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Invito dunque i senatori Questori, nei quali ripongo massima fiducia, a fare in modo che un'azione sia svolta per risolvere questo annoso problema. Mi auguro che possa esserci un percorso condiviso anche con la Camera dei deputati, che arrivi a dare finalmente piena dignità e riconoscimento a coloro che quotidianamente ci accompagnano nella nostra attività e nell'azione parlamentare. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione congiunta. Ha facoltà di parlare il senatore Questore, che invito anche ad esprimere il parere sugli ordini del giorno in esame. DE POLI, senatore Questore . Signor Presidente, ringrazio i colleghi intervenuti. In particolare, mi rivolgo al senatore Marilotti, per quanto riguarda tutta una serie di situazioni all'interno della Biblioteca, sulle quali nel 2022, prima della fine della legislatura, vedremo come intervenire per dare delle risposte. Per quanto riguarda il senatore Trentacoste, che ha presentato un ordine del giorno, come pure i colleghi De Falco e Paragone, come sapete, si sta lavorando in collaborazione stretta con i colleghi della Camera proprio per dare un'unica soluzione di intervento in relazione ai collaboratori parlamentari. Come ha detto anche lei, senatore Trentacoste, dal 2023, in conseguenza della nuova riforma, interverrà il taglio dei collaboratori. Su questo punto si sta studiando assieme per dare un aspetto normativo che preveda che il rapporto di lavoro continui a intercorrere direttamente fra senatore e collaboratori e sia caratterizzato da una natura fiduciaria - chiaramente, perché così dev'essere - ma che tutti gli oneri a carico del datore di lavoro siano assunti a carico dell'istituzione del Senato, che svolgerebbe questo tipo di attività. Al riguardo va subito precisato che la proposta in questione è già da tempo oggetto di attenta analisi da parte del Collegio, che è sensibile a questa problematica ed è convinto che una soluzione debba essere trovata dalla prossima legislatura, ovviamente nei limiti delle attuali disponibilità di bilancio, poiché non si può sforare. Come dicevo prima, la questione è oggetto di esame anche presso l'altro ramo del Parlamento, dove pure sono stati presentati analoghi ordini del giorno. L'intenzione del Collegio è di ricercare una soluzione più idonea, di concerto con i colleghi della Camera dei deputati e del suo Ufficio di Presidenza, in maniera tale da rendere uniforme eventualmente l'intervento in questo ambito. Per quanto concerne gli ordini del giorno G5 e G6, ci sono tutta una serie di premesse, che però lascio agli atti, affinché vengano allegate al Resoconto, senza soffermarmi ad illustrarle. A questo punto, chiederemo ai colleghi di ritirare i loro ordini del giorno. Tralasciando le premesse, che chiaramente sono diversificate, chiediamo che la parte dispositiva venga riformulata come già abbiamo indicato. Se non si accettasse la riformulazione, il parere resterebbe contrario, andremmo al voto e deciderebbe l'Assemblea sovrana. Il senatore Trentacoste dovrebbe avere il testo proposto, così come la Presidenza, quindi possiamo darlo per letto: questa è la nostra indicazione di riformulazione degli ordini giorno che, in linea di massima, sono tutti uguali, ovvero rappresentano il problema dei nostri collaboratori parlamentari. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Trentacoste se intenda accettare la proposta di riformulazione avanzata dai senatori Questori. TRENTACOSTE (M5S) . Sì, Presidente, accetto la proposta di riformulazione, invitando caldamente i senatori Questori a che ciò possa vedere la luce in questo scorcio di fine legislatura. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G1, G2, G4, G5 e G6 non verranno posti ai voti. Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G3 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo alla votazione dei documenti. CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, interverrò molto brevemente e lo farò per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI ai due provvedimenti: il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020 e il bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2021. Desidero in primo luogo ringraziare sia il presidente del Senato Alberti Casellati sia il collegio dei senatori Questori per l'ottimo lavoro svolto con dedizione e senso delle istituzioni. Tengo altresì a dare conto anche del processo e della strada intrapresa già da qualche anno per la razionalizzazione delle spese del Senato, ma soprattutto della qualità delle stesse, nel rispetto del principio certamente dell'economicità, ma anche dell'efficienza. La nostra è infatti un'istituzione che ha bisogno di funzionare al meglio per le competenze che ci vengono assegnate. Questo aspetto viene in rilievo soprattutto sotto il profilo della razionalizzazione dell'attività amministrativa, al fine di raggiungere gli obiettivi che sono stati individuati in sede programmatica. Voglio sottolineare questo risultato a maggior ragione con riferimento al rapporto rispetto alla qualità della spesa. Vorrei soffermarmi in questa sede su due aspetti in particolare: un primo aspetto riguarda la significativa riduzione, come già avvenuto nel periodo precedente 2012-2019, della dotazione del Senato. La riduzione dall'inizio della scorsa legislatura è di oltre 190 milioni di euro. Questo modus operandi assume, a mio avviso, un significato importante: vuol dire che il contenimento della spesa non avviene in maniera sporadica, solo per quest'anno, ma sta assumendo carattere strutturale e sistematico. Questo aspetto non è di poco conto, posto che investe nel complesso l'intera Istituzione e riverbera i propri effetti anche al suo esterno. Strettamente correlata a questo specifico profilo, come sottolineato dal collega De Poli nella sua relazione, è la progressiva riduzione del peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica, frutto di scelte meritevoli, che sono state sviluppate in maniera costante nel corso di questi anni. Si tratta di un peso sulla finanza pubblica che si è ridotto in maniera considerevole (per più di 300 milioni di euro): questa riduzione, come già sottolineato, è, per l'appunto, il frutto di una serie di risparmi che sono stati effettuati nel periodo in questione. Il contenimento della spesa ha poi riguardato anche le indennità parlamentari e le competenze accessorie, con una diminuzione di 77 milioni di euro rispetto alla dinamica tendenziale. La percentuale della spesa per le indennità dei senatori rispetto al bilancio del Senato si è pressoché dimezzata, dal 2001 al 2021, passando dal 19 al 10 per cento.