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in merito ai servizi di trasporto passeggeri su gomma di media e lunga percorrenza a mercato, si ribadisce la necessità del distanziamento interpersonale di un metro fra gli utenti, insieme ad altre misure come l'obbligatorietà dell'uso della mascherina e la misurazione della temperatura dei passeggeri; le misure previste, paragonabili a quelle in uso sui treni di media e lunga percorrenza, vengono confermate fino al 31 luglio 2021 dal decreto- legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, ma non si applicano ai trasporti aerei, né più ai trasporti ferroviari e su gomma di competenza regionale. A tal proposito alcune Regioni, con l'allentamento delle restrizioni, hanno già deliberato l'aumento della capienza massima dal 50 all'80 per cento su treni, autobus e mezzi pubblici regionali; l'Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori, a seguito dell'evoluzione positiva della situazione epidemiologica e della bassa percentuale di contagi riscontrati sugli autobus, sollecita la necessità di un intervento urgente per l'innalzamento in piena sicurezza dei coefficienti di riempimento dei mezzi, attualmente dimezzati al 50 per cento, oltre all'estensione ai soggetti con certificazione verde COVID-19 delle deroghe per conviventi e soggetti con rapporti stabili; le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria hanno prodotto un impatto negativo sui servizi di trasporto commerciale con autobus, infatti da marzo 2020 ad aprile 2021 il settore ha subito una riduzione di fatturato di circa il 75 per cento rispetto al 2019 per complessivi 2,6 miliardi di euro, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo abbiano intrapreso azioni volte a valutare la possibilità di innalzare, in piena sicurezza dei passeggeri, il coefficiente di riempimento degli autobus a media e lunga percorrenza, non solo per salvaguardare e rilanciare un settore che impiegava, prima della pandemia, circa 35.000 addetti per 29.000 autobus e che muove più di 14 milioni di cittadini all'anno, garantendo il diritto alla mobilità anche nelle aree più svantaggiate del nostro Paese. Atto n. 4-05741 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il movimento "Genova Antifascista" ha diffuso ed affisso in città, in occasione del corteo rievocativo del 30 giugno 1960, moltissimi volantini con volti e nomi di esponenti della destra genovese, di assessori e consiglieri comunali e regionali oltre che dello stesso sindaco di Genova Marco Bucci; i volantini appaiono chiaramente come un atto intimidatorio e minaccioso, si chiede di sapere quali provvedimenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare nei confronti dei promotori e diffusori di tali volantini. Atto n. 4-05742 GRASSI Al Ministro della cultura Premesso che: i primi lavori di scavo nell'attuale sito archeologico di Mirabella Eclano (Avellino) sono stati condotti a partire dalla prima metà del '900; in quegli anni, gli esperti portarono alla luce i resti delle terme, del macellum e anche delle prime, originarie, abitazioni in cui vivevano gli Irpini. Tra il 1970 e il 1980, ulteriori lavori di scavi hanno portato alla luce importanti reperti, tra i vari, l'esistenza di un'antica domus romana che gli abitanti della fortificazione, probabilmente, utilizzavano come magazzino. All'interno di questa, infatti, sono stati ritrovati vari e recipienti in terracotta che dovevano servire alla conservazione delle scorte alimentari. Sempre nei lavori degli anni '80, sono stati scavati resti di una basilica paleocristiana, le cui origini risalgono ai tempi di Giustiniano; ultimi recentissimi scavi hanno riportato alla luce un importante tracciato della via Appia in corso di valutazione ai fini del riconoscimento UNESCO. Questo costituirà un sito molto importante per l'indotto turistico-culturale ed economico di tutto il territorio; attualmente il parco archeologico versa in una condizione di grave incuria e, malgrado ripetute sollecitazioni giunte da più parti, nulla è cambiato: i responsabili pro tempore del sito archeologico di Aeclanum e della Soprintendenza di Avellino-Salerno, cui spetta la tutela dei siti archeologici irpini, non hanno avanzato alcuna proposta operativa; dopo mesi di disattenzione, mesi che al contrario sarebbero potuti servire a mettere in campo le azioni necessarie finalizzate al risanamento e alla riapertura del sito, malgrado l'appello per il ripristino immediato della fruibilità del sito invaso dalle erbacce e per questo a forte rischio incendi, la Soprintendenza non ha ancora fornito nessuna risposta, si chiede di sapere: quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in merito a quanto esposto; quali iniziative intenda mettere in pratica, con la massima urgenza, per porre fine allo stato di forte degrado degli scavi di Aeclanum, affinché si possa, quanto prima, ripristinare la fruizione pubblica dell'importante sito archeologico irpino. Atto n. 4-05743 PILLON Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: lunedì 26 aprile 2021 i rappresentanti dello Jugendamt (agenzia federale tedesca per l'infanzia) si sono presentati all'abitazione dei signori Petru e Camelia Furdui, una coppia di cittadini rumeni che risiedono a Walsrode (Hannover) in Germania con i loro 7 figli, di età compresa tra gli uno e i 15 anni; hanno portato via con la forza i figli della coppia che si trovavano in casa e hanno prelevato gli altri figli che erano a scuola, senza aver dato alcun preavviso e senza aver fornito una motivazione scritta per un intervento di questa portata; invero, dopo 15 giorni i genitori non erano ancora a conoscenza della motivazione della condotta tenuta dallo Jugendamt, che in seguito avrebbe fornito dichiarazioni contraddittorie; ancora dopo 30 giorni i genitori avevano potuto vedere i figli tutti insieme solo due volte e comunque in assenza del figlio più grande; inoltre, i 7 figli sono stati divisi tra loro e collocati in tre luoghi diversi, in evidente violazione delle norme internazionali in materia (linee guida sull'accoglienza dei bambini fuori dalla famiglia d'origine, ONU 2009); la vicenda non ha mancato di suscitare polemiche e reazioni anche da parte di esponenti della confessione religiosa di appartenenza della famiglia (il culto pentecostale rumeno) che temono che la reale motivazione dell'allontanamento dei figli possa essere proprio l'adesione a una chiesa neoprotestante, che sostiene un modello di famiglia conservatrice, che può contrastare con i modelli liberali promossi dalla società, mancando di fatto altri presupposti, visto che la famiglia Furdui risulta conosciuta come un esempio di educazione, come testimoniato da vicini, pediatri e insegnanti;