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con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2018, n. 12, è stato adottato il regolamento recante l'istituzione di zone economiche speciali (ZES), che riguarda anche la Calabria, in particolare l'area portuale del porto nazionale di Corigliano; il 15 febbraio 2017, con la deliberazione del Consiglio comunale di Rossano (n. 5) con oggetto "Progetto futur-E- Enel; linee di indirizzo", si affermava, fra l'altro: a) "il successivo passaggio (ossia la scelta sull'idoneità o meno dei progetti) richiede che sul tema si pronunci il Consiglio comunale quale organo democratico rappresentativo della comunità, al fine di verificare l'idoneità soltanto dei progetti che hanno caratteristiche di compatibilità con gli strumenti della programmazione locale di cui dovrà tener conto il Sindaco al momento della valutazione dei progetti in senso alla Commissione"; b) "di escludere che possano essere approvati progetti interessanti solo una porzione dell'area, che peraltro potrebbe pregiudicare l'utilizzo della rimanente"; c) "prevedere impianti per la produzione di energia esclusivamente per autoconsumo ad esclusivo servizio delle realizzande strutture e comunque con esplicita esclusione di ogni combustione"; il 17 febbraio 2017 una commissione giudicatrice, alla quale partecipavano il politecnico di Milano, l'università della Calabria, la Regione ed il Comune di Rossano, nell'ambito della procedura concorsuale "Futur-E", ha decretato l'idoneità di tutti e sei i progetti presentati al concorso; il decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico n. 55/2/2017, dell'8 marzo 2017, ha autorizzato l'Enel produzione SpA, ai sensi del decreto-legge n. 7 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2002, a modificare l'attuale configurazione della centrale termoelettrica di Rossano mediante la demolizione dei componenti situati nel retro caldaia e, eventualmente, delle caldaie delle unità 3 e 4, da attuare entro 13 mesi dalla pubblicazione del decreto, impegnando l'azienda a redigere un rapporto semestrale da inviare anche al Comune; il 27 marzo 2018 con la deliberazione del Consiglio comunale si invitava "l'Enel a rendere pubblici i progetti in concorso al bando Futur-E" e ad inviare agli "Uffici competenti un report semestrale sullo stato di demolizione, di bonifica e messa in sicurezza del sito", anche virtù "del decreto direttoriale del MISE n. 55/02/2017, giusto accordo di programma tra Enel e Comune di Rossano del 23.3 2016", verso il quale l'Enel "risulta inadempiente"; il 31 marzo 2018 è stato avviato il processo di fusione tra i Comuni di Rossano e Corigliano; nell'aprile 2018, l'Enel ha fatto sapere di aver dato avvio ad una trattativa con due dei sei responsabili dei progetti risultati "idonei"; allo stato attuale non è possibile apprenderne i dettagli, soprattutto per quanto concerne la sostenibilità finanziaria e i risvolti occupazionali diretti ed indiretti dei progetti di investimento; la vicenda, a giudizio dell'interrogante, sembra acquisire contorni sempre meno definiti, rischiando di danneggiare un territorio, che oltre ad aver subito la perdita di 600 posti di lavoro diretti e nell'indotto, a seguito dello smantellamento della centrale, risulta pesantemente colpito dalla crisi, la quale ha dapprima coinvolto il settore dell'edilizia, con la perdita di oltre 700 unità lavorative, a cui si sommano le perdite derivanti dalla chiusura del Tribunale e dallo smantellamento degli ospedali di Corigliano e Rossano; a tutt'oggi la società è inadempiente circa gli eventuali interventi previsti dal citato decreto ministeriale; il rischio è che il progetto Futur-E possa diventare un espediente per evitare lo smantellamento dell'impianto e la bonifica del sito; in tal senso, appare necessario recuperare l'intero pacchetto progettuale relativo all'operazione Futur-E per la riconversione e riqualificazione della centrale, integrando tutte le proposte che prevedano ricadute positive sulle attività produttive ed occupazionali del territorio, realizzino sinergie tra energia da fonti rinnovabili, efficientamento energetico con tecnologie abilitanti per l'impresa "4.0", innovazione tecnologica, ricerca e formazione, servizi per la banda larga ed ultralarga e, al contempo, garantiscano un incremento dei margini di sicurezza della gestione della rete elettrica, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano favorire l'apertura di un tavolo di concertazione che coinvolga tutti i soggetti interessati, al fine di arrivare a soluzioni il più possibile condivise, anche in merito ad un eventuale ripensamento della strategia di vendita del sito di Rossano, ed in ogni caso al fine di: a) apprendere quali siano le iniziative in corso e quali siano i costi e i tempi per la bonifica e lo smantellamento del sito, in ottemperanza a quanto stabilito dal decreto del Ministero dello sviluppo economico, e quali siano i tempi, in particolare, per lo smantellamento delle unità turbogas, qualora esse non dovessero più risultare strategiche e di interesse nazionale; b) considerare l'obiettivo della riconversione della centrale di Rossano come l'elemento rigeneratore di una più vasta area industriale in profondo declino ed insieme una forte "componente" della strategia di sviluppo che sottende al processo di fusione tra i Comuni di Rossano e Corigliano; c) sottoscrivere un accordo di programma, anche alla luce delle opportunità offerte con il finanziamento delle zone economiche speciali, che utilizzi il pacchetto progettuale Futur-E come elemento di sintesi di proposte per la riconversione produttiva dell'intera area. Atto n. 4-00116 DE BERTOLDI RAUTI Ai Ministri della difesa, dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: nella notte tra l'8 e il 9 maggio 2018 in via Verdi, a Trento, davanti alla facoltà di Sociologia, sono stati affissi degli striscioni anarchici contro gli alpini: "Alpini, una faccia da fiumi di vino, un cappello da lago di sangue", "Alpini assassini", "La rivolta non è un'arma da museo. Sociologia occupata"; come attestato anche da fonti stampa, gli studenti appartenenti all'area anarchica "Saperi Banditi", hanno firmato tali striscioni e dichiarata occupata la facoltà ballando a ritmo di musica altissima fino all'alba; nella stessa notte il negozio "Adunata store", che espone gli oggetti ufficiali della 91ª adunata degli Alpini, in via SS. Trinità, è stato colpito da sassi che ne hanno infranto le vetrine e alcuni stand e gazebo , posizionati in via Verdi, sono stati tranciati con taglierini; altre manifestazioni si sono svolte nel capoluogo trentino, dove i centri sociali hanno vandalizzato vari muri per la città con scritte ingiuriose; sulle pagine del blog "Romperelerighe" si legge: "Tra 11 e il 13 maggio si svolgerà l'annuale Adunata Nazionale degli alpini.