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il Ministero non è stato in grado di svolgere un attento inventario e di valutare le reali situazioni di necessità, per ogni singolo caso, impedendo così di risparmiare decine di migliaia di euro; circolano ovunque le foto dei banchi in ottime condizioni, e quindi utilizzabili in attesa dell'arrivo del nuovo arredo o, in vista di un ritorno alla normalità, ammassati nei cortili delle scuole e lasciati alle intemperie climatiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non abbia intenzione di svolgere, nel più breve tempo possibile, al fine di evitarne lo smaltimento, un'approfondita analisi in merito al reale stato dei banchi in possesso delle scuole fornendo un puntuale report sull'arredo scolastico dei 58.000 plessi scolastici del Paese prima dell'emergenza sanitaria; se abbia valutato o ritenga di valutare anche la possibilità di donare i banchi inutilizzati a chi ne ha più bisogno come, ad esempio, ad associazioni che si occupano di solidarietà e promozione sociale nei Paesi più poveri del mondo. Atto n. 4-04334 BORGONZONI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'attività di numerose tipologie di commercio al dettaglio è fortemente penalizzata dalle misure di contenimento dell'emergenza da COVID-19, da ultimo adottate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale , serie generale n. 265 del 25 ottobre 2020; molte categorie commerciali, infatti, pur non rientrando nell'elenco delle attività sottoposte a limitazione, sono ugualmente danneggiate, in quanto trattasi di fornitori legati come indotto alle attività bloccate e che quindi vedono i propri introiti fortemente ridotti. Rischiano, senza un intervento diretto da parte del Governo, di perdere importanti quote di mercato, con un forte impatto sull'occupazione; dalle dichiarazioni del Presedente del Consiglio dei ministri si apprende come gli interventi di ristoro, pensati per dare liquidità immediata alle imprese in crisi, saranno indirizzati alle attività economiche che sono state limitate o direttamente chiuse, lasciando evidentemente senza aiuti interi comparti, che sono fortemente dipendenti da queste attività, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia adottare le opportune iniziative con cui provvedere all'immediato ristoro economico delle categorie del commercio al dettaglio indissolubilmente legate alle imprese beneficiarie di indennizzo previste dal decreto-legge sui ristori, considerata la necessità di supportare anche questi commercianti, vista la gravità della situazione economica nella quale versano. Atto n. 4-04335 GALLICCHIO D'ANGELO BOTTO MORONESE NOCERINO PAVANELLI LANNUTTI CORRADO ANGRISANI GUIDOLIN CROATTI PRESUTTO MONTEVECCHI ROMANO PIARULLI TRENTACOSTE DONNO CAMPAGNA GIANNUZZI VANIN Al Ministro della salute Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: la sospensione delle attività sanitarie programmate durante l'emergenza legata alla pandemia ha allungato esponenzialmente le liste di attesa legate a prestazioni differibili e non urgenti; a tali rinvii si aggiungono le prestazioni che, a causa della pausa estiva o delle condizioni strutturali difficili di talune realtà, sono state comunque differite; da una stima effettuata dal sindacato dei medici dirigenti ANAAO ASSOMED, la gran parte delle attività ordinarie è stata sospesa e oggi le attese si misurano in semestri, se non in anni in alcune regioni. Sono state sospese 13 milioni di visite specialistiche, 300.000 i ricoveri non effettuati, 500.000 gli interventi chirurgici e ben 4 milioni sono gli screening oncologici rimandati; il grave ritardo della Regione Basilicata nella individuazione di strutture deputate all'accoglienza di pazienti COVID positivi, che non necessitano di assistenza ospedaliera, ha portato al ricovero degli stessi in nosocomi pubblici non organizzati a ricevere tali pazienti, motivo per cui ciò ha provocato serie conseguenze in ordine all'efficienza degli stessi; si apprende dal Tribunale dei diritti del malato che anche le prestazioni urgenti, che hanno un limite massimo di attesa pari a 10 giorni, in talune realtà si trasformano in attese che raggiungono i due mesi; l'articolo 29, comma 9, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 prevede che le regioni e le province autonome presentino al Ministero della salute e al Ministero dell'economia e delle finanze uno specifico Piano operativo regionale per il recupero delle liste di attesa, nel quale vengano dettagliati i modelli organizzativi prescelti, i tempi di realizzazione e la destinazione delle risorse; il suddetto decreto-legge prevede specifici stanziamenti, pari a 112,406 milioni di euro, destinati ai ricoveri ospedalieri, ed a circa 365,812 milioni di euro per il recupero delle prestazioni ambulatoriali; considerato che: il procrastinarsi di tale situazione andrebbe a ledere il diritto alla salute, così come tutelato dall'articolo 32 della Costituzione; non tutte le regioni risultano aver individuato e comunicato un termine entro il quale recuperare le liste d'attesa, assumendo scelte diversificate sulle risorse da stanziare per finanziare il potenziamento dei servizi sanitari regionali funzionali al recupero; tali circostanze possono provocare differenze in ambito regionali tali da ledere il diritto di cui all'articolo 3 della Costituzione che sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda verificare, in relazione a quanto descritto, lo stato attuale delle prestazioni sanitarie rimandate e le azioni intraprese dalle regioni, e, nello specifico relativamente alla Regione Basilicata, contrastare l'allungamento delle tempistiche relative alle prestazioni sanitarie; se intenda, altresì, verificare quali misure abbia utilizzato la Regione Basilicata al fine di garantire l'accoglienza dei pazienti COVID non ospedalizzati e se la stessa si è dotata di strutture ad hoc per questo fine; se non ritenga, anche per la particolare congiuntura sociale dovuta alla pandemia che ha aggravato ancor più la condizione dei pazienti, che si possano prevedere misure straordinarie, oltre a quelle previste dal decreto-legge n. 104 del 2020, atte a garantire il rispetto delle norme a loro tutela; quali ulteriori iniziative di competenza intenda intraprendere per garantire il diritto dei cittadini al recupero di tempi certi di diagnosi e cura, anche attraverso il monitoraggio e la rivalutazione di strategie, azioni, risorse economiche e tempistiche da applicare al sistema sanitario in maniera uniforme, in accordo con regioni e province autonome, al fine di evitare che aumentino le disuguaglianze tra i sistemi sanitari regionali e risolvere in modo sistematico il recupero delle liste d'attesa. Atto n. 4-04336 GUIDOLIN VANIN ENDRIZZI LANNUTTI NOCERINO CROATTI PAVANELLI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: