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Art. 3 Modifiche all'articolo 4 1. All'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, prima della parola: «domanda» va inserito l'articolo: «La». 2. All'articolo 4, comma 2 del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, dopo le parole: «ogni anno,» sono aggiunte precedute da una virgola le parole: «salvo quanto stabilito dall'articolo 7-bis.». 3. All'articolo 4, comma 3, lettera b) del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, è soppresso l'inciso: «(G.U.C.E. serie C n. 213 del 23 luglio 1996)». 4. All'articolo 4 dopo il comma 3 del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, è aggiunto il seguente comma: «3-bis. Sono esclusi dalla partecipazione alla procedura di concessione del contributo i soggetti: a) che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di amministrazione controllata o di concordato preventivo o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni; b) nei cui confronti è pendente procedimento per l'applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all'articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423; il divieto opera se la pendenza del procedimento riguarda il titolare o il direttore, se si tratta di impresa individuale; il socio o il direttore, se si tratta di società in nome collettivo o in accomandita semplice, gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o il direttore, se si tratta di altro tipo di società; c) nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, oppure di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati che incidono sull'affidabilità morale e professionale; il divieto opera se la sentenza è stata emessa nei confronti del titolare o del direttore se si tratta di impresa individuale; del socio o del direttore, se si tratta di società in nome collettivo o in accomandita semplice; degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o del direttore, se si tratta di altro tipo di società o di consorzio. Resta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 178 del codice penale e dell'articolo 445, comma 2, del codice di procedura penale; d) che hanno violato il divieto di intestazione fiduciaria posto dall'articolo 17 della legge 19 marzo 1990, n. 55; e) che abbiano commesso irregolarità, definitivamente accertate, rispetto gli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana.». 5. All'articolo 4, comma 4, lettera a) del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, sono soppresse le parole: «e trasmessa sia su supporto cartaceo sia informatico». 6. All'articolo 4 del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma: «4-bis. Tutta la documentazione deve essere rilegata in un plico fornito di indice e numerazione delle pagine e presentata in triplice copia. La scheda tecnica deve essere presentata anche su supporto informatico e le relative tabelle elaborate in excel o programma compatibile. ». 7. All'articolo 4, comma 5, secondo periodo del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171, le parole da: «deve essere richiesta» a: «al Ministero.» sono sostituite da: «è richiesta dal Ministero ai beneficiari per i progetti ritenuti ammissibili al contributo, i quali sono tenuti a trasmettere l'assenso Paese entro trenta giorni dalla data di spedizione della comunicazione inviata per lettera raccomandata. Qualora l'assenso Paese non pervenga entro il predetto termine, il progetto è escluso dal contributo e sostituito dai progetti collocati in graduatoria in posizione immediatamente inferiore.». Nota all'art. 3: - Si riporta il testo dell'art. 4 del decreto ministeriale 19 aprile 2001, n. 171 come modificato dal presente regolamento: «Art. 4 (Domanda di contributo). - 1. La domanda di ammissione al contributo, redatta in bollo secondo il modello di cui all'art. 12, deve essere presentata al Ministero o eventualmente allo Sportello, qualora sia stata stipulata una specifica intesa con il Ministero. 2. La domanda deve essere presentata, a pena di irricevibilità, entro il 30 aprile di ogni anno, salvo quanto stabilito dall'art. 7-bis. Qualora la domanda sia trasmessa mezzo raccomandata in plico postale, la fede la data di spedizione dell'ufficio postale accettante. 3. La domanda deve contenere, a pena di inammissibilità, le seguenti dichiarazioni rese ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 attestanti: a) il nominativo e la qualifica del legale rappresentante del soggetto richiedente; b) l'iscrizione alla camera di commercio ove prescritto; c) per le piccole e medie imprese la conformità ai requisiti richiesti dall'attuale disciplina comunitaria; d) che l'iniziativa non usufruisce di altri contributi previsti dalla legge 212, e che la stessa ha o non ha fruito, di altro contributo pubblico di organismi nazionali o internazionali, con l'indicazione dell'ammontare dell'eventuale contributo; e) l'impegno del richiedente a comunicare al Ministero, entro quindici giorni dalla comunicazione della concessione del contributo, il numero di un apposito conto corrente, sul quale verranno effettuati i pagamenti delle spese relative all'iniziativa versato l'eventuale anticipo richiesto nonché l'impegno a tenere contabilità separata per la gestione dell'iniziativa. 3-bis. Sono esclusi dalla partecipazione alla procedura di concessione del contributo i soggetti: a) che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di amministrazione controllata o di concordato preventivo o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni; b) nei cui confronti è pendente procedimento per l'applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all'art. 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423; il divieto opera se la pendenza del procedimento riguarda il titolare o il direttore, se si tratta di impresa individuale; il socio o il direttore, se si tratta di società in nome collettivo o in accomandita semplice, gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o il direttore, se si tratta di altro tipo di società; c) nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, oppure di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per reati che incidono sull'affidabilità morale e professionale; il divieto opera se la sentenza è stata emessa nei confronti del titolare o del direttore se si tratta di impresa individuale; del socio o del direttore, se si tratta di società in nome collettivo o in accomandita semplice; degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o del direttore, se si tratta di altro tipo di società o di consorzio.