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A partire dal documento «Stop alla Tubercolosi 2006-2015» dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato elaborato, nel 2007, il piano «Stop alla tubercolosi in Italia», che ha individuato dieci obiettivi prioritari e altrettante azioni strategiche per promuovere un miglior controllo della tubercolosi in Italia. Per alcuni obiettivi ed azioni sono già stati messi a punto strumenti in grado di contribuire a migliorare i programmi regionali di controllo. Si rammentano, in particolare: -- Azione 1 «Aumentare la percezione del problema»: è stato messo a punta, nell'ambito di uno specifico progetto CCM, un pacchetto formativo per Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, disponibile on-line ed utilizzabile sia come formazione individuale che nell'ambito di una formazione di gruppo; -- Azione 3 «Un sistema di sorveglianza della TBC di qualità elevata»: è stata concordata, nell'ambito del coordinamento inter-regionale del Progetto CCM «Sorveglianza della tubercolosi», una proposta di miglioramento dell'attuale sistema di sorveglianza della tubercolosi, con l'obiettivo di integrare la notifica da parte del medico con la segnalazione da parte dei laboratori e di avviare in tutte le regioni un sistema obbligatorio di monitoraggio dell'esito del trattamento. Tale proposta è in attesa di essere integrata nel nuovo sistema di sorveglianza delle malattie infettive in corso di attuazione a livello nazionale; -- Azione 4 «Eccellenza nell'assistenza ai pazienti con TBC»: sono state aggiornate le linee guida relativamente alle politiche di isolamento e messo a punto un documento sulla gestione dei casi di tubercolosi; -- Azione 6 «Laboratori di qualità elevata»: è stata condotta una indagine a livello nazionale, alla quale hanno partecipato 15 regioni e Province Autonome, che ha evidenziato notevoli criticità nella rete dei laboratori che eseguono micobatteriologia esistenti nel paese; -- Azione 7 «Programmi efficaci di controllo nella popolazione»: sono state aggiornate le linee guida nazionali relativamente a prevenzione e controllo della TBC nelle persone venute a contatto con pazienti in fase contagiosa, prevenzione e controllo della TBC nelle persone immigrate da paesi, ad alta endemia, prevenzione e controllo della trasmissione della TBC in ambito sanitario. Un altro fenomeno allarmante consiste nel fatto che si stanno sviluppando ceppi di tubercolosi resistenti alle comuni terapie antibiotiche. Sono circa 440 mila in tutto il mondo i casi di multiresistenza agli antibiotici comuni. In Italia, ad esempio, secondo l'ultimo rapporto del Ministero della salute, i ceppi batterici resistenti sono circa il 3 per cento e sono in crescita costante. Il presente disegno di legge tenta di dare una risposta esauriente ai suddetti problemi. L'articolo 1 prevede l'istituzione di un Fondo per la lotta alla tubercolosi per finanziare corsi di aggiornamento per i medici di medicina generale, per il personale del Servizio sanitario nazionale e per tutti coloro che, a diverso titolo, intervengono nei processi di prevenzione, diagnosi e cura della tubercolosi; per realizzare specifici programmi di ricerca e di formazione idonei a migliorare le conoscenze cliniche sulla tubercolosi ai fini dell'aggiornamento delle misure e delle strategie di diagnosi, cura e prevenzione della stessa, avvalendosi della collaborazione delle associazioni qualificate già operanti nel settore; per lo svolgimento di campagne e di programmi di informazione sulle modalità di insorgenza della malattia, sulle modalità di prevenzione, di diagnosi e di cura e per il coinvolgimento delle farmacie in campagne di prevenzione e di informazione. L'informazione e la formazione sono le armi più efficaci per contrastare l'insorgenza ed il dilagare della malattia. Il Fondo, la cui dotazione è pari a 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013, è finanziato con una parte della quota del Fondo sanitario nazionale destinata alla prevenzione. L'articolo 2 prevede la predisposizione di un sistema di sorveglianza regionale e interregionale della tubercolosi mediante l'attuazione di piani di sorveglianza della malattia sul territorio, anche tramite l'individuazione di centri di riferimento regionali ed interregionali per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la gestione dei malati di tubercolosi, programmi per la sorveglianza attiva ed il trattamento preventivo delle persone con infezione da HIV e dei soggetti provenienti da Paesi ad alta pandemia e l'avvio di un sistema obbligatorio di monitoraggio degli isolamenti del germe da parte dei laboratori, nonché dell'esito finale del trattamento della malattia e della farmacoresistenza del micobatterio tubercolare. A tal fine, il disegno di legge prevede che nelle regioni con popolazione fino a due milioni di abitanti sia istituito un laboratorio unico con compiti di diagnosi della tubercolosi, mentre nelle regioni con popolazione superiore a due milioni di abitanti siano istituiti, a livello provinciale, più laboratori, individuando tra essi un laboratorio di riferimento che espleti tutti i livelli di approfondimento diagnostico. Un'altra novità importante è rappresentata dal fatto che i laboratori che vengano a conoscenza di un caso di tubercolosi debbano notificarla all'autorità sanitaria competente. Quest'obbligo di notifica, unito all'analogo obbligo previsto per i medici, rende più sicura la possibilità di una corretta diagnosi e di una certa notifica. L'articolo 3 prevede l'istituzione dei registri dei malati di tubercolosi. I registri dei malati di tubercolosi raccolgono i dati anagrafici e sanitari e le cause di morte relativi ai soggetti affetti da tubercolosi a fini di studio e di ricerca scientifica in campo medico ed epidemiologico, nonché di prevenzione, gestione, controllo e valutazione della tubercolosi, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. L'articolo 4 prevede la possibilità che l'Istituto farmaceutico militare possa produrre gli antibiotici di nuova generazione attivi sui micobatteri tubercolari resistenti ai comuni antibiotici specifici. Infatti, allo stato attuale, non è possibile reperire sul territorio nazionale le molecole di nuova generazione anche se regolarmente registrate presso l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Ciò comporta che per reperire tali nuovi farmaci si debba fare ricorso a forniture estere, con procedure complesse e tempi particolarmente lunghi che spesso ritardano o bloccano la terapia della malattia tubercolare, talora con gravi conseguenze per i pazienti e con un aumento del rischio di contagio. L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la tubercolosi un'emergenza sanitaria globale nel 1993 e la Stop TB Partnership ha sviluppato un Piano mondiale di lotta alla tubercolosi che prevede di salvare 14 milioni di vite tra il 2006 e il 2015. Il presente disegno di legge vuole rappresentare un'opportunità per tenere alta l'attenzione su un tema così importante, soprattutto in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla tubercolosi, il 24 marzo, data in cui ormai da diversi anni si celebra questa importante iniziativa.. Art. 1. (Fondo per la lotta alla tubercolosi) 1. A decorrere dall'anno 2013 è istituito, presso il Ministero della salute, il Fondo per la lotta alla tubercolosi, di seguito denominato «Fondo» con una dotazione pari a 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. 2.