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E ancora, quando parliamo della gestione dei servizi, non possiamo fare solo un ragionamento economicistico. Mi spiego, e ringrazio i colleghi della Camera, che hanno modificato l'articolo 8, in coerenza con quanto avevamo fatto noi sui servizi pubblici comunali, esattamente negli stessi termini. Intendiamoci: va bene se io appalto il servizio del trasporto pubblico locale, ma i servizi economicamente non sostenibili (ad esempio andare a prendere i ragazzi o le persone dalla montagna) chi li gestisce? E come valuto l'offerta economica in relazione a questi servizi? La valuto perché devo avere un piano di servizi minimi che debbo garantire ai cittadini, anche con le risorse pubbliche. Se guardiamo a quanto sta succedendo in questo Paese, vi accorgerete, colleghi, che ci sono aziende pubbliche che sono riuscite a gestire i bilanci e a garantire i servizi e aziende private che producono una qualità di servizi assolutamente disastrosa. Attenzione, non vorrei essere frainteso, perché è troppo facile (elementare, Watson): non sto dicendo che deve essere tutto pubblico e non sto dicendo che il pubblico garantisce meglio i servizi. Sto dicendo che occorre fare una valutazione di merito e avere un quadro reale. Non siamo entusiasti del lavoro e dell'equilibrio ottenuto, ma siamo contenti del fatto che alcuni princìpi fondamentali, che vanno esattamente in questa direzione, li abbiamo introdotti. Siamo contenti di avere introdotto la clausola della golden power per l'idroelettrico. Ora, colleghi, siamo in una situazione del tutto particolare. Come ha detto il Vice Ministro, che ringrazio con convinzione e non pro forma per il lavoro svolto insieme a noi, c'è da esercitare le deleghe e questo spetterà al prossimo Governo. Non so chi avrà la maggioranza e non so se questa nuova maggioranza vorrà iniziare da capo, magari dopo dodici anni, per esempio sui balneari. Penso che quelle norme potrebbero consentirci finalmente di costruire un equilibrio con il risarcimento degli investimenti fatti, senza modificare la maglia produttiva e la qualità dei servizi. Ad esempio, è fondamentale non mettere a gara grandi porzioni di queste spiagge, perché teniamo fino in fondo alla qualità e alle caratteristiche di questi servizi. Se avremo la possibilità di farlo, dipenderà da quello che i cittadini diranno e dalle scelte che farà il prossimo Governo. Ci abbiamo messo dodici anni per fare una norma che tenesse. Vogliamo ricominciare da capo? Guardo lei, senatore, e so che la pensa come me. Per queste ragioni, il nostro voto sul provvedimento sarà favorevole. COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, il cosiddetto disegno di legge concorrenza è un provvedimento significativo e importante. In questo momento è inevitabile che intervengano valutazioni che, sicuramente, in condizioni differenti non sarebbero intervenute. Siamo in campagna elettorale e, anziché rivendicare un importante lavoro comune fatto su questo provvedimento, inevitabilmente prevarranno gli accenti legati alle affermazioni che in futuro, a seconda degli auspici, ciascuno farà in ordine alla possibilità di modificare questo provvedimento in alcuni punti. Ritengo che questo sia un aspetto che renderà un po' deficitario il lavoro svolto, perché credo che nei momenti nei quali abbiamo affrontato tutti insieme questo provvedimento abbiamo cercato di guardare a delle mediazioni alte, a degli accordi significativi, a qualcosa che ci tenesse uniti nell'interesse del Paese. Oggi non siamo più in queste condizioni, quindi le valutazioni prendono strade differenti. Credo che vada sottolineato un aspetto: l'Europa sta cercando di fare un percorso importante che cerca di rendere omogeneo il territorio europeo e le condizioni che nei singoli Paesi cittadini e imprese si devono trovare di fronte. Quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni - mi riferisco alla pandemia e, negli ultimi mesi, al conflitto scatenato dalla Russia nei confronti dell'Ucraina - in realtà a livello europeo ha generato un'accelerazione nei confronti di questo processo. L'Europa, i cittadini europei e le imprese europee hanno cioè scoperto di essere più forti se fanno le cose insieme, di essere capaci di affrontare le difficoltà se riescono a raggiungere l'obiettivo di lavorare insieme per un quadro normativo complessivo che metta a disposizione di cittadini e imprese le stesse opportunità e le medesime protezioni. Credo che questo sia un punto che dobbiamo avere presente perché il forte rischio che vedo è che questo obiettivo e questa consapevolezza siano messi in discussione in modo significativo. Colleghi, non ne faccio una questione di politica interna e di confronto elettorale, perché, anche rispetto alla crisi energetica di queste settimane, l'Europa è partita dicendo di affrontarla insieme con un'unica scelta comune, e alla fine gli Stati hanno optato per un «si salvi chi può». Infatti, i vari distinguo rispetto al tema dell'approvvigionamento energetico nei confronti della Russia non hanno consentito - ciascuno per le proprie posizioni di partenza - di trovare un punto di accordo. Capite quindi che la prospettiva europea oggi è fortemente a rischio. Dobbiamo riuscire, anche attraverso provvedimenti come questi, a tenere la barra dritta; credo sia un obiettivo di tutti quanti. Nell'affrontare i temi rimasti in sospeso, voglio sottolineare un lavoro importante della Camera con la delega sulle semplificazioni legate agli investimenti sulle energie rinnovabili. Spesso ci siamo trovati a discutere delle difficoltà del cosiddetto permitting , i tempi, la burocrazia, i vari livelli che si sovrappongono per realizzare in modo efficace gli investimenti sulle energie rinnovabili. La necessità di affrontare questo tema ha portato il Governo e il Parlamento a inserire norme di semplificazione, che saranno deleghe da esercitare, ma credo che sia un passaggio importante. Lì, nella transizione ecologica, si gioca, a mio avviso, gran parte del nostro futuro e credo sia un aspetto da rilevare perché, oggettivamente, in tanti provvedimenti approvati non siamo riusciti ad affrontare compiutamente questo tema. Ecco, questo è un lascito che sicuramente questa legislatura mette nelle mani della prossima, e spero venga affrontato con il giusto approccio. Parlando di concorrenza, abbiamo provato a trovare terreni di incontro tra punti di vista differenti; non voglio chiamarle ideologie perché non è questo il punto. Siamo in un sistema che conosciamo molto bene e rispetto al quale sappiamo quali sono eventualmente i correttivi che devono essere messi in campo. Ecco, abbiamo ragionato di questo. Vorrei sottolineare questo aspetto proprio perché si guarda al Paese nel suo complesso e alle prospettive di un Paese che deve svilupparsi in modo positivo. Quindi, non partendo da zero, ragioniamo su quelli che devono essere i correttivi rispetto al sistema che abbiamo di fronte. Sono correttivi che in questo provvedimento hanno raggiunto un punto di equilibrio a mio avviso positivo. Abbiamo tante esperienze diversificate nella gestione dei servizi pubblici del nostro Paese.