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espresso apprezzamento per la conferma che il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consentirà di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, fra le quali in particolare si sottolineano il potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI ed il prolungamento degli incentivi all'efficientamento energetico degli edifici, nonché degli investimenti innovativi di cui al Piano Transizione 4.0; rilevato che: le sostenute pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime e dei prodotti intermedi, nonché il perdurare della dinamica rialzista dei prezzi all'ingrosso del gas naturale e dell'energia elettrica mostrano l'urgenza con cui il Governo ha dovuto prevedere delle ulteriori misure temporanee per contenere gli aumenti delle bollette dell'energia per le famiglie e le imprese con il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, attualmente all'esame di questa stessa Commissione; l'Agenzia internazionale dell'energia ha stimato che la domanda mondiale di gas naturale è in crescita sia nel 2021 (+3,7 per cento a/a), su livelli simili a quelli rilevati nel 2019, che nel biennio successivo (+1,3 per cento a/a nel 2022 e +1,9 per cento a/a nel 2023), mentre per quanto riguarda l'energia elettrica, nel corso del 2021, è proseguita la fase rialzista fino al raggiungimento, nelle prime settimane di settembre, del massimo storico del PUN di 143,2/MWh. Tale aumento è ascrivibile sia alla ripresa dei consumi elettrici italiani che, soprattutto, ai costi di generazione spinti verso l'alto dai crescenti prezzi del gas naturale all'ingrosso e dei permessi di emissione; considerato che: il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024, oltre all'intervento sugli ammortizzatori sociali e sull'alleggerimento del carico fiscale, consentirà il rinnovo di svariate misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le PMI, agli investimenti innovativi e all'efficientamento energetico degli edifici; occorre tenere presente che l'eventualità di una carenza di offerta, influenzata anche da eventi geopolitici al momento imprevedibili, e la persistenza del rialzo dei prezzi dell'energia, a fronte di un forte aumento della domanda, costituisce un rilevante fattore di rischio per la previsione di crescita e inflazione, appare urgente puntare non solo sulla diversificazione delle fonti energetiche, ma implementare i nuovi modelli di generazione e consumo dell'energia, in particolare le comunità energetiche ed i progetti di autoconsumo collettivo, i quali ricopriranno, in futuro un ruolo sempre maggiore nell'accelerazione del processo di transizione energetica; risulta necessario tenere fede all'impegno preso in sede parlamentare per la proroga del cosiddetto Superbonus 110 per cento, almeno fino al 2023, tenuto conto che tale strumento rappresenta una grande opportunità per incrementare il processo di decarbonizzazione delle città, sostenere il settore edile, creare nuova occupazione e accrescere il valore degli immobili. Si tratta dunque di un meccanismo virtuoso volto a sostenere la ripresa dell'economia, consentendo di monetizzare sin da subito il beneficio fiscale altrimenti utilizzabile in un prolungato arco temporale e garantendo, dunque, maggiore liquidità immediata a famiglie e imprese. Il meccanismo produce, infatti, effetti positivi diretti per l'economia reale in quanto vengono immesse maggiori risorse a disposizione dei contribuenti, aumentandone la propensione alla spesa, e l'edilizia e il suo indotto, uno dei settori a più alto contributo del PIL nazionale, ricevono una maggiore spinta propulsiva, tutto ciò premesso, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni: valuti il Governo, nell'ambito della scelta di rinnovare le misure relative al Fondo di Garanzia per le PMI, agli investimenti innovativi e all'efficientamento energetico degli edifici, di ricomprendere tra gli interventi finanziati dal predetto Fondo anche quelli destinati alla creazione di comunità energetiche rinnovabili, in un'ottica non solo di riduzione delle emissioni e dei consumi, ma anche dell'abbattimento dei costi della bolletta elettrica; si invita la Commissione di merito a sollecitare il Governo, per la prossima legge di bilancio, al fine di: 1) prorogare il cosiddetto Superbonus 110 per cento almeno fino al 31 dicembre 2023, tenuto conto della rilevanza di tale meccanismo ai fini della crescita economica del Paese e del sistema produttivo legato al comparto dell'edilizia, nonché, in ragione della complessità attuativa della predetta misura, della necessità di un orizzonte temporale per la fruizione del beneficio ben più ampio di quello attualmente previsto; 2) prevedere, conseguentemente alla proroga a tutto il 2023 dell'applicazione del Superbonus, la medesima proroga per le misure previste dall'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto "decreto Rilancio") relativamente allo sconto in fattura e alla cessione del credito; 3) prorogare inoltre tutte le ulteriori misure di agevolazione fiscale (quali il bonus ristrutturazione, l' ecobonus , il bonus facciate e il bonus mobili), tenuto conto del loro ruolo essenziale per il rilancio complessivo del settore edilizio. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 270 La Commissione Industria, commercio, turismo, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che: la direttiva (UE) 2019/771 parte dal presupposto che, al fine di restare competitiva sui mercati mondiali, l'Unione europea deve migliorare il funzionamento del mercato interno per rispondere alle molteplici sfide poste da un'economia sempre più guidata dalla tecnologia. In quest'ottica, vengono armonizzati alcuni aspetti dei contratti di vendita dei beni, garantendo un elevato livello di protezione dei consumatori. La finalità perseguita è quella di instaurare un autentico mercato unico digitale, accrescere la certezza giuridica e ridurre i costi di transazione, in particolare per le piccole e medie imprese; la direttiva (UE) 2019/771, applicandosi a qualsiasi contratto di vendita tra un consumatore e un venditore, ivi compresi quelli per la fornitura di beni ancora da fabbricare o produrre, ha, in particolare, lo scopo di stabilire norme comuni relative alla conformità dei beni del contratto, ai rimedi in caso di difetti di conformità e alle garanzie commerciali; considerato che: l'articolo 1 sostituisce, al comma 1, l'intero capo I (Della vendita dei beni di consumo) del titolo III della parte IV del codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, comprendente gli articoli dal 128 al 135, introducendo quindi i nuovi articoli dal 128 al 135- septies ;