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I rifiuti di cucina e ristorazione derivanti da trasporti internazionali devono rispettare le disposizioni in materia di gestione dei rifiuti e quelle sanitarie. I rifiuti delle navi devono essere raccolti separatamente, per facilitarne il riutilizzo e il riciclaggio. Anche a fini tariffari, sono comunque raccolti e quantificati separatamente i residui del carico ed i rifiuti accidentalmente pescati. Il Piano di raccolta deve inoltre prevedere un meccanismo di indennizzo da corrispondere alle navi, a carico del gestore del servizio, nel caso di ritardi ingiustificati nel conferimento o nella raccolta dei rifiuti. L'indennizzo è riconosciuto nella forma della riduzione sulla tariffa dovuta, fermo restando il diritto al risarcimento del danno secondo le disposizioni del codice civile. L'articolo 5 detta le modalità di adozione e di aggiornamento, da parte dell'Autorità di sistema portuale o dell'Autorità marittima, del Piano di raccolta e di gestione dei rifiuti. Il comma 8 introduce una disciplina speciale per i piccoli porti non commerciali caratterizzati da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto. L'articolo 6 regola la procedura di notifica anticipata dei rifiuti, che è posta a carico dell'operatore delegato dall'armatore o dal comandante della nave, dell'agente raccomandatario o del comandante di una nave che rientra nell'ambito di applicazione del decreto legislativo n. 196 del 2005. L'articolo 7 disciplina le procedure che il comandante della nave deve rispettare, prima di lasciare il porto, al fine di assicurare il conferimento all'impianto portuale di raccolta dei rifiuti a bordo. L'articolo 8 disciplina la tariffa a carico delle navi per il recupero dei costi degli impianti portuali per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Analogamente a quanto già previsto dalla legislazione vigente, la tariffa è costituita da una parte "indiretta" (che viene pagata indipendentemente dal conferimento dei rifiuti agli impianti portuali) e da una tariffa "diretta" che copre la parte dei costi non coperta dalla tariffa indiretta ed è recuperata in base ai tipi e ai quantitativi di rifiuti effettivamente conferiti dalla nave. La raccolta e il trattamento dei rifiuti accidentalmente pescati non comporta l'obbligo della corresponsione della tariffa: i costi della raccolta e del trattamento di tali rifiuti possono essere coperti con le entrate generate da sistemi di finanziamento alternativi, compresi sistemi di gestione dei rifiuti e finanziamenti unionali, nazionali o regionali disponibili. L'articolo 9 individua i casi e le condizioni in cui possono essere riconosciute, da parte dell'Autorità marittima, esenzioni dall'applicazione delle disposizioni in materia di obblighi di notifica anticipata, di conferimento e di pagamento delle tariffe. Gli articoli 10 e 11 disciplinano il sistema delle ispezioni che devono essere assicurate dalle Autorità marittime. Gli articoli 12 e 13, di nuova introduzione, disciplinano le modalità per lo scambio di informazioni tra gli Stati membri dell'Unione europea, basato sul sistema dell'Unione per lo scambio dei dati marittimi "SafeSeaNet". L'articolo 14 prevede inoltre che le Autorità competenti trasferiscano le informazioni relative alle ispezioni alla banca dati sulle ispezioni istituita dalla Commissione europea. L'articolo 15, di nuova introduzione, prevede che le Autorità competenti e i gestori degli impianti portuali provvedano affinché tutto il personale riceva la formazione idonea per lo svolgimento del proprio lavoro sul trattamento dei rifiuti, con particolare attenzione agli aspetti relativi alla salute e alla sicurezza connessi al trattamento di materiali pericolosi. L'articolo 16 definisce il quadro sanzionatorio. L'articolo 17 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 18 disciplina le competenze legislative delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 19 abroga il decreto legislativo n. 182 del 2003. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 294 - mercato interno energia elettrica Doc n. 294 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE, nonché recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 943/2019 sul mercato interno dell'energia elettrica e del regolamento (UE) 941/2019 sulla preparazione ai rischi nel settore dell'energia elettrica e che abroga la direttiva 2005/89/CE (Osservazioni alla 10 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) illustra il provvedimento in esame, sul quale la 8ª Commissione è chiamata a rendere le proprie osservazioni alla 10ª Commissione, che è stato predisposto sulla base della delega contenuta negli articoli 12 e 19 della legge di delegazione europea 2019-2020, che hanno indicato i princìpi e i criteri direttivi per l'adeguamento dell'ordinamento interno a diversi atti legislativi europei in materia di energia elettrica. Si tratta, in particolare, di atti ricompresi nell'ambito del cosiddetto Pacchetto "Energia pulita", ossia del pacchetto di iniziative dell'Unione europea finalizzato a facilitare il perseguimento degli obiettivi del Consiglio europeo dell'ottobre 2014, che ha definito i target al 2030 in materia di emissioni di gas serra, di sviluppo delle fonti rinnovabili, di promozione dell'efficienza energetica e delle interconnessioni elettriche, assicurando mercati concorrenziali, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale degli investimenti e sicurezza dell'approvvigionamento. Tra gli obiettivi perseguiti dallo schema, la relazione illustrativa sottolinea, oltre alla promozione della partecipazione attiva e consapevole del consumatore, l'impulso alla diffusione di sistemi di accumulo e di ricarica dei veicoli elettrici, secondo criteri di mercato, funzionali all'integrazione nel sistema della crescente generazione da fonti rinnovabili. Lo schema si compone di 27 articoli. L'articolo 1 fissa i princìpi generali per l'organizzazione del mercato dell'energia elettrica, mentre gli articoli 2 e 3 recano le definizioni. L'articolo 4 riguarda la partecipazione al mercato degli operatori di Paesi terzi. Gli articoli 5, 6, 7 e 8 riguardano i diritti dei clienti finali, con riferimento, rispettivamente, agli aspetti contrattuali, alla materia delle bollette e delle informazioni di fatturazione, alla possibilità di cambiare fornitore e alla facoltà di sottoscrivere, nel caso in cui sia disponibile un contatore intelligente, contratti con prezzo dinamico dell'energia elettrica. L'articolo 9 sancisce quindi il diritto dei clienti finali di avere l'accesso a contatori intelligenti e assegna all'ARERA il compito di stabilire i requisiti funzionali e tecnici minimi dei sistemi di misurazione intelligenti, indicando le condizioni che devono essere comunque rispettate.