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In materia di agevolazioni fiscali, l'articolo 10 demanda ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, la definizione delle agevolazioni fiscali - e dei requisiti per accedervi - per le imprese che hanno insediamenti produttivi nelle isole minori, o che intendono realizzarli. In ordine al disegno di legge n. 497, "Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori", l'articolo 1 ne reca l'oggetto e le finalità. La disposizione fa riferimento all'applicazione degli articoli 174 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che prevedono la particolare tutela delle aree insulari, attraverso provvedimenti e normative anche in deroga, per superare gli specifici divari geografici, infrastrutturali, amministrativi e dei servizi rispetto alle aree maggiormente sviluppate, nel riconoscimento dei gravi e permanenti svantaggi naturali. Inoltre, il comma 2 stabilisce che, in attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, nonché degli articoli 1, 16 e 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42, lo Stato, le Regioni e i Comuni adottano gli interventi necessari per la valorizzazione, lo sviluppo socio-economico, la tutela e la messa in sicurezza del territorio delle isole minori indicate dal relativo Allegato A. Il comma 3 prevede che gli interventi di valorizzazione, di cui al citato comma 2, sono predisposti e attuati dai Comuni delle isole di cui all'allegato A, prevedendo a tal fine una sinergia con le Regioni interessate. La norma prevede siano sentiti gli altri enti territoriali delle isole minori, in base alle rispettive competenze, rafforzando il concorso e il coinvolgimento dei cittadini residenti. Si richiama a tal fine il principio di sussidiarietà - e la sua corretta applicazione - nonché le finalità del superamento delle disparità nell'erogazione dei servizi pubblici fondamentali e dell'implementazione di strategie di sviluppo locale ed investimenti territoriali integrati e di inclusione sociale. Il comma 4 riconosce quali poli di sviluppo sostenibile una serie di soggetti - quali gli enti locali, anche costituiti in consorzio, gli enti parco, le comunità isolane e di arcipelago, ove esistenti - nella finalità di conservare e promuovere le diversità naturali e culturali, di rilanciare lo sviluppo ed il lavoro, nonché di valorizzare le potenzialità economiche e produttive. In base al comma 5, le isole minori del territorio nazionale rappresentano una estensione del territorio regionale di appartenenza. Alle Regioni è affidato l'impegno nel rimuovere gli ostacoli eventualmente esistenti in conseguenza dell'insularità, al fine di garantire il rispetto del principio di parità di trattamento sancito dall'articolo 3 della Costituzione. L'articolo 2 reca gli obiettivi per lo sviluppo e la valorizzazione delle isole minori, indicando, in primis , quello di favorire una buona qualità della vita con particolare attenzione ai servizi essenziali costituzionalmente garantiti, alla tutela della salute e ai servizi sociali, anche mediante l'attivazione in deroga di presidi sanitari speciali, al diritto allo studio e alla formazione professionale, attivando servizi e strutture scolastiche idonei a favorire l'inclusione sociale e combattere la tendenza allo spopolamento. Si indicano poi, tra gli altri, gli obiettivi: della realizzazione di servizi di telecomunicazioni su banda ultra larga, per la telemedicina, il telelavoro, la teleformazione e l'offerta formativa scolastica; della mobilità sostenibile - indicandone i possibili mezzi di incentivazione - e del miglioramento dei servizi di trasporto e di approvvigionamento, al fine di garantire la continuità territoriale e di favorire il turismo; della produzione di fonti energetiche rinnovabili, compatibilmente con il paesaggio insulare, anche in attuazione del Patto dei sindaci promosso dalla Commissione europea. Ulteriori obiettivi di valorizzazione riguardano i profili di gestione urbanistica e di migliore gestione dei rifiuti, oltreché il rifornimento idrico, realizzando nuovi impianti e favorendo l'istallazione di impianti di potabilizzazione e di desalinizzazione di recupero delle acque piovane depurate, anche valorizzando l'uso di energie rinnovabili. Infine, si indicano obiettivi di valorizzazione dei beni culturali, demaniali e ambientali; di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio, limitando la costruzione di nuove strutture; di promozione delle attività tipiche di ciascuna isola nell'ambito delle piccole e medie imprese, favorendo i settori dell'artigianato e la promozione del «marchio delle isole minori d'Italia», già istituito dall'Associazione nazionale dei Comuni delle isole minori (ANCIM). La lettera p) dell'articolo 2 prevede inoltre l'attivazione presso l'Unione europea delle procedure per l'istituzione di zone franche nel territorio delle isole minori in base alla regolamentazione europea. L'articolo 3 reca norme in materia di strumenti della concertazione per lo sviluppo delle isole minori, prevedendo che il presidente dell'ANCIM partecipi in qualità di membro alle riunioni della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e della Conferenza unificata. Il comma 2 istituisce un'apposita sessione della Conferenza unificata, con la partecipazione del presidente dell'ANCIM e dei rappresentanti delle Regioni interessate, al fine di assicurare il raccordo istituzionale tra lo Stato e le Regioni stesse, per la sottoscrizione di un contratto di sviluppo locale. Si stabiliscono una serie di strumenti, quali il Documento unico di programmazione isole minori (DUPIM), predisposto dall'ANCIM, e i progetti integrati di sviluppo territoriale (PIST), predisposti dai Comuni, per la realizzazione della programmazione. Anche tale disegno di legge, al comma 6, istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Comitato istituzionale per le isole minori, di seguito denominato «Comitato», presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un sottosegretario di Stato appositamente delegato, dalla cui attività non devono derivare oneri a carico della finanza pubblica. La composizione è qui stabilita in: un rappresentante per ciascuno dei Ministeri competenti per le problematiche relative alle isole minori, in numero non superiore a sette; i presidenti delle Regioni Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana, nel cui territorio sono presenti isole minori, o di un loro delegato; il presidente dell'ANCIM nonché sette sindaci designati dalla medesima Associazione, in rappresentanza delle Regioni Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana, normandosi poi sul relativo funzionamento. L'articolo 4 incrementa il fondo di sviluppo delle isole minori di 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, per il finanziamento degli interventi a favore delle isole di cui all'allegato A al disegno di legge.