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il perdurare dell'emergenza sanitaria COVID-19, sta condizionando l'aderenza terapeutica per i pazienti con malattia lisosomiale, che stanno rinunciando a curarsi per timore di contrarre il virus in ospedale, mettendo così ulteriormente a rischio la propria salute; in alcuni casi sono gli ospedali a sospendere le terapie ai pazienti. La situazione sta ormai diventando insostenibile per le persone con malattia lisosomiale, che già si trovano in una situazione di fragilità; esistono tuttavia, dei farmaci impiegati per la cura di tali patologie disponibili gratuitamente per il SSN e per i pazienti su tutto il territorio nazionale, servizi di somministrazione domiciliare, erogati da società specializzate che, con personale infermieristico esperto e dietro protocolli di comprovata sicurezza, agiscono dietro esclusiva richiesta e valutazione clinica del medico prescrittore; purtroppo anche nonostante l'emergenza COVID, alcune Regioni negano la possibilità di ricorso a tali servizi, sebbene il SSR non provveda a fornire alcuna alternativa, determinando così un grave disagio per i pazienti, una discriminazione assistenziale su base regionale e, in questo periodo emergenziale, una gravissima condizione di rischio per la loro salute. Eppure recentemente l'AIFA ha diramato alcune raccomandazioni riguardanti l'attivazione della somministrazione a domicilio di questi farmaci, che però non trovano alcuna applicazione laddove le Regioni non si attivino autonomamente per recepirle; il tema era stato oggetto di un "Documento sulla somministrazione a domicilio per i farmaci ad alto costo per le malattie rare" nel 2012, approvato in conferenza Stato-Regioni, senza però trovare omogenea applicazione nelle diverse regioni italiane, creando disparità di trattamento tra i pazienti con le medesime patologie rare, si chiede di sapere al se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga di dover assumere iniziative: a) per porre fine alle disparità esistenti sul territorio nazionale, ma soprattutto per preservare la salute dei pazienti affetti da malattie croniche e rare, riducendo drasticamente il rischio di contagio e permettere di proseguire con maggiore sicurezza le cure; b) per attivare la terapia domiciliare per quei farmaci che prevedono la somministrazione domiciliare rendendo possibile avvalersi, in questo straordinario periodo di emergenza su tutto il territorio nazionale, dei servizi esistenti di somministrazione erogati gratuitamente da società specializzate, grazie al contributo dell'industria farmaceutica. Atto n. 4-03297 RIZZOTTI VITALI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: gli assistenti sociali stanno vivendo in prima persona la drammatica situazione del nostro Paese, dovuta all'emergenza COVID-19, cercando di affrontare ogni giorno i problemi con coraggio, competenza e professionalità, individuando le risorse e cercando di andare oltre le logiche delle categorie definite dalle norme; la capacità di trasformazione e di rimodellamento dei servizi, dell'accoglienza delle persone più vulnerabili e delle nuove situazioni di fragilità collegate all'emergenza, ha permesso in molte situazioni di garantire gli interventi di sostegno, ospitalità, assistenza e accoglienza anche ai "più invisibili"; mentre il Paese è impegnato a fronteggiare l'attuale crisi sociale e la drammatica crisi sanitaria, occorre a parere dell'interrogante iniziare a pensare a interventi immediati e non eludibili al fine di fronteggiare anche l'imminente crisi economica, si chiede di sapere: quali siano le iniziative volte a garantire l'erogazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie domiciliari nell'intero territorio nazionale; se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover potenziare i servizi e gli interventi sociali, stabilizzando il personale assistente sociale precario o assumendo nuovo personale, là dove la presenza degli assistenti sociali è assente o sotto dimensionata; se non ritenga di dover istituire uno specifico fondo nazionale straordinario per potenziare i servizi e gli interventi sociali. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01528 della senatrice Corrado ed altri, su una supposta opera di Prassitele esposta al Cleveland Museum of Art; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-01526 della senatrice Mantovani ed altri, sulla cattiva ricezione del segnale RAI nelle zone montane del Parmense; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-01527 della senatrice Moronese ed altri, sulla realizzazione di un biodigestore nell'area ASI di Ponteselice, nel comune di Caserta.