[massime]

SENT. 390/06 B. IMPIEGO PUBBLICO - DIPENDENTI PUBBLICI ISCRITTI ALL'ALBO DEGLI AVVOCATI SUCCESSIVAMENTE ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1996, N. 662 ED ANCORA ISCRITTI - POSSIBILITÀ DI OPTARE PER IL MANTENIMENTO DEL RAPPORTO DI IMPIEGO, CON CANCELLAZIONE DALL'ALBO, O PER L'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE - LAMENTATA IRRAGIONEVOLEZZA NONCHÉ INGIUSTIFICATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO AGLI AVVOCATI ISCRITTI ALL'ALBO PRIMA DELL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE N. 662 DEL 1996 - QUESTIONE NON RILEVANTE NEL GIUDIZIO 'A QUO' - INAMMISSIBILITÀ.. E' inammissibile per difetto di rilevanza nel giudizio a quo la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge 25 novembre 2003, n. 339, censurati dal Tribunale di Napoli, per contrasto con gli artt. 3 e 4 Cost., laddove stabiliscono, rispettivamente, che i commi 56, 56- bis e 57 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 - che consentono l'iscrizione agli albi professionali dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni con rapporto di lavoro a tempo parziale quando la prestazione lavorativa non sia superiore al 50% di quella a tempo pieno - non si applicano all'iscrizione all'albo degli avvocati e che i pubblici dipendenti che hanno ottenuto l'iscrizione a detto albo successivamente alla data di entrata in vigore della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e risultanti ancora iscritti, possono optare per il mantenimento del rapporto di impiego (con conseguente cancellazione dall'albo) o per l'esercizio della professione forense.