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Capite quante conseguenze ha la continua rottura del patto di lealtà parlamentare della maggioranza nei confronti delle opposizioni: ogni volta deve cambiare qualcosa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, lei ci ha proposto una seduta nella giornata di venerdì, naturalmente compatibilmente con la disponibilità del ministro Moavero, per capire che ne sarà noi e dei nostri rapporti con la Francia. Su questo siamo d'accordo, ma, signor Presidente, vogliamo - e con questo concludo e chiedo ai colleghi ancora un attimo di pazienza - che finalmente si applichi il Regolamento del Senato come è stato modificato di comune accordo la scorsa legislatura, creando un'alternanza operativa tra il lavoro dell'Assemblea e quello delle Commissioni, cosa che non è ancora avvenuta. Chiediamo quindi che sia confermato il calendario della prossima settimana, che vede lavorare solo le Commissioni, che non ci siano contaminazioni di sorta e chiediamo con forza alle componenti della maggioranza che nulla cambi di quello che è stato per l'ennesima volta rinegoziato tra la maggioranza e le opposizioni stesse. Ribadiamo naturalmente la nostra richiesta di calendarizzazione delle mozioni. Mi riferisco alla mozione di cui ho parlato la scorsa settimana sul monito del Presidente della Repubblica e sulla conseguente deliberazione della Corte costituzionale, che apre nuovi spaccati sul ruolo di tutti noi; alla mozione sull'autismo e sulle gravi disabilità; alla mozione sul Comitato per le questioni degli italiani all'estero e, naturalmente, per ultima ma non meno importante, alla mozione TAV. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, esprimo la contrarietà del Gruppo Partito Democratico al calendario così come presentato senza la possibilità di avere in Aula il ministro degli affari esteri Moavero alla luce delle dichiarazioni gravi, inaccettabili e reiterate del vice presidente del Consiglio Di Maio nei confronti di un partner storico dell'Italia all'interno dell'Unione europea e, cioè, della Francia, alle quali questa mattina sono succedute quelle dell'altro vice presidente del Consiglio Salvini. E dico questo perché dichiarazioni ad alzo zero di tal genere fanno seguito a dichiarazioni rese nei giorni precedenti a favore dei gilet gialli proprio quando un mezzo sfondava addirittura il portone di un Ministero. Mi chiedo, se in Italia in questo momento sfondassero il portone del Ministero dello sviluppo economico, come si sentirebbe il ministro Di Maio e vicepresidente del Consiglio se Macron simpatizzasse con gli autori di un tale gesto. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ci sarà certo occasione di approfondire questi temi quando il ministro Moavero ci farà la cortesia di venire in Aula, ma è evidente che stiamo assistendo a un cambio radicale della politica estera del nostro Paese, che tradisce di fatto i nostri interessi nazionali. Quando c'è da discutere in Europa delle modifiche al nuovo piano pluriennale per assegnare le risorse, il quale vede dare molti meno soldi nell'ambito della politica agricola comune agli agricoltori italiani e abbiamo la possibilità di recuperare solo alleandoci con la Francia, non si tratta di interesse nazionale? Ci inimichiamo il principale partner in Europa che ci può aiutare a recuperare risorse? E lo stesso vale per l'allentamento dell' austerity . Chi in questo momento in Europa ha i nostri stessi interessi nell'allentare le regole europee? Chi è tra i commissari quello che ha guardato con più favore a non aprire la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia se non il commissario francese? (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Unterberger) . In generale, sulle missioni dell'Unione europea, laddove c'è da fermare la tratta nei Paesi di transito abbiamo interesse a collaborare con la Francia. I Paesi cui si riferiscono i novelli statisti dei 5 Stelle sono di transito. Andate a vedere bene da dove vengono i flussi migratori in Africa: non da Paesi dove c'era il colonialismo francese, ma da Paesi come la Nigeria, che - ricordiamo al vice ministro Di Maio - non era un possedimento coloniale francese. Certo, c'è anche competizione nel Continente africano con noi, ma abbiamo interesse a cooperare sui Paesi della tratta da cui arrivano i trafficanti come il Niger, confermando la missione. Di tutti questi temi vogliamo discutere con il ministro Moavero ed è il motivo per cui non siamo d'accordo con il calendario appena annunciato, perché c'è un radicale cambiamento della nostra politica estera e si corre il rischio che crescano le tensioni. Per questo per noi è inaccettabile ed è inaccettabile che non se ne possa discutere in Assemblea. Per tale motivo voteremo contro. (Applausi dal Gruppo PD . Commenti del senatore Airola) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, Fratelli d'Italia ha aderito convintamente al programma dei lavori dell'Aula per i prossimi giorni, innanzitutto perché non si scandalizza della previsione di un giorno in più di discussione in Commissione su un decreto-legge, che, per la verità, il Governo ha riempito di troppi e nuovi argomenti. Volendo si può fare la polemica. Abbiamo, però, considerato che, a differenza di quanto avvenuto in occasione della discussione sulla legge di bilancio, stavolta in Commissione tutti stanno lavorando in un clima assolutamente sereno. Quindi, meglio un giorno in più di dibattito che l'assenza di dibattito, come colpevolmente il Governo aveva imposto al Parlamento in occasione della legge di bilancio. Per questo motivo siamo favorevoli al programma dei lavori di Assemblea che il Presidente ci ha proposto nella Conferenza dei Capigruppo. Siamo altresì estremamente favorevoli alla richiesta di ascoltare il ministro degli affari esteri Moavero. E credo sia favorevole, senza ripensamenti, anche il Governo. Probabilmente il Partito Democratico non si rende conto che si stanno fregando le mani di fronte alla richiesta di spiegare la decisa presa di posizione contro certi atteggiamenti neocolonialisti della Francia. Voglio evidenziare - non è una gara alla primogenitura, ma basta guardare sul web - che Fratelli d'Italia per primo, insistentemente, con Giorgia Meloni, sin dalla nostra manifestazione di settembre «Atreju», ha cercato di far entrare il tema nel dibattito politico. Non possiamo che essere contenti quando le nostre tesi appaiono sulle labbra dei nostri avversari politici, quali sono i componenti del Governo di cui non facciamo parte. Mi rivolgo agli amici del PD: capisco la vostra strenua difesa di qualunque cosa faccia la Francia. Avete difeso a oltranza la dottrina Mitterrand, quando impediva a Battisti di essere estradato in Italia (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az ) , che ha ancora un effetto di copertura di numerosi terroristi presenti in Francia. Avete difeso - e non lo dimentico - i sorrisini di Sarkozy con la Merkel, quando si prendeva in giro l'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP, e delle senatrici Bottici e Casolati). Non vi siete peritati, allora, di chiedere come facessero a essere così avversi all'Italia quelli che - come avete appena detto - dovrebbero essere i suoi principali alleati. (Commenti della senatrice De Petris) .