[pronunce]

che il rimettente dà atto che nell'originaria formulazione del capo di imputazione il pubblico ministero aveva contestato il reato di cui all'art. 4, comma 1, lettera f), del decreto-legge n. 429 del 1982, ma rileva come «dalla mera lettura delle singole condotte» il riferimento alla lettera f) «appaia meramente declamato, senza alcuna effettiva corrispondenza nei comportamenti rimproverati all'imputato» e «senza alcuna contestazione del concreto successivo impiego di tale documentazione non genuina mediante inserimento nelle dichiarazioni dei redditi»; che sulla base di tali considerazioni non è dato comprendere se ci si trovi di fronte ad un fatto nuovo, ad un fatto diverso o ad un reato concorrente, ovvero, nel caso in cui risulti che l'utilizzazione delle false fatture nelle dichiarazioni annuali di imposta era stata contestata in fatto, sia possibile fare applicazione dell'art. 521, comma 1, cod. proc. pen. ; che il giudice a quo sostiene inoltre che non può «revocarsi in dubbio come il principio del necessario adeguamento […] dell'imputazione al fatto effettivamente emergente dagli atti […] debba valere anche quando detto adeguamento si imponga in ragione del mutamento del quadro normativo», senza peraltro esporre le ragioni per cui detta evenienza debba necessariamente comportare la modifica dell'imputazione da parte del pubblico ministero; che l'incertezza in ordine alla situazione processuale su cui si innesta la questione di legittimità costituzionale si traduce nella sua manifesta inammissibilità per difetto di motivazione. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 516, 517 e 519 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Milano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, 24 ottobre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 3 novembre 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA