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È un'alleanza difensiva - non aggressiva - che si basa sul rispetto dei princìpi fondamentali di convivenza civile. È assolutamente osceno che questa barbara aggressione colpisca un popolo eroico come quello curdo, senza il quale non avremmo mai potuto sconfiggere militarmente lo Stato islamico (sono le parole che voleva sentire la senatrice Rauti). (Applausi dal Gruppo M5S) . Ecco gli applausi di tutti i miei colleghi presenti in Aula, senatore Candiani. Verso quello Stato islamico invece la Turchia di Erdogan ha tenuto per anni un atteggiamento a dir poco ambiguo. Non solo: nel Rojava siriano i curdi hanno contrapposto all'incubo del regime terroristico e medievale del Daesh un modello di autogoverno democratico, egualitario e con piena parità di genere, che rappresenta un faro di speranza per tutto il Medio Oriente. Oltre a chiedere una missione di caschi blu, che auspichiamo venga attuata al più presto - anche perché è di ieri sera la notizia che sono iniziati scontri tra l'esercito turco e le forze di Assad al confine - affinché protegga il popolo curdo e disarmi le sanguinarie milizie nere jihadiste sostenute dalla Turchia, il minimo che si potesse fare era sospendere ogni supporto militare all'aggressivo regime turco di Erdogan. Questo è quello che lei ha fatto per primo e che - per replicare alle denunce sui contratti in corso - non si può fare, viste le falle della legge n. 185 del 1990, che non permettono automatismi di questo genere, ma istruttorie, come quelle che lei ha giustamente avviato. Provvederemo a togliere questi limiti con un'apposita legge a firma Ferrara. Questo stop alle forniture militari, tra l'altro, andava già fatto in altre occasioni: nel 2016, quando l'ONU condannò le purghe e gli arresti di massa ordinati da Erdogan dopo il tentato golpe ; nel 2017, quando l'ONU condannò le gravi violazioni dei diritti umani commesse dai militari turchi contro i curdi nell'Est della Turchia; o all'inizio del 2018, quando Erdogan bombardò i civili curdi di Afrin in Siria. I precedenti Governi non hanno avuto il coraggio politico di farlo: quello attuale invece l'ha fatto, come l'aveva fatto fermando le forniture all'Arabia saudita per la guerra in Yemen. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci auguriamo che questa sospensione, oltre a bloccare anche le commesse già autorizzate, rimanga in vigore fino a quando le forze turche non potranno dimostrare l'esistenza di meccanismi efficaci per garantire che armi, munizioni e altre attrezzature e tecnologie militari non vengano utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale. Infine, come giustamente proposto dai nostri portavoce 5 Stelle a Bruxelles, dobbiamo chiudere definitivamente la farsesca procedura d'ingresso della Turchia nell'Unione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Basta, perché non ne esistono più le premesse, e questo non da oggi. Dobbiamo inoltre bloccare ogni finanziamento a Erdogan, che continua a ricattarci con lo spauracchio dei milioni di profughi siriani trattenuti in Turchia in cambio di montagne di soldi, salvo poi deportarli con la forza in Siria. Amnesty International ha infatti denunciato che nei mesi che hanno preceduto la sua incursione militare nel Nord-Est della Siria, Erdogan ha rimpatriato forzatamente rifugiati siriani, che sono stati picchiati o minacciati dalla polizia turca affinché firmassero documenti in cui attestavano di aver chiesto di tornare volontariamente in Siria e che sono stati così costretti a tornare in una zona di guerra dove rischiavano la vita. Mi domando come sia possibile fermarsi a denunciare Erdoğan. L'ONU è un'organizzazione che compattamente e in maniera ferma denuncia; ecco, il problema è la maniera ferma. C'è una Russia che sta gestendo una situazione che dovrebbero gestire le Nazioni Unite e i caschi blu. Sentiamo solo parole, mentre la gente muore. Dove sta la NATO? Dove sta Trump? Dov'è l'ONU? Dove sono i caschi blu? Quando le istituzioni preposte incrimineranno Erdoğan come criminale di guerra o genocida, perché questo è? Purtroppo temo che della diplomazia a Erdoğan interessi poco. Quindi la ringrazio, signor Ministro, e la invito ad andare avanti con decisione con l'ONU e la NATO. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Comunico che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dal senatore Salvini e da altri senatori, n. 2, dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 3, dai senatori Ferrara, Garavini, Alfieri, Casini e De Petris, n. 4, dal senatore De Falco e da altri senatori, e n. 5, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, i cui testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, vorrei brevemente replicare ad alcune delle considerazioni che sono state fatte qui in Aula oggi. Ringrazio tutti i Gruppi e tutte le forze politiche intervenute, perché hanno sicuramente sia arricchito il dibattito sia dato modo al Governo di poter chiarire alcuni aspetti. La prima questione, che mi pare sia stata evidenziata da tutti in maniera unanime, è che questa aggressione della Turchia, destabilizzando l'area, mette a rischio la sicurezza non solo dell'Italia ma dell'intera Europa, perché i foreign fighters e i fighters che sono su quel territorio e che sono stati combattuti dal popolo curdo (che ha tutta la nostra riconoscenza e gratitudine) in questo momento sono a rischio di tornare in libertà o, in alcuni casi, lo sono già. Essi erano infatti in alcune carceri gestite proprio dal popolo curdo. Quindi sicuramente possiamo ribadire, ancora una volta, che questa preoccupazione del Parlamento italiano (perché è la stessa preoccupazione portata avanti anche dai deputati) dimostra che probabilmente, anzi quasi sicuramente, ogni tipo di conflitto tende a far proliferare il terrorismo e non a sconfiggerlo. Pertanto non è questa la soluzione per combattere il terrorismo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Seguendo l'ordine cronologico degli interventi, il primo tema, che è stato mosso dal senatore De Falco e che poi è ritornato in gran parte degli interventi, riguarda un chiarimento sul blocco dell' export degli armamenti e sulle autorizzazioni all' export di armamenti. C'è un tema: per me quello turco-siriano è un conflitto e - lo voglio chiarire qui - è un'aggressione ingiustificata, che non ha alcun fondamento e che tende a realizzare un'opera di ingegneria demografica inaccettabile (lo voglio dire chiaramente).