[pronunce]

che, nei giudizi iscritti ai numeri 180, 183, 184, 239, 241, 242, 243 e 251 del registro ordinanze 2015, si sono costituite anche le parti opponenti nei giudizi principali, concludendo per l'accoglimento della questione di legittimità costituzionale; che in tutti i giudizi (ad eccezione di quelli iscritti ai nn. 251 e 252 del registro ordinanze 2015) è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato; che l'interveniente ha sostenuto l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale, contestando sia l'asserito carattere sostanzialmente penale delle sanzioni irrogate, sia la necessità dell'udienza pubblica nei conseguenti procedimenti di opposizione; che, in prossimità dell'udienza fissata in camera di consiglio, la Banca d'Italia ha depositato memoria, con la quale ha chiesto la restituzione degli atti alla Corte d'appello di Genova, alla luce delle modifiche apportate all'art. 195 del TUF ad opera del decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 (Attuazione della direttiva 2013/36/UE, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE, per quanto concerne l'accesso all'attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento. Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58), evidenziando che il citato d.lgs. n. 72 del 2015 ha previsto che la discussione dell'opposizione avvenga in udienza pubblica (art. 5, comma 15) e, con norma transitoria, che «nei giudizi pendenti» le udienze «sono pubbliche» (art. 6, comma 8); che anche la CONSOB ha depositato, in tutti i giudizi in cui è costituita, memorie di identico contenuto, con le quali, oltre a riproporre gli argomenti già illustrati negli atti di costituzione, ha espressamente formulato richiesta di restituzione degli atti alla Corte d'appello di Firenze, alla luce delle modifiche apportate all'art. 195 del TUF ad opera del d.lgs. n. 72 del 2015; che le parti opponenti, costituite nei giudizi iscritti ai numeri 180, 183, 241 e 251 del registro ordinanze 2015, hanno ugualmente depositato memorie, esprimendosi in senso contrario alla restituzione degli atti, in quanto da un lato la norma censurata avrebbe già avuto applicazione nei giudizi a quibus (comprimendo i poteri istruttori in essi esercitabili), dall'altro la normativa transitoria contemplerebbe la sola pubblicità dell'udienza nei giudizi pendenti, e non pure l'estensione, anche a questi ultimi, del nuovo rito introdotto per l'opposizione ai provvedimenti sanzionatori di cui si discute. Considerato che, con sedici ordinanze di analogo tenore, le Corti d'appello di Genova e di Firenze sollevano questione di legittimità costituzionale dell'art. 195, comma 7, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52) (d'ora innanzi: TUF), per violazione dell'art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con la legge 4 agosto 1955, n. 848; che, in considerazione dell'identità della disposizione censurata e del parametro evocato, i giudizi vanno riuniti, per essere definiti con unica decisione; che la questione è posta nell'ambito di procedimenti di opposizione avverso provvedimenti applicativi di sanzioni amministrative - nella misura indicata dall'art. 190 del TUF - emessi dal Governatore della Banca d'Italia e dalla Commissione nazionale per le società e la borsa; che, con riferimento a tali procedimenti, l'art. 195, comma 7, del TUF, nella formulazione vigente al momento del deposito delle ordinanze di rimessione, prevede che la corte d'appello decida in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, con decreto motivato; che, sul presupposto della natura sostanzialmente penale delle sanzioni irrogate (pur qualificate amministrative dal diritto interno), in ragione della loro rilevante severità e delle ripercussioni complessive sugli interessi dei condannati, i rimettenti ritengono che la disposizione ricordata violi l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 6 della CEDU, il quale riconosce il diritto alla pubblicità dei procedimenti volti all'irrogazione di sanzioni; che, successivamente al deposito delle ordinanze di rimessione, l'art. 195 del TUF è stato modificato ad opera del decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 (Attuazione della direttiva 2013/36/UE, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE, per quanto concerne l'accesso all'attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento. Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58); che, in particolare, il d.lgs. n. 72 del 2015 prevede che la discussione dell'opposizione ai provvedimenti sanzionatori di cui trattasi avvenga in udienza pubblica (art. 5, comma 15), e, con apposita norma transitoria, stabilisce che «nei giudizi pendenti» alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo le udienze «sono pubbliche» (art. 6, comma 8); che spetta ai giudici a quibus valutare le conseguenze di tali modifiche nei giudizi principali, specie ai fini della rilevanza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate; che, pertanto, deve disporsi la restituzione degli atti ai giudici rimettenti. Visto l'art. 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti alle Corti d'appello di Genova e di Firenze. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 giugno 2017. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Nicolò ZANON, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 luglio 2017. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA