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Cari colleghi, la mia seppur breve esperienza al Governo mi insegna che queste operazioni si annunciano a pescatori rientrati in Italia. (Applausi) . Non vorrei - e Dio non voglia - per rispetto delle famiglie che sono non solo italiane, ma senegalesi, tunisine e bengalesi (perché sulle nostre navi l'integrazione è realtà, non chiacchiere), che - e spero di essere smentito - un'operazione a cui lavoravano da settimane i nostri Servizi di sicurezza... (Brusio) . Se siete poco interessati, uscite e andate altrove. (Commenti). PRESIDENTE . Senatore Salvini, cortesemente, faccia come ha fatto finora, si rivolga alla Presidenza. Invito tutti i colleghi, in qualsiasi parte dell'Emiciclo, a tenere un atteggiamento all'altezza dell'argomento che stiamo trattando. Prego, senatore Salvini. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. Non vorrei che la smania comunicativa di qualcuno che decide cosa deve dire o non dire il Presidente del Consiglio (ogni riferimento a Casalino è puramente casuale e voluto) metta a rischio un'operazione delicata di cui qualcuno si sta occupando da settimane. (Applausi) . Infatti, certe cose prima si fanno e poi si annunciano. (Applausi) . Passo all'ultima riflessione. Visto che l'operazione, se andrà a buon fine (e lo spero per i familiari di questi lavoratori), sarà grazie ai nostri Servizi segreti (come si sarebbe detto una volta), è squallido, vergognoso e irrispettoso che perfino sui giornali si legga che oggetto della verifica del rimpasto di maggioranza sono le nomine ai vertici dei Servizi segreti. (Applausi) . È una cosa indegna di una democrazia sviluppata. Viva i nostri pescatori e chi lavora in silenzio senza danneggiare gli sforzi altrui! (Applausi. Congratulazioni) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, credo che le notizie arrivate poco fa in quest'Aula e in tutto il Paese abbiano anzitutto bisogno del nostro rispetto. Per questi uomini e per le loro famiglie, nonché per l'Italia intera, sono stati ore, giorni, settimane e mesi difficili di apprensione e preoccupazione. Credo che ci si debba solo limitare a prendere atto dell'ottimo lavoro svolto dalla nostra intelligence , a considerare questa come una giornata di festa per la liberazione di questi uomini e per la risoluzione di un problema internazionale molto, molto rilevante. Il merito è del Governo, è dell' intelligence , è del Parlamento e del Paese intero che è stato vicino a queste persone e a queste famiglie. (Applausi) . Alzare la voce e fare confusione in un giorno come questo è semplicemente sbagliato. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Su che cosa, presidente La Russa? Le ricordo che è già intervenuto un rappresentante del suo Gruppo, cioè il senatore Fazzolari, quindi non posso darle la parola a meno che non debba intervenire su una questione diversa. LA RUSSA (FdI) . Si fidi, è una questione diversa. Se vuole gliela mando in carta bollata. La questione diversa che vorrei sollevare attiene alla circostanza che tutti hanno potuto osservare è che quando è intervenuto il collega dei 5 Stelle, prima del senatore Salvini, da parte nostra e di tutti vi è stato massimo ascolto. Eppure le cose che diceva potevano essere facilmente contestate, come la gloria che si attribuisce a questo Governo, così bello e così bravo. (Proteste) . Non sto parlando dei pescatori, sto parlando sull'ordine dei lavori! Mi faccia parlare due minuti! PRESIDENTE . Senatore La Russa, io la faccio parlare ma se il suo è un richiamo alla Presidenza lo respingo al mittente perché la Presidenza si è occupata di dirimere la discussione. LA RUSSA (FdI) . Quello che voglio dire è che non è tollerabile che mentre interveniva un collega del mio Gruppo ci sia stata una cagnara incredibile senza che nessuno venisse richiamato all'ordine. Gli altri hanno potuto parlare tranquillamente. Non è obbligatorio. È inaccettabile. (Proteste) . PRESIDENTE . Grazie, senatore La Russa. L'Assemblea è stata richiamata così come è stato richiamato il suo collega che, come sa, si è addirittura tolto la mascherina in Aula. LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Presidente Licheri, per lei vale lo stesso principio: è già intervenuto un altro componente del suo Gruppo, quindi se la sua è una segnalazione alla Presidenza, ho già risposto sul punto. (Proteste). LICHERI (M5S) . Va bene così. Ripresa della discussione e deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge n. Doc 2040 GARRUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, mi duole rappresentare ancora una volta in quest'Aula il disappunto mio e del mio schieramento in relazione a dinamiche ricorrenti che vedono Gruppi di opposizione rappresentare questioni pregiudiziali dal contenuto - consentitemi di dirlo - vuoto (in seguito argomenterò) e prive di particolare significato. Sia ben chiaro - ci tengo a precisarlo - che questo disappunto non è una critica al dibattito parlamentare ma allo svilimento di strumenti che potrebbero essere utilizzati per innalzare il livello del dibattito e non, ancora una volta, come accade oggi, per asservirli a intendimenti propagandistici e ce ne siamo accorti. Avevo qualche dubbio ad intervenire in discussione sulle pregiudiziali. Pensavo di essere in discussione generale visto che gli argomenti trattati non riguardavano assolutamente l'oggetto della discussione. Millantare l'incostituzionalità di un decreto adottato per superare i profili di costituzionalità sollevati dal Presidente della Repubblica è sinonimo di mancanza di serietà del dibattito parlamentare. Dichiarare nero su bianco la disomogeneità di un provvedimento i cui contenuti sono similari a quelli dei decreti precedentemente adottati da chi ora siede sugli scranni dell'opposizione non favorisce certo il recupero della centralità del Parlamento in un sistema istituzionale in cui l'organo titolare del potere legislativo chiede a gran voce di recuperare un peso specifico che possa influire nelle dinamiche politiche contingenti. Un dibattito parlamentare serio non metterebbe in dubbio, con questioni pregiudiziali, un provvedimento nato proprio per superare i problemi di costituzionalità prodotti dalla decretazione precedente e fatti valere da entrambi gli organi di garanzia: il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale. Tutti ricordiamo infatti quanto evidenziato dal Capo dello Stato in sede di promulgazione del decreto-legge sicurezza, con la lettera dell'8 agosto 2019, che ha richiamato il principio generale della proporzionalità tra sanzioni e comportamenti, definito necessario nella sentenza n. 112 del 2019 della Corte costituzionale, e la necessaria conformità alla normativa internazionale, a partire dalla Convenzione di Montego Bay, tanto citata nelle pregiudiziali presentate.