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Si rinvia, quindi, alla definizione dei gestori di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 29 maggio 2017, n. 71, recante « Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo », ai sensi del quale per « gestore del sito internet » si intende il prestatore di servizi della società dell'informazione, diverso da quelli di cui agli articoli 14, 15 e 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, che, sulla rete internet , cura la gestione dei contenuti di un sito e che rende pubblicamente accessibili e condivisibili contenuti inseriti dagli utenti. Al capo II, l'articolo 3 reca modifiche al codice penale. In particolare, si propongono modifiche agli articoli 604- bis e 604- ter nel medesimo testo previsto dalla proposta di legge recante « Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità » (testo unificato atti Camera n. 107, n. 569, n. 868, n. 2171, n. 2255), approvata in prima lettura alla Camera dei deputati il 4 novembre 2020 (atto Senato n. 2005). Nel dettaglio, quindi, si interviene sugli articoli 604- bis e 604- ter che puniscono ogni forma di discriminazione e di violenza per motivi razziali, etnici e religiosi, aggiungendo a queste motivazioni quelle legate al sesso, al genere, all'orientamento sessuale, all'identità di genere e alla disabilità. L'articolo 4 reca norme sulla rimozione di contenuti illeciti nella rete internet e sulla definizione di « contenuto illecito », facendo riferimento alle disposizioni degli articoli 604- bis (propaganda e istigazione per condotte discriminatorie) e 604- ter (circostanza aggravante dell'articolo 604- bis ) del codice penale, come modificati dalla presente proposta, degli articoli 612- bis (atti persecutori) e 612- ter (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) del medesimo codice penale, nonché del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, recante « Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa » (cosiddetta « legge Mancino ») e del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, recante « Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica ». L'articolo 5 disciplina la possibilità per gli utenti della rete internet di effettuare una segnalazione ai gestori della presenza nella rete di contenuti manifestamente illeciti, formulando un'espressa istanza per l'adozione di tutte le misure dirette a impedire l'accesso ai contenuti dei siti o a rimuovere i contenuti stessi. A tale fine, il gestore mette a disposizione, obbligatoriamente, una procedura efficace, trasparente, permanente, facilmente riconoscibile e direttamente accessibile da chiunque vi faccia ricorso, per acquisire immediatamente conoscenza della segnalazione. La verifica sul contenuto è effettuata tramite un organismo di autoregolamentazione composto da un numero di analisti esperti dotati di ampie e diverse competenze e di esperienza che non presentino cause di conflitto di interessi tali da comprometterne l'indipendenza del giudizio e delle decisioni prese. Avverso tali decisioni devono essere previste procedure di riesame delle stesse e, in caso di rigetto definitivo dell'istanza di rimozione del contenuto illecito, è ammesso il ricorso al Garante per la protezione dei dati personali. Nel caso in cui il contenuto della segnalazione sia manifestamente illecito il gestore provvede a segnalarlo senza indugio e comunque entro dodici ore dalla segnalazione alla polizia postale ed è tenuto a rimuoverlo o a bloccarlo entro ventiquattro ore dalla ricezione della segnalazione. È consentita la conservazione del contenuto per centottanta giorni dalla data di rimozione ai soli fini probatori. Il gestore provvede, inoltre, ad assicurare che il medesimo contenuto illecito rimosso o bloccato non venga nuovamente pubblicato e condiviso. L'articolo 6 disciplina l'obbligo di rapporto da parte dei gestori. Nel caso di più di cento segnalazioni di contenuti illeciti nel corso dell'anno solare, i gestori sono tenuti alla redazione di un rapporto semestrale relativo alla gestione delle segnalazioni stesse. Tale rapporto contiene informazioni circa le misure adottate dal gestore per prevenire la diffusione dei contenuti illeciti, il numero delle segnalazioni di contenuti illeciti pervenute nel periodo di riferimento e il periodo intercorso tra la ricezione della segnalazione del contenuto illecito e il blocco o la rimozione dello stesso; le modalità di informazione del soggetto che ha fatto la segnalazione riguardo alla decisione adottata in merito al contenuto illecito; il numero dei ricorsi avverso la decisione dell'organismo di autoregolamentazione, i tempi e le motivazioni per il respingimento o l'accoglimento degli stessi; il numero di ricorsi accolti e respinti e le informazioni sull'organizzazione e sulle risorse impiegate presso l'organismo di autoregolamentazione. Il rapporto, pubblicato nella homepage del sito internet del gestore medesimo, deve essere facilmente individuabile, direttamente accessibile e costantemente disponibile. L'articolo 7 prevede le sanzioni amministrative pecuniarie che il Garante per la protezione dei dati personali può irrogare a carico dei gestori in caso di violazione degli obblighi in materia di segnalazione, oscuramento, rimozione o blocco di contenuti illeciti e di rapporto. L'importo delle sanzioni è commisurato alla gravità della violazione. Al capo III, l'articolo 8 interviene sulla disciplina del diritto all'oscuramento, alla rimozione o al blocco della diffusione dei propri dati o immagini personali nella rete internet anche qualora le condotte non integrino le fattispecie previste dall'articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (trattamento illecito dei dati), dall'articolo 4 del presente disegno di legge sulla definizione dei contenuti illeciti, ovvero da altre norme incriminatrici. Il diritto di ottenere, in qualsiasi momento, l'oscuramento, la rimozione o il blocco di propri dati o immagini personali ritenuti offensivi o lesivi della propria dignità, identità e libertà personale, diffusi mediante la rete internet è posto in capo a chiunque, anche minore di età. Per l'esercizio di tale diritto l'interessato, anche ultraquattordicenne, ovvero il genitore o il soggetto esercente la responsabilità genitoriale sul minore medesimo può presentare al titolare del trattamento dei dati o al gestore un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti specifici.