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I profili della tutela e della valorizzazione dell'evoluzione secolare di tali manufatti tradizionali da sempre hanno suscitato anche l'attenzione per via delle importanti ricadute sul piano socio-economico, in particolare per il settore del turismo e per l'indotto che genera, sempre in linea con i princìpi dello sviluppo sostenibile, ripresi oggi dall'articolo 9, terzo comma, e dall'articolo 41, secondo e terzo comma, della nostra Carta fondamentale, novellati con legge costituzionale n. 1 del 2022. Per cui è giunto il momento di chiarire definitivamente che tali manufatti e macchine da pesca evidentemente non sono considerabili alla stessa stregua degli stabilimenti balneari. Tale oggettiva diversità « ontologica » e fisica, oltre alle peculiarità sopra illustrate, li sottrae indubbiamente all'applicazione della direttiva Bolkestein (direttiva 2006/123/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006) e li attrae solo al regime derogatorio in essa presente e recepito nel nostro ordinamento dall'articolo 16, comma 2, del decreto legislativo n. 59 del 2010, che nel successivo comma fissa il principio e precisa che nei provvedimenti finali deve essere indicata la procedura seguita. Ulteriori argomenti a supporto della oggettiva esclusione – a livello europeo con ricadute oggettive nel nostro ordinamento – si evincono dall'articolo 12, paragrafo 3, e dall'articolo 15, paragrafo 2, lettera d) , della direttiva. Riguardo all'articolo 12, paragrafo 3, della direttiva citata, il regime derogatorio in esso previsto come facoltà riconosciuta agli Stati membri in presenza di motivi imperativi viene ancor prima ammesso nel considerando n. 40 della direttiva medesima che precisa e chiarisce quanto segue « La nozione di “motivi imperativi di interesse generale” cui fanno riferimento alcune disposizioni della presente direttiva è stata progressivamente elaborata dalla Corte di giustizia nella propria giurisprudenza relativa agli articoli 43 e 49 del trattato, e potrebbe continuare ad evolvere. La nozione, come riconosciuto nella giurisprudenza della Corte di giustizia, copre almeno i seguenti motivi: l'ordine pubblico, la pubblica sicurezza e la sanità pubblica ai sensi degli articoli 46 e 55 del trattato, il mantenimento dell'ordine sociale, gli obiettivi di politica sociale, la tutela dei destinatari di servizi, la tutela dei consumatori, la tutela dei lavoratori, compresa la protezione sociale dei lavoratori, il benessere degli animali, la salvaguardia dell'equilibrio finanziario del regime di sicurezza sociale, la prevenzione della frode, la prevenzione della concorrenza sleale, la protezione dell'ambiente e dell'ambiente urbano, compreso l'assetto territoriale in ambito urbano e rurale, la tutela dei creditori, la salvaguardia della sana amministrazione della giustizia, la sicurezza stradale, la tutela della proprietà intellettuale, gli obiettivi di politica culturale, compresa la salvaguardia della libertà di espressione dei vari elementi presenti nella società e, in particolare, dei valori sociali, culturali, religiosi e filosofici, la necessità di assicurare un elevato livello di istruzione, il mantenimento del pluralismo della stampa e la politica di promozione della lingua nazionale, la conservazione del patrimonio nazionale storico e artistico, e la politica veterinaria ». Di poi, l'articolo 15 offre la possibilità di supportare nel caso in esame una deroga alla Bolkestein in casi del tutto peculiari volti a individuare un'ipotesi di deroga dell'articolo 12, paragrafo 3, citato con riferimento a requisiti che indichino profili non discriminatori e come tali utilizzabili ai fini della legittimità di valorizzazione delle specificità peculiari. L'articolo 15 prevede una lista di requisiti da valutare da parte degli Stati membri che sono chiamati a verificare se il loro ordinamento giuridico prevede i requisiti di cui al paragrafo 2 e provvedono affinché tali requisiti siano conformi alle condizioni di cui al paragrafo 3. All'esito, gli Stati membri sono chiamati ad adattare le loro disposizioni legislative, regolamentari o amministrative per renderle conformi a tali condizioni. Con maggiore sforzo chiarificatore, il paragrafo 2 dell'articolo 15 risponde codificando le pronunce della Corte e canonizzando gli arresti giurisprudenziali della Corte stessa ed indica una serie di requisiti specifici non discriminatori che possano ammettere un regime diverso, giustificato anche da un motivo imperativo di interesse generale, incluso un legittimo interesse di terzi, come ammesso dal ricordato considerando n. 40. Tra questi, rilevano ai nostri fini quelli indicati dallo stesso articolo 15, paragrafo 2, lettera a) , in generale e più in particolare dalla lettera d) , da leggere in uno anche come combinato disposto, dal momento che sintetizzano le specificità e le limitazioni poste, ad esempio, dalle leggi della regione Abruzzo n. 7 del 2019 e n. 93 del 1994 per questo tipo di manufatti e macchine da pesca, ben individuati nel numero, mappati e censiti in numero di trentadue di cui ben undici vincolati dalla soprintendenza. Più precisamente, secondo la direttiva non sono discriminanti a) restrizioni quantitative o territoriali (come detto) in funzione della storia culturale di una determinata popolazione ubicata, ad esempio, lungo la cosiddetta Costa dei Trabocchi; d) requisiti che riservano l'accesso alle attività di servizi in questione a prestatori particolari a motivo della natura specifica dell'attività, svolta nei secoli dalle famiglie dei cosiddetti « traboccanti ». Orbene, sul piano giuridico e su quello sostanziale, per quanto riguarda i manufatti e le macchine da pesca, nelle diverse tipologie in cui si estrinsecano nelle specifiche realtà territoriali nel nostro Paese, appare utile e ammissibile prevedere un regime amministrativo diverso. Tale diversità oltre che consentita da motivi imperativi di interesse generale è conforme al criterio cumulativo della non discriminazione e della proporzionalità e della necessità di tutelare interessi storici, culturali, socio-economici, ambientali e territoriali specifici. Ne consegue che l'ordinamento dell'Unione europea e il nostro sistema regolatorio, in ragione della natura specifica dei manufatti, mostrano di ammettere requisiti che possano riservare, per un dato lasso temporale, l'uso esclusivo del demanio e l'accesso all'attività consentita a determinati prestatori, mediante l'utilizzo dei manufatti e delle macchine da pesca in esame (ad esempio i trabocchi e i manufatti presenti nella regione Veneto, candidati a diventare patrimonio dell'Unesco), come illustrato nel convegno svoltosi a Roma, presso la Sala Matteotti della Camera dei deputati, il 22 febbraio del 2023. Ciò posto, in disparte l'annosa questione relativa alle concessioni pertinenti agli stabilimenti balneari, che ripetesi non riguardano il nostro caso, ad ulteriore precisazione e supporto della deroga proposta per i manufatti e macchine da pesca a tutela di interessi nazionali, espressione di significative e peculiari tradizioni locali e dell'opera d'ingegno di una determinata popolazione, giova segnalare quanto rileva e deriva in generale dal diritto dell'Unione europea.