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per l'anno scolastico in corso il Ministero dell'economia e delle finanze aveva autorizzato 57.000 assunzioni a tempo indeterminato, ma alla fine è stata effettuata meno della metà delle assunzioni: per tutte le altre non è stato possibile trovare il personale formato e neppure sarà possibile reperirlo per il prossimo anno poiché non sono stati banditi concorsi per immettere in ruolo personale docente; in assenza di docenti di ruolo, le scuole dovranno ricorrere ai precari delle graduatorie di istituto o, sempre più spesso, alla messa a disposizione di personale senza tutte le qualifiche necessarie; nella ultima legge di bilancio (legge n. 145 del 2018) è stato abolito il nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento previsto dal decreto legislativo n. 59 del 2017 nella scuola secondaria che è stato novellato prevedendo, per l'accesso al ruolo, il concorso seguito da un anno di formazione in servizio e prova per la conferma ed è stato, inoltre, abolito il concorso riservato ai docenti precari con 36 mesi di servizio, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda garantire la copertura delle cattedre vacanti e disponibili, assicurando la continuità didattica; se preveda di bandire procedure concorsuali per l'immissione in ruolo del personale docente necessario. Atto n. 3-00707 VESCOVI PUCCIARELLI PIANASSO DE VECCHIS CASOLATI PELLEGRINI Emanuele IWOBI CANDURA Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: Nasrin Sotoudeh è un avvocato e attivista per i diritti umani iraniana, vincitrice nel 2012 del premio Sakharov per la libertà di pensiero, consegnato dal Parlamento europeo; nel 2010 è stata arrestata e condannata a 11 anni di reclusione, in seguito ridotti a 7, dopo aver difeso alcuni prigionieri politici a seguito delle manifestazioni scaturite dai presunti brogli durante le elezioni presidenziali del giugno 2009; nel 2013 è stata scarcerata anticipatamente insieme a un gruppo di prigionieri politici, a ridosso del discorso alle Nazioni Unite del presidente iraniano Rouhani; nel giugno 2018 è stata nuovamente incarcerata presso il centro di detenzione di Evin, dopo essere stata arrestata per scontare 5 anni in seguito a una condanna ricevuta in contumacia nel 2016; il giorno 11 marzo 2018, l'agenzia iraniana Irna ha riportato la condanna a 7 anni per Sotoudeh, suddivisa in 5 anni per "associazione e collusione per compiere reati contro la sicurezza nazionale" e 2 anni per "offesa alla Guida suprema"; nello stesso giorno, il marito di Nasrin Sotoudeh ha pubblicato su "Facebook" uno stato in cui comunicava che la condanna della moglie sarebbe stata in realtà di 38 anni e 143 frustrate; tra i diversi capi d'accusa risultano "incitamento alla corruzione e alla prostituzione", "commissione di un atto peccaminoso" e "interruzione dell'ordine pubblico"; il giudice avrebbe applicato un articolo del codice penale iraniano, il 134, che autorizza ad emettere una sentenza più alta di quella massima prevista se l'imputato ha più di tre imputazioni a carico. Nel caso specifico, il giudice ha condannato Sotoudeh a 33 anni, dopo aver cumulato gli anni per 7 diversi capi d'accusa, ai quali vanno sommati i 5 anni della condanna del 2016; come riporta Amnesty International, questo atto risulta essere la più dura condanna nei confronti di un difensore dei diritti umani in Iran; Nasrin Sotoudeh si trova nel carcere di Evin, principale centro di detenzione per i prigionieri politici iraniani, accusato più volte dalla comunità internazionale per violazione di diritti umani, tanto da essere colpito da sanzioni degli Stati Uniti dopo esser stato inserito dall'Office of foreign assets control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro americano nella Specially designated national list, si chiede di sapere: quali iniziative di sua competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere nelle opportune sedi; se stia valutando una soluzione di comune accordo con i ministri degli esteri degli Stati membri dell'Unione e con l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al fine di tutelare la sicurezza di Nasrin Sotoudeh. Atto n. 3-00708 MALPEZZI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: molti studenti che hanno frequentato o frequentano i corsi dell'istruzione professionale in ambito sociale e sanitario si trovano in una situazione molto difficile, dovuta al fatto che il titolo rilasciato al termine degli studi non trova riconoscimento nella maggior parte delle Regioni italiane; questo determina che eventuali operatori con diploma di Stato che lavorano in strutture residenziali o centri diurni sociali e socio-sanitari non concorrono a soddisfare gli standard di personale previsti per l'accreditamento del servizio: la conseguenza è che difficilmente i giovani vengono assunti, pur avendo effettuato un percorso formativo di carattere professionale; in particolare sono circa 50.000 gli studenti che in Italia frequentano i corsi dell'istruzione professionale "Servizi socio-sanitari" e sono oltre 100.000 i diplomati nell'istruzione professionale in ambito sociale e sanitario. Gli attuali corsi d'istruzione professionale "Servizi socio-sanitari" sono in esaurimento; nel corso di questo anno scolastico l'istruzione professionale ha avviato il corso "Servizi per la sanità e l'assistenza sociale"; nell'anno scolastico 2018/2019 risultano iscritti al primo anno del corso 12.022 alunni ed è il terzo indirizzo per frequenza dell'istruzione professionale con l'11,7 per cento degli iscritti. Anche il nuovo corso al momento presenta gli stessi problemi di occupabilità già rilevati per diplomati dei corsi precedenti "Servizi sociali" ( ex "Progetto '92") e "Servizi socio-sanitari" ( ex decreto del Presidente della Repubblica n. 87 del 2010). Questo indirizzo di studio, con il relativo profilo in uscita, è previsto dal decreto legislativo n. 61 del 2017 e i codici ATECO e NUP, indicati nel decreto ministeriale n. 92 del 2018, sono indubbiamente indicativi dei potenziali spazi di intervento dei diplomati dell'indirizzo; con l'avvio dei nuovi corsi dell'istruzione professionale, il sistema continua a investire risorse umane e finanziarie proponendo agli studenti e alle loro famiglie un percorso quale "Servizi per la sanità e l'assistenza sociale" che non offre sbocchi lavorativi, nonostante in questi settori si senta l'esigenza di una nuova professionalità alla quale si è cercato di dare risposta nell'elaborazione del percorso formativo e del profilo in uscita del corso; una ricerca del 2017 condotta da "Almadiploma" su un gruppo di 450 diplomati nel corso d'istruzione professionale "Servizi socio-sanitari" ha messo in luce alcune caratteristiche interessanti dei diplomati: i diplomati che hanno scelto di frequentare l'indirizzo sono per la maggior parte femmine (89 per cento); nel corso degli studi l'81 per cento dei diplomati non ha maturato ripetenze; alla maturità ha ottenuto un voto medio di diploma di 74,4 centesimi, valori superiori alla media del complesso dei professionali;