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La senatrice BONINO ( Misto-+Eu-Az ) sottolinea che le sanzioni pecuniarie derivanti dalle condanne sono pagate con i fondi del Bilancio dello Stato e quindi da tutti i cittadini, anche nei casi in cui l'infrazione riguarda una regione specifica. Chiede, quindi, di conoscere quali infrazioni ad oggi aperte sono ascrivibili alla responsabilità di singole regioni e quante alla responsabilità dello Stato. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di disporre dell'elenco delle infrazioni che sottendono le disposizioni contenute nel disegno di legge in esame. Il presidente STEFANO ( PD ) osserva che l'articolo 35 del provvedimento in esame interviene proprio in materia di rivalsa dello Stato sulle regioni o altri enti pubblici responsabili delle infrazioni sul diritto europeo e preannuncia la comunicazione a tutti i commissari dell'elenco delle infrazioni contenute nel disegno di legge, insieme all'elenco delle audizioni da svolgere, da integrare con le segnalazioni dei gruppi. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2020 829 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla resilienza dei soggetti critici Doc n. COM(2020) 829 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla resilienza dei soggetti critici (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ), relatrice, introduce l'esame della proposta di direttiva in titolo, che sostituisce e abroga la direttiva 2008/114/CE, sulle infrastrutture critiche europee, recepita nell'ordinamento interno con il decreto legislativo n. 61 del 2011. La direttiva del 2008 fissava la procedura per l'individuazione delle infrastrutture critiche, limitatamente ai settori dell'energia e dei trasporti, il cui danneggiamento o distruzione avrebbe ripercussioni su più Stati membri. La proposta in esame estende la portata della direttiva del 2008, incentrata solo sulla protezione fisica di due settori importanti, come i trasporti e l'energia, ampliando la filiera di riferimento a dieci settori specifici ed estendendo il sistema di protezione sul piano fisico e su quello cibernetico. Per l'individuazione dei soggetti critici si fa riferimento a una serie di settori definiti nell'allegato, e cioè energia, trasporti, banche, mercati finanziari, salute, acqua potabile, acque reflue, infrastrutture digitali, pubblica amministrazione e spazio. La nuova direttiva segna poi il passaggio da un'impostazione che focalizza l'attenzione sul concetto di "infrastruttura critica", impostazione presente nella direttiva del 2008, ad un approccio concentrato sul rafforzamento della resilienza dei soggetti critici, pubblici o privati, che gestiscono queste infrastrutture e che forniscono servizi essenziali per il mantenimento delle funzioni vitali della società o delle attività economiche nel mercato interno in una serie di settori più ampia, come visto, di quella considerata dalla direttiva n. 114 del 2008. L'obiettivo della proposta è quello di rafforzare la resilienza di tali soggetti critici, al fine di assicurare l'affidabilità dei servizi da questi erogati, rispetto ai rischi attuali e previsti per il futuro, come ad esempio pericoli naturali, azioni ibride, terrorismo, minacce cibernetiche, incidenti provocati dall'interno, emergenze di sanità pubblica o sinistri. In base alla proposta di direttiva, gli Stati membri dovranno adottare una strategia nazionale per garantire la resilienza dei soggetti critici (articolo 3), effettuare valutazioni del rischio periodiche (articolo 4), individuare i soggetti critici (articolo 5). Gli Stati membri dovranno poi designare una o più autorità competenti a livello nazionale per l'attuazione della direttiva (articolo 8), sostenere i soggetti critici nel rafforzamento della loro resilienza (articoli 9 e 11), garantire che le autorità nazionali abbiano i poteri e i mezzi per condurre ispezioni in loco dei soggetti critici (articolo 18) e introdurre sanzioni per l'inosservanza delle disposizioni della direttiva (articolo 19). La direttiva pone una serie di obblighi nei confronti dei soggetti critici. Il primo è quello di effettuare una valutazione di tutti i rischi pertinenti che possono perturbare le loro operazioni (articolo 10). Il secondo obbligo è la predisposizione di un piano di resilienza, che dovrà includere misure tecniche e organizzative adeguate e proporzionate per garantire la propria resilienza, come la protezione fisica delle aree e impianti, la predisposizione di protocolli di gestione dei rischi, l'individuazione di catene di approvvigionamento alternative (articolo 11). Il terzo obbligo è la notifica degli incidenti che perturbano o possono perturbare in modo significativo le loro operazioni (articolo 13) Diversamente dalla direttiva 2008/114/CE, che era basata sull'articolo 308 del Trattato CE, e cioè sulla norma relativa ai poteri impliciti dell'Unione, la presente proposta di direttiva si basa sull'articolo 114 del TFUE che interessa il ravvicinamento delle legislazioni per il miglioramento del mercato interno. Lo scopo è infatti quello di aumentare la resilienza di soggetti, negli Stati membri, che sono fondamentali per la fornitura di servizi essenziali per il mantenimento di funzioni vitali della società. Una perturbazione in uno Stato membro potrebbe avere ripercussioni in altri Stati membri o nell'Unione nel suo insieme. Per quanto concerne il principio di sussidiarietà, si osserva che la necessità di un quadro legislativo comune a livello europeo in questo settore è giustificata dal carattere interdipendente e transfrontaliero delle relazioni fra le attività delle infrastrutture critiche e i servizi essenziali che possono offrire. Un operatore situato in uno Stato membro può in effetti fornire servizi in vari altri Stati membri o in tutta l'UE attraverso reti strettamente interconnesse. Ne consegue che una perturbazione che interessa questo operatore potrebbe avere effetti di vasta portata su altri settori e oltre le frontiere nazionali. Le potenziali implicazioni paneuropee delle perturbazioni richiedono quindi un'azione a livello dell'UE. La divergenza delle norme nazionali porta inoltre a effetti negativi diretti sul funzionamento del mercato interno. La proposta è proporzionata rispetto all'obiettivo generale dichiarato dell'iniziativa. In tal senso, sebbene gli obblighi incombenti agli Stati membri e ai soggetti critici possono in alcuni casi comportare oneri amministrativi supplementari, ad esempio quando gli Stati membri devono sviluppare una strategia nazionale o quando i soggetti critici devo attuare determinate misure tecniche e organizzative, la proposta prevede che essi siano in genere di entità contenuta. Nei casi in cui si rendono necessari investimenti più cospicui, per conformarsi alla direttiva, questi sono giustificati nella misura in cui contribuiscono ad aumentare la resilienza sia a livello degli operatori che sistemica.