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Un'Agenzia indipendente potrebbe consentire un'elaborazione strategica della sua base informativa da cui trarre tendenze, quantità, linee di indagine, andando così a perfezionare il contesto di collaborazione già esistente tra il Dipartimento della pubblica sicurezza e l'IVASS sull'accesso diretto alla banca dati. L'altro strumento in nostro possesso è il Casellario centrale infortuni dell'INAIL, che raccoglie tutti i dati che si riferiscono agli infortuni, professionali ed extraprofessionali e di malattia professionale, utile per evitare duplicazioni risarcitorie. Il funzionamento dell'Agenzia antifrode potrà essere uno stimolo all'ottimizzazione del lavoro delle strutture antifrode delle compagnie fornendo anche indicatori di efficacia ed efficienza delle stesse e contribuendo alla loro crescita. La struttura organizzativa dell'Agenzia deve essere agile, composta da un pool qualificato di professionisti tra informatici, giuristi, investigatori ed esperti in comunicazione per costituire un'interfaccia alle strutture presenti e completare così il sistema della politica antifrode in Italia per poi confrontarsi a livello internazionale con le migliori pratiche. Nel presente disegno di legge sono, altresì, previste delle norme relative al danno alla persona. Appare necessario e urgente un intervento legislativo da parte del Parlamento che sia finalmente in grado di fornire uniformità di valutazioni e liquidazioni per tutti i tipi di sinistri, scongiurando ogni trattamento discriminatorio, ed al contempo sia tale da dettare regole certe non più suscettibili di contese circa la loro legittimità costituzionale o in merito alla loro interpretazione. Occorre, dunque, una legge nuova che sia la meno possibile controversa e risulti inattaccabile sul piano del rispetto delle norme sancite dalla Costituzione. L'obiettivo, infatti, del presente disegno di legge è quello di mettere fine alle contese sorte intorno al Codice delle assicurazioni private ed al contempo di fissare per legge i parametri di liquidazione, in sintonia con le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza (condivise innanzitutto dalla Cassazione), favorendo dunque le conciliazioni stragiudiziali, con una significativa diminuzione dei giudizi. Da un lato, i danneggiati non potranno più sollevare eccezioni (oggi giustificate) sui parametri applicabili e, dall'altro lato, le compagnie assicuratrici non dovranno più districarsi tra orientamenti giurisprudenziali contrapposti. La norma di cui all'articolo 1 intende aprire i mercati alla concorrenza, allentando i vincoli alle imprese straniere, al fine di operare sul territorio nazionale. All'articolo 2, viene ripresa la formulazione della legge Hamon con la quale in Francia si è inteso dare un elevato livello di tutela dei diritti ai consumatori garantendo in particolar modo, all'assicurato il diritto di scelta del riparatore di cui avvalersi. Tale informazione, deve essere fornita nelle condizioni generali di polizza e all'atto della denuncia di sinistro. All'articolo 3 viene introdotta una norma sulla portabilità delle polizze che, sull'esempio transalpino, intende stimolare attraverso la mobilità degli assicurati, nel settore della RC auto, la concorrenza tra imprese al fine di ottenere una diminuzione dei premi. L'articolo 4 provvede alla regolamentazione del cosiddetto contratto base, con una disposizione che intende consentire agli assicurati la possibilità di stipulare in ogni caso contratti per la RC auto privi di clausole che limitino in qualsiasi modo il diritto all'integrale risarcimento. La mancata attuazione del contratto base bloccato da mesi al Ministero dello sviluppo economico dopo il parere negativo del Consiglio di Stato non consente attualmente una comparazione tra i premi delle varie imprese e non permette al contraente la costruzione delle pretese riduzioni tariffarie. L'attuale non comparabilità dei contratti, stante la difformità delle garanzie e delle clausole previste, non incentiva la concorrenza e rende in concreto inapplicabile qualsivoglia forma, peraltro tecnicamente impossibile in un sistema di prezzi liberi, di politica tariffaria. Per fare chiarezza nel sistema occorre attuare senza indugio il contratto base, che deve essere esplicito oggetto dell'obbligo di legge a contrarre. All'articolo 5 è disciplinato il risarcimento in forma specifica in RC auto, attualmente oggetto di regolamentazione contrattuale, non sempre aderente al dettato normativo civilistico. Poiché in RC auto il danneggiato ha sempre e comunque diritto a farsi risarcire il danno, a prescindere dalla circostanza che il proprio veicolo venga o meno riparato, appare opportuno disciplinare il risarcimento in forma specifica tenendo conto che il codice civile, all'articolo 2058, prevede che sia facoltà del danneggiato richiedere una tal forma di risarcimento. Infatti, non è possibile sostituire un debitore a un altro senza il consenso del danneggiato creditore per l'evidente ragione che un conto è adempiere un debito pagando in denaro, un conto è volere adempiere offrendo una prestazione di fare (riparare) non essendo certo indifferente per il creditore danneggiato sapere chi e come riparerà il suo mezzo. La norma proposta consente, quindi, all'assicuratore di offrire la riparazione in forma specifica, tutelando sia i danneggiati, ai quali deve comunque essere fornita preventiva informazione sulle modalità della riparazione, sia i riparatori. Difatti con la previsione della preventiva e immediata indicazione al danneggiato del riparatore fiduciario, si evitano aste al ribasso e subappalti per la effettuazione delle riparazioni con positivi effetti sui livelli di convenzionamento, sulla qualità delle riparazioni e sulla sicurezza dei veicoli. Trasparenza e qualità sono, altresì, garantite con la previsione di un'informativa che l'assicuratore è tenuto a fornire al danneggiato che decide di far riparare il mezzo da un carrozziere fiduciario di compagnia. La garanzia deve essere rilasciata sia dall'assicuratore (che ai sensi dell'articolo 2049 del codice civile risponde del fatto dei propri ausiliari) che dal fiduciario, tenuto a rilasciare al danneggiato, e non all'assicuratore committente, analitica fattura di riparazione, per consentire al danneggiato, anche ai sensi dell'articolo 80, comma 7, del cosiddetto codice della strada, di ottemperare alle eventuali richieste di revisione straordinaria della Motorizzazione civile. Agli articoli 6 e 7 si intende chiarire, anche al fine di ridurre il contenzioso, quali siano i criteri già previsti civilisticamente per risarcire i danni antieconomici e nel contempo a tutela dei consumatori come debbano essere effettuate le stime dei danni. Tale principio è fondamentale al fine di evitare che si creino situazioni di scarsa trasparenza dovute a incroci societari nelle proprietà delle riviste di settore che stimano il valore dei veicoli rispetto all'assicuratore che quelle stime utilizza per liquidare i sinistri. Nello specifico, la norma, all'articolo 6, intende evitare ingiustificate penalizzazioni per i possessori di veicoli datati ma efficienti. Infatti, secondo l'articolo 2058 del codice civile l'unico limite, posto peraltro a tutela dell'assicuratore debitore, è che il risarcimento non sia «eccessivamente oneroso».