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Illustra in primo luogo il disegno di legge n. 1158, d'iniziativa del sen Rampi, recante disposizioni per il rilancio del patrimonio artistico e culturale nei comuni italiani, diretto a finanziare, tramite un apposito fondo, un programma strategico di ricerca applicata nel campo dell'innovazione urbana a carattere culturale; a introdurre misure in favore del diritto allo studio nei confronti di studenti universitari e dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica ; a istituire la Carta elettronica denominata «Carta cultura per i lavoratori »; a finanziare, tramite l'istituzione di un fondo ad hoc ¸ progetti per la digitalizzazione delle biblioteche comunali; a istituire i distretti culturali e finanziare il loro sviluppo; a istituire un Fondo per il recupero del patrimonio edilizio con finalità di riutilizzo per scopi artistico-culturali. Illustra il disegno di legge n. 693, che mira a tutelare e preservare le fortificazioni murarie disseminate nel territorio nazionale, intendendo con esse mura, valli, torrioni, cortine e bastioni. Si prevede l'istituzione di un fondo le cui risorse sono destinate prioritariamente a interventi di restauro e consolidamento dei beni e riutilizzazione dei beni per attività di interesse pubblico compatibili con le finalità del provvedimento. Alle regioni sono demandate la gestione delle risorse destinate alla valorizzazione delle città murate e la definizione degli ambiti e delle modalità per la realizzazione degli interventi. L'Atto Senato n. 1306 affida al Ministero della cultura l'identificazione e la classificazione dei beni e dei siti di rilevanza culturale, ivi compresi i complessi industriali dismessi, che versano in stato di abbandono sul territorio nazionale, nonché l'individuazione dei soggetti che ne sono proprietari. L'obiettivo è quello di acquisire gli elementi conoscitivi che ne consentano la successiva catalogazione e le attività di recupero, realizzando una banca dati denominata «Mappa dell'abbandono; il provvedimento istituisce un fondo ad hoc . Il disegno di legge n. 1636 si propone di individuare le cosiddette "regioni storiche italiane", aree territoriali caratterizzate da omogeneità del paesaggio e delle vicende storiche, da riferimenti culturali e artistici, tradizioni e stili di vita comuni, e nel prevedere misure per la valorizzazione del loro patrimonio storico-artistico e socio-culturale, anche attraverso l'istituzione di una rete di coordinamento fra le medesime. Si prevede l'istituzione di un tavolo di lavoro promosso dal Ministero della cultura, con i seguenti compiti: redigere un elenco delle regioni storiche italiane; individuare gli strumenti e le modalità per la diffusione della conoscenza e per la valorizzazione delle regioni storiche italiane, anche con riguardo alla "promozione di un portale online "; individuare le modalità per l'istituzione di una rete di coordinamento delle suddette regioni. Tenuto conto della comune finalità di tutela e valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale dei disegni di legge appena illustrati, propone che la loro discussione prosegua in modo congiunto, preannunciando che potrebbe essere elaborato un testo unificato. Conviene la Commissione. Si apre quindi un dibattito incidentale. La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) interviene ponendo una questione di metodo: a suo giudizio, in alcuni casi, come quello della discussione congiunta dei disegni di legge in titolo e soprattutto in vista della possibile elaborazione di un testo unificato, potrebbe essere opportuno nominare due relatori, considerata l'ampiezza dell'attuale maggioranza. Sollecita comunque un confronto, anche informale, con i firmatari delle iniziative in titolo o con i Capigruppo della Commissione prima della formale presentazione di un testo unificato. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ) non condivide l'intervento che l'ha preceduto e contesta il riferimento all'ampiezza della maggioranza in connessione all'incarico a uno o più relatori; sottolinea come l'incarico di relatore comporti l'impegno a operare una sintesi. Alla senatrice RUSSO ( M5S ) che chiede informazioni circa l'eventuale connessione del disegno di legge in materia di cammini ai disegni di legge in titolo, risponde il PRESIDENTE che precisa come il disegno di legge in materia di cammini, la cui presentazione è stata sollecitata nel corso delle audizioni in merito all'affare assegnato n. 590 e sulla cui opportunità la Commissione ha convenuto nella risoluzione approvata in quella sede, è destinato ad avere un iter distinto. Il senatore RAMPI ( PD ) interviene incidentalmente osservando come il Paese abbia necessità, a suo giudizio, di un volano di ripresa culturale capace di sollecitare interventi di rilancio culturale in aree - diverse dalle grandi città - nelle quali sono assenti. Auspica che con la discussione dei disegni di legge in titolo si possa dare un impulso in questa direzione. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ), dopo aver segnalato la presentazione di un disegno di legge a sua prima firma la cui discussione potrebbe congiungersi a quella delle iniziative in titolo, considera positivamente l'ipotesi di incarichi a due relatori, soprattutto per argomenti per i quali i disegni di legge esaminati, pur convergendo nelle finalità, riguardino ambiti differenti. Anche la senatrice VANIN ( M5S ) considera positivamente l'ipotesi di incarichi a due relatori. Ha nuovamente la parola la senatrice MONTEVECCHI ( M5S ), per chiarire i termini del suo precedente intervento, che intendeva fare una sollecitazione in chiave di maggiore efficienza dei lavori. La senatrice SBROLLINI ( IV-PSI ) ritiene preferibile non intervenire sui disegni di legge per i quali vi sia già stata la designazione di un relatore; considera comunque non dirimente la questione, essendo insito nel ruolo di relatore lo svolgimento di una funzione di confronto e di sintesi tra le diverse posizioni e sensibilità. La senatrice DE LUCIA ( M5S ) osserva come la pluralità di relatori possa essere considerata non in chiave politica, bensì come elemento volto ad agevolare i lavori in alcuni casi, soprattutto quando la materia trattata sia ampia e complessa. Quanto alla sollecitazione a un confronto informale prima della presentazione di un testo unificato, formulata dalla senatrice Montevecchi, riterrebbe più opportuno che questa avvenisse con i firmatari delle iniziative anziché con i Capigruppo della Commissione. Il senatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ) concorda con l'intervento del senatore Cangini; richiamando l'esame in Commissione ambiente del disegno di legge n. 1131 e connessi, segnala come talvolta la nomina di più relatori possa essere finalizzata ad agevolare l' iter legislativo. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ) ha nuovamente la parola per replicare alla precisazione della senatrice Montevecchi, alla quale contesta di non aver fatto riferimento nel suo primo intervento a questioni di celerità o di migliore organizzazione dei lavori, bensì a una questione di connotazione politica, alla quale egli ha risposto nel suo precedente intervento. In conclusione, il presidente NENCINI ( IV-PSI ), relatore, ricorda i casi già occorsi di nomina di due relatori, manifestando disponibilità a procedere nuovamente in tal senso;