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Mi sia consentito di ringraziare anche il nostro Capogruppo in Commissione, il senatore Malan, per la pronta presenza soprattutto in termini di ricevimento delle istanze prodotte dal nostro partito. Tengo a sottolinearlo perché in settanta anni non siamo mai riusciti ad arrivare al punto che stiamo raggiungendo oggi; un punto che va a riconoscere l'importanza non solo dello sport, ma anche degli attori protagonisti che hanno determinato la sua crescita nel nostro Paese. Mi riferisco alla rete enorme, la rete sociale più diffusa nel nostro Paese; ai milioni di persone che praticano, ai milioni di volontari, centinaia di migliaia di praticanti che attraverso le associazioni sportive permettono di erogare, in assenza di un costo sociale rilevante, un servizio importante. La rete dell'associazionismo è la rete sociale più diffusa. È un presidio territoriale che, però, non è mai stato attenzionato come avrebbe dovuto da parte delle istituzioni, proprio perché mancava una spinta culturale che andasse, attraverso il conferimento nella norma di rango superiore, a conferire una divinità diversa al mondo dello sport. Parlavo di numeri impressionanti: 100.000. Se dovessimo fare un raffronto con altre strutture non necessariamente sportive, potremmo richiamare i tabaccai, che nel nostro Paese sono 50.000, oppure le parrocchie, che sono 28.000. Considerate, dunque, come è impressionante il numero del grandissimo presidio sociale che sono le associazioni, che possono essere definite, senza timore di essere smentiti, una vera e propria agenzia educativa. Nonostante la presenza diffusa nel nostro Paese di questo di questo grande tessuto sociale, non ci sono mai state le condizioni affinché il mondo dello sport potesse ottenere i giusti riconoscimenti e questo per due motivi, l'uno figlio dell'altro: nel nostro Paese ci si è sempre approcciati al mondo dello sport come a un fatto estremamente competitivo; si è dimenticato lo sport nelle sue sfaccettature; si è dimenticato di considerare lo sport in tutte le sue accezioni. Bene ha fatto Fratelli d'Italia a presentare un emendamento che sembrava ricondurre a sole cinque parole il senso della nostra azione, poiché abbiamo proposto che le attività sportive dovessero essere protette in tutte le loro forme. Abbiamo inteso difendere il mondo dello sport in tutte le sue accezioni e questo non deve essere mai dimenticato, perché la mancanza di cultura dello sport a 360 gradi nel nostro Paese ha prodotto le degenerazioni delle quali ho prima parlato. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,20) ( Segue BARBARO). Avviandomi alla conclusione, dobbiamo assolutamente cercare di sfruttare questa occasione per trarne tutti i benefici possibili, ovviamente a partire dalla Costituzione fissa e non riconducibile alla volontà politica del Governo di turno o di un Ministro. Dobbiamo cercare di elevare l'attenzione che c'è nei confronti del mondo dello sport, dandogli una dimensione stabile. Per questi motivi oggi convintamente, con entusiasmo e con orgoglio dichiaro il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia al provvedimento in esame. (Applausi) . BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi e colleghe, è inutile dire che, se dobbiamo pensare alla nostra Costituzione come a una sorta di programma con degli obiettivi e, quindi, delle finalità, diremmo che tra loro c'è quella di raggiungere la piena inclusione sociale, la formazione il più adeguata possibile a tutti i livelli per tutti e per tutte, e uno stato di salute ottimale. Possiamo dire che l'introduzione dello sport - e poi specificherò meglio che si tratta non di sport, ma di attività sportiva - nella Costituzione ci dice che abbiamo aggiunto un tassello nel senso di raggiungere pienamente gli obiettivi che la nostra Carta si prefigge. Devo ringraziare la 1 a Commissione, che ha seguito i lavori del presente disegno di legge costituzionale; il relatore, il Presidente e tutti i colleghi che hanno lavorato senza preconcetti né preclusioni. Ricordo che partivamo da proposte anche diverse, perché ciascuno aveva inserito l'attività sportiva, l'attività fisica, in articoli diversi della Costituzione e, anche grazie al sottosegretario Vezzali, che ringrazio per averci seguito in questo lavoro, siamo entrati nel merito, con discussioni che sono state anche all'altezza del lavoro che ci prefiggevamo. Così siamo arrivati, anche in tempi piuttosto brevi, a realizzare questa modifica, anzi ad aggiungere all'articolo 33 della nostra Costituzione un nuovo paragrafo che afferma che la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell'attività sportiva in ogni sua forma. La discussione se inserire la parola «sport» oppure un'altra parola è stata altrettanto affascinante. Faccio qui una menzione e ringrazio il collega Bressa, anche se non è oggi presente in Aula, il quale ci ha riportato al valore del lessico e delle parole, che deve essere salvaguardato. Occorre preservare dunque la nostra legge primaria, che non può essere trattata prescindendo dall'obiettivo di utilizzare parole scelte con attenzione, che abbiano significati onnicomprensivi e che parlino però italiano al massimo livello. Fare riferimento all'attività sportiva in ogni sua forma ci dice che deve essere il più inclusiva possibile, e questo è stato un altro ambito di discussione. Tutti infatti, allo stesso modo, abbiamo cercato parole che potessero davvero comprendere tutti gli sport, tutte le modalità di fare sport e tutti coloro che praticano sport, dai bambini più piccoli fino alle persone più anziane. Non dimentichiamo che il mondo dello sport, forse prima di tanti altri - c'erano anche emendamenti in questo senso e ringrazio per come è stato trattato il tema - anche attraverso le Federazioni paralimpiche e il Comitato italiano paralimpico, al pari del Comitato olimpico nazionale, ha svolto quella attività di inclusione che ha da sempre. Stamani leggevo un po' di storia dello sport, anche per cercare di prepararmi al meglio per la mia dichiarazione di voto. È molto interessante notare come sin dalla nascita dell'umanità - si hanno apparizioni anche ai tempi degli egizi, al di là del fatto che, come tutti sappiamo bene, i greci e romani ci hanno insegnato moltissimo in questo senso - l'attività sportiva, il misurarsi, il competere, il cercare di migliorare se stessi gareggiando con gli altri hanno fatto sempre parte della storia dell'umanità. Lo sport e l'attività sportiva hanno conosciuto nel corso dei secoli dei cambiamenti fino a arrivare all'epoca dell'Illuminismo, nella quale lo sport come benessere e come attenzione allo stato di salute, non soltanto fisico, ma anche mentale e psichico è arrivato al massimo. Con De Coubertin, poi, che ha fondato le Olimpiadi moderne, si è avuto come un sigillo su queste attività, sullo sport. È inutile dire che le associazioni sportive e tutti coloro che in qualche modo praticano attività sportiva rappresentano l'ossatura sociale dell'Italia.