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Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e altre disposizioni, nonché delega al Governo, per la riduzione del sovraffollamento degli istituti di pena. Onorevoli Senatori. -- Le disposizioni contenute in questo disegno di legge sono il frutto del lavoro condiviso delle seguenti associazioni e organizzazioni: A buon diritto, ACLI, Antigone, ARCI, Associazione nazionale giuristi democratici, Beati i costruttori di pace, CGIL, CGIL-FP, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Coordinamento nazionale dei garanti territoriali dei diritti dei detenuti, Forum droghe, Forum nazionale per il diritto alla salute in carcere, Jesuit Social Network Italia ONLUS, Ristretti orizzonti, Unione delle camere penali italiane, VIC/Volontari in carcere. L'intenzione è quella di contrastare in modo sistemico il sovraffollamento agendo su quelle disposizioni che producono carcerazione senza produrre sicurezza. Il 29 giugno 2010 è stato approvato il piano carceri, che prevede la realizzazione di 9.150 posti, per un importo totale di 661.000.000 di euro, da realizzare entro la fine del 2012. Ma i posti sono insufficienti (ad oggi mancano 24.000 posti), non sono previste risorse per la gestione dei nuovi istituti e la scadenza è già slittata. Intanto però l'Italia ha il sistema penitenziario più sovraffollato d'Europa mentre le persone in misura alternativa, dall'entrata in vigore della legge n. 251 del 2005, cosiddetta «legge ex Cirielli», sono calate da 23.394 a 17.487. L'Italia detiene inoltre il record in Europa per la percentuale di persone detenute per violazione della legge sulle droghe: il 36,9 per cento a fronte di una media europea del 15,4 per cento, mentre si segnala un calo, dall'entrata in vigore della nuova legge, delle persone in affidamento terapeutico, passate da 3.852 a 2.606. Ulteriore record negativo è quello delle persone detenute in carcere in custodia cautelare. Negli istituti penitenziari italiani sono ristretti circa 29.000 soggetti imputati con sentenza ancora non passata in giudicato su un totale attuale della popolazione detenuta di oltre 67.000 unità, e cioè il 42 per cento a fronte di una media europea del 25 per cento. Su questi e su altri temi interviene il presente disegno di legge, per contrastare il sovraffollamento ed elevare gli standard di tutela dei diritti umani nelle carceri. Capo I. Le norme del capo I tendono a rafforzare il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio , pur previsto nel nostro ordinamento, con la previsione dell'eccezionalità della detenzione cautelare in carcere per privilegiare altre forme di misure coercitive. Le nuove disposizioni si rendono indispensabili per porre fine al ricorso sistematico al carcere nella fase cautelare come una forma di pena anticipata prima del processo. Capo II. Le norme del capo II sono tese a ridurre i livelli di criminalizzazione delle persone straniere soggiornanti irregolari. Capo III. La legge ex Cirielli non ha soltanto ridotto i termini di prescrizione dei reati, ma ha dato nuova forma e contenuto alla figura del «recidivo reiterato», che in realtà penalizza la stragrande maggioranza dei detenuti, che sono condannati per reati di microcriminalità, spesso dovuti alla loro condizione di tossicodipendenti o di immigrati irregolari. Per loro sono stati introdotti inasprimenti di pena, il divieto in molti casi dell'applicazione di circostanze attenuanti, l'aumento dei termini per la richiesta di permessi premio, l'irrigidimento per la concessione delle misure alternative, e il divieto di sospensione della pena. Si prevede in particolare la soppressione di tutte le misure che comportano un aggravio di pena o la restrizione delle condizioni per accedere ai benefici. Capo IV. Le norme del capo IV prevedono che, raggiunto il limite della capienza di un istituto di pena, si proceda all'attivazione di entrate scaglionate in relazione alla capienza per potenziali detenuti eccedenti, con previsione di decorso immediato della pena in detenzione domiciliare. Il Ministero della giustizia determinerà l'ordine di ingresso per i condannati in via definitiva seguendo un ordine cronologico. Nel caso di alcuni reati particolarmente gravi non sarà rispettato l'ordine cronologico e si potrà procedere direttamente all'esecuzione del provvedimento di condanna. Durante la sospensione del provvedimento di carcerazione l'esecuzione della pena prosegue regolarmente, ad esclusione dell'ipotesi che il detenuto non rispetti le prescrizioni relative all'obbligo di domicilio. Si prevede altresì l'aumento della liberazione anticipata da 45 a 60 giorni a semestre. Capo V. È prevista l'estensione dell'istituto della sospensione del procedimento con la messa alla prova dell'imputato che, per la sua positiva sperimentazione nel settore minorile, può risultare efficace nel contrasto di fenomeni di microcriminalità, prevenendone l'evoluzione verso manifestazioni criminali più pericolose. Capo VI. Le disposizioni del capo VI sono tese al superamento del carcere per i tossicodipendenti attraverso l'eliminazione delle tabelle ministeriali relative ai quantitativi riferibili all'uso personale; la depenalizzazione totale dell'uso personale includente la coltivazione; la drastica riduzione delle pene per lo spaccio di droghe leggere e la rimozione del limite a due concessioni dell'affidamento terapeutico; l'eliminazione dell'obbligo per gli operatori del servizio per le tossicodipendenze di denunciare ogni singola violazione del programma terapeutico. Tutto ciò in vista dell'estensione di percorsi riabilitati vi alternativi al carcere, per i quali è da prevedere un forte impegno degli enti locali. Capo VII. A fronte dell'attuale sovraffollamento è invece necessario rilanciare una riforma sostanziale del codice penale, che promuova una drastica riduzione delle fattispecie di reato e delle pene e il ricorso al carcere come extrema ratio . La previsione di pene alternative e di misure extrapenali, nonché la riduzione dei minimi e dei massimi edittali, a partire dall'abolizione dell'ergastolo, possono rappresentare soluzioni ben migliori se affiancate alla disponibilità a rivedere normative altamente criminogene, quali quelle che penalizzano i recidivi nell'accesso ai benefici penitenziari, quelle che prevedono il carcere per i tossicodipendenti e quelle che criminalizzano l'immigrazione clandestina.. I MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE IN MATERIA DI MISURE CAUTELARI PERSONALI 1 1 Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 274 del codice di procedura penale è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini dell'apprezzamento dell'esigenza cautelare costituita dal pericolo di consumazione di reati della stessa indole, prevista dalla presente lettera, la pericolosità sociale dell'indagato o dell'imputato deve risultare congiuntamente dalle specifiche modalità e circostanze del fatto e dalla sua personalità». 2 1 Al comma l dell'articolo 275 del codice di procedura penale sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: