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se, in funzione degli eventuali riscontri positivi dello studio, non si ritenga di estendere l'ambito di applicazione del superbonus anche alle imprese ricomprese nella misura "Transizione 4.0", in modo da guidarne l'approdo verso un ammodernamento delle infrastrutture nell'ottica del risparmio energetico e nella soddisfazione autonoma del proprio fabbisogno energetico; se, visto il nuovo assetto geopolitico che si sta venendo a formare a seguito dell'aggravarsi della situazione ucraina, con segnali di rottura per quanto riguarda i rapporti commerciali con la Federazione russa, primo partner italiano nell'approvvigionamento di gas, sia stata presa in considerazione, in relazione al percorso verso la transizione ecologica, una strategia di autosufficienza di abitazioni private e imprese tramite una cattura diffusa e capillare di energia solare, che il superbonus agevola e incentiva, al fine di compensare la mancanza derivante dall'interruzione di acquisto del gas russo. Atto n. 3-03145 PORTA Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, in data 6 ottobre 2021, ha inviato ai prefetti e, tramite loro, ai sindaci italiani, una circolare sulle istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis avanzate da discendenti di italiani emigrati in Brasile nella seconda metà del XIX secolo; nella circolare si fa riferimento a un complesso e coordinato lavoro di ricerca tra il Ministero dell'interno, quello degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'Avvocatura dello Stato che avrebbe portato a evidenziare gli effetti innovativi di due sentenze emesse dalla Corte di appello di Roma, nelle quali si dichiara la perdita tacita della cittadinanza italiana da parte di connazionali che risiedevano in Brasile nel periodo della "grande naturalizzazione" brasiliana del 1889-1891, con conseguente interruzione della linea di trasmissione della cittadinanza ai discendenti; da tali presupposti giurisprudenziali la circolare, in parallelo con analoghe indicazioni fornite dal Ministero degli affari esteri ai funzionari di stato civile operanti nella reste consolare all'estero, fa discendere conseguenze operative di notevole portata per gli interessati, dal momento che dispone di accantonare le pratiche di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis , in vista di un imprecisato approfondimento giurisprudenziale e di un'eventuale sentenza della Corte costituzionale, nei casi in cui si vanti la discendenza da un italiano presente in Brasile nel periodo della grande naturalizzazione; considerato che: risulta sorprendente la solerzia con la quale in una fase di ancora iniziale formazione di un orientamento giurisprudenziale e ad appena qualche mese dall'emanazione di due sole sentenze si sia pensato di farne ricadere gli esiti sull'azione amministrativa, che dovrebbe avere come presupposto unicamente il dettato delle leggi vigenti e la prassi interpretativa consolidata per decenni; una solerzia, peraltro, mancata in casi ben più chiari e definiti, come, ad esempio, quello della sentenza n. 4466 del 25 febbraio 2009 con la quale la Corte di cassazione, alla luce anche di precedenti pronunciamenti della Corte costituzionale, ha riconosciuto lo status di cittadino italiano anche ai figli di donne che hanno perduto la cittadinanza a seguito di matrimonio con stranieri, anche se contratto antecedentemente al 1° gennaio 1948; il trasferimento sul piano amministrativo dei contenuti delle recenti sentenze della Corte d'appello di Roma, oltre che intempestivo e di dubbia correttezza nei rapporti tra i poteri dello Stato, rischia di essere anche incauto per la complessità della materia in discussione e per la solidità delle posizioni, emerse sia in dottrina che in altre sentenze, che portano a ritenere che la perdita della cittadinanza italiana a seguito delle disposizioni collegate alla grande naturalizzazione brasiliana poteva dirsi perfezionata solo con l'effettiva e concreta accettazione di una nuova cittadinanza straniera, nonché in presenza di una chiara volontà espressa ai fini della rinuncia alla cittadinanza di origine: condizioni che per la quasi totalità degli italiani residenti in Brasile in quel periodo non si sono verificate; i tempi di definizione delle pratiche di riconoscimento di cittadinanza, nei consolati sudamericani, come è noto, sono di fatto già dilatati al punto da mettere in dubbio la certezza del diritto del cittadino di avere una risposta in tempi certi dalla pubblica amministrazione, sicché un'indicazione di accantonamento potrebbe significare concretamente la vanificazione di una legittima attesa, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ognuno per la parte di competenza, non intendano ritirare le indicazioni di accantonamento delle istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis , avanzate da discendenti di italiani emigrati in Brasile nella seconda metà del XIX secolo, e ripristinare l'ordinario criterio cronologico di trattazione delle pratiche, almeno fin quando il legislatore (e solo lui) non intenda dare una diversa normazione alla materia. Atto n. 3-03146 FERRAZZI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: la missione 5 (inclusione e coesione), componente 2 (infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore), del piano nazionale di ripresa e resilienza, all'investimento 2.2 prevede uno stanziamento di 2,54 miliardi di euro per la realizzazione di "piani urbani integrati", dedicati alle periferie delle città metropolitane e finalizzati a trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili, limitando il consumo di suolo edificabile; l'articolo 21, comma 3, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l'attuazione PNRR e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose, al fine di promuovere la rigenerazione urbana e sostenere i progetti legati alle smart city , ha assegnato alle Città metropolitane, in attuazione della linea progettuale "piani integrati - M5C2 - investimento 2.2" del PNRR, risorse per un ammontare di 2,493 miliardi di euro per il periodo 2022-2026. Secondo quanto previsto nell'allegato 1 al decreto-legge, le risorse sono state ripartite tra le Città metropolitane in base al peso della radice quadrata della popolazione residente in ciascuna area metropolitana moltiplicata per il quadrato della mediana dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM). In base a tali criteri, alla Città metropolitana di Venezia sono state assegnate risorse per un ammontare pari a 139.637.227 euro; l'articolo 2, comma 2, del decreto del Ministero dell'interno 6 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 13 dicembre 2021, individua le tipologie di progetti finanziabili stabilendo che essi devono riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell'accessibilità e delle infrastrutture, permettendo la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili.