[resaula]

il 29 marzo l'interlocuzione tra le parti ha portato alla concessione di una proroga per la conclusione della procedura amministrativa relativa ai licenziamenti collettivi, che si protrarrà quindi fino al 22 aprile prossimo. In quell'occasione, peraltro, è stata avanzata da parte dell'azienda una proposta di indennizzo economico per i licenziamenti equivalente a 54 mensilità. Un ulteriore incontro si è svolto il 19 aprile scorso presso il centro per l'impiego di Catania e, secondo quanto riportato dal prefetto, quanto discusso dalla trattativa economica non ha portato ad esiti positivi. È stato, quindi, fissato un ulteriore incontro, il 26 aprile prossimo, al fine di concludere la vertenza. Condivido certamente le preoccupazioni inerenti l'esito di questa vertenza. La decisione dell'azienda impatta su un contesto socio-economico già fortemente critico, collocato in un'area del Mezzogiorno caratterizzata da endemiche fragilità. Auspico un incontro conclusivo il 26 aprile, con l'impegno di tutte le parti, e che questo possa individuare le soluzioni più opportune per salvaguardare e rilanciare il sito produttivo e tutelare i lavoratori coinvolti. Sono consapevole che le organizzazioni sindacali hanno chiesto l'intervento del Ministro competente, quale interlocutore istituzionale, per definire le sorti del sito catanese. Tuttavia, come ribadito recentemente dal ministro Giorgetti, la vertenza, ai sensi della regolamentazione prevista dal Ministero dello sviluppo economico per la convocazione dei tavoli nazionali, ricade nella dimensione regionale. Nel caso in cui l'incontro del prossimo 26 aprile presso la Regione, però, non avesse esito positivo assicuro la massima disponibilità del Ministero del lavoro, in raccordo con il competente Ministero dello sviluppo economico, a favorire l'apertura di un tavolo nazionale per individuare le soluzioni più adeguate della vertenza, anche alla luce delle misure poste in essere dal Governo con la legge di bilancio, che hanno implementato gli strumenti per la gestione delle crisi aziendali, per il sostegno economico, la riqualificazione e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Drago, per due minuti. DRAGO (FdI) . Signor Ministro, è chiaro che sono parzialmente soddisfatta, in quanto c'è una vulgata forse non proprio corretta. A me risulta, essendo tra l'altro del territorio, che i sindacati stiano lavorando bene al tavolo, anche con il beneplacito e la presenza di Confindustria e dei referenti della Pfizer sul territorio. Quindi, l'interrogazione, che è successiva ad altre che già sono state depositate e discusse alla Camera, verte precisamente su una richiesta chiara e definitiva. Oggi è il 21 aprile. Il 26 aprile si corre il rischio che questi lavoratori vengano licenziati. Visto che la sistemazione potrebbe essere raggiunta per un centinaio, almeno che i 30 rimasti fuori vengano riassorbiti. Qui non c'è legge che tenga, nel senso che anche il buon senso di lei, Ministro, e di chi è coinvolto, può andare in questa direzione. Ci tengo, però, a precisare che la narrativa della Regione Siciliana che non riesce a reggere e a fronteggiare situazioni del genere è non proprio corretta. PRESIDENTE . Il senatore Augussori ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03270 sulla prosecuzione delle misure di tutela dei lavoratori fragili dai rischi derivanti dal Covid-19, per tre minuti. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, purtroppo anche oggi non è un buon giorno per migliaia dei cosiddetti lavoratori fragili. Questo perché dal 31 marzo, con la giusta e sacrosanta cessazione dello stato di emergenza, sono cessate anche le tutele poste in atto per preservare questa categoria di persone. Sono le tutele previste dall'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del marzo 2020, il cosiddetto cura Italia. Esse riguardano i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, immunodepressi o con patologie oncologiche o che svolgono terapia salvavita, nonché quelli in possesso del riconoscimento di disabilità grave. Penso che lei le conosca meglio di noi. Il comma 2- bis ha previsto che essi possano svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l'adibizione a diversa mansione. Il comma 2 ha previsto che, per coloro per i quali sia impossibile attivare lo smart working , sia consentita l'assenza dal servizio, non computata ai fini del periodo di comporto. Le due disposizioni sono state oggetto di varie proroghe. Da ultimo, il decreto-legge n. 221 dello scorso dicembre ne ha prorogato gli effetti sino al 31 marzo 2022. Queste persone sono state richiamate ora a lavorare in presenza. Anche se è terminato lo stato d'emergenza, il Covid-19, però, non è scomparso e, come ben sa, registriamo ancora più di 50.000 contagi ogni giorno. Esporre queste persone al viaggio su mezzi pubblici e alla compresenza con colleghi ed utenza li mette a serio rischio, anche considerando che parte di loro non è vaccinabile o, se lo è, potrebbe non godere di una piena copertura anticorpale. Lo dicono anche tutti i virologi: tanto più giustamente allentiamo le restrizioni, tanto più dovremmo proteggere i soggetti a rischio, anziani e fragili. Ripristinare le consuete tutele significa anche abbandonare la lista dei superfragili del decreto interministeriale del 4 febbraio, lista che non ha mai avuto un'applicazione concreta ed è bene che questo lei lo precisi, signor Ministro, anche perché alcune pubbliche amministrazioni ne stanno dando erroneamente attuazione. Un altro tema legato alla condizione dei lavoratori fragili attiene all'indennità di malattia erogata dall'INPS solo entro limiti temporali predefiniti. Il diritto a percepire l'indennità deve essere riconosciuto per tutto il periodo di assenza dal servizio; così non è stato e molte persone hanno vissuto senza percepire nulla per mesi. Identica problematica si riscontra anche per i lavoratori che sono stati riconosciuti temporaneamente inidonei. Le chiediamo, quindi, signor Ministro, quali siano le iniziative di sua competenza che intende adottare al fine di prorogare le tutele dei lavoratori fragili fino a quando l'andamento della situazione epidemiologica lo richieda, di consentire loro di percepire l'indennità di malattia per tutto il periodo di assenza dal servizio e di estendere tali tutele anche ai lavoratori inidonei. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, senatori, com'è noto il Governo è intervenuto più volte nel corso dell'emergenza sanitaria per prorogare le misure di tutela dei lavoratori fragili, nella consapevolezza che occorresse una particolare protezione dei lavoratori più esposti al rischio del contagio. La tutela di questi lavoratori, come altre misure di protezione, è stata ancorata al periodo di durata dell'emergenza sanitaria.