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Come evidenziato anche nell'ultima Conferenza degli Ambasciatori, le nuove collettività di connazionali - la metà delle quali è composta da persone con meno di 40 anni - costituiscono uno dei tanti fattori che vertebrano il soft power dell'Italia nel mondo e, proprio per la loro nuova e originale caratterizzazione, molto spesso sfuggono al contatto con gli organismi, consolati ed ambasciate, incaricati ex officio della loro assistenza. Proprio a tale ultimo riguardo, il Ministero ha approntato tutta una serie di progetti di piattaforme digitali per facilitare la loro vita quotidiana, quali, ad esempio, la captazione a distanza dei dati biometrici (che finora ha riguardato già 13 mila italiani), un sistema di pagamento remoto e un meccanismo pubblico di identità digitale. Inoltre, è al momento in sperimentazione, presso tre sedi consolari europee, il sistema di rilascio delle carte di identità elettroniche, che, una volta messo a regime, verrà esteso a tutti i Paesi dell'Unione europea. Il direttore VIGNALI, successivamente, si sofferma sull'annoso problema della rappresentanza dei Comites, i quali, come è noto, verranno rinnovati nella primavera del 2020. In proposito, ci si è prefissati l'obiettivo di pervenire ad un evento elettorale più partecipato rispetto all'ultimo, cercando, da un lato, di aumentare il numero dei votanti complessivi, dall'altro, di coinvolgere maggiormente proprio le giovani generazioni. A tale proposito, l'oratore non può mancare di segnalare la non secondaria discrasia in atto: a fronte di un considerevole ampliamento del corpo elettorale (per le prossime elezioni si prevede di superare i cinque milioni di elettori) si deve constatare un progressivo e constante restringimento delle risorse amministrative e finanziarie che sono necessarie per garantire il funzionamento della macchina elettorale, nonostante gli sforzi organizzativi che il Maeci cerca di realizzare con sempre maggiore difficoltà. L'oratore conclude, quindi, il suo intervento soffermandosi sulle questioni specifiche riguardanti la Brexit , ricordando che si è deciso di potenziare all'uopo il Consolato generale di Londra e di creare una nuova sede consolare a Manchester, il Venezuela, dove sono presenti 143 mila persone a tutti gli effetti in possesso di regolare passaporto italiano, e l'appuntamento importante della conferenza Stato-Regioni-CGIE, che si terrà il prossimo mese di novembre, per disaminare le diverse problematiche del fenomeno in oggetto. Il PRESIDENTE invita, quindi, i senatori a porre eventuali quesiti all'audito. Il senatore ALFIERI ( PD ) chiede se esistono dati in merito al numero di persone, della nuova emigrazione, che interagiscono con i consolati, nonché sui Paesi di destinazione di quel milione di italiani fuoriusciti negli ultimi anni. Seguono, quindi, brevi interventi del senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), il quale domanda se le cifre fornite concernono anche il continente africano, e del presidente PETROCELLI , il quale chiede lumi avuto riguardo a due temi: la situazione della comunità italiana in Sud Africa; se, a suo avviso, il sistema di voto cosiddetto "inversione dell'opzione" può essere ritenuto responsabile della recente bassa partecipazione al voto dei Comites. Il senatore AIROLA ( M5S ) si interroga sull'opportunità che un residente all'estero, ancorché di origine italiana ma non contribuente, abbia, comunque, il diritto di partecipare alle elezioni politiche nazionali. Per ultimo, il senatore AIMI ( FI-BP ) chiede se esistono informazioni ancora più circostanziate sul flusso dei nuovi migranti connazionali, nonché ulteriori elementi sulla situazione in Sud Africa, ove sembra in atto una sorta di condotta antirazziale violenta "alla rovescia", ossia contro i bianchi. In sede di replica, il ministro VIGNALI fa presente che, molto spesso, risulta assai complicato, per gli uffici del Ministero, pervenire a dati certi sulla consistenza e sulle caratteristiche della nuova emigrazione, anche e soprattutto perché i componenti di quest'ultima hanno spesso propensione a non entrare in contatto con gli uffici medesimi, proprio perché stanno vivendo l'inizio di una esperienza di cui, ovviamente, non hanno ancora certezza circa la sua riuscita. Dopo aver confermato che, effettivamente, in Sud Africa, la comunità italiana è tra quelle a rischio rispetto ad una ondata di crescente violenza, tiene a specificare, tuttavia, che tale violenza ha assunto finora i connotati tipici di espressione della criminalità comune e non ancora di quella politica o "razziale" contro la comunità bianca. Circa il sistema della cosiddetta "inversione dell'opzione", che consiste nel fatto che, per l'elezione dei Comites, ciascun avente diritto deve manifestare apertamente, attraverso l'apposita registrazione, che intende votare nel Paese ove risiede, esprime l'opinione che non possa essere considerato responsabile dell'abbassamento del numero dei votanti, rappresentando, invece, un meccanismo vantaggioso e congeniale al risparmio dei costi, proprio perché, costringendo gli interessati ad esprimersi, fa in modo che l'apparato burocratico restringa il proprio campo di assistenza a chi effettivamente vuole esercitare il diritto di voto. Per quanto concerne le caratteristiche dell'ondata migratoria più recente, rammenta che essa è cominciata con l'insorgere della crisi economica del 2007, aumentando progressivamente per stabilizzarsi fino al momento attuale, con rientri assai limitati. Occorre, infine, sfatare il luogo comune secondo cui i soggetti di tale migrazione provengono soprattutto dalle regioni più povere del Paese: in realtà, dati alla mano, è accertato che la maggior parte delle partenze ha origine dalle regioni più ricche e con minore tasso di disoccupazione, quali la Lombardia, il Veneto e il Piemonte. Il PRESIDENTE dichiara, quindi, conclusa l'odierna audizione. Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,45.