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Art. 3 1. L'accertamento della minorazione e della causa invalidante, la dichiarazione della potenzialità lavorativa e la valutazione della natura e del grado di invalidità degli invalidi, dei ciechi e dei sordomuti civili effettuato dalle Commissioni mediche periferiche per le pensioni di guerra e d'invalidità civile, a seguito delle istanze di cui al precedente art. 1, è valido anche ai fini dell'iscrizione degli interessati nell'elenco per il collocamento al lavoro di cui all'art. 19 della legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modifiche ed integrazioni, nonché per ogni altro effetto derivante dal riconoscimento della invalidità civile previsto dalle leggi vigenti. A tali fini, le domande intese ad ottenere benefici previsti da leggi vigenti diversi dalla pensione, assegno od indennità debbono essere presentate alle autorità competenti alla concessione di detti benefici. 2. La segreteria della commissione medica periferica per le pensioni di guerra e di invalidità civile trasmette all'interessato il verbale di visita, con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. 3. La medesima segreteria trasmette alla competente prefettura, per il successivo corso, il verbale di visita, da cui risulti l'accertamento di un grado di invalidità sufficiente per far luogo, in presenza degli altri requisiti prescritti, alla concessione della pensione, assegno o indennità da parte dei competenti organi del Ministero dell'interno. Unitamente a tale verbale sono trasmessi alle prefetture le relative domande intese ad ottenere le provvidenze previste, la dichiarazione di responsabilità, ed ogni altro documento allegato all'istanza. 4. La segreteria trasmette, altresì, alla prefettura, con separato elenco, i verbali di visita con la relativa documentazione dei soggetti per i quali non sia stato accertato un grado di invalidità sufficiente a far luogo alla concessione delle provvidenze richieste, ai fini dell'adozione del provvedimento di competenza da parte del comitato provinciale di assistenza e beneficienza pubblica. Nota all'art. 3, comma 1: Il testo dell'art. 19 della legge n. 482/1968 (Disciplina generale delle assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e le aziende private) è il seguente: "Art. 19. - Presso gli uffici provinciali del lavoro sono istituiti elenchi separati per le singole categorie degli invalidi di guerra, degli invalidi civili di guerra, degli invalidi del lavoro, degli invalidi per servizio, degli invalidi civili, dei sordomuti, degli orfani e delle vedove di caduti di guerra o del lavoro o per servizio e dei profughi che risultino disoccupati e che aspirino ad una occupazione conforme alle proprie capacità lavorative. La richiesta di iscrizione è presentata direttamente dagli interessati o dalle associazioni, opere, enti di cui all'articolo 15, ultimo comma, munita della necessaria documentazione concernente la sussistenza dei requisiti che, a norma delle leggi in vigore, danno titolo al collocamento obbligatorio, le attitudini lavorative e professionali del richiedente anche in relazione all'occupazione cui aspira, e per coloro che hanno menomazioni fisiche, una dichiarazione di un ufficiale sanitario, comprovante che l'invalido, per la natura ed il grado della mutilazione o invalidità, non può riuscire di pregiudizio alla salute e alla incolumità dei compagni di lavoro od alla sicurezza degli impianti. Negli elenchi di cui al primo comma del presente articolo sarà fatta particolare menzione degli amputati dell'arto superiore o inferiore, ascritti alle categorie seconda, terza e quarta della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, se invalidi di guerra o per servizio, e delle minorazioni analoghe per le altre categorie. La compilazione dei singoli elenchi avviene con la collaborazione, per ciascuna delle categorie degli aventi diritto, dei rispettivi rappresentanti facenti parte della commissione provinciale di cui all'articolo 16".