[resaula]

Sebbene i dati mostrino circa cinque violenze al giorno, verosimilmente tali numeri sono almeno tre volte superiori e si stima che, nell'arco della vita professionale - ad esempio - degli infermieri, circa 230.000 infermieri su 260.000 abbiano ricevuto una qualche forma di aggressione, che va da quella fisica a quella verbale. Spesso le aggressioni sono fatte da familiari di pazienti o da chi è in lista d'attesa. Si tratta, purtroppo, di un problema diffuso, che è rallentato durante il periodo del Covid ed è ripreso subito dopo la fine dell'emergenza e la fase acuta. Non elenco i dettagli dei provvedimenti, avendo la relatrice Boldrini offerto il suo contributo, ma ci tengo a ringraziarvi per aver compreso in tutti i passaggi di questo atto in modo profondo e sincero il valore, la dedizione e il sacrificio di tutti gli operatori sanitari (medici e infermieri), che quotidianamente ci assicurano salute, ci salvano la vita e ci aiutano nel momento del bisogno. Secondo me, questo è un atto fondamentale e iniziale, ma molto dovrà essere fatto nei mesi a venire per migliorare la governance , gli orari di lavoro, i salari e il nostro Servizio sanitario nazionale, per aumentare anche l'aderenza ad esso da parte di coloro che vi lavorano. Cominciamo a rispettare chi ci aiuta. Lavoriamo tutti insieme per costruire una cultura di rispetto reciproco, partendo dalle Aule del Parlamento. Personale sanitario e pazienti sono entrambi dalla stessa parte; non ci dimentichiamo questo: personale sanitario e pazienti sono dalla stessa parte. Ringrazio per il vostro lavoro e mi auguro un'approvazione dell'atto all'unanimità. ( Applausi ). PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, il provvedimento che ci accingiamo a votare conclude il suo iter dopo quasi un anno di lavoro da parte delle Commissioni di Camera e Senato. C'è stato un dibattito molto importante che ha avuto il merito di consolidare l'impianto della legge per essere davvero uno strumento a tutela degli operatori sanitari. Le aggressioni e le violenze contro il personale sanitario sono la spia delle situazioni sociali estreme nelle quali i medici, gli infermieri, gli OSS e tutti gli operatori della sanità si trovano spesso ad operare. Non è solo questo, perché molte aggressioni nascono in un contesto di malfunzionamento del sistema sanitario. Potremmo quindi dire che il Covid ci ha solamente dato un motivo in più per consolidare l'impegno a favore dell'assistenza socio-sanitaria; strutture non fatiscenti sono strutture che proteggono il personale, ma sono anche luoghi funzionanti dove la sanità può esprimere tutta la sua efficienza, rimuovendo quindi una delle cause delle aggressioni. Un altro punto altrettanto importante è quello del presidio da parte delle Forze dell'ordine, soprattutto nelle ore notturne, nelle piccole strutture che magari agiscono in contesti periferici. Questo a tutela anche degli altri pazienti e di chi arriva in pronto soccorso, per fare in modo che non si trovino in situazioni che possano portare ulteriore danno alla loro condizione di salute. Il Gruppo per le Autonomie esprimerà quindi - come ha fatto anche in prima lettura - un voto convintamente favorevole al disegno di legge. Lo facciamo con la convinzione che questo sia un tassello di quel profondo processo di ripensamento e di rilancio del ruolo del servizio sanitario nel nostro Paese, un impegno che questo Governo ha già intrapreso nelle settimane del Covid con gli innesti di nuovo personale sanitario e le tante risorse che sono state dedicate per rafforzare le strutture chiamate a curare il virus. È un impegno - come abbiamo detto anche in altre circostanze - che dovrà continuare con grande intensità nelle settimane e nei mesi a venire, perché se c'è una cosa che ci ha insegnato la pandemia è che l'accesso universale alle cure attraverso una sanità all'altezza è un pilastro di un Paese che vuole ritenersi tra quelli più avanzati al mondo e ci ha insegnato anche il valore della nostra classe medica, degli infermieri, degli operatori socio-sanitari e di tutto il personale che lavora nella sanità e che ogni giorno garantisce la salute a tutti i cittadini. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, a dispetto delle apparenze, quello di cui ci stiamo occupando questa mattina è un problema serio, cogente, reale e pressante, ad esempio il senatore Calandrini, nei giorni scorsi, denunciava un episodio gravissimo accaduto all'ospedale di Latina, sabato o domenica della settimana scorsa. Dico a dispetto delle apparenze perché ho l'impressione che, nonostante questo testo sia stato elaborato in tempi biblici e nonostante sia stato masticato ampiamente da Camera e Senato e dalle Commissioni, il passaggio in cui si prevede l'invarianza finanziaria basti da solo a determinarne la limitatezza e l'invarianza, perché laddove c'è invarianza finanziaria c'è anche, evidentemente, invarianza di fatti concreti e di novità rilevanti. Al di là di questo, abbiamo votato il testo, come avete visto, colleghi, semplicemente perché il più contiene il meno e quindi nella speranza che prima o poi si possa provvedere a normative certamente più stringenti e più cogenti, il Gruppo Fratelli d'Italia ha provveduto a votare un testo che contiene due o tre cose che comunque vanno fatte e andranno fatte, non si capisce bene con quale denaro e con quali risorse, ma vedremo e giudicheremo nei fatti. In una sorta di deriva legislativa, il testo istituisce osservatori, giornate della memoria, task force , tutti succedanei della politica, tutte imitazioni - vorrei dire cinesi - della necessità della politica di assumere decisioni importanti e quindi vie di fuga che personalmente, come tutto il Gruppo Fratelli d'Italia, non condivido. Si istituiscono l'ennesimo osservatorio - ribadisco a invarianza finanziaria, quindi non si capisce questi osservatori da chi dovrebbero essere pagati - la giornata in cui si celebra la necessità di proteggere le professioni socio-sanitarie: buoni intendimenti, ma che poco aggiungono al problema che, ripeto, è serio, reale e cogente. Ci sono alcuni passaggi positivi, come l'adeguamento delle strutture, basti pensare, ad esempio, alle strutture in cui solitamente sono ospitati i Sert, oppure a quelle in cui operano la generalità dei responsabili dei servizi sociali comunali. Anche se, come ho detto, non si capisce bene con quali risorse, si prevede l'adeguamento di queste strutture, la videosorveglianza, la possibilità di protocolli con le Forze dell'ordine: insomma, nel testo pieno di amenità, c'è anche qualcosa che potrà un giorno rivelarsi probabilmente utile.