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le verifiche di Equitalia previste dal decreto ministeriale 18 gennaio 2008, n. 40 sui pagamenti superiori a 10.000 euro, oltre il quale va effettuata la verifica, sarà calcolato facendo riferimento solo all'imponibile; gli interventi sostitutivi saranno attuati con riferimento al solo importo dell'imponibile; quanto all'espropriazione presso terzi, le certificazioni ex art. 547 del codice di procedura civile, relative alla sussistenza e consistenza dei propri debiti nei confronti del soggetto esecutato, dovranno essere rilasciate solo per gli importi imponibili; gli acquisti on line con carte di credito prepagate saranno soggetti allo split payment e si potranno fare solo acquisti non soggetti a IVA o con IVA assolta all'editore; le fatture passive emesse da associazioni sportive soggette a regime IVA forfettario in base alla legge n. 398 del 1991 saranno soggette allo split payment ; allo stato attuale, la nuova normativa non prevede esclusioni per i soggetti che rientrano nel regime IVA forfettario e per i numerosi soggetti no profit : società sportive, ivi comprese le società cooperative e le associazioni dilettantistiche disciplinate all'articolo 90, commi da 17 a 18- ter , della legge n. 289 del 2002; associazioni senza scopo di lucro; associazioni pro loco ; associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare legalmente costituite senza fine di lucro. Questi soggetti possono aderire alle agevolazioni della legge n. 398 del 1991, in base alla quale, ai fini Iva, beneficiano della detrazione forfetaria del 50 per cento, calcolata sull'imposta relativa alle fatture emesse nell'esercizio delle prestazioni di natura commerciale, come nei casi della pubblicità e delle sponsorizzazioni. Oltre a tutto per queste ultime, non essendo distinguibili in modo sicuro rispetto alle altre prestazioni, l'articolo 29 del decreto legislativo, n. 175 del 2014, recante "Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata", ha allineato la percentuale forfetaria al 50 per cento, sopprimendo la precedente, che era solo di un decimo; considerato che: in più sedi è stato evidenziato che qualora l'impresa abbia come principale committente la pubblica amministrazione, con il sistema dello split payment non avrà modalità di compensare l'IVA che dovrà pagare ai fornitori con quella che invece non riceverà più per il pagamento delle fatture da parte della pubblica amministrazione, creando con ciò un flusso di cassa fortemente sbilanciato, ciò anche in considerazione del fatto che il rimborso IVA richiede tempistiche non sempre prevedibili; secondo i dati forniti dall'osservatorio CNA, derivanti dall'applicazione delle nuove regole IVA su split payment e reverse charge , nel 2015 le imprese che lavorano per la pubblica amministrazione, pari a circa 2 milioni, soffriranno di un ammanco di cassa mensile pari complessivamente ad un miliardo e mezzo, a causa del mancato incasso dell'IVA. In media, ognuna di loro avrà bisogno di 9.300 euro al mese. I dati CNA evidenziano, inoltre, che le imprese avranno il problema di recuperare completamente l'IVA sulle operazioni di vendita effettuate con la pubblica amministrazione, non potendo più compensarla con l'IVA sulle vendite. In tal modo, le imprese si dovrebbero quindi trovare a recuperare circa 15 miliardi di IVA sugli acquisti; rilevato che in sede di conversione del decreto-legge n. 192 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 11 del 2015, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative" all'articolo 8, è stato introdotto il comma 3- bis , che eleva, fino al 31 dicembre 2015, dal 10 al 20 per cento l'importo contrattuale dell'anticipazione del prezzo in favore dell'appaltatore prevista dall'articolo 26- ter del decreto-legge n. 69 del 2013. La disposizione, per espressa previsione della norma, si applica con esclusivo riferimento ai contratti di appalto relativi a lavori (disciplinati dal Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006), come già peraltro previsto dalla disciplina vigente contenuta nel citato articolo 26- ter , affidati a seguito di gare bandite o di altra procedura di affidamento avviata successivamente all'entrata in vigore della legge di conversione; preso atto che il 24 febbraio 2015, in risposta alla lettera inviata dall'ANCE di Cuneo, gli uffici del commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici hanno spiegato in una propria missiva: «Nella sua lettera lei fa riferimento alla possibile applicazione di un sistema nel quale le autorità pubbliche verserebbero l'Iva per beni e servizi a loro forniti su un conto speciale ("split payment") e esprime le sue preoccupazioni al riguardo. (…) Le confermo che la Commissione ha ricevuto di recente una domanda di deroga sulla base dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE (direttiva Iva) concernente questa semplificazione». Tale articolo stabilisce che «il Consiglio, deliberando all'unanimità? su proposta della Commissione, puo? autorizzare ogni Stato membro ad introdurre misure speciali di deroga alla presente direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune evasioni o elusioni fiscali». Queste misure, però, «non devono influire, se non in misura trascurabile, sull'importo complessivo delle entrate fiscali dello Stato membro riscosso allo stadio del consumo finale». Il primo dubbio, nel caso dello split payment italiano, è che non è stata richiesta l'autorizzazione preventiva (la novità è in vigore da inizio 2015). Inoltre, la misura potrebbe incidere in maniera significativa sul livello delle entrate IVA. L'articolo 395 della direttiva prevede una procedura perché venga richiesta l'autorizzazione. Entro 2 mesi la Commissione può chiedere chiarimenti allo Stato membro. E questo è già avvenuto. «Tale domanda, per la quale la commissione ha contattato le autorità italiane, è attualmente in corso di ulteriore esame e deliberazione». Il prossimo passaggio, non appena saranno stati raccolti tutti gli elementi necessari a decidere, è informare gli altri Paesi membri (oltre, ovviamente, all'Italia) proponendo una deroga o bloccando tutto. «Le assicuro che la Commissione osserva attentamente gli eventi recenti nonché i possibili sviluppi», si chiede di sapere: quali interventi di competenza intenda adottare il Ministro in indirizzo al fine di mitigare le ricadute della nuova disciplina dello split payment che, seppure condiviso nel merito, nella sostanza rischia di creare problemi di liquidità per le imprese e gli enti locali; se non ritenga opportuno, allo scopo di limitare tali rischi di liquidità, semplificare le procedure e ridurre i tempi di rimborso dell'IVA per le imprese che applicano il reverse charge e lo split payment ; se intenda prevedere il superamento del meccanismo dello split payment per tutte le imprese che, a partire dal 31 marzo 2015, regoleranno con fatturazione elettronica tutti i rapporti e le prestazioni effettuate con le pubbliche amministrazioni;