[resaula]

Le non numerose condanne definitive, ex art. 416- bis, sono causate anche, o soprattutto, dalla mancanza sul territorio foggiano di sedi (autonome o distaccate) di Corte d'appello e della DDA. A parere degli interroganti, l'istituzione di queste ultime renderebbe più penetranti le indagini e la conoscenza delle attività criminose, meno probabile il mancato riconoscimento di associazione mafiosa, nonché faciliterebbe e velocizzerebbe molto il lavoro dei magistrati che non sarebbero costretti a dover seguire le indagini su ben tre province, ossia Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, visto che, peraltro, quest'ultima è vastissima, la terza più estesa in Italia e che presenta vaste zone montuose o collinari difficilmente raggiungibili velocemente; medesime valutazioni pervengono da parte della cittadinanza e degli enti locali, tanto è vero che negli scorsi mesi ben 36 comuni della provincia di Foggia (che rappresentano l'85 per cento circa della popolazione residente), nonché il Consiglio provinciale, pungolati e coinvolti dal Comitato «Appelliamoci! » , hanno richiesto all'unanimità di istituire a Foggia sezioni distaccate della Corte di Appello, della DDA, del Tribunale per i minorenni di Bari e, infine, una sezione operativa della Direzione investigativa antimafia (DIA); le suddette valutazioni circa la necessità della DDA a Foggia coincidono con quelle che emergono dalla citata risoluzione del CSM , in cui si legge: «Il Procuratore» della Repubblica presso il Tribunale di Foggia «ha posto anche l'accento sulla lontananza tra la sede della DDA, nel capoluogo di Regione, distante 140 chilometri da Foggia e oltre 200 dal Gargano, circostanza che determina "la inevitabile assenza di una "aderenza" dei magistrati che ne fanno parte al territorio, così come ai magistrati della Procura Ordinaria e alle Forze di Polizia Locali, intesa con riferimento a questi ultimi, come condivisione di notizie provenienti dal territorio (anche non necessariamente già costituenti notizia di reato)". Ha rappresentato l'opportunità che i magistrati della DDA siano presenti più stabilmente presso le sedi della Procura Ordinaria, al di là degli impegni di udienza. Ciò permetterebbe di avere un costante rapporto con forze di Polizia e con i colleghi della procura ordinaria, di monitorare i fenomeni, di conoscerne meglio la complessità e permetterebbe un più efficace intervento. Anche il Procuratore Generale» presso la Corte di Appello di Bari «ha auspicato una presenza sul territorio foggiano più stringente e più costante da parte della Direzione Distrettuale Antimafia. » E ancora: «Il Procuratore Generale della Corte di Appello» di Bari, «dando atto dell'ottima collaborazione tra il Procuratore Distrettuale Antimafia e il Procuratore di Foggia, ha auspicato una rivisitazione dei modelli organizzativi della DDA fondandoli su una presenza sul territorio da parte della Procura Distrettuale costante e quotidiana, che risolverebbe il problema del flusso immediato delle notizie tra Procura ordinaria e Direzione Distrettuale Antimafia». Infine, il CSM conclude che «per le ragioni sopraesposte va favorito ed incentivato, in linea con la normazione secondaria del CSM, il sistema dell'applicazione di sostituti Procuratori della Procura Ordinaria alla DDA; su tali applicazioni non può non esprimersi una valutazione positiva, in quanto, disponendo le applicazioni o le coassegnazioni in sede, si può concorrere alla formazione di professionalità anche in vista del successivo turn over nella Direzione Distrettuale Antimafia», si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e, nelle more dell'istituzione a Foggia delle sedi distaccate della Corte di appello, Direzione distrettuale antimafia e Tribunale per i minorenni di Bari, quali provvedimenti intenda adottare, e in che tempi, al fine di dare concreta attuazione a quanto suggerito dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, dal procuratore generale della Corte di Appello di Bari e dal CSM, in merito alla rivisitazione dei modelli organizzativi della DDA, fondandoli su una presenza sul territorio foggiano, da parte della Procura distrettuale, costante e quotidiana; se intenda attivarsi, e in che tempi, per favorire e incentivare il sistema dell'applicazione di sostituti procuratori della Procura ordinaria alla DDA, considerato che, tra l'altro, con le applicazioni o le coassegnazioni in sede, si può concorrere alla formazione di professionalità anche in vista del successivo turn over nella DDA. Atto n. 4-00985 BRIZIARELLI Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 8 e 9 ottobre 2018 si è tenuto all'ex cinema Edison, in piazza Napoleone Colajanni, a Palermo, l'evento "Albergheria il quartiere-mercato: Storie risorse e proposte", con la partecipazione del sindaco, dell'assessore Giuseppe Mattina e di altri rappresentanti istituzionali, tra i quali l'assessore regionale Alberto Pierobon, il questore Renato Cortese, il prefetto Antonella De Miro e il rettore dell'Università Fabrizio Micari; in occasione dell'evento era previsto un servizio per sanzionare e allontanare i venditori ambulanti dall'area in cui si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione; come riportato dai quotidiani locali, durante la regolare attività di controllo sul territorio il presidente della prima circoscrizione, Massimo Castiglia, avrebbe rivolto minacce ad alcuni agenti della Polizia municipale di Palermo, dicendo loro: "Che siete venuti a fare? State facendo tutto il contrario di quanto era stato stabilito, avete militarizzato la zona e non è questo che volevamo"; sempre secondo la stampa locale, gli agenti della Polizia locale avrebbero invitato Castiglia a non intralciare le operazioni, ma questi avrebbe risposto allungando le braccia e dicendo: "Arrestatemi se siete capaci"; lo stesso Castiglia, alzando la voce, avrebbe poi urlato: "Vi ordino di andare via, dovete sparire, avete militarizzato la piazza. Questo suo collega se la passerà male, vedrà come se la passerà male. Sto parlando con il vostro comandante e vedrete quello che vi succederà ed ora vi chiameranno per farvene andare via"; il comandante della Polizia municipale Gabriele Marchese, dal canto suo, avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza dell'accaduto e di aver disposto approfondimenti in merito; considerato che: secondo la stampa locale, gli agenti del corpo della Polizia municipale avrebbero inviato in Procura una comunicazione di notizia di reato relativa al presidente della prima circoscrizione, Massimo Castiglia, per "minacce ai pubblici ufficiali nell'esercizio della loro funzione" al fine di indurli ad omettere un atto del servizio, cioè procedere alla contestazione dei reati di invasione di area pubblica e alla verbalizzazione di illeciti amministrativi ai numerosi venditori ambulanti, che occupano la piazza Napoleone Colajanni, nel quartiere Ballarò di Palermo; qualora i fatti richiamati fossero confermati, il presidente Castiglia avrebbe reso un pessimo servizio alle istituzioni che rappresenta, impedendo la pubblica funzione di sicurezza e inveendo contro pubblici ufficiali;