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sotto la rubrica «Promozione turistica» si demanda al Commissario straordinario, sentite le regioni interessate, in accordo con ENIT-Agenzia nazionale del turismo, l'adozione, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, di un programma per il rilancio e la promozione del turismo nei territori colpiti, utilizzando le risorse disponibili sul bilancio dell'ENIT medesima (articolo 22). Le speciali esigenze connesse agli interventi di ricostruzione non possono diventare pretesto per un indiscriminato sacrificio dei valori paesaggistici e ambientali, spesso molto elevati, delle zone interessate dall'evento sismico (e, quindi, dagli interventi in questione). Di qui la previsione, nel capo III del titolo II, rubricato «Misure per la tutela dell'ambiente», di una disciplina intesa non solo a mitigare gli effetti collaterali a livello ambientale degli interventi di ricostruzione, ma anzi a cogliere l'occasione per l'avvio di un processo di riqualificazione paesaggistica e ambientale degli stessi. Quest'ultima opzione si esprime nelle misure di sostegno al finanziamento dei parchi nazionali compresi nei territori colpiti (articolo 26) e nella già richiamata previsione della predisposizione da parte del Commissario straordinario di un programma per le infrastrutture ambientali da ripristinare e realizzare nelle aree direttamente colpite dal sisma (articolo 21). In particolare, l'articolo 26 prevede che per l'Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l'Ente parco nazionale dei Monti Sibillini alcuni vincoli alla spesa previsti dalla legislazione vigente non trovino applicazione nel 2016, in modo da «liberare» risorse pari a 127.000 euro (non più versate in conto entrata del bilancio dello Stato) che i citati Enti parco potranno utilizzare per fronteggiare l'emergenza derivante dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 e dei giorni successivi. In particolare, si tratta delle spese per: missioni, nonché per noleggio, acquisto, manutenzione delle autovetture, ai sensi, rispettivamente, dei commi 12 e 14 dell'articolo 6 del decreto-legge n. 78 del 2010; personale, comprese quelle in materia di contrattazione integrativa e di controllo dei contratti nazionali ed integrativi, ai sensi degli articoli 61 e 67 del decreto-legge n. 112 del 2008; acquisto di mobili e arredi, in base all'articolo 1, commi 141 e 142, della legge n. 228 del 2012. Per l'anno 2016, degli oneri si fa carico direttamente il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare utilizzando proprie disponibilità accantonate presso il Ministero dell'economia e delle finanze. L'articolo 27 disciplina il programma per la realizzazione delle infrastrutture ambientali. In particolare, al comma 1 prevede che, entro un anno dall'entrata in vigore del decreto, il Commissario straordinario predispone e approva un programma delle infrastrutture ambientali da ripristinare e realizzare nelle aree oggetto degli eventi sismici, nei comuni di cui all'allegato 1, con particolare attenzione agli impianti di depurazione e di collettamento fognario. Il comma 2 prevede che per la progettazione e realizzazione degli interventi previsti dal programma delle infrastrutture ambientali il Commissario straordinario si avvale, mediante apposite convenzioni, di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato competenti nello specifico settore, individuate d'intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Viene inoltre prevista una norma di semplificazione procedimentale, prevedendo che i pareri, i visti, i nulla osta necessari per la realizzazione degli interventi devono essere resi dalle amministrazioni competenti nei termini ivi previsti e, in caso contrario, si intendono acquisiti in senso favorevole. Come precisato al comma 3, i relativi oneri sono pari a tre milioni di euro per il 2016, e si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 111, della legge n. 147 del 2013 (art. 52, comma 1, lettera f) ). L'articolo 28 reca disposizioni in materia di trattamento e trasporto del materiale derivante dal crollo parziale o totale degli edifici, specificando i criteri e le modalità generali con le quali dovranno essere effettuate, oltre che gestite, tutte le operazioni di trattamento e trasporto dei rifiuti derivanti dai crolli parziali e totali degli edifici coinvolti nel sisma che ha colpito le regioni Lazio, Umbria e Marche. La disposizione richiama e consolida esperienze specifiche già acquisite in occasione di recenti eventi sismici e contenute nei provvedimenti normativi che ne hanno disciplinato gli interventi di ricostruzione In particolare, al comma 1 si prevede che, allo scopo di assicurare la continuità operativa delle azioni poste in essere nell'immediatezza del sisma e prima dell'entrata in vigore del presente decreto, sono fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 389 del 2016 concernenti il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati, all'articolo 3 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 391 del 2016 e agli articoli 11 e 12 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 394 del 2016 contenenti disposizioni in materia di raccolta e trasporto del materiale derivante dal crollo totale o parziale degli edifici, nonché i provvedimenti adottati ai sensi delle medesime disposizioni. Il comma 2 statuisce che il Commissario straordinario, con il supporto del comitato di indirizzo e pianificazione di cui al comma 10, sentita l'Autorità nazionale anticorruzione, predispone e approva il piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di prima emergenza e ricostruzione oggetto del presente decreto- legge. Il comma 3 prevede gli scopi del piano di cui al comma 2. In particolare, il piano viene redatto allo scopo di fornire gli strumenti tecnici ed operativi per la migliore gestione delle macerie derivanti dai crolli e dalle demolizioni, nonché individuare le risorse occorrenti e coordinare il complesso delle attività da porre in essere per la più celere rimozione delle macerie, indicando i tempi di completamento degli interventi. Inoltre, il medesimo piano è volto ad assicurare, attraverso la corretta rimozione e gestione delle macerie, la possibilità di recuperare le originarie matrici storico-culturali degli edifici crollati, nonché ad operare interventi di demolizione di tipo selettivo che tengano conto delle diverse tipologie di materiale, al fine di favorire il trattamento specifico dei cumuli preparati, massimizzando il recupero delle macerie e riducendo i costi di intervento. Infine, mediante il piano viene limitato il volume dei rifiuti, con il recupero dei materiali che possono essere utilmente impiegati come nuova materia prima. Al comma 4 si prevede che vengano classificati rifiuti urbani non pericolosi con codice CER (Catalogo europeo dei rifiuti) 20.03.99, limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto da effettuare verso i centri di raccolta comunali e i siti di deposito temporaneo di cui ai commi 6 e 7;