[ddlpres]

in tali casi, a norma del capoverso 10- ter , il trattamento pensionistico è liquidato interamente con il sistema di calcolo contributivo, anche con riferimento all'anzianità contributiva maturata prima del 1º gennaio 1996. Inoltre si prevede a carico del Governo l'obbligo di trasmettere, entro il 30 settembre 2017, una relazione sugli effetti della sperimentazione, ai fini di una sua eventuale prosecuzione. Il comma 2 dell'articolo 1 modifica l'articolo 24, comma 14, del decreto-legge n. 201 del 2011, il quale ha previsto che le disposizioni previgenti in materia di requisiti di accesso e di regime di decorrenza dei trattamenti pensionistici continuino ad applicarsi a specifiche categorie di soggetti. In particolare: la lettera a) differisce dal 4 al 31 dicembre 2011 il termine entro il quale è consentito avvalersi della normativa previdenziale previgente; la lettera b) , fatta salva la possibilità di accedere al pensionamento sulla base dei commi 10, 10- bis e 10- ter introdotti dal presente disegno di legge, dispone che, nei casi di applicazione della previgente disciplina pensionistica previsti dal comma 14, non si applica la disciplina delle decorrenze introdotta dal decreto-legge n. 78 del 2010. Inoltre, richiamando l'articolo 1, comma 8, della legge 23 agosto 2004, n. 243, estende il sistema derogatorio ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 20 luglio 2007, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione; la lettera c) estende il sistema derogatorio ai lavoratori collocati in mobilità che maturino il diritto alla pensione entro i ventiquattro mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell'indennità medesima; la lettera d) stabilisce che per i lavoratori collocati in mobilità lunga, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 14 dicembre 2011, il diritto all'accesso al sistema derogatorio sia condizionato esclusivamente dalla data degli accordi collettivi, indipendentemente dall'effettivo collocamento in mobilità; la lettera e) introduce modifiche per i lavoratori che, all'entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché per i lavoratori per i quali fosse stato previsto da accordi collettivi, stipulati entro il 4 dicembre 2011, il diritto di accesso ai predetti fondi; la lettera f) prevede, per i lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, erano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, la possibilità di usufruire della disciplina previgente a condizione che abbiano presentato domanda alla data del 31 gennaio 2012 e che perfezionino i requisiti per usufruire del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2018, precisando che non rilevano né l'eventuale prestazione lavorativa successiva all'autorizzazione della prosecuzione volontaria, né l'eventuale mancato versamento di almeno un contributo volontario alla data del 6 dicembre; la lettera g) prevede l'accesso alla disciplina derogatoria per i lavoratori che entro la data del 31 dicembre 2011 abbiano usufruito di congedi per assistere figli o congiunti con disabilità gravi, o che alla medesima data risultino in congedo per gli stessi motivi, i quali maturino il requisito per il trattamento pensionistico entro il 6 dicembre 2014, in presenza di un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40 anni; la lettera h) , infine, prevede l'accesso al sistema derogatorio anche per i lavoratori che alla data del 31 dicembre 2011 si trovino in mobilità o in cassa integrazione guadagni e che maturino i requisiti di accesso alla pensione nel periodo di percezione del trattamento di sostegno al reddito o entro quarantotto mesi successivi alla sua cessazione. Il comma 3 dell'articolo 1, fatta salva l'applicazione dei citati commi 10- bis e 10- ter se più favorevoli, estende ai lavoratori del settore pubblico, le deroghe previste per i lavoratori privati dall'articolo 24, comma 15- bis , del decreto-legge n. 201 del 2011, che ha disposto un regime agevolato di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori dipendenti in possesso di specifici requisiti. Della disposizione beneficiano i lavoratori con un'anzianità contributiva di almeno 35 anni alla data del 31 dicembre 2012, a condizione che abbiano maturato i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della tabella B allegata alla legge n. 243 del 2004 (la cosiddetta «quota 96», risultante dalla somma tra età anagrafica e contributiva, in presenza di un'età anagrafica minima di 60 anni), i quali possono conseguire la pensione anticipata al compimento di un'età anagrafica non inferiore a 64 anni, nonché le lavoratrici con un'età anagrafica non inferiore a 64 anni a condizione che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2012 un'anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data abbiano conseguito un'età anagrafica di almeno 60 anni. L'articolo 2 modifica i commi 2- ter e 2- quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, i quali hanno compreso nella categoria dei soggetti beneficiari della disciplina previgente anche i lavoratori con rapporto risolto in base ad accordi individuali o ad accordi collettivi di incentivo all'esodo (comma 2- ter ) e i lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi il diritto di accesso ai fondi di solidarietà di settore (comma 2- quater ). Per quanto attiene alle modifiche al comma 2- ter , il comma 1 dell’articolo 2 dispone che siano inclusi nel previgente regime delle decorrenze anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia risolto unilateralmente, per licenziamento a qualsiasi titolo; in conseguenza del fallimento dell'impresa o in ragione di accordi individuali sottoscritti entro il 31 gennaio 2012, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati entro il 31 gennaio 2012 [lettera a) ]; il lavoratore deve, alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la maturazione del diritto al trattamento pensionistico (e non più la decorrenza del trattamento medesimo) entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011 [lettera b) ]. Ai fini della concessione dei benefici, non rileva l'eventuale prestazione di un'altra attività lavorativa di natura temporanea avvenuta dopo la sottoscrizione degli accordi individuali o la stipulazione degli accordi collettivi di incentivo all'esodo [lettera c) ]. Per quanto attiene alle modifiche al comma 2- quater , il comma 2 dell’articolo 2 amplia la platea delle fattispecie per le quali non trova applicazione la riduzione percentuale del trattamento pensionistico in caso di pensionamento anticipato;