[resaula]

le risorse stanziate dallo Stato per finanziare tale misura sono tutt'altro che esigue e si calcola che ammontino a circa 26 miliardi di euro per il triennio 2020-2022; i controlli dei requisiti di residenza, soggiorno e composizione del nucleo familiare spettano al Comune di residenza indicato dal richiedente al momento della presentazione della domanda; all'interrogante risulta che in alcuni comuni, tra i quali quello di Pievepelago, in provincia di Modena, sia stato omesso di comunicare i dati relativi ai percettori il reddito di cittadinanza e se il comune fosse in regola con gli adempimenti sui controlli previsti dalla normativa di riferimento; in particolare nel Comune di Pievepelago risultano residenti ben 328 cittadini stranieri (il 14,5 per cento) e un cospicuo numero di essi addirittura presso lo stesso numero civico, nonostante non se ne abbia traccia visibile nel Comune. Il Comune, interrogato circa il numero dei beneficiari della misura, ha ammesso di essere privo dei necessari dati sugli impieghi degli stessi, e non risultano controlli sulla reale presenza sul territorio di questi cittadini, ma soprattutto il Comune, non conoscendo la occupazione lavorativa dei soggetti, appare non essere al corrente del numero di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza; ai percettori del sussidio dovrebbero essere affidati lavori socialmente utili per un determinato numero di ore settimanali, a favore dei corrispondenti comuni. Aspetto, quest'ultimo, completamente ignorato dall'Unione dei Comuni del Frignano e scaricato, a parere dell'interrogante, colpevolmente alle competenze dei servizi sociali, che a quanto consta non avrebbero predisposto, dopo ben due anni dalla data di elargizione di detto sussidio, alcun programma; dalle indagini finora condotte sembrerebbe che ingannare l'INPS, l'ente preposto all'erogazione del reddito di cittadinanza, non sia poi così complesso purtroppo, stante il meccanismo dell'autocertificazione che rimanda alla dichiarazione sostitutiva unica, in cui viene calcolato il reddito e l'ISEE. È in questa fase che verrebbero forniti dati falsi o, molto più spesso, che verrebbero omessi degli elementi che, se segnalati, farebbero crescere la disponibilità economica dei richiedenti e venir meno il diritto al sussidio; è per questo che, ad oggi, accade che molti percettori del reddito ne stiano beneficiando abusivamente, in danno alla spesa pubblica, dichiarando dati falsi o omettendo informazioni necessarie, pur di incassare il sussidio; il problema, dunque, sembrerebbe anche dovuto al controllo «a valle»; invece che «a monte», ovvero quando ormai il sussidio è già stato speso da chi ha dichiarato il falso per ottenerlo, con la conseguenza anche della difficoltà a recuperare la somma Indebitamente percepita, si chiede di sapere se e quali iniziative tempestive, nell'ambito delle proprie competenze, il Ministro in indirizzo intenda adottare per porre fine alle storture ed alle criticità connesse all'istituto del reddito di cittadinanza, inclusa la possibilità di strumenti di controllo preventivo che assicurino l'erogazione del reddito di cittadinanza solo ed esclusivamente agli aventi diritto. Atto n. 4-05850 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI GRASSO BUCCARELLA LAFORGIA BITI BRESSA CERNO CIRINNA' DI NICOLA FEDELI FERRARI MARILOTTI MIRABELLI NANNICINI PARRINI PITTELLA RAMPI VALENTE VERDUCCI ZANDA NOCERINO Al Ministro dell'interno Premesso che: Saverio Tommasi, giornalista della testata "Fanpage", sabato 24 luglio 2021, a Firenze, in occasione della manifestazione dei "No Green pass", mentre svolgeva il suo lavoro, è stato oggetto di ripetute aggressioni, insulti e minacce; il cronista era intento a documentare con un servizio video giornalistico pubblicato on line dalla testata "Fanpage", le fasi e le ragioni della protesta di piazza contro l'introduzione del green pass , il provvedimento varato dal Governo per contenere la pandemia; nel video si vede chiaramente il giornalista più volte accerchiato e colpito alle spalle da più persone. Oltre alle aggressioni, Tommasi è stato spintonato ed ha evitato con prontezza il danneggiamento della sua telecamera. A più riprese è stato pesantemente minacciato e intimidito. Dalle immagini si vede addirittura una mamma incitare il figlioletto a gridare contro il cronista, come poi è accaduto, l'insulto: "scemo, scemo"; il cronista Tommasi, di fronte alla pressione belligerante dei manifestanti, ha più volte tentato di calmare gli animi spiegando che il suo lavoro è quello di documentare i fatti, riportando ciò che accade e null'altro. Solo l'intervento di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine in abiti borghesi ha interrotto il "tiro al bersaglio" ed ha evitato il peggio, "prendendo di peso" il cronista e portandolo lontano dall'evento; si evidenzia, in particolare, che ogni tre giorni, nel nostro Paese, gli operatori dell'informazione vengono insultati, minacciati di morte solo per l'esercizio della loro professione e per difendere l'articolo 21 della nostra Costituzione. L'Osservatorio dei cronisti minacciati del Viminale ha rilevato un incremento dell'11 per cento delle intimidazioni rispetto al 2020, con un aumento significativo delle minacce che riguardano contesti socio/politici, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare, affinché vengano identificati e puniti gli aggressori del giornalista Saverio Tommasi; quali iniziative intenda adottare per la salvaguardia del diritto all'informazione e il diritto ad essere informati, nonché del diritto di cronaca, a protezione di coloro che grazie al proprio lavoro di inchiesta offrono un servizio pubblico ai cittadini. Atto n. 4-05851 BRIZIARELLI BERGESIO VALLARDI SBRANA RUFA ZULIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: è notizia di ottobre 2020 che la Procura della Corte dei conti del Trentino-Alto Adige avrebbe citato in giudizio un imprenditore triestino e un suo dipendente, sospetto "prestanome", in merito a presunte dichiarazioni "non veritiere" relative a contributi europei previsti per i giovani imprenditori agricoli, titolari di terreni per il pascolo di bestiame, incassati indebitamente tra il 2010 e il 2014 per alcuni terreni in Abruzzo; nei giorni scorsi la Corte dei conti di Trento ha condannato l'imprenditore e il dipendente al pagamento di oltre 111.000 euro di danno erariale per frode ai danni dell'Unione europea, rimarcando la natura fittizia dell'azienda, sui cui terreni sembra non siano mai arrivati i bovini previsti; nel nostro Paese sono diversi i casi denunciati ogni anno di grandi aziende, che occupano aree di terreni con il solo scopo di accedere ai fondi europei, pur senza garantire l'effettiva attività di pascolo degli animali; considerato che: