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tenuto conto altresì che risulta dalla presentazione che le tratte ferroviarie Padova-Bologna e Verona-Bologna sono dichiarate ad "alta velocità già esistente" (a 200 chilometri orari), si chiede di sapere: se il Governo nei propri provvedimenti finalizzati a sbloccare i cantieri per un'"Italia veloce" abbia stanziato effettivamente i 4,7 miliardi di euro mancanti per realizzare le opere dell'alta velocità in Veneto citate nel documento, elemento indispensabile per sbloccare in cantieri; se nella propria programmazione intenda implementare, soprattutto per la tratta Padova-Bologna, la rete ferroviaria esistente rendendola a tutti gli effetti una rete ad alta velocità con standard a 300 chilometri orari come originariamente previsto, o se tale programmazione risulti oggi abbandonata. Atto n. 4-03830 VANIN ROMANO DONNO ANGRISANI NATURALE TRENTACOSTE MONTEVECCHI FERRARA Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il forte "Caroman" nel comune di Venezia, comunemente noto come forte "Barbarigo", dal nome della batteria da difesa costiera costruita al suo interno del 1912, viene fatto risalire al 1800-1801; sono indicati insediamenti di artiglierie di tarda età veneziana nel 1797 ed è parte integrante del sistema difensivo della laguna di Venezia; il forte è stato dichiarato di interesse culturale con deliberazione della commissione regionale per il patrimonio culturale del 19 novembre 2018; da notizie di stampa si apprende che la riqualificazione ambientale della struttura è inserita all'interno delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale del sistema MOSE (modulo sperimentale elettromeccanico) previste dal "piano Europa 2011", come si legge su "Il Mattino di Padova" il 19 aprile 2020; tale recupero ha la finalità di salvaguardare e conservare le architetture militari che si sono sviluppate all'interno del forte nel corso dei secoli, dotare di un centro visite e di una base logistica la limitrofa riserva naturale di Caroman e in generale di migliorare la tutela e la conservazione del sito di protezione comunitaria (SIC e ZPS IT3250023) in cui è inserito; il forte Caroman, ex forte Barbarigo, è inserito, altresì, nell'elenco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 luglio 2019, degli immobili di proprietà dello Stato non utilizzati per finalità istituzionali, proposti dall'Agenzia del demanio, da ricomprendere nel piano di cessione di immobili pubblici di cui all'articolo 1, comma 422, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019); il forte Caroman è stato posto in vendita dall'Agenzia del demanio già una prima volta all'interno del secondo bando nazionale 2019, con scadenza 15 novembre 2019; l'asta è andata deserta; a luglio 2020 è previsto un ulteriore bando nazionale per l'anno 2020, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti; se sia intenzione dell'Agenzia del demanio porre in vendita anche nell'anno 2020 il forte Caroman; se corrisponda al vero che la riqualificazione ambientale del forte Caroman sia inserita all'interno delle misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale del sistema MOSE previste dal "piano Europa 2011"; se non sia interesse dello Stato italiano, in luogo della vendita, recuperare e valorizzare la struttura nell'ambito degli interventi previsti dal "piano Europa 2011"; se, a questo fine, il Provveditorato alle opere pubbliche per il Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia non intenda immediatamente dare luogo alle attività di progettazione e riqualificazione ambientale allo scopo di arrestare il degrado del sito, ai sensi della convenzione generale Rep. n. 7191 del 4 ottobre 1991 e successivi atti aggiuntivi. Atto n. 4-03831 VANIN ANGRISANI PRESUTTO PAVANELLI GRANATO DONNO GUIDOLIN MONTEVECCHI ROMANO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il forte Marghera a Mestre, nel comune di Venezia, costituisce forma esemplare di architettura militare napoleonica, al quale è inoltre legato il ricordo della resistenza dei veneziani nell'insurrezione contro il Governo austriaco (1848-1849); il fronte d'attacco della struttura militare nel maggio 1849 è stato oggetto della battaglia che vide contrapporsi l'esercito austriaco, al comando del generale Haynau, ai difensori del forte della Repubblica di San Marco dei patrioti Manin e Tommaseo; ancora oggi vengono ritrovati reperti e cimeli che ricordano quei giorni gloriosi; successivamente, in periodo postunitario, il forte Marghera è stato il perno del sistema militare denominato "campo trincerato di Mestre"; l'interesse culturale del sito, inteso nella sua interezza (parte interna e manufatti esterni ai fossati), è stato riconosciuto con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali del 7 marzo 1980, a cui sono seguite prescrizioni di tutela indiretta del soprintendente regionale per i beni e le attività culturali del Veneto del 28 novembre 2002; inoltre il forte Marghera costituisce un elemento di rilevantissimo interesse paesaggistico facente parte dell'"ecosistema della laguna di Venezia", sottoposto a tutela per dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi del decreto ministeriale 1° agosto 1985; considerato che: il Comune di Venezia ha presentato il progetto di un'infrastruttura denominata "parcheggio pubblico intermodale lungo via forte Marghera" sopra la "lunetta" esterna di nord-ovest del forte (lunetta XIII); esso prevede attività di scavo e di riprofilazione del terreno, la sostituzione del piano di calpestio in erba con "pavimentazione drenante in calcestruzzo con inerti a vista", il posizionamento di lampioni, importanti lavori di sbancamento per la costruzione di una rotatoria; prevede, inoltre, la realizzazione di un nuovo sistema di viabilità carrabile di accesso al forte, in sostituzione degli attuali accessi pedonali in terra battuta; durante la conferenza dei servizi dell'11 maggio 2020 è emerso che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per Venezia e laguna avrebbe espresso preventivo assenso alla costruzione dell'opera pubblica, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per Venezia e laguna abbia autorizzato, ai sensi dell'art. 21, comma 4, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, la costruzione dell'opera pubblica; se il Ministro in indirizzo non ritenga che tale autorizzazione contrasti con il disposto dell'art. 20 del decreto stesso, che dispone che i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione; se non ritenga debba essere effettuata verifica preventiva dell'interesse archeologico dell'area ai sensi dell'art. 25 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;