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Signor Presidente, mi rivolgo a questa Assemblea ma anche a tutti i cittadini che ci seguono da casa. Oggi ci troviamo a discutere di un disegno di legge quadro per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo delle isole minori. Per spiegare questo provvedimento vorrei partire da un'affermazione che ho sentito in quest'Assemblea (e anche fuori), ovvero che questo è un testo con tanti buoni propositi ma fondamentalmente vuoto. Prima della discussione generale avrei detto che dissento da questa affermazione, ma ora mi sento di rimandarla totalmente al mittente: o non si è compreso il testo e non se ne è letto il contenuto, ciò che rappresenta e significa per le isole minori, oppure si è guardato altrove. Forse, allora, è il caso di fare un po' di chiarezza. Nel 1996 è stato presentato il primo testo di legge che riguardava le isole minori; sono passati ventidue anni e il Parlamento non ha avuto sufficiente attenzione verso questo argomento da portarlo in Assemblea; non si è mai affrontato il tema per ventidue anni. Solo nella scorsa legislatura abbiamo provato a svilupparlo in Commissione ambiente; abbiamo lavorato per tre anni, eppure all'epoca, nella scorsa legislatura, la maggioranza - che oggi rappresenta l'opposizione - non è stata in grado, oppure non c'è stata la volontà politica, di portare il disegno di legge in Assemblea con una copertura di 10, 30 o 100 milioni che fosse. Perché, allora, dico che questo è un buon disegno di legge? Finalmente abbiamo una definizione di isole minori, che fra l'altro comprende quelle marine, lagunari e lacustri. Abbiamo finalmente dotato il disegno di legge quadro di due tabelle proprio per le isole marine e per quelle lagunari e lacustri. Poi, all'articolo 2, abbiamo indicato determinati obiettivi e finalità, che i Comuni che presentano progetti per le isole minori - e che vogliono vedere questi progetti finanziati con il fondo che abbiamo messo a disposizione - devono rispettare. Gli obiettivi sono vari e sono quelli che l'Europa ci chiede nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea proprio all'articolo 174 a cui faceva riferimento il senatore Floris; quindi sono inclusi nel provvedimento. Basta leggere l'articolo 2 del disegno di legge n. 497: favorire una buona qualità della vita, favorire la realizzazione di servizi di telecomunicazione, la mobilità sostenibile, i servizi di trasporto; promuovere e riqualificare l'offerta turistica, la fruizione e il recupero dei beni culturali; promuovere e incrementare, quindi, la produzione di fonti energetiche rinnovabili; ridurre la produzione di rifiuti favorendo una corretta gestione, e tanto, tanto altro ancora. Abbiamo, poi, definito anche un iter secondo cui tutto questo deve avvenire: i Comuni presentano i progetti, li riuniscono nel Patto integrato di sviluppo territoriale (PIST), lo sottopongono alla Regione che lo convalida con una delibera regionale, anzi si impegna a cofinanziare i progetti, e poi si passa, sotto forma di DUPIM, al Comitato che, insieme al Ministero, valuterà i progetti per il finanziamento. Abbiamo quindi definito anche un iter . Per quanto concerne il fondo, certamente si può stanziare tanto di più, ma intanto per ventidue anni la legge non è approdata in Assemblea. (Commenti dal Gruppo PD). Il testo della scorsa legislatura che prevedeva 50 milioni non è approdato in Assemblea. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi abbiamo previsto 20 milioni per l'anno 2019 e 30 milioni dal 2020 al 2024: ben 170 milioni. Allora rinfreschiamo un pochino la memoria. Il primo fondo stanziato per le isole minori - devo correggere il senatore De Siano - era del 2001 ed era pari a 51 milioni e non a 100 milioni. La storia qual è stata? Che con la legge finanziaria del 2007 erano stati stanziati 20 milioni dal 2008 in poi: peccato che dal 2009 in poi i 20 milioni previsti nella legge finanziaria del 2007 non sono mai stati stanziati e quelli del 2008 dovevano servire ad attuare e avviare i progetti approvati nel DUPIM del 2010. Peccato, però, che con azioni legislative di altre maggioranze e di altri Governi questo fondo - ve lo posso certificare perché ho qui il documento della Ragioneria - è pari a zero. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quando si promette tanto, ma poi non si tiene fede agli impegni, i risultati non si vedono. Mi voglio riferire a quanto è stato detto. La senatrice Sudano ha detto che il Governo non ha avuto rispetto e non ha fatto il suo dovere. Io credo che bisogna fare un attimo attenzione alla procedura parlamentare, perché ritengo ci sia poca contezza dell' iter di esame delle norme discusse in Parlamento. Vi sono le Commissioni competenti, i Ministeri e la Ragioneria che, quando esaminano un provvedimento, giustamente pongono delle condizioni per far rispettare la Costituzione e le norme vigenti. Quindi, se siamo stati costretti - ma giustamente - a variare il testo in alcune parti è stato proprio grazie al lavoro fatto dalle Commissioni competenti, che ci hanno segnalato delle criticità. Voglio fare un ultimo appunto, rispondendo anche a quanto detto dalla senatrice Messina facendo riferimento alle richieste dell'Associazione nazionale comuni isole minori. L'ANCIM è un'associazione che rappresenta una parte dei Comuni delle isole minori, ma è - appunto - un'associazione e non può sostituirsi al potere dello Stato. Alcune proposte erano davvero irricevibili. Voglio fare qualche esempio. L'ANCIM chiedeva che tutta la gestione del fondo fosse in capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri e non al Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, a cui contesta la mancata attuazione del DUPIM del 2010. Vi ho appena spiegato che non vi è stata l'attuazione del DUPIM del 2010 perché il fondo era pari a zero: non era il Dipartimento che non ha lavorato, ma erano i soldi promessi dai passati Governi che non c'erano più. (Applausi dal Gruppo M5S) . Un'altra questione riguarda sempre il riparto dei fondi (parlo con tutto rispetto per l'ANCIM, con cui ho avuto modo di interagire diverse volte). Il riparto previsto è stato disposto non da noi, bensì - come risulta dall'articolo 1, comma 2, se si ha la bontà di andare a leggerlo - dagli articoli 1, 16 e 22 della legge del 5 maggio 2009, n. 42, contenente la delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, che avete tanto menzionato oggi in quest'Assemblea. Avrei tantissime altre cose da dire ancora. (Commenti dal Gruppo PD) . Colleghi, ho avuto sempre rispetto per tutti e ho sempre ascoltato tutti. Se la senatrice Bellanova non ha interesse, mi dispiace, ma io ho la parola. PRESIDENTE. Senatrice Moronese, ha ancora due minuti di tempo a disposizione. MORONESE (M5S) . Per il piacere dei colleghi, faccio riferimento anche a un'altra questione. (Commenti dal Gruppo PD). MALPEZZI (PD) . Ma che bel clima. MORONESE (M5S) .