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In questi anni alcune regioni italiane spinte dalla necessità di reperire personale medico qualificato per la continuità assistenziale, non recependo i dettami del TAR del Lazio, stanno ammettendo in soprannumero medici laureati dopo il 31 dicembre 1994 ai corsi di formazione in medicina generale (purtroppo in numero molto limitato) realizzando quello per cui questi medici avevano lottato. Purtroppo il numero esiguo degli ammessi fa sì che siano necessari diversi anni prima di assorbire tutti i medici interessati al problema (e al momento solamente in cinque o sei regioni). Con l'articolo 2 riprendendo la volontà del legislatore italiano che ha tentato in qualche modo di porre soluzione a questo problema, riuscendovi parzialmente, intendiamo attuare una sanatoria di queste migliaia di medici che sono stati costretti ad uno stato di suboccupazione od a lavorare come «tappabuchi» in situazioni di carenza di personale medico, senza poter aspirare a ricoprire un giorno quel ruolo (centinaia di medici lavorano al centro-nord da anni come sostituti di guardia medica ma non possono mai diventare titolari perché non inseriti nelle famose graduatorie) attuando semplicemente quello che lo Stato svagato non gli ha mai riconosciuto: l'equipollenza. Tra l'altro l'equipollenza verrebbe riconosciuta solamente a medici che in questi anni hanno svolto la professione, iscritti alla facoltà di medicina e chirurgia entro il 31 dicembre 1991 e laureati dopo il 31 dicembre 1994, che fruiscono già con la legge n. 410 del 2000 di una sanatoria parziale. Con l'articolo 3 è riconosciuta l'equipollenza con il corso di formazione in medicina generale richiesta dall'Unione europea e che lo Stato italiano non ha mai riconosciuto ed infine vengono censiti e viene regolamentato il lavoro di quelle migliaia di medici laureati dopo il 31 dicembre 1994 non rientranti nella sanatoria prevista dall'articolo 2 del presente disegno di legge.. Art. 1. (Organizzazione delle Aziende sanitarie locali) 1. All’articolo 3- bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: «1. La carica di direttore generale di azienda sanitaria locale (ASL), ospedaliera o universitaria, è elettiva, ha una durata di cinque anni e può essere rinnovata per non più di tre mandati consecutivi nella stessa ASL. Essa cessa per esaurimento naturale del mandato, per la presentazione di motivata petizione di sfiducia sottoscritta dal 51 per cento degli elettori dell'ASL amministrata, per il mancato raggiungimento degli obiettivi aziendali assegnati dalla regione all'atto di ratifica della nomina o qualora ricorrano le motivazioni di cui all'articolo 3- bis , commi 6 e 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. 2. Il direttore generale di ASL è eletto a maggioranza semplice dai medici, dal personale ausiliario, dagli infermieri e dai tecnici di radiologia residenti nel territorio di pertinenza dell'ASL amministrata. Il direttore generale di azienda ospedaliera o universitaria è eletto a maggioranza semplice dal personale sanitario dell'azienda medesima. 3. I candidati alla carica di direttore generale devono essere in possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di laurea in medicina e chirurgia; b) qualificata e documentata formazione ed attività professionale di direzione tecnica, amministrativa o sanitaria in enti o strutture pubbliche preferibilmente del Servizio sanitario nazionale, con esperienza dirigenziale svolta per almeno cinque anni». 2. All'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il comma 1- quinquies è sostituito dal seguente: «1- quinquies . Ogni candidato alla carica di direttore generale rende noto, all'inizio della campagna elettorale, il nome del direttore sanitario e del direttore amministrativo che intende nominare dopo l'insediamento. Il direttore sanitario ed il direttore amministrativo partecipano, unitamente al direttore generale, che ne ha la responsabilità, alla direzione dell'ASL, assumono diretta responsabilità delle funzioni loro attribuite e concorrono, con la formulazione di proposte e di pareri, ala formazione delle decisioni della direzione generale». 3. Entro sei mesi dalla data della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale e previa compilazione degli elenchi dei medici e degli operatori sanitari elettori per ciascuna azienda, il direttore generale dell'ASL in carica si dimette e convoca i comizi elettorali per il primo sabato e domenica utili per l'elezione alle cariche di direttore generale, direttore sanitario e direttore di distretto. La data delle elezioni per le cariche di cui al periodo precedente, per ciascuna ASL, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in una data compresa tra i sei mesi antecedenti ed i tre mesi successivi la scadenza del mandato. La medesima data è resa pubblica altresì con comunicazioni personali agli elettori, per via cartacea o telematica, e con comunicati affissi nei locali dell'ASL. 4. Nei trenta giorni successivi alla data di pubblicazione della data dell'elezione, i candidati alle cariche di direttore generale, direttore sanitario e direttore di distretto presentano all'ufficio elettorale aziendale di cui al comma 7 domanda di candidatura, corredata dalla documentazione attestante il possesso dei requisiti di cui all'articolo 3- bis , comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come sostituito dal comma 4 del presente articolo. 5. I seggi elettorali sono organizzati all'interno dei locali delle sedi di distretto o degli ospedali dell'ASL interessata, nella proporzione di un seggio ogni 500 elettori. Ogni seggio è composto da un presidente e due segretari, scelti tra il personale amministrativo dell'ASL in possesso dei seguenti requisiti: a) per il presidente: anzianità di servizio di almeno cinque anni e laurea in discipline giuridiche. b) per i segretari: anzianità di servizio di almeno cinque anni e precedente esperienza come scrutatore in elezioni amministrative e politiche. 6. I dirigenti amministrativi che hanno svolto le funzioni di presidente o segretario di seggio nelle elezioni alla carica di direttore generale sono retribuiti per tutto il periodo di svolgimento delle citate funzioni, a decorrere dall'apertura dei seggi, con la tariffa oraria prevista per la reperibilità del personale della dirigenza medica. 7. Presso la sede centrale dell'azienda è istituito un ufficio elettorale aziendale composto dal direttore amministrativo dell'azienda coadiuvato da due o più capi dipartimento in qualità di segretari. Il predetto ufficio raccoglie le candidature e, dopo le elezioni, i risultati dei vari seggi; elabora i dati e li trasmette all'assessorato alla sanità regionale o provinciale. 8. Entro sette giorni dal ricevimento dei risultati degli scrutini nelle ASL l'assessore alla sanità regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano proclama gli eletti e contestualmente li nomina direttori generali, sanitari o di distretto. 9.