[pronunce]

Osserva, quindi, il rimettente che, alla stregua del disposto del quarto comma della norma censurata – secondo cui «qualora non sia depositata nei termini prescritti la documentazione di cui al secondo comma, ovvero il certificato notarile sostitutivo della stessa, il giudice dell'esecuzione pronuncia ad istanza del debitore o di ogni altra parte interessata o anche d'ufficio l'ordinanza di estinzione della procedura esecutiva di cui all'art. 630, secondo comma, disponendo che sia cancellata la trascrizione del pignoramento» – si dovrebbe distinguere il caso in cui la documentazione in questione sia depositata, incompleta o fuori termine, dal creditore procedente (o da quello intervenuto titolato) dal caso in cui al ricorso per la vendita sia unito esclusivamente il certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari. La prima ipotesi, infatti, comporterebbe la sicura estinzione della procedura esecutiva, mentre la seconda, pur nella incompletezza della documentazione necessaria per la prosecuzione del processo, non sarebbe affatto sanzionata «in assenza di espressa previsione di legge o di perentorietà dei termini ex artt. 567, comma 2, cod. proc. civ. e 13-bis, della legge 3 agosto 1998, n. 302». La normativa in questione sarebbe dunque, ad avviso del giudice a quo, in contrasto con la Costituzione e segnatamente con l'art. 3, «sia sotto il profilo dell'immotivato diverso trattamento di situazioni del tutto identiche, che sotto quello della irragionevolezza», e con l'art. 111 «giacché potenzialmente idonea a produrre – in assenza di una norma sanzionatoria dell'inattività del creditore – una quiescenza della procedura d'espropriazione incompatibile con il dovere del legislatore di assicurare la ragionevole durata di ogni processo». 1.3. – Il rimettente ritiene infine la questione rilevante nel processo a quo, essendo chiamato a decidere su ricorso, contenente istanza di vendita, depositato il 26 giugno 1997, in uno al quale, come detto, sono stati uniti il certificato notarile sostitutivo attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari, nonché copia non autentica dell'estratto delle mappe censuarie relative al bene censito al catasto urbano, ma non anche gli estratti autentici della mappe censuarie di tutti i beni staggiti ed i certificati di destinazione urbanistica di quelli censiti al catasto terreni. 2. – È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, il quale ha concluso per l'inammissibilità ovvero per la manifesta infondatezza della questione. Secondo la difesa erariale l'infondatezza della prima questione emergerebbe dall'interpretazione sistematica della norma denunciata, risultando chiaro l'intento del legislatore di consentire la sostituzione, mediante il certificato notarile, solo delle visure catastali e dei registri immobiliari e non anche del certificato di destinazione urbanistica e della mappa censuaria i quali, per come costantemente ritenuto anche dalla giurisprudenza di merito, individuano dati obiettivi dell'immobile pignorato di natura tale «da poter essere attestati solo da pubblici ufficiali e non certamente dalla relazione notarile». Rileva, inoltre, l'Avvocatura generale dello Stato che anche la seconda questione può essere risolta in via interpretativa, considerando come l'estinzione del processo esecutivo possa conseguire sia direttamente da situazioni espressamente «qualificate dalla legge in tal senso (pur senza espressioni sacrali)», sia mediatamente da «fattispecie in cui essa non è una sanzione positiva, ma la risultanza dell'inettitudine degli atti esecutivi compiuti a garantire la procedibilità del processo fino al suo esito naturale». La difesa erariale conclude, pertanto, nel senso che, facendo applicazione di tali principî, l'estinzione andrebbe dichiarata sia, stante l'espresso richiamo normativo, nell'ipotesi di mancato deposito del certificato notarile sostitutivo, sia nel caso di mancata allegazione all'istanza di vendita, pur tempestivamente corredata del certificato notarile sostitutivo, del certificato di destinazione urbanistica o dell'estratto di mappa censuaria (non surrogabili da quel certificato), venendosi comunque a creare «una situazione di impedimento alla naturale conclusione del procedimento esecutivo».1. – Il Tribunale di Caltanissetta, giudice dell'esecuzione, dubita della legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dell'art. 567, secondo comma, cod. proc. civ. , «nella parte in cui non prevede che il certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari possa ritenersi sostitutivo soltanto dell'estratto del catasto e di certificati delle iscrizioni e trascrizioni relative all'immobile pignorato», ed inoltre della legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 111 Cost., del quarto comma del medesimo art. 567 «nella parte in cui non estende la sanzione dell'estinzione per inattività ex art. 630, secondo comma, cod. proc. civ. , per omesso o ritardato deposito dell'estratto delle mappe censuarie e/o del certificato di destinazione urbanistica ex art. 18, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, da allegare al ricorso contenente istanza di vendita in caso di tempestivo deposito di completo certificato notarile sostitutivo». 2. – La questione non è fondata. 2.1. – Dalla corretta premessa secondo la quale i documenti della cui produzione è onerato il creditore procedente, a norma dell'art. 567, secondo comma, prima parte, cod. proc. civ. , non sono integralmente surrogabili dal certificato notarile «attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari», il giudice rimettente deduce l'incostituzionalità dell'art. 567: a) nella parte in cui, nel secondo comma, irragionevolmente statuisce che anche il certificato di destinazione urbanistica e le mappe censuarie sono sostituiti dal certificato notarile; b) nella parte in cui, nel quarto comma, prevede l'estinzione del processo esecutivo «qualora non sia depositata nei termini prescritti la documentazione di cui al secondo comma, ovvero il certificato notarile sostitutivo della stessa», in tal modo escludendo l'estinzione nell'ipotesi di tempestivo deposito del certificato notarile nonostante «l'omesso o ritardato deposito dell'estratto delle mappe censuarie e/o del certificato di destinazione urbanistica». 2.2. – Nel trarre le conseguenze appena riferite dalla circostanza che la documentazione di cui alla prima parte del secondo comma dell'art. 567 cod. proc. civ. è più ampia di quella che il certificato notarile è in grado di sostituire, il giudice rimettente sembra presupporre che tutta quella documentazione sia indispensabile perché il processo esecutivo possa proseguire: indispensabilità a presidio della quale, coerentemente, starebbe l'estinzione, non a caso dichiarabile anche d'ufficio, e che – di conseguenza – dovrebbe essere estesa all'ipotesi di produzione, da parte del creditore, della sola certificazione notarile. Non è revocabile in dubbio che l'art. 567 cod. proc. civ.