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La durata dell'incarico attualmente prevista per i giudici di pace è di 75 anni mentre per i GOT e i VPO è di 72 anni. Invece, il legislatore delegante ha fissato il limite di età di 65 anni, per i magistrati onorari che verranno nominati successivamente all'entrata in vigore del decreto legislativo delegato. Ciò premesso, per i magistrati onorari già in servizio si è ritenuto necessario modulare la durata residua dell'incarico a seconda dell'età anagrafica alla data di entrata in vigore dei decreti delegati, al fine di contenere i disagi conseguenti alla riforma. Pertanto, si sono ipotizzate le seguenti fasce di età: -- tra 61 e 68 anni di età, i magistrati onorari potranno essere confermati, previa valutazione di professionalità, per un solo quadriennio; -- tra 50 e 61 anni di età, potranno ottenere la conferma per due quadrienni -- tra 40 e 50 anni di età, potranno essere confermati per tre quadrienni -- al di sotto di 40 anni, potranno essere confermati per quattro quadrienni. È in ogni caso previsto che l'incarico cessa al compimento del sessantottesimo anno di età. Inoltre, il predetto regime transitorio si rende necessario al fine di evitare un repentino svuotamento degli uffici giudiziari, con negative conseguenze in tema di funzionalità degli uffici. La normativa transitoria riguarda anche i compiti che possono essere svolti dai magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del decreto delegato. Al fine di evitare che i giudici di pace già in servizio subiscano una grave e repentina decurtazione dei compensi (ciò si verificherebbe se i GOT, entrando a far parte immediatamente dell'ufficio del giudice di pace, andassero a concorrere nella ripartizione degli affari), si prevede che i giudici onorari di tribunale per il primo quadriennio continuino ad essere inquadrati all'interno del tribunale. Quanto, invece, alla composizione dell'ufficio per il processo, si prevede che il presidente del tribunale possa disporne l'inserimento dei GOT sin dall'entrata in vigore del decreto legislativo; per i giudici di pace, sempre al fine di assicurare loro un certo periodo di tempo in cui il loro status rimane immutato, si prevede che essi possano comporre l'ufficio per il processo solo su loro domanda. Per quanto riguarda l'assegnazione degli affari, alla stessa esigenza di tutela dei giudici di pace risponde la previsione che soltanto a costoro sono assegnati, per il primo quadriennio, gli affari di competenza del giudice di pace. Per quanto riguarda i criteri di liquidazione dell'indennità spettanti sia ai giudici di pace che ai GOT, essi rimarranno immutati per il primo quadriennio. La stessa scelta è compiuta per i vice procuratori onorari. È espressamente previsto che i magistrati onorari possono ricorrono a forme di contribuzione volontaria, al fine di non gravare sulle finanze pubbliche. Infine, si prevede (con una disposizione di carattere non transitorio, ma a regime) che annualmente il Ministero individua l'importo di cui ogni tribunale e ogni procura della Repubblica può disporre ai fini della liquidazione delle indennità dei magistrati onorari. La norma si propone di attribuire ai capi degli uffici gli strumenti concretamente in grado di consentire loro un efficiente impiego dei magistrati onorari. Con riferimento, in particolare, al tribunale, la preventiva conoscenza delle somme di cui può disporre consente al presidente del tribunale di assumere le decisioni necessarie a far sì che i giudici di pace (ivi inclusi anche i giudici onorari di tribunale) concorrano tutti e in modo equilibrato, all'efficienza complessiva sia dell'ufficio del giudice di pace che del tribunale. Ad esempio, se la durata dei processi innanzi al giudice di pace si attesta notevolmente al di sotto dei limiti previsti dalla cosiddetta legge Pinto, sarà indice di buona gestione la scelta del presidente di impiegare una parte delle energie lavorative dei magistrati addetti all'ufficio del giudice di pace per ridurre i tempi di definizione dei processi pendenti in tribunale. Questa scelta legislativa consente di far emergere le capacità gestionali dei capi degli uffici, anche con riguardo all'efficiente impiego delle risorse. 18. Norma di natura finanziaria L'ultimo articolo contiene la clausola di invarianza finanziaria.. 1 (Contenuto della delega) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l'osservanza dei princìpi e dei criteri direttivi di cui all'articolo 2, uno o più decreti legislativi diretti a: a prevedere un'unica figura di giudice onorario, inserito in un solo ufficio giudiziario; b prevedere la figura del magistrato requirente onorario, inserito nell'ufficio della procura della Repubblica; c disciplinare i requisiti e le modalità di accesso alla magistratura onoraria, il procedimento di nomina ed il tirocinio; d operare la ricognizione e il riordino della disciplina relativa alle incompatibilità all'esercizio delle funzioni di magistrato onorario; e disciplinare le modalità di impiego dei magistrati onorari all'interno del tribunale e della procura della Repubblica; f disciplinare il procedimento di conferma del magistrato onorario e la durata massima dell'incarico; g regolamentare il procedimento di trasferimento ad altro ufficio; h individuare i doveri e i casi di astensione del magistrato onorario; i regolamentare i casi di decadenza dall'incarico, revoca e dispensa dal servizio; l regolamentare la responsabilità disciplinare e quindi individuare le fattispecie di illecito disciplinare, le relative sanzioni e la procedura per la loro applicazione; m prevedere e regolamentare il potere del presidente del tribunale di coordinare i giudici onorari; n prevedere i criteri di liquidazione dell'indennità; o operare la ricognizione e il riordino della disciplina in materia di formazione professionale; p ampliare, nel settore civile, la competenza dell'ufficio del giudice di pace per materia e valore ed estendere i casi di decisione secondo equità; q prevedere il regime transitorio per i magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del decreto legislativo; r prevedere specifiche norme di coordinamento delle nuove disposizioni con le altre disposizioni di legge e per l'abrogazione delle norme divenute incompatibili. 2 (Princìpi e criteri direttivi) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a superare la distinzione tra giudici onorari di tribunale e giudici di pace, denominandoli «giudici onorari di pace» e facendoli confluire tutti nell'ufficio del giudice di pace; b prevedere che il Ministro della giustizia stabilisce la dotazione organica dei giudici onorari di pace e conseguentemente la pianta organica di ciascun ufficio del giudice di pace. 2 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) , il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: