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A tal fine – relativamente all'individuazione del funzionario pubblico legittimato ad esprimere in sede di mediazione la volontà dell'autorità rappresentata e ad impegnarla alla sottoscrizione dell'accordo – si ritiene possa trovare applicazione l'articolo 16, comma 1, lettera f) , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, secondo cui la rappresentanza dell'amministrazione davanti all'organismo di mediazione e la sottoscrizione dell'accettazione della proposta di conciliazione sono demandate al dirigente dell'Ufficio dirigenziale generale competente nella materia oggetto della controversia ovvero ad altro dirigente a tal fine delegato. Le suddette funzioni possono essere altresì delegate ai dipendenti di qualifica non dirigenziale, che è opportuno siano dotati di comprovata e particolare competenza ed esperienza nella materia del contenzioso e in quella cui afferisce la controversia. Relativamente al profilo della responsabilità tecnico-amministrativa e contabile del funzionario legittimato ad esprimere in sede di mediazione la volontà dell'autorità rappresentata e ad impegnarla alla sottoscrizione di un « accordo conciliativo », al fine di prevenire un danno erariale e salvaguardare l'ambiente, il raggiungimento dell'accordo conciliativo può essere discrezionalmente sottoposto anche al controllo da parte dell'Avvocatura dello Stato, ove esistente, facendo riferimento altresì alle linee guida di cui alla circolare n. 9/2012 della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica emanata a seguito dell'approvazione del decreto legislativo n. 28 del 2010 in tema di mediazione, o su di esso può essere interessata la Corte dei conti in sede di parere preventivo di legittimità. Si prevede inoltre la possibilità per l'amministrazione pubblica procedente – nei procedimenti amministrativi valutativi o decisionali di natura ambientale in cui la partecipazione del pubblico sia suscettibile di far emergere profili di conflitto ambientale – prima dell'adozione del provvedimento finale, quando in sede di conferenza di servizi o di audizione dei soggetti interessati e controinteressati emergano aspetti suscettibili di trovare composizione in sede di mediazione, di attivare un procedimento di mediazione presso un organismo abilitato ex decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, al fine di trovare una composizione del conflitto e prevenire contenziosi giurisdizionali. Al di fuori dell'ipotesi di cui sopra, sempre nei procedimenti valutativi o decisionali di natura ambientale in cui la partecipazione del pubblico sia suscettibile di far emergere profili di conflitto ambientale, l'amministrazione procedente può in ogni caso richiedere ad un organismo di mediazione abilitato ex decreto legislativo n. 28 del 2010 la nomina di un mediatore, quale « facilitatore » e soggetto terzo che aiuta le parti a comunicare e a cercare un'intesa, per facilitare un esito conforme al principio dell'azione ambientale ex articolo 3- ter del decreto legislativo n. 152 del 2006. Con il presente disegno di legge, nel rispetto dei princìpi e dei criteri previsti dalla normativa internazionale, europea e nazionale, si intende quindi introdurre nel nostro ordinamento l'istituto della mediazione per la soluzione dei conflitti ambientali e paesaggistici, anche in ottica preventiva, disciplinando altresì analiticamente la partecipazione delle amministrazioni pubbliche ai suddetti procedimenti, mediante modifiche agli articoli 3- sexies e 5, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto « testo unico ambientale »), e all'articolo 131 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio).. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha il fine di promuovere la risoluzione dei conflitti ambientali e paesaggistici anche mediante strumenti innovativi ed alternativi, nell'ottica di agevolare i procedimenti partecipativi e in funzione di uno sviluppo sostenibile. 2 (Modifiche all'articolo 3- sexies del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 All'articolo 3- sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 1- septies sono aggiunti i seguenti: « 1-octies . In ogni caso di conflitto ambientale suscettibile di trovare composizione, anche parziale, attraverso la modulazione del provvedimento finale, può essere avviato un procedimento di mediazione ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. In tal caso è fatto obbligo per le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di partecipare alla mediazione assistite dalla propria avvocatura, ove presente, o con l'assistenza di un avvocato. 1-novies. Le amministrazioni pubbliche, nell'ambito dei procedimenti amministrativi in cui si profili un conflitto ambientale, prima dell'adozione del provvedimento finale, qualora in sede di conferenza di servizi o di audizione dei soggetti interessati e controinteressati emergano aspetti suscettibili di trovare composizione in sede di mediazione, possono attivare un procedimento di mediazione presso un organismo abilitato ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, al fine di raggiungere la composizione del conflitto e di prevenire contenziosi giurisdizionali. 1-decies . Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 1- novies , nei procedimenti valutativi o decisionali di natura ambientale in cui la partecipazione del pubblico sia suscettibile di far emergere profili di conflitto ambientale, l'amministrazione procedente può sempre richiedere ad un organismo abilitato ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, la nomina di un mediatore, al fine di facilitare l'adozione di un provvedimento conforme al principio dell'azione ambientale di cui all'articolo 3- ter . 1-undecies. L'adesione a una proposta di conciliazione formulata da uno degli organismi di mediazione previsti dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, non dà luogo a responsabilità amministrativa e contabile in capo al soggetto incaricato di rappresentare l'amministrazione pubblica nel procedimento di mediazione, quando il suo contenuto rientri nei limiti del potere decisionale del soggetto incaricato, salvi i casi di dolo o colpa grave »; b la rubrica è sostituita dalla seguente: « Diritto di accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione a scopo collaborativo. Mediazione ambientale ». 3 (Modifica all'articolo 5 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « v-novies) conflitto ambientale: la controversia tra due o più parti, portatrici di diritti soggettivi o interessi legittimi anche diffusi e collettivi, in cui si contrappongono visioni divergenti relative alle decisioni da assumere riguardo all'ambiente, e in particolare alla gestione o all'uso delle risorse e dei beni ambientali, in ragione dei relativi impatti ». 4 (Modifiche all'articolo 131 del decreto legislativo n. 42 del 2004)