[pronunce]

Considerato che il Giudice di pace di Pistoia, con le sei ordinanze di analogo tenore indicate in epigrafe, dubita della legittimità costituzionale dell'articolo 10-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dall'articolo 1, comma 16, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), in riferimento agli articoli 2, 3, 25, comma secondo, e 27 della Costituzione; che le ordinanze di rimessione sollevano questioni identiche, onde i relativi giudizi vanno riuniti per essere definiti con unica decisione; che il rimettente trascura in toto la descrizione delle fattispecie sulle quali è stato chiamato a pronunciarsi, omettendo d'indicare, in violazione del principio di autosufficienza dell'ordinanza di rimessione, non soltanto il nome e la data di nascita degli imputati, ma anche la data in cui il presunto illecito sarebbe stato accertato ed ogni altra concreta circostanza sulle vicende oggetto dei giudizi a quibus e sulla loro effettiva riconducibilità al paradigma punitivo considerato; che, con particolare riguardo alla mancata previsione, nella norma censurata, di "giustificati motivi" che impedirebbero allo straniero di osservare l'ordine di allontanamento dal territorio dello Stato, il giudice a quo, pur sostenendo nella premessa del provvedimento di rimessione «che sussiste in concreto la ricorrenza della causa di giustificazione», in effetti si limita a svolgere un discorso astratto e ipotetico, affidato ad elementi individuati a mero titolo esemplificativo, senza però chiarire quali sarebbero nei casi sottoposti al suo esame gli eventi idonei ad integrare la suddetta causa giustificativa; che, per costante giurisprudenza di questa Corte, l'omessa o insufficiente descrizione della fattispecie, precludendo il necessario controllo in punto di rilevanza, rendono la questione manifestamente inammissibile (ex plurimis: ordinanze nn. 6 e 3 del 2011; nn. 343, 318, 85 del 2010; nn. 211, 201 e n. 191 del 2009). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi; dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 10-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dall'art. 1, comma 16, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) sollevate, in riferimento agli articoli 2, 3, 25, secondo comma, e 27 della Costituzione, dal Giudice di pace di Pistoia con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 marzo 2011. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 marzo 2011. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA