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11. La partecipazione all'attività didattica del personale medico e veterinario si realizza nelle seguenti aree di applicazione: a) corsi di specializzazione, corsi pre-laurea e scuole a fini speciali, secondo la disciplina prevista dalle convenzioni con l'università, ai sensi dell'art. 39 della legge n. 833/1978; b) aggiornamento professionale obbligatorio del personale interessato organizzato dal Servizio sanitario nazionale; c) formazione di base, aggiornamento professionale e riqualificazione del personale non medico. 12. Le attività sub b) e c) del comma 11, sono riservate in linea di principio al personale del Servizio sanitario nazionale, con l'eventuale integrazione di docenti esterni. 13. Nella selezione del personale da ammettere alla didattica deve essere privilegiata la competenza specifica ed il rapporto di lavoro a tempo pieno. 14. All'avviso per la selezione del personale di cui sopra deve essere data la più ampia pubblicità. 15. L'attività didattica, se svolta fuori orario di servizio è remunerata in via forfettaria con un compenso orario di L. 30.000 lorde comprensive dell'impegno per la preparazione delle lezioni e della ncorrezione degli elaborati nonché per la partecipazione alle attività degli organi didattici. Se l'attività in questione è svolta durante le ore di servizio, il compenso di cui sopra spetta nella misura del 50' per l'impegno nella preparazione delle lezioni e correzione degli elaborati effettuato fuori dell'orario di servizio. Art. 85 (Libera professione). - 1. Le regioni e gli enti entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentite le Organizzazioni sindacali mediche firmatarie dell'accordo recepito dal presente decreto, devono adottare gli atti necessari per garantire che ai medici dipendenti venga assicurato l'esercizio del diritto all'attività libero-professionale, sia in regime ambulatoriale che in costanza di ricovero, nell'ambito dei servizi, presidi e strutture della unità sanitaria locale. 2. Sul piano organizzativo l'ufficio di direzione delle unità sanitarie locali od organo corrispondente secondo i rispettivi ordinamenti predetermina, sentite le Organizzazioni sindacali mediche firmatarie dell'accordo recepito dal presente decreto e d'intesa con i medici interessati, i giorni e le ore in cui può svolgersi l'attività libero professionale ambulatoriale, individuando, altresij, i necessari ed idonei locali e riserva spazi idonei, entro il limite variabile di posti letto dal 4' al 10' del totale, che possono in parte prescindere anche da riferimenti di conforto alberghiero in caso di mancanza di camere separate. 3. Gli enti, qualora si trovino in presenza di obiettive carenze di adeguate ed idonee strutture sanitarie o di accertata impossibilità organizzativa, devono utilizzare spazi in strutture private, sulla base di apposite convenzioni, da stipulare in conformità allo schema tipo predisposto dal Ministero della sanità, sentito il Consiglio sanitario nazionale e da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 4. Tale convenzionamento degli spazi deve essere configurato come soluzione provvisoria nelle more della riorganizzazione dei relativi idonei spazi nella struttura pubblica e deve prevedere il termine tassativo di cessazione della loro utilizzazione fino alla predetta riorganizzazione. 5. L'atto di stipula delle convenzioni a termine per l'acquisizione degli spazi in strutture private deve essere preventivamente autorizzato dalla regione e successivamente notificato, con idonea motivazione, al Ministero della sanità al fine di garantire il flusso informativo di base indispensabile per le scelte conseguenti di programmazione sanitaria. 6. Qualora gli enti non provvedano a garantire al medico a tempo pieno l'esercizio dell'attività libero professionale,sia in ragime ambulatoriale che di ricovero,entro sessanta giorni dalla domanda dell'interessato,questipuò chiedere l'intervento della commissione regionale di cui all'art.78". Vedere nota all'art.68: per gli articoli 31,33 e 34 del D.P.R. 20 maggio 1987,n.270: per gli articoli 10 e 11 del D.P.R. 25 giugno 1983. n.348 e circolare n.10705 del 30 dicembre 1987 del Dipartimento della funzione pubblica; per l'art.45 del D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761; per l'art. 2 della legge 27 dicembre 1985,n.816.