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I termini per l'esercizio della delega decorrono perciò dal 5 novembre 2020, data di entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020, in materia di riduzione del numero dei parlamentari, a seguito dell'esito favorevole del referendum costituzionale che si è tenuto il 20 e 21 settembre 2020. Come è noto, la legge costituzionale fissa a 400 il numero dei componenti della Camera e a 200 il numero dei senatori. La modifica del numero dei parlamentari, pari a una riduzione del 36,5 per cento del totale, comporta, a legislazione elettorale invariata, una corrispondente modifica del numero dei collegi elettorali e, quindi, dei relativi confini geografici. Avverte di aver predisposto due tabelle riepilogative, una per la Camera e una per il Senato, che raffrontano i dati delle circoscrizioni e dei collegi plurinominali e uninominali, anteriormente e successivamente al ridisegno. La legge n. 51 del 2019 è intervenuta sulla normativa elettorale di Camera e Senato al fine di renderla applicabile indipendentemente dal numero di parlamentari previsto dalla Costituzione. Infatti, pur mantenendo inalterato il sistema elettorale misto e conservando le percentuali della quota maggioritaria e proporzionale stabilite dall'attuale quadro normativo, si prevede, in luogo di un numero fisso di seggi uninominali, l'indicazione di una frazione del numero totale dei deputati e dei senatori. I principi e i criteri direttivi fissati dalla delega in esame, che rinvia espressamente alle previsioni di cui all'articolo 3, commi 1 e 2, lettere b), c), d) ed e), della legge n. 165 del 2017, in relazione, rispettivamente, all'elezione della Camera dei deputati (comma 1) e all'elezione del Senato (comma 2), stabiliscono una serie di parametri ai fini del disegno dei nuovi collegi. Per quanto riguarda l'elezione della Camera, il numero totale dei collegi uninominali deriva dal calcolo dei tre ottavi (arrotondato all'unità inferiore) di 391 deputati da eleggere nelle circoscrizioni, ovvero 400 meno gli 8 seggi assegnati alla circoscrizione Estero e l'unico seggio assegnato alla Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Il numero dei seggi uninominali così calcolato, pari a 146, è ripartito tra le circoscrizioni in rapporto alla loro popolazione, fatta eccezione per i 4 seggi uninominali del Trentino-Alto Adige/Südtirol e l'unico seggio uninominale del Molise, che sono attribuiti per legge. Si prevede inoltre che a ciascun collegio plurinominale, formato dall'aggregazione di collegi uninominali contigui, sia assegnato un numero di seggi determinato dalla somma del numero dei collegi uninominali che lo costituiscono e di un ulteriore numero di seggi, di norma non inferiore a tre e non superiore a otto, in modo tale che tendenzialmente risulti minimo il numero di collegi plurinominali nei quali è assegnato un numero di seggi inferiore al valore medio. È previsto un regime derogatorio per il Molise, a cui è assegnato un seggio da attribuire con metodo proporzionale, ai sensi degli articoli 83 e 83-bis del Testo unico per l'elezione della Camera. Nelle circoscrizioni Trentino-Alto Adige/Südtirol, Umbria, Molise e Basilicata è costituito un unico collegio plurinominale comprensivo di tutti i collegi uninominali della circoscrizione. Si stabilisce inoltre che la popolazione di ciascun collegio uninominale e plurinominale possa scostarsi dalla media della popolazione, rispettivamente, dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali della circoscrizione, di non oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto. Si prevede che nella formazione dei collegi uninominali e plurinominali siano garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi uninominali e i collegi plurinominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, con l'eccezione dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. Nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, si prevede che la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai principi e criteri direttivi di cui sopra, allo scopo di facilitare l'accesso alla rappresentanza parlamentare delle minoranze, tenga conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi. Nella circoscrizione Friuli-Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l'accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 38 del 2001. Con riferimento all'elezione del Senato, i criteri e principi direttivi per la determinazione dei collegi sono per lo più corrispondenti a quelli dettati per la Camera. Il numero dei collegi uninominali - pari a 74 - deriva dal calcolo dei tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle regioni, arrotondato all'unità più prossima, ed è ripartito tra le stesse in rapporto alla popolazione, con esclusione dei seggi delle regioni Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Molise che vengono attribuiti per legge. Nelle regioni Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e Trentino-Alto Adige/Südtirol non sono costituiti collegi plurinominali, atteso che il numero dei collegi uninominali costituiti in ciascuna delle due regioni esaurisce il numero dei seggi loro assegnati ai sensi degli articoli 56 e 57 della Costituzione. Alla regione Molise, che in base alla previsione costituzionale elegge 2 senatori, viene assicurato un collegio uninominale ai sensi dell'articolo 1, comma 2, primo periodo, del citato Testo unico relativo all'elezione del Senato, volto a garantire che ciascuna circoscrizione abbia almeno un seggio da assegnare in collegio uninominale. Per poter realizzare un lavoro così complesso il Governo, ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 51 del 2019, che a sua volta rinvia all'articolo 3, comma 3, della legge n. 165 del 2017, si è avvalso del supporto tecnico di una commissione di esperti, presieduta dal presidente dell'ISTAT. Come risulta dalla relazione illustrativa, le soluzioni tecniche prospettate dalla commissione e sottoposte al Governo con proposta motivata lo scorso 18 novembre sono state accolte integralmente dall'Esecutivo che le ha assunte come base per la predisposizione del testo in esame. Il testo dello schema di decreto si compone di sei articoli e quattro tabelle. L'articolo 1 reca la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali di ciascuna delle circoscrizioni elettorali per la Camera dei deputati, rinviando a quanto indicato, rispettivamente, nelle Tabelle A.1 e A.2.