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quando si parla di commistione tra politica e magistratura si usa un eufemismo, perché bisognerebbe essere più precisi e parlare di commistioni tra alti vertici di un determinato partito politico, che si chiama Partito Democratico (Applausi) , e vertici di una determinata componente della magistratura, perché questo è quello che ci consegnano le intercettazioni che sono state da tutti noi lette e studiate e i libri intervista, il primo e il secondo, che Palamara ha scritto a quattro mani con il direttore Sallusti. Mi riferisco alla commistione tra un partito politico, che in verità ha questa tradizione da sempre - il collega Pillon citava Gramsci a proposito - e una determinata componente della magistratura, che è il braccio di quel partito politico all'interno della magistratura. Onorevoli colleghi, come si può pensare che il problema dello strapotere del Partito Democratico all'interno della magistratura e il problema dello strapotere di una determinata corrente della magistratura si possano risolvere escludendo che il magistrato che si candida al CSM debba raccogliere le firme? Il problema non sono le firme, ma sono i voti: il magistrato a chi va a chiedere i voti se non alle correnti (Applausi) , attraverso un accordo trasversale di do ut des? Il sistema elettorale che in questo disegno di legge viene disegnato, paradossalmente - ma forse non tanto, perché chi lo ha scritto sono gli stessi magistrati che sono all'interno del Ministero della giustizia - enfatizza e moltiplica all'ennesima potenza il potere contrattuale delle correnti (Applausi) , perché istituzionalizza la possibilità di accordi tra liste e tra candidati. C'è una eterogenesi dei fini, evidentemente, perché se il fine era quello di togliere potere alle correnti, onorevoli colleghi, con questo nuovo sistema elettorale aggiungete invece potere alle correnti. Abbiamo cercato in tutti i modi, con i nostri emendamenti di cui poi parleremo, quando entreremo nel merito e nella discussione dei singoli elementi, di disegnare un sistema diverso e alternativo, come quello del sorteggio, magari con un sorteggio previa selezione o con una elezione previo sorteggio: ci sono tante soluzioni che possiamo trovare, per fare sì che il potere contrattuale delle correnti, il loro strapotere, venga tolto di mezzo. La vera domanda da porsi, però, è quanti davvero vogliono questo. Sappiamo infatti molto bene che, nel momento in cui ad esempio si tratta su tutte le più importanti cariche all'interno delle procure italiane, conta avere voce in capitolo sulla nomina di un procuratore capo alla procura di Roma, di Milano, di Napoli o in un'altra delle procure più importanti d'Italia. Un partito che ha procure amiche è certamente favorito rispetto ad un partito che non ha procure amiche. Questo spiega anche perché, in certi casi, le indagini vanno avanti in tempi da record e in altri casi le indagini non vanno proprio mai avanti. (Applausi) . Non è con il disegno di legge al nostro esame e con questo sistema elettorale che si risolve il problema dello strapotere delle correnti e della politica nella magistratura. Non è poi con la soluzione che avete adottato per porre termine all'altro fenomeno molto discutibile delle porte girevoli che si risolve il problema. Onorevoli colleghi, quando un magistrato si candida, non ha nessuna rilevanza se venga eletto o meno. Nel momento in cui si candida, si schiera. E nel momento in cui si schiera perde quell'immagine di imparzialità che deve avere chi giudica; e il cittadino, quando vede che è un magistrato si è schierato, non si pone il problema se sia stato eletto o meno; si pone il problema - sapendo che l'orientamento politico del cittadino sottoposto a giudizio è un altro - se quel giudice sia davvero in grado di spogliarsi della sua ideologia, della sua appartenenza politica, e di giudicarlo serenamente. A tempo perso faccio l'avvocato e vi garantisco che molte volte la prima domanda che mi fa il cliente non è se quel giudice è bravo, competente o rapido nelle decisioni, se studia le carte oppure fa le cose in modo approssimativo. No. La prima cosa che mi chiede è se quel giudice è di destra o di sinistra. La risposta, purtroppo, è abbastanza facile (Applausi) perché, se anche esiste qualche giudice di destra, pensa bene prudentemente di starsene abbastanza defilato. Dunque, chi si schiera, eletto o meno, non deve tornare a svolgere funzioni giurisdizionali: questa è la vera svolta. (Applausi) . In questo senso vanno gli emendamenti di Fratelli d'Italia. Nel ringraziarla per il tempo che mi ha concesso, Presidente, concludo con un'ultima considerazione. Colleghi, la cifra con cui si può leggere l'intero disegno di legge sapete dov'è? Nell'articolo 21, che innalza da 24 a 30 i componenti del CSM. Ma come? Abbiamo votato una riforma costituzionale con cui abbiamo ridotto del 37,5 per cento i componenti del Parlamento (Applausi) e innalziamo di un quarto i componenti del CSM? (Applausi) . Attenzione, non parlo solo dell'articolo 21 e dei sei componenti in più; parlo dell'articolo 26 - ne parlerò meglio quando entreremo nel merito degli emendamenti - perché esso, in ragione dell'aumento previsto dall'articolo 21, innalza i contratti di collaborazione continuativa dagli attuali 26 a 62. Se non è un regalo alle correnti questo, ditemi voi cos'è! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morra. Ne ha facoltà. MORRA (Misto) . Signor Presidente, colleghi, credo che anche la distrazione con cui si segue questo dibattito... PRESIDENTE . Mi scusi, senatore Morra, chiedo ai colleghi di Fratelli d'Italia se possono consentire la prosecuzione del dibattito, perché le loro voci stanno addirittura coprendo quella dell'oratore. Prego, senatore, il tempo le rimane intatto. (Brusio) . Colleghi, per cortesia, vi chiedo di consentire la prosecuzione del dibattito. (Commenti) . Quando presiedo io non vi capita; non è così. La Presidenza è assolutamente serena e tranquilla e vuole garantire a quest'Assemblea di discutere serenamente, a cominciare dall'opposizione verso la quale è sempre molto attenta. Quindi, invito a moderare termini e toni. Prego, senatore Morra. MORRA (Misto) . Signor Presidente, la ringrazio, ma vorrei far capire al collega che non ho cessato io di parlare, ma sono stato invitato dalla Presidenza a tacere per ottenere un pochino più di decoro. PRESIDENTE. Esatto. Sottolineo che sono stata io. Prego. (Commenti) . MORRA (Misto) . Sì, ma vorrei far capire questo e vorrei poter parlare senza dover alzare la voce. PRESIDENTE. Senatore Morra, si rivolga alla Presidenza, per cortesia. MORRA (Misto) . Vorrei far capire a chi soprattutto potrà ascoltare da casa queste parole quanto poco interessi al Parlamento la riforma della giustizia. Un tempo su queste leggi delega... (Commenti) . PRESIDENTE. Mi perdoni di nuovo. Come sapete molto bene, la mascherina è richiesta se si ha una persona vicino. Di fronte non c'è nessuno e neanche vicino.