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Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e altre disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo. Attesto che la 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), il 26 ottobre 2021, ha approvato il seguente disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Ciprini, Tripiedi, Spadoni, Nesci, Pallini, Davide Aiello, Amitrano, Costanzo, Cubeddu, De Lorenzo, Giannone, Invidia, Perconti, Segneri, Siragusa, Tucci, Villani e Vizzini; dei deputati Gribaudo, Boldrini, Polverini, Ciprini, Giannone, Ascani, Quartapelle Procopio, Serracchiani, Annibali, Berlinghieri, Braga, Bruno Bossio, Cantini, Carla Cantone, Carnevali, Cenni, Incerti, Noja, Paita, Pezzopane, Pini, Schirò, Moretto, Enrico Borghi, De Luca, Epifani, Fiano, Fragomeli, Franceschini, Lattanzio, Martina, Mauri, Migliore, Mor, Romina Mura, Orfini, Pellicani, Raciti, Rizzo Nervo, Rosato, Sensi, Siani, Ungaro, Verini e Zan; delle deputate Boldrini, Annibali, Ascani, Berlinghieri, Gribaudo, Madia, Muroni, Occhionero, Pini, Pollastrini, Quartapelle Procopio e Rostan; dei deputati Benedetti, Caiata, Soverini e Vitiello; dei deputati Gelmini, Polverini, Bergamini, Zangrillo, Bagnasco, Anna Lisa Baroni, Calabria, Cappellacci, Cassinelli, D'Attis, D'Ettore, Fatuzzo, Labriola, Marin, Mazzetti, Milanato, Minardo, Musella, Napoli, Novelli, Palmieri, Pittalis, Polidori, Porchietto, Ravetto, Ripani, Rossello, Rosso, Rotondi, Ruffino, Saccani Jotti, Sarro, Scoma, Squeri, Maria Tripodi, Versace e Zanella; dei deputati Vizzini, Davide Aiello, Casa, Costanzo, Ermellino, Faro, Giannone, Grippa, Ianaro, Mammì, Nappi, Penna, Roberto Rossini, Sarli e Troiano; del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro; dei deputati Carfagna, Scoma, Zanella, Sarro, Polidori, Labriola, Saccani Jotti, Ruffino, Cassinelli, Novelli, Pettarin, Rotondi, Spena, Vietina, Mazzetti, Pittalis, Rossello, Fasano, Ferraioli, Fiorini, Bagnasco, Giacometto, Cappellacci, Bartolozzi, D'Ettore, Musella, Perego Di Cremnago, Ripani e Sozzani; dei deputati Fusacchia, Muroni, Palazzotto, Quartapelle Procopio e Lattanzio; della deputata Carfagna: . All'articolo 20 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . La consigliera o il consigliere nazionale di parità, anche sulla base del rapporto di cui all'articolo 15, comma 7, nonché delle indicazioni fornite dal Comitato di cui all'articolo 8, presenta al Parlamento, ogni due anni, una relazione contenente i risultati del monitoraggio sull'applicazione della legislazione in materia di parità e pari opportunità nel lavoro e sulla valutazione degli effetti delle disposizioni del presente decreto ». In sede di prima applicazione dell'articolo 20, comma 1, del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, la consigliera o il consigliere nazionale di parità presenta la relazione di cui al medesimo comma entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. al comma 1, dopo la parola: « discriminando » sono inserite le seguenti: « le candidate e i candidati, in fase di selezione del personale, »; al comma 2, dopo le parole: « o un comportamento » sono inserite le seguenti: « , compresi quelli di natura organizzativa o incidenti sull'orario di lavoro, » e dopo la parola: « mettere » sono inserite le seguenti: « i candidati in fase di selezione e »; il comma 2- bis è sostituito dal seguente: « 2-bis . Costituisce discriminazione, ai sensi del presente titolo, ogni trattamento o modifica dell'organizzazione delle condizioni e dei tempi di lavoro che, in ragione del sesso, dell'età anagrafica, delle esigenze di cura personale o familiare, dello stato di gravidanza nonché di maternità o paternità, anche adottive, ovvero in ragione della titolarità e dell'esercizio dei relativi diritti, pone o può porre il lavoratore in almeno una delle seguenti condizioni: a) posizione di svantaggio rispetto alla generalità degli altri lavoratori; b) limitazione delle opportunità di partecipazione alla vita o alle scelte aziendali; c) limitazione dell'accesso ai meccanismi di avanzamento e di progressione nella carriera ». al comma 1, le parole: « oltre cento dipendenti » sono sostituite dalle seguenti: « oltre cinquanta dipendenti » e la parola: « almeno » è soppressa; dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Le aziende pubbliche e private che occupano fino a cinquanta dipendenti possono, su base volontaria, redigere il rapporto di cui al comma 1 con le modalità previste dal presente articolo »; il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il rapporto di cui al comma 1 è redatto in modalità esclusivamente telematica, attraverso la compilazione di un modello pubblicato nel sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e trasmesso alle rappresentanze sindacali aziendali. La consigliera e il consigliere regionale di parità, che accedono attraverso un identificativo univoco ai dati contenuti nei rapporti trasmessi dalle aziende aventi sede legale nel territorio di competenza, elaborano i relativi risultati trasmettendoli alle sedi territoriali dell'Ispettorato nazionale del lavoro, alla consigliera o al consigliere nazionale di parità, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, all'Istituto nazionale di statistica e al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. L'accesso attraverso l'identificativo univoco ai dati contenuti nei rapporti è consentito altresì alle consigliere e ai consiglieri di parità delle città metropolitane e degli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, con riferimento alle aziende aventi sede legale nei territori di rispettiva competenza. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali pubblica, in un'apposita sezione del proprio sito internet istituzionale, l'elenco delle aziende che hanno trasmesso il rapporto e l'elenco di quelle che non lo hanno trasmesso »; il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, di concerto con il Ministro delegato per le pari opportunità, definisce, ai fini della redazione del rapporto di cui al comma 1: