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In tale nota, in risposta al quesito che chiedeva se fosse possibile utilizzare una targa prova su veicoli già immatricolati che concessionarie d'auto o meccanici utilizzano per esigenze di prova tecnica o legate alla vendita, pur ritenendo che la prassi di utilizzare la targa prova su veicoli immatricolati non corrisponda alle finalità del dettato normativo che "secondo la previsione dell'art. 98 CDS, come modificato ed integrato dal DPR 474/2001, doveva essere solo quella di consentire la circolazione di prova a veicoli non immatricolati, sprovvisti, perciò, di una propria targa di riconoscimento e di documenti di circolazione", il Ministero dell'interno ha evidenziato la complessità della questione e la diversa posizione del Ministero delle infrastrutture e trasporti, il quale "conformemente al proprio indirizzo interpretativo di cui alla nota prot. 4699/M363 del 4.2.2004, si è mostrato possibilista nel riconoscere l'utilizzabilità della targa prova anche su veicoli immatricolati". Nella stessa nota il Viminale "ha richiesto agli organi preposti al controllo di evitare per il momento ogni azione sanzionatoria ed economicamente pregiudizievole nei confronti degli operatori del settore che agiscono secondo la prassi, consolidata di utilizzare le targhe prova anche su veicoli già immatricolati ma sprovvisti di copertura assicurativa"; gli autosaloni sono in difficoltà e devono confrontarsi con un calo delle vendite pari al 90 per cento rispetto all'anno precedente ora, come se non bastasse, arriva un'altra complicazione burocratica che complica non di poco il lavoro dei venditori; gli imprenditori, intanto, sono in crisi di liquidità, le entrate sono quasi azzerate, mentre le uscite, quelle, purtroppo no. Sono a rischio numerosi posti di lavoro e intere aziende hanno vissuto un periodo di reale difficoltà che non è stato affatto superato. Ora interviene la pronuncia della Cassazione; a giudizio degli interroganti ancora una volta lo Stato complica la vita dei suoi cittadini e, in particolar modo, delle sue aziende; a parere degli interroganti la targa prova rappresenta uno strategico strumento di lavoro che deve essere messo a disposizione dei nostri operatori economici con assoluta chiarezza e devono, certamente, essere perseguiti eventuali abusi nei casi in cui della targa prova sia fatto un uso improprio, ma gli utilizzi professionali devono essere necessariamente tutelati, si chiede di sapere quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, i Ministri in indirizzo intendano adottare per chiarire definitivamente e univocamente che i soggetti di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, sono autorizzati a circolare, per esigenze strettamente connesse alla propria attività lavorativa, con veicoli muniti di targa di prova, anche se immatricolati, consentendo ad autoriparatori e rivenditori di svolgere il proprio lavoro. Atto n. 4-04162 CORTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo e l'autostrada regionale Cispadana, due infrastrutture emiliane fondamentali per l'economia sia regionale che nazionale, come riportato ancora una volta dagli organi di stampa, purtroppo, rientrano tra i cantieri promessi ma ancora bloccati; l'autostrada Campogalliano-Sassuolo sarebbe un'infrastruttura strategica di collegamento tra la A22 e la strada statale 467 Pedemontana, la cui realizzazione porterebbe un rilevante beneficio alla viabilità ordinaria, soprattutto alleggerendola del traffico pesante, con effetti positivi anche per la sicurezza stradale; questa infrastruttura, con ricadute consistenti su tutto il Paese, sarebbe decisiva per i distretti industriali del territorio, a cominciare dai settori di eccellenza tra cui ceramica, biomedicale, tessile, moda, agroalimentare, meccanica, motori, senza dimenticare il turismo; per quest'opera, che vale un investimento di 430 milioni di euro e che ha cominciato il suo percorso formale con un bando di gara 10 anni fa, ci sarebbero tutte le condizioni tecniche e le autorizzazioni amministrative per aprire i cantieri; il 1° ottobre 2019 è stato approvato il progetto esecutivo con un decreto ministeriale, ma a distanza di un anno sono state avviate solo le procedure per gli espropri; invece l'autostrada Cispadana, che attraverserebbe le province di Ferrara, Modena e Reggio Emilia e alleggerirebbe il traffico sulla via Emilia e sull'autostrada del Sole, vale un investimento di 1,3 miliardi di euro; per la Cispadana si sta ancora aspettando l'approvazione del progetto definitivo risalente al 2007 e il suo iter è tra i più difficoltosi: la procedura di valutazione di impatto ambientale è durata oltre 5 anni con la presentazione del progetto e dello studio ambientale nel 2012 e il decreto di VIA nel 2017; inoltre, le prescrizioni hanno comportato la riscrittura del piano economico-finanziario; sullo sfondo dei ritardi nell'avvio dei lavori figura anche la vicenda di Autobrennero, la concessionaria della A22, che controlla anche le società concessionarie delle due autostrade. In merito il Governo deve anche decide sulla concessione dell'autostrada del Brennero, scaduta nel 2014, ma al momento non è stata trovata la soluzione attesa da tempo. Lo stesso presidente della Provincia di Modena ha inviato una lettera ai parlamentari modenesi auspicando una proroga decennale al concessionario, si chiede di sapere se e quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per chiarire, con la massima urgenza, il reale iter dei lavori e gli ostacoli concreti che bloccano i cantieri creando solamente alle realtà produttive della zona, colpite duramente in questi mesi anche dall'emergenza pandemica, un ingente danno economico, logistico e di competitività nei confronti dei vari competitor anche stranieri, oltre ad arrecare un danno all'intera collettività. Atto n. 4-04163 PERGREFFI ROMEO IWOBI PELLEGRINI Emanuele CENTINAIO AUGUSSORI BOSSI Simone PIROVANO RICCARDI ARRIGONI PILLON Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto riportato da alcune sigle sindacali, la società Alitalia ha comunicato che dal 1° settembre 2020 avrebbe gestito in proprio tutte le attività di check-in , imbarchi e rampa, affidando ad Airport Handling SpA il solo carico e scarico dei bagagli. La compagnia ha sottolineato che si tratta di una scelta temporanea, ma cresce la preoccupazione tra i lavoratori ancora in cassa integrazione; Airport Handling SpA (ex SEA Handling), partecipata del Comune di Milano (assieme a DNATA che detiene il 70 per cento), fornisce servizi di terra per i clienti negli scali aeroportuali di Milano Malpensa e Milano Linate. Nel 2017 ha chiuso il fatturato a 113.983.244 euro (2.986.317 in più rispetto al 2016). I dipendenti a fine 2017 erano 1.668 (18 per cento in più rispetto al 2016);