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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 222 NENCINI La seduta inizia alle ore 15,05. SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che dal 31 marzo la senatrice Rossi e il senatore Moles hanno cessato di far parte della Commissione. Prende atto la Commissione. IN SEDE CONSULTIVA DL 44/2021 - misure contenimento COVID-19 DDL 2167 Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) La relatrice DE LUCIA ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo, per le parti di competenza; si sofferma, in primo luogo, sull'articolo 1, che estende sino al 30 aprile 2020 l'applicazione delle misure di contenimento della diffusione dell'epidemia da Covid-19 adottate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2021; dispone l'applicazione delle misure di contenimento più restrittive che caratterizzano la 'zona arancione', anche alle Regioni incluse nella zona gialla, fermo restando eventuale diversa determinazione da parte del Consiglio dei ministri, in ragione dell'andamento della pandemia e della campagna vaccinale. Sono confermate le disposizioni che consentono alle Regioni di intervenire, in senso restrittivo, in presenza di particolari condizioni di contagio o in senso ampliativo, nei casi specificamente previsti dalla normativa e previa intesa con il Ministro della salute; si conferma inoltre l'apparato sanzionatorio per le trasgressioni delle misure. Rammenta quindi brevemente le misure dettate dal richiamato DPCM per il settore culturale e per quello sportivo. Quanto all'articolo 2, esso reca disposizioni per lo svolgimento delle attività nei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado nel periodo compreso fra il 7 e il 30 aprile del 2021. Ai sensi del comma 1, nel richiamato periodo i servizi educativi per l'infanzia , l'attività della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e del primo anno della scuola secondaria di primo grado si svolgono in presenza su tutto il territorio nazionale. Ciò a prescindere dal livello di rischio di diffusione del contagio sui singoli territori regionali (e pertanto dal colore della zona in cui ricade la singola regione). La richiamata previsione di attività scolastiche in presenza non può essere derogata dai Presidenti di Regione o delle Province autonome, se non in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2. I provvedimenti di deroga sono motivatamente adottati sentite le "competenti autorità sanitarie" e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l'applicazione a specifiche aree del territorio. La disposizione in esame restringe la discrezionalità in capo alla Regione di adozione del potere di ordinanza previsto, ai soli fini della pandemia in corso, dall'articolo 1, comma 16, del decreto-legge n. 33 del 2020, limitatamente al profilo in esame: in estrema sintesi, se prima dell'intervento normativo in commento, i Presidenti di Regione o delle Province autonome avevano titolo, in relazione alla maggiore diffusione della pandemia e al connesso aggravarsi del rischio sanitario, di adottare, nelle more di ulteriori DPCM, ordinanze anche al fine di imporre la didattica a distanza (qualora non fosse già prevista da norme statali), ora tale ricorso è legittimo solo in presenza di focolai o del rischio estremamente elevato di diffusione del virus nella popolazione scolastica. Tali ordinanze, adottabili previo parere delle competenti autorità sanitarie, devono contenere una specifica motivazione in ordine alla sussistenza delle richiamate circostanze che impongono la sospensione della didattica in presenza - focolai e diffusione nella popolazione scolastica - nonché al rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità della misura introdotta. Richiama, al riguardo, la recente giurisprudenza costituzionale che offre un solido fondamento giuridico alla disposizione limitativa della potestà regionale, citando la sentenza n. 37 del 2021. Quanto alle attività didattiche del secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, esse, ai sensi del comma 2, primo e secondo periodo, continuano a svolgersi in modalità a distanza nelle Regioni contraddistinte dalla appartenenza alla zona rossa, mentre si svolgono in presenza nelle altre Regioni. Le attività didattiche della scuola secondaria di secondo grado, nelle zone rosse si svolgono esclusivamente in modalità a distanza, mentre nelle zone gialle e arancione si svolgono in presenza per almeno il 50 per cento - e fino a un massimo del 75 per cento - degli studenti (comma 2, ultimo periodo), e per la restante parte a distanza. Le scuole operano a tal fine nell'ambito dell'autonomia didattica e organizzativa loro assicurata dagli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999. Il comma 2 conferma la disciplina vigente fino al 6 aprile 2021. Sull'intero territorio nazionale è in ogni caso garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale n. 89 del 2020 e dall'Ordinanza Ministeriale n. 134 del 2020, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che partecipano alle attività didattiche a distanza. Riferisce quindi sull'articolo 8, che consente alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozioni sociale di disporre di un arco temporale più ampio per lo svolgimento delle assemblee per l'approvazione dei bilanci consuntivi 2020, nonché sull'articolo 10, che introduce misure di semplificazione per lo svolgimento delle procedure dei concorsi per l'accesso al pubblico impiego escluso quello in regime di diritto pubblico, incluso il personale docente e il personale impiegato in altre settori di attività di interesse della Commissione, da bandire o già banditi, al fine "di ridurre i tempi di reclutamento del personale". In altri termini, sono introdotte a regime, e non sono limitate alla durata dell'emergenza in corso, le seguenti semplificazioni: l'espletamento di una sola prova scritta e di una orale (per il reclutamento di personale non dirigenziale), il ricorso a strumenti informatici e digitali (incluso lo svolgimento facoltativo in videoconferenza della prova orale), l'introduzione di una fase di valutazione dei titoli che tiene luogo della prova preselettiva; la possibilità di espletare le prove concorsuali in sedi decentrate e anche in modo non contestuale fra i partecipanti.