[resaula]

l'8 aprile (20 giorni dopo l'adozione del temporary framework ) il Governo ha emanato il decreto-legge n. 23 recante "Misure urgenti in materia di accesso al credito" (cosiddetto decreto "liquidità") che sfruttava le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo; il Governo francese aveva predisposto analoghe misure in materia di credito garantito con la legge n. 289/2020 del 23 marzo (promulgata 4 giorni dopo l'adozione del temporary framework ); il 16 aprile (circa un mese dopo l'annuncio del PEPP) il Ministro in indirizzo ha annunciato un'emissione di buoni poliennali del tesoro BTP Italia; il 29 aprile (40 giorni dopo l'adozione della general escape clause ) il Presidente del Consiglio dei ministri ha presentato alle Camere una relazione richiedente un ulteriore ricorso all'indebitamento in misura pari a 55 miliardi di euro, sfruttando le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo; l'utilizzo di queste ulteriori risorse è stato disposto solo il 19 maggio con il decreto-legge n. 34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (cosiddetto decreto "rilancio"); le dimensioni di questo provvedimento, a giudizio degli interroganti abnormi, erano legate alla necessità di correggere i decreti cura Italia e liquidità, rivelatisi inefficaci a causa delle esigue risorse poste a copertura dei provvedimenti, necessità cui venivano dedicati ben 80 articoli dei 265 articoli del provvedimento; considerato che, a giudizio degli interroganti: i ritardi nell'approfittare delle innovazioni normative adottate dalla Commissione europea segnalano una scarsa capacità di interlocuzione del Governo con le istituzioni dell'Unione; in particolare, secondo lo Statistical data warehouse della BCE nel trimestre marzo-maggio 2020 le emissioni nette di titoli di Stato sono state pari a 57,9 miliardi di euro, a fronte di 62,9 di acquisti sul mercato secondario da parte della BCE (di cui 37,3 nell'ambito del PEPP), per cui il Governo non ha nemmeno sfruttato interamente il margine fornito dal " bazooka ", si chiede di sapere per quali motivi il Governo non abbia fatto un ricorso incisivo e tempestivo al mercato approfittando delle opportunità e quali misure intenda assumere, in particolare in termini di ulteriori scostamenti, per far fronte all'ulteriore deterioramento della situazione economica causato dai suoi ritardi. Atto n. 3-01726 CONZATTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'effetto recessivo del lockdown sull'economia deve dare al legislatore e al Governo l'impulso per affrontare una delle riforme più annunciate: quella fiscale; la riforma fiscale, per essere efficace, necessita sia di essere inserita tra le priorità del Governo e quindi nel piano nazionale delle riforme, sia di essere affrontata "nel suo complesso e non imposta per imposta" come affermato anche dal Governatore della Banca d'Italia Visco; il momento drammatico che vive l'economia italiana non può fare a meno delle leve fiscali per puntare sulla rinascita. Il fisco, infatti, è parte della vita quotidiana di ciascuno: semplificarlo, renderlo più efficace e alleggerirlo significa migliorare la vita di milioni di famiglie e imprenditori e, di conseguenza, migliorare le entrate statali e minimizzare i comportamenti scorretti. L'alternativa ad una seria riforma fiscale è l'essere sommersi dalla crisi; tutti i positivi interventi adottati, dal taglio del cuneo fiscale alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell'IVA, dalla sospensione di adempimenti e versamenti fiscali agli interventi sulla liquidità, hanno offerto sollievo a famiglie, preservando il lavoro e la sopravvivenza delle imprese così da rendere possibile la ripartenza economica, ma non hanno avviato processi di riforma; oggi è necessario fare molto di più per rilanciare l'Italia: servono riforme strutturali. Una riforma fiscale complessiva è uno strumento efficace per fissare obiettivi strategici, plasmare comportamenti sociali e innescare mutamenti strutturali. Una riforma di tale portata deve occuparsi di lotta all'evasione fiscale, di incentivare i contribuenti onesti, di alleggerire la pressione fiscale in particolare sui redditi del ceto medio rivedendo le tax expenditure , di incentivare le imprese a investimenti sostenibili e innovativi, di rendere più competitivi i fattori produttivi a partire dal lavoro. E ancora deve semplificare le imposte indirette, riformare il catasto dei fabbricati, digitalizzare, specializzare il contenzioso tributario e incentivarne gli strumenti deflattivi e riequilibrare il rapporto tra fisco e contribuenti basandolo sulla reciproca fiducia. È un lavoro straordinario, ma è la grande occasione per ridisegnare il futuro dell'Italia; l'orientamento al contribuente è peraltro già stato avviato e sta producendo risultati positivi, sia nel cambiamento dei comportamenti, sia in termini di recupero di imposte non versate. Nel 2018, la migliore compliance ha comportato maggiori entrate per 1,8 miliardi di euro, con una variazione in aumento del 38,5 per cento rispetto al risultato conseguito nel 2017; l'obiettivo ultimo di un sistema fiscale equo è quello di far pagare tutti per pagare tutti meno, si chiede di sapere: quando verrà avviato il processo di riforma tributaria e quali saranno le priorità del Governo; con riferimento al sommerso, quali specifici interventi il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per il contrasto all'evasione tributaria e contributiva, stimata in 109.684 milioni di euro, di cui la sola evasione tributaria rappresenta 97.912 milioni di euro, al fine di una progressiva riduzione del tax gap e del miglioramento del sistema della riscossione; con riferimento all'emerso, al fine di trasformare, in meglio, il rapporto tra il contribuente e il fisco, se ritenga di introdurre un regime premiale per i contribuenti che decidano spontaneamente di rendersi "fiscalmente trasparenti" generando un quadruplo effetto positivo: 1) introdurre un nuovo standard opzionale di dialogo tra fisco e contribuenti basato sulla "trasparenza digitale"; 2) la messa a disposizione per l'amministrazione finanziaria di larga parte della documentazione fiscalmente rilevante in via immediata e spontanea; 3) ottenere una spinta alla digitalizzazione e dematerializzazione delle attività amministrative delle imprese e dei consulenti sollevandoli da molti adempimenti; 4) implementare la capacità di analisi dei dati da parte dell'amministrazione finanziaria; al fine di ridurre la pressione fiscale, se intenda procedere alla rivisitazione, più volte annunciata ma mai realizzata, delle 533 voci relative alle tax expenditure al fine di recuperare le risorse per aumentare il limite di reddito imponibile non soggetto ad imposte (" no tax area ") per tutti i redditi da lavoro e al fine di ridurre le aliquote IRPEF per i redditi medio bassi; quali strategie intenda mettere in campo per arginare la riduzione registrata negli ultimi anni di circa 560.000 partite IVA relative ai redditi di lavoro autonomo esercitati in forma individuale o associata e per riequilibrare il loro carico fiscale: