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Nonostante siano tante le tematiche importanti, io mi soffermo, essendo particolarmente impegnata sul tema sanitario, sull'articolo 27, recante l'istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici. Questo è un passo importante, perché altro non è che l'applicazione della Missione 6 del PNRR, essendo il progetto salute, ambiente, biodiversità e clima incentrati in quel capitolo. Questo sistema nuovo ha lo scopo di migliorare e armonizzare le politiche e le strategie messe in atto dal Servizio sanitario nazionale per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non trasmissibili, associate a rischi ambientali e climatici. Di conseguenza, questo nuovo sistema di relazione fra ambiente e salute è quanto mai importante in questo momento. Questo nuovo sistema stabilisce un'adeguata interazione con il sistema nazionale a rete per la protezione ambientale: quindi due sistemi, il Servizio sanitario nazionale e il sistema della transizione ecologica che si devono parlare attraverso una cabina di regia. Chi conosce l'attività amministrativa sa che, quando ci sono da costruire anche degli impatti ambientali, bisogna collaborare. Quindi, finora questo sistema è stato realizzato come attività degli enti locali. Adesso, invece, è previsto un decreto, che appunto applica questo metodo. Ci sarà una interazione continua, proprio per arrivare al compimento di quel progetto salute, ambiente e biodiversità della Missione 6. Questo nuovo sistema favorisce l'inclusione della salute nei processi decisionali che coinvolgono altri settori, anche attraverso attività di comunicazione e formazione. Assicura il supporto alle autorità competenti nel settore ambientale per l'implementazione della valutazione di impatto alla salute, nell'ambito della valutazione ambientale strategica, nella valutazione di impatto ambientale e dell'autorizzazione integrata ambientale. Per chi ha fatto attività amministrativa, si tratta della famosa AIA. Ovviamente saranno necessari decreti attuativi, che io mi auguro vengano implementati nel più breve tempo possibile, come è stato prestabilito nei progetti. D'altro canto, sappiamo che il PNRR viene monitorato in maniera pedissequa proprio per evitare che si sforino i tempi. Quindi, a tal riguardo io confido che la cabina di regia farà il suo dovere, anche perché vi saranno dei referenti del Ministero della salute, del Ministero della transizione ecologica e anche delle Regioni, insieme ad un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri. Delineato tutto l'impatto e l'impianto programmatico di questo nuovo sistema, ora passo ad una parte più politica, cari colleghi. Su questo nuovo sistema, che deve finalmente tenere insieme salute e ambiente, è necessario fare delle considerazioni politiche più puntuali proprio per capire se davvero la pandemia ci ha insegnato qualcosa. Il clima di questi giorni, con temperature elevate da estate avanzata, la siccità che sta mettendo in ginocchio l'agricoltura e il fabbisogno di acqua anche per la popolazione (soprattutto anziana e più fragile) si potevano prevedere con attività programmatiche di tutela idrologica? Il risparmio energetico e l'assoluta dipendenza da altri Paesi si potevano prevedere? L'utilizzo spregiudicato del suolo in maniera sconsiderata e gli impatti ambientali di carattere produttivo si potevano valutare meglio e monitorare di più? Si poteva cercare di evitare di più tutte le malattie, comprese quelle tumorali, e le ricadute sui cittadini residenti nelle zone in cui insistono gli impianti? La mobilità poteva essere più sostenibile per evitare la circolazione di inquinanti tossici per il nostro organismo? Credo che la politica poteva e doveva fare di più, mettendo al primo posto - fin da subito e in primo luogo - la valutazione degli impatti che sarebbero ricaduti sulla salute dei cittadini. Con l'istituzione di questo nuovo sistema, inserito in un contesto di collaborazione tra sistema sanitario nazionale e sistema di protezione ambientale, mi auguro che la trasversalità della salute dei cittadini possa essere davvero una priorità e un'opportunità e che si tengano molto più in considerazione il bene assoluto delle persone sancito dall'articolo 32 della Costituzione e la tutela dell'ambiente, che abbiamo votato affinché fosse inserito in Costituzione all'articolo 9. Salute e ambiente, che devono essere paralleli e non antagonisti, sono tutelati dalla Costituzione nell'interesse delle future generazioni. Lo dobbiamo ai nostri figli. Ora i soldi ci sono, perché previsti dal PNRR. Dobbiamo solo spenderli bene e controllare (magari anche con una relazione del Ministro della salute alle competenti Commissioni) che tutto ciò che viene descritto nei progetti sia attuato. Se non ora, quando? (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato l'ennesimo capestro posto intorno al collo dei cittadini europei, in particolare italiani, con il pretesto della truffa pandemica messa in atto per aprire una stagione di riforme collegata alla partita di giro necessaria alle oligarchie finanziarie per rinnovare i loro investimenti in determinati settori, quali, appunto, quelli collegati al Piano (transizione ecologica ed energetica, digitalizzazione, ricerca, eccetera). Dopo la pandemia non si tornerà più al mondo di prima, ci dicevano i nostri lupi vestiti da agnelli, che, con la tristemente collaudata strategia del terrore, avevano già tracciato alle nostre spalle la triste agenda di limitazioni della libertà personale ed obbedienza incondizionata a diktat insensati perché utili e funzionali a un preciso piano di sovvertimento dell'ossatura costituzionale del nostro Paese, ma deleteri per i suoi abitanti. Per attuare il grande reset dell'economia in funzione del nuovo ordine mondiale era necessario sbloccare un certo quantitativo di risorse e i 750 miliardi di bond concessi dalla BCE per fronteggiare l'emergenza Covid sono stati il prezzo pagato dai popoli per venire obbligati ad adeguarsi alle esigenze dei mercati. L'Italia, guarda caso, ha avuto la fetta più consistente del fondo giacché - unica in Europa - non ha rinunciato a chiedere tutta la percentuale a prestito. Si tratta di ben 122 miliardi di euro che, ben lungi dal ristorare la nostra economia, finiranno per tessere le corde in cui i nostri governanti e parlamentari di maggioranza hanno già deciso di incaprettarci, per portarci in dono, inermi, ai loro burattinai. Sarà un caso che siamo stati il Paese più obbediente ai Diktat sanitari legati alla speculazione vaccinale sperimentale? Sarà un caso che siamo rimasti l'unico Paese d'Europa a mantenere il feticcio delle mascherine? Abbiamo pagato con riforme lacrime e sangue la partita di giro che vedrà quei soldi solo passare dal nostro Paese per essere ascritti al nostro debito pubblico, che aumenterà a dismisura legittimando i nostri aguzzini a finire di cancellare lo Stato di diritto. Nel PNRR è confluito anche il Fondo per lo sviluppo e la coesione, l'80 per cento del quale dovrà servire a colmare il gap tra Nord e Sud. Le condizioni degli enti locali del Sud Italia sono però tali da farci intuire facilmente ciò che avverrà: