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Difendere il lavoro, per chi ha una cultura liberale come me, vuol dire innanzitutto investire nel lavoro, promuovere le imprese che assumono e difendere quelle imprese - penso alla Silvelox del Trentino-Alto Adige o all'ex Embraco del Piemonte - che invece vedono i propri lavoratori a rischio di perdere il posto per delle complicazioni giuridiche inutili, che esistono purtroppo nel nostro ordinamento e anche per posizioni non accettabili dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Ecco questo significa difendere il lavoro ed i lavoratori. Posso comprendere - so che lei non si offenderà, signor Ministro - che la sua cultura sia diversa dalla mia; la sua matrice marxista certamente ha una visione differente dalla mia visione liberale. Credo però che dovremmo e potremmo convenire, signor Ministro, che il reddito di cittadinanza si è dimostrato una mera misura assistenziale. Non lo dice Fratelli d'Italia, lo dicono i dati dell'Agenzia nazionale politiche attive lavoro (ANPAL) e i numeri: 1.650.000 percettori del reddito di cittadinanza, 423 assegni di ricollocazione attiva, zero posti di lavoro creati. Questi sono numeri che testimoniano il fallimento del reddito di cittadinanza come promozione del lavoro, come creazione di posti di lavoro; una forma diseducativa che non ha peraltro promosso alcunché e ha lasciato le imprese e i lavoratori nelle difficoltà. La interroghiamo allora sul decreto-legge sostegni, un provvedimento che doveva indennizzare gli imprenditori e le partite IVA colpite dalla pandemia e dai lockdown . E invece cosa prevede? Prevede il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, la proroga degli scandalosi incarichi ANPAL e quindi - ecco il punto - il titolo preferenziale per i navigator nei concorsi pubblici: su 11.000 posti pubblici che andranno a concorso, ne avremo di fatto più della metà già assegnati o quasi. Signor Ministro, è su questo che la voglio interrogare e chiedere un riscontro preciso: non ritiene che la meritocrazia sia sacrificata ai privilegi degli amici e ai privilegi di qualcuno, e quindi che sia veramente una perdita grave per le potenzialità del nostro sistema Paese? Non è accettabile che il decreto-legge sostegni, il provvedimento che dovrebbe aiutare le nostre imprese e quindi i nostri lavoratori, dia dei privilegi ingiustificati ai navigator , ossia a quei rappresentanti del reddito di cittadinanza che non hanno prodotto un posto di lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, senatore De Bertoldi, la ringrazio della domanda. Non sono assolutamente offeso se sottolinea che la sua cultura politica è diversa dalla mia e non posso che compiacermi che la cultura liberale si sia così ampiamente diffusa. (Applausi) . Quello che ritengo invece giusto sottolineare è che il rispetto della verità ci dice che, nell'ambito del decreto-legge sostegni, non c'è nessuna proroga degli incarichi dell'ANPAL, che non sono soggetti a spoil system , né ci dice che vi sia all'interno di tale provvedimento un titolo che garantirà l'assunzione dei cosiddetti navigator. Questa vicenda ci consiglierebbe di non utilizzare più termini inglesi per definire delle funzioni che si esercitano in questo Paese perché, più che una definizione, rischiano di diventare uno stigma. Non c'è nessun privilegio né lede le pari opportunità di accesso alle procedure concorsuali delle pubbliche amministrazioni, atteso che gli stessi devono sostenere e superare le prove degli eventuali concorsi a cui volessero partecipare, come peraltro è già avvenuto in alcune Regioni in cui hanno partecipato. La valutazione favorevole delle pregresse esperienze - quando ci sono state - nella selezione sostenuta corrisponde a un principio già ampiamente utilizzato nella pubblica amministrazione e peraltro confermato dalla recente normativa introdotta dal collega Brunetta. Ritengo quindi che l'attività dei navigator vada considerata come una delle facoltà e delle conoscenze acquisite di chi parteciperà al concorso, in un'ottica che può concorrere al rafforzamento dei centri dell'impiego. Mi auguro che la stessa attenzione dedicata a questo tema sia rivolta anche ai gravi ritardi che ancora purtroppo caratterizzano il processo di assunzione degli 11.000 posti previsti all'interno dei centri per l'impiego, con risorse già stanziate, e che passano attraverso una serie di piani e bandi realizzati dalle Regioni che considero assolutamente essenziali per realizzare nel nostro Paese un sistema politiche attive del lavoro che non può che vedere protagonisti i soggetti privati, ma anche una rete pubblica che deve essere messa nelle condizioni di sostenere adeguatamente questa sfida. Il completamento in tempi rapidi di questo processo credo sia fondamentale perché le strutture territoriali siano in grado di erogare le politiche del lavoro necessarie per far fronte agli effetti delle pandemie sul mercato del lavoro, in particolare dopo che il blocco dei licenziamenti verrà rimosso. Aggiungo un'ultima considerazione, se mi consentite. Considero che valutare la capacità di realizzare politiche attive del lavoro nell'ambito di una pandemia sia abbastanza complicato. Credo che oggettivamente il reddito di cittadinanza sia servito a far fronte a quella che rischiava di essere un'esplosione della povertà assoluta all'interno del nostro Paese. Valutiamolo per questo, e quando avremo un sistema delle politiche attive valuteremo anche cosa funziona e cosa non funziona. Credo che le due sfere vadano maggiormente distinte, però penso che sia giusto testarlo anche alla luce di un quadro più corrispondente a una dinamica ordinaria del mercato. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Bertoldi, per due minuti. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, non sono particolarmente soddisfatto - lo potrà capire - anche se ho considerato una certa difficoltà da parte sua, quale rappresentante del Governo, nel giustificare questo titolo di preferenza verso i navigator nei concorsi pubblici che, come recita l'articolo 18 del decreto-legge sostegni, esiste. Noi non lo condividiamo, perché - ribadisco - la meritocrazia deve prevalere su tutto; non vogliamo privilegi per i navigator, così come per nessun altro. Signor Ministro, desidero rivolgerle una raccomandazione più generale. In queste ultime ore si sente dire che il Governo che lei rappresenta voglia "smontare" quota 100. Io vorrei invitarvi a "smontare" piuttosto qualcos'altro, ossia l'impianto del reddito di cittadinanza e il decreto dignità, che ha paralizzato e ingessato il mercato del lavoro. Facilitate e aiutate le imprese, che sono le uniche e le prime che possono e vogliono creare lavoro; è così che si investe e non si fa spesa corrente e assistenziale nel settore del lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Laforgia ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02470 sull'introduzione di un salario minimo legale, per tre minuti. LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) .