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qualsiasi operatore della sicurezza, con un minimo di esperienza, si sia espresso sulla vicenda, ha affermato che sarebbero serviti almeno due anelli di protezione con otto operatori; ma ciò non è avvenuto, determinando difatti la mancanza di risorse coerenti con il livello di rischio noto su tutti i livelli, si chiede di sapere: se l'ambasciatore Attanasio avrebbe potuto incrementare motu proprio gli assetti di sicurezza assegnati, incrementandone gli uomini e gli equipaggiamenti, al fine di avere un migliore assetto di close protection standard e permanente, ovvero se lo avesse richiesto; se il Ministero degli affari esteri conoscesse il modus operandi di altri Paesi per i transiti di personale diplomatico in quelle aree e gli assetti di protezione ravvicinata da loro adoperati; se abbia avuto corrispondenze per comprendere in base a quale differente valutazione del rischio, per garantire l'incolumità di alcuni diplomatici di stanza a Kinshasa, l'ONU avesse disposto un folto contingente di protezione, mentre per il convoglio di veicoli che trasportavano i connazionali il dispositivo di sicurezza era totalmente inappropriato. Atto n. 4-05810 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, con ordinanza contingibile ed urgente n. 75 del 7 luglio 2021, il Presidente della Regione Sicilia, al fine di conseguire celermente su tutto il territorio uno standard di vaccinazioni non inferiore alla quota percentuale dell'80 per cento, ha ordinato alle aziende sanitarie provinciali del SSR l'avvio di una campagna regionale di vaccinazione di prossimità. A tal fine è stata prevista la vaccinazione sui luoghi di lavoro, la possibilità di ricevere il siero nei luoghi turistici e della movida e il potenziamento dei punti vaccinali comunali con la riassegnazione del personale in servizio. È stata altresì prevista la ricognizione del personale non ancora vaccinato operante nelle pubbliche amministrazioni e preposto ai servizi di pubblica utilità e ai servizi essenziali, di cui alla legge n. 146 del 1990, "mediante apposito interpello rivolto dalle AA.SS.PP. a tutti gli Enti pubblici operanti nel territorio della Regione Siciliana; all'esito della ricognizione nell'ipotesi di indisponibilità o di rifiuto di sottoposizione a vaccinazione, si è previsto che il datore di lavoro pubblico provvede, nei modi e termini previsti dal CCNL di categoria, ad individuare per l'interessato una differente assegnazione lavorativa, ove possibile, che non implichi il contatto diretto del lavoratore con l'utenza esterna"; considerato che: come confermato dagli innumerevoli pronunciamenti dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali e nelle "FAQ", il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali; l'ordinanza, prevedendo in caso di indisponibilità o di rifiuto di sottoposizione a vaccino il demansionamento coatto, introduce surrettiziamente un obbligo, in violazione dell'articolo 32 della Costituzione italiana, che sancisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge; ritenuto altresì che: tale previsione contenuta non in una fonte primaria, ma in un atto amministrativo risulterebbe gravemente violativa dei diritti dei soggetti interessati, comportando il trattamento illecito di dati personali sensibili, in violazione della direttiva UE 680/2016 e del decreto legislativo n. 51 del 2008; la materia relativa alle misure di contenimento della pandemia da COVID-19 ricadrebbe nella competenza legislativa esclusiva dello Stato a titolo di "profilassi internazionale" (articolo 117, secondo comma, lettera q) , della Costituzione), che è comprensiva di ogni misura atta a contrastare una pandemia sanitaria in corso, ovvero a prevenirla, lasciando alle Regioni e alle Province autonome soltanto lo spazio di un intervento in attuazione della normativa nazionale, senza alcuna possibilità di derogarvi; la citata ordinanza contingibile ed urgente viola, ad avviso dell'interrogante, i limiti di competenza concorrente in materia di diritto alla salute stabiliti all'articolo 117, comma terzo, della Costituzione, nonché il principio di eguaglianza, ex articolo 3 della Costituzione, determinando una disparità di trattamento tra categorie di lavoratori; la scelta delle unità di prossimità vaccinali in ogni comune della regione e nei luoghi di lavoro non rispetta le garanzie dettate dall'articolo 32 della Costituzione italiana e, a parere dell'interrogante, potrebbe configurarsi uno sperpero di denaro pubblico che potrebbe far configurare una responsabilità contabile anche per potenziali esborsi da contenzioso, si chiede di sapere: se il Governo, per quanto di competenza, intenda chiedere al giudice amministrativo la sospensione o l'annullamento dell'ordinanza regionale n. 75 del 7 luglio 2021 come già avvenuto con l'ordinanza del presidente della Regione Marche Ceriscioli, sospesa con decreto n. 56 del 27 febbraio 2020 dal TAR Marche, che evidenziava come il potere atipico riconosciuto alle autorità competenti (e quindi anche ai presidenti di Regione come autorità sanitarie e di protezione civile) possa essere sì esercitato, ma con poteri meno invasivi e certamente solo in caso di effettivo e contingente aggravamento dell'emergenza sanitaria all'interno della regione; se ritenga opportuno, vista la necessità di mantenere l'unità dell'ordinamento, avvalersi del potere di annullare gli atti illegittimi degli enti locali (ivi comprese le Regioni), potere recentemente riconosciuto dal Consiglio di Stato (sentenza della sezione I, 7 aprile 2020, n. 735), per i Comuni, ma che all'interrogante pare estensibile sulla base dell'articolo 120, comma secondo, della Costituzione anche alle Regioni. Atto n. 4-05811 AIMI CANGINI RIZZOTTI BINETTI STABILE BARBONI CALIGIURI Al Ministro della salute Premesso che: il 21 febbraio 2020 in Italia è stato identificato un 38enne di Codogno quale presunto "paziente zero" affetto da Coronavirus (in precedenza, a fine gennaio, in Italia, erano stati registrati due casi di COVID-19 relativi ai due turisti cinesi in visita a Roma); dalla scoperta del presunto "paziente zero" hanno cominciato a svilupparsi diversi focolai nel nord Italia generando così la pandemia anche nel nostro Paese, a seguito della quale sono stati adottati dal Governo severi provvedimenti volti al contenimento del contagio, impositivi di lunghi periodi di lockdown su tutto il territorio nazionale; l'OMS ha dichiarato ufficialmente lo stato di pandemia mondiale l'11 marzo 2020; secondo i dati ufficiali, l'Italia, dall'inizio della pandemia, ha registrato 4,27 milioni di casi con 128.000 decessi; fin da subito gli studi hanno dimostrato che la reinfezione da COVID-19 è possibile, in particolare quando il livello di anticorpi sviluppati dai soggetti a seguito della prima infezione è nullo o particolarmente basso; in ogni caso, sul tema, le notizie ufficiali appaiono ancora contraddittorie e confuse, si chiede di sapere: