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Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura, 40,7 miliardi a cui se ne aggiungono 8,5 a valere sul FNC; Missione 2 - Rivoluzione verde e transizione ecologica, 59,3 miliardi a cui se ne aggiungono 9,3 a valere sul FNC; Missione 3 - Infrastrutture per una mobilità sostenibile, 25,1 miliardi a cui se ne aggiungono 6,3 a valere sul FNC; Missione 4 - Istruzione e ricerca, 30,9 miliardi a cui si aggiunge 1 miliardo a valere sul FNC; Missione 5 - Inclusione e coesione, 19,8 miliardi a cui se ne aggiungono 2,6 a valere sul FNC e Missione 6 - Salute, 15,6 miliardi a cui se ne aggiungono 2,9 a valere sul FNC; nel complesso, si potrà disporre di circa 248 miliardi di euro, a cui si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma React -EU, per ulteriori 13 miliardi di euro da utilizzare, come previsto dalla normativa dell'Unione europea, negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi; tenuto conto che, in aggiunta alle ingenti risorse stanziate per il FNC, il provvedimento in esame prevede, fra le altre misure, all'articolo 2, l'incremento della dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2021-2027 per un importo di 15,5 miliardi di euro; all'articolo 3, la revisione della copertura finanziaria del credito di imposta per gli investimenti in beni materiali e all'articolo 4, le autorizzazioni di spesa per la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria (9,4 miliardi di euro) e per il 2° lotto funzionale attraversamento di Vicenza (925 milioni di euro); complessivamente, il nostro Paese avrà a disposizione un consistente pacchetto di risorse che dovranno essere utilizzate al meglio per fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e realizzando riforme da lungo tempo attese; la rapidità nell'utilizzo di tutte le risorse già disponibili e di quelle in via di definizione rappresenta un elemento fondamentale per il rilancio del nostro sistema economico e dell'occupazione; l'improcrastinabile avvio della ripresa economica del nostro Paese non può prescindere, altresì, dalla realizzazione di importanti riforme e dal considerare centrali nell'azione di Governo la coesione sociale, lo sviluppo dell'economia verde, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, il capitale umano, gli investimenti in cultura e turismo, istruzione, mobilità sociale, e non ultimo la pari opportunità di genere e generazionali. Tutti fattori fondamentali, nei prossimi mesi, per rendere la nostra economia più competitiva, incentrata sullo sviluppo sostenibile e fondata su una nuova strategia industriale; il provvedimento in esame si configura, pertanto, come uno dei tasselli fondamentali nella strategia complessiva in atto per il rilancio economico e sociale del Paese a seguito della crisi emergenziale sanitaria da COVID-19; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: si invita la Commissione di merito a sollecitare il Governo affinché valuti: a) in relazione all'articolo 1, comma 3, la necessità di allineare i termini entro i quali i soggetti interessati effettuano gli interventi di ristrutturazione edilizia per il risparmio energetico e antisismici per fruire della detrazione del 110 per cento delle spese ammissibili, alla data del 31 dicembre 2023; b) in relazione all'articolo 3, la necessità di definire indirizzi certi in merito alla cedibilità dei crediti d'imposta maturati a fronte degli investimenti effettuati ai sensi del programma Transizione 4.0, tenuto conto anche dei benefici che possono prodursi da tale circolazione dei crediti in termini di maggiore liquidità a disposizione delle imprese; c) al fine di sostenere lo sviluppo delle imprese che puntano sulla competitività e sulla crescita, la necessità di dare un ulteriore impulso a nuovi investimenti, indispensabili per favorire la ripresa, rifinanziando, con urgenza, la misura della "Nuova Sabatini", tenuto conto che gli effetti di tale strumento rischiano di esaurire la propria efficacia già nel mese di giugno per carenza di adeguate risorse a copertura del fabbisogno, e i contratti di sviluppo.