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Atto n. 4-02283 PAPATHEU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: secondo i recenti dati forniti dall'Istituto nazionale di statistica, aggiornati al 2018, la Sicilia è la regione italiana con l'utilizzo abituale più basso di mezzi ferroviari. Solo l'1,2 per cento di lavoratori, scolari e studenti utilizzano il treno abitualmente per recarsi a lavoro, asilo o scuola (contro una media nazionale pari al 6 per cento). Al Nord, ad esempio, la Liguria si attesta al 10,8 per cento, la provincia autonoma di Bolzano al 10,5 per cento) e la Lombardia all'8,9 per cento; sempre in Sicilia, si riscontra anche la più bassa incidenza di soggetti che hanno usato almeno una volta nel 2018 i mezzi di trasporto ferroviario (9,8 per cento, contro una media nazionale pari al 33,2 per cento). Tutte le altre regioni italiane totalizzano incidenze a doppia cifra, con punte massime pari al 51 per cento nella Provincia autonoma di Bolzano. Inoltre, bisogna sottolineare il netto peggioramento della situazione in Sicilia: basti considerare che nel 1997 il 22,6 per cento dei cittadini aveva preso i mezzi ferroviari almeno una volta nel corso dell'anno; il principale motivo per il quale in Sicilia in pochissimi utilizzano i trasporti ferroviari negli spostamenti quotidiani risulta essere l'assai elevato livello di insoddisfazione da parte degli utenti a fronte del servizio che viene dato con un sistema di collegamenti inadeguato e certamente ben diverso da quello della rete ferroviaria del centro-nord Italia. Meno di un siciliano su due utilizzatore del servizio si dichiara soddisfatto (48,7 per cento) nei sette parametri di riferimento presi in considerazione dall'Istat: ovvero, frequenza corse, puntualità, possibilità di trovare posto a sedere, pulizia delle vetture, comodità degli orari, costo del biglietto ed informazioni sul servizio. Un indice peggiore di soddisfazione si evidenzia solo in Molise (44,1 per cento) e Calabria (44,8 per cento). Dall'altra parte della classifica troviamo la Provincia autonoma di Bolzano (79,9 per cento), la Provincia autonoma di Trento (71,5 per cento) e il Friuli Venezia Giulia (66,5 per cento). Il risultato riguardante gli standard di qualità in Sicilia è in netto peggioramento rispetto al passato (era pari al 53,6 per cento nel 1997); non si registrano, insomma, i necessari margini di crescita e sviluppo in un contesto dove permane invece la più assoluta arretratezza logistica e una evidente condizione di disparità infrastrutturale in raffronto ad altre zone del Paese. Il Governo ha dimenticato la Sicilia e le grandi opere condannando questo territorio ad avere i treni più obsoleti d'Italia, che viaggiano su un solo binario ed alimentati a gasolio. L'alta velocità rimane una chimera e si registrano ritardi nell'espletamento di opere strategiche già dotate di copertura finanziaria come nel caso della conferenza dei servizi ed appalto per il previsto raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo, si chiede di sapere quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo a fronte di tale quadro disastroso e se ritenga opportuno convocare con urgenza un Tavolo tecnico di confronto con Rfi alla presenza dei vertici del Governo siciliano. Atto n. 4-02284 CANDURA IWOBI PELLEGRINI Emanuele VESCOVI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 9 ottobre 2019 la Turchia ha dato il via all'operazione militare "Primavera di pace", mirata ufficialmente a creare, nel nord-est della Siria, una zona cuscinetto di 30 chilometri, che sia posta sotto il controllo dell'esercito turco e delle forze arabo-siriane vicine ad Ankara; l'obiettivo di Erdogan è duplice: da una parte neutralizzare le forze curde presenti sul terreno, dall'altra creare i presupposti per il trasferimento di 2 milioni di rifugiati siriani, che attualmente si trovano in Turchia; nel pomeriggio del 9 ottobre, l'inizio dell'operazione militare è stata segnata dai bombardamenti contro obiettivi delle forze curde YPG, condotti da Jet F-16 turchi, nella zona di Ras al-Ayn, seguiti da colpi di artiglieria su Tal Abyad; in serata 5.000 uomini dell'esercito turco hanno attraversato la frontiera turco-siriana dando il via all'operazione militare di terra; nella mattina del 10 ottobre, il Ministero della difesa turco ha annunciato che le forze militari "hanno colpito finora 181 postazioni delle organizzazioni terroristiche nel nordest della Siria nel corso dell'Operazione Primavera di pace"; diversi esponenti europei hanno preso posizione sulle dinamiche descritte in premessa; considerato che le forze curde hanno dichiarato di avere prigionieri circa 12.000 miliziani dell'Isis, si chiede di sapere quale sia la posizione del Governo sui fatti espressi in premessa. Atto n. 4-02285 LANNUTTI PESCO L'ABBATE ACCOTO NATURALE ORTIS ANGRISANI COLTORTI DI NICOLA FENU PAVANELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'11 febbraio 2019 è comparso su "Il Sole 24-ore" un articolo dal titolo eloquente "Treni ad alta velocità, 18.000 ore di ritardo nel 2018. L'Autorità: si cambi", a firma di Giorgio Santilli, in cui si evidenzia che il 2018 è stato per l'alta velocità, ovvero Frecce e Italo, l'anno nero della puntualità, in quanto il 44 per cento dei treni è arrivato in ritardo, accumulando "più di 18.000 ore di ritardo, 4.460 in partenza e 13.687 a destinazione". Nell'articolo si spiega che "solo il 34,8 per cento dei treni sono arrivati a destinazione in orario contro il 39,9 per cento del 2017, mentre il 38,9 per cento ha un ritardo superiore a 5 minuti contro il 32,6 per cento del 2017. I bilanci finali del 2018 (dati tratti dal «Portale informativo circolazione» di Rfi) confermano l'anno nero dei treni veloci, con un peggioramento di 5-6 punti percentuali medi, che ha avuto per altro un riflesso sulla puntualità dei treni regionali, scesa dal 58,6 per cento al 57,4 per cento e dal 92,5 per cento al 91,6 per cento se si considera la fascia di cinque minuti"; nell'articolo si fa presente che "ormai il tema dei ritardi è centrale per la ferrovia italiana e mette in discussione il funzionamento del modello stesso dell'Alta velocità", pertanto "si cercano soluzioni per evitare che la saturazione delle linee, in certi orari e tratte, mandi in tilt il sistema". Secondo il giornalista "l'Autorità di regolazione dei trasporti (Art) è scesa in campo chiedendo a Rfi interventi strutturali urgenti oltre le misure di emergenza. Per Art va riprogettato completamente l'orario dei treni cominciando dall'estate prossima. (…) La tesi dell'Autorità è chiara: la rete non è satura, si può ottimizzare molto per fare spazio a più treni e farli viaggiare a una velocità più uniforme";