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legge ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. Il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro delegato in materia di sport possono adottare ulteriori disposizioni attuative con regolamento. L'articolo 16 reca l'entrata in vigore. Ribadisce come il decreto-legge possa costituire un volano per il rilancio delle Regioni più gravemente colpite dall'emergenza epidemiologica derivante dal Covid-19 e rappresentare un segnale di speranza. Considerato che il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura con il voto favorevole di tutti i Gruppi parlamentari, propone di non fissare un termine per la presentazione di emendamenti, auspicando che il disegno di legge medesimo possa essere definitivamente approvato. CAMERA DEI DEPUTATI INTERVENTI IN ASSEMBLEA GRUPPO ITALIA VIVA Discussione sulle linee generali MICHELE ANZALDI (IV). Grazie Presidente, grazie Governo, grazie gentili colleghi. Intervengo con molto piacere e speranza in Aula su questo tema perché ci dà modo di parlare di futuro. Questo decreto arriva in un momento drammatico per il Paese. L'Italia è provata dalla morte di oltre 20 mila suoi concittadini, una perdita che ha scosso tutti e che per alcuni ha rappresentato un dramma indimenticabile e straziante: avere il proprio caro ricoverato a pochi metri e non potere neanche avvicinarsi per una carezza o semplicemente uno sguardo. Una tragedia mai vissuta prima. In questo momento, questo decreto e questa discussione rappresentano una speranza, perché parliamo del futuro, che speriamo sia finalmente libero dal dramma dell'epidemia da Coronavirus; e, soprattutto, parliamo di un tema felice come la competizione sportiva tra popoli in pace dei cinque continenti. Un'occasione di svago, di sano sport, ma soprattutto un'occasione per costruire, attrezzare, migliorare strutture nuove e già esistenti; un'occasione per creare lavoro, un'occasione per mostrare al mondo intero il made in Italy e la faccia della bella Italia. Sappiamo, e la storia ce lo conferma, che questi grandi eventi sportivi sono anche una sfida, o forse soprattutto una sfida organizzativa. I rischi sono molteplici e vanno da quelli tecnico-organizzativi sino a quelli, sempre presenti, di infiltrazioni malavitose, che vanno dalle speculazioni urbanistiche sino alla criminalità organizzata. Con questo decreto proviamo a regolamentare gli avvenimenti per impedire futuri errori e garantire, oltre la realizzazione degli eventi, la loro promozione e, soprattutto, per cercare di ottenere il perdurare dei benefici economici e ambientali sui territori. Ma vi è un aspetto che non va sottovalutato e che, anzi, potrebbe essere un'occasione di riscatto per il nostro Paese, quello delle abolizioni delle barriere architettoniche. Questi eventi, ben gestiti, potranno offrirci e lasciarci delle aree moderne e attrezzate, ma, soprattutto, civili e alla portata di tutti. Il decreto in esame reca, in estrema sintesi, tre gruppi di norme, raccolte nei primi tre capi in cui è ordinato il testo: innanzitutto, le norme per l'organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, poi, le norme per l'organizzazione del torneo tennistico finali ATP Torino 2021-2025, quindi, le norme in materia di divieto di pubblicizzazione parassitarla. L'ultimo contiene norme ordinamentali per il coordinamento tra Stato, regioni e province autonome nell'organizzazione degli eventi sportivi in oggetto. Per quanto riguarda le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026, il Capo I descrive le tappe che hanno condotto alla designazione dell'Italia come Paese ospitante. Il procedimento si è avviato nel 2017 e ha visto il sistema Italia compatto dibattere e discutere per trovare una soluzione per non negare questa occasione al Paese. E solo grazie a questo coraggio e al lavoro tra le istituzioni nazionali, locali e il CONI si è riuscito a ottenere, il 1° agosto 2018, la candidatura per Milano, Torino e Cortina d'Ampezzo. Successivamente, come è noto, Torino ha rinunciato a partecipare. La candidatura di Milano Cortina è stata accettata dal Comitato olimpico internazionale il 9 ottobre 2018, insieme a quelle di Calgary e Stoccolma. Il CONI e gli enti territoriali coinvolti, la regione Lombardia, la regione Veneto, il comune di Milano e il comune di Cortina d'Ampezzo, hanno quindi sottoscritto, il 5 novembre 2018, un protocollo di intesa per regolare in modo concertato le attività connesse alla candidatura. A sua volta, il Consiglio dei ministri, il 10 gennaio 2019, ha garantito il sostegno del Governo alla candidatura. Su queste basi, 1'11 gennaio 2019, è stato ufficializzato il dossier della candidatura italiana. La candidatura ha comportato il rilascio al CIÒ di adeguate garanzie in termini di impegni, anche finanziari, da parte del CONI, degli enti territoriali coinvolti e del Governo italiano. Il 24 giugno 2019, il CIÒ ha, infine, designato vincente la candidatura italiano di Milano Cortina. Nella stessa occasione è stato sottoscritto tra il CIÒ, il CONI, le città di Milano e Cortina d'Ampezzo e le regioni Veneto e Lombardia un accordo sui principi per l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi. Le Olimpiadi invernali si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026 e le Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo 2026. Per le Olimpiadi sono state individuate 14 sedi di gara, incluse nei quattro cluster Milano, Valtellina, Cortina, Val di Fiemme, per le Paralimpiadi sei sedi di gara, incluse nei tre cluster Milano, Valtellina e Cortina. Per quanto riguarda l'impatto economico e finanziario che i Giochi del 2026 potrebbero avere sul nostro Paese, il Governo italiano ha commissionato alla facoltà di economia . dell'università di Roma La Sapienza uno studio su questo tema, i cui risultati sono stati presentati al pubblico il 21 marzo 2019, a Palazzo Chigi. Lo studio ha verificato che le uscite dello Stato per i Giochi olimpici saranno compensate dagli introiti diretti e indiretti legati ai medesimi Giochi, nel periodo 2020-2028. Due ulteriori studi sono stati commissionati a livello regionale per l'impatto sui territori di riferimento. Uno è stato elaborato dall'università Ca' Foscari di Venezia e un altro dall'università Bocconi di Milano. I tre studi sono stati presentati dalla delegazione italiana al CIO. Il Capo II, come anticipato, reca disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento delle finali ATP Torino 2021-2025, una candidatura che è stata avanzata ad agosto 2018, quando l'ATP ha avviato il processo di selezione delle città interessate a ospitare l'evento. A novembre dello stesso anno, la Federazione italiana tennis e il CONI hanno proposto Torino come città ospitante per il quinquennio 2021-2025. L'ATP ha quindi formato una lista breve nella quale erano presenti Torino, Singapore, Tokyo, Manchester e Londra. La scelta di Torino è stata ufficializzata a Londra, il 24 aprile 2019. Anche in questo caso, come si può facilmente evincere dalle capitali competitor appena citate, si tratta di un indiscutibile successo delle istituzioni italiane e dello sport nazionale.