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Chi ha fatto lo stagionale l'anno scorso è identificabile, mentre non è semplice identificare chi non ha lavorato l'anno scorso ma avrebbe lavorato quest'anno come stagionale se non ci fosse stata la crisi. Per questo stiamo cercando di individuare un meccanismo che dia il più possibile certezze, per estendere anche a quelle persone questo tipo di protezione. Sono disponibili gli strumenti per la liquidità o le dilazioni di pagamento; abbiamo introdotto i voucher per evitare che le agenzie di viaggio e i tour operator restino schiacciati tra l'esigenza del cliente di ottenere il rimborso della prenotazione saltata per cause di forza maggiore e il mancato rimborso da parte dei fornitori di servizi alle agenzie di viaggio e ai tour operator. La possibilità di dare un voucher utilizzabile per dodici mesi, che proporremo di estendere a diciotto mesi nel prossimo provvedimento, ha evitato almeno una parte dei problemi immediati di liquidità. Oltre a queste misure, che sono già in vigore, stiamo lavorando su altre nuove che saranno contenute nel decreto che si chiamava aprile, pur se vogliamo approvarlo entro questa settimana di maggio nel Consiglio dei ministri, e che ora chiamiamo decreto 55 miliardi, perché siamo sempre tutti alla ricerca dei nomi e almeno questo è un punto fermo. Ebbene, nel decreto 55 miliardi saranno contenute alcune misure specifiche riferite al turismo e altre nuove riguardanti le aziende. Consentitemi di non indicare le cifre non soltanto per una questione di correttezza, ma anche perché siamo in piena trattativa - molti di voi hanno esperienza di Governo e lo sanno - e quindi nel pieno della fase delle discussioni tra i singoli Ministeri e il Ministero dell'economia o tra i singoli Ministeri. Tra le varie misure - ho già detto dell'estensione delle tutele per gli stagionali - stiamo cercando di individuare lo strumento per andare incontro a tutti coloro che hanno pagato gli affitti nei mesi in cui le attività sono state chiuse per le ordinanze dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. In particolare, si tratta di una misura che deve essere assolutamente estesa alle strutture alberghiere che non hanno potuto usufruire del primo riconoscimento di credito di imposta per l'affitto non essendo state chiuse per ordinanza ma rimaste aperte per offrire un servizio, e non certo per ospitare clienti che non c'erano; in generale, deve essere estesa a tutte le categorie, anche alle più piccole attività imprenditoriali legate al settore turismo. Un secondo intervento generale per il settore è dedicato alle imprese che hanno subito un calo di fatturato rispetto al periodo analogo dell'anno scorso. Dovrebbe essere - uso il condizionale per prudenza - a fondo perduto per le aziende sotto una certa dimensione di fatturato e, quindi, per quasi tutte le aziende del settore del turismo. Con la crescita del fatturato cambieranno gli strumenti di intervento e di sostegno. Oltre a queste misure che incidono positivamente in un settore in cui erano prima inesistenti - mi riferisco in particolare agli ammortizzatori sociali - stiamo ragionando su uno strumento che aiuti contemporaneamente le famiglie, le persone e le imprese turistiche, e cioè un tax credit vacanze, o bonus vacanze - come è stato chiamato - chiesto da più forze politiche - che possa essere speso da una famiglia - l'importo del credito è legato al numero dei componenti e, quindi, si tiene conto dei figli a carico, delle famiglie monoparentali e delle coppie - entro il 2020, in strutture ricettive. Parliamo di una cifra significativa che potrebbe coprire il fabbisogno di diversi milioni di famiglie che hanno un reddito medio-basso - sono cioè sotto un determinato tetto, che stiamo quantificando in base allo strumento ISEE - da usare presso le strutture ricettive. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, c'è troppo brusio. FRANCESCHINI , ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Il tax credit si potrà utilizzare entro il 31 dicembre 2020 presso le strutture ricettive cedendone una parte alla struttura stessa, la quale potrà recuperarlo immediatamente nel mese successivo - come sapete, le imprese pagano l'IVA mensilmente, per cui possono immediatamente recuperare la somma - mentre il restante 20 per cento rimarrà a carico del titolare del credito, che potrà utilizzarlo l'anno dopo come credito d'imposta. Questo vuol dire sostenere le famiglie e spingerle a fare vacanze e, contemporaneamente, dare liquidità alle imprese. È evidente, infatti, che, se una persona va in un albergo o in una struttura ricettiva, poi, nel resto della giornata, andrà anche al ristorante o in uno stabilimento balneare, o comunque farà ciò che si fa normalmente in vacanza. Stiamo poi ragionando anche su altre misure, una delle quali, in particolare, è molto importante. Come sapete, le misure di distanziamento sociale spingeranno inevitabilmente bar e ristoranti a limitare fortemente il numero dei tavoli al loro interno, e quindi, stiamo ragionando su una norma che li renda esenti dal pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico. Tale provvedimento avrà un limite temporale di sei mesi e, per accelerare la sua entrata in vigore, si farà in modo che in questa fase non siano necessarie le autorizzazioni statali normalmente richieste. Penso in particolare al mio Ministero e alle soprintendenze. Si tratta di misure temporanee e reversibili per rendere più agevole la possibilità di mettere all'esterno i tavolini che non potranno essere tenuti all'interno. Mi è stato chiesto più volte quando si potrà andare in vacanza. A tale proposito non è solo la politica a decidere. La politica deve ascoltare - come ho fatto doverosamente in questi mesi e come hanno fatto i Governi di tutto il mondo - le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, il quale deve tenere conto della prevenzione del contagio ed evitare il ritorno del rischio epidemiologico. Credo che il Comitato tecnico scientifico, da me interpellato, fornirà una risposta entro questa settimana su tutte le attività di cui si occupa il mio Ministero, in maniera tale da avere quelle prescrizioni che consentano alle imprese di riorganizzarsi e poter riaprire. Penso - per esempio - agli stabilimenti balneari che, al di là di quale sarà la data effettiva della riapertura, hanno bisogno di riorganizzare le loro attività. Quindi, entro questa settimana saranno fornite le prescrizioni che riferirò immediatamente al Parlamento; prescrizioni che consentiranno, in base all'andamento dei dati epidemiologici, di stabilire quando sarà possibile ripartire, settore per settore, e ciò sarà il prima possibile. Se mi si chiede se quest'estate si faranno le vacanze, io rispondo di sì, quest'estate si faranno le vacanze; saranno diverse, dovremo osservare le misure che ci sono prescritte per tutte le attività: il distanziamento, in qualche caso le mascherine e la sanificazione, tutte misure che conosciamo ormai molto bene. Saranno vacanze diverse, ma si potranno fare. Anche su questo fronte stiamo sollecitando l'Unione europea. Qualche giorno fa è stata fatta la riunione (in videoconferenza, ovviamente) dei Ministri del turismo e ho incontrato diversi miei colleghi; questa mattina ho parlato con il Ministro croato e domani parlerò con il commissario europeo che ha la delega al turismo.