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3 (Norme processuali) 1 Il giudice, con la sentenza di condanna per taluno dei reati previsti dagli articoli 452- ter , 452 -quater e 452- septies del codice penale, introdotti dall'articolo 1 della presente legge, o con la decisione emessa in relazione ai medesimi reati ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, ordina l'immediato ripristino dello stato dell'ambiente con procedura da eseguire, in caso di inosservanza, a cura del pubblico ministero tramite l'ausilio della forza pubblica e a spese del condannato, e può subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena all'eliminazione del danno o del pericolo per l'ambiente. 2 In caso di condanna per i reati indicati nel comma 1, o con la decisione emessa ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, il giudice può ordinare la confisca delle aree di proprietà dell'autore o del compartecipe al reato, ove l'ordine di rimessione in pristino non sia possibile o non venga eseguito dal condannato nei termini indicati nella sentenza di condanna. 3 Al comma 3- bis dell'articolo 51 del codice di procedura penale, le parole: «416- bis e» sono sostituite dalle seguenti: «416- bis , 452- quinquies e». 4 Dopo il comma 2- bis dell'articolo 321 del codice di procedura penale è inserito il seguente: « 2-ter. Nel corso del procedimento penale relativo a delitti previsti dal titolo VI -bis del libro secondo del codice penale, ovvero da specifiche disposizioni di legge a tutela dell'ambiente, è sempre disposto il sequestro dell'area interessata, dei mezzi e dei beni utilizzati per l'esecuzione del reato, nonché delle altre cose di cui è consentita la confisca». 5 Dopo la lettera c) del comma 2 dell'articolo 380 del codice di procedura penale è inserita la seguente: « c-bis) delitto di inquinamento ambientale previsto dall'articolo 452 -ter , delitto di traffico di rifiuti e di sostanze pericolose per l'ambiente previsto dall'articolo 452 -quater e delitto di associazione per delinquere contro l'ambiente previsto dall'articolo 452- quinquies del codice penale». 6 Al comma 1 dell'articolo 12- sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, e successive modificazioni, dopo le parole: «416- bis ,» sono inserite le seguenti: «452 -ter , 452 -quater , 452- quinquies ,». 4 (Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) 1 Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 256: 1 il comma 3 è abrogato; 2 al comma 4, le parole: «Le pene di cui ai commi 1, 2 e 3» sono sostituite dalle seguenti: «Le pene di cui ai commi 1 e 2»; b gli articoli 257, 259 e 260 sono abrogati. I SISTEMA DI CONTROLLO AMBIENTALE I Organismi del sistema di controllo ambientale 1 (Definizioni) 1 All'articolo 300 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole: «e misurabile» sono soppresse; b al comma 2, dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti: «d -bis) agli spazi antropizzati, nonché alla particolare fisionomia di un territorio, determinata dalle sue caratteristiche fisiche, antropiche, biologiche ed etniche di particolare pregio, denominata "paesaggio"; d- ter) all'atmosfera, attraverso l'immissione di agenti inquinanti o radiazioni, ionizzanti e non». 2 All'articolo 302 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: « 13 -bis. Per "ambiente" si intende il bene comune unitario giuridicamente riconosciuto e tutelato, costituito dal complesso di condizioni chimiche, biologiche, territoriali, paesaggistiche, sociali, culturali e morali, in cui vivono e si formano gli esseri viventi, singolarmente o come collettività. 13 -ter. Per "disastro ambientale" si intende il danno ambientale di cui sia accertata la rilevanza oggettiva in relazione all'estensione della compromissione, delle conseguenze dannose ovvero del numero delle persone offese o esposte a pericolo, che offenda la pubblica incolumità ovvero cagioni un'alterazione irreversibile o difficilmente reversibile dell'equilibrio dell'ecosistema. 13 -quater. Per "soggetto responsabile" si intende qualsiasi persona fisica o giuridica, società o ente, pubblico o privato, che con le proprie azioni o omissioni abbia causato, agevolato o consentito il verificarsi di un danno ambientale anche di carattere diffuso». 2 (Direzione nazionale e direzioni distrettuali ambiente e salute) 1 Al fine di costituire un efficace sistema di controllo ambientale sono istituite la Direzione nazionale ambiente e salute e le direzioni distrettuali ambiente e salute. 2 La Direzione nazionale ambiente e salute (DNAS) è istituita nell'ambito della Procura generale presso la Corte di cassazione con il compito di coordinare, in ambito nazionale, le indagini relative ai reati ambientali. 3 La DNAS è diretta dal Procuratore nazionale ambiente e salute, nominato dal Consiglio superiore della magistratura e sottoposto alla vigilanza del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, che riferisce al Consiglio superiore della magistratura in merito alla attività svolta e ai risultati conseguiti dalla DNAS e dalle direzioni distrettuali, istituite ai sensi del comma 5. Il Procuratore nazionale svolge funzioni di coordinamento delle direzioni distrettuali ed esercita poteri di sorveglianza, controllo e avocazione nei confronti delle direzioni medesime. Per l'esercizio delle funzioni di coordinamento del Procuratore nazionale, si applica l'articolo 371- bis del codice di procedura penale, in quanto compatibile. 4 Alla DNAS sono addetti, quali sostituti procuratori, almeno dieci magistrati esperti nella trattazione di procedimenti relativi alla criminalità ambientale, organizzata e non. 5 La direzione distrettuale ambiente e salute (DDAS) è costituita dal procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo di ciascun distretto di corte d'appello nell'ambito del proprio ufficio, e svolge le funzioni di pubblico ministero in primo grado in relazione ai delitti, consumati o tentati, contro l'ambiente e comunque in relazione ad ogni attività che arrechi danno all'ambiente o alla salute. 6 Alla DDAS è preposto il procuratore distrettuale o un magistrato da questi designato come procuratore aggiunto. Il procuratore distrettuale, sentito il Procuratore nazionale ambiente e salute, designa i magistrati addetti alla DDAS; gli incarichi hanno durata minima di quattro anni e massima di otto anni. 7 La DNAS e le DDAS si avvalgono, per l'esercizio delle attività di indagine, delle strutture e del personale della Direzione investigativa ambiente e salute, di cui all'articolo 3. Al fine di ottimizzare le predette attività, i magistrati addetti alle DDAS possono accedere direttamente a tutte le banche dati disponibili alle Forze di polizia, ivi compresa l'Anagrafe tributaria.