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Secondo me, il risultato più importante cui contribuirà questo disegno di legge, che ridà dignità e visibilità all'insegnamento dell'educazione civica nei vari cicli scolastici, con iniziative di sensibilizzazione già avviate nella scuola dell'infanzia, sarà rappresentato da un ampio orizzonte che si aprirà davanti agli occhi e alla mente dei nostri ragazzi. Il nuovo percorso di insegnamento dell'educazione civica, che abbraccia tutta la vita sociale nei suoi multiformi aspetti (come il rispetto dell'ambiente e la tutela del patrimonio ambientale, l'educazione alla salute e al benessere, la partecipazione al volontariato e alla cittadinanza attiva, l'educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, l'educazione stradale e in ultimo, ma non per importanza, l'educazione al rispetto delle istituzioni e la conoscenza la nostra Carta costituzionale) costituisce un punto iniziale per la formazione vera dei nostri ragazzi, sempre più correlata alla realtà quotidiana. Questo risultato permetterà alla scuola italiana di essere non più un'entità astratta, ma un punto di riferimento perfettamente inserito nel suo ruolo formativo e di preparazione alla successiva vita sociale e di comunità. Particolare attenzione è rivolta alla formazione dei docenti sulle tematiche afferenti all'insegnamento trasversale dell'educazione civica. Il docente, opportunamente formato, dovrà coinvolgere ed essere il trascinatore degli alunni in questa esperienza culturale e in questo percorso di crescita. Voglio concludere questo mio intervento con una considerazione finale. L'educazione civica deve rappresentare un modo di insegnare la vita reale, capace di modificarsi nel corso degli anni in rapporto alle nuove tecnologie e alle nuove acquisizioni, mantenendo tuttavia sempre un concetto fondamentale: formare correttamente e far sì che i ragazzi diventino cittadini veri in un'Italia moderna e democratica. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, siamo qui oggi per svolgere la discussione generale in merito all'insegnamento dell'educazione civica. Sappiamo che si tratta di un tema sul quale stiamo dibattendo da tempo, specialmente in quest'ultimo periodo, e che molte forze politiche hanno presentato disegni di legge in merito. Devo ricordare tuttavia in quest'Aula che non partiamo dall'anno zero: il tema era già contenuto nella legge sulla buona scuola che abbiamo approvato nella precedente legislatura; si è molto rafforzato, già da allora, un senso delle competenze civiche e della cittadinanza. Fino a qualche decennio fa in Italia nelle scuole medie superiori era previsto questo insegnamento; vi era l'obbligo di insegnare l'educazione civica, una materia introdotta nel 1958 da uno dei Padri della nostra Repubblica, Aldo Moro. Bene aveva fatto allora Aldo Moro a inserire tale obbligo, perché sapeva già che educare una comunità al senso civico delle istituzioni è molto importante ed è la base di un vivere e di una società civili, per diffondere valori importanti come quelli contenuti nella Costituzione. L'educazione civica, infatti, comprende ovviamente l'insegnamento della legge più importante nella nostra gerarchia delle fonti normative, che purtroppo ieri è stata calpestata in maniera clamorosa. Diciamo che si tratta della linea guida per un Paese civile. E, quindi, bene aveva fatto Aldo Moro a inserire l'obbligo dell'insegnamento dell'educazione civica. Inopinatamente, però, in quanto sembrava che la società civile fosse ormai già diventata formata e costruita e che non ve ne fosse più bisogno. Purtroppo stiamo assistendo ai corsi e ai ricorsi della storia. C'è assolutamente bisogno di riprendere un vivere civile. In questi giorni ci rendiamo conto di quanto il nostro popolo si stia imbarbarendo e ciò rappresenta un problema grosso. Dobbiamo cominciare a fare qualcosa, introducendo un obbligo che possa aiutarci su questa strada. Inseriamo pertanto l'insegnamento dell'educazione civica nella scuola pubblica e rendiamoci conto dell'importanza che può avere. La Camera alta - il Senato - fa già molto lavoro per i nostri studenti. Come sapete, ci sono iniziative importanti, a cui molti di noi hanno partecipato, nell'ambito delle quali i bambini vengono in Senato a imparare l' iter di approvazione delle leggi e la Costituzione. Tuttavia, si tratta di attività formative volontarie che non hanno una forma e una struttura. È quindi bene dare una struttura in questo specifico momento, per fare in modo che vi sia consapevolezza di far parte di una comunità in cui il rispetto delle regole è condizione essenziale per vivere in maniera ottimale. L'abolizione dello studio dell'educazione civile fu l'effetto, anche questo, di un'altra riforma che aveva previsto un taglio dei finanziamenti. Anche in quel caso - l'ho detto prima - si era operato in maniera inopinata, perché si pensava che per recuperare fondi si dovesse far venir meno un insegnamento così importante. Ho già detto che ciò ha comportato un decadimento dei valori e non ci piace. Vogliamo una società che sia molto più coesa. Oggi, a distanza di oltre venticinque anni da quell'abolizione, riemerge la necessità che la scuola operi in stretto collegamento con le famiglie. A tal proposito, c'è un aspetto che devo sottolineare. Perché i nostri ragazzi devono essere sempre lo stimolo per aiutare i genitori a diventare migliori? Credo che ci debba essere una coesione e debbano le famiglie diventare, insieme ai figli, una società civile migliore. Anche in questo caso, però, noi diamo sempre il compito ai nostri ragazzi, nella speranza che ci aiutino ad avere un futuro migliore per diventare buoni cittadini e imparare fin dall'inizio quali sono i princìpi fondamentali della Carta costituzionale. Stiamo parlando di una disciplina fondamentale per intendere il processo formativo attraverso il quale si assumono diritti e doveri, ossia diritti esigibili, ma anche doveri che oggi, purtroppo, non tutti sentono di avere. Si vuole dare un impulso alla nostra società, ancora una volta, attraverso l'educazione nelle scuole. Questo è molto importante. Abbiamo sentito quanto ha detto prima il collega Rampi, che mi ha preceduto. Si sarebbe dovuto trattare di una condivisione di intenti. Anche noi abbiamo avanzato proposte normative, però - come spesso succede - molti emendamenti non sono stati accolti e ci dispiace moltissimo. Ad ogni modo, riteniamo che sia importante proseguire su questa strada, approvando il provvedimento e consegnando così alla nostra società una legge importante. Nella scuola il lavoro degli insegnanti - lo sappiamo - è molto importante. Vorrei fare un esempio cui ho assistito la settimana scorsa con grande piacere, per rivalutare il lavoro dei nostri docenti. Purtroppo è venuto meno un caro amico, un'insegnante delle scuole superiori. Sono andata al suo funerale e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto che, oltre ai suoi colleghi - solitamente sono presenti quando si accompagna una persona nel suo ultimo viaggio - erano presenti tantissimi ragazzi, tutti i suoi studenti.