[resaula]

Ciò che mi dà da pensare è che difficilmente si sarebbero raggiunti i traguardi odierni, noti a tutti, se non fossero state introdotte determinate misure. Ciò che mi fa riflettere molto è altresì constatare come le persone credano all'efficacia e alla validità delle cure mediche e delle terapie chirurgiche e si affidino a noi medici, sapendo che risolveremo la grande maggioranza dei loro casi, perché ovviamente pratichiamo una medicina basata sull'evidenza, che viene dalle esperienze professionali di tutti e ci mette in condizione di raggiungere i migliori risultati. Ma, quando si tratta di vaccini, il fatto di incontrare una resistenza in ampie fasce della popolazione mi lascia pensare. Mi ricollego al discorso di prima: forse bisogna rivedere le modalità di informazione e di scambio e bisogna parlare con le persone, proprio per evitare che si formino compagini tipo pro vax, no vax o pro scienza, contro la scienza. Questo sicuramente non fa bene alla società. Adesso dovremmo adattare le nostre abitudini a una nuova normalità, perché la pandemia non è affatto sconfitta. Dobbiamo pensare a vaccinare tutta la specie umana e rivedere alcune nostre abitudini. A questo proposito vorrei fare una precisazione e mi rivolgo anche ai decisori politici: recenti studi, ai quali hanno contribuito anche sezioni del nostro Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), hanno dimostrato l'efficacia della ventilazione negli ambienti chiusi per ridurre fortemente le possibilità di contagio. Mi auguro quindi che il decisore politico introduca dei provvedimenti che possano facilitare e aumentare la ventilazione negli edifici pubblici e privati. Signor Presidente, concludo affermando che tutte le misure sono passibili di una revisione al fine di migliorarne l'efficacia. La scienza medica lo fa periodicamente, più volte nel corso dell'anno: vi sono società internazionali preposte a questo, che rivedono le linee guida che ispirano i nostri comportamenti e i protocolli medici. Bisogna sempre adattare i provvedimenti alle nuove circostanze e non vi è motivo di ritenere che, anche nel prossimo futuro, non possano essere modificati i provvedimenti sin qui adottati, adeguandoli alle nuove circostanze. Concludo ovviamente affermando il voto contrario del nostro Gruppo sulla questione pregiudiziale proposta. (Applausi) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, anch'io fin dall'inizio esprimo la mia contrarietà alla questione pregiudiziale in esame. Il decreto-legge in discussione è stato emanato quando la situazione pandemica era diversissima da quella attuale: la variante omicron, infatti, era arrivata in ritardo nel nostro Paese e aveva prodotto effetti negativi in quel periodo; era quindi necessario estendere l'obbligo vaccinale agli ultracinquantenni, dopo quello per il personale delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, di tutti i servizi alla persona, degli uffici pubblici e dei servizi postali, bancari e finanziari. Ciò ci ha permesso di contenere contagi e ricoveri e in effetti i dati attuali ci danno ragione in questo senso. Inoltre, se oggi pensiamo al futuro, ricordo che il provvedimento prevede già alcuni allenamenti delle restrizioni, come per quanto riguarda la possibilità di somministrare alimenti nei cinematografi. Stiamo, quindi, andando verso un allentamento e stiamo anche pensando - come abbiamo detto in Commissione, e come il premier Draghi ha detto, affermando che si andrà verso la fine dell'emergenza - di poter davvero individuare nei prossimi provvedimenti sul tema un cronoprogramma per un graduale e progressivo allentamento di tutte le limitazioni, sulla base dell'andamento epidemiologico. Tuttavia, colleghi, se oggi possiamo guardare al futuro con maggiore serenità, lo dobbiamo sicuramente alla massiccia campagna vaccinale e in questa sede ringrazio ancora il popolo italiano che, per oltre il 90 per cento si è voluto vaccinare e, quindi, ha fatto le vaccinazioni di propria iniziativa. È proprio grazie a loro che possiamo avere queste opportunità, ma abbiamo dovuto raccomandare e anche disporre degli obblighi, affinché tutto il contesto e le nostre comunità fossero messi in sicurezza. Signor Presidente, ritengo pertanto che opporsi al decreto-legge in esame, ora che ci troviamo davvero alla fine di questa emergenza - come mi auguro - non possa essere accettato. Auspico invece che si possa passare al voto del provvedimento, che reca norme importanti, come quelle che dispongono un sostanziale aiuto contro il disagio scolastico attraverso la messa a disposizione di fondi. Esprimiamo quindi il nostro voto contrario alla questione pregiudiziale in esame. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, voterò a favore della questione pregiudiziale in esame, perché è un modo giusto di impedire l'ulteriore protrarsi degli effetti del decreto-legge in esame, che - come sapete tutti - contiene gli obblighi per gli ultracinquantenni ed estende le discriminazioni del green pass e del super green pass. Aspettare ancora non ha senso: sono provvedimenti e misure che erano inutili e dannosi, per cui prima li togliamo e meglio è. Stiamo facendo un danno al Paese: ci sono cittadini che non hanno più diritto al lavoro e non hanno mezzi di sostentamento, e noi dobbiamo immediatamente far venir meno tutto questo. Vi invito quindi a riflettere: se voterete a favore di questa questione pregiudiziale, tutti i divieti, gli obblighi e la burocrazia ormai inutile verranno meno. Se invece voterete contro, vi renderete complici di ulteriori sofferenze e dovrete risponderne alle migliaia di persone che in questo momento sono a casa senza lavoro, o costrette a ottemperare a obblighi vaccinali che non vogliono e che comunque in questo momento non sono più attuali. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dal senatore Paragone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Romano. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Ci apprestiamo a convertire in legge un decreto-legge del Governo, le cui disposizioni appaiono già fuori contesto e per molti versi non perfettamente allineate con le più attuali evidenze scientifico-sanitarie. Le morti da Covid costituiscono una straziante e lacerante realtà e, al di là di qualche ragionevole dubbio sulla correttezza e accuratezza della relativa stima, restano comunque tante e troppe; ugualmente, le morti e gli eventi avversi da vaccino sono verosimilmente sottostimati, per difficoltà di vario tipo nel denunciare e comprovare l'eventuale correlazione tra causa ed effetto. Non credo che possa esserci una morte più degna di considerazione di un'altra; non credo che ci possano essere paure più nobili di altre. Non ci sono verità assolute e altre da denigrare o deridere a prescindere;