[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 19, comma 14, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), promosso con ricorso della Regione Emilia-Romagna, notificato il 27 febbraio 2002, depositato in cancelleria l'8 marzo successivo ed iscritto al n. 23 del registro ricorsi 2002. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 17 giugno 2003 il Giudice relatore Fernanda Contri; uditi l'avvocato Giandomenico Falcon per la Regione Emilia-Romagna e l'avvocato dello Stato Paolo Cosentino per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato in data 27 febbraio 2002 e depositato il successivo 8 marzo (r.r. 23 del 2002), la Regione Emilia-Romagna ha impugnato numerose disposizioni della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), e tra esse, in particolare, l'art. 19, comma 14, in riferimento all'art. 117 della Costituzione. Il comma 14 del suddetto art. 19 prevede che "le amministrazioni pubbliche promuovono iniziative di alta formazione del proprio personale, anche ai fini dell'accesso alla dirigenza, favorendo la partecipazione dei dipendenti ai corsi di laurea, anche triennali, organizzati con l'impiego prevalente delle metodologie di formazione a distanza per finalità connesse alle attribuzioni istituzionali delle amministrazioni interessate". Inoltre, "a tal fine, nei limiti delle ordinarie risorse finanziarie destinate all'aggiornamento e alla formazione del personale, le amministrazioni pubbliche e le relative Scuole o strutture di formazione, sentite le organizzazioni sindacali, possono anche erogare borse di studio del valore massimo corrispondente all'iscrizione ai suddetti corsi di laurea o provvedere al relativo rimborso". La ricorrente sottolinea che la disposizione non ha riflessi di carattere finanziario, costituisce una sorta di invito alle amministrazioni pubbliche a promuovere iniziative di "alta formazione" del proprio personale impiegando prevalentemente metodologie di formazione a distanza e "autorizza" le amministrazioni a finanziare, peraltro gravando sulle proprie risorse ordinarie, borse di studio per coprire i costi d'iscrizione del proprio personale ai corsi di laurea, "anche triennali". Secondo la ricorrente, la disposizione sarebbe invasiva ed arbitraria, fuoriuscendo dalla competenza legislativa statale e perciò violando l'art. 117 della Costituzione, "nella parte in cui l'autorizzazione non è riferita alle amministrazioni statali o di enti nazionali". Si specifica nel ricorso che alle amministrazioni diverse da queste ultime l'autorizzazione potrebbe semmai essere data con legge regionale, sempre che ve ne sia bisogno, posto che la formazione del proprio personale sembrerebbe compito ordinario e stabile di qualsiasi amministrazione. 2. - Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso anche con specifico riferimento alla censura relativa all'art. 19, comma 14, della legge n. 448 del 2001. La difesa afferma che la normativa censurata, a differenza di quanto sostenuto dalla ricorrente, non violerebbe l'art. 117 della Costituzione, in quanto in parte sarebbe finalizzata al rispetto dei limiti inerenti all'utilizzo delle risorse disponibili ("nei limiti delle ordinarie risorse finanziarie"), in parte avrebbe carattere meramente riconoscitivo di una potestà ("possono") che per sua natura non può incidere sulle prerogative delle Regioni in materia. 3. - In prossimità dell'udienza, la Regione Emilia-Romagna ha depositato una memoria, nella quale sottolinea, anzitutto, che il rilievo della difesa erariale secondo il quale la disposizione impugnata sarebbe "finalizzata al rispetto dei limiti inerenti all'utilizzo delle risorse disponibili" ed avrebbe "in parte … carattere meramente riconoscitivo di una potestà" dimostrerebbe soltanto che la norma è inutilmente lesiva del riparto di attribuzioni fissato dal "nuovo" Titolo V. L'assenza di implicazioni sul piano finanziario confermerebbe la totale estraneità della disposizione impugnata rispetto ai contenuti propri della "legge finanziaria" ed alle particolari funzioni normative che lo Stato può trovarsi ad esercitare attraverso tale strumento in relazione al coordinamento della finanza pubblica, apparendo evidente la lesione delle attribuzioni legislative regionali nel momento in cui la disposizione non sia riferita alle sole amministrazioni statali e agli enti nazionali. Se invece si vuol far discendere qualche conseguenza sul piano normativo dalla disposizione - per esempio nel senso di porre un limite all'utilizzo delle risorse disponibili per la formazione - il vulnus delle attribuzioni della Regione e degli enti locali sarebbe ancor più evidente, traducendosi in un divieto a sostenere con le proprie risorse piani formativi di maggior impegno finanziario o diversamente formulati.1. - La Regione Emilia Romagna, nell'impugnare numerose disposizioni della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 117 della Costituzione, dell'art. 19, comma 14, della suddetta legge, nella parte in cui non si riferisce esclusivamente alle "amministrazioni statali o di enti nazionali" nel prevedere che le amministrazioni pubbliche promuovono iniziative di "alta formazione" del personale e finanziano borse di studio per l'iscrizione dei dipendenti ai corsi di laurea triennali. Secondo la ricorrente, la disposizione censurata sarebbe invasiva ed arbitraria, fuoriuscendo dalla competenza legislativa statale. 2. - La censura si inserisce, come detto, nell'ambito di un più ampio ricorso che coinvolge una pluralità di disposizioni della legge finanziaria per il 2002 (r.r. 23 del 2002). Viene ora decisa esclusivamente la suddetta questione, che riguarda la promozione di iniziative di alta formazione da parte delle "amministrazioni pubbliche". 3. - La questione non è fondata, nei sensi di seguito specificati. La disposizione censurata prevede che "le amministrazioni pubbliche promuovono iniziative di alta formazione del proprio personale, anche ai fini dell'accesso alla dirigenza, favorendo la partecipazione dei dipendenti ai corsi di laurea, anche triennali, organizzati con l'impiego prevalente delle metodologie di formazione a distanza per finalità connesse alle attribuzioni istituzionali delle amministrazioni interessate".