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Il comma 3 prevede che all'attuazione del presente articolo la Scuola nazionale dell'amministrazione provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. L'articolo 6 ha l'obiettivo di razionalizzare e semplificare i numerosi adempimenti pianificatori previsti a legislazione vigente a carico delle pubbliche amministrazioni. In particolare, si prevede che venga adottato un solo piano, di durata triennale e aggiornato annualmente, che comprende e assorbe i contenuti dei diversi piani allo stato prescritti a carico delle amministrazioni. La finalità e i contenuti della disposizione restano, quindi, circoscritti alla sola modalità semplificata di configurazione dell'unico Piano integrato. Rimangono, invece, del tutto estranei all'ambito applicativo della disposizione interventi che modificano le competenze assegnate dalle vigenti discipline di settore alle autorità o alle amministrazioni incaricate di impartire indirizzi sulla predisposizione dei piani assorbiti nel piano integrato e di vigilare sulla corretta osservanza delle direttive. Il testo della disposizione chiarisce che le amministrazioni, nell'adozione del Piano integrato sono tenute a rispettare le discipline settoriali vigenti. Rimangono quindi intatte le funzioni di indirizzo e di vigilanza attribuite a legislazione vigente ad amministrazioni o a autorità negli ambiti interessati dal Piano integrato. Allo stesso modo, sotto il profilo della disciplina sanzionatoria prevista per l'ipotesi di mancata adozione del Piano, è stato esplicitato, al fine di evitare ogni dubbio ermeneutico, che si applicano le previsioni sanzionatorie previste a legislazione vigente in materia di trasparenza e di anticorruzione (ovviamente per il caso di omessa adozione della relativa parte del Piano). Nello specifico l'articolo mira a razionalizzare la disciplina degli atti di pianificazione strategica del personale progressivamente stratificatisi nel corso degli ultimi anni, con la finalità di permettere alle pubbliche amministrazioni con più di cinquanta dipendenti fra quelle individuate dall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 di racchiudere in un solo atto tutta la programmazione relativa alla gestione delle risorse umane, per quanto riguarda la valutazione della performance, l'organizzazione e l'allocazione dei dipendenti nei vari uffici, la loro formazione e le modalità di prevenzione della corruzione. La norma impone quindi alle pubbliche amministrazioni, con esclusione delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative, di adottare entro il 31 dicembre 2021, un Piano integrato di attività e organizzazione da aggiornare annualmente, con durata triennale, assorbendo per tale via gli atti di programmazione afferenti alle seguenti materie: a) valutazione della performance , assorbendo all'interno del Piano gli obiettivi programmatici e strategici della performance individuati in base ai principi e ai criteri direttivi stabiliti dall'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e contenuti attualmente nel Piano della performance ; b) strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo, anche mediante il ricorso allo svolgimento di lavoro in modalità agile (di cui al Piano organizzativo per il lavoro agile – POLA), e formazione del personale, perseguendo l'alfabetizzazione digitale e la crescita culturale dei dipendenti, anche con riguardo al conseguimento di titoli di studio correlati all'ambito d'impiego; c) gli strumenti e gli obiettivi del reclutamento di nuove risorse e della valorizzazione delle risorse interne; d) i criteri, le modalità, le procedure e i termini per il conseguimento degli obiettivi di trasparenza previsti a legislazione vigente e contenuti negli atti di pianificazione previsti dall'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190; e) l'elenco delle procedure da semplificare e reingegnerizzare ogni anno; f) le modalità e le azioni finalizzate a realizzare la piena accessibilità alle amministrazioni, fisica e digitale, da parte dei cittadini ultrasessantacinquenni e dei portatori di forme di g) le modalità e le azioni finalizzate al pieno rispetto della parità di genere. Il comma 3 prevede che il Piano stabilisca altresì le modalità di monitoraggio degli esiti della pianificazione anche con riguardo ai livelli di soddisfazione dell'utenza così come individuati in base ai criteri determinati dal decreto legislativo n. 150 del 2009, nonché del monitoraggio dei procedimenti attivati ai sensi del decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198. Il comma 4 prevede che le pubbliche amministrazioni destinatarie della norma pubblichino il Piano sui rispettivi siti istituzionali nonché sul portale del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il comma 5 rimanda l'individuazione degli adempimenti assorbiti dal Piano ad uno o più regolamenti di delegificazione adottati entro sessanta giorni previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il comma 6 impone al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri di adottare, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge e previa intesa in Conferenza unificata di cui all'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un Piano tipo per agevolare le pubbliche amministrazioni destinatarie nella redazione dei rispettivi Piani, nel quale siano definite altresì le modalità semplificate per l'adozione del Piano per le amministrazioni con meno di cinquanta dipendenti. Infine, il comma 7 prevede – analogamente a quanto accade già ora per gli atti di pianificazione comunque denominati – che alla mancata adozione del Piano consegua l'impossibilità di corrispondere la retribuzione di risultato e che rimangano ferme le sanzioni previste dall'articolo 19, comma 5, lettera b) , del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014. Il comma 8 reca la clausola di neutralità finanziaria. L'articolo 7 al comma 1 contiene la pianificazione per il reclutamento di cinquecento unità di personale non dirigenziale da assumere a tempo determinato per un periodo anche superiore a trentasei mesi, ma non eccedente la durata di completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, da inquadrare nell'Area III, posizione economica F1, nei profili professionali economico, giuridico, informatico, statistico-matematico, ingegneristico, ingegneristico gestionale al fine di realizzare le attività di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR. Nello specifico la norma prevede che il Dipartimento della funzione pubblica avvii le procedure concorsuali entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge e rinvia a un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, la ripartizione del personale assunto tra le amministrazioni centrali deputate allo svolgimento delle predette attività come individuate dal medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.