[pronunce]

Richiama la giurisprudenza costituzionale in materia e deduce di vantare un interesse qualificato, immediatamente inerente al rapporto sostanziale dedotto in giudizio e non semplicemente regolato dalle norme in questione, al pari di ogni altro. In proposito, fa presente di pubblicare sotto la testata «Avvenire» il relativo quotidiano, che concorre a garantire un effettivo pluralismo dell'informazione e di aver visto anch'essa disattese le proprie legittime aspettative quale destinataria del contribuito all'editoria in questione. Ammettendo l'intervento non solo - a suo avviso - si darebbe ingresso alla tutela della propria posizione giuridica soggettiva, ma si riconoscerebbe la sussistenza di un interesse generale a che tutte le posizioni religiose, politiche e culturali possano interloquire davanti alla Corte su temi di ampio valore costituzionale. 11.- In data 20 novembre 2018 si è costituita la Federazione Italiana Liberi Editori - FILE, già costituita nel giudizio svoltosi dinanzi al TAR della Sicilia (il quale aveva denegato la propria giurisdizione) e convenuta in sede di riassunzione nel giudizio principale dalla società Ediservice srl. Dopo aver ripercorso le vicende processuali, la FILE ha aderito, esaminandone e condividendone i contenuti, alle motivazioni dell'ordinanza di rimessione. 12.- Con atto del 20 novembre 2018 è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha chiesto di dichiarare inammissibili o non fondate le questioni. La difesa dello Stato assume l'inammissibilità delle questioni per la genericità delle stesse e la mancata indicazione del tertium comparationis rispetto alla dedotta violazione dell'art. 3 Cost. e del principio di ragionevolezza. Espone che i decreti di variazione dell'iniziale stanziamento per il contributo all'editoria, intervenuti nel 2013, avevano poi incrementato il contributo. Assume la non fondatezza delle questioni rispetto a tutti i parametri invocati e la mancata deduzione di ragioni in base alle quali la società attrice del giudizio principale potesse vantare un legittimo affidamento. L'Avvocatura dello Stato, quindi, fa presente che è intervenuto, nella pendenza del giudizio principale, processo verbale di constatazione del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza del 15 giugno 2016, nel quale si affermava che la società Ediservice srl aveva percepito in misura indebita, proprio con riferimento all'anno 2013, il contributo in questione. In ragione di ciò, l'interveniente eccepisce il difetto di rilevanza della questione. 13.- Nella memoria depositata il 14 maggio 2019, l'Avvocatura generale dello Stato, dopo aver dedotto l'inammissibilità degli interventi spiegati nel giudizio incidentale dalla società Avvenire Nuova Editoriale Italiana spa e dalla FILE, insiste nelle deduzioni svolte, anche in ragione della inconferenza, nella specie, della citata sentenza n. 275 del 2016 della Corte costituzionale, e del rilievo di ragioni di razionalizzazione e risparmio della spesa pubblica. Produce, ad ulteriore sostegno dell'eccepito difetto di rilevanza della questione, il decreto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Catania di rinvio a giudizio, tra gli altri, della società Ediservice srl ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300). 14.- Anche la società Ediservice srl ha depositato memoria in data 14 maggio 2019, con la quale insiste nelle proprie conclusioni e afferma l'irrilevanza degli accertamenti tributari intervenuti e del procedimento penale pendente rispetto all'incidente di costituzionalità. 15.- Nella memoria depositata il 15 maggio 2019, la società Avvenire Nuova Editoriale Italiana spa ribadisce l'ammissibilità del proprio intervento, e insiste per l'accoglimento della questione. 16.- Anche la FILE ha depositato memoria il 14 maggio 2019, e ulteriore documentazione. Preliminarmente, richiama l' art. 1, comma 810, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021), e gli artt. 32, comma 1, lettera r), numero 3), e 33 del decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 (Ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione dell'articolo 2, commi 1 e 2, della legge 26 ottobre 2016, n. 198), che sono intervenuti in materia, escludendone, ratione temporis, la rilevanza rispetto alla questione in esame. Contesta la difesa della Presidenza del Consiglio dei ministri deducendo, in particolare, l'irrilevanza della mancata indicazione del tertium comparationis, atteso che il dubbio di legittimità riguarda la ragionevolezza in sé delle disposizioni censurate. Espone, quindi, che, come si rileva dall'esame dei d.P.C.m. , le somme stanziate dal Parlamento per i contributi all'editoria in sede di approvazione del bilancio subiscono una decurtazione in ragione della previsione che limita le erogazioni a quanto stanziato nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri. Lo stanziamento effettuato da quest'ultima, si sostiene, non si limita a recepire quanto stabilito dalla legge di bilancio, ma si traduce in una valutazione politica non orientata da criteri legislativi. Pertanto, la FILE insiste, in ragione anche della lesione degli altri parametri richiamati nell'ordinanza di rimessione, per la declaratoria di fondatezza della questione.1.- Il Tribunale ordinario di Catania, con ordinanza del 7 giugno 2017, iscritta al n. 149 del reg. ord.