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la Commissione elegge tra i suoi membri l'Ufficio di Presidenza composto dal Presidente, da due vice presidenti e da due segretari; la Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l'indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l'etnia, la religione, la provenienza, l'orientamento sessuale, l'identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche. Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all'odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale. La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell'elaborazione e nell'attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. A tal fine la Commissione: a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale: 1) normative statali, sovranazionali e internazionali; 2) ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche; 3) dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d'odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech ; b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità. A tale fine la Commissione può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi, nonché con organismi sovranazionali e internazionali ed effettuare missioni in Italia o all'estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per il contrasto all'intolleranza, al razzismo e all'antisemitismo, sia nella forma dei crimini d'odio, sia dei fenomeni di hate speech ; c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull'eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell'Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo; la Commissione, quando necessario, può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 48 e 48- bis del Regolamento; formulare proposte e relazioni all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell'esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell'articolo 39, comma 4, del Regolamento; entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull'attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate; la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l'etnia, la religione, la provenienza, l'orientamento sessuale, l'identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca. Atto n. 1-00137 MALLEGNI BARBONI CALIENDO DAL MAS DAMIANI CRAXI GALLONE GASPARRI LA PIETRA LONARDO NENCINI ROSSI TOFFANIN VITALI - Il Senato, premesso che: a causa della crisi politica dello scorso anno e delle conseguenti sanzioni internazionali, che hanno determinato, tra le altre conseguenze, il blocco delle transazioni da e verso l'estero, il programma di cooperazione sanitaria internazionale promosso da ATMO (l'Associazione per il trapianto del midollo osseo), che ad oggi ha permesso a 488 pazienti venezuelani e italo-venezuelani (80 per cento in età pediatrica) di curarsi gratuitamente in Italia e di realizzare 397 trapianti di midollo osseo, non può più beneficiare del sostegno economico da parte della compagnia petrolifera statale venezuelana Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA); nel 2010 è stata riconosciuta la rilevanza a livello istituzionale del programma, grazie a una dichiarazione d'intenti siglata a Caracas dagli allora Ministri degli affari esteri Franco Frattini per la Repubblica italiana e Nicolás Maduro Moros per la República bolivariana de Venezuela; nel mese di maggio 2019, nell'ospedale pediatrico "J.M. de los Rìos" di Caracas sono deceduti 4 bambini in attesa di trapianto. Nel reparto di ematologia 30 bambini, venti dei quali rappresentano casi urgenti, attendono di venire in Italia per ricevere le cure; come segnalato dalla direttrice dell'ATMO, dottoressa Enrica Giavatto, in tutto il Venezuela sono almeno 100 i bambini malati; risulta che, tra il mese di ottobre 2018 e il mese di febbraio 2019, la PDVSA ha dato ordine alla banca portoghese "Novo Banco" di effettuare versamenti da 1,5 miliardi di euro per il pagamento di medicinali e servizi sanitari, ma la richiesta è stata respinta per evitare di incorrere nelle sanzioni internazionali; considerato che: il servizio sanitario venezuelano ha subito in maniera drastica la crisi generale. A causa della mancata erogazione dei contributi da parte della società petrolifera, non è stato più possibile pagare le prestazioni sanitarie fornite dalle strutture ospedaliere italiane a beneficio dei pazienti assistiti dall'associazione ATMO, per il periodo che va dall'inizio del 2018 fino ad oggi, accumulando un debito complessivo nei confronti degli ospedali coinvolti pari a 8.626.427,11 euro e nei confronti di ATMO di 2.117.859,06 euro; tale situazione debitoria ha determinato gravi conseguenze che ricadono principalmente sui 25 pazienti assistiti attualmente dall'associazione, la metà dei quali di età inferiore a 19 anni, che, a partire da febbraio 2019, non possono più beneficiare dell'aiuto necessario per interventi che esigono trattamenti prolungati nel tempo e sostegno familiare (anche in relazione al bonus mensile e al pagamento dell'alloggio); nonostante ciò, le associazioni di Genova, Milano, Candiolo, Torino, Pavia e Perugia continuano a garantire il loro sostegno; il presidente dell'ospedale "Regina Margherita" di Torino, Mariella Enoc, riportando quanto segnalato dalla Croce rossa internazionale, ha affermato che in lista ci sono altri 100 bambini le cui condizioni sono particolarmente preoccupanti;