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All'esame dell'Assemblea è stato presentato un emendamento con il quale viene valorizzato il ruolo dell'agricoltore come custode del territorio. L'emendamento 1.44 (testo 2), che è stato ripresentato in questa fase, è importantissimo perché dà all'agricoltore la possibilità di svolgere questo ruolo. Presidente, dobbiamo impegnarci per riuscire a lasciare la nostra terra, i nostri boschi e le nostre foreste ai nostri figli almeno nello steso modo in cui ce li hanno consegnati i nostri padri. Speriamo in meglio, però credo sarà impossibile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Auddino. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, siamo qui per convertire in legge un decreto-legge varato lo scorso settembre per far fronte all'emergenza dovuta ai numerosi e drammatici incendi che hanno interessato nel corso dell'estate il nostro Paese e, in particolare, la mia Regione, la Calabria. L' escalation di fuoco ha toccato tutta l'Italia per un totale di 140.000 ettari di boschi bruciati solo nel 2021. Tale dato è stato riportato ampiamente dalla stampa. In Calabria i danni maggiori alle aree forestali si sono verificati nel Parco nazionale dell'Aspromonte, dove sono andate distrutte aree di bosco secolare, una perdita di patrimonio inestimabile. Mi sono chiesto spesso in questi mesi perché ci sono tanti incendi. La genesi e le cause di tale disfatta sono molte e complesse, talvolta intrecciate. La mano di tutti questi incendi è quasi sempre umana e, secondo i dati anche del Ministero, nel 98 per cento dei casi la loro natura è dolosa. Mentre si cerca di puntare il dito su presunti piromani seriali, che esistono, anche se in misura residuale, si distrae lo sguardo dagli interessi che spesso sottendono tali atti criminosi. Si va dagli incendi per creare nuovi pascoli a quelli appiccati per saccheggiare ciò che è sopravvissuto alle fiamme a scopo di lucro, fino al business legato ai rimboschimenti e relativi finanziamenti. Ebbene, questo decreto incendi, nonostante contenga delle buone misure ridisegnando la governance della prevenzione incendi e stanziando le risorse per potenziare la capacità operativa delle componenti statali impegnate nella lotta ai roghi, non risolve, a mio modesto avviso, il problema degli incendi per il futuro, perché non rimuove le cause per le quali spesso viene appiccato il fuoco. Lo dico al Governo in maniera che si possa porre rimedio nel prossimo futuro. Bisognava agire, a mio modesto avviso, su più fronti. A questo proposito ho presentato anche io diverse proposte emendative che, in sede di trattazione in Commissione, non sono state tutte accolte, anche se alcune lo sono state in parte. Secondo me, di primaria importanza era e sarà in futuro l'introduzione di alcuni divieti perenni e non più limitati a un periodo di tempo riguardanti le zone percorse dal fuoco. Uno degli emendamenti stabiliva il divieto perenne di prevedere una destinazione diversa da quella che dette zone avevano prima dell'incendio. In questo modo si sarebbe evitato ogni possibile rischio di incendio di origine dolosa messo in atto al fine di poter utilizzare successivamente le aree boscate distrutte dal fuoco a vantaggio di interessi privati, seppur dopo alcuni anni. Molto spesso bruciare equivale a costruire in un momento successivo (per questo, secondo me, il divieto perenne era e sarà importante), considerando il bosco come un bene economico da sfruttare per interessi meramente privatistici. L'emendamento nella nuova formulazione è stato completamente stravolto, perché non va a toccare - come da me proposto - il comma 1 dell'articolo 10 della famosa legge n. 253 del 2000, relativo ai divieti anzidetti, ma il comma 2, precisando che anche la superficie percorsa da controfuoco rientra nel perimetro finale dell'incendio, con tutte le conseguenze del caso. Questa è comunque una cosa buona, ma la portata di tale modifica è marginale rispetto a quanto avevo originariamente proposto, dopo aver interloquito con Federparchi e con tantissimi enti no profit che hanno a cuore il bosco. Lo stesso dicasi per un'altra mia proposta che stabiliva la mancata corresponsione delle risorse ai Comuni che non approvino gli elenchi definitivi dei soprassuoli percorsi dal fuoco entro i limiti fissati dalla legge. In questa nuova formulazione, che anche parzialmente stravolge il mio emendamento, si assegna alle Regioni il potere sanzionatorio sui Comuni inadempienti. Penso alla mia Regione: essa stessa è stata spesso - troppe volte, in passato - inadempiente. Quindi mi pare che si passi dalla padella alla brace. Penso alla mia Regione, alla Calabria, e tutto questo da parlamentare mi fa riflettere. Ecco perché questa misura non servirà, secondo me, a garantire il tempestivo aggiornamento degli elenchi dei soprassuoli. Spero di sbagliarmi. Son contento però che la Commissione abbia approvato l'emendamento a mia prima firma che prevede che facciano parte del comitato tecnico - come da me proposto - anche qualificati rappresentanti delle associazioni di volontariato iscritte nel nuovo registro unico nazionale del terzo settore e impegnate nella lotta agli incendi boschivi. (Applausi) . Questa è una cosa molto bella e importantissima. Ciò consentirà al comitato di assumere un punto di vista importante per analizzare i rischi e stabilire le politiche di prevenzione (la prevenzione appunto, tanto importante) e di lotta agli incendi, soprattutto ai fini della redazione del Piano nazionale. Tuttavia ho qualche perplessità, perché nella riformulazione sono state aggiunte anche le associazioni con finalità di protezione degli animali e dell'ambiente e le organizzazioni di rappresentanza delle imprese agricole. Qui - perdonatemi - ho colto con più difficoltà il senso di questa riformulazione. Uno degli emendamenti a mia prima firma prevedeva peraltro anche la modifica di una norma contenuta nella legge di bilancio del 2020 (legge n. 178), la quale prevede che l'assunzione di questi lavoratori, che oggi sono a tempo determinato (come la suddetta prevede, con scadenza a dicembre 2021), sia prorogata fino a ottobre 2023. Avevo modestamente proposto che questi lavoratori fossero stabilizzati, perché, secondo me, si sarebbe dovuto evitare ogni nesso di causalità, anche solo immaginabile, tra gli incendi e qualunque provvedimento di proroga di rapporti di lavoro a tempo determinato. Lo ripeto: si sarebbe dovuto evitare ogni nesso di causalità fra gli incendi e qualunque provvedimento di proroga di rapporti di lavoro di lavoro a tempo determinato. Questo è stato anche oggetto di tante riflessioni con i parchi, i presidenti e gli enti no profit . Occorreva stabilizzare i lavoratori; chi mi conosce sa quanto ho fatto in questi anni, in Governi diversi, per stabilizzare altre platee. Continuerò a portare avanti questa battaglia a tutela non solo dei lavoratori precari e a tempo determinato, ma anche del bosco. Di fondamentale importanza era altresì, secondo me, approvare la modifica riguardante la flotta dei Canadair - un collega ne ha parlato poco fa - contenuta in un altro emendamento.