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È auspicabile che questo disegno di legge possa essere approvato in tempi rapidi, affinché il legislatore, conscio del fondamentale ruolo della famiglia, metta in campo nuovi strumenti a sostegno della stessa e soprattutto misure che ne riconoscano in modo coerente il suo carattere di soggetto attivo, titolare di diritti e di doveri.. Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. (Istituzione del servizio dei consultori familiari) 1. Lo Stato promuove l'istituzione di consultori familiari a tutela e a sostegno della famiglia, della maternità, dell'infanzia e dei giovani in età evolutiva, nonché riconosce il ruolo e l'importanza dell'attività dei soggetti del volontariato, dell'associazionismo familiare e femminile, della cooperazione sociale e degli enti no profit e profit operanti nei settori di cui al comma 2. 2. I consultori familiari esercitano le loro funzioni nei seguenti settori: a) informativo; b) educativo; c) giuridico; d) della consulenza psicologica; e) sanitario. 3. I consultori familiari sono un servizio di base, pubblico e gratuito, e fanno parte del complesso dei servizi garantiti dal Ministero della salute e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 4. I consultori familiari sono distinti in: a) consultori gestiti da comuni, loro consorzi o da enti pubblici; b) consultori promossi o gestiti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS); c) consultori facenti capo a strutture private lucrative. 5. I consultori familiari possono ottenere il riconoscimento e l'accreditamento ai sensi della presente legge. Art. 2. (Princìpi ispiratori) 1. Costituiscono princìpi ispiratori per la realizzazione dei servizi di cui all'articolo 1: a) la tutela della vita in tutte le sue fasi, fin dal concepimento, con particolare attenzione alla gestante, al periodo prenatale e all'infanzia; b) il riconoscimento dell'alto valore della maternità e della paternità; c) la valorizzazione della famiglia, quale società naturale fondata sul matrimonio, istituzione finalizzata al servizio della vita, all'istruzione e all'educazione dei figli, soggetto politico garante dei diritti inviolabili della persona e dell'adempimento dei doveri di solidarietà familiare, intergenerazionale e sociale; d) l'attribuzione alle associazioni familiari e femminili e alle organizzazioni senza scopo di lucro, che promuovono la cultura familiare, ai sensi degli articoli 2, 3, 29, 30, 31, 37 e 53 della Costituzione, della funzione di istituzioni sociali, costituite nell'esercizio dei diritti fondamentali di libertà della persona, i cui fini conformi all'ordinamento sono recepiti come fini pubblici ai sensi della presente legge; e) il rispetto del principio di sussidiarietà delle istituzioni pubbliche nei confronti della famiglia. Art. 3. (Finalità dei consultori familiari) 1. I consultori familiari perseguono i seguenti obiettivi, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 2: a) rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, culturale ed economico che impediscono il pieno sviluppo della persona; b) valorizzare il principio di corresponsabilità dei genitori nei confronti della prole, garantendo il diritto alla procreazione libera e consapevole, anche attraverso l'offerta di opportuni e di idonei sostegni volti a rimuovere limitazioni dovute a infertilità o a stati di bisogno economico e di disagio; c) realizzare una reale tutela sociale della maternità, potenziando l'assistenza sanitaria e sociale e favorendo interventi volti a prevenire e a rimuovere difficoltà economiche, sociali e familiari che, in applicazione dell'articolo 4 della legge 22 maggio 1978, n. 194, possano indurre la madre all'interruzione volontaria della gravidanza, prevedendo anche l'erogazione di fondi destinati alle donne in difficoltà economica a causa della gravidanza; d) predisporre specifici programmi e percorsi di sostegno in favore di situazioni di particolare disagio, ivi comprese quelle conseguenti a provvedimenti giudiziari afferenti a separazione legale o a divorzio; e) promuovere attività di tutela, di assistenza e di consulenza a sostegno dei componenti del nucleo familiare, dei minori orfani o comunque privi dell'assistenza dei genitori, delle vittime della violenza anche sessuale, nonché dei minori sottoposti a maltrattamenti, abusi e abbandoni e della coppia, della madre e del bambino vittime di violenze familiari; f) favorire e sostenere la realizzazione di reti di solidarietà e di mutuo aiuto tra famiglie, nonché di forme di autorganizzazione e di imprenditorialità al fine di integrare i compiti di cura familiari; g) favorire gli istituti dell'adozione e dell'affido familiare; h) prevedere la formazione e l'aggiornamento degli operatori dei servizi alla famiglia; i) informare gli adolescenti sull'educazione sessuale soprattutto per prevenire malattie sessualmente trasmissibili. Art. 4. (Funzioni nel settore educativo) 1. I consultori familiari svolgono attività di educazione alla cultura familiare e di formazione alle responsabilità proprie della società familiare, secondo i princìpi di cui agli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. In particolare, essi contribuiscono: a) alla preparazione della coppia al matrimonio, alle scelte di paternità e di maternità responsabili, al rispetto della vita fin dal concepimento e all'educazione della prole; b) alla preparazione della coppia e della famiglia all'esercizio dei doveri di solidarietà familiare e parentale, in particolare nei confronti dei minori e degli anziani; c) alla preparazione della coppia e della famiglia all'esercizio delle funzioni sociali. Art. 5. (Funzioni nel settore giuridico) 1. I consultori familiari garantiscono un servizio di consulenza e di assistenza giuridiche alla famiglia, finalizzato alla risoluzione delle problematiche giuridiche relative alla società familiare. In particolare, essi forniscono: a) consulenza e assistenza prematrimoniali; b) consulenza e assistenza in ordine alle problematiche familiari; c) consulenza e assistenza in ordine ai conflitti tra coniugi, anche in sede giudiziaria; d) consulenza e assistenza in ordine agli istituti dell'affido familiare e dell'adozione; e) consulenza e assistenza ai coniugi nelle relazioni della famiglia con la scuola, con il mondo del lavoro e con le amministrazioni pubbliche e private. 2. I consultori familiari esercitano le funzioni di cui al comma 1 cooperando con le autorità giudiziarie competenti, le quali sono tenute a richiedere l'intervento consultoriale, secondo le modalità di cui all'articolo 11, nei procedimenti relativi a questioni di diritto familiare, e in particolare: a) nei procedimenti di autorizzazione del minore a contrarre matrimonio; b) nei procedimenti relativi alla mediazione e alla separazione legale dei coniugi, allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio; c) nei procedimenti relativi all'impugnativa e alla nullità del matrimonio; d) nei procedimenti relativi al riconoscimento dei figli naturali; e) nei procedimenti relativi all'adozione e all'affido familiare; f) nei procedimenti relativi alle questioni tutelari e patrimoniali concernenti i minori, i disabili, gli anziani e le persone incapaci di intendere e di volere. Art. 6.