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il sindacato CEUQ funzione pubblica, nelle sue funzioni istituzionali di tutela dei lavoratori ed ai sensi della vigente normativa in materia di protezione del lavoratore nel rientro al lavoro dopo il contagio da COVID-19 e con patologia psicologica per sindrome post COVID lunga, ha inviato istanza in data 11 maggio 2022 al Ministro in indirizzo finalizzata ad ottenere le citate tutele post COVID per un lavoratore dell'amministrazione civile del Ministero dell'interno; la richiesta rivestiva carattere di particolare urgenza, poiché la signora A.C., operatore amministrativo, in servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, nonostante affetta da grave patologia post COVID, è stata obbligata al rientro in ufficio in una sede inidonea al miglioramento delle sue condizioni psicologiche; il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, obbliga, infatti, il datore di lavoro ad avere, verso il dipendente affetto da malattia invalidante, un comportamento che non metta ulteriormente a rischio la salute del lavoratore, già fortemente compromessa, declinando tale assunto nel prevedere la sistemazione con minor rischio salute per il dipendente; in data 13 maggio 2022, con nota n. 555/II-PERS/6905/0-233, la segreteria del Dipartimento ha risposto negativamente alla richiesta non curandosi né delle condizioni di salute della lavoratrice, che attualmente si trova in congedo per malattia, essendosi aggravate le sue condizioni, né della normativa di tutela dei lavoratori, ponendo l'amministrazione in una situazione di illegalità. per la signora C. la legge di tutela della salute non è stata applicata, nonostante la documentazione medica prodotta dall'interessata certificasse la necessità di riprendere il lavoro in un ufficio protetto, e, come descritto nella nota sindacale, i competenti uffici del Dipartimento della pubblica sicurezza non hanno volutamente tenuto conto delle condizioni di salute della donna, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda descritta e quali iniziative di competenza intenda attuare affinché siano ripristinate le corrette tutele per i lavoratori portatori di patologie post COVID. Atto n. 4-07034 Rauti Isabella Ciriani Balboni Barbaro Calandrini de Bertoldi De Carlo Drago Tiziana Carmela Rosaria Fazzolari Garnero Santanchè Daniela Iannone La Pietra La Russa Maffoni Malan Nastri Petrenga Giovanna Ruspandini Totaro Urso Zaffini Ai Ministri dell'istruzione e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il 5 maggio 2022 la Direzione generale per lo studente, l'inclusione e l'orientamento scolastico del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'istruzione ha diramato, invitando alla massima diffusione presso tutte le istituzioni scolastiche, una circolare recante in oggetto "17 maggio - Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia"; con la medesima nota il Ministero, invocando a monte principi costituzionali ed internazionali richiamati quali fondamento di tale iniziativa, invitava i docenti di ogni ordine e grado a creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali; si tratta di una circolare estremamente controversa che ha immediatamente suscitato un coro di forti e legittime proteste, configurandosi sin da subito come un provvedimento che, lungi dal rappresentare una mera, semplice e corretta esecuzione, applicazione o declinazione di chiari dettami o principi giuridici, nazionali o sovranazionali volti a promuovere una seria e convinta battaglia contro ogni discriminazione, assume a giudizio degli interroganti i connotati di un'iniziativa diversa e del tutto arbitraria; l'iniziativa, infatti, è a giudizio degli interroganti palesemente non conforme ed incoerente con il contesto normativo vigente e, soprattutto, con il chiaro e inequivocabile indirizzo politico espresso recentemente dal Parlamento su questi delicatissimi temi in occasione del voto parlamentare sul disegno di legge AS 2005, meglio noto come "disegno di legge Zan" lo scorso 27 ottobre 2021, quando con 154 voti a favore, 131 contrari e 2 astenuti, il Senato della Repubblica ha approvato l'ordine del giorno di non passaggio all'esame degli articoli; al riguardo appare utile sottolineare come il medesimo disegno di legge prevedeva, tra l'altro, all'articolo 7, l'istituzione della "giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia", da celebrare nella medesima data dal 17 di maggio di ogni anno con il coinvolgimento e la partecipazione delle scuole: previsione, questa, consapevolmente, motivatamente e convintamente respinta dal voto del Senato della Repubblica, e qui ad opinione degli interroganti riproposto e calato dall'alto mediante un'iniziativa del Governo del tutto arbitraria oltre che nettamente contraria a quanto espressamente deliberato dal Parlamento; a giudizio degli interroganti tale circolare, oltre ad aggirare il recente indirizzo legittimamente espresso dal Parlamento, in contrasto con i più elementari principi di democrazia e al rispetto della rappresentanza parlamentare, che viene non solo totalmente ignorata ma anche pesantemente compressa, evidenzia una serie di discrasie e forzature sul piano strettamente giuridico che non possono essere ignorate, tanto più perché, come evidenziato, promananti da un provvedimento riconducibile all'iniziativa del Governo, che investe temi di estrema sensibilità e delicatezza, specie perché incidono direttamente sulla determinazione della sfera interiore della persona e sulla fase di formazione dell'identità personale di bambini ed adolescenti; si rileva come, a ben vedere, proprio quei principi nazionali e internazionali richiamati dalla circolare del Ministero dell'istruzione a proprio fondamento siano insufficienti a rappresentare il presupposto giuridico dell'iniziativa, e che un loro richiamo in tal senso sia da ritenere improprio e forzato; quanto ai principi internazionali, infatti, la circolare ministeriale richiama "la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali" e, genericamente e sommariamente, "più articoli del Trattato sull'Unione europea" (senza specificare quali) nonché la risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007 sull'omofobia in Europa, che ha deciso (al punto n. 4) di indire il 17 maggio di ogni anno la "giornata internazionale contro l'omofobia", omettendo però di esplicitare come nessuno di questi provvedimenti (compresa la citata risoluzione del Parlamento europeo), pur condannando fermamente ogni discriminazione ed invitando gli Stati membri ad un maggiore impegno in tal senso, prescriva l'adozione o promozione nelle istituzioni scolastiche di iniziative o campagne di sensibilizzazione, evidentemente proprio nella consapevolezza della delicatezza degli argomenti trattati e nel rispetto delle prerogative costituzionali degli Stati membri poste a presidio delle libertà fondamentali;