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Hannah Mouncey, transgender, uomo, era nella nazionale maschile di pallamano, adesso è nella nazionale femminile; australiano, 1,88 metri per 100 kg di muscoli, di solito vince le partite. Maxine Blythin, giocatrice transgender di cricket: quando gareggiava con gli uomini aveva 15 punti segnati al lanciatore (ottima media), adesso la sua media è 123 (addio sogni di gloria alle lottatrici avversarie). Lauren Hubbard sarà la prima transgender a partecipare alle Olimpiadi nel sollevamento pesi e ovviamente le sue avversarie non l'hanno presa benissimo. È anche un problema di sicurezza e vi sono alcuni esempi concreti: la federazione gallese di rugby ammette i giocatori transessuali, dall'anno prossimo anche quella francese. Un esempio: Kelly Morgan. Si legge, nei resoconti di una partita, che ha piegato la sua avversaria come una sedia a sdraio, con fratture multiple. Ma vogliamo togliere la gioia a Kelly Morgan di giocare con le donne, se si sente donna? Ma c'è di meglio. Fallon Fox è un lottatore o lottatrice di arti marziali miste (MMA per chi lo conosce), lo sport più violento che ci sia; si sente donna e combatte contro le donne. Alcuni commenti: Fox, un atleta maschio transgender , ha distrutto Erika Newsome in un combattimento MMA in Florida, durante il quale ha assestato un colpo alla testa con il ginocchio mentre la teneva ferma con le mani, lasciandola priva di sensi. Per l'esattezza, le ha spaccato il cranio. Queste invece le dichiarazioni di Tamikka Brents, un'altra sua avversaria che è uscita dall'incontro con sette fratture facciali e una commozione celebrale: «Ho combattuto contro molte donne, mai avevo avvertito la forza e la ferocia che ho sperimentato quella sera con Fox, e sono una donna forte. Continuo a disapprovare che Fox combatta contro le donne; lo trovo ingiusto e non leale». Ma veramente pensate che queste siano parole omofobe? Ma vi rendete conto della follia cui siamo arrivati con la furia ideologica che avete? E certo che le femministe sono contro il disegno di legge Zan, perché vorrebbero difendere le donne, che rischiano di uscire con le ossa rotte da questa legge, sul ring , quando devono combattere in combattimenti come questi, e nella società, quando si vedranno private dei loro diritti. È giusto combattere ogni discriminazione e violenza contro le persone omosessuali; su questo avreste il pieno appoggio di Fratelli d'Italia. Ma non è questo che fa il testo di legge Zan, che è un testo ideologico, liberticida, pericoloso e che discrimina le donne. Per questo piace alla sinistra e per questo gli uomini e le donne libere la combattono. (Applausi) . PRESIDENTE. Grazie, senatore Fazzolari. Le erano stati assegnati dodici minuti più uno e lei li ha esauriti prima. Come vede, tutto assolutamente secondo regolare copione. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, se il senatore Fazzolari vuole, posso anche cedergli un minuto in più; ma lo vedo distratto. PRESIDENTE. Ha esaurito il suo intervento prima del tempo che gli era stato assegnato. DAL MAS (FIBP-UDC) . Mi dispiace di vedere in Aula molti banchi vuoti tra i sostenitori ad oltranza del disegno di legge Zan e mi dispiace che non ci sia il senatore Bressa, che quest'oggi ha cercato di fare una ricognizione nell'ambito dell'ordinamento, individuando le norme che richiamano il concetto di identità di genere sia nella nostra legislazione che in quella europea o comunque nella legislazione dal punto di vista generale. Ebbene, c'è una sentenza della Corte costituzionale che tutti noi conosciamo, la sentenza n. 221 del 2015, sulla quale ci si fa scudo per sostenere che l'identità di genere e quindi il diritto all'autodeterminazione del genere siano un principio costituzionale. Si dimentica tuttavia di dire che quella è una sentenza interpretativa di rigetto, che non obbliga il legislatore a intervenire, semmai lo invita a intervenire. Credo che questo sia un punto nodale importante, perché diversamente passa l'idea secondo la quale l'identità di genere, che è una sovrastruttura (cioè l'idea secondo la quale io devo essere riconosciuto per come percepisco me stesso), sia di per sé un diritto assoluto, valido erga omnes . Non mi pare che sia così e non mi pare che la sentenza di riferimento del 2015 dica questo. Nel corso delle audizioni e del dibattito che si è tenuto all'interno e fuori dalle Aule parlamentari, nei giornali e nelle varie riviste, molti giuristi, che qui non sto ad indicare per ragioni di brevità, hanno messo in luce il fatto che le intenzioni del disegno di legge Zan, pur riconoscendole come positive, in realtà sconfinano su un errore madornale di fondo, che è quello di dare una veste penale a qualcosa che invece attiene all'aspetto pedagogico, all'aspetto dialogico e alla vita di ogni giorno. Questo pan-penalismo, secondo il quale tutto si riduce alla sfera penale, porta con sé delle dubbie valutazioni sulla portata effettiva di alcune norme. Si è deciso, alla Camera dei deputati, di inserire le fattispecie della discriminazione e dell'istigazione alla discriminazione per motivi di omo-lesbo-transfobia negli articoli 604- bis e seguenti del codice penale, che sono stati introdotti con la legge Mancino. Ebbene, qualcuno dice che così viene meno il principio di tassatività della norma, essendo assolutamente indeterminata la fattispecie. Sappiamo infatti che il reato, per definizione, è un fatto tipico, antigiuridico e colpevole. Questo di fatto comporta che si lasci al giudice la valutazione di ciò che è discriminatorio e di ciò che non lo è. Mi permetto di dire che l'ubiquità del termine discriminazione è anche discernimento e il discernimento vuol dire scegliere, valutare ed esprimere un'opinione. Nel concetto stesso della discriminazione c'è il riferimento all'opinione e alla valutazione che ciascuno può avere nell'affrontare un determinato aspetto e un determinato problema. Questa mattina il senatore Caliendo è stato assolutamente chiaro rispetto all'Assemblea, dicendo che, su un tema importante come questo, una parte dello schieramento, che propugna l'applicazione del disegno di legge Zan così com'è, compie un errore dal punto di vista politico e strategico. Non si può accettare che un tema di questa portata sia di fatto ridotto ad una prova muscolare. Questa non è politica e non è il servizio che il Parlamento deve fare rispetto a presunti diritti, che ritenete siano stati o vengano violati oggigiorno. Consentitemi di fare una precisazione: la senatrice Malpezzi questa mattina ha parlato dell'articolo 4, dicendo che è la conseguenza di un emendamento posto alla Camera dei deputati. Non è così, o meglio è un'affermazione parziale, in parte vera e in parte falsa, in quanto quella dicitura è la conseguenza di un compromesso raggiunto tra le diverse forze politiche, nell'ambito della discussione alla Camera dei deputati.