[ddlpres]

Riconoscimento dei teatri storici delle Marche. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge si propone di riconoscere la qualifica di « teatri storici delle Marche » ai sessantotto teatri storici presenti nelle cinque province della regione Marche. Il patrimonio culturale marchigiano è composto, tra gli altri beni, da un prezioso complesso di teatri storici, autentici gioielli architettonici ricchi di opere d'arte, che, grazie allo straordinario investimento regionale per il loro restauro, sono stati recuperati e restituiti alle comunità. La densità di teatri storici nella regione Marche è altissima, se si considera che tra il Settecento e l'Ottocento quasi tutti i comuni, anche piccolissimi, si erano dotati di un teatro. Infatti in questa parte dello Stato pontificio le classi agiate di ogni paese unirono gli sforzi per finanziare la costruzione di un luogo adatto alla mise en scène di rappresentazioni teatrali. La gran parte di questi antichi luoghi di cultura sono aperti al pubblico, visitabili come altri monumenti, anche al di fuori del cartellone di rappresentazioni. Costituiscono, pertanto, un prezioso patrimonio culturale per la regione. La provincia di Ancona possiede quindici teatri storici. Il teatro quale elemento civico, modello introdotto dalla nuova concezione urbanistica ottocentesca, trova nel Pergolesi di Jesi l'esempio forse più eccellente delle Marche. È alla fine dell'Ottocento che si ha la massima fioritura dei teatri, come a Sirolo e a Montemarciano. Un riflesso dell'intensa frequentazione da parte delle compagnie teatrali del nuovo asse che si era venuto a creare lungo la direttrice che da Rimini a Senigallia e Ancona proseguiva verso il sud delle Marche. Le stagioni teatrali diventavano, infatti, elemento di attrazione per i forestieri negli anni in cui le città lungo la costa delineano la propria vocazione turistica. La provincia di Ascoli Piceno conta cinque teatri storici, due dei quali nel capoluogo: il teatro Ventidio Basso e il teatro dei Filarmonici. Il primo risulta con i suoi 842 posti la più grande sala storica della provincia e la terza della regione. La provincia di Fermo possiede dieci teatri storici. Purtroppo, le numerosissime sale teatrali esistenti, in particolare nei piccoli centri, sono scomparse negli anni in cui le esigenze di spazi amministrativi hanno portato alla demolizione degli spazi destinati alle attività teatrali presenti nei palazzi comunali (celebre fu la demolizione del teatro di Falerone). La provincia di Macerata raccoglie il gruppo più numeroso di teatri storici, ben ventitré. Numerose di queste sale teatrali, per lo più dalla classica tipologia a ferro di cavallo, sono state progettate da celebri architetti di spazi scenici: ad esempio Giuseppe Piermarini, autore del teatro alla Scala di Milano, disegna il classicissimo teatro comunale di Matelica; l'illustre pittore Giuseppe Lucatelli sperimenta nel teatro Vaccai di Tolentino le sue doti d'architetto. Fra questi teatri distribuiti capillarmente nel territorio spicca per singolarità l'unico esempio tardo barocco superstite: lo splendido teatro Lauro Rossi di Macerata, dall'anomala tipologia a campana. Realizzato dal Bibbiena, ha rischiato di perdere la scenografica spazialità della cavea per gli ipotizzati restauri previsti dai mutati gusti dei secoli successivi. In questa provincia vi è anche il più piccolo paese della regione a possedere un teatro: Penna San Giovanni gode infatti di un vero gioiello dell'architettura teatrale, il settecentesco teatro Flora che ha conservato l'originaria decorazione pittorica barocca. La provincia di Pesaro e Urbino ha distribuiti nel territorio quindici teatri storici. Questa provincia trova nelle antiche tradizioni di allestimento urbinate un primato nella storia del teatro italiano: è grazie alle scenografie realizzate nel 1513 da Girolamo Genga nel Palazzo Ducale di Urbino che si introduce la scenografia prospettica dipinta, codificata e divulgata in Europa attraverso il celebre trattato del Serlio. Un mondo artistico e culturale attivo per secoli a cui si deve anche successivamente la formazione del grande Gioachino Rossini, un genio che comprova l'esistenza di questo ambiente articolato in luoghi dove lo spettacolo era fonte di stimolo e di vita e che, ad oggi, ha mantenuto nella propria tradizione tale ricchezza. Tra i teatri in funzione vi sono le due sale storiche più grandi della Marche: il teatro di Pesaro e il teatro di Fano. Il teatro Rossini, con i suoi 872 posti, è caratterizzato dall'ampio palcoscenico di ben 353 metri quadrati e da un'ottima acustica. Il teatro della Fortuna, riportato al suo splendore con 900 posti, oltre alla bellissima cavea neoclassica possiede uno dei più significativi sipari storici. In ragione della vasta ricchezza architettonica e culturale del territorio marchigiano, l'articolo 1 del presente disegno di legge riconosce la qualifica di « teatri storici delle Marche » ai sessantotto teatri elencati nell'allegato 1, con decreto del Ministro della cultura, sentito il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici. L'articolo 2 reca la clausola di invarianza finanziaria.. 1 1 Ai teatri siti nei comuni di cui all'allegato 1 della presente legge è riconosciuta la qualifica di « teatri storici delle Marche » con decreto del Ministro della cultura, sentito il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368. 2 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.