[pronunce]

7.4.- Ancora più significativa è la distanza che connota le due ipotesi criminose dal punto di vista del bene giuridico rispettivamente tutelato. Come suggerisce la stessa collocazione topografica delle due norme, l'art. 424 cod. pen. è disposizione che tutela l'incolumità pubblica, mentre l'art. 635 cod. pen . si rivolge alla salvaguardia del patrimonio, in presenza di determinate condizioni o caratteristiche del fatto suscettibili di riflettersi sull'offesa tipica. Nell'ipotesi che viene in rilievo nel caso di specie - danneggiamento di cosa esistente in ufficio pubblico o destinata a pubblico servizio - il profilo di offesa al patrimonio si somma a un particolare interesse della collettività, legato alla natura pubblicistica dei beni danneggiati. Viceversa, l'art. 424, primo comma, cod. pen. riguarda fatti connotati da una pericolosità della condotta per la pubblica incolumità. Il medesimo art. 424 cod. pen. , ai commi successivi, prevede pene più severe per condotte criminose più gravi che creino un pericolo per l'incolumità pubblica più concreto e attuale laddove al danneggiamento realizzato con il fuoco segua l'incendio comune (si applica la pena prevista dall'art. 423 cod. pen. ridotta da un terzo alla metà, ossia una pena detentiva minima di un anno e sei mesi e una massima di quattro anni e otto mesi) o boschivo (si applica la pena prevista dall'art. 423-bis cod. pen. , ossia la pena della reclusione da sei a dieci anni). Dalla ricostruzione succintamente svolta emerge che l'art. 424, primo comma, cod. pen. indicato dal rimettente come tertium comparationis, non costituisce un termine di paragone adeguato e omogeneo, in ragione delle significative differenze che caratterizzano le due ipotesi delittuose. Non è dunque ravvisabile la denunciata violazione del principio di eguaglianza, in rapporto al trattamento sanzionatorio previsto da tale ultima disposizione.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 635, secondo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Firenze, prima sezione penale, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 novembre 2024. F.to: Giovanni AMOROSO, Presidente Angelo BUSCEMA, Redattore Roberto MILANA, Direttore della Cancelleria Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2024 Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA