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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 2ª RIUNITE 2ª(Giustizia) 12 PARRINI La seduta inizia alle ore 14,40. SUI LAVORI DELLE COMMISSIONI RIUNITE Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) interviene sui lavori per evidenziare che l'assegnazione del provvedimento alle Commissioni riunite è stata decisa dalla Presidenza del Senato anche sulla base di una richiesta della Commissione giustizia, come risulta anche dal resoconto sommario della seduta del 10 dicembre della 2 a Commissione. Tuttavia, tale circostanza è stata poi negata dai Capigruppo della maggioranza in Commissione giustizia, che hanno rilasciato anche dichiarazioni alla stampa in tal senso. Ritiene opportuno, pertanto, un chiarimento su tale aspetto, prima ancora di iniziare l'esame del provvedimento. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) esprime sorpresa rispetto al contenuto dei comunicati stampa che si sono susseguiti dopo la fine della precedente seduta della commissione giustizia; ripercorre gli eventi e i termini della discussione della precedente seduta nel corso della quale era emersa la necessità di un maggiore coinvolgimento della Commissione giustizia su una serie di provvedimenti discussi ed approvati, sebbene la materia ne implicasse il coinvolgimento, spesso senza passare dalla medesima commissione; ricorda come, in merito alla richiesta di assegnazione in sede congiunta del decreto sicurezza, il presidente Ostellari avesse per due volte, nel corso della seduta, posto la questione senza che nessuno dei commissari presenti avesse avuto nulla da obiettare; ritiene, quindi, molto grave quello che è accaduto perché, a suo dire, accusare un presidente di Commissione di aver asseverato fatti mai accaduti è particolarmente scorretto, oltre che dal punto di vista giuridico, anche dal punto di vista della correttezza istituzionale ed integrerebbe anche gli estremi di una grave lesione del prestigio della presidenza; chiede pertanto ai commissari autori di alcuni comunicati stampa di porgere le proprie scuse nei confronti del Presidente della 2 a Commissione. Il senatore BALBONI ( FdI ) ripercorre lo svolgimento dei fatti della precedente seduta ricordando di aver seguito con attenzione la proposta del presidente Ostellari relativa alla possibilità di procedere ad un esame congiunto del decreto sicurezza; ricorda di aver espresso il proprio parere favorevole insieme alla senatrice Evangelista; precisa come il presidente abbia chiesto per ben due volte se vi fosse il consenso della commissione in merito alla sua proposta e nessun membro della Commissione abbia eccepito nulla nel corso della seduta, salvo poi però esprimersi polemicamente attraverso successivi comunicati stampa. Esprime sorpresa per il fatto che, a suo dire, sarebbe la prima volta che un capogruppo della Commissione si dolga non della sottrazione di una competenza alla commissione medesima, ma della sua attribuzione; ricorda al capogruppo del Partito democratico che, se non fosse stato d'accordo con la proposta del presidente Ostellari, avrebbe dovuto segnalarlo immediatamente, nel corso della seduta medesima. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) sottolinea che la questione sollevata riguarda soltanto la Commissione giustizia. Sollecita quindi l'inizio dell'esame del provvedimento in titolo. La senatrice EVANGELISTA ( M5S ) concorda con la senatrice De Petris, tuttavia ritiene di dover precisare la propria versione dei fatti confermando che il presidente Ostellari, aveva avanzato in termini chiari la proposta della trattazione in sede riunita del decreto sicurezza, ricordando che in quel frangente, partecipando attivamente alla discussione, aveva insistito affinché venisse richiesta una deroga alla disciplina vigente che impone solo la trattazione degli affari connessi all'emergenza sanitaria COVID, affinché si potesse anche discutere il disegno di legge sulla magistratura onoraria di cui la medesima è relatrice. Ribadisce come nessuno abbia contraddetto la proposta del presidente Ostellari; conferma la veridicità di quanto attestato nel verbale e fa altresì presente come, terminata la seduta, nessuno abbia avvicinato il Presidente per contestare quanto accaduto nel corso della seduta medesima. Ricorda, infine, il valore legale probatorio del processo verbale. IN SEDE REFERENTE 2040 (d-l 130/2020 - Immigrazione e sicurezza) DDL 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Esame e rinvio) La senatrice VALENTE ( PD ), relatrice per la Commissione affari costituzionali, illustra il decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante misure urgenti in materia di immigrazione e sicurezza, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, soffermandosi sulle parti di competenza della 1 a Commissione, ovvero sugli articoli da 1 a 5 (nonché da 14 a 16) che costituiscono la parte più consistente del provvedimento. Segnala, tuttavia, che profili di competenza della 1 a Commissione si rinvengono anche negli articoli 11 e 12. L'articolo 1 reca disposizioni in materia di permesso di soggiorno e controlli di frontiera. Il comma 1 apporta alcune modifiche al testo unico dell'immigrazione, di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998. In particolare, la lettera 0a) , introdotta nel corso dell'esame alla Camera, interviene sulle previsioni relative al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che stabilisce annualmente i flussi di ingresso di stranieri non appartenenti all'Unione europea per motivi di lavoro. In particolare, si prevede che, in caso di mancata pubblicazione del decreto di programmazione annuale, il Presidente del Consiglio dei ministri possa provvedere in via transitoria, con proprio decreto. Al riguardo sono soppressi il termine del 30 novembre di ciascun anno e il limite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato. La lettera a) concerne il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno. In particolare, si novella l'articolo 5 del testo unico dell'immigrazione prevedendo, a seguito di una modifica apportata dalla Camera, che possano soggiornare nel territorio dello Stato (per non più di 150 giorni) gli studenti di filiazioni universitarie straniere che siano entrati regolarmente nel territorio dello Stato italiano e che siano in possesso del visto per studio, nonché della relativa dichiarazione di presenza. Si stabilisce inoltre che il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno non possano essere adottati quando ricorrano seri motivi derivanti dal rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato. La lettera b) dispone la convertibilità in permessi di soggiorno per motivi di lavoro, di una serie di permessi di soggiorno, fra i quali un intervento emendativo della Camera ha ricompreso anche quelli per cure mediche dovute a gravi condizioni psico-fisiche o gravi patologie.