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Modifiche alla legge 21 gennaio 1994, n. 53, in materia di esecuzione di pignoramenti mediante notificazione di atti. Onorevoli Senatori . – Il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, ha introdotto importanti novità in materia di pignoramenti, tra cui, ad esempio, l'obbligo per il creditore pignorante di depositare in cancelleria il verbale o l'atto di pignoramento consegnato lui dall'ufficio notifiche esecuzioni protesti (UNEP), iscrivendolo a ruolo entro 15 giorni dal ritiro, in caso di pignoramento mobiliare presso il debitore e immobiliare; oppure entro 30 giorni dal ritiro, in caso di pignoramento presso terzi. L'iscrizione a ruolo, inoltre, deve essere effettuata entro 30 giorni dalla comunicazione dell'asporto del veicolo da parte dell'istituto vendite giudiziarie nel caso del nuovo pignoramento automobilistico ai sensi dell'articolo 521- bis del codice di procedura civile. Nel regime previgente l'ufficiale giudiziario era obbligato a depositare in cancelleria il verbale o l'atto di pignoramento, affinché il cancelliere lo iscrivesse a ruolo d'ufficio, formando contestualmente il fascicolo dell'esecuzione. Attualmente, quindi, il deposito in cancelleria non è più un obbligo dell'ufficiale giudiziario bensì un onere del creditore pignorante, il quale, se non tempestivamente assolto, importa la definitiva perdita di efficacia del pignoramento. Una simile novità ha prodotto importanti implicazioni di ordine sistematico. È utile rammentare, infatti, come, se nel regime previgente, il pignoramento, sia pure « richiesto » da un creditore, veniva tuttavia « eseguito » dall'ufficiale giudiziario, non nell'esclusivo interesse del creditore richiedente, bensì nell'interesse di tutti i potenziali creditori che, nei 90 giorni successivi (articolo 497 del codice di procedura civile) dall'esecuzione del pignoramento e del suo deposito in cancelleria, avrebbero potuto chiedere la vendita o l'assegnazione, anche sostituendosi al creditore pignorante inerte o disinteressato, con le novità introdotte, il pignoramento viene eseguito nell'esclusivo interesse del creditore pignorante. Prima della riforma il necessario intervento dell'ufficiale giudiziario si giustificava, pertanto, ai fini dell'attuazione della par condicio creditorum ; attualmente, invece, la stessa viene differita a un momento successivo all'esecuzione del pignoramento, vale a dire successivamente all'insindacabile decisione del creditore pignorante di dare effettivo impulso al processo di esecuzione attraverso il deposito in cancelleria e l'iscrizione a ruolo. In tal modo viene meno la necessità dell'intervento dell'ufficiale giudiziario nell'esecuzione di quei pignoramenti che si eseguono mediante notificazione di un atto (pignoramento presso terzi, pignoramento immobiliare, nuovo pignoramento automobilistico, pignoramento di navi e aeromobili, pignoramento di quote sociali, pignoramento di titoli di proprietà industriale), perché tali pignoramenti da un lato si riducono alla mera notificazione di un atto redatto e sottoscritto, a pena di nullità, anche dal creditore pignorante rappresentato dal suo difensore, dall'altro non implicano ingerenze nelle libertà personali ed inviolabili del debitore. Viceversa, appare opportuno lasciare ferma la competenza esclusiva dell'ufficiale giudiziario nell'esecuzione di quei pignoramenti (come il pignoramento mobiliare presso il debitore ai sensi dell'articolo 513 e seguenti del codice di procedura civile), ovvero altre attività esecutive (come l'esecuzione per consegna e rilascio e degli obblighi di fare e non fare, di cui all'articolo 606 e seguenti del codice di procedura civile) che implicano l'ingerenza nel domicilio o in altre appartenenze del debitore, coinvolgendo le sue libertà personali. Alla luce di ciò, appare opportuno che il munus publicum resti nelle mani di un dipendente statale. Il presente disegno di legge propone di estendere le facoltà previste dalla legge 21 gennaio 1994, n. 53 (recante disposizioni in materia di notificazioni di atti civili, amministrativi e stragiudiziali per gli avvocati e procuratori legali), anche all'esecuzione dei pignoramenti che si eseguono mediante notificazione di un atto, ma con specifici accorgimenti, tra cui: l'iscrizione all'albo da almeno otto anni degli avvocati a cui tali facoltà si attribuiscono; gli oneri di autorizzazione del consiglio dell'ordine circondariale forense e di annotazione nel registro cronologico (sia l'autorizzazione che il registro sono distinti da quelli previsti per le notificazioni) sono estesi anche ai pignoramenti notificati a mezzo posta elettronica certificata; la qualità di pubblico ufficiale, già attribuita dall'articolo 6, della legge 21 gennaio 1994, n. 53, all'avvocato notificante, è estesa anche all'attestazione che l'avvocato deve fare, a pena di nullità del pignoramento, di essere munito di titolo esecutivo e di aver notificato lo stesso e il precetto (vale a dire gli unici controlli che l'ufficiale giudiziario effettua nei pignoramenti che si eseguono mediante notificazione di un atto). In tal modo, l'avvocato pignorante che si avvale di questa facoltà assume le responsabilità connesse alla veridicità dell'attestazione, e, in caso di omissione della stessa, per la nullità dell'atto che ne consegue. Viene infine inserita una specifica disposizione ai sensi della quale l'avvocato pignorante, in aggiunta al compenso, pattuito con il proprio assistito (creditore) e rifuso dal debitore ex articolo 95 del codice di procedura civile, ha solo il diritto di ottenere il rimborso delle spese vive (ovverosia le sole spese di spedizione postale, assenti in caso di notificazione a mezzo PEC) consentendo, in questo modo, di eliminare i notevoli costi legati all'intermediazione dell'ufficiale giudiziario, di abbattere le spese vive che il creditore deve anticipare in caso di intermediazione dell'ufficiale giudiziario – legate anche alla necessità di rivolgersi ad agenzie di disbrigo pratiche o ulteriori intermediari stante l'inefficienza ricettiva degli uffici UNEP –, di conseguire economie di scala che abbattano gli elevatissimi costi dell'intermediazione dell'ufficiale giudiziario, che aggravano ulteriormente e ingiustamente la condizione di difficoltà, spesso incolpevole, in cui versano i debitori pignorati. Pur ritenendo opportuno lasciare, per le ragioni anzidette, il pignoramento mobiliare presso il debitore e l'esecuzione per rilascio nella sfera di esclusiva competenza dell'ufficiale giudiziario, occorre precisare quanto segue: