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Ancora, si legge nello studio: «nei Paesi europei circa il 70 per cento dei pagamenti face to face viene effettuato in contanti, pur con importanti differenze. In Italia, l'uso di strumenti elettronici, come le carte di pagamento, è contenuto, a fronte di una diffusione del contante superiore alla media europea e pari al 90 per cento dei pagamenti. Inoltre, il dualismo che caratterizza l'economia italiana si riflette anche sul versante dei pagamenti. Il ricorso a strumenti elettronici è maggiore nelle regioni settentrionali rispetto a quelle meridionali, pur rimanendo al di sotto della media europea. Le differenze tra Paesi non sono tuttavia spiegabili solo attraverso le divergenze nelle abitudini di pagamento. Il grado di diffusione di un particolare strumento di pagamento dipende, infatti, anche dalla struttura dell'offerta che ne determina il grado di accessibilità e fruibilità. A sua volta la struttura dell'offerta è in parte influenzata dalle caratteristiche della domanda e dalle abitudini dei consumatori. ...». Un precedente studio della Banca d'Italia (su «La circolazione monetaria nell'area dell'euro: evoluzione, rischi, prospettive. La questione del contante»), presentato a Napoli nel 2012, ha rilevato che secondo le analisi della Banca centrale europea il pagamento in contanti è utilizzato in oltre l'80 per cento delle transazioni presso i punti vendita e sembra rispondere alle esigenze di ampie fasce della popolazione europea in quanto: è il mezzo più spedito ed efficiente per le operazioni di importo contenuto; è di ausilio nel porre vincoli al comportamento di spesa del consumatore; tutela la privacy nei casi in cui non è socialmente auspicabile la nominatività di una transazione; è l'unica alternativa possibile nel caso di malfunzionamento dei circuiti di pagamento elettronici e contro i rischi di frode a questi associati. Nello stesso rapporto si legge: «... I diversi studi condotti sul costo sociale del contante indicherebbero, pur con metodologie e risultati non omogenei, una convenienza relativa del contante rispetto agli altri strumenti per le transazioni fino ad una soglia compresa tra 10 e 20 euro circa. ...». Il presente disegno di legge reca una modifica dell'articolo 49 del decreto legislativo 231 del 2007 e successive modificazioni, volta a innalzare la soglia di utilizzo del contante dagli attuali 1000 euro a 5000 euro.. Art. 1. 1. All'articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) ai commi 1, 5, 8, 12 e 13 le parole: «euro mille» sono sostituite dalle seguenti: «euro cinquemila»; b) al comma 1- bis le parole: «2.500 euro» sono sostituite dalle seguenti: «5.000 euro». 2. All'articolo 12, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le parole: «euro mille» sono sostituite dalle seguenti: «euro cinquemila».