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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 237 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente TAVERNA, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sulla scomparsa di Ennio Morricone PRESIDENTE . ( Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi ). Signori senatori, desidero invitare quest'Assemblea a riunirsi in un momento di solenne raccoglimento in ricordo del maestro Ennio Morricone, genio italiano che è stato e continuerà a essere la colonna sonora di un'Italia che ha conquistato il mondo con la forza della musica. Persona di incredibile sensibilità e profonda poesia, Ennio Morricone possedeva quella meravigliosa capacità di riuscire a plasmare le note per trasformarle in emozioni, sensazioni e immagini uniche di valore universale. Arrangiatore, musicista, compositore, direttore d'orchestra, ha saputo fare della versatilità la sua vera forza e il tratto distintivo di una produzione artistica monumentale. Nessuno come Ennio Morricone è riuscito a declinare insieme il linguaggio della musica con quello della narrazione cinematografica, diventando il più grande compositore di colonne sonore di tutti i tempi; quel cinema che, dagli esordi con l'amico di infanzia Sergio Leone ai successi hollywoodiani, ne ha consacrato l'immortalità artistica con due premi Oscar, 10 David di Donatello, 11 Nastri d'argento e un Leone d'oro alla carriera. Eppure il successo ottenuto a livello nazionale e internazionale, i tanti riconoscimenti, i premi e le numerose onorificenze ricevute in più di settant'anni di carriera non sono mai stati per Ennio Morricone un punto di arrivo, ma solo tappe, certamente emozionanti, di una vita interamente dedicata all'arte e alla musica. Il suo era un talento naturale, spontaneo, ispirato da una irrefrenabile voglia di raccontare e di raccontarsi, un talento costantemente alimentato dalla curiosità di conoscere, comprendere, capire, scoprire e sperimentare sempre nuovi generi, nuove melodie, nuove sonorità. Ricordo ancora con affetto la sua commozione l'11 gennaio scorso quando, in questa Aula legislativa, ha ricevuto il premio Genio ed eccellenza italiana nel mondo; l'emozione genuina di un gigante dell'arte che non ha mai perso la sua umanità e che proprio per questo è in grado di far sognare ad occhi aperti tante generazioni. Con la sua scomparsa l'Italia rimane orfana di un'autentica icona della cultura contemporanea, un poeta di armonie e bellezze che ha dato tantissimo alla storia della musica, e che nella storia della musica resterà come vanto italiano nel mondo. In memoria del maestro Ennio Morricone, vi invito a osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di raccoglimento. Vivi, prolungati applausi). LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, quando si celebra la scomparsa di qualcuno, il rischio di cadere nella retorica è sempre dietro l'angolo: il rischio delle iperboli, delle definizioni altisonanti e degli aggettivi più impattanti. Oggi non corriamo questo rischio: Ennio Morricone è stato davvero uno dei più grandi musicisti del '900 e simbolo di quel genio italico che, da Leonardo in poi, racconta l'unicità del nostro Paese; è stato davvero colui che ha fatto conoscere ed amare la cultura e il cinema italiano in tutto il mondo. La sua grandezza sta nell'aver rivoluzionato il ruolo della musica nel cinema, che prima di lui era chiamata a un compito minore. Morricone l'ha resa un'opera di alta sartoria, un abito cucito su misura dei protagonisti per farne cogliere tutte le sfumature emotive. Come non ricordare il tema di Elena in «Nuovo cinema paradiso», quando il protagonista ripercorre nostalgicamente il suo passato e rammenta la donna tanto amata? Come non ricordare le musiche di «Novecento» o «C'era una volta in America», che uscirono ben presto dai confini cinematografici per evocare nell'immaginario sociale precisi periodi della nostra storia recente? Con Morricone ci lascia un esempio vivo di quanto sia artefatta la suddivisione tra cultura alta e popolare: questo vale soprattutto per la musica, che può davvero toccare le corde di tutti, senza distinzioni culturali, generazionali o di provenienza geografica. Fu veramente un musicista completo: il maestro non ebbe paura di confrontarsi con la musica leggera o popolare, cimentandosi con quella contemporanea di avanguardia, fino alla composizione di sinfonie e grandi colonne sonore, in un crescendo rossiniano, che lo porterà a toccare livelli artistici di valore assoluto. La sua lettera di commiato ci restituisce l'immagine di una persona che, nonostante i suoi straordinari successi, non ha mai smarrito per un attimo le cose che davvero contano nella vita: l'amore per la propria famiglia, il senso dell'amicizia, la necessità di fare un piccolo passo indietro rispetto al personaggio per rimettere fino in fondo al centro la sua persona. Morricone ci lascia uno straordinario tesoro, che adesso spetta a noi custodire e trasmettere alle future generazioni, a tutti coloro che amano il cinema, la musica, e a quelli che un domani si chiederanno qual è il posto della cultura italiana nel mondo. Ma credo che non ce ne sarà bisogno: l'opera di Morricone continuerà a vivere e forse - come ha detto il grande regista Tarantino - davvero verrà ricordato e celebrato come il Mozart di questo nostro tempo. Che la terra ti sia lieve, maestro. Grazie di cuore per tutto quello che ci hai lasciato! (Applausi). LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, commemorare Ennio Morricone credo sia inutile, perché la sua grandezza non ha bisogno di parole, non ha bisogno di ricordi. La sua grandezza sta nella sua opera, nella sua musica, nelle emozioni che ha saputo suscitare in tutti noi, nessuno escluso.