[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1, lettera i), della legge della Regione Umbria 14 giugno 1994, n. 17 (Norme per l'attuazione della legge 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante mezzi di trasporto pubblici non di linea), promosso dal Tribunale amministrativo regionale per l'Umbria, sezione prima, nel procedimento vertente tra D. G. e Provincia di Perugia, con ordinanza del 13 febbraio 2024, iscritta al n. 29 del registro ordinanze 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 11, prima serie speciale, dell'anno 2024, la cui trattazione è stata fissata per l'adunanza in camera di consiglio del 15 ottobre 2024. Udita nella camera di consiglio del 29 ottobre 2024 la Giudice relatrice Antonella Sciarrone Alibrandi; deliberato nella camera di consiglio del 29 ottobre 2024.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 13 febbraio 2024 (reg. ord. n. 29 del 2024) , il Tribunale amministrativo regionale per l'Umbria, sezione prima, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1, lettera i), della legge della Regione Umbria 14 giugno 1994, n. 17 (Norme per l'attuazione della legge 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante mezzi di trasporto pubblici non di linea), nella parte in cui prevede, tra i requisiti necessari per l'iscrizione nel ruolo regionale dei conducenti di veicoli adibiti a servizi pubblici non di linea, quello «di essere residente in uno dei Comuni della Regione Umbria», per contrasto con gli artt. 3 e 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma, della Costituzione, e con l'art. 117, primo comma, Cost. nella formulazione antecedente alla riforma di cui alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), «per violazione della norma interposta di cui all'art. 6 della l. n. 21 del 1992». 2.- Il rimettente espone che D. G. ha agito per l'annullamento del provvedimento del 27 aprile 2023 con cui l'apposita commissione provinciale - istituita ai sensi della legge reg. Umbria n. 17 del 1994 - ha respinto la domanda proposta dal ricorrente al fine di sostenere l'esame per essere iscritto nel ruolo dei conducenti di veicoli adibiti ad autoservizi pubblici non di linea della Provincia di Perugia, di cui all'art. 6 della legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea), in quanto privo del requisito della residenza in uno dei comuni della Regione Umbria, previsto appunto dalla disposizione di legge regionale censurata e dall'art. 2, comma 2, lettera b), del regolamento approvato dalla Provincia di Perugia per la disciplina dell'attività della suddetta commissione provinciale (atto parimenti impugnato innanzi al giudice a quo). 3.- Il TAR Umbria dubita della legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1, lettera i), della legge reg. Umbria n. 17 del 1994. 4.- In punto di rilevanza, il rimettente ritiene che il giudizio principale non possa essere definito indipendentemente dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate, dal momento che è solo per il mancato possesso del requisito della residenza in uno dei comuni dell'Umbria che la domanda del ricorrente non è stata accolta dall'amministrazione competente. 5.- Quanto alla non manifesta infondatezza, il rimettente ricostruisce dapprima il quadro normativo di riferimento. A questo proposito, rileva che il trasporto di persone con autoservizi non di linea è disciplinato, a livello nazionale, dalla legge quadro n. 21 del 1992, il cui art. 6 prevede l'istituzione di apposito ruolo dei conducenti presso le camere di commercio (comma 1) e, come requisito indispensabile per il rilascio della licenza per l'esercizio del servizio di taxi e dell'autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio di autoveicoli con conducente (d'ora innanzi: NCC), l'iscrizione nel suddetto ruolo (comma 5). A tale ultimo fine, il comma 2 prevede come necessario il possesso del «certificato di abilitazione professionale» previsto inizialmente dall'art. 80 del d.P.R. 15 giugno 1959, n. 393 (Testo unico delle norme sulla circolazione stradale) - disposizione richiamata dal citato art. 6 della legge n. 21 del 1992 - e, successivamente, dall'art. 116 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada). Per l'iscrizione nel ruolo dei conducenti, ricorda ancora il giudice a quo, occorre superare un esame da svolgersi innanzi ad apposita commissione regionale, che «accerta i requisiti di idoneità all'esercizio del servizio, con particolare riferimento alla conoscenza geografica e toponomastica» (comma 3 dell'art. 6 della legge n. 21 del 1992). Ancora, il rimettente evidenzia che la Regione Umbria, nell'ambito delle competenze regionali fatte salve dall'art. 4 della legge n. 21 del 1992, ha disciplinato la materia con la legge reg. Umbria n. 17 del 1994, il cui art. 4 prevede che l'esame per l'iscrizione nei ruoli dei conducenti avvenga davanti ad apposita commissione provinciale, la quale, tra l'altro, è tenuta a valutare che i candidati siano anche in possesso degli specifici requisiti di iscrizione al ruolo. Questi ultimi sono indicati dal comma 1 dell'art. 6 della legge reg. Umbria n. 17 del 1994, il quale, alla lettera i), include anche quello di «essere residente in uno dei Comuni della Regione Umbria». Tale previsione risulta ribadita anche dal regolamento di disciplina dell'attività della suddetta commissione provinciale - pure impugnato in parte qua nel giudizio principale - emanato in attuazione della citata legge regionale. 6.- Tanto premesso, il TAR Umbria, scartata la possibilità di una interpretazione costituzionalmente conforme (alla luce dell'univocità del tenore testuale della disposizione censurata), dubita della legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 1, lettera i), della legge reg. Umbria n. 17 del 1994, che introduce, quale requisito per l'iscrizione al ruolo dei conducenti di veicoli adibiti ad autoservizi pubblici non di linea (e conseguentemente per l'accesso al relativo esame di ammissione), la residenza in un comune dell'Umbria.