[resaula]

Ci aspettiamo, inoltre, che le nostre proposte, già a partire dal provvedimento economico collegato, siano prese seriamente in considerazione, convinti del fatto che la nostra esperienza di governo possa dare un contributo fondamentale alla risoluzione di questa crisi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC . Congratulazioni). CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella che stiamo affrontando è probabilmente la più grande emergenza sanitaria degli ultimi decenni. Siamo di fronte a un evento non ordinario, un evento di eccezionale portata. Il nuovo coronavirus non è altamente letale, ma è sicuramente un virus altamente contagioso e, quindi, la sua propagazione, se non contenuta con tutti i mezzi possibili, rischia di dilagare creando per forza di cose problemi di gestione. Il Governo ha reagito tempestivamente attivando i protocolli di prevenzione e di sicurezza previsti in emergenza sanitaria e istituendo già a gennaio - quindi, non il 21 febbraio, come diceva qualcuno - una task force attiva ventiquattrore su ventiquattro al Ministero della salute. Siamo stati i primi a chiudere il traffico aereo da e per la Cina dichiarando lo stato di emergenza, con uno stanziamento iniziale di diversi milioni di euro; abbiamo attivato i cordoni sanitari negli aeroporti e avviato la sorveglianza attiva. Abbiamo nominato il capo della Protezione civile commissario per l'emergenza e insediato tavoli tecnici con esperti altamente qualificati che seguono costantemente la situazione. Con la stessa risolutezza, abbiamo agito da un punto di vista legislativo mettendo mano a una serie di decreti ad hoc sia sul fronte sanitario sia su quello economico. Le misure economiche a sostegno delle aree più colpite e del mercato del lavoro saranno oggetto, come sappiamo, di provvedimenti già annunciati. Oggi ci apprestiamo a votare il primo di questi decreti che prevede misure di sicurezza per contenere un contagio che, altrimenti, potrebbe essere di più vasta portata. Il contenimento della diffusione del virus è, infatti, in questo momento la nostra priorità e anche la nostra più grande responsabilità. Dobbiamo farlo con tutti i mezzi che abbiamo e mettendo in campo tutte le misure possibili. Il provvedimento inserisce, inoltre, ulteriori misure volte a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale nell'attuazione dei programmi di profilassi e di presa in carico dei pazienti. Si è resa evidente, sin dalle prime fasi di questa emergenza, la necessità di avere un'unica regia nazionale che faccia da guida nella gestione di eventi di questa portata. Le discrepanze generate dall'arbitrarietà con cui, nel rispetto delle proprie prerogative, ogni Regione ha messo in atto iniziative diverse, hanno generato tanta confusione e qualche errore. Non possiamo permetterci né confusione né errori. Vorrei rispondere al senatore Pepe, anche io da donna del Sud, dicendogli che nel pronto soccorso dell'ospedale Pellegrini, quel pronto soccorso di un ospedale di Napoli, che si trova in una delle sue zone più malfamate, che è stato vandalizzato e che io ho visitato lunedì, già da gennaio è stata allestita una sala di isolamento per evitare che l'ospedale stesso diventasse focolaio nel caso di arrivo di pazienti infetti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quindi, non accetto di sentirle dire che, se il focolaio fosse insorto al Sud, non avremmo avuto scampo. Anzi, la invito a riflettere sul perché sia insorto in quelle Regioni! (Applausi dal Gruppo M5S) . Al cospetto di questa emergenza, il nostro occhio deve, infatti, essere lucido nell'esaminare le fragilità cui dobbiamo sopperire. Questa emergenza, infatti, ha svelato un'amara verità: l'inefficienza della politica che ci ha preceduto nella programmazione degli investimenti in base ai reali fabbisogni e nell'allocazione delle risorse a favore delle aree più critiche. Il depotenziamento degli ospedali pubblici, la riduzione dei posti letto previsti per numero di abitanti, con la promessa di un potenziamento dell'assistenza territoriale, che, in realtà, non è mai arrivato. La medicina generale ridotta a luogo di ricettari della salute. I pronto soccorso sovraffollati, i reparti di isolamento inesistenti e le terapie intensive che non hanno posti a sufficienza: ecco cosa ha significato non investire nella sanità. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ecco cosa hanno significato i tagli scellerati degli scorsi decenni. Ecco cosa ha significato non investire in quei settori che rappresentano il primo baluardo nel salvataggio di vite umane, che sono il pronto soccorso e l'emergenza urgenza. Luoghi in cui personale medico, infermieristico, volontario, operatori socio-sanitari, operatori del 118 combattono ogni giorno in condizioni di assoluta precarietà, vittime di frequenti aggressioni e veri eroi esposti in prima linea per tutelare la salute di tutti noi. Il potenziamento della sanità privata a discapito di quella pubblica non ha creato una stampella al Sistema sanitario nazionale ma, piuttosto, l'ha depauperato di risorse preziose, che sono state investite in settori altamente remunerativi e non di certo in emergenza urgenza o in rianimazione. Le risorse umane che abbiamo sono eroiche, ma sono troppo poche. Servono assunzioni nel comparto sanitario. Lo diciamo da sempre. Lo abbiamo anche chiesto in due ordini del giorno che abbiamo approvato oggi qui in Aula. La buona notizia è che da due anni stiamo invertendo questa rotta. Siamo tornati ad investire. Quest'anno abbiamo confermato in legge di bilancio i 2 miliardi di euro stanziati nella scorsa legge di bilancio ed aggiunto altri 2 miliardi di euro per il fondo sanitario nazionale per il potenziamento tecnologico e le infrastrutture. Abbiamo previsto in legge di bilancio la stabilizzazione dei precari della sanità e lo scorrimento delle graduatorie degli idonei. Nel decreto fiscale abbiamo innalzato la quota di fondo sanitario regionale da dedicare all'assunzione di personale, andando ad incrementare ulteriormente la soglia già innalzata nel cosiddetto decreto Calabria per superare il blocco delle assunzioni che era in vigore fino allo scorso anno. Ieri sono stati annunciati ingenti fondi dedicati al potenziamento del Sistema sanitario nazionale, con l'obiettivo di incrementare del 50 per cento i posti letto in terapia intensiva e del 100 per cento i posti letto in pneumologia e malattie infettive, insieme ad un piano straordinario di assunzioni di personale. Non possiamo assolutamente permettere che un sistema sanitario come il nostro, il più giusto del mondo, il più umano, il più equo, imploda sotto la tempesta di numeri che non possono essere gestiti perché chi doveva programmare non ha saputo farlo per tempo. Allo stesso modo, dobbiamo provare a colmare al meglio quella falla dovuta alla mancanza di coordinamento tra enti locali e Governo centrale, nella spasmodica corsa di governatori e sindaci a mostrare la propria bravura con pieni poteri, amplificata dalla smania di scoop sensazionalistici da parte dei media . Per non parlare della strumentalizzazione politica, che è stata la cosa umanamente più dolorosa in un momento in cui la coesione, l'etica sociale e l'unità dovevano essere gli unici protagonisti in campo .