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ANNESSO II MISURE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV) PROVENIENTI DA FONTI FISSE. INTRODUZIONE 1. Il presente annesso ha come scopo di aiutare le Parti alla Convenzione a recensire le migliori tecnologie disponibili per consentir loro di soddisfare agli obblighi derivanti dal Protocollo. 2. Le informazioni relative alla produzione ed al costo delle emissioni sono basate sulla documentazione ufficiale dell'organo esecutivo e dei suoi organi sussidiari, in particolare su documenti ricevuti ed esaminati dalla Squadra speciale di emissioni di COV provenienti da fonti fisse. Salvo indicazione contraria, le tecniche enumerate sono ritenute consolidate, in considerazione dell'esperienza acquisita nella loro attuazione. 3. Il ricorso a nuovi prodotti ed a nuovi stabilimenti che comportano tecnologie a bassa emissione, nonché all'adattamento delle installazioni esistenti, è in continuo aumento; sarà dunque necessario completare e modificare periodicamente l'annesso. Le migliori tecnologie disponibili identificate per le nuove installazioni potranno essere applicate alle installazioni esistenti dopo un adeguato periodo di transizione. 4. L'annesso enumera un certo numero di misure che coprono una gamma di costi e di rendimenti. La scelta delle misure da applicare in tale o talaltro caso dipende da vari fattori, tra cui le circostanze economiche, l'infrastruttura tecnica ed ogni operazione in corso per controllare le emissioni di COV. 5. Il presente annesso non tiene generalmente conto dei tipi specifici di COV emessi dalle varie fonti, ma tratta le migliori tecnologie disponibili per la riduzione dei COV. Quando si progettano misure per determinate fonti, vale la pena di prevedere di dare la precedenza alle attività che emettono COV reattivi piuttosto che COV non reattivi (ad esempio nel settore che utilizza solventi). Ma quando si concepiscono queste misure specifiche per determinati composti, è opportuno anche prendere in considerazione altri effetti sull'ambiente (ad esempio le variazioni climatiche a livello mondiale) e sulla salute dell'uomo. I. PRINCIPALI ORIGINI DELLE EMISSIONI DI COV PROVENIENTI DA FONTI FISSE 6. Le emissioni artificiali di COV diverse dal metano proveniente da fonti fisse hanno principalmente per origine: a) l'utilizzazione dei solventi; b) l'industria del petrolio, compresa la manutenzione dei prodotti petroliferi; c) l'industria della chimica organica; d) i piccoli focolai di combustione (ad esempio, il riscaldamento domestico e le piccole caldaie industriali); e) l'industria alimentare; f) la siderurgia; g) la manutenzione ed il trattamento dei rifiuti; h) l'agricoltura 7. L'ordine in cui queste fonti sono enumerate riflette la loro importanza generale sotto riserva delle incertezze legate agli inventari delle emissioni. La ripartizione delle emissioni di COV secondo la loro fonte dipende in vasta misura dai settori di attività sul territorio di ciascuno Stato parte. II. OPZIONI GENERALI PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV 8. Esistono varie possibilità per controllare o prevenire le emissioni di COV. Le misure volte a ridurre le emissioni di COV sono focalizzate sui prodotti e/o la modifica dei procedimenti (compresi la manutenzione ed il controllo dell'esercizio) nonché sull'adattamento delle installazioni esistenti. Il seguente elenco dà una visione generale di queste misure che possono essere applicate individualmente o associate: a) La sostituzione dei COV con altre sostanze, ad esempio l'uso di bagni di sgrassaggio in fase acquosa o di vernici, inchiostri, colle o adesivi contenenti pochi COV o privi di COV); b) La riduzione delle emissioni mediante prassi di gestione ottimali (una buona gestione, programmi di manutenzione preventiva) oppure la modifica dei procedimenti, ad esempio il ricorso a sistemi in circuito chiuso per l'impiego, lo stoccaggio e la distribuzione di liquidi organici a basso punto di ebollizione; c) Il riciclaggio o il ricupero dei COV raccolti in modo efficace mediante tecniche come l'assorbimento, l'adsorbimento, la condensazione e la separazione transmembranale; la soluzione ideale è di riutilizzare i composti organici sul posto; d) la distribuzione in maniera efficace dei COV raccolti, per mezzo di tecniche come l'incineramento termico o catalitico o il trattamento biologico. 9. È necessario sorvegliare i procedimenti di riduzione delle emissioni di COV per accertarsi che le misure e le prassi appropriate siano effettivamente applicate al fine di ottenere una efficace riduzione. La vigilanza sui procedimenti di riduzione comprende i seguenti aspetti: a) L'elaborazione di un inventario di misure di riduzione delle emissioni COV sopra enumerate che sono già state attuate; b) la determinazione della natura e del volume della emissioni di COV provenienti da fonti pertinenti per mezzo di strumenti o di altre tecniche; c) il controllo periodico delle misure di riduzione attuate per garantire che esse continuino ad essere applicate in maniera efficace; d) la presentazione secondo procedure uniformate alle autorità incaricate dalla regolamentazione di rapporti periodici sugli aspetti a) b) e c); e) il paragone delle riduzioni di emissioni di COV effettivamente realizzate con gli obiettivi del Protocollo. 10. Le cifre relative all'investimento ed ai costi provengono da varie fonti. Esse sono altamente specifiche per ogni caso a causa dei molteplici fattori che intervengono. Se si utilizza nell'ottica di una strategia di redditività, l'unità "costo per tonnellata di riduzione delle emissioni di COV" occorre non dimenticare che cifre tanto specifiche dipendono in ampia misura da fattori come la capacità delle installazioni, il rendimento dei procedimenti di eliminazione e la concentrazione di COV nei gas grezzi, il tipo di tecnica e la scelta di nuove installazioni invece di una modifica delle installazioni esistenti. I costi illustrativi dovrebbero inoltre essere basati su parametri specifici del procedimento ad esempio mg/m quadro trattato (vernici) kg/metro cubo di prodotto o kg/unità. 11. Ogni strategia di redditività deve basarsi sui costi annui totali (compresi l'investimento e le spese di esercizio). D'altra parte il costo della riduzione delle emissioni di COV deve essere considerato in funzione delle caratteristiche economiche globali di un procedimento, ad esempio l'impatto delle misure anti-emissione e dei loro costi sui costi di produzione. III. TECNOLOGIE PER IL CONTROLLO DELLE EMISSIONI 12. La tabella 1 riepiloga le principali categorie di tecniche esistenti per la riduzione delle emissioni di COV. Le tecniche che è stato deciso di includere nella tabella sono state applicate commercialmente con successo e sono ora largamente adottate. La maggior parte di loro sono state applicate contestualmente in vari settori. 13. Le sezioni IV e V indicano le tecniche specifiche di tale o tal altro settore compresa la limitazione del tenore di solvente nei prodotti. 14. Bisogna anche assicurarsi che l'applicazione di queste tecniche non crei altri problemi di natura ecologica. Se occorre fare ricorso all'incenerimento, quest'ultimo deve essere accompagnato da un ricupero di energia, ove possibile. 15. Queste tecniche consentono solitamente di ottenere nei flussi d'aria rigettata concentrazioni inferiori a 150 mq/m cubo (carbonio totale, condizioni normalizzate).