[pronunce]

8) il comma 12 dello stesso art. 26 si porrebbe in contrasto con gli artt. 97 e 114 Cost., introducendo «una normativa derogatoria a favore di soggetti portatori di handicap per la realizzazione di manufatti ad ausilio dei medesimi, senza però vincolare l'utilizzo e la destinazione per un congruo periodo di tempo»; 9) irragionevole infine, «per l'errato riferimento normativo in esso contenuto», sarebbe il comma 13 del medesimo art. 26; che il ricorrente ha denunciato, inoltre, l'art. 21, comma 13, il quale, consentendo l'erogazione dell'indennità di fine mandato ai sindaci che per loro scelta non hanno percepito l'indennità mensile di funzione, si porrebbe in contrasto con gli artt. 3 e 97 della Costituzione, perché «introdurrebbe un compenso aggiuntivo, non previsto dalle vigenti disposizioni, per coloro i quali hanno optato per indennità provenienti da altre fonti»; che, nell'àmbito di un ultimo gruppo di disposizioni denunciate (artt. 6; 8, comma 2; 9, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; 13, comma 2; 15; 19, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9 10, 11, 12, 15, 19, 21, 22, 24, 25, 26, 30, 31, 33, 34, 35, 36, 37, 40, 41, 42, 43 e 45; 20, commi 35, 40 e 43; 23, comma 7; 24, comma 39; 25, commi 14 e 15), aventi per oggetto il regime «del personale, di ruolo e non, appartenente alla amministrazione regionale, al servizio sanitario regionale e a vari enti vigilati o strumentali della regione», il ricorrente ha, in particolare, censurato: 1) i commi 4, 10, 11, 12 e 25 dell'art. 19, i quali in materia di previdenza «estendono il regime previgente a quello statale […] a nuove categorie di dipendenti o introducono modalità diverse rispetto alla normativa statale sul riscatto e il ricongiungimento di periodi contributivi», esulando così dalla sfera di competenza regionale, ai sensi dell'art. 117, primo comma, lettera o), Cost.; 2) gli artt. 9, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; 19, commi 19, 24, 33, 36, 37 e 45; 20, commi 35 e 43; 23, comma 7; i quali «prevedono […] o garanzie occupazionali o il rinnovo o la proroga di contratti a tempo determinato di personale in atto in servizio», in violazione degli artt. 3, 51, 81, quarto comma, e 97 Cost.; 3) gli artt. 19, comma 35, e 8, comma 2, i quali riproducono sostanzialmente le disposizioni del disegno di legge n. 778, approvato dall'Assemblea regionale il 4 agosto 2005 e già censurato per violazione degli art. 97 e 81, quarto comma, Cost.; 4) gli artt. 19, comma 8, e 20, comma 40, i quali contengono rinvii a norme statali, «per violazione del principio di ragionevolezza sancito dagli artt. 3 e 97 Cost.»; 5) gli artt. 15; 19, commi 1, 2, 3, 15, 22, 30, 40 e 43; 24, comma 39; i quali «prevedono l'immissione nei ruoli dell'amministrazione regionale e di enti pubblici ed istituzioni locali e/o la progressione in carriera di personale già dipendente a vario titolo, senza le prescritte procedure di selezione pubblica nel rispetto degli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione ed anche in assenza della quantificazione del maggiore onere derivante per gli enti interessati e della conseguente copertura finanziaria prescritta dall'art. 81 della Costituzione»; 5) gli artt. 6, commi 1 e 4; 19, comma 26; 25, commi 14 e 15; in quanto prevedono, con diverse procedure, «l'immissione nel ruolo del servizio sanitario regionale, in assenza di una programmazione delle assunzioni da parte delle amministrazioni destinatarie», violando così gli artt. 3 e 97 Cost.; 6) gli artt. 6, comma 4; 19, comma 26 e 25, comma 15; i quali «non contengono la quantificazione della spesa e la copertura finanziaria della stessa» e violano, perciò, l'art. 81, quarto comma, Cost.; 7) l'art. 19, comma 21, il quale è volto «ad attribuire posizioni e retribuzioni dirigenziali a personale assunto con contratto a termine, senza una preventiva valutazione dell'idoneità», in violazione degli artt. 3 e 97 Cost.; 8) i commi 41 e 42 dell'art. 19, i quali «consentono il mantenimento in servizio presso la RESAIS S.p.a. di personale proveniente dai soppressi enti economici regionali e il conseguente […] potenziale utilizzo presso l'amministrazione regionale», in violazione degli artt. 3 e 97 Cost.; 9) l'art. 19, comma 5, che abroga lo spoil system nell'amministrazione regionale, provocando, in violazione dell'art. 3 Cost., una «disparità di trattamento rispetto alla generalità dei funzionari di vertice nelle altre amministrazioni di ogni livello di governo»; 10) l'art. 19, comma 6, il quale «parifica […] senza alcun criterio obiettivo e preordinato due uffici speciali dell'amministrazione ai dipartimenti regionali, comportando un notevole aggravio di spesa per la retribuzione dei rispettivi dirigenti», in violazione dell'art. 97 Cost.; 11) l'art. 13, comma 2, che prevede «la corresponsione di indennità aggiuntive, la cui determinazione è effettuata con atto del presidente della regione, in favore di un contingente di personale regionale», per «indebita interferenza in materia di diritto privato giacché, a seguito della privatizzazione del rapporto di lavoro, ogni forma di remunerazione deve essere rimessa alla contrattazione sindacale»; 12) l'art. 26, comma 1, che abroga l'art. «11 della L.R. 5/1999 che, a sua volta, abrogava l'art. 34, 2° comma della L.R. 25/1993», la cui reviviscenza «comporterebbe l'acquisizione […] al patrimonio della Regione di un bene che invece appartiene allo Stato», in violazione del principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 Cost.; 13) il comma 13 dello stesso art. 26, «per errato riferimento normativo, in quanto la legge richiamata attiene a materia totalmente diversa da quella che si intende disciplinare»; che, con memoria depositata in prossimità della camera di consiglio, il ricorrente ha chiesto che sia dichiarata cessata la materia del contendere, perché la delibera legislativa impugnata è stata promulgata come legge della Regione Siciliana 22 dicembre 2005, n. 19, con omissione delle disposizioni censurate.