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l'entrata in vigore di tali disposizioni più restrittive sta avendo come effetto tangibile e devastante la cancellazione per i mesi prossimi delle prenotazioni relative ai soggiorni nelle località sciistiche del Nord Italia a vantaggio di altri Paesi confinanti come la Svizzera o l'Austria all'interno dei quali vigono regole meno stringenti. Questo, in particolar modo, è dovuto anche a causa del fatto che ai minori di anni compresi tra i 12 ed i 18 è comunque richiesto il possesso del green pass rafforzato, anche se viaggiano al seguito dei propri genitori, familiari, tutori o accompagnatori scolastici e questi ultimi non potendo partire con i minori al seguito preferiscono cancellare le loro prenotazioni ovvero cambiare Paese di destinazione. Ciò è principalmente causato dal fatto che il ciclo vaccinale dei minorenni in alcuni Paesi extra UE è ancora alla fase iniziale; al riguardo, si segnala la nuova ordinanza del 26 gennaio 2022 firmata dal ministro Speranza, che fa seguito e recepisce la raccomandazione del 25 gennaio 2022 del Consiglio europeo. La mappa del contagio, sino ad oggi criterio ritenuto principale per definire le aree più colpite dalla pandemia e, dunque, sottoposte a maggiori restrizioni, sarà abbandonata in favore di un approccio individuale. Vale a dire che dall'inizio del mese di febbraio 2022 sarà lo status personale del cittadino, con vaccinazione completa, guarito dal COVID oppure dotato di tampone e non l'area di provenienza a determinare la possibilità di viaggiare nel territorio europeo. Nella stessa ordinanza, inoltre, vengono prorogate ed estese ad altre sei destinazioni turistiche le misure relative ai corridoi turistici Covid-free ; sul punto, vi sono ancora numerose e preoccupanti incertezze, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di rivedere in senso meno restrittivo le attuali limitazioni, per garantire meno problematica la circolazione delle persone, soprattutto con riferimento ai cittadini provenienti dai Paesi extra UE, in possesso di idonea certificazione comprovante la non positività al COVID. Questo per evitare il tracollo delle attività turistiche delle regioni alpine che vivono sul turismo invernale; se ritenga opportuno, in particolare, riconoscere la validità dei passaporti vaccinali rilasciati da Paesi esteri, a seguito di vaccinazione con vaccini autorizzati dall'EMA per la durata prevista dal Paese che lo ha rilasciato. Analogamente, consentire ai cittadini stranieri minorenni di accedere alle strutture ricettive e ad altri servizi esibendo il green pass base, se viaggiano al seguito di genitori, familiari, tutori, accompagnatori scolastici eccetera, in possesso di certificazione rafforzata. Atto n. 4-06513 L'ABBATE PAVANELLI CROATTI TRENTACOSTE ROMANO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: secondo quanto riportato da fonti di stampa, da associazioni ambientaliste e cittadini, è stata avviata la consultazione pubblica in merito ai lavori di realizzazione di una variante alla strada statale (SS) n. 16 "Adriatica" del tratto compreso tra Bari-Mungivacca e Mola di Bari; in seguito all'avvio della procedura di dibattito pubblico, è stato pubblicato il dossier di progetto realizzato da ANAS S.p. A., da cui si evincono 3 soluzioni alternative da valutare: Alternativa 1, ribattezzata "adeguamento in sede", che prevede il tracciato di sviluppo complessivo di circa 19 km, ricalcando per i primi 2 km l'attuale sedime della SS 16 esistente che poi si distacca all'altezza del km 807 circa, immediatamente dopo lo svincolo di collegamento con Via Caldarola, per il nuovo tracciato. Questo, attraversa zone prevalentemente agricole e si interconnette con la viabilità esistente di Via Caldarola e con la SS 16. Il costo dell'alternativa descritta corrisponde a 366 milioni di euro; Alternativa 2, che prevede un tracciato interamente in variante, arretrato rispetto al tracciato attuale della SS 16 e ad una distanza da questo variabile tra 1,5 e 3 km. La lunghezza complessiva è pari a circa 18 km e sono previsti svincoli di raccordo con la viabilità principale attraversata. La quota maggiore di traffico viene assorbita dalla variante, che presenta prestazioni funzionali migliori. Il costo si aggira sui 465 milioni di euro; Alternativa 3, di lunghezza complessiva pari a 19,6 km, che viene realizzata completamente in variante all'asse esistente. Il tracciato, alla progressiva chilometrica 803+800 devia verso sud con una curva di raggio 1.000 m. e in seguito con un'ampia controcurva di raggio 1.600 m., allineandosi al corridoio definito a nord dall'area produttiva-commerciale e a sud dalla linea ferrovia FSE, che affianca in un primo momento ed in seguito va ad intersecarsi con la stessa. Il costo totale è di 405 milioni di euro; considerato che il territorio pugliese in quel tratto è considerato di elevato pregio storico-turistico per la presenza di muretti a secco, uliveti secolari, frutteti con mandorli e ciliegi, gelsi e i caratteristici fichi d'india, oltre ai classici arbusti che caratterizzano la macchia mediterranea, la cui tutela è necessaria sia per conservare il paesaggio che per la tutela della biodiversità, in conformità con la strategia dell'Unione europea sulla biodiversità per il 2030, che mira a proteggere e a ripristinare il mantenimento dei servizi ecosistemici; considerato, inoltre, che: i comitati cittadini si oppongono fermamente alla devastazione del territorio derivante dalla costruzione di una nuova arteria che attraversi l'area in questione. La realizzazione di una nuova variante causerebbe la sottrazione all'economia molese di centinaia di ettari di terreno, dove viene coltivato il prodotto più remunerativo della già fragile agricoltura molese: l'uva da tavola. Inoltre, la presenza di una ulteriore arteria, a pochi chilometri dall'esistente SS 16, produrrebbe un ingente consumo di suolo generando relitti fondiari poco utili ai fini dello sfruttamento agricolo; si tratterebbe pertanto di un consumo di suolo dannoso per l'agricoltura e per la storia pugliese, oltreché insensato perché, oltre a disincentivare lo sviluppo del trasporto ferroviario pendolare (già depotenziato da orari e corse e fermate insufficienti e irrazionali), non porterà reali e concreti benefici al territorio e alle esigenze degli automobilisti; il nuovo tracciato, altresì, contraddice le indicazioni del Piano paesaggistico territoriale regionale che propone di non consumare altro suolo a vantaggio della tutela del paesaggio pugliese, per preservare una delle maggiori attrattive turistiche oltre che una risorsa per le future generazioni; il tratto di strada statale 16 Mola-Bari non rientra tra le strade più trafficate d'Italia.