[massime]

Processo penale - Spese processuali - Condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile - Omessa previsione in caso di sentenza di non luogo a procedere - Lamentato, ingiustificato, pregiudizio della parte civile, con lesione del principio di eguaglianza in relazione al trattamento previsto per l'ipotesi della sentenza applicativa della pena su richiesta delle parti (art. 444 cod. proc. pen.) - Inidoneità del 'tertium comparationis' invocato - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 425 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice, nel pronunciare sentenza di non luogo a procedere, possa condannare l'imputato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, qualora la mancata decisione sull'azione civile non sia addebitabile al danneggiato. Il giudice rimettente ha infatti invocato, quale 'tertium comparationis', la disciplina dell'applicazione della pena su richiesta delle parti: fattispecie, quest'ultima, strutturalmente diversa rispetto all'ipotesi della sentenza di non luogo a procedere, e quindi inidonea a fungere da parametro di riferimento ai sensi dell'art. 3 Cost. - Sulla conformità a Costituzione dell'art. 444 cod. proc. pen. con riferimento alla mancata previsione della condanna alle spese in favore della parte civile, si veda la sentenza n. 443/1990. - Sulla inidoneità del 'tertium comparationis' prescelto dal giudice rimettente, v. ordinanza n. 73/1993. M.R.