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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 88 MORONESE La seduta inizia alle ore 14,40. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI INFORMALI La presidente MORONESE ( M5S ) comunica che, nel corso delle audizioni sul disegno di legge n. 1547 (decreto-legge n. 111/2019 clima), svoltesi nella giornata odierna e nella giornata di lunedì 28 ottobre 2019 in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, è stata consegnata documentazione che, appena possibile, sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. IN SEDE REFERENTE Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 DDL 1547 Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 (Seguito dell'esame e rinvio) Riprende l'esame sospeso nella seduta del 23 ottobre. Si apre il dibattito. Il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia, in primo luogo, come una valutazione d'insieme del provvedimento d'urgenza in titolo non possa non portare alla conclusione di ritenere lo stesso un provvedimento "bandiera", privo di contenuti rilevanti, le cui disposizioni presentano inoltre diverse criticità. Ciò vale già per l'articolo 1 del decreto-legge, nel quale risultano del tutto trascurati i profili attinenti al raccordo, che non potrà non esserci, fra il nuovo Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il Piano nazionale integrato energia e clima, che dovrà essere approvato entro la fine dell'anno. Non appare inoltre specificato, nello stesso articolo 1, quali siano i "Ministri interessati" ai quali si fa riferimento, risultando di conseguenza non chiara la procedura di adozione del Programma medesimo. Difficoltà applicative non trascurabili emergono, ad una lettura più approfondita dell'articolo 2, anche con riferimento alla disciplina del buono mobilità, risultando indeterminati, sulla base della disposizione di legge, sia i soggetti beneficiari, sia le modalità, sia i termini per poter usufruire del beneficio. In ordine all'articolo 4 risulta invece sostanzialmente incomprensibile che la norma trovi applicazione solo con riferimento alle aree metropolitane mentre, a suo avviso, sarebbe ragionevole l'estensione di tale applicazione almeno a tutti i capoluoghi di Provincia. Suscita poi perplessità il disposto dell'articolo 6, in particolare sotto il profilo degli oneri che verranno a gravare sui soggetti pubblici per effetto di questa disposizione. Ferma restando l'importanza della trasparenza e dell'accessibilità dei dati in materia ambientale, non si può infatti non evidenziare come la norma non specifichi il livello di dettaglio dei dati richiesti e implichi, pertanto, il rischio di comportare, per i soggetti pubblici ivi considerati, l'obbligo di dover gestire un carico eccessivo di informazioni. Con riferimento all'articolo 7, le audizioni hanno fatto emergere criticità soprattutto sotto il profilo della sicurezza alimentare, le implicazioni della quale non sembrano essere state tenute in adeguata considerazione. In conclusione, fa presente che la sua parte politica si impegnerà, nel corso dell'esame, affinché il provvedimento possa essere migliorato e le sue criticità corrette. Chiede a tal fine anche uno spostamento del termine per la presentazione degli emendamenti. La presidente MORONESE si riserva di valutare richiesta del senatore Arrigoni al termine discussione generale. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) rileva che il provvedimento d'urgenza in conversione risulta poverissimo di contenuti, soprattutto dal punto di vista delle misure necessarie a favorire quel cambiamento di paradigma culturale indispensabile per l'avvio di un vero e proprio G reen new deal . Inoltre troppo spesso le previsioni contenute nel decreto-legge in titolo contemplano interventi la cui attuazione dovrà avvenire ad invarianza di gettito. Le insufficienze del decreto-legge confermano come, in particolare, si sia lontani dal realizzare passi avanti significativi sul fronte del passaggio ad un modello di economia circolare che è anche l'unico modo con cui coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Nei confronti del provvedimento di urgenza in conversione non possono poi non essere rinnovate le critiche che riguardano anche altri analoghi provvedimenti e che attengono al fatto che l'implementazione della quasi totalità delle misure previste è rimessa a decreti attuativi che - come dimostra l'esperienza pregressa - assai di frequente risultano non adottati anche a distanza di anni. Sotto un profilo ancora ulteriore va poi evidenziato come alcune misure siano previste senza farsi carico delle problematiche preliminari connesse alle medesime, che ne condizionano inevitabilmente l'attuazione. Così, ad esempio, non è possibile pensare di intervenire sul versante della mobilità sostenibile senza prima farsi carico - specie nelle realtà che presentano vistose difficoltà da questo punto di vista - delle correlate problematiche del trasporto pubblico; né analogamente può comprendersi come si possa pensare di favorire la forestazione urbana e periurbana senza intervenire sulle problematiche rilevanti con cui devono confrontarsi le amministrazioni comunali rispetto alle questioni concernenti la manutenzione del verde pubblico esistente. Il senatore MARTELLI ( Misto ) - dopo aver evidenziato in via preliminare come le misure contenute nel decreto-legge in titolo avrebbero più opportunamente potuto essere collocate nell'ambito di un disegno di legge europeo (stante il disposto dell'articolo 30 della legge n. 234 del 2012) - si sofferma innanzitutto sulle previsioni che attengono alle problematiche della mobilità sostenibile, rilevando come il dibattito relativo a questo tema sconti, a suo avviso, la mancanza di un'adeguata analisi delle implicazioni di una riconversione del parco circolante dalle fonti fossili alle elettriche. In particolare l'impatto ambientale di un simile processo dovrebbe essere valutato tenuto conto anche del ciclo di vita dell'apparato elettrico delle autovetture e dei rischi connessi con la concreta possibilità che tale ciclo di vita sia ridotto rispetto a quello delle autovetture a diesel o a benzina. Il rischio di una riduzione del ciclo di vita delle autovetture implicherebbe, infatti, una loro più frequente sostituzione e, quindi, una più intensa attività di produzione delle stesse, con un correlato maggiore impatto climatico della medesima.