[resaula]

nel 2003 l'Autorità portuale di Napoli ha costituito con il Comune di Napoli e la Regione Campania una società di scopo, la Nausicaa SpA (capitale sociale di 4.729.776 euro così distribuito: 71,89 per cento Autorità; 11,2 per cento Comune; 16,91 per cento Regione) per programmare, progettare ed eseguire le opere infrastrutturali di riqualificazione del waterfront del porto di Napoli con il sostegno di finanza di progetto con risorse private; nel 2004, a seguito di procedura di gara, la società Nausicaa SpA (poi trasformata in scpa) ha assegnato ad un raggruppamento di professionisti, coordinato dall'architetto M. Euvè di Parigi, il progetto di riqualificazione del waterfront portuale; in data 5 giugno 2007 è stata sottoscritta una convenzione di incarico per 1.716.284,432 euro tra l'Autorità portuale ed il raggruppamento di professionisti coordinato dall'architetto; in data 22 luglio 2009 è stato sottoscritto un primo atto aggiuntivo alla convenzione con i professionisti aggiornando l'importo delle prestazioni a 2.059.541,32 euro; in data 7 luglio 2010 è stato sottoscritto un secondo atto aggiuntivo alla convenzione con i professionisti inserendo un ulteriore compenso di 250.000 euro più IVA, oltre al suddetto compenso di 2.059.541,32 euro; con delibera del comitato dell'Autorità n. 29 del 5 novembre 2010 è stata richiesta la messa in liquidazione della società Nausicaa in quanto non ritenuta utile ai fini della gestione dell'opera di riqualificazione; in data 18 dicembre 2012 è stata approvata la liquidazione della Nausicaa scpa con ripartizione del residuo capitale tra i soci, e all'Autorità portuale di Napoli è stato assegnato in natura il progetto definitivo di riqualificazione del waterfront per un controvalore di 1.614.266,51 euro; in data 26 novembre 2013 è stato sottoscritto un ulteriore atto aggiuntivo tra l'Autorità portuale ed i progettisti per l'importo di 2.309.541,32 euro; a seguito del decreto legislativo n. 169 del 2016 l'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale è subentrata alle funzioni dell'Autorità portuale di Napoli; in data 15 novembre 2017 il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, dottor Pietro Spirito, ha affidato con delibera n. 267/2017, a trattativa negoziata, ai medesimi progettisti l'incarico per l'elaborazione del progetto esecutivo a fronte di un ulteriore importo di 260.000 euro, oltre ad IVA e oneri previdenziali; i piani operativi triennali approvati progressivamente dall'Autorità portuale di Napoli tra il 2004 ed il 2015 prevedevano che le opere di riqualificazione del waterfront portuale, e, segnatamente, quelle per la costruzione di un terminal passeggeri alla calata Beverello, venissero eseguite con finanziamenti privati; il piano operativo triennale 2016-2019 approvato nel 2017 dal comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale su proposta del presidente Spirito prevede, contrariamente a quanto indicato nei piani degli anni precedenti, che le opere sarebbero state finanziate con fondi pubblici e che i finanziamenti sarebbero stati richiesti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; il Ministero aveva disposto nel corso del 2017 un finanziamento per circa 20,5 milioni di euro in favore dell'Autorità per la costruzione del terminal passeggeri al molo Beverello, apponendo le risorse nel bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, approvato con legge n. 232 del 2016; la Corte costituzionale, con la sentenza n. 74 del 18 aprile 2018, ha dichiarato illegittimo l'art. 1, comma 140, della legge n. 232, "nella parte in cui non prevede un'intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale", facendo decadere, tra gli altri, il finanziamento richiamato concesso dal Ministero all'Autorità; nonostante la cancellazione dei finanziamenti pubblici, il comitato di gestione dell'Autorità, su proposta del presidente Pietro Spirito, ha approvato repentinamente modifiche al bilancio preventivo 2018 dell'Autorità, già approvato dal Ministero stesso, per trasferire fondi propri dell'Autorità in favore delle opere per la costruzione del terminal passeggeri e si è adoperato per adottare tutti gli atti di gara per la selezione degli operatori economici; considerato che: il decreto legislativo n. 169 del 2016, recante la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali, nasce, tra l'altro, dall'esigenza di modernizzare le strategie infrastrutturali della portualità italiana, anche su impulso della nuova pianificazione europea 2014-2020 in materia di rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), disciplinata con regolamento (UE) n. 1315/2013; il decreto legislativo n. 228 del 2011, recante "Attuazione dell'articolo 30, comma 9, lettere a), b), c) e d) della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche", ha imposto, in materia di "valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche" l'analisi dei rapporti tra costi e benefici quale strumento indispensabile per la valutazione preventiva della convenienza economica di significativi interventi pubblici in ambito portuale, laddove pianificati, in accordo con gli indirizzi nazionali ed europei (modello ACB DG-REGIO, 2014); tale analisi è comunque obbligatoria per gli "interventi prioritari", previsti dal piano regolatore di sistema portuale, da inserire nel documento pluriennale di pianificazione, ai sensi dell'art. 201 del decreto legislativo n. 50 del 2016; a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 agosto 2012, recante "Attuazione dell'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228, in materia di linee guida per la valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche e del Documento pluriennale di pianificazione degli investimenti in opere pubbliche", sono state approvate le linee guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche; gli strumenti obbligatori di programmazione e pianificazione delle infrastrutture portuali sono i piani regolatori portuali ed i piani regolatori di sistema portuale (art. 5 della legge n. 84 del 1994, come modificato dal decreto legislativo n. 169 del 2016), i piani operativi triennali (art. 9, comma 3, della stessa legge n. 84 del 1994) ed il programma triennale delle opere pubbliche (art. 21 del decreto legislativo n. 50 del 2016);