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Con riferimento ai requisiti concernenti la residenza (per cittadini di uno Stato membro UE o extraUE), andrebbe acquisita conferma dal Governo circa la compatibilità di tali limitazioni con la pertinente disciplina europea sulle prestazioni sociali accessibili ai cittadini di Paesi terzi titolari di alcune categorie di permessi di soggiorno per lavoro, studio e ricerca. Infine, con riferimento agli adempimenti in capo all'INPS (monitoraggio degli oneri, erogazione degli importi entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, gestione della misura), appare utile acquisire conferma che gli stessi possano effettivamente essere svolti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Con riguardo all'articolo 10, commi 4 e 5, recante l'abrogazione delle detrazioni IRPEF per figli a carico, in merito ai profili di quantificazione si rileva che la relazione tecnica fornisce una stima di recupero di gettito evidenziando che il risultato è stato ottenuto mediante utilizzo di un modello di microsimulazione: per consentire la verifica parlamentare della predetta stima occorrerebbe quindi acquisire gli elementi (quali ad esempio il numero dei contribuenti interessati, la detrazione media fruita per le singole sottovoci oggetto di intervento, il carattere costante o variabile degli importi nel corso degli anni) sottostanti la quantificazioni, non esplicitati dalla Relazione tecnica. Inoltre, andrebbero esplicitate le ragioni dell'andamento crescente (fino al 2029) del risparmio determinato dalla minore fruizione della detrazione IRPEF, ciò anche in considerazione del fatto che la disciplina vigente non prevede un incremento graduale dell'importo del beneficio spettante. Con riferimento all'articolo 10, comma 6, in merito ai profili di quantificazione, andrebbero forniti elementi di valutazione circa gli effetti di minore spesa (per 5,6 milioni di euro annui sui tre saldi di finanza pubblica) ascritti alla soppressione del Fondo di sostegno alla natalità. Infatti, alla norma che istituiva il Fondo erano stati ascritti effetti di maggiore spesa per 6 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, esclusivamente ai fini del saldo di indebitamento netto e del saldo netto da finanziare. Con riguardo all'articolo 12, che autorizza l'INPS ad assumere un contingente di personale non dirigenziale pari a 300 unità, considerato che i relativi oneri assunzionali sono configurati come limite massimo di spesa, occorre valutare la formulazione delle suddette assunzioni all'interno di un contingente massimo: circa tale aspetto, andrebbe acquisito l'avviso del Governo. Da ultimo, rappresenta la necessità di verificare che i benefici in denaro per sostenere le famiglie con figli a carico erogati dalle regioni, dalle provincie autonome e dagli enti locali non vengano computati ai fini dell'accesso, della quantificazione e del mantenimento dell'assegno unico e universale, in coerenza peraltro con il criterio direttivo affermato dall'articolo 1, comma 2, lettera h) della legge delega n. 46 del 2021, secondo cui l'assegno è pienamente compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate da regioni, provincie autonome ed enti locali. Per ulteriori approfondimenti, rinvia al dossier n. 277 dei Servizi del bilancio del Senato e della Camera dei deputati. La sottosegretaria SARTORE si riserva di fornire gli elementi di risposta richiesti dalla relatrice. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE A.S. 2448 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 DDL 2448 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE avverte che sono state presentate le riformulazioni 25.8 (testo 4), 25.0.5 (testo 2), 32.0.24 (testo 2), 39.0.23 (testo 3), 46.0.1 (testo 3), 50.5 (testo 2), 50.0.39 (testo 2), 51.5 (testo 2), 51.0.71 (testo 2), 51.0.80 (testo 5), 84.0.3 (testo 2), 92.46 (testo 3), 94.19 (testo 2), 102.0.14 (testo 2), 109.0.7 (testo 3), 112.0.10 (testo 2), 116.23 (testo 3), 131.0.2 (testo 2), 135.0.8 (testo 2), 165.0.28 (testo 2), 166.20 (testo 2), 180.0.16 (testo 2) e 192.0.26 (testo 3), pubblicate in allegato. Segnala inoltre che gli emendamenti 142.4, 141.9, 152.0.9 (testo 2), 39.0.7, 51.0.34, 91.5, 96.0.9, 32.1, 43.25, 101.0.17, 10.0.4 (testo 2) e 13.0.13 sono stati ritirati e trasformati rispettivamente negli ordini del giorno G/2448/67/5, G/2448/68/5, G/2448/69/5, G/2448/70/5, G/2448/71/5, G/2448/72/5, G/2448/73/5, G/2448/74/5, G/2448/75/5, G/24476/5, G/2448/77/5 e G/2448/78/5, pubblicati in allegato. Avverte poi che sono stati inseriti tra gli emendamenti segnalati dai Gruppi parlamentari anche le proposte 41.0.1, 104.5, 131.0.90, 165.0.62, 166.20, 180.0.16 e 181.0.74. Da ultimo, rileva criticamente che - nonostante l'impegno di tutti a non presentare riformulazioni oltre le ore 12 di ieri, 14 dicembre - continuano a pervenire ulteriori riformulazioni. Chiede pertanto a tutti i componenti della Commissione di attenersi agli accordi presi. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti e degli ordini del giorno. Il senatore NASTRI ( FdI ) rivolge una critica sia di metodo che di merito al provvedimento in titolo: quanto al metodo, lamenta che il Governo abbia ritardato eccessivamente la presentazione del disegno di legge alle Camere; quanto al merito, ritiene che siano previsti stanziamenti per spese a suo giudizio improduttive, come il reddito di cittadinanza, e che invece non siano adeguatamente finanziate misure, come il Superbonus 110 per cento, che hanno rappresentato un volano per l'economia. Illustra quindi l'emendamento 9.209 che proroga il Superbonus per interventi trainanti, nonché l'emendamento 9.108, sottolineando la necessità di estendere il Superbonus anche alle ville unifamiliari.