[resaula]

a ), della decisione di esecuzione 2015/789, dispone che "nel caso in cui nuovi elementi modifichino la percezione di un rischio o mostrino che tale rischio può essere circoscritto mediante misure meno gravose di quelle esistenti, spetta alle istituzioni, e in particolare alla Commissione, che ha il potere d'iniziativa, provvedere all'adeguamento della normativa ai nuovi dati (sentenza del 12 gennaio 2006, Agrarproduktion Staebelow, C?504/04, EU: C:2006:30, punto 40)", impegna il Governo: 1) ad abrogare nel più breve tempo possibile il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 13 febbraio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2018, recante "Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di Xylella fastidiosa (Well et al.) nel territorio della Repubblica italiana"; 2) a bloccare in via prioritaria l'utilizzo di Acetamiprid e Imidacloprid sospendendo eventuali trattamenti già in corso in quanto presidi fitosanitari provatamente neurotossici; 3) a bloccare in via prioritaria l'utilizzo di Azadiractina in quanto inefficace verso l'insetto vettore; 4) a comunicare alla Commissione europea le nuove evidenze scientifiche alla luce dei risultati delle sperimentazioni finanziate dalla Regione Puglia e condotte in Salento. Interrogazioni Atto n. 3-00090 BOLDRINI MARCUCCI BELLANOVA COLLINA CUCCA D'ARIENZO FERRAZZI GIACOBBE MAGORNO MANCA MISIANI PARRINI SBROLLINI STEFANO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2018, art. 1, commi 1106-1109) ha istituito il fondo di ristoro finanziario , finanziato attraverso il fondo interbancario di garanzia e il fondo dei conti dormienti, assegnando allo stesso una dotazione iniziale pari a 100 milioni di euro per gli anni dal 2018 al 2021; le risorse del fondo sono destinate all'indennizzo dei risparmiatori delle ex banche popolari venete (Veneto banca e Popolare di Vicenza) e delle 4 banche poste in liquidazione (Cassa di risparmio della Provincia di Chieti SpA, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara SpA e Banca Marche); l'indennizzo era stato pensato per porre rimedio alla vendita fraudolenta di titoli rischiosi da parte delle banche ad investitori privi del profilo e delle informazioni adeguate, senza distinzione tra obbligazionisti e azionisti; il comma 1107 aveva fissato alla data del 30 marzo 2018 il termine per l'adozione dei decreti attuativi sulla ripartizione delle risorse, per un ammontare pari a 25 milioni di euro all'anno per 4 anni; allo stato attuale i decreti attuativi risultano pronti, a disposizione del Ministro dell'economia e delle finanze, ma non risultano ancora adottati dal Governo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi per l'adozione, entro brevi termini, dei decreti attuativi necessari a garantire il ristoro del danno subito dai risparmiatori, azionisti e obbligazionisti compresi, vittime della vendita fraudolenta di titoli rischiosi da parte delle banche citate; se intenda adoperarsi per quanto di propria competenza per un incremento consistente della dotazione del fondo di ristoro, al fine di consentire ad un numero più ampio di imprese e di risparmiatori l'accesso all'indennizzo. Atto n. 3-00091 TOTARO LA PIETRA Al Ministro della salute Considerato che: sono stati arrestati 4 medici dell'ospedale di Prato per i reati di peculato e truffa ai danni dello Stato. Secondo l'accusa i medici effettuavano visite in nero a cittadini cinesi, utilizzando le strutture dell'ospedale con la mediazione di alcuni orientali; i 4 medici, 3 uomini e una donna, erano in servizio nel reparto di ginecologia dell'ospedale di Prato. Secondo l'indagine le pazienti cinesi pagavano una parcella tra i 100 e i 150 euro, saltando la trafila della prenotazione al CUP; gli interroganti ritengono necessario, a nome dei cittadini che sopportano da sempre infinite liste d'attesa e talvolta disservizi, spazzare via qualsiasi ombra sul corretto funzionamento dell'ospedale di Prato e sulle corrette procedure di accesso alla sanità, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere per verificare il sistema di controllo di tutto ciò che avviene all'interno del presidio ospedaliero di Prato e delle strutture collegate e quali iniziative intenda prendere per intervenire ed eventualmente sanzionare questi comportamenti deprecabili e indegni della cosa pubblica. Atto n. 3-00092 LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come si apprende da un articolo de "la Repubblica" del 12 luglio 2018 «Mps non si costituirà parte civile contro gli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Lo ha deciso all'unanimità il consiglio di amministrazione dell'istituto senese. Il cda, si legge in una nota, "all'esito di una approfondita fase istruttoria condotta con l'ausilio di autorevoli consulenti legali esterni, ha valutato che, allo stato, non sussistano le condizioni per procedere alla costituzione di parte civile nel procedimento [penale] nel cui contesto l'ex presidente del consiglio di amministrazione Alessandro Profumo e l'ex amministratore delegato Fabrizio Viola sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di manipolazione di mercato e false comunicazioni sociali, mentre l'allora presidente del collegio sindacale e attuale sindaco effettivo, Paolo Salvadori, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di false comunicazioni sociali. Nel formulare le proprie valutazioni, il consiglio di amministrazione - viene precisato nella nota - ha considerato nel loro insieme tutti gli elementi decisionali disponibili, avendo esclusivo riguardo al perseguimento degli interessi della banca e alla tutela dell'integrità del suo patrimonio"»; si legge sul "Corriere della sera" del 27 aprile 2018: «Con una decisione non scontata da parte del gup di Milano, (...) gli ex vertici di Mps Alessandro Profumo - già presidente della banca e ora A.D di Leonardo - e l'ex ceo Fabrizio Viola - in seguito alla guida e poi commissario di Popolare di Vicenza e Veneto Banca - oltre a Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale, e alla stessa banca per responsabilità ex legge 231, sono stati rinviati a giudizio per aggiotaggio (ipotesi caduta per Salvadori) e falso in bilancio per il caso della contabilizzazione a bilanci dei cosiddetti "derivati" Santorini e Alexandria. Il processo inizierà il 17 luglio. La Procura aveva chiesto per tutti gli imputati il proscioglimento. Il gup Alessandra Del Corvo, non accogliendo le richieste dei pm e delle difese, ha mandato gli imputati a processo. (...) "Sono sorpreso ma confermo con determinazione di essere sereno per le scelte fatte in Mps.