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Si tratta di una modifica che porta anche la firma di tutti i gruppi parlamentari, che riconosce importanti sgravi fiscali e contributivi per tutte quelle imprese innovative che assumono, come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, lavoratori con disturbo dello spettro autistico nella misura di due terzi del personale. Ciò consentirà la nascita di realtà che hanno come obiettivo l'inclusione sociale e lavorativa delle persone autistiche. Prima di parlare dell'articolo 13 vorrei fare un discorso più ampio sulla sicurezza sul lavoro. Secondo quanto riportato nella sezione "Open data" del sito INAIL risulta che le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Istituto tra gennaio e ottobre sono state 448.110 (+6, 3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020), 1.017 delle quali con esito mortale. In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 45.395. Da tener presente che gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all'andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all'effetto distorsivo dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall'Inail, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell'intero 2021, con la conclusione dell'iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. Si tratta in ogni caso di numeri che danno il quadro di una situazione drammatica e che il Legislatore, per la sua parte, ha il dovere di provare a cambiare. E credo, sinceramente, che con questo decreto legge e le modifiche approvate, possiamo dire di aver imboccato la strada giusta. Il comma 1 dell'articolo 13 - insieme con l'Allegato 1 - reca un complesso di novelle nella disciplina in materia di sicurezza sul lavoro; le Commissioni riunite propongono peraltro una serie di ulteriori integrazioni specifiche nonché l'inserimento di un articolo aggiuntivo relativo alla sicurezza sul lavoro nel settore scolastico. Tra le modifiche vorrei segnalarne una a cui tengo molto, che sanziona in modo chiaro l'abuso e l'uso improprio del lavoro retribuito con ritenuta d'acconto in assenza dei requisiti necessari a tal fine e che prevede che, con riferimento all'attività dei lavoratori autonomi occasionali, alfine di svolgere attività di monitoraggio e di contrastare forme elusive nell'utilizzo di tale tipologia contrattuale, l'avvio dell'attività dei suddetti lavoratori sia oggetto di preventiva comunicazione all'Ispettorato territoriale del lavoro, competente per territorio, da parte del committente, mediante sms o posta elettronica. Mi auguro che ciò rappresenti finalmente un deterrente per l'abuso di queste forme scorrette di "lavoro". Inoltre, è stato approvato un emendamento che definisce normativamente la figura del preposto. L'introduzione del rafforzamento della figura del preposto è il primo passo per garantire un controllo interno che si affianca ai controlli esterni dell'ispettorato nazionale del lavoro che, con questo decreto, esce potenziato per competenze e per numero di addetti. E ancora, un altro emendamento consente poi ai lavoratori, alle associazioni imprenditoriali e ai sindacati di svolgere una formazione specifica in materia di sicurezza per far sì che tutte le persone che avranno l'incarico di occuparsi internamente di sicurezza siano formate con le più attuali, aggiornate ed efficaci impostazioni formative. Tra le novelle operate dall'articolo 13, comma 1, si segnalano in particolare le seguenti: - si prevede che ogni comitato di coordinamento in materia di sicurezza sul lavoro - istituito presso ciascuna regione o provincia autonoma - si riunisca almeno due volte all'anno e che il medesimo sia convocato anche su richiesta dell'ufficio territoriale dell'Ispettorato nazionale del lavoro (lettera a)); - si modifica la disciplina del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) (lettera b)). Riguardo all'ambito delle pubbliche amministrazioni che costituiscono il suddetto Sistema, la novella inserisce il Dipartimento per la trasformazione digitale (della Presidenza del Consiglio dei ministri) e I'INPS, oltre ad operare alcuni adeguamenti formali in relazione a modifiche istituzionali sopravvenute e a introdurre la possibilità di individuazione di ulteriori amministrazioni con decreto interministeriale. In merito alle finalità e all'oggetto del Sistema, la novella inserisce la valutazione delle attività di vigilanza, anche sulla base di una nuova apposita sezione del Sistema, dedicata alle sanzioni amministrative irrogate nel settore in oggetto, nonché mediante l'estensione alle parti sociali della facoltà di accesso anche al quadro del SINP relativo agli interventi di vigilanza. Si rileva che l'introduzione della suddetta sezione è intesa anche a superare alcune difficoltà per l'applicazione delle sanzioni specifiche previste per i casi di recidiva (difficoltà derivanti dalla mancata conoscenza di sanzioni, relative a precedenti illeciti, comminate da altre amministrazioni). Si prevedono inoltre sia una revisione delle norme attuative del SINP - ai fini dell'adeguamento alle modifiche suddette - mediante l'emanazione di un decreto interministeriale sia un decreto ministeriale di ridefinizione della composizione del Tavolo tecnico per lo sviluppo e il coordinamento del Sistema in oggetto (entrambi i decreti sono adottati previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome). La novella prevede altresì che l'INAIL renda disponibili ai dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali, per l'ambito territoriale di competenza, e all'Ispettorato nazionale del lavoro i dati relativi alle aziende assicurate, agli infortuni denunciati ivi compresi quelli sotto la soglia minima posta ai fini della tutela dell'INAIL - e alle malattie professionali denunciate; - le funzioni di vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro attribuite all'Ispettorato nazionale del lavoro vengono estese a tutti i settori lavorativi, sopprimendo le norme che limitavano tale competenza al settore edile e ad altri ambiti specifici (lettera c)). Di conseguenza, sia il suddetto Ispettorato sia le aziende sanitarie locali esercitano la vigilanza in esame in via generale - ferme restando alcune riserve di competenza, già stabilite dalla disciplina vigente, per altre amministrazioni -. La novella prevede altresì che, a livello provinciale, le aziende sanitarie locali e l'Ispettorato nazionale del lavoro, nell'ambito della programmazione regionale già contemplata dalle norme vigenti, promuovano e coordinino sul piano operativo l'attività di vigilanza esercitata da tutte le amministrazioni competenti e demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri le conseguenti modifiche alle disposizioni attuative concernenti il coordinamento in oggetto. Si dispone poi che l'Ispettorato nazionale del lavoro presenti, entro il 30 giugno di ogni anno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ai fini della trasmissione al Parlamento, una relazione analitica sull'attività svolta in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare; la relazione deve dar conto dei risultati conseguiti nei diversi settori produttivi e delle prospettive di sviluppo, programmazione ed efficacia dell'attività di vigilanza;