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L'aumentata mortalità per patologie oncologiche dovute a ritardi di diagnosi o mancati controlli, l'assenza di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali uniformi, la carenza di strumenti di telemedicina e la non accessibilità ai farmaci innovativi ci spingono a procedere con urgenza al necessario ammodernamento strutturale e di processo del Servizio sanitario nazionale, promuovendo le reti oncologiche regionali con un coordinamento nazionale e l'assistenza oncologica domiciliare territoriale, nonché rinnovando e modernizzando la dotazione strumentale tecnologica per la diagnostica tumorale. Ed è proprio in questa direzione che il provvedimento oggi in esame segna un traguardo importante. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rufa. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, circa 19 miliardi per il decreto ristori e, alle opposizioni, emendamenti approvati per nemmeno 450 milioni: è lo 0,02 periodico, una percentuale che non permette più alla maggioranza di chiedere la solita ipocrita collaborazione, se poi mostra questo atteggiamento di arroganza e, soprattutto, di inefficienza. Tante, troppe, categorie e professioni - su tutti, i lavoratori fragili e il mondo delle disabilità - non sono state né tutelate né ristorate e nemmeno rincuorate. Briciole o poco più per realtà artigianali e agricole, per i bar, per i ristoranti, per i benzinai, per gli ambulanti, per il mondo della moda, per le piccole e medie imprese nate proprio durante il periodo del Covid-19; per le spa, per le terme, per le palestre e per chi ha speso, come loro, soldi per mettersi in regola, ma cui poi avete cambiato, voi stessi, le stesse regole. Ancora, penso alle imprese turistiche e alberghiere, anche se, per quest'ultima categoria, ho notato che vi piacciono le lotterie a premi. Con l'estrazione dell'articolo 180 del decreto rilancio, infatti, c'è stato un vincitore: un albergatore di Roma centro, che ha vinto una gradita, semplice sanzione amministrativa, pur non avendo mai pagato la tassa di soggiorno, per due milioni di euro, dal 2014 al 2018, e che, per gradito caso, pare conosca il cosiddetto avvocato del popolo. (Applausi) . Nel frattempo, non c'è stata fortuna per quei baristi multati, che hanno chiuso l'attività alle ore 18 e un secondo. Il Governo, così ligio al rispetto delle regole, non si è nemmeno interessato a scongiurare un'iscrizione alla Crif per chi non può pagare un debito: non può, non è che non vuole pagare. Mentre si chiudono locali di scommesse sportive e si lasciano aperte quelli per l'estrazione del Lotto in presenza, avete trovato pure il tempo di inventare la lotteria degli scontrini. L'intento per lo Stato è di incassare, ma anche di far arrabbiare i commercianti che, nei tre quarti dei casi, devono adeguarsi con 150 o 600 euro, ovviamente senza ristoro. Per la CGIA di Mestre, la riffa di Stato regalerà soldi ai ricchi, perché sono loro ad avere maggior capacità di spesa, come ha già dimostrato qualche senatrice del MoVimento 5 Stelle. Io, poi, mi chiedo sempre se sia difficile far scaricare tutti gli scontrini, dando maggior valore ai prodotti italiani, tra le altre cose. Avete litigato e vi siete rinfacciati anche le briciole. Come per l'emendamento che proponeva di prorogare il versamento delle accise dei tabaccai da gennaio-febbraio 2021 a entro luglio 2021, con debenza degli interessi, lo avete bocciato perché a firma Lega, ma trasformato in ordine del giorno quello a firma del Partito Democratico, pur se identici. Per bramosie e personalismi, questa suddetta briciola - per voi motivo solo di vanto - per i tabaccai, che sono circa 50.000, con 120.000 addetti, era ristoro vero. Nel decreto, la manina ha scelto poi, a rappresentare i vari emendamenti al ristoro per i pescatori, il testo 2 di un subemendamento del senatore Faraone, con il quale si ristorano sia le famiglie sia le imprese. E lo volete fare con 500 milioni? La Lega aveva avanzato un ristoro di 4,8 milioni, spalmato in tre anni, ma è evidente che non è una battaglia del Governo e che il senatore Faraone forse è abituato ai gamberi rossi e argentini e non sa che una imbarcazione costa almeno circa 700.000 euro. Eppure, è stato proprio lui a salire a bordo della Sea-Watch, perché da ben quattordici giorni attendeva lo sbarco di 42 migranti, già curati e salvati. Ed oggi? Oggi non fa nulla, dopo centosette giorni, per i pescatori in Libia! Perché non si imbarca ora? Perché non porta con sé anche il ministro Bonafede, che è di Mazara del Vallo? (Applausi) . Piuttosto, vediamo se l'articolo 7 del memorandum Italia-Libia possa essere applicato. Signori senatori, se Erdogan, in cinque giorni, ottiene la liberazione di sette suoi cittadini e Putin, in poche ore, di due cittadini russi, non credete che il Ministro degli esteri debba dare spiegazioni e, magari, le dimissioni? Abbiamo un Governo fifone, senza la capacità di compiere scelte e formulare strategie, come quando ha votato con fermezza la scelta di far entrare nei Tribunali chi, come il ministro Salvini, a testa alta, ha sempre difeso con onore e fermezza gli uomini e le donne, che orgogliosamente ha rappresentato. Avete bocciato anche un emendamento di ristoro alle professioni sanitarie, perché ovviamente nemmeno questo fa parte del vostro programma. Concludo dicendo a voi della maggioranza che state aprendo il salvadanaio dei nostri figli e state gestendo i soldi in maniera confusa, inopportuna e condizionata. Cercate di avere rispetto, orgoglio e capacità, per il bene degli italiani, ma abbiate soprattutto l'umiltà di capire che non siete all'altezza dell'incarico. Dovreste alzarvi dalle poltrone! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. Invito i colleghi a non distrarsi e a non avvicinarsi inarrestabilmente in "crocchi". RAMPI (PD) . Signor Presidente, cercherò di restare sull'argomento all'ordine del giorno: lo dico senza alcuna polemica, ma negli interventi che ho ascoltato con attenzione in questi minuti ho sentito citare i temi più vari. È al nostro esame un provvedimento veramente molto complesso e complicato, perché raccoglie una serie di provvedimenti d'urgenza, con l'obiettivo di andare a ristorare tanti e tanti settori, che sono stati colpiti da questa necessità e da questo bisogno a causa della pandemia, che ci costringe ad impedire molte attività economiche, in una variazione continua delle aree chiuse. Una delle difficoltà maggiori delle scelte che innanzitutto il Governo - poi parlerò del Parlamento - ha dovuto portare avanti è proprio quella di non emanare dei provvedimenti che, banalmente, andassero ad interessare tutti. Ascolto sempre con attenzione i colleghi, ma vorrei che ci dicessimo una volta per tutte una cosa, affinché rimanga scritta e consegnata, non dico alla storia, ma almeno alla cronaca.