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Ai sensi dell'articolo 144- bis del Regolamento, la discussione generale del disegno di legge europea e di delegazione europea può avere luogo congiuntamente con la discussione delle relazioni annuali sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Il Presidente quindi, propone di procedere in tal senso, e cioè con la discussione generale congiunta del disegno di legge europea 2018, della relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018 e della relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017. Preannuncia infine che, non sussistendo impedimenti di ordine regolamentare, svolgerà il ruolo di relatore sul disegno di legge europea. La senatrice GINETTI ( PD ) ritiene che la scelta del Presidente quale relatore, pur essendo pienamente legittima, possa presentare in astratto possibili profili di opportunità. Al riguardo, preannuncia che il suo Gruppo presenterà una relazione di minoranza. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire, la Commissione conviene sulla scelta di procedere alla discussione congiunta del disegno di legge europea e delle due relazioni governative. AFFARI ASSEGNATI Affare su 'Gli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea' Doc n. 40 Affare su "Gli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea" (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare e rinvio) La senatrice GIAMMANCO ( FI-BP ), relatrice, introduce il tema dell'affare assegnato n. 40, sugli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea, che consentirà di svolgere un'approfondita analisi dei molteplici aspetti che caratterizzano attualmente i rapporti bilaterali e multilaterali dell'Unione europea in ambito commerciale, al fine di individuarne le principali problematiche e acquisire una visione prospettica e programmatica. Come è noto, la politica commerciale è di competenza esclusiva dell'Unione europea, in base all'articolo 3 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea). È infatti la Commissione europea che negozia, per conto dell'UE e degli Stati membri gli accordi commerciali con i Paesi terzi, nell'ambito delle regole dell'OMC (Organizzazione mondiale del commercio). Tali accordi sono poi adottati dal Legislatore europeo e quelli che presentano una natura mista, ovvero che comprendono anche competenze concorrenti, sono anche sottoposti alla ratifica da parte dei singoli Stati membri. L'accentramento a livello di Unione consente all'Europa di assumere una posizione forte nell'ambito del commercio globale, rappresentando il 16,5 per cento di tutte le importazioni ed esportazioni mondiali. D'altra parte, il commercio mondiale è un fattore chiave per la prosperità interna dell'Unione europea: oltre 30 milioni di posti di lavoro dipendono dalle esportazioni europee verso il resto del mondo e il 90 per cento della futura crescita globale avrà luogo oltre i confini dell'Europa. Le imprese europee e l'occupazione continuano quindi a beneficiare di un'economia integrata a livello mondiale, i cui effetti positivi ricadono anche sui cittadini, sui lavoratori e sui consumatori europei. Attualmente, l'Unione ha stipulato 39 accordi commerciali con 69 paesi, l'ultimo dei quali è quello concluso con il Giappone (JEFTA). Sulla strategia commerciale dell'Unione europea, la 14 a Commissione aveva svolto, nella scorsa Legislatura, un lavoro di approfondimento di cui potrà essere utile tenere conto. Dopo una serie di audizioni, la 14 a Commissione ha adottato una risoluzione ( Doc . XXIV, n. 75), in cui ha impegnato il Governo ad assicurare trasparenza nei negoziati e il coinvolgimento della società civile, oltre alla salvaguardia degli interessi nazionali con particolare riguardo al Made in Italy , dall'agroalimentare alle produzioni d'eccellenza, come ad esempio la moda. L'ha impegnato inoltre ad assicurare primaria tutela ai beni comuni, alle priorità politiche dell'Unione europea, nonché ai valori di democrazia e libertà, progresso economico, coesione, solidarietà sociale, sicurezza e rispetto dell'ambiente, che guidano il processo di integrazione europea, a beneficio dei cittadini e delle imprese, soprattutto le piccole e micro imprese, che sono la principale fonte di occupazione e di innovazione europea. Tra gli elementi di maggiore attualità nella politica commerciale dell'Unione figura anzitutto il Trattato commerciale con il Canada (CETA), entrato in vigore in forma provvisoria il 21 settembre 2017, a seguito dell'approvazione degli Stati membri europei espressa in Consiglio e del Parlamento europeo. Essendo un accordo misto, però, esso entrerà in vigore pienamente e in via definitiva solo quanto tutti gli Stati membri dell'Unione lo abbiano ratificato. Non è previsto un termine ultimo per la ratifica. Il CETA prevede l'abbattimento del 98 per cento delle barriere tariffarie, l'accesso delle rispettive imprese agli appalti pubblici e alla fornitura di servizi, la tutela dei prodotti agroalimentari (con il riconoscimento di 143 prodotti enogastronomici europei di alta qualità, le cosiddette "indicazioni geografiche"), il riconoscimento di titoli professionali e regole a tutela del diritto d'autore e dei brevetti industriali, compresa l'istituzione di un arbitrato internazionale che consente all'investitore privato di fare causa a uno Stato (ISDS). In merito al CETA, la Commissione europea, il 21 settembre 2018, ha comunicato che, dalle statistiche disponibili, relative al periodo che va dall'ottobre 2017 al giugno 2018, emerge che in tutta l'Unione le esportazioni sono aumentate di oltre il 7% rispetto all'anno precedente. Per alcuni settori, i risultati sono particolarmente positivi: macchine, apparecchi e congegni meccanici, che rappresentano un quinto delle esportazioni europee in Canada, hanno registrato un incremento superiore all'8%; per i medicinali (il 10% delle esportazioni UE in Canada) l'aumento è del 10%. Sono in crescita anche le esportazioni in altri settori: mobilio (+ 10%), profumi/cosmetici (+ 11%), calzature (+ 8%) e abbigliamento (+ 11%). Dati incoraggianti si registrano anche per le esportazioni di prodotti agricoli: frutta fresca e a guscio (+ 29%), cioccolato (+ 34%), vino spumante (+ 11%) e whisky (+ 5%). Per quanto riguarda gli incrementi delle esportazioni relative all'Italia, la Commissione ricorda come le esportazioni di prodotti agricoli italiani in Canada siano aumentate del 7,4%. Allo stato, 12 Stati membri hanno provveduto alla ratifica: Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Spagna, Croazia, Lituania, Lettonia, Malta e Portogallo, Finlandia, Svezia e Regno Unito. In Francia, l'analisi di impatto interno, prioritaria alla ratifica, è stata rinviata. In Belgio e Olanda si è in attesa del parere della Corte di giustizia in merito alla compatibilità del CETA con le regole europee, sollevata dal Belgio il 6 settembre 2017.