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Infatti, lo strumento urbanistico citato, in realtà, non prevede, differentemente dall'attuale progetto, l'utilizzo di aree al di fuori della cinta muraria del cimitero consortile, data la quantità di soli 2 forni crematori (di cui solo uno in funzione), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano monitorare la programmazione relativa alla costruzione dei forni crematori nel rispetto del principio di territorialità; se intendano promuovere una revisione della normativa specifica, mirando a una maggiore sostenibilità ambientale e alla riduzione del danno sanitario e ambientale nella gestione mortuaria; se non intendano valutare l'opportunità di verificare la conformità dell'opera all'interesse pubblico, soprattutto in relazione ai possibili effetti pregiudizievoli sulla salute di tutti i cittadini residenti nell'area limitrofa al tempio della cremazione; se non ritengano di effettuare verifiche, nell'ambito delle proprie competenze, sulla sussistenza della conformità del progetto con lo strumento urbanistico dell'assemblea consortile e sull'esistenza delle condizioni, di cui al comma 15 dell'articolo 183 del decreto legislativo n. 50 del 2016, sulla base delle quali il consorzio intercomunale per il servizio cimiteriale tra i Comuni di Cercola, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma ha deliberato di accogliere la proposta della società Edil Vispin Srl alla realizzazione del progetto. Atto n. 4-01032 CASTIELLO Al Ministro della difesa Premesso che: il territorio del metapontino in Basilicata da anni è al centro di una serie di gravi episodi ed azioni criminali che riguardano in particolare le persone e le attività produttive presenti nel comune di Scanzano Jonico (Matera); il fenomeno criminale viene ben descritto anche dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo relazione annuale del febbraio 2016 sulle "Attività svolte dal Procuratore nazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso"; dall'attività investigativa si evidenzia la perdurante presenza e l'operatività dei gruppi criminali organizzati che hanno acquisito nel tempo carattere di stanzialità sul territorio e di delimitata influenza criminale sullo stesso; il fenomeno è stato all'attenzione anche dalle istituzioni attraverso la convocazione del prefetto di Matera, Antonella Bellomo, del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica con un unico punto all'ordine del giorno il "caso Scanzano" a dimostrazione di come le istituzioni e le forze dell'ordine, presenti i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza ed il questore della città dei Sassi, tengano nella doverosa considerazione quanto sta accadendo; al fine di sostenere le azioni delle istituzioni, delle forze dell'ordine impegnate a garantire la sicurezza e del comitato di cittadini nato in seguito al perpetrarsi degli episodi criminali, da circa quattro anni sono stati attivate diverse azioni per rendere operativa una stazione dell'Arma dei Carabinieri nel comune di Scanzano Jonico che riscontra forti ritardi nella sua apertura; per l'apertura della caserma attualmente la Regione Basilicata ha affidato alla legione Carabinieri di Basilicata i locali dell'ex commissariato ed ha stanziato 150.000 euro per il progetto di adeguamento antisismico; dall'articolo "Scanzano Jonico. Caserma dei Carabinieri, decreti ok. Progetto in fase di redazione. 1 milione e 400 mila euro a disposizione", scritto da Filippo Mele e pubblicato sulla "Gazzetta del Mezzogiorno", le dichiarazioni del sindaco Raffaello Ripoli, rivelano un ulteriore aggiornamento sull'apertura: "Sì - ha detto il primo cittadino - dopo il ministro dell'interno, Matteo Salvini, anche la sua collega della difesa, Elisabetta Trenta, ha firmato il decreto istitutivo. Dirò di più. Sono già stati effettuati i lavori di carotaggio allo stabile di via Leopardi 12, l'ex Commissariato di Polizia destinato a stazione dell'Arma. I lavori sono propedeutici alla stesura del progetto di adeguamento antisismico della costruzione ed alla sua ristrutturazione. Il progetto è in esecuzione, con priorità assoluta, al Provveditorato alle opere pubbliche della Regione. Ovviamente occorrerà seguire il normale iter, una volta approvato il progetto, per giungere all'appalto ed alla esecuzione dei lavori. E ci sono anche i soldi a disposizione, 1 milione e 400mila euro. Il dado è tratto"; non si è a conoscenza dei tempi per la realizzazione e delle tipologie dei reparti e della dotazione individuata, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere con urgenza per rendere operativa con le sue dotazioni la Caserma dei Carabinieri a Scanzano Jonico e rafforzare le azioni di contrasto alla criminalità sul territorio metapontino. Atto n. 4-01033 BINETTI Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 29 maggio 2018, nella seduta n. 7, è stato pubblicato un atto di sindacato ispettivo a firma dell'interrogante (4-00173), che ad oggi non ha ricevuto risposta, mentre è andata peggiorando la situazione descritta; nel gennaio 2018, l'interrogante è stata informata del caso di una madre, S.T., alla quale è stata negata la possibilità di vedere il proprio figlio, F.M., mettendo in atto un allontanamento radicale del bambino durante una consulenza tecnica d'ufficio, nel procedimento di accertamento tecnico del Tribunale civile di Venezia, prima ancora che la psicologa si pronunciasse in merito ai fatti realmente accaduti; il padre del bambino aveva abbandonato il nucleo familiare quando il piccolo aveva un anno, disinteressandosi di lui per tre anni e disattendendo l'accordo raggiunto con la madre tramite il tribunale dei minori. Da allora è iniziata una lunga trafila burocratica prima dinnanzi al tribunale ordinario e poi presso la Corte d'appello, nel corso della quale F., ascoltato in una consulenza tecnica d'ufficio, ha espresso tutto il suo timore a stare con il padre e un forte malessere anche per una serie di giochi particolari ai quali veniva costretto dal genitore; la madre è stata accusata di essere il principale ostacolo tra il padre e il bambino, nonostante una serie di prove riportate, da cui è stato possibile evincere tutto il suo interesse a che il bambino stabilisse e mantenesse un rapporto positivo con il padre; il tribunale ha stabilito che il bambino fosse affidato al 50 per cento alla madre e al padre, con la supervisione dei servizi sociali di Venezia. Ma quando il bambino stava con il papà si presentavano attacchi di panico, dispnea notturna e pavor, documentati da vari medici. Dopo poche ore il bambino chiedeva di tornare a casa disperato; davanti alla descrizione di quanto accadeva, fatta dalla madre ai servizi sociali per tutelare il bambino, l'accusa è stata ribaltata su di lei, considerata la principale responsabile della reazione del bambino, e le è stato imposto di non presentarsi a scuola per un lungo periodo per facilitare il riavvicinamento tra il bambino e il padre; la situazione nel tempo è andata peggiorando anche per una serie di fraintendimenti, che hanno indotto il tribunale ad allontanare il bambino dalla madre;