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In sostanza, soltanto l'azionariato pubblico della holding televisiva è conferito alla Fondazione; rimane esclusa dal conferimento la quota pari allo 0,46 per cento del capitale sociale della RAI di proprietà della Società italiana degli autori ed editori (SIAE), la cui partecipazione azionaria risale alla costituzione della RAI negli anni cinquanta. La natura di ente a base associativa della SIAE porta ad escludere la necessità del conferimento azionario in capo ad essa nel patrimonio della nuova Fondazione. Il ruolo di azionista, pertanto, non sarà più esercitato dal Governo per il tramite del Ministero dell'economia e delle finanze, ma dalla Fondazione, alla quale sono attribuiti compiti di indirizzo e di impulso e, quindi, non di natura gestionale né operativa nei confronti della RAI. Lo strumento utilizzato per il Governo dell'impresa è stato articolato su due livelli, il più alto dei quali fa capo alla Fondazione la quale, in generale, ha il compito di tutelare e di rappresentare l'utenza, di far rispettare la carta di servizio nonché di difendere l'autonomia del servizio anche attraverso il potere di scelta degli amministratori delle società alle quali è affidata la gestione concreta dello stesso servizio. Il comma 3 concerne le finalità generali della Fondazione. Esso stabilisce che la Fondazione garantisce l'autonomia del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale dal potere politico ed economico; verifica il valore pubblico della programmazione; assicura la gestione efficiente della RAI e di tutte le società da questa controllate e svolge ogni altro compito o attività previsti dallo statuto ai sensi del testo unico. Il comma 4 è riferito allo statuto. Lo statuto definisce l'assetto organizzativo della Fondazione, prevede l'attribuzione al consiglio di amministrazione della Fondazione della competenza in ordine alla determinazione delle linee generali di intervento, delle priorità e degli obiettivi della Fondazione stessa e alla verifica dei risultati conseguiti, disciplina i compiti e il funzionamento del collegio sindacale. Inoltre, si prevede che lo statuto stabilisca le modalità di destinazione del reddito, regoli l'acquisizione delle partecipazioni di controllo in enti e società che abbiano per oggetto esclusivo l'esercizio di imprese strumentali e rechi le disposizioni in materia di tenuta del bilancio e di predisposizione delle scritture contabili, che faranno riferimento, in quanto applicabili, alle disposizioni degli articoli da 2421 a 2435 -bis del codice civile. Lo statuto della Fondazione e le sue successive modificazioni sono adottati dal consiglio di amministrazione con voto a maggioranza assoluta dei suoi componenti e trasmessi al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell'economia e delle finanze; tali documenti si intendono approvati trascorsi trenta giorni dalla loro ricezione senza la formulazione di rilievi. Il comma 5 concerne il patrimonio della Fondazione. Si prevede che esso sia costituito: a) dalla quota di partecipazione al capitale sociale della RAI; b) dai beni immobili e mobili e dai valori mobiliari e dalle elargizioni eventualmente successivamente conferiti; c) dai contributi da parte di enti e di privati; d) dai contributi attribuiti al patrimonio dall'Unione europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici; e) dalle somme derivanti e prelevate dai redditi della Fondazione che il consiglio di amministrazione deciderà di destinare all'incremento del patrimonio. Ai sensi del comma 6, il patrimonio della Fondazione è gestito in modo coerente con la sua natura di ente senza scopo di lucro che opera secondo princìpi di trasparenza e moralità ed è totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari. Il medesimo comma 6 prevede, poi, che la Fondazione, nell'amministrare il patrimonio, osservi criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore e da garantire una sua redditività adeguata. Il comma 7 riguarda il consiglio di amministrazione della Fondazione, l'organo al quale è riservata l'individuazione delle linee generali essenziali per la gestione della Fondazione e per il raggiungimento dei suoi scopi. Esso svolge compiti di indirizzo strategico della RAI e delle società da questa controllate, di delineazione degli obiettivi generali e di verifica del loro assolvimento. Il consiglio di amministrazione, a tali fini: a) amministra la Fondazione in conformità ai princìpi di legge sul servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale e ne delinea i programmi e i settori di intervento; b) predispone e sottoscrive il contratto di servizio pubblico e risponde della sua attuazione; c) nomina il consiglio di amministrazione della RAI; d) approva lo statuto della RAI e le sue modificazioni; e) esercita l'azione di responsabilità ai sensi del codice civile nei confronti dei consiglieri di amministrazione della RAI. I commi da 8 a 10 sono dedicati alla composizione dei vertici della Fondazione. Principio fondamentale, punto cardine dell'intervento normativo è che i vertici devono garantire il massimo di professionalità e di autonomia dai partiti e dalle maggioranze di Governo pro tempore . Il comma 8 stabilisce che il consiglio di amministrazione della Fondazione è composto da undici membri, di cui cinque nominati dai Presidenti delle due Camere, secondo un modello che ha offerto un buon funzionamento con la legge 25 giugno 1993, n. 206, due membri nominati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e altri due membri nominati dalla CRUI. Un membro è nominato dall'Accademia nazionale dei Lincei e l'undicesimo consigliere viene eletto dai dipendenti della RAI e delle società da questa controllate. Pertanto, si prevede che il rappresentante dei dipendenti faccia parte del consiglio di amministrazione della Fondazione, invece che di quello della RAI, ritenendo che tale collocazione risulti molto più opportuna anche al fine di evitare un'eventuale conflitto di interessi in capo al medesimo rappresentante. Il sistema così delineato mette in evidenza la volontà di garantire la più ampia partecipazione delle realtà interessate, affidando la nomina dei membri del consiglio di amministrazione della Fondazione a una pluralità di soggetti: il Parlamento (attraverso i Presidenti delle Camere), la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la CRUI, l'Accademia nazionale dei Lincei e l'assemblea dei dipendenti della RAI. Il comma 9 prevede che la nomina dei membri del consiglio di amministrazione della Fondazione da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano avvenga tra coloro che abbiano presentato la propria candidatura, nell'ambito di una procedura di sollecitazione pubblica avviata con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di un apposito bando allo scopo predisposto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Possono essere nominati, nel rispetto dell'equilibrio di genere, soltanto i soggetti che, previo invio del relativo curriculum vitae alla Conferenza permanente che ne cura la pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale, siano compresi in una rosa di designazioni pari ad almeno il doppio e non superiore al triplo dei soggetti da nominare.