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Composta da un preambolo, da 24 articoli e da due Allegati, la Convenzione ha nello specifico l'obiettivo di incoraggiare lo sviluppo della coproduzione cinematografica internazionale, fornendo un quadro giuridico e finanziario per la coproduzione di lungometraggi che coinvolgano società di produzione impiantate in tre o più stati Parti. Dopo aver definito il suo scopo (articolo 1) e delimitato il proprio campo di applicazione (articolo 2), la Convenzione offre una panoramica dei termini in essa utilizzati (articolo 3). I successivi articoli (Capitolo II, articoli 4-15), recano le norme applicabili alle coproduzioni, stabilendo l'assimilazione delle opere cinematografiche realizzate in coproduzione multilaterale ai film di produzione nazionale (articolo 4), disciplinando le modalità di ammissione al regime di coproduzione (articolo 5), i diritti dei coproduttori sull'opera prodotta (articolo 7) e le proporzioni dei rispettivi apporti dei coproduttori (articolo 6), stabilendo che la partecipazione minoritaria non possa essere inferiore al 5 per cento e quella maggioritaria non possa superare l'80 per cento. È altresì previsto che nel caso che la Convenzione fungesse da accordo bilaterale, tali limiti si intendono modificati al 10 per cento per la partecipazione minoritaria e al 90 per cento per quella maggioritaria. La Convenzione disciplina altresì la partecipazione tecnica ed artistica (articolo 8), le coproduzioni finanziarie (articolo 9) e l'equilibrio generale degli scambi cinematografici (articolo 10). Vengono inoltre previste norme per la facilitazione dell'ingresso, del soggiorno e dei permessi di lavoro del personale che partecipa alle coproduzioni (articolo 11), per l'esportazione delle opere realizzate (articolo 13) e per la loro presentazione nei festival internazionali della Parte che detiene la partecipazione maggioritaria (articolo 15). Fra le disposizioni finali (Capitolo III, articoli 16-24), l'articolo 17 affida al Comitato di direzione del Fondo europeo di sostegno alla coproduzione e alla diffusione di opere cinematografiche e audiovisive, Euroimages - Fondo del Consiglio d'Europa istituito nel 1989 e a cui attualmente aderiscono 37 Paesi - la responsabilità del monitoraggio sulla Convenzione stessa. Viene altresì previsto che la firma della Convenzione sia aperta agli Stati membri del Consiglio d'Europa e agli altri Stati, Parti contraenti della Convenzione culturale europea del 1954 (articolo 18) e che il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa possa invitare qualsiasi Stato europeo non membro dell'organizzazione regionale europea, nonché l'Unione europea, ad aderire alla Convenzione medesima (articolo 20). I due Allegati al testo convenzionale, infine, disciplinano rispettivamente la procedura di presentazione da parte dei coproduttori delle domande di ammissione al regime di coproduzione e offrono una definizione di opera cinematografica qualificata. Il disegno di legge di ratifica della Convenzione consta di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione delle disposizioni della legge di ratifica non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che le amministrazioni pubbliche interessate provvedano ai compiti derivanti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE , ringraziato il relatore per l'esauriente esposizione svolta, apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 14,25. Allegato RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2169 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato per le parti di competenza il disegno di legge in titolo, preso atto positivamente che il provvedimento è finalizzato anche a garantire una diminuzione del numero delle procedure d'infrazione aperte nei confronti dell'Italia e a risolvere un caso di pre-contenzioso secondo il sistema EU-Pilot; preso atto delle norme di cui all'articolo 8, che nel novellare alcuni articoli del Codice dei contratti pubblici al fine di conformarsi a quanto indicato nella procedura di infrazione europea 2018/2273, modifica anche la disciplina relativa al subappalto nei contratti da svolgersi all'estero; preso altresì atto delle norme di cui all'articolo 9, finalizzate ad individuare nel Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale l'autorità competente ad applicare il Regolamento (CE) del Consiglio n. 2271/96 del 22 novembre 1996, relativo alla protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un Paese terzo, e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti; apprezzato il contenuto dell'articolo 10, relativo alle procedure di autorizzazione all'esportazione di prodotti e di tecnologie a duplice uso, necessarie a garantire attuazione al Regolamento (CE) del Consiglio n. 428/2009 del 5 maggio 2009, che armonizza il disposto del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221 recante disposizioni in materia di procedure di autorizzazione all'esportazione, trasferimento, intermediazione, assistenza tecnica e transito di prodotti a duplice uso con quanto previsto dal decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104 convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 132, trasferendo dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale alcune competenze in materia di prodotti a duplice uso; preso atto che, nello specifico, l'articolo 10 provvede a chiarire che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è l'autorità competente ad individuare i prodotti, i Paesi destinatari e le modalità di esportazione dei beni dual-use, nonché a determinare, con proprio decreto, le modalità di svolgimento delle attività di ispezione e verifica previste dal decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221; auspicando che la normativa italiana in tale materia venga presto integrata con la previsione della presentazione di una relazione al Parlamento riportante dati relativi alle movimentazioni di prodotti a duplice uso, volta ad aumentare la trasparenza delle stesse e ad agevolare l'accessibilità al pubblico dei dati, anche al fine di individuare eventuali criticità nel settore e potenziali rimedi per la loro risoluzione; auspicando l'istituzione di un "Osservatorio Euro-Mediterraneo del Mar Nero" in applicazione della Direttiva 2003/4/CE e in linea con il Regolamento (UE) 2019/1022 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019 in materia di tutela della fauna nel Mar Nero;