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per aumentare l'autonomia procedurale dell'ingiunzione e pertanto della riscossione ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, articolo 49, comma 3, sono stati nominati gli ufficiali della riscossione che esercitano le funzioni demandate agli ufficiali giudiziari; l'art. 43 del decreto legislativo n. 112 del 1999, statuisce che "L'ufficiale della riscossione esercita le sue funzioni nei comuni compresi nell'ambito del concessionario che lo ha nominato, in rapporto di lavoro subordinato con il concessionario stesso e sotto la sua sorveglianza; l'ufficiale della riscossione non può farsi rappresentare né sostituire"; dalla superiore disposizione si evince che, l'ufficiale della riscossione al fine di operare per conto dell'ente locale all'azione esecutiva nei confronti dei contribuenti morosi, dovrà quindi essere dipendente del comune o di un'altra forma associativa e/o convenzionale tra enti locali, oltre che possedere l'abilitazione quale ufficiale della riscossione ed il decreto prefettizio di nomina; nell'ambito degli enti locali, il ruolo esercitato dall'ufficiale della riscossione è affidato a quelli che sono nominati funzionari responsabili per la riscossione, ex art. 4, comma 2- septies , del decreto-legge n. 209 del 2002; preso atto che: lo svolgimento delle funzioni è stato conseguito con le modalità previste dall'articolo 42 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112; la figura di funzionario responsabile della riscossione diviene oggi sempre più rara, stante che, lo svolgimento di tale funzione può essere effettuato unicamente da soggetti che abbiano i citati requisiti; il possesso delle necessarie competenze si ottiene attraverso il superamento di un concorso nazionale, indetto di concerto tra il Ministero dell'economia e finanze ed il Ministero dell'interno, il cui ultimo bando, ad oggi, reca la data del 15 dicembre 2003; la mancata indizione del concorso, impedisce di fatto alle amministrazioni periferiche dello Stato la possibilità di optare per il procedimento di riscossione coattiva delle entrate tributarie mediante ingiunzione fiscale, procedura che necessita della nomina del funzionario responsabile della riscossione al fine di garantire maggiore autonomia all'ente locale nella fase relativa alle procedure cautelari ed esecutive, si chiede di sapere: quali siano i motivi per cui ad oggi è stato indetto un solo concorso al fine di ottenere l'abilitazione all'esercizio delle funzioni di ufficiale della riscossione; se siano state effettuate le valutazioni delle reali esigenze del sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici ai sensi dell'art. 42, comma 1- bis , del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e con quali esiti. Atto n. 4-01481 CORRADO ANGRISANI CASTALDI CASTELLONE DE LUCIA DI GIROLAMO FLORIDIA GRANATO LANNUTTI L'ABBATE LEONE PRESUTTO PIRRO TRENTACOSTE AUDDINO LOREFICE LA MURA ABATE QUARTO SANTILLO MORRA SILERI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la città di Crotone è interessata da anni da un intenso degrado ambientale, conseguente a decenni di industrializzazione senza controllo; il suolo, il sottosuolo, le falde acquifere, una porzione di mare, l'intero porto industriale e, anche a seguito di attività antropiche, alcune porzioni di suoli urbani sono interessati da profondi processi di inquinamento da metalli pesanti e da residui tecnologici contenenti radionuclidi in concentrazioni superiori alla media della crosta terrestre; l'Organizzazione mondiale della sanità nel 1997, nel suo annuale rapporto su salute e ambiente in Italia, affermava che "in sintesi, il quadro di mortalità rilevato nell'area di Crotone, risulta caratterizzato da eccessi per diversi tipi di patologie tumorali e non, che possono venire indotte da esposizioni di tipo occupazionale ed ambientale"; con sentenza n. 2536/2012 emessa dal Tribunale di Milano, la Syndial SpA è stata condannata a pagare agli attori in giudizio, Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e commissario delegato per l'emergenza ambientale Calabria, la complessiva somma di 56.200.000 euro, oltre agli interessi compensativi, e altresì condannata ad effettuare la bonifica dei siti inquinati, e a dare corretta esecuzione al piano operativo di bonifica concordato con i 3 beneficiari dei risarcimenti; il piano prevedeva una bonifica " green field ", tanto che la Syndial veniva condannata esclusivamente per il danno ambientale ante bonifica e non già anche per quello post bonifica; successivamente, il Presidente del Consiglio dei ministri con decreto 28 giugno 2016 ha nominato il commissario straordinario delegato a coordinare, accelerare e promuovere la realizzazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel contaminato sito di interesse nazionale (SIN) "Crotone, Cassano e Cerchiara". Dal 28 giugno 2018, data di cessazione dell'incarico del commissario delegato, vi è una condizione di stallo, in attesa che, su proposta del Ministero, la Presidenza del Consiglio dei ministri provveda alla nomina del nuovo commissario straordinario per gli interventi di bonifica nel SIN di Crotone; considerato che: la situazione di gravissimo degrado ambientale, risalente nel tempo, ha fatto sì che con decreto ministeriale 18 settembre 2001, n. 468, venisse istituito e perimetrato il SIN, soggetto recentemente a riperimetrazione per allargamento con l'inserimento anche di alcune aree urbane; al fine di pervenire all'istituzione di un SIN, il comma 3 dell'art. 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede: "ai fini della perimetrazione del sito, sono sentiti i comuni, le province, le regioni e gli enti locali, assicurando la partecipazione dei responsabili nonché dei proprietari delle aree da bonificare, se diversi dai soggetti responsabili"; il Ministero, al fine di consentire qualsiasi tipo di edificazione nell'area industriale di Crotone, per la parte ricadente nel SIN, ancorché dette edificazioni siano esterne al sedime delle industrie dismesse e da bonificare, ha imposto agli utenti una preliminare caratterizzazione dei suoli e dei sottosuoli che i titolari delle iniziative sono costretti ad eseguire anticipandone i costi, pur non essendo responsabili dell'inquinamento; al fine di verificare l'ottemperanza alle normative nazionali ed europee, che prevedono sostanzialmente l'applicazione del principio "chi inquina paga", la locale Camera di commercio, con svariate note nel corso dell'anno 2018, ha formulato istanza di accesso agli atti al Ministero, al fine di acquisire tutta la documentazione istruttoria, i verbali, le comunicazioni e gli ulteriori atti con i quali il Ministero stesso, in sede di perimetrazione del SIN di Crotone, coerentemente al disposto del comma 3 dell'art. 252, ha individuato i proprietari delle aree da bonificare e i soggetti responsabili dell'inquinamento e ha assicurato la loro partecipazione;