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Si ribadisce che il consenso alla disposizione del ritratto o immagine di un minore ovvero dei contenuti multimediali è un atto di straordinaria amministrazione e in quanto dispositivo di diritti personalissimi e fondamentali spetta esclusivamente e congiuntamente a chi ha la responsabilità genitoriale, nel rispetto degli articoli 147 e 357 del codice civile ed esclusivamente nell'interesse primario e oggettivo del minore medesimo. Il consenso prestato dai genitori tiene conto in ogni caso della volontà espressa dal minore in relazione alla sua età e al suo grado di maturità. Infine si dispone che il diritto all'oblio del minore che ove abbia compiuto quattordici anni può in ogni momento richiedere la cancellazione dei dati personali, anche in relazione ai contenuti multimediali diffusi da chi ha la responsabilità genitoriale o con il suo consenso. L'articolo 3 detta ulteriori disposizioni sulla diffusione di contenuti multimediali di minori prevedendo da parte dei servizi delle piattaforme digitali l'adozione di un codice di regolamentazione, sulla base di un modello da definire con atto dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di concerto con il Garante per l'infanzia e l'adolescenza e con il Garante per la protezione dei dati personali, sentito il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori. Si prevede inoltre che, nell'ambito del piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo previsto dall'articolo 3 della legge 29 maggio 2017, n. 71, siano stabilite le iniziative di informazione sulla diffusione nelle piattaforme digitali di condivisione di contenuti multimediali, relativi a minori, e sulle conseguenze che tale diffusione comporta sulla loro vita privata e in termini di rischi psicologici e legali nonché sui mezzi a loro disposizione per tutelare i propri diritti, la propria dignità e la propria integrità morale e psicofisica, coinvolgendo primariamente i servizi socio-educativi presenti nel territorio e in sinergia con le istituzioni scolastiche. Nell'ambito dello stesso piano si prevedono poi periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sui fenomeni dei « baby influencer » e dello « sharenting » e sui rischi conseguenti per i minori medesimi, avvalendosi dei principali media. L'articolo 4 interviene sul codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nella parte in cui disciplina il consenso del minore in relazione ai servizi della società dell'informazione (il cosiddetto « consenso digitale ») innalzando l'età del predetto consenso dagli attuali quattordici anni ai sedici anni. Il decreto legislativo n. 101 del 2018 (relativo al recepimento del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali-GDPR) ha fissato a quattordici anni l'età minima per esprimere il consenso al trattamento dei propri dati. L'articolo 8 del GDPR stabilisce che, per quanto riguarda l'offerta diretta di servizi della società dell'informazione ai minori, il trattamento dei dati è lecito a partire dai sedici anni, consentendo tuttavia ai Paesi membri di derogare a tale limite, ma fissandolo non al di sotto dei tredici anni. L'articolo 5, infine, prevede un obbligo di relazione alle Camere sull'efficacia delle misure adottate in attuazione della legge.. Art. 1. (Modifiche alla legge 17 ottobre 1967, n. 977) 1. Alla legge 17 ottobre 1967, n. 977, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 4, comma 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « L'autorizzazione di cui al presente comma è rilasciata, per un periodo non superiore a sei mesi ed è rinnovabile. L'autorizzazione può essere sospesa o revocata in qualsiasi momento in caso di emergenza e ove emergano situazioni potenzialmente lesive della sicurezza e della integrità psicofisica del minore »; b) dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: « Art. 4- bis . – (Disposizioni sull'impiego dei minori nell'ambito delle piattaforme digitali) – 1. La presente legge si applica a qualsiasi impiego e sfruttamento commerciale di minore effettuato su registrazioni sonore e audiovisive o su immagini, di seguito denominate “contenuti multimediali”, al fine di trasmetterle, a scopo di lucro, su una piattaforma digitale di condivisione di informazioni, suoni, video e immagini, di seguito denominata “piattaforma”. 2 . L'impiego e lo sfruttamento commerciale di minore si configura quando la durata cumulativa o il numero dei contenuti multimediali trasmessi supera, in un determinato periodo di tempo, la soglia fissata dal decreto di cui al comma 5 ovvero quando la diffusione dei contenuti multimediali provoca, a vantaggio della persona responsabile della creazione, produzione o trasmissione degli stessi, introiti diretti o indiretti superiori alla soglia fissata dal medesimo decreto di cui al comma 5. 3 . In caso di concessione dell'autorizzazione di cui all'articolo 4, la direzione provinciale del lavoro fornisce a chi esercita la responsabilità genitoriale e a coloro che impiegano il minore per le attività di cui al presente articolo, le informazioni relative alla tutela dei diritti del minore nell'ambito della produzione dei contenuti multimediali e che riguardano in particolare le conseguenze, sulla vita privata del minore, della diffusione dei predetti contenuti su una piattaforma, nonché gli obblighi finanziari di cui al comma 7. 4 . La revoca dell'autorizzazione comporta l'immediata rimozione da qualsiasi piattaforma dei contenuti multimediali riferiti al minore o riconducibili al medesimo, secondo le modalità di cui all'articolo 2 della legge 29 maggio 2017, n. 71. 5. All'impiego di minori di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 27 aprile 2006, n. 218, recante disciplina dell'impiego di minori di anni quattordici in programmi televisivi, integrato con le ulteriori disposizioni da adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con l'Autorità delegata in materia di famiglia, previo parere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per l'infanzia e l'adolescenza nonché del Garante per la protezione dei dati personali, e recanti: a) i tempi, la durata, le condizioni igieniche e di sicurezza per la realizzazione dei contenuti multimediali condivisibili nelle piattaforme digitali e riguardanti i minori; b) le soglie limite per la configurazione dell'impiego e dello sfruttamento commerciale di minore di cui al comma 2; c) i rischi, soprattutto psicologici, associati alla diffusione dei contenuti multimediali di cui alla lettera a) ; d) la compatibilità con la normale frequenza scolastica dei minori coinvolti; e) le modalità attuative degli obblighi finanziari di cui al comma 7. 6 .