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Risorse aggiuntive saranno poi destinate agli enti territoriali affinché possano continuare le politiche di sostegno alle fasce più deboli, sostenere i trasporti locali e mantenere sgravi fiscali quali la sospensione dell'imposta di soggiorno. Il decreto-legge incrementerà inoltre le risorse per il PNRR non coperte da prestiti e sussidi del Recovery Fund , con la creazione di un Fondo di investimento complementare al PNRR, che avrà una durata decennale. Verranno infine coperte le somme del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) trasferite ai programmi del PNRR. Per quanto riguarda il PNRR, il DEF segnala che la sua versione finale prevedrà un ammontare massimo di risorse europee pari a 191,5 miliardi di euro, suddivise in 68,9 miliardi di euro a titolo di sovvenzione e in 122,6 miliardi di euro a titolo di prestiti. Una quota dei prestiti, pari a 69,1 miliardi, sarà utilizzata per il finanziamento di progetti di investimento e altre spese per l'ambiente, la ricerca, la formazione e l'inclusione sociale e la salute che erano già programmate. La restante quota dei prestiti (53,5 miliardi) e l'intero importo derivante dalle sovvenzioni saranno invece destinati (in una misura massima complessiva pari, quindi, a 122,4 miliardi) al finanziamento di nuove spese. Il DEF osserva inoltre che a tale complesso di risorse occorre aggiungere sia quelle derivanti dagli altri strumenti finanziari europei che, insieme con il suddetto Dispositivo per la ripresa e la resilienza, fanno parte del programma Next Generation EU , sia le ulteriori risorse nazionali, da reperire anche mediante l'utilizzo del Fondo di sviluppo e coesione e gli stanziamenti del nuovo Fondo complementare che, come accennato, verrà istituito con il decreto-legge di prossima adozione. Complessivamente, le risorse del PNRR ammontano dunque a circa 237 miliardi. Si tratta pertanto di un piano di rilancio senza precedenti nella storia recente, che costituisce il contesto di riferimento in relazione al quale il DEF traccia le linee del quadro programmatico di finanza pubblica per il prossimo triennio. In tale scenario, il PIL, dopo la caduta dell'8,9 per cento registrata nel 2020, recupererebbe il 4,5 per cento nell'anno in corso e il 4,8 per cento nel 2022, per poi crescere del 2,6 per cento nel 2023 e dell'1,8 per cento nel 2024. Considerando la richiesta di autorizzazione all'indebitamento approvata lo scorso mese di gennaio e l'intervento in corso di preparazione, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stimato all'11,8 per cento nel 2021. Si tratta di un livello elevato, ma dovuto principalmente a misure di natura temporanea e straordinaria, nonché alla flessione del PIL. Il DEF segnala che il Governo ritiene opportuno che l'impostazione della politica di bilancio rimanga espansiva nel prossimo biennio tramite un forte impulso agli investimenti, per poi intraprendere un graduale percorso di consolidamento fiscale dal 2024 in poi, a condizione che le ipotesi epidemiche e sulle condizioni di contesto internazionale dello scenario di base restino valide. In tale ottica, la previsione programmatica è che il rapporto deficit/PIL scenda al 5,9 per cento nel 2022, al 4,3 per cento nel 2023 e al 3,4 per cento nel 2024, per tornare sotto al 3 per cento nel 2025. Secondo le previsioni, il rapporto tra debito e PIL a fine 2021 salirà al 159,8 per cento, per poi diminuire al 156,3 per cento nel 2022, al 155 per cento nel 2023 e al 152,7 per cento nel 2024. Nelle premesse del DEF si chiarisce che "sebbene il Governo condivida l'opinione che le regole fiscali europee debbano essere riviste allo scopo di promuovere maggiormente la crescita e la spesa per investimenti pubblici, la riduzione del rapporto debito/Pil rimarrà la bussola della politica finanziaria del governo". Il percorso di riduzione del debito rifletterà il progressivo miglioramento dei saldi di bilancio e beneficerà della maggiore crescita economica indotta dall'attuazione del Piano di ripresa e resilienza incentrato sulle riforme e sugli investimenti, nonché dal programma di investimenti aggiuntivi che il Governo ha deciso di finanziare fino al 2033. Infine, tra i disegni di legge collegati alla decisione di bilancio, il Governo preannuncia l'intenzione di presentare un disegno di legge in materia di trasporti e mobilità sostenibili. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore CIOFFI ( M5S ) osserva che il definire la riduzione del rapporto debito/PIL quale bussola della politica finanziaria del Governo assume un sapore un po' rétro in un contesto, quale quello attuale, in cui le politiche devono necessariamente essere fortemente espansive. Non essendovi ulteriori richieste di intervento in discussione, il PRESIDENTE , in esito a un breve dibattito sui tempi di esame del provvedimento nel quale intervengono i senatori PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ), PAROLI ( FIBP-UDC ) e RUSPANDINI ( FdI ), cede la parola alla relatrice VONO ( IV-PSI ), che formula una proposta di parere favorevole. Non essendovi richieste di intervento in dichiarazione di voto, il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero legale, pone in votazione la proposta di parere favorevole della Relatrice, che risulta approvata. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta della Commissione, convocata domani, mercoledì 21 aprile, alle ore 8,30, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2172 La Commissione, esaminato per quanto di propria competenza il disegno di legge in titolo, premesso che: - l'articolo 4 prevede l'istituzione, del Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE), avente il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica (tra le quali rientrano quelle relative alla mobilità sostenibile e alle risorse e infrastrutture idriche) e la relativa programmazione; - l'articolo 5 modifica la denominazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in "Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili"; - l'articolo 8 attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri la funzione di promozione, indirizzo e coordinamento dell'azione del Governo nelle seguenti materie: innovazione tecnologica; attuazione dell'agenda digitale italiana ed europea; strategia italiana per la banda ultralarga; digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese; trasformazione, crescita e transizione digitale del Paese, in ambito pubblico e privato; accesso dei servizi in rete; connettività; infrastrutture digitali materiali e immateriali ; strategia nazionale dei dati pubblici;