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Mi rendo conto che è una questione di carattere tecnico, che però investe direttamente oltre 700.000 cittadini italiani e tutti gli italiani che sono interessati alla gestione dell'avifauna migratrice nel nostro Paese e in particolare in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo. Dal 2001 i dati cosiddetti scientifici, che io non ritengo tali, proposti all'Europa dal nostro Paese statuiscono che gli uccelli migratori sono più precoci di circa un mese e mezzo rispetto agli stessi migratori degli altri Paesi del bacino del Mediterraneo. La scienza è una cosa seria e non può avere nulla di paradossale. Purtroppo siamo in questa situazione e ne è responsabile una scelta, che io ritengo più politica che non scientifica, effettuata a suo tempo dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) o, per meglio dire, dall'istituto che prima si chiamava in modo diverso e che oggi è diventato ISPRA. L'intervento è finalizzato a segnalare due tipi di esigenze. In primo luogo ho presentato in data odierna un'interrogazione, di cui auspico arrivi velocemente la risposta e non si segua l' iter che è stato adottato per un interrogazione presentata ad agosto, più o meno sullo stesso tema, che ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. In secondo luogo, siccome entro la fine del mese di ottobre il nostro Ministero dell'ambiente deve segnalare alla Commissione europea i nuovi dati e la revisione di questi dati scientifici, auspico che una volta per tutte lo si faccia seriamente e ci si adegui ai dati scientifici degli altri Paesi e di tutti gli istituti universitari italiani, affinché ci sia un'omogeneità, per tenere in considerazione le fasi di vita degli uccelli migratori. Se l'impostazione dovesse continuare a essere quella per cui l'Italia si dissocia dal resto del mondo scientifico europeo e da tutti gli istituti universitari italiani che si sono adoperati in questo senso saremmo nuovamente di fronte ad una scelta politica, che invece deve essere completamente abbandonata, perché tutti dobbiamo attenerci, anche nell'interesse della biodiversità, ai dati scientifici e all'interesse generale. Non possiamo più continuare a essere derisi, a livello europeo, per come è stata l'Italia fino ad oggi e per come purtroppo rischia di essere anche negli anni futuri. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FERRARI (PD) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, senza fare polemica, penso però sia corretto pretendere con determinazione che il comportamento della Presidenza si attenga esattamente alle prerogative della stessa. Personalmente ho avuto modo, qualche mese fa, di sottolineare che un intervento della presidente Alberti Casellati su una nostra richiesta di voto segreto, in particolare dando una propria interpretazione di opportunità politica su quel voto, non apparteneva alle prerogative del Presidente. Oggi, poco fa, mentre il Sottosegretario ricordava le vittime legate a fatti connessi alla normativa sulla legittima difesa, lei si è permessa di dire che non erano opportune le nostre rimostranze, perché in quel momento si stavano ricordando le vittime. Lasciamo agli atti che c'è pieno rispetto per quelle vittime e massima vicinanza per le famiglie di quelle vittime della parte del Partito Democratico, ma ancora una volta il ruolo del Presidente assume quasi una funzione moralizzatrice rispetto al comportamento dei senatori del Partito Democratico (Applausi dal Gruppo PD) . Voglio che rimanga agli atti che il Presidente ha delle prerogative che deve rispettare e non deve entrare nel merito a giudicare sul piano morale il comportamento dei senatori del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Ferrari, mi permetta di dire che probabilmente mi sono espressa male. Ciò che intendevo è che non mi pareva opportuno interrompere il rappresentante del Governo nel momento in cui ricordava le vittime e ho anche fatto presente al rappresentante del Governo, quando chiedeva alle opposizioni di avere rispetto, che eventualmente sarebbe stata la Presidenza a richiamare le opposizioni. Quindi credo che il comportamento che ho adottato nel ruolo che sto svolgendo sia perfettamente nelle mie prerogative. Se sono stata interpretata male, me ne scuso, ma queste erano le mie intenzioni e le riconfermo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Grazie comunque per la precisazione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, era atteso da diversi mesi, ma finalmente pare che il decreto sulle fonti rinnovabili stia per essere emanato dal Ministero dello sviluppo economico. Esso prevede incentivi sugli impianti come il fotovoltaico, l'idroelettrico, l'eolico e il geotermico. Ebbene, nonostante i reclami e le richieste da parte delle associazioni di categoria dell'idroelettrico, pare che in questa bozza l'idroelettrico sia compresso. Non solo, ma la bozza prevede l'esclusione dal beneficio degli incentivi anche degli impianti mini-idro, sulla base del presupposto che ci sono dei problemi ambientali in ordine a un precontenzioso EU Pilot. Come abbiamo più volte sottolineato, questi problemi ambientali sono ampiamente superabili da due linee guida emanate mesi fa dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, quindi non si capisce come mai quest'ultima bozza, che è stata trasmessa dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero dell'ambiente, escluda e sostanzialmente comprima l'idroelettrico, che - lo ricordo ai colleghi - storicamente è la fonte per eccellenza dal punto di vista delle energie rinnovabili: rappresenta il 40 per cento della produzione di energia elettrica all'interno delle rinnovabili, è l'unica energia rinnovabile programmabile, a differenza del fotovoltaico e dell'eolico, e concerne un settore assolutamente strategico. Ci sono già impianti autorizzati che hanno ricevuto le concessioni, che molte imprese stanno già pagando, e che di fronte al diniego degli incentivi rischiano di essere assolutamente messi in ginocchio, con la perdita di un numero enorme di posti di lavoro. Questa è una cosa inaccettabile, pertanto, così come ha fatto il sottosegretario all'ambiente Gava, che per ben tre volte ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente di aprire un tavolo, anch'io sono qui, a nome dei colleghi del Gruppo della Commissione ambiente, a chiedere, attraverso la Presidenza, che i ministri Di Maio e Costa possano aprire un tavolo sull'idroelettrico, in modo tale che si riveda il contenuto della bozza di questo decreto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MARSILIO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, la città di Roma e l'Italia intera sono turbate e sconvolte dalla crudele morte di Desirée, una ragazza di sedici anni che è stata, secondo i primi accertamenti, drogata, sequestrata, violentata e uccisa all'interno di un edificio occupato abusivamente nel quartiere di San Lorenzo.