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da fonti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si è appreso che "la Farnesina, attraverso l'Ambasciata d'Italia a Lisbona, sta compiendo ulteriori passi sulle Autorità portoghesi affinché possano riprendere le ricerche dell'imbarcazione"; Rosa Cilano, la moglie di Aldo Revello, ha fatto appello al Presidente della Repubblica e al Governo affinché facciano le dovute pressioni sulle autorità portoghesi per non interrompere le ricerche dei 2 skipper dispersi; la Marina militare si è mossa in relazione al naufragio, disponendo che la sua nave "Alpino", nell'ambito di un transito programmato in quelle acque, effettui un'ulteriore ricerca il 7 e l'8 maggio con l'impiego di un elicottero di bordo, spiegando che "il Portogallo è informato che l'iniziativa è su base di non interferenza ma mirata a ottimizzare l'intervento dato il transito della nostra unità", si chiede di sapere quali azioni di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano attuare per garantire in ogni modo che le ricerche dei 2 dispersi, Aldo Revello e Antonio Voinea, continuino senza alcuna interruzione, a tutela dell'integrità della loro vita e del rientro tra le rispettive famiglie. Atto n. 4-00098 TOSATO ZULIANI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: la vertenza Unilever, dopo l'annuncio meno di un mese fa da parte della proprietà di esuberi e della volontà di aprire la procedura di mobilità per 42 dipendenti dello stabilimento scaligero, è sfociata venerdì 4 maggio 2018 in uno sciopero di 8 ore, che ha visto coinvolti i 200 dipendenti di tutti i reparti, operai ed impiegati; dall'annuncio, sindacati e azienda si sono già incontrati due volte nella sede cittadina di Confindustria, per l'esame congiunto del documento che prevede i licenziamenti, ma il confronto si è concluso con un nulla di fatto ed il terzo è previsto per martedì 8 maggio; la sede secondaria ( branch ) italiana della multinazionale proprietaria del marchio Knorr, leader nella produzione di dadi da brodo e risotteria, ha anche chiesto l'introduzione di misure di flessibilità degli orari di servizio, con margini più ampi rispetto al contratto collettivo nazionale a compensi inferiori (il contratto prevede 88 ore e l'azienda ne ha ipotizzate 120 in deroga); i sindacati, di contro, chiedono che la società riveda gli esuberi e limiti i licenziamenti solo a chi "accetterà volontariamente di lasciare", ma soprattutto che sia più chiara circa le reali intenzioni sul futuro dello stabilimento di Sanguinetto (Verona); sembrerebbe, infatti, che nonostante le ripetute richieste sindacali, l'azienda non abbia mai illustrato il piano industriale e, nello specifico, quali progetti interessino lo stabilimento del veronese; il timore diffuso tra i dipendenti è che si celi la volontà di ridurre drasticamente la produzione e, di conseguenza, che i paventati licenziamenti siano solo il primo passo verso ulteriori tagli, si chiede di sapere: se e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, anche in termini di moral suasion , i Ministri in indirizzo intendano urgentemente adottare al fine di scongiurare i licenziamenti preannunciati e salvaguardare i posti di lavoro in un'area del veronese che già di per sé offre poche prospettive occupazionali; se non convengano sull'opportunità di istituire un tavolo istituzionale con tutte le parti coinvolte per una disamina del piano industriale ed un'attenta valutazione di tutte le possibilità percorribili in alternativa ai licenziamenti, nell'intento di raggiungere una soluzione condivisa. Atto n. 4-00099 DAL MAS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nella regione Friuli-Venezia Giulia, attualmente sono presenti 3 Camere di commercio: Pordenone: imprese registrate 31.771; imprese attive 28.945; dipendenti (giugno 2017) 39; aziende speciali una; Udine: imprese registrate 62.253; imprese attive 54.729; dipendenti (giugno 2017) 76; aziende speciali 2; Venezia Giulia: imprese registrate 34.594; imprese attive 30.443; dipendenti (giugno 2017) 72; aziende speciali 3; totali: imprese registrate 128.618; imprese attive 114.117; dipendenti (giugno 2017) 187; aziende speciali 6; il decreto del Ministro dello sviluppo economico 16 febbraio 2018 reca, tra gli altri, l'accorpamento della Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura di Pordenone e quella di Udine, nonché il mantenimento della Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura della Venezia Giulia; l'assetto previsto dal decreto, le cui procedure sono già state avviate, è il seguente: Camera di commercio di Pordenone Udine: sede: Udine; imprese registrate 94.024; aziende speciali 0; dipendenti (proiezione al 31 dicembre 1919) 113; Camera di commercio della Venezia Giulia: sede: Trieste; imprese registrate 30.443; aziende speciali 2; dipendenti (proiezione al 31 dicembre 1919) 69; l'assetto descritto evidenzia a parere dell'interrogante lo squilibrio in termini di potenziali ricadute sui servizi a favore delle imprese e dei territori; la giunta camerale di Pordenone avrebbe contestato l' iter del riordino delle Camere di commercio, industria artigianato e agricoltura, in quanto non rispettoso delle prerogative che le norme costituzionali e lo statuto di autonomia garantiscono alla Regione Friuli-Venezia Giulia; nella seduta della Conferenza Stato-Regioni del 30 luglio 2015, la Regione aveva considerato accoglibile l'accorpamento della Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura di Gorizia e Trieste, "auspicando che questo accorpamento potesse costituire il primo passo verso il riordino del sistema camerale regionale con il quale, tenendo conto delle specificità geo-economiche dei territori, si potesse giungere alla creazione di un'unica CCIAA in Regione"; allo stato attuale, risulta che la Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura di Pordenone abbia presentato ricorso al Tar del Lazio, lamentando violazione di legge e delle norme costituzionali sul riparto delle attribuzioni fra lo Stato e la Regione Friuli-Venezia Giulia, posto che la sua adozione, a seguito della mancata acquisizione dell'intesa in Conferenza Stato-Regioni (11 gennaio 2018), è stata autorizzata da una delibera del Consiglio dei ministri, priva a giudizio dell'interrogante dei necessari requisiti motivazionali e procedimentali;