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Noi crediamo quindi davvero che questo provvedimento vada nella direzione, più volte auspicata, di ambiti professionali con meno colli di imbuto, con legame diretto, direi consequenziale, tra ottenimento di titoli di studio e l'esercizio della professione per cui si è studiato. Certo, non siamo davanti a norme che chiudono definitivamente la questione, perché - come abbiamo visto e ribadito più volte - le implicazioni sono numerose: basti pensare al grande impegno in termini di riforma che si chiede al sistema universitario. In conclusione, abbiamo forte bisogno di puntare con ancor maggior vigore alla formazione ad alto livello sulla ricerca, per renderla elemento strutturale del sistema Italia, come lo ha ricordato bene il premio Nobel Giorgio Parisi. La strada intrapresa con questo provvedimento, che va concretamente incontro ai nostri giovani, alle studentesse e agli studenti, è sicuramente quella giusta. Pertanto, ribadisco volentieri il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, cercherò di essere veloce e breve con la mia dichiarazione di voto, riservandomi eventualmente di consegnare il testo integrale. Vorrei sottolineare l'importanza del disegno di legge che ci apprestiamo ad approvare oggi, proprio perché reca nuove norme che mirano a snellire e semplificare l'accesso ad alcune professioni, garantendo quindi agli studenti un accesso più rapido nel mondo del lavoro; dunque l'acquisto del titolo senza tempi di attesa, cancellando l'esame di Stato in alcune professioni proprio per garantire una maggiore concorrenza in alcuni settori. Non solo, il disegno di legge apre alla possibilità di ulteriori titoli universitari. Già questa breve introduzione sarebbe sufficiente a cogliere la rilevanza di un simile provvedimento. Ci sono però due elementi di contesto che vorrei mettere in luce. Il primo elemento è lo stretto legame tra questo provvedimento e il PNRR: si tratta proprio di un lavoro importante di correlazione tra mondo universitario e mondo del lavoro. L'altro elemento, che desta più di una preoccupazione, deriva dai dati allarmanti che dichiarano ancora una volta che in Italia solamente il 19 per cento, nella fascia tra i venticinque e i sessantaquattro anni, ha un istruzione terziaria, a fronte della media segnalata dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) che si aggira intorno al 37 per cento. Già questi dati allarmano non poco e ci interrogano su una valutazione complessiva dell'attuale sistema, anche a fronte di un sistema di lavoro che ricerca figure di professionisti sempre più specializzati. Permettetemi però di ringraziare il relatore e tutte le colleghe e i colleghi della mia Commissione e di tutte le Commissioni che hanno lavorato sul testo, rivolgendo altresì un ringraziamento alla ministra Messa, che non si è limitata a ereditare un provvedimento dal precedente Esecutivo, ma ha posto le basi per un confronto in grado di ottenere i miglioramenti cui si è giunti nella fase di approvazione del provvedimento in Commissione. Certamente, come la Ministra sa per esserci confrontati durante la Commissione, resta il rammarico che non siano state ascoltate pienamente le istanze provenienti da altri rappresentanti della società civile, che non trovano purtroppo spazio nella legge. Il Gruppo Italia Viva-PSI ha cercato di farsi portavoce di quelle esigenze e di quelle istanze; penso - ad esempio - alla proposta che avevamo avanzato in merito alla modifica dei requisiti di accesso all'esame di Stato per l'iscrizione all'ordine degli assistenti sociali o alla modifica della disciplina dell'albo professionale dei biologi. Avremmo voluto maggiori margini di ascolto e di manovra, ma sono sicura - grazie anche alle parole di rassicurazione della Ministra in Commissione - che tali istanze troveranno comunque spazio in altri provvedimenti. Vorrei poi infine sottolineare che non è minimamente intaccata la preparazione dei professionisti con il provvedimento al nostro esame, proprio perché si sceglie semplicemente di anticipare a una fase prodromica l'ingresso nel lavoro, e ancora di più non solo attraverso la puntuale verifica delle competenze tecniche e pratiche proprio dei professionisti stessi. In conclusione, consideriamo il disegno di legge al nostro esame importante e lo voteremo con convinzione come Italia Viva-PSI, auspicando che il sistema si possa migliorare ancora di più e soprattutto si possa favorire un dialogo maggiore tra mondo dell'università e mondo del lavoro. (Applausi) . DRAGO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, come ho già detto intervenendo poco fa, vorrei porre l'attenzione sulla figura dell'assistente sociale, anche perché in questo decreto-legge si parla degli interventi per rendere abilitanti facoltà per la maggior parte sostanzialmente tecniche. Ebbene, data l'emergenza educativa e la crisi che stiamo vivendo a livello sociale a seguito del lockdown e di tutta una serie di circostanze sulle quali non mi dilungo, sarebbe importante poter rendere abilitante anche questo tipo di formazione. Vorrei sottolineare anche il fatto che Fratelli d'Italia è molto attenta al mondo dei giovani, quindi a permettere l'inserimento nel mondo del lavoro quasi nell'immediato dopo gli studi. Vorrei fare una piccola postilla: questo tipo di intervento ha una sua importanza anche per quanto riguarda il tema dell'inverno demografico perché, se notiamo, lo spostamento dell'età di una primipara rispetto al picco della fertilità per una donna - che è di venticinque anni - è dieci anni dopo, proprio in seguito al percorso di studi e all'inserimento nel mondo lavorativo. Se, quindi, permettiamo a più corsi di laurea di divenire abilitanti, nella misura in cui ciò è possibile, capite bene come si interverrebbe anche anticipando i tempi che la natura detta. Tornando agli assistenti sociali, vorrei citare alcuni degli ambiti in cui essi intervengono; hanno competenze imprescindibili come dimostrare un comportamento etico e professionale, dare valore e includere la diversità e la differenza, promuovere i diritti umani e la giustizia sociale, economica e ambientale; la valutazione, progettazione e implementazione dell'intervento sociale con individui, famiglie, gruppi, organizzazioni e comunità. Ripeto, a livello internazionale è già stata posta l'attenzione sull'importanza della figura, ma vorrei anche mettere in risalto che in questo momento, nella Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, stiamo lavorando sull'atto di Governo n. 296, recante Schema del V Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, al cui interno si parla di patti di comunità. Il termine comunità è stato spesso utilizzato dall'inizio della legislatura. Ecco, la figura dell'assistente sociale interviene. A Catania ultimamente sono avvenuti vari casi di violenza contro le donne; abbiamo avuto diversi cosiddetti femminicidi; sono stati istituiti tavoli informali anche con figure apicali del territorio catanese, ed è emerso come l'intervento dei servizi sociali sia importante per coordinare e come, invece, l'intervento di alcune associazioni di tutela delle donne sia discutibile.