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la funzione istituzionale svolta dalla magistratura di sorveglianza è centrale nel percorso di rieducazione del condannato e quindi fondamentale anche ai fini della sicurezza della società esterna, si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro in indirizzo e in quali tempi, al fine di ripristinare gli organici, sia della magistratura di sorveglianza, sia del personale amministrativo in servizio presso il Tribunale di sorveglianza di Bologna e negli uffici di sorveglianza di Modena e Reggio Emilia. Atto n. 4-01357 SICLARI Al Ministro della salute Premesso che: le cattive condizioni in cui versano quasi tutti i presidi ospedalieri della Regione Calabria ed in genere la sanità calabrese sono ormai note a tutti; da inchieste di ispettori e da quelle giornalistiche sono emerse, con particolare riguardo all'ospedale di Locri, gravissime carenze infrastrutturali relative alla staticità della struttura, allo stato di manutenzione generale, al funzionamento di ascensori, impianti elettrici e sistemi antincendio e di sicurezza, nonché alle condizioni igieniche e funzionali delle sale operatorie; la sanità calabrese è commissariata da ben 12 anni, ed il debito sanitario non è stato ridotto; i livelli essenziali di assistenza sanitaria non sono garantiti ai cittadini calabresi nonostante la spesa sanitaria, che continua a crescere, sia ai livelli di altre Regioni italiane, nelle quali invece l'assistenza sanitaria funziona e si attesta a livelli di eccellenza; lo screening è molto carente e non si hanno quindi studi epidemiologici finalizzati alla prevenzione; da un'inchiesta della trasmissione televisiva "Le Iene", nonché dall'esposto presentato da esponenti del Movimento 5 stelle, emergerebbe che alcune aziende sanitarie provinciali calabresi, in particolare quella di Reggio Calabria e quella di Crotone, da oltre 6 anni non presentino il bilancio senza che i dirigenti generali vengano rimossi; l'attività di supporto e di vigilanza della Regione Calabria sulla sanità sembrerebbe non essere stata esercitata negli ultimi anni; nonostante il commissariamento si protragga ormai da più di un decennio, sia i precedenti Governi di centrosinistra sia l'attuale non sono riusciti a far sì che lo strumento del commissariamento portasse i miglioramenti dovuti; i commissari, per equilibrare i conti, hanno tagliato e continuano a tagliare risorse sull'organico degli ospedali, eliminando i reparti a seguito del pensionamento dei primari, tagliando i budget ai privati e spendendo 300 milioni di euro per cure fuori regione più che spenderli mettendo in regola gli ospedali regionali e facendo concorsi per assumere giovani e capaci medici, si chiede di sapere: se risponda al vero che da anni mancherebbero i bilanci delle ASP calabresi o di alcune di loro e, in caso affermativo, di quali e da quanto tempo; se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire per porre fine al commissariamento della sanità della Regione Calabria, considerato che, dopo 12 anni, i livelli di assistenza sanitaria sono al di sotto dei LEA previsti per legge. Atto n. 4-01358 TIRABOSCHI MALLEGNI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il " condhotel " è una nuova struttura turistica che abbina le camere d'albergo a più ampi appartamenti arredati, che possono essere acquistati come case vacanze o affittati sulla base di un contratto di affidamento in gestione all' hotel medesimo; si tratta di un vero e proprio ibrido che non può essere stagionale dal momento che deve garantire i servizi comuni ai proprietari degli appartamenti; le norme a livello internazionale (in USA e in Spagna) sono chiare, mentre in Italia il progetto condhotel appare ancora poco chiaro, anche a livello giuridico, nonostante sia stato emanato, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 gennaio 2018, n. 13, il regolamento recante la definizione delle condizioni di esercizio dei condhotel ; ogni Regione sta cercando di legiferare in materia con un proprio regolamento attuativo senza un vero coordinamento nazionale; affinché produca effetti positivi sul settore turistico, la formula del condhotel dovrebbe servire a: 1) superare il vincolo alberghiero esistente (tipicamente italiano) che sta penalizzando numerosi hotel , anche grandi ma datati, presenti soprattutto, ma non solo, sulle coste italiane e nelle destinazioni turistiche "mature", evitare la sostituzione degli hotel con dei condomini; 2) conseguire il risanamento e la riqualificazione immobiliare di una serie di strutture vetuste e non più rispondenti ai canoni di una clientela internazionale sempre più esigente, evitando la sostituzione degli hotel con dei condomini popolati di appartamenti turistici o residenziali che potrebbero creare nel tempo ulteriori problemi di immagine nazionale; 3) selezionare le strutture che, da un punto di vista gestionale e manageriale, devono assicurare e garantire agli acquirenti delle unità alloggio la continuità gestionale e tutti i servizi di un albergo full service e ai proprietari alberghieri le risorse sufficienti per adeguare la qualità della propria ospitalità alle aspettative sempre più elevate del mercato internazionale; considerato che: in ambito turistico la domanda e l'offerta di prodotti e servizi è sempre in continua crescita e deve rispondere all'esigenze di una clientela internazionale sempre più alla ricerca di servizi di qualità; alla luce delle nuove forme di ricettività e del cambiamento della geografia dell'ospitalità, occorre riformare le legge quadro sul turismo, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché la formula del condhotel sia disciplinata in modo tale da perseguire gli obiettivi esposti e quali iniziative intenda adottare per modificare e uniformare, in accordo con le Regioni, la normativa vigente sul turismo, alla luce dei numerosi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in materia di ricettività e della sempre più marcata esigenza di dare all'industria turistica italiana un efficace coordinamento nazionale. Atto n. 4-01359 CASTIELLO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il Governo Ciampi aveva istituito la "quota 34" riservando al Mezzogiorno il 34 per cento degli investimenti pubblici (spesa ordinaria in conto capitale delle amministrazioni centrali), corrispondente alla percentuale della popolazione meridionale sul totale della popolazione nazionale; il Governo Berlusconi-Tremonti nel 2008 derogò alla quota 34 proprio quando ebbe inizio la devastante crisi, di inusitata durata (2008-2016), che richiedeva la conservazione e anzi l'aumento della quota stessa per contrastare efficacemente la recessione, di particolare incidenza e gravità nell'economia meridionale; un osservatorio qualificato, qual è SVIMEZ, ha accertato che lo smantellamento di quota 34 ha provocato nel Mezzogiorno il raddoppio della disoccupazione che si sarebbe avuta se la quota stessa fosse stata mantenuta e rispettata; il Governo Gentiloni nel febbraio 2017 ha ripristinato quota 34 ma ha mancato di porre in essere i decreti attuativi; la legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019) ha ripristinato quota 34 estendendola anche alle Ferrovie dello Stato e all'Anas: