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nell'elenco dei luoghi attrattivi di nuovo visitabili non c'era villa Lante a Bagnaia (Viterbo), che è uno dei più famosi giardini manieristici del XVI secolo; la struttura ha già predisposto tutte le misure atte a garantire una riapertura in sicurezza, si chiede di sapere: con quale criterio siano state selezionate le strutture da riaprire; per quali motivi villa Lante non sia stata inserita fra queste strutture, pur avendo tutti i requisiti idonei ad una riapertura in sicurezza; se e quando sarà possibile restituire ai cittadini la possibilità di visitarla nuovamente. Atto n. 4-03630 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nei giorni di domenica 7 e lunedì 8 giugno 2020 molte zone della Lombardia sono state colpite da violenti nubifragi, che hanno fatto scattare l'allerta rossa per dissesto idrogeologico. Molti danni si sono registrati nella fascia alta del varesotto, quella delle prealpi e dei laghi, dove una frana ha invaso la strada provinciale 69 nel comune di Laveno Mombello, alcuni corsi d'acqua sono esondati, si sono registrate situazioni particolarmente critiche in particolare a Lavena Ponte Tresa, Cuvio e Cuveglio e una consistente massa di fango si è riversata nel lago Maggiore dai fiumi Tresa e Margorabbia, i quali in questo momento, insieme alla diga di Creva, piena di detriti e legna, destano particolare preoccupazione; il maltempo ha provocato particolari disagi a Marchirolo, dove si sono verificati diversi allagamenti in abitazioni e cantine, a Gavirate, dove uno smottamento ha fatto crollare un muro di contenimento che costeggia la linea ferroviaria, a Brusimpiano, le cui strade si sono trasformate in fiumi di acqua e fango e diverse famiglie sono state evacuate; la conta dei danni è ancora in corso ma le infrastrutture stradali e ferroviarie risulterebbero particolarmente colpite tanto che Paolo Sartorio, presidente della Comunità montana del Piambello, ha parlato di una situazione mai vista; considerato che l'emergenza sanitaria e economica provocata dalla diffusione del virus COVID-19 ha già colpito profondamente il sistema sanitario e produttivo di questa zona, come di tutta la regione, mettendo in ginocchio un'intera economia e costringendo molti esercizi commerciali e professionali a sospendere e, talvolta, chiudere definitivamente le proprie attività, si chiede di sapere: se si intenda intervenire per sostenere economicamente la ricostruzione delle aree interessate dall'alluvione e il ristoro dei danni subiti dai privati; come si intenda intervenire per assicurare la messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale dall'annoso problema del dissesto idrogeologico. Atto n. 4-03631 PESCO ACCOTO NATURALE PACIFICO TRENTACOSTE NOCERINO CORRADO MARILOTTI MANTERO PRESUTTO COLTORTI LANNUTTI ANASTASI MOLLAME PIRRO LEONE DONNO ROMANO VANIN PAVANELLI DELL'OLIO GALLICCHIO GRANATO FEDE ABATE L'ABBATE DE LUCIA CROATTI MORONESE CORBETTA ROMAGNOLI MAUTONE LOMUTI PISANI Giuseppe Al Ministro dell'interno Premesso che: si apprende da fonti di stampa che il procuratore capo di Taranto Capristo è agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione in atti giudiziari, truffa ai danni dello Stato e falso. Lo stesso provvedimento è stato eseguito a carico dell'ispettore superiore della Polizia Scivittaro e altri tre imprenditori attivi in provincia di Bari, i fratelli Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. L'inchiesta, cominciata un anno fa, è portata avanti dalla Procura della Repubblica di Potenza; gli episodi contestati, ossia i presunti tentativi di "aggiustare" un procedimento aperto dal pubblico ministero Silvia Curione, risalgono all'epoca in cui Capristo era procuratore capo a Trani. In particolare la dottoressa Silvia Curione, in servizio presso la Procura di Trani, aveva in carico una denuncia di presunta usura presentata dagli imprenditori Mancazzo nei confronti di Giuseppe Cuoccio, un altro imprenditore pugliese, e dall'aprile 2018 avrebbe cominciato a ricevere pressioni indebite finalizzate a ottenere l'incriminazione del denunciato, permettendo così ai denuncianti di accedere ai vantaggi previsti dall'ordinamento a titolo di parti offese, dalla sospensione di ogni procedura esecutiva alla possibilità di accedere a mutui senza interessi (art. 20 della legge n. 44 del 1999 e art. 14 della legge n. 108 del 1996), indennizzi e altro; considerato che: il fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura in caso di estorsione prevede per le vittime un'"elargizione pecuniaria", senza l'obbligo di restituzione, come contributo al ristoro del danno patrimoniale subito e, nel caso di usura, consente l'accesso a un mutuo decennale a zero interessi per il rilancio dell'attività economica in un contesto di legalità; nella deliberazione 24 maggio 2018, n. 9/2018/G, della Corte dei conti, sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, relativa alla "gestione del fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura (2013-2017)", si sostiene che sono molto aumentate le domande di accesso al fondo da parte di presunte vittime. Questo perché "l'espressa esclusione dall'accesso al fondo a vittime non estranee a rapporti e ambienti delinquenziali" è stata inserita solo con l'art. 15, comma 1, lett. c) , della legge n. 122 del 2016. Il ritardo "nell'introduzione della suddetta modifica legislativa ha comportato (...) la soccombenza del fondo in contenziosi giudiziari originati da dinieghi delle provvidenze", motivati da "negativi e ostativi riscontri in capo alle vittime e/o agli istanti, inequivocabilmente inseriti in contesti mafiosi" e in molti casi "eliminati in vere guerre di mafia per la spartizione delle attività illecite nelle zone di influenza". L'attuazione cautelativa di tali dinieghi e la soccombenza nei contenziosi ha perciò "comportato esborsi a carico del fondo in 14,7 milioni", più "ulteriori 18,3 milioni" su cui "pendono giudizi"; le indagini del Tribunale distrettuale di Potenza hanno, al momento, fornito un esempio dei sistemi con cui si tenta di accedere ai privilegi dello status di vittima di usura per far comprendere le modalità attuative; considerato inoltre che: le vicende riportate ricalcano le circostanziate denunce depositate dall'imprenditore Giovanni Pastore presso la Procura di Pavia (poi trasferita per competenza a Milano) e alla Procura presso la Corte dei conti. Le denunce fornirebbero agli uffici competenti prove evidenti della truffa operata dalle presunte vittime di usura e della trascuratezza con cui è stata condotta l'istruttoria della pratica del mutuo antiusura.