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Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge delega in materia di politiche a favore della popolazione anziana è volto alla promozione delle condizioni di vita, di cura e di assistenza delle persone anziane, mediante interventi idonei a soddisfare i loro bisogni sociali, sanitari e sociosanitari, con particolare riguardo a quelli connessi alla condizione di non autosufficienza. È emersa l'urgenza di una misura straordinaria per adeguare il sistema di welfare italiano ai nuovi bisogni sociali e, soprattutto, per mettere le famiglie in condizione di affrontare con maggiore serenità il carico assistenziale e gli inevitabili costi che comporta una persona anziana o anziana non autosufficiente. La legge delega nasce, dunque, dalla necessità di definire nuovi criteri e interventi assistenziali per la terza età, per migliorare la qualità del sistema di assistenza alle persone anziane e anziane non autosufficienti e contribuire agli oneri gravanti sulle loro famiglie con emolumenti da rafforzare e riformare anche alla luce dell'evoluzione dei bisogni assistenziali, in un quadro di integrazione sociale, di autonomia e di vita indipendente. Il presente disegno di legge contiene princìpi e criteri di delega con i quali intende dare attuazione all'obiettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) relativo alla Missione 5, Componente 2, Riforma 2, inerente alle politiche in favore delle persone anziane non autosufficienti, nonché a quello relativo alla Missione 6, relativi alla realizzazione delle Case della comunità, alla presa in carico della persona, al potenziamento dei servizi domiciliari e della telemedicina, nonché al rafforzamento dell'assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture quali gli Ospedali di comunità, che miglioreranno l'assistenza sanitaria anche a vantaggio della popolazione anziana. Il disegno di legge in oggetto, da approvare entro il primo trimestre 2023 (ai fini dell'adozione dei decreti legislativi entro il 31 gennaio 2024) opera, inoltre, nel solco dell'attuazione delle norme della legge di bilancio 2022 (articolo 1, commi 159-171, della legge 30 dicembre 2021, n. 234). Il disegno di legge e i successivi decreti legislativi costituiscono, quindi, la cornice necessaria a dare sistematicità ad una materia in cui sussistono fonti normative eterogenee e distinti centri di azione amministrativa che operano con regole proprie e senza coordinamento. Il presente disegno di legge sarà sottoposto all'esame della Conferenza unificata ai fini dell'acquisizione del relativo parere. Il provvedimento si compone di 3 capi e 9 articoli. L'articolo 1 contiene le definizioni rilevanti nell'ambito del disegno di legge. La definizione di persona anziana viene demandata ai decreti legislativi delegati che saranno adottati entro il 31 gennaio 2024, ai sensi dell'articolo 3 del disegno di legge. L'articolo 2, rubricato « Oggetto, princìpi e criteri direttivi generali e istituzione del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana », al comma 1 prevede prioritariamente la ricognizione, il riordino, la semplificazione e il coordinamento, sotto il profilo formale e sostanziale, della legislazione vigente in materia di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria alla popolazione anziana. Stabilisce altresì una possibilità di progressivo potenziamento delle azioni previste, comunque nell'ambito delle risorse disponibili ai sensi dell'articolo 8. Il comma 2 individua, invece, i princìpi e criteri direttivi generali per l'esercizio del potere di delega da parte del Governo. I primi tre criteri, indicati con le lettere a) , b) e c) , contengono linee generali di indirizzo dell'attività legislativa delegata afferenti alla promozione del valore umano e sociale della persona, alla promozione e valorizzazione delle attività di partecipazione e di solidarietà nelle attività culturali, nell'associazionismo e nelle famiglie, al fine di contrastare la solitudine e deprivazione relazionale delle persone anziane. Il criterio di cui alla lettera d) concerne il diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio nei limiti della programmazione integrata socio-assistenziale e sociosanitaria statale e regionale. Il criterio di cui alla lettera e) concerne la promozione della valutazione multidimensionale della persona anziana presso i punti unici di accesso (PUA). Costituisce un aspetto centrale del disegno di legge infatti la presa in carico unitaria della stessa ai fini dell'accertamento dei suoi bisogni sotto il profilo sanitario e socio-assistenziale. Si tratta di una previsione che già trova la propria fonte nell'articolo 1, comma 163, della legge 30 dicembre 2021, n. 234. Il criterio di cui alla lettera f) prevede il riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice . Il criterio di cui alla lettera g) , afferisce alla promozione dell'attività fisica sportiva nella popolazione anziana, mediante azioni adeguate a garantire un invecchiamento sano. Il criterio di cui alla lettera h) concerne il riconoscimento degli specifici fabbisogni di assistenza delle persone anziane con pregresse condizioni di disabilità e si ricollega direttamente alla previsione di cui all'articolo 4, comma 2, lettera p) , n. 1). Quest'ultima previsione è chiaramente finalizzata ad evitare che il disabile, in virtù del raggiungimento dell'età anziana, possa perdere pregressi trattamenti e setting assistenziali di cui fruiva, dei quali, invece, dovrà continuare a godere. Il criterio di cui alla lettera i) riguarda la promozione del miglioramento delle opportune condizioni materiali e di benessere psico-sociale alle famiglie degli anziani fragili o non autosufficienti e a tutti coloro che sono impegnati nella loro cura, mediante un'allocazione più razionale ed efficace delle risorse disponibili a legislazione vigente. Il criterio di cui alla lettera l) concerne il rafforzamento dell'interoperabilità dei sistemi informativi degli enti e delle amministrazioni competenti. Il comma 3 prevede, invece, l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA), che ha il compito di promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche nazionali in favore delle persone anziane, con particolare riguardo alle politiche per la presa in carico delle fragilità e della non autosufficienza, e con specifiche competenze in materia di adozione: a) del « Piano nazionale per l'invecchiamento attivo, l'inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana »; b) del « Piano nazionale per l'assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana ».