[pronunce]

Considerato che, successivamente alla proposizione della presente questione di legittimità costituzionale, l'art. 5 del d.l. n. 726 del 1984 è stato abrogato dall'art. 11 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 (Attuazione della direttiva 97/1981/CE relativa all'accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES), nel cui art. 9, comma 4, è stata contestualmente trasfusa, senza modifiche, la norma precedente, impugnata in questa sede; che, pertanto, sebbene collocata in una sede diversa, la norma fatta oggetto delle censure da parte del giudice rimettente continua a vivere nell'ordinamento, sicché il presente giudizio incidentale di legittimità costituzionale deve essere deciso con riferimento alla norma di cui al d.lgs. n. 61 del 2000, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte (v., fra le altre, le sentenze n. 376 del 2000 e n. 454 del 1998); che, nel caso in esame, il tribunale di Bologna ha già riconosciuto, con sentenza non definitiva, la spettanza in favore del ricorrente della pensione di inabilità a partire dal 1° dicembre 1995, mentre la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale è avvenuta soltanto a decorrere dal 1° settembre 1996; che, in considerazione della mancanza di contestazione in ordine all'an del diritto alla pensione di inabilità, le vicende del rapporto di lavoro intervenute in epoca successiva al riconoscimento di tale diritto debbono ritenersi ininfluenti ai fini del computo della retribuzione pensionabile, costituendo la prosecuzione del rapporto di lavoro un profilo di mero fatto che non può riflettersi sulla determinazione del quantum pensionistico spettante e, perciò, non può costituire violazione degli invocati parametri costituzionali; che il giudice rimettente, al contrario, muove dall'erroneo presupposto interpretativo secondo cui le norme impugnate dovrebbero determinare la riduzione del trattamento pensionistico spettante all'odierno ricorrente; che la questione incidentale riguardante gli articoli 2, terzo comma, della legge 12 giugno 1984, n. 222, e 5, undicesimo comma, del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, deve perciò ritenersi manifestamente infondata, poiché i dubbi in essa prospettati avrebbero potuto trovare diversa soluzione nell'esatto inquadramento della concreta fattispecie all'esame del rimettente; che per quanto riguarda, invece, il dubbio di legittimità costituzionale relativo all'art. 1, commi 15 e 17, della legge 8 agosto 1995, n. 335, la questione è da ritenersi manifestamente inammissibile perché tali norme, riguardando le sole pensioni liquidate col sistema contributivo, non sono applicabili nel giudizio a quo, in cui la pensione è stata liquidata al ricorrente integralmente col sistema retributivo.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE 1) Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 2, terzo comma, della legge 12 giugno 1984, n. 222 (Revisione della disciplina della invalidità pensionabile), e 5, undicesimo comma, del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726 (Misure urgenti a sostegno ed incremento dei livelli occupazionali), convertito, con modificazioni, nella legge 18 dicembre 1984, n. 863, quest'ultimo comma ora trasfuso nell'art. 9, comma 4, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 (Attuazione della direttiva n. 97/81/CE relativa all'accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 38 della Costituzione, dal tribunale di Bologna con l'ordinanza di cui in epigrafe; 2) Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 15 e 17, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 38 della Costituzione, dal tribunale di Bologna con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Santosuosso Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 17 luglio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola