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Ciò premesso, il percorso prevede l'acquisizione di elementi che rappresentino il presupposto iniziale per sviluppare competenze che preparino il futuro medico ad addentrarsi in aspetti metodologici più dettagliati per una comunicazione empatica che, pur non sminuendo l'autorevolezza del professionista, ponga al centro della relazione l'ammalato e non la malattia. Tutti noi siamo anche pazienti e, forse, a molti di noi, sarà capitato di incontrare medici che magari, dovendo comunicare una diagnosi di una certa gravità, davano la notizia guardando altrove o scrivendo, forse per l'imbarazzo o provando difficoltà emotive dovute a un momento comunicativo che non riuscivano a gestire. Il percorso formativo che s'intende proporre parte da elementi generali, che affrontano anche gli aspetti critici della comunicazione, oltre che le emergenze comunicative che il medico può dover affrontare. Attenzione particolare viene data alla capacità di ascolto e alla relazione col paziente straniero, che spesso ha esigenze culturali e sociali diverse, da tenere in considerazione. Viene inoltre considerato un aspetto tutt'altro che secondario quale la capacità di lavorare in gruppo, rispettando i ruoli e le competenze, interagendo in maniera sinergica, al fine di accogliere il paziente, immaginando un cerchio di figure professionali in cui accoglierlo con il suo specifico bisogno. Di qui un disegno di legge che prevede l'istituzione di alcuni corsi di formazione, con l'obiettivo di trasferire, a tutti i laureandi nelle discipline mediche e infermieristiche, le modalità gestionali e comunicative nel rapporto tra medico e paziente, con rilascio di crediti al termine di esso, in tutte le università italiane che, nel pieno rispetto della loro autonomia, avranno la facoltà di renderli obbligatori o facoltativi.. 1 (Introduzione di insegnamenti in materia di ottimizzazione delle modalità gestionali e comunicative nel rapporto tra medico e paziente nei corsi di laurea dell'area medico-sanitaria) 1 Al fine di istituire e promuovere, nei corsi di laurea dell'area medico-sanitaria, un percorso formativo finalizzato a ottimizzare le modalità gestionali e comunicative, nonché ad affrontare gli aspetti più delicati e complessi nello scambio e nella trasmissione di informazioni nel rapporto tra medico e paziente oltreché le diverse emergenze comunicative, il Ministro dell'università e della ricerca, con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro della salute, prevede: a l'inserimento, tra le attività disciplinari di base dei corsi di laurea dell'area medico-sanitaria, di specifici insegnamenti finalizzati a fornire adeguate conoscenze culturali e scientifiche, nonché metodi e tecniche applicative pratiche, utili per il conseguimento di un'adeguata modalità gestionale e comunicativa nel rapporto tra medico e paziente; b nell'ambito degli insegnamenti di cui alla lettera a) , un'attenzione specifica: 1 alla capacità di ascolto e alla relazione nelle emergenze comunicative che il medico può dover fronteggiare con i pazienti stranieri, in considerazione delle specifiche esigenze culturali, sociali e religiose; 2 alla capacità di lavorare in gruppo, rispettando ruoli e competenze, interagendo in maniera sinergica, al fine di creare un contesto comunicativo di accoglienza intorno al paziente e ai suoi specifici bisogni; c che gli insegnamenti di cui alla lettera a) : 1 possano essere svolti anche da docenti afferenti ai settori scientifico-disciplinari relativi alle scienze dell'educazione e della formazione primaria; 2 prevedano un numero di ore di tirocinio formativo non inferiore a 50, pari a 24 crediti formativi. 2 (Disposizioni transitorie) 1 Le università provvedono ad adeguare i regolamenti dei corsi di studio alle disposizioni previste del decreto di cui all'articolo 1. 2 Le disposizioni del decreto di cui all'articolo 1 si applicano a decorrere dall'anno accademico successivo a quello di entrata in vigore dello stesso.