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Signor Presidente, questa mattina, come è stato ripetutamente detto in quest'Aula, è stata recapitata una busta con dei bossoli al senatore Renzi. Secondo consuetudine si apre ora la giostra delle solidarietà per il grave gesto che vorrebbe essere intimidatorio nei confronti di colui che, a testa alta e con la schiena dritta, ha sempre sostenuto le sue idee senza timore degli insulti, rivolti a lui, troppo spesso alla sua famiglia, e - devo dire - anche a molti di noi, come capitato anche ieri. Credo però sia arrivato il momento, dentro e fuori questa Aula, di ragionare almeno una volta sul peso che le parole hanno, soprattutto quelle dette in libertà verso le persone che non hanno contezza della corretta dialettica politica e sono pronte a recepire i messaggi, spesso distanti, rivolti a questo o quell'esponente politico. L'episodio di oggi è solo un gesto che ha recepito la campagna di odio che da troppo tempo viene attuata verso il senatore Renzi da parte di coloro che hanno manifestato l'incapacità di raccogliere la sfida politica che lui aveva lanciato; sfida esclusivamente e squisitamente politica. In questo senso in tanti, anche in questa Aula, e anche oggi, hanno risposto solo con un insulto rivolto a Renzi, purtroppo, come dicevo, alla sua famiglia e anche a molti di noi che, consapevolmente, ma anche convintamente, abbiamo aderito alla sua proposta. Insulti sessisti, quelli di ieri, di fronte ai quali purtroppo ho assistito a un silenzio assordante sul tema; si è detto che un tempo le donne in difficoltà si dedicavano alla prostituzione, oggi le donne in difficoltà diventano renziane. Questo è un post di ieri e in troppi sono rimasti zitti di fronte a queste parole. Sarebbe quindi il momento di una riflessione politica attenta e comune che ci obblighi a riportare il confronto negli ambiti corretti della dialettica politica, rammentando che oggi in tanti, quasi tutti, abbiamo raccolto l'invito del presidente Mattarella ad essere uniti per portare fuori il nostro Paese dalla crisi nella quale annaspa. È inutile continuare a recriminare, ad accusare e strumentalizzare qualsiasi episodio che sfocia poi con parole pesantissime recepite in maniera maldestra da troppa gente. Anche poco fa mi è arrivato un tweet di una persona che, all'esito di quanto accaduto oggi, afferma che certamente i terroristi di oggi non sono più quelli di una volta. Un altro dice «tagliamogli la testa». Questo è l'effetto che provocano le parole pesantissime che vengono dette; parole in libertà, pronunciate senza sapere cosa si sta facendo. La storia però va avanti inesorabilmente e noi finalmente, tutti noi, chi lo vuole, possiamo essere i protagonisti di un momento che è sicuramente storico. Matteo Renzi ha superato ben altri momenti e, pur esprimendogli tutta la solidarietà, sappiamo che saprà affrontare anche questo disdicevole episodio. Basta però con l'insulto a tutti i costi, basta con l'istigazione alle malefatte e all'odio. Siamo nella stessa maggioranza; confrontiamoci civilmente e onestamente perché la storia saprà giudicare tutto e tutti. Agiamo nell'interesse del Paese, smettiamola con questo clima d'odio, che davvero è totalmente inutile e può sfociare in episodi ben più gravi. Speriamo sia l'ultima volta! (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Cucca, la Presidenza ha già espresso la posizione di tutta l'Assemblea, che peraltro è impegnata, non da oggi, anche su disegni di legge contro l' hate speech , che è totalmente al di fuori da qualsiasi elemento che riguardi la politica. QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, come ben noto, lunedì 22 febbraio è franata una parte della falesia sulla quale è ubicato il cimitero di Camogli. Il crollo ha interessato circa 200 sepolture e 320 salme. Alcune decine di bare sono finite in mare. Alla sciagura si è aggiunto l'orrore dello scempio, da parte dei gabbiani, dei cadaveri caduti in acqua. Purtroppo, a distanza di oltre una settimana, non tutti i corpi o loro parti sono stati recuperati. Vorrei qui sottolineare come l'uomo ha da sempre avuto il culto della sepoltura, ma in un'epoca che, sotto molti aspetti, è proiettata alla cruda materialità, non salvaguardiamo i luoghi dove pulsa la vita o, come nel caso in oggetto, quelli sacri della morte. Do lettura, condividendo pienamente, di alcuni stralci della lettera che la Società geologica italiana ha inviato al Presidente del Consiglio: «Chiarissimo professore, ci permetta di segnalarle l'evento di Camogli come un campanello di allarme di una situazione non più trascurabile. La nostra incapacità di mettere in sicurezza anche i nostri morti ha messo in luce nel modo più drammatico le problematiche di gestione e manutenzione del nostro territorio (...). In questi anni si è lasciato che il nostro territorio invecchiasse, privo delle cure essenziali e necessarie per la sua conservazione. Il territorio è diventato fragile e purtroppo necessita di interventi profondi, incisivi e sicuramente costosi. La vecchiaia del nostro Paese è il cimitero di Camogli che precipita in mare, con il suo bagaglio di memoria e dolore, ma è anche l'inerzia della politica, di fronte alla necessità di una programmazione efficace e continua della manutenzione del territorio (...). Il segnale di allarme di Camogli ci dice che è tempo di andare oltre le emergenze (...). I costi per la riqualificazione del nostro territorio sono un investimento che dobbiamo alle future generazioni, così che il recovery plan possa essere l'occasione per invertire finalmente la dinamica dell'intervento straordinario successivo all'evento calamitoso, evitando che l'incuria sia nuovamente la causa dell'innesco di pericoli, che potrebbero trasformarsi in rischi». (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 4 marzo 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 4 marzo, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,13) .