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La « funzione di polizia locale » è definita come l'insieme delle attività di prevenzione e contrasto delle situazioni e dei comportamenti che violano le leggi statali e regionali e i regolamenti locali, ovverosia l'insieme delle funzioni rese alla collettività per il controllo del territorio e per rispondere alle esigenze di rispetto della legalità, quale elemento fondamentale della società civile e condizione essenziale per il suo sviluppo; il « servizio di polizia locale » è il servizio pubblico non economico organizzato e gestito dalla regione e dall'ente locale per esercitare la funzione di polizia locale in modo efficiente, efficace e con continuità operativa; il « personale appartenente al servizio di polizia locale » consiste nel personale assegnato a tale servizio in via continuativa, che assicura l'erogazione della funzione di polizia locale nell'ambito delle attribuzioni date dall'ordinamento legislativo e nei limiti territoriali previsti; i « soggetti titolari della funzione di polizia locale » sono la regione, il comune e gli altri enti locali, diversi dal comune, che svolgono la funzione di polizia locale di cui sono titolari a mezzo di un servizio appositamente organizzato. Inoltre, questa proposta normativa nasce anche dalla necessità di rendere più efficienti le politiche integrate in materia di sicurezza, tenendo conto dell'evoluzione funzionale che nel corso degli ultimi anni ha interessato sempre di più le polizie locali e del processo di necessaria armonizzazione con il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a) , della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Come detto, i profondi mutamenti che negli ultimi venticinque anni hanno riguardato il tessuto sociale della società italiana, anche a causa delle trasformazioni economiche o delle sfide quotidianamente poste dai flussi migratori, hanno sollevato nuove istanze di sicurezza, specie nelle medie e grandi città, che hanno finito per mutare il concetto stesso di vivibilità del contesto urbano. Sempre più frequentemente gli operatori di polizia locale sono stati coinvolti in specifiche operazioni di ordine pubblico eseguite dalle Forze di polizia, tanto in situazioni estemporanee di emergenza, quanto nel contesto di più articolate ed estese programmazioni di interventi concertati con la Polizia di Stato. Questo progressivo coinvolgimento delle polizie locali in operazioni previste dal comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico si è tradotto in un ulteriore aumento dei rischi ai quali sono esposti quotidianamente gli agenti sul territorio. L'evoluzione dei doveri e delle responsabilità di questi ultimi, però, non ha trovato un opportuno riscontro in sede normativa, anche al fine di un giusto riconoscimento dei diritti dei lavoratori coinvolti. È proprio nel quadro di riferimento appena descritto che si colloca un'ulteriore proposta di specifica disciplina riservata alle polizie locali all'interno del contratto collettivo nazionale di categoria per le autonomie locali. Con il confronto tra le parti sociali si darà modo di elaborare una valorizzazione di questo servizio e, ove compatibile, di proporre l'equiparazione degli appartenenti alla polizia locale, per la parte economica e funzionale, al contratto collettivo nazionale delle Forze di polizia dello Stato attualmente in vigore. Una necessaria modifica interviene anche nella disciplina relativa all'attribuzione delle funzioni di agente di polizia giudiziaria, riferita agli agenti di polizia locale ai sensi dell'articolo 57, comma 2, lettera b) , del codice di procedura penale, o di ufficiale di polizia giudiziaria, riferita agli agenti addetti al coordinamento, agli ufficiali commissari e ai comandanti, ai sensi del medesimo articolo 57, comma 1, lettera b-bis) , introdotta dal presente disegno di legge. Anche per la funzione di pubblica sicurezza si ritiene che tale attribuzione debba avvenire automaticamente all'incardinamento dell'operatore nel ruolo. Passando all'esame analitico del testo, all'articolo 2 del disegno di legge sono definiti e specificati i concetti di « funzione di polizia locale », « servizio di polizia locale », « personale appartenente al servizio di polizia locale » e « soggetto titolare della funzione di polizia locale ». La sicurezza urbana è oggi comunemente considerata come un bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, attraverso interventi di riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati, nonché all'eliminazione dei fattori di marginalità sociale e di esclusione, dei fenomeni antisociali e di inciviltà. L'indubbia competenza « locale » della materia della sicurezza urbana ci ha persuaso, come già rilevato, a espungere dall'alveo delle materie dell'ordine e sicurezza pubblica la materia della sicurezza urbana. Nel capo II, « Politiche integrate per la sicurezza », all'articolo 3 (Regolamenti di polizia urbana) si stabilisce che i regolamenti adottati dai comuni ai sensi del TUEL (articolo 7) nel rispetto dell'ordinamento vigente possano prevedere disposizioni sulla prevenzione di fenomeni che compromettono la sicurezza urbana e siano diretti a consolidare la convivenza civile e la coesione sociale per la salvaguardia degli spazi urbani a vantaggio dei fruitori delle città e per contrastare il degrado e l'insicurezza. Nel medesimo capo, all'articolo 4 (Scambio di informazione per il sistema di sicurezza urbana) si prevede che, al fine di incentivare le sinergie delle varie azioni e di integrare le politiche per la sicurezza urbana, i comuni, le città metropolitane, le regioni e lo Stato promuovono gli scambi di reciproche informazioni settoriali sui principali aspetti delle attività di propria competenza e, in particolare, sulle evoluzioni e sui fenomeni che sono potenzialmente generatori di degrado e insicurezza, incentivando anche l'impiego di piattaforme digitali compatibili, che favoriscano lo scambio delle informazioni in modalità telematica. Anche gli accordi in materia di politiche integrate per la sicurezza, disciplinati all'articolo 5, perseguono la finalità di incentivare lo strumento pattizio per la realizzazione di politiche integrate per la sicurezza urbana. Si vuole realizzare quindi l'integrazione tra le politiche e le azioni che a livello locale hanno l'obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza urbana del territorio di riferimento, ivi compresi il contrasto del disagio sociale, la promozione dell'educazione alla convivenza e il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti e il dialogo tra le persone, l'integrazione e l'inclusione sociale. I comuni, anche in forma associata, le città metropolitane e le regioni, per quanto di rispettiva competenza, possono stipulare accordi territoriali che, anche attraverso il coinvolgimento delle autorità provinciali di pubblica sicurezza, prevedono lo scambio informativo, l'interconnessione delle sale operative e la collaborazione tra le Forze di polizia dello Stato e le polizie locali, secondo le rispettive competenze. Inoltre si prevedono accordi per la formazione e l'aggiornamento professionali di operatori della polizia locale, delle Forze di polizia dello Stato e degli altri operatori pubblici che cooperano allo sviluppo delle politiche integrate per la sicurezza;