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inoltre, alla luce delle disposizioni del citato regolamento europeo n. 549/2013, sembrerebbe desumersi, che la cessione dei crediti fiscali non comporti affatto il superamento della capacità fiscale dei beneficiari, restando ferma la necessità della adeguata capienza fiscale del fruitore, in quanto il credito d'imposta rimane "utilizzabile esclusivamente in compensazione", si chiede di sapere: se sia intenzione del Governo, alla luce di quanto esposto, far luce sulla possibilità di estendere l'istituto della cessione del credito anche alle agevolazioni per il piano transizione 4.0 al fine di prevedere, con apposito provvedimento normativo, che i soggetti beneficiari di crediti d'imposta per l'acquisto di beni strumentali tanto semplici quanto "4.0", nonché di quelli finalizzati alla ricerca, allo sviluppo, all'innovazione e alla formazione 4.0, possano optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione anche parziale di detti crediti ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni; se si intenda valutare, in subordine, la possibilità di introdurre la cessione del credito d'imposta in alternativa al comma 1054, il quale prevede, per i soggetti con volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro, che il credito d'imposta spettante possa essere utilizzato in compensazione in un'unica quota annuale, che richiede maggiori coperture finanziarie per il bilancio dello Stato nel primo anno; analogamente, se si intenda estendere l'opzione della cessione dei crediti anche ad altri crediti d'imposta già disciplinati, tra cui in particolare il credito d'imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno (art. 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), nonché nelle zone economiche speciali (art. 5, comma 2, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91), anche mediante la costituzione di una piattaforma elettronica per la certificazione e per la circolazione dei crediti d'imposta per cui è consentita l'opzione della cessione in modo tale che detti crediti possano circolare, nella certezza del loro riconoscimento e del diritto. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02765 BOLDRINI ALFIERI GIACOBBE CERNO FEDELI IORI LAUS MARCUCCI MARGIOTTA PINOTTI PITTELLA ROJC TARICCO VATTUONE Ai Ministri della salute e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'articolo 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, stabilisce che dal 6 agosto 2021 l'accesso a determinati servizi e attività sia consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19; l'articolo 1, comma 2, dell'ordinanza del Ministro della salute 18 giugno 2021, recante ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica, stabilisce che le certificazioni verdi rilasciate in uno Stato membro dell'Unione europea o in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione validata dall'Agenzia europea per i medicinali (European medicines agency, EMA), dell'avvenuta guarigione dal virus, sono riconosciute come equivalenti a quelle di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2 e di effettuazione, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus; l'articolo 5 dell'ordinanza stabilisce che le disposizioni di cui all'articolo 1 non si applicano ai soggetti provenienti da Gran Bretagna e Irlanda del Nord, prevedendo l'obbligo di sorveglianza sanitaria, isolamento fiduciario e, al termine di questi, effettuazione di test molecolare o antigenico; considerato che: il mancato riconoscimento dell'avvenuta vaccinazione riguarda anche molti connazionali che vivono e lavorano in Paesi non facenti parte dell'Unione europea che, pur avendo completato il ciclo vaccinale in questi Paesi a seguito di una vaccinazione validata dall'EMA, rientrati in Italia e avendo chiesto alla Regione di residenza chiarimenti in merito alla procedura per veder riconosciuta la vaccinazione effettuata e ottenere così il " green pass ", si sono sentiti rispondere che il fascicolo sanitario elettronico non è lo strumento per poterlo ottenere e che ancora non c'è uno strumento per riconoscerlo; quindi, ad oggi, il QRCode relativo al certificato digitale ottenuto in questi Paesi non viene riconosciuto dagli strumenti predisposti da varie Regioni; inoltre, il mancato riconoscimento dell'avvenuta vaccinazione riguarda anche i cittadini di San Marino che sono stati vaccinati in prevalenza con il vaccino Sputnik V non ancora approvato dall'EMA; considerato infine che: nel sito del Governo, nella pagina relativa alla certificazione verde, si trova scritto che "per i cittadini italiani vaccinati all'estero che intendono rientrare in Italia e ottenere la Certificazione verde Covid-19, il Ministero della salute sta individuando la procedura, anche in accordo con il Ministero degli affari esteri. Il Regolamento europeo prevede comunque un'introduzione graduale dell'EU Digitale Covid Certificate e quindi 'I certificati COVID-19 rilasciati da uno Stato membro prima del 1° luglio 2021 sono accettati dagli altri Stati membri fino al 12 agosto 2021'. Tuttavia si ipotizza che la soluzione tecnica e organizzativa per il rilascio della Certificazione ai cittadini italiani vaccinati all'estero possa essere operativa entro la fine di luglio", si chiede di sapere: quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di garantire a tutti i cittadini italiani vaccinati all'estero, sia in Paesi UE che extra UE, che intendano rientrare in Italia o che siano già rientrati in Italia, di ottenere la certificazione verde COVID-19 prima del 6 agosto 2021; quali iniziative intendano adottare al fine di riconoscere la certificazione verde anche a coloro che si sono vaccinati a San Marino con vaccini che non hanno ancora ottenuto l'autorizzazione dell'EMA. Atto n. 3-02767 VERDUCCI PITTELLA D'ALFONSO D'ARIENZO MANCA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Azienda ITM - Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, in provincia di Ancona, rappresenta un importante marchio nella produzione e distribuzione delle sigarette sull'intero territorio; l'attività della Manifattura di lavorazione del tabacco di Chiaravalle ha un grande retaggio sociale e storico e risale al 1759; oggi conta circa 120 lavoratori interni; inoltre, tra servizi e forniture, la società presenta un indotto di oltre 50 unità, una parte delle quali è collegata a processi di innovazione informatica per eseguire le procedure di tracciamento imposte dalla normativa; da qualche anno l'azienda sta affrontando molteplici criticità connesse ad una non adeguata politica fiscale, che si ripercuote negativamente sull'azienda stessa e sui lavoratori impiegati.