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Viene altresì mutato il quadro dei soggetti chiamati a sottoscrivere l'apposito accordo di programma, che si prevede venga sottoscritto non più dal Presidente del Consiglio dei ministri, bensì dal Ministro dell'ambiente e dal presidente della regione o della provincia autonoma interessata al programma nazionale di investimento, risultando altresì modificato il quadro dei soggetti chiamati ad esprimersi nel processo autorizzatorio per la stipula di mutui a favore dei presidenti delle regioni o delle province autonome interessate. Il comma 4 dell'articolo 2 reca una serie di modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300: con la lettera a) del comma, si novella l'articolo 35, comma 2, del suddetto decreto legislativo, ove si aggiungono alle materie indicate dalla disposizione, di competenza del Ministero dell'ambiente, le politiche di promozione per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse - fatte salve le competenze del Ministero dello sviluppo economico - nonché il coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati. Con la lettera b) del comma 4 si novella, inoltre, l'articolo 37, comma 1, del decreto legislativo n. 300, modificando la norma relativa al conferimento dell'incarico di Segretario generale del Ministero dell'ambiente: il rinvio all'articolo 19 decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 diviene generale e viene meno il richiamo al solo comma 5- bis della stessa. Il comma 5 dell'articolo 2 prevede poi che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito il Ministro dell'ambiente, si provveda alla quantificazione puntuale e al trasferimento delle risorse finanziarie allocate e da allocare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per lo svolgimento delle funzioni trasferite, mentre il comma 6 demanda ad un regolamento di organizzazione l'adeguamento delle strutture organizzative del Ministero dell'ambiente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La disposizione non prevede un termine per tale emanazione. Il comma 7 dell'articolo 2 stabilisce infine l'invarianza finanziaria delle disposizioni dell'articolo in esame. Il relatore segnala poi l'articolo 4 del decreto-legge in esame, che prevede, al comma 1, la soppressione del Dipartimento Casa Italia, istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con le funzioni di indirizzo e coordinamento dell'azione strategica del Governo connesse al progetto "Casa Italia", e l'affidamento delle relative funzioni alla Presidenza del Consiglio. Il comma 2 stabilisce poi che la parte di risorse del Fondo da ripartire per accelerare le attività di ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 2016 e 2017 - specificatamente destinata al finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici - confluisce nel Fondo unico per l'edilizia scolastica e può essere utilizzata esclusivamente per le verifiche di vulnerabilità degli edifici ricadenti nella zona sismica 1, mentre il comma 3 reca alcune modifiche all'articolo 1, commi 487-489, della legge di bilancio per il 2017, in materia di interventi di edilizia scolastica. Il senatore MIRABELLI ( PD ) rileva come il dibattito in sede consultiva sul decreto legge n. 86 del 2018, per quanto riguarda i profili di competenza della Commissione ambiente, non possa non evidenziare che alcune delle misure contenute nel provvedimento d'urgenza risultano sostanzialmente prive di una chiara motivazione. Questo vale innanzitutto per la soppressione della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, istituita presso la Presidenza del Consiglio, soppressione che in concreto parrebbe suscettibile di pregiudicare le finalità per cui fu istituita la predetta Struttura, consistenti nell'esigenza di assicurare, in una logica organica, una più celere attuazione degli interventi prioritari in materia di dissesto idrogeologico e la più efficiente utilizzazione degli stanziamenti a tal fine previsti. Non diverse perplessità suscitano le previsioni del decreto-legge che intervengono sul progetto "Casa Italia", facendo venire meno una impostazione normativa che era stata adottata nel presupposto che fosse quella più coerente per la realizzazione di un grande piano di prevenzione in tale ambito. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) sottolinea come l'adozione del decreto-legge in conversione susciti perplessità sia in quanto gli interventi di riordino sono posti in essere ad invarianza degli oneri, quindi sostanzialmente senza che gli stessi siano accompagnati da nuove risorse finanziarie, sia in quanto, su un piano più generale, il continuo ricorso alla decretazione di urgenza da parte di un Governo, sostenuto da forze politiche che in passato hanno lamentato l'abuso di tale strumento, risulta palesemente contraddittorio e sintomo dell'incapacità di muoversi in una coerente logica di intervento normativo. Anche la senatrice TIRABOSCHI ( FI-BP ) manifesta perplessità sulle modalità con cui sono stati definiti i contenuti del provvedimento di urgenza in titolo, evidenziando in particolare - con specifico riferimento ai profili di competenza della Commissione - come l'insieme dei nuovi compiti attribuiti al Ministero dell'ambiente risulti non ancora adeguato rispetto all'esigenza di assicurare allo stesso un'effettiva centralità nell'azione di Governo e, soprattutto, un'efficace capacità di coordinamento di tutte le strutture ministeriali rilevanti nella prospettiva ambientale. Il senatore FERRAZZI ( PD ) rileva come il decreto-legge in titolo meriti una valutazione critica, ad avviso della sua parte politica, innanzitutto per l'evidente mancanza dei presupposti di necessità e di urgenza, mancanza che ovviamente sarà contestata in altra sede parlamentare. Nel merito, con più specifico riferimento ai profili di competenza della Commissione ambiente, ci si deve chiedere se lo strumento dell'accentramento sia davvero quello migliore per perseguire gli obiettivi di una maggiore efficienza nella realizzazione degli interventi di emergenza ambientale e di contrasto al dissesto idrogeologico o se invece, a tal fine, non sarebbe stata più utile la conservazione delle Strutture di missione, in quanto più idonee - anche per la loro collocazione presso la Presidenza del Consiglio - nella prospettiva di elaborare una coerente politica generale negli ambiti considerati. Sotto un diverso profilo il senatore chiede se le previsione del decreto-legge in conversione siano poi adeguate rispetto all'ulteriore esigenza di evitare che le misure di riordino implichino la dispersione di risorse umane e di competenze formatesi nel corso di questi anni. La senatrice NUGNES ( M5S ) non condivide le considerazioni critiche emerse nel corso del dibattito in ordine alla riorganizzazione delle funzioni ministeriali oggetto del provvedimento in titolo, sottolineando in particolare come, per quanto riguarda il Ministero dell'ambiente, queste misure si collochino proprio nell'ottica di assicurarne una nuova e più effettiva centralità e di potenziarne la funzione di coordinamento rispetto agli altri ministeri.