[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 3 e 4 della legge della Regione Valle D'Aosta/Vallée d'Aoste 29 dicembre 2006, n. 34 (Disposizioni in materia di parchi faunistici), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 23 marzo 2007, depositato in cancelleria il 29 marzo 2007 ed iscritto al n. 17 del registro ricorsi 2007. Visto l'atto di costituzione della Regione Valle d'Aosta; udito nell'udienza pubblica del 15 aprile 2008 il Giudice relatore Maria Rita Saulle; udito l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Francesco Saverio Marini per la Regione Valle d'Aosta.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 23 marzo 2007 e depositato il successivo 29 marzo, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3 e 4 della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 29 dicembre 2006, n. 34 (Disposizioni in materia di parchi faunistici), per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s), in relazione all'art. 117, primo comma, della Costituzione, nonché con l'art. 2, lettera d), della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), in relazione alla direttiva del Consiglio n. 1999/22/CE del 29 marzo 1999, concernente la custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici, ed al decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 73 (Attuazione della direttiva 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici). 1.1. – Il ricorrente rileva che, con la citata legge regionale n. 34 del 2006, la Regione Valle d'Aosta ha dato attuazione alla direttiva del Consiglio n. 1999/22/CE, definendo la struttura denominata parco faunistico e/o giardino zoologico e dettando i criteri generali per l'apertura dei parchi medesimi. Ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, poiché oggetto della normativa comunitaria di settore e della normativa statale di recepimento sarebbe la protezione dell'ambiente, che si configura come «bene unitario, che può essere compromesso anche da interventi minori e che va pertanto salvaguardato nella sua interezza» (come stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale n. 536 del 2002 e n. 67 del 1992), occorrerebbe preliminarmente «verificare se la disciplina dei parchi zoologici, oggetto della direttiva, attenga alla protezione dell'ambiente e, quindi, coinvolga la competenza costituzionale dello Stato (ai sensi dell'art. 117, primo e secondo comma, lettera s, Cost.)», nonché «individuare l'ambito di intervento normativo della Regione che non comprometta la salvaguardia del bene unitario». A tal fine, il ricorrente prende in esame il preambolo della citata direttiva, quale parametro di riferimento per l'individuazione delle relative finalità e della verifica del loro corretto recepimento nell'ordinamento interno, osservando come le stesse si realizzino per il tramite della struttura denominata «giardino zoologico» e definita nell'art. 2 della citata direttiva, in quanto attuativa delle «misure di conservazione» contenute nel successivo art. 3. Ad avviso del ricorrente, dette «misure di conservazione», in quanto dirette a soddisfare un interesse unitario, dovrebbero essere specificate con normativa statale, pur potendo essere oggetto di integrazione ad opera della normativa regionale laddove ciò sia giustificato da una «permanente o temporanea situazione di ambiente locale». 1.2. – Per il ricorrente, alla luce di tali considerazioni, la legge regionale n. 34 del 2006 – nel dare attuazione alla citata direttiva comunitaria, specificando le «misure di conservazione» della fauna selvatica non autoctona, in nome della competenza legislativa primaria spettante alla Regione Valle d'Aosta in forza dell'art. 2, lettera d), dello statuto speciale – sarebbe intervenuta «su una materia che rientra a pieno titolo nella tutela dell'ambiente e dell'ecosistema per qualificazione comunitaria», spettante allo Stato ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., «senza alcuna giustificazione correlata alla specifica, puntualmente individuata, situazione ambientale locale». In particolare, l'art. 4, disponendo che l'autorizzazione all'apertura dei parchi faunistici sia rilasciata con decreto dell'assessore regionale competente, sostituirebbe la previsione contenuta nella disciplina statale secondo cui la licenza è rilasciata dal ministro. Parimenti, l'art. 3, prevedendo «i requisiti richiesti per l'ottenimento dell'autorizzazione, la cui specificazione è demandata ad un successivo atto di Giunta», si sovrapporrebbe a quelli già compiutamente individuati in allegato al decreto legislativo n. 73 del 2005, essendo evidente la motivazione e la finalità unitaria della competenza statale in materia. Ad avviso del ricorrente, infatti, la realizzazione del principio di sussidiarietà, in funzione di garanzia della tutela dell'interesse comunitario, imporrebbe che la normativa statale assuma «il valore di norma di principio e di regime generale mentre quella locale di regime specifico». 1.3. – La illegittimità delle disposizioni impugnate discenderebbe, pertanto, dal fatto che le stesse si porrebbero come «norme di principio e di regime, anziché come norme integrative delle norme statali conformative alla particolare, specifica situazione agricola, zootecnica o faunistica regionale». 2. – Con memoria depositata in data 17 aprile 2007 si è costituita in giudizio la Regione Valle d'Aosta, chiedendo che le questioni di legittimità costituzionale promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri siano dichiarate inammissibili o, comunque, infondate. 2.1. – Preliminarmente, la Regione resistente eccepisce che non vi sarebbe certezza in ordine all'atto comunitario effettivamente posto a parametro dello scrutinio di costituzionalità, in quanto nel corpo del ricorso risulta testualmente riportato il preambolo del regolamento del Consiglio n. 338/97 (CE) del 9 dicembre 1996, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio, anziché quello alla direttiva n. 1999/22/CE. 2.2. – Quanto al merito delle questioni sollevate, la difesa regionale osserva, in via generale, che la legge regionale n. 34 del 2006 costituirebbe esercizio legittimo della competenza legislativa primaria in materia di fauna attribuita dall'art. 2, lettera d), dello statuto speciale alla Regione Valle d'Aosta. Invero, ad avviso della Regione, affermare che la disciplina dei parchi faunistici coinvolge «specifici profili rientranti nella più generale tutela dell'ambiente e dell'ecosistema», non equivarrebbe – come invece asserito dal ricorrente – ad affermare l'incompetenza della Regione in materia di ambiente e di ecosistema. 2.3.