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L'utilizzo del fondo è vincolato esclusivamente alla realizzazione di iniziative aventi ad oggetto la pesca sportiva e ricreativa in mare, e non è utilizzabile da parte di persone fisiche e giuridiche o associazioni di settori differenti da quelli del comparto economico della pesca dilettantistica. Con apposito decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di utilizzo delle risorse del fondo. 2 Al fondo di cui al comma 1 possono accedere con progetti mirati le associazioni del comparto economico della pesca dilettantistica più rappresentative a livello nazionale, in accordo con le autorità portuali e il corpo delle Capitanerie di porto. Le associazioni di cui al presente comma sono individuate con il decreto di cui al comma 1 e devono avere una attività certificata almeno anteriore all'anno 2011. 3 Agli oneri di cui al comma 1, pari a 100.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, si provvede: a per l'anno 2016, mediante utilizzo di quota parte delle risorse destinate al Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura; b per ciascuno degli anni 2017 e 2018, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per gli anni 2017 e 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 Possono concorrere al finanziamento del fondo di cui al comma 1 le regioni, mediante apposito accordo raggiunto in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Balzano. 6 (Sinergia con il comparto turistico e guida turistica per la pesca in mare) 1 Al fine di favorire lo sviluppo dell'occupazione e dell'economia della pesca dilettantistica, è istituita la figura della guida turistica per la pesca in mare, autorizzata ad accompagnare turisti in mare che esercitino la pesca dilettantistica da riva o da natante. La guida turistica per la pesca in mare deve aver partecipato ad un corso di formazione, il cui programma è approvato mediante apposito decreto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, organizzato dalle associazioni più rappresentative del comparto economico della pesca dilettantistica italiana, ed essere in possesso di relativa certificazione di frequenza. 2 È istituto, presso il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il registro per la guida turistica per la pesca in mare, mediante l'ausilio delle associazioni più rappresentative del comparto economico della pesca dilettantistica italiana. L'albo è revisionato con cadenza triennale e trasmesso alle Capitanerie di porto e alle autorità portuali.