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Signor Presidente, Governo, colleghi, ci sono momenti nella storia di un Paese che ne segnano il passo e ne cambiano profondamente il percorso, a volte attraverso atti all'apparenza piccoli, ma in realtà determinanti e significativi per il cambio di un'epoca. Quello che stiamo vivendo oggi, con l'approvazione nell'Aula del Senato del disegno di legge sulla tutela costituzionale dell'ambiente, segna un passaggio, una svolta, l'aggiunta di un tassello che va a integrare in maniera sostanziale addirittura un articolo dei principi fondamentali della nostra Costituzione, con un lavoro appassionato, con un lavoro di tutti, che scalda il cuore all'interno di un'Aula parlamentare. Forza Italia si batte da tempo per armonizzare e attualizzare uno dei principi, inserendo la tutela dell'ambiente in maniera esplicita all'interno dell'articolo 9 e dell'articolo 41. È stata la battaglia del nostro ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo, che ringraziamo oggi per la lungimiranza; noi abbiamo raccolto tale battaglia, presentando la nostra proposta in Senato, che è entrata a pieno titolo nel testo unificato che oggi ha portato al testo definitivo. È stata la battaglia di tanti uomini, di tante donne, di tante associazioni, di tanti ragazzi oggi pienamente consapevoli. Articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». Oggi è un momento altissimo per il legislatore, è l'esperienza più significativa che possa capitare nel corso di un mandato parlamentare: toccare con estremo rispetto la Costituzione, la legge delle leggi, in un suo principio fondamentale. La nostra Carta, studiata, elaborata, redatta, approvata e sottoscritta dai nostri Padri fondatori. Lo stiamo facendo pienamente consapevoli che si tratta oggi di una necessità assoluta, che corrisponde a un momento di evoluzione virtuosa del Paese. Lo stiamo facendo per attualizzare una disposizione, un indirizzo, in questo caso una missione su un modo di pensare, di agire, di vivere al quale dobbiamo e vogliamo essere fedeli. Questo è un passaggio di visione e di futuro all'interno di un progetto armonico, come bene ha sottolineato nel suo intervento in discussione generale ieri il collega senatore Pagano, Vice Presidente della Commissione affari costituzionali, quando ha affermato la necessità di intervenire in modo adeguato e complessivo per il futuro, per realizzare quell'integrazione, aggiungendo un principio che è anche un valore e che tanti anni fa non si poteva pensare sarebbe divenuto necessario in un Paese invece oggi così profondamente industrializzato. Oggi stiamo lavorando per i nostri figli, quelle future generazioni a cui dobbiamo pensare, se vogliamo dare un senso compiuto alle nostre azioni, per fare in modo che il nostro Paese diventi un tassello fondamentale per la salvaguardia dell'unica casa che ci ospita, il nostro pianeta, confortati - come hanno ricordato il collega Ferrazzi e la collega De Petris - perfino dall'enciclica "Laudato si'" di papa Francesco, ispirata dai principi francescani di gratitudine verso il creato, verso una casa che non ci appartiene per diritto di nascita, ma che ci è stata donata. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza in ogni sua parte, in ogni sua missione, di qualsiasi comparto si parli (economico, sociale, sanitario, di educazione e formazione), è costantemente proiettato alla tutela dell'ambiente e alla transizione ecologica. Con l'approvazione di questo disegno di legge costituzionale noi oggi possiamo sostenere e rafforzare ancor di più ogni singola azione di questo Governo, rassicurati fin dal primo chiarissimo intervento del presidente Draghi, che si può riassumere con una indiscutibile sua affermazione: «Nessuna azione umana sarebbe possibile in un mondo divenuto inospitale». Ancora: «Proteggere il futuro dell'ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing , scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra sono diverse facce di una sfida poliedrica». Forza Italia raccoglie questa sfida; Forza Italia, movimento liberale e riformista, affronta i temi ambientali in maniera equilibrata e razionale, perfettamente consapevole che la funzione dello Stato deve essere quella di accompagnare lo sviluppo e la crescita della Nazione in una grande alleanza pubblico-privato. Proprio il mondo dell'impresa e dell'economia si sta evolvendo all'interno del non facile percorso della transizione. Sono in atto riconversioni importanti, anche radicali, e chi si saprà adattare al cambiamento evolvendosi dovrà essere protetto e accompagnato, e questo sarà il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare, lo sta già affrontando; è una grande assunzione di responsabilità. Insomma, vogliamo una crescita economica che sia verde senza danneggiare o distruggere l'ambiente. Allo stesso tempo vogliamo migliorare l'ambiente senza fermare l'innovazione e la crescita economica. Il Governo, quindi - e le forze di maggioranza con lui - dovrà investire ogni risorsa possibile in incentivi e tutele verso tutti i comparti che stanno facendo della sostenibilità e del nuovo modello circolare la loro missione. Ciò a partire dal sistema dell'agricoltura - e saluto la collega Caligiuri che è intervenuta ieri su questo tema - che rappresenta l'avanguardia della salvaguardia ambientale e della prevenzione, passando per il sostegno al comparto delle energie rinnovabili, al potenziamento degli impianti di recupero, smaltimento e riciclo dei rifiuti, all'emanazione più veloce dei decreti end of waste , alla realizzazione delle infrastrutture green , dando soprattutto linee guida chiare, semplificazione e certezze di tempi e modalità a chi si sta impegnando tanto. Approfitto dell'occasione per manifestare la nostra soddisfazione per gli interventi di estensione e semplificazione dell'ecobonus 110 per cento, che rappresenta un modello virtuoso di sostegno al lavoro e all'economia, grazie al sostanziale efficientamento energetico degli edifici che ne deriverà, dichiarando, però, che non smetteremo di chiederne la proroga al 2023 e oltre e l'estensione anche ai beni strumentali: alberghi, palestre, scuole paritarie (Applausi) , condomini con studi e uffici, cascine diroccate, dimore storiche per gli eventi, nella convinzione che la rigenerazione urbana non possa prescindere da questa determinante iniziativa. Con il disegno di legge costituzionale al nostro esame si intende quindi offrire il più alto riconoscimento alla tutela dell'ambiente e, dopo l'esame della Commissione che ha portato a un testo ampiamente condiviso, sono state inserite altre definizioni che chiariscono e ampliano la portata della tutela costituzionale dell'ambiente. Assieme all'ambiente, infatti, vengono tutelati la biodiversità e gli ecosistemi e lo si fa, come dicevo, nell'interesse delle future generazioni.