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Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, egregio signor Ministro, la Lega ha sempre sostenuto che per contrastare la pandemia, al di là della questione stato di emergenza sì-stato di emergenza no, quello che davvero conta, la vera sostanza, è sapere se il Governo è pronto ad affrontare questa situazione, sì o no. Si è preparato il Governo? Noi l'abbiamo chiesto con un'interrogazione il 7 luglio: era abbastanza scontato che ci poteva essere o che ci saremmo potuti trovare di fronte ad una seconda ondata, ad una recrudescenza del virus. Quindi dobbiamo capire se il Governo è pronto. Sullo stato di emergenza, mi perdoni, signor Ministro, senza entrare in polemica. I colleghi del centrodestra l'hanno abbondantemente messo in evidenza, però ultimamente uno spunto di riflessione non solo per lei e per il Governo, ma per tutto il Parlamento, è venuto dall'intervento che ha fatto il costituzionalista Sabino Cassese, il quale ha detto che «l'emergenza non c'è, siamo in una situazione largamente prevista». Come ho detto prima, signor Ministro, l'interrogazione della Lega risale al 7 luglio. Continua Cassese: «si sapeva che ci sarebbe stata una recrudescenza dei contagi, la vita è ricominciata, il virus circola, si sapeva che ci sarebbe stato questo. Lo stato d'emergenza «serve soltanto perché all'interno della macchina statale c'è un'impotenza nell'affrontare i problemi ordinari». Sostanzialmente, serve per sveltire quelle procedure - dice Sabino Cassese - che non si ha la capacità di sveltire in modo ordinario. Questo lo dico come riflessione proprio per far capire che, di fatto, non è tanto la questione dello stato d'emergenza sì o no, perché è più uno strumento che viene utilizzato in questa direzione: per sveltire procedure che in termini ordinari non si riescono ad affrontare. Quello che conta, la sostanza, è la capacità, di fronte alla situazione in cui viviamo, di essere pronti. Le faccio dunque una serie di domande, signor Ministro, perché lei aveva risposto in quest'Aula che il piano c'era, che eravate pronti e che era tutto a posto. Ma allora, se è tutto a posto, per quale motivo nelle farmacie italiane non si trovano i vaccini antinfluenzali (Applausi) che dovrebbero servire proprio nella fase attuale per cercare di dare in qualche modo copertura alla popolazione? Soprattutto, siamo sicuri che, ove ne facciano richiesta, almeno le persone cosiddette a rischio, le persone più fragili e più deboli avranno la possibilità di vaccinarsi? Queste sono le domande alle quali dovete rispondere, perché è evidente che chi ha delle patologie, le persone anziane o quelle con altri tipi di problematiche vanno in qualche maniera tutelate. Queste, ripeto, sono le domande alle quali dovete assolutamente rispondere. In ogni caso, signor Ministro, la invito a venire in quest'Aula, non solo per parlare del Covid, ma per discutere anche di tanti altri temi, visto che lei è il Ministro della salute; magari fate venire Conte a trattare qui dell'emergenza e venga lei invece a dibattere di tante altre questioni. (Applausi) . Abbiamo letto, per esempio, che c'è un rallentamento sulle altre patologie. Ci sono 1,4 milioni di screening in meno; addirittura ci è stato detto che, con diagnosi tardive, il rischio è che aumenti la mortalità dei pazienti. Questo è avvenuto nei primi cinque mesi del 2020. Ci sono in effetti tante altre patologie che vanno curate e, da quel che ci viene riferito, gli ospedali sono in evidente sofferenza a seguire tutto. Ripeto, non c'è solo il Covid, ma ci sono tantissime altre patologie. Stiamo lavorando per garantire che non ci siano liste d'attesa infinite e che gli screening si svolgano? Stiamo lavorando affinché gli ospedali possano riprendere un ordinario lavoro anche su tutte le altre patologie? Altra questione che voglio porre: avete potenziato la medicina di base? A fronte delle prime influenze che coinvolgeranno i bambini, sicuramente a partire da fine ottobre o inizi di novembre, siamo sicuri che i genitori non correranno tutti al pronto soccorso per chiedere di fare immediatamente il tampone e verificare se si tratti o meno di Covid-19? Il sistema di medicina territoriale di cui si è tanto parlato è stato potenziato? I medici di base sono pronti ad affrontare la situazione, ad andare a visitare i bambini direttamente nelle case, presso le famiglie? Abbiamo sviluppato questo tipo di modalità? Abbiamo fatto scorte - quindi abbiamo i magazzini pieni - di farmaci, di tamponi, di reagenti o di quei test rapidi che adesso dovrebbero aiutare in qualche modo a velocizzare l'attività di monitoraggio? Abbiamo fatto scorte di mascherine e di gel igienizzanti, quelli naturalmente con la preventiva autorizzazione sanitaria e non come quelli che erano stati ordinati dal Presidente del Consiglio? Perché, per esempio, ci sono stati dei ritardi - questo è quanto ci risulta - nei bandi per l'allestimento delle terapie intensive? Vorrei che ci togliesse poi una curiosità, signor Ministro, perché abbiamo notato anche alcune contraddizioni che sinceramente non riusciamo a comprendere. Non voglio affrontare il tema della partita di calcio Juventus-Napoli o quant'altro: lasciamo il calcio da parte, anche perché, come dice giustamente lei, è più importante la salute dei cittadini. In ogni caso, per quanto riguarda l'adozione di alcune misure, perché negli stadi possono entrare 1.000 persone, a prescindere dalla capienza degli stadi stessi? Si è previsto un numero massimo di 1.000 persone per uno stadio che ne contiene 10.000, così come per uno che ne contiene 80.000: notiamo qualche contraddizione. Vogliamo solo comprendere qual è la ragione, soprattutto perché poi, una volta entrate, le 1.000 persone sono tutte in un piccolo settore, anziché essere magari un po' più sparse nello stadio, in modo tale che, aumentando il distanziamento, si riesca a garantire qualche livello di sicurezza in più. (Applausi) . Le mie sono curiosità, non se la prenda, signor Ministro. È un po' come sulle regole sul distanziamento. Apprezzo molto le regole sull'utilizzo delle mascherine, sul distanziamento, sul lavaggio delle mani. Allora mi spieghi perché sugli aerei siamo stipati come sardine, quando viaggiamo (Applausi) . Lì il distanziamento non serve a niente? Capisco che le sardine, in un'epoca di distanziamento, siano un po' passate di moda: ci può stare e l'abbiamo notato tutti, ma volevamo capire il perché. Perché poi si organizzano i rave party , nessuno va a controllare e arrivano migliaia e migliaia di persone, senza mascherine e senza protezione, che possono fare quello che vogliono? Perché dei cittadini segnalano che in alcuni luoghi di culto la mascherina non viene minimamente indossata? Non sto parlando delle chiese, che frequento, dove vedo che c'è il distanziamento, con le sedie e le mascherine, ed è tutto organizzato alla perfezione. A seconda dell'appartenenza del culto, c'è forse una sorta di immunità particolare di cui si può godere, perché magari si professa una religione piuttosto che un'altra? (Applausi) . Se le regole devono essere uguali, che lo siano per tutti.