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per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, sono stati stanziate ulteriori risorse pari, in relazione agli oneri generali, a 1,915 miliardi di euro, con i quali è stato possibile confermare anche per il terzo trimestre 2022 l'annullamento, per tutti gli utenti elettrici, delle componenti ASOS e ARIM già operato nel primo e secondo trimestre 2022. Come per i tre trimestri precedenti, il Governo ha previsto anche per il terzo trimestre 2022 un rafforzamento dei bonus elettrico e gas, al fine di compensare gli incrementi della spesa per la fornitura, previsti per il terzo trimestre 2022 sui clienti domestici svantaggiati, stanziando ulteriori 116 milioni di euro in aggiunta all'utilizzo di risorse stanziate nel 2021 per la riduzione degli oneri generali e il potenziamento dei bonus , poi risultate in eccesso, per un importo corrispondente a circa 518 milioni; considerato che: gli scenari per il prossimo futuro evidenziano un andamento di forte incertezza nei mercati delle materie prime energetiche quali petrolio, carbone e gas naturale, in gran parte determinato dagli sviluppi del conflitto russo-ucraino che continua ad alimentare forti tensioni e la conseguente elevata volatilità dei prezzi; in Europa permangono forti rischi di scarsità di offerta per quanto riguarda il gas naturale, gran parte del quale è di provenienza russa. I timori di un blocco totale delle forniture russe verso l'Europa, come conseguenza della riduzione dei flussi del gasdotto Nord Stream 1 verificatosi a metà giugno, hanno recentemente portato i prezzi europei verso soglie elevatissime; i flussi di gas russo verso l'Europa, attraverso i tre principali gasdotti, Nord Stream, Yamal e via Ucraina, si sono ridotti di circa il 40 per cento rispetto alla prima settimana del 2022 e del 70 per cento rispetto ad un anno fa. Tale riduzione è stato solo in parte compensato dalle maggiori importazioni di GNL che, nei primi cinque mesi del 2022, sono aumentate del 55 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie ad una minore pressione della domanda asiatica e a prezzi europei più alti di quelli asiatici. Ciò ha contribuito all'incremento degli stoccaggi europei, con un livello che attualmente si attesta al 57 per cento della capacità; per affrontare la situazione di grave incertezza che si è venuta a creare nel corso degli ultimi mesi, sia l'Unione europea e il Governo italiano hanno già avviato un ampio spettro di interventi di breve, medio e lungo periodo orientato a ridurre l'impatto della crescita dei costi energetici e a circoscrivere gli effetti della rischiosa dipendenza energetica dalla Russia; in ambito UE, in risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato energetico mondiale causate dall'invasione russa dell'Ucraina, la Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, sostenuto da misure finanziarie e provvedimenti legislativi, i cui tre assi prioritari, volti a costruire la nuova infrastruttura e il nuovo sistema energetici di cui l'Europa ha bisogno, riguardano il risparmio energetico, la produzione di energia pulita e la diversificazione dell'approvvigionamento energetico; fra le misure a breve termine del piano rientrano gli acquisti congiunti di gas, GNL e idrogeno tramite la piattaforma UE per l'energia per tutti gli Stati membri che vogliono partecipare; i nuovi partenariati energetici con fornitori affidabili; la rapida realizzazione di progetti nel settore dell'energia solare ed eolica unita alla diffusione dell'idrogeno rinnovabile per ridurre di circa 50 miliardi di metri cubi le importazioni di gas; l'aumento della produzione di biometano per ridurre di 17 miliardi di metri cubi le importazioni di gas; l'approvazione dei primi progetti UE nel settore dell'idrogeno entro l'estate; la previsione di portare lo stoccaggio del gas all'80 per cento della capacità entro il 1° novembre 2022; la realizzazione di piani di riduzione della domanda coordinati a livello UE in caso di interruzione della fornitura di gas; sempre in base al piano, le misure a medio termine da completare entro il 2027 prevedono, fra le altre, piani REPowerEU nazionali nel quadro del fondo per la ripresa e la resilienza modificato per sostenere investimenti e riforme del valore di 300 miliardi di euro; il rafforzamento della decarbonizzazione industriale con 3 miliardi di euro di progetti anticipati nell'ambito del fondo per l'innovazione; autorizzazioni più rapide per le rinnovabili in particolare in specifiche zone di riferimento a basso rischio ambientale; investimenti in una rete di infrastrutture di gas ed energia elettrica integrata e adattata; più ambiziosi in materia di risparmio energetico con l'innalzamento dal 9 al 13 per cento dell'obiettivo UE in materia di efficienza per il 2030; l'aumento dal 40 al 45 per cento dell'obiettivo europeo per le energie rinnovabili per il 2030; un acceleratore di idrogeno per ottenere 17,5 gigawatt di elettrolizzatori entro il 2025 per alimentare l'industria UE con una produzione interna di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile ed un quadro normativo moderno per l'idrogeno; gli Stati membri sono chiamati ad investire 210 miliardi di euro per eliminare gradualmente le importazioni combustibili fossili dalla Russia e potranno utilizzare i prestiti rimanenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza, attualmente pari a 225 miliardi di euro, e le nuove sovvenzioni del dispositivo finanziate mediante la messa all'asta di quote del sistema di scambio delle emissioni, attualmente detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato, pari a 20 miliardi di euro; nelle conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno 2022, il Consiglio europeo ha rinnovato il suo invito alla Commissione: ad esaminare insieme ai partner internazionali le modalità per contenere l'aumento dei prezzi dell'energia, compresa la fattibilità proposta dal Governo italiano dell'introduzione di tetti temporanei ai prezzi all'importazione; di fronte all'uso del gas come arma da parte della Russia, a proseguire con urgenza gli sforzi volti ad assicurare l'approvvigionamento energetico a prezzi accessibili; ad adottare tutte le misure appropriate per garantire un coordinamento più stretto in materia di energia tra gli Stati membri; il vertice del G7 svoltosi ad Elmau ha appoggiato delle misure importanti per limitare i costi dell'energia. Tutti i leader hanno concordato sulla necessità di rimuovere la causa principale di questa inflazione, dando ai ministri di ciascun Paese il mandato di lavorare con urgenza su come applicare un tetto al prezzo del gas e del petrolio avanzato in prima battuta dal Governo italiano e la stessa Commissione europea ha affermato che accelererà il suo lavoro sul tetto al prezzo del gas; rilevato che: il Governo italiano nel corso degli ultimi mesi, a fronte delle incertezze sullo squilibrio tra domanda e offerta di materie prime energetiche a cui si è aggiunta l'indeterminatezza sulla durata dello shock energetico, anche in ragione dei possibili tagli o interruzioni negli approvvigionamenti dalla Russia, ha intrapreso un percorso mirato a garantire il raggiungimento di una maggiore autonomia in campo energetico agendo su più fronti;