[resaula]

Vorrei cogliere questa occasione per citare le parole di Hannah Arendt, nel suo famosissimo saggio "La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme": «Non era stupido: era semplicemente senza idee (una cosa molto diversa dalla stupidità), e tale mancanza di idee ne faceva un individuo predisposto a divenire uno dei più grandi criminali di quel periodo». Mancanza di idee, mancanza di capacità di immaginare, mancanza di capacità di comprendere cosa stesse accadendo; essere esclusivamente calati nella propria realtà quotidiana, aver smarrito la capacità di pensare dal punto di vista di qualcun altro, a volte anche essere spaventosamente normali - per usare le parole di Hannah Arendt - può portare a trasformarci in leoni da tastiera, che seminano odio perché sono privi di quella capacità che ieri Tomaso Montanari ci ha ricordato, citando Marc Bloch, consistere nella ricerca della verità, nel metodo del dubbio che scardina ogni autoritarismo, quindi nello studio della storia, ma soprattutto nel prendere ad esempio il metodo storico per sviluppare in ciascuno di noi quella capacità di pensiero critico che è quella che ci porta ad avere sempre come faro il dubbio e a non lasciarci andare vittime della nostra quotidiana realtà, che ci aliena dal presente e che non ci fa più provare empatia nei confronti del prossimo. Chiusi in un egoismo totale, diventiamo leoni da tastiera, dove scaricare le frustrazioni derivanti dalla nostra mancanza di idee, dalla nostra mancanza di pensiero critico, dalla nostra mancanza di un progetto e di una prospettiva per il futuro. Poiché la Commissione di inchiesta si propone anche di portare avanti delle azioni di proposta, mi auguro che essa abbia anche un ruolo predominante per guidare, insieme al Ministero dell'istruzione e al Ministero per i beni e le attività culturali, progetti tesi a colmare questa mancanza di immaginazione, di idee e di pensiero critico. Altrimenti noi non avremo un reale cambiamento di prospettiva culturale e purtroppo non sarà sufficiente la legislazione a scardinare un trend che vede di nuovo tutte le minoranze del mondo, a livello nazionale e internazionale, vittime di narrative tese per lo più a procurarsi consenso elettorale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sentiamo ancora nelle nostre orecchie gli insulti e le urla dei componenti di Casa Pound alcuni mesi fa, a Torre Maura, mentre calpestavano violentemente i panini dedicati a bambini ospitati in un centro di accoglienza. Abbiamo ancora presenti le immagini delle Pietre d'inciampo divelte e trafugate alcuni mesi fa nel centro di Roma. È lo stesso sconcerto e lo stesso senso di impotenza che abbiamo provato anche in questi giorni venendo ad apprendere degli insulti, delle offese e delle volgarità che sono state rivolte alla senatrice Liliana Segre, che ringraziamo per il suo grande impegno di testimonianza (Applausi dal Gruppo IV-PSI) ed anche per essersi resa artefice della mozione che oggi andiamo ad approvare. Sono soltanto alcuni degli esempi di quelle espressioni di violenza e di quegli atti discriminatori che stanno aumentando consistentemente nel nostro Paese; se ne sono denunciati oltre 700 in un anno, il che vuol dire che sono quadruplicati in un solo anno. Sono soltanto la punta di un iceberg dal momento che andrebbero aggiunti tutti i casi invece non denunciati perché magari si temono ritorsioni o perché si teme di non trovare tutela. È un' escalation che preoccupa molto nei numeri. Ma soprattutto ci preoccupa un altro aspetto e cioè la crescente legittimazione che si sta verificando in Italia, indipendentemente dal fatto che si tratti di attacchi personali, sulla Rete o di attacchi verbali. C'è uno sdoganamento purtroppo anche da parte di esponenti istituzionali. Sempre più frequentemente l'insulto diventa prassi quotidiana; l'incitazione alla violenza diventa elemento caratterizzante o addirittura motivo di vanto. Penso, per esempio, giusto per concretizzare, agli attacchi ai profughi, agli attacchi alle ONG, agli attacchi agli avversari politici, che hanno un approccio solidaristico sulle questioni dei migranti. Nelle elezioni politiche del 2018 Amnesty International, la più importante organizzazione indipendente che si occupa di diritti umani, analizzando quella che è stata la campagna elettorale, ha rilevato come certi partiti italiani propongano degli stereotipi discriminatori, razzisti o incitanti all'odio e alla violenza. Non ci stupisce che individui questi partiti nell'emisfero destro di questo Parlamento e - ripeto - non lo diciamo noi, ma un'Organizzazione internazionale. Proprio alla luce di questa situazione emergenziale, credo che sia estremamente importante che proprio noi, qui, nel cuore delle istituzioni, come Parlamento, ci dotiamo di uno strumento, quello di una Commissione contro l'odio, contro l'incitazione alla violenza, consapevoli del fatto che proprio nelle pieghe delle istituzioni si vanno ad annidare quell'odio e quella xenofobia che noi invece vogliamo contrastare. Possiamo purtroppo constatarlo anche in alcuni passaggi delle mozioni oggi presentate. Ad esempio in quella della Lega - e mi rivolgo ai colleghi di quel Gruppo - laddove si scrive espressamente - che «risulta difficile attribuire al fenomeno razzismo una dimensione di emergenza nazionale». Come si fa, alla luce dei dati che ho appena citato? Signor Presidente, tramite lei voglio dire questo: chi minimizza l'odio e il razzismo ara quel terreno che porta all'aumento dell'odio e del razzismo e se ne rende corresponsabile. Pertanto, Presidente, mi auguro ancora che i colleghi delle minoranze vogliano ripensarci e sottoscrivere la mozione della senatrice Segre, nella stessa formulazione depositata quest'oggi. Questo sarebbe un messaggio simbolico importante, non soltanto per il Paese, ma anche per le nostre coscienze. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, colleghi, senatrice Segre, c'è un ideologia del razzismo che rischia di attecchire in questo tempo difficile, fatto di troppe politiche sbagliate e di ingiustizie sociali; un'ideologia che viene usata in modo spregiudicato, per lucrare consenso elettorale, per ingannare chi è più debole e metterlo non contro i potenti, ma contro chi è ancora più debole, come i migranti, come chi fugge da guerre e atrocità, additato come usurpatore. C'è un aumento esponenziale dei casi di violenza legati a razzismo, xenofobia, antisemitismo, neofascismo, che per essere debellati devono essere innanzitutto chiamati con il loro nome e denunciati a viso aperto, senza mai chiudere gli occhi. Il razzismo e l'odio sono virus subdoli, che avvelenano il nostro modo di pensare e si alimentano nell'indifferenza, nell'omertà, come accade per la mafia, e, come la mafia, sono un baco nelle nostre coscienze. Perché siano sconfitti serve che la nostra democrazia sia viva, dia risposte a chi più si sente solo, escluso, emarginato, riesca a buttare giù i muri delle diseguaglianze.