[pronunce]

che successivamente questa Corte, scrutinando la legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335 - riguardante le condizioni reddituali individuali di accesso alla nuova misura dell'assegno sociale, sostitutiva della pensione sociale - ha avuto modo di precisare (sentenza n. 400 del 1999) che le argomentazioni che sorreggono la sentenza n. 88 del 1992 non sono automaticamente estensibili alle disposizioni sul limite reddituale individuale, poiché la citata pronuncia di accoglimento si basa essenzialmente su di un bilanciamento tra la solidarietà esistente all'interno del nucleo familiare e quella collettiva; che, come già rilevato dalla sentenza n. 400 del 1999, mentre l'assegno sociale (e, in precedenza, la pensione sociale) sopperisce ai bisogni propri di chi a causa dell'età non è più in grado di provvedere al loro soddisfacimento, è con altre prestazioni e benefici che il legislatore deve soccorrere le persone invalide; che è sul versante delle misure assistenziali per gli invalidi anziani che va auspicato il miglioramento e la razionalizzazione del sistema, al fine di rendere più efficace la tutela dei diritti di cui all'art. 38 Cost; che il regime legislativo del requisito reddituale "cumulato", quale risultante della citata sentenza additiva di principio n. 88 del 1992, non può essere considerato valido tertium comparationis per la risoluzione della questione in esame, la quale, pertanto, deve ritenersi manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 38 della Costituzione, dal Tribunale di Pisa con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 aprile 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Amirante Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 10 aprile 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola