[resaula]

Detta percentuale è ottenuta rapportando il limite complessivo di spesa, di cui all'articolo 125, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge n. 34 del 2020, all'ammontare complessivo dei crediti d'imposta richiesti. Nel caso in cui l'ammontare complessivo dei crediti d'imposta richiesti risulti inferiore al limite di spesa, la percentuale è pari al 100 per cento"; con successivo provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate dell'11 settembre 2020, prot. n. 302831/2020, è stata determinata la percentuale di fruizione del credito d'imposta nella misura pari al pari al 15,6423 per cento; quindi, di fatto, la percentuale realmente fruibile del credito di imposta è pari al 9,38 per cento; molte imprese, sostenute anche dalla possibilità di fruire del credito d'imposta, hanno effettuato spese e per la sanificazione e l'acquisto di dispositivi di sicurezza e per la corresponsione degli oneri dovuti ai professionisti per l'attività legata al disbrigo delle pratiche amministrative burocratiche; alla luce della rideterminazione della percentuale di fruizione del credito di imposta, le stesse imprese si trovano oggi in difficoltà, si chiede di sapere: sulla base di quale parametro siano state stanziate le risorse per l'erogazione del credito d'imposta visto che la percentuale, inizialmente fissata al 60 per cento, è stata subito rideterminata al 15,6423 per cento, per evidente mancanza di risorse; se il Ministro in indirizzo non intenda, con urgenza, rifinanziare tale misura, al fine di permettere a tutte le imprese, in particolare a quelle che hanno già sostenuto i costi di sanificazione e acquisto di dispositivi di sicurezza, di fruire del credito di imposta nella percentuale inizialmente prevista. Atto n. 4-04111 RAUTI URSO FAZZOLARI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che : secondo quanto riportato da fonti di stampa, sono ancora bloccati in Libia i 18 membri dell'equipaggio dei due pescherecci di Mazara del Vallo, "Antartide" e "Medinea", sequestrati la sera del 1° settembre dai militari del generale Khalifa Haftar; nonostante le costanti rassicurazioni da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da giorni i familiari non riescono a stabilire un contatto con i marittimi che, dopo essere stati interrogati, sono stati trasferiti nel carcere di El Kuefia, in stato di arresto; agli armatori viene contestata la presenza dei loro pescherecci all'interno delle 72 miglia (60 in più delle tradizionali 12 miglia) che la Libia dal 2005 rivendica unilateralmente come acque nazionali, in virtù della convenzione di Montego Bay, che dà facoltà di estendere la propria competenza fino a 200 miglia; secondo fonti libiche, nel corso di una perquisizione, gli ufficiali di Haftar avrebbero trovato dei panetti di sostanze stupefacenti, ma i pescherecci sono rimasti incustoditi sin dai primi giorni e la contestazione sarebbe saltata fuori soltanto durante gli ulteriori accertamenti; in molti hanno letto il sequestro come una possibile ritorsione, alimentata dalla richiesta di estradizione avanzata dai militari dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (LNA): uno "scambio di prigionieri", tra i 18 pescatori italiani e 4 scafisti libici, appartenenti a importanti clan locali, detenuti in Italia e condannati a 30 anni di carcere dalla Corte d'appello del Tribunale di Catania per la "strage di Ferragosto" che nel 2015 portò alla morte di 49 migranti, che viaggiavano a bordo di uno dei tanti barconi partiti dalle coste libiche; la vicenda resta fumosa, l'unica cosa che appare chiara è la prova di forza del generale Haftar, l'escluso dal congelamento della guerra imposto da Mosca, Ankara e Washington, nei confronti di Roma; in particolare, il sequestro dei pescherecci siciliani si incastona nel conflitto libico e in un panorama politico confuso e questa vicenda, che in altri momenti si sarebbe potuta risolvere in maniera più semplice, oggi diventa più complessa e preoccupante, si chiede di sapere: se i fatti descritti corrispondano al vero e quali iniziative di competenza stia assumendo il Governo per garantire l'immediato rilascio dei motopesca "Antartide" e "Medinea", oltre che dei 18 membri dell'equipaggio tuttora trattenuti a Bengasi; quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire l'incolumità dei pescherecci italiani e sanare la situazione del riconoscimento unilaterale delle acque internazionali come territorio proprio dalla Libia o da altri Paesi. Atto n. 4-04112 LANNUTTI PRESUTTO CORRADO TRENTACOSTE ANGRISANI VANIN Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: durante la trasmissione di RAI 3 "Presa diretta" del 24 agosto 2020, dedicata al quarto anniversario del terremoto che ha devastato Amatrice e molte altre località dell'Italia centrale, alcuni ricercatori sono stati intervistati su presunte carenze della "mappa di pericolosità sismica", denominata MPS04, elaborata nel 2004 dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri; tale mappa è stata compilata per assistere le Regioni nel compito di aggiornare la classificazione sismica del proprio territorio, come previsto dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 2006 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 dell'11 maggio 2006, "Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle medesime zone"); successivamente, nell'ambito di un progetto finanziato dal Dipartimento della protezione civile (2004-2007), l'INGV ha utilizzato lo stesso impianto di dati e di approccio per elaborare un articolato "modello di pericolosità sismica", che è servito poi da base sia per le "norme tecniche per le costruzioni" elaborate nel 2008 (NTC08, decreto 14 gennaio 2008 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008), sia per il loro aggiornamento al 2018 (NTC18, decreto 4 febbraio 2018 del Ministero delle infrastrutture, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2018); come previsto dalla legge n. 77 del 2009, dal 1° luglio 2009 tutte queste norme costituiscono un obbligo inderogabile per i progettisti, che devono quindi fare esclusivo riferimento al "modello di pericolosità sismica" dell'INGV, la cui banca dati è depositata presso lo stesso l'INGV, che ne cura l'efficienza; nel corso della citata trasmissione, sono stati intervistati tre esperti, che da anni sostengono apertamente e in svariate sedi l'inadeguatezza delle NTC08, e segnatamente delle accelerazioni di progetto previste dal sottostante modello di pericolosità sismica dell'INGV: