[pronunce]

La Regione Toscana sostiene, poi, che la competenza legislativa dello Stato in materia dovrebbe limitarsi all'imposizione dell'obbligo di certificazione dei bilanci, restando nella competenza regionale la definizione delle relative modalità attuative. La Regione prospetta, infine, la violazione dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione, in quanto la disposizione impugnata prevede un regolamento statale al di fuori delle materie di competenza esclusiva di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione. 6. - In prossimità dell'udienza pubblica il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato due memorie, di identico contenuto, nei giudizi promossi dalle Regioni Piemonte e Toscana. La difesa erariale sostiene che l'impugnato comma 291 dell'articolo 1 della legge n. 266 del 2005, risponde ad esigenze di coordinamento della finanza pubblica e che la ivi prevista attività di certificazione dei bilanci è necessaria al fine di disporre di dati omogenei in campo nazionale e comunitario in riferimento ad un settore di notevolissima incidenza economica, quale la spesa sanitaria. L'Avvocatura ricorda, inoltre, l'accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001 in materia di finanziamento della spesa sanitaria e sostiene che la periodica verifica degli impegni assunti dalle Regioni si basa sulla certezza della situazione finanziaria dei sistemi sanitari regionali. In questo ambito la prevista certificazione con modalità e criteri omogenei dei bilanci sarebbe indispensabile per garantire la certezza e la confrontabilità dei dati affluenti ai Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze. La prevista intesa della Conferenza Stato-Regioni, secondo la difesa erariale, varrebbe, d'altro canto, ad assicurare il momento concertativo con le Regioni. L'Avvocatura dello Stato sostiene, infine, la coerenza e la razionalità della disposizione impugnata, diretta a garantire gli accordi intervenuti tra lo Stato e gli enti territoriali nel settore sanitario e la tutela del patto interno di stabilità, il tutto nell'ambito di un comune sforzo diretto al contenimento della spesa, pur nell'assicurazione dei livelli essenziali di assistenza.1. - Le Regioni Toscana, Piemonte e Liguria hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale di varie disposizioni della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2006) e, tra di esse, del comma 291 dell'articolo 1. 1.1. - L'articolo 1, comma 291, della legge n. 266 del 2005 prevede che con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalità di certificazione dei bilanci delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, degli istituti di ricovero e cura, degli istituti zooprofilattici e delle aziende ospedaliere universitarie. 2. - Le Regioni ricorrenti, con argomentazioni sostanzialmente simili, censurano questa disposizione in riferimento all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, contestando la natura di dettaglio della disciplina demandata al decreto statale, relativa ai criteri ed alle modalità della certificazione dei bilanci delle istituzioni sanitarie ed assimilate, ovvero ad ambiti di disciplina riconducibili, a seconda delle varie prospettive possibili, a materie comunque concorrenti, quali l'organizzazione sanitaria, la ricerca scientifica e tecnologica o l'armonizzazione dei bilanci pubblici ed il coordinamento della finanza pubblica. La sola Regione Liguria denuncia anche la violazione dell'articolo 117, quarto comma, della Costituzione, in riferimento alle proprie competenze esclusive in materia di agricoltura e zootecnia. Le Regioni Toscana e Liguria lamentano, altresì, la violazione dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione, in quanto l'articolo 1, comma 291, della legge n. 266 del 2005 demanda ad un regolamento statale la disciplina normativa di una materia non di competenza esclusiva dello Stato. 3. - I tre ricorsi, limitatamente all'impugnazione dell'articolo 1, comma 291, della legge n. 266 del 2005, risultano connessi per oggetto e possono pertanto essere riuniti per essere decisi con unica pronuncia. 4. - Le questioni non sono fondate. 4.1. - La certificazione dei bilanci trova il suo fondamento giuridico nell'esigenza di garantire la chiarezza, la veridicità e la correttezza dei bilanci medesimi e, più in generale, della contabilità di un soggetto economico. Nella specie, la previsione della certificazione dei bilanci per le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura, gli istituti zooprofilattici e le aziende ospedaliere universitarie ovvero per amministrazioni pubbliche del settore sanitario ha il chiaro scopo di garantire un maggiore controllo su questi rilevanti e numerosi centri autonomi di spesa pubblica. Si tratta, pertanto, di un intervento normativo da ascrivere alla materia concorrente dell'armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento delle finanza pubblica. 4.2. - In questo ambito, allo Stato spetta indiscutibilmente la previsione dei principi fondamentali della materia. Ed è sicuramente un principio fondamentale della materia quello di imporre agli enti in questione la certificazione dei bilanci. Sennonché, come la giurisprudenza di questa Corte ha già rilevato (sentenza n. 376 del 2003) il coordinamento finanziario può richiedere, per la sua stessa natura, anche l'esercizio di poteri di ordine amministrativo, di regolazione tecnica, di rilevazione di dati e di controllo. In questa specifica materia, non può, infatti, ritenersi preclusa alla legge statale la possibilità di prevedere e disciplinare siffatti poteri, anche in forza dell'art. 118, primo comma, della Costituzione. Infatti il carattere “finalistico” dell'azione di coordinamento non solo giustifica la posizione di principi fondamentali ai sensi dell'art. 117 Cost., ma anche la collocazione a livello centrale di poteri puntuali eventualmente necessari perché la finalità di coordinamento – che di per sé eccede inevitabilmente, in parte, le possibilità di intervento dei livelli territoriali sub-statali – possa essere concretamente realizzata. La giurisprudenza di questa Corte (si veda, ancora, la sentenza n. 376 del 2003) ha, peraltro, chiarito che i poteri in questione devono essere configurati in modo consono all'esistenza di sfere di autonomia, costituzionalmente garantite, rispetto alle quali l'azione di coordinamento non può mai trasformarsi in attività di direzione o in un indebito condizionamento dell'autonomia regionale. 4.3. - Il potere attribuito dall'impugnato comma 291 dell'articolo 1 della legge n. 266 del 2005 ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze può e deve essere inteso in armonia con i criteri ora indicati: