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Infatti, se il provvedimento prevede che i membri del collegio siano nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e su indicazione del Ministro competente, esso stabilisce altresì che le designazioni del Governo debbano essere sottoposte al parere delle competenti Commissioni parlamentari e in nessun caso le nomine possano essere effettuate in mancanza di parere favorevole espresso dalle suddette Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti. Si tratta, dunque, di un provvedimento complesso e particolarmente rafforzato, nel quale il ruolo del Parlamento non è irrilevante e, data la presenza di un quorum qualificato e alto per la scelta dei componenti dell'Autorità, contribuisce a garantire la necessaria professionalità e competenza nella regolamentazione amministrativa dei servizi di pubblica utilità quali l'energia, le risorse idriche e l'ambiente. Nei principali settori di monopolio naturale - energia elettrica, risorse idriche e ciclo dei rifiuti - abbiamo un soggetto regolatore molto grande. Vale la pena ricordare che l'Agenzia ha visto crescere progressivamente le proprie competenze. Nasce, infatti, in un primo momento come Autorità per l'energia elettrica e il gas; successivamente con decreto n. 201 del 2011 (il cosiddetto decreto Salva Italia) ha acquisito competenze sul settore idrico e infine, con l'ultima legge di bilancio, ha assunto la competenza anche nel settore del servizio integrato dei rifiuti. Se qualche rilievo è consentito, al fine di stimolare una futura discussione e sperabilmente di contribuire a rendere maggiormente efficace ed efficiente la regolamentazione nella prospettiva di un servizio sempre più adeguato e con costi per consumatori e utenti più ridotti, una prima considerazione non può che riguardare la discrasia rispetto al ruolo che l'Agenzia svolge con riferimento ai settori del gas ed elettricità, da una parte, e dell'acqua e dei rifiuti, dall'altra. Relativamente ai primi due settori, l'Autorità stabilisce le tariffe per l'utilizzo delle infrastrutture, mentre per gli ultimi due settori la competenza della suddetta Autorità riguarda la determinazione del metodo tariffario e dell'approccio alle tariffe, che sono invece determinate da altri soggetti, ovvero dalle Autorità di ambito territoriali. Si pone, allora, un problema che dovremmo iniziare ad affrontare, se vogliamo che la gestione di determinati servizi possa svilupparsi meglio e in termini di efficienza e di contenimento dei costi per l'utenza. Un primo problema riguarda l'asimmetria dimensionale tra il soggetto gestore delle risorse idriche - ad esempio - e il soggetto regolatore, le Autorità d'ambito, laddove queste ultime hanno una dimensione provinciale o, al massimo, regionale, mentre non sono rari i casi di soggetti gestori di dimensione sovraregionale, addirittura quotati in borsa. È il caso di ACEA - ad esempio - ma non solo. A questa asimmetria si aggiunge quella classica, legata al patrimonio informativo. Il regolatore arriva molto spesso con molta difficoltà e anche con ritardi a conoscere esattamente i costi effettivi dell'affidatario del servizio, e ciò aumenta i problemi in termini di efficacia ed efficienza nella gestione del servizio. Se quanto detto è vero, lascio al futuro dibattito il tema di come affrontare il ruolo dell'Agenzia quale soggetto preposto allo svolgimento di un ruolo ancora più incisivo nella determinazione tariffaria. Infine, merita attenzione un'ulteriore considerazione - e spero possa affrontarsi presto - relativamente agli evidenti conflitti di interesse in capo agli stessi enti locali, che non raramente assommano il ruolo di gestori (presenza dei sindaci negli ambiti territoriali) e di affidatari del servizio di pubblica utilità (presenza del Comune nel capitale sociale dell'impresa affidataria). Come può un sindaco essere soggetto regolatore e soggetto regolato al tempo stesso e garantire una piena concorrenzialità del mercato, attraverso la scelta dell'operatore più efficiente, se l'amministrazione che è chiamato a guidare come sindaco figura come socio o come proprietario di una delle imprese concorrenti? E ancora: come può regolamentare un servizio raggiungendo livelli ottimali di efficienza e di riduzione dei costi per gli utenti, quando l'essere socio o proprietario dell'impresa affidataria determina entrate consistenti in grado di meglio garantire gli equilibri economico-finanziari del Comune che egli stesso amministra? Ecco, riflettere sulle criticità, alcune delle quali sono quelle appena ricordate, riguardanti la gestione dei servizi di monopolio naturale e di pubblica utilità potrebbe aiutare a ottenere un'erogazione di servizi ai cittadini sempre più ottimale in termini di efficacia, di efficienza e di costi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, gentili colleghi, da parte del Gruppo Forza Italia assicuro il voto favorevole: ci pare un atto dovuto di fronte al lavoro della Commissione speciale e della Camera. Sono state ben spiegate le modifiche che la Camera ha apportato, sulle quali concordiamo, perché la fissazione di un termine di novanta giorni dal giuramento del primo Governo formato successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, o comunque entro il 30 settembre, rappresenta una data, forse, certa, e ripeto forse. Inoltre, stabilire che vi sia ogni quarantacinque giorni una relazione sull'attività del collegio che governa l'Autorità mi pare sia una cosa buona, soprattutto se la relazione sarà sintetica, breve e chiara come devono essere documenti di siffatto genere. Pertanto, riteniamo che - così come formulato - il decreto al nostro esame possa essere trasformato in legge. Ciò che ci interessa sono i compiti dell'Autorità, peraltro già spiegati dal relatore, poiché questa negli anni ha cambiato nome avendo assunto nuove competenze: si tratta delle funzioni di regolazione e controllo nei settori dell'energia elettrica, del gas, del sistema idrico e dei rifiuti. È un settore immenso - manca solo la telefonia, che però ha una regolamentazione diversa - in cui insistono veramente affari miliardari e in cui si gioca il futuro del Paese. La consistenza del patrimonio infrastrutturale che porta i servizi è, infatti, un valore assoluto per il Paese, anche perché offre dei vantaggi in termini di economicità e probabilmente anche di risparmio per gli utenti. Ci piace pure che la legge di istituzione dell'Autorità abbia previsto - come è capitato per altre Authority - che i membri del collegio non possano essere riconfermati dopo i sette anni di mandato. Mi permetto di fare alcune osservazioni ulteriori, sperando di non andare fuori tema. A me pare che ci sia ancora da fare una annotazione a proposito dell'importanza dell'ARERA presso i cittadini, e cioè presso tutti noi, rispetto alla situazione del patrimonio nazionale. Dal 1° luglio 2019 scatterà il mercato libero e, quindi, tutta l'attività di controllo dell'Autorità, che si estrinsecherà in tanti modi, a seconda degli oggetti, con la fissazione delle tariffe o col metodo per fissare le tariffe, è importante.