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j) un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali.». - Il testo dell'art. 2 della legge 10 dicembre 1980, n. 845, recante: «Protezione del territorio del comune di Ravenna dal fenomeno della subsidenza», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 dicembre 1980, n. 343, è il seguente: «Art. 2. - Per i fini di cui al precedente articolo il Ministero dei lavori pubblici coordina l'attuazione dei piano generale di interventi organici per la costruzione di acquedotti, di fognature, di opere di difesa dei litorali e degli abitati, di opere di interesse del comprensorio agricolo, di strade e di manufatti al loro servizio, di opere di risanamento e consolidamento del patrimonio edilizio demaniale, di opere di rialzo e sistemazione di banchine ed aree portuali di uso pubblico, di opere di risanamento e consolidamento di immobili di interesse storico, artistico, monumentale, nonché di quant'altro sarà programmato ai sensi della presente legge. Gli interventi sono attuati secondo competenza dal Ministero dei lavoro pubblici, d'intesa con il Ministero della marina mercantile per le opere di rialzo e sistemazione di banchine ed aree portuali, dai Ministeri dell'agricoltura e delle foreste e dei beni culturali, dalla regione Emilia-Romagna, dal comune di Ravenna e dagli altri enti preposti specificamente alla difesa del suolo ed alla regolamentazione delle acque. Il piano degli interventi per le opere di interesse del comprensorio agricolo del Ravennate da attuare ai sensi del primo comma, nonché per il ripristino delle officiosità delle chiuse demaniali "S. Bartolo", "Rasponi" e "S. Marco", è predisposto dalla regione Emilia-Romagna, di intesa col Ministero dell'agricoltura e delle foreste. È istituito un comitato di sovrintendenza col compito di predisporre ed approvare il piano generale degli interventi. Il comitato è così composto: dal provveditore alle opere pubbliche per l'Emilia-Romagna, che lo presiede; dall'ingegnere capo del Genio civile per le opere marittime di Ravenna; dal comandante del porto di Ravenna in rappresentanza del Ministero della marina mercantile; da un rappresentante del Ministero dell'agricoltura e delle foreste; dal soprintendente ai monumenti per le province di Ravenna, Forlì, Ferrara in rappresentanza del Ministero dei beni culturali; da tre rappresentanti della regione Emilia-Romagna, dei quali uno in rappresentanza delle minoranze; da tre rappresentanti del comune di Ravenna. Gli studi, le indagini e i rilevamenti nonché la progettazione e la realizzazione delle opere sono di norma eseguiti dagli enti ed uffici competenti e possono essere affidati in concessione ad enti pubblici, ad imprese o gruppi di imprese specializzate. In caso di inerzia di uno o più degli enti preposti all'attuazione degli interventi previsti nel piano generale, il Ministero dei lavori pubblici può invitare gli enti stessi a provvedere entro un congruo termine, decorso il quale, all'attuazione degli interventi provvede il Ministero dei lavori pubblici stesso, direttamente o attraverso affidamento in concessione. Per le finalità di cui alla presente legge, alle sedute del comitato tecnico amministrativo presso il provveditorato regionale alle opere pubbliche per l'Emilia-Romagna partecipano, con voto deliberativo, due rappresentanti designati dalla regione Emilia-Romagna, due rappresentanti designati dal comune di Ravenna, un rappresentante del Ministero dell'agricoltura e delle foreste, un rappresentante del Ministero della marina mercantile, un rappresentante del Ministero dei beni culturali.». - Il testo dell'art. 129 del regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165, recante: «Approvazione del testo unico delle disposizioni sull'edilizia popolare ed economica», pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 5 agosto 1938, n. 177: «Art. 129. - Presso il Ministero dei lavori pubblici è istituita una Commissione di vigilanza per l'edilizia popolare ed economica la cui nomina spetta al Ministro. Debbono comunque far parte della Commissione: a) il direttore generale dell'edilizia e delle opere igieniche e il direttore capo della divisione per le case popolari ed economiche ovvero un funzionario della divisione stessa da lui delegato, del Ministero dei lavori pubblici; b) il direttore generale della Cassa depositi e prestiti; c) un magistrato dell'ordine giudiziario ed un funzionario dell'Avvocatura dello Stato, aventi grado non inferiore al 5°; d) due componenti della magistratura del Consiglio di Stato; e) un funzionario da designarsi dal Ministero delle finanze. Il Ministro provvede con suo decreto alla composizione della segreteria. La Commissione, per l'adempimento dei suoi compiti, funziona suddivisa in due sezioni presiedute dal presidente o da uno dei componenti da lui delegato. Il Ministro con suo decreto determina, a datare dal 28 ottobre e per la durata di un triennio, la composizione della Commissione e delle sue Sezioni le quali non possono subire mutamenti in corso di detto triennio salvo eventuali sostituzioni rese indispensabili da circostanze di forza maggiore.». - Il testo dell'art. 4 della legge 29 novembre 1984, n. 798, recante: «Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1984, n. 332, è il seguente: «Art. 4. - È istituito un Comitato costituito dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo presiede, dal Ministro dei lavori pubblici, che può essere delegato a presiederlo, dal Ministro per i beni culturali ed ambientali, dal Ministro della marina mercantile, dal Ministro per l'ecologia, dal Ministro per il coordinamento delle iniziative per la ricerca scientifica e tecnologica, dal presidente della giunta regionale del Veneto, dai sindaci dei comuni di Venezia e Chioggia, o loro delegati; nonché da due rappresentanti dei restanti comuni di cui all'art. 2, ultimo comma, della legge 16 aprile 1973, n. 171, designati dai sindaci con voto limitato. Segretario del Comitato è il presidente del Magistrato alle acque, che assicura, altresì, con le strutture dipendenti, la funzione di segreteria del Comitato stesso. Al Comitato è demandato l'indirizzo, il coordinamento ed il controllo per l'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge. Esso esprime suggerimenti circa una eventuale diversa ripartizione dello stanziamento complessivo autorizzato in relazione a particolari esigenze connesse con l'attuazione dei singoli programmi di intervento. Il Comitato trasmette al Parlamento, alla data di presentazione del disegno di legge relativo alle disposizioni per la formazione del bilancio annuale dello Stato, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi.». - Il testo dell'art. 6 della legge 12 dicembre 1971, n. 1133, recante: «Finanziamento per l'edilizia degli istituti di prevenzione e di pena», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 3 gennaio 1972, n. 1, è il seguente: «Art. 6.