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h gli interventi educativi volti a responsabilizzare i proprietari sul controllo dell'attività riproduttiva e sul corretto mantenimento dei propri animali, nonché gli interventi educativi rivolti alle giovani generazioni in collaborazione con la scuola. 3 Gli interventi previsti dal piano di cui al comma 1 possono essere attuati anche tramite specifici accordi fra la regione o provincia autonoma, i comuni, in collaborazione con gli Istituti zooprofilattici sperimentali, le aziende sanitarie locali, gli Ordini professionali dei medici veterinari, le facoltà di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni riconosciute. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono il piano triennale degli interventi, una volta approvato, al Ministero della salute. 44 (Relazioni sull'attuazione) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono annualmente al Ministero della salute, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, un resoconto sullo stato di attuazione della presente legge e sui risultati ottenuti nel contrastare il randagismo ed il maltrattamento degli animali d'affezione, con particolare riferimento: a agli interventi realizzati e ai risultati ottenuti dagli enti competenti per l’attuazione della presente legge, con particolare riguardo alle attività di controllo demografico e di costruzione e adeguamento dei canili e gattili sanitari e dei rifugi; b ai risultati della gestione dei canili e gattili sanitari e dei rifugi da parte di enti, associazioni riconosciute e privati convenzionati; c alle attività di informazione e sensibilizzazione in materia di tutela degli animali d'affezione e salute dei cittadini effettuate direttamente o tramite enti e associazioni; d ai risultati dell’attività di vigilanza e controllo e relative sanzioni; e alle risorse effettivamente impiegate nel piano triennale di cui all’articolo 43, con riferimento agli interventi effettuati; f ai miglioramenti ottenuti rispetto alla situazione precedente; g al numero degli ingressi nei canili sanitari e al numero delle restituzioni al proprietario; h al numero degli animali presenti nei rifugi; i al numero delle adozioni. 45 (Disposizioni penali) 1 Dopo l’articolo 1 della legge 20 luglio 2004, n. 189, è inserito il seguente: «Art. 1- bis . – (Pene accessorie) . – 1. La condanna o la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei fatti previsti dal titolo IX- bis del libro secondo e dall’articolo 727 del codice penale comporta la perdita della facoltà di detenere animali, l’interdizione per due anni dalla professione, arte, industria, commercio o mestiere e la pubblicazione della sentenza. In caso di recidiva, si applica l'interdizione da cinque a dieci anni dalla professione, arte, industria, commercio o mestiere». 2 Al primo comma dell'articolo 544- sexies del codice penale, le parole: «544- ter , 544- quater e 544- quinquies » sono sostituite dalle seguenti: «544- bis , 544- ter , 544- quater , 544- quinquies e 727». 3 All'articolo 544- sexies del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Nel caso di condanna, di decreto penale di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 544- bis , 544- ter , 544- quater , 544- quinquies e 727, è altresì ordinata la confisca delle cose o strutture che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne furono il prodotto o il profitto». 4 Al primo comma dell'articolo 544- sexies del codice penale, dopo le parole: «a tre anni dell'attività» sono inserite le seguenti: «di detenzione,». 5 Nel titolo IX- bis del libro secondo del codice penale, dopo l'articolo 544- sexies è aggiunto il seguente: «Art. 544- septies. -- (Circostanza attenuante) -- Le pene stabilite agli articoli 544- bis , 544- ter , 544- quater e 544- quinquies sono ridotte della metà se i fatti da essi previsti avvengono per colpa». 6 All'articolo 727, secondo comma, del codice penale, le parole: «, e produttive di gravi sofferenze» sono soppresse. 7 All'articolo 514 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente numero: «6- bis) gli animali d'affezione». X DISPOSIZIONI SANZIONATORIE 46 (Sanzioni) 1 Nei casi previsti dall'articolo 5, comma 1, lettera i) , il comune può provvedere al sequestro amministrativo degli animali qualora il provvedimento sia divenuto inoppugnabile e in caso di successiva inottemperanza al divieto ivi previsto. Si applicano le disposizioni in tema di confisca, di cui agli articoli 13 e 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689. I dati relativi ai soggetti per i quali si applicano i divieti disposti dal comune sono trasmessi al Ministero della salute ed alla regione e sono resi disponibili agli organi di polizia e controllo, alle associazioni riconosciute ed alle guardie zoofile. Senza pregiudizio per l'azione penale, il responsabile di un animale che non ottemperi al divieto di cui all'articolo 5, comma 1, lettera i) , è punito con la reclusione da due mesi ad un anno e la multa da euro 5.000 a euro 30.000. 2 Salvo che il fatto costituisca reato, il responsabile della struttura che non adempia alla diffida ad adempiere di cui all'articolo 5, comma 1, lettera h) , è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 ad euro 60.000. Nei confronti delle strutture che incorrano nelle violazioni di cui all'articolo 5, comma 1, lettera i) , numeri 3), 4) e 5), o che non adempiano alla diffida di cui all'articolo 5, comma 1, lettera h) , o reiterino gravi irregolarità, il comune provvede: a a valutare la revoca in autotutela della convenzione; b al sequestro della struttura con provvedimento motivato, alla revoca permanente dell'autorizzazione sanitaria, allo sgombero degli animali ed alla chiusura totale o parziale delle strutture; c ad assumere tempestivamente la gestione delle strutture e degli animali sequestrati o confiscati, tramite un proprio custode di fiducia o tramite il custode giudiziale preposto dall'Autorità giudiziaria, fino a conclusione del procedimento di primo grado o comunque fino al perfezionamento dell'acquisizione della struttura al patrimonio comunale, usufruendo anche dei fondi di cui all'articolo 23, comma 1, lettera a) . Gli animali possono essere gestiti sul posto fino a svuotamento della struttura e alla chiusura della stessa, ovvero possono essere trasferiti, ove necessario, in strutture autorizzate e conformi alle prescrizioni della presente legge; d a disporre la confisca della struttura e la successiva acquisizione gratuita al patrimonio comunale quale ricovero pubblico di animali, previa ristrutturazione.