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IL MINISTRO DELLE FINANZE Visto l'articolo 3, comma 168, della legge 28 dicembre 1995, n. 549; Visto il decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, recante modificazioni al regime fiscale degli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati; Visto l'articolo 7, comma 11, del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, convertito dalla legge 8 agosto 1996, n. 425, che ha soppresso la lettera a) dell'articolo 41, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (testo unico delle imposte sui redditi), facendo venire meno, ai fini delle imposte sui redditi, l'equiparazione dei buoni fruttiferi e certificati di deposito di durata non inferiore a diciotto mesi alle obbligazioni; Visto l'articolo 6 della legge 26 aprile 1982, n. 181; Visto, in particolare, l'articolo 11, comma 4-bis, del citato decreto legislativo n. 239 del 1996, introdotto dall'articolo 7, comma 13-bis, della legge 8 agosto 1996, n. 425, di conversione del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, ai sensi del quale devono essere stabilite, con i decreti di cui al comma 4 del citato articolo 11, le modalità per la rilevazione dei soggetti non residenti che possiedono buoni fruttiferi e certificati di deposito emessi da banche residenti nel territorio dello Stato; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 13 febbraio 1997; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 3-6938 del 3 ottobre 1997); Adotta il seguente regolamento: Art. 1 1. Gli interessi, premi ed altri frutti dei buoni fruttiferi e dei certificati di deposito, emessi da banche iscritte nell'albo di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, spettanti a non residenti non sono soggetti ad imposizione limitatamente al periodo di effettivo possesso da parte dei non residenti medesimi, documentato dal deposito di detti titoli presso la banca emittente ovvero presso un'altra banca o una società di intermediazione mobiliare residente in Italia ovvero presso una stabile organizzazione in Italia di banche o di imprese di investimento non residenti. L'attestazione di cui all'articolo 2, comma 1, deve essere richiesta al depositario a cura del soggetto non residente depositante, il quale ha, altresì, l'onere di trasmetterla alla banca che ha emesso i certificati di deposito. 2. Relativamente ai periodi per i quali non risulta documentato il possesso da parte dei soggetti non residenti la banca emittente applica la ritenuta di cui all'articolo 26, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sui proventi dei titoli di cui al comma 1. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il testo del comma 168 dell'art. 3 della legge n. 549/1995 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) è il seguente: "168. Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, uno o più decreti legislativi, concernenti la razionalizzazione del regime della ritenuta alla fonte degli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) soppressione della ritenuta a titolo di acconto di cui all'art. 26, decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, per gli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari emessi da banche e da società per azioni con azioni negoziate in mercati regolamentati italiani, nonché delle obbligazioni e degli altri titoli indicati nell'art. 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, ed equiparati; b) conferma dell'attuale imposizione sostitutiva nella misura del 12,5 per cento sugli interessi, premi ed altri frutti di cui alla lettera a) percepiti da persone fisiche, soggetti di cui all'art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed enti di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del medesimo testo unico, non esercenti attività commerciali e residenti nel territorio dello Stato, nonché da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto italiano, ivi compresi quelli di cui al comma 2 dell'art. 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, e successive modificazioni, da fondi comuni di investimento mobiliari chiusi di diritto italiano, da fondi comuni di investimento immobiliari di cui alla legge 25 gennaio 1994, n. 86, e successive modificazioni, e da fondi pensione di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni. La predetta imposizione sostitutiva sarà applicata ad opera di intermediari autorizzati; c) adozione di un regime generale di non applicazione dell'imposta nei confronti dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato, con esclusione dei soggetti residenti in Stati a regime fiscale privilegiato; d) introduzione di tutte le disposizioni necessarie a consentire il controllo dell'applicazione delle disposizioni di cui alle lettere da a) a c); e) applicazione delle disposizioni di cui alle lettere da a) a c) sugli interessi, premi ed altri frutti dei titoli, anche in circolazione, con esclusione degli interessi in corso di maturazione alla data a partire dalla quale esse hanno effetto; f) l'entrata in vigore dei decreti legislativi di attuazione dovrà avvenire non prima di tre mesi dalla data della loro pubblicazione". - Il testo del comma 11 dell'art. 7 del D.L. n. 323/1996 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 425/1996, recante: "Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica", è il seguente: