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Oltre a mettere in evidenza l'aumento dei crimini, ci ha raccontato la storia - che oggi sta riemergendo - di una donna tedesca, morta perché un attacco cyber ha bloccato di fatto un ospedale e, quando è giunta al pronto soccorso, non sono potuti intervenire, ma lei non aveva il tempo di arrivare in un altro ospedale. Stiamo quindi parlando di rischi non solo per le risorse e per l'economia, ma per la vita: questa è la gravità della situazione. È stato ricordato, inoltre, che anche l'Irlanda ha subito un attacco al sistema sanitario, proprio perché il tema della sanità, così importante per ciascuno di noi, diventa un elemento particolarmente sensibile. Al termine del lavoro svolto in Commissione, è stata votata all'unanimità una risoluzione finale che ha messo in evidenza una serie di impegni, che riguardano la Difesa e l'esigenza dei collegamenti internazionali, e ha messo a punto, come indirizzi al Governo, alcune delle questioni oggi al nostro esame, tra le quali l'esigenza di avere un'Autorità unica, debba occuparsi dei servizi pubblici, ma anche dei privati, e quella di formazione e di personale altamente qualificato, perché stiamo parlando di una materia con un'evoluzione così rapida che, se non stiamo al passo con i tempi, i cosiddetti cattivi diventano molto più forti di noi. Da questo punto di vista, è importante che oggi arrivi in Senato un provvedimento su cui ha lavorato molto la Camera. Sono d'accordo con i giudizi positivi che ho ascoltato da parte di molti colleghi sui miglioramenti apportati alla Camera, sia specificando i confini dell'Agenzia, sia ampliando il ruolo del Parlamento. Oggettivamente, però, il Senato ha un avuto un tempo molto ridotto per trattare il tema al nostro esame. È stato importante, comunque, che in Commissione tale approfondimento ci sia stato. L'Agenzia ha una personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, ed avrà il compito di svolgere il ruolo di Autorità nazionale, come ricordava prima un collega di Forza Italia, attuando una centralizzazione delle funzioni e delle competenze che finora erano distribuite fra enti e Ministeri: questa era la principale fragilità, perché è necessaria una risposta unitaria e le risposte non possono essere frammentate. Nell'audizione dell'Autorità delegata, che si è tenuta alla Camera, il sottosegretario Gabrielli ha ricordato - e alcuni interventi lo hanno rilevato - come in realtà la Germania si sia mossa già nel 1991, creando un'Agenzia che oggi dispone di 1.200 unità di personale. In Francia, un'Agenzia simile è nata nel 2009. Lo dico perché ho sentito anche la collega Rauti dire che è tutta colpa del Governo, o comunque degli ultimi Governi. Ricordo che dal 1991 ad oggi si sono succeduti Governi di cui hanno fatto parte anche esponenti che oggi sono in Fratelli d'Italia. Lo dico perché, se vogliamo affrontare con serietà questi argomenti, visto che poi voteremo quasi all'unanimità, con alcune astensioni, forse sarebbe bene evitare i distinguo politici, altrimenti non riusciamo a capire davvero bene la materia. A questo punto, è stata identificata l'esigenza di avere un'unica autorità. All'inizio era stata individuata l'Autorità militare alla Presidenza del Consiglio, poi si è pensato al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS). Oggi finalmente si individua lo strumento che considero corretto, perché c'è bisogno di avere un'agenzia che crei software e hardware, ma che sia un punto di riferimento sia per il pubblico sia per il privato. Da questo punto di vista, il tipo di strutturazione che si dà a quest'agenzia mi convince molto, perché i problemi che erano sorti in una prima ipotesi nel Governo precedente e che sembravano non delineare bene i confini fra le Agenzie di intelligence e il ruolo di questa adesso sono chiariti: l' intelligence fa l' intelligence, continua i propri compiti; è chiaro che si interfaccia con l'Agenzia - come faranno il Ministero della difesa e quello dell'interno - che però ha un altro ruolo, compreso quello importantissimo della produzione di strumenti. Infatti, se vogliamo che su questo tema l'Italia sia sicura, deve avere anche una capacità di produzione autonoma di sistemi. Il ministro Colao - e vedo qui la Sottosegretaria per questi temi - si dice preoccupato perché il 95 per cento delle pubbliche amministrazioni è molto debole da questo punto di vista e dice che sta lavorando sul cloud, rispetto al quale è importante utilizzare le migliori tecnologie, che in questo momento non sono italiane, le cui chiavi di utilizzo devono essere però nazionali. Con queste affermazioni fa una scelta importantissima, però dobbiamo implementarla con produzioni, capacità e quindi sviluppi anche industriali nazionali. L'Agenzia ha anche questa funzione, oltre a quella di essere il punto in cui arrivano gli allarmi degli attacchi, che prima erano al Ministero dello sviluppo economico (Mise), con una dotazione di personale estremamente ridotta, mentre ora ci sarà la possibilità di implementarla significativamente. Questo è un tema cruciale per il futuro di qualsiasi Paese e per la sicurezza dell'economia, dello sviluppo, della crescita, ma anche della vita, come ha dimostrato la storia di quella povera signora tedesca. Il cambiamento culturale che dobbiamo fare è fondamentale, perché, quando riceviamo un attacco, siamo già in ritardo. Il tema vero della cybersicurezza è infatti come prevenire e riguarda la safety più che la security, perché abbiamo bisogno di prevenire. Quando si parla di sicurezza, è sempre importante prevenire; lo è anche per le Forze armate, ma per la cybersicurezza diventa fondamentale, perché, quando si apre un varco, il rischio diventa veramente generalizzato. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 18,43) ( Segue PINOTTI). Concludo il mio intervento dicendo che votiamo convintamente a favore del provvedimento, persuasi che questo strumento sia importante, ma sapendo anche che è l'inizio di una road map che deve prevedere la messa in sicurezza della pubblica amministrazione, l'educazione e la formazione (perché dalla scuola è importante che si capiscano i rischi), gli investimenti, le assunzioni, le collaborazioni internazionali e anche l'adeguamento del quadro politico e giuridico nazionale e internazionale. Il tema, infatti, sarà anche come si perseguono questi reati quando gli hacker sono stranieri non identificati, che però producono danni terrificanti all'economia o alla sicurezza di una Nazione. Abbiamo quindi davanti un percorso che comincia, ma certo non finisce con oggi; oggi però decidiamo qualcosa che è necessario e importante. (Applausi) . RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, finalmente stiamo per licenziare questo provvedimento. I fatti di queste ultime ore ci dicono che siamo arrivati in ritardo e che le polemiche nei confronti dell'ex presidente Conte erano pretestuose, perché era stato proprio lui a proporre un ragionamento serio su queste questioni. I fatti di queste ore ci dicono anche che dobbiamo rapidamente recuperare il tempo perso e rendere operativa l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Colleghe e colleghi, era già scritto purtroppo.