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La lettera c), introdotta nel corso dell'esame in sede referente alla Camera, aggiunge al codice processuale penale l'articolo 289- bis , con il quale si stabilisce che, con il provvedimento che dispone il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, il giudice dispone l'interdizione temporanea dell'imputato nella conclusione di contratti con la stessa pubblica amministrazione salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio. La nuova disposizione aggiunge che tale misura, se si procede per reati contro la pubblica amministrazione, può essere disposta anche fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 287, comma 1, (condizioni di applicabilità della misura interdittiva) e quindi anche per reati puniti con reclusione inferiore a tre anni. La lettera d), inserita in sede referente nel corso dell'esame in commissione e successivamente soppressa nel corso dell'esame in Assemblea, aggiungeva la lettera m- quinquies ) al comma 2 dell'articolo 380 del codice di procedura penale, prevedendo, in tal modo, fuori degli ordinari limiti di pena, l'arresto obbligatorio in flagranza per i seguenti delitti contro la pubblica amministrazione: il peculato (escluso quello d'uso, articolo 314 primo comma); la concussione (articolo 317); la corruzione impropria (articolo 318); la corruzione propria, semplice (articolo 319) e aggravata (articolo 319- bis ); la corruzione in atti giudiziari (articolo 319- ter ); l'induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319- quater , primo comma), la corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (articolo 320); la corruzione attiva (articolo 321); l'istigazione alla corruzione (articolo 322); i reati di corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell'Unione europea o di Stati esteri (articolo 322- bis ); il traffico di influenze illecite (articolo 346- bis ). In virtù dell'approvazione dell'emendamento, il testo della lettera non è stato ricompreso all'interno del disegno di legge trasmesso al Senato. La lettera e), introdotta nel corso dell'esame in sede referente in commissione e anch'essa soppressa nel corso dell'esame in Assemblea, aggiungeva al comma 2 dell'articolo 407 del codice di procedura penale, il n. 7- ter ), che - derogando alla regola generale del comma 1 che fissa in diciotto mesi la durata delle indagini preliminari  stabilisce che, per i delitti contro la pubblica amministrazione per i quali l'articolo 380 del codice di procedura penale (come sopra novellato) prevede l'arresto obbligatorio in flagranza, la durata massima delle indagini preliminari è stabilita in due anni. In virtù dell'approvazione dell'emendamento il testo della lettera non è stato ricompreso all'interno del disegno di legge trasmesso al Senato. La lettera f) aggiunge all'articolo 444 del codice di procedura penale un nuovo comma 3- bis che prevede che la parte, nel formulare la richiesta di patteggiamento nei procedimenti per i più gravi reati contro la pubblica amministrazione possa subordinare l'efficacia della stessa all'esenzione dalle pene accessorie previste dall'articolo 317- bis del codice penale o, in caso di applicazione delle citate pene accessorie, all'estensione degli effetti della sospensione condizionale (ex articolo 163 del codice penale) anche a queste ultime. Analogamente a quanto previsto dall'articolo 444, comma 3, se il giudice non ritiene di accedere alle indicate condizioni (cioè intenda applicare le pene accessorie o non sospenderne l'efficacia) rigetta la richiesta di patteggiamento. La lettera g), al numero 2)  con un nuovo comma 1- ter dell'articolo 445 del codice di procedura penale -, intende affidare alla discrezionalità del giudice l'applicazione delle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici (articolo 317- bis del codice penale) nel caso di pena patteggiata per i più gravi reati. In virtù della clausola di salvezza introdotta dalla lettera g) numero 1) all'articolo 445, comma 1, del codice di procedura penale, l'applicazione delle indicate pene accessorie potrà essere valutata dal giudice anche in caso di pena concordata fino a due anni di reclusione (articolo 445, comma 1, secondo periodo). Con la lettera h) viene integrata la formulazione dell'articolo 578- bis del codice di procedura penale per estendere la competenza del giudice dell'impugnazione, a fronte dell'estinzione del reato per amnistia o prescrizione, anche alla decisione sulla confisca allargata o per equivalente di cui all'articolo 322- ter del codice penale ovvero sulla confisca del prezzo o del profitto illecito (o dell'equivalente del prezzo o del profitto) nei procedimenti per i delitti contro la pubblica amministrazione previsti dagli articoli 314-320 del codice penale, anche se commessi dai pubblici ufficiali o funzionari stranieri indicati all'articolo 322- bis , primo comma, del codice penale. La lettera i), novellando l'articolo 683 del codice di procedura penale, assegna al tribunale di sorveglianza (competente sulla concessione e sulla revoca della riabilitazione) anche la competenza a dichiarare l'estinzione della pena accessoria nel caso di cui all'articolo 179, settimo comma, del codice penale. L'ulteriore modifica introdotta dalla lettera i) non ha contenuto innovativo, ma di semplice coordinamento. L'articolo 4 interviene sulle disposizioni penali in materia di società, consorzi ed altri enti privati contenute nel codice civile, per prevedere la procedibilità d'ufficio per i delitti di corruzione tra privati (articolo 2635 del codice civile) e di istigazione alla corruzione tra privati (articolo 2635- bis del codice civile). In particolare, l'articolo 4 del disegno di legge abroga il quinto comma dell'articolo 2635 del codice civile e il terzo comma dell'articolo 2635- bis del codice civile che prevedono, per ciascuno dei delitti, la procedibilità a querela della persona offesa, da individuarsi nella società o ente privato, che può esercitare tale diritto per mezzo dell'assemblea (qualora sia ravvisabile un'offesa "interna") o tramite gli amministratori (qualora l'offesa provenga dall'"esterno"). L'abrogazione comporta la procedibilità d'ufficio tanto per il delitto di corruzione tra privati quanto per quello di istigazione alla corruzione. L'articolo 5 del disegno di legge interviene, al comma 1, sull'articolo 4- bis , comma 1, dell'ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975) per inserire alcuni delitti contro la pubblica amministrazione nel catalogo dei reati che precludono, in caso di condanna, l'accesso ai benefici penitenziari e alle misure alternative alla detenzione, a meno di collaborazione con la giustizia.