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già a tali provvedimenti votai contro e a maggior ragione oggi ritengo sproporzionata la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre che il Governo vi farà approvare non per la sussistenza di una reale necessità, bensì per proseguire a tacitare qualsiasi opposizione democratica nel Paese. A due anni dalla comparsa del virus, la conoscenza dello stesso è oggi approfondita tanto che sono stati realizzati e inoculati vaccini che - per quanto ancora soggetti a studi - prevengono le peggiori conseguenze della malattia e sono in via di autorizzazione le cure già attualmente utilizzate con successo da molti medici su tutto il territorio nazionale; sul fronte del contagio, l'incidenza dei nuovi casi è in discesa ed è attualmente vicina alla soglia dei 50 casi su 100.000 abitanti (soglia che consentirebbe il controllo della trasmissione basato sul contenimento tramite identificazione e tracciamento dei contatti); gli ospedali hanno cessato da mesi di versare in situazione di stress, tanto che attualmente le terapie intensive sono vuote per oltre il 94 per cento e i posti in area non critica sono disponibili al 93 per cento; la letalità del virus, infine, è scesa per tutte le fasce di età e risulta addirittura inferiore allo 0,01 fino ai diciannove anni e allo O,… fino ai 59 anni. Nonostante tali riscontri oggettivi dimostrino che la situazione sanitaria, pur da mantenere sotto stretto controllo, non sia tale da richiedere drastiche misure emergenziali, voi oggi voterete acriticamente la proroga dello stato di emergenza imposta dal Governo e contestualmente avvallerete l'introduzione di pesantissime ed ingiustificate discriminazioni tra cittadini vaccinati e non. Come noto l'articolo 3 del decreto in conversione modifica le finalità e gli ambiti di applicazione della certificazione verde imponendo ai non vaccinati di sottoporsi a continui tamponi per non incappare in limitazioni ai propri diritti costituzionalmente garantiti in ambito lavorativo, sociale e culturale, trattamento differenziato introdotto, fortemente discriminatorio per i non vaccinati, risulterebbe coerente con le dichiarate finalità di contenimento del contagio solo qualora la vaccinazione impedisse la trasmissione del virus o la riduzione delle probabilità di trasmissione fosse quantificata con ragionevole certezza e ritenuta dal legislatore sufficiente a controbilanciare in termini di vantaggi collettivi le lesioni dei diritti imposte ai non vaccinati. Ad oggi, invece, è da escludersi la capacità del vaccino di interrompere i contagi ed è incerta la quantificazione dell'effettiva capacità di ridurli, ln relazione a tale efficacia del vaccino, le stime divulgate nell'ultimo report ISS del 10 settembre risultano particolarmente inaffidabili per almeno tre ordini di motivi: 1) L'analisi compiuta prende in esame il numero di diagnosi positive al Covid-19 in relazione al numero assoluto di vaccinati e non vaccinati senza esaminare l'enorme differenza dei tamponi effettuati dai non vaccinati rispetto ai vaccinati; il differente numero di tamponi effettuato dalle due platee di soggetti ha un'influenza dirimente al fine del calcolo dell'incidenza dei casi positivi tra vaccinati e non, poiché il maggior numero di positivi asintomatici (che risultano circa il 60 per cento del totale) tra i non vaccinati può essere conseguenza proprio dei maggiori controlli a cui tali soggetti devono sottoporsi per ottenere il green pass in scadenza ogni 48 ore dall'effettuazione del tampone. Pertanto, per valutare correttamente l'incidenza dei positivi tra i vaccinati e i non vaccinati, è evidente che il rapporto andrebbe calcolato sulla base del medesimo numero di tamponi effettuati in entrambe le platee; 2) La stima dell'efficacia è effettuata sulla base di una media che tiene conto dei casi positivi a partire da aprile 2021; il periodo preso in esame è altamente irrazionale, poiché l'ISS stessa riconosce che l'efficacia dei vaccini si è ridotta in relazione alla variante Delta, che è divenuta predominante in Italia solo da luglio 2021. La stima dell'attuale capacità dei vaccini di impedire il contagio, su cui basare le fondamenta scientifiche del green pass , dunque, avrebbero dovuto escludere il periodo aprile-giugno e prendere in esame esclusivamente il periodo luglio-agosto di predominanza dell'attuale variante; 3) vengono conteggiati tra i non vaccinati i casi di diagnosi effettuati entro i 14 giorni dalla prima dose, pur non essendovi certezza in merito ai tempi di sviluppo degli anticorpi e di incubazione del virus; in presenza di tali incertezze, sarebbe risultato corretto espungere dal calcolo tali casi, non conteggiandoli né tra i non vaccinati né tra i vaccinati con prima dose. Le criticità presenti nel citato elaborato dell'ISS sono idonee a sovrastimare in misura significativa l'attuale capacità del vaccino di impedire la trasmissione dei contagi e sono di evidenza tale da ingenerare il dubbio che l'elaborato stesso risponda allo scopo politico di comprovare l'efficacia del vaccino piuttosto che a fornire oggettive indicazioni scientifiche idonee ad effettuare l'imparziale valutazione di efficacia. Che i reali obiettivi del green pass non risiedano nel tentativo di contenere il contagio e che tale misura non riposi su evidenze scientifiche bensì su interessi di altra natura, è ulteriormente dimostrato dalla bocciatura degli emendamenti volti a consentire la disponibilità del certificato sulla base dei test anticorpali attualmente disponibili; è, infatti, la presenza di anticorpi e non il burocratico accertamento di essersi sottoposti al vaccino a garantire che un soggetto possa avere meno probabilità di infettare gli altri. In ogni caso, nonostante l'accertamento della effettiva maggior probabilità dei non vaccinati di propagare il virus fosse centrale ed indispensabile ai fini della valutazione dell'efficacia e della proporzionalità del green pass , al Parlamento non è stato consentito alcun approfondimento scientifico (tant'è che alle criticità che ho pocanzi accennato nessuno, neppure in Commissione, ha saputo replicare) e, qui in Senato, persino il dibattito è stato strozzato mediante l'ormai consueto abuso del voto di fiducia. All'assenza di un reale e libero apporto del Parlamento (che invece avrebbe potuto dibattere ed approfondire un tema così delicato durante tutto il mese di agosto), si è affiancata un'opaca gestione dei dati da parte del Governo, del CTS e dell'ISS, una propaganda mediatica martellante e una divulgazione scientifica parziale ed inquinata da dichiarati conflitti di interesse; tutto ciò sta provocando aspre contestazioni e una spaccatura della società senza precedenti nella storia repubblicana del Paese. Il clima di emergenza perenne, di paura e di odio creato ad arte mi induce a ritenere che le motivazioni sottostanti al provvedimento oggi in discussione non siano quelle dichiarate, ma rispondano a logiche di riduzione degli spazi democratici, di accentramento del potere e di perseguimento di interessi economici anche in chiave geopolitica, ben più che a reali esigenze sanitarie. Per questi motivi, ritengo che lei Presidente e voi, colleghi senatori, vi stiate rendendo personalmente complici della pericolosa deriva antidemocratica imboccata da questa Governo e per questo consegno questo mio intervento affinché resti formalmente agli atti la mia ferma contrarietà al provvedimento oggi in votazione.