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PROTOCOLLO AGGIUNTIVO Alla Convenzione tra il Governo italiano e il Governo libanese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali. All'atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Libano per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, i sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni aggiuntive che formano parte integrante della Convenzione. Resta inteso che: 1. Con riferimento all'articolo 5, l'espressione "stabile organizzazione" non comprende gli utili realizzati da un'impresa di uno Stato contraente attraverso la vendita di beni o merci di proprietà dell'impresa esposti nell'ambito di una fiera o esposizione temporanea e di carattere occasionale, successivamente alla chiusura della fiera o esposizione stessa. 2. Per quanto concerne il paragrafo 3 dell'articolo 7, per "spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stabile organizzazione" si intendono le spese direttamente connesse con l'attività della stabile organizzazione. 3. Per quanto concerne l'articolo 8, gli utili derivanti dall'esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili comprendono: (a) gli utili derivanti dal noleggio a scafo nudo di navi o aeromobili utilizzati in traffico internazionale, (b) gli utili derivanti dall'impiego o dal noleggio di container qualora essi costituiscano utili occasionali e secondari rispetto agli altri utili derivanti dall'esercizio in traffico internazionale di navi o di aeromobili. 4. Con riferimento al paragrafo 4 dell'articolo 10, al paragrafo 3 dell'articolo 11, al paragrafo 3 dell'articolo 12, ed al paragrafo 2 dell'articolo 22, l'ultima frase ivi contenuta non può essere interpretata come contraria ai principi contenuti negli articoli 7 e 14 della presente Convenzione. 5. Con riferimento ai paragrafi 1 e 2 dell'articclo 19, le remunerazioni pagate ad una persona fisica in corrispettivo dì servizi resi alla Banca d'Italia o alla Banca Centrale del Libano e all'Istituto Italiano per il Commercio Estero (I.C.E.), come pure ai corrispondenti enti libanesi, sono incluse nel campo di applicazione delle disposizioni relative alle funzioni pubbliche. 6. Con riferimento all'articolo 24, la disposizione di cui al paragrafo 6 non pregiudica il diritto del Libano di applicare la propria legislazione interna concernente l'imposta di registro sugli immobili dovuta dalle persone di nazionalità diversa da quella libanese. 7. Le disposizioni di cui al paragrafo 3 dell'articolo 28 non pregiudicano il diritto delle autorità competenti degli Stati contraenti di stabilire, di comune accordo, procedure diverse per l'applicazione delle limitazioni previste dalla presente Convenzione. 8. Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano il diritto degli Stati contraenti di applicare la propria legislazione fiscale interna per prevenire l'evasione e l'elusione fiscale. IN FEDE DI CHE i sottoscritti, debitamente autorizzati a farlo, hanno firmato il presente Protocollo aggiuntivo. FATTO a Beirut, il 22 novembre 2000, in duplice esemplare, nelle lingue italiana, araba e inglese, tutti i testi facenti egualmente fede, prevalendo in caso di dubbio di interpretazione o applicazione il testo inglese. Per il Governo della Per il Governo della Repubblica italiana Repubblica del Libano Parte di provvedimento in formato grafico