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se il dissenso permane si ricorre al giudice tutelare. Sezione II DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO Art. 18. 1. Le disposizioni anticipate di trattamento sono dichiarazioni della persona che, prevedendo il caso di propria futura incapacità di autodeterminarsi o di manifestare le proprie volontà, esprime il consenso o il rifiuto a scelte terapeutiche e a trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali, e detta indirizzi o manifesta preferenze circa la cura e l'accudimento che vuole le siano prestati o che intende escludere. Art. 19. 1. La persona disponente può indicare specifiche situazioni patologiche e trattamenti, esprimendo per ciascuno di essi accettazione o rifiuto. Essa può altresì esprimere la propria volontà di essere trattata secondo più generali criteri con riguardo alla applicazione di modalità di intervento che implichino rischi o condizioni vitali da lei ritenuti non accettabili. 2. La disposizione anticipata di trattamento non può essere diretta al rifiuto di misure di assistenza e accudimento indispensabili alla tutela della dignità della persona. 3. Il disponente può infine esprimere le proprie convinzioni, credenze, inclinazioni circa la relazione con la malattia e la fine della vita, secondo la propria concezione di sé e dell'esistenza, purché ad esse si adeguino il trattamento e l'assistenza. Art. 20. 1. Le disposizioni anticipate possono contenere l'indicazione di un fiduciario con i compiti di cui all'articolo 6. In mancanza di fiduciario, si provvede alla nomina di un amministratore di sostegno. Sezione III EFFICACIA DELLE DISPOSIZIONI ANTICIPATE Art. 21. 1. Il professionista sanitario e chiunque assista il malato è tenuto al pieno rispetto delle disposizioni anticipate, riferibili alla situazione in atto, secondo i princìpi che valgono per le manifestazioni di volontà o di desiderio, o per le convinzioni e le inclinazioni espresse o comunque manifestate in attualità. 2. L'interpretazione e la concretizzazione delle disposizioni è fatta d'intesa tra il fiduciario o l'amministratore di sostegno e il medico responsabile; in caso di dissenso, si ricorre al parere di consulenti nominati dalla struttura, che prospettano una soluzione; se il dissenso permane si ricorre al giudice tutelare. 3. Il medico responsabile e chiunque assista la persona incapace o non in grado di autodeterminarsi devono, anche in assenza di disposizioni anticipate, assicurare alla persona il pieno rispetto di quanto caratterizza la sua identità e a tal fine devono tenere in considerazione, come fondamento delle decisioni terapeutiche, ogni dichiarazione, manifestazione o condotta di cui si abbia certa conoscenza, che indichi in modo inequivoco le convinzioni e preferenze della persona stessa con riguardo al trattamento medico nella fase finale della sua esistenza. Art. 22. 1. Il medico che agisce in conformità a quanto previsto dal presente capo non è punibile in quanto la sua condotta non costituisce reato ai sensi dell'articolo 51 del codice penale. Egli non è altrimenti soggetto a responsabilità o sanzioni. 2. Le disposizioni precedenti si applicano anche ai professionisti sanitari che collaborano con il medico. Si applica altresì quanto disposto dagli articoli 11 e 12. Sezione IV FORMA E REVOCA DELLE DISPOSIZIONI ANTICIPATE Art. 23. 1. Le disposizioni anticipate di trattamento sono espresse: a) con atto pubblico o scrittura privata autenticata; b) con scrittura privata consegnata al medico responsabile della cura dal disponente, dal fiduciario o da chi legalmente rappresenta o sostiene il disponente, o dagli stessi depositata presso le strutture legittimate a riceverla a norma del comma 3; c) con scrittura olografa; d) con dichiarazioni orali o manifestazioni di volontà realizzate attraverso altre procedure adeguate ai mezzi espressivi del disponente, purché raccolte dal medico responsabile della cura o documentate attraverso registrazione video da cui risulti la data delle disposizioni. 2. Le disposizioni espresse in forma diverso rispetto a quelle previste dal comma 1 del presente articolo, sono rilevanti ai sensi dell'articolo 21, comma 3. 3. Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati: a) i termini e le modalità con cui le aziende sanitarie locali sono tenute a prospettare agli utenti la possibilità di emettere le proprie disposizioni anticipate di trattamento, attraverso l'azione informativa dei medici di medicina generale e delle strutture sanitarie in occasione di ricoveri, visite o accertamenti, oltre che degli uffici del comune di residenza in occasione di richiesta o rinnovo dei documenti personali di identità; b) i soggetti abilitati a raccogliere e conservare, a richiesta del disponente, le disposizioni anticipate. Art. 24. 1. Le eventuali disposizioni contenute nell'atto di designazione dell'amministratore di sostegno di cui all'articolo 408, primo comma, del codice civile, sono da considerarsi disposizioni anticipate di trattamento ai sensi e per gli effetti di cui al presente capo. Art. 25. 1. Le dichiarazioni anticipate di trattamento sono revocabili in qualsiasi momento. La revoca ha forma libera. 2. Chi raccoglie la manifestazione di revoca ha il dovere di informarne urgentemente il medico responsabile della cura e la struttura medica di base. 3. Nel caso di paziente non pienamente in grado di autodeterminarsi, si applica quanto previsto dalla presente legge.