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Speriamo, quindi, di continuare su questa strada. Visto che parliamo di calcio, lei ricorderà benissimo che, quando il Napoli vinse la coppa Italia, ci furono dei festeggiamenti. Possiamo anche dire che, forse, sono stati un po' esagerati, ma lei si ricorderà che molti uccelli del malaugurio ci dissero che i contagi avrebbero avuto un'impennata; hanno usato appellativi come delinquenti, disgraziati e irresponsabili. Anche in questo caso, grazie a Dio, tutto ciò non è successo, tant'è che il Governo ha cominciato a fare delle riaperture: si sono aperti cinema, teatri, concerti di musica lirica, ristoranti e discoteche all'aperto. Continuate, invece, a tenere chiusi e blindati gli stadi che, come le è noto, signor Ministro, sono tutti all'aperto. Non ho conoscenza di stadi al chiuso e, quindi, non riusciamo a capire quali siano le motivazioni che continuano a perdurare in questa situazione di stallo. Lei, essendo il Ministro dello sport, sa bene il prezzo altissimo che ha pagato il calcio con la sospensione di tutti i campionati. Al di là della partita in sé, lei sa che ci sono milioni di italiani che hanno passione e vi trovano svago. In un momento così drammatico, sicuramente sarebbe stato un aiuto. Le chiedo, allora, di accogliere le richieste delle federazioni sportive e dei tifosi - anche il collega, senatore La Russa, più volte in quest'Aula ha parlato del tema - per adottare in tempi rapidi delle soluzioni adeguate a garantire un'apertura graduale in sicurezza degli stadi. Le faccio un esempio: io sono di Milano e lo stadio San Siro ha 80.000 posti. Io credo che un terzo degli spettatori potrebbe da subito andare a vedere le partite. Certo, bisognerà tenere conto della specificità degli impianti, della capienza e anche delle squadre e, quindi, le poniamo questo quesito perché vorremmo ridare quella passione e quell'emozione agli italiani che trovano lì un'emotività importante nella loro vita. ( Applausi ). PRESIDENTE. Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, onorevole Spadafora, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, senatrice, come veniva ricordato anche nell'interrogazione, l'emergenza sanitaria purtroppo ci ha costretto a bloccare tutte le competizioni sportive. Successivamente, probabilmente proprio la prudenza cui faceva riferimento la senatrice interrogante ci ha consentito man mano di ripartire con i vari decreti del Presidente del Consiglio dei ministri prima con gli allenamenti degli sport individuali, poi con gli allenamenti degli sport di squadra e poi finalmente riprendere le competizioni sportive, cosa alla quale - come può immaginare - anche io, come Ministro dello sport e come cittadino italiano, ero particolarmente interessato perché condivido in maniera piena l'idea, di cui lei parlava, di passione e di svago che lo sport, oltre a essere una grande industria importante per il nostro Paese e soprattutto il calcio, rappresenta per tutti gli italiani. Ciononostante, oggi, anche confrontandoci col Ministro della salute e con il Comitato tecnico-scientifico, si ritiene di dover continuare, in qualche modo, proprio su quella linea di prudenza che ci ha consentito, gradualmente, di riaprire le varie attività sportive e semmai prepararci, in maniera adeguata, perché a settembre, alla riapertura del campionato, che poi significa solamente tra due mesi, ci siano tutte le condizioni per poter riaprire gli stadi e consentire a decine di migliaia di tifosi di assistere alle competizioni sportive. Oggi, se è vero che, all'interno degli stadi, ci sarebbero le condizioni e gli spazi per garantire un distanziamento tra un tot numero di tifosi, è anche vero che viene considerato molto rischioso favorire l'afflusso di un numero enorme di persone (ad esempio, appunto, le 10.000-12.000 alle quali lei faceva riferimento nel caso specifico di Milano) che vadano a dirigersi tutte, contemporaneamente, verso un unico luogo, prendendo mezzi autonomi o mezzi di trasporto pubblici. Soprattutto, è necessario capire come gestire questo flusso di persone per l'ingresso all'interno degli stadi, con la necessità di misurare la temperatura e fare tutta una serie di operazioni, che, probabilmente, mancando ormai poco più di due settimane alla fine del campionato (il 2 di agosto), anche insieme alla Federazione e alle leghe, sarebbe difficile organizzare. Il mio impegno, da questo punto di vista molto preciso, è quello, invece, di creare tutte le condizioni affinché quell'auspicio che viene richiamato dalla senatrice interrogante e che io, nello spirito e nell'effetto che produce, condivido pienamente, possa essere attuato a partire dalla ripresa del nuovo campionato nel prossimo mese di settembre. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Garnero Santanchè, per due minuti. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Ministro, non possiamo essere soddisfatti della sua risposta, perché noi vogliamo tornare alla vita. Vogliamo tornare alla vita di tutti i giorni. Per carità, dobbiamo assolutamente garantire la sicurezza e la salute, ma, dal momento che per molte altre attività si è potuto riaprire, con delle difficoltà, col distanziamento, con le mascherine e con tutte le misure che lei molto ben conosce, questa risposta non può soddisfarmi. Questa risposta vuol dire che c'è un'intenzione di non far tornare le persone alla vita normale. Ha detto lei, signor Ministro, che le passioni sono troppo importanti in ognuno di noi, in ogni essere umano. Se si continua a dire di no a delle passioni, se si continua con questa politica del terrorismo e a fare paura alle persone che non possono tornare alla vita normale, a me viene un sospetto, signor Ministro: che questo comportamento sia figlio di una cultura radical chic che penalizza gli sport popolari come il calcio. Se lei dice che si può andare a un concerto di musica lirica, se lei dice di sì ai cinema e ai teatri, dove si sta al chiuso, io ho veramente questo sospetto: che non stiate con il popolo, che non stiate con le passioni, che non stiate con gli uomini e con le donne che vi chiedono di smetterla con questa politica del terrore e di farci tornare alla vita normale con delle misure. (Applausi) . Guardi che non c'è una parte che vuole garantire la sicurezza e la salute e un'altra che, invece, è per la cultura della morte. Io appartengo a un movimento politico dove la cultura della vita è molto importante, perché la vita è sacra. Fateci, però, tornare alla vita di tutti i giorni. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Sbrollini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01780 sull'annunciata riforma del settore sportivo, per tre minuti. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghe e colleghi, come sappiamo l'emergenza Covid-19 e le misure restrittive adottate hanno creato una situazione economicamente drammatica per tutto il settore sportivo, come veniva ricordato anche poco fa dalla senatrice Garnero Santanchè.