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I segretari amministrativi dei partiti sono tenuti a pubblicare entro il 30 aprile di ogni anno sul giornale ufficiale del partito, ove esistente, nonché su un quotidiano a diffusione nazionale, il bilancio, approvato dall'organo competente del partito e redatto secondo i modelli di cui agli allegati A, B e C. Copia dei giornali sui quali è effettuata la pubblicazione è trasmessa alla Commissione unitamente ai documenti di cui al comma 3 dell'articolo 29. Art. 32. (Contributi vietati) 1. È fatto divieto ai partiti politici e alle loro articolazioni periferiche di ricevere finanziamenti sotto qualsiasi forma, diretta o indiretta: a) da parte dello Stato, delle regioni, degli enti locali o di altri enti pubblici; b) da parte di società il cui capitale è partecipato dallo Stato, dalle regioni, dagli enti locali o da altri enti pubblici in misura superiore al 10 per cento; c) dalle società controllate dalle società di cui alla lettera b), o a queste collegate; d) da Stati esteri, nonché da organizzazioni pubbliche internazionali o sovranazionali, salvi gli eventuali finanziamenti previsti a carico del bilancio dell'Unione europea o concessi ai partiti da fondazioni o associazioni dell'Unione europea in base alla normativa vigente nello Stato in cui hanno sede. 2. I divieti previsti dal comma l si applicano anche ai membri del Parlamento nazionale ed europeo, ai presidenti di regione e di provincia, ai sindaci, ai consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, nonché ai candidati alle predette cariche. 3. I divieti di cui al comma l si applicano altresì ai gruppi parlamentari, salvi i contributi assegnati dal Presidente della Camera dei deputati e dal Presidente del Senato della Repubblica ai sensi, rispettivamente, del comma 3 dell'articolo 15 del regolamento della Camera e dell'articolo 16 del regolamento del Senato. Art. 33. (Disciplina delle erogazioni liberali) 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 32, le erogazioni liberali a favore dei partiti politici, il cui statuto sia registrato ai sensi dell'articolo 11, sono libere. 2. Le società, non comprese fra quelle indicate all'articolo 32, possono effettuare erogazioni liberali in denaro o altre prestazioni in favore di partiti politici i cui statuti siano stati registrati ai sensi dell'articolo 11 purché tali erogazioni siano disposte dall'organo sociale dotato dei necessari poteri e regolarmente iscritte nel bilancio della società. Le società devono allegare ai bilanci l’indicazione nominativa dei beneficiari delle erogazioni. 3. Le erogazioni di cui ai commi l e 2 possono essere effettuate anche a favore delle articolazioni territoriali dei partiti nonché a favore di candidati dei partiti al Parlamento nazionale ed europeo, o alla carica di presidente di regione o di provincia, di sindaco, di consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale, limitatamente al periodo elettorale. Art. 34. (Obbligo di dichiarazione dei contributi) 1. Nel caso di erogazione di finanziamenti o contributi sotto qualsiasi forma, compresa la messa a disposizione di beni, forniture o servizi, a favore di partiti o di loro articolazioni, di gruppi parlamentari, ovvero a favore di membri del Parlamento nazionale o europeo, di presidenti di regione o di provincia, di sindaci, di consiglieri regionali, provinciali, comunali o circoscrizionali, per un importo complessivo superiore nell'anno a 10.000 euro, rivalutato annualmente sulla base degli indici ISTAT dei prezzi all'ingrosso, il soggetto che ha ricevuto i contributi è tenuto a farne dichiarazione alla Commissione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. 2. L'obbligo di cui al comma 1 è adempiuto entro tre mesi dalla percezione di un singolo contributo o finanziamento di importo superiore a 10.000 euro. Nel caso di contributi o finanziamenti erogati dallo stesso soggetto, che soltanto nel loro ammontare complessivo annuo siano superiori al predetto importo, l'obbligo è adempiuto entro il mese di marzo dell'anno successivo. Art. 35. (Rimborso per le spese elettorali) 1. In occasione delle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia e dei consigli regionali, è riconosciuto ai partiti politici registrati ai sensi della presente legge un rimborso per le spese elettorali sostenute, pari a 0,50 euro per ogni voto ricevuto. 2. I partiti politici e le coalizioni di partiti che intendono usufruire dei rimborsi devono farne richiesta alla Commissione all'atto della trasmissione alla stessa dei rispettivi bilanci. La Commissione, verificata la regolarità dei documenti contabili, trasmette la richiesta al Ministero dell'economia e delle finanze che provvede all'erogazione con proprio decreto. Art. 36. (Detrazione per le erogazioni liberali delle persone fisiche) 1. All'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1- bis. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento per le erogazioni liberali in denaro in favore di partiti politici i cui statuti siano stati registrati, o di loro articolazioni periferiche, per importi compresi tra 50 euro e 120.000 euro. Eguale detrazione si effettua per le erogazioni in denaro a favore dei candidati dei predetti partiti al Parlamento nazionale o europeo, alla carica di presidente di regione o di provincia, di sindaco, di consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale in occasione delle relative elezioni, per importi compresi tra 50 euro e 10.000 euro. Le erogazioni devono risultare da movimentazioni bancarie o postali, o da carte di credito». Art. 37. (Detrazione per le erogazioni liberali delle persone giuridiche) 1. L'articolo 78 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è sostituito dal seguente: «Art. 78. - (Detrazione di imposta per oneri). -- 1. Dall'imposta lorda si detrae fino a concorrenza del suo ammontare un importo pari al 19 per cento dell'onere di cui all'articolo 15, comma 1- bis , limitatamente alle società e agli enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettere a) e b) , diversi dagli enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne siano controllati o siano controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi». Art. 38. (Destinazione del 5 per mille dell'IRPEF ai partiti) 1. All'atto della dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche, ciascun contribuente può richiedere che una quota pari al 5 per mille della sua imposta sul reddito sia destinata al finanziamento dei partiti politici registrati ai sensi della presente legge. 2. L'importo relativo alle richieste di cui al comma 1 è devoluto ai singoli partiti in misura corrispondente alle indicazioni preferenziali formulate in apposito modulo allegato alla dichiarazione dei redditi. 3.