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Un'ipotesi che non può essere trascurata è quella di guardare con attenzione a questi contenziosi e valutare di mettere in campo un provvedimento che o li sospenda o li annulli del tutto o comunque vada a rivedere quantomeno il capitolo delle sanzioni e degli interessi. Abbiamo infatti degli impianti già esistenti, che sono però bloccati da tali contenziosi e che tanto potrebbero dare all'Italia in termini di costi minori e di maggiori energie rinnovabili. Abbiamo poi la burocrazia. Con questo decreto-legge è stato fatto un passo avanti importante; c'è stata un'accelerazione, però non basta. Sappiamo che per certi versi l'Italia attrae gli investimenti dal punto di vista delle energie rinnovabili, ma allo stesso tempo ciò che li blocca o addirittura li respinge è la lunghezza dei procedimenti tecnico-amministrativi del nostro Paese. Si tratta di una sfida campale ed è la più importante se si vuole davvero voltare pagina. Oggi che cosa sta accadendo in Puglia e nello specifico a Taranto? Viene inaugurato il primo impianto eolico offshore che viene autorizzato e il cui nastro viene tagliato a distanza di sedici anni dalla presentazione del progetto: è qualcosa di inaccettabile e incomprensibile (Applausi) , soprattutto in un momento come questo. Occorre dare un occhio di riguardo ad alcune Regioni. Ce ne sono alcune che hanno delle risorse naturali, hanno già delle opportunità per le mani su cui hanno una titolarità diretta, e su alcune vicende non devono nemmeno attendere l'intervento dello Stato. L'invito che rivolgo in maniera accorata a queste Regioni è di mettere immediatamente a disposizione dei propri cittadini risorse economiche o risorse naturali quali il gas, perché la gente non può e non deve più aspettare. Che cosa è successo in questi due anni? Il mondo è cambiato, perché c'è stata una pandemia; perché c'è una guerra in corso alle porte dell'Europa; e perché sono cambiate le priorità e la politica deve essere all'altezza di questo cambiamento che c'è stato in maniera così repentina. La politica non può arrendersi, non deve ripiegare su se stessa, ma deve rilanciare, secondo il nostro punto di vista, in base a due aspetti irrinunciabili. Da un lato, gli errori del passato non devono essere più commessi. Uno di questi errori è quell'ambientalismo ottuso, populista, irresponsabile e insensato che ha fermato il Paese per troppo tempo (Applausi) ; non possiamo più ripetere questi errori. Per intenderci, è quell'ambientalismo che - è un esempio su tanti - si sta manifestando nel mare Adriatico, dove dallo stesso bacino c'è la Croazia che tira gas e l'Italia che, per questa ideologia, non tira alcunché. Dall'altro lato, il punto di forza è il coraggio delle idee nuove, delle idee all'avanguardia e delle azioni concrete. Oggi è il compleanno di Roma e a questa città rivolgo - immagino a nome di tutti - un augurio profondo e sentito. Ieri il sindaco di Roma, Gualtieri, ha sfatato questo tabù dell'ambientalismo ottuso, insensato e irresponsabile, e ha annunciato che entro il 2025 realizzerà un termovalorizzatore per la città di Roma. Ci voleva un cumulo di rifiuti enorme, e magari la crisi energetica, per convincere il sindaco a fare questo provvedimento. Apprendiamo questa notizia con tanto favore, anche perché voglio ricordare che non c'è vittoria più grande di vedere sulla bocca del tuo avversario splendere la tua verità. Questo è accaduto oggi a Roma e speriamo che accada in tutto il Paese, con coraggio, con visione, con responsabilità, nell'interesse di tutti gli italiani dopo aver archiviato definitivamente un'ideologia che non ha mai avuto senso di esistere e che oggi, ancora di più, non ha il minimo senso che continui ad esistere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, contingenterò i tempi del mio intervento, come è stato richiesto, anche se mi sembra che siamo gli unici a rispettare il minutaggio previsto. Chiedo dunque di consegnare il testo scritto del mio intervento, affinché sia pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. È vero che, parlando del contenimento dei costi dell'energia, va bene intervenire, come prevede il decreto-legge al nostro esame, con l'annullamento degli oneri generali di sistema per le utenze elettriche o, ancora, riducendo le aliquote dell'IVA sulle forniture di gas metano. Quindi, alleviare il costo per i cittadini italiani e per le imprese funziona, ma sappiamo molto bene che non può bastare, perché va in primo luogo rimarcato che un contenimento dei costi si può avere soltanto se abbiamo un risparmio concreto nell'utilizzo delle fonti energetiche: occorre quindi consumare di meno. In secondo luogo, dobbiamo far sì che il nostro Paese non dipenda più energeticamente da altri Paesi e tutto questo si può ottenere soltanto in un modo, onorevoli colleghi, ovvero con l'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia. (Applausi) . Non esiste altro modo! A chiederci l'intervento sulle fonti rinnovabili di energia è proprio quel 15 per cento di cittadini che, nel primo bimestre, non ha avuto i soldi per pagare le bollette dell'energia elettrica. C'è povertà energetica del nostro Paese: il 15 per cento degli italiani, già prima della pandemia e della guerra, viveva in povertà energetica e questi numeri sono drammaticamente destinati ad aumentare. Se non interveniamo sulle fonti energetiche, quella gente non saprà come pagare bollette ancora più salate e ancora più costose. Basta dare un'occhiata al bilancio energetico nazionale per capire a che punto siamo con lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia. Oggi, il nostro approvvigionamento da fonti rinnovabili avviene per il 20 per cento, mentre la fa sempre da padrone l'utilizzo di petrolio e di metano, che va ben oltre il 33-35 per cento. Occorre allora domandarsi cosa dobbiamo fare e come possiamo intervenire. Un segnale concreto ce lo sta dando anche la guerra, che ci sta dimostrando che la nostra dipendenza energetica mina la nostra democrazia. Dunque, per proteggere la nostra democrazia e il sistema Italia dobbiamo cercare di essere indipendenti energeticamente. Come in democrazia ogni cittadino è parte importante e fondamentale della comunità e del Paese, così per avere l'indipendenza energetica bisogna far sì che ogni cittadino e ogni comunità sia protagonista nell'indipendenza energetica del Paese. Tutto questo, come si fa? Rimarrà solo uno spot elettorale, una sorta di propaganda che ascolto anche in questa sede, da destra e da sinistra, e anche da parte del Governo? Lo si deve fare, concretamente, con misure che non hanno alcun colore politico. (Applausi) . Chi siede in quest'Aula e chi sta al Governo sa che queste misure hanno soltanto un colore: il tricolore dell'Italia! (Applausi) . Le misure a cui mi riferisco sono le comunità energetiche e il superbonus del 110 per cento. Siamo riusciti ad ottenere la proroga del superbonus dal 29 maggio al 15 ottobre 2022, per la comunicazione dei crediti d'imposta del 2021.