[ddlpres]

1 il turismo legato a un'attrattiva fondata sulla riscoperta delle aree rurali caratterizzate dalla coltivazione, dall'allevamento e dalla produzione di prodotti locali enogastronomici, in particolare di prodotti a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP), a specialità tradizionale garantita (STG), di prodotti di montagna, di prodotti che rientrano nei sistemi di certificazione regionali riconosciuti dall'Unione europea; 2 il turismo legato alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune, anche attraverso l'enogastronomia o mediante progetti turistici ricreativi che favoriscano lo sviluppo socioeconomico dei territori costieri e delle vie d'acqua navigabili e non; 3 il turismo nautico, fondato su iniziative in favore del diportista con una nuova disciplina che favorisca un intervento ex-post degli organi deputati al controllo delle normative di sicurezza e che garantisca la possibilità di fare impresa anche attraverso una liberalizzazione dei servizi ed un'adeguata defiscalizzazione; 4 il turismo delle radici, basato sullo sviluppo di un'offerta turistica di ritorno volta a promuovere e a favorire la riscoperta delle proprie radici da parte delle comunità di italiani residenti all'estero; 5 il turismo sanitario e termale, basato su un'offerta di viaggio e di permanenza finalizzata alla cura della salute e alla ricerca del benessere, che prevede trattamenti sanitari specifici e l'assistenza di personale medico professionalmente qualificato; 6 il turismo religioso, legato alla fede, che ha come obiettivo la visita a luoghi di culto, la partecipazione a manifestazioni nonché l'utilizzo di percorsi e luoghi di accoglienza aventi valenza religiosa; 7 il turismo sportivo, inteso come sviluppo di un'attrattiva fondata sulla presenza o sulla partecipazione ad una esperienza sportiva; b coordinare, sotto il profilo formale e sostanziale, il testo delle disposizioni legislative vigenti, anche adottate per il recepimento e l'attuazione della normativa europea, escludendo in ogni caso dall'applicazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, le imprese turistiche operanti in regime concessorio sul demanio pubblico e apportando le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa; c prevedere, nell'ambito del riordino della disciplina in materia di turismo, l'inserimento del trasporto passeggeri nel turismo quale parte integrante del comparto; d adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo indicando esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; e definire una disciplina dei contratti di locazione breve ad uso turistico, stabilendo idonee misure di protezione dei consumatori, dei lavoratori, dei vicini di casa e dei sistemi urbani e le sanzioni applicabili in caso di violazione di tale disciplina; definire altresì i limiti oltre i quali l'attività di locazione breve si presume in ogni caso svolta in forma imprenditoriale; f prevedere la semplificazione, la riduzione o l'eliminazione degli oneri burocratici e assicurare la certezza dei tempi e la tempestività dei procedimenti per la nascita di nuove imprese nel settore del turismo; g consentire alle strutture ricettive, senza aggravi di carattere burocratico, di offrire servizi e prodotti complementari, quali ad esempio biglietti per attrazioni, manifesti, eventi; h semplificare gli adempimenti richiesti nei casi in cui le strutture alberghiere già autorizzate a somministrare alimenti e bevande ai clienti alloggiati intendano offrire tale servizio anche a clienti non alloggiati; i armonizzare con la normativa europea quella nazionale in materia di turismo, nei limiti delle competenze statali, tenuto conto delle esperienze regionali già maturate in materia, mediante: 1 il riordino e l'aggiornamento della normativa in materia di professioni turistiche con la previsione di specifiche disposizioni per il contrasto dell'esercizio abusivo delle stesse professioni, anche con modalità telematiche , attraverso la vigilanza di coloro che svolgono l'attività turistica senza essere muniti della concessione autorizzatoria ovvero oltre i limiti sanciti dalle stesse; 2 la revisione e l'aggiornamento della normativa relativa alla classificazione delle strutture turistico-ricettive, al fine di armonizzare i diversi sistemi e offrire ai turisti strumenti efficaci per orientarli nella scelta, tenendo anche conto degli standard qualitativi riconosciuti a livello europeo e internazionale, nonché delle nuove forme di ospitalità, con definizione degli ambiti di attività e della tassonomia delle strutture ricettive ed extra-alberghiere, rafforzando le misure di contrasto dell'abusivismo nel settore e assicurando la trasparenza dell'offerta e la tutela della concorrenza; 3 la definizione di un insieme di standard minimi in materia di igiene, salute, sicurezza, accessibilità, prevenzione incendi, decoro e tutela della clientela, da applicare alle forme di ricettività turistica non classificate, comunque denominate, inclusi gli immobili offerti al pubblico con contratti di locazione breve; la previsione delle sanzioni applicabili in caso di mancato rispetto di tali standard , che, nei casi di reiterata violazione, possono comportare anche la cessazione dell'attività; 4 l'individuazione dei fabbisogni, il coordinamento delle fonti informative disponibili e la semplificazione e la razionalizzazione delle procedure di raccolta, condivisione, monitoraggio e analisi dei dati rilevati per le diverse finalità, anche attraverso l'istituzione di un codice identificativo nazionale, definito in accordo con le istanze della statistica ufficiale; 5 l'individuazione di strumenti idonei finalizzati ad una maggiore tutela dell'attività svolta dai lavoratori stagionali del turismo; l regolamentare il fenomeno dell'intermediazione turistica online con destinazione verso l'Italia, ai fini della tutela degli interessi del nostro Paese anche sotto il profilo fiscale e del contrasto alla concorrenza sleale nei confronti degli operatori di settore abilitati; m al fine di consentire l'incremento dell'occupazione di settore e di migliorare le condizioni economiche di operatività delle strutture turistiche, prevedere forme di destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso: 1 forme di rifinanziamento del sistema di buoni vacanza, allo scopo di coinvolgere nuove fasce di utenti e di promuovere il turismo di bassa stagione; 2 una diversa ripartizione delle vacanze scolastiche; 3 modulazione dei periodi di attività dei servizi pubblici e privati tenendo conto della necessità di garantire l'accoglienza dei turisti per tutto l'anno; 4 incentivazione del prolungamento della durata dei rapporti di lavoro stagionali, riducendo il prelievo contributivo e fiscale che grava sugli stessi; 5 previsione di un'adeguata copertura dei trattamenti di disoccupazione per i lavoratori stagionali; n regolamentare organicamente il cosiddetto « turismo sanitario », intendendo per tale quell'attività di viaggio e permanenza finalizzati ad ottenere una assistenza medica specifica, a livello professionale, nel quale sia incluso anche il turismo legato all'acquisto di prestazioni termali tradizionali e di wellness termale più in generale; o semplificare gli adempimenti connessi alla gestione dei rapporti di lavoro nel settore del turismo, anche attraverso: