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Disposizioni in materia di lavoro, occupazione e incremento della produttività. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge reca una serie di interventi tesi a migliorare la crescita e la qualità dell'occupazione, introducendo disposizioni volte alla semplificazione della gestione dei rapporti di lavoro e del recupero crediti e a incentivare l'occupazione femminile e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nonché disposizioni dirette a contrastare il fenomeno delle cosiddette false cooperative o cooperative « spurie ». In particolare, nell'attuale assetto normativo il recupero dei crediti riconosciuti con titoli esecutivi (sentenze, decreti ingiuntivi, eccetera) verso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e verso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) comporta lo svolgimento di una serie di fasi successive, anche al passaggio in giudicato del titolo esecutivo, che rallentano i cittadini e le imprese, i quali sono obbligati ad avviare lunghe e complicate azioni esecutive, che possono durare anche anni, a causa dell'inerzia degli enti di previdenza. Al contrario, invece, i procedimenti per il recupero delle somme di cui gli enti di previdenza sono creditori sono molto rigorosi e rapidi. È il caso, ad esempio, dell'avviso di addebito in forza del quale, decorsi quaranta giorni dalla notifica, l'INPS ottiene un titolo esecutivo utile ad aggredire direttamente il patrimonio dei cittadini e delle imprese. In modo analogo può procedere l'INAIL con le procedure di recupero dei premi assicurativi. In questa prospettiva, per riequilibrare la disparità di condizione e per semplificare i meccanismi di recupero dei crediti da parte dei cittadini e delle imprese, l'articolo 1 del disegno di legge prescrive il pronto pagamento delle somme dovute in forza dei titoli esecutivi che vedono soccombenti l'INPS e l'INAIL, attraverso l'individuazione di un responsabile del procedimento che procede al pagamento delle somme dovute entro quaranta giorni dalla notifica del titolo esecutivo. Il meccanismo comprende, altresì, la responsabilizzazione degli uffici affinché siano garantiti gli obiettivi di efficienza e di buon andamento della pubblica amministrazione. Analoghe finalità sono alla base delle disposizioni introdotte all'articolo 2. La vigente disciplina dei ricorsi amministrativi in materia di lavoro è strettamente connessa all'istituto del silenzio rigetto. Ciò nel tempo ha snaturato la finalità dello strumento del riesame amministrativo dei provvedimenti. Con esso, nel rispetto dei princìpi costituzionali, si intendeva perseguire l'efficienza e il buon andamento dell'azione pubblica attraverso l'emissione di atti che, tenendo conto delle ragioni esposte dai cittadini e dalle imprese, consolidassero l'azione pubblica con ulteriori elementi utili ad affermarne la legittimità (così da determinare una seria azione di deterrenza delle liti) ovvero evitassero il contenzioso giudiziale in caso di soccombenza della pubblica amministrazione. Nella prassi applicativa, però, l'uso distorto dell'istituto del silenzio rigetto fa sì che l'avvio dei ricorsi amministrativi rappresenti soltanto un ulteriore rallentamento burocratico prima di procedere all'impugnativa del provvedimento in sede giudiziale, a svantaggio dei cittadini e delle imprese e con un danno per la gestione della cosa pubblica. In questa prospettiva risulta necessario dare nuovo slancio all'azione amministrativa attraverso il superamento del silenzio rigetto in favore di sistemi di semplificazione e di snellimento del procedimento amministrativo che prevedano l'emissione di provvedimenti amministrativi in tempi celeri e certi, decorsi i quali il silenzio deve rappresentare esclusivamente una condizione di accoglimento delle istanze della collettività. Per permettere alla pubblica amministrazione di adeguare il proprio assetto organizzativo, si prevede che le modifiche introdotte dal presente provvedimento abbiano efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2021. L'articolo 3 interviene sulla disciplina della responsabilità solidale per i trattamenti retributivi dei lavoratori utilizzati nell'appalto di opere o di servizi, che introduce una responsabilità oggettiva a prescindere dal dolo o dalla colpa del committente. Si prevede in particolare che la solidarietà con l'appaltatore opera nei limiti del debito residuo del committente. L'attuale sistema, che priva di strumenti idonei il committente nella fase dei controlli, ha riflessi di inefficienza anche nei riguardi dei lavoratori. Al contrario, un sistema di tutela efficace e volto alla semplificazione dovrebbe prevedere controlli integrati di tipo preventivo, che garantiscano la tutela ex ante dei diritti dei lavoratori, in un sistema che premi le aziende virtuose. Tale soluzione permetterebbe di conciliare le esigenze di tutela dei lavoratori con quella di certezza e di semplificazione di cui hanno bisogno le imprese. Al fine di rendere incisiva l'azione di contrasto delle false cooperative, la responsabilità solidale del committente nei riguardi dei lavoratori e degli enti previdenziali e assicurativi è estesa ai cinque anni successivi alla conclusione dell'appalto, in luogo dei due anni. Con l'articolo 4, nell'ottica di semplificare la gestione dei rapporti di lavoro, si prevede che i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali, stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possano introdurre nuove ipotesi di causali che permettano la stipula di contratti a termine. L'articolo 5 introduce i percorsi di riqualificazione professionale cosiddetti « reskilling » per i beneficiari del reddito di cittadinanza. Si tratta di un percorso formativo che consente alle persone di trovare un'occupazione anche in un settore diverso da quello in cui hanno maturato un'esperienza pregressa o con più alte opportunità di inserimento lavorativo. La disposizione integra le previsioni contenute nell'articolo 8 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, che, invece, prevede un incentivo nel caso in cui il lavoratore trovi un nuovo impiego coerente con il profilo formativo di riferimento. L'articolo 6 prevede incentivi per favorire l'occupazione femminile. In particolare, si prevede per i datori di lavoro che, negli anni 2020 e 2021, assumono delle lavoratrici di qualsiasi età l'esonero, per un periodo massimo di trentasei mesi, dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua. L'articolo 7 è volto a valorizzare le forme di conciliazione tra la vita lavorativa e la vita familiare, introducendo, in via sperimentale, la possibilità di accedere a regimi di lavoro agevolato temporaneo. Il comma 1 prevede, per le annualità 2020, 2021 e 2022, un regime di lavoro part-time legato a specifiche esigenze familiari delle lavoratrici.