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È così perché noi, in questo Parlamento - per esempio - siamo stati costretti a rinunciare, il 27 novembre 2013, al principio secondo il quale, quando si parlava di decadenza di un parlamentare, il voto doveva essere segreto. Vi erano state in passato 47 votazioni segrete sulla decadenza di parlamentari. In quella data, con la violenza e con la scelta della Presidenza di turno e della maggioranza di turno, si è passati al voto palese, sottraendo ai parlamentari la libertà di coscienza nel momento in cui si pronunciano sulla decadenza di un collega. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questi conti si pagano, signor Presidente, perché rimangono come consuetudine. Infatti, da quel momento in poi, su tutte le decadenze siamo chiamati ormai a votare in maniera palese, ma è una sconfitta: è una sconfitta della politica, una sconfitta del Parlamento, una sconfitta della nostra dignità. Mi sia consentito da parte dei colleghi del Partito Democratico, che hanno con noi combattuto per l'approvazione di alcune leggi come l'abolizione della prescrizione, che, mentre riscontro con positività il fatto che Italia Viva si stia battendo per evitare l'approvazione di una legge incostituzionale, registro come il Partito Democratico accetti l'ipotesi che il condannato in primo grado possa essere poi riprocessato dopo venti o trent'anni per il semplice motivo che con il lodo Conte- bis , dopo la condanna in primo grado, la prescrizione si congela, per cui avremo l'imputato a vita. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Candiani) . Allora attenzione, colleghi: la Corte costituzionale c'è, per fortuna c'è - abbiamo i nostri pesi e contrappesi - e due ore fa ha dichiarato incostituzionale una legge che era il vanto del MoVimento 5 Stelle, quella sulla retroattività, la cosiddetta «spazza-corrotti», una legge la cui incostituzionalità abbiano denunciato in tutti i modi. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI). Adesso è arrivata e arriverà anche l'eventuale incostituzionalità della prescrizione. Fermatevi! Fermatevi! Fermatevi prima che sia troppo tardi! Noi non cambiamo idea. Non abbiamo cambiato idea. In conclusione vorrei ricordare le parole che sono state pronunciate in quest'Aula il 20 marzo 2019: «non vi è dubbio che siamo in presenza di un'azione di Governo», si parlava del caso Diciotti, «non vi è dubbio che questo bilanciamento di interessi nel caso di specie vi sia stato, perché a fronte di un interesse preminente (...) come quello di riportare l'Europa alle proprie responsabilità per il problema dei migranti, vi sia stato un sacrificio minimo, tollerabile in democrazia». Queste erano le parole del senatore Giarrusso che parlava a nome del MoVimento 5 Stelle. Questa era la posizione, tra l'altro, di un collega avvocato come me. Oggi questo MoVimento ha cambiato posizione per un interesse politico. Colleghi, quando si tratta della libertà, le persone non cambiamo idea perché vi sono in ballo la democrazia, la tenuta del sistema. E la forza di Forza Italia è stata quella che da quando è nata, sui temi della libertà della giustizia, non ha mai cambiato idea per interesse politico. Questa è la nostra forza e continua a esserlo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Candiani. Congratulazioni) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, tramite lei vorrei rispondere, idealmente a questo punto, visto che non vedo presente il senatore Salvini; il suo Gruppo raccoglierà le mie osservazioni. Ci sono molte cose che il senatore Salvini dovrebbe sapere, ma evidentemente non sa. Inizio dalla questione dei banchi del Governo. Il nostro Regolamento all'articolo 59 e la nostra Costituzione all'articolo 64 prevedono che i rappresentanti del Governo - correttamente non sono seduti lì perché oggi è in esame una questione che riguarda il Senato - se richiesti, hanno l'obbligo di assistere alle sedute. Con «se richiesti» non si intende su richiesta di Salvini, onorevoli colleghi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Mi sembra che tutto l'intervento del senatore Salvini, del richiamo, dell'obbligo nei suoi confronti, faccia parte proprio di quel teorema di vittimismo che io non comprendo. Si parla di testa alta. È vero: bisogna andare dai giudici a testa alta. Ma bisogna andarci non come delle vittime, non in nome della Patria o del popolo italiano, ma per rispondere del proprio operato. E quando Salvini dice «sembra che mi vogliano fare fuori per via giudiziaria. Il giudizio che conta è quello del popolo», vorrei chiedere a lui e a voi, colleghi della Lega: ma in nome di chi è amministrata la giustizia? In nome del popolo italiano. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). E «In nome del popolo italiano» è l'introduzione di ogni sentenza, sia in caso di condanna che di assoluzione. Non c'è un altro rispetto al magistrato che ci giudica. Lui deve andare a rispondere del suo operato. La senatrice Bongiorno ha detto che il Senato non deve abdicare alle proprie funzioni». E proprio perché non abdica alle proprie funzioni, le sta esercitando, le deve esercitare (Applausi dal Gruppo M5S) , e non è pensabile che si dica al Senato come, dove e quando le debba esercitare. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). Questo significa non avere paura ed è quello che abbiamo sempre detto. Non mi si può venire a dire che non dobbiamo essere azzeccagarbugli. Sono avvocato anch'io e, se volete, me la prendo quella definizione. Vorrei però analizzare il comportamento. All'inizio Salvini aveva detto di essere processato comunque. Poi ha detto no, che è una cosa ingiusta. Poi ha detto di nuovo di essere processato ed è stato chiesto un supplemento istruttorio nella Giunta per poter far avvalere anche il senatore Salvini di un giusto approfondimento riguardo alle questioni emergenziali di salute all'interno della Gregoretti. Poi si cambia di nuovo idea, si decide di andare in Aula e nella relazione si dice di andare davanti al tribunale perché la Giunta era troppo politicizzata, perché i colleghi hanno abbandonato l'Aula. Ma non è questo un atteggiamento da azzeccagarbugli? (Applausi dai Gruppi M5S e PD). A me non sembra tanto lineare questo ragionamento e non mi sembra che si tratta di ragioni sostenute dall'inizio sino alla fine. C'è anche un altro fatto che ci tengo a chiarire. Tra l'altro, il senatore Salvini ha detto di essere stanco di impegnare l'Aula rispetto alla sua persona. Allora smetta di avere condotte e comportamenti che ci danno occasione di occuparci di lui. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). È molto semplice. Questa è una opinione personale e non intendo accendere delle polemiche: i miei figli non li tiro in ballo rispetto a questioni politiche (Applausi dai Gruppi M5S, PD e Misto-LeU) e strumentalizzazioni, perché devono rimanere fuori da qualsiasi contesto rispetto al quale poi ci deve essere un'azione politica.