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Infine la vicenda sulla normativa utilizzata per l'approvazione dell'opera propedeutica al TAV NLTL, ossia per l'approvazione dell'opera del cunicolo esplorativo di Chiomonte, e ciò fino alla delibera del C.I.P.E. n. 86 del 18 novembre 2010 è una delle storie più oscure della pubblica amministrazione italiana. A seguito delle fortissime contestazioni avvenute in Valle di Susa nel 29 giugno 2006 il Tavolo politico presso la Presidenza del Consiglio dei ministri decide il trasferimento del progetto Lyon Turin Ferroviarie (LTF) e Rete ferroviaria italiana (RFI), riferito al TAV NLTL, dalla cosiddetta legge obiettivo alla procedura ordinaria. Nonostante il predetto trasferimento dell'alveo normativo dell'opera dalla legge obiettivo alla procedura ordinaria sia provato da ampia documentazione proveniente dal C.I.P.E., Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Consiglio di Stato, Autorità di Vigilanza Contratti Pubblici AVCP e dallo stesso Soggetto Aggiudicatore -- Lyon Turin Ferroviaire, si è continuato a procedere con la medesima legge obiettivo. Lo scopo di avvalersi della legge obiettivo è facile da comprendere: il progetto definitivo del cunicolo esplorativo di Chiomonte (Maddalena) non sarebbe mai stato approvato dal C.I.P.E. se si fosse applicata la legge ordinaria in quanto non sarebbe stata considerata una variante di un altro progetto definitivamente abbandonato: il cunicolo esplorativo di Venaus, opera ben diversa. Ma l'utilizzo della legge obiettivo per la disciplina dell'opera TAV NLTL in luogo della normativa ordinaria rappresenta anche l'artifizio giuridico teso al mantenimento dell'appalto vinto nel 2005 dalla Venaus s.c.a.r.l. (con la cooperativa muratori e cementisti -- C.m.c. di Ravenna quale capo mandataria) appalto riferito alla realizzazione del cunicolo esplorativo di Venaus, opera di fatto abbandonata. Giova ricordare che per l'opera del cunicolo esplorativo di Chiomonte mai è stata indetta gara alcuna di appalto. La Commissione d'inchiesta dovrà indagare sulla base di quali atti il C.I.P.E. ha emesso la delibera n. 86 del 18 novembre 2010 utilizzando la procedura di cui alla legge obiettivo e non ha, invece, rigettato il progetto proposto utilizzando la normativa ordinaria. A tal proposito, e quale fumus boni iuris a sostegno del presente disegno di legge, si evidenzia altresì che con nota dell'8 settembre 2009 della struttura tecnica di missione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti affermava che l'opera non è mai uscita dal novero delle infrastrutture strategiche ex legge obiettivo desumendo tale affermazione dall'allegato 7º al DPEF approvato dal C.I.P.E. il 15 luglio 2009. Nulla di più ultroneo ed errato: con il predetto allegato 7º al DPEF 2010-2013 veniva indicato esattamente il contrario. La Commissione di inchiesta dovrà anche indagare su come sia stato possibile aprire il cantiere di Chiomonte in assenza di alcun preventivo unitario progetto esecutivo (previsto dal C.I.P.E -- delibera n. 86 del 18 novembre 2010), in assenza di alcuna gara di appalto europea nonché sui costi ed esborsi posti in essere dall'aggiudicatore nonché verificare se l'aggiudicatore operasse in assenza di un corretto codice antimafia ossia il codice unico di progetto (CUP).. Art. 1. (Istituzione e funzione della Commissione) 1. È istituita, per la durata di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul progetto e la realizzazione dell'opera denominata «Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (TAV)» di seguito denominata «Commissione», con i seguenti compiti: a) verificare la compatibilità dell'opera, l'entità delle spese complessive già sostenute e di quelle ancora da sostenere direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato, anche avendo riguardo alla proporzionalità e sostenibilità dei costi ed alla loro lievitazione in corso d'opera; b) quantificare, nello specifico, l'esatto ammontare dei costi delle opere ferroviarie, delle opere connesse, del materiale rotabile, dei costi di gestione e manutenzione della nuova linea, delle implicazioni finanziarie dell'utilizzo della finanza di progetto sul rapporto debito/prodotto interno lordo dell'Italia; c) verificare, in tale quadro, l'effettività degli investimenti privati e di quelli pubblici, nonché l’assunzione di debiti e garanzie per i prestiti da parte dello Stato, con riguardo alla sussistenza di oneri occulti o palesi di indebitamento; d) individuare l'eventuale sussistenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nell'ambito dell'attività economica connessa direttamente o indirettamente con l'opera ferroviaria; e) accertare la sostenibilità dell'opera, con riferimento all'impatto ambientale e paesaggistico sul territorio interessato e, in particolare, sull'ecosistema, le falde acquifere, la tutela del suolo e le emissioni in atmosfera; f) verificare le reali necessità di trasporto merci e passeggeri nella zona, onde valutare se esse siano effettivamente tali da giustificare l'investimento previsto, con riferimento anche alla valutazione di altre direttrici di traffico utilizzabili ovvero di opzioni progettuali alternative; g) verificare l'adeguatezza di mercato e le ricadute finanziarie delle procedure di appalto poste in essere al fine della realizzazione dell'opera, in riferimento alle modalità di affidamento del progetto, della realizzazione, della gestione e dei controlli ad un unico contraente generale; h) accertare l'eventuale sussistenza di irregolarità da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici e privati operanti nel progetto, anche con riferimento alla congruità delle spese sostenute e alle procedure di appalto seguite; i) accertare la sussistenza di eventuali responsabilità degli estensori degli atti che hanno rappresentato l'avvenuta o prossima saturazione della linea esistente, presupposto necessario per la realizzazione della nuova linea Torino-Lione (NLTL); l) accertare la sussistenza di eventuali responsabilità in riferimento alla gestione dell'ordine pubblico in occasione delle manifestazioni organizzate nei luoghi interessati dall'opera; m) quantificare i costi connessi all'utilizzo delle Forze armate per la vigilanza e sorveglianza dei cantieri; n) accertare le modalità di informazione della cittadinanza, di dibattito pubblico e coinvolgimento delle autonomie territoriali; o) compiere una analisi del quadro infrastrutturale, normativo e finanziario, al fine di verificare la sostenibilità complessiva dell'opera. 2. La Commissione riferisce al Parlamento con singole relazioni o con relazioni generali e ogniqualvolta ne ravvisi la necessità e comunque al termine dei suoi lavori. 3. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.