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Su proposta del Comitato nazionale aree protette, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta annualmente al Parlamento una relazione sulle attività svolte dagli Enti parco e dagli altri enti istituiti per la gestione delle aree naturali protette di rilievo nazionale e internazionale. 2. Senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, è istituito presso la Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il Comitato nazionale aree protette. Il Comitato è composto dal direttore generale della medesima Direzione o da un suo delegato, che lo presiede, da un qualificato rappresentante rispettivamente dell'ISPRA, del Corpo forestale dello Stato, del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto e della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali e da un esperto della Direzione generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 3. Entro il mese di gennaio di ogni anno ciascun Ente parco e ciascun ente istituito per la gestione delle aree naturali protette di rilievo nazionale e internazionale trasmette al Comitato di cui al comma 2 un resoconto analitico sulle attività svolte nell'anno precedente». 8 (Modifiche all'articolo 24 della legge n. 394 del 1991) 1 All'articolo 24 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole: «la composizione e i poteri del collegio dei revisori dei conti» sono sostituite dalle seguenti: «i poteri del revisore dei conti»; b il comma 2 è abrogato; c dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: « 3 -bis. Le disposizioni di cui all'articolo 9, commi 7 e 8, si applicano anche al Presidente del parco regionale, se lavoratore dipendente, pubblico o privato». 1 1 All'articolo 6, comma 4, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, le parole: «di cui all'articolo 11» sono sostituite dalla seguenti: «di cui all'articolo 12». 2 All'articolo 7, comma 1, alinea, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, le parole: «nel piano per il parco di cui, rispettivamente, agli articoli 12 e 25» sono sostituite dalle seguenti: «nella Carta del parco di cui, rispettivamente, agli articoli 11 e 25». 3 All'articolo 9, comma 8, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, le parole: «di piano per il parco di cui all'articolo 12, esprime parere vincolante sul piano pluriennale economico e sociale di cui all'articolo 14» sono sostituite dalle seguenti: «della Carta del parco di cui all'articolo 11, esprime parere sul piano pluriennale economico e sociale di cui all'articolo 14». 4 All'articolo 10 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 2, alinea, la parola: «obbligatorio» è sostituita dalla seguente: «vincolante»; b al comma 2, la lettera a) è sostituita della seguente: « a) sulla Carta del parco di cui all'articolo 11»; c al comma 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) sul regolamento del parco di cui all'articolo 12»; d il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. La Comunità del parco delibera, previo parere del Consiglio direttivo, il piano pluriennale economico e sociale di cui all'articolo 14 e vigila sulla sua attuazione; adotta altresì il proprio regolamento». 5 L'articolo 11 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, è sostituito dal seguente: «Art. 11. - (Carta del parco). -- 1. La Carta del parco definisce un progetto territoriale che riflette la solidarietà ecologica tra il territorio del parco, individuato strettamente nel patrimonio naturale di cui all'articolo 1, comma 2, e le aree circostanti, definite "Aree d'adesione", e in particolare: a) per il territorio del parco, la Carta del parco fissa gli obiettivi di tutela naturale, culturale e paesaggistica e pone le basi per la redazione del regolamento; b) per le Aree di adesione, essa definisce le linee guida per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile e disciplina i criteri per la stipula delle intese di adesione. 2. Le "Aree d'adesione" costituiscono il risultato dell'adesione convenzionale, mediante specifiche intese, alla Carta del parco, da parte dei comuni il cui territorio, geograficamente contiguo, non è in tutto o parzialmente interessato dalle specifiche istanze di tutela naturalistica, ma che intendono partecipare alle finalità di tutela del parco al fine di vedere favorite le iniziative economiche, culturali, sociali e ambientali che beneficiano della valorizzazione del tenitorio protetto in termini di sviluppo sostenibile. Con l'adesione, il comune: a) si impegna a garantire la coerenza tra le attività programmate nel proprio territorio e gli scopi recati dalla Carta, riducendone o eliminandone l'impatto significativo sul patrimonio naturale del territorio protetto; b) beneficia della denominazione protetta di "comune del parco nazionale", permettendo una valorizzazione del territorio comunale così come dei prodotti e servizi che si inscrivono in un processo ecologico volto al ripristino degli habitat naturali, della fauna e della flora; c) beneficia dell'assistenza tecnica e di eventuali contribuzioni da parte del parco nazionale per la realizzazione di azioni concorrenti o di obiettivi o di misure previste nella Carta; d) può partecipare a speciali misure di aiuti o conseguire benefìci fiscali per le attività insistenti nel proprio territorio caratterizzate dall'impiego di pratiche ecosostenibili. 3. La Carta del parco, sulla base di un'analisi del profilo naturale, paesaggistico e culturale del territorio del parco e del profilo socio-economico e demografico della popolazione, reca un'elaborazione grafica che mostra le diverse aree e la loro vocazione. Inoltre, in funzione delle caratteristiche territoriali, economiche, ambientali, sociali o culturali del parco nazionale, stabilisce gli obiettivi, le linee guida e le misure di tutela, gestione e conservazione. 4 . La Carta del parco tende a valorizzare gli usi che contribuiscono alla protezione dei paesaggi, degli habitat naturali, della flora, della fauna e del patrimonio culturale e a prevenire gli impatti negativi sul territorio protetto, stabilendo per ogni area la specifica vocazione. 5. In particolare la Carta del parco: a) identifica i principali elementi costitutivi del parco; b) individua le aree naturali significative che possono divenire "riserve integrali"; c) individua le attività compatibili con gli obiettivi di tutela del patrimonio naturalistico, promuovendo le migliori pratiche ecosostenibili; d) definisce e valorizza le migliori pratiche ambientali utili al mantenimento della biodiversità, in particolare nel settore agricolo, pastorale e forestale;