[resaula]

un bene da difendere, un diritto da promuovere». Si tratta dunque di un Intergruppo costituito da tutti i parlamentari che ha tra gli obiettivi principali l'azzeramento delle notevoli disparità di trattamento dovute purtroppo alle diverse gestioni all'interno delle singole Regioni, che determinano tempi e qualità delle prestazioni profondamente diversi, come tutti purtroppo sappiamo. Nella nostra mozione ricordiamo alcuni punti che oggi terrei a sottolineare. Innanzitutto il finanziamento per i farmaci innovativi oncologici e non oncologici; noi chiediamo espressamente di garantire la copertura finanziaria per i farmaci oncologici attraverso un incremento del fondo a medio-lungo periodo, con un vincolo per il suo utilizzo anche per i farmaci innovativi non oncologici, che arriveranno a breve in Italia e potranno cambiare totalmente la qualità di vita di persone, restituendo loro la sanità. Un altro punto importante per noi è facilitare l'accesso tempestivo dei malati all'innovazione di diagnosi e terapia, superando le disparità esistenti tra i Paesi europei. È importante inoltre garantire una copertura finanziaria alle terapie geniche attraverso modelli di finanziamento, sempre a medio e lungo periodo, con vincolo di destinazione. Solo così si potrà dare veramente una risposta alla ricerca fondamentale per questa ed altre malattie; sapendo i tempi della ricerca sono necessari finanziamenti a medio-lungo periodo, per approdare a risultati senza che magari si inizi un percorso di ricerca per poi interromperlo perché non vengono più erogati i fondi. Un punto importante, che chiedo possa essere inserito all'ordine del giorno che condivideremo, è volto ad adottare uno o più decreti legislativi per l'introduzione di disposizioni per la piena integrazione della figura del caregiver familiare nell'ordinamento giuridico, riconoscendo la specificità del caregiver oncologico e attivando la rete delle cure palliative a domicilio senza inutili attese ed eccessive burocrazie. Si tratta di un punto importante. Gli altri punti sono già stati sottolineati, ma ricordo che più del 45 per cento dei pazienti viene curato con le cure palliative a casa; è importante riconoscerlo perché i servizi sociali sono molto carenti, soprattutto in alcune Regioni. Ritengo quindi che riconoscere la figura del caregiver familiare per il paziente oncologico sia molto importante e chiedo che venga aggiunto almeno questo punto all'ordine del giorno che tutti ci apprestiamo a sottoscrivere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, seppur contenta di aver raggiunto l'accordo sull'ordine del giorno G1 che parla del sostegno alla lotta al cancro, mi associo anch'io alla collega Rizzotti. Non ho visto la mail del senatore Romeo perché altrimenti, visto considerato che apparteniamo entrambi all'Intergruppo interparlamentare per la lotta al cancro, avrei anch'io sottoscritto l'ordine del giorno, invece di trovarci qui oggi. Comunque l'importante è arrivare all'obiettivo. Credo che sostenere l'ordine del giorno tutti insieme sia un valore aggiunto. Lo abbiamo detto e fatto altre volte rispetto ai temi della salute. Ricordo che pochi mesi fa, a novembre, abbiamo approvato all'unanimità l'istituzione della Rete nazionale dei registri dei tumori. È quindi un tema che credo davvero stia a cuore a tutti noi. Anch'io dovrei citare quanto è stato già citato dalla collega Rizzotti; i numeri del cancro sono purtroppo ancora esponenzialmente in aumento. Sappiamo però anche che siamo uno dei Paesi con il sistema sanitario migliore per poter poi guarire dal cancro e questo deve essere importante per noi. Abbiamo avuto dei ricercatori di fama mondiale, uno su tutti il professor Veronesi, che ci ha lasciato protocolli fondamentali soprattutto per il tumore al seno. È inutile però che nascondiamo le diversità di trattamento presenti nel nostro Paese, anche per le stesse patologie. L'ordine del giorno condiviso vorrebbe mettere all'attenzione i diversi impegni che noi consegniamo al Governo, proprio perché sappiamo che sono stati presi nel corso degli anni e devono ancora essere attuati completamente. Mi riferisco soprattutto alle reti delle breast unit ; un impegno che le Regioni devono ancora completare. Ricordo altresì la realizzazione delle reti oncologiche, uno degli impegni che abbiamo inserito nell'ordine del giorno. C'è anche un altro impegno, non meno importante, che è quello di garantire a breve l'adozione di un nuovo piano oncologico nazionale, basato sulla centralità del paziente. Ricordo infatti l'importanza di avere il paziente come partner , con il quale condividere e collaborare per la terapia, affinché ci sia un rapporto di fiducia tra medico e paziente, che possa svilupparsi nella fiducia per migliorare l'effetto della terapia. Questo è quanto chiedono tutte le associazioni di pazienti oncologici, dicendoci che vogliono partecipare alla guarigione attraverso una rapporto di fiducia con il proprio medico. È per questo che tali associazioni, come "Salute donna", che ha promosso all'Intergruppo la presentazione della mozione, ci chiedono di avere per loro una particolare attenzione e di avere anche dei referenti delle associazioni nei luoghi di decisione. Ciò è molto importante, così come promuovere a livello territoriale un approccio multidisciplinare e un lavoro di équipe , con la presenza di diversi specialisti, con l'obiettivo di garantire e migliorare il benessere psicofisico del paziente oncologico. Sappiamo, ad esempio, che un tema fondamentale è quello della psiconcologia, una materia sviluppatasi negli anni, che coglie anche l'aspetto psichico di chi è affetto da una patologia oncologica, che deve essere sostenuto. Non c'è solo la parte organica e non dobbiamo curare solo il corpo, ma dobbiamo curare il paziente in maniera olistica, nel suo insieme. È quindi molto importante che tali tematiche vengano messe all'attenzione del Governo. È inoltre fondamentale porre in essere delle campagne di comunicazione più efficaci per promuovere l'adesione agli screening oncologici, garantiti dai livelli essenziali di assistenza (LEA). Purtroppo sappiamo che ci sono ancora delle Regioni che, pur avendone la possibilità, non riescono ad avere adesione agli screening. Penso ad esempio alle donne con il tumore al collo dell'utero: si fa fatica e bisogna quindi cercare di favorire le richieste di adesione allo screening . Ancora adesso si fa fatica ad avere adesioni importanti, soprattutto - devo dirlo - nelle Regioni del Sud. Ho avuto modo di parlare con dei professionisti, che mi hanno detto che davvero si fa fatica. Quindi, occorre fornire maggiori informazioni sul fatto che gli screening possano aiutare a individuare prima le patologie, per poi evitare di ricorrere all'ultimo momento ad un intervento, che potrebbe essere evitato, agendo in anticipo con una buona prevenzione. Occorre poi diffondere informazioni chiare e puntuali sulla ricerca clinica e facilitare l'accesso agli studi clinici da parte dei pazienti oncologici ed oncoematologici, sempre con l'obiettivo di favorire l'approvazione e la disponibilità tempestiva delle terapie più innovative. C'è infine il passaggio, importante e fondamentale, sui farmaci oncologici innovativi. È ovvio che su questo tema bisogna stanziare dei fondi, perché c'è bisogno che la ricerca in ambito oncologico continui e possa dare risultati positivi, così come è accaduto.