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Atto n. 3-03353 ERRANI DE PETRIS Loredana BUCCARELLA LAFORGIA RUOTOLO Al Ministro dell'interno Premesso che: dopo quasi tre anni dalla scadenza il 23 dicembre 2021 è stato firmato il contratto di lavoro del personale non dirigente della Polizia di Stato relativo al triennio 2019-2021; il 20 aprile 2022 è stato firmato il decreto del Presidente della Repubblica di "recepimento del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze Armate (triennio normativo ed economico 2019-2021)"; agli interroganti non risulta ancora applicato il nuovo contratto che contiene incrementi del trattamento economico fisso ed accessorio, arretrati e riconoscimento di nuovi diritti come le ferie solidali, tutele genitoriali, assistenza ai disabili e congedo straordinario per le donne vittime di violenza; la mancata applicazione del nuovo contratto è un fatto particolarmente grave che va a colpire lavoratrici e lavoratori di un comparto, quello della sicurezza, difesa e soccorso pubblico, particolarmente delicato, dove il rischio per la propria incolumità è una condizione costante e che, peraltro, soffre di una grave carenza di organico che spesso costringe a turni che vanno oltre l'ordinario orario di lavoro; le organizzazioni sindacali sono in allarme anche per il rischio del mancato pagamento del premio produttività, il cosiddetto FESI, che potrebbe non avvenire entro il mese di giugno, e denunciano un cronico ritardo nel pagamento degli straordinari, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda mettere in campo affinché vengano portati a termine gli iter previsti per l'applicazione del contratto. Atto n. 3-03354 ERRANI DE PETRIS Loredana BUCCARELLA LAFORGIA RUOTOLO Ai Ministri dello sviluppo economico e della transizione ecologica Premesso che: nel 2021 ENI ha annunciato, in maniera unilaterale, l'intenzione di chiudere l'impianto di cracking di Porto Marghera gestito da Versalis; l'intenzione era già stata ventilata nel 2014, ma la conferma definitiva è giunta il 15 settembre 2021, durante un incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, alla presenza delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti delle Regioni Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, dove si trovano impianti legati direttamente alla produzione di etilene dello stabilimento e ad oggi un impianto risulta già chiuso; la decisione, che rientra per ENI all'interno della strategia di decarbonizzazione e di transizione ecologica, non è stata accompagnata però da nessun piano credibile di riconversione strategica per la chimica italiana, né di garanzia sulla continuità delle produzioni e degli approvvigionamenti per i siti produttivi legati agli stabilimenti di Porto Marghera, né rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali; la chimica italiana è una specializzazione produttiva strategica per la nostra economia: nel Paese rappresenta il quarto settore industriale con un valore del 6 per cento del fatturato dell'industria nazionale, in Europa è il terzo produttore, con una quota di mercato del 9,5 per cento, e il dodicesimo al mondo; il settore della chimica non è rappresentato solo dai grandi stabilimenti, ma è caratterizzato da un ampio indotto di PMI che contano il 68 per cento dell'occupazione totale; nell'ambito degli stabilimenti legati al polo di Porto Marghera c'è il polo chimico di Ferrara, che occupa 1.700 addetti diretti che salgono a oltre 5.000 considerando l'indotto, uno stabilimento strategico non solo per l'economia locale, ma per quella nazionale; il polo ferrarese infatti rappresenta un'infrastruttura insostituibile per la chimica e la ricerca avanzata in Italia con il centro di ricerca "Giulio Natta", nell'ambito del quale si stanno sperimentando processi per il recupero di materie prime attraverso il riciclo chimico dei materiali plastici ed il riciclo avanzato; lo stabilimento ferrarese non è l'unico colpito: la decisione di ENI di chiudere entro il 2022 l'impianto di cracking di Porto Marghera mette a rischio la fornitura di materie prime ai petrolchimici dell'area padana (Mantova, Ferrara e Ravenna) e con questo compromette la loro continuità produttiva, con il pericolo concreto di disinvestimenti, oltre a mettere in discussione lo sviluppo dei progetti attualmente in corso; oltre a questi impianti vengono pesantemente colpite dalla chiusura altre importantissime filiere come quella biomedicale, il tessile e l' automotive ; considerato inoltre che: il settore della chimica rappresenta un asset strategico per il Paese sia da un punto di vista di politiche industriali volte alla trasformazione ecologica della produzione e di transizione energetica sia per l'importante peso occupazionale ed economico; l'Italia da anni non si è dotata di un'adeguata politica industriale per la chimica; l'indispensabile strategia di riconversione ecologica della chimica italiana deve prevedere la riqualificazione e la riconversione degli impianti che rappresentano un patrimonio strategico fondamentale per il Paese, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di ottenere da ENI Versalis un piano industriale dettagliato volto a garantire la tenuta occupazionale e la continuità operativa degli stabilimenti attraverso una reale e concreta strategia di transizione ecologica; quali iniziative il Governo intenda intraprendere per garantire un futuro al settore chimico in Italia, nell'ottica dell'indispensabile transizione ecologica, della sicurezza ambientale e dello sviluppo di una nuova politica industriale green . Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07088 MARILOTTI D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI Valeria ROJC Tatjana STEFANO LAUS BOLDRINI Paola CIRINNÀ Monica MARCUCCI PORTA FERRAZZI FERRARI ROSSOMANDO Anna TARICCO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella mattinata del 24 maggio 2022, un tir della cooperativa "Budoni Soccorso", che faceva parte del convoglio di ANAS Italia, impegnato in una missione di consegna di beni di prima necessità in Ucraina, è stato fermato dalla polizia austriaca durante il viaggio di ritorno al confine tra Italia e Austria e sanzionato con una multa di 1.600 euro. Il conducente dell'automezzo e presidente della stessa cooperativa, Giacinto Congiu, ha dovuto saldare sul posto la somma, onde evitare il sequestro immediato del veicolo; benché il signor Congiu abbia esibito agli agenti di polizia austriaci la comunicazione su carta intestata di ANAS Italia inviata regolarmente prima della partenza al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e al Ministro dell'interno italiani, gli agenti hanno contestato la mancata comunicazione di viaggio, senza tuttavia indicare quali norme siano state violate specificando che si trattava di "aiuti umanitari non autorizzati"; considerato che: non è il primo viaggio che lo stesso tir effettuava verso l'Ucraina, attraversando l'Austria, per consegnare il carico di medicinali, vestiti, cibo e bevande alle popolazioni bisognose.