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Conversione in legge del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, recante disposizioni urgenti concernenti l'IMU, l'alienazione di immobili pubblici e la Banca d'Italia. Onorevoli Senatori. -- È illustrato di seguito il decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, di cui il presente disegno di legge dispone la conversione in legge. L’articolo 1 è diretto ad abolire il versamento della seconda rata dell'imposta municipale propria (IMU) per alcune tipologie di immobili che sono state oggetto dell'esclusione dalla prima rata del tributo. A questo proposito il comma 1 dell’articolo, alla lettera a) , richiama gli immobili di cui alle lettere a) e b) dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 luglio 2013, n. 85, che aveva previsto inizialmente la sospensione del pagamento dell'IMU. Gli immobili in questione sono: a) le abitazioni principali e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; b) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616. In merito all'abitazione principale, il medesimo comma 1, alla lettera b) , precisa che beneficiano della disposizione di favore anche gli immobili di cui all'articolo 4, comma 12- quinquies , del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, e, alla lettera c) , richiama gli immobili di cui al comma 5 dell'articolo 2 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, vale a dire gli immobili equiparati per legge all'abitazione principale, che sono: la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; l'unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica. È da notare che la stessa estensione del beneficio non è stata invece effettuata per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali di cui al comma 4 dell'articolo 2 del medesimo decreto-legge n. 102 del 2013, poiché l'equiparazione all'abitazione principale decorre a partire dal 1º gennaio 2014. La successiva lettera d) del comma 1 prevede che l'abolizione dell'IMU si applichi anche ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Infine analoga abolizione è prevista dalla lettera e) del comma 1 per i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 13, comma 8, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, vale a dire quelli elencati nell'articolo 9, comma 3- bis , del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. Si deve sottolineare che l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 102 del 2013, nel richiamare l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 54 del 2013, aveva invece abolito la prima rata dell'IMU per tutti i fabbricati rurali. Il successivo comma 2 dell'articolo 1 precisa che l'agevolazione contemplata dal precedente comma non si applica nei confronti dei terreni agricoli e dei fabbricati rurali che non rientrino nelle fattispecie indicate nelle precedenti lettere d) ed e) del comma 1. Al fine di assicurare ai comuni il ristoro del minor gettito dell'imposta municipale propria derivante dall'applicazione della disposizione di favore, il comma 3 prevede lo stanziamento di un aumento di risorse di euro 2.164.048.210,99 per l'anno 2013, di cui euro 2.076.989.249,53 riferiti ai comuni delle regioni a statuto ordinario, della regione siciliana e della Regione Sardegna ed euro 87.058.961,46 riferiti ai comuni delle regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Il comma 4 stabilisce che una parte di tali risorse, pari a euro 1.729.412.036,11 sia attribuita dal Ministero dell'interno limitatamente ai comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della regione Sardegna, entro il 20 dicembre 2013, nella misura risultante dall'allegato A al decreto-legge, pari alla metà dell'ammontare determinato applicando l'aliquota e la detrazione di base previste per ciascuna tipologia di immobile di cui al comma 1 del medesimo articolo 1. Il comma 5 prevede che il contribuente versi, entro il 16 gennaio 2014, il 40 per cento dell'eventuale differenza tra l'ammontare dell'IMU risultante dall'applicazione delle aliquote e della detrazione per ciascuna tipologia di immobile di cui al comma 1, deliberate dai comuni per l'anno 2013 e, se inferiore, quello risultante dall'applicazione dell'aliquota e della detrazione di base previste per ciascuna tipologia di immobile. Il comma 6 prevede un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, da emanare entro il 28 febbraio 2014, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, nel quale è determinato, a conguaglio, il contributo compensativo spettante a ciascun comune, nell'importo complessivo di euro 348.527.350,73, risultante dalla differenza tra le risorse complessive e quelle distribuite entro il 20 dicembre 2013. Per effettuare l'attribuzione occorre concordare con ANCI una metodologia che prenda come base i dati di gettito relativi all'anno 2012 e operi una stima delle manovre effettuate dai comuni nell'anno 2013.