[massime]

Sanità pubblica - Razionalizzazione delle spese del Servizio sanitario nazionale (SSN) - Riduzione della spesa sanitaria in attuazione delle intese raggiunte in sede di Conferenza Stato-Regioni - Ricorso della Regione Veneto - Asserita assenza di intesa effettiva - Denunciata violazione del principio di leale collaborazione - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale, promossa dalla Regione Veneto in riferimento al principio di leale collaborazione di cui all'art. 120 Cost., dell'art. 9-bis del d.l. n. 78 del 2015, conv., con modif., nella legge n. 125 del 2015, che, in attuazione delle intese sancite dalla Conferenza Stato-Regioni in data 26 febbraio 2015 e 2 luglio 2015, prevede l'applicazione degli artt. 9-ter a 9-octies, contenenti misure per la riduzione della spesa sanitaria. La resistente si basa sull'assunto secondo cui il "taglio" al SSN per il 2015 sarebbe stato di fatto imposto alle Regioni, altrimenti esposte al rischio di subirlo secondo le determinazioni unilaterali dello Stato, come previsto dall'art. 46, comma 6, del d.l. n. 66 del 2014, così come modificato dall'art. 1, comma 398, lett. c), della legge n. 190 del 2014. Poiché sono già state respinte le impugnative regionali rivolte contro quest'ultima norma ed il relativo meccanismo, esse non possono più venire in considerazione come eventualità idonee a determinare una lesione dei parametri evocati, con la conseguenza che l'intesa non può ritenersi frutto di illegittima costrizione. ( Precedente citato: sentenza n. 65 del 2016 ).