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Ai sensi dell'articolo 1, comma 275, della legge n. 190 del 2014, il contratto di programma è sottoscritto tra il MISE e il fornitore del servizio postale universale e contestualmente notificato alla Commissione europea per le valutazioni di competenza. A tal fine, il MISE invia lo schema di contratto di programma al Ministero dell'economia e delle finanze e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) per l'acquisizione dei relativi pareri. Il MISE può procedere al riesame dello schema di contratto in considerazione dei suddetti pareri e lo trasmette alle Camere, affinché su di esso sia espresso, entro 20 giorni, il parere non vincolante delle competenti Commissioni parlamentari. Decorso tale termine, il contratto di programma può essere validamente sottoscritto anche in mancanza del predetto parere. L'articolo 1 definisce l'oggetto del contratto, che è duplice: da un lato, i rapporti tra lo Stato e Poste italiane per la fornitura del servizio postale universale (comma 1); dall'altro, i rapporti tra lo Stato e Poste italiane nel perseguimento di obiettivi di innovazione, coesione sociale e territoriale, economica nonché di evoluzione di natura tecnologica che prevedono la fornitura di servizi in multicanalità utili al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni mediante l'utilizzo dell'infrastruttura postale di Poste italiane (comma 2). Nel parere allegato allo schema, l'AGCOM ricorda che la seconda categoria di servizi è costituita da prestazioni che Poste italiane si impegna a fornire, che devono essere inquadrate nell'ambito dei servizi di interesse generale e non rientrano tra le prestazioni del servizio postale universale previste nella direttiva 97/67/CE e nella normativa relativa al settore postale. La scelta - già seguita nella predisposizione del precedente contratto - di racchiudere più oggetti nello stesso strumento contrattuale impone di differenziare i due diversi ambiti. Per tale motivo, lo schema di contratto chiarisce che la fornitura dei servizi ulteriori al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni è attività che deve essere tenuta distinta dall'affidamento del servizio postale universale anche sotto il profilo contabile e che tali servizi non possono essere finanziati con le risorse previste per la copertura degli oneri del servizio universale. L'AGCOM osserva inoltre che - mentre con riferimento alle prestazioni di servizio universale e ai relativi oneri lo schema di contratto non introduce innovazioni significative al testo del contratto attualmente vigente - i servizi rivolti ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni sono notevolmente ampliati. L'articolo 2 individua le attività rientranti nel servizio universale, rinviando a quanto previsto dal già citato decreto legislativo n. 261 del 1999, e le modalità di erogazione delle stesse. Particolare attenzione è data alla necessità di adeguamento alle innovazioni tecnologiche e di ricorso alle possibilità offerte dalle tecnologie informatiche e digitali nella fornitura dei servizi postali. Analogamente a quanto previsto dal contratto di programma vigente, lo schema prevede che Poste italiane, per lo svolgimento di attività strumentali rispetto ai servizi oggetto dell'affidamento, possa avvalersi di altre società, fermi restando la responsabilità in capo a Poste italiane dell'adempimento degli obblighi inerenti all'affidamento del servizio universale e l'obbligo di informare periodicamente AGCOM e MISE sugli affidamenti effettuati e le attività svolte. Un elemento di novità è costituito dal fatto che l'individuazione delle società affidatarie debba avvenire mediante procedure selettive trasparenti, compatibilmente con la normativa applicabile. Analogamente a quanto previsto dal contratto di programma vigente, sono inoltre dettate procedure per assicurare condizioni di equilibrio economico nella gestione del servizio postale: l'invio annuale all'AGCOM dell'elenco degli uffici postali che non garantiscono le suddette condizioni, unitamente allo stato di avanzamento del piano di intervento e ai relativi criteri per la progressiva razionalizzazione della loro gestione; l'effettuazione del servizio di raccolta e recapito a giorni alterni nei termini, con le tempistiche e le modalità previste dall'AGCOM; la possibilità di ridefinire l'organizzazione degli uffici postali sul territorio, previo confronto con le autorità locali. Non è invece più previsto che l'AGCOM possa autorizzare un ulteriore margine di tolleranza in materia di recapito a giorni alterni, alla luce delle considerazioni critiche formulate dalla stessa Autorità, per la quale il limite massimo entro il quale la deroga può essere autorizzata è stato già innalzato dal legislatore e ciò non consente ulteriori margini di tolleranza. Nello schema è stata inoltre eliminata la disposizione che compare all'articolo 2, comma 7, del contratto vigente, che consentiva la rimodulazione della frequenza di recapito e di raccolta. Una novità rispetto al contratto vigente è costituita dalla previsione dell'impegno di Poste italiane a formulare all'AGCOM, entro il primo semestre del 2020, una proposta di rimodulazione dei criteri di distribuzione delle cassette di impostazione tenuto conto dell'andamento dei volumi postali e della misurazione dell'effettivo utilizzo delle cassette da parte degli utenti. L'articolo 3 elenca i compiti e gli obblighi di Poste italiane, con particolare riferimento alla conoscibilità delle condizioni generali dei servizi, della carta del servizio postale universale, delle informazioni relative alla dislocazione e agli orari di funzionamento degli uffici postali. Viene poi confermato l'impegno di Poste italiane a rendere più agevole la fruizione dei servizi per le persone con disabilità e per quelle appartenenti alle categorie più deboli. Altri obblighi riguardano: la trasmissione annuale all'AGCOM della quantificazione dell'onere di servizio universale sostenuto nel corso del precedente esercizio e la previsione di quello relativo all'esercizio di competenza; il rispetto degli obiettivi di qualità definiti dall'AGCOM; il rispetto dei criteri di distribuzione degli uffici postali e degli orari di apertura nel periodo estivo di cui alle delibere dell'AGCOM; l'attuazione delle procedure di reclamo e di conciliazione in favore degli utenti, delle disposizioni relative al sistema dei rimborsi, degli indennizzi e agli obblighi di reportistica, nonché delle disposizioni in materia di indennizzi relativi alle notificazioni di atti a mezzo del servizio postale. Analogamente a quanto avvenuto con riferimento al contratto vigente, non è stata accolta la proposta dell'AGCOM di introdurre un sistema di penali da applicare nel caso in cui si accertino scostamenti rispetto agli obiettivi di qualità stabiliti, permanendo invece, al verificarsi di tali circostanze, l'applicazione di sanzioni amministrative. Nel parere allegato, l'AGCOM ribadisce che nel settore postale le sanzioni amministrative hanno scarsa efficacia deterrente, soprattutto in relazione alle fattispecie più gravi, per effetto della possibilità di ricorrere al pagamento in misura ridotta (c.d. oblazione). L'articolo 4 impone a Poste italiane l'obbligo di applicare i prezzi e le tariffe dei servizi, determinati ai sensi delle disposizioni vigenti. L'articolo 5 disciplina i servizi di interesse generale che esulano dal perimetro del servizio universale.