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I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dei Ministri competenti, previa acquisizione dei pareri della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del Consiglio di Stato, che si pronunciano rispettivamente nel termine di quarantacinque e sessanta giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto. Gli schemi dei decreti sono successivamente trasmessi alle Camere per l’espressione dei pareri delle competenti Commissioni parlamentari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, di cui all'articolo 14, comma 19, della legge 28 novembre 2005, n. 246, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Se il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. 4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto della procedura e dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dal presente articolo, nonché di quelli di cui agli articoli 2 e 3, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi medesimi. Art. 2. (Delega al Governo in materia di istruzione, università e ricerca) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 1, contenenti disposizioni anche modificative della disciplina vigente, per il riordino, l'armonizzazione e il coordinamento delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di istruzione, università e ricerca, sono adottati sulla base dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 2, nonché dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) organizzazione delle disposizioni vigenti alla data di adozione dei decreti legislativi medesimi per settori omogenei o per materie, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse; b) coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni vigenti, per garantire coerenza giuridica, logica e sistematica, nonché per assicurare il riordino e la semplificazione delle strutture, ivi compresi gli organi collegiali della scuola, e dei procedimenti; c) individuazione e indicazione delle previgenti disposizioni; d) semplificazione e riordino del regime dei controlli e delle valutazioni delle attività e dell'organizzazione delle università, ivi compresi gli organismi preposti, in conformità al principio di autonomia delle università medesime sancito dall'articolo 33 della Costituzione, attraverso la riduzione dei controlli e delle valutazioni di tipo preventivo e l'eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni di competenze, con esclusione delle norme in materia di contabilità. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati con la procedura di cui all'articolo 1, comma 3. 3. Dall'attuazione delle disposizioni di ciascun decreto legislativo di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 3. (Delega al Governo per la codificazione in materia ambientale) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 1, in materia ambientale, anche correttivi e integrativi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia di tutela ambientale, di cui almeno uno denominato «codice dell'ambiente», al fine del completamento del quadro normativo contenuto nel citato decreto legislativo n. 152 del 2006, sono adottati, nel rispetto dei princìpi costituzionali in materia di riparto di competenze legislative e amministrative tra Stato e Regioni, sulla base dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 2, nonché dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) riassetto e sistemazione della disciplina in modo organico e coordinato, anche mediante inserimento delle disposizioni che regolano le materie già incluse nel decreto legislativo n. 152 del 2006 e che sono collocate all'interno di altre fonti normative primarie vigenti, al fine di dare al testo la veste formale e sostanziale di un codice settoriale; a tale fine, ripartizione della disciplina ambientale in libri, di cui il primo dedicato alla parte generale e gli altri contenenti le discipline settoriali omogenee; b) riassetto delle fonti primarie che regolano in particolare: 1) princìpi di tutela ambientale, ivi compresa la disciplina dell'accesso in materia ambientale; 2) funzioni e organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela e del territorio e del mare, degli enti e delle società da esso vigilati, delle commissioni e altri organismi, comunque denominati, da esso vigilati; in tale ambito si procede anche ad una ricognizione dei compiti di tutela ambientale di altri enti e organi, anche di polizia; 3) valutazione di impatto ambientale, valutazione ambientale strategica, autorizzazione integrata ambientale, autorizzazione unica ambientale; 4) bonifiche ambientali, prevenzione e risarcimento del danno ambientale; 5) rimedi stragiudiziali e giudiziali in materia ambientale; 6) parchi nazionali, riserve e aree naturali nonché marine protette, zone umide e zone a qualunque titolo interessate da profili ambientali, tutela della biodiversità, della biosicurezza, della fauna e della flora, tutela e difesa del mare e dell'ambiente marino e costiero; 7) difesa del suolo e lotta alla desertificazione; 8) tutela delle acque dall'inquinamento; 9) gestione delle risorse idriche; 10) gestione dei rifiuti, ivi comprese la disciplina in tema di discariche e impianti di smaltimento, riciclo, recupero nonché la gestione dei rifiuti connessa alle situazioni emergenziali di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni; 11) tutela e qualità dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; 12) prevenzione e protezione dall'inquinamento acustico ed elettromagnetico e dai rischi industriali; 13) infrastruttura per l'informazione territoriale (Inspire) ; 14) fiscalità ambientale; 15) commercio di emissioni inquinanti; 16) prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell'ambiente, concentrando nel codice penale le fattispecie di delitti in materia ambientale. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 provvedono altresì alla semplificazione normativa delle materie che ne sono oggetto, nel rispetto dei seguenti ulteriori princìpi e criteri direttivi: a) indicazione, dopo la rubrica di ogni articolo, tra parentesi, degli estremi della precedente disposizione del decreto legislativo n. 152 del 2006, o di altra previgente fonte normativa, oggetto del riassetto, nonché della disposizione dell’Unione europea, della giurisprudenza europea o costituzionale attuata, in modo che sia agevolmente ricostruibile il percorso normativo previgente; in alternativa o in aggiunta, redazione di tabella di raffronto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale in concomitanza con la pubblicazione del decreto legislativo; b) coordinamento delle discipline settoriali di tutela dei singoli beni ambientali al fine di ridurre le duplicazioni;