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I Piani di gestione dei distretti idrografici, adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 3- bis , del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, sono riesaminati e aggiornati entro il 22 dicembre 2015 e, successivamente, ogni sei anni»; h) all’articolo 117, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: « 3- bis. Il registro delle aree protette di cui al comma 3 deve essere tenuto aggiornato per ciascun distretto idrografico»; i) all’allegato 1 alla parte III, al punto 2, lettera B, paragrafo 4.3 «Monitoraggio dello stato quantitativo», nella voce «Densità dei siti di monitoraggio», alla lettera a) del secondo capoverso, dopo le parole: «l’impatto delle estrazioni» sono inserite le seguenti: «e degli scarichi»; l) all’allegato 1 alla parte III, al punto 2, lettera B, paragrafo 4.3 «Monitoraggio dello stato quantitativo», nella voce «Frequenza di monitoraggio», alla lettera a) del primo capoverso, dopo le parole: «l’impatto delle estrazioni» sono inserite le seguenti: «e degli scarichi»; m) all’allegato 3 alla parte III, nella sezione C, «Metodologia per l’analisi delle pressioni e degli impatti», dopo il punto C.2.2 è inserito il seguente: «C.2.2.1 Per i corpi idrici che si reputa rischino di non conseguire gli obiettivi di qualità ambientale è effettuata, ove opportuno, una caratterizzazione ulteriore per ottimizzare la progettazione dei programmi di monitoraggio di cui all’articolo 120 e dei programmi di misure prescritti all’articolo 116.»; n) all’allegato 3 alla parte III, al punto 2 della sezione C, come modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera d) , del decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, alla Parte B, Caratterizzazione dei corpi idrici sotterranei, punto B.1, secondo capoverso: 1) nell’alinea, dopo le parole: «dei corpi idrici» sono inseriti le seguenti: «e di individuare le eventuali misure da attuare a norma dell’articolo 116»; 2) nel secondo trattino, dopo la parola: «fertilizzanti» sono aggiunte le seguenti: «, ravvenamento artificiale». 2. Al fine di poter disporre del supporto tecnico necessario al corretto ed integrale adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, nonché dalla direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, resta confermato che le Autorità di bacino di rilievo nazionale di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, come prorogate per effetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, continuano ad avvalersi, nelle more della costituzione delle Autorità di bacino distrettuale di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, dell’attività dei comitati tecnici costituiti nel proprio ambito. Art. 26. Art. 25. (Modifiche alla parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia di tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente. Procedura di infrazione 2007/4679) (Modifiche alla parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia di tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente. Procedura di infrazione 2007/4679) 1. Alla parte VI del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: Identico a) all’articolo 299 è premesso il seguente: «Art. 298- bis. - (Princìpi generali). -- 1. La disciplina della parte VI del presente decreto legislativo si applica: a) al danno ambientale causato da una delle attività professionali elencate nell’allegato 5 alla stessa parte VI e a qualsiasi minaccia imminente di tale danno derivante dalle suddette attività; b) al danno ambientale causato da un’attività diversa da quelle elencate nell’allegato 5 alla stessa parte VI e a qualsiasi minaccia imminente di tale danno derivante dalle suddette attività, in caso di comportamento doloso o colposo. 2. La riparazione del danno ambientale deve avvenire nel rispetto dei princìpi e dei criteri stabiliti nel titolo II e nell’allegato 3 alla parte VI, ove occorra anche mediante l’esperimento dei procedimenti finalizzati a conseguire dal soggetto che ha causato il danno, o la minaccia imminente di danno, le risorse necessarie a coprire i costi relativi alle misure di riparazione da adottare e non attuate dal medesimo soggetto. 3. Restano disciplinati dal titolo V della parte IV del presente decreto legislativo gli interventi di ripristino del suolo e del sottosuolo progettati ed attuati in conformità ai princìpi ed ai criteri stabiliti al punto 2 dell’allegato 3 alla parte VI nonché gli interventi di riparazione delle acque sotterranee progettati ed attuati in conformità al punto 1 del medesimo allegato 3, o, per le contaminazioni antecedenti alla data del 29 aprile 2006, gli interventi di riparazione delle acque sotterranee che conseguono gli obiettivi di qualità nei tempi stabiliti dalla parte III del presente decreto»; b) all’articolo 299, comma 1, le parole da: «, attraverso la Direzione generale per il danno ambientale» fino alla fine del comma sono soppresse; c) all’articolo 299, comma 5, le parole: «e per la riscossione della somma dovuta per equivalente patrimoniale» sono soppresse; d) all’articolo 303, comma 1, lettera f) , le parole da: «; i criteri di determinazione dell’obbligazione risarcitoria» fino alla fine della lettera sono soppresse; e) all’articolo 303, comma 1, la lettera i) è abrogata; f) all’articolo 311, nella rubrica, le parole: «e per equivalente patrimoniale» sono soppresse; g) all’articolo 311, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Quando si verifica un danno ambientale cagionato dagli operatori le cui attività sono elencate nell’allegato 5 alla presente parte VI, gli stessi sono obbligati all’adozione delle misure di riparazione di cui all’allegato 3 alla medesima parte VI secondo i criteri ivi previsti, da effettuare entro il termine congruo di cui all’articolo 314, comma 2, del presente decreto. Ai medesimi obblighi è tenuto chiunque altro cagioni un danno ambientale con dolo o colpa.