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a norma dell'articolo 38- ter del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 ("decreto fiscale"), a decorrere dal 1° gennaio 2020, i pagamenti relativi alla tassa automobilistica sono effettuati esclusivamente secondo le modalità di cui all'articolo 5, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e cioè a mezzo del sistema dei pagamenti elettronici "pagoPA" quale modalità per eseguire i pagamenti alla pubblica amministrazione in modalità standardizzata, attraverso i prestatori di servizi di pagamento (PSP) aderenti; si evidenzia che a seguito del mutamento della modalità di versamento del bollo auto in favore delle Regioni, non è prevista la possibilità su tutto il territorio nazionale di pagamento a mezzo degli sportelli dell'agente della riscossione quale individuato nell'Agenzia delle entrate-riscossione senza addebito di alcuna spesa ovvero commissione; pertanto sono a disposizione del contribuente esclusivamente le modalità di versamento presso uffici postali, ACI, banche, ricevitorie Sisal e Lottomatica ovvero on line sulla piattaforma del sito web regionale: modalità tutte che prevedono però sempre il versamento di spese ovvero commissioni a carico del contribuente (da 1,50 a circa 3 euro per versamento); la necessaria previsione di una modalità di versamento dei tributi senza oneri, spese e commissioni a carico del contribuente è improntata al principio generale statuito nell'articolo 10, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente", che dispone la tutela dell'affidamento e della buona fede e fissa il principio della collaborazione nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria; alla luce di ciò, la previsione di almeno una modalità di versamento di un tributo, statale o locale, che sia priva di spese, ovvero commissioni aggiuntive a carico del contribuente, deve ritenersi imprescindibile, apparendo illegittimo e paradossale che in forza della nuova modalità di pagamento digitale del bollo auto non sia possibile effettuare il versamento senza spese; come noto, il versamento dei tributi erariali e locali avviene prevalentemente per mezzo di apposita modulistica (F23 e F24), che consente di versare il solo tributo senza costi aggiuntivi; a giudizio dell'interrogante risulta necessario ed urgente rendere possibile il pagamento del bollo auto privo di commissioni, senza lasciare permanere per il tributo l'obbligo della forma di versamento esclusivamente attraverso la piattaforma "pagoPA", si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano promuovere al fine di pervenire ad un'espressa novella normativa, tesa ad assicurare la sussistenza di almeno una modalità di versamento del bollo auto senza spese ovvero commissioni e quindi disponendo la possibilità che anche l'Agenzia delle entrate-riscossione possa esigere il bollo auto senza costi per i contribuenti. Atto n. 4-02906 CENTINAIO BERGESIO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 2 ottobre 2019 l'Organizzazione mondiale del commercio, a seguito della disputa legale aperta da Boeing nel 2004 contro il consorzio Airbus (Francia, Germania, prevalentemente, e Regno Unito e Spagna in maniera minore) per aver ricevuto negli anni sussidi illeciti da parte dell'Unione europea, ha autorizzato gli Stati Uniti ad imporre dazi su merci provenienti dall'Unione europea per 7,5 miliardi di dollari all'anno; nell'elenco pubblicato sul sito del Dipartimento del tesoro americano sono circa 93 i prodotti italiani ad essere stati interessati dalla prima ondata di dazi, in vigore dal 18 ottobre 2019, che ha colpito principalmente il settore lattiero-caseario; quest'ultimo rappresenta circa il 14,5 per cento dei prodotti alimentari venduti negli Usa; da organi di stampa si apprende come gli Stati Uniti si stiano preparando a varare ulteriori misure sanzionatorie contro il made in Italy , tramite l'introduzione di nuovi dazi a danno dell'agroalimentare italiano; gli importatori americani hanno sostenuto diverse petizioni contro l'imposizione di nuovi dazi sul vino e sull'olio di oliva; considerato che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha pubblicato il 29 gennaio 2020 un comunicato stampa, in cui rende noto dei "molteplici incontri" avuti dal sottosegretario Ivan Scalfarotto, nel corso di una recente visita negli Stati Uniti, con esponenti dell'amministrazione e del Congresso; nel corso degli incontri istituzionali, si legge nel comunicato, "il Sottosegretario Scalfarotto ha sottolineato l'aspettativa che l'Italia non venga colpita in modo sproporzionato da una nuova tornata di tariffe che correrebbero il rischio di danneggiare imprese e consumatori non solo nel nostro Paese e in Europa, ma negli stessi Stati Uniti, toccando settori sensibili come quello agroalimentare e vinicolo"; valutato che: il ministro Di Maio, dopo aver ottenuto che la delega al commercio estero passasse dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero degli affari esteri, non ha ancora assegnato la delega a nessun sottosegretario, e conseguentemente non è stato individuato il referente del Governo competente sul tema del commercio internazionale; il mancato conferimento della delega al commercio estero causa inevitabili problemi nel funzionamento delle macchine ministeriali preposte, e rende il lavoro del sottosegretario poco efficace, in quanto lo delegittima agli occhi dell'interlocutore, si chiede di sapere quando il Ministro in indirizzo intenda procedere al conferimento formale delle deleghe in un settore, quello del commercio estero, di vitale importanza per il nostro comparto industriale, e quale sia il motivo del ritardo nell'assegnazione delle deleghe. Atto n. 4-02907 AIMI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020) ha disposto all'art. 1, commi 501 e 502, alcuni interventi a favore delle imprese agricole danneggiate dalla cimice asiatica. Il comma 501 prevede che le imprese ubicate nei territori colpiti e che abbiano sottoscritto polizze assicurative agevolate possono accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 102 del 2004. Il comma 502 invece stanzia 40 milioni di euro per l'anno 2020 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021e 2022 per far fronte ai danni da cimice asiatica; tali fondi, tuttavia, appaiono completamente insufficienti dato che, come confermato anche dall'ISPRA, i danni per le produzioni frutticole colpite da cimice asiatica sono rilevantissimi e sono nell'ordine di 600 milioni di euro, di cui 350 per il Nord Italia e 250 per il Centro-Sud; solo in Emilia-Romagna, a titolo esemplificativo, la perdita della produzione di pere è stata enorme, in alcune province anche del 100 per cento.