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l'alternativa sinora attuata risulta, tra l'altro, potenzialmente peggiorativa, consistendo in un calibro idraulico, detto "occhialino", fra il canale Bagnolo e il canale Ponente, che rischia di determinare un aumento significativo di portata delle acque piovane verso valle, si chiede di sapere quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo al fine di avviare opere di risanamento idrogeologico di concerto con gli enti locali e territoriali su Roma e provincia, sollecitando nello specifico interventi sui citati quadranti ad alto rischio di criticità, e quali iniziative intenda intraprendere nei confronti degli enti competenti, regionali e comunali, al fine di chiarire e superare l'attuale situazione di stallo, in modo tale da garantire una celere programmazione e calendarizzazione delle opere, molte delle quali già progettate ed approvate dagli enti competenti. Atto n. 4-00569 DE VECCHIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il sistema aeroportuale di Roma capitale (Fiumicino e Ciampino) costituisce l'unico hub d'Italia, di importanza strategica anche per l'immagine del Paese; esso è gestito da AdR Aeroporti di Roma SpA (gruppo Atlantia), in virtù della concessione stipulata con ENAC il 25 ottobre 2012, così come approvata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2012, ai sensi dell'art. 17, comma 34- bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102; nell'ambito del sistema aeroportuale di Roma capitale, la Regione Lazio, con l'art. 5- bis della legge regionale 26 ottobre 1993, n. 58, ha istituito il bacino di traffico comprensoriale per l'esercizio degli autoservizi pubblici non di linea da e per Roma capitale garantito dai titolari delle licenze di taxi e delle autorizzazioni di noleggio con conducente con autovetture (NCC); la legge prevede anche che dal 1° aprile 2017 gli enti gestori degli aeroporti, anche in assenza di accordo fra i Comuni interessati, in via provvisoria e fino all'approvazione dell'intesa fra gli stessi Comuni, debbano consentire l'impiego delle infrastrutture utilizzabili indicandone le modalità ed i criteri per l'accesso, ai titolari di licenze di taxi e delle autorizzazioni di NCC dei comuni del bacino comprensoriale; considerato che: ad oggi AdR SpA, quale ente gestore degli aeroporti, non ha provveduto a dare attuazione alla disposizione, impedendo il corretto svolgimento del servizio pubblico di taxi e di noleggio con conducente del bacino comprensoriale, con gravi disagi per gli utenti e per il servizio pubblico, nonché per i lavoratori coinvolti; l'ENAC, pur avendo l'obbligo di vigilare sul concessionario AdR, ai sensi dell'art. 705 del codice della navigazione, non si è espresso in merito; la mancata applicazione della normativa di settore da parte di AdR SpA e il mancato controllo di ENAC sull'operato dell'ente gestore stanno contribuendo in maniera rilevante alla crescita del dilagante fenomeno dell'abusivismo nel settore degli autoservizi pubblici non di linea a danno degli utenti e degli operatori dei Comuni di Roma capitale, Fiumicino, Ciampino e Civitavecchia, ai quali non viene consentito di svolgere il servizio pubblico di taxi e NCC, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intenda adottare affinché AdR SpA adempia agli obblighi derivanti dalla normativa regionale richiamata, al fine di garantire il corretto svolgimento del servizio pubblico di NCC e dei taxi del bacino comprensoriale di Roma capitale. Atto n. 4-00570 GIAMMANCO GALLIANI MASINI DAL MAS BINETTI PAPATHEU BARBONI FERRO MOLES PEROSINO RIZZOTTI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il progetto per la realizzazione dell'imponente complesso sportivo nel quartiere romano di Tor Vergata, denominato comunemente "Vela di Calatrava", nel territorio del polo universitario Tor Vergata, fu avviato nel 2005 dall'amministrazione comunale di Roma, quando era sindaco Walter Veltroni, nel quadro della candidatura presentata dalla città di Roma per l'assegnazione del XIII campionato del mondo di nuoto FINA, previsto per il 2009; nelle intenzioni dei promotori, la nuova struttura era chiamata a rispondere ad una duplice esigenza di sviluppo urbano: la prima di carattere contingente, consistente nella realizzazione di strutture dedicate al grande evento sportivo, la seconda di natura strategica, consistente nella creazione di un nuovo centro, funzionante in modo stabile, per servizi sportivi e ricreativi a favore della città e dell'università di Tor Vergata, sui cui terreni si sarebbe edificata l'opera; nonostante l'originario progetto redatto dai Servizi integrati infrastrutture e trasporti del Lazio preventivasse una stima di spesa di 60 milioni di euro, che diventarono 120 milioni già all'atto dell'assegnazione dei lavori tramite gara d'appalto, l'amministrazione capitolina ha comunque concesso l'autorizzazione al preventivo di spesa dell'architetto spagnolo che prevedeva invece un importo pari al doppio, ossia circa 240 milioni di euro; successivamente, nell'intento di candidare Roma alle olimpiadi del 2020, lo stesso Comune chiese all'architetto Calatrava un'ulteriore ridefinizione del prospetto iniziale, al fine di apportare i necessari adeguamenti agli standard olimpionici: il progetto definitivo, autorizzato il 25 febbraio 2009, prevedeva che i 2 edifici (ossia le 2 vele delle quali, tuttavia, è stata realizzata parzialmente solo una) fossero alzati a 76 metri e che il palazzetto dello sport fosse ingrandito per ospitare fino a 15.000 spettatori, con un preventivo definitivo di spesa di più di 600 milioni di euro; a causa del notevole ritardo nella realizzazione dell'opera, a fine 2008, si decise di disputare i mondiali di nuoto nel Foro italico, lasciando così incompiuto il progetto, nonostante l'enorme quantità di risorse pubbliche già investite; un ulteriore tentativo di completamento dell'opera di Calatrava fu esperito anche da un'azienda privata che, in cambio, aveva richiesto la gestione del centro per 25 anni e l'autorizzazione alla costruzione di 40.000 metri quadrati di attività commerciali; il programma fu bloccato dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Monti, che non appoggiò la candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020 per motivi di finanza pubblica; nonostante gli annunci delle varie amministrazioni capitoline di voler recuperare la "Città dello sport" di Tor Vergata, l'opera versa ancora oggi nello stato di abbandono più totale ed è divenuta, anch'essa, sito di discarica abusiva di rifiuti ingombranti ed altamente inquinanti;