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perché, inoltre, tenuto conto dello stato di pericolosità del complesso, conseguenza di mancati manutenzioni e restauri, considerato ragione sufficiente ad impedirne o regolarne gli ingressi, vi si autorizzi annualmente lo svolgimento, durante il periodo estivo, di manifestazioni e spettacoli che comportano, concentrata in un arco di tempo limitato, una considerevole affluenza di persone; se, a fronte del finanziamento CIPE da 5 milioni di euro, possa dare rassicurazioni circa la qualità della progettazione in atto, che, nonostante la complessità e la multidisciplinarietà delle problematiche da affrontare, la Soprintendenza si sarebbe riservata formando un gruppo di lavoro costituito esclusivamente da personale interno e prevedendo collaborazioni con l'Istituto centrale del restauro e con l'università solo per specifici ambiti d'intervento; quale sia, infine, lo stato di avanzamento della progettazione e se sia in grado di indicare date certe per l'avvio dei lavori, la cui urgenza e improcrastinabilità avrebbero dovuto costringere l'amministrazione ad attivarsi con ben maggiore tempismo. Atto n. 3-02701 STEFANO MALPEZZI BITI ROJC PITTELLA FEDELI IORI MARGIOTTA CERNO D'ALFONSO BOLDRINI D'ARIENZO CIRINNA' TARICCO FERRAZZI MANCA MARILOTTI Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) costituisce un'occasione per il rilancio del Mezzogiorno e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese; il PNRR mette a disposizione delle 8 regioni del Mezzogiorno un complesso di risorse pari a non meno del 40 per cento delle risorse territorializzabili del PNRR, pari a circa 82 miliardi di euro, incluso il fondo nazionale complementare al PNRR. Questi dati sono contenuti in un'apposita tabella, pubblicata sul sito del Governo, in cui sono ripartiti tra le 6 missioni gli 81,55 miliardi di euro destinati al Mezzogiorno e in particolare: 14,58 per la missione 1 (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura); 23 miliardi per la missione 2 (rivoluzione verde e transizione ecologica); 14,53 per la missione 3 (infrastrutture per una mobilità sostenibile); 14,63 miliardi per la missione 4 (istruzione e ricerca); 8,81 per la missione 5 (inclusione e coesione) e 6 miliardi di euro per la missione 6 (salute); diversi organi di stampa ed emittenti televisive riportano l'allarme, sulla base del dossier elaborato dai Servizi studi delle due Camere, circa l'effettiva destinazione al Mezzogiorno degli 82 miliardi di euro ipotizzati in fase di progettazione del PNRR, lamentando che solo 35 miliardi su 82 abbiano l'effettiva destinazione territoriale al Mezzogiorno, mentre per gli altri la destinazione territoriale è rimessa a scelte successive; la coesione sociale e territoriale rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui poggia la programmazione dell'intero PNRR e la mancanza di chiarezza sul punto della localizzazione territoriale degli interventi rischia di alimentare preoccupazioni e incertezze nei cittadini del Mezzogiorno, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che degli 81,55 miliardi di euro destinati al Mezzogiorno dal PNRR solo 35 abbiano una localizzazione territoriale già definita, mentre per le altre risorse si debba ancora procedere all'effettiva ripartizione nei territori; quale sia in concreto la quota esatta di risorse destinate al Mezzogiorno, ripartita nelle singole missioni e nelle singole componenti del PNRR, quale la quota a valere sulle risorse a fondo perduto e la quota a valere sui prestiti, quale l'eventuale quota da definire successivamente e quali siano le modalità per la ripartizione delle risorse. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02695 BINETTI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: le università statali stanno incontrando notevoli difficoltà per emanare i bandi relativi all'esame di ammissione del 7 settembre 2021 per i corsi di laurea delle professioni sanitarie; per la prima volta negli ultimi 21 anni accade che ben 14 delle 37 università statali italiane non sono riuscite a pubblicare i bandi di ammissione entro la scadenza del 9 luglio 2021 (scadenza legata ai 60 giorni che devono precedere la data degli esami di ammissione del 7 settembre, come previsto dall'art. 4 della legge n. 264 del 1999) a causa della mancanza del decreto ministeriale sull'assegnazione dei posti per i vari atenei; le 14 università che non hanno potuto pubblicare il bando sono quelle di: Milano "Bicocca", Pavia, Padova, Genova, Bologna, Modena, Parma, Chieti, L'Aquila, Campobasso, Napoli "Vanvitelli", Napoli "Federico II", Bari e Foggia; 16 università (Novara, Milano "Statale", Varese, Verona, Trieste, Udine, Ferrara, Firenze, Pisa, Ancona, Perugia, Salerno, Catanzaro, Catania, Cagliari e Sassari), più che restare in attesa del decreto, hanno comunque pubblicato il bando per numero di posti stabilito in base al rispettivo potenziale formativo, avvisando che il suddetto numero di posti messi a disposizione è provvisorio e riservandosi di aggiornare il bando in seguito alla successiva emanazione del decreto; le restanti 7 università di Torino, Brescia, Siena, Roma "Sapienza", Roma "Tor Vergata", Messina e Palermo hanno, invece, deciso per una procedura intermedia e cautelativa pubblicando i bandi, ma senza indicare il numero dei posti disponibili, in attesa del decreto; il ritardo nell'emanazione del decreto da parte del Ministero dell'università e della ricerca è inoltre legato all'inadempienza da parte della Conferenza Stato-Regioni in quanto quest'ultima, pur avendo ricevuto da maggio dal Ministero della salute i dati dei fabbisogni formativi rilevati e discussi con le Regioni e con gli ordini delle 22 professioni, non ha ancora definito l'apposito accordo annuale sull'assegnazione dei posti per regione e per professione, nonostante si tratti di un semplice e ordinario atto di ratifica che, per legge, deve essere concluso entro il 30 aprile di ogni anno ai sensi del decreto legislativo n. 502 del 1992, art. 6 -ter ; l'assenza dell'accordo ha quindi finora impedito al Ministero dell'università di convocare l'apposito tavolo tecnico di consultazione con i rappresentanti del Ministero della salute, dei rettori, della conferenza dei corsi, dell'osservatorio professioni sanitarie dello stesso Ministero dell'università, delle Regioni e degli ordini professionali, si chiede di sapere quando si intenda pubblicare il decreto relativo ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, tenendo conto delle aspettative che riguardano migliaia di studenti interessati a frequentare i corsi di laurea. Atto n. 3-02697 BINETTI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il bambino L.A., nato a Roma, in base ad alcuni provvedimenti del Tribunale per i minorenni di Roma è stato allontanato dalla sua famiglia, ad avviso dell'interrogante in modo inadeguato e inopportuno, e collocato in una in casa famiglia con divieto di ogni contatto con la madre;