[resaula]

Si sono ridotti i parlamentari e ad oggi ci stiamo occupando di tutto, del disegno di legge Zan, del voto ai diciottenni (che non gliene può fregare di meno, perché in questo momento i diciottenni pensano a tutt'altro che a votare anche per il Senato oltre che per la Camera dei deputati), ma non ci stiamo minimamente preoccupando di quel che dovremmo fare, avendo ridotto di quasi il 40 per cento il numero dei parlamentari. (Applausi) . Se non ci sbrighiamo, probabilmente saremo costretti ad affrontare le prossime elezioni politiche con una serie di caducità, di problematiche, di questioni non solo regolamentari, ma anche costituzionali, che non consentiranno a queste due Camere di funzionare. Ho depositato, con la firma di molti miei colleghi, a cominciare dalla presidente del mio Gruppo Anna Maria Bernini, un disegno di legge costituzionale che tenta faticosamente di mettere una pezza ai problemi che purtroppo scaturiranno da questo populistico e incomprensibilmente drastico ridimensionamento del numero dei parlamentari della nostra Repubblica. Ma veniamo alla questione del voto ai diciottenni. Capisco che non interessa a nessuno quello che penso, ma anche questa è comunque una questione che ha a che vedere col ruolo che intendiamo dare alle Camere. Se la Camera e il Senato devono avere, anche dopo la riduzione dei parlamentari, un numero differente di componenti (perché da una parte saranno 400 e dall'altra 200), allora mi si deve spiegare perché dovremmo adeguarlo in tutto. Allora dovremmo adeguarlo anche nel numero dei parlamentari? Ascoltai questa affermazione dal presidente Calderoli in 1 a Commissione affari costituzionali e lo applaudii, perché non c'è coerenza tra la riduzione dei parlamentari, l'adeguamento, perfettamente identico, tra Camera e Senato e poi - chissà perché - un numero differente di membri nell'una e nell'altra Camera. Cosa sta a significare tutto questo? Non si può modificare la Costituzione se non con un disegno complessivo, organico (Applausi) , nel quale sia comprensibile a cosa deve servire la Camera dei deputati e a cosa deve servire il Senato della Repubblica. Altrimenti, se noi non spieghiamo questo, non basta dire: diamo un segnale ai diciottenni, a quelli che ce l'hanno con la politica, a quelli che pensano che i parlamentari rubino lo stipendio, per cui è meglio ridurre il numero dei ladri di stipendi. Tutto questo non ha alcun senso, è solo frutto di un'assurda mentalità antipolitica, che non fa riconquistare fiducia ai cittadini nelle istituzioni, anzi, contribuisce a farla perdere. (Applausi) . Perché guardo con speranza alla Presidenza Draghi? Perché finalmente abbiamo una figura autorevole, che non pensa a dare segnali populistici, a spot , per cercare di conquistare il consenso, ma cerca soltanto di dare una prospettiva e un futuro, anche economicamente sostenibile, a questo Paese. I giovani di oggi non hanno bisogno di votare anche per il Senato; i giovani di oggi, cari colleghi, hanno bisogno di trovare posti di lavoro. E i posti di lavoro si trovano se la macchina funziona, se le istituzioni funzionano, se l'economia cresce, se l'occupazione cresce in conseguenza della crescita della nostra economia e delle nostre imprese. Stiamo marciando male. Questa storia, che domani avrà due righe sui giornali, caro collega Castaldi, dopodomani già l'hanno dimenticata tutti, a cominciare da quei diciottenni che forse neanche andranno a votare. (Applausi) . Sì, è vero, ci sono circa quattro milioni di italiani collocati fra l'elettorato attivo alla Camera e l'elettorato passivo al Senato, secondo i dati del servizio Studi del Senato della Repubblica ricavati dalle ultime elezioni del 2018. Benissimo, ma c'era una ragione per la quale i nostri Padri costituenti hanno ritenuto che la Camera e il Senato avessero ruoli differenti, per cui l'elettorato attivo e l'elettorato passivo dovessero essere diversi. Certamente sì, non erano mica dei sottosviluppati. Tanto è vero che, guarda caso, in tutte le Commissioni bicamerali, da quella Bozzi a quella D'Alema e via di seguito, l'unica che ha comunque previsto un adeguamento era quella che prevedeva un ridisegno del nostro ordinamento costituzionale, con una nuova logica nella quale Camera e Senato dovessero fare cose differenti perché vi sarebbe stato il superamento del cosiddetto bicameralismo paritario. Tutto questo però oggi non c'è perché non si riforma la Costituzione in questo modo. È sbagliato e lo dico da umile servitore e studioso della nostra Costituzione. È sbagliato. Il Gruppo Forza Italia ha votato a favore del provvedimento alla Camera dei deputati; non mi importa perché personalmente sono contrario a questo modo di fare le riforme e ho il dovere di dirlo. (Applausi) . E lo devo dire qui. Mi sono spiegato? Alla fine chi interverrà in dichiarazione di voto, forse dirà che ci asteniamo; io sono contro i voti di astensione, però mi adeguo. Permettetemi di dire che io avrei votato sinceramente contro il provvedimento perché per me è sbagliato. Concludo dicendo che nel corso della vita mi sono sempre caratterizzato per la speranza e l'ottimismo. Credo che forse, da quando è nato questo Governo di unità nazionale, esiste la speranza di un futuro che possa superare il populismo e la demagogia, la ricerca del consenso andando a grattare i mal di pancia dei cittadini e delle cittadine. Mi auguro che tutto questo venga superato e che per l'Italia possa esserci un futuro migliore rispetto a riformette da quattro soldi come quella di cui stiamo discutendo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. Colleghi, mi raccomando il rispetto dei tempi perché la sanificazione purtroppo non può essere derogata più di quanto abbiamo già fatto. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, siamo chiamati a votare una riforma costituzionale epocale. Dopo settantacinque anni dalla nascita della Repubblica e del riconoscimento del diritto di voto a tutti i cittadini, donne comprese, finalmente lo stesso diritto ad un voto libero, personale, uguale e segreto, viene riconosciuto a 4,5 milioni di giovani di età compresa tra i diciotto e i ventiquattro anni, i quali potranno votare i senatori della Repubblica. Si tratta dunque di una riforma che riconosce pari dignità a tutti i cittadini, maggiorenni compresi, ad esercitare i loro diritti politici e quindi a partecipare attivamente alla vita politica del Paese. Dopo una lunga recessione economica che ha visto i giovani tra i soggetti più vulnerabili e la pandemia che li ha costretti ad ulteriori restrizioni dei loro diritti costituzionali, come il diritto allo studio, ai movimenti, alle attività e alle relazioni sociali, siamo davvero orgogliosi come parlamentari di approvare oggi una riforma che aspettavano da tempo, la quale restituirà loro maggiore fiducia nelle Istituzioni e ridurrà l'astensionismo nelle competizioni elettorali. I giovani hanno voglia di tornare alla vita e di dare un contributo concreto alla vita politica e sociale del Paese.