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i medici veterinari che, a seguito di visita medico veterinaria, dispensano anche i farmaci di primo uso, al momento della fatturazione devono applicare l'IVA della propria prestazione al 22 per cento oltre a far pagare il prezzo del farmaco già comprensivo di IVA al 10 per cento e poi riapplicare la loro propria Iva al 22 per cento (più 2 per cento di cassa veterinaria); questo comporta un aggravio di costi per il cliente proprietario di animale sottoposto a visita e cura veterinaria, il quale si vede costretto a pagare ulteriormente l'IVA sul farmaco dispensato dal medico veterinario al momento del pagamento della fattura; secondo il comma 3 dell'articolo 84 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, la cessione del farmaco veterinario è da ritenersi prestazione accessoria rispetto a quella professionale; in particolare, il carattere accessorio è definito dall'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 (principio di accessorietà), che prevede che una prestazione accessoria ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi, effettuati direttamente dal cedente o prestatore o per suo conto e a sue spese, non sono soggetti autonomamente all'imposta nei rapporti fra le parti dell'operazione principale. Se la cessione o prestazione principale è soggetta all'imposta, i corrispettivi delle cessioni o prestazioni accessorie imponibili concorrono a formare la base imponibile; quella accessoria, che è meno importante, perde la propria autonomia e viene assorbita nell'operazione principale e quindi non solo rientra nello stesso imponibile, ma attrae la stessa aliquota; se si espone in fattura il farmaco ceduto con un'aliquota diversa da quella delle prestazioni medico veterinarie, attualmente 22 per cento, si effettua una vera e propria attività commerciale di vendita del farmaco, attività riservata alle farmacie, e ora alle parafarmacie (decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, art. 70); quindi in una fattura in cui il costo del farmaco è di gran lunga maggiore di quello della visita (i farmici per animali sono molto costosi) ci si ritrova un aggravio di IVA non dovuta mentre occorrerebbe tenere fuori dall'imponibile IVA il farmaco, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative volte a consentire che il farmaco dispensato dai medici veterinari non sia considerata prestazione accessoria rispetto alla principale, consistente nella visita medica, al fine di consentire al proprietario di non pagare, sul medicinale, la maggiorazione dell'IVA. Atto n. 4-01668 ASTORRE D'ARIENZO FEDELI MARGIOTTA CUCCA BELLANOVA FERRAZZI COMINCINI SBROLLINI MALPEZZI PARRINI PITTELLA GINETTI MESSINA Assuntela ALFIERI MARINO VALENTE GIACOBBE MAGORNO MANCA ROJC PARENTE Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta agli interroganti: in occasione del seminario dal titolo "Convivenze", organizzato dal Dipartimento di storia, antropologia, religioni, arte e spettacolo, dell'Università "Sapienza" di Roma, nel quale era stato invitato a raccontare l'esperienza della città di Riace il sindaco Domenico Lucano, il movimento politico di estrema destra Forza Nuova, che si dichiara espressamente fascista, alla notizia della conferma della presenza del sindaco, ha dichiarato la propria contrarietà, annunciando l'organizzazione di un corteo di protesta, che, nonostante fosse stato vietato dalla Questura, si è realizzato; nei pressi della biblioteca nazionale di Castro Pretorio, dove era presente un presidio di Forza Nuova, un ragazzo, davanti agli agenti della Polizia di Stato è stato aggredito da un militante di Forza Nuova; da quanto è possibile reperire dalle immagini e dai filmati diffusi nel web , l'aggressore di Forza Nuova, intervistato, avrebbe dichiarato espressamente e consapevolmente di essere fascista, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia conoscenza dei fatti riportati in premessa; se allo stato attuale sussista una denuncia in corso per l'aggressione, avvenuta al cospetto di agenti della Polizia di Stato; se e quali misure il Ministro, per quanto di propria competenza, intenda adottare nei confronti dell'autore dell'aggressione. Atto n. 4-01669 BINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: Trenitalia SpA, operatore ferroviario nazionale italiano, il 18 dicembre 2019, ha selezionato la società spagnola CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles), attraverso la sua controllata CAF Italia, per il progetto di manutenzione preventiva e correttiva della flotta di 59 treni ad alta velocità; il 27 marzo Trenitalia ha comunicato di avere stipulato formalmente il contratto con la società Caf Italia; la manutenzione dei treni rappresenta un'attività fondamentale per garantire la sicurezza del trasporto ferroviario e la corretta e continua fruibilità del servizio. In questo contesto va rimarcato come un Etr 500 possa trasportare circa 600 passeggeri e raggiungere i 360 chilometri orari; considerato che a quanto risulta all'interrogante: le uniche offerte pervenute a Trenitalia sono state quelle di Rti Hitachi Railitaly - Sitav e di Caf Italia; Hitachi rail Italy e Sitav hanno svolto il servizio di manutenzione preventiva degli Etr 500 per quasi venti anni e, in particolare, Hitachi Rail Italy (ex Ansaldo Breda) è il costruttore del rotabile, mentre Caf Italia (e la controllante spagnola Caf) non hanno invece mai operato su tale flotta; lo scorso 16 gennaio 2019 Hitachi Rail Italy (Hri), in qualità di mandataria dell'Rti, ha proposto ricorso al Tar del Lazio, lamentando, tra l'altro, il difetto dei requisiti di partecipazione di Caf Italia e, in specie, la mancanza di personale abilitato alla manutenzione del materiale rotabile ovvero munito delle apposite abilitazioni, ai sensi del decreto dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie n. 4 del 9 agosto 2012 e successive modifiche e integrazioni, recante «Norme ANSF per la qualificazione del personale impiegato in attività di sicurezza della circolazione ferroviaria»; il Tar deciderà in merito al ricorso nell'udienza del prossimo 3 luglio; la scadenza dell'attuale proroga contrattuale relativa al medesimo servizio, svolto dall'Rti Hitachi Rail Italy - Sitav è prevista per il 18 giugno 2019; tenuto conto che: Caf Italia non ha mai operato nel nostro Paese nel delicato e fondamentale settore della manutenzione dei mezzi ad alta velocità su rotaia ed è alla concitata ricerca «per l'inizio delle attività di manutenzione di treni per conto di Trenitalia» di molteplici ingegneri e tecnici manutentori con consolidata esperienza in ambito ferroviario e metalmeccanico; vi è quindi il rischio che l'azienda Caf Italia possa utilizzare personale privo delle abilitazioni/qualifiche necessarie per l'espletamento delle attività manutentive oggetto della gara; il volume di base del contratto è di circa 120 milioni di euro, per una durata di 6 anni, che include la possibilità di proroga per un periodo di ulteriori 6 anni;