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Modifiche all'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, concernente l'introduzione del divieto di fumo in aree all'aperto. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge interviene sull'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, rubricato « Tutela della salute dei non fumatori », il quale ha introdotto in Italia il divieto di fumo in tutti i luoghi chiusi, pubblici ed aperti al pubblico, ad eccezione di quelli riservati ai fumatori e come tale contrassegnati. Nel 2013, il divieto di fumo è stato esteso anche alle aree all'aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche. Recentemente l'articolo suddetto è stato ulteriormente modificato dal decreto legislativo 12 gennaio 2016, n.6, che ha introdotto: 1) il divieto di fumo nelle pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pediatrici, nonché nelle pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia; 2) il divieto di fumo in autoveicoli in presenza di minori e donne in gravidanza. In Australia il divieto di fumo in alcuni luoghi pubblici all'aperto è stato introdotto nel 2000 con l'articolo 6A della Smoke-free Environment Act 2000, legge sul divieto di fumo negli ambienti pubblici. Più recentemente, Melbourne è diventata la prima città nel mondo totalmente smoke free , infatti dal 2016 nella metropoli australiana vige il divieto assoluto di fumare all'aperto. A New York con l'approvazione dello Smoke Free Air Act del 2002 è stato introdotto il divieto di fumo in tutti i locali pubblici e gli uffici; dal 2011 il divieto è stato esteso a strade, piazze, parchi, spiagge, monumenti pubblici, ad eccezione delle aree predisposte e segnalate. Ad esempio, non si può più fumare nella parte pedonale di Times Square , a Central Park e in tutti i 1700 parchi cittadini e lungo i venticinque chilometri di spiaggia all'interno dei confini della città. L'Italia è stato il terzo Paese in Europa a vietare il fumo nei luoghi pubblici, dopo l'Irlanda (1988) e la Finlandia (1995), ma recentemente è stata superata dalla Svezia, che nonostante abbia introdotto la normativa antifumo qualche anno dopo rispetto all'Italia, nel 2005, è stata pronta a fare il passo successivo. Anzi, il Governo di Stoccolma si è dichiarato intenzionato ad andare oltre e punta a trasformare la Svezia in un Paese interamente senza fumo entro il 2025. Dal primo luglio scorso, in Svezia il divieto di fumo è stato esteso a parchi, banchine di attesa dei treni, stazioni ferroviarie, ristoranti all'aperto e all'ingresso dei luoghi consentiti ai fumatori. In Italia, in seguito all'entrata in vigore della citata legge n. 3 del 2003, sono stati ottenuti risultati rilevanti in tema di diminuzione del numero di fumatori. Un bilancio sicuramente positivo, ma che necessita di un impegno continuo per mantenere e migliorare i risultati finora conseguiti per la tutela della salute. Occorre, pertanto, prevedere una più stringente regolamentazione in materia, anche per quanto concerne gli spazi urbani aperti, con particolare riferimento agli spazi esterni di bar e ristoranti, spiagge, lidi, parchi e stadi. Si tratta di luoghi in cui il divieto di fumo è giustificato dalla elevata concentrazione di persone che permangono negli stessi luoghi, spesso insieme a bambini e donne in stato di gravidanza. Le evidenze scientifiche dimostrano che anche in luoghi semi-aperti o in aree all'aperto si è esposti a livelli non trascurabili di fumo passivo, con conseguenti effetti nocivi sulla salute pubblica, in particolar modo quella degli infanti. Lo scorso 27 settembre, il Comitato nazionale per la bioetica (CNB), organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha emesso una mozione contro il tabagismo sottolineando che, in base ai dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il fumo di tabacco rappresenta ancora la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile. Infatti, ogni anno muoiono a causa del tabagismo otto milioni di persone, ai quali si aggiungono 1,2 milioni di non fumatori che perdono la vita a causa del fumo passivo. Il CNB, nella mozione suddetta, sollecita Governo e Parlamento sulla necessità di estendere il divieto di fumo ai luoghi esterni, dove si ritrovano anche bambini e donne in stato di gravidanza, quali giardini pubblici, luoghi di spettacolo all'aperto, spiagge attrezzate, stadi, campi sportivi, ristoranti all'aperto, al fine di evitare alla popolazione i gravi danni cagionati dal fumo passivo. Il CNB sottolinea, inoltre, il fatto che « i mozziconi delle sigarette usualmente abbandonati su strade, spiagge, parchi pubblici, [...] sono causa di un persistente e continuo inquinamento ambientale ». Il presente disegno di legge si compone di un unico articolo comprensivo di due lettere, a) e b) . La prima lettera prevede l'estensione del divieto di fumo all'aperto introdotto con la novella del 2016 e riguardante le pertinenze esterne degli ospedali e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pediatrici, nonché le pertinenze esterne dei singoli reparti pediatrici, ginecologici, di ostetricia e neonatologia. Ebbene, la lettera a) riscrive il comma 1- bis dell'articolo 51 della legge n. 3 del 2003 sopprimendo la parola: « pediatrici » e le parole: « di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria » ed estendendo, in tal modo, il divieto di fumo alle pertinenze esterne di tutti gli ospedali, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico ed a tutti i singoli reparti. La ratio di tale disposizione è evidente: gli ospedali sono i luoghi di cura e sarebbe una palese contraddizione tollerare che all'ingresso degli ospedali venga posto in essere un comportamento chiaramente nocivo alla salute, quale il fumo. La lettera b) dell'articolo 1 del presente disegno di legge prevede l'inserimento, dopo il comma 1- ter dell'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, di due nuovi commi, 1- quater e 1- quinquies. Nel comma 1- quater sono indicati, in sei lettere, i luoghi aperti in cui vige il divieto di fumo che dovrà essere adeguatamente segnalato, fatta salva la presenza di apposite strutture riservate ai fumatori. La lettera a) del nuovo comma 1- quater introduce il divieto di fumo nelle aree esterne degli esercizi commerciali in cui si somministrano cibi e bevande quali bar, ristoranti, pub ecc. Alcuni studi sull'esposizione al fumo passivo in ambienti aperti o semi-aperti hanno evidenziato che i livelli di fumo nelle pertinenze esterne degli esercizi di ristorazione sono molto elevati e confrontabili a quelli rilevati nei luoghi chiusi in cui si fuma.