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Abbiamo la necessità che tutto lo sport, in modo particolare lo sport di base, possa davvero lavorare a pieno ritmo, anche con l'apertura degli stadi alla capienza al 100 per cento, che vedremo a breve, già giovedì, con la prima partita della nostra Italia, che si giocherà nella città di Palermo. Tante sono le considerazioni da fare e credo che in un momento così drammatico e difficile il fatto di aver visto le Olimpiadi - quindi la bandiera ucraina e gli sguardi orgogliosi degli atleti ucraini, che hanno avuto la capacità e la forza di farsi vedere in un evento così importante - ci abbia dimostrato che lo sport unisce e può essere anche simbolicamente importante come valore e strumento di pace, capace magari di far superare alcuni conflitti che ci auguriamo possano davvero finire presto. Infine, vorrei dire che con l'approvazione di questo importante provvedimento sono convinta che le tante proposte di legge al vaglio del Governo e delle Commissioni parlamentari potranno trovare una rapida approvazione. Abbiamo ricordato il provvedimento che riguarda i laureati in scienze motorie, con una importante sperimentazione che partirà già da settembre nelle quarte e quinte elementari, augurandoci che poi questo possa diventare davvero un provvedimento stabile, con l'assunzione dei laureati in scienze motorie, perché abbiamo bisogno di docenti preparati anche su questa materia. Così come abbiamo bisogno di professionalizzare sempre di più lo sport con figure importanti manageriali e di mettere in sicurezza - è un lavoro che Governo e Parlamento stanno facendo insieme - le nostre palestre e farne di nuove e di più belle là dove ancora non ne abbiamo, grazie anche al PNRR. Penso alla sicurezza degli impianti sportivi, perché sappiamo che tanti sono fatiscenti, mentre in molti territori italiani proprio non esistono. Questo è anche un modo per contrastare e combattere le tante disuguaglianze, che sono sicuramente prima di tutto sociali e vedono addirittura intere aree del Paese senza un luogo di attività sportiva, senza un luogo educativo e valoriale. Questo poi ci obbliga a ripensare a modelli nuovi, a modelli di società e di città diversi dal passato. Concludo dicendo che siamo molto soddisfatti. Abbiamo presentato una nostra proposta di legge, come Gruppo Italia Viva-P.S.I., e sono felice che alla fine abbiamo trovato un testo unitario di tutto il Parlamento. Voteremo quindi a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . BARBARO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è un giorno importante per il mondo dello sport. Ci tengo a sottolineare le motivazioni che hanno determinato l'atteggiamento favorevole di Fratelli d'Italia già all'interno della Commissione e adesso in Aula, con il voto favorevole che ci apprestiamo a esprimere. Credo sia opportuno fare un piccolo riassunto delle tappe attraverso le quali siamo arrivati o, meglio, arriveremo all'approvazione di questo importante provvedimento, storico ed epocale per il mondo dello sport. E credo sia opportuno farlo non solo e non tanto per i ringraziamenti, che comunque sono dovuti, quanto perché è fondamentale inquadrare con precisione il contesto culturale, storico e politico all'interno del quale è maturata la scelta del Parlamento. È un qualcosa che ci tengo a lasciare agli atti. Anche oggi nel corso della discussione generale, così come avviene da tanti anni, si è sentito parlare in forme spesso enfatiche del mondo dello sport, e non solo per quanto riguarda gli aspetti legati alla conquista delle medaglie da parte dei nostri campioni, che ovviamente ci inorgogliscono, ma anche per gli aspetti collaterali relativi al mondo dello sport. Le cose, però, non sono sempre andate così; ci sono stati dei problemi e su di essi è giusto accendere i riflettori. È giusto che vengano messi a verbale - se così vogliamo dire - per cercare di non ripetere gli errori che hanno caratterizzato il mancato decollo o, meglio, la mancata concezione della giusta dignità che spetta al mondo dello sport. Il mio pensiero corre immediatamente alla prima volta che è approdata nel Parlamento italiano una proposta di legge costituzionale di riforma del mondo dello sport, ossia l'inserimento del diritto, della tutela e della promozione dello sport all'interno della nostra Costituzione. Lo ha già ricordato poc'anzi il senatore Iannone e ritengo doveroso aggiungere altre considerazioni rispetto a quello che fu storicamente il primo tentativo in Parlamento, attraverso un disegno di legge presentato nel 1997 dal senatore Maceratini, allora Capogruppo di Alleanza Nazionale, (Applausi) uomo importante per le istituzioni, che ha sempre avuto a cuore le sorti dello sport. Già il senatore Maceratini venticinque anni fa - ripeto che sono passati venticinque anni dall'approdo in Parlamento del primo disegno di legge - aveva intuito che, per riformare il sistema sportivo italiano, fosse necessario costruire una cornice. E quale migliore cornice di una riforma costituzionale per riformare il sistema sportivo del nostro Paese? Una dignità quindi di rango superiore che non poteva non passare attraverso una legge di riforma costituzionale. Leggo dalla sua proposta di legge, che seppure risale a venticinque anni fa, è ancora attuale: elevare a livello costituzionale il diritto allo svolgimento dell'attività sportiva, intesa come momento ricreativo, ma anche di educazione e rigenerazione spirituale, è proposta che allineerebbe lo Stato Italiano ad altri Stati europei che hanno già assunto da tempo detta determinazione e che riconoscono detto diritto per tutti i cittadini come diritto primario, degno della massima tutela. L'ho detto non solo per tributare il giusto e doveroso omaggio al senatore Maceratini, ma anche per ricostruire la storia dell'approccio della destra italiana nei confronti di questa materia. Come già rilevato dal senatore Iannone, non abbiamo mai considerato lo sport una materia di serie b e ne è ennesima riprova il fatto che anche in questa legislatura per la prima volta il disegno di legge, a firma dei senatori Iannone e Calandrini, è stato cronologicamente depositato. Ciò non solo ha determinato la nascita di un nuovo interesse, ma ha anche consolidato quel percorso culturale che il nostro partito da sempre ha inteso intraprendere nei confronti del mondo dello sport. Va anche detto che ci sono stati dei fermenti che all'esterno del Parlamento hanno permesso di porre le condizioni legislative per incardinare il provvedimento. Di questo va dato atto a due associazioni, Cultura Italiae e Sport Italia, che hanno messo attorno a un tavolo tutti i partiti, che poi si sono trovati in Commissione a gestire l'incardinamento del provvedimento, dando il loro contributo. Se non ci fosse stato però anche l'apporto determinante del sottosegretario Valentina Vezzali, tale contributo forse non avrebbe assunto una forma. Ricordo che ne abbiamo cominciato a parlare il 6 dicembre, poco meno di quattro mesi fa. Eppure, le associazioni sono riuscite a determinare lo stimolo ed ottenere il supporto convinto del sottosegretario Vezzali che - lo ricordo - anche da parlamentare aveva presentato una proposta di legge in tal senso, spingendo il Parlamento, anche grazie al suo contributo, in questa direzione; una direzione per la quale mi sento veramente di ringraziare tutti i componenti della Commissione, a partire dal presidente Parrini, per il contributo dato.