[pronunce]

L'art. 20 della legge n. 448 del 2001 dispone, al comma 1, che «la regione Sicilia e gli enti locali della regione medesima provvedono alla trasformazione in rapporti a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati (...) dalla regione medesima e dagli enti locali delle province di Siracusa, Catania e Ragusa, colpiti dagli eventi sismici del dicembre 1990, sulla base di apposite procedure selettive, nell'ambito della programmazione triennale del fabbisogno di personale, nei limiti delle dotazioni organiche». Lo stesso comma 1 del citato art. 20 prevede poi che alla relativa spesa si provveda «a valere sulle disponibilità dei fondi assegnati alla regione Sicilia ai sensi dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 1991, n. 433, e successive modificazioni». Il successivo comma 3 dello stesso art. 20 - oggetto dell'impugnazione - dispone che, conseguiti gli obiettivi indicati alle lettere b), e) ed i-bis) dell'art. 1, comma 2, della legge n. 433 del 1991, il personale tecnico di cui al comma 1 (quello, cioè, il cui rapporto di lavoro a tempo determinato è stato trasformato in rapporto a tempo indeterminato) può essere utilizzato presso tutte le amministrazioni dei comuni capoluogo di provincia nonché di quelli con particolari carenze di organico, per la soddisfazione delle esigenze connesse alla loro attività. Tale ultima previsione, ad avviso della ricorrente, si porrebbe in contrasto con l'art. 81, quarto comma, della Costituzione, in quanto priva di copertura finanziaria, non essendo indicate le risorse alla quali attingere successivamente al conseguimento degli obiettivi di cui alla legge n. 433 del 1991 ed all'esaurimento dei relativi fondi. Per la medesima ragione, essa violerebbe, altresì, l'autonomia finanziaria regionale, atteso che le relative spese non potrebbero che gravare sul bilancio regionale, alterando l'equilibrio dei mezzi finanziari della Regione e condizionandone il potere di scelta in ordine alla destinazione dei medesimi. Ora, a prescindere dal merito di tali censure, è agevole rilevare che la prospettata lesione dei parametri costituzionali evocati nel ricorso non è in alcun modo ricollegabile alla disposizione impugnata, che si limita a disciplinare il regime di utilizzazione del personale, oramai assunto a tempo indeterminato una volta raggiunti gli obiettivi in relazione ai quali ne era stato disposto il reclutamento temporaneo. Gli effetti di spesa connessi alla utilizzazione di detto personale - e della cui mancata copertura la Regione ricorrente si duole - discendono, infatti, direttamente ed esclusivamente, dalla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto a tempo indeterminato, trasformazione derivante dalla disposizione - non impugnata - di cui al comma 1 dello stesso art. 20 della legge. La ricorrente nell'individuare la disposizione censurata è, dunque, incorsa in una aberratio rendendo la questione sollevata inammissibile.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 20, comma 3, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), sollevata dalla Regione Siciliana, in riferimento agli artt. 81, quarto comma, 116 e 119 della Costituzione, in relazione, quanto alle ultime due disposizioni, all'art. 19 dello statuto Regione Siciliana, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 dicembre 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Annibale MARINI, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2003. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA