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se nel caso dei vertici dei consigli di amministrazione e comunque di partecipate dello Stato, il temporeggiamento potrebbe anche giustificarsi, ancorché così in realtà non sia, dagli imprevedibili eventi degli ultimi mesi, non potrebbe in alcun modo dirsi altrettanto per il ritardo della decisione nel campo dell' intelligence che, se confermata, denoterebbe assoluto senso di irresponsabilità in un momento drammatico per la nazione, perché lascerebbe scoperei per troppo lungo tempo posizioni chiave che in alcun motivo possono essere oggetto di baratto e di equilibrio all'interno della maggioranza o tra fazioni; non si spiega perché nel caso del direttore dell'AISE si sia giunti a valutare non necessaria la continuità, mentre si era in piena emergenza COVID, concludendo anticipatamente il mandato del direttore, mentre nel caso del direttore dell'AISI si sia giunti invece alla conclusione opposta, determinandosi per le modifiche legislative pur di assicurare la proroga del mandato, con la giustificazione dell'emergenza che, peraltro, proprio in quelle settimane sembrava invece ormai conclusa; nel caso delle quattro posizioni scoperte di vice direttore di agenzie e DIS, si continua a rinviare la sostituzione, in presenza di un ritorno violento dell'emergenza, con forti tensioni sociali, che potrebbero essere strumentalizzate da chi opera contro le istituzioni, in un quadro di rinnovato terrorismo internazionale che potrebbe colpire il nostro Paese e comunque coinvolge il nostro Paese e impegna la nostra intelligence ; il dossier delle nomine sembra, quindi, gestito dal Governo con una logica di asservimento agli obiettivi politici, cosa che non può assolutamente riguardare le nomine in scadenza nei campi dell' intelligence , impegnata in prima linea a tutelare la sicurezza nazionale, tanto più nell'attuale fase di emergenza sanitaria, economica e sul fronte della sicurezza interna e internazionale, si chiede di sapere: quali siano i motivi che determinano il protrarsi del ritardo nella formalizzazione delle nomine governative, con particolare riguardo a quelle relative al comparto dell' intelligence e della sicurezza; se il Governo convenga che questa politica del rinvio, strumentale a logiche di "lottizzazione", sia assolutamente inaccettabile, soprattutto per quanto riguarda i vertici dei servizi, a fronte della necessità di assicurare, oggi più che mai, che i comparti operativi e strategici della sicurezza nazionale agiscano con pienezza e lungimiranza in un momento così difficile per la nazione; entro quale termine ritenga di intervenire per definire il quadro delle nomine, assicurando in tal modo ai comparti operativi e strategici della sicurezza nazionale di agire con pienezza e lungimiranza in un momento così difficile per la nazione. Atto n. 4-04380 VANIN ENDRIZZI GRANATO PUGLIA PRESUTTO CORRADO PAVANELLI ROMANO ANGRISANI RUSSO MAIORINO ABATE TRENTACOSTE DONNO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: si apprende da notizie di stampa ("La Nuova Venezia" del 25 settembre 2020) di una lettera inviata al commissario straordinario per il Mo. S.E. Elisabetta Spitz, al Ministro dell'università e della ricerca, al Ministro delle infrastrutture e trasporti e al provveditore per le opere pubbliche del Veneto, Cinzia Zincone, dagli ingegneri Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani e Paolo Vielmo, specializzati in tecnologie marine ed offshore , che da anni denunciano i rischi di un'opera che non ha avuto una certificazione internazionale del progetto; la lettera origina dalle dichiarazioni dell'architetto Spitz che annuncia di aver richiesto al Ministro dell'università l'indicazione di alcuni esperti che dovrebbero sovrintendere alle fasi di completamento ed avviamento del sistema Mo. S.E., previsto entro il 2021, quando inizierà una serie di test gestionali e manutentivi, nonché il collaudo dell'intero sistema, prima della consegna dell'opera allo Stato; nella lettera si fa presente che le opere di ingegneria marina ed offshore , come il Mo. S.E., diversamente da quanto avviene per le opere civili (come ad esempio i ponti che vengono progettati con condizioni di esercizio e carichi univocamente definiti dalla normativa vigente e che possono essere riprodotti nel collaudo), vengono progettate principalmente sulla base di condizioni meteorologiche marine (onde, vento e corrente) determinate su base statistica, con le situazioni più gravose che fanno riferimento a periodi cosiddetti di ritorno. Questi sono in funzione della vita operativa prevista per le opere, per il Mo. S.E. 100 anni; nel progetto, per sicurezza, è stato specificato un periodo di ritorno di 1.000 anni. Per dette opere non si può aspettare che tali condizioni limite si producano nella realtà e quindi per validare le analisi e i calcoli fatti ed assicurare il corretto funzionamento e garantire l'efficacia e sicurezza per l'impiego operativo, si deve fare riferimento ad una verifica progettuale indipendente da parte di qualificati istituti riconosciuti a livello internazionale. Questi possono certificare formalmente che il progetto sia fatto a regola d'arte con corretti strumenti sperimentali e analitici, di conseguenza la verifica ha il valore di un collaudo; l'aspetto più grave messo in evidenza dagli ingeneri è che il progetto Mo. S.E. è stato basato sui risultati di prove "in vasca", realizzate presso il Centro sperimentale di Voltabarozzo, a Padova, con modelli che non rappresentano le paratoie reali, con condizioni di prova che non rappresentano le condizioni di progetto e con analisi e calcoli privi del rigore tecnico-scientifico necessario, in particolare con riferimento a possibili fenomeni di instabilità dinamica, evidenziati nelle sperimentazioni preliminari fatte a Delft e successiva verifica indipendente effettuata dal Comune di Venezia; quindi secondo questi esperti, il Mo. S.E. non dispone di un progetto che possa essere validato e certificato prima dell'affidamento all'agenzia per la sua gestione operativa e messa in esercizio e non è ragionevole pensare che possa essere sottoposto in tempi certi a collaudo in condizioni ambientali limite, per le quali deve garantire la salvaguardia di Venezia. Pertanto si ribadisce che per poter essere affidato all'ente gestore il Mo. S.E. dovrebbe essere verificato indipendentemente da un qualificato istituto di certificazione internazionale, che ne valuti l'efficacia e sicurezza per tutte le condizioni di impiego; gli esperti già in precedenza hanno affermato che "in queste condizioni la sperimentazione al vero del sistema Mose per una durata di pochi anni, prima della messa in esercizio, è un azzardo, in quanto non è detto che nel periodo di prova si manifestino condizioni rappresentative dell'intera gamma delle condizioni di progetto e quindi non può essere conclusiva, oppure può essere estremamente rischiosa ove si manifestassero particolari condizioni d'onda che, come appare da rilevanti indizi emersi nelle prove su modello, possono portare il sistema al collasso con conseguenze facilmente immaginabili", come si legge nel comunicato stampa del Codacons il 10 luglio 2020; considerato infine che: