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La mia previsione e il mio auspicio è che possa essere portata all'esame del Consiglio dei ministri entro qualche settimana, in modo da dare al Parlamento e alle Commissioni parlamentari competenti tutto il tempo necessario per un adeguato lavoro di esame. Ringrazio tutti quelli che vi hanno lavorato, perché l'impresa - come ha descritto lei - è davvero titanica. Quanto allo stanziamento delle coperture, visto che ha fatto un accenno anche alle risorse, la legge delega prevede che non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza e che la riforma debba avvenire con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Tuttavia, a seguito di un approfondimento con la nostra amministrazione, abbiamo verificato che non sarà sufficiente spostare i magistrati che attualmente si occupano di famiglia nelle varie sezioni presso questo nuovo tribunale per le persone, perché in quell'ambito svolgono anche altri compiti, mentre qui saranno dedicati soltanto alla famiglia e alle persone. Quindi occorrerà un ampliamento della pianta organica. Inoltre ricordo che, al momento dell'approvazione finale della legge delega, un ordine del giorno, tra l'altro sostenuto da un grande spettro di forze politiche di maggioranza e anche di opposizione, ha chiesto la collegialità in primo grado in questo nuovo tribunale della famiglia, tra l'altro recependo un orientamento che avevo concordato con i presidenti dei tribunali, che avevo convocato appositamente. In sintesi, occorreranno nuove risorse; per quello che è nelle mie facoltà, mi impegnerò a chiedere che siano assicurate adeguate risorse già con la prossima legge di bilancio. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice D'Angelo, per due minuti. D'ANGELO (M5S) . Signor Ministro, mi ritengo soddisfatta della risposta, in particolar modo per la consapevolezza del fatto che comunque il percorso è complesso e che quindi deve essere portato a conoscenza del Parlamento in tempi adeguati, perché possa svolgere il compito assegnatogli. Mi fa anche piacere il fatto che, a discapito della copertura zero prevista dalla legge, ci si è resi conto che in effetti bisogna allocare nuove risorse finanziarie, perché con l'organico e i mezzi esistenti non si riuscirebbe a completare e rendere operativa questa riforma, che è importante, ma necessita anche di ulteriore organico e quindi di spese e di costi che devono essere coperti. PRESIDENTE . Il senatore Balboni ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03439 sul recente incremento degli arrivi di immigrati irregolari, per tre minuti. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, consentitemi di dire che se il Regolamento lo avesse permesso, avrei voluto interrogare il Ministro della giustizia sulla scandalosa decisione intervenuta ieri in Francia, in ordine alla mancata concessione dell'estradizione di 10 pericolosi terroristi, comunisti e assassini. Tuttavia i tempi non lo hanno consentito e quindi mi riporto all'interrogazione che avevo depositato, indirizzata al Ministro dell'interno, in ordine al numero veramente incredibile di sbarchi che stiamo registrando quotidianamente sulle nostre coste. Il Ministro, negli ultimi giorni, ha autorizzato l'attracco di ben cinque diverse navi, per un totale di circa 1.000 immigrati clandestini, che sono quindi stati autorizzati a sbarcare nei nostri porti. I dati parlano da soli: alla stessa data del 2019 gli sbarchi si attestavano a 2.144 immigrati arrivati illegalmente, nel 2020 questo numero si attestava a 6.614, nel 2021 siamo arrivati a 19.749 e oggi, signora Ministro, siamo a 26.652. Sono numeri veramente impressionanti, che tra l'altro non sono nemmeno completi, perché come sappiamo non vengono registrati gli sbarchi fantasma, che nessuno è in grado di quantificare esattamente. Sono numeri che da soli dimostrano come sia stato estremamente sbagliato smantellare, proprio per sua volontà, signora Ministro, i cosiddetti decreti sicurezza, che pure nel 2019 e nel 2020 avevano ottenuto i risultati che ho richiamato. Lei ha voluto istituire un sistema a maglie larghe e questo è l'effetto. Come se non bastasse, signora Ministro, pochi giorni fa ha fatto delle affermazioni, senza forse rendersi conto di quanto possano contribuire ad alimentare il business dell'immigrazione. Per sintetizzare con una frase molto efficace che ha usato Daniele Capezzone su «La Verità» di qualche giorno fa, lei ha sviluppato una teoria, secondo la quale la soluzione sarebbe "più immigrati, più cooperative", ovvero esattamente il contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno: mi riferisco, signora Ministra, alle sue dichiarazioni all'assemblea di Confcooperative. PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, innanzitutto vorrei precisare una questione: nel cruscotto del Ministero dell'interno vengono indicati tutti gli sbarchi, anche quelli autonomi, quindi non ce ne sono altri rispetto a quelli indicati nel cruscotto. Questa è una regola che abbiamo da sempre, anche negli anni scorsi. Sul piano nazionale ed europeo, per un'efficace rideterminazione delle politiche di gestione dei flussi migratori, ho più volte segnalato e messo in evidenza che la pressione migratoria deriva da un insieme di cause, quali innanzitutto la fragilità politica e istituzionale e la debolezza economica dei Paesi di origine e di transito dei flussi. A ciò si aggiungono possibili effetti della crisi alimentare dovuta alla carenza di grano e di sementi conseguente al prolungarsi del conflitto russo ucraino, che indebolisce ulteriormente i sistemi socio economici di quei Paesi. Tale situazione fa sì che la risposta all'immigrazione irregolare non possa prescindere da una concertata azione europea. In questo senso lo scorso 10 giugno, in occasione del Consiglio giustizia e affari interni dell'Unione europea, svoltosi a Lussemburgo, è stato approvato un pacchetto attuativo della prima fase dell'approccio graduale in materia di immigrazione e asilo, comprendente un meccanismo di solidarietà per aiutare gli Stati membri di primo ingresso e due regolamenti per rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell'Unione europea. Oltre all'Italia hanno aderito all'accordo 18 Stati membri dell'Unione europea, tre Stati associati. L'intesa costituisce un avanzamento concreto di rilevanza strategica verso una politica europea di gestione condivisa dei flussi migratori equilibrata ed ispirata ai principi di solidarietà e responsabilità che da sempre rappresentano gli assi portanti della posizione italiana in materia di governance migratoria a livello europeo. È anche importante precisare che l'accordo favorisce principalmente gli Stati membri che devono affrontare gli sbarchi a seguito di operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e lungo la rotta atlantica occidentale e si fonda sull'assicurazione di offerte di quote adeguate di ricollocazione. A tal proposito informo che sul piano tecnico sono state già avviate le piattaforme operative per la più rapida attuazione della relocation .