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Per commercio equo e solidale si intende un rapporto commerciale con un produttore – in forza di un accordo di commercio equo e solidale basato sul dialogo, sulla trasparenza, sul rispetto e la solidarietà – che è finalizzato all'equità nelle relazioni commerciali. Per accordo di commercio equo e solidale si intende un accordo di lunga durata stipulato con un produttore allo scopo di consentire, accompagnare e migliorare l'accesso al mercato di quest'ultimo. L'articolo 3 definisce le organizzazioni del commercio equo e solidale quali soggetti, costituiti potenzialmente in diverse forme giuridiche, senza scopo di lucro e con un ordinamento interno a base democratica che svolgono alcune specifiche attività. Le organizzazioni citate stipulano, in maniera prevalente, accordi di commercio equo e solidale e ne curano l'esecuzione ovvero distribuiscono all'ingrosso o al dettaglio prodotti o servizi oggetto di tali accordi. Tali organizzazioni, tra le altre attività, adottano e attuano programmi di educazione e informazione dei consumatori sulle filiere del commercio equo e solidale nonché sulle tematiche relative al divario tra il Nord e il Sud del mondo, allo sviluppo economico e sociale, al commercio internazionale e al consumo critico. L'articolo 4 disciplina gli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale. Gli enti rappresentativi approvano un disciplinare di filiera integrale del commercio equo e solidale, adottano e curano un registro della filiera integrale, nel quale sono iscritte le organizzazioni del commercio equo e solidale affiliate. A questo scopo devono disporre di un sistema di controllo e di un'organizzazione adeguata per svolgere i compiti di controllo. L'articolo 5 disciplina gli enti di promozione del commercio equo e solidale ossia le organizzazioni senza scopo di lucro, con ordinamento interno a base democratica. Tali enti di promozione concedono in licenza uno o più marchi internazionalmente riconosciuti, al fine di identificare i prodotti del commercio equo e solidale. L'articolo 6 istituisce l'elenco nazionale del commercio equo e solidale, tenuto dalla Commissione per il commercio equo e solidale e disciplinato mediante regolamento. L'iscrizione nell'elenco ha funzione di pubblicità delle informazioni, per consentirne la più ampia consultazione sul sito internet istituzionale da parte dei cittadini e delle imprese e promuovere la cultura dell'economia equa e solidale. L'articolo 7 istituisce la Commissione per il commercio equo e solidale presso il Ministero dello sviluppo economico, disciplinandone la composizione ed includendo nella commissione, oltre ai soggetti istituzionali (dirigente del Ministero dello sviluppo economico, con funzioni di presidente, dirigente del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, rappresentante delle regioni), anche rappresentanti dei soggetti rappresentativi della filiera e dei consumatori. I membri della Commissione sono nominati per tre anni, con decreto del Ministro dello sviluppo economico. Il mandato è svolto a titolo gratuito ed è rinnovabile una sola volta. L'articolo 8 fissa il principio di mutuo riconoscimento stabilendo che le tutele e i benefìci previsti dalla legge sono estesi alle imprese e alle merci riconosciute o certificate in altri Stati membri dell'Unione europea. L'articolo 9 stabilisce che i prodotti del commercio equo e solidale sono presentati, etichettati e pubblicizzati con la denominazione di «prodotto del commercio equo e solidale» ovvero con diciture quali «prodotto del commercio equo», «commercio equo e solidale», «commercio equo», « fair trad e», « comercio justo », «c ommerce equitable ». L'articolo 10 prevede che lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possano svolgere attività di sostegno alla diffusione della conoscenza e delle attività degli operatori del commercio equo e solidale, sostenendone le iniziative divulgative e realizzando azioni educative nelle scuole e negli istituti di formazione, iniziative di formazione per gli operatori e i volontari, progetti di cooperazione con i produttori per la realizzazione di nuove produzioni o filiere o per lo sviluppo di quelle esistenti. L'articolo 11 prevede che lo Stato promuova l'utilizzo dei prodotti e dei servizi del commercio equo e solidale nei propri acquisti e, in particolare, per le mense e per i servizi di ristorazione delle amministrazioni pubbliche. Le amministrazioni pubbliche che bandiscono gare di appalto per la fornitura alle proprie strutture di prodotti di consumo possono prevedere, assicurando agli utenti interessati adeguata informazione, nei capitolati di gara meccanismi che promuovono l'utilizzo di prodotti del commercio equo e solidale. Ciò deve avvenire nel rispetto della normativa dell'Unione europea e nazionale vigente e nel rispetto del Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione. L'articolo 12 istituisce la Giornata nazionale del commercio equo e solidale, da celebrare annualmente con la collaborazione degli enti iscritti nell'elenco nazionale al fine di promuovere la conoscenza e la diffusione del commercio equo e solidale. L'articolo 13 stabilisce i contenuti del regolamento di attuazione da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Tale regolamento stabilisce: la base associativa minima degli enti rappresentativi delle organizzazioni del commercio equo e solidale; i requisiti organizzativi e le procedure per la tenuta dell'elenco nazionale; i requisiti, i criteri e le modalità per l'iscrizione, la sospensione e la cancellazione dall'elenco nazionale; i criteri e le modalità attuative nonché i beneficiari degli interventi di sostegno indicati all'articolo 1. L'articolo 14 stabilisce i princìpi cui devono attenersi le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nell'attuare la legge. L'articolo 15 istituisce nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico il Fondo per il commercio equo e solidale con una dotazione di 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2018 e l'articolo 16 prevede la relativa copertura finanziaria. L'articolo 17 contiene le disposizioni transitorie e finali, oltre a fissare il principio per il quale i benefìci e le tutele riconosciuti dalla legge – nonché, in particolare, le disposizioni in materia di marchi e di etichettatura applicabili alle imprese e ai prodotti del commercio equo e solidale – non devono comportare ostacoli agli scambi nell'ambito dell'Unione europea..