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collari con le punte; collari a strozzo; collari a semi strozzo. Sono invece leciti i collari dotati unicamente di sistema di controllo satellitare GPS. La violazione del divieto importazione, vendita, detenzione, utilizzazione o cessione è sanzionata, «salvo che il fatto costituisca reato» con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 25.000 euro. In caso di recidiva la sanzione è raddoppiata. Quanto alle sanzioni accessorie, se la violazione è commessa nell'esercizio dell'attività di impresa, si applica la sospensione della licenza da 6 mesi a 2 anni; in caso di recidiva reiterata, la licenza è revocata. I possessori di dispositivi vietati alla data di entrata in vigore della riforma dovranno consegnarli  entro un mese  al servizio veterinario della ASL competente per territorio, che provvederà all'eliminazione. Il solo disegno di legge n. 1078, all'articolo 11, modifica il decreto legislativo n. 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie, nel caso in cui i delitti contro gli animali siano compiuti da società nonché l'applicabilità delle sanzioni interdittive. Infine gli articoli 12 di entrambi i disegni di legge recano le abrogazioni. In particolare è abrogato, in primo luogo l'articolo 842 del codice civile, in forza del quale il proprietario di un fondo non chiuso non può impedire a terzi di entrare nel fondo stesso per cacciare, purché:  la caccia sia esercitata da soggetto munito di licenza;  la caccia sia esercitata nei modi stabiliti dalla legge;  nel fondo non siano presenti coltivazioni che potrebbero danneggiarsi. La stessa disposizione del codice civile afferma invece che per esercitare la pesca occorre il consenso del proprietario del fondo. A seguito dell'abrogazione, dunque, il proprietario del fondo potrà sempre impedire l'accesso a terzi. Le proposte di legge abrogano inoltre espressamente il decreto ministeriale interno 23 marzo 2007, che individua le modalità di coordinamento delle attività delle Forze di polizia e dei Corpi di polizia municipale e provinciale, allo scopo di prevenire e contrastare gli illeciti penali commessi nei confronti di animali. Solo l'Atto Senato 1078 prevede inoltre l'abrogazione dell'articolo 638 del codice penale recante il delitto di uccisione o danneggiamento di animali altrui, nonché dell'articolo 19- ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale che esclude l'applicabilità dei reati previsti dal titolo IX- bis , libro secondo, del codice penale alle attività ivi menzionate, purché siano svolte nel rispetto della normativa di settore. Il disegno di legge n. 360, di iniziativa della senatrice Cirinnà, si compone di sedici articoli. L'articolo 1 inserisce, nella rubrica del titolo IX- bis del libro II del codice penale, il riferimento, unitamente a quanto già previsto a legislazione vigente - del sentimento per gli animali - ai delitti contro gli animali. Gli articoli 2 e 3 inseriscono, tra le condotte che configurano i delitti di cui agli articoli 544- quater e 544- quinquies del codice penale, in materia rispettivamente di spettacoli o manifestazioni vietati e di divieto di combattimenti tra animali, anche la condotta tipica di chi partecipa. L'articolo 4, similmente a quanto previsto dai disegni di legge testé illustrati, modifica la disciplina della confisca di cui all'articolo 544- sexies del codice penale, estendendone la portata sia ai casi di uccisone di animale che nelle ipotesi di delitto tentato. Vengono poste a carico dell'imputato le spese per il mantenimento dell'animale in costanza di sequestro e confisca ed in caso di insolvenza esse sono a carico del comune. L'articolo 5 introduce le fattispecie colpose dei reati di uccisione e di maltrattamento, di spettacoli o manifestazioni vietate e di combattimenti tra animali, nonché alcune specifiche cause aggravanti per tali delitti. Ampie modifiche alla disciplina penalistica dei reati contro gli animali sono apportate dall'articolo 6. Viene esclusa l'applicazione dell'istituto della tenuità del fatto e della messa alla prova per alcune tipologie di delitti contro gli animali. Inoltre, sono aumentate fino a sei anni di reclusione le pene per il reato di maltrattamento e per l'uccisione di animali; sono abrogate le circostanze di illiceità speciale del fatto commesso «per crudeltà e senza necessità» che diventano un'aggravante del reato; la condotta di detenzione in condizioni, oltre che insopportabili, anche incompatibili con la natura dell'animale, nonché la condotta di abbandono assumono il rango di delitto; è introdotto all'articolo 544- bis .1 del codice penale il reato di strage di animali. L'articolo 7, similmente all'Atto Senato 1078 abroga l'art 19- ter disp.att.cp. ; introduce specifiche disposizioni sulla custodia giudiziaria degli animali vivi, prevedendone l'affidamento alle associazioni riconosciute previo versamento di una cauzione mediante bonifico al FUG, le quali, a loro volta, possono individuare singole persone a cui affidare gli animali (similmente a quanto previsto dai precedenti disegni di legge); estende le misure di prevenzione a coloro che siano abitualmente dediti alla consumazione di delitti di spettacoli o manifestazioni vietati e combattimenti di animali; disciplina l'intervento delle associazioni e degli enti nei giudizi cautelari reali e nell'appello e riesame di sequestro preventivo e probatorio. Specifiche disposizioni in merito alla sorte degli animali oggetto di processo sono previste anche dall'articolo 10che prevede il divieto di abbattimento o alienazione degli animali nelle more delle indagini e del dibattimento. L'articolo 8 introduce una autonoma fattispecie di reato, all'articolo 544- ter .1. del codice penale, volto a sanzionare la zooerastia e la zoopornografia. L'articolo 9 interviene sull'articolo 54 del codice penale, estendendo lo stato di necessità anche alle ipotesi in cui il fatto sia commesso per salvare un animale dal pericolo attuale di morte o lesione grave, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. L'articolo 11 - similmente a quanto previsto dal DDL 1078 - modifica il decreto legislativo n. 231 del 2001, in materia di responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo in relazione alla commissione dei delitti contro gli animali l'applicazione all'ente di una sanzione pecuniaria fino a 500 quote e le relative sanzioni interdittive. Con l'articolo 12, viene specificata la competenza di tutti gli organi di polizia giudiziaria in materia di reati contro gli animali. Con l'articolo 13 è previsto che lo Stato istituisca sul territorio nazionale centri di accoglienza di animali vittime di reato anche utilizzando, su ordine del prefetto, strutture già esistenti. In coordinamento con le modifiche in materia di confisca, con decreto del Ministro della salute sono determinate la misura e le modalità di versamento all'erario del contributo per la detenzione e il mantenimento di animali sequestrati e confiscati.