[resaula]

Gli organi che reggono la Consulta Evangelica sono composti da credenti evangelici di provata esperienza, pastori e responsabili di chiesa, i quali si impegnano quotidianamente per conseguire gli scopi statutari, sia nell'ambito delle proprie specifiche realtà comunitarie, che contribuendo e partecipando ai progetti e alle iniziative comuni concordate con i membri della Consulta; l'11 settembre 2012 è stata inoltrata alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose) la richiesta di avvio delle trattative per la stipula di intesa ai sensi dell'articolo 8, comma terzo, della Costituzione; il 28 novembre 2012 si è avuto il primo incontro con la suddetta Commissione per l'esame della bozza di intesa presentata; il 13 maggio 2013 la Commissione interministeriale per le intese, dopo aver avuto parere positivo dalla commissione consultiva per la libertà religiosa che ha dichiarato ammissibile la stipula dell'intesa con il nostro ente, ha chiesto alla Consulta di modificare il proprio statuto in modo che dallo stesso risultasse chiara la rappresentanza in capo all'ente e di tutte le chiese ad essa associate; il 3 febbraio 2014 le modifiche sono state formalizzate con atto notarile; il 15 dicembre 2015 lo statuto è stato approvato con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere favorevole del Consiglio di Stato; il 21 aprile 2016 si è avuto il secondo incontro con la Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose; il 17 ottobre 2017 la Consulta ha inviato una lettera alla Commissione interministeriale per le intese, con la speranza di una ripresa delle trattative, insieme ad una serie di documenti allegati per dare maggiore e più compiuto riscontro alle indicazioni e alle osservazioni contenute nel verbale della riunione del 21 aprile 2016; il 27 febbraio 2020 la Consulta ha inviato una lettera alla Direzione dell'ufficio studi e rapporti istituzionali, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con la richiesta della ripresa delle trattative per l'intesa; alla stessa si è avuto riscontro con la semplice comunicazione che la Commissione interministeriale per le intese è in fase di ricostituzione; la scadenza del precedente mandato risale ormai a maggio 2018; il 14 aprile 2021 analoga richiesta è stata inviata direttamente all'attuale Presidente del Consiglio dei ministri, senza nessun riscontro; sono dunque passati ben nove anni dall'avvio della procedura per l'intesa tra la Consulta evangelica e la Repubblica italiana, in attuazione dell'articolo 8 della Costituzione e tutto sembra essere pronto per la sigla, ma dal 21 aprile 2016 non c'è alcun segno di vita da parte della Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose, si chiede di sapere: quale sia il motivo dei quasi sei anni di inerzia da parte Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose rispetto alla Consulta Evangelica; quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda prendere per porre rimedio a questa incresciosa situazione che riguarda un atto fondamentale per la libertà religiosa, tanto da essere previsto nella Carta costituzionale. Atto n. 4-06431 FAZZOLARI RAUTI GARNERO SANTANCHE' CALANDRINI IANNONE DRAGO Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte del 31 dicembre 2021, poco dopo la mezzanotte, si sono verificati gravi atti di violenza ai danni di giovani ragazze, gravemente molestate sessualmente e poi derubate, mentre erano nelle piazze e nelle strade del centro di Milano per festeggiare il Capodanno; dalle testimonianze delle vittime e dal lavoro degli investigatori, che stanno analizzando le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e i video amatoriali circolati sui social network , è emerso che gli autori delle aggressioni siano più gruppi di giovani stranieri, per lo più di origine araba e nordafricana, che hanno agito in punti diversi (ma sempre nel centro della città) tutti con la medesima modalità: circondare e molestare, con la forza del branco, le ragazze; nella mattina di oggi, martedì 11 gennaio, sono già stati individuati e perquisiti 18 ragazzi, tra Milano e Torino, di età compresa tra i 15 e i 21 anni, di cui una parte italiani di origine straniera, altri egiziani e maghrebini; nei diversi episodi finora noti, sembra essere comune sia la composizione del branco assalitore, sia la dinamica dei fatti, con giovani ragazze isolate dal resto della propria comitiva e costrette all'interno del branco stesso, con l'oggettiva impossibilità di scappare e opporre qualsiasi forma di resistenza; i fatti descritti, per le numerose analogie, riportano alla mente le gravissime vicende di Colonia quando, proprio nella notte di Capodanno di 6 anni fa, centinaia di ragazze vennero molestate, derubate e in alcuni casi stuprate da gruppi di uomini, per lo più stranieri e provenienti da Stati a maggioranza musulmana; proprio come all'epoca, quando, dopo che sono venute alla luce delle violenze di Colonia, emersero numerosissimi altri episodi, nella stessa Germania (Amburgo fu una delle città più colpite) come anche in Gran Bretagna, Svezia, Belgio, anche questa volta, di giorno in giorno, sta crescendo il numero delle denunce di aggressioni subite a Milano, cosa che fa temere che i casi di violenza siano in numero molto superiore rispetto a quelli finora conosciuti, tanto che, dopo le perquisizioni di oggi, inquirenti e investigatori stanno indagando per individuare altre vittime che si aggiungono alle 9 già accertate; dagli episodi di Milano, già gravissimi in sé, emerge anche un contesto inquietante in cui queste bande di delinquenti, prevalentemente arabi e nordafricani, agiscono in modo pianificato, coordinato e premeditato, non solo al fine di compiere furti e violenze sessuali, ma anche per rivendicare un modello di società, tipico del fondamentalismo islamico, che non ammette il riconoscimento della parità di diritti delle donne; quanto emerso riporta proprio ai fatti accaduti a Colonia e nel resto d'Europa, dalle cui indagini emerse che simili episodi di violenza siano riconducibili al "Taharrush gamea", termine arabo che indica forme di molestia collettiva e di aggressione nei confronti delle donne fino alla violenza sessuale; tali pratiche sembrerebbero proprio quelle messe in pratica a Milano nella notte di Capodanno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo condivida la ricostruzione, per cui i fatti di Capodanno in piazza a Milano siano riconducibili e assimilabili al "Taharrush gamea" e alle violenze verificatesi 6 anni fa a Colonia e nel resto d'Europa, stanti le modalità dell'azione e la provenienza degli autori, per lo più immigrati arabi e nordafricani; se non reputi che l'immigrazione illegale di massa registrata negli ultimi anni non abbia accresciuto il rischio di fenomeni criminosi di questa natura; quali misure urgenti intenda adottare per scongiurare il rischio che simili violenze si ripetano e proteggere la popolazione, soprattutto femminile, da rapine, abusi, molestie e violenza sessuale in occasione di feste di piazza e contesti affollati. Atto n. 4-06432 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: