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Esistono comunità italiane in ogni parte del mondo, ma troppo spesso, per superare il difficile processo di integrazione subìto dalle prime generazioni, ai giovani non è stata insegnata la lingua originaria (l'italiano) per il timore che potessero non essere accettati o essere additati come stranieri invece che parte di una comunità, scelta dai genitori per cercare migliore fortuna e per dare un'opportunità ai propri figli. Anche per questo è doveroso compiere ogni sforzo per promuovere la conoscenza dell'italiano all'estero, dove i nostri connazionali oggi vivono e lavorano anche ricoprendo ruoli importanti nell'amministrazione pubblica e nelle realtà economiche, sociali e culturali, essendo oramai remoto il pregiudizio che potevano subire in passato gli emigranti costretti a lavori umili in condizioni d'inferiorità sociale. Nel passato le distanze erano incolmabili, ma adesso la televisione e i mezzi di comunicazione virtuale consentono di partecipare o condividere emozioni e avvenimenti e di praticare la lingua rimanendo comodamente seduti su un divano. L'identità italiana si è formata nei secoli rimanendo sempre legata alla lingua italiana, È un patrimonio che non ci possiamo permettere di impoverire o disperdere. Le maggiori accademie e istituti linguistici degli Stati membri dell'Unione europea hanno sentito il bisogno di riunirsi in un organismo sovranazionale con il compito di difendere il plurilinguismo della cultura europea, dando vita alla Federazione europea delle istituzioni linguistiche nazionali, con il compito di individuare una linea comune di protezione di tutte le lingue nazionali. L'Italia vi è rappresentata dall'Accademia della Crusca e dall'Opera del Vocabolario italiano del Consiglio nazionale delle ricerche. Nel documento ufficiale, conosciuto come Carta di Firenze, redatto per tracciare le linee di politica linguistica è stata riconosciuta la presenza di una lingua mondiale che si sta affiancando alle lingue nazionali per funzioni politiche e scientifiche, ma è stata respinta l'idea che le lingue nazionali possano essere classificate secondo un ordine d'importanza. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca promuove da alcuni anni lo svolgimento delle olimpiadi della lingua italiana nelle scuole di ogni ordine e grado in Italia e nelle scuole italiane all'estero. Nelle ultime due edizioni l'iniziativa ha raccolto oltre 80.000 partecipanti: segno evidente tra i giovani esiste molto interesse per le materie umanistiche e desiderio di approfondire la conoscenza della lingua nazionale. A questa vivacità è necessario affiancare un'iniziativa parlamentare che possa riportare l'attenzione sull'uso corretto e diffuso dell'italiano. Il presente disegno di legge propone l'istituzione di un organo che ne possa contrastare lo scadimento: il Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI). L'iniziativa si compone di sei articoli, che disciplinano l'uso della lingua italiana e delle espressioni straniere di uso comune e non sostituibili negli atti delle amministrazioni pubbliche, nonché l'istituzione, la composizione e il funzionamento del CSLI, al quale è rimessa la competenza a formare e aggiornare gli elenchi delle parole straniere ammesse e dei vocaboli e delle locuzioni della lingua italiana utilizzabili in sostituzione di termini stranieri. La crescente globalizzazione ci obbliga ad aprirci alle novità, ma questo processo va affrontato con giudizio. La libertà nella lingua deve venire dalla «perfetta scienza», dall'approfondita conoscenza e non dall'omologazione a canoni di pretesa modernità che non tengano conto della straordinaria ricchezza della storia e della cultura nazionale.. 1 (Impiego della lingua italiana da parte delle amministrazioni dello Stato) 1 Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici statali, nella redazione di atti e progetti di atti normativi e amministrativi, documenti e testi destinati alla diffusione esterna, impiegano vocaboli ed espressioni propri della lingua italiana e, ove necessario, delle lingue straniere, secondo le disposizioni adottate ai sensi dell'articolo 4. 2 (Istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana) 1 È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI). 3 (Composizione del CSLI) 1 Il CSLI è presieduto da un Ministro senza portafoglio o da un Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, designato dal Presidente del Consiglio dei ministri. 2 Il CSLI è composto: a da un esperto di terminologia giuridica, amministrativa ed economica, scelto dal Presidente del Consiglio dei ministri tra i docenti universitari delle aree 12 – Scienze giuridiche e 13 – Scienze economiche e statistiche; b da due esperti di lingua italiana, scelti rispettivamente dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo tra i docenti universitari dei settori scientifico-disciplinari L-FIL-LET/10 – Letteratura italiana, L-FIL-LET/11 – Letteratura italiana contemporanea, L-FIL-LET/12 – Linguistica italiana e L-FIL-LET/13 – Filologia della letteratura italiana; c dal presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei o da un accademico da lui designato; d dal presidente dell'Accademia della Crusca o da un accademico da lui designato; e da un esperto designato dal presidente della Società Dante Alighieri. 3 Per la trattazione di questioni di particolare complessità, il CSLI può chiedere il parere di esperti di lingue straniere e di discipline tecnico-scientifiche. Nei soli casi in cui il presidente del CSLI lo ritenga necessario, essi possono essere invitati alla riunione del CSLI medesimo senza voto deliberativo. 4 Ai componenti del CSLI non spettano indennità, gettoni di presenza o compensi comunque denominati. È ammesso il rimborso delle spese documentate per la partecipazione alle riunioni del CSLI, nel limite di spesa annuo previsto dall'articolo 6, nel quale sono comprese altresì le eventuali spese deliberate dal CSLI per la consulenza degli esperti di cui al comma 3. 5 Allo svolgimento dei compiti di segreteria del CSLI provvede il segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, mediante le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 4 (Compiti del CSLI) 1 Il CSLI ha il compito di: a redigere e aggiornare l'elenco dei vocaboli e delle espressioni della lingua italiana che le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici statali sono tenuti a impiegare nella redazione dei testi di cui all'articolo 1 in quanto equivalenti a vocaboli ed espressioni di lingue straniere. L'elenco e i suoi aggiornamenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale . L'elenco aggiornato è altresì pubblicato in forma elettronica nel sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri; b redigere e aggiornare l'elenco dei vocaboli e delle espressioni in lingua straniera di uso comune o insostituibili che le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici statali possono impiegare nella redazione dei testi di cui all'articolo 1. L'elenco e i suoi aggiornamenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale .