[pronunce]

(g.1) decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 [Soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59], (g.2) decreto legislativo 15 giugno 2000, n. 188 [Disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59], (g.3) decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419 (Riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59), limitatamente all'art. 6, commi 2, 5 e 7, (g.4) decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 449 [Riordino dell'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine (UNIRE), a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59], (g.5) decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454 (Riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), per violazione — quanto a tutti gli atti normativi in questione — dell'art. 76 della Costituzione in relazione alla violazione dell'art. 11, comma 3, della legge n. 59 del 1997; (h) dell'art. 2 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), per violazione degli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione nonché delle norme in materia di agricoltura contenute negli statuti delle regioni a statuto speciale; che nel provvedimento con il quale rimette all'odierno sindacato di costituzionalità le sopra elencate disposizioni - iscritto al r.o. n. 125/2002 - la Sezione centrale di controllo della Corte dei conti ricorda, preliminarmente, di avere già sollevato corrispondenti questioni con proprio precedente provvedimento in data 7 ottobre 2000 - iscritto al r.o. n. 681 del 2000 - relativamente al quale questa Corte, con ordinanza n. 382 del 2001, aveva disposto la restituzione degli atti alla stessa Sezione rimettente, per un nuovo esame delle questioni sollevate, in considerazione del mutamento complessivo del quadro costituzionale di riferimento determinato dall'entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), i cui artt. 3, 4 e 5, in particolare, hanno sostituito gli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione, allora invocati, tra altri, come parametri; che la Sezione di controllo della Corte dei conti passa quindi ad esaminare sinteticamente i contenuti della revisione costituzionale, per rilevare, in primo luogo, che il nuovo art. 117 della Costituzione ha rafforzato l'autonomia legislativa regionale, poiché, data l'indicazione tassativa delle materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato (secondo comma dell'art. 117) e di quelle in cui è prevista la competenza concorrente dello Stato e delle Regioni (terzo comma), spetta alle Regioni potestà legislativa esclusiva in tutte le altre materie (quarto comma), inclusa quella concernente l'«agricoltura e foreste», non più compresa nell'ambito della legislazione concorrente (ad eccezione degli aspetti relativi all'«alimentazione»), con la conseguente privazione dello Stato del potere di dettare, mediante leggi-cornice, i principi fondamentali in detta materia; che anche la nuova disciplina della potestà regolamentare - ora riconosciuta di regola alle Regioni, spettando essa allo Stato soltanto nell'ambito della legislazione esclusiva di quest'ultimo - si risolverebbe in un ampliamento dell'autonomia regionale; che, inoltre, quanto alle funzioni amministrative, il nuovo art. 118 della Costituzione, spezzando il precedente parallelismo tra competenze legislative e competenze amministrative, attribuisce queste ultime in via di principio ai Comuni e solo in seconda istanza, per assicurarne un esercizio unitario, a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, ciò che determinerebbe — pur nella compressione della specifica posizione regionale — un rafforzamento della potestà complessiva del sistema delle autonomie locali; che, infine, con riferimento al nuovo testo dell'art. 119 della Costituzione, la rimettente rileva che l'autonomia finanziaria delle Regioni dovrebbe oggi dirsi sottoposta solo ai principi fondamentali enunciati dalle leggi-quadro, senza incontrare più - come invece era nell'assetto precedente — il limite della normativa statale di dettaglio, in quanto il coordinamento del sistema tributario risulta ora annoverato tra le materie di legislazione concorrente e inoltre perché la disposizione costituzionale in argomento demanda alle autonomie di stabilire e applicare tributi propri «in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario»; che, svolte queste premesse circa le recenti modifiche portate al titolo V della parte seconda della Costituzione, la Sezione di controllo, rilevando che la restituzione degli atti è stata disposta da questa Corte con riferimento alla legge costituzionale n. 3 del 2001, ritiene, «in conformità alla richiesta della Corte costituzionale», di dover circoscrivere il nuovo esame alle sole questioni di legittimità costituzionale sollevate in relazione agli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione, cioè a quelle più sopra indicate alle lettere (b), (d) e (h), senza doversi occupare delle questioni ulteriori [più sopra indicate alle lettere (a), (c), (e), (f) e (g)] in quanto attinenti a dubbi di conformità di norme delegate rispetto alla legge di delega; che al riguardo la Corte dei conti sostiene che, alla luce delle modifiche intervenute sui citati parametri costituzionali, i dubbi di costituzionalità formulati nella precedente ordinanza di rimessione, concernenti la lesione dell'autonomia regionale, acquistino maggior forza, posto che le stesse modifiche hanno notevolmente ridotto le competenze - legislative, amministrative e in ambito finanziario - dello Stato;