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La cooperazione in tale ambito deve parimenti mirare a garantire un'applicazione più efficace ed efficiente dei diritti di proprietà intellettuale a livello doganale. L'articolo 17 prevede incentivi ai flussi di investimento attraverso la creazione di un ambiente favorevole e l'elaborazione di norme stabili, trasparenti, volte a promuovere ed agevolare i flussi bilaterali di investimento, garantendo pari condizioni agli operatori di entrambe le parti. Nel campo della politica della concorrenza (articolo 18), le Parti si impegnano ad applicare le rispettive norme nazionali in modo efficace, trasparente e non discriminatorio, al fine di garantire maggiore certezza giuridica nei rispettivi territori. Anche in tale ambito l’Unione europea e il Vietnam possono, inoltre, concordare programmi di assistenza e potenziamento delle capacità. Le Parti istituiscono un dialogo regolare in materia di servizi (articolo 19), al fine di informarsi sui rispettivi sistemi regolamentari e di promuovere l'accesso ai rispettivi mercati e facilitare gli scambi di servizi. Le Parti ribadiscono di attribuire grande importanza alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale (articolo 20) ed alla piena attuazione degli impegni internazionali in materia -- quali l’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale (The Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights-TRIPS) , e la Convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali (UPOV) -- al fine di garantirne una tutela efficace. Il paragrafo 2 dell'articolo 20 richiama, in particolare, la tutela e la registrazione delle indicazioni geografiche nei territori delle Parti contraenti, che deve essere effettuata tenendo conto delle norme, delle migliori pratiche in atto e degli sviluppi internazionali in questo settore e delle rispettive capacità. Le Parti incoraggiano infine una maggiore partecipazione degli attori economici privati, incentivando l'operato delle rispettive Camere di commercio e industria e la cooperazione tra le associazioni di categoria, incoraggiando il dialogo tra i rispettivi enti di regolamentazione e attori del settore privato, al fine di promuovere scambi ed investimenti (articolo 21). L'articolo 22 prevede quindi la possibilità di avviare consultazioni tra le Parti su eventuali controversie che possano insorgere in materia commerciale. Titolo V: Cooperazione nel settore della giustizia (articoli 23-26) La cooperazione tra le Parti nel settore della lotta alla criminalità organizzata e la corruzione (articolo 23) avviene attuando e promuovendo le norme internazionali, quali le convenzioni ed i protocolli addizionali dell’ONU contro la criminalità organizzata e la corruzione. La collaborazione tra le Parti riguarda altresì l'azione di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo -- secondo le raccomandazioni della task force «azione finanziaria» (FATF) -- allo scopo di promuovere l'efficacia dei meccanismi di lotta contro le attività illecite, in particolare attraverso lo scambio di informazioni tra le autorità competenti nell'ambito dei rispettivi quadri normativi, che devono prevedere norme equivalenti a quelle adottate dalle Parti e dagli organismi internazionali che operano nel settore, quali la FATF (articolo 24). Le Parti cooperano nella lotta al narcotraffico (articolo 25) attraverso un efficace coordinamento tra le rispettive autorità competenti -- anche in materia di assistenza tecnica ed amministrativa all'elaborazione della legislazione e delle politiche nazionali -- nonché nella creazione di istituzioni e centri nazionali di informazione, di monitoraggio e di formazione del personale, grazie anche alla cooperazione giudiziaria e di polizia. Analogamente, lo scambio di informazioni, conoscenze e assistenza tecnica viene utilizzato dalle Parti anche per quanto attiene alla protezione dei dati personali (articolo 26). Titolo VI: Sviluppo socioeconomico e altri settori di cooperazione (art icoli 27-51) Il Titolo VI disciplina la cooperazione finalizzata a promuovere lo sviluppo socio-economico e definisce gli ambiti di quella settoriale. A tal fine, le Parti instaurano un dialogo su tutte le questioni specificatamente rilevanti per i settori interessati; la cooperazione viene attuata sulla base delle valutazioni delle esigenze specifiche, frutto della reciproca consultazione, e viene realizzata nel rispetto delle pertinenti normative in vigore, sia europee che nazionali. La cooperazione tra le Parti ha lo scopo di armonizzare la regolamentazione e le metodologie utilizzate in settori specifici, intensificando la collaborazione a livello regionale ed internazionale, anche attraverso progetti di assistenza tecnica e di capacity building . La cooperazione in materia di migrazione (articolo 27) ha lo scopo principale di favorire le opportunità di migrazione legale e di elaborare un'efficace politica di prevenzione dell'immigrazione clandestina, del traffico dei migranti e della tratta di esseri umani, nel rispetto della Convenzione relativa allo status dei rifugiati, firmata il 28 luglio del 1951, e del relativo Protocollo, firmato il 31 gennaio 1967, in particolare per quanto riguarda i principi di non respingimento e di ritorno volontario. Nel campo dell'istruzione e della formazione (articolo 28), la cooperazione deve avvenire nel rispetto della diversità, valorizzando le opportunità di formazione, sia nell'Unione europea che in Vietnam. Le Parti cercheranno di favorire i contatti tra i rispettivi istituti di istruzione ed agenzie specializzate, favorendo lo scambio di informazioni, di know-how , di studenti e di esperti, promuovendo la realizzazione dei programmi rivolti all'istruzione superiore, quali Erasmus Mundus , ed altri programmi di formazione, nonché incoraggiando gli istituti di istruzione a cooperare a corsi di laurea e programmi di ricerca congiunti, al fine di incentivare cooperazione e mobilità interuniversitaria. L'articolo 29, dedicato alla cooperazione nel settore della sanità, prevede che le Parti si impegnino a potenziare il sistema sanitario -- onde migliorare le condizioni di salute e il benessere sociale -- collaborando tempestivamente sia per prevenire e controllare forme epidemiche sia in materia di sicurezza alimentare. L'articolo 30 disciplina la cooperazione in materia di ambiente e di risorse naturali, sottolineando la necessità di salvaguardare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali e la biodiversità, al fine di migliorare l'ambiente per contribuire allo sviluppo sostenibile. Viene sottolineato, tra l'altro, come tutti i settori di cooperazione debbano tenere in considerazione le problematiche ambientali. Le Parti promuovono la rispettiva partecipazione attiva all'attuazione degli Accordi ambientali multilaterali cui hanno aderito -- quali le convenzioni di Basilea, Stoccolma e Rotterdam -- promuovendo l'utilizzo di tecnologie, prodotti e servizi rispettosi dell'ambiente, anche mediante l'uso di strumenti normativi e di mercato, nonché prevenendo i movimenti transfrontalieri illeciti di rifiuti, ivi compresi i rifiuti pericolosi e le sostanze che riducono lo strato di ozono. Infine, le Parti si impegnano a potenziare la cooperazione in ambito bilaterale e multilaterale anche tramite programmi di assistenza tecnica volti a promuovere lo sviluppo, il trasferimento e l'utilizzo di tecnologie rispettose dell'ambiente.