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2 Gli enti pubblici, i partiti e i movimenti politici e le organizzazioni sindacali nonché gli enti da essi istituiti o diretti non possono assumere la qualità di organizzazione del commercio equo e solidale. 3 Alle cooperative che nel loro statuto prevedono quale oggetto sociale le attività di cui al presente articolo si applicano le disposizioni della legge 8 novembre 1991, n. 381, in materia di cooperative sociali, e del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, in materia di impresa sociale. 4 Alle associazioni che nel loro statuto prevedono quale oggetto sociale le attività di cui al presente articolo si applicano le disposizioni del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, in materia di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, e della legge 7 dicembre 2000, n. 383, in materia di associazioni di promozione sociale. 4 (Enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale) 1 Il rispetto dei requisiti fissati dall'alticolo 3 e la qualità di organizzazione del commercio equo e solidale sono attestati da enti rappresentativi di tali organizzazioni, costituiti senza scopo di lucro, a struttura associativa e con un ordinamento interno a base democratica, i cui statuti prevedono la promozione e il sostegno del commercio equo e solidale. 2 Gli enti rappresentativi, secondo quanto stabilito dal regolamento: a approvano un disciplinare di filiera integrale del commercio equo e solidale; b istituiscono e curano un registro della filiera integrale, nel quale sono iscritte le organizzazioni del commercio equo e solidale affiliate; c godono di un'adeguata rappresentanza territoriale e di un'ampia base associativa; d adottano un sistema di controllo in grado di verificare il rispetto del disciplinare di filiera da parte delle organizzazioni affiliate; e dimostrano di possedere un'organizzazione adeguata per svolgere i compiti di controllo; f adottano un adeguato sistema di riesame interno delle decisioni. 3 Gli enti rappresentativi verificano il possesso e, con cadenza periodica, il mantenimento dei requisiti da parte delle organizzazioni affiliate e rilasciano un attestato a ogni verifica. Qualora un'organizzazione affiliata non possegga o perda i requisiti previsti dall'articolo 3, l'ente rappresentativo indica le necessarie misure correttive e fissa un termine, comunque non superiore a centoventi giorni, per l'adeguamento. L'ente rappresentativo, in via cautelare, può disporre la sospensione dell'iscrizione dell'organizzazione interessata nel registro della filiera integrale. Nei casi più gravi ovvero qualora le violazioni persistano, si provvede alla cancellazione dal registro dell'organizzazione inadempiente. 4 Gli enti rappresentativi trasmettono con cadenza semestrale alla Commissione per l'accreditamento di cui all'articolo 6 l'elenco aggiornato delle organizzazioni del commercio equo e solidale iscritte nel proprio registro della filiera integrale, affinché la Commissione provveda all'aggiornamento del registro nazionale di cui all’articolo 6, comma 4, lettera b). 5 Il rifiuto di iscrizione o l'esclusione dal registro della filiera integrale sono impugnati in via amministrativa davanti alla Commissione per l'accreditamento di cui all'articolo 6 e, in via giurisdizionale, davanti al tribunale di Roma. III SOGGETTI CHE PROMUOVONO IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE TRAMITE LA CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO 5 (Organismi di certificazione dei prodotti del commercio equo e solidale) 1 Eccetto i casi in cui i prodotti del commercio equo e solidale sono importati o distribuiti da un'organizzazione di cui all'articolo 3, la provenienza di un prodotto da una filiera di commercio equo e solidale è attestata da organismi di certificazione di diritto privato, costituiti senza scopo di lucro e previamente accreditati dalla Commissione di cui all'articolo 6. 2 Gli atti costitutivi degli organismi di cui al comma 1 prevedono lo svolgimento, in via esclusiva, delle funzioni di certificazione. Sono vietate forme di finanziamento tramite la commercializzazione diretta dei prodotti certificati, salvo che per lo svolgimento di attività ausiliarie, promozionali o di sostegno ai licenziatari. 3 Gli atti costitutivi di cui al comma 2 stabiliscono, altresì, misure adeguate al fine di salvaguardare la terzietà, l'indipendenza e la trasparenza delle attività di certificazione e di prevenire i conflitti di interesse, anche attraverso l'attribuzione delle attività di controllo e di ispezione a soggetti distinti, secondo quanto previsto dalle normative tecniche riconosciute a livello internazionale. 4 Gli organismi di certificazione, secondo quanto previsto dal regolamento, devono: a possedere un'organizzazione adeguata per svolgere le attività di controllo e di ispezione previste dal presente articolo; b registrare un marchio, prevedendo che esso possa essere utilizzato dalle imprese certificate secondo criteri prestabiliti; c approvare un regolamento di disciplina della filiera; d istituire e curare la tenuta di un registro dei licenziatari del marchio; e rispettare le normative tecniche riconosciute a livello internazionale stabilite per gli enti di certificazione, in quanto compatibili; f disporre di un adeguato sistema di riesame interno delle decisioni. 5 L'organismo accreditato rilascia la certificazione, a domanda, dopo una verifica effettiva dell'attività di ogni licenziatario. Sono inoltre oggetto di controllo periodico le condizioni di lavoro presso il produttore, le condizioni di acquisto dei beni, i disciplinari di filiera, l'esistenza di accordi di commercio equo e solidale e di prezzi equi. In particolare, questi ultimi devono essere composti da una componente corrispondente al prezzo di mercato del bene e da un premio riconosciuto al produttore per il rispetto delle condizioni di produzione previste dall'accordo di commercio equo e solidale. L'organismo di certificazione procede a verifiche e a ispezioni periodiche e sospende o revoca la certificazione qualora rilevi il venire meno dei requisiti di legge o di marchio. 6 Il rifiuto o la revoca della certificazione sono impugnati in via amministrativa davanti alla Commissione di cui al l'articolo 6 e, in via giurisdizionale, davanti al tribunale di Roma. IV ALBI, REGISTRI E PROCEDURE DI ACCREDITAMENTO 6 (Commissione per l'accreditamento) 1 Presso il Ministero dello sviluppo economico è istituita la Commissione per l'accreditamento degli organismi certificatori dei prodotti e degli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale, di seguito denominata «Commissione». 2 La Commissione è composta da un dirigente del Ministero dello sviluppo economico, con funzioni di presidente, da due membri proposti dagli organismi di certificazione, da due membri proposti dagli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale, da due membri proposti dalle associazioni dei consumatori iscritte nell'elenco istituito ai sensi dell'articolo 137 del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e da due esperti indipendenti con comprovata esperienza in materia di commercio equo e solidale. 3 I membri della Commissione sono nominati per tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico. Il mandato è svolto a titolo gratuito ed è rinnovabile una sola volta. 4 La Commissione: