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Presidente Conte, siamo soddisfatti delle sue dichiarazioni - niente più armi alla Turchia - ma non basta. Tutte le azioni che potranno essere fatte devono essere compiute e dovranno vedere l'Italia capofila. Bisogna passare immediatamente dalle parole ai fatti. Erdoğan sta facendo fatti, trucidando i curdi senza distinzione: donne e bambini, civili e militari. Mentre lui li massacra, l'Europa chiacchiera. L'Europa chiacchierona e velleitaria è il più grande regalo ai sovranisti. Domani non fate chiacchiere. Ci aspettiamo dal Consiglio europeo decisioni rapide e ferme: niente più armi, embargo e forza di interposizione in Siria subito. Se non c'è l'Europa in questi casi, a che serve? (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor presidente Conte, il tempo a disposizione è poco e quindi sarò telegrafico (ne risentirà un po' la forma e me ne scuso). Partiamo, anzitutto, da quello che non c'è. Al vertice di Malta tutto il Governo ha annunciato la famosa svolta sull'immigrazione. Chiunque di voi può andare a leggere le esaltanti dichiarazioni di stampa: è stato cambiato tutto, da domani abbiamo la rotazione dei porti e la distribuzione automatica dei migranti, eccetera. Nulla di tutto questo: le dichiarazioni del Governo italiano sono state smentite poche ore dopo da tutti i partner europei e dall'Unione europea, tanto è vero che all'ordine del giorno dell'imminente Consiglio europeo non vi è la famosa svolta di Malta. Ciò è anche comprensibile. La ricetta che lei, presidente Conte, ha più volte proposto è la stessa del PD, di Renzi e della sinistra, ossia - banalmente - chiedere all'Unione europea di aprire i confini italiani e distribuire milioni di clandestini in Europa. L'Europa risponde: «No grazie». In Europa vi sono due visioni. I Paesi dell'Est Europa, i patrioti di Visegrád e Fratelli d'Italia dicono che in Europa non si entra illegalmente; se c'è da costruire muri si costruiscono; se c'è da scavare trincee, si scavano; se c'è da fare il blocco navale si fa, ma non si entra illegalmente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . C'è poi la visione dell'immigrazione dei vostri alleati Merkel e Macron, secondo cui gli immigrati entrano illegalmente nel nostro Paese e l'Italia si trasforma nel campo profughi d'Europa, perché poi gli immigrati illegali giunti in Italia non possono poi andare nel resto d'Europa. Non abbiamo allora dubbi: noi stiamo con i patrioti di Visegrád. Passo alla seconda importante questione riguardante il cosiddetto decreto rimpatri. Premier Conte, per favore, il decreto rimpatri annunciato da Di Maio e Bonafede non ha nulla a che fare con i rimpatri. In conferenza stampa e in quest'Aula non possono essere dette delle menzogne. Il decreto in oggetto individua 13 Stati reputati sicuri e stabilisce che la richiesta di protezione internazionale avanzata da chi proviene da uno di essi viene automaticamente bocciata in quanto non sussiste il diritto. Tutto qui. Prima osservazione: 13 Stati su 200 nel mondo è una presa in giro. Di questi 13 Stati, la metà sono poi Stati europei, ma per di più tra questi c'è l'Ucraina, che è in guerra, come lei saprà (negli ultimi quattro anni 14.000 morti e 28.000 mutilati), ma è annoverata fra gli Stati sicuri. Non sono invece inseriti tra gli Stati sicuri Paesi nei quali non c'è alcuna guerra e dai quali provengono i finti profughi: Nigeria, Pakistan, Bangladesh, Egitto. Qual è la soluzione a tutto questo? Che il Governo dedicherà risorse per rimpatriare le badanti ucraine e si terrà la mafia nigeriana. Non ha molto senso, ne converrà con me. (Applausi dal Gruppo FdI) . Soprattutto, purtroppo, non ci si può improvvisare Ministro degli affari esteri, perché, con tutto il paterno affetto per un ragazzotto che prova a fare bella figura alla Farnesina, le questioni sono un po' più complesse. Conte, per favore, mi ascolti perché è una questione importante. Noi abbiamo scritto in un decreto del Governo che l'Ucraina è un Paese sicuro, ma lei si renderà conto che non possiamo fare questa affermazione e contestualmente mantenere le sanzioni contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina, lei se ne renderà conto: un domani sui tavoli internazionali si rischia che la Russia o qualunque altro Paese portino all'ONU o in qualunque contesto internazionale il decreto di un membro NATO e dell'Unione europea che scrive nero su bianco che in Ucraina non c'è nessuna guerra. Non si può fare, per favore, lei si scusi a livello internazionale e dica che purtroppo c'è uno stagista alla Farnesina che sta imparando il suo lavoro e che ha sbagliato, e che quindi l'Ucraina verrà tolta dall'elenco degli Stati sicuri. Veniamo alla Turchia. Sono schifato dall'ipocrisia di questa Assemblea. Oggi scopriamo che c'è un problema Erdoğan e lo scopriamo oggi quando tutte le fonti internazionali, tutte le fonti di intelligence e le notizie di stampa hanno sempre certificato una contiguità tra Erdoğan e i fondamentalisti islamici in Siria, una contiguità tra Erdoğan e la sua famiglia, in particolare il figlio, e l'Isis, nonché il fatto che la Turchia finanzia i tagliagole in Siria e per anni è stata corresponsabile del genocidio dei cristiani e degli yazidi in Siria. Eppure, questa Assemblea, la sinistra e i media hanno taciuto per una cinica convenienza: la Turchia era parte del fronte sunnita anti-Assad e allora era proibito dire che la Turchia finanziava i tagliagole dell'Isis e per questo l'Europa e chi ha taciuto è complice dei massacri che ci sono stati. Lo sapevate, era una notizia di giornale come tante altre, che contro yazidi e cristiani era in atto un genocidio, ma qui tutti in silenzio, perché la Turchia era funzionale ai disegni di una lotta contro Assad. Ora che i vostri padroni vi hanno dato l'autorizzazione ad alzare la voce contro Erdoğan, visto che la Turchia ha rotto il fronte sunnita anti-Assad, allora finalmente si può parlare di Erdoğan. È una ipocrisia che non tolleriamo. Noi da sempre abbiamo denunciato il processo di islamizzazione in corso in Turchia, la trasformazione della laica Turchia in un sultanato islamico, la contiguità di Erdoğan con i terroristi in Siria e da diversi anni chiediamo una parola su questo, mentre tutto il Parlamento ha vigliaccamente taciuto. Noi su questo non abbiamo dubbi: diciamo senza nessuna remora no all'islamizzazione dell'Europa e no alla Turchia dentro l'Unione europea, come abbiamo sempre detto. (Applausi dal Gruppo FdI). Mi rimangono pochissimi secondi e invito tutti i colleghi a collegarsi al sito della Commissione europea e a stampare l'immagine della nuova Commissione europea. Qui, anche da un punto di vista visivo e grafico, è segnalata la sconfitta dell'Italia nelle prossime dinamiche europee e nella prossima Commissione europea. Abbiamo il presidente della Commissione che è tedesco, sappiamo che il presidente della BCE sarà francese;