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a parere dell'interrogante, le parole del primo cittadino milanese, riportate integralmente dagli organi di stampa, appaiono quanto mai superficiali e al limite dell'offensivo nei confronti di tutti i cittadini che partecipano alla vita della città, e che prenderebbero parte in modo ancora più attivo se l'amministrazione comunale li mettesse al corrente delle politiche che si intendono portare avanti, come la scelta di realizzare, spesso attraverso finanziamenti provenienti da Paesi islamici come Qatar, Arabia saudita e Turchia, moschee che spesso si sottraggono a qualsiasi doveroso e lecito controllo e in cui vengono ignorati i principi fondamentali della nostra Costituzione; le evidenze investigative e giudiziarie, oltre ai fatti di cronaca, individuano nelle moschee il luogo in cui vengono reclutati ed addestrati i terroristi islamici che colpiscono in tutta Europa. Solo pochi giorni fa è stata arrestata a Milano una diciannovenne terrorista kosovara sostenitrice dell'Isis, sposata con un miliziano legato all'autore della strage di Vienna; la Lombardia è fra le regioni più a rischio per la presenza di strutture e centri islamici, spesso abusivi con sede in appartamenti, garage , magazzini che non potrebbero essere utilizzati come moschee, senza regole e con rischi di infiltrazioni di estremisti. Il sindaco Sala, più che concentrare i propri sforzi per controllare e monitorare i centri islamici e le moschee abusive attualmente presenti a Milano, per evitare che qualcuno possa lì radicalizzarsi e, potenzialmente, compiere atti terroristici nel nostro Paese o nel resto dell'Europa, sceglie di accogliere la moschea collegata ad un'associazione che presenta un alto profilo di rischio, i cui lavori erano già stati bloccati per la costruzione di un minareto abusivo; per garantire la sicurezza nazionale e contribuire alla lotta internazionale al terrorismo, si chiede di sapere: se siano stati svolti o siano in corso controlli circa la tracciabilità dei finanziamenti impiegati per la realizzazione della moschea, per scongiurare il rischio che provengano da Paesi e associazioni che abbiano quale ultimo fine quello di sovvenzionare il terrorismo di matrice islamica; quali azioni siano state messe in atto nel corso degli ultimi due anni nella città di Milano per arginare il fenomeno delle moschee abusive, che agiscono senza regole e che, troppo spesso, nascondono infiltrazioni di estremisti. Atto n. 4-06349 MONTEVECCHI AIROLA CASTELLONE CAMPAGNA CASTALDI CIOFFI CORBETTA DE LUCIA DI GIROLAMO GIROTTO LEONE MAIORINO NATURALE PAVANELLI QUARTO ROMAGNOLI RUSSO VANIN PRESUTTO DONNO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Senato della Repubblica ha approvato il 14 aprile 2021, a larga maggioranza, un ordine del giorno impegnando con esso il Governo ad adottare una serie di azioni finalizzate a promuovere la liberazione del giovane Patrick George Zaki, ricercatore egiziano in "Gender studies" dell'Egyptian iniziative for personal rights (EIPR) e studente dell'università di Bologna, arrestato il 7 febbraio 2020 dall'autorità egiziana all'aeroporto internazionale de Il Cairo; tra gli impegni di cui all'ordine del giorno vi rientra quello che chiede di valutare l'impiego degli strumenti previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (CAT), anche in virtù del fatto che in sede di audizioni parlamentari sui fatti verificatisi in Egitto negli ultimi anni sono emersi dubbi circa il rispetto delle Convenzioni sui diritti umani da parte dello Stato egiziano; considerato che: se sulla concessione della cittadinanza italiana il Governo si era espresso con cautela sin dalle sue prime dichiarazioni in sede di approvazione dell'ordine del giorno, pur riconoscendo in questa richiesta la portata ideale e simbolica, in merito all'attivazione della procedura di cui all'articolo 30 della CAT il Governo avrebbe invece svolto un'approfondita valutazione; la procedura di cui all'articolo 30 della CAT prevede, al sorgere di una controversia internazionale sull'interpretazione o applicazione della convenzione, tre possibili fasi utili alla ricomposizione della controversia: il negoziato tra gli Stati coinvolti; l'arbitrato e l'eventuale ricorso alla Corte internazionale di giustizia (CIG); la giurisdizione della Corte può fondarsi sulle dichiarazioni rese dagli Stati ai sensi dell'articolo 36, par. 2, dello statuto della stessa CIG oppure, ai sensi dell'articolo 36, par. 1, sulle clausole compromissorie contenute in trattati a cui gli Stati hanno aderito e rispetto alle quali non hanno apposto riserve: in tal senso, Italia ed Egitto non hanno apposto delle riserve all'operatività dell'articolo 30 della CAT; il Governo italiano ha dichiarato in sede di approvazione dell'ordine del giorno che porterà "avanti ogni possibile iniziativa di sensibilizzazione sul piano bilaterale nell'ambito del coordinamento europeo e a livello multilaterale, per raggiungere l'obiettivo cui tutti lavoriamo: la liberazione di Patrick"; a seguito di due interrogazioni parlamentari presentate dalla prima firmataria il 17 giugno 2021 (4-05668 e 4-05669) che chiedevano conto al Governo dell'esito delle valutazioni fatte in merito alla CAT, il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ha risposto il 3 agosto 2021 esponendo una prima analisi delle valutazioni che nell'opinione degli interroganti e di alcuni studiosi di diritto internazionale appaiono parzialmente esaustive perché attinenti alle sole tempistiche; nella risposta si riconosceva comunque la priorità del Governo di "porre fine al più presto alla detenzione dello studente egiziano, le cui condizioni di restrizione in carcere sono incompatibili con le norme del diritto internazionale" prevedendo la valutazione di ulteriori azioni possibili; considerato inoltre che, anche sulla scorta delle convenzioni internazionali di cui è parte l'Italia, l'impegno del Governo in materia di politica estera italiana è quello di promuovere fattualmente il rispetto dei diritti umani, in linea con l'azione di affermazione dello Stato di diritto; valutato che uno strumento ulteriore che il Governo può valutare di promuovere è quello di cui alla procedura speciale del gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria, organismo dell'ONU che investiga sui casi di arresti e detenzioni arbitrari che potrebbero essere in violazione dei diritti umani, si chiede di sapere: se, nelle more di un'ulteriore valutazione circa la convenienza a dare avvio alla procedura di cui all'articolo 30 della Convenzione ONU contro la tortura, non si ritenga opportuno promuovere l'attivazione del gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria nelle sedi opportune; quali ulteriori azioni siano state intraprese dal Governo italiano in merito al caso del giovane studente bolognese, anche al fine di garantire il rispetto degli standard internazionali in tema di diritto ad un giusto ed equo processo. Atto n. 4-06350 LANNUTTI BOTTO ANGRISANI DI MICCO ABATE PRESUTTO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica Premesso che: