[pronunce]

che questo diverso trattamento creerebbe un'irragionevole disuguaglianza, posto che il genitore biologico della prima ipotesi è portatore di maggiori insidie per l'equilibrio dell'adottato e dei genitori adottivi, mentre il genitore che ha volontariamente abbandonato l'adottato, a distanza di tanti anni, “potrebbe avere elaborato la condotta passata ed essere coinvolto in una preparazione della conoscenza delle origini da parte dell'adottato che risarcisca nell'animo di questi il trauma dell'abbandono e nel suo stesso animo il trauma di avere abbandonato”; che, sotto tale profilo, la norma censurata violerebbe il principio di eguaglianza “quanto meno nella parte in cui non prevede l'accertamento della persistente intenzione del genitore di restare non nominato, dopo il decorso del lungo periodo previsto dalla legge (non meno di 18 o 25 anni)”; che il rimettente ritiene la questione rilevante, in quanto la norma impugnata gli preclude la possibilità di verificare, con il richiesto interpello, la persistente volontà della madre biologica di non essere nominata; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, tramite l'Avvocatura generale dello Stato, che ha depositato memoria, nella quale ha sostenuto l'infondatezza della questione. Considerato che la norma impugnata - successivamente alla pronunzia dell'ordinanza di rimessione - è stata modificata dall'art. 177, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali); che, in particolare, tale norma ha sostituito - a decorrere dal 1° gennaio 2004 (art. 186 dello stesso decreto legislativo) - il comma 7 dell'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), nel testo introdotto dall'art. 24 della legge 28 marzo 2001, n. 149 (Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante “Disciplina dell'adozione e dell'affidamento del minore”, nonché al Titolo VIII del Libro primo del codice civile), in riferimento al quale il rimettente ha proposto la questione di legittimità costituzionale; che, nel testo risultante da tale sostituzione, il comma 7 vieta l'accesso alle informazioni sulle origini dell'adottato solo per il caso “della madre che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396”, onde l'ambito di operatività del divieto è ora ristretto ad una sola delle tre ipotesi previste dal testo considerato dal rimettente; che compete al rimettente valutare se nel giudizio a quo si debba applicare il vecchio o il nuovo testo del comma 7 dell'art. 28; se, in tal caso, la modifica legislativa comporti la proposizione di una questione di legittimità costituzionale; e se essa debba essere formulata negli stessi termini di cui all'ordinanza di rimessione ovvero in termini diversi; che, pertanto, occorre ordinare la restituzione degli atti al rimettente.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al Tribunale per i minorenni di Firenze. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 giugno 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 giugno 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA