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Passa dunque ad illustrare l'emendamento 1.2, volto a chiarire che la delega non deve avere ad oggetto solo i contratti di lavori, servizi e forniture, ma anche le concessioni; l'emendamento 1.12, che prevede l'adozione di due regolamenti di attuazione: uno per i lavori pubblici e uno per i servizi e le forniture; l'emendamento 1.20, che vieta il ricorso ad affidamenti degli incarichi professionali a titolo gratuito; l'emendamento 1.30, che prevede la qualificazione di diritto delle stazioni uniche appaltanti provinciali e metropolitane; gli emendamenti 1.35 e 1.52, che prevedono il divieto di accorpamento artificioso dei lotti; l'emendamento 1.73, recante il divieto di sorteggio; l'emendamento 1.94, sulla revisione dei prezzi, e l'emendamento 1.113, sulla riduzione dei tempi. Si sofferma poi sull'emendamento 1.138, che prevede la razionalizzazione e semplificazione delle cause di esclusione, in stretta aderenza alle direttive europee, prevedendo che, ai fini della configurazione dell'illecito professionale vi debba essere quantomeno un accertamento giudiziale di primo grado. Illustra quindi l'emendamento 1.173, in materia di equo compenso; l'emendamento 1.240 sulla disciplina delle varianti in corso d'opera; l'emendamento 1.246, in materia di ristorazione collettiva; l'emendamento 1.252, sulla disciplina in materia di accordi quadro; l'emendamento 1.308, volto a dare certezza e rapidità al pagamento del corrispettivo alle imprese; l'emendamento 1.316, sul collegio consultivo tecnico; l'emendamento 1.327, sulla sostituzione da parte dell'operatore economico dei soggetti che non soddisfino i criteri di selezione o che li abbiano persi o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione, e l'emendamento 1.350, sulla esternalizzazione dei servizi di architettura e ingegneria. Sottolinea che quelli illustrati sono solo una parte degli emendamenti che a suo avviso dovrebbero essere presi in considerazione dai relatori e dal Governo, riservandosi di intervenire su altri emendamenti in sede di dichiarazione di voto. Il senatore FEDE ( M5S ) illustra l'emendamento 1.365, che elimina la possibilità che la redazione degli schemi di decreto legislativo sia demandata al Consiglio di Stato. La senatrice EVANGELISTA ( IV-PSI ) premette che non si soffermerà su emendamenti presentati dal suo Gruppo analoghi a emendamenti già illustrati da componenti di altri Gruppi, ma solo su alcuni che trattano tematiche finora non emerse nella discussione. Illustra quindi l'emendamento 1.80, sulla valutazione della congruità delle offerte, nei casi in cui il criterio di aggiudicazione sia quello del prezzo più basso, sulle offerte che presentano un ribasso pari o superiore ad una soglia di anomalia determinata, adottando però gli opportuni accorgimenti che impediscano di rendere predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo della soglia di anomalia. Si sofferma poi sull'emendamento 1.105, che prevede meccanismi di aggiudicazioni che conferiscano premialità agli operatori economici muniti della certificazione della parità di genere, e sull'emendamento 1.226, relativo ai casi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere, ai fini dell'aggiudicazione, al solo criterio del prezzo o del costo. Illustra quindi l'emendamento 1.234, sulle esclusione automatica delle offerte anomale per i contratti sottosoglia; l'emendamento 1.242 sulle varianti in corso d'opera e l'emendamento 1.335, sull'obbligo di revisione automatica dei prezzi. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, i restanti emendamenti si intendono illustrati. Il senatore PAROLI ( FIBP-UDC ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede ai relatori una delucidazione sui tempi e sulle modalità del prosieguo dell'esame del provvedimento. Il relatore CIOFFI ( M5S ) ritiene che nell'arco di due o tre settimane dovrebbe essere possibile chiudere il provvedimento in Commissione, per approvarlo in Aula e trasmetterlo alla Camera dei deputati. Per quanto riguarda il metodo, osserva che esistono molti emendamenti che sono stati presentati con formulazione analoga da vari Gruppi. Si potrebbe partire da quei temi condivisi per giungere a una sintesi. Il vice ministro BELLANOVA ricorda che l'Italia si è impegnata ad approvare definitivamente il provvedimento in esame entro la fine di giugno. Sarebbe dunque auspicabile che il Senato lo approvasse entro la fine di febbraio, in modo da lasciare un tempo congruo per l'esame da parte della Camera dei deputati e per una eventuale terza lettura, in caso di modifiche presso l'altro ramo. La relatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) esprime compiacimento per la condivisione da parte dei Gruppi di numerosi temi. Pur condividendo la necessità di non appesantire il provvedimento, ritiene che il Parlamento debba dare chiare indicazioni al Governo per l'esercizio della delega. Il seguito dell'esame è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta della Commissione, convocata domani, giovedì 10 febbraio 2022, alle ore 8,30, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 11,40.