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Viviamo un momento storico il cui impatto sulla nostra società saremo in grado di valutare con qualche accuratezza solo sulla lunga durata. Mi riferisco all'impatto non solo economico ma, soprattutto, a quello sociale e a quello culturale. Desidero, pertanto, innanzitutto ringraziarla, signor Ministro, anche a nome di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle, per la sensibilità che, in questi giorni più che mai, sta dimostrando verso gli alunni, i docenti e tutta la comunità scolastica, che si trova a vivere un momento assolutamente inedito e anche doloroso, come lei stessa ha ricordato nell'esordio del suo intervento in quest'Aula. Il suo lavoro rappresenta e rispecchia anche lo sforzo di tutto il mondo della scuola italiana che sta compiendo per fronteggiare l'emergenza, essendosi trovato costretto così, in poche settimane, anzi nel volgere di poche ore, a compiere una autentica rivoluzione; una rivoluzione che ha comportato il dover puntare tutto sulla didattica a distanza; un passo assolutamente necessario - come è stato sottolineato - per non abbandonare famiglie e studenti e per dar loro anche dei punti fermi, che non solo sono educativi, ma rappresentano oggi, in questa situazione di tempo e abitudini sospese, anche delle coordinate affettive ed emotive, specie per i più piccoli. Un sentito e doveroso grazie va, quindi, ai nostri docenti che, nonostante tutte le difficoltà di questo evento globale che nessuno poteva davvero prevedere e che ci colpisce così e ora, stanno portando avanti il programma scolastico sfruttando tutti i canali e le modalità disponibili pur di tenersi in contatto e in relazione con i propri alunni, consapevoli come sono che, ora più che mai, hanno bisogno di sentire la presenza della comunità scolastica nella loro vita. Sono insegnante io stessa. Mia sorella è insegnante e posso testimoniare che, mai come in questo frangente, tutta la classe docente, di ogni ordine e grado, da Nord a Sud del Paese, sta dimostrando l'immenso cuore e la grande dedizione con cui svolge il proprio lavoro. Oggi forse lo si nota solo di più, ma è sempre stato così. Il ministro Azzolina, dal canto suo, ha dimostrato di essere ben consapevole del digital divide che ancora impedisce, ad alcune aree geografiche del nostro Paese, ad alcuni istituti scolastici o singole famiglie, di avvalersi appieno degli strumenti di didattica a distanza. Ma questa esperienza sarà, ed è, la molla per superare un tale gap . Le misure prese dal Governo vanno esattamente in questa direzione, a sostegno proprio di quegli istituti o territori dove certe modalità didattiche non erano mai state sperimentate prima o, addirittura, non erano disponibili. A questo proposito, un grazie di cuore va anche alle famiglie, perché un tale sforzo investe anche loro. Sostenere i figli in questa nuova modalità didattica, che sfrutta le piattaforme informatiche e le nuove tecnologie, non è certo facile e comporta un impegno, anche da parte delle famiglie, di cui siamo assolutamente consapevoli. Per questo, noi ringraziamo i genitori e tutte le ragazze e ragazzi che continuano con immutato entusiasmo il loro lavoro di alunni e - aggiungo - non hanno bisogno di sentire polemiche. Ottima, dunque, l'iniziativa di fornire un supporto tecnico, ma anche un supporto psicologico online . Come è stato detto a tutti, a ragazze e ragazzi, a docenti e famiglie, abbiamo il dovere di garantire soprattutto una cosa: la chiarezza. Sono, quindi, lieta che il tratto distintivo delle sue parole, oggi in quest'Aula, sia stato proprio la chiarezza sulle azioni intraprese e su quelle da mettere in campo. Importante in primis è la certezza che lei, signor Ministro, ha espresso sulla garanzia per gli studenti di poter affrontare in modo serio gli esami di Stato. Certamente, era in apprensione per questo. Le modalità saranno definite e comunicate per tempo, e già oggi ha dato in parte un'anticipazione su di esse. Abbiamo il dovere di dare dignità a questo anno scolastico così complicato e di sostenere lo sforzo delle famiglie e degli studenti. Siamo certi che il suo Ministero, sentite tutte le parti, saprà dare le indicazioni necessarie in vista degli esami di Stato in modo chiaro, esaustivo e puntuale. Ovviamente, bisogna attendere - come lei ha ben detto - di avere un quadro epidemiologico definito, perché la priorità resta la massima sicurezza per tutti gli studenti, i docenti e il personale scolastico intero. Uguale chiarezza dovrà essere riservata ai docenti. Siamo certi che circolari o linee guida del suo Ministero accompagneranno gli insegnanti nella nuova sfida della valutazione per questo anno scolastico, che mette tutta la comunità scolastica alla prova per flessibilità, nuove competenze e serietà. Siamo poi confortati - devo dirlo, signor Ministro - dai risultati del monitoraggio sul funzionamento della didattica a distanza: un risultato che ci racconta ancora una volta, contrariamente a una certa stanca vulgata , di un'Italia operativa e pronta a reagire. Durante la mia esperienza di insegnamento in Germania, terminata due anni fa, ricordo che la parola d'ordine era digitalisierung , digitalizzazione. La scuola tedesca si interrogava sull'utilizzo della didattica a distanza e si preparava all'implementazione delle nuove tecnologie nell'insegnamento. Si aprì dunque un grande dibattito sui pro e sui contro dell'adozione di tali metodologie e sulla necessità di adottare piattaforme e metodi omogenei e condivisi. Noi abbiamo dovuto prendere decisioni in fretta, sull'onda della necessità a cui lo scoppio della pandemia ci ha messo di fronte. Ma siamo certi che sapremo fare le scelte migliori che innanzitutto guardino all'immediato e, non appena le circostanze lo permetteranno, consentiranno poi di programmare anche a lungo termine il ruolo e il metodo per avvalersi di tutti gli strumenti che la modernità ci mette a disposizione, arricchendo la scuola e la sua funzione educatrice, e non certo depauperandola. A questo proposito, esprimo tutta la nostra soddisfazione per lo stanziamento riservato alla didattica a distanza, molto importante per implementare e rendere questo strumento sempre più funzionale, in modo che possa accompagnarsi e integrare la didattica in presenza, che resta comunque essenziale per l'efficacia educativa e per cementare quel senso di appartenenza e di comunità che la scuola rappresenta e nutre. Ecco, la sfida che ci ha messo di fronte, forse in maniera un po' brutale, l'emergenza è probabilmente proprio questa: abbiamo scoperto che il divario digitale spesso corrisponde e alimenta, in un circolo perverso, un divario di natura più profonda, perché si tratta di un divario sociale, culturale ed economico. L'obiettivo non è dunque solo fare in modo che gli strumenti di cui ci stiamo dotando in questa crisi siano una risorsa utile per il domani. La didattica a distanza deve entrare stabilmente nella cassetta degli attrezzi delle nostre scuole, perché rappresenta uno strumento formidabile di apprendimento e partecipazione al fianco della didattica tradizionale.