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La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) evidenzia come il disegno di legge n. 2005 sia in antitesi rispetto quello approvato dalla Camera; pertanto, deve a suo parere essere disabbinato e chiede che alla Commissione sia consentito di votare la disgiunzione dei disegni di legge in titolo. Fa notare come la relazione letta dal Presidente riprenda interamente la relazione della presentatrice del disegno di legge e chiede, quindi, al Presidente se intenda ancora fare da relatore, dal momento che la sua completa adesione alle opinioni della presentatrice del disegno di legge lo pone, a suo avviso, in una situazione di incompatibilità non più difendibile; propone, poi, di organizzare una discussione dei lavori e un'istruttoria il più possibile con tempi serrati. Il PRESIDENTE , raccogliendo gli spunti pervenuti dall'odierna discussione, replica anzitutto alle osservazioni della senatrice Rossomando, facendo notare come per prassi le relazioni vengono riprese dai dossier del Servizio studi o comunque dalle relazioni dei proponenti: proprio al fine di non aggiungere nulla, a titolo di opinione personale, si è attenuto in maniera rigorosa a quanto proposto dalla prima firmataria del disegno di legge; per quanto riguarda poi il passaggio della relazione in cui si pone in discussione il rischio della violazione del principio di sufficiente determinatezza della fattispecie penale, ritiene si tratti di un aspetto meramente tecnico e non politico, espresso tra l'altro da un eminente professore di diritto penale quale il professor Giovanni Fiandaca. Dichiara poi che è oggettivamente incontestabile la medesimezza tra le materie trattate nei due disegni di legge e che pertanto la congiunzione non può essere oggetto di discussione. Ritiene inoltre che la richiesta di mettere ai voti l'eventuale richiesta di disgiunzione sia in netto contrasto con la volontà del proponente; riguardo poi alla scelta del testo base, fa presente che sarà effettuata dalla Commissione al termine della discussione generale. Infine, dichiara che la decisione di nominare sé medesimo come relatore fu dettata dalla preminente necessità di garantire una corretta applicazione del Regolamento nello svolgimento dei lavori; se la situazione migliorerà, si riserva comunque la possibilità di nominare un altro relatore. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) interviene in dissenso dal Gruppo invocando le previsioni dell'articolo 8 del Regolamento del Senato. Il PRESIDENTE replica dichiarando che i principi di cui all'articolo 8 del Regolamento del Senato risultano, nella sua scelta, pienamente rispettati. Interviene il senatore MIRABELLI ( PD ) denunciando una grave violazione della prassi, secondo cui la maggioranza può chiedere la disgiunzione di eventuali disegni di legge già congiunti in qualsiasi momento, e denuncia, a suo dire, la palese violazione di quanto previsto dall'articolo 51 del Regolamento. Il PRESIDENTE difende ancora una volta la decisione di procedere alla congiunzione, assunta in base a quanto previsto dall'articolo 51 del Regolamento del Senato. Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), ricordando che il Regolamento è posto a garanzia di tutti e che, pertanto, non può essere frutto di forzature prodotte a colpi di maggioranza: il rischio sarebbe quello di creare una dittatura della maggioranza senza alcuna garanzia per le minoranze. Il PRESIDENTE passa ad affrontare la questione delle audizioni, facendo presente come ad oggi siano pervenute 225 richieste: in proposito, con l'obiettivo di facilitare lo svolgimento delle medesime, invita i Capigruppo al limitare il numero dei soggetti da audire, comprimendo le richieste nell'ordine di qualche decina per Gruppo. Nella scelta, i criteri che suggerisce sono: limitarsi al massimo a due rappresentanti per ogni associazione indicata; nel caso di coincidenza con i soggetti presenti nelle audizioni svoltesi presso la Camera dei deputati, invita ad utilizzare un metodo di semplificazione nell'istruttoria che preveda l'acquisizione dei risultati istruttori già svolti presso la Camera dei deputati. Ciò potrebbe avvenire con l'acquisizione dei contributi scritti già presentati all'altro ramo del Parlamento e richiedendo ai soggetti se vi siano, nel testo poi approvato, modifiche - rispetto al testo su cui si pronunciarono - meritevoli di ulteriori valutazioni, da rendere oralmente o per iscritto. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) interviene a nome del Gruppo Lega, manifestando, in spirito di collaborazione, la sua disponibilità a ridurre il numero dei soggetti indicati nell'elenco delle audizioni. Fa notare tuttavia come l'elenco dei soggetti auditi alla Camera fosse stato ridotto in maniera molto sensibile, dal momento che alla fine furono auditi soltanto 24 soggetti. Il senatore BALBONI ( FdI ) dichiara che, avendo indicato solo un soggetto da audire, l'invito del Presidente non può certo applicarsi al proprio Gruppo. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) non ha obiezioni a defalcare talune proposte di audizione avanzate dal proprio Gruppo, entro i limiti enunciati dal Presidente. Il senatore MIRABELLI ( PD ) richiede alla Presidenza se, per ristabilire un clima di collaborazione proficua in Commissione, possa immaginarsi un percorso condiviso che, entro la fine di giugno, contempli una tempistica idonea a concludere le audizioni e la discussione generale, tenuto conto dell'esigenza di licenziare il disegno di legge governativa sul processo civile. Il PRESIDENTE replica impegnandosi ad offrire una tempistica a valle delle nuove indicazioni che ha sollecitato dai Gruppi: se entro domani sera perverranno le decurtazioni richieste, all'interno dell'ipertrofico elenco sin qui acquisito, si potrà prefigurare un calendario quanto meno per le audizioni. Non facendosi ulteriori osservazioni, il seguito dell'esame congiunto è rinviato ad altra seduta. IN SEDE REDIGENTE 922 - Origini biologiche DDL 922 Norme in materia di diritto alla conoscenza delle proprie origini biologiche (Discussione e rinvio) Il relatore URRARO ( L-SP-PSd'Az ) illustra il provvedimento in titolo che reca modifiche alla normativa vigente al fine di ampliare la possibilità per il figlio non riconosciuto alla nascita, di conoscere le proprie origini biologiche. Nel merito il provvedimento si compone di cinque articoli. L'articolo 1, comma 1, lettera a) , modifica il comma 5 dell'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184. La nuova disposizione prevede che non solo l'adottato, ma anche il figlio maggiorenne non riconosciuto alla nascita da una donna che abbia manifestato la volontà di non essere nominata ovvero un loro diretto discendente, possano chiedere di accedere alle informazioni che riguardano la propria origine e l'identità dei propri genitori biologici. Due nuovi periodi introdotti nello stesso comma 5 prevedono poi che: l'accesso alle informazioni sulla propria identità biologica non legittima azioni di stato né dà diritto a rivendicazioni di natura patrimoniale o successoria; in caso di parziale o totale incapacità del figlio, l'istanza possa essere presentata da chi ne abbia la legale rappresentanza, ma solo per l'acquisizione delle informazioni di carattere sanitario.