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L'articolo 8, al fine di favorire da parte delle imprese start-up innovative a vocazione sociale il reinvestimento degli utili realizzati, prevede ai sensi del comma 1, l'esclusione dall'imposizione del reddito d'impresa del 50 per cento degli investimenti realizzati nel periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge. La detassazione si estende anche al periodo d'imposta successivo, tuttavia solo con riferimento all'investimento addizionale rispetto al periodo d'imposta precedente. Il comma 2 reca la definizione di « investimento » al quale si applica la detassazione del 50 per cento. Si deve trattare di investimenti in nuovi impianti, ampliamento, rivalutazione e ammodernamento di quelli esistenti e l'acquisto di beni strumentali nuovi. Ai sensi del comma 3 beneficiano della detassazione di cui al comma 1 anche le spese in ricerca e sviluppo, nonché tutte quelle sostenute per sviluppare accordi di collaborazione con università e centri di ricerca di natura pubblica. L'articolo 9 disciplina le agevolazioni che vengono riconosciute all'impresa start-up innovativa a vocazione sociale che decide di assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il comma 1 prevede che nel caso in cui si tratti di dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori è riconosciuto uno sgravio contributivo del 100 per cento per una durata massima di ventiquattro mesi. Ai sensi del comma 2 l'agevolazione contributiva di cui al comma 1 è ridotta al 50 per cento per le assunzioni a tempo indeterminato diverse da quelle di cui al comma 1. Il comma 3 introduce delle ulteriori agevolazioni in caso di assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante. Il titolo III reca le disposizioni finalizzate alla crescita e alla quotazione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale. A tal fine, l'articolo 10 prevede la possibilità per le imprese start-up innovative a vocazione sociale di potersi trasformare in piccole e medie imprese innovative a vocazione sociale, mentre l'articolo 11 istituisce la Borsa sociale italiana per fornire la diffusione e la circolazione dei titoli azionari e delle quote del capitale delle predette imprese. Il titolo IV reca disposizioni volte a promuovere lo sviluppo dei servizi pubblici a forte innovazione sociale attraverso strumenti di incentivo della domanda e dell'offerta di innovazione sociale, e l'introduzione dei laboratori di innovazione sociale che riconoscono il ruolo centrale che gli enti locali possono svolgere in questo ambito. L'articolo 12 introduce disposizioni a supporto sia dell'offerta che della domanda di innovazione sociale, favorendo, da un lato, il rafforzamento e la diffusione dei progetti, attori, attività che producono innovazione sociale; dall'altro, per sostenerne la domanda, si creano le condizioni per il consolidarsi di un mercato per i prodotti, i servizi e le soluzioni da essa generati. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8, sulla base dell'iniziativa anglosassone « Pay for Success », introduce nel nostro ordinamento una innovativa forma di partenariato pubblico-privato. In particolare, il comma 1 prevede che i comuni possono costituire dei partenariati pubblico-privato si sensi delle disposizioni di cui al libro IV del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, con l'obiettivo di sostenere l'erogazione da parte del mercato di servizi a forte innovazione sociale. Il comma 2 individua gli elementi costitutivi del partenariato pubblico-privato di cui al comma 1. Nello specifico, elementi del partenariato sono: a) l'ente locale che si assume la responsabilità di restituire il capitale inizialmente investito dal soggetto privato finanziatore e dell'eventuale remunerazione concordata al momento della stipula del partenariato; b) l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale che è responsabile della fornitura del servizio a forte innovazione sociale; c) il soggetto privato finanziatore che, con la stipula del partenariato, si assume la responsabilità di fornire le risorse necessarie per finanziarie l'erogazione dei servizi a forte innovazione sociale; d) il valutatore, che è il soggetto incaricato di valutare in modo indipendente gli effetti prodotti dall'erogazione dei servizi a forte innovazione sociale nei confronti della comunità di riferimento. Il comma 3 stabilisce che il partenariato pubblico-privato prevede la partecipazione di almeno un soggetto privato con la funzione di fornire le risorse economiche necessarie per finanziare l'erogazione di servizi a forte innovazione sociale da parte di una o più imprese start-up innovative a vocazione sociale. Ai sensi del comma 4 l'ente locale di riferimento garantisce il rimborso delle risorse iniziali fornite dal soggetto privato finanziatore e l'eventuale remunerazione ad esso spettante. Tuttavia, chiarisce che sia il rimborso che l'eventuale remunerazione sia condizionata al rispetto delle disposizioni di cui al successivo comma 5. Il comma 5 disciplina le condizioni che si devono rispettare affinché l'ente locale possa rimborsare le risorse investite inizialmente dal soggetto privato finanziatore e riconoscere l'eventuale remunerazione spettante. Nello specifico, è necessario il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati preventivamente concordati tra l'ente locale di riferimento e il soggetto privato finanziatore e indicati nell'accordo di partenariato. Ai sensi del comma 6 l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale deve essere selezionata, attraverso procedure competitive ad evidenza pubblica, dal soggetto privato finanziatore. La selezione deve essere approvata dall'ente locale di riferimento e l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale deve dimostrare esperienze di successo nella fornitura di servizi a forte innovazione sociale Il comma 7, con riferimento agli obiettivi e risultati da raggiungere, prevede che l'ente locale di riferimento debba quantificare i risparmi di spesa conseguiti attraverso l'erogazione di servizi con una forte innovazione sociale. Ai sensi del comma 8 si prevede che i progetti finanziabili devono essere individuati con apposito atto sottoscritto dal soggetto privato finanziatore e dall'impresa start-up innovativa a vocazione sociale, nonché approvati dall'ente locale di riferimento, specificando in apposita sezione i risultati e gli obiettivi che si intendono raggiungere, misurati in termini quantitativi e con sufficiente affidabilità. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge il Ministro dell'economia e delle finanze adotta uno o più decreti per definire le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 8. Le disposizioni di cui ai commi da 10 a 12 disciplinano l'istituto del « crowdfunding civico », ovvero quelle forme di finanziamento che possono essere svolte da qualunque piattaforma di raccolta fondi dal basso per finanziarie progetti civici. Il comma 10 stabilisce che gli enti locali, nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 11, possono attivare modelli di raccolta fondi su piattaforme dedicate (cosiddetto « crowdfunding » ) per finanziare l'offerta di servizi a forte innovazione sociale. Agli enti locali che attivano queste forme di raccolta di risorse dal basso vengono riconosciute delle maggiori risorse statali attraverso il Fondo di solidarietà comunale di cui alla legge 24 dicembre 2012, n. 228. Ai sensi del comma 11 una o più imprese start-up innovative a vocazione sociale possono proporre agli enti locali di attivare programmi di raccolta fondi per finanziare progetti a forte innovazione sociale, alle seguenti condizioni: