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è di tutta evidenza che la sentenza del TAR del Lazio penalizza non solo quei docenti che hanno con pieno merito e nel totale rispetto delle regole superato le tre difficili prove previste, ma soprattutto l'intero sistema scolastico italiano, già da anni al collasso a causa dell'annoso fenomeno delle reggenze; a parere degli interroganti, al di là di un'auspicata sospensione della sentenza da parte del Consiglio di Stato, sarebbe opportuna una soluzione definitiva della situazione, si chiede di sapere quali misure urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di salvaguardare la procedura concorsuale e garantire tutela ai docenti che hanno superato le prove selettive. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01930 PILLON Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: tra le istituzioni pubbliche che hanno concesso il loro patrocinio al "Milano Pride" del 29 giugno e al "Toscana Pride" del 6 luglio 2019 figurano vari atenei statali come il politecnico di Milano, l'università degli studi di Milano, l'università per stranieri di Siena, l'università degli studi di Firenze; il patrocinio è un attestato di riconoscimento con il quale l'istituzione esprime il proprio apprezzamento e la propria adesione simbolica ad iniziative di particolare interesse, prestigio e rilievo, che siano attinenti ai fini istituzionali dell'ente; nel documento politico del "Milano Pride 2019" e in quello del "Toscana Pride 2019" sono utilizzati termini come "pretendere", "esigere", "obbligare la politica" all'estensione dell'istituto del matrimonio e dell'adozione dei minori a tutte le persone, a prescindere da sesso biologico, identità di genere e orientamento sessuale, e a riconoscere il libero accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) a tutte le persone, anche coppie omosessuali o singoli individui, in violazione di quanto disposto dalla legge n. 40 del 2004, che vieta e sanziona il ricorso a queste tecniche da parte di persone dello stesso sesso; si fa poi riferimento alla necessità di introdurre nel nostro Paese una disciplina normativa che legittimi la pratica dell'utero in affitto, a giudizio dell'interrogante abominevole, un delitto nel nostro ordinamento il quale vieta non solo l'utilizzo di tale tecnica ma anche ogni forma di pubblicizzazione. La stessa Corte costituzionale con sentenza n. 272 del 2017 ha stabilito che la maternità surrogata "offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane"; gli organizzatori del Milano Pride accusano infine il Governo italiano di "volontà discriminatoria e totale mancanza di rispetto" per aver modificato il testo del decreto ministeriale 23 dicembre 2015 reintroducendo la dicitura "madre" e "padre", in luogo di "genitore", sulla carta d'identità e denunciano le "politiche scellerate" del Governo in materia di regolazione dei flussi migratori accusandolo di riproporre "valori neofascisti, bianchisti e sovranisti", si chiede di sapere se, in funzione del potere di vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca sulle università e nel rispetto dell'autonomia didattica degli atenei, costituzionalmente garantita, il Ministro in indirizzo ritenga necessario chiedere chiarimenti agli istituti che hanno concesso il loro patrocinio a queste manifestazioni che difendono e promuovono pratiche illegali come il ricorso alla procreazione medicalmente assistita da parte di coppie omosessuali e la maternità surrogata, spingendosi sino ad accusare il Governo di "volontà discriminatoria" e di riproporre valori neofascisti. Atto n. 4-01931 MONTANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: con delibera n. 359 del 28 febbraio 2018 del comitato di gestione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, firmata dall'allora direttore Giovanni Kessler ed approvato definitivamente il 26 aprile 2018 dal Ministro pro tempore dell'economia e delle finanze, veniva aggiornato il regolamento di amministrazione che prevedeva la razionalizzazione dell'ente; con delibera n. 371 del 27 novembre 2018 del comitato di gestione il nuovo direttore Benedetto Mineo ha aggiornato il regolamento di amministrazione, sostituendo integralmente il precedente, ma dichiarandone la provvisorietà in virtù della "necessità di adottare un modello organizzativo transitorio che, minimizzando gli impatti sugli attuali sistemi informatici, permetta di ottenere immediati benefici conseguenti ad una revisione dell'assetto organizzativo delle strutture di vertice centrali e territoriali"; ogni atto di riorganizzazione definitiva è slittato quindi al 2019 e sarà operativo nel 2020; nel precedente regolamento n. 359 del 28 febbraio 2018, veniva, fra l'altro, razionalmente e funzionalmente resa autonoma la Calabria, staccandola dalla Campania e accorpandola alla Basilicata, istituendo la relativa sede interregionale a Catanzaro, si chiede di sapere: quali siano state le difficoltà operative rappresentate dalla direzione centrale tecnologie per l'innovazione dell'Agenzia delle dogane e monopoli che hanno ritardato e impedito l'attuazione degli obiettivi strategici dell'Agenzia, dettati nel regolamento di amministrazione deliberato dal comitato di gestione in data 28 febbraio 2018; se si adotteranno, una volta superate tali difficoltà tecniche, e considerata la "provvisorietà" della nuova delibera n. 371 del 27 novembre 2018, i medesimi criteri di razionalizzazione, efficacia ed efficienza proposti dalla precedente delibera n. 359 del 28 febbraio 2018, e, in particolare, se sarà confermato l'accorpamento Calabria-Basilicata con sede interregionale a Catanzaro. Atto n. 4-01932 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: le nuove linee di indirizzo nazionale sul triage intraospedaliero, trasmesse il 29 maggio 2019 alla Conferenza Stato-Regioni, prevedono la trasformazione dei codici che identificano il grado d'urgenza, con la proposta di passare dalla nota codifica contraddistinta da 4 colori (rosso, giallo, verde e bianco), ad una con 5 gradi d'urgenza, dove i colori sono sostituiti da numeri arabi, dall'1 al 5; il codice del triage non è altro che una sorta di semaforo che dà la priorità di accesso alla visita medica in base al grado di urgenza che presenta il paziente, grado di urgenza che, a parere dell'interrogante, non sempre si identifica con la gravità; il documento pone due motivazioni alla base del passaggio dai colori ai numeri: "focalizzare l'attenzione sulle condizioni cliniche che rientrano nell'ambito dell'urgenza differibile, individuando l'ambito delle patologie da definire come urgenza minore" e "evitare la confusione con altri codici colore (rosa, argento ed altri), non indicativi di una priorità d'accesso, ma di un percorso dedicato"; ad avviso dell'interrogante, la prima motivazione non spiega in qual modo l'incremento del numero dei gradi di urgenza e la trasformazione del codice da colore a numero arabo possa consentire un miglior inquadramento clinico del paziente;