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Così, con il favore della notte - questo è un Governo che lavora con il favore delle tenebre - avete deciso di chiudere la scuola - e non sarà questa l'unica decisione notturna - lontani dagli occhi degli italiani cosicché non potessero vedere i contrasti interni che avete avuto, che continuate ad avere e sicuramente avrete anche nei prossimi mesi, e soprattutto la vostra incapacità nel gestire un tema così importante qual è il funzionamento del sistema scolastico. Con il fare nella notte avete costretto gli italiani, il personale scolastico e quello docente, da soli - e sottolineo da soli - a portare avanti un settore abbandonato a se stesso. Ancora oggi - ad esempio - non sappiamo come e quando la scuola riaprirà. Lo scontro interno alla maggioranza è sempre più evidente e ha bloccato per settimane il decreto-legge che stiamo qui discutendo. E soltanto una riunione notturna - l'ennesima - ha consentito il varo di questo accordicchio, che alla fine è una nuova beffa per i precari che continueranno a essere tali e che per l'ennesima volta si vedono negati la possibilità di un riconoscimento dopo anni e anni di impegno all'interno della scuola. Altro che lotta alla precarietà, così come ha ripetuto il presidente Conte. Qui siamo alla precarietà che si fa, purtroppo, sistema e anche regola. Fratelli d'Italia, fin dall'inizio, aveva chiarito che questo provvedimento andava rivoluzionato. Abbiamo presentato 41 emendamenti al decreto-legge scuola e diversi ordini del giorno, cercando di dare il nostro contributo, nell'interesse del mondo della scuola. Siamo per la stabilizzazione dei precari e il riconoscimento del loro diritto. Solo in questo modo si può garantire l'inizio del nuovo anno scolastico. Il concorso-farsa che volete mettere in atto a tutti i costi è un crimine ai danni di tutta la scuola italiana. Il Ministero deve piuttosto garantire aggiornamenti, fare delle graduatorie. Ed è scandaloso - lo ripeto perché effettivamente è anche difficile utilizzare altro termine - come ha affermato il ministro Azzolina, che il Ministero non sia oggi in grado di aggiornare quelle che sono le graduatorie. Ancora una volta vengono colpiti e soprattutto umiliati i nostri precari della scuola, coloro che ne hanno retto fino a oggi le sorti e che soprattutto in questi anni ne hanno fatto la storia. E non possiamo fare a meno di denunciare che è vergognoso che in questo decreto-legge non si presti attenzione alle nostre scuole paritarie. Nonostante le nostre iniziative, segnalate negli ultimi mesi al Ministro, questo mondo continua a essere ignorato e considerato figlio di un Dio minore. È evidente, quindi, che sarebbe stato necessario prendere decisioni coraggiose, capaci di cambiare definitivamente e anche in maniera permanente una situazione, che possiamo dire pluridecennale, dettata da instabilità, discontinuità didattica, mancanza di percorsi abilitanti che portano il personale docente al ruolo. La scuola italiana e tutti i suoi attori hanno bisogno di insegnanti che siano formati, e anche preparati alla sfida di una società sempre più complessa, in un'ottica competitiva e che deve essere al pari con la nostra Europa. Gli insegnanti non possono essere selezionati sulla base di mere nozioni, come avverrebbe con la modalità dei test al computer a risposta multipla, come prevede il decreto del 2019, ma devono essere selezionati sulla base delle loro competenze trasversali, le stesse che sono richieste agli studenti. La situazione senza precedenti in cui si è trovato il nostro Paese ha messo tutti noi alla prova. Il personale di ruolo, così come il personale precario, ha dato il massimo per poter continuare anche a distanza il lavoro svolto in presenza. Iniquamente, questo Governo - in particolare il Ministro dell'istruzione e anche alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle - ha criticato - per usare un eufemismo - le 170.000 persone che ogni anno contribuiscono al regolare avvio dell'anno scolastico, invece di trovare soluzioni alternative e di buonsenso all'annosa questione del reclutamento. I dati parlano chiaro: nessun Paese europeo permette di selezionare il personale tramite una prova al computer , a scelta multipla. I docenti precari e di ruolo non si sottraggono alla valutazione, come invece più volte dichiarato da alcuni esponenti del Governo: quello che non accettano è l'illogicità della prova, che, a detta del Ministro, dovrebbe valutare il merito. Ma quale merito si può valutare con un test con 80 domande in ottanta minuti? Ricordiamo che il numero dei deceduti per Covid-19 è ancora elevato, ma allo stesso tempo chiediamo a quegli stessi docenti di spostarsi, in questi mesi, per sostenere una prova illogica, non idonea a selezionarli. Questo è quanto bandito dal Ministro in data 28 aprile 2020. E proprio sul concorso si è nuovamente misurata l'inadeguatezza di questa maggioranza, che somiglia sempre più a dei dilettanti allo sbaraglio. Con il favore delle tenebre avete firmato un'intesa, sulla pelle dei precari e sul futuro della scuola, che la maggioranza si è rimangiata nel giro poi di qualche ora: un concorso da tenersi non più in estate, ma in autunno, senza però salvare la posizione contrattuale dei precari, ai quali sarà garantito soltanto l'ennesimo contratto a tempo determinato. Si tratta nuovamente di una presa in giro nei confronti di coloro che hanno garantito la continuità dell'attività scolastica e consentiranno la stessa apertura delle scuole. L'intero mondo della scuola è stato ostaggio per settimane - e dico per settimane - di questa lotta di potere tutta interna alla maggioranza, aizzando la lotta tra poveri. Dobbiamo essere vicini ai docenti precari e di ruolo, dimostrando loro che la politica è loro vicina. Signor Presidente, le chiedo qualche minuto in più, perché sono l'unico a intervenire per il Gruppo Fratelli d'Italia in discussione generale. Diamo avvio a dei veri corsi abilitativi e selettivi in itinere e in uscita, gestiti dal Ministero, affinché finalmente la formazione sia nazionale e riconosca gli anni di sacrifici che il personale precario ha sopportato e sta sopportando in questo periodo. Nello specifico, i corsi prevedrebbero l'acquisizione dei crediti formativi universitari, suddivisi in corsi teorici e attività laboratoriali, con durata semestrale e anche annuale, gestiti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in collaborazione con gli atenei italiani, su piattaforma univoca nazionale, in modalità mista, online e in presenza o totalmente online in caso di perdurante emergenza sanitaria da Covid-19. Nel 2020 vogliamo reclutare il personale sulla base delle sue competenze trasversali: sulla base delle competenze non meritocratiche, come vuole qualcuno. La nostra risposta deve essere immediata ed efficace. Tra una settimana i partecipanti ai concorsi dovranno inoltrare la domanda di partecipazione e, quindi, dobbiamo emendare il disegno di legge in esame per dar loro un segnale forte di cambiamento. In conclusione, il decreto-legge in esame era l'occasione giusta per riparare alle tante storture, che da tempo denunciamo e di fatto rendono inadeguata la nostra scuola.