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In tal senso, occorre altresì segnalare che l’11 aprile 2012 la Commissione europea ha presentato una relazione (COM(2012)168) sull'applicazione della direttiva 2005/60/CE relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (terza direttiva antiriciclaggio). La relazione affronta anche il tema del commercio di pietre e metalli preziosi, sottolineando il rischio che la criminalità approfitti dell'assenza in alcuni Stati membri degli obblighi di adeguata verifica della clientela per riciclare i proventi di attività criminose in questo settore. L'articolo 1 del disegno di legge riguarda i requisiti che debbono possedere i «compro oro». In particolare, il comma 1 sottopone le attività di «compro oro» agli stessi requisiti e alle stesse sanzioni di cui alla legge n. 7 del 2000. Il comma 2 istituisce il «Registro delle attività di compravendita di oro» tenuto dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA), al quale sono tenuti a iscriversi i «compro oro» in possesso dei predetti requisiti. Il successivo comma 3 prevede che i «compro oro» applichino, nello svolgimento delle proprie attività, le norme relative alla determinazione degli indicatori di anomalia per l'individuazione e per la segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio, ai sensi degli allegati 1 e 2 annessi al decreto del Ministro dell'interno 17 febbraio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 28 febbraio 2011. Il richiamato provvedimento fornisce infatti «indicatori esemplificativi di anomalia», finalizzati ad agevolare gli operatori nell'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. L'articolo 2 si occupa della tracciabilità degli oggetti e metalli preziosi o recanti pietre preziose usati, ai fini di facilitare le attività di controllo da parte degli organi di polizia e della magistratura in materia di ricettazione e di riciclaggio. A tal fine, il comma 1 prevede l'istituzione di un registro telematico di pubblica sicurezza degli operatori che commerciano o detengono oggetti preziosi. Il comma 2 stabilisce l'obbligo per i «compro oro» di inviare, entro ventiquattro ore dall'avvenuto acquisto, alla questura competente per territorio ogni informazione sugli oggetti comprati o venduti, con l'indicazione dei dati identificativi dei venditori, dei compratori, e dell'operazione di compravendita di cose antiche o preziose nell'apposito registro di cui al comma 1. L'articolo 3 dispone che agli operatori che commerciano, rivendono o acquistano oggetti d'oro si applicano le disposizioni del codice del consumo in materia di divieto delle pratiche commerciali scorrette, azioni ingannevoli e omissioni ingannevoli. L'articolo 4 della proposta in esame applica il regime IVA di inversione contabile (cosiddetto reverse charge ) alle cessioni di rottami, cascami e avanzi di oro e metalli preziosi rivenduti per la successiva fusione. L'articolo 5 dispone che i «compro oro» sono tenuti a iscriversi nel registro delle attività di compravendita di oro entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto che disciplina il medesimo registro.. Art. 1. (Requisiti per l'esercizio dell'attività di compravendita di oro, di altri metalli preziosi e di materiale gemmologico, usati ed estensione delle disposizioni antiriciclaggio) 1. Chi commercia, rivende o acquista oggetti d'oro, nella forma di rottami, cascami e avanzi di oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria usati e li cede alle fonderie o ad altre aziende specializzate nel recupero di materiali preziosi deve essere in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 17 gennaio 2000, n. 7, ed è sottoposto alle sanzioni di cui all'articolo 4 della medesima legge n. 7 del 2000. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano, altresì: a) a chi rivende o acquista i citati materiali, anche nella forma dell'acquisto in permuta, quale attività commerciale occasionale ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera i) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, o quale attività secondaria rispetto all'attività prevalente di oreficeria o di gioielleria. I soggetti di cui alla presente lettera non sono comunque autorizzati a trattare oro fino, ad uso industriale o semilavorato; b) alle vendite e agli acquisti on line . 2. È istituito, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, un apposito registro, denominato «Registro delle attività di compravendita di oro», tenuto dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, secondo modalità e criteri stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'interno, da emanare entro tre mesi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, al quale sono tenuti a iscriversi i soggetti di cui al comma 1 del presente articolo in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 1, comma 3, della legge 17 gennaio 2000, n. 7. 3. I soggetti di cui al comma 1 del presente articolo applicano nello svolgimento delle proprie attività le disposizioni relative agli obblighi di adeguata verifica della clientela, di registrazione e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio di cui agli articoli 15, 36 e 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, secondo la determinazione di cui agli allegati 1 e 2 annessi al decreto del Ministro dell'interno 17 febbraio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 28 febbraio 2011. 4. All'articolo 127 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, dopo le parole: «mediatori di oggetti preziosi,» sono inserite le seguenti: «ivi compresi rottami, cascami e avanzi di oro e materiale gemmologico, prodotti finiti e di gioielleria usati,»; b) al secondo comma le parole: «di oggetti preziosi» sono sostituite dalle seguenti: «degli oggetti di cui al primo comma»; c) al quinto comma le parole: «degli oggetti preziosi da essi importati,» sono sostituite dalle seguenti: «degli oggetti e del materiale di cui al primo comma da essi importati,». Art. 2. (Disposizioni concernenti la tracciabilità degli oggetti d'oro, di altri metalli preziosi e del materiale gemmologico, usati) 1.