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si scrivono i libri e si avvia una catena aziendale, per cui quel libro arriva in libreria e deve essere venduto, perché quello è il core business di una casa editrice. Ma evidentemente lei ha una rete di amicizie che le consente addirittura questo passaggio. Io non credo che alla Feltrinelli si faccia sempre così; ma questo può essere un suo problema con la Feltrinelli. Vi è però un altro problema: lei riesce sempre a prorogare e a prolungare l'inganno per cui finge di voler far sapere agli altri, ma poi nega loro la possibilità di conoscere. E quindi ritira tutto, non risponde, nasconde; la trasparenza non le appartiene. Ecco perché non può essere rigorista. Per essere rigoristi bisogna avere assolutamente nella trasparenza un imperativo. Tante volte ho cercato di interloquire con lei sulle mascherine, su quelle mascherine che per esempio avete anche timbrato con il logo della Presidenza del Consiglio dei ministri, forse perché erano realizzate da FCA (altri amici). Eppure non ha risposto. Abbiamo fatto altre interrogazioni sulle mascherine, sui ventilatori, insomma su tutto quel materiale su cui adesso stanno indagando molti magistrati. Avrebbe potuto coinvolgere il Parlamento, ma anche in questo caso ha preferito non rispondere alle interrogazioni, a meno che non fossero le interrogazioni degli amici. Questo è il problema: non rispondere ad altro che non sia appartenente a una rete di amicizie. Tutto questo ovviamente sta creando un meccanismo per cui lei dovrebbe essere il detentore del rigore e della verità. Ma non è così; anzi, il vostro gioco è quello di nascondere, di non far sapere e poi di colpevolizzare quegli italiani che si stanno comportando in maniera esemplare. Quelle mascherine, gli italiani è un anno che le mettono. Eppure magari stanno indossando delle mascherine, che avete fatto importare dalla Cina, di cui una su due non è efficace, in termini di protezione, come dovrebbe. Ci sono procure delle Repubblica che stanno indagando, ma lei non vuole far sapere agli italiani la verità: questo è il tema. (Richiami del Presidente) . Concludendo, signor Ministro, lo stesso vale anche per l'aggiornamento del rapporto pandemico, di cui lei era a conoscenza. Il tema non è se lei ha bloccato quel rapporto: no! Lei era però a conoscenza della gravità di quel rapporto e delle tensioni che stava generando, perché Ranieri Guerra le ha scritto e ha coinvolto la sua catena di comando. Quindi sapevate benissimo che il contenuto di quel rapporto stava creando subbuglio e tensioni all'interno della sua macchina ministeriale e dell'Organizzazione mondiale della sanità. Ancora una volta, però, lei, signor Ministro, ha assistito alla stessa operazione che ha fatto la Feltrinelli, ovvero far sparire i documenti. Ecco perché non dovrebbe essere più degno di fare il Ministro della salute. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Granato per illustrare la mozione n. 343. GRANATO (Misto) Signor Presidente, signor Ministro, la nostra mozione di sfiducia, presentata dal Gruppo Alternativa c'è, nasce non dalla volontà di strumentalizzare politicamente il momento di difficoltà suo e dell'intero Paese, ma dall'esigenza di ergersi a tutela dei diritti costituzionali dei cittadini, che oggi passano tutti dal diritto alla salute, che purtroppo non è adeguatamente tutelato all'interno del suo Dicastero. Lo dice l'inchiesta della procura di Bergamo, che è comunque solo la punta dell' iceberg dei tanti problemi, che purtroppo hanno comportato una mala gestione della pandemia in atto. Tale inchiesta ha infatti ormai accertato che, dal 2006, il piano pandemico non è stato aggiornato dal suo Dicastero, che lei non ha fatto nulla e che, purtroppo, gli alti dirigenti, sotto la sua supervisione, hanno anche tentato di occultare questi dati all'OMS, ma anche a tutti i cittadini. Questo è estremamente grave, perché si è interrotto il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni, che in questo momento stanno dicendo loro che le attività economiche devono restare chiuse, che le scuole non possono funzionare a regime e che quindi il diritto al lavoro, alla salute e all'istruzione - tutti diritti costituzionali, che passano purtroppo dalla gestione del suo Dicastero - in questo momento sono irrimediabilmente compromessi. Si sono registrati ritardi e inadempienze nell'acquisizione dei dati sui contagi, che comunque vengono sempre forniti in forma aggregata e quindi senza dividere tra i decessi di persone senza comorbilità e i decessi di persone affette da altre patologie. Si registra anche l'assenza di protocolli di cure domiciliari, perché se si fosse puntato, oltre che sui vaccini, anche su protocolli efficaci di cure domiciliari, magari tante morti si sarebbero potute evitare e tanti posti letto, destinati ai malati di Covid, si sarebbero potuti destinare invece ai malati di altre patologie, che non si stanno curando e che stanno morendo di altro. Vogliamo inoltre parlare delle scuole? Le scuole sono rimaste chiuse da un anno e mezzo! Da un anno e mezzo le scuole si aprono e si chiudono, in maniera totalmente disordinata, in tutte le Regioni, ad arbitrio dei Presidenti di Regione, dei sindaci o degli amministratori locali. Ciò può avvenire per qualsiasi motivo, perché non c'è chiarezza sui criteri di chiusura. Il Governo, oltretutto, non impugna né le ordinanze illegittime di chiusura, né le ordinanze illegittime per la didattica à la carte , che può essere eventualmente disposta solo dal Ministero dell'istruzione. Il Governo è assolutamente inadempiente sotto tutti i profili e nelle garanzia dei diritti costituzionali dei cittadini e se ne dovrebbe andare a casa: non solo lei, signor Ministro, ma tutto il Governo. Se vogliamo parlare di Calabria e Molise, ricordo, in particolare, che in Calabria adesso vige il secondo decreto emanato per la stessa Regione. Sono già oltre quattro mesi che il decreto è efficace, eppure il commissario Longo è stato affiancato dagli altri due subcommissari da neanche dieci giorni e mancano ancora quegli altri 25 membri dello staff , che non so quando lei, signor Ministro, si deciderà a fornire per poter adempiere a tutte le necessità del caso. La Calabria, infatti, purtroppo, è ultima tra le ultime Regioni per i livelli essenziali di assistenza (LEA). È in una situazione abbastanza simile anche il Molise. Ministro, dico che ce n'è abbastanza per rimettere il suo mandato a quest'Assemblea, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, credo che l'approccio dell'Assemblea e dei colleghi a questo atto sia veramente vergognoso. (Applausi) . Colleghi, non mi riferisco alla dignità che ognuno di noi deve al ruolo che ricopre e al compenso che riceve, ma agli oltre 100.000 decessi che ci sono stati dall'inizio di questa pandemia e per ciò che sta accadendo nel Paese. Tutto ciò deve essere almeno onorato dal ruolo;