[pronunce]

che la giurisprudenza costituzionale sarebbe del resto consolidata - sempre secondo il giudice a quo - nel senso di «escludere ogni automatismo di trasposizione di effetti dal piano penale a quello disciplinare e cautelare nell'ambito del rapporto d'impiego», salva l'ipotesi estrema - cui farebbe riferimento la sentenza n. 206 del 1999 - della condanna per reato associativo di stampo mafioso, prevista quale causa di sospensione dall'ufficio dall'art. 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, anche in tal caso riportandosi integralmente alla memoria depositata nell'altro giudizio. Considerato preliminarmente che i tre giudizi, in considerazione della evidente affinità delle questioni sollevate, vanno riuniti per essere decisi con unico provvedimento; che questa Corte, con sentenza n. 145 del 2002, successiva alle tre ordinanze di rimessione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, nei sensi di cui in motivazione, dell'art. 4, comma 2, della legge 27 marzo 2001, n. 97 (Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche), «nella parte in cui dispone che la sospensione perde efficacia decorso un periodo di tempo pari a quello di prescrizione del reato»; che - stante l'evidente connessione tra le disposizioni contenute nel primo e nel secondo comma della norma impugnata - l'intervenuto mutamento del quadro normativo rende necessaria la restituzione degli atti ai giudici a quibus perché valutino se le questioni sollevate possano ritenersi tuttora rilevanti.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale dell'Emilia-Romagna ed al Tribunale amministrativo regionale della Campania. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 ottobre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Annibale MARINI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 12 novembre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA