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Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Damiani. DAMIANI, relatore . Signor Presidente, innanzitutto corre l'obbligo di rivolgere un saluto e vari ringraziamenti. Ieri era presente il sottosegretario Guerra, che in queste settimane ha presenziato nel rapporto di lavoro che abbiamo avuto con tutta la Commissione e, non solo con la maggioranza, ma anche con le opposizioni. Stamattina rivolgiamo un ringraziamento particolare al sottosegretario Sartore, che, in prima persona e davvero con grande spirito di abnegazione, ha lavorato a migliorare molto il decreto in esame; decreto che - come hanno sottolineato tutti e come farò anche io - è partito in un modo e poi noi lo abbiamo indirizzato e portato in porto in un altro modo, svolgendo comunque un ottimo lavoro. Ringraziamo il sottosegretario Bini, anche lei instancabile, che ha partecipato a una seduta definibile come seminotturna. E in fondo l'accordo che abbiamo costruito, di maggioranza e con le opposizioni, in queste settimane ci ha portato a una seduta seminotturna e a dei risultati importanti. Completiamo il ringraziamento a tutta la compagine di Governo, nominando il vice ministro Laura Castelli - oggi non presente - che ha partecipato agli incontri direttamente al MEF, e non solo di maggioranza, e in Commissione, dove ha dato il suo fattivo e importante contributo. Corre dunque l'obbligo di ringraziare veramente tutti. Ribadiamo - e lo ha detto ancora una volta anche la senatrice Conzatti - il momento particolare in atto, tant'è che nelle prossime ore saranno varati nuovi decreti che vanno nella giusta direzione. Il momento storico è completamente cambiato rispetto allo scorso mese di febbraio. Quello in esame è il decreto numero 4, un decreto emanato a inizio anno, con la prospettiva proprio di quel periodo, di gennaio, quando la pandemia e le curve della pandemia toccavano il livello massimo e cominciavano, da quel punto in poi, a scendere. Da qui l'importanza, come maggioranza politica e per il Governo in particolar modo, di varare un decreto che andasse proprio nella direzione di assecondare le curve della pandemia e di cavalcarle fino a scendere - finalmente, riuscivamo a vedere la luce in fondo al tunnel - e, quindi, di dare l'ultimo sostegno economico di aiuto alle attività economiche. Io qui voglio ancora ricordare che, rispetto all'anno precedente, quando c'erano i coprifuochi e tutta una serie di attività era ancora semichiusa, invece quest'anno le attività sono state invece aperte. Servivano, dunque, proprio il rilancio e il sostegno ed ecco perché veniva varato il cosiddetto decreto sostegni- ter ; un decreto da oltre 5 miliardi di euro, che poi però si è dimezzato nel momento in cui, una volta varato, la situazione storica, economica e politica, del Paese e del mondo andava cambiando. In quel momento particolare è iniziato il problema dell'aumento dei prezzi. Avevamo già un po' di inflazione, ma era quella classica economica, legata alla ripresa e all'aumento del PIL. Andava, quindi, governata in quel modo. Invece, poi con il nuovo momento geopolitico e con la guerra è cambiato un po' tutto e, dall'inflazione, siamo passati a un caro prezzi: energia, benzina, petrolio, che gli italiani oggi stanno toccando con mano. Come sappiamo tutti, quando si va alla pompa di benzina ci si accorge di quello che - ahimè - sta succedendo e che dobbiamo assolutamente evitare. Nel momento in cui cambiava lo scenario, il Governo ha cominciato a pensare ad altri provvedimenti. Sono state sollevate questioni anche da parte politica, da parte di tutti noi, rispetto al decreto-legge n. 4: pensiamo alla questione del blocco delle cessioni del credito, anche in quel caso una misura molto importante che abbiamo voluto sostenere nella manovra finanziaria, che abbiamo rivisto e fatto in modo che ci fossero delle proroghe. Con il blocco della cessione del credito abbiamo notato che anche quel tipo di attività economica nel nostro Paese si stava bloccando. Quindi, la nostra spinta politica ha portato il Governo a intervenire anche in questo caso con un provvedimento di sblocco. Ecco perché dico che le situazioni sono state molteplici, ma alla fine abbiamo saputo governarle tutti insieme in un certo modo. A quel punto il Governo ha deciso di spostare il decreto-legge sull'energia - da un punto di vista politico, per la sua conversione - alla Camera dei deputati e una parte del nostro decreto-legge sostegni- ter è andato, nell'altro ramo del Parlamento, cosicché noi abbiamo lavorato su ciò che restava. Il decreto-legge è passato da circa 6 miliardi di euro ai 2 miliardi attuali. Sapevamo sin dal primo momento - e ce lo siamo subito detti con il Governo, cercando di compattare la maggioranza in un grande senso di responsabilità - che non c'erano a disposizione risorse aggiuntive per il Parlamento per migliorare il testo attraverso l'attività emendativa. Questo ha creato un minimo di tensione, avendo tante proposte la loro onerosità, che abbiamo superato attraverso un confronto all'interno della maggioranza, e siamo riusciti a portare in porto il decreto-legge. Sappiamo che il Governo sta lavorando anche in queste ore ad altri provvedimenti, come ci è stato annunciato nelle ultime settimane, quando abbiamo avuto modo di avere confronti politici interessanti. La settimana scorsa il capo di Gabinetto del Ministro dell'economia ci ha detto cose importanti, tra cui la possibilità di anticipare di un mese la nuova programmazione economica e finanziaria per fare in modo di arrivare a nuovi decreti cosiddetti fiscali, che servono ad aiutare famiglie e imprese. Aspettiamo l'arrivo di questi provvedimenti che al momento sono più attuali rispetto al decreto-legge sostegni, il quale però - come ho detto - ci ha dato la possibilità di lavorare bene. L'approvazione di circa 100 emendamenti non onerosi è comunque un risultato che come una maggioranza abbiamo condiviso. Nel mio intervento parlerò anche del dibattito che si è tenuto ieri, che ha visto certamente qualche malumore - li ritengo fisiologici - che ha colpito un po' tutti i Gruppi, naturalmente per le difficoltà incontrate. Le risorse erano poche per riuscire a prendere degli impegni, ragion per cui si è lavorato esclusivamente sugli emendamenti non onerosi. Ad ogni modo, ribadisco che l'approvazione di 100 emendamenti non onerosi è un risultato molto importante. Abbiamo condiviso tutti insieme una metodologia di lavoro che ha portato all'approvazione - vorrei darne veramente risalto - di un ordine del giorno vincolante. Ritengo sia molto importante che, nelle prossime misure che il Governo in questo momento sta studiando ed elaborando, possa arrivare immediatamente il nostro ordine del giorno, che abbiamo scritto fino alle ultime ore prima di arrivare qui in Aula, che porta dei contenuti molto attuali, tra cui anche le risultanze degli impegni di Versailles che i Capi di Stato hanno preso, in modo tale da essere per quanto possibile aggiornati. Su questo e sull'ordine del giorno vorrei quindi concentrarmi ora per spiegare il lavoro importante che è stato portato a termine. Con poche risorse a disposizione e tanti emendamenti onerosi, a quel punto potevamo scegliere diverse strade: fare uno spezzatino di tante piccole misure oppure concentrare quelle risorse in alcuni cosiddetti temi comuni.