[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale della legge della Regione Sardegna, riapprovata il 6 giugno 2000 (Istituzione delle province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 22 giugno 2000, depositato in cancelleria il 1° luglio 2000 ed iscritto al n. 15 del registro ricorsi 2000. Visto l'atto di costituzione della Regione Sardegna; Udito nell'udienza pubblica dell'8 maggio 2001 il giudice relatore Gustavo Zagrebelsky; Udito l'avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.1. - Con ricorso notificato il 22 giugno 2000 e depositato il successivo 1° luglio, il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso, in riferimento all'art. 3, lettera b), dello statuto speciale per la Sardegna (leggecostituzionale 26 febbraio 1948, n. 3), giudizio di legittimità costituzionale in via principale della delibera legislativa della Regione Sardegna, già approvata dal Consiglio regionale il 14 aprile 2000 e riapprovata, con modifiche, il 6 giugno 2000 (Istituzione delle province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio). 1.2. - Il Governo ricorrente rileva preliminarmente che nella seduta del 14 aprile 2000 il Consiglio regionale della Sardegna aveva approvato, con il medesimo titolo di quello successivamente riapprovato, un testo di legge regionale che era stato rinviato allo stesso Consiglio, a norma dell'art. 33 dello statuto della Regione Sardegna, per un duplice ordine di osservazioni: a) perché l'istituzione delle quattro nuove province non sarebbe stata ammissibile, rientrando nelle competenze della Regione solo l'ordinamento e la modifica delle circoscrizioni degli enti locali, non anche l'istituzione di nuovi enti, e b) perché, per "l'embricazione" fra la legislazione regionale e la disciplina statale concernente gli organi di livello provinciale, la delibera legislativa approvata non appariva chiara quanto alla insussistenza di oneri per lo Stato. Nella seduta del 6 giugno 2000 peraltro - prosegue il ricorrente - il Consiglio regionale della Sardegna aveva riapprovato, a maggioranza assoluta, il precedente testo oggetto di rinvio, con la sola aggiunta, nell'unico articolo di cui si compone la delibera, di un comma 3, aggiunta (contenente un mero richiamo a una precedente legge regionale) che però si assume essere improduttiva di effetti rispetto alle censure del Governo. 1.3. - Secondo il ricorrente, la delibera esorbita dalle competenze della Regione Sardegna. Con essa si dispone, in attuazione di una precedente legge regionale [la legge della Regione Sardegna 2 gennaio 1997, n. 4 (Riassetto generale delle province e procedure ordinarie per l'istituzione di nuove province e la modificazione di circoscrizioni provinciali)], l'istituzione di quattro nuove province, con la conseguente nuova delimitazione degli ambiti di quelle già esistenti nella Regione Sardegna. Ma l'istituzione per via legislativa di nuove province, secondo il ricorrente, non sarebbe consentita alla Regione, giacché l'art. 3, lettera b), dello statuto speciale di autonomia, così come modificato dall'art. 4 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2 (Modifiche ed integrazioni agli statuti speciali per la Valle d'Aosta, per la Sardegna, per il Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige), nel riconoscere alla Regione autonoma competenza legislativa (esclusiva) in materia di "ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni", ammetterebbe, ad avviso del Governo ricorrente, solo l'organizzazione degli enti in questione e non anche la loro istituzione. Del resto, prosegue il Governo, circa la portata delle innovazioni introdotte dalla legge costituzionale n. 2 del 1993, la Corte costituzionale, nella sentenza n. 415 del 1994, avrebbe soltanto rilevato che tale riforma "disegna il quadro delle competenze delle regioni ad autonomia speciale ... in materia di enti locali, privilegiando il criterio di maggiore ampiezza e di sostanziale uniformità", ma non avrebbe certo affermato che per effetto di essa è stato attribuito alle regioni il potere di istituire nuove province. Né potrebbe addursi la legittimità della delibera impugnata in base alla precedente legge regionale n. 4 del 1997, "in attuazione" della quale (secondo la formulazione in sede di riapprovazione) l'istituzione delle nuove province sarebbe stata disposta: e ciò non solo perché l'illegittimità costituzionale della disciplina nuova non può in alcun caso essere sanata o superata dalla mancata impugnazione della legge precedente, ma anche perché l'art. 1 della richiamata legge regionale n. 4 del 1997 non consentirebbe a sua volta l'istituzione di nuove province, limitandosi a disciplinare, tra l'altro, le procedure ordinarie per l'istituzione di nuove province, cioè - afferma il ricorrente - quelle procedure, preliminari o successive, che sono connesse all'istituzione di nuovi enti; la legge n. 4 citata, osserva dunque il Governo, non contiene una disposizione che come tale autorizzi l'istituzione ex novo delle province, ma si limiterebbe a porre un quadro di norme di "promozione" dell'istituzione medesima, secondo l'art. 16, comma 3, della legge 8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali) [ora, art. 21, comma 3, lettera f), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267]. Pertanto, conclude sul punto il ricorrente, resta fermo anche per la Regione Sardegna che nuove province possono essere istituite solo con leggi della Repubblica, a norma dell'art. 133 della Costituzione. La censura così formulata, si osserva infine nel ricorso, "assorbe" ogni altra censura dedotta in sede di rinvio e in particolare quella, "che pur si ripropone" nel giudizio costituzionale, della omessa precisazione della insussistenza di oneri per lo Stato, oneri che sono comunque configurabili, "indipendentemente dal disposto dell'art. 16, comma 2, lettera f), della legge n. 142 del 1990", in ogni caso in cui venga a essere istituito un nuovo ente provinciale. 2. - Nel giudizio così promosso la Regione Sardegna ha depositato atto di costituzione oltre il termine stabilito dall'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.1.