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2 Su proposta del presidente della regione Abruzzo, in qualità di commissario delegato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinati criteri generali idonei ad assicurare, a fini di equità, la parità di trattamento dei soggetti danneggiati. La proposta è basata su criteri oggettivi aventi a riferimento la quantità e la rilevanza dei danni subiti e accertati dalla regione Abruzzo. 4 (Misure per agevolare il ripristino delle condizioni di agibilità e sicurezza delle abitazioni e per sostenere la delocalizzazione delle abitazioni non recuperabili) 1 I contratti stipulati dai privati beneficiari dei contributi di cui all’articolo 2, comma 4, per l'esecuzione di lavori connessi agli interventi di cui alla presente legge non sono ricompresi tra quelli previsti dall'articolo 32, comma 1, lettere d) ed e) , del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 2 Il saldo dei contributi di cui al presente articolo è vincolato alla documentazione che attesta che gli interventi sono stati realizzati ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186. 3 In deroga agli articoli 1120, 1121 e 1136, quinto comma, del codice civile, gli interventi di recupero relativi ad un unico immobile composto da più unità immobiliari sono disposti dalla maggioranza dei condomini che comunque rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio. In deroga all'articolo 1136, quarto comma, del codice civile, gli interventi ivi previsti sono approvati con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell'edificio. 4 Al fine di favorire il rapido rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro nei comuni interessati dagli eventi calamitosi di cui alla presente legge, nelle more che sia completata la verifica dell'agibilità degli edifici ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 maggio 2011, pubblicato nel supplemento ordinario n. 123 alla Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011, i soggetti interessati possono, previa perizia da parte di un professionista abilitato, procedere al ripristino. 5 In deroga agli articoli 6, 10, 93 e 94 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, all'articolo 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e alle corrispondenti disposizioni della regione Abruzzo, i soggetti interessati comunicano ai comuni della regione Abruzzo l'avvio dei lavori edilizi di ripristino, fatta eccezione per la modifica della sagoma e per la riduzione della volumetria dei fabbricati rurali. Tale comunicazione contiene l'indicazione del tecnico abilitato responsabile della progettazione e della direzione lavori e della impresa esecutrice. Il tecnico abilitato attesta, sotto la propria responsabilità, il rispetto delle vigenti disposizioni di settore con particolare riferimento a quelle in materia edilizia, di sicurezza e sismica. I soggetti interessati entro il termine di sessanta giorni dall'inizio dei lavori presentano la documentazione, eventualmente non allegata alla comunicazione di avvio del ripristino, per la richiesta dell'autorizzazione paesaggistica e del titolo abilitativo edilizio nonché per la presentazione dell'istanza di autorizzazione sismica ovvero per il deposito del progetto esecutivo riguardante le strutture. 6 Le disposizioni di cui al comma 5 non si applicano alle opere edilizie abusive delle quali sia stata ordinata la demolizione. 7 Le amministrazioni competenti adottano i provvedimenti di occupazione d'urgenza e di espropriazione occorrenti per la delocalizzazione totale o parziale dei fabbricati. Qualora per l'esecuzione delle opere e degli interventi di delocalizzazione sia richiesta la valutazione di impatto ambientale ovvero l'autorizzazione integrata ambientale, queste sono acquisite ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nei termini ivi previsti ridotti alla metà. Ai fini della presente legge, detti termini hanno carattere perentorio. 5 (Disposizioni in materia di controlli antimafia) 1 Ai fini dell'esecuzione dei lavori di cui alla presente legge sono considerate maggiormente esposte al rischio di infiltrazione mafiosa le seguenti attività: a trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; b trasporto e smaltimento di rifiuti per conto di terzi; c estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; d confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; e noli a freddo di macchinari; f fornitura di ferro lavorato; g autotrasporti per conto di terzi; h guardiania dei cantieri; i ulteriori settori individuati, per la regione Abruzzo, con ordinanza del presidente in qualità di commissario delegato, conseguentemente alle attività di monitoraggio ed analisi delle attività di ricostruzione. 2 Presso le prefetture-uffici territoriali del Governo dei territori interessati dagli interventi di ripristino e di delocalizzazione sono istituiti elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori, operanti nei settori di cui al comma 1, non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, cui si rivolgono gli esecutori degli interventi medesimi. 3 Per l'affidamento e l'esecuzione, anche nell'ambito di subcontratti, di attività indicate nel comma 1, è necessario comprovare almeno l'avvenuta presentazione della domanda di iscrizione negli elenchi di cui al comma 2 presso almeno una delle prefetture-uffici territoriali del Governo dei territori interessati. 4 Le prefetture-uffici territoriali del Governo effettuano, al momento dell'iscrizione negli elenchi di cui al comma 2 e successivamente con cadenza periodica, verifiche dirette ad accertare l'insussistenza delle condizioni ostative di cui all'articolo 84, comma 4, del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 5 Le prefetture-uffici territoriali del Governo effettuano i controlli antimafia sui contratti pubblici e sui successivi subappalti e subcontratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, nonché sugli interventi di ricostruzione affidati da soggetti privati e finanziati con le erogazioni e le concessioni di provvidenze pubbliche, secondo le modalità stabilite dalle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto dal codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 6 Per l'efficacia dei controlli antimafia è prevista la tracciabilità dei flussi finanziari relativi alle erogazioni e alle concessioni di provvidenze pubbliche, di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 136, a favore di soggetti privati per l'esecuzione degli interventi di ricostruzione e ripristino.