[pronunce]

(...) il lavoratore assicurato abbia già beneficiato di una prestazione assicurativa e quindi gli sia già stata apprestata una provvista che astrattamente lo rende meno vulnerabile di fronte al secondo possibile evento pregiudizievole&raquo; ; che quindi il legislatore, nel dimensionare la prestazione a carico dell'INPS, può tener conto del fatto che il lavoratore assicurato benefici già - in ragione di uno stesso evento inabilitante - di una rendita a carico dell'INAIL, mentre la pluralità di prestazioni previdenziali ed assistenziali non garantisce di per sè al lavoratore assicurato una tutela sufficiente; che questa Corte (ordinanze n. 143 del 2001 e n. 174 del 1985) ha anche ritenuto manifestamente infondata la questione di costituzionalità del regime di non cumulabilità della pensione sociale rispettivamente con le pensioni di guerra e con le rendite erogate dall'INAIL; che pertanto non può escludersi un intervento legislativo che, per inderogabili esigenze di contenimento della spesa pubblica e con criteri di gradualità, introduca un divieto di cumulo tra prestazioni previdenziali o assistenziali (sentenza n. 240 del 1994), prima non previsto, sempre che, nel rispetto del principio di solidarietà sociale (art. 38 della Costituzione) e di eguaglianza sostanziale (art. 3, secondo comma, della Costituzione), sia garantito il soddisfacimento delle esigenze di vita cui erano precedentemente commisurate le prestazioni considerate; che il presupposto dell'unicità dell'evento inabilitante vale a differenziare la fattispecie della disposizione censurata rispetto all'ipotesi (evocata dal giudice rimettente come tertium comparationis) della sequenza di distinti eventi inabilitanti, cui il divieto di cumulo in esame non si applica, sicché la diversità di disciplina non è ingiustificata; che il successivo intervento del legislatore (art. 73 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 cit.) - che ha rimosso il divieto di cumulo in questione tra il trattamento di reversibilità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, nonché delle forme esclusive, esonerative e sostitutive di essa, e la rendita ai superstiti erogata dall'INAIL in caso di decesso del lavoratore conseguente ad infortunio sul lavoro o malattia professionale - non ha introdotto una disciplina privilegiata per i trattamenti di reversibilità (come mostra di ritenere il giudice rimettente, che ne ricava argomenti a sostegno del dubbio di incostituzionalità della norma impugnata per ingiustificata disparità di trattamento), ma ha solo inteso modificare la normativa del settore tenendo conto della giurisprudenza di legittimità formatasi al riguardo; che pertanto la questione di costituzionalità è, sotto ogni profilo, manifestamente infondata.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 43, della legge 8 agosto 1995, n.335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare) sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 38 della Costituzione, dal Tribunale di Pisa con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 maggio 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 maggio 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA