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Il ministro Luigi Di Maio ha fissato un tavolo tecnico per il 6 luglio, nel quale si incontreranno proprietà e parti sociali per dare garanzie occupazionali e non solo sussidi in eterno. Si evidenzia inoltre come questa crisi sia l'ennesima a cui assistiamo nel Paese, a seguito di una politica industriale dissennata, operata nei decenni precedenti che ha addirittura permesso e finanziato il decentramento all'estero delle attività industriali. Negli anni passati, in nome del mercato, si è talora operata macelleria sociale e il fatto che oggigiorno ci siano luoghi dove si lavora in condizioni precarie, per pochi euro all'ora, non lo ha voluto il MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Bagnai). Anzi, credo che sia uno dei motivi per cui il Movimento e la Lega hanno avuto tanti consensi. Nei due anni passati la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (CNA) delle Marche ha evidenziato come siano state chiuse quasi 500 attività e si sono persi 1.500 posti di lavoro e molti di questi non sono stati persi nell'area del cratere. Le opposizioni diranno che si tratta della crisi economica, ma, come è stato ribadito anche in Aula, la crisi consiste nell'aumento della forbice, che vede un aumento della ricchezza nelle mani di pochi e la perdita del potere d'acquisto per la maggior parte dei cittadini. È una crisi dovuta a questo modello di sviluppo socioeconomico, voluto dai Governi che ci hanno preceduto! (Applausi dal Gruppo M5S) . Le opposizioni e in particolare il PD hanno posto l'accento sul fatto che ci siano stati vari emendamenti tagliati. È il gioco della politica presentare emendamenti per poi dire che il Governo non ha risposto a delle sacrosante richieste del Paese con estrema ipocrisia. Ricordo che il Governo ha dato 20 miliardi di euro ai banchieri e nell'area del terremoto sono state spese risorse per costruire delle soluzioni abitative d'emergenza (SAE), che senza alcun controllo hanno raggiunto il costo anche di 6.500 euro a metro quadro. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Romeo) . Il provvedimento è stato emanato pochi giorni prima della scadenza e il Governo ha dovuto intervenire immediatamente dopo l'insediamento, dunque con tempi estremamente ridotti. Le richieste principali dei cittadini colpiti, nei limiti consentiti dalla legge e delle coperture finanziarie, sono state realizzate. Il tema della vulnerabilità sismica delle scuole non ha certamente avuto il giusto risalto: si tratta purtroppo di un grave problema, comune a tutto il Paese. Si ricorda, però (in particolare ad uno smemorato PD), come la regia degli interventi sia stata in mano loro per due anni. Mi avvio a concludere. Il senatore Verducci parla di modello di intervento avanzato, ma non si chiede come mai, a distanza di due anni, tutta la ricostruzione deve ancora partire. Non ha letto bene il contratto di Governo, che cita testualmente. Le decisioni devono essere assunte con cognizione di causa ed appare evidente anche all'ultimo scolaretto che il Governo non può prendere decisioni se prima non ha valutato la situazione socioeconomica: quella situazione che però era ben nota a chi ha governato da anni e aveva in mano tutti i documenti necessari a prendere le decisioni e si è accorto che c'erano miglioramenti da fare solo dopo che il decreto emanato dalla propria commissaria era stato presentato. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Bagnai) . Per tale motivo il MoVimento 5 Stelle voterà a favore del provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016», con l'avvertenza che la Presidenza si intenderà autorizzata ad effettuare le eventuali modifiche di coordinamento formale che dovessero risultare necessarie. (Segue la votazione). Il Senato approva. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP, i cui senatori si levano in piedi. Commenti dal Gruppo PD). (v. Allegato B). Colleghi, se dovessimo stabilire un applausometro, dovrei dire che questa è la legislatura dei record che non si sono mai verificati. Sospendo la seduta fino all'arrivo del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, la cui informativa sugli incidenti nei luoghi di lavoro è prevista alle ore 12,30. (La seduta, sospesa alle ore 11,43, è ripresa alle ore 12,32) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Informativa del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali sugli incidenti nei luoghi di lavoro PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali sugli incidenti nei luoghi di lavoro». Ha facoltà di parlare il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, rivolgo innanzitutto un saluto a tutti i senatori. Tengo a dire che per me è un onore intervenire in quest'Aula per la prima volta. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Vi ringrazio per l'attenzione che vorrete dedicarmi e che vorrete dedicare a questa informativa su un tema importantissimo, che è quello degli infortuni sul luogo di lavoro. È un tema su cui stiamo lavorando come Governo e che parte da dati che sono molto preoccupanti. I lavoratori continuano a cadere come soldati sul campo di battaglia. Pochi giorni fa a perdere la vita è stato un operaio veneto, che voglio ricordare in quest'Aula, Pasquale Misitano, di 42 anni, l'ultima delle oltre 300 vittime di infortuni sul lavoro dall'inizio di quest'anno. Pasquale lascia una moglie, due figli e un terzo in arrivo che purtroppo non conoscerà mai. Un profondo cordoglio e la vicinanza vanno ai suoi parenti e a tutte le famiglie dei lavoratori vittime degli infortuni mortali, e a tutti quei lavoratori che nella loro vita professionale hanno subito infortuni gravi e invalidanti. (Applausi. Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). I numeri che vengono dall'INAIL sono devastanti e assomigliano a un bollettino di guerra, per quanto mi riguarda. Nei primi quattro mesi del 2018 sono stati 286 i lavoratori morti sul lavoro, con un incremento del 9,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. I morti oggi sarebbero 349: una media di 2 persone ogni giorno e purtroppo il dato reale potrebbe essere addirittura più alto, considerando i lavoratori non tutelati dall'INAIL e le denunce di infortunio mortale non riconosciute come tali dall'INAIL, oltre a tutto il mondo del lavoro in nero.