[resaula]

Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, le modifiche presentate dal Governo ai decreti sicurezza oggi in discussione sono l'emblema di una maggioranza in cui la sinistra ormai ha condizionato l'intero indirizzo politico e in cui il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato di essere una bandiera che sventola a seconda del vento che soffia da destra o da sinistra. (Applausi) . Prima di entrare nel merito della discussione, vorrei partire da due punti cardine della mia riflessione. Il primo punto è l'immigrazione, un tema molto importante per l'umanità, è parte del DNA dell'uomo e nessuno potrà mai fermarla. La politica ha il compito di gestirla e regolamentarla perché essa porti benessere alle persone che la vivono e ai Paesi ospitanti ed è quello che Matteo Salvini ha fatto con il suo decreto-legge. Il secondo punto è il seguente: la politica migratoria, come del resto l'intera politica, non può dimenticarsi dei dati e dei numeri, che rappresentano persone e storie di vita; senza i numeri, le discussioni politiche corrono il rischio di fermarsi a percezioni emotive, dimenticando la politica reale. Negli anni precedenti ai cosiddetti decreti-legge Salvini non possiamo nasconderci il grande incremento di sbarchi, fino al picco dei 180.000 registrati nel 2016; né tanto meno possiamo negare gli oltre 20.000 morti in mare. Non possiamo nascondere gli elevati costi dello Stato per il sistema di accoglienza (Applausi) che, prima dei decreti-legge sicurezza Salvini, superavano i 4 miliardi di euro annui e che hanno illuso e abbandonato al loro destino centinaia di migliaia di giovani, in larga parte africani, facendo altresì registrare diversi episodi in cui l'accoglienza si è trasformata in business . La Walk Free Fondation ha evidenziato come, secondo il global slavery index , in Italia ci siano oltre 145.000 persone in condizioni prossime alla schiavitù; e subito penso a quei migranti, e non solo, perché oggi anche gli italiani corrono questo rischio. Vittime del caporalato e della tratta della prostituzione. Molti sono attratti nel nostro Paese con l'illusione di una vita migliore per i troppi segnali sbagliati di una pessima politica migratoria della sinistra. (Applausi) . I cosiddetti decreti Salvini hanno saputo rispondere tempestivamente ai continui sbarchi sulle coste del Mediterraneo e hanno dato un segnale chiaro a tutti i Paesi di provenienza. Il sistema di protezione internazionale non è un canale di immigrazione economica, ma una via di arrivo di carattere emergenziale che genera lo status provvisorio di richiedente asilo, a partire da una domanda di asilo. Una politica seria deve distinguere l'immigrazione economica dal diritto d'asilo e differenziare i canali di ingresso per garantire protezione a chi ne ha davvero bisogno (Applausi) , nell'attesa che possano cessare i conflitti nel Paese di origine e per assicurare che chi arriva in Italia possa vivere una vita dignitosa dal punto di vista economico. La sinistra, prima con i Governi delle scorse legislature e ora con il Governo Conte bis , vuole snaturare il sistema di protezione internazionale con ulteriori forme di protezione appositamente generiche e con la trasformazione della protezione umanitaria in permesso di lavoro, anziché impegnarsi sul fronte della politica estera per stipulare accordi con i Paesi di provenienza al fine di applicare la legge che disciplina l'immigrazione regolare in Italia, quindi attraverso una possibile estensione del decreto quote per l'immigrazione fondata sul lavoro, che è immigrazione di qualità. Questo Governo vorrebbe fare del Mediterraneo, il tunnel della morte, il canale principale di arrivo nel nostro Paese dall'Africa. Ritengo profondamente ingiusto che si preferisca continuare a regalare false speranze a milioni di giovani africani, che rischieranno la vita nel mar Mediterraneo per un futuro totalmente incerto, anziché trattare con i Paesi africani per raggiungere condizioni che consentano davvero di trasformare l'immigrazione in una potenziale richiesta per il Paese. Sono i numeri a dirlo, cari colleghi: 6 milioni di immigrati irregolari in Italia producono il 9 per cento del PIL del Paese. È questa la strada su cui il nostro Paese deve lavorare per favorire i canali legali e sicuri, non quelli fondati sulle sanzioni, sulle sanatorie degli immigrati clandestini e sulle stabilizzazioni dei richiedenti asilo, che troppo spesso abusano dello strumento della domanda di asilo per eludere le norme sull'immigrazione che la politica non sa e non vuole applicare o aggiornare. Le regole non esistono per punire qualcuno, ma per il bene della comunità; la politica ha la responsabilità del bene comune, della salute e della sicurezza del popolo. I cosiddetti decreti Salvini, approvati dalla Lega, centrodestra e Movimento 5 Stelle avevano posto regole severe per scongiurare ulteriori morti in mare, per fermare gli sbarchi di migranti economici e portare il sistema di protezione internazionale alla sua funzione originaria. Oggi, cari colleghi, il vento che soffia da sinistra, la bandiera del Movimento 5 Stelle sventola dalla parte dei trafficanti di esseri umani, degli scafisti, delle cooperative del business di accoglienza (Applausi) , della mano d'opera a basso costo, dalla parte di un sistema di protezione internazionale utilizzato per eludere le norme vigenti in materia di concessione di permesso di soggiorno e di lavoro. E ancora dalla parte del precariato a vita; condannerete infatti migliaia di richiedenti asilo ad una vita nell'illegalità o ai margini della società. Cari colleghi, stiamo riscrivendo la storia. Sì, l'antica storia infelice contro la dignità umana e io non voglio essere complice. Il lavoro è una cosa seria ed importante, perché esso consente di sostenere l'elevato costo della vita nel nostro Paese. Per tale ragione servirebbero accordi internazionali, per promuovere canali legali, fondati su incontro tra domanda e offerta di un vero lavoro, che consenta un'esistenza libera e dignitosa. La Lega auspica un'immigrazione fondata sul lavoro perché porta benessere e stabilità all'immigrato stesso e ricchezza al nostro Paese. Queste modifiche trasformeranno l'immigrazione in una causa di povertà e di emarginazione sociale. Queste modifiche lanceranno un messaggio molto pericoloso al di là del Mediterraneo, che l'Africa pagherà con migliaia di illusioni e di vite spezzate, che l'Italia stessa pagherà in termini di sicurezza e di spesa pubblica, soprattutto in un momento così difficile per il Paese. Cari colleghi, anziché approvare queste modifiche strumentali, finalizzate a riportare il nostro Paese alla pessima politica migratoria messa in atto per buona parte della scorsa legislatura, vi chiedo di ritirare questo decreto-legge, madre di una pessima politica migratoria non degna di un Paese civile, concentrandosi su tre punti che considero fondamentali: promozione dell'immigrazione fondata sul lavoro, quale condizione necessaria per un'esistenza libera e dignitosa degli immigrati in Italia e contrasto all'immigrazione clandestina; una politica estera che possa trovare accordi su cooperazione economica, rimpatri assistiti e ingresso regolare con i Paesi di principale provenienza, in connessione con le esigenze del nostro mercato del lavoro;