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Infatti, non ci può essere materia di conflitto tra poteri, perché il pubblico ministero non può aver abusato di una norma che non c'è. Allo stesso modo, il Senato non può pretendere un'autorizzazione preventiva non prevista dalla legge per un sequestro effettuato non nei confronti del parlamentare, ma presso terzi, e nemmeno un'applicazione analogica della disciplina delle intercettazioni indirette nel caso di un sequestro di documento presso terzi. Infatti, le norme che sanciscono immunità e prerogative parlamentari in deroga al principio di parità di trattamento dinanzi alla giurisdizione debbono essere interpretate nel senso più aderente al testo. Si dovrebbe quindi assimilare per legge ciò che transita dai nostri smartphone (sms, messaggi WhatsApp e di posta elettronica in memoria) alla disciplina già prevista per le intercettazioni indirette, prevedendo quindi per tutti i parlamentari la necessaria richiesta di autorizzazione all'utilizzo anche dei documenti. Questa innovazione legislativa non solo colmerebbe un vuoto, ma, per il principio del favor rei , si applicherebbe allo stesso senatore Renzi già nel procedimento in corso. Se invece si vuole reintrodurre una nuova e più ampia forma di immunità o la vecchia autorizzazione a procedere abrogata nel 1993, discutiamone apertamente. Ci si metta la faccia con una proposta di legge: io sarò contrario, ma, come spesso accade, potrei essere in minoranza. In conclusione, si ritiene che non esista la materia per sollevare nella specie un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, in quanto va individuato nel giudice mai investito della questione l'organo competente a dichiarare definitivamente la volontà del potere dell'autorità giudiziaria, come previsto dall'articolo 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87. Inoltre, non si individua l'atto lesivo della funzione parlamentare se non nell'omissione della richiesta di autorizzazione a un sequestro eseguito nei confronti di un soggetto non parlamentare. Infine, come abbiamo visto, manca la norma che si assume violata nell'esercizio del potere. Per questi motivi, annuncio il voto contrario della componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto alla relazione proposta. MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei soffermarmi brevemente su tre questioni sostanziali. Quanto alla prima, perché siamo convinti che la strada sia quella del conflitto di attribuzioni? Perché è il segnale netto di un'azione della magistratura in base alla quale, nella sostanza, al senatore XY (lo voglio spersonalizzare) sono stati presi conti correnti, messaggi WhatsApp ed e-mail che poi - regolarmente - sono finiti sulla stampa. Ciò non è assolutamente ammissibile. (Applausi) . L'estratto conto di ognuno di noi (pur essendo soggetti politicamente esposti) è una corrispondenza fra la banca e un cittadino e non si comprende come possa essere assunto senza richiesta. Non dico che non si possa fare. Su questo bisogna chiarirsi: la magistratura lo può fare, ma se si tratta di un caso in cui è richiesto il sequestro preventivo, deve fare la domanda prima. Si chiede non di legare le mani alla magistratura, ma semplicemente di far rispettare la legge e la Costituzione, con la presentazione di una domanda ex ante alla quale si può rispondere positivamente o negativamente, così come è successo in tantissime altre ipotesi. Bisogna pensare però a questo voto perché c'è un altro aspetto; a volte c'è una tendenza strisciante da parte di moltissimi di non avere il coraggio di difendere quella che è la propria funzione e, quindi, di accettare, senza neanche rendersene conto, passivamente, che determinate cose accadano. Citando altri casi di conflitto di attribuzioni, accettiamo passivamente che un magistrato si metta a giudicare le ragioni per cui vengono presentati o meno determinati emendamenti oppure, utilizzando un'altra ipotesi, dovremmo accettare casi come quelli che stiamo analizzando oggi. Io ho capito una cosa da questa esperienza: arretrare rispetto alla tendenza evidenziata è una impostazione sbagliata. Bisogna avere il coraggio, ma soprattutto la consapevolezza e la dignità del ruolo che si svolge e saperlo difendere a testa alta. (Applausi) . La nostra capogruppo Anna Maria Bernini mi ha trasmesso questo principio come insegnamento, così come anche tutti i miei colleghi di Forza Italia. La difesa delle prerogative non è infatti la difesa dei privilegi, ma la difesa di una funzione che si svolge e che va svolta con la dignità e la compostezza che impone. Certo, abbiamo perso delle occasioni. Non noi di Forza Italia. Se si vuole mettere la questione sul campo dei rapporti tra la politica e la magistratura, ha delle origini ben diverse e ben lontane. Non voglio mettermi a ripercorrerle tutte quante, ma ricordare invece che sicuramente pochi possono dire che gli è capitata una cosa terribile, ma sperano che non capiti ad altri. Noi abbiamo delle persone e - consentitemi di dire - credo che il nostro presidente Berlusconi (Applausi) abbia oggettivamente subito una tale persecuzione che rende difficile pensare che qualcuno potesse reggerne altre come quella che egli ha subito. (Applausi) . Il nostro voto sarà favorevole all'approvazione della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Consentitemi di ringraziare tutti i colleghi e, in modo particolare, il Presidente della Giunta e gli Uffici per il supporto che ci hanno dato. (Applausi) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, cercherò di essere breve, avevo preparato un canovaccio di discorso, ma dopo aver ascoltato il senatore Renzi, dovrò probabilmente fare qualche deviazione. Per la votazione di oggi dobbiamo partire da una parte preliminare. Dobbiamo cioè capire come senatori della Repubblica che la questione di specie che riguarda il senatore Renzi, in realtà non deve riguardare il senatore Renzi, deve riguardare qualcosa di molto più ampio. È proprio il richiamo costituzionale che ho apprezzato nel suo intervento. Noi siamo qui a tutelare questa Costituzione. Posso quindi apprezzare i contenuti e alcuni passaggi del suo intervento. Soprattutto deve essere chiaro nell'animo di ognuno di noi che questa premessa non guarda al caso specifico o ai preconcetti o ai pregiudizi che probabilmente qualcuno di noi, qualche Gruppo all'interno di questo Senato, può avere nei confronti della singola persona o del singolo parlamentare. Dobbiamo averlo chiaro in testa, perché è l'unico modo per poter esprimere un voto serio. Ritengo, tuttavia, che questa premessa dobbiamo ricordare oggi, come probabilmente dovevamo fare anche in altre votazioni che hanno visto esprimersi il Senato. È evidente il richiamo al presidente Berlusconi - come ha fatto la senatrice Modena - ma io non posso non rammentare l'esempio che ha riguardato il senatore Salvini (Applausi) . Anche in quel caso, infatti, abbiamo visto come il nome e il cognome di un senatore possano far cambiare il voto di un'Assemblea. È brutto da dire, ma purtroppo è così, e lo abbiamo già visto. Questa era la premessa.