[ddlpres]

la riorganizzazione e il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività, da eseguire mediante l'aggiornamento del codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, con espressa indicazione delle disposizioni che saranno contestualmente abrogate e con l'indicazione di prevedere nuove disposizioni per la regolamentazione di settori turistici emergenti di cui si fornisce un elenco esplicativo; l'armonizzazione della normativa nazionale in materia di turismo, nel limite delle competenze statali, con il diritto europeo mediante: 1) il riordino della normativa in materia di professioni turistiche, anche con riferimento agli interventi per il contrasto dell'esercizio abusivo dell'attività; 2) la revisione della normativa relativa alla classificazione delle strutture alberghiere, che tenga conto degli standard qualitativi riconosciuti a livello europeo ed internazionale, con definizione degli ambiti di attività e della tassonomia delle strutture ricettive ed extra-alberghiere; 3) l'individuazione dei fabbisogni e la semplificazione delle procedure di raccolta, condivisione, monitoraggio e analisi dei dati, ai fini del miglioramento della qualità dell'offerta turistica e dell'istituzione di un codice identificativo nazionale; 4) l'individuazione di strumenti idonei finalizzati ad una maggiore tutela dell'attività svolta dai lavoratori stagionali del turismo; la realizzazione di un sistema informativo che consenta una più agevole consultazione e conoscenza della programmazione turistica di ciascuna regione e dei bandi regionali, nazionali ed europei destinati al settore turistico; lo sviluppo del modello di turismo accessibile, che possa rispondere alle specifiche esigenze delle persone meritevoli di maggiore tutela, fra cui le persone con disabilità, le famiglie numerose, gli anziani e i giovani, prevedendo al tal fine la riqualificazione e la valorizzazione delle strutture turistico-ricettive, anche attraverso l'individuazione di immobili del patrimonio pubblico da destinare a tale finalità; la promozione di iniziative di formazione specifica nei settori turistici, anche in quelli emergenti, legata allo svolgimento di percorsi di alternanza tra la scuola e il lavoro; la definizione dei criteri in base ai quali l'attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale; la promozione di progetti di trasporto intermodale per la mobilità dolce a fini turistici, con particolare riferimento alle turistiche, ai cammini, ai servizi ferroviari turistici e alle ciclostazioni; l'istituzione di una Scuola nazionale di alta formazione turistica per la formazione di figure professionali dotate di capacità gestionali e manageriali di livello internazionale nel settore del turismo e della ristorazione. Non bisogna infatti trascurare l'importante leva positiva del turismo sulle esportazioni di prodotti dell'agroalimentare italiano, con i turisti che al ritorno in patria tendono a rivivere le esperienze fatte in Italia, anche attraverso la ricerca di prodotti tipici degustati nel nostro Paese. Pertanto, la formazione di figure altamente specializzate in questo ambito potrebbe dare un contributo importante alla ripresa del settore, attraverso la promozione delle eccellenze agroalimentari e vinicole che sono proprie della tradizione e della cultura italiana. Il capo IV, infine, detta disposizione per la promozione turistica del nostro Paese nel mondo. Nonostante la riapertura delle frontiere europee interne dal 15 giugno e di quelle esterne in via progressiva dal 1° luglio, le presenze di turisti in Italia sono ancora molto ridotte, con un impatto anche sui settori « collaterali », visto che la spesa dei turisti stranieri rappresenta una voce importante non solo per alberghi e strutture turistiche, ma anche per ristoranti e negozi. Secondo l'ENIT-Agenzia nazionale del turismo, i visitatori internazionali che pernottano sarebbero diminuiti del 49 per cento, pari a 31 milioni di visitatori in meno. Soltanto in riferimento ai turisti provenienti dagli Stati Uniti, che sono gli stranieri più presenti in Italia, si stima che il settore potrebbe perdere circa 1,8 miliardi di euro, pari quasi ad un terzo del totale della spesa dei cittadini extracomunitari in Italia, durante i mesi di luglio, agosto e settembre. Attualmente la promozione dei nostri territori è lasciata all'iniziativa delle singole regioni, che stanno mettendo in campo interventi ad hoc per attrarre la domanda turistica dall'estero. È opportuno dunque, per non disperdere energie e risorse, operare per la diffusione di un messaggio univoco sul reale stato di emergenza in atto nel Paese, secondo una visione maggiormente sistemica. L'Italia sta dimostrando, e questo lo dicono i dati reali, di riuscire a gestire in totale sicurezza questa nuova fase di ripartenza; messaggio che attraverso una capillare azione di promozione deve giungere ai turisti che intendano organizzare un soggiorno nel nostro Paese. Per tali ragioni, l'articolo 14 istituisce presso il Ministero per i beni e le attività culturale e per il turismo un fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2020 per la promozione di un'offerta turistica esperienziale legata alla storia, alla cultura e alle tradizioni dei territori locali, la quale possa valorizzare le eccellenze del made in Italy in tutti i settori economici e produttivi del Paese. Le risorse sono trasferite all'ENIT-Agenzia nazionale del turismo per la stipula di apposite convenzioni, con soggetti pubblici e privati, in vista della realizzazione di specifici eventi di promozione del Paese. L'articolo 15 affida all'ENIT-Agenzia nazionale del turismo la realizzazione di interventi di promozione di un'offerta turistica destagionalizzata. L'articolo 16 intende rilanciare il turismo nel nostro Paese facendo leva sul turismo cosiddetto di ritorno, per riportare gli italiani che vivono all'estero nel nostro Paese, alla riscoperta dei luoghi di origine, nonché della storia e delle tradizioni che li caratterizzano. Allo scopo il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo stipula un'apposita convenzione con L'ENIT-Agenzia nazionale del turismo, le amministrazioni locali, le strutture alberghiere e le agenzie di viaggio e tour operator per l'offerta di un pacchetto di accoglienza mirato a rinsaldare il legame inscindibile tra gli italiani nel mondo e la propria storia. È evidente come, alla luce di quanto espresso, sia a rischio non soltanto un comparto, ma un intero sistema turistico del made in Italy il quale ha urgente bisogno di risposte giuste e concrete per poter ripartire e tornare ad essere di nuovo competitivo nel panorama mondiale.. I MISURE PER CONTRASTARE L'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19 NEL SETTORE TURISTICO 1 (Contributo a fondo perduto per il settore del turismo)