[pronunce]

Ciò nonostante, la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Liguria, aveva esercitato il controllo sui rendiconti dell'anno 2012, sindacando il merito delle spese e dichirandone l'irregolarità. Di lì a poco, prosegue la ricorrente, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 130 del 2014, avrebbe affermato l'insussistenza, in capo alla Corte dei conti, del potere di controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari in relazione all'esercizio finanziario 2012. 1.2.- La Regione Liguria si duole, in primo luogo, che la Corte dei conti, in violazione della sua autonomia legislativa, statutaria, organizzativa e contabile, abbia esercitato per l'anno 2012 un potere non attribuito dalla legge, perché il controllo delineato dall'art. 1 del d.l. n. 174 del 2012 non potrebbe che operare a partire dal 2013, essendo esercitabile solo secondo i criteri previsti nelle linee guida deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e recepite con d.P.C.m. Il controllo, poi, si sarebbe svolto sulla base di criteri individuati dalla stessa Corte dei conti ex post rispetto ai fatti di gestione e senza il contributo partecipativo delle autonomie, disapplicando le leggi regionali vigenti e surrogandosi alle competenze proprie dei consigli regionali. La ricorrente, infine, censura l'illegittima modalità di esercizio del controllo, tradottosi, a mezzo del criterio dell'inerenza, «in un sindacato pieno sulla ammissibilità delle spese». 2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri e la Corte dei conti non si sono costituiti in giudizio.1.- La Regione Liguria ha promosso conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione alle deliberazioni assunte dalla Corte dei conti, sezione delle autonomie, 5 aprile 2013, n. 12, e 5 luglio 2013, n. 15, nonché a quella della sezione regionale di controllo per la Liguria, 8 aprile 2014, n. 21, con cui, in forza dell'art. 1, commi 9, 10, 11 e 12, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 dicembre 2012, n. 213, è stato esercitato il controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari regionali relativi all'esercizio finanziario 2012. La ricorrente si duole che la Corte dei conti, in violazione della sua autonomia legislativa, statutaria, organizzativa e contabile, abbia svolto per l'esercizio in questione un potere non attribuito dalla legge, perché il controllo delineato dal d.l. n. 174 del 2012 non potrebbe che operare a partire dall'anno 2013, a seguito dell'entrata in vigore dei criteri individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e recepiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2012. Lamenta, poi, che la Corte dei conti abbia operato il controllo sulla base di criteri da essa stessa individuati ex post rispetto ai fatti di gestione e senza il contributo partecipativo delle autonomie, disapplicando le leggi regionali vigenti e surrogandosi alle competenze proprie dei consigli regionali. Le deliberazioni impugnate, infine, sarebbero illegittime anche a causa delle concrete modalità del controllo esercitato, tradottosi, a mezzo del criterio dell'inerenza, in un inammissibile sindacato di merito delle spese sostenute dai gruppi consiliari. 2.- Il ricorso è in parte inammissibile e in parte fondato. Questa Corte, con la sentenza n. 130 del 2014, decidendo su analoghi ricorsi per conflitto di attribuzione sollevati dalle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, ha annullato le deliberazioni della Corte dei conti, sezione delle autonomie, oggetto dell'odierno giudizio, unitamente a quelle delle rispettive sezioni regionali di controllo, statuendo «che non spettava allo Stato e, per esso, alla Corte dei conti, sezione delle autonomie e sezioni regionali di controllo [...] adottare le deliberazioni impugnate con cui si è, rispettivamente, indirizzato ed esercitato il controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari in relazione all'esercizio 2012». Ne consegue che rispetto alle deliberazioni della sezione delle autonomie, già annullate al momento della proposizione del ricorso, la Regione Liguria difetta di interesse ad agire, con conseguente inammissibilità in parte qua del conflitto. Esso, invece, è fondato con riferimento alla deliberazione della sezione regionale di controllo per la Liguria. Questa Corte, con la citata sentenza n. 130 del 2014, nell'accogliere la censura di violazione dell'autonomia organizzativa e contabile delle Regioni ricorrenti e dei rispettivi Consigli regionali, censura riproposta in termini identici dalla Regione Liguria, ha affermato che, «ai sensi dell'art. 1, comma 9, del d.l. n. 174 del 2012, il rendiconto in esame è "strutturato secondo linee guida deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e recepite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri [...]". Il comma 11, poi, attribuisce alla sezione regionale di controllo un giudizio di conformità dei rendiconti medesimi alle prescrizioni dettate dall'art. 1, e quindi ai già detti criteri contenuti nelle linee guida. Il dettato normativo configura dunque il potere di controllo in esame come condizionato alla previa individuazione dei criteri per il suo esercizio e ciò sull'evidente presupposto della loro indispensabilità». Poiché il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che ha recepito le linee guida deliberate dalla Conferenza permanente, è stato adottato il 21 dicembre 2012 ed è entrato in vigore solo il 17 febbraio dell'anno seguente, questa Corte ha dunque escluso la spettanza alla Corte dei conti del potere di controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari per l'esercizio 2012. 3.- Deve pertanto concludersi nel senso che non spettava allo Stato e, per esso, alla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Liguria, adottare la deliberazione impugnata con cui si è esercitato il controllo sui rendiconti dei gruppi consiliari in relazione all'anno 2012. La deliberazione in questione, per l'effetto, va annullata. 4.- Restano assorbite le ulteriori censure sollevate dalla ricorrente.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE 1) dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione sollevato, con riferimento alle deliberazioni della Corte dei conti, sezione delle autonomie, 5 aprile 2013, n. 12, e 5 luglio 2013, n. 15, dalla Regione Liguria nei confronti dello Stato, con il ricorso indicato in epigrafe;