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A differenza di un'elezione amministrativa in cui l'ufficio elettorale di riferimento è uno solo, in questo caso sono coinvolte svariate entità diverse. Quindi, la possibilità di inviare la richiesta e di ricevere il certificato via posta elettronica certificata (PEC) permette di snellire la procedura e di risparmiare tempo e carta e ciò è significativo per permettere un più facile accesso alle procedure democratiche. L'articolo 4, come ricordava bene e con precisione il relatore, va a sanare l'incongruenza presente in una legge esistente che, a fronte della mancata presentazione da parte dei candidati del certificato del casellario penale, attribuisce una sanzione al partito di riferimento, senza che questo abbia possibilità di rimediare a tale mancanza. Quindi, acconsentiamo ai partiti di richiedere direttamente il certificato, in vece e su delega dei candidati, in modo da completare l' iter di presentazione delle candidature, così come previsto dalla legge. L'ultimo articolo è sui rappresentanti di lista. La norma è quasi ottocentesca. Per ogni sezione elettorale di ogni Comune chiamato al voto occorre che i delegati di lista consegnino entro le ore 12 del venerdì una dichiarazione con doppia firma autenticata dei rappresentanti di lista designati in quella singola sezione elettorale. Anche in questo caso, semplifichiamo: tutto potrà avvenire con un unico invio tramite PEC entro la mezzanotte di giovedì, consentendo anche agli uffici di svolgere tutte le operazioni amministrative necessarie. Questo, con l'articolo 5, è il quinto snellimento burocratico e atto di semplificazione che mettiamo in essere. Signor Presidente, concludo credendo di aver fatto una disamina abbastanza completa del nostro provvedimento. Mi si permetta di ringraziare tutti i commissari che hanno contribuito a lavorare e a portarne a termine l'esame in Commissione, a maggior ragione i membri del comitato ristretto e, ancor più, il relatore Garruti, che ha fatto un lavoro di sintesi in questa materia. (Applausi) . Mi unisco all'applauso, oggettivamente meritato. Ringrazio ovviamente, per ultimo, ma non ultimo, il rappresentante del Governo, che ci ha assistito e guidato nelle difficili spire dei pareri ministeriali. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, questo è l'ennesimo provvedimento che, a mio giudizio, dà un'ulteriore dimostrazione del buon andamento e della buona prassi che è nata e che prosegue, secondo me, in modo ottimale nel Parlamento italiano in conseguenza di questa nuova maggioranza, che si è ritrovata intorno a un progetto di unità nazionale che vede Draghi come Presidente del Consiglio. Si tratta infatti di un provvedimento di iniziativa parlamentare e già questo di per sé depone bene. È un fatto di per sé positivo nell'ambito della così complessa materia elettorale, soprattutto per chi, da addetto ai lavori, è abituato a tutte le relative procedure, anche molto complesse e che lo sono divenute sempre di più, in considerazione delle sempre più evidenti volontà di renderle trasparenti, fino al punto che, forse, sarà complicato trovare candidati disponibili a farsi fare la TAC prima di candidarsi anche solo allo scranno di un Comune di pochi abitanti. Ebbene, in questo caso devo dire però che la volontà semplificatoria è assolutamente necessaria per cercare di agevolare non solo i candidati, ma anche e soprattutto i partiti politici, che sono stati individuati opportunamente dai nostri Padri costituenti e dalla nostra Costituzione come elemento di sintesi tra il cittadino e le istituzioni, quindi con un ruolo stabilito. Si tende loro la mano, in un inizio di volontà legislativa che desidera comunque migliorare la situazione precedente. Devo dire che anche in 1 a Commissione questa nuova maggioranza ha dato buona prova di sé. C'è stata una leale collaborazione, pur partendo da posizioni distinte, e mi congratulo anche con il relatore, senatore Garruti, per le buone pratiche messe in atto insieme a tutti i colleghi, nessuno escluso, compreso lei, presidente Calderoli, che come sempre, con la sua esperienza e capacità di sintesi, ha dato un evidente contributo a individuare una soluzione che non interessa proprio tutti, ma comunque alcuni di noi. Tra le novità introdotte dal provvedimento legislativo di iniziativa parlamentare in esame, vorrei menzionare innanzitutto quella che riguarda il famoso certificato penale, cioè quello che va estratto dal casellario giudiziale e che era previsto dovesse richiederlo solo il diretto interessato, cioè il candidato alle elezioni; ora si prevede che possa essere richiesto anche dal partito politico. Questo è importante, perché, secondo la precedente normativa, avrebbe dovuto richiederlo e depositarlo agli atti il candidato, ma il paradosso era che, se non lo avesse fatto, le sanzioni sarebbero state comminate al partito e non al diretto interessato, cioè al candidato. Era un paradosso e con il provvedimento in discussione si cerca di colmare una lacuna o, per meglio dire, un vero e proprio errore di impostazione, che determinava per tutti i partiti politici (sia ben chiaro, da quelli di centrosinistra fino a quelli di centrodestra, al MoVimento 5 Stelle) una procedura particolarmente difficile, che certamente stimolava l'errore e provocava anche danni a partiti che - diciamocelo francamente - hanno già, tutti, problemi di natura economica e organizzativa e non avevano bisogno di un ulteriore appesantimento. La seconda questione riguarda i rappresentanti di lista ed era la ragione principale per la quale era stato avviato il procedimento legislativo in discussione. Per tali soggetti adesso è possibile una semplificazione in base alle tecnologie più moderne, con la possibilità di indicare i rappresentanti di lista per posta elettronica certificata (PEC), una pratica che ormai è divenuta di uso comune, soprattutto per i liberi professionisti o per chi si occupa di pubblica amministrazione, ed era ovvio che dovesse essere introdotta anche per una procedura che non poteva più essere basata su formalità arcaiche, decisamente superate dai tempi e che oggi invece dovrebbero essere evidentemente rivolte anche alla tecnologia. Quindi, che i rappresentanti di lista possano essere indicati via PEC mi sembra una novità positiva. L'ultima questione che mi sento di sottolineare è quella dei contrassegni elettorali, che adesso possono essere depositati non solo a mano, ma - anch'essi - via PEC, in digitale. Questo è un altro aspetto comunque legato a procedure antiche, ormai superate dai tempi e alle quali con questo provvedimento legislativo si tende ad andare incontro. Concludo questo mio intervento in discussione generale per dire che noi legislatori dovremmo sempre avere un approccio volto alla semplificazione delle procedure. La nostra vita è particolarmente complessa. Tutto ciò negli ultimi venti o trent'anni, soprattutto la prima Tangentopoli degli anni Novanta, ha provocato una sorta di messa in discussione dell'onorabilità di chiunque voglia intraprendere un'attività politica in un partito o in un movimento politico. Da allora tutto si è complicato: è nata la cosiddetta antipolitica e, al suo fianco, sono nati una serie di impedimenti, appesantimenti e procedimenti che tendono a supporre che chi fa politica debba per forza farla con un secondo fine, magari illegale.