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La possibilità di filtrare l'accesso alle aree di gioco attraverso la richiesta di un documento di riconoscimento, per i minori di età, in tutti i casi e per i maggiorenni, con l'introduzione di un registro di autoesclusione regolamentabile per i cittadini residenti, rappresenta l'opportunità di perseguire una serie di finalità particolarmente coerenti con gli obiettivi pubblici di regolamentazione della domanda di gioco e di prevenzione di sicurezza e sanità pubbliche. Ciò consentirebbe ad esempio di rendere più efficace il divieto di accesso – quindi di gioco – dei minori alle aree dedicate al gioco, e garantirebbe la responsabilizzazione degli esercenti nel filtrare l'accesso al gioco (non solo in termini funzionali, ma anche con l'inasprimento delle sanzioni esistenti). Tra gli altri vantaggi anche la possibile integrazione con il registro unico di autoesclusione dal gioco a distanza, già attivo per l'intera rete a distanza in concessione attiva in Italia (tutti gli operatori). Il Paese nel quale lo strumento del registro ha avuto più esteso utilizzo è la Spagna: il registro delle esclusioni (RGIAJ) è gestito per il gioco a distanza dal Ministero delle finanze ma, nel rispetto delle rispettive competenze, ad esso si aggiungono i registri locali delle singole Comunidad . La registrazione avviene su base volontaria ed è permanente, ma è possibile cancellarsi dopo sei mesi. L'iscrizione al registro nazionale riguarda direttamente il gioco online : a seguito della registrazione, il nominativo dell'iscritto viene comunicato alle autonomie locali, affinché si possa procedere alla iscrizione nei singoli registri. Il numero degli iscritti è in continuo aumento: istituito nel 2012, ha raggiunto i 30.000 iscritti nel primo anno, superando i 40.000 nel 2017 e arrivando ad oltre 56.000 a gennaio 2021 (a titolo di confronto, le persone in cura per dipendenza da gioco in Italia sono meno di 13.000, a fronte di un maggior numero di residenti) Ancora, appositi registri gestiti dagli operatori nelle reti di sale specializzate sono attivi in Germania, Austria, Svizzera, in Queensland e South Australia, in Québec e Montreal in Canada. La disposizione proposta dal presente disegno di legge, che riscrive l'articolo 9- quater del decreto-legge n. 87 del 2018, consente in primo luogo di superare le carenze dell'attuale sistema di controllo, che risulta incompleto in quanto si limita a prevedere l'obbligo di introduzione della tessera sanitaria all'interno degli apparecchi per avviare la sessione di gioco, presupponendo, quindi, già violato il divieto di ingresso del minore al locale di gioco. A tale scopo, la disposizione rimette al Ministero dell'economia e delle finanze – Agenzia delle dogane e dei Monopoli, quale ente regolatore dei giochi in concessione statale, di concerto con il Ministero dell'interno, competente per la pubblica sicurezza, l'individuazione di idonee soluzioni tecniche volte a bloccare fisicamente e automaticamente l'accesso alle sale mediante il controllo di tutti i documenti utili alla certificazione della identità personale e, quindi, anche della maggiore età; l'individuazione di specifiche soluzioni tecniche che consentano l'accesso unicamente a seguito della verifica dei dati anagrafici (senza la loro memorizzazione) consente inoltre la regolamentazione di un registro nazionale di autoesclusione di coloro che intendano essere inibiti dall'attività di gioco, per le finalità di prevenzione primaria del disturbo da gioco, in analogia a quanto già implementato per il gioco a distanza. La regolamentazione tecnica, quindi, è volta a superare le attuali disfunzioni mantenendo fin da subito il controllo dell'identità degli avventori in ogni caso ed a disciplinare per più estese finalità di interesse pubblico, previo un periodo almeno annuale di sperimentazione, l'intera materia sotto ogni aspetto procedurale e tecnologico entro dodici mesi. Sempre nell'ottica di garantire più elevati livelli di osservanza, in primo luogo, del divieto di ingresso ai minori negli esercizi considerati e soprattutto del divieto di partecipazione al gioco dei minori di età (articolo 24, comma 20, del citato decreto-legge n. 98 del 2011), nonché, nel tempo, del rinnovato sistema di controllo di accesso alle sale anche mediante l'implementazione del registro di autoesclusione, è proposto l'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie previste tramite l'innalzamento (fino al raddoppio) delle stesse, che passano da un minimo di euro 10.000 ad un massimo di euro 40.000, anziché da un minimo di euro 5.000 ad un massimo di euro 20.000 come previsto dalla disposizione vigente (articolo 24, comma 21, decreto-legge n. 98 del 2011), per il caso di violazione degli obblighi gravanti sugli esercizi.. 1 1 Per garantire più efficientemente il divieto disposto dall'articolo 24, commi 20, 21 e 22 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e in particolare il controllo di ingresso nelle aree indicate all'articolo 7, comma 8, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, ove sono installati apparecchi da intrattenimento nonché facilitare i controlli di pubblica sicurezza, l'articolo 9- quater , comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, è sostituito dal seguente: « 9- quater . L'accesso alle aree ove sono installati apparecchi di intrattenimento di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, indicate all'articolo 7, comma 8, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, è consentito esclusivamente previa verifica della maggiore età e della non presenza nelle liste di un registro di autoesclusione di coloro che intendano essere inibiti dall'attività di gioco. Le soluzioni tecnologiche idonee, che consentano la verifica puntuale dei nominativi senza alcuna memorizzazione dei dati, sono definite, previa sperimentazione di durata non inferiore a dodici mesi, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione ». 2 Le condotte elusive dei controlli di cui al comma 1 sono punite con le sanzioni amministrative previste dall'articolo 24, commi 21 e 22, del richiamato decreto-legge n. 98 del 2011, raddoppiate nell'importo e nella durata.