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Rivolgersi, infatti, tempestivamente ad un medico specialista permette ai pazienti con un tumore diagnosticato ad uno stadio precoce di raggiungere un tasso di sopravvivenza dell'80-90 per cento; considerato che: i tumori testa-collo riguardano quasi esclusivamente gli adulti; gli uomini si ammalano 7 volte più spesso rispetto alle donne. La fascia di età più colpita è quella tra i 50 e i 70 anni, anche se i tumori delle ghiandole salivari colpiscono in età più precoce; in Italia questa neoplasia rappresenta il sesto tipo di tumore più diffuso. Ogni anno vengono diagnosticati circa 10.000 nuovi casi e il totale dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo è 113.165. Sia l'incidenza, sia la prevalenza sono più alte al Nord rispetto al Centro-Sud; i dati nelle regioni del Nord-Ovest non sono confortanti. Se fino ai 35 anni si calcolano pochissimi casi, intorno ai 40 la percentuale di malattia aumenta, raggiungendo circa i 10 casi su 100.000. Nell'arco di venti anni, sino quindi ai 60 anni per le donne e ai 65 per gli uomini, la percentuale cresce esponenzialmente, si decuplica, sino a raggiungere i circa 102 casi (su 100.000) per gli uomini, i 20 (su 100.000) per le donne. Superata quest'età, la percentuale di rischio cresce molto meno, ma non si abbassa. Le donne sopra gli 85 anni arrivano a circa 30 casi su 100.000, mentre gli uomini a circa 118 casi (su 100.000); gli esperti prevedono che entro il 2030, in Italia, tra coloro che sono affetti dal tumore testa-collo, uno su due sarà over 65. Già oggi una persona su tre tra chi è colpito da questo tumore ha superato i 65 anni. Questa tendenza si interseca con l'invecchiamento della popolazione italiana, che già oggi su circa 60 milioni di persone, conta 10 milioni di anziani; soltanto un malato su due, a 5 anni dalla diagnosi, riesce a sopravvivere, a causa della tardività della diagnosi stessa, mentre la diagnosi precoce e la corretta stadiazione aumentano notevolmente le chance di sopravvivenza dei pazienti; l'approccio alla diagnosi e al trattamento di questa malattia nei prossimi anni richiederà sempre di più una valutazione medica multidisciplinare, con una stretta collaborazione tra medici di medicina generale, oncologi, radioterapisti e chirurghi, in modo da decidere la terapia in base ai trattamenti disponibili, allo stadio di malattia, alle condizioni cliniche del singolo paziente; si ritiene, inoltre, che la presenza chiave della figura del geriatra, in supporto, permetterà di disegnare e personalizzare le terapie per i pazienti anziani e di gestire meglio il recupero dopo il trattamento; le terapie attualmente a disposizione contro i tumori testa-collo sono chirurgia, radioterapia, chemioterapici, farmaci biologici, e farmaci immunoterapici, impegna il Governo: 1) a porre in essere ogni iniziativa idonea a far sì che siano rafforzati, e, laddove non presenti, attivati, centri specializzati multidisciplinari che possano permettere fin dalla prima visita la scelta del trattamento migliore a seguito della diagnosi di tumore testa-collo; 2) a promuovere le più opportune iniziative al fine di includere nel programma di screening previsto dal Sistema sanitario nazionale, le donne e gli uomini con un'età a partire dai 50; 3) a promuovere e a facilitare l'implementazione di specifici percorsi diagnostico terapeutici e assistenziali (PDTA) sull'intero territorio nazionale; 4) a porre in essere ogni altra iniziativa utile, prevedendo anche adeguate campagne di informazione nazionali per potenziare le attività di prevenzione, educazione e informazione sul riconoscimento di segni e sintomi del tumore testa-collo; 5) a prevedere specifici finanziamenti alla ricerca clinica attraverso anche la valorizzazione delle eccellenze italiane, per realizzare un monitoraggio efficace degli standard di eccellenza, a livello scientifico, clinico-assistenziale ed organizzativo. Interrogazioni Atto n. 3-00217 PARRINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: per effetto del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, l'ufficio della Motorizzazione civile di Prato è stato accorpato, a partire dal 31 dicembre 2012, a quello di Firenze; tale decisione nel corso degli anni ha portato ad una razionalizzazione dei servizi e della spesa ma nell'ultimo periodo risulta che gli uffici della Motorizzazione di Firenze non garantiscono più tutti i servizi richiesti; ad oggi i maggiori disagi si registrano per le procedure operative front office per l'utenza professionale e nell'assicurare un congruo numero di sedute di esami pratici di guida per rispondere alle necessità delle autoscuole e dei cittadini richiedenti; fino al mese di marzo 2018, anche grazie ad un accordo siglato tra le associazioni sindacali di categoria e la Direzione generale territoriale di Roma, i servizi sono stati sostanzialmente svolti e i disagi sono stati limitati, anche grazie alle autoscuole del territorio, che si sono fatte carico di sostenere tutte le spese di missione esterna (indennità professionali, vitto e alloggio) del personale esaminatore proveniente da altre Motorizzazioni; tale soluzione, pur economicamente gravosa per le stesse autoscuole, ha permesso di soddisfare fino all'80 per cento delle richieste d'esame; la Direzione generale territoriale di Roma nel mese di aprile 2018 ha rimesso in discussione l'accordo causando una grave restrizione circa la copertura delle sedute d'esame, tanto che risulta essere evaso meno del 20 per cento delle richieste; ad oggi 7.460 persone aspettano di essere convocate per gli esami di guida e di queste solo 1.371 svolgeranno l'esame nel mese di settembre 2018; la situazione attuale, perciò, anche secondo le associazioni di categoria, sta costringendo alcuni allievi ad allungare sensibilmente la tempistica per sostenere gli esami. Alcuni di loro sono costretti a non effettuare, in caso di bocciatura, un secondo esame all'interno dello stesso protocollo "foglio rosa", così come invece dispone la legge vigente, con il conseguente aggravio economico; questa situazione causa agli operatori professionali delle autoscuole file interminabili all'unico sportello di front office attualmente disponibile alla Motorizzazione di Firenze ed è evidente che queste criticità, aggravate nella stagione estiva 2018, in assenza di provvedimenti potranno solo aumentare, accumulando ritardi su ritardi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative urgenti intenda intraprendere per risolvere le problematiche che coinvolgono l'utenza civile e professionale della Motorizzazione civile delle province di Firenze e Prato, anche e soprattutto al fine di tutelare i diritti delle persone che devono sostenere gli esami per la patente di guida, le esigenze lavorative ed i livelli occupazionali delle autoscuole. Atto n. 3-00218 PARENTE BELLANOVA PITTELLA FEDELI PATRIARCA LAUS VATTUONE MARGIOTTA STEFANO BOLDRINI ALFIERI GIACOBBE D'ARIENZO VALENTE Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: