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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 28 BORGHESI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE REFERENTE (824) Proroga termine disciplina giudizi Corte dei conti DDL 824 Modifiche all'articolo 20, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante proroga del termine per l'adozione di disposizioni integrative e correttive concernenti la disciplina processuale dei giudizi innanzi alla Corte dei conti (Esame) Il relatore GRASSI ( M5S ) riferisce sul disegno di legge in titolo, d'iniziativa del senatore Patuanelli, recante una proroga del termine per l'esercizio della delega conferita al Governo con la legge n. 124 del 2015, in materia di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, con riferimento alla possibilità di emanare disposizioni integrative e correttive al codice di giustizia contabile, di cui al decreto legislativo n. 174 del 2016. In particolare, all'articolo 1, si sostituisce il comma 6 dell'articolo 20 della legge n. 124, prevedendo un termine di tre anni in luogo di due. Tale proroga si è resa necessaria in quanto, per limitare gli interventi correttivi a quelli effettivamente opportuni, come previsto dalla stessa legge delega, si è ritenuto di monitorare l'impatto delle disposizioni del codice di giustizia contabile per un tempo sufficientemente prolungato, tale da far emergere le reali esigenze di modifica. Segnala, infine, l'urgenza di concludere quanto prima l'esame del provvedimento, considerato che - in assenza di proroghe - la scadenza per l'esercizio della delega è prevista per il prossimo 6 ottobre. Il senatore PARRINI ( PD ) rileva che sarebbe stato preferibile esercitare la delega entro i termini previsti. Tuttavia, concordando sulla opportunità di introdurre correttivi alla disciplina dei giudizi davanti alla Corte dei conti, esprime - a nome del Gruppo - un orientamento favorevole sul disegno di legge in esame. In ogni caso, sottolinea la necessità di valutare con molta attenzione il contenuto delle disposizioni che il Governo intenderà successivamente proporre, affinché siano volte effettivamente a introdurre modifiche in senso migliorativo. Non essendovi altri iscritti a parlare, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Acquisita la disponibilità dei Gruppi parlamentari a rinunciare alla fissazione di un termine per la presentazione di emendamenti, al fine di assicurare la definitiva approvazione del provvedimento in tempi brevi, pone in votazione il conferimento del mandato al relatore. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conferisce quindi al relatore Grassi il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 824 , con richiesta di autorizzazione a svolgere la relazione orale. IN SEDE REDIGENTE (Doc. XXII, n. 1 e connessi) Commissione di inchiesta sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 9 Daniela DONNO ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 1 Maria RIZZOTTI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 8 MARCUCCI ed altri. - Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 30 luglio. La relatrice VONO ( M5S ) illustra l'emendamento 1.100, con il quale si prevede la durata di un anno per la Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, stabilendo altresì l'ammontare delle spese per il suo funzionamento nel limite massimo di 5.000 euro per il 2018 e di 45.000 euro per il 2019. L'emendamento 2.100, invece, è volto a precisare che la istituenda Commissione d'inchiesta si avvalga dell'ampio lavoro istruttorio già svolto nella scorsa legislatura. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) chiede un chiarimento sulla limitazione a un solo anno della durata della Commissione d'inchiesta. La relatrice VONO ( M5S ) ritiene che il termine di un anno sia sufficiente, in quanto già nella scorsa legislatura è stata raccolta un'ampia documentazione, che sarà utile per l'elaborazione di proposte di legge volte al contrasto del fenomeno del femminicidio. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene opportuno precisare se la durata di un anno decorra dall'approvazione della legge, dall'insediamento della Commissione o dall'elezione dell'Ufficio di Presidenza. Il senatore PERILLI ( M5S ) sottolinea, preliminarmente, che la Commissione d'inchiesta dovrebbe avere un ambito d'indagine limitato e obiettivi specifici, altrimenti sarebbe preferibile svolgere una mera indagine conoscitiva sul grave fenomeno del femminicidio nell'ambito delle Commissioni parlamentari competenti. Tale attività istruttoria, tuttavia, è stata già svolta in modo approfondito nella scorsa legislatura. Pertanto, sarebbe inopportuno prevedere una durata di cinque anni per la nuova Commissione d'inchiesta, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di predisporre proposte legislative, sulla base di una rielaborazione sintetica della documentazione già acquisita. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) sottolinea che, nella scorsa legislatura, la Commissione d'inchiesta sul femminicidio è stata istituita soltanto il 18 gennaio 2017. A suo avviso, quindi, il lavoro svolto finora - per quanto ampio e proficuo - non può certo considerarsi completato. Ritiene che la fissazione di un termine così breve non consenta di sviluppare le indicazioni di contrasto del fenomeno emerse finora e finisca altresì per sminuire il significato e l'importanza della Commissione d'inchiesta. Il senatore COLLINA ( PD ) osserva che la durata della Commissione dovrebbe essere adeguata ai compiti che si prevede di assegnare con la legge istitutiva. A tale proposito, rileva che il Doc . XXII, n. 9, d'iniziativa della senatrice Donno e altri, all'articolo 2, stabilisce, tra i compiti della Commissione, non solo lo svolgimento di indagini sulle dimensioni e sulle cause del fenomeno del femminicidio, ma anche un monitoraggio della concreta attuazione della Convenzione di Istanbul, così come delle capacità di intervento delle autorità e dell'effettivo impatto delle misure di contrasto. Analoghe funzioni sono previste anche dagli altri documenti all'esame. Il termine di un anno, quindi, appare del tutto insufficiente: tutt'al più, a suo avviso, si potrebbe prevedere una relazione annuale al Parlamento sull'attività svolta. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) sottolinea che l'obiettivo della Commissione d'inchiesta non è limitato all'analisi storico-sociologica del fenomeno, ma si estende alla valutazione dell'adeguatezza ed efficacia dell'intervento legislativo e amministrativo.