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l'Italia vanta una lunga tradizione nel campo della cooperazione sanitaria e il Documento triennale di programmazione e di indirizzo 2017-2019 della Cooperazione internazionale per lo sviluppo ha confermato la salute globale come uno dei settori prioritari di intervento; l'Italia, che ha svolto un ruolo centrale nella creazione del Fondo e nel suo successivo sviluppo, è fra i suoi principali donatori, con oltre un miliardo di euro versato, e nel corso della quinta conferenza di rifinanziamento del 2016 si è impegnata a versare 140 milioni di euro per il periodo 2017-2019; il nostro Paese ha intensificato la collaborazione con il Fondo siglando un accordo che istituisce "l'Iniziativa 5%", che consiste nel trattenere il 5 per cento del proprio contributo per il 2017-2019, pari a 7 milioni di euro, al fine di finanziare direttamente iniziative realizzate da organizzazioni della società civile, università ed enti pubblici di ricerca, selezionate con bandi dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Si tratta di attività di assistenza tecnica ai programmi del Fondo che contribuiscono al raggiungimento dei suoi obiettivi strategici per il periodo 2017-2022, anche con importanti risultati per l'Italia in termini di visibilità rispetto ai Paesi partner ; nel mese di ottobre 2019 si terrà la riunione conclusiva del sesto processo di rifinanziamento del Fondo globale, nel corso della quale i donatori saranno chiamati ad esprimere il proprio impegno finanziario per il periodo 2020-2022; il Fondo stima che per un'efficace lotta contro le tre epidemie sia necessario incrementare il finanziamento complessivo portandolo dai 66 miliardi di dollari stanziati per il periodo 2017-2019 ad almeno 83 miliardi per il prossimo triennio 2020-2022, con un aumento, dunque, pari a 17 miliardi; secondo le stime del Fondotale aumento potrebbe salvare 16 milioni di vite fra il 2021 e il 2023, riducendo il tasso di mortalità relativo alle tre epidemie del 52 per cento entro il 2023 rispetto ai livelli del 2017 ed evitare 234 milioni di infezioni o nuovi casi, riducendo, pertanto, il tasso di incidenza relativo alle tre epidemie del 42 per cento entro il 2023 rispetto ai livelli del 2017, impegna il Governo: 1) a confermare, in occasione della sessione finale della sesta conferenza di rifinanziamento del Fondo globale, l'impegno assunto per il quinto ciclo di finanziamento, nonché, ove possibile, a implementarlo in linea con l'aumento complessivo che il Fondo ritiene necessario per contrastare efficacemente Aids, tubercolosi e malaria; 2) a sostenere, nell'ambito delle politiche di cooperazione internazionale allo sviluppo: a) il processo di attuazione della copertura sanitaria universale (UHC) e lo sforzo globale volto a sviluppare sistemi sanitari resilienti, contribuendo a rafforzare il ruolo delle comunità locali nell'erogazione dei servizi sanitari; b) tutte le azioni volte a ridurre ed eliminare le discriminazioni di genere e la violenza contro le donne, adolescenti e bambine, impegnandosi nel contrasto di abusi e pratiche altamente lesive della loro incolumità fisica, quali le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati o precoci. Atto n. 1-00152 PATUANELLI AIROLA PIRRO MATRISCIANO ACCOTO ANASTASI ANGRISANI BOTTICI CASTALDI COLTORTI CORBETTA D'ANGELO DELL'OLIO DE LUCIA DI GIROLAMO DONNO EVANGELISTA FATTORI FERRARA GALLICCHIO GARRUTI GIANNUZZI GIROTTO LANNUTTI LANZI LUCIDI LUPO MANTOVANI MININNO MOLLAME ORTOLANI PARAGONE PERILLI PESCO RICCIARDI SANTILLO TURCO AUDDINO CAMPAGNA CORRADO DRAGO FLORIDIA GAUDIANO GRASSI L'ABBATE LA MURA LEONE MAIORINO MONTEVECCHI NATURALE NOCERINO PRESUTTO QUARTO ROMAGNOLI ROMANO TRENTACOSTE URRARO VACCARO CASTELLONE MAUTONE MORONESE CERNO PELLEGRINI Marco GRANATO - Il Senato, premesso che ad avviso dei proponenti del presente atto di indirizzo: il progetto per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino - Lione presenta gravi criticità dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale ed ambientale, evidenziate nel corso degli anni da numerosi studi e ricerche; sull'attuale linea si registra da tempo una continua diminuzione del traffico merci e del traffico passeggeri tra l'Italia e la Francia e le molte previsioni alla base del progetto dell'opera sono state smentite dai fatti; si tratta di un progetto obsoleto, legato a modelli di sviluppo superati e non sostenibili, al quale è destinato un ingente ammontare di risorse finanziarie, che potrebbero essere finalizzate a opere più utili e urgenti, lungamente attese, da realizzare sul territorio nazionale; sotto il profilo ambientale, gli studi dimostrano che il progetto genera danni ambientali diretti ed indiretti ai territori attraversati dall'opera; con la legge 5 gennaio 2017, n. 1, dando seguito ai precedenti accordi tra Italia e Francia, è stata disposta la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, fatto a Parigi il 24 febbraio 2015, e del Protocollo addizionale, con Allegato, fatto a Venezia l'8 marzo 2016, con annesso Regolamento dei contratti adottato a Torino il 7 giugno 2016; nel contratto per il Governo del cambiamento, sottoscritto dalle due forze politiche che sostengono il Governo, è stato previsto che: «Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia»; alla luce di questo impegno, in ogni occasione di interlocuzione con i partner francesi e con le istituzioni europee, il Governo ha sempre sostenuto con chiarezza la volontà dell'Italia di ridiscutere l'opera nell'interesse del Paese e dei cittadini italiani; lo Stato francese ha sempre manifestato la propria indisponibilità a ridiscutere l'opera, secondo quanto richiesto dal Governo italiano e nello scorso mese di giugno, con l'approvazione della legge sulla mobilità, ha confermato la propria intenzione di procedere nella realizzazione della TAV; occorre, pertanto, una pronuncia del Parlamento volta ad escludere la prosecuzione delle attività connesse alla realizzazione dell'opera, delibera di avviare, in sede parlamentare, un percorso immediato volto a promuovere, per quanto di competenza, l'adozione di atti che determinino: 1) la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione; 2) una diversa allocazione delle risorse stanziate per il finanziamento della linea al fine di promuovere la loro riassegnazione all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente destinate ad opere pubbliche alternative, maggiormente utili ed urgenti, sul territorio italiano.