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Prevede altresì che la corrispettiva tutela sostanziale permanga per alcune fattispecie di permessi di soggiorno speciali. Alcune di esse - quali in particolare le vittime di violenza o grave sfruttamento, di violenza domestica, di particolare sfruttamento lavorativo - sono già previste dal testo unico dell'immigrazione e sono in parte ridefinite dal decreto. Ulteriori modifiche al testo unico intendono disciplinare puntualmente altre fattispecie, quali condizioni di salute di eccezionale gravità e situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine che impediscono temporaneamente il rientro dello straniero in condizioni di sicurezza. È inoltre introdotto un permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile. Infine, sono introdotte disposizioni circa le controversie relative al rilascio dei permessi speciali sopra ricordati, quanto a giudice competente e procedimento di trattazione delle impugnazioni. L'articolo 2 eleva da novanta a centottanta giorni il periodo massimo di trattenimento dello straniero all'interno dei centri di permanenza per i rimpatri. Eleva parallelamente da novanta a centottanta giorni il periodo di trattenimento presso le strutture carcerarie, superato il quale lo straniero può essere trattenuto presso il centro di permanenza per i rimpatri per un periodo massimo di trenta giorni. Autorizza, inoltre, a ricorrere alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, al fine di assicurare una tempestiva messa a punto dei centri medesimi. L'articolo 3 interviene sulla disciplina del trattenimento di stranieri che abbiano presentato domanda di protezione internazionale. A tal fine introduce due nuove ipotesi di trattenimento motivate dalla necessità di determinare o verificare l'identità o la cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale. Le nuove ipotesi di trattenimento sono autorizzate in luoghi determinati e per tempi definiti. In particolare, il trattenimento è autorizzato per il tempo strettamente necessario, e comunque non superiore a trenta giorni, negli appositi punti di crisi individuati dall'articolo 10- ter , comma 1, del testo unico sull'immigrazione. Qualora non sia stato possibile pervenire alla determinazione ovvero alla verifica dell'identità o della cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale, il trattenimento può essere effettuato, per un periodo massimo di centottanta giorni, nei centri di permanenza per i rimpatri di cui all'articolo 14 del medesimo testo unico. L'articolo 4 introduce alcune modalità di temporanea permanenza dello straniero in attesa di provvedimento di espulsione. In particolare, in mancanza di disponibilità di posti nei centri di permanenza per il rimpatrio, si prevede che lo straniero possa permanere in altre strutture idonee nella disponibilità dell'autorità di pubblica sicurezza, fino alla definizione del procedimento di convalida. L'articolo 5 esplicita che il divieto di reingresso nei confronti dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione ha efficacia nel territorio degli Stati membri dell'Unione europea nonché degli Stati non membri in cui si applichino gli accordi di Schengen. L'articolo 6 assegna al fondo rimpatri, istituito presso il Ministero dell'interno, le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018 per l'avvio di un programma di rimpatrio volontario assistito. L'articolo 7 amplia il novero dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego e la revoca della protezione internazionale, includendovi fattispecie delittuose di particolare allarme sociale. L'articolo 8 dispone in materia di cessazione dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria. In particolare, si specifica che - salvo la valutazione del caso concreto - il rientro nel Paese di origine è indice della volontà del rifugiato di ristabilirvisi. L'articolo 9 esclude dal beneficio dell'autorizzazione a rimanere sul territorio nazionale i richiedenti asilo che reiterano la domanda per ritardare o impedire l'esecuzione di un provvedimento di allontanamento ovvero perché la prima domanda reiterata è stata giudicata inammissibile o rigettata in quanto infondata. L'articolo 10 disciplina il procedimento immediato dinanzi alla commissione territoriale, in casi particolari. L'articolo 11 prevede la possibilità d'istituire presso le prefetture sino ad un massimo di tre articolazioni territoriali dell'unità di Dublino, deputata ad individuare lo Stato dell'Unione europea competente all'esame delle domande di protezione. L'articolo 12 interviene sulle disposizioni concernenti il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, al fine di limitare i servizi di accoglienza territoriale ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati. Conseguentemente, viene modificato l'impianto complessivo del sistema di accoglienza dei migranti sul territorio, così come definito dal decreto legislativo n. 142 del 2015. L'articolo 13 prevede che il permesso di soggiorno per richiesta d'asilo non consenta l'iscrizione all'anagrafe dei residenti, fermo restando che esso costituisce documento di riconoscimento. L'articolo 14 introduce nuove disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza, modificando e integrando a tal fine la legge n. 91 del 1992. Tra le sue previsioni, si segnala l'ipotesi di revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per una serie di reati, nonché l'abrogazione della disposizione che preclude il rigetto dell'istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio, decorsi due anni dalla stessa. L'articolo 15 reca disposizioni in materia di giustizia. In particolare, s'intende colmare una lacuna legislativa, allineando la disciplina prevista per il processo civile a quella dettata per il processo penale dall'articolo 106 del testo unico in materia di spese di giustizia. Il Titolo II introduce norme finalizzate a rafforzare i dispositivi a garanzia della sicurezza pubblica, con particolare riferimento alla minaccia del terrorismo e al contrasto delle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici, nonché al miglioramento del circuito informativo tra le forze di polizia e l'autorità giudiziaria. Nel dettaglio, l'articolo 16 estende le ipotesi di reato che consentono al giudice di adottare il provvedimento di allontanamento dalla casa familiare anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 280 del codice di procedura penale e introduce la facoltà di utilizzare il braccialetto elettronico come strumento di controllo dell'esecuzione di tale provvedimento, nelle ipotesi di maltrattamenti contro familiari o conviventi e stalking . L'articolo 17 pone in capo agli esercenti di attività di autonoleggio di veicoli senza conducente l'obbligo di comunicare i dati identificativi dei clienti al CED interforze per finalità di prevenzione del terrorismo. L'articolo 18 prevede un ampliamento dell'accesso da parte del personale della polizia municipale, nei Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, a specifici archivi presenti nella banca dati CED interforze. L'articolo 19 è volto a consentire alla polizia municipale dei comuni con più di 100.000 abitanti di utilizzare in via sperimentale armi comuni a impulso elettrico.