[pronunce]

Come già evidenziato, il citato comma 3 prevede che affluisca al Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, il maggior gettito tributario derivante dall'aumento di due centesimi al litro, fino al 31 dicembre 2012, dell'aliquota delle accise sui carburanti, mentre il successivo comma 4 demanda ad un decreto ministeriale di stabilire le modalità di individuazione del «maggior gettito di competenza delle autonomie speciali» da attribuire all'Erario. Dette disposizioni contemplano una riserva erariale che riguarda «le risorse derivanti dall'aumento» menzionato, locuzione sufficientemente ampia da includere tutte le maggiori entrate che l'aumento genera, ossia anche il maggior gettito dell'IVA applicata, facendo concorrere le accise alla formazione della base imponibile (a prescindere dalla legittimità di tale condotta, che nella fattispecie non viene in rilievo). La descritta interpretazione normativa, oltre che conforto nel dato letterale, trova riscontro nella relazione tecnica di accompagnamento al decreto-legge e nei lavori preparatori concernenti la successiva legge di conversione. Alla stregua di quanto precede si deve concludere che la riserva riguarda tanto il maggior gettito delle accise sui carburanti quanto il maggior gettito dell'IVA ad esso correlato. Ne consegue che gli atti in relazione ai quali è stato promosso il conflitto non affermano o realizzano direttamente ed autonomamente l'acquisizione all'Erario del gettito dell'IVA derivante dall'aumento dell'aliquota delle accise sui carburanti - e quindi l'asserita violazione degli artt. 36 dello statuto siciliano e 2, primo comma, del d.P.R. n. 1074 del 1965 - ma si limitano a ribadire, esplicitare ed attuare quanto già prescritto dall'art. 2, commi 3 e 4, del d.l. n. 74 del 2012. Più in particolare, la nota n. 26757 del 5 dicembre 2012 ha carattere confermativo ed esplicativo delle disposizioni poc'anzi richiamate, essendo anch'essa diretta «ad affermare la spettanza allo Stato delle entrate» (sentenza n. 369 del 2010) dovute a titolo di IVA ed a chiarire le ragioni normative dell'attribuzione. Il decreto del 5 dicembre 2012, a sua volta, ha natura meramente consequenziale, in quanto si limita ad indicare l'entità del gettito - anche dell'IVA - dipendente dall'aumento dell'aliquota tributaria «ed a definire le modalità concrete dell'acquisizione del maggior gettito» (sentenza n. 144 del 2013) a carico delle autonomie speciali, specificando «i termini concreti» (sentenza n. 30 del 2012) della previsione normativa. Inoltre, poiché lo stesso art. 2, comma 4, del d.l. n. 74 del 2012 non prevede alcuna forma di collaborazione con la Regione siciliana per l'adozione del decreto ministeriale - tantomeno che esso sia frutto d'intesa da perseguirsi attraverso reiterate trattative - le considerazioni che precedono debbono estendersi anche al secondo profilo di censura dedotto dalla ricorrente, ossia alla violazione del principio di leale collaborazione. Giova peraltro rammentare che quest'ultimo impone la previsione di un procedimento che contempli la partecipazione della Regione siciliana - mediante l'interlocuzione sulle scelte tecniche e sulle stime da effettuare e la possibilità di rappresentare il proprio punto di vista - solamente se la determinazione in concreto del gettito derivante dalle nuove norme sia complessa (ex plurimis, sentenze n. 42 del 2013) e che «Al termine del procedimento, com'è naturale, una decisione finale deve comunque intervenire, ad opera degli organi centrali, anche se vi sia dissenso da parte della Regione» (sentenza n. 98 del 2000). Alla luce delle considerazioni che precedono, dalla mancata impugnazione dell'atto legislativo presupposto discende l'inammissibilità del conflitto. 4.- La suddetta inammissibilità impedisce di prendere in esame la questione incidentale di legittimità costituzionale prospettata nel ricorso (sentenza n. 144 del 2013) ed avente ad oggetto l'art. 2, commi 3 e 4, del d.l. n. 74 del 2012.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il conflitto di attribuzione promosso dalla Regione siciliana nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, in relazione alla nota del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del 5 dicembre 2012, n. 26757 ed al decreto del Direttore generale delle finanze e del Ragioniere generale dello Stato del 5 dicembre 2012 (Modalità di individuazione del maggior gettito di competenza delle autonomie speciali da riservare all'Erario, ai sensi dall'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122), con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2016. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Aldo CAROSI, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 aprile 2016. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA