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Giorgia Meloni nella XVII Legislatura (4-08433) "si auspica a breve, alla redazione di un manuale d'uso del territorio vincolato in modo tale da semplificare (...) le procedure necessarie per l'ottenimento dei relativi nulla osta"; appare del tutto strumentale al mantenimento dello status quo trincerarsi dietro alla circostanza che si tratta di vincolo tutorio e non inibitorio, che però richiede la necessità di redigere manuali d'uso e di individuare procedure semplificate, che a giudizio dell'interrogante risulterebbero inutili perdite di tempo e di soldi per le aziende operanti sul territorio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario avviare l' iter per la riperimetrazione del vincolo paesaggistico apposto ai territori su cui insiste il consorzio industriale della provincia di Catanzaro e l'agglomerato industriale di Lamezia Terme e rimuovere il relativo vincolo paesaggistico che, a seguito delle rilevanti modificazioni infrastrutturali ed edilizie avvenute nel comune di Lamezia Terme, risulta antitetico rispetto agli obiettivi di rilancio della stessa area. Atto n. 4-00809 DE POLI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da fonti di stampa si apprende che il 3 novembre 2018 davanti ai capannoni dell'ex fabbrica C&C a Pernumia (Padova) si è verificata una mobilitazione di ambientalisti e comitati di zona, preoccupati per le decine di migliaia di rifiuti tossici ancora stipati all'interno del fabbricato ormai fatiscente, chiedendo alla Regione un piano per la rimozione del materiale ancora presente nello stabilimento dismesso; i finanziamenti stanziati negli anni dalla Regione Veneto ammonterebbero a 2.200.000 euro così erogati: nel 2009, 200.000 euro a "fondo perduto" a favore della Provincia di Padova rimessi al Comune di Pernumia, nel 2011 e nel 2014 rispettivamente 500.000 e 1.500.000 euro a favore del Comune di Pernumia; in risposta all'atto di sindacato ispettivo dell'interrogante 4-06719, pubblicato il 6 dicembre 2016, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare pro tempore riscontrò che, nonostante gli interventi messi in atto, permanevano criticità; considerato che le recenti perturbazioni atmosferiche catastrofiche che hanno flagellato il territorio veneto impongono un'urgente e concreta bonifica per evitare inevitabili e seri danni alla salute dei residenti e decine di milioni di euro di danni ambientali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, sentiti gli enti locali coinvolti e nel rispetto reciproco delle specifiche competenze, intenda verificare se sussistano i presupposti per l' inclusione del territorio padovano tra i siti di interesse nazionale definiti dal Governo attraverso l'art. 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006 al fine di accelerare le procedure per i finanziamenti e pervenire in tempi certi e rapidi all'integrale bonifica della struttura e alla completa eliminazione dei rifiuti. Atto n. 4-00810 SANTILLO ANGRISANI DE LUCIA GAUDIANO RICCARDI ORTOLANI LA MURA GIANNUZZI MAUTONE CASTIELLO PUGLIA CASTELLONE URRARO NUGNES PRESUTTO DI MICCO DI NICOLA LANNUTTI GRASSI VACCARO MORONESE DESSI' COLTORTI FERRARA PACIFICO CORRADO RUSSO MARILOTTI CORBETTA DI GIROLAMO LUPO FEDE MAIORINO LUCIDI DE FALCO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da numerose segnalazioni si apprende che esistono rilevanti problemi riguardanti le imprese di autotrasporto che operano nel porto di Napoli. I problemi sarebbero essenzialmente riconducibili alle lunghe file per uscire dal varco Bausan e alle lunghe file per entrare nel terminal CONATECO per le operazioni di import e/o export di contenitori; nello specifico, i disagi presso il varco Bausan sarebbero causati dalla concentrazione esistente di tutti i veicoli pesanti che fanno operazioni di carico e scarico delle diverse merci affluenti nel porto di Napoli, non solo di contenitori, ma anche di merce sfusa e prodotti pericolosi; tutti i veicoli verrebbero incanalati in una unica corsia delimitata da new jersey , creando un collo di bottiglia; tra tutti i veicoli che si mettono in fila per uscire dal varco Bausan, solo quelli che trasportano containers sarebbero soggetti ad un controllo da parte della Guardia di finanza che staziona al varco; tali verifiche verrebbero effettuate da 2 operatori che avrebbero a disposizione una postazione operativa (pc) (ovviamente queste operazioni rallentano il flusso in uscita creando file enormi); per ovviare a tale problema, risulterebbe che sia stato richiesto più volte dagli operatori del settore, senza alcun riscontro, di: creare un nuovo piano della viabilità in modo da smistare su diversi varchi l'uscita dal porto dei veicoli pesanti; aumentare il numero di personale ed il numero di postazioni (pc) addetti al controllo dei contenitori in uscita dal varco Bausan; spostare il "gabbiotto" del gate di controllo del varco Bausan in una posizione diversa per velocizzare le operazioni di controllo; spostare il punto di controllo e di verifica dei contenitori da parte della Guardia di finanza immediatamente all'uscita dei diversi terminal in modo tale da liberare il varco Bausan da tali operazioni; all'Autorità di sistema, inoltre, sarebbe stato chiesto di sviluppare un nuovo piano della viabilità anche per i veicoli che entrano nel porto; sembrerebbe, infine, più funzionale smistare su più varchi l'accesso nel porto, facendo distinzione tra i veicoli pesanti destinati all'imbarco per le isole e veicoli pesanti destinati alle operazioni commerciali in porto, in quanto questa distinzione non provocherebbe, come oggi, l'inevitabile strozzatura per entrare al varco Bausan; considerato inoltre che: le code in entrata al terminal Conateco per le operazioni import / export sarebbero riconducibili: alla insufficiente disponibilità di macchinari ed attrezzature da parte del terminal per la movimentazione di tutti i contenitori che dispone; all'obsolescenza delle attrezzature della Conateco che spesso richiedono una manutenzione straordinaria, nel corso della quale i macchinari sono sottratti al ciclo operativo; alla gestione da parte della Conateco dei cicli lavorativi interni indirizzati il più delle volte a soddisfare le proprie esigenze di economicità a discapito dell'utenza; alla poca disponibilità di aree di stoccaggio dei contenitori; rilevato anche che: il problema rappresentato avrebbe ricadute devastanti sulle imprese di autotrasporto, tanto che i veicoli sarebbero costretti a stare ore ed ore in fila all'interno del porto lungo la strada di accesso al terminal e che il tempo di attesa inciderebbe in maniera rilevante sulle ore di lavoro e di guida del personale viaggiante (ore di lavoro e di guida regolamentante da norme nazionali e comunitarie molto stringenti); per tale problematica sarebbe stata ripetutamente interpellata l'Autorità di sistema affinché: individuasse un'area per la "sosta temporanea dei veicoli pesanti";