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da un articolo di "Milano Finanza" del 3 maggio 2019 dal titolo "MPS, 8 miliardi di utp verso Sga", risulterebbe che la banca Monte dei Paschi di Siena sia in procinto di cedere un portafoglio di 8 miliardi di crediti " unlikely to pay " alla Società per la gestione di attività (Sga) controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze; secondo gli analisti finanziari l'intervento di acquisto avverrebbe a "prezzi superiori a quelli di mercato" ("Report Equita" del 3 maggio 2019); tale operazione consentirebbe di migliorare il bilancio della banca rendendola maggiormente appetibile agli investitori esteri ma, allo stesso tempo, celerebbe le cattive performance raggiunte in questi anni dal management ; nell'assemblea del 19 aprile, infatti, l'amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, sosteneva la necessità di rivedere i "paletti" del piano di ristrutturazione concordato nel 2017 con la Commissione europea in quanto la banca avrebbe potuto non centrare gli obiettivi prefissati, come già emerso dall'esame di revisione e valutazione prudenziale (Srep) della stessa Banca centrale europea; a parere degli interroganti l'eventuale acquisto di questo pacchetto di crediti da parte di Sga potrebbe costituire un ulteriore aiuto per i conti della banca dopo le garanzie statali già concesse sui portafogli crediti in sofferenza per circa 26 miliardi di euro di controvalore lordo; a maggio 2018 è stato perfezionato l'acquisto della piattaforma di recupero crediti in sofferenza ("Juliet") di Mps da parte di "Quaestio Cerved credit management" SpA, società costituita ad hoc da Cerved e Quaestio con un corrispettivo di cessione pari a 52,6 milioni di euro, si chiede di sapere: quali siano i motivi per i quali Sga si appresterebbe ad effettuare un'operazione di acquisto crediti di tale dimensione senza che il Ministero dell'economia, in qualità di maggiore azionista della banca Monte dei Paschi di Siena, abbia mosso alcuna contestazione al management per il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Commissione europea; se nel portafoglio di 8 miliardi di crediti " unlikely to pay " siano inclusi esposizioni della banca verso grandi società di costruzione, e quali siano tali società e quali siano gli specifici importi loro addebitabili; se il Ministro in indirizzo, a garanzia delle risorse pubbliche, abbia intenzione di rivalersi sugli amministratori di Sga qualora l'acquisto dovesse tramutarsi in una perdita per il bilancio dello Stato; quali siano i motivi per i quali Mps abbia ceduto la piattaforma di recupero crediti (Juliet) a Quaestio Cerved credit management SpA, sulla base di quali criteri sia stata fatta tale cessione e quale sia risultata essere la seconda migliore offerta; se risulti che la stessa Cerved abbia ricevuto dal fondo "Atlante" e da Sga il mandato a recuperare i crediti e se ciò non costituisca un palese conflitto di interessi in considerazione del ruolo di Questio nella gestione del fondo Atlante, fondo tra l'altro partecipato da Cassa depositi e prestiti; quale sia la piattaforma negoziale che verrà presentata alla Commissione europea e quali ricadute, in termini occupazionali, preveda che possa comportare. Atto n. 4-01661 ROJC GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la situazione politica e militare in Venezuela è sempre più drammatica e ad oggi si è ancora lontani da una soluzione che favorisca un'evoluzione democratica del Paese; i cittadini italiani iscritti all'AIRE che risultano residenti in Venezuela sono circa 200.000, ma i discendenti di italiani, che, pertanto, potenzialmente potrebbero richiedere nuovamente la cittadinanza, sono oltre 500.000, come riportato dal giornale della comunità italiana "La voce d'Italia"; la comunità italiana in Venezuela ha saputo mantenere molto vivi i legami con i parenti in patria, fortemente preoccupati per la situazione del Paese e, inoltre, ha consolidato, nei decenni, una positiva compattezza favorita da numerosi ritrovi collettivi, in tal senso si pensi a "Casa d'Italia"; la pesante crisi economica degli ultimi anni ha determinato un'inflazione senza precedenti, che ha colpito duramente salari e stipendi e messo la popolazione in ginocchio, compresa la comunità italiana; da mesi l'energia elettrica è razionata, con un'erogazione di 6 ore al giorno e neanche tutti i giorni; anche l'ambasciata e i consolati italiani, uno a Caracas e l'altro a Maracaibo, stanno incontrando diverse difficoltà legate alla mancanza di elettricità, con pesanti ricadute anche sui servizi per i nostri connazionali; a fronte della drammaticità del momento, molti cittadini italiani potrebbero avere la necessità di lasciare rapidamente il Paese, senza essere nelle condizioni di poter rinnovare il proprio passaporto; il rinnovo del passaporto, infatti, può essere fatto solo attraverso i consolati esteri del Paese di residenza, non presso i consolati dei Paesi vicini come Colombia o Stati Uniti, né tantomeno direttamente in Italia presso le prefetture. A quanto detto, si aggiunga che gli appuntamenti per i rinnovi sono lunghissimi, con una tempistica che va dai 10 ai 12 mesi di prenotazione; viceversa, Paesi come la Spagna appaiono molto più efficienti, sia per il servizio che per il supporto ai propri connazionali, con consolati che, non avendo una burocrazia così vincolante, riescono a gestire al meglio emergenze e quotidianità; a fronte di una situazione così drammatica, recentemente a Maracaibo oltre 500 italiani hanno protestato con forza, come ampiamente riportato da "La Voce d'Italia", si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di fornire la necessaria assistenza agli italiani in Venezuela, anche potenziando l'azione dei consolati e dando loro la possibilità di rinnovare celermente i passaporti; quali necessarie iniziative intenda adottare al fine di fornire un concreto aiuto alle migliaia di italiani che fanno fatica a reperire cibo e medicinali e che si trovano in situazione di estrema difficoltà anche a fronte della mancanza di energia elettrica. Atto n. 4-01662 SICLARI Al Ministro della salute Premesso che: come ampiamente documentato da vari reportage giornalistici (da ultimo le note trasmissioni "Striscia la notizia" e "Che tempo che fa"), in molte aree del Paese manca nelle farmacie il farmaco utilizzato giornalmente i pazienti affetti dalla malattia di Parkinson e dalla sindrome parkinsoniana, basato sui principi attivi Levodopa e Carbidopa sia nella forma commercialmente più nota del Simenet, che nella forma generica; il farmaco è fondamentale per oltre mezzo milione di malati che lo utilizzano quotidianamente per lenire gli effetti devastanti della malattia; la stampa ha avanzato l'ipotesi che la mancanza del farmaco dipenda dalla speculazione delle case farmaceutiche produttrici che avrebbero interesse a venderlo all'estero ovvero tramite il canale internet dall'estero per applicare un prezzo triplo o addirittura quadruplo di quello praticato in Italia; in tal senso anche le giustificazioni dell'AIFA non convincono e non rassicurano;