[normattiva_dump]

Se un termometro che si trova inizialmente alla temperatura t1 (15 ›C minore o uguale a t1 minore o uguale a 30 ›C) viene bruscamente immerso in un bagno di acqua agitata alla temperatura costante di t2 (35,5 ›C minore o uguale a t2 minore o uguale a 42,0 ›C) e viene tolto da tale bagno dopo 20 secondi, l'indicazione del termometro dopo il suo raffreddamento alla temperatura ambiente (15 ›C a 30 ›C) deve soddisfare le seguenti condizioni: 1) rispettare gli errori massimi tollerati, 2) presentare uno scarto non superiore a 0,005 (t2 - t1) dalla indicazione stabilizzata per la temperatura t2. 10. Posizione del bollo di verifica prima nazionale. 10.1. Per l'apposizione del bollo di verifica prima nazionale di cui all'art. 4, comma 4, della legge n. 171/1990 deve essere lasciato libero un apposito spazio sull'asta o sulla guaina del termometro a seconda del caso nettamente separato dal bollo predetto, su cui devono essere riportate di seguito le ultime due cifre dell'anno di verifica. 10.2. Nel caso di marcatura effettuata mediante la tecnica della sabbiatura, le lettere e le cifre debbono essere interrotte in punti opportuni, tali che non nuocciano alla loro leggibilità. 11. Termometri per usi speciali. Per usi speciali, da indicare sinteticamente sul termometro, possono essere autorizzate caratteristiche diverse da quelle prescritte nei punti precedenti. CAPITOLO II REQUISITI DEL VETRO UTILIZZATO PER LA FABBRICAZIONE DEI BULBI 1. Resistenza idrolitica. Durante l'analisi del vetro conformemente alle prescrizioni della norma ISO R 719-1981 (determinazione della resistenza idrolitica del vetro in grani a 98 ›C), la qualità di alcali passati in soluzione deve corrispondere al massimo a 263,5 di Na 0 per 1 g di vetro. 2. Depressione dello zero. Per determinare la depressione dello zero si utilizzano appositi termometri sprovvisti del dispositivo di massima, fabbricati con il vetro da controllare conformemente alle disposizioni stabilite dall'Ufficio centrale metrico. 2.1. La depressione media dello zero, determinata secondo il metodo descritto più oltre, non deve superare 0,05 ›C. 2.2. I termometri di prova debbono avere i seguenti requisiti. 2.2.1. Campo della scala: da - 3 › C a + 3 ›C almeno. 2.2.2. Valore della divisione: 0,02 ›C, 0,05 ›C oppure 0,1 ›C. 2.2.3. L'ampiezza della divisione deve essere almeno pari a 0,7 mm per i termometri a guaina e a 1,0 mm per i termometri ad asta. 2.2.4. La camera di espansione deve essere sufficientemente ampia per consentire un riscaldamento senza danno del termometro sino a 400 ›C. 2.3. Ciascun termometro di prova deve essere controllato, per quanto riguarda la sua buona stabilizzazione, secondo le seguenti disposizioni: 2.3.1. il termometro è riscaldato in un mezzo a temperatura controllata (bagno di liquido o forno) dalla temperatura ambiente sino a 350 ›C (Più o Meno) 10 ›C e mantenuto a tale temperatura per 5 minuti almeno. In seguito, esso viene raffreddato nel mezzo a temperatura controllata sino a 50 ›C, mentre la temperatura del mezzo medesimo diminuisce di 10-15 ›C/ora; 2.3.2. quando il termometro ha raggiunto la temperatura di 50 ›C, viene tolto dal mezzo a temperatura controllata e si determina quindi la correzione a 0 ›C (valore K1); 2.3.3. in seguito il termometro è riscaldato una seconda volta fino a 350 ›C (Più o Meno) 10 ›C in un mezzo a temperatura controllata e mantenuto a tale temperatura per 24 ore. Indi il termometro è raffreddato sino a 50 ›C come disposto al punto 2.3.1; 2.3.4. quando il termometro ha raggiunto la temperatura di 50 ›C viene tolto dal mezzo a temperatura controllota e si determina nuovamente la correzione a 0 ›C (valore K2); 2.3.5. il valore assoluto della differenza tra K2 e K1 deve essere minore o uguale a 0,15 ›C. I termometri che non soddisfano a tale requisito non possono essere utilizzati per la determinazione della depressione dello zero. 2.4. Svolgimento delle prove. 2.4.1. Debbono essere utilizzati almeno tre termometri che hanno soddisfatto ai requisiti della prova di stabilizzazione di cui al punto 2.3. e che sono stati riscaldati oltre la temperatura ambiente dopo la determinazione del K2. 2.4.2 Ciascun termometro deve essere controllato almeno tre volte secondo le disposizioni dei punti da 2.4.2.1. a 2.4.2.3. 2.4.2.1. Il termometro viene mantenuto per una settimana tra 20 ›C e 25 ›C. Alla fine della settimana, si determina la correzione a 0 ›C (valore K3). 2.4.2.2. In seguito il termometro viene mantenuto in un bagno di prova a 100 ›C (Più o Meno) 1 ›C durante 30 minuti e viene in seguito tolto da tale bagno. Il termometro deve raffreddarsi a contatto con l'aria. Durante il suo raffreddamento a temperatura ambiente, il bulbo non deve venire a contatto con altri oggetti. 2.4.2.3. Al massimo 15 minuti dopo aver tolto il termometro dal bagno di prova viene determinata la correzione a 0 ›C. Il valore della correzione è indicato dal simbolo K4. 2.4.3. Ripetere le operazioni descritte nei punti da 2.4.2.1 a 2.4.2.3 per ottenere una serie di n differenze K4 - K3, K6 - K5, ... K2n + 2 - K2n + 1, che rappresentano i valori della depressione dello zero del termometro ottenuti durante la prima, la seconda e rispettivamente l'ennesima serie di misure. 2.4.4. Quando n serie di misure sono state effettuate con m termometri di prova, la depressione media dello zero di tali termometri si esprime con la seguente formula: Parte di provvedimento in formato grafico Conformemente ai punti 2.4.1 e 2.4.2, le condizioni m maggiore o minore di 3 e n maggiore o minore di 3 debbono essere soddisfatte per m e per n. Lo scarto tipo della depressione media dello zero, determinata in base alle disposizioni di cui sopra, non deve superare 0,01 ›C. CAPITOLO III 1. Approvazione nazionale del modello. 1.1. All'atto dell'approvazione nazionale del modello, i termometri debbono essere esaminati per verificare la conformità con le disposizioni tecniche e metrologiche del presente allegato. Si deve inoltre procedere alle prove di cui al capitolo II. 1.2. Ogni fabbricante di termometri, che per fabbricare il bulbo utilizzi un vetro sprovvisto del marchio del produttore del vetro, deve comunicare all'Ufficio centrale metrico il contrassegno di cui al capitolo I, punto 4.1.2, e la composizione chimica di tale vetro garantita dal produttore del vetro. CAPITOLO IV 1. Verifica prima nazionale. L'esame di verifica prima nazionale consiste nell'accertare la conformità dei termometri con il modello approvato.