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Così Altiero Spinelli commentava causticamente la sconfitta della sua idea d'Europa; ma egli non si arrese fino alla fine dei suoi giorni. A noi il compito di proseguire questo difficile, ma necessario cammino. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei ringraziare anzitutto il relatore, il Presidente della Commissione e tutti i componenti della 14 a Commissione. Non è un ringraziamento formale, ma di sostanza, perché in questo passaggio al Senato il lavoro che hanno portato avanti, facendo da perno con tutte le Commissioni, nelle ultime settimane e, in particolare, negli ultimi giorni, hanno dimostrato come il Parlamento possa positivamente contribuire al processo legislativo. È un segnale importante. Mi soffermerò solamente sugli articoli che parlano di ambiente: uno dei pilastri di questa legge di delegazione. Non è un caso, forse, che la discussione avvenga oggi: ieri era il giorno del sovrasfruttamento, l' overshoot day , il giorno in cui ci siamo bruciati tutte le risorse di un anno del nostro pianeta. Ebbene, per noi la risposta a questo non è la "ricrescita felice", ma riuscire a invertire la tendenza e a dare risposte e anche questa legge di delegazione è per noi la risposta al richiamo fatto proprio oggi da Luca Parmitano dalla stazione spaziale, nel ricordarci come avanzino i deserti e arretrino i ghiacciai. Noi crediamo che anche con le misure contenute nella legge di delegazione in esame il Governo possa individuare - se così si può dire - la via italiana alla sostenibilità e al raggiungimento di determinati obiettivi che l'Unione europea ci pone, ma che necessariamente il nostro Paese deve declinare in termini di sostenibilità anche economica del sistema Paese. Ciò che noi riteniamo possibile fare. In attesa che l'Europa ci conceda quello che abbiamo chiesto e che sfidiamo gli altri Paesi a fare, escludendo dal calcolo del deficit tutte le risorse che noi riteniamo sia necessario impiegare per combattere i cambiamenti climatici e realizzare effettivamente l'economia circolare, la green economy (perché solo così, facendo di più e consumando di meno, potremmo dare una risposta globale), noi abbiamo già inserito le nostre piccole misure. Penso, ad esempio, alla campagna che intendiamo applicare per i RAEE, la raccolta uno contro zero, in tutte le attività commerciali, perché fintanto che avremo quattro Regioni italiane, il 25 per cento della popolazione, sotto la media, noi il traguardo del 65 per cento a livello europeo, non potremo mai raggiungerlo, fintanto che non sapremo dare una risposta concreta al problema dell' end of waste , non potremo raggiungere i traguardi che tutti condividiamo. Permettetemi allora di concludere il mio intervento proprio dedicando un passaggio al tema dell' end of waste , che da mesi si rimpalla tra un provvedimento e l'altro. Dopo il passaggio positivo, ancorché limitato, compiuto con lo sblocca cantieri che ha riguardato prevalentemente le materie tradizionali, quelle normate fino al 1998, serviva uno sforzo corale per dare una risposta alle centinaia di impianti già presenti che avevano autorizzazioni rilasciate in corso, che trattavano materiali più avanzati, che rischiavano di vedere bloccate attività già in funzione. Ebbene quello sforzo corale c'è stato e credo che l'approvazione all'unanimità in Commissione di un emendamento che fa chiarezza e fa un altro passo nella giusta direzione sia lo spirito che purtroppo gli altri Paesi, come classe dirigente, hanno sempre e noi italiani troppo spesso abbiamo solo in occasione degli eventi sportivi, quando c'è da tifare la Nazionale o quando c'è un momento di cordoglio o di unità, come abbiamo vissuto poco fa ricordando un militare dell'Arma dei carabinieri. È importante che con lo stesso spirito, come classe dirigente del Paese, si seguiti a dare risposta a una comunità che anche sul tema dell'ambiente non può aspettare oltre per farne un'opportunità di crescita sul piano occupazionale ed economico, perché sia un ulteriore volano. Per secoli l'Italia è stata all'avanguardia in tantissimi settori; può continuare ad esserlo anche in questo se, come classe dirigente, sapremo fornire al Paese le risposte che da tempo ci chiede. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Giammanco. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento in discussione nella seduta odierna rappresenta un'ottima occasione per affrontare il tema delle politiche comunitarie. Abbiamo passato mesi assistendo a sterili polemiche tra il Governo e le istituzioni europee, polemiche che ci hanno portato all'isolamento e che non hanno risolto nessuna delle problematiche che affliggono il nostro Paese, dalle politiche migratorie alla necessità di ottenere maggiore flessibilità sui nostri conti. In un sistema multiStato, in cui molte decisioni fondamentali come quelle relative alla politica estera e alla difesa dei confini vengono assunte anche su base intergovernativa, occorrerebbe trattare utilizzando l'arte della diplomazia, anziché ricorrere a prove muscolari che si rivelano propagandistiche, ma per nulla efficaci. Invece, siamo arrivati al punto che un vice premier , Luigi Di Maio, si sia recato a visitare i leader di un movimento sovversivo, quello dei gilet gialli, mettendo il Paese in condizione di seria difficoltà con un partner strategico come la Francia. (Applausi della senatrice Rizzotti) . Nei giorni scorsi la Presidenza finlandese del Consiglio dell'Unione europea ha informato i Ministri competenti dei diversi Stati membri sul piano di lavori rispetto al quadro finanziario pluriennale per il periodo programmatico 2021-2027. Ci sono potenze come gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, cui piacerebbe vedere un'Europa debole e divisa, sprovvista delle diverse risorse necessarie per poter svolgere adeguatamente il suo ruolo a livello mondiale. Al contrario, noi di Forza Italia riteniamo necessaria l'unità dei Paesi europei per potere fronteggiare sullo stesso piano queste grandi Nazioni. A questo scopo è necessario un bilancio adeguato per sostenere principalmente sfide economiche e politiche, ma anche militari: serve un legame strategico forte tra i vari Stati membri che non possono e non devono agire da soli sullo scenario globale. È evidente che la logica isolazionista portata avanti da alcune forze politiche, che sottovalutano il dato positivo del processo di integrazione dell'Unione, rischia di porci nelle condizioni di dovere poi trattare con altre potenze mondiali da posizioni negoziali di estremo svantaggio. La riuscita delle trattative sulla formazione del nuovo bilancio comunitario è cruciale, ovviamente e soprattutto per il nostro Mezzogiorno. La probabile uscita del Regno Unito dall'Unione Europea in seguito alla Brexit richiederà, se si vogliono mantenere le attuali dotazioni finanziarie, maggiori sforzi ai Governi dei restanti 27 Stati.