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Il riconoscimento del ruolo delle banche commerciali sarebbe un vero strumento per la crescita e la ripresa economica, perché permetterebbe di distinguere gli investimenti destinati alle attività produttive dai fondi immessi nel sistema bancario solo per coprire le perdite della speculazione. L'articolo 1 individua le finalità del disegno di legge, che consistono nella necessità di reintrodurre il principio di separazione bancaria al fine di tutelare i risparmi dei cittadini e di scongiurare il ricorso al meccanismo del salvataggio di Stato delle banche in crisi. A tale scopo l'articolo 2 dispone una modifica all'articolo 13 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, attraverso l'inserimento di due commi aggiuntivi con i quali si istituiscono due sezioni all'interno dell'albo delle banche autorizzate dalla Banca d'Italia. In questo modo si differenziano le banche commerciali da quelle d'affari. Prevedendo anche in maniera espressa che le attività, commerciale e di investimento, non possono essere svolte dalla stessa banca. L'articolo 3 definisce l'ambito d'azione delle banche commerciali ed esplicita obblighi e divieti che questi istituti sono tenuti a rispettare. L'articolo 4 assolve la medesima funzione in relazione alle banche d'affari. L'articolo 5 stabilisce le incompatibilità. L'articolo 6 concede un anno alle banche per adeguarsi alle nuove disposizioni. L'articolo 7 delega il Governo a intervenire, con un decreto legislativo sulla normativa fiscale in modo da favorire, dal punto di vista della tassazione, le banche commerciali rispetto a quelle d'affari, e con altro decreto legislativo per stabilire sanzioni differenziate in relazione alla gravità delle infrazioni alla presente legge. L'articolo 8 fissa la data di entrata in vigore della legge. Il presente disegno di legge non comporta maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato in quanto le disposizioni dell'articolo 7, di trattamento fiscale differenziato tra banche commerciali e banche d'affari, prevedono la clausola di invarianza finanziaria.. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha lo scopo di introdurre il principio di separazione bancaria, differenziando le banche commerciali e le banche d'affari, al fine di tutelare i risparmi dei cittadini, distinguendo nettamente le attività finanziarie di deposito e di credito relative all'economia reale da quelle legate agli investimenti ad alto rischio e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali. 2 La separazione bancaria persegue altresì lo scopo di evitare di distrarre fondi pubblici al fine di scongiurare il fallimento di istituti di credito, a danno dei contribuenti. 2 (Modifica all'articolo 13 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993) 1 All'articolo 13 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: « 1 -bis. L'albo si articola in due sezioni, relative rispettivamente: a) alle banche commerciali; b) alle banche d'affari. 1 -ter. Le attività di cui alle lettere a) e b) del comma 1- bis non possono essere esercitate dalla stessa banca». 3 (Banche commerciali) 1 Le banche commerciali esercitano l'attività di deposito e di credito nei confronti dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese e delle comunità. 2 È fatto esplicito divieto alle banche commerciali di: a svolgere direttamente o indirettamente qualsiasi attività propria delle banche d'affari, delle società di intermediazione mobiliare e, più in generale, di tutte le società finanziarie che non sono autorizzate a effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico; b detenere partecipazioni o stabilire accordi di natura commerciale con banche d'affari, banche di investimento, società di intermediazione o società finanziarie non autorizzate a effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico. 3 È fatto esplicito obbligo alle banche commerciali di operare in sostanziale equilibrio tra le scadenze delle attività di raccolta e di impiego delle risorse finanziarie. 4 (Banche d'affari) 1 Le banche d'affari esercitano l'attività di investimento, di negoziazione e di intermediazione nel mercato finanziario. 2 È fatto esplicito divieto per chiunque ricopra una carica o un incarico professionale all'interno di una banca d'affari, di una banca di investimento, di una società di intermediazione mobiliare e, in generale, in tutte le società finanziarie che non sono autorizzate a effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico, di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali. 3 È fatto esplicito divieto alle banche d'affari di detenere partecipazioni o stabilire accordi di natura commerciale con le banche commerciali. 5 (Incompatibilità) 1 È fatto divieto a chiunque di ricoprire contemporaneamente una carica direttiva in due o più banche, siano esse d'affari o commerciali. 6 (Termine di adeguamento) 1 Entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le banche attualmente autorizzate comunicano alla Banca d'Italia in quale sezione dell'albo di cui al comma 1- bis dell'articolo 13 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, introdotto dall’articolo 2 della presente legge, intendono essere iscritte, avendo precedentemente provveduto a risolvere le eventuali incompatibilità di cui alla presente legge. 7 (Delega al Governo in materia di trattamento fiscale e di sanzioni) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo volto a prevedere un trattamento fiscale differenziato per le banche commerciali e per le banche d'affari, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a favorire le banche commerciali, in ragione del loro ruolo di fondamentale sostegno all'economia reale del Paese, rispetto alle banche d'affari; b garantire l'invarianza finanziaria complessiva dell'intervento, compensando le agevolazioni in favore delle banche commerciali con un aumento dell'imposizione a carico delle banche d'affari. 2 Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo volto a stabilire sanzioni proporzionate e dissuasive per le banche che non ottemperino ai principi sanciti dalla presente legge, ivi compresa, per le infrazioni di maggiore gravità, la revoca dell'autorizzazione all'attività bancaria. 8 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.