[ddlpres]

In tale caso, i tre mesi decorrono dalla data di esercizio dell'opzione per il regime di consolidato fiscale o per il suo rinnovo. Tale previsione appare un valido rimedio al vuoto normativo che ha consentito negli scorsi anni un utilizzo improprio del M.L.B.O. ed uno strumento atto a salvaguardare e a valorizzare le operazioni di ristrutturazione aziendale che possono essere utili a ridurre i costi e a migliorare l'efficienza in un contesto sempre più competitivo caratterizzato dalla internazionalizzazione e globalizzazione dell'economia. Infatti, gli scenari economici internazionali caratterizzati da un unico mercato globale nel quale devono competere tutti i soggetti economici determinano la necessità di ristrutturazioni aziendali che consentano limiti dimensionali atti a permettere la permanenza sul mercato e a conseguire maggiori livelli di redditività e competitività. Al legislatore, pertanto, spetta il compito di meglio disciplinare questa tipologia di operazione a livello civilistico e fiscale per consentire alle imprese di porre in essere, garantendo al tempo stesso la stabilità dei mercati finanziari e la loro piena legittimità economica e fiscale. Necessità tanto più urgente in ragione del fatto che, attualmente, nel dibattito politico è riemersa con forza la tematica delle privatizzazioni di società a controllo pubblico e con le disposizione proposte si vuole evitare il ripetersi di casi come quelli di Telecom ed Autostrade.. Art. 1. 1. In caso di fusione a seguito di acquisizione con indebitamento di cui all'articolo 2501- bis del codice civile, ai fini dell'applicazione della disciplina di deducibilità degli interessi passivi contenuta nell'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, entro il termine di tre mesi dalla data di effetto della fusione, la società incorporante o risultante deve presentare un interpello all'Agenzia delle entrate, ai sensi dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, per consentire la verifica in concreto, anche per i successivi esercizi, che l'operazione risponde a obiettivi di sviluppo economico industriale della società acquisita attraverso l'espansione delle sue attività al di fuori di quelle già possedute dal gruppo di nuova appartenenza. L'interpello deve essere presentato anche in assenza di successiva fusione, qualora la società acquirente si avvalga della facoltà riconosciuta dai commi 7 e 8 dell'articolo 96 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. In tale caso, i tre mesi decorrono dalla data di esercizio dell'opzione per il regime di consolidato fiscale o per il suo rinnovo.