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I valori di tali coefficienti sono riportati nelle tabelle 1a e 1b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente, sulla base dei dati ISTAT. Tabella 1a Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche ========================================================= | Comuni con popolazione > 5.000 abitanti | ========================================================= | | Ka Coefficiente di adattamento | | | per superficie e numero di | | | componenti del nucleo familiare | |Numero componenti del|---------------------------------| | nucleo familiare | NORD | CENTRO | SUD | +=====================+=========+=============+=========+ | 1 | 0,80 | 0,86 | 0,81 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 2 | 0,94 | 0,94 | 0,94 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 3 | 1,05 | 1,02 | 1,02 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 4 | 1,14 | 1,10 | 1,09 | + ---------------------+---------+-------------+---------+ | 5 | 1,23 | 1,17 | 1,10 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 6 o più | 1,30 | 1,23 | 1,06 | +---------------------+---------+-------------+---------+ Tabella 1b Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche ========================================================= | Comuni con popolazione < 5.000 abitanti | ========================================================= | | Ka Coefficiente di adattamento | | | per superficie e numero di | | | componenti del nucleo familiare | |Numero componenti del|---------------------------------| | nucleo familiare | NORD | CENTRO | SUD | +=====================+=========+=============+=========+ | 1 | 0,84 | 0,82 | 0,75 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 2 | 0,98 | 0,92 | 0,88 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 3 | 1,08 | 1,03 | 1,00 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 4 | 1,16 | 1,10 | 1,08 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 5 | 1,24 | 1,17 | 1,11 | +---------------------+---------+-------------+---------+ | 6 o più | 1,30 | 1,21 | 1,10 | +---------------------+---------+-------------+---------+ Definizione dell'Area Geografica in accordo con la suddivisione ISTAT Nord: Piemonte Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna; Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio; Sud:. Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. 4.2. Calcolo della parte variabile della tariffa per le utenze domestiche. La quota variabile della tariffa per le utenze domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria per un coefficiente di adattamento (Kb) per il costo unitario (£/kg) secondo la seguente espressione: (9) Tvd = Quv • Kb(n) • Cu dove: TVd = Quota variabile della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare. Quv = Quota unitaria, determinata dal rapporto tra la quantità totale di rifiuti prodotta dalle utenze domestiche e il numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare delle utenze medesime, corrette per il coefficiente proporzionale di produttività (Kb). (10) Quv = Qtot / Σn N(n) • Kb(n) dove: Qtot = Quantità totale di rifiuti N(n) = Numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare Kb(n) = Coefficiente proporzionale di produttività per utenza domestica in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nella tabella 2. Cu = Costo unitario (£/kg). Tale costo è determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche. Tabella 2 Coefficienti per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze domestiche ================================================================= | Comuni | ================================================================= | | Kb Coefficiente proporzionale di | | | produttività per numero di componenti | | | del nucleo familiare | |Numero componenti del|-----------------------------------------| | nucleo familiare | minimo | massimo | medio | +=====================+=============+===============+===========+ | 1 | 0,6 | 1 | 0,8 | +---------------------+-------------+---------------+-----------+ | 2 | 1,4 | 1,8 | 1,6 | +---------------------+-------------+---------------+-----------+ | 3 | 1,8 | 2,3 | 2 | +---------------------+-------------+---------------+-----------+ | 4 | 2,2 | 3 | 2,6 | +---------------------+-------------+---------------+-----------+ | 5 | 2,9 | 3,6 | 3,2 | +---------------------+-------------+---------------+-----------+ | 6 o più | 3,4 | 4,1 | 3,7 | +---------------------+-------------+---------------+-----------+ 4.3. Calcolo della parte fissa della tariffa per le utenze non domestiche. La quota fissa della tariffa per le utenze non domestiche si ottiene come prodotto della quota unitaria (£/m2 ) per la superficie dell'utenza (m2 ) per il coefficiente potenziale di produzione Kc secondo la seguente espressione: (11) TFnd(ap, Sap ) = Qapf • Sap (ap) • Kc(ap) dove: TFnd(ap, Sap ) = Quota fissa della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a Sap . Sap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva. Qapf = Quota unitaria (£/m2 ), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche e la superficie totale dei locali occupati dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente potenziale di produzione (Kc). (12) Qapf = Ctapf/ Σap Stot (ap) • Kc(ap) dove: Ctapf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche. Stot (ap) = Superficie totale dei locali dove si svolge l'attività produttiva ap. Kc (ap) = Coefficiente potenziale di produzione che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività. Gli intervalli dei valori attribuibili a tale coefficiente, che dovrà essere determinato dall'ente locale, sono riportati nelle tabelle 3a e 3b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente.