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considerato, altresì, che in data 7 luglio è stata votata all'unanimità alla Camera dei deputati la mozione (1-00452) concernente iniziative volte a commemorare il centenario della traslazione del Milite ignoto all'Altare della Patria e tale indirizzo espresso dal Parlamento non può essere considerato come un semplice atto parlamentare, ma costituisce invece una solida base di quel sentire comune nazionale nella casa della memoria di un popolo, quello italiano, si chiede di conoscere se e quali iniziative si stiano predisponendo per la commemorazione, anche al fine di non disperdere il significato della memoria storica, quale patrimonio culturale collettivo, da trasmettere e diffondere, anche tra i giovani, unitamente agli indefettibili obiettivi di educazione, formazione e partecipazione. Atto n. 3-02730 RAUTI CIRIANI Al Ministro della difesa Premesso che: la Forward logistic air base di Al Minhad opera ininterrottamente negli Emirati Arabi Uniti dal 2002; si tratta di un'unità posta alle dirette dipendenze del comandante operativo di vertice interforze, impegnata, nel tempo, a supporto diretto alle operazioni "Resolute support mission - RSM" in Afghanistan, "EUTM" nel Corno d'Africa, "Ocean Shield" nell'oceano Indiano e "Prima Parthica" in Kuwait e Iraq, assicurando il necessario appoggio operativo e logistico; infatti, grazie alla sua posizione strategica nello scacchiere mediorientale, la base ha sempre garantito il trasporto di personale, mezzi e materiali da e verso i contingenti nazionali impegnati nelle missioni internazionali; da organi di stampa si è appreso che al contingente italiano è stato intimato, dagli Emirati Arabi Uniti, di smantellare la base di Al Minhad dal 2 luglio 2021; è di tutta evidenza la grave ricaduta sugli aspetti operativi, logistici, tattici e strategici di tale esclusione delle forze italiane da un'area geopolitica di fondamentale importanza, essendo la base emiratina l'unica in grado di supportare le missioni italiane nella regione; inoltre, la determinazione del Governo emiratino potrebbe essere interpretata come una forma di ritorsione a seguito della decisione del Governo pro tempore Conte II di revocare le autorizzazioni alla vendita di armamenti e di forniture anche per gli Mb339, gli aerei della Leonardo S.p. A. in dotazione alla pattuglia acrobatica degli Emirati Arabi Uniti; considerato, altresì, che il clima di tensione con gli Emirati Arabi Uniti potrebbe compromettere la partecipazione italiana alla nuova missione internazionale nello stretto di Ormuz ("European maritime awareness" - EMASOH), la cui riuscita dipende dall'utilizzo delle strutture portuali militari in area emiratina, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che la vicenda descritta abbia danneggiato l'immagine dell'Italia a livello internazionale, nonché l'interesse nazionale; se tutti i militari italiani, precedentemente impegnati nella base di Al Minhad, siano stati rimpatriati o se parte del contingente sia ancora nell'area e, nell'eventualità, dove sia alloggiato e con quali funzioni e se tutte le strumentazioni ed i materiali appartenenti alla difesa italiana siano stati recuperati e, in caso contrario, se si ipotizzi un danno erariale per lo Stato. Atto n. 3-02731 CANDIANI Al Ministro dell'interno Premesso che: a partire dal 2018, il Ministro dell'interno pro tempore Salvini aveva dato avvio ad una sperimentazione per l'utilizzo da parte delle forze dell'ordine delle pistole ad impulsi elettrici, ritenendole un supporto importante per quanti lavorano ogni giorno per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico; dopo che a luglio 2020 il Viminale aveva ordinato l'immediato ritiro delle armi date in via sperimentale alle forze dell'ordine, il nuovo Governo ha insistito affinché si rivalutasse la questione, puntando sull'importanza di questo strumento come ausilio per la garanzia della sicurezza e per il contrasto alla criminalità organizzata; con grande soddisfazione, l'impegno è stato mantenuto: a seguito della recente aggiudicazione della gara nazionale per la fornitura di dispositivi a conduzione elettrica alle forze dell'ordine, nei prossimi mesi la fornitura di 4.482 taser sarà distribuita su tutto il territorio nazionale; nel momento di crisi che sta vivendo il nostro Paese, anche con l'inevitabile aumento della microcriminalità collegata al disagio sociale, gli agenti sono con troppa frequenza vittime di aggressioni ed è fondamentale per l'intero sistema Paese che vengano loro garantite tutele e strumenti idonei; episodi di violenze e minacce vedono coinvolti troppo spesso anche agenti della Polizia locale: solo negli ultimi giorni, a Roma un ragazzo originario della Guinea ha aggredito un agente impegnato in un intervento di ripristino del decoro urbano ferendolo gravemente, a Siracusa due agenti sono finiti in ospedale mentre svolgevano un normale servizio di vigilanza. Al momento, per gli agenti della Polizia locale non è prevista la dotazione dei taser , ma sarebbe importante rivalutare questa decisione, si chiede di sapere quali siano le tempistiche previste per la distribuzione sull'intero territorio nazionale dei dispositivi a conduzione elettrica ( taser ) e se il Ministro in indirizzo stia valutando l'opportunità di dotare anche gli agenti della Polizia municipale di tale dispositivo di sicurezza. Atto n. 3-02732 CONZATTI FARAONE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 4 marzo 2021, a Cles, in Trentino, è scomparsa Sara Pedri, ginecologa trentunenne di Forlì, che da pochi mesi aveva preso servizio all'ospedale "Santa Chiara" di Trento. Il giorno 3 marzo, inoltre, la dottoressa aveva inviato le sue dimissioni all'Azienda sanitaria trentina, dichiarando successivamente alla sorella, tramite conversazione telefonica, di essersi tolta un peso importante; da quanto si apprende, infatti, i familiari hanno riportato che, nei pochi mesi in cui aveva prestato servizio, la dottoressa aveva riscontrato sintomi da stress da lavoro, dovuti a numerosi episodi di cosiddetto mobbing , tra i quali figura un calo ponderale certificato dal suo medico. Nella sua deposizione ai Carabinieri di Forlì, la sorella aveva invece dichiarato: "Sara era terrorizzata e le sue colleghe hanno confermato quello che ci diceva lei: turni massacranti, abusi di potere, minacce continue", situazione della quale si apprendono maggiori particolari da un'intervista che la stessa ha rilasciato al telegiornale di Italia 1, raccontando, per esempio, che, durante un'operazione con taglio cesareo, uno dei colleghi aveva persino colpito la sorella Sara al braccio con uno strumento, per poi allontanarla malamente urlando; con atto di sindacato ispettivo depositato lo scorso 23 giugno (4-05693), la prima firmataria ha sollecitato un intervento da parte del Ministro della salute, del Ministro in indirizzo e del Ministro della giustizia proprio al fine di fare luce su eventuali responsabilità della struttura sanitaria circa le cause che hanno condotto alla scomparsa della dottoressa Sara Pedri; nei giorni successivi, il ministro Speranza ha inviato gli ispettori ministeriali all'ospedale Santa Chiara, mentre si sono allargate le indagini e sono proseguite le ricerche della giovane ginecologa scomparsa: