[resaula]

"limitatamente all'anno scolastico 2019/2020, per sopravvenute condizioni correlate alla situazione epidemiologica da COVID 19, i dirigenti scolastici, sulla base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilità, sentiti i consigli di classe e acquisito il parere del Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione a livello di istituzione scolastica, valutano l'opportunità di consentire la reiscrizione dell'alunno al medesimo anno di corso frequentato nell'anno scolastico 2019/2020, limitatamente ai casi in cui sia stato accertato e verbalizzato il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l'autonomia, stabiliti nel piano educativo individualizzato (PEI)"; ai sensi dell'articolo 231, comma 2, lettera d) , del decreto rilancio sono previsti interventi utili a potenziare la didattica anche a distanza e dotare scuole e studenti degli strumenti necessari per la fruizione di modalità didattiche compatibili con la situazione emergenziale nonché a favorire l'inclusione scolastica e ad adottare misure che contrastino la dispersione; l'articolo 120 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ha stanziato 10 milioni di euro nel 2020 per consentire alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l'apprendimento a distanza e 70 milioni di euro nel 2020 per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d'uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme, nonché per la necessaria connettività di rete; atteso che: al momento, in Italia, sono circa 260.000 le classi e 430.000 gli studenti certificati con disabilità o con disturbo specifico dell'apprendimento; l'articolo 38 della Costituzione stabilisce che "Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale". L'importanza di tale diritto viene ribadita altresì con l'articolo 13, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il quale stabilisce che: "Nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono garantite attività didattiche di sostegno (?) realizzate con docenti di sostegno specializzati"; visto il combinato disposto dei decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 30 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 aprile 2012, n. 78, e 8 febbraio 2019, n. 92, la condizione fondamentale per ricoprire i ruoli di docenza nel sostegno, è il possesso di idoneo titolo di specializzazione conseguito. Tali precetti normativi si scontrano con la cronica carenza di docenti specializzati sul sostegno, che ha visto l'attribuzione delle cattedre, con sempre maggior frequenza, a personale reclutato dalle graduatorie d'istituto incrociate di terza fascia o, peggio ancora, da messa a disposizione (MAD), affidando così gli alunni con bisogni educativi speciali (BES) a docenti non specializzati, ma spesso anche privi di qualsiasi esperienza didattica. Tutto ciò in manifesto contrasto con l'esigenza di garantire agli alunni con BES insegnanti adeguatamente qualificati e con il principio di continuità didattica, questioni considerate prioritarie dal Ministerov e ribadite dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio con la sentenza n. 196/2019; l'inadeguatezza della realtà fattuale testé descritta rispetto ai principi sopra enunciati ha suggerito il parere pubblicato dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, in data 7 aprile 2020, il quale pone in evidenza la necessità di un intervento di immissione in ruolo tempestivo, procedendo alla stabilizzazione di tutti i docenti in possesso di adeguato titolo, al fine di "permettere alle scuole di operare a pieno regime fin dal primo giorno del prossimo anno scolastico" potendo contare su "un organico completo e su un corpo docente stabile e motivato", oltre che qualificato. Particolarmente pressante, quindi, anche nell'interesse degli alunni con BES e delle loro famiglie, traspare la richiesta formulata di una procedura concorsuale selettiva per titoli ed esami che preveda un'unica prova orale idonea a vagliare la preparazione dei candidati e atta a stilare una consequenziale graduatoria; attualmente vi sarebbero molte più cattedre scoperte che docenti specializzati su sostegno didattico. Si consideri, a tale riguardo, che nell'anno scolastico 2019/2020 sono stati assegnati più di 60.000 posti in deroga a personale spesso privo dei requisiti richiesti dalla vigente normativa; le procedure concorsuali recentemente bandite per la scuola secondaria, volte al reclutamento del personale docente, stabiliscono che la partecipazione al concorso straordinario è consentita solo a chi ha maturato almeno 36 mesi di servizio. Da ultimo sono stati banditi, con procedura straordinaria, 5.669 posti per cattedre di sostegno; tuttavia la stragrande maggioranza degli specializzati del quarto ciclo di specializzazione su sostegno non ha maturato i 36 mesi di servizio e pertanto la maggioranza dei posti messi a concorso non saranno assegnati; valutato che: le considerazioni fin qui riportate trovano il conforto in numerose pronunce del Consiglio di Stato, tra le quali la sentenza n. 3/2020 la quale evidenzia che "le eccezioni alla regola del pubblico concorso, oltre che rigorose e limitate, devono comunque prevedere adeguati accorgimenti idonei a garantire la professionalità del personale assunto (ex multis, sentenza n. 149/2010) per rispondere ad una 'specifica necessità funzionale' dell'amministrazione, ovvero a 'peculiari e straordinarie ragioni di interesse pubblico' (sentenza n. 293 del 2009)"; da quanto sopra premesso e argomentato, si deduce che lo stesso titolo di specializzazione, è già inquadrato come di livello superiore rispetto a quello dell'abilitazione all'insegnamento in fisiologica prospettiva di progressività dei titoli (si veda l'ordinanza del Consiglio di Stato n. 4344/2017). Tale titolo, poi, risponderebbe ai requisiti di congruità di verifica della professionalità necessaria, essendo connesso all'obiettivo della selezione dei migliori (si veda la sentenza del Consiglio di Stato n. 7789/2019); nel pieno rispetto dei principi costituzionali risulta altresì necessario adottare misure volte alla valorizzazione del merito dei docenti già specializzati, evitando una loro partecipazione a ulteriori procedure selettive palesemente superflue, in quanto relative alla valutazione delle medesime competenze già valutate, quantificate e certificate da un corso universitario con una selezione in entrata, in itinere e in uscita; valutato altresì che il protrarsi dell'emergenza COVID-19 potrebbe dilatare i tempi di svolgimento delle complesse procedure di immissione in ruolo del personale docente di sostegno previste dalla vigente normativa: ciò contrasterebbe con l'impellente necessità di garantire agli studenti con bisogni educativi speciali il diritto al miglior percorso educativo nel più breve tempo possibile; considerato inoltre che: