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Nella presente relazione si è voluto dilungarsi a spiegare le caratteristiche e la lunga e articolata storia di questo istituto, in quanto sembra fondamentale e propedeutico al fine di comprendere le motivazioni per le quali si desidera proporre alcune iniziative agevolative nei confronti di tale istituto, vera chiave di volta dell'agricoltura alto-atesina e della struttura sociale di questo territorio. Attualmente (dicembre 2017) i masi chiusi in Alto Adige sono 13.410 e costituiscono circa due terzi delle 20.206 aziende agricole e forestali dell'Alto Adige. In media, vengono costituiti ogni anno circa quaranta masi nuovi e ne vengono svincolati una ventina. Sul totale,1.166 sono masi aviti, ossia da almeno duecento anni di proprietà della stessa famiglia in linea diretta o fino al secondo grado in linea collaterale. Come si è visto, la liquidazione dei coeredi avviene in base al valore del reddito del maso. Quindi le disposizioni vigenti in materia di trasferimento della proprietà immobiliare per successione e donazione comportano notevoli difficoltà e oneri burocratici per le cessioni dei masi chiusi. Con il presente disegno di legge si intende esentare il trasferimento a titolo oneroso o gratuito dei masi chiusi nella provincia autonoma di Bolzano da qualsiasi imposta, mantenendo unicamente in vita la sola imposta ipotecaria in misura fissa, sempre che il trasferimento avvenga tra parenti in linea retta o collaterale entro il terzo grado e l'acquirente del maso si impegni a continuare l'attività agricola per almeno dieci anni. Inoltre i corrispettivi percepiti in denaro o in natura o a titolo di rendite vitalizie, compreso il vitalizio alimentare in seguito agli atti di trasferimento dell'azienda, sono esentati dalle imposte dirette. Le somme liquidate in denaro dall'acquirente del maso chiuso agli altri partecipanti al patto di famiglia sono escluse da ogni imposta. Infine, si prevede l'esclusione anche dalle successive rivalutazioni nell'ambito del cosiddetto «redditometro». Nel corso delle ultime quattro legislature la componente delle minoranze linguistiche del Gruppo misto ha sempre presentato emendamenti che proponevano tali modifiche normative in favore dell'istituto masale, ma solo nella XV legislatura il legislatore ha quasi realizzato il suo intento. Infatti, nell'atto Camera n. 1746- undecies , stralcio del disegno di legge finanziaria per il 2007, l'emendamento che proponeva le agevolazioni in materia di masi chiusi è stato inserito all'interno del testo unificato approvato dalla Commissione agricoltura il 1º agosto 2007. La stessa proposta emendativa è stata accolta dalla Commissione agricoltura in sede consultiva, durante l'esame del disegno di legge finanziaria per il 2008, ma purtroppo non approvata dalla Commissione bilancio durante l'esame dei provvedimenti di bilancio. Se la XV legislatura non avesse visto un'anticipata interruzione, il citato provvedimento atto Camera n. 1746- undecies avrebbe sicuramente visto la luce e risolto, dopo tanta attesa, la questione delle agevolazioni dei masi chiusi. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, i calcoli sono stati fatti in maniera orientativa indicando la cifra di 1 milione di euro ma, probabilmente, l'importo potrebbe essere anche inferiore (800.000 euro) in quanto molti casi rientrerebbero nell'istituto agevolativo del compendio senza comportare alcun costo. Vista l'importanza economico-sociale dell'istituto del maso chiuso si auspica una solerte approvazione del presente disegno di legge.. 1 (Trasferimento del maso chiuso) 1 Al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 3 dell'articolo 5- bis è abrogato; b dopo l'articolo 5- bis è inserito il seguente: «Art. 5- ter. - (Trasferimento delle imprese agricole costituite in maso chiuso). – 1. Al fine di favorire la continuità dell'impresa agricola costituita in maso chiuso di cui alla legge della provincia autonoma di Bolzano 28 novembre 2001, n. 17, i trasferimenti a qualsiasi titolo dei beni e diritti costituenti l'azienda, nell'ambito familiare, compresi i fabbricati rurali abitativi e strumentali, nonché le attività connesse, effettuati tra parenti in linea retta o collaterale entro il terzo grado, sono esenti da qualsiasi imposta e soggetti alla sola imposta ipotecaria in misura fissa, qualora l'assuntore del maso dedichi abitualmente la propria attività manuale alla lavorazione della terra e si obblighi, con contestuale dichiarazione specifica, a condurre il maso con il lavoro proprio e della sua famiglia per almeno dieci anni. 2. L'assuntore, al momento della registrazione del trasferimento, deve essere in possesso di apposita certificazione rilasciata dall'assessorato provinciale per l'agricoltura attestante l'avvenuta richiesta di parere in ordine alla sussistenza dei requisiti di cui al comma 1; l'assessorato rilascia il parere entro diciotto mesi dalla data della presentazione della domanda idoneamente documentata. 3. In caso di mancato rilascio del parere di cui al comma 2 entro il termine ivi previsto oppure in caso di violazione dell'impegno assunto, l'assuntore decade dalle agevolazioni fiscali, con recupero delle imposte in misura ordinaria, degli interessi nonché di una sanzione pecuniaria pari al 30 per cento dell'imposta recuperata. La decadenza dalle agevolazioni non si verifica in caso di interruzione involontaria della conduzione oppure in caso di operazioni di ricomposizione agraria nel limite del 20 per cento della superficie colturale trasferita. 4. I corrispettivi percepiti in denaro o in natura o a titolo di rendite vitalizie, compreso il vitalizio alimentare, percepiti dal cedente del maso e dal suo coniuge in seguito ai trasferimenti di cui al comma 1, sono esenti dalle imposte dirette e indirette. Le somme liquidate in denaro dall'assuntore del maso chiuso agli altri partecipanti al patto di famiglia sono escluse da ogni imposta. In caso di trasferimento a titolo oneroso non si applica l'articolo 38, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 5. Non è sottoposto a rettifica, ai fini delle imposte indirette, il valore o il corrispettivo del maso chiuso, dichiarato in misura non inferiore al prezzo di assunzione stabilito ai sensi della legge della provincia autonoma di Bolzano 28 novembre 2001, n. 17». 2 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dalla presente legge, pari a 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.