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Sono comunque consentiti, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti, gli interventi finalizzati all'esercizio delle attività di cui all'articolo 2135 del codice civile, ivi compreso l'agriturismo, fatte salve le disposizioni contenute nell'articolo 10 della legge 21 novembre 2000, n. 353, e ogni altra disposizione vigente che rechi previsioni più restrittive. Negli atti di compravendita dei suddetti terreni e fabbricati deve essere espressamente richiamato il vincolo indicato nel presente comma, pena la nullità dell'atto. 7. Fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni di cui al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e dalle disposizioni regionali in materia di vigilanza sull'attività urbanistica ed edilizia, nel caso di violazione del divieto di cui al comma 6 del presente articolo, il comune competente applica al trasgressore la sanzione amministrativa non inferiore a euro 5.000 e non superiore a euro 50.000 e la sanzione accessoria della demolizione delle opere eventualmente costruite e del ripristino dello stato dei luoghi. 8. All'articolo 93, comma 1, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « c-bis) il minore consumo di suolo possibile, valutando in via prioritaria le alternative progettuali che consentano di non variare la destinazione d'uso delle superfici agricole». Art. 4. (Destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi) 1. I proventi dei titoli abilitativi edilizi, delle sanzioni di cui all'articolo 3, comma 7, della presente legge, nonché delle sanzioni di cui al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, a interventi di messa in sicurezza del territorio e di riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, ivi comprese le bonifiche di aree inquinate. 2. È fatto divieto agli enti locali di utilizzare i proventi di cui al comma 1 per spese correnti e per finalità diverse da quelle indicate nel medesimo comma 1. Art. 5. (Monitoraggio del consumo di suolo) 1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adottato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituito, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, un Comitato con la funzione di monitorare la riduzione di consumo di suolo sul territorio nazionale e l'applicazione della presente legge. 2. Il Comitato di cui al comma 1 opera presso la Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare e della pesca del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le relative funzioni di segreteria sono svolte dalla Direzione medesima nell'ambito delle ordinarie competenze. Alle spese di funzionamento del Comitato si fa fronte nei limiti delle risorse finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. La partecipazione al Comitato è a titolo gratuito e non comporta l'attribuzione di alcuna indennità neanche a titolo di rimborso spese. 3. Il Comitato di cui al comma 1 redige, entro il 31 dicembre di ogni anno, un rapporto sul consumo di suolo in ambito nazionale, che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali presenta, entro il 31 marzo successivo, alle competenti commissioni parlamentari. 4. Il Comitato di cui al comma 1 è così composto: a) un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; b) un rappresentante del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; c) un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali; d) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; e) un rappresentante dell'Istituto nazionale di statistica; f) cinque rappresentanti designati dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 5. Il Comitato di cui al comma 1 si avvale del sistema informativo fornito dal Registro nazionale del suolo, che a tale scopo è istituito presso l'Istituto centrale di statistica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Alla definizione delle modalità tecniche di rilevazione e aggiornamento dei dati che costituiscono il Registro si provvede previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Art. 6. (Incentivi per il reinsediamento dell'attività agricola, per il recupero del paesaggio e il pieno utilizzo del patrimonio immobiliare) 1. Al fine di prevenire il dissesto idrogeologico e il degrado dei paesaggi rurali e favorire il reinsediamento di attività agricole in aree interessate da estesi fenomeni di abbandono, i giovani imprenditori agricoli, anche associati in forma cooperativa, come definiti dall'articolo 22 del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, e successive modificazioni, che avviano un'attività d'impresa entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e che determinano il reddito ai sensi dell'articolo 5 o dell'articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, possono avvalersi, nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato, per il periodo di imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro periodi successivi, di un regime fiscale agevolato con il pagamento di un'imposta sostitutiva pari al 5 per cento del reddito prodotto. Il beneficio di cui al presente comma è riconosciuto a condizione che i soggetti interessati abbiano regolarmente adempiuto agli obblighi previdenziali, assicurativi e contributivi previsti dalla legislazione vigente in materia. 2. Ai fini contributivi, previdenziali ed extratributari, nonché del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia ai sensi dell'articolo 12, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la posizione dei contribuenti che si avvalgono del regime agevolato previsto dal comma 1 del presente articolo, è valutata tenendo conto dell'ammontare che, ai sensi del medesimo comma, costituisce base imponibile per l'applicazione dell'imposta sostitutiva. 3. I soggetti di cui al comma 1 sono inoltre esentati dall'imposizione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per il periodo di imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro periodi successivi. 4.