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4 I piccoli comuni possono concedere ai residenti in abitazioni contigue e dotate di servizi e spazi per attività sociali, a prezzo simbolico: 1) la connessione gratuita alla rete internet ; 2) la frequenza gratuita degli asili nidi; 3) agevolazioni nei mutui agevolati, la fissazione di un tetto massimo per gli affitti, la cessione gratuita di edifici da ristrutturare; 4) il comodato d'uso di orti di comunità. 5 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni di attuazione del presente articolo anche relativamente alle disposizioni di coordinamento con le altre norme vigenti in materia di agevolazioni. 8 (Misure di contrasto ai fenomeni di trasferimento fittizio della residenza) 1 Al fine di godere dei benefici previsti dall'articolo 7, coloro che hanno trasferito la propria residenza nei piccoli comuni , e svolgono attività produttive, sono tenuti a dimostrare l'effettiva residenza nei comuni medesimi per almeno 183 giorni all'anno, in particolare attraverso: a l'attivazione di utenze telefoniche, elettriche e del gas, commisurate ai consumi medi del proprio nucleo familiare; b la scelta del medico di base e del pediatra nel territorio del comune; c l'iscrizione dei figli a carico, per il periodo di istruzione obbligatoria, in istituti scolastici del comune di residenza o in altri comuni limitrofi nella stessa regione. 2 Gli aiuti, i finanziamenti agevolati o a fondo perduto e i benefici per qualunque attività produttiva sono sospesi nel caso in cui la residenza di cui al comma 1 risulti fittizia. 3 Oltre alle forze di polizia locale, anche il Corpo della guardia di finanza è competente ad accertare l'effettiva residenza di cui al comma 1, nonché ad effettuare, periodicamente e autonomamente, delle verifiche a campione. 9 (Interventi per gli operatori del comparto turistico-ricettivo) 1 Con particolare riferimento ai borghi antichi o ai centri storici abbandonati o parzialmente spopolati, i piccoli comuni possono promuovere, nel proprio territorio, d'intesa con la regione di appartenenza, la realizzazione di borghi tematici ricettivi o di strutture ricettive, purché situati sul territorio comunale o dell'unione di comuni a cui aderisce il comune ove è ubicato l'edificio principale, e siano previsti servizi unitari e centralizzati di accoglienza, di ristorazione, di trasporto ed eventuali altri servizi complementari. 10 (Valorizzazione dei prodotti agricoli, agroalimentari e artigianali tipici locali) 1 La presente legge favorisce la promozione dei territori, della cultura e delle tradizioni popolari e la commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari tipici dei piccoli comuni per la valorizzazione dei prodotti tradizionali, per la promozione delle vocazioni produttive del territorio e la salvaguardia delle produzioni di qualità e delle tradizioni alimentari locali, delle razze autoctone bovine, ovine e caprine, nonché per il sostegno della promozione e della commercializzazione dei prodotti in forma coordinata tra le imprese agricole e le imprese di produzione agroalimentare. 2 I piccoli comuni possono stipulare, anche in forma associata, contratti di collaborazione o convenzioni con gli imprenditori agricoli ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 3 Le regioni concorrono al potenziamento del sistema dei percorsi enogastronomici ricadenti nei territori dei piccoli comuni promuovendo la valorizzazione delle vocazioni produttive del territorio nonché la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni culturali e alimentari locali. Le attività volte a valorizzare il territorio dei piccoli comuni, comprese le attività organizzate dai biodistretti, organizzate da soggetti pubblici e privati, anche attraverso forme di partenariato, devono essere inserite nel circuito di promozione turistica del territorio, compresa la partecipazione alle fiere di settore. 4 Le regioni concorrono alle iniziative che i piccoli comuni, anche in forma associata, promuovono per il consumo e la commercializzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari provenienti dalla filiera corta, anche per accrescere la sostenibilità ambientale del consumo dei prodotti medesimi. 5 Le regioni, anche in coerenza con gli strumenti di programmazione regionale relativi alla tutela, alla valorizzazione e allo sviluppo dell'artigianato, promuovono e sostengono lo sviluppo e la valorizzazione dell'artigianato tipico locale da parte dei piccoli comuni. 6 I criteri e le modalità per l'attuazione degli interventi regionali di cui al presente articolo sono definiti ai sensi dell'articolo 12, comma 1, e con le risorse di cui all'articolo 14, comma 5. 11 (Disposizioni in materia di imposta regionale sulle attività produttive – IRAP) 1 La presente legge favorisce la salvaguardia delle attività commerciali e imprenditoriali nei piccoli comuni attraverso agevolazioni tributarie e interventi volti al sostegno di tali attività, proposti dagli operatori di concerto con i comuni interessati. 2 Per le imprese costituite dopo la data di entrata in vigore della presente legge e operanti esclusivamente nei territori dei piccoli comuni, la maggiorazione dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) di cui all'articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non trova applicazione per i sei periodi d'imposta decorrenti da quello in corso alla medesima data. Tale agevolazione è riconosciuta per ulteriori quattro periodi d'imposta alle imprese costituite da giovani di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni, da donne e da soggetti di età non inferiore a cinquanta anni che, al momento della costituzione dell'impresa, risultano disoccupati. Per le imprese organizzate in forma societaria, tali soggetti devono rappresentare la maggioranza assoluta numerica dei soci e delle quote di partecipazione. 12 (Programmazione degli interventi e piano triennale per la riqualificazione dei piccoli comuni) 1 Le regioni, su proposta degli assessori regionali competenti in materia, approvano il Piano triennale per la riqualificazione dei piccoli comuni, di seguito denominato « Piano ». Il Piano individua gli interventi da realizzare nel triennio di riferimento, tra quelli previsti dalla presente legge, finanziati con il fondo di cui all'articolo 14 , e assicura priorità, in particolare, a: a la qualificazione e la manutenzione del territorio, mediante il recupero e la riqualificazione degli immobili esistenti e delle aree dismesse, nonché gli interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico; b la messa in sicurezza e la riqualificazione delle infrastrutture stradali, ferroviarie e degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli destinati ai servizi per la prima infanzia, alle strutture pubbliche con funzioni socio-assistenziali e alle strutture di maggiore fruizione pubblica; c il recupero e la riqualificazione urbana dei centri storici; d l'acquisizione e la riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, anche al fine di sostenere l'imprenditoria giovanile per l'avvio di nuove attività turistiche e commerciali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio e dei suoi prodotti;