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Disposizioni per la promozione e il rafforzamento della partecipazione studentesca alla vita della scuola. Onorevoli Senatori. – La comunità scolastica, formazione sociale in cui si svolge la personalità dell'individuo ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione, vive – oltre che dell'attività didattica, delle attività integrative e di tutto quanto concorra alla formazione di studentesse e studenti – anche del (e nel) dialogo tra tutte le componenti che di essa fanno parte: docenti, personale tecnico-amministrativo, genitori, studentesse e studenti. Per le studentesse e gli studenti degli istituti superiori, tale quadro di principio si traduce in un ben preciso insieme di diritti e doveri che hanno trovato consacrazione, venticinque anni fa, nello statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, recato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249. Lo statuto muove, esplicitamente, dalla consapevolezza che la scuola – oltre che luogo di formazione – è « comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni » (articolo 1, comma 2). Per questo motivo, l'articolo 2 del medesimo regolamento, ai commi 4 e 5, riconosce alle studentesse e agli studenti il diritto alla « partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola » e favorisce, su questa base, la loro consultazione (comma 5) prevedendo, altresì, che il corpo docente intessa con la comunità studentesca un « dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico » (comma 4). Gli istituti volti a favorire la partecipazione studentesca presenti nel nostro ordinamento – e segnatamente i consigli di istituto – mostrano ormai, specie per quel che riguarda gli istituti di istruzione secondaria superiore, i segni del tempo e si adattano con sempre maggior fatica alla crescente domanda di partecipazione da parte della comunità studentesca, che pare attraversare una fase storica di estrema vivacità. Occorre pertanto procedere a un aggiornamento degli istituti di partecipazione esistenti, non per superarne l'impianto ma per rafforzare – all'interno dei medesimi – la partecipazione studentesca e istituire, ove occorra, luoghi in cui divenga pienamente effettivo il principio (e il metodo) del dialogo enunciato dall'articolo 2, comma 5, dello statuto delle studentesse e degli studenti. Allo stesso modo, occorre prendere atto che – alla luce delle nuove previsioni ordinamentali in materia di riconoscimento di crediti formativi per attività diverse dalla mera frequenza delle lezioni, è del tutto ragionevole riconoscere alle studentesse e agli studenti che, nell'ultimo triennio, ricoprano cariche di rappresentanza della comunità studentesca almeno un credito formativo annuale per ogni anno in cui si sia ricoperto l'incarico: ragionevole, ma anche doveroso, anche al fine di riconoscere lo specifico valore di tali attività come vera e propria palestra di partecipazione e cittadinanza. Il disegno di legge si compone di quattro articoli. L'articolo 1 reca puntuali modifiche al testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, intervenendo in particolare: a) sulla disciplina dei consigli di istituto contenuta all'articolo 8, prevedendo un rafforzamento numerico della rappresentanza studentesca nei consigli degli istituti di istruzione secondaria superiore e negli istituti omnicomprensivi, assicurando termini certi per l'elezione della rappresentanza studentesca in consiglio di istituto, fornendo delle figure di supporto quali i consulenti della rappresentanza studentesca, pensati similmente ai consulenti della consulta provinciale (articolo 6, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 1996, n. 567), e prevedendo altresì il riconoscimento alle studentesse e agli studenti che, nell'ultimo triennio, ricoprano la carica di rappresentante di classe, rappresentante d'istituto o rappresentante in consulta provinciale, di un credito formativo per ciascuno degli anni in cui la carica sia stata ricoperta; b) attraverso la previsione che in ciascun istituto di istruzione secondaria superiore sia istituita una commissione composta in modo paritetico da docenti e studenti, con funzione consultiva e nella quale possa aver luogo il dialogo fra la componente docente e quella studentesca ai fini dell'elaborazione delle scelte didattiche e progettuali della scuola, come previsto dall'articolo 2, comma 5, dello statuto delle studentesse e degli studenti. L'articolo 2 reca puntuali modifiche al testo in materia di introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica di cui alla legge del 20 agosto 2019, n. 92, volte a garantire che la rappresentanza d'istituto e il percorso di elezione dei rappresentanti sia parte integrante della didattica. L'obiettivo è quello di fornire agli studenti un'occasione di formazione vicina alla loro quotidianità, in grado di sensibilizzare ed educare alla partecipazione attiva e ai processi democratici. L'articolo 3 prevede una nuova disciplina che aggiorna quella prevista dal regolamento recante la disciplina delle iniziative complementari e delle attività integrative nelle istituzioni scolastiche di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 1996, n. 567, con l'obiettivo di individuare, nella consulta provinciale, l'organo supervisore della rappresentanza studentesca, volgendo parte delle risorse alla formazione dei rappresentanti, alla sensibilizzazione della partecipazione attiva e alla condivisione di buone pratiche e percorsi progettuali efficaci. L'articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria.. Art. 1. (Modifiche al decreto legislativo 16 aprile 1994. n. 297, in materia di rappresentanza degli studenti) 1. Al testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 8: 1) dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Il consiglio di circolo o di istituto, negli istituti comprensivi con popolazione scolastica fino a 500 alunni, è costituito da 17 componenti, di cui 6 rappresentanti del personale docente, 1 rappresentante del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 6 rappresentanti dei genitori degli alunni, 3 rappresentanti eletti dagli studenti, il direttore didattico o il preside; nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni, il consiglio di circolo o di istituto è costituito da 23 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 8 rappresentanti dei genitori degli alunni, 4 rappresentanti degli studenti e il direttore didattico o il preside »; 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2.