[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 4ª RIUNITE 4ª(Difesa) 1 PINOTTI La seduta inizia alle ore 9,30. IN SEDE REDIGENTE 1193 - Iintroduzione reati sessuali codice penale militare di pace DDL 1193 Disposizioni per l'introduzione nel codice penale militare di pace di fattispecie corrispondenti a quelle di violenza privata, violenza sessuale e atti persecutori 1478 - Introduzione reati sessuali codice penale militare DDL 1478 Introduzione dei reati di molestie sessuali, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori nel codice penale militare di pace (Discussione congiunta e rinvio) La presidente PINOTTI ricorda come la seduta odierna sia dedicata all'avvio dell'esame dei disegni di legge, entrambi di iniziativa parlamentare, relativi all'introduzione di alcuni reati sessuali nel codice penale militare di pace. Ricorda che i provvedimenti sono stati assegnati in sede redigente e che pertanto, ai sensi dell'articolo 33 del Regolamento del Senato, sono previste l'attivazione del circuito chiuso e la stesura di un resoconto stenografico. La senatrice DONNO ( M5S ), relatrice per le parti di competenza della 4 a Commissione, introduce l'esame in sede redigente dei disegni di legge, tutti d'iniziativa parlamentare, aventi lo scopo di introdurre nel codice penale militare di pace alcune nuove fattispecie di reato, in particolare violenza privata, molestia sessuale, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori. Segnala che le due proposte si collocano nel quadro di una possibile razionalizzazione del sistema dei reati militari e della giurisdizione militare, avanzate a più riprese nel corso degli ultimi anni. A differenza di altri progetti di legge, quelli in esame non prevedono una riforma organica del sistema dei reati militari, ma piuttosto un aggiornamento del codice militare di pace, in particolare - anche se non esclusivamente - per tenere conto dell'ingresso nelle Forze armate italiane del personale femminile. Si tratta di un evento non recentissimo, e di cui anzi si è appena celebrato il ventesimo anniversario. I primi arruolamenti sono infatti avvenuti grazie alla legge n. 380 del 1999. Il personale femminile assolve ad oggi a tutte le tipologie di incarico, sia sul territorio nazionale che nei principali teatri operativi, nei diversi ruoli, corpi e specialità, senza particolari differenziazioni, e con un grado di integrazione nell'organizzazione militare che si può complessivamente considerare buono. Evidenzia come in questi anni la presenza femminile nelle Forze armate, inclusa l'Arma dei carabinieri e le Capitanerie di porto, sia cresciuta quantitativamente e qualitativamente. Attualmente, con dati aggiornati al 31 dicembre 2019, il personale femminile ammonta a oltre 17.700 unità, corrispondente al 6,3 per cento del personale complessivo. La presenza femminile è maggiore nell'Esercito, con quasi 7.700 unità, che corrispondono al 7,8 per cento complessivo e poi nella Marina, dove le donne rappresentano il 7,2 per cento del personale complessivo. Lasciando al collega Grasso l'esame più approfondito delle proposte di modifica delle singole fattispecie di reato, si limita in questa sede ad illustrare sinteticamente i contenuti dei due disegni di legge. L'Atto Senato n. 1478, d'iniziativa della senatrice Maiorino - come rimarcato nella relazione illustrativa - intende superare le lacune del codice penale militare di pace con riguardo ai reati di molestie sessuali, violenza sessuale, singola e di gruppo e di stalking . Il testo configura tali fattispecie criminose come reati militari in relazione alla condizione dei soggetti coinvolti, attribuendone la competenza al giudice militare. In questo modo sarebbe assicurata una giustizia più celere e si eviterebbe il rischio di duplicazioni dei processi, ordinario e militare. Attraverso tale previsione si vuole attribuire la competenza per tali reati commessi ai danni di personale militare al giudice militare, garantendo, da un lato, una conoscenza specifica del contesto militare e, dall'altro, di scongiurare lungaggini processuali ed eventuali duplicazioni di processi ordinari e militari e soprattutto la prescrizione, istituto pressoché sconosciuto ai processi penali militari. In primo luogo, il disegno di legge inserisce all'articolo 229- bis nel codice penale militare di pace, il reato di molestie sessuali. Si tratta di una fattispecie che non trova diretto riscontro nel codice penale. Il diritto penale italiano non prevede infatti attualmente per le molestie sessuali in ambito lavorativo una fattispecie ad hoc . Il disegno di legge, in particolare, è composto di 3 articoli. L'articolo 1 introduce 4 articoli nel codice penale militare di pace, dopo l'articolo 229, nell'ambito del Libro secondo, titolo IV, capo III, relativo ai reati contro la persona, ovvero: - molestie sessuali (articolo 229- bis ) che punisce con la reclusione fino a sei mesi, il militare che pone in essere con il dissenso anche non espresso di altro militare, atti, espressioni verbali, gesti a connotazione sessuale o qualsiasi forma di discriminazione basata sul sesso, in modo da offenderne l'onore e la dignità; - violenza sessuale (articolo 229- ter ). che mutuando il contenuto degli articoli 609- bis e 609- ter del codice penale, introduce nel codice penale militare di pace e disciplina il reato di violenza sessuale. In particolare la disposizione prevede e punisce (con la reclusione militare da cinque a dieci anni) come reato; - violenza sessuale di gruppo (articolo 229- quater ), mutuando l'articolo 609- octies del codice penale, disciplina il delitto di violenza sessuale di gruppo di militare a danno di altro militare ed è punito con la reclusione militare da sei a dodici anni; - atti persecutori (articolo 229- quinquies ), che incrimina il fatto del militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta un altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero, in modo da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita, ed è punito con la reclusione militare da otto mesi a sei anni. All'articolo 2 si prevede l'introduzione di appositi corsi di formazione finalizzati a sensibilizzare il personale delle Forze armate di ogni livello e grado sulla questione delle prospettive di genere. La definizione delle modalità per l'istituzione e la partecipazione al corso è demandata ad un successivo decreto del Ministro della difesa, da adottarsi - entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge - di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.