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poiché dal combinato disposto degli articoli 7 e 14 potrebbe non risultare chiaro se l'istanza di riconoscimento di cui all'articolo 7 sia quella disciplinata in base all'articolo 14, comma 2, che prevede la mediazione di un notaio per "l'iscrizione" dell'ente, oppure se - nell'ottica della semplificazione - vi sia un unico processo di iscrizione al Registro dal quale discende anche l'acquisto di personalità giuridica, si segnala l'opportunità di un chiarimento al riguardo; 14. al medesimo articolo 14, comma 3, si precisa che le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto devono risultare da atto pubblico e diventano efficaci con l'iscrizione nel Registro, regolata ai sensi del comma 3, dell'articolo 6; al riguardo, nel ricordare che l'articolo 6, comma 3, dello schema in esame stabilisce che, entro 30 giorni dalla relativa approvazione o modifica, devono essere depositate, tra l'altro, le modifiche statutarie e gli statuti modificati - senza accennare in quella sede alle modifiche dell'atto costitutivo - si valuti se indicare che tali modifiche diventano efficaci dall'avvenuto deposito presso il Registro; 15. con riferimento all'articolo 16, che costituisce il contenuto del Titolo III, si valuti l'opportunità di modificare le rubriche sia del Titolo sia dell'articolo, considerato che le misure introdotte non riguardano soltanto la violenza di genere ma interessano anche la tutela dei minori e il contrasto di ogni forma di discriminazione. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 229 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, esprime parere favorevole con la seguente raccomandazione: che l'articolo 12, comma 3, che impone l'obbligo per i gestori di dotare gli impianti di defibrillatori semiautomatici, sia modificato in coerenza allo specifico principio di delega di cui all'articolo 9, comma 1, lett. b), n. 2, della legge n. 86 del 2019, che prevede altresì l'obbligo, per i medesimi gestori, di assicurare la presenza di personale formato per il relativo utilizzo; e con le seguenti osservazioni: 1. all'articolo 1, che individua l'oggetto dello schema di decreto legislativo, si valuti, sul piano della formulazione, la correttezza della locuzione "nella pratica nelle discipline sportive invernali", alla luce del dettato della legge delega che fa riferimento alla "sicurezza nelle discipline sportive invernali"; 2. nel ricordare che l'articolo 9, comma 1, lett. a), della legge n. 86 del 2019 conferisce la delega al Governo anche per la revisione della disciplina applicabile agli impianti e dei relativi provvedimenti di autorizzazione e concessione, si invita a valutare l'opportunità di integrare l'articolo 1 con il richiamo anche alla revisione della disciplina applicabile agli impianti, oggetto degli articoli da 4 a 14 dello schema di decreto; 3. all'articolo 1 si invita a valutare l'opportunità di inserire un espresso richiamo al principio di auto-responsabilizzazione dello sciatore; 4. in merito all'articolo 2, che reca le definizioni ai fini del decreto, oltre a segnalare - sul piano redazionale - che l'articolo è privo di alinea, si invita a valutare l'opportunità di inserire, tra le definizioni: quella di "gestore degli impianti", tanto più che nel Capo II si utilizzando espressioni differenti ("gestore delle aree attrezzate", "gestore degli impianti", "gestore dell'impianto di risalita"); quella di snowpark, prevista dagli articoli 4, comma 5, e 8, comma 1; nonché, con riferimento alla definizione di Federazione sportiva nazionale (FSN), a valutare se specificare che la FSN è riconosciuta dal CONI; 5. si segnala l'opportunità di integrare l'articolo 2 con la definizione della figura del "Maestro di sci" e quella del Comitato Italiano Paralimpico, nonché con l'indicazione della disciplina dello "sci alpinismo"; 6. in merito all'articolo 4, comma 1, che riprende la definizione delle aree sciabili attrezzate di cui all'articolo 2, lett. a) dello schema, cui aggiunge l'esemplificazione degli sport sulla neve, si segnala che non viene esplicitamente citato il solo telemark, tra quelli indicati nell'articolo 2 recante le definizioni; 7. all'articolo 4, comma 3, si segnala l'opportunità di prevedere che l'individuazione delle aree da riservare alla pratica di evoluzioni acrobatiche sia operata in accordo con i gestori delle aree sciabili; 8. in merito al medesimo articolo 5, si valuti l'esigenza di segnalare nella cartellonistica e nello skirama le piste sconsigliate o interdette ai fruitori con disabilità; 9. all'articolo 6, comma 1, si segnala l'esigenza di integrare la lettera a) prevedendo, tra i requisiti tecnici che le piste devono prevedere, il riferimento al pericolo di valanghe; 10. al medesimo articolo 6, comma 1, in merito alla lettera b) si segnala l'opportunità di fissare a 15 metri la larghezza minima della pista, almeno per le piste già esistenti, anche alla luce di normative regionali che stabilivano limiti inferiori, mentre in merito alla lettera d), si segnala l'opportunità di mantenere la possibilità di stabilire per le piste di raccordo o trasferimento una larghezza minima proporzionata alla pendenza non inferiore a 3,50 metri; 11. si invita a valutare l'opportunità di un coordinare le disposizioni che individuano i compiti del direttore delle piste recati dall'articolo 7 e quelle recate da altri articoli, tra cui gli articoli 10 e 12 relativi, rispettivamente, alla manutenzione delle piste e al soccorso; 12. quanto alla disciplina delle piste di allenamento, si invita a valutare l'opportunità di chiarire se le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 8 riguardino - oltre alle piste riservate agli allenamenti di sci alpino e di snowboard - quelle riservate alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard (snowpark), le quali sono anch'esse menzionate nel comma 1 del medesimo articolo 8, nonché in ogni caso di operare un coordinamento tra i commi richiamati e il precedente articolo 4, comma 5; 13. si valuti l'opportunità di un coordinamento tra la disciplina sanzionatoria per il mancato uso del casco da parte dei minorenni, di cui all'articolo 15, e quella per il mancato uso del casco da parte degli sportivi (minorenni e non) che svolgono un allenamento, obbligo sancito dall'articolo 8, la cui violazione è sanzionata a norma dell'articolo articolo 31, comma 2, lett. b);