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Ricordiamo che la grande evasione, che è la parte maggiore, come mi pare di aver già detto in occasione del mio intervento nelle scorse settimane sul decreto dignità, non ha problemi di fatturazione. Parliamoci chiaro: i problemi della fatturazione sono quelli che hanno le nostre piccole imprese e soprattutto i nostri piccoli artigiani. Quindi, anche sul problema della lotta all'evasione non è che questa grande vittoria la si possa decantare applicando la fatturazione elettronica. L'operatore privato, a differenza di quello pubblico, non potrà poi rifiutare una fattura elettronica, benché falsa e errata, ma dovrà contattare l'emittente pregandolo di annullarla. Aumenteranno o diminuiranno i contenziosi? Come vedete, ho fatto alcuni brevi passaggi, cercando di estrapolare alcune criticità, che possono riguardare ciascuno di noi, un qualunque nostro parente che abbia un'attività d'impresa. E tutte queste criticità riguardano il tema della fattura elettronica. Bene, se di questi temi e di queste criticità, come ho anticipato prima, se ne stanno occupando da giorni le riviste specializzate, i quotidiani come «Il Sole 24 Ore» e «Italia oggi», e se ne stanno occupando le categorie, mi sarei aspettato una maggiore sensibilità dal Governo. Poiché per natura sono un ottimista e voglio credere che tutti noi vogliamo lavorare per migliorare il sistema, mi aspetto ancora dal Governo che possa darci delle risposte più concrete, che possa ascoltare meglio e maggiormente le istanze che provengono, ripeto, da chi su questi temi è impegnato a lavorare anche in queste assolate giornate di luglio. I dottori commercialisti, gli esperti contabili, i ragionieri: questi professionisti - io sono uno di loro che oggi ha la fortuna, in questa fase, di essere qui con voi, ma che fino a ieri era dietro quelle sudate carte - espongono e richiamano criticità, chiedono di essere ascoltati. Ribadisco, ascoltiamoli. Chiedo al Governo di ascoltarli. Il presidente nazionale dei dottori commercialisti Miani è andato dal sottosegretario Bitonci per esprimere queste preoccupazioni, ma oggi il ministro Tria non ci ha dato conforto su alcunché nel merito. Nello specifico, noi cosa chiediamo? Sostanzialmente, chiediamo una gradualità nell'applicazione di questa fatturazione elettronica come peraltro anche la collega che mi ha preceduto mi pare abbia sostenuto, essendo lei non solo una collega senatrice, ma anche una collega sotto il profilo professionale. Facciamo in modo che in un triennio le piccole imprese possano gradualmente avvicinarsi al sistema perfetto, se lo si può ritenere tale, ma diamo il tempo alle piccole imprese di abituarsi. Voglio infatti ricordare che oggi, oltretutto, la fatturazione elettronica rappresenta anche un costo, che si aggira, solamente per le software house (che sono le uniche che ci guadagnano) da 10 a 30 centesimi a fattura: moltiplicato per tutte le fatture che un'impresa emette in un anno, fate voi i vostri conti. Quindi, chiediamo maggiore gradualità, facendo proprie le posizioni dei dottori commercialisti, e chiediamo invece un sistema premiale per quelle imprese che, loro sponte, decidano di adeguarsi in anticipo rispetto magari al triennio di riferimento. Un sistema premiale che potrebbe, quindi, prevedere per queste imprese virtuose delle facilitazioni, ad esempio l'esclusione dagli obblighi di tenuta di alcuni registri contabili piuttosto che l'esecuzione in via prioritaria dei rimborsi IVA, ovvero l'anticipazione a tre anni dei termini di decadenza per l'azione di accertamento. Cerchiamo di collaborare e di interagire con il mondo dell'impresa, concedendo una facilitazione temporale, che si spiega nella logica dei problemi che abbiamo espresso, e garantendo loro un sistema premiale qualora vogliano investire più tempo e più risorse per adeguarsi anticipatamente al sistema della fatturazione elettronica. Spero, in conclusione, che il Governo accolga questo grido di dolore dei professionisti. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, il disegno di legge in discussione differisce al 1° gennaio 2019, per i soli soggetti passivi dell'imposta sul valore aggiunto che si riforniscono di carburante presso gli impianti stradali di distribuzione, l'efficacia della norma che anticipava al 1° luglio 2018, tra altre misure, gli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di benzina o gasolio, destinati ad essere utilizzati come carburante per motori. Il settore era già stato oggetto di altri interventi normativi in sede di legge di bilancio per il 2018, al fine di prevenire e contrastare l'evasione fiscale e le frodi IVA. La relazione tecnica al provvedimento in esame stima che il mancato recupero di gettito riconducibile all'evasione IVA da omessa dichiarazione sia pari a 22,1 milioni di euro. Per quanto attiene invece il mancato recupero di gettito riconducibile all'evasione IVA da contrasto alle frodi derivante dalla proroga dell'entrata in vigore della fatturazione elettronica, stima un minor gettito di 34,8 milioni di euro. Nel complesso, la perdita di gettito dovuta al rinvio dell'entrata in vigore degli obblighi sulla fatturazione elettronica è pari a 56,9 milioni di euro per il 2018, a 29 milioni di euro per il 2019 e a maggiori entrate per l'anno 2020 per 12,6 milioni di euro. Questo provvedimento, facendosi carico delle difficoltà tecniche degli operatori del settore ad avviare dal 1° luglio 2018 la fatturazione elettronica, non considera però due aspetti. Il primo, già illustrato dal collega Grimani, è la capacità organizzativa e la sensibilità personale di alcuni operatori, che sarebbero comunque pronti ad avviare la nuova modalità di fatturazione. Il decreto-legge avrebbe potuto lasciare aperta una opzione per consentire di avviare il nuovo sistema a chi era pronto e non imporre a tutti una proroga. Pur trattandosi di un settore diverso, mi piace citare lo storico chiosco Giannasi in piazza Buozzi a Milano, che dal 1967 vende pollo allo spiedo e che pochi giorni fa ha affisso un grande cartello con la scritta: accettiamo molto volentieri i pagamenti elettronici. Si tratta di un esempio virtuoso, quasi un simbolo di chi sa cogliere i tempi nuovi e vi si adegua con convinzione Il secondo aspetto, non considerato dal decreto, è la platea dei consumatori, dei cittadini consumatori. Proprio per poter meglio tutelare i consumatori e non lasciare solo ad una categoria i benefici, pur circoscritti, di questa decisione, il decreto-legge avrebbe potuto prevedere anche una misura che diminuisse le accise sui carburanti al fine di compensare le maggiori entrate dell'IVA derivanti dalla variazione del prezzo internazionale del greggio che, com'è noto, d'estate tende ad aumentare per effetto della maggiore domanda. Si sarebbe trattato di una misura di grande attenzione per un'ampia fetta di cittadini.