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Questo è il motivo, signor Presidente, per cui anche oggi, con molta lealtà, con molta correttezza e, devo dire, anche con molta pacatezza le abbiamo fatto notare - e lo abbiamo detto anche alle maggioranze - che abbiamo sette ore di tempo per discutere il decreto sicurezza- bis , un provvedimento che parla di immigrazione, di ordine pubblico e di dotazioni alle Forze dell'ordine, a quei signori che tutti i giorni rischiano la vita per noi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sette ore, signor Presidente, colleghi, sono il minimo sindacale, anzi, siamo al di sotto del minimo sindacale per esaminare un provvedimento del genere, che naturalmente la Camera ha discusso con comodo e che ora ci trasmetterà con tempi altrettanto comodi, cosicché noi potremo metterci la fiducia, perché questo è il destino di tale provvedimento, per cui gli oltre mille emendamenti su cui noi avremmo potuto dire la nostra saranno, come sempre, lettera morta. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Va bene. Su questo provvedimento almeno c'è il requisito della necessità e dell'urgenza, trattandosi di un decreto-legge: dobbiamo approvarlo entro il 13 di agosto. D'accordo, ma, signor Presidente, colleghi, che caspita di necessità e urgenza abbiamo sull'ordinamento sportivo? È una delega legislativa. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Capisco che la maggioranza abbia bisogno di dare soddisfazione a qualcuno, di fare contento qualcuno, magari a scapito di qualcun altro. Non so quali siano gli interessi sottesi a questa fretta; sicuramente non la Costituzione, non la legge ordinaria. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Signor Presidente, è una legge di delegazione. È mai possibile che, ancora una volta, sempre per quella famosa tradizione che fa di noi gli scendiletto della Camera, tengano il provvedimento fermo alla Camera per mesi e noi in venti giorni lo dobbiamo licenziare, con una modalità, Presidente, a dir poco pornografica, sconcia? Alla Camera - il Presidente della Commissione lo sa bene - hanno fissato il termine per la presentazione degli emendamenti prima ancora di aver fatto le audizioni. Ma allora a che cosa servono le audizioni? A che cosa serve il Parlamento? A che cosa serve il Senato della Repubblica? A che cosa serviamo noi? (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Io ce l'ho una risposta: noi serviamo e tanto, ma, signor Presidente, con questo calendario serviamo molto poco. È per questo motivo che chiediamo, ancora una volta, il minimo sindacale: togliamo dal calendario il provvedimento sull'ordinamento sportivo, che non ha neanche l'ombra della necessità e dell'urgenza (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) , e conserviamo tutto il resto, salvando un briciolo di dignità! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, credo che i colleghi senatori, soprattutto della maggioranza, riconoscano al Gruppo Fratelli d'Italia di aver esercitato il proprio ruolo di opposizione in maniera molto responsabile. Non abbiamo mai negato il diritto-dovere da parte della maggioranza di poter programmare i propri lavori e approvare i provvedimenti che più stanno a cuore a chi governa in questo momento il Paese. Abbiamo rispettato questa linea di comportamento. C'è una maggioranza che governa, ha il diritto di governare e ha il diritto di sapere in che tempi le leggi e i decreti verranno approvati dalle Camere. C'è tuttavia un limite che qui viene puntualmente superato da un certo modo, un po' arrogante, di intendere l'esercizio del potere, che prevede che tutto quello che si vuole debba diventare realtà. Noi non contestiamo naturalmente la possibilità e il dovere di convertire in legge i decreti-legge (ci mancherebbe altro), però l'abuso dell'esercizio della fiducia è sotto gli occhi di tutti, Presidente. Che già si percepisca, nella discussione di questa mattina in Conferenza dei Capigruppo, ma soprattutto oggi in Assemblea, che vi è l'intenzione di mettere la fiducia non solo sul decreto sicurezza bis , tagliando le ali alla discussione e alla possibilità di miglioramento che noi vorremmo apportare, ma anche sulla legge delega allo sport fa cascare le braccia. Infatti, quella intorno allo sport sembra essere un'emergenza soltanto di potere: c'è una logica di potere intorno al controllo del mondo dello sport. Non voglio in questa sede aprire il dibattito sulla legge delega, però l'autonomia dello sport deve essere salvaguardata. Che esigenza c'è di approvare una legge delega ad agosto, quando potrebbe essere approvata da qui a un mese? Forse siamo di fronte a una logica di potere, che deve essere esercitato mostrando i muscoli, anche alla faccia delle Camere e, in questa occasione in particolare, del Senato. Sull'articolo 81 della Costituzione, Presidente, credo di aver affermato per primo in questa Assemblea, insieme ai colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia, che l'articolo 81 fosse stato utilizzato soprattutto nella discussione sui documenti di bilancio come tagliola per evitare che la maggioranza dovesse fare i conti con emendamenti imbarazzanti per la maggioranza stessa; per cui, quando c'è qualche problema di ordine politico rispetto ad emendamenti che potrebbero mettere in difficoltà la tenuta già fragile della maggioranza, interviene in maniera salvifica l'articolo 81 della Costituzione, che toglie le castagne dal fuoco ed evita che i problemi vengano affrontati in Commissione. L'articolo 81 della Costituzione, quindi, deve essere rivisto, perché paradossalmente crea problemi alla stessa maggioranza: nella logica per la quale il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, anche l'articolo 81 alla fine mette in difficoltà persino la stessa maggioranza. Due ultime considerazioni veloci, Presidente, sulla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Noi l'abbiamo sollecitata mille volte, abbiamo atteso un sacco di tempo, non sappiamo per colpa di chi; per favore, nessuno accusi qualcun altro del fatto che tale Commissione non sia partita perché manca qualcosa. Manca solo la volontà politica di farla partire per tempo. Questo deve essere chiaro, altrimenti per la Commissione banche ci sarebbe stato lo stesso zelo che state usando per la delega allo sport. Infine, Presidente, una cosa minore ma non per noi. Abbiamo chiesto - e siamo sorpresi che sia avvenuto il contrario in Conferenza dei Capigruppo - di rinviare a settembre la discussione relativa all'accorpamento di due Comuni delle Marche all'Emilia-Romagna. Si tratta di una vicenda che nasce da un referendum di dodici anni fa. Abbiamo chiesto semplicemente la possibilità di approfondire il tema, di potere eventualmente chiedere una sospensiva. Ci sono motivi, anche di ordine costituzionale, che ci suggeriscono un approfondimento. Pertanto, chiediamo ancora una volta, anche ai colleghi del Senato, di poter rinviare a settembre perlomeno questo piccolo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FdI) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) .