[resaula]

Concludo, sperando di non usare tutto il tempo a disposizione, al fine di agevolare i lavori. Quelli che sostengono il pagamento elettronico a tutti i costi pagano ogni caffè al bar con la carta di credito; su questo è meglio che non mi soffermi e che stia in silenzio, per rispetto di tutti, perché ne sto vedendo di tutti i colori, soprattutto da parte di chi questa misura l'ha direttamente sostenuta. Chiaramente non ce l'ho con i cittadini che si apprestano a seguire le indicazioni che diamo loro; ce l'ho con qualcun altro, se non fosse ancora chiaro. Guardiamo cosa succede in Finlandia, dove nel 2018 l'81 per cento dei pagamenti totali è stato effettuato con le carte di credito o di debito o con le app , mentre l'uso del denaro contante si è ridotto al 19 per cento. La Finlandia è quindi un faro per i sostenitori dell'utilizzo della moneta elettronica. Che bell'esempio da seguire è la Finlandia! Questa notizia è del «Corriere della Sera», sezione economia, non di altri giornali (almeno ci capiamo). Si legge che d'altra parte è successo che sono decollati i debiti dei cittadini finlandesi; si dice che sicuramente ci sono varie cause e che in parte ciò è favorito dai bassi tassi di interesse che si respirano nel Paese nordico. D'altra parte però - udite, udite - l'uso crescente di carte di credito e di pagamenti attraverso le app porta a un minor utilizzo del contante, ma anche a un minor controllo delle proprie spese. (Applausi) . Questo bisogna capire, che è una cosa normale e di buon senso. Se pago in contanti, mi rendo conto di quello che sto pagando; con la carta di credito e con il bancomat, invece, non è che segno e ho tutto sotto controllo. È una cosa normale. Ma allora noi dobbiamo fare qualcosa che aiuti i nostri cittadini o che li spinga a indebitarsi? Ragioniamo bene. Siamo convinti che il presidente Draghi, dotato di grande pragmatismo e di grande attenzione, saprà farsi valere su questo punto, rispettando le indicazioni dell'Europa, tutelando i cittadini da eventuali ulteriori debiti e, d'altra parte, proponendo misure di contrasto all'evasione fiscale più serie, magari utilizzando al meglio il personale dell'Agenzia delle entrate per andare a verificare chi evade davvero le tasse, anziché per andare a recuperare crediti che sappiamo non saranno mai recuperati. Per questo motivo ci asterremo sulla mozione di Fratelli d'Italia, che abbiamo anche sottoscritto, per i motivi che abbiamo detto. Votando a favore dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza, confidiamo che il presidente Draghi esaudirà sicuramente le nostre richieste. (Applausi) . DELL'OLIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, oggi siamo qui a impegnare il nostro tempo per discutere di una mozione che dimostra la più totale miopia politica. (Applausi) . Prima di spiegare perché il cashback è una misura fondamentale, vorrei attraversare alcuni punti della mozione, perché è quel documento che pone sotto accusa il cashback ; quindi è opportuno analizzare quel che c'è scritto, prima di passare a spiegare perché invece è buona cosa continuare con la misura. Il senatore Ciriani e gli altri firmatari asseriscono che il cashback è stato previsto dalla legge di bilancio al fine di incentivare l'utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici. Bene, fin qui hanno detto una cosa giusta, perché il cashback serve per aumentare il tasso di utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici da parte degli italiani ed è quello che sta riuscendo a fare. In soli quattro mesi - non lo dico io, l'ha detto il sottosegretario Durigon alla Camera - si è passati da 2,9 milioni di transazioni nel mese di dicembre a 4,1 milioni di transazioni nel mese di febbraio, con un incremento del 40 per cento in soli tre mesi. La mozione prosegue dicendo che il cashback è la misura più nota del Piano Italia cashless . È vero, ma qui la vera notizia è che il cashback è parte di un piano ben più ampio, che è quello, appunto, di portare l'Italia verso la digitalizzazione dei sistemi di pagamento, in linea con gli altri Paesi, dove utilizzare la plastica - così si dice in gergo - è cosa normale anche per il pacco di caramelle e questo ormai da tempo immemorabile. Dobbiamo ricordare che l'Italia - qualcun altro l'ha già detto - è un'economia cash-based fra le trentacinque peggiori al mondo, secondo il cash intensity index , che è un indice che misura l'incidenza del contante sul PIL. Per quanto invece riguarda il cashless society index è al ventitreesimo posto nell'Unione europea. La mozione prosegue attingendo a piene mani dalla lettera inviata all'allora ministro Gualtieri da parte di Yves Mersch, ex Governatore della Banca centrale del Lussemburgo, ex Commissario membro del Consiglio direttivo della BCE, il 14 dicembre 2020; se ricordo bene le notizie di giornale, venne inviata il giorno prima che scadesse il suo mandato, che qui viene presentato come una bocciatura da parte della BCE. Ora, non so quante delle persone qui presenti e quanti degli 82 firmatari della mozione abbiano letto integralmente quella lettera e non solo le parti riportate dai giornali, ma questa lettera è un coacervo di indicazioni, spesso arzigogolate, che concludono con un semplice rilievo all'Italia per non aver avvisato la BCE prima di porre in essere l'iniziativa del cashback . È un qualcosa che però mai mi sarei aspettato venisse eccepito da Gruppi politici cosiddetti sovranisti presenti in questo Senato, che oggi si definiscono europeisti, patriotticamente europei. (Applausi) . In pratica - e qui devo leggere purtroppo le parole testuali del membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea - egli dice che quest'ultima Mersch «riconosce che il contante possa essere rifiutato per motivi connessi al principio di buona fede» e ancora che l'Unione non affronta «esplicitamente la questione se, o in quale misura, sia consentito introdurre una restrizione di ordine più generale all'obbligo di accettare pagamenti in contanti in euro». Ma dove mai è inserita nel cashback questa restrizione? Da nessuna parte. E poi si dice che qualunque limitazione o disincentivo diretto o indiretto ai pagamenti in contanti deve rispettare i requisiti relativi al corso legale delle banconote in euro; ma qui non si parla di incentivo, si parla di disincentivo. E la cosa non è la stessa, perché a seconda di come viene riportata e utilizzata da stampa o Gruppi politici, assume caratteri diversi. Secondo Mersch non si può incentivare qualcuno a fare qualcosa per modificare i comportamenti e le politiche della Nazione. Allora, se questa è la logica, aboliamo direttamente tutti gli incentivi previsti per le imprese, perché così dovremmo fare secondo lui. (Applausi) . Poi Mersch scrive ancora (ed è sempre una parte riportata nella mozione, come ha detto anche prima il senatore Romeo):