[ddlpres]

Tale incremento lineare, così come la differenziazione delle aliquote di cui sopra, si giustifica con l'esigenza di garantire il graduale, progressivo passaggio dal regime della Flat Tax a quello ordinario, creando un'area di raccordo, tra, appunto, il regime della Flat Tax e quello ordinario, differenziata a seconda della tipologia di famiglia fiscale di cui il contribuente è parte al fine di equilibrare l'impatto dell'imposizione al crescere del reddito prodotto. Il secondo periodo del comma 1 dell'articolo 5 individua la disciplina del regime ai fini Iva in linea con le disposizioni del regime forfettario già vigente per le partite Iva. Sempre in un'ottica di semplificazione e al fine di individuare nel modo più unitario possibile l'effettiva ricchezza della famiglia fiscale, con l'articolo 7 viene concessa l'opportunità ai componenti della famiglia fiscale di presentare un'unica dichiarazione per meglio fotografare il reddito familiare e il reddito familiare imponibile. Le disposizioni sono tuttavia finalizzate a salvaguardare, in ogni caso, il principio di personalità dell'imposta, stabilendo la ripartizione del tributo in capo ai singoli contribuenti e confermando il principio per il quale gli obblighi sostanziali e strumentali, così come le responsabilità, sono determinati individualmente. L'articolo 8, in parallelo alla presentazione di un'unica dichiarazione fiscale, attribuisce ai componenti della famiglia fiscale la facoltà di effettuare versamenti separati ovvero unitari, assegnandone il relativo onere ad uno solo dei suoi componenti. Con l'articolo 9 si è inteso disciplinare il sistema delle ritenute in regime di Flat Tax sui redditi da lavoro dipendente ex articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. In particolare, è stabilito che i redditi familiari imponibili sono assoggettati da parte del sostituto di imposta alla ritenuta di acconto avendo a riferimento l'aliquota della Flat Tax di cui all'articolo 5. Tale ritenuta è determinata ragguagliando al periodo di paga i corrispondenti scaglioni annui di reddito e tenendo conto delle deduzioni di cui all'articolo 4 rapportate al periodo stesso. In questo modo, si è inteso allineare l'ammontare delle ritenute di acconto alla tassazione effettivamente applicata. A tal fine, come per il regime ordinario, è previsto l'obbligo per il percipiente di rilasciare al datore di lavoro un'apposita dichiarazione con la quale attesta: (i) la composizione del nucleo familiare al 1° gennaio dell'anno in corso e il codice fiscale di ciascun componente e (ii) la parte di reddito familiare, realizzato nel corso dell'anno precedente, attribuibile all'altro contribuente della famiglia fiscale. Sono previste sanzioni in caso di dichiarazione mendace o mancata comunicazione di eventuali variazioni ove questo abbia comportano l'applicazione di una ritenuta inferiore a quella effettivamente dovuta. L'applicazione delle ritenute in ragione della Flat Tax avviene su richiesta del contribuente che percepisce i redditi da lavoro dipendente. In assenza di tale richiesta, il sostituto d'imposta applica le ritenute avendo a riferimento le aliquote Irpef in vigore, con possibilità, ovviamente, di utilizzare il relativo credito in compensazione o richiederlo a rimborso. D'altro canto, ai ricavi e ai compensi derivanti dall'esercizio dell'attività di impresa, arti o professioni non si applica alcuna ritenuta in coerenza con quanto previsto dall'articolo 1, comma 67, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. L'articolo 10 regola i rapporti tra il presente regime forfettario e quello di cui all'articolo 1, commi 54 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, stabilendone la reciproca incompatibilità. In particolare, viene prevista la prevalenza della Flat Tax per le famiglie fiscali rispetto a quella per le partite Iva. L'articolo 11 rinvia alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 72, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, in quanto anche nel passaggio dal regime di cui al capo I del titolo I del presente disegno di legge e il regime ordinario possono porsi i medesimi problemi già ivi affrontati in ordine all'applicazione dei criteri di cassa e competenza. In base all'articolo 12 le modalità di accertamento e riscossione restano invariate rispetto al regime ordinario. L'articolo 13 detta alcune regole di coordinamento con il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, al fine di adeguare le sanzioni ivi previste alle peculiarità della famiglia fiscale. In particolare, viene stabilito che la sanzione di cui all'articolo 1, comma 2, si applica solo a quel componente della famiglia fiscale che dichiari un reddito inferiore a quella accertato o un'imposta inferiore a quella dovuta. Viene così salvaguardato il principio di personalità della sanzione che impedisce che la medesima sia irrogata nei confronti di chi ha correttamente dichiarato il proprio reddito. Si precisa inoltre che alla medesima sanzione soggiace chi renda dichiarazioni mendaci al sostituto di imposta al fine di beneficiare illegittimamente di una riduzione della ritenuta d'acconto rispetto a quella dovuta. Parallelamente a quanto previsto dall'articolo 1, comma 74, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, (cioè la Flat Tax per le partite Iva) si è deciso di aggravare il trattamento sanzionatorio previsto nell'ipotesi di infedele indicazione. In tali casi, infatti, se il maggior reddito accertato supera del 10 per cento quello dichiarato, le misure delle sanzioni minime e massime applicabili sono aumentate del 10 per cento. Inoltre viene sanzionato, come se avesse omesso la dichiarazione, colui che, pur presentando formalmente la medesima dichiarazione unitamente agli altri componenti della famiglia fiscale, non dichiari alcun reddito pur avendone la disponibilità. Infine, con l'articolo 14 viene introdotta una clausola di salvaguardia, finalizzata ad evitare che i componenti della famiglia fiscale possano subire un trattamento impositivo più gravoso nel raro caso in cui l'applicazione del regime forfettario dovesse risultare meno conveniente rispetto al regime ordinario. In questa ipotesi, i componenti della famiglia fiscale avranno diritto ad un credito di imposta, pari alla differenza tra l'imposta sostitutiva applicata e l'imposta complessivamente applicabile secondo il regime ordinario, da utilizzare in compensazione, anche ad opera del sostituto d'imposta, o da chiedere a rimborso. II. Fase II della Flat Tax : Accorpamento delle ultime tre aliquote dell'Irpef Il capo II del titolo I del presente disegno di legge, al fine di mitigare l'imposizione fiscale sul reddito delle persone fisiche che non rientrano tra i soggetti che beneficiano della Flat Tax , intende accorpare le ultime tre aliquote dell'Irpef, abrogando l'aliquota del 41 per cento e quella del 43 per cento di cui all'articolo 11, comma 1, lettere d) ed e) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, attualmente previste per i due scaglioni tra 55.000 euro e 75.000 euro e oltre i 75.000.