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Disposizioni concernenti l'etichettatura degli alimenti e degli ingredienti contenenti lattosio. Onorevoli Senatori. – L'intolleranza al lattosio si definisce come la presenza di sintomi, principalmente di tipo gastro-intestinale, in soggetti che presentano una mancanza, parziale o totale, di lattasi, l'enzima in grado di scindere il lattosio nei suoi due componenti glucosio e galattosio. Essa è riconosciuta come principale intolleranza alimentare dall'Organizzazione mondiale della sanità, e si stima essere presente in più del 50 per cento della popolazione italiana. Data la sua elevata prevalenza, l'intolleranza al lattosio non è riconoscibile come malattia cronica come la celiachia, e pertanto non sono previste esenzioni e buoni. I livelli essenziali di assistenza (LEA) sono disposti solo per coloro che presentano il « deficit congenito di lattasi », classificato dalla comunità scientifica come forma più rara di intolleranza al lattosio. Le principali forme di latto-intolleranza sono la forma genetica (permanente) e quella secondaria (transitoria), entrambe causa di effetti negativi sulla salute, e la principale terapia consiste nella dieta senza lattosio (o, in alcuni casi, a ridotto contenuto di lattosio) per un periodo transitorio o permanente, a seconda della forma di intolleranza. L'intolleranza al lattosio ha un forte impatto sulla qualità di vita, determinando un cambiamento radicale delle abitudini, del comportamento di acquisto dei generi alimentari, o della relazione con le altre persone nei pasti consumati fuori dalle mura domestiche. È quindi necessaria un'iniziativa di sensibilizzazione sull'importanza di un'alimentazione bilanciata, predisposta da professionisti della nutrizione (dietisti, biologi nutrizionisti, dietologi), nonché volta a migliorare la conoscenza dell'etichettatura degli alimenti privi di lattosio, in modo che gli interessati possano distinguere e riconoscere velocemente un prodotto idoneo e sicuro. In molti casi, infatti, le etichette dei prodotti senza lattosio restano ancora non adeguate e poco chiare. Le informazioni sull'assenza di lattosio, o sulla sua presenza in misura ridotta, negli alimenti di ogni tipo dovrebbero aiutare le persone intolleranti al lattosio a individuare e a scegliere una dieta variata, sia a casa che fuori. Tra i prodotti per intolleranze alimentari, in ogni caso, quelli etichettati con la dicitura « senza lattosio » hanno registrato nel 2022 una notevole crescita (+12,1 per cento), maggiore rispetto al trend dei prodotti senza glutine (+3,4 per cento). Riguardo al tema dell'etichettatura degli alimenti e alla scelta dei prodotti idonei alla dieta senza lattosio, è stato realizzato uno studio da parte dell'Associazione italiana latto-intolleranti (AILI), in collaborazione con il Dipartimento di economia e management dell'Università di Pisa, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale « EC Nutrition » nell'ottobre 2022, nel quale viene riportato che il 79,2 per cento dei latto-intolleranti dichiara di voler fare la spesa in modo rapido e sicuro, evitando di perdere tempo a leggere etichette poco chiare che si traducono nella rinuncia all'acquisto. Tutti i simboli riconducibili all'assenza di lattosio o di latte che oggi si trovano sulle etichette dei prodotti, ad esclusione del marchio di certificazione Lfree®, non si possono definire certificazioni ma auto-dichiarazioni dell'azienda produttrice. Essi generano poca sicurezza e scarse garanzie per i consumatori intolleranti al lattosio, in ragione dell'assenza di una legge che regoli, in modo chiaro e univoco, i limiti soglia del contenuto residuo di lattosio per tutti i prodotti alimentari, e di indicazioni circa il rispetto e il mantenimento dei suddetti requisiti. Attualmente, infatti, le regole per l'uso delle dichiarazioni riguardanti l'assenza o la ridotta presenza di lattosio negli alimenti, come per esempio « assenza di lattosio », « a contenuto molto basso di lattosio », « a basso contenuto di lattosio », « a ridotto contenuto di lattosio » non sono armonizzate a livello europeo. Il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, entrato in vigore il 12 dicembre 2011, non è ancora applicato nella sua interezza nei diversi Paesi membri, sebbene esso abbia operato un complesso riassetto della normativa in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti, stabilendo le basi per la protezione dei consumatori in materia di informazioni sulle sostanze con effetti allergenici o di intolleranza scientificamente dimostrati. Per motivi di chiarezza e coerenza, anche l'introduzione di norme sull'uso delle diciture che indicano l'assenza o la presenza ridotta di lattosio nei prodotti alimentari dovrebbe essere disciplinata a norma del citato regolamento (UE) n. 1169/2011, tenendo conto del parere scientifico dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) del 10 settembre 2010 sulle soglie relative al lattosio nell'intolleranza al lattosio e nella galattosemia. Secondo i programmi della Commissione europea, l'articolo 36 del citato regolamento n. 1169/2011 dovrà essere modificato in futuro per includere anche le indicazioni sull'assenza di lattosio o il suo contenuto ridotto negli alimenti, armonizzando le condizioni che giustificano tali indicazioni. Nelle more di tali modifiche, il Ministero della salute ha già emanato due circolari ai sensi delle quali l'indicazione « senza lattosio » può essere impiegata per latti e prodotti lattiero-caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml. I prodotti con tale indicazione devono riportare l'informazione in etichetta sulla specifica soglia residua di lattosio con modalità del tipo: « meno di ... ». La soglia indicata deve risultare comunque inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml. Solo per i latti e i latti fermentati può essere impiegata l'indicazione « a ridotto contenuto di lattosio » se il residuo del disaccaride è inferiore a 0,5 g per 100 g o 100 ml. Sulle etichette di tali prodotti va riportato che il tenore di lattosio è « meno di 0,5 g per 100 g o 100 ml ». Per fornire una informazione precisa ai consumatori sui contenuti dei prodotti delattosati « senza lattosio » o « a ridotto tenore di lattosio », va riportata in etichetta anche una indicazione del tipo « Il prodotto contiene glucosio e galattosio in conseguenza della scissione del lattosio ». I suddetti alimenti sono stati espressamente prodotti, preparati o lavorati per ridurre il tenore di lattosio di uno o più ingredienti contenenti lattosio ed essere idonei all'alimentazione di persone con intolleranza al lattosio. Allo stesso tempo esistono prodotti che sono naturalmente privi di lattosio o che sono stati prodotti, preparati o lavorati in modo da contenerne una minore quantità, o nei quali gli ingredienti contenenti lattosio sono stati sostituiti con altri ingredienti che ne sono naturalmente privi.