[resaula]

È un atto salutare esprimere le proprie idee, metterci la faccia, assumersi le proprie responsabilità, almeno in questo caso. È un atto dovuto verso il Paese, verso voi stessi e forse anche verso i vostri elettori. (Applausi) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sullo stesso argomento su cui sono intervenuti i colleghi, Presidente, per un richiamo al Regolamento e sulla sua decisione di ammettere il voto segreto. Visto che sono intervenuti tutti i Gruppi, non per mia decisione, e tutti hanno espresso la propria opinione, vorrei ricordare brevemente, rimanendo sul profilo tecnico-giuridico, le motivazioni che hanno condotto il sottoscritto e il mio Gruppo a chiedere il voto segreto, che lei, Presidente, ha concesso secondo il Regolamento, a nostro giudizio. Lo faccio soltanto perché non sembri che il nostro silenzio sia un avallo alle argomentazioni che ha messo in campo per primo il collega Zanda e poi tutti gli altri. Il voto sul non passaggio agli articoli, come già è stato spiegato, è un voto di merito e non una questione procedurale. Le questioni procedurali sono infatti quelle sospensive e pregiudiziali: questo è talmente vero che basta andare a verificare il dibattito sulla modifica del Regolamento del Senato e si verificherà che l'intenzione di chi ha scritto il Regolamento del Senato è quella di garantire questo come istituto di merito, che infatti interviene dopo la discussione generale nel merito del disegno di legge, che, una volta approvato, non può essere rovesciato. È quindi evidente che interveniamo nel merito di un disegno di legge, che prevede diffusamente nel suo articolato questioni legate alla libertà dell'esercizio di coscienza, di un voto di coscienza: quindi segreto. Non vedo il motivo per cui si possa negare. Aggiungo soltanto una considerazione: non chiediamo il voto segreto per noi, perché la nostra opinione sul tema è chiarissima. Potremmo votare apertamente, senza voto segreto, e sappiamo già cosa possiamo votare. Lo facciamo a tutela del Parlamento e dei Gruppi politici, che hanno il diritto di esprimere il proprio voto segretamente su questioni che hanno a che fare con la libertà di coscienza. È davvero molto strano che, alla vigilia di un dibattito che riguarda la libertà e i diritti delle persone, chi sostiene di difendere i diritti delle persone e di volerli allargare, qui in Senato si impegni per negare il diritto del voto segreto, che è uno di quei diritti fondamentali che soprattutto il parlamentare deve vedersi garantito. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo solo per porle un quesito, perché io non intendevo e non mi ero iscritto a parlare sul tema che riguarda la richiesta di voto segreto. Ma lei aveva già deciso, Presidente? (Applausi) . Perché, visto che lei aveva già deciso, c'è stata questa discussione, con gli interventi dei singoli Gruppi, su una questione su cui lei aveva deciso? Signor Presidente, io ho reputato la discussione sul tema assolutamente non utile. (Commenti). No, non è un richiamo al Regolamento, perché il Presidente aveva già deciso, aveva deliberato; altrimenti io mi sarei iscritto a parlare e avrei espresso la mia contrarietà alla richiesta di voto segreto, dichiarando il voto rispetto ad una proposta. Ma mi sembrava che lei, Presidente, avesse già deciso. Le vorrei, quindi, chiedere la ragione per cui si è aperto il dibattito su una decisione già assunta. LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Per il suo Gruppo ha già parlato una persona, quindi non può più parlare. (Commenti del senatore Licheri). Lei intende intervenire sul richiamo al Regolamento? Ha già parlato il senatore Perilli. (Commenti). Mi faccia capire su cosa vuole intervenire. (Commenti). Se deve parlare fuori microfono, abbia la cortesia di tacere, perché tanto non la sento. Stia seduto! (Commenti). Senatore Santangelo, lei è un grande maleducato! Non si fa così alla Presidenza. Lei è un maleducato! Si sieda! Non si fanno gesti alla Presidenza. (Vivaci commenti). VOCI FUORI MICROFONO. Fuori! Fuori! (Vivaci commenti). PRESIDENTE. Lei è ammonito. Prego, senatore. LICHERI (M5S) . Presidente, le ha chiesto di parlare il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle e le ha chiesto di parlare sul richiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Licheri, mi dica... Non sento niente. Mi dica per quale motivo lei ha chiesto la parola. LICHERI (M5S) . Le ho chiesto di parlare in qualità di Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle... (Commenti). PRESIDENTE. Senta, lei, in qualità di membro del Gruppo MoVimento 5 Stelle... LICHERI (M5S) . Mi faccia terminare, Presidente, se no non ci chiariamo. PRESIDENTE. Se è sull'articolo 92... LICHERI (M5S) . Ho chiesto la parola semplicemente sul richiamo al Regolamento, sul solco di quanto ha introdotto nel dibattito d'Assemblea il senatore Zanda. Tutto qua. PRESIDENTE. Ha già parlato il senatore Perilli e, in base al Regolamento, potrebbe parlare - e io ho concesso che parli - uno per Gruppo; in realtà, potevo anche non far parlare uno per Gruppo, se legge l'articolo 92 del Regolamento. LICHERI (M5S) . Non discuto la sua prerogativa... PRESIDENTE. Senatore Licheri, la ringrazio. Non può parlare, ha già parlato il senatore Perilli. Si metta d'accordo all'interno del Gruppo su chi deve intervenire. (Applausi. Vivaci commenti) . Senatore Santangelo, è censurato. Fra poco l'allontano dall'Aula e le impedisco di votare. La smetta, senatore Santangelo! VOCI FUORI MICROFONO. Fuori! Fuori! PRESIDENTE. Non mi costringa ad allontanarla dall'Aula, se continua col suo comportamento irrispettoso nei confronti della Presidenza. Non ammetto che alcuno faccia gesti di questo tipo. Lo può fare da altre parti, non qua dentro. (Applausi) . VOCI FUORI MICROFONO. Fuori! Fuori! PRESIDENTE. Se si può ristabilire un attimo di tranquillità, vorrei poter rispondere. Con tutto il rispetto, l'obiezione sollevata dal senatore Faraone non è fondata. Sulla mia dichiarazione a proposito dell'ammissibilità del voto segreto c'è stato un richiamo al Regolamento, in base all'articolo 92 del Regolamento stesso. Ho fatto parlare tutti e quindi non capisco questo senso di grande tensione. Do dunque lettura del secondo comma dell'articolo 92: «Sui richiami possono di regola parlare, dopo il proponente, soltanto un oratore contro e uno a favore (...); il Presidente ha tuttavia facoltà, valutata l'importanza della questione, di dare la parola ad un oratore per ciascun Gruppo parlamentare». Lo ripeto: ad un oratore per ciascun Gruppo parlamentare.