[pronunce]

che insiste per l'accoglimento della sollevata questione di costituzionalità, e la Partenope Ambiente S.p.a. e la A2A S.p.a. , che chiedono che la stessa sia dichiarata infondata; che è intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, chiedendo che la questione sia dichiarata infondata; che, si è costituito nel giudizio di costituzionalità anche il Gestore dei servizi energetici (GSE) S.p.a. , sottolineando come, poiché nel giudizio a quo era stata prospettata, in via prioritaria, una questione pregiudiziale ai sensi dell'art. 267 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (T.F.U.E.), il rimettente avrebbe dovuto disporre il rinvio alla Corte di giustizia di Lussemburgo, ed osservando, nel merito, in relazione alla sola questione di costituzionalità del censurato art. 7, comma 5, che la stessa sarebbe inammissibile e infondata; che, con memoria depositata in data 27 marzo 2012, la A2A S.p.a. e la Partenope Ambiente S.p.a. hanno chiesto che, in seguito all'adozione del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento), sia disposta la restituzione degli atti al rimettente al fine di valutare la persistente rilevanza della questione; che, con memoria depositata in data 28 marzo 2012, la FIBE S.p.a. , pur senza prendere posizione in merito alla richiesta di restituzione atti, ha svolto alcune considerazioni a sostegno della sollevata questione e a confutazione delle tesi difensive della GSE S.p.a. , della A2A S.p.a. e della Presidenza del Consiglio; che successivamente, la GSE S.p.a. ha insistito nella richiesta di restituzione atti, mentre la FIBE S.p.a. ha dato atto di essere stata interamente soddisfatta nelle proprie pretese; che, nel corso dell'udienza, anche l'Avvocatura dello Stato ha chiesto che fosse disposta la restituzione atti al tribunale rimettente. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha promosso, in riferimento all'art. 117, primo comma, della Costituzione, all'art. 1 del primo Protocollo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), questione di legittimità costituzionale degli artt. 6 e 7, comma 1, 2 e 3, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 (Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2010, n. 26; che il Consiglio di Stato, pronunciando sull'appello, proposto da FIBE s.p.a., avverso la sentenza non definitiva del TAR Lazio, nella parte in cui il ricorso della FIBE era stato dichiarato in parte infondato e in parte inammissibile, ha sollevato, in riferimento agli artt. 42 e 117, primo comma, Cost., e all'art. 1 del primo Protocollo della Convenzione EDU, questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, commi 4, 5 e 6, del d.l. n. 195 del 2009; che, successivamente, in data 23 dicembre 2011 e 9 gennaio 2012 è stato stipulato dalla Presidenza del Consiglio con la FIBE S.p.a. - su conforme parere dell'Avvocatura dello Stato e dello stesso Consiglio di Stato - un accordo transattivo, in virtù del quale la predetta società ha dichiarato di impegnarsi a rinunciare ad ogni azione, diritto o pretesa verso la Presidenza del Consiglio, inerente al titolo di proprietà del bene e alla relativa utilizzazione dal momento del pagamento della somma di euro 355.550.249,84, da effettuare (attesa l'avvenuta proroga del termine in un primo tempo fissato entro il 31 gennaio 2012) entro il 30 giugno 2012; che detto accordo transattivo prevede l'accettazione da parte della FIBE S.p.a. del predetto valore di indennizzo e l'accettazione della somma di euro 110.000.000 a titolo di canoni per l'utilizzazione dell'impianto fino al definitivo trasferimento della proprietà; che la FIBE S.p.a. ha , altresì, accettato la deduzione, dalla somma complessiva, di quanto ad essa anticipato dallo Stato per l'ultimazione dell'impianto; che, in attuazione degli impegni assunti con tale transazione, è stato disposto, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2012, il trasferimento del termovalorizzatore di Acerra alla Regione Campania, previa individuazione dei mezzi per far fronte al pagamento nei fondi (regionali) per le aree sottoutilizzate (FAS) - in seguito divenuti Fondi per lo sviluppo e la coesione - relativi al triennio 2007-2011; che è stato disposto, altresì, l'inserimento, in diversi, successivi decreti-legge, di una disposizione che autorizza la Regione Campania ad acquistare il termovalorizzatore di Acerra utilizzando il Fondo per le Aree Sottoutilizzate; che il decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2 (Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale), in conseguenza di alcune osservazioni, in materia di copertura, mosse alla disposizione in Commissione Bilancio e Finanze, è stato convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 marzo 2012 n. 28, con esclusione della autorizzazione suddetta; che, nella stessa legge di conversione, è stato prorogato, come si è detto, al 30 giugno 2012 il termine previsto dalla censurata disposizione per il definitivo trasferimento del termovalorizzatore; che la disposizione sul trasferimento dell'impianto è stata successivamente reinserita nell'art. 12, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento); che il predetto decreto-legge è stato convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 aprile 2012, n. 44, con la conferma della disposizione che prevede trasferimento del termovalorizzatore alla Regione Campania e il pagamento della somma di euro 355.550.249,84 con l'impiego dei fondi FAS regionali; che, nella memoria illustrativa dalla stessa FIBE S.p.a. si dà atto che, in data 27 maggio 2012, è intervenuto il pagamento della somma, con integrale soddisfazione delle sue ragioni e pretese; che, in presenza della richiamata normativa - che dispone, nell'immediato, quel trasferimento di proprietà e quell'indennizzo di cui la FIBE S.p.a.