[pronunce]

Il suddetto comma 6, pertanto, sarebbe incostituzionale in relazione all’art. 4, dello statuto, perché violerebbe gli obblighi internazionali dello Stato derivanti dall’ordinamento comunitario e perché invaderebbe la materia tutela della concorrenza riservata alla potestà legislativa dello Stato. Analogamente è censurato l’art. 1, comma 7, della legge prov. n. 26 del 1993, come sostituito dall’art. 1 della legge prov. n. 10 del 2008. Tale norma attiene ai contratti di sponsorizzazione, disciplinati solo con riguardo ai lavori relativi a beni culturali, «con l’effetto di legittimare la trattativa privata per le altre sponsorizzazioni», in contrasto con quanto previsto dall’art. 26 del d.lgs. n. 163 del 2006. L’art. 2 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 1-bis della legge prov. n. 26 del 1993, che detta i principi dell’attività contrattuale. La norma lederebbe la competenza statale a dettare i principi generali della materia, in particolare laddove si consideri che essa riproduce solo quelli enunciati dall’art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 163 del 2006 e non quelli contenuti nei commi 2, 3 e 4 del suddetto art. 2, «laddove la legislazione provinciale non può sottrarsi a tali principi». L’art. 3 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 1-ter della legge prov. n. 26 del 1993 e reca «“le definizioni” dei tipi contrattuali, delle procedure, dei soggetti, delle varianti». La norma introdotta sarebbe incostituzionale, in tutti i suoi commi, perché tocca istituti rientranti nelle materie tutela della concorrenza ed ordinamento civile. Inoltre, in particolare, i commi 5, 6, 8, e 13 del suddetto art. 1-ter sarebbero illegittimi perché riguardano i servizi o i concorsi di progettazione, e dunque un ambito che non rientra tra quelli di cui all’art. 8 del citato statuto speciale. L’art. 4 della legge prov. n. 10 del 2008, sarebbe incostituzionale nella parte in cui sostituisce l’art. 2 della legge prov. n. 26 del 1993, il cui comma 2 fa riferimento ai soggetti privati che affidano lavori pubblici di importo superiore a tre milioni di euro, finanziati dalla Provincia in misura superiore al 50 per cento, assoggettandoli agli obblighi delle stazioni appaltanti pubbliche. Il Codice degli appalti, invece, fissa la diversa e inferiore soglia di un milione di euro, così assicurando una maggiore concorrenzialità. La norma provinciale invaderebbe, pertanto, la materia tutela della concorrenza. L’art. 5 della legge prov. n. 10 del 2008, nel sostituire l’art. 3 della legge prov. n. 26 del 1993, stabilisce i criteri di determinazione del valore degli appalti, «ricalcando» la disciplina del d.lgs. n. 163 del 2006. Poiché la soglia di valore attiene alla tutela della concorrenza, la norma sarebbe incostituzionale. L’art. 6 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 3-bis della legge prov. n. 26 del 1993. Tale disposizione, poiché «reca una definizione sconosciuta al diritto comunitario e nazionale» di «lavori sequenziali», invaderebbe la competenza statale in materia tutela della concorrenza. L’art. 10 della legge prov. n. 10 del 2008, nel sostituire l’art. 7-bis, della legge prov. n. 26 del 1993, che disciplina il diritto di accesso e i divieti di accesso agli atti in materia di lavori pubblici, sarebbe lesivo della potestà legislativa statale nelle materie tutela della concorrenza, ordinamento civile e livelli essenziali delle prestazioni. L’art. 15 della legge prov. n. 10 del 2008, sostituisce l’art. 12 della legge prov. n. 26 del 1993 e disciplina le prescrizioni tecniche. Ad avviso del ricorrente «si tratta delle specifiche tecniche che possono essere chieste ai concorrenti in relazione alle prestazioni, e attengono alla tutela della concorrenza. A riprova, esse ricevono una minuta disciplina da parte delle direttive comunitarie sui pubblici appalti». L’intero articolo sarebbe incostituzionale perché invaderebbe la competenza legislativa statale. L’art. 16 della legge prov. n. 10 del 2008, modifica l’art. 13 della legge prov. n. 26 del 1993. In particolare, il comma 1, lettera c), del citato art. 16, sostituisce il comma 6-ter dell’art. 13. La norma così modificata detta disposizioni in materia di adeguamento dei prezzi dell’appalto. Si inciderebbe, pertanto, su un istituto che si inserisce nella fase di esecuzione del contratto e rientra nella materia ordinamento civile. L’art. 17 della legge prov. n. 10 del 2008, introduce l’art. 13-bis della legge prov. n. 26 del 1993 che elenca le materie demandate al regolamento provinciale e al capitolato generale provinciale e disciplina i capitolati. La disposizione, nella parte in cui disciplina i capitolati (art. 13-bis, comma 2, lettera c, e comma 3) sarebbe incostituzionale. Poiché questi ultimi hanno natura contrattuale, gli stessi rientrerebbero nella materia ordinamento civile riservata allo Stato. Anche il comma l sarebbe incostituzionale laddove rinvia al regolamento provinciale senza specificare che quest’ultimo non può disciplinare le materie di competenza legislativa statale esclusiva. Nel dettaglio, poi, sono state demandate al regolamento provinciale materie che rientrano nell’ordinamento civile e nella tutela della concorrenza, come tali riservate allo Stato. Sotto tale profilo, sarebbe incostituzionale il comma 2, lettere: b); e); f); i); j); k); 1); m); n); o); p); q); r); s). Tale disposizione, infatti, eccederebbe la competenza statutaria, attribuendo alla Provincia la potestà regolamentare nella seguenti materie: norme tecniche connesse con la progettazione dei lavori; forme di pubblicità e di conoscibilità degli atti procedimentali; requisiti soggettivi, certificazioni di qualità, qualificazione degli esecutori e modalità di verifica, secondo i criteri stabiliti dalla presente legge; procedure di affidamento dei contratti, compresi i servizi di ingegneria e architettura e le prestazioni di consulenza e supporto tecnico-amministrativo nonché forme di comunicazione, verbali, informazioni ai candidati e agli offerenti, spese di pubblicità, inviti, comunicazioni; contenuti della progettazione definitiva in caso di contratti d’appalto aventi a oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori; modalità di stipulazione e contenuto del contratto; direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, relative coperture assicurative e attività di supporto tecnico-amministrativo; disciplina delle penali e dei premi e loro modalità applicative; attività necessarie per l’avvio dell’esecuzione dei contratti e per le sospensioni disposte dal direttore dell’esecuzione o dal responsabile del procedimento