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La successiva integrazione, allo stesso comma, degli enti pubblici di cui può avvalersi il commissario non è accolta per quanto riguarda l'aggiunta dei consorzi industriali, stante l'incertezza nella definizione della natura di tali enti in tutti gli ambiti regionali. All'articolo 7, comma 1, non è stata accolta la riformulazione proposta in quanto contravverrebbe la finalità originaria della norma, che è quella di istituire un nuovo Fondo di progettazione a fondo perduto, e non di natura rotativa come l'attuale, cui la proposta voleva destinare un aumento di risorse. Riguardo all'articolo 8 non è stata accolta la sua soppressione, in quanto la figura del « green manager », ancorché porsi in continuità, assorbendola, con la figura del « mobility manager » già prevista dall'ordinamento, risulta necessaria per il monitoraggio delle attività poste in essere a livello locale in materia di dissesto idrogeologico e sostenibilità ambientale degli enti pubblici. Infine, riguardo alla proposta di inserimento di un ulteriore articolo quale norma di salvaguardia nell'attuazione della legge per le province autonome di Trento e di Bolzano e la regione autonoma della Valle d'Aosta, si segnala l'inserimento dei commi 1 e 2 quale comma 6 dell'articolo 10, mentre i commi 3 e 4 non sono stati accolti in quanto le norme previste sottrarrebbero tali finanziamenti per il dissesto da qualsiasi attività di monitoraggio da parte delle amministrazioni centrali, venendo così meno la sistematicità dell'approccio a livello nazionale.. 1 (Programma d'azione triennale per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la salvaguardia del territorio) 1 Ai presidenti delle regioni nell'esercizio delle funzioni di commissari straordinari delegati contro il dissesto idrogeologico ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, sono attribuite le funzioni di coordinamento e realizzazione degli interventi funzionali a garantire la salvaguardia del territorio e la mitigazione del rischio idrogeologico, previsti nell'ambito di Programmi d'azione triennali di cui al comma 2. 2 Ciascun commissario, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, predispone un Programma d'azione triennale per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la salvaguardia del territorio, di seguito denominato « Programma », in coerenza con i piani distrettuali di bacino. Il Programma, articolato per piani annuali, individua gli interventi puntuali da porre in essere, indica i comuni e i territori coinvolti e contiene la descrizione tecnica e la relativa durata con annesso cronoprogramma degli interventi, nonché le singole stime di costo, la quota parte delle risorse finanziarie già assegnate a legislazione vigente per i medesimi interventi, ivi comprese quelle a valere sui fondi dell'Unione europea e sul bilancio regionale, nonché il fabbisogno residuo per il finanziamento degli interventi previsti. Nel Programma sono elencati in una sezione dedicata anche gli interventi finanziati con le risorse di cui all'articolo 1, comma 1028, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e di cui all'articolo 24- quater del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, che sono esplicitamente esclusi da ulteriori finanziamenti e dal fabbisogno finanziario. 3 Le tipologie di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e di salvaguardia del territorio sono le seguenti: a le opere di difesa, la sistemazione e la regolazione dei corsi d'acqua, dei rami terminali dei fiumi e delle loro foci nel mare, nonché delle zone umide adiacenti; b la moderazione delle piene, anche mediante vasche di laminazione, casse di espansione, scaricatori di piena, scolmatori, diversivi o altro, per la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti; c la difesa e il consolidamento dei versanti, dei costoni rocciosi e delle aree instabili, nonché la difesa degli abitati e delle infrastrutture contro i movimenti franosi, le valanghe e gli altri fenomeni di dissesto; d la protezione delle coste e degli abitati dall'ingressione e dall'erosione delle acque marine e il rifacimento degli arenili, anche mediante opere di ricostituzione dei cordoni dunali e della linea di costa; e la gestione del rischio e del rischio residuo anche mediante monitoraggio del dissesto e interventi non strutturali funzionali ad abbattere il danno atteso, previo parere del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri; f la demolizione delle opere abusive giacenti in alveo, anche in danno; g gli interventi integrati in grado di garantire, attraverso interventi strutturali e non strutturali, contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, comprese le cosiddette « infrastrutture verdi », quando siano ad esse assegnati prevalenti obiettivi di contrasto del dissesto idrogeologico e della difesa del suolo. 4 Nell'ambito degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico di cui al comma 3, sono ammissibili al finanziamento le attività di progettazione, anche non definitiva, i lavori di mantenimento o di ripristino della funzionalità delle infrastrutture esistenti nell'area di intervento esclusivamente nei casi in cui la necessità di mantenimento o ripristino sia determinata dagli interventi medesimi, nonché i lavori complementari necessari per rendere l'opera di mitigazione del rischio efficace e fruibile. 5 Nelle more dell'approvazione dei Programmi, al fine di garantire l'accelerazione dell'attuazione degli interventi, le Autorità di gestione e le amministrazioni competenti danno seguito alle procedure di selezione e di attuazione degli interventi, già avviate alla data di entrata in vigore della presente legge, a valere sui programmi operativi cofinanziati dai fondi dell'Unione europea sul Fondo per lo sviluppo e la coesione. 2 (Procedura per l'adozione del Programma) 1 Il Programma è trasmesso dal commissario straordinario al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che lo approva, anche per stralci, con proprio decreto, previo parere del segretario dell'Autorità di bacino distrettuale di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, competente per territorio, che ne verifica la coerenza con gli obiettivi della pianificazione di bacino. Il suddetto parere è reso entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il commissario straordinario provvede comunque alla trasmissione. Il Programma è contestualmente trasmesso dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare alla Cabina di regia di cui all'articolo 40 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.