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32 (Modifica all'articolo 25- bis .1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 All'articolo 25- bis .1, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, le parole: «516, 517, 517- ter e 517- quater » sono soppresse. 33 (Introduzione dell'articolo 25- bis .2 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 Dopo l'articolo 25- bis .1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: «Art. 25- bis .2. - (Delle frodi in commercio di prodotti alimentari) . – 1. In relazione alla commissione dei reati di frode in commercio di prodotti alimentari previsti dal codice penale, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: a) per i delitti di cui agli articoli 516 e 517 la sanzione pecuniaria fino a 300 quote; b) per il delitto di cui all'articolo 517- quater la sanzione pecuniaria da 100 a 400 quote; c) per il delitto di cui all'articolo 517- quater .1 la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote. 2. Nel caso di condanna per il delitto di cui all'articolo 517- quater .1 si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2. 3. Se l'ente, o una sua unità organizzativa, vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nel comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3» 34 (Introduzione dell'articolo 25- bis .3 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 Dopo l'articolo 25- bis. 2 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, introdotto dall'articolo 33 della presente legge, è inserito il seguente: «Art. 25- bis .3. - (Dei delitti contro la salute pubblica). – 1. In relazione alla commissione dei delitti contro la salute pubblica previsti dal codice penale, si applicano all'ente le seguenti sanzioni: a) per il delitto di cui all'articolo 439, la sanzione pecuniaria da 500 a 1.000 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da uno a due anni; b) per il delitto di cui all'articolo 439- bis , la sanzione pecuniaria da 500 a 800 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da uno a due anni; c) per il delitto di cui all'articolo 440, la sanzione pecuniaria da 300 a 600 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da sei mesi a un anno; d) per il delitto di cui all'articolo 440- bis , la sanzione pecuniaria fino a 300 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività fino a sei mesi; e) per il delitto di cui all'articolo 444, la sanzione pecuniaria fino a 300 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività fino a sei mesi; f) per il delitto di cui all'articolo 445- bis , la sanzione pecuniaria da 400 a 800 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività da uno a due anni; g) per il delitto di cui all'articolo 452, la sanzione pecuniaria fino a 300 quote e l'interdizione dall'esercizio dell'attività fino a sei mesi. 2. Se l'ente, o una sua unità organizzativa, vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nel comma 1, lettera a) , si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3. » IV MODIFICA A DISPOSIZIONI PREVISTE DA LEGGI COMPLEMENTARI I MODIFICA DELLA LEGGE 30 APRILE 1962, N. 283 35 (Modifica dell'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283) 1 L'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283, è sostituito dal seguente: «Art. 5. - – 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque prepara, produce, trasporta, importa, esporta, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, spedisce in transito, detiene per il commercio, somministra o commercializza con qualunque modalità alimenti che, per inosservanza delle procedure o dei requisiti di sicurezza prescritti da leggi o regolamenti nazionali o dell'Unione europea, oppure per il cattivo stato o l'inidoneità delle condizioni di conservazione, per i trattamenti subìti, l'alterazione, la presenza di ingredienti, componenti, cariche microbiche o additivi vietati o superiori ai limiti stabiliti da regolamenti o disposizioni ministeriali, risultino non sicuri, o per altra causa pregiudizievoli per la salute o inadatti al consumo umano, è punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni se il fatto è commesso nell'ambito, nelle forme o per le finalità della grande distribuzione o del commercio all'ingrosso. 2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la stessa pena si applica quando, a causa della falsità o incompletezza delle informazioni commerciali fornite in relazione ad essi, il consumo degli alimenti possa comportare effetti dannosi per la salute anche soltanto di particolari categorie di consumatori. 3. Se i fatti di cui ai commi 1 e 2 sono commessi per colpa, si applica la pena dell'arresto da sei mesi a due anni. 4. Se i fatti di cui ai commi 1 e 2 avvengono nelle forme del commercio al dettaglio o della somministrazione, si applica la pena dell'arresto fino ad un anno o dell'ammenda da 3.000 a 30.000 euro. Se gli stessi fatti sono commessi per colpa, si applica la sanzione amministrativa da 2.000 a 20.000 euro. 5. In caso di condanna per i reati di cui ai commi 1 e 2 si applica l'articolo 36 del codice penale. 6. Quando dai fatti di cui ai commi 1 e 2 consegue un disastro sanitario, si applica l'articolo 445- bis del codice penale. 7 . Agli effetti della legge penale si applicano le nozioni di commercio all'ingrosso e al dettaglio di cui all'articolo 4, lettere a) e b) , del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114». 36 Introduzione dell'articolo 5-bis della legge 30 aprile 1962, n. 283) 1 Dopo l'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283, è inserito il seguente: «Art. 5- bis. - – 1. Gli alimenti si intendono non sicuri quando risultano, anche in relazione a ingredienti, componenti o mangimi per animali utilizzati, in contrasto con i requisiti stabiliti dalla normativa vigente per la prevenzione di danni alla salute. 2 . Gli alimenti si intendono pregiudizievoli per la salute quando la loro nocività, o quella dei singoli ingredienti, componenti o mangimi per animali utilizzati, pur non emergendo in base alla normativa vigente, è comunque accertata e conosciuta dal produttore o dall'operatore alimentare. 3 .