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L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, il Ministro della salute e il Ministro della difesa. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Laforgia ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01029 sullo svolgimento di confronti con le parti sociali presso il Ministero dell'interno, per tre minuti. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo appreso soltanto in questi minuti che il ministro Di Maio non sarà presente in Aula a rispondere alle nostre domande. È un vero peccato perché, in particolare, la nostra interrogazione era rivolta a lui. Aveva e ha molto a che fare con lo stato di salute di questo Governo, di cui pare il Ministro si stia occupando nelle ultime ore e anzi in questi ultimi concitati minuti. Se il Governo facesse anche un'operazione verità e venisse in Parlamento a raccontare a noi parlamentari che cosa sta accadendo, saremmo molto grati ai suoi membri. In ogni caso, avremmo potuto utilizzare questo spazio - come sì fa di solito - per chiedere al ministro Di Maio alcuni elementi specifici riguardanti dossier che lui dice stia trattando e di cui dice di volersi occupare. Penso ai numerosi tavoli di crisi aziendali, che pare siano aumentati negli ultimi mesi da 148 - come riferiva lo stesso Ministro a metà dello scorso anno - a più di 160, anche se non c'è un numero definito. Avremmo potuto utilizzare questo spazio per chiedergli - ad esempio - alcune informazioni più specifiche riguardanti vicende molto delicate come l'Alitalia, l'Ilva e tutta la catena di aziende che in questo momento sono in grande difficoltà. Stiamo parlando di più di 200.000 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. C'è, però, una cosa che viene prima di tutto questo e non è solo un fatto di grammatica istituzionale. Avremmo voluto chiedere al ministro Di Maio con quale operazione intende riportare una centralità rispetto ai Ministeri che presiede. E parlo di quella centralità che ha perso nel rapporto con le parti sociali. A proposito di irritualità, ci rendiamo conto che questa interrogazione sia un po' irrituale, ma quanto è accaduto qualche giorno fa, e cioè il fatto che il Ministro dell'interno, cioè colui che avrebbe dovuto e dovrebbe occuparsi della sicurezza nazionale, di Carabinieri, Polizia, lotta alla criminalità e alle mafie, inviti 43 sigle sindacali e di rappresentanti di interessi e, davanti a quelle sigle, addirittura anticipi i contenuti della manovra, non è soltanto una sgrammaticatura istituzionale, ma dà anche l'idea che i Ministeri presieduti dal ministro Di Maio stiano perdendo la loro centralità nel rapporto con le parti sociali. Vorremmo dunque capire se, nel passaggio più delicato della vita di un Governo, qual è quello che precede e poi naturalmente quello che porta alla approvazione della legge di bilancio, questa centralità e questa grammatica istituzionale possano essere ripristinate. E ci piacerebbe molto sapere - a questo punto ascolteremo il Ministro - quali azioni verranno messe in campo perché ciò accada. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, onorevole Fraccaro, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, senatori, rispondo al quesito posto degli interroganti sulla base degli elementi forniti dal ministro Di Maio, impossibilitato a partecipare. Ricordo che questo Governo sin dall'inizio ha valorizzato la centralità e l'importanza del rapporto con gli stakeholder , siano essi imprenditori, parti sociali o comuni cittadini portatori di qualsivoglia interesse specifico o diffuso. In merito ai fatti specifici richiamati dagli interroganti e per quanto di diretta competenza del ministro Di Maio, si evidenzia che tutti i tavoli di crisi sono stati gestiti con grande impegno - come dimostra anche la priorità riconosciuta alla riorganizzazione dell'amministrazione centrale del Ministero dello sviluppo economico - con l'attribuzione di uno specifico ruolo ad un ufficio presso la direzione generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese, dedicato proprio alle crisi di impresa. Tale struttura è in corso di implementazione anche dal punto di vista delle unità di personale e diventerà sempre più pronta ad accogliere l'istanza di incontro e di scambio tra politica, parti sociali e lavoratori. Con riferimento ai tavoli di crisi, giova ricordare che la loro istituzione deve essere richiesta dalle organizzazioni sindacali o anche dalla proprietà. A tal riguardo, in virtù della grande attenzione riservata dal ministro Di Maio al tema, si evidenzia che presso i suoi Dicasteri si tengono spesso tavoli su crisi generali non risolte sul territorio; in seguito all'istanza si procede con l'istruttoria da parte degli uffici per la migliore e completa raccolta di tutti gli elementi utili e infine si procede alla convocazione di tutte le parti coinvolte, senza alcuna esclusione. Va inoltre sottolineato che la volontà di improntare tutta l'azione di Governo alla massima trasparenza e al dialogo, anche al di fuori del perimetro della maggioranza, per raccogliere proposte efficaci, è dimostrata dall'apertura dei tavoli di risoluzione delle vertenze ai parlamentari di tutti i Gruppi politici. Durante questo primo anno di lavoro il confronto non si è mai interrotto e sono sempre stati costanti gli scambi, gli incontri istituzionali, la valutazione congiunta e le riflessioni incrociate per accogliere le istanze di tutti. I tempi e le modalità di incontro, concertazione e consultazione sono ben chiari nell'operato del ministro Di Maio. Come ha avuto di modo di ribadire anche il Presidente del Consiglio, le iniziative percorse da singole forze, seppur legittime, non possono sostituirsi alle necessità di un tavolo in cui siedono tutti i rappresentanti del Governo e che è la sola sede in grado di garantire il pieno e rispettoso contraddittorio tra tutte le parti. Il ministro Di Maio resta disponibile comunque, nei Ministeri da lui diretti, al dialogo costruttivo con tutti, ma sempre nel rispetto delle dinamiche istituzionali, che sono garanzia unica di trasparenza e di buon governo. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Laforgia, per due minuti. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, a proposito di occasioni perse, ho perso l'occasione di rivolgere personalmente e direttamente al ministro Di Maio la mia interrogazione. Naturalmente il ministro Fraccaro sarà così solerte da riferire al ministro Di Maio il senso del nostro atto di sindacato ispettivo. Avrei però voluto rivolgergli una domanda in particolare, chiedendogli cioè per quale ragione si sia scagliato contro il bersaglio sbagliato, in occasione di quella vicenda a cui ho fatto riferimento. Essersela presa con i sindacati ha significato esattamente questo, e cioè individuare un bersaglio sbagliato, quando invece dovremmo uscire dalla stagione della disintermediazione, visto che mi pare che non ne siamo ancora usciti.