[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito delle note della Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Sicilia del 16 ottobre 2008, n. V2004/02645/GA/329641, e 7 novembre 2008, n. V2004/02645/GA/331032, promosso dalla Regione Siciliana con ricorso notificato il 15 dicembre 2008, depositato in cancelleria il 23 dicembre 2008 ed iscritto al n. 28 del registro conflitti tra enti 2008. Visto l’atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell’udienza pubblica del 3 novembre 2009 il Giudice relatore Ugo De Siervo; uditi l’avvocato Giovanni Pitruzzella per la Regione Siciliana e l’avvocato dello Stato Paolo Gentili per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 15 dicembre 2008 e depositato il successivo 23 dicembre, la Regione Siciliana ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione alle note 16 ottobre 2008, n. V2004/02645/GA/329641, e 7 novembre 2008, n. V2004/02645/GA/331032, della Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Sicilia, per violazione degli artt. 5, 68, 103, 116 e 122 della Costituzione, nonché degli artt. 4, 6 e 12 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana) e dell’art. 70-bis del regolamento interno dell’Assemblea regionale siciliana 17 marzo 1949 (Regolamento interno dell’Assemblea regionale siciliana). 2. – La ricorrente riferisce che la Procura regionale della Corte dei conti con la prima nota ha richiesto all’Assemblea regionale siciliana, ai sensi dell’art. 74 del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214 (Approvazione del testo unico delle leggi sulla Corte dei conti), il parere espresso dalla VI Commissione legislativa «Servizi sociali e sanitari» sull’atto aggiuntivo del 4 ottobre 2005 alla convenzione del 31 marzo 2001 tra la Regione Siciliana e la Croce Rossa Italiana; il relativo verbale di seduta, n. 179 del 19 ottobre 2005, comprensivo di emendamenti; le generalità complete e la residenza dei deputati che avevano deliberato con voto favorevole gli emendamenti e il predetto parere. Con nota del 30 ottobre 2008, l’A.R.S. ha provveduto a trasmettere, ai sensi dell’art. 34 del proprio regolamento interno, il bollettino della seduta n. 179 del 2005 della VI Commissione legislativa permanente, in quanto «atto destinato ad assicurare la pubblicità dei lavori delle Commissioni». Peraltro l’A.R.S. ha precisato che detta documentazione non avrebbe potuto essere utilizzata per «sindacare l’attività politica di qualsivoglia organo di quest’Assemblea regionale». La Procura regionale, con l’impugnata nota del 7 novembre 2008, ha reiterato la richiesta negli stessi termini della precedente. In particolare, nell’assegnare all’A.R.S. un termine per l’evasione della stessa, la Procura ha rilevato come la richiesta di trasmissione dei relativi atti riposasse sulla necessità di procedere all’accertamento di «una ipotesi di danno erariale ben specificata», al fine di «assicurare l’effettività dell’esercizio della giurisdizione in materia contabile», ai sensi del combinato disposto degli artt. 101 e 103 della Costituzione. 3. – In punto di ammissibilità, la difesa regionale rammenta che oggetto dei conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni possono essere anche atti giurisdizionali che siano ritenuti lesivi di attribuzioni costituzionali, purché non si risolvano in mezzi impropri di censura del modo di esercizio della funzione giurisdizionale. Al tempo stesso, la configurazione dei conflitti di attribuzione comprende pure quelli di menomazione di una sfera di attribuzioni costituzionalmente assegnata ad un altro soggetto. Per la difesa regionale tali presupposti ricorrono nel caso di specie. 4. – Nel merito, la difesa regionale sviluppa anzitutto la tesi secondo la quale l’espressione «autorità amministrative» di cui all’art. 74 del r.d. n. 1214 del 1934 non può includere anche l’Assemblea legislativa regionale. Sul punto, la difesa regionale afferma che questa Corte avrebbe escluso che l’Assemblea regionale siciliana possa essere configurata come organo amministrativo. Per la ricorrente, infatti, in relazione ad organi come l’A.R.S. o, in genere, i Consigli regionali, la nozione di «autorità amministrativa» di cui all’art. 74 del r.d. n. 1214 del 1934, deve essere intesa nel senso che, mentre ricomprende le attività delle assemblee regionali di carattere amministrativo (vale a dire le attività di organizzazione degli uffici e quelle attinenti al personale dipendente), esclude, invece, dal proprio ambito le attività inerenti allo svolgimento delle funzioni legislative e quelle direttamente strumentali all’esercizio di queste ultime (attività ispettive, commissioni d’inchiesta, poteri di controllo politico). Pertanto, secondo la difesa regionale, la VI Commissione legislativa «Servizi sociali e sanitari» non può essere considerata una «autorità amministrativa», trattandosi al contrario di un organo titolare della funzione legislativa e di ulteriori funzioni «direttamente strumentali» all’esercizio di quest’ultima. 5. – Inoltre la difesa regionale sottolinea che, nell’ambito dell’ordinamento regionale siciliano, l’esercizio della funzione di controllo dell’A.R.S. nei confronti dell’esecutivo è stato codificato dall’art. 70-bis del regolamento interno dell’A.R.S., il cui primo comma prevede e disciplina i pareri delle Commissioni dell’Assemblea. Per la ricorrente, dunque, la richiesta della Procura regionale della Corte dei conti interferisce nella procedura contemplata dal citato art. 70-bis e, di conseguenza, riguarda una attività per ciò sottratta al sindacato giurisdizionale del giudice contabile. L’attività posta in essere dalla VI Commissione legislativa riposa innanzitutto sull’art. 11, comma 2, della legge regionale 30 dicembre 2000, n. 36 (Norme concernenti la medicina dello sport e la tutela sanitaria delle attività sportive. Proroga del termine per la gestione del sistema di emergenza e del numero unico 118 di cui al comma 1 dell’art. 39 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30), nonché sull’art. 21 della «Convenzione per lo svolgimento delle attività di trasporto sanitario e di emergenza», in virtù del quale «ogni modifica alla presente Convenzione o atto aggiuntivo ad essa dovranno essere sottoposti al preventivo parere della Commissione legislativa sanità e servizi sociali».