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Il messaggio che voglio portare oggi a tutti voi, cari colleghi, è che non si può continuare così. Abbiamo nelle mani il futuro di una Nazione e il bilancio dello Stato deve essere una cosa seria, istituzionale, con scadenze e regole che si rispettano e quadrature dei conti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo è ciò che si pretende dalle aziende, dagli imprenditori, ma anche da tutti i cittadini. Si demonizza l'evasore, che spesso si trova a pagare sanzioni e balzelli per aver tardato di un giorno nei pagamenti; noi pretendiamo dai cittadini italiani rigore e rispetto delle leggi e poi noi cosa facciamo, anzi voi cosa fate? Raffazzoniamo, anzi raffazzonate un bilancio in una notte di dicembre, con un Governo che ci viene a dire: abbiamo sbagliato, correggiamo, tanto il saldo non cambia; abbassiamo di 0,05 la plastica, facciamo rientrare il tetrapak. E il giorno dopo un emendamento si trova ma non è stato votato, l'altro è stato votato ma non si trova più. Basta un file di Excel, non ci vuole molto. Ho ascoltato l'intervento della collega Faggi di venerdì; lei l'ha spiegato meglio di me: prima di fare le pulci agli italiani e di riempirli di leggi e leggine senza senso, cominciamo a modernizzarci noi. Cominciamo a non avere più la carta che vola, un po' più di rigore, e ritroviamo la dignità del Parlamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il Parlamento in questo bilancio avrà voce per un terzo dei componenti, vi rendete conto? Alla legge più importante dello Stato ha avuto la possibilità di partecipare, con un emendamento, un'idea, un correttivo, soltanto un terzo dei parlamentari; soltanto i senatori. E gli onorevoli deputati? Non avranno questo privilegio perché non c'è tempo. È il risultato di un Governo che ha sprecato il tempo a litigare per quaranta giorni. Questa è una piena responsabilità dell'attuale Esecutivo, che butta fuori una legge e poi si accorge di aver partorito un mostro, e cerca ovviamente il correttivo. I colleghi hanno parlato tutti abbondantemente di plastic tax , sugar tax , auto aziendali, Imu, Tasi, TOSAP: ci avete messo troppo tempo a rendervi conto che erano tutte stupidate, frutto di una visione miope. A fronte di un misero contributo in termini di entrate avete creato il caos nel mondo dell'imprenditoria; non avete fatto i conti con le cadute e le ricadute sul mondo reale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma l'azienda che stampa o calandra o trafila prodotti in plastica come farà a calcolare quanto materiale da riciclo mette dentro i prodotti? Altri registri magari? Altra tenuta di registri? Altre incombenze? E come si potrà controllare se un prodotto contiene 30, 40, 50 per cento di materiale riciclato? Sapete cos'è una materozza? Fa parte del processo produttivo di stampaggio e nella normalità viene reimmessa come riciclo nel processo produttivo; come verrà considerata? Non lo sapete perché chi parla tanto, con tutta probabilità, non ha mai visto un processo produttivo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Chi è l'ideatore di questa tassa? Chi è? Vorrei conoscerlo, guardarlo in faccia. Ma torniamo al nostro modo di fare il bilancio: anche la Ragioneria come ragiona? Bisogna fare i conti con la realtà. Com'è possibile che, quando si diminuisce un'entrata, non vi sia un calcolo probabilistico che mi dà una stima dell'impatto positivo in termini espansivi sull'economia reale? È come se un'azienda investisse in un progetto considerandone soltanto il costo e non i probabili profitti. Allo stesso modo, per quanto riguarda le maggiori entrate derivanti da una maggiore tassazione: com'è possibile che la Ragioneria consideri soltanto il valore della maggior entrata e non consideri l'effetto - ben più grave e reale - di una contrazione economica che alla fine determina un'entrata inferiore? Com'è successo all'emendamento abrogativo dell'articolo 14 del cosiddetto decreto crisi d'impresa: era il 14.1, quello sullo scudo fiscale dell'Ilva. Non è stato trattato in Commissione bilancio. La Ragioneria non ha avuto niente da dire su quell'emendamento; eppure, guardate i devastanti risvolti finanziari ed economici sull'economia reale. Bastava esprimersi ex articolo 81 della Costituzione, ma la volontà politica ha prevalso sulla coerenza e sul buonsenso. PRESIDENTE. Senatrice, deve concludere. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Termino, Presidente, e la ringrazio. Siamo all'assurdo, e qualcuno ha il coraggio di dire che quest'anno è andata meglio perché abbiamo votato in Commissione. A quei senatori ricordo che 600 parlamentari non solo non voteranno, ma non avranno neanche la minima possibilità di dire la loro. Vergogna! L'ennesima fiducia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Non ricordo un solo provvedimento che non sia passato finora senza fiducia, e anche in questo caso non vi smentite: fiducia al Senato, fiducia alla Camera e il bilancio è fatto. Fermatevi, questa vergogna deve concludersi al più presto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, noi di Più Europa avevamo davvero sperato che questo nuovo Governo, il Conte -bis , relativamente alla legge più importante di un Paese, la legge di bilancio, si sarebbe comportato in modo diverso rispetto a come l'ha affrontata l'anno scorso, in nome di una proclamata, quanto inesistente, discontinuità. Invece, non è così, sia nel metodo del rapporto con il Parlamento - che definire indecoroso è persino eufemistico - sia nel merito. E voglio cominciare dal metodo. Lo scorso anno in Senato la legge di bilancio non fu neppure discussa. Ricordate? Fu licenziata con un voto di fiducia su un testo arrivato in extremis , senza che nessuno potesse averne neppure contezza. Quest'anno si sono concessi giorni in più di discussione, più o meno finta, in Commissione, in attesa del testo vero che il Governo, come abbiamo sentito, ha licenziato in queste ore. Insomma, siamo di fatto alla situazione dell'anno scorso, a parti opposte tra Senato e Camera, perché la Camera è evidentemente in una condizione di impossibilità di analisi. Aggiungo che anche nel merito siamo in perfetta continuità col precedente Governo. Le riforme simbolo del Conte I (parlo di quota 100 e del reddito di cittadinanza) sono rimaste le questioni prioritarie, non negoziabili, anche per l'attuale maggioranza. Le clausole di salvaguardia sono state disinnescate per 23 miliardi per il 2020, ma saranno riproposte obiettivamente per 43 miliardi nel biennio 2021-2022.