[sommcomm]

- sia soppresso l'articolo 5 (Modifiche all'articolo 14 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , riguardante gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati, in quanto non si reputa congrua l'elevazione, da euro centomila a duecentoventimila euro annui,del limite di entrate per la decorrenza dell'obbligo di trasparenza; - sia soppresso l'articolo 6 (Modifiche all'articolo 16 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , che incide sul trattamento economico e normativo dei lavoratori, in quanto volto a introdurre una deroga alla previsione del limite massimo di 1 a 8 nella differenza retributiva tra lavoratori dipendenti degli enti del Terzo settore, allo scopo di acquisire specifiche competenze nel campo degli interventi e delle prestazioni sanitarie, della formazione universitaria e post-universitaria e della ricerca scientifica di particolare interesse sociale; - all'articolo 7 (Modifiche all'articolo 17 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , lettera b) , sia apportata un'ulteriore modificazione al comma 7, allo scopo di ampliare il novero delle eccezioni all'incompatibilità tra attività di volontariato e qualsiasi forma di rapporto di lavoro con l'ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria, includendovi le organizzazioni di cui al decreto legislativo n. 178 del 2012; sia inoltre apportata una modificazione che preveda la non applicabilità del solo comma 5 dell'articolo 17, in luogo dell'intero Titolo III, agli operatori che prestano attività di soccorso per le organizzazioni di cui all'articolo 76 della legge provinciale 5 marzo 2001, n. 7, della Provincia autonoma di Bolzano e di cui all'articolo 55- bis della legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23, della Provincia autonoma di Trento; - all'articolo 8 (Modifiche all'articolo 22 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , al comma 1, la lettera a) sia sostituita dalla seguente: « a) al comma 1, la parola "possono" è sostituita dalle parole: "che intendono ottenerla"; la parola "acquistare" è sostituita dalla parola: "acquistano"; dopo le parole "registro unico nazionale del Terzo settore", sono aggiunte le seguenti: "ai sensi del presente articolo"»; alla lettera b ), capoverso 1- bis , dopo le parole: "che ottengono", siano inserite le seguenti: "la personalità giuridica attraverso" e sia aggiunto, infine, il seguente periodo: "Per tutti gli enti iscritti al registro unico nazionale del Terzo settore rimane ferma la possibilità di acquisire o mantenere la personalità giuridica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 2000. " e sia inserito il riferimento anche alla Regione, quale soggetto destinatario della comunicazione di avvenuta iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore. Tali modificazioni si rendono necessarie allo scopo di chiarire il contenuto delle nuove norme in materia di acquisto della personalità giuridica degli enti del Terzo settore e al fine di evitare incertezze interpretative, con riferimento agli enti che scelgano di acquisire la personalità giuridica mediante l'iscrizione nei registri di cui al D.P.R. n. 361 del 2000 e di acquisire solo la qualità di ente del Terzo settore mediante l'iscrizione nel registro unico nazionale; - all'articolo 18 ( Modifiche all'articolo 65 del decreto legislativo 117 del 2017 ), al comma 1, lettera b ), dopo le parole "al comma 3", siano inserite le seguenti: "dopo la parola «3», sia inserita la seguente: «4,» e, alla lettera c ), dopo le parole "al comma 4," siano inserite le seguenti: "dopo la parola «2», la parola «4,» è soppressa e, alla" . Tale modificazione si rende necessaria, in quanto l'ambito "4", ora relativo alla sola regione Veneto, risulta erroneamente collocato nel comma 4, tra gli organismi territoriali di controllo aventi competenza su due Regioni; - all'articolo 19 ( Modifiche all'articolo 72 del decreto legislativo 117 del 2017) , allo scopo di introdurre una programmazione triennale delle risorse, per permettere alle Regioni e alle Province autonome una pianificazione di più ampio respiro e un utilizzo più efficiente dei fondi, al comma 1, siano aggiunte, infine, le seguenti parole: "e dopo le parole: «disponibili sul Fondo medesimo» sono aggiunte, in fine, le seguenti: «riferite ad un triennio». "; - all'articolo 21 ( Modifiche all'articolo 77 del decreto legislativo 117 del 2017 ), al comma 1, sia soppressa la lettera c) , allo scopo di non restringere il campo degli enti del Terzo settore finanziabili con i titoli di solidarietà; - all'articolo 8 del decreto legislativo n. 117 del 2017, relativo alla destinazione del patrimonio e all'assenza di scopo di lucro, al comma 3, lettera b) , siano soppresse le parole: ",lettere b ), g ) o h )". Tale intervento si rende necessario allo scopo di estendere a tutte le attività di cui all'articolo 5 del codice, quando finalizzate ad acquisire professionalità specifiche ad alto livello di competenza, nelle forme di lavoro subordinato, senza alcuna limitazione, la deroga alla norma che considera distribuzione di utili la corresponsione a lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; - all'articolo 9 del decreto legislativo n. 117 del 2017, riguardante la devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento, la norma sia integrata, tenendo conto della peculiarità degli enti religiosi, come del resto già previsto nel decreto legislativo sull'impresa sociale. In tale prospettiva, si preveda che, in caso di cessazione, da parte dell'ente religioso, delle attività di cui all'articolo 5 del decreto n. 117, i beni residui del patrimonio destinato allo svolgimento di dette attività rimangano allo stesso ente religioso, ovvero siano devoluti ad enti del Terzo settore che abbiano analoga natura e finalità, secondo le disposizioni dello statuto, del regolamento o della Autorità religiosa competente e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Si tratta infatti di patrimonio "destinato", che resta nella proprietà dell'ente religioso, ma viene finalizzato allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 5. Pertanto, qualora queste non possano più essere perseguite, detto patrimonio non può che rientrare nelle disponibilità dello stesso ente religioso. Il mancato chiarimento su questo aspetto rischia di condizionare negativamente, rispetto alla riforma, le scelte degli enti religiosi, che hanno grandi tradizioni ed esperienza, particolarmente negli ambiti dei servizi alla persona; - all'articolo 36 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 1, dopo le parole: "In ogni caso, il numero dei lavoratori" sia aggiunta la parola: "subordinati"; siano soppresse le parole: "cinquanta per cento del"; la parola: "cinque" sia sostituita dalla seguente: "venti".