[resaula]

A parte, quindi, un evidente problema nei controlli, è chiaro come i giovani, ma anche i meno giovani, siano spinti a scommettere anche a causa della pubblicità diventata ormai pervasiva e onnipresente. La linea del Governo e di questa maggioranza è molto chiara. Il nostro obiettivo è quello di tendere al bene comune, guardando alle persone e non ai portatori di interesse. Nel mese di luglio abbiamo visto molti imprenditori, politici e dirigenti sportivi stracciarsi le vesti per contrastare la nostra battaglia. Se qualcuno, per esempio, vuole sostenere che lo sviluppo futuro del calcio italiano avrà problemi o meno a causa dell'abolizione della pubblicità sul gioco d'azzardo è fuori strada. Piuttosto, questo dipenderà dalla capacità di chi lo amministra e non certo dalle agenzie di scommesse. Tra l'altro, chi guida la Lega Calcio dovrebbe parlare di sport e occuparsi dei giovani, che più riusciremo a mantenere lontani dalle scommesse e dal gioco d'azzardo meglio sarà. In conclusione, voglio rivendicare con orgoglio il fatto che questa maggioranza e questo Governo confermano ancora una volta come la bussola da seguire sia quella che converge verso l'interesse delle persone e dei giovani, non verso interessi e poteri forti, come è accaduto in passato, ma a supporto dei più deboli e di coloro che, fino all'arrivo del MoVimento 5 Stelle nei palazzi del potere, non si sono mai sentiti rappresentati da parlamentari, troppo spesso poco attenti alle esigenze degli italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, vorrei rivolgermi ai senatori del MoVimento 5 Stelle perché quando è stato varato questo provvedimento ci siamo chiesti che senso potesse avere. L'unico senso che ha, da un punto di vista politico, infatti, era quello di riprendere la scena - probabilmente occupata in modo un po' troppo pieno - dal ministro dell'interno Salvini che, avendo bloccato parecchie navi, era diventato per questo un leader sostanzialmente oscurante l'altro Vice Presidente del Consiglio. Questa è la risposta che ci siamo dati, perché il decreto-legge dignità o lotta al precariato - come lo volete chiamare - in realtà rappresenta un'illusione di carattere comunicativo e mediatico. Mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che occupano questi banchi parlamentari perché quello del precariato e della speranza di tanta gente di avere un lavoro a tempo indeterminato è un problema talmente grave da non poter essere utilizzato come illusione mediatica per recuperare qualche punto su un alleato di Governo. Il senso del decreto-legge dignità, secondo noi, è tutto qui, perché il concetto di lavoro a tempo indeterminato, che in realtà ci chiede - a volte anche malamente, secondo il mio modesto parere - l'Unione europea (perché deriva da lì la questione del rapporto a tempo indeterminato) ha fatto breccia in una Nazione che, però, ha sicuramente un problema di carattere economico e di disperazione che nasce dalla mancanza del lavoro. La domanda che vi sareste dovuti porre, e che vi chiedo di porvi - perché non è con le illusioni e con i giochi pirotecnici che risolviamo i problemi di questo Paese - è allora la seguente: chi paga i fantomatici lavori a tempo indeterminato che dovrebbero venire fuori dal decreto-legge dignità? Non li paga nessuno, perché le imprese non sono nelle condizioni di fare assunzioni; se potessero, ne farebbero a bizzeffe di rapporti a tempo indeterminato perché significa fare un investimento su un dipendente, soprattutto le piccole e medie imprese che voi andate nella sostanza ad ammazzare con questo tipo di provvedimento La scelta non è, come voi la volete rappresentare - anche questo in modo illusionistico - tra gruppi di interessi oscuri, che ogni tanto vengono definiti o che volete definire le élite , e il popolo. Qui la scelta era la tutela delle piccole e medie imprese che dovevano e devono ridare il lavoro alla nostra gente. Con questo tipo di provvedimenti andate a innescare una processo decisamente inverso. Le imprese piccole e medie devono avere un tessuto per cui riprendono a guadagnare. Avrete letto « Il Sole 24 Ore» di oggi, che dà cinque o quattro scadenze. Stanno tutti a fare i conti ad agosto per capire come fare a non licenziare i dipendenti. Siccome questo è il punto, credo che la riflessione che si debba fare in sede di esame di emendamenti è se si voglia dare un supporto a chi dà lavoro, affinché il concetto di lavoro a tempo indeterminato non sia un'illusione, ma diventi una realtà in questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laus. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, l'uso dello strumento del decreto-legge ha costretto le Commissioni ad esaminare il testo in tempi molto brevi, limitando enormemente la possibilità di sviluppare nelle Commissioni riunite un dibattito approfondito sul senso e la funzionalità delle modifiche proposte. L'istruttoria legislativa nelle Commissioni ne esce così profondamente mortificata e fortemente limitata. Chi, nel recente passato, si è ammantato del ruolo di difensore della Costituzione repubblicana contrastando proposte di revisione che promuovevano una maggiore rapidità del procedimento legislativo, oggi è intento ad affollare i lavori delle Camere di decreti-legge in evidente spregio delle prerogative del Parlamento sulla funzione legislativa. (Applausi dal Gruppo PD) . Per settimane è stato annunciato un decreto-legge che avrebbe cambiato drasticamente il mondo del lavoro, debellato finalmente la precarietà ed offerto nuove prospettive ai giovani. A questo decreto-legge è stato dato un titolo altisonante: decreto dignità. Se, volendo concedere il beneficio del dubbio, il Governo davvero ritiene che questo decreto-legge sia risolutivo degli annosi e tragici problemi che affliggono il nostro Paese, non ci si può non chiedere per quale motivo non vi abbia inserito quelle misure che in tema di lavoro sono ritenute imprescindibili dal contratto per il Governo del cambiamento sottoscritto da MoVimento 5 Stelle e Lega. Mi aspetto, mi aspettavo e ci aspettavamo l'eliminazione totale del jobs act , da voi definito il cancro del Paese (Applausi dal Gruppo PD) ; la reintroduzione dell'articolo 18 (la cui abolizione avrebbe determinato un altro cancro del Paese); l'abolizione della legge Fornero con l'introduzione della cosiddetta quota 100. E poi ancora il reddito di cittadinanza, il salario minimo, misure di contrasto alla povertà, decontribuzione sul lavoro a tempo indeterminato, decontribuzione per le persone svantaggiate, decontribuzioni sul lavoro giovanile, decontribuzioni sugli over 50, agevolazioni per i dipendenti delle startup , agevolazioni per gli apprendisti e i tirocinanti. Su questi punti nemmeno una pallida ed infedele traccia abbiamo trovato nel vostro testo normativo. (Applausi dal Gruppo PD). Noi, invece - chiaramente ad esclusione del jobs act e ad esclusione della reintroduzione dell'articolo 18 - nelle Commissioni abbiamo inanellato una serie di emendamenti, puntualmente bocciati uno dietro l'altro senza nemmeno l'ascolto.