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La ringrazio, Presidente. Sarebbe auspicabile, in sede di decreto ministeriale, che si intervenisse per assicurare... (Brusio) . PRESIDENTE . Senatore Cucca, attenda un attimo. Ai senatori che sono accanto al collega Cucca, senatori Licheri e Mirabelli, chiedo gentilmente di allontanarsi dalla sua postazione, per permettergli di intervenire. Vi ringrazio. Prego, senatore Cucca. CUCCA (IV-PSI) . La ringrazio nuovamente, Presidente. Come dicevo, è auspicabile che in sede di decreto ministeriale vengano indicati dei criteri valutativi per le singole commissioni in maniera tale da assicurare quella parità di trattamento e di valutazione che oggettivamente nel provvedimento in esame non esiste, proprio per le modalità ivi previste. Pur rendendoci conto che stiamo parlando di un esame che si svolgerà in siffatta maniera soltanto per quest'anno, a causa - come ho già detto in precedenza - della situazione di emergenza sanitaria, è necessario assicurare una vera selezione fra i candidati. Non possiamo dimenticare che la categoria degli avvocati - è stato già detto da altri in discussione generale - sta soffrendo tantissimo, già da diversi anni e prima addirittura dell'emergenza sanitaria, per i provvedimenti intervenuti nel corso degli anni e che hanno in qualche modo limitato le loro possibilità: sono state infatti sottratte agli avvocati alcune materie di loro competenza e distribuite altrove; soprattutto quel che è accaduto con le tariffe forensi, con l'eliminazione dei minimi, a mio parere ha provocato un grossissimo danno alla categoria, che vive un momento di grandissima difficoltà. È innegabile che molti studi hanno dovuto chiudere e molti avvocati svolgono la loro attività da casa, non avendo la possibilità economica di tenere uno studio aperto. In questo senso è auspicabile che ci sia una selezione vera e che possano accedere alla professione solo le persone realmente preparate e vivono nelle condizioni di svolgere in maniera adeguata la loro attività. Spero anche che in sede di decreto ministeriale venga superato il problema della formulazione dei quesiti. Abbiamo presentato un ordine del giorno che prevede che i quesiti vengano predisposti poco prima della prova stessa ed estratti a sorte davanti al candidato, che peraltro si trova in remoto, nel senso che verrà esaminato da una commissione che si trova altrove, mediante i consueti programmi Zoom, Skype o simili. Ebbene, questo non consentirà di adottare un criterio omogeneo, perché i quesiti potranno essere diversi da sede in sede e potranno anche avere un'oggettiva differenza di difficoltà. Nei decreti ministeriali, quindi, si dovrà necessariamente intervenire in questo senso. Un ulteriore fatto che desta perplessità è la durata della prova stessa, perché per studiare il quesito viene assegnata mezz'ora: debbo dire che in mezz'ora è assai difficile riuscire a dare una risposta compiuta. A questo punto, nei criteri di valutazione, bisognerà quindi badare a che il candidato effettivamente si presenti come capace di ragionare, manifesti la conoscenza quantomeno dell'istituto nei suoi principi fondamentali e in qualche modo assicuri la conoscenza di quella materia, perché in mezz'ora oggettivamente è molto difficile poter svolgere un esame approfondito. È molto buono l'emendamento presentato sulle materie, perché oggettivamente sarebbe stato abbastanza sbagliato prevedere - come proposto nel testo inizialmente - che chi aveva scelto una delle tre materie principali, ovvero diritto civile, amministrativo o penale, non potesse poi ripresentarla all'esame orale. Ormai ci si sta avviando verso la specializzazione degli avvocati - personalmente non sono mai stato d'accordo, ma l'indirizzo ormai è quello - e dunque chi fa la pratica in una materia è giusto che anche all'orale si esprima sulla stessa che ha presentato alla prova scritta, perché magari è la materia su cui ha studiato durante tutta la pratica. Ribadendo il nostro voto favorevole, il mio auspicio finale è che si proceda in tempi brevi e su questo chiedo anche l'autorevole intervento del signor Sottosegretario, che sa perfettamente di cosa si parla quando discutiamo di accesso alla professione forense. Credo che questo possa essere un punto di partenza per la riforma dell'esame per accedere alla professione di avvocato ed è auspicabile che in tempi brevi si arrivi a una riforma compiuta, che dia sicuramente più certezza sulla bravura e sulla competenza delle persone che si presentano, che in questo momento, oggettivamente, non sono certamente assicurate da un esame che - come hanno detto in molti - è più simile a un terno al lotto, spesso e volentieri lasciato al caso e alla fortuna. Credo quindi che la riforma dell'ordinamento professionale e soprattutto dell'accesso alla professione forense sia diventata auspicabile. Ritengo sia necessario in essa prevedere anche la modifica delle modalità di svolgimento della pratica forense. Oggettivamente è difficile che oggi la pratica prepari in maniera seria allo svolgimento della professione. Si potrebbe allora pensare di modificare sia le modalità di svolgimento della pratica e sia, forse, anche gli studi universitari. Più volte ho detto che sarebbe necessario mettere mano ad una riforma seria della materia. Se nella professione medica sono previste le cliniche, credo sia utile, a chi intende svolgere la professione di magistrato o avvocato, consentirgli negli ultimi anni di università di andare sul campo e verificare direttamente nelle aule giudiziarie lo svolgimento di un processo. Tutto verrebbe molto più facile e soprattutto gli studenti sarebbero molto più formati per lo svolgimento di quella che decideranno essere la loro professione. Pertanto, confermo il voto favorevole: mi pare si possa andare avanti così, per quanto ripeto che il provvedimento è di emergenza e fortunatamente, per l'anno venturo, speriamo possa essere cambiato. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, il voto del Gruppo Fratelli d'Italia al disegno di legge di conversione in esame sarà favorevole. Abbiamo cercato, prima in Commissione e poi stamattina in Aula, di migliorare il testo su quelle che ci sembravano alcune criticità. Alcune nostre proposte sono state accolte e di questo ringrazio il relatore e il Governo. Altre invece sono state respinte, con varie motivazioni. Ciononostante, riteniamo che comunque questo sia un atto dovuto nei confronti degli oltre 26.000 giovani aspiranti professionisti, che hanno svolto il loro curriculum di studio e la pratica e hanno dunque il diritto di essere valutati per l'accesso alla professione. Siamo convinti che ciò che oggi decidiamo sia una misura straordinaria, dettata dalla grave situazione pandemica che sta attraversando l'Italia e non solo. Si tratta di una situazione straordinaria che certamente non potrà diventare la regola, perché nel provvedimento ci sono delle criticità insormontabili. Nel momento in cui non si può svolgere una prova scritta, è chiaro che tutto diventa molto più difficile, perché stiamo parlando di selezioni che non riguardano poche decine o poche centinaia di candidati, ma - qualcuno lo ho ricordato nel dibattito - che in certe sedi di corte d'appello coinvolgono migliaia e migliaia di candidati (3.000-4.000, nelle sedi più grandi).