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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge prevede, anche per la XIX legislatura, l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per mezzo della quale sia possibile svolgere specifici approfondimenti ed analisi su casistiche e tipologie di illeciti legati non solo al traffico dei rifiuti, ma ad anche ad altri tipi di violazione in materia ambientale ed inoltre svolgere ogni opportuna attività di verifica sull'efficacia degli strumenti legislativi esistenti. Vi è la convinzione di poter sfruttare la bontà ed i poteri dello strumento anche per l'individuazione e valorizzazione delle best practice e delle innovazioni tecnologiche e scientifiche in grado di risolvere o attenuare gli effetti di una cattiva gestione dei rifiuti sull'ambiente e, in questo senso, indirizzare il Parlamento ad innovare conseguentemente il sistema normativo. Non solo, si vuole dotare la Commissione instauranda dei poteri e della possibilità di costruire delle ipotesi previsionali e tendenziali dei rischi di illecito che il settore dei rifiuti potrà generare rispetto a nuove tipologie di materiali da trattare o provenienze dei medesimi. Il lavoro della Commissione di inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti si è sino ad oggi distinto come attività funzionale non solo alla repressione dei reati contro l'ambiente e la salute, ma anche come stimolo ad intervenire, nei confronti del Parlamento e del Governo, con nuovi o rivisitati strumenti normativi ed azioni amministrative efficaci rispetto alle criticità segnalate. Le Commissioni di inchiesta succedutesi nei passati anni hanno avuto il merito di tenere alta, con il loro lavoro, l'attenzione non solo sulle criticità relative alla gestione dei rifiuti ma anche sulla situazione delle numerose aree nel territorio nazionale gravemente compromesse, a livello ambientale, da contaminazioni prodotte da attività industriali del passato oppure da condotte perpetrate da associazioni criminali. È stata poi valorizzata durante il corso dell'ultima esperienza della XVIII legislatura la possibilità dei cittadini e dell'associazionismo di farsi strumento di segnalazione di eventi o situazioni critiche da cui sono derivate audizioni e richieste documentali ad enti pubblici od organi preposti alle attività di verifica territoriale. Nella legislatura XVIII, la Commissione ha proceduto all'audizione di personalità del mondo accademico, magistrati, operatori di polizia giudiziaria, associazioni ambientaliste. Ha poi sperimentato forme di collaborazione sottoscritte con organismi militari e giudiziari, ha provveduto a consultare o audire organi commissariali sullo stato di avanzamento delle procedure di bonifica e messa in sicurezza, segnatamente nei siti di interesse nazionale, evidenziando eventuali casi di ritardi o inadempimenti. Inoltre, ed in generale, le Commissioni di inchiesta, in base ai propri regolamenti interni, attraverso la redazione di relazioni dedicate a realtà territoriali specifiche, hanno posto specifica attenzione alle regioni italiane ed alle più articolate situazioni di emergenza della gestione dei rifiuti, al fine di accertare responsabilità e indicare, laddove possibile, misure di intervento. Il lavoro delle Commissioni di inchiesta delle passate legislature ha avuto altresì l'obiettivo di costituire, d'intesa con le procure della Repubblica di tutta Italia, un efficace sistema volto a contrastare l'attività delle sempre più forti associazioni criminali italiane e straniere operanti nel settore ambientale. Si è infatti preso atto che le distorsioni nella gestione del ciclo dei rifiuti, unite all'assenza o insufficienza della rete di controlli in campo ambientale, non solo sono in grado di aprire spazi di illegalità nel territorio nazionale, ma anche di generare o, comunque, di alimentare traffici illeciti internazionali. A tale proposito le Commissioni di inchiesta, nell'ultimo decennio, hanno dedicato speciale attenzione ai traffici transfrontalieri di rifiuti, come nel caso della recente vicenda che ha visto coinvolta la Tunisia nella destinazione di rifiuti provenienti da aziende campane, promuovendo azioni sinergiche, anche al livello internazionale, per il contrasto dell'illegalità connessa al ciclo dei rifiuti. Ciò premesso, con il presente disegno di legge si chiede che con l'istituzione di una nuova Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati il Parlamento prosegua tale meritoria attività di vigilanza, accertamento dei fatti e individuazione di possibili interventi legislativi.. 1 (Istituzione e compiti della Commissione) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XIX legislatura, una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, di seguito denominata « Commissione », con il compito di: a svolgere indagini sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni in esse coinvolte o ad esse comunque collegate, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata, con specifico riferimento alle associazioni di cui agli articoli 416 e 416- bis del codice penale; b accertare e indagare le possibili connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti all'interno dei territori comunali e provinciali, tra le diverse regioni del territorio nazionale e verso Stati esteri; c accertare e indagare l'attualità di specifiche attività illecite connesse al traffico illecito transfrontaliero dei rifiuti, con particolare riferimento a quelle concernenti i rifiuti, anche pericolosi, in partenza dai porti marittimi verso destinazioni estere, e, contestualmente, svolgere indagini, in collaborazione con le autorità di inchiesta degli Stati destinatari dei rifiuti, per individuare attività volte a immettere nel mercato nazionale beni e prodotti, realizzati attraverso processi di riciclo di materie prime secondarie ottenute dai rifiuti, che non rispondono alle caratteristiche merceologiche e sanitarie previste dalla normativa nazionale; d verificare l'eventuale sussistenza di comportamenti illeciti nell'ambito della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, anche in riferimento alle modalità di gestione dei servizi di smaltimento da parte degli enti locali e ai relativi sistemi di affidamento; e accertare l'eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale e alle attività di bonifica nonché alla gestione dei rifiuti radioattivi, verificando altresì lo stato di attuazione delle operazioni di bonifica dei medesimi siti; f verificare l'eventuale sussistenza di attività illecite relative alla gestione degli impianti di depurazione delle acque nonché alla gestione dello smaltimento dei fanghi e dei reflui provenienti da tali impianti; g verificare la corretta attuazione della normativa vigente in materia ambientale e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro nelle materie oggetto dell'inchiesta e in modo specifico per quanto riguarda la gestione dei rifiuti pericolosi e la loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione, e svolgere indagini atte ad accertare eventuali attività illecite connesse a tale gestione;