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, l'illegittima esclusione-non ammissione delle predette liste, ponendo in evidenza come, nonostante i presentatori delle liste fossero presenti nel perimetro della casa comunale entro le ore 12 dell'ultimo giorno utile di presentazione delle liste, agli stessi non sarebbe stato consentito di accedere agli uffici competenti alla ricezione delle stesse; il T.A.R. Campania accoglieva i predetti ricorsi con sentenze in data 9 settembre 2021 n. 5768 e 5769 ritenendo « fondata anche la censura con cui la parte ricorrente lamenta la violazione dell'art. 28 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, come interpretato dalle istruzioni di agosto 2021 per la presentazione l'ammissione delle candidature redatte dal Ministero dell'Interno il cui punto 2.3 prevede espressamente che "il segretario comunale non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e i contrassegni di lista, anche se li ritenga irregolari o se siano presentati tardivamente, purché indichi l'ora della ricezione sia nella ricevuta da rilasciare ai presentatori sia sugli atti stessi" , adempimento non effettuato nella fattispecie e imposto proprio a garanzia della veridicità degli orari di presentazione, attestata da parte di un pubblico ufficiale»; in ottemperanza alle predette sentenze del T.A.R. Campania le liste inizialmente escluse, venivano accettate dal segretario generale del Comune di Brusciano e quindi trasmesse alla Commissione elettorale, che a sua volta, ritenendo la documentazione completa, le avrebbe ammesse alla competizione elettorale procedendo al relativo sorteggio; nelle more dell'espletamento delle elezioni, sarebbero pervenuti atti di appello avverso le predette sentenze del T.A.R. Campania da parte del candidato a sindaco concorrente, ammesso da subito alla consultazione elettorale, la cui discussione veniva fissata innanzi alla 2a Sezione del Consiglio di Stato per la pubblica udienza in data 13 settembre 2021; nel giudizio si sarebbe costituito il candidato sindaco sostenuto dalla due liste inizialmente escluse e poi ammesse dalla Commissione elettorale, che eccepiva tra l'altro l'inammissibilità degli atti di appello, essendo evidente come gli stessi si qualificherebbero come actio ad escludendum e come tale inammissibili nel rito di cui all'art. 129 C.p.a. (Giudizio avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali e regionali, esperibile dal soggetto che intende far valere il suo diritto alla partecipazione all'Elezione), essendo il ricorrente legittimato, al più, ad impugnare l'esito delle operazioni elettorali ai sensi dell'art. 130 C.p.a; il Consiglio di Stato, con sentenze in data 13 settembre 2021, nn. 6274 e 6275, rigettava le eccezioni di inammissibilità formulate dal resistente ed accoglieva gli appelli, pur chiarendo che «è pacifico che alle ore 12:00 i delegati della lista "Cambia Brusciano" e della lista La Politica per Bene) non si trovavano all'interno della casa comunale, ma nell'area esterna agli uffici comunali, davanti alla porta d'ingresso dei medesimi», senza tener conto peraltro che nelle more del giudizio, si era già ad una fase successiva dell'effettiva ammissione delle liste nella competizione elettorale; in data 23 settembre 2021, il candidato a sindaco escluso dalla competizione elettorale avrebbe formulato al Ministro dell'interno istanza di annullamento delle elezioni in corso per la mancanza di specifiche disposizioni di leggi o di regolamenti disciplinanti, in modo chiaro ed inequivocabile, stante la fattispecie concreta verificatasi nel Comune di Brusciano, comune con circa 16.500 abitanti, di un solo candidato a sindaco, con quattro liste collegate, ipotesi, evidentemente, non considerata possibile dal legislatore successivamente alla legge n. 81 del 1993; in particolare si poneva in evidenza come l'art. 71 (Elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti), al comma 10, dettagliatamente disciplina l'ipotesi concreta, ritenuta possibile per i Comuni meno popolosi di un solo candidato a sindaco, disponendo che: "Ove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista, ed il candidato a sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune. Qualora non si siano raggiunte tali percentuali, la elezione è nulla" e dunque la possibilità di un solo candidato a sindaco non sarebbe presunta dall'art. 72, che prevede un diverso sistema elettorale per i comuni superiori ai 15.000 abitanti; nonostante le richieste formulate e mai riscontrate, nelle giornate del 3 e 4 ottobre si svolgevano le elezioni amministrative nel Comune di Brusciano (Napoli), con il seguente esito: solo il 43,67 per cento degli iscritti nelle liste elettorali si recava a votare e all'unico candidato a sindaco si attribuiva il 100 per cento del 41,48 per cento dei voti validi, visto che in tali ipotesi tutti i voti espressi, anche soltanto alle liste collegate, si attribuiscono automaticamente al sindaco; in data 5 ottobre 2021 veniva richiesto al commissario straordinario e al responsabile dell'Ufficio elettorale del Comune di Brusciano di dichiarare la nullità delle elezioni, poiché non si era raggiunto la percentuale dei votanti prevista dall'art. 60 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960, a pena di nullità delle elezioni; analoga richiesta veniva inoltrata al Presidente dell'Ufficio centrale elettorale del Comune di Brusciano, considerando che la norma di riferimento per valutare la nullità o meno delle elezioni per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti resta il citato art. 60, non risultando l'abrogazione da parte della legge n. 81 del 1993 che disciplina il nuovo sistema elettorale per le elezioni diretta dei sindaci e dei consiglieri comunali; la stessa disciplina prevista dagli artt. 72 e 73 T.U.E.L. non prevedrebbe l'ipotesi della partecipazione al procedimento elettorale di un solo candidato sindaco e di una sola lista o gruppo di liste collegate allo stesso, nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, come risulta chiaramente previsto per comuni, aventi una popolazione fino 15.000 abitanti, in quanto tale ipotesi della partecipazione al procedimento elettorale di una sola lista può verificarsi con più probabilità nei comuni più piccoli, dove per il minor numero di elettori potrebbe risultare più difficile la presentazione di più liste;