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Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) chiede l'accantonamento dell'emendamento 3.92, preannunciandone la riformulazione in un testo 2. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento 3.92. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.94. Il senatore VITALI ( FI-BP ) chiede una ulteriore riflessione sull'opportunità di semplificare gli adempimenti in materia di registri di carico e scarico per i magazzini di deposito all'ingrosso di burro. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), alla luce delle considerazioni del senatore Vitali, dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.94 e del successivo 3.95, sulla stessa materia. L'emendamento 3.96, posto in votazione, risulta respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.97. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene indispensabile abolire quanto prima lo split payment , poiché la misura penalizza gli imprenditori creditori nei confronti della pubblica amministrazione. Con distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 3.97 e 3.98. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.99. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea che la disposizione riguarda le aziende agricole produttrici di carne e latte, che usufruiscono della compensazione forfetaria dell'IVA, le quali risulterebbero penalizzate a causa della introduzione della misura reverse charge . Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.99, ritenendo opportuni ulteriori approfondimenti. Posti separatamente ai voti gli emendamenti 3.102 e 3.108 sono respinti. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ), sottolinea che l'emendamento 3.109 è volto a mitigare i disagi derivanti dagli obblighi di fatturazione elettronica per gli importi inferiori a 10.000 euro. La misura agevolerebbe le imprese di minori dimensioni. Con separate votazioni sono respinti gli emendamenti 3.109 e 3.116. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.117. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea che l'emendamento intende esentare gli impianti fotovoltaici parzialmente o totalmente integrati su strutture dal versamento al Gestore servizi energetici (GSE) della quota di incentivo finalizzata allo smaltimento dei rifiuti prodotti dai pannelli. Infatti, al termine del periodo di venti anni, gli impianti integrati non potranno essere smaltiti, senza abbattere anche la struttura portante. Chiede quanto meno di segnalare la questione al Ministero competente. Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 3.117 e 3.118 sono respinti. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.119 e 3.120. Il senatore TARICCO ( PD ), intervenendo in dichiarazione di voto, ritiene opportuno escludere le aziende agricole che utilizzano cisterne di piccole dimensioni per lo stoccaggio del gasolio per usi agricoli dall'applicazione della normativa antincendio valida per gli impianti industriali. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.119 e 3.120 sono respinti. Si passa all'esame dell'emendamento 3.0.6. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) sottolinea che la proposta mira a semplificare gli adempimenti burocratici previsti nel settore dell'edilizia. Ricorda che il settore soffre di una crisi risalente negli anni, che ha provocato la perdita di molti posti di lavoro e che si potrebbe superare solo con un impulso alle opere pubbliche e un'agevolazione dell'accesso al credito bancario. Sottolinea che anche la Lega aveva presentato l'emendamento identico 3.0.4, poi ritirato. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ribadisce che gli interventi destinati al settore edilizio saranno esaminati all'articolo 5 del decreto-legge. Quanto all'emendamento in esame, pur ritenendo condivisibile la finalità di semplificare gli adempimenti per le imprese edili, ritiene criticabile la previsione di far decorrere il termine previsto per presentare il ricorso al TAR dalla comunicazione di inizio lavori come indicata nel cartello di cantiere. Infatti, tale cartello è deteriorabile oppure può non essere visibile. Il senatore VITALI ( FI-BP ) osserva che nell'emendamento 3.0.5, di cui è firmatario, è specificato l'obbligo per il titolare del permesso di costruire di comunicare l'inizio dei lavori allo sportello unico o all'ufficio comunale competente. Da quella data decorrerà il termine di sessanta giorni per i soggetti terzi legittimati a tutelare i loro diritti in giudizio. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) sottolinea la necessità di fissare una data certa per la decorrenza del termine entro cui i soggetti che si ritengano danneggiati dall'intervento edilizio possono presentare ricorso. La situazione di incertezza, infatti, finisce per disincentivare gli investimenti delle imprese. Chiede che gli emendamenti 3.0.6 e 3.0.5 siano accantonati per una riflessione più approfondita. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) ritiene opportuno tutelare non solo gli interessi dei costruttori, ma anche quelli dei cittadini. Considera rischioso affidare la comunicazione dell'inizio dei lavori alla iscrizione sul cartello di cantiere, perché i soggetti interessati potrebbero non vederlo. Il senatore SANTILLO ( M5S ) osserva che la comunicazione agli uffici comunali dell'inizio dei lavori è già prevista dalla normativa vigente. Pertanto, il cittadino interessato - in assenza del cartello di cantiere - può recarsi in Comune e acquisire tutte le informazioni necessarie per la presentazione del ricorso. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ribadisce l'importanza di stabilire una data certa per la decorrenza del termine di sessanta giorni entro cui è possibile ricorrere in giudizio contro l'intervento edilizio. A suo avviso, non è possibile fare riferimento al momento in cui il soggetto interessato ha acquisito conoscenza del titolo edilizio. Gli emendamenti 3.0.5 e 3.0.6, peraltro, prevedono semplicemente che la data indicata sul cartello di cantiere corrisponda a quella della comunicazione formale agli uffici comunali. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) rileva che, con la segnalazione certificata di inizio attività, i lavori possono già iniziare. Sarebbe comunque preferibile fissare una data certa per la decorrenza dei termini per la presentazione dei ricorsi, che dovrebbe corrispondere alla comunicazione agli uffici comunali. Con l'emendamento 3.0.6, invece, si prevede la sospensione dei lavori finché non sia apposto il cartello di cantiere. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) sottolinea che i lavori possono iniziare dal momento della comunicazione di inizio lavori asseverata o della segnalazione certificata di inizio attività. Tuttavia, spesso le imprese edili, prima di procedere, attendono che decorrano i sessanta giorni entro i quali il Comune può sospendere i lavori per accertare eventuali difformità rispetto alla normativa ed eventualmente disporre la rimozione dei manufatti.