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Loredana Calì di Enna e Romina Meloni di Nuoro, le ennesima due donne ammazzate per mano dei loro ex compagni che non hanno accettato la fine di una relazione e che hanno reagito con violenza tanto cinica quanto brutale fino ad ammazzarle. Si tratta di due donne, dopo le altre quindici che abbiamo registrato ammazzate dall'inizio di questo anno, e i numeri purtroppo continuano a essere drammaticamente impietosi. Numeri che interrogano tutti noi e le nostre coscienze; interrogano la politica, il Parlamento, il Governo. Interrogano ciascuno di noi chiedendoci se stiamo davvero facendo tutto quanto è in nostro potere per provare ad affrontare nella maniera migliore questo drammatico fenomeno. Lo dico peraltro in una giornata che ha visto toni enfatici da parte di alcuni esponenti del Governo rispetto anche a provvedimenti che abbiamo approvato: qui il rito abbreviato, alla Camera alcune norme contenute nel codice rosso. Lo faccio rivolgendo davvero un appello a tutti noi. Intanto i numeri ci raccontano di un fenomeno non solo drammatico, ma che è l'unico in Italia che, purtroppo, continua drammaticamente a crescere: cresce il numero di omicidi di donne così come crescono i numeri delle violenze efferate e particolarmente aggressive nei confronti delle donne. Dico questo perché credo che, rispetto a quei toni trionfalistici, dobbiamo invece lasciare spazio soprattutto a serietà e responsabilità. Ricordo, per esempio, la norma sul revenge porn che non faccio fatica ad ascrivere al lavoro di tutto il Parlamento; non dico che siamo stati costretti a occupare i banchi del Governo, non mi interessa. Mi interessa che quella norma oggi è stata votata dal Parlamento all'unanimità, così come mi interessa ricordare che tante norme importanti, a partire dalla Convenzione di Istanbul nella scorsa legislatura, sono state approvate all'unanimità. La violenza sulle donne, per come si presenta, ha bisogno dell'apporto e del contributo di tutti. Su questo terreno nessuna propaganda da parte di nessuno; la volontà di lavorare tutti quanti insieme e di affermare un principio: che mai e poi mai si può pensare di aggredire il fenomeno della violenza solo ed esclusivamente con scelte di carattere punitivo e repressivo. Abbiamo già fatto tanto, dobbiamo, finalmente, in maniera più coraggiosa, strutturale e di sistema, lavorando, ascoltando tante realtà, associative e non, che su questo terreno lavorano ogni giorno e che hanno maturato un'esperienza, mettere a punto interventi strutturali che guardino soprattutto alla dinamica della relazione di coppia e quindi a un fattore di carattere soprattutto e prevalentemente culturale. È lì la vera sfida. Si gioca in special modo nelle scuole, tra i nostri ragazzi, guardando a loro non solo come a coloro che saranno i protagonisti del domani che verrà, ma soprattutto come coloro nei quali possiamo seminare finalmente un cambio radicale di mentalità, che non veda più la donna soggiacere alla volontà e al dominio, al desiderio di possesso di un maschio, in una relazione sicuramente sbilanciata e sperequata, ma che veda finalmente un ruolo riconosciuto in maniera adeguata, come è giusto che sia. Tutti quanti noi dobbiamo assumere questa consapevolezza e lavorare con assoluta e unica priorità. (Applausi dai Gruppi PD e M5S). DE POLI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE POLI (FI-BP) . Signor Presidente, nella Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo, come ricordavano alcuni colleghi, nel momento in cui si ha attenzione nei confronti delle persone con disabilità, verso chi ha più bisogno, intervengo per ricordare un altro argomento altrettanto importante per tutti noi. Parlo del tema della siccità, del riscaldamento globale, dei nostri ghiacciai che si stanno sciogliendo, quindi del problema dell'acqua e del prelievo dell'acqua anche in territori dove è un bene troppo importante: senza l'acqua non c'è vita, non ci sarebbe nessuno di noi. Un prelievo che viene fatto senza tener conto di criteri oggettivi, strutturali e importanti per far sì che nei territori dove non ce n'è possano avere questo bene prezioso. Parlo dei pozzi e del prelievo dell'acqua nei territori dell'Alta Padovana, dove c'è uno dei bacini imbriferi più grandi d'Europa, poiché si tratta di un grande bene che va salvaguardato, che dà da bere a centinaia di migliaia di persone, nel territorio del Polesine, del Rodigino, della Bassa Padovana e in tantissimi altri. Nel progetto che Veneto Acque SpA sta prevedendo, il prelievo è una derivazione cosiddetta idropotabile delle falde del Medio Brenta. Pozzi in falda prelevano centinaia di metri cubi d'acqua al minuto senza tener conto dei criteri di ricarica e si trovano nella località di Camazzole, frazione del Comune di Carmignano di Brenta, nel territorio di Cittadella. Per questo motivo, il Consiglio di bacino del Brenta ha incaricato il CNR di un importante progetto di monitoraggio e mappatura del territorio, per capire concretamente cosa succede nel momento in cui si fa questo prelievo senza opere certe di ricarica, per salvaguardare quel territorio di circa 600.000 abitanti e, ancor più, tutti quelli a cui si va a dare un bene importante come l'acqua ai cittadini che ne fanno uso. Convinto dell'importanza della realizzazione di tali opere di ricarica della falda acquifera, ritengo fondamentale che l'istituzione competente, in modo particolare il Ministero, intervenga nelle sedi opportune per la difesa del territorio. Servono normative nazionali chiare, che definiscano una volta per tutte i criteri di captazione delle acque, che non ci sono, affinché questo bene comune possa essere fruito da tutti in egual misura e affinché, dopo le attività umane, non ne risentano di conseguenza quelle industriali, agricole e zootecniche. L'acqua è un bene prezioso e va salvaguardato. Convinto che questo sia uno degli aspetti più importanti, mi sono premesso, signor Presidente, di chiederle di poter svolgere quest'intervento, cosa di cui ringrazio lei e tutta l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Modena). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 3 aprile 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,25) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo (925) ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. 1. All'articolo 438 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Non è ammesso il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell'ergastolo»;