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Abbiamo una flotta peschereccia tra le più vecchie d'Europa, con pescherecci ormai vecchi di quasi trent'anni. È necessario rinnovarsi ma in questi anni, a parte queste direttive europee, non è mai stato messo in atto alcun piano strutturale per la pesca che potesse prevedere piani di investimento per il rinnovo della flotta, per renderla più competitiva, per poterla quindi rendere più remunerativa, permettendo anche ai giovani, perché questo del ricambio generazionale è un altro problema che abbiamo in agricoltura, di poter intraprendere questa attività sperando in un lavoro che potesse garantire loro perlomeno una vita dignitosa. Sempre e solo direttive che limitano in maniera troppo stringente l'attività della pesca senza però alcuna tutela per i nostri pescatori rispetto a quelli di altri paesi del Mediterraneo, che invece spesso eludono le norme europee. In un Paese circondato dal mare - è una riflessione che propongo, Ministro, a lei e al Governo - non esiste un Ministero del mare e della pesca: una lacuna che andrebbe colmata per dare una prospettiva ad un settore che ha grandi potenzialità di crescita. Senza poi ricordare tutte le direttive e le politiche europee che hanno distrutto la nostra produzione dello zucchero, ridimensionato la produzione del latte o le direttive che vorrebbero che smettessimo di produrre formaggi con il latte fresco, a vantaggio di chi, come la Germania, è uno dei maggiori produttori di latte in polvere. Potremmo continuare, sottolineando ancora come le norme europee ci stiano penalizzando. Siamo però sotto attacco anche dal punto di vista finanziario sempre da un'Europa che vuole diminuire le risorse dell'agricoltura per la prossima Politica agricola comune (PAC), ma in particolare vuole attuare un sistema iniquo di distribuzione delle risorse tra i Paesi membri, penalizzando ancora di più il nostro Paese. Parametri basati solo sulla quantità di ettari coltivati, senza tener conto dei sistemi di tassazione, del costo del lavoro, dell'energia e della vita, nonché della qualità delle tutele per i lavoratori, che devono essere parametri da considerare per distribuire correttamente le risorse da assegnare. Siamo sotto attacco, Ministro, lo sa benissimo, e sottolineiamo ancora questo aspetto, da una globalizzazione che vuole il livellamento dei prodotti per ottimizzare i costi di produzione abbassando anche i livelli di sicurezza e salvaguardia dei lavoratori, dove le grandi multinazionali dell'alimentare possono fare da padroni ed aumentare i loro profitti. Siamo sotto attacco da una globalizzazione che non è solo economica e finanziaria, ma che permette una circolazione delle persone e delle merci spesso senza controllo e mai, come in questi ultimi anni, le nostre coltivazioni hanno subìto danni enormi prodotti da organismi provenienti da altre zone del pianeta. Ricordo solo l'emergenza più attuale, quella della cimice asiatica che sta distruggendo tutte le culture di frutta del Nord-Est o quella della Xylella, che ha abbattuto pesantemente la produzione dell'olio in Puglia. Ricordo ancora quella che è in corso su noci e nocciole del Piemonte che va ad incidere profondamente su questa produzione. Pensiamo in ultimo - ma non sarà sicuramente l'ultimo - al documento in discussione alle Nazioni Unite il prossimo 13 dicembre. Sotto la copertura della salute umana si vogliono colpire un'agricoltura e una filiera agroalimentare che sono le migliori del mondo. Paradossalmente, da una parte, organismi mondiali, come l'UNESCO, riconoscono la dieta mediterranea come la migliore alimentazione al mondo e, dall'altra, gli stessi organismi internazionali vorrebbero dichiarare nocivi gli elementi che sono alla base di questa stessa dieta. Per queste ragioni siamo convinti che siamo sotto attacco, signor Ministro, e ne siamo consapevoli perché queste sono le battaglie che Fratelli d'Italia ha sempre posto al centro della sua politica; da sempre la destra italiana ha considerato la difesa del made in Italy alimentare un settore strategico da difendere. Per questo abbiamo sempre, prima di molti altri, difeso la nostra agricoltura dagli OGM, da un sistema costruito dalle multinazionali che sotto il vessillo della salvezza dell'umanità dalla fame hanno invece impoverito molti agricoltori nel mondo, livellando al ribasso la qualità dei prodotti ma alzando i propri profitti. Siamo quindi soddisfatti oggi del fatto che anche la maggioranza e tutta l'Assemblea abbiano preso coscienza di queste problematiche, confermando come le nostre posizioni siano ampiamente condivisibili. Auspichiamo perciò che ci sia una condivisione totale di queste battaglie anche all'interno dell'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berardi. Ne ha facoltà. BERARDI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, ci troviamo oggi a discutere di mozioni sull'agricoltura. Sono agricoltore da una vita, è la mia materia; sono agricoltore e, come ho sempre dichiarato, morirò come tale. L'agricoltura è infatti una missione, ma sopratutto una passione. Pensavo però di poter discuter di altro, di soluzioni e aiuti per i nostri agricoltori. Possiamo, ad esempio, ricordare l'ultima ondata di maltempo che ha distrutto mezza Italia, coinvolgendo oltre ai privati cittadini e all'industria, anche la nostra agricoltura. Ritrovarsi, però, a parlare di un bollino da apporre sui nostri prodotti mi sembra sia indice del fatto che siamo arrivati all'assurdo. Io sono agricoltore: coltivo la vite, produco olio, cereali, frutta e verdura, e pensare di dover mettere un bollino su un succo di frutta che realizzo con un chilo di pesche, dove viene scritto «nuoce alla salute» mi sembra francamente incredibile. Mi verrebbe da dire un'idiozia, se lo si può dire in quest'Aula; non voglio mancare ovviamente di rispetto. Il bollino «nuoce gravemente alla salute» lo si dovrebbe mettere magari su quei prodotti che vengono trasformati e venduti per prodotti agricoli italiani laddove sono frutto esclusivamente di chimica e non di lavoro, di sudore e di natura come nel caso dei prodotti naturali italiani. Dobbiamo difendere il nostro prodotto italiano in ogni dove, perché è la nostra eccellenza. Abbiamo milioni di operatori nel settore, milioni di addetti; centinaia di migliaia di aziende che ogni giorno portano avanti la nostra agricoltura, che ha bisogno di altro: deve essere difesa davvero in ogni istituzione. Questo è l'appello che come Forza Italia facciamo al Governo affinché ne prenda atto. Già il nostro vice presidente Antonio Tajani sta portando avanti una battaglia per cercare di portare a casa un risultato sulle politiche agricole europee, che ci vedono ancora una volta deficitari come contributi e come programmazione. Questo bisognerebbe andare a combattere, non certo il bollino secondo cui i nostri prodotti nuocciono alla salute. Questa sì che è una idiozia vera e propria, lo ripeto. In agricoltura abbiamo diversi momenti di sconforto: nella mia Maremma abbiamo subìto un'alluvione nel 2014 e una prima, nel 2012, molto grave, che ha interessato tutto il nostro territorio; nel 2016 la siccità, nel 2018 il maltempo. Ogni anno subiamo purtroppo danni al nostro settore. Eppure, ci rimbocchiamo le maniche e andiamo avanti.