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Disciplina delle attività sportive dilettantistiche. Onorevoli Senatori . – I centri sportivi in Italia sono circa 72.000 e le realtà sportive che operano in Italia sono divise in tre principali tipologie di forme societarie: le Società sportive dilettantistiche (SSD), le Associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le Società sportive commerciali (SSC). Il presente disegno di legge, già presentato nella scorsa legislatura alla Camera dei deputati (atto Camera n. 3936), nasce grazie a un percorso condiviso che ha come protagonisti il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), l'Associazione nazionale impianti fitness & sport (ANIF) e le principali categorie che si occupano del settore sportivo italiano. Si intende finalmente porre le basi per una riforma organica dello sport dilettantistico. Lo sport può costituire una grande occasione di crescita per il nostro Paese, generare occupazione e incrementare il benessere della popolazione. È compito della politica trovare e sostenere nuove soluzioni che rechino beneficio allo sviluppo delle politiche sportive e a una nuova forma di imprenditorialità. L'Italia deve recuperare oltre venti anni di ritardo e deve farlo presto offrendo agli imprenditori la possibilità di creare valore e benessere investendo in maniera sana in un settore che può offrire molto, soprattutto ai più giovani. Anche tenuto conto della disciplina vigente di cui al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, in attuazione della delega disposta dalla legge 8 agosto 2019, n. 86, resta tuttavia l'esigenza di una nuova normativa che definisca ulteriormente le modalità di contratto dei lavoratori del mondo dello sport così da poter prevedere per i dipendenti del settore sportivo pari diritti rispetto agli altri lavoratori dipendenti. In breve il contenuto del disegno di legge. L'articolo 1 reca princìpi di carattere generale che evidenziano, in particolare, la funzione sociale e, soprattutto, quella relativa alla cura e alla prevenzione della salute dei cittadini. L'articolo 2 definisce lo sport dilettantistico, l'attività sportiva dilettantistica e gli sportivi dilettanti, ponendo in evidenza l'importante funzione del CONI, quale ente esponenziale dell'ordinamento sportivo italiano, ai fini della qualificazione. La novità importante riguarda l'introduzione, nella definizione di attività sportiva dilettantistica, della tutela della salute. L'articolo 3 indica le diverse forme di gestione dello sport dilettantistico. La novità importante consiste nell'introduzione della società sportiva dilettantistica ordinaria, che non è senza scopo di lucro. L'articolo 4 disciplina la costituzione delle diverse tipologie di associazione sportiva a seconda della loro natura giuridica. Tale previsione, come la successiva, ha ricadute importanti anche a fini tributari. L'articolo 5 indica i contenuti statutari comuni a tutte le tipologie di soggetti che gestiscono lo sport dilettantistico. Questo articolo comprende e razionalizza i contenuti di alcune norme già in vigore e pone in evidenza lo stretto legame con l'ordinamento sportivo che giustifica la peculiarità dell'intera normativa. L'articolo, come quelli successivi recanti i requisiti statutari per le singole tipologie di associazione sportiva, chiarisce definitivamente i contenuti statutari validi necessari e sufficienti sia sotto il profilo civilistico che sotto il profilo tributario, con la positiva conseguenza sul piano della chiarezza e della legittimità della fruizione della normativa speciale. L'articolo 6 disciplina i contenuti statutari specifici per le associazioni sportive dilettantistiche (riconosciute civilisticamente e non solo). Tali contenuti sono quelli attualmente previsti da norme tributarie e dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, adattate alla luce delle diverse esperienze, e rispondono all'esigenza manifestata da più parti di consentire la costituzione di tali associazioni che, per le loro caratteristiche, non possono applicare i princìpi di democrazia interna. L'articolo 7 disciplina i contenuti statutari delle società e cooperative sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, facendo riferimento alle norme del codice civile in tema di società e di cooperative, escludendo le norme relative alla divisione degli utili anche in forma indiretta. L'articolo 8 reca la disciplina della società sportiva dilettantistica ordinaria. Si tratta di una nuova figura societaria per la gestione dello sport dilettantistico, caratterizzata dalla possibilità di divisione degli utili. Nella denominazione deve figurare la parola « ordinaria » per distinguerla dalle altre forme societarie senza scopo di lucro. L'articolo 9, al comma 1, indica le condizioni per la fruizione delle agevolazioni tributarie che saranno applicate con i limiti e le modalità previste dagli articoli successivi. Il comma 2 definisce il contenuto dell'attività istituzionale delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. L'articolo 10 reca agevolazioni applicabili alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche senza fini di lucro e, al comma 2, estende i benefìci già previsti dalla legge n. 398 del 1991 alle associazioni sportive che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo di 350.000 euro. L'articolo 11 detta una speciale disciplina tributaria per le società sportive dilettantistiche ordinarie caratterizzata dalla possibilità di distribuzione di utili. In sostanza si prevede l'imponibilità ai fini dell'imposta sul reddito delle società pari al 50 per cento dei proventi derivanti dall'attività istituzionale di cui all'articolo 9, nonché l'assoggettabilità di tali proventi all'aliquota ridotta dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA). Tale agevolazione è giustificata dal fatto che tali società operano all'interno dell'ordinamento sportivo (sono riconosciute dal CONI), e ciò comporta l'assoggettamento ai vincoli da esso imposti, ma soprattutto per via dell'oggettiva funzione sociale e di prevenzione di importanti patologie, con importanti risparmi per la spesa sanitaria. Con l'introduzione di tale nuova forma societaria si sottopone a tassazione, anche se agevolata, un settore attualmente privo di tassazione. L'articolo 12 reca una serie di ulteriori disposizioni tributarie connesse con lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica. L'articolo 13 prevede l'esclusione dal pagamento dell'equo compenso per l'utilizzazione di musica registrata durante lo svolgimento dell'attività sportiva dilettantistica. L'articolo 14 definisce le prestazioni sportive dilettantistiche e il loro trattamento tributario. Il rapporto tipico, quindi, è quello di collaborazione coordinata e continuativa, salvo diversa volontà delle parti. L'articolo 15 reca disposizioni in materia di prestazioni amministrativo-gestionali. Anche in questo caso il rapporto tipico è quello di collaborazione coordinata e continuativa, salvo diversa volontà delle parti. L'articolo 16 indica i contenuti minimi dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa sportivi e amministrativo-gestionali, prevedendo la possibilità di aggiungere ulteriori clausole. Gli articoli 17 e 18 recano la disciplina previdenziale e assicurativa dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sportiva e amministrativo-gestionale. L'articolo 19 estende al CONI alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate e agli enti di promozione sportiva le norme sulla collaborazione coordinata e continuativa.