[ddlpres]

b il comune è identificato quale soggetto istituzionale che garantisce l'attribuzione degli alloggi ai nuclei familiari richiedenti tramite criteri e modalità generalmente selettivi, potendo anche disporre di apposite riserve in favore di particolari categorie, quali i residenti in alloggi appartenuti all'ex Istituto autonomo case popolari (IACP) con redditi superiori a quelli previsti dalla normativa vigente, gli anziani, i residenti in immobili da rigenerare, i nuclei familiari interessati da procedure di sfratto. 2 I canoni di locazione, differenziati in relazione alle caratteristiche e all'ubicazione degli interventi, sono commisurati ai valori risultanti dall'applicazione del canone concordato, ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, ridotti di una percentuale da definire negli accordi territoriali con la partecipazione anche dei rappresentanti degli operatori, e comunque in misura non inferiore al 20 per cento. 3 Qualora l'edilizia residenziale sociale sia realizzata da operatori privati, sono stabiliti periodi di permanenza crescenti nel comparto della locazione e riduzione progressiva dell'entità dei canoni in relazione ai benefici, finanziari o di altra natura, ricevuti da parte pubblica. 4 Nell'emanare proprie normative in materia di riqualificazione e rigenerazione urbana, le regioni devono altresì prevedere che nei processi di trasformazione aventi rilevanza urbanistica parte delle risorse disponibili, di provenienza pubblica o privata, sia destinata a favorire la realizzazione di edilizia residenziale sociale in modo che risulti componente non secondaria dell'esito finale della trasformazione stessa e ne caratterizzi, unitamente ad altre dotazione per servizi ed infrastrutture, l'interesse pubblico. 8 (Reperimento degli immobili) 1 Per contenere i costi finali dell'edilizia residenziale sociale, i comuni promuovono le politiche atte a rendere disponibile un patrimonio di aree in modo tale che l'incidenza del relativo costo sul prodotto edilizio risulti sostenibile con canoni di locazione rapportati alla solvibilità dei beneficiari. 2 In via prioritaria, l'edilizia residenziale sociale deve avvalersi, ai sensi dell'articolo 1, comma 258, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, degli immobili siti nelle aree oggetto di cessione gratuita, in aggiunta a quelli siti nelle aree che rispondono a standard urbanistici, di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e a tal fine i comuni, in sede di elaborazione degli strumenti urbanistici, ne prevedono il dimensionamento in rapporto al fabbisogno locale e all'entità, nonché al valore della trasformazione. Per la stessa finalità i comuni possono rendere disponibili, all'interno dei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, aree non ancora assegnate o aree per le quali non sia stato richiesto il titolo abilitativo alla realizzazione dell'intervento per un periodo superiore a due anni dalla data di assegnazione senza la necessità di revoche e di ulteriori procedure amministrative. Possono essere utilizzati per l'edilizia residenziale sociale anche gli immobili con capacità edificatoria trasferiti ai comuni per finalità di interesse pubblico qualora gli strumenti urbanistici generali individuino ambiti da attuare mediante modalità che prevedono il ricorso alla perequazione. Ulteriori immobili da destinare all'edilizia residenziale sociale possono essere reperiti mediante accordi in sede locale con l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. 9 (Determinazione dei canoni e beneficiari degli alloggi) 1 I comuni definiscono per i singoli interventi i canoni di locazione relativi agli alloggi di edilizia residenziale sociale sulla base della regolamentazione regionale e degli accordi territoriali e tenendo comunque conto delle risorse finanziarie e delle altre agevolazioni concesse all'operatore di cui all'articolo 10. In ogni caso, anche qualora l'operatore sia pubblico o abbia una partecipazione pubblica, è garantito l'equilibrio economico e finanziario tra costo dell'intervento e ricavi mediante un piano di rientro con proiezione per un adeguato arco temporale. 2 I comuni, qualora non sussistano motivate ragioni, acquisiscono le richieste dei nuclei familiari interessati ad accedere agli alloggi di edilizia residenziale sociale e procedono a formare una graduatoria unica con riferimento ai parametri definiti dalla regione. Al fine di conoscere la dimensione ed i caratteri del disagio abitativo e conseguentemente programmare politiche di contenimento, i comuni, entro ventiquattro mesi, procedono all'unificazione della suddetta graduatoria con quella attualmente in essere per l'edilizia residenziale pubblica garantendone il costante e tempestivo aggiornamento. Ferma restando l'unicità della graduatoria, è inoltre possibile, tenuto anche conto della presenza di tipologie abitative particolari, la formazione di graduatorie speciali riservate a categorie con accentuato disagio abitativo o a residenti in ambiti territoriali circoscritti quali, in particolare, quelli oggetto di interventi di rigenerazione urbana. In ogni caso l'accesso all'edilizia residenziale sociale avviene sulla base della capacità economica del nucleo familiare stabilita tenendo conto dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), le cui soglie saranno definite dagli enti erogatori del servizio e gestori dei bandi. 3 La durata del contratto stipulato con gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale sociale è pari a quattro anni con rinnovo a seguire, per periodi di uguale durata, subordinato al solo possesso del requisito del reddito calcolato con le modalità indicate al comma 2. Nei casi in cui l'alloggio sia posto in vendita, trascorso il periodo della locazione fissato nella convenzione stipulata tra comune ed operatore, l'assegnatario può esercitare il diritto di prelazione all'acquisto e comunque il rilascio dell'alloggio avviene solo al termine del quadriennio in corso. 10 (Operatori e soggetti gestori) 1 L'edilizia residenziale sociale può essere realizzata da istituti ex IACP o comunque denominati, imprese e cooperative anche a proprietà indivisa. Qualora l'immobile su cui realizzare gli interventi sia di proprietà comunale, la locazione deve configurare in modo permanente e l'area di riferimento è ceduta in diritto di superficie per un periodo di novantanove anni rinnovabile. In tutti i casi, gli interventi di edilizia residenziale sociale sono preliminarmente oggetto di convenzione tra comune ed operatore in cui risulti, quale allegato facente parte integrante dell'atto, il piano finanziario con evidenziati, da parte dell'operatore stesso e con esplicito riconoscimento del comune: i costi di intervento comprese le sistemazioni esterne; le agevolazioni ricevute, finanziarie o di altro tipo; i canoni di locazione praticati e le modalità di aggiornamento nel tempo; la durata della permanenza dell'alloggio nel mercato delle locazioni; il prezzo di vendita nel caso sia prevista tale possibilità. 2 Gli operatori interessati a realizzare edilizia residenziale sociale presentano specifica richiesta al comune segnalando la propria disponibilità e le condizioni generali che intendono garantire per l'attuazione degli interventi. Dette richieste, unitamente alle relative documentazioni, sono raccolte in un apposito elenco consultabile da chiunque abbia interesse.