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Questo gruppo evidenzia inoltre una marcata propensione a trovare attività gratificanti ed una incapacità a tollerare la frustrazione. Etiopatogenesi del DGA A tutt'oggi non esiste un modello unico in grado di spiegare pienamente la natura complessa ed eterogenea del comportamento della persona affetta da Disturbo da Gioco d'Azzardo. La tendenza dei ricercatori e dei clinici è quella di considerare tale disturbo come il risultato di una complessa interazione tra fattori psicologici, cognitivi, biologici ed ambientali. I modelli di questo tipo maggiormente accreditati sono: • il modello bio-psico-sociale di Sharpe (Sharpe, 2002); • il modello bio-psico-sociale di Griffith (2005); • il modello sindromico della dipendenza di Shaffer (Shaffer et all. , 2004); • il modello eziopatogenetico di Blaszczynski e Nower, 2002. Se una consolidata letteratura scientifica ha posto in risalto specifiche vulnerabilità di tipo neurobiologico (alterazioni del reward system) e cognitivo (distorsioni cognitive), è tuttavia doveroso tener conto di come l'aumentata pervasività e pluralità di offerta dei giochi d'azzardo e la pubblicità degli ultimi anni abbiano concorso significativamente all'aumento qualitativo e quantitativo delle sollecitazioni al gioco. Non si può escludere che l'aumento di casi di DGA sia anche conseguenza di tali sollecitazioni in grado di intercettare le vulnerabilità neurocognitive di alcuni individui. In particolare, nel caso delle slot machines, l'interazione uomo-macchina è fortemente influenzata dalle specifiche caratteristiche attrattive esercitate sia in forza del software che per l'allestimento dell'ambiente di gioco. Tutti questi modelli dunque convergono nell'indicare come tale disturbo, al pari delle altre forme di dipendenza, è il risultato dell'azione di più fattori, principalmente quelli afferenti al livello neurobiologico, psicologico, familiare ed ambientale. Di ciò è importante tener conto al momento della formulazione di un progetto di cura, in modo che sia personalizzato ed adattato alle specificità del paziente affetto da Disturbo da Gioco d'Azzardo. Obiettivi del percorso di cura - Raggiungere l'astensione dal gioco d'azzardo: riduzione totale/parziale della quantità di denaro, della frequenza e della durata del tempo dedicato al gioco d'azzardo come misurato nella valutazione multidisciplinare e attraverso scale standardizzate. - Migliorare il quadro di stress psico-patologico che accompagna il DGA. - Migliorare le dinamiche relazionali socio-familiari del giocatore ove possibile. - Migliorare il livello di autonomia personale, sociale e delle risorse di rete dei giocatori. - Affrontare/risolvere/ridurre i danni economici e legali del DGA. - Migliorare la qualità della vita. Obiettivi organizzativi - Garantire l'accesso diretto alla cura da parte dei servizi Ser. D. - Garantire la multiprofessionalità dell'equipe e l'integrazione con la rete territoriale. - Garantire un adeguato assessment multidisciplinare. - Garantire un'equipe adeguatamente formata ed aggiornata, soprattutto in relazione alle specificità di alcune popolazioni, quale quella giovanile o quella femminile. - Garantire la pratica basata sull'Evidence Based Medicine (EBM) e sul consenso della comunità scientifica. - Migliorare la qualità dei processi in base agli esiti e alle evidenze scientifiche. Percorso Ambulatoriale all'interno del Servizio Pubblico per le Dipendenze (Ser. D) Il Ser. D garantisce una pronta accoglienza delle richieste dei singoli utenti e delle loro famiglie. L'accesso al servizio è diretto, senza necessità di prenotazione (CUP), né di richiesta medica, e avviene nel rispetto della privacy e, ove richiesto, dell'anonimato. Il percorso ambulatoriale prevede un'articolazione in fasi. Intake e Accoglienza Il giocatore, sulla spinta dei familiari o autonomamente, può rivolgersi ai vari Sportelli di Ascolto, può chiedere consulenze via web, può contattare strutture accreditate ed infine può accedere ai servizi territoriali (Ser. D), dove viene effettuato l' "intake" (primo contatto con il servizio). Per "accoglienza" si intende una serie di colloqui che l'utente o la famiglia effettuano con l'operatore del Ser. D, durante i quali quest'ultimo riceve e ascolta la richiesta dell'utente e/o della sua famiglia, la sua problematica di dipendenza e prende informazioni necessarie per un'eventuale successiva fase diagnostica. Fondamentale in questa fase è l'intervento di counselling familiare, anche in assenza di motivazione del giocatore, che mira a dare informazioni fondamentali e necessarie per mettere in sicurezza il patrimonio familiare, allo scopo di delineare una via d'uscita dalla disperazione che spesso pervade la famiglia e di riformulare gli obiettivi dando ai familiari (e al giocatore) la forza necessaria ad intraprendere un percorso di cura. L'obiettivo dell'accoglienza è di analizzare la domanda ed informare sulle fasi successive. La fase di accoglienza deve avvenire prioritariamente rispetto alle fasi di cura successive per permettere ai servizi di accogliere i pazienti precocemente. L'accoglienza del giocatore o del familiare/persona di riferimento rappresenta un momento particolarmente significativo e delicato poiché è finalizzato ad ottenere la sufficiente compliance terapeutica. Necessita di sensibilità, flessibilità ed attenzione considerando le peculiarità della richiesta. È pertanto opportuno che il Servizio garantisca una risposta tempestiva alla richiesta di intervento e, laddove possibile, è auspicabile individuare spazi ed orari dedicati. Risulta importante rilevare chi è il soggetto inviante (medici di medicina generale, servizi sociali, gruppi di auto-aiuto, etc.) per poter garantire una maggiore integrazione dell'intervento terapeutico. In analogia con le dipendenze da sostanze, occorre promuovere e facilitare l'accesso dei detenuti con disturbo da Gioco d'azzardo ai percorsi di cura. Sono da prevedere inoltre interventi a favore dei minori. L'accoglienza si declina in: - acquisizione dei documenti sanitari e di identità; - ascolto e analisi della domanda e di eventuali urgenze cliniche e grave compromissione finanziaria, legale o abitativa; - informazioni sull'organizzazione e sulle procedure del servizio; - presentazione al giocatore/familiare del percorso diagnostico-terapeutico. L'esito dell'accoglienza può concludersi con la consultazione o proseguire con la valutazione multidisciplinare da parte dell'equipe DGA con: - successivi appuntamenti concordati con il giocatore/familiare di riferimento; - raccolta consenso al trattamento dei dati personali e diritti inerenti la normativa sulla privacy e consegna carta dei servizi; - apertura e/o riapertura della cartella clinica informatizzata. Figure preposte: personale adeguatamente formato. Assessment L'assessment fornisce una base per lo sviluppo di un'alleanza con il paziente, per la comprensione del problema del gioco d'azzardo e la persona stessa, un tracciato per la pianificazione del trattamento e un punto di riferimento per il monitoraggio del trattamento e follow-up. L'assessment è un concetto ampio che comprende lo screening, la valutazione e le attività diagnostiche.