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Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato introdotto il comma 2- bis volto ad impedire l'erogazione dei contributi per gli immobili danneggiati oggetto di ordine di demolizione o ripristino impartito dal giudice penale. Il comma 4 dispone che il contributo è concesso al netto dell'indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici percepiti dall'interessato per le medesime finalità di quelli di cui al presente Capo. Il comma 9 dispone che la concessione del contributo è trascritta nei registri immobiliari. L'articolo 22 individua le finalità per la riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici, in base ai danni effettivamente verificatisi nelle zone di classificazione sismica 1, 2, e 3 come stabilite dall'ordinanza n. 3274 del 2003, e nel caso in cui ricorrano le condizioni per la concessione del beneficio. In particolare i contributi sono finalizzati a riparare, ripristinare, demolire, ricostruire o delocalizzare ed assoggettare a trasformazione urbana gli immobili di edilizia privata ad uso abitativo e non abitativo, ad uso produttivo e commerciale, ad uso agricolo e per i servizi pubblici e privati, compresi quelli destinati al culto, danneggiati o distrutti dall'evento sismico; riparare, ripristinare, demolire o ricostruire gli immobili "di interesse strategico", di cui al decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 21 ottobre 2003 e ad uso scolastico danneggiati o distrutti dall'evento sismico nonché a riparare o ripristinare gli immobili soggetti alla tutela del codice dei beni culturali e del paesaggio. L'articolo 23introduce una procedura specifica, anche in deroga alla normativa vigente, per l'avvio di interventi di immediata riparazione, a favore degli edifici che hanno riportato danni lievi, al fine di favorire il rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro. In sintesi, la procedura disciplinata dall'articolo in esame prevede la presentazione di un progetto e l'asseverazione da parte di un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra gli eventi sismici e lo stato della struttura (comma 1); la comunicazione dell'avvio dei lavori di riparazione o ripristino ai Comuni interessati dagli eventi sismici in oggetto (comma 4); nonché l'affidamento obbligatoriodei lavori a imprese individuate in base a determinati requisiti (comma 5). L'articolo 24 disciplina la procedura per la concessione dei contributi prevedendo l'obbligo di includere nella domanda di contributo l'indicazione dell'impresa affidataria dei lavori con allegata documentazione obbligatoria per la concessione dei contributi come: la relazione tecnica asseverata (attesta che i danni sono stati causati dal sisma) o l'ordinanza di sgombero; la scheda AeDES (agibilità e danno nell'emergenza sismica) per il rilevamento dei danni. L'articolo 25 stabilisce le modalità per una più rapida definizione delle procedure di condono pendenti relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017 prevedendo l'indizione di apposite conferenze di servizi per assicurare la conclusione dei procedimenti entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati sono state apportate delle modifiche tra cui la necessità del previo rilascio del parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico per la definizione delle istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma, presentate ai sensi del decreto-legge n. 269 del 2003 (cosiddetto terzo condono edilizio) e per tutte le istanze, l'esclusione del condono per le opere eseguite da soggetti condannati con sentenza definitiva (come l'associazione mafiosa). Le istanze di condono a cui il presente articolo si riferisce riguardano i seguenti provvedimenti: legge 47 del 1985 (con cui è stato disciplinato, dalle disposizioni di cui ai capi IV e V, il cosiddetto primo condono edilizio); legge 724 del 1994 (con cui è stato disciplinato, dall'articolo 39, il cosiddetto secondo condono edilizio); decreto-legge 269 del 2003 (con cui all'articolo 32 è stato disciplinato il cosiddetto terzo condono edilizio). Per la definizione delle istanze si applicano gli artt. 31, 32 e 33 della legge 47 del 1985 che disciplinano rispettivamente: le opere per cui è possibile presentare domanda in sanatoria sia delle opere eseguite senza licenza o concessione edilizia o autorizzazione a costruire sia nei casi di titolo abilitativo annullato, decaduto o comunque divenuto inefficace. L'articolo 32 dispone che il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Il parere non è richiesto quando si tratti di violazioni riguardanti l'altezza, i distacchi, la cubatura o la superficie coperta che non eccedano il 2 per cento delle misure prescritte. Sono altresì escluse dalla sanatoria, sempre in base all'articolo 33, le opere realizzate su edifici ed immobili assoggettati alla tutela della legge n. 1089 del 1° giugno 1939, ovvero: a) vincoli imposti da leggi statali e regionali nonché dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali, idrogeologici; b) vincoli imposti da norme statali e regionali a difesa delle coste marine, lacuali e fluviali; c) vincoli imposti a tutela di interessi della difesa militare e della sicurezza interna; d) ogni altro vincolo che comporti l'inedificabilità delle aree. Si precisa che i suindicati vincoli si applicano qualora questi comportino inedificabilità e siano stati imposti prima dell'esecuzione delle opere stesse. Il comma 1- bis introdotto dalla Camera precisa che le istanze presentate ai sensi del terzo condono edilizio (decreto-legge n. 269 del 2003), siano definite previo rilascio del parere favorevole da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. Al comma 2 si prevede che i comuni colpiti dal sisma provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche mediante l'indizione di apposite conferenze di servizi, ad assicurare la conclusione dei procedimenti volti all'esame delle predette istanze di condono. Il comma 3 precisa che la concessione dei contributi previsto dal capo III del presente decreto è sospesa nelle more dell'esame delle istanze di condono e che il contributo non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti volumetrici. L'articolo 26 reca norme per la ricostruzione pubblica, demandando a provvedimenti del Commissario di disciplinare il finanziamento, nei limiti delle risorse stanziate allo scopo, per gli interventi individuati. Con atti del Commissario si provvede a predisporre e approvare un piano delle opere pubbliche e delle chiese e edifici di culto, piani per il ripristino degli edifici scolastici dichiarati inagibili, un piano dei beni culturali e un piano di interventi sui dissesti idrogeologici.