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Accogliendo quindi l'invito del senatore Calderoli, assicura che la maggioranza non ha intenzione di perder tempo o di emarginare l'opposizione, ma si propone di svolgere un lavoro serio e costruttivo: a tale proposito, ritiene che l'avvio della discussione generale può consentire di approfondire tematiche condivise ed essere già terreno di verifica per eventuali convergenze, in vista della successiva attività emendativa. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA ricorda che il nuovo decreto del Presidente del Consiglio è stato firmato, dopo un lungo confronto anche con i rappresentanti delle Regioni, solo nella notte appena passata, quindi il testo del decreto Ristori 2, essendone una conseguenza, non poteva già essere definito. Invita dunque i commissari a considerare le indiscrezioni apparse sui media come tali. Chiarisce comunque che si tratterà di un decreto estensivo più che innovativo, che andrà incontro alle esigenze determinate dalle nuove chiusure. Assicura peraltro che nel frattempo le strutture del Governo stanno lavorando al massimo anche per rendere molto veloci i procedimenti che porteranno risorse alle categorie interessate. Quanto ai tempi, ipotizza che il decreto Ristori 2 venga varato entro domani e che il relativo testo confluisca nel decreto attualmente in esame, anche ai fini di una razionalizzazione degli stessi. Con riferimento invece alle risorse disponibili per eventuali modifiche, dopo aver svolto ulteriori verifiche anticipa la possibilità che esistano margini di intervento con riferimento al decreto Ristori 1, mentre per il secondo decreto occorre valutarle alla luce del quadro di finanza pubblica che si delineerà. Quanto infine al termine per gli emendamenti, sul quale il Governo non intende assolutamente interferire, invita a considerare l'opportunità di stabilirlo in tempi ragionevoli, che tengano conto anche degli impegni istituzionali che interesseranno a breve il Ministero dell'economia e i due rami del Parlamento, come la sessione di bilancio, al fine di assicurare una approfondita analisi di tutte le più importanti proposte di modifica. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) chiede al Governo di conoscere la percentuale di dipendenti del Ministero dell'economia attualmente al lavoro in modalità agile, in quanto in un momento in cui serve grande efficienza tale modalità, che si è dimostrata fallimentare per la Pubblica amministrazione nel corso della prima ondata della pandemia, potrebbe rivelarsi poco idonea allo scopo. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA assicura che la modalità di lavoro non rileva ai fini dell'efficienza del Ministero dell'economia, in quanto il personale, in sede o a distanza, ha sempre dimostrato grande dedizione e professionalità, garantendo il proprio contributo in ogni condizione, anche in orari prolungati notturni. Il PRESIDENTE lascia quindi la parola ai due relatori. Il senatore PRESUTTO ( M5S ) illustra il decreto legge in titolo, che introduce una ulteriore serie di misure volte a consolidare la risposta dello Stato alle conseguenze economiche e sociali della epidemia da Covid-19. Le risorse impiegate a tal fine sono prevalentemente basate sui margini di risparmio risultanti dal minore utilizzo delle risorse stanziate per alcune delle misure introdotte dai provvedimenti approvati fino al mese di settembre. Per quanto di competenza, segnala che l'articolo 1 riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi della normativa in materia di IVA, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 1 al provvedimento in esame. Con uno o più decreti di attuazione, ai soli fini del riconoscimento del contributo e nel limite di spesa di 50 milioni di euro per il 2020, possono essere individuati ulteriori codici ATECO riferiti a settori economici aventi diritto al contributo, ulteriori rispetto a quelli riportati nell'Allegato 1 al provvedimento in esame, a condizione che tali settori siano stati direttamente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dal Governo il 24 ottobre 2020. L'articolo 3 istituisce il Fondo per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche, le cui risorse sono destinate alle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività a seguito dei provvedimenti statali di sospensione delle attività sportive, adottati al fine di contenere l'emergenza epidemiologica da COVID-19. L'articolo 5 incrementa di ulteriori 100 milioni di euro per il 2020 la dotazione del Fondo di parte corrente destinato alle emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e dell'audiovisivo, insorte a seguito delle misure adottate per il contenimento del COVID-19; incrementa di 400 milioni di euro per l'anno 2020 la dotazione del fondo per sostenere le agenzie di viaggio, i tour operator nonché le guide e gli accompagnatori turistici; incrementa di ulteriori 50 milioni per il 2020 la dotazione del Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali; prevede la possibilità di rimborsare i titoli di accesso relativi a spettacoli dal vivo nel periodo decorrente dal 26 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021; modifica la disciplina del tax credit vacanze estendendo tale beneficio al periodo d'imposta 2021 e rendendolo utilizzabile, per una sola volta, fino al 30 giugno 2021. L'articolo 7 introduce, nel limite complessivo di 100 milioni di euro per l'anno 2020, contributi a fondo perduto a favore delle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura operanti nei settori economici interessati dalle misure restrittive, recentemente introdotte, per contenere la diffusione dell'epidemia "Covid-19". L'articolo 11 consente - ai fini sia del finanziamento degli interventi di integrazione salariale con causale COVID-19 di cui al successivo articolo 12 sia dell'adozione di ulteriori interventi legislativi in materia - la conservazione in conto residui, nell'esercizio finanziario relativo al 2021, di una quota delle risorse già stanziate per il 2020 per i suddetti interventi di integrazione. Tale quota è pari a 3.588,4 milioni di euro. I commi da 1 a 6 e 8 dell'articolo 12 prevedono - con riferimento ai trattamenti ordinari di integrazione salariale, agli assegni ordinari di integrazione salariale e ai trattamenti di integrazione salariale in deroga, già riconosciuti secondo una disciplina transitoria, posta in relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19 - la concessione di sei settimane di trattamento, collocabili esclusivamente nel periodo intercorrente tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021. Il comma 14 prevede, in favore dei datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo, un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di quattro settimane, fruibile entro il 31 gennaio 2021 e a condizione che i medesimi datori non richiedano i suddetti interventi di integrazione salariale.