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Siamo consapevoli che è un percorso difficile, ma conosciamo anche la caparbietà che è stata dimostrata da tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e quindi doverosamente mi sento di ringraziare la sottosegretaria Vezzali, che ovviamente conosce molto bene il mondo sportivo e sa anche quale funzione svolga per gli straordinari risultati che lei stessa ha conseguito nella sua a dir poco brillante carriera sportiva e sa quanto anche per i professionisti sia difficile raggiungere determinati risultati e soprattutto quale funzione attrattiva svolgano. Quando in uno sport si raggiungono risultati straordinari com'è stato per la sottosegretaria Vezzali, si crea un'attenzione molto particolare da parte di tutti e quello sport si diffonde ancora di più. Accade sempre, soprattutto quando si raggiungono risultati a livello mondiale, nel tennis come nella scherma, che si accenda un interesse particolare, che adesso dovremo coltivare maggiormente, dopo che questo diritto verrà inserito in Costituzione. Sento il dovere di ringraziare la sottosegretaria Vezzali che tanto impegno e tanta caparbietà ha messo nel percorso di questo disegno di legge. Mi sento di ringraziare il presidente Parrini (Applausi della senatrice Malpezzi) , che pure ci ha creduto molto. Ho già detto della senatrice Sbrollini, che si occupa da sempre di sport, conosce bene la materia e a sua volta lei ha dato prova di quella caparbietà femminile che generalmente ci aiuta molto a raggiungere i risultati. Ne abbiamo dato prova tutti, del resto, perché tutti crediamo in questo momento e tutti abbiamo la consapevolezza di cosa significhi questo traguardo e dell'impegno che stiamo assumendo. Questo non lo dobbiamo davvero dimenticare. Per questi motivi, annuncio il voto favorevole di Italia Viva-Partito Socialista Italiano, con l'auspicio che, ancora una volta, ci sia l'unanimità su un disegno di legge tanto importante e che a questo apparato, che per il momento risulta soltanto esteriore, seguano poi fatti concreti e il diritto allo sport possa essere esercitato da parte di tutti, anche da parte di quelle piccole società sportive di cui parlavo prima e di tutti coloro che vi partecipano, con più facilità rispetto a quanto accade oggi. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD e della senatrice Rizzotti) . BARBARO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signor Presidente, intendo immediatamente rivolgere un sentito ringraziamento a tutta l'Assemblea per il voto precedentemente espresso, ai membri della Commissione, al sottosegretario Vezzali e alla Conferenza dei Capigruppo, che hanno permesso questo veloce ritorno in Aula. Non dimentichiamo che sono passati poco più di tre mesi dall'ultimo voto su questo disegno di legge e che la scorsa settimana c'è stato il secondo passaggio alla Camera. Pertanto, se tutto procederà secondo il programma stabilito, credo che, considerando anche i tre mesi che devono passare per la seconda lettura alla Camera, entro l'autunno arriveremo finalmente a questo agognato inserimento dello sport in Costituzione. Un deferente omaggio mi sembra doveroso anche in questa circostanza, come abbiamo fatto anche nelle precedenti; mi sembrava doveroso farlo allora e ripeterlo adesso, perché la destra è stata la prima forza politica, grazie al senatore Maceratini, a presentare il primo disegno di legge sull'inserimento dello sport in Costituzione. Strada facendo, nel corso di questi venticinque anni, ci sono stati tanti tentativi, che però non sono mai arrivati a raggiungere l'obiettivo. Ricordo quello della stessa sottosegretaria Vezzali nella XVII legislatura, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la prima presentazione di un disegno di legge in questa legislatura a firma dei senatori Iannone e Calandrini. È questo un passaggio importante, che ha permesso di intestare, con queste prime firme, il disegno di legge a Fratelli d'Italia e noi siamo ovviamente orgogliosi di aver dato il nostro importante contributo in questa direzione. Arriviamo ora alla giornata fatidica, almeno per quello che riguarda il Senato. È una giornata importante, che però non ci deve far dimenticare che da oggi in poi le nostre responsabilità addirittura aumenteranno. Non possiamo infatti esaurire il nostro lavoro nella pur legittima soddisfazione di questo importante risultato. Abbiamo necessità di capire come risolvere problemi antichi, ma anche attuali, che riguardano il mondo dello sport: problemi programmatici, strutturali, culturali. Non cito quelli finanziari, perché non è vero che ci sono problemi finanziari quando si parla di sport, al di là delle interpretazioni. È stato infatti dimostrato che ogni soldo investito nello sport produce ritorni ampiamente maggiori rispetto alla cifra investita. Ciononostante, le sensibilità, i pensieri e il modo di giudicare il mondo dello sport ancora faticano ad essere cambiati. Ci auguriamo che questa possa essere una base dalla quale partire, affinché i nostri atteggiamenti d'ora in avanti possano essere attivati e realizzati in coerenza con il principio che oggi sosteniamo. Cerchiamo anche di capire bene per quali ragioni dobbiamo mantenere alta l'asticella dell'attenzione di fronte ai problemi. Parto da quelli attuali, perché di fatto coincidono con questo importante momento e, sebbene sia nata questa sensibilità in Parlamento, non hanno permesso la soluzione di questioni che hanno caratterizzato in negativo l'approccio al mondo dello sport. Parto ovviamente dall'assenza del Ministero dello sport, che ha caratterizzato il Governo Draghi, nonostante i grandi sforzi delle varie componenti, a partire dalla sottosegretaria Vezzali, di cui apprezziamo il lavoro quotidiano che compie per smontare i pregiudizi o, nella migliore delle ipotesi, la mancanza di attenzione e di sensibilità nei confronti dello sport. Ci sono ancora troppi soggetti che affollano il settore e soprattutto la mancanza di un Ministero dello sport si avverte anche nell'assunzione delle decisioni più importanti. Ci sono tanti fatti che riguardano esattamente questa parte della legislatura. Mi riferisco al PNRR, che è sicuramente una risposta importante per quello che riguarda l'impiantistica sportiva, ma constato una totale assenza di aiuti per le associazioni sportive, che, come sapete, sono l'architrave della struttura sportiva del nostro Paese. Mi riferisco altresì al decreto-legge sulla concorrenza, che ha assimilato le attività sportive a quelle commerciali e turistico-ricreative. Sappiamo benissimo che non è possibile assolutamente commettere un errore giuridico di questa portata, perché ci troviamo di fronte, da un lato, ad attività commerciali e, dall'altro, ad attività non lucrative. Eppure questo ennesimo scempio è stato compiuto all'interno del decreto concorrenza, penalizzando ancora una volta il mondo dello sport. La misura una tantum - ne stiamo parlando proprio in questi giorni - dei famosi 200 euro ha premiato tutte le categorie di lavoratori, ad esclusione di quelli del mondo dello sport. Addirittura, sono stati premiati, seppure in misura ridotta del 50 per cento, i percettori del reddito di cittadinanza. Tutte le categorie di lavoratori, non solo quelli dipendenti, hanno preso i soldi, tranne quelle del mondo dello sport (Applausi dal Gruppo FdI) , e questa è una lacuna che obiettivamente grida vendetta.