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il perdurare della situazione di instabilità politica e il derivante quadro di incertezza, relativamente al prosieguo dei negoziati con la UE e al perseguimento di un'eventuale soluzione alternativa a quella che, per ora, sembra l'uscita del Regno Unito dall'Unione senza un accordo, rischiano di danneggiare seriamente le nostre aziende, in particolare quelle agricole, compromettendone le prospettive di esportazione nel medio e lungo periodo verso il Regno Unito; il mercato britannico dei prodotti agricoli, delle produzioni vitivinicole, della florovivaistica, dell'itticoltura e di tutti i prodotti derivati, infatti, ha una forte incidenza sulla bilancia commerciale nazionale e sulla crescita del Pil; l'agroalimentare italiano vale il 6 per cento delle importazioni del Regno Unito e l'interscambio commerciale agroalimentare tra Italia e Regno Unito, nel 2017, si è chiuso con un surplus a favore del nostro Paese pari a circa 2,60 miliardi di euro; con un valore superiore ai 3 miliardi di euro, il Regno Unito rappresenta, infatti, il quarto mercato per l' export agroalimentare italiano, ma è il primo per prosecco (4 bottiglie su 10 esportate), pelati e polpe di pomodoro (20 per cento dell' export a valore); il Regno Unito ha un'incidenza dell'8 per cento sulle vendite estere tricolori, con un valore pari a circa 3,3 miliardi di euro, e un mercato che, nell'ultimo decennio, ha aumentato del 43 per cento i propri acquisti di prodotti made in Italy , si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di scongiurare i rischi evidenziati, promuovere le eccellenze e i prodotti dell'agricoltura italiana, anche nell'ottica di instaurare nuove relazioni commerciali con i partner britannici e di consolidare quelle già esistenti, per la promozione del made in Italy , e valorizzare un settore che vive già molteplici problematiche, anche nell'eventualità di un nuovo scenario commerciale conseguente la mancata ratifica dell'accordo con la UE. Atto n. 3-00548 BINETTI Ai Ministri della salute e della giustizia Premesso che: per i pazienti psichiatrici autori di reato la ASL di residenza del paziente, che lo ha concretamente in carico, per agevolarne la cura e la riabilitazione, propone al giudice dell'ufficio di sorveglianza, su richiesta di quest'ultimo, di individuare una struttura residenziale idonea, disposta ad accogliere il paziente per fargli scontare la pena ma anche e soprattutto per sottoporlo a cure adeguate; ottenuta la disponibilità da parte della struttura e il consenso anche del paziente o della famiglia, la Asl di residenza comunica al giudice di sorveglianza il nome e l'indirizzo della struttura; il giudice emette l'ordinanza di sconto della pena presso la struttura individuata dalla Asl o di domicilio presso la stessa struttura se il paziente è in libertà vigilata, comunicando a tutti gli interessati le prescrizioni penali da rispettare; la Asl, qualora non disponga di strutture adeguate per la cura e la riabilitazione, individua una struttura fuori provincia o fuori regione dove indirizzare il paziente. In questo caso la competenza sanitaria resta in capo alla Asl di residenza del paziente, ma la competenza penale passa al tribunale in cui territorialmente è sita la struttura; possono, però, verificarsi situazioni difficili da affrontare, se il giudice di sorveglianza del territorio in cui ha sede la struttura identificata fuori dal territorio di residenza, non vuole accogliere questa richiesta e insiste nel chiedere alla Asl di residenza di individuare struttura analoga sul suo territorio, nonostante il paziente o il suo tutore dichiarino espressamente che preferiscono curarsi e affrontare la relativa pena nella struttura identificata dalla Asl in territorio diverso rispetto a quello di residenza. Il rifiuto del paziente di trasferirsi in una struttura sita nel suo territorio di residenza e diversa dal luogo di cura e di pena selezionato dalla sua Asl è in genere confermato dal giudizio della stessa Asl che ribadisce la maggiore idoneità della struttura che è fuori da suo territorio. La Asl di fatto comunica ai responsabili che è bene che non venga interrotto il progetto terapeutico riabilitativo del paziente e chiede di rispettarne la libertà di scelta riferita al luogo di cura. Luogo, si ribadisce, individuato proprio dalla Asl di appartenenza del paziente su richiesta e accettazione della magistratura del distretto di residenza. In pratica l'autorità giudiziaria del territorio in cui ha sede la struttura scelta non accetta la decisione dell'autorità giudiziaria del distretto in cui vive il paziente e in cui ha sede la Asl che ha fatto l'invio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non intendano chiarire che, essendo il sistema sanitario nazionale unico, la volontà del paziente di essere curato e ricoverato anche fuori regione deve essere assecondata in nome della sua libertà di scelta; se non intendano altresì chiarire se e in quali casi possa opporsi a questa scelta il giudice di sorveglianza del luogo sede della struttura residenziale scelta dalla Asl, di concerto con l'autorità giudiziaria del territorio in cui il paziente ha la residenza, trattandosi di scelta pienamente accettata da lui e dai suoi familiari. Atto n. 3-00549 CASTELLONE SILERI DI MARZIO ENDRIZZI MARINELLO MAUTONE PISANI Giuseppe Al Ministro della salute Premesso che: con deliberazione del direttore generale n. 1200 del 29 dicembre 2017, la Asl Napoli 1 procedeva alla stipula di una convenzione con l'azienda ospedaliera di rilievo nazionale "Antonio Cardarelli" per la preparazione di farmaci antiblastici per i pazienti dei presidi ospedalieri "Ascalesi" e "ospedale del Mare", nelle more dell'attivazione del piano ospedaliero; la convenzione, con decorrenza dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018, prevede un costo presunto pari a 247.500 euro, calcolato sul numero di 50 preparazioni al giorno per l'Ascalesi e 25 preparazioni al giorno per l'ospedale del Mare, per 20 giorni al mese per un periodo di sei mesi; la convenzione prevede che il Cardarelli si impegna a fornire la preparazione centralizzata presso il proprio laboratorio galenico della farmacia di famaci antiblastici e a mettere a disposizione il personale specializzato nonché fornire tutto quanto necessario alla preparazione delle soluzioni (dispositivi di protezione individuale e materiale vario) a fronte del rimborso mensile posticipato dei relativi costi; la Asl Napoli 1 si impegna, a sua volta, a consegnare i farmaci e le soluzioni necessarie alla preparazione degli antiblastici e al successivo ritiro delle preparazioni; in ordine alle modalità di richiesta degli allestimenti, l'articolo 5 della convenzione prevede che le richieste siano evase nelle 24 ore successive, salvo casi particolari e previa motivazione, senza tener conto dell'eventuale impossibilità fisica del paziente al ritiro ovvero dell'impossibilità ad effettuare il trattamento a causa di valori ematici alterati; la convenzione prevede che il costo dei farmaci e della consegna sia a carico della Asl Napoli 1; considerato che: