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Presidenza del vice presidente TAVERNA Discussione delle mozioni nn. 332 e 296 sul potenziamento delle cure domiciliari per i pazienti affetti da Covid-19 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00332 , presentata dal senatore Romeo e da altri senatori, e 1-00296 , presentata dalla senatrice Castellone e da altri senatori, sul potenziamento delle cure domiciliari per i pazienti affetti da Covid-19. Ha facoltà di parlare il senatore Romeo per illustrare la mozione n. 332. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la mozione che abbiamo presentato come Gruppo Lega parte dal presupposto, trattandosi di un argomento di grande attualità, di cercare di aggiornare il protocollo internazionale sulle cure domiciliari per i malati di Covid-19. C'è un dibattito aperto sul tema da diverse settimane. Sono diversi i medici che hanno proposto soluzioni che vanno oltre il protocollo attuale (vigile attesa e utilizzo di paracetamolo) e prevedono l'utilizzo di altri tipi di farmaci che - è stato verificato - sono riusciti a evitare l'ospedalizzazione dei pazienti curandoli direttamente a domicilio. Molti medici fanno il lavoro importante di visita diretta nelle case dei pazienti. Esaminando il paziente, dai sintomi riescono a comprendere fin da subito che si tratta di Covid, magari ancora prima del risultato del tampone e, quindi, prescrivono subito degli antinfiammatori. E questo sistema di utilizzo rapido dei farmaci per curare subito il paziente riesce a fermare la malattia e a evitare che possa degenerare in un qualcosa di molto grave che costringe ad andare in ospedale. Abbiamo illustri persone che hanno rilasciato diverse interviste sui giornali, dal professore Remuzzi, al dottor Mangiagalli, al dottor Cavanna. Ci sono esperienze dirette di questi medici e a tal proposito desidero ringraziare il sottosegretario Sileri perché ha ricevuto questi medici che si sono riuniti e hanno organizzato anche dei comitati. E naturalmente si è impegnato - bisogna riconoscerlo onestamente - da un punto di vista non solo verbale, ma anche pratico e concreto per mettere in contatto quei medici con le strutture del Ministero affinché si possa - è il contenuto vero della mozione - far tesoro nell'aggiornamento dei protocolli anche delle esperienze di tali medici utilizzando tutti i farmaci che possono davvero contrastare maggiormente il virus. Sappiamo tutti dell'importanza dell'attenzione al territorio, delle cure domiciliari, della tempestività dell'intervento per evitare che le persone intasino gli ospedali. In ogni caso, questi medici hanno dimostrato che si può curare il Covid e guarire. Ci tengo a sottolineare l'impegno di alcuni colleghi della Lega, e non solo della Commissione sanità - penso ai senatori Siri e Bagnai - che hanno incontrato molti di questi medici e ascoltato le loro richieste e oggi siamo qui a cercare di prendere tutti insieme un impegno politico affinché il Ministero della salute riesca ad arrivare a delle linee guida molto chiare e precise per evitare che poi una Regione prenda una strada e un'altra che ne prenda una diversa. Cerchiamo di uniformare tutti sul protocollo, in modo tale che si possa poi agire in maniera più decisa e, quindi, prendiamo esempio da tutte le esperienze. Io penso che questo sia il metodo migliore. Il Sottosegretario ha già dato disponibilità, ma, giustamente, diamo anche un segnale politico forte, a tutta la comunità nazionale, che ci stiamo occupando del tema. E, sono convinto che il lavoro proseguirà in questa direzione. Visto, poi, che si è anche trovato un ordine del giorno comune, annuncio già da ore che la nostra mozione sarà ritirata, perché abbiamo aderito a tale ordine del giorno comune che, a quanto ho capito, riguarda tutta l'Aula e, quindi, tutti i Gruppi. E questo è un segnale di grande importanza. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Pirro per illustrare la mozione n. 296. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, l'ultimo anno ha cambiato le nostre vite per sempre e ha cambiato il nostro modo di guardare al Sistema sanitario nazionale. Sono entrati in uso comune termini che mai avremmo immaginato di conoscere. Sappiamo tutto - per esempio - di test antigenici, molecolari, indici di contagio Rt. Il SARS-Cov-2 è entrato nelle nostre vite stressando la capacità di risposta delle strutture sanitarie e ci ha fatto capire che la precoce individuazione dei casi, la rapidità dei test diagnostici, la permanenza a domicilio per quarantena o isolamento dipendono fortemente dall'organizzazione territoriale presente nei diversi contesti regionali. E qui ci sarebbe molto da dire. Pertanto, è necessario rafforzare la rete dei servizi territoriali per ridurre la necessità di ricovero ospedaliero e il conseguente sovraccarico dei servizi sanitari ospedalieri. Ancora oggi sentiamo di situazioni di difficoltà nel garantire l'assistenza territoriale a tutte le persone che necessitano di percorsi diagnostici e terapeutici connesse all'emergenza Covid-19; nel fornire indicazioni operative volte ad identificare e prendere in carico precocemente i pazienti con sospetto Covid-19; nel garantire la sorveglianza sanitaria e assistenza alle persone fragili, in quanto più esposte a rischio e alla necessità, anzi, di un implementata presa in carico Stiamo procedendo sempre più speditamente con la campagna vaccinale, ma non dobbiamo trascurare i tanti che ancora oggi contraggono il virus. Il trattamento precoce delle infezioni ha valenza preventiva rispetto al ricovero in terapia intensiva e sub-intensiva. Quindi, bisogna favorire le terapie domiciliari precoci e l'utilizzo di anticorpi monoclonali, che finalmente sono disponibili nel nostro Paese anche grazie all'impegno della mia collega Castellone e del sottosegretario Sileri. Inoltre, bisogna garantire la presa in carico territoriale delle persone dimesse da ricovero ospedaliero, istituendo un corretto percorso di continuità ospedale-territorio, con l'obiettivo di migliorarne l'appropriatezza, offrendo assistenza alle persone ed evitando che questo passaggio diventi occasione di contagio; un percorso che poi deve diventare e restare uno dei pilastri di un rinnovato sistema sanitario, come diciamo da tempo. Purtroppo, affrontare la pandemia ha comportato anche la riduzione delle attività ordinarie e una diminuzione dell'assistenza rivolta alle persone con patologie croniche, spesso multiple, aumentandone la condizione di fragilità. Pertanto, garantire la funzionalità dell'intera rete dei servizi territoriali, soprattutto di quelli rivolti alle persone più fragili, è un impegno di carattere etico e di rinnovamento culturale, oltre che organizzativo, e rappresenta una responsabilità di sanità pubblica che assume particolare rilevanza nel corso dell'attuale emergenza sanitaria. Per queste ragioni, con la nostra mozione chiediamo che siano aggiornati protocolli e linee guida per la presa in carico domiciliare da parte dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici del territorio dei pazienti Covid-19; che sia istituito un tavolo di monitoraggio ministeriale in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale. Insomma, come diciamo da sempre, l'assistenza domiciliare, la medicina territoriale, la telemedicina sono punti fondamentali per migliorare il nostro Servizio sanitario nazionale.