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« L'INPS provvede d'ufficio agli accertamenti amministrativi necessari all'erogazione dell'indennità di cui al comma 1, con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente »; b all'articolo 66: 1 il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1-bis . L'indennità di cui al comma 1 spetta anche al padre lavoratore autonomo »; 2 dopo il comma 1- bis sono aggiunti i seguenti: « 1-ter . I lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali hanno diritto a un'indennità pari al 100 per cento del mancato fatturato determinato dalle esigenze di cura del proprio figlio per tutto il periodo di congedo di maternità. Il lavoratore non è obbligato ad astenersi dal lavoro. 1-quater. È vietato adibire al lavoro i padri lavoratori durante il congedo obbligatorio di paternità. L'inosservanza delle disposizioni di cui al presente articolo è punita con l'arresto fino a sei mesi »; 3 la rubrica è sostituita dalla seguente: « Indennità di maternità per le lavoratrici autonome e i lavoratori autonomi nonché per le imprenditrici agricole e gli imprenditori agricoli ». 4 (Congedo parentale) 1 Al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 32, comma 1: 1 all'alinea, al primo periodo, le parole: « dodici anni » sono sostituite dalle seguenti: « quattordici anni » e al secondo periodo, le parole: « dieci mesi » sono sostituite dalle seguenti: « dodici mesi »; 2 alla lettera b) , le parole: « , elevabile a sette mesi nel caso di cui al comma 2 » sono soppresse; 3 alla lettera c) , le parole: « undici mesi » sono sostituite dalle seguenti: « dodici mesi »; 4 il comma 2 è abrogato; b all'articolo 33: 1 al comma 1, le parole: « , in alternativa, » sono soppresse; 2 dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Nel caso di fruizione del congedo di cui al comma 1, alla lavoratrice madre o al lavoratore padre è dovuta un'indennità pari all'80 per cento della retribuzione per un periodo massimo di diciotto mesi e un'indennità pari al 30 per cento della retribuzione per i successivi diciotto mesi »; c all'articolo 34: 1 il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Per i periodi di congedo parentale di cui all'articolo 32 alle lavoratrici e ai lavoratori è dovuta una indennità pari all'80 per cento della retribuzione per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi e una indennità pari al 30 per cento della retribuzione per il restante periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. Per le lavoratrici e i lavoratori appartenenti a nuclei famigliari con indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a euro 40.000, l'indennità è pari all'80 per cento della retribuzione per un periodo massimo complessivo tra i genitori di dodici mesi »; 2 il comma 3 è abrogato. 5 (Indennità per il lavoro a tempo parziale condiviso) 1 Dopo l'articolo 74 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, è inserito il seguente: « Art. 74 -bis . – (Indennità per il lavoro a tempo parziale condiviso) – 1. Ciascun genitore, lavoratrice o lavoratore dipendente, ha diritto a ridurre, anche in via continuativa, l'orario di lavoro per un periodo di tempo contestuale pari a dodici mesi nei primi sei anni di vita del figlio. 2. La riduzione dell'orario di lavoro di cui al comma 1 comporta la maturazione di un'indennità di recupero pari al 50 per cento della differenza tra la retribuzione percepita in regime di lavoro a tempo pieno e la retribuzione percepita nel periodo di riduzione dell'orario di lavoro. Tale indennità è garantita se si verificano le seguenti condizioni: a) la riduzione dell'orario di lavoro sia compresa tra le 25 e le 32 ore settimanali; b) l'opzione del lavoro a tempo parziale sia adottata da entrambi i genitori, anche in periodi diversi. 3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabiliti i requisiti, i criteri e le modalità di maturazione dell'indennità di cui al presente articolo ». 6 (Indennità per il lavoro agile condiviso) 1 Dopo l'articolo 74- bis del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, come introdotto dall'articolo 5 della presente legge, è inserito il seguente: « Art. 74- ter . – (Indennità per il lavoro agile condiviso) – 1. Ciascun genitore, lavoratrice o lavoratore dipendente, ha diritto a svolgere la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile qualora il tipo di prestazione lo consenta, per un periodo pari a dodici mesi nei primi sei anni di vita del figlio. 2. La modalità di lavoro di cui al comma 1 comporta la maturazione di una indennità, pari a 1.000 euro per ciascun genitore nel caso in cui la modalità di lavoro agile sia adottata da entrambi i genitori anche in periodi diversi nell'arco temporale di cui al comma 1. L'erogazione dell'indennità ha luogo solo quando entrambi i genitori hanno svolto la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile. 3. L'indennità di cui al presente articolo non è cumulabile con l'indennità di cui all'articolo 74- bis . 4. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabiliti i requisiti, i criteri e le modalità di maturazione dell'indennità di cui al presente articolo ». 2 All'articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81, i commi 3- bis e 3- ter sono abrogati. 7 (Estensione del congedo obbligatorio di paternità ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche) 1 Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 della presente legge si applicano anche ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche. 8 (Delega al Governo per l'individuazione di misure di sostegno alla genitorialità per gli iscritti delle casse previdenziali professionali) 1 Al fine di rafforzare le prestazioni di protezione sociale dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi o alle casse previdenziali professionali, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto del seguente principio e criterio direttivo: