[normattiva_dump]

----------------- AGGIORNAMENTO (4) Il D.L. 10 giugno 1994, n. 357, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1994, n. 489 ha disposto (con l'art. 10, comma 1) che "Le disposizioni di cui al comma 29 dell'articolo 11 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, si interpretano nel senso che la loro applicazione decorre dal 1 ottobre 1993. " ----------------- AGGIORNAMENTO (5) La Corte Costituzionale, con sentenza 8-10 giugno 1994, n. 240 (in G.U. 1a s.s. 15/6/1994, n. 25) dichiara l'illegittimità costituzionale "dell'art. 11, comma 22, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), nella parte in cui - nel caso di concorso di due o più pensioni integrate o integrabili al trattamento minimo, delle quali una sola conserva il diritto all'integrazione ai sensi dell'art. 6, comma 3, del d.-l. 12 settembre 1983, n. 463 (Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini), convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638, non risultando superati al 30 settembre 1983 i limiti di reddito fissati nei commi precedenti - prevede la riconduzione all'importo a calcolo dell'altra o delle altre pensioni non più integrabili, anziché il mantenimento di esse nell'importo spettante alla data indicata,fino ad assorbimento negli aumenti della pensione-base derivanti dalla perequazione automatica". ----------------- AGGIORNAMENTO (8) La Corte Costituzionale con sentenza 4-13 luglio 1994, n. 288 (in G.U. 1a s.s. 20/7/1994, n. 30) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 11, comma 23, primo periodo, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), in relazione al tempo successivo alla data di entrata in vigore della legge citata n. 160 del 1988".