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La principale fonte energetica in ambito residenziale rimane il gas naturale, pari al 50 per cento, così come la climatizzazione si conferma essere il principale fattore che incide sull'assorbimento di energia, pari al 70 per cento dei consumi. Il patrimonio edilizio esistente rappresenta quindi un settore con elevatissime potenzialità di risparmio energetico, ma i costi ingenti degli investimenti costituiscono una criticità sia per la pubblica amministrazione che per il settore privato. Dal punto di vista climatico, l'estensione in latitudine dell'Italia fa sì che si vada dal clima subtropicale mediterraneo al Sud, con temperature estive che possono superare i 40°C, al clima temperato continentale delle regioni settentrionali dove si possono avere temperature minime invernali che raggiungono i -20°C. Queste differenze portano a una grande variabilità del clima e denotano la complessità nel definire, in modo univoco, standard e soluzioni costruttive e impiantistiche che possano adattarsi alle diverse condizioni. I bonus statali per l'efficientamento energetico sono stati maggiormente utilizzati nelle regioni del Nord producendo di fatto una sperequazione in termini di minor utilizzo dell'attuale strumento nelle regioni del Mezzogiorno. Né sono valse le semplificazioni introdotte dal citato decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, per recuperare il gap di utilizzo del Superbonus al 110 per cento nel Sud, anche a causa delle maggiori complessità dei regolamenti urbanistici nonché delle relative difformità degli immobili. Per garantire che il Superbonus sia maggiormente ed equamente distribuito in Italia e per calmierarne l'impatto regressivo, tenuto conto che vi accedono soprattutto i soggetti con reddito maggiore, anche legato al fatto che la cessione del credito non è stata del tutto incorporata nel Superbonus al 100 per cento e che molte iniziative sono legate all'anticipazione di risorse da parte dei beneficiari, la presente proposta di legge intende incentivare l'utilizzo di tale misura nelle regioni del Mezzogiorno. In particolare, la presente proposta, tenuto conto della posizione geografica e della connotazione climatica del Sud, intende creare le condizioni per sfruttare le potenzialità naturali del Mezzogiorno attraverso l'utilizzo dell'energia solare, in tal modo fornendo un aiuto concreto per contrastare l'aumento del costo delle bollette dovuto alla crescita del costo dell'energia elettrica – consumo essenziale per le famiglie – cui si è assistito, a causa dell'aumento dei costi delle materie prime legato alla crisi energetica. In particolare, il presente disegno di legge, al comma 1, introduce il cosiddetto « Superbonus Sole-Sud », che incrementa l'aliquota ordinaria di detrazione dal 36 per cento al 90 per cento per l'installazione di impianti fotovoltaici nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia e, al comma 2, prevede disposizioni che permettono la fruizione del Superbonus al 110 per cento anche in assenza degli interventi cosiddetti « trainanti », ossia l'isolamento termico, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o i lavori antisismici, per interventi realizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici, ovvero di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici, nonché per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria. In considerazione della tipologia di interventi ivi richiamati, nelle regioni più calde d'Italia il raggiungimento dell'obiettivo di miglioramento di due classi energetiche, come previsto dal comma 3 dell'articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 concernente il Superbonus al 110 per cento sulle opere « trainanti », date le condizioni climatiche non potrebbe avvenire solamente attraverso l'installazione di pannelli fotovoltaici e invece l'opera « trainante » di isolamento termico dell'edificio (cappotto termico) risulta al momento poco sfruttata proprio per il basso valore di utilità in regioni dal clima temperato. Ciò comporta quindi l'impossibilità in molti casi di fruire attualmente del Superbonus al 110 per cento. Il presente disegno di legge mira a contemperare le esigenze legate al miglioramento delle condizioni energetiche e ambientali alla realizzazione del progetto, stabilendo che, ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi devono nel loro complesso assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche che deve essere asseverato da un professionista. Inoltre, l'ulteriore intento del presente disegno di legge è quello di facilitare l'ultimazione e l'abbellimento di molti centri urbani nelle medesime regioni facendo sì che vengano incentivati gli interventi di completamento degli edifici attraverso la costruzione del tetto, che deve risultare opera complementare all'installazione dei pannelli fotovoltaici. In particolare la misura del 110 per cento, nel limite complessivo di spesa non superiore a euro 40.000, si applica anche alle opere di costruzione e di rifacimento del tetto o ad altri interventi di coibentazione nel rispetto della normativa paesaggistico-ambientale eseguiti congiuntamente alla realizzazione degli interventi sopra descritti. Infine, sono introdotti i requisiti per l'accesso all'agevolazione. In particolare, è previsto che gli interventi debbano, come sopra ricordato, assicurare nel loro complesso, anche congiuntamente agli altri interventi edilizi, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio, ovvero, se ciò non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l'attestato di prestazione energetica (APE), rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata; sviluppare la massima potenzialità energetica possibile in relazione alle capacità della struttura ove sono installate le opere e prevedere la cessione, prioritariamente alla comunità energetica locale, della quota di energia prodotta in eccedenza rispetto al fabbisogno, al fine di soddisfare le esigenze della comunità medesima e compensare gli immobili che per caratteristiche strutturali hanno minori capacità di produrre energia. In conclusione, la misura risulta di forte impatto in termini di efficientamento energetico migliorando il sistema di approvvigionamento dei privati e di risparmio per le famiglie anche in relazione alla possibilità di fruire dello sconto in fattura e della cessione del credito, soluzioni che precludendo l'esborso di somme di denaro da parte dei beneficiari costituiscono uno stimolo alla realizzazione dell'intervento nelle regioni con minore reddito pro capite..