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Il presente disegno di legge che passiamo ad illustrare riproduce il testo dell'atto Senato n. 206 della XVII legislatura. L'articolo 1 stabilisce le finalità della legge, identificate come la definizione dei princìpi con cui deve essere gestito il patrimonio idrico nazionale e la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell'acqua. L'articolo 2 stabilisce i princìpi generali, definendo l'acqua come bene finito da tutelare anche per le generazioni future, l'accesso all'acqua come diritto umano inviolabile, l'indisponibilità dell'uso della stessa secondo logiche di mercato, la subordinazione del prelievo alla concessione da parte delle pubbliche amministrazioni, la priorità dell'uso per alimentazione e l'igiene umana, la priorità dell'uso produttivo per l'agricoltura e l'alimentazione animale, la necessità che ad ogni prelievo concesso corrisponda un contatore dell'uso. L'articolo 3 stabilisce i princìpi relativi alla tutela e alla pianificazione della risorsa acqua, definendo l'obbligatorietà per ogni bacino idrografico di dotarsi entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge di un bilancio idrico di bacino e di una pianificazione delle destinazioni d'uso dell'acqua, vincolando all'esistenza di questi ultimi le concessioni al prelievo; designando l'esclusività di destinazione all'uso umano per le acque così definite per le loro caratteristiche qualitative; stabilendo gli strumenti per la conservazione della qualità della risorsa; vincolando al rispetto di quanto stabilito sopra ogni nuova concessione relativa alle acque minerali. L'articolo 4 stabilisce i princìpi relativi alla gestione del servizio idrico, definendo tale servizio privo di rilevanza economica e sottratto ai princìpi della libera concorrenza poiché persegue finalità sociali e ambientati di pubblico interesse. L'articolo 5 stabilisce i princìpi del governo pubblico del ciclo integrato dell'acqua, definendo le modalità della gestione integrata, la proprietà pubblica e inalienabile delle infrastrutture e delle reti e l'affidamento della gestione in via esclusiva ad enti di diritto pubblico. L'articolo 6 stabilisce le modalità della fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendone la decadenza degli affidamenti in essere in concessione a terzi, e definendo i tempi e i vincoli per la trasformazione degli affidamenti in essere attraverso società a capitale misto pubblico-privato o attraverso società a totale capitale pubblico. Il medesimo articolo definisce anche il ricorso ai poteri sostitutivi in caso di mancata ottemperanza a quanto previsto. L'articolo 7 stabilisce, al fine di attuare i processi previsti dalla fase di transizione, l'istituzione del Fondo nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, prevedendo che il Governo adotti un apposito regolamento entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, per disciplinare le modalità di accesso a tale Fondo. L'articolo 8 stabilisce le modalità dì finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la fiscalità generale definendo a carico della stessa la copertura in parte dei costi di investimento e la copertura dei costi di erogazione del quantitativo minimo vitale giornaliero per persona. L'articolo 9 stabilisce le modalità di finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la tariffa, definendo l'erogazione gratuita di 50 litri per abitante come quantitativo minimo vitale giornaliero; definendo i princìpi cui dovranno conformarsi le normative regionali per la definizione delle fasce tariffarie per consumi superiori; definendo come interna alla tariffa per gli usi non domestici una quota parte da destinare alla copertura dei costi di investimento, dei costi delle attività di bonifica dagli inquinanti e delle attività di prevenzione e controllo. L'articolo 10 stabilisce i princìpi del governo partecipativo del servizio idrico integrato che le normative regionali dovranno disciplinare. L'articolo 11 stabilisce, al fine di favorire l'accesso all'acqua potabile per tutti gli abitanti del pianeta, l'istituzione di un Fondo nazionale di solidarietà internazionale, finanziato dal prelievo in tariffa di 1 centesimo di euro per metro cubo di acqua erogata e dal prelievo fiscale nazionale di 1 centesimo di euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata; il Fondo sarà destinato a progetti di cooperazione internazionale decentrata e partecipata dalle comunità locali per il sostegno all'accesso all'acqua. L'articolo 12 stabilisce la copertura finanziaria della legge, definendo l'allocazione di risorse per il Fondo nazionale per la ripubblicizzazione attraverso una riduzione pari al 5 per cento delle somme destinate nell'anno finanziario 2019 alle spese militari; la destinazione di quota parte, pari a 2 miliardi di euro annui, delle risorse derivanti dalla lotta all'elusione e all'evasione fiscale; la destinazione dei fondi derivanti dalle sanzioni previste per la violazione delle leggi di tutela del patrimonio idrico; la destinazione di una quota parte, non inferiore al 10 per cento, dell'IVA applicata sul commercio delle acque minerali; l'allocazione di risorse derivanti dall'introduzione di una tassa di scopo relativa al prelievo fiscale sulla produzione e l'uso di sostanze chimiche inquinanti.. 1 (Finalità) 1 La presente legge, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere m) e s) , della Costituzione, detta i princìpi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico nazionale. 2 La presente legge sì prefigge l'obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del cielo integrato dell'acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale. 2 (Princìpi generali) 1 L'acqua è un bene naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l'accesso individuale e collettivo all'acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona. 2 L'acqua è un bene finito, indispensabile all'esistenza di tutti gli esseri viventi. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell'ambiente, l'agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici. 3 L'uso dell'acqua per l'alimentazione e l'igiene umane è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo e come tale esso deve essere sempre garantito, anche attraverso politiche di pianificazione degli interventi che consentano reciprocità e mutuo aiuto tra bacini idrografici con disparità di disponibilità della risorsa. Gli altri usi dell'acqua sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell'acqua per il consumo umano. 4 L'uso dell'acqua per l'agricoltura e l'alimentazione animale è prioritario rispetto agli altri usi, ad eccezione di quello di cui al comma 3.