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Con l'emendamento di cui abbiamo discusso poc'anzi abbiamo tentato di restituire alla norma la sua massima ampiezza, di colpire gli appartenenti all'associazione mafiosa, cioè chi è stato giudicato come appartenente all'associazione mafiosa, e di punire anche colui che utilizza i mezzi propri dell'associazione mafiosa di cui al terzo comma dell'articolo 416- bis ottenendo lo stesso risultato. Io non ho mai fatto affermazioni politiche generiche. Ricorderete che nel nostro Paese, quando tutti gli eletti in Sicilia - o in altre Regioni, ma in particolare in Sicilia - erano di un solo partito, si diceva che la mafia aveva compiuto un intervento; ebbene, io, non l'ho mai detto, oggi che il MoVimento 5 Stelle ha totalizzato tutti i voti in Sicilia, perché per me non c'è nulla se non c'è la prova, se non c'è la verifica di cosa è avvenuto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Inoltre si sostiene che vi sia parità tra chi accetta la promessa e chi partecipa all'associazione mafiosa, che è il massimo dell'abiezione. Vedete, io ho l'orgoglio e l'onore di far parte del mio Gruppo e ciò mi deriva da un solo dato: ci è stato riconosciuto da tutti, dai magistrati antimafia e dai giuristi, che il massimo della legislazione antimafia si è avuto con l'ultimo Governo Berlusconi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E ciascuno di voi lo sa. Oggi siamo qui e avremmo voluto garantire il massimo di garanzia e di tutela contro le organizzazioni mafiose, ma avete detto di no. Avete detto che bisogna limitarsi a fare uno spot pubblicitario sull'aumento di pena per colui che ha accettato i voti. Colleghi, vi rendete conto che con questo si riduce l'abito dell'antimafia. L'antimafia non si basa solo su fatti importanti, come quando abbiamo votato la riforma generale dell'articolo 41- bis e abbiamo avuto la soddisfazione che sulla nostra proposta c'è stata l'unanimità dei consensi al Senato e alla Camera dei deputati, ma anche sull'attenzione alle piccole cose - se volete - come quando abbiamo tolto il gratuito patrocinio agli imputati - non ai condannati, ma agli imputati - di appartenere all'associazione mafiosa, e con quei soldi abbiamo garantito il gratuito patrocinio alle donne vittime di violenza sessuale, indipendentemente dal reddito percepito. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Queste sono valutazioni che ciascuno di voi può fare. Colleghi, voi pensate soltanto agli aumenti di pena e non vi preoccupate del sistema carcerario del Paese. Durante l'ultimo Governo Berlusconi abbiamo aumentato i posti detenuti di 4.250 unità. Sapete quanti posti detenuti sono stati introdotti dal 2011 a oggi? Nemmeno 700. Vi rendete conto? Per cui nella scorsa legislatura abbiamo dovuto approvare i provvedimenti svuota carceri. Vi renderete conto che non serve l'aumento di pena, serve la certezza della pena. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Chi sbaglia deve andare in carcere ed essere punito, non servono piccoli aggiustamenti, a volte di una norma e a volte di un'altra, che introducono minacce di pene altissime, che poi di fatto non vengono espiate, perché interviene un provvedimento svuota carceri e la necessità di garantire anche ai detenuti condizioni coerenti con la nostra Costituzione. Mi avvio a concludere. Il nostro voto sarà contrario, perché non abbiamo ancora capito qual è la ragione tecnica, giuridica, per cui non si è voluto accettare una proposta che avrebbe mantenuto integro il testo licenziato dalla Commissione e, al contempo, aggiunto l'altra ipotesi di reato. Colleghi, lo ha spiegato il collega Balboni, che peraltro non appartiene al mio Gruppo, quale sia il minimo. Signor Presidente, non riesco a comprendere una cosa. Il rappresentante del Governo e il relatore non dovrebbero motivare il parere contrario che esprimono sugli emendamenti. Si devono dare le motivazioni, non si può continuare a discutere in ragione della violenza e della forza della maggioranza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo significa non fare una norma e io lo posso dire, perché quando ero al Governo - lo ricorderanno i colleghi che c'erano - ricevevo a volte rimproveri dai componenti della maggioranza e del mio Gruppo perché perdevo tempo a motivare. Colleghi, non è così che si fa: bisogna motivare e dare le giustificazioni, perché altrimenti con la forza della maggioranza passano cose corrette, ma anche le più grandi schifezze. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . VONO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, senatrici e senatori, membri del Governo, discutendo di voto di scambio politico-mafioso non facciamo altro - e non potrebbe essere altrimenti - che parlare dell'evoluzione peggiore del sistema delle mafie, per cui è fuor di dubbio che il politico che accetta consapevolmente voti che sono il frutto di condizionamenti o collusioni di ambienti criminali è egli stesso, a tutti gli effetti, un mafioso. Le mafie, infatti, non hanno aspetti filantropici. Ogni respiro è speso nella direzione di creare profitto, a discapito di chiunque. La politica in generale e noi politici, donne e uomini nello specifico, dobbiamo necessariamente avere un pensiero e un'agire diametralmente opposti alla filosofia mafiosa, al fine di creare benessere diffuso, perseguendo non solo le strade della legalità giuridica, ma anche e soprattutto quelle di una coscienza morale che rifiuta i compromessi allo scopo di un futile successo e un interesse personale a ogni costo. La lotta alla criminalità organizzata deve cominciare proprio dall'epurazione di ogni aspetto criminale dalla vita politica e dalle istituzioni. Non possiamo più consentire che la vicinanza e il sostegno elettorale da parte di soggetti collegati a ambienti criminosi appaiano un elemento endemico dell'attività politica. Rinunciare al supporto elettorale che proviene dagli ambienti distorti della società significa, ad esempio, una volta eletti, poter realizzare con la diligenza morale del buon padre di famiglia infrastrutture efficienti, senza sottostare alle condizioni di contratti di appalto truffaldini; dare servizi pubblici di qualità, guardando nella direzione dell'interesse collettivo; intervenire nelle situazioni più disparate con tempestività, senza attendere le emergenze per poter giustificare la concessione di lavori senza alcun rispetto delle procedure; soprattutto, far lavorare i nostri figli, senza renderci schiavi di un sistema di sottomissione e precariato. Purtroppo, se in gran parte dell'Italia le cose non stanno così, malgrado si discuta sempre e solo individuando la causa nelle inefficienze e nei ritardi della pubblica amministrazione, la motivazione è facile da immaginare e la lascio immaginare a ognuno di noi, secondo coscienza.