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(Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (Misto-IeC) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il nome mediatico del decreto-legge che ci accingiamo a convertire è emblematico. Si parla infatti di decreto agosto e oggi è il 5 ottobre. È stato approvato dal Governo quando nel nostro Paese c'erano temperature con picchi di 30 gradi e il Parlamento si trova a convertirlo oggi, quando sulla nostra penisola inizia ad arrivare l'autunno e alcuni fenomeni di maltempo eccezionale hanno iniziato a colpire i territori, con violenza inaudita. È il caso del Piemonte: citando la mia Regione, mi sia concesso di esprimere in questa sede la massima vicinanza alle famiglie delle vittime del maltempo che negli ultimi giorni ha colpito il Nord Ovest del Paese. (Applausi) . Su questo tema sarà necessario intervenire in modo strutturale, partendo dalle infrastrutture e da tutte quelle opere di manutenzione del territorio che non possono più aspettare. È necessario intervenire e farlo presto, a partire dalle risorse del recovery fund e senza muovere accuse ai livelli di governo più bassi, come fa oggi sui giornali il ministro Costa, in modo scomposto e poco appropriato. Un Governo che riscontri carenze di competenze nei Comuni più piccoli e in quelli delle aree interne, che sono la spina dorsale del Paese, non può limitarsi ad accusarli, ma deve creare le condizioni, anche in un'ottica sussidiaria, perché certi interventi si possano fare, in termini sia di competenze sia di forza lavoro. Venendo al decreto-legge che siamo chiamati a convertire, sappiamo che ormai la centralità dell'Esecutivo nella produzione normativa è consolidata e lo è stata ancora di più durante questa lunga emergenza epidemiologica. Dobbiamo però tornare a dare centralità al Parlamento. Oggi prendiamo atto del fatto che anche questa volta si sia scelto di porre la fiducia. Prendiamo atto del ruolo sempre più marginale che viene lasciato al lavoro delle Camere. Quello che però dobbiamo ancora una volta evidenziare è che in questo provvedimento il Governo prova a mettere toppe su tutto. Lo stesso viene peraltro fatto con le linee guida del piano nazionale di ripresa e resilienza. Siamo dunque di fronte a un modus operandi di questo Esecutivo: si prova intervenire su tutto, senza un piano strategico, e questo modo di non guidare il Paese è molto preoccupante. La parte migliore del Paese, però, non chiede assistenzialismo, ma interventi e opportunità da declinare in modo strutturale nel lungo periodo e risposte concrete alle necessità stringenti. Su questo, allora, lasciatemi spendere un appello per un intervento immediato, per dare risposte ai bisogni concreti dei territori del Nord-Ovest del Paese colpiti dal maltempo. Su questo tema, in accordo con gli attori del territorio, avevo presentato un emendamento per l'Alessandrino. Ora è tutto il Piemonte ad aver bisogno di attenzione e risorse. I Presidenti di Piemonte e Liguria hanno chiesto lo stato d'emergenza: l'Esecutivo si affretti in questo senso. Avrei voluto che quest'Assemblea desse un segnale ai territori con l'approvazione del mio emendamento sull'Alessandrino; non è stato così e il continuo ricorso alla fiducia da parte del Governo ci impedisce di dare un segnale, almeno con l'approvazione di un ordine del giorno. Il decreto agosto contiene di tutto, ma in questo caso non tiene conto di quello che serve. L'attenzione politica, però, non può e non deve mancare e dunque mi appello ai colleghi affinché si creino le condizioni per non lasciare soli i territori, le famiglie e gli imprenditori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, in apertura di questo breve intervento, lasciatemi mandare un saluto e un abbraccio a tutte le famiglie e comunità delle valli Tanaro, Gesso, Vermenagna, Valsesia e Val Roya e delle altre valli e territori colpiti dalla recente valanga d'acqua (Applausi) , di oltre 500 millimetri; a Limone Piemonte, 549 millimetri di fango in poche ore hanno causato danni enormi e perdite di vite umane. Su questo tema voglio ringraziare il presidente Conte per la sollecitudine con cui ha espresso la volontà di interventi immediati, che seguiremo e accompagneremo, perché i danni, come tutti avete potuto vedere, sono stati veramente devastanti: intere comunità hanno visto distrutto tutto ciò che avevano e, in molti casi, sono praticamente isolate e tagliate fuori da tutto. Venendo al merito del lavoro odierno, credo abbiamo tutti la consapevolezza che il decreto-legge oggi alla nostra attenzione per la conversione - peraltro, dopo un lavorio importante da parte di tutti i colleghi e, in particolare, della Commissione bilancio - sia straordinariamente importante per aiutare il nostro Paese, in tutte le sue articolazioni, e la nostra comunità civile ad affrontare questa stagione di emergenza causata dalla pandemia che ha colpito e che continua a colpire tutto il mondo e anche le nostre comunità, con morti, ammalati e limitazioni, e che continua a richiederci in modo forte di non abbassare la guardia. È un decreto-legge che segue i decreti cura, liquidità, semplificazioni, rilancio e che in qualche misura ne integra l'opera, prevedendo il proseguimento delle tutele per il mondo del lavoro e andando a coprire i settori che erano rimasti scoperti, mettendo in campo nuove misure per fronteggiare la domanda di salute in questa stagione straordinaria, da tutti i punti di vista, e per permettere alla nostra sanità di strutturarsi al meglio per farlo. Si predispongono nuove misure per le scuole e per l'universo istruzione in generale, chiamato ad una prova complessa e che dev'essere messo in condizione di gestirsi in una rinnovata ordinarietà, perché sono in gioco il presente e il futuro dei nostri figli. Sono previste nuove misure per sostenere il lavoro delle nostre Forze armate e di sicurezza e gli enti locali, che sono stati e sono al momento un vero e proprio fronte in cui si gioca lo scontro di quest'emergenza, dal cui esito dipendono le condizioni in cui vivranno le nostre famiglie e la qualità e il contesto in cui opereranno le nostre imprese, in tutte le forme di vita organizzata, e, in generale, in cui si snoderà la vita civile, sociale ed economica delle nostre comunità. Vi sono poi misure specifiche a sostegno proprio del nostro sistema economico: delle micro, piccole e medie imprese, in generale, ma soprattutto dei settori particolarmente colpiti, quali quelli turistico, della cultura, della ristorazione, dello spettacolo, fieristico, termale, dello sport, ma anche del comparto manifatturiero, della pesca e dell'agricoltura; misure di semplificazione e adeguamento ai nuovi comportamenti; limitazioni imposte dal perdurare dell'emergenza, come le regole che sovrintendono alla vita condominiale. Il provvedimento contiene anche - o forse dovrei dire soprattutto - misure che orientano e incentivano a una vita e a uno sviluppo orientati in modo più sostenibile: basse emissioni, maggior recupero e riutilizzo e minore spreco di risorse nel campo delle costruzioni, dei materiali, della mobilità e dei trasporti;