[pronunce]

che il giudice a quo – nel sottoporre a scrutinio di costituzionalità le disposizioni censurate, nella parte in cui limitano l'appello del pubblico ministero avverso le sentenze di proscioglimento – omette ogni descrizione della fattispecie concreta sottoposta al suo esame, limitandosi ad affermare apoditticamente la rilevanza della questione; che nell'ordinanza di rimessione non risulta esplicitata, in particolare, la circostanza se il giudizio a quo origini effettivamente dall'appello proposto dal pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento (e, segnatamente, da un appello proposto prima dell'entrata in vigore della legge n. 46 del 2006 avverso una sentenza di proscioglimento emessa dal giudice di pace, avuto riguardo al coinvolgimento nell'impugnativa anche dell'art. 36, comma 1, del d.lgs. n. 274 del 2000 e dell'art. 10 della legge n. 46 del 2006): non consentendo, con ciò, a questa Corte la verifica in ordine alla rilevanza della questione; che a siffatta omissione consegue, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, la manifesta inammissibilità della questione (con riferimento a questioni analoghe, ordinanze n. 216 e n. 207 del 2007). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 593 del codice di procedura penale, come sostituito dall'art. 1 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento); dell'art. 36, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), come modificato dall'art. 9, comma 2, della citata legge n. 46 del 2006; e dell'art. 10 della medesima legge, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Trieste con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 luglio 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 25 luglio 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA