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Ciò che ha ispirato e guidato la nostra azione emendativa è stata la necessità di non inasprire i conflitti sociali, già presenti e molto spesso latenti nel nostro Paese, e di prevedere iniziative che potessero non aggravare la situazione economica dei lavoratori attraverso le misure, seppur necessarie, introdotte dal decreto-legge. La maggior parte delle persone ha fatto il vaccino, a riprova della grande responsabilità nazionale ed oggi, come unico disagio, ha quello di dover esibire, quando richiesto, il proprio certificato verde. Chi non è vaccinato può ottenerlo con il test, il cui prezzo è stato da tempo calmierato e che, con un ordine del giorno approvato in Commissione, potrà costare ancora meno per le famiglie con redditi bassi. Inoltre, abbiamo lavorato per chiarire una volta per tutte la validità del green pass all'interno del turno di lavoro: è sufficiente che il certificato sia valido all'inizio della giornata lavorativa per permettere al lavoratore di portare a termine regolarmente il proprio turno. Abbiamo poi discusso a lungo su due argomenti fondamentali: il primo riguarda i test sierologici per i guariti da Covid, mentre il secondo i lavoratori all'aperto. Per entrambi abbiamo ottenuto l'approvazione di due impegni al Governo: nel caso dei guariti da Covid, l'Esecutivo si impegna entro il 31 dicembre a effettuare uno studio che possa portare all'estensione o all'esenzione dal green pass per coloro che, grazie all'immunità naturale conseguente al contagio, abbiano la presenza di anticorpi neutralizzanti anti-Covid in quantità uguale o superiore a un valore soglia stabilito dal Ministero della salute. Sul fronte dei lavoratori all'aperto non abbiamo purtroppo avuto dal Governo risposte tali da poter esentare dal green pass coloro che, lavorando in luoghi aperti, non hanno contatti con terze persone. Anche in questo caso siamo però riusciti a far approvare un impegno per il Governo a effettuare una ricognizione delle categorie lavorative le cui prestazioni siano svolte esclusivamente all'aperto o in forma individuale, tali da poter esentare il lavoratore dal possesso e dall'esibizione del certificato verde. Lo stesso abbiamo fatto e ottenuto per i lavori da casa, il cosiddetto telelavoro. L'attenzione che oggi stiamo avendo per la salute degli italiani è massima e non possiamo abbassare la guardia. Quel patto sociale che c'è stato sin dall'inizio della pandemia tra istituzioni e cittadini deve continuare anche oggi. La lotta contro questo virus non è ancora conclusa e, per evitare una nuova salita dei morti, dei malati gravi e dei contagi, dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione. E il green pass, nonostante i disagi e le arrabbiature che ha provocato in alcuni cittadini italiani, è uno strumento per questa lotta. Nei discorsi ascoltati in quest'Aula si è ragionato di lesioni di diritti, della mancata osservazione della Carta costituzionale, di obblighi o meno vaccinali e della necessità del green pass . Nonostante tutte le diverse opinioni - intendiamoci rispettabilissime - possiamo affermare che, con i vaccini e con il green pass , siamo tornati alla quasi normalità. In questa fase delicatissima, che alcuni hanno definito come inizio della quarta ondata dell'epidemia, per fortuna l'Italia sta soffrendo meno di altri Paesi. Questo però non giustifica alcun tentativo di abbassare la guardia, né tantomeno di assumere un atteggiamento acritico nei confronti delle scelte del Governo. In base alle risultanze scientifiche e all'andamento dei dati epidemiologici, infatti, abbiamo chiesto e ottenuto che si adotti una strategia chiara, comunicata per tempo, sulla permanenza o meno dello stato di emergenza, così come sull'uso del green pass , a riprova del fatto che deve essere chiaro che il green pass deve servire solo se necessario. Oggi lo è: è una misura che ha posto l'Italia in posizione di avanguardia nel mondo e messo in sicurezza il Paese. Per il futuro, Presidente, ogni valutazione non potrà che essere figlia di una rigorosa analisi dei dati. Per tutti questi motivi annunciò il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al provvedimento. (Applausi) . PARAGONE (Misto-I-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-I-PVU) . Signor Presidente, la Gran Bretagna non ha il green pass , ma ha un'economia che cresce del 6,5 per cento e, quindi, la storiella del green pass che serve per rilanciare l'economia bevetela voi. A voi non interessa la crescita: a voi interessa che le imprese lavorino, così non dovrete pagare loro i ristori e soprattutto potete chiedere agli imprenditori tutte le tasse, tutte le cartelle esattoriali e tutto quello che prima era sospeso. La Gran Bretagna non chiude perché la loro Commissione d'inchiesta, quella che voi in Italia non volete perché avete paura della verità, sorregge con studi seri la scelta di Boris Johnson, tanto che i giornali britannici non parlano più di Covid. Solo in Italia le siero veline si permettono di squittire. Gente che ha fatto la Brexit figuratevi quanto se ne infischia delle vostre fesserie. La Gran Bretagna non ha il green pass e non ha le mascherine. La Gran Bretagna non ha gente in piazza a manifestare in difesa della libertà, dei diritti e del lavoro, perché oltremanica a nessuno è saltato in mente di elidere i diritti. Soprattutto la Gran Bretagna non ha un questore come quello di Milano che dice che sabato alle manifestazioni vedremo un altro film. Dite al questore che non è John Wayne. Se nelle piazze d'Italia succederà qualcosa, ne risponderanno questo Governo e la maggioranza. Voi state incendiando la società perché non vi resta che questo. Le vostre bugie stanno arrivando al capolinea e ve ne accorgerete quando toccherete i nostri figli più piccoli. La vostra accondiscendenza verso le multinazionali del farmaco non vi salverà. Nel green pass ci sono la vostra idea distorta di democrazia, cittadini divisi, diritti spacchettati, libertà condizionata. Il vaccinato spontaneamente è il vostro cittadino perfetto. Big Pharma fa i profitti senza rischio, voi potete raccontare la storiella del siero salvifico e, se poi muore qualcuno, la colpa è di chi ha scelto di vaccinarsi perché nessuno era obbligato. In cambio però chi si mette in fila per tre avrà il diritto di lavorare e di vivere la vita sociale. Non male. Questo lasciapassare ricorda quelli della DDR; caduto un muro, se ne fa sempre un altro. Come vi siete ridotti, cari parlamentari. Draghi è il soggetto più pericoloso che potevate scegliere e mi viene da pensare che aveva ragione Cossiga quando lo definì un vile affarista. La Commissione d'inchiesta è un obbligo. (Il senatore Paragone mostra un cartello recante la scritta «#Sereni. Vogliamo una Commissione d'inchiesta») . PRESIDENTE . La prego innanzitutto di usare termini adatti e di non esporre qualunque maglietta o cose simili. Votazione nominale con appello PRESIDENTE .