[resaula]

È questa la ragione del primo articolo del provvedimento, volto a punire l'istigazione alla violenza e all'autodeterminazione in danno di minori. Non ci rendiamo conto molte volte che la società si slabbra nel momento in cui si accetta l'idea che il minore possa essere indotto a compiere atti di autolesionismo, come quelli che abbiamo visto realizzarsi in alcuni Paesi al di là dell'Oceano, in America, come il lancio da un balcone o dall'ultimo piano per verificare la possibilità di salvarsi. Questa normativa non bastava soltanto dal punto di vista della repressione penale. Tenete conto che, con l'articolo 4, viene introdotto il principio in base al quale per qualsiasi cittadino italiano o straniero che in terra di Paesi diversi dal nostro compie delitti di istigazione o altri, richiamati all'articolo 5, è prevista la possibilità di giurisdizione del nostro Paese su fatti di una gravità estrema. Da ultimo, non si è guardato soltanto alla responsabilità penale o a dare un'indicazione di serietà ai nostri giovani, ma anche a una necessità di intervento sui gestori delle piattaforme digitali, che saranno obbligati ad attivare delle interdizioni da applicare direttamente anche su segnalazione di un quattordicenne, e questa è la novità. Signor Presidente, ribadisco il voto favorevole di Forza Italia con l'auspicio che il disegno di legge in esame trovi applicazione al più presto. (Applausi) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio tutta l'Aula del Senato per il voto che è stato espresso sugli articoli e ringrazio in anticipo per il voto che sarà espresso - mi auguro all'unanimità - sul provvedimento. Dedico questo voto ai genitori e alla sorella di Antonella, la bambina di dieci anni di Palermo, che il 21 gennaio 2021 è stata ritrovata in bagno, dopo essersi legata una corda al collo in diretta con altri partecipanti a una sfida disgraziata che si chiama blackout challenge e che le ha tolto la vita. Dedico questo voto anche al bambino di undici anni di Napoli che si è lanciato nel vuoto il 30 settembre 2020 per seguire l'uomo nero e, prima di buttarsi dal balcone di casa, ha lasciato un biglietto per i genitori: «Mamma, papà, vi amo. Devo seguire l'uomo con il cappuccio nero. Non ho più tempo. Perdonatemi»: la sfida in questo caso era Jonathan Galindo . Dedico il voto di quest'oggi a Igor, ragazzino di quattordici anni, trovato impiccato a Milano dopo essersi fatto coinvolgere in un'altra challenge , la hangout challenge . Nel 2017 un'altra bambina di Palermo, a dodici anni, è morta durante la sfida della blue whale challenge . Cari colleghi, care colleghe, è un fenomeno drammatico, in costante aumento e il 96 per cento dei genitori è all'oscuro del fatto che i propri figli partecipino a questo tipo di sfide sui social. Un ragazzino su quattro tra gli undici e i quattordici anni ha visto intenzionalmente immagini di ragazzini o ragazzine che si autoprocurano ferite; l'80 per cento dei giovani che ha condotte di autolesionismo ha trovato le informazioni sul web ; il 18 per cento degli adolescenti dagli undici ai tredici anni pratica l'autolesionismo a causa del web. L'età media in cui ragazzini cominciano a praticarsi ferite è di 12,8 anni. Da ottobre 2020 ad oggi abbiamo avuto un più 30 per cento di ricoveri psichiatrici per atti di autolesionismo da parte di minori e per tentati suicidi e solo all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma c'è stato un incremento del 65 per cento di ricoveri per tentato suicidio o per autolesionismo. Questa legge ovviamente non risolverà tutti i problemi, ma è un altro passo nella giusta direzione per tutelare i nostri bambini e i nostri ragazzi. Tecnicamente abbiamo introdotto nell'ordinamento giuridico italiano la fattispecie di istigazione all'autolesionismo, che non c'era. Chiunque vada a istigare i nostri ragazzi all'autolesionismo, finché non sarà in vigore questa legge, è esente da pena perché non vi è un reato previsto. L'augurio è, quindi, che questa norma, oltre a essere approvata oggi qui al Senato, compia presto il suo iter anche alla Camera per diventare legge dello Stato il prima possibile. Con questa norma abbiamo previsto anche la punibilità di condotte commesse all'estero perché molto spesso gli aguzzini si nascondono all'estero. Siamo convinti che sia una norma giusta e che il prima possibile debba diventare legge dello Stato. Ringrazio tutte le forze politiche e, in particolare, consentitemi un ringraziamento speciale a coloro che hanno firmato con me questo disegno di legge, alla senatrice Evangelista, ai colleghi della Commissione giustizia Balboni, Cucca, Mirabelli, Caliendo, Grasso e agli altri Capigruppo. Difendiamo insieme i nostri bambini. (Applausi) . EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, blackout , eye balling , Jonathan Galindo , blue whale , Momo sono tra i tanti giochi delle sfide on line che negli ultimi anni hanno sconcertato l'opinione pubblica. I protagonisti, ossia le vittime, sono i nostri adolescenti. Si tratta di prove di coraggio che spingono i giovanissimi a superare i loro limiti sfidando anche la morte. Di fatto in questi giochi online un secondo in più o in meno separa la vita dalla morte. Nella maggior parte dei casi tutto inizia con una semplice richiesta di amicizia su Instagram, Tik Tok o Facebook del tipo: vuoi giocare con me? Una volta accettato l'invito inizia la gara, che di regola è organizzata in più step , con difficoltà di volta in volta sempre maggiori, fino a raggiungere l'autolesionismo o, nei casi più tragici, la morte. È doveroso, seppur doloroso, ricordare l'ennesimo episodio di cronaca che ha visto protagonista il suicidio di un bambino napoletano di undici anni il quale, prima di gettarsi dall'undicesimo piano, scriveva ai suoi genitori: «mamma, papà, vi amo, ma devo seguire l'uomo con il cappuccio». L'uomo incappucciato non era altro che Jonathan Galindo . Colleghi, la diffusione negli ultimi anni di provider in grado di connettersi a Internet ha di fatto ingenerato nei ragazzi la percezione che esistano luoghi in cui l'impunità è la regola, aumentando esponenzialmente le possibilità di venire a contatto con simili pratiche. L'accesso generalizzato alla rete nella forma di immagini, video, blog e chat on line se effettuato senza le dovute accortezze può esporre l'adolescente al rischio di imbattersi in contenuti non adatti al proprio stato di sviluppo psicofisico. I dati condivisi dagli auditi in Commissione giustizia sono allarmanti. Un giovane su quattro con età compresa tra gli undici e i quattordici anni ha affermato di avere visto intenzionalmente in rete immagini di altri ragazzi che si auto affliggono ferite. Il 60 per cento ha dichiarato di aver condiviso immagini di comportamenti autolesionistici sui social network .