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Disciplina dei partiti politici in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Delega al Governo per l’adozione di un decreto legislativo di riordino delle disposizioni riguardanti i partiti politici. Onorevoli Senatori. -- L'articolo 49 della Costituzione prevede che: «Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». Com'è noto, il Parlamento ha avviato un processo di riforma che ha riguardato, in primo luogo, il sistema di finanziamento dei partiti politici, approvando dapprima la legge 6 luglio 2012, n. 96, con la quale al sistema dei rimborsi elettorali è stato affiancato il cofinanziamento dello Stato, proporzionato alle capacità di autofinanziamento dei partiti. A tale legge è seguita l’emanazione del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13, con cui è stata disposta l'abolizione del finanziamento pubblico diretto dei partiti politici e sono state introdotte nuove norme in materia di controllo dei partiti. Al contempo, la citata legge n. 96 del 2012 ha istituito la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici (la denominazione della Commissione è stata così modificata dal decreto-legge n. 149 del 2013), con il compito di effettuare il controllo di regolarità e di conformità alla legge dei rendiconti dei partiti, secondo le modalità ivi stabilite Il decreto-legge n. 149 del 2013, in particolare, ha disposto l'abolizione dei contributi pubblici diretti ai partiti e la loro sostituzione con agevolazioni fiscali per la contribuzione volontaria dei cittadini (detrazioni per le erogazioni liberali e destinazione volontaria del due per mille dell’IRPEF). L'accesso a tali forme di contribuzione è stato condizionato al rispetto di requisiti di trasparenza e democraticità indicati dal decreto-legge, in cui si prevede anche l'istituzione di un registro dei partiti politici ai fini dell'accesso ai benefici. Tra le principali caratteristiche del sistema introdotto dal decreto-legge vi sono, quindi: l'adozione, da parte dei partiti politici, di statuti recanti necessari elementi procedurali e sostanziali che garantiscano la democrazia interna, ai fini dell'accesso ai benefici; l'istituzione del registro nazionale dei partiti politici che accedono ai benefici previsti dalla legge, consultabile nel sito internet del Parlamento; la realizzazione da parte di ciascun partito politico di un sito internet dal quale devono risultare le informazioni relative all'assetto statutario, agli organi associativi, al funzionamento interno e ai bilanci; l'estensione delle funzioni di controllo della Commissione di garanzia anche al rispetto delle prescrizioni sul contenuto statutario e sulla trasparenza; la riduzione delle risorse loro spettanti per i partiti che non rispettano le norme in materia di parità di accesso alle cariche elettive; l'applicazione progressiva dell’abolizione dei contributi pubblici, che cesseranno completamente nel 2017; l'estensione al personale dei partiti della disciplina sul trattamento straordinario di integrazione salariale e sui contratti di solidarietà. Della legge n. 96 del 2012, a seguito dell'approvazione del decreto-legge n. 149 del 2013, è stata mantenuta, in particolare, la parte relativa alla trasparenza e ai controlli dei bilanci, come pure il vincolo tra democrazia interna e concessione dei benefici, ivi introdotta per la prima volta. A sua volta, a seguito delle modifiche disposte dal decreto-legge n. 149 del 2013 la Commissione di garanzia ha sostituito il Collegio di revisori, che aveva il compito di controllare i bilanci dei partiti ai sensi della previgente disciplina (legge n. 2 del 1997, articolo 1, comma 14). La Commissione è composta da cinque membri così designati dai vertici delle tre massime magistrature: un membro da parte del Primo Presidente della Corte di cassazione; un membro da parte del Presidente del Consiglio di Stato; tre membri da parte del Presidente della Corte dei conti. Le designazioni sono ratificate dall'atto di nomina congiunto dei Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, pubblicato in Gazzetta Ufficiale . Con tale atto è individuato, tra i componenti, il presidente-coordinatore della Commissione. I membri della Commissione sono scelti fra i magistrati dei rispettivi ordini giurisdizionali con qualifica non inferiore a quella di consigliere di cassazione o equiparata. Essi non percepiscono alcun compenso per l'attività di controllo sui bilanci dei partiti prestata. Il mandato dei membri della Commissione è di quattro anni ed è rinnovabile una sola volta. In base alla legge istitutiva, la sede della Commissione è stabilita presso la Camera; le risorse di personale di segreteria necessarie all'operatività della Commissione sono garantite congiuntamente e in pari misura da Camera e Senato. La Commissione, come già detto, ha il compito di effettuare il controllo di regolarità e di conformità alla legge dei rendiconti dei partiti. A tal fine, in base a scadenze stabilite dalla legge, i rappresentanti legali o i tesorieri dei partiti, che abbiano conseguito almeno il 2 per cento dei voti validi nelle elezioni della Camera dei deputati ovvero che abbiano almeno un rappresentante eletto alla Camera medesima o al Senato della Repubblica o al Parlamento europeo o in un consiglio regionale o nei consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano, sono tenuti a trasmettere alla Commissione il rendiconto e i relativi allegati. Inoltre, sono trasmessi alla Commissione la relazione contenente il giudizio espresso sul rendiconto da una società di revisione, nonché il verbale di approvazione del rendiconto medesimo da parte del competente organo del partito. La Commissione effettua il controllo anche verificando la conformità delle spese effettivamente sostenute e delle entrate percepite alla documentazione prodotta a prova delle stesse. A tal fine, entro il 15 febbraio dell'anno successivo a quello di presentazione del rendiconto, invita i partiti interessati a sanare, entro e non oltre il 31 marzo seguente, eventuali irregolarità contabili da essa riscontrate. Entro il 30 aprile dello stesso anno la Commissione approva una relazione sul giudizio di regolarità e di conformità alla legge, che è trasmessa ai Presidenti del Senato e della Camera che ne curano la pubblicazione nei siti internet delle rispettive Assemblee. Tali termini sono stati prorogati ciascuno di sessanta giorni per effetto dell'articolo 1, comma 12- quater , del decreto-legge n. 192 del 2014 (cosiddetto «mille proroghe»), al fine di assicurare la piena funzionalità della Commissione. Contestualmente, sono stati prorogati i termini per la richiesta di accesso ai benefici fiscali introdotti dal decreto-legge n. 149 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 13 del 2014. Entro il 15 luglio di ogni anno, la Commissione trasmette ai Presidenti del Senato e della Camera gli elenchi dei partiti politici che risultano ottemperanti e inottemperanti agli obblighi di cui sopra con riferimento all'esercizio precedente.