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Tra i contenuti più importanti oggetto della delega vi è il sistema di riconoscimento della condizione di disabilità, in linea con le convenzioni ONU. Il nuovo sistema, che sarà oggetto degli schemi di decreti legislativi che il Governo presenterà al Parlamento per il parere, si basa sulla valutazione multidisciplinare della persona, finalizzata all'elaborazione di progetti di vita personalizzati. Il Governo, nella predisposizione dei decreti legislativi, garantirà collaborazione con le Regioni e gli enti locali. In particolare, all'articolo 2, dove in fase emendativa sono state apportate delle modifiche significative, è prevista l'introduzione di una valutazione di base della disabilità, distinta da una successiva valutazione multidimensionale. La volontà che si evidenzia nel testo in esame è sostenere in maniera coerente e concreta i percorsi di autonomia e di vita indipendente, percorrendo la strada della deistituzionalizzazione ed evitando quindi forme di istituzionalizzazione negli istituti e nelle strutture residenziali. Una rinnovata attenzione alle persone disabili ha bisogno di attuazione trasversale, con una legislazione a misura di famiglia, di studente e di lavoratore e con un adeguato stanziamento di risorse disponibili, che sicuramente non devono essere sprecate, ma la cui mancanza non può essere motivo della mancata attuazione delle misure previste nella legge delega. Salutiamo quindi il voto odierno, che auspicabilmente e verosimilmente vedrà il Parlamento esprimersi a favore con un voto unanime, come un momento felice e a volte raro, in cui la politica riesce a raggiungere un accordo e a valorizzare le sinergie anche con il lato governativo della produzione normativa. Quindi, per questi motivi esprimo il voto favorevole del Gruppo Misto e della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali. (Applausi) . FLORIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, innanzitutto va subito messo in evidenza che il tema della disabilità riguarda noi tutti - proprio tutti - non solo perché in molte famiglie ci sono dei disabili, cioè delle persone che soffrono, a causa di problemi di salute, di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere le attività abituali, ma per i numeri che altri colleghi hanno citato prima di me. Sono infatti 3.150.000 le persone affette da disabilità, ovvero il 5 per cento della popolazione italiana e devo dire che, leggendo i dati europei, questo 5 per cento è un valore sicuramente sottostimato. Gli anziani ultrasettantacinquenni che si trovano in condizione di disabilità sono quasi 1,5 milioni e un milione di costoro sono donne. Ecco perché la disabilità può riguardare proprio tutti; anche coloro che, fino ad una certa età, possono svolgere ogni tipo di attività, se colpiti dalle patologie legate all'anzianità possono vedere venir meno la propria autonomia o almeno una parte di essa. Si tratta di limitazioni che riguardano la normale attività quotidiana, come l'utilizzo dei mezzi pubblici. Ovviamente una legge di tale importanza affronta il tema della disabilità anche dei soggetti più giovani e delle incombenze per le loro famiglie. Quasi sempre l'onere di garantire un livello di vita adeguato alle persone con disabilità è infatti a carico delle famiglie e proprio la famiglia si trova ad affrontare tutti i problemi legati all'avere una persona disabile nella propria casa. Le famiglie più segnate sono quelle con i redditi più bassi. Due famiglie su tre, nelle quali vive almeno una persona disabile, non possono permettersi nessun momento di distrazione e nessuna vacanza, neppure per una settimana. Di più, una famiglia su due non può affrontare una spesa improvvisa di 800 euro. Il presente disegno di legge delega il Governo a sfidare questo tema per trovare le soluzioni volte a sostenere le famiglie italiane con disabili. Si tratta di una delega importante voluta e affidata alla Ministra qui presente, Erika Stefani, cui va la nostra stima e riconoscenza per come ha lavorato finora e per come - ne siamo certi - porterà a termine questa delega. (Applausi) . Anche se non si può dire che al Senato abbiamo influito molto sulla legge delega, abbiamo seguito i lavori della Camera, dove ha fatto un ottimo lavoro di raccordo. Le disposizioni provenienti dalla Camera hanno trovato il pieno accoglimento delle associazioni e mirano a raggiungere la piena accettazione dei disabili in una società che sia alla loro portata. Una forte accelerazione a questo disegno di legge che attendevamo da tanti anni è venuta anche dall'aver inserito un esplicito riferimento tra le riforme richieste dall'Europa e da adottare nell'ambito del PNRR di una legge quadro per la disabilità e, infatti, dalla prima legge quadro in materia sono passati quasi trent'anni e tanti tentativi di modifica sono stati vani. Negli anni sono stati posti tanti tasselli con norme a favore dei disabili. Penso, ad esempio, alle disposizioni sulle barriere architettoniche oppure a quelle sull'accesso al mondo del lavoro, in gran parte disattese, come sappiamo. Finalmente la delega intende porre ordine alle tante disposizioni venute fuori in ordine sparso dopo la legge del 1992 e dare un quadro organico all'insieme delle disposizioni. La delega intende verificare, inoltre, quanto di buono e quanto di cattivo esiste nella legislazione vigente aggiornando il quadro normativo e persino talune definizioni ormai superate e desuete. La delega interverrà su una stratificazione normativa prodottasi negli anni e che necessita senza dubbio di essere rivista, riordinata e resa coerente. Il risultato sarà una legge che darà certamente più tutele e più opportunità ai disabili. Infatti, ora al centro dell'azione normativa di questa delega viene rimessa la persona nell'esercizio pieno del proprio diritto di cittadinanza e nel suo diritto di scegliere sulle proposte dei servizi o sui progetti che lo riguardano. (Applausi). Lo scopo è proprio rendere effettivi i diritti e la tutela delle persone con disabilità che soffrono di problemi di salute o gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività quotidiana anche in autonomia. La revisione parte dall'accertamento delle varie condizioni di disabilità che dovranno avere parametri internazionali di riferimento a garanzia di una maggiore obiettività delle valutazioni, ma anche dal superamento dell'aggiornamento della tabella indicativa delle percentuali di invalidità, sostituendolo con un progressivo aggiornamento delle definizioni, dei criteri e delle modalità multidimensionali nell'accertamento dell'invalidità e, allo stesso tempo, salvaguardando i diritti acquisiti in precedenti valutazioni, garantendo sempre la possibilità di poter usufruire delle condizioni migliori ed evitando eventuali penalizzazioni dovute anche agli aggiornamenti dei parametri valutativi. A dare garanzia dei diritti acquisiti, a volte negati o compressi, sta anche l'istituzione della figura del Garante nazionale della disabilità. Tale figura viene istituita grazie a un emendamento di Forza Italia alla Camera, dove sono stati approvati, tra l'altro, diversi emendamenti di sostanza. Mi pare sia stato il deputato Novelli ad aver presentato la legge assorbita all'interno di questa legge delega per la riforma sulla disabilità.