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La Repubblica favorisce lo studio, la tutela e la promozione delle lingue, della cultura, della musica e dello spettacolo propri delle popolazioni rom e sinte. 2. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, nonché gli enti da loro istituiti, promossi, vigilati o finanziati, le università, le istituzioni di alta cultura, le istituzioni musicali e teatrali, promuovono e sostengono, anche con contributi economici o con l'uso agevolato di mezzi o strutture a loro disposizione: a) insegnamenti e ricerca universitaria sulla lingua romanì e sulla cultura, sulla storia, sulla musica e sulla letteratura delle popolazioni rom e sinte; b) iniziative qualificate svolte dalle associazioni ed enti rappresentativi della minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia, da istituzioni universitarie, enti di cultura e di ricerca, biblioteche, enti pubblici e privati che con qualsiasi mezzo raccolgono, ricercano, studiano, sviluppano, insegnano e divulgano le testimonianze, i documenti e ogni tipo di espressione della storia, della cultura, della lingua, della letteratura, dell'arte e della musica della stessa minoranza; c) pubblicazioni, studi, spettacoli, iniziative, rassegne di letteratura, di musica, di teatro e di spettacolo proprie della cultura dei Rom e dei Sinti o promosse da persone appartenenti a tali minoranze; d) l'istituzione e l'assegnazione per concorso di apposite borse di studio da destinarsi a giovani musicisti, attori o artisti che appartengano alla minoranza dei Rom e dei Sinti, i quali siano sprovvisti di mezzi economici sufficienti; e) la costituzione e il funzionamento di appositi centri studi o centri di ricerca, di biblioteche, di musei e di mostre che raccolgano, ricerchino e divulghino con ogni mezzo le testimonianze, i documenti e ogni tipo di espressione della storia, della cultura, della lingua, della letteratura, dell'arte e della musica della minoranza dei Rom e dei Sinti; f) iniziative, individuali o collettive, di valorizzazione, di tutela, di incoraggiamento, di promozione delle espressioni artistiche e culturali dei Rom e dei Sinti e di scambio con la società, con la cultura, con la musica e con la letteratura italiana, in conformità con gli obblighi previsti dalla Convenzione sulla protezione e la promozione delle diversità delle espressioni culturali, ratificata ai sensi della legge 19 febbraio 2007, n. 19. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, anche in collaborazione con università, associazioni e mediatori linguistico-culturali o centri studio sulle minoranze, nell'ambito delle proprie competenze, possono istituire osservatori o enti regionali con il compito di: a) coordinare e collegare gli interventi regionali attivati sul territorio regionale in favore di queste popolazioni; b) rilevare eventuali conflitti sociali e atteggiamenti discriminatori o razzisti; c) organizzare e promuovere convegni, conferenze, pubblicazioni, studi, indagini, mostre e rassegne sui vari aspetti della storia e della cultura del popolo rom e sinto, sulle sue condizioni di vita e sul rapporto che le istituzioni e i non appartenenti alla minoranza intrattengono con queste persone, gruppi e comunità. 4. Il Dipartimento della funzione pubblica, d'intesa con i Ministeri competenti e le altre amministrazioni statali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali e gli altri enti pubblici, promuovono e attuano in modo costante e periodico, nell'ambito delle rispettive competenze, anche in collaborazione con associazioni nazionali rappresentative dei Rom e dei Sinti e con mediatori linguistico-culturali, corsi, iniziative e strumenti di formazione e di aggiornamento del personale delle diverse amministrazioni pubbliche maggiormente coinvolte nel rapporto costante con persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, relativi a: a) le lingue, la storia e la cultura della minoranza dei Rom e dei Sinti; b) i criteri e i metodi più opportuni e rispettosi delle specifiche condizioni sociali e culturali per instaurare e mantenere un rapporto efficace ed efficiente tra le singole amministrazioni e gli appartenenti alla minoranza; c) le problematiche degli appartenenti alla minoranza più significative per lo svolgimento dei compiti delle singole amministrazioni coinvolte; d) i programmi di inclusione sociale e le azioni positive per la minoranza più significative per i compiti spettanti alle singole amministrazioni coinvolte. 5. Il Ministero dell'interno, in collaborazione con le associazioni nazionali rappresentative dei Rom e dei Sinti, predispone corsi di formazione sulla storia delle popolazioni romanì, sulla cultura romanì e sulle buone prassi, rivolti agli assistenti sociali ed ai funzionari delle prefetture - uffici territoriali del Governo e degli enti locali. Art. 24. (Studio e ricordo delle deportazioni e dello sterminio dei Rom e dei Sinti e del contributo dei Rom e dei Sinti alla resistenza antifascista) 1. La Repubblica promuove lo studio e il ricordo della discriminazione, della deportazione e del genocidio delle popolazioni dei Rom e dei Sinti ( Porrajmos ) avvenuti nel periodo fascista, nei campi nazisti e durante la seconda guerra mondiale, nonché lo studio e il ricordo del contributo dato dai cittadini italiani appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti italiani al movimento delle resistenza al nazifascismo. 2. Ai sensi della legge 20 luglio 2000, n. 211, sono previste, il 27 gennaio di ogni anno, iniziative commemorative della discriminazione, della deportazione e del genocidio anche delle popolazioni dei Rom e dei Sinti ( Porrajmos ) nei campi nazisti e fascisti. 3. Gli immobili in cui durante il regime fascista ebbero sede i campi di concentramento e in cui furono internate le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, istituiti nei comuni di Prignano sulla Secchia, Frignano, Boiano, Agnone, Tossicia, Pedrasdefogu, Vinchiaturo, Gonars, sono considerati di diritto beni culturali in considerazione del loro interesse storico e etno-antropologico, indipendentemente dal tipo di proprietà del bene, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Il Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con l'Agenzia del demanio, con l'Agenzia delle entrate e con la regione e il comune in cui si trovano, sentiti i rappresentanti delle associazioni italiane della minoranza dei Rom e dei Sinti, provvede a fare una ricognizione dei suddetti beni immobili, dando atto dello stato dei luoghi, della condizione giuridica dei beni e dell'eventuale tutela in atto della memoria storica. Analogamente si procede per eventuali altri luoghi che furono adibiti al medesimo uso. 4.