[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 94, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), promosso con ordinanza del 23 agosto 2004 dal Giudice di pace di Osimo, nel giudizio civile vertente tra Tramannoni Paolo e il Prefetto di Ancona, iscritta al n. 167 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 13, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 28 settembre 2005 il Giudice relatore Paolo Maddalena. Ritenuto che, con ordinanza del 23 agosto 2004, il Giudice di pace di Osimo ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 94, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede «distinte sanzioni in relazione alle violazioni distintamente e specificamente previste nelle disposizioni precettive contenute nei commi primo e secondo della predetta norma»; che il remittente è chiamato a decidere sull'opposizione, proposta dall'acquirente di una autovettura, avverso il verbale elevato nei suoi confronti dalla Polizia stradale per non aver ottemperato a quanto previsto dai commi 1 e 2 dell'art. 94 del codice della strada e con il quale gli vengono comminate le sanzioni previste dai commi 3 e 4 della stessa disposizione; che, come riferisce il giudice a quo, l'opponente ha regolarmente trascritto il trasferimento del veicolo al Pubblico registro automobilistico, mentre ha omesso di segnalarlo alla Motorizzazione civile (ora Dipartimento per i trasporti terrestri) per «una banale dimenticanza, dovuta fra l'altro … alla sovrapposizione di procedure di carattere simile»; che, secondo il remittente, non vi sarebbe dubbio che i commi 1 e 2 dell'art. 94 del codice della strada individuino una duplice attività, consistente, da un lato, nella richiesta di trascrizione al competente ufficio del Pubblico registro automobilistico dell'avvenuto trasferimento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e, dall'altro, nella richiesta per il rinnovo o l'aggiornamento della carta di circolazione; che, si argomenta ancora nell'ordinanza, all'inosservanza di entrambe dette attività corrisponderebbe la sanzione amministrativa, unica ed indistinta, di cui al successivo comma 3 e cioè il pagamento di una somma da Euro 516,46 ad Euro 2.582,28 (recte: da lire 1.064 a lire 5.320.000, quale sanzione edittale vigente all'epoca della violazione oggetto di cognizione del remittente), oltre all'ulteriore sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal successivo comma 4, anch'essa unica ed indistinta, in conseguenza della circolazione di veicoli per i quali non sia stato richiesto l'aggiornamento o il rinnovo della carta di circolazione e del certificato di proprietà; che, ad avviso del giudice a quo, proprio «nell'unicità delle previsioni sanzionatorie in precedenza individuate (che, irragionevolmente, cumulano precetti distinti e non necessariamente ed eziologicamente dipendenti)» risiederebbe «una disparità di trattamento tra coloro che non adempiono a nessuna delle due prescrizioni e coloro che (come è avvenuto nel caso di specie), invece, adempiono ad una sola di esse»; che, peraltro, una tale disparità di trattamento sarebbe aggravata anche dal fatto che, a seguito dell'entrata in vigore della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), nel caso di trasferimento di residenza, la violazione non potrebbe più realizzarsi «dal momento che l'aggiornamento della carta di circolazione è effettuato automaticamente per il tramite dei Comuni e, per di più, in maniera del tutto gratuita»; che, pertanto, le norme denunciate si porrebbero in contrasto con gli artt. 3 e 111 della Costituzione; che sarebbe infatti violato il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, in quanto le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 94 del codice della strada, in relazione alle sanzioni previste nei successivi commi 3 e 4, darebbero luogo a disparità di trattamento tra cittadini «che hanno violato entrambi i precetti» e cittadini «che ne hanno violato uno solo (come nel caso di specie)» e che sono soggetti «alle uniche e indistinte sanzioni previste nei richiamati commi 3 e 4»; che inoltre sussisterebbe la violazione del principio del giusto processo (art. 111 Cost.), giacché, secondo il giudice a quo, il giusto processo dovrebbe riguardare non soltanto l'approntamento di rimedi organizzativi finalizzati ad assicurare una ragionevole durata del processo ma, anche e soprattutto, «offrire una giustizia sostanziale nella quale i precetti e le relative sanzioni siano ispirati ad un effettivo e concreto parametro di giustizia nel senso che alla violazione di un precetto corrisponda una determinata sanzione e a violazioni di due precetti corrispondano due distinte sanzioni o, quanto meno, una sanzione diversa e più grave della prima»; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione venga dichiarata inammissibile o comunque infondata; che la difesa erariale osserva preliminarmente che i primi due commi della norma impugnata, nell'imporre all'acquirente di un veicolo l'obbligo di trascrivere il passaggio di proprietà in entrambi i registri nel termine di sessanta giorni, rispondono a finalità diverse, rilevando, da una parte, «motivi di ordine pubblico» e la «necessità di risalire con certezza al responsabile della circolazione» e, dall'altra, «motivi di ordine giuridico-patrimoniale connessi con la proprietà dei veicoli»; che, argomenta ancora l'Avvocatura, l'aver adempiuto, come nella fattispecie all'esame del giudice a quo, una sola delle due formalità non può costituire una «attenuante» e non può essere un motivo per graduare le sanzioni, in quanto l'omissione anche di uno solo dei due obblighi crea «disallineamento dei due archivi», rendendo difficoltoso «lo svolgimento coerente dell'azione della P.A.»;