[massime]

Reati e pene - Pene detentive - Condanna alla reclusione per emissione di assegno senza provvista - Depenalizzazione - Mancata previsione di conversione della pena detentiva in pena pecuniaria e di riscossione con l’osservanza delle norme sulla esecuzione delle pene pecuniarie - Prospettata disparità di trattamento - Sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale - Restituzione degli atti al giudice rimettente.. Restituzione al giudice rimettente degli atti relativi al giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 101, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna irrevocabile alla pena della reclusione per emissione di assegno senza provvista, si debba procedere alla conversione di tale pena in pena pecuniaria, secondo il criterio di ragguaglio di cui all'art. 135 cod. pen., per procedere quindi alla sua riscossione con l'osservanza delle norme sull'esecuzione delle pene pecuniarie, ovvero non prevede che, in tali casi, competa all'autorità amministrativa di applicare la sanzione amministrativa prevista. Infatti successivamente all'emissione dell'ordinanza, la disposizione denunciata è stata oggetto - nel contenuto dispositivo relativo alla riscossione, assunto dall'odierno rimettente quale 'tertium comparationis' - di dichiarazione di illegittimità costituzionale, sicché è opportuno un nuovo esame della questione a seguito del mutamento normativo. - V. citata sentenza n. 169/2001.