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La Regione Siciliana è autorizzata, al fine di realizzare il graduale superamento dell'utilizzo di personale con contratto di lavoro atipico, a istituire un ruolo speciale ad esaurimento presso una delle proprie società per il transito del personale. Un ulteriore emendamento è volto a consentire al responsabile unico del procedimento relativo al progetto Mantova hub di apportare le necessarie modifiche al contratto stipulato, sempre nel rispetto dei documenti di gara e delle direttive europee, al fine di consentire il completamento dei lavori e, al contempo, la valorizzazione del territorio. In tema di studio e formazione, un emendamento è volto ad ampliare, attraverso l'operatività di Studiare Sviluppo Srl e di INDIRE, l'offerta di assistenza e supporto alle amministrazioni centrali, alle Regioni e agli enti locali negli ambiti di rispettiva competenza. Il secondo emendamento prevede, quindi, un contributo di tre milioni per i collegi universitari di merito. Infine, in ambito sociale, un emendamento è volto a modificare le norme attuali ed equiparare le imprese sociali alla stregua delle cooperative sociali, a loro volta considerate imprese sociali, ai fini degli obblighi della legge n. 68 del 1999. Ciò per sostenere quelle imprese che intendono promuovere l'inserimento di lavoratori in condizioni di svantaggio sociale e, nel contempo, assolvere agli obblighi previsti dalla legge n. 68 del 1999. Signor Presidente, crediamo che il lavoro fatto per questo decreto sia complessivamente positivo. Ringrazio i presidenti D'Alfonso e Pesco, i relatori Marino e Presutto, insieme ai sottosegretari Guerra e Castaldi, per la conduzione dei lavori e l'attività di coordinamento e analisi delle diverse proposte. Mi sia, però, consentito esprimere una preoccupazione, che credo ampiamente condivisa, circa il sempre più ingessato iter cui siamo costretti a sottostare nell'esame dei diversi provvedimenti. Ancora una volta, signor Presidente, un provvedimento del Governo viene vagliato solo da una delle due Camere di cui si compone il Parlamento italiano. Siamo ormai ad una modifica de facto della Costituzione materiale del nostro Paese, con un surrettizio monocameralismo alternato. Credo che nessuna forza politica in quest'Aula possa apprezzare la stabilizzazione di una modalità operativa impropria e problematica. Faccio, quindi, appello a tutti, alla Presidenza, ai Gruppi, al Governo, perché, con responsabilità, si metta mano alle norme regolamentari e costituzionali per tornare a dare piena dignità al Parlamento, detentore del potere legislativo a norma di Costituzione, ma che, purtroppo, nella prassi è sempre più spesso relegato ad un ruolo marginale. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nisini. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, oggi avremmo voluto arrivare in Aula dichiarando che siamo soddisfatti, che finalmente ci siamo. Purtroppo, però, non è così. Ancora una volta, la tanto sbandierata collaborazione con le opposizioni non c'è stata. Avete respinto tanti emendamenti. Emendamenti importanti, indispensabili e di buon senso. Richieste arrivate dal pianeta Terra, da artigiani, commercianti, professionisti, partite IVA, associazioni di categoria, semplici cittadini. Scostamento di bilancio per oltre 100 miliardi di euro. Abbiamo iniziato con il decreto cura Italia e con le dichiarazioni del presidente Conte: siamo un modello. L'Europa ci segua. Meno male che l'Europa non ci ha seguito. Il decreto rilancio, sempre il presidente Conte: un testo complesso, pari a due manovre, un lavoro incredibile per orientare l'economia a una pronta ripartenza. Una ripartenza che non c'è stata. Per arrivare, poi, al decreto agosto. Intervento di portata storica e il premier Conte che ribadisce: non vogliamo lasciare indietro nessuno. E tanti, troppi, sono stati lasciati indietro. (Applausi) . Dopo mesi e mesi di mancata programmazione e di mancato ascolto del territorio, siamo arrivati ad oggi, con quattro decreti ristori. Il Governo ha così partorito il decretone elemosina (Applausi) , perché è di questo che si parla. Il tempo a mia disposizione è veramente poco e quindi mi soffermerò su alcuni punti, uno dei quali mi preme in particolar modo. La Lega ha presentato un pacchetto di emendamenti, che avrebbero dato respiro e dignità alla categoria dei lavoratori fragili. Con un emendamento avevamo chiesto la possibilità di equiparare l'assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero, per le persone immunodepresse, per i malati oncologici, per chi sta sostenendo cure salvavita e per le persone con gravi disabilità. L'emendamento è stato però bocciato. Avevamo anche chiesto di portare i giorni di permesso retribuito da dodici a diciotto, per i genitori lavoratori che hanno figli con gravi disabilità e di poterne usufruire fino al 31 dicembre. Anche questo emendamento è stato bocciato. Non ci venite a dire che è una questione trasversale, che interessa tutti i partiti, perché altrimenti le nostre proposte e i nostri emendamenti non sarebbe finiti nel cestino. (Applausi) . Come avete trovato le risorse per i monopattini, e tanti altri soldi che avete rimesso nella legge di bilancio, come avete trovato le risorse per i banchi a rotelle, come avete pagato i 72 milioni di euro di provvigioni per l'acquisto di mascherine, avreste potuto trovare i soldi anche per questa categoria di persone. Ci dovete poi spiegare come mai, tra gli emendamenti al decreto-legge ristori, sono finiti i 6,5 milioni di euro a favore dell' hub di Mantova, che nulla ha a che vedere col decreto ristori, tant'è che nella prima bozza della legge di bilancio, se non sbaglio all'articolo 90, era presente questa spesa, a favore dell' hub di Mantova, che poi è sparita ed è finita nel provvedimento in esame. Non si potevano dunque utilizzare queste risorse per i lavoratori fragili o per andare a sostenere veramente le persone danneggiate? Avete poi bocciato anche l'emendamento che andava a sostenere le attività commerciali nei centri storici dei piccoli Comuni a vocazione turistica, che avete abbandonato, considerando solamente i capoluoghi di Provincia. Ne ricordo uno fra tutte, San Gimignano, patrimonio dell'UNESCO, che ha festeggiato il trentennale proprio lo scorso sabato, e che è stato completamente dimenticato. Avevamo presentato un emendamento importante, perché non c'è solo San Gimignano, ma anche Pienza, Montalcino, Montepulciano, Assisi, Cortona e potrei continuare all'infinito, ma niente: queste realtà sono state completamente dimenticate. Vorrei soffermarmi ora sull'articolo 633 del codice penale, secondo cui «Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione» e «la multa».