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Ciò perché il sistema della fatturazione elettronica è, in realtà, contro le piccole partite IVA e tecnicizza la società, mentre l'economia non è soltanto tecnica, è un'altra cosa. Voglio fare un esempio. Come si farà ad applicare la fatturazione elettronica a Porta Palazzo a Torino o alla Vucciria di Palermo? Sarà applicata anche agli extracomunitari o, poverini, essi saranno esentati? La manovra in esame fa parte delle ultime chance che, dal punto di vista tecnico, Bruxelles dà all'Italia per ottemperare ai dettami dell'Unione europea, che ci piaccia o no. Dopo la fatturazione elettronica ci sarà l'abolizione del contante, che è sottesa a questa manovra. Ci saranno altre possibilità, in caso di verifica di fatti come quelli ipotizzati dall'Associazione bancaria italiana e dalla Banca d'Italia e di speculazione, spread , eccetera. Confesso che, in realtà, a me questo sistema fa un po' paura. Come ho già avuto occasione di dire in un altro intervento, io sono una persona che ragiona con la nasometria. Credo che l'economia sia un'altra cosa e che occorra renderla più vivace ed effervescente, perché è stanca. C'è addirittura la tristezza dell'economia. Credo che noi tutti, nei giorni in cui non siamo a Roma, impegnati in Assemblea, parliamo con i cittadini e percepiamo che l'economia non gira bene. Come dicevano una volta i professori di economia, il cavallo non beve. A parte la questione del debito pubblico, che è un po' una mia fissazione (di cui parleremo in altra occasione, perché non riguarda il tema in esame oggi), faccio una proposta choc a quest'Assemblea, chiedendo al Governo che mi risponda. Invito tutti ad accettare la mia proposta in forma dialettica, nel rispetto delle proprie idee. Penso che nell'ottica di rendere effervescente l'economia e produrre delle entrate per lo Stato - oggi se ne è accennato con il ministro Tria, usando un nome un po' diverso - il condono fiscale potrebbe garantire introiti fino a 40 miliardi di euro. Non mi piacciono le persone che si stracciano le vesti e che poi - l'ho visto in altre occasioni - sono i primi a usare il condono. Non sono favorevole ai moralisti e ai giustizialisti, secondo i quali il condono è vietato in Italia per sentimenti generali, ma senza che ciò corrisponda poi al pensiero della gente comune. Ritengo che il moralismo sia una brutta malattia. Pensiamo alla Rivoluzione francese, che vide giustiziato con la ghigliottina Robespierre, che era il più moralista di tutti. C'è sempre uno più moralista. La proposta che intendo portare all'attenzione del dibattito di quest'Assemblea e del Governo è la seguente. Con realismo e nell'interesse generale si può fare il condono finalizzato soltanto agli investimenti per strade, ponti e scuole. Come tutti sapete - ne abbiamo parlato nel gruppo interparlamentare sulle Province - le strade versano in uno stato disastroso. Se andate sotto un ponte, poi non ci passate più sopra. Chiedete a un tecnico, ma potete vedere anche da voi come sono ridotti i pilastri e in che stato versa il sistema. Le scuole superiori - troppe, se non tutte - sono pericolose e questo non va bene, è immorale. Penso che per fare ciò si potrebbero usare delle procedure rapide e sveltire la burocrazia. Tutto ciò potrebbe avvenire in due o tre anni - siamo a metà dell'esercizio 2018 - quindi nel 2019 e in parte nel 2020. Se si incassassero e si spendessero 40 miliardi, 20 miliardi ritornerebbero allo Stato subito sotto forma di tasse, IVA, contributi previdenziali e imposte sul reddito, cioè circa 7 miliardi all'anno. È una mezza manovra. Se si facesse, questo Governo sarebbe coraggioso. Anche la proposta dell'IVA al 4 per cento alla fine è una partita di giro. Ciò corrisponderebbe alla soluzione di problemi veri e gravi come il problema del lavoro perché, se si facessero 40 miliardi di investimenti in tempi brevi, lavorerebbero tutti con contratti di ogni tipo, compreso i voucher , di cui abbiamo parlato e di cui parleremo. Ciò corrisponde anche, a mio avviso, a una visione generale della politica e dell'amministrazione di svolgere un ruolo in quest'Aula per l'Italia, per gli italiani e per i cittadini contribuenti e di non essere succubi di regole burocratiche ingessate. Mi domando a che servono i dibattiti in questa Assemblea: sono come gli ordini del giorno che si approvano o si discutono fino a discussioni esagerate in tutti i consessi? Parliamo tra di noi, ma i media ne parlano di questo? I media ne parlano. Chiedo dunque ai rappresentanti del Governo - se hanno la pazienza di ascoltarmi - di dare la risposta a questa mia proposta, se non oggi, alla prima occasione. Oggi mi farebbe più piacere. Facciamo tutti insieme politica; rappresentiamo lo Stato e sentiamo veramente la responsabilità e la serietà di essere qui, ma a chi rispondiamo? PRESIDENTE. Gentilmente senatore deve concludere. Aveva dieci minuti. Si è tenuti a intervenire per dieci minuti. PEROSINO (FI-BP) . Mi ero ripromesso di chiudere parafrasando un mantra di Catone il censore: attacchiamo il debito pubblico, altrimenti il debito pubblico attaccherà noi. Amen. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, con il decreto-legge in discussione è stato prorogato dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019 il termine a decorrere dal quale è obbligatoria l'emissione della fattura elettronica per le cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione. Il differimento è stato adottato per motivi di necessità e urgenza riguardanti la piena operatività dei sistemi tecnologici per gli operatori stessi. Rimangono inalterate e applicabili dal 1° luglio 2018 le norme relative all'obbligo di tenuta dei corrispettivi e dell'invio telematico delle informazioni all'Agenzia delle entrate per gli acquisti fatti dai consumatori privati e l'obbligo di pagamento con mezzi tracciabili per i soggetti IVA al fine della detraibilità della stessa e della deduzione dalle imposte dirette. Pensiamo che la giusta attenzione posta nei confronti delle motivazioni addotte dagli operatori al fine del rinvio dei termini debba però essere bilanciata dalla concessione della facoltà di poter emettere fattura elettronica per coloro che sono in condizioni operative per poterlo fare. È stata questa la proposta che il Partito Democratico ha consegnato all'attenzione della Commissione, al fine di non alimentare un pericoloso arretramento culturale sul tema del rapporto tra cittadino e fisco. Su questo argomento noi la pensiamo diversamente da chi è intervenuto poc'anzi perché crediamo che il tema del rapporto tra fisco e cittadino sia fondamentale, ma posto nei termini della legge e non nei termini del condono. Crediamo che la semplificazione che veniva proposta sia da non accettare, soprattutto per i cittadini che correttamente pagano le tasse e lo fanno nel rispetto dello Stato e dei servizi che lo Stato deve fornire come corrispettivo del pagamento delle tasse.