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Ad articoli 15 e 24 Nonostante le disposizioni dell'articolo 15, le remunerazioni che un lavoratore dipendente residente di uno Stato contraente riceve in corrispettivo di un'attività dipendente svolta nell'altro Stato contraente nell'ambito di un contratto che lo stesso ha concluso con un professionista del lavoro temporaneo sono imponibili in quest'altro Stato. Dette remunerazioni, nonostante le disposizioni dell'articolo 24, sono anche imponibili nello Stato di cui è residente il lavoratore dipendente. Tale Stato detrae l'imposta dell'altro Stato in conformità ai principi enunciati ai paragrafi 2 a) o 3 b) dell'articolo 24. Conformemente al proprio diritto interno, gli Stati contraenti possono richiedere all'utilizzatore o al prenditore il pagamento dell'imposta applicabile a dette remunerazioni o ritenerli responsabili della stessa. 14. Ad articolo 19 a) Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 dell'articolo 19 si applicano anche alle remunerazioni e pensioni corrisposte al proprio personale dall'"Ente Nazionale Italiano per il Turismo (E.N.I.T.)" e dall'"Istituto Nazionale per il Commercio Estero (I.C.E.)". Le stesse disposizioni si applicano altresì alle remunerazioni e pensioni pagate al proprio personale dalla "Deutsche Zentrale fur Tourismus" e dalla "Deutsch-Italienische Handelskammer" nella misura in cui tali remunerazioni e pensioni provengano da fondi pubblici tedeschi ed a condizione che le stesse siano assoggettate ad imposta nella Repubblica federale di Germania. b) La disposizione del paragrafo 1, capoverso b), sottocapoverso i), dell'articolo 19, si applica soltanto ai contratti conclusi successivamente al 1 gennaio 1990. c) i)Le disposizioni del paragrafo 1 dell'articolo 19 si applicano anche alle remunerazioni pagate alle persone che hanno la nazionalità italiana (ancorché posseggano anche la nazionalità tedesca) e che svolgono la propria attività presso istituzioni culturali italiane o istituti scolastici, nella misura in cui dette remunerazioni provengano da fondi pubblici italiani ed a condizione che le stesse siano assoggettate ad imposta nella Repubblica italiana. ii) Le disposizioni del paragrafo 1 dell'articolo 19 si applicano altresì alle remunerazioni pagate alle persone che hanno la nazionalità tedesca (ancorché posseggano anche la nazionalità italiana) e che svolgono la propria attività, presso istituzioni culturali tedesche o istituti scolastici, nella misura in cui dette remunerazioni provengano da fondi pubblici tedeschi ed a condizione che le stesse siano assoggettate ad imposta nella Repubblica federale di Germania. d) Le autorità competenti degli Stati contraenti possono estendere le disposizioni dell'articolo ai dipendenti di altre analoghe organizzazioni. e) Per quanto concerne le pensioni ed ogni altro assegno, periodico o non, pagati in base alla legislazione sulla sicurezza sociale di uno Stato contraente a persone che sono residenti dell'altro Stato contraente e che ne possiedono la nazionalità. a) se il beneficiario era residente della Repubblica federale di Germania, l'imposta italiana è prelevata soltanto sull'ammontare che sarebbe imponibile secondo la legislazione tedesca; b) la base imponibile dell'imposta tedesca calcolata secondo la legislazione di tale paese non può eccedere l'ammontare che sarebbe assoggettato all'imposta italiana. Le autorità competenti regoleranno di comune accordo le modalità di applicazione di tale limitazione. 15. Ad articolo 22 Gli assegni versati da un residente di uno Stato contraente per il mantenimento di un residente dell'altro Stato contraente, ivi compreso un bambino, sono imponibili soltanto nel primo Stato. 16. Ad articolo 24 a) Nel caso in cui venga introdotta nella Repubblica italiana un'imposta sul patrimonio, l'imposta tedesca sul patrimonio, prelevata in conformità alle disposizioni della Convenzione, sarà portata in deduzione dall'imposta italiana sul patrimonio conformemente alle disposizioni previste al paragrafo 1 dall'articolo 24. b) Qualora una società residente di uno Stato contraente destini dei redditi provenienti da fonti situate nell'altro Stato contraente a distribuzioni di dividendi, l'articolo 24 non comporterà pregiudizio alla percezione di un'imposta compensativa sugli ammontari distribuiti conformemente alle disposizioni della legislazione fiscale dell'uno o dell'altro Stato contraente. c) L'ammontare totale da dedurre da parte di uno Stato contraente in conformità dell'articolo 24, paragrafo 2, o paragrafo 3, capoverso b), non verrà ridotto se l'altro Stato contraente elimina la propria ritenuta alla fonte sui dividendi al fine di compensare una maggiorazione dell'aliquota dell'imposta sulle società. d) Per l'applicazione del paragrafo 3, capoverso a), dell'articolo 24, i redditi di un residente di uno Stato contraente sono considerati provenienti dall'altro Stato contraente se essi hanno effettivamente scontato l'imposta prevista in questo altro Stato contraente conformemente alla presente Convenzione. e) Se una persona residente di uno degli Stati contraenti percepisce, tra il 1 gennaio 1989 e la data in cui la Convenzione sarà applicabile ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 2, redditi di lavoro subordinato di cui all'articolo 15, paragrafo 2, tali redditi, nonostante le disposizioni degli articoli 7 e 11 della Convenzione del 31 ottobre 1925, sono imponibili anche in detto Stato. Questo Stato eviterà una doppia imposizione deducendo l'imposta riscossa nello Stato in cui il lavoro viene svolto dall'imposta che lo stesso percepisce sui redditi di cui trattasi. Mutatis mutandis, si applicano i principi dell'articolo 24, paragrafi 2 e 3 b). 17. Ad articoli 24 e da 6 a 22 Resta inteso che gli articoli 24 e da 6 a 22 della presente Convenzione non impediranno alla Repubblica federale di Germania a) per quanto concerne i nazionali tedeschi che ricadono nell'ambito di applicazione degli articoli 2, 3 e 5 della legge dell'8 settembre 1972 relativa all'obbligazione fiscale nelle relazioni con l'estero, di sottoporre ad imposizione i loro redditi provenienti dalla Repubblica federale di Germania ed il loro patrimonio situato in tale Paese in conformità alle disposizioni della legislazione fiscale tedesca; ciò vale ugualmente per i nazionali tedeschi che, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, della Convenzione, sono considerati residenti della Repubblica italiana e che non ricadono nell'ambito di applicazione degli articoli 2, 3 e 5 della legge dell'8 settembre 1972 relativa all'obbligazione fiscale nelle relazioni con l'estero per il semplice fatto che hanno ancora un domicilio o la loro dimora abituale nella Repubblica federale di Germania. Resta inteso a questo proposito che l'imposta sul reddito prelevata in Italia non costituisce una debole imposizione ai sensi dell'art. 2, paragrafo 2, cifra 1 della legge dell'8 settembre 1972 relativa all'obbligazione fiscale nelle relazioni con l'estero. Questa non si applica alle persone che sono assoggettate ad imposta soltanto per i redditi di fonte italiana.