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dagli anni '70 del Novecento ad oggi, il sito è oggetto di scavi clandestini che alimentano il mercato nero dei reperti archeologici di valore artistico, sottraendo questi materiali agli studi scientifici e alla pubblica fruizione; alcune aree archeologiche della provincia di Enna, come altre della Sicilia interna, sono spesso oggetto di razzia da parte di scavatori clandestini e di vandalismo, nei confronti di recinzioni e sistemi di sorveglianza, anche a causa dell'assenza di vigilanza sui luoghi, spesso inaccessibili per carenza di viabilità adeguata; considerato che: già nel mese di marzo 2021, a seguito di una visita guidata presso il sito, il locale circolo di "Legambiente" ha presentato all'Amministrazione regionale, Dipartimento dei beni culturali, Direzione del Parco Archeologico di Morgantina e Villa del Casale, la documentazione fotografica attestante diversi e recenti scavi clandestini effettuati in piena area di competenza regionale; lo scorso 8 maggio, nel corso di una visita organizzata dall'associazione "SiciliAntica" per una troupe della RAI, impegnata nella realizzazione di un servizio giornalistico sul sito archeologico, sono state rinvenute diverse buche, scavate di recente nell'area della necropoli; detti scavi clandestini, nel corso dei decenni, hanno causato un enorme danno al patrimonio storico e artistico e se le condizioni dei luoghi dovessero rimanere tali, la situazione non potrebbe che peggiorare, con la perdita irrimediabile del sito archeologico; i recenti provvedimenti di depotenziamento delle Soprintendenze, organo preposto alla tutela delle aree archeologiche, da parte dell'Amministrazione regionale, vanno nella direzione opposta alle richieste di incremento di tecnici e archeologi più volte avanzate, da storici e archeologi, e dai tecnici dipendenti degli stessi organi di tutela; a causa di queste attività illecite, spesso collegate a una rete internazionale di trafficanti, tesori di inestimabile valore hanno lasciato la Sicilia, depauperando l'identità e il patrimonio culturale regionale, sottraendo risorse essenziali per l'incremento turistico dell'Isola, motore economico che andrebbe salvaguardato; considerato, infine, che: a seguito di quanto riscontrato dal servizio della RAI, andato in onda lo scorso 13 maggio 2021, è stato presentato dall'Associazione "SiciliAntica" un formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Enna; tutto ciò, oltre a danneggiare il patrimonio storico-artistico siciliano, porta con sé un messaggio negativo per le Istituzioni preposte alla vigilanza e alla tutela delle aree archeologiche, evidenziando la totale inerzia della Regione Siciliana che, nonostante sia dotata di autonomia in materia di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali, ha depotenziato gli Istituti regionali preposti al patrimonio culturale, che versano in grave difficoltà nell'esercizio dei compiti di sorveglianza e tutela, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda richiedere interventi mirati alla conservazione e alla tutela dell'area archeologica di Montagna di Marzo; se intenda richiedere all'Amministrazione regionale siciliana maggiori chiarimenti sulla vicenda, nonché proporre azioni di tutela, indagine archeologica e valorizzazione del sito in questione. Atto n. 4-05876 LANZI DE LUCIA VACCARO VANIN CASTALDI FERRARA MATRISCIANO ROMAGNOLI GALLICCHIO PRESUTTO PIARULLI CROATTI TRENTACOSTE DONNO SANTANGELO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 reca la disciplina per la formazione delle classi nei diversi gradi di scuole. Il Capo III del decreto prevede per ogni grado di istruzione un numero minimo e un numero massimo di alunni. In particolare, le sezioni di scuola dell'infanzia sono costituite, di norma, con un numero di bambini non inferiore a 18 e non superiore a 26 (art. 9); le classi di scuola primaria sono di norma costituite con un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, elevabile fino a 27 qualora residuino resti (art. 10); le classi prime delle scuole secondarie di I grado e delle relative sezioni staccate sono costituite, di norma, con non meno di 18 e non più di 27 alunni, elevabili fino a 28 qualora residuino eventuali resti (art. 11); le classi del primo anno di corso degli istituti e scuole di istruzione secondaria di II grado sono costituite, di norma, con non meno di 27 allievi (art. 16). Eccezioni alle richiamate regole sono previste per le classi in cui vi sia presenza di alunni in situazione di disabilità; l'articolo 4 del citato decreto consente, inoltre, di derogare in misura non superiore al 10 per cento al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto; dalla richiamata normativa emerge una sostanziale discrezionalità in capo al dirigente scolastico e alle amministrazioni preposte sulla decisione relativa al numero di classi e di conseguenza al numero di alunni che le compongono. Detta discrezionalità è soggetta a talune condizioni specifiche di ciascun istituto, afferenti alla disponibilità o meno di spazi idonei e al personale assegnato; rilevato che: sussiste una sostanziale differenza in termini qualitativi e in termini di apprendimento in relazione all'offerta formativa per le classi con un numero inferiore di alunni, rispetto alle cosiddette "classi pollaio". L'emergenza sanitaria presupporrebbe anche il rispetto delle esigenze di distanziamento sociale e il conseguente distanziamento interpersonale, anche alla luce del rischio di una nuova ondata di contagi e in vista del cruciale appuntamento della riapertura delle scuole; occorre tenere altresì in considerazione anche la possibile presenza di alunni con disabilità, nonché l'ingresso ad anno scolastico in corso di nuovi alunni che rischia di rendere ancora più numerose le classi che per poche unità rientrano nel limite massimo di alunni previsto per legge; sul tema, peraltro, il Ministro in indirizzo si è espresso nel corso di un evento pubblico prendendo l'impegno di avviare iniziative legislative volte a eliminare le "classi pollaio", anche alla luce degli impegni contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ("ilsussidiario", 8 luglio 2021), si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per contenere il fenomeno delle "classi pollaio", anche al fine di migliorare l'offerta formativa e favorire l'apprendimento nelle classi della scuola dell'obbligo; entro quali termini intenda adottare le iniziative legislative annunciate per ridurre il numero delle "classi pollaio", alla luce degli impegni contenuti nel PNRR e visto il pericolo di una recrudescenza del numero dei contagi. Atto n. 4-05877 PESCO CORBETTA LANZI ROMANO VANIN GALLICCHIO DELL'OLIO MONTEVECCHI ANASTASI TRENTACOSTE PAVANELLI D'ANGELO MAUTONE CROATTI PRESUTTO CASTALDI Al Ministro dell'interno Premesso che: