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4 (Interventi) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vegente, ivi comprese le quote vincolate del Fondo sanitario nazionale ai sensi dell'articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, predispongono, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione di organizzazioni, quali società scientifiche, fondazioni ed associazioni di pazienti, che si occupano dei pazienti incontinenti, reti regionali mediante l'istituzione di centri di primo, secondo e terzo livello, ed un sistema di interventi e di servizi socio-sanitari integrati volti al raggiungimento dei seguenti obiettivi: a migliorare le condizioni di vita, anche relazionali dei soggetti incontinenti; b garantire idonei livelli di assistenza, qualitativi e quantitativi, di cura e riabilitazione dei soggetti incontinenti, anche agevolando l'erogazione delle prestazioni e la fornitura di pannoloni, cateteri, traverse, prodotti per piaghe da decubito, condom , nonché dei necessari dispositivi medici in regime di libera scelta e gratuità; c inserire nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 27 agosto 1999, n. 332, un più completo ed aggiornato repertorio dei dispositivi medici per lesioni cutanee; d assicurare adeguati ed efficaci interventi di assistenza socio-sanitaria nelle scuole primarie e secondarie di primo grado qualora fosse necessario effettuare cateterismi intermittenti o cambio di pannolini a studenti affetti da incontinenza; e assicurare ai soggetti incontinenti assistenza effettuata da medici specialisti con specifica competenza e da infermieri, fisioterapisti ed ostetriche che abbiano conseguito una adeguata preparazione secondo i criteri di cui all'articolo 3; f favorire lo sviluppo di un approccio multidisciplinare integrato da parte degli operatori del settore al fine di offrire ai soggetti incontinenti percorsi terapeutici ed assistenziali personalizzati ed efficienti; g promuovere lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze in urologia e proctologia, anche attraverso l'organizzazione e il sostegno di apposite campagne di comunicazione e sensibilizzazione, anche a livello regionale, nonché l'implementazione della partecipazione degli operatori del settore a progetti di ricerca e a eventi formativi e scientifici promossi dalle strutture del Servizio sanitario nazionale o da altri enti pubblici o privati; h garantire una corretta, completa, chiara e tempestiva informazione riguardante i dispositivi medici e i presìdi medico-chirurgici, le tecniche di riabilitazione e di rieducazione disponibili e più adeguati per ciascuna patologia nonché i diritti e i benefici spettanti ai pazienti nonché i criteri e le modalità per conseguirli in tempi rapidi; i proporre a comuni, regioni, strutture pubbliche e private, la realizzazione di un maggior numero di bagni pubblici, gratuiti o presidiati, a pagamento, igienicamente validi e adeguatamente segnalati in loco e nelle mappe urbane; l concordare con gli acquedotti, sia pubblici sia privati, la proposizione di sconti sulle tariffe dell'acqua ai soggetti che soffrono di incontinenza urinaria fecale, purché riconosciuti invalidi civili o del lavoro dalla competente commissione medica; m promuovere una maggiore consapevolezza delle condizioni dei soggetti incontinenti, attraverso una capillare divulgazione della «Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell'incontinenza» che ogni anno si svolge il 28 giugno, con eventi, manifestazioni, campagne di sensibilizzazione alla prevenzione e cura, attraverso i mass media , le istituzioni ad ogni livello e le scuole di ogni ordine e grado; n prevedere periodici audit , in collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le associazioni dei pazienti e le società scientifiche, nell'ottica di una semplificazione delle procedure burocratiche nel rapporto fra pazienti e struttura sanitaria. L’ audit può essere effettuato dalle associazioni dei pazienti tramite: 1) attivazione di numero verde regionale o nazionale, a chiamata gratuita; 2) apposizione di una targa identificativa all'ingresso dei reparti visibile dall'esterno delle strutture accreditate, indicante il centro di cui all’articolo 4, comma 1, e il relativo livello. Analoga targa identificativa deve essere apposta all'interno delle sale d'attesa, numerata a livello regionale con indicazione del numero verde e l'indicazione del soggetto che effettua l' audit civico a livello regionale o nazionale; 3) monitoraggio dell'effettiva operatività della struttura e del personale addetto; 4) verifica dei requisiti organizzativi e prestazionali. 5 (Clausola di salvaguardia) 1 Le disposizioni di cui alla presente legge costituiscono princìpi fondamentali della legislazione statale in materia di tutela della salute, ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione. 2 Le regioni a statuto ordinario adeguano la propria legislazione entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in conformità a quanto disposto dalla medesima legge. 3 Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, in conformità a quanto disposto dalla presente legge. 6 (Disposizioni finali) 1 Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge, la dotazione finanziaria del Fondo sanitario nazionale di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è incrementata, di 5 milioni di euro annui, per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019.