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Le attività di ricerca corrente e finalizzata sono svolte dalle regioni, dall'Istituto superiore di sanità, dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali, dagli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, pubblici e privati, nonché dagli Istituti zooprofilattici sperimentali. Alla realizzazione dei progetti possono concorrere, sulla base di specifici accordi, contratti o convenzioni, le università, il Consiglio nazionale delle ricerche e gli altri enti di ricerca pubblici e privati, nonché imprese pubbliche e private. 7. Per l'attuazione del programma di ricerca sanitaria il Ministero della salute, anche su iniziativa degli organismi di ricerca nazionali, propone al Ministero dell'università e della ricerca e agli altri Ministeri interessati le aree di ricerca biomedica e sanitaria di interesse comune, concordandone l'oggetto, le modalità di finanziamento e i criteri di valutazione dei risultati delle ricerche. 8. Il Ministero della salute, nell'esercizio della funzione di vigilanza sull'attuazione del programma di ricerca sanitaria, si avvale della collaborazione tecnico-scientifica degli organismi tecnico-scientifici del Servizio sanitario nazionale e delle regioni e della Rete sulla base di metodologie di accreditamento qualitativo. 9. Anche ai fini di cui al comma 1 del presente articolo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano l'organizzazione e il funzionamento dei Comitati etici istituiti presso ciascuna azienda sanitaria ai sensi del decreto del Ministro della sanità 15 luglio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario n. 162 alla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 18 agosto 1997, e del decreto del Ministro della sanità 18 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 1998, tenendo conto delle indicazioni e dei requisiti minimi di cui ai predetti decreti e istituendo un registro dei Comitati etici operanti nei propri ambiti territoriali. 10. Presso il Ministero della salute è istituito il Comitato etico nazionale per la ricerca e per le sperimentazioni cliniche. Il Comitato, sentita la Rete: a) segnala, su richiesta degli organi o strutture del Ministero della salute o di altre pubbliche amministrazioni, le conseguenze sotto il profilo etico dei progetti di ricerca biomedica e sanitaria; b) comunica a organi o strutture del Ministero della salute le priorità di interesse dei progetti di ricerca biomedica e sanitaria; c) coordina le valutazioni etico-scientifiche di sperimentazioni cliniche multicentriche di rilevante interesse nazionale, relative a medicinali o a dispositivi medici, su specifica richiesta del Ministro della salute; d) esprime parere su ogni questione tecnico-scientifica ed etica concernente la materia della ricerca di cui al comma 1 e della sperimentazione clinica dei medicinali e dei dispositivi medici che gli sia sottoposta dal Ministro della salute. 11. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano formulano proposte per la predisposizione del programma di ricerca sanitaria di cui al presente articolo, possono assumere la responsabilità della realizzazione di singoli progetti finalizzati e assicurano il monitoraggio sulla applicazione dei conseguenti risultati nell'ambito del Servizio sanitario regionale ». Art. 10. (Direttori generali delle aziende sanitarie locali e medicina di genere) 1. Nell'ambito degli obiettivi di salute assegnati a ciascun direttore generale all'atto della nomina e dei loro aggiornamenti periodici, le regioni prevedono l'attuazione del Piano per l'applicazione e la diffusione della MdG, di cui all'articolo 3, comma 1, della legge del 11 gennaio 2018, n. 3. A tal fine, ciascun direttore generale istituisce il Gruppo tecnico aziendale della medicina di genere coordinata dal referente aziendale nel rispetto del regolamento regionale di cui all'articolo 6, comma 1. La mancata attuazione del Piano a livello aziendale comporta la valutazione negativa dell'operato del direttore generale con conseguente avvio del procedimento di decadenza dalla carica nelle verifiche intermedie oppure il mancato rinnovo al termine dell'incarico. Art. 11. (Formazione continua e permanente) 1. A decorrere dal 1° gennaio 2024 è fatto obbligo agli operatori sanitari assoggettati al programma di educazione continua in medicina (ECM) ai fini della formazione continua e permanente volta ad acquisire competenze in ambito di MdG. La Commissione nazionale per la formazione continua (CNFC) prevede che i crediti conseguiti in tale ambito determinino un incremento premiale significativo. Art. 12. (Formazione universitaria) 1. Il Ministro dell'università e della ricerca, sentita la Rete, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispone le linee di indirizzo nell'ambito della MdG per i programmi didattici delle scuole di medicina, delle scuole di specializzazione di area sanitaria, per i corsi di laurea delle professioni sanitarie e di farmacia e chimica e tecnologia farmaceutiche. 2. La valutazione dei programmi didattici di cui al comma 1 è effettuata dall'Agenzia nazionale di valutazione dell'università e della ricerca (ANVUR), nel contesto ed in coerenza con le procedure valutative di accreditamento iniziale e periodico di corsi di studio e sedi universitarie. 3. L'ANVUR è altresì incaricata della valutazione e dell'analisi delle attività di ricerca e valorizzazione delle conoscenze condotte dagli atenei e dai centri di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca, nel contesto ed in coerenza con gli esercizi di valutazione periodica della ricerca. Art. 13. (Medicina di genere e sperimentazione clinica) 1. Il Comitato etico nazionale per le sperimentazioni degli enti pubblici di ricerca (EPR) e gli altri enti pubblici a carattere nazionale (CEN), istituiti presso l'Istituto superiore di sanità (ISS) con decreto del Ministro della salute 1° febbraio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo 2022, nell'ambito della valutazione delle sperimentazioni cliniche ai sensi del regolamento (UE) n. 536/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, effettuate dall'ISS, dagli EPR e da altri enti pubblici a carattere nazionale, tengono conto dell'inclusione di un numero adeguato di donne negli studi, al fine di rappresentare in modo fedele la distribuzione dei medicinali sperimentali e di quelli ausiliari nella popolazione dei pazienti interessata, assicurando che i dati raccolti siano analizzati tenuto conto degli aspetti correlati al genere. Art. 14. (Piano di comunicazione istituzionale) 1. Il Ministro della salute, sentita la Rete, predispone un Piano di comunicazione istituzionale con l'obiettivo di diffondere una migliore conoscenza dei fattori connessi alle specificità di genere che incidono sulla salute. Art. 15. (Disposizione finanziaria) 1. All'attuazione delle disposizioni contenute nella presente legge si provvede a valere sulle risorse del Fondo sanitario nazionale.