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Le Parti riaffermano parimenti il loro rispetto per l'osservanza di taluni strumenti internazionali pertinenti, tra i quali vengono esplicitamente menzionate le Convenzioni di Montego Bay del 10 dicembre 1982 (Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite sul diritto del mare) -- specialmente per quanto attiene ai diritti ed agli obblighi di ciascuna Parte in merito alle condizioni di lavoro, alla composizione degli equipaggi ed alle questioni sociali a bordo delle navi battenti la propria bandiera -- e la Convenzione internazionale sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti ed alla guardia (convenzione STCW) del 1995 e successive modificazioni, in particolare per quanto concerne i requisiti di competenza e formazione del personale marittimo. L'Accordo prevede che la collaborazione in questo settore si basi sulla consultazione reciproca e sul dialogo bilaterale, che potrà riguardare anche aspetti legati ai metodi di insegnamento applicati ed alle migliori prassi di formazione, ai programmi volti a contrastare la pirateria e gli atti di terrorismo in mare, alla copertura sanitaria e alle cure mediche per la «gente di mare», nonché a qualsiasi altra forma di protezione sociale. La cooperazione in materia di migrazione (articolo 27) ha lo scopo principale di favorire le opportunità di migrazione legale e di elaborare un'efficace politica di prevenzione dell'immigrazione clandestina, del traffico dei migranti e della tratta di esseri umani, nel rispetto sia della Convenzione relativa allo status dei rifugiati, firmata il 28 luglio del 1951, che del relativo Protocollo, firmato il 31 gennaio 1967, in particolare per quanto riguarda i principi di non respingimento e di ritorno volontario. Titolo VI - Cooperazione economica, allo sviluppo e in altri settori (articoli 28-47) Questo Titolo disciplina la cooperazione finalizzata a promuovere lo sviluppo socioeconomico e definisce gli ambiti di quella settoriale. A tal fine, le Parti instaurano un dialogo su tutte le questioni rilevanti specifiche dei settori interessati; la cooperazione viene attuata sulla base della valutazione delle esigenze specifiche, frutto della reciproca consultazione, nel rispetto delle pertinenti normative, dell'Unione europea e nazionale, in vigore. La cooperazione tra le Parti ha lo scopo di armonizzare la regolamentazione e le metodologie utilizzate in settori specifici intensificando la collaborazione a livello regionale ed internazionale, anche attraverso progetti di assistenza tecnica e di capacity building . Allo scopo di valorizzare la dimensione sociale della globalizzazione, l’Unione europea e le Filippine intensificano la cooperazione in tema di occupazione e affari sociali (articolo 28), compresa la coesione regionale e sociale, con particolare attenzione agli elementi chiave dello sviluppo sostenibile e della riduzione della povertà, quali: salute e sicurezza sul lavoro; sviluppo delle competenze; parità uomo-donna; dignità del lavoro -- conformemente alla risoluzione 60/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 24 ottobre 2005 ed alla dichiarazione ministeriale del Consiglio economico e sociale del consiglio economico e sociale dell'ONU del 5 luglio 2006 -- tenendo conto delle differenze esistenti e della diversa natura dei rispettivi sistemi socioeconomici. Le Parti ribadiscono l'impegno a rispettare, promuovere ed applicare le norme internazionalmente riconosciute in materia di lavoro, quali definite sia dalle Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) a cui hanno aderito che dalla Dichiarazione dell'OIL sui principi ed i diritti fondamentali nel lavoro. Le forme di cooperazione possono riguardare iniziative, programmi e progetti su temi di comune interesse, sia in consessi bilaterali che multilaterali, quali ASEM, UE-ASEAN, ONU, OIL ed OIM. Le Parti istituiscono altresì un dialogo regolare in materia di cooperazione allo sviluppo (articolo 29), allo scopo di favorire lo sviluppo sostenibile, contribuendo alla riduzione della povertà e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale, ivi compresi gli obiettivi di sviluppo del Millennio. In tale ambito, la collaborazione tra le Parti deve mirare a promuovere lo sviluppo umano e sociale, nonché una crescita economica inclusiva e sostenibile; promuovere la sostenibilità ambientale e la sana gestione delle risorse naturali, ivi compresa la promozione delle migliori prassi; attenuare l'impatto del cambiamento climatico. In particolare, si prevede il potenziamento delle capacità per favorire una maggiore integrazione delle Filippine nell'economia mondiale e nel sistema commerciale internazionale, con l'avvio di processi conformi ai princìpi della Dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, al Programma d'azione di Accra e agli altri impegni internazionali in materia di aiuti. Le Parti promuovono lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche economiche (articolo 30) e la condivisione di esperienze sul coordinamento delle politiche economiche nell'ambito della cooperazione e dell'integrazione economica regionale, approfondendo il dialogo sulla politica monetaria e tributaria, sulla tassazione delle imprese, sulla finanza pubblica, sulla stabilizzazione macroeconomica e sul debito estero. Le Parti promuovono il dialogo e l’interazione effettive con la società civile in conformità con le leggi nazionali (articolo 31), riconoscendo il ruolo e il contributo della società civile organizzata al buon governo democratico. La cooperazione in materia di gestione del rischio di catastrofi (articolo 32) ha lo scopo di prevenire o di ridurre al minimo il rischio di catastrofi e le relative conseguenze, pianificando ove del caso la ripresa e la ricostruzione, senza trascurare l'adattamento al cambiamento climatico ed il ricorso a innovazione, ricerca e istruzione per creare una cultura della sicurezza e della capacità di recupero. Nel settore dell'energia (articolo 33) lo scopo principale della cooperazione bilaterale è quello di diversificare l'approvvigionamento energetico per garantire una maggiore sicurezza e sviluppare nuove forme di energie rinnovabili, creando così condizioni favorevoli agli investimenti. Le Parti promuovono la convergenza delle norme energetiche per i biocombustibili e gli altri combustibili alternativi, incentivando sia i trasferimenti di tecnologia tra imprese finalizzati alla produzione ed all'uso sostenibile dell'energia che la cooperazione tecnica ed i partenariati privati in merito ai progetti riguardanti l'energia sostenibile e rinnovabile, in conformità agli impegni assunti con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. L'articolo 34 disciplina la cooperazione in materia di ambiente e di risorse naturali, sottolineando la necessità di salvaguardare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali e la diversità biologica, al fine di migliorare l'ambiente ai fini dello sviluppo sostenibile. Viene sottolineato tra l'altro come tutti i settori di cooperazione debbano tenere in considerazione le problematiche ambientali, collaborando per far sì che le politiche commerciali e quelle ambientali si sostengano a vicenda. Le Parti promuovono la loro attiva partecipazione all'attuazione degli accordi ambientali multilaterali a cui hanno aderito, intensificando inoltre la cooperazione nell'ambito di programmi regionali per la tutela dell'ambiente.