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quali azioni intenda avviare per evitare possibili indiscriminate paralisi e depotenziamenti degli organi amministrativi indipendenti, la cui legittimazione soggiace alla propria autonomia, essendo il garante un organo distaccato dalle contingenze politiche, indipendente e sciolto da qualsiasi collegamento con gli elettori dei propri membri e libero da qualsiasi circuito di rappresentatività politica. Atto n. 4-03960 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'interrogante apprende che con gara d'appalto del 3 luglio 2020 (codice di gara 2600452), AGEA regalerà poco meno di 8 milioni di euro agli imbottigliatori oleari italiani; la gara d'appalto, infatti, prevede l'acquisto da parte dello Stato italiano di olio extravergine di oliva in bottiglie da litro, da assegnare agli indigenti per un totale di 7 milioni 980.000 euro, al ribasso a partire da una base d'asta di 3,2 euro al litro; come è noto, un buon olio extravergine d'oliva non va sotto i 5 euro al litro; la medesima gara nulla dispone in ordine alla provenienza dell'olio, pertanto l'interrogante ritiene che, in assenza di certezze sull'origine e sulla salubrità di questi oli, vi sarebbe ragione fondata che si tratti di un finanziamento occulto agli imbottigliatori (molti dei quali multinazionali presenti sul territorio italiano, le cui società hanno sede in paradisi fiscali) che mescolano l'olio italiano con altri oli stranieri; AGEA ha messo a gara l'acquisto di extravergine a meno di 3 euro. Si tratta di uno schiaffo alla filiera italiana, che adesso rischia di restare con i depositi pieni; considerato che: al fine di tutelare la salute dei consumatori sarebbe opportuno provvedere ad analizzare la salubrità dell'olio EVO di cui alla gara di appalto, in riferimento anche alla presenza dei residui fissi derivanti dai trattamenti fitosanitari (glifosato, dimetoato, tiofanato-metile, eccetera), di cui si fa eccessivo uso, e, se già essi in Italia sfuggono ai controlli, nei Paesi UE ed extra UE detti controlli talvolta sono del tutto assenti; a tal proposito, si rammenta che la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR) è uno strumento molto efficace ed ormai sempre più utilizzato nell'analisi degli alimenti; in particolare, l'analisi NMR al protone consente di avere informazioni sia sui componenti minoritari di un olio (aldeidi, terpeni, steroli) che sui suoi componenti maggioritari (acidi grassi); l'analisi NMR al carbonio-13 consente invece di avere informazioni sulle catene grasse e sulla loro distribuzione sul glicerolo. La spettroscopia NMR insieme ad una appropriata analisi statistica ha consentito di caratterizzare gli oli in base alla loro provenienza geografica ed in base alla cultivar ed ha inoltre permesso di studiare l'influenza di alcuni fattori agronomici quali l'altitudine e l'irrigazione sulla loro composizione chimica, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per tutelare il made in Italy del settore olivicolo; come si sia orientata AGEA verso questa gara al ribasso, di prezzo e di qualità del prodotto; se si intenda promuovere la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare per analizzare l'olio EVO che sarà acquistato con il bando. Atto n. 4-03961 MODENA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: le associazioni sindacali dei commercialisti ADC, AIDC, ANC, UNAGRACO, UNGDCEC, con il sostegno del consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, hanno comunicato, con una nota congiunta, l'intenzione di sollevare il dubbio di legittimità costituzionale per l'esclusione della categoria dei professionisti dalla possibilità di richiedere i finanziamenti a fondo perduto, di cui all'articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, detto decreto rilancio; è stata messa in risalto la mancanza di considerazione del ruolo fondamentale svolto dai liberi professionisti, di supporto e congiunzione tra i cittadini e lo Stato negli ultimi mesi di grave crisi economica, nonostante lo stesso ruolo sia loro imposto dalla pregnante normativa fiscale e tributaria; il comma 2 del suddetto articolo 25 stabilisce che: "il contributo non spetta (...) ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e 10 febbraio 1996, n. 103"; l'obiettivo del ricorso è quello di sollevare il dubbio di legittimità costituzionale sull'esclusione dei liberi professionisti; si legge infatti nel comunicato stampa congiunto: "Un atto doveroso a tutela dei commercialisti e di tutte le professioni ordinistiche arbitrariamente estromesse dagli aiuti che lo Stato ha erogato a sostegno dell'economia nazionale, contribuendo ad una inutile tensione nel rapporto tra Governo ed una parte importante del Paese: i liberi professionisti"; la questione dell'esclusione dei professionisti è stata sollevata fin dall'inizio della pandemia, in sede di equiparazione con le micro, piccole e medie imprese per gli stanziamenti dei fondi europei, vista la raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003, l'articolo 2, punto 28, del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 e le linee d'azione per le libere professioni del piano d'azione imprenditorialità 2020, si chiede di sapere quali provvedimenti urgenti e tempestivi il Ministro in indirizzo intenda adottare per riconoscere il ruolo dei professionisti di fulcro nel rapporto tra Stato e contribuenti, nonché rispondere alle numerose richieste di carattere istituzionale rimaste fino ad oggi inevase. Atto n. 4-03962 DAMIANI Al Ministro dell'interno Premesso che: ultimamente nel territorio delle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, si sono succeduti numerosi episodi di furti riguardanti attrezzi agricoli; in particolare, nei territori di Trani, Terlizzi, Bitonto e Corato ma anche Andria, Barletta, San Ferdinando e Trinitapoli le numerose aziende agricole presenti hanno dovuto denunciare alle forze dell'ordine il furto di strumenti da lavoro, nonché la vandalizzazione di capannoni e furti di uva da tavola; i ripetuti furti di attrezzi agricoli di elevato costo, oltre a causare un danno economico immediato, generano pesanti danni per l'intera attività agricola; i dati sono sconfortanti e già nel 2018 le associazioni di categoria avevano stimato in circa 300 milioni di euro i danni da furto di mezzi agricoli; tale situazione, più che da sporadici episodi di malviventi occasionali, sembrerebbe essere opera di una vera e propria organizzazione; sarebbe in uso, infatti, non solo la circostanza della ricettazione, ma anche quella della richiesta di riscatto;