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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica d'Armenia inteso a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, fatto a Roma il 22 novembre 2019. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è volto alla ratifica dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica d'Armenia inteso a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, fatto a Roma il 22 novembre 2019. I. Premessa Il presente Accordo si inserisce nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione ed alla puntuale regolamentazione dei rapporti di cooperazione posti in essere dall'Italia con i Paesi al di fuori dell'Unione europea, con i quali si persegue l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità. I rapporti tra l'Italia e la Repubblica di Armenia in materia di assistenza giudiziaria penale sono attualmente regolati dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (di seguito « Convenzione europea ») di cui entrambi i Paesi sono parti. L'adozione di ulteriori norme volte a integrare le disposizioni della Convenzione europea risponde all'esigenza di regolamentare specifiche forme di assistenza giudiziaria, quale ad esempio l'audizione di testimoni o imputati attraverso la video-conferenza, che la Convenzione europea non disciplina, e a rendere più rapide le procedure di cooperazione prevedendo la possibilità di comunicazione diretta tra le autorità giudiziarie competenti. L'Italia ha peraltro sottoscritto con altri Stati che sono parti della Convenzione europea accordi simili volti a facilitarne l'applicazione. Come espressamente previsto nel Preambolo, per quanto non diversamente disposto dall'Accordo continueranno a trovare applicazione le norme della Convenzione europea. II. Previsioni generali L'Accordo contempla sei disposizioni. All'articolo 1 vengono individuate specifiche forme di assistenza giudiziaria e viene ricompresa, nell'oggetto dell'Accordo, anche l'esecuzione di congelamenti, sequestri e confische di beni che costituiscano provento di reati, coerentemente al sempre maggior rilievo che, nella lotta alla criminalità, assumono le misure che colpiscono i patrimoni di provenienza illecita. L'elenco dell'articolo 1 non è esaustivo, in quanto la norma si chiude con una clausola finale difetta a ricomprendere « qualsiasi altra forma di assistenza che non contrasti con le leggi della Parte Richiesta » L'articolo 2 prevede la facoltà per la Parte Richiedente di chiedere che la Parte Richiesta osservi, nell'esecuzione della richiesta di assistenza, determinate formalità procedimentali, sempre che le stesse non contrastino con i principi fondamentali del suo ordinamento interno. Tale disposizione consente di procedere all'esecuzione della richiesta di assistenza in conformità a specifiche esigenze processuali della Parte Richiedente. L'Accordo consentirà di rendere più celeri le procedure di cooperazione: le competenti autorità giudiziarie possono comunicare e trasmettersi richieste di assistenza direttamente tra loro, con il solo obbligo di inviare copia delle richieste alle Autorità Centrali individuate dall'articolo 15, comma 1, della Convenzione europea (articolo 3). III. Previsioni specifiche Ampia ed articolata disciplina è, inoltre, dettata in riferimento alla possibilità di comparizione mediante videoconferenza, che è prevista per l'audizione di testimoni e periti nonché per l'interrogatorio di persone indagate o sottoposte a procedimento penale (articolo 4). La comparizione mediante videoconferenza è sempre effettuata quando la persona da sentire è detenuta nel territorio della Parte Richiesta; negli altri casi, quando la comparizione personale nel territorio della Parte Richiesta sia inopportuna o non possibile. Da ultimo, si prevede che la videoconferenza possa essere utilizzata anche per l'assunzione di altre prove (confronto, ricognizione di persone e cose). Ai sensi dell'Accordo le Parti si presteranno la più ampia assistenza anche nella materia degli accertamenti bancari e finanziari e l'assistenza non potrà essere rifiutata per motivi di segreto bancario (articolo 5). IV. Previsioni conclusive L'ultimo articolo dell'Accordo disciplina le diverse vicende giuridiche (entrata in vigore, modifica e cessazione) che riguardano o potrebbero riguardare l'Accordo medesimo (articolo 6) Entrambe le Parti dovranno sottoporre l'Accordo a procedura di ratifica in conformità alle rispettive legislazioni interne e l'Accordo entrerà in vigore il giorno di ricevimento dell'ultimo strumento di ratifica con cui le Parti si saranno reciprocamente comunicate, attraverso i canali diplomatici, l'avvenuto espletamento delle rispettive procedure interne di ratifica.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica d'Armenia inteso a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, fatto a Roma il 22 novembre 2019. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 6 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Disposizioni finanziarie) 1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1 e 4 dell'Accordo di cui all'articolo 1 della presente legge, valutati in 67.835 euro a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.