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Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 1. FANTINATI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.1. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sollecitato dalla replica del Ministro alla discussione generale, soprattutto incentrato sui temi che si discutono all'articolo 1. Le riconosciamo, signor Ministro, sicuramente la buona volontà di cercare di mettere un freno a quello che non è soltanto un malcostume, ma è un vero e proprio reato penale e cioè: l'assenteismo. Dubitiamo però che, al di là della buona volontà dei proclami e anche della retorica che abbiamo ascoltato in quest'Aula, questo sia il provvedimento concreto in grado di realizzare i suoi propositi e per un motivo molto banale: perché non ci sono i soldi, innanzitutto per i piccoli Comuni e le piccole realtà, per predisporre quanto avete in mente. Vede, signor Ministro, il problema della concretezza e dell'efficienza della pubblica amministrazione non dipende dal fatto che chi deve andare a lavorare vada a lavorare. Il problema è poi far lavorare queste persone, perché la domanda che le rivolgo e rivolgo ai colleghi e alle altre persone che hanno avuto, come me, una qualche responsabilità amministrativa a livello locale, è: com'è possibile che i dirigenti pubblici non si accorgano e non si siano accorti che mancavano 10, 20 o 50 persone nei loro uffici? Il problema è questo, cioè che il pesce puzza dalla testa, signor Ministro. Il problema è che la dirigenza pubblica non si è accorta che mancavano le persone che dovevano mandare avanti la pubblica amministrazione in questo Paese. Questo è lo scandalo. Per cui, come fece il ministro Brunetta, si possono anche mettere i tornelli, si può anche garantire la presenza fisica delle persone negli uffici, ma il problema poi è: chi sorveglia queste persone affinché facciano il loro dovere? Chi misura la loro efficienza e il lavoro svolto? Il Nucleo per la concretezza? Ho molti dubbi, signor Ministro, che questo possa avvenire. In un ufficio privato, e sicuramente avviene anche nel suo studio professionale, se manca una persona per più di due giorni (non venti persone per un mese) sicuramente succede qualcosa: scatta un campanello dall'allarme, qualcuno se ne accorge e si mette nelle condizioni di porre rimedio all'efficienza che il suo ufficio deve garantire, perché siamo all'interno di un amministrazione privata. All'interno del pubblico tutto questo - glielo posso garantire - non succede. Quello che manca in questo decreto concretezza sono risposte legislative a questi problemi, non la rincorsa retorica alle misure biometriche per garantire che i titoli dei giornali possano dire che da domani mattina per entrare in ufficio si deve mostrare il volto, le dita e tutto quello che è possibile. Il problema è capire se, alla fine, questo disegno di legge, con il Nucleo di valutazione, che costerà 4 milioni di euro, secondo me spesi molto male (alla faccia della concretezza), sarà in grado di dire a un dirigente incapace o assenteista: da domani mattina tu stai a casa; da domani mattina sei licenziato. Questo avverrà, signor Ministro? Glielo chiedo; mi dia una risposta. Il Nucleo di valutazione che deve controllare il comune x, dove c'è l'assenteismo, dove le pratiche non vanno avanti e dove in tema di pagamenti della pubblica amministrazione - di cui abbiamo parlato ieri - i termini sono 360 giorni (non 30 giorni), alla fine sarà in grado di dire a questo dirigente: da domani mattina ti cerchi un altro lavoro? Altrimenti questo non è concretezza, ma soltanto fuffa e retorica. La concretezza è un'altra cosa. (Applausi dai Gruppi FdI e FI) . VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole a tutti gli emendamenti soppressivi dell'articolo 1 per un motivo molto semplice: ci aspettavamo dal Governo del cambiamento che vi fosse un'inversione di tendenza nella costituzione di nuovi organismi. Si creano organismi su organismi, poi chiaramente creeremo un altro organismo di controllo che dovrà controllare il Nucleo della concretezza. Pensavamo che questo Governo volesse limitare e razionalizzare le organizzazioni, le istituzioni, procedendo soprattutto ad una delegificazione. Vede, signor Ministro, non si sentiva il bisogno di questo Nucleo della concretezza, perché nel nostro ordinamento era già previsto l'Ispettorato, all'articolo 60, comma 6, del decreto legislativo n. 175 del 2001. Sarebbe stato sufficiente potenziare il numero e i poteri delle persone che vi lavorano, per andare avanti su tale presupposto. Il problema non è dare o no il nome ad una legge - e oggi abbiamo preso atto che lei non è affetta da narcisismo legislativo - ma fare leggi efficaci, che producano gli effetti che vogliono raggiungere. Se quindi questo disegno di legge della concretezza - che, sotto il profilo lessicale, si presenta in una maniera molto affascinante e intrigante - dovesse avere lo stesso effetto del decreto dignità (che, invece di creare posti di lavoro, sta creando disoccupazione), al posto dell'ottimizzazione avremo l'affondamento della pubblica amministrazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.2, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori, e 1.3, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, desidero segnalare di aver votato in senso contrario a quest'ultimo emendamento, ma la mia scheda non ha funzionato (infatti, sul display compare la scritta «capovolgere la scheda»); nella precedente votazione, invece, aveva funzionato. PRESIDENTE . Ne prendiamo nota e chiedo ai tecnici di intervenire tempestivamente. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 1.8. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.