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Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, rafforzamento della filiera biologica, marchio biologico unico italiano, distretti biologici, controlli, monitoraggi, analisi dei dati e tracciabilità: questi i temi per noi fondamentali del disegno di legge n. 988, su cui, insieme ai colleghi della Commissione agricoltura di Camera e Senato, abbiamo lavorato negli scorsi mesi e che siamo felici, oggi, di approvare in via definitiva. Un testo, questo, tanto atteso dai produttori e dalle organizzazioni. Ringrazio il Governo e il sottosegretario Battistoni, per la sua presenza, ma anche per essere un importante punto di riferimento, non solo per noi di Forza Italia. Il comparto agricolo non può non essere sotto i riflettori. Se nel passato questo è successo, dobbiamo oggi, ancor di più, dimostrare il cambio di passo. Il comparto è sotto i riflettori per gli ottimi risultati economici, essendo tra i pochi in crescita anche durante la pandemia. Penso, appunto, al biologico, che ha registrato una crescita del 5 per cento, con 2,1 milioni di ettari coltivati con metodo bio. Così come per la sostenibilità, dove l'attenzione dei nostri agricoltori nei riguardi dell'ambiente è cresciuta del 57 per cento, ma anche per ciò che il comparto agricolo ha rappresentato e rappresenta in un periodo come quello che stiamo vivendo: certezza del cibo sano sulle nostre tavole. Quindi, è evidente come questa legge fosse prioritaria e di urgente approvazione, ricordando a me stessa che, in Senato, era già stata licenziata a maggio del 2021, in quanto segnale di ascolto di un intero comparto, che da tempo sostiene il nostro prodotto interno lordo, nonostante le innumerevoli difficoltà legate, ad esempio, ai cambiamenti climatici, alle difficoltà di accesso al credito, al reddito degli imprenditori agricoli, sempre più eroso e che, conseguentemente, non rende sostenibili tutti gli investimenti necessari. Alle problematiche sostanzialmente note da tempo a chi si occupa di agricoltura, su cui si cerca di lavorare, si sono aggiunte in questi mesi altre allarmanti variabili. Ad esempio il caro energia, che si riflette necessariamente sui prezzi finali e che ha mandato in tilt molte aziende: un aumento in termini percentuali insostenibile. Collegato al problema del caro energia c'è poi un altro tragico problema: la guerra in Ucraina. Il mio personale pensiero va al popolo ucraino e alle famiglie di chi purtroppo ha perso la vita in questi giorni. (Applausi) . Ciò ha evidenziato ulteriormente la nostra eccessiva dipendenza dall'estero per quel che riguarda il gas e le materie prime. Naturalmente questa guerra si rifletterà sulle scelte dei nostri produttori e sulle tasche dei consumatori con i prezzi di beni essenziali che subiranno ulteriori aumenti nonché diminuzioni nelle produzioni. In questo contesto, la produzione bio, con i suoi disciplinari attenti non solo l'ambiente, ma al consumo di materie prime, alle fonti energetiche, al ridotto consumo di concimi e prodotti fitosanitari, i cui prezzi sono schizzati alle stelle, può e deve rappresentare uno degli alleati alla riduzione delle problematiche elencate. È il caso di dire che il biologico italiano è avanti; lo è in termini di ettari, due milioni in Italia, circa il 16 per cento della superficie agricola utilizzata; lo è rispetto alla media europea di coltivati a bio. La media europea è infatti all'8 per cento contro il 16 per cento italiano. Ricordo che l'obiettivo della comunità europea è l'incremento del biologico al 25 per cento entro il 2050. Dal 2010 il numero degli operatori del comparto bio è aumentato del 69 per cento, mentre gli ettari sono cresciuti del 79 per cento. Regioni come la Calabria, la Puglia e la Sicilia sono tra le prime a segnare questi incrementi. I nostri produttori di biologico sono avanti. Proprio per questo motivo, è essenziale l'approvazione di leggi come quella al nostro esame, perché sono segnali di vicinanza costante verso un comparto resiliente che porta in alto nel mondo il made in Italy . (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, onorevoli senatori, arriva oggi all'esame dell'Assemblea in modo inaspettato il disegno di legge che reca disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico. Pur riconoscendo la necessità di dotare il Paese di un provvedimento tanto importante e atteso da anni, mi lascia molto perplessa la modalità con la quale oggi sia stato inserito all'ordine del giorno. Ormai sembra che si strozzi ogni pur minimo confronto, si precluda addirittura la presentazione di emendamenti. Cosa è successo alla centralità del Parlamento invocata anche dal presidente Mattarella? Avevamo in Commissione eccepito che il termine biodinamico, scomparso all'articolo 1, fosse tolto anche agli altri articoli, restando d'accordo che si sarebbe presentato un ordine del giorno nel quale avremmo fatto le dovute osservazioni e richieste al Governo. Anche per far questo però abbiamo dovuto questa mattina pregare e ringrazio il Governo per avere invece poi accolto la richiesta. Non credo sia giusto, anzi credo che sia molto grave. Per quanto mi riguarda devo sottolineare che quello che arriva in Aula oggi è un testo peggiorato e di certo non migliorato rispetto alla precedente versione. Il testo è stato modificato dalla Camera dei deputati, ma mentre si elimina dall'articolo 1 del testo in questione ogni riferimento al metodo biodinamico (riferimento per il quale si è sollevata tutta la società scientifica ed in modo particolare il Gruppo 2003, molto contrario perché il biodinamico esoterico è senza fondamenti scientifici), lo si lascia invece all'articolo 5, relativo al tavolo tecnico per la produzione biologica (Brusio) . Chiedo scusa, amici della Lega, sono sempre molto attenta quando voi parlate, invece mi pare che voi facciate sempre il contrario quando parlano gli altri. Si lascia invece all'articolo 5, relativo al tavolo tecnico per la produzione biologica e all'articolo 8, comma 1, che regola il Piano nazionale delle sementi biologiche il riferimento al biodinamico. Non è la prima volta che ciò succede in questa legislatura. È tipico di questa legislatura che ciò che esce dalla porta rientri dalla finestra o che ciò che esce dalla finestra rientri dalla porta. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 16,06) ( Segue LONARDO). Per rispondere probabilmente - anzi, sicuramente - a qualche potente lobby si è finito di togliere il metodo biodinamico dal tanto atteso provvedimento che avrebbe dovuto disciplinare il metodo biologico, ma si lasciano i rappresentanti al Tavolo tecnico, concedendo a questo metodo una corsia preferenziale e, cosa ancora più grave che potrebbe creare non pochi problemi, all'articolo 8, comma 1, vale a dire in un momento delicatissimo di tutto il percorso quale è quello dell'adozione del Piano nazionale per le sementi biologiche, queste ultime non solo devono essere idonee al metodo biologico, ma anche evidentemente a quello biodinamico.