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Disposizioni per la semplificazione e la trasparenza delle procedure in materia ambientale e per l’attuazione della delibera CIPE dell’8 marzo 2013 di aggiornamento del Piano di azione nazionale per la riduzione dei livelli di emissione dei gas serra e per avviare il processo di «decarbonizzazione» dell’economia del paese. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge interviene su alcuni aspetti della disciplina vigente in materia ambientale, introducendo procedure di semplificazione e di trasparenza delle procedure autorizzative in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA) e bonifiche dei siti industriali, ed introducendo disposizioni volte all'attuazione della delibera del CIPE dell'8 marzo 2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2013, n. 142, che ha approvato il Piano di azione nazionale per la riduzione dei livelli di emissione dei gas serra e per avviare il processo di «decarbonizzazione» dell'economia del Paese. Tali disposizioni si inseriscono nell'ottica di uno sviluppo del settore tale da generare ricadute positive sull'economia del Paese. Nello specifico all'articolo 1 si intende rendere certi e perentori i termini della procedura per il rilascio della determinazione delle autorità competenti in merito alle domande di AIA. Si tratta di una misura necessaria per allineare i tempi italiani a quelli europei: mediamente negli stati membri dell’Unione europea più industrializzati (Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Spagna) i tempi per l'AIA sono inferiori tra 5 e 10 volte rispetto ai tempi italiani. In Italia il combinato disposto delle burocrazie ambientali (ministeriali, regionali, ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e ARPA – Agenzia regionale per la protezione ambientale) e dei veti politici locali «trascina» le procedure per anni. A questa situazione non è estranea la doppia posizione dei funzionari ISPRA e ARPA che svolgono anche funzioni di polizia giudiziaria, ovvero fanno riferimento alla magistratura inquirente. Gli effetti negativi sulla competitività dell'economia italiana delle procedure e dei tempi delle autorizzazioni sono ben rilevati dal rapporto presentato da Confindustria l'11 marzo 2013 «valutazione comparativa della disciplina di autorizzazione integrata ambientale a livello europeo e nazionale: effetti sullo sviluppo industriale del paese». All'articolo 2 si rendono certi e perentori i termini della fase finale della procedura per l'approvazione dei piani di bonifica predisposti a conclusione di una lunga istruttoria. La misura riprende i termini dell'Accordo di programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del sito industriale di Porto Marghera, sottoscritto il 16 aprile 2012 dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministero delle infrastrutture (Magistrato alle acque), dalla regione Veneto, dalla provincia e dal comune di Venezia, e registrato dalla Corte dei conti. Gli effetti della misura sono quelli di ricondurre le procedure e i tempi per l'approvazione dei piani di bonifica entro le indicazioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: indicazioni regolarmente disapplicate attraverso il sotterfugio delle interruzioni e cosiddette interlocutorie per acquisire nuovi dati, pareri eccetera. Nella maggior parte dei casi le Conferenze di servizi restano aperte per anni (anche 10) e nel frattempo i soldi pubblici vengono dedicati a studi senza conclusioni. Mentre gli investitori interessati ad insediare attività produttive nei siti industriali dismessi lasciano il campo. È interessante a questo proposito il rapporto della Procura della Repubblica di Napoli sulla bonifica di Bagnoli. All'articolo 3 si dà attuazione allo strumento programmatico principale della delibera CIPE, perché orienta gli investimenti della pubblica amministrazione e delle imprese verso tecnologie, sistemi e prodotti a basso contenuto di carbonio. All'articolo 4 si dà attuazione a quanto stabilito dall'articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, di recepimento della direttiva 2009/29/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, citato esplicitamente nella delibera del CIPE. All'articolo 5, comma 1, si consente agli enti locali di poter sviluppare programmi di intervento sul proprio patrimonio immobiliare al fine di massimizzarne l'efficienza energetica e l'uso delle fonti rinnovabili di energia. Questo potrebbe consentire un risparmio di energia con il conseguente risparmio sul bilancio dell'ente proponente. Tale strumento può diventare a regime un volano per lo sviluppo di ESCO ( Energy service company ) con adeguate capacità sia in termini di gestione di impianti che in termini di capacità patrimoniali delle stesse. L’obiettivo è anche di consentire lo sviluppo di schemi contrattuali dove il finanziamento tramite terzi può diventare una modalità costante per gli interventi sul patrimonio pubblico affidato agli enti locali. Con il comma 2 il Fondo di cui all’articolo 57 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, diventa una misura di accelerazione per l'utilizzo dei fondi europei della programmazione 2007/2013 ed è destinato a diventare uno strumento di ingegneria finanziaria per l'attuazione delle politiche di contenimento nell'uso delle risorse naturali nell'ambito della priorità «clima ed energia» fissata dalla Commissione europea per la destinazione delle risorse della programmazione 2014/2020. L'articolo 6 estende gli incentivi per fotovoltaico e solare termico agli edifici pubblici, al fine di compensare i costi di investimento e ridurre i consumi energetici.. Art. 1. (Semplificazione e trasparenza delle procedure in materia di autorizzazione integrata ambientale) 1. La procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA) di cui all’articolo 29- quater , comma 10, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è comunque conclusa dall'autorità competente entro novanta giorni dalla presentazione della domanda nel caso di autorizzazione di competenza regionale e centottanta giorni nel caso di autorizzazione di competenza statale. Tali termini possono essere prorogati rispettivamente di trenta giorni e sessanta giorni, e per una sola volta. Art. 2. (Semplificazione e trasparenza nella procedura di approvazione dei progetti di bonifica dei siti industriali) 1. I progetti di bonifica dei siti industriali sono approvati entro sessanta giorni, con un provvedimento unico di autorizzazione secondo quanto previsto dall'articolo 242, comma 7, e dall’articolo 252, comma 6, del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, applicando le previsioni della legge 7 agosto 1990, n. 241, sul funzionamento della Conferenza di servizi e richiedendo l'espressione in tale sede di tutti gli atti amministrativi di consenso necessari. Tale termine può essere prorogato di trenta giorni e una sola volta, qualora l'autorità competente ravvisi la necessità di richiedere, mediante atto adeguatamente motivato, integrazioni documentali o approfondimenti al progetto. Art. 3. (Attuazione della delibera del CIPE 8 marzo 2013. Istituzione del catalogo delle tecnologie, dei sistemi e dei prodotti per la decarbonizzazione dell'economia italiana) 1.