[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito delle risoluzioni dell'Agenzia delle entrate – Direzione Centrale Gestione tributi – n. 29/E del 30 gennaio 2002, recante «Istituzione del codice-tributo per il versamento dell'imposta sostitutiva dovuta dai fondi comuni d'investimento immobiliari chiusi. Decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410» e n. 31/E del 31 gennaio 2002, recante «Istituzione dei codici tributo per il versamento delle imposte sostitutive previste dalla finanziaria 2002. Articoli 4, 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448», promosso con ricorso della Regione Siciliana, notificato il 29 marzo 2002, depositato in Cancelleria il 5 aprile 2002 ed iscritto al n. 10 del registro conflitti 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 14 dicembre 2004 il Giudice relatore Franco Gallo; uditi l'avvocato Giovanni Carapezza Figlia per la Regione Siciliana e l'Avvocato dello Stato Alessandro Di Stefano per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Con ricorso notificato il 29 marzo 2002 e depositato il 5 aprile 2002, la Regione Siciliana ha sollevato – in riferimento all'art. 36 del proprio statuto, all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria) e al principio costituzionale di leale cooperazione tra Stato e regioni – conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione: a) alla risoluzione dell'Agenzia delle entrate, “Direzione Centrale Gestione Tributi”, n. 29/E del 30 gennaio 2002 (concernente «Istituzione del codice-tributo per il versamento dell'imposta sostitutiva dovuta dai fondi comuni d'investimento immobiliare chiusi. Decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410»); b) alla risoluzione della medesima Agenzia delle entrate, “Direzione Centrale Gestione Tributi”, n. 31/E del 31 gennaio 2002 (concernente «Istituzione dei codici tributo per il versamento delle imposte sostitutive previste dalla finanziaria 2002. Articoli 4, 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448»). 1.1. – La ricorrente premette che l'Agenzia delle entrate: a) con la risoluzione n. 29/E, istituendo un apposito codice-tributo per consentire il versamento, tramite modello F24, dell'imposta sostitutiva prevista a carico dei fondi comuni chiusi d'investimento immobiliare dal decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, ha stabilito che le somme percette «vanno imputate al capo VI ed al capitolo 1054 del bilancio dello Stato»; b) con la risoluzione n. 31/E, istituendo tre codici-tributo per il versamento delle imposte sostitutive previste dagli artt. 4, 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2002), ha disposto che tutte le somme riscosse per tali titoli vanno imputate a specifici «capitoli del bilancio dello Stato». 1.2. – La ricorrente sostiene, in via preliminare, l'ammissibilità del sollevato conflitto, ancorché l'Agenzia delle entrate sia ente dotato di propria personalità giuridica di diritto pubblico, con autonomia regolamentare, amministrativa, contabile e finanziaria, trattandosi di organizzazione creata dallo Stato per l'esercizio di proprie funzioni e potestà. 1.3. – Nel merito, la Regione lamenta la lesione delle proprie attribuzioni e della propria autonomia finanziaria non essendo stato specificato, negli atti oggetto di conflitto, che i proventi delle suddette imposte riscossi in Sicilia debbono essere imputati ai corrispondenti capo e capitolo del bilancio regionale. Infatti, i provvedimenti impugnati, prevedendo l'imputazione delle somme derivanti dalle indicate imposte esclusivamente a capitoli del bilancio dello Stato, sottrarrebbero tali importi alla Regione. Ciò in violazione degli evocati parametri statutari, secondo i quali spettano alla Regione tutte le entrate tributarie erariali riscosse nell'àmbito del suo territorio, dirette o indirette, comunque denominate, ad eccezione delle nuove entrate tributarie il cui gettito sia destinato alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalità contingenti o continuative dello Stato, specificate dalla normativa istitutiva. La ricorrente afferma, al riguardo, che tali imposte, secondo la stessa qualificazione attribuita dalle norme istitutive, avrebbero natura sostitutiva di imposte con gettito già spettante anche alla Regione Siciliana. La disciplina prevista dai provvedimenti normativi presupposti dagli atti impugnati («art. 6 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre 2001, n. 410»; «artt. 4, 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448») non comporterebbe sottrazione di risorse finanziarie regionali e, quindi, non pregiudicherebbe i rapporti finanziari tra la Regione e lo Stato, perché quest'ultimo, pur essendo libero di imporre od abrogare tributi, anche se spettanti alle Regioni, non può attribuirsi l'intero gettito del tributo sostitutivo, quando il tributo sostituito non sia stato di sua esclusiva spettanza (come precisato dalle sentenze della Corte costituzionale n. 299 del 1974 e n. 49 del 1972) . Secondo la ricorrente, la lesione della propria sfera di competenza costituzionale non deriverebbe dalle sopra citate previsioni legislative, ma esclusivamente dagli atti impugnati, i quali, in violazione degli evocati parametri, avrebbero disposto in ordine alla ripartizione delle somme in questione senza tenere conto del luogo della riscossione e senza prevedere il versamento nelle casse regionali delle somme di spettanza. Infine, la Regione deduce la violazione da parte dello Stato del principio costituzionale di leale cooperazione, in particolare sotto i profili del dovere di mutua informazione e della previa intesa, tenuto conto del totale mancato riscontro alle note dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze in data 13 febbraio 2002 ed 8 marzo 2002, con le quali era stato richiesto ai competenti organi centrali dell'Agenzia delle entrate di provvedere all'imputazione delle somme rivenienti specificamente dall'imposta sostitutiva sui fondi immobiliari chiusi secondo le previsioni dei parametri evocati e, quindi, con attribuzione pro quota al bilancio regionale siciliano. 2.