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Nella comunicazione l'agente della riscossione indicherà, altresì, l'ammontare delle somme dovute a tal fine, che sarà ripartito in dieci rate, e la scadenza di ciascuna di esse (30 novembre 2020 – mentre per le persone fisiche la scadenza è il 30 novembre 2019 – e, successivamente, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a partire dal 2021). Allo scopo di evitare l'utilizzo strumentale dell'istituto per fruire di un'indebita sospensione prolungata per posizioni debitorie non definibili a saldo e stralcio, realizzabile con il relativo inserimento nella dichiarazione di adesione a tale definizione, la prima rata dovrà, comunque, essere di importo pari al 30 per cento delle somme dovute, mentre il restante 70 per cento sarà suddiviso nelle successive rate, ognuna di pari importo. Gli interessi, calcolati al tasso del 2 per cento annuo, decorreranno dal 1° gennaio 2021. Il comma 10 consente di fruire della definizione a saldo e stralcio anche per i debiti relativi ai carichi, di cui al precedente comma 1, che siano già stati oggetto di dichiarazioni rese nell'ambito delle precedenti definizioni agevolate (ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, e dell'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172), per le quali il debitore non abbia perfezionato la relativa definizione con l'integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute. Con lo stesso comma 10 si stabilisce, inoltre, che i versamenti eventualmente effettuati a seguito delle dichiarazioni rese ai fini delle predette definizioni agevolate restano definitivamente acquisiti e non ne è ammessa la restituzione; tali versamenti sono in ogni caso computati ai fini della definizione di cui al presente articolo. Il comma 11 consente di fruire della definizione a saldo e stralcio anche per i debiti relativi ai carichi, di cui al precedente comma 1, che siano già stati oggetto di dichiarazioni rese nell'ambito della cosiddetta « rottamazione- ter » di cui al decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni,dalla legge n. 136 del 2018. Nei commi da 12 a 14 si provvede a disciplinare i controlli, svolti dall'agente della riscossione, in collaborazione con l'Agenzia delle entrate e con la Guardia di finanza, relativi alla veridicità dei dati dichiarati ai fini della presenza dei requisiti per accedere alla pace fiscale. In particolare, il comma 12 prevede che il controllo avvenga nei soli casi in cui sorgano fondati dubbi sulla veridicità dei medesimi e possa essere effettuato fino alla trasmissione, da parte dell'agente della riscossione agli enti creditori, degli elenchi di cui all'articolo 3, comma 19, del decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018. Ove, all'esito di tale controllo, emergano irregolarità o omissioni non costituenti falsità, il debitore, già ammesso alla definizione a saldo e stralcio è tenuto a fornire la necessaria documentazione entro un termine, fissato a pena di decadenza, non inferiore a venti giorni dalla data della relativa comunicazione (comma 13). Il comma 14 disciplina le conseguenze derivanti sia dalla mancata, tempestiva produzione della documentazione da parte del debitore, sia dal riscontro di irregolarità od omissioni costituenti falsità, stabilendo che non si producono gli effetti dell'estinzione prevista dal comma 1. In tal caso l'ente creditore, qualora sia già intervenuto il discarico automatico previsto dal citato articolo 3, comma 19, del più volte citato decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018, procede, a seguito di segnalazione dell'agente della riscossione, nel termine di prescrizione decennale, a riaffidare in riscossione il debito residuo (al netto, quindi, di quanto già versato). Ciò, naturalmente, fermi restando gli adempimenti conseguenti alle falsità che siano state eventualmente rilevate. La disposizione contenuta nel comma 15 precisa che, per quanto compatibili, trovano applicazione delle stesse disposizioni dettate nell'ambito della cosiddetta rottamazione- ter applicabili alla pace fiscale per le persone fisiche.. 1 1 I debiti dei soggetti diversi dalle persone fisiche, diversi da quelli di cui all'articolo 4 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, e risultanti dai singoli carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 alla data del 31 dicembre 2017, derivanti dall'omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all'articolo 36 -bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all'articolo 54- bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, possono essere estinti dai debitori che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica versando una somma determinata secondo le modalità indicate dal comma 3 del presente articolo. 2 Ai fini del presente articolo, sussiste una grave e comprovata situazione di difficoltà economica qualora l'indice di liquidità, risultante dal rapporto tra la somma della liquidità differita e della liquidità corrente con il passivo corrente, sia al 31 dicembre 2018 inferiore a 0,8. 3 Per i soggetti che si trovano nella situazione di cui al comma 2, i debiti di cui al comma 1 possono essere estinti senza corrispondere le sanzioni comprese in tali carichi, gli interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 versando: a le somme affidate all'agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, in misura pari: 1 al 16 per cento, qualora l'indice di liquidità di cui al comma 2 risulti inferiore a 0,3; 2 al 20 per cento qualora l'indice di liquidità di cui al comma 2 risulti superiore a 0,3 e inferiore 0,6; 3 al 35 per cento, qualora l'indice di liquidità di cui al comma 2 risulti superiore a 0,6; b le somme maturate a favore dell'agente della riscossione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, a titolo di aggio sulle somme di cui alla lettera a) e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento. 4 Sono escluse dall'ambito di applicazione del presente articolo le imprese che non ricadono nella definizione di microimprese di cui all'articolo 2 del decreto del Ministero delle attività produttive del 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005, e in ogni caso quelle che: