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Signor Presidente, intervengo semplicemente per annunciare che il Gruppo Lega raccoglie l'appello fatto dal Gruppo Fratelli d'Italia, non tanto per un ripensamento, quanto perché, come ora spiegherò, la Lega ha sempre, in tutte le sedi, coerentemente sostenuto che le concessioni balneari dovessero essere escluse dalla direttiva Bolkestein. Per fare questo, ovviamente abbiamo bisogno di una norma europea che vada in questa direzione e questa è la legge di delegazione giusta e adatta per stimolare l'Unione europea in questo senso. (Applausi) . Altra questione è il disegno di legge sulla concorrenza, che abbiamo votato per una ragione molto semplice: ci siamo trovati di fronte ad una sentenza del Consiglio di Stato che ha disapplicato la legge n. 145 del 2018, che molti di quelli che applaudivano prima hanno votato insieme a noi quando erano al Governo con noi (Applausi) - questo per dire quanto la coerenza sia importante e necessaria - e di fronte a quella sentenza del Consiglio di Stato, con il rischio di condannare le nostre imprese ad un'occupazione abusiva con tutto quello che ne poteva conseguire, siamo dovuti intervenire a livello normativo per tutelarle, prevedendo anche dei criteri di premialità per evitare che da gennaio 2023 le gare potessero essere messe in evidenza, anche con il rischio che investitori stranieri potessero venire ad appropriarsi delle nostre spiagge. Abbiamo quindi agito per tutela e difesa, votando a favore del disegno di legge sulla concorrenza, con tutte le premialità e le questioni che io stesso in Aula ho sottolineato in quell'intervento. Ora invece, di fronte alla possibilità reale e concreta che l'Europa riprenda in esame questo tema, rispetto alle nostre idee, voteremo favorevolmente, anzi evidentemente sottoscriviamo come Gruppo il vostro emendamento (Applausi) , tenendo presente anche un altro aspetto che rafforza il nostro voto favorevole, ovvero che c'è una sentenza - visto che abbiamo dovuto agire per via di una sentenza del Consiglio di Stato - del TAR di Lecce che rimanda alla Corte di giustizia europea le valutazioni sull'applicabilità della direttiva Bolkestein alle concessioni balneari. (Applausi) . A maggior ragione, questo voto deve essere favorevole e anzi siamo noi che facciamo un appello al Parlamento affinché su questo campo sia fatta una volta per tutte giustizia. (Applausi) . CRUCIOLI (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, purtroppo noto che, come spesso avviene, ci sono due opposti entrambi sbagliati: da un lato rileviamo che l'applicazione della direttiva Bolkestein per i balneari tout court e quindi la possibilità per le imprese straniere di venire a fare incetta, come del resto è stato previsto nella legge delega cosiddetta concorrenza, non va bene, perché chiaramente non sono stati messi dei paletti e quindi corriamo il rischio che le nostre imprese balneari possano essere soppiantate e che ci possa poi essere una rendita di posizione di questi grossi gruppi stranieri che vengono a fare incetta di chilometri delle nostre spiagge. Tuttavia, in questo emendamento noi rileviamo un eccesso opposto. Riconoscere il legittimo affidamento dei concessionari, che non sono proprietari di quelle spiagge, e sostanzialmente fare una categoria che possa avvantaggiarsi delle concessioni ricevute e ottenerne delle rendite di posizione non va altrettanto bene. Pertanto, sull'emendamento presentato ci asterremo. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'ho ribadito prima in discussione generale ma cercherò ora di essere più preciso. Parto dal disegno legge sulla concorrenza, che in Senato ha trovato un approfondimento significativo e una serie di vincoli importanti di finanza pubblica relativi anche al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Abbiamo trovato un punto d'intesa con grande difficoltà e devo ringraziare il vice ministro Pichetto Fratin, perché abbiamo lavorato insieme a lui eliminando ogni tipo di questione che avrebbe danneggiato direttamente il mondo del turismo italiano e tutti i concessionari, non solo balneari, ma anche quelli lacuali e fluviali che spesso dimentichiamo, e quelli dei porti. Abbiamo fatto un lavoro ottimo, eccezionale. Questo emendamento ribadisce un concetto: la direttiva Bolkestein non si applica alle concessioni demaniali perché è una direttiva sui servizi e non sui beni. Sarebbe assurdo non averlo ancora capito e voler far finta che non sia così. Tra l'altro, non era argomento di discussione all'interno del disegno di legge sulla concorrenza, poiché abbiamo guardato ad altro: abbiamo evitato che sequestrassero le spiagge in un momento importante come quello della stagione balneare; abbiamo fornito agli enti locali la possibilità e l'opportunità di avere una visione di 12-24 mesi per mettersi nelle condizioni di poter operare in tal senso; abbiamo ragionato per salvaguardare le imprese. Tutto ciò è qualcosa di aggiuntivo rispetto a quello che abbiamo già fatto e che vogliamo ribadire. Francamente, colleghi illustri che hanno votato la legge n. 145 del 2018 e hanno portato avanti insieme a noi la proroga dei quindici anni (ricordo ancora quando insieme al senatore Gasparri abbiamo lavorato la notte fino al mattino per arrivare alla mediazione dei quindici anni di proroga), oggi dicono che è sbagliato il concetto che loro hanno sostenuto tre anni fa. È vero che soltanto gli sciocchi non cambiano idea, ma qui si esagera. C'è un altro passaggio, che ricordava prima il collega Romeo. Il tribunale di Lecce ha inviato gli atti alla Corte giustizia europea un minuto prima che approvassimo il provvedimento sulla concorrenza e pochi minuti dopo. In quel preciso istante noi avevamo l'obiettivo chiaro di salvaguardare le imprese ed è quello che abbiamo fatto. Noi siamo coerenti e andiamo avanti sempre nella stessa direzione, quindi non solo voteremo a favore di questo emendamento, ma chiediamo al collega Iannone di poter aggiungere le nostre firme. Condividiamo questa strategia, andiamo avanti e dico ai colleghi che sono intervenuti poco prima di me che quando si parla di legittimo affidamento a persone serie e perbene che hanno fatto la storia del turismo italiano e hanno sacrificato loro stessi e le loro famiglie si tratta di giustizia, non di furto. Ricordatevelo. AMENDOLA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AMENDOLA , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, in apertura ho provato a spiegare il parere contrario sull'intervento del senatore Iannone. Mi permetto di ripetere qual è stato l' iter perché la legge di delegazione europea, come giustamente alcuni hanno detto, attiene alla fase in cui noi dobbiamo recepire e discutere su come farlo.