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il progetto ha ricevuto il parere sfavorevole dell'Assessorato per i beni comuni e l'urbanistica del Comune di Napoli, che ha sottolineato come il progetto non fosse compatibile con la destinazione urbanistica dell'area, e la dichiarazione di contrarietà dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo (Invitalia), che su incarico del Governo è ad oggi il soggetto attuatore del programma di bonifica e rilancio dell'ex area industriale di Bagnoli-Coroglio; occorre rilevare come l'area flegrea è qualificata "zona rossa" in quanto a rischio vulcanico, come stabilito dal piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei. Pertanto la realizzazione di qualsiasi tipo di costruzione in un territorio del genere meriterebbe più di un'attenta valutazione; la problematica posta in evidenza rappresenta tuttavia solo l'ultimo atto di un percorso travagliato che ha visto come protagonista un'area ampiamente danneggiata da anni di malgoverno; dai primi anni del 1900, il sito di Bagnoli-Coroglio era sede delle società Ilva e Italsider (acciaio) e dei gruppi Eternit e Cementir (amianto e cemento) che svolgevano un'attività produttiva altamente inquinante; dopo la chiusura, nel 1994, dello stabilimento Italsider hanno avuto inizio le procedure di dismissione e bonifica, culminate con un vero e proprio disastro ambientale, in seguito accertato con sentenza di primo grado nel 2017 e relativo sequestro dell'area; il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, denominato "sblocca Italia", convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, all'articolo 33 ha definito il comprensorio Bagnoli-Coroglio "un'area di rilevante interesse nazionale" attribuendo ad un commissario e ad un ente attuatore (Invitalia) la bonifica del sito e la rigenerazione urbana di una parte delle aree come predisposto nel programma di risanamento ambientale e di rigenerazione; nel luglio 2019 la magistratura ha disposto il dissequestro dell'area al fine di avviare la bonifica. Nel gennaio 2020 alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e il commissario straordinario del governo, Francesco Floro Flores, si è ufficialmente dato il via al progetto con l'intenzione di rimuovere in primis i cumuli nell'area ex Morgan nell'ex area Italsider per poi procedere con la rimozione e lo smaltimento dell' eternit entro il 2024, data di fine lavori che, tuttavia, non compare in nessuna documentazione ufficiale; per quanto è possibile sapere, allo stato attuale si è provveduto al ricondizionamento di tutti i big bag abbandonati che comprendono materiali contenenti amianto (MCA) già ammalorati, all'insacchettamento del materiale sciolto all'interno di nuovi big bag , al carico ed invio a smaltimento in impianto autorizzato in Germania di tutto il materiale contenente amianto già rimosso, così come evidenziato nel "programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana per l'area di rilevante interesse nazionale" consultabile sul sito di Invitalia; sono poche le informazioni ufficiali in merito alle procedure di rimozione dell' eternit rimasto e alla tutela dai rischi derivanti dalla possibile dispersione di fibre di amianto; a tal proposito, il progetto prevede l'installazione di dispositivi " fog cannon " (micronizzatore di acqua) per l'abbattimento delle polveri volatili generate dalle attività di scavo, la collocazione di tre centraline all'interno dell'area (poste ai vertici di un immaginario triangolo) e di 4 centraline esterne al cantiere (come specificato nel documento "lavori di completamento delle attività di bonifica dell'ex area eternit nel Sin Bagnoli Coroglio - progetto definitivo"); è opportuno evidenziare come la collocazione di sole 3 centraline interne all'area non sia sufficiente a rilevare la presenza di amianto nel caso in cui il vento soffi in direzione, per esempio, del centro abitato; le 4 centraline esterne non sono ancora state installate e non risulta alcuna evidenza in merito alle modalità di trasporto dell'amianto e al suo smaltimento definitivo; considerata l'elevata tossicità del materiale trattato e la conseguente necessità di trattamento dello stesso secondo procedure standardizzate e regolate da precise normative e procedure, non ultima un'attenta e minuziosa analisi dei rischi e una specifica caratterizzazione dei terreni coinvolti, appare anomalo come la relazione dal titolo "analisi di rischio sanitario ambientale sito-specifica delle aree ex Ilva e ex Italsider nel sito di interesse nazionale (SIN) di Bagnoli-Coroglio" espressamente reciti "La presente relazione non sviluppa l'Analisi di Rischio sanitario-ambientale (adr) sito specifica dell'area ex Eternit in congruità agli esiti della conferenza di servizi del 5 aprile 2018, in quanto per tale area è prevista una nuova campagna di caratterizzazione in contraddittorio con gli enti di controllo a valle della rimozione integrale degli MCA", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle tempistiche inerenti all'attività di bonifica; se abbiano contezza dei rischi che il programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana possa determinare, alla luce delle previsioni riguardanti la realizzazione delle nuove cubature in un territorio a rischio vulcanico conclamato, e se, come richiesto dalla popolazione residente, vi sia l'intenzione di monitorare attentamente tutte le procedure inerenti alla bonifica (estrazione, trasporto e smaltimento) del materiale altamente pericoloso al fine di usare ogni cautela possibile ed evitare il verificarsi di danni irreversibili per il territorio e per i cittadini; se risulti la predisposizione da parte degli enti locali di un follow up (controllo nel tempo) epidemiologico della popolazione rispetto al rischio di patologie da amianto e da altre componenti industriali; se siano a conoscenza di quando e come verrà resa pubblica l'analisi del rischio inerente all'area ex Eternit; se intendano adoperarsi per verificare che l'amministrazione locale abbia adottato misure idonee a consentire alla popolazione di attivarsi qualora la stessa riscontri anomalie o distorsioni nelle attività di bonifica. Atto n. 4-03802 ORTIS FERRARA ROMANO BOTTO MOLLAME GIANNUZZI DONNO LANNUTTI MAIORINO VANIN ANASTASI Ai Ministri dell'interno e dello sviluppo economico Premesso che: l'operazione "Data Room", avviata nel febbraio 2020 e condotta con successo dallo CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), con il coordinamento della Procura di Roma, ha portato alla luce uno sconcertante quadro delinquenziale di cibercrimine, concernente il furto di dati dei clienti della compagnia telefonica TIM da parte di un gruppo di dipendenti della società; attraverso ripetuti accessi abusivi alle banche dati della compagnia, effettuati anche grazie all'ausilio di programmi automatizzati, appositamente predisposti per una quotidiana estrazioni delle informazioni, i tecnici dell'azienda coinvolti erano arrivati a un volume medio di centinaia di migliaia di record trafugati al mese. I dati, poi acquisiti da una rete commerciale di intermediari, ruotante intorno alla figura di un imprenditore campano, venivano quindi riversati sul mercato dei call center ;