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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 34 BORGHESI La seduta inizia alle ore 10,05. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari appena conclusa, nella quale si è convenuto di svolgere un breve ciclo di audizioni con riferimento al disegno di legge costituzionale n. 214 e connessi, in materia di riduzione del numero dei parlamentari, e di fissare per le ore 13 di lunedì 22 ottobre il termine entro il quale i Gruppi potranno segnalare eventuali soggetti da audire. Si è convenuto altresì di fissare alla medesima data anche il termine per le proposte di audizione relative al disegno di legge n. 846 (Conversione in legge del decreto-legge n. 115 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive). Infine, su proposta del senatore Vitali, si è concordato di iniziare l'esame del disegno di legge costituzionale n. 388 (Disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale) a partire dalla prossima settimana. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE (cost. 214 e connessi) Riduzione del numero dei parlamentari DDL 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari DDL 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica DDL 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 16 ottobre. Il senatore VITALI ( FI-BP ), nel ribadire l'orientamento favorevole del Gruppo Forza Italia sulla riduzione del numero dei parlamentari, chiede che sia comunque nominato un relatore di minoranza, proponendo che l'incarico sia assegnato al senatore Pagano. Il PRESIDENTE si riserva di comunicare le proprie valutazioni in merito. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. (840) d-l 113/18 - sicurezza pubblica DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che nella giornata di ieri si è concluso il ciclo di audizioni informali sul disegno di legge in titolo. Ha quindi inizio la discussione generale. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) sottolinea che, nel corso delle audizioni, sono emerse rilevanti criticità, nonché evidenti profili di incostituzionalità. A suo avviso, il testo non solo è carente dei presupposti di necessità e urgenza e del requisito di omogeneità, ma risulta caratterizzato da una forte connotazione ideologica e da finalità propagandistiche. Nello specifico, rileva innanzitutto che l'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui all'articolo 1 del decreto-legge, appare in contrasto con l'articolo 10, terzo comma, della Costituzione, che tutela il diritto di asilo per lo straniero al quale sia impedito l'esercizio delle libertà democratiche. Infatti, il godimento di tale diritto è assicurato - come riconosciuto da un recente orientamento giurisprudenziale - attraverso la concessione non solo della protezione sussidiaria, ma anche della protezione umanitaria. Inoltre, nelle fattispecie che darebbero luogo a permessi di soggiorno speciali, non risultano comprese tutte le forme di tutela previste dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Si sofferma, quindi, sugli articoli 2 e 3 del decreto, che - rispettivamente - prolungano il periodo massimo di trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio e precisano che tale trattenimento può essere motivato anche dalla necessità di determinare o verificare l'identità o la cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale. Ritiene che tali disposizioni contrastino con gli articoli 3 e 13 della Costituzione, sia per l'ampia durata del trattenimento, sia perché esso non è più limitato al solo pericolo di fuga da parte dello straniero o al compimento di condotte che ne ostacolino il rimpatrio. L'articolo 4 del decreto prevede la possibilità di trattenimento dello straniero in strutture diverse dai centri di permanenza per il rimpatrio. Osserva che tale norma, così come formulata, viola l'articolo 13 della Costituzione, in ragione della riserva di legge assoluta in materia di libertà personale e del principio di tassatività circa la determinazione dei luoghi in cui è limitata la libertà personale di tutte le persone presenti sul territorio italiano, a prescindere dalla loro cittadinanza. Peraltro, bisognerebbe valutare in modo approfondito l'ubicazione sul territorio nazionale di tali centri, per evitare che lo straniero sia impossibilitato a seguire il procedimento relativo al provvedimento di espulsione che lo riguarda, in violazione, quindi, dell'articolo 25 della Costituzione. Formula considerazioni critiche anche con riferimento all'articolo 10 del decreto-legge, con cui si stabilisce che l'avvio di un procedimento penale nei confronti del richiedente protezione internazionale o anche la condanna con sentenza non definitiva diano luogo a un provvedimento immediato della commissione territoriale, che è tenuta ad audire immediatamente il richiedente e adottare contestuale decisione. Appare chiara, a suo giudizio, la violazione di principi cardine della Costituzione, quali quelli previsti dal secondo comma dell'articolo 24, dall'articolo 27 e dal terzo comma dell'articolo 111. Sottolinea che, con l'articolo 12 del decreto, risulta radicalmente ristrutturato il sistema di accoglienza dei migranti, con la previsione di un sistema esclusivamente emergenziale, incentrato principalmente sulle strutture di accoglienza temporanea, i cosiddetti CAS, che sono destinate a erogare soltanto i servizi essenziali. Ciò appare in contrasto con la direttiva dell'Unione europea n. 33 del 2013, secondo cui gli Stati membri devono assicurare ai richiedenti asilo un'adeguata qualità di vita. Infine, ritiene particolarmente censurabile la norma di cui all'articolo 14, che dispone la revoca della cittadinanza in caso di condanna per reati molto gravi. Si introduce, infatti, una discriminazione a danno di coloro che hanno acquisito la cittadinanza iure soli , i quali - a seguito di tale provvedimento - potrebbero ricadere nella situazione di apolidia, in violazione delle convenzioni internazionali su questo tema. Il senatore COLLINA ( PD ) si associa alle considerazioni della senatrice De Petris per quanto riguarda i rilievi costituzionali sul testo all'esame. Ritiene, tuttavia, che il provvedimento sia criticabile anche sotto il profilo della funzionalità e dell'efficacia.