[pronunce]

Nella memoria si sostiene, inoltre, che la disposta esclusione dall'obbligo di rendicontazione delle spese per il personale trasferito e per il funzionamento non è «accompagnata dalla simmetrica disposizione per cui anche i relativi trasferimenti sono fatti salvi» nel caso di mancata presentazione del rendiconto. Peraltro, anche se la Regione ha interpretato la norma «nel senso di provvedere all'automatico trasferimento delle risorse» relative alle anzidette spese, la sua applicazione «è rimessa alla sola (buona) volontà della Regione» stessa e, comunque, la restrizione dell'obbligo di rendicontazione non elide la «notevole compressione delle prerogative della Provincia». Anche l'attuazione del controllo sulla rendicontazione - si soggiunge nella memoria - risulta lesivo dell'autonomia costituzionale riservata alla Provincia, giacché la «non meglio specificata "rendicontazione" sulle spese effettuate dalla Provincia nell'assolvimento delle sue funzioni amministrative» rinvia, in sostanza, «a provvedimenti amministrativi regionali (e, quindi, a fonti regolamentari e non normative in senso proprio) la concreta disciplina del procedimento di rendicontazione». 5.- Con ulteriore memoria depositata in prossimità dell'udienza del 9 febbraio 2010, fissata a seguito di rinvio della precedente udienza del 15 dicembre 2009, la Provincia di Reggio Calabria, nel ribadire le conclusioni rassegnate in precedenza, argomenta a confutazione delle ragioni esposte dalla Regione a sostegno della legittimità della normativa censurata. Nella memoria si osserva, anzitutto, che gli artt. 7, comma 2, del d.lgs. n. 112 del 1998 e 47 della legge della Regione Calabria 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria) non contengono disposizioni che consentano di ritenere costituzionalmente legittimo «il sistema di controllo (e di sanzione) introdotto dalla Regione» e, anzi, «stabiliscono, da un lato, il principio del necessario trasferimento delle risorse da parte delle Regioni agli Enti locali in caso di delega delle funzioni; dall'altro, escludono che la rendicontazione possa costituire condizione per l'erogazione delle risorse ovvero per la loro sospensione». Quanto, poi, alle prescrizioni contenute negli artt. 12 del d.lgs. 28 marzo 2000, n. 76, e 58 della legge della Regione Calabria, 4 febbraio 2002, n. 8, esse sarebbero coerenti con l'attuale «cornice costituzionale costituita dal combinato disposto degli artt. 114, 118 e 119 della Costituzione». Infatti, il «punto di equilibrio posto dal legislatore nazionale (e recepito nella 1egge della Regione Calabria n. 8 del 2002)» consisterebbe nell'attribuzione alla Regione di un potere di controllo «che si concretizza nell'obbligo di trasmissione da parte delle Province della rendicontazione riguardante l'impiego delle risorse trasferite» e tale funzione sarebbe «efficacemente eseguita attraverso l'introduzione di appositi capitoli di bilancio e la successiva trasmissione del rendiconto alla Regione». Ad avviso della difesa provinciale, un siffatto controllo andrebbe qualificato come «controllo di gestione esterno», che si concentrerebbe, dunque, «sull'economicità e l'efficienza dell'attività rispetto ai risultati raggiunti», ma esso, in nessun caso, consentirebbe al soggetto investito della relativa funzione di «incidere nella attività amministrativa ordinaria del soggetto controllato per effetto della sospensione dei trasferimenti, nonché della facoltà di agire per l'eventuale "recupero" degli stessi, laddove la rendicontazione non fosse ritenuta corretta». Diversamente - si argomenta ancora nella memoria - il sistema introdotto con il denunciato art. 26 della legge regionale n. 9 del 2007, e successive modificazioni, risulterebbe incoerente con il descritto quadro normativo, dal quale si evincerebbe, anzitutto, che nessuna disposizione di legge, statale o regionale, prevede «che il trasferimento delle risorse finanziarie per l'esercizio delle funzioni delegate possa essere assoggettato a condizioni (come, nel caso che qui interessa, la presentazione del rendiconto)». Inoltre, le disposizioni censurate non attuerebbero un controllo di gestione esterno, ma forme di intervento più incisive e, pertanto, lesive dell'autonomia costituzionale attribuita agli enti locali, non potendo qualificarsi «la sospensione dei trasferimenti - in caso di mancata rendicontazione - oppure il loro recupero - laddove la rendicontazione risulti errata - alla stregua di mere misure "precauzionali" [...] né gravose, né eccessive rispetto alla finalità sottesa, e cioè il corretto impiego delle somme destinate dalla Regione alla Provincia stessa». La Provincia di Reggio Calabria, ritenuta la correttezza del richiamo fatto dal giudice rimettente alla sentenza n. 16 del 2004, di questa Corte, sulla incostituzionalità di un intervento destinato ad incidere sulla autonomia di spesa di un Ente locale «per normali attività e compiti di competenza di questi ultimi», ribadisce, inoltre, che il procedimento di controllo previsto dalle norme denunciate «appare piuttosto introdurre un meccanismo di tipo sanzionatorio che non spetta certo alle Regioni, secondo l'attuale riparto delle competenze costituzionali, essendo invece attribuito alla Corte di Conti», risultando di per sé sufficiente, ed idoneo allo scopo di garantire il corretto impiego delle risorse finanziarie trasferite, il sistema di controlli già previsto dalla legge regionale n. 8 del 2002.1.- Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria - Sezione staccata di Reggio Calabria, ha denunciato l'art. 26 della legge della Regione Calabria 11 maggio 2007, n. 9, recante «Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007, art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)», «come modificato» dall'art. 8 della legge della Regione Calabria 12 dicembre 2008, n. 40 (Ulteriori disposizioni di carattere ordinamentale e finanziario collegate alla manovra di assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2008 ai sensi dell'art. 3, comma 4 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8). Nella prospettazione del rimettente, la norma censurata - la quale contemplerebbe un obbligo di rendiconto annuale da parte delle Province in riferimento alle risorse ad esse trasferite per l'esercizio delle funzioni amministrative loro conferite ai sensi della legge regionale 12 agosto 2002, n. 34 (Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali) e della legge regionale 11 gennaio 2006, n. 1, recante «Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2006, art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)»;