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Per la trasformazione in società e in cooperative delle compagnie e dei gruppi portuali, nonché delle organizzazioni portuali, si applica il disposto dell'art. 122 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 2. Le operazioni di cui al comma 1 sono soggette ad imposta sostitutiva di quelle di registro, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative nella misura fissa di 51,65 euro; tali operazioni non costituiscono presupposto per l'applicazione dell'imposta sull'incremento di valore degli immobili. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche ai gruppi ormeggiatori e barcaioli che intendano trasformarsi in società e in cooperative secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile.». - Si riporta l'art. 24, comma 2, della citata legge 28 gennaio 1994, n. 84, come modificato dal presente decreto legislativo: «Art. 24 (Norme previdenziali, di sicurezza e di igiene del lavoro). - (Omissis). 2. I lavoratori delle imprese operanti in porto, nonché i dipendenti delle associazioni di cui all'art. 17, sono iscritti in appositi registri tenuti dall'Autorità di sistema portuale o, laddove non istituita, dall'autorità marittima. Ad essi si applicano le disposizioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, ed alla legge 23 dicembre 1978, n. 833 e successive modificazioni. (Omissis).». - Per i riferimenti al l citato decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 si veda nelle note alle premesse. - Si riporta l'art. 25, comma 1, della citata legge 28 gennaio 1994, n. 84, come modificato dal presente decreto legislativo: «Art. 25. (Norme assistenziali). - 1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione può, con decreto da emanare di concerto con i Ministri delle finanze e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, imporre a carico degli spedizionieri e ricevitori di merci nonché delle imprese autorizzate all'esercizio di operazioni portuali un contributo in misura non superiore a 0,02 euro per ogni tonnellata di merce imbarcata o sbarcata, con parziale attribuzione dell'onere ai lavoratori da esse dipendenti, nel limiti e con le modalità stabiliti dal decreto stesso. Il gettito derivante dall'applicazione del contributo è destinato all'assistenza ed alla tutela della integrità fisica dei lavoratori delle imprese operanti in porto e delle loro famiglie. (Omissis).». - Si riporta l'allegato A, della citata legge 28 gennaio 1994, n. 84, come modificato dal presente decreto legislativo: «Allegato A 1) Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale - Porti di Genova, Savona e Vado Ligure. 2) Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale - Porti di La Spezia e Marina di Carrara. 3) Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale - Porti di Livorno, Capraia, Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Cavo. 4) Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale - Porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. 5) Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale - Porti di Napoli, Salerno e Castellamare di Stabia. 6) Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio e dello Stretto - Porti di Gioia Tauro, Crotone (porto vecchio e nuovo), Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Messina, Milazzo, Tremestieri, Vibo Valentia e Reggio Calabria. 7) Autorità di Sistema portuale del Mare di Sardegna - Porti di Cagliari, Foxi-Sarroch, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme e Santa Teresa di Gallura (solo banchina commerciale). 8) Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale - Porti di Palermo, Termini Imerese, Porto Empedocle e Trapani. 9) Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale - Porti di Augusta e Catania. 10) Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale - Porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli. 11) Autorità di Sistema portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto. 12) Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Centrale - Porto di Ancona, Falconara, Pescara, Pesaro, San Benedetto del Tronto (esclusa darsena turistica) e Ortona. 13) Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale - Porto di Ravenna. 14) Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale - Porti di Venezia e Chioggia. 15) Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale - Porto di Trieste.». - Il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 14 novembre 1994, abrogato dal presente decreto legislativo, recava: «Identificazione dei servizi di interesse generale nei porti da fornire a titolo oneroso all'utenza portuale». - Si riporta l'art. 86, comma 5, del citato decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, come modificato dal presente decreto legislativo: «Art. 86 (Norme transitorie e finali). - (Omissis). 5. Ferma restando la disciplina di cui all'art. 17, comma 1, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, come sostituito dall'art. 3 della legge 30 giugno 2000, n. 186, i riferimenti che lo stesso art. 17 fa alla legge 24 giugno 1997, n. 196, si intendono riferiti alla disciplina della somministrazione di cui alla normativa vigente. (Omissis).». - Per il testo dell'art. 15-bis della citata legge 28 gennaio 1994, n. 84, si vedano le note all'art. 12. - Per il testo dell'art. 8 della citata legge 28 gennaio 1994, n. 84, come modificato dall'art. 5 del presente decreto legislativo, e per i riferimenti normativi, si vedano le note all'art. 5.