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Delega al Governo per l'introduzione del divieto dell'uso di articoli in materiale plastico monouso nella pubblica amministrazione e negli edifici pubblici. Onorevoli Senatori. – Il problema della tutela dell'ambiente è un fatto e un tema politico da cui non si può più prescindere. Da tale presupposto fondamentale nasce l'esigenza della presentazione del presente disegno di legge, corroborato dall'accordo raggiunto in sede europea sull'emanazione della direttiva volta all'eliminazione delle plastiche e che prevede dal 2021 il divieto della produzione di prodotti di plastica monouso per i quali esistono alternative. Con tale direttiva si invia un forte messaggio ai governi nazionali ad essere ambiziosi e celeri, a partire dall'Italia che deve giocare un ruolo da protagonista. Il nostro Paese già può vantare un'indiscussa leadership normativa, essendo stato il primo a mettere al bando gli shopper di plastica, i cotton fioc e le microplastiche nei cosmetici, misure riprese nella proposta di direttiva europea. Un primato che auspichiamo venga mantenuto e verso il quale spinge anche il presente disegno di legge. L'obiettivo è ambizioso e radicale: proiettare la pubblica amministrazione italiana verso una svolta sensata e profondamente ambientalista entro il dicembre 2019, data di decorrenza della Conferenza delle parti sulla Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo dai rischi dell'inquinamento, che verrà ospitata a Napoli. Spesso sono le amministrazioni dei territori, anche quelle più piccole, che più possono agire direttamente e in modo significativo dando un netto segnale di cambiamento rispetto a una negligenza in tema ambientale che non può più essere tollerata. Un passo fondamentale di iniziativa, di stimolo e di emulazione può tuttavia essere intrapreso dal Governo centrale. Lo spirito che anima la presentazione del disegno di legge è in linea con un sentimento mondiale ed europeo, come dimostrano i recenti movimenti di opinione che hanno percorso l'Europa e soprattutto i giovani in Europa e nel mondo. La direttiva europea a cui ci ispiriamo segue un approccio simile a quello sui sacchetti di plastica del 2015, che ha determinato un rapido ed incoraggiante cambiamento nel comportamento dei consumatori di tutta Europa. L'accordo rafforza inoltre l'applicazione del principio « chi inquina paga », introducendo una responsabilità estesa per i produttori, che saranno obbligati ad inserire l'etichettatura informativa sull'impatto ambientale a tutti i prodotti. Il divieto di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati potrebbe costituire una grande opportunità, anche economica, per le alternative già esistenti sul mercato e di cui l'Italia è da anni leader mondiale. Infatti, siamo figli di Giulio Natta, ingegnere italiano e premio Nobel per la chimica « per le sue scoperte nel campo della chimica e della tecnologia dei polimeri », ma siamo anche i pionieri dei biopolimeri, una delle sfide più affascinanti dei nostri tempi. La bioeconomia potrebbe convogliare vari comparti della produzione primaria – agricoltura, allevamento, foreste, pesca e acquacoltura – e i settori industriali che utilizzano o trasformano le bio-risorse provenienti da detti comparti, come l'industria alimentare e dei mangimi, quella della cellulosa, della carta e della lavorazione del legno, unitamente alle bioraffinerie, ossia parte dell'industria chimica e di quella dell'energia e parte dell'industria marittima. Il focus di cui ci facciamo promotori è quello locale che, anche per via del nostro particolare tessuto produttivo costituito per la maggior parte da piccole e medie imprese, ha sempre rappresentato la molla di sviluppo dell'intero Sistema Italia. Partendo da tali premesse col nostro disegno di legge si delega il Governo a predisporre schemi di decreti legislativi che siano volti all'eliminazione della plastica monouso in tutti i locali della pubblica amministrazione, cercando in tal modo di promuovere l'innovazione in un contesto vivace e in crescita come quello della sostenibilità ambientale e della cosiddetta circular economy . Una scelta drastica e radicale, come quella che chiediamo, da parte di tutto il comparto della pubblica amministrazione, spingerebbe certamente verso un forte sviluppo di tutto questo. Del resto la sfida globale della lotta all'inquinamento comporta necessariamente delle scelte radicali. Una di queste è appunto la drastica riduzione del consumo di plastica monouso, tanto che già il Ministero dell'ambiente ha lanciato un appello alle istituzioni, alle regioni, alle provincie, alle città metropolitane, ai comuni e a tutti gli enti pubblici ad impegnarsi a non utilizzare più materiale plastico e in particolare gli articoli monouso, oltre ad aver adottato già dal 4 ottobre 2018 la politica del plastic free in tutte le sue strutture. L'obiettivo è quindi non solo quello di favorire e promuovere la corretta gestione ambientale dei materiali non riciclabili attraverso la condivisione di idee ed esempi virtuosi tra le varie realtà locali, ma anche quello di promuovere e incoraggiare l'innovazione.. 1 1 Nelle more dell'entrata in vigore della direttiva approvata il 27 marzo 2019 dal Parlamento europeo, in materia di riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente e che vieta la vendita e la produzione all'interno degli Stati membri di articoli in plastica monouso, e del recepimento della medesima, il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, secondo la procedura di cui al'articolo 2, uno o più decreti legislativi con l'osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere l'eliminazione totale dell'utilizzo del materiale plastico monouso nei locali delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e delle società partecipate e controllate dalle medesime amministrazioni nonché nello svolgimento delle attività e funzioni degli stessi soggetti; b introdurre nel codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, disposizioni che prevedano l'inserimento in tutte le procedure per l'affidamento di servizi e forniture del divieto di utilizzo di materiale plastico monouso; c introdurre nel codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, disposizioni che, in sede di valutazione dell'offerta economicamente vantaggiosa per le procedure di affidamento, prevedano come elemento positivo di valutazione clausole volte al basso consumo di materiali non riciclabili e, quale elemento negativo di valutazione, l'utilizzo di materiale plastico e di materiali altamente inquinanti e non riciclabili. 2 1 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati per l'acquisizione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari, da rendere entro un mese dalla data di trasmissione.