[pronunce]

che, in relazione agli artt. 25 e 102 Cost. essi sono evocati in combinato con l'art. 3 Cost., in relazione al carattere assoluto della presunzione che esclude la «possibilità di dimostrare che il rapporto di lavoro è insorto in data diversa» da quella stabilita presuntivamente dalla disposizione censurata; che il contrasto con l'art. 27 Cost. conseguirebbe alla circostanza che la sanzione in esame si aggiungerebbe alle altre previste dall'ordinamento per la stessa condotta, senza la possibilità di un cumulo formale, «con violazione del principio della naturale funzione della sanzione previsto dall'art. 27 della Costituzione»; che, con ordinanza depositata il 19 novembre 2004 (reg. ord. n. 73 del 2005) , la Commissione tributaria di primo grado di Bolzano, in sede di giudizio di impugnazione di una sanzione irrogata ai sensi della disposizione censurata, ha prospettato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2002, in relazione agli artt. 3, 24 e 27 Cost., svolgendo argomentazioni sostanzialmente analoghe a quelle delle precedenti ordinanze di rimessione; che, con tre ordinanze di contenuto pressoché identico, depositate tutte il 22 luglio 2004 (reg. ord. nn. 132, 133 e 134 del 2005), la Commissione tributaria provinciale di Forlì ha prospettato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2002, in relazione all'art. 3 Cost., in altrettanti giudizi di impugnazione di sanzioni irrogate ai sensi della disposizione censurata; che la Commissione tributaria di Forlì ritiene che la disposizione censurata contrasterebbe con il principio di uguaglianza, «sotto il profilo della irragionevole determinazione del quantum della sanzione pecuniaria», che dipenderebbe da «un evento, del tutto casuale, quale la data di contestazione dell'illecito»; che, con ordinanza depositata il 24 novembre 2004 (reg. ord. n. 170 del 2005) , la Commissione tributaria provinciale di Bari ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2002, in relazione agli artt. 3 e 24 Cost., in sede di giudizio di impugnazione di una sanzione irrogata ai sensi della disposizione censurata; che, con tre ordinanze di contenuto pressoché identico, depositate tutte il 15 dicembre 2004 (reg. ord. nn. 198, 199 e 200 del 2005), la Commissione tributaria provinciale di Benevento, in sede di giudizio di impugnazione di una sanzione irrogata ai sensi della disposizione censurata, ha prospettato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2002, in relazione agli artt. 3, primo comma, 24, secondo comma, e 25, secondo comma, Cost.; che le argomentazioni poste a fondamento delle censure dalle Commissioni tributarie di Bari e di Benevento sono sostanzialmente analoghe a quelle svolte dagli altri rimettenti; che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto nei giudizi di cui alle ordinanze n. 928 e 980 del 2004, e nn. 27, 73, 132, 133, 134 e 170 del 2005, chiedendo che le questioni siano dichiarate inammissibili o infondate; che, nei giudizi di cui alle ordinanze n. 198, 199 e 200 del 2005, la difesa erariale, preso atto dell'intervenuta sentenza della Corte n. 144 del 2005, ha chiesto che le questioni siano dichiarate manifestamente inammissibili. Considerato che l'identità della normativa impugnata, la parziale coincidenza delle censure proposte e dei parametri costituzionali invocati, nonché delle argomentazioni svolte nelle ordinanze di rimessione, rendono opportuna la riunione dei giudizi; che questa Corte, con sentenza n. 144 del 2005, nel pronunciarsi su analoghe questioni, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12 (Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all'estero e di lavoro irregolare), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 23 aprile 2002, n. 73, nella parte in cui non ammette la possibilità di provare che il rapporto di lavoro irregolare ha avuto inizio successivamente al primo gennaio dell'anno in cui è stata constatata la violazione; che, pertanto, tale sentenza, pronunciata successivamente alle ordinanze di rimessione, ha sostanzialmente modificato la disciplina del citato art. 3, comma 3, sul quale i giudici rimettenti hanno sollevato le questioni di legittimità costituzionale oggetto del presente giudizio, rendendo necessario, conseguentemente, un nuovo esame dei termini delle questioni e della loro perdurante rilevanza nei giudizi a quibus; che, alla luce delle predette considerazioni, gli atti devono essere restituiti ai giudici rimettenti.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti alla Commissione tributaria di primo grado di Trento, alla Commissione tributaria provinciale di Caserta, alla Commissione tributaria provinciale di Macerata, alla Commissione tributaria di primo grado di Bolzano, alla Commissione tributaria provinciale di Forlì, alla Commissione tributaria provinciale di Bari ed alla Commissione tributaria provinciale di Benevento. Così deciso, in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 luglio 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 luglio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA