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vi è la necessità verificare e monitorare la funzionalità e operatività di tale servizio anche al fine di valutare un'implementazione e un migliore coordinamento; in particolare, è necessario accertare quanti studenti si sono rivolti a questi servizi e se continuano ad usufruirne, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; in che modalità siano stati spesi i fondi per il supporto psicologico nella Regione Veneto; quanti sportelli di supporto psicologico, con collaborazione di psicologi specializzati, siano stati aperti e resi operativi in Veneto e quanti, invece, non siano stati realizzati; se e da chi siano stati raccolti i dati relativi a questi servizi; se sia stato affidato il supporto psicologico a personale specializzato; quanti siano gli studenti che si sono rivolti a detti servizi e come vengano monitorati. Atto n. 4-05204 COLTORTI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: la corruzione amministrativa è un fenomeno che coinvolge le pubbliche amministrazioni, quindi i rapporti tra le persone, in qualità di cittadini, e gli uffici pubblici; peculato, concussione, corruzione, abuso d'ufficio e usurpazione di funzioni pubbliche sono alcuni dei reati commessi più frequentemente nel nostro Paese che causano gravi malfunzionamenti negli apparati amministrativi; questo accade quando il potere pubblico viene sviato dalla sua naturale esplicazione tradendo i valori della cosiddetta etica pubblica, che si individuano in regole dell'agire umano generalmente condivise e spesso riconosciute in norme cogenti; il corretto esercizio del potere pubblico si esplica nel rispetto del principio di legalità ma anche in relazione alla rispondenza a valori etici, morali, sociali e giuridici; i costi economici della corruzione sono considerevoli tanto da determinare una grave perdita di competitività del Paese e pericolose conseguenze sul bilancio dello Stato. La corruzione è così dilagante da minare le fondamenta stesse del nostro sistema democratico; considerato che: da gennaio 2021 gli indagati per corruzione sono 164 (2 e mezzo al giorno), mentre gli accusati di mafia, che spesso intreccia i suoi affari con gli apparati degli enti pubblici, sono ben 503 (quasi 8 al giorno), con un patrimonio di beni confiscati alle mafie pari a 973 milioni di euro in totale dall'inizio dell'anno; l'ultimo report pubblicato da "Libera" sullo stato dell'attuazione della legge sui beni confiscati alle mafie (legge n. 109 del 1996) purtroppo rivela che, su 1.076 Comuni monitorati destinatari di beni immobili sequestrati, ben 670, pari al 62 per cento del totale, non pubblicano l'elenco sul loro sito internet , così come previsto dalla legge; il primato negativo spetta ai Comuni del Sud, isole comprese, con 392 Comuni inadempienti. Segue il Nord Italia con 213 Comuni e il Centro con 65. A livello regionale le più "virtuose" sono la Basilicata con il 67 per cento dei Comuni che pubblicano l'elenco, le Marche con il 60 per cento, Emilia-Romagna e Liguria con il 50 per cento, il Lazio con il 49; tra le regioni meno trasparenti figurano l'Umbria dove solo il 14 per cento dei Comuni pubblicano l'elenco, Trentino-Alto Adige (25), Abruzzo (26), Toscana e Veneto (31), Lombardia e Campania (34); tenuto conto che la pubblicazione di tali elenchi è obbligatoria per legge e consentirebbe ai cittadini di inoltrare richiesta per il riutilizzo a scopo sociale di una tale mole di patrimonio; considerato che, a parere dell'interrogante, l'inadempienza da parte delle amministrazioni locali, responsabili dei beni confiscati e loro assegnati, ha il sapore dell'omissione, quando non della connivenza; considerato infine che la "legge spazzacorrotti" (legge n. 3 del 2019) è il più importante intervento normativo in materia di anticorruzione dai tempi di "Mani pulite" ma a quanto pare è strumento non ancora sufficiente a debellare il fenomeno corruttivo, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto al fine di rafforzare e rendere efficaci i controlli sulla trasparenza dell'operato della pubblica amministrazione; se intenda adottare le opportune iniziative per combattere efficacemente il dilagante fenomeno nel nostro Paese, che comporta negative ripercussioni per lo sviluppo economico e sociale, attuando un'adeguata politica di prevenzione e contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione. Atto n. 4-05205 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI MIRABELLI VALENTE Al Ministro dell'interno Premesso che: nel comune di Castellammare di Stabia (Napoli) vi è una forte presenza della criminalità organizzata: i clan operano non solo nelle tradizionali attività illecite legate al mercato della droga, del racket e dell'usura ma, come emerge dalle ultime inchieste, si evidenzia un interesse della camorra nel sistema degli appalti pubblici e nell'inquinamento della politica, con il tentativo di condizionare l'esito in favore di imprese loro legate; negli ultimi giorni, come riportano gli organi di stampa, a seguito delle indagini dei Carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata coordinate dai magistrati dell'antimafia, è stata messa a segno, il 23 marzo 2021, l'operazione "Domino bis", che ha portato all'arresto di 16 esponenti apicali del clan D'Alessandro giunto alla terza generazione; è emerso, grazie anche al racconto di collaboratori di giustizia, come la cosca avrebbe messo le mani sulla sanità stabiese, entrando all'interno dell'ospedale "San Leonardo" dalla porta principale grazie alla capacità di controllare appalti pubblici attraverso ditte proprie. In particolare, nel periodo di pandemia, si segnalano due settori strategici: il trasporto degli ammalati con il servizio ambulanze e le pulizie; dalle indagini emergerebbero anche le pressioni dei clan nel settore dei lavori pubblici attraverso ditte edili collaterali e interessate al controllo dei subappalti come il restyling di piazza Principe Umberto oppure il caso del cantiere di palazzo Farnese dove il geometra di un'azienda che si era aggiudicata l'appalto in una conversazione con un esponente della cosca si giustifica dicendo: "non sapevo che c'eravate voi, ho partecipato perché pensavo fosse normale. Se volete rinuncio". A testimonianza della pervasività, della prevaricazione e della forza intimidatrice dei clan c'è da segnalare una serie di attentati incendiari, ultimo dei quali, avvenuto lo scorso 20 marzo 2021, contro un'azienda che commercializza prodotti dell'edilizia nella frazione Bomerano, piccolo centro dei monti Lattari, dove è stato dato alle fiamme un camion ; altro capitolo, come riportano molti organi d'informazione, riguarda l'interesse dei clan alla politica. Per quanto risulta agli interroganti, nel corso della campagna elettorale del 2018, che ha portato all'elezione del sindaco Gaetano Cimmino, sono state denunciate minacce da parte di un candidato, che, approdato al ballottaggio, sarebbe stato avvicinato da un personaggio che proponeva la disponibilità di un pacchetto di voti;