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Signor Presidente, signor Ministro, in questo ramo del Parlamento - e, segnatamente, nella Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale - molto prima che la pandemia si abbattesse sul nostro Paese ci siamo occupati di una cosa che ritengo molto importante, ossia l'ipotesi di introdurre un salario minimo legale. Siamo partiti da alcuni disegni di legge depositati da molto tempo in Senato e anche grazie all'impulso di chi l'ha preceduta al Ministero. Poi, naturalmente, la pandemia ha mandato a gambe all'aria l'agenda politica. Tuttavia, signor Ministro, ritengo non vi sia un solo motivo per il quale si debba abbandonare quella strada, tanto più alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi. Occorre introdurre una soglia, sul piano del salario orario, al di sotto della quale nessun lavoratore deve poter scendere. Lo dobbiamo fare, signor Ministro, perché è un sentiero percorribile e perché il salario minimo è una strada che ci viene indicata anche dall'Europa. Signor Ministro, lei è molto sensibile a questi temi, come sta dimostrando anche in veste di Ministro del lavoro e delle politiche sociali. C'è il dramma che vivono i lavoratori che hanno perso - o rischiano di perdere - il posto di lavoro (se ne è peraltro parlato anche poco fa) e desidero ringraziarla perché si sta occupando di capire che cosa accadrà il minuto dopo la rimozione del blocco dei licenziamenti, in relazione soprattutto alla riforma degli ammortizzatori sociali cui ha fatto riferimento. Tuttavia, non è meno mortificante (sempre che si possa stabilire una qualche gerarchia) la condizione di chi un lavoro ce l'ha, ma, proprio perché sottopagato, non si vede garantita la dignità per sé e i propri cari. Dico questo anche alla luce di una tradizione piuttosto solida delle relazioni industriali di questo Paese (che dobbiamo difendere, rilanciare e riportare nel mondo nuovo), che è la contrattazione collettiva nazionale. All'interno di quella cornice non possiamo però più permetterci che le maglie più o meno larghe dello schema facciano sì che ci siano lavoratori che sfuggono e vivono una condizione di lavoro povero. La mia domanda è molto semplice. Signor Ministro, cosa sta immaginando di fare, sul piano fattivo, al fine della possibile introduzione di un livello minimo salariale, di cui credo che questo Paese abbia bisogno? (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, ringrazio il senatore Laforgia per il quesito posto, che riguarda le iniziative che si intendono adottare per migliorare l'adeguatezza dei salari e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. È di qualche giorno fa la notizia che il nostro Paese ha avuto tra le più forti perdite del potere d'acquisto dei lavoratori all'interno dell'Unione europea. Il tema è di primaria importanza, in particolar modo nel momento attuale, perché la pandemia ha duramente colpito l'economia europea e risulta essenziale assicurare salari che siano adeguati, sufficienti a garantire ai lavoratori e alle loro famiglie un'esistenza libera e dignitosa, come sancito dall'articolo 36 della nostra Costituzione. La determinazione di una soglia di salario minimo favorirebbe la realizzazione di un mercato del lavoro più inclusivo, più equo e paritario, abbattendo le diseguaglianze anche in termini di gender pay gap . Su questo tema ritengo sia opportuno stare dentro al quadro che si sta definendo a livello europeo. La proposta di direttiva della Commissione contiene regole volte a rendere più efficaci e uniformi i sistemi adottati dai Paesi dell'Unione europea, perseguendo l'obiettivo comune di rendere accessibile a tutti i lavoratori la tutela di un trattamento salariale minimo e rafforzando ed estendendo la copertura della contrattazione collettiva, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Questo quadro di riferimento definirà alcuni principi e criteri ordinatori ai quali attenersi, che ci consentiranno di giungere a un'eventuale individuazione normativa del salario minimo e soprattutto di chiarire e risolvere la questione del rapporto tra rappresentanza sindacale e salario minimo, che nel nostro Paese costituisce una difficoltà storica. Occorre infatti potenziare la contrattazione collettiva attraverso un intervento legislativo in materia di rappresentatività sindacale, che credo sia necessario a salvaguardare il salario minimo da fenomeni distorsivi e a tutelare il più possibile i lavoratori. La direttiva ci darà un riferimento su come agire e come intervenire in questa direzione. Sarà quindi un necessario punto di riferimento che può implementare e rafforzare un principio di democrazia economico, che considero non solo auspicabile, ma anche necessario. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Laforgia, per due minuti. LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Signor Ministro, le sue parole dicono evidentemente non solo della sua sensibilità, ma anche della volontà di procedere proprio sulla strada dell'introduzione di una soglia minima salariale. Penso che abbiamo bisogno di farlo per lasciarci alle spalle almeno due dibattiti, o comunque il modo con cui li abbiamo affrontati in passato. Mi riferisco anzitutto a quello sulle politiche industriali, tanto più alla luce di quanto accaduto in questi mesi. Non si può immaginare di entrare nel mondo nuovo pensando che si possono aiutare le imprese non stando sul terreno della qualità e dell'innovazione, ma immaginando una pressione verso il basso dei salari. Ecco, questa è una discussione vecchia, superata, che dobbiamo lasciare alle nostre spalle. Ce n'è un'altra, che è echeggiata persino in quest'Aula quando l'abbiamo affrontata, e cioè quella che mette in contrapposizione gli strumenti a cui lei ha fatto riferimento (sostegno al reddito, reddito di cittadinanza, forme universalistiche di sostegno al reddito) alla questione del lavoro e a quella salariale. Qui entra in gioco quella che io chiamo la tesi divanista. Non dobbiamo cioè introdurre forme universalistiche di sostegno al reddito perché queste spingono soprattutto i giovani a poltrire sui loro divani e li disincentivano alla ricerca di un lavoro. Infatti, quando i giovani confrontano il lavoro che hanno fuori e il reddito che ricevono, preferiscono il secondo. Ecco, semmai fosse vera questa tesi, allora vuol dire che bisogna alzare i salari e che quindi il problema è quello salariale che questo Paese deve affrontare anche introducendo una soglia minima legale. La ringrazio per la risposta e soprattutto per quello che potrà fare. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Bergesio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02472 sulla disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato, per tre minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, l'emergenza epidemiologica sta compromettendo importanti settori economici del nostro Paese che prima della pandemia erano in forte crescita - penso, ad esempio, al settore del turismo - e sta determinando gravissime conseguenze occupazionali con rapporti a termine in forte riduzione, senza un'adeguata crescita dei contratti a tempo indeterminato.