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lo dico perché recentemente ho sentito il sindaco Sala dire che Milano deve dare un segnale a livello nazionale e deve fare qualcosa di estremamente importante, esattamente come ha fatto in occasione dell'Expo del 2015. Mi permetto di dire che l'Expo, così come le Olimpiadi che ci saranno tra qualche anno a Cortina, è qualcosa di completamente diverso dal Piano di ripresa e resilienza. Il Piano deve ritornare alla logica della programmazione (se non vogliamo utilizzare il termine "pianificazione" che forse è un po' forte e di natura bolscevica) e dobbiamo ritornare a programmare, esattamente come facevamo negli anni Sessanta, quando la programmazione costituì la novità nella gestione dello Stato. Oggi questa programmazione consentirebbe di andare oltre determinati numeri, che mi piacerebbe ricordare: tra il 1999 e il 2019, il PIL dell'Italia è cresciuto del 7,9 per cento e, nello stesso periodo, in Germania, in Francia e in Spagna l'aumento è stato rispettivamente del 30, del 32 e del 44 per cento circa. Il numero di persone sotto la soglia di povertà tra il 2005 e il 2019 è salito dal 3,5 per cento al 7,7 per cento, per arrivare al 9,4 per cento nel 2020. Il numero dei giovani NEET in Italia, quelli che non studiano e non sono occupati, è significativamente più alto rispetto alla media europea; allo stesso modo, il numero di donne che partecipano attivamente al mondo del lavoro è significativamente inferiore rispetto alla media europea. Infine, la produttività, cioè il PIL per ora lavorata, tra il 1999 e il 2019 è cresciuto del 4,2 per cento in Italia, a fronte di un 21 per cento circa di Germania e Francia. Tra le cause di questi indicatori, che sono drammatici e che credo tutti noi dovremmo avere molto chiari nella nostra testa, per raccontarci che cosa è successo nei primi vent'anni di questo XXI secolo e per essere veramente convinti che ci vuole forte discontinuità da ora in avanti, dobbiamo ricordare sicuramente il fatto che la rivoluzione digitale non è stata compresa dalla politica industriale di questo Paese, così come la caratteristica del tessuto produttivo italiano, il cosiddetto nanismo, cioè le piccole-medie imprese e le micro-piccole e medie imprese, che sono anche la spina dorsale del nostro Paese e alle quali questa rivoluzione digitale deve prestare una grande attenzione. Allora cosa dobbiamo fare con questo piano? Dobbiamo impostare una nuova politica industriale, dove la presenza dello Stato diventa centrale, non solo per rilanciare l'economia, ma anche per gestire i cosiddetti capitali pazienti, quelli di medio-lungo termine, quelli per i quali - si dice così - il payback , il ritorno non è assolutamente pensabile possa essere accettato dai capitalisti privati. Il PNRR deve sostanzialmente essere considerato - per riutilizzare delle parole del presidente Draghi - come una leva straordinaria che attira i capitali privati in una partnership virtuosa pubblico-privato che rilanci la nostra economia. Se così non fosse, l'Italia perderebbe l'occasione storica di questo secolo e la crescita di sviluppo del nostro Paese rispetto a quella degli altri Paesi europei diventerebbe così larga da portarci in una posizione di isolamento. Possiamo dire oggi che, dopo la pandemia, siamo tutti ai nastri di partenza e da qui inizia la gara, che non iniziamo con una penalizzazione perché sappiamo che la Commissione europea ha espresso un parere positivo sul disegno di legge di bilancio per il 2022. Ma tutto questo non basta. Dobbiamo assolutamente essere convincenti nei confronti dei Paesi europei e far capire loro che abbiamo la capacità di calare a terra questo Piano. Vado all'ultima considerazione, quella sul turismo. Spero che il ministro Garavaglia, che abbiamo peraltro convocato in 10 a Commissione, venga a spiegarci, proprio perché sul turismo la digitalizzazione svolgerà un ruolo estremamente importante, che cosa è questo hub nazionale del turismo. Spero che sia un nodo dell'ecosistema digitale attorno al quale effettivamente sia la domanda sia l'offerta vengono portate a sistema, partendo chiaramente da un'analisi della domanda clusterizzata e facendo in modo che l'offerta dia le risposte a questa domanda per dare un contributo significativo in termini di crescita del PIL del comparto. Su quel comparto, che non è solo turismo ma è anche il meglio del made in Italy , penso che il nostro Paese possa fare dei punti di crescita di PIL significativamente importanti, quelli che non ci sono stati nei primi vent'anni, nonostante il settore non soffrisse, come molti possono constatare guardando i numeri. Vi è però un potenziale inespresso che deve assolutamente emergere e può essere valorizzato attraverso questo modo di fare politica industriale, che sia di riferimento per il comparto del turismo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, poiché vedo presente la sottosegretaria Guerra, che saluto, mi prendo un minuto per parlare di una cosa che non c'entra nulla con il PNRR e dire che l'emendamento al DEF sulle funivie di Savona, che lei, Sottosegretaria, mi aveva detto non essere fattibile, come per magia è passato, esattamente identico, nel disegno di legge di bilancio. Le do quindi questa buona notizia. (Applausi) . Parliamo di PNRR e di turismo, di questo settore dell'enciclopedia enorme che è il PNRR - come l'ha giustamente definito il senatore Mollame - poiché si occupa di tantissime cose. Cercherò di parlare un po' di turismo, che è l'ambito di competenza della Commissione di cui faccio parte. Parliamo di 2,4 miliardi di euro di valore complessivo, all'interno del quale ci sono numerosi punti e, appunto, molti soldi. Innanzitutto contributi a fondo perduto e credito d'imposta per le imprese turistiche, per il miglioramento delle infrastrutture di ricettività attraverso tutta una serie di misure per le imprese alberghiere, ricettive, quelle all'aria aperta, gli agriturismi, le imprese del comparto turistico-ricreativo, gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, fieristici e congressuali. Su cosa in particolare si va a concentrare questo tipo di misura? Sull'efficienza energetica, l'eliminazione delle barriere architettoniche, gli interventi edilizi, gli interventi per la realizzazione di piscine termali e acquisto di attrezzature funzionali alle piscine termali, gli interventi di digitalizzazione del comparto. In favore di questa misura sono stanziati ben 500 milioni di euro. Oltretutto, è stato inserito alla Camera durante la prima lettura - ormai di lettura se ne fa una sola quindi oggi prendiamo atto che alla Camera hanno fatto un buon lavoro - un fondo di 10 milioni di euro a fondo perduto per quelle imprese del settore della ristorazione che tanto si sono trovate in difficoltà in questo periodo pandemico. Ci sono poi garanzie sui finanziamenti del settore del turismo, un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; pensate che - finalmente, mi verrebbe da dire - esiste una sezione speciale per il turismo, per la concessione di garanzie alle imprese alberghiere, ricettive (quelle di prima), agli stabilimenti balneari, eccetera.