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4 L'Autorità adotta annualmente un regolamento per la trasmissione di pubblicità che non utilizzano l'immagine della donna in modo vessatorio o discriminatorio, in attuazione dei princìpi e in osservanza dei criteri di tutela previsti dalla presente legge. 5 La commissione per i servizi e i prodotti dell'Autorità certifica, tramite il conferimento di un apposito bollino, la conformità del messaggio pubblicitario televisivo trasmesso su canali nazionali a criteri di qualità e a finalità socio-educative per linguaggio, immagini e rappresentazioni, in linea con i criteri di tutela della donna stabiliti dalla presente legge. 6 È vietata la trasmissione sui circuiti televisivi pubblici e privati nel territorio nazionale di pubblicità o messaggi pubblicitari che non hanno conseguito la certificazione di conformità di cui al comma 5. Con regolamento del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti incentivi economici per la realizzazione di messaggi pubblicitari e pubblicità aventi le caratteristiche e le finalità di cui alla presente legge. La concessione dei benefici è comunque subordinata al conseguimento della certificazione di conformità di cui al comma 5. 7 La commissione per i servizi e i prodotti dell'Autorità, laddove riscontri che la pubblicità esaminata violi la presente legge, provvede con motivata decisione definitiva. Se ritiene la pubblicità sessista o discriminatoria lesiva delle finalità di cui all'articolo 1 e delle disposizioni di cui all'articolo 3, vieta la pubblicità non ancora portata a conoscenza del pubblico o la continuazione di quella già iniziata. Con la decisione di accoglimento può essere disposta la pubblicazione o la trasmissione televisiva della pronuncia anche per estratto, nonché, eventualmente, di un'apposita dichiarazione di rettifica tale da impedire che la pubblicità sessista o discriminatoria continui a produrre effetti. 8 L'operatore pubblicitario che non ottempera ai provvedimenti d'urgenza o a quelli inibitori o di rimozione adottati con la decisione che definisce il ricorso è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 5.000.000. La medesima disposizione si applica a chiunque reitera, sotto le medesime o altre forme, il messaggio pubblicitario oggetto di sanzione. 5 (Divieto di affissione di pubblicità sessista o discriminatoria) 1 In attuazione di quanto stabilito dalla presente legge, i comuni, qualora verifichino l'affissione o la diffusione di pubblicità che violino il divieto di pubblicità discriminatoria di cui all'articolo 55- ter .1 del codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, come introdotto dall'articolo 3 della presente legge, provvedono all'adozione di atti volti a inibire l'affissione o la diffusione, ovvero volti alla rimozione, di tali pubblicità, previa sottoposizione delle stesse al parere dell'Autorità. 2 Al fine di anticipare l'esecuzione del divieto di ulteriore diffusione, i messaggi diffusi attraverso affissioni che siano ritenuti particolarmente discriminatori o scorretti e lesivi della dignità di genere sono coperti con una scritta adesiva, ben visibile, che reca la dicitura: « Sanzionato ». 3 L'operatore pubblicitario che non ottempera ai provvedimenti inibitori o di rimozione adottati dai comuni è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 5.000.000. La medesima disposizione si applica a chi in data successiva reitera sotto le medesime o altre forme il medesimo messaggio pubblicitario. 6 (Titoli funzionali nelle amministrazioni pubbliche) 1 Le amministrazioni pubbliche, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in ogni disposizione normativa, vigente o in corso di adozione, sono tenute a concordare il titolo funzionale, accademico, professionale, istituzionale od onorifico, con il genere della persona alla quale lo stesso è attribuito, ai sensi dell'articolo 7 della presente legge. 7 (Aggiornamento dei titoli funzionali) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, istituisce, ai sensi di quanto previsto all'articolo 6, l'elenco di concordanza dei titoli funzionali in base al sesso, al quale le amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, devono attenersi. Nella predisposizione dell'elenco, il titolo funzionale deve essere concordato nel rispetto delle regole lessicali e grammaticali in uso nella lingua italiana, sentita l'Accademia della crusca. L'elenco è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale . 2 I Dipartimenti di cui al comma 1 provvedono con cadenza annuale alla revisione e all'aggiornamento dell'elenco di cui al medesimo comma 1. 3 Entro sei mesi dalla pubblicazione dell'elenco di cui al comma 1 nella Gazzetta Ufficiale , le amministrazioni pubbliche provvedono a conformarsi al medesimo elenco. 8 (Contrasto al sessismo nelle aziende radiotelevisive o telematiche pubbliche o che hanno stipulato un contratto di servizio con una pubblica amministrazione) 1 Al soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ai sensi dell'articolo 49 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, nonché alle aziende televisive o telematiche che stipulano un contratto di servizio con una pubblica amministrazione si applicano, per la trasmissione di contenuti sui rispettivi canali e piattaforme, le disposizioni in materia di divieto di pubblicità e comunicazione discriminatoria, come definite ai sensi degli articoli 2, comma 1, lettera b) , e 3. 2 Il rispetto di quanto previsto al comma 1 da parte del soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale – RAI-Radiotelevisione italiana Spa – è affidato a CARES Scrl-Osservatorio di Pavia che effettua il monitoraggio sulla rappresentazione della figura femminile nella programmazione della RAI. Il rispetto di quanto previsto al comma 1 da parte delle aziende radiotelevisive o telematiche che hanno stipulato un contratto di servizio con una pubblica amministrazione è attribuito all'Autorità. 3 In caso di violazione, l'azienda è punita con l'ammenda da euro 10.000 a euro 100.000, per ogni singola violazione. 4 In caso di violazioni giudicate gravi, l'Autorità può richiedere che in una puntata successiva della trasmissione in oggetto sia riservato spazio alla discussione della violazione, attraverso il confronto con esperti, selezionati dalla medesima Autorità. 5 In caso di violazione reiterata da parte di un'azienda che ha stipulato un contratto di servizio con una pubblica amministrazione il contratto è rescisso. 9 (Contrasto al sessismo nelle aziende radiotelevisive private) 1 Tutte le aziende radiotelevisive sono tenute a rispettare linguaggi verbali e visivi non sessisti e non lesivi nei confronti della dignità di qualsiasi essere umano.