[resaula]

Non è possibile che, riducendo artatamente le forniture di gas, la Russia guadagni sempre lo stesso, perché in maniera esponenziale il prezzo del gas aumenta sui mercati internazionali. Non lo possiamo permettere e anche questa è una guerra che dobbiamo combattere e a cui non ci possiamo sottrarre. Mi creda, sono profondamente pacifista, come tutti noi, però non è fingendo di non vedere le cose che le cose spariscono: non funziona così. Quindi, presidente Draghi, ricordiamoci - perché per noi è molto importante - che la coesione sociale è il valore a cui dobbiamo guardare con più attenzione ora. La paura della guerra è alimentata dalla fame, dalla disperazione, dal senso di insicurezza, quindi dobbiamo garantire, come abbiamo fatto fino ad ora e ancora di più, misure per i ceti più poveri, misure per i redditi più bassi (Applausi) , stralci delle accise, tagli agli oneri di sistema. L'Europa ci deve aiutare, signor Presidente. Ha già superato uno stress test notevole con il Covid e ha dato una grande prova di avvio sulla strada giusta della solidarietà, ma per essere grande deve percorrere ancora questa strada e non si deve fermare a metà. Per dimostrare di essere una grande madre, deve nutrire tutti i suoi figli non allo stesso modo, ma dando di più a chi ha più bisogno (Applausi) e non facendo digressioni in un rigore non solo anacronistico e antistorico, ma insopportabile, che darebbe fiato alle trombe del populismo più pericoloso. (Applausi) . Presidente, il tempo fugge, si ricordi l' automotive , la prego. (Applausi) . Si ricordi che fissare al 2035 uno stop indiscriminato ai motori a benzina e a gas è un rischio senza paracadute che la nostra impresa e la nostra componentistica non si possono permettere. (Applausi) . La prego, ricordi all'Europa che questo è un tema che per noi fa la differenza. Natura non facit saltus , la sostenibilità deve essere sostenibile, non insostenibile. Per tutti questi motivi, signor Presidente, e per tanti altri ancora, voteremo a favore della risoluzione di maggioranza che per quanto ci riguarda avrebbe potuto avere un parto molto più semplice. Non era necessario il cesareo, la nostra gestazione sarebbe stata molto più facile. (Applausi) . CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, presidente Draghi, arriviamo a questa giornata con l'approvazione della risoluzione di maggioranza qui in Senato non senza qualche fibrillazione. È inutile nasconderci che la sottoscrizione è stata fatta a poca distanza da questo momento di discussione e poi dal successivo voto. Una cosa però è indubbiamente vera, ovvero che è stata sottoscritta in maniera unitaria da tutta la maggioranza. Questa è una espressione di volontà importante che le deve dare ovviamente forza e mandato e che le dà anche un timone importante da esprimere in seno al Consiglio europeo sulle priorità da tenere. Certamente poteva essere fatto tutto in maniera più lineare ed anche più veloce già ieri pomeriggio e devo dire che il lavoro che hanno svolto sia il sottosegretario Amendola, sia il presidente Stefano e, per la sua parte, il Ministro per i rapporti con il Parlamento è stato particolarmente faticoso, perché indubbiamente le tensioni che hanno caratterizzato una parte della maggioranza, il MoVimento 5 Stelle e qualcuno che probabilmente aveva interesse a fare fibrillare, attraverso tali tensioni, la maggioranza di Governo, hanno fatto perdere tempo. Presidente, noi oggi abbiamo bisogno di tutto tranne che di perdere tempo, questo lei lo sa benissimo. (Applausi) . Lei deve dare concretezza alla volontà che le arriva oggi della maggioranza e che abbiamo sottoscritto, perché i problemi che stanno vivendo i nostri concittadini, i problemi che sta vivendo il mondo occidentale con la guerra in Ucraina sono enormi e avranno ripercussioni che dureranno anni ed è inutile girarci intorno: anche le più ottimistiche previsioni del ministro Cingolani di riuscire ad affrancarsi dalle previsioni di fornitura del gas e del greggio russo, spostano l'asticella di qualche anno, ma certamente tutta l'economia che subisce questo aumento di costi avrà bisogno di molti anni per potersi rialzare e noi abbiamo bisogno di dare invece risposte molto veloci e non possiamo permettere che queste fibrillazioni di maggioranza facciano perdere di vista il fatto che oggi, se si va a fare benzina, si devono spendere 2,40 euro al litro. Ormai sta per scadere il decreto che ha abbassato le accise e c'è bisogno, Presidente, di dare velocemente agli italiani la certezza che il Governo non è distratto su queste esigenze e che il decreto si fa subito per consentire all'economia di non fermarsi (Applausi) . A fronte di questo, noi siamo qui in maniera determinata, come lo siamo stati nelle riunioni di maggioranza che hanno consegnato a lei e che consegnano al Parlamento questa risoluzione, che dice che bisogna sostenere l'Ucraina, che bisogna lavorare perché si giunga velocemente ad un cessate il fuoco, che tutte le azioni che vengono fatte a livello nazionale e internazionale devono essere finalizzate a costringere i combattenti - l'aggredito e l'aggressore - a trovare un punto di mediazione e a sedersi al tavolo. È necessario e fondamentale che questa guerra venga terminata il più velocemente possibile. È un prezzo in vite umane ed è un prezzo in termini di disequilibri socio-economici che non possiamo permetterci di sopportare. Prima, tra i banchi del Governo, c'era anche il ministro Lamorgese; non ci sfugge, anche se la cronaca ovviamente ha messo la notizia in penultima pagina sui quotidiani, che quest'anno rispetto allo scorso anno siamo già ad un 30 per cento in più di sbarchi di immigrati clandestini. Non ci sfugge altresì che la crisi legata alla guerra in Ucraina sta affamando i Paesi del Nord Africa, gli stessi Paesi nei quali ci sarebbe bisogno invece di stabilità e che tutto questo, combinato anche con qualche scelta che non vogliamo il Governo faccia, come andare a fare sanatorie senza criterio (Applausi) , creando elementi di pool factor , possa riattivare in maniera ancora più forte meccanismi di sfruttamento dell'immigrazione clandestina fino a sovraccaricare il nostro sistema socio-economico di costi di cui oggi non abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno invece di stabilità, di certezze, di sapere che il Governo lavora per trovare soluzioni a livello europeo che consentano alla nostra economia una competitività che pensavamo di aver recuperato con gli investimenti del PNRR, ma che oggi viene messa in discussione da una crisi di inflazione che non solo preoccupa, ma per molti aspetti appare fuori controllo. Non ci fa piacere, Presidente, che a livello di Banca centrale europea (BCE) siano state intraprese delle azioni che hanno comunicato una certa fretta e sono in contraddizione con il principio che l'ha resa persona determinata e di carattere. L'era del whatever it takes pare consegnata definitivamente ai libri di storia e non essere più presente nelle scelte della BCE. Questo non va bene.