[resaula]

il TAR Puglia ha accolto il ricorso dell'associazione "GranoSalus" contro la Camera di commercio di Foggia, che aveva negato il diritto di accedere agli atti del procedimento di formazione dei listini prezzi di grano duro e sfarinati pubblicati sul sito dell'ente camerale; con una sentenza ricca di precisazioni il giudice amministrativo non solo ha riconosciuto il ruolo dell'associazione GranoSalus come riferimento a tutela degli operatori del settore cerealicolo ma, con decisione n. 1200 del 16 settembre 2019 il TAR Puglia, sede di Bari, ha accolto il ricorso proposto dall'associazione per l'annullamento dei listini settimanali della CCIAA di Foggia degli anni 2016-2017; la sentenza, in tal senso innovativa, ha preso atto della violazione, da parte della commissione tecnica della Camera di commercio, del procedimento di accertamento e formazione dei prezzi dei cereali e degli sfarinati che appaiono sul sito dell'ente camerale, a cui fanno riferimento le transazioni commerciali nazionali, che costituiscono la base delle rilevazioni dell'Istat sull'andamento del mercato; la decisione del TAR Puglia evidenzia, nelle more della politica, la necessità di seguire rigorose procedure che restituiscano al mercato del grano, così determinante per l'economia nazionale e per le esportazioni, la necessaria trasparenza, per assicurare un reddito dignitoso ai cerealicoltori e per offrire ai consumatori prodotti finiti della dieta mediterranea e di larghissimo utilizzo (pane, pasta eccetera) a prezzi reali e non alterati; a riprova dei vizi dei documenti assunti a base della rilevazione prezzi e agli atti del giudizio, ve n'é anche uno relativo alle quotazioni di grano canadese di terza categoria, con livelli di micotossine, metalli pesanti e glifosato, assolutamente non paragonabili ai grani del Tavoliere delle Puglie e di tutto il Mezzogiorno, ma comunque in grado di condizionare l'andamento del mercato locale e nazionale; tanto premesso, questo ingiustificato, grave ritardo sull'attuazione della CUN a Foggia penalizza il processo di trasparenza nel mercato italiano e aggrava le condizioni sia delle imprese cerealicole del Mezzogiorno che dei consumatori, a vantaggio esclusivo di una speculazione a favore di commercianti e industriali; l'istituzione della CUN a Foggia porrebbe fine alle speculazioni al ribasso del prezzo del grano, senza pregiudicare ulteriormente la granicoltura del sud Italia, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere, di fronte ad un simile scenario, al fine di superare il desueto meccanismo di rilevazione del prezzo della Commissione camerale di Foggia e transitare velocemente verso l'istituzione della CUN, con sede a Foggia; se non ritenga utile porre in essere gli atti di propria competenza volti a favorire un intervento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), visto che dall'esito dei documenti e della sentenza del TAR Puglia emerge che la Commissione tecnica della Camera di commercio, non solo ha commesso violazioni nell'ambito della formazione dei prezzi, ma che erano presenti, al suo interno, anche esponenti della Barilla e del Gruppo Casillo, detentori di una posizione rilevante dal lato della domanda d'acquisto del grano, dal momento che acquistano circa il 60 per cento del grano complessivamente movimentato in Italia. Atto n. 4-02314 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il quotidiano "Il Sole 24-Ore" ha pubblicato un articolo, all'interno del quale si evidenzia la richiesta da parte dei sindacati dei commercialisti all'Agenzia delle entrate della rimessione in termini, per chi ha aderito allo sciopero proclamato lo scorso 30 settembre e 1° ottobre e versato il proprio modello F24, con due giorni di ritardo, a causa dello stato di agitazione dell'intera categoria professionale, in relazione alle molteplici difficoltà legate all'applicazione di numerose norme tributarie, da ultimo il caos generato dall'utilizzo degli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa); nella comunicazione firmata dalle nove sigle sindacali, che hanno proclamato l'astensione, viene ricordato all'Agenzia che la rimessione in termini, rappresenta peraltro un atto dovuto, sottolineando al contempo la necessità di informare tutti gli uffici periferici per evitare inutili emissioni di atti; inoltre, gli stessi sindacati hanno chiesto nella medesima missiva che la rimessione in termini sia recepita anche dai sistemi operativi e dai software di controllo dell'Agenzia; al riguardo, prosegue l'articolo, il sindacato dei commercialisti auspica che l'Agenzia delle entrate provveda all'emanazione di una circolare ai propri uffici, in cui si precisa che la scadenza fiscale stabilita sia a decorrere dal 2 ottobre 2019, anziché come detto, il 30 settembre 2019 ed il 1° ottobre; secondo il presidente dell'Aidc, una risposta dell'Agenzia rappresenterebbe un atto di rispetto verso la categoria, con la quale più spesso si confronta e pertanto la rimessione in termini rappresenta un atto dovuto, come previsto dal Codice di autoregolamentazione dello sciopero; dello stesso parere i presidenti di altre categorie sindacali dei commercialisti quali: Anc e Ungdcec, i quali chiedono immediati interventi applicativi da parte dell'Agenzia delle entrate, al fine di disporre quanto in precedenza evidenziato, aggiungendo inoltre che nei prossimi giorni una analoga richiesta di sollecitazione sarà indirizzata alle Commissioni tributarie; tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, delineano un quadro complessivo grave e preoccupante, in relazione alle sempre più difficili condizioni, in cui operano quotidianamente i commercialisti e gli esperti contabili, alle prese con l'interpretazione di norme complesse e numerose, il cui ginepraio di disposizioni tributarie alimenta i sentimenti di sconforto e negatività da parte dei contribuenti, accrescendo, al contempo, sempre più il distacco e diffidenza nel rapporto tra fisco e contribuenti; la necessità di intervenire al fine di sostenere l'intera categoria dei commercialisti, anche attraverso la richiesta di rimessione dei termini, per chi ha aderito allo sciopero dello scorso 30 settembre e 1° ottobre, rappresenta pertanto, una necessità urgente e indifferibile, in relazione alle condizioni di estremo disagio, con le quali lavorano gli operatori del settore fiscale attualmente, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se non convenga sulla necessità di intervenire nei riguardi dell'Agenzia delle entrate, al fine di disporre quanto richiesto da sindacati dei commercialisti. Atto n. 4-02315 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: