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i dati forniti dal Ministero della giustizia indicano un nuovo stato di sovraffollamento carcerario per la presenza di 60.439 detenuti con un indice del 120 per cento di sovraffollamento (in 42 istituti ben del 150 per cento), di cui 12.000 condannati non definitivi e 10.000 in attesa di giudizio; tale malessere riguarda, inoltre, gli uffici di esecuzione penale esterna, con ben 100.000 soggetti in carico, nonché i 55 bambini di età inferiore a 3 anni, che vivono con le madri negli istituti; valutato, altresì, che: le criticità e le problematiche di gestione si sono aggravate con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, in attesa che si completi il sistema delle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza; una tragedia, quella del carcere di Perugia, cui va aggiunta la tragedia meno nota dei suicidi di Polizia penitenziaria, 35 negli ultimi 5 anni; da una statistica recente risulta infatti che il 35,45 per cento degli agenti si troverebbe a rischio di suicidio; sottolineata, pertanto, la necessità di richiamare l'attenzione sul tema del benessere lavorativo della Polizia penitenziaria, in un contesto di sovraffollamento, di istituti in carenza di manutenzione, con frequenti eventi di aggressione e disordine interni, orari di lavoro con turni ben oltre le 6 ore ordinarie, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda intervenire per riconoscere tale situazione, con iniziative utili, rapide e di valorizzazione del lavoro svolto dalla Polizia penitenziaria, spesso in silenzio, con abnegazione, nel garantire sicurezza interna in un contesto di profondo disagio umano e organizzativo; quali provvedimenti intenda adottare per migliorare le condizioni di vita dei detenuti all'interno degli istituti penitenziari e le condizioni di lavoro del personale, a partire da orari e modalità organizzative nell'area sicurezza e trattamentale, per dare concreta attuazione al principio costituzionale della funzione di rieducazione della pena detentiva; se non ritenga di dover dare completa attuazione all'equiparazione del corpo di Polizia penitenziaria alle altre forze di polizia, evitando per esempio di introdurre modificazioni alle denominazioni delle qualifiche (da commissario coordinatore ad "Intendente") che svilirebbero l'onorabilità stessa del Corpo; quale sia il programma di Governo per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle carceri e quali atti intenda adottare a sostegno dell'attività degli uffici per l'esecuzione esterna; se non ritenga di dover dare completa attuazione al sistema dei circuiti penitenziari previsti dall'ordinamento, di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 395, al fine di garantire trattamenti rieducativi differenziati in funzione della personalità del detenuto e delle relazioni derivanti dall'osservazione dei singoli detenuti; quali provvedimenti infine intenda attuare per dare risposta alla difficoltà degli istituti penitenziari che ospitano una percentuale elevata di detenuti psichiatrici. Atto n. 4-02326 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: in Italia, negli ultimi vent'anni, si è determinata una drastica diminuzione della natalità che risulta essere tra le più basse in Europa e nel mondo: nel 2017 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 458.151 bambini, oltre 15.000 in meno rispetto al 2016. Nell'arco di 3 anni (dal 2014 al 2017) le nascite sono diminuite di circa 45.000 unità, mentre sono quasi 120.000 in meno rispetto al 2008. La fase di calo della natalità innescata dalla crisi avviatasi nel 2008 sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali. Le ragioni di tale fenomeno sono riconducibili soprattutto all'assenza o all'esiguità delle risorse destinate a sostenere la famiglia con figli a carico; l'Italia è tra le nazioni che meno investe in politiche per la natalità, inoltre, i sussidi e le detrazioni sono riservati ai dipendenti, ai pensionati e a poche altre categorie di lavoratori, che presentano la dichiarazione dei redditi, mentre, paradossalmente, i nuclei familiari più poveri e fragili sono anche quelli meno aiutati nella copertura dei costi per il mantenimento dei figli; il Governo ha confermato che, stante la complessità della materia, all'interno della legge di bilancio per il 2020 non ci sarà il tanto atteso assegno unico di 240 euro per ciascun figlio a carico per 12 mesi fino all'età di 18 anni e pari a 80 euro per figlio a carico fino all'età di 26 anni, rimandando la sua introduzione al 2021; il Forum nazionale delle associazioni familiari ha portato in piazza a Roma il malcontento delle famiglie che si sentono abbandonate dalle istituzioni e dalla politica e chiedono misure strutturate e durature per il sostegno alla natalità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda introdurre nella manovra di bilancio per il 2020 il tanto atteso assegno unico per figli a carico e la dote unica per i servizi a favore del nucleo familiare, concentrando e riordinando la complessità delle varie misure previste a legislazione vigente in un'unica norma onnicomprensiva per sostenere concretamente la genitorialità e le famiglie. Atto n. 4-02327 NENCINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: nel 1959 la Pirelli inizia la produzione di cordicella metallica (cosiddetta steel cord ) nello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze); nel 1975 l'azienda di Figline assume il nome di Azienda Cord Metallico SpA della società pneumatici Pirelli SpA per marcare la sua natura specifica; negli anni '70, sotto l'insegna Pirelli, lavoravano nello stabilimento circa mille lavoratori; nel 2008 la Pirelli inizia a fare ricorso alla cassa integrazione e annuncia che la produzione dello steel cord non rientra più nei piani dell'azienda; nel 2013 lo stabilimento viene venduto alla Bekaert. La cessione è stata accompagnata da un accordo commerciale in cui Pirelli si impegnava ad acquistare steel cord dallo stabilimento di Figline per 4 anni e con una ulteriore ristrutturazione dello stabilimento che determinò 53 esuberi nel corso del 2016; il 22 giugno 2018 la Bekaert, in modo del tutto improvviso ed inaspettato, ha ufficializzato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per i 318 lavoratori presenti e di chiusura dello stabilimento nei 75 giorni previsti dalla normativa; attualmente sono presenti nello stabilimento 224 dipendenti ed il 31 dicembre 2019 scadrà la cassa integrazione straordinaria, si chiede di sapere: in vista dell'incontro fissato al Ministero dello sviluppo economico il 24 ottobre 2019, quali siano le misure che il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire una rapida soluzione della crisi che, interessando non solo i lavoratori, ma anche l'indotto della città di Figline, dell'intero comprensorio del Valdarno e quindi della Regione Toscana, ha una valenza nazionale; se, come primo intervento, non ritenga necessario prorogare la cassa integrazione straordinaria al fine di garantire i lavoratori, nell'attesa di una soluzione che possa garantire la continuità aziendale;