[ddlpres]

L’edificabilità effettiva attribuita dallo strumento urbanistico può essere utilizzata solo nella misura corrispondente alla potenzialità edificatoria riconosciuta dallo strumento urbanistico, eventualmente integrata da quella acquisita ai sensi dei commi precedenti fino a raggiungere l’edificabilità effettiva. Art. 7. (Indennità di espropriazione) 1. Ai fini della determinazione dell’indennità di espropriazione per opere e interventi pubblici, le aree si distinguono in aree a vocazione edificatoria e aree prive di vocazione edificatoria. Art. 8. (Criteri di determinazione dell'indennità di espropriazione) 1. L'indennità di espropriazione di un'area a vocazione edificatoria è determinata in misura pari al valore venale del bene, tenuto conto della sua potenzialità edificatoria. 2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono determinati i criteri valutativi per la determinazione del valore di mercato delle aree a vocazione edificatoria. 3. Per la determinazione delle indennità di esproprio delle aree prive di vocazione edificatorie si applica la disciplina vigente per le aree agricole. Art. 9. (Efficacia dello strumento urbanistico generale. Efficacia dei vincoli urbanistici) 1. Le previsioni dello strumento urbanistico generale hanno efficacia a tempo indeterminato, fatta eccezione per i vincoli preordinati all'espropriazione e per quelli destinati all'inedificabilità assoluta, la cui efficacia è di cinque anni. 2. I vincoli di cui al comma 1 sono reiterabili una volta sola, per un periodo non superiore a cinque anni, con provvedimento di variante specificatamente motivata e con riconoscimento di indennizzo al proprietario dell'area. Art. 10. (Incentivazioni edificatorie per gli interventi di riqualificazione urbana) 1. Nell'ambito di interventi finalizzati alla riqualificazione urbana, il piano urbanistico comunale può prevedere, a fronte di rilevanti benefici pubblici in termini di qualità urbana o ambientale ovvero di maggiori dotazioni di servizi aggiuntivi rispetto a quelli dovuti e coerenti con gli obiettivi fissati, forme di incentivazione urbanistica consistenti nel riconoscimento, nell'ambito dei limiti fissati dal piano urbanistico generale, di potenzialità edificatoria aggiuntiva rispetto a quella già attribuita dal piano urbanistico all'area di pertinenza ovvero nella riduzione del contributo di costruzione. 2. La potenzialità edificatoria aggiuntiva è graduata in funzione del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 1 e può essere esercitata anche al di fuori dell'ambito interessato. Art. 11. (Attribuzione di potenzialità edificatoria in luogo dell'indennità di espropriazione) 1. Nelle ipotesi di aree assoggettate a vincoli di destinazione pubblica, in alternativa all'espropriazione il proprietario interessato, a fronte della loro cessione gratuita al comune, può chiedere l'attribuzione, nell'ambito dei limiti fissati dal piano urbanistico generale, di potenzialità edificatoria da trasferire su altra area a vocazione edificatoria ovvero la permuta dell'area con altra nella disponibilità del comune salvi gli eventuali conguagli. 2. Il trasferimento della potenzialità edificatoria su altra area a vocazione edificatoria è ammesso altresì per incentivare operazioni di demolizione al fine di liberare aree per rilocalizzare attività ubicate in sede impropria ovvero a seguito di varianti che riducano la volumetria edificabile.