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La seconda interrogazione, la 3-00163 , mi sembra altrettanto urgente e riguarda la Croce Rossa. Sono accaduti in questi giorni dei fatti abbastanza incresciosi. L'interrogazione è stata pubblicata e c'è stata un'incursione che in qualche modo ha privato la Presidente delle volontarie di Croce Rossa di alcune delle prerogative che le spettano in autonomia a norma di legge. Credo che sarebbe interessante offrire una risposta chiara al Paese per ciò che riguarda la Croce Rossa, proprio per il valore simbolico rappresentato dalla Croce Rosa che peraltro, proprio ieri, era presente sia a Foggia che a Bologna con interventi concreti. Non si può permettere che l'immagine della Croce Rossa resti in qualche modo confusa. Questa interrogazione è stata presentata contestualmente al Ministero della difesa e al Ministero della salute, da cui dipendono in parte le volontarie per la doppia afferenza degli ordini. La terza interrogazione, la 4-00355 riguarda quesiti sulla salute. Ça va sans dire che tutto il dibattito che stiamo facendo in questi giorni è stato presieduto da una serie di interrogazioni che non hanno mai trovato risposta. Credo che potrebbe essere un segnale di buona volontà del Senato che, alla ripresa dei lavori, si cominci proprio dalle interrogazioni, affinché trovino quella risposta che la parola urgenza definisce come dialogo di serenità e, direi, anche di dignità nel rapporto tra senatori e cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Gentile Presidente, care colleghe e colleghi, alle 8,15 del mattino del 6 agosto del 1945 gli Stati Uniti sganciarono, sulla città giapponese di Hiroshima, la prima bomba atomica della storia. Il nome della bomba era «Little Boy»; il numero delle vittime dirette non può essere preciso perché molte evaporarono, ma verosimilmente furono tra le 100.000 e le 200.000. Il 10 agosto, tre giorni dopo, su Nagasaki fu lanciato un altro ordigno, «Fat Man». Lo sgancio, però, non fu particolarmente preciso e la bomba brillò in una zona della città difesa dai monti. Nonostante ciò, morirono subito almeno 40.000 persone e molte altre migliaia rimasero ustionate. È davvero difficile pensare cosa abbiano provato quegli uomini e quelle donne che si accingevano ad andare a lavorare o ad accompagnare i bambini a scuola. Non esistevano neppure le immagini di esplosioni atomiche. Nessuno dei cittadini di Hiroshima e Nagasaki aveva visto una tale luce o udito un tale suono così improvviso e devastante. Senza più la città intorno, senza punti di riferimento, in un caldo torrido e colpiti da una forte pioggia radioattiva nera, i sopravvissuti vagarono senza meta. Poi molti, sperando di fermare le terribili scottature, si gettarono nel fiume, che però in alcuni punti ribolliva e ben presto si riempì di cadaveri che galleggiavano. Le bombe atomiche USA furono una prova di forza che gli Stati Uniti volevano manifestare a Mosca. Infatti, già durante il secondo conflitto mondiale si comprese che l'antagonismo futuro sarebbe stato tra le due potenze vincitrice della guerra, USA e URSS. Presidente, cari colleghi, oggi nel mondo ci sono talmente tante armi atomiche che potrebbero far saltare il Pianeta più e più volte. La Russia ha sviluppato un ordigno atomico che si chiama «Satan 2», e ognuna di queste bombe può disintegrare un territorio esteso quanto la Francia. Vorrei ricordare che sul nostro territorio nazionale ci sono armi atomiche statunitensi, le B-61, che ci fanno violare il Trattato di non proliferazione nucleare che abbiamo ratificato nel 1975, oltre a renderci un bersaglio sensibile. Io dico via le armi atomiche dal nostro territorio nazionale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Secondo il SIPRI di Stoccolma ogni anno a livello globale si investono circa 1.860 miliardi di dollari in armamenti. Ne basterebbero meno di 50 per porre fine alla fame del mondo, con tutte le conseguenze che ne derivano, compreso il fenomeno migratorio. Concludo affermando che è fondamentale iniziare un processo di denuclearizzazione e porre fine a quest'economia di guerra, a quel complesso militare industriale paventato da Dwight Eisenower. È giunto il momento di non investire più in strumenti di morte, ma in cultura della vita. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, mi sia consentito anzitutto di esprimere il mio e nostro cordoglio per le tragedie avvenute ieri. Come ricordava il Ministro poco fa, a Foggia, in soli tre giorni, in due distinti incidenti stradali, hanno perso la vita sedici braccianti agricoli, che tornavano dal lavoro nei campi. Apprezzo molto la risposta del Ministro di oggi e appezzo anche che il presidente Conte e il ministro Salvini siano stati oggi a Foggia per poter subito intervenire sul tema della lotta al caporalato. Ciò detto, il 9 agosto dello scorso anno, a San Marco in Lamis si è verificato un tragico evento, una strage di mafia, in cui hanno perso la vita anche due cittadini innocenti, i fratelli Luciani, testimoni oculari di un agguato mafioso. Dopodomani ricorre il primo anniversario di questo tragico evento, e i fratelli Luciani saranno ricordati a San Marco in Lamis con vari eventi commemorativi. Oggi, oltre a unirmi al giusto e doveroso ricordo, voglio ancora una volta richiamare l'attenzione di quest'Assemblea e del Governo rispetto al gravissimo problema rappresentato dalla quarta mafia italiana, ovvero le mafie della provincia di Foggia, come sono state definite dall'ex procuratore nazionale antimafia. In questa occasione oggi voglio ribadire l'assoluta necessità che si intensifichino tutte le azioni di contrasto che il nostro ordinamento prevede, a partire dall'aumento delle Forze dell'ordine, per finire all'aumento dei presidi giudiziari. A quest'ultimo proposito, ritengo non più rinviabile l'istituzione a Foggia di una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia, al fine di aumentare la qualità e la quantità delle indagini antimafia. Su questa necessità si è espresso peraltro il CSM nell'ambito delle risoluzioni sulle mafie foggiane del 18 ottobre 2017, e su tale aspetto ho appena presentato un disegno di legge. Concludo ricordando ancora i fratelli Luciani e tutte le altre vittime di mafia, e voglio aggiungere che noi tutti, in quest'Aula e fuori, non ci arrenderemo finché le mafie non saranno sconfitte. E noi alla mafia diciamo questo: non ci arrenderemo mai! (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Buccarella) . FEDE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDE (M5S) .