[massime]

Impiego pubblico - Recesso anticipato dal rapporto di pubblico impiego - Facoltà concessa alle pubbliche amministrazioni alla maturazione del requisito di anzianità contributiva del dipendente - Esclusione per il personale della magistratura - Denunciata violazione della garanzia previdenziale dei magistrati, nonché del principio di uguaglianza - Difetto di rilevanza - Inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal TAR Lazio in riferimento agli artt. 2, 3, 4 e 38, Cost. - dell'art. 1, comma 5, del d.l. n. 90 del 2014, conv., con mod., nella legge n. 114 del 2014, nella parte in cui sostituisce il comma 11 dell'art. 72 del d.l. n. 112 del 2008, come convertito, ed esclude l'applicazione al personale della magistratura del principio secondo cui le pubbliche amministrazioni possono recedere anticipatamente dal rapporto di pubblico impiego all'avvenuta maturazione del requisito di anzianità contributiva per l'accesso al pensionamento dei pubblici dipendenti. La disposizione censurata - in quanto introduce un istituto che si è sempre escluso potesse operare nei confronti dei magistrati, a fini di garanzia dell'indipendenza di questi ultimi e a tutela della funzione loro affidata - è estranea alla controversia di cui al giudizio principale, nel quale è in discussione un provvedimento di collocamento a riposo, in conseguenza della soppressione dell'istituto del trattenimento in servizio nonché in applicazione della connessa normativa transitoria.