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Ciò garantisce al minore undici mesi di cura e assistenza genitoriale retribuita, che si traduce in stabilità economica per il nucleo familiare, sostegno alla madre da parte del secondo genitore nelle delicate settimane immediatamente successive al parto, equa distribuzione delle responsabilità e del carico di lavoro di cura tra i due genitori nei primi due anni di vita del minore, notoriamente i più faticosi e impegnativi. Il nuovo impianto normativo metterà le madri nella condizione di poter tornare al proprio lavoro serenamente dopo aver concluso i mesi obbligatori di congedo di maternità, sapendo però che il figlio può essere affidato alle cure dell'altro genitore senza dover individuare soluzioni di assistenza svantaggiose sia in termini logistici che economici ma anche emotivi. Il distacco dal neonato a quattro-cinque mesi di età è infatti un evento faticoso, se non traumatico, sia per il minore che per la madre. La sostituzione della madre con il padre nell'assicurare le cure parentali non solo determinerà un beneficio alla madre, ma fornirà l'opportunità al neonato e al padre per costruire un legame emotivo che molto spesso la consuetudine educativa attuale rinvia di anni. La genitorialità, quando è una scelta condivisa, dovrebbe essere vissuta come tale in tutte le sue fasi a cominciare dalla cura del neonato. Il disegno di legge, inoltre, intende promuovere la nascita di un figlio come un momento a cui la società intera, al fianco della coppia genitrice, attribuisce rilevanza perché essenziale contributo al mantenimento e allo sviluppo della società medesima, la quale, in virtù di ciò, riconosce alla coppia di genitori il diritto a « rallentare » i ritmi frenetici che il modello consumistico ha imposto, e a occuparsi della nuova vita nei modi più adeguati ad essa. Il congedo di paternità obbligatorio e non cedibile alla madre eliminerà la sgradevole dinamica che vede il genitore retributivamente più debole sacrificare la vita professionale per cause economiche prolungando il proprio periodo di congedo. Ritardare il rientro nel mondo del lavoro rappresenta un problema per la totalità delle madri. Per talune di loro il rientro sul posto di lavoro comporta la possibilità di ristabilire rapporti sociali e riguadagnare una dimensione di indipendenza necessaria al benessere psicofisico. L'introduzione del congedo di paternità obbligatorio pertanto è il tassello normativo imprescindibile su cui fondare una politica di welfare non discriminatoria e più vantaggiosa in termini economici e sociali per tutta la collettività, partendo dall'assunto che le donne sono non solo la maggioranza (5 per cento in più degli uomini nella popolazione della Unione europea, sulla base dei dati Istat 2018), ma anche e soprattutto una componente attiva e strategica per uno sviluppo sano della società. Il disegno di legge apporta diverse modifiche al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Le predette modifiche, mirano ad elevare a sei mesi il congedo di maternità estendendo il medesimo beneficio al padre. Le mensilità di congedo parentale, dovranno in ogni caso essere usufruite obbligatoriamente nei primi dodici mesi di vita del bambino con la peculiarità dell'obbligo di astensione congiunta dal lavoro nel periodo coincidente con il primo mese di vita del bambino. I restanti mesi, possono essere usufruiti con flessibilità purchè non si sovrappongano tra la madre ed il padre al fine di coprire un più ampio arco temporale. Il medesimo beneficio è esteso ai genitori che adottano o a cui viene affidato un figlio nonché alle lavoratrici rientranti nella gestione separata.. 1 1 Al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 16: 1 al comma 1, lettera c) , la parola: « tre » è sostituita dalla seguente: « quattro »; 2 il comma 1.1 è sostituito dal seguente: « 1.1 In alternativa a quanto disposto dal comma 1, è riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l'evento del parto entro i sei mesi successivi allo stesso, di cui i primi tre in modo continuativo dopo l'evento del parto e i restanti tre in modo flessibile nell'arco dei primi ventiquattro mesi di vita del bambino. La facoltà di cui al presente comma è esercitabile a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. »; b all'articolo 20, comma 1, la parola: « quattro » è sostituita dalla seguente: « cinque »; c all'articolo 26: 1 ai commi 1, 2 e 3 la parola: « cinque », ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: « sei »; 2 al comma 6, la parola: « tre » è sostituita dalla seguente: « quattro »; d all'articolo 28: 1 il comma 1 è sostituito dai seguenti: « 1 . Il congedo di paternità è riconosciuto al padre lavoratore per un periodo massimo di sei mesi. 1.1 . È vietato adibire al lavoro il padre lavoratore durante il congedo di cui al comma 1. 1.2 . Il padre lavoratore ha l'obbligo di fruire del congedo entro i primi ventiquattro mesi di vita del bambino. Il congedo di paternità non può essere coincidente con quello di maternità di cui all'articolo 16, salvo quanto previsto dal comma 1.3. 1.3 . Nel primo mese di vita del bambino, l'obbligo di cui al comma 1 può essere esercitato dal padre lavoratore congiuntamente con la madre. »; 2 i commi 1- ter e 2 sono abrogati; e all'articolo 31, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Il congedo di cui all'articolo 26, commi 1, 2 e 3, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. »; f all'articolo 32: 1 al comma 1, lettera b) , dopo le parole: « al padre lavoratore, » sono inserite le seguenti: « in aggiunta a quanto previsto all'articolo 28, »; 2 al comma 2, dopo le parole: « astenersi dal lavoro », sono inserite le seguenti: « di cui al comma 1, lettera b), »; g all'articolo 64, comma 2, la parola: « tre » è sostituita con la seguente: « quattro »; h all'articolo 64- bis , comma 1, la parola: « cinque » è sostituita dalla seguente: « sei »; i all'articolo 68: 1 al comma 1, le parole da: « per i due mesi antecedenti » fino a: « successivi alla stessa » sono sostituite dalle seguenti: « per il periodo di congedo di maternità di cui agli articoli 16 e seguenti »; 2 al comma 2, le parole da: « per i due mesi antecedenti » fino a: « effettiva del parto » sono sostituite dalle seguenti: « per il periodo di congedo di maternità di cui agli articoli 16 e seguenti »; 3 al comma 2- bis , le parole da: