[resaula]

Ben 18 sindaci dell'area del Vulture Alto Bradano hanno chiesto al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi di Forza Italia, di rivedere questa scelta, che fu congegnata dall'allora assessore alla sanità, Rocco Leone, famoso in questi giorni per la frase rivolta all'assessore regionale su particolari gargarismi per curare il mal di gola. È anche curioso che in quel determinato periodo storico il Presidente della Commissione regionale sanità fosse un consigliere regionale, cittadino del comune di Venosa, esponente della Lega. Questo per far intendere quanto la Lega difenda i propri territori. Non a caso ho citato quelle due forze politiche, alle quali aggiungo Fratelli d'Italia, che guidano l'amministrazione regionale della Basilicata e che non hanno avuto il benché minimo rispetto per chi deve sottoporsi a dialisi, per chi soffre di Alzheimer. Questi soggetti, posti di fronte a questo smantellamento, si sono trovati ad affrontare una vera e propria odissea, perdendo il loro punto di riferimento. A nulla sono valse le interrogazioni del consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Gianni Leggieri, e neanche le sue mozioni, approvate tra l'altro all'unanimità, forse beffardamente, dal Consiglio regionale. Noi siamo a fianco del sindaco di Venosa, Marianna Iovanni, in questa in questa battaglia. Si è affievolita la crisi. Noi diciamo, da sempre e in tutti i luoghi, che dobbiamo incrementare la medicina territoriale, la medicina che sta più vicino al paziente. Noi non ci arrendiamo. Non presenterò un'interrogazione al ministro Speranza, perché la Costituzione dice che non c'è competenza del Ministero della salute in questo caso. Ribadiamo però la competenza della sanità regionale. Scriveremo al ministro Speranza una lettera aperta, per fare in modo che prenda coscienza della disastrosa situazione in cui versa la sanità lucana, non soltanto con riferimento al POD venosino, ma più in generale. È una lotta per tutti i cittadini, non soltanto di Venosa, ma di tutta l'area del Vulture Alto Bradano. Signor Presidente, oggi è la Giornata mondiale della fibromialgia, ma anche degli infermieri, e, in conclusione, colgo l'occasione per ringraziare questa categoria per il prezioso lavoro che svolge. (Applausi) . DE VECCHIS (Misto-IpI-PVU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, intervengo per portare all'attenzione del Senato, ma anche del Governo, una situazione a mio avviso preoccupante. Dal 1° giugno la compagnia aerea ITA Airways ha sottoscritto una commessa con Dnata Srl, una società di catering . Tutto legittimo, ma la prima compagnia italiana, la ex Alitalia (che era la compagnia nazionale di bandiera), prima affidava la gestione del catering ad un'altra azienda, la Gate Gourmet. Quello che preoccupa è il mantenimento dei livelli occupazionali. Non vorremmo che questo passaggio da una compagnia all'altra, da un'azienda all'altra, comportasse la perdita di posti di lavoro, anche in vista dell'attenzione alla nuova stagione, con l'aumento dei voli. Non vorremmo che, mentre il traffico aereo aumenta, si perdessero posti di lavoro: sarebbe veramente una beffa. Tra l'altro, sono preoccupato dal famoso decreto industria che, all'articolo 7, sterilizza e annulla la clausola sociale proprio per i dipendenti del trasporto aereo e dell'indotto. Sono veramente preoccupato. Noi vorremmo davvero che vi fosse una garanzia da parte della Commissione lavoro e del Ministro del lavoro, affinché questi lavoratori vengano tutelati. Parliamo di 2.000 persone. Sono solo voci, ma, poiché voce di popolo, voce di Dio, si vocifera in verità di 500 esuberi. Vi chiedo allora, gentilmente, di portare all'attenzione del Governo questa situazione. Inoltre, rivolgo un saluto ai lavoratori del servizio di vigilanza privata delle acciaierie di Terni (AST), che rischiano il posto di lavoro. Anche a loro dedico questo mio breve intervento, che spero vada all'attenzione del Governo. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 17 maggio 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 17 maggio, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 15,26) . Dichiarazione di voto del senatore Bagnai nella discussione della questione di fiducia posta sull'articolo unico del disegno di legge n. 2564 Signor Presidente, credo sia piuttosto difficile che all'approssimarsi di una campagna elettorale un politico si opponga a un provvedimento con cui il Governo rimette soldi nelle tasche degli elettori, o almeno prova a toglierne di meno, come avviene in questo decreto ad esempio con l'abbattimento delle accise sui carburanti. Credo anche impossibile che un parlamentare, di fronte a un qualsiasi provvedimento governativo, non dica che comunque si sarebbe dovuto o potuto fare di più, e la discussione generale che si è svolta, nell'evidenziare meriti e demeriti del provvedimento in esame, mi conferma in questa ovvia previsione. Vista in questa luce, la mia dichiarazione di voto a favore del provvedimento è pleonastica, come sarebbero pleonastiche ulteriori sottolineature di quanto i miei onorevoli colleghi hanno enumerato in discussione generale, come è, infine, pleonastico che io lo faccia notare. Mi limito ad aggiungere che forse la mia dichiarazione di voto rischierebbe di essere inopportuna. Oggi è il centotrentunesimo giorno del 2022 e stiamo per votare la fiducia sul decreto-legge ventuno. Dividere 131 per 21 è operazione troppo complessa per l'attenzione che l'Aula potrebbe dedicarle. Mi limito quindi a ricordare che secondo un autorevole docente di diritto costituzionale questo Governo ha posto una questione di fiducia in media ogni nove giorni. La mia riflessione è molto semplice: se un Governo che gode di un supporto parlamentare vicino al 90 per cento pone la questione di fiducia ogni nove giorni forse esso è infastidito o impaurito dal dibattito parlamentare, e in ogni caso nei fatti, oggettivamente, lo sopprime (qui e in Commissione), indipendentemente dal fatto che soggettivamente ambisca o meno a sopprimerlo. Certo, si può anche argomentare che questa soppressione è il risultato in qualche modo oggettivo del coesistere di due elementi: uno istituzionale, il bicameralismo, e uno di prassi legislativa, l'abuso della decretazione d'urgenza contro cui a più riprese si è pronunciato, ahimè inascoltato, il Presidente Mattarella. I sessanta giorni per la conversione, in presenza di decreti omnibus e di regolamenti parlamentari figli di altre epoche conducono naturaliter a questo esito subottimale per la democrazia, o almeno per la sua rappresentazione.