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Il disegno di legge dispone anche le celebrazioni che vengono annoverate all'articolo 2, da svolgersi in occasione della ricorrenza, il 26 gennaio. Da sempre l'ANA celebra questo giorno e noi oggi, praticamente, ratifichiamo tale evento. Il testo prevede infatti che gli organi competenti di ciascuna Provincia o ente equivalente possano promuovere e organizzare cerimonie, eventi, incontri, conferenze storiche e mostre fotografiche, nonché testimonianze sull'importanza della sovranità nazionale, delle identità culturali e storiche, della tradizione e dei valori etici di solidarietà e di partecipazione civile che incarna il Corpo degli alpini. Inoltre la legge, proprio in considerazione dell'alto valore educativo, sociale e culturale che rivestirà la Giornata nazionale della memoria del sacrificio alpino, attribuisce agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell'ambito della loro autonomia, la possibilità di promuovere iniziative per la celebrazione della giornata medesima. Il 26 gennaio sarà la giornata che celebra le gesta degli alpini. Per me, da ex alpino, oggi è un giorno particolarmente importante. Sono felice e orgoglioso, da ex alpino, di essere qui oggi quale senatore e di esprimere il mio voto favorevole su questa legge (Applausi) , che certamente è una legge se vogliamo semplice, ma non per questo meno importante. Oggi sarà un giorno importante per tutti gli alpini, che esistono da più di un secolo e che vedono man mano riconosciuto il loro particolare e straordinario operato. Gli alpini furono costituiti ufficialmente il 15 ottobre 1872, come specialità dell'Arma di fanteria destinata all'impiego nella difesa dei valichi e nella guerra in montagna. Il loro simbolo, la penna nera, è motivo di orgoglio per la storia d'Italia. Spirito di corpo unico, grande determinazione e reclutamento territoriale furono i punti di forza delle truppe alpine. Dall'atto della loro costituzione gli alpini si sono sempre contraddistinti non solo per il carattere regionale e locale nella loro unità, ma soprattutto perché essi stessi, la loro unione costituisce una comunità legata al territorio che è composta da chiunque è o sia stato un alpino. È significativo ricordare che in tempo di pace gli alpini hanno svolto sia compiti militari di difesa dell'arco alpino, sia compiti di soccorso e assistenza in occasione di calamità naturali (dal terremoto di Messina a quello dell'Aquila il loro apporto è stato sempre fondamentale) o in missioni internazionali, come tutti ricordiamo. Ed è soprattutto in questi casi che il lavoro di questi uomini si è distinto per l'altruismo e lo slancio con cui hanno prestato il proprio soccorso alle popolazioni colpite, grazie a una delle loro peculiarità: la loro straordinaria operatività, che non è altro che una fusione tra personale militare professionale e volontari in grado di coordinare con efficienza e tempestività tutte le attività di intervento e di soccorso. Questa legge si aggiunge al valore che è stato solennemente riconosciuto dal Presidente della Repubblica, che ha insignito l'ANA della medaglia d'oro al valor civile. I valori che incarnano gli alpini meritano di essere celebrati e raccontati ai nostri ragazzi e alle future generazioni. I giovani devono sapere che gli alpini rappresentano una lunga e nobile tradizione di coraggio e sacrificio al servizio della Patria e della comunità italiana, simbolo di identità nazionale e di dedizione assoluta. Per questo esprimo il voto favorevole del Gruppo Misto, nelle componenti Idea-Cambiamo!, Italia al Centro, Europeisti, LeU-Ecosolidali. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, cari colleghi, basta un dato forse per spiegare la valenza morale di questa legge. Quando le truppe alpine partirono per raggiungere la Russia, occuparono 200 treni; al ritorno ne bastarono 17, perché i caduti in quella vicenda (in particolare nella battaglia di Nikolajewka, la vicenda tragica che è stata scelta per individuare la data) ebbero portata drammatica. Ciascuna delle divisioni che componevano quel Corpo d'armata alpino era formata da 16.000 uomini; i superstiti furono 6.400 della Tridentina, 3.300 della Julia e 1.300 della Cuneense. Questo per ricordare quindi in termini, ahimè, ancora più drastici e drammatici la portata di quel sacrificio, così come di tanti altri che le truppe alpine hanno vissuto nella storia italiana. Il Gruppo Forza Italia, ovviamente, condivide questa legge che istituisce senza oneri per lo Stato - nessuno si preoccupi - per il 26 gennaio di ciascun anno questa Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli alpini. I colleghi hanno descritto con dati storici e con vari episodi quello che rappresentano gli alpini nella storia italiana ed è difficile aggiungere altro. Invito però tutti i colleghi che non avessero mai avuto questa fortuna a partecipare, se capiterà loro, all'adunata alpina che si celebra annualmente. Speriamo anche che adesso, nel post-Covid, con le dimensioni e nella modalità dell'amicizia e dell'assembramento solidale che ha caratterizzato questi eventi, l'adunata torni a celebrare ancora di più un momento italiano. Devo dire che è un'esperienza unica. A me è capitato qualche volta di partecipare e le città che ospitano questo evento vengono positivamente stravolte. Ricordo ancora quando ero molto giovane, molti anni fa - credo fossero gli anni Settanta o i primi anni Ottanta - che una volta l'adunata degli alpini si è tenuta a Roma (un evento raro, perché sono tendenzialmente le città del Nord che la ospitano): una città abituata a tutto - perché a Roma succede di tutto: muoiono e si eleggono i Papi e i Presidenti della Repubblica - e anche un po' cinica per certi versi, perché abituata a vivere la storia in tante dimensioni, ne fu travolta e colpita, perché un evento così gioioso e così ricco di umanità è difficile vederlo. La nostra valutazione, quindi, è assolutamente favorevole per le ragioni illustrate. Dobbiamo anche sottolineare che la popolarità degli alpini deriva dal fatto che nella Protezione civile e nelle organizzazioni sul territorio, soprattutto in alcune parti d'Italia, la generosità delle truppe alpine, che restano moralmente tali anche quando hanno lasciato il servizio militare, si è manifestata in tanti eventi drammatici e calamità che hanno caratterizzato purtroppo la vita del nostro Paese. Perché, allora, questa legge ha impiegato otto-nove anni ad arrivare in Aula? Nella scorsa legislatura era stata a lungo discussa anche al Senato, perché alcuni di noi in Commissione difesa - lo ha ricordato il relatore Vattuone - accanto al sacrificio delle truppe alpine e alla legge che oggi lo ricorda, una volta di più, hanno voluto sottolineare anche quello di altri militari italiani, altrimenti non saremmo onesti. Ho ricordato le dimensioni della vicenda russa, con 200 treni partiti e 17 tornati, che forse non ha eguali nella storia recente, anche se del secolo passato, delle tragedie militari.