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Si propone poi l'ulteriore modifica relativa all'articolo 193, commi 2 e 2- bis , del codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, ove si inasprisce la sanzione relativa alla circolazione in assenza di copertura assicurativa, nonché la sanzione accessoria della sospensione della patente in caso di recidiva. La violazione dell'obbligo dell'assicurazione per la responsabilità civile, nonostante non abbia un impatto diretto sull'incidentalità stradale, rimane tuttavia uno dei comportamenti che denota una spiccata ritrosia al rispetto delle regole e una marcata propensione all'illegalità, a tal punto da essere prevista dal legislatore del 2016 come aggravante specifica dell'omicidio stradale. Si stima infatti che in Italia, su 50 milioni di auto circolanti, oltre 3 milioni circolino senza assicurazione per la responsabilità civile. Le due situazioni prevalenti sono costituite da veicoli posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa e da veicoli fatti circolare con documenti assicurativi falsi o contraffatti. In entrambi i casi le conseguenze sono analoghe: un procedimento di risarcimento del danno più complicato e attenuato nell'entità del ristoro, dovendo ricorrere al Fondo di garanzia vittime della strada, nonché il sensibile aumento delle polizze assicurative, specie in alcune aree del Paese a maggior rischio. I dati relativi all'attività sanzionatoria della Polizia stradale confermano il preoccupante incremento del fenomeno. Collegato vi è poi l'altrettanto preoccupante fenomeno, sotto il profilo della sicurezza pubblica in generale e non solo di quella stradale, della fuga a seguito di incidente stradale o dopo l'alt intimato da un operatore di polizia. Nel 2018, soltanto in occasione dei servizi ad alto impatto per il contrasto dello specifico fenomeno, su 51.632 veicoli controllati, 2.182 erano privi di copertura assicurativa. Dai dati aggregati per regioni, emerge che la regione nella quale sono state accertate e contestate più violazioni dell'obbligo di copertura assicurativa è la Campania, seguita da Sicilia e Lazio. Si ritiene quindi che l'inasprimento della sanzione pecuniaria e della sanzione accessoria della sospensione della patente possa costituire una misura di contrasto all'evasione assicurativa relativa alla responsabilità civile. Anche tale proposta non ha riflessi in termini di nuove o maggiori spese a carico della finanza pubblica. All'articolo 12 del codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992 si inserisce il comma 3- ter , nel quale si prevede che, ove si renda necessario l'impiego dei soggetti di cui ai commi 132 e 133 dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, per la regolazione del traffico in occasione di incidenti stradali o di manifestazioni sportive, fiere e mercati, l'onere conseguente sia posto a carico, rispettivamente, dei responsabili dell'incidente ovvero del soggetto organizzatore delle manifestazioni. Gli ausiliari del traffico sono figure che possono subentrare a garanzia della sicurezza della circolazione, durante lo svolgimento di manifestazioni sportive, fiere e mercati per garantire la fluidità del traffico, la tutela degli spettatori e dei partecipanti nonché le opportune segnalazioni e regolamentazioni. È infatti ormai consolidata la tendenza ad attribuire funzioni di polizia stradale a soggetti privati, adeguatamente formati e con provata professionalità tecnica. Le funzioni sopra indicate infatti impegnerebbero in maniera rilevante il personale di polizia stradale, sottraendolo allo svolgimento delle importanti funzioni istituzionali cui è deputato. In tal modo, nella proposta in oggetto, si configura una particolare forma di ausiliarietà che rappresenta una nuova frontiera nei rapporti tra amministrazione e cittadini e che non si concretizza in una forma di dipendenza. Il risparmio economico, per lo Stato e per gli enti locali, deriverebbe dal disimpegno delle risorse umane e strumentali oggi impiegate per rilevare gli incidenti, in particolare quelli con soli danni a cose. Si stima che per la Polizia stradale e per l'Arma dei carabinieri, che rilevano più di 50.000 incidenti all'anno con soli danni a cose, il risparmio ammonterebbe a 10 milioni di euro, ipotizzando un costo unitario per incidente di 188 euro. Si consideri, al riguardo, che gli incidenti con soli danni denunciati alle compagnie assicuratrici aderenti all'ANIA, l'associazione che rappresenta le principali imprese di assicurazione operanti in Italia, sono circa 2.650.000 l'anno. Analogamente in caso di organizzazione di competizioni sportive, fiere e mercati, il risparmio deriverebbe dal medesimo disimpegno di risorse umane e strumentali. Un ulteriore positivo effetto, conseguenziale, si avrebbe sul piano occupazionale, sia grazie alla creazione di nuove figure professionali, sia per la necessità di costituire imprese che si occupino della formazione degli operatori cui attribuire tali attività. La realizzazione di tale sistema non comporterebbe nuovi oneri per la finanza pubblica consentendo quindi, al contrario, un notevole risparmio economico sia per lo Stato che per gli enti locali. All'articolo 80 del codice di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, al comma 17, si propone di aggiungere che all'atto dell'immatricolazione dei veicoli, ovvero della revisione periodica degli stessi, il proprietario comunichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) ai fini delle notificazioni di cui all'articolo 201 del medesimo codice e alle disposizioni del decreto del Ministro dell'interno 18 dicembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018. Tali misure hanno lo scopo di risparmiare risorse umane e strumentali per le attività di notifica a mezzo PEC dei verbali e di ogni altro atto connesso. Dagli approfondimenti effettuati sembra che, nonostante l'attività di notificazione delle violazioni effettuata attraverso lo strumento postale sia quasi integralmente esternalizzata in forza di convenzioni stipulate dagli organi di polizia stradale, la stessa occupi ancora gran parte delle risorse degli uffici di polizia. L'attività è particolarmente onerosa soprattutto a causa delle difficoltà derivanti dalla verifica dell'attualità degli indirizzi dei soggetti a cui far pervenire gli atti e della macchinosità delle procedure che impongono un notevole dispendio di risorse umane e strumentali, anche in relazione ai ridotti termini previsti per eseguire le notificazioni. Seguendo la tendenza del panorama normativo che si è sviluppata negli ultimi anni, in un'ottica di snellimento e digitalizzazione dell'azione amministrativa, non possono essere trascurati gli innumerevoli vantaggi derivanti dall'informatizzazione. La digitalizzazione della pubblica amministrazione conduce infatti verso l'impiego di soluzioni informatiche nello svolgimento delle attività amministrative, per garantire, grazie ad una più agevole circolazione delle informazioni fra apparati pubblici, tempestive risposte ai cittadini. Un simile contesto rende attuale la necessità di estendere lo strumento della PEC per effettuare la notificazione dei verbali relativi alle violazioni al codice della strada e dei provvedimenti accessori e tutte le comunicazioni connesse o per violazioni extra -codice.