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3) il comma 10 introduce infine un regime transitorio, con la previsione della possibilità di regolarizzazione dei mancati o tardivi versamenti alla data di entrata in vigore della stessa disposizione. L'articolo 14 attua la decisione 2009/917/GAI del Consiglio, del 30 novembre 2009, sull'uso dell'informatica nel settore doganale, che ha sostituito la Convenzione sull'uso dell'informatica nel settore doganale del 26 luglio 1995 (cisiddetta «convenzione SID»). L'articolo 10 della citata Convenzione attribuiva a ciascuno Stato membro la designazione dell'amministrazione doganale responsabile del sistema informativo doganale. Tale Convenzione è stata ratificata nell'ordinamento nazionale con legge 30 luglio 1998, n. 291. L'articolo 3 della citata legge n. 291 del 1998 rinviava ad un successivo provvedimento del Ministro delle finanze per la designazione dell'amministrazione doganale responsabile del sistema informativo doganale. In attuazione della predetta disposizione, con decreto del Vice Ministro dell’economia e delle finanze 23 febbraio 2007, l'Agenzia delle dogane è stata individuata quale autorità responsabile a livello nazionale del suddetto sistema informativo doganale. Anche la decisione 2009/917/GAI in argomento, all'articolo 10, rimanda agli Stati membri l'individuazione dell'amministrazione doganale competente, responsabile a livello nazionale del sistema informativo doganale. Pertanto, con il comma 1 dell'articolo in esame, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli viene designata quale amministrazione doganale competente, responsabile a livello nazionale del sistema informativo doganale. Con il comma 2, l'accesso diretto ai dati inseriti nel sistema informativo doganale viene riservato, ai sensi dell'articolo 7 della citata decisione 2009/917/GAI, all'Agenzia delle dogane e dei monopoli in qualità di amministrazione doganale responsabile a livello nazionale, nonché al Corpo della guardia di finanza, in qualità di Forza di polizia economica e finanziaria a norma del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68. Il capo V contiene disposizioni in materia di trasporti. L'articolo 15 si rende necessario al fine di fornire chiarezza interpretativa circa l'iscrivibilità nel registro internazionale italiano delle navi di bandiera comunitaria in regime di temporanea dismissione a seguito di locazione a scafo nudo a soggetti italiani o europei. L'intervento tende infatti ad evitare possibili discriminazioni tra navi di bandiera extracomunitaria e navi di bandiera comunitaria a scapito di queste ultime. Infatti, l'attuale disposto della lettera c) del comma 2 dell'articolo 1 della legge n. 457 del 1997 non contempla le navi comunitarie in regime di sospensione da un registro straniero non comunitario tra quelle cui è consentita l'iscrizione nel registro internazionale. Si tratta evidentemente di una lacuna se si considera che, da un lato, il medesimo comma 2 consente tale modalità di iscrizione alle navi in sospensione da registro extracomunitario e, dall'altro, lo stesso articolo 145 del codice della navigazione, cui il citato articolo 1 fa espresso rinvio, non opera alcuna distinzione tra bandiere comunitarie ed extracomunitarie riferendosi invece genericamente a «navi che risultino già iscritte in un regime straniero ed in regime di sospensione a seguito di locazione a scafo nudo». L'articolo 16 introduce nuove disposizioni sanzionatorie di carattere amministrativo per le inosservanze, da parte degli operatori ferroviari, delle disposizioni adottate dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), concernenti la sicurezza della circolazione ferroviaria e la qualificazione del personale impiegato in tale attività. L'accertamento di tali violazioni e l'irrogazione delle relative sanzioni è effettuato dall'ANSF, con l'ausilio dalla Polizia ferroviaria previa stipula di una apposita convenzione con il Ministero dell'interno. I ricorsi amministrativi avverso gli accertamenti sono definiti dal direttore dell'ANSF, mentre per la riscossione delle sanzioni, per le impugnazioni, per la tutela giurisdizionale e per quanto non specificamente disposto si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. Il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, di attuazione delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE relative alla sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie comunitarie, ha istituito l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, con compiti di garanzia della sicurezza del sistema ferroviario nazionale. Il comma 5 dell'articolo 5 del decreto legislativo, dispone che «con separati decreti legislativi, adottati ai sensi ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c) , della legge 25 gennaio 2006, n. 29, sono individuate le sanzioni per i gestori delle infrastrutture, per le imprese ferroviarie e per gli operatori del settore nei casi di inosservanza delle norme e delle raccomandazioni dell'Agenzia, adottando le misure necessarie, a garantire che le raccomandazioni di sicurezza impartite dall'Agenzia abbiano piena osservanza». I termini indicati nella legge 25 gennaio 2006, n. 29, (diciotto mesi a decorrere dal 10 agosto 2007) per l'emanazione dei decreti legislativi che individuavano le sanzioni nei casi di inosservanza delle norme e delle raccomandazioni dell'ANSF, non potevano essere rispettati in quanto presupponevano un riordino normativo in ambito ferroviario che è stato effettuato nel 2012, con l'emanazione da parte dell'Agenzia del decreto n. 4 del 9 agosto 2012. Altre norme previste dal decreto legislativo n. 162 del 2007 concernenti la gestione e l'organizzazione dell'Agenzia sono state già adottate e sono attualmente vigenti (decreti del Presidente della Repubblica 25 febbraio 2009, nn. 34 e 35, 3 marzo 2009, n. 36, e 15 novembre 2011, n. 224). L'insieme di queste disposizioni ha consentito all'Agenzia di espletare i propri compiti istituzionali e, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 162 del 2007, di provvedere al riordino del quadro normativo in materia di sicurezza ferroviaria. In particolare il decreto dell'ANSF n. 4 del 2012 disciplina: a) le attribuzioni in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria; b) il regolamento per la circolazione ferroviaria; c) le norme per la qualificazione del personale impiegato in attività di sicurezza della circolazione ferroviaria. Per quanto riguarda le attribuzioni in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria, l'ANSF ha emanato specifici provvedimenti normativi che regolano i propri compiti, i compiti degli operatori ferroviari, la regolamentazione tecnica del settore, gli standard tecnici della circolazione ferroviaria, le autorizzazioni e le certificazioni delle imprese ferroviarie, l'attività di ispettorato, controllo e monitoraggio. Il regolamento per la circolazione ferroviaria contiene le norme derivanti dalla legislazione internazionale e nazionale di settore, cogenti per gli operatori ferroviari riguardanti l'esercizio in sicurezza della circolazione ferroviaria.