[ddlpres]

5 (Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare) 1 Per le finalità di cui all'articolo 1, per l'attuazione dell'articolo 4, comma 2, dell'articolo 6 e degli articolo 13 e 14 si provvede a valere sul Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, di seguito denominato «Fondo», istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La dotazione del Fondo è incrementata di 50 milioni di euro per l'anno 2018, di 75 milioni di euro per l'anno 2019 e di 90 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020. Per le finalità di cui ai successivi articoli 9, 10, 11 la dotazione al medesimo Fondo è incrementata di 100 milioni di euro per l'anno 2019, in 120 milioni di euro per l'anno 2020 e in 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2021. 2 L'accesso alle misure a carico del Fondo è subordinato alla sussistenza di requisiti da individuare con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Con le medesime modalità il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede annualmente alla ripartizione delle risorse del Fondo e all'individuazione degli indicatori di impatto che le regioni devono inviare annualmente al medesimo Ministero ai fini della redazione di una specifica relazione da trasmettere alle competenti Commissioni parlamentari. 6 (Valorizzazione e sostegno dell'attività dei caregive r) 1 Il Fondo è destinato all'attuazione degli obiettivi di servizio di cui all'articolo 4, comma 2, e, in particolare, alle seguenti finalità, anche ai fini dell'integrazione e della razionalizzazione delle politiche, delle programmazioni e dei servizi già esistenti: a informazione puntuale ed esauriente sulle problematiche dell'assistito, sui suoi bisogni assistenziali e sulle cure necessarie, sui criteri di accesso alle prestazioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie, nonché sulle diverse opportunità e risorse esistenti nel territorio che possano essere di sostegno all'assistenza e alla cura; b opportunità formative al fine di sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al ruolo svolto, anche mediante l'accesso ad elementi essenziali allo svolgimento delle azioni di cura, di assistenza, di inclusione sociale; c supporto psicologico, al fine di sostenere il caregiver nella ricerca e nel mantenimento del benessere e dell'equilibrio personale e familiare, per prevenire rischi di malattie da stress fisico-psichico; d soluzioni condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale segnalate dal caregiver anche con l'erogazione temporanea di trasferimenti economici finalizzati al pagamento dell'assistenza personale; e interventi di sollievo, di emergenza o programmati, attraverso l'impiego di personale qualificato, anche in forma indiretta, con sostituzioni temporanee da svolgere presso il domicilio; f supporto di reti solidali ad integrazione dei servizi garantiti dalle reti istituzionali, al fine di ridurre il possibile isolamento sociale del caregiver assicurandogli un contesto sociale di sostegno nella gestione delle persone non autosufficienti; g supporto di gruppi di mutuo soccorso al fine di favorire il confronto e lo scambio di esperienze; h domiciliarizzazione delle visite e delle prestazioni specialistiche nei casi di difficoltà di spostamento dell'assistito, compatibilmente con la disponibilità del personale medico e l'organizzazione dei servizi sanitari; i supporto e consulenza su modalità e opportunità di conciliazione fra i tempi di cura e assistenza e attività lavorativa. 7 (Definizione di prestatore volontario di cura) 1 Ai soli fini di eventuali diritti economici e sociali di competenza dello Stato individuati dalla presente norma, si definisce prestatore volontario di cura la persona che gratuitamente si prende cura del coniuge, di una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso e del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un parente o di un affine entro il secondo grado o di uno dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, che, a causa di patologie, infermità o limitazioni gravi, necessita di sostegno intensivo e a lungo termine. 2 L'assistito di cui al comma 1 deve necessariamente e manifestamente prestare il proprio consenso nella scelta del suo prestatore volontario di cura salvo i casi in cui abbia difficoltà o sia nell'impossibilità di autodeterminarsi. In tali casi il consenso è espresso dal curatore, tutore o amministratore di sostegno. 3 La fruizione dei benefici di cui al comma 1 preclude a tutti gli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, per il coniuge, per una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso e per il convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, la facoltà di godere delle disposizioni di cui all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in relazione allo stesso assistito, fatti salvi i periodi di malattia certificata del prestatore volontario di cura. 4 Il prestatore volontario di cura si rapporta e si integra con gli operatori del sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari-professionali che forniscono attività di assistenza e di cura. 8 (Modalità di riconoscimento) 1 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il Ministro della salute, definisce con decreto le modalità di riconoscimento dei requisiti del prestatore volontario di cura e dell'assistito di cui all'articolo 7. Nella definizione dei criteri il decreto individua le modalità di valutazione e quantificazione della necessità di sostegno intensivo e a lungo termine che ne consentano la graduazione, tenuto conto di patologie, infermità o limitazioni gravi e del correlato impegno assistenziale. 9 (Tutela previdenziale) 1 Al prestatore volontario di cura, riconosciuto ai sensi dell'articolo 8, è attribuita la copertura di contributi figurativi, equiparati a quelli da lavoro domestico, a carico dello Stato per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza, a decorrere dal momento del riconoscimento al familiare assistito di una delle condizioni di non autosufficienza come indicate nell'allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159. Tali contributi si sommano a quelli eventualmente già versati per precedenti attività lavorative, al fine di consentire l'accesso al pensionamento anticipato al maturare dei trenta anni di contributi totali. 2 Il riconoscimento dello status di prestatore volontario di cura costituisce condizione prioritaria di accesso ai benefici previsti dall'articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. 10 (Tutele per malattie)