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la tragedia del Morandi non può non avere ricadute sensibili sull'attenzione che le istituzioni hanno nei confronti della manutenzione delle reti infrastrutturali. Un crollo come quello del Morandi non deve più ripetersi. Sarà realizzato un sistema sperimentale di monitoraggio dinamico, a cui sovrintenderà il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per le infrastrutture stradali e autostradali che presentano condizioni di criticità connesse al passaggio di mezzi pesanti. Concludendo, Presidente, oggi termina un iter parlamentare, ma là fuori nella città di Genova, ancora ferita, c'è tanto, tantissimo da fare. In occasione dei funerali di Stato i rappresentanti del Governo sono stati applauditi, mentre qualcun altro è stato fischiato. Quegli applausi sono stati una dimostrazione spontanea e calorosa di fiducia e rappresentano una responsabilità enorme, perché questa maggioranza è chiamata a non deludere chi ha mostrato di credere in lei. Il decreto Genova va in questa direzione, è un passo in avanti verso una ricostruzione che non potrà cancellare il dolore, ma potrà farci diventare più forti di prima. Oggi non vi sono alibi né scuse per non votare questo decreto: è quello che dobbiamo a Genova e che dobbiamo a tutta l'Italia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Di Girolamo. Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, membri del Governo, il decreto-legge a cui stiamo dando conversione contiene misure concrete per la città di Genova e per i genovesi, ma contiene anche importanti risposte in termini di monitoraggio e sicurezza su tutte le infrastrutture pubbliche del nostro Paese, monitoraggio e sicurezza che sono mancati fino all'arrivo di questo Governo. Finisce il tempo dei regali e dei favori, quelli fatti alle concessioni e agli imprenditori amici di qualche amico, e si ristabilisce quel giusto equilibrio che spetta all'interesse pubblico. Infatti, tra gli interventi previsti ce n'è uno che prevede l'acquisizione del parere da parte dell'Autorità di regolazione dei trasporti nei casi di aggiornamento e revisione delle concessioni autostradali in essere, in modo da poter riequilibrare quelle condizioni contrattuali che oggi risultano essere eccessivamente favorevoli agli interessi del privato e a discapito dell'interesse pubblico. Oggi lo Stato è tornato a fare lo Stato e con questo provvedimento ne dà piena dimostrazione. Mi sento in dovere di ringraziare il ministro Toninelli, anche a nome di tutti i cittadini abruzzesi per il particolare interesse che ha riservato alle gravi condizioni di sicurezza dei viadotti delle autostrade A24 e A25. (Applausi dal Gruppo M5S) . Autostrade definite dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 ottobre 2003 di interesse strategico, per le finalità di protezione civile in caso di eventi sismici, ma che, ciò nonostante, risultano interessate da un grave stato di ammaloramento nei piloni che sorreggono le stesse strutture. Il Ministro si è recato di persona a constatare la fragilità di quei viadotti, dove cadono pezzi di calcestruzzo e i tondini dell'armatura, arrugginiti e completamente scoperti dalla malta cementizia, gli si sono spezzati tra le mani come fossero biscotti. Nonostante la campagna strumentale portata avanti da alcuni politici del territorio (quelli bravi ed esperti, quelli che hanno lasciato marcire quell'autostrada) il Ministro ha trovato il modo di dotare l'urgenza di uno stanziamento di 196 milioni di euro per dare avvio a quella manutenzione che mai - e dico «mai» - era stata fatta. E ancora: è prevista l'assunzione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di 110 tecnici, dedicati ai sopralluoghi ed al controllo di tutte le infrastrutture, in modo che mai più possa verificarsi una tragedia come quella dello scorso 14 agosto, avvenuta a Genova. All'interno del decreto emergenze viene prevista l'istituzione dell'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche, attraverso il quale sarà possibile identificare univocamente ciascuna struttura presente sul territorio nazionale, grazie anche alla possibilità di consultazione dello stesso archivio, in formato open data . Avremo insomma nuovi strumenti di prevenzione, di cui tutti i cittadini potranno godere in termini di sicurezza. Inoltre, inizierà un'importante fase di monitoraggio sperimentale per le opere ritenute prioritarie, mediante un sistema dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di criticità. Si tratta di un controllo strumentale costante delle infrastrutture stesse, che si avvarrà dell'ausilio delle più avanzate ed efficaci tecnologie, anche spaziali. Questo strumento contribuirà inoltre a rendere più agevole il processo di programmazione, finanziamento e priorità degli interventi da eseguire sulle opere. Per questi e per tutti gli altri interventi previsti nel decreto-legge n. 109 oggi in conversione non finiremo mai di ringraziare questo Governo. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non tornerò sulle cose già condivise che motivano l'opposizione precisa e pervicace a questo doppio condono, che offende non soltanto i cittadini in regola, ma in particolare, in questo caso, la città di Genova. Non ho molto tempo a disposizione, quindi toccherò due problemi e due questioni sui quali non si è, secondo la mia opinione, approfondito a sufficienza. Il decreto-legge per Genova era l'occasione per costruire uno scenario che mettesse o confermasse la città di Genova al centro di un quadrante che la caduta del ponte aveva irrimediabilmente messo in difficoltà. Il decreto-legge arriva con colpevolissimo ritardo (novanta giorni dopo i fatti drammatici che hanno colpito la città); ma soprattutto, in questi novanta giorni, si è costruito attorno alla città di Genova una sorta di deserto, che rischia di mettere in crisi in maniera decisa e temporalmente terribilmente efficace il futuro di un quadrante indispensabile allo sviluppo dell'Italia, non solo allo sviluppo di una Regione. Da una parte è stata messa in discussione la realizzazione del terzo valico, c'è la conferma del «no» alla Gronda e soprattutto, a corredo di quel quadrante geostrategico dal punto di vista sociale e dal punto di vista economico, c'è la conferma del «no» alla Torino-Lione. La somma di tutti questi fattori non incide soltanto sul porto di Genova, ma mette il porto di Genova, con il quadrante di riferimento (cioè soprattutto il suo entroterra), nella condizione di creare un guasto irreversibile per la crescita di tutto il Nord italiano e quindi di larga parte di questo straordinario Paese. Ha ragione il presidente Coltorti, quando fa appello alle carenze dei Governi precedenti. Il presidente Coltorti si è invece dimenticato di specificare quali siano i Governi precedenti. Glielo ricordo molto volentieri: tra il 2008 e il 2013 (non governava il centrosinistra) gli investimenti sono decresciuti del 33 per cento (sono dati dell'ANCE, non sono dati di parte).