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Interrogazioni Atto n. 3-00417 PATRIARCA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, in attuazione del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, recante "Disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà", il decreto 18 maggio 2018 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, di adozione del "Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà e di riparto delle relative risorse", registrato dalla Corte dei conti in data 11 giugno 2018, al n. 2056, ha approvato il primo piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà, relativo al triennio 2018-2020, che costituisce la programmazione nazionale delle risorse afferenti alla quota di servizi del fondo povertà e stabilisce che le Regioni adottino il piano regionale per la lotta alla povertà, ovvero altro atto di programmazione regionale dei servizi necessari per l'attuazione del reddito di inclusione (REI) come livello essenziale delle prestazioni a valere sulle risorse del decreto medesimo; considerato che: il suddetto decreto prevede che alla Regione Emilia-Romagna vengano attribuiti 12.566.400 euro da utilizzare per potenziare i servizi sociali territoriali e per attivare misure a sostegno dei nuclei beneficiari del REI. La disponibilità di tali risorse era subordinata all'approvazione di specifici piani da parte delle Regioni. L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato il piano regionale per la lotta alla povertà 2018-2020 con deliberazione n. 157 del 6 giugno 2018 (proposta della Giunta regionale del 7 maggio 2018, n. 660). Tale rapida approvazione da parte della Regione ha determinato il fatto che nel mese di luglio il Ministero del lavoro abbia trasferito le risorse nazionali direttamente agli ambiti territoriali di modo che queste potessero essere utilizzate a beneficio dei servizi e dei nuclei beneficiari di REI; le risorse già stanziate e disponibili nelle casse dei Comuni, tuttavia, non possono essere utilizzate a favore dei cittadini in stato di bisogno, in quanto mancano indicazioni operative chiare e trasparenti da parte del Ministero. Tale situazione impedisce ai Comuni di attivare interventi innovativi ed aggiuntivi rispetto a quanto già fatto nei territori; inoltre, tali indicazioni risultano particolarmente urgenti in quanto le risorse trasferite ai Comuni devono essere impegnate entro l'anno 2018, perché diversamente, viste le regole derivanti dall'armonizzazione contabile, finirebbero in avanzo vincolato e si renderebbero disponibili ad anno inoltrato, tardando quindi gli interventi necessari per le persone in stato di bisogno per meri motivi burocratici e di assenza di indicazioni certe, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda in tempi brevi predisporre le linee guida e un manuale di rendicontazione per la realizzazione di progetti volti a ridurre la povertà e a costruire percorsi integrati e personalizzati per i beneficiari del RES (misura regionale) e del REI, considerato che le risorse vanno impegnate entro la fine dell'anno in corso, pena la loro inutilizzabilità. Atto n. 3-00419 ROJC Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la minoranza linguistica slovena in Italia è stanziata nelle province di Udine, Gorizia e Trieste; la minoranza è tutelata, oltre che dalla Costituzione, articoli 6 e 21, dalle leggi n. 482 del 1999 e n. 38 del 2001; la stessa regione Friuli-Venezia Giulia, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona e in armonia con la Costituzione, i principi e le convenzioni di diritto internazionale e la normativa comunitaria e statale, riconosce e concorre a tutelare e a valorizzare la minoranza linguistica slovena, come parte del proprio patrimonio storico, culturale e umano attraverso la legge regionale n. 26 del 2007; nel 1945 fu fondato a Trieste il "Primorski Dnevnik" ("Il Quotidiano del Litorale"), l'unico quotidiano della minoranza di lingua slovena del Friuli-Venezia Giulia; il Primorski Dnevnik è la continuazione del "Partizanski dnevnik", quotidiano partigiano stampato nell'Europa occupata, ed è uno dei tre membri italiani (gli altri sono gli altoatesini "Dolomiten" e "Neue Sudtiroler Tageszeitung") dell'associazione dei quotidiani in lingua minoritaria e regionale - MIDAS; da oltre settant'anni il Primorski Dnevnik rappresenta un punto di riferimento ineludibile per tutta la comunità degli sloveni che vivono nel Friuli-Venezia Giulia. Un riferimento non solo sotto il profilo normativo, ma anche sotto l'aspetto culturale, linguistico e sociale: un fondamentale elemento di identità; sono pubblicati, inoltre, in Friuli-Venezia Giulia il settimanale "Novi Matajur", voce degli sloveni della provincia di Udine, e specificatamente delle Valli del Natisone, delle Valli del Torre, della Val Resia e del Tarvisiano, e il "Novi Glas", settimanale aderente alla Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), edito a Gorizia dalla Società cooperativa Goriška Mohorjeva, che prosegue la tradizione dei suoi predecessori, il "Novi list" di Trieste e il "Katoliški glas" di Gorizia; alla legge di bilancio per l'anno 2019 (A.C. 1334), all'art. 59, è stato presentato un articolo aggiuntivo, il 59- bis , a firma del deputato del M5S Varrica, con il quale si propone di abolire totalmente il finanziamento pubblico all'editoria; in particolare, si intende abrogare l'art. 3 della legge n. 278 del 1991 e l'art. 3 comma 2 della legge n. 250 del 1990 con cui sono stati previsti i contributi ai quotidiani in lingua slovena; il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte sostenuto che "la tutela delle minoranze e delle libertà di stampa richiedono il sostegno dello Stato", come dichiarato anche nella giornata del 19 novembre 2018 intervenendo, a Merano, alla cerimonia promossa per i 130 anni dalla fondazione del gruppo Athesia; in quella occasione, il Capo dello Stato ha testualmente affermato: "La libertà di stampa e la tutela delle minoranze linguistiche sono due valori importanti sanciti dalla Costituzione (…) il rapporto tra tutela delle minoranze e la libertà di stampa è un elemento importante della nostra Repubblica. Non è soltanto un diritto fondamentale, ma è anche un interesse generale della Repubblica (…) questa esigenza di tutelare le minoranze, le culture le identità e insieme la libertà di stampa richiede anche sostegni dello Stato", si chiede di sapere: quale sia la posizione ufficiale del Governo italiano in merito al sostegno della libertà di stampa e, in particolare, se si condivida la necessità che i giornali delle minoranze linguistiche siano opportunamente sostenuti da contributi statali;