[ddlpres]

L'articolo 12 è volto a sanare la procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato n. 11/2010 riguardante la concessione di presunti aiuti di Stato ai consorzi agrari in Italia, nell'ambito della quale la Commissione europea ha stabilito che le agevolazioni fiscali di cui godono i consorzi agrari in virtù del riconoscimento operato, a determinate condizioni, dall'articolo 9 della legge 23 luglio 2009, n. 99, quali società cooperative a mutualità prevalente, costituiscono un aiuto di Stato esistente. La Commissione non ha ritenuto che ricorrano le deroghe previste dall'articolo 107 del TFUE e, in particolare, dei paragrafi 2 e 3, lettere a), c), d), e, per tale ragione, ha dato avvio alla procedura di cooperazione n. 11/2010, a norma dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, intesa alla revisione del regime di aiuti a favore dei consorzi agrari. All'esito della predetta procedura di cooperazione, le Autorità italiane si sono impegnate a revisionare il precedente regime attraverso l'elaborazione della proposta normativa in esame, della quale vengono illustrate le singole disposizioni della norma qui di seguito. Il comma 1 è volto a modificare l'articolo 1, comma 460, della legge n. 311 del 2004, portando dal 40 per cento al 50 per cento la quota di utili netti annuali soggetta a tassazione per i consorzi agrari di cui all'articolo 9 della legge 23 luglio 2009, n. 99. Tale modifica è finalizzata all'adeguamento della normativa nazionale alla decisione della Commissione europea. Il comma 2 stabilisce che le modifiche al regime fiscale dei consorzi agrari di cui all'articolo 9 della legge 23 luglio 2009, n. 9, disposte dal comma 1, si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014. L'articolo 13 introduce una serie di modifiche al regime di determinazione della base imponibile per alcune imprese marittime («regime di tonnage tax » o « tonnage tax ») disciplinato dal capo VI del titolo II del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, (TUIR), che le Autorità italiane si sono impegnate ad apportare in sede di richiesta di proroga del suddetto regime presso le competenti istituzioni comunitarie e sulla base delle quali la Commissione dell'Unione europea, con decisione C (2015) 2457 del 13 aprile 2015, ha ritenuto il regime di aiuti in questione compatibile con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, del TFUE. Il comma 1, lettera a) , mira ad ampliare il periodo di tempo minimo che deve intercorrere tra l'uscita dal regime e la possibilità di esservi riammessi, prevedendo che in dette ipotesi l'opzione per la tonnage tax non può essere nuovamente esercitata prima del quinto periodo d'imposta successivo a quello in cui si è verificata la causa di decadenza. In sostanza, la norma opera solo se la causa di decadenza si verifica dopo il quinto periodo d'imposta di permanenza nel regime. Il comma 1, lettera b), numero 1), modifica il regime di determinazione della plusvalenza da assoggettare a tassazione nel caso in cui venga ceduta una nave, in regime di tonnage tax , già posseduta in periodi antecedenti a quello di ingresso in detto regime, prevedendo che la stessa sia pari al minore importo tra la plusvalenza latente (lorda), data dalla differenza tra il valore normale della nave e il costo non ammortizzato della stessa rilevati nell'ultimo giorno dell'esercizio precedente a quello in cui l'opzione per il regime è esercitata, e la plusvalenza realizzata all'atto della cessione della nave. A tali fini, la plusvalenza realizzata è determinata ai sensi dell'articolo 86 del TUIR e il costo non ammortizzato è calcolato in base alle risultanze del prospetto redatto nel rispetto delle condizioni disposte dall'articolo 8 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 giugno 2005. È disposto, altresì, che l'importo della plusvalenza realizzata non può, in ogni caso, essere inferiore a quello corrispondente alla differenza tra la plusvalenza latente (lorda) e i redditi determinati con riferimento alla nave oggetto di cessione in ciascun periodo di permanenza della stessa nel regime di tonnage tax (plusvalenza latente netta). In sostanza, l'importo da assoggettare a tassazione è sempre pari alla plusvalenza latente lorda se questa è inferiore alla plusvalenza realizzata; in caso contrario, soggetta a tassazione è la plusvalenza realizzata, ma l'importo imponibile non può, in tale caso, risultare inferiore alla plusvalenza latente netta. Tali modifiche si sono rese necessarie in quanto la Commissione, tenuto conto del meccanismo di determinazione della plusvalenza da assoggettare a tassazione previsto dall'articolo 158, comma 1, del TUIR, nella versione vigente precedentemente alle modifiche apportate dal presente articolo, ha rilevato la sussistenza di un aiuto aggiuntivo rispetto al regime di tonnage tax e ha pertanto richiesto di modificare detto meccanismo assoggettando a tassazione la plusvalenza latente lorda, posto che quest'ultima potrebbe essersi formata anche a causa di ammortamenti dedotti in eccedenza rispetto alla vita utile della nave. Tuttavia, ha considerato possibile che tale aiuto aggiuntivo possa essere ridotto dei redditi assoggettati a tassazione in regime di tonnage tax , in relazione alla stessa nave, nel rispetto di quanto consentito dal capitolo 11 degli Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi di cui alla Comunicazione C(2004) 43 della Commissione, in base al quale l'azzeramento delle imposte, tasse e contributi costituisce il livello massimo di aiuto autorizzato. In base alle summenzionate indicazioni si è ritenuto quindi di accogliere le indicazioni della Commissione, pur tuttavia non rinunciando alla tassazione della plusvalenza realizzata che funge ora da parametro di confronto rispetto alla plusvalenza latente lorda. La scelta, invece, di assoggettare a tassazione la plusvalenza latente lorda, se inferiore alla plusvalenza realizzata, muove dalla ulteriore opportunità di uniformare, per certi aspetti, il trattamento fiscale previsto per le cessioni di navi possedute prima dell'ingresso in regime di tonnage tax con quello previsto dal primo periodo del comma 1 dell'articolo 158 del TUIR per le cessioni di navi acquistate in regime di tonnage tax , in relazione alle quali la plusvalenza/minusvalenza è assorbita dalla determinazione forfetaria del reddito ai sensi dell'articolo 156 del TUIR. È apparso opportuno infatti considerare che nell'ipotesi descritta la parte della plusvalenza realizzata che eccede l'importo di quella latente lorda, possa essere considerata anch'essa assorbita nell'importo determinato forfettariamente fino alla cessione della nave.