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Disposizioni concernenti la pratica e l'insegnamento dell'agopuntura e delle discipline affini. Onorevoli Senatori. -- Nel nostro Paese sempre più persone rivolgono la loro attenzione alla medicina cosiddetta «non convenzionale o integrativa» per la cura dei propri malesseri, integrando così la medicina allopatica e modulando, a volte senza un criterio corretto, l'uso dell'una o dell'altra medicina. Per medicine «non convenzionali o integrative» si intendono tutte quelle discipline o prassi mediche che sottintendono concetti teorici, filosofici e scientifici prevalentemente di derivazione orientale, in base ai quali la malattia è considerata il risultato di una disarmonia o di uno squilibrio energetico dell'organismo. Tra le discipline di medicina non convenzionali o integrative rientrano l'agopuntura di tradizione cinese e l'agopuntura di tradizione giapponese « ryodoraku », anch'essa diffusa in Italia, con maggiore intensità a Roma, da più di trenta anni, e conosciuta in Umbria, in Sicilia e in Sardegna. L'agopuntura è una forma di terapia medica cinese dalle antichissime origini; il primo testo che ne parla risale al V secolo avanti Cristo. In sostanza, l'agopuntura si basa sulla tradizione taoista secondo la quale la vita è un'alternanza di concetti opposti, quali massa ed energia, maschio e femmina, caldo e freddo, Yin e Yang eccetera. L'agopuntura sfrutta una rete costituita da oltre 24 canali energetici o meridiani (chiamati meridiani principali) e da molti altri canali chiamati secondari, percorsi dal « qi », l'energia vitale. L'agopuntura consiste nella stimolazione di determinate zone o, più precisamente, punti. Ne esistono più di 1.500 su tutta la superficie corporea, ma comunemente se ne usano circa 300. Lo scopo è quello di ripristinare l'equilibrio «energetico» delle due manifestazioni, lo Yin e lo Yang , alterato da qualsiasi causa, tramite l'infissione di sottili aghi dei quali si conosce preventivamente l'azione. L'aspetto meraviglioso e sorprendente è che ogni punto ha la sua caratteristica e il suo modo di interagire con gli altri. Siamo provvisti di punti che aiutano la cicatrizzazione, di punti che consentono a chi sviene di riprendersi quasi istantaneamente, di punti che tonificano le gambe (chi non è più giovanissimo si ricorderà della sorprendente sconfitta ai Campionati mondiali del 1966 che la Corea del Sud impose all'Italia nel secondo tempo della partita tra le due nazionali), e di punti che addirittura possono risolvere immediatamente un edema polmonare acuto. Potete rendervi conto, pertanto, di quanto siano utili questi punti, nonostante non si abbia molta dimestichezza con essi. Sappiamo che l'agopuntura provoca la stimolazione di neuro recettori, agendo per via diretta su terminazioni libere di fibre nervose, come è stato ben dimostrato con un approccio oggettivo e scientifico nella terapia agopuntoria perfezionata, denominata « ryodoraku »: tramite tale stimolazione del sistema nervoso autonomo si ha la possibilità di agire, per via diretta, neuroumorale e/o vascolare, e indirettamente energeticamente su un organo o apparato che frequentemente non è in relazione topografica o metamerica con il punto cutaneo stimolato. Operando su terminazioni nervose, l'agopuntura è in grado di ottenere risultati nel campo dell'analgesia chirurgica (C. Pullè; N. Yan Nghi; D. Scilipoti: dimostrazione pratica di analgesia con agopuntura nella revisione della cavità uterina. Si veda il lavoro svolto presso il Policlinico universitario di Messina, giugno 1998). L'azione degli aghi produce un'insorgenza delle onde del pre-sonno e la riduzione del potenziale di azione degli stimoli dolorosi, nonché, a livello cerebrale, la produzione di sostanze antiserotoniniche con conseguente aumento della soglia del dolore. Esistono inoltre prove scientifiche di efficacia dell'agopuntura nel trattamento: 1) della nausea e del vomito che accompagnano un'operazione o la chemioterapia; 2) dei dolori conseguenti a interventi sui denti; 3) di dolori cronici quali artrosi, mal di schiena o mal di testa; 4) dell'insufficienza renale, con il conseguente recupero parziale della funzionalità d'organo; 5) di periartriti scapolo-omerali, sciatalgie e lombo-sciatalgie che non sono state risolte con le terapie classiche. E proprio la periartrite scapolo-omerale, così dolorosa, limitante e debilitante e che incide gravemente sulla capacità lavorativa dei soggetti che ne sono colpiti, con conseguente costo per lo Stato quando è riconosciuta causa di invalidità civile, è quella che trae maggiore beneficio dalla terapia con l'agopuntura. Alcuni casi di periartrite scapolo-omerale sono così gravi da richiedere l'intervento chirurgico, ma utilizzando l'agopuntura in tempo utile si risparmiano risorse e si lascia al malato la sua autonomia, non costringendolo ad allontanarsi dal mondo produttivo ed evitando, in molti casi, il trattamento chirurgico. Anche se l'agopuntura è una disciplina praticata nel mondo in più di 140 Paesi, il suo sviluppo a livello internazionale si dipana tuttora in modo irregolare e disomogeneo. In alcune aree del mondo essa si è solidamente affermata ed è stata legalizzata; in altre aree, che comprendono la maggior parte dei Paesi occidentali, essa è invece presente solo grazie al favore che gode tra l'opinione pubblica. In Italia l'assenza di una legislazione in materia concorre a un esercizio irregolare della pratica dell'agopuntura; tuttavia la Corte di cassazione nel 1982 (sentenza n. 7176 del 19 luglio) ha stabilito che l'esercizio della stessa è riservato ai medici chirurghi e odontoiatri in possesso dell'abilitazione alla professione, concetto ribadito nel 2002 dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. Il presente disegno di legge mira a riconoscere la pratica dell'agopuntura secondo i criteri della medicina tradizionale cinese e dell'agopuntura « ryodoraku » per dare ai cittadini la possibilità di avvalersi delle suddette discipline mediche integrative, garantendo altresì di agire in una situazione di certezza legislativa. L'articolo 1 prevede una formazione di base presso le università o gli istituti equiparati e il riconoscimento della libertà di scelta terapeutica del medico e del paziente, nell'ambito di un libero rapporto consensuale informato. L'articolo 2 stabilisce che i medici che hanno completato l'apposito percorso formativo possono dichiarare pubblicamente la corrispondente qualifica. Si prevede, inoltre, che il Consiglio superiore di sanità venga integrato con un rappresentante di ciascuno degli indirizzi riconosciuti. L'articolo 3 investe l'esteso campo della fitoterapia tradizionale cinese e delle fitoterapie similari occidentali, prevedendo l'utilizzo a scopo curativo di piante medicinali e composti derivati, la codificazione del loro utilizzo, introducendo una tipologia di controlli delle sostanze al momento della loro importazione da Paesi esterni all'Unione europea.