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Disposizioni in materia di anagrafe patrimoniale e reddituale degli eletti, in funzione della trasparenza degli interessi personali dei titolari di cariche di governo o elettive, o di cariche direttive in alcuni enti. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge, che riprende integralmente i contenuti del disegno di legge presentato al Senato nella scorsa legislatura il 18 dicembre 2008, -- Atto Senato n. 1290 -- intende aggiornare, risistemandole, le disposizioni contenute nella legge 5 luglio 1982, n. 441, in materia di trasparenza degli interessi dei titolari di cariche elettive o direttive nella pubblica amministrazione, e in particolare di pubblicità dei loro redditi, patrimoni e interessi economici. L'aggiornamento si rende necessario soprattutto in relazione: a) alle possibilità offerte dalle tecnologie informatiche e telematiche per la più facile circolazione delle informazioni; b) alla nuova struttura del nostro ordinamento risultante dalle riforme dell'ultimo quarto di secolo. Considerata l'entità delle innovazioni apportate, è parso appropriato adottare la tecnica normativa della sostituzione integrale del vecchio testo normativo, che viene pertanto abrogato (articolo 16). Disciplina generale L'ormai antica disciplina generale, mutuata dalle previsioni della legge n. 441 del 1982 per il Parlamento nazionale, resta pressoché invariata, salvo che per due importanti innovazioni. La prima riguarda i Ministri non parlamentari, i quali vengono sottratti a quella disciplina e vengono assoggettati alla normativa speciale attualmente posta dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, per i componenti del Governo nazionale. La seconda innovazione, ispirata alle migliori esperienze di cui disponiamo nel panorama internazionale (vedi in proposito l'ultima parte di questa relazione), consiste nell'affidamento dei compiti di attuazione delle disposizioni per la trasparenza -- in particolare la raccolta delle dichiarazioni, la gestione dei dati e i provvedimenti connessi, di proposta o di diffida -- non più agli uffici di Presidenza delle due Camere, bensì, rispettivamente, alla Giunta delle elezioni della Camera dei deputati e alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato della Repubblica, le quali sono chiamate a svolgere la funzione che in altri ordinamenti sono affidati ad appositi comitati etici delle assemblee rappresentative interessate. La raccolta e gestione dei dati si avvarrà delle tecnologie offerte dalla rivoluzione digitale degli ultimi anni, con il conseguente abbandono della memorizzazione su carta e la pubblicazione dei dati mediante internet ; questa, peraltro, avverrà secondo modalità che consentano l'individuazione di chi accede ai dati medesimi (cosiddetta «tracciabilità» dell'indagine). La scelta di rendere disponibili per il grande pubblico i dati contenuti nelle dichiarazioni reddituali e patrimoniali dei politici nella forma più immediata e universale, costituita dalla disponibilità on line , è considerata eccessiva da coloro che vedono in essa una violazione del diritto alla privacy , che deve pur sempre riconoscersi anche a parlamentari e uomini di governo; ma, a nostro avviso, a questa obiezione può e deve replicarsi -- ancora una volta sulla scorta delle migliori esperienze cui può attingersi nel panorama internazionale (vedi in particolare quella del Regno Unito e quella della Germania Federale) -- che chi sceglie di svolgere per il proprio Paese una funzione di rappresentanza politica, o di governo, così come pacificamente accetta un sacrificio del proprio diritto all'immagine, deve accettare anche un sacrificio parziale del proprio diritto alla non conoscibilità della vita privata: deve accettare, in particolare, che possano essere «passati ai raggi X» l'andamento dei suoi redditi, le sue proprietà mobiliari e immobiliari e le relative variazioni, le sue partecipazioni in imprese di qualsiasi genere. In altre e più sintetiche parole, il diritto alla privacy dei politici e delle persone di governo è recessivo rispetto al diritto dei cittadini alla conoscenza di questa parte della loro vita privata. Non di meno, una tutela contro iniziative emulatorie o persecutorie consiglia di adottare modalità di consultazione che consentano di risalire -- mediante l'attribuzione a chi intende accedere ai dati in questione di un codice personale, previa compilazione di un modulo autocertificatorio a norma degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000 -- all'identità di chi svolge l'indagine. Tale previsione si conforma alle indicazioni fornite in materia di pubblicazione dei redditi dei contribuenti dal Garante per la protezione dei dati personali con i provvedimenti 30 aprile e 6 maggio 2008 (documento reperibile in rete con il n. 1512255) aventi per oggetto la «pubblicazione Internet degli elenchi dei contribuenti da parte dell'Agenzia delle entrate». Disciplina speciale La normativa speciale riguarda, in primo luogo, i componenti del Governo nazionale. I contenuti della dichiarazione attualmente prevista dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, vengono adeguati a quelli che confluiscono nell'anagrafe dei parlamentari, mantenendosi però intatte le competenze e i poteri delle autorità indipendenti previste dalla legge in materia di conflitto di interessi. Un altro gruppo di persone soggette alla disciplina della pubblicità dei dati patrimoniali, all'interno dell'ente territoriale Stato, è costituito dai componenti di alcuni organi nominati dalle amministrazioni statali: il ruolo di ricettore delle dichiarazioni è, in questi casi, affidato al Dipartimento della funzione pubblica, mentre la pubblicità è assicurata attraverso i siti internet delle amministrazioni interessate. Quanto alle cariche rivestite dagli appartenenti a organi elettivi regionali e locali, l'articolo 12 ribadisce la competenza legislativa regionale, ma nel contempo introduce una soglia minima di trasparenza: non si può rendere pubblico meno di quanto è accessibile presso i comuni in riferimento ai cittadini non titolari di cariche pubbliche. Lo stesso articolo 12 introduce anche una clausola di cedevolezza: fino a quando le regioni non avranno disciplinato la materia, vige la disciplina generale dettata dalla legge dello Stato, sia pur con gli adattamenti imposti dalla particolarità delle fattispecie. Il medesimo tipo di previsione è poi introdotta dall'articolo 13 per le cariche amministrative -- nonché quelle assessorili -- negli enti territoriali diversi dallo Stato. L'articolo 14 ribadisce che la copertura finanziaria grava sugli stanziamenti di bilancio degli organi elettivi assembleari, con questo confermandosi che l'esigenza di trasparenza si sottrae all'apprezzamento degli organi dell'esecutivo. Per completezza dei riferimenti comparatistici, riportiamo qui di seguito le schede relative alla disciplina della trasparenza e visibilità dei redditi e patrimoni dei membri del Parlamento comunitario e dei Parlamenti dei quattro maggiori nostri partner europei. Parlamento europeo L'articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento del Parlamento europeo prevede la possibilità per il Parlamento stesso di stabilire norme di trasparenza relative agli interessi finanziari dei propri membri.