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n. 68 del 2011, che consentono di maggiorare l’aliquota dell’addizionale regionale all’Irpef fino a 1,1 punti percentuali per l’anno 2014 e fino a 2,1 punti percentuali a decorrere dall’anno 2015, non si applicano alle autonomie speciali, ma, possono essere adottate solamente da ciascuna regione a statuto ordinario. Le ragioni dell’urgenza conseguono alla necessità di fornire uno strumento di copertura finanziaria particolarmente rilevante per quelle regioni (come le regioni Sicilia e Sardegna) che a legislazione vigente non dispongono di margini di manovra sulle aliquote dell’IRAP e dell’addizionale IRPEF, essendo le stesse già innalzate al livello massimo consentito e stabilmente destinate al finanziamento del disavanzo sanitario corrente, ai sensi della normativa vigente in materia di piani di rientro dai disavanzi sanitari a cui la regione è sottoposta. Pertanto, al fine di garantire la necessaria copertura del rimborso dell’anticipazione di liquidità in questione, la norma riconosce eccezionalmente alle autonomie speciali di poter maggiorare l’aliquota base dell’addizionale regionale all’IRPEF -- fissata anche per le stesse all’1,23 per cento dall’articolo 28 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 -- fino al 2,13 per cento. Tale misura dell’imposta comprende, quindi, l’aliquota di base dell’1,23 per cento, la maggiorazione di 0,5 punti percentuali attualmente vigente per tali autonomie in base all’articolo 50, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, come integrato dall’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, e l’ulteriore maggiorazione riconosciuta dalla norma in esame, pari a 0,4 punti percentuali. Per completezza, si precisa che tale disposizione di legge, derogatoria rispetto a quanto previsto dall’articolo 50, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è conforme a Costituzione atteso che: -- non è in contrasto con quanto stabilito nei singoli statuti delle regioni con autonomia statutaria, i quali, come confermato dalla stessa Corte costituzionale nella sentenza n. 102 del 2008, possono consentire, tramite legge regionale, solo la creazione di tributi propri ma non possono incidere invece sulla configurazione di misure fiscali a monte stabilite dal legislatore nazionale; -- l’addizionale regionale all’IRPEF è un’imposta individuata da una norma dettata dal legislatore nazionale (articolo 50, comma 3 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446), spetta pertanto alle regioni, comprese quelle a statuto speciale, solo il potere di aumentare o diminuire l’aliquota sempre però nei limiti minimi e massimi dettati dal legislatore nazionale; -- la stessa Corte costituzionale, con sentenza n. 138 del 1999 ha statuito che «... anche l’addizionale IRPEF è un’imposta “attribuita” alle Regioni, in ordine alla quale la Regione Siciliana, oltre a compiere le scelte espressamente demandate (la fissazione, a partire dall’anno 2000, dell’aliquota tra lo 0.50 e l’1 per cento: articolo 50, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997; e cfr. già l’articolo 3, comma 146, lettera b , della legge n. 662 del 1996), potrà esercitare la propria potestà legislativa alla stessa stregua, e con gli stessi limiti, di quanto avviene per i tributi erariali regionalmente riscossi, il cui gettito è ad essa devoluto ...». Commi 13-16. Il comma 13 della norma in esame è sostanzialmente finalizzato a destinare una quota parte dell’anticipazione di liquidità concessa alla regione Campania, ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 35 del 2013, con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 14 maggio 2013, al finanziamento del piano di rientro di cui al comma 5 dell’articolo 16 del decreto-legge n. 83 del 2012 non coperto con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui alla delibera CIPE n. 1/2009 del 6 marzo 2009, e con quelle di cui al comma 9- bis dell’articolo 1 del decreto-legge n. 174 del 2012 destinate alla regione Campania. Si prevede altresì che la predetta anticipazione di liquidità è comunque attribuita nei limiti dell’ammontare del prestito i cui oneri di ammortamento trovano copertura nel residuo gettito delle maggiorazioni fiscali di cui al comma 3 non destinate al finanziamento degli oneri di ammortamento delle anticipazioni di liquidità concesse ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 35 del 2013. Il comma 14, invece, detta i criteri per l’erogazione dell’anticipazione di cui al comma 13. In relazione a quanto disposto dal comma 1, il comma 15 stabilisce l’applicazione delle maggiorazioni dell’IRAP e dell’addizionale regionale all’IRPEF, nelle misure rispettivamente dello 0,15 per cento e dello 0,30 per cento a decorrere dal 2014, finalizzandone il gettito prioritariamente all’ammortamento dei prestiti di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 35 del 2013 (per il pagamento dei debiti regionali sanitari ed extrasanitari) e in via residuale all’ammortamento del prestito disciplinato al comma 1. Il comma 16, infine, interviene sul comma 9- bis dell’articolo 1 del decreto-legge n. 174 del 2012, al fine di specificare che le risorse destinate alla regione Campania in attuazione del medesimo comma, devono essere finalizzate obbligatoriamente al finanziamento del ripetuto piano di rientro di cui al comma 5 dell’articolo 16 del decreto-legge n. 83 del 2012. Comma 17. Si autorizza il Ministero per i beni e le attività culturali ad erogare tutte le somme residue a valere sul Fondo unico dello spettacolo (FUS) a favore delle fondazioni lirico-sinfoniche. Commi 18-20. La disposizione contenuta nel comma 18 incrementa dal 99 al 100 per cento la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a decorrere dall’anno 2013. Con il comma 19 si prevede che gli effetti di tale incremento, per l’anno 2013, si producono esclusivamente in sede di versamento della seconda o unica rata di acconto. A tal fine, è disposto che l’ammontare della rata di novembre 2013 è quello che risulta dalla differenza fra l’importo dell’acconto complessivamente rideterminato nella misura del 100 per cento e quanto già eventualmente calcolato in sede di primo acconto, a prescindere dal versamento di quest’ultimo in unica soluzione ovvero in rate. Ciò vale anche con riferimento ai soggetti che si avvalgono dell’assistenza fiscale per i quali è esplicitamente previsto che la determinazione della seconda o unica rata di acconto è effettuata dal sostituto d’imposta.