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Dagli importi derivanti dal versamento del costo ambientale sono detratti gli oneri per il ritiro, la selezione, la cernita e il trasporto, sostenuti dagli enti locali o da terzi, da rimborsare nella percentuale stabilita dall'Agenzia nazionale per il riciclo, d’intesa con il Centro di ricerca, in base alla valutazione sull'efficacia del sistema prescelto, da effettuare secondo le modalità indicate all'articolo 224, comma 4; la restante parte delle somme versate a titolo di costo ambientale è distribuita tra i produttori e gli utilizzatori, consorziati o meno, in relazione a quanto effettivamente riciclato». 15 (Modifica della disciplina sui consorzi) 1 L’articolo 223 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: «Art. 223. - (Consorzi). -- 1. I produttori che non provvedono alla gestione autonoma ai sensi dell’articolo 221, comma 5, costituiscono uno o più consorzi per ciascun materiale o tipologia di materiale. Ai consorzi possono partecipare i recuperatori e i riciclatori che non corrispondono alla categoria dei produttori, previo accordo con gli altri consorziati ed unitamente agli stessi. 2. I consorzi di cui al comma 1 sono enti con personalità giuridica di diritto privato senza fine di lucro aventi funzioni di rilievo pubblico e adottano uno statuto in conformità ad uno schema tipo, predisposto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, conformemente ai princìpi di trasparenza, efficienza, efficacia e libera concorrenza nelle attività di settore, e compatibilmente con il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio e di economicità. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione dello schema tipo, i consorzi già riconosciuti ai sensi della previgente normativa adeguano il loro statuto in conformità al medesimo schema tipo ed ai princìpi contenuti nel presente decreto e in particolare a quelli di trasparenza, efficacia, efficienza e, subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi di riciclo, di economicità, nonché di libera concorrenza nelle attività di settore, ai sensi dell'articolo 221, comma 2. Lo statuto adottato da ciascun consorzio è trasmesso entro quindici giorni all'Agenzia nazionale per il riciclo e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che lo approva di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell'economia e delle finanze, salvo il caso in cui ravvisi la necessità di apportarvi modifiche, supportate da motivate osservazioni cui i consorzi sono tenuti ad adeguarsi nei successivi trenta giorni. Qualora i consorzi non ottemperino nei termini prescritti, le modifiche allo statuto sono apportate con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Il decreto ministeriale di approvazione dello statuto di ciascun consorzio è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale . 3. I consorzi di cui ai commi 1 e 2 sono tenuti a garantire l'equilibrio della propria gestione finanziaria. A tal fine le risorse finanziarie per il funzionamento dei predetti consorzi derivano: a) dal contributo annuale dei consorziati; b) da quota parte dei costi ambientali versati dai produttori; c) dai proventi della cessione, nel rispetto dei princìpi della concorrenza e della corretta gestione ambientale, dei materiali ricavati dai rifiuti e dagli imballaggi ripresi, raccolti o ritirati. 4. Con proprio regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sulla base dei criteri definiti dall’Agenzia nazionale per il riciclo ai sensi dell’articolo 224, comma 3, lettera e) , stabilisce le modalità per la distribuzione degli importi confluiti a titolo di costo ambientale nel Fondo unico di cui all’articolo 222- bis , da destinare al funzionamento dei consorzi ai sensi del comma 3, lettera b) , del presente articolo. 5. Ciascun consorzio elabora e trasmette all'Agenzia nazionale per il riciclo e al Centro di ricerca un proprio piano annuale di prevenzione e gestione dei rifiuti e dei rifiuti di imballaggio entro il 30 settembre di ogni anno. 6. Il piano annuale di prevenzione e gestione, di cui al comma 5, è elaborato in continuità con gli obiettivi stabiliti nel piano nazionale di prevenzione dei rifiuti, adottato con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che si avvale, per la sua predisposizione, dell’Agenzia nazionale per il riciclo e del Centro di ricerca, e nel piano generale di prevenzione e gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio. 7. Entro il 31 maggio di ogni anno, i consorzi di cui al presente articolo presentano all'Agenzia nazionale per il riciclo e al Centro di ricerca una relazione sulla gestione relativa all’anno solare precedente, con l'indicazione nominativa dei consorziati, il programma specifico e i risultati conseguiti nel recupero e nel riciclo dei rifiuti di imballaggio, indicando separatamente l'eventuale quantità residuale inviata a combustione. Alla relazione sono allegati i documenti attestanti le operazioni di riciclo effettuate e i dati contabili relativi alle suddette operazioni. La relazione è trasmessa all'Agenzia delle entrate per i necessari controlli fiscali». 16 (Istituzione dell'Agenzia nazionale per il riciclo) 1 L'articolo 224 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente: «Art. 224. - (Agenzia nazionale per il riciclo). -- 1. Al fine di promuovere e garantire le attività di riciclo, recupero e riuso dei beni prodotti è istituita l'Agenzia nazionale per il riciclo, avente personalità giuridica di diritto pubblico senza fine di lucro. 2. Per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e riciclaggio e per garantire il coordinamento e il controllo sull'attività di prevenzione, raccolta differenziata e riciclo, i produttori, gli utilizzatori, i recuperatori, i riciclatori, gli utenti finali, le associazioni dei consumatori e i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche territoriali, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero dello sviluppo economico partecipano in forma paritaria all'Agenzia nazionale per il riciclo. 3. In conformità alla normativa europea, nel rispetto del principio di sussidiarietà e delle competenze delle regioni e degli enti locali di cui al titolo V della parte seconda della Costituzione, l'Agenzia nazionale per il riciclo svolge le seguenti funzioni: a) valuta, d’intesa con il Centro di ricerca di cui all’articolo 224- bis , i piani annuali di prevenzione e gestione elaborati dai produttori che hanno adottato un sistema autonomo e dai consorzi di cui all’articolo 223;