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finalmente, con il generale Figliuolo, è stato messo in atto un piano vaccinale, che prima non c'era, dando veramente un taglio a quanto era successo l'anno scorso. Ciò che voglio sottolineare è che noi abbiamo bisogno di implementare il piano delle vaccinazioni. Abbiamo bisogno di riaprire le nostre attività e di immettere liquidità per fare investimenti. Queste saranno le ricette che ci daranno la garanzia di poter rimettere in moto l'economia e il nostro sistema. Credo che con il decreto in esame abbiamo dato un bel segnale, perché ci siamo innestati in tale logica. Sono convinta che finalmente porteremo a casa un risultato con questo che sarà il primo di tanti provvedimenti. E vorrà essere anche una denotazione del Governo Draghi, che finalmente ha ascoltato il Parlamento, ponendosi in una logica diversa per cercare di dare risposte in una situazione che riteniamo veramente drammatica e preoccupante, e insieme, con lo stesso spirito di collaborazione che ha visto unita questa maggioranza, potremo cominciare a dare qualche segnale di ripartenza. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Manca. MANCA, relatore . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, penso che la discussione generale abbia consentito a noi tutti di trovare ambiti di riflessione che vanno molto al di là del decreto in conversione. Come avevamo detto nelle relazioni di presentazione del provvedimento, il nostro lavoro si è concentrato non solo a definire le misure utili per la conversione, ma anche e soprattutto a indicare al Governo gli indirizzi fondamentali per la definizione del nuovo decreto sostegni- bis . Tuttavia, colleghi, parto da un primo dato che vorrei chiarire almeno tra di noi: non credo sia utile al Paese introdurre la polemica sul coprifuoco. Questo decreto ha destinato oltre 5 miliardi al Sistema sanitario del nostro Paese; oltre 2,8 miliardi per l'acquisizione dei vaccini e sappiamo tutti qui dentro - non c'è nessuno che non lo sa - che la velocizzazione delle vaccinazioni rappresenta la prima misura economica per uscire dalle limitazioni individuali ed economiche che ovviamente la pandemia ha imposto al nostro Paese. Non c'è nessuno che non vuole superare dunque il coprifuoco. Dobbiamo però tener conto che dobbiamo lavorare con grande attenzione per aprire le attività in sicurezza, perché il nostro obiettivo è aprire, e non richiudere tra pochi mesi. Il nostro obiettivo è liberare il Paese in sicurezza e penso che tutto questo, di fronte allo sforzo più grande che il Governo sta sostenendo insieme alle Regioni, vale a dire la velocizzazione del piano vaccinale, non possa consentirci di aprire polemiche assurde per dare l'idea che ci sia una contrapposizione tra chi vuole liberare il Paese dalle limitazioni e chi, invece, vuole costringere il Paese nelle limitazioni. È un dibattito assurdo e inspiegabile perché, se velocizzeremo il piano di vaccinazione come stiamo facendo, raggiungendo 500.000 vaccinazioni giornaliere - sono diverse dalle 100.000 che facevamo pochi settimane o pochi mesi fa - riusciremo ad arrivare, acquisendo i vaccini, (ci sono 2,8 miliardi destinati) a un'immunità di gregge che ci metterà nelle condizioni di uscire in sicurezza dalle limitazioni. L'ambizione di questo Paese deve essere però più grande, colleghi. Credo che sia molto importante sottolineare qui che sono state individuate alcune risorse anche per portare l'Italia all'interno delle produzioni vaccinali. Il nostro Paese deve avere l'obiettivo di proteggere i cittadini da future varianti e anche da future pandemie. E, per fare questo, abbiamo bisogno - come abbiamo indicato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza - del primo e più importante investimento sulla dimensione territoriale del sistema sociale e sanitario. Abbiamo visto, infatti, quanto sia difficile curare le persone all'interno di fenomeni pandemici e non possiamo non tener conto di questa situazione. L'esperienza pandemica ci porta a ritenere l'investimento nella dimensione territoriale la primaria operazione da fare per mettere in sicurezza l'Italia. Altro che polemiche da coprifuoco! Lavoriamo insieme da subito per progettare un nuovo sistema sociale e territoriale che si prenda cura e torni a restituire centralità alla medicina di base e territoriale, che è uscita dal radar dell'alta specializzazione dei grandi ospedali e dei grandi luoghi di ricerca. Non voglio mettere in contrapposizione la ricerca dei grandi ospedali, ma abbiamo visto che, senza una medicina territoriale più forte; senza una medicina telematica che porti a casa delle persone le cure necessarie; senza una medicina di base nuovamente centrale, non riusciremo a proteggere il Paese da future varianti pandemiche. Lo dico perché trovo sbagliato, anche da parte di Fratelli d'Italia, continuare a insistere su questa polemica perdendo di vista l'obiettivo cruciale che il Paese deve avere, e cioè garantire una sicurezza fondamentale alle famiglie e alle imprese anche di fronte al probabile arrivo di nuove ondate di nuove varianti e anche di nuove pandemie. Questa deve essere la sfida di un grande Paese, che ha uno dei sistemi sanitari universali più forti in Europa e nel mondo. Credo che dobbiamo partire da questo ragionamento perché da qui si capisce il giusto investimento che abbiamo fatto sull'architrave del nostro Paese. Le piccole e medie imprese sono l'architrave del nostro Paese. Chiunque legge l'economia italiana sa che la piccola e media impresa è l'asse portante della nostra economia. Era doveroso un intervento sui costi fissi. Abbiamo introdotto elementi di novità rispetto al passato: abbiamo superato i codici Ateco; tutti insieme e senza litigi politici abbiamo destinato risorse fondamentali per aiutare le piccole e medie imprese. Sono centinaia di migliaia le attività che giustamente oggi hanno uno Stato più vicino. Abbiamo tolto di mezzo incrostazioni e attriti che potevano anche generare conflitti sociali e mettere in difficoltà il sistema dell'ordine pubblico e della sicurezza del Paese. Aver destinato oltre 430 milioni di euro alla riduzione dei costi fissi è stata una scelta politica giusta che non ha colore e rappresenta la maggioranza che sostiene questo Governo. Ha determinato anche l'indirizzo per ulteriori risorse sulla liquidità delle imprese necessarie nel prossimo decreto. Allo stesso modo, gli indirizzi che abbiamo definito affrontano - il collega Comencini lo ha ricordato prima - anche il tema del come risolvere il problema delle fragilità, che vivono nella dimensione territoriale. La crisi pandemica ha aperto nuovi squilibri e ampliato la forbice tra chi non ce la fa e chi ce la fa. Abbiamo un tema di fragilità sociale nella dimensione territoriale molto ampio, al quale si connettono tutte le questioni alle quali abbiamo cercato di dare una prima risposta, compreso il tema difficile gli sfratti. Non è una sconfitta: è un primo tentativo per dare una risposta, che però non può non avere al suo fianco anche la dimensione sociale della portata della sfida. C'è, infatti, chi lo sfratto lo subisce dentro dinamiche di povertà acquisite all'interno della fase pandemica e c'è chi lo sfratto lo ha acquisito perché già prima non voleva pagare il canone e, quindi, ci sono dinamiche sociali molto delicate anche all'interno degli sfratti. Abbiamo cercato di dare in fretta una prima risposta difficile, ma la maggioranza si è misurata. Abbiamo fatto un primo confronto e credo che ciò costituisca comunque un patrimonio positivo.