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Deferimento Con lettera in data 12 luglio 2019, è stata inviata, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta dal Garante del contribuente per la Toscana, per l'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente (Atto n. 287). Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, con lettera in data 27 giugno 2019, ha inviato il Rapporto sulle visite ai locali in uso alle Forze di Polizia presso alcuni valichi di frontiera effettuate nel periodo gennaio-febbraio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente (Atto n. 288). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 28 giugno, 2, 4 e 5 luglio 2019, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: del Centro Internazionale Radio-Medico (C.I.R.M.), per gli esercizi dal 2016 al 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 177); delle Ferrovie dello Stato Italiane S.p. A. per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 178); di ANAS S.p. A., per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 179); di Equitalia S.p. A. per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 180); dell'Ente Nazionale Risi, per gli esercizi dal 2016 al 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 181); dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 182). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Alfieri, Bellanova, Comincini, D'Arienzo, Fedeli, Giacobbe e Ginetti hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00978 del senatore Patriarca. Il senatore Stefano ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00780 della senatrice Malpezzi. La senatrice Maiorino ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01900 della senatrice Donno ed altri. Mozioni Atto n. 1-00146 PUGLIA VACCARO DONNO ANGRISANI ROMANO LANZI GIANNUZZI TRENTACOSTE CRUCIOLI MAUTONE CORRADO PIRRO ORTOLANI LANNUTTI VANIN ORTIS GAUDIANO BOTTO PIARULLI RICCARDI CROATTI LOREFICE LEONE SILERI - Il Senato, premesso che: il tema dell'accessibilità pubblica alla battigia e al mare rappresenta un'annosa questione. Con il termine "battigia" si intende "quella parte di spiaggia contro cui le onde si infrangono al suolo, che si estende per circa 5 metri dal limitare del mare" (ma per le spiagge di ampiezza inferiore ai 20 metri, le Capitanerie di porto possono ridurre l'estensione della battigia fino a 3 metri). Ed invero, occorre risolvere il problema di come garantire l'esercizio del diritto da parte della collettività ad accedere al mare quando sulla stessa porzione di spiaggia insistano strutture balneari o di altro tipo, che derivino da concessioni o autorizzazioni amministrative; al fine di inquadrare giuridicamente la questione bisogna prendere le mosse dall'articolo 822 del codice civile, il quale riconduce al demanio pubblico sia la spiaggia che il lido del mare. Si tratta di appartenenza demaniale naturale e necessaria che comporta, in base all'art. 823 del codice civile, l'inalienabilità e l'inusucapibilità di tali beni nonché l'impossibilità di formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano. Lo Stato, quindi, consente lo sfruttamento di tali aree demaniali per finalità turistiche e commerciali, purché non si comprometta la destinazione primaria ed intrinseca del bene pubblico. Lo strumento principe per incrementare e sviluppare le utilità ritraibili dalle spiagge è la concessione amministrativa che consente alla pubblica amministrazione di affidare a privati la gestione di determinate porzioni di lidi marittimi a fronte del pagamento di un determinato canone mensile, consentendo loro di lucrare sui servizi offerti agli utenti; negli ultimi anni si è posto il problema di come coniugare l'esercizio delle attività gestite dagli imprenditori del settore balneare, titolari della concessione traslativa, ottenuta mediante procedura ad evidenza pubblica, con il diritto di ogni cittadino a sostare e passeggiare sulla spiaggia senza essere obbligato ad utilizzare i servizi o a dover pagare l'ingresso allo stabilimento per raggiungere la spiaggia. Tuttavia, la migliore scienza giuridica e la giurisprudenza prevalente sembrano concordare nel ritenere che il mare territoriale non costituisca un bene demaniale o patrimoniale dello Stato, ma sia una res communis omnium , che tutti possono utilizzare per i loro bisogni. E qui sorge il problema dell'accesso, che può essere impedito o fortemente ostacolato dall'uso di altri soggetti, in virtù di titoli concessori legittimamente conseguiti dalle amministrazioni, che altrettanto legittimamente li ha rilasciati sulla base del regime giuridico proprio dei beni di accesso, ossia la spiaggia e gli arenili; competenti al rilascio delle concessioni sono le Regioni, che possono avvalersi delle Capitanerie di porto e degli uffici dipendenti; considerato che: nonostante il fitto tessuto normativo, il conflitto di interessi tra il semplice utente, il concessionario e chi utilizza a pagamento le strutture balneari non ha trovato soluzioni di continuità. Tanto che il legislatore è dovuto intervenire con la legge finanziaria n. 296 del 2006 che, all'articolo 1, comma 251, ha stabilito che è fatto obbligo per il titolare delle concessioni "di consentire il libero e gratuito accesso di transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione". Analoga previsione è rinvenibile al comma 254, dove si legge che: