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L'attività inquinante dello stabilimento, protrattasi per decenni, ha prodotto una situazione di inquinamento diffuso del sito, causata principalmente dall'illecita attività di smaltimento dei residui di lavorazione del cromo, interessando in misura rilevante le matrici ambientali di suolo, sottosuolo, acque superficiali, acque sotterranee, litorali e fondali marini. Le attività finora poste in essere hanno comportato lo smantellamento degli impianti e la messa in sicurezza della falda mediante la costruzione di un sistema di barrieramento della falda che viene trattata in un apposito impianto, attualmente in esercizio. Malgrado gli ingenti interventi realizzati nel corso degli anni per la riduzione dei rischi ambientali e sanitari, ad oggi nel sito si evidenziano ancora superamenti dei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali per il parametro cromo VI (cancerogeno per inalazione, contatto ed ingestione) nella falda, per cui non sono ancora venute meno le gravi condizioni ambientali caratterizzanti il sito. L'articolo 12 del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2019, n. 44, recante « Disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e per l'emergenza nello stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto », ha introdotto misure urgenti volte a superare l'emergenza nello stabilimento Stoppani sito nel comune di Cogoleto. In particolare, a seguito della cessazione della pregressa gestione commissariale, l'articolo 12 ha disciplinato il passaggio delle relative funzioni al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (ora, Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica), demandando ad un proprio provvedimento l'individuazione delle misure, degli interventi e la ricognizione delle risorse disponibili a legislazione vigente finalizzate alla conclusione delle attività avviate per effetto dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3454 del 5 dicembre 2006. In attuazione di tale disposizione, la competente Direzione del Ministero, con decreto 24 aprile 2019, n. 84, aggiornato con decreto 27 giugno 2019, n. 260, ha individuato le misure e gli interventi, nonché le relative risorse disponibili a legislazione vigente pari a complessivi 22.426.573,25 euro, finalizzati alla conclusione delle attività avviate dal commissario delegato. Di seguito si riporta l'elenco delle misure/attività individuate dal Ministero per il completamento della complessiva bonifica del sito: A. Decontaminazione e demolizione di strutture Zona Monte versante Ovest: comprende anche attività di demolizione serbatoi S12, S13, S14, Reparto MIC, serbatoio idrocarburi, ripristino canale di gronda convogliamento acque del versante attraverso la bonifica e lo smaltimento di cumuli di rifiuti rinvenuti nelle fasi di avanzamento dell'attività di demolizione già effettuata, gestione dei rifiuti derivanti dalle attività da eseguire. B. Amianto: B.1 Bonifica del tetto in ondulino di amianto del magazzino SAE e smaltimento dei relativi rifiuti; B.2 Attività di rimozione e smaltimento dell'amianto eventualmente ancora presente nel sito. C. Implementazione/ottimizzazione dell'attuale sistema di messa in sicurezza di emergenza mediante barrieramento idraulico previa eventuale verifica dell'efficacia/efficienza del medesimo. D. Impianto trattamento acque di falda (TAF) in area ex stabilimento Stoppani: D.1 Sistema di accumulo e trasferimento all'impianto di trattamento (TAF) delle acque dei pozzi e di drenaggio meteorico dell'area Ex stabilimento Stoppani (provvedimento del soggetto attuatore n. 520 del 20.12.2018); D.2 Potenziamento impianto TAF mediante intervento di raddoppio della nuova linea ECO1 e contestuale demolizione della vecchia linea ECO1 e ECO2; D.3 Potenziamento impianto di trattamento (TAF) delle acque dell'area ex stabilimento Stoppani nuova linea trattamento reflui – « lotto 1 » vasche di reazione (provvedimento del soggetto attuatore n. 54 dell'11 febbraio 2019); D.4 Manutenzione straordinaria nuova linea ECO1 (inclusa, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la sostituzione vasche di reazione, la revisione con eventuali sostituzioni di pompe di alimentazione e sensori etc); D.5 Adeguamento del sistema di trattamento alla vigente normativa ai fini della consegna agli aventi diritto al termine dell'efficacia dei provvedimenti in deroga. E. Area Ex Envireg: E.1 Disattivazione e demolizione dell'impianto di depurazione e della condotta a mare presenti nell'area, ove si realizzino i presupposti, e gestione dei rifiuti derivanti dalle attività; E.2 Completamento della caratterizzazione dell'area ex Envireg a seguito degli interventi E.3 Bonifica dell'area, qualora necessario. F. Completamento della caratterizzazione e bonifica delle aree dell'ex stabilimento Stoppani e area Pian Masino: F.1 Caratterizzazione delle aree impronta degli impianti, dei serbatoi e delle strutture di cui è stata completata o deve essere effettuata la demolizione e rimozione; F.2 Caratterizzazione integrativa dei suoli e delle acque di falda, ove necessaria; F.3 Elaborazione dell'analisi di rischio per i suoli e la falda del SIN, successivamente alla conclusione delle fasi di caratterizzazione ambientale; F.4 Bonifica delle aree sulla base delle risultanze dell'Analisi di Rischio; G. Area sponda sinistra Torrente Lerone e Campo di calcio: G.1 integrazione della caratterizzazione, ove necessaria; G.2 eventuale Analisi di Rischio e bonifica. H. Adempimenti tecnico-amministrativi necessari alla realizzazione delle attività eseguite dal Prefetto di Genova I. Gestione e manutenzione del sistema di barrieramento idraulico e del TAF Il comma 1, nel testo vigente (in seguito alle modifiche apportate dalla legge di conversione 21 maggio 2019, n. 44, e, successivamente, dall'articolo 13, comma 2, lettera a) , del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, che ha modificato il termine del 31 dicembre 2021 originariamente previsto per superare l'emergenza) prevede che « Per la realizzazione delle attività così individuate, da svolgere entro il 31 dicembre 2022, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvalga, d'intesa con il Ministro dell'interno, non oltre la scadenza del termine del 31 dicembre 2022, del prefetto di Genova, ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, al quale sono attribuiti i poteri di cui all'articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135 ». La disposizione prosegue elencando i poteri del prefetto. I commi 2, 3 e 4, disciplinano l'individuazione di un soggetto attuatore (comma 2) e il sistema dell'avvalimento degli enti (comma 3) e del personale (comma 4).