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3 All'articolo 407 del codice civile, dopo il quarto comma è inserito il seguente: « Il giudice tutelare dispone secondo le indicazioni dell'articolo 716, secondo comma, del codice di procedura civile, nel caso in cui intenda adottare provvedimenti che incidano su diritti fondamentali della persona ». 7 (Introduzione dell'istituto del patrimonio con vincolo di destinazione) 1 Gli articoli da 692 a 697 del codice civile sono sostituiti dai seguenti: « Art. 692. – (Patrimonio con vincolo di destinazione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia) – Per favorire l'autosufficienza economica nella vita quotidiana può essere costituito un patrimonio con vincolo di destinazione a favore del beneficiario di un'amministrazione di sostegno. La costituzione di un patrimonio con vincolo di destinazione a favore del beneficiario di un'amministrazione di sostegno deve essere effettuata da parte del disponente con atto scritto tra vivi o mortis causa . La proprietà dei beni costituenti il patrimonio con vincolo di destinazione spetta al beneficiario, salvo che non sia diversamente stabilito nell'atto di costituzione. Art. 693. – (Costituzione del patrimonio con vincolo di destinazione) – Possono costituire un patrimonio con vincolo di destinazione: 1) i genitori e gli ascendenti del beneficiario dell'amministrazione di sostegno; 2) il beneficiario dell'amministrazione di sostegno, se ne ha la facoltà. Il giudice tutelare può autorizzare con decreto motivato l'amministratore di sostegno alla costituzione di un patrimonio vincolato a favore del beneficiario sui beni appartenenti allo stesso beneficiario. L'atto costitutivo deve contenere, in ogni caso: 1) l'inventario dei beni e dei diritti che costituiscono inizialmente il patrimonio vincolato; 2) l'indicazione delle regole di amministrazione del patrimonio vincolato; 3) la durata del vincolo, che non può essere superiore alla durata della vita del beneficiario. L'atto può essere trascritto ai sensi dell'articolo 2643- ter . Art. 694. – (Apporto di beni al patrimonio vincolato) – Qualunque persona, con il consenso del beneficiario, o del suo amministratore di sostegno, e previa autorizzazione del giudice tutelare può apportare beni e diritti al patrimonio vincolato. L'apporto di beni e di diritti, anche da parte di terzi, al patrimonio vincolato è soggetto alle stesse formalità previste per la costituzione del patrimonio vincolato. Art. 695. – (Vincolo di destinazione) – I beni e ogni frutto del patrimonio con vincolo di destinazione devono essere destinati al mantenimento, alla cura, all'istruzione, al sostegno del beneficiario, tenendo conto dei suoi bisogni e delle sue aspirazioni. L'esecuzione sui beni del patrimonio vincolato e sui frutti di esso non può aver luogo per debiti che sono stati contratti per scopi estranei ai bisogni del beneficiario. Art. 696. – (Alienazione dei beni) – Se espressamente previsto nell'atto costitutivo, il giudice tutelare può autorizzare, nei casi di evidente utilità per il beneficiario, l'alienazione dei beni e dei diritti che fanno parte del patrimonio vincolato, disponendo il reimpiego delle somme ricavate dall'alienazione. L'autorizzazione del giudice all'alienazione fa venir meno ogni vincolo di destinazione. Il giudice tutelare può anche autorizzare, con le opportune cautele, la costituzione di ipoteche su beni immobili che fanno parte del patrimonio vincolato a garanzia di crediti destinati a miglioramenti o trasformazioni delle stesse proprietà i immobiliari. Art. 697. – (Cessazione del vincolo) – Il vincolo termina, oltre che alla scadenza del termine indicato nell'atto costituivo, con la revoca dell'amministrazione di sostegno o con la morte del beneficiario. Il giudice tutelare può autorizzare con decreto la cessazione del vincolo su istanza motivata di uno dei disponenti o dell'amministratore di sostegno ». 8 (Disposizione transitoria. Trasmissione degli atti al giudice tutelare) 1 Nei giudizi di interdizione e di inabilitazione pendenti alla data di soppressione dei predetti istituti, il giudice dispone, d'ufficio, la trasmissione degli atti del procedimento al giudice tutelare, ai fini della nomina di un amministratore di sostegno. In tal caso il giudice già competente per l'interdizione o per l'inabilitazione può adottare i provvedimenti urgenti di cui al quarto comma dell'articolo 405 del codice civile. Il tutore o il curatore provvisorio assume automaticamente la funzione di amministratore di sostegno provvisorio relativamente al compimento degli atti di ordinaria amministrazione fino a successivo provvedimento del giudice tutelare. 9 (Revoca dell'interdizione e dell'inabilitazione già pronunciate) 1 L'interdizione e l'inabilitazione già pronunciate alla data di soppressione dei predetti istituti si intendono automaticamente revocate, mentre il tutore e il curatore assumono automaticamente la funzione di amministratore di sostegno provvisorio relativamente al compimento degli atti di ordinaria amministrazione, fino a successivo provvedimento del giudice tutelare. 2 Nei casi di cui al comma 1, il pubblico ministero chiede la nomina dell'amministratore di sostegno con riguardo alla persona precedentemente interdetta o inabilitata. L'interessato e i soggetti legittimati ai sensi dell'articolo 406, primo comma, del codice civile possono, a loro volta, presentare ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno.