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se intenda prendere una posizione netta su quanto sopra ribadendo, ove necessario, che dal 1° maggio 2022 l'uso della mascherina nei luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico non è più obbligatorio. Atto n. 4-07103 MORRA Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il Comune di Arzano (Napoli) è stato sciolto per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso per ben tre volte negli anni 2008, 2015 e 2019, sulla base delle risultanze delle indagini condotte dalle rispettive commissioni di accesso prefettizie che, tra l'altro, hanno riscontrato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori e del comparto della Polizia municipale con le locali consorterie, oltre a forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata, con conseguente compromissione del buon andamento dell'amministrazione ed il corretto funzionamento dei servizi; dall'anno 2016 ad oggi, sono stati operati arresti, emessi provvedimenti cautelari (anche con custodia in carcere), disposti rinvii a giudizio e pronunciate sentenze di condanna in primo e secondo grado a carico di personale della Polizia municipale di Arzano e dell'ufficio tecnico dell'ente; nei procedimenti definiti con sentenze di primo e secondo grado a carico degli agenti M.R., A.G., L.D.N., V.M. e A.S., del geometra F.A., nonché della dottoressa A.E., del capitano D.B. e dell'agente L.M. sono stati contestati vari reati commessi nella qualità di pubblici ufficiali; in particolare, la dottoressa A.E., già responsabile dell'area Polizia locale e comandante della Polizia municipale di Arzano, condannata a 2 anni, 10 mesi e 12 giorni di reclusione (senza sospensione della pena) per i reati di truffa pluriaggravata in concorso ai danni del Comune nelle vesti di pubblico ufficiale, ricopre tuttora la funzione di vicecomandante della Polizia municipale di Arzano; appare censurabile il fatto che il suddetto dirigente condannato sia stato integrato nel 2021 dal Comune di Arzano nello stesso ufficio e con ruolo apicale, con evidente rischio concreto di reiterazione del reato; appare altresì censurabile il fatto che l'amministrazione comunale, considerata la gravità dei fatti e la sopravvenuta sentenza di condanna del 28 marzo scorso, non abbia adottato alcun provvedimento e non abbia, nelle more, disposto il trasferimento ad altro comparto del funzionario condannato; considerato anche che i fatti criminosi verificatisi nel Comune di Arzano e nelle zone limitrofe hanno richiesto un'attenzione quasi quotidiana da parte della Commissione antimafia, della Prefettura e della stampa che, attraverso articoli di giornale, quotidianamente denuncia una situazione di particolare criticità con il reale pericolo di nuove infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione del bene pubblico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se siano stati disposti e con quali esiti i provvedimenti disciplinari sanzionatori da parte del Comune di Arzano nei confronti dei dipendenti e funzionari condannati; se procedimenti disciplinari siano stati chiusi per decadenza dai termini o provvedimenti disciplinari siano stati annullati per tardività e, in tali casi, quali azioni siano state adottate nei confronti dei responsabili; quali azioni intendano adottare per arginare possibili pericoli di inquinamento della gestione del Comune e garantire la massima trasparenza, legittimità degli atti e legalità nella gestione e nel funzionamento dei servizi ai cittadini di Arzano. Atto n. 4-07104 LANNUTTI Al Ministro della giustizia Premesso che l'articolo 415- bis del codice di procedura penale disciplina la chiusura delle indagini preliminari e quindi riconosce all'indagato la facoltà di presentarsi, entro 20 giorni dalla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, direttamente davanti al pubblico ministero per rendere dichiarazioni spontanee in merito ai fatti che gli vengono contestati; considerato che: in un articolo del 24 febbraio 2021 dal titolo "Pedofilia, testimone: Con una chat ho salvato mia nipote di 13 anni dal 'mostro'" si racconta l'esperienza della signora Natasha Galano, zia di una ragazzina di 13 anni che durante il lockdown dovuto alla pandemia da COVID-19 è stata adescata sul social network "Instagram" da un uomo, un carabiniere di 37 anni che vive nella provincia di Verona, che usa come immagine del proprio profilo il volto di un 15enne morto per malattia, presa da un articolo di giornale; la signora Galano ha documentato la quotidianità social fatta di frasi pesanti, video porno ricevuti come regalo, richieste sessuali esplicite e quindi presentato una denuncia nel mese di aprile 2020 alle forze dell'ordine corredata da screenshot e altro materiale; le indagini sono partite soltanto ad ottobre 2020 (sei mesi dopo la denuncia) e solo in seguito a un servizio della trasmissione "Le Iene" dal titolo "Ruba identità per adescare ragazzine". Subito dopo la messa in onda del servizio televisivo, le forze dell'ordine hanno finalmente sequestrato i supporti informatici dell'uomo, le immagini contenute nel suo telefono, nel suo computer portatile e tutto il materiale pedopornografico che aveva accumulato, anche nell'armadietto della caserma dove lavorava. Nonostante la sospensione dal servizio, la vita del militare è andata avanti tranquillamente; le indagini si sono concluse ad ottobre 2021 e soltanto il 25 maggio 2022 si è tenuta la prima udienza. Nel frattempo, il carabiniere coinvolto è ancora libero e ancora molto attivo sui social network ed ha trasferito la sua residenza in altro luogo (a Forlì) rispetto a quello dove sono avvenuti i fatti denunciati; rilevato che, come ha denunciato la signora Galano sui social network lo scorso 27 maggio 2022, il processo è stato rinviato al 3 ottobre 2022: il pubblico ministero ha dimenticato di notificare la chiusura delle indagini all'imputato e, quindi, anche ai legali del carabiniere. ritenuto, ad avviso dell'interrogante, che: l'omessa predisposizione della notifica della chiusura delle indagini preliminari ha avuto come conseguenza diretta l'allungamento dei termini processuali; al carabiniere non è stata applicata alcuna misura cautelare con la possibilità di continuare a delinquere e adescare altre minorenni dal suo profilo ancora attivo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda attivare i propri poteri ispettivi nei riguardi dell'ufficio giudiziario coinvolto; se intenda approfondire il motivo per il quale non è stata applicata alcuna misura cautelare nei confronti del carabiniere permettendogli di rimanere a piede libero con la possibilità di delinquere ancora. Atto n. 4-07105 LANNUTTI CORRADO Margherita Al Ministro dell'interno Premesso che: la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha svolto nelle giornate del 24 e 25 maggio 2022 una missione presso la Prefettura della città di Trapani;