[resaula]

negli ultimi giorni si sta assistendo ad una diffusa mobilitazione delle maggiori sigle sindacali, che denunciano quanto sia urgente apportare degli interventi in materia di sicurezza sul lavoro focalizzati alla valorizzazione ed al potenziamento delle strategie di implementazione in materia di prevenzione e formazione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché sullo stanziamento di risorse volte a mettere in sicurezza i medesimi luoghi di lavoro e ad aumentare i controlli; considerato che: è indispensabile oggi la sensibilizzazione mirata dell'opinione pubblica su questi argomenti, divenuti effettivamente di stringente attualità. Preziosa, in questo senso, può essere la proposta di destinare specificamente alcune risorse del PNRR all'adozione di misure di sicurezza finalizzate, tra le altre cose, anche all'impiego di avanzate tecnologie 4.0 e all'apprendimento circa il loro utilizzo; tra le ultime innovazioni in questo senso, non possono essere celate le tecnologie predittive, intendendosi con esse tutte quelle tecnologie in grado di analizzare e valutare, anche grazie all'impiego di sistemi di intelligenza artificiale, i dati inerenti alla probabilità che determinati eventi, inclusi, per quanto concerne il campo della sicurezza sul lavoro, i malfunzionamenti dei macchinari e le disfunzioni organizzative, e quindi, in definitiva, anche gli incidenti, possano verificarsi; la scelta di investire in tali tecnologie, a ben vedere, si porrebbe inoltre in linea non solo con l'obiettivo finale di tutelare la vita e la salute dei lavoratori diminuendo i rischi legati al verificarsi di eventi, capaci di causare infortuni e morti sul lavoro, ma anche con lo scopo di modernizzare il sistema produttivo del Paese nel suo complesso, nonché di digitalizzare in maniera preponderante il tessuto socio-economico italiano; in questo senso, è drammaticamente emblematica la strage accaduta sulla funivia Stresa-Mottarone, dove una cabina si è schiantata precipitando al suolo per decine di metri causando la morte di 14 persone, e a seguito della quale sono state aperte le indagini dalla Procura di Verbania: se il quadro indiziario finora emerso verrà accertato, si avrà l'ennesima tragedia causata dalla decisione di mantenere in funzione le strutture a dispetto della sicurezza degli impianti, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di potenziare gli investimenti effettuati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, aumentandone così i livelli di sicurezza e tutelando altresì la salute dei lavoratori, affinché si possa progressivamente evitare il drammatico ripetersi di episodi come quelli descritti in premessa e diminuire così il numero di incidenti sul lavoro; se non ritenga altresì opportuno attivarsi affinché i finanziamenti attualmente previsti per l'industria 4.0 e le risorse stanziate con il PNRR siano destinate anche a favore di investimenti in materia di manutenzione degli impianti, sicurezza sul lavoro e formazione alla prevenzione, nonché a favore dell'impiego di tecnologie predittive allo scopo di diffonderne la presenza, incentivandone lo sviluppo su tutto il territorio nazionale. Atto n. 3-02551 DE PETRIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: nelle ultime settimane il Ministro in indirizzo ha approvato numerosi nuovi decreti di VIA concernenti rinnovi di concessioni e progetti di messa in produzione di pozzi e perforazione, sia su piattaforma, che onshore . Allo stesso tempo sono state pubblicate una lunga serie di proroghe di concessioni, la stragrande maggioranza delle quali riferite ad ENI. Ci si chiede, pur sapendo che tali atti sono di natura amministrativa e non titoli minerari (sospesi, come tutti i nuovi permessi per la ricerca e la prospezione di idrocarburi) perché il Ministro non abbia valutato l'opportunità di attendere l'approvazione del PiTESAI, il Piano per le aree idonee, che dovrebbe essere ormai prossima (30 settembre 2021) e sul quale, tra l'altro, sarebbe stata opportuna un'accelerazione in luogo delle firma dei decreti VIA, bloccati per anni e ora approvati in gran fretta, soprattutto considerando che tali aree potrebbero risultare non idonee. Tra l'altro 9 delle proroghe hanno decorrenza retroattiva e vanno a intervenire su titoli scaduti nel 2017. Non solo: due dei decreti di VIA concernono due permessi di ricerca già vigenti che, per legge, sono da intendersi sospesi; la natura di tali atti, oltretutto, è in contrasto con le riforme e i programmi di transizione ecologica su cui deve concentrarsi il nostro Paese: la decarbonizzazione richiede infatti una decisa e programmata uscita dai combustibili fossili, che non fanno parte del futuro energetico dell'UE. Il portavoce dei "Friday for future", Giovanni Mori, ha sottolineato come tra questi progetti ci sia anche la creazione di nuove piattaforme (come il caso "Calypso 5 Dir") di Eni, a largo di Ancona, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa fornire conferma circa l'approvazione del PiTESAI entro il 30 settembre 2021 e se non valuti opportuno dotare il nostro Paese di provvedimenti che prevedano un fermo definitivo per le attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi e per quale motivo non abbia ritenuto i due permessi di ricerca autorizzati con i due decreti VIA già sospesi in virtù della moratoria. Atto n. 3-02552 BERNINI MALAN FLORIS DE POLI SERAFINI TOFFANIN GALLIANI GALLONE GIAMMANCO MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI RONZULLI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la misura del reddito di cittadinanza ha dimostrato di essere inadatta al duplice scopo per il quale era stata introdotta, abolire la povertà e operare per il reinserimento nel mondo del lavoro; l'attribuzione di sussidi a pioggia ha fatto registrare la propensione di molti alla frode, aumentando il lavoro in nero, la disoccupazione volontaria e i casi di persone dedite ad attività illecite; si registrano centinaia di migliaia di posti di lavoro rimasti scoperti considerato che ANPAL, INPS e Infocamere sembrano non dialogare; il blocco dei licenziamenti fissato al 30 giugno 2021 pone ora il problema ulteriore di sostenere centinaia di migliaia di persone che, di fatto, sono senza lavoro dal momento in cui sono state introdotte le restrizioni ad alcune attività economiche; la stessa pandemia ha fatto registrare un aumento impressionante delle persone che versano in stato di povertà o di bisogno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda porre mano alla riforma del reddito di cittadinanza, separando le indispensabili politiche di inclusione sociale e di sostegno alla povertà, dalle politiche attive del lavoro; come intenda colmare il distacco tra le richieste e le offerte di lavoro, che anche oggi si registra e se vi sia un piano per la formazione continua dei giovani e dei lavoratori che coinvolga direttamente anche il mondo delle imprese; come intenda semplificare la contrattazione di prossimità, tenendo conto delle diversità aziendali e dei lavoratori, superando gli attuali vincoli normativi, per agevolare le assunzioni; se non intenda attivare in modo effettivo l'assegno di ricollocazione, già previsto a legislazione vigente, ma utilizzato solo in via sperimentale, e come intenda disporre questo strumento all'interno della riforma degli ammortizzatori sociali;