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Capisco che saranno impegnati nei negoziati con l'Europa, mi auguro in maniera più proficua di quanto non sia avvenuto finora, ma almeno uno dei due poteva essere qui ad ascoltarci, per una forma di rispetto nei confronti del Parlamento che ci è stata tante volte promessa e mai mantenuta. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Dicevo che noi abbiamo chiesto, molto concretamente, che arrivassero subito i fondi alle famiglie, agli autonomi, ai professionisti, alle partite IVA, ai lavoratori dell'agricoltura, ai co.co.co. ; questo provvedimento li prevede, ma, signori, siamo al 9 aprile. Il 27 del mese scorso era giorno di paga e ancora nulla si è visto. Colleghi, abbiamo parlato tanto del sito INPS: io mi auguro che sia in salute, per poter raccogliere le richieste dei cassaintegrati e di quegli autonomi che non si possono permettere di arrivare a metà maggio per soddisfare le loro legittimissime aspettative. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Si tratta di 600 poveri euro, che noi abbiamo chiesto di alzare a 1.000 per una questione di dignità del lavoro, signor Presidente, colleghi, quando per due anni i percettori del reddito di cittadinanza hanno preso 780 senza alcun dovere. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI) . Abbiamo chiesto - delitto! - che chi prende ancora adesso il reddito di cittadinanza, a differenza di quelli che dovrebbero avere l'indennità e non ce l'hanno, si mette a disposizione dell'emergenza. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI) . Lo abbiamo chiesto con un emendamento, per lavorare nei servizi socio-assistenziali, per dare servizi alle persone, per lavorare nell'agricoltura, per evitare - come ci dice la catena della distribuzione agroalimentare - che prima o poi gli scaffali si svuotino, perché c'è tanto bisogno di lavoratori nei campi, ma non c'è nessuno. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Abbiamo chiesto i voucher per questo e ci avete detto di no. Superate gli steccati ideologici del decreto dignità; non è una condizione di normalità quella che stiamo vivendo. Aiutateci ad aiutarvi, ascoltateci. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Tante cose avremmo da dire. La scadenza delle tasse deve essere rimandata: accogliete nel prossimo provvedimento il nostro emendamento. Non potete tra due mesi far pagare le tasse agli italiani, dovete lasciarli in pace. Non potete far pagare l'Imu sugli immobili dedicati ad attività produttive che sono chiusi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non potete continuare a negare l'esigenza di una cedolare secca almeno al 10 per cento per quei negozi che rimangono chiusi per crisi, perché lo Stato costringe la gente a non lavorare. Non potete negare un fondo al turismo, all'indotto, agli esercizi al pubblico e a tutti quegli esercizi che, per necessità di garantire il distanziamento sociale, non possono riaprire e stanno soffrendo. Dovete farlo, avete l'obbligo di farlo. Tutti gli altri Paesi lo stanno facendo. Passo velocemente al cosiddetto decreto liquidità. Noi ci siamo detti: questa volta sul provvedimento cura Italia è andata così. Ci avete detto che ci sono pochi soldi, "bambole non c'è una lira", ma sul decreto liquidità abbiamo pensato: questa volta sì che ci coinvolgeranno perché ci hanno detto che vogliono collaborare con noi. Sul decreto liquidità, colleghi, noi non abbiamo ancora capito quanto danaro sarà messo a disposizione, né quanto ne sarà erogato agli imprenditori, con quali modalità e per quanto tempo. Dove è finita la famosa burocrazia zero di cui parla sempre il Presidente del Consiglio in ogni diretta televisiva? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Con quali interessi? Non è casuale per un imprenditore sapere quanto avrà e come, con quale burocrazia, con quali indagini bancarie e quali indagini della SACE. È inutile, colleghi, che continuiate a fare una competizione, devo dire poco nobile, tra i Ministeri per capire chi gestisce meglio questi fondi, così contribuendo ad allungare i tempi con cui le imprese devono ricevere i loro giusti sussidi. Signor Presidente, ho quasi concluso (ma ho visto che i colleghi, per fortuna, hanno avuto agio di parlare molto di più, quindi chiederei la par condicio anche in questo caso). Vi faccio un esempio. Ho parlato dell'Inghilterra e della Germania, vorrei parlare della Francia. Un nostro imprenditore, leader di un grande settore manifatturiero, ha multilocalizzato. Gli è arrivata una lettera al suo stabilimento, vicino a Parigi, in cu era scritto: caro imprenditore, questo è il tuo codice PIN che puoi andare a presentare in banca per avere accesso a un prestito straordinario garantito dallo Stato nella misura del 25 per cento del tuo fatturato dell'anno precedente (salvo tu non sia coinvolto in una procedura di insolvenza). Perché non possiamo fare così anche noi? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Perché non possiamo fare così anche noi? È facilissimo. Noi continuiamo a non privilegiare le soluzioni facili e a favorire il famoso ufficio complicazione affari semplici. Allora, cerchiamo di fare di una lunga storia qualcosa di breve, perché sappiamo che tutto si tiene e che questo provvedimento non sarà necessario, né sufficiente come la cassa integrazione. La cassa integrazione è necessaria: prima di tutto è necessario darla, perché al momento nessuno ha visto niente e temiamo che fino a maggio sarà molto difficile vedere qualcosa. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ma, poi, sono l'impresa e il lavoro che vanno tutelati. Ugualmente, per noi alle parole devono seguire immediatamente i fatti, perché non c'è tempo. È inutile buttare sempre la palla in tribuna dicendo: interessante questo emendamento, ve lo bocciamo perché lo mettiamo nel prossimo provvedimento. E così si dice di quello successivo. L'Italia non può aspettare, il virus corre velocissimo e la fase 2 deve essere programmata, perché il futuro è adesso. Noi diciamo no, signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, a questo decreto-legge, perché va nella direzione sbagliata. Per aiutare il nostro Paese - ce lo ha detto anche oggi il nostro presidente Berlusconi - dobbiamo avere la forza di sostenere le nostre proposte nell'interesse del Paese e il coraggio della verità. (Commenti dal Gruppo M5S. Richiami del Presidente). Se fossero d'accordo con me comincerei a preoccuparmi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Lo dobbiamo alle persone che se ne sono andate nel dolore e nella solitudine. Lo dobbiamo alle loro famiglie, cui dobbiamo rispetto, che stanno soffrendo; lo dobbiamo a tutte quelle centinaia di migliaia di persone che continuiamo a evocare ma che dobbiamo anche aiutare, che stanno lavorando con un coraggio straordinario per farci uscire il più velocemente possibile dall'incubo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. Senatrice Bernini, la invito a concludere.