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Il 90 per cento delle merci nel mondo viaggia via mare, ma ci sono solo 5 compagnie di navigazione e 5 società che operano nei porti e detengono il 50 per cento della capacità di trasporto e gestione. E se compilassimo una lista delle prime 100 economie del mondo, comprendendo Nazioni, e aziende, sulla base degli introiti governativi e del fatturato, scopriremmo che 70 di queste 100 sono multinazionali. Dulcis in fundo , la finanza. Venticinque colossi finanziari controllano il 30 per cento delle prime 43.000 multinazionali. Ripeto: venticinque colossi finanziari controllano il 30 per cento delle prime 43.000 multinazionali. Di conseguenza, a Bruxelles continua ad aumentare il numero dei cosiddetti lobbisti, con il deprecabilissimo fenomeno delle porte girevoli, che la politica non riesce a regolamentare. Il lobbismo non è un fenomeno sbagliato; le porte girevoli sono un fenomeno sbagliato. (Applausi) . Personalmente, sono convinto che la recente virata della UE, con l'inserimento a certe condizioni di gas e nucleare nella tassonomia, sia stata pesantemente influenzata dalle azioni dei lobbisti russi, che ancora possono operare a Bruxelles. Vi è un recentissimo rapporto di Greenpeace con 30 pagine di riferimenti. I lobbisti russi hanno spinto per l'inserimento di gas ed energia nucleare nella tassonomia. Sia ben chiaro che il MoVimento 5 Stelle non è contro le imprese e non è contro il profitto. Ci mancherebbe! Industria 4.0 è stata resa stabile per tre anni per la prima volta nella storia dal ministro Patuanelli, un Ministro 5 Stelle. (Applausi) . Le imprese, però, si devono muovere in una cornice di giuste regole di concorrenza. Io ribadisco che la concorrenza sia cosa buona e giusta e che l'urgenza di chiudere il provvedimento sia dovuta alle già ricordate obbligazioni PNRR. Io ritengo, però, che un politico dovrebbe avere una visione a 360 gradi del mondo. Ebbene, recentemente ho avuto una discussione con un Ministro, che mi ha detto che io non ho tale visione, perché penso solo alle fonti rinnovabili. A parte il fatto che i dati che vi ho fornito li ho pubblicati per la prima volta dieci anni fa e poi mi sono limitato ad aggiornarli e che sono il frutto di un interesse verso la politica che dura a 40 anni. A parte il fatto che queste cose le ho dette sette anni fa in Rai e da quel momento la Rai non mi ha più voluto. (Applausi) . A parte questo, io credo che un politico che abbia una visione a trecentosessanta gradi del mondo, debba pensare soprattutto alle fonti rinnovabili. Mi pare che i fatti degli ultimi mesi lo stiano ampiamente dimostrando e sono convinto che i prossimi mesi e i prossimi anni lo dimostreranno ancora di più. Chiudendo il discorso concorrenza, voglio ribadire che l'energia sarà un tema cruciale. Gli edifici consumano circa un terzo del fabbisogno complessivo italiano e ne sprecano il 60 per cento. Tra il 2013 e il 2019 abbiamo avuto tutta una serie di bonus edilizi, ai quali io ho lavorato, per arrivare al 110 che adesso l'Europa ci loda, che viene però ostacolato. Basta ostacoli al superbonus; superbonus e comunità energetiche ci renderanno "energeticamente" e quindi politicamente molto più indipendenti. Siamo tutti certamente intelligenti, competenti e dediti al bene dell'Italia, ma non possiamo non ampliare la visione a trecentosessanta gradi per determinare le reali cause di una scarsa concorrenza nazionale e mondiale e agire di conseguenza. Avanti con il disegno di legge concorrenza, che non sia però una foglia di fico per non operare su tutto il resto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, inizio il mio intervento con delle considerazioni di metodo. Parrebbe che questa volta il Governo non sia orientato a porre la questione di fiducia. Sarebbe già un grandissimo passo in avanti. Ricordiamo a tutti infatti che si è arrivati - siete arrivati - alla cinquantesima fiducia. Lo ricordiamo anche a chi magari le volte scorse, nelle altre legislature oppure negli altri Governi che hanno preceduto questo, si lamentava del ricorso alla fiducia. Vuol dire che per 50 volte avete espropriato il Parlamento del proprio ruolo e quindi oggi che pare che non sia così, registriamo intanto una prima buona notizia. Chissà se saremo in grado, dopo tanta mancanza di allenamento, a discutere gli emendamenti. Fratelli d'Italia infatti non ha ritirato i 50 emendamenti ed anzi cercherà di migliorare il provvedimento al nostro esame proprio perché finalmente in Aula si potrà discutere. In realtà però una parte di fiducia, a nostro modo di vedere, l'avete già chiesta. Si tratta di una fiducia extraparlamentare; non quell'extraparlamentare che piace tanto ad una parte dell'emiciclo, ma una fiducia extraparlamentare che il vostro leader , l'autorevolissimo Mario Draghi, ha chiesto ad un Consiglio dei ministri, durato otto minuti. Otto minuti nei quali, in maniera evidentemente prolissa, vi ha detto "o così o vado a casa", terrorizzando Ministri e leader di partito con la possibilità di eventuali elezioni, cosa terribile perché la concorrenza esiste e bisogna perorarla ovunque tranne che la concorrenza elettorale. Quella non ce la chiede e non ce la paga l'Europa; quella non ci serve, oggi non serve, ci vuole stabilità. Oggi, secondo voi, abbiamo bisogno della stabilità. In otto minuti quindi il Premier ha usato la sua autorevolezza. Quell'autorevolezza che noi vorremmo che usasse in Europa sui temi di politica estera, che usasse all'Europa per spiegare che la direttiva Bolkestein non c'entra nulla con questo provvedimento. Vorremmo ancora che spiegasse che i fondi del PNRR non sono posti in discussione se non viene applicata la questione dei balneari, che non c'entrano nulla. Vorremmo che spiegasse all'Europa che questo PNRR non funziona perché sono mutate le condizioni sulle quali è nato e che oggi ci vuole un PNRR di guerra per affrontare le tematiche che si sono acuite nel momento in cui una Nazione, la Russia, ha invaso un'altra Nazione sovrana, l'Ucraina. Quell'autorevolezza, che diventa autorità, la spende nel dire, citando una vecchia pubblicità, «O così. O Pomì», cioè o fate così o se ne va a casa. Tutti quelli che fino a quel momento avevano presentato pingui numeri di emendamenti li hanno ritirati perché si è trovato questo accordo, l'ennesimo accordo al ribasso, sulla pelle dei balneari. Si tratta di 30.000 aziende messe praticamente sul lastrico, perché tanto l'Europa ci paga questa operazione, come abbiamo sentito poco fa anche in Aula. Non ci stupisce che l'Europa della finanza paghi una svendita di beni non scarsi: come riferiscono le relazioni, infatti, le spiagge non sono un bene scarso, quindi non c'è nemmeno quel presupposto per metterle a gara. Né ci stupisce che l'Europa dica di vendere e che ci paghi per vendere dei beni alle multinazionali, perché è una cosa che vediamo da parecchi anni.