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Il comma 3 prevede che gli esercizi commerciali possano dedicare alle PPL appositi spazi di vendita in modo da renderle immediatamente visibili. All'articolo 6 sono fissati i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature, nel rispetto delle norme vigenti in materia di igiene degli alimenti. Richiama altresì l'articolo 7, che detta i requisiti strutturali dei locali destinati alle attività, consentendo di utilizzare, per le attività di lavorazione, produzione e vendita, i locali siti nell'abitazione, compresi i vani accessori, e i locali siti nelle pertinenze dell'abitazione e nelle strutture agricolo-produttive dell'imprenditore agricolo o ittico delle PPL, senza l'obbligo di cambio di destinazione d'uso, aerati naturalmente e adeguatamente illuminati. L'articolo 8 prevede al comma 1 che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire corsi di formazione per il personale addetto a lavorazione, preparazione, trasformazione, confezionamento e trasporto e vendita delle PPL. Fatto salvo il caso che gli addetti abbiano già una preparazione ritenuta adeguata dall'autorità competente (comma 2), i corsi hanno lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle buone prassi di igiene nella lavorazione trasformazione e vendita delle PPL, all'applicazione delle corrette prassi operative nonché a elementi di microbiologia e, tra gli altri, al sistema di autocontrollo igienico (HACCP) (comma 3). L'articolo 9 stabilisce che le autorità ai quali spetta il controllo per l'accertamento delle infrazioni alle disposizioni della legge sono i servizi veterinari e di igiene delle ASL competenti per territorio, e che le amministrazioni competenti possono avvalersi di organi di polizia amministrativa locale anche attraverso l'istituzione di appositi gruppi di intervento. L'articolo 10 reca le disposizioni finali. Il comma 1 demanda a un decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministero della salute, di stabilire il "Paniere PPL", ossia l'elenco delle tipologie dei prodotti agricoli e ittici con l'indicazione dei relativi piccoli quantitativi in termini assoluti che rientrano nella disciplina delle PPL. Il comma 2 stabilisce che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali adottino le iniziative di loro competenza per assicurare la valorizzazione e la promozione delle PPL. L'articolo 11 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 12 disciplina l'entrata in vigore della legge. Ricorda infine che il disegno di legge in esame è stato assegnato alla Commissione 9 a in sede redigente, previ pareri delle Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª e 14ª. Riservandosi ulteriori interventi in relazione all'andamento della discussione, anticipa l'intenzione di introdurre nel testo sanzioni amministrative, per punire l'eventuale uso abusivo del marchio "PPL". Infine ritiene opportuno svolgere un breve ciclo di audizioni sul disegno di legge a cominciare dai funzionari degli uffici competenti della regione Veneto, che per prima ha introdotto una normativa analoga a quella in discussione, con particolare riferimento ai responsabili dei controlli igienico-sanitari delle ASL. Si apre la discussione generale. Il presidente VALLARDI ( L-SP-PSd'Az ), anche in qualità di primo firmatario del disegno di legge in esame, sottolinea l'importanza del provvedimento, che ha già registrato un interesse trasversale fra tutte le forze politiche. L'agricoltura italiana ha produzioni di eccellenza, che spesso devono confrontarsi sui mercati internazionali con casi di abusi e contraffazioni. Da qui la battaglia da condurre in Europa per rivedere le norme sull'etichettatura e la tutela dell'origine. Nell'attesa che ciò accada, il disegno di legge in esame può dare un notevole aiuto agli agricoltori, soprattutto a quelli di piccola dimensione, consentendo di valorizzare le loro produzioni tradizionali, garantendo procedure amministrative di tipo semplificato, pur nel rispetto della qualità e della sicurezza dei prodotti. La senatrice ABATE ( M5S ) dichiara di accogliere con entusiasmo il disegno di legge, rilevandone le notevoli potenzialità. Soprattutto per i territori montani, come quelli della sua Regione, la proposta normativa in esame potrebbe consentire agli agricoltori maggiore facilità nella vendita dei prodotti che spesso sono loro già richiesti, incentivando la ripresa di produzioni dismesse e lo sviluppo dei territori, anche per contrastare lo spopolamento e offrire nuove opportunità ai giovani. Al tempo stesso raccomanda la massima attenzione alla tutela degli aspetti igienico-sanitari, per evitare che il prevedibile sorgere di tante piccole realtà imprenditoriali possa condurre a un allentamento dei controlli. La senatrice FATTORI ( M5S ) esprime a sua volta apprezzamento per il provvedimento in esame, che non incentiva solo l'attività di produzione dei prodotti primari, ma anche quella di trasformazione. Nel raccomandare anch'ella un'adeguata vigilanza sui profili igienico-sanitari, auspica che da parte delle Regioni che dovranno accompagnare i piccoli produttori locali vi siano procedure celeri e risposte chiare per semplificare l' iter burocratico -amministrativo, evitando scorciatoie di tipo clientelare. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) si associa all'apprezzamento dei colleghi per il testo in esame. Nel merito, segnala l'opportunità di un maggiore coinvolgimento dei comuni, che in quanto più vicini ai piccoli agricoltori potrebbero meglio supportarli nello svolgimento delle pratiche amministrative. Sulla possibilità di corsi di formazione istituiti dalle regioni, richiamata dall'articolo 8, invita a verificare che siano realmente adeguati e non solo una fonte di facili guadagni per chi li dovrà organizzare. Infine, raccomanda di vigilare che le piccole produzioni oggetto di vendita siano solo quelle effettivamente prodotte dagli agricoltori interessati. Il senatore TARICCO ( PD ) esprime anch'egli apprezzamento per gli obiettivi del provvedimento, rilevando tuttavia la necessità di effettuare un approfondimento sui rapporti tra la disciplina ivi contenuta e le norme analoghe già esistenti a livello nazionale e regionale, per evitare sovrapposizioni o conflitti. Cita in proposito il caso delle norme sulle produzioni agricole tradizionali (PAT), per le quali ad esempio sono già stati definiti alcuni panieri. Ritiene infine opportuno svolgere un ampio ciclo di audizioni con tutti i soggetti competenti, dalle organizzazioni agricole (professionali e della cooperazione) alle Regioni, ai responsabili dei controlli igienico-sanitari e del contrasto alla contraffazione (ICQRF). Pur condividendo gli obiettivi di semplificazione burocratica proposti dal testo, occorre infatti garantire il rispetto della sicurezza alimentare e la prevenzione di eventuali abusi. In particolare, si deve assicurare che le aziende vendano esclusivamente i propri prodotti e non, magari surrettiziamente, quelli provenienti da aziende associate di altri territori.