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per l'individuazione della direzione generale del MIMS che deve operare quale Ufficio di contatto unico per i fornitori del SET, nonché per l'istituzione, presso tale Ufficio, dei registri elettronici nazionali contenenti, rispettivamente, le informazioni relative ai settori del SET situati nel territorio nazionale e ai corrispondenti esattori di pedaggio, le informazioni relative ai fornitori del SET in possesso dei requisiti richiesti e quelle che riguardano l'Ufficio di contatto unico (articoli 17, 18 e 19). Con il Capo VII si prevede la possibilità che il MIMS autorizzi temporaneamente sistemi pilota di pedaggio che integrano nuove tecnologie (articolo 20). Il Capo VIII è dedicato alla definizione della procedura per lo scambio di informazioni tra Stati membri sul mancato pagamento dei pedaggi (articoli 21-25). Il Capo IX reca le disposizioni per l'aggiornamento degli allegati allo schema e la clausola di invarianza finanziaria. Fissa inoltre al prossimo 19 ottobre la data di entrata in vigore dello schema (articoli 26-28). Il seguito dell'esame è rinviato. n. 269 - servizi digitali Doc n. 269 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/770 relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il presidente COLTORTI ( M5S ), in sostituzione del relatore D'Arienzo, illustra lo schema di decreto legislativo in esame - adottato sulla base della delega contenuta nella legge di delegazione europea 2019-2020 - che introduce nel Codice del consumo un nuovo Capo, contenente gli articoli da 135- octies a 135- vicies ter , volto a disciplinare taluni aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale o di servizi digitali conclusi tra consumatore e professionista. Esso dà attuazione alla direttiva (UE) 2019/770, che mira a garantire il giusto equilibrio tra il conseguimento di un elevato livello di protezione dei consumatori e la promozione della competitività delle imprese. Secondo la relazione illustrativa, infatti, l'introduzione in tutti gli Stati membri di norme armonizzate in materia di diritto contrattuale dei consumatori è finalizzata a rendere più facile per le imprese, in particolare le PMI, fornire contenuti o servizi digitali in tutta l'Unione europea, grazie ad un quadro stabile ed omogeneo di norme contrattuali, che riduce la frammentazione giuridica esistente fra le diverse legislazioni nazionali. Il nuovo articolo 135- octies , oltre a recare le definizioni, definisce l'ambito di applicazione delle nuove disposizioni, nel quale rientrano sia i contratti in cui il professionista fornisca un contenuto o servizio digitale verso il corrispettivo di un prezzo corrisposto dal consumatore, sia quelli in cui il consumatore, al posto del prezzo, fornisca al professionista dati personali. L'articolo 135- novies elenca invece le esclusioni. L'articolo 135- decies chiarisce in cosa consiste l'esatto adempimento dell'obbligo di fornitura da parte del professionista e individua i requisiti soggettivi e oggettivi che devono essere posseduti dal contenuto o dal servizio digitale per essere conforme al contratto. L'articolo 135- undecies definisce gli obblighi del professionista e la condotta del consumatore, con particolare riferimento agli aggiornamenti, anche di sicurezza, necessari al fine di mantenere la conformità del contenuto o del servizio digitale. L'articolo 135- duodecies disciplina l'eventuale difetto di conformità che deriva da un'errata integrazione del contenuto o del servizio digitale nell'ambiente digitale del consumatore, mentre l'articolo 135- terdecies è dedicato ai diritti, in particolare di proprietà intellettuale, dei terzi. L'articolo 135- quaterdecies disciplina la responsabilità del professionista, mentre l'articolo 135- quindecies gli riconosce un diritto di regresso nei confronti del soggetto collocato nell'ambito di precedenti passaggi della medesima catena contrattuale distributiva che con il suo comportamento abbia determinato una responsabilità del professionista nei confronti del consumatore per mancata fornitura di un contenuto o servizio digitale o per l'esistenza di un difetto di conformità. L'articolo 135- sexiesdecies individua una serie di situazioni in cui l'onere della prova è posto in capo al professionista. Gli articoli da 135- septiesdecies a 135- vicies disciplinano le tutele e le azioni a favore del consumatore in caso di omessa fornitura da parte del professionista del contenuto o servizio digitale o di difetto di conformità del bene. L'articolo 135- vicies semel disciplina le modifiche al contenuto o servizio digitale che sia fornito o reso accessibile al consumatore per un certo periodo di tempo. L'articolo 135- vicies bis dispone la nullità di ogni patto volto ad escludere o limitare a danno del consumatore i diritti riconosciuti dal nuovo Capo, mentre l'articolo 135- vicies ter prevede che per quanto non previsto dal nuovo Capo si applicano le disposizioni del codice civile in tema di formazione, validità ed efficacia dei contratti, comprese le conseguenze della risoluzione del contratto e il diritto al risarcimento del danno. Il seguito dell'esame è rinviato. n. 278 - promozione veicoli puliti Doc n. 278 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1161 che modifica la direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il relatore BERUTTI ( Misto-IeC ) illustra il provvedimento in esame, che dà attuazione alla direttiva 2019/1161 che ha modificato la direttiva 2009/33 relativa alla promozione di veicoli puliti e a basso consumo energetico nel trasporto su strada. Nel 2015, la Commissione europea ha svolto una valutazione ex post della direttiva del 2009, concludendo che la stessa non ha dato l'impulso sperato alla diffusione di veicoli puliti sul mercato dell'Unione e ha determinato un impatto molto limitato principalmente sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici. Per tale motivo, la nuova direttiva del 2019 - che fa parte di un più ampio pacchetto volto a dare attuazione alla Strategia europea per una mobilità a basse emissioni - impone agli Stati membri di assicurare attraverso le amministrazioni aggiudicatrici, per taluni veicoli adibiti al trasporto su strada, la promozione di un mercato di veicoli puliti e a basso consumo energetico. Essa fissa per ciascuno Stato membro degli obiettivi minimi per gli acquisti verdi pubblici di veicoli puliti, che per l'Italia sono i seguenti: 38,5 per cento al 2025 e 2030 per i veicoli leggeri; 10 per cento al 2025 e 15 per cento al 2030 per gli autocarri; 45 per cento al 2025 e 65 per cento al 2030 per i bus.