[resaula]

tale perseveranza da parte delle banche rappresenterebbe una condizione necessaria per il proseguimento della pratica di acquisizione del credito da parte degli istituti di credito, i quali in alternativa e in casi meno importanti, farebbero proseguire la perizia con tempistiche notevolmente ridotte; al contrario, se il visto di conformità fosse rilasciato da liberi professionisti, quali ad esempio, commercialisti, consulenti del lavoro o periti commerciali, come previsto dall'articolo 121, comma 11 (che detta disposizioni ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali), secondo la denuncia dei commercialisti, la pratica non sarebbe neanche presa in carico oppure sarebbe esaminata con un lasso di tempo addirittura sino a 5 mesi; tale comportamento, se fosse effettivamente confermato, si configurerebbe a giudizio dell'interrogante come una condotta, oltre che indubbiamente censurabile (in considerazione del fatto che violerebbe i principi fondamentali sui quali è basata la professione e il libero mercato), anche scorretta, in relazione alla libertà di scelta da parte dei soggetti beneficiari che aderiscono all'agevolazione fiscale prevista, che verrebbe oltraggiata da un comportamento da parte degli istituti di credito coinvolti ambiguo e irrispettoso; l'interrogante evidenzia al riguardo che, ove si determinasse una pratica commerciale scorretta da parte degli istituti di credito coinvolti, il cliente sarebbe infatti costretto ad annullare il rapporto di fiducia che è intrinseco nel mandato professionale, essendo obbligato ad accettare un nominativo imposto, senza aver avuto alcun tipo di rapporto o di conoscenza in precedenza; l'interrogante rileva altresì come sarebbe conseguentemente leso il principio di libera concorrenza di mercato (basato sul pluralismo sulla libertà di accesso ai fattori di produzione agli sbocchi di mercato, sulla diversità dei prodotti offerti e sull'incremento della libertà di scelta), in quanto le banche responsabili, imponendo una loro scelta, otterrebbero come risultato finale l'esclusione di tutti gli altri operatori professionali che non appartengono a determinate strutture; a giudizio dell'interrogante, il comportamento degli istituti bancari (peraltro recidivo come dimostrato dalla scarsa fiducia che riscuote il settore da parte dei consumatori) sarebbe da censurare per un'evidente violazione della libertà di scelta della clientela che, con queste modalità, non potrebbe avvalersi dei propri consulenti di fiducia per la gestione delle proprie pratiche e per la tutela dei propri interessi; al di là delle convenzioni, l'interrogante evidenzia ancora come spetti esclusivamente al cliente la libertà di scegliere i professionisti di fiducia (ingegnere, architetto, commercialista, avvocato) nonché l'impresa edile per eseguire i lavori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda confermare l'esistenza di comportamenti da parte di alcuni istituti bancari censurabili e ambigui, le cui pratiche scorrette riferite alle misure di agevolazione fiscale (cosiddetto ecobonus ) previste dal decreto rilancio, oltre a violare la libertà di concorrenza, rischiano di determinare un effetto negativo, anche in termini di efficienza delle misure previste; quali iniziative urgenti e necessarie intenda infine intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, anche nei riguardi dell'Associazione bancaria italiana, al fine di introdurre misure volte a contrastare la condotta censurabile da parte degli istituti di credito coinvolti, eventualmente sanzionando le violazioni relative alle pratiche commerciali scorrette. Atto n. 3-02246 NISINI BAGNAI BORGONZONI STEFANI SAPONARA FERRERO RUFA PIANASSO ALESSANDRINI PUCCIARELLI CAMPARI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: le biblioteche sono l'unico luogo dove l'informazione necessaria e? davvero a disposizione di tutti, il luogo dove libri, giornali, documenti possono essere tutti letti gratuitamente; in particolar modo gli studenti ricorrono troppo spesso a fonti immediatamente e velocemente accessibili, quelle reperite tramite ricerche via internet , senza considerare che spesso tali fonti non sono verificate e potrebbero farli incorrere in errore; i bibliotecari forniscono un ottimo servizio di consulenza agli studenti e agli altri utenti della biblioteca, dato che le potenziali fonti informative sono decisamente variabili per quantità, qualità e rilevanza, la competenza dei bibliotecari può rivelarsi impagabile per una corretta informazione; le biblioteche fanno parte della nostra cultura educativa e ricreativa e il loro valore pedagogico rimane inalterato perché il loro obiettivo è costituito dall'insegnamento e dall'apprendimento ed i propri spazi sono un luogo accessibile ed inclusivo; valutato che: la biblioteca statale di Lucca rischia la chiusura dei servizi al pubblico per mancanza di personale, già dal prossimo mese di aprile; è partita una petizione spontanea, rivolta al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, al fine di scongiurarne la chiusura che comporterebbe un grave danno alla città, dove verrebbe a mancare non solo un essenziale luogo di incontro e di scambio culturale, ma anche la custodia della tradizione e della cultura lucchese, con il pericolo di perdere anche le funzioni di conservazione del patrimonio culturale esistente; la biblioteca statale di Lucca rappresenta una delle fonti più importanti del sapere nella comunità lucchese perché è il deposito storico delle sue memorie e la sua funzione nel tempo si è allargata rivolgendosi agli studiosi e ai ricercatori, che nel tempo hanno avuto la possibilità di consultare le sue ricche collezioni traendone informazioni importantissime per lo studio e la formazione della cultura italiana ed europea, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda impegnarsi affinché venga assegnato alla biblioteca statale di Lucca personale sufficiente ed in tempo utile al fine di scongiurarne la chiusura, altrimenti prevista per il 1° aprile 2021, quando verrebbero a mancare le condizioni di sicurezza per consentire l'apertura al pubblico. Atto n. 3-02247 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, contenente le misure per il contrasto e il contenimento dell'emergenza da COVID-19, vieta espressamente dalle ore 18 la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica ed analcolica da parte di tutti i negozi specializzati; la disposizione appare illogica e discriminatoria, anche alla luce del fatto che l'attività di vendita di queste bevande rimane comunque consentita presso altri esercizi commerciali, in quanto fa venir meno il presupposto sanitario e di ordine pubblico che dovrebbe essere all'origine dell'adozione delle misure di contenimento del virus; risultano inoltre incomprensibili le motivazioni fornite dallo stesso Ministro dello sviluppo economico in risposta ad un'interrogazione con risposta immediata (3-02024) dell'onorevole Dara discussa lo scorso mercoledì 20 gennaio alla Camera dei deputati, le quali non fanno altro che denotare, ad avviso degli interroganti, lo stato di confusione con cui il Governo sta gestendo questa fase emergenziale;