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c mantenimento delle misure e degli importi in vigore per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico diversi da quelli di cui alle lettere a) e b) ; d eliminazione dell'assegno per il nucleo familiare di cui all'articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, e dell'assegno familiare previsto dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797; e eliminazione delle detrazioni fiscali per minori a carico previste dal testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; f eliminazione dell'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui all’articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448; g eliminazione o riduzione delle misure a vario titolo concesse per i neonati nei primi anni d'età; h individuazione delle misure complementari a favore dei minori a carico da mantenere in vigore, solo in quanto destinate a specifici bisogni, attività o destinatari; i applicazione del beneficio di cui alle lettere a) e b) fino a una soglia di reddito ISEE del nucleo familiare pari a 50.000 euro annui, nel caso di nucleo familiare composto dai genitori e un figlio a carico; previsione che al di sopra di tale soglia si applichi una progressiva riduzione del beneficio, per scaglioni successivi, fino all'azzeramento quando il nucleo familiare, composto dai genitori e un figlio a carico, raggiunga la soglia di reddito ISEE pari a 70.000 euro annui. Ai predetti fini, si considera componente del nucleo familiare anche il convivente stabile che risulta coabitante, anche se con residenza anagrafica diversa; l innalzamento delle soglie di reddito ISEE di cui alla lettera i) di euro 5.000 annui per ogni ulteriore figlio a carico; m aggiornamento annuale automatico al tasso di inflazione delle soglie di reddito ISEE di cui alla lettera i) ; n riconoscimento ed erogazione del beneficio di cui alle lettere a) e b) in sede fiscale o in denaro, a cadenza annuale o periodica; previsione che agli incapienti il beneficio sia riconosciuto in denaro; o destinazione dei risparmi di spesa conseguenti all'eliminazione dei benefìci di cui alle lettere d) , e) , f) e g) a copertura degli interventi di cui alle lettere a) e b) . 2 Nelle more dell'attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1, la misura è concessa a quanti, previa attestazione della condizione da parte dell'INPS o dell' equipe multidisciplinare prevista dall'articolo 2, attualmente non beneficiano, o beneficiano solo in parte, delle attuali misure di sostegno al mantenimento dei figli a carico. Il beneficio è erogato dall'INPS ed è concesso a integrazione e fino al raggiungimento degli importi definiti ai sensi del comma 1. 3 Per l’attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di 1.000 milioni di euro per l'anno 2017, di 2.000 milioni di euro per l'anno 2018 e di 3.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 6. 4 Qualora dall'attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1 derivino nuovi o maggiori oneri rispetto all'autorizzazione di spesa di cui al comma 3, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6. 4 (Riordino delle misure di contrasto alla povertà alimentare e alla carenza di beni di prima necessità) 1 Il decreto legislativo finalizzato a riordinare e potenziare le misure di contrasto alla povertà alimentare e alla carenza di beni di prima necessità, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c) , è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a diffusione e rafforzamento delle misure di contrasto alla povertà alimentare e alla carenza di beni di prima necessità, realizzati a favore di persone in condizione di grave povertà, in particolare attraverso la raccolta e la distribuzione di derrate alimentari, vestiario, mobili, articoli destinati all'infanzia, farmaci e altri beni di prima necessità; la conduzione di esercizi commerciali o gruppi d'acquisto che mettano a disposizione generi di prima necessità a prezzo scontato o simbolico; la conduzione di mense collettive aperte a titolo gratuito o a prezzo simbolico; b integrazione dei fondi dell'Unione europea annualmente destinati all'acquisto di derrate alimentari da distribuire a favore di chi versa in condizioni di grave povertà; c previsione di iniziative per favorire la fruizione delle mense scolastiche da parte dei figli a carico appartenenti a nuclei familiari che si trovino in condizioni di grave povertà; d destinazione delle risorse in relazione alla capacità di reperire autonomamente ulteriori risorse, in particolare sollecitando donazioni da parte dei cittadini, nonché alla capacità di integrare gli interventi di contrasto alla povertà alimentare e alla carenza di beni di prima necessità con i progetti di integrazione sociale. 2 Per l’attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2017, di 150 milioni di euro per l'anno 2018 e di 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 6. 3 Qualora dall'attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1 derivino nuovi o maggiori oneri rispetto all'autorizzazione di spesa di cui al comma 2, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6. 5 (Riordino delle misure di sostegno economico agli adulti abili al lavoro attraverso la carta acquisti) 1 Il decreto legislativo finalizzato a riordinare e potenziare le misure di sostegno economico agli adulti abili al lavoro attraverso la carta acquisti, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d) , è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a superamento di quanto disposto all’articolo 81, commi 32 e seguenti, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; b concessione del sostegno economico, attraverso la carta acquisti, esclusivamente a favore di persone adulte abili al lavoro, disoccupate di lungo periodo, senza alcun reddito, componenti di nuclei familiari in condizione di grave povertà, che non beneficiano di altri contributi pubblici in denaro; la concessione del beneficio è prevista anche in presenza di un alloggio di proprietà e adibito ad abitazione principale, purché di valore ridotto; l'accertamento delle condizioni è a carico dell' equipe multidisciplinare prevista all'articolo 2; c non applicazione a favore dei figli a carico e delle persone che beneficiano di pensioni; d previsione di un importo pari a 100 euro mensili per persona componente il nucleo familiare e nelle condizioni previste alla lettera b) ; e previsione della possibilità di ottenere il sostegno economico solo qualora non sia attivabile un lavoro minimo di comunità o altra misura di sostegno economico relativa alle politiche attive del lavoro;