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Infatti, diversamente da quanto previsto dall'articolo 9 del citato regolamento, nel quale sono previsti controlli preventivi alla concessione da parte del soggetto concedente, l'articolo 10 pone a carico dell'Agenzia delle Entrate, dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, dell'Ente previdenziale o assistenziale di pertinenza, ovvero degli altri soggetti competenti, unicamente adempimenti e verifiche ex post sulla base di dati dichiarati dai soggetti fruitori degli aiuti. I soggetti di cui all'articolo 10, quindi, possono essere qualificati solo impropriamente come « soggetti concedenti », dal momento che non procedono alla concessione degli aiuti individuali. Commi 3 e 4 In un'ottica di semplificazione, razionalizzazione e maggiore efficacia dello strumento delle procedure amichevoli, appare necessario assicurare il medesimo trattamento anche alla definizione delle procedure amichevoli interpretative di carattere generale e degli atti dell'Agenzia delle Entrate adottati in attuazione di tali procedure amichevoli. Il comma 3 è finalizzato a completare il quadro normativo vigente che già prevede la limitazione alle ipotesi di dolo della responsabilità di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, per la definizione delle procedure amichevoli relative a contribuenti individuati. Inoltre, al fine di tenere conto della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell'Unione europea, attuata di recente con decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49, sembra opportuno un aggiornamento della disposizione, inserendo tra i riferimenti normativi citati per le procedure amichevoli relative a contribuenti individuati anche quello alla predetta direttiva. Il comma 4 è finalizzato a uniformare la disciplina relativa agli interessi applicabili alle imposte dovute dal contribuente nell'ambito delle procedure amichevoli internazionali. Con specifico riferimento alle procedure amichevoli interpretative a carattere generale previste dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni sui redditi, viene infatti introdotto, per la decorrenza degli interessi, un trattamento analogo a quello disciplinato dall'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 10 giugno 2020, 49, attuativo della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell'Unione europea. In particolare, la modifica proposta stabilisce, nel caso di imposte dovute dal contribuente in esecuzione di accordi conclusi tra l'autorità competente italiana e le autorità competenti estere, che seguono alle procedure amichevoli interpretative, che i relativi interessi decorrano dalla data di conclusione dei medesimi accordi. Articolo 19. – (Facoltà di estensione del termine di durata dei fondi immobiliari quotati) Si tratta di una misura volta a proteggere l'interesse dei partecipanti ai fondi immobiliari quotati di prossima scadenza. In ragione della crisi da COVID-19 i gestori dei fondi immobiliari potrebbero infatti vedersi costretti a liquidare, con un forte sconto, i beni immobiliari di proprietà dei fondi da essi gestiti al fine di rispettare il termine di durata dei propri prodotti di gestione collettiva. La vendita a forte sconto potrebbe comportare una significativa diminuzione dei ritorni per gli investitori di ciascun fondo. La possibilità per i gestori di beneficiare di una proroga straordinaria del termine di durata dei fondi immobiliari quotati potrebbe, conseguentemente, contribuire ad evitare un eventuale pregiudizio (minori ritorni) per gli investitori retail in fondi immobiliari quotati proprio in ragione di quel maggiore « need of protection » di cui necessitano tali investitori rispetto agli investitori professionali. Tale facoltà potrebbe aggiungersi a quella di avvalersi del « periodo di grazia ordinario », così come previsto attualmente dall'articolo 11, comma 2, del regolamento di cui al decreto ministeriale 5 marzo 2015, n. 30. In particolare, i gestori dei fondi immobiliari retail e quotati che non si siano ancora avvalsi del « periodo di grazia ordinario » potrebbero valutare se utilizzare prima la facoltà di estensione straordinaria e biennale di cui alla presente proposta di modifica ed avvalersi del « periodo di grazia ordinario » solo in un secondo momento. Per fini di chiarezza si è ritenuto opportuno prevedere che il « periodo di grazia ordinario » possa essere utilizzato solo dopo essersi prima avvalsi di quello biennale e straordinario. Ciò in ragione del divieto, previsto nella presente proposta di modifica normativa, di prelevare dal fondo commissioni di incentivo durante il periodo biennale e straordinario. In ogni caso, i fondi immobiliari che si siano già avvalsi del « periodo di grazia ordinario » alla data di entrata in vigore delle modifiche potrebbero comunque beneficiare anche del periodo straordinario e biennale. In un'ottica di semplificazione normativa è stato previsto il mero rinvio alle disposizioni di cui all'articolo 22, dal comma 5- quater al comma 5- novies , del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, in quanto compatibili. In particolare, la normativa di cui al citato articolo 22 del decreto-legge n. 91 del 2014, cui si fa rinvio, si applica in tema di: (i) modalità di convocazione dell'assemblea, svolgimento e deliberazione della stessa; (ii) contenuto dell'avviso di convocazione dell'assemblea; (iii) finalità della proroga straordinaria; (v) distribuzione dei proventi netti; (vi) obblighi di comunicazioni delle determinazioni assunte da parte delle società di gestione alle Autorità competenti. Articolo 20. – (Misure per la funzionalità delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate, nonché per l'emersione del lavoro irregolare) L'intervento normativo adegua il quadro delle risorse finanziarie necessarie per consentire di fare fronte agli accresciuti impegni relativi alle complesse e delicate attività connesse all'attuale fase dell'emergenza sanitaria da COVID-19. Come noto, a partire dalla dichiarazione di emergenza epidemiologica deliberata il 31 gennaio 2020, sono state adottate misure parametrate al contenimento del contagio da COVID-19, corredate con l'assegnazione, in proporzione al volume operativo attivato dalle Forze di polizia ai fini della loro effettiva applicazione, di idonee risorse finanziarie per la copertura delle spese conseguenti all'accresciuto impegno del relativo personale, in relazione al peculiare livello di esposizione al rischio che caratterizza maggiormente, anche in questa fase di emergenza epidemiologica, lo svolgimento dei delicati e necessitati compiti istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, con riguardo all'attività di controllo, su scala nazionale, dell'osservanza delle prescrizioni adottate allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi o il riacutizzarsi del COVID-19. La più recente disposizione recante l'attribuzione di risorse aggiuntive per la funzionalità delle Forze di polizia è l'articolo 32 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, in corso di conversione, che ha provveduto a stanziare i fondi occorrenti, fino al 24 novembre 2020.