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Art. 2 Criteri relativi all'applicazione dell'approvazione per decorrenza termini 1. Le deliberazioni di giunta da inviare a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, ovvero con le modalità disciplinate dall'art. 3, diventano esecutive ove nel termine di trenta giorni dalla data del loro ricevimento da parte della Direzione generale competente, risultante dal relativo avviso, il Ministero non abbia espresso il proprio motivato diniego anche con telegramma, telex o telefax a firma del direttore generale. 2. I provvedimenti di diniego di cui al comma 1 adottati dal direttore generale debbono essere tempestivamente trasmessi al Ministro ai sensi e per gli effetti di cui ai commi 2 e 3 dell'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748. 3. I predetti termini possono essere interrotti per una sola volta qualora, prima della scadenza, il Ministero abbia inviato atti interlocutori anche via telefax. In tal caso le deliberazioni diventano esecutive se, entro trenta giorni dalla data di arrivo alla Direzione generale competente degli elementi istruttori richiesti, il Ministero non abbia espresso il proprio diniego secondo le modalità previste al comma 1. Qualora la camera di commercio non invii quanto richiesto entro trenta giorni dalla ricezione di detti atti interlocutori, la deliberazione è assoggettata al regime di approvazione esplicita. Nota all'art. 2: - Il testo dell'art. 3, secondo e terzo comma, del D.P.R. n. 748/1972 (Disciplina delle funzioni dirigenziali nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo) è il seguente: "I provvedimenti adottati dai dirigenti preposti agli uffici centrali e periferici, compresi nelle categorie specificate in apposito decreto ministeriale, sono comunicati al Ministro con le modalità nello stesso decreto stabilite. Il Ministro ha facoltà di procedere, d'ufficio, entro quaranta giorni dall'emanazione, all'annullamento per vizi di legittimità e alla revoca, o riforma, per motivi di merito degli atti emanati dai dirigenti, fermo restando quanto previsto dall'art. 6 del testo unico delle leggi comunale e provinciale approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383. Restano, altresì, salve le disposizioni di cui all'art. 6 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni e integrazioni, e all'art. 10 del relativo regolamento approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635".