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Ho pensato che finalmente si tenesse conto di quanto il presidente Berlusconi ha sempre detto con la sua capacità di grande combattente per la libertà: occorre eliminare le autorizzazioni preventive e, soltanto una volta che il cittadino ha dato inizio a un'attività, va fatto il controllo della legittimità del suo operato. Purtroppo, non è questo ciò che leggiamo nel provvedimento al nostro esame. Presidente, addirittura c'è una modifica che riguarda l'abuso d'ufficio. Innanzitutto siamo dinnanzi a un reato che per la terza volta viene modificato perché, di fronte a centinaia di processi intentati e iniziati per abuso d'ufficio, non ne arrivano a soluzione finale di condanna o di accertamento di responsabilità più del 10 per cento. Si trattava di individuare un elemento scriminante dal momento che quella norma di reato prevede genericamente alcuni comportamenti che sono già determinati da altri reati. La riforma adottata prevede che non ci debba essere discrezionalità nella valutazione. Ci rendiamo conto che, quindi, sarà sempre necessario l'intervento del giudice per stabilire se c'era o meno discrezionalità? Ciò è tutt'altro che semplificazione! Presidente, avrei sperato in un confronto proprio perché, dopo diversi anni, finalmente era giunto un argomento che avrebbe dovuto consentire un confronto non tra maggioranza e opposizione, ma tra tutti coloro che si interessano alla struttura dello Stato. Alla fine, è stata posta la questione di fiducia. Posso dirvi in tutta onestà che, se ci fosse stata la possibilità di un discorso e di un confronto serio e positivo - che, me lo insegnate, non è la discussione perché precede il momento del voto e, invece, il confronto avviene prima - avrei anche votato la fiducia. Però, avete messo la fiducia sapendo che essa, non solo costringe l'opposizione a votare contro, ma anche a tenere conto della realtà e, cioè, che voi avete impedito un effettivo confronto, che serviva a valutare alcuni aspetti della vita sociale che andavano corretti perché possono sfuggire a chiunque. Bastava semplicemente avere la capacità di individuare quegli spazi di libertà che dovevano essere riconquistati e dare la possibilità a tutti di intervenire secondo un modello di controllo successivo. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Mantovani. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, gentili senatrici e senatori, la fiducia che ci apprestiamo a conferire al Governo questa volta è anche meritata, in modo particolare, da due donne: il ministro per la pubblica amministrazione Dadone e il ministro per l'innovazione digitale Pisano, che, con la loro determinazione, hanno messo in campo delle norme che segneranno la trasformazione digitale del Paese e - sono sicura - ci vedranno già dal prossimo anno fare un significativo balzo in avanti in merito al livello di digitalizzazione del nostro Paese, che verrà immediatamente registrato nell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società della Commissione europea (DESI). ( Applausi ). Voglio elencare brevemente tre delle fondamentali novità in tema di digitalizzazione introdotte dal decreto-legge di cui tutti noi già da subito possiamo beneficiare. Prima però vorrei fare solo un breve inciso per evidenziare come tra gli emendamenti approvati a mia prima firma, oltre a semplificazioni nell'ambito delle procedure di identificazione di acquirenti SIM, dell'Internet delle cose e nell'utilizzo di tecnologie LPWAN, che consentiranno ai cittadini di godere di innumerevoli benefici in termini di digitalizzazione dei servizi e di qualità della vita, vi sia un'importante norma che riguarda il sisma 2012, che ha colpito prevalentemente la mia Regione, l'Emilia-Romagna, che consente finalmente il proseguimento dei lavori di ricostruzione per circa 300 imprese agricole e agroindustriali, che hanno subito gravi danni a causa di questi tragici eventi. Questo Parlamento e questo Governo non si sono dimenticati di voi, agricoltori dell'Emilia-Romagna. Tornando al testo del decreto-legge, al capo 1 del titolo III abbiamo la cittadinanza digitale e l'accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione. È di ieri la notizia che sono state attivate 10 milioni di identità SPID; 10 milioni di cittadini sono pronti ad utilizzare i servizi digitali della pubblica amministrazione. Il Ministero per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, tramite PagoPA, mette a disposizione il punto di accesso telematico che, dal punto di vista del cittadino, si concretizza nell'app IO. Grazie all'app IO e all'autenticazione che può avvenire indifferentemente con SPID o la con la carta d'identità elettronica , il cittadino può interagire con la pubblica amministrazione centrale e locale in modo semplice, intuitivo, efficace e veloce. Per moltissimi servizi riceveremo una notifica sul nostro smartphone e con un semplice clic avremo risolto il nostro problema. L'abbiamo vista in opera con il bonus vacanze, la vedremo in azione per pagare il bollo auto, la mensa o lo scuolabus per i nostri figli, per rinnovare la patente o la carta d'identità, per pagare la Tari e progressivamente per tutti i servizi. La notifica ci arriva sullo smartphone invece che nella cassetta della posta e la nostra risposta si esegue con un clic. Niente più uffici, sportelli o code, nessun tempo perso. Al fine di garantire la cittadinanza con un clic , nel decreto si obbliga quindi la pubblica amministrazione a fornire i propri servizi anche tramite l'app IO e le amministrazioni devono avviare i relativi progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021. Purtroppo con l'emendamento presentato dal Gruppo Lega faranno eccezione i piccoli Comuni inferiori ai 5.000 abitanti, i quali - sottolineo ancora - purtroppo con tale emendamento potrebbero essere lasciati indietro. Infatti per questi piccoli Comuni la data di avvio della trasformazione digitale coinciderà con la fine dello stato di emergenza che stiamo vivendo. Per i loro cittadini il divario digitale sarà quindi acuito. I cittadini dei piccoli Comuni potranno ringraziare la Lega che ha contrattato fino all'ultimo per ottenere di creare questi cittadini digitali di serie B (Applausi) , che non disporranno di servizi digitali con un clic . Invece tutti gli altri cittadini avranno presto i servizi sull'app IO. Infatti i dirigenti delle strutture pubbliche che non avvieranno la trasformazione entro la data stabilita del 28 febbraio prossimo, verranno penalizzati con la riduzione non inferiore al 30 per cento della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale, oltre al divieto di attribuire premi o incentivi a tutto il personale delle proprie strutture. Questo è un forte incentivo a non introdurre ritardi, che andrebbero solo a penalizzare i cittadini e il loro diritto alla cittadinanza digitale. Il decreto, al capo II del titolo III, introduce delle norme in materia di sicurezza nazionale cibernetica. Il testo della norma si preoccupa di diffondere la modalità di lavoro agile contestualmente all'adozione di ogni misura atta a garantire la sicurezza e la protezione delle informazioni e dei dati, tenendo conto delle migliori pratiche e degli standard nazionali europei e internazionali per la protezione delle proprie reti.