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Io, come penso tutti voi in quest'Aula, ricordo molto bene quel giorno. Rimasi con il fiato sospeso per qualche ora, in attesa di sapere come avremmo reagito e come il mio MoVimento avrebbe reagito di fronte ad una catastrofe di tali dimensioni. Poi, finalmente, le parole del ministro e collega Toninelli: chiarissime, nette e ineccepibili; le uniche che i genovesi e gli italiani volevano sentire. «Un Paese civile e moderno come l'Italia» disse «non può permettersi di vedere fatti tragici come questo. Non è accettabile. Chi ha sbagliato deve pagare fino alla fine». (Applausi) . L'applauso, chiaramente, è per Danilo, che proseguì dicendo: la prima cosa che faremo sarà guardare la concessione stipulata con Autostrade per l'Italia, revocarla e sanzionare pesantemente coloro che non hanno adempiuto all'obbligo di manutenzione. Che sollievo furono queste parole, non ce n'erano altre che il mio MoVimento potesse pronunciare in quel momento. Era la reazione giusta, l'unica possibile di fronte a quel disastro. Oggi, finalmente, quelle parole hanno trovato un seguito e una concretizzazione, dopo il durissimo negoziato conclusosi l'altro giorno. La famiglia Benetton sarà estromessa dalla gestione delle Autostrade. (Applausi) . Rinuncia ai 23 miliardi di mancato guadagno, cede la partecipazione in Aspi e quindi la gestione dell'infrastruttura. Autostrade per l'Italia diventa una public company aperta a nuovi investitori istituzionali e corrisponderà un risarcimento di 3,4 miliardi, rinunciando ad ogni causa contro il conducente, ossia lo Stato. Il piano tariffario dei pedaggi sarà quindi rivisto secondo le nuove indicazioni dell'autorità regolatoria. Ci sono voluti due anni, ma questo passaggio rappresenta davvero il tramonto di un'epoca, in cui per troppo tempo lo Stato aveva favorito pochi piccoli potentati, a danno dei cittadini e dei contribuenti, ossia di quella collettività che invece rappresenta. Ci sono voluti due anni e, come ho ricordato, non sono stati semplici, anzi, piuttosto movimentati. A grandissime linee. questo è il quadro in cui ci siamo trovati ad operare, con un'opposizione che, come abbiamo già denunciato da tempo in quest'Aula, nemmeno di fronte a una tale emergenza ha ritenuto opportuno essere costruttiva e responsabile (Applausi) e pezzi di maggioranza che, non ce lo nascondiamo, talvolta, anziché favorire la collaborazione, sembrano divertirsi a gettare sabbia negli ingranaggi. In questo contesto abbiamo fatto moltissimo. Certo, ci sono state criticità; non tutto è perfetto né è andato nella maniera migliore. Bisogna dire però che i dati sono tali e, al netto di fisiologiche difficoltà, ad oggi abbiamo 850.000 domande di prestito garantito dallo Stato accolte dall'Agenzia delle entrate, per 51 miliardi di euro di finanziamenti erogati. La stessa Agenzia delle entrate ha erogato 4,5 miliardi di contributi a fondo perduto verso 1,4 milioni di piccole imprese. L'INPS, che nel 2009, anno della crisi finanziaria, aveva lavorato e autorizzato 916 milioni di ore di cassa integrazione per tutto l'anno, nella sola metà del 2020 ne ha autorizzate 2 miliardi. Qualcosa si è inceppato? C'è qualche ritardo? Certamente sì, ma il 7 luglio l'INPS ha pagato 7,3 milioni di prestazioni di cassa integrazione, a fronte dei 7,6 autorizzati. Abbiamo cercato di pensare veramente a tutto e a tutti. Concludo dicendo che domani è un giorno cruciale: avrà avvio un Consiglio europeo straordinario, che molto probabilmente stabilirà i destini dell'Italia e della stessa Unione europea. Sappiamo bene che non sarà un passaggio semplice. È notizia di oggi che alcuni Paesi si oppongono fieramente alle proposte portate avanti dall'Italia e supportate anche da Francia e Germania. Ribadiamo dunque la nostra fiducia nel presidente Conte, certi che saprà mettere a frutto il grande lavoro svolto negli scorsi mesi: a lui vanno il nostro sostegno (Applausi) e la nostra fiducia e a questo Governo annuncio il voto favorevole del mio Gruppo, il MoVimento 5 Stelle. (Applausi). Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1874, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore voterà dal proprio posto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Arrigoni). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello. Ho un elenco di 17 senatori che hanno chiesto di votare per primi. È stato accolto, ma in occasione della prossima Conferenza dei Capigruppo mi impegno a portare una regolamentazione rispetto a queste richieste, perché non si tratta di qualcosa nei confronti della Presidenza, ma del rispetto che si deve ai colleghi (il treno o l'aereo da prendere probabilmente l'hanno tutti, ma vedere residenti o viciniori che chiedono di votare per primi non sempre sta bene. (Applausi) . DURNWALDER , segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: