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L'Unità tecnica amministrativa della Presidenza del Consiglio dei ministri (UTA), istituita ai sensi dell'articolo 15 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3920 del 28 gennaio 2011, operante in seno alla Presidenza del Consiglio dei ministri, presenta adeguati requisiti tecnici, amministrativi e legali per svolgere anche la funzione di stazione appaltante per conto del Commissario unico di cui all'articolo 5 del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, al fine di supportare funzionalmente lo stesso Commissario unico soprattutto nelle delicate esigenze operative di cui all'articolo 43 del decreto-legge n. 152 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 233 del 2021, significativamente implementate anche con la deliberazione del Consiglio dei ministri 18/22 febbraio 2022, che ha affidato al medesimo Commissario unico anche il compito di realizzare tutti gli interventi necessari all'adeguamento alla vigente normativa della discarica abusiva di Malagrotta, in ragione della procedura di preinfrazione EU Pilot n. 9068/16 ENVI per la violazione degli obblighi imposti dall'articolo 14, lettere b) e c), della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999. L'UTA, infatti, assomma in sé un coacervo di alte professionalità con elevata e specialistica esperienza sia nell'ambito di delicati interventi di risanamento ambientale, sia nella gestione di appalti pubblici, potendo contare anche su risorse tecnologiche all'avanguardia e in continua evoluzione e rafforzamento. La possibilità, quindi, di avvalimento dell'UTA, quale stazione appaltante, da parte del Commissario unico, è da ritenersi fondamentale per il pieno raggiungimento degli ulteriori ed importanti obiettivi assegnati dal citato articolo 43 al Commissario unico, atteso che la facoltà di diretta utilizzazione dell'UTA può contribuire ad aumentare significativamente la capacità operativa dello stesso Commissario unico anche in relazione alla tempestiva ed efficace utilizzazione dei fondi derivanti dal PNRR. L'avvalimento dell'UTA, già in corso fin dal 2018, da parte del Commissario unico, ma su base meramente pattizia, sia come stazione appaltante, sia come diretto supporto tecnico e amministrativo, con messa a disposizione di qualificati responsabili unici del provvedimento (RUP) in servizio presso l'UTA, ha consentito – in soli tre anni – di ottenere ottimali risultati riguardo a numerosi interventi di bonifica e messa in sicurezza di numerosi siti inquinati sotto infrazione comunitaria, con loro conseguente avvenuta espunzione dal gravoso sistema sanzionatorio comunitario. La possibilità, quindi, di potersi avvalere ordinariamente a più ampio spettro, su base normativa, dell'UTA consentirà al Commissario unico, non solo di rispettare rigorosamente il cronoprogramma esistente, relativamente all'espunzione degli ulteriori siti ancora sotto infrazione comunitaria, ma consentirà di avere a disposizione un qualificato know-how , progettuale ed operativo, in grado di affrontare agevolmente le ulteriori attribuzioni operative di pertinenza derivanti dal PNNR, da quanto previsto proprio dall'articolo 43 del decreto-legge n. 152 del 2021 e dalla deliberazione del Consiglio dei ministri 18/22 febbraio 2022. Comma 3. Gli oneri, per il Commissario unico, conseguenti all'avvalimento dell'UTA, possono agevolmente essere interamente ricompresi nei finanziamenti dei singoli interventi e necessariamente già contenuti, quindi, nei conferenti quadri economici di spesa delle opere programmate e da realizzare. La complessità, la necessità e l'urgenza degli interventi di pertinenza del Commissario unico, diretti alla definitiva e prioritaria bonifica e risanamento di siti gravemente compromessi dal punto di vista ambientale, unitamente all'esigenza di rispettare i tempi di progettazione e realizzazione conferenti con il PNRR, implica, però, una adeguata persistenza operativa de1l'UTA, necessariamente superiore a quella attualmente prevista dal vigente articolo 5 del decreto-legge n. 136 del 2013 , convertito, con modificazioni, dalla legge n. 6 del 2014 (come modificato – da ultimo – dall'articolo 5- bis del decreto-legge n. 111 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2019), che indica il termine di operatività dell'UTA al 31 dicembre 2022. La prevista proroga al 31 dicembre 2025, quindi, del termine di operatività dell'UTA e dei rapporti di lavoro in essere a tale data, assolutamente necessari a garantirne la piena integrità e continuità operativa, rappresenta un'esigenza oggettiva per il raggiungimento degli obiettivi previsti, non altrimenti realizzabile. Gli oneri necessari al funzionamento dell'UTA (compresi i costi per il conferente personale) anche per il triennio 2023-2025, comunque contenuti entro euro 1.500.0 00,00/ anno, sono ampiamente e autonomamente assicurati dai proventi rinvenienti da piani di rientro attivi, già formalizzati ed operanti, relativi a specifiche posizioni debitorie verso l'UTA stessa del comune di Salerno e del comune di Napoli, senza alcun gravame sostanziale, quindi, per il bilancio dello Stato. Con atti stragiudiziali, infatti, di rep. n. 74/2018 in data 21 giugno 2018 e rep. n. 82/2019 in data 9 dicembre 2019 tra l'UTA e, rispettivamente, il comune di Salerno e il comune di Napoli, sono assicurate regolari rimesse annuali, pari a euro 1.249.182,89 da parte del comune di Salerno e a euro 4.387.588,64 da parte del comune di Napoli, per complessivi euro 5.6.36.771,53/anno, che sicuramente copriranno il periodo di proroga triennale. La certezza, quindi, anche di tali sole risorse finanziarie, fondate su atti formali e già in corso di regolare esecuzione da parte dei comuni di Salerno e Napoli, non gravanti sul bilancio dello Stato in quanto frutto dell'autonoma attività dell'UTA di recupero, giudiziale e stragiudiziale, di proprie posizioni creditorie, garantisce ampiamente la copertura di tutti gli oneri di funzionamento dell'UTA medesima per il triennio 2025-2025, inclusi quelli, prevedibilmente nuovi e maggiori, connessi alla indefettibile transizione digitale prevista ed auspicata per ogni struttura della pubblica amministrazione. Articolo 20 (Proroga di termini in materia di politiche per il mare) La disposizione proroga, per l'anno 2023, il termine relativo all'invio alle Camere della relazione annuale sullo Stato di attuazione del Piano del mare, previsto dall'articolo 12 del decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173.