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In tal senso ed in conformità al combinato disposto della legge 14 novembre 1995, n. 481 con il decreto legge n. 201/11, convertito nella legge n. 214/11, ed ancora con il disposto dell'articolo 21, comma 19, nonché con la legge 27 dicembre 2017, n. 205, l'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio nel quadro degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo e dal Parlamento e delle normative dell'Unione europea; e) favorire premialità determinate dalle compagini societarie che abbiamo dimostrato modelli virtuosi di gestione consolidati nel tempo mediante una comprova estesa perfino dei precedenti cinque esercizi, esonerandole dalle disposizioni limitative di cui al decreto legislativo 175/2016 che afferiscono: 1. i requisiti di onorabilità, professionalità ed autonomia degli organi amministrativi e di controllo di società a controllo pubblico; 2. la devoluzione alla Corte dei Conti della giurisdizione con riguardo il danno erariale causato dagli amministratori e dai dipendenti delle società in house e delle controversie in materia di danno erariale di cui al co.2 dell'art.12; 3. la possibilità di una produzione ulteriore rispetto al limite di fatturato di cui al comma 3, che può essere rivolta anche a finalità diverse, soltanto se permette di conseguire economie di scala o altri recuperi di efficienza sul complesso dell'attività principale della società; 4. l'obbligo di sottoporre al codice dei contratti pubblici l'acquisizione di lavori, beni e servizi; e) l'obbligo di uniformare la gestione delle risorse umane alle disposizioni di cui all'art.19 e 25 del decreto legislativo 175/2016. 6) si valuti l'opportunità di prevedere, nell'ambito dei principi e dei criteri di delega al Governo di cui all'articolo 8, di includere tra questi specifici principi che assicurino: - la sostenibilità del parco veicoli per il trasporto di passeggeri su richiesta, anche prevedendo sistemi di rilascio di autorizzazioni e licenze a favore di soggetti che utilizzino veicoli a basso impatto ambientale; - il superamento di disposizioni normative ispirate al rigido obbligo di rientro in autorimessa e che consentano di prelevare passeggeri nei viaggi di ritorno al di fuori delle aree coperte dalla licenza o dall'autorizzazione, anche al fine di contrastare fenomeni di inefficienza legati a percorsi svolti a vuoto; - il miglioramento dell'utilizzo della capacità dei veicoli anche incoraggiando il «raggruppamento» ( pooling ) dei passeggeri per ridurre il numero di corse. 7) con riferimento all'articolo 12: a) si valuti l'opportunità di completarlo, con una ulteriore disposizione, concernente il conferimento in capo all'ARERA di un potere sanzionatorio nel caso di mancato rispetto degli standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero , di cui al comma 1-bis della norma, prevedendo il coinvolgimento in tale processo anche delle Associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti. Più nello specifico l'Autorità, all'esito della verifica in ordine ai livelli minimi di qualità e alla copertura dei costi efficienti, potrà esaminare i costi di gestione, le caratteristiche dei flussi e ogni altro elemento idoneo a monitorare le concrete modalità di svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero e la loro incidenza sui corrispettivi applicati all'utenza finale; b) al fine di dotare gli utenti di uno strumento di tutela dei diritti e di risoluzione delle controversie in materia di rifiuti più semplice, più rapido e meno costoso, si valuti l'opportunità di inserire l'ARERA nell'elenco degli organismi ADR, di cui all'articolo 141-decies del Codice del consumo; c) al comma 1, al fine di non ostacolare la concorrenza tra i diversi operatori (privati e pubblico) del servizio di raccolta e avvio a recupero dei rifiuti estendendo impropriamente la privativa delle gestioni pubbliche, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (art. 12, comma 1) per superare l'attuale trattamento di favore in vantaggio della gestione da parte del titolare del servizio pubblico di gestione dei rifiuti, propone la modifica del comma 10 dell'art. 238 del decreto legislativo 152/06 riducendo a due anni la durata minima quinquennale prevista per gli accordi che le utenze non domestiche devono stipulare con il gestore pubblico o con l'operatore privato per la raccolta e l'avvio a recupero dei propri rifiuti. Per quanto il portare da cinque a due anni la durata della permanenza con il gestore pubblico rappresenti un passo avanti, sarebbe più corretto che il vincolo dei cinque anni venisse azzerato in linea con quanto riportato dall'AGCM nella segnalazione "Proposte di riforma concorrenziale, ai fini della Legge Annuale per il Mercato e la Concorrenza anno 2021 "trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri. Pertanto, nel comma 10 dell'art.238 del decreto legislativo 152/06, si valuti l'opportunità di sopprimere le seguenti parole: "...le medesime utenze effettuano la scelta di servirsi del gestore del servizio pubblico o del ricorso al mercato per un periodo non inferiore a cinque anni, salva la possibilità per il gestore del servizio pubblico, dietro richiesta dell'utenza non domestica, di riprendere l'erogazione del servizio anche prima della scadenza quinquennale." ; d) al comma 2, dell'articolo 12, invece, rispetto al perimetro di affidamento del servizio sotto il profilo verticale, l'AGCM osserva che la nozione di "gestione integrata del servizio" viene spesso utilizzata impropriamente, ampliando il novero delle attività lungo la filiera che vengono ricomprese nella privativa senza verificare l'effettiva sussistenza di un rischio di fallimento di mercato per tali attività. Il ddl 2469 propone la modifica, a tal fine, dell'articolo 202 del decreto legislativo 152/06, relativo al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, inserendo due nuovi commi che attribuiscono nuovi compiti all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), che dovrà definire adeguati standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero, procedendo alla verifica in ordine ai livelli minimi di qualità e alla copertura dei costi efficienti e dovrà richiedere agli operatori informazioni relative ai costi di gestione, alle caratteristiche dei flussi e a ogni altro elemento idoneo a monitorare le concrete modalità di svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero e la loro incidenza sui corrispettivi applicati all'utenza finale. Si valuti l'opportunità di rilevare che la formulazione del comma 2 dell'art. 12 che non appare idoneo a risolvere il problema della monopolizzazione dei mercati concorrenziali a valle.