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Disposizioni per l'istituzione dell'Albo nazionale degli operatori in estetica e per la formazione e l'aggiornamento professionale obbligatorio degli addetti al settore dell'estetica. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge che si propone all'esame dell'Aula interviene allo scopo di regolamentare un settore, quello dell'estetica, che ha vissuto un ventennio di grande espansione commerciale, senza una parallela crescita professionale. L'obsolescenza o la necessità di adeguamento delle normative delle settore portano in sede di approvazione del presente a contribuire all'emersione o alla regolarizzazione del fenomeno dell'abusivismo, quantificabile in circa 60.000 posti di lavoro oltre alla previsione di maggior introito fiscale per lo Stato per almeno 1-1,5 miliardi di euro all'anno. Il mercato è disciplinato dalla legge 4 gennaio 1990 n. 1, che prevedeva nei successivi sei mesi le schede tecniche/normative degli apparati concessi. Tali schede sono entrate in vigore con il regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 maggio 2011, n. 110, lasciando un vuoto normativo durato venti anni. Si potrà osservare che prima del benessere vi sono problemi più gravi. Ma senza alcuna prosopopea o interesse di parte riteniamo questo un giudizio superficiale. Basti pensare che negli oltre 30.000 istituti di benessere presenti in Italia con circa 60.000 addetti e circa 20 miliardi di fatturato, l'operatore interagisce sul corpo umano. In questi vent'anni il mercato è cresciuto in totale anarchia, gestito unicamente da realtà commerciali che si sono occupate di produrre apparecchiature macchinari, cosmetici, mentre è stata trascurata una adeguata formazione professionale tralasciando quasi totalmente la necessaria garanzia agli utenti e consumatori in tema di sicurezza sanitaria. A ciò si deve aggiungere che da indagini di mercato negli ultimi anni vi è stata un esponenziale aumento di abusivismo, che possiamo indicare in almeno 30.000 addette che operano indisturbate nella propria abitazione. Considerando che un istituto estetico deve rispettare norme similari agli studi medici il rispetto correlato ai rischi biologici, elettrici paiono una pura illusione. A questo aspetto si aggiunge poi l'evasione fiscale delle migliaia di addette. Ipotizzando un reddito giornaliero di 100 euro per le 30.000 abusive non è un alchimia matematica considerare in alcuni milioni di evasione. Il risultato attuale è un mercato di scarsa professionalità, molto abusivismo, poca sicurezza, poca tutela del consumatore finale. Essendo il settore comparabile ad attività stagionali, con massima affluenza nei mesi da marzo ad agosto, la proposta richiede di adattare anche al settore benessere contratti lavorativi similari. Da un'indagine emerge che molte possibilità d'impiego avrebbero successo mentre attualmente i costi, la rigidità del sistema impongono una preventiva rinuncia ad assumere collaboratori. I 30.000 centri nazionali potrebbero incrementare il gettito fiscale -- mentre ora il mancato aggiornamento professionale alimenta l'abusivismo -- e oltre a recuperare un ingente reddito fiscale potrebbe essere un contributo a far diminuire i 600.000 giovani inferiori ai 25 anni senza alcun impiego. Il futuro del settore può essere ancora florido e mantenere ed implementare l'occupazione nei 2200 istituti presenti nel solo Piemonte, con 5000 addetti diretti in quota rosa, e nei circa 30.000 centri in Italia solamente garantendo all'utente finale la sicurezza, l'igiene, la professionalità dei trattamenti effettuati. La professione dell'estetista è l'unica, nonostante l'evoluzione tecnologica, a non avere un obbligo di aggiornamento formativo. Le conseguenze verso i consumatori sono ben evidenti e le cronache ne danno sovente riscontro. É opportuno segnalare che corsi formativi e la loro copertura finanziaria non mancano. Mentre deve essere reso obbligatorio l'aggiornamento professionale sia privato sia cofinanziato dalle varie Regioni. Tali corsi dovrebbero prevedere un percorso formativo presso le agenzie formative accreditate presso le varie regioni con una durata tra le 16 e le 24 ore. Accanto a questi dovrebbero essere predisposti corsi di aggiornamento con una cadenza biennale, pena la perdita dell'iniziale attestato di estetista. Attualmente i percorsi formativi privilegiano le tecniche estetiche di base, quali massaggi e conoscenza dei trattamenti, la cosmesi di base, gli aspetti di tecniche di marketing , mentre sono trattati superficialmente gli argomenti riguardanti gli effetti fisiologici generati dai trattamenti sul corpo umano e i protocolli operativi dei macchinari sono gestiti molto superficialmente. Le ragioni del costante aggiornamento degli operatori del settore estetico si fondano si tre aspetti prioritari: le normative tecniche generali (norme dell’Unione europea) cambiano abbastanza frequentemente e non sempre le estetiste si informano o vengono informate. I corsi di aggiornamento sono anche veicolo di formazione legislativa; il mercato tecnologico del benessere ha una rapida espansione che porta in poco tempo ad essere superata la formazione di base. Immaginiamo le operatrici che hanno conseguito l'attestato 10 anni fa; gli attuali corsi di aggiornamento si limitano a tecniche di massaggio mentre sono disattese le tematiche decisamente più importanti in ragione di sicurezza e tutela del consumatore. La necessità di un efficiente sistema di aggiornamento, grazie al quale le operatrici del settore si aggiornano costantemente, risponde ai bisogni dei clienti e alle esigenze evolutive ed operative del settore nel quale tenuto conto che sono impiegate macchinari assai tecnologici ed invasivi, tipo laser, radiofrequenza. Gli operatori del settore hanno, peraltro, l'obbligo della diligenza professionale, richiamata dall'articolo 1176 comma secondo, del codice civile. Si rammenta che, a seguito del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, tutte le professioni hanno l'obbligo della formazione continua onde ottenere crediti formativi pena provvedimenti sulla loro stessa attività. Si ritiene, pertanto, che il corso di aggiornamento debba essere obbligatorio e che non si può trascurare la sicurezza dei dipendenti e la totale garanzia della sicurezza dell'utente finale. Per le motivazioni esposte il promotore auspica un esame ed un'approvazione in tempi rapidi del presente disegno di legge.. 1 (Istituzione di un Albo nazionale degli operatori in estetica) 1 È istituito, presso il Ministero della salute, l'Albo nazionale degli operatori in estetica, di seguito denominato «Albo», al quale sono tenuti ad iscriversi tutti i soggetti che svolgono attività nel settore dell'estetica e a cui sono attribuiti specifici codici ATECO. 2 L'Albo 1 è suddiviso in sezioni tenute in ciascuna regione e provincia autonoma di Tento e di Bolzano, presso i rispettivi assessorati regionali e provinciali competenti in materia sanitaria, secondo quanto disposto dal decreto di cui all’articolo 2, comma 2.