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il fenomeno si è manifestato con la presenza di una lunga scia di schiuma grigiastra nelle acque del fiume Adda nei pressi del comune di San Bassano che ha raggiunto nel giro di poche ore anche il comune di Pizzighettone, mettendo in allarme tutta la cittadinanza; i tempestivi sopralluoghi dell'ARPA regionale competente, di Carabinieri e Vigili del fuoco nonché della protezione civile hanno consentito di riscontrare subito l'origine dello sversamento e di intervenire prontamente al fine di contenere l'esposizione dei cittadini ai fenomeni di inquinamento; l'amministrazione comunale di San Bassano ha tempestivamente pubblicato un avviso ai residenti informandoli dell'accaduto e consigliando, in via precauzionale, di "evitare di pescare nelle prossime giornate e buttare il pesce eventualmente pescato" nelle acque del fiume interessato e per tutta la durata dell'allarme; considerato che: il testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie, di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, prevede una fascia di rispetto per le acque pubbliche, le loro sponde, alvei e difese, fissando la distanza minima di 10 metri per le fabbriche e gli scavi; incidenti come quelli descritti non sono rari nel nostro Paese e, seppure affrontati in maniera tempestiva dai soggetti competenti, possono comportare un grave ed esteso inquinamento ambientale con impatti significativi sugli ecosistemi interessati e potenzialmente molto rischiosi per la salute dei cittadini, oltre ad avere notevoli conseguenze economiche; gli ecosistemi fluviali sono estremamente fragili e vulnerabili e fenomeni di inquinamento ambientale possono raggiungere notevoli distanze in breve tempo, dato lo scorrimento delle acque, e il loro risanamento può essere piuttosto complesso e richiedere tempi anche molto lunghi, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario e opportuno valutare interventi normativi intesi ad incrementare la tutela ambientale e sanitaria da eventuali incidenti di inquinamento ambientale come quello descritto, in particolare aumentando la distanza minima di sicurezza per la costruzione di determinate fabbriche o impianti dai corsi d'acqua nonché prevedendo un aumento dei controlli, per lo meno annuali, dell'integrità e della tenuta idraulica di serbatoi e vasche degli impianti che producono o gestiscono liquidi potenzialmente inquinanti o pericolosi per l'ambiente. Atto n. 4-06569 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: quanto sta emergendo sui posti letto delle terapie intensive lascia molti dubbi sulle capacità del sistema sanitario nazionale di affrontare future emergenze sanitarie; il problema degli ospedali riguarda tutto l'insieme dei reparti di degenza, anche quelli internistici e le terapie semintensive; giova evidenziare che l'Italia ha uno standard di 3 posti letto per acuti per mille abitanti, fra i più bassi in Europa; per le terapie intensive, sulle quali sin dall'inizio della pandemia si è maggiormente concentrata l'attenzione, sono emersi dati più precisi, e molto preoccupanti; nella primavera 2020, quando emerse prepotentemente la necessità di aumentare i posti letto ospedalieri, la normativa nazionale (decreto-legge n. 34 del 2020) aveva disposto l'incremento "strutturale", quindi definitivo e non provvisorio, per far fronte all'emergenza, di almeno 3.500 letti di terapia intensiva, per arrivare allo standard di 14 letti per mille abitanti; il rapporto 2021 della Corte di conti ha evidenziato che in Italia solo il 25,7 per cento di questi posti letto era stato attivato, e che gran parte delle Regioni ne aveva attivati meno della metà; la Regione Friuli-Venezia Giulia, per la quale era stato previsto un aumento di 55 letti di terapia intensiva (delibera di Giunta regionale n. 1224/2020), per arrivare a 175 dai precedenti 120, ne ha attivati due (3,6 per cento), davanti solamente a Sicilia (3,3 per cento) Molise e Basilicata (0 per cento); è comprensibile che l'attivazione di questi letti subisca dei ritardi, se non altro per la difficoltà di trovare il personale da assumere in tempi brevi e a formarne di nuovo; la Regione Friuli-Venezia Giulia, nel definire le funzioni e i posti letto degli ospedali (delibera di Giunta regionale n. 1446/2021, modificata dalla delibera n. 1965 del 23 dicembre 2021) non sembra avere l'intenzione di mettere in atto tutti gli incrementi, e in tempi ragionevolmente brevi: al momento attuale si prevedono 109 posti di terapia intensiva in dotazione (quindi meno dei 120 esistenti pre pandemia) e 46 letti da realizzare entro il 2027. Nel frattempo questi 46 letti sono considerati attivabili "in caso di emergenza infettivologica o di altra natura". Ma questa sembra un'ipotesi improponibile, perché l'incremento di letti intensivi richiede un rilevante aumento di personale, già adesso difficile da reperire, che non potrà mai essere messo in campo immediatamente "al bisogno"; anche l'inchiesta di "Fuori dal Coro" trasmessa su "Rete 4" il 1° febbraio 2022 conferma che la Regione ha attivato soli 5 posti letto tra terapia intensiva e semintensiva dei 140 programmati; dall'indagine condotta da "l'Espresso" del 23 gennaio, risulta che molte Regioni hanno preferito comunicare al Ministero della salute i numeri dei posti attivabili piuttosto che di quelli effettivamente attivati, verosimilmente per evitare di finire in zona arancione o, ancor peggio, rossa; sembrerebbe quasi che, dopo il panico iniziale che aveva immediatamente fatto partire dei buoni propositi per il potenziamento della rete ospedaliera, con i relativi finanziamenti, ora ci si stia ripensando, e si cerchi di nuovo, e in ogni modo, di mantenere l'ospedale ai minimi termini, soprattutto per quel che riguarda il personale, si chiede di sapere quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per sanare queste inadempienze e per risolvere una situazione che mette a rischio l'intero sistema sanitario nazionale. Atto n. 4-06570 CALDEROLI CORTI SAPONARA VONO GALLONE ALESSANDRINI FERRO PEROSINO AIMI CIOFFI CANDURA Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della cultura e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il neo nominato presidente della commissione "Motorismo storico" in seno agli "stati generali del patrimonio italiano", Alberto Scuro, è intervenuto formalmente per un'importante vicenda collegata al motorismo storico;