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Lo Stato e gli enti locali assicurano la gratuità della connessione in rete e adeguati finanziamenti annuali ai progetti di comunicazione basati sull'utilizzo delle tecnologie informatiche. (Edilizia scolastica) Lo Stato determina e garantisce i livelli essenziali qualitativi e quantitativi in merito ai parametri fisico-ambientali delle strutture degli istituti scolastici. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con gli enti locali preposti, vara un piano per l'edilizia scolastica al fine di provvedere alla costruzione di nuove strutture e all'adeguamento di quelle esistenti, secondo criteri di sicurezza, salubrità, vivibilità, accoglienza e qualità estetica. Le strutture degli edifici scolastici devono essere adeguatamente dotate di laboratori, palestre e di tutti gli spazi di uso specifico necessari alle attività didattiche previste. Gli edifici scolastici devono essere costruiti o adeguati secondo criteri di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica. La progettazione di nuovi edifici scolastici o di interventi migliorativi o di ristrutturazione di quelli esistenti deve essere realizzata con il metodo della progettazione partecipata di insegnanti, genitori, alunni e alunne, personale ausiliario-tecnico-amministrativo. NIDO D'INFANZIA (Nido d'infanzia) Il nido d'infanzia è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico garantito dallo Stato, dalle regioni e dai comuni, rivolto alla collettività, che non rientra tra i servizi pubblici a domanda individuale. I comuni, singolarmente o in associazione fra loro, sono tenuti a erogare il servizio secondo i bisogni espressi dal territorio. Il nido d'infanzia accoglie tutti i bambini e le bambine di età compresa fra tre mesi e tre anni che vivono nel territorio nazionale. Lo Stato tutela e garantisce l'inserimento dei bambini e delle bambine portatori di svantaggio psico-fisico e sociale. II Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca definisce i livelli essenziali che gli enti locali devono assicurare e si fa garante del progetto educativo, della formazione e del titolo di studio delle educatrici e degli educatori. Sostiene ed autorizza progetti sperimentali di continuità tra il nido d'infanzia e la scuola dell'infanzia, ne verifica puntualmente la validità e ne promuove la diffusione. Le regioni, con propri provvedimenti, fissano i criteri per la costruzione, la gestione ed il controllo dei nidi d'infanzia e dei loro standard qualitativi e organizzativi. È assicurata l'assistenza sanitaria e psicologica in modo continuativo. La dotazione organica degli educatori e delle educatrici è definita nel rispetto dei seguenti parametri: almeno un educatore o educatrice ogni cinque lattanti iscritti; almeno un educatore o educatrice ogni sei piccoli iscritti; almeno un educatore o educatrice ogni otto grandi iscritti. Ai comuni compete l'apertura, la gestione dei nidi d'infanzia ed il controllo di quelli non comunali, nel rispetto degli standard fissati. La spesa per la gestione dei nidi d'infanzia è ripartita tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed i comuni, con il contributo delle famiglie. Dalle spese di gestione devono essere escluse le spese per il terreno, l'edificio ed i relativi mutui. I contributi dovuti da famiglie non in grado di pagare in parte o totalmente la retta sono sostituiti da risorse rinvenienti da un apposito fondo sociale, erogato ai comuni attingendo a fondi regionali vincolati per tale finalità. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è adottato un piano nazionale straordinario di edilizia per i nidi d'infanzia, prevedendo l'erogazione di fondi vincolati, per il tramite delle regioni. SCUOLA DI BASE (Scuola dell'infanzia) La scuola dell'infanzia statale, comunale e regionale costituisce il livello di istruzione cui hanno diritto tutti i bambini e le bambine di età compresa tra i tre e i sei anni presenti sul territorio nazionale. L'iscrizione al primo ed al secondo anno della scuola dell'infanzia è possibile per chi compie rispettivamente i tre o i quattro anni entro il 31 dicembre dell'anno scolastico di riferimento. L'ultimo anno è obbligatorio per tutti i bambini e le bambine che abbiano compiuto i cinque anni entro il 31 dicembre dell'anno scolastico di riferimento. È garantito un orario settimanale di quaranta ore. Sono previste flessibilità di orario di frequenza, concordate con i genitori, per momenti di inserimento iniziale o per particolari bisogni del bambino o bambina. Ad ogni classe sono assegnati o assegnate due insegnanti contitolari e corresponsabili, che garantiscono almeno dieci ore di compresenza settimanale. I comuni sono tenuti ad assicurare, nei casi di comprovata necessità, un servizio di accoglienza anticipata o posticipata per un massimo di tre ore giornaliere complessive, utilizzando personale qualificato. (Scuola elementare) La scuola elementare accoglie tutti i bambini e tutte le bambine presenti sul territorio nazionale che abbiano compiuto i sei anni entro il 31 dicembre dell'anno scolastico di riferimento. Ogni scuola propone ai genitori la scelta tra l'organizzazione modulare a trenta ore settimanali ed il tempo pieno a quaranta ore settimanali. All'atto dell'iscrizione i genitori esprimono la loro scelta. Entrambi i modelli proposti dalle scuole costituiscono progetti didattici unitari. Essi comprendono il tempo dedicato alla mensa ed al gioco, durante il quale è assicurata la partecipazione del personale docente titolare della classe. Le nuove classi si formano in base al modello scelto dai genitori, ove il numero degli alunni e alunne interessati non sia inferiore a quindici. In situazioni logistiche che non rispettino il previsto rapporto cubatura/numero di alunni e alunne ed in situazioni territoriali peculiari, quali quelle delle scuole di montagna, delle isole, delle frazioni isolate, di aree a forte flusso immigratorio o a rischio, sono istituiti plessi e formate classi anche di numero inferiore, in deroga al comma 3. Sono assegnate o assegnati almeno tre docenti ogni due classi a modulo e almeno due docenti ad ogni classe a tempo pieno, avendo cura di garantire le condizioni per la continuità didattica e, ove possibile, le diverse competenze disciplinari e le preferenze sul modello didattico esplicitate dalle docenti o dai docenti coinvolti. Nell'ambito della classe, i docenti e le docenti operano collegialmente e sono contitolari del percorso formativo, con pari dignità e responsabilità educativo-didattica. Variazioni concernenti l'attribuzione o l'organizzazione degli ambiti didattici possono essere effettuate all'interno del gruppo dei docenti e delle docenti contitolari che ne concordino la modifica. Per favorire l'arricchimento del percorso formativo ed il recupero delle situazioni di svantaggio, sono garantite ai bambini e alle bambine almeno tre ore settimanali di compresenza per ogni classe a modulo e almeno quattro ore settimanali per ogni classe a tempo pieno.