[ddlpres]

Nello specifico, è prevista che una quota del Fondo sociale per occupazione e formazione (articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2) pari a 250 milioni sia destinata alle imprese che intenderanno avvalersi di consulenti organizzativi – dei veri e propri « manager della condivisione » sul modello degli export manager di Industria 4.0 – per la definizione di misure di innovazione organizzativa e flessibilità oraria che consentano di recuperare produttività aziendale, nell'ottica di migliorare la qualità del lavoro e di conseguenza l'equilibrio tra gli impegni professionali e la vita familiare e personale di lavoratori e lavoratrici. Le aziende potranno accedere a questi fondi e servizi attraverso un bando gestito dall'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL). Sarà compito di ANPAL Servizi S.p. A. curare l'elenco dei consulenti, compiere un'attività di formazione nei confronti di questi ultimi e di monitorare altresì il programma di assistenza tecnica. Perché siano garantiti anche servizi integrati di sostegno alla genitorialità, sia diretti sia indiretti (da spazi aperti alle famiglie in collaborazione con il terzo settore al ripensamento degli orari dei servizi comunali), l'articolo 10 completa il quadro delle misure del provvedimento, facendo riferimento alla « terza risorsa » della condivisione delle responsabilità familiari e lavorative, ovvero il sistema di servizi di cura alla famiglia sul territorio. A questo proposito, il presente disegno di legge si sofferma sull'esigenza di sviluppare, accanto ai servizi ordinari già previsti nell'ambito del PNRR, anche servizi integrati per il sostegno alla genitorialità, a carattere flessibile e adeguatamente organizzati per rispondere alle diversificate esigenze di equilibrio vita-lavoro di donne e uomini con carichi di cura (come ad esempio il trasporto, il supporto educativo, l'integrazione territoriale di prestazioni offerte da diversi servizi, servizi straordinari per far fronte a emergenze di assistenza all'infanzia, tele-assistenza pediatrica, supporto domiciliare ai neo-genitori, informazioni e consulenza, condivisione di strumenti e luoghi per la cura familiare, servizi condominiali, e così via). I servizi dovranno rispondere, da un lato, alle esigenze produttive specifiche del territorio e, dall'altro, garantire una maggiore condivisione delle responsabilità di cura nel rispetto delle esigenze specifiche delle famiglie, delle lavoratrici e dei lavoratori che quel territorio abitano. È per questa ragione che viene autorizzata la spesa di 250 milioni di euro a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione affinché sia indetto apposito bando rivolto ai comuni per finanziare servizi integrati di sostegno alla genitorialità. L'articolo 11 prevede un sistema di monitoraggio e valutazione di natura innovativa, che prevede non solo un rapporto annuale sugli effetti delle misure che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali deve inviare al Parlamento, ma anche l'obbligo di una banca dati pubblica con tutti i dati individuali necessari per valutare gli effetti delle misure con tecniche econometriche alla frontiera della ricerca scientifica. La banca dati, infatti, dovrà essere messa a disposizione di tutto il mondo della ricerca, per replicare le valutazioni statistiche o disegnarne di nuove in maniera aperta e competitiva. L'articolo 12 prevede la copertura finanziaria. In particolare, si prevede di finanziare una riforma di sistema, come le politiche di condivisione introdotte dal presente disegno di legge, con una riduzione lineare del 10 per cento delle voci di spesa di cui all'articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, il cosiddetto Fondo complementare al PNRR, per meglio utilizzare risorse che rischiano di disperdersi in mille rivoli ai fini di finanziare riforme decisive per gli obiettivi del PNRR stesso.. 1 (Finalità) 1 Al fine di rispondere alla complessità e alla variabilità della gestione dei tempi di vita e di lavoro, la presente legge persegue l'obiettivo di sostenere le lavoratrici e i lavoratori nel dedicare un tempo adeguato al lavoro e alla cura dei figli in maniera egualitaria all'interno delle famiglie e di sostenere le imprese nei cambiamenti dell'organizzazione del lavoro resi necessari dalla realizzazione del suddetto obiettivo. 2 (Congedo obbligatorio di maternità e indennità di maternità) 1 Al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 22, comma 1, le parole: « 80 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « 100 per cento »; b all'articolo 61, comma 2, le parole: « 80 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « 100 per cento »; c all'articolo 64, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: « 2-bis . Le lavoratrici autonome di cui al comma 1 hanno diritto a una indennità pari al 100 per cento del mancato fatturato determinato dalle esigenze di dedicarsi alla cura del proprio figlio per tutto il periodo di congedo di maternità. Resta invariata la non obbligatorietà dell'astensione dal lavoro »; d all'articolo 65, comma 2, le parole: « 80 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « 100 per cento »; e all'articolo 68, commi 1, 2 e 2- bis , le parole: « 80 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « 100 per cento »; f all'articolo 70, commi 2 e 3, le parole: « 80 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « 100 per cento »; g all'articolo 73, comma 1, le parole: « 80 per cento » sono sostituite dalle seguenti: « 100 per cento »; h all'articolo 75, comma 1, alinea, le parole: « lire 3 milioni » sono sostituite dalle seguenti: « euro 2.500 ». 3 (Congedo obbligatorio di paternità e indennità di paternità) 1 Al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) per “congedo di paternità” si intende l'astensione obbligatoria dal lavoro del lavoratore »; b l'articolo 28 è sostituito dal seguente: « Art. 28. – (Congedo obbligatorio di paternità) – 1. Il padre lavoratore ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di tempo pari a cinque mesi dalla data del parto fino a tre anni di età del figlio. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche qualora la madre sia lavoratrice autonoma avente diritto all'indennità di cui all'articolo 66. 3. Il padre lavoratore presenta al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni ivi previste.