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Sul trasporto pubblico non è stato fatto nulla. La stessa limitazione della capienza - che non viene sorvegliata o controllata e, pertanto, non serve a nulla - quasi dappertutto viene applicata riducendo lo spazio che si può occupare. Di conseguenza, le persone saranno forse anche il 20 per cento in meno, ma sono ammucchiate esattamente come prima, se non di più. Per quanto riguarda la stessa applicazione del green pass , qualche giorno fa è successo che una persona è partita da una località prendendo un treno locale, esente dal green pass, e poi è arrivata in una grande città e ha preso un treno a lunga percorrenza, dove ci vuole il green pass . Si porta il contagio da un posto all'altro, oppure i grandi scienziati consulenti, lautissimamente pagati dal Governo, hanno scoperto che sui treni locali il virus non sale, mentre sale solo sui treni a lunga percorrenza? Com'è la questione? Ci sono altre questioni che andrebbero ricordate. È ovvio che ci sono tanti imprenditori, privati cittadini e tutti coloro che sono responsabili di una qualche struttura che dicono che, per fortuna, con il green pass ci sono delle regole e sono esenti da responsabilità. In primo luogo abbiamo presentato un ordine del giorno che voleva chiarire che il datore di lavoro e il responsabile di una struttura che rispetta tutte le regole e applica tutte le norme richieste dal Governo non può essere ritenuto in ogni caso responsabile di qualunque tipo di contagio che avviene all'interno della struttura. Il Governo l'ha respinto perché anche questo non è stato garantito. Anche se si applicano tutte le regole, sussiste ancora questo problema, perché fin dall'inizio della pandemia il ministro Speranza, o chi ha collaborato con lui, ha stabilito che i contagi sul posto di lavoro sono equiparati agli infortuni sul lavoro, per cui evidentemente il datore di lavoro rischia molto pesantemente di essere ritenuto responsabile con tutte le conseguenze del caso. In secondo luogo, se facciamo il paragone con lo scorso anno, non stiamo molto meglio quanto a libertà di spostarsi e di fare le cose. Ciò non dipende dal fatto che la situazione è migliore. Tralasciando l'ultima settimana che potrebbe essere un caso, ma osservando le ultime tre settimane, oggi rispetto a un anno fa abbiamo dal doppio al triplo dei contagi e dal triplo al quadruplo di morti, ma il Governo ha deciso bene di far ritornare in presenza gli allievi delle scuole medie e delle scuole medie superiori. Le cifre, però, sono quelle dell'anno scorso e, anzi, sono peggiori, nonostante i 41 milioni di vaccinati. Allora, è il Governo che rischia di passare per quello che non crede nell'efficacia dei vaccini. Ci vogliono informazione e trasparenza nelle decisioni. Molti anni fa un leader politico disse: «Noi stessi o prendiamo decisioni o esaminiamo con cura gli eventi: convinti che non sono le discussioni che danneggiano le azioni, ma il non attingere le necessarie cognizioni per mezzo della discussione prima di venire all'esecuzione di ciò che si deve fare». Lo diceva duemilacinquecento anni fa Pericle. Oggi, invece, si agisce in nome della fretta, che non deriva da nessuna disposizione europea che ci imponga di approvare questa norma oggi anziché tra due settimane. Tutti i vari provvedimenti su cui il Governo pone in modo ossessivo e compulsivo la questione di fiducia vengono adottati e portati avanti sulla base di determinati interessi, che sulla questione Covid si sono manifestati in modo straordinario, con scandali, mascherine, consulenze, banchi a rotelle di cui non sappiamo nulla. Il Governo non risponde; si vogliono portare avanti le cose senza trasparenza e questo toglie agli italiani la fiducia su determinate cose che il Governo chiede. Invece bisogna avere fiducia, ma anche fare tutto ciò che è necessario; non si può parlare solo di vaccino e non fare nulla su tutto il resto. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, l'opinione del Partito Democratico su questo provvedimento... (Brusio) . PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di Fratelli d'Italia di osservare lo stesso comportamento che hanno richiesto durante la discussione generale. PARRINI (PD) . Dicevo che l'opinione del Partito Democratico su questo provvedimento è estremamente positiva. Sappiamo che ci troviamo di fronte a un provvedimento che fa parte di un pacchetto di misure, che ha una storia ormai abbastanza lunga e che - vorrei dirlo, perché spesso si tende a rimuovere questo fatto, soprattutto nei discorsi dell'opposizione - ha dimostrato di avere efficacia e ha fatto del bene al nostro Paese. Oggi nelle comparazioni internazionali l'Italia non sfigura, per tasso di vaccinazioni e per molti altri parametri. Io credo che questo abbia un rilievo e che debba essere messo in evidenza; sarebbe sbagliato sottovalutarlo. Perché è avvenuto questo? Io credo perché abbiamo avuto complessivamente, anche con Governi diversi, un operato che è stato attraversato da un filo rosso di coerenza. La coerenza del rigore; un rigore non esibito, ma con una fermezza che ci ha consentito di non sbandare nelle curve più pericolose e di prendere le decisioni giuste, ispirate al principio di precauzione. Tutti ci siamo mossi in una terra incognita (la pandemia stessa è di per sé una terra incognita) e l'abbiamo fatto a mio avviso con equilibrio. Questi elementi di equilibrio li ravviso anche nel provvedimento che ci accingiamo a convertire. Ovviamente non posso, soprattutto come Presidente della 1 a Commissione, non esprimere il rammarico di non aver avuto, come Senato, il tempo di esaminare il provvedimento dettagliatamente, come avremmo voluto. Purtroppo non è la prima volta che ciò avviene; è avvenuto anche nell'altra Camera e non soltanto qui. Ciò deve essere oggetto di una riflessione che va assolutamente fatta sul contributo che le Camere complessivamente possono apportare all'adozione dei provvedimenti. Tuttavia mi pare che, nella serie di misure che sono state prese, anche questo decreto-legge indichi una direzione di marcia condivisibile nei trasporti, nella scuola, per quanto riguarda le residenze sociali e socio-sanitarie e per quanto riguarda l'università. Ravviso in queste decisioni una dose di coraggio, che è esattamente ciò che ci serve per non fare passi falsi oggi nella lotta alla pandemia, che non è affatto vinta. È necessario che il livello di guardia nostro e di tutti resti molto alto e che la vigilanza in Parlamento e fuori dal Parlamento resti fortissima, perché ci sono ancora obiettivi da raggiungere. Dicevo dei buoni risultati che abbiamo ottenuto nelle vaccinazioni; però ci sono ancora dei livelli di vaccinazione molto alti, che debbono essere superati e che dobbiamo fare di tutto per superare. Da questo punto di vista, non è un caso che abbiamo incardinato oggi nella nostra Commissione - in questo caso avremo molto tempo per esaminarlo, fortunatamente - l'ultimo decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, che estende l'uso del green pass al mondo del lavoro dal 15 ottobre. Non a caso - dicevo - al provvedimento che stiamo convertendo se ne sono aggiunti altri e probabilmente se ne aggiungeranno altri ancora.