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Il presente disegno di legge sugli orti urbani si inserisce nell'ambito degli obiettivi indicati dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile. La proposta mira, in particolare, ad implementare l'Obiettivo numero 11 inerente il perseguimento dello sviluppo di città e comunità sostenibili. Si colloca inoltre all'interno degli obiettivi perseguiti dall'Agenda urbana dell'Unione europea, trovando altresì centrali correlazioni con il pilastro europeo dei diritti sociali, in special modo sui temi dell'inclusione sociale e sui diritti di cittadinanza attiva democratica nel pieno sviluppo di integrazione democratica tra i Paesi anche di origine extra europea.. 1 (Definizioni e caratteristiche) 1 Ai fini della presente legge, per « orto urbano » si intende un appezzamento di terreno, coltivabile e non edificabile, pubblico o privato, sito all'interno dell'agglomerato cittadino e del territorio comunale di riferimento, in particolare nelle aree periurbane ed extraurbane, che l'amministrazione comunale provvede ad assegnare ai sensi degli articoli 2 e 3 della presente legge. 2 Ogni orto urbano non può superare le dimensioni di 400 metri quadrati. Al suo interno non è consentita la costruzione di edifici, mentre è consentita l'istallazione di un gazebo o di una struttura non abitabile, adibita esclusivamente agli usi connessi alla coltivazione, come la rimessa di attrezzi o prodotti raccolti. Eventuali deroghe, in considerazione della morfologia e delle caratteristiche del terreno, possono essere previste con delibera comunale. 3 Gli assegnatari coltivano nell'orto urbano solo ed esclusivamente prodotti agricoli locali, di cui al decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali 18 luglio 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 21 agosto 2000, e successivi aggiornamenti, nel rispetto della loro stagionalità, con particolare attenzione ai prodotti in via di estinzione, rispettando i princìpi di agricoltura sostenibile e astenendosi dall'utilizzo dei prodotti fitosanitari vietati, individuati dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 22 gennaio 2018, n 33. 2 (Destinatari dell'iniziativa) 1 Con apposito regolamento che ne disciplina i princìpi e le modalità di svolgimento, le amministrazioni comunali provvedono all'emanazione di un bando di gara finalizzato all'assegnazione degli orti urbani presenti nel proprio territorio. Possono presentare domanda di assegnazione le associazioni già costituite e i privati cittadini purché, al fine di conseguire l'idoneità al bando, si costituiscano in una forma associativa priva di scopo di lucro entro tre mesi dalla data di assegnazione. 2 Le associazioni presentano un progetto di attività finalizzate a valorizzare l'utilizzo e la coltivazione dell'orto urbano. La richiesta di assegnazione dell'area deve essere indirizzata al dipartimento competente in materia di ambiente del comune territorialmente competente, fatte salve in ogni caso le deroghe previste dal regolamento di cui al comma 1. 3 Il bando di cui al comma 1 prevede, ai fini dell'assegnazione, un punteggio basato sul rispetto di requisiti specifici, tra i quali la prossimità territoriale, al fine di favorire il minor impatto ambientale della produzione, e dell'inclusione sociale, al fine di incentivare la partecipazione alle attività da parte di disoccupati, nuclei familiari con bambini, categorie svantaggiate. Il bando prevede altresì l'attribuzione di un contingente minimo di lotti con finalità sociali, culturali o formative. 4 Le associazioni assegnatarie dividono gli appezzamenti in piccoli lotti da destinare ai cittadini che ne fanno richiesta, con particolare riguardo alle categorie svantaggiate, e monitorano l'osservanza del regolamento di gestione da parte dei singoli ortisti. 5 I cittadini fanno domanda di assegnazione del lotto all'associazione affidataria e lo conducono secondo i princìpi indicati nel regolamento di cui al comma 1. Non possono essere ortisti coloro che già sono proprietari di terreni coltivabili su un'area pubblica o privata all'interno del territorio del comune di riferimento. 3 (Modalità di assegnazione e finalità di utilizzo) 1 L'orto urbano è assegnato in forma di comodato d'uso, di cui agli articoli 1803 e seguenti del codice civile, per la durata massima di cinque anni rinnovabili, ai vincitori del bando di cui all'articolo 2, comma 1. Gli assegnatari versano al comune di riferimento una cifra forfettaria, stabilita nel bando medesimo, e sono tenuti a curare con diligenza il terreno ricevuto per tutta la durata dell'assegnazione. 2 L'attività agricola svolta nell'orto urbano non può essere finalizzata alla commercializzazione. I prodotti coltivati sono destinati esclusivamente destinati a uso privato degli assegnatari o a fini di beneficenza o alle mense scolastiche del territorio. 3 Il dipartimento competente in materia di ambiente del comune, previa pubblicazione del regolamento di cui all'articolo 2, comma 1, individua le aree, individua le aree da destinare a orti urbani e le assegna, coordina le parti coinvolte, controlla le attività delle associazioni e dei gruppi assegnatari, analizza il suolo con una cadenza massima di due anni, verifica il livello di decoro urbano correlato alla gestione dell'orto urbano, controlla la presenza di coltivazioni che non facciano uso di organismi geneticamente modificati nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 14 novembre 2016, n. 227, monitora e aggiorna i dati sugli orti urbani e ne redige una relazione con cadenza annuale. 4 In caso di violazione delle norme del regolamento e del bando di cui all'articolo 2, comma 1, che disciplinano l'assegnazione e il comodato d'uso, il comune ha facoltà di sequestrare il terreno e riassegnarlo, in base alla graduatoria già esistente. 4 (Osservatorio nazionale per il sostegno e la promozione degli orti urbani) 1 Presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è istituito, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Osservatorio nazionale per il sostegno e la promozione degli orti urbani, di seguito denominato « Osservatorio » 2 L'Osservatorio provvede a verificare e analizzare i dati, le best practice , i programmi e i progetti di sviluppo emersi sull'utilizzo degli orti urbani nel sistema dei comuni italiani, in collaborazione con gli Osservatori cittadini di cui al comma 3. Con il medesimo decreto di cui al comma 1 sono definite le modalità di funzionamento dell'Osservatorio, nonché i criteri per la sua composizione e la valutazione degli obiettivi e dell'attività svolta.