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sarebbe inaudito se il professor Coppola fosse stato licenziato perché il suo giudizio non si è uniformato a quello degli altri membri della commissione, essendo favorevole al proseguimento dei lavori della Tav Torino-Lione; contestualmente appare un fatto anomalo che il Ministro in indirizzo abbia di fatto consentito che una società privata, in assenza di qualsiasi procedura concorsuale o di evidenza pubblica, assumesse un ruolo così rilevante ed in palese conflitto di interessi in merito a un'opera infrastrutturale strategica decisiva per il futuro del Paese, si chiede di sapere quali siano le ragioni che hanno condotto al licenziamento del professor Coppola e se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale allontanamento possa compromettere definitivamente la trasparenza e l'imparzialità della struttura tecnica di missione del Ministero e i giudizi sull'impatto delle grandi opere ancora da valutare. Atto n. 3-01064 PEROSINO BERNINI PICHETTO FRATIN TIRABOSCHI FERRO FANTETTI ALDERISI MALLEGNI DAMIANI CAUSIN GALLONE MASINI FLORIS VITALI MODENA SCIASCIA MOLES Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il 18 ottobre 2018 si è svolta la prova scritta del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito nella Gazzetta Ufficiale del 24 novembre 2017, n. 90, IV serie speciale; avverso il decreto del capo dipartimento della direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 395 del 27 marzo 2019, cui è stato allegato l'elenco degli ammessi, è stato proposto ricorso giurisdizionale al TAR del Lazio; in data 2 luglio 2019, la sezione terza bis del TAR del Lazio ha emesso una sentenza con la quale è stata annullata l'intera procedura concorsuale per il reclutamento di nuovi dirigenti scolastici; la motivazione addotta, una volta rigettate tutte le rimanenti istanze dei legali di parte, riguarderebbe la presunta irregolare presenza di tre commissari in occasione della riunione plenaria del 25 gennaio 2019, convocata al fine di procedere all'approvazione della griglia valutativa da impiegare per la correzione della prova scritta; tale partecipazione, in compresenza con oltre altri 100 commissari, avrebbe determinato la nullità di tutti i successivi atti amministrativi della selezione; avverso la sentenza emessa dal TAR del Lazio, il Ministero e l'Avvocatura dello Stato hanno subito presentato l'appello al Consiglio di Stato al fine di chiedere la sospensiva d'urgenza, ottenuta in data 12 luglio 2019, e non compromettere la procedura concorsuale; è di tutta evidenza che la conferma della sentenza del TAR del Lazio penalizzerebbe non solo quei docenti che hanno con pieno merito e nel totale rispetto delle regole superato le tre difficili prove previste, ma soprattutto l'intero sistema scolastico italiano, già da anni al collasso, a causa dell'annoso fenomeno delle reggenze; a prescindere dalla sospensione del provvedimento del TAR del Lazio del 2 luglio 2019 concessa dal Consiglio di Stato, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di salvaguardare in toto la procedura concorsuale e garantire l'immissione in ruolo dei candidati che hanno superato tutte le prove a partire dal 1° settembre 2019, sui posti a tale data disponibili, e negli anni successivi, in base alle effettive disponibilità. Atto n. 3-01065 BALBONI FAZZOLARI BERTACCO RAUTI CIRIANI Al Ministro della giustizia Premesso che: la normativa vigente prevede che "il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo" sia affidato "ad una famiglia, preferibilmente con figli minori" ovvero, in subordine, "ad una persona singola" in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno, e che, solo ove ciò non sia possibile, "è consentito l'inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o, in mancanza, in un istituto di assistenza pubblico o privato" (articolo 2, commi 1 e 2, della legge 4 maggio 1983, n. 184); tale ultima forma di affidamento, peraltro, è prevista come misura assolutamente temporanea, da superare mediante affido "ad una famiglia e, ove ciò non sia possibile, mediante inserimento in comunità di tipo familiare caratterizzate da organizzazione e da rapporti interpersonali analoghi a quelli di una famiglia" (articolo 2, comma 4); è del tutto evidente, dunque, che la ratio complessiva della disciplina, coerentemente con quanto previsto per l'adozione, sia quella di garantire il diritto effettivo del minore a crescere in una famiglia (come, peraltro, confermato dal titolo stesso della legge "Diritto del minore ad una famiglia"), e che si ricorra all'affido ad una persona single ovvero ad una comunità solo in via residuale e comunque in casi del tutto eccezionali e motivati (ad esempio in presenza di una persona legata al minore da vincoli di parentela o di amicizia); a fronte di ciò, il fenomeno dell'affido familiare a persone single o a strutture comunitarie risulta, al contrario, in forte espansione soprattutto negli ultimi anni e nonostante la presenza di un elevato numero di famiglie disponibili all'affidamento e all'adozione; considerato che: lo scandalo scoppiato nei giorni scorsi in provincia di Reggio Emilia sul presunto sistema illecito di affidamenti dei minori, strappati alle loro famiglie naturali attraverso falsificazioni di atti e altri escamotage , ha sconvolto profondamente l'opinione pubblica; dall'inchiesta "Angeli e demoni" sta emergendo un quadro complessivo drammatico assolutamente preoccupante, soprattutto se si considera che dietro a tale sistema si celerebbero un business illecito di diverse centinaia di migliaia di euro e (cosa più grave) un discutibile movente ideologico di stampo LGBT; oltre alla gravità degli illeciti perpetrati dai soggetti a vario titolo coinvolti (psicologi, psicoterapeuti, operatori socio-sanitari, rappresentanti dei servizi sociali territoriali e amministratori locali) e all'orrore degli abusi (anche di natura psicofisica) commessi sui minori e sulle loro famiglie, ciò che colpisce, infatti, è il coinvolgimento diretto della responsabile del servizio sociale integrato dell'Unione di Comuni della val d'Enza; secondo gli inquirenti, sarebbe lei, peraltro attivista LGBT e paladina della "genitorialità gay " e dell'affido alle coppie omosessuali, uno dei vertici determinanti del sistema emiliano dell'affidamento dei minori e addirittura emergerebbero, in alcuni casi, "collegamenti stretti" tra le affidatarie (omosessuali) e, appunto, le operatrici e dirigenti del servizio sociale; ella ha partecipato in passato a numerosi convegni sul tema, come quello del maggio 2018 a Mantova (dal titolo "AffidarSI: uno sguardo accogliente verso l'affido LGBT"), in cui peraltro sarebbero state presentate le esperienze e (si legge testualmente) le "buone pratiche di Comuni virtuosi che da tempo hanno avviato progettualità specifiche" al riguardo; ritenuto che: