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Avverso le disposizioni degli ispettori è ammesso, inoltre, ricorso, entro trenta giorni, con eventuale richiesta di sospensione delle stesse, all'Ispettorato nazionale del lavoro o al direttore della ASL, i quali devono espressamente pronunciarsi sul ricorso entro i successivi trenta giorni. L'inosservanza delle disposizioni comporta infine la sanzione dell'arresto fino a dodici mesi o dell'ammenda fino a 10.000 euro per ciascuna disposizione.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Oggetto) 1 La presente legge promuove il miglioramento sostanziale della salute e della sicurezza dei lavoratori durante il lavoro riducendo gli adempimenti formali delle imprese. 2 Ai fini di cui al comma 1, la presente legge contiene princìpi e disposizioni generali con riferimento alla prevenzione dei rischi da lavoro e alla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, all'informazione, alla consultazione, alla partecipazione dei lavoratori alle attività di prevenzione dei rischi da lavoro nonché alla formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. 3 I princìpi di riferimento delle disposizioni che seguono e delle funzioni sussidiarie in esse indicate sono: a l'obbligo del datore di lavoro di garantire che l'attività lavorativa non presenti rischi per la salute e la sicurezza delle persone; b il dovere dei lavoratori di assumere comportamenti responsabili e attivi in relazione alla sicurezza del lavoro. 4 In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma, della Costituzione e dall'articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le disposizioni della presente legge, riguardanti ambiti di competenza legislativa delle regioni e province autonome, si applicano, nell'esercizio del potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, nelle regioni e nelle province autonome nelle quali ancora non sia stata adottata la normativa regionale e provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore di quest'ultima, fermi restando i princìpi fondamentali ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione. 2 (Campo di applicazione oggettivo) 1 La presente legge si applica a tutti i settori d'attività privati o pubblici, ove siano presenti lavoratori come definiti ai sensi dell’articolo 3. 2 Relativamente alle Forze armate e dell'ordine, alla protezione civile e ai servizi di soccorso, al volontariato, alle associazioni sportive dilettantistiche, alle associazioni religiose e alle imprese agricole che occupino prevalentemente lavoratori stagionali, la presente legge è applicata tenendo conto delle rispettive particolari esigenze, identificate con decreti dei Ministeri competenti, adottati di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministero della salute, entro sei mesi della data di entrata in vigore della presente legge. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui al precedente periodo restano in vigore le disposizioni attuative dell'articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 3 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a «lavoratore»: qualsiasi persona impiegata in modo non episodico per attività di lavoro da un datore di lavoro nell'ambito dell'organizzazione dell'azienda, pubblica o privata, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, con o senza retribuzione, compresi i tirocinanti e gli apprendisti, ad esclusione degli addetti ai servizi domestici e familiari; ai lavoratori autonomi si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4; b «datore di lavoro»: qualsiasi persona fisica o giuridica titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa; c «azienda»: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; d «dirigente»: persona che svolga nell'organizzazione del datore di lavoro un compito che comporta la gestione e l'organizzazione di una parte o funzione autonoma dell'azienda in relazione alla salute e sicurezza sul lavoro; e «preposto»: persona che svolga nell'organizzazione del datore di lavoro un compito di sovrintendenza e vigilanza su un gruppo di lavoratori, diretto a garantire il rispetto da parte dei medesimi delle procedure di salute e sicurezza; f «rappresentante dei lavoratori per la prevenzione»: qualsiasi persona eletta, scelta o designata, conformemente ai contratti collettivi nazionali di lavoro, per rappresentare i lavoratori per quanto riguarda i problemi relativi alla protezione della loro salute e sicurezza durante il lavoro; g «prevenzione»: il complesso delle disposizioni o misure prese o previste in tutte le fasi dell'attività dell'impresa per evitare o diminuire i rischi da lavoro; h «fattore di rischio»: ogni fattore, ordinariamente presente nell'attività lavorativa o a questa collegato, inclusi quelli che possano concretizzarsi a seguito di condizioni particolari, ma comunque ragionevolmente prevedibili, che possa avere conseguenze negative, obiettivamente apprezzabili, sulla salute e sicurezza dei lavoratori; i «valutazione e gestione dei rischi»: processo finalizzato a riconoscere fattori di rischio presenti nell'attività lavorativa al fine di eliminarli e, se impossibile, minimizzarli; l «princìpi generali di prevenzione»: principi che il datore di lavoro segue per mettere in atto le misure di prevenzione; i princìpi sono i seguenti: 1 evitare i rischi; 2 valutare i rischi che non possono essere evitati; 3 combattere i rischi alla fonte; 4 adeguare il lavoro all'uomo, in particolare per quanto concerne la concezione dei posti di lavoro e la scelta delle attrezzature di lavoro e dei metodi di lavoro e di produzione, anche per attenuare il lavoro monotono e il lavoro ripetitivo e per ridurre gli effetti di questi sulla salute; 5 tener conto del grado di evoluzione della tecnica; 6 sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che è meno pericoloso; 7 programmare la prevenzione, mirando a un complesso coerente che integri nella medesima la tecnica, l'organizzazione del lavoro, le condizioni di lavoro, le relazioni sociali e l'influenza dei fattori dell'ambiente di lavoro; 8 dare la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; 9 impartire adeguate istruzioni ai lavoratori; m «addetto alla prevenzione»: lavoratore o persona esterna all'impresa, in possesso di specifica qualificazione nel campo della sicurezza del lavoro, ovvero di laurea in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro o Ingegneria della sicurezza o di diploma di scuola di secondo grado e curriculum di studio e lavorativo che attesti una competenza specifica nel campo della sicurezza del lavoro nell'impresa, che può svolgere i compiti di coordinatore o di addetto al servizio di prevenzione e protezione in azienda. I soggetti già in possesso, alla data di entrata in vigore della presente legge, dei requisiti per lo svolgimento dei compiti di responsabile e addetto del servizio di prevenzione e protezione di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, hanno titolo per lo svolgimento delle attività di addetto alla prevenzione; n «medico del lavoro»: