[ddlpres]

a) verificare l'attuazione del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e delle altre leggi dello Stato nonché degli indirizzi del Parlamento in materia di edilizia e di contrasto agli abusi edlilizi; b) verificare, in particolare, l'attuazione delle disposizioni dell'articolo 31 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e promuovere iniziative legislative e amministrative necessarie per rafforzarne l’efficacia; c) verificare l'attuazione delle disposizioni di cui al decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, con particolare riguardo all'applicazione dell'articolo 32; d) accertare la congruità della normativa vigente e della conseguente azione dei pubblici poteri, formulando le proposte di carattere legislativo e amministrativo ritenute necessarie per rendere più coordinata ed incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali e più adeguate le intese e i protocolli concernenti la prevenzione delle attività criminali collegate al fenomeno edilizio di diffusa illegalità; e) accertare e valutare la natura e le caratteristiche dei mutamenti e delle trasformazioni del fenomeno dell'abusivismo edilizio e di tutte le sue connessioni, comprese quelle istituzionali e politico-locali, con particolare riguardo alle reiterate omissioni di esecuzione dell'ordinanza di demolizione amministrativa e giudiziaria da parte di entrambe le autorità che hanno permesso la proliferazione del fenomeno; f) accertare i reali effetti dell'acquisizione ope legis da parte dei comuni degli immobili abusivi a seguito di inottemperanza dell'ordinanza di demolizione emessa dai dirigenti degli uffici tecnici e rimasta inottemperata sia da parte dell'utente abusivo che da parte dell'amministratore comunale attraverso il dirigente o il suo funzionario delegato; g) verificare la congruità della normativa vigente per la prevenzione e il contrasto delle varie forme di accumulo dei patrimoni illeciti, del riciclaggio e dell'impiego di beni, denaro o altre utilità che rappresentino il provento dell'abusivismo edilizio anche sotto il profilo delle violazioni fiscali, nonché l'adeguatezza delle strutture e l'efficacia delle prassi amministrative, formulando le proposte di carattere legislativo e amministrativo ritenute necessarie; h) verificare l'impatto negativo delle attività collegate all'abusivismo edilizio sul sistema produttivo, con particolare riguardo all'alterazione dei princípi di libertà della iniziativa economica privata, di libera concorrenza nel mercato, di libertà di accesso al sistema creditizio e finanziario e di trasparenza della spesa pubblica comunitaria, statale e regionale finalizzata allo sviluppo e alla crescita e al sistema delle imprese; i) verificare l'adeguatezza delle norme sulle misure di contrasto all'abusivismo edilizio, sugli ordini di demolizione, sui sequestri preventivi e sulla confisca dei beni per lottizzazioni abusive e sul loro uso sociale e produttivo, proponendo le misure idonee a renderle più efficaci; l) verificare l'adeguatezza delle strutture preposte alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni criminali dell'abusivismo edilizio nonché all'effettivo controllo del territorio ; m) svolgere il monitoraggio sui tentativi di condizionamento negli enti territoriali e proporre misure idonee a prevenire e a contrastare tali fenomeni, verificando l'efficacia delle disposizioni vigenti in materia, con riguardo anche alla normativa concernente lo scioglimento dei consigli comunali e la rimozione degli amministratori locali nel caso di reiterate omissioni a seguito di richieste precise delle autorità giudiziarie finalizzate a ripristinare lo stato dei luoghi per abusi edilizi accertati anche con sentenze divenute irrevocabili; n) riferire al Parlamento annualmente e ogniqualvolta lo ritenga opportuno e comunque al termine dei suoi lavori. 2. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. La Commissione non può adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. 3. La Commissione può organizzare i propri lavori attraverso uno o più gruppi di lavoro, costituiti secondo il regolamento di cui all'articolo 6, comma 1. Art. 2. (Composizione e presidenza della Commissione) 1. La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. La nomina dei componenti della Commissione tiene conto della specificità dei compiti ad essa assegnati. 2. Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei suoi componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza. 3. L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto dai componenti della Commissione a scrutinio segreto. Per l'elezione del presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti della Commissione; se nessuno riporta tale maggioranza si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggiore numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 4. Per l'elezione, rispettivamente, dei due vicepresidenti e dei due segretari, ciascun componente della Commissione scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti si procede ai sensi del comma 3. 5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 si applicano anche per le elezioni suppletive. Art. 3. (Audizioni a testimonianza) 1. Ferme le competenze dell'autorità giudiziaria, per le audizioni a testimonianza davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli da 366 a 384- bis del codice penale. 2. Per i segreti professionale e bancario si applicano le norme vigenti. In nessun caso per i fatti rientranti nei compiti della Commissione può essere opposto il segreto di Stato o il segreto di ufficio. 3. È sempre opponibile il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato. 4. Si applica l'articolo 203 del codice di procedura penale. Art. 4. (Richiesta di atti e documenti) 1. La Commissione può ottenere, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. L'autorità giudiziaria può trasmettere le copie di atti e documenti anche di propria iniziativa. 2.