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quali siano le motivazioni che hanno portato nel corso degli anni a decurtare sistematicamente gli importi dell'addizionale comunale spettanti ai comuni aeroportuali e a garantire, al contrario, l'intero ammontare degli importi dell'addizionale in favore dell'INPS, del comparto antincendio e dell'ENAV; a quanto ammontino le risorse dovute ai Comuni a titolo di addizionale comunale sui diritti d'imbarco di passeggeri sugli aeromobili, nel loro complesso e per ciascun comune; se i Ministri in indirizzo intendano individuare, ed in quale tempistica, soluzioni efficaci volte a garantire il ristoro delle somme dovute e non versate ai Comuni a titolo di addizionale comunale sui diritti d'imbarco; se intendano rimuovere gli ostacoli di natura normativa o interpretativa, in particolare i commi 615, 616 e 617 della legge finanziaria per il 2008, che hanno condotto i Ministeri competenti a modificare i criteri di determinazione dell'ammontare complessivo spettante ai Comuni; se intendano accertare le motivazioni degli scostamenti fra stime di traffico dei passeggeri ed il versamento di quote dell'addizionale da parte delle compagnie aeree, nonché procedere al rafforzamento delle misure di vigilanza sul corretto versamento degli importi dovuti dalle medesime compagnie. Atto n. 4-05548 ROMEO BAGNAI FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: con circolare del 30 novembre 2020 recante "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2" il Governo forniva indicazioni operative per la presa in carico dei pazienti con COVID-19 in isolamento domiciliare; in data 8 aprile 2021 veniva presentato al Senato l'ordine del giorno G2 (testo 2) in cui, tra le altre cose, si richiedeva l'impegno del Governo ad aggiornare i protocolli e le linee guida per la presa in carico domiciliare da parte di medico di medicina generale (MMG), pediatra di libera scelta (PLS), e medici del territorio, dei pazienti COVID-19, prevedendo, inoltre, l'istituzione di un tavolo di monitoraggio ministeriale e l'emanazione di un protocollo unico nazionale di gestione domiciliare e un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina, idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio; in data 26 aprile 2021 il Ministero della salute emanava una nuova circolare recante "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2"; considerato che: la circolare citata si pone in sostanziale continuità con la precedente, non superando le criticità evidenziate nell'ordine del giorno G2 (testo 2) dell'8 aprile 2021; persiste la mancanza di linee guida aggiornate ed univoche, che forniscano protocolli specifici e da tutti utilizzabili di cura domiciliare dei pazienti COVID-19, continuandosi a registrare sul territorio nazionale rilevanti diversificazioni tra protocolli sanitari regionali; a tutt'oggi si riscontra l'assenza di specifiche misure volte a garantire la funzionalità dell'intera rete dei servizi territoriali, soprattutto quelli rivolti alle persone fragili, che più rischiano di andare incontro a complicanze in caso di infezione da SARS-CoV-2; non si è ancora provveduto all'istituzione di un tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale e ospedaliera, volto all'armonizzazione e alla sistematizzazione di tutte le azioni in campo; non sono state predisposte, inoltre, valide azioni tese a favorire un lavoro in team multidisciplinare e multiprofessionale, attraverso confronto e congiunzione di specifiche competenze con messa in atto anche di strumenti di telemedicina e software interoperabili, si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente individuare misure diagnostiche e terapeutiche specifiche, non evidenziate in modo soddisfacente nella circolare del 26 aprile 2021, intese a superare le diversificazioni regionali, adottando un protocollo unico nazionale volto ad armonizzare e sistematizzare le modalità di gestione diagnostica e terapeutica domiciliare, che consideri i tempi e le modalità di intervento con lo scopo di ridurre i tassi di ospedalizzazione e la mortalità conseguente a malattia da COVID-19. Atto n. 4-05549 LANNUTTI PARAGONE ORTIS Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta agli interroganti: un recente servizio giornalistico trasmesso da Rai News 24 dal titolo "L'isola del tesoro: pirati e corsari del trading online" realizzato dal giornalista Luca Gaballo, ha dimostrato la massiccia presenza di italiani reclutati per trasferirsi a Cipro o Malta, con retribuzioni parametrate sul denaro che riescono a far depositare nei conti. Il servizio dimostra altresì come la stessa Cysec, autorità di controllo cipriota, sia perfettamente a conoscenza delle condotte illegittime operate dalle società presenti su Cipro che offrono servizi di trading in Europa. Questa società, come tante altre operanti anche da Malta e Gibilterra, consigliano in particolar modo di investire sui derivati ad alto rischio (CFD). Sono società legali, ma il 90 per cento di chi gioca alla fine perde. La controparte del cliente è la piattaforma stessa. Quando il cliente compra le CFD, gliele sta vendendo la piattaforma. Quindi, se il cliente guadagna, la piattaforma perde e viceversa. Per questo motivo il cliente perde sempre; a Cipro ci sono 150 piattaforme autorizzate a operare con CFD e molte altre non registrate, in alcuni casi di proprietà di una delle 150 società autorizzate; il direttore del quotidiano finanziario cipriota "Financial Mirror", Masis Der Parthog, ha dichiarato a Rai News 24, che il giro d'affari del trading on line nella sola Cipro è di dieci miliardi di euro l'anno; considerato che: il trading on line , o forex on line , permette di acquistare e vendere dei titoli o prodotti finanziari attraverso un computer e una connessione internet da qualsiasi parte del mondo. L'obiettivo principale è quello di guadagnare sulla differenza fra prezzo di acquisto e vendita. Un meccanismo semplice, ma in verità altamente rischioso, in quanto potrebbe far perdere all'investitore l'intero patrimonio. Tutte le piattaforme on line che fanno trading chiedono ai clienti di versare una somma di denaro per poter iniziare a "giocare"; il fenomeno si è andato mano a mano espandendo, soprattutto durante il periodo di confinamento a casa dovuto alla pandemia, che ha, di fatto, spostato parte della vita di tutti i cittadini nel mondo digitale. Secondo "Il Sole 24 Ore", da quando è iniziata la pandemia le truffe a danno dei risparmiatori sono aumentate del 30 per cento; le società che si occupano di trading on line devono avvalersi per legge di personale qualificato, ovvero di consulenti finanziari, come previsto dal regolamento di attuazione della Consob n. 11522/98. Unica eccezione, quella prevista nella comunicazione n. DI/99052838 del 7 luglio 1999: «Se la promozione del collocamento avviene tramite un sito - che non ha dei referenti individualizzati, ma si rivolge alla generalità dei potenziali investitori - non sarà necessario l'utilizzo di promotori.