[resaula]

come intenda risolvere le problematiche tecniche riscontrate, al fine di scongiurare il ripetersi di casi analoghi; quale sia il motivo per cui sia stata disattesa la prescrizione di cui al punto 11.4 dell'avviso pubblico e se ritenga che questa mancanza possa aver danneggiato i partecipanti; se non ritenga che, data la mole di lavoro che richiedeva la partecipazione al bando, sarebbe stato doveroso nei confronti dei partecipanti informarli circa l'elevato numero di richieste ricevute (127 nel primo minuto) e il probabile esaurimento dei fondi nell'arco delle prime giornate. Atto n. 3-02691 RICCIARDI TURCO DE LUCIA PISANI Giuseppe CROATTI VANIN PIRRO RUSSO PRESUTTO ROMANO GAUDIANO TRENTACOSTE Ai Ministri della cultura e dell'economia e delle finanze Premesso che l'Atto del Governo n. 251, recante "Schema di decreto ministeriale recante la tabella delle istituzioni culturali da ammettere al contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2021-2023", presentato dal Ministro della cultura, individua la tabella delle istituzioni culturali ammesse, per il triennio 2021-2023, al contributo ordinario annuale dello Stato. Lo schema di decreto disciplina il riparto fra le istituzioni, pari a 210, dell'importo complessivo di 19.374.433 euro, riferito a ciascun anno del medesimo triennio; considerato che: la legge 17 ottobre 1996 n. 534 ha riordinato la disciplina riguardante i contributi statali ad enti culturali, disponendo una razionalizzazione delle diverse ipotesi di erogazione, a decorrere dal 1° gennaio 1997; in particolare, l'art. 1 della legge, ai sensi del quale è stato presentato il citato schema di decreto, ammette al contributo ordinario le istituzioni culturali che presentino domanda e siano incluse in un'apposita "tabella", sottoposta a revisione ogni 3 anni, emanata con decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti e del Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici; i requisiti necessari per l'inclusione nella tabella sono individuati dall'art. 2 della medesima legge. Pertanto, le istituzioni culturali interessate devono: essere istituite con legge dello Stato e svolgere compiti stabiliti da quest'ultima, oppure essere in possesso della personalità giuridica; non avere fine di lucro; svolgere in modo continuativo attività di ricerca e di elaborazione culturale documentata e fruibile; disporre di un rilevante patrimonio documentario (bibliografico, archivistico, museale, cinematografico, audiovisivo), pubblicamente fruibile in forma continuativa; fornire servizi di rilevante ed accertato valore culturale, collegati all'attività di ricerca ed al patrimonio documentario; sviluppare attività di catalogazione e applicazioni informatiche finalizzate alla costruzione di basi di dati rilevanti per le attività di programmazione dei Ministeri competenti nei settori dei beni culturali e della ricerca scientifica; operare sulla base di una programmazione almeno triennale; documentare l'attività svolta nel triennio precedente la richiesta di contributo e presentare i relativi conti consuntivi annuali approvati dagli organi statutari competenti; disporre di sede idonea ed attrezzature adeguate. Per il primo inserimento in tabella è, inoltre, prescritto che le istituzioni culturali siano costituite e svolgano attività continuativa da almeno 5 anni; la circolare n. 101/2017 ha disposto che sono considerati requisiti valutabili per l'inserimento in tabella e per la determinazione del contributo: l'attività di ricerca e di elaborazione culturale, svolta anche attraverso collaborazioni, convenzioni e scambi con università ed altri enti di ricerca italiani e stranieri; tale attività deve essere di accertato e rilevante valore scientifico e culturale, nonché continuativa, documentata e pubblicamente fruibile; la produzione di servizi, collegata all'attività di promozione e di organizzazione culturale, che comprende attività didattica e formativa, borse di studio, dottorati, e che non può prescindere dall'esistenza di un rilevante e/o peculiare patrimonio documentario e di attrezzature idonee a garantire lo svolgimento delle attività, ed un portale attivo ed aggiornato; il patrimonio documentario, che va considerato sia per la sua consistenza quantitativa che per la sua peculiarità e pregevolezza, e la pubblica fruibilità, che comporta necessariamente una sede adeguata, l'apertura al pubblico, la catalogazione e l'inventariazione, l'impegno ad aderire al Servizio bibliotecario nazionale e ad altre reti anche internazionali; l'attività editoriale, che è valutata in relazione alla qualità delle pubblicazioni e alla conformità con i fini istituzionali dell'istituto; progetti di catalogazione e digitalizzazione; inoltre, la circolare ha introdotto, ai fini della determinazione del contributo, i seguenti indicatori di valutazione, fissando anche il punteggio massimo attribuibile per ciascuno (per un totale complessivo di 100 punti): rilevanza nazionale ed internazionale dell'attività svolta (1-20 punti) ; attività e programmi di ricerca, innovazione e formazione di rilievo nazionale ed internazionale anche in collaborazione tra più istituti (1-20 punti) ; attività editoriale in relazione alla continuità dell'impegno e alla qualità delle pubblicazioni (1-5 punti); consistenza del patrimonio culturale (1-20 punti); promozione e fruizione del patrimonio (1-30 punti); valorizzazione di progetti e iniziative finalizzate a creare reti tra istituzioni culturali (1-5 punti); lo schema di decreto individua la tabella delle istituzioni culturali ammesse, per il triennio 2021-2023, al contributo ordinario annuale. In particolare, il 40 per cento degli stanziamenti viene ripartito negli istituti del Settentrione, il 51 per cento negli istituti del centro Italia e il 9 per cento in quelli del Mezzogiorno; le Regioni italiane e il numero delle proprie istituzioni culturali ammesse al finanziamento sono: NORD- Emilia-Romagna, 20; Piemonte, 17; Veneto, 9; Lombardia, 5; Liguria, 4; Friuli-Venezia Giulia, 3; Trentino-Alto Adige, 2; Valle d'Aosta, 1; CENTRO - Lazio, 62; Toscana, 33; Marche, 3; Umbria, 1; SUD - Campania, 13; Sicilia, 8; Puglia, 4; Abruzzo: 2, Sardegna, 1; Basilicata, 0; Calabria, 0; Molise, 0, si chiede di sapere: se si intenda pubblicare i punteggi totali, e quelli relativi a ciascun indicatore di valutazione, maturati dalle istituzioni culturali; se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tutte le istituzioni culturali aventi i requisiti previsti dall'atto in questione e, in caso affermativo, se ritengano che tutte loro abbiano fatto richiesta per accedere al contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2021-2023; se si intenda stanziare fondi ulteriori da destinare alle Regioni escluse dal contributo;