[resaula]

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. GARRUTI, relatore . Signora Presidente, il disegno di legge costituzionale in titolo introduce in Costituzione il riconoscimento del grave e permanente svantaggio derivante dall'insularità. Rammento che il provvedimento è stato approvato in prima deliberazione dal Senato il 3 novembre 2021 e dalla Camera lo scorso 30 marzo. Inoltre, non essendo state apportate modifiche al lavoro svolto in prima lettura al Senato, è ora possibile procedere - come lei ha ricordato - alla seconda deliberazione richiesta dall'articolo 138 della Costituzione, che non prevede la possibilità di apportare modifiche, ma che richiede una maggioranza qualificata per l'approvazione. Per quanto riguarda l'andamento dell'esame in prima deliberazione, ricordo che il testo è stato definito dalla Commissione affari costituzionali del Senato, partendo da una proposta di iniziativa popolare, e che è stato svolto un articolato ciclo di audizioni informali che ha coinvolto, tra gli altri, costituzionalisti, rappresentanti di enti territoriali insulari ed esponenti di numerose associazioni e comitati. Nel merito, alla luce del dibattito svoltosi in sede referente, le modifiche sono volte a evitare che il termine "insularità" in Costituzione sia considerato esclusivamente come fonte di svantaggio e di conseguenti ristori di tipo economico e finanziario. Per tale ragione, va ricordato che un riferimento esplicito alla dimensione dell'insularità era già presente all'interno della Costituzione prima della controversa riforma del Titolo V del 2001, all'articolo 119, e che oggi viene riproposto nell'accezione di una valorizzazione delle isole, che manifestano una peculiare forma di identità. Isolani, infatti, è anche un modo di essere di alcuni milioni di abitanti, con le loro specificità di carattere culturale, storico e naturalistico, che non possono né devono essere isolate. In sostanza, inseriamo una tessera fondamentale di ricomposizione nel mosaico di una Repubblica concretamente equa e solidale. In definitiva, Presidente, il testo approvato dal Senato e dalla Camera si compone di un unico articolo, che - come detto - modifica l'articolo 119 della Costituzione, prevedendo che la Repubblica riconosca le peculiarità delle isole e promuova misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Pizzol. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, colleghi senatori, Governo, in seguito a un disegno di legge di iniziativa popolare oggi modifichiamo l'articolo 119 della Costituzione, aggiungendovi un comma con il quale la Repubblica italiana riconosce la peculiarità delle isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità. Non si tratta di una riforma costituzionale di carattere meramente risarcitorio. Infatti, essa consentirà di guardare alle isole grandi e piccole come un patrimonio da valorizzare non solo dal punto di vista turistico, ma anche nelle sue peculiarità culturali, linguistiche e delle biodiversità, quindi in tutto ciò che costituisce elemento di ricchezza e diversità del nostro Paese. L'integrazione di questo principio costituzionale e i successivi strumenti legislativi ci consentiranno di avere i dispositivi per colmare il divario (o almeno una parte di esso) che separa cose e persone delle isole maggiori e minori del nostro Paese dal resto dei cittadini italiani. Pensiamo alla Sicilia e alla Sardegna e alle gravi difficoltà di collegamenti con la terraferma, con aggravio dei costi dei trasporti di persone, merci e servizi che garantiscono la continuità territoriale. Vi sono criticità anche nell'approvvigionamento idrico, nelle condizioni abitative e nello smaltimento dei rifiuti, per non parlare del peso delle emergenze sanitarie o degli incendi, dove la celerità dell'intervento ne determina l'efficacia. Anche Venezia, dove abito, con le tante isole e isolette, affronta molte delle problematiche citate. Ci sono davvero tante difficoltà nella vita quotidiana degli abitanti, tali da penalizzarli. Non ultimo, c'è il fattore tempo, che, con i trasporti, si dilata notevolmente nel compimento delle normali faccende quotidiane che in terraferma si compiono in metà tempo. Spesso nei territori insulari si riscontrano anche altri tipi di disagio, come maggiori tassi di invecchiamento della popolazione residente, visto che le minori opportunità economiche incentivano lo spostamento dei giovani verso la terraferma. Ne conseguono ridotti tassi di occupazione e una minore qualificazione professionale della forza-lavoro, oltre a disoccupazione e spopolamento, incentivati anche dalla carenza infrastrutturale e dall'alto costo dei trasporti. La Repubblica italiana è finalmente chiamata a riconoscere la peculiarità delle isole e il loro intrinseco sfavore e ne promuove le misure necessarie per rimuovere gli svantaggi connessi a questa condizione, manifestando quindi l'esigenza che tutta la comunità nazionale riconosca questa condizione e assicuri ogni azione necessaria per garantire agli abitanti delle isole pari opportunità e pari diritti di cittadinanza. Questo è un passo doveroso nei confronti di tutti coloro che nascono e crescono nelle isole, sottolineando come le modifiche apportate in Senato abbiano mirato a evitare che il termine "insularità" fosse considerato in Costituzione esclusivamente come fonte di svantaggio e collegato a meri ristori di tipo economico e finanziario. Per questo motivo, è stato inserito il riferimento al riconoscimento delle peculiarità delle isole, espressione con un'accezione ampia e inclusiva della promozione delle specificità, che sottende anche a una valorizzazione di carattere culturale, storico e naturalistico di questi territori. Credo che gli abitanti delle nostre isole potranno in futuro apprezzare le modifiche costituzionali che oggi ci stiamo accingendo ad approvare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui oggi per la terza lettura di questo disegno di legge costituzionale. Sono già intervenuta in quest'Assemblea in occasione della prima lettura, spiegando nel dettaglio il disegno di legge. Voglio oggi fare un breve intervento di sintesi per ricordare l'importanza di questo provvedimento. Si tratta di un vero e proprio riconoscimento storico del principio di insularità. Con questo disegno di legge, infatti, ci apprestiamo ad approvare una proposta di legge popolare, che nasce grazie alla firma di 200.000 cittadini isolani, sardi e siciliani, ma non soltanto: c'è stato infatti anche l'impegno delle Giunte regionali sarda e siciliana. Voglio in particolare ringraziare, a questo proposito, l'assessore regionale Michele Cossa e soprattutto il compianto Roberto Frongia, l'assessore ai lavori pubblici, che si era speso per portare avanti questo disegno di legge fin dal 2017. Con il disegno di legge in esame modifichiamo l'articolo 119 della Costituzione, reinserendo il principio di insularità. Ricordiamo, infatti, che la riforma del Titolo V aveva soppresso questo principio, presente invece fin dall'origine nella nostra Costituzione. Oggi lo vogliamo addirittura rafforzare.