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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 323 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 19,10. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1991 che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale Doc n. 386 Schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1991 che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 16 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 giugno. La relatrice BOTTICI ( M5S ) rileva che, ai fini della redazione del parere, non sono giunte indicazioni da parte dei commissari. Propone dunque di esprimersi favorevolmente sul provvedimento in titolo. Nessuno chiedendo di intervenire in dichiarazione di voto, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, il parere favorevole della relatrice, messo ai voti, è approvato. Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/518, come successivamente codificato nel regolamento (UE) 2021/1230, relativamente alle commissioni applicate sui pagamenti transfrontalieri nell'Unione europea e le commissioni di conversione valutaria Doc n. 387 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/518, come successivamente codificato nel regolamento (UE) 2021/1230, relativamente alle commissioni applicate sui pagamenti transfrontalieri nell'Unione europea e le commissioni di conversione valutaria (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 17 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 giugno. La relatrice BOTTICI ( M5S ) segnala che anche per il parere sull'Atto in esame i senatori non hanno trasmesso suggerimenti o avanzato richieste. Presenta quindi una proposta di parere favorevole. Nessuno chiedendo di intervenire in dichiarazione di voto, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, il parere favorevole della relatrice, posto ai voti, è accolto. IN SEDE REDIGENTE Riforma in materia di costituzione e funzionamento dell'aggregazione bancaria cooperativa, quale modello organizzativo di tutela istituzionale e di misurazione e gestione dei rischi DDL 2425 Riforma in materia di costituzione e funzionamento dell'aggregazione bancaria cooperativa, quale modello organizzativo di tutela istituzionale e di misurazione e gestione dei rischi Modifiche al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, concernenti i limiti dimensionali delle banche popolari e per l'esercizio dell'attività delle banche di credito cooperativo DDL 2555 Modifiche al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, concernenti i limiti dimensionali delle banche popolari e per l'esercizio dell'attività delle banche di credito cooperativo (Seguito della discussione del disegno di legge n. 2425, congiunzione con la discussione del disegno di legge n. 2555 e rinvio) Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) richiama brevemente i principali contenuti del disegno di legge n. 2555, che riguarda gli assetti delle banche di credito cooperativo e la loro cornice giuridica. Evidenzia quindi che, come per il disegno di legge n. 2425, a prima firma del senatore Turco, il cui esame è stato già avviato, le norme proposte intendono attenuare, se non superare, gli effetti della riforma introdotta nel 2016, con la costituzione del gruppo bancario cooperativo. Dall'ultima relazione della Banca d'Italia si evince che i gruppi costituiti sono due e che 39 banche di credito cooperativo non ne fanno parte. Inoltre operano in Italia dodici banche popolari, nonché 141 intermediari bancari. Il disegno di legge propone di prevedere un percorso alternativo per le banche di credito cooperativo che intendono trasformarsi, non escludendo la forma delle banche popolari. Inoltre consente loro di aderire non solo ad un gruppo, come disciplinato dal Testo unico bancario, ma anche allo Schema di tutela istituzionale, il modello adottato in Alto Adige. Propone dunque che il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo proceda congiuntamente con quello del disegno di legge n. 2425. Conviene la Commissione. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) manifesta inoltre l'intenzione di dare la precedenza, in modo preliminare rispetto alla fase legislativa, a un atto di indirizzo, nella forma di una risoluzione, a conclusione dell'affare assegnato in materia di banche di credito cooperativo - per il quale offre la disponibilità a avviarne l'esame dalla settimana prossima -, con l'obiettivo di indirizzare il Governo verso una strategia di riassegnazione del compiti di vigilanza alla Banca d'Italia rispetto ai singoli intermediari di credito cooperativo. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) chiede al relatore un chiarimento sul rapporto tra i due disegni di legge e l'affare assegnato. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) chiarisce che la risoluzione potrebbe avere un ruolo propedeutico all'esame dei due disegni di legge. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che le proposte legislative rischino di avere solo finalità propagandistiche, visto che il tema esula dalla competenza dei singoli Paesi membri dell'Unione, ma assicura comunque il massimo contributo nel tentativo di rivedere la riforma del 2016, che ha raggruppato le banche di credito cooperativo rendendole " significant " e ponendole sotto la vigilanza diretta della Banca centrale europea. Riepiloga quindi sinteticamente le fasi che hanno portato alla situazione attuale, attribuendone a Bankitalia alcune responsabilità, soprattutto per la visione distorta che ha avuto della realtà delle BCC, descrivendole in pessime condizioni e prossime alla liquidazione. In realtà nessuna banca di credito cooperativo è poi finita in liquidazione e non perché non si fossero formati dei gruppi, ma perché questi non sono poi serviti ad attirare capitali, bensì solo a spostare risorse tra i territori, esponendoli al rischio di essere depredati dal mercato. Una soluzione alternativa all'epoca fu individuata, ma valse solo per le BCC altoatesine, che adottarono un sistema istituzionale di protezione (IPS), ai sensi della normativa europea.