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L'articolo 8 modifica l'articolo 18 della legge n. 157 del 1992, rimodulando il calendario venatorio, onde consentire al nostro Paese, così come avviene nel resto dell'Europa, l'attivazione delle cacce per periodo e per specie sulla base di precisi riscontri di natura tecnico-scientifici. L'articolo 9 modifica il comma 2 dell'articolo 19 della legge n. 157 del 1992, in materia di controllo della fauna selvatica anche al di fuori dei periodi, degli archi temporali e degli orari di cui all'articolo 18 della stessa legge. L'articolo 10 modifica l'articolo 21 della legge n. 157 del 1992, in materia di divieti nelle zone dove è vietata l'attività venatoria. Gli articoli 11 e 12 modificano gli articoli 30 e 31 della legge n. 157 del 1992, in materia di sanzioni penali, amministrative e accessorie, aggiornandole dal punto di vista quantitativo.. Art. 1. 1. L'articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, di seguito denominata «legge n. 157 del 1992», è sostituito dal seguente: «Art. 1. - (Finalità. Definizione della fauna selvatica). -- 1. La presente legge, nel rispetto della normativa comunitaria e degli impegni internazionali assunti dall'Italia, in armonia con la programmazione regionale e concorrendo alla promozione e allo sviluppo dell'economia rurale, è finalizzata ad assicurare sul territorio nazionale la tutela, la conservazione e la gestione degli habitat naturali e delle risorse faunistiche, con particolare riferimento alla fauna selvatica migratoria, considerata risorsa della comunità internazionale. 2. La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato. 3. La direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, è integralmente recepita e attuata nei modi e nei termini previsti dalla presente legge, la quale costituisce inoltre attuazione della convenzione internazionale per la protezione degli uccelli, adottata a Parigi il 18 ottobre 1950, resa esecutiva dalla legge 24 novembre 1978, n. 812, e della convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, adottata a Berna il 19 settembre 1979, resa esecutiva dalla legge 5 agosto 1981, n. 503». Art. 2. 1. All'articolo 4 della legge n. 157 del 1992, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «L'autorizzazione alla gestione di tali impianti è concessa dalle regioni su parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ovvero, se istituiti ai sensi dell'articolo 7, commi 2- bis e 2- ter, degli istituti regionali, i quali svolgono altresì compiti di controllo e di certificazione dell'attività svolta dagli impianti stessi e ne determinano il periodo di attività»; b) il comma 4 è abrogato; c) il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. É fatto obbligo a chiunque abbatte, cattura o rinviene uccelli inanellati di darne notizia all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ovvero, se istituiti ai sensi dell'articolo 7, commi 2- bis e 2- ter, agli istituti regionali, ovvero al comune nel cui territorio è avvenuto il fatto. L'istituto regionale e il comune provvedendo a informare l'Istituto superiore». Art. 3. 1. L'articolo 5 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: «Art. 5. - (Richiami vivi). -- 1. Nell'esercizio dell'attività venatoria da appostamento possono essere utilizzati in funzione di richiami vivi uccelli appartenenti alle specie cacciabili, provenienti dagli impianti di cattura e dagli allevamenti autorizzati dalle province. 2. Ogni cacciatore non può impiegare contemporaneamente più di dieci richiami di cattura per ogni singola specie cacciabile. 3. La legittima detenzione degli uccelli da richiamo è attestata dal documento di provenienza, rilasciato dalle province titolari degli impianti di cattura, che deve accompagnare gli uccelli anche nel caso di cessione da parte di un altro cacciatore. È vietata la cessione a titolo oneroso degli uccelli da richiamo di cui al presente comma. 4. Le regioni disciplinano l'attività di allevamento degli uccelli da richiamo appartenenti alle specie cacciabili e le relative modalità di utilizzo e di cessione per l'attività venatoria». Art. 4. 1. Dopo il comma 2 dell'articolo 7 della legge n. 157 del 1992, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti: « 2- bis. Le regioni possono istituire con propria legge l'istituto regionale per la fauna selvatica che svolge nell'ambito del territorio di compentenza i compiti di cui al comma 3, quale organo scientifico e tecnico di ricerca e di consulenza delle regioni e delle province. 2- ter. L'istituto regionale per la fauna selvatica è sottoposto alla vigilanza del presidente della giunta regionale. Gli istituti regionali collaborano con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che ne coordina l'azione, nei progetti e nelle attività di carattere nazionale e internazionale. 2- quater. Alle funzioni attribuite agli istituti regionali per la fauna selvatica, istituiti ai sensi del comma 2- bis , provvedono gli organi istituiti per le corrispondenti funzioni secondo le norme vigenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano». Art. 5. 1. All'articolo 10 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 8: 1) alla lettera e), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «. In tali zone l'attività cinofila con abbattimento della fauna, purché di allevamento e liberata per l'occasione, può essere svolta anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all'articolo 18 in quanto non considerata attività venatoria»; 2) dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti: « h- bis) i parchi, le riserve naturali e i rifugi faunistici destinati a favorire la sosta della fauna stanziale e migratoria e l'irradiamento della fauna selvatica nei territori circostanti; h- ter) tutte le zone comunque precluse all'attività venatoria e, ai fini della sua utilizzazione faunistica e faunistico-venatoria, il demanio agricolo e forestale dello Stato e delle regioni»; b) il comma 14 è sostituito dal seguente: « 14. Qualora nei successivi sessanta giorni sia presentata opposizione motivata in carta semplice ed esente da oneri fiscali, da parte dei proprietari o dei conduttori dei fondi che rappresentano la maggior parte del territorio interessato, la zona non può essere istituita»; c) il comma 17 è abrogato. Art. 6. 1. Il comma 5 dell'articolo 12 della legge n. 57 del 1992 è abrogato. Art. 7. 1. All'articolo 14 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti: « 5- bis.