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Il presente intervento normativo, in linea con il vecchio orientamento giurisprudenziale ante riforma societaria, consente la presentazione della domanda giudiziale a carico delle società cancellate dal registro delle imprese, attribuendo alle stesse una «speciale capacità processuale» dal punto di vista passivo e permettendo ai creditori sociali insoddisfatti di azionarsi anche giudizialmente sul patrimonio della ditta debitrice, quantomeno al fine di conseguire i recuperi fiscali legati all'esito infruttuoso di una procedura esecutiva. Ciò appare particolarmente necessario e urgente nell'attuale periodo di crisi economica che investe ogni settore. Peraltro, si tratta di una riforma a «costo zero», ovvero del tutto ininfluente sul bilancio statale.. Art. 1. 1. Al secondo comma dell'articolo 2495 del codice civile, le parole: «Ferma restando l'estinzione della società,» sono soppresse. Art. 2. 1. Al comma 2 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, dopo le parole: «procedure esecutive rimaste infruttuose» sono inserite le seguenti: «o in caso di irreperibilità dell'impresa debitrice ovvero di cancellazione della società debitrice dal registro delle imprese».