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Vanno inoltre individuati un tutor designato dal promotore, che sarà il responsabile didattico-organizzativo del tirocinio, e un tutor aziendale indicato dall'ospitante, che seguirà e verificherà l'attività di formazione e di orientamento all'interno dell'organizzazione datoriale. Il principio fondamentale secondo cui il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro, da tenere sempre presente per comprendere i rapporti tra le parti, comporta, da un lato, che il rapporto è innanzitutto esentato da quasi tutti gli oneri connessi al rapporto di lavoro, compresi il pagamento della retribuzione e i correlati obblighi fiscali e contributivi, e, dall'altro lato, che il soggetto ospitante non può trattare il tirocinante come un mero lavoratore subordinato, senza curare che l'attività prestata sia funzionale all'apprendimento. Al riguardo, si sottolinea che l'Ispettorato nazionale del lavoro con la circolare 18 aprile 2018, n. 8, ha espressamente ritenuto, per il tirocinio extracurriculare, che un tirocinio svolto senza rendere l'attività funzionale all'apprendimento possa essere riqualificato in rapporto di lavoro subordinato, con ogni conseguenza anche sanzionatoria. Nulla viene specificato per il tirocinio curriculare ma il principio potrebbe essere ritenuto estensibile ed è, quindi, necessario prestarvi attenzione per evitare contestazioni in sede di controllo. Con riferimento all'obbligo di comunicazione, l'articolo 9- bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, prevede che la disciplina sulla comunicazione obbligatoria per l'avviamento di un rapporto di lavoro debba applicarsi anche ai tirocini di formazione e di orientamento e a ogni altro tipo di esperienza lavorativa a essi assimilata. Come evidenziato, la legislazione più risalente fa riferimento ai tirocini di formazione e di orientamento per ricomprendere l'intero universo del tirocinio, curriculare ed extracurriculare. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, infatti, aveva espressamente chiarito nella nota 4 gennaio 2007, n. 440, che l'obbligo si doveva applicare anche ai tirocini curriculari. Tuttavia, con la successiva nota 14 febbraio 2007, n. 4746, preso atto dei problemi emersi nella prassi applicativa, il medesimo Ministero ha espressamente rivisto la precedente posizione, escludendo dall'obbligo di comunicazione i tirocini curriculari. Gli obblighi di comunicazione rimangono validi per i tirocini extracurriculari. Quanto all'indennità obbligatoria, la citata legge n. 92 del 2012 non ne prevede l'erogazione, né contempla sanzioni in caso di mancata corresponsione di un'indennità ai tirocinanti curriculari. Alla luce delle considerazioni esposte risulta evidente che allo stato attuale esiste una vera e propria disparità di trattamento tra tirocinanti extracurriculari, in favore dei quali è prevista l'erogazione di un'indennità di partecipazione, e tirocinanti curriculari, per i quali alcun tipo di indennità risulta essere prevista a livello legislativo. La presente proposta di legge si compone di 10 articoli. L'articolo 1 definisce il tirocinio formativo curriculare come approccio a un modello di alternanza scuola-lavoro e di apprendimento in ambito lavorativo. L'articolo 2 prescrive le modalità, i doveri e gli obblighi dei soggetti coinvolti nella stipulazione del contratto di tirocinio formativo curriculare. In particolare, le disposizioni ivi contenute prevedono che: lo studente che segue corsi di istruzione secondaria di secondo grado o universitaria o che ha conseguito il diploma relativo a tali corsi, possa stipulare con aziende, enti della pubblica amministrazione, studi professionali, fondazioni o associazioni ovvero datori di lavoro con personalità giuridica, università o istituti di istruzione universitaria abilitati al rilascio di titoli accademici, istituzioni scolastiche che rilasciano titoli di studio aventi valore legale e centri di formazione professionale post -diploma o post -universitaria operanti in regime di convenzione con la regione o con la provincia competenti per territorio, un contratto di tirocinio formativo curriculare, finalizzato all'orientamento e alla formazione professionale, prevedendo, altresì, che dette disposizioni si applicano anche ai tirocini promossi da ciascuna regione e rivolti a cittadini dell'Unione europea o extracomunitari in condizione di regolarità, aventi un'età minima non superiore a quindici anni; il soggetto ospitante si impegna ad accogliere il tirocinante assegnandogli una o più mansioni coerenti con la finalità di orientamento e formazione indicate nel contratto stesso, in affiancamento a un lavoratore qualificato o specializzato, cui compete la funzione di tutor . Tenuto conto del difetto di esperienza professionale del tirocinante, il soggetto ospitante deve farsi carico dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e affidare a un dirigente la funzione di controllo circa l'effettività del contenuto formativo del tirocinio medesimo; la durata del tirocinio non può superare i sei mesi e il tirocinio è rinnovabile o prorogabile soltanto nel rispetto di questi limiti di durata complessiva; la protrazione del tirocinio formativo curriculare oltre i suddetti termini è considerata, infatti, come contratto di apprendistato, con il quale il soggetto ospitante è obbligato a corrispondere, oltre alla retribuzione, anche la necessaria formazione alle mansioni specifiche, in funzione del conseguimento da parte del neo-apprendista di una determinata qualifica professionale; qualora il tirocinio formativo curriculare sia attivato senza la nomina e senza l'assistenza effettiva del tutor di cui al comma 4, è considerato come rapporto di lavoro ai sensi dell'articolo 2094 del codice civile; dell'attivazione del tirocinio, della sua durata, del suo oggetto e del trattamento previsto per il tirocinante il soggetto ospitante deve dare comunicazione all'Ispettorato territoriale del lavoro, entro il giorno precedente l'inizio del tirocinio stesso. L'articolo 3 individua le modalità di svolgimento del percorso di tirocinio formativo curriculare, ovvero la durata dei tirocini formativi curriculari, finalizzata all'acquisizione degli obiettivi di apprendimento specifici del percorso stesso, previsti nei relativi piani di studio. In particolare sono previste quattordici ore settimanali a tempo parziale e ventisei ore settimanali a tempo pieno, riservandone rispettivamente almeno sei e dieci per i corsi di formazione tecnica a distanza, su piattaforme digitali, anche straniere, altamente specializzate nei singoli settori elencati nei piani di formazione individuali, e coerenti con le inclinazioni formative di ciascun tirocinante. La suddetta durata dei corsi formativi si applica anche nei casi di: a) periodi di pratica professionale; b) tirocini previsti per l'accesso alle professioni ordinistiche o riferiti a percorsi abilitanti o regolamentati o per il riconoscimento delle qualifiche professionali possedute dai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea;