[ddlpres]

d) i servizi residenziali (SRP), garantiti da strutture residenziali psichiatriche per trattamenti terapeutico-riabilitativi a carattere intensivo (SRP1), da strutture residenziali psichiatriche per trattamenti terapeutico-riabilitativi a carattere estensivo (SRP2), e da strutture residenziali psichiatriche per interventi socio-riabilitativi (SRP3); e) servizi per le tossicodipendenze (SerT) e servizi per le dipendenze patologiche (SerD), sia farmacologiche che comportamentali. 2. Il DSM coordina gli interventi sanitari e sociali dei servizi presenti sul territorio per il trattamento psichiatrico e psicoterapeutico, gli inserimenti nelle strutture residenziali e ospedaliere nonché gli interventi sociali diretti ai pazienti caratterizzati da fragilità sociale. 3. Il DSM presta assistenza alla persona affetta da disturbi mentali in fase di acuzie e garantisce la presa in carico successiva al ricovero o la consultazione attraverso una pianificazione condivisa delle cure con la persona medesima o con il suo rappresentante legale e, ove opportuno, con i familiari conviventi o che si occupano in modo continuativo dello stesso, fatta eccezione per le condizioni di accertamento e trattamento sanitario obbligatorio di cui all'articolo 5. 4. Ogni DSM si dota di specifici percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA). In relazione a particolari necessità, i DSM possono dotarsi di Unità operative (UO) o linee di attività specifiche e innovative per disturbi emergenti e di rilevanza epidemiologica, con particolare riferimento al disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) nelle diverse fasce d'età, ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA) e ai disturbi peripartum . Art. 4. (Figure professionali e sicurezza degli operatori) 1. Nell'ambito dei servizi per la salute mentale operano le seguenti figure professionali: a) medici psichiatri; b) psicologi; c) infermieri professionali; d) educatori professionali; e) terapisti della riabilitazione psichiatrica; f) terapisti occupazionali; g) sociologi; h) assistenti sociali; i) operatori sociosanitari; l) personale amministrativo. 2. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il Ministro della salute, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disposte le misure di sicurezza pubblica necessarie al contenimento degli episodi di violenza contro il personale di cui al comma 1, ivi incluso l'immediato soccorso da parte dell'autorità di polizia in caso di richieste provenienti dal personale predetto. 3. Gli operatori della salute mentale attuano misure e trattamenti coattivi fisici, farmacologici e ambientali nei soli casi connessi a documentate necessità cliniche e al solo scopo di impedire comportamenti auto ed eterolesivi, nel rispetto della dignità e della sicurezza della persona affetta da disturbi mentali. È in ogni caso vietata l'applicazione della contenzione preventiva in via precauzionale, in assenza di un pericolo concreto e attuale. Il ricorso alle misure e ai trattamenti coattivi è consentito solo in presenza di un effettivo stato di necessità e può essere effettuato solo dal personale sanitario nel rispetto di appositi protocolli. La valutazione dell'attualità del pericolo deve essere continua, effettuata attraverso un costante monitoraggio del paziente, e verificabile con riscontro in cartella clinica. Sono sempre garantite la proporzionalità e l'adeguatezza delle misure contenitive, che sono applicate per il solo tempo strettamente necessario, anche in rapporto allo scopo perseguito, operando un bilanciamento tra rischi e benefici e annotando in cartella clinica tutti gli elementi obiettivi che rendono inevitabile il loro utilizzo. Art. 5. (Situazioni di emergenza e interventi sanitari) 1. Nelle situazioni di emergenza, urgenza e crisi, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano con la massima tempestività, attraverso i DSM, l'intervento, anche a domicilio, degli operatori del CSM competente per territorio, con il coinvolgimento attivo della rete relazionale e familiare, del medico di medicina generale e degli altri servizi aziendali eventualmente necessari. Il costante raccordo operativo tra i DSM e i servizi di emergenza e urgenza sanitaria è garantito mediante appositi protocolli. L'intervento prevede decisioni di trattamento assicurando prioritariamente le cure nel luogo di vita delle persone interessate ed evitando, ove possibile, il ricorso al ricovero ospedaliero. 2. In caso di mancata collaborazione della persona che necessita di trattamento, gli operatori valutano le sue condizioni psichiche, utilizzando ogni mezzo opportuno per tenere attivi il dialogo e la negoziazione con il fine di ottenere il consenso al trattamento da parte dell'interessato. 3. Le procedure di accertamento sanitario obbligatorio (ASO) e trattamento sanitario obbligatorio (TSO) di cui agli articoli 33 e successivi della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sono attivate quando la necessità di garanzia della tutela della salute sia ritenuta prevalente rispetto al diritto alla libertà individuale. 4. L'ASO è proposto dal medico per l'effettuazione di un'osservazione clinica. I DSM devono prevedere strutture idonee per l'effettuazione di osservazioni cliniche, al termine delle quali sono segnalate alla persona interessata, ai suoi familiari o al suo rappresentante legale, nonché al medico curante, le conclusioni cliniche riguardanti la successiva assistenza da erogare alla persona medesima. 5. L'ASO può essere proposto solo qualora: a) l'operatore medico ritenga necessaria una valutazione diagnostica, prima di esprimersi sulla necessità di un trattamento psichiatrico; b) l'operatore medico, esperito ogni possibile tentativo, non riesca a entrare in contatto con la persona e a valutare le sue condizioni, e ritenga necessario ed urgente effettuare una valutazione psichiatrica. 6. La proposta motivata di cui al comma 4 deve contenere anche indicazioni sul luogo più opportuno per l'esecuzione dell'ASO. In ogni caso, l'ASO non può essere eseguito negli spazi di degenza del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC). 7. La proposta motivata di cui al comma 4 è inoltrata al sindaco del comune dove si trova il paziente da sottoporre all'ASO. 8. Il TSO di cui all'articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ha durata massima di quindici giorni, prolungabile solo in caso di effettive esigenze cliniche, salvo i casi di interruzione di cui comma quinto del medesimo articolo 35. Il TSO può essere effettuato in condizione di degenza ospedaliera nei SPDC. 9. Il TSO può essere effettuato qualora siano presenti le seguenti concomitanti condizioni: a) mancanza di consenso al trattamento che il medico ha tentato di ottenere con ogni mezzo a sua disposizione; b) presenza di condizioni cliniche che richiedono un trattamento terapeutico urgente; c) impossibilità di effettuare un trattamento tempestivo extraospedaliero, anche in relazione al contesto di vita della persona interessata e al suo livello di autonomia; d) elevato rischio di aggravamento del quadro clinico in caso di assenza di trattamento. 10.