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il contenuto dell'articolo a giudizio dell'interrogante desta sconcerto e preoccupazione sia dal punto di vista economico, considerato come le tariffe applicate dalla grande distribuzione sul costo del bioshopper (oltre a causare un ingiusto costo aggiuntivo per i consumatori) rappresentano un vero e proprio abuso di potere commerciale, che sotto il profilo ambientale, in quanto da quanto descrive "La Stampa", sembrerebbe determinarsi un aumento dei livelli di inquinamento causato dall'incremento di vendita dei contenitori di plastica; risulta conseguentemente urgente e necessario, ad avviso dell'interrogante, avviare opportune indagini al fine di accertare la veridicità di quanto esposto e introdurre ogni iniziativa volta a fronteggiare i rincari sui prezzi del bioshopper , che starebbero determinando gravi effetti distorsivi sul mercato, sui consumatori e sull'ambiente, si chiede di sapere quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto e se non ritengano opportuno avviare ogni iniziativa, nell'ambito delle rispettive competenze, volta a definire eventuali responsabilità, introducendo misure, anche normative, per evitare il proseguimento di comportamenti scorretti da parte della grande distribuzione, nell'ambito delle tariffe applicate sui bioshopper . Atto n. 4-00595 MARSILIO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: recentemente è stata annunciata la notizia, riportata anche da diverse testate locali, della chiusura del viadotto Sente Longo che, situato sulla linea di confine tra l'Abruzzo ed il Molise, collega i comuni dell'alto vastese (Belmonte del Sannio, Castiglione Messer Marino, Schiavi D'Abruzzo e Fraine) a quelli dell'alto Molise, tra cui Agnone; la chiusura del viadotto è stata predisposta con una specifica ordinanza della Provincia di Isernia, in seguito alle verifiche di sicurezza effettuate dopo il terremoto del 14 agosto 2018; il viadotto Sente, tra i ponti più alti (circa 185 metri di altezza) ed importanti d'Italia, realizzato nella metà degli anni '70, ha rappresentato un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dei territori circostanti e costituisce l'unico collegamento realmente percorribile tra l'alto vastese e l'alto Molise, anche in considerazione del pessimo stato in cui versano le strade provinciali alternative sui cui ora è stato deviato il traffico; il 19 settembre i sindaci dei territori interessati dalla chiusura del viadotto hanno costituito un tavolo tecnico permanente per porre in essere ogni utile attività tesa alla risoluzione delle problematiche derivanti dalla chiusura; considerato che: i Comuni di Agnone, Belmonte del Sannio, Castiglione Messer Marino, Schiavi D'Abruzzo e Fraine sono Comuni tra loro confinanti che, seppur situati in due regioni distinte (Molise ed Abruzzo), per la vicinanza geografica condividono, oltre alla storia e alle tradizioni, anche numerosi servizi fondamentali per lo sviluppo economico e culturale delle comunità locali; a causa della conformazione del territorio, che ha determinato un isolamento strutturale dai principali centri abruzzesi e da alcuni servizi primari regionali, le comunità dell'alto vastese, grazie al viadotto Sente, hanno da sempre usufruito e fatto affidamento sui maggiori servizi pubblici, quali la sanità e l'istruzione, che poteva loro garantire il più vicino Comune di Agnone; Agnone ospita, infatti, l'ospedale "San Francesco Caracciolo", la cui struttura rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la salute dei cittadini dell'alto vastese che, altrimenti, sarebbero costretti a recarsi all'ospedale di Vasto (Chieti) percorrendo una distanza ben maggiore, che in situazioni critiche potrebbe rivelarsi fatale per la vita dei pazienti; per quanto concerne l'istruzione, in particolare quella secondaria di primo e secondo grado, il centro di Agnone rappresenta, inoltre, un importante polo attrattivo per i comuni afferenti all'alto vastese perché ospita, oltre ad una scuola media, anche il liceo scientifico "Giovanni Paolo I" e l'istituto tecnico "Leonida Marinelli", si chiede di sapere: quali misure i Ministri in indirizzo intendano attivare, ciascuno per quanto di competenza, per fronteggiare in modo tempestivo l'emergenza derivante dalla chiusura del viadotto Sente, al fine di assicurare sia la normale fruizione dei servizi scolastici, che il facile accesso al più vicino nosocomio dell'area; se non reputino opportuno un rapido passaggio della gestione del viadotto Sente Longo all'Anas in considerazione dell'impossibilità della Provincia di far fronte alle ingenti risorse necessarie per la messa in sicurezza dell'infrastruttura; se non si reputi opportuno considerare il viadotto Sente Longo un'infrastruttura strategica per lo sviluppo delle comunità situate in un'area di difficile accesso geografico, che, se private anche delle principali vie di comunicazione, soffrirebbero in maniera ancora più grave il fenomeno di desertificazione demografica che già le colpisce. Atto n. 4-00596 DE PETRIS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Unicoop Tirreno conta oltre un milione di soci, un centinaio di punti vendita e circa 4.500 dipendenti tra Toscana, Lazio, Campania e Umbria; nel corso degli ultimi anni, Unicoop Tirreno è entrata in sofferenza economica, a causa di ripetute perdite di esercizio, che hanno superato complessivamente i 100 milioni di euro, dovute, oltre alla crisi delle vendite, anche ad una errata politica gestionale, con gravi responsabilità gestionali, ed a scelte sbagliate di acquisizione di nuovi mercati; la Banca d'Italia ha inoltre attenzionato la cooperativa dopo l'entrata in vigore della prescrizione che, a tutela dei risparmiatori, impone di non far scendere il patrimonio aziendale sotto un terzo rispetto al prestito sociale; considerato che a quanto risulta all'interrogante: è sopraggiunta la dichiarazione di Unicoop Tirreno di voler cedere 8 punti vendita del sud del Lazio, con conseguente rischio di perdita di lavoro per 270 persone; Unicoop Tirreno ha inoltre annunciato di voler disconoscere la contrattazione integrativa vigente e di avere criticità rilevanti in altri 18 punti vendita del Lazio, della Toscana e dell'Umbria, oltre ad un importante numero di esuberi ancora presenti nella sede di Piombino, che potrebbero aumentare proprio in virtù della cessione o della chiusura di altri punti vendita. Unicoop Tirreno, che è presente nel Lazio attraverso Distribuzione Lazio Umbria, controllata al 100 per cento, e Distribuzione Centro Sud, di proprietà per il 70 per cento di Coop Alleanza 3.0 e per il 30 per cento di Unicoop Tirreno, hanno da tempo intrapreso una collaborazione su questi territori, hanno in comune la piattaforma logistica di Anagni, gestita da Centrale Adriatica, controllata di Coop Alleanza 3.0, che rifornisce i punti vendita di entrambi le imprese, nonché strategie commerciali coordinate. Nel Lazio si intreccia anche la presenza di Distribuzione Roma, società a marchio Coop controllata al 100 per cento ancora una volta da Coop Alleanza 3.0;