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Le entrate extratributarie registrano, nel complesso, un incremento pari a 13,1 miliardi di euro in termini di competenza (12,8 miliardi di euro in termini di cassa), determinato, in misura prevalente, dai versamenti erogati dall'Unione europea a titolo di contributi a fondo perduto per l'attuazione del dispositivo di ripresa e resilienza (PNRR), pari a 11,5 miliardi (cap. 3515/Entrata), nonché dai maggiori proventi attesi per le risorse proprie tradizionali riscosse per conto dell'Unione europea, per 1,1 miliardi di euro, e dai maggiori dividendi da versare da parte delle società a partecipazione pubblica, per 200 milioni di euro), Come per le entrate tributarie , l'incremento delle previsioni di cassa per le entrate del Titolo II tiene conto della ulteriore riduzione delle riscossioni a mezzo ruolo, la cui flessione è stata già considerata nelle stime del DEF 2022. Le entrate da alienazione, ammortamento e riscossione di crediti registrano una contrazione di 36 milioni di euro, sia di competenza che di cassa, interamente imputabile ad un allineamento alle previsioni dello scorso aprile elaborate per il DEF. Per quanto concerne le spese finali, le variazioni proposte dal provvedimento determinano una riduzione di circa 2,3 miliardi di euro in termini di competenza. Tale riduzione è determinata da una minore spesa corrente dovuta, essenzialmente, alla proposta di riduzione di 2,7 miliardi della spesa per interessi e redditi da capitale, compensata da altre maggiori spese correnti per 1,3 miliardi. ln diminuzione anche la spesa in conto capitale (-881 milioni). Quanto alla spesa corrente, la riduzione è essenzialmente legata alla riduzione degli interessi passivi sui titoli del debito pubblico, pari a circa 2,7 miliardi. Come illustrato nella relazione, si registrano, da un lato, minori esigenze per gli interessi sui conti correnti di tesoreria, che determinano una riduzione degli stanziamenti per circa 1,7 miliardi, e per interessi sui buoni del Tesoro poliennali, per circa 2,2 miliardi, ai quali si contrappone un incremento della spesa per gli interessi sui buoni postali fruttiferi, per 1,5 miliardi. La riduzione della spesa per interessi è compensata dalla proposta di aumento di altre spese correnti per 1,3 miliardi. Le proposte di aumento della spesa corrente primaria sono connesse principalmente alle seguenti categorie economiche di spesa: - consumi intermedi (+102 milioni di euro), su cui incide l'incremento degli stanziamenti per oneri di funzionamento dei Ministeri relativi alle spese per carburanti e utenze connesse al rincaro dei prodotti energetici per circa 110 milioni; trasferimenti alle amministrazioni pubbliche (+285 milioni), sui quali incidono le assegnazioni per la sistemazione contabile di somme anticipate dalla Tesoreria a seguito di pignoramenti connessi a contenziosi (230 milioni), l'incremento dei trasferimenti alla società Sport e Salute SpA per circa 20 milioni quale integrazione del finanziamento previsto ex lege ; - trasferimenti alle famiglie e istituzioni sociali private, che registrano un incremento di 42 milioni, principalmente per l'integrazione degli stanziamenti relativi ai finanziamenti degli istituti di patronato e di assistenza sociale (circa 76 milioni), per l'adeguamento dello stanziamento all'effettivo importo dei contributi versati all'entrata del bilancio statale dagli enti previdenziali nel 2021 e per l'adeguamento degli stanziamenti di bilancio relativi alla quota dell'8 per mille dell'IRPEF destinata allo Stato (+17 milioni) e alla quota destinata alla Conferenza episcopale italiana (-67,7 milioni) in relazione alle scelte operate dai contribuenti in sede di dichiarazione. Quanto alla proposta di riduzione della spesa in conto capitale essa è sostanzialmente legata alla categoria «Acquisizioni di attività finanziarie», che presenta un decremento di competenza pari a 950 milioni di euro determinato da una riduzione per 1.100 milioni di euro relativamente agli oneri derivanti dalle operazioni su garanzie da esposizione su derivati, a seguito dell'andamento delle esigenze di finanziamento nonché dei tassi di interesse, e da un aumento per 150 milioni di euro riguardante il Fondo rotativo per la crescita sostenibile, finalizzato al finanziamento degli accordi per l'innovazione. Con riferimento alle missioni del bilancio dello Stato, le proposte di assestamento determinano una riduzione degli stanziamenti della missione «Debito pubblico» pari a -13,3 miliardi di euro in termini di competenza e cassa, principalmente in relazione all'adeguamento delle esigenze per il rimborso dei prestiti internazionali. Considerando gli importi della missione «Debito pubblico», la spesa complessiva del bilancio dello Stato si assesta a 1.096,1 miliardi di euro, con un aumento di 2,2 miliardi rispetto alle previsioni di bilancio. Con riferimento alle missioni, le principali variazioni in aumento proposte dal disegno di legge di assestamento riguardano: - gli stanziamenti della missione «L'Italia in Europa e nel mondo» per 1,1 miliardi, destinati al bilancio dell'Unione europea quali risorse proprie tradizionali (cap. 2752/MEF), che trovano poi compensazione nel corrispondente versamento all'entrata; - gli stanziamenti della missione «Istruzione scolastica» per 127 milioni, a seguito in particolare dell'incremento degli stanziamenti per le supplenze brevi del personale scolastico (150 milioni); - nell'ambito della missione «Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica», che vede ridursi i suoi stanziamenti per 1,5 miliardi (di cui -1,7 miliardi per riduzione degli interessi sui conti di tesoreria (cap. 3100/MEF) , rileva l'iscrizione dell'importo di 63 milioni da trasferire alla Grecia, derivante dai profitti dei titoli di Stato greci presenti nel portafoglio «Securities Markets Programme» (cap. 7607/MEF). In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento per il 2022 determina complessivamente un miglioramento del saldo netto da finanziare di 37,4 miliardi di euro rispetto alla previsione di bilancio, derivante da un aumento delle entrate finali per 48,7 miliardi e da un aumento delle spese finali per 11,3 miliardi. In particolare, il saldo netto da finanziare si attesta a -239,8 miliardi. Il miglioramento di 37,4 miliardi rispetto alla previsione di bilancio, è esclusivamente dovuto alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento (+39,1 miliardi). Per le dotazioni di cassa, si rammenta, le proposte di assestamento considerano, oltre all'adeguamento degli stanziamenti alle variazioni di competenza e le esigenze legate all'operatività delle amministrazioni, anche la consistenza effettiva dei residui passivi accertata a rendiconto, rispetto a quella presunta in sede di disegno di legge di bilancio. Quest'ultima infatti può risultare differente da quella presunta al momento della formazione della previsione della legge di bilancio, in quanto formulata con riferimento a un esercizio non ancora concluso. Per quanto concerne gli altri saldi, anch'essi risultano tutti in miglioramento. In particolare, il ricorso al mercato risulta migliorato di 45,3 miliardi rispetto al bilancio di previsione, raggiungendo un valore pari a -509,2 miliardi;