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I beni e servizi interessati dall’aumento dell’aliquota IVA dal 21 al 22 per cento saranno: vino, birra, abbigliamento, calzature, riparazioni di abbigliamento e calzature, elettrodomestici, mobili, articoli di arredamento, biancheria per la casa, servizi domestici, riparazioni di mobili, elettrodomestici e biancheria, detersivi, pentole, posate ed altre stoviglie, tovaglioli e piatti di carta, contenitori di alluminio, lavanderia e tintoria, acquisto di auto, pezzi di ricambio, olio e lubrificanti, carburanti per veicoli, manutenzione e riparazioni, giochi e giocattoli, radio, televisore, hi-fi e videoregistratori, computer , macchine da scrivere e calcolatrici, cancelleria, piante e fiori, riparazioni radio, televisore, prodotti per la cura personale, barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza, argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi, borse, valige ed altri effetti personali, onorari dei liberi professionisti (fonte CGIA Mestre). Con questo disegno di legge si intende abrogare la disposizione legislativa che prevede l’aumento dell’IVA del 22 per cento, al fine di non peggiorare la situazione economica delle famiglie e delle imprese e favorire la ripresa socio-economica del Paese.. Art. 1. 1. Il comma 1- ter dell’articolo 40 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 e successive modificazioni, è abrogato. Art. 2. 1. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 1, valutato in 4 miliardi di euro per il 2013 e in 8 miliardi di euro annui a decorrere dall’anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione di tutte le dotazioni finanziarie di parte corrente del bilancio dello Stato iscritte nell’ambito delle spese rimodulabili di cui all’articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.