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E, ancora, chi ha deciso che ai reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio debbano essere estese le misure che riguardano la confisca dei patrimoni? Tutto questo è stato fatto. Prima di dire che questa è la prima, la più importante e la migliore legge anticorruzione fatta in questo Paese, ricordiamoci queste cose, perché con questo provvedimento, anziché garantire la lotta alla corruzione e la giusta pena per i corrotti, con norme spesso palesemente incostituzionali (e il Ministro lo sa, perché altrimenti non farebbe il suo mestiere), si vuole avere l'occasione per fare ancora una volta propaganda e magari convocare manifestazioni nel momento in cui verrà approvata questa legge. Che senso ha? Che senso ha dire che per un corrotto, anche se è estinta la pena ed è stato riabilitato, restano vive le pene accessorie? Che senso ha spiegare che i corrotti, una volta condannati, devono essere esclusi dalla possibilità delle pene alternative? Che senso hanno gli agenti provocatori, perché di questo stiamo parlando? O l'uso indiscriminato dei trojan ? Lo Stato non è più forte se baratta libertà in nome della sicurezza, come abbiamo detto nelle scorse settimane, né è più forte se riduce libertà, garanzie e diritti per dare l'idea di contrastare un reato, certo odioso, come la corruzione. Uno Stato così non è più forte, semmai è più autoritario e meno liberale. Che idea sta sotto la scelta di bloccare le attività di un'azienda con la pubblica amministrazione, appena si prefigura - solo si prefigura - una notizia di reato? È un'idea, la vostra, che risponde alla rabbia legittima di tante persone di fronte alla corruzione, ma la cavalca e non la risolve. Ricordatevi che aumentare la cultura del sospetto è il contrario di ciò che deve fare uno Stato di diritto. Che senso ha intervenire così sulla prescrizione? Si è appena fatta una riforma. Perché, se non per strumentalità politica, non aspettiamo di vedere gli esiti di quella riforma? Tanto più che poi dite che cambiate la prescrizione, però la fate entrare in vigore soltanto nel 2020, perché entro tale anno si pensa che faremo una riforma della giustizia che risolverà in pieno tutti i problemi che rendono oggi la giustizia troppo lenta. Ma allora perché non aspettare? Perché non vedere che esiti daranno le riforme che sono state fatte? È un imbroglio questa legge, in cui il punto non è difendere la legalità, ma il messaggio che volete dare agli italiani: voi odiate i corrotti e noi, in nome di questo giusto sentimento, ci sentiamo legittimati a stravolgere lo Stato di diritto, a incidere sui sistemi delle garanzie per i cittadini, a mostrare il volto di uno Stato che non persegue solo i colpevoli, ma che sospetta di tutti. Mi rivolgo a tutto il Governo: basta sacrificare i principi di uno Stato democratico e liberale, basta! Non potete farlo per soddisfare le vostre esigenze di partito, per soddisfare la vostra propaganda. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo classico «Giosuè Carducci» di Cassino, in provincia di Frosinone, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 955 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Ministro, quindi, secondo il suo emendamento, il suo abnorme emendamento, che non distingue tra sentenza assolutoria e sentenza di condanna, io e migliaia di italiani come me, usciti dopo interminabili e infernali anni dalla gabbia giudiziaria in modo assolutamente innocente (e sottolineo, in modo assolutamente innocente), saremmo ancora prigionieri (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Casolati) di una pendenza teoricamente infinita. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma non solo. Saremmo oggetto di un tempo biblico in attesa di giudizio e, come è capitato a me e a molti altri, saremmo, nell'attesa, oggetto di una ferocia mediatica, di un livore moralistico spregiudicato; saremmo oggetto di un «Vaffa day » penoso quanto umiliante, che la sua parte politica conosce bene, per averlo praticato con una intensità bugiarda e vanitosa, ma doloroso, ingenerosamente doloroso per chi lo subiva. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Colleghi della maggioranza, questa giustizia è forse la vostra giustizia, ma non quella che racconta la nostra Costituzione. Il drammatico e aberrante emendamento che avete presentato è solo una irresponsabile proposta di riforma, inutile quanto dannosa, inefficace quanto improduttiva ai fini del superamento della lentezza processuale. Non voglio essere irriverente, signor Ministro, ma le hanno mai parlato di ragionevole durata del processo? Le hanno mai detto che esistono diritti di imputati che lei considera eternamente colpevoli e non presuntivamente innocenti? Siamo passati con lei dal populismo giudiziario all'intimidazione giudiziaria. Ci sarà una ragione per la quale - se l'è chiesto? - magistrati e penalisti sono concordi nel ritenere come la sua riforma sia fuori luogo, fuori misura, fuori tempo. Insomma, sia fuori. Lei si vanta di spezzare le reni ai corrotti. Signor Ministro, in realtà lei fa soltanto una strage giudiziaria degli innocenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sarà banale quanto dico, ma lei non è in "bona fede"; lei è in una malafede ideologica e senza alcuna etica giudiziaria, tenendo in ostaggio in modo cinico l'imputato per tutta la vita e sottolineo per tutta la vita. Sto guardando in questo momento tra i banchi del Governo per vedere se c'è il ministro Bongiorno, ma non c'è e la cosa mi dispiace. Anche se non c'è, a lei vorrei chiedere: ma avete disinnescato la bomba atomica messa nel processo? Fu questo il linguaggio da lei usato per dimostrare la sua contrarietà nei confronti dell'emendamento Bonafede. Signor ministro Bongiorno, ha fatto marcia indietro? Cosa è cambiato? Ce lo spieghi. Il contratto di Governo supera anche il diritto, anche quello universale? Vuol dire che la Lega voterà a favore? Certo che lo farà, rendendosi corresponsabile di un delitto contro la Costituzione. Certo, avete messo la fiducia e questo racconta tutto. Avrei sperato che ciò non fosse successo e spero ancora - è un lumicino di speranza, visto come si sono messe le cose - che quanti in questa Aula credono ancora in ciò in cui hanno sempre creduto, ai valori primari della Costituzione, si ribellino e votino secondo coscienza dicendo no a una riforma che dà i brividi. Ma la vedo una cosa impossibile a questo punto. Il provvedimento del Governo è contro ogni logica perché la lentezza dei processi - e sottolineo la lentezza dei processi - è la vera emergenza della nostra giustizia e non di certo la prescrizione, che sarebbe dovuta restare un istituto di garanzia e a essa non si sarebbe dovuto rinunciare. Così facendo, avremo sotto ricatto processuale permanente un cittadino a tempo indeterminato.