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L'articolo 10, al fine di assicurare la confrontabilità e la trasparenza delle offerte, elenca i requisiti cui si deve conformare il portale informatico per la raccolta e la pubblicazione delle offerte vigenti sul mercato di vendita al dettaglio di energia elettrica e gas, mentre l'articolo 11 introduce norme specifiche per la protezione dei clienti finali vulnerabili. L'articolo 12 reca i princìpi in materia di contratti di aggregazione e di gestione della domanda attraverso l'aggregazione. L'articolo 13 prevede un graduale superamento del meccanismo del prezzo unico nazionale nel mercato all'ingrosso dell'energia. L'articolo 14 stabilisce il diritto dei clienti finali di partecipare al mercato dell'energia elettrica come clienti attivi, in forma singola o aggregata, mediante la costituzione di comunità energetiche. Definisce quindi i diritti dei clienti attivi proprietari di impianti di stoccaggio e disciplina il funzionamento delle comunità energetiche. Tra gli ambiti di possibile operatività delle comunità energetiche è indicato, in particolare, quello relativo alla prestazione di servizi di ricarica dei veicoli elettrici. L'articolo 15 disciplina l'accesso ai sistemi di trasmissione e di distribuzione dell'energia elettrica sulla base di tariffe pubbliche, mentre l'articolo 16 detta disposizioni per semplificare e razionalizzare le configurazioni di autoconsumo. L'articolo 17 introduce una nuova disciplina dei sistemi di distribuzione chiusi (SDC), cioè dei sistemi per la distribuzione dell'energia elettrica a unità di consumo industriali, commerciali e di servizi condivisi, collocate in un'area geograficamente limitata. Vengono individuate le condizioni per la realizzazione di nuovi SDC e, tra le attività consentite al gestore di un SDC, è inclusa quella di sviluppare liberamente e gestire punti di ricarica di veicoli elettrici, garantendo ad essi un accesso aperto e non discriminatorio. L'articolo 18 introduce disposizioni per promuovere investimenti volti a sviluppare la capacità di stoccaggio, mentre l'articolo 19 incide sulla disciplina vigente relativa ai sistemi di stoccaggio che fanno parte dei sistemi di distribuzione e del sistema di trasmissione nazionale. L'articolo 20 aggiorna le norme in materia di obblighi di servizio pubblico per le imprese elettriche di produzione. L'articolo 21 disciplina la predisposizione del Piano di preparazione ai rischi per la sicurezza del sistema elettrico da parte del Ministero della transizione ecologica. L'articolo 22 aggiorna l'elenco delle funzioni e delle responsabilità del Gestore della rete di trasmissione nazionale. L'articolo 23 integra le disposizioni sui gestori delle reti di distribuzione, prevedendo tra l'altro che, tra gli investimenti programmati indicati nel piano di sviluppo della rete di competenza, debbano essere indicati anche gli investimenti relativi alle infrastrutture necessarie per collegare nuova capacità di generazione e nuovi carichi, inclusi i punti di ricarica per i veicoli elettrici. Sempre con riferimento alla diffusione dei punti di ricarica della mobilità elettrica, viene integrata la normativa vigente, affidando all'ARERA il compito di definire le regole tecniche necessarie per agevolare la connessione dei punti di ricarica, sia ad accesso pubblico che privato, alla rete di distribuzione dell'energia elettrica. Viene precisato che, in via generale, i gestori dei sistemi di distribuzione di energia elettrica non possono possedere, sviluppare, gestire o esercire punti di ricarica e sono disciplinate circostanze che consentono di derogare a tale divieto, dietro approvazione da parte dell'ARERA. Gli articoli 24, 25 e 26 sono finalizzati all'aggiornamento delle disposizioni che disciplinano l'ARERA, con riferimento alle sue funzioni, ai poteri sanzionatori e alle competenze sul rilascio dell'esenzione dal diritto di accesso dei terzi in relazione allo sviluppo di nuove interconnessioni elettriche con gli Stati membri dell'Unione europea. L'articolo 27 contiene infine la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE REFERENTE Ddl 2330 - delega al Governo in meteria di contratti pubblici DDL 2330 Delega al Governo in materia di contratti pubblici (Esame e rinvio) Il relatore CIOFFI ( M5S ), anche a nome della relatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ), illustra il disegno di legge in titolo, presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, che delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina dei contratti pubblici. Il comma 2 dell'articolo unico del disegno di legge elenca i princìpi e i criteri direttivi nel cui rispetto dovranno essere adottati i decreti legislativi. In particolare, la nuova normativa dovrà perseguire obbiettivi di stretta aderenza alle direttive europee, mediante l'introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione corrispondenti a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse. Dovrà inoltre essere assicurata la riduzione e la razionalizzazione delle norme in materia di contratti pubblici, con ridefinizione del regime della disciplina secondaria, ove necessario. La disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti dovrà essere ridefinita e rafforzata, al fine di conseguire la loro riduzione numerica. Dovranno essere semplificate: la disciplina dei contratti sotto soglia e quella dei contratti esclusi; le procedure per la realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali, nonché in innovazione e ricerca; la normativa primaria in materia di programmazione, localizzazione delle opere pubbliche e dibattito pubblico; le procedure relative alla fase di approvazione dei progetti in materia di opere pubbliche, anche attraverso la ridefinizione e l'eventuale riduzione dei livelli di progettazione, lo snellimento delle procedure di verifica e validazione dei progetti e la razionalizzazione dell'attività e della composizione dei Consiglio superiore dei lavori pubblici, nonché il sistema di qualificazione generale degli operatori. Saranno introdotte misure volte a garantire il rispetto dei criteri di responsabilità energetica e ambientale nell'affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, in particolare attraverso la definizione di criteri ambientali minimi. Dovrà essere prevista la facoltà ovvero l'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire, nei bandi di gara, avvisi e inviti, specifiche clausole sociali. L'Albo nazionale dei componenti delle commissioni giudicatrici dovrà essere superato, con corrispondente rafforzamento della specializzazione professionale dei commissari all'interno di ciascuna amministrazione. Nell'esercizio della delega, il Governo dovrà poi individuare le ipotesi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere all'appalto integrato, nonché ad automatismi nella valutazione delle offerte e dovrà tipizzare i casi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere, ai fini dell'aggiudicazione, al solo criterio del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d'offerta, tenendo conto anche della specificità dei contratti nel settore dei beni culturali.