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Conversione in legge del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Onorevoli Senatori. -- Il decreto-legge si colloca nell’ambito degli obiettivi previsti dal programma di Governo volti a proseguire l’azione di revisione della spesa pubblica, in un’ottica di eliminazione degli sprechi e di migliore riallocazione delle risorse disponibili, da un lato per migliorare gli equilibri di finanza pubblica, dall’altro per favorire una maggiore efficienza delle pubbliche amministrazioni e potenziare l’efficacia della loro azione. Gli interventi sul piano organizzativo e funzionale, ispirati ad un più corretto utilizzo delle risorse finanziare, devono andare in parallelo con misure di razionale programmazione del fabbisogno di risorse umane e corretta gestione delle stesse, per definire politiche occupazionali che ottimizzino il limitato margine assunzionale che la normativa vigente riconosce alle pubbliche amministrazioni e che superino le discrasie storiche connesse con il ricorso improprio alle tipologie di lavoro flessibile. Il tutto per definire assetti ordinati e contesti razionali che promuovano il miglioramento dei servizi e dell’immagine delle pubbliche amministrazioni. Nel perseguimento degli obiettivi sinteticamente descritti è stata avvertita la necessità di approntare un piano di intervento ampio e sistematico connotato dal carattere di necessità ed urgenza, che rendono indispensabile il ricorso allo strumento del decreto-legge, laddove gli impatti immediati sulla spesa pubblica accelerano il risanamento contabile dei bilanci e, sul piano etico, della gestione delle risorse e laddove le esigenze di razionalizzazione e ottimizzazione dei livelli occupazionali sono improcrastinabili per garantire il corretto svolgimento delle funzioni istituzionali e dare una risposta a coloro che, avendo superato procedure concorsuali, ambiscono ad un ingresso nel mondo del lavoro o a una maggiore stabilità occupazionale, favorendo il ricambio generazionale di cui il settore pubblico ha bisogno. Con il presente decreto-legge si interviene su un ambito dal quale si possono ricavare ulteriori risparmi di spesa quale quello dell’utilizzo delle autovetture di servizio e delle consulenze. In materia di autovetture sono state approntate misure maggiormente restrittive nei confronti delle amministrazioni, con particolare riferimento a quelle che non hanno dato segnali chiari sulla corretta attuazione delle precedente disciplina di riduzione della relativa spesa, prevedendo per i casi di violazione sanzioni civilistiche (nullità dei contratti stipulati in violazione delle disposizioni), e forme di responsabilità rafforzate, sanzioni disciplinari e amministrative-pecuniarie, ferma restando la responsabilità amministrativa per danno erariale. Sul piano delle consulenze la riduzione della spesa si rende necessaria, oltre che per ragioni di contenimento della finanza pubblica, anche per finalità di moralizzazione e, pertanto, di incisiva rimozione del ricorso improprio a tale strumento, nell’auspicio di realizzare nel tempo risparmi che possano consentire di destinare le risorse finanziarie al reclutamento, con lo strumento del concorso pubblico, per assunzioni a tempo indeterminato di risorse umane e di valide professionalità, in relazione al fabbisogno delle amministrazioni. Nell’ottica di un’ulteriore riduzione della spesa, è posto un più stringente tetto alla stipula dei contratti per consulenze nella pubblica amministrazione, con la previsione di sanzioni e responsabilità per i casi di violazione, in analogia a quanto previsto per le autovetture. Nello spirito di favorire politiche occupazionali razionali ed efficienti, il decreto-legge prevede forme di reclutamento finalizzate a valorizzare la professionalità acquisita da coloro che hanno maturato, nell’ultimo quinquennio, un’anzianità di tre anni con rapporti di lavoro flessibile nel settore pubblico, recuperando anche la platea di coloro che, pur avendo i requisiti previsti dalle leggi finanziarie 2007 e 2008, intervenute in materia di lavoratori precari, non sono stati assunti a tempo indeterminato in ragione dell’insufficienza delle risorse finanziarie disponibili. Al contempo, si interviene con misure volte a ribadire la natura prevalente del contratto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione, limitando a casi eccezionali il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato, al fine di prevenire il formarsi di nuovo precariato. Le norme occupazionali contenute nel decreto, pertanto, perseguono tre finalità principali: a) ribadire il principio che, nel settore pubblico, il contratto a tempo indeterminato deve essere considerato la forma di «contratto dominante»; b) rafforzare le responsabilità dirigenziali in caso di utilizzo non consentito dei contratti di lavoro flessibile; c) inasprire le relative sanzioni. Il decreto contiene, inoltre, disposizioni utili a razionalizzare l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e a favorire il ricambio generazionale del personale. Le misure previste non comportano oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, atteso che operano tutte nel rispetto dei vincoli finanziari. Articolo 1 L’articolo 1 contiene novelle in materia di autovetture di servizio e attività di consulenza della pubblica amministrazione. Il primo comma sposta al 31 dicembre 2015 il termine (già previsto al 31 dicembre 2014 dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228) fino al quale le amministrazioni pubbliche, nonché le autorità indipendenti e la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), non potranno acquistare autovetture né stipulare contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto autovetture. Il comma 2 stabilisce il divieto, a decorrere dall’anno 2014, per le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, le autorità indipendenti, ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) e le società dalle stesse amministrazioni controllate, di effettuare spese di ammontare superiore all’80 per cento del limite di spesa previsto per l’anno 2013 per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni taxi, qualora non abbiano provveduto ad effettuare la comunicazione relativa alle autovetture in dotazione al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 agosto 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 14 settembre 2011. Restano ferme le esclusioni dall’applicazione della disposizione previste dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. Al comma 3 è stata introdotta la nullità degli atti adottati in violazione delle disposizioni di cui ai precedenti commi in materia di riduzione della spesa per auto di servizio, la nullità dei relativi contratti, la responsabilità per illecito disciplinare a carico del responsabile della violazione delle disposizioni medesime, nonché la sanzione amministrativa pecuniaria a carico del responsabile della violazione.