[resaula]

se non ritenga necessario adottare ogni dovuta precauzione per una piena tutela dei nostri consumatori, intensificando i controlli sull' import del miele, per individuare e distinguere il falso dall'autentico, e attivando con ogni mezzo un'attenzione particolare alla tracciabilità, alla certificazione e alla definizione dell'origine del prodotto, anche al fine dell'accertamento di responsabilità e contraffazioni punibili; se non ritenga necessario ripristinare il progetto di monitoraggio degli alveari "BeeNet", strumento essenziale di osservazione dello stato di salute degli alveari e dell'ambiente, in grado di fornire puntuali informazioni sullo stato ecologico del nostro territorio. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01059 DI MICCO GAUDIANO LOREFICE GIANNUZZI ANGRISANI AUDDINO BOTTO CATALFO MININNO MORONESE VACCARO PRESUTTO ANASTASI RICCIARDI TRENTACOSTE CASTELLONE LANZI LUCIDI RICCARDI PACIFICO SANTILLO Ai Ministri della difesa, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: nell'area compresa tra i comuni casertani di Sessa Aurunca e Carinola sorge la base Nato "Proto" (nota anche come base di Mondragone) del comando delle forze terrestri alleate del sud Europa situata nel monte Petrino; il sito fu progettato e realizzato negli anni 1955-1958 e doveva servire da comando in caso di attacchi nucleari, chimici e batteriologici. La struttura, infatti, fu dotata di protezioni elettromagnetiche (EMP), di impianti di aria pressurizzata, di varchi antiradiazioni e generatori di corrente; la base fu abbandonata nel 1996 e dopo alcuni anni è passata sotto la responsabilità della Marina militare, la quale sembrerebbe abbia avviato la pratica per la riconsegna all'Agenzia del demanio; considerato che, nel corso della XVII Legislatura, veniva presentata un'interrogazione a prima firma della sen. Moronese (3-02390), nella quale si evidenziava come il sito, di fatto abbandonato nel corso degli anni, versava in uno stato di totale degrado. Inoltre nell'atto si riportava: l'ammissione da parte della Marina militare delle condizioni di allarme ecologico del sito dovute alla presenza di rifiuti di varia natura abbandonati; il mancato interesse operativo sul compendio, dichiarato dallo Stato maggiore della Marina, il quale avrebbe espresso parere favorevole alla dismissione definitiva del sedime; la comunicazione del nulla osta alla dismissione dell'area, formulato dallo Stato maggiore della Difesa su richiesta della Marina, non rivestendo più il sito alcun interesse per la difesa; considerato inoltre che: secondo quanto si evince dalla risposta all'interrogazione, fornita il 27 giugno 2017 dal sottosegretario di Stato per la difesa, il sito non rientrerebbe tra quelli da sottoporre a bonifica in quanto, stante il certificato di avvenuta bonifica, emesso dall'azienda sanitaria di Aversa e comunicato al comando Nato nel 1996, il materiale inquinante risulterebbe essere stato rimosso così come la parte relativa al piazzale "versante Carinola" non risulterebbe interessato da fenomeno di abbandono di rifiuti; tuttavia alla luce di un recente sopralluogo, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha avuto modo di constatare che il sito risulta essere ancora oggetto di sversamento di rifiuti di vario genere; il Ministero della difesa confermava, altresì, che: il complesso, ancora nella disponibilità del Ministero, era stato inserito nell'elenco di immobili da dismettere; che fosse ancora in atto la procedura per la riconsegna del sito all'Agenzia del demanio; che eventuali ed ulteriori interventi sul sito stesso sarebbero stati valutati solo all'esito della definizione della procedura, si chiede di sapere: se la procedura per la riconsegna dell'ex base Nato "Proto" all'Agenzia del demanio sia giunta a conclusione, ovvero, quali siano i tempi previsti per la sua definizione; in caso di avvenuto trasferimento, se siano previste iniziative per procedere alla bonifica, al risanamento o messa in sicurezza del sito; se vi sia l'intenzione di riqualificare il sito, come accaduto già per altre basi Nato. Atto n. 4-01060 LANNUTTI MORRA DELL'OLIO PELLEGRINI Marco PRESUTTO PIRRO ACCOTO GALLICCHIO PESCO DI NICOLA LOMUTI URRARO LEONE Ai Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: Pasquale Scotti, nato l'8 settembre 1958, detto Pasqualino 'o collier', storico capo della nuova camorra organizzata cutoliana e ultimo custode dei segreti inconfessabili che ruotano attorno alla trattativa Stato-camorra-brigate rosse per la liberazione, negli anni '80, dell'assessore campano Dc Ciro Cirillo e al finto suicidio del banchiere Roberto Calvi, condannato ad un ergastolo, è ritenuto responsabile di innumerevoli altri delitti e reati; come si apprende da un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 30 gennaio 2016, «nel corso della presentazione del libro "Il Camorrista fantasma - le mille vite del super latitante Pasquale Scotti" scritto da Enzo Musella, Gaetano Pragliola, Gianmaria Roberti e Luigi De Stefano per Iupper Edizioni avvenuta il 22 gennaio 2016 al Pan di Napoli, pungolato da una domanda l'ex presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi e all'epoca dei fatti giudice istruttore dell'inchiesta sul rapimento di Cirillo con un sussurro, dice: "Pasquale Scotti ha vissuto protetto da servizi segreti come protetti sono stati Vincenzo Casillo (aveva un tesserino dei servizi segreti- ucciso il 29 gennaio 1983 con un'autobomba a Roma a poca distanza dalla sede del Sismi) e Corrado Iacolare (considerato un falso agente, arrestato, estradato in Italia dall'Uruguay negli anni Novanta ma rispedito di nuovo nel paese sud americano per un difetto della pratica di estradizione dove vi è morto lo scorso luglio"»; nel corso della detenzione Pasquale Scotti promise che avrebbe collaborato, rivelando diversi aspetti dell'organizzazione di Raffaele Cutolo cui era affiliato. Ma si trattò di una collaborazione fittizia. Scotti evase infatti la notte di Natale del 1984 dall'ospedale civile di Caserta dove era stato ricoverato per una ferita alla mano. Dal 1985 dunque fu ricercato per omicidio e occultamento di cadavere; venne dunque condannato all'ergastolo in contumacia nel 2005, dalla terza sezione della Corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere ed inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi del mondo; il 26 maggio 2015 il Ministro della giustizia pro tempore ne annunciò l'arresto in Brasile, e fu finalmente estradato in Italia il 10 marzo 2016, con l'accordo che avrebbe collaborato attivamente; all'inizio di agosto 2018 la Direzione distrettuale antimafia) ha scritto alla commissione centrale del Ministero dell'interno, l'organo che sovrintende alla gestione dei collaboratori di giustizia, per ottenere la revoca del "programma di protezione": le sue dichiarazioni non avrebbero portato infatti nulla di rilevante per le indagini.