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la parità di accesso ai servizi di assistenza e la sostenibilità economica delle cure rappresentano fondamenti necessari per garantire che le persone anziane, bisognose di sostegni, possano vivere in modo indipendente, senza fare affidamento esclusivamente sui familiari; 2) libertà di scelta e capacità giuridica e decisionale: questo indice analizza diverse dimensioni, tra cui la legislazione relativa alla capacità giuridica, la legislazione relativa alla libertà di scelta e al consenso degli utenti nell'accesso ai servizi di assistenza a lungo termine e, infine, le disposizioni normative relative alle direttive anticipate di trattamento, cioè i documenti legali che estendono il controllo di una persona sulle decisioni di assistenza sanitaria nel caso in cui questa diventi incapace. Sono definite direttive anticipate perché riguardano preferenze di trattamento comunicate prima che si presenti l'incapacità; 3) assenza di abusi e di maltrattamenti: l'indice esamina l'adozione di meccanismi di monitoraggio rispetto all'adozione di una legislazione sull'abuso e sul maltrattamento delle persone anziane e sui meccanismi di rafforzamento; 4) vita, libertà e libertà di movimento: questo indicatore fa riferimento all'uso di contenzioni, fisiche o chimiche, in merito al quale la legislazione e le linee guida in materia appaiono ancora inadeguate, limitandosi alle cure istituzionali; 5) riservatezza e vita familiare: gli indicatori sulla vita familiare comprendono la legislazione sul diritto a una casa di cura vicino alla propria abitazione o sulla possibilità di accedere a strutture condivise per le coppie, nonché l'esistenza di linee guida o procedure per inquadrare i diritti di visita nelle cure istituzionali. La riservatezza dei dati si riferisce all'esistenza di un'autorità pubblica responsabile della conservazione sicura dei dati. Sia il diritto alla protezione dei dati personali che il mantenimento dei legami familiari fanno parte della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (rispettivamente, articoli 8 e 7); 6) partecipazione e inclusione sociale: disposizioni generali in cui è previsto che le strutture pubbliche e i trasporti pubblici, compresi quelli su strada, ferroviari e aerei, siano accessibili indipendentemente dall'età e dal tipo di disabilità. Se la legislazione in tutti i Paesi prevede l'accessibilità delle strutture pubbliche e dei trasporti alle persone anziane, meno diffusa è la garanzia di accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; 7) libertà di espressione, di pensiero, di coscienza, di cultura e di religione: per quanto riguarda il rispetto delle diverse tradizioni, culture e religioni da parte dei servizi di assistenza, in base alle informazioni fornite da esperti nazionali in tutti i Paesi esistono norme e linee guida nazionali che offrono protezione legale per l'esercizio della libertà di religione e di credo. Tuttavia non sempre le normative nazionali si traducono in standard specifici e in meccanismi di monitoraggio atti a garantire che le esigenze religiose e culturali di tutti gli utenti dei servizi siano rispettate e che i requisiti minimi siano effettivamente applicati; 8) livello di salute: l'indicatore è volto a garantire che l'accesso alle cure non sia limitato da motivazioni inique (come la mancanza di mezzi) e rappresenta un obiettivo politico chiave in questo settore; 9) adeguati standard di vita: l'indice si riferisce alla legislazione atta a garantire che le persone anziane dispongano di risorse sufficienti per vivere una vita dignitosa, considerato che la mancanza di risorse rappresenta una negazione dei diritti delle persone anziane; 10) reclami e risarcimenti: questo indice fa riferimento alle procedure di reclamo ad autorità indipendenti in caso di violazione dei diritti delle persone anziane. In conclusione, l'istituzione dell'Autorità garante dei diritti delle persone anziane si pone come un necessario passo in avanti nell'effettività delle tutele di tale importante categoria di cittadini dando, al contempo, concreta attuazione ai principi costituzionali ed europei. Tale iniziativa rientra, sicuramente, nell'alveo della competenza legislativa statale. Infatti, nell'ambito del titolo V della parte seconda della Costituzione, l'istituzione di organismi statali rientra nelle materie attribuite alla competenza legislativa esclusiva statale dall'articolo 117, secondo comma, lettera f) , della Costituzione, così come le politiche attive di sostegno alla terza età e la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire in tutto il territorio nazionale per la tutela dei diritti delle persone anziane attengono alle materie di cui al medesimo articolo 117, secondo comma, lettera m) . In ogni caso si prevede che l'istituenda Autorità, nel rispetto delle competenze e dell'autonomia organizzativa delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e delle autonomie locali, nonché del principio di leale collaborazione, assicuri idonee forme di collaborazione con i garanti regionali, ove istituiti.. 1 (Istituzione dell'Autorità garante dei diritti delle persone anziane) 1 Al fine di assicurare la piena attuazione e la tutela dei diritti delle persone anziane, in conformità agli articoli 21 e 25 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, di cui alla legge 4 agosto 1955, n. 848, nonché alle norme costituzionali e legislative nazionali vigenti, è istituita l'Autorità garante dei diritti delle persone anziane, di seguito denominata « Garante », con sede in Roma. 2 (Modalità di nomina, requisiti e incompatibilità) 1 Il Garante è organo monocratico. Il suo titolare è scelto tra persone di notoria indipendenza e di comprovate professionalità ed esperienza nell'ambito delle problematiche sociali, sanitarie ed economiche della terza età, nel settore geriatrico e nel settore psicologico o nel settore delle scienze umane ed è nominato con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. 2 Il titolare del Garante dura in carica quattro anni e può essere riconfermato per non più di una volta. Per tutta la durata dell'incarico non può esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, non può essere amministratore o dipendente di enti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura o rivestire cariche elettive. Se dipendente pubblico, secondo l'ordinamento di appartenenza, è collocato fuori ruolo o in aspettativa senza assegni per tutta la durata del mandato. 3 Le regioni istituiscono gli uffici del garante regionale dei diritti delle persone anziane, al cui coordinamento provvede l'Ufficio di cui all'articolo 4, e determinano le modalità per la nomina e per la durata in carica del garante regionale e degli eventuali soggetti da esso delegati. Le regioni determinano inoltre l'indennità di carica dovuta al garante regionale. 4 Ove non ancora istituito, in ciascuna regione le attività di competenza del garante regionale di cui al comma 2 sono svolte da uno o più soggetti delegati dal Garante. 5 Il compenso spettante al titolare del Garante è determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.