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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 254 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14,55. IN SEDE REFERENTE (2353) Delega processo penale DDL 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. Con riferimento alle inammissibilità ed alle improponibilità comunicate all'inizio dell'odierna seduta antimeridiana, il presidente OSTELLARI rende noto che la Presidenza non ha ricevuto alcuna segnalazione su eventuali criticità. L'elenco posto in distribuzione resta pertanto confermato. Relativamente, quindi, all'assenza dei pareri delle Commissioni affari Costituzionali e Bilancio sugli emendamenti, osserva che il predetto requisito non è più ostativo all'esame degli stessi, essendo decorso il termine per esprimere parere di cui al combinato disposto degli articoli 39 e 40 del Regolamento. Interviene sull'ordine dei lavori il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ), osservando che la particolare importanza delle tematiche trattate dal provvedimento iscritto all'ordine del giorno renderebbe comunque opportuno conoscere le determinazioni delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio, che potrebbero risultare di proficuo apporto al dibattito. Ben si potrebbe, pertanto, aspettare che le Commissioni consultate esprimano i rispettivi pareri, considerato, altresì, che la natura del disegno di legge in esame non impone una tempistica contingentata. Replica a sua volta il presidente OSTELLARI rilevando che, ai sensi del vigente Regolamento, qualora il termine scada senza che le Commissioni consultate abbiano espresso parere, è da intendersi che esse non reputano di doversi pronunciare. Si procede quindi all'illustrazione degli emendamenti. Il presidente OSTELLARI richiama brevemente la normativa di cui all'articolo 100, comma 9, del Regolamento, già illustrata nel corso della seduta antimeridiana. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) domanda delucidazioni in ordine al tempo concesso per l'illustrazione degli emendamenti. Il PRESIDENTE risponde che se si interviene a nome del Gruppo su tutti gli emendamenti riferiti ad un articolo, avendo riguardo sia al numero degli emendamenti che alla particolare complessità del provvedimento, la Presidenza è disposta a consentire un unico intervento la cui durata massima non ecceda i venti minuti. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) chiede ulteriori delucidazioni in ordine al tempo che sarà disponibile per le dichiarazioni di voto. Il PRESIDENTE risponde che nella presente seduta si procederà all'illustrazione degli emendamenti, senza far luogo a votazioni. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) illustra quindi, globalmente, le proposte della sua parte politica riferite ai due articoli del disegno di legge in titolo. Nel dettaglio, in relazione all'articolo 1 (recante la delega al governo), gli emendamenti mirano -in sostanza- a porre rimedio ad una problematica di fondo: il testo dell'articolo, infatti, in più punti, sembra sacrificare eccessivamente la funzione deterrente della pena e la ricerca della verità oggettiva all'esigenza di contenere il più possibile i tempi del processo penale. E' ad esempio il caso del comma 10 (che, nell'ambito della disciplina dei riti alternativi, prevede di estendere alle pene accessorie, quando la pena detentiva da applicare superi i due anni, l'accordo tra imputato e pubblico ministero, configurando, nei fatti, quasi un regime di immunità), del comma 13 (che, in relazione al giudizio di appello, estende eccessivamente il regime di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento), dei commi 21 e 22 (che estendono eccessivamente gli ambiti della non punibilità; in particolare, risulta assai opinabile quella parte del comma 22 che estende l'ambito di applicabilità della sospensione del procedimento a ulteriori specifici reati, puniti con pena edittale detentiva non superiore nel massimo a sei anni). Con riferimento, quindi, all'articolo 2 (recante invece interventi diretti di modifica alla disciplina penale e di procedura penale), si sofferma sul comma 2. In particolare, le disposizioni relative all'improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione di cui al nuovo articolo 344 bis da introdurre nel Codice di procedura penale appaiono innanzitutto incongrue: i termini di un anno per la mancata definizione del giudizio di cassazione e di due anni per il giudizio di appello risultano infatti nettamente inferiori rispetto all'attuale durata media dei processi e, qualora concretamente applicati, potrebbero dar luogo ad un numero eccessivo di casi di improcedibilità. Decisamente criticabile, altresì, è la disciplina di proroga dei predetti termini. Da un lato, essa è soggetta ad un'ordinanza motivata del giudice in caso di particolare complessità del provvedimento e per un periodo non superiore a un anno nel giudizio di appello e a sei mesi nel giudizio di cassazione. Dall'altro, la possibilità di proroghe ulteriori viene circoscritta solo a particolari figure delittuose (come, ad esempio, i reati di terrorismo o di tipo mafioso). Una disciplina così concepita, però, finisce, in ultima analisi, per sacrificare -al pari delle disposizioni dell'articolo 1- l'analisi di merito dei fatti a mere esigenze di celerità procedurale. Sempre a danno di un efficace accertamento dei fatti si pone poi la disposizione in base alla quale, quando si procede per i delitti aggravati ai sensi dell'articolo 416-bis .1, primo comma, del codice penale, i periodi di proroga non possono superare complessivamente tre anni nel giudizio di appello e un anno e sei mesi nel giudizio di cassazione. Infine, anche l'ambito temporale di applicazione definito dai commi 3 e 5 dell'articolo 2 appare non esente da critiche. Anche in questo caso, conclude l'oratore, le proposte emendative mirano a superare le difficoltà prospettate, tramite la soppressione ovvero la modifica delle disposizioni in questione. Il senatore GIARRUSSO ( Misto-I-PVU ) illustra quindi, a nome della propria parte politica, gli emendamenti presentati ai due articoli del disegno di legge, che si propongono di superare le numerose problematiche presenti nel testo (molte delle quali già sottolineate dal senatore Crucioli). L'articolato del provvedimento, qualora applicato, rischierebbe infatti di compromettere l'efficacia della risposta dello Stato sia con riguardo all'attività mafiosa (rischio peraltro sottolineato da numerosi esponenti della magistratura), sia in relazione ad altre gravi figure criminose. In particolare, con riferimento alla disciplina di improcedibilità di cui all'articolo 2, la previsione volta a consentire proroghe ulteriori nel caso di reati di tipo mafioso non terrebbe conto, ad esempio, del fatto che l'attività mafiosa può oggi estendersi anche ad ulteriori reati rispetto a quelli considerati. Si sofferma quindi, in particolare sull'emendamento 1.487, che si propone di porre rimedio ad una grave criticità del disegno di legge.