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Grazie all'impegno del ministro Bellanova siamo riusciti, ad esempio, a prevedere l'istituzione di un fondo per la ristorazione, 600 milioni di euro per contributi destinati a ristoranti, pizzerie e trattorie, ma disponibili anche per mense, per agriturismi dotati di attività di ristorazione e imprese che svolgono catering continuativo per eventi. Le risorse a fondo perduto dovranno essere spese per acquistare prodotti alimentari tassativamente made in Italy : in tal modo, non solo si contribuisce a sostenere le attività di ristorazione che in questi mesi hanno subito perdite ingenti, ma si sostiene anche l'intera filiera agricola del nostro Paese, martoriata dal crollo dei consumi nel settore della ristorazione. Si tratta insomma di un decreto-legge molto ampio, con numerosi ambiti d'intervento, allo scopo di affrontare e alleviare le tante difficoltà in atto. Mi preme sottolineare però in particolare tre ulteriori dettagli, di cui si è arricchito il provvedimento nel corso dell' iter parlamentare, grazie anche all'impegno di Italia Viva. Si reintroduce la possibilità per i contribuenti di devolvere il 2 per mille delle proprie tasse, in sede di dichiarazione dei redditi, a favore di un'associazione culturale. Si tratta di uno strumento già sperimentato nel 2016, con il Governo Renzi, che aveva dato prova di grande utilità nell'individuare risorse alternative per il mondo dell'arte, della musica, dell'archeologia, del cinema e del teatro. È uno strumento che, a maggior ragione, può risultare strategico adesso, in una fase così difficile in cui proprio il mondo della cultura paga un prezzo altissimo a causa del crollo del turismo e della mobilità. Proprio per aiutare a superare queste difficoltà, ci siamo battuti affinché si riconosca anche un beneficio fiscale alle imprese che operano nell'intero settore dello spettacolo dal vivo, un credito d'imposta nella misura del 30 per cento delle spese effettuate: è un risultato importante, per un settore duramente colpito dalla pandemia. Siamo contenti poi di poter tirare finalmente un sospiro di sollievo: la Casa internazionale delle donne non chiuderà. Dopo mesi di tribolazioni e di ansie, finalmente possiamo rassicurare le tante persone che si sono mobilitate per impedirne la chiusura. Grazie al gioco di squadra con altre forze politiche, è stato possibile infatti approvare un nostro emendamento che, attraverso lo stanziamento di idonee risorse, mette in sicurezza i conti e consente di estinguere il debito pregresso nei confronti di Roma Capitale. In sintesi, il provvedimento che oggi ci apprestiamo a votare è una misura a 360 gradi, con aiuti e impulsi: aiuti per chi, come Fabio, si trova in particolare difficoltà in questa fase. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fedeli. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, vorrei iniziare il mio intervento sostenendo quello che il senatore D'Arienzo prima di me ha detto, rivolgendosi al senatore Bergesio. Credo che in quest'Aula valga la pena e sia importante su alcuni temi, tipo quanto colpisce da tre giorni a questa parte le popolazioni del Piemonte e della Liguria, non solo essere uniti, ma sollecitare, anche con l'odierna seduta, da parte di tutte le forze politiche solidarietà e un decreto urgente del Governo per intervenire. È questo un elemento che ci dovrebbe sempre caratterizzare, al di là delle fasi e delle parti politiche che ciascuno di noi ricopre. Arrivando invece al tema e al provvedimento che dobbiamo votare in giornata, penso che sia importante quello che i relatori, che ringrazio particolarmente, hanno messo in campo, con una consapevolezza comune a tutti e tre. Mi riferisco cioè al fatto che la trasformazione del decreto-legge contiene innovazioni rispetto all'origine, su cui poi mi soffermerò, ma soprattutto avviene in un contesto nel quale c'è la consapevolezza di tutti di aver lavorato anche con le opposizioni per provare a verificare su alcuni contenuti lo spazio per creare una scelta comune. Siamo infatti in una fase in cui non c'è nessuno in Parlamento che possa disconoscere che c'è ancora un'emergenza che si è protratta, ma che si protrae oggettivamente sul terreno del lavoro, delle imprese, delle famiglie e dei consumi, che ha bisogno di questi interventi. Credo che per ciascuno di noi, ma soprattutto per chi ci ascolta e per il popolo italiano, dalle imprese alle famiglie, ai lavoratori e al mondo in generale, basti andare a vedere l'insieme degli interventi perché già si configuri il fatto che lo Stato e questo Parlamento, votando la conversione del decreto-legge in esame, stanno al fianco di chi soffre e non ha altre possibilità. Penso all'estensione della cassa integrazione e al sostegno ai diversi settori citati, che sono i più colpiti dalla pandemia. Voglio anche sottolineare - perché non lo diciamo mai - che, oltre ai suoi effetti, con tutto quello che conosciamo e su cui questo provvedimento interviene, per dare un sostegno (fatto che, secondo me, di per sé dovrebbe essere valutato da tutti positivamente), la pandemia si colloca in una fase ancora complicata, perché incrocia anche le situazioni degli altri Paesi europei e - aggiungo io - della globalizzazione. A volte non ci rendiamo nemmeno conto che c'è un disallineamento fortissimo per l'Italia, che è un Paese di trasformazione e di esportazione, e di cosa significa questo rispetto alla possibilità della commercializzazione internazionale, a fronte di quello che sta succedendo negli Stati Uniti d'America o ancora in Cina o negli altri Paesi europei. Lo dico perché il contesto nel quale facciamo scelte politiche e di sostegno non può mai essere trascurato secondo me e questo, dal mio punto di vista, dà ulteriore forza alle scelte che stiamo compiendo e che sono state correttamente illustrate dai relatori, in particolare - non lo dico solo per spirito di parte, ma oggettivamente - da quelli di maggioranza. Voglio soffermarmi su due punti in particolare, che a mio avviso sono stati approvati, tra l'altro, cambiando il testo iniziale del decreto-legge, uno dei quali è importante e riguarda il lavoro. Tutta la maggioranza in Commissione lavoro ha lavorato su questi punti (vale per l'insieme dei partiti, dal Partito Democratico, ma non solo) per sostenere gli interventi sulle lavoratrici e i lavoratori fragili, sia per il pubblico, sia per il privato. Qui non è soltanto, così come veniva detto correttamente, che abbiamo la responsabilità e sentiamo l'obbligo di porre attenzione nel sostenere tutte le fragilità rispetto al virus e tutti coloro che verrebbero maggiormente coinvolti e penalizzati, fino purtroppo magari a morirne (e conosciamo quali sono le diverse patologie coinvolte). Mi posso permettere di dire in quest'Aula che c'è un punto d'innovazione politico-culturale importante? Averlo affrontato in questo modo significa dare un segnale e fare una scelta politica. Con questo strumento e questa scelta si mette al centro un tema che in questo Paese per tanti anni si è discusso in modo separato, cioè la sicurezza sul lavoro, coniugandolo con occupazione e crescita. Qui unifichiamo questi temi ed è fondamentale la tutela del posto di lavoro in sicurezza. Guardate quanto dibattito negli anni precedenti abbiamo fatto per distinguere più crescita, trascurando la sicurezza delle persone.