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Con questa legge si pone fine a un certo sistema, perché talvolta accadeva che i pescatori stessi, proprio per non incorrere nelle sanzioni o nel pagamento degli oneri per lo smaltimento e quindi per non gravare sulla loro economia con i costi conseguenti, rigettassero in mare i rifiuti raccolti dalle reti. Adesso, invece, con questa legge si prevede che gli imprenditori ittici possono recuperare i rifiuti solidi dispersi in mare durante l'esercizio della pesca, conferendoli poi alle isole ecologiche istituite nei porti, senza alcun onere economico a loro carico. Questo costo ovviamente dovrà essere distribuito su tutta la collettività tramite una nuova componente inserita nella tassa sui rifiuti. In buona sostanza, quel che facciamo oggi è far diventare i pescatori - ed è una grandissima novità - degli operatori ecologici del mare a tutti gli effetti. Essi potranno anche ottenere un certificato ambientale che consentirà loro di usufruire dei benefici premiali. Questo modello esiste già in Italia in via sperimentale in determinati territori, ma adesso viene istituzionalizzato ovunque. Iniziamo insomma a ripulire il mare e lo facciamo con degli alleati professionisti che conoscono il problema meglio di tutti noi, perché ci hanno a che fare tutti i giorni. Questo decreto-legge consentirà quindi ai pescatori di svolgere una funzione importante per la salvaguardia delle acque marine. È molto rilevante dotarci di questi strumenti capaci di salvaguardare la qualità delle acque dei mari, il tutto partendo da un dato di fatto: gran parte dell'inquinamento delle acque dipende anche dai nostri comportamenti. Torno al ragionamento che facevo in precedenza: per questo è importante che il provvedimento cosiddetto salva mare preveda anche opere di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole, così da aumentare la consapevolezza nella popolazione, soprattutto per le nuove generazioni, sull'importanza della tutela dell'ambiente, sulla necessità di un minore consumo di plastica e sull'esigenza di promuovere l'economia circolare, ossia il continuo riuso delle risorse. Quello della prevenzione - badate - è un problema importantissimo, perché siamo arrivati, non solo in questo campo, a delle conseguenze aberranti proprio in quanto abbiamo evitato di fare prevenzione ed educazione. Nel provvedimento in esame è previsto - ed è importantissimo - un'opera di sensibilizzazione fin dalle scuole, in maniera tale che i bambini capiscano l'importanza della natura. Peraltro, voglio dire che i giovani sono molto più sensibili di noi rispetto alle materie ambientali e, quindi, saranno sicuramente delle carte assorbenti quando queste opere di sensibilizzazione verranno attuate a partire dalle scuole. Il testo contempla inoltre misure per il recupero delle biomasse spiaggiate derivanti da piante marine o alghe, attraverso lo spostamento in altre aree adeguate dal punto di vista naturalistico oppure tramite la reimmissione in mare, una volta ripulite da una serie di sostanze nocive. Insomma, il provvedimento prevede tutta una serie di azioni concrete che mirano a ridurre l'inquinamento marittimo: ha, cioè, l'obiettivo di contrastare un problema che sta diventando sempre più grande e assume dimensioni sempre più preoccupanti, come evidenziato in precedenza. Nel mondo sono state individuate negli ultimi anni sei isole di plastica costituite da un enorme agglomerato di rifiuti che si muovono al largo, sospinto dalle correnti. La più grande - lo dico a titolo esemplificativo - si trova nell'oceano Pacifico tra il Giappone e le Hawaii; è denominato great pacific garbage patch ed ha raggiunto le dimensioni di Francia, Germania e Spagna messe insieme. Di fronte a situazioni di tale gravità, è necessario adottare i provvedimenti che stiamo assumendo, che spero siano solo l'avvio di quel percorso di sensibilizzazione che ci porterà a eliminare progressivamente questo gravissimo problema, aprendo finalmente il cammino alla tutela effettiva del nostro ambiente, dei nostri mari, della nostra aria, dei nostri territori. È un processo ben avviato, dobbiamo però proseguirlo e il nostro impegno ci sarà tutto. Per questo motivo, a nome di Italia Viva-Partito Socialista Italiano, annuncio il voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, i fini di questo provvedimento sono assolutamente apprezzabili, tanto è vero che Fratelli d'Italia ha votato favorevolmente all'articolo 1 che compone il testo. In tutta onestà, però, dobbiamo dire che il titolo è tanto ambizioso quanto inconferente rispetto ai contenuti del disegno di legge. Fratelli d'Italia ha immediatamente ravvisato la necessità di tutelare e valorizzare la risorsa mare e ha presentato, ben prima che il ministro Costa lo facesse, un progetto di legge sia alla Camera, a firma del collega Rizzetto, sia qui al Senato, con il disegno di legge a prima firma del sottoscritto e di tutti i componenti del Gruppo Fratelli d'Italia. Dobbiamo però raccogliere, rispetto ai contenuti della nostra proposta di legge, come vi sia stata in Commissione, prima alla Camera e poi al Senato, una chiusura nel ricevere i nostri suggerimenti, che - a nostro avviso -avrebbero reso questo disegno di legge molto più efficace e concreto. Peraltro, dal punto di vista politico, dobbiamo registrare che se un testo così scialbo impiega oltre due anni per essere approvato, immaginiamo quanto tempo occorrerà per realizzare la tanto strombazzata transizione ambientale. I nostri contributi li abbiamo forniti attraverso emendamenti che miravano a rendere questo testo realmente più incidente: dare un credito di imposta ai pescatori per ogni quintale di rifiuti raccolti; creare aree ecologiche presso ogni porto per smaltire i rifiuti; fare in modo che si fosse molto più incisivi nell'intervento sui fiumi, sui laghi, sulle lagune, per esempio puntando su una esperienza che ha dato dei frutti positivi nell'ambito degli enti locali, come i contratti di fiume, e cioè andare alla fonte dell'inquinamento che finisce nelle acque marine. Tutto questo perché Fratelli d'Italia ha una cultura ambientalista profonda e vera. (Applausi) . A noi hanno insegnato che l'ambiente è l'altro volto del sacro. Noi siamo degli ambientalisti antropocentrici, equilibrati, distinti e distanti dal climatismo fanatico che incontra tanto sostegno, ma assolutamente privo di ricadute pratiche. Noi crediamo che questo provvedimento sia un esempio di come si potrebbe fare molto di più e invece si pensa solo ed esclusivamente a piazzare delle bandierine ideologiche. La tutela e la valorizzazione della risorsa mare per la creazione di una blue economy non possono prescindere dal ruolo che va riconosciuto ai pescatori, che in maniera improvvida sono stati definiti dall'ex ministro Costa «spazzini del mare». Noi preferiamo definirli «sentinelle del mare», cioè coloro che il mare conoscono e che dal mare traggono la loro fonte di sostentamento. Per questo motivo non ne potrebbero mai volere il male. Riteniamo che il provvedimento si poteva migliorare notevolmente, ma anche la filosofia di realizzare sempre provvedimenti ad invarianza di spesa non paga il risultato che si vuole raggiungere.