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ci sono delle cadute civilistiche e nasceranno aspetti interpretativi, ma ci sarà tempo e modo di occuparsene. Voglio dire con chiarezza che questa non è una legge che sancisce la licenza di uccidere: essa tutela il dovere di non morire per mano di criminali, nel proprio negozio o nella propria casa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È esattamente il contrario: la gente non si metterà a sparare ai passanti dalle finestre, come oggi ho letto ipotizzare da qualcuno sui giornali. Si tratta di non avere il dovere di immolarsi perché un criminale irrompe nella propria casa per depredarla di qualsiasi cosa. Noi siamo convinti del voto favorevole, che accoglie parzialmente le battaglie che abbiamo fatto, che continueremo a fare e che speriamo potranno essere approvate con una maggioranza culturalmente omogenea. Quindi, l'appuntamento è con una maggioranza di centrodestra che faccia la legge fino in fondo a tutela dei cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qualcuno dice che rispetto al nostro voto ci sono delle implicazioni politiche. Guardate che non c'è alcuna implicazione misteriosa: c'è la chiarezza politica. Noi abbiamo detto fin dall'avvio di questa legislatura che avremmo difeso tutti gli argomenti tratti dal programma del centrodestra; peraltro, le proposte di Forza Italia anche qui in Senato sono stampate e documentate. Questo era uno dei princìpi cardine della politica della sicurezza che il centrodestra ha proposto e, quindi, noi siamo lì dove gli elettori ci hanno collocato il 4 marzo del 2018, con una coerenza incrollabile (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi siamo il centrodestra con Berlusconi da venticinque anni. Per qualcuno sono troppi? Noi pensiamo che siano pochi, perché di questi venticinque solo nove li abbiamo vissuti al Governo, mentre gli altri li abbiamo vissuti con Governi di sinistra o di tecnici che hanno rovinato l'Italia. Noi continuiamo in un impegno di centrodestra che tra l'altro quest'anno, da Palermo a Potenza, da Pescara a Cagliari, ha visto prevalere la proposta, le candidature del centrodestra. Capisco che alcuni dell'attuale maggioranza di Governo votino con disagio il disegno di legge in esame, che forse è anche utile perché, signor Presidente, di legittima difesa - ovviamente non armata, ma dialettica, politica e pacifica - ci sarebbe bisogno anche nei confronti di alcuni settori di questo Governo che hanno portato l'Italia alla recessione. Ci vorrebbe davvero una legittima difesa sul piano dell'economia e del lavoro. Noi voteremo a favore, consci della battaglia che abbiamo condotto in questi anni - una battaglia che è politica, giuridica e culturale - per spostare il baricentro del diritto penale non verso il far west , non verso violenze diffuse, ma verso la tutela del cittadino, del commerciante, della famiglia, della casa, affinché anche la magistratura faccia i suoi accertamenti, ma non ritenga di avere di fronte dei criminali, bensì delle vittime che non possono subire il supplizio di un altro processo. Pertanto, la coerenza assoluta di Forza Italia è inattaccabile, perché restiamo sui programmi con cui ci siamo presentati agli elettori alle elezioni politiche, con i quali stiamo continuando a vincere sul territorio con un centrodestra unito; poi, se altri sono collocati altrove, è problema loro. Il nostro è anche un voto a favore di uno dei cardini, dei temi principali del centrodestra: più sicurezza, più tutela per il cittadino, più legittima difesa. Con questa coscienza e con questa coerenza siamo lieti che questo provvedimento sia arrivato al suo passaggio finale: si poteva fare di più, prima e meglio, ma ci accontentiamo in attesa di archiviare un Governo che su altri versanti fa danni all'Italia. E siamo lieti di vedere almeno un pezzo del programma del centrodestra vincere con un voto che Forza Italia esprime con lo spirito di chi ha patrocinato queste tesi per primo, senza dover subire lezioni da nessuno, ma con quella coerenza che è la nostra tipica scelta. Il nostro è quindi un sì alla coerenza. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Salvo D'Acquisto» di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 5-199-234-253-392-412-563-652-B VONO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, onorevoli signori del Governo, il provvedimento su cui si è finora discusso riguarda modifiche in materia di legittima difesa domiciliare ed eccessi colposi e interviene anche relativamente ad alcuni reati contro il patrimonio e sul delitto di violazione di domicilio. È vero che la materia è stata oggetto di modifiche con la legge n. 59 del 2006, che ha introdotto l'ipotesi della legittima difesa domiciliare, ma non è vero che quella riforma possa oggi considerarsi del tutto esaustiva. La legge non è statica e men che meno la dottrina e la giurisprudenza. Per affrontare le esigenze della società che cambia e si evolve continuamente, la legge deve allo stesso modo aggiornarsi sempre a tutela delle garanzie costituzionali nei confronti di ogni cittadino. È innegabile che oggi siano cambiate le condizioni sociali ed è fuor di dubbio che il legislatore non possa accontentarsi di aver riformato una legge nel passato, ma debba necessariamente intervenire per rendere i testi normativi adeguati ai tempi. L'istituto della legittima difesa è collocato normativamente tra le cause di giustificazione del reato e ha la sua ragion d'essere proprio nella necessità di autotutela della persona, quando non è possibile la tutela diretta da parte dell'ordinamento. Pertanto - e lo dico ai colleghi della sinistra - è la stessa normativa che riconosce una speciale deroga, entro determinati limiti, alla prerogativa dello Stato dell'uso della forza. L'articolo 1, di modifica del secondo comma dell'articolo 52 del codice penale, introducendo l'avverbio «sempre» e così affermando che sussiste sempre il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l'offesa, trova finalmente una soluzione ai limiti della liceità della legittima difesa, che la presunzione legale introdotta nel 2006 non era riuscita a superare, eludendo di fatto il principio della presunzione assoluta. Con l'introduzione del quarto comma dell'articolo 52 del codice penale viene sancito il sacrosanto diritto all'autotutela, considerando sempre in stato di legittima difesa chi, di fronte agli atteggiamenti minacciosi posti in essere con l'uso di armi o altri mezzi di coercizione fisica, reagisca prontamente in difesa della propria vita o della propria o altrui incolumità. E questo non significa che non subirà un processo, perché l'azione penale in Italia è obbligatoria, proprio ai sensi della nostra Costituzione. Nel testo, poi, viene considerato il tema dell'abuso della scriminante integrativo alla legittima difesa.