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nelle considerazioni espresse dal sindaco Starinieri verrebbero totalmente omesse le consistenti emissioni di anidride carbonica prodotte dalle decine di mezzi che, annualmente, trasporterebbero le 62.000 tonnellate di rifiuti e le acque reflue di processo oggetto di depurazione. Su tale aspetto c'è anche da considerare che la rete stradale del territorio scelto per l'istallazione dell'impianto non è assolutamente adeguata a sostenere un tale traffico di mezzi pesanti; in sede di valutazione di impatto ambientale, il Comune di Collarmele avrebbe già espresso la propria contrarietà alla costruzione dell'impianto, rimandando la decisione ai dirigenti regionali. I tecnici comunali avrebbero motivato il proprio diniego al progetto preliminare poiché non sarebbero rispettati i vincoli archeologici e sarebbero stati paventati anche rischi ambientali e di sicurezza per i cittadini. Forti perplessità, infine, sarebbero state avanzate anche in merito all'approvvigionamento dell'impianto, vista la presenza di impianti simili nella stessa zona; lo scorso 13 novembre si è costituito il comitato "Difendiamo Loreto", formato da comuni cittadini e rappresentanti di azienda e di associazioni di categoria del territorio, con la finalità di perseguire attività di tutela dell'ambiente e, in particolare, della salute pubblica dei cittadini residenti a Loreto Aprutino, in relazione ad eventuali rischi derivanti da attività industriali generalmente intese e presenti nell'area vestina. Il comitato ha indetto, tra i suoi primi atti ufficiali, una petizione popolare per esprimere la propria contrarietà all'insediamento a Loreto Aprutino di una centrale per la produzione di biometano; forte preoccupazione è stata espressa anche dalla Coldiretti di Pescara, che ha sottolineato l'importanza sia della compatibilità delle opere costruite sul territorio con l'ambiente circostante, sia della condivisione del progetto con cittadini e imprenditori e dalla CIA agricoltori italiani Chieti-Pescara, dato che l'impianto sarebbe realizzato nel territorio di Loreto Aprutino, tradizionalmente vocato a un'agricoltura di assoluta qualità; è importante rilevare che l'area interessata per la costruzione dell'impianto non dista molto dalla riserva naturale regionale "lago di Penne", importante luogo di sosta e di riproduzione dell'avifauna stanziale e che il territorio di Loreto è identificato dallo stesso catasto comunale come un'area agricola di pregio; è doveroso rilevare che la Make Energy agricola Srl nasce nel 2018, anno in cui il Governo determina lo stanziamento di 4 miliardi di euro di incentivi in favore della produzione di biometano ed è altresì importante sottolineare che un'altra società riconducibile ai medesimi soci, la Think Eco Srl, nacque proprio nel 2011 in concomitanza con lo stanziamento di incentivi per il biogas. Quest'ultima società realizzò nel 2012 un impianto a biogas che, a dispetto delle rassicurazioni sul basso impatto ambientale, è stato spesso fonte di emissioni odorigene rilevanti e di sversamenti illeciti del digestato sui terreni agricoli, segnalazioni che hanno dato vita ad esposti presso gli organi competenti, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti e se intendano assumere iniziative, nell'ambito delle rispettive competenze, per tutelare la sicurezza sanitaria e ambientale dei cittadini e continuare ad assicurare al territorio abruzzese il mantenimento di quelle caratteristiche che l'hanno reso un'eccellenza agricola. Atto n. 4-02655 FEDE COLTORTI DI GIROLAMO RICCIARDI LANNUTTI PAVANELLI ANGRISANI DONNO LEONE NATURALE ROMANO TRENTACOSTE PRESUTTO CROATTI GIANNUZZI DELL'OLIO DESSI' CORBETTA ROMAGNOLI ORTIS ABATE ACCOTO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il territorio del piceno, nel sud delle Marche, è storicamente e oggettivamente isolato, senza trasporti pubblici di alcun tipo, né aerei, né linee ferroviarie per la costa tirrenica, e con una stazione ferroviaria declassata (con pochissime fermate di treni veloci) sulla linea adriatica. Un territorio già in crisi economica post Cassa del Mezzogiorno e colpito dalle pesanti conseguenze del sisma del 2016; negli ultimi tempi la situazione è precipitata con l'unica arteria importante che lambisce questo territorio, l'autostrada A14 Bologna-Taranto, che già era un "imbuto" per il mancato adeguamento della terza corsia (che si ferma a Porto Sant'Elpidio), colpita prima da un incendio in una galleria e poi dalle conseguenze delle indagini della Procura della Repubblica di Avellino su sicurezza e manutenzione delle autostrade da parte di Autostrade per l'Italia (Aspi), per cui i guardrail su alcuni viadotti sono stati sottoposti a sequestro, e la viabilità ne risulta ulteriormente ridotta; la situazione è perciò divenuta critica, in termini di tempi di percorrenza e incidenti (la provincia di Ascoli Piceno, secondo alcuni dati, presenta il maggior numero di morti, incidenti e conseguenti rallentamenti, su tutto il tratto autostradale a sud di Bologna), con un ulteriore danno per l'intasamento delle vie interne; inoltre, gli utenti di quel tratto della A14 si trovano a pagare un pedaggio elevato per un servizio scadente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali misure urgenti intenda adottare considerata la mancata possibilità di utilizzo in maniera ordinaria del tratto autostradale della A14 tra Pescara e Sant'Elpidio, eventualmente anche l'ipotesi di un'esenzione dal pedaggio; che cosa preveda al riguardo il contratto di servizio con Autostrade per l'Italia SpA; quali provvedimenti intenda adottare per accelerare la rimozione definitiva dello stato di disagio; se ritenga necessario che sia effettuato lo studio di fattibilità per l'allargamento della A14 nel tratto tra Porto Sant'Elpidio e il casello "Val Vibrata"; se sia possibile estendere lo studio di fattibilità all'ipotesi di arretramento della A14 per lo stesso tratto, per valutare il rapporto tra costi e benefici di tale opera anche alla luce dell'opzione di utilizzare il tracciato esistente come opera di variante della strada statale 16 per i comuni costieri del piceno-fermano con l'inserimento di eventuali svincoli urbani aggiuntivi o progressivi. Atto n. 4-02656 VESCOVI NISINI PILLON SBRANA Al Ministro della giustizia Premesso che: il sistema giudiziario italiano è organizzato, territorialmente, sulla base di 136 tribunali ordinari, 109 dei quali hanno sede in città capoluogo di provincia e 27 in città non capoluogo di provincia, e 394 uffici del giudice di pace, di cui 182 sono mantenuti a spese dello Stato e 212 invece a spese dei Comuni; se si calcola la popolazione residente e la superficie in chilometri quadrati di ogni tribunale provinciale si può notare come si passi dai 2.865.000 abitanti del circondario di Roma ai 60.000 di quello di Lanusei (Nuoro), mentre per la superficie, sempre del circondario, si va dai 7.546 chilometri quadrati di Cagliari ai 212 di Trieste;