[resaula]

Infatti, coerentemente con gli orientamenti suggeriti dall'Unione europea, che ha sollecitato gli Stati membri a impegnarsi per un approccio globale alla riduzione di grassi saturi, grassi trans e zuccheri aggiunti nelle bevande zuccherate e nei cibi solidi, il Ministero della salute è pervenuto alla stesura di due documenti finalizzati, da un lato, a regolamentare la promozione di alimenti per l'infanzia e, dall'altro, a condividere alcuni obiettivi di miglioramento della qualità nutrizionale dei prodotti consumati dai bambini tra i tre e i dodici anni. Ecco perché si devono evitare sistemi di valutazione basati sui profili nutrizionali, o tanto meno rappresentazioni grafiche che pongono ingiustamente l'accento sulla composizione del singolo prodotto, a prescindere dalle modalità e frequenze di consumo. Tali tematiche rivestono una rilevanza strategica per questo Ministero, in quanto l'applicazione dei sistemi quali il traffic light inglese (ossia l'etichettatura a semaforo) e il nutri-score francese, qualora fosse scelta a modello dalla Commissione europea potrebbe procurare effetti discriminatori soprattutto nei confronti di quei prodotti italiani riconosciuti a livello europeo come patrimonio nazionale (Denominazione di origine protetta, Indicazione geografica protetta, Specialità tradizionale garantita), che sono obbligati per legge a mantenere determinati tenori di nutrienti, previsti dai disciplinari di produzione a tutela delle tradizioni e soprattutto dei consumatori. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Per quanto sopra, l'Italia, relativamente alla prevenzione e al controllo delle patologie non trasmissibili, considera prioritario contrastare i fattori di rischio e promuovere i determinanti di salute attraverso un approccio olistico che privilegi la prevenzione delle malattie croniche e interventi multisettoriali, che coinvolgano più amministrazioni pubbliche e la società civile, e incentivi stili di vita salutari, attività fisica regolare e diete sane, equilibrate e sostenibili. Proprio la prevenzione e il controllo delle Noncommunicable diseases (NCDs)hanno costituito oggetto di recente trattazione all'interno del terzo High-level meeting durante la settantatreesima Assemblea generale dell'ONU il 27 settembre ultimo scorso dove, grazie all'incisiva azione del Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, è stata approvata la versione definitiva della dichiarazione politica sulle NCDs, contenente un testo molto bilanciato, di ampia portata politica, in linea con gli interessi italiani di tutela della salute e delle eccellenze del made in Italy nel settore agroalimentare. Tale documento finale è stato poi adottato formalmente dall'Assemblea generale con una risoluzione in data 10 ottobre 2018. Come previsto dalla dichiarazione politica, il Segretario generale delle Nazioni Unite sarà poi tenuto a produrre un rapporto di consultazione con la membership in collaborazione con la World health organization sui progressi nella lotta alle patologie non trasmissibili e sull'attuazione del documento finale entro il 2024, in vista di un evento politico di alto livello di revisione complessiva nel 2025. Tuttavia, nell'ambito di più recenti sviluppi in sede di Organizzazione mondiale della sanità, alcuni Paesi si sono fatti promotori di una risoluzione che tenta di reintrodurre il concetto di cibi insalubri e l'esortazione ai Governi ad adottare misure restrittive sul piano commerciale - questo è ciò che ci lascia perplessi: misure restrittive sul piano commerciale - potenzialmente lesive sui mercati esteri delle eccellenze e delle tipicità dell'agroalimentare made in Italy e 100 per cento italiano. Successivamente, il rappresentante permanente dell'Italia a Ginevra è intervenuto alla riunione del Meccanismo globale di coordinamento per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili, tenutasi il 5 e il 6 novembre ultimo scorso, cui hanno preso parte anche il Ministero della salute e il presidente di Federalimentare. Nel suo intervento il rappresentante permanente dell'Italia a Ginevra ha ricordato il positivo esito del vertice succitato tenutosi a New York il 27 settembre e la relativa dichiarazione conclusiva, dai contenuti bilanciati e costruttivi, grazie al ruolo di primo piano dei negoziatori italiani. L'ambasciatore ha stigmatizzato diversi tentativi di andare oltre il consenso raggiunto con la succitata dichiarazione politica del 27 settembre, reinterpretando la volontà degli Stati membri, fraintendendo gli impegni presi dallo Stato e citando misure che sono state respinte nel corso dei negoziati. Ha citato il contenuto di un comunicato stampa rilasciato dall'Organizzazione mondiale della sanità immediatamente dopo l'evento di alto livello, che richiamava i concetti di cibi nocivi per la salute e altri prodotti dannosi, che non trovavano riscontro nel testo della dichiarazione politica, che si riferisce unicamente alle diete e agli stili di vita non salutari. L'azione della diplomazia italiana ha indotto il Segretario dell'Organizzazione mondiale della sanità a rettificare il comunicato stampa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Il 12 novembre scorso, nell'ambito dell'iniziativa "Global health and foreign policy" (GHFP), che vede coinvolti sette Paesi (Brasile, Francia, Norvegia, Senegal, Sudafrica, Thailandia e Indonesia), il Brasile ha presentato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione che affronta diverse tematiche relative alla salute con un focus sulla nutrizione. Se il testo è largamente condivisibile da parte italiana, la Farnesina ha subito rilevato le serie criticità relative alla formulazione del paragrafo operativo 7. In particolare, abbiamo denunciato il tentativo di far passare il concetto che alcuni cibi sarebbero di per sé nocivi per la salute e criticato l'esortazione agli Stati membri ad adottare politiche restrittive finalizzate a ridurne i consumi, inclusa l'imposizione di tasse, di sistemi di etichettatura a semaforo fronte-pacco e di altre restrizioni alla commercializzazione e al marketing di determinati alimenti. Come avete detto giustamente voi, cari colleghi, siamo sotto attacco. La risoluzione proposta dal Gruppo rischiava pertanto di nuocere seriamente al nostro agroalimentare, alla sua reputazione e immagine di qualità sui mercati esteri, compromettendo, in definitiva, gli ottimi risultati ottenuti il 27 settembre. In quell'occasione, l'impegno dell'Italia come cofacilitatore ha consentito di negoziare un documento conclusivo molto equilibrato, di taglio politico e senza raccomandazioni prescrittive sulle politiche nutrizionali nazionali. Come indicato dalle nostre amministrazioni, in tutti i fori europei e internazionali, le classificazioni astratte dei singoli alimenti non hanno un adeguato fondamento scientifico ma sono, viceversa, passibili di danneggiare il nostro agroalimentare in molti mercati rilevanti per l' export . Inoltre, la posizione italiana è che le politiche che pretendono e che prendono di mira singoli nutrienti siano fuorvianti per i consumatori, i quali dovrebbero invece essere educati a una dieta variata e salutare. Per questo l'Italia ha sempre osteggiato i sistemi di etichettatura cosiddetti a semaforo, dentro e fuori l'Europa. Con riguardo alla nuova risoluzione presentata dal Brasile sulla nutrizione, la Farnesina si è pertanto immediatamente adoperata per cercare di bilanciarne i contenuti.