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Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, il mio intervento tratta della messa in sicurezza di un movimento franoso che incombe sull'autostrada A5 presso il Comune di Quincinetto, al confine tra le Regioni Piemonte e Valle d'Aosta, dove una frana di circa mezzo milione di metri cubi di roccia e detriti ha ripreso a muoversi negli ultimi mesi con una certa intensità, costituendo un serio pericolo per l'autostrada A5 Torino-Aosta con potenziali ricadute sull'abitato. L'ARPA Piemonte sta monitorando il movimento franoso dal 2012. Lo spostamento dei blocchi lapidei solo nel mese di dicembre 2018 è stato quantificato in 12 centimetri; ciò è avvenuto, con molta probabilità, a causa delle forti precipitazioni verificatesi nel periodo autunnale. Le misurazioni dei movimenti sono state rilevate anche attraverso un sistema di monitoraggio in tempo reale messo in atto a partire dal mese di ottobre 2018 dallo stesso Comune. Risulta che il sindaco di Quincinetto, preso atto della situazione, ha chiesto già a dicembre 2018 alla Società autostrade valdostane (SAV), incaricata della gestione del tratto autostradale, di controllare autonomamente i cambiamenti e gli spostamenti della frana, provvedendo alla segnalazione del pericolo ai viaggiatori e alla predisposizione di un piano di intervento in caso di necessità, che prevede anche la chiusura del tratto autostradale che corre parallelo alla montagna. Dai monitoraggi eseguiti, le rilevazioni non avrebbero ancora evidenziato anomalie tali da rendere necessaria la chiusura del tratto autostradale. Tuttavia, in caso di necessità, si dovrà valutare anche la chiusura per i potenziali pericoli per gli automobilisti che quotidianamente transitano sulla A5 nella parte interessata dal movimento franoso. Da circa due anni è attesa la corresponsione di 4 milioni di euro da parte del Ministero competente per garantire la sicurezza dell'area. Il progetto è già stato approvato come intervento urgente nelle varie sedi. Si tratta di una grande opera per la messa in sicurezza di tutta l'area attraverso un sistema di terrazzamenti antifrana preceduta dalla realizzazione di una viabilità alternativa, necessaria anche per i cantieri che verranno allestiti. L'intervento si ritiene necessario tenuto conto che il tratto autostradale in oggetto costituisce la primaria via di accesso alla Regione Valle D'Aosta e la principale rete di collegamento tra Torino e Aosta. Si chiede quindi quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, anche di concerto con il Ministro dell'ambiente, per assicurare l'efficienza della viabilità del tratto autostradale della A5 Torino-Aosta nella parte interessata dal movimento franoso di Quincinetto. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringrazio la collega interrogante. Il fenomeno franoso è costantemente monitorato sia dal Comune di Quincinetto che dal Centro di competenza della Protezione civile su mandato della concessionaria autostradale SAV. Al fine di esaminare gli elementi acquisiti con il monitoraggio e l'individuazione di eventuali ulteriori iniziative finalizzate al contenimento del rischio, il Ministero dell'interno ha comunicato che nei prossimi giorni si terrà un tavolo tecnico con la partecipazione della prefettura di Torino, della Regione Piemonte, del Comune di Quincinetto e della concessionaria SAV. Quest'ultima ha già predisposto materiali e mezzi per la chiusura della tratta autostradale in caso di anomalie riscontrate dai sistemi di monitoraggio, misure che potranno essere eventualmente integrate dal predetto tavolo tecnico. Inoltre, la stessa società ha elaborato un progetto, oggi a livello di definitivo, che prevede un rilevato paramassi a protezione dell'asse autostradale; il progetto integra la sistemazione idraulica di un ramo della Dora e risolve anche alcuni problemi della viabilità secondaria nei tratti interferenti con l'autostrada. Infine, il Ministero dell'ambiente informa che sul sistema Rendis la Regione Piemonte ha già caricato l'intervento di difesa idrogeologica del versante in sponda destra del fiume Dora Baltea in località Chiappetti, per un importo richiesto pari a quattro milioni di euro. Per procedere all'erogazione dell'anticipo pari al 10 per cento, a luglio 2018 l'intervento è stato inserito nella banca dati unitaria (BDU) del MEF, e le risorse saranno a breve erogate. Concludo evidenziando che - sulla base di una preliminare relazione già predisposta dal Centro della Protezione civile - il sistema integrato di monitoraggio, i dispositivi di protezione fisica e le procedure di emergenza di protezione civile costituiscono un ottimale sistema armonizzato di prevenzione e intervento in caso di rischio. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Ferrero, per due minuti. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Ringrazio il ministro Toninelli per la risposta, che dimostra la sensibilità di questo Governo per la messa in sicurezza dei nostri territori e delle nostre reti viarie. Non dimentichiamo che il tratto di collegamento autostradale di cui stiamo parlando è un'importante arteria di collegamento veloce tra Torino e Aosta ed è un'arteria indispensabile per il settore turistico in qualsiasi stagione. È quindi di fondamentale importanza intervenire urgentemente per l'incolumità di coloro che transitano sull'autostrada e per tutti gli abitanti della zona. Mi auguro quindi che le risorse vengano erogate velocemente per poter dare inizio ai lavori di messa in sicurezza del sito. Ringrazio ancora il Ministro, il suo Ministero e il Ministro dell'ambiente, della cui risposta mi ritengo soddisfatta, con la preghiera di velocizzare i tempi di erogazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Il senatore De Poli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00668 sulla realizzazione della nuova strada regionale Padana inferiore in Veneto, per tre minuti. DE POLI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, porto oggi all'attenzione dell'Assemblea una questione importante, relativa ad opere e cantieri, e quindi al lavoro. Lo scorso 15 novembre, in Conferenza unificata, è stata approvata un'intesa del cosiddetto piano di rientro strade, in cui si intende riclassificare come strade di interesse nazionale, e dunque a gestione ANAS, 2.713 chilometri di tratte regionali e provinciali, di cui, nel caso specifico, 720 chilometri in Veneto, ex ANAS. Tra queste strade, c'è la strada regionale 10 (SR 10, già strada statale), che ha l'obiettivo di collegare Monselice (in provincia di Padova) a Legnago (in provincia di Verona), ma che è ferma a Carceri ormai da più di trent'anni. Mancano sette chilometri da Carceri allo svincolo della A31; 10 chilometri per arrivare a Montagnana; serve circa 220.000 abitanti. Si tratta di un piccolo intervento, Ministro, piccolo, piccolissimo. Non parliamo di grandi opere, ma di opere essenziali per la vita e lo sviluppo di quei territori;