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Quanto proposto rappresenterebbe una best practice nel panorama europeo e internazionale, conferendo all'Italia un ruolo di assoluta centralità nella definizione di un modello basato su standard produttivi di chiara reputazione a supporto del rafforzamento dei principi di una sana ed equilibrata dieta alimentare. Nel contempo, la promozione di una sana alimentazione consapevole contribuirebbe a determinare una significativa riduzione della spesa sanitaria, posto che molti dei determinanti ambientali e sanitari, a partire dalle patologie tumorali cronico-degenerative, possono essere rintracciati nel consumo di bevande e cibi non salutari. Le vulnerabilità nella prevenzione e controllo sono riconducibili anche alla carenza di personale specializzato nella sanità pubblica veterinaria. In mora di questa circostanza, le aziende sanitarie e le università vengono a formare personale arruolato con tipologie di contratto convenzionali e contratti di collaborazione a vario titolo, che una volta preparato trova sbocchi anche nel settore privato. Il contemporaneo impiego dello stesso personale presso le aziende sanitarie locali e nel privato, anche con opzioni prestazionali giuridicamente compatibili nell'attuale ordinamento in termini di pluralità di incarichi, comporta ricadute fortemente critiche per le attività istituzionali di vigilanza e controllo rispetto alla garanzia di piena dicotomia controllore/controllato. Tale situazione si ripercuote su tutte le tre aree funzionali in cui, come noto, è suddivisa la sanità pubblica veterinaria: 1) sanità animale; 2) igiene delle produzioni, trasformazione, commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati; 3) igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche. Questo avviene, peraltro, in una fase in cui il cambiamento del sistema produttivo e la modifica dell'articolo 2135 del codice civile che definisce l'imprenditore agricolo ampliandone il campo di azione allo sviluppo di un di un'eterogenea pluralità di attività connesse (trasformazione, vendita, servizi turistici, servizi sociali alla persona) stanno riportando all'interno delle aziende di produzione di alimenti una pluralità di funzioni che richiedono nuovi approcci integrati nello stesso esercizio delle attività di controllo e di accompagnamento dell'evoluzione dei sistemi produttivi locali. A riguardo, rileva l'articolo 18 del nuovo regolamento che, nel ridisegnare la figura del veterinario ufficiale, ne qualifica puntuali competenze (e conseguenti skills attese), dettando norme specifiche sui controlli ufficiali e sui provvedimenti delle autorità competenti – i cui controlli, si ricorda, rientrano tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) – in merito alla produzione dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano. Come noto la legge 4 ottobre 2019, n. 117, individua nel Ministro della salute, nelle regioni, nelle province autonome e nelle aziende sanitarie locali, ciascuna nell'ambito delle rispettive funzioni, le autorità competenti per la sicurezza alimentare e per gli interventi ordinari in sanità pubblica veterinaria e polizia veterinaria. In caso di emergenza sanitaria, valgono anche le attribuzioni specifiche proprie del sindaco in qualità di autorità sanitaria locale. Per il segmento « qualità merceologica e sanità delle piante » l'autorità competente centrale è il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, mentre sul versante « tutela dell'ambiente » l'autorità competente centrale è il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. Infine, per quanto concerne le importazioni, le attività di controllo, accertamento e verifica di natura non sanitaria fanno capo all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che, accanto alle funzioni doganali, svolge anche attività di prevenzione e contrasto dei traffici illegali. In tutte le aree di interesse del presente disegno di legge, accanto alle attività di governo e di controllo ufficiale svolte dalle autorità competenti, rilevano anche le funzioni attribuite ai Corpi di polizia, organo di controllo per le specifiche indagini investigative correlate ad inchieste giudiziarie o a programmi di repressione degli illeciti penali. Queste attività, svolte di propria iniziativa o disposte dall'autorità giudiziaria, hanno caratteristiche molto diverse dai controlli ordinari soggetti a programmazione annuale, poiché partono da segnalazioni circostanziate ed utilizzano tecniche di indagine e strumenti coercitivi giustificati dall'esistenza di un'ipotesi di reato. Tali funzioni vengono svolte da alcuni reparti specializzati dell'Arma dei carabinieri, il Comando carabinieri tutela della salute (NAS) e il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei carabinieri, dal Corpo delle capitanerie di porto, Guardia costiera nonché dalla Guardia di finanza. Per la loro natura questi controlli, rispetto a quelli svolti dalle autorità competenti, sono finalizzati alla ricerca di illeciti e alla persecuzione dei colpevoli, rappresentando di fatto un'organizzazione eccellente a livello nazionale e internazionale per la lotta alle frodi nel settore agroalimentare. Stanti le loro caratteristiche e le specifiche finalità dei loro interventi, le organizzazioni di controllo non appartenenti al Servizio sanitario nazionale (SSN) non sono sottoposte ad audit di sistema da parte dell'autorità competente centrale e dai servizi di audit e analisi della Commissione, operano in base a programmi di attività disposti dalle amministrazioni di appartenenza e svolgono funzioni consultive nei confronti del punto di contatto nazionale e collaborano con le autorità competenti locali. Nella scorsa legislatura, con l'articolo 224- bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, introdotto in sede di conversione, si è recepito parte di quanto già previsto nel nostro disegno di legge n. 1660 dell'8 gennaio 2020 per la sola componente riferita alla qualità del benessere animale. Questa iniziativa legislativa copre interamente la prospettiva dell'intera filiera. Il tutto, in una strategia più ampia che è già stata ribadita sia in Assemblea che nelle Commissioni in termini di cultura della prevenzione secondo il principio One Health , travasando le conoscenze di biomedicina, medicina e patologia comparata, che è alla base della sanità del futuro, di una sanità che tende ad aumentare la speranza di vita in buona salute della popolazione e che deve essere sostenuta da una capillare azione di coinvolgimento proattivo delle persone, delle famiglie e della comunità, con un patto di reciprocità che dobbiamo saper sviluppare tra salute umana, animale e ambientale. Diversamente, atteso che il 70 per cento delle malattie infettive emergenti ha una connessione eziologica diretta o comunque trae origine da un serbatoio animale, non saremo in grado di imprimere quell'accelerazione correttiva al governo dei rischi endemici e pandemici di origine zoonotica nella visione di sanità pubblica in epoca post Covid che sosteniamo.