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L'Accordo definisce, quindi, la durata della partecipazione per cittadini idonei (non più di 12 mesi) (articolo 4) e le modalità per il rilascio dei documenti (articolo 5), stabilendo altresì che i beneficiari siano soggetti alla legislazione e ai regolamenti del Paese ospitante, in particolare per quello che riguarda gli standard occupazionali, i salari, le condizioni di lavoro, le prestazioni di natura assicurativa, di tutela e di sicurezza sul lavoro (articolo 6). L'intesa bilaterale dispone inoltre che le misure in essa contenute siano applicate dalle Parti in conformità al diritto internazionale e, per l'Italia, all'appartenenza all'Unione europea (articolo 7), e stabilisce le modalità per la promozione e l'informazione delle procedure necessarie per presentare la richiesta di partecipazione (articolo 8). Da ultimo, l'Accordo reca le disposizioni finali relative alla sua entrata in vigore, alla sua emendabilità ed estinzione, nonché alle modalità per la risoluzione di eventuali controversie interpretative o attuative (articolo 9). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente CRAXI ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e apre la discussione generale. Prende, quindi, la parola il sottosegretario DI STEFANO per attirare l'attenzione dei Commissari sulla necessità di portare a compimento, il prima possibile, l' iter di approvazione della ratifica in titolo, considerata l'importanza della materia oggetto di cooperazione tra Italia e Canada. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2632 Ratifica ed esecuzione del Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata, fatto a Roma il 26 novembre 2021 DDL 2632 Ratifica ed esecuzione del Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata, fatto a Roma il 26 novembre 2021 (Esame e rinvio) Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, dà conto del disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica del Trattato, sottoscritto nel novembre del 2021, dalla Repubblica italiana e dalla Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata. Con la firma, avvenuta a Roma il 26 novembre 2021, del cosiddetto Trattato del Quirinale, l'Italia e la Francia hanno inteso porre fine ad una stagione segnata da tensioni e da contrasti per taluni interessi contrapposti, dando vita ad uno strumento di dialogo istituzionalizzato, e contribuendo in questo modo a quell'azione di rilancio del processo di integrazione europea mediante l'affermazione di una dimensione franco-italiana, da porre accanto al lungo e collaudato sodalizio franco-tedesco, rafforzato da ultimo con la sottoscrizione, nel gennaio 2019, del nuovo trattato di Aquisgrana. Composto da un preambolo e da 12 articoli, il nuovo Trattato italo-francese rimarca il comune legame tra Italia e Francia in rapporto al Mediterraneo, nonché in relazione ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del Trattato sull'Unione europea, ribadendo la volontà dei due Paesi di rafforzare la difesa europea come elemento peculiare dell'apparato di deterrenza e difesa dell'Alleanza atlantica. Oltre all'attenzione verso il Mediterraneo, incluse le questioni inerenti alla sua preservazione ecologica, Italia e Francia evidenziano come anche le problematiche dell'Arco alpino, particolarmente interessato dal riscaldamento climatico, implichino una stretta cooperazione dei due Paesi, dichiarando l'obiettivo di voler assicurare a tutti i livelli una cornice più stabile alle relazioni istituzionali bilaterali già esistenti, riconoscendo in particolare un ruolo centrale al Vertice intergovernativo annuale quale fulcro della volontà di concertazione bilaterale in tutti i settori. L'articolo 1 concerne la cooperazione italo-francese in materia di affari esteri, impegnando le Parti a sviluppare una sinergia tra le rispettive azioni a livello internazionale, anche al fine di stabilire posizioni comuni nell'ambito dei consessi internazionali, avvalendosi di meccanismi stabili di consultazione rafforzata. In relazione al Mediterraneo, il Trattato esplicita l'impegno a rafforzare il coordinamento bilaterale su tutte le questioni che abbiano impatto sulla sicurezza, sullo sviluppo socioeconomico, sulla pace e la tutela dei diritti umani nella regione, incluso il contrasto allo sfruttamento della migrazione irregolare, oltre che in relazione alla promozione di un utilizzo sostenibile delle risorse energetiche. Sul più ampio scenario internazionale, le Parti si impegnano a promuovere regolari consultazioni e a favorire lo sviluppo di un comune approccio europeo nei riguardi dei principali alleati e concorrenti, con particolare riguardo alla dimensione multilaterale di una governance globale. Nel campo commerciale, i due Paesi intendono collaborare per spingere la politica dell'Unione europea verso l'obiettivo di un sistema di scambi internazionali equo e sostenibile, rafforzando nel contempo la dimensione industriale e l'autonomia strategica. L'articolo 2, dedicato alle questioni di sicurezza e difesa, sancisce una serie di impegni per le Parti nel quadro dei comuni sforzi per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, tra i quali la cooperazione e gli scambi tra le Forze armate dei due Paesi e sui materiali di difesa e le attrezzature, lo sviluppo di sinergie sul piano delle capacità e operativo, la consultazione regolare sulle questioni trattate dall'Unione europea e dall'Alleanza Atlantica e il coordinamento - ove possibile - delle rispettive posizioni, oltre al rafforzamento e alla cooperazione tra le rispettive industrie di difesa e sicurezza. L'articolo 3, in materia di affari europei, prevede che le Parti si consultino regolarmente in vista del raggiungimento di posizioni comuni nelle questioni di interesse in relazione ai principali settori della politica economica europea, favorendo iniziative congiunte per una maggiore partecipazione dei cittadini al processo decisionale europeo e nell'ottica del rafforzamento delle istituzioni europee e della difesa dei valori fondanti del progetto europeo. L'articolo 4, concernente le politiche migratorie e i settori della giustizia e degli affari interni, stabilisce l'impegno delle Parti a rafforzare la loro cooperazione per una riforma della politica migratoria e d'asilo europea basata sui princìpi di responsabilità e solidarietà condivise tra gli Stati membri, oltre che per la prevenzione e il contrasto delle minacce criminali transnazionali. A tal fine, viene previsto che i Ministeri degli affari esteri e dell'interno di Roma e di Parigi istituiscano meccanismo di concertazione rafforzata con riunioni periodiche.