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Occorrerebbero più politici - e meno showman e millantatori - che sappiamo rimotivare un popolo che in larga parte è sfiduciato, disorientato e incattivito. Occorrerebbero nuovi, coraggiosi e rivoluzionari criteri, canali e metodi di rappresentanza democratica e pluralismo in una natura complessa e in una Nazione evoluta come la nostra. E, quando parlo di criteri nuovi per la rappresentazione democratica, non mi riferisco certamente alle votazioni online . Sotto questo aspetto, calandomi nell'attualità e nel confronto politico del momento, credo che, più che parlare di referendum , sarebbe stato meglio discutere di elezione diretta dei vertici dello Stato - mi riferisco al Capo dello Stato o al Capo del Governo - che sono scelte coraggiose e non propagandistiche. Ecco quello che sarebbe servito e che tutto il centrodestra aveva proposto nel suo programma; decisioni in grado di rompere schemi per far decidere ai cittadini - quello sì - chi è chiamato a ricoprire ruoli di vertice e chi è stato bravo e chi no. Forza Italia è sempre stata favorevole a dare la parola ai cittadini, quando i cittadini sono realmente motivati nel chiederla. Peccato che l'altro ramo del Parlamento stia discutendo una riforma costituzionale che non risponde affatto allo spirito annunciato. Temo piuttosto che si tratti di un preludio di una propaganda alla Casaleggio, dove si spera che, un giorno, i referendum verranno fatti soltanto via Rete, senza quorum , anche se il quorum - grazie a Dio - è stato introdotto, sia pur non nelle forme che noi - per la verità - avremmo voluto e che sarebbero dovute essere. Noi i referendum di Rete non li vogliamo e ai troll continuiamo a preferire le persone comuni, possibilmente preparate. L'illusione della creazione di una distorta democrazia a partecipazione diretta ha fatto mettere in piedi uno strumento che creerebbe un effetto perfettamente contrario ai principi che sono stati posti in essere dai nostri Padri costituenti. Ecco la differenza tra un pezzo di carta pieno di luoghi comuni e di buonismi inutili e una Carta costituzionale. La Costituzione la si può scrivere o riscrivere in tutto o in parte, ma solo chi ha grandi idee o, possibilmente, idee - forse basterebbe anche questo - può farlo. Chi ha grandi idee si incontra con le grandi idee contrapposte di chi la pensa diversamente - questa è democrazia - e non con chi è privo di pensiero o portatore di pensiero debole. Colleghi, senza grandi idee e un grande e incontenibile amore per la nostra Patria ho la sensazione che stiamo parlando del nulla o, certo, di ben poco, forse a livello di qualche tweet propagandistico con scritto «fatto» e - aggiungerei, però - fatto male. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, oggi discutiamo di una riforma attesa da molti decenni e di cui si è parlato tanto nelle passate legislature, anche nell'ambito dei dibattiti sulla rivisitazione dell'assetto costituzionale. È una riforma in cui crediamo molto e, infatti, era uno dei punti del programma elettorale del MoVimento 5 Stelle, nonché del contratto di Governo. Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo un grave difetto agli occhi di qualcuno: mettiamo in pratica ciò che promettiamo di fare in campagna elettorale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi abbiamo il massimo rispetto del voto dei cittadini e non ci inventiamo riforme elettorali nelle segreterie di partito o nelle direzioni di partito, come fanno altri. La riduzione di cui oggi ci occupiamo discende dalla volontà di rendere più razionale, più semplice e più efficace il processo legislativo e, al contempo, di rispondere alla forte richiesta dei cittadini - è il popolo sovrano e, lo ricordo sempre a tutti - di riduzione dei costi della politica. Il risparmio conseguente alla riduzione del numero dei parlamentari sarà di circa 500 milioni di euro a legislatura. Si tratta, quindi, di una somma importante. E la richiesta di riduzione dei costi appare oggi ancora più ineludibile, perché il decennio appena passato è stato caratterizzato da una lunga e terribile crisi. Sono stati anni di austerità, di tagli indiscriminati alla sanità, alla scuola, ai servizi pubblici, ai salari e alle pensioni. È tempo che anche la politica faccia la sua parte, così come è successo negli ultimi mesi con la cancellazione dell'assurdo privilegio dei vitalizi degli ex parlamentari non parametrati ai contributi previdenziali versati. L'abolizione è stata fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle perché - come dicevo prima - noi facciamo ciò che promettiamo in campagna elettorale. Per quanto riguarda la riduzione dei costi, il MoVimento fa la sua parte - come sapete - sin dal nostro ingresso nelle istituzioni, perché tutti noi eletti in Parlamento e nei Consigli regionali restituiamo e doniamo ai cittadini una parte del nostro stipendio. In tutti questi anni lo abbiamo devoluto al Fondo di garanzia per il microcredito alle piccole e medie imprese e dal mese di luglio 2018 lo versiamo alla Protezione civile su un fondo destinato alle popolazioni colpite dalle alluvioni dei mesi scorsi. Colgo l'occasione per ricordare che proprio oggi stiamo celebrando il nostro restitution day , che è appunto in corso davanti alla Camera dei deputati. Oggi noi restituiamo ai cittadini 2 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo M5S) . È la somma relativa a un solo trimestre. Invito anche voi a farlo e magari vi sentirete meglio con voi stessi e con le vostre coscienze. Al momento l'Italia, nella classifica europea del numero di parlamentari in termini assoluti, è terza sia per ciò che riguarda la Camera, dopo Germania e Regno Unito, e sia per quanto riguarda il Senato, o il nostro equivalente, dietro Regno Unito e Francia. Peraltro, anche in Francia è all'esame una proposta di legge per la riduzione di circa il 30 per cento di deputati e senatori. Con questa riforma viene diminuito in modo consistente il numero degli eletti di entrambe le Camere, mantenendo però inalterato il bicameralismo paritario in cui crediamo fermamente. E ci hanno creduto fermamente i cittadini italiani che hanno sonoramente bocciato la controriforma di Renzi e accoliti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vi ha detto di no il 60 per cento degli elettori: fatevene una ragione. MALPEZZI (PD) . Ma il 40 ha detto di sì! PELLEGRINI Marco (M5S) . So che è difficile riprendersi dopo una batosta del genere, ma se avete bisogno di aiuto psicologico siamo a vostra disposizione. MALPEZZI (PD) . Ma il consenso è arrivato al 40 per cento! PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, la sua voce è una specie di colonna sonora di fondo. PELLEGRINI Marco (M5S) . La Camera sarà composta da 400 deputati, otto dei quali eletti all'estero, e il Senato sarà composto da 200 senatori, quattro dei quali eletti all'estero: con questa riforma, quindi, ogni deputato rappresenterà 150.000 italiani e ogni senatore 300.000 cittadini.