stata una brillante carriera professionale, che non gli ha impedito però di coltivare la sua profonda passione per la politica, nella quale ha fatto la gavetta, essendo stato consigliere comunale e regionale, senatore e Sottosegretario all'ambiente nella legislatura 2006-2008 col Governo Prodi. Questo è stato il suo brillante curriculum dell'attività politica, ma di Bruno Dettori credo sia più giusto ricordare il tratto umano, che lo ha condotto a diventare un importante punto di riferimento per tutti coloro che l'hanno conosciuto o hanno avuto il piacere di collaborare con lui. Con una modestia e umiltà fuori dal comune, ha sempre manifestato capacità di ascolto nei confronti di chiunque volesse parlare con lui, anche i più deboli e le categorie ingiustamente considerate ultime. A tutti elargiva un consiglio e manifestava vicinanza e considerazione, prodigandosi nella ricerca della soluzione ai loro problemi. Non posso non ricordare una caratteristica fondamentale di Bruno Dettori, del quale sono stato amico per parecchi anni. Una volta lasciati i ruoli istituzionali, egli ha assunto la veste di padre nobile nell'ambito del suo partito, continuando a coltivare quella passione per la politica che ha connotato la sua vita e l'attività a favore della collettività, prodigandosi per il ricambio generazionale. Questa è stata una caratteristica importantissima, grazie alla quale ha aiutato molti giovani ad emergere nella vita politica, così favorendo, come dicevo, il ricambio generazionale della classe politica. Egli si è sempre prodigato per cercare di risolvere i conflitti interni al partito, ma anche i contrasti con le altre forze politiche. Ha fatto ciò con una ricerca continua del dialogo con tutti. Anche nei momenti più difficili non è mancata una sua telefonata di sostegno e stimolo a reggere il confronto. Chi ha avuto il piacere di conoscerlo non potrà dimenticare il suo sorriso sincero, aperto e accattivante, il suo ottimismo contagioso e stimolante e la sua profonda umanità. A nome di tutto il Gruppo Italia Viva, esprimo cordoglio, rimpianto e vicinanza alla signora Isa, ai figli Toti e Andrea e ai familiari tutti che hanno avuto la fortuna di condividere con lui la vita. (Applausi) . FLORIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il mio intervento si muove in continuità con quello del collega Cucca, con una piccola differenza, perché io ho avuto modo di collaborare con il consigliere regionale Bruno Dettori dal 1994 al 2001: anni di particolare intensità politica, durante i quali, pur militando su fronti diversi, si riusciva a trovare con lui una sintesi sui progetti che potevano risultare qualificanti per l'isola. Ne avevo sentito parlare appena arrivato in Consiglio regionale perché lui, prima di quest'avventura, era stato consigliere comunale dal 1990 al 1994 ed era molto stimato come politico per l'intensità che dedicava al proprio territorio.