[ddlpres]

I REGOLAMENTAZIONE DELLE PRATICHE DI VENDITA PER I PRODOTTI AGROALIMENTARI 1 (Regolamentazione della vendita sottocosto dei prodotti agroalimentari freschi e deperibili) 1 Al fine di regolamentare la vendita sottocosto dei prodotti agroalimentari freschi e deperibili, il Governo è autorizzato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento di modifica della disciplina delle vendite sottocosto, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) , del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2001, n. 218, al fine di prevedere che la vendita sottocosto di prodotti agroalimentari freschi e deperibili sia ammessa, nel rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza e salubrità degli alimenti, solo nel caso in cui si verifichi la presenza di prodotto invenduto a rischio di deperibilità nonché nel caso di operazioni commerciali programmate o concordate con il fornitore in forma scritta, conformemente a quanto previsto dall'articolo 62, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. Viene fatto salvo comunque il divieto di imporre unilateralmente al fornitore, in modo diretto o indiretto, la perdita o il costo della vendita sottocosto, costituendo tale imposizione una pratica sleale e comunque ingiustificatamente gravosa, con conseguente applicazione dell'articolo 62, comma 8, del citato decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012. 2 (Divieto di utilizzo delle aste elettroniche a doppio ribasso e introduzione del prezzo minino equo di acquisto) 1 È vietato l'utilizzo di aste elettroniche a doppio ribasso sul prezzo per l'acquisto di prodotti agroalimentari. 2 Il prezzo minimo di acquisto di prodotti agroalimentari è indicato dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), su base mensile, previo parere non vincolante degli esponenti più rappresentativi di tutta la filiera produttiva e distributiva, tenendo conto dei diversi fattori, endogeni ed esogeni al sistema, che contribuiscono alla determinazione di un prezzo equo sia per i produttori che per i distributori. 3 I contratti sottoscritti in violazione di quanto previsto dal comma 1 sono nulli. 4 Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione delle disposizioni di cui al comma 1 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra euro 5.000 e euro 50.000. La misura della sanzione è determinata in ragione del fatturato dell'impresa che ha commesso la violazione. 5 In caso di violazioni particolarmente gravi o di reiterazione della violazione ai sensi dell'articolo 8- bis della legge 24 novembre 1981, n. 689, è disposta la sospensione dell'attività di vendita per un periodo non inferiore a sette giorni. 6 L'autorità competente a irrogare le sanzioni di cui al presente articolo, nel rispetto di quanto previsto dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, è il Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari – ICQR del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. 3 (Campagne informative finalizzate alla sensibilizzazione del consumatore) 1 Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, promuove campagne divulgative e programmi di comunicazione istituzionale volti a favorire una corretta informazione sulla composizione dei prezzi dei prodotti agroalimentari, specie per quelli dotati di certificazione europea. 4 (Modifica all'articolo 56 del codice dei contratti pubblici) 1 All'articolo 56 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Gli appalti diretti all'acquisto di prodotti e servizi nei comparti della ristorazione collettiva e della fornitura di prodotti agroalimentari non possono essere oggetto di aste elettroniche ». II RAFFORZAMENTO DELLE FILIERE AGRICOLE NAZIONALI 5 (Organizzazioni dei produttori agricoli) 1 Al fine di contrastare l'asimmetria nel potere negoziale all'interno delle filiere agroalimentari, le associazioni e le organizzazioni dei produttori agricoli, anche costituite in forma di società di capitali, che svolgono le attività di cui all'articolo 2135, terzo comma, del codice civile, si considerano imprenditori agricoli ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 15 maggio 2001, n. 228. 6 (Garanzie dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) 1 I finanziamenti erogati a favore delle imprese agricole definite come piccole e medie imprese ai sensi del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, tra loro collegate attraverso un contratto di rete, di cui all'articolo 3, comma 4- ter , del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e all'articolo 1- bis , comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, per dare esecuzione al programma comune di rete si avvalgono delle garanzie prestate dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA). I finanziamenti di cui al periodo precedente sono erogati nel limite delle risorse disponibili, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 7 (Cessione della produzione agricola) 1 Al comma 3 dell'articolo 1- bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « La successiva cessione, tra i contraenti, della produzione agricola oggetto della divisione non costituisce alterazione della causa tipica del contratto ». 8 (Misure per la competitività della filiera e il miglioramento della qualità dei prodotti cerealicoli)