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In particolare, dall'indagine è emerso che il 98 per cento dell'importo per la manutenzione del ponte Morandi è stato speso prima del 1999, anno della privatizzazione delle Autostrade, mentre successivamente l'investimento medio annuo è stato di soli 23.000 euro circa; e, quindi, che vi è stata un'irresponsabile minimizzazione dei necessari interventi da parte delle strutture tecniche di Aspi, perfino nella manutenzione ordinaria dell'opera; inoltre, nel parere giuridico redatto in data 28 giugno 2019 dall'apposito gruppo di lavoro interistituzionale, nominato nel corso del procedimento con decreto ministeriale n. 119 del 29 marzo 2019, viene evidenziata l'esistenza di un grave squilibrio nel rapporto contrattuale stipulato tramite la convenzione unica del 2007 tra il Ministero concedente e il concessionario (ASPI). Viene sottolineato, in particolare, che: "il Concessionario sia venuto meno ad una sua cruciale responsabilità: il mantenimento in sicurezza e senza soluzione di continuità della funzionalità dell'infrastruttura data in concessione; responsabilità che l'amministrazione concedente deve far valere con rigore in quanto, non già soggetto privato di un negozio, ma soggetto pubblico portatore dell'interesse generale degli utenti dell'autostrada a poter fruire di un servizio che risponda al migliore standard di sicurezza"; e viene riferito che anche SPEA, società incaricata e controllata da ASPI, nell'attività di controllo ad essa demandata ha adottato un sistema di monitoraggio delle infrastrutture inefficace, che è stato peraltro mantenuto anche dopo il disastro del ponte Morandi, si chiede di sapere: quale sia lo stato del procedimento amministrativo di eventuale caducazione delle concessioni ad ASPI; chi sia il responsabile del procedimento citato; quale sia il termine previsto per la conclusione del procedimento in questione. Atto n. 4-02288 SALVINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la strada Statale 106 in Calabria è lunga 415 chilometri ed è tristemente nota alle cronache come la "strada della morte", atteso che dal 1996, ovvero da quando è in vita il sistema statistico nazionale di localizzazione degli incidenti stradali a cura della Direzione studi e ricerche ACI, lungo tale arteria sono avvenuti incidenti, che hanno provocato il decesso di 590 persone, dato che sale a 750, se si considerano i decessi avvenuti nel periodo successivo al giorno dell'incidente e direttamente riferibili alle conseguenze dello stesso; attualmente risultano finanziati i lavori di costruzione del terzo megalotto della strada statale 106 "Jonica" dall'innesto con la strada statale 534 (chilometro 365+150) a Roseto Capo Spulico (chilometro 400+000), per un importo complessivo di 1.335,118 milioni di euro, di cui 969,4 milioni di euro (delibere CIPE numeri 103 del 2007, 30 del 2008 e 88 del 2011 e decreti interministeriali n. 88 e n. 89 del 7 marzo 2013), e 365,7 milioni di euro previsti nel contratto di programma 2016-2020 a valere sul Fondo unico Anas; per quanto riguarda la 1ª tratta (dal chilometro 0+000 al chilometro 18+863), in data 10 agosto 2016 il CIPE ha approvato con delibera n. 41 il progetto definitivo, rinviando a nuova istruttoria il progetto definitivo della 2ª tratta e subordinando l'esecuzione dei lavori all'approvazione di quest'ultima (la pubblicazione della delibera è avvenuta in data 1° agosto 2017 sulla Gazzetta Ufficiale ); per la seconda tratta, in data 28 febbraio 2018, il CIPE ha approvato con delibera n. 3 il progetto definitivo della 2ª tratta dal chilometro 18+863 al chilometro 37+661, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 2 agosto 2018; in data 8 maggio 2018 è stato emesso l'ordine di inizio attività per la progettazione esecutiva e per le attività propedeutiche al concreto avvio dei lavori relativi alla 1ª tratta dal chilometro 0+000 al chilometro 18+863 che sono state ormai concluse; in data 18 settembre 2018 è stato emesso l'ordine di inizio attività per la progettazione esecutiva e per le attività propedeutiche al concreto avvio dei lavori relativi alla 2ª tratta dal chilometro 18+863 a fine lotto che sono ancora in corso; in data 15 aprile 2019 il contraente generale ha consegnato il progetto esecutivo della 2ª tratta; attualmente è stata avviata da Anas l'attività istruttoria di verifica e di controllo sul progetto esecutivo delle due tratte. Inoltre si sta procedendo alla predisposizione della documentazione necessaria per la verifica di ottemperanza da parte dei Ministeri competenti, si chiede di sapere alla luce dei fatti descritti, quali siano i tempi previsti per l'approvazione del progetto esecutivo e per la fine delle attività propedeutiche al concreto avvio dei lavori relativi alla 2ª tratta dal chilometro 18+863 a fine lotto, al fine di determinare chiaramente i tempi per l'avvio di un'opera che la Calabria attende da 20 anni. Atto n. 4-02289 AIMI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: a mezzo stampa è stato lanciato dalle sigle sindacali l'allarme circa una possibile chiusura del teatro "Bellini" di Catania. Un rischio paventato anche dal noto tenore statunitense Gregory Kunde che, attraverso un noto social network , ha lanciato un accorato appello "per non far morire" il teatro Bellini; le organizzazioni sindacali, in particolare, hanno parlato di "situazione drammatica" e di criticità legate al bilancio, ai fondi in entrata e alla composizione della governance e del management del teatro; secondo quanto emerge dagli organi di informazione, la Regione avrebbe stanziato somme solo per il 2019 (tra l'altro incrementandole) e per il 2020, ma l'ente teatrale avrebbe bisogno di una programmazione fino al 2021 per chiudere il bilancio triennale; il Comune e la Città metropolitana invece non verserebbero da tempo il loro contributo. In tale situazione, dunque, appare pressoché impossibile programmare la nuova stagione lirico-sinfonica; il nuovo bando per la ripartizione del FUS (Fondo unico per lo spettacolo) sembrerebbe ulteriormente penalizzare il Bellini di Catania, poiché non prevedrebbe incentivi volti a colmare lo svantaggio territoriale e non premierebbe le pianificazioni di qualità come quella predisposta dal Bellini fino alla scorsa stagione, si chiede di sapere quali iniziative di competenza si intendano assumere per superare le criticità descritte in premessa, al fine di garantire la prosecuzione della programmazione lirico-sinfonica di altissima qualità del Bellini di Catania, a tutela dei suoi dipendenti e a salvaguardia del patrimonio culturale e artistico, di cui il teatro è autentica espressione. Atto n. 4-02290 PEPE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: