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Misure per il consumo e l'uso dei suoli inquinati, nonché per la tutela dei marchi, ai fini della salvaguardia della salute pubblica e della fiducia dei consumatori. Onorevoli Senatori. -- Questa iniziativa è finalizzata a tutelare i cittadini dai rischi causati dalla contaminazione dei cibi da sostanze tossiche, cancerogene, teratogene, mutagene e/o in grado di alterare il sistema endocrino presenti nei terreni e nelle acque di falda. Le sostanze tossiche sono quelle che, se inalate, ingerite o assimilate per altre vie portano ad effetti acuti o cronici sulla salute e possono causare anche la morte dei soggetti esposti. Le sostanze cancerogene sono tutte quelle sostanze che possono indurre il cancro o che sono in grado di aumentarne la frequenza di insorgenza in una popolazione esposta. Le sostanze teratogene sono quelle la cui assunzione può determinare un'alterazione nel corretto sviluppo fetale. Le sostanze mutagene sono quelle in grado di modificare il DNA inducendo delle mutazioni. L'esposizione agli agenti mutageni può determinare la comparsa di difetti genetici della progenie dei soggetti che l'hanno subita e/o causare l'insorgenza di tumori. Le sostanze in grado di alterare il sistema endocrino mimano l'azione degli ormoni normalmente prodotti dalle ghiandole endocrine. Nel corso dello sviluppo fetale, l'esposizione anche a singole molecole di tali composti può essere sufficiente a determinare danni permanenti al feto. L'esposizione a tali sostanze, in particolare a quelle estrogeno-simili, è stata inoltre associata alla riduzione della fertilità maschile dell'uomo. Molte delle sostanze con le caratteristiche di pericolosità descritte sono inoltre altamente stabili ed una volta rilasciate in ambiente tendono a concentrarsi sui terreni da dove possono migrare nelle acque di falda. Gli inquinanti possono passare, quindi, in determinate condizioni, nelle piante attraverso l'apparto radicale e tendono a concentrarsi nei loro tessuti. Ad eccezione delle popolazioni che vivono a ridosso delle fonti di emissioni, si stima che l'esposizione umana a tali inquinanti sia dovuta principalmente al consumo di alimenti contaminati. Ciò può avvenire per il consumo di frutta e verdura coltivati su terreni contaminati e/o di prodotti lattiero-caseari o carni provenienti da animali che abbiano pascolato su terreni contaminati. L'assunzione ripetuta di questi inquinanti porta al loro accumulo in organi e tessuti dove finiscono per esercitare la loro azione tossica. Immaginiamo e auspichiamo, come conseguenza della norma, e condizione fondamentale per garantire la sicurezza alimentare alla produzione e dei trattamenti: -- un acquedotto dedicato all'uso irriguo controllabile e certificato, che possa servire i terreni in maniera efficiente e in sicurezza; -- ed uno altrettanto certificato e controllabile, distinto ma non sostitutivo rispetto a quello già esistente a cui dovrebbe affiancarsi solo per gli usi alimentari, che sia a bassa portata, in maniera da ridurre gli sprechi e la dispersione della risorsa attraverso le perdite della rete attuale. La qual cosa permetterebbe al vecchio acquedotto di essere rifornito di acque non potabili ma buone per gli usi industriali e civili non connessi all'alimentazione, e ridurrebbe a monte i costi di acquisizione e di trattamento delle acque potabili e, a valle, quelli di depurazione. Lo studio di questo aspetto sarà conseguente all'approvazione della norma. Una infrastruttura di questo tipo sarebbe inoltre, oltre che strumento di gestione intelligente e moderna di un risorsa sempre più rara, anche volano di una economia sostenibile, che promuova il rispetto dell'ambiente e delle risorse, e l'integrazione delle economie ricche delle città costiere con quelle povere delle zone interne, ricche, come talvolta avviene, di acque incontaminate, ma povere. Anche queste ultime potrebbero così tutelare il loro sviluppo e il diritto all'agiatezza dei propri cittadini basando la propria economia sulla tutela del suolo e dell'ambiente e sulla gestione della risorsa acqua. Risorsa strettamente connessa allo stato del territorio, sempre più strategica e costosa. Risorsa che contribuirebbe ad un benessere nuovo; benessere connesso anche ad una giusta remunerazione, finalizzata alla tutela dell'ambiente e della cultura, principalmente. Remunerazione che noi crediamo possa essere doppia rispetto alle royalties corrisposte dalle compagnie per lo sfruttamento petrolifero, ad esempio, alternativo e incompatibile con questo progetto. I meccanismi messi in moto da questa norma, infine, comporteranno oltre che un risanamento sostanziale della qualità della vita per tutti i cittadini, una minore spesa sanitaria, concorreranno, altresì, anche per le zone di captazione delle acque, ad una gestione intelligente dell'ambiente e dello sviluppo contribuendo ad una ricchezza nuova, ad un benessere nuovo ed, in generale, ad una migliore qualità della vita per tutti i cittadini. La norma si prefigge di: -- dare applicazione all'articolo 32 della Costituzione sul diritto alla salute; -- garantire un reddito ed un'occupazione ai lavoratori ed ai proprietari di terreni inquinati per scarico diretto o indiretto di contaminanti da parte di terzi; -- salvaguardare i marchi e i prodotti, in particolare le eccellenze della produzione agricola italiana; -- favorire l'uso, la manutenzione e la riqualificazione ambientale dei terreni compromessi dall'inquinamento; -- evitare l'abbandono e l'impoverimento di interi distretti con il conseguente degrado civile ed ambientale. Lo spirito che muove questa proposta risiede nella convinzione che l'aumento di patologie indotte dall'esposizione ad inquinanti possa e debba essere prevenuto evitando che gli alimenti destinati all'alimentazione umana ed animali risultino contaminati. È per questa ragione che si propone una analisi chimica, una classificazione, dei terreni e delle acque destinati alla produzione alimentare, perché le acque irrigue sono il principale nutrimento per le piante, e se noi siamo quello che mangiamo, le piante sono quello che assorbono e assimilano. A tal fine l'articolato del disegno di legge è così concepito: all'articolo 1, si definiscono i criteri e gli strumenti di individuazione delle aree a rischio in maniera che sia facilmente individuabile l'ambito di applicazione della norma; all'articolo 2, si definiscono gli obblighi di caratterizzazione dei terreni e delle acque contaminati; all'articolo 3, si definiscono i divieti finalizzati alla riduzione del rischio di esposizione ai contaminanti dell'uomo e degli animali; all'articolo 4, si definiscono le attività permesse al fine di garantire la produttività dei siti nel rispetto della tutela della salute umana; all'articolo 5, si definiscono le competenze e le modalità operative del controllo relativo al rispetto delle prescrizioni; all'articolo 6, si descrivono le sanzioni per i trasgressori; all'articolo 7, si individuano le possibili forme di copertura finanziaria delle misure per far fronte a concomitanti esigenze straordinarie, oltre quelle ambientali, quali l'emergenza lavoro.. 1 (Criteri per l'individuazione delle aree agricole contaminate da composti tossici, cancerogeni, teratogeni, mutageni o ormoni-simili) 1 Le disposizioni di cui all'articolo 3 si applicano a: