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PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ma su cosa, presidente Pittoni? Perché adesso ci sono stati interventi che abbiamo sussunto sull'ordine dei lavori. Ora dobbiamo passare alle dichiarazioni di voto finali. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, semplicemente per rispondere al presidente Pesco che l'emendamento... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatore Pittoni, colleghi, ora ci sono le dichiarazioni di voto. Sinceramente, dobbiamo andare avanti. (Proteste). È stato dato spazio a tutti gli interventi. L'intervento del Presidente della Commissione bilancio era previsto e poi ci sono stati interventi per ciascun Gruppo. Proseguiamo. Prego, signor Ministro. (Commenti. Richiami del Presidente). PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su che cosa? PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Per un breve intervento di precisazione. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Applausi) . La prego di essere breve in quanto l'argomento è già stato sviscerato. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei portare rapidamente un piccolo esempio: l'emendamento 2.0.8 sui percorsi abilitanti speciali. È una norma già utilizzata nel 2013 (quindi con il via libera anche della Commissione bilancio); in questo caso, la stessa proposta viene bocciata ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Mi sembra una scelta politica, null'altro. (Applausi) . PRESIDENTE . Chiedo al Governo di intervenire per esprimersi sulle modifiche proposte. AZZOLINA, ministro dell'istruzione . Signor Presidente, chiaramente recepisco le indicazioni della Ragioneria generale dello Stato. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, esponenti del Governo, vorrei esprimere innanzitutto la solidarietà al signor Ministro rispetto alle minacce che ha ricevuto in questi giorni. Credo che quando un Ministro è costretto a viaggiare con la scorta sia una sconfitta della libertà e della democrazia per tutti. (Applausi) . Il lockdown è stato un periodo di vuoti e privazioni per tutti gli italiani, ma nulla ha impattato tanto come la chiusura delle scuole. La scuola faceva parte del nostro paesaggio quotidiano e c'è voluto il coronavirus per ricordarci che scandiva le nostre vite, in un rituale che ogni mattina si celebrava, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, dalla Capitale al più piccolo dei Comuni di montagna. Assistendo i figli nelle sessioni di studio, molti italiani hanno compreso fino in fondo il valore e l'impegno di maestri e di insegnanti e hanno visto lo sforzo generoso degli istituti per organizzare la didattica a distanza, aiutando i meno abbienti a ricevere un tablet e una connessione. Il nostro compito, quindi, è fare tutto il possibile affinché la scuola esca da questa vicenda più forte e più importante di prima. La scuola italiana - è risaputo - ha diversi problemi: un corpo docenti che è tra i più anziani e tra i meno pagati d'Europa e bambini immersi nel precariato. Ma anche i problemi legati all'edilizia scolastica e al susseguirsi di riforme e controriforme hanno generato confusione sui percorsi didattici, fino agli allarmanti dati OCSE sul livello di preparazione dei giovani italiani nelle discipline scientifiche e nella capacità di comprensione di testi complessi. In sostanza, tra problemi strutturali e problemi determinati dal coronavirus, la scuola oggi ha soprattutto bisogno di certezze. Uno dei dati positivi è che sicuramente i ragazzi sosterranno la prova di maturità a scuola perché, come ha ricordato lei, signor Ministro, non è solo un esame ma un rito di passaggio verso l'età adulta. Bene anche la riapertura dei campi scuola, anche se mi dispiace che si sia data per scontata l'impossibilità di riaprire le scuole come è accaduto in altri Paesi; forse in alcune realtà si poteva tentare di farlo. Non dobbiamo dimenticare che la chiusura incide soprattutto sulle fasce più fragili e socialmente esposte: penso a quei bambini e ragazzi che hanno solo nella scuola una possibilità di apprendimento e di stimolo culturale, ma penso anche ai liberi professionisti e ai lavoratori precari che per seguire i figli rischiano di essere estromessi dal mondo del lavoro, e questo vale soprattutto per le donne. A tutto questo si aggiunge il capitolo delle assunzioni. Le norme sull'insegnamento sono così ingarbugliate da aver determinato una situazione nella quale i diritti degli uni spesso confliggono con i diritti degli altri; questo campo richiederebbe la capacità di uno sminatore e soprattutto l'impegno a non cambiare politiche di indirizzo tra un Governo e l'altro. Noi riteniamo che la principale urgenza sia costituita dalla troppa precarietà, che ha fatto della scuola la più grande agenzia di lavoro interinale del Paese. Per questo, inizialmente, come Gruppo eravamo favorevoli a un percorso di stabilizzazione, anche per scongiurare un ulteriore elemento di incertezza circa le reali possibilità di svolgere in sicurezza il concorso pubblico. Mi sembra comunque che il compromesso raggiunto con il Governo dopo giorni sia positivo e che sia stato fatto comunque un passo in avanti. Noi sappiamo che ci sono due concorsi (uno ordinario e uno straordinario) e sappiamo anche che con il decreto-legge cosiddetto rilancio ci sarà un'ulteriore possibilità di assunzione per altri 16.000 insegnanti, quindi alla fine arriveremo a toccare quasi il numero di 80.000 insegnanti, che potranno così passare in ruolo se supereranno il concorso. Vi è quindi un'attenzione specifica a questo settore anche per tutelare la continuità didattica ed evitare che ogni anno si riproponga il problema delle classi scoperte. Inoltre ricordiamo ancora la necessità di sciogliere il nodo del concorso dei dirigenti scolastici su cui, dopo la sentenza del TAR, è attesa anche quella del Consiglio di Stato; una vicenda che comunque richiede chiarimenti al più presto. È stato importante aprire anche alla richiesta delle scuole paritarie; su questo non abbiamo potuto fare altro che approvare alcuni ordini del giorno che dovranno poi concretizzarsi col decreto-legge rilancio, dove c'è già stato un primo stanziamento di 70 milioni per le mancate rette, a cui si aggiungono altri 65 milioni per gli asili nido. Sempre nel decreto-legge rilancio sono state stanziate importanti risorse per la messa in sicurezza delle scuole, necessaria per consentire l'avvio del prossimo anno scolastico. Tra queste misure penso all'acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI), al rafforzamento degli strumenti tecnologici, al sostegno agli studenti disabili. Si tratta di un importante piano di interventi da cui purtroppo ad oggi sono escluse le scuole delle autonomie speciali.