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se il Ministro possa fornire ogni altro elemento di conoscenza utile per la valutazione del contesto segnalato, finalizzata alle eventuali decisioni da assumere. Atto n. 3-01372 GARAVINI CUCCA Ai Ministri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei Premesso che: Eurojust è un organismo fondamentale nella costruzione di una Europa attenta ai diritti di tutti gli Stati ed in grado di colpire tutte le forme di criminalità transnazionale, che mettono in pericolo la civile convivenza ed i valori su cui sono fondate le comunità nazionali; l'Italia, specie negli ultimi anni, ha contribuito con professionalità di alto livello a questo organismo, esprimendo anche l'attuale a vice Presidenza. L'ufficio italiano di Eurojust si segnala come eccellenza all'interno dell'Agenzia ed attualmente contribuisce, da solo, per oltre un quinto dell'operatività complessiva dell'organismo; nel 2019 Eurojust ha trattato oltre 8.000 procedure per supportare le autorità giudiziarie di tutti i Paesi membri nelle indagini e nei procedimenti penali contro forme gravi di criminalità organizzata e per reati di terrorismo, con un aumento del 17 per cento rispetto ai casi trattati nel 2018; nella proposta di bilancio presentata dalla Commissione europea per gli anni a venire, è ipotizzato un drastico taglio delle risorse per l'Agenzia, che verrebbero portate da 45 milioni di euro, di cui al bilancio per 2020, a 33 milioni di euro per il 2022; tale riduzione determinerebbe un pesante vulnus all'efficienza dell'Agenzia, che si vedrebbe costretta persino a declinare le richieste di supporto avanzate dalle autorità nazionali, determinando un vantaggio per le forme più gravi di criminalità; il varo della nuova Procura europea non deve avvenire riducendo l'efficacia degli strumenti esistenti, ma potenziandoli, si chiede di sapere quali strumenti i Ministri in indirizzo intendano mettere in campo, anche in sede di Consiglio europeo, per ottenere una modifica delle previsioni del prossimo ciclo finanziario dell'Unione, affinché l'Agenzia continui a ricevere il supporto finanziario dell'UE, essenziale per garantire l'assolvimento delle sue delicate funzioni nella lotta al crimine transnazionale, alle mafie di ogni specie ed al terrorismo internazionale. Atto n. 3-01373 IANNONE Al Ministro per la pubblica amministrazione Atto n. 3-01374 MANTOVANI CASTALDI RICCARDI LANNUTTI RICCIARDI FEDE MONTEVECCHI GALLICCHIO VANIN NATURALE CORRADO ANGRISANI DONNO CASTELLONE MOLLAME PRESUTTO Al Ministro per la pubblica amministrazione Atto n. 3-01375 BERUTTI Al Ministro dell'interno Premesso che: da recenti notizie riportate dagli organi di informazione, si è appreso che nell'ambito della definizione di un piano nazionale di riorganizzazione della specialità della Polizia stradale è prevista la chiusura sul territorio nazionale di sei presidi di Polizia stradale; dei presidi che sarebbero destinati alla chiusura, tre sono in Piemonte e in particolare nei comuni di Borgomanero (Novara), Ceva (Cuneo) e Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola); tale previsione lascerebbe completamente priva dell'adeguato controllo una porzione significativa di territorio su tre province nelle quali sono note le esigenze di servizio da parte della Polizia stradale per la presenza di numerose infrastrutture viabili, siti produttivi e un flusso di traffico notevole; in un orizzonte programmatorio, risultata del tutto incomprensibile come la metà dei tagli previsti a livello nazionale possa essere effettuato su un'unica regione, che necessita peraltro di puntuali interventi per il rafforzamento delle infrastrutture presidiate anche dalla Polizia stradale, si chiede di sapere: se risultino al Ministro in indirizzo le chiusure dei presidi descritte; con quali provvedimenti esse siano state previste, quale sia stato l' iter che ha condotto a tali decisioni e in base a quali dati esse trovino giustificazione; nonché quale sia attualmente lo stato dell'organico della Polizia stradale e la dislocazione dei presidi a livello nazionale con particolare riferimento ai fabbisogni previsti. Atto n. 3-01376 CENTINAIO RIPAMONTI PIANASSO MARTI PISANI Pietro Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: l'emergenza legata alla diffusione dell'influenza da "coronavirus" potrebbe avere un impatto molto serio sul sistema turistico italiano, già a partire dalle conseguenze attese per la sospensione dei collegamenti aerei con la Repubblica popolare cinese fino al prossimo 28 aprile; nel 2020, anno peraltro della cultura e del turismo tra Italia e Cina, in cui i flussi turistici sarebbero stati certamente superiori al passato, si presume che le perdite dirette per il settore saranno di oltre un miliardo di euro, con una perdita di oltre 6 milioni di presenze; la stima della Banca d'Italia, riferita ai dati del 2018, evidenzia che la spesa del turista cinese è di circa 151 euro al giorno e, nello stesso anno, secondo l'Istat sono state 414.000 le presenze di turisti cinesi negli esercizi ricettivi italiani; quanto detto fa ritenere che l'Italia, in questi primi tre mesi, perderà più di 204 milioni di euro, su un giro di affari che si attesta intorno agli 800 milioni di euro; le regioni più colpite risulterebbero il Veneto, la Lombardia, la Toscana e il Lazio, che, insieme, realizzano oltre l'80 per cento dei pernottamenti dei turisti cinesi; l'impatto atteso sarebbe molto più alto se rapportato ai flussi di turisti interni provenienti da altri Paesi; in questo caso si stima che la contrazione della spesa turistica salirebbe a circa 4,5 miliardi di euro, per effetto della rinuncia a viaggiare per ridurre le probabilità di un eventuale contagio. Le proiezioni interessano principalmente i Paesi che hanno fatto registrare casi confermati di coronavirus: Germania, Stati Uniti, Giappone, in primo luogo, ma anche Francia e Regno Unito, per una perdita di circa 13 milioni di presenze; a preoccupare gli operatori del settore sono anche le prospettive future. Il turismo cinese nel nostro Paese è in costante crescita. Un'indagine condotta da Cna Turismo nel 2018 prevedeva un incremento del 33 per cento in tre anni dei turisti provenienti dalla Cina; è evidente come l'attuale situazione di emergenza possa mettere in crisi l'intero settore turistico italiano e il suo indotto, ad iniziare dal commercio, con gravi ripercussioni sull'economia del Paese; il settore turistico italiano è già duramente provato dagli accadimenti degli ultimi tempi: