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tali gravi misure restrittive riguarderanno l'Ufficio del casellario e tutti gli altri uffici, che riceveranno solo per poche ore settimanali e solo su appuntamento; lo stesso rilascio di copie dei fascicoli alle parti e ai difensori sarà soggetto a inaccettabili limitazioni; la funzionalità della Procura della Repubblica di Ferrara, in conclusione, sarà compromessa definitivamente senza un intervento immediato per rispondere alle giuste richieste dell'Ufficio, si chiede di sapere quali urgenti misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per ripristinare immediatamente la piena funzionalità della Procura di Ferrara e per assegnare al più presto il personale amministrativo necessario alla stessa. Atto n. 4-03852 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che: da fonti autorevoli si apprende dell'iniziativa del Ministero in indirizzo che ha stanziato circa 310 milioni di euro per rafforzare il programma volto ad attivare l' iter del riconoscimento della cittadinanza italiana. La procedura pare sia stata avviata senza pubblicazione del relativo bando, ma solo con trattativa privata; tale modalità appare quantomeno singolare, a meno che non sussistano vincoli di somma urgenza; tale stanziamento, a parere dell'interrogante, appare illogico e non necessario, tantomeno urgente. Con l'attuale normativa l'Italia è già il primo Paese in Europa per numero di riconoscimento di cittadinanze: lo è stato nel 2015, nel 2016 e nel 2017. Addirittura, nel 2017, le cittadinanze concesse sono state, secondo i dati Istat, 224.000; è dunque assolutamente necessario che il Governo chiarisca le motivazioni alla base del suddetto stanziamento che, in questa fase di crisi post COVID appare insensato e privo di buon senso, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni alla base della scelta del Ministro in indirizzo di stanziare 310 milioni di euro per potenziare il programma volto ad attivare l' iter per il riconoscimento della cittadinanza italiana; per quale motivo si sia fatto ricorso ad una trattativa privata in luogo del bando pubblico; come si giustifichi tale iniziativa alla luce del fatto che non esiste nessuna urgenza in tema di riconoscimento della cittadinanza agli stranieri, dato che il nostro Paese è già primo in Europa per numero di cittadinanze concesse annualmente. Atto n. 4-03853 CORTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: come riportato dalla stampa locale dopo due mesi di chiusura a seguito dell'emergenza COVID sono stati ridotti drasticamente, e in modo a quanto pare strutturale, i giorni di apertura degli uffici postali di Montecreto e Fiumalbo (Modena); diversi uffici in Appennino mantengono aperture a singhiozzo, che stanno causando enormi disagi a una popolazione in gran parte anziana costretta a file interminabili e a temperature molto elevate. File oltretutto che creano inevitabili assembramenti; a Montecreto l'apertura si è ridotta da sei a tre giorni, costringendo la popolazione a file anche di due ore con disagi evidenti anche per il tessuto socio-economico composto da importanti attività artigianali ed agricole; a Fiumalbo, la situazione è ancora più drammatica con un unico ufficio postale aperto per tutto il territorio comunale. File interminabili ed anziani costretti ore sotto il sole perché impossibilitati anche a sedersi su una panchina per le norme sul distanziamento sociale. L'alternativa diventa quindi l'Abetone o Pieve che debbono essere raggiunti in macchina. La situazione, a parere dell'interrogante, è intollerabile e denota una scarsissima attenzione dell'ente gestore alle zone di montagna troppo spesso abbandonate e per le quali il Governo non nutre alcuna attenzione, soprattutto in un momento di difficile ripresa delle attività anche turistiche; i contenuti del servizio postale universale sono definiti a livello europeo dalla direttiva 97/67/UE del 15 dicembre 1997 (cosiddetta "prima direttiva postale"), come successivamente modificata dalle direttive 2002/39/UE del 10 giugno 2002 (cosiddetta "seconda direttiva postale") e 2008/6/UE del 20 febbraio 2008 (cosiddetta "terza direttiva postale"). La direttiva stabilisce che il servizio universale corrisponde ad un'offerta di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti. Il servizio postale universale deve essere assicurato per almeno cinque giorni a settimana e garantire almeno una raccolta e una distribuzione al domicilio degli utenti degli invii postali; il decreto legislativo n. 261 del 1999 rappresenta a tutt'oggi il testo di riferimento per la disciplina generale del servizio postale, con specifico riferimento alla fornitura del servizio universale. Tale decreto ha recepito i contenuti della direttiva 97/67/CE ed è stato successivamente modificato dal decreto legislativo n. 384 del 2003, che ha recepito la "seconda direttiva postale", 2002/39/CE, e dal decreto legislativo n. 58 del 2011, che ha recepito la "terza direttiva postale", la direttiva 2008/6/UE del 20 febbraio 2008. Fornitore del servizio universale è riconosciuta ex lege la società Poste italiane SpA per un periodo di quindici anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 58 del 2011 (e quindi fino al 30 aprile 2026); il servizio postale universale è affidato a Poste Italiane fino al 30 aprile 2026, sulla base del contratto di programma 2015-2019 firmato il 15 dicembre 2015 che «regola i rapporti tra lo Stato e la società per la fornitura del servizio postale universale, Poste Italiane S.p. A., nel perseguimento di obiettivi di coesione sociale ed economica, che prevedono la fornitura di servizi utili al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni mediante l'utilizzo della rete postale della Società»; a fronte del contributo che la società riceve per l'onere pubblico, pari a 262,4 milioni di euro all'anno, non sembra corrispondere un servizio di qualità, nonostante sulla «Carta dei servizi postali», pubblicata il 10 ottobre 2017, si legga che «grazie alla presenza capillare su tutto il territorio nazionale, ai forti investimenti in ambito tecnologico e al patrimonio di conoscenze rappresentato dai suoi oltre 140 mila dipendenti, Poste Italiane ha assunto un ruolo centrale nel processo di crescita e modernizzazione del Paese», si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché venga disposta nel più breve tempo possibile l'immediata riapertura degli uffici postali di Montecreto, Acquaria e Fiumalbo. Atto n. 4-03854 LANNUTTI CROATTI FERRARA VANIN ACCOTO PESCO Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta all'interrogante: