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Molte aziende turistiche potrebbero finire in zone oscure. A metà aprile, il capo di Gabinetto del Ministero dell'interno, Matteo Piantedosi, ha inviato una circolare a tutti Prefetti, lanciando un monito sul rischio di infiltrazioni mafiose nei settori resi più vulnerabili dalla crisi. Il 16 aprile scorso, l'Unità di informazione finanziaria, il braccio antiriciclaggio della Banca d'Italia, ha lanciato un allarme per il pericolo di truffe, fenomeni corruttivi, possibili manovre speculative anche a carattere internazionale e tentativi di sviamento e appropriazione degli interventi pubblici a sostegno della liquidità, nonché per il rischio che l'indebolimento economico di famiglie e imprese possa accrescere gli episodi di usura e possa facilitare l'acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali. Il prefetto di Rimini, Alessandra Camporota, il 22 aprile ha evidenziato il rischio, ripreso anche dal giornale «Il Sole 24 Ore», che la mafia potrebbe sfruttare il virus per infiltrarsi in alcune aree e sarebbero moltissime le offerte predatorie, che potrebbero arrivare sugli alberghi della riviera romagnola. Le ingenti disponibilità di liquidità accumulate dalla mafia, attraverso i tradizionali business illeciti, possono ulteriormente agevolare le operazioni di riciclaggio e di penetrazione dell'economia illegale, nelle forme più diverse. Si chiede di sapere dunque se il Ministro in indirizzo stia monitorando con attenzione questa situazione, in particolare nei territori più deboli e più fragili, in seguito all'emergenza del Covid-19, quali siano le strutture, gli strumenti e le risorse messe in campo per affrontare i rischi evidenziati e se siano allo studio misure normative, che consentano di rafforzare, in questa fase, i controlli antiriciclaggio. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, l'onorevole interrogante richiama l'attenzione sul pericolo che l'attuale emergenza sanitaria possa rappresentare un'opportunità di arricchimento per la criminalità organizzata. Il momento che stiamo attraversando è sicuramente uno dei più difficili della storia della Repubblica. L'attuale fase di emergenza, che ha inciso profondamente sul tessuto economico e sociale, e il conseguente deficit di liquidità, unito all'afflusso di ingenti finanziamenti pubblici, sia nazionali che europei, concretizzano condizioni di rischio e margini di infiltrazione per la criminalità organizzata nell'economia legale. È una situazione che riguarda tutti i comparti, ivi compreso quello del turismo. Su tali temi ho richiamato la massima attenzione delle Forze di polizia e ogni sforzo volto a intercettare e contrastare le possibili nuove dinamiche dell'azione criminale, anche in ragione della spiccata vocazione economica della criminalità organizzata e della sua capacità di repentino adattamento ai cambiamenti sociali e produttivi. Inoltre, già il 10 aprile scorso, con una specifica direttiva rivolta ai prefetti, ho sollecitato un'azione di intelligence sul territorio, volta a valorizzare le evidenze info-investigative e l'attività di analisi dei contesti e dei fenomeni criminali a cura delle Forze di polizia, proprio per garantire le coordinate di legalità, nella delicata fase di ripresa delle attività economiche. Le strategie messe in campo dalle Forze di polizia fanno leva su una complessa e approfondita azione, volta ad anticipare ogni iniziativa di alterazione del mercato, di inquinamento del tessuto economico, di condizionamento dei processi decisionali pubblici, funzionali all'assegnazione degli appalti. I consistenti interventi finanziari varati dal Governo rendono necessario individuare il giusto punto di equilibrio tra tempestività delle erogazioni e controlli. A questi fini, come previsto dal decreto-legge cosiddetto liquidità, dell'8 aprile 2020, è stato sottoscritto il protocollo d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e la SACE SpA ed è stato appena perfezionato il protocollo con l'Agenzia delle entrate, previsto dall'articolo 25, comma 9, del decreto-legge n. 34, ancora in fase di conversione. Nel contempo, per agevolare l'accesso al credito e intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto economico e sociale ho chiesto ai prefetti di assumere iniziative con l'ABI e le associazioni di categoria, dando il massimo impulso all'attività di confronto con gli attori istituzionali e i rappresentanti territoriali delle categorie produttive, delle parti sociali e del sistema finanziario e creditizio. Le prefetture hanno rafforzato il monitoraggio e l'analisi delle criticità presenti sul territorio, anche attraverso apposite riunioni dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica ed è stata avviata una specifica programmazione degli interventi a supporto dell'economia legale e delle fasce sociali maggiormente esposte, al fine di tutelare la coesione sociale. È in questo momento che lo Stato deve dimostrare di essere vicino ai cittadini, soprattutto nelle situazioni di estremo bisogno, e alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, che più di altre hanno sofferto della chiusura delle attività produttive e commerciali e che, quindi, possono diventare facile preda delle organizzazioni criminali. La lotta alle mafie è una priorità ed è massima l'attenzione dedicata da parte di tutte le componenti dell'Amministrazione dell'interno: su questo siamo presenti con il nostro impegno. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Croatti, per due minuti. CROATTI (M5S) . La ringrazio, signor Ministro, sono soddisfatto della risposta. Da questa analisi in realtà emergono due elementi. Il primo è che il rischio di infiltrazioni non è probabile, ma è reale nel tessuto del Nord del Paese e lo testimoniano le indagini, i sequestri patrimoniali e le denunce di riciclaggio. Negli ultimi due mesi sono stati 32 i soggetti interessati e sono state fatte richieste di sequestro per quasi 15 milioni di patrimonio. Il secondo messaggio che lei ha dato, molto importante, è che lo Stato c'è, che il supporto c'è e lo vediamo sui territori, dalle prefetture ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, con il lavoro in prima linea degli agenti sul territorio. Bisogna però fare di più, è importante intervenire in maniera forte. La settimana scorsa ci sono state ulteriori interdittive sul nostro territorio (altre tre) ed è stata respinta la richiesta di sospensione dell'esecuzione di un'interdittiva. È molto importante che si tenga alta la guardia e faccio sempre un appello alle banche, anche in questa sede, affinché aiutino gli imprenditori del territorio, facendo arrivare prima la liquidità in questa fase, quando ci sono richieste. In ogni caso, ripeto, sono molto soddisfatto della risposta. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Unterberger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01674 sul riequilibrio di genere nella magistratura, per tre minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Onorevole Ministro, le donne magistrato ricordano il 9 febbraio 1963 come una data fondamentale per il loro ingresso in magistratura.