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poiché la Commissione europea, nell’ambito del caso EU Pilot 1711/11/TAXU, ha contestato l’utilità del vigente articolo 2 (Trasferimenti attraverso non residenti) -- concernente l’indicazione nella dichiarazione dei redditi dei trasferimenti da o verso l’estero effettuati senza il tramite degli intermediari indicati nel comma 1 dell’articolo 1 dello stesso decreto-legge n. 167 del 1990 -- e la proporzionalità delle relative sanzioni, indicate nell’articolo 5, comma 2, i vigenti contenuti della norma vengono eliminati e, di conseguenza, verrà eliminata la sezione I del modulo RW della dichiarazione dei redditi. Risulteranno diminuiti gli adempimenti per i contribuenti, in linea con quanto richiesto dalla Commissione europea. La nuova norma ha l’obiettivo di dare concreta attuazione alle disposizioni di contrasto delle frodi internazionali consentendo all’Agenzia delle entrate di richiedere agli intermediari i dati e le notizie relative ad operazioni finanziarie con l’estero, da chiunque poste in essere. Articolo 4: con le modifiche proposte a tale norma, sono tenuti alla dichiarazione delle attività detenute all’estero, non solo i possessori «formali» delle stesse, ma anche i soggetti che possono essere considerati «titolari effettivi» ai sensi della normativa sul monitoraggio. Pertanto, la dichiarazione sarebbe dovuta anche nei casi in cui le attività e gli investimenti esteri, pur essendo formalmente intestati ad entità giuridiche (ad esempio società, fondazioni, o trust ), siano riconducibili a persone fisiche o altri soggetti residenti tenuti agli obblighi dichiarativi di cui all’articolo 4 del decreto legge n. 167 del 1990 in qualità di titolari effettivi dell’entità nell’accezione utilizzata ai fini della normativa antiriciclaggio. Al riguardo, ai sensi dell’articolo 2 dell’allegato tecnico del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per «titolare effettivo» si intende: « a) in caso di società: 1) la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino un’entità giuridica, attraverso il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, purché non si tratti di una società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta a obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti; tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25 per cento più uno di partecipazione al capitale sociale; 2) la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un’entità giuridica; b) in caso di entità giuridiche quali le fondazioni e di istituti giuridici quali i trust , che amministrano e distribuiscono fondi: 1) se i futuri beneficiari sono già stati determinati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica; 2) se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, la categoria di persone nel cui interesse principale è istituita o agisce l’entità giuridica; 3) la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25 per cento o più del patrimonio di un’entità giuridica». Viene inoltre soppresso l’obbligo di indicare l’ammontare dei trasferimenti da, verso e sull’estero che nel corso dell’anno hanno interessato le attività detenute all’estero, attualmente previsto dal comma 2 dell’articolo 4 del decreto-legge n. 167 del 1990. In pratica è eliminata, nel modulo RW della dichiarazione dei redditi, la sezione III con evidenti vantaggi di semplificazione degli adempimenti, in linea con quanto indicato dalla Commissione europea. È altresì stabilito che su tutti i redditi di capitale e sui redditi diversi gli intermediari indicati dalla normativa antiriciclaggio, ai quali le attività sono affidate in gestione, custodia o amministrazione, debbano applicare le previste ritenute. La norma prevede l’introduzione dell’imposizione tramite ritenuta (a titolo d’acconto) anche per tutte le tipologie di redditi di capitale sinora sottoposte ad imposizione solo nell’ambito della determinazione del reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Viene confermato al comma 3 il contenuto delle disposizioni introdotte dal comma 16- bis dell’articolo 8 del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, circa l’esonero dalla dichiarazione nei casi in cui le attività siano affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari stessi. Peraltro, nei casi di gestione o amministrazione gli intermediari provvederanno a sottoporre ad imposizione i redditi ai sensi del comma 2 dell’articolo 4, nella nuova formulazione che se ne propone. Articolo 5: le sanzioni relativamente alla violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4 del decreto-legge n. 167 del 1990 sono state attenuate, in linea con le indicazioni della Commissione europea. Originariamente le sanzioni erano previste nella misura dal 5 al 25 per cento dell’ammontare degli importi non dichiarati ed era altresì prevista la confisca di beni di corrispondente valore. Sono previste sanzioni particolarmente severe nel caso di attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata e non indicate nel modulo RW. Infatti viene confermato quanto disposto a questo riguardo dall’articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2009. Resta ugualmente immutata la previsione che per l’accertamento di tali violazioni i termini di cui all’articolo 43, primo e secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, e all’articolo 57, primo e secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono raddoppiati. Lo stesso dicasi per il prolungamento dei termini di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, con riferimento alle le violazioni di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 4 del decreto-legge n. 167 del 1990, nel testo vigente. Articolo 6: il riferimento attualmente vigente al «tasso ufficiale medio» è sostituito con quello al «tasso ufficiale di riferimento vigente in Italia nel relativo periodo d’imposta». Sono state introdotte, inoltre, disposizioni per i casi in cui le attività estere non sono produttive di redditi (ad esempio taluni conti correnti). Le stesse sono in linea con le indicazioni già date in sede di istruzioni al modulo RW (vedi colonna 4 della sezione II). Il comma 2 introduce una modifica al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195, al fine di prevedere la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate di tutte le informazioni raccolte dall’Agenzia delle dogane.