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Mi riferisco alla contrattazione che dovrebbe fare con l'Associazione bancaria italiana (ABI) per far sì che le commissioni sugli strumenti di pagamento elettronici e sulle modalità di introduzione delle macchinette che servono per tutto ciò, dal lato delle carte di credito e dal lato della banca, possano essere consistentemente ridotte. Signor Presidente, se infatti guardiamo al numero di transazioni, che è già sensibilmente cresciuto, è facile fare un calcolo del maggiore introito che banche e carte di credito hanno conseguito. Credo allora che il Governo possa aprire una trattativa con l'ABI per poter diminuire in maniera significativa le commissioni su questi strumenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a proposito della questione relativa al cashback , perché credo sia necessario e che sia un'occasione per sottolineare un punto importante. Dal momento in cui è stata istituita, con una legge di bilancio che aveva una maggioranza diversa, ad oggi, la questione del cosiddetto cashback ha visto la formazione di un nuovo Governo e, soprattutto, la necessità che le forze politiche tengano conto del percorso che questo Governo si è prefisso. Li conosciamo, ce li ripetiamo spesso e magari non finiscono nelle trasmissioni, più o meno urlate, che si vedono la sera, ma sappiamo perfettamente che l'impulso che è stato dato alla questione dei vaccini dovrebbe indurre un po' tutti noi, tutte le forze politiche, a concentrarci sui numeri e sull'andamento della campagna, perché da quello dipenderanno, inevitabilmente, le riaperture e la ripresa della vita in questo Paese. Ricordavo che questa misura è nata con la passata legge di bilancio, figlia di un'altra maggioranza, ovviamente in un quadro economico che non è quello che andremo ad affrontare. Ritengo quindi che sia un po' complesso pensare di spostare una somma, che, di fatto, è già in gran parte impegnata, da uno scopo a un altro. Sarebbe probabilmente più utile per tutti noi ragionare sull'eventuale tipologia di scostamento, se uno scostamento dovrà essere fatto con il documento di programmazione economica e finanziaria calibrato sui bisogni necessari, quelli che vediamo tutti i giorni, naturalmente, non solo nelle manifestazioni, ma anche sull'andamento complessivo del piano vaccinale. La questione del cashback va corretta, su questo non c'è alcun dubbio, alla luce di alcuni dati. Uno, citato prima dal collega che ha preceduto il mio intervento, è relativo alle commissioni bancarie. Sicuramente va corretto, anche con riferimento all'assenza di soglia minima, perché molto spesso si parla di soggetti che fanno più transazioni, per esempio per l'acquisto del carburante e della benzina. C'è però un dato di fatto, messo in evidenza dal Rapporto Ambrosetti molto recentemente. La prospettiva di questo cashback , al di là della questione più specifica, spesso richiamata, della lotta all'evasione fiscale, dal dicembre 2020 al dicembre 2022, è quella di dare 24 miliardi di consumi aggiuntivi, con un gettito, spalmato su due anni, di 4,4 miliardi e una serie di vantaggi non indifferenti per le casse dello Stato, ma anche per l'abitudine al pagamento elettronico. Un altro studio ha certificato che circa il 70 per cento delle persone lo utilizza. Con questo voglio dire quindi che, alla luce di un quadro che è cambiato e che dovrebbe vedere tutti quanti impegnati sugli scopi che ho ricordato, il cashback è un provvedimento che va sicuramente modificato e ricalibrato, ma non può essere, a mio personale avviso, una questione di vita o di morte. Abbiamo altre questioni di vita o di morte (ci siamo messi insieme per questo e lavoriamo per questo), come lo è sicuramente, ogni giorno, il controllo delle vaccinazioni che sono state fatte e di quanto stanno andando avanti nel Paese le coperture per deboli e anziani, per poi passare alle altre categorie. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anch'io intervengo rispetto al cashback , ricordando che la legge di bilancio 2020, che l'aveva previsto, aveva visto la Lega in una posizione contraria, soprattutto rispetto alla demonizzazione dell'utilizzo del contante. Io per prima utilizzo moltissimo per i miei pagamenti la carta di credito e i servizi di home banking ; tuttavia, dobbiamo ricordare che ci sono molte persone (fasce di persone) che non lo fanno, perché sono anziane. Un giorno una persona un po' disagiata mi ha detto: «cosa vuoi che mi faccia il bancomat, se prendo 600 euro al mese?». Sono persone che non hanno questa abitudine e che soprattutto vivono con cifre bassissime, per cui sono assolutamente disinteressate a questo metodo di pagamento. La raccomandazione arrivata dalla Commissione europea era quella di adottare sistemi di lotta all'evasione e di digitalizzazione basati su un uso minore del contante. Con il Piano Italia cashless sono stati quindi previsti il cashback e la lotteria degli scontrini alla fine del 2019, prima che iniziasse il periodo più drammatico della vita del nostro Paese e dell'intero mondo. Penso che nessuno in quest'Aula voglia proporre di fermare tutto perché non va bene il cashback ; assolutamente no. Il contante però deve certamente continuare a essere usato e soprattutto, se una dotazione è stata fatta e ha bisogno di un correttivo, viste le necessità derivanti dalla pandemia, fermiamoci e facciamo un monitoraggio per vedere quello che è successo a partire dall'8 dicembre, traendone le conclusioni. Ricordo un articolo de «Il Sole 24 Ore» dell'11 dicembre, che evidenziava molte criticità. È uno strumento nuovo e quindi vediamo come ha funzionato, ma soprattutto ricordiamo una cosa: nella fase sperimentale, durante i giorni intorno a Natale, dal 24 dicembre fino al 7 gennaio, che sono stati di lockdown , molte spese non sono state fatte. Se l'Italia non fosse stata chiusa in quel periodo e se ci fosse stato turismo, si diceva che la cifra stanziata inizialmente nella fase sperimentale a copertura del cashback non sarebbe stata sufficiente. È il caso quindi di fare valutazioni e di vedere com'è andata la fase sperimentale, considerando poi quali sono le esigenze di adesso. Nessuno dice che non si debba andare verso un mondo sempre più digitalizzato. Si consideri però che le persone che già usavano le carte come metodo di pagamento continueranno a farlo e probabilmente lo faranno anche le nuove generazioni, mentre ci sono altre persone che sono fuori. A me è capitato diverse volte, quando vado a fare la spesa, di vedere qualcuno che non riesce a fare bene i conti e che alla cassa ha il problema di non avere copertura sulla carta di credito; quindi, in mezzo a un grandissimo imbarazzo, è costretto a togliere qualcosa per riuscire a pagare oppure deve rinunciare alla spesa e andarsene. È una cosa tristissima. Penso pertanto che sia necessario fare un monitoraggio in maniera molto responsabile, al fine di ottimizzare il sistema. Questo non vuol dire bloccare, non voler andare verso il futuro e non volere che ci sia un'emersione dell'evasione fiscale, ma vedere con razionalità l'efficacia di una misura.