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un'indagine condotta da Codacons e pubblicata su "Il Secolo d'Italia" il 7 maggio ha fatto emergere una propensione al boicottaggio da parte degli istituti di credito nel promuovere le linee di credito alle imprese tutelate dal "decreto liquidità". Su oltre 300 telefonate effettuate da tale istituto a un campione di 15 banche per chiedere informazioni sui finanziamenti garantiti dallo Stato, 171 non hanno ricevuto alcuna risposta, nonostante sui siti delle filiali fosse indicata la reperibilità, e, nel caso di risposta, un'elevata percentuale sosteneva di non essere in grado di fornire informazioni; numerose sono state le segnalazioni di comportamenti non ortodossi di alcuni istituti di credito che, contravvenendo alle misure del "decreto cura Italia" (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) e del "decreto liquidità", impediscono sostanzialmente di immettere subito denaro nelle casse delle imprese; sono stati segnalati casi in cui la liquidità da erogare alle imprese viene utilizzata dalla banca per coprire posizioni debitorie che la legge vieta di azzerare se regolarmente autorizzate; atteso che: la liquidità aggiuntiva dei provvedimenti statali non deve servire alle banche per azzerare debiti pregressi delle aziende; anche Unimpresa segnala, in un documento nel quale ha descritto le difficoltà applicative del decreto liquidità, il caos in banca per accedere ai finanziamenti fino a 25.000 euro; in questa situazione confusa e di estrema difficoltà per le imprese, in cui c'è grande incertezza sui tempi e le modalità di erogazione de prestiti, l'accesso al credito diventa, giorno dopo giorno, sempre più di vitale importanza e le banche lo sanno benissimo; infatti numerose sono le segnalazioni di un incredibile proliferare di offerte di prodotti finanziari che concedono prestiti a tassi che vanno dal 6 all'8 per cento, e, in alcuni casi, arrivano a sfiorare anche i 10 punti percentuali, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro in indirizzo nei confronti di quegli istituti di credito che non ottemperano agli obblighi di legge ed insistono in pratiche di marketing per la promozione dei propri prodotti finanziari, senza alcun incentivo statale, nei confronti della categoria imprenditoriale particolarmente sensibile alla richiesta di credito per le difficoltà che sta affrontando; se sia a conoscenza di iniziative di controllo e vigilanza da parte della Banca d'Italia relativamente ai comportamenti anomali tenuti da alcuni istituti di credito nell'evadere le domande di finanziamento di imprenditori, in attuazione delle disposizioni del "decreto liquidità"; se non ritenga di comunicare all'Associazione bancaria italiana questa situazione affinché possa, nell'ambito delle sue competenze, indicare i corretti atteggiamenti ai propri associati da mantenere in questo periodo di estrema confusione; se non reputi opportuno un intervento da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato al fine di avviare un'indagine pre istruttoria con l'invio di richieste informative agli operatori del mercato finanziario per acquisire dati sull'andamento dei prestiti erogati alle imprese senza l'utilizzo delle risorse statali messe a disposizione dai citati decreti governativi. Atto n. 4-03492 FERRARA DI GIROLAMO DONNO CASTELLONE TRENTACOSTE VANIN ANGRISANI LANNUTTI PRESUTTO MOLLAME PAVANELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il raccordo tra A11 e A12 è un breve tratto autostradale di soli 18 chilometri, una "bretella", che si innesta a Lucca sulla A11 e, attraversando il comune di Massarosa e le sue colline, arriva a Viareggio (Lucca) ove avviene il collegamento con l'autostrada A12 in direzione di Genova; la bretella autostradale Viareggio-Lucca è nata tra gli anni '60 e '70, su percorso poi classificato "montano", tracciato quasi interamente (oltre i 2 terzi) su viadotti e gallerie; la bretella è stata aperta al traffico nel 1973 e, attualmente, è a carreggiate separate a doppia corsia, ma non presenta alcuna corsia di emergenza; il tracciato fu realizzato con grande impatto di viadotti e gallerie. La sua realizzazione ha lasciato rilevanti ferite nel territorio collinare massarosese, patrimonio ambientale unico con terrazzamenti di olivi ultracentenari costruiti sapientemente sin dal Medioevo, comportando anche la chiusura di cave nelle frazioni di Quiesa e Bozzano, mai peraltro ripristinate a tutt'oggi dagli anni '60; dal 1973 al 2007 la bretella nel tratto Lucca-Massarosa-Viareggio era anteposta da barriere, e l'intera tratta era gratuita; considerato che: il primo firmatario del presente atto, a partire dal luglio 2019, più volte formalmente e informalmente ha sollecitato il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti chiedendo il declassamento del tratto autostradale A11-A12 tra Viareggio e Lucca, prima della scadenza della concessione autostradale assegnata alla Salt (Società Autostrada ligure-toscana); anche le tre amministrazioni comunali di Camaiore, Lucca e Massarosa hanno rivolto la medesima richiesta; ritenuto che: al fine di migliorare la viabilità sia locale che di connessione alle arterie principali, a giudizio degli interroganti, risulta fondamentale attuare quanto prima il declassamento dell'arteria; esso comporterebbe la riduzione della velocità massima consentita, con effetti positivi sulla sicurezza stradale; altresì è necessario intervenire per l'adeguamento strutturale dell'arteria alle norme di sicurezza vigenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali siano i motivi per cui è stato predisposto un bando di gara per l'affidamento in concessione delle attività di gestione di alcune tratte autostradali, tra cui quella in questione, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2019, senza rispondere alle numerose sollecitazioni del territorio versiliese; se dopo l'assegnazione del bando verrà comunque, come auspicato dagli interroganti, perseguita la realizzazione del declassamento (rendendo la bretella gratuita) dato che il tratto non è a norma, in quanto privo di corsia d'emergenza, rappresentando un pericolo per gli automobilisti come diversi episodi possono tristemente attestare. Atto n. 4-03493 SALVINI Matteo ALESSANDRINI BRIZIARELLI LUCIDI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la gravissima crisi finanziaria innestatasi sull'emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19 ha comportato un forte rallentamento dell'economia globale, trasformando una situazione già fragile e complessa in una vera e propria emergenza sulla quale non si può differire ancora un deciso intervento; esempio emblematico è rappresentato dal caso ThyssenKrupp che, a seguito dell'acuirsi della crisi e partendo dall'assunto della strutturale sovracapacità europea nell'ambito dell'acciaio, sta verificando possibili soluzioni per il sito di Terni e sarebbe aperta a tutte le opzioni;