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il gruppo di Stati contro la corruzione ci chiede di intervenire sui regolamenti interni dei Gruppi in Parlamento. Un accenno, forse, a quei Gruppi che violando la Costituzione, introducono l'obbligo di mandato imperativo, comminando penali-truffa a quei parlamentari in dissenso con il proprio partito? Il vostro provvedimento, bocciato anche dal Consiglio superiore della magistratura, al contrario, non interviene su tutto ciò, limitandosi a trasformare gli uffici pubblici in luoghi di spia, invidia e terrore, abolendo la prescrizione e introducendo processi senza fine, che violano le norme sulla ragionevole durata del processo contenute nell'articolo 6 della CEDU e nell'articolo 111 della nostra Costituzione, e che se ne fregano del principio sancito nella Carta di una pena che deve invece tendere alla rieducazione del condannato. Voi che parlate di taglio agli sprechi, avete idea del denaro che lo Stato dovrà sborsare, in base alla legge Pinto, per risarcire le vittime di processi troppo lunghi? No, non credo che abbiate idea di tutto ciò. Per tutto questo e per molto altro, voteremo no a questa manovra, né daremo la fiducia a questo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Collina) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, sarei tentata di entrare nel metodo e nel merito di questa manovra, che definirei senz'anima. L'ho fatto già ieri e non lo farò con questo intervento; l'hanno fatto i miei colleghi prima di me e lo faranno anche dopo. Io invece, con spirito costruttivo ma anche combattuto, e per spirito di opposizione patriottica, voglio entrare in un merito specifico, anzi in due. Mi riferisco - vorrei davvero l'attenzione del Governo - al comma 326 in cui, nell'ambito delle disposizioni in tema di indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti, con legge di riferimento, si parla di indennizzo corrisposto in favore del coniuge superstite. Vi prego di fare una specifica su questo punto, che è la seguente: «ove il coniuge non abbia cagionato o contribuito a cagionare la morte della vittima». (Applausi dai Gruppi FdI e Misto-LeU). Altrimenti noi, con questa semplice ma gravissima dimenticanza, andremo a legittimare casi che la cronaca ha restituito, paradossali ma che si sono verificati, di autori di omicidi che, rimessi in libertà, hanno potuto godere della reversibilità della pensione della propria moglie o compagna uccisa. Questi non sono dettagli e allora vi prego di emendare questa parte. Ma non è solo su questo che voglio intervenire. C'è un altro punto di merito sul quale voglio e sento di dover intervenire in quest'Aula. Mi riferisco al comma 255 relativamente all'incremento del Fondo per le vittime di violenza domestica per un totale di 5 milioni. Sicuramente è bene incrementare il Fondo, ma lasciate che io dica, senza voler polemizzare su questa materia, che non si risparmia però sugli orfani di femminicidio. Voi stessi avevate immaginato un incremento di 12 milioni di euro, mentre la misura ne prevede 5. Voglio anche dire che in Commissione bilancio alla Camera avete bocciato un emendamento che proponeva 12 milioni di incremento. Qui in Commissione bilancio al Senato avete respinto il nostro emendamento. Lo avete ripreso, respingendo il nostro e lo avete fatto vostro, ma avete ritoccato al ribasso drammaticamente le cifre, perché siete scesi da 12 milioni a 5 milioni. La richiesta era di 2 milioni per le borse di studio e le attività di formazione (ed è rimasta), e ancora di 10 milioni per quelle famiglie affidatarie di orfani di femminicidio, e cioè per quei parenti, nella maggior parte dei casi nonni, che crescono bambini a cui è stata uccisa la madre. Stiamo parlando di donne uccise nella maggior parte dei casi dai loro mariti, o comunque dai loro partner o compagni, e quasi sempre gli autori dell'omicidio sono i padri degli stessi bambini. Alle famiglie di quei bambini - ricordo che non sono numeri ma orfani di femminicidio, bambini a cui è stata uccisa la madre - famiglie che li assistono, li guidano e li crescono, con la difficoltà che tutto ciò comporta, questo Governo decide di dare 5 milioni di euro. E allora io dico: se avete trovato i fondi per i professionisti del divano, se avete investito tanto e urlato sul reddito di cittadinanza, qualche soldo in più per gli orfani di femminicidio dovevate e potevate trovarlo. Poiché la matematica non è un'opinione - e la politica deve anche ragionare in termini di matematica - e siccome gli orfani di femminicidio sono meno di 2.000, se dividete le somme che avete stanziato per il numero degli orfani, capirete che si tratta veramente e vergognosamente di pochi spicci. Non si risparmia sugli orfani di femminicidio, non si risparmia sui bambini, non si finanziano i divanisti a danno degli orfani di femminicidio! (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Questo è il punto. Questo ve lo dovete ricordare. E questo lo fate in un momento in cui aumentano le violenze e gli omicidi di donna: 149 donne uccise nel 2016 (il 51 per cento aveva figli), 123 donne uccise nel 2017 (il 54 per cento aveva figli), 106 donne uccise nei primi dieci mesi del 2018, 3.100 donne uccise lasciando figli dal 2000 a oggi. E allora a queste vittime collaterali il Governo deve dare, con senso di responsabilità, maggiore sostegno. A quei 3 miliardi stanziati dal precedente Governo avete aggiunto solo 5 milioni: è uno spot elettorale... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatrice Rauti le ho dato dei minuti in più, ma non posso proprio fare per lei un'eccezione vistosa. La ringrazio. In ogni caso, il suo intervento credo abbia toccato il cuore di tutti e, se posso permettermi, le do la mia personale solidarietà. È iscritto a parlare il senatore Moles. Ne ha facoltà. MOLES (FI-BP) . Signor Presidente, sul vergognoso iter di questa manovra in realtà è stato detto tutto da tanti, forse tantissimi. Finalmente pare che la manovra sia stata avvistata e forse qualcuno l'ha letta. Ho letto poco fa un post del ministro Toninelli, che dice che stanno lavorando giorno e notte. Io il ministro Toninelli non l'ho visto, ma forse starà passeggiando sul ponte di Messina. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti della senatrice Bellanova) . Mi sono interrogato in realtà sul significato del mio intervento e ho concluso che non può che essere, signor Presidente, un intervento di sola e forse inutile testimonianza, perché tanto non lo ascolteranno e non lo ascolterete. È come se il passaggio al Senato di questo maxiemendamento, deciso da pochi, anzi direi pochissimi, fosse solo una fastidiosa formalità.