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1 Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione e della trasformazione e acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti, si provvede all'aggiornamento della disciplina prevista dall'articolo 3 del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del Ministro dello sviluppo economico 26 luglio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 17 agosto 2017, sull'indicazione dell'origine, in etichetta, del grano duro, prevedendo che, per l'apposizione della dicitura « Italia e altri Paesi UE o non UE » la miscela utilizzata debba contenere almeno il 60 per cento di grano coltivato sul territorio nazionale. 2 Con il decreto di cui al comma 1 si provvede ad estendere la normativa sulla provenienza delle miscele dei prodotti cerealicoli utilizzati, anche ai prodotti a base cerealicola diversi dalla pasta. 9 (Modifica alle norme sulla trasparenza contrattuale nelle filiere agricole) 1 All'articolo 6- bis del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2-bis . Al fine di garantire l'effettiva e tempestiva istituzione delle commissioni uniche nazionali e il buon funzionamento delle stesse, in particolare per la determinazione di quotazioni di prezzo di possibile riferimento per gli operatori commerciali e per la trasparenza delle relazioni contrattuali nelle filiere agricole, le commissioni uniche nazionali si considerano regolarmente costituite e funzionanti anche qualora una parte delle organizzazioni e delle associazioni professionali di produttori di cui al comma 2 abbiano omesso di designare tutti o parte dei propri delegati entro il termine tassativo indicato nel decreto di cui al comma 1. La designazione può in ogni caso essere effettuata anche successivamente, senza pregiudizio per la continuità di funzionamento delle commissioni uniche nazionali già istituite e funzionanti »; b al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Le borse merci di cui al periodo precedente forniscono tempestivamente alle commissioni uniche nazionali i dati relativi alla produzione, al consumo, all'esportazione, all'importazione e alle scorte di prodotti del settore agroalimentare ». III SOSTEGNO ALLE IMPRESE CHE PROMUOVONO FILIERE ETICHE DI QUALITÀ NEL SISTEMA DI PRODUZIONE DI PRODOTTI AGROALIMENTARI 10 (Modifiche relative all'elenco nazionale delle organizzazioni di produttori) 1 Nell'elenco nazionale delle organizzazioni di produttori, di cui all'articolo 6 del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 3 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2016, devono essere riportati, per ciascuna organizzazione, anche i nominativi dei soci aderenti. 2 Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate al citato decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 3 febbraio 2016, le modifiche necessarie conseguenti alle disposizioni di cui al comma 1. 11 (Delega al Governo per la disciplina delle filiere etiche di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, in conformità con la normativa europea vigente in tema di aiuti di stato di cui all'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, un decreto legislativo per la disciplina di filiere di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari che rispettino stringenti parametri in termini di qualità, sostenibilità in ambito ambientale, sociale ed economica, denominate « filiere etiche di qualità nel sistema di produzione di prodotti agroalimentari ». 2 Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a definizione di bene di qualità come prodotto agroalimentare già oggetto di certificazione europea di denominazione di origine protetta (DOP) o di indicazione geografica protetta (IGP) ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006 o compreso nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali ai sensi del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173; b individuazione dei criteri per la definizione dei parametri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle filiere di cui al comma 1, con particolare attenzione al rispetto dei diritti dei lavoratori, alle condizioni morfologiche delle aree produttive, alla tracciabilità dei prodotti e al benessere degli animali nell'ambito dei processi produttivi, di lavorazione, di trasformazione, di confezionamento e di fornitura dei prodotti agroalimentari; c introduzione di agevolazioni fiscali e di sistemi premianti per le imprese del settore agroalimentare che concorrono alla realizzazione di progetti volti alla costituzione di filiere etiche di qualità nella produzione, importazione e distribuzione dei prodotti alimentari e agroalimentari, in conformità alla disciplina nazionale ed europea in materia fiscale, di concorrenza, di diritto del lavoro, nonché di tutela dell'ambiente e della salute; d previsione di agevolazioni e di incentivi maggiormente premianti nei casi in cui nascano forme consortili o di fusioni o di acquisizione tra le aziende coinvolte nel processo, al fine di renderle più idonee a competere sui mercati e generare investimenti; e introduzione di agevolazioni e di sistemi premianti per le imprese agricole che aderiscono alla Rete del lavoro agricolo di qualità, di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. 3 Il decreto legislativo di cui al comma 1 è adottato su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro per gli affari europei e il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 4 Lo schema di decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere parlamentare scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, quest'ultimo è prorogato di novanta giorni.