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si assiste infatti a corsi universitari annuali, o poco più, diversissimi tra di loro per permettere ai professionisti in attività da tempo di trasformare in titolo di laurea, un titolo ottenuto dopo un'incontrollata attivazione di corsi di formazione professionali, diversi a seconda dell'ambito regionale e territoriale di riferimento, che hanno diplomato lavoratrici e lavoratori con qualifiche molto diverse ma con l'obiettivo di rispondere ai fabbisogni di educatori nei vari servizi pubblici, sia quelli erogati direttamente dalle aziende e enti pubblici, sia quelli erogati da aziende e imprese private, in appalto o in accreditamento, si chiede di sapere quali criteri intenda confermare o modificare il Ministro in indirizzo, sia ai fini di una precisazione dei due titoli di laurea, mantenendo come è auspicabile la specificità di ognuno di loro, sia in merito alle norme transitorie che tutelino la professionalità di quanti già da anni sono impegnati nel settore educativo socio-pedagogico e sono disorientati davanti a richieste così disomogenee da parte degli atenei. Atto n. 4-00406 BINETTI RIZZOTTI Ai Ministri della salute, per la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze Premesso che: la Croce rossa italiana ha sempre rappresentato una delle eccellenze italiane, per la competenza professionale delle persone impegnate, per la loro disponibilità ad intervenire in condizioni di emergenza e per un indubbio consenso popolare che ha contribuito in modo significativo alla disponibilità di risorse di cui l'ente ha sempre goduto: una risposta di gratitudine ispirata alla realtà tangibile di servizi resi in modi diversi e in tempi diversi, ma sempre a servizio di chi ne aveva bisogno; come è noto, l'ordinamento della Croce rossa italiana si ispira ai principi di sussidiarietà, di democrazia ed elettività delle cariche associative, di separazione tra le funzioni di indirizzo e controllo e le funzioni operative di autonomia degli organi territoriali, nonché ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità; il decreto legislativo 28 settembre 2012, n.178, contenente la riforma che ha cambiato la natura giuridica della Croce rossa da pubblica a privata, ha posto in essere una serie di importanti cambiamenti anche in relazione alle componenti volontaristiche, alle attività, al personale dipendente e al patrimonio; attualmente, la Croce rossa italiana si articola in tre diversi organismi: organizzazione locale che agisce sul territorio, articolata in comitati con autonoma personalità giuridica; organizzazione regionale articolata in comitati regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, che coordina e controlla, mediante specifiche attribuzioni, l'attività dei comitati che operano nella regione, nel rispetto dell'autonomia di ciascun comitato; organizzazione nazionale, che stabilisce la strategia dell'associazione ed approva le normative generali, denominata comitato nazionale e a cui fanno ancora capo due strutture storiche della CRI: le crocerossine e un corpo di ausiliari delle forze armate; a parere delle interroganti, pur nel nuovo assetto organizzativo gestionale, vanno sempre rispettati i principi fondativi della CRI che sono: l'imparzialità, la neutralità, la indipendenza; la volontarietà, unità e universalità di una struttura tra le più amate e rispettate nel mondo, soprattutto laddove l'emergenza si fa sentire con più forza. Non a caso ogni programma di sviluppo della CRI si fonda su una visione globale dei bisogni e richiede la partecipazione degli stessi destinatari, coinvolgendoli e contribuendo al miglioramento delle loro condizioni di vita; il processo di trasformazione dell'ente, tuttavia, sembra muoversi secondo binari diversi e un profondo malessere, documentato anche sulla stampa popolare, si è impadronito delle persone che a titolo volontario collaborano con l'ente stesso, anche perché nel tempo si è proceduto alla sostituzione dei volontari con altre figure professionali, secondo un modello in cui non si ravvisano facilmente criteri di trasparenza, mentre è evidente il processo di allontanamento di persone disponibili a collaborare a titolo gratuito; ovviamente tutto ciò avviene con un considerevole aumento dei costi, che coinvolge anche il patrimonio dell'ente; in altri termini, il processo di aziendalizzazione a cui è attualmente sottoposta la CRI sta modificando le sue caratteristiche fondazionali, riducendole agli obiettivi di un qualunque ente pubblico con finalità socio-assistenziali, che conti su di un personale rigorosamente assunto e adeguatamente retribuito. Il cambio di indirizzo della nuova CRI risponde in modo discutibile all'ispirazione iniziale, centrata sul volontariato, ma mette seriamente in dubbio anche la gestione di un patrimonio che nel tempo si era accumulato attraverso donazioni volontarie fatte ad un ente che si muoveva sulla base di iniziative di volontariato, si chiede di sapere: come i Ministri in indirizzo intendano procedere per salvaguardare anche sotto il profilo etico-istituzionale la struttura di una realtà, nata in Italia oltre 150 anni fa e che ha fatto scuola nel mondo intero; se non intendano porre in essere azioni concrete volte a verificare che i criteri di gestione organizzativa e amministrativa rispondano alla necessaria trasparenza, dovuta per le finalità dell'ente e in rispetto del suo stesso patrimonio di valori e di beni anche materiali. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-00119, del senatore Malan, sulla ratifica dell'accordo tra Italia e Giappone in merito al trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologie di difesa; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00115, del senatore Durnwalder, sulla libera prestazione di servizi di trasporto merci nello spazio economico europeo; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-00111, del senatore Margiotta, sull'attuazione del programma di investimenti per la messa in sicurezza della strada statale 658 Potenza-Melfi e collegate; 3-00112, del senatore D'Arienzo, sulla validità della gara di appalto dei lavori del collettore fognario del lago di Garda; 3-00116, del senatore Taricco ed altri, sul completamento della realizzazione dell'autostrada A/33 Asti-Cuneo. Mozioni, ritiro di firme La senatrice Masini ha dichiarato di ritirare la propria firma dalla mozione 1-00023, del senatore Martelli ed altri.