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Il valore extraterritoriale delle sanzioni e degli embarghi americani non riguarda solo Cuba ed è un problema per l'Europa e per le sue imprese. Nell'affrontare l'argomento, allora noi delineiamo quale debba essere la politica del nostro Paese all'interno dell'Unione europea e dell'Alleanza atlantica ed occidentale. Sappiamo che siamo italiani e quindi europei e, essendo tali, siamo occidentali. Affermiamo ogni volta e in ogni comportamento la nostra sfera di civiltà e il nostro quadro delle alleanze. Non siamo però ciechi e non siamo sudditi di nessuno. Siamo italiani, europei ed occidentali; questa è la sfera dei nostri valori, questi sono i nostri alleati; gli altri, semmai, sono partner commerciali. Gli alleati restano soltanto coloro che condividono a fondo i nostri valori. Deve essere chiaro a tutti che Cuba non può essere un alleato, perché non condivide i nostri valori. Detto questo, noi abbiamo tanto rispetto verso quel popolo che nella mozione che abbiamo presentato affermiamo che comunque la politica delle sanzioni non può essere la politica dell'embargo. Chiediamo - e il Governo ha fatto bene a precisarlo - sanzioni mirate, e non solo in quel caso, ma possibilmente in ogni caso; sanzioni mirate alle quali ormai anche nella legislazione internazionale ci si sta orientando sapientemente che colpiscano personalmente gli autori dei crimini e delle azioni liberticide, che colpiscano attraverso la politica delle sanzioni e degli embarghi gli autori e non le loro vittime. Se colpiamo le vittime degli autori dei crimini, se colpiamo le vittime dei regimi, li rafforziamo e, quando le sanzioni durano troppo a lungo, vuol dire che sono inefficaci. La vera politica di sanzioni è quella che colpisce in maniera selettiva e mirata gli autori dei crimini e gli autori o le cricche di regime. Quando davvero agiamo in tal senso facciamo male. In ogni caso, però, tale politica non può essere perdurante nel tempo perché altrimenti non è efficace. È efficace in quanto colpisce, potete dire rieduca o comunque ottiene effetti, altrimenti le sue conseguenze sulla popolazione sono controproducenti e rafforzano il regime. Vi è tale consapevolezza nella destra italiana perché analizza i fenomeni, non ha pregiudizi e ha un solo faro, l'interesse nazionale, che in questo caso si deve coniugare con la libertà e la dignità di ogni popolo, valore e diritto sancito dalla nostra Costituzione. (Applausi) . ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, dichiaro innanzitutto il voto favorevole del Gruppo all'ordine del giorno a prima firma della senatrice Nugnes e all'ordine del giorno a prima firma del senatore Ciriani, così come riformulato secondo la proposta del rappresentante del Governo. La discussione su questi testi costituisce l'occasione per parlare del tema delle sanzioni, e non solo nei confronti di Cuba. Questo tema è stato posto all'attenzione degli organi di stampa grazie ad un equivoco, un malinteso, nel momento in cui il Movimento dei Paesi non allineati, al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, a Ginevra, ha sollevato la questione delle sanzioni come strumento generale, applicato in maniera non proporzionale rispetto alle questioni e ai casi internazionali da affrontare. Si trattava dunque di una questione generale, rivolta verso tutti e verso tutti i tipi di sanzione, che è stata strumentalizzata e riportata in Italia con riferimento alle sanzioni a Cuba, di cui poi parlerò. È però evidente che un ragionamento serio sul sistema delle sanzioni vada fatto e penso sia corretto. Lo si può fare, partendo da un lavoro nelle Commissioni competenti, a partire dalla Commissione affari esteri, emigrazione, accompagnando tale riflessione al lavoro che si sta facendo a livello europeo, in cui è già stato stilato un documento, secondo cui le sanzioni devono essere proporzionate, selettive e mirate, incidendo su settori che non vadano a colpire i diritti essenziali di un popolo, come gli aiuti umanitari e le forniture di prima necessità, dai generi alimentari fino alle medicine e alle forniture mediche: abbiamo visto cosa ciò possa voler dire durante una pandemia. Più in generale abbiamo avuto occasione di parlarne in un incontro, in cui il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha presentato le linee del suo mandato sul tema generale delle sanzioni, con una riflessione su quali funzionano e quali non funzionano. Abbiamo visto che certamente le sanzioni mirate e individuali hanno un effetto deterrente, vanno a colpire gli autori dei reati o dei comportamenti contrari al diritto internazionale, mentre le sanzioni più generali rischiano a volte di colpire la popolazione, avendo un impatto sul versante del rispetto dei più elementari diritti umani. Penso sia utile che una riflessione generale sull'utilità delle sanzioni, ma soprattutto sull'efficacia di alcuni tipi di esse, venga svolta anche dal Parlamento italiano, nelle modalità più opportune e coinvolgendo gli organismi competenti. Quindi, questa può essere l'occasione per riflettere insieme sulle modalità con cui farlo. Per arrivare a Cuba, è evidente che, da anni, a livello europeo e italiano abbiamo relazioni bilaterali molto forti, con accordi di collaborazione in campo economico, sociale, culturale, politico e diplomatico. Da questo punto di vista, all'interno di questo quadro di collaborazione, nel marzo scorso si è chiuso un accordo con due Regioni. Ricordo di essermene personalmente interessato, proprio per facilitare l'accordo con la Regione Lombardia, visto che alcuni medici avevano già rapporti con gli istituti sanitari privati lombardi, per far diventare questa collaborazione, che derivava dalla sanità privata, a favore della Regione Lombardia. Eravamo in un momento di grandi difficoltà, tanto che un contingente di medici e operatori sanitari cubani arrivò nella città di Crema e fu di grande aiuto, proprio in una delle aree più colpite della Lombardia, in quel momento, svolgendo un servizio importantissimo in favore della popolazione e a supporto delle strutture sanitarie lombarde, come recentemente sottolineato dalla sindaca di Crema Stefania Bonaldi e dalle istituzioni locali. Quindi, da questo punto di vista siamo grati al popolo cubano, ai medici e agli operatori sanitari venuti. Non solo per questo motivo, ma per tanti altri, stiamo nel solco delle scelte che il Governo italiano ha sempre fatto, da ultimo nel novembre 2019, così come annunciato da Marina Sereni in qualità di Vice Ministro degli affari esteri. E mi sembra di capire che lo saremo anche il 23 giugno dando mandato al Governo italiano, che sarà presente in quella sede, di votare a favore della proposta di risoluzione per il superamento dell'embargo e soprattutto degli effetti più deleteri che a volte alcune sanzioni, decise in maniera bilaterale, scaricano con effetti extraterritoriali su altri Paesi. Questo in riferimento al dibattito su come le sanzioni rischiano a volte non solo di colpire la popolazione a cui si rivolgono - quindi, persone che non sono responsabili per gli atti del proprio Governo - ma anche di penalizzare i legittimi interessi di aziende e imprese di altri Paesi.