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DISPOSIZIONI IN MATERIA AMBIENTALE E URBANISTICA 6 (Tutela dei mercati storici) 1 Le regioni, le province, i comuni e le città metropolitane, qualora non abbiano già provveduto, stabiliscono criteri per l'attribuzione a un mercato della qualifica di storico, a valenza storica di tradizione o di particolare pregio. I suddetti enti favoriscono altresì la conservazione della realtà storica salvaguardando i tratti caratteristici dei mercati e incentivando la vendita di categorie merceologiche conformi a quelle presenti nel passato o caratterizzanti la realtà locale. Le regioni provvedono annualmente a stanziare i fondi per la valorizzazione e la promozione dei mercati storici. 7 (Modifiche alla disciplina in materia di centri di raccolta e istituzione di un sistema integrato di gestione) 1 Ai fini del presente articolo si intende per « riutilizzo » qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale sono stati concepiti e per « preparazione per il riutilizzo » le operazioni di controllo, pulizia, smontaggio e riparazione attraverso cui i prodotti o i componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede, con proprio decreto, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla definizione di un catalogo esemplificativo di prodotti e di rifiuti di prodotti sottoposti a riutilizzo o a preparazione per il riutilizzo, nonché all'individuazione di criteri semplificati per la preparazione per il riutilizzo. 2 Al fine di facilitare la prevenzione nella produzione dei rifiuti garantita dalla filiera degli operatori dell'usato, i rifiuti urbani domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti a uso di civile abitazione, di cui all'articolo 184, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non perdono tale classificazione di origine se sono conferiti al sistema di raccolta dagli operatori dell'usato di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge. 3 Presso ogni centro di raccolta è organizzata un'area apposita destinata alla separazione delle frazioni riutilizzabili, al fine di non riciclare oggetti suscettibili di essere riutilizzati e di garantire il loro non deterioramento. 4 Le pubbliche amministrazioni possono promuovere raccolte di rifiuti dedicate o metodi di raccolta che, compatibilmente con le esigenze tecniche ed economiche, consentano la destinazione dei rifiuti alla preparazione per il riutilizzo in attuazione dei criteri di priorità nella gestione dei rifiuti stabiliti dalla legislazione vigente. A tale scopo possono essere previsti gli adeguamenti tecnici necessari presso i centri di raccolta e l'istituzione di servizi di raccolta innovativi. I comuni e i gestori del servizio di raccolta dei rifiuti organizzano la filiera locale del riutilizzo in accordo con le reti locali di riutilizzo e di riparazione accreditate, che rappresentano attività commerciali, associazioni di operatori dell'usato, operatori hobbisti, organizzatori di mercati dell'usato, cooperative ed enti di solidarietà. 5 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono definite le modalità per assicurare il coordinamento delle disposizioni del presente articolo con quelle del comma 1- bis dell'articolo 180- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e dei provvedimenti adottati ai sensi del medesimo articolo 180- bis . 8 (Insediamento degli operatori dell'usato nel territorio urbano) 1 Le attività degli operatori dell'usato possono essere esercitate, a parità di condizioni con gli altri operatori del commercio, in spazi a destinazione urbanistica di tipo produttivo-artigianale o commerciale finalizzata al mantenimento e all'espansione delle potenzialità economico-produttive del territorio urbano. III DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE E PREVIDENZIALE 9 (Misure fiscali e previdenziali) 1 In quanto settore di pubblica utilità, gli enti locali prevedono apposite misure di agevolazione, incentivo e defiscalizzazione in favore del riutilizzo, anche al fine di favorire l'emersione dello stesso settore. 2 Tenuto conto del positivo impatto sull'ambiente e sulla salute umana del riutilizzo, nonché della sua importanza e strategicità per lo sviluppo socio-economico locale, l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) per l'immissione in commercio dei beni usati e dei servizi a esso collegati è stabilita in misura pari a quella prevista per gli oggetti di antiquariato ai sensi dell'articolo 39 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85. IV DISPOSIZIONI FINALI 10 (Lavoro e formazione) 1 Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede all'inserimento nei programmi dedicati all'orientamento e alla formazione professionali di adeguate informazioni sulle attività del settore dell'usato e sul riutilizzo, nonché alla promozione di tali attività attraverso i servizi di orientamento al lavoro e di creazione d'impresa e il sito web istituzionale dello stesso Ministero, nonché di ogni altro mezzo di comunicazione ritenuto idoneo. 2 Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali individua, altresì, gli strumenti necessari per favorire l'accesso da parte degli operatori dell'usato a eventuali fondi dell'Unione europea e a ulteriori forme di agevolazione in materia di lavoro e di formazione professionale. 11 (Educazione e sensibilizzazione ambientali) 1 Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede all'inserimento, nei programmi dedicati alla prevenzione della produzione di rifiuti e all'educazione e alla comunicazione ambientali, di azioni e di interventi sulle attività del settore dell'usato, sul riutilizzo e sulla preparazione per il riutilizzo. 2 Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare individua, altresì, gli strumenti necessari per favorire l'accesso da parte degli operatori dell'usato a eventuali fondi dell'Unione europea nonché ad ulteriori forme di agevolazione in materia di politiche culturali, educative e di sensibilizzazione di carattere ambientale. 12 (Obiettivi di riutilizzo e di preparazione per il riutilizzo, di riduzione di emissioni di anidride carbonica e di consumo energetico) 1 Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in conformità alla normativa dell'Unione europea, fissa obiettivi quantitativi di riutilizzo e di preparazione per il riutilizzo, nonché di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e del consumo energetico conseguenti allo sviluppo del settore dell'usato e del riutilizzo. A tali fini, le imprese che svolgono le suddette attività possono essere accreditate con i certificati verdi o bianchi.