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In alcuni passaggi di questo testo, come dicono illustri giuristi, ci sono trappole anche per chi esprime concetti di una solarità lampante. Se ad esempio si dice che non esistono evidenze scientifiche che ci dicono che, al di là delle donne, qualcuno possa procreare, questo passaggio, qualora sia inserito in una discussione dove c'è di mezzo un ragionamento che attiene all'orientamento sessuale - chiamiamolo così - può essere giudicato da un magistrato zelante come discriminante o istigatorio, perché lascia totale libertà di giudizio, senza mettere paletti o parametri. E vi garantisco che questo, alla prima sentenza, come è stato correttamente fatto notare da alcuni colleghi intervenuti precedentemente, costituirà giurisprudenza. Colleghi, non immaginate cosa stiamo aprendo o pretendereste che aprissimo con questo passaggio. Mi rifiuto però di pensare che ciò non possa essere compreso dai colleghi che ho di fronte e quindi immagino che ci sia qualcosa dietro questo treno che deve camminare a tutti i costi - mi viene in mente un film in cui un treno aveva perso il controllo e continuava a camminare, finché non sono riusciti ad interromperlo - a prescindere da ogni altra considerazione logica, come quelle espresse dai colleghi di Forza Italia e della Lega e anche dai colleghi di Italia viva e di parte dei colleghi del PD, come nell'intervento di ieri dell'ex capogruppo, senatore Marcucci. Quindi, quando si va allo scontro a tutti i costi, evidentemente non c'è nessuna possibilità di mediazione. Non la si vuole la mediazione, perché l'obiettivo politico non è tutelare il diverso, come voi lo chiamate, ma è costruirsi un abito ideologico e mentale, da poter propinare come surrogato ideologico a un elettorato ormai stanco, che non sa più cosa votare e perché votare. Perché un elettore oggi dovrebbe votare PD? Perché tutela i lavoratori? Perché dovrebbe farlo? Allora dovete in qualche misura fornire del materiale da dare al mainstream , ai giornali, alla stampa e a tutto quell'apparato, funzionale a perseguire, ottenere e mantenere il potere, che in qualche misura deve essere nutrito. Questi stratagemmi tattici sono esclusivamente necessari a ciò. In tutto questo, il problema è che ci vanno di mezzo diritti fondamentali assolutamente non negoziabili. Non è possibile comprimere la libertà di opinione e di giudizio, fino al punto di non poter dire cose assolutamente normali, come il fatto di poter dire che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre. Possiamo non essere d'accordo su questo: vivaddio se non siamo d'accordo su questo! Ci può essere una parte che dice che un bambino non ha bisogno di un padre e una madre, ma di due genitori che lo amano. Va bene, mi sta benissimo, ma voglio poterlo dire, voglio poterlo affermare liberamente ovunque che, secondo me, un bambino ha bisogno di un padre e di una madre e ne potrei dire altre 20 o 30 di queste cose. Ricordo a tal proposito l'articolo 1 del disegno di legge in esame, che è stato letto e che cita la propria percezione di genere a prescindere dal percorso di trasformazione, per cui io una settimana decido di stare dentro il genere maschile e frequento gli spogliatoi dei maschi, poi, facendo lo stesso sport, la settimana dopo cambio percezione, percepisco di essere dentro il genere femminile e dunque frequento gli spogliatoi delle femminucce. Signor Presidente, cosa me lo vieta? Non è ovviamente una vera domanda: mi rivolgo a lei, come sempre ci ricorda di fare. PRESIDENTE. Assolutamente. ZAFFINI (FdI) . Mi rifiuto di pensare che ci possa essere un'intelligenza che non percepisce l'assurdità di questo testo. Mi resta solo da considerare il tatticismo che c'è dietro; lo dico ovviamente ai colleghi, soprattutto di Forza Italia, che si vanno in qualche modo a giustificare dietro a un dovere. Allora restate al Governo insieme, se volete (lo dico ai colleghi della Lega e di Forza Italia), e trovate un buon consulente familiare (perché tutto si è ridotto a una piccola bega di famiglia), che vi aiuti a trovare elementi per continuare questo matrimonio tra troppo diversi. E allora - vivaddio! - la prima diversità andrebbe riconosciuta in quella politica, che non vi intrattiene in alcun modo in questo Governo e dove nessun argomento può giustificare che voi dobbiate governare con il PD, con la sinistra e con questa gente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, questa sorprendente magnanimità (chiamiamola così), con cui si è cercato di compensare il fatto di aver tagliato il dibattito in Commissione attraverso l'ampiezza del dibattito in Aula, resta per me motivo di preoccupazione quando vedo che in realtà semplicemente non ci si ascolta, perché si sta fuori. Quindi noi non ci facciamo carico delle argomentazioni degli altri, che la pensano diversamente da noi, e gli altri non hanno modo di assorbire nel dibattito parlamentare quelle argomentazioni che forse finora sono rimaste ai margini di una riflessione personale. Mi dispiace un po', ma questa è la prerogativa del dibattito in Assemblea, in cui ognuno parla, ma non c'è confronto immediato e diretto. Questo sembra consacrare posizioni diverse e non andare verso quella linea di mediazione, che avrebbe potuto essere l'obiettivo dominante di un lavoro in Commissione e che a mio avviso avrebbe potuto rappresentare davvero la possibilità di andare incontro a una capacità di raccogliere dubbi, paure, perplessità, ma anche desideri e aspettative di tutte le persone. Cosa registro io in questo momento? Registro positivamente una cosa: immagino tutte le famiglie che hanno figli omosessuali e immagino tutti i ragazzi e tutte le ragazze omosessuali che da questo dibattito comunque traggono un elemento importante di speranza e di sicurezza. Non c'è nessuno che si opponga a loro, nessuno che contesti il loro orientamento e nessuno che vada rivendicando sanzioni nei confronti del loro comportamento. Io immagino che, dopo queste giornate, dopo tutto quanto la stampa ha detto e dopo tutto quello che appare nei telegiornali, un ragazzo possa andare con più semplicità a casa sua, dai propri genitori, e dire loro di essere omosessuale oppure presentare loro il suo compagno o la sua compagna, ottenendo dalla famiglia il primo e più importante elemento di rassicurazione, di sostegno e di supporto. Immagino che questa totale e assoluta trasversalità degli interventi, che riconoscono all'orientamento sessuale di ognuno, qualunque esso sia, il proprio diritto a esistere, si traduca di fatto, a livello personale in queste situazioni, nella maggiore di libertà di esprimersi, nella maggiore sicurezza di essere accolti e nella sostanziale speranza di poter costruire un percorso insieme. Per loro questo dibattito e tutto il lavoro di questi giorni dovrebbe rappresentare comunque già una vittoria sotto il profilo culturale. Nello stesso tempo, immagino che a tante altre persone questa stessa impostazione e questa stessa riflessione dovrebbero far conquistare una maggiore pulcritudine nel linguaggio. Esiste la violenza fisica, che tutti noi conosciamo e sulla quale ognuno di noi si esprime negativamente;