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Il motivo concreto del mio intervento di fine seduta è che ieri c'è stata la pubblicazione della documentazione a livello europeo sul cancro e sulle evoluzioni che oggi noi possiamo considerare capaci di illuminare, prima, di più e meglio, questa patologia, che rappresenta comunque una delle maggiori cause di mortalità ancora oggi. Tra i fattori che predispongono al cancro, sapevamo tutti che c'era il fumo, ma era escluso che il fumo potesse riguardare anche le nuove forme, i nuovi modelli di fumo. Ciò è tanto vero, signor Presidente, ed è il motivo per cui da tempo porto avanti questa battaglia, che il fumo da tabacco riscaldato gode di un'agevolazione fiscale, che raggiunge il 70 per cento, con la premessa che questo fumo non nuoce alla salute. Il documento di ieri del Parlamento europeo, documento approfondito, analitico, concreto e preciso mostra che questa relazione esiste. Allora, vorrei, in primis , la risposta all'interrogazione 4-02548 ; in secondo luogo, vorrei avere giustizia sul piano delle politiche fiscali, che concretamente queste forme di fumo paghino una aliquota più alta nella loro tassazione; in terzo luogo, vorrei che all'opinione pubblica venisse detto con chiarezza che fumare fa male, anche se questo fumo è legato al tabacco riscaldato. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'ultima volta che ho trattato questo tema ho detto che speravo di non doverlo più fare; ho lasciato correre parecchi incidenti, ma oggi sono costretto a riprendere un tema veramente brutto: l'ennesimo morto, l'ennesima persona che non c'è più. Qualche giorno fa, poco dopo la mezzanotte, lungo la strada statale 693 di San Nicandro Garganico, un imprenditore agricolo di Lesina, del Gargano, ha perso la vita perché lungo la sua strada ha trovato degli animali che non dovevano esserci. Era la seconda volta: circa un anno prima aveva demolito la macchina, ma se l'era cavata, in questo parco del Gargano dove forse manca una corretta gestione faunistica (essendo un parco) e succedono cose di questo genere, come in tante altre parti d'Italia. Desidero ricordarlo insieme a tutti gli altri. Non c'è più, è morto. Un paio di cinghiali si sono fatti male. Qualche sera fa un nostro collega, il senatore Briziarelli, ha rischiato di fare la stessa fine; ne è venuto fuori per miracolo, un cinghiale si è fatto male. Noi stiamo dalla parte di Gino Turco, imprenditore morto che non c'è più, e dalla parte del senatore Briziarelli. Non stiamo dalla parte dei cinghiali. In questo Paese sta avvenendo un fenomeno strano. La scienza ci dice e ci chiede di intervenire dal punto di vista legislativo in modo urgente e veloce per riportare la situazione alla normalità: gli studi scientifici parlano di un cinghiale per chilometro quadrato, ma sull'Appennino siamo a 14-15 cinghiali per chilometro quadrato. Vedo che qualcuno fa la faccia stanca, probabilmente la coscienza non è del tutto pulita dal punto di vista politico. Dico questo a cominciare da quanto è avvenuto questa mattina, quando in 13 a Commissione, a fronte del problema della peste suina, c'è stato un accordo politico fra LeU, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico volto a stabilire che quel problema va affrontato con metodi ecologici e non cruenti. Chiedo che su questo ci sia una grande riflessione. Da cittadino genovese chiedo che venga affrontato anche il problema della presenza degli animali e dei cinghiali all'interno dei grandi centri urbani. Siamo andati al voto su questo tema e la compagine politica di cui ho parlato prima ha bocciato questa proposta. Lo dico da genovese, nei giorni e nelle ore in cui branchi di cinghiali stanno girovagando nel cimitero monumentale di Staglieno. (Il microfono si disattiva automaticamente). NATURALE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla crisi legata alla pandemia, già di per sé estremamente gravosa, si è aggiunta la crisi russo-ucraina che ci sta facendo ripiombare in un contesto di paura e instabilità. Tale condizione deriva non solo da effetti strettamente connessi al conflitto e alle sofferenze causate al popolo ucraino, a cui va il nostro accorato pensiero, ma anche dai risvolti economici e sociali. Mi riferisco al rincaro dei prezzi delle materie prime e dei combustibili, che tutti viviamo sulla nostra pelle. È del 10 marzo 2022 la quotazione record per gasolio e benzina in Italia, salita a 2,5 euro al litro, con il prezzo del diesel che è addirittura arrivato a superare quello della benzina. Se da un lato questo innalzamento dei prezzi è collegato al conflitto in atto, da un altro è frutto di una psicologia perversa che si impernia sulla paura e sulla speculazione. Proteste e scioperi si stanno quindi moltiplicando giorno per giorno in tutto il Paese, aggiungendo disagi ai disagi. In Italia l'80 per cento della merce viaggia su gomma e con il costo dei carburanti a questi livelli la distribuzione rischia di bloccarsi. Massima solidarietà agli autotrasportatori che denunciano a gran voce insostenibili perdite. (Applausi) . Si tratta di oltre 2.000 euro mensili, che riguardano non solo i vari rincari, ma anche altri oneri che da anni attendono correttivi risolutivi, restando però puntualmente inevasi. Stessa sorte per i pescatori, fermi in porto da giorni perché non ritengono conveniente uscire in mare per pescare in quanto avrebbero spese doppie e sanno di non potersi poi rifare sul consumatore finale. Come dargli torto. Stessa situazione per gli agricoltori che lamentano l'aumento repentino dei prezzi di materie prime indispensabili per l'attività, oltre che del carburante. Materie prime quali sementi e concimi, per non parlare dei mangimi per il settore zootecnico. Questa situazione si va a sommare alla diminuzione della disponibilità di cereali da Paesi quali Canada e Ungheria, da cui importiamo materia prima indispensabile all'industria molitoria italiana, che non sarà più in grado di garantire la produzione nei volumi richiesti dal mercato. La drammaticità di questo scenario sta esacerbando una situazione già critica e si paventa il rischio di ritrovarci in un vero e proprio tsunami su scala europea, le cui conseguenze nefaste arriverebbero a cascata su molti settori e non solo nelle filiere direttamente collegate. È urgente e necessario intervenire congiuntamente a livello europeo per intavolare una discussione sul recovery emergenziale, al fine di garantire celermente misure e interventi per assicurare stabilità e prevenire situazioni di crisi. È indispensabile porre regole chiare sul costo delle risorse energetiche per eliminare pericolose derive capaci di mettere in ginocchio il tessuto produttivo destabilizzando pericolosamente l'intero assetto economico, come da tempo ripetono a gran voce tutti gli operatori del settore. Come MoVimento 5 Stelle siamo pronti a fare tutto il possibile per dare il massimo supporto alle categorie in difficoltà. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE .