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Si tratta di diffondere la consapevolezza che siamo indietro rispetto all'Europa. Annuncio pertanto che presenterò una interrogazione al Ministro competente per comprendere quale sia la situazione in questo momento in Italia, proprio perché non ci siano delle sperequazioni in questo settore. (Applausi del senatore Angioni) . PRESIDENTE . La senatrice Blundo aveva preannunciato alla Presidenza di voler intervenire per sollecitare la risposta scritta all'interrogazione 4-01854 , sulla sindrome da deficit di attenzione ed iperattività, ma non la vedo in Aula: evidentemente in questo momento il fenomeno si era attenuato. Prendiamo comunque atto della sollecitazione. Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ricordo che il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica oggi, alle ore 16, con l'ordine del giorno già stampato e distribuito. La seduta è tolta (ore 13,01) . Testo integrale della relazione orale della senatrice Fattorini sui disegni di legge nn. 1552 e 572 Il testo del disegno di legge in esame, dopo le modifiche introdotte dalle Commissioni di merito e la proposta di assorbimento dell'Atto Senato 572, reca la ratifica e l'esecuzione della Convenzione sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, fatta all'Aja nell'ottobre 1996. La Convenzione in esame, risale al 1996 ed è stata sottoscritta dall'Italia solo nell'aprile 2003, con un ritardo di sette anni, e anche in virtù di una espressa richiesta in tal senso del Consiglio dell'Unione europea. Molto tempo è poi passato prima che il Parlamento si occupasse dell'autorizzazione alla ratifica. L'esame è stato avviato infatti solo nel 2011, nella scorsa legislatura, e solo grazie alla presentazione di ben quattro proposte di legge di iniziativa parlamentare, peraltro a loro volta stimolate da diversi atti di indirizzo approvati sia dalla Camera che dal Senato. Difficoltà e resistenze di varia natura hanno a lungo impedito la presentazione di un disegno di legge governativo. Circostanza tanto più grave se si considera che con una decisione del 2008, il Consiglio dei ministri dell'Unione Europea aveva fissato in due anni, e dunque entro il 2010, il termine per la ratifica da parte degli Stati membri. In questa legislatura il Governo ha finalmente presentato un proprio disegno di legge, e che è stato approvato con alcune modifiche dalla Camera dei deputati lo scorso 25 giugno. L'Accordo è finalizzato alla revisione integrale del testo della Convenzione del 1961 sulla competenza delle autorità e la legge applicabile nel campo della protezione dei minori. In particolare il testo in esame mira a superare talune criticità emerse nel funzionamento della Convenzione del 1961 a seguito dell'entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989 che ha segnato un profondo mutamento d'approccio nel diritto internazionale posto a tutela dell'infanzia. Come evidenzierà la collega della Commissione giustizia, dopo aver acclarato la presenza di talune criticità nel testo già votato alla Camera dei deputati, non relative al testo oggetto di ratifica ma ai dispositivi previsti per l'adeguamento della normativa italiana di taluni, istituti, le due, Commissioni di merito hanno optato per proporre, all'esame dell'Assemblea una ratifica semplice dello strumento internazionale, consapevoli del fatto che ciò richiederà, in tempi successivi, la previsione di ulteriori norme di adeguamento. Nella seduta dello scorso 17 febbraio le Commissioni riunite hanno infatti conferito mandato alle relatrici a riferire favorevolmente sul testo del disegno di legge n. 1552, già approvato dalla Camera dei deputati, con le modifiche approvate, e a proporre l'assorbimento nel medesimo del disegno di legge n. 572. L'importanza delle Convenzione e la necessità di una sua rapida ratifica, hanno dunque consigliato questa soluzione. Si ricorda che la Convenzione ha anche l'obiettivo - e questo è il suo punto più delicato - di dare un'adeguata veste normativa nell'ordinamento italiano alla kafala , un istituto giuridico di tutela sociale dei minori abbandonati o in difficoltà diffuso in alcuni Paesi di diritto islamico, dove non è prevista l'adozione. Si tratta di un istituto in qualche modo paragonabile allo strumento dell'affido, da cui pure si differenza per diversi aspetti, che rende possibile - in genere attraverso una procedura giudiziaria - l'accoglienza dei minori in famiglie diverse da quella naturale. Tale istituto, sconosciuto all'ordinamento italiano ed a quelli occidentali, risulta previsto da specifiche norme del diritto internazionale, tra cui la richiamata Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989. Con la ratifica della Convenzione, l'istituto della kafala potrebbe essere finalmente disciplinato anche nel nostro ordinamento, distinguendo, caso per caso, le delicate questioni di compatibilità tra il sistema giuridico italiano ed i vari provvedimenti di kafala previsti dagli ordinamenti di matrice islamica. Tornando più in generale ai contenuti del testo oggetto di ratifica, ed in particolare ai profili di competenza della Commissione affari esteri, si fa presente che la Convenzione in esame consta di 63 articoli) suddivisi in sette capitoli riguardanti rispettivamente l'ambito di applicazione, la competenza giurisdizionale, la legge applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni, la cooperazione, le disposizioni generali e le clausole finali. Gli articoli da 1 a 4 (capitolo I) delineano il campo di azione della Convenzione, cioè le misure relative all'attribuzione, l'esercizio e la revoca della responsabilità genitoriale, il diritto di affidamento, la tutela, la curatela e gli istituti analoghi, il collocamento del minore in famiglia di accoglienza o in istituto anche mediante kafala o istituto analogo, la supervisione da parte delle autorità pubbliche e l'amministrazione dei beni del minore. Sono esclusi dal campo di applicazione, ai sensi dell'articolo 4, gli aspetti relativi - fra gli altri - all'accertamento della filiazione, alla decisione e revoca dell'adozione, al cognome ed al nome del minore, alla determinazione degli alimenti, alle amministrazioni fiduciarie ed alle decisioni in materia di diritto d'asilo e di immigrazione. Gli articoli da 5 a 14 (capitolo II) contengono disposizioni relative alla competenza (che viene attribuita in via generale alle autorità, amministrative o giudiziarie, dello Stato di residenza abituale del minore), e che si conserva (ai sensi dell'articolo 7), nei casi di trasferimento o di mancato ritorno illecito, fino al momento in cui il minore acquisiti una residenza abituale in un altro Stato. È prevista peraltro (articolo 8) la possibilità, in via; eccezionale, che l'autorità sia individuata in un altro Stato contraente competente, ove ritenuta in grado di valutare meglio il superiore interesse del minore.