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Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, devo innanzitutto ringraziare, come è già stato fatto prima, tutto il gruppo della Commissione perché davvero, come ha appena detto il senatore Cucca, si è respirato un bel clima di collaborazione. Credo che la norma che stiamo per approvare oggi sia di qualità, non solo dal punto di vista giuridico, ma anche dal punto di vista politico. Questa norma ha, a mio avviso, una duplice funzione. Ha sicuramente una funzione punitiva, perché comunque andiamo a fornire ai magistrati degli ulteriori strumenti tesi a punire davvero chi si macchia di certi crimini, di certe azioni assolutamente scellerate. È, tuttavia, ulteriormente importante - e io sono d'accordo - che questa norma sia adeguatamente resa nota, anche tramite i mezzi di comunicazione, affinché possa svolgere, non soltanto la funzione punitiva, ma altresì la funzione di deterrente, in modo che questi criminali che, troppo spesso, come leggiamo sui giornali e vediamo attraverso i telegiornali, abusano e sfruttano persone che sono comunque in difficoltà, possano davvero cessare di portare avanti questo tipo di condotta criminale e in modo che tutti i nostri cittadini, anche coloro che hanno un'età che comporta alcuni problemi, possano godere della propria vita in maniera tranquilla. Io non so se a voi sia capitato, ma a me sì: sia nella mia funzione di avvocato sia in veste di nipote, ho visto quali possono essere gli effetti di queste condotte criminali. Ho visto casi di persone che contattano persone anziane, dicendo loro che il figlio ha avuto un problema e che devono pagare anche 1.500 euro, oppure, utilizzando la truffa, già richiamata, dei finti contratti da far firmare, chiedendo somme, e non solo somme, a persone in difficoltà. In un secondo momento si vedono anche le conseguenze: persone che non hanno più la minima fiducia nel prossimo e non hanno più alcuna fiducia in se stesse. Questo, io credo, è un fatto assolutamente grave e, in questo senso, dobbiamo non solo approvare da un punto di vista politico e giuridico questa norma, ma dobbiamo anche renderci partecipi di un processo di maggiore sensibilizzazione nei nostri territori, nelle nostre case, con i nostri vicini, con tutti coloro che incontriamo ogni giorno per cercare di combattere questo fenomeno, assolutamente gravissimo e contrario a qualsiasi principio di umanità, prima ancora che di rispetto. Io non voglio dilungarmi oltre, perché le considerazioni dal punto di vista giuridico fatte, in primo luogo dal relatore e poi da tutti coloro che sono intervenuti, le faccio in qualche parte mie. Quindi, in un clima di rafforzata fiducia verso queste istituzioni, visto che oggi ci accingiamo, mi auguro, a votare all'unanimità questo provvedimento, ritengo che questo possa essere davvero un bell'esempio, non solo per tutte le persone che hanno subito questo tipo di problema, ma anche per tutti i nostri cittadini e i nostri elettori, affinché capiscano che queste istituzioni possono lavorare per delle finalità che vanno al di là dei meri elettorali. In questo senso, davvero con grande orgoglio e senza retorica, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione su questo provvedimento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). CANGINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, io ho sempre ritenuto e continuo a ritenere che la politica abbia molto a che vedere con il conflitto. Parafrasando von Clausewitz, è la prosecuzione della guerra con altri mezzi. E continuo a ritenere che attorno al binomio amico-nemico si svolga il gioco politico e si creino le identità: le identità dei partiti, le identità delle coalizioni, dei Governi, delle leadership . Ci sono, però, momenti e temi rispetto ai quali il conflitto dovrebbe venir meno: e alle volte accade. Questo è uno di quei giorni. Accade, di solito, quando ci sono in gioco dei principi e quando quei principi aderiscono al bisogno di tutelare i più deboli, che in fondo, forse, è il senso più profondo dell'azione politica. Nessuno oggi è più debole degli anziani, non soltanto in ragione della loro debolezza fisica, ma del ruolo sociale, come qualche collega ha ricordato prima, che avevano un tempo e che oggi non hanno più. Oggi gli anziani sono come non mai soli, spesso abbandonati, spesso lontani dai propri affetti; gli sono stati negati di fatto dalla società in cui viviamo la rappresentanza di quei valori in ragione dei quali un tempo l'anziano aveva un prestigio sociale. Quei valori sono la memoria, la conoscenza, l'esperienza: valori oggi svalutati e assieme ad essi si è svalutata la funzione dell'anziano, che è quanto mai debole e vulnerabile. È allora nostro dovere farci carico di tale debolezza e vulnerabilità, creando un sistema che protegga gli anziani il più possibile. I dati sono quelli citati dal relatore; il fenomeno è spaventoso e in crescita. Nell'arco di questo breve tempo del nostro dibattito, dal punto di vista statistico, una quindicina di anziani è stata o sarà truffata. Denunciai il fenomeno, quando ancora ancora se ne parlava poco, con una campagna giornalistica. Mi piace ricordare il primo caso che raccontammo. La signora si chiamava Neva Spagna, aveva ottantotto anni, era di Bologna, fu truffata, cadde in depressione a seguito dell'evento e quattro mesi dopo morì. Non è un caso raro. Abbiamo raccontato tanti, tantissimi casi del genere. Il problema vero non è dato da ciò che viene sottratto, dai beni materiali che vengono sottratti all'anziano, che siano soldi o un pugno di gioielli. Il problema vero sono le ricadute psicologiche sugli anziani di fatti del genere. L'anziano si sente solo, quanto mai solo, vulnerabile, quanto mai vulnerabile, alla mercé di chiunque e non più in grado di condurre una vita dignitosa. Le difese immunitarie calano, le malattie avanzano, molto spesso fatti del genere si concludono con il decesso. Non stiamo quindi parlando di truffe, stiamo parlando di qualcosa di molto più grave e grande. Il Capo dello Stato aderì a questa campagna, ricevemmo una lettera del suo portavoce che parlava di crimine odioso e di inquietante fenomeno; prese il via un processo legislativo che poi si interruppe con l'interruzione della legislatura. Mi sembrò naturale una volta eletto in questa funzione, e fu tra le primissime cose che feci, depositare un disegno di legge per riprendere il tema e sanare questa ingiustizia di fatto. Mi fa piacere davvero aver ascoltato i colleghi in Commissione giustizia e il dibattito di oggi e poter constatare che il conflitto è stato sospeso, le armi sono state deposte e tutti quanti abbiamo partecipato, ognuno in ragione della propria sensibilità e del proprio punto di vista. Naturalmente i punti di vista e le sensibilità non sono tutti uguali, ma tutti hanno condiviso il principio.