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Ratifica Accordo partenariato UE-Euratom-Armenia DDL 1123 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 24 novembre 2017 (Parere alla 3ª Commissione. Esame. Parere favorevole) La senatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ), relatrice, illustra il disegno di legge in titolo, di ratifica dell'Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l'Unione europea, la Comunità europea dell'energia atomica (Euratom) e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica d'Armenia, dall'altra, sottoscritto nel novembre 2017. Esso si inserisce nel quadro dei rapporti fra l'Unione europea e l'Armenia, regolati dall'Accordo di partenariato e cooperazione del 1996. L'Armenia, peraltro, dopo aver scelto di aderire all'Unione economica eurasiatica nel settembre 2013, ha rinunciato alla firma di un "Accordo di associazione con area di libero scambio ampia e approfondita" con l'Unione europea, già negoziato in precedenza, in quanto ritenuto dalla controparte armena incompatibile con l'adesione all'Unione economica eurasiatica. Per questo motivo, il 7 dicembre 2015 sono stati avviati i negoziati per l'Accordo poi firmato nel novembre 2017. L'Accordo in esame intende quindi contribuire alla definizione della cornice giuridica e politico-istituzionale della cooperazione tra Unione europea e Armenia ed è finalizzato ad ottimizzare i positivi risultati maturati nel corso dei pregressi negoziati per l'Accordo di associazione con area di libero scambio ampia e approfondita, utilizzando l'approccio duttile nei confronti di partner non pronti o non disponibili agli Accordi di associazione con area di libero scambio, della nuova Politica europea di vicinato (PEV). Il testo dell'Accordo, che si compone di 386 articoli suddivisi in otto titoli, dodici Allegati e due Protocolli, è imperniato sui cardini del dialogo politico e della cooperazione in politica estera e di sicurezza, del commercio e degli affari e della cooperazione settoriale. In particolare, l'Accordo, basato sui principi dell'economia di mercato, è finalizzato a promuovere la cooperazione in numerosi settori  dalla sanità all'ambiente, dall'energia ai trasporti, dalla cultura agli affari sociali  coprendo anche aspetti specifici quali la cooperazione giuridica, la lotta al riciclaggio di denaro, al crimine organizzato e alla corruzione. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. In particolare, con gli articoli 1 e 2 si autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo di partenariato globale e rafforzato e se ne stabilisce la piena esecuzione dalla data della sua entrata in vigore, mentre l'articolo 3 pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e l'articolo 4 disciplina l'entrata in vigore della legge. Il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e la relatrice illustra pertanto un conferente schema di parere favorevole. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) chiede delucidazioni in merito alla mancata accettazione da parte dell'Armenia del precedente Accordo con l'Unione europea. La relatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ) ribadisce che il precedente Accordo è stato ritenuto dalla controparte armena incompatibile con l'adesione all'Unione economica eurasiatica. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE, verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere favorevole illustrato dalla relatrice, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. Epilessia DDL 716 Disposizioni concernenti il riconoscimento della guarigione e la piena cittadinanza delle persone con epilessia DDL 1219 Disposizioni in favore delle persone affette da epilessia (Parere alla 12ª Commissione. Esame e rinvio) La senatrice GAUDIANO ( M5S ), relatrice, illustra i disegni di legge in titolo, che hanno lo scopo di promuovere il miglioramento della qualità di vita alle persone affette da epilessia e alle loro famiglie, assicurando la rimozione delle cause che ne generano la discriminazione. Ricorda, in particolare, che sul piano dell'inclusione sociale è da evidenziare, tra gli altri, un importante risultato, ottenuto anche con l'ausilio dell'Associazione italiana contro l'epilessia (AICE), ovvero il riconoscimento di casi di guarigione e il recepimento, con il decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, della direttiva 2009/113/CE sulla guida per le persone con problemi della vista, diabete o epilessia. Il disegno di legge n. 716, adottato come testo base dalla Commissione di merito per l'esame in sede redigente, si propone di modificare il decreto legislativo n. 59 del 2011, per perfezionare il recepimento di quanto previsto dalla direttiva 2009/113/CE, allineandosi maggiormente a questa con la rimozione di ingiustificate e onerose limitazioni alle persone con epilessia e relativi aggiuntivi oneri per lo Stato. In particolare, all'articolo 1, si propone di sostituire il punto D4 dell'allegato III al citato decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, relativo alla condizione di guarigione della persona affetta da epilessia. Attualmente, per considerare una persona "clinicamente guarita", e quindi non più soggetta a restrizioni o limitazioni, è richiesta una certificazione del medico specialista dell'assenza di episodi di crisi epilettiche da almeno 10 anni, in assenza di trattamento farmacologico. Con la modifica in esame, sarà sufficiente la certificazione, in evidenza scientifica, da parte del medico specialista e anche da parte della competente commissione medico-legale di cui all'articolo 4 della legge n. 104 del 1992, per considerare "clinicamente guarita" la persona. Per persona clinicamente guarita si intende quella che non presenta un rischio superiore alla media della popolazione di manifestare una patologia e, nel caso dell'epilessia, tale condizione è distinta dalla remissione clinica di una persona affetta da epilessia che controlla completamente le crisi grazie alla terapia farmacologica. L'uso improprio del termine «guarigione» nel riferirsi, invece, alla mera remissione clinica in terapia ha generato e genera nella quotidianità delle persone con epilessia grandi criticità che rendono necessaria un'iniziativa legislativa per superare ogni ambiguità e riconoscere alla relativa competenza medica specialistica il giusto riconoscimento.