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– (Violenza o minaccia per costringere a commettere un reato militare) – Il militare che usa violenza o minaccia per costringere o determinare un altro militare a commettere un fatto costituente reato militare è punito con la reclusione militare da uno a cinque anni. La pena è aumentata se concorrono le condizioni previste dall'articolo 339 del codice penale. Art. 229- quater. – (Violenza sessuale) – Il militare che commette uno dei fatti di cui agli articoli 609- bis , 609- ter e 609- octies del codice penale nei confronti di un altro militare è punito con le pene ivi rispettivamente stabilite. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino ai due terzi. Art. 229- quinquies. – (Atti persecutori) – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione militare da sei mesi a cinque anni il militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. Art. 229- sexies. – (Condizioni di applicabilità ) – Le disposizioni del presente capo si applicano se il fatto è commesso nello svolgimento di un servizio militare o per cause attinenti al servizio o alla disciplina militare, o in luogo militare ». 6 1 Nel capo IV del titolo IV del libro secondo del codice penale militare di pace, dopo l'articolo 237 sono aggiunti i seguenti: « Art. 237- bis. – (Frode informatica) – Il militare che, nell'esercizio o a causa del servizio prestato, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con danno di altro militare o dell'amministrazione militare è punito con la reclusione militare da sei mesi a tre anni. La pena è della reclusione militare da uno a cinque anni se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell'articolo 234, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema. La pena è della reclusione militare da due a sei anni se il fatto è commesso con furto o indebito utilizzo dell'identità digitale in danno di uno o più soggetti. Art. 237- ter. – (Indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito, di pagamento e documenti analoghi) – Il militare che, dopo averle sottratte in luogo militare o nell'esercizio o a causa del servizio prestato, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, in danno di altro militare o dell'amministrazione militare, è punito con la reclusione militare da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace il militare che, con danno di altro militare o dell'amministrazione militare, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi. Art. 237- quater . – (Rapina militare) – Il militare che, in luogo militare, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola ad altro militare che la detiene, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Alla stessa pena soggiace il militare che adopera violenza o minaccia immediatamente dopo la sottrazione, per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta, o per procurare a sé o ad altri l'impunità. La pena è della reclusione da cinque a venti anni: 1) se la violenza o minaccia è commessa con armi, o da persona travisata, o da più militari riuniti; 2) se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire; 3) se il fatto è commesso nei confronti di militare che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro. Se concorrono due o più delle circostanze di cui al terzo comma del presente articolo, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell'articolo 47 del presente codice e nell'articolo 61 del codice penale, la pena è della reclusione da sei a venti anni. Art. 237- quinquies. – (Estorsione) – Il militare che, nello svolgimento o a causa del servizio militare ovvero in luogo militare, mediante violenza o minaccia, costringendo altro militare a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. La pena è della reclusione da sette a venti anni, se concorre taluna delle circostanze indicate nel terzo comma dell'articolo 237- quater . Si applica la disposizione di cui all'articolo 9, comma 1, lettera a) , della legge 16 marzo 2006, n. 146 ». 7 1 Gli articoli 170, 182, 184, 217 e 225, secondo comma, del codice penale militare di pace sono abrogati. 2 Gli articoli da 200 a 210 del codice penale militare di pace sono abrogati. 3 L'articolo 3 della legge 9 dicembre 1941, n. 1383, è abrogato.