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In particolare, tutte le fatture emesse, ossia quelle cosiddette «immediate», quelle cosiddette «differite/riepilogative» di cui all'articolo 21, comma 4, terzo periodo lettera a) , del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, quelle emesse per documentare prestazioni di servizi rese verso soggetti stabiliti nell'Unione europea (articolo 21, comma 4, terzo periodo lettera c) ), ed infine quelle emesse per documentare le prestazioni di servizi rese a soggetti extra UE o ricevute dai medesimi (articolo 21, comma 4, terzo periodo lettera d) ), devono essere annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Ciò consentirà di liquidare correttamente l'imposta a debito di periodo. La norma conserva l'eccezione prevista per le operazioni di «cessione di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente» (articolo 21, comma 4, terzo periodo lettera b) ), disponendo che le fatture emesse entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni devono essere registrate entro il 15 del mese successivo al mese di emissione e con riferimento al medesimo mese, consentendo di fatto lo slittamento dell'esigibilità dell'imposta. Tale norma è coerente anche con la modifica recata all'articolo 21, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che, a partire dal 2019, consentirà l'emissione delle fatture entro 10 giorni dall'effettuazione delle operazioni. Articolo 13. – Disposizioni di semplificazione in tema di registrazione degli acquisti La disposizione, in un'ottica di agevolazione per i contribuenti, abroga la numerazione progressiva delle fatture prevista dall'articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Tale adempimento risulta automaticamente assolto per le fatture elettroniche inviate tramite Sistema di interscambio. Articolo 14. – Semplificazioni in tema di detrazione dell'IVA In base alla normativa vigente, come chiarito da recenti documenti di prassi adottati a seguito della modifica del termine entro cui il diritto alla detrazione può essere esercitato, il cessionario/committente può detrarre l'imposta, previa registrazione della fattura di cui è in possesso, nella liquidazione relativa al mese in cui la fattura stessa è stata ricevuta. Tenuto conto dei termini concessi per la emissione della fattura, in particolare di quella cosiddetta «differita», e dei tempi di recapito della fattura elettronica – la quale potrebbe essere recapitata al cessionario/committente oltre il periodo in cui l'imposta diventa esigibile – la norma prevede una modifica al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, finalizzata ad evitare che il cessionario/committente subisca il pregiudizio finanziario derivante dal rinvio della detrazione. Il periodo inserito nell'articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 100, prevede quindi che il cessionario/committente possa computare l'IVA addebitatagli in fattura nella liquidazione del periodo in cui l'operazione si considera effettuata e, conseguentemente, l'imposta è diventata esigibile. Ciò a condizione che la fattura sia recapitata entro i termini di liquidazione e sia stata debitamente registrata. La medesima facoltà non è ammessa con riferimento alle operazioni effettuate in un anno d'imposta le cui fatture di acquisto sono ricevute nell'anno successivo. In tale evenienza l'imposta deve essere detratta nell'anno di ricezione del documento. Articolo 15. – Disposizione di coordinamento in tema di fatturazione elettronica La previsione mira ad allineare il testo dall'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, al provvedimento di autorizzazione alla decisione di esecuzione (UE) 2018/593 del Consiglio, del 16 aprile 2018, che ha autorizzato il nostro Paese ad accettare come fatture documenti o messaggi solo in formato elettronico se sono emessi da soggetti passivi «stabiliti» sul territorio italiano. Articolo 16. – Giustizia tributaria digitale Il presente articolo apporta modifiche agli articoli del decreto legislativo n. 546 del 1992 che disciplinano il processo tributario telematico ed inserisce dei nuovi articoli che agevolano le procedure in materia di potere di certificazione di conformità con riguardo a copie di atti, provvedimenti e documenti detenuti in originale o copia conforme dalla parte processuale o estraibili dal fascicolo processuale telematico, nonché la possibilità di attivare l'udienza a distanza. In particolare all'articolo 16 -bis del decreto legislativo n. 546 del 1992, che viene rubricato «Comunicazioni, notificazioni e depositi telematici», sono apportate delle modifiche ai commi 1, 2 e 3. Nel comma 1 dell'articolo 16 -bis , il quarto periodo viene sostituito con un nuovo periodo che dispone che la comunicazione effettuata dagli uffici di segreteria ed andata a buon fine ad uno dei difensori che compongono il collegio difensivo si considera efficace ai fini del perfezionamento della comunicazione effettuata dai predetti Uffici. Il successivo comma 2 disciplina le comunicazioni a carico degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie stabilendo che nel caso di mancata indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata o qualora lo stesso non sia reperibile da pubblici elenchi, ovvero nelle ipotesi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario (esempi: casella di PEC piena ovvero PEC non più attiva) le comunicazioni si intendono perfezionate con il deposito in Commissione tributaria. Diversamente, nelle predette ipotesi, le notificazioni si intendono perfezionate con il deposito in Commissione tributarie solo laddove sono state esperite preventivamente le procedure di notifica indicate nell'articolo 16. Con le modifiche introdotte al comma 3 dell'articolo 16 -bis viene disposta l'obbligatorietà nel processo tributario delle modalità telematiche nell'ambito delle notifiche e depositi degli atti processuali, dei documenti e dei provvedimenti giurisdizionali, le quali risultano oggi già esperibili dalle parti processuali seppur in modo facoltativo. Infatti, viene previsto che le parti, i consulenti e gli organi tecnici indicati nell'articolo 7, comma 2, del decreto novellato, notificano e depositano gli atti processuali i documenti e i provvedimenti giurisdizionali esclusivamente con modalità telematiche, secondo le disposizioni contenute nel regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e nei successivi decreti di attuazione. Il presidente della Commissione tributaria o il presidente di sezione eccezionalmente, qualora il ricorso è già iscritto a ruolo, ovvero il collegio se la questione sorge in udienza, possono autorizzare con provvedimento motivato il deposito con modalità diverse da quelle disciplinate con il predetto regolamento di cui al decreto n. 163 del 2013. Il successivo comma 3 -bis consente alla parte che si difende personalmente la facoltà di avvalersi delle procedure informatiche per le notifiche e i depositi dei ricorsi tributari;