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Vi è l'assunzione di responsabilità per risorse importanti: il Governo ha fatto uno sforzo che tutti apprezziamo per arrivare fino a 25 miliardi e poi valuteremo insieme le ulteriori necessità. È un segnale importante per dire che noi siamo qui ed è significativo che lo facciamo insieme, anche con l'opposizione, per dire che nessuno sarà lasciato solo. Questo è il messaggio più importante che dobbiamo mandare da quest'Aula. Nessuno sarà lasciato solo: coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro, il settore del turismo, l'industria, le attività produttive, le famiglie, i giovani, gli anziani. Questo è il messaggio forte che deve uscire in questo momento da tutte le istituzioni. Stiamo affrontando una crisi difficile; forse ci sono stati errori, per carità, ma quello che il Governo e ognuno di noi si è trovato di fronte è stata un'emergenza, un cambiamento continuo, perché all'inizio anche tra gli esperti, tra gli scienziati - come sapete - ci sono state opinioni e valutazioni diverse. Pertanto, ancora una volta ci siamo trovati a dover fronteggiare una situazione purtroppo in evoluzione continua. Questo non vuol dire che non abbiamo dovuto correggere degli errori; forse bisognerà fare in modo che ci sia un coordinamento molto forte, che le comunicazioni siano chiare e precise, che le decisioni siano assolutamente rapide. Tuttavia - lo voglio dire non per difendere qualcuno - ci siamo trovati e continuiamo a trovarci di fronte a una situazione davvero molto complicata e in evoluzione. In questo momento, stiamo facendo la nostra parte e dovremo farla ancora, ma aveva ragione il senatore Steger quando prima ha detto che dopo questa crisi non saremo più come prima e non lo dobbiamo dimenticare. Non dobbiamo dimenticare come singoli senatori, come forze politiche, come istituzioni quanto è accaduto in questi giorni. Non dobbiamo dimenticare quanto sia cruciale e importante il servizio sanitario pubblico; dobbiamo continuare a rafforzarlo, non solo adesso in emergenza, quando dobbiamo, ancora di più, mettere in campo tutte le operazioni di rafforzamento, alcune delle quali sono state annunciate prima dal Ministro. Dobbiamo ricordare - questo era stato uno degli elementi importanti per il nostro Paese ed è cruciale in questo momento - che il mercato non fa da solo. (Applausi del senatore Di Marzio) . E sia chiaro che ciò vale per la sanità ma anche per altri campi; questa volta serve, come probabilmente capita nei momenti di crisi, un impegno forte dello Stato, perché i cittadini chiedono questo. Non sarà il mercato a risolvere questa crisi. Questa crisi non è come quella del 2008, quando sapevamo da dove originava e sapevamo anche quali erano le misure da mettere in campo. Oggi ci troviamo di fronte a uno scenario completamente diverso. Per questo dico non solo che ne usciremo diversi, ma anche che non dobbiamo dimenticare l'esperienza di questi giorni. Dobbiamo quindi ancor di più rafforzare tutti gli elementi che faranno sì che potremo superare questa crisi e affrontare stabilmente una grande capacità di ripresa del nostro Paese. Siamo stati i primi in Europa e allora dobbiamo dire con forza qualcosa all'Europa e noi oggi ci assumiamo questa responsabilità: se l'assume il Governo, se l'assumono le forze di maggioranza e se l'assumono le forze di opposizione, autorizzando il Governo a questo scostamento e a questo deficit . Anche l'Europa non deve dimenticare, ma adesso deve agire. Non si può gestire una crisi come questa con i paradigmi rigoristi, senza mettere in discussione il Patto di stabilità, che anche negli anni migliori ha creato molti problemi al nostro Paese e non solo. L'Europa deve fare fino in fondo la sua parte e mettere in campo un grande piano per affrontare l'emergenza. Un premio Nobel per l'economia come Stiglitz oggi dice paradossalmente che non è possibile morire perché bisogna rispettare il Patto di stabilità. In Europa comincia adesso a esserci questa coscienza, perché l'emergenza sta arrivando anche negli altri Paesi. Noi possiamo fare tutti gli sforzi di contenimento e questa in questo momento per noi è la priorità, ma sappiamo tutti che, anche se lo conteniamo nel nostro Paese, se l'Europa e gli altri Paesi non mentono in campo misure altrettanto dure e rigide e se non c'è un grande sforzo da parte di tutta l'Europa e delle istituzioni europee, rischiamo di veder tornare alla finestra quello che abbiamo contenuto nel nostro Paese. Per questo è fondamentale che l'Europa sappia che l'Italia è unita, che questo Paese è unito, che il Parlamento è unito nell'assumersi le sue responsabilità e nel chiedere con forza, con voto e voce unanime, all'Europa di assumersi le sue. Certo, l'Europa non ha competenze in materia di sanità, però ha competenze per mettere in campo un grande piano, altrimenti da questa crisi, che non riguarderà soltanto il nostro Paese, si rischierà di uscirne con molte difficoltà. A nome di tutti i senatori, a nome di LeU e del Gruppo misto, ringraziamo tutti coloro che in queste ore, in questi giorni e in queste settimane sono stati in campo; mi riferisco ai medici, agli infermieri, al personale della Protezione civile e a tutti i cittadini che si stanno rendendo conto e stanno accettando, assumendosene man mano la responsabilità, i sacrifici e le situazioni difficili di questi momenti. Ci dobbiamo fare forza. Come hanno detto in molti, l'Italia può trovare dentro di sé questa forza, anche nei momenti più difficili come è accaduto in altri momenti della nostra storia repubblicana, che certamente non sono stati drammatici come questo. È necessario farci forza, coraggio e reagire per poter affrontare fino in fondo la sfida che è davanti a noi, superare l'emergenza, essere vicini a tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese e dire - è questo il senso del voto odierno - che noi siamo uniti, che finalmente questo Paese è unito e che insieme ce la possiamo fare. Abbiamo ancora di fronte momenti difficili, ma stiamo combattendo per reagire e per far sì che l'Italia possa superare questo momento così difficile. (Applausi dai Gruppi Misto, M5S, PD e IV-PSI). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, autorevoli colleghi, autorevoli rappresentanti del Governo, appare retorica, ma non possiamo non farlo: i ringraziamenti e l'incoraggiamento sono dovuti, da parte di tutti noi, al personale medico, al personale infermieristico, al personale sanitario, alle Forze dell'ordine, ai volontari e a tutti quelli che oggi sono impegnati in questa emergenza. Ringraziamento e gratitudine senza dubbio, ma anche impegno e supporto. Il sacrificio di chi oggi sta lavorando al 110 per cento delle proprie possibilità e capacità merita la formalità di un ringraziamento a nome del Paese intero. Oggi è il momento della responsabilità individuale, di ogni italiano, responsabilità alla quale stiamo facendo appello con grande forza. Ognuno di noi deve sapere che con il proprio comportamento individuale e le proprie azioni quotidiane determina il futuro del Paese e i tempi della soluzione di questa emergenza nazionale. Ognuno di noi deve avere coscienza di questo e deve sapere, nel momento in cui decide una sua azione o l'azione di un suo familiare, che quello che sta facendo è qualcosa che va al di là di una scelta individuale.