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Ci siamo trascinati fin qui con un ritardo colpevole, ingiustificabile e grave, anche perché - com'è noto - con la crescita delle reti è aumentato anche il rischio di violazioni e quindi il dominio cyber (la cosiddetta quinta dimensione) è diventato la nuova frontiera e la linea di confronto a livello geopolitico. Cari colleghi, non vi sfuggirà che esplorare lo spazio cibernetico significa entrare in un teatro operativo. Dopo i domini tradizionali (aria, terra e mare) si sono aggiunti il quarto (spazio) e il quinto ( cyber) , che decide della sicurezza globale. Non è un caso se nell'ultimo vertice NATO, in cui è stata approvata la nuova cyber defense policy , la minaccia cibernetica è stata equiparata ad altre tipologie di attacco sufficienti per attivare il famoso articolo 5 del Trattato, che coinvolge anche gli altri Paesi alleati a intervenire. È evidente a tutti che siamo in un mondo sempre più interconnesso non soltanto a causa della pandemia e che questo aumento determina un'impennata dei rischi di hackeraggio e una minaccia di attacchi cyber sempre più sofisticati e con vari obiettivi, come sottrarre dati per fini predatori e rubare la proprietà intellettuale e l'identità, ma anche - attenzione - obiettivi molto più ambiziosi, come per esempio manipolare informazioni, danneggiare infrastrutture e bloccare erogazioni di servizio, per non parlare del proselitismo dei radicali violenti che si fa online e dello spionaggio industriale e militare. Questa è la vera trincea. Evidentemente, non è bastato quanto contenuto nella relazione annuale dei nostri Servizi, in cui si è sottolineata la criticità nella sicurezza informatica. Sono ormai note la vulnerabilità e la permeabilità delle reti e, quando si diceva ciò, contestualmente aumentavano gli attacchi cyber in termini sia qualitativi, sia quantitativi. Ricordo anche l'allarme lanciato, non da ultimo, dal ministro Colao, che ha detto che oltre il 95 per cento dei server della pubblica amministrazione è obsoleto e a rischio. Lo ripeto: oltre il 95 per cento. C'è stata anche un'impennata di attacchi tra il 2009 e il 2020. Ma chi li conta? Li ha contati il Governo? No. Oggi tutti piangiamo per quanto è successo ai danni della Regione Lazio, ma ci pare un po' tardi per stracciarsi le vesti, perché il tema della sicurezza nazionale non nasce oggi, ma è un'emergenza che si è imposta da tempo. L'Agenzia dedicata era una necessità e un'opportunità ineludibile, che arriva in ritardo: non c'è niente di più opportuno e niente di più tardivo. (Applausi) . Questo è il punto. È questa la colpa che vi imputiamo oggi, perché i Governi ci hanno portato fin qui e non ci potete accusare di ostruzionismo. Siamo stati collaborativi e propositivi - sono appena stati accolti più di dieci ordini del giorno di Fratelli d'Italia - però è imperdonabile il ritardo colpevole con il quale nasce l'Agenzia. Perché questo ritardo? Qualcosa la voglio e la devo ricordare a chi magari ha la memoria corta. Oggi infatti tutti prendiamo consapevolezza che c'è un rischio cyber , ma lo sapevamo già e lo sapevamo bene. Voglio rammentare che la direttiva europea è del 2016 e che nel 2017 l'Italia annunciò l'istituzione dell'Agenzia, che però non ci fu. Voglio sottolineare che nella bozza della legge di bilancio comparve a un certo punto l'Agenzia, che poi nella versione definitiva è scomparsa. Ricordate che interrogammo anche il Ministro competente? Ricordate che questo argomento è stato uno dei tre cardini su cui è caduto il Governo Conte II? Memoria corta, memoria corta (Applausi) , ma noi ve la rinfreschiamo, perché il ritardo è vostro ed è una colpa grave, soprattutto oggi. Questi ritardi sono vostri, sono una responsabilità, perché stiamo parlando di attacchi che possono comportare il collasso di un sistema; stiamo parlando della nuova sfida sistemica e di asset fondamentali. Qui la sfida non è soltanto la prenotazione dei vaccini, pur importantissima; qui la sfida è geopolitica, è geostrategica. Cari colleghi, caro rappresentante del Governo, la nostra astensione è dunque una lezione al vostro ritardo colpevole, non è certo mettere in dubbio la validità, la necessità, l'urgenza e l'importanza di quest'Agenzia. Attenzione, però, perché la sfida è alta e importante e non si risponde a una sfida strategica con un carrozzone politico. Quindi fate l'Agenzia: fatela subito, fatela bene e fatela funzionare. In ogni caso, il ritardo con il quale arriviamo oggi qui è vostro ed è una responsabilità da cui nessuno vi potrà assolvere. (Applausi) . PINOTTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, l'hackeraggio dei dati sanitari della Regione Lazio pone questa nostra discussione in una situazione di drammatica e stretta attualità. Lo hanno notato alcuni colleghi e non c'è dubbio, quindi, che il Parlamento stia parlando di qualcosa cui il Paese guarda con estrema attenzione e preoccupazione. Che sia necessario correre sulle decisioni che riguardano la cybersicurezza lo stanno dicendo in molti in questi giorni. Lo ha detto l'Autorità delegata in una recente intervista, così come ha fatto in una dichiarazione anche il presidente Zingaretti e qui mi permetto di aprire e chiudere una parentesi. Credo che non mi abbiate mai sentito in quest'Aula dire una parola di polemica sul Covid-19 o sulle situazioni che lo riguardano: non l'ho fatto mai per scelta; non perché a volte non potesse essere utile farlo, ma non l'ho fatto. Che oggi, dunque, su un decreto di questa urgenza, su un fatto che potrebbe capitare a chiunque - chi ha capito come funzionano gli attacchi cyber , infatti, comprende che il punto debole della rete potrebbe essere di chiunque - si parli per farne una questione di polemica politica, e mi rivolgo al collega Augussori, francamente non mi pare all'altezza della questione. (Applausi) . Questa esigenza di correre, signor Presidente, non è che il Parlamento non l'avesse recepita già prima. In Commissione difesa abbiamo recentemente concluso un'indagine conoscitiva molto approfondita proprio sui temi relativi al mondo cyber. Siamo partiti dai profili riguardanti la difesa e la sicurezza, però ci siamo allargati - com'è ovvio per questa materia - agli affari esteri, al Ministero degli interni e al Ministero della ricerca. Abbiamo udito poi anche grandi aziende, perché il problema non riguarda soltanto il settore pubblico. Ne è emerso, signor Presidente, un quadro di grande allarme. Nelle audizioni che abbiamo svolto, è stato evidenziato l'aumento esponenziale degli attacchi cyber, ulteriormente incrementati nel periodo Covid, per lo smart working e per le situazioni che si stavano creando. I dati sono impressionanti. Il tema legato al rischio dei dati sanitari, che oggi stiamo mettendo in evidenza per quello che riguarda la Regione Lazio, in Commissione difesa era già stato sottolineato dalla dottoressa Nunzia Ciardi, direttrice del servizio della Polizia postale, che ha fatto un'audizione brillantissima, molto interessante.