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ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sul tema, così come ho fatto anche in Commissione istruzione pubblica, beni culturali, ricordando e tranquillizzando gli esponenti delle minoranze. L'intento di evitare di emendare il provvedimento in esame non aveva certo come finalità quella di comprimere gli spazi del bicameralismo o non arricchire il disegno di legge, come è giusto che sia. Ho ascoltato l'intervento del presidente Errani. Anche noi avremmo voluto inserire all'interno del provvedimento tematiche sull'educazione ambientale e alimentare. Si sarebbe potuto arricchire il disegno di legge in vari modi. Tra l'altro, con la collega Floridia, senatrice del MoVimento 5 Stelle, abbiamo depositato dei progetti di legge per dare più corpo al provvedimento in esame. Tuttavia, abbiamo preso atto, in un'ottica di responsabilità, che se non avessimo modificato il provvedimento, arrivato dalla Camera dei deputati e votato da tutti, probabilmente già dal prossimo mese di settembre, visto che i decreti del ministro Bussetti sono pronti, l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'educazione civica sarebbe entrata in vigore. Quindi, per senso di responsabilità abbiamo deciso di approvarlo così come è e l'insegnamento dell'educazione civica sarà in vigore già da settembre, con l'inizio del prossimo anno scolastico. Noi ci prendiamo poi tutto il tempo per ragionare insieme - lo dico ai colleghi del PD e al presidente Errani - e introdurre qualche elemento in più, magari nella prossima legge di bilancio, non necessariamente solo in termini di risorse finanziarie. Quindi c'è da parte nostra la totale disponibilità, ovviamente con i colleghi di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, per migliorare il provvedimento. Intanto entra in vigore e poi, gradualmente, possiamo anche fare dei correttivi, dei miglioramenti che possono indubbiamente andare nella direzione sperata, contenuta anche in numerosi emendamenti che sono stati presentati. Ci tengo a chiarire che non c'è alcuna volontà di comprimere, ma solo la disponibilità della maggioranza di lavorare insieme per migliorare il provvedimento magari più avanti. Questo è il ragionamento che è stato fatto, quello che abbiamo detto in Commissione. Ho ascoltato i vostri interventi e le proposte che ci interessano molto e sulle quali siamo disponibili. Ci è dispiaciuto - voglio dirlo - l'intervento del senatore Verducci, perché prima di parlare e strumentalizzare anche contro Salvini un provvedimento come questo parlando dei predicatori d'odio, mi perdoni, ma se c'è qualcuno che predica odio forse è quell'insegnante che ha scritto: «Uno di meno, e chiaramente con lo sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Forse quella è gente che predica odio e che mi preoccupa, perché sono quelli che dovrebbero insegnare ai nostri figli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi) . Questa è la vera preoccupazione e ce ne sono - ahimè - più di uno. Ma non è tutto perché ho sentito anche le parole «maleducazione civica». Ora, permettetemi, ma un deputato del PD che va a sincerarsi delle condizioni dei due americani che hanno ucciso il carabiniere è un esempio positivo per i nostri giovani o è un esempio negativo? Ditecelo! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). VERDUCCI (PD) . Ti fa male quello che ho detto? PRESIDENTE.Senatore Verducci! È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, è chiaro che questo disegno di legge è la risposta a una presa di coscienza del legislatore sulla necessità di ragionare e di potenziare gli strumenti a disposizione dei nostri giovani, che non sono altro che il nostro futuro, per affrontare al meglio le nuove istanze e le nuove sfide che questo particolare momento storico impone. E allora da dove si parte? Se è vero ciò che affermava Calamandrei, che se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola, a lungo andare, è più importante del Parlamento, della magistratura e della Corte costituzionale, è naturale che si debba partire dalla scuola. E allora si parte promuovendo la conoscenza della nostra Carta costituzionale, che non è altro che la conoscenza dei nostri diritti, ma anche dei nostri doveri. Infatti, laddove è sancito un diritto, è sempre sancito anche il corrispondente dovere. Dunque, ben venga potenziare la conoscenza dell'organizzazione istituzionale del nostro Paese e del funzionamento delle nostre istituzioni, perché significa dare gli strumenti fondamentali per sviluppare quel necessario pensiero critico che ci permette di valutare l'operato del nostro Parlamento e del nostro Governo e quindi di scegliere in piena consapevolezza, come elettori, chi vogliamo amministri questo nostro Paese. Quindi ben venga anche una maggiore conoscenza delle istituzioni europee, una conoscenza della storia, del dove nasce la Comunità europea e perché fu pensata perché quando noi parliamo di recuperare un'Europa dei cittadini, dei popoli, che metta al centro i veri valori e bisogni dei cittadini europei, dobbiamo anche promuovere la conoscenza dell'impianto filosofico che sottostà ed è stato a fondamento di tale istituzione e che deve tornare ad esserne fondamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quando parliamo di educazione civica e alla cittadinanza, parliamo anche di ambiente e lo facciamo in molte accezioni, come quella dell'ambiente che ci circonda. Viviamo tutti i giorni l'emergenza del cambiamento climatico - io personalmente, come tutti voi - quando ci preoccupiamo nel leggere le allerte meteo, quando sappiamo che arriverà un fenomeno estremo e intenso e ci ricordiamo di non essere abituati a dover fronteggiare sempre, con una periodicità così insistente, fenomeni di questo tipo. Se allora vogliamo parlare di contrasto al cambiamento climatico, dobbiamo innanzitutto parlare di una nostra educazione personale al rispetto per l'ambiente, che non deriva altro che dal cambiamento delle nostre abitudini di vita quotidiane. E dove meglio che a scuola possiamo apprendere migliori abitudini di vita e il rispetto dell'ambiente? Quando parliamo di ambiente, parliamo anche di un ambiente legale, di vivere nell'ambiente della legalità e quindi di crescere con un forte senso dello Stato e della legalità, che è ciò che ci permetterà di non continuare a dare ossigeno a tutti quei meccanismi, che alimentano le piccole illegalità quotidiane e le grandi illegalità, che hanno afflitto e continuano ad affliggere il Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quando parliamo di ambiente, parliamo anche di ambiente digitale, l'ambiente in cui tutti noi viviamo una seconda vita, una vita parallela.