[resaula]

I danni risarcibili calcolati, almeno in un primo momento, in relazione alle differenze retributive medie annue tra il personale appartenente alla terza area nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (47.506,08 euro) e i dirigenti della medesima Agenzia (110.337,26 euro) e alle spese legali sostenute negli anni, ammontano a oltre 17,7 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i danni biologici, morali e da perdita di chance ; né si può sottacere della responsabilità per danno erariale cui andrebbero assoggettati i direttori e i dirigenti dell'Agenzia coinvolti nel procedimento di annullamento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover smentire le voci insistenti che indicano una seria determinazione del vertice dell'Agenzia appena nominato di annullare tutto, in aperta violazione del giudicato amministrativo e con assoluta noncuranza delle risorse investite negli anni per l'espletamento della procedura e poi per la sua difesa in giudizio, nonché dei gravi danni per i vincitori e per l'amministrazione privata di figure di cui ha estrema necessità. Atto n. 4-02981 DE BONIS Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: un articolo di "Open" del 21 febbraio 2020 e altri articoli di stampa (tra cui il settimanale di informazione politico-economica "The Economist") riportano la notizia riguardante i fondi per lo sviluppo che finiscono nei paradisi fiscali. In pratica, appena i Paesi poveri ricevono soldi dalla Banca mondiale, salgono i depositi nei paradisi fiscali; una ricerca condotta da Jorgen Juel Andersen della "BI Norwegian business school" e Niels Johannesen della "University of Copenhagen e CEB", oltre al ricercatore interno alla Banca mondiale Bob Rijkers Johannesen, tre anni fa, aveva dimostrato che, quando sale il prezzo del petrolio, aumentano i depositi di "petrodollari" (provenienti dalle nazioni con maggiori giacimenti petroliferi) nei paradisi fiscali; la nuova ricerca, centrata sull'arrivo di finanziamenti dalla Banca mondiale, una delle istituzioni del sistema di "Bretton Woods", le cui istituzioni principali sono la Banca per la ricostruzione e lo sviluppo e la "International development association", mostra una correlazione analoga: nel testo si analizzano le informazioni trimestrali sui 22 Paesi più dipendenti dagli aiuti, in combinazione con le statistiche bancarie della Banca dei regolamenti internazionali, che coprono i flussi tra il Paese beneficiario degli aiuti e i "paradisi" (come la Svizzera, il Lussemburgo, le isole Cayman e Singapore). Come metro di paragone, la ricerca esamina anche i flussi tra il Paese beneficiario e Germania, Francia e Svezia e vengono esclusi scenari di emergenza come guerre o crisi finanziarie; prendendo ad esempio un trimestre in cui uno Stato povero riceve aiuti pari all'1 per cento del Pil, si vede che i depositi di tale Stato nei paradisi fiscali crescono di oltre il 3 per cento, se confrontati con un Paese che non riceve aiuti. Le rimesse nei Paesi che non sono paradisi fiscali (ad esempio Germania, Francia e Svezia) sono pari a zero. In media, il 7,5 per cento degli aiuti è considerato "disperso"; lo studio contiene anche prove convincenti a sostegno dell'idea che quanto più un Paese dipende dagli aiuti della Banca mondiale, tanto più le élite dirottano all'estero i soldi, con una perdita che sale al 15 per cento per gli Stati poveri, quindi più dipendenti dagli aiuti; l'affermazione che i soldi che fuggono siano proprio quelli della Banca mondiale, ossia del principale istituto al mondo che si occupa di combattere le disuguaglianze tra Paesi, è dimostrata dal fatto che c'è un collegamento temporale tra i soldi che arrivano e quelli che finiscono offshore , mentre le rimesse nelle altre banche non aumentano. Va osservato, inoltre, che la banca centrale non ha nessuna politica di controllo su questo rischio, specie nei Paesi molto poveri dove lo staff è ridotto; la situazione è risultata molto imbarazzante quando i ricercatori hanno presentato il paper alla Banca mondiale, lo scontro è stato inevitabile; la Banca si è opposta alla pubblicazione e secondo alcune indiscrezioni, riporta l'articolo di stampa, la ricercatrice Penny Goldberg si è trovata in imbarazzo tanto da dovere scegliere di lasciare l'incarico e tornare a Yale, alla cattedra di full professor in Economics ; considerato che, in media, il 5 per cento dei fondi provenienti dalla Banca mondiale va dritto nelle banche offshore , ad esempio alle Cayman o in Lussemburgo, e per i Paesi che più dipendono da questi aiuti si arriva al 15 per cento. Pare che, alla fine, la Banca mondiale abbia deciso di pubblicare tutto, nel tentativo di bloccare le polemiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato, così come descritto da articoli di stampa, e se corrisponda al vero; in caso affermativo, quali iniziative intenda intraprendere, presso le sedi di competenza, indicando, tra le altre cose, la necessità di maggiori ricerche in merito al reale impatto degli aiuti allo sviluppo, visto che vengono affidate cifre considerevoli di soldi a governi a volte deboli o corrotti. Atto n. 4-02982 CORTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il museo etnografico di San Pellegrino in Alpe (comune di Castiglione di Garfagnana, Lucca) costituisce una delle più importanti raccolte di oggetti di cultura materiale del Centro Italia, creata con una lunga e costante opera da don Luigi Pellegrini, parroco di San Pellegrino dal 1948 al 1990, allo scopo di testimoniare aspetti ormai quasi completamente scomparsi della civiltà rurale della valle del Serchio e dell'Appennino tosco-emiliano; la Provincia di Lucca, in virtù della donazione di don Luigi Pellegrini, è proprietaria dal 1988 della raccolta etnografica che costituisce la collezione primaria del museo, ospitato nei locali dell'antico ospizio di San Pellegrino di proprietà della parrocchia dei santi Pellegrino e Bianco di San Pellegrino in Alpe; da oltre un anno il museo, ubicato tra i comuni di Castiglione e di Frassinoro, risulta essere chiuso per i necessari adeguamenti dei dispositivi di sicurezza. Dalle informazioni pervenute il Comune di Frassinoro avrebbe stanziato 5.000 euro e l'Unione Comuni della Garfagnana 10.000 euro per provvedere agli adeguamenti. Ma dopo oltre un anno il museo risulta ancora inagibile, il che impedisce ai turisti di osservare gli innumerevoli reperti della vita contadina e pastorizia di queste montagne che oggi rappresentano un'eccellenza a livello nazionale; in questi anni l'antico San Pellegrino ha avuto un rilancio grazie ai riti e alle leggende che arricchiscono il patrimonio dell'immaginario di questi luoghi. E poi ci sono due importanti realtà che attirano turisti, di cui una è di carattere religioso e riguarda i resti esposti all'interno del santuario dei santi Pellegrino e Bianco che attirano visitatori in ogni periodo dell'anno;