[pronunce]

La norma censurata, ove letta in combinato disposto con l'art. 4 della legge n. 54 del 2006, non precluderebbe dunque una interpretazione costituzionalmente orientata, che consenta di ritenere sanzionabile con le pene previste dall'art. 570-bis cod. pen. anche la violazione dell'obbligo di corresponsione dell'assegno di mantenimento in favore dei figli nati fuori dal matrimonio. 2.- Con le ordinanze, di contenuto largamente sovrapponibile, del 22 ottobre 2018, 8 ottobre 2018 e 25 settembre 2018, rispettivamente iscritte al n. 191 del r. o. 2018 e ai numeri 10 e 33 del r. o. 2019, anche la Corte d'appello di Milano ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 570-bis cod. pen. , nella parte non prevede che la disciplina ivi prevista si applichi anche nei confronti di colui che non adempia alle prestazioni di natura economica stabilite in favore dei figli minorenni nati fuori dal matrimonio. Le questioni sono prospettate in riferimento agli artt. 3 e 30 Cost., nonché - limitatamente all'ordinanza iscritta al n. 191 del r. o. 2018 - agli artt. 76 e 25 Cost. 2.1.- I giudici rimettenti si trovano a giudicare della responsabilità penale di imputati del delitto di cui all'art. 3 della legge n. 54 del 2006, in relazione al mancato pagamento delle somme stabilite dal tribunale per i minorenni a titolo di contributo al mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio. Essendo intervenuto, nelle more del processo, il d.lgs. n. 21 del 2018, che ha abrogato l'art. 3 della legge n. 54 del 2006 introducendo contestualmente l'art. 570-bis cod. pen. , i giudici a quibus si domandano se la mancata estensione della disciplina prevista dalla nuova disposizione al fatto commesso a danno dei figli minorenni nati fuori dal matrimonio sia compatibile con i parametri costituzionali sopra indicati, non essendo peraltro praticabile - ad avviso dei rimettenti - alcuna interpretazione costituzionalmente orientata di tale disciplina. 2.1.1.- In particolare, la disciplina censurata determinerebbe - in violazione dell'art. 3 Cost. - un'irragionevole disparità di trattamento con riferimento alla diversa tutela assicurata ai figli nati all'interno e al di fuori del matrimonio, in contrasto con la costante perequazione delle due posizioni da parte dell'ordinamento e con l'obbligo, discendente dall'art. 30 Cost., di mantenere i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nell'ordinanza iscritta al n. 191 del r. o. 2018 si argomenta, altresì, che l'introduzione dell'art. 570-bis cod. pen. «abbia integrato un eccesso di delega in violazione dell'art. 76 in relazione all'art. 25 Cost.», dal momento che la legge 23 giugno 2017, n. 103 (Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario) avrebbe richiesto la mera ricollocazione nel codice penale di una serie di norme incriminatrici previste in leggi speciali, senza però autorizzare il governo ad abrogare fattispecie incriminatrici previste in precedenza dalla legge. 2.1.2.- Evidente sarebbe d'altra parte, in tutti i giudizi a quibus, la rilevanza delle questioni sollevate, il cui accoglimento consentirebbe una pronuncia di responsabilità penale degli imputati, altrimenti preclusa. 2.2.- Anche in tali giudizi di legittimità costituzionale è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo - con riferimento alle ordinanze iscritte ai numeri 191 del r. o. 2018 e 10 del r. o. 2019 - che le questioni predette siano dichiarate infondate, sulla base di un'interpretazione costituzionalmente orientata delle disposizioni censurate che sarebbe già stata fornita dalla giurisprudenza della Corte di cassazione e che consentirebbe di estendere la tutela penale ivi prevista anche ai figli nati fuori dal matrimonio. Con riferimento all'ordinanza iscritta al n. 33 del r. o. 2019, il Presidente del Consiglio dei ministri, come sopra rappresentato, chiede invece che le questioni siano dichiarate inammissibili, non avendo il giudice compiuto alcun tentativo di compiere un'interpretazione costituzionalmente orientata della disposizione censurata. 3.- Con ordinanza del 9 ottobre 2018, iscritta al n. 26 del r. o. 2019, la Corte d'appello di Milano ha parimenti sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 30 Cost., questioni di legittimità costituzionale dell'art. 570-bis cod. pen. , «nella parte in cui non prevede che la disciplina in esso prevista si applichi anche nei confronti di colui che non adempia alle prescrizioni di natura economica stabilite in favore dei figli maggiorenni e senza colpa non economicamente autosufficienti nati fuori dal matrimonio». 3.1. - Il giudice a quo evidenzia di dover giudicare della responsabilità penale di un imputato per il delitto di cui all'art. 3 della legge n. 54 del 2006, in relazione al mancato pagamento dell'assegno mensile di mantenimento in favore del figlio maggiorenne nato fuori dal matrimonio, ma senza colpa non economicamente indipendente. 3.1.1.- A parere del rimettente, la mancata estensione a quest'ultimo della tutela apprestata dal nuovo art. 570-bis cod. pen. determinerebbe la violazione degli artt. 3 e 30 Cost., per le medesime ragioni poste alla base delle ordinanze iscritte ai numeri 10 e 33 del r. o. 2019, sopra menzionate (punto 2.1.1. ) . 3.1.2.- La rilevanza delle questioni discenderebbe, anche in questo caso, dalla considerazione che solo in caso di loro accoglimento potrebbe essere riconosciuta la responsabilità penale dell'imputato. 3.2. - È intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che le questioni siano dichiarate inammissibili, non avendo il giudice a quo esperito alcun tentativo di sperimentare un'interpretazione costituzionalmente orientata della disposizione censurata. 4. - Con ordinanza del 21 settembre 2018, iscritta al n. 4 del r. o. 2019, la Corte di appello di Trento ha sollevato questioni di legittimità costituzionale «relativamente agli articoli 2 comma 1 lettera c), e 7 comma 1 lettere b) e o) del decreto legislativo 1° marzo 2018 n. 21 nella parte in cui è abrogata la previsione incriminatrice della violazione degli obblighi di assistenza familiare da parte del genitore non coniugato, per contrasto con gli artt. 25 e 76 della Costituzione».