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Fermo restando il procedimento previsto dai commi 2, 3 e 4, se gli uffici sovraordinati decidono di non accogliere la richiesta di cui al comma 9, il Garante dei diritti può richiedere all'autorità giudiziaria competente di annullare l'atto che reputa illegittimo ovvero di ordinare all'amministrazione di tenere il comportamento dovuto. Art. 8. (Obbligo di denuncia) 1. Il Garante dei diritti ha l'obbligo di presentare rapporto all'autorità giudiziaria competente, ogniqualvolta venga a conoscenza di fatti che possono costituire reato. Art. 9. (Relazione annuale) 1. Il Garante dei diritti presenta al Parlamento, entro il 30 aprile di ogni anno, la relazione annuale sull'attività svolta, relativa all'anno precedente, indicando il tipo, la natura e l'esito degli interventi effettuati, le risposte dei responsabili delle strutture interessate, le proposte utili a migliorare le condizioni di detenzione o di trattenimento dei soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale, il grado e le modalità di salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone di cui all'articolo 5. 2. La relazione annuale è altresì trasmessa al Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, istituito ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione europea adottata a Strasburgo il 26 novembre 1987, di cui alla legge 2 gennaio 1989, n. 7, e al Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite, istituito dall'articolo 17 della Convenzione firmata a New York il 10 dicembre 1984, di cui alla legge 3 novembre 1988, n. 498. 3. La relazione annuale è trasmessa a tutte le altre Autorità e ai Ministeri interessati, che la inoltrano alle rispettive strutture periferiche. 4. Nei programmi di formazione delle scuole di tutte le Forze di polizia deve essere previsto un insegnamento sul sistema delle garanzie poste a tutela dei diritti delle persone di cui all'articolo 5 e sulla figura del Garante dei diritti. Art. 10. (Collaborazioni) 1. Il Garante dei diritti può avvalersi del contributo di organizzazioni non governative, di centri universitari di studio e ricerca, di associazioni ed esperti che si occupano di condizioni di detenzione, diritti umani, diritto penale e processuale penale, ordinamento penitenziario. Art. 11. (Requisiti per l’elezione) 1. Ciascuno dei componenti il Garante dei diritti, per essere eletto, deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti: a) esperienza pluriennale nel campo dei diritti delle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale; b) formazione culturale specifica in materie afferenti la tutela dei diritti umani. Art. 12. (Durata del mandato) 1. I componenti il Garante dei diritti rimangono in carica per sette anni e non possono essere confermati per più di una volta. 2. Il Garante dei diritti rimane in carica fino alla elezione del suo successore, per la quale le procedure devono essere attivate almeno due mesi prima della scadenza del mandato. 3. Ciascuno dei componenti il Garante dei diritti può essere anticipatamente sostituito in caso di rinuncia all'incarico, di sopravvenuta incompatibilità, di impedimento fisico o psichico, di decesso. Art. 13. (Cause di impedimento e di incompatibilità. Revoca del mandato) 1. Ciascuno dei componenti il Garante dei diritti può essere sostituito dalle Camere, con la stessa procedura di elezione di cui all’articolo 2, a seguito di accertato impedimento fisico o psichico che ne ostacoli l'esercizio delle funzioni, o di sopravvenuta condanna penale definitiva per delitto o di grave violazione dei doveri inerenti l'incarico affidato. 2. Ciascuno dei componenti il Garante dei diritti non può assumere, a pena di decadenza, cariche elettive, governative e istituzionali, né ricoprire altri incarichi o uffici pubblici di qualsiasi natura e non può svolgere attività lavorativa, subordinata o autonoma, imprenditoriale o libero-professionale, né attività inerenti ad una associazione o ad un partito o movimento politico. 3. Nei casi di sopravvenuta incompatibilità di un componente del Garante dei diritti, si procede alla sua sostituzione ai sensi del comma 1. 4. All'atto dell'accettazione della nomina, i componenti il Garante dei diritti sono collocati fuori ruolo se dipendenti di pubbliche amministrazioni o magistrati in attività di servizio; se professori universitari di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni. Il personale collocato fuori ruolo o in aspettativa non può essere sostituito. Art. 14. (Ufficio del Garante dei diritti) 1. Alle dipendenze del Garante dei diritti è posto un ufficio composto da dipendenti dello Stato e di altre amministrazioni pubbliche, collocati fuori ruolo o in posizione di comando nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, il cui servizio presso il medesimo ufficio è equiparato ad ogni effetto di legge a quello prestato nelle rispettive amministrazioni di provenienza. Il relativo contingente è determinato, in misura non superiore a quaranta unità, su proposta del Garante dei diritti medesimo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, entro novanta giorni dalla data della elezione del Garante dei diritti. 2. Le spese di funzionamento dell'ufficio del Garante dei diritti sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto in apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei conti. 3. Le norme concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'ufficio del Garante dei diritti, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, sono adottate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dell'interno e con il Ministro della giustizia, previo parere conforme dello stesso Garante dei diritti. 4. Nei casi in cui la natura tecnica o la complessità delle questioni sottoposte al suo esame lo richiedano, il Garante dei diritti può avvalersi dell'opera di consulenti, i quali sono remunerati in base alle vigenti tariffe professionali. 5. Ai componenti il Garante dei diritti compete un'indennità di funzione determinata con il regolamento di cui al comma 3, nell'ambito di una dotazione finanziaria complessiva pari a 1.300.000 euro annui a decorrere dall'anno 2014. Art. 15. (Copertura finanziaria) 1.