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Però, quando avete ascoltato Fratelli d'Italia, avete previsto di fare prima una circolare dell'Agenzia delle Entrate, che rende responsabili i cessionari dei crediti nei confronti della veridicità del credito stesso, rendendoli corresponsabili con le banche. Quindi, avete annullato l'effetto che, con una mano, avevate concesso. Signor Presidente, per queste e per tante altre ragioni, Fratelli d'Italia non potrà dare il proprio voto favorevole a questo decreto e ci impegneremo con gli italiani a fare noi davvero, nella prossima legislatura, riforme semplici, chiare e nell'interesse di tutte le nostre imprese. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente,noi voteremo a favore della conversione di questo decreto sulle semplificazioni fiscali. Il lavoro è stato fatto alla Camera, perché ovviamente qui non era possibile, e noi chiudiamo in bellezza, come nella nostra tradizione, senza apportare alcuna modifica. Sono stati, però, apportati senz'altro dei miglioramenti, durante il lavoro in Commissione nel passaggio dalla Camera, i quali hanno prodotto dei passi in avanti su una serie di questioni non certamente secondarie. In particolare, un passo in avanti vi è stato per quanto riguarda la disciplina della cedibilità dei crediti d'imposta per i bonus fiscali. Non è esattamente ciò che era stato pensato, magari nell'ipotesi dell'inserimento nel decreto aiuti, ma forse vi è qualche speranza di recupero. Sottolineo la nuova normativa fiscale per il terzo settore, che certamente rappresenta un passaggio abbastanza importante per consentire a migliaia di realtà sociali del Paese di guardare davanti a sé con più tranquillità e continuare a operare al servizio delle persone e della comunità. Si tratta, peraltro, del frutto di un lungo lavoro fatto dal Forum Nazionale del Terzo Settore, che già dal 2018 aveva chiesto di mettere mano alla normativa fiscale. Sulla cessione del credito d'imposta, dicevo poc'anzi che proprio all'ultimo momento sono state inserite nell'articolo 40- quater una serie di modifiche che speriamo possano portare allo sblocco della cessione dei crediti. Infatti, come voi sapete, le modifiche arrivate in sede di conversione del decreto aiuti non sono state assolutamente sufficienti. Altre questioni riguardano l'aumento degli incentivi per i mezzi elettrici e le procedure semplificate per la regolarizzazione degli immigrati. C'è poi una misura che si spera possa aiutare a semplificare la vita delle persone, quelle che non hanno impresa e devono fare la dichiarazione dei redditi e la cui vita è sempre più complicata dalla burocrazia. Lo stop alla conservazione degli scontrini delle spese mediche per il 730 è certamente un piccolo elemento di semplificazione. Come sapete, la loro conservazione in tutti questi lunghi anni ha prodotto una serie di problemi alle persone. Il fisco comunicherà la fine dei controlli per quanto riguarda gli accertamenti e anche questo è, a mio avviso, un elemento non solo di semplificazione, ma anche di lealtà nel rapporto tra lo Stato, l'Agenzia delle entrate e il singolo cittadino. Sono inoltre state inserite altre misure certamente non significative, ma che noi vogliamo sottolineare. Penso, ad esempio, all'approvazione dell'emendamento per i precari dell'AIFA, che è una piccola cosa, ma pur sempre un segnale. In finale di legislatura alcune misure positive sono quindi state inserite in termini di semplificazione. Avremmo voluto misure più forti ed efficaci dal punto di vista della semplificazione della vita delle persone e alcune disposizioni si sarebbero potute tranquillamente inserire. Tuttavia, il lavoro fatto, che noi non possiamo che registrare, ci vede parzialmente soddisfatti. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole. (Applausi) . COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione di oggi avviene indubbiamente in un clima particolare. Il caldo rovente che si respira fuori da questo palazzo rappresenta forse nel modo migliore il momento che stiamo vivendo. È un momento di difficoltà per il Paese, costretto a fare i conti con l'aumento dei prezzi dei beni alimentari, della benzina e delle bollette e con l'aumento dei dati della povertà. È però anche un momento di difficoltà politica generata da scelte irresponsabili che stanno portando il Paese a vivere una campagna elettorale che non ha mai conosciuto queste tempistiche. Quando parlo di irresponsabilità, lo faccio non perché voglio usare questo spazio per fare campagna elettorale o avanzare ormai inutili recriminazioni (sarebbe, appunto, un'ulteriore inutile perdita di tempo). Parlo di irresponsabilità perché mi limito banalmente a fare una fotografia di quanto stiamo facendo in queste ore, quello che i colleghi deputati hanno vissuto nelle ore nelle quali cadeva il Governo Draghi e loro emendavano e deliberavano il provvedimento che oggi ci accingiamo a ratificare. Uso non a caso il termine "ratificare", perché ancora una volta questo ramo del Parlamento ha potuto fare poco, Presidente. Credo che gli italiani cercassero ancora risposte, speravano e hanno sperato fino all'ultimo che la politica fosse in grado di fornire loro risposte concrete rispetto ai numerosi problemi che attanagliano il Paese, la vita di famiglie, di lavoratori, di imprese ed hanno invece ricevuto in regalo una campagna elettorale in piena estate, fatta sotto gli ombrelloni, nei rifugi di montagna e nelle città arroventate abitate solo da chi non ha la possibilità di andare in vacanza. Lasciatemi però dire che sono orgoglioso che il Gruppo del Partito Democratico alla Camera e al Senato abbia dimostrato fino alla fine un grande senso di responsabilità verso il Governo e verso gli italiani. Questo senso di responsabilità lo portiamo ancora oggi in quest'Aula nell'approvazione della conversione di questo decreto semplificazioni che il Governo Draghi ha fortemente voluto, un provvedimento importante, con il quale sono state introdotte misure in campo fiscale, finanziario e sociale. Il decreto prevede, ad esempio, un alleggerimento degli adempimenti che imprese e cittadini sono chiamati a rispettare verso l'amministrazione finanziaria, cioè verso il fisco. Importanti novità sono state introdotte anche e soprattutto in ambito sociale. All'articolo 26 ci sono significativi interventi per il terzo settore, frutto di un intenso lavoro concertato tra il Ministero del lavoro d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze e il forum del terzo settore. Dopo un'attesa da parte di questo fondamentale settore dell'economia italiana durata un'intera legislatura, si dà finalmente il via ad un pacchetto fiscale di norme relative alla riforma del terzo settore che ora il Governo dovrà inviare all'esame della Commissione europea. Uno degli aspetti più importanti riguarda i chiarimenti legati all'applicazione dei criteri per stabilire quando un'attività è svolta con modalità commerciale o meno. Queste norme consentiranno a migliaia di realtà sociali del Paese di guardare davanti a sé con maggiore serenità e continuare così ad operare per il bene delle persone e lo sviluppo delle comunità.