[resaula]

Colgo l'occasione per invitare anche lei, come membro del Governo, e tutto il Parlamento, in particolare la Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, affinché la RAI possa mostrare quelle immagini nei principali canali generalisti a maggiore diffusione, per far capire come quello fu un grande momento, dopo la guerra, di ulteriore consolidamento del sentimento di appartenenza alla Nazione. Non è un caso, poi, che il bollettino della vittoria sia riproposto in tante sedi: anche noi lo abbiamo in un luogo di passaggio tra i palazzi del Senato, nel cortile che porta verso il palazzo delle Commissioni, a dimostrazione che in tutti i luoghi pubblici quell'evento ha segnato e scandito l'unità nazionale. Pertanto, l'onore al Milite ignoto sarà un momento importante di riflessione, anche per le prospettive odierne e future di un'Europa che non dimentichi la storia e l'identità delle singole Nazioni. PRESIDENTE . La senatrice Conzatti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02732 sul contrasto ai fenomeni del mobbing e dello straining , per tre minuti. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor ministro Orlando, propongo questa interrogazione perché un grave fatto di cronaca ha riportato alla nostra giusta attenzione il tema della molestia sui luoghi di lavoro e per sapere quale programma abbia il Governo, lei e in particolare il Ministero che guida, per rendere i posti di lavoro liberi dalle discriminazioni, dal mobbing , dallo straining ; in una parola, per rendere il lavoro realmente dignitoso e i lavoratori liberi di esprimere il meglio di sé sui posti di lavoro. L'Italia ha meritoriamente ratificato la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) con la legge n. 4 del 2021, però noi riteniamo che ancora manchino gli strumenti attuativi e delle leggi di dettaglio che rendano realmente operativi questi validissimi principi che il nostro ordinamento si è dato. Il fatto a cui mi riferisco è successo il 4 marzo scorso in Trentino, quando una giovane ginecologa è scomparsa; le indagini sono ancora in corso, così come le ricerche. Ciò che è noto è che il giorno precedente, il 3 marzo, la dottoressa Pedri Sara (questo è il suo nome) ha rassegnato le proprie dimissioni dell'azienda sanitaria e ha raccontato ai propri familiari di essersi tolta un peso con questo gesto. Tutto il resto, tutto l'altro che sappiamo lo conosciamo grazie al meritorio lavoro dei giornalisti, della stampa che ha acceso un faro sulla vicenda e sul tema delle molestie sul luogo di lavoro. Raccontano di turni massacranti, di abusi di potere, di minacce continue e per questo il 23 giugno scorso ho interrogato il Ministro della salute, affinché potesse inviare degli ispettori all'ospedale di Trento, in particolare nel reparto di ginecologia. Il ministro Speranza ha prontamente inviato gli ispettori e stiamo attendendo di leggere la loro relazione. Tuttavia, signor Ministro, questo fatto deve porre alla nostra attenzione un tema: anche in realtà sanitarie di grande eccellenza, che sembrano primeggiare in Italia nelle classifiche per la qualità delle prestazioni, per la competenza dei medici e degli operatori, possono accadere gravi problemi di ordine organizzativo e di qualità delle condizioni di lavoro. Mi pare dunque urgente interrogarci in questa sede sul tema giuslavoristico e capire quali tipi di tutele abbiano i lavoratori per difendersi quando vivono queste situazioni. PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, desidero davvero ringraziare gli onorevoli interroganti per aver voluto, con questo atto di sindacato ispettivo, mantenere alta l'attenzione su un episodio drammatico che ha molto colpito l'opinione pubblica. Al riguardo intendo dare atto a tutte le istituzioni di essersi immediatamente attivate per fare chiarezza su quanto avvenuto e sulle eventuali responsabilità. La vicenda di Sara Pedri impone una riflessione generale che deve essere compiuta in un'ottica di sistema. Il fenomeno della violenza nei luoghi di lavoro pone in rilievo diritti e principi di rango costituzionale e diritti inviolabili dell'uomo anche nell'ambito delle formazioni sociali: il diritto alla salute e all'integrità psicofisica, il rispetto della libertà e della dignità umana nell'ambito dell'iniziativa economica. Inoltre, è ormai unanimemente riconosciuto che tali fenomeni, oltre alle sofferenze e al disagio a carico della vittima e del suo nucleo familiare, generano ingenti costi diretti e indiretti che si traducono in criticità anche nell'ambito degli ambienti lavorativi. Per tale motivo è stato dato un forte impulso ad intervenire sul piano normativo con l'entrata in vigore della legge n. 4 del 2021, di ratifica della convenzione ILO n. 190, al fine di introdurre una tutela adeguata del nostro ordinamento e in aderenza agli standard di prevenzione e protezione contenuti nella disciplina internazionale. A tale riguardo credo che sia importante segnalare che la convenzione stabilisce, tra gli altri, l'obbligo di adottare misure volte a conferire poteri più incisivi agli ispettorati del lavoro e ad attribuire il potere di adottare, ove necessario, misure immediatamente esecutive. Con riferimento alla tutela del lavoratore e ad eventuali ritorsioni in ambito lavorativo, desidero segnalare che stiamo procedendo, congiuntamente con il Ministero della giustizia e con altre Amministrazioni coinvolte, al recepimento della direttiva europea n. 1937 del 2019, con il preciso scopo di assicurare un'adeguata tutela ai lavoratori che decidono di denunciare irregolarità e illeciti di cui siano venuti a conoscenza nel proprio luogo di lavoro. Condivido quindi l'opportunità di valutare l'iniziativa legislativa ad hoc , nel senso auspicato dagli interroganti, che integri le forme di tutela finora garantite in massima parte per via giurisprudenziale, al fine di uniformare la definizione della fattispecie del mobbing , ampliare la conoscenza del fenomeno, anche in relazione agli aspetti di organizzazione del lavoro, potenziare le politiche di prevenzione ed introdurre misure più efficaci di contrasto. Si tratta di interventi che necessitano comunque di una strategia comune in materia di tutela di diritti, di salute e di sicurezza del lavoro. Occorre altresì potenziare percorsi già avviati con le parti sociali e con il consigliere di parità per l'attuazione degli impegni assunti nel contesto dell'accordo siglato nel 2016 tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL, il quale recepisce l'accordo quadro sulle molestie e la violenza sui luoghi di lavoro raggiunto a livello europeo. Le parti sociali rappresentano infatti anche in quest'ambito uno snodo fondamentale per favorire la realizzazione di cambiamenti positivi sul posto di lavoro, per proteggere i lavoratori e adottare azioni e progetti che possano prevenire le condizioni generatrici di violenza. Sono pertanto disponibile ad attivare un percorso di confronto tecnico anche con le altre amministrazioni interessate, a partire da salute e giustizia, e ovviamente offrire piena disponibilità al confronto anche rispetto ad eventuali iniziative legislative cui il Parlamento intenda dare corso. PRESIDENTE.