[resaula]

le criticità esposte, a giudizio dell'interrogante, riguardano principalmente le società petrolifere e le rispettive concessionarie autostradali, in relazione a un evidente abuso di una posizione dominante sul mercato (da parte delle medesime compagnie petrolifere) spesso in commistione con la posizione dei concessionari, le cui responsabilità emergono anche a livello legislativo, in relazione ai disciplinari di gara (sottoscritti dalle società petrolifere ed in seguito prescritti ai gestori) ed evidenziano come il gestore titolare di licenza attualmente non operi più al servizio degli utenti della mobilità su gomma, cosa che dimostra una palese inefficienza di tali soggetti, operanti peraltro su aree di servizio demaniali; tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, evidenziano un quadro complessivo grave e preoccupante, che configura un processo di liberalizzazione del mercato (a partire dalla fine degli anni '90) incompiuto e nella sostanza inefficiente, reso sterile a causa di una politica fortemente oligopolistica delle compagnie petrolifere e dei concessionari autostradali, che hanno di fatto annullato i criteri che rendevano la distribuzione dei carburanti un servizio pubblico, una situazione inasprita, peraltro, da costi ampiamente ingiustificati e non proporzionati, nonché dalla mancata osservanza delle vigenti disposizioni a tutela del consumatore finale, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere, con riferimento a quanto esposto in premessa; se condividano le criticità richiamate e in caso affermativo, quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di: a) separare la distribuzione dalla "produzione o fornitura" del prodotto, al fine di garantire la concorrenza tra i produttori per il prezzo d'acquisto all'ingrosso (prezzo extrarete), che rappresenti anche il prezzo base accessibile di diritto al gestore titolare di licenza e consentire, al contempo, uniformità al prezzo d'acquisto accessibile a tutta la rete distribuzione carburanti; b) rendere impraticabile l'abuso della posizione dominante da parte delle compagnie petrolifere, dei proprietari degli impianti e dei concessionari autostradali, rendendo nulli i contratti di comodato gratuito, sostituendoli da contratti di affitto dell'impianto protetti, in grado di evitare (al servizio pubblico) costi ingiustificati o non proporzionati, che graverebbero sull'utente finale; c) restituire una dignità giuridica ed imprenditoriale al gestore titolare di licenza, al fine di stabilire con chiarezza il quadro degli investimenti di ammodernamento e delle manutenzioni, anche attraverso l'istituzione di una carta dei diritti-doveri per l'accesso alla licenza. Atto n. 3-02293 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con decreto del 23 novembre 2020 n. 169 del Ministro in indirizzo, è stato emanato il nuovo "Regolamento in materia di requisiti e criteri di idoneità allo svolgimento dell'incarico degli esponenti delle banche, degli intermediari finanziari, dei confidi, degli IMEL e degli istituti di pagamento e dei sistemi di garanzia dei depositanti"; a decorrere dal 30 dicembre 2020, data di entrata in vigore del decreto, sono stati abrogati i decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 18 marzo 1998, n. 161 e 30 dicembre 1998, n. 516; l'articolo 23, comma 2, del citato decreto detta disposizioni sulla procedura di valutazione dell'idoneità degli esponenti, stabilendo che: "la valutazione da effettuare in occasione della nomina è condotta, di norma, prima che l'esponente o il responsabile di una delle principali funzioni aziendali abbia assunto l'incarico, quando la nomina non spetta all'assemblea; negli altri casi, essa è condotta dopo, in tempo utile per rispettare il termine previsto al comma 7"; al riguardo, l'interrogante evidenzia che al testo originario non sono state, tuttavia, apportate le necessarie modifiche, al fine di rendere effettivo il principio di proporzionalità, soprattutto relativamente alle banche minori, nonostante in sede di consultazione fosse stata rimarcata l'opportunità che la regolamentazione fosse ispirata proprio ad una maggiore proporzionalità, conformemente al dettato normativo dell'articolo 26, comma 3, del Testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) che proprio a tale principio fa espresso riferimento (auspicando, nel complesso, l'introduzione di una disciplina differenziata o quanto meno "alleggerita" per le banche diverse da quelle significative); le nuove disposizioni, inoltre, si applicano alle nomine successive al 30 dicembre 2020 e per le banche di minore dimensione e complessità operativa uno speciale regime è previsto soltanto in via transitoria per il primo rinnovo, tra la data di entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre 2021, non applicandosi alcune disposizioni in materia di indipendenza degli amministratori; tali fattispecie, particolarmente restrittive, non tengono conto, a parere dell'interrogante, del principio di proporzionalità in quanto impongono (anche alle banche di minore dimensione o complessità operativa) di ricercare ogni tre mandati nuovi candidati indipendenti, senza considerare le oggettive difficoltà che tale categoria di intermediari incontra (in considerazione sia del minor numero dei componenti il consiglio di amministrazione, sia per la maggiore difficoltà nell'individuare candidati con competenze ed esperienze in linea con i requisiti richiesti) vista peraltro anche la disciplina sul cosiddetto "divieto di interlocking " (articolo 36 della legge n. 214 del 2011) che impone il divieto di assumere o esercitare cariche in altre banche, assicurazioni o società finanziarie, ponendo quindi il problema di come "attrarre" e "mantenere" esponenti (anche indipendenti); risulta di tutta evidenza, alla luce del decreto ministeriale richiamato (il quale impone, fra l'altro, requisiti particolarmente stringenti specie per gli amministratori esecutivi relativamente alla professionalità) come sia indubbiamente assai arduo riuscire a soddisfare le nuove regole di composizione quali-quantitativa degli organi di amministrazione e controllo delle banche; i nuovi requisiti non considerano infatti, la natura del sistema bancario italiano, che non è affatto omogeneo e che, oltre a grandi gruppi bancari, è formato da banche medie, piccole e piccolissime, che possono essere società per azioni, popolari e del territorio o di credito cooperativo e che rappresentano una quota importante di mercato; al riguardo l'interrogante evidenzia altresì che un conto è amministrare una multinazionale del credito con sedi e filiali in ogni parte del mondo (e che oltre a gestire il risparmio svolge importanti attività finanziarie) altro è amministrare una piccola banca del territorio inserita in una determinata comunità e che trae dall'imprenditoria di quel territorio la propria clientela principale;