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Delega al Governo per l'introduzione dell'educazione alla relazione e ai sentimenti nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Onorevoli Senatori. – Viviamo in un'epoca caratterizzata dal perdurare di alcuni effetti generati dall'emergenza da Covid-19, nonché dall'intensificarsi dei conflitti bellici, al netto di una crisi economica che grava sempre più su gran parte dei cittadini, con un disagio crescente per i nostri giovani, costantemente bombardati da stimoli esterni e sottoposti a sollecitazioni d'ogni genere e pressioni sociali. Al manifestarsi di sfide educative sempre più cogenti nella vita quotidiana, noi riteniamo che si renda necessario introdurre l'« educazione alla relazione e ai sentimenti » nelle scuole quale strumento essenziale per aiutare gli studenti a comprendersi, a comprendere i propri compagni e ad affrontare la complessità della vita. Infatti le relazioni interpersonali tra i membri della specie umana abbracciano – sia da un punto di vista etico sia scientifico – emozioni e sentimenti, tenendo presente, come sostenuto da Zygmunt Bauman, che « Le emozioni passano, i sentimenti vanno coltivati ». Le emozioni primarie (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa) sono presenti in tutti i mammiferi, mentre negli esseri umani le emozioni primarie si mescolano dando origine a emozioni più complesse, chiamate emozioni secondarie, o sociali, come il senso di colpa, l'invidia e la vergogna, che risentono dei condizionamenti culturali dell'ambiente sociale in cui si vive. Occorre una formazione che aiuti i bambini e gli adulti a riconoscere le forze che realmente li muovono (emozioni, istinti, e così via), forze che altrimenti rimangono loro sconosciute, per cui fanno risalire le proprie azioni a forze motrici false o apparenti. Si tratta di un approccio pedagogico-didattico che miri a conoscere meglio sia la vita interiore, il proprio mondo interno, sia, parimenti, quello esterno: che miri cioè a insegnare le competenze empatico-relazionali necessarie per comprendere ed esprimere i propri sentimenti e, di conseguenza, comprendere, evidenziare e rendere coscienti al meglio le proprie emozioni, verbalizzandole, chiamandole con il loro nome, in modo sano ed efficace, al fine di condurre una vita affettivamente più ricca e significativa. Attraverso l'educazione alle relazioni, infatti, gli studenti imparano a sviluppare l'empatia necessaria a comprendere le emozioni e i sentimenti altrui, a mettersi nei panni dell'altro e, di conseguenza, a costruire relazioni più positive e a gestire in modo costruttivo i conflitti. Simili competenze sono fondamentali per il successo, non solo nella vita personale, ma anche nella sfera accademica e professionale. Pertanto, introdurre l'educazione a relazioni affettivamente più ricche nelle scuole italiane apporterebbe numerosi benefici. In particolare, tali attività, condotte da educatori esperti, non devono riguardare solo l'insegnamento di competenze tecniche, ma concentrarsi anche sull'equilibrio della mente e del cuore. Perciò, le istituzioni hanno il dovere civico e morale di fornire agli studenti gli strumenti per conoscere, comprendere la realtà e comunicare i sentimenti delle proprie emozioni in modo sano ed empatico. Più specificamente, quanto in oggetto è argomento di crescente interesse in tutto il mondo e numerosi Paesi europei hanno già adottato metodologie diverse per integrare il loro sistema educativo. Gli approcci specifici all'educazione emotiva possono variare da Paese a Paese, perché sono il risultato di un processo culturale legato a usi e costumi. Questi approcci includono la formazione dei docenti di tutte le diverse discipline, indispensabile per migliorare l'approccio didattico nell'ambito dell'educazione emotiva, soprattutto in epoca post-pandemica. Inoltre, occorre conferire all'educazione alla relazione e ai sentimenti carattere di disciplina di area umanistica « trasversale », nei termini ora descritti, tale da rientrare a pieno titolo nel curriculum scolastico, affinché – all'interno del gruppo classe o in un determinato contesto, sia esso ridotto o allargato – si possano utilizzare con profitto materiali didattici dedicati (film, teatri, laboratori, seminari, gruppi di narrazione e di educazione reciproca) e organizzare attività pratiche, incoraggiando la partecipazione attiva degli studenti, in un confronto tra pari e senza pregiudizi o banalizzazioni. Promuovere il benessere affettivo-relazionale degli studenti non solo migliora lo sviluppo individuale, ma contribuisce anche a creare un ambiente scolastico più inclusivo e coinvolgente. In generale, i Paesi europei che hanno adottato l'educazione emotiva nelle scuole hanno riscontrato sicuri benefici e un aumento del benessere personale complessivo. Sotto questo profilo, i Paesi Bassi sono considerati pionieri nell'implementazione dell'educazione emotiva nelle scuole. Più specificamente, quest'ultima è considerata parte integrante del curriculum nazionale: gli studenti partecipano a lezioni strutturate che affrontano argomenti come lo sviluppo e il ruolo delle emozioni primarie e di quelle secondarie (sociali) nella filogenesi e ontogenesi dei membri della specie umana, la resistenza a forti emozioni negative, la comunicazione efficace per coltivare sentimenti positivi ai fini dello sviluppo di una coscienza di specie. Gli insegnanti sono formati in modo specifico, con una preparazione mirata, e vengono utilizzati materiali didattici dedicati. Analogamente, anche la Svezia ha adottato l'educazione emotiva come parte del proprio curriculum scolastico, laddove l'obiettivo è sviluppare negli studenti una maggiore consapevolezza delle proprie e altrui emozioni. Vengono utilizzati metodi interattivi, come i gruppi di ricerca e intervento, gruppi di narrazione e di autoeducazione reciproca permanente. Per quanto concerne la Finlandia, invece, notoriamente celebrata per la qualità della formazione, l'educazione emotiva è stata integrata nelle scuole. Invece di lezioni formali, si predilige la « creazione » di un ambiente scolastico. Soprattutto tutti i docenti devono condividere le proprie emozioni mettendosi in discussione e ponendo la propria esperienza al servizio del gruppo. Gli studenti apprendono l'empatia e la gestione delle emozioni attraverso esperienze pratiche e progetti di gruppo. Nel Regno Unito l'educazione emotiva è chiamata PSHE ( Personal, Social, Health and Economic Education ). Quest'ambito di apprendimento copre una vasta gamma di argomenti, tra cui la salute mentale, le relazioni interpersonali e la consapevolezza emotiva. Gli studenti partecipano a lezioni strutturate e discussioni guidate e vengono incoraggiati a esplorare e riflettere sulle proprie emozioni. È importante sottolineare che queste rappresentano solo alcune fra le esperienze di Paesi europei nell'implementazione dell'educazione emotiva nelle scuole. Molti altri Paesi europei, come la Norvegia, la Danimarca, la Germania e la Spagna, stanno lavorando attivamente per integrare l'educazione emotiva nel proprio sistema educativo.