[resaula]

L'art. 16 -quinquies della legge n. 58 del 2019 prevede, infatti, solo dal 1° gennaio 2023 l'ingresso nell'INPGI 1 di questi circa 14.500 "comunicatori" pubblici e privati, che oggi versano all'INPS, per i quali è stato già accantonato ora per allora fino al 2031 nel bilancio dello Stato complessivamente circa un miliardo e mezzo di euro dei loro futuri contributi previdenziali, proprio per garantire la tenuta e la sostenibilità dell'ente dei giornalisti, si chiede di sapere quali interventi urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per risanare l'Ente ed evitare il disastro finanziario. Atto n. 3-02183 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari europei Premesso che: a causa dell'uscita del Regno Unito dall'UE e in mancanza di un accordo tra le parti, si profila un grave rischio sotto il profilo economico per l' export agroalimentare made in Italy ; i produttori e le aziende italiane sono preoccupati per i dazi doganali che potrebbero essere applicati dopo la "Brexit" ai prodotti made in Italy ; nel 2019 il valore dell' export di prodotti alimentari è stato pari a 3,4 miliardi di euro, spinto dal Prosecco DOP, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna, che ha fatturato sul mercato inglese oltre 700 milioni di euro; il nuovo quadro degli scambi con il Regno Unito si inserisce in una fase del commercio internazionale già interessata da profondi cambiamenti, determinati dalla guerra dei dazi e dalla ridefinizione delle catene produttive (cosiddetto reshoring ) in conseguenza dell'emergenza COVID-19; la preoccupazione riguarda l'eventualità che si affermi nel Regno Unito una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane, come ad esempio l'etichetta nutrizionale (il cui testo è già stato definito "lacunoso e non neutrale" dal Ministro in indirizzo) a semaforo sugli alimenti, che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati britannici e che boccia ingiustamente quasi l'85 per cento del made in Italy a denominazione di origine (DOP), compresi prodotti simbolo, dall'extravergine di oliva al prosciutto di Parma, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano, considerato che: la mancanza di un accordo fra Regno Unito e Unione europea avrà inevitabili conseguenze dal punto di vista commerciale, con possibili danni per gli affari di produttori e aziende italiane; si evidenzia che in caso di " no deal " la Gran Bretagna potrebbe diventare un porto franco per l'arrivo di prodotti agroalimentari di imitazione del made in Italy , che nel mondo fatturano 100 miliardi di euro; il made in Italy resterebbe senza protezione europea e subirebbe pertanto la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione; evenienza che già è stata dimostrata dalle numerose vertenze del passato nei confronti della Gran Bretagna, con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina, fino ai kit per produrre in casa finti Barolo o, addirittura, Parmigiano Reggiano, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti di cui in premessa; quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprendere al fine di tutelare i prodotti made in Italy nel mercato del Regno Unito; se, nel caso di un'eventuale mancanza di accordo fra Regno Unito e Unione europea, intendano perseguire misure volte alla protezione di fornitori, produttori e aziende agroalimentari italiane e, soprattutto, dei prodotti agroalimentari made in Italy , anche con eventuali accordi bilaterali con il Regno Unito. Atto n. 3-02186 MANTOVANI LANZI DONNO FERRARA L'ABBATE LANNUTTI MANTERO MONTEVECCHI MORONESE SANTANGELO VACCARO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: si stanno svolgendo nella Regione Emilia-Romagna, fino al 19 dicembre 2020, le elezioni per eleggere 7 consigli di amministrazione dei Consorzi di bonifica. Gli elettori sono oltre 1,5 milioni, consorziati chiamati ad esprimere il proprio voto per scegliere i 20 componenti elettivi di ogni Consiglio che, insieme ai 3 Sindaci in rappresentanza dei Comuni del comprensorio, di cui 1 di un Comune montano, avranno il compito di gestire l'attività degli enti per i prossimi 5 anni; gli aventi diritto al voto, chiamati presso i 98 seggi istituiti per l'occasione, sono consorziati, cioè proprietari di immobili, fabbricati e terreni, situati all'interno del comprensorio di un Consorzio, che ricevono un beneficio dall'attività di bonifica e per il quale contribuiscono alle spese di esercizio e manutenzione del complesso sistema idraulico. Gli elettori, in regola con i pagamenti, rappresentano oltre 130 milioni di contribuenza, contributi versati per il beneficio di difesa idraulica, presidio idrogeologico e irrigazione; considerato che: il Tribunale di Piacenza, con ordinanza dello scorso 11 dicembre, ha confermato la sua decisione del 30 novembre di sospendere le elezioni indette per il 13 e 14 dicembre per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica di Piacenza, in modo che esso possa procedere tempestivamente all'attuazione dell'articolo 18 del suo Statuto nella parte in cui prevede la regolamentazione delle modalità di voto in forma telematica; per i ricorrenti, la decisione del Tribunale è importantissima, in quanto evidenzia come vi sia stata nella vicenda piacentina una "non legittima compressione del diritto di voto dei consorziati", nel momento in cui il consorzio ha radicalmente escluso la possibilità degli stessi di esercitare il voto telematico nonostante tale modalità di voto sia espressamente e chiaramente prevista dall'articolo 18 dello Statuto, che, come evidenziato dal Tribunale stesso, è rimasto inattuato per ben otto anni, ossia per un periodo di tempo sicuramente irragionevole, rispetto al termine biennale previsto dallo Statuto per la sua attuazione; rilevato che: la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha respinto la richiesta di rinvio delle elezioni. Tale richiesta era motivata dalle restrizioni alle possibilità di spostamento delle persone fuori dal proprio comune di residenza, a seguito dei provvedimenti per contrastare la diffusione dell'epidemia COVID-19, restrizioni che hanno inciso negativamente sulla definizione delle liste elettorali e sulla partecipazione al voto; a causa della scarsa informazione sul ruolo dei consorzi presso i contribuenti, la partecipazione al voto è da sempre molto bassa. Ad esempio, secondo quanto a conoscenza dell'interrogante, sono stati solo 260, circa lo 0,15 per cento degli aventi diritto, i votanti alle elezioni per il rinnovo degli organi del Consorzio di bonifica "la Pianura" di Ferrara ("lanuovaferrara.gelocal", del 14 dicembre 2020); molti consorzi, che hanno svolto le attuali consultazioni, non hanno utilizzato la modalità di voto in forma elettronica, mettendo a rischio, sia la salute dei votanti, sia la regolarità del voto;