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La disposizione in esame intende valorizzare il pregresso, positivo esercizio delle funzioni giudiziarie onorarie svolte in qualità di giudice onorario di tribunale ovvero di vice procuratore onorario, consentendo a questi ultimi di esercitare ulteriormente funzioni giudiziarie onorarie (quelle di giudice di pace) che presentano rispettivamente -- un maggiore grado di stabilità rispetto a quelle esercitate dai giudici onorari di tribunale (che possono essere impiegati solo al verificarsi di determinati presupposti stabiliti dalla legge: si veda quanto stabilito dall'articolo 18) e un maggior grado di autonomia rispetto a quelle esercitate dai vice procuratori onorari (che svolgono le funzioni ad essi delegate dal procuratore della Repubblica ai sensi dell'articolo 72 dell'ordinamento giudiziario). Tenuto conto del fatto che possono essere nominati giudici di pace ai sensi dell'articolo 9 solo coloro che hanno già positivamente svolto funzioni giudiziarie onorarie, si esclude in tali casi che la nomina debba essere preceduta dal tirocinio disciplinato dall'articolo 5. Articolo 10 Disciplina le domande di trasferimento del magistrato onorario, che può chiedere di essere trasferito soltanto presso un ufficio giudiziario omologo a quello in cui egli presta servizio (non è cioè consentito al giudice di pace in servizio di presentare una domanda per essere assegnato quale magistrato onorario presso il tribunale e viceversa). Articolo 11 Viene vietato espressamente l'impiego del magistrato onorario, in applicazione o supplenza, presso un ufficio giudiziario diverso rispetto a quello al quale è assegnato. Articolo 12 Disciplina quali siano i doveri del magistrato onorario, anche con riguardo agli obblighi di astensione (si rendono tra l'altro applicabili le disposizioni previste, rispettivamente, dal codice di procedura civile e dal codice di procedura penale, per i magistrati ordinari). Articolo 13 Disciplina le ipotesi di decadenza dall'ufficio del magistrato onorario (per inosservanza degli obblighi previsti dall'articolo 6 in caso di nomina; per il venir meno di uno dei requisiti necessari per la nomina; per dimissioni volontarie; per il sopravvenire di una causa di incompatibilità). Articolo 14 Disciplina le ipotesi di dispensa del magistrato onorario (per infermità o altro impedimento). Articolo 15 La disposizione in esame regola la materia degli illeciti disciplinari, tipizzando i comportamenti che costituiscono illecito (anche attraverso il rinvio, in quanto compatibili con l'esercizio di funzioni giudiziarie onorarie, delle disposizioni in materia di illecito disciplinare del magistrato ordinario contenute nel decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109); tipizzando le sanzioni disciplinari irrogabili al magistrato onorario (ammonimento, censura, revoca della nomina); prevedendo un regime di gradualità delle sanzioni disciplinari in funzione della gravità dell'illecito commesso. Articolo 16 Disciplina il procedimento di decadenza, di dispensa e di irrogazione di sanzioni disciplinari a carico del magistrato onorario. Viene inoltre prevista la possibilità di applicare la misura della sospensione cautelare del magistrato onorario sottoposto a procedimento penale o disciplinare, rinviando per la puntuale disciplina dei casi e modi ad apposito regolamento da adottarsi ai sensi dell'articolo 29. Articolo 17 Con la disposizione in esame viene definito il ruolo organico della magistratura onoraria. Il numero complessivo dei magistrati onorari addetti agli uffici circondariali del giudice di pace viene stabilito in 3200 unità (ridotto rispetto all'attuale contingente di 4700 unità, tenuto conto del numero di magistrati effettivamente addetti agli uffici del giudice di pace nel corso di questi anni, delle effettive esigenze di personale di magistratura onoraria valutate su base nazionale e fatta salva la rideterminazione delle piante organiche dei singoli uffici del giudice di pace come previsto dal comma 4 dell'articolo in esame). Il numero dei giudici onorari di tribunale e quello dei vice procuratori onorari viene stabilito in misura corrispondente a quello dei g.o.t. e v.p.o. che attualmente compongono il ruolo organico della magistratura onoraria (in base alle norme attualmente in vigore il ruolo organico dei giudici onorari di tribunale è composto da un numero di magistrati non superiore alla metà dei magistrati ordinari previsti nella pianta organica di ciascun tribunale, mentre il numero dei vice procuratori onorari viene stabilito in misura non superiore al numero dei magistrati ordinari previsti nella pianta organica di ciascun ufficio di procura). Si stabilisce, infine, che con decreto del Ministro della giustizia, sentito il parere del Consiglio superiore della magistratura, venga determinata la pianta organica degli uffici del giudice di pace. Articolo 18 La disposizione in esame modifica l'articolo 43- bis dell'ordinamento giudiziario, prevedendo quali siano i presupposti che legittimano l'impiego dei giudici onorari presso il tribunale ordinario e quali le funzioni giurisdizionali che possono essere ad essi attribuite. La norma -- fortemente innovativa -- abbandona la tradizionale idea di impiegare il magistrato onorario soltanto nei casi di impedimento o assenza dei magistrati ordinari addetti al tribunale, prevedendo specifici presupposti in presenza dei quali è possibile l'impiego dei giudici onorari (carico di lavoro che supera la media del carico di lavoro esigibile da ciascun magistrato ordinario; vacanze o assenze di magistrati ordinari in misura superiore ad una certa percentuale dei posti in organico; cause pendenti davanti al tribunale da un tempo che supera la durata ragionevole del processo secondo i parametri enunciati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo). Al verificarsi di almeno uno dei presupposti che legittimano l'impiego del giudice onorario potrà essere assegnata ad esso la trattazione di procedimenti in materia civile e penale, con esclusione di quelli per i quali si è espressamente prevista l'opportunità che vengano trattati da un magistrato professionale (in ragione della natura della causa e degli interessi coinvolti, del grado di specializzazione professionale richiesto per la trattazione di alcune tipologie di cause, della tipologia dei reati per i quali si procede in giudizio, del tipo di funzioni giurisdizionali che il magistrato è chiamato ad esercitare). Articolo 19 La disposizione in esame apporta alcune modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (che reca la disciplina dei consigli giudiziari), prevedendo la costituzione di un'apposita sezione del consiglio giudiziario per i magistrati onorari, con i poteri e le funzioni di cui è attualmente investita la sezione del consiglio giudiziario relativa ai giudici di pace. È prevista, comunque, una riserva di posti, in modo da garantire che nella composizione risulti presente un numero minimo di giudici di pace. La costituzione di un unica sezione del consiglio giudiziario per i magistrati onorari viene a colmare una lacuna del sistema già segnalata dal Consiglio superiore della magistratura.