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Conversione in legge del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto alla conversione in legge del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. Capo I – MISURE URGENTI IN MATERIA FISCALE Art. 1. – (Rimessione in termini per la Rottamazione-ter e saldo e stralcio) In considerazione degli effetti economici dell'emergenza da COVID-19, la disposizione interviene sull'articolo 68, comma 3, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per rimodulare i termini per pagare le rate della definizione agevolata « rottamazione- ter » e del « saldo e stralcio » originariamente in scadenza a decorrere dall'anno 2020. Nello specifico, potranno essere versate entro il 30 novembre 2021, senza incorrere nell'inefficacia della definizione, le rate delle predette definizioni già in scadenza nel 2020 e quelle in scadenza dal 28 febbraio al 31 luglio 2021, ivi comprese quelle per le quali il debitore non abbia provveduto al tempestivo adempimento nei maggiori termini stabiliti dal vigente comma 3 del citato articolo 68. Art. 2. – (Estensione del termine di pagamento per le cartelle di pagamento notificate nel periodo dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021) In considerazione degli effetti economici derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, la disposizione prevede il prolungamento da sessanta a centocinquanta giorni del termine per il pagamento spontaneo delle somme richieste con le cartelle di pagamento notificate dall'agente della riscossione dal 1° settembre al 31 dicembre 2021. Pertanto, fino allo scadere del predetto termine di centocinquanta giorni dalla notifica, non saranno dovuti interessi di mora. Prima di tale scadenza, inoltre, l'agente della riscossione non potrà dare corso all'attività di recupero coattivo del debito iscritto a ruolo. Art. 3. – (Estensione della rateazione per i piani di dilazione) In considerazione degli effetti economici derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, il comma 1, limitatamente ai piani di rateizzazione in essere alla data di inizio del periodo di sospensione di cui all'articolo 68 del decreto-legge n. 18, del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, estende da dieci a diciotto il numero delle rate che, se non pagate, determina la decadenza dal provvedimento di rateizzazione precedentemente concesso. Il comma 2 stabilisce che i debitori decaduti, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in commento, da piani di dilazione di cui all'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in essere alla data dell'8 marzo 2020, sono automaticamente riammessi ai medesimi piani, con riferimento ai quali il termine di pagamento della rate sospese durante l'emergenza pandemica è fissato al 31 ottobre 2021, precisando, tuttavia, che a tali piani si applicano le disposizioni del comma 1. Pertanto, i debitori interessati incorreranno nella decadenza del beneficio cui sono stati così riammessi soltanto in caso di mancato pagamento di diciotto rate dei piani di dilazione in parola. Il comma 3 precisa che, con riferimento ai piani di dilazione di cui al comma 2: a) restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e gli adempimenti svolti dall'agente della riscossione nel periodo dal 1° ottobre 2021 alla data di entrata in vigore del decreto-legge in commento e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base degli stessi; b) restano acquisiti, per quanto attiene ai versamenti delle rate sospese eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora corrisposti ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive corrisposti ai sensi dell'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46. Art. 4. – (Integrazione del contributo a favore di Agenzia delle entrate – Riscossione per il triennio 2020-2022) La disposizione è finalizzata ad ampliare il valore del contributo di cui all'articolo 1, commi 326 e 327, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per compensare gli effetti economici e finanziari sul bilancio dell'agente della riscossione nazionale, Agenzia delle entrate-Riscossione, derivanti dalle misure di sostegno in favore di cittadini e imprese introdotte dai provvedimenti legislativi emanati nel corso del primo semestre 2021 in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che hanno più volte rinviato il termine di ripartenza delle attività di riscossione inizialmente stabilito al 1° gennaio 2021 dal decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2020, n. 159. Il successivo decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, ha stabilito il differimento al 28 febbraio 2021 del termine di sospensione dei versamenti di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all'agente della riscossione nonché di tutte le attività di notifica e di riscossione coattiva. Successivamente, il decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69 (cosiddetto « decreto sostegni »), ha disposto l'ulteriore proroga del termine finale della sopra citata sospensione al 30 aprile 2021, poi ulteriormente rinviato al 30 giugno 2021 dal decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 (cosiddetto « decreto sostegni- bis »). Infine, il decreto-legge 30 giugno 2021, n. 99 (successivamente abrogato e confluito nell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106) ha previsto il differimento del termine finale della sospensione delle attività di notifica e di riscossione al 31 agosto 2021. Per contribuire al raggiungimento dell'equilibrio economico e finanziario dell'ente della riscossione, il cui attuale sistema di remunerazione è basato prevalentemente sull'aggio da riscossione oltre che sui rimborsi dei diritti di notifica e delle spese sostenute per le procedure coattive di recupero, viene quindi prevista, per l'esercizio 2021, l'integrazione di 100 milioni di euro del contributo di cui all'articolo 1, commi 326 e 327, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.