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Così succede anche per lo stesso decreto ristori di ottobre che, se da un lato ha avuto la possibilità di raggiungere subito le imprese di 73 categorie di codice Ateco e di pagare entro i primi giorni di dicembre già 2,4 miliardi di euro, dall'altro era insufficiente nella sua portata risolutiva. Ecco che quindi è nato il ristori- bis, che ha ampliato a 130 le categorie di imprese beneficiarie degli indennizzi, ha definito proroghe di termini per gli acconti fiscali, sospensione del versamento dei contributi previdenziali, cancellazione della rata IMU di dicembre e ancora congedo straordinario per i genitori dovuto alle chiusure delle scuole secondarie di primo grado, bonus baby sitting , fondo straordinario per il sostegno degli enti del terzo settore e potenziamento del trasporto pubblico locale. Poi nello scenario hanno fatto ingresso altri due provvedimenti: il ristori- ter , che ha previsto 2 miliardi a favore dell'estensione dei contributi a fondo perduto per le Regioni passate in zona arancione o rossa, ma anche ulteriori 400 milioni a beneficio dei Comuni per l'emergenza alimentare, e il ristori- quater , che ha aggiunto 9 miliardi per coprire una vasta serie di proroghe fiscali (versamento Irpef, Ires, IVA, contributi, rate della rottamazione- ter ) che serviranno a dare maggiore solidità alle nostre imprese e partita IVA, e indennità per le Forze dell'ordine e i Vigili del fuoco. Numerosi sono stati gli emendamenti approvati nel corso dell' iter parlamentare, tra i tanti ne cito due fortemente voluti dal MoVimento 5 Stelle. Il primo, a mia prima firma e condiviso con le altre forze di maggioranza, riguarda l'esonero dal pagamento TOSAP/COSAP per il primo trimestre 2021 per le imprese di pubblico esercizio titolari di autorizzazioni o concessioni concernente l'utilizzo del suolo pubblico. Può sembrare una cosa di non primaria importanza ma, se pensiamo ai disagi che hanno dovuto subire tutti i bar, pizzerie, ristoranti e pub prima con la chiusura delle attività, poi con le limitazioni dovute al rispetto di tutte le norme anti-Covid, tra cui il distanziamento dei tavoli e la conseguente necessità di acquisire ulteriori spazi per i tavoli all'esterno, l'eliminazione di questo ulteriore costo concede respiro alle attività economiche in difficoltà. L'altro emendamento che vorrei citare, a prima firma della senatrice Accoto, è quello che, eliminando il previsto e non ancora emesso decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, ha di fatto sbloccato definitivamente il passaggio dell'ammontare massimo del prestito del microcredito da 25.000 euro a 40.000 euro. Detto emendamento permetterà un maggiore utilizzo di questo strumento, utilissimo nell'attuale fase per la ripartenza e la nascita di nuove imprese. Complessivamente il pacchetto dei quattro decreti ristori conta su una dote superiore ai 19 miliardi di euro per potenziare ed estendere la rete di protezione intorno al nostro tessuto economico-produttivo. Nella notte tra venerdì e sabato nelle Commissioni riunite bilancio e finanze abbiamo approvato una settantina circa di emendamenti che valgono poco più di 600 milioni di euro, che hanno contribuito a interessare ulteriori settori del nostro Paese, ma abbiamo chiuso - e questo non va dimenticato e va detto agli italiani - perché la maggioranza ha concesso alla minoranza il 60 per cento circa di tale importo, in quanto l'atteggiamento ostruzionistico di parte delle opposizioni era tale da far rischiare di non chiudere il provvedimento. Avrei potuto dire che abbiamo chiuso perché, nonostante il confronto serrato fra maggioranza e opposizione, alla fine ha prevalso il buonsenso. Ma la realtà è che le opposizioni - o parte di esse - hanno deciso di fare ostruzionismo parlamentare in un momento in cui si dovrebbe invece viaggiare tutti uniti a supporto dell'Italia, così come ha richiesto anche il Presidente della Repubblica. Queste cose, signor Presidente, vanno dette al Paese e a chi ci ascolta e dobbiamo soprattutto ricordarle noi, perché la dialettica parlamentare è una cosa, fare ostruzionismo in una situazione pandemica è altra cosa, perché non si deve giocare con la vita degli italiani. (Applausi) . A tale proposito, faccio una digressione e ricordo a chi mi ha preceduto che si è vantato di aver presentato 1.500 emendamenti, che è esattamente questo il problema, se dobbiamo pensare all'Italia. (Applausi) . Ricordo sempre a chi ci ha preceduto che le misure per gli agenti di commercio sono all'interno dell'articolato del ristori- quater , per cui parlarne come una cosa che non è passata non ha senso. (Applausi. Commenti). Ciò detto, signor Presidente, la situazione emergenziale dovuta al Covid-19 è unica della storia della nostra Repubblica; non si è mai verificata una situazione così complessa e, a causa della sua natura mutevole giorno dopo giorno, può essere approcciata non con gli schemi classici, ma con provvedimenti che vanno tarati di volta in volta. Siamo consapevoli che quello che abbiamo fatto fino ad ora non è sufficiente: sono ancora tanti gli ambiti di cui il Governo e noi come forze di maggioranza dobbiamo occuparci. Ma di una cosa siamo certi: nessuno di noi si è tirato indietro; abbiamo sempre lavorato; questo Parlamento non si è mai fermato e tantomeno le Commissioni, anche in mezzo alle tante difficoltà organizzative che ci accompagnano. Mi auguro solo che, così come abbiamo cercato di coinvolgere tutti, perché i provvedimenti riguardanti il Covid-19 non possono e non devono avere colore, le opposizioni - o meglio, parte di esse - decidano per i futuri provvedimenti di collaborare davvero per il bene del Paese con i fatti e non solo con le parole. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Sottosegretari, onorevoli colleghi, sono due i sentimenti che provo di più: rabbia e impotenza. Provo rabbia per come state gestendo la crisi economica del nostro Paese in modo approssimativo, con una comunicazione incomprensibile e senza visione strategica; rabbia nel leggere i quattro decreti oggi in discussione, ironicamente chiamati ristori. Provo poi impotenza davanti a provvedimenti lontani dal mondo lavorativo, dal mondo delle partite IVA e degli imprenditori, dal mondo reale. Dopo averci snobbati per mesi, ora vi riempite la bocca di parole quali collaborazione solo perché siete con l'acqua alla gola e, con la vostra incompetenza, state trascinando nel baratro l'Italia intera. In questi mesi ci siamo battuti per tutte le categorie che hanno subito dei danni, per vederle risarcite e sostenute. Che senso ha poter restare aperti, ma non poter lavorare perché il mio committente è chiuso? La logica doveva essere quella dell'intera filiera ma, siccome la proposta arrivava da noi, siete rimasti sordi continuando con il caos dei codici Ateco. Vi state comportando come nemici degli italiani. (Applausi). Voglio invece ringraziare gli imprenditori che hanno anticipato addirittura di tasca loro la cassa integrazione: loro sì che hanno a cuore il bene dei lavoratori e vi danno lezioni di civiltà ogni giorno.