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Ratifica ed esecuzione della Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi, approvata dall’Assemblea plenaria dell’Organizzazione marittima internazionale a Londra il 13 febbraio 2004, e delega al Governo per la sua attuazione. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge si intende autorizzare la ratifica della Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi, e relativi allegati, approvata nel 2004 a Londra dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO). La Convenzione si propone di ridurre al minimo e, in ultima analisi di eliminare, i rischi di introduzione di organismi acquatici nocivi e di agenti patogeni attraverso le navi commerciali, che ogni anno trasferiscono approssimativamente dai 5 ai 10 miliardi di tonnellate di acqua da un ecosistema marino all'altro. Queste enormi quantità di acqua marina, imbarcate per stabilizzare l'assetto di crociera, contengono infatti alghe, microrganismi, batteri patogeni e specie animali e vegetali aliene invasive, che vengono scaricate in porto, costituendo il principale vettore dei fenomeni di contaminazione dei mari e degli oceani su scala mondiale. Ciò costituisce una seria minaccia per la biodiversità marina e può altresì comportare gravi conseguenze economiche per le attività costiere nonché rappresentare un serio problema sanitario nel caso in cui vengano trasferite e diffuse alghe tossiche. La materia risulta, quindi, di notevole importanza, dati i rischi connessi all'introduzione, intenzionale o accidentale, nell'ambiente marino di specie aliene o nuove, che potrebbero provocarvi cambiamenti significativi e nocivi. Il problema degli organismi acquatici nocivi nelle acque di zavorra venne sollevato per la prima volta dall'IMO nel 1988 e, da allora, il Marine Environment Protection Committee (MEPC) in seno alla stessa Organizzazione, insieme al Maritime Safety Committee (MSC), ha affrontato il problema. focalizzandosi prima su linee guida e, quindi, sullo sviluppo di una convenzione. Fu la XX Assemblea dell'IMO nel novembre 1997 ad adottare la risoluzione A.868 (20) -- « linee guida per il controllo e la gestione delle acque di zavorra per ridurre al minimo il trasferimento di organismi acquatici nocivi e agenti patogeni » (BWMC) --, poi sviluppata e adottata il 13 febbraio del 2004. In particolare, l'articolo 1 della Convenzione elenca le definizioni generali necessarie per l'interpretazione di alcuni termini ed espressioni utilizzate nella Convenzione. Con l'articolo 2 le Parti si impegnano a cooperare per favorire il miglioramento della gestione delle acque di zavorra, incoraggiando le navi che battono la loro bandiera ad evitare, nel limite del possibile, di caricare acque di zavorra contenenti organismi acquatici potenzialmente nocivi e agenti patogeni, per fare fronte alle minacce ed ai rischi che gravano sugli eco sistemi marini sensibili. La sfera di applicazione della Convenzione, delineata all'articolo 3, include le navi che battono bandiera, o agiscono sotto l'autorità, di una Parte. Sono escluse dall'ambito applicativo le navi che non trasportano acque di zavorra, le navi di (o sotto la giurisdizione di) una Parte che operano unicamente nel territorio della medesima, quelle che operano esclusivamente nel territorio di un'altra Parte, se da quest'ultima autorizzata, le navi da guerra, o utilizzate esclusivamente per un servizio pubblico non commerciale, e le acque di zavorra non soggette a scarico. L'articolo 4 stabilisce la necessità che ciascuna Parte esiga dalle proprie navi il rispetto delle prescrizioni della Convenzione ed elabori politiche nazionali, strategie o programmi per la gestione delle acque di zavorra nei suoi porti e nelle acque sotto la propria giurisdizione, oltre a coordinare e promuovere il raggiungimento degli obiettivi della Convenzione stessa. L'articolo 5 dispone poi che le Parti garantiscano la predisposizione nei propri porti di impianti adeguati alla raccolta dei sedimenti. Ogni nave dovrà invece avere a bordo, e attuare, un piano di gestione dell'acqua di zavorra, approvato dall'Amministrazione, che tenga conto delle Linee Guida sviluppate dall'IMO (Regolamento B-1 allegato), idoneo ad impedire la contaminazione della flora e della fauna marina. Le Parti, inoltre, promuovono la ricerca scientifica e tecnica in materia di gestione delle acque di zavorra e monitorano gli effetti di tale gestione (articolo 6). Per quanto riguarda le ispezioni e il rilascio dei certificati in conformità dell'Allegato alla Convenzione, ai sensi dell’articolo 7 ciascuna parte è responsabile per le navi battenti propria bandiera, o operanti sotto la propria autorità. Le violazioni alle prescrizioni così poste sono sanzionate dalla legislazione dello Stato della nave interessata ai sensi dell'articolo 8. Le navi alle quali si applica la Convenzione possono essere soggette a ispezione in ogni porto o terminale di altra Parte, da parte di funzionari debitamente autorizzati dalla Parte stessa, per verificare la validità del certificato, ispezionare il registro delle acque e prelevare campioni delle acque di zavorra (articolo 9). È possibile, nei casi previsti dal secondo paragrafo dello stesso articolo, impedire alla nave di scaricare le acque di zavorra. Ulteriori misure di ammonimento, di fermo o di rifiuto della nave nel proprio porto sono possibili qualora si riscontri che una nave abbia commesso violazioni, al cui rilevamento cooperano tutte le Parti (articolo 10). Nel caso in cui dalle ispezioni sopra menzionate risultino infrazioni alla Convenzione, l'articolo 11 dispone la notifica delle misure di controllo alla nave e all'Amministrazione della stessa, oltre che all'organismo riconosciuto responsabile dell'emissione dei certificati. L'articolo 12 prevede un risarcimento nel caso in cui una nave venga indebitamente fermata o ritardata nelle ispezioni precedentemente previste. Al fine di promuovere gli obiettivi della Convenzione, le Parti cooperano attivamente in materia di assistenza tecnica e sviluppo tecnologico, con la possibilità di concludere accordi regionali per le Parti aventi interessi comuni (articolo 13). Un ampio e articolato sistema informativo è introdotto con l'articolo 14, in forza del quale ciascuna Parte riferisce all'Organizzazione e, ove possibile, alle altre Parti, le informazioni elencate dal primo paragrafo dell'articolo. L'Organizzazione agevola tale scambio. Le modalità di risoluzione delle eventuali controversie sono indicate all'articolo 15. La Convenzione è introdotta senza alcun pregiudizio per i diritti e gli obblighi derivanti dal diritto internazionale o da altri accordi, come specificato dall'articolo 16. Il procedimento per emendare la Convenzione è previsto dall'articolo 19. Infine, l'articolo 20 (Denuncia) prevede il caso di cessazione degli effetti della Convenzione a seguito della notifica scritta indirizzata al depositario, con effetti a decorrere da un anno dopo la sua ricezione o allo scadere di ogni altro termine specificato nella notifica.