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Ove l'adozione di tale provvedimento non sia possibile, o comunque, risulti insufficiente le cooperative, le carovane di facchini o gli altri organismi similari del luogo, protranno essere autorizzati dall'ufficio provinciale del lavoro a chiamare, in via provvisoria, lavoratori disponibili presso gli uffici di collocamento giurisdizionalmente competenti, con facoltà di scelta qualora si tratti di lavori che richiedono particolare capacità o fiducia. Tali lavoratori avranno diritto al trattamento economico stabilito per gli stessi facchini liberi esercenti. Art. 8. - Le determinazioni adottate dalla commissione provinciale saranno rese esecutive entro 30 giorni con decreto prefettizio. Contro le deliberazioni rese esecutive dal decreto prefettizio o contro la mancata emissione del decreto prefettizio relativo alle deliberazioni stesse, è ammesso ricorso al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, il quale decide, sentita la commissione centrale, entro 90 giorni. Art. 9. - Contro le inosservanze da parte dei lavoratori, singoli o associati, potrà essere proposto dalla commissione provinciale all'autorità competente il ritiro temporaneo della licenza rilascita ai sensi dell'art. 121 della legge 18 giugno 1931, n. 773. In caso di recidiva, potrà anche essere proposto il ritiro definitivo della licenza stessa. Art. 10. - La vigilanza sull'applicazione della presente legge e delle norme di attuazione della stessa, è demandata all'ispettorato del lavoro ed ai normali organi di polizia giudiziaria. Art. 11. - Le infrazioni alla presente legge da parte dei committenti di lavoro sono punite con sanzioni amministrative da lire 50.000 a lire 500.000. Art. 12. Sono abrogate tutte le disposizioni che risultano in contrasto con quelle della presente legge". - La legge n. 628/1961 reca: "Modifiche all'ordinamento del Ministero del lavoro e della previdenza sociale" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 27 luglio 1961). Note all'art. 1 - L'elenco n. 4, allegato alla legge n. 537/1993, contiene i procedimenti amministrativi da semplificare ai sensi dell'art. 2, comma 7 della legge, riportato nelle precedenti note alle premesse. - Per il testo dell'art. 2, comma 7 della legge n. 537/1993, si vedano le precedenti note alle premesse. - Il testo dell'art. 121 del regio decreto n. 773/1931 è il seguente: "Art. 121 (art. 122 T.U.L. 1926). - Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di iscritti o disegni, di cenciaiolo, saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa rilascia certificato della avvenuta iscrizione. L'iscrizione non è subordinata alle condizioni prevedute dall'art. 11 né a quella preveduta dal capoverso dell'art. 12, salva sempre la facoltà dell'autorità di pubblica sicurezza di negarla alle persone che ritiene capaci di abusarne. È vietato il mestiere di ciarlatano". - Per il testo della legge n. 407/1955, si vedano le precedenti note alle premesse.