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Poi, notizia di queste ore, c'è anche il provvedimento cosiddetto "Codice rosso" emanato dal Consiglio dei ministri, che prevede la massima priorità per le denunce di violenza e l'obbligo del pubblico ministero di sentire la denunciante entro tre giorni. Se si sa quante donne vengono mandate a casa quando vogliono denunciare il marito, si comprende l'importanza di un provvedimento del genere. Nonostante tutto, i dati non sono incoraggianti. Ogni settantadue ore una donna viene uccisa. Nei primi otto mesi dell'anno, le Forze di polizia hanno raccolto denunce per ben 10.000 casi di maltrattamenti in famiglia, 8.500 per stalking , 3.000 per violenza sessuale. Tutto questo dimostra che ci vuole un cambiamento della società, una decisa condanna di ogni forma di violenza verbale e fisica. Tutto questo dimostra che ci vuole un cambiamento delle società, una decisa condanna di ogni forma di violenza verbale e fisica. Su questo chi rappresenta le istituzioni deve sempre dare l'esempio e invece non sempre accade, anzi: certi post di autorevoli esponenti politici si configurano come dei veri e propri inviti alla discriminazione di genere. Ma la violenza maschile è da ricondurre anche alla struttura sociale del potere. Fino a quando il rapporto tra i generi sarà segnato dalla disuguaglianza e dalla dipendenza, la violenza contro le donne sarà sempre presente. Sappiamo bene che tutto questo non è modificabile da un giorno all'altro e che ci vuole una convinta e radicale azione della politica, che non deve limitarsi solo alle parole ma deve prevedere atti concreti. Pertanto, con la nostra mozione chiediamo al Governo di rafforzare le misure cautelari introdotte con la legge del 2006; di investire nella formazione dei soggetti che operano a stretto contatto con le vittime di violenza come le Forze dell'ordine; di mettere a disposizione abbastanza fondi per i centri antiviolenza; di incentivare l'occupazione femminile, considerato che la dipendenza economica della donna rappresenta terreno fertile per gli uomini violenti; di introdurre misure per incentivare la partecipazione dell'uomo al lavoro di cura della famiglia, introducendo un congedo parentale usufruibile solo dal padre e retribuito con un'alta percentuale del reddito. E, infine, data l'importanza dei media , chiediamo di introdurre strumenti finalizzati a vigilare sugli operatori della comunicazione, al fine di garantire una rispettosa rappresentazione della figura femminile. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Papatheu. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, vorrei richiamare la vostra attenzione su due episodi importanti: il primo riguarda il nostro presidente Alberti Casellati, che è la prima donna a sedere sullo scranno della Presidenza del Senato e noi, naturalmente, come Gruppo politico Forza Italia, ne siamo molto orgogliosi, facendo ella parte del Gruppo parlamentare Forza Italia. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S, PD e Aut (SVP-PATT, UV)). Abbiamo però dovuto aspettare tanti anni che ciò avvenisse. Purtroppo, Presidente, le donne devono fare molte cose intelligenti prima di poter assumere certi ruoli e vedere riconosciuti i propri diritti. Invece per l'ignoranza basta poco e a questo proposito, purtroppo, devo rivolgermi ai colleghi del Gruppo 5 Stelle perché nel loro blog sono state usate parole ignobili, di cui vi invito oggi a prendere visione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Non presentatevi in questa sede con fazzolettini rossi e non assumete atteggiamenti teatrali che trovo ridicoli. Sono state stigmatizzate da tutti i telegiornali, nonché da tutti i colleghi della Camera le parole che avete usato nei confronti della collega Matilde Siracusano. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Per questo vi invito a scusarvi, a pubblicare - ognuno di voi - parole di scusa e soprattutto di dissociazione da certi pensieri che sono ignobili, che mi vergogno solo a ripetere (si parla di soffocare, si parla di ginocchia sbucciate). Non vi invito a vedere il blog dei 5 Stelle per rendervi conto della gravità delle parole che sono state usate dagli elettori. Vergognatevi! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Commenti della senatrice Taverna). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, le mozioni all'esame dell'Aula sono l'ennesimo segnale che il Parlamento vorrebbe dare per affrontare e cercare di arginare l'ormai annoso problema della violenza sulle donne. Siamo in attesa dell'insediamento della Commissione di inchiesta sul femminicidio e a tal fine mi auguro che tutti i Gruppi diano quanto prima i nominativi delle senatrici e dei senatori che ne faranno parte, al fine di procedere al più presto con la prima convocazione e per riprendere i lavori, interrotti nella scorsa legislatura. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 10,41) ( Segue RIZZOTTI). Sono state tante le iniziative che da più parti, in tutto il Paese, si sono susseguite in questi giorni in occasione della Giornata internazionale sulla violenza sulle donne. Ricordo con commozione anche il film «Red Land», che parla delle violenze ripetute, subite da una studentessa italiana, Norma Cossetto, violentata da 17 partigiani di Tito, torturata e infoibata. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . Ma io desidero ringraziare il presidente Alberti Casellati e l'Ufficio di presidenza del Senato per aver fortemente voluto una guida in difesa delle donne, allo scopo di fornire a tutte uno strumento completo per affrontare e difendersi da ogni tipo violenza e per venire a conoscenza e usufruire dei servizi di aiuto presenti sul territorio nazionale. Sempre più donne in Italia decidono di dire basta e mettere fine alle violenze subite denunciando. Da gennaio a giugno di quest'anno il numero gratuito di pubblica utilità (1522), promosso dal Dipartimento per le pari opportunità diversi anni fa e gestito da Telefono Rosa, ha ricevuto solo a Roma 444 chiamate da parte di donne vittime di violenza, riuscendo in sei mesi quasi a raggiungere il numero totale di telefonate del 2017. L'aumento, d'altronde, è evidente anche nel resto d'Italia, dove sono arrivate quasi 5.000 telefonate. C'è quindi di sicuro un significativo aumento delle donne che chiedono aiuto e decidono di mettersi nella condizione di sperare di ricevere assistenza. Questo, però non vuol dire che siano aumentate le violenze: potrebbe voler dire che finalmente sta aumentando la capacità delle donne di reagire. Ed è un segnale molto positivo nella nostra battaglia contro il fenomeno sommerso della violenza, che dimostra una sempre maggiore consapevolezza delle donne che escono allo scoperto e trovano il coraggio di denunciare le violenze subite, che molto spesso avvengono all'interno delle mura domestiche. Sta poi a noi, però, dare una risposta in termini di sicurezza e protezione al loro coraggio.