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Il comma 4 stabilisce che, decorso inutilmente il termine di cui al comma 3 e di un'eventuale sua proroga, l'adeguamento sia curato da una commissione nominata dal Presidente del Consiglio dei ministri e composta da tre membri, compreso il presidente, in possesso di adeguata professionalità. Il comma 5 stabilisce che gli organi dell'ASI restino in carica sino alla naturale scadenza dei rispettivi mandati. I commi 6, 7 e 8 recano la norma di copertura finanziaria e norme di coordinamento e transitorie. Art. 31. – (Struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche spaziali e aerospaziali) La presente disposizione incrementa la dotazione organica dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di dotare la medesima Presidenza del Consiglio dei ministri di un'adeguata struttura di supporto nell'esercizio delle funzioni di direzione e coordinamento delle politiche dei Ministeri relative ai programmi spaziali e aerospaziali, anche in virtù delle nuove attività attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri connesse alla vigilanza sull'ASI introdotte dall'articolo 30. Il comma 2 prevede l'assunzione di 5 unità di personale non dirigenziale, unitamente ad un contingente di 5 esperti, di cui due designati d'intesa con il Ministro della difesa e uno designato d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico. Il comma 3, infine, quantifica l'onere e individua la relativa copertura finanziaria. Art. 32. – (Misure per la realizzazione degli obiettivi di transizione digitale fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e per il rafforzamento dei servizi digitali) Gli interventi normativi, coerenti con l'azione di Governo, si pongono l'obiettivo di contribuire alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), di cui al regolamento (UE) 2021/240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 febbraio 2021, e al regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, in particolare nell'ambito della Missione 1, componente 1.1 – Digitalizzazione della PA, con riferimento all'investimento 1.4 – Servizi digitali e cittadinanza digitale, nonché dei progetti del Piano nazionale per gli investimenti complementari « Servizi digitali e cittadinanza digitale » di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) , punto 1, del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101. In particolare, il comma 1, lettera a) , prevede l'estensione dell'ambito di intervento del Fondo per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, al fine di ricomprendere ulteriori campi coerenti con le progettualità del PNRR (banda ultra larga, intelligenza artificiale, competenze digitali). Il comma 1, alle lettere b) e c) , reca previsioni di coordinamento per garantire, in norma primaria, il rinvio ad un manuale operativo con le regole tecniche di attuazione del Sistema di gestione deleghe e della piattaforma digitale per le notifiche. CAPO V – MISURE PER L'ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE, BENI CULTURALI, ZONE ECONOMICHE SPECIALI E ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE Art. 33. – (Disposizioni urgenti per la realizzazione degli impianti di elettrificazione dei porti) La norma reca disposizioni urgenti per la realizzazione degli impianti di elettrificazione dei porti al fine di ridurne, in attuazione delle previsioni del PNRR, i tempi di realizzazione degli interventi. La norma riguarda i progetti destinati alla realizzazione di opere e di impianti di elettrificazione dei porti nonché le opere e le infrastrutture connesse, necessarie o comunque indispensabili alla costruzione, alla elettrificazione e all'esercizio degli stessi impianti, finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal PNRR, dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) e dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione europea. La disposizione è, pertanto, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla Missione M3C2-4, Riforma 1.3, del PNRR che prevede la semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti di cold ironing con lo scopo precipuo di « semplificare e ridurre la procedura di autorizzazione relativa alla costruzione degli impianti della rete nazionale di trasmissione dell'energia elettrica per alimentare i sistemi di distribuzione per la fornitura di elettricità alle navi ( cold ironing ). ». In particolare, al comma 1 si prevede che detti interventi sono da considerarsi di pubblica utilità, anche ai sensi dell'articolo 12 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e caratterizzati da indifferibilità ed urgenza. Ai fini della definizione del procedimento autorizzativo degli interventi di cui al comma 1, al comma 2 si prevede che, fatti salvi i provvedimenti di competenza del Ministero dell'interno in materia di prevenzione incendi, la costruzione e l'esercizio degli impianti di elettrificazione dei porti, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione di detti impianti, nonché le opere e le infrastrutture connesse, necessarie o indispensabili alla costruzione, alla elettrificazione e all'esercizio degli impianti stessi, ivi inclusi gli interventi, anche consistenti in demolizione di manufatti o in interventi di ripristino ambientale, occorrenti per la riqualificazione delle aree di insediamento degli impianti, sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico. Il comma 3 stabilisce che l'autorizzazione di cui al comma 2 è rilasciata all'esito di una conferenza di servizi, promossa dall'Autorità di sistema portuale o dalla regione competente, e svolta secondo le modalità di cui all'articolo 14- bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, alla quale partecipano tutte le amministrazioni interessate, ivi comprese l'autorità competente al rilascio, ai sensi dell'articolo 36 del codice della navigazione di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, di apposita concessione di durata non inferiore a quindici anni e con canone determinato ai sensi dell'articolo 39, secondo comma, del medesimo codice della navigazione. Il rilascio dell'autorizzazione costituisce titolo a costruire ed esercire gli impianti, in conformità al progetto approvato. Il termine massimo per la conclusione del procedimento unico non può essere superiore a centoventi giorni, ovvero a centottanta nel caso in cui sia necessario il procedimento di valutazione di impatto ambientale o la verifica di assoggettabilità sul progetto di fattibilità tecnico-economica.