[pronunce]

che, in particolare, con riguardo alla pretesa violazione dell'art. 117, primo comma, della Costituzione – oltre a doversi rilevare che nell'occasione richiamata dal rimettente (si tratta della sentenza 27 ottobre 1993, Serie A n. 274, Dombo Beheer BV contro Paesi Bassi) in cui la Corte EDU ha affermato il contrasto di una disposizione processuale dell'ordinamento olandese con la Convenzione, la fattispecie era riferibile ad un'ipotesi di testimonianza diretta della parte in giudizio, esulante, per come sopra dimostrato, da quella ora all'esame di questa Corte – va, altresì, precisato che la medesima Corte EDU ha chiarito che il contrasto si verifica allorché una delle due parti in causa sia posta dalla norma processuale in posizione di svantaggio nei confronti dell'altra; che, invece, cosa che il rimettente sembra trascurare, l'art. 246 cod. proc. civ. è disposizione che si applica evidentemente a tutte le parti del giudizio, escludendo, per ciascuna di esse e nella stessa maniera, la possibilità di indicare come testi le persone che sarebbero legittimate a partecipare al giudizio in corso; che, pertanto, il principio di «parità delle armi» non appare affatto vulnerato dalla disposizione censurata; che è circostanza legata alla particolarità delle singole fattispecie concrete, e pertanto non riconducibile ai vincoli dettati dall'art. 246 cod. proc. civ. , l'esistenza di disposizioni di carattere sostanziale che, come nella specie, prevedendo ipotesi di presunzioni juris tantum, comportano una ripartizione ineguale dell'onere probatorio, così rendendo la posizione processuale di una delle parti più gravosa di quella dell'altra. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 246 del codice di procedura civile, nella parte in cui non consente di assumere come testimoni persone già presenti nel processo come parti, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Napoli, con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità dell'art. 246 del codice di procedura civile, nella parte in cui non consente di assumere come testimoni persone che sarebbero legittimate a partecipare al processo, sollevata, in riferimento agli stessi parametri, dal Tribunale ordinario di Napoli con la medesima ordinanza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'8 maggio 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA