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Per chiarezza, bisogna sottolineare che, anche dopo la ratifica, il Trattato in questione non potrà regolare che le procedure di estradizione attivate dopo la sua entrata in vigore, ma è chiaro che per l'estradizione dei latitanti dimoranti nel Golfo sarà cura del Ministero della giustizia attivarla già dal giorno successivo all'approvazione dell'Assemblea della citata ratifica del Trattato. Naturalmente questo Trattato va ad intendersi in un rapporto più ampio, che tocca temi di carattere economico, finanziario e del turismo e una puntuale sottoscrizione non può che rendere più agevoli i già importanti rapporti tra il nostro Paese e gli Emirati Arabi Uniti. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Come da accordi intercorsi, il seguito dell'esame del provvedimento è rinviato alla seduta di domani, che avrà inizio alle ore 11, con le dichiarazioni di voto e il voto finale, essendo fissata alle ore 9,30 la riunione della Conferenza dei Capigruppo. Per lo svolgimento di interrogazioni TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, l'intento di questo intervento è, per il suo tramite, di sollecitare il Governo sulla vicenda Qui!Group. Già a luglio, quando cominciava a essere evidente che la situazione stava diventando esplosiva, abbiamo presentato l'interrogazione 3-00132 , e nelle scorse settimane, a firma di Teresa Bellanova, abbiamo presentato anche l'interrogazione 3-00234 , sempre su questo tema. Si tratta di una questione di proporzioni enormi, perché riguarda oltre 150.000 esercizi coinvolti (bar gastronomie, ristoranti, piccola e grande distribuzione), oltre 90.000 imprese che hanno acquistato questi buoni pasto, e centinaia di lavoratori (oltre 200 diretti e più di 600 nell'indotto) colpiti dalla situazione di crisi che sta vivendo questo gruppo. Della vicenda, come dicevo prima, ne avevamo parlato già a luglio, quando stava per esplodere la questione. Negli scorsi giorni, dopo il fallimento, c'è stato un allarme enorme sia per chi, aziende e cittadini, è rimasto in possesso di questi buoni pasto di cui ormai non si capisce più quale potrebbe essere l'utilizzo, sia per la situazione dei lavoratori colpiti da tale situazione. Il problema è che né il Ministero sembra in grado di dare una prospettiva, né la curatela e la proprietà stanno dando segnali di vita. In più, negli scorsi giorni si è palesata un'ulteriore situazione che ha del paradossale: Consip sembra aver assegnato una gara con un ribasso del 22 per cento ad una srl che si chiama Più Buono, che pare essere controllata al 95 per cento da Qui!Group. Noi chiediamo al Ministero di prendere in mano la situazione perché, al di là dei disastri che rischiano di ripercuotersi su imprese che hanno ricevuto in pagamento questi buoni e che adesso non sanno cosa farsene, su imprese che li avevano acquistati e se li sono ritrovati in carico, su singoli cittadini che li avevano ricevuti dalle imprese e che li hanno in mano, nonché sui lavoratori, questa rischia di essere una bomba veramente esplosiva. Chiediamo in modo accorato che il Ministero prenda in mano la situazione e che, se del caso (noi riteniamo proprio di sì), risponda alle nostre interrogazioni. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . La Presidenza prende atto del suo sollecito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno GIACOBBE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, vorrei chiedere l'attenzione dei colleghi, perché l'argomento di cui sto per parlare non penso ci riguardi come rappresentanti di partiti politici, ma come persone ed esseri umani. È con tristezza, cari colleghi e signor Presidente, che intervengo per parlare della tragedia in Indonesia, uno dei Paese della mia ripartizione elettorale. Ad oggi si contano oltre 1.200 vittime, a causa del violento terremoto di magnitudo 7.4 e del conseguente tsunami, una tragedia che si ripete dopo quella del 2004 e il devastante tsunami a Sumatra. Purtroppo il numero delle vittime è destinato a salire. Molte sono le persone ancora sotto le macerie, molte sono le aree da raggiungere e nuove scosse di terremoto si ripetono, anche in altre isole dell'Arcipelago indonesiano: è di qualche ora fa la notizia di una scossa di magnitudo 5.9 nell'isola di Sumba. Le zone colpite sono molto estese e difficili da raggiungere: mancano quindi acqua e beni di prima necessità e c'è il rischio di epidemie. L'onda anomala dello tsunami ha colto di improvviso la popolazione di Palu e Donggala. Subito dopo il terremoto era stata diramata anche un'allerta, rientrata però dopo un'ora. All'improvviso, però, il muro d'acqua e le onde anomale alte oltre due metri si sono abbattuti con tutta la loro violenza sulla costa, causando morte e distruzioni. Purtroppo, come sappiamo, non è possibile prevedere un terremoto, ma una più attenta analisi, forse, avrebbe potuto evitare o limitare il disastro dello tsunami. È necessaria la collaborazione e la cooperazione tra gli organi internazionali per migliorare i sistemi di allerta per eventi come questo. Il dramma in Indonesia sta assumendo dimensioni enormi ed il Governo indonesiano ha chiesto aiuto ed assistenza alla comunità internazionale. Io spero che ci si possa impegnare tutti nell'aiuto a questa popolazione. Signora Presidente, certo di interpretare il sentimento di tutte le senatrici ed i senatori, permettetemi di concludere esprimendo il nostro dolore, il cordoglio e la nostra solidarietà al popolo indonesiano. (Applausi dai Gruppi PD e M5S). PRESIDENTE . Senatore Giacobbe, l'Assemblea fa propria l'espressione di vicinanza e di dolore che lei ha appena rappresentato. EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi senatori, il presente intervento è dettato dalla necessità di portare anche in quest'Aula un tema dibattuto nell'altra ala del Parlamento, che con 295 voti favorevoli e 181 contrari ha accettato le dimissioni del deputato Andrea Mura, già espulso dal nostro Gruppo parlamentare per avere totalizzato oltre il 96 per cento di assenze. La grande eco mediatica ha contribuito a creare un vero e proprio caso sul quale si è registrato un elevatissimo numero di dichiarazioni da parte dei rappresentanti delle opposizioni, i quali hanno espresso inaccettabili, pesanti e vergognosi giudizi sull'operato del MoVimento 5 Stelle per aver scelto - secondo loro - un candidato sbagliato, guardandosi bene dall'andare oltre il caso Mura, come una matura riflessione politica avrebbe preteso, ed affrontare responsabilmente - ed aggiungo, finalmente - il problema dell'assenteismo dei parlamentari.