[pronunce]

Il ricorrente riconosce che in base al comma 2 del medesimo art. 36 gli effetti della disposizione in oggetto sono limitati al termine del 31 dicembre 2011, ma stigmatizza che al comma 1 la norma regionale ponga una presunzione assoluta, in via legislativa, d'insussistenza delle «caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale» idonee per il ricorso al mercato per gli affidamenti delle gestioni di servizio idrico. Di qui il prospettato contrasto con i commi 3 e 4 del succitato art. 23-bis del d.l. n. 112 del 2008, i quali disciplinano un procedimento complesso in caso di ipotizzata insussistenza delle condizioni economiche, sociali e ambientali, richiedendo - tra l'altro - il parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Pertanto, l'art. 36 citato, dettando disposizioni difformi dalla normativa statale di riferimento, lederebbe la competenza esclusiva dello Stato nella materia della "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema" di cui all'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., nonché nella materia della tutela della concorrenza di cui all'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., con cui fanno corpo i princìpi posti dal diritto europeo a presidio del mercato, ed inoltre - come chiaramente dedotto soltanto nelle memorie depositate in prossimità dell'udienza - anche in tema di ordinamento civile ex art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. 1.3.2.- Successivamente al ricorso, il quadro normativo è profondamente mutato. A partire dal 21 luglio 2011, in esito a referendum, l'intero art. 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008 è stato abrogato dall'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2011, n. 113 (Abrogazione, a seguito di referendum popolare, dell'articolo 23-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, e successive modificazioni, nel testo risultante a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 325 del 2010, in materia di modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica). Quindi, l'art. 4, comma 34, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 14 settembre 2011, n. 148 - articolo significativamente rubricato come «Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa dall'Unione europea» - ha escluso l'applicazione del regime di gestione concorrenziale dei servizi pubblici di rilevanza locale da esso introdotto al servizio idrico integrato. 1.4.- L'art. 47 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, nel prevedere disposizioni in materia di personale, dispone che «La Giunta regionale predispone, entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge, i piani di cui all'articolo 3, comma 94, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)"». 1.4.1.- Il ricorrente censura la suddetta disposizione per avere il legislatore regionale voluto con essa estendere al 2011 l'efficacia della normativa statale sulla progressiva stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio con contratto a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa in essere alla data di entrata in vigore della legge succitata, invero limitatamente all'ambito della programmazione triennale dei fabbisogni per gli anni 2008, 2009 e 2010. In particolare, l'impugnato art. 47, disponendo ulteriori stabilizzazioni di personale precario al di fuori delle procedure ordinarie e concorsuali di accesso al pubblico impiego, lederebbe i princìpi di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione di cui agli artt. 3 e 97 Cost. Inoltre, la norma regionale in esame eccederebbe la competenza regionale nella materia di legislazione concorrente - ex art. 117, terzo comma, Cost. - del coordinamento della finanza pubblica, vulnerandone i princìpi di attuazione. Essa, infatti, senza alcuna intesa con lo Stato, contempla un piano di stabilizzazione del personale precario anche per l'anno 2011, sì da incidere sul sistema generale della finanza pubblica. 1.4.2.- Successivamente al ricorso, l'art. 47 in questione è stato abrogato dall'art. 9 della legge della Regione Abruzzo 3 agosto 2011, n. 24 (Intervento di adeguamento normativo in materia di personale). 1.4.3.- A seguito di ciò, il Presidente del Consiglio dei ministri, in data 13 ottobre 2011, ha rinunciato parzialmente al ricorso in relazione alle censure concernenti la disposizione regionale in oggetto. 1.5.- L'art. 55 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, riguardante la lotta all'abusivismo nell'edilizia residenziale pubblica, dispone, al comma 1, che al fine di eliminare il fenomeno delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, le Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale Pubblica (ATER) presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un piano redatto d'intesa con i Comuni interessati e le autorità di pubblica sicurezza competenti. 1.5.1.- Il ricorrente denuncia l'occupazione in tal modo, da parte del legislatore regionale, dell'àmbito di competenza esclusiva dello Stato in materia di organizzazione amministrativa dello Stato stesso di cui all'art. 117, secondo comma, lettera g), Cost. A suo avviso, infatti, il legislatore regionale, anche alla luce di quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 134 del 2004), non può unilateralmente prevedere la possibilità di redigere un piano d'intesa con le autorità di pubblica sicurezza. 1.5.2.- Nelle more del giudizio il censurato art. 55 è stato modificato dall'art. 3, comma 3, della legge della Regione Abruzzo 6 luglio 2011, n. 19 (Norme per l'alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte dei Comuni e modifica delle LL.RR. nn. 43/2000, 34/2007, 1/2010 e 1/2011), che ha soppresso al comma 1 della norma impugnata le parole «e le autorità di pubblica sicurezza competenti». 1.5.3.- Nella memoria depositata il 20 dicembre 2011 la difesa dello Stato ha chiesto, pertanto, alla Corte di voler ritenere cessata la materia del contendere in relazione alla questione di legittimità in oggetto, essendo venute meno, con l'intervenuta abrogazione parziale di cui sopra, le ragioni dell'impugnazione della disposizione regionale in esame. 1.6.- L'art. 63 della legge reg.