[ddlpres]

L'organico previsto ammonta, in tutto, a 600 magistrati tributari e il fabbisogno per la loro remunerazione iniziale, ai sensi dell'articolo 13, va calcolato tenendo conto di quanto previsto all'articolo 35 che dispone, in sede di riassorbimento dei giudici delle attuali commissioni tributarie, una graduazione di stipendio che va, per i tribunali tributari, dalla retribuzione del magistrato ordinario di prima nomina al momento del conferimento delle funzioni giurisdizionali (euro 37.082,50) a quella del magistrato con riconoscimento della terza valutazione di professionalità (euro 81.564,28), mentre per le corti di appello tributarie oscilla dalla retribuzione del magistrato ordinario con riconoscimento della prima valutazione di professionalità (euro 53.690,03) a quella del magistrato con riconoscimento della quinta valutazione di professionalità (euro 104.758,66), oltre all'indennità speciale annua ( ex articolo 3 della legge 19 febbraio 1981, n. 27), per un complessivo costo annuo di euro 29.061.690. Alla remunerazione dei magistrati deve aggiungersi il compenso lordo per i provvedimenti depositati dai magistrati tributari onorari; esso può allo stato definirsi con riferimento al compenso iniziale per ogni loro provvedimento, stabilito dall'articolo 35, moltiplicato per il numero di provvedimenti depositato nelle commissioni tributarie provinciali nell'anno 2017 (secondo i dati della relazione annuale della Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze), esposto nella tabella che segue, che va sommato al totale annuo per la parte fissa del compenso, pari a euro 1.872.000 (euro 400 per 390 magistrati tributari onorari per dodici mesi): Anno 2017: totale dei decreti/ordinanze di sospensione o definitori depositati: n. 78.175; per euro 20 cadauno: totale annuo euro 1.563.500; totale degli atti di reclamo o mediazione portati in udienza (ipotizzando che la percentuale di quelli non definiti con l'ufficio impositore possa determinarsi nel 60 per cento di quelli totali presentati) = n. 53.334; per euro 20 cadauno: totale annuo euro 1.066.680; totale delle sentenze depositate relative a ricorsi di valore inferiore a 3000 euro, a ricorsi per ottemperanza e a controversie catastali = n. 72.264; per euro 100 cadauno: totale annuo euro 7.226.400; totale dei compensi annui, fissi e variabili, dei magistrati tributari onorari = euro 11.728.580. Il costo annuo iniziale complessivo per il pagamento delle remunerazioni dei magistrati tributari e dei magistrati tributari onorari ammonta a euro 40.790.270. Per i primi quattro anni, al costo sopra definito va aggiunta la quota annua corrispondente ai compensi dovuti ai giudici delle cessate commissioni tributarie assegnati alla definizione dei ricorsi pendenti, pari ad euro 8.662.608, importo ottenuto moltiplicando il numero dei ricorsi pendenti al 31 dicembre 2018, attualizzato al 2019, per l'importo di euro 100 per ciascun ricorso definito, attualmente stabilito dal decreto in vigore e che continua a valere limitatamente a tali giudici. In ragione di quanto esposto, il totale annuo da finanziare, per i primi quattro anni, ammonta a euro 49.452.878. La somma destinata alla definizione dei ricorsi pendenti, dopo i quattro anni fissati per il loro esaurimento, potrà essere destinata, come previsto, anche a compensare il maggior costo delle remunerazioni connesso agli avanzamenti economici quadriennali dei magistrati tributari. Considerato che il costo attuale della giustizia tributaria è di circa 42 milioni di euro annui per i compensi, fissi e variabili, dei giudici e che a esso va ad aggiungersi l'importo di circa 24 milioni di euro derivante dalla quota parte delle maggiori somme incassate per il contributo unificato relativo al processo tributario, attualmente assegnata all'incremento della parte variabile dei compensi, dall'attuazione della riforma recata dal presente disegno di legge deriverebbe un'economia di spesa pari a euro 16.547.000 annui, destinabili a finanziare, almeno per il primo anno, le eventuali spese occorrenti per le nuove sedi dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie. In conclusione, si illustra il contenuto delle tabelle allegate al disegno di legge. Per comprendere i dati in esse riportati, occorre partire dalle tabelle E e F, recanti la definizione dell'organico, premettendo che tutti i dati impiegati per il calcolo sono stati tratti dalle relazioni annuali della Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze. Nelle tabelle E e F, il numero dei magistrati tributari occorrenti è stato calcolato partendo dalla rilevazione del flusso medio dei ricorsi pervenuti nell'ultimo quinquennio, utile a determinare il carico di lavoro medio annuo che il corpo giudicante è chiamato a smaltire. Si è tenuto conto, in particolare: di una base di calcolo di dieci mesi, al netto delle festività e delle ferie; della percentuale di ricorsi che viene destinata ai magistrati tributari onorari, limitatamente ai tribunali tributari; dell'eventuale tendenza percentuale alla diminuzione del flusso di nuovi procedimenti; del numero medio di ricorsi trattati in un'udienza, rapportato alla maggiore produttività discendente dalla nuova tipologia del rapporto esclusivo di lavoro (fissato in 21 per sezione per i tribunali tributari e in 24 per sezione per le corti di appello tributarie, atteso che esse decidono anche sui ricorsi contro le sentenze dei magistrati tributari onorari); del numero di udienze annuali che ogni sezione deve tenere, stabilito in 80 udienze. Sono stati dapprima calcolati, per ogni sede delle attuali commissioni tributarie, il numero di udienze necessario a smaltire il carico annuo di ricorsi in entrata e, successivamente, il numero di sezioni da ciò derivante. Moltiplicando per sei il numero delle sezioni così determinato, si è ottenuto il numero di magistrati tributari occorrente. Il calcolo dei magistrati tributari onorari è stato eseguito con lo stesso metodo, ma utilizzando come parametro del numero di ricorsi mediamente trattabili in udienza il valore di 30 per sezione, tenuto conto della tipologia delle cause assegnate e dell'intervallo di quindici giorni tra un'udienza e l'altra; difatti il parametro previsto per le udienze di merito è di 20 annue, mentre altre 20 sono dedicate alle udienze di mediazione. Il numero di sezioni ottenuto, moltiplicato per tre, ha definito l'organico dei magistrati tributari onorari. Per formare la tabella A, da queste elaborazioni è stata tratta la definizione degli ambiti distrettuali, accorpando in base al criterio di prossimità geografica le sedi che da sole non raggiungevano il numero minimo di sezioni intere; sono stati così individuati 14 ambiti regionali. Nella tabella B è stato poi analogamente definito il numero delle sezioni di ogni ambito regionale, con la regola di arrotondamento di assicurare l'istituzione di almeno due sezioni per ambito;