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Modifiche al decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, in materia di aggiornamento del Sistema statistico nazionale. Onorevoli Senatori. -- Lo scopo primario del presente disegno di legge è di aggiornare le norme del Sistema statistico nazionale -- SISTAN nel contesto della riforma istituzionale e renderlo operativo mediante la reale e effettiva costituzione degli uffici di statistica presso ogni ente che fruisce di fondi pubblici, che sono oltre 10.000 in Italia. Il secondo scopo consiste nel prevedere norme che permettano la professionalizzazione del SISTAN, anche alla luce di quanto emerso dal dibattito sul tema negli ultimi anni (ossia durante la X Conferenza nazionale di statistica del dicembre 2010, nella quale si è trattato anche dell'aggiornamento del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, da attuare entro il 2011; oppure in occasione della XI Conferenza del febbraio 2013 durante la quale si è riparlato ancora della riforma del SISTAN). Il Parlamento deve verificare quanto il Governo ha deciso mediante l’articolo 3 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, della legge 17 dicembre 2012, n. 221, che prevede l'approvazione del regolamento del SISTAN e che al comma 4 dell'articolo 3 recita: «Allo scopo di rafforzare la funzione statistica in coerenza con le raccomandazioni internazionali e i regolamenti comunitari e di aumentare l'efficienza e la qualità dei servizi informativi resi al sistema economico e sociale del Paese dal Sistema statistico nazionale (SISTAN), su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1957, n. 281, e sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il Governo emana entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto un regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 per la revisione del decreto legislativo n. 322 del 1989 e il complessivo riordino del Sistema statistico nazionale, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) rafforzare l'indipendenza professionale dell'ISTAT e degli enti e degli uffici di statistica del SISTAN; b) migliorare gli assetti organizzativi dell'ISTAT anche con riferimento all'articolo 5, comma 1, lettera b) , del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, e rafforzarne i compiti di indirizzo e coordinamento tecnico-metodologico, di definizione di metodi e formati per la raccolta e lo scambio di dati amministrativi e statistici, nonché di regolamentazione del SISTAN; c) favorire l'armonizzazione del funzionamento del SISTAN con i princìpi europei in materia di organizzazione e di produzione delle statistiche ufficiali, assicurando l'utilizzo da parte del Sistema delle più avanzate metodologie statistiche e delle più moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione; d) semplificare e razionalizzare la procedura di adozione del Programma statistico nazionale e la disciplina in materia di obbligo a fornire i dati statistici; e) migliorare i servizi resi al pubblico dal SISTAN e rafforzare i sistemi di vigilanza e controllo sulla qualità dei dati prodotti dal Sistema e da altri soggetti pubblici e privati; f) adeguare alla normativa europea e alle raccomandazioni internazionali la disciplina in materia di tutela del segreto statistico, di protezione dei dati personali oggetto di trattamento per finalità statistiche, nonché di trattamento ed utilizzo dei dati amministrativi a fini statistici». Si ricorda che nella scorsa legislatura sono stati presentati, per lo stesso scopo, al Senato il disegno di legge n. 2341 da parte della senatrice Adriana Poli Bortone ed alla Camera dei deputati la proposta di legge n. 5051 d'iniziativa dei deputati Palagiano e Zazzera, sebbene non ne sia mai iniziato l' iter di approvazione. Nella tornata censuaria del 2000 e 2001 e anche quella del 2010 e 2011, ossia negli ultimi censimenti dell'agricoltura, della popolazione e delle abitazioni e dell'industria e dei servizi, sono state messe a nudo le carenze strutturali del Sistema statistico nazionale e le disfunzioni degli uffici di statistica, specie dei comuni. Il Sistema statistico nazionale, istituito sulla base del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, ha previsto la costituzione di uffici di statistica presso gli enti pubblici. A tali uffici spetta il compito di espletare gran parte del lavoro di raccolta dei dati previsto dal Programma statistico nazionale, che viene aggiornato annualmente. Riguardo ai censimenti, non essendo stato possibile fare affidamento sulla totalità degli uffici di statistica dei comuni, si istituiva, come sempre avvenuto in analoghe occasioni censuarie, il temporaneo «ufficio comunale di censimento», per effettuare le rilevazioni previste. Ora in seguito alle novità emerse dal cosiddetto «decreto sviluppo bis » e dalla legge di stabilità vi sarà il censimento continuo, che inizierà nel 2016. A capo di tale ufficio temporaneo è stato messo il direttore dell'ufficio di statistica del comune, ove costituito, ma nella maggioranza dei casi è stato dato l'incarico ad un funzionario del comune, che nella fattispecie è spesso l'ufficiale d'anagrafe. Tuttavia gli uffici di statistica, previsti dal citato decreto legislativo n. 322 del 1989, che avrebbero dovuto essere l'ossatura del SISTAN o non sono ancora stati tutti istituiti o, quando costituiti, non operano al meglio per le necessità dell'ente di appartenenza. Infatti come detto nella relazione al Parlamento del Dipartimento funzione pubblica sul Sistema statistico nazionale (2012 e anni precedenti), si ha che negli oltre 10.000 enti pubblici vi sono solo 3.468 uffici di statistica con 9.577 addetti, in media 3 addetti per ufficio, e sono carenti di professionalità specifica; infatti solo l'8 per cento degli addetti ed il 3,7 per cento dei direttori è laureato in scienze statistiche, mentre il 18,1 per cento è laureato in materie giuridiche, per cui è necessario che si effettui anche una riqualificazione del personale di detti uffici. Le quote più alte di responsabili laureati in statistica si osservano per le amministrazioni centrali (44,4 per cento), per gli enti nazionali (37,9 per cento) e per le regioni e province autonome (23,8 per cento). Si riconferma, invece, lo scarso peso della specializzazione in discipline statistiche nelle altre amministrazioni, in particolare nei comuni fino a 100.000 abitanti (1,5 per cento) e meno nelle prefetture-Uffici territoriali del Governo, alle quali, pur in assenza di professionalità specifica nell'ufficio «compete il collegamento e l'interconnessione a livello provinciale di tutte le fonti pubbliche preposte alla raccolta ed alla elaborazione dei dati statistici, come individuate dall'ISTAT».