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La modifica al comma 1- bis dell'articolo 4 introduce una proroga del termine originariamente previsto dalla norma, ed estende fino al 31 dicembre 2023 l'applicabilità delle disposizioni previste dal comma 1, ad eccezione delle fasi di lavaggio e asciugatura, le quali si applicano anche ai prodotti ortofrutticoli destinati all'alimentazione umana che siano freschi, confezionati e pronti per il consumo e che assicurano l'assenza di elementi inquinanti ovvero nocivi. Comma 2. La disposizione interviene sul decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, modificando i commi 10 e 11 dell'articolo 21. Tale articolo prevede la soppressione di alcuni enti ed organismi, tra cui l'EIPLI (Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania). In particolare, dal 31 marzo 2023, le funzioni del soppresso ente sono trasferite ad una società per azioni a totale capitale pubblico, costituita dallo Stato e partecipata dal MEF. La disposizione di cui al comma 2 prevede la proroga del termine predetto fino 31 dicembre 2023 e introduce un nuovo periodo al comma 10 prevedendo che il Commissario, oltre alla definizione dello stato patrimoniale presenti a garanzia del ceto creditorio un piano di riparto della massa attiva con la graduazione dei crediti. Per consentire tale adempimento la norma prevede anche la sospensione, non oltre il termine del 31 dicembre 2023, delle procedure esecutive e dei giudizi di ottemperanza nei confronti dell'EIPLI nonché l'efficacia esecutiva delle cartelle di pagamento. La ratio sottesa al suddetto intervento è quella di completare il processo di liquidazione dell'EIPLI, accelerando la trasformazione in atto dell'ente nella società pubblica. Comma 3. La disposizione novella il comma 2 dell'articolo 19- bis , del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25, stabilendo un diverso termine (un anno, anziché sessanta giorni) entro il quale il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (già Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) modifica il proprio regolamento di organizzazione e la propria pianta organica secondo determinate modalità. Comma 4. La disposizione quantifica gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2 e reca la relativa copertura finanziaria. Articolo 16 ( Proroga di termini in materia di sport) Il comma 1 prevede: – una proroga al 1° luglio 2023 dell'applicazione delle norme sul lavoro sportivo; – una proroga al 1° luglio 2023 delle abrogazioni relative alla legge 14 giugno 1973, n. 366 (Estensione ai calciatori e agli allenatori di calcio della previdenza ed assistenza gestite dall'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo); alla legge 23 marzo 1981, n. 91 (Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti); all'articolo 6 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (Assicurazione degli sportivi professionisti); all'articolo 3 della legge 16 dicembre 1991, n. 398 (Premio di addestramento e formazione tecnica); – che le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche non siano più qualificati come redditi diversi a partire dal 1° luglio 2023. Comma 2. Viene posticipato al 31 dicembre 2023 il termine dal quale è eliminato il vincolo sportivo con riferimento ai tesseramenti che costituiscono rinnovi, senza soluzione di continuità, di precedenti tesseramenti, il vincolo sportivo per i « primi » tesseramenti è invece eliminato nel 2023, per l'esattezza dal 1° luglio 2023, in coerenza con la proroga dell'entrata in vigore del decreto legislativo, nonché in conformità alla scadenza della stagione sportiva come prevista da numerose discipline sportive. La fissazione di due diversi termini di abolizione del vincolo sportivo, fondata sulla distinzione tra tesseramento che costituisce rinnovo di precedente tesseramento e primo tesseramento, garantisce la possibilità di meglio bilanciare i diritti dell'atleta, che ha e deve avere la libertà di autodeterminare il proprio diritto a praticare sport, e la posizione della società sportiva dilettantistica, che provvede ed investe sulla sua formazione e sulla sua crescita tecnica Comma 3. L'articolo 1, comma 24, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, al fine di garantire la piena operatività dell'Istituto per il credito sportivo – così come reputato necessario dal Governo – ha prorogato il mandato degli organi dell'Istituto (Presidente, Consiglio di amministrazione, Comitato gestione fondi speciali e Collegio dei sindaci) al 31 dicembre 2022. La disposizione in argomento proroga il mandato degli organi dell'Istituto per il credito sportivo al 30 giugno 2023, in luogo della data del 31 dicembre 2022 previsto dalla formulazione precedente della norma (articolo 1, comma 24, del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n.15). La procedura di rinnovo dei suddetti organi è complessa (il presidente è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'autorità di Governo con la delega allo sport, ove nominata, d'intesa con il Ministero della cultura, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; gli altri organi sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità di Governo con la delega allo sport, ove nominata, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze), prevede il coinvolgimento di tutti gli azionisti (pubblici e privati) ed è soggetta a controllo parlamentare ai sensi della legge 24 gennaio 1978, n. 14. Trattandosi di ente pubblico (Istituto per il credito sportivo è l'ultima banca di diritto pubblico) allo stesso si applica la disciplina pubblica della prorogatio , che (dopo la nota sentenza della Corte costituzionale n. 208 del 1992) è limitata a 45 giorni dalla naturale scadenza, con il rischio, in caso di mancato rinnovo alla scadenza del termine, di commissariamento/amministrazione straordinaria ope legis (come già avvenuto nel dicembre 2011). La proroga in argomento scongiurerebbe soluzioni di continuità nell'operatività dell'Istituto – compresa la gestione dei Fondi speciali – e salvaguarderebbe la conclusione del processo in corso di trasformazione dell'Istituto in società per azioni, senza comportare oneri a carico dello Stato. Comma 4. La presente disposizione proroga al 31 dicembre 2024 le concessioni, che siano in attesa di rinnovo o scadute ovvero in scadenza entro il 31 dicembre 2022, alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro degli impianti sportivi ubicati su terreni demaniali o comunali.