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I lavori venivano sospesi e, poi, ripresi a seguito dell'intervento del primo cittadino; come era già accaduto in due precedenti occasioni (il 17 ed il 23 di luglio), il 2 agosto, i Carabinieri procedevano ad acquisire, presso il Comune, materiale documentale ed atti amministrativi relativi al "Jova Beach Tour", permanendo nella stanza del Sindaco per circa 10 ore complessive; tenuto conto che: il 5 agosto, il prefetto provvedeva a richiedere al viceprefetto vicario la convocazione della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. La convocazione fissata per il successivo 7 agosto si è chiusa con la richiesta di una convocazione congiunta con il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per l'esame dei profili di safety e security evidenziati dalla commissione; infine la mattina del 9 agosto, il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica confermava, nella riunione congiunta con la commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, il parere negativo già espresso; l'ultima riunione della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, del 16 agosto, si è infine conclusa con la dichiarazione di chiusura del procedimento per mancanza sopravvenuta dell'oggetto dello stesso, visto che gli organizzatori non avevano avuto altra scelta che rinunciare alla manifestazione il cui svolgimento era in origine previsto per il giorno seguente, il 17 agosto 2019, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire che quelle che all'interrogante appaiono come inopportune e improprie dichiarazioni del prefetto di Chieti, nonché gli altri spiacevoli episodi, che ne hanno caratterizzato la condotta in questa vicenda, non si ripropongano in futuro, in corrispondenza di nuovi auspicabili eventi, di cui il territorio vastese possa essere protagonista positivo; quali provvedimenti intenda adottare per garantire il ripristino della necessaria collaborazione tra i vari livelli istituzionali presenti sul territorio, atteso che la distribuzione delle competenze, chiamate a pronunciarsi sulla realizzazione di un determinato intervento o sull'esercizio di una certa attività o evento di rilievo turistico, impone, per sua natura, impegno e collaborazione a tutti i diversi livelli istituzionali coinvolti in vista del Comune obiettivo, anche al fine di promuovere la capacità di attrattiva del territorio della comunità vastese, uscita gravemente penalizzata dall'esito di questa vicenda. Atto n. 3-01181 PUCCIARELLI Al Ministro della salute Premesso che: il carcinoma mammario è il tumore più frequente nella donna. In Italia la malattia colpisce poco più di cinquantamila donne all'anno. Nonostante questi numeri, però, il tumore è anche uno di quelli che presenta i più alti tassi di guarigione. Le probabilità di guarigione sono tanto più alte quanto più la diagnosi è precoce; tra le donne, come già precisato il più frequente tumore è quello della mammella, rappresentando il 29 per cento di tutte le neoplasie, seguito da quello del colon-retto (13 per cento), polmone (8 per cento), tiroide (6 per cento) e corpo dell'utero (5 per cento), (Fonte dati Airtum); nello specifico, il carcinoma mammario si distingue in forme non invasive, che non si estendono oltre la membrana basale dei dotti mammari, e in forme invasive, capaci di estendersi oltre i dotti e raggiungere le stazioni linfonodali o altre parti del corpo, diversi tipi di carcinoma della mammella (istologicamente la forma più frequente è il carcinoma duttale infiltrante; altre forme sono il carcinoma lobulare, il tubulare, il mucinoso e altri più rari) che differiscono per comportamento biologico e risposta alle terapie; per tumore al seno metastatico si intende un tumore che, dalla sua sede primaria, si è diffuso in altre regioni del corpo attraverso la circolazione linfatica e sanguigna. Oltre a moltiplicarsi con maggiore rapidità delle cellule sane, quelle tumorali, cioè le metastasi, possono alterare le funzioni degli organi vitali, fino a comprometterle del tutto. Il tumore al seno metastatico è una malattia curabile, sebbene non ancora guaribile poiché le metastasi tendono a ricomparire. Le cure cercano di impedire la proliferazione ulteriore delle cellule tumorali in altri organi ed eliminare gli eventuali sintomi della malattia. Oggi è possibile convivere con il tumore al seno metastatico e avere una buona qualità della vita anche per molti anni, soprattutto se esso è diagnosticato precocemente; grazie allo screening si migliora la diagnosi e si riduce la mortalità; negli ultimi anni proprio il rilievo precoce della malattia ha consentito di ricorrere alla chirurgia conservativa (quadrantectomia). Più del 57 per cento delle donne invitate alla campagna preventiva accetta questa opportunità di salute (anche se in modo difforme tra le varie aree del Paese); la prevenzione è sicuramente una fra le più importanti azioni da promuovere per combattere l'insorgenza della malattia affiancata al sostengo per la ricerca; considerato che: ottobre è il mese dedicato alla prevenzione di tale patologia; la rilevante importanza della diffusione di una giornata esige che venga assicurata in ogni regione il coinvolgimento di tutta la popolazione interessata ai programmi di screening mammografico, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda per far sì che la data del 13 di ottobre venga istituita come la giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01180 DE PETRIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che secondo da quanto risulta all'interrogante: l'assessora all'industria della Regione Sardegna, Anita Pili, nel corso del convegno di Legambiente "Emergenza cambiamenti climatici" tenutosi a Cagliari il 7 ottobre 2019 ha dichiarato che all'ultima riunione del Tavolo tecnico sul phase-out del carbone in Sardegna (tenutosi presso il Ministero dello sviluppo economico in data 30 luglio) "gli esponenti del Mise hanno detto che la chiusura delle centrali al 2025 non è fattibile nell'isola" e che "al tavolo del Mise ci hanno rappresentato una situazione in cui la Sardegna sarà completamente dipendente da un'altra regione" ("Quotidiano Energia" del 7 ottobre 2019). Circostanza che sarebbe stata poi confermata dalla deputata del PD Romina Mura che avrebbe dichiarato "Il ministero ha detto chiaramente che non sarà possibile rispettare la data" ("Quotidiano Energia" del 7 ottobre 2019); il Tavolo del Ministero dello sviluppo economico a cui si fa riferimento, è quello avente in oggetto la "Cessazione dell'uso del carbone per la produzione di energia elettrica, Centrali termoelettriche alimentate a carbone ubicate nella Regione Autonoma della Sardegna", fissato come primo incontro di carattere tecnico il 30 luglio 2019; alcune delle persone presenti al suddetto Tavolo hanno rilevato come fosse stata l'assessora Pili a parlare di rischio di perdita di sovranità energetica e della sovranità della rete chiedendo quindi lo spostamento del phase out carbone.