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Ma al tavolo della Conferenza, allo stato assai fumoso, serve uno sforzo di condivisione e di dialogo, che interessi con franchezza, oltre che le parti libiche, anche gli altri attori europei (in tal senso ha ragione il Ministro degli esteri tedesco). Gli annali sono pieni di conferenze inutili; dobbiamo lavorare per non aggiungerne un'altra. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, io credo che anche oggi abbiamo assistito a una pagina nuova nella politica italiana, perché il ministro Moavero Milanesi ha dato seguito a quelle che sono state le nostre richieste in altre situazioni e ha prontamente dato la sua disponibilità a venire a riferire in Aula, a nostro modo di vedere su molte novità dello scenario libico. Ma questo è soltanto uno degli ultimi atti del Governo del cambiamento, di cui vorrei sottolineare alcuni aspetti. Uno, in particolare, secondo me è fondamentale: mi riferisco al fatto che il Governo italiano stia guardando alle nostre frontiere verso l'Africa (che abbiamo sempre detto essere le frontiere dell'Europa) con un atteggiamento assolutamente nuovo. Vorrei qui ricordare soltanto alcuni degli ultimi eventi che sono stati portati avanti dal nostro Governo. Il 29 agosto il nostro vice premier Di Maio è stato in visita in Egitto. All'inizio di settembre - come abbiamo ascoltato - il ministro Moavero Milanesi è stato direttamente in Libia, a Bengasi, per interloquire con il generale Haftar. La scorsa settimana, durante l'Assemblea generale dell'ONU, il nostro premier Conte ha avuto una serie di incontri bilaterali con lo stesso al-Sisi sulla situazione egiziana. Il ministro Salvini è stato ripetutamente sui territori africani, non da ultimo quello tunisino. Questo dimostra sostanzialmente un cambio di passo fondamentale del Governo italiano, grazie proprio al Governo del cambiamento, perché mai si era visto un attacco frontale istituzionale verso una problematica di questo tipo; cosa sicuramente che non era accaduta negli scorsi anni. Questo ci dà un po' la cifra di quanto il Governo sia attento alla tematica e di quanto ritenga lo scenario libico centrale per la situazione e la stabilità democratica anche del nostro Paese. È chiaro che, come ha riportato il ministro Moavero Milanesi, la situazione in Libia è tutt'altro che stabilizzata, ma questo lo sappiamo da anni perché noi non stiamo parlando della Libia in generale, ma della Libia che abbiamo ereditato. Una Libia che da dal 2011 è completamente instabile. Dicevamo qualche tempo fa che nella sola Tripoli ci sono circa 87 fazioni in lotta fra loro; capite allora che scenario abbiamo ereditato. Abbiamo scoperto oggi che per alcune ore vi è stata la chiusura dell'unico aeroporto che troviamo in Libia, l'aeroporto di Mitiga, che è stato chiuso tre ore a causa di un attacco avvenuto nella notte, che sembra sia stato portato avanti da un nuovo movimento, da una nuova milizia, che si definisce i «giovani di Tripoli». Quindi è uno scenario dinamico e in via di evoluzione. Abbiamo oggi avuto una conferma, ed appreso anche un'importante novità dal Ministro; abbiamo appreso infatti la data della Conferenza di Palermo, capendone altresì l'obiettivo. Ringrazio il Ministro per averci fornito queste informazioni assolutamente fondamentali. Ne abbiamo compreso inoltre il contesto, cioè gli attori che saranno chiamati a discutere e partecipare alla Conferenza di pace di Palermo che, giustamente, il Ministro ha chiesto di svolgere non nella nostra capitale, che è sede di tante istituzioni importanti, ma proprio nella Regione che è la nostra frontiera verso quello scenario. Credo che questo sia un dato estremamente importante. Qualcuno ha chiesto quali fossero le novità; signori, le novità sono queste: mai in otto anni era stata convocata una Conferenza di pace sulla Libia e lo stiamo facendo noi, chiamando gli attori principali di questo scenario. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo sicuramente non farà altro che rinforzare la nostra «egemonia» su una determinata area, che sicuramente porterà benefici non soltanto a noi, ma anche in quei territori. Spero, dalle notizie che arrivano dal terreno, che possa essere coinvolta in qualche misura anche la Giordania. Vedo lampeggiare il mio microfono e allora, gentile Presidente, concludo il mio intervento. Anch'io ho una frasetta conclusiva, come si usa fare, ma contrariamente al collega Alfieri del Partito Democratico, non ho bisogno di leggerla perché credo fermamente nelle parole che dico e quindi non ho bisogno di leggere la frasetta che mi è stata preparata. Credo che il Governo del cambiamento passa anche da qui, attraverso un nuovo modo di fare politica estera. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che ringrazio per la disponibilità. Discussione del disegno di legge: DDL 771 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato degli Emirati arabi uniti, fatto ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015, con Scambio di Note fatto ad Abu Dhabi il 27 novembre 2017 e il 17 gennaio 2018; b)Trattato di mutua assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati arabi uniti, fatto ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 771, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Pellegrini Emanuele, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PELLEGRINI Emanuele, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata all'esame del disegno di legge già approvato dalla Camera dei deputati recante ratifica ed esecuzione dei Trattati e del relativo scambio di note, sottoscritti dall'Italia e dagli Emirati Arabi Uniti a partire dal settembre 2015, rispettivamente in materia di estradizione e di mutua assistenza in materia penale. I due accordi bilaterali rientrano nell'ambito di quell'azione di intensificazione e di regolamentazione dei rapporti di cooperazione giudiziaria internazionale con alcuni Stati non appartenenti all'Unione europea, che l'Italia persegue da anni, anche in ragione della necessità di rendere più efficace il contrasto nei confronti della criminalità organizzata. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 18,36) ( Segue PELLEGRINI Emanuele, relatore ) Nello specifico, con la ratifica dei due accordi in esame, si intende contribuire a uno sviluppo ulteriore e significativo dei rapporti fra l'Italia e gli Emirati Arabi Uniti, mediante una più stretta collaborazione tra i due Paesi nel campo della cooperazione e dell'assistenza giudiziaria in materia penale.