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Gli statuti relativi alla loro organizzazione, adottati nel rispetto delle disposizioni della presente legge, sono predisposti ai sensi dell'articolo 7 e sono approvati con decreto del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. 8. Il Ministero della salute esercita, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente, la funzione di vigilanza sugli ordini e sulle professioni di cui alla presente legge. Art. 2. (Consulta regionale degli ordini provinciali) 1. In ogni capoluogo di regione, per ciascuno degli ordini professionali, è costituita la «Consulta regionale degli ordini provinciali», composta da rappresentanti degli ordini professionali di cui alla presente legge e di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n. 561. Art. 3. (Istituzione degli albi) 1. Presso gli ordini delle professioni infermieristiche di cui al comma 2 dell'articolo 1 sono istituiti i seguenti albi: a) albo della professione di infermiere; b) albo della professione di infermiere pediatrico e delle vigilatrici d'infanzia. 2. Presso gli ordini delle professioni sanitarie della riabilitazione di cui al comma 4 dell'articolo 1 sono istituiti i seguenti albi: a) albo della professione di fisioterapista; b) albo della professione di logopedista; c) albo della professione di podologo; d) albo della professione di ortottista e assistente di oftalmologia; e) albo della professione di terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva; f) albo della professione di tecnico della riabilitazione psichiatrica; g) albo della professione di terapista occupazionale; h) albo della professione di educatore professionale. 3. Presso gli ordini delle professioni tecnico-sanitarie e della prevenzione di cui al comma 6 dell'articolo 1 sono istituiti i seguenti albi: a) albo della professione di tecnico sanitario di laboratorio biomedico; b) albo della professione sanitaria di tecnico audiometrista; c) albo della professione sanitaria di tecnico audioprotesista; d) albo della professione sanitaria di tecnico ortopedico; e) albo della professione sanitaria di dietista; f) albo della professione sanitaria di tecnico di neurofisiopatologia; g) albo della professione sanitaria di tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare; h) albo della professione sanitaria di igienista dentale; i) albo della professione di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro; l) albo della professione di assistente sanitario. Art. 4. (Dislocazione territoriale e organi degli ordini) 1. Gli ordini di cui alla presente legge sono istituiti in ogni provincia. Qualora il numero degli iscritti all'ordine non superi le 1.000 unità, l'ordine è costituito a livello interprovinciale o regionale. 2. Sono organi degli ordini: a) il consiglio direttivo; b) il presidente, cui spetta la rappresentanza legale dell'ente; c) l'assemblea degli iscritti; d) la commissione d'albo; e) il collegio dei revisori dei conti, costituito ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88. 3. Il consiglio direttivo può essere sciolto, previa diffida, qualora non sia in grado di funzionare regolarmente, con decreto del Ministro della salute su proposta della relativa federazione nazionale, che delibera con la maggioranza dei due terzi dei componenti. 4. Con il decreto di scioglimento del consiglio direttivo è nominata una commissione straordinaria di tre membri iscritti all'ordine, alla quale competono le attribuzioni del consiglio direttivo, e sono indette nuove elezioni entro tre mesi dallo scioglimento. Art. 5. (Commissione disciplinare) 1. Presso l'ordine del capoluogo di regione è istituita, per ciascun albo, una commissione competente a giudicare sui procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti. 2. Per gli iscritti all'albo che sono anche dipendenti di una pubblica amministrazione si applicano le disposizioni del codice deontologico approvato dalle federazioni nazionali, previo nulla osta del Ministero della salute fatte salve le disposizioni dei relativi contratti collettivi nazionali di lavoro. 3. Qualora l'ordine venga a conoscenza di fatti imputabili all'iscritto: a) se compiuti in qualità di dipendente pubblico, li segnala all'amministrazione cui questi appartiene; b) se compiuti in qualità di dipendente privato, li segnala al datore di lavoro. 4. Gli oneri relativi al funzionamento della commissione sono a carico degli iscritti agli ordini della regione presso cui operano. Art. 6. (Organi delle federazioni nazionali) 1. Gli ordini di cui alla presente legge sono riuniti in federazioni nazionali con sede in Roma. 2. Sono organi delle federazioni nazionali: a) il consiglio nazionale; b) il presidente; c) il comitato centrale; d) la commissione d'albo; e) il collegio dei revisori dei conti, costituito ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88. 3. Il comitato centrale può essere sciolto, previa diffida, qualora non sia in grado di funzionare regolarmente. Lo scioglimento è disposto con decreto del Ministro della salute. Con il medesimo decreto è nominata una commissione straordinaria di tre membri iscritti nell'ordine territoriale. Alla commissione competono tutte le attribuzioni del comitato disciolto. Entro tre mesi dallo scioglimento si procede a nuove elezioni. Art. 7. (Statuti) 1. Gli statuti degli ordini e delle federazioni si attengono ai seguenti princìpi e criteri: a) democraticità nelle procedure di elezione degli organi; b) non discriminazione per motivi religiosi, sessuali, razziali, politici o relativi ad altra condizione personale o sociale; c) individuazione di meccanismi che garantiscano la partecipazione effettiva alla vita dell'ordine delle professioni meno rappresentate nel consiglio direttivo; d) garanzia di pari opportunità per l'accesso alle cariche elettive; e) trasparenza delle azioni intraprese, sia d'ufficio sia ad impulso di parte, verso gli iscritti e verso i terzi; f) leale collaborazione con lo Stato e gli altri enti pubblici; g) separazione della funzione di indirizzo politico dalla gestione amministrativa nei casi in cui la pianta organica dell'ordine preveda una funzione di livello dirigenziale; h) attribuzione dei compiti degli organi, modalità di organizzazione e funzionamento dei medesimi; i) disciplina della commissione di cui all'articolo 6, comma 2, lettera d); l) criteri per la determinazione della misura e delle modalità di riscossione dei contributi dovuti dagli appartenenti agli ordini; m) criteri per la determinazione della pianta organica degli ordini e delle federazioni; n) modalità inerenti alla gestione amministrativa e contabile degli ordini e delle federazioni. 2. Gli statuti fissano altresì le misure annuali della contribuzione da parte degli ordini al fine di assicurare il funzionamento delle federazioni.