[resaula]

Nella primavera del 2020 Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia formarono una sorta di partenariato chiamato Inclusive vaccine alliance, contrattando alcune milioni di dosi di vaccino AstraZeneca; il tutto mentre Paesi come Francia e Spagna stavano negoziando separatamente con l'azienda Moderna. Nel giugno 2020 la Commissione europea decise di intervenire e acquistò vaccini per conto di tutti gli Stati membri, assorbendo così la Inclusive vaccine alliance. Il motivo? Secondo la Commissione, i grandi Paesi sarebbero sempre stati in grado di acquistare i vaccini da soli, ma non i Paesi più piccoli. Così, per assicurare le forniture anche a questi ultimi, la Commissione ritenne di negoziare in esclusiva e per tutti, allo scopo anche di ottenere prezzi migliori, così da dimostrare politicamente che l'adesione al progetto comunitario fosse vantaggiosa proprio nel momento in cui il Regno Unito abbandonava l'Unione. Benché l'obiettivo della Commissione potesse apparire lodevole negli intenti, la volontà di negoziare in blocco per 27 Paesi si è rivelata a dir poco inefficace. Colleghi, oggi l'Unione europea sostiene di aver diversificato i suoi ordini sin dall'inizio e di non aver prenotato dosi in numero eccessivo per mancanza di certezze sull'efficacia dei vaccini, diversamente da quanto hanno fatto invece gli amici d'oltremanica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a fronte di un effettivo risparmio, la salute dei nostri concittadini è ancora in grave pericolo e con essa è a rischio anche la tenuta del sistema economico e sociale esisteva, che, per essere rimesso in piedi, avrà bisogno di investimenti di valore ben più superiore ai 29 miliardi utilizzati per l'acquisto dei vaccini. Confrontiamo le cifre. A oggi negli Stati Uniti hanno avuto almeno la prima dose di vaccino 85 dei 320 milioni di abitanti, mentre nel Regno Unito sono 30 milioni (pari a quasi il 50 per cento della popolazione) i cittadini che hanno ricevuto la prima somministrazione; il tutto mentre nell'Unione europea solo 50 su 450 milioni di abitanti hanno ricevuto la prima dose. A fronte di queste cifre, guardiamo quindi con fiducia al futuro, ma chiediamo una verifica di quanto è stato fatto. Inoltre, presidente Draghi - come lei ha già dimostrato qui con le sue prime azioni - chiediamo un cambio di passo anche in Europa. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, mettete giù i cartelli. Trovo inaccettabile che lei faccia una manifestazione perché ignora il Regolamento. Poteva benissimo dire quello che voleva a fine seduta. Studiate il Regolamento e tirate via i cartelli. È incredibile. Studiate! Studiate e state tranquilli! (Commenti). È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, signor Presidente del Consiglio, sono felice che questa volta il Parlamento, in vista del Consiglio europeo, possa discutere dei veri problemi che interessano e preoccupano i cittadini italiani ed europei, come quello del contrasto alla pandemia, e non debba più perdere tempo su false questioni, come quella di richiedere o meno il MES, che sembrava di vitale importanza fino a un mese fa e che ora è completamente scomparsa dal dibattito politico: false priorità utilizzate ad arte per far cadere il precedente Governo e il presidente Conte e per creare un clima d'odio, che di sicuro non ha fatto bene al Paese. Considerato che dopo le sue nettissime parole, presidente Draghi, la questione MES è morta e sepolta, ci aspettiamo e pretendiamo che il senatore Renzi - uno dei principali sostenitori dei prestiti del MES - fornisca urgentemente spiegazioni all'opinione pubblica italiana e mondiale sulla sua attività in Arabia Saudita; sui suoi rapporti con il principe Mohammed bin Salman; sui soldi che prende come membro del board del Future investment initiative, che è una diretta emanazione del Regno saudita. Visto che è un senatore della Repubblica pagato dai cittadini, ci aspettiamo e pretendiamo che si confronti con giornalisti veri, e non con quelli immaginari, che dia spiegazioni vere anche sul presunto rinascimento saudita. E pretendiamo che egli stesso non ponga domande e dia risposte come se fosse Marzullo. Il Covid-19 e la campagna vaccinale fanno tornare d'attualità i veri temi strategici, quelli che stanno davvero a cuore ai cittadini italiani ed europei e che possono cambiare la loro vita e il loro futuro. Gli avvenimenti degli ultimi dodici mesi hanno dimostrato che l'urto terribile della pandemia è stato retto grazie alla sanità pubblica, dai medici e dai paramedici che lavorano nel settore pubblico, che si sono prestati a turni massacranti per mesi e mesi e ancora oggi allo scopo di coprire carenze d'organico e di strutture, originati dai tagli selvaggi delle risorse in questo settore, attuati sistematicamente negli anni scorsi in nome di una ideologia che era ed è una completa fandonia, che è stata utile solo a chi la propalava, visto che poi ha acquisito posizioni personali di potere. I fatti hanno dimostrato che è falso sia che il privato e il mercato siano sempre virtuosi ed efficienti sia lo Stato sia sempre inefficiente e sprecone. I fatti hanno invece dimostrato che centinaia di migliaia di vite umane sono state salvate dalla sanità pubblica. Prendiamone atto, confrontiamoci e procediamo al ripotenziamento della sanità pubblica attraverso un colossale e pluriennale programma di investimenti che riguardi anche la medicina territoriale. Confrontiamoci sul Titolo V in tema di sanità e discutiamo se convenga ai cittadini avere 20 sistemi sanitari regionali o se, invece, non sia più efficiente tornare a un sistema che abbia centralità e unitarietà statale. La posizione del MoVimento 5 Stelle è nota e al riguardo abbiamo presentato un disegno di legge a prima firma Taverna - di cui sono cofirmatario - e auspichiamo un ampio dibattito nel Paese e in Parlamento nell'esclusivo interesse dei cittadini. Le disfunzioni della campagna vaccinale in alcune Regioni sono inaccettabili - ne ha fatto cenno anche lei, signor presidente Draghi - e, per tragica ironia della sorte, tali inefficienze si sono verificate specie in quelle Regioni che si autodefiniscono virtuose da anni, ma che collezionano da mesi disastri su disastri a causa della completa inettitudine di chi le governa. Infine, confrontiamoci sui temi importantissimi della ricerca scientifica e della produzione dei farmaci; anche in questo campo abbiamo bisogno di un presidio fortissimo dello Stato, degli Stati membri per l'esclusiva tutela della salute dei cittadini europei. Anche qui occorre invertire sciagurate politiche mercatistiche e ideologiche degli ultimi anni, perché l'attuale pandemia ha dimostrato che non possiamo essere alla mercé di aziende private che decidono la quantità di vaccini da produrre, a quali Stati venderli, a quali prezzi, se rispettare o meno il contratto; il tutto a loro esclusivo vantaggio. Abbiamo il dovere di impedire tutto questo e dobbiamo agire subito con coraggio e determinazione. Se non lo faremo, la responsabilità morale di centinaia di migliaia di morti ricadrà su di noi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) .