[resaula]

In accordo con tutti i componenti della Commissione, abbiamo scelto di concentrarci solo su alcuni aspetti molto precisi della modifica al testo unico degli enti locali (TUEL), proprio per fare in modo che il disegno di legge procedesse spedito, affinché potesse essere poi trasmesso alla Camera e ricevere l'approvazione definitiva in tempi utili, anche in vista della prossima tornata elettorale. Il disegno di legge a prima firma del senatore Augussori è stato modificato di comune accordo, grazie alla collaborazione del sottosegretario Scalfarotto, che ringrazio molto per la disponibilità e l'attenzione dimostrata, e di tutti i membri della Commissione. I punti fondamentali sono essenzialmente tre. Il disegno di legge è molto snello e consta di soli due articoli. Con l'articolo 1 si modifica il quorum per i piccoli Comuni nel caso in cui una sola lista si presenti alle elezioni comunali. Il quorum oggi è del 50 per cento per poter scongiurare il rischio di commissariamento e, proprio per il fatto che c'è una sola lista, spesso si fa fatica a raggiungerlo, non tanto perché la lista o il candidato non sono apprezzati, ma perché i cittadini, consapevoli del fatto che c'è solo una lista, a volte credono che non sia necessario recarsi alle urne. Questo quorum viene abbassato al 40 per cento e, quindi, per essere eletto sindaco, il candidato deve ottenere il 50 per cento dei voti di un 40 per cento di elettori che si recano alle urne. Il quorum di partecipazione si abbassa al 40 per cento che, considerando la media, è circa la metà dell'affluenza alle elezioni comunali. Ai fini del raggiungimento del quorum , non vengono considerati gli elettori residenti all'estero che rientrano nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) che non votano. Ciò significa che i residenti all'estero che esercitano il voto vengono giustamente considerati, ma, vista anche la situazione pandemica, che ha reso ulteriormente difficoltosi gli spostamenti (il contenuto dell'articolo 1 era già stato inserito nel decreto proroga elezioni ed era valido per le sole elezioni di quest'anno), gli iscritti all'AIRE che non votano non vengono considerati. Ciò viene previsto perché, soprattutto nei piccoli Comuni (in particolare alcuni montani che hanno visto uno spopolamento sempre più grave negli ultimi anni), ci sono casi limite in cui gli iscritti all'AIRE sono addirittura di più rispetto ai residenti. L'articolo 1 è il risultato dei lavori della Commissione ed è stato ripresentato come emendamento del relatore. Con l'articolo 2 si affronta il problema della raccolta delle firme nei Comuni sotto i 1.000 abitanti. Il testo unico degli enti locali, in base all'articolo 3 della legge 25 maggio 1993, n. 81, prevede che le firme vadano raccolte solo nei Comuni con popolazione superiore ai 1.000 abitanti. Per i Comuni sotto i 1.000 abitanti siamo andati a identificare delle fasce per fare in modo che la raccolta firme non penalizzi i Comuni più piccoli con popolazione ridotta, ma allo stesso tempo evitando il rischio di liste farlocche che vengono presentate senza che i cittadini ne siano a conoscenza. Tra i vari Gruppi c'è stato un lungo dibattito su come risolvere questo aspetto e sono state avanzate diverse proposte. Ricordo che collegato al provvedimento in oggetto vi era il cosiddetto disegno di legge Taricco, che proponeva un'altra soluzione per impedire le liste farlocche. Abbiamo convenuto che la soluzione ideale fosse quella di prevedere un numero di firme adeguato al numero degli elettori. Pertanto, se il numero di abitanti del Comune è compreso tra 1.000 e 2.000, le firme richieste vanno da un minimo di 25 a un massimo di 50; nella fascia compresa tra i 751 e i 1.000 abitanti, il numero di firme è tra 15 e 30; nella fascia compresa tra i 501 e i 750 abitanti, il numero di firme è compreso tra 10 e 20; nella fascia sino ai 500 abitanti è invece tra 5 e10. Questo significa che, siccome i candidati in una lista devono essere almeno dieci più il sindaco, ogni candidato è comunque nella condizione di recuperare almeno una firma, che sia da un parente, da un amico o da un conoscente, per non andare proprio a penalizzare la raccolta firme nei piccoli Comuni. Inoltre, l'articolo 60 del testo unico delle leggi per la composizione e l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, è abrogato. Non solo abbiamo sistemato il testo del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, ma abbiamo anche eliminato una norma doppia che poteva creare confusione e sappiamo che nella nostra legislazione il problema dei riferimenti e dei rimandi normativi è abbastanza frequente. Abbiamo fatto una cosa in più e concludo il mio intervento con questa precisazione. Dopo l'approvazione dei due emendamenti del relatore sui punti di cui vi ho parlato prima in riferimento agli articoli 1 e 2, abbiamo presentato e votato in Commissione un emendamento di coordinamento per fare in modo che la legge, una volta arrivata nelle mani dei cittadini e ovviamente dei futuri candidati, sia la più chiara possibile, quindi abbiamo operato una rinumerazione delle lettere affinché, quando c'è da fare la raccolta firme, non ci siano - bis, -ter, -quater, eccetera, ma a), b), c), d), e) , eccetera. Si tratta quindi di un disegno di legge molto semplice, chiaro e incisivo che speriamo sia utile per le nostre future amministrazioni. Ricordo inoltre che i nostri amministratori, sia quelli attuali sia quelli futuri, sono da ammirare per il coraggio che hanno e la buona volontà che dimostrano nel candidarsi e continuare a lavorare in una situazione veramente difficile per tutti i nostri territori. Mi auguro dunque che quello in esame sia il primo di una serie di provvedimenti, anche puntuali come questo, visto che il loro iter procede più velocemente e trovano l'accordo di tutti, per migliorare le condizioni di lavoro nelle amministrazioni locali, perché è lì che c'è la politica con la P maiuscola (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per esprimere apprezzamento per il modo in cui si è lavorato in Commissione e nel comitato ristretto su questo testo. Il tema, come ha detto la relatrice, è - oserei dire - di democrazia reale in alcuni territori marginali, nei quali si verificavano purtroppo situazioni che non aiutavano le comunità locali a gestire in modo corretto i procedimenti elettorali. La prima questione era quella delle liste straniere, cioè che venivano da altre comunità a candidarsi in piccolissimi Comuni dove ce n'era una unica, in qualche misura per occupare gli spazi delle minoranze, creando una serie di problemi e di diseconomie locali: in questo caso, l'inserimento di un numero minimo di firme anche per i Comuni al di sotto dei 1.000 abitanti credo abbia bene affrontato e risolto la questione.