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Nei mesi scorsi il Governo ha affrontato le conseguenze economiche delle misure sanitarie adottate a partire dalla fine di ottobre attraverso l'adozione di quattro decreti-legge (i cosiddetti decreti ristori), aventi prevalentemente effetto per l'anno 2020, e delle misure recate dalla legge di bilancio 2021. Tuttavia, le principali stime economiche descrivono un peggioramento della congiuntura nello scorcio finale dello scorso anno, con un quadro economico aggiornato in cui, dopo un rimbalzo del terzo trimestre del tasso di crescita del PIL reale rispetto al trimestre precedente (più 15,9 per cento), si è verificata una contrazione, nel quarto trimestre del 2020, che porterebbe la contrazione annuale in linea con la stima presentata nella Nota di aggiornamento del DEF (meno 9 per cento). Questo scostamento servirà pertanto a contrastare nuovamente l'emergenza. Riguarderà il solo 2021, con un'autorizzazione pari a 32 miliardi di euro in termini di indebitamento netto. Le stringenti misure sanitarie richiedono infatti di essere accompagnate da nuovi interventi di sostegno e ristoro di entità nettamente maggiore rispetto a quanto preventivato nella legge di bilancio 2021. Sarà quindi fondamentale il decreto ristori cinque, che nel giro di qualche giorno arriverà in Aula, per il sostegno ai settori più esposti alla crisi determinata dal Covid-19. Sarà importante che il provvedimento contenga misure a tutela dei lavoratori, compresa la possibilità di prolungare ulteriormente il blocco dei licenziamenti per non rischiare una drammatica crisi sociale. Sappiamo bene che l'epidemia potrà essere debellata quando verrà effettuata su ampia scala la somministrazione di vaccini efficaci, che rappresentano oggettivamente l'arma più forte contro il virus per il suo definitivo contenimento nei tempi più brevi possibili. Occorrerà certamente tempo perché la copertura vaccinale sia efficace. In Italia, il piano strategico per la vaccinazione stima che, nel quarto trimestre, si possa raggiungere una percentuale di popolazione vaccinata dell'ordine del 90 per cento. Siamo solo all'inizio. Dobbiamo fare in modo che questo tempo sia impiegato bene, con una puntuale organizzazione sul territorio. Dobbiamo approfondire meglio, perché, dopo un momento in cui l'Italia è stata prima in Europa per numero di somministrazioni di vaccino, da diversi giorni ci sono stati alcuni ritardi dell'azienda Pfizer nelle consegne e riduzioni nel numero di dosi, come del resto anche in altri Paesi europei. Dobbiamo adottare quindi interventi conseguenti, per non alterare il piano vaccinale nazionale. C'è ancora tantissimo da fare e dobbiamo correre molto velocemente per garantire il pieno successo di questa campagna. Ho pertanto trovato la posizione politica espressa nei giorni scorsi dalla vice presidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti, inquietante, radicalmente sbagliata e culturalmente pericolosa. Ha fatto bene il ministro della salute Roberto Speranza a ribadire che il Servizio sanitario nazionale, tanto più in una grave emergenza sanitaria, ha l'obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute, a partire dai più deboli, da quelli che corrono più rischi di perdere la vita, indipendentemente dalla ricchezza dei territori in cui vivono. Colleghe e colleghi, la salute è un bene pubblico fondamentale. Il diritto alla salute è di tutti e non è un privilegio di chi ha di più. Il Paese ha davanti una sfida epocale. Le comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio dei ministri nella seduta di ieri in quest'Aula hanno avuto il merito di chiarire l'ampio respiro riformatore che servirà al nostro Paese per uscire da questa drammatica fase. Il recovery fund riveste un ruolo strategico nella ripartenza del nostro Paese, che necessita, in molti settori, di innovazioni e trasformazioni profonde, anche radicali, al fine di emergere da una condizione di crisi che da molto tempo ormai colpisce il nostro Paese. Ne discuteremo presto in Parlamento, apporteremo le nostre modifiche, se necessarie, e lo miglioreremo. È in gioco il nostro futuro. Nelle Commissioni bisognerà perciò lavorarci con rigore e serietà e nell'esame complessivo credo sia giusto verificare e approfondire se gli investimenti per il Mezzogiorno siano adeguati per ridurre il divario accumulato con il resto del Paese ed effettivamente centrali nelle scelte politiche nazionali. Bene ha detto il presidente Conte quando ha sottolineato che un 50 per cento del recovery - queste sono le stime - sarà destinato al Sud; altro che 34 per cento. L'Italia per ripartire ha bisogno della locomotiva del Sud: più ricchezza e più risorse per il Mezzogiorno perché, solo facendo correre il Sud, potranno correre il Nord e tutta l'Italia. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione con l'annuncio del voto favorevole allo scostamento di bilancio dei senatori di LeU e della maggioranza del Gruppo Misto. Ci rendiamo conto tutti della lunga e difficile giornata che abbiamo vissuto ieri con il voto di fiducia al Governo. La maggioranza è uscita più fragile, non c'è dubbio; per tutti comincia oggi una sfida, convinti di riuscire a rafforzare in Parlamento la maggioranza, per un patto di legislatura. Ora bisogna concentrarsi sui problemi degli italiani e lavorare intensamente; il Paese attende risposte rapide e noi dobbiamo essere all'altezza della speranza e della domanda di futuro dei cittadini: prima le persone. (Applausi). MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, nel dichiarare anzitutto il voto favorevole del Partito Democratico alla proposta di risoluzione predisposta dalla maggioranza - che ha accolto anche le giuste valutazioni e interpretazioni dell'opposizione - desidero soffermarmi su alcuni aspetti che ritengo centrali, proprio perché oggi non stiamo compiendo un atto burocratico, ma una scelta politica di grandissimo rilievo. Tutti i Gruppi parlamentari hanno richiesto al Governo di garantire la centralità del Parlamento anche nella gestione di una fase emergenziale; eppure, non possiamo partire dalla richiesta della centralità del Parlamento calpestando, ignorando o interpretando sul piano politico la Carta costituzionale. Non si garantiscono centralità e credibilità alle istituzioni piegando le regole della nostra democrazia. Lo dico con grande chiarezza: non possiamo confondere la maggioranza necessaria per garantire la fiducia a un Governo in carica con quella rafforzata necessaria per approvare lo scostamento di bilancio e le modifiche costituzionali. È una falsa caricatura politica, che offende la credibilità e la dignità di questo Parlamento. (Applausi). Allora, siccome stiamo lavorando insieme - credo - il primo punto di partenza deve essere quello di riconoscere la scelta che oggi stiamo compiendo: 32 miliardi di indebitamento netto, 35 miliardi di fabbisogno, che è il saldo netto da finanziare, 40 miliardi in termini di competenza e 50 miliardi in termini di cassa. Sono nuovo debito, che inevitabilmente richiede un'assunzione di grande responsabilità.