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Al comma 9 si prevede che, nell'ambito degli interventi di cui al comma 8, la regione Campania provveda al completamento delle attività relative al « Collegamento A3 (Contursi) – SS 7var (Lioni) – A16 (Grottaminarda) – A14 (Termoli). Tratta campana Strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda », subentrando nei rapporti attivi e passivi in essere. La regione Campania è autorizzata alla liquidazione delle somme spettanti alle imprese esecutrici utilizzando risorse finanziarie nella propria disponibilità, comunque destinate al completamento del citato collegamento e provvede alle occorrenti attività di esproprio funzionali alla realizzazione dell'intervento. La regione Campania può affidare eventuali contenziosi all'Avvocatura dello Stato, previa stipula di apposita convenzione, ai sensi dell'articolo 107, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616. Al comma 10 si prevede che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, sia costituito apposito Comitato di vigilanza per l'attuazione degli interventi di completamento della strada a scorrimento veloce « Lioni-Grottaminarda », anche ai fini dell'individuazione dei lotti funzionali alla realizzazione dell'opera. La costituzione ed il funzionamento del Comitato, composto da cinque componenti di qualificata professionalità ed esperienza ai quali non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spesa o altri emolumenti comunque denominati, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Al comma 11, ai fini degli effetti finanziari derivanti dalle previsioni di cui ai commi 8 e 9, si prevede che le risorse esistenti sulla contabilità speciale n. 3250, intestata al commissario ad acta , provenienti dalla contabilità speciale n. 1728, di cui all'articolo 86, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, siano riassegnate, ove necessario, alle amministrazioni titolari degli interventi. Da ultimo, al comma 12, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, è specificato che per l'esecuzione degli interventi di cui ai commi 8 e 9 si applicano le disposizioni di cui all'articolo 74, comma 2, del testo unico delle leggi per gli interventi nei territori della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria colpiti dagli eventi sismici del novembre 1980, del febbraio 1981 e del marzo 1982, di cui al decreto legislativo 30 marzo 1990, n. 76. L’ articolo 5 del decreto-legge reca disposizioni in materia di in materia di rigenerazione urbana. L'intervento normativo, nell'ottica del perseguimento del miglioramento della qualità e dell'efficienza dell'azione amministrativa, della riduzione degli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e dell'accrescimento della competitività del Paese, nonché con lo scopo di garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, si pone l'obiettivo di rispondere a specifiche esigenze di ulteriormente snellire, semplificare e velocizzare i procedimenti sottesi alla realizzazione degli interventi edilizi. Ciò, al fine di consentire la necessaria e urgente ripresa dell'attività edilizia, settore nevralgico e trainante per lo sviluppo del Paese, per superare le criticità dello stesso, anche secondo quanto segnalato dagli operatori del settore, in modo da favorire la crescita e l'occupazione, in un contesto europeo volto a rilanciare la domanda e a far rinascere la fiducia nell'economia nazionale ed europea anche rispetto agli operatori internazionali. In particolare, la disposizione si pone, innanzitutto, l'obiettivo di concorrere a indurre una drastica riduzione del consumo di suolo e a favorire la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, a incentivare la razionalizzazione di detto patrimonio edilizio, nonché a promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione, ovvero da rilocalizzare, tenuto conto anche della necessità di favorire lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e di assicurare il miglioramento e l'adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente, anche con interventi di demolizione e ricostruzione. A tal fine, sono introdotte modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, destinate a rendere di più immediato avvio la realizzazione degli interventi edilizi e a semplificare le procedure. L'articolo 2- bis del predetto testo unico in materia edilizia, prevede che, ferma restando la competenza statale in materia di ordinamento civile con riferimento al diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e alle disposizioni integrative, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare agli insediamenti residenziali, a quelli produttivi, a quelli riservati alle attività collettive, al verde e ai parcheggi, nell'ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali. Con la modifica introdotta attraverso il comma 1, lettera a) , la richiamata disposizione viene resa obbligatoria (e non più facoltativa) e quindi maggiormente incisiva rispetto alle finalità prospettate. Al predetto articolo 2- bis del decreto del Presidente della repubblica n. 380 del 2001 si aggiungono inoltre due nuovi commi 1- bis e 1- ter (comma 1, lettera b) ). Si stabilisce che le disposizioni del comma 1 (come modificate ai sensi del comma 1, lettera a) , dell'articolo in esame) sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio (nuovo comma 1- bis ) e che in ogni caso di intervento di demolizione e ricostruzione, quest'ultima è comunque consentita nel rispetto delle distanze preesistenti purché sia effettuata assicurando la coincidenza dell'area di sedime e del volume dell'edificio ricostruito con quello demolito (nuovo comma 1- ter ). Capo II – Disposizioni relative agli eventi sismici della regione Molise e dell'area etnea Il capo II disciplina gli interventi urgenti per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici verificatisi in Molise il 16 agosto 2018 e nell'area etnea il 26 dicembre 2018 e di cui alle delibere del Consiglio dei ministri del 6 settembre 2018 e del 28 dicembre 2018. È disciplinata la governance per la ricostruzione, che prevede il coordinamento di Commissari straordinari all'uopo nominati con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.