[resaula]

Non si sa. Dunque, questi 800 partecipanti, di cui appunto 22 italiani, sono stati suddivisi in panel , utilizzando questo termine anche nella versione italiana, perché a quanto pare le parole commissione o gruppo di lavoro sono state ritenute non idonee ad esprimere il concetto nella nostra lingua. Questi quattro panel hanno dunque elaborato la bellezza di 368 proposte, denominate raccomandazioni. È piuttosto difficile capire come persone scelte a caso, che per di più non si incontrano fisicamente, senza votare - questa è un'altra particolarità - possano elaborare delle proposte. È evidente dunque che il grosso del lavoro è stato svolto dall'organizzazione, la cui presidenza era sotto l'egida della presidenza della Commissione europea, della presidenza del Consiglio europeo e della presidenza del Parlamento europeo, che a loro volta hanno designato tre rappresentanti: un francese, un belga e una croata. L'approvazione definitiva avverrà sempre senza voti (per cui non si capisce bene come) nella sessione plenaria che si deve ancora svolgere, pertanto le proposte teoricamente non sono state ancora approvate, anche se è evidente che queste 368 raccomandazioni lo saranno, perché, dati i meccanismi particolari con cui sono già state elaborate, saranno approvate venerdì e sabato. È quindi interessante leggere queste 368 proposte che sono tutte, veramente senza escluderne una, volte a un allargamento dei poteri dell'Unione europea, o assumendo funzioni che oggi sono degli Stati nazionali o degli enti locali, oppure imponendo a cittadini e aziende nuovi vincoli, nuove regole, nuovi condizionamenti. I Parlamenti e i Governi nazionali sono citati pochissime volte e soltanto per dire cosa deve essere loro imposto di fare. Faccio qualche esempio: tra le proposte, che finiscono per sembrare quasi unanimi, ci sono l'eutanasia, il matrimonio, indipendentemente dal sesso e - con un'espressione curiosa - dall'età adulta (che non capisco bene cosa voglia dire, ma spero non significhi ciò che temo), nonché naturalmente l'adozione, indipendentemente da chi forma questi nuclei familiari. Si avverte la smania di insegnare ai cittadini europei come devono pensare, perché ci sono campagne che, più che per informazione, servono per educare i cittadini a pensare in un certo modo, come è scritto esplicitamente. Noi non pensiamo che sia questa la funzione dell'Unione europea; riteniamo che debba valorizzare le straordinarie qualità che hanno gli Stati membri, a cominciare dall'Italia, e non uniformarli in un grigiore indistinto. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore De Siano. Ne ha facoltà. DE SIANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, la Conferenza sul futuro dell'Europa nasce per offrire a tutti i cittadini europei un'occasione per ragionare sulle sfide e le priorità dell'Europa e per riflettere sul futuro dell'Unione europea. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea si sono impegnati ad ascoltare la voce degli europei e a dare seguito, nell'ambito delle rispettive competenze, alle raccomandazioni ricevute. L'Italia è stata, già nel 2020, fra i primi Stati membri ad offrire un contributo di idee su modalità, obiettivi e organizzazione della Conferenza, ma lo scenario negli ultimi due anni ha inevitabilmente modificato priorità e urgenze a cui ottemperare. La crisi pandemica prima e l'aggressione all'Ucraina oggi, hanno causato l'arresto, o almeno il rallentamento, di alcune politiche legate all'austerità in materia di discipline di bilancio comunitarie e modificato gli assetti sul piano delle relazioni internazionali, riportando alla luce la necessità di riaffermare l'assoluta centralità dell'Unione europea e di un potere politico comunitario coeso ed interventista. Nove sono stati i gruppi di lavoro che hanno caratterizzato il dibattito sviluppatosi durante la Conferenza sul futuro dell'Europa. Queste le tematiche dei panel: un'economia più forte, giustizia sociale e occupazione, l'Unione europea nel mondo, valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza, trasformazione digitale, democrazia europea, migrazione, istruzione, gioventù e sport. Da questo confronto è emersa la necessità, considerata l'attuale situazione internazionale, di rifondare il progetto europeo, affinché l'Unione, il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali tornino a essere la forza trainante capace di far fronte alle sfide e alle crisi future. Di fronte allo sconvolgimento politico dovuto all'aggressione russa con l'invasione nei confronti dell'Ucraina, ma che ha investito l'intero continente, dovremmo forse ripensare alla natura e agli obiettivi dell'Unione europea, se non gettare le basi per una vera e propria rifondazione. La Conferenza sul futuro dell'Europa dovrebbe, altresì, comportare un confronto sulle nuove regole per la governance economica europea, che preveda un coordinamento delle politiche fiscali nazionali con il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali, con investimenti finanziari che abbiano come obiettivo non solo la stabilità economica, ma anche la sostenibilità, la crescita e la conservazione del tessuto sociale. Auspichiamo che si arrivi ad una riforma delle regole di bilancio europee in chiave evolutiva rispetto al quadro normativo precedente, che riveda il progetto Next generation EU, orientando i propri obiettivi verso un finanziamento in tema di difesa, cybersicurezza, immigrazione, indipendenza energetica e tecnologica nei settori strategici e di conseguenza giunga ad una riforma unitaria sul finanziamento degli investimenti per la transizione digitale e ambientale. Concludendo, citiamo il nostro presidente Tajani, il quale dice che se vogliamo una Europa che conti di più dobbiamo avere uno strumento perché conti di più all'interno della NATO. Ci auguriamo pertanto che le proposte avanzate trovino un'approvazione consensuale e coesa in quest'Aula e nell'appuntamento conclusivo del 29 e del 30 aprile a Strasburgo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, la Conferenza sul futuro dell'Europa è stata proposta nel 2019 e avrebbe dovuto iniziare i lavori il 9 maggio 2020 ma, a causa della pandemia, è stata rinviata al 9 maggio 2021. I suoi lavori sono durati un anno e si dovrebbero concludere il 9 maggio prossimo nel settantaduesimo anniversario della dichiarazione Schuman, la dichiarazione dell'allora Ministro degli esteri francesi, Robert Schuman che, il 9 maggio 1950, proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell'acciaio, i cui membri avrebbero appunto messo in comune la produzione di carbone e acciaio. Lo ricordo perché oggi tale ricorrenza fa un certo effetto, se la contestualizziamo e se pensiamo alla questione cruciale ed emergenziale che l'Europa è l'Italia stanno affrontando, ovvero quella dell'approvvigionamento energetico, dell'uscita dalla dipendenza dal gas e dal petrolio russo e quella di fondare le premesse per una autonomia necessaria per una transizione ecologica, nonché per l'impiego delle energie rinnovabili.