[massime]

Ambiente - Codice dell'ambiente (d.lgs n. 152 del 2006) - Previsione dell'obbligo al soggetto inquinatore di procedere alla bonifica del sito contaminato - Ricorsi delle Regioni Marche e Toscana - Ritenuta sussistente possibilità per l'inquinatore di condizionare l'avvio della procedura di bonifica, con conseguente violazione delle competenze legislative regionali nelle materie "governo del territorio", "tutela della salute" e "servizi pubblici", nonché dei principi comunitari ("chi inquina paga") e dei criteri direttivi della legge delega - Esclusione - Erroneo presupposto interpretativo - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 242, commi 2, 3, 4, e 5, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, per ritenuta violazione degli artt. 11, 76 (in relazione all'art. 1, comma 8, lettere b),c),e),f), i) ed h) della legge 15 dicembre 2004, n. 308), 117 e 118 Cost. Le ricorrenti compiono una errata ricostruzione della disciplina introdotta dalle norme in oggetto dalla quale fanno discendere un potere discrezionale del soggetto inquinatore, mentre invece l'art. 242 introduce un complesso iter diretto a porre in capo al soggetto inquinatore l'obbligo di procedere alla bonifica del sito contaminato. D'altro canto, l'art. 257 sanziona penalmente il soggetto che cagiona l'inquinamento «se non provvede alla bonifica in conformità al progetto approvato dall'autorità competente nell'ambito del procedimento di cui agli articoli 242 e seguenti». Inoltre, è evidente che non vi è alcuna violazione dei principi e criteri direttivi contenuti alle lettere b ) e h ) del comma 8 dell'art. 1 della legge delega n. 308 del 2004 relativi al perseguimento «di maggiore efficienza e tempestività dei controlli ambientali», nonché alla «previsione di misure che assicurino l'efficacia dei controlli e dei monitoraggi ambientali».