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4 I criteri, gli indirizzi, i metodi e i contenuti degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio previsti dalla presente legge per garantire il contenimento del consumo del suolo si applicano a tutti gli atti e le attività di pianificazione territoriale e urbanistica e alle conseguenti azioni di trasformazione del territorio che comportano interventi di nuova costruzione o infrastrutturazione. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a) «suolo»: lo strato superiore della crosta terrestre, costituito da componenti minerali, organici, acqua, aria e organismi viventi. Esso rappresenta l'interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. Svolge funzioni fondamentali di ospitalità e di nutrimento per gli ecosistemi e le produzioni agricole, di riduzione dell’anidride carbonica, di raccolta e filtraggio delle acque meteoriche, di supporto fisico e morfologico per le attività antropiche e di componente essenziale per la caratterizzazione del paesaggio; b) «impermeabilizzazione»: l'azione antropica che ha come conseguenza la copertura permanente del suolo, tramite la costruzione di infrastrutture e di edifici. L'impermeabilizzazione impedisce al suolo di svolgere la funzione di assorbimento e di filtraggio delle acque; c) «strumenti della pianificazione territoriale e atti di governo del territorio»: l'insieme degli atti, disciplinati dalla legislazione nazionale, regionale e provinciale, preordinati a tutelare il territorio ovvero a regolarne l'uso e i processi di trasformazione; d) «interventi di nuova costruzione»: gli interventi definiti all'articolo 3, comma 1, lettera e) , del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380; e) «compensazione ecologica preventiva»: le azioni intraprese prima di un intervento di nuova costruzione su un suolo inedificato per compensare il consumo di suolo prodotto dall'intervento stesso, attraverso il corrispondente vincolo a finalità d'uso pubblico di carattere ecologico ambientale posto su un'altra porzione di suolo. Il carattere ecologico ambientale consiste in miglioramenti alle specie, agli habitat e alle complessive risorse territoriali; f) «capacità d'uso dei suoli»: la metodologia di riferimento per la definizione della qualità dei suoli dal punto di vista delle possibilità produttive, utilizzata per la determinazione degli oneri economici relativi alle nuove occupazioni di suolo. 3 (Princìpi) 1 Lo Stato, le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni concorrono, ciascuno nel proprio ambito territoriale, ad un utilizzo contenuto e programmato del suolo. A tal fine i medesimi soggetti provvedono a elaborare, coordinare, armonizzare i reciproci piani e programmi energetici, infrastrutturali, economici o urbanistici, comunque denominati. Per l'utilizzo contenuto e programmato del suolo i suddetti soggetti si avvalgono dei registri del suolo di cui agli articoli 6 e 7. 2 Gli strumenti della pianificazione territoriale e gli atti di governo del territorio preservano la funzione ecologica del suolo e garantiscono il contenimento del consumo del suolo e l'eliminazione, la riduzione o la mitigazione degli impatti ambientali provocati. Tutti gli strumenti della pianificazione territoriale devono essere integrati e coordinati con i dati contenuti nel registro locale del suolo di cui all’articolo 7. 3 Gli strumenti della pianificazione territoriale, in coerenza con i risultati di ciascun registro locale del suolo di cui all’articolo 7, definiscono il fabbisogno di nuovo suolo che, in nessun caso, può essere superiore alla quantità di superficie territoriale riutilizzata, riqualificata o recuperata. 4 In applicazione della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, e della legislazione statale, i piani e i programmi, comunque denominati, che incidono e pregiudicano la funzione ecologica del suolo sono sottoposti, durante la loro stesura e comunque prima della loro adozione, a procedure di valutazione ambientale strategica (VAS) da cui deve risultare la completezza della documentazione relativa al bilancio dell'uso del suolo di cui all’articolo 8. Le leggi regionali definiscono i modi di applicazione della VAS e disciplinano le procedure ad essa relative, in modo da garantire la sua integrazione nell'ambito dei procedimenti di pianificazione e programmazione. 5 Ai fini del contenimento del consumo del suolo e della riqualificazione del tessuto insediativo esistente, il patrimonio pubblico inutilizzato deve essere destinato al soddisfacimento di finalità di pubblico interesse. 6 Si ha utilizzo contenuto di suolo quando l'urbanizzazione di nuove risorse territoriali avviene in assenza di alternative quali la sostituzione, la riorganizzazione, la riutilizzazione o la riqualificazione del tessuto insediativo esistente. 7 Ai sensi del comma 6 il rilascio di nuovi titoli abilitativi edilizi che determinano il consumo di suolo non urbanizzato è subordinato alla oggettiva e comprovata impossibilità di recuperare o riutilizzare manufatti di natura pubblica o privata risultanti inutilizzati o incompiuti. 8 In ogni caso il consumo di suolo non urbanizzato deve essere riequilibrato, in ragione dei maggiori oneri per la collettività sia in termini di definitiva perdita di una risorsa naturale irriproducibile sia per l'approntamento di nuove opere di urbanizzazione, mediante interventi fiscali o urbanistici compensativi di cui agli articoli 9 e 10. 9 La tutela e la valorizzazione del paesaggio e lo sviluppo territoriale sostenibile sono coordinati con le finalità di contenimento del consumo di suolo. 10 Le regioni regolano la materia disciplinata dalla presente legge nel rispetto delle disposizioni in essa contenute. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione secondo quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione. 4 (Competenze) 1 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni modificano le proprie normative per recepire i princìpi contenuti nella presente legge. Entro diciotto mesi dalla medesima data, gli strumenti della pianificazione territoriale e gli atti di governo del territorio devono essere adeguati alle disposizioni e ai princìpi contenuti nella presente legge. 2 In relazione alle funzioni e ai compiti spettanti alle regioni e agli enti locali, in caso di accertata inattività che comporta inadempimento agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea o pericolo di grave pregiudizio alla salute o all'ambiente ovvero in ottemperanza agli obblighi di informazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti, esercita i poteri sostitutivi in conformità all'articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Gli oneri economici connessi all'attività di sostituzione sono posti a carico dell'ente inadempiente. 3 Sono fatte salve le competenze spettanti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. 5 (Riorganizzazione e riqualificazione del tessuto insediativo esistente) 1 Nelle attività di pianificazione territoriale e di governo del territorio sono prioritarie la riorganizzazione e la riqualificazione del tessuto insediativo esistente edificato, dismesso, degradato o comunque urbanizzato. 2