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la lotta contro lo spopolamento dei piccoli comuni e il contrasto alla dispersione scolastica dovrebbero rappresentare una priorità nella gestione e pianificazione del territorio; i sindaci dei piccoli comuni, la stessa ANCI, molte associazioni, famiglie e privati cittadini più volte sono stati promotori di iniziative su questo importante tema; tuttavia negli ultimi anni si è assistito a una costante e inesorabile riduzione dei servizi offerti nelle aree montane, periferiche ed insulari, con un impoverimento dei territori più disagiati e isolati. Moltissime le scuole che sono state chiuse o che rischiano di scomparire, contribuendo così ad accelerare l'esodo verso le grandi città; considerato che: in Sardegna, l'Ufficio scolastico regionale ha recentemente previsto la chiusura delle scuole dell'infanzia dei comuni di Bortigiadas e Nughedu San Nicolò per l'anno scolastico 2020/2021; da uno studio della Regione Sardegna, realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Cagliari, denominato "Comuni in estinzione", che analizzava la dinamica di spopolamento delle comunità, Bortigiadas e Nughedu San Nicolò erano individuati fra i 31 a rischio scomparsa; questa decisione risulta ancor più intempestiva, essendosi verificata proprio nel momento di massimo impegno dei sindaci e delle istituzioni locali nella gestione dell'emergenza COVID-19; a parere degli interroganti sarebbe necessario trovare un accordo con la Regione Sardegna sul piano di dimensionamento scolastico 2020/2021 affinché, anche alla luce dei problemi aggiuntisi per l'attuale emergenza COVID-19, nessuna scuola venga chiusa quest'anno e venga salvaguardata l'esistenza delle scuole d'infanzia di Bortigiadas e Nughedu di San Nicolò; è evidente che la chiusura di una scuola in un piccolo centro rischia di aumentare l'isolamento e la marginalità dello stesso, pertanto sarebbe auspicabile garantire la continuità e la qualità scolastica anche in futuro nei comuni più piccoli, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda adottare per evitare la chiusura delle scuole d'infanzia di Bortigiadas e Nughedu San Nicolò. Atto n. 4-03279 BATTISTONI MOLES Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020 ha normato una serie di misure per la partenza sociale ed economica della "fase 2" dell'emergenza Coronavirus; nelle 70 pagine che compongono il testo del decreto non vi è alcun riferimento all'ippica, né tanto meno alla possibilità di accudimento dei cavalli o all'attività di maneggio; i cavalli all'interno delle strutture sono allo stremo delle forze per via dell'impossibilità, sempre più marcata, di essere alimentati, accuditi e controllati a livello veterinario; la riapertura dei maneggi consentirebbe ai vari circoli italiani di far ripartire le pratiche riabilitative e le pratiche sportive, che come da routine hanno distanziamenti sociali importanti: circa 20 metri all'interno delle aree tecniche e minimo 4 metri lungo i percorsi esterni, si chiede di sapere: quali siano i tempi per la riapertura dei maneggi; quali iniziative il Governo intenda porre in essere per tutelare la salute degli animali da maneggio e, in particolare, dei cavalli. Atto n. 4-03280 RUOTOLO DE PETRIS NUGNES Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta agli interroganti, le scuole di danza private in Italia ammontano a circa 30.000, suddivise in modo capillare su tutto il territorio nazionale, con un indotto di circa 5 milioni di lavoratori; la filiera lavorativa collegata alle scuole di danza è di ampissime proporzioni sotto forma di fabbriche di scarpette, di costumi e di abbigliamento per la danza, sartorie, tecnici, laboratori scenografici, fotografi, grafici, pubblicitari e web marketing ; il settore, attualmente, non ha una chiara e precisa normazione, è in attesa dell'attuazione della legge n. 175 del 2017, recante "Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia" in quanto non sono stati adottati i decreti legislativi nei tempi previsti, per superare una vacatio normativa che dal 1974 arriva fino ad oggi, ed è senza diritti né tutele; la legge n. 175 del 2017, infatti, attribuiva al Governo il potere di esercitare una delega in materia di spettacolo entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge. La legge è entrata in vigore il 27 dicembre 2017 e il termine di esercizio è perciò scaduto il 27 dicembre 2018; la citata legge fissa un principio storico e introduce una normativa che regolamenta l'insegnamento della danza tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti validi su tutto il territorio nazionale, nell'ambito dei quali la figura dell'insegnante di danza acquista la piena dignità professionale che mai, incomprensibilmente, le era stata riconosciuta; la legge n. 175 del 2017 richiama, infatti, l'introduzione di disposizioni finalizzate sia a dare impulso alle opere di ricostruzione del repertorio coreutico classico e contemporaneo, alla produzione artistica e alla sperimentazione, sia all'istituzione delle scuole di danza, al fine di regolamentare e garantire le professionalità interessate; la tremenda emergenza del COVID-19 ha travolto il settore, imponendo la chiusura a tempo indeterminato, dato che, anche nella fase 2, per le scuole di danza non si accenna a nessuna potenziale data di riapertura; in questo stato di crisi socio-economico-sanitaria il settore appare completamente ignorato; nel decreto "Cura Italia" del 17 marzo (di cui al decreto-legge n. 18 del 2020), infatti, la categoria delle scuole di danza private non è citata in alcuna misura di sostegno, sia in termini di ammortizzatori sociali che in altri interventi economici; a giudizio degli interroganti, e raccogliendo il grido di dolore dell'AIDAF (associazione italiana danza attività di formazione), più il tempo passa e più il numero delle scuole di danza in Italia che non potranno più riaprire aumenta, facendo sprofondare un intero settore in una crisi senza sbocco e con una perdita di posti di lavoro rilevante, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano tener conto di quanto esposto in premessa e se non ritengano di dover adottare urgenti provvedimenti fornendo al settore una forma di sostegno pubblico e agevolazioni alle circa 30.000 scuole, che svolgono funzioni rilevanti per la vita sociale, educativa, culturale e economica del Paese, dando attuazione alla legge n. 175 del 2017. Atto n. 4-03281 GASPARRI VITALI Al Ministro dell'interno Premesso che: da diversi giorni si apprende dagli organi di stampa della vicenda delle mascherine acquistate dalla Regione Lazio a marzo, ma che non sono mai state consegnate; in una nota trasmissione televisiva il giornalista responsabile dell'inchiesta ha sollevato diverse criticità nelle procedure di acquisto: