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se nel 2010 gestiva 20 progetti, per un valore di poco meno di 19 milioni di dollari, nel 2014 i programmi gestiti sono stati 47, per un valore di oltre 87 milioni di dollari. Fondamentali per l'IDLO sono in particolare i contributi unrestricted (core) che consentono una programmazione flessibile e prevedibile delle attività, comprese le spese di funzionamento. L'Italia è tradizionalmente uno dei principali donatori di risorse core dell'Organizzazione ospitata. Negli ultimi anni, a fronte anche delle minori risorse allocate alla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per contributi volontari, sono emersi, tra i più importanti donatori di finanziamenti core , gli Stati Uniti d'America (che hanno fatto dell'IDLO, in particolare in Afghanistan, l'agenzia internazionale di riferimento per lo sviluppo del rule of law in situazioni post-conflitto) e i Paesi Bassi. Questi ultimi, anche nel quadro di un tentativo mirato a trasferire la sede dell'ente internazionale all'Aja, si sono impegnati ad erogare ingenti finanziamenti (fino ad un massimo di 17,5 milioni di euro in quattro anni) all'IDLO. L'Italia si è opposta alla proposta olandese di trasferimento, riuscendo a mantenere a Roma il centro dell'Organizzazione; all'Aja è stato invece aperto, nel 2014, un ufficio distaccato. La revisione dell'Accordo di sede, che risale al 1992 (con modifiche apportate nel 1993), deriva dall'opportunità, da un lato, di tenere conto del mutato quadro istituzionale interno dell'Organizzazione (che ha cambiato anche denominazione) e, dall'altro, di rispondere a specifiche esigenze segnalate dall'Organizzazione (in particolare alla luce del trattamento concesso dai Paesi Bassi nell'accordo di sede per l'ufficio distaccato dell'Aja), volte a consolidare la sua presenza in Italia, scongiurando in tal modo il rischio di un possibile trasferimento della sede in un altro Paese. Vanno anche tenuti in considerazione i ritorni economici derivanti dalla presenza dell'IDLO in Italia, in virtù del fatto che l'Organizzazione acquista beni e servizi necessari per le proprie attività presso fornitori italiani e che una quota rilevante degli stipendi al personale viene spesa in Italia. Numerose sono, inoltre, le collaborazioni con enti e istituzioni italiani consolidate nel tempo dall'IDLO. Lo sforzo intrapreso per mantenere a Roma la sede di un polo internazionale così importante rende necessaria, pur nel complicato momento finanziario, l'assunzione di posizioni difensive, suggerendo azioni mirate a consolidare, per quanto possibile, la permanenza delle Organizzazioni aventi sede nel nostro Paese. Occorre, infatti, scongiurare (alla luce del tentativo operato dai Paesi Bassi) il rischio di un possibile trasferimento dell'IDLO, in considerazione sia del suo crescente prestigio internazionale nel settore del diritto e della giustizia sia dei benefìci economici – diretti e indotti – derivanti dalla sua presenza nel territorio italiano. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha pertanto negoziato l'aggiornamento dell'Accordo di sede, contenente anche l'impegno (come già fatto dai Paesi Bassi per il personale di nazionalità olandese) di concedere l'esenzione dalla tassazione diretta anche al personale italiano regolarmente impiegato presso l'IDLO.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra la Repubblica italiana e l'Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO) relativo alla sede dell'organizzazione, fatto a Roma il 14 giugno 2017. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo XVIII dell'Accordo medesimo. 3 (Copertura finanziaria) 1 Per l'attuazione dell'Accordo di cui all'articolo 1 è valutato un onere di 242.032 euro annui a decorrere dall'anno 2018. 2 All'onere derivante dal comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .