[resaula]

che la ricostruzione della propria vita, oltre che della propria casa, può prendere il via, è tantissimo per quelle persone. Per quelle 1.300 famiglie, che vivono situazioni simili a quelle di nonna Peppina, avere finalmente il problema risolto non è molto: è tutto. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . E parliamo di persone che hanno vissuto un'esperienza che penso non abbia eguali per quanto possa essere terribile. Si potrebbe tornare, allora, sugli altri emendamenti approvati; ne cito soltanto uno per dare la misura di quanto sia stata superficiale l'attenzione riservata complessivamente dal PD e dai precedenti Governi alla ricostruzione. Possibile che nessuno abbia pensato che un Comune terremotato, con il 90 per cento degli edifici distrutti, debba essere esentato dalle penali per il mancato raggiungimento dell'obiettivo di raccolta differenziata? A distanza di mesi avevamo la vergogna di cittadini che dovevano pagare, con la TARI, la penale per il mancato raggiungimento della raccolta differenziata quando, oltre al cassonetto, gli mancava la casa. Neanche questo è stato capace di fare il PD in venti mesi. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Noi lo abbiamo fatto in meno di venti giorni. È stata criticata - dicevo prima - la passerella, la visita del premier Conte nelle zone colpite dal terremoto e probabilmente lo sarà anche quella del Ministro dei beni culturali che era lì oggi - come ha ricordato il collega Lucidi - insieme al Sottosegretario all'interno. Noi, però, visitiamo le zone colpite dal terremoto normalmente il giorno dopo aver risolto i problemi, perché è di ieri la firma, da parte del Ministro dell'interno, dell'atto che sblocca 9,7 milioni di euro di straordinari arretrati dei Vigili del fuoco. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Ho con me i comunicati stampa del sindacato dei Vigili del fuoco dell'Emilia, della Campania e di quello nazionale, che ci dicono che da mesi attendono straordinari - peraltro da fame - e che il Governo non gli ha ancora liquidato. Non va bene abbracciare i Vigili del fuoco - come ha fatto nell'immediato il premier Renzi, e mi dispiace non sia ora in Aula - o dire - come ha fatto pochi mesi fa Gentiloni Silveri all'inaugurazione del settantanovesimo corso dei Vigili del fuoco - che sono una risorsa e poi non trovare il tempo per firmare un pezzo di carta affinché quegli stessi Vigili del Fuoco possano vedere quel poco che gli è riconosciuto come straordinario in busta paga, per ripagare almeno in parte l'assenza da casa e i rischi affrontati. Sicuramente li hanno ripagati di più gli abbracci delle popolazioni e la vicinanza di tantissime persone. In conclusione, il collega Pazzaglini ha ricordato la deportazione - per così dire - delle popolazioni che per mesi hanno vissuto negli alberghi (dovevano starci poche settimane). Io ho avuto la fortuna - e dico la fortuna - di abitare nel Comune di Passignano sul Trasimeno che ha accolto decine di sfollati del terremoto. Con loro abbiamo condiviso le feste dei figli; abbiamo condiviso la messa in parrocchia; abbiamo condiviso gli incontri. Ebbene, abbiamo potuto fare ciò perché siamo un popolo accogliente. Aggiungo, però, che l'associazionismo, il volontariato, l'italiano medio non possono continuare a sopperire alle mancanze di uno Stato. Non possiamo impedire che l'Italia subisca un altro terremoto, come accade da millenni. Possiamo però evitare che il prossimo terremoto - speriamo avvenga il più tardi possibile - sia gestito male come è stato gestito quello in esame. Abbiamo la possibilità di fare ciò e con il decreto-legge, così come modificato in quest'Aula, gettiamo le basi, che non andranno perdute da qui ai passaggi della legge di bilancio, per permettere che l'Italia gestisca le emergenze meglio di come abbia sinora fatto. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli senatori e senatrici, il decreto-legge in discussione oggi - lasciatemelo dire - mi tocca particolarmente da abruzzese prima che da senatore della Repubblica. Il sisma che ha sconvolto la mia Regione e il centro Italia è stato infatti - inutile dirlo - devastante, anche in considerazione del fatto che è arrivato in una Regione già terribilmente colpita dal terremoto del 2009. In aggiunta a ciò, il territorio montuoso che caratterizza l'Abruzzo, coniugato con il maltempo dello scorso inverno, ha contribuito a peggiorare una situazione già estremamente precaria. Come non ricordare, poi, la tragedia nota a tutti che ha colpito Rigopiano, con una valanga a causa della quale hanno perso la vita 29 persone. Ebbene, a fronte di tutto ciò, ci si sarebbe aspettati dal Governo precedente una particolare attenzione verso le popolazioni colpite. Invece, mi duole sottolineare come la gestione del sisma sia stata confusionaria, caotica e a tratti irragionevole. In situazioni tragiche come queste è innegabile che occorra mettere da parte in un primo momento la polemica politica e lasciare che i Governi si occupino di fronteggiare l'emergenza, e così è stato fatto. Non abbiamo minimamente fatto polemica ma, in un secondo momento, è altrettanto vero che è apparso in modo evidente l'enorme divario tra la gestione dell'evento sismico da parte del Governo Berlusconi del 2009 rispetto a quella inadeguata e successiva del Governo Gentiloni Silveri. Venendo al decreto-legge in esame, noterete come il versamento dei tributi - ad esempio - sia stato solo sospeso. Al contrario, il Governo Berlusconi aveva provveduto a ridurre in modo estremamente significativo il contributo fiscale dovuto per le popolazioni colpite dal sisma. Non solo: il decreto-legge in discussione prevede una rateizzazione del totale dovuto non sufficientemente diluita nel tempo. In merito ho presentato, come primo firmatario, un emendamento che ricalcava esattamente le misure prese dal Governo Berlusconi in occasione del sisma del 2009 a L'Aquila. Ho chiesto sostanzialmente che il contributo IRPEF fosse ridotto del 60 per cento e che le rate fossero portate da 60 a 120: stesso identico trattamento che ebbero gli aquilani nel 2009. Ebbene, tale emendamento è stato respinto dal Governo in carica i cui esponenti, in campagna elettorale, hanno criticato duramente la gestione del terremoto da parte del Governo Gentiloni Silveri e lo hanno fatto anche oggi, qui in Aula. Eppure, quando è arrivato il momento di intervenire nel concreto per portare sollievo a una popolazione stremata, a persone che hanno perso tutto, si sono comportati esattamente come chi avevano tanto criticato. Evidentemente in questo Paese ci sono terremotati di serie A, quelli che sono stati trattati da Berlusconi nel 2009, e terremotati di serie B, quelli del terremoto del 2016-2017, maltrattati dal Governo precedente e da quello attuale. Sono curioso di capire, a questo punto, cosa ne sarà degli altri emendamenti presentati.