[pronunce]

che, fino all'emanazione del regolamento, si applica il previgente articolo 44-ter, comma 3, della legge provinciale n. 13 del 1997 (come sostituito dall'art. 3 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 8 marzo 2013, n. 3, recante «Modifica della legge provinciale 19 febbraio 2001, n. 5, "Ordinamento della professione di maestro di sci e delle scuole di sci" e di altre leggi provinciali»), il quale prevede limitazioni allo svolgimento del commercio al dettaglio in zone produttive analoghe a quelle di cui all'art. 5 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 16 marzo 2012, n. 7 (Liberalizzazione dell'attività commerciale), dichiarato costituzionalmente illegittimo, in parte qua, con la sentenza n. 38 del 2013. Quanto all'art. 44-bis della legge provinciale n. 13 del 1997, esso prevede l'apertura di un unico centro commerciale di rilevanza provinciale in una delle zone produttive del territorio comunale di Bolzano, previa trasformazione della zona stessa in zona produttiva con destinazione particolare. La questione è sollevata congiuntamente sulle disposizioni richiamate, sul presupposto che esse siano «strettamente e intimamente connesse tra di loro» in quanto «espressione del medesimo pensiero di fondo, quello di porre ostacoli e limiti alla libertà di apertura di esercizi commerciali». Tali disposizioni violerebbero gli artt. 41 e 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, perché - anziché limitarsi a prevedere aree interdette agli esercizi commerciali per i motivi contemplati dall'art. 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 - disciplinano in maniera esaustiva il commercio al dettaglio in zone produttive, introducendo restrizioni con giustificazioni diverse da quelle previste dal citato art. 31, comma 2. 1.2.- Una seconda questione ha ad oggetto il solo art. 44-bis della legge provinciale n. 13 del 1997, il quale violerebbe l'art. 3 Cost., perché la previsione di un singolo centro commerciale di rilevanza provinciale nelle zone produttive contrasterebbe con il divieto di disparità di trattamento previsto nell'art. 31, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011, a sua volta riconducibile al principio costituzionale di eguaglianza. 1.3.- Infine, una terza questione è sollevata sull'art. 44-ter, comma 3, della legge provinciale n. 13 del 1997, come sostituito dall'art. 3 della legge provinciale n. 3 del 2013, il quale - sino alla emanazione da parte della Giunta degli indirizzi e criteri vincolanti in merito all'idoneità delle aree ricomprese in zone produttive per l'esercizio del commercio al dettaglio - conferma il previgente divieto del commercio al dettaglio in zone produttive, eccettuati il centro commerciale di rilevanza provinciale e le attività relative a merci ingombranti. Tale questione è sollevata sul presupposto che sussista un «dubbio assoluto [...] non risolvibile in via interpretativa» su quale sia la disciplina da applicare: se il novellato art. 44 (in particolare, il suo comma 4) oppure il previgente art. 44-ter, comma 3, della stessa legge provinciale. Pertanto, il rimettente ritiene rilevante e non manifestamente infondata anche la questione di legittimità costituzionale del citato art. 44-ter, comma 3, per violazione degli artt. 41 e 117, secondo comma, lettera e), Cost., anche in relazione all'art. 31, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011, perché anche la disposizione in questione afferma, con riguardo alle zone produttive, una regola generale incompatibile con quella sancita dallo Stato, basata sulla libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali. 2.- Nelle more del giudizio di legittimità costituzionale, sono intervenute plurime e significative novità normative. 2.1.- Il decreto legislativo 7 luglio 2016, n. 146 (Norma di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige in materia di pianificazione urbanistica del settore commerciale, recante modifiche e integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica del 22 marzo 1974, n. 381, in materia di urbanistica ed opere pubbliche), ha introdotto nel d.P.R. n. 381 del 1974 l'art. 40, a norma del quale «[l]e Province autonome di Trento e di Bolzano assicurano la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi natura, salvo quanto disposto dai commi successivi» (primo comma); «[a]l fine di garantire la tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, ivi incluso l'ambiente urbano, dei beni culturali, il governo del territorio e il mantenimento e la ricostruzione del tessuto commerciale tradizionale nonché la tutela della vivibilità dei centri storici, le province possono anche prevedere, senza discriminazione tra gli operatori e nel rispetto del principio di proporzionalità, aree interdette agli esercizi commerciali e limitazioni per l'esercizio del commercio nelle zone produttive» (secondo comma); «[l]e province, in relazione alla specificità topografica montana del territorio e alle particolari tradizioni che ne rappresentano l'identità, possono adottare misure di salvaguardia e riqualificazione delle attività commerciali, anche mediante piani di incentivazione purché si rispettino i vincoli derivanti dall'ordinamento europeo in tema di aiuti di Stato» (terzo comma). 2.2.- Anche la disciplina provinciale in materia di commercio al dettaglio nelle zone produttive è stata molte volte e variamente modificata, come rilevato dalle parti. In particolare, per quanto qui più specificamente interessa, viene in rilievo la legge provinciale 22 dicembre 2016, n. 27 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità 2017), soprattutto nel suo art. 2, che ha novellato l'art. 44 della legge provinciale n. 13 del 1997. In seguito, l'art. 8 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 20 dicembre 2017, n. 22 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità 2018), ha posto una nuova disciplina per la pianificazione di esercizi per il commercio al dettaglio nelle zone produttive (comma 1); ha ulteriormente modificato l'art. 44 della legge provinciale n. 13 del 1997 sul commercio al dettaglio nelle zone produttive (commi 2, 3, 4 e 6); ha posto una norma transitoria (comma 5) e ha altresì apportato modifiche alla legge provinciale n. 7 del 2012 (comma 7). 3.- Prima di considerare l'eventuale incidenza dello ius superveniens, occorre esaminare i profili di inammissibilità attinenti ai termini delle questioni sollevate (ordinanze n. 64 del 2017 e n. 246 del 2016), oggetto anche di eccezioni da parte delle difese delle due società controinteressate nel giudizio a quo e della Provincia autonoma di Bolzano. 3.1.-