[resaula]

Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 23 al 29 novembre 2018) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 12 GALLONE: sulla chiusura al traffico del ponte San Michele tra Calusco e Paderno (4-00890) (risp. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) GARAVINI: sulle espulsioni dei lavoratori europei in temporaneo stato di disoccupazione dal Belgio (4-00019) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) MAFFONI: sull'esposizione della bandiera arcobaleno da parte dell'ambasciatore d'Italia a Madrid (4-00410) (risp. DEL RE, viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) QUAGLIARIELLO: sulla celebrazione di un matrimonio omosessuale da parte dell'ambasciatore italiano in Spagna (4-00643) (risp. DEL RE, viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) Mozioni Atto n. 1-00059 PETROCELLI ANASTASI ANGRISANI BOTTICI CASTALDI DONNO FERRARA GALLICCHIO LANNUTTI LOMUTI MATRISCIANO MOLLAME NATURALE PACIFICO ROMANO LUCIDI Il Senato, premesso che: da quando nel 2002 furono rese note attività nucleari, non in linea con il TNP (Trattato di non proliferazione nucleare), nei siti allora segreti di Natanz e Arak, in cui, rispettivamente, era stata avviata la costruzione di un impianto di arricchimento dell'uranio e di un impianto ad acqua pesante, la comunità internazionale ha iniziato ad affrontare la questione nucleare dell'Iran; un rapporto critico dell'AIEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica) del 2003 ha dato il via ad un difficile percorso negoziale e diplomatico sul nucleare durato un decennio; a partire dal 2006 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha iniziato ad adottare una serie di risoluzioni, Risoluzioni 2224 (2015), 1929 (2010), 1803 (2008), 1747 (2007), 1737 (2006), con le quali si chiedeva all'Iran di cessare l'arricchimento dell'uranio per applicazioni militari; tali risoluzioni sono state accompagnate da misure restrittive contro l'Iran con le quali veniva vietata la fornitura di beni e servizi e, nello specifico, un embargo contro gli Stati, che esportassero materiali utilizzabili per il programma nucleare iraniano ed, al contempo, imponendo restrizioni finanziarie; a queste sanzioni si sono nel tempo aggiunte quelle imposte dagli Stati Uniti e dall'Unione europea, che, oltre ad attuare le sanzioni delle Nazioni Unite, nell'ultimo decennio hanno deciso una vasta gamma di sanzioni economiche e finanziarie autonome nei confronti dell'Iran; dopo alcuni anni di relazioni, piuttosto fredde, tra Iran e EU3 (Francia, Regno Unito, Germania) le discussioni sul nucleare iraniano hanno ricevuto un nuovo impulso nel 2013, contestualmente all'elezione di Hassan Rouhani alla presidenza dell'Iran; successivamente, con l'intensificarsi di lunghi e complicati processi diplomatici tra l'Iran e l'E3/UE+3 (Francia, Regno Unito, Germania) e UE + Stati Uniti, Russia e Cina, in ordine alla questione della proliferazione nucleare, si è arrivati ad un accordo su un piano d'azione congiunto globale (PACG) o JCPOA ("Joint comprehensive plan of action"); il 14 luglio 2015, dopo venti mesi di negoziati, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Cina, Russia) assieme alla Germania e all'Unione europea hanno firmato a Vienna il predetto accordo con l'Iran (JCPOA) per la sospensione delle sanzioni adottate dalle Nazioni Unite, a fronte di impegni concreti per l'abbandono del programma nucleare iraniano monitorati, periodicamente dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica; il piano stabilisce, sia un meccanismo di monitoraggio rigoroso con disposizioni tecniche molto dettagliate, sia un calendario di attuazione delle misure concordate per procedere alla revoca delle sanzioni contro l'Iran; procedure e modalità applicative sono poi state definite con la Risoluzione Onu 2231/2015, adottata all'unanimità, cui l'Unione europea ha dato attuazione attraverso l'adozione di atti legislativi; a partire dal 16 gennaio 2016 si e? entrati nella fase denominata "Implementation Day", che ha visto la presentazione al Consiglio di sicurezza del rapporto con cui l'AIEA ha certificato che l'Iran ha completato le fasi preparatorie per avviare l'attuazione delle misure previste nel JCPOA; secondo quanto risulta dai successivi rapporti AIEA, l'Iran avrebbe correttamente adempiuto agli impegni di cui all'accordo internazionale; conseguentemente, la comunità internazionale ha iniziato ad adottare la sospensione delle sanzioni nei confronti di Teheran; l'Unione europea con il JCPOA si è impegnata a sospendere tutte le sanzioni economiche e finanziarie che erano state imposte all'Iran. In particolare la Sezione 19 e la Sezione A dell'Annex II prevedono che l'UE e gli Stati membri dell'UE provvedano ad eliminare tutte le disposizioni del regolamento 267/2012 e della decisione 2010/413/PESC del Consiglio (e successive modifiche) e a cancellare o modificare la normativa nazionale di attuazione; tra le sanzioni e misure restrittive sospese a seguito dell'implementazione dell'accordo vi sono anche le cosiddette "sanzioni secondarie" imposte dagli USA, ovvero quelle sanzioni che possono essere imposte dalle Autorità statunitensi a qualsiasi persona, anche straniera, che abbia realizzato determinate transazioni commerciali con l'Iran nei settori bancario e finanziario, energetico, petrolchimico, navale, della cantieristica, dei trasporti, delle assicurazioni e riassicurazioni, del software , dei metalli grezzi semilavorati, automobilistico e dei metalli preziosi; in data 12 gennaio 2018, in occasione dell'ultimo rinnovo della sospensione delle sanzioni secondarie statunitensi a Teheran, il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Trump, aveva chiesto agli EU3 (Francia, Regno Unito e Germania) di lavorare al fine di apportare alcune modifiche al JCPOA, pena il mancato rinnovo da parte USA della sospensione delle sanzioni; la comunità internazionale, con le sole voci contrarie di Israele, Arabia Saudita e Lega Araba, ha preso una netta posizione nel senso di voler rispettare l'accordo internazionale siglato solo poco tempo prima; da una parte l'UE, non rilevando elementi di inadempienza da parte dell'Iran, ha dichiarato anche per il tramite dell'Alto Rappresentante, Mogherini, che: "l'Unione europea prenderà provvedimenti per proteggere gli investimenti economici e gli interessi di sicurezza europei"; medesima volontà di rimanere nell'accordo è stata manifestata da Francia, Germania, Russia e Cina, quale fondamentale strumento per garantire e preservare la pace in Medio Oriente;