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Disegno di legge n. 2419 e connesso - Equo compenso delle prestazioni professionali (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. 2574 e connesso - Benefici penitenziari e ergastolo ostativo (approvato dalla Camera dei deputati) (ove concluso dalla Commissione) - Mozioni su iniziative contro il "caro energia" - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 21, ore 15) Giovedì 21 " h. 9,30 Gli emendamenti al disegno di legge n. 2633 (Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) dovranno essere presentati entro le ore 18 di venerdì 15 luglio. Il termine per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 2574 e connesso sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2668 (Decreto-legge n. 50, Aiuti, energia e investimenti) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 20' Governo 20' Votazioni 20' Gruppi 4 ore, di cui M5S 35' L-SP-PSd'Az 35' FIBP-UDC 31' PD 27' Misto 27'+5' FdI 20'+5' IV-PSI 18' UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV 17' Ipf-CD 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2633 (Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) (Gruppi 4 ore, incluse dichiarazioni di voto) M5S 35' L-SP-PSd'Az 35' FIBP-UDC 31' PD 27' Misto 27'+5' FdI 20'+5' IV-PSI 18' UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV 17' Ipf-CD 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Seguito della discussione del documento: Doc Doc. II, n. 12 Riforma del Regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale concernente la riduzione del numero dei parlamentari (Votazioni qualificate ai sensi dell'articolo 167, comma 5, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del documento II, n. 12. CUCCA (IV-PSI) . Signora Presidente, stimati colleghi, gentili colleghe, arriva in Aula la riforma del Regolamento del Senato, in conseguenza dell'approvazione della legge costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari. Consentitemi di dire, anche se non c'entra molto con il tema di oggi, che, da sardo e da persona estremamente interessata alla riduzione del numero dei parlamentari, non posso che stigmatizzare ancora una volta - l'ho fatto in ogni occasione in cui ho avuto modo di parlarne - quella che per me è una legge sbagliata, che tocca il principio di rappresentanza in una maniera che ho paura sia irreversibile. Questo, francamente, mi sentivo di dirlo anche oggi. A causa della riduzione del numero dei parlamentari, si deve adattare il Regolamento delle due Camere alle conseguenze di quella modifica costituzionale che è stata approvata dal Parlamento. Tale modifica ha però investito parti e istituti più vasti del necessario (cioè adattare il Regolamento al ridotto numero dei parlamentari). Non solo quindi si è intervenuti sull'adattamento di cui ho parlato, ma si è preferito fare una riforma di più ampio respiro, anche per adattare il Regolamento alle prassi sempre più in voga, che portano il nostro sistema verso un modello parlamentare in cui le presidenze dei Gruppi sono sempre più marcate. Tra le modifiche più significative, è importante e mi pare molto rilevante l'introduzione della figura dei cosiddetti senatori senza Gruppo , cioè quei senatori che lasciano o vengono espulsi dai propri Gruppi di appartenenza e non aderiscono poi ad altri Gruppi. Sulla base dell'esperienza parlamentare vigente, verrebbero iscritti al Gruppo misto (adesso è così), ma con il nuovo Regolamento si prevede la figura, a mio parere il discutibile, del senatore senza l'appartenenza a un Gruppo, mutuando lo status di non appartenenza concesso ai senatori a vita. Dalla prossima legislatura, quindi, se un senatore dovesse essere espulso o decidesse di uscire dal Gruppo di appartenenza, cadrebbe nella condizione di senatore non iscritto, vedendo mortificato il proprio diritto di parola e di azione parlamentare. Sarà privato anche di tutte le professionalità che gravitano intorno al nostro lavoro; si pensi solo all'apporto significativo, oserei dire indispensabile, degli uffici legislativi dei Gruppi, che con grandissima professionalità danno una mano concreta alla nostra attività parlamentare. Inoltre, verranno meno le risorse necessarie per lo svolgimento dell'attività parlamentare, perché il danaro rimarrebbe al Gruppo di provenienza. Questa francamente mi sembra davvero una decisione molto discutibile, anzitutto perché mettiamo i senatori nella condizione di rimare legati al Gruppo di appartenenza (e mi pare che ci siano anche dei profili di costituzionalità). Addirittura si arriva a prevedere l'esclusione dalle cariche eventualmente ricoperte, nelle quali si ricomprende l'appartenenza alle Giunte, nonostante, come noto, siano organi tecnici, da cui il parlamentare non dovrebbe poter essere allontanato mai per ragione politiche, trattandosi di ruoli di garanzia. Parlo di questo perché, francamente, mi sembra il punto più delicato e criticabile. Per altre modifiche si è invece seguita la logica, più rispondente all'intento originario di cui parlavo, quello dell'adattamento ai nuovi numeri. Mi pare, in buona sostanza, che questa sia la parte più discutibile. Italia Viva ha contribuito in maniera significativa, proponendo una serie di modifiche, molte delle quali hanno trovato accoglimento da parte della Giunta. Sottolineo con soddisfazione che è stata accolto il nostro emendamento che prevede l'istituzione anche in Senato del Comitato per la normazione, un organismo terzo, importante per aumentare la qualità della normazione specialmente in questo periodo, in cui c'è una grande sovrapposizione di norme, decreti e regolamenti, che necessitano di una sistematicità puntuale e si patisce qualche difficoltà a causa dell'accavallarsi dei provvedimenti. La conseguenza, di cui abbiamo discusso tantissime volte, è che ci si trova con degli atti normativi che non sono esattamente il massimo in termini di organicità e sistematicità. Un'altra misura significativa in materia di rapporto tra Parlamento e Governo è quella che prevede - cosa molto importante, a mio parere - l'iscrizione automatica per la risposta orale, in Aula o in Commissione, nella prima seduta utile, alle interrogazioni presentate. È un fatto notorio. Io stesso ho presentato interrogazioni (non ricordo neanche più in quale data), che sono rimaste sistematicamente e regolarmente senza risposta. In questo caso, si introducono l'obbligatorietà della risposta e l'inserimento all'ordine del giorno nella prima seduta utile in Commissione o in Aula. Il lavoro di miglioramento non è sicuramente concluso. Sarà necessario intervenire successivamente per riprendere in mano - e spero che si cambi anche qui in Aula - il sistema relativo al senatore che non ha appartenenza.