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ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, signori rappresentanti del Governo, noi voteremo convintamente la risoluzione e ci ritroviamo nel quadro programmatico e nell'analisi proposta dalla NADEF. Vorrei fare alcune considerazioni. Innanzitutto, ci troviamo di fronte ad una robusta crescita, che è andata ben oltre le previsioni del DEF e che ci fornisce un quadro positivo, naturalmente senza trionfalismi e senza sottovalutare i rischi che ancora ci sono. Questo quadro, validato da tutti gli enti e gli osservatori, ci dice probabilmente due cose. Mi soffermo sulla prima. Abbiamo discusso anche tra noi, più volte in questi mesi, sulla strada da intraprendere, sulle scelte fatte in relazione alla gestione della pandemia. Credo che con onestà intellettuale tutti noi oggi possiamo riconoscere che le scelte fatte, prima dal Governo Conte e poi dal Governo Draghi, nella gestione della pandemia si siano rivelate giuste, soprattutto su un punto cruciale: affrontare il problema della messa in sicurezza dal punto di vista sanitario del Paese era la prima e fondamentale azione per la crescita. Così, perfino con il lockdown prima e poi via via con il vaccino e con il green pass abbiamo dato una prospettiva. Se oggi l'indice di fiducia delle famiglie e delle imprese è ai livelli massimi degli ultimi anni, anche rispetto agli anni precedenti alla pandemia, ciò ci dice che in fondo quello che in questo difficile periodo di contrasto alla pandemia abbiamo fatto e, a questo punto vorrei dire, ciò che hanno fatto le istituzioni, lo Stato, le Regioni e gli enti locali, ha dato esiti e frutti positivi. Cari colleghi e colleghe, riconoscerlo senza pregiudizi ideologici è un elemento di valore per tutti noi, per il ruolo delle istituzioni ed anche per il nostro rapporto con i cittadini. Penso, ad esempio, che certe nostre discussioni sul green pass siano state superate dalla realtà e dalla volontà dei cittadini di interpretare questa scelta come una chiave fondamentale - vaccino e green pass - per la libertà tanto invocata. Fatta questa premessa doverosa e di correttezza rispetto all'analisi di questi mesi, vorrei soffermarmi su due punti. Noi col PNRR, con i tassi bassi di interesse sul debito, con le politiche della BCE, abbiamo un'occasione più unica che rara: avviare il processo di cambiamento e di trasformazione del nostro Paese, ma non dobbiamo sottovalutare i rischi, prima di tutto la pandemia. Avrete letto come me, nel materiale che ci hanno offerto i servizi parlamentari, che nei Paesi poveri il tasso di vaccinazione è al 6 per cento. Colleghe e colleghi, nessuno di noi può pensare in modo realistico che gestiamo la pandemia sul piano globale e nei nostri Paesi senza risolvere questo nodo. Questo nodo si risolve in un modo solo: affrontandolo e costruendo un nuovo rapporto delle politiche dell'Europa insieme agli Stati Uniti, in relazione a big pharma , alla produzione di vaccini e alla possibilità di dotare rapidamente questi Paesi dei vaccini. Attenzione: nessuno si potrà sorprendere, se questo trend non si invertisse nei Paesi poveri, del fatto che possa arrivare domani una nuova variante. Il vaccino è decisivo per bloccare le varianti e se non affrontiamo questo tema, non in chiave pauperistica, ma in una chiave vera e strategica di governo della questione, non andremo da nessuna parte. Altro punto centrale è la questione del Patto di stabilità e dell'Europa. Comincia proprio in queste settimane - lo ha annunciato il commissario Gentiloni - la discussione sul tema del nuovo patto di stabilità e delle nuove regole. Io credo che l'Italia, come ebbe la capacità di fare il Governo precedente in relazione alle risorse del PNRR, debba svolgere un ruolo decisivo. Credo che abbiamo le carte in regola e abbiamo anche una personalità, il presidente del Consiglio Draghi, che può davvero metterci nelle condizioni di fare un ragionamento non più solo sulle regole, non più solo sul patto di stabilità in quanto tale, ma sulla possibilità, partendo dal PNRR e dalla scelta nuova fatta in Europa, di renderla strutturale e costruire un nuovo percorso. Ad esempio, se la sfida enorme della transizione ecologica rappresenta il futuro delle prossime generazioni e il futuro dell'Europa, allora questi investimenti non debbono rientrare nei vincoli del futuro patto di stabilità. Questo produrrebbe un'innovazione profonda e una sfida per ciascun Paese. L'altro elemento è quello che ci riguarda. Io rimango convinto che, se il PNRR è una grande opportunità, dobbiamo ancora fare uno sforzo per chiarire, prima di tutto, quali sono la nostra strategia e la nostra politica industriale. Da questo punto di vista confesso che vi sono ancora limiti che considero significativi. Oggi - per esempio - discutiamo giustamente di trovare un modo per gestire l'aumento del costo del metano e dell'energia. Ma la via strategica è quella, anche per l'autonomia del nostro Paese in relazione alla grande questione strategica, di fare rapidamente gli investimenti, in chiave di transizione ecologica, nell'ambito delle energie compatibili. Da questo punto di vista penso che abbiamo bisogno di registrare il dato. Vi sono poi i grandi temi del lavoro e della formazione. Da questo punto di vista non abbiamo bisogno di tornare indietro rispetto a scelte che abbiamo fatto. Io sono convinto che il reddito di cittadinanza sia stato essenziale per reggere una crisi come quella attuale, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di accorciare e correggere il rapporto con le politiche attive e di reinserimento e la parola chiave in questo caso è certamente formazione. Infine, in conclusione, vi è il grande tema - non chiaro - della spesa corrente. Non vorrei che ritornassimo al periodo antecedente la pandemia. Colleghe e colleghi, se noi investiamo, come abbiamo deciso di fare, sulla costruzione - per esempio - della rete degli asili nido, dobbiamo sapere che poi dobbiamo trovare le risorse nella spesa corrente per gestire gli asili nido. Se noi diciamo che la sanità è strategica, come oggi facciamo tutti (eroi e via dicendo) - colleghi, rappresentanti del Governo - possiamo andare avanti ancora con la norma sciocca che prevede una riduzione dell'1,4 per cento sul 2004 della spesa sul personale in sanità? Basta, basta! Con la legge di bilancio dobbiamo risolvere questo problema, e non con rinvii futuri, perché nella sanità il problema del personale è drammatico. Pertanto, investire sulla spesa corrente è un punto strategico. Usciamo dalla logica ragionieristica e costruiamo una strategia. Sulla base di questi ragionamenti, annuncio il voto favorevole del Gruppo sulla proposta di risoluzione n. 2. (Applausi) . DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Sottosegretario, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, manifesto sinceramente una certa emozione oggi nell'intervenire in Aula, ma penso ci sia anche un pizzico di orgoglio nazionale nel parlare della Nota di aggiornamento al DEF. Come tutti in quest'Aula stiamo evidenziando, infatti, essa poggia su dati importanti e positivi di crescita che vanno anche oltre le previsioni di qualche mese. Per questo, finalmente sento dentro di me quel pizzico di orgoglio nazionale che vede oggi l'Italia imporsi anche a livello europeo.