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IL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE Visto il regolamento CEE del Consiglio n. 2727/75 del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali, modificato da ultimo dal regolamento CEE n. 1340/90, ed in particolare l'art. 10-ter; Visto il regolamento CEE della commissione n. 2689/90 del 19 settembre 1990, concernente le modalità di applicazione del regime di corresponsione dell'aiuto medesimo; Vista la legge 14 agosto 1982, n. 610, concernente il riordinamento dell'Azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo - A.I.M.A., in particolare il punto e) dell'art. 3; Vista la legge 4 gennaio 1968, n. 15, recante norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme; Visto il decreto-legge 27 ottobre 1986, n. 701, convertito, con modificazioni, nella legge 23 dicembre 1986, n. 898, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 1987, recante: "Misure urgenti in materia di controlli degli aiuti comunitari"; Visto il decreto-legge 7 settembre 1987, n. 370, convertito, con modificazioni, nella legge 4 novembre 1987, n. 460, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 30 novembre 1987, recante: "Nuove norme in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, nonché sanzioni per l'inosservanza di regolamenti comunitari in materia agricola"; Vista la legge 19 marzo 1990, n. 55, recante disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale; Considerato che i regolamenti comunitari sopra citati demandano agli Stati membri l'adozione di determinati provvedimenti, atti ad assicurare nei rispettivi territori l'applicazione del regime di aiuto; Considerata la necessità di emanare i necessari provvedimenti nazionali di applicazione della normativa comunitaria sopra citata; Viste le designazioni delle regioni interessate per quel che concerne gli uffici ai quali affidare il compito della ricezione, della istruttoria, del controllo e della liquidazione delle domande di aiuto; Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Udito il parere dell'adunanza generale del Consiglio di Stato, espressosi in data 6 dicembre 1990; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'art. 17, commi terzo e quarto, della citata legge n. 400 del 1988; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 1. Ai sensi dell'art. 10- ter del regolamento del Consiglio CEE n. 2727/75, citato in premessa, l'aiuto sarà concesso ai produttori di grano saraceno, di scagliola e di miglio seminato nelle superfici facenti parte del territorio nazionale. 2. L'aiuto, limitato a 10 ettari per azienda, è concesso per le superfici: a) sulle quali è stata effettuata la semina ed è stato conseguito il raccolto. In conformità delle disposizioni di cui all'art. 2, punto 2, primo trattino, del regolamento della commissione CEE n. 2689/90 del 19 settembre 1990, si considera che su una superficie coltivata a grano saraceno o scagliola o miglio sia stata effettuata la semina e sia stato conseguito il raccolto quando tale superficie è stata ed è oggetto di normali lavori di coltivazione; b) per le quali, in conformità alle disposizioni di cui all'art. 10- ter, punto 1, del regolamento CEE n. 2727/75 del Consiglio del 29 ottobre 1975, è stato stipulato un contratto di coltivazione. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si trascrive il testo dell'art. 10- ter del regolamento CEE n. 2727/75, concernente l'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali, nella stesura attualmente vigente a seguito delle modifiche apportate dal regolamento CEE n. 1340/90: "1. È concesso un aiuto alla produzione di grano saraceno, di scagliola e di miglio. L'aiuto può essere limitato a talune varietà. La concessione dell'aiuto è subordinata alla conclusione di un trattato di coltura. 2. L'importo dell'aiuto è fissato per ettaro di superficie seminata e raccolta. L'aiuto si limita a 10 ha per azienda. 3. L'importo dell'aiuto è fissato, secondo la procedura prevista all'art. 43, paragrafo 2 del trattato, ad un livello tale da garantire ai produttore interessati un reddito per ettaro comparabile a quello garantito dalla produzione di cereali in diretta concorrenza con la produzione di grano saraceno, di scagliola e di miglio nelle regioni tradizionalmente produttrici di questi ultimi cereali. 4. Le modalità di applicazione del presente articolo e in particolare, se del caso, l'indicazione delle varietà ammesse a beneficiare dell'aiuto, sono stabilite secondo la procedura prevista all'art. 26. 5. Alla fine delle campagne 1991/92 il Consiglio riesamina il regime previsto dal presente articolo, in base ad una relazione presentata dalla Commissione". - Si trascrive il testo dell'art. 3, punto e), della legge 14 agosto 1982, n. 610: "L'A.I.M.A. cura l'erogazione delle provvidenze finanziarie, quali aiuti, integrazioni di prezzo, compensazioni finanziarie e simili disposte dai regolamenti della CEE relativi all'organizzazione comune dei mercati agricoli. Per tali attività l'A.I.M.A. può avvalersi della collaborazione delle regioni, stipulando con esse apposite convenzioni di durata anche pluriennale". - Si trascrive il testo dell'art. 20 della legge 4 gennaio 1968, n. 15: "Art. 20 (Autenticazione delle sottoscrizioni). - La sottoscrizione di istanze da produrre agli organi della pubblica amministrazione può essere autenticata, ove l'autenticazione sia prescritta, dal funzionario competente a ricevere la documentazione, o da un notaio, cancelliere, segretario comunale, o altro funzionario incaricato dal sindaco. L'autenticazione deve essere redatta di seguito alla sottoscrizione e consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la sottoscrizione stessa è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identità della persona che sottoscrive. Il pubblico ufficiale che autentica deve indicare le modalità di identificazione, la data e il luogo della autenticazione, il proprio nome e cognome, la qualifica rivestita, nonché apporre la propria firma per esteso e il timbro dell'ufficio. Per l'autenticazione delle firme apposte sui margini dei fogli intermedi è sufficiente che il pubblico ufficiale aggiunga la propria firma".