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tutti i partecipanti al suddetto Forum di dialogo delle società civili sono stati invitati a prendere parte alla cena. Le verifiche effettuate a cura degli uffici della Presidenza del Consiglio hanno evidenziato che, al Forum svoltosi nel pomeriggio alla Farnesina, il signor Savoini ha partecipato su richiesta del signor Claudio D'Amico, dell'ufficio del vice presidente del Consiglio Salvini a Palazzo Chigi. Il signor D'Amico, che ha l'incarico di consigliere per le attività strategiche e di rilievo internazionale nell'ambito dell'ufficio di diretta collaborazione del vice presidente del Consiglio, senatore Matteo Salvini, ha sollecitato l'invito del signor Savoini al Forum delle società civili, facendo contattare per iscritto i funzionari che fanno parte del mio gabinetto diplomatico. I miei funzionari non hanno ritenuto di sindacare questa richiesta, in quanto il signor Savoini era stato presentato come presidente dell'Associazione culturale Lombardia-Russia: aggiungo anche, e voglio sottolineare, che era un momento pregresso rispetto alla diffusione della notizia relativa all'avvio delle indagini penali a cura della procura di Milano. Questa è la ragione per la quale i miei funzionari hanno trasmesso questa richiesta di invito, per i seguiti, direttamente agli enti che coordinavano l'organizzazione del Forum, in particolare - li ho già menzionati - all'ISPI e alla presidenza del Forum Italia-Russia. Confermo che la partecipazione del signor Savoini all'evento del pomeriggio ha comportato il suo automatico invito alla cena e che questo trattamento è stato riservato a tutti i partecipanti al Forum. La Presidenza del Consiglio non ha avuto ulteriori contatti che abbiano riguardato il signor Savoini all'infuori di quello appena descritto e riassunto. Quanto al signor Claudio D'Amico, confermo che conserva l'incarico poco prima indicato, che gli è stato conferito in data 7 settembre 2018 dal vice presidente Salvini, con effetto retroattivo a far data dal 29 agosto 2018, e che terminerà alla data del giuramento del nuovo Governo o alla cessazione dell'incarico del Vice Presidente. In aggiunta alle informazioni sopra riassunte, chiarisco che la visita a Mosca del 17 e 18 ottobre 2018 del ministro dell'interno e vice presidente Salvini è stata organizzata direttamente dal Ministero dell'interno ed è consistita nella sua partecipazione all'assemblea generale del 2018 di Confindustria Russia, cui risulta abbia partecipato anche il signor Savoini. Gli eventi e gli incontri successivi all'evento organizzato da Confindustria Russia hanno rivestito carattere privato. Per completezza d'informazione, il vice presidente Salvini, come ho anticipato, è stato presente a Mosca anche nelle giornate del 15 luglio 2018, in coincidenza con la finale della coppa del mondo di calcio, e del 16 luglio 2018, per incontri con le controparti russe, in particolare con il ministro degli affari interni della Federazione russa Kolokoltsev, con il vice segretario generale Averyanov e con il vice segretario generale aggiunto del Consiglio per la sicurezza nazionale Venediktov. In quell'occasione, fu notificata alle controparti russe la composizione della delegazione italiana per il tramite della nostra ambasciata a Mosca, su indicazione del protocollo del Ministero dell'interno. La delegazione ufficiale, oltre al signor Claudio D'Amico, comprendeva quindi anche il nominativo del signor Savoini. Queste sono le informazioni acquisite dalla Presidenza del Consiglio che sono in grado di riferirvi. Non ho ricevuto informazioni dal Ministro competente. In quanto protagonista e, a un tempo, responsabile della politica internazionale sin qui seguita dal mio Governo, ritengo doveroso fornire alcune precisazioni. Le posizioni assunte dal Governo, in particolare nei confronti della Federazione russa, risalgono a un chiaro confronto tra le due formazioni politiche che hanno dato vita al contratto di Governo. Alla base della redazione di questo contratto - come sapete, perché è cosa pubblica - vi è stato un intenso confronto tra due distinte forze politiche e già questo peculiare modus procedendi ha offerto ampie garanzie di una posizione politica maturata nei confronti della Federazione russa, secondo un percorso lineare pienamente trasparente, ma non solo: mi permetto di aggiungere che il fatto che alla Presidenza del Consiglio sia stato chiamato il sottoscritto, persona terza rispetto alle due formazioni politiche di maggioranza, è ulteriore elemento che contribuisce a far sì che la sintesi dell'indirizzo politico di Governo, anche su questo versante di politica internazionale, sia scaturito in condizioni di piena garanzia. Questo attiene però al piano che potremmo definire delle premesse teoriche. Se guardiamo alla dinamica dell'attuazione dell'indirizzo di politica internazionale, abbiamo la riprova che sul versante dei rapporti con la Federazione russa e con riguardo a tutte le connesse implicazioni, la nostra linea è stata coerente, ragionevole e mai indebitamente condizionata da fattori perturbativi suscettibili di comportare una deviazione rispetto ai nostri interessi nazionali. Anche sulla base di tutte le mie risultanze d'ufficio, quali emergono dalle specifiche attribuzioni, responsabilità che su di me gravano in materia di tutela della sicurezza nazionale, allo stato non risulta evidenziato alcun elemento tale da farmi dubitare circa un indebito scostamento dalla linea più sopra riassunta, a opera di uno o più membri del Governo. La nostra linea di politica internazionale e la nostra collocazione non sono state mai guidate dalle relazioni che singole forze politiche hanno potuto intrattenere sul piano bilaterale o anche multilaterale con forze politiche di altri Paesi che abbiano o meno responsabilità di Governo. La nostra posizione sulla Russia, in particolare, è stata determinata dai nostri interessi nazionali così come definiti dal Governo nella sua collegialità, interessi che tengono conto anche, necessariamente, della nostra appartenenza alla NATO e all'Unione europea. La politica internazionale è stata poi affidata massimamente a circa 40 missioni che io stesso ho effettuato all'estero, a plurimi incontri che ho avuto a Roma ospitando omologhi stranieri, oltre che a numerose missioni effettuate dal ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Moavero Milanesi. Ovviamente i singoli Ministri, nelle materie di competenza, hanno contribuito ad alimentare i rapporti di scambio internazionale in ambito bilaterale e multilaterale, ma la mia costante presenza all'estero e nei forum internazionali (tra cui il G7 e due G20, Assemblee generali dell'ONU e vari Consigli europei) ha consentito di mettere a punto, anche sul fronte della politica internazionale, la sintesi necessaria a dirigere e coordinare una coerente politica generale di governo. Mai nessuna forza politica che sostiene la maggioranza avrebbe potuto avere la concreta possibilità, considerate queste premesse, di poter imprimere un indirizzo di politica internazionale in ragione dei rapporti intrattenuti con singole forze politiche di altri Paesi. Su questo sono stato sempre molto attento. Ciascuna forza politica è ovviamente libera di coltivare rapporti, anche in via esclusiva, con singoli partiti politici di altri Paesi e di apparentarsi con gruppi politici transnazionali, ma personalmente mi sono sempre adoperato affinché interessi che, per definizione, sono di parte fossero severamente vagliati al filtro dei bisogni dei cittadini italiani e degli interessi nazionali. E su questo sarò sempre intransigente. NANNICINI (PD) . È il Vice Presidente del Consiglio, Presidente! PRESIDENTE.Senatore, non le ho dato la parola.