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Tali norme possono creare veramente nuovo lavoro e far alzare la gente dai divani. L'articolo 2 stanzia fondi per la montagna. Parlo da piemontese. Ho visto un prospetto che non mi è piaciuto: 18 milioni al Piemonte e 50-60 milioni ad altre Regioni e Province, secondo dei parametri nei quali non mi ritrovo. L'articolo 4 reca proroga cartelle. Le rate della rottamazione ter e saldo e stralcio sono state rinviate, secondo delle precedenti scadenze, al 31 luglio o al 30 novembre. Sono stati annullati i debiti di importo inferiore a 5.000 euro affidati agli agenti della riscossione nel periodo 2000-2010. Orbene, su questo punto rivolgo un invito al Governo. Mi spiace che non sia presente il Sottosegretario al MEF, ma mi rivolgo al Sottosegretario presente. In 6° Commissione abbiamo ricevuto un documento dal MEF, in data 6 ottobre 2020, che dice che il magazzino fiscale, del quale qualcuno qui dentro si riempie la bocca, che era di 986 miliardi, in realtà è di 74 miliardi. La differenza è abissale. Nei 986 miliardi sono ricompresi i soggetti falliti, i soggetti deceduti e le ditte cessate, i nullatenenti, i contribuenti già sottoposti ad azione cautelare esecutiva precedente. Invece, si tratta di 74 miliardi, la metà dei quali ante 2015, quindi prescritti salvo interruzione, e dei quali bisogna prendere atto con un provvedimento. Questo perché non esistono: i 74 miliardi vanno divisi per due e derivano, per la maggior parte, da crediti dello Stato o di altri enti e qualcosa dall'INPS. L'articolo 20, sui i vaccini, che prevede anche fondi per la ricerca, ha stanziato un importo notevolissimo (che è importante e non riguarda soltanto i vaccini), al commissario straordinario per l'emergenza e alla Protezione civile, per 1,928 miliardi - sono i fondi meglio stanziati - e 2,8 miliardi per comprare nuovi vaccini. I vaccini vanno comprati ad ogni prezzo: lo dico per la terza volta in quest'Aula. 500.000 vaccini al giorno è un traguardo giusto, ma è un punto di partenza. Sulla base dei dati, stante il fatto che bisogna essere vaccinati due volte, occorrono 200 giorni totali per vaccinare tutti, meno i già vaccinati. Dopodiché, bisogna ripartire. Auspico che ci sia, a partire da qui, un piccolo fondo per i danni all'agricoltura causa gelo del 7 e dell'8 aprile, destinato alle Regioni del Nord ma non solo. Bisogna aggirare o in qualche modo avere l'autorizzazione dell'Europa, ma confido che il Governo possa ottenerla e possa stanziare delle risorse. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, con il decreto-legge sostegni che ci apprestiamo a convertire ci lasciamo finalmente alle spalle le modalità strampalate applicate durante l'epoca dei cosiddetti decreti ristori. Finalmente il Parlamento ha riacquisito un ruolo centrale nel processo legislativo. Il provvedimento eroga lo scostamento da 32 miliardi di euro, votato a gennaio dal Parlamento, per far fronte alle esigenze del protrarsi della pandemia oltre il periodo di Natale e indennizzare le attività produttive danneggiate a dicembre e gennaio scorsi. Certo, ormai siamo a maggio e ancora non siamo tornati alla normalità, né alla riapertura totale delle nostre attività e questo ci ha costretti a un ulteriore scostamento di bilancio per ulteriori 40 miliardi di euro che saranno impiegati per il prossimo decreto sostegni- bis . Siamo consapevoli che il miglior sostegno che possiamo dare è quello di far tornare alla normalità il Paese al più presto. Lo sforzo del generale Figliuolo di procedere velocemente nella campagna vaccinale è sicuramente la strada giusta per consentire le riaperture e far così ripartire l'Italia in maniera spedita verso la ripresa economica. Certo, il danno che il comparto economico ha avuto è ingente, soprattutto con riferimento ai settori del turismo, della ristorazione, della moda, fieristico, del wedding, delle palestre, delle piscine, dei cinema, dei parchi e delle discoteche. Sicuramente servirebbe una montagna di soldi per compensare il danno. I ristori sono irrisori; si possono quantificare con l'incasso di un giorno di un ristorante ed è poco. Vorrei parlare di montagna, che è un tema a me caro per le mie origini e per la mia appartenenza a un territorio bello, che, proprio per la sua caratteristica morfologica, vede le attività economiche basarsi quasi esclusivamente sul turismo, mentre le rimanenti godono, a ricaduta, dei benefici che questo settore comporta. Non ricordo un inverno così nervoso da quando ero bambina, ma soprattutto non ricordo un silenzio così assordante come quello che la passata stagione invernale ha riservato alle località turistiche di montagna. Qualcuno in principio ha cercato di banalizzare la mancata stagione invernale dicendo: è solo una sciata. Cosa più sbagliata non si poteva dire perché chi vive in montagna sa che il lavoro di una stagione invernale significa, in parole povere, poter fare la spesa, pagare il riscaldamento, le tasse universitarie, l'affitto di casa e così via. Insomma, significa vivere. Sulla base dei dati dell'Osservatorio italiano del turismo montano, nell'inverno 2018-2019 il comparto, nelle sole 61 principali stazioni sciistiche italiane, ha riportato un fatturato pari a 10.409 milioni di euro. I lavoratori del comparto sono stimati in circa 75.000 unità. Pertanto, il fatturato perso è stato veramente ingente, soprattutto per quelle attività (impianti sciistici, maestri di sci, noleggio di attrezzature invernali) che purtroppo hanno il loro introito solo nei mesi invernali. Oltre al mancato incasso o stipendio, si deve tener conto dei costi fissi, spesso alti. Consideriamo che le temperature sotto lo zero comportano la necessità di tenere il riscaldamento acceso ad almeno 10 gradi anche nelle strutture chiuse, così da non incorrere nel congelamento delle condutture dell'acqua, con danni all'intero impianto. Ciò vale anche per le strutture come le piscine, presenti anche in montagna, che vanno non solo svuotate e chiuse, ma mantenute a una certa temperatura. I costi sono quindi alti. Strutture chiuse e stagionali senza lavoro fino alla stagione estiva: questo è quanto sta accadendo. La notizia del premier Draghi di un green pass nazionale ci dà grandi speranze e soprattutto ci mette alla pari con i nostri competitor europei. Almeno non ci saranno corsie preferenziali verso le località estere, così il prodotto turistico italiano può concorrere ad attrarre i turisti stranieri. Questo messaggio di fiducia dà sollievo ad un comparto che necessita di poter programmare la ripartenza ed avere la certezza di poter fare almeno una buona stagione estiva. Dalla sua nascita, questo nuovo Governo ha esordito bene, con l'istituzione del Ministero del turismo, e voglio ringraziare il ministro Garavaglia per l'impegno e l'attenzione che dimostra per le diverse specificità del turismo che l'Italia offre. (Applausi) .