[pronunce]

2.- In via preliminare devono essere esaminate le eccezioni di inammissibilità formulate dalla difesa statale. 2.1.- La deduzione con la quale l'interveniente contesta la genericità della censura involgente l'art. 97 Cost. è palesemente inconferente, in quanto verte su un parametro non evocato dal giudice a quo. 2.2.- Neppure può essere accolta l'ulteriore eccezione con la quale l'Avvocatura generale dello Stato evidenzia che le questioni promosse si incentrano su una disposizione, quale è l'art. 2, comma 5-ter, del d.l. n. 102 del 2013, come convertito, che non ha introdotto l'obbligo di annotazione catastale ritenuto all'origine del vulnus denunziato, ma ha soltanto chiarito, in quanto norma di interpretazione autentica, che l'inserimento di tale scritturazione negli atti del catasto ha efficacia retroattiva sino al quinto anno anteriore a quello di presentazione della domanda. 2.2.1.- Come ripetutamente affermato da questa Corte, un'interpretazione non formalistica del canone dell'esatta ed esaustiva indicazione della disposizione censurata, ricavabile dall'art. 23, primo e terzo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), impone di identificare il thema decidendum tenendo conto della motivazione e dell'intero contesto dell'ordinanza di rimessione (sentenze n. 258 del 2012 e n. 181 del 2011). In tale ottica, l'imprecisa indicazione della disposizione indubbiata non inficia di per sé l'ammissibilità della questione ove questa Corte sia posta comunque in condizione di individuare il contesto normativo effettivamente investito dalle censure formulate (sentenze n. 107 del 2021 e n. 14 del 2019). 2.2.1.1.- Ciò premesso, è ben vero che la CTR Emilia-Romagna ha sollevato le questioni di legittimità costituzionale in riferimento al solo art. 2, comma 5-ter, del d.l. n. 102 del 2013, come convertito. Tuttavia, le argomentazioni svolte nell'ordinanza di rimessione rendono palese che l'oggetto delle censure è costituito dal plesso normativo che disciplina l'annotazione della ruralità, dalla quale la Corte di legittimità ha tratto il principio di diritto vincolante nel giudizio a quo. La disciplina sottoposta a scrutinio può, quindi, ritenersi identificata con sufficiente precisione, pur mancando, nell'ordinanza di rimessione, un esplicito riferimento a tutte le disposizioni che la compongono. 2.3.- Parimenti non fondata è l'eccezione con la quale la difesa dello Stato lamenta che la CTR Emilia-Romagna avrebbe reiterato una questione già dichiarata inammissibile da questa Corte con l'ordinanza n. 115 del 2015, e sarebbe, inoltre, incorsa nella medesima carenza rilevata con la predetta ordinanza, avendo omesso di verificare l'applicabilità nella specie del d.m. 26 luglio 2012. 2.3.1.- Occorre, anzitutto, ribadire, in linea con un'enunciazione già espressa dalla giurisprudenza costituzionale, che le precedenti pronunce di inammissibilità non comportano alcun effetto impeditivo nei confronti di successive censure, pure analoghe, relative alla medesima norma, posto che la riproposizione della stessa questione è preclusa soltanto nel corso del medesimo giudizio (sentenza n. 99 del 2017). 2.3.2.- In ogni caso, la questione all'odierno esame si incentra su profili della normativa in materia di annotazione della ruralità diversi rispetto a quelli affrontati dal precedente richiamato dalla difesa statale. La questione decisa da questa Corte con l'ordinanza n. 115 del 2015 riguardava, infatti, l'art. 13, comma 14-bis, del d.l. n. 201 del 2011, come convertito, e l'art. 2, comma 5-ter, del d.l. n. 102 del 2013, come convertito, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97, primo comma, Cost., «nella parte in cui tali disposizioni consentono al contribuente di ottenere, con un semplice, proprio atto, l'esenzione dall'[ICI], senza che l'Erario comunale possa, davanti al giudice tributario, essere ammesso a sostenere e a provare l'assenza delle condizioni sostanziali di legge alle quali dovrebbe essere subordinato il beneficio di cui trattasi». A fondamento della statuizione di inammissibilità allora assunta, la Corte evidenziò la mancata considerazione, da parte del giudice rimettente, della regolamentazione del procedimento di annotazione dettata dal d.m. 26 luglio 2012 in attuazione dell'art. 13, comma 14-bis, del d.l. n. 201 del 2011, come convertito, e, in particolare, quanto previsto dall'art. 4, comma 1, del regolamento, ai sensi del quale «[l]'Ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio, per gli aspetti di diretta competenza, provvede, anche a campione, alla verifica delle autocertificazioni allegate alle domande di cui all'art. 2, comma 3 e alle richieste di cui all'art. 2, comma 6, nonché alla verifica del classamento e dei requisiti di ruralità per gli immobili dichiarati con le modalità previste dal decreto del Ministro delle finanze n. 701 del 1994». Il rilievo della difesa statale, secondo il quale l'odierno rimettente non avrebbe preso in esame la regolamentazione suddetta, non risulta, pertanto, conferente nel caso di specie, in cui, come evidenziato, la disciplina dell'annotazione della ruralità è denunziata sotto il diverso profilo dell'inidoneità dell'automatismo procedimentale delineato dalla normativa in scrutinio ad attestare la ruralità del fabbricato nell'ipotesi in cui la particella alla quale riferire l'annotazione sia stata soppressa a seguito di frazionamento e abbia assunto un diverso identificativo catastale. 2.4.- Il Presidente del Consiglio dei ministri deduce, altresì, che l'omessa delibazione, da parte della CTR, dell'eccezione di inammissibilità del ricorso per riassunzione del giudizio di rinvio, formulata dall'amministrazione comunale resistente, inciderebbe sulla rilevanza delle questioni sollevate, giacché l'eventuale accoglimento di tale eccezione condurrebbe all'estinzione del processo principale. 2.4.1.- Anche questa eccezione è priva di fondamento. Il rilievo risulta, infatti, formulato in modo del tutto generico, in assenza di qualsivoglia indicazione sul contenuto della eccezione di inammissibilità sulla quale il rimettente avrebbe omesso di pronunciarsi. 2.5.- Sono, inoltre, non fondate le eccezioni di inammissibilità con le quali l'Avvocatura generale dello Stato, da un lato, evidenzia che il rimettente non ha verificato se la normativa di riferimento escluda effettivamente la possibilità di ottenere l'annotazione della ruralità per i fabbricati che, nei cinque anni anteriori all'entrata in vigore del d.l. n. 70 del 2011, come convertito, abbiano subito variazioni catastali a seguito delle quali siano confluiti in altre particelle;