[resaula]

Al contrario, sarebbe stato molto apprezzato, soprattutto dalle popolazioni ancora traumatizzate da quegli eventi terribili, se da un neonato Governo fosse stata indicata una rotta, una strategia per provare a rallentare, a trattenere, a invertire quel processo di impoverimento demografico. Ebbene, tutto ciò non lo conosciamo, perché, al di là di qualche annuncio propagandistico che può andare bene per i social , ma non certo per la vita concreta delle persone che soffrono, questo Governo e questa maggioranza non hanno ancora espresso con chiarezza e decisione i loro intendimenti politici e programmatici sul tema. Alla piaga del terremoto, che purtroppo con eccessiva frequenza ci ricorda quanto sia fragile e instabile il nostro territorio e quanto sia elevata la sua esposizione al rischio sismico, come pure ai rischi di dissesto idrogeologico, frane e alluvioni, si affianca un fenomeno di carattere sociale fatto di comportamenti scorretti e disonesti e di azioni fraudolente, che, approfittando di situazioni di emergenza e di abbattimento morale, tenta di ottenere indubbi benefici di natura economica, e non solo. Quanto è emerso alcuni giorni fa da un'indagine della Guardia di finanza di Camerino è inquietante: in una nota della Guardia di finanza si parla di 120 casi, per un totale 500.000 euro, mentre i sequestri già eseguiti sono pari a 120.000 euro. E questa non è una novità: in passato, in simili situazioni, si sono verificati gli stessi fatti. È vero che è ancora tutto da dimostrare e che vale sempre e per tutti la presunzione di innocenza. Ma da chi ha la responsabilità di governare il Paese ci aspettavamo almeno una parola di denuncia di un malcostume che, lucrando sul dolore di intere comunità, sottrae risorse di cui avrebbero estremo bisogno coloro che, a causa di un evento drammatico, hanno perso tutto: i familiari e i frutti dei sacrifici di una vita. Bastava una parola per affermare che l'Italia è altro, che l'Italia è il Paese della solidarietà, dell'aiuto reciproco, della cooperazione e della convivenza porta a porta. L'Italia è il Paese dei borghi, proprio come quelli che sono stati colpiti da quei terremoti, nati e cresciuti con case adiacenti, che dipendono l'una dall'altra, in maniera solidale, perché il muro dell'una e il muro dell'altra quasi si parlano. Bastava dire una parola in tal senso, e invece nulla. Forse si è distratti da altre vicende o forse dire che l'Italia non è il Paese dei furbi e degli opportunisti non fa crescere nei sondaggi e non è utile elettoralmente. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, vorrei prima di tutto ringraziare il relatore, senatore Patuanelli, e i colleghi della Lega e del MoVimento 5 Stelle, con i quali abbiamo letteralmente lavorato giorno e notte per portare in quest'Assemblea un atto che non si limitasse a essere approvato identico a quello emanato dal precedente Governo, ma che rispondesse a esigenze concrete delle comunità colpite dagli eventi sismici. Questa è stata la prima scelta che abbiamo avuto di fronte. Potevamo considerare questo l'ultimo decreto-legge del Governo Gentiloni Silveri o trasformarlo, cambiandolo, nel primo decreto-legge del Governo Conte. Sapevamo quali sarebbero stati i problemi, dettati dalla situazione di un Governo appena insediato, dai limitati tempi e dalle limitate risorse a disposizione. Sapevamo che non sarebbe stato un atto perfetto, ma sapevamo altresì che sarebbe stato un atto migliore. Di fronte a questo, la nostra è stata una scelta obbligata, perché il Governo del cambiamento è del cambiamento se è in grado di dare, sempre e comunque, le risposte che può fornire, nelle condizioni date. E questa è la scelta che abbiamo voluto compiere. Mi rivolgo a chi ha ironizzato sul contratto, a chi ha ironizzato sul saluto e sul pensiero conclusivo del presidente del Consiglio Conte al termine del suo intervento in quest'Aula, che ha ricordato proprio le popolazioni colpite dal terremoto. Mi rivolgo a chi ha ironizzato sulla visita nelle zone colpite dal terremoto e soprattutto ai senatori Astorre e D'Alfonso, che sembrano oggi arrivati qua da Marte. Mi rivolgo al senatore presidente D'Alfonso, perché è doppiamente spudorato quando parla di ipocrisia, di immoralità e si appella all'onestà intellettuale. Con quale coraggio si può parlare di onestà intellettuale quando si chiede conto a un Governo che è in carica da meno di due mesi e si è rappresentanti di un partito che ha sostenuto un Esecutivo che in quasi due anni non ha dato risposte alle popolazioni colpite dal terremoto? (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Ovviamente è in buona compagnia. Noi condividiamo la preoccupazione dei senatori del PD e il loro comunicato stampa; anche noi pensiamo che non si possa andare nelle zone terremotate a fare le passerelle. Il problema è che è quanto hanno fatto loro per mesi, lasciando a noi i problemi da risolvere. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Ma su questo tornerò fra poco. Devo dire che sicuramente è stato più onesto intellettualmente il senatore Grimani. Ma, forse, D'Alfonso e Grimani non si sono parlati. Forse D'Alfonso era in Abruzzo a fare il Presidente. L'elenco delle migliorie apportate, con oltre 40 emendamenti approvati in Commissione speciale, l'ha fatto infatti lui, oltre ad averlo fatto in apertura, con dovizia di particolari, la collega Rivolta. Magari la prossima volta si dovrebbero sentire per evitare situazioni sgradevoli, per non aggiungere altro. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Il quadro emerso dalle audizioni che abbiamo comunque voluto svolgere, nonostante i tempi ristretti, chiamando tutti, dalle Regioni ai Comuni, dalle associazioni di categoria ai professionisti, passando per i comitati dei cittadini, è desolante. E lo è non tanto e non solo per la situazione che ci è stata descritta, ma perché tutti, dal primo all'ultimo dei soggetti auditi, hanno ribadito che quanto ci stavano comunicando lo avevano già detto e scritto per mesi senza ricevere alcuna risposta. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S) . Ci hanno descritto un quadro fatto di provvedimenti su provvedimenti: come è stato ricordato, 35 ordinanze commissariali, ordinanze della Protezione civile, innumerevoli circolari. Eppure, non c'è mai stata la volontà di fermarsi e dire: «Vediamo come stanno le cose, confrontiamoci, risolviamo i problemi, colmiamo le lacune, correggiamo gli errori». C'è stata la presunzione di avere la verità in tasca e di andare avanti negando i problemi concreti che le persone vivevano nelle zone terremotate tutti i giorni. Ebbene, sarà poco quello che è stato aggiunto al momento in Commissione speciale, e che troverà conferma qui in Assemblea. È poco forse per chi non vive le situazioni che ci ricordava prima il collega Pazzaglini. Per le persone coinvolte, però, non è poco: è tutto. Sapere che la propria pratica, che giaceva fra i condoni pendenti, può finalmente andare avanti;