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In Italia si richiede aiuto soprattutto alle imprese, che sono maggiormente interessate al miglioramento delle condizioni lavorative dei propri dipendenti. L'impresa che intende istituire un asilo aziendale può usufruire di finanziamenti agevolati con contributi in conto capitale sulle opere di adeguamento e di allestimento dei relativi spazi. La normativa prevede, infatti, diverse agevolazioni per l'istituzione di asili aziendali, tra cui le principali sono: 1) legge 18 ottobre 2001, n. 383 (cosiddetta «legge Tremonti- bis») : l'articolo 4 prevede una detassazione del reddito di impresa e di lavoro autonomo reinvestito e l'applicazione di tale incentivo alle spese sostenute dall'imprenditore per servizi, utilizzabili dal personale dipendente, di assistenza negli asili nido ai bambini di età inferiore ai tre anni e alle spese di formazione e di aggiornamento del personale. Le spese in questione, ovviamente, devono essere considerate al netto di eventuali contributi e sono sia quelle relative a servizi acquisiti dall'esterno, sia quelle sostenute per l'organizzazione diretta del servizio; 2) testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917: l'articolo 51 prevede che le somme erogate dai datori di lavoro ai dipendenti per la frequenza di asili nido non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente e l'articolo 100 stabilisce che le spese sostenute dai datori di lavoro per la realizzazione di opere o di servizi utilizzabili dai dipendenti sono deducibili per un ammontare complessivo pari al 5 per mille. Il presente disegno di legge vuole riempire il vuoto normativo concernente gli asili aziendali, fornendo alle imprese interessate disposizioni per la loro istituzione.. Art. 1. (Definizione) 1. Ai fini della presente legge per «asilo aziendale» si intende il servizio socio-assistenziale per la prima infanzia, di tipo diurno, svolto all'interno di un'azienda con un numero di dipendenti superiore alle cinquanta unità. All'interno dell'asilo aziendale sono assicurati il servizio di mensa e adeguati momenti di riposo per i bambini. 2. L'asilo aziendale può ospitare da un minimo di dieci a un massimo di cento bambini dai tre mesi ai tre anni di età e può essere inserito in strutture polifunzionali, purché disponga di spazi esclusivi e ben distinti. 3. L'asilo aziendale è un servizio socio-assistenziale di interesse pubblico che ha lo scopo di realizzare il pieno sviluppo fisico-psichico-relazionale delle bambine e dei bambini e di assicurare alla loro famiglia un sostegno adeguato, che consenta e agevoli anche l'accesso dei genitori al lavoro. 4. A ogni individuo è riconosciuto, senza alcuna discriminazione, il diritto di avvalersi di strutture atte a stimolare la formazione dei bambini, nonché di favorirne l'inserimento nella società. A tale fine l'asilo aziendale si configura come uno strumento psico-pedagogico utile per lo sviluppo integrale della personalità del bambino, in collaborazione con la famiglia. Art. 2. (Fondo per l'istituzione degli asili aziendali) 1. È fatto obbligo ad ogni azienda con un numero di dipendenti superiori alle centocinquanta unità di istituire un asilo aziendale. 2. Lo Stato provvede a coprire il 35 per cento delle spese di istituzione di un asilo aziendale tramite un apposito fondo, denominato «Fondo per l'istituzione degli asili aziendali», istituito nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Art. 3. (Avvio dell'attività e autorizzazioni) 1. Ai fini dell'avvio dell'attività di un asilo aziendale, nonché dell'eventuale modificazione o cessazione di tale attività, il responsabile dell'azienda presenta, per via telematica con firma digitale, la comunicazione unica di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive modificazioni: a) all'ufficio competente del registro delle imprese; b) all'ufficio competente dell'Agenzia delle entrate; c) all'Istituto nazionale della previdenza sociale; d) all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. 2. Il responsabile dell'azienda, ai fini di cui al comma 1, presenta altresì una richiesta di autorizzazione al comune competente per territorio in relazione alla sede dell'asilo aziendale. Il comune verifica il possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti dalla normativa regionale e, in caso di esito positivo, rilascia l'autorizzazione. 3. Qualora i pasti siano preparati all'interno dell'asilo aziendale, il responsabile dell'azienda acquisisce la specifica autorizzazione sanitaria rilasciata dalla competente azienda sanitaria locale. Qualora i pasti siano forniti da ditte esterne, presso l'asilo aziendale è conservata una copia dell'autorizzazione sanitaria rilasciata alle ditte medesime. Art. 4. (Requisiti) 1. Gli asili aziendali devono possedere i seguenti requisiti strutturali: a) localizzazione preferibilmente al piano terra e comunque non oltre il primo piano o l'ammezzato; b) superficie netta calpestabile destinata ai bambini: 20 metri quadri e 6 metri quadri per ogni posto di capacità ricettiva; c) locali per l'igiene dei bambini con un water closet e con un lavabo piccoli ogni dieci posti e con una vasca di dimensioni adeguate con boccetta e miscelatore ogni venti posti, nonché fasciatoi in numero adeguato; d) uno spogliatoio e un servizio igienico ad uso esclusivo del personale, fino a tre addetti presenti; un servizio igienico aggiuntivo da quattro a quindici addetti presenti; e) una cucina e una dispensa, qualora i pasti vengano confezionati all'interno della struttura ovvero, nel caso di fornitura da parte di ditte esterne, un locale per la porzionatura dei pasti e per il lavaggio di stoviglie; f) suddivisione degli spazi in moduli funzionali che consentano di operare per gruppi composti da un massimo di quindici bambini; g) impianto elettrico con numero delle prese limitato e con prese opportunamente schermate; h) elementi costruttivi, arredi, attrezzature e giochi con caratteristiche antinfortunistiche; i) spazi esterni, qualora previsti, attrezzati e piantumati nel rispetto delle norme igieniche e di sicurezza; l) conformità alle norme vigenti in materia di urbanistica, di sicurezza degli impianti e delle attrezzature, di prevenzione degli incendi, di prevenzione dei fulmini e degli agenti atmosferici, di igiene e di eliminazione delle barriere architettoniche. 2. Il personale degli asili aziendali deve essere costituito da: a) un coordinatore con laurea in scienze dell'educazione e della formazione, psicologiche, sociologiche o del servizio sociale, di seguito denominato «coordinatore», ovvero un operatore socio-educativo con esperienza almeno quinquennale;