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la famiglia dell'agente Demenego ha denunciato di essere stata costretta a pagare tutte le spese processuali per un valore di 35.000 euro, senza rimborsi da parte dello Stato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno sollevare le famiglie degli agenti uccisi dal pagamento delle spese processuali, attivandosi affinché lo Stato se ne faccia carico. Atto n. 4-06986 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che risulta agli interroganti che, nel pomeriggio del 4 maggio 2022, il "San Francesco riceve le stimmate" (1610) del pittore bolognese Guido Reni, esposto alla "Galleria Borghese" in occasione della mostra "Guido Reni a Roma. Il sacro e la natura", ma di proprietà comunale (collezione Museo di Roma a Palazzo Braschi), sia stato danneggiato involontariamente da una visitatrice; considerato che: il museo ha dato rassicurazioni pressoché immediate circa la modesta portata dell'accaduto, parlando di una "lieve lacerazione superficiale", altrimenti definita "fessura", e descritta più puntualmente dalla direttrice come "4 centimetri di lesione", tali da farle qualificare il danno come "molto lieve". L'accidentalità del caso è indiscussa, ma le circostanze non appaiono del tutto chiare; alcuni resoconti giornalistici sposano infatti la tesi che la turista abbia procurato il danno perché "probabilmente colpita da un malore", come recita la nota stampa diffusa dal Museo la sera del 4 maggio. Altri lasciano spazio al dubbio e alla ben diversa valutazione del caso che quello porta con sé: diverso è se la signora ha avuto un mancamento e, nel tentativo di non cadere, si è retta alle transenne che tengono il pubblico a distanza dalle opere d'arte, urtando però il "San Francesco", o se, invece, la suddetta è inciampata nell'allestimento a causa di elementi sporgenti lungo il percorso di visita, come altre fonti prospettano, sia pure cautamente, parlando di "distrazione?in un passaggio angusto" (si veda "Roma, alla Galleria Borghese turista cade e danneggia tela di Guido Reni in mostra" su "finestresullarte"); testimonianze di altri utenti della mostra romana fanno scrivere a Maria Pia Mazza di "divisori posti ad altezza polpaccio tra le opere e i visitatori", che avrebbero già mietuto altre "vittime", sia pure con conseguenze meno rovinose, e fin da subito, cominciando da un giornalista caduto il giorno stesso dell'inaugurazione (1° marzo 2022) (si veda "Roma, turista cade e danneggia una tela del 1610 di Guido Reni in mostra alla Galleria Borghese" su "open.online"); valutato che l'allestimento incriminato, che "consiste in una architettura effimera che obbliga i visitatori a camminare sui quattro lati della sala per evitare di calpestare i mosaici pavimentali. Alcune sedute di acciaio proteggono invece i mosaici sulle fasce ai lati della sala" risulterebbe essere stato curato direttamente dalla Direzione della "Galleria Borghese", in capo alla storica dell'arte contemporanea Francesca Cappelletti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario farsi promotore di un'accurata verifica tecnica del rispetto, nell'allestimento della mostra "Guido Reni a Roma. Il sacro e la natura", in corso alla "Galleria Borghese" dal 1° marzo al 22 maggio 2022, dei criteri atti a ridurre al minimo i rischi per l'incolumità dei visitatori; quali misure permanenti siano state prese dopo l'incidente della settimana scorsa (posto che la mostra sarà aperta fino al 22 maggio), per scongiurare rischi analoghi; se possa riferire per quale ragione l'area dell'incidente del 4 maggio sia stata transennata e la sorveglianza in sala rafforzata solo dopo la caduta della turista, nonostante che un caso analogo fosse già occorso ad un giornalista il 1° marzo e altri, fortunatamente di minore entità, si fossero verificati in seguito, dimostrando ripetutamente la pericolosità di una scelta progettuale rivelatasi infelice; se sia al corrente del fatto che l'allestimento della mostra sarebbe stato curato dalla Cappelletti e sia in grado di dire, essendo la dirigente una storica dell'arte, quali professionalità interne con competenze specialistiche in materia di allestimenti museali abbiano proposto o avallato l'incauta scelta compiuta. Atto n. 4-06987 GUIDOLIN DI GIROLAMO PELLEGRINI Marco D'ANGELO PAVANELLI TRENTACOSTE ENDRIZZI CROATTI PRESUTTO PUGLIA PIARULLI FERRARA MAIORINO BOTTICI FEDE Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, dell'interno e per le disabilità Premesso che: come riportato da recenti notizie di stampa, un gravissimo e inaccettabile episodio di inciviltà e degrado morale si è verificato nel tardo pomeriggio del 18 aprile 2022, a danno di ventisette ragazzi disabili, i quali, dopo essere saliti sul treno regionale 3075 alla stazione ferroviaria di Genova (piazza Principe) con direzione Milano, in forza di regolare prenotazione, trovavano i loro posti occupati, illegittimamente, da altri passeggeri, che si rifiutavano categoricamente di lasciarli liberi. Di conseguenza, il gruppo dei giovani disabili degli accompagnatori veniva, di fatto, costretto ad abbandonare il treno; l'episodio è ancora più grave in quanto, si apprende ancora che il gruppo di ragazzi ha cercato di far valere i propri diritti, sottolineando che l'intera carrozza fosse a loro riservata ma, nonostante la presenza della Polizia ferroviaria e del personale Trenitalia, capotreno compreso, i turisti si rifiutavano di alzarsi per lasciare il posto ai legittimi prenotatari. Trenitalia, per cercare di ovviare in qualche modo all'incresciosa situazione, allestiva un pullman sostitutivo per i ragazzi disabili e i loro accompagnatori con destinazione Milano; considerato che Giulia Boniardi, responsabile l'associazione "Haccade" con cui viaggiavano i ragazzi disabili, ha riferito alla stampa: "Sull'autobus le condizioni erano disagevoli: privilegiamo il treno normalmente perché ha una maggiore possibilità motoria, oltre ai servizi igienici. A Milano Centrale, quasi tre ore dopo l'orario previsto, l'autobus si è fermato in piazza Duca d'Aosta in una fermata dei bus Atm senza garantire alcuna sicurezza per i nostri passeggeri. Sono stati fatti scendere sul marciapiede, ma le valigie erano in mezzo alla strada. Abbiamo richiesto assistenza a Trenitalia, ma non ci è stata data: l'azienda non sapeva né dove fossimo né tantomeno che ci fossimo. Siamo stati abbandonati". L'associazione assicura che ci sarebbe stata "tutta la disponibilità a cambiare prenotazione e salire su un altro treno: bastava una telefonata per avvisare del disguido"" ("milano.corriere", 20 aprile 2022); considerato inoltre che: