[pronunce]

la ratio dell'art. 111, comma 4-bis, del d.l. n. 18 del 2020, come convertito, consisterebbe nella «volontà di offrire agli enti territoriali la possibilità di applicare, all'esercizio corrente, il maggior recupero del disavanzo di amministrazione», così da consentire - a condizione che questo derivi da risultati migliori rispetto alle previsioni del piano di rientro dal disavanzo - l'utilizzo di tali risorse «sin dall'immediato», sostenendo la spesa degli enti in «condizione di particolare sofferenza finanziaria a causa della crisi epidemiologica» da COVID-19. Tale normativa sarebbe stata pienamente rispettata dalla Regione Abruzzo. Al riguardo, la difesa regionale richiama la deliberazione del 27 dicembre 2019 (verbale n. 22/2) con la quale il Consiglio regionale avrebbe: - approvato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 779, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), il piano di rientro del disavanzo presunto al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2015, della durata di anni venti a quote annuali costanti; - quantificato l'importo delle predette quote annuali, stanziandole nei bilanci di previsione; - stabilito linee di indirizzo volte a garantire il rispetto del piano di rientro, prevedendo di «destinare prioritariamente ogni risorsa libera di bilancio alla copertura della quota annuale del disavanzo» e specificando che, negli esercizi del triennio 2020-2022, la quota annuale stanziata «nella voce disavanzo della parte spesa del bilancio» vada finanziata «con una contrazione della spesa corrente». Secondo la resistente, proprio le suddette linee di indirizzo dimostrerebbero l'indicazione di vincolare «tutte le minori spese e tutte le maggiori entrate» al ripianamento del disavanzo, misura che avrebbe dunque «un'efficacia certamente maggiore» rispetto al vincolo di specifiche voci di spesa o di entrata. Del resto, prosegue la difesa regionale, in tal modo si consentirebbe, «altrettanto efficacemente, il perseguimento degli obiettivi attesi [e] la verifica dei migliori risultati conseguiti»: questi ultimi risulterebbero accertati dalla relazione allegata al disegno di legge regionale inerente il rendiconto generale per l'esercizio 2019, approvato con deliberazione della Giunta regionale 30 giugno 2020, n. 363/C (Disegno di legge regionale recante: "Rendiconto generale per l'esercizio 2019"). Rispetto alla quota da ripianare nell'esercizio, pari a 29.948.247,68 euro, il miglioramento ulteriore sarebbe stato di 38.407.060,59 euro che, attraverso lo strumento della variazione di bilancio dell'esercizio 2020, sarebbe stato in parte utilizzato - «in piena ottemperanza» alla menzionata norma statale di cui all'art. 111, comma 4-bis, del d.l. n. 18 del 2020, come convertito, e nel rispetto della ratio ad essa sottesa - per dare copertura alle spese contestate dal ricorso statale. Secondo la difesa regionale, quindi, il citato comma 4-bis non presupporrebbe «l'approvazione di un piano di rientro dettagliato», né, del resto, il ricorrente avrebbe altrimenti indicato «la fonte di tale prescrizione». Pertanto, una volta accertata l'approvazione da parte della Regione Abruzzo del piano di rientro dal disavanzo, «mai censurato sul punto», l'operato della stessa sarebbe «in ogni caso virtuoso», grazie alle più efficaci linee di indirizzo dettate per l'attuazione del piano medesimo. 2.2.- Quanto alla denunciata violazione dell'art. 81, terzo comma, Cost., secondo la resistente la censura costituirebbe «una conseguenza dell'asserita inapplicabilità» della norma di cui all'art. 111, comma 4-bis, del d.l. n. 18 del 2020, come convertito. Ribadendo che la copertura finanziaria delle variazioni di bilancio impugnate sarebbe «chiaramente certificata» dal consuntivo di gestione, attestante «il conseguimento di un miglior recupero sul disavanzo di amministrazione», la resistente evidenzia che questo importo sarebbe stato dunque utilizzato in conformità alla norma statale e del precetto costituzionale, che impone in particolare di «individuare, con certezza e con sufficienza, le risorse necessarie per [dare] una copertura credibile e sicura» agli oneri di spesa. 3.- Nella memoria depositata in prossimità dell'udienza la Regione Abruzzo ha confermato le proprie conclusioni, dirette a contestare la restrittiva interpretazione avanzata dal ricorrente.1.- Con il ricorso indicato in epigrafe, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 5, comma 2, e 6 della legge della Regione Abruzzo 31 luglio 2020, n. 20, recante «Modifiche alla legge regionale 12 gennaio 2018, n. 2 (Legge organica in materia di sport e impiantistica sportiva) e ulteriori disposizioni urgenti», in riferimento all'art. 81, terzo comma, della Costituzione. 1.1.- Il richiamato art. 5, comma 2, stabilisce che: «[a]i sensi dell'articolo 111, comma 4-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19) convertito con legge 24 aprile 2020, n. 27, il rifinanziamento dell'articolo 11 della legge regionale 24 novembre 2016, n. 38 (Disposizioni in favore dei Centri di Ricerca del settore agricolo. Interventi a sostegno del Settore della Cultura e della Formazione. Interventi a favore dei Comuni colpiti da avversità atmosferiche e ulteriori disposizioni urgenti. Disposizioni in materia di protezione civile) è garantito attraverso la seguente variazione sul bilancio regionale di previsione 2020: a) lo stanziamento della Missione 00, Programma 00, Titolo 0 (accantonamento disavanzo) è ridotto di euro 2.900.000,00; b) lo stanziamento della Missione 11, Programma 02, Titolo 2 è corrispondentemente aumentato di euro 2.900.000,00». Il successivo art. 6 utilizza la stessa modalità di copertura, modificando quella già individuata dalle disposizioni di una precedente legge regionale, per il finanziamento di un fondo diretto al sostegno del trasporto ferroviario delle merci e di determinati interventi di manutenzione dei porti. Esso, infatti, prevede che: «1.