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Non è elencato specificatamente il Ministro, ma non si è mai verificato il caso di un Ministro che si presenti a un'elezione suppletiva; semmai, lo fa quando il Governo ha solo compiti di ordinaria amministrazione, non quando - nei giorni, mesi o settimane successivi - ha per esempio il compito di procedere a 400 tra le più importanti nomine che esistono. Ora, se il nostro ordinamento complessivo - che non sto qui a richiamare, per brevità di tempo, ma che lei conosce molto meglio di me - prevede delle incompatibilità e delle ineleggibilità proprio per assicurare condizioni paritarie ai candidati, mi chiedo se le sembra corretto, mentre queste elezioni corrono, continuare ad avere come Ministro un candidato che approfitta, utilizza o usa - scelga il termine che preferisce - il proprio ruolo privilegiato rispetto agli altri sei candidati che non hanno questa fortuna, questa possibilità e - putativamente - questi stessi spazi elettorali. Credo che farebbe bene a chiedere le dimissioni del ministro Gualtieri: questa è la nostra richiesta. L'avrebbe già dovuto fare da solo, lo ribadisco, o almeno assumere ad interim per il periodo delle competizioni elettorali quell'importante ruolo nel Dicastero. (Applausi dal Gruppo FdI). PRESIDENTE. Il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, ricordo che nel collegio Roma 1 della Camera dei deputati fu eletto l'allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni Silveri, quindi la competizione elettorale, secondo la vigente legislazione, è necessaria per sostituirlo dato che, nel frattempo, è stato nominato commissario europeo, assicurando peraltro in tale ruolo al massimo livello la presenza italiana nelle istituzioni europee. Per quanto riguarda la presunta ineleggibilità del ministro Gualtieri, lei ha ricordato gli aspetti legali; li precisiamo. Nel nostro ordinamento le ipotesi di ineleggibilità sono tassativamente previste dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, secondo cui è ineleggibile a parlamentare esclusivamente chi riveste la carica pubblica di deputato regionale o di consigliere regionale, presidente della Giunta provinciale, sindaco di Comune (peraltro con popolazione superiore ai 20.000 abitanti), capo o vice capo della polizia, ispettori generali di pubblica sicurezza, capo di Gabinetto dei Ministri, Rappresentante del Governo presso la Regione autonoma della Sardegna, Commissario dello Stato per la Regione Siciliana, commissario del Governo per le Regioni a statuto ordinario, commissario del Governo per la Regione Friuli-Venezia Giulia, presidente della Commissione di coordinamento per la Regione Valle d'Aosta, commissario del Governo per le Province di Trento e Bolzano, prefetto e coloro che fanno le veci nelle predette cariche, viceprefetti e funzionari di pubblica sicurezza. Ora appare evidente, scorrendo questo elenco, che non è contemplata nel modo più assoluto, tra le ipotesi di ineleggibilità e incandidabilità, quella della carica di Ministro. Peraltro, in passato, nelle diverse scadenze elettorali, Ministri e Presidenti del Consiglio si sono sempre presentati alle elezioni, svolgendo nei tempi e nei modi previsti le rispettive campagne elettorali. Va altresì evidenziato che, sulla base di una giurisprudenza costante, le disposizioni di legge che prevedono cause ostative alle cariche elettive, proprio perché comportano deroghe al diritto costituzionalmente garantito di elettorato passivo - lo ricordo - sancito all'articolo 51 della Costituzione, sono di stretta legalità. Ciò significa che non sono suscettibili di interpretazione estensiva o analogica, nel modo più assoluto. Per quanto riguarda, poi, l'altro problema che gli interroganti pongono - e anche in questo caso li ringrazio per la precisazione - e cioè quello della par condicio in campagna elettorale, essa è garantita - come sappiamo - dalla legge n. 28 del 2000, che affida all'autorità indipendente di settore, l'Agcom, e, per quanto di competenza, ai Corecom regionali, il compito di assicurare il rispetto dei principi di pluralismo, obiettività e correttezza dell'informazione. Nel caso di specie, si tratta di elezioni suppletive nella circoscrizione di Lazio 1. Il monitoraggio dell'informazione e della comunicazione da parte di società locali, quindi, è svolto, per conto di Agcom, dal Comitato regionale per le comunicazioni Corecom Lazio. In merito poi alla programmazione televisiva e radiofonica nazionale, come è sempre accaduto anche in casi analoghi in passato, sarà cura dell'Agcom, nella sua costante e doverosa attività di verifica svolta anche fuori dai periodi elettorali, valutare il corretto bilanciamento dei tempi dedicati alla presenza del Ministro dell'economia, indispensabile per un'efficace comunicazione istituzionale dell'attività di Governo, rispetto a quelli, invece, a lui dedicati in qualità di soggetto politico, che - come ho già detto - legittimamente partecipa a una competizione elettorale. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore La Russa, per due minuti. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, che lunedì 3 febbraio il Ministro abbia avuto, però, un'ora e venti minuti a differenza degli altri non è contestabile; era forse il giorno in cui scattavano i calcoli - non lo so - ma intanto è partito con un'ora e venti di vantaggio. Vede, Presidente, quando le risposte sono già predisposte e scritte, si corre il rischio di non ascoltare o di non rispondere a ciò che l'interrogante ha posto. Lo so bene che i Ministri possono candidarsi a fine legislatura, quando esercitano solo una funzione di ordinaria amministrazione. Qui si tratta di una suppletiva e lei, leggendo - - giustamente la risposta era già predisposta - ha elencato tutta una serie di figure che hanno meno potere di un Ministro dell'economia. Attenzione: la cosa è ridicola. Sa a chi è vietato candidarsi? L'ha detto lei: al capo di Gabinetto di Gualtieri. Al capo di Gabinetto del Ministro - l'ha letto e io lo so - è vietato candidarsi! (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). Quindi, il suo capo di Gabinetto non si può candidare, mentre il Ministro può partecipare per un'ora e mezza a un programma televisivo e fare 400 nomine durante la campagna elettorale. Ma, siccome formalmente è possibile, lei non sente il dovere e l'opportunità di sostituirlo al Ministero o di chiedergli le dimissioni. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). Ecco perché siamo pienamente insoddisfatti. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto «Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco» di Genova, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) .