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Stiamo parlando di una comunità che è stata una sorta di Jekyll e Hyde, da una parte i premi, i riconoscimenti, i finanziamenti ricevuti dalla Regione Toscana per 1,254 milioni di euro, le passerelle di importanti rappresentanti della sinistra italiana, D'Alema, Chiti, Camusso, Renzi. Ma nessuno se n'era accorto? Ad esempio nemmeno Pisapia, sindaco uscente di Milano, membro del collegio che patrocinò il «profeta» in Cassazione nel 1985 non ricordava e non ricorda Rosy Bindi, che più volte ha visitato «Il Forteto». Mi dispiace colleghi - e vorrei rassicurare la collega del Partito Democratico - ma non c'è strumentalizzazione politica in questa vicenda così atroce: noi vogliamo la verità e che chi ha commesso i fatti e chi ne era a conoscenza paghi il suo debito con la giustizia, come tutte le vittime, tutti i ragazzi hanno pagato per essere stati affidati a questo mostro. (Applausi dai Gruppi FI-BP, L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . Tanti si dovrebbero vergognare. Mi ricordo anche quando, nella XVI legislatura, il Partito Democratico invitò Rodolfo Fiesoli in Senato a presentare il suo libro. (Applausi dai Gruppi FI-BP, L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . E mi dite che nessuno sapeva niente? Ricordo anche come al Salone del libro a Torino del 2017 è stata impedita dalla Regione Toscana la presentazione del libro «Setta di Stato. Il caso Forteto». Chissà perché? (Applausi dai Gruppi FI-BP, L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . Io vorrei sapere, d'altra parte, a chi dobbiamo imputare tutte le denunce, i sospetti, l'omertà, l'assenza di controlli e di verifiche. Perché le denunce non venivano ascoltate? Dove erano gli assistenti sociali, gli psicologi, gli psichiatri, i controllori dei tribunali? E si continuavano ad affidare bambini. Nel 1985, dopo la prima condanna, Fiesoli esce dal carcere e nello stesso giorno viene affidato alla comunità un bambino affetto da sindrome di Down. Di questa vicenda stiamo parlando, colleghi, altro che di caccia alle streghe e strumentalizzazione politica. Entrare a gamba tesa: questo doveva essere fatto dallo Stato. Oggi questa Assemblea ha il dovere di assumersi la responsabilità, a nome di tutto il Paese, per le vittime di questi abusi, che sono stati comprovati, non inventati. È nostro dovere, prima per la nostra coscienza e poi per tutti coloro che rappresentiamo, e cioè gli italiani, anche perché vorrei ricordare che il «profeta» della comunità «Il Forteto», Fiesoli, è libero. Pur essendo stato finalmente condannato nel mese di dicembre, è libero perché ci sono i vizi giudiziari. E va bene. Questi ragazzi erano obbligati ad avere rapporti omosessuali come mezzo per la purificazione, dovevano rifiutare la famiglia di origine, la donna era considerata una meretrice che diventava schiava degli uomini per tutte le operazioni quotidiane. Erano obbligati ad avere rapporti con gli animali, avete capito bene? O Zoofilia, è tutto documentato. Nella comunità «Il Forteto» le aberrazioni avvenivano anche nei confronti dei disabili. Cito una testimonianza: «Ci mettevano di fronte a scene terribili, per farci vivere una sorta di terapia, secondo loro. Ricordo che una delle scene che mi ha spinto a uscire è stato vedere un ventottenne disabile psichico costretto a ingerire il mangime e le defecazioni delle mucche da una ciotola per cani. Vomitò e fu costretto a mangiare il suo vomito. I maltrattamenti servivano a terrorizzare le persone». Non è strumentalizzazione politica leggere le deposizioni dei testimoni. Andatevi a leggere le testimonianze. Altro che strumentalizzazione, sarei veramente sorpresa se in quest'Assemblea ci fosse qualcuno che non si senta in obbligo di votare a favore della istituzione della Commissione di inchiesta, perché credo che stia alla coscienza di tutti voler scacciare queste ombre. Questa vicenda non è una vergogna solo per «Il Forteto». Questa vicenda non è una vergogna solo per «Il Forteto», non è una vergogna solo per la Toscana: è una vergogna per il nostro Paese e per questo ci chiama alla responsabilità. (Applausi dai Gruppi FI-BP, L-SP-PSd'Az e M5S) . E mi auguro anche che la Commissione possa vigilare sulle condizioni dei lavoratori all'interno della casa famiglia, la cui normativa per ricevere permessi di apertura dovrebbe essere rivista in toto . Forza Italia voterà convintamente a favore dell'istituzione di questa Commissione (credo che nessuno avesse dubbi in proposito), perché deve essere fatta luce sulle tante ombre che sono state illuminate soltanto da una coraggiosa campagna di stampa e dalle battaglie dell'opposizione nella Regione Toscana, che si sono battute per anni perché venisse costituita una commissione di inchiesta regionale, che ha fatto il suo lavoro e ha dimostrato cose aberranti. Io spero proprio che, oltre ai colpevoli diretti, paghino il conto - e lo ripeto - tutti coloro che sapevano e che hanno taciuto. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S e L-SP-PSd'Az) . La speranza di tutti è che le persone che hanno tenuto questi comportamenti criminali e inaccettabili siano presto condannate definitivamente, senza cavilli giuridici, e che soprattutto si possa vigilare su tutte le altre realtà come quella della comunità «Il Forteto», per evitare che le nostre vite finiscano quando tacciamo di fronte alle cose davvero importanti. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni ). BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, arriviamo qui oggi dopo anni di discussione. È vero che non dobbiamo utilizzare il dolore delle vittime per una questione politica; ma è anche vero, ed è innegabile, che non si possono nascondere quarant'anni di abusi pensando che sia stato normale che nessuno se ne sia accorto. Non è normale, perché quando il Fiesoli, nel 1979, viene arrestato e viene poi rilasciato, lo stesso giorno il tribunale gli affida un minore; questo non è possibile. Ci sono bambini che sono cresciuti all'interno di questa cooperativa agricola. È una cooperativa agricola, non è una comunità quella a cui venivano affidati i bambini ; bambini che poi venivano subaffidati, all'interno dei soci, alle famiglie funzionali. E non si tratta del fatto dei rapporti omosessuali o meno. Erano costretti, è questo il problema, c'era una manipolazione della mente; è questo il fatto più terribile. Chi ha dato l'autorizzazione al Fiesoli, al «profeta», di fare un progetto educativo all'interno delle scuole (elementari, medie e superiori)? Chi sono i responsabili? Quali sono e dove sono? Hanno fatto carriera, non l'hanno fatta? Sono ancora all'interno delle istituzioni? Queste domande ce le dobbiamo porre. I minori che hanno seguito questo progetto educativo del «profeta» sono stati monitorati? Sappiamo se hanno subito danni? No, perché non ce lo possiamo chiedere.