[ddlpres]

Le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo possono essere dichiarate inapplicabili a qualsiasi accordo fra imprese, decisione di associazione di imprese e a qualsiasi pratica concordata che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, ed evitando di: a) imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi; b) dare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi, in modo da subordinare l'autorizzazione al preventivo accertamento che l'operazione non ostacoli in modo significativo una concorrenza effettiva nel mercato nazionale, in particolare a causa della creazione o del rafforzamento di una posizione dominante. »; b) l'articolo 4 è abrogato; c) all'articolo 5, comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente: « c) quando due o più imprese procedono, attraverso la costituzione di una nuova società, alla costituzione di un’impresa comune che esercita stabilmente tutte le funzioni di una entità autonoma, indipendentemente dalla sua natura concentrativa o cooperativa. Qualora un'impresa comune abbia per oggetto o per effetto il coordinamento del comportamento concorrenziale di imprese che restano indipendenti, detto coordinamento verrà valutato secondo i parametri adottati per la valutazione delle intese.»; d) all'articolo 5, il comma 3 è abrogato; e) all'articolo 6, comma 1, secondo periodo, prima della parola: «nonché» sono inserite le seguenti: «dell'evoluzione del progresso tecnico ed economico, purché essa sia a vantaggio del consumatore e non costituisca impedimento alla concorrenza,»; f) all'articolo 8, il comma 2- bis è sostituito dal seguente: «2- bis . Le imprese che, per disposizioni di legge, esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale in regime di riserva, qualora intendano svolgere attività in mercati diversi, operano mediante società separate ovvero mediante costituzione di patrimoni destinati ad uno specifico affare, ai sensi degli articoli da 2447- bis a 2447- decies del codice civile. »; g) all'articolo 8, il comma 2- ter è sostituito dal seguente: «2- ter . L'obbligo di cui al comma 2- bis non si applica alle imprese che esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale in regime di riserva ad esito di una procedura ad evidenza pubblica, di cui sono risultate aggiudicatarie.»; h) all'articolo 8, il comma 2- quater è sostituito dal seguente: «2- quater . Al fine di garantire pari opportunità di iniziativa economica, qualora le imprese di cui al comma 2- bis rendano disponibili a società da esse partecipate o controllate nei mercati diversi ovvero utilizzino al fine delle attività svolte mediante costituzione di patrimoni destinati ad uno specifico affare, beni o servizi, anche informativi, di cui abbiano la disponibilità esclusiva in dipendenza delle attività svolte ai sensi del medesimo comma 2- bis , esse sono tenute a rendere accessibili tali beni o servizi, a condizioni equivalenti, alle altre imprese direttamente concorrenti.»; i) all'articolo 8, il comma 2- quinquies è sostituito dal seguente: «2- quinquies . L'Autorità, d'ufficio o su denuncia, procede ad istruttoria per verificare l'esistenza di infrazioni ai commi 2- bis e 2- quater . All'istruttoria si applicano le disposizioni previste dall'articolo 14.»; l) all'articolo 8, il comma 2- sexies è sostituito dal seguente: «2- sexies . Nei casi di accertate infrazioni ai commi 2- bis e 2- quater , l'Autorità fissa alle imprese il termine per l'eliminazione delle infrazioni e applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 500.000 euro. In caso di inottemperanza alla diffida, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino al dieci per cento del fatturato.»; m) l'articolo 13 è abrogato; n) all'articolo 15, al comma 2- bis sono aggiunti in fine i seguenti periodi: «Nei confronti dei soggetti ai quali è contestata una violazione dell'articolo 2 della presente legge o dell'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea con provvedimento di avvio dell'istruttoria, l'accesso alle dichiarazioni confessorie rese oralmente o per iscritto dai rappresentanti dell'impresa richiedente il trattamento favorevole è differito ai sensi dell'articolo 13, comma 10, del decreto del Presidente della Repubblica del 30 aprile 1998, n. 217, fino all'invio della comunicazione delle risultanze istruttorie. Ricevuta la comunicazione delle risultanze istruttorie, i destinatari della medesima possono accedere alle dichiarazioni confessorie purché si impegnino a non copiare con qualsiasi mezzo meccanico od elettronico nessuna informazione ivi contenuta e ad utilizzare le informazioni contenute nella dichiarazione confessoria unicamente ai fini di procedimenti giudiziari o amministrativi per l'applicazione delle norme di concorrenza sulle quali verte il relativo procedimento amministrativo. Ai soggetti terzi, anche se intervenuti nel procedimento, non è accordato l'accesso alle dichiarazioni confessorie. L'Autorità definisce con proprio provvedimento generale i limiti e le modalità di accesso alla documentazione presentata dall'impresa richiedente in allegato o ad integrazione della dichiarazione confessoria sia da parte dei soggetti ai quali è contestata una violazione dell'articolo 2 della presente legge o dell'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea con provvedimento di avvio dell'istruttoria, sia da parte dei terzi.»; o) all'articolo 15, dopo il comma 2- bis sono aggiunti i seguenti: «2- ter . La concessione, con provvedimento dell'Autorità conclusivo dell'istruttoria, del beneficio dell'immunità dalla sanzione amministrativa ad un'impresa costituisce causa di non punibilità di chi, all'interno dell'impresa, abbia posto in essere un illecito penale riguardante i medesimi fatti che hanno condotto all'accertamento dell'intesa. Tale causa di non punibilità opera esclusivamente se al momento della presentazione all'Autorità della richiesta di immunità non fossero già in corso indagini penali ai sensi dell'articolo 330 del codice di procedura penale. 2- quater . La concessione dell'immunità da parte dell'Autorità ad un'impresa costituisce causa di non applicabilità delle sanzioni previste dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, a carico dell'impresa stessa laddove la relativa responsabilità amministrativa riguardi i medesimi fatti che hanno condotto all'accertamento dell'intesa. In tali casi, la concessione dell'immunità da parte dell'Autorità costituisce altresì causa di non punibilità di chi, all'interno dell'impresa, abbia posto in essere l'illecito penale da cui dipende la responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. 2- quinquies .