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inoltre, si recepisce quella parte di direttiva rimasta inattuata per via del divieto previgente di eterologa, attraverso l'inserimento dell'articolo 17- bis , per garantire che gli allegati al decreto legislativo siano modificabili con decreto del Ministro della salute, di intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il Garante per la protezione dei dati personali; conseguentemente, si dispone al comma 10 l'abrogazione dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85, che prevede la modifica degli allegati con regolamento di cui all'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Allo scopo di garantire che le tecniche di fecondazione eterologa siano assicurate anche dal Servizio sanitario nazionale, al pari di quelle di tipo omologo, con il comma 11 si dispone che, nell'ambito delle disponibilità finanziarie di cui all'articolo 1, comma 1, dell'Intesa concernente il Patto per la salute 2014-2016, sancita dalla Conferenza permanente Stato-regioni nella seduta del 10 luglio 2014, in sede di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, si provvede ad inserire tra gli stessi le prestazioni attinenti alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, comprese quelle concernenti il prelievo, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei gameti. Fino all'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, il comma 12, per consentire l'immediato avvio delle tecniche di fecondazione assistita di tipo eterologo, prevede che per le attività derivanti dall'articolo 1 del decreto in esame, è autorizzata per l'anno 2014, la spesa di 10.203.541 euro, a valere sulle risorse complessivamente finalizzate all'attuazione dell'articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a tal fine vincolate. Al riparto delle predette risorse tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano si provvede con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Infine, il comma 13 reca la norma di copertura per gli oneri derivanti dai commi 4 e 5, per l'istituzione della Banca dati dei donatori di cellule riproduttive a scopi di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, presso l'Istituto superiore di sanità -- Centro nazionale per i trapianti nell'ambito del SIT, già delineato dalla legge 1º aprile 1999, n. 91.. 1 1 In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 10 giugno 2014, le disposizioni contenute nei commi da 2 a 13 del presente articolo consentono l'immediato avvio delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, comprese quelle che impiegano gameti maschili e femminili entrambi donati da soggetti diversi dai componenti della coppia ricevente, nel rispetto della sicurezza e della tutela della salute di tutti i soggetti coinvolti. Ulteriori procedure e tecniche possono essere previste nell'ambito delle linee guida di cui al decreto del Ministro della salute 11 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, adottate ai sensi dell'articolo 7 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, il cui aggiornamento deve avvenire entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 La donazione di cellule riproduttive da utilizzare nell'ambito delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo è volontaria e gratuita; l'importazione e l'esportazione di gameti sono consentite, rispettivamente, solo da e verso istituti di tessuti accreditati ai sensi della normativa europea vigente in materia e operanti senza scopo di lucro. Gli atti o i contratti onerosi sono nulli. Gli atti o i contratti possono prevedere esclusivamente a carico dei pazienti le spese relative ai costi del servizio. Ai donatori con rapporto di lavoro dipendente, ovvero interessati dalle tipologie contrattuali di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si applicano le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia di attività trasfusionali e di trapianto di midollo. 3 La donazione di cui al comma 2 è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni. È vietata la donazione di cellule riproduttive tra parenti fino al quarto grado. 4 Presso l'Istituto superiore di sanità -- Centro nazionale per i trapianti, nell'ambito del Sistema informativo dei trapianti (SIT) di cui alla legge 10 aprile 1999, n. 91, è istituita la Banca dati dei donatori di cellule riproduttive per la procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, ove sono registrati tutti i soggetti ammessi alla donazione, mediante l'attribuzione ad ogni donatore di un codice. A tal fine, le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive comunicano, una volta ottenuta la gravidanza, alla Banca dati dei donatori i dati anagrafici dei donatori, con modalità informatiche specificamente predefinite, idonee ad assicurare l'anonimato dei donatori medesimi. Fino alla completa operatività della suddetta Banca dati, i predetti dati sono comunicati al Centro nazionale per i trapianti in modalità cartacea, salvaguardando comunque l'anonimato dei donatori. 5 Il Ministero della salute e le regioni, avvalendosi del Centro nazionale per i trapianti e della Banca dati di cui al comma 4, garantiscono la tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa. Si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni vigenti in materia di donazione, approvvigionamento, controllo, lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti e cellule umane. 6 Le cellule riproduttive di un medesimo donatore non possono determinare più di dieci nascite. Tale limite può essere derogato esclusivamente nei casi in cui una coppia, che abbia già avuto un figlio tramite procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando le cellule riproduttive del medesimo donatore. 7 Ferma restando la regola di anonimato di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191, è consentito l'accesso alle informazioni sanitarie e del patrimonio genetico del donatore esclusivamente nei casi in cui sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla salute dell'embrione formato o del nato da procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, attestati da un medico responsabile di una struttura ospedaliera pubblica, e solo se le predette informazioni sono necessarie ai fini della tutela della salute dell'embrione o del nato. L'accesso a tali informazioni è consentito esclusivamente al predetto medico. Il nato è informato delle modalità del suo concepimento nei modi e nei termini che i genitori ritengono più opportuni.