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Sono dati che la dicono tutta sulla preoccupazione che ognuno di noi deve vivere e voglio ricordare, come ha già fatto il senatore Gasparri, che la Conferenza nazionale sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti si è tenuta l'ultima volta a Trieste nell'ormai lontano 2009. Abbiamo inoltre costituito presso la Presidenza del Consiglio un Osservatorio permanente dal dicembre del 2017, ma non abbiamo traccia alcuna della sua attività. Questo per dire che certamente gli aspetti oggi in discussione sono importanti e voglio dichiarare a nome del Gruppo Fratelli d'Italia il nostro sostegno alla mozione di Forza Italia, illustrata dal senatore Mallegni. Ritengo infatti che dopo le preoccupazioni avanzate dal Consiglio superiore di sanità, abbiamo il dovere, al di là dei modelli ideologici, di mettere al primo posto la salute dei nostri cittadini e, in particolare, dei nostri giovani. Non sottaciamo neanche il fatto che noi crediamo che un'ulteriore spinta al modello di deresponsabilizzazione sociale, della droga a portata di mano seppur con un THC depotenziato rappresenti, in particolare per i nostri giovani, un'altra occasione deleteria per indirizzare le proprie vite. La droga ha effetti distruttivi sulle capacità mentali dell'uomo ed effetti veramente nefasti per la nostra società. Crediamo quindi che la lotta a 360 gradi debba essere un impegno comune. Siamo assolutamente favorevoli all'annuncio, che è stato fatto, sull'inasprimento delle pene per gli spacciatori, ma pensiamo che ci sia bisogno di un'azione di carattere culturale, che vada ad incidere sulla vita sociale, proponendo un modello che rifiuti la droga. C'è bisogno di azioni, c'è bisogno del racconto delle esperienze di chi ha vissuto l'errore e di coloro che lavorano in questo settore e sono impegnati nel recupero, c'è bisogno di un'azione all'interno delle nostre scuole, per dire ai nostri ragazzi che la trasgressione non è questo, questo è soltanto un danno alla salute. Oggi essere anticonformisti e trasgressivi significa essere impegnati per dare uno sfogo positivo al proprio cervello, per dare uno sfogo in termini di impegno culturale, di impegno sociale nel volontariato e magari nella più alta forma di passione civile, che è la politica, per migliorare la nostra Patria e quindi la nostra comunità nazionale. Ci aspettiamo dal Governo un impegno forte in questo senso, ma anche concreto, perché la repressione è certamente l'antibiotico necessario alla febbre, ma c'è bisogno di un vaccino, ovvero di promuovere e rinforzare il sistema di monitoraggio, di promuovere campagne informative efficaci soprattutto tra i più giovani e di rinforzare con urgenza il Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, con la destinazione di almeno 50 milioni di euro, e di ampliare i compiti del Dipartimento per le politiche antidroga, proprio per realizzare un'azione di contrasto che sia sinergica. Per questi motivi dichiariamo il nostro voto favorevole alla mozione n. 31, presentata dai colleghi del Gruppo Forza Italia, perché ci convince e condividiamo il principio che non esiste la droga leggera, ma la droga. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Senatrice Boldrini, le chiedo di precisare se, oltre ad aver accettato la riformulazione proposta, intende che il punto 3) della parte dispositiva, su cui è stato formulato un parere contrario da parte del Governo, sia espunto dal testo della mozione riformulata. BOLDRINI (PD) . Sì, signor Presidente. Signor Presidente, colleghi senatori e membri del Governo, devo fare un po' di chiarezza, perché credo ci sia stata una confusione terribile nella discussione che abbiamo svolto. Stiamo infatti parlando di tre tipologie diverse di cannabis , perché, se il nome è per tutte lo stesso, esse sono completamente diverse. Stiamo infatti parlando della legge n. 242 del 2016, che reca Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa e della legge n. 172 del 2017 sulla cannabis terapeutica, che è stata appositamente approvata per disciplinare la produzione e la trasformazione di cannabis per uso medico, prevedendo che la canapa ad uso terapeutico possa essere prodotta solo ed esclusivamente dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che provvede allo sviluppo di nuove preparazioni vegetali, a base di cannabis , per la successiva distribuzione alle farmacie, che la dispensano dietro ricetta medica non ripetibile, la rimborsabilità è a carico del Servizio sanitario nazionale ed è subordinata alle indicazioni delle singole Regioni. Tra le altre cose, lo stabilimento di Firenze ha anche la facoltà di svolgere studi clinici in materia. In questa sede si è invece parlato della cannabis ricreativa, che è un'altra cosa e che ha un principio attivo (il famoso THC) superiore a quello di cui stiamo parlando adesso e quindi di quello citato nella legge n. 242 del 2016, che riguarda la produzione agroalimentare. Pertanto in questa sede è stata fatta un po' di confusione. Devo dire poi che il tema, trattato negli interventi dei colleghi, dell'assunzione di sostanze durante l'adolescenza è apertissimo, però la mozione in discussione non presentava quest'argomentazione; è un tema che - se volete - possiamo aprire, ma in un altro momento, non certo nel corso dell'esame del testo di questa mozione. Infatti, se dobbiamo ricordare come è nata, la legge n. 242 del 2016 ha risposto alle attese del mondo canapicolo italiano, che ha sperato e spera ancora in una giusta rivalutazione di una coltura che nel passato è stata una delle voci principali dell'economia di vaste aree di alcune Regioni del nostro Paese. La normativa interessa una molteplicità di settori relativi alla coltivazione, alla trasformazione e alla incentivazione dell'impiego e del consumo finale dei semilavorati provenienti dalle filiere locali, allo sviluppo di filiere territoriali che valorizzano la ricerca, l'integrazione locale e la reale sostenibilità economica dei semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori e infine anche alla realizzazione di opere di bioingegneria e bonifica dei terreni e ad attività didattiche e di ricerca. Prevede inoltre obblighi posti a carico del coltivatore, così come controlli e sanzioni. Si tratta, pertanto, di una legge che aveva previsto molte cose. Ricordo inoltre che dalla fine degli anni Cinquanta sempre maggiore discredito è cresciuto attorno a una coltura che invece fino ai primi del Novecento ci aveva visto essere leader mondiali sia in termini di quantità che di qualità del prodotto realizzato. Con la legge n. 242 del 2016 è stata data una risposta a un settore che è andato in crisi a causa dell'inaccettabile e strumentale accostamento alla più famosa canapa indiana, dell'intensità del lavoro e anche della competizione, proveniente in special modo dagli Stati Uniti, di fibre sintetiche meno costose e più moderne. Non tutti forse sanno che con la canapa si può fare anche la carta, si possono fare tessuti, corde, oli, medicine; si può utilizzare come combustibile e probabilmente lo sviluppo di questo comparto rappresenta un problema per tutti quei settori che si sono arricchiti e che continuano a farlo inquinando con plastica e petrolio.