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e) applicazione, ai lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, entro il 31 dicembre 2012, di meccanismi differenziati di calcolo della pensione, articolati secondo l'anzianità di contribuzione effettiva, nella forma di una maggiorazione fino ad un massimo del 20 per cento dei coefficienti di trasformazione applicabili ovvero di un incremento dell'aliquota di computo, entro il limite dell'aliquota applicabile ai lavoratori dipendenti; f) predisposizione, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale nonché la Conferenza delle regioni e delle province autonome, di un «Piano nazionale per il prolungamento della vita attiva e il trasferimento di competenze ai giovani», orientato a incentivare il rinnovamento dell'organizzazione del lavoro nelle imprese e nella pubblica amministrazione e a valorizzare le competenze dei lavoratori maturi, anche nell'ambito di attività di tutoraggio e affiancamento in favore dei lavoratori neo-assunti. 2. Gli schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi del presente articolo sono deliberati in via preliminare dal Consiglio dei ministri, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale. 3. Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro trenta giorni dalla data di assegnazione dei medesimi schemi. Entro i trenta giorni successivi all'espressione dei pareri, il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni ivi eventualmente formulate con riferimento all'esigenza di garantire il rispetto dell'articolo 81, terzo comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari elementi integrativi di informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni competenti, che sono espressi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. 4. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al presente articolo possono essere adottate disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi medesimi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dal presente articolo e con le stesse modalità di cui ai commi 2 e 3. Capo VII VALUTAZIONE E PROGRAMMAZIONE DELLA DECISIONE LEGISLATIVA Art. 19. (Analisi di impatto generazionale) 1. Il Governo, in sede di esercizio dell'iniziativa legislativa ovvero di esercizio della funzione legislativa delegata, è tenuto a sottoporre preventivamente gli schemi di disegno di legge e di decreto legislativo all'analisi di impatto generazionale (AIG), al fine di valutare la sostenibilità e l'equità intergenerazionale delle singole disposizioni normative, e in particolare: a) gli eventuali oneri materiali e immateriali trasferiti alle generazioni future, anche attraverso la valutazione degli effetti economico-finanziari di medio e lungo periodo delle singole misure e della loro possibile incidenza sul grado e lo stato di conservazione delle risorse naturali, ambientali e paesaggistiche nazionali; b) l'impatto attuale e potenziale sull'occupabilità e sull'occupazione giovanile, con riguardo anche alle condizioni di accesso alle professioni e alle attività di lavoro autonomo e d'impresa; c) gli effetti sulla quantità e qualità dell'offerta di istruzione e formazione, nonché sulle opportunità materiali di accesso alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ITC) e al web ; d) in generale, gli effetti sulla condizione sociale ed economica dei giovani, con particolare riguardo alle misure a vario titolo incidenti sulle opportunità di emancipazione dalla dipendenza economica dalle famiglie di origine. 2. I disegni di legge d'iniziativa governativa sono presentati alle Camere corredati di una relazione recante l'AIG di cui al comma 1. Art. 20. (Bilancio generazionale) 1. In sede di presentazione dei disegni di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato, il Governo trasmette alle Camere, in via sperimentale, una relazione recante il bilancio generazionale (BG), quale strumento per la valutazione annuale, secondo il metodo dei conti generazionali, degli effetti prodotti dalle politiche pubbliche sulla condizione sociale ed economica dei giovani e per l'individuazione degli obiettivi attesi in termini di sostenibilità ed equità intergenerazionale, anche nel medio e lungo periodo. Capo VIII DISPOSIZIONI FINALI Art. 21. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge si provvede, fino a concorrenza degli oneri, mediante le maggiori entrate determinate dalle disposizioni di cui al presente articolo. 2. Nelle more del riordino della disciplina fiscale in materia di rendite finanziarie, l'aliquota dell'imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sui redditi diversi, di cui all'articolo 6, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è innalzata al 20 per cento per i redditi maturati a decorrere dal 2014, ad eccezione dei rendimenti da titoli di Stato cui continua ad applicarsi l'aliquota del 12,5 per cento. Le minusvalenze realizzate nel regime della dichiarazione o del risparmio amministrato fino al 31 dicembre 2013 sono convertite in crediti d'imposta all'aliquota del 12,5 per cento. Tali crediti sono compensabili con l'imposta sostitutiva dovuta sui redditi diversi e sono riportabili in avanti per il periodo previsto per le minusvalenze che li hanno generati. I contribuenti hanno la facoltà di affrancare le plusvalenze e le minusvalenze latenti nel regime della dichiarazione e del risparmio amministrato, per il complesso delle attività incluse nel singolo rapporto di custodia o amministrazione, versando un'imposta sostitutiva del 12,5 per cento sui redditi complessivamente maturati fino al 31 dicembre 2013. I proventi degli organismi di investimento collettivo sono riclassificati nella categoria dei redditi diversi. La tassazione sostitutiva sul risultato di gestione dei fondi comuni di diritto italiano è eliminata. I proventi dei fondi sono assoggettati in capo ai percipienti all'imposta sostitutiva del 20 per cento prevista per i redditi diversi. I risultati negativi dei fondi di diritto italiano non ancora compensati al 31 dicembre 2013 sono convertiti in crediti d'imposta pari al 12,5 per cento del loro ammontare. I crediti sono ceduti dai fondi alla società di gestione o al soggetto incaricato del collocamento delle quote o azioni dei fondi. Tali crediti non sono rimborsabili né produttivi di interessi e possono essere compensati dalla società di gestione o dal soggetto incaricato del collocamento delle quote o azioni dei fondi con altre imposte o ceduti ad altri contribuenti soggetti all'imposta sul reddito delle società (IRES) che possono utilizzarli a loro volta in compensazione. La somma dei crediti ceduti e compensati non può superare in ogni anno il 12,5 per cento del risultato di gestione dei fondi. La ritenuta del 27 per cento prevista sugli interessi ed altri proventi corrisposti ai titolari di conti correnti e di depositi, anche se rappresentati da certificati, è ridotta al 20 per cento. 3.