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Con la nuova disciplina, quindi, non solo si tradisce il patto che si era fatto con lo Stato e quell'accordo implicito che era stato sottoscritto con i beneficiari del CAS, ma si pone anche in essere un'operazione che, dal punto di vista economico, è sia contro i percettori, sia contro lo Stato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In Italia, infatti, le emergenze di questo tipo si susseguono con una certa regolarità. La prossima volta, quindi, quando si tratterà di scegliere tra CAS e SAE, tutti sceglieranno le SAE per questo tradimento e lo Stato dovrà spendere minimo il triplo di quello che avrebbe speso. L'ultimo aspetto che voglio evidenziare riguarda la sperequazione creata tra chi aveva fatto questa scelta e chi deciderà di acquistare un'abitazione. Quindi, chi ha comprato una casa tre mesi fa perde tutto, chi lo farà tra tre mesi avrà un contributo di tre anni. Vorrei quindi chiedere alla rappresentante del Governo da un punto di vista di equità e di giustizia qual è la ratio di questa misura, perché chi, fidandosi dello Stato, ha deciso tre mesi fa viene penalizzato e chi lo farà tra tre mesi avrà un trattamento completamente diverso? Perché, Sottosegretario? Magari dopo avrà occasione di parlarcene meglio. Dicevo che questo provvedimento ha anche qualche piccolo aspetto positivo, ad esempio nella riduzione dell'Irpef da restituire, che è il motivo per cui la Lega alla Camera si era astenuta, cosa che avremmo fatto anche qui se non fosse stata posta la fiducia. Noi la fiducia al Presidente Conte non la diamo perché non abbiamo una fiducia da dargli, per tutte le motivazioni che ho poc'anzi esposto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Saremo quindi costretti a votare contro, purtroppo, pur sapendo che, anche se poco, qualcosa c'era. Come ho detto prima, però, purtroppo è molto di più quello che non c'è e soprattutto sono molti di più gli aspetti problematici che questo decreto introduce. Mutuo le parole dell'ingegnere Spuri, responsabile dell'Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche, che ha detto testualmente che, seppur poco, qualcosa era stato fatto. Ed è vero. Prima, ad esempio, ho riportato il dato sulle opere pubbliche dicendo che è stato ricostruito l'uno per cento per valore delle opere pubbliche. Quel poco adesso rischia di fermarsi completamente, perché ogni volta che si adotta un provvedimento ne consegue la necessità di adeguare il resto della normativa, quindi a seguito di questo decreto anche le ordinanze dovranno essere cambiate. Non è accettabile il ragionamento che ha fatto la maggioranza, sostenendo che non è né il primo né l'ultimo provvedimento, perché ogni volta che si adotta un nuovo provvedimento la necessità di adeguare la procedura allo stesso fa perdere mesi. Quindi non è accettabile che si dica che dopo aver perso mesi per i provvedimenti precedenti se ne perderanno altri per questo e poi ancora per il prossimo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La Lega, con spirito propositivo, già in Commissione aveva fatto delle proposte di puro buon senso che non avrebbero avuto altra conseguenza se non quella di migliorare questo provvedimento. Con quel senso di responsabilità, con spirito di collaborazione e con la volontà che ci ha sempre contraddistinto, noi esprimiamo tutto il nostro rammarico per non aver potuto contribuire fattivamente al miglioramento di questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio per avermi concesso la parola e ringrazio la mia Capogruppo che è qui al mio fianco, con la quale discutevamo proprio del perché, cara collega in rappresentanza del Governo, siamo, nostro malgrado, costretti a votare no a questo decreto sisma. A dire la verità, noi di Forza Italia abbiamo dimostrato, nel corso della nostra storia, di essere la formazione politica certamente più vicina alle tragedie quali quelle delle calamità naturali. In modo particolare lo abbiamo dimostrato ai tempi in cui Silvio Berlusconi era Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2009, all'epoca del devastante terremoto abruzzese con epicentro a L'Aquila. Ero lì in quelle ore e nei giorni successivi, in cui fu gestita l'emergenza e poi una rapida ricostruzione. Si ripartiva con una gestione davvero virtuosa, con una struttura della Protezione civile che funzionava, con a capo Guido Bertolaso, che tutti quanti oggi rimpiangiamo. Oggi, invece, mi sento di esordire nel mio intervento di merito su questo decreto-legge sisma con un titolo di giornale de «Il Resto del Carlino» di ieri, che mi ha fatto avere il mio collega - che tanto stimo - Andrea Cangini: un articolo del direttore Michele Brambilla che titola «Gli italiani ci sono, l'Italia no». Questo titolo è l'esatta esemplificazione di quanto sta avvenendo nella gestione del terremoto 2016-2017 e di tutti i successivi: una gestione, cioè, inadeguata, incapace di dare soluzioni vere e reali, soprattutto su questioni evidenti. Sia ben chiaro: la nostra è una critica che riguarda sia la maggioranza di prima sia quella attuale; anzi, forse adesso qualche provvedimento "tampone" si è visto. Per esempio, Brambilla - che citavo prima - diceva che proprio nel giorno in cui si è registrato un terremoto nel Mugello si è posta la prima pietra della ricostruzione nelle Marche. Capite bene che, a distanza di così tanto tempo, non è possibile dare notizie di questo tipo. Vuol dire che l'Italia non c'è; che l'Italia non funziona. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Un Paese dimostra di essere tale quando ha una Protezione civile perfettamente funzionante, che dà risposte alle emergenze che gli italiani chiedono. Mi riferisco in particolare agli italiani che hanno bisogno dello Stato. Chi crede nel principio di sussidiarietà sa bene che quello è l'esatto esempio di quanto uno Stato democratico e liberale è in grado di dare come risposta ai cittadini che ne hanno necessità. Vediamo quali sono i punti per i quali, in ogni caso, voteremo no poiché viene posta la fiducia al Governo. Come ben sappiamo - lo ricordava poco fa il collega Caliendo - non è come alla Camera dei deputati: si pone la questione di fiducia su un testo di legge senza fare differenza tra il merito del disegno di legge e la fiducia al Governo. È un unico voto e noi dobbiamo necessariamente affermare che la fiducia a questo Governo, anche per come ha gestito questo decreto-legge sisma, non c'è, non può essere data, e noi non la daremo. Veniamo al merito. Le misure contenute in questo provvedimento sono inadeguate. Finora, ancora oggi, i residenti delle Regioni del Centro Italia - con tutti quei Comuni, anche molto piccoli, che oggi, purtroppo, tuttora patiscono quella emergenza - non hanno ancora avuto sistemazioni adeguate alle loro necessità abitative. Gli abitanti di quelle zone sono ancora alloggiati in sistemazioni di fortuna o addirittura in prefabbricati. Questo, come dicevo prima, a L'Aquila non accadde.