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(Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina abbiamo avuto un buio risveglio alla notizia, che ci eravamo augurati non arrivasse, dell'invasione della Russia ai danni dell'Ucraina. Esprimo da parte nostra la ferma condanna a questo attacco e grande solidarietà. Siamo al fianco delle istituzioni dell'Ucraina e della sua popolazione, che è destinata a subire le più grosse conseguenze di questa vera e propria guerra, che segna la violazione non soltanto dell'integrità territoriale di quel Paese, ma anche - palesemente - del diritto internazionale. Ecco perché siamo al fianco del nostro Governo. L'operato tenuto in queste settimane è quello giusto: al fianco dell'Alleanza atlantica e dell'Europa, con una voce dell'Occidente chiara nel tentativo di evitare il conflitto, ma anche nell'intenzione di assumere una decisione ferma e risoluta contro quest' escalation di violenza. Ci uniamo pertanto anche noi alla richiesta che il presidente del Consiglio Draghi venga a riferire in Aula dopo che l'Unione europea abbia assunto delle risolute decisioni in merito alle sanzioni da adottare, che si dovrà valutare se estendere anche alla Bielorussia, visto che proprio nelle ultime ore sembra che l'attacco stia arrivando anche da quel Paese, con la connivenza del suo Governo. L'Italia è a fianco della democrazia, dei diritti e dei valori democratici insieme all'Europa e alle forze atlantiche. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, onorevoli senatori, abbiamo sperato fino all'ultimo, anche ieri, che non si arrivasse a questo attacco, che non solo viola i principi fondamentali del diritto internazionale, la sovranità di un popolo e l'integrità territoriale, ma che è anche di una violenza che noi pensavamo fosse stata ormai cancellata dalla storia. Ci ritroviamo, di fatto, la guerra ai confini dell'Europa. È evidente, da parte nostra, la condanna senza se e senza ma. Credo, però, che in questo momento sia assolutamente necessaria la reazione ferma e unitaria dell'Europa che si sta avendo nelle ultime ore. Chiediamo anche noi che il presidente Draghi venga a riferire in Aula e si consenta al Senato di esprimere unitariamente la propria posizione con delle indicazioni al Governo. Il momento è molto drammatico e deve esserci una risposta ferma non solo di condanna, ma anche di reazione unitaria da parte dell'Europa. Dobbiamo ancora adoperarci fino in fondo perché si torni indietro e si interrompa un' escalation che rischia di essere veramente drammatica per tutta l'Europa. Siamo vicini in questo momento alla popolazione civile che, ancora una volta, rischia di dover pagare in prima persona con morti e feriti. (Applausi) . LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, anche il nostro Gruppo Per le Autonomie condanna fermamente l'atteggiamento aggressivo e criminale di Putin e della Russia verso l'Ucraina. Se ci fosse bisogno di precisarlo, si trattava non solo di un atteggiamento autonomista di Putin verso alcuni territori dell'Ucraina, ma anche di un progetto ben più ampio e più aggressivo, che rischia di portare la guerra in Europa dopo settant'anni. Naturalmente, nel sottolineare tutta la nostra solidarietà al popolo ucraino e al suo Governo, anche noi concordiamo pienamente con la richiesta di audire al più presto il presidente Draghi. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Se deve precisare qualcosa, ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, qualche collega mi ha fatto notare una cosa che è successa sicuramente nella foga che ogni tanto metto negli interventi. Il mio era un riferimento all'ex Segretario di Stato di Richard Nixon, Henry Kissinger. Non intendevo certo dire «l'ex segretario di Stato Richard Nixon». Lo preciso altrimenti qualcuno potrebbe pensare, visto che era nel 2014, che fosse un errore. Mangiandomi le parole, è sempre meglio correggere per evitare che poi qualcuno, come sempre, speculi. PRESIDENTE . L'abbiamo registrato. La Presidenza si unisce ai sentimenti di condanna espressi unanimemente dal Senato della Repubblica e all'auspicio di pace con giustizia che viene da parte di tutti i Gruppi. Riferirò immediatamente la richiesta avanzata da numerosi Gruppi, o da tutti, di audire al più presto, quando si riterrà più opportuno, il presidente Draghi. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2536 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2536, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Parrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PARRINI, relatore . Signor Presidente, se non ci sono contrarietà da parte dei colleghi, chiedo che il testo scritto della relazione venga allegato al Resoconto della seduta odierna, rinunciando all'esposizione orale, apprezzate le circostanze. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, apprezzate le circostanze - come ha appena detto il collega Parrini - verrebbe voglia di fare la stessa cosa. Verrebbe cioè voglia di dire sostanzialmente: fate come vi pare, se non fosse che ci troveremo tra qualche minuto al quarantesimo voto di fiducia di questa maggioranza veramente ipertrofica; se non fosse che Fratelli d'Italia è l'unico partito a sostenere la discussione generale in Aula su un provvedimento che diviene importante per via delle misure che contiene e che riguardano mille aspetti, dalla sanità ad altri, che attengono a passaggi importanti della vita quotidiana della nostra Nazione; se non fosse che oggi passiamo direttamente a discutere, con lo stesso stile e la stessa tecnica che ho visto adottare da quando siedo su questo scranno e che, nel discorso di insediamento del Presidente della Repubblica, è stata additata come prassi da abbandonare, da non seguire e da non ripetere. Noi non abbiamo votato per eleggere quel Presidente della Repubblica, ma dal minuto successivo lo abbiamo riconosciuto, ovviamente, come il nostro Presidente, il Presidente di tutti, il Presidente della nostra Repubblica. Voi lo avete osannato, santificato, beatificato in tutti i vostri interventi in Aula, in quella occasione come nelle altre successive;