[resaula]

che le verifiche scritte ed orali degli studenti avvengano in presenza anche in caso di adozione della didattica a distanza, al fine di garantire la trasparenza nei giudizi (Petizione n. 691, assegnata alla 7 a Commissione permanente); al fine di ridurre l'affollamento dei mezzi di trasporto, di organizzare aule e postazioni di studio all'interno di tutte le strutture scolastiche statali così da consentire agli studenti di recarsi presso la sede più vicina al proprio domicilio per seguire le lezioni tramite la didattica a distanza (Petizione n. 692, assegnata alla 7 a Commissione permanente); i signori Ignazio Rosenberg Colorni e Paolo Amadio da Milano chiedono che le disposizioni in materia elettorale debbano essere sottoposte all'esame della Corte Costituzionale prima di poter essere applicate (Petizione n. 693, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Vincenzo Quattrone da Reggio Calabria chiede disposizioni relative alla sicurezza aerea e in particolare per il miglioramento delle performances di aborto del decollo dell'aeromobile nei casi in cui lo stesso non sia sicuro o incapace di volare (Petizione n. 694, assegnata alla 8 a Commissione permanente); il signor Andrea Santo da Cassino (Frosinone) chiede la modifica degli articoli 56, 58 e 69 della legge 7 aprile 2014, n. 56, recante "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" (Petizione n. 695, assegnata alla 1 a Commissione permanente); le signore Annalisa Londrini da Brescia e Carla Marulo da Bologna chiedono l'ampliamento della sfera di competenza per gli insegnanti appartenenti alla classe di concorso A203 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera, alloglotti) nel senso di consentire l'accesso a tutti gli ordini scolastici nonché di prevedere che le cattedre adibite all'insegnamento della lingua italiana a persone straniere nei CPIA (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti) vengano riservate esclusivamente a docenti reclutati nella predetta classe di concorso (Petizione n. 696, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede modifiche al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 in materia di misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Petizione n. 697, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Michele Scopelliti da Palma di Montechiaro (Agrigento) e numerosi altri cittadini chiedono disposizioni relative alla figura dei farmacisti collaboratori e al relativo inquadramento contrattuale (Petizione n. 698, assegnata alla 12 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Minuto, Toffanin, Caliendo, Perosino, Ferro, Barboni e Masini hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00289 della senatrice Binetti ed altri. Interpellanze Atto n. 2-00072 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la legge 6 marzo 1976, n. 52, che autorizzava la spesa per la costruzione di alloggi di servizio da assegnare in locazione semplice al personale civile e militare delle forze dell'ordine, ha disposto, all'articolo 5, l'estensione anche alle province di Trento e di Bolzano della possibilità di costruire gli alloggi di servizio (di proprietà dello Stato e gestiti dall'Istituto trentino per l'edilizia abitativa, ITEA) in relazione alla prestazione del proprio servizio nelle località in cui gli alloggi sono ubicati; la successiva legge 24 dicembre 1993, n. 560, recante "Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica", all'articolo 1, comma 1, ha previsto che gli alloggi costruiti siano da riqualificarsi espressamente come "alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP)", senza tuttavia operare alcuna distinzione per quelli realizzati sia nella provincia di Trento che in quella di Bolzano (con la possibilità di alienarli) e pertanto soggetti alle disposizioni generali del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035, che non prevede alcuna decadenza dall'assegnazione degli alloggi per il pubblico dipendente cessato dal servizio; anche la successiva disposizione normativa entrata in vigore con la legge 28 luglio 1999, n. 266, ha disposto all'articolo 16, comma 10 (abrogato successivamente), che: "Gli alloggi di cui alla legge 6 marzo 1976, n. 52, sono comunque alienati, agli assegnatari che ne facciano richiesta, indipendentemente dai limiti stabiliti al comma 4 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 1993, n. 560. In tale caso si applicano le modalità di cessione stabilite dalla stessa legge 24 dicembre 1993, n. 560"; all'interno della citata normativa l'interrogante evidenzia come non sia stata menzionata alcuna distinzione per gli alloggi realizzati sia nella provincia di Trento che in quella di Bolzano; conseguentemente gli assegnatari delle forze dell'ordine, avendone il diritto e i requisiti previsti dalla legge in materia, intrapresero nel 2014 le azioni necessarie al fine di riscattare gli alloggi loro assegnati (rispettivamente 45 a Trento e 50 a Bolzano) avendo peraltro ottenuto il parere favorevole all'alienazione da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero del tesoro e l'Avvocatura generale dello Stato; in data 5 settembre 2005, il commissariato del Governo di Trento comunicò alla Provincia autonoma trentina e all'Agenzia del demanio la propria disponibilità alla cessione degli alloggi; tuttavia il successivo 30 novembre, l'ITEA rigettò le richieste d'acquisto presentate dagli assegnatari interessati, sostenendo che la competenza fosse dell'Agenzia del demanio, che risulta attualmente proprietario degli alloggi; a seguito di ciò, nel dicembre 2005 le domande furono pertanto presentate dagli interessati direttamente all'Agenzia del demanio, ma ciononostante la stessa Agenzia (nel luglio 2006) sostenne che, ai fini dell'alienazione, sarebbe stata necessaria l'emanazione di un decreto interministeriale che avrebbe stabilito la riqualificazione degli alloggi da parte degli organi competenti; lo stesso commissario del Governo di Trento, con una successiva richiesta di chiarimenti al Ministero dell'interno, ricevette nel 2006 la risposta secondo la quale, in base alla legge n. 560 del 1993, gli alloggi, riqualificati nella disciplina dell'edilizia residenziale pubblica (senza operare alcuna distinzione per quelli realizzati nelle province di Trento e Bolzano), non necessitavano l'emanazione di alcun decreto ministeriale di concerto;