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Purtroppo la programmazione dei lavori in Commissione ha visto nell'ultimo periodo un rallentamento dei lavori per gli atti non legati alla decretazione d'urgenza, anche a causa dell'emergenza epidemiologica COVID-19, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, nel pieno rispetto delle prerogative parlamentari, condivida la valutazione della necessità che il disegno di legge "defibrillatori ovunque" abbia un celere iter ; se non ritenga, inoltre, di farsi promotore di iniziative affinché l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) diventi obbligatorio nella pubblica amministrazione e nei luoghi di lavoro, analogamente alla cassetta di primo soccorso, obbligatoria ai sensi del decreto ministeriale n. 388 del 2003 e del decreto legislativo n. 81 del 2008; se ritenga auspicabile la riduzione dell'IVA dal 22 al 5 per cento su queste apparecchiature alla stregua di quelle elettromedicali. Atto n. 4-03490 RUOTOLO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: Poste italiane SpA rappresenta un'eccellenza italiana con migliaia di filiali, uffici recapito, uffici postali, sportelli "Postamat", centri di meccanizzazione postale distribuiti capillarmente sull'intero territorio nazionale. Oltre alla gestione del servizio postale, ai servizi di posta, al bancoposta e alle telecomunicazioni, si occupa di servizi di telematica pubblica; operazioni di riscossione e pagamento; raccolta del risparmio postale e operazioni finanziarie. Nella compagine societaria di Poste italiane, il Ministero dell'economia e delle finanze detiene il 30 per cento delle azioni mentre la Cassa depositi e prestiti un altro 35 per cento; oltre ai suoi dipendenti, Poste italiane attraverso l'agenzia Adecco recluta lavoratori, in particolare autisti specializzati, in possesso di diploma e di patenti speciali C o CQC merci; secondo quanto risulta all'interrogante, a causa del "decreto dignità" (decreto-legge n. 87 del 2018), in merito al lavoro in somministrazione, i contratti di circa 450 lavoratori afferenti all'agenzia Adecco, oggi impiegati presso Poste italiane come autisti in gran parte delle città italiane, risulterebbero in parte scaduti, in parte in scadenza tra il 30 giugno e il 30 settembre 2020 e non potranno essere rinnovati né stabilizzati, in quanto nonostante permanga un contratto commerciale tra Adecco e Poste italiane dai 24 mesi di anzianità in poi, i lavoratori saranno di volta in volta sostituiti da altri lavoratori per rimarcare la necessità solo "temporanea" di tali figure; come hanno evidenziato le organizzazioni sindacali, risulta che Poste italiane adoperi una sorta di strategia, ovvero si servirebbe dei dipendenti in somministrazione solo fino alla scadenza del biennio contrattuale, entro il limite dei 24 mesi; superarlo potrebbe significare secondo Poste per alcuni lavoratori avere l'agibilità per intraprendere azioni giudiziarie volte alla stabilizzazione presso l'azienda stessa, un'interpretazione del tutto teorica che non permette neppure la legittima prosecuzione del loro rapporto di lavoro a tempo indeterminato con Adecco, che non risente del limite dei 24 mesi e che si applica solo ai lavoratori a tempo determinato; secondo quanto risulta all'interrogante, Poste italiane, secondo la norma vigente, ha la facoltà di assumere lavoratori somministrati al termine della missione. In particolare l'articolo 85, comma 8, del decreto legislativo n. 81 del 2015 prevede la nullità di ogni clausola diretta a limitare, anche indirettamente, la facoltà dell'utilizzatore di assumere il lavoratore al termine della missione; da quanto appreso dall'interrogante il personale in somministrazione, in alcuni casi, svolge mansioni di responsabilità superiori a quelli previsti dal contratto e ha dimostrato sempre uno straordinario senso del dovere, anche e specialmente in occasione dell'emergenza da COVID-19, nonostante la carenza, all'inizio della pandemia, di dispositivi di protezione individuale con cui tali lavoratori hanno svolto i servizi loro assegnati per la collettività, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano tener conto di quanto esposto e se non ritengano opportuno intraprendere iniziative presso Poste italiane affinché i circa 450 lavoratrici e lavoratori con il ruolo di autista Adecco in somministrazione a Poste italiane, con contratti di lavoro di durata lavorativa di quasi 24 mesi presso l'utilizzatore Poste italiane scaduti o in scadenza, possano rientrare in un'iniziativa di progressiva stabilizzazione; se intendano attivarsi al fine di proporre modifiche legislative per quanto attiene al lavoro in somministrazione rispetto a quanto contenuto nel "decreto dignità". Atto n. 4-03491 ANGRISANI GRANATO TRENTACOSTE GIANNUZZI MAUTONE PRESUTTO LEONE GAUDIANO PAVANELLI RICCIARDI LICHERI BOTTO LANNUTTI CORRADO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, detto "decreto liquidità", è stato emanato dal Governo per aiutare le imprese a fronteggiare la crisi scatenata dall'emergenza COVID-19; attraverso il potenziamento del fondo di garanzia, esso concede diverse forme di copertura statale sui prestiti, a seconda dell'importo di questi ultimi; in particolare, per le imprese fino a 499 dipendenti e per prestiti che non devono superare il 25 per cento del fatturato, è prevista una garanzia del 100 per cento fino a 25.000 euro ed interessi che dovrebbero aggirarsi intorno a un tasso dell'1,50 per cento; l'art. 13, comma 1, lettera m) , dispone che: "il soggetto richiedente applica all'operazione finanziaria un tasso di interesse, nel caso di garanzia diretta o un premio complessivo di garanzia, nel caso di riassicurazione, che tiene conto della sola copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione dell'operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni, come definiti dall'accordo quadro per l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica di cui all'articolo 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, maggiorato dello 0,20 per cento"; considerato che: i mini prestiti fino a 25.000 euro introdotti a sostegno dei liberi professionisti, dei lavoratori autonomi e delle piccole medie imprese sembrerebbero non aver riscosso l'interesse sperato; al 30 aprile 2020, secondo quanto affermato dalla confederazione generale italiana degli artigiani, le banche hanno fatto pervenire al fondo di garanzia del mediocredito centrale 45.703 domande; ebbene, se si tiene conto che la platea delle imprese e dei liberi professionisti interessati da questa misura sarebbe costituita da oltre 5.250.000 attività, vuol dire che solo lo 0,9 per cento di queste ultime ha fatto ricorso a questa misura;