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Riteniamo che questo disegno di legge di bilancio abbia sì sterilizzato le clausole di salvaguardia dell'IVA, ma è un qualcosa che hanno fatto anche tutti i Governi precedenti; è una condanna che abbiamo da molti anni e che non è certo nata nella scorsa legislatura. Da parte di questo Governo giallorosso si è pensato di procedere con questa immagine di new deal e di crescita, massacrando con le tasse. Visto che all'interno della maggioranza c'è stata una discussione per diminuire la plastic tax , si è pensato bene di ritornare alle solite odiose tasse sulle accise dei carburanti, gasolio e benzina, che scatteranno dal prossimo anno e che colpiranno tutti in modo uniforme e lineare, ricchi e poveri, lavoratori e disperati. È un modo per incassare velocemente e questo la dice lunga sulla fretta e su tutti i problemi che ci sono stati. Ciononostante, su certi problemi si è trovato veramente un punto di convergenza e di questo siamo felici perché, quando almeno su alcuni punti si riesce a convergere, la politica fa bella figura e dimostra di aver capito alcuni problemi delle persone. Penso invece che su molte altre questioni ci sia stata una visione ideologica, per cui sono stati scartati problemi di vicinanza, di aiuto, di ripresa verso alcune persone e categorie del nostro Paese. Noi continueremo con la nostra azione di critica, che sarà sempre costruttiva, come abbiamo dimostrato in questi giorni con i nostri emendamenti e il nostro comportamento. Adesso aspettiamo ciò che il Governo sta preparando e siamo pronti a continuare la nostra azione di miglioramento sempre e unicamente per dare molte più chance a questo Paese e soprattutto ai suoi cittadini e alle fasce più deboli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e dei senatori Damiani e Garavini) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Siri. Ne ha facoltà. SIRI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questa settimana mi hanno colpito due episodi che sono stati riportati dalle cronache. Il primo riguarda una signora che si è vista arrivare un accertamento dell'Agenzia delle entrate con cui le venivano chieste spiegazioni del fatto che avesse portato in deduzione la parrucca che si era comprata durante una malattia molto importante e seria che l'aveva colpita. Non è la prima volta che succede una cosa di questo tipo; già alcune settimane fa un'anziana signora in fin di vita in una casa di cura si era vista arrivare gli ispettori dell'Agenzia delle entrate con dei verbali da firmare e delle spiegazioni da dare. Certo, credo che un tale fatto, indipendentemente dai colori politici di appartenenza, debba proprio indignare tutti: quando la pubblica amministrazione si rivolge ai cittadini con una simile pervicacia e - se mi consentite - violenza emotiva, noi non possiamo far finta di niente. Poi c'è un altro caso che non attiene alle vicende fiscali che è stato riportato dalle cronache del padovano: in questi giorni - oggi o ieri - un signore, recatosi presso una agenzia territoriale di servizio per pagare una bolletta, ha cercato di farsi rateizzare il debito che aveva, ma purtroppo non è riuscito a ottenere alcun tipo di aiuto dall'operatore dello sportello. Per carità, l'operatore dello sportello fa il suo e, quindi, gli ha semplicemente risposto che non poteva aiutarlo; quel signore ha spiegato di avere quattro figli piccoli e, con il taglio delle utenze, si sarebbe trovato in grande difficoltà. Noi siamo un Paese grande e importante, e non solo perché abbiamo grandi industrie - riusciamo ancora a mantenere un certo livello di economia e di civiltà nel mondo - ma anche perché abbiamo persone estremamente generose: un signore in fila allo sportello, avendo ascoltato quanto riportato da quel papà, ha pagato il debito del suo concittadino italiano. Certo, uno potrebbe chiedersi come mai quel signore non avesse il reddito di cittadinanza: nel Paese alcune persone non sono a un livello di povertà tale da potervi accedere e vi assicuro che sono tantissime; vi rientrano tutte quelle che chiedono non l'assistenza - non sono proprio al livello d'indigenza assoluta - ma un lavoro, che naturalmente può arrivare soltanto se c'è una prospettiva di crescita autentica. Oggi qua discutiamo il bilancio dello Stato, che è vero che è fatto di numeri, ma soprattutto ha una finalità che credo tutti condividiamo e cioè la coesione sociale, fondazione e senso stesso dello Stato. È vero che osserviamo tutto l'impianto internazionale all'interno del quale ci troviamo, e quindi l'Europa, le direttive, le norme e il patto di stabilità e crescita. In certi casi, però, ci si dovrebbe chiedere come fa una cosa ad essere stabile e crescere, perché o è stabile o cresce. Come potete vedere, qui siamo soggetti privati di strumenti propri dello Stato per poter agire nella direzione di quella coesione sociale. Siamo vittime di una schizofrenia e di una bipolarità: è come se chi si siede ai banchi del Governo - una volta c'eravamo noi, adesso ci siete voi, ma non importa chi ci sia - si trovasse ad avere a disposizione soltanto il volante di un'automobile, ma il freno, l'acceleratore e le marce fossero in mano a qualcun altro; è evidente che difficilmente possiamo fare molta strada e avere grandi prospettive. C'è un limite: ho guardato vari elementi e mi sono chiesto cosa fa il Governo, nei limiti degli strumenti a sua disposizione, per andare incontro al grande obiettivo della coesione sociale. Aumenta le tasse: la si può dire e declinare come la si vuole - sugar tax , plastic tax , auto aziendali - ma si tratta sempre di un aggravio d'imposta, in una situazione di grande difficoltà economica e stagnazione. È come se avessimo un malato a letto a cui mettiamo un laccio emostatico per estrargli il sangue, magari non dal braccio, ma dalla gamba, con la scusa di averlo levato da una parte periferica. Ma sempre sangue è e, se la persona sta male, comunque non le si fa del bene. Nemmeno riduce le imposte, poi, perché si va nella direzione contraria di quanto avevamo iniziato a fare con la flat tax al 15 per cento per le partite IVA; quindi, si cancella quel provvedimento che estendeva tale agevolazione, che è di grande aiuto: ve lo assicuro e lo sapete, perché, anche se state al Governo e siete alla maggioranza, avete tanti amici che vi avranno detto di essere forfetari e questo li sta aiutando tantissimo. E allora perché negare questo percorso virtuoso nei confronti di tali lavoratori? È inspiegabile: un Paese in recessione dovrebbe andare nella direzione di aiutare tutti quei lavoratori - perché costoro sono anche tali - che hanno bisogno di tirare un sospiro di sollievo e di avere ossigeno; invece si cancella quel provvedimento. E poi cosa si fa? Si va nella direzione di aiutare i piccoli? No, perché si cancella la cedolare secca per gli immobili commerciali. Anche questo è un altro provvedimento che non aiuta affatto il malato che si trova a letto e che si trova in difficoltà a riprendersi; ma è un'altra botta che gli si dà per evitare che abbia una reazione positiva. Poi che cosa si fa? Si aumentano gli adempimenti.