[ddlpres]

Definizione dei princìpi fondamentali, delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di diritto allo studio, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere m) e n) , e terzo comma, della Costituzione. Onorevoli Senatori. -- Il diritto allo studio discende dall'articolo 34, terzo comma, della Costituzione che recita: «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Pertanto la Repubblica, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 34, quarto comma, della Costituzione, deve rendere «effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». Si tratta quindi di un diritto sociale costituzionalmente garantito ai «capaci e meritevoli», consistente nel diritto all'eliminazione di ciò che possa rappresentare un ostacolo alla realizzazione dello stesso. Esso è finalizzato al pieno esercizio del diritto e dell'obbligo di istruzione, allo sviluppo integrale e continuo della persona, al perseguimento del successo formativo, all'acquisizione della consapevolezza dei diritti e dei doveri inerenti ad una cittadinanza attiva, alla valorizzazione del singolo come strumento di crescita civile, sociale ed economica della comunità. Nella sentenza n. 282 del 2002 la Corte costituzionale ha precisato che i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali non sono una materia in senso stretto, ma una competenza del legislatore idonea a investire tutte le materie, rispetto alle quali il legislatore stesso deve poter porre le norme necessarie per assicurare a tutti, sull'intero territorio nazionale, il godimento di prestazioni garantite, come contenuto essenziale dei diritti, senza che la legislazione regionale possa limitarle o condizionarle. Nel corso degli ultimi anni si sono rese evidenti le inefficienze del sistema di diritto allo studio del nostro Paese. L'abbandono delle università è il segno più evidente di un sistema di diritto allo studio che, non garantisce nei fatti la possibilità a tutti i cittadini di poter studiare indipendentemente dalle condizioni socio-economiche di partenza, né tantomeno, agli aventi diritto la possibilità di fruire delle borse di studio. Le forti disparità esistenti tra le regioni in materia di diritto allo studio hanno comportato il mancato raggiungimento dell'obbiettivo dell'equità di trattamento degli studenti sul territorio nazionale. Occorre superare le disparità che permangono tra le regioni in materia di diritto allo studio: solo garantendo il libero accesso all'istruzione, sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione, è possibile combattere l'esclusione sociale e dare finalmente una risposta concreta alle priorità del nostro Paese. A tal fine l'articolo 1 stabilisce che la Repubblica garantisce la piena fruizione del diritto allo studio mediante l'attivazione e la fornitura di servizi sussidiari e di servizi alla persona nell'ambito del sistema educativo di istruzione e formazione. L'articolo 2 prevede che destinatari degli interventi e delle provvidenze in cui si concretizza il diritto allo studio possano essere: a) gli studenti, anche adulti, iscritti e frequentanti presso le istituzioni scolastiche del sistema di istruzione e formazione; b) le istituzioni scolastiche del sistema di istruzione e formazione; c) gli enti locali; d) i soggetti senza scopo di lucro, singoli e associati, che, in possesso di idonei requisiti morali e organizzativi, agiscano in tale campo in base al principio di sussidiarietà. L'articolo 3 stabilisce che costituiscono livelli essenziali delle prestazioni in materia di diritto allo studio, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, i servizi sussidiari e i servizi alla persona che le regioni assicurano, mediante adeguati stanziamenti finanziari, nell'esercizio delle loro competenze legislative. Gli articoli 4 e 5 individuano i servizi sussidiari e i servizi alla persona. L'articolo 6 prevede l'istituzione della Conferenza nazionale per il diritto allo studio, cui partecipano rappresentanti delle regioni, degli enti locali, delle istituzioni scolastiche appartenenti al sistema educativo di istruzione e di istruzione e formazione professionale, dei sindacati di categoria e delle associazioni professionali della scuola, delle associazioni dei genitori e degli studenti, nonché dei soggetti senza scopo di lucro che agiscano nel campo del diritto allo studio in base al principio di sussidiarietà, secondo le modalità stabilite da apposito regolamento ministeriale, che individua le relative rappresentanze sulla base della loro rappresentatività all'interno di ciascuna componente. L'articolo 7 prevede l'istituzione di un fondo perequativo statale, allo scopo di fornire risorse finanziarie aggiuntive alle regioni con minore capacità fiscale in rapporto al numero degli studenti iscritti e frequentanti presso le istituzioni scolastiche del sistema educativo di istruzione e formazione situate nel loro territorio. L'articolo 8 detta disposizioni per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano. L'articolo 9 fa salve tutte le forme di intervento, agevolazione o sussidio, previste dalle leggi statali vigenti a vantaggio degli studenti iscritti e frequentanti presso il sistema educativo di istruzione e formazione.. 1 (Diritto allo studio. Definizione e principi fondamentali) 1 Al fine di favorire la crescita ed il pieno sviluppo della persona umana, sia come singolo sia come membro di formazioni sociali, la Repubblica rende accessibile a tutti il sistema educativo d'istruzione e formazione, incentiva il merito e garantisce ai capaci e meritevoli il proseguimento degli studi, rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che lo impediscono. 2 Lo Stato detta le norme generali ed i principi fondamentali in materia di istruzione e definisce i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale. 3 Il diritto allo studio, quale strumento di solidarietà e di uguaglianza sostanziale tra i cittadini, è un diritto sociale della persona. Esso è finalizzato al pieno esercizio del diritto e dell'obbligo di istruzione, allo sviluppo integrale e continuo della persona, al perseguimento del successo formativo, all'acquisizione della consapevolezza dei diritti e dei doveri inerenti a una cittadinanza attiva, alla valorizzazione del singolo come strumento di crescita civile, sociale e economica della comunità. 4 La Repubblica garantisce la piena fruizione del diritto allo studio mediante l'attivazione e la fornitura di servizi sussidiari e di servizi alla persona nell'ambito del sistema educativo di istruzione e formazione. 2 (Norme generali) 1 Destinatari degli interventi e delle provvidenze in cui si concretizza il diritto allo studio possono essere: a gli studenti, anche adulti, iscritti e frequentanti presso le istituzioni scolastiche del sistema di istruzione e formazione; b le istituzioni scolastiche del sistema di istruzione e formazione; c gli enti locali; d i soggetti senza scopo di lucro, singoli e associati, che, in possesso di idonei requisiti morali e organizzativi, agiscano in tale campo in base al principio di sussidiarietà.