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Disposizioni per favorire la bonifica degli immobili pubblici e privati dall’amianto. Onorevoli Senatori. -- L’asbesto o amianto, in virtù delle sue eccellenti proprietà fisico-chimiche e meccaniche, della notevole resistenza agli acidi e agli alcali, della buona resistenza al fuoco (utilizzato a spruzzo come isolante termico, barriera antifiamma e come rivestimento per tetti e pareti), dell’estrema versatilità, dei costi contenuti, nonché delle buone proprietà come isolante elettrico, è stato ampiamente utilizzato in molti prodotti anche di uso comune. Infatti, proprio per le sue prestazioni elevate e per la sua economicità ha avuto, in particolare negli anni 1960-1970, una notevole diffusione sia in edilizia che nell’industria. In virtù di tali qualità, l’amianto ha trovato vastissimo impiego nella produzione di numerosi manufatti ad uso industriale e civile (il 75 per cento di tutto l’amianto usato in Italia è stato impiegato nel settore edilizio). Nel settore edile l’amianto è stato largamente usato per la produzione di lastre ondulate in pasta di cemento, conosciute come «cemento-amianto» e quindi con il nome commerciale di ETERNIT (dal nome della fabbrica che le produceva a Casale Monferrato). L’amianto veniva altresì utilizzato nella produzione di tubazioni per acquedotti e per fogne, nella fabbricazione dei tessuti (attrezzature da pompiere e tute da lavoro), come isolante termico nelle carrozze ferroviarie, nelle autovetture (pastiglie dei freni, frizione) eccetera. Tra i numerosissimi prodotti contenenti amianto abbiamo quindi mattonelle, pavimenti, carta e cartoni, filati e tessuti, tubi e condotte, corde, lastre, guarnizioni, pannelli, nastri e guaine per coibentazione. Per fare comprendere l’ampiezza del problema riportiamo di seguito una tabella che contiene l’indicazione di luoghi nei quali sono stati impiegati materiali con presenza di asbesto: Isolante acustico Isolante antincendio Isolante termico Isolante anticondensa Scuole Officine e garage Soffitti di capannoni industriali Soffitti di tintorie e di piscine Ospedali Centrali elettriche Palestre Centrali termiche Cinematografi Navi Navi Chiese Carrozze ferroviarie Carrozze ferroviarie Ristoranti Uffici Mense Nell’industria : come materia prima per produrre innumerevoli manufatti ed oggetti; come isolante termico nei cicli industriali con alte temperature (centrali termiche e termoelettriche, industria chimica, siderurgia, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare, distillerie, zuccherifici, fonderie); come isolante termico nei cicli industriali con basse temperature (impianti frigoriferi, impianti di condizionamento); come isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici; come materiale fonoassorbente. Nell’edilizia : come materiale spruzzato per rivestimenti (di strutture metalliche, travature) per aumentare la resistenza al fuoco; nelle coperture sotto forma di lastre piane o ondulate, tubazioni e serbatoi, canne fumarie eccetera; nei prodotti in cui l’amianto è stato inglobato nel cemento per formare il cemento-amianto (ETERNIT); come elementi prefabbricati sia sotto forma di cemento-amianto che di amianto friabile; nella preparazione e nella posa in opera di intonaci con impasti spruzzati e applicati a cazzuola; nei pannelli per controsoffittature; nei pavimenti costituiti da vinilamianto in cui tale materiale è mescolato a polimeri; come sottofondo di pavimenti in linoleum . In ambito domestico : in alcuni elettrodomestici (asciuga-capelli, forni e stufe, ferri da stiro); nelle prese e nei guanti da forno nonché nei teli da stiro; nei cartoni posti in genere a protezione degli impianti di riscaldamento come stufe, caldaie, termosifoni, tubi di evacuazione fumi. Nei mezzi di trasporto : nei freni; nelle frizioni; negli schemi parafiamma; nelle guarnizioni; nelle vernici e nei mastici «antirombo»; nella coibentazione di treni, navi e autobus. Sono tuttora presenti sul territorio nazionale oltre un miliardo di metri quadrati di lastre, a cui vanno sommati innumerevoli altri manufatti quali canne fumarie, grondaie, pluviali, eccetera. A tutto questo si devono aggiungere milioni di metri quadri di superfici rivestite con amianto spruzzato: si ricorda inoltre che non è possibile stabilire quanto amianto è stato utilizzato per la coibentazione di tubazioni e di serbatoi presenti negli impianti industriali e nel riscaldamento degli edifici civili. Il suo utilizzo si è protratto sino ai giorni nostri, quando nel 1992 con la legge 27 marzo 1992, n. 257, ne è stato disposto il divieto. La sua tossicità è comunque nota fin dall’inizio secolo, anche se questo non ha impedito il suo utilizzo. Solo dal 1965, la comunità scientifica internazionale confermò definitivamente l’esistenza di effetti cancerogeni dell’amianto. Tutela della salute del cittadino e legislazione vigente . L’amianto è una sostanza altamente cancerogena per inalazione. L’esposizione, anche a poche fibre di amianto, persistendo all’interno dei polmoni può provocare, anche a distanza di decenni, cancro e malattie respiratorie. In particolare, l’amianto provoca: asbestosi : malattia professionale, tipica dei lavoratori esposti per molti anni a estrazione o a lavorazione di amianto; mesotelioma : tumore, altamente maligno e che consente una breve sopravvivenza, si presenta come una complicanza dell’asbestosi. L’eliminazione dell’asbesto avviene utilizzando una delle seguenti modalità: decoibentazione : rimozione dei materiali contenenti amianto. È il metodo di bonifica più utilizzato in quanto elimina il problema alla radice. Produce però rifiuti comportando costi di smaltimento abbastanza elevati. L’elevato inquinamento che causa nell’ambiente di lavoro, durante la bonifica, richiede personale altamente specializzato e tecnologie adeguate; incapsulamento : copertura del materiale che contiene amianto con prodotti penetranti e inglobanti così da determinare una pellicola protettiva tra l’ambiente e la fibra di amianto. Non produce rifiuti e il rischio per i lavoratori addetti è generalmente minore rispetto alla rimozione. Il principale inconveniente è che il materiale contenente amianto rimane nell’edificio, e ne consegue la necessità di un programma di controllo e di manutenzione costanti; confinamento : creazione di una barriera che separa il materiale contenente amianto dalla parte abitata dell’edificio. Il costo è più contenuto rispetto ai precedenti. Il rilascio delle fibre avviene all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. Occorre un programma di controllo e di manutenzione costanti, al fine di mantenere la barriera installata sempre in buone condizioni.