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Quattro decreti-legge sono stati emanati, uno dopo l'altro, non per la complessità del momento che stiamo vivendo, ma per il modo tardivo di operare di questo Esecutivo. Si è parlato di scuola, ma non si può dire che l'eventuale riapertura delle scuole a gennaio - se riapriranno - sarà un successo, perché il vero successo sarebbe stato continuare con la didattica in presenza sin dall'inizio, così come è avvenuto in altri Paesi europei. Il fatto poi che lo sgravio dei costi fissi delle bollette elettriche sia stata una misura già presentata in un precedente provvedimento dal Governo e dalla maggioranza significa che le misure adottate da questo Esecutivo non sono sempre distanti dalla sensibilità delle opposizioni. Il problema è che i provvedimenti sono sempre adottati a spot, con risorse limitate, senza continuità e senza una progettualità su cui noi invece riteniamo sia necessario puntare. Alcune proposte del centrodestra hanno riguardato temi corrispondenti a quelli della maggioranza, come dimostra una serie di emendamenti che sono stati approvati: ad esempio in materia di attenzione alle esigenze alle RSA, di agevolazioni alle assunzioni giovanili, di considerazione per l'editoria. Noi dell'opposizione abbiamo ritenuto doveroso puntare su tre aree di intervento per concentrare l'azione in maniera efficace. Ci auguriamo ora che tali interventi trovino la necessaria continuità nei prossimi provvedimenti. Noi ci mettiamo a disposizione del Paese con le nostre proposte, non senza lo spirito critico necessario nel merito. A tal proposito, con detto spirito oggi in questa sede ritengo doveroso ricordare le parole di monito pronunciate ieri sera da Mario Draghi che, in veste di co-presidente del gruppo di lavoro del G30, in un rapporto preliminare dell'organizzazione sul Covid, ha sollecitato le autorità ad agire urgentemente, perché in molti Paesi ci si trova sull'orlo di una crisi di solvibilità, più di quanto non sembri, specialmente per le piccole e medie imprese, considerando che i programmi di sostegno sono in scadenza e che le massicce iniezioni di liquidità hanno contribuito a schermare la situazione. Tutte le nostre azioni sono ispirate a quest'obiettivo. Bisogna investire per far girare l'economia e far crescere il PIL con incentivi e riforme che favoriscano il mantenimento e la creazione di veri posti di lavoro. Concludo il mio intervento ringraziando i colleghi relatori, il Governo, i Presidenti di Commissione e tutti i commissari per il lavoro che è stato svolto nelle scorse giornate (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, intervengo molto brevemente per sottolineare l'importanza che anche per il Governo hanno avuto il dibattito e il lavoro svolto in Senato sugli importanti provvedimenti in esame. Ci sono due aspetti che credo sia necessario sottolineare: in primo luogo, qualunque sia la valutazione che viene data - e abbiamo avuto valutazioni difformi rispetto ai provvedimenti originari - è indubbio che l'intervento e il lavoro fatto in Senato ne abbiano aumentato sia l'efficacia che la portata, con un contributo rilevante che è venuto - va riconosciuto come dato aggettivo - sia dalla maggioranza che dalla minoranza. Questo è un aspetto che reputo positivo che va assolutamente sottolineato. Il secondo aspetto che vorrei sottolineare è che ancora una volta, qualunque sia la valutazione rispetto al lavoro svolto - e ne abbiamo avute di contrastanti - il dibattito che c'è stato, le critiche che sono state avanzate, i limiti e le sottolineature anche degli aspetti positivi emersi sono stati utili. Vorrei sottolineare che anche le critiche sono in parte condivise, perché anche il Governo che li ha proposti è consapevole dei limiti di questi provvedimenti. Poi ognuno dà la valutazione del perché sia stato fatto o meno così, ma tutto il dibattito svolto dovrà e potrà essere messo a frutto per i provvedimenti successivi. È infatti indubbio - e questo pure vorrei sottolineare come dato oggettivo - che fintanto che il nostro Paese dovrà combattere questa pandemia terribile, così come stanno facendo gli altri Paesi d'Europa e - ahimè - del mondo, sarà necessario dare continuità ed essere vicini all'economia e alla società in ogni momento, cercando di affinare, completare e migliorare gli interventi, che pure dal punto di vista del Governo pensiamo siano stati già validamente messi in atto. Quindi, ci sono aspetti positivi anche nel dibattito, nelle critiche e nei limiti evidenziati e nelle tante proposte - vorrei sottolinearlo - sono largamente contenute negli emendamenti, che non è stato neppure possibile esaminare perché i tempi sono stati stretti, e soprattutto negli ordini del giorno che li hanno recepiti e che devono essere valutati e considerati, perché sono ricchi di spunti. Penso che tutto questo lavoro potrà essere messo a frutto anche nel proseguimento dei lavori parlamentari. Vorrei in particolare ringraziare, anche a nome del sottosegretario Castaldi che assieme a me e sotto il coordinamento del ministro D'Incà ha seguito per il Governo i lavori d'Aula, i colleghi sia di minoranza che di maggioranza, il Presidente di Commissione e i relatori, che molto pazientemente ci hanno accompagnato passo per passo, e ovviamente - dico «ovviamente», ma non sempre li ricordiamo con la dovuta attenzione - tutti i dipendenti degli uffici a cui abbiamo chiesto sforzi notevoli, sia festivi che notturni, cosa che non è proprio sempre da dare per scontata. Con questi ringraziamenti e con questo auspicio chiudo il mio intervento. PRESIDENTE . Su disposizione del Presidente, sospendo la seduta fino alle ore 16,30. (La seduta, sospesa alle ore 15,53, è ripresa alle ore 17,10) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Un attimo di attenzione, colleghi, perché la premessa che sto per fare è importante. Vi ringrazio. Onorevoli colleghi, la Presidenza ha esaminato gli emendamenti presentati al disegno di legge di conversione del decreto-legge cosiddetto ristori alla luce dei precedenti relativi ai provvedimenti d'urgenza, nonché in considerazione delle osservazioni e dei richiami del Presidente della Repubblica, contenuti da ultimo nella lettera dell'11 settembre 2020. In tale occasione, si è richiamata la sentenza n. 247 del 2019, nella quale la Corte costituzionale ha precisato che la legge di conversione è fonte funzionalizzata alla stabilizzazione di un provvedimento avente forza di legge ed è caratterizzata da un procedimento di approvazione peculiare e semplificato rispetto a quello ordinario. Essa non può quindi aprirsi a qualsiasi contenuto. A pena di essere utilizzate per scopi estranei a quelli che giustificano l'atto con forza di legge, le disposizioni introdotte in sede di conversione devono potersi collegare al contenuto già disciplinato dal decreto-legge ovvero, in caso di provvedimenti governativi a contenuto plurimo, alla ratio dominante del provvedimento originario considerato nel suo complesso. Questa è parte della sentenza della Corte costituzionale. Nel caso di specie, non si tratta di un unico provvedimento a contenuto plurimo, ma di ben quattro provvedimenti a contenuto plurimo succedutisi nel tempo, tre dei quali confluiscono, attraverso emendamenti governativi, nel decreto-legge originario.