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La formazione a tempo pieno, implica la partecipazione alla totalità delle attività mediche del servizio nel quale si effettua la formazione, comprese le guardie, in modo che il medico in formazione dedichi a tale formazione pratica e teorica tutta la sua attività professionale per l'intera durata della normale settimana lavorativa e per tutta la durata dell'anno. La frequenza del corso non comporta l'instaurazione di un rapporto di dipendenza o lavoro convenzionale né con il Servizio sanitario nazionale, né con i medici tutori. Le regioni e le province autonome possono organizzare corsi a tempo parziale purché siano soddisfatte le seguenti condizioni: a) il livello della formazione corrisponda qualitativamente a quello della formazione a tempo pieno; b) la durata complessiva della formazione non sia abbreviata rispetto quella a tempo pieno; c) l'orario settimanale della formazione non sia inferiore al 50% dell'orario settimanale a tempo pieno; d) la formazione comporti un congruo numero di periodi di formazione a tempo pieno sia per la parte dispensata in un centro ospedaliero, che per la parte effettuata in un ambulatorio di medicina generale riconosciuto o in un centro riconosciuto nel quale i medici dispensano cure primarie; e) i periodi di formazione a tempo pieno, sopraindicati, siano di numero e durata tali da preparare in modo adeguato all'effettivo esercizio della medicina generale. "; i) all'articolo 25, sono apportate le seguenti modifiche: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Le regioni e le province autonome entro il 31 ottobre di ogni anno determinano il contingente numerico da ammettere annualmente ai corsi, nei limiti concordati con il Ministero della salute, nell'ambito delle risorse disponibili. "; 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. Le regioni e le province autonome, emanano ogni anno, entro il 28 febbraio, i bandi di concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale, in conformità ai principi fondamentali definiti dal Ministero della salute, per la disciplina unitaria del sistema. "; 3) al comma 3 dopo la parola: "clinica" le parole: "unica su tutto il territorio nazionale" sono soppresse; l) l'articolo 26, è modificato come segue: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Il corso di formazione specifica in medicina generale si articola in attività didattiche pratiche e attività didattiche teoriche da svolgersi in un ambiente ospedaliero individuato dalla regione o provincia autonoma territorialmente competente, in relazione alla disponibilità di attrezzature e di servizi, o nell'ambito di uno studio di medicina generale o di un centro anch'esso accreditato, ai fini della formazione, dalla regione o provincia autonoma. La formazione prevede un totale di almeno 4800 ore, di cui 2/3 rivolti all'attività formativa di natura pratica. Gli obiettivi didattici, le metodologie di insegnamento-apprendimento ed i programmi delle attività teoriche e pratiche e l'articolazione della formazione vengono definiti con decreto del Ministro della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità, la Conferenza per i rapporti permanenti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri"; 2) il comma 2 è modificato come segue: a) alla lettera a) la parola: "cinque" è sostituita dalla seguente: "sei"; b) alla lettera b) la parola: "due" è sostituita dalla seguente: "tre"; c) alla lettera c) la parola: "due" è sostituita dalla seguente: "quattro"; d) alla lettera d) la parola: "sei" è sostituita dalla seguente: "dodici"; e) alla lettera e) la parola: "quattro" è sostituita dalla seguente: "sei"; f) alla lettera f) le parole: "un mese" sono sostituite dalle seguenti: "due mesi"; g) è aggiunta, in fine, la seguente lettera: "f-bis) un periodo di formazione in pronto soccorso ed emergenza urgenza ospedaliera articolato in almeno tre mesi."; 3) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. I periodi di cui al comma 2, in attuazione dell'articolo 24, comma 2-bis, sono ridotti in proporzione al credito formativo riconosciuto. "; 4) il comma 3 è soppresso; 5) al comma 4 le parole: "ai sensi del comma 3" sono soppresse; 6) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Il corso inizia entro il mese di novembre e si conclude, compreso lo svolgimento dell'esame finale, entro il 30 ottobre del triennio successivo. La formazione non può concludersi prima del 30 settembre del terzo anno. "; m) l'articolo 27 è modificato come segue: 1) al comma 2, le parole: "di cui all'articolo 26, comma 3" sono soppresse; 2) al comma 3, le parole: "ai sensi dell'articolo 26, comma 3" sono soppresse; 3) al comma 6, le parole: "nello stesso biennio" sono sostituite dalle seguenti: "nello stesso triennio" e le parole: "nel biennio successivo" sono sostituite dalle seguenti: "nel triennio successivo"; n) l'articolo 28, comma 2, è soppresso; o) all'articolo 29, comma 3, la parola: "biennio" è sostituita dalla seguente: "triennio"; p) l'articolo 34, è modificato come segue: 1) al comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Fermo restando il principio del rispetto del tempo pieno, il medico specializzando, può esercitare le attività di cui all'articolo 19, comma 11 della legge 28 dicembre 2001, n. 448. "; 2) il comma 4, è soppresso; q) l'allegato A è sostituito dall'allegato IX del presente decreto, l'allegato B-I parte è sostituito dall'allegato X del presente decreto e gli allegati B-II parte, C e D sono sostituiti dall'allegato XI del presente decreto. Tutti i riferimenti all'allegato D sono intesi come effettuati all'allegato C, come introdotto dal presente decreto legislativo. Note all'art. 9: - Il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, reca: «Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CEE». Il testo dell'art. 5, così come modificato dal decreto qui pubblicato, così recita: «Art. 5. - 1. I cittadini degli Stati membri in possesso del riconoscimento di cui all'art. 2, che intendono conseguire uno dei diplomi di specializzazione, che non figurano negli allegati B e C o che, pur menzionati nell'allegato C, non sono rilasciati nello Stato membro di origine o di provenienza, possono concorrere all'ammissione alle scuole di specializzazione italiane, alle stesse condizioni e limiti previsti dalla normativa vigente, previa verifica dei requisiti. 2.