[pronunce]

art. 1, comma 1, per lesione dei principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost.; art. 2, commi 1, 2 e 3, per violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost., nonché dei richiamati principi stabiliti dall'art. 117, terzo comma, Cost.; art. 2, comma 5, per violazione del solo art. 117, terzo comma, Cost.; art. 6, comma 1, per violazione di quest'ultimo parametro, nonché dell'art. 81, quarto comma, Cost. 5.1.- Premette il ricorrente che la legge della Regione autonoma Sardegna n. 17 del 2012, con cui è stato tra l'altro approvato il finanziamento agli enti locali per il funzionamento dei Centri servizi per il lavoro (CSL), dei Centri servizi inserimento lavorativo (CESIL) e delle Agenzie di sviluppo locale, eccederebbe dalle competenze legislative statutarie di cui all'art. 3, lettera a), in materia di «ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico ed economico del personale», nonché dalla competenza legislativa concorrente in materia di coordinamento di finanza pubblica prevista, per le Regioni ordinarie, dall'art. 117, terzo comma, Cost. ed estesa alle Regioni a statuto speciale, quale forma di autonomia più ampia, ai sensi e per effetto dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). 5.1.1.- In particolare, il Presidente del Consiglio dei ministri censura l'art. 1, comma 1, della legge in esame, il quale, nel sostituire il comma 8 dell'art. 6 della legge regionale n. 16 del 2011, dispone che «Nelle more di una sua riorganizzazione, al fine di garantire l'esercizio del servizio pubblico disciplinato dalla legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20 (Norme in materia di promozione dell'occupazione, sicurezza e qualità del lavoro. Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. Abrogazione della legge regionale 14 luglio 2003, n. 9 in materia di lavoro e servizi dell'impiego), al quale sono preposti i Centri servizi per il lavoro (CSL), i Centri servizi inserimento lavorativo (CESIL) e le Agenzie di sviluppo locale di cui all'articolo 6, comma 1, lettera e), della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), è autorizzata nell'anno 2012, a titolo di trasferimento alle competenti amministrazioni locali, la spesa di euro 12.000.000 a valere sulle disponibilità recate dal fondo regionale per l'occupazione di cui all'UPB S06.06.004». Rappresenta il ricorrente che, con sentenza n. 212 del 2012, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo, in quanto lesivo del principio di coordinamento di finanza pubblica, l'art. 6, comma 8, della legge regionale n. 16 del 2011 - nella parte in cui disponeva uno stanziamento per finanziare la stipulazione dei contratti a tempo determinato per la prosecuzione dell'attività lavorativa del personale in servizio presso i Centri servizi per il lavoro, i Centri servizi inserimento lavorativo e le Agenzie di sviluppo locale - e ciò perché tale disposizione regionale non richiamava e, quindi, non teneva conto del limite fissato dall'art. 9, comma 28, del d.l. n. 78 del 2010, secondo cui, a decorrere dall'anno 2011, le amministrazioni pubbliche possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa solo nel limite del cinquanta per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009. L'attuale formulazione del comma 8 dell'art. 6 della legge regionale n. 16 del 2011, come introdotta dalla disposizione impugnata, sarebbe dunque parimenti viziata, in quanto neppure essa richiama il limite del cinquanta per cento della spesa, violando, in tal modo, i principi, inderogabili dalla Regione ancorché autonoma, stabiliti dall'art. 117, terzo comma, Cost. nell'ambito del coordinamento della finanza pubblica. 5.1.2.- L'art. 2, comma 1, della legge in esame, nel modificare l'art. 3, comma 5, della legge regionale n. 3 del 2009, proroga al 30 giugno 2011 il termine (in precedenza fissato al 18 agosto 2009) per l'acquisizione dei requisiti che consentono ai lavoratori precari assunti con contratto di lavoro a termine o con forme contrattuali flessibili o atipiche, di partecipare alle procedure di stabilizzazione previste dal piano pluriennale per il superamento del precariato di cui all'art. 36 della legge regionale n. 2 del 2007. La disposizione regionale in oggetto, nel prorogare i termini entro i quali devono maturarsi i requisiti che consentono la partecipazione alle procedure di stabilizzazione, si porrebbe in contrasto con l'art. 1, comma 558, della legge n. 296 del 2006, il quale stabilisce che «A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti di cui al comma 557 fermo restando il rispetto delle regole del patto di stabilità interno, possono procedere, nei limiti dei posti disponibili in organico, alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge [...] ». Pertanto, la disposizione regionale in esame non rispettando, ai fini della stabilizzazione, i limiti temporali previsti dalla norma statale richiamata, violerebbe i principi di uguaglianza, di buon andamento e d'imparzialità dell'amministrazione, di cui agli artt. 3, 51 e 97 Cost., nonché i principi stabiliti dall'art. 117, terzo comma, Cost. in materia di coordinamento della finanza pubblica ai quali la Regione, pur nel rispetto della sua autonomia, non potrebbe mai derogare. 5.1.3- L'art. 2, comma 2, della legge in esame, nel modificare l'art. 4, comma 1, della legge regionale n. 12 del 2012 (come modificato dall'art. 2, comma 1, della legge regionale n. 13 del 2012) proroga al 30 giugno 2011 il termine entro il quale ulteriori figure professionali di lavoratori precari acquisiscono i requisiti per partecipare alle procedure di stabilizzazione.