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Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, universitario e lavorativo. Onorevoli Senatori. – La dislessia, la disgrafia e la discalculia sono disturbi del neuro-sviluppo conosciuti come disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Si tratta di disturbi che riguardano la decodifica del linguaggio scritto, la capacità di lettura e la capacità di calcolo. La dislessia è un disturbo che si manifesta come difficoltà di leggere in modo corretto, rapido e fluente, nonostante un'istruzione regolare e un'adeguata intelligenza, in assenza di patologie e di deficit sensoriali. La disgrafia e la disortografia comportano manifestazioni come: scambio e inversione di lettere, lentezza, errata direzionalità della scrittura, inesatta legatura dei segni e delle parole, errato uso dello spazio sul foglio. La discalculia invece consiste nello scambio e inversione di cifre, debolezza negli automatismi del calcolo. Tali disturbi possono sussistere separatamente o insieme. Al fine di far fronte a tali criticità occorre avvalersi di adeguati strumenti compensativi, quali il computer con sintesi vocale, mappe e schemi. L'uso di tali strumenti, unitamente ad un maggior lasso di tempo ed a un corretto metodo di studio, può consentire alle persone con DSA di raggiungere risultati ottimali in ambito scolastico e lavorativo. In Italia, in base al numero delle certificazioni presentate a scuola, l'incidenza del disturbo è pari al 5 per cento della popolazione: dunque le persone con DSA sono circa 3 milioni, di cui un milione e duecentomila gli adulti lavoratori o in cerca di un'occupazione. L'obiettivo del presente disegno di legge, che affronta tale problematica anche con riferimento all'ambito lavorativo, è consentire un migliore inserimento sociale, la valorizzazione e lo sviluppo delle potenzialità delle persone con DSA. I DSA sono una caratteristica della persona presente per tutto il corso della vita. Pertanto la legge n. 170 del 2010, che attiene solo all'ambito scolastico, non può tutelare tutti gli individui con DSA. Le persone con DSA possono incontrare problemi importanti anche nel mondo del lavoro, ambiente meno « protetto » e inclusivo rispetto a quello scolastico. Il contesto odierno è poi caratterizzato da impieghi molto più concettuali rispetto al passato, spesso caratterizzati dall'utilizzo della parola scritta e dall'elaborazione testuale. Il problema, prima ancora di riguardare la carenza normativa, riguarda anche l'approccio sociale e culturale, che porta i soggetti con DSA ad essere persone « invisibili » e non comprese. In Italia vi è ancora un'assenza diffusa di cultura sul tema, assenza di conoscenze su dislessia e DSA nella società, talvolta anche nei contesti in cui sarebbe presumibile una competenza, e di conseguenza la presenza di pregiudizi. Da ciò emerge la necessità di intervenire con l'obiettivo di creare le condizioni per una modifica delle prassi e del clima culturale nei luoghi di lavoro nei confronti delle persone con DSA. Da queste considerazioni si deve partire per predisporre norme che consentano l'inserimento lavorativo delle persone con DSA, a partire dalle attività di selezione, evitando qualsiasi forma di discriminazione e assicurando condizioni di pari opportunità mediante modalità di esecuzione di prove e colloqui che permettano di valorizzare le competenze a prescindere dalle aree di debolezza, con la garanzia di utilizzo di strumenti e misure di supporto adeguati al profilo funzionale e alle necessità individuali. In tal senso, a tutti i soggetti con DSA, nelle prove scritte dei concorsi pubblici, deve essere assicurata la possibilità di sostituire tali prove con un colloquio orale o di utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo, e di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per l'espletamento delle medesime prove, analogamente a quanto disposto dall'articolo 5, commi 2, lettera b) , e 4, della legge n. 170 del 2010. Tali prove devono essere esplicitamente previste nei relativi bandi di concorso. Inoltre le imprese, per favorire l'inclusione professionale di persone con DSA, devono predisporre progetti personalizzati per facilitare lo sviluppo delle potenzialità in azienda di tali dipendenti. Le regioni devono provvedere alla definizione delle strutture e degli specialisti pubblici o privati accreditati per le valutazioni diagnostiche e le certificazioni degli adulti con DSA. Nello specifico, tra le finalità che il disegno di legge intende perseguire, garantendo piena attuazione all'articolo 3 della Costituzione, vi è quella di riconoscere tutele e garanzie alle persone con DSA, anche con riferimento agli aspetti legati alla formazione e all'accesso al lavoro. L'uso di strumenti compensativi e dispensativi deve essere garantito anche ai lavoratori e alle lavoratrici nel settore pubblico come in quello privato. All'articolo 3, comma 4, del disegno di legge si specifica che le certificazioni diagnostiche sono valide per il percorso scolastico, universitario e formativo nel processo di inserimento al lavoro, con necessità di rinnovo del profilo funzionale solamente nei passaggi di ordine di scuola e comunque non prima di tre anni dall'ultima certificazione, fatte salve particolari esigenze di aggiornamento. Al comma 5 si stabilisce che ogni regione deve istituire un centro diagnostico per le persone adulte. L'articolo 4 prevede uno stanziamento di 3 milioni di euro annui dall'entrata in vigore, destinato a finanziare programmi riguardanti la formazione del personale docente e dirigenziale in ambito scolastico e universitario, nonché programmi di formazione del personale dedicato alla selezione delle risorse umane nell'ambito lavorativo pubblico e privato. L'articolo 5 stabilisce che le misure compensative e dispensative di cui alle linee guida della Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità, e in ogni caso quelle indicate nel profilo funzionale dello studente, sono applicate in tutte le occasioni di valutazione per l'accesso o il completamento di percorsi formativi. Infine, l'articolo 7 prevede che, con apposito decreto del Ministro dell'università e della ricerca, si definiscano modalità di svolgimento delle prove di accesso ai corsi di laurea, ovvero il diritto all'utilizzo degli strumenti compensativi e dispensativi previsti nel profilo funzionale della certificazione diagnostica. Inoltre è prevista l'istituzione, ai fini del monitoraggio dell'attuazione delle disposizioni introdotte con il presente disegno di legge, dell'Osservatorio nazionale permanente per i disturbi specifici dell'apprendimento.. Art. 1. (Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) 1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati « DSA », che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana. 2. Ai fini della presente legge, si intende per: a) « dislessia »: un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura; b) « disgrafia »: un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica;