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La domanda di equa riparazione si propone davanti alla commissione di cui all'articolo 176- bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, istituita presso il distretto di corte di appello in cui ha sede il giudice competente, ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale, a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati nel cui distretto è concluso o estinto relativamente ai gradi di merito ovvero pende il procedimento nel cui ambito la violazione si assume verificata. 2. La domanda di equa riparazione si propone con ricorso depositato nella cancelleria della corte di appello di cui al comma 1, sottoscritto da un difensore munito di procura speciale e contenente gli elementi di cui all'articolo 125 del codice di procedura civile. La domanda è trasmessa senza ritardo alla commissione di cui al citato comma 1. 3 . Il ricorso è proposto nei confronti del Ministro della giustizia quando si tratta di procedimenti del giudice ordinario e del Ministro della difesa quando si tratta di procedimenti del giudice militare. Negli altri casi è proposto nei confronti del Ministro dell'economia e delle finanze. 4 . La commissione di cui al comma 1 provvede ai sensi degli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione della camera di consiglio, è notificato, a cura del ricorrente, all'amministrazione convenuta, presso l'Avvocatura dello Stato. Tra la data della notificazione e quella della camera di consiglio deve intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni. 5 . Le parti hanno facoltà di richiedere che la commissione di cui al comma 1 disponga l'acquisizione in tutto o in parte degli atti e dei documenti del procedimento in cui si assume essersi verificata la violazione di cui all'articolo 2 e hanno diritto, unitamente ai loro difensori, di essere sentite se compaiono. Sono ammessi il deposito di memorie e la produzione di documenti sino a cinque giorni prima della data in cui è fissata la discussione della domanda, ovvero sino al termine che è a tale scopo assegnato dalla commissione a seguito di relativa istanza delle parti. 6. Si applica la disposizione del comma 7 dell'articolo 176- bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271». Art. 5. 1. All'articolo 8 della legge 13 aprile 1988, n. 117, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . L'azione di rivalsa è proposta secondo le norme ordinarie relative alla responsabilità amministrativa dei pubblici dipendenti»; b) il comma 2 è abrogato; c) al comma 3, le parole: «al terzo di una annualità» sono sostituite dalle seguenti: «a cinque annualità»; d) al comma 4, le parole: «calcolata in rapporto allo stipendio iniziale annuo» sono sostituite dalle seguenti: «determinata in misura pari allo stipendio iniziale annuo». Art. 6. 1. Il comma 2 dell'articolo 13 della legge 13 aprile 1988, n. 117, è abrogato. Art. 7. 1. Dopo l'articolo 14 della legge 13 aprile 1988, n. 117, è inserito il seguente: «Art. 14- bis. -- (Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio di funzioni giudiziarie). -- 1. In relazione ai fatti di cui all'articolo 2 della presente legge, nonché in relazione ai fatti di cui all'articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, e successive modificazioni, commessi nell'esercizio di funzioni giudiziarie, i magistrati sono tenuti al risarcimento del danno subìto dall'erario a causa dei fatti medesimi, secondo la disciplina generale in tema di responsabilità amministrativa dei pubblici dipendenti. 2 . Resta ferma in ogni caso la disposizione del comma 2 dell'articolo 2». Art. 8. 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della presente legge non si applicano ai procedimenti di riparazione dell'errore giudiziario di cui all'articolo 643 del codice di procedura penale, ovvero alla riparazione dell'ingiusta detenzione di cui all'articolo 314 dello stesso codice, nonché ai procedimenti di equa riparazione di cui alla legge 24 marzo 2001, n. 89, in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. 2. L'erogazione degli indennizzi agli aventi diritto all'equa riparazione di cui all'articolo 3 della legge 24 marzo 2001, n. 89, come da ultimo sostituito dall'articolo 4 della presente legge, avviene, nei limiti delle risorse disponibili, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Le disposizioni dell'articolo 8 della legge 13 aprile 1988, n. 117, come da ultimo modificato dall'articolo 5 della presente legge, non si applicano ai procedimenti disciplinati dalla medesima legge n. 117 del 1988, in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.