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In un Paese come il nostro, con una tradizione artigiana fortemente radicata nei territori e una vocazione artistica importante, questa è veramente una buona notizia. Per il comparto fieristico avevo presentato anche altre due proposte che rispondevano a due diverse esigenze: due temi sui quali voglio sollecitare risposte urgenti dal Ministero dello sviluppo economico. Il primo riguarda i lavoratori dell'indotto fieristico, che da mesi sono senza stipendio e senza lavoro. Ricordo che allestitori, comparto sicurezza, falegnameria - solo per citarne alcuni - impiegano personale con contratti di varia tipologia spesso a chiamata diretta solo per gli eventi. La seconda necessità da valorizzare è l'attrazione dei visitatori esteri interessati a partecipare ad eventi fieristici sul nostro territorio. Come già sottolineato, è dall'estero che questo settore trova gran parte del proprio sostentamento. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto l'internazionalizzazione delle nostre imprese. Il ministro Di Maio ho sempre investito su questo; spero che il Governo voglia continuare su questo sentiero. Cito anche un'altra proposta emendativa approvata a questo testo, una norma per valorizzare l'ambiente e ridurre speculazioni economiche su di esso. Si tratta di un emendamento che esclude dagli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili tutti gli impianti per la produzione di energia elettrica, alimentati a biogas e biomasse, nonché gli impianti per la produzione di biometano che siano in infrazione rispetto alle normative europee o che facciano approvvigionamento di materie prime in territori diversi dal Paese. Colleghi, concludo auspicando che in Assemblea ci sia la più ampia convergenza sull'approvazione del testo al nostro esame. La scorsa settimana abbiamo licenziato l'ennesimo scostamento di bilancio: nessuno può sottrarsi dal trasformare quello scostamento in aiuti rapidi e concreti. Il nostro unico obiettivo deve essere quello di dare risposte concrete agli italiani, ai lavoratori e alle imprese. Dobbiamo rendere più solide le fondamenta del nostro sistema produttivo. Oggi siamo chiamati a governare e a superare questa crisi, con una visione a lungo termine: perdere tempo sarebbe imperdonabile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, a vedere la somma totale degli scostamenti fatti, tremano veramente i polsi, perché 156 miliardi di euro sono un'enormità, che non credo abbia eguali nel dopoguerra. Come ricordava in precedenza il collega Manca, altro che scostamenti! Abbiamo fatto una serie di manovre finanziarie, una dietro l'altra. Francamente ci siamo sempre preoccupati parecchio, più che dello scostamento, di dove queste risorse sarebbero state allocate. Come tutti ricorderanno, non abbiamo espresso sempre un parere così entusiasta nei confronti del lavoro del precedente Governo e neppure di quello di prima ancora, eppure non eravamo in pandemia. Confermiamo questa preoccupazione, perché è evidente che le cose stanno pian piano cambiando, ma non ci è piaciuto il metodo con il quale nel recente passato si è affrontata tutta una serie di questioni, la più importante delle quali è quella del rapporto tra il mondo che lavora, il mondo dell'impresa, e lo Stato. Non l'abbiamo apprezzato perché, se andiamo a vedere esclusivamente quanto è arrivato nelle tasche degli imprenditori in tutto questo anno difficile, che è alle nostre spalle - parlerò poi più approfonditamente di quello che abbiamo di fronte, per quanto riguarda il futuro - davanti a perdite di centinaia di migliaia o di milioni di euro di fatturato, nelle tasche degli imprenditori sono arrivate poche decine di migliaia di euro, che di fatto non hanno risolto la questione. Allo stesso modo, non ha risolto la questione il decreto liquidità, di cui poco fa parlava qualche collega. È complicato pensare di poter risolvere la questione con la garanzia di un soggetto come la Sace SpA, fino a un massimo di 25.000 euro. Cosa accade sopra i 25.000 euro? Le garanzie dovevano essere e ancora sono di esclusiva spettanza delle imprese. Allora qui entra in gioco quello che diceva poco fa il collega senatore Vitali. Proviamo a capirci: dobbiamo decidere di sostenere tutte le aziende, non certo quelle decotte, come ogni tanto ci ricorda il presidente Draghi, ma quelle che hanno avuto, nel recente passato, i problemi di tutte le imprese italiane, le difficoltà con l'erario, talvolta l'impossibilità di pagare tutto quello che c'era da pagare, perché a un certo punto si sono trovate nella necessità di scegliere tra pagare gli stipendi ai propri dipendenti o pagare le tasse. Questa è una caratteristica delle nostre imprese. Gli imprenditori sono andati in banca per fare debiti per pagare eventualmente le tasse o ciò che potevano pagare perché, altrimenti, non ce l'avrebbero fatta. Non abbiamo dato risposte in tal senso, ma stiamo lavorando per migliorare le cose. Siamo qui apposta. Forza Italia ha perso la voce a forza di sostenere il mondo produttivo. Quando per due anni e mezzo abbiamo parlato di sviluppo, di impresa e di lavoro, venivamo guardati come extraterrestri. Oggi ho sentito dire nei vari interventi che le imprese, le piccole e medie aziende devono essere al primo posto. È meraviglioso; siamo entusiasti di questo. Voglio ringraziare i relatori Toffanin e Manca - che ho già citato prima - per il lavoro che hanno fatto con una difficoltà immane, come del resto i nostri componenti della Commissione bilancio, uno per tutti il capogruppo Damiani. Ogni volta ci troviamo in Commissione a spiegare quanto è importante sostenere uno dei settori fondamentali dell'economia nazionale come il turismo, per esempio. Ci siamo dovuti ammazzare per fare una battaglia, per esempio, sui bus turistici per 20 milioni di euro, quando abbiamo buttato centinaia di milioni da altre parti, dove forse servivano meno che in questo caso. Abbiamo dovuto spiegare per settimane che aziende come quelle del turismo non lavorano da quattordici mesi. Abbiamo dovuto spiegare che i bus sono fermi nei piazzali e costano. Abbiamo dovuto spiegare che i servizi scolastici aggiuntivi per i trasporti sono stati insufficienti in termini numerici ed economici e, quindi, dovevano essere sostenuti. Abbiamo dovuto lottare per spiegare quanto le strutture ricettive che erano chiuse avrebbero dovuto avere agevolazioni. Siamo arrivati a dei risultati: siamo arrivati all'esenzione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) e della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP); siamo arrivati all'esenzione della prima rata dell'IMU. Non abbiamo parlato della tassa sui rifiuti (Tari), ma c'è sempre un domani, collega Manca. Testimonio il buon lavoro fatto, però è bene che chi sta fuori da quest'Aula capisca che tutti questi colleghi ogni giorno si sono messi intorno a un tavolo per spiegare - mi ricollego a ciò che diceva Vitali - a qualche funzionario dello Stato, che invito la prossima volta a candidarsi, se vuol decidere il futuro degli italiani e non a stare trincerato dietro la scrivania della Ragioneria dello Stato a dire che non si può, che bisogna guardare al mondo che lavora, produce e gli paga lo stipendio.