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Signor Presidente del Consiglio, dovrei farle i complimenti, perché ho visto che in quest'anno lei è riuscito ad acquisire un'abilità non indifferente, nel senso di fare un quadro così generale, su molte questioni, e di evitare accuratamente, se non prendendole molto di lato, le questioni fondamentali, che forse avrebbero dovuto essere il vero oggetto della discussione e del confronto qui in quest'Aula. Vede, signor Presidente del Consiglio, lei ha affrontato forse in meno di due righe la questione della minaccia di procedura di infrazione per debito eccessivo, ma lei sa perfettamente che questa per noi è una situazione molto seria e molto critica. Tra l'altro, lo dico a lei e lo dico anche ai membri del Governo, credo - e guardo al presidente Monti - che questa sarebbe la prima volta nella storia dell'Unione europea. Ora, è chiaro che noi riteniamo questa ipotesi di procedura per debito eccessivo assolutamente sproporzionata, anche dal punto di vista tecnico, ed è quindi evidente a tutti che questa è una posizione molto politica da parte della Commissione europea, conseguente a quello che è stato non solo l'atteggiamento, ma anche la posizione che in modo reiterato noi come Paese e il suo Governo abbiamo portato avanti. Infatti, cosa è accaduto? È accaduto che, giorno dopo giorno, è stata messa in atto una sorta di ginnastica continua, quella del gioco al rialzo e in qualche modo anche della provocazione. Vogliamo ricordare anche quello che è successo a dicembre, signor Presidente del Consiglio? Questo è quello che è accaduto: anche lì, ci furono proclami e proclami sullo sforamento e alla fine si è ceduto, facendo il giochetto del 2,04 invece del 2,4. Il suo Governo, che parla tanto di cambiamento, alla fine ha continuato ad atteggiarsi, al di là della retorica della comunicazione esterna e della propaganda, come si sono un po' atteggiati tutti i Governi, cioè andando a chiedere un po' di flessibilità senza mai mettere seriamente in discussione le regole, mentre questo è il problema fondamentale, presidente Conte. Ho detto che noi riteniamo non solo sproporzionata, ma assolutamente sbagliata quella procedura; aggiungo anche che bisogna andare lì con serietà. Su questo si costruiscono le alleanze: su come si mettono in discussione le politiche del rigore e le regole che hanno fino ad oggi governato l'Europa all'insegna del rigore e che certamente non hanno prodotto - come ha detto anche Draghi nei giorni scorsi - un beneficio per i popoli e non parlo solo del nostro Paese. E questo vale non solo per l'Italia, signor Presidente del Consiglio. Fare questo ragionamento e articolare davvero un programma per ridiscutere quelle regole significa costruire le alleanze e non essere isolati: costruire le alleanze. Dopo tutta questa storia, tutta questa retorica, tutta questa propaganda ("tanto io faccio la flat tax , tanto io faccio questo, tanto io faccio quest'altro"), lei adesso, presidente Conte, è venuto a dirci che sul MES vedremo e faremo. Ma intanto lei è andato a firmare l'intesa sul Meccanismo europeo di stabilità, che noi riteniamo pericoloso per il nostro Paese. Bisognerebbe avere molta più modestia e costruire non solo alleanze generiche, ma soprattutto alleanze per il superamento di quelle regole, all'insegna anche di proposte precise. Noi su questo ci siamo sgolati. Non è che non siamo d'accordo sul fatto che voi andate a dire o che Salvini va a dire della flat tax perché non ci sono le coperture: non siamo d'accordo perché è sbagliata. Se dobbiamo metterci in testa di fare un'operazione sotto il profilo fiscale, bisogna ridare forza alla progressività, ridurre le tasse a coloro che in questo Paese le hanno sempre pagate con un prelievo diretto e rimettere progressività nel sistema, non provocare altri problemi. Ci siamo sgolati in tutte le nostre risoluzioni e glielo ridiciamo ancora adesso, sul piano investimenti e sui cambiamenti climatici: oltre alle cose che ha detto, presidente Conte, che condividiamo, e al fatto di costruire le alleanze per dire all'Europa che si deve recuperare un ruolo guida nella lotta ai cambiamenti climatici, bisogna andare lì e dire che tutti gli investimenti verdi, sull'innovazione, sulla sostenibilità e sui piani di mitigazione e di adattamento devono stare fuori dalle regole di stabilità, nel golden rule . Su questo occorre costruire alleanze, senza andarsi a piegare due minuti dopo i proclami, perché le politiche del rigore e ingiuste dell'Europa che hanno creato problemi si superano non con le provocazioni, bensì costruendo le alleanze per cambiare quelle regole, nell'interesse non solo dell'Italia, ma dell'Europa . (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Cucca). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente del Consiglio, oltre alla sua gentilezza e al suo garbo, avremmo auspicato che oggi ci mostrasse il suo vero volto. Lei chi è, il dottor Jekyll, l'europeista , o Mister Hide, il sovranista? Vede, per noi è assai arduo seguire tutte le vostre elucubrazioni in materia di economia; si immagini poi, per quanto concerne la vostra politica estera. State rigettando i trattati internazionali sul TAV, perché non volete farlo, ma per fortuna ci stanno pensando i piemontesi; state temporeggiando sul TAP e sottoscrivete persino un memorandum con la Cina per rafforzare la sua presenza in Italia e in Europa in cambio di un po' di arance. Cercate di tranquillizzare Washington, che introduce dazi che danneggiano le nostre aziende che esportano negli USA, e, allo stesso tempo, fate l'occhiolino ai russi, chiedendo l'eliminazione delle sanzioni. In sintesi, presidente Conte, questa è una Babele che rischia di far sprofondare la credibilità del nostro Paese nello scacchiere internazionale. Qualcuno aveva saggiamente suggerito di mettere sui comodini la foto di Matteo Renzi; noi vi suggeriamo di metterci anche quella di Mario Draghi, il Presidente della BCE, magari anche con un'aureola, visto che, ancora una volta, con le sue iniziative sostiene i risparmi degli italiani, affinché non vengano prosciugati dalle speculazioni non degli altri Paesi europei, bensì dei mercati liberi. Presidente Conte, lei con chi sta? Con Trump o con l'italiano Draghi? Non abbiamo alcun dubbio con chi stare, nonostante abbiamo pagato un prezzo altissimo nel 2011. Abbiamo gridato a gran voce che quest'Unione europea deve tornare a mettere al centro la persona umana e i suoi bisogni. Dinanzi al suo Governo, però, che aveva garantito un PIL dell'1,5 per cento nel 2019, per poi vederlo precipitare allo 0,3, e che fa deficit non per cancellare la povertà né per rilanciare gli investimenti e l'occupazione, ma per dare un reddito a poco più di 600.000 persone, lasciando nello sconforto gli oltre 4.000.000 di concittadini che avete illuso, perché questo avete fatto, rimane assai difficile, presidente Conte, difendere il suo Governo. In Europa, persino i vostri alleati sovranisti, a partire da Orbán, non vi credono più e anzi sono i più severi censori delle vostre politiche. Presidente Conte, siamo isolati.