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se il Ministro della difesa, nell'esercizio del suo potere di vigilanza, ritenga legittimo l'operato del commissario straordinario con riferimento all'emanazione della delibera di annullamento delle elezioni sulla base di informazioni istituzionali inesatte, quali la mancata approvazione dello statuto, e in tal caso quali azioni intenda intraprendere; se il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, in considerazione della conclamata inerzia dell'UITS, ritenga di svolgere un'azione di supplenza per assicurare il l'emanazione dei protocolli sanitari per far riprendere, completamente, le attività dei TSN. Atto n. 4-04106 GASPARRI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la Regione Lazio aveva commissionato alla società Ecotech la fornitura di presidi sanitari per decine di milioni di euro, in parte non consegnati a causa delle inadempienze della stessa Ecotech che non aveva mai operato nel settore dei presidi ospedalieri, occupandosi di tutt'altro; per rimediare a questo incredibile errore la Regione ha siglato un contratto per la fornitura dei presidi necessari da 27 milioni di euro, di cui 5 già versati, con la società Internazionale Biolife di Taranto che, a quanto si apprende da organi di stampa, sarebbe composta da 3 dipendenti, con un fatturato di appena 330.000 euro; le forniture però non sono mai state consegnate in quanto poste sotto sequestro della Procura di Taranto e della Guardia di finanza, che stanno facendo accertamenti necessari su alcuni soci dell''impresa, visto che la stessa sarebbe sospettata dalla Procura antimafia di avere legami con la criminalità organizzata, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei gravi episodi che stanno caratterizzando la gestione dei presidi sanitari da parte della Regione Lazio; se non ritenga che il commissario nazionale debba effettuare verifiche su questo tipo di forniture; se il Ministro della salute non ritenga di disporre verifiche sulle dotazioni sul territorio a tutela dei cittadini. Atto n. 4-04107 PARAGONE Ai Ministri della salute e dell'università e della ricerca Premesso che: la legge n. 3 del 2018, recante "Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute", ha riconosciuto come professioni sanitarie quelle dell'osteopata e del chiropratico, prevedendo alcuni passaggi per la loro istituzione: accordo tra Stato e Regioni per l'individuazione del titolo professionale, ambito di attività, criteri di valutazione dell'esperienza professionale e criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti, due pareri del Consiglio superiore di sanità e successivo decreto dei Ministeri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute per l'istituzione dei corsi di laurea e del relativo ordinamento didattico; a distanza di quasi 3 anni, nonostante il pieno coinvolgimento delle associazioni di categoria nel confronto con il Ministero della salute per la stesura del decreto sul profilo professionale dell'osteopata, non risulta ancora concluso l' iter di emanazione della normativa di attuazione; a quanto risulta all'interrogante, la Conferenza Stato-Regioni non avrebbe ancora calendarizzato il provvedimento, lasciando un'intera categoria in attesa di un accordo che possa avviare definitivamente l'istruttoria sulla formazione; considerato che: in Italia operano da 30 anni circa 12.000 osteopati, con scuole proprie non ancora riconosciute; l'osteopatia è riconosciuta a pieno titolo come professione sanitaria in molti altri Paesi; l'art. 7, comma 2, della legge n. 3 del 2018 fissava un termine di 3 mesi per l'accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e di 6 mesi per il decreto del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro della salute, si chiede di sapere in che modo i Ministri in indirizzo intendano intervenire, per quanto nelle proprie competenze, per assicurare la conclusione dell' iter in tempi brevi, per garantire un percorso formativo professionalizzate e il pieno di riconoscimento della figura dell'osteopata. Atto n. 4-04108 ARRIGONI RIPAMONTI CAMPARI PIANASSO AUGUSSORI ZULIANI TESTOR BAGNAI RICCARDI URRARO FAGGI BORGONZONI PERGREFFI SBRANA MARIN BERGESIO CORTI VALLARDI STEFANI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: il 27 agosto 2020 si è conclusa la consultazione on line sulle proposte normative per la rimodulazione dei sussidi ambientali dannosi (SAD), avviata dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il 31 luglio 2020; la proposta normativa n. 1 recante "Disposizioni in materia di accisa", che dovrebbe confluire nella prossima legge di bilancio, propone di eliminare, nel periodo 2021-2030, il sussidio En. Si.24, di cui al catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e favorevoli, relativo al trattamento differenziale ai fini dell'accisa tra il gasolio per autotrazione (0,617 euro al litro) e la benzina (0,728 euro al litro); l'accisa italiana sul gasolio è già oggi la seconda più alta dell'intera Unione europea, dopo il Regno Unito, e numerosi studi (dal rapporto "Chi inquina, paga? " dell'Ufficio studi del Senato, all'analisi costi benefici sulla TAV, sino al recente studio della Commissione europea) mostrano come le esternalità negative associabili al gasolio siano già coperte dagli attuali livelli di imposizione; i biocarburanti, nonostante siano prodotti da fonti rinnovabili, sono tassati esattamente come i combustibili fossili e la loro crescente miscelazione nei carburanti "tradizionali", che oggi incide per il 7 per cento e dovrebbe arrivare al 14 per cento nel 2030, dovrebbe a rigor di logica comportare una proporzionale riduzione delle accise e non un aumento; i dati forniti dal Ministero dell'ambiente sembrano prefigurare una previsione dei consumi non dissimile rispetto al calo già in atto e già preventivato nell'arco dei prossimi anni, per effetto della maggiore efficienza dei motori diesel e della maggiore attrattività delle alternative, e pari all'incirca a un declino dei consumi del prossimo decennio, con un'incidenza tra l'1 e il 2 per cento annuo; desta quindi alcune perplessità la metodologia impiegata dal Ministero per la realizzazione delle previsioni relative ai maggiori introiti derivanti dal prospettato aumento delle accise sul gasolio, che non sembrano tenere conto degli effetti dell'implementazione della misura stessa; con la congiuntura economica che si sta attraversando, l'extra gettito relativo ad un incremento delle accise sarebbe verosimilmente nullo: basti considerare che, nel periodo tra gennaio e agosto 2020, la domanda di benzina e gasolio è calata, rispettivamente, del 24,0 e del 20,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019.