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Istituzione del Fondo nazionale per il trasporto ferroviario pendolare. Onorevoli Senatori. – Il fenomeno del pendolarismo in Italia, riferito al trasporto pubblico su rotaia, rappresenta, ormai da oltre un decennio, un problema socio-economico di rilevante gravità. Nonostante le numerose attività di indagine condotte con l'obiettivo di ricostruire gli scenari di riferimento e le priorità dell'agenda politica rispetto a una realtà di rilevante e crescente impatto sociale, i problemi connessi alla mobilità regionale si presentano drammatici a livello nazionale, sia in termini strutturali che infrastrutturali. Negli ultimi quindici anni, la mobilità pendolare ha avuto un forte ciclo espansivo, legato soprattutto ai processi di diffusione abitativa che hanno cambiato profondamente le concentrazioni urbane in molte aree del Paese. Siamo di fronte a un aspetto complesso, in cui interagiscono fattori sociali ed economici, ma anche aspetti urbanistici, infrastrutturali e relativi alla regolamentazione del trasporto pubblico e privato. Le motivazioni individuali, i modelli di mobilità, le opinioni e le propensioni, i disagi e le aspettative dei viaggiatori pendolari, combinati con gli aspetti quantitativi del fenomeno e con i profili qualitativi e comportamentali, evidenziano nel complesso una scarsa attenzione da parte del sistema pubblico e decisionale nell'investire adeguatamente risorse indispensabili e necessarie in favore delle migliaia di pendolari che quotidianamente, per motivi di lavoro o di studio, si spostano a livello regionale all'interno del proprio territorio. Il presente disegno di legge interviene su tale problematica istituendo il Fondo nazionale per il trasporto ferroviario pendolare, con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2018 e di 500 milioni di euro per l'anno 2019, per aumentare il numero dei treni appartenenti alla categoria del «servizio universale» rispetto a quello dei cosiddetti treni «a mercato». Il Fondo è altresì destinato alla realizzazione di interventi volti alla manutenzione e alla messa in sicurezza della rete ferroviaria italiana, nonché all'ammodernamento tecnologico dei sistemi di sicurezza dell'infrastruttura ferroviaria. S'intende, in definitiva, invertire un trend negativo e penalizzante, che prosegue da troppo tempo, condividendo le proteste da parte delle associazioni dei pendolari e di tante categorie professionali che quotidianamente sono obbligate a fruire del servizio ferroviario per raggiungere la propria destinazione lavorativa o di studio. Infatti, le politiche di sostegno in favore del potenziamento della mobilità su rotaia risultano, con il trascorrere del tempo, sempre più scarse e inefficaci.. 1 1 Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito un apposito fondo, denominato «Fondo nazionale per il trasporto ferroviario pendolare», con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2018 e di 500 milioni di euro per l'anno 2019, finalizzato a finanziare un piano straordinario di sviluppo del trasporto su rotaia teso ad attuare l'obiettivo di 5.000.000 di persone trasportate al giorno, garantendo adeguati investimenti sulla rete pubblica affidata in concessione alla società Rete ferroviaria italiana Spa per aumentare la presenza di treni pendolari rispetto a quelli «a mercato» e i collegamenti sulle principali linee pendolari, nonché per realizzare interventi volti alla manutenzione e alla messa in sicurezza della rete ferroviaria italiana e all'ammodernamento tecnologico dei sistemi di sicurezza dell'infrastruttura ferroviaria. 2 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza permanente per rapporto tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono disciplinate le modalità di ripartizione del Fondo di cui al comma 1. 3 All'onere derivante dall'attuazione del comma 1, pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.