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Allegato NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 47 NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 47 La 3 a Commissione, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e a conclusione dell'esame dell'Affare assegnato " Il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione Russa" (n. 47); premesso che: l'Affare assegnato ha consentito un'ampia riflessione sul tema del futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione Russa nell'ambito dell'attuale scenario geopolitico; l'attività istruttoria, sia attraverso le audizioni e i documenti acquisiti in tale sede, sia attraverso la missione svolta in Russia, ha permesso di approfondire il quadro politico di riferimento e le problematiche in atto; le audizioni hanno coinvolto rappresentanti di qualificati istituti di ricerca e di riviste di geopolitica quali l'Istituto Affari Internazionali (IAI), il Centro Studi Internazionali (Ce. S.I.), l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), la rivista italiana di geopolitica "Limes", l'Osservatorio sulla "Sicurezza Internazionale" dell'Università LUISS, il think tank "Nodo di Gordio", l'istituto "Triageduepuntozero", il Presidente della Società Italiana per la Organizzazione Internazionale (SIOI), la Federazione italiana diritti umani (FIDU), rappresentanti di importanti realtà produttive e di analisi economica del nostro Paese, quali Confindustria, Eni S.p. A, ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, esperti di questioni geopolitiche, giornalisti ed editorialisti di rilevanti testate nazionali, oltre l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia e il Vice Presidente del Comitato Affari esteri del Consiglio della Federazione Russa; la missione svolta in Russia, in particolare, oltre a fornire ulteriori e importanti elementi di conoscenza circa la volontà russa di contribuire a superare l'attuale fase di instabilità nelle relazioni internazionali al fine di ripristinare condizioni favorevoli allo sviluppo di un partenariato rafforzato con l'Italia e con la stessa Unione europea, ha confermato l'importanza della diplomazia parlamentare quale strumento di rafforzamento dei rapporti bilaterali e di stimolo alle politiche governative; considerato che: l'Italia e la Federazione Russa sono legate da tradizionali sentimenti di vicinanza e di amicizia, che affondano le loro storiche radici anche nel terreno culturale e religioso, e i loro rapporti bilaterali sono sempre stati improntati al dialogo e al reciproco rispetto; nell'ambito dei capisaldi della sua proiezione internazionale, saldamente ancorati alle prospettive dell'integrazione europea e della partnership euro-atlantica, l'Italia, nel corso degli anni, ha saputo aprire spazi di cooperazione economica ed energetica con la Russia, cercando, al contempo, di coinvolgere Mosca nel dialogo sulla sicurezza europea e la governance internazionale; la dimensione economica ed energetica costituisce da tempo una delle principali direttrici delle relazioni bilaterali, particolarmente penalizzata a seguito dell'adozione da parte dell'Unione europea delle misure sanzionatorie conseguenti all'annessione della penisola di Crimea ed al conflitto in Donbass, e delle conseguenti contro-sanzioni russe; l'Italia, nel rispetto del regime sanzionatorio, sta favorendo l'intensificarsi delle relazioni economiche e commerciali con la Russia, nella convinzione che le sanzioni rappresentino uno strumento e non un fine dell'azione politica e che il rafforzamento delle partnership economiche costituisca un contributo alla pace ed alla stabilità dell'Europa e all'apertura di ambiti negoziali e di confronto per la ricerca di soluzioni politiche alle perduranti situazioni di violazione della legalità internazionale; la sottoscrizione e la successiva entrata in vigore dell'Accordo di partenariato e di cooperazione (APC) quale base giuridica delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e la Russia ha visto l'Italia fra i più attivi promotori, nel presupposto che il consolidamento delle relazioni economiche e politiche con Mosca, avrebbe potuto contribuire a mitigare i rischi di una rivalità geopolitica tra le due realtà istituzionali e a consolidare le prospettive di pace, di stabilità, di sicurezza e di benessere per tutti i cittadini europei; nell'ambito dei rapporti fra l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO) e la Federazione Russa, dall'Atto fondatore sulle mutue relazioni, la cooperazione e la sicurezza, stipulato nel 1997, all'adesione di Mosca al Consiglio di Partenariato Euro-Atlantico (EAPC) avvenuta nel 1994, i diversi governi italiani succedutisi nel tempo hanno sostenuto con coerenza ogni sforzo utile a rafforzare le prospettive di cooperazione e di dialogo con Mosca, fino all'istituzione del Consiglio NATO - Russia con la Dichiarazione di Roma del 2002 che rappresenta tuttora l'assise privilegiata di discussione e confronto su tematiche di interesse comune; ricordato che: le difficoltà crescenti intervenute nei rapporti fra i Paesi occidentali e la Russia nel corso degli ultimi anni, poi del tutto compromessi a seguito dell'annessione illegale della Crimea nel 2014 (ai sensi dell'articolo 2.4 della Carta delle Nazioni Unite) e del conflitto nel Donbass, sono tuttavia ascrivibili anche a talune reciproche diffidenze che hanno ostacolato il dialogo e la mutua comprensione, contribuito ad accrescere i fattori divisivi, alimentato la percezione russa di marginalizzazione e subalternità da parte occidentale ed impedito il consolidamento di un pragmatico partenariato economico e strategico con Mosca; in relazione ad alcuni Paesi della regione del cosiddetto common neighbourhood , ed in particolare con riferimento alla Georgia ed all'Ucraina, alcune scelte maturate in seno alla NATO ed all'Unione europea hanno contribuito al deterioramento dei rapporti con Mosca, concorrendo ad incrinare il clima di collaborazione internazionale instaurato in precedenza; la NATO, dopo aver ribadito la sua volontà di non riconoscere l'annessione della Crimea e sottolineato al contempo di non poter più considerare la Russia come proprio partner, è impegnata dal 2014 in un'azione di rafforzamento della sua presenza militare nei Paesi baltici ed in Polonia con funzioni di deterrenza, ma ha mantenuto attivo il dialogo politico con Mosca proprio mediante il Consiglio NATO-Russia; l'Italia ha sempre manifestato un atteggiamento positivo rispetto ad ogni eventuale allargamento delle strutture organizzative euro-atlantiche, anche in relazione alle Repubbliche ex sovietiche, purché - in linea con il Trattato di Washington istitutivo dell'Alleanza atlantica - ciò si traduca in una maggiore sicurezza dell'alleanza nel suo complesso. In parallelo l'Italia ha sempre auspicato l'adozione di atteggiamenti più improntati al dialogo ed al continuo confronto con la Russia; tenuto conto che: le sanzioni sugli scambi economici con la Federazione Russa in determinati settori, adottate dall'Unione europea nel 2014 e prorogate da ultimo fino al 31 luglio 2020, sono finalizzate al pieno rispetto degli accordi di Minsk firmati il 12 febbraio 2015;