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Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione dell'emendamento 15.101, su cui esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Senatore, a me risulta che l'emendamento 15.101 sia stato ritirato e che su di esso la 5 a Commissione abbia espresso parere contrario. L'intervento della senatrice Giammanco era riferito all'emendamento 15.15. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non ho ben compreso se il relatore ha espresso parere favorevole o se si è rimesso all'Assemblea. PRESIDENTE . L'emendamento su cui si espresso in senso favorevole il relatore è stato ritirato e ha il parere contrario della 5 a Commissione, invece queste condizioni non sussistono sull'emendamento 15.15. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, avevo un parere favorevole alla riduzione allo 0,50 per cento. PRESIDENTE. Non esiste. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Presidente, chiedo scusa, le sciolgo il nodo: l'emendamento 15.101 era una proposta a mia prima firma che ho ritirato, perché volevo avanzare una proposta soppressiva, ma la cosa cambia se il relatore è favorevole a questo emendamento, oppure lo fa proprio perché ciò a cui miro è la soppressione di questo meccanismo di finanziamento. PRESIDENTE. Al di là del fatto che sia stato ritirato, ma che ci potrebbe comunque essere anche una rivisitazione della posizione, il parere contrario della 5 a Commissione permane. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . In questo caso, Presidente, chiedo di rimetterci all'Assemblea, se possibile. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Presidente, poiché la questione è degna di un momento di riflessione, vorrei chiedere una sospensione di dieci minuti. PRESIDENTE . Credo che più avanti avremo motivo di un'ulteriore pausa di riflessione, quindi penso si possa procedere. Propongo di accantonare l'articolo 15. Intanto chiedo al relatore di pronunziarsi anche sugli ordini del giorno. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'accoglimento degli ordini del giorno G15.100, G15.101, G15.103. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 16. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 17. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 18. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 19, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.4, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 19. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 20, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'emendamento 20.0.38 mira a fissare alcuni princìpi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva sull'insolvenza delle imprese. La direttiva impone agli ordinamenti nazionali una semplificazione degli istituti per l'insolvenza, che porterebbe a grandi benefici sia per gli imprenditori che per l'efficienza della giustizia. In Italia abbiamo il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza che regolamenta la materia, ma che, a nostro avviso, soprattutto in questo momento storico va cambiato e riadattato a ciò che ci chiede l'Europa. L'approccio della direttiva, infatti, è molto liberale, mentre la regolamentazione prevista dal nostro codice presenta aspetti di marcata statualità. La loro applicazione, inoltre, rischia di condurre a liquidazione certa un numero elevatissimo di imprese che si trovano in situazione di crisi a causa dell'emergenza sanitaria. Faccio l'esempio della procedura dell'allerta attivabile per sostenere l'imprenditore nel cogliere tempestivamente i segnali di crisi. Nella direttiva la procedura può essere attivata solo dall'imprenditore, mentre nel codice italiano la procedura di allerta può essere attivata non solo dall'imprenditore, ma anche da soggetti come l'INPS o l'Agenzia delle entrate. È chiaro, quindi, che l'attivazione della procedura da parte di quest'ultimi determina perciò solo un effetto dannoso per l'imprenditore che si troverà a essere automaticamente monitorato e messo sotto la lente di ingrandimento. Di conseguenza, non è difficile immaginare che avrà ancora più difficoltà a rimanere a galla. Con l'emendamento 20.0.38 chiedo due cose: innanzitutto la modifica della disciplina italiana, molto più rigida di quella europea, per adeguarla e allinearla alla direttiva sull'argomento, che è molto più liberale; in secondo luogo, chiedo di posticipare la data di entrata in vigore della procedura di allerta di un anno fino al 1° settembre 2022, per evitare che troppe imprese possano essere esposte alle procedure di crisi praticamente in automatico, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo in cui effettivamente molte aziende si trovano in difficoltà economica. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, all'articolo 20 abbiamo presentato tre emendamenti aggiuntivi, specificamente il 20.0.3, il 20.0.11 e il 20.0.7 su cui richiamo l'attenzione dell'Assemblea. Presidente, nei mesi e negli anni passati abbiamo discusso e dibattuto di un tema che purtroppo continua a essere irrisolto all'interno del nostro Stato: il pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione. Signor Presidente, i primi sei mesi dell'anno con la presenza della grave pandemia e della crisi che ne è derivata hanno messo in secondo piano un fatto rilevante: lo Stato continua a non pagare i propri fornitori. Lo dico al Governo con cui abbiamo cercato in tutti i modi di interloquire e di farci comprendere. Non ve lo stiamo chiedendo noi, ma i cittadini: