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Ieri mattina il Governo ci ha detto - o meglio, ha tentato di dirci - che per valorizzare il lavoro svolto ha enfatizzato alcune misure, che ha dichiarato essere alcune delle tante contenute in questa manovra, che noi però non conosciamo, visto che non abbiamo avuto neanche il tempo di leggere il maxiemendamento. Permettetemi però una riflessione in particolare sugli enti locali. Vi siete arrogati il merito di aver risolto la questione dell'avanzo di amministrazione e di poterlo spendere. Ebbene, se non fosse stato per la Corte costituzionale, che attraverso una propria decisione, contro una scelta scellerata di un provvedimento emesso dal Governo di centrosinistra di qualche anno fa, che bloccava la possibilità dei Comuni di spendere ciò che i propri cittadini avevano già pagato con le tasse, tutto ciò non l'avreste mai fatto, perché ovviamente è andato ad incidere sul famoso rapporto tra deficit e PIL. Voi, invece, cosa avete fatto per i Comuni e gli enti locali? Cosa avete fatto per consentire loro di trattenere l'IMU che viene pagata dalle famiglie e dalle imprese? Non eravamo noi - e quando parlo di noi, mi riferisco a noi di Forza Italia e a voi, colleghi della Lega - che dicevamo che le tasse pagate da un territorio dovessero restare su quel territorio e non entrare nel calderone dello Stato? Non siete voi che state minacciando una crisi di Governo se non vi portano in Consiglio dei ministri l'autorizzazione all'autonomia delle Regioni del Nord? Macché: nulla di tutto questo! Abbiamo forse perso la memoria? Tra Fondo di solidarietà comunale e immobili produttivi, i quattrini pagati ogni anno come IMU dalle famiglie e dalle imprese italiane vanno a finire direttamente nel calderone dello Stato: si tratta di oltre il 35 per cento di quello che pagano i nostri concittadini. Altro che un miliardo di euro di nuovi investimenti per la questione dell'avanzo di amministrazione. Si è poi parlato del sociale, ma se avete detto di aver appostato a bilancio 440 milioni di euro per la questione del sociale e per la disabilità, vi siete dimenticati di dire che ci sono più di 200 milioni di euro che vengono drenati, con l'aumento dell'Ires alle associazioni no-profit per i disabili, che passa dal 12 al 24 per cento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma quali sono queste associazioni? Secondo voi chi serve i disabili e dà loro la possibilità di avere una vita normale, se non le associazioni di volontariato? Abbiamo poi parlato della flat tax , da 65.000 a 100.000 euro di reddito. Vi ricordo che si tratta dell'1,2 per cento di questi soggetti, ovvero di una platea ridottissima e ciò non risolve certo i problemi degli italiani e delle imprese. In questa manovra sono stati previsti anche degli investimenti per le Province, quegli enti che la scellerata legge Delrio ha reso un ibrido inutile per il territorio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete detto che ci sono 250 milioni di euro per le strade e gli istituti scolastici. C'è un documento dell'Unione delle Province italiane che dice che le Province hanno bisogno di 1,5 miliardi di euro per gli investimenti, le strade e gli istituti scolastici e di 280 milioni di euro per la spesa corrente. Conoscete la differenza tra spesa corrente e investimenti? Direi di no. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, concludo, saltando molte delle cose che avrei voluto dire. Mi faccia dire un'ultima cosa sulle pensioni. Per recuperare 2,2 miliardi di euro e contrabbandando il taglio a pensioni d'oro (che sono 24.600 su un totale di 16.100.000 pensionati), voi andate a togliere a coloro i quali percepiscono da 650 a 1.600 euro al mese un pezzo del loro futuro, tagliando fino al 48 per cento l'incremento della loro pensione per l'anno 2019. Questa è una vergogna. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . E se questa è la manovra del cambiamento, noi facciamo bene a votare contro anche senza avere letto il maxiemendamento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, membri del Governo (o almeno che quel residua in quest'Aula dell'Esecutivo), se c'è un primato che quest'Assemblea deve riconoscere alla maggioranza e all'attuale Governo è quello di essere campioni di contraddizioni e, forse, anche di bugie. Meritate l'alloro per l'abilità di dire una cosa e, poi, fare esattamente il contrario e di camuffare il tutto con una viscida gelatina di menzogne, una disinvoltura e un'arroganza di cui peraltro è davvero difficile trovare precedenti. Oggi ricorrete al paracadute del voto di fiducia, mascherando una discussione strozzata, mai come questa volta, su un provvedimento - anzi, sul provvedimento - più importante che la nostra Repubblica è chiamata ad adottare e che voi non siete stati in grado di sottoporre all'attenzione delle due Camere, così come avreste dovuto fare fin dallo scorso 20 ottobre. Solo oggi, agli esiti di una discussione finta e di un teatrino, di scuola casaliniana, architettato solo per nascondere la verità e i numeri dettati dai burocrati di Bruxelles (quei burocrati così tanto bistrattati in campagna elettorale), prende luce un provvedimento rabberciato, che necessita di essere approvato dalla due Camere in una manciata di giorni e che è pieno zeppo di strafalcioni. Penso alle vicende degli NCC e del demanio, che regaleranno all'Italia solo altre procedure di infrazione, che costeranno altri soldi agli italiani e non risolveranno le aspettative che colpevolmente avete alimentato. (Applausi dal Gruppo PD) . Ecco, dunque, il ricorso alla fiducia, quella stessa fiducia che solo qualche mese fa avreste tacciato come golpista e metodo da dittatura. E allora vi chiedo: quella a cui oggi fate ricorso, di grazia, come la chiamate? Come definite la negazione senza precedenti del dibattito nella sessione di bilancio? Cosa avreste fatto da questi banchi, a parti invertite? Forse avreste praticato l'ostruzionismo urlato, violento e ad oltranza, quello stesso ostruzionismo che nella precedente legislatura ha dato notorietà a gran parte degli esponenti dell'attuale Governo. Avreste certamente occupato i banchi della Presidenza e del Governo e inneggiato alla rivoluzione del popolo. Noi invece no, non lo facciamo. Vorrei fosse chiara la differenza tra voi e noi: noi siamo un'altra cosa per responsabilità, senso delle istituzioni e serietà. (Applausi dal Gruppo PD) . Intendiamoci, sarebbe stato legittimo ricorrere all'ostruzionismo. Ve ne erano tutte le motivazioni sia in Commissione, che in Assemblea per ragioni procedurali e - soprattutto - per i presupposti di questa manovra, che qualcuno sostiene - a ragione - avrebbero paradossalmente reso l'esercizio provvisorio il male minore. Siete inadeguati e pericolosi. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi abbiamo però saputo dimostrare senso di responsabilità.