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Per la fase 2 servono delle linee chiare, poche linee chiare. Non bastano le conferenze stampa del Presidente del Consiglio, che annuncia periodicamente vari provvedimenti, sempre in modo assolutamente confuso; servono delle regole chiare e nette per la riapertura. Non serve stabilire un calendario dedicato alle attività commerciali, artigianali e industriali; servono delle regole. È necessario stabilire quali sono i presupposti perché un'attività possa aprire: i presidi sanitari necessari e l'igienizzazione dei locali. Questi sono i presupposti e quindi bisogna invertire il comportamento che fin qui è stato adottato dal Governo, che ha stabilito date di apertura senza stabilire i criteri. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il 4 maggio le industrie come potranno aprire le attività? Quali sono i provvedimenti ai quali saranno tenute ad attenersi? Non lo sappiamo ancora; il 4 maggio è vicino e molti non saranno nelle condizioni di riaprire in condizioni di sicurezza. Noi diciamo "sì" alla riapertura, ma pretendiamo dei dispositivi di sicurezza e delle regole certe perché questo possa avvenire a tutela dei cittadini e dei lavoratori. È stato poi inqualificabile e meschino - permettetemi - il comportamento del Governo, che, di fronte alle proprie divisioni e alle proprie difficoltà, ha voluto spostare l'attenzione sul comportamento delle Regioni e degli enti locali, che si sono trovati in prima fila ad affrontare un'emergenza senza precedenti, senza le adeguate condizioni di supporto da parte del Governo. Avete mosso accuse nei confronti delle Regioni esclusivamente per tutelare la vostra immagine: il vostro unico obiettivo era spostare i riflettori su altri per nascondere le vostre inadeguatezze. È stato un comportamento inaccettabile e vergognoso, che continua purtroppo anche in questi giorni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Chiediamo dunque dei provvedimenti chiari sulla pace fiscale e sulla burocrazia zero. Cosa intendiamo per burocrazia zero? Voi continuate a pensare che la burocrazia serva per limitare il malaffare, ma non è così. Coloro che sono dediti al malaffare sanno aggirare anche le norme più complicate. I cittadini onesti, che vogliono rispettare le norme, sono oppressi dalla burocrazia, dalle regole e dalle vessazioni che imponete attraverso la legge. Abbiamo chiesto un anno fa, quando eravamo al Governo con il MoVimento 5 Stelle, di attenersi alla burocrazia stabilita nel codice degli appalti dalla Commissione europea, che è paradossalmente meno restrittiva di quella che oggi applichiamo in Italia. L'abbiamo chiesto un anno fa e ora è il momento di intervenire. Chiediamo contributi e agevolazioni fiscali a fondo perduto, perché non si può vivere solo dei miseri sussidi che state distribuendo in questa fase di emergenza: non è questa la soluzione. Si può vivere solo ritornando al lavoro e mettendo le imprese nelle condizioni di dare posti di lavoro. L'Italia è stata la prima a istituire il lockdown e, purtroppo, sarà l'ultima a uscirne. Questo è l'unico triste primato del Governo Conte- bis . Qui c'è la differenza tra i Governi che hanno agito in modo efficace e tempestivo e un Governo come il nostro che, invece, ha agito con lentezza, senza coraggio e con una colpevole inerzia, che sta mettendo in crisi il nostro sistema economico. Certamente non ci riconosciamo in un Presidente del Consiglio - permettetemi - vanesio e vanitoso, attento più alla sua immagine, alla piega e al taglio dei suoi capelli, che al malessere dei suoi cittadini e alla sofferenza della propria comunità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è una vergogna: datevi una mossa, datevi una regolata, perché il Paese non può più attendere e non può più permettersi il lusso di sopportare la vostra indecisione, la vostra inadeguatezza e, di fatto, la vostra inutilità! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei condividere una storia, perché anche dietro ai grandi numeri e ai dati macroeconomici ci sono sempre i destini delle persone. Quindi vorrei iniziare con la storia di Daniela e Francesco, una giovane coppia, con un piccolo bambino di otto mesi, Mattia. Il loro sogno di sposarsi a settembre l'hanno dovuto mettere da parte, a data da destinarsi, non tanto perché temano il protrarsi del divieto di assembramenti, quanto per il timore di non farcela, economicamente parlando. Daniela lavorava in un'azienda che ha a che fare col turismo, che ha già annunciato la chiusura della propria sede e quindi è sostanzialmente senza lavoro, e la stessa sorte spetta al suo compagno, Francesco, che aveva aperto soltanto di recente un negozietto per la degustazione e la vendita di prodotti d'eccellenza made in Italy . Anche per una giovane e flessibile startup come la sua quasi tre mesi di chiusura e di mancati redditi sono troppi e quindi teme di non farcela, col risultato che entrambi sono senza lavoro. La vicenda di questi ragazzi è emblematica per l'attuale fase e ritengo che dobbiamo tenerla bene a mente per le risposte che siamo chiamati a dare in quest'Aula, perché le risorse che andremo a stanziare domani col voto andranno a gravare proprio e soprattutto su giovani come Daniela e Francesco e sui loro figli. Prevedere uno scostamento di bilancio di 55 miliardi di euro, come ci accingiamo a fare, altro non vuol dire che indebitare ulteriormente il nostro Paese e, quindi, aggiungere ulteriori oneri a quella montagna di debito che già oggi fa di noi il terzo Paese al mondo per indebitamento pubblico. È chiaro ed è fuori discussione che non ci sono molte alternative, e anche i colleghi dell'opposizione tutto sommato concordano sul fatto che c'è assoluto bisogno di questa sorta di manovra straordinaria, perché serve a ridare speranza al Paese. Anche le stime più ottimistiche ipotizzano cifre da far tremare i polsi: forte riduzione del PIL, aumento della disoccupazione, aumento alle stelle del rapporto deficit -PIL. Non si può quindi fare a meno di ricorrere a un maggiore indebitamento, innanzitutto proprio per essere al fianco di famiglie come quella di Daniela e Francesco, in modo tale che possano affrontare il presente, garantendo però al contempo anche un futuro per i loro bimbi; per stare al fianco di quegli ulteriori milioni di italiani che hanno perso il lavoro a causa del coronavirus o si apprestano a perderlo, e anche per consentire a tantissime aziende - si stima che un terzo delle piccole e medie imprese avrà difficoltà a riaprire una volta sbloccato il lockdown - di poter sopravvivere. Dobbiamo però tener ben presente che saranno le nuove generazioni che verranno chiamate a pagare i costi e le conseguenze delle decisioni assunte oggi e, dunque, queste risorse vanno spese al meglio. Non possiamo permetterci sprechi. I nostri figli non si meritano di vedere ipotecato il loro futuro a causa di buchi neri senza fondo. Per questo innanzitutto non possiamo alimentare un sistema volto alla mera sussistenza, in cui tutti vivono o si aspettano di vivere di assistenza.