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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 64 GARAVINI La seduta inizia alle ore 15,45. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Ai fini di una migliore organizzazione dei lavori, la presidente GARAVINI propone un'inversione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno. La Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA (1763) Ratifica Scambio LettereItalia-Santa Sede assistenza spirituale Forze Armate DDL 1763 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Introduce l'esame il relatore ORTIS ( M5S ), rilevando che il provvedimento concerne la ratifica dello Scambio di Lettere del febbraio 2018 tra l'Italia e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze armate. Nel dettaglio, si tratta di un'intesa bilaterale, negoziata da una Commissione paritetica, che ha lo scopo di aggiornare la disciplina dell'assistenza spirituale dei militari cattolici delle Forze armate e lo status dei cappellani militari. La competenza della Commissione pertanto è molto estesa e concerne sia l'intesa, sia il testo del disegno di legge di ratifica. La ratifica dell'accordo implica infatti anche una serie modifiche al codice dell'ordinamento militare. Per quanto concerne l'Intesa, osserva che il testo si compone di 14 articoli. Gli articoli 1 e 2 individuano le funzioni svolte dai cappellani militari a favore dei militari cattolici e delle rispettive famiglie, nonché i mezzi e gli strumenti che sono messi a loro disposizione. Gli articoli da 5 a 11 definiscono quindi lo stato giuridico dei cappellani, che rimane una figura autonoma rispetto all'organizzazione militare. È stabilito che essi abbiano piena libertà di esercizio del loro ministero e che risiedano in una delle sedi di servizio loro assegnate. I cappellani accedono ai gradi militari per assimilazione e non per integrazione nella gerarchia militare, ovvero attraverso un meccanismo che porti ad una certa corrispondenza fra le posizioni dei gradi militari e quelle esercitate dai religiosi, senza che questo comporti la loro identificazione con la struttura e l'organizzazione militare. La direzione e il coordinamento del servizio di assistenza spirituale spettano all'Ordinario militare, nominato dal Presidente della Repubblica su designazione della Santa Sede. È poi previsto che il cappellano non possa esercitare poteri di comando o direzione e avere poteri di amministrazione nell'ambito delle Forze armate, che non porti armi e indossi, di regola, l'abito ecclesiastico proprio, salvo situazioni speciali nelle quali sia necessaria la divisa militare. Viene inoltre rideterminato l'organico complessivo dei cappellani militari nel quadro di riassetto generale delle Forze armate, che scendono dalle attuali 204 unità a 162 unità. Sono anche definite le modalità e le forme di avanzamento dei cappellani, il loro rapporto di impiego e i trattamenti economici e previdenziali. Infine, viene precisato che i cappellani militari non risultano soggetti al codice e al regolamento di disciplina militare, né alla giurisdizione penale militare se non in caso di mobilitazione totale o parziale o di servizio all'estero. Gli articoli 12, 13 e 14, definiscono infine il sistema sanzionatorio specifico per i casi di infrazione delle regole disciplinari; le modalità per la sospensione o la cessazione dall'impiego, nonché le disposizioni transitorie e finali. Con riferimento al disegno di legge di ratifica, composto da 7 articoli, si sofferma in particolare sull'articolo 3, che contiene le norme di adeguamento dell'ordinamento italiano, attraverso una serie di modifiche del Codice dell'ordinamento militare (di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010). In particolare, gli interventi investono l'assistenza spirituale ai militari cattolici, lo svolgimento del servizio, la nomina dell'Ordinario militare e del Vicario generale, nonché tutti gli aspetti strumentali, organizzativi, giurisdizionali, retributivi e pensionistici dell'attività dei Cappellani militari. Osserva inoltre che l'articolo 6 reca una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della misura normativa non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La relazione che accompagna il provvedimento evidenzia, peraltro, che esso, riducendo il numero di cappellani, riduce gli oneri a carico dello Stato, e sottolinea che questo è uno dei principali obiettivi dell'intervento normativo. Conclude proponendo alla Commissione l'espressione di un parere favorevole. La presidente GARAVINI constata che non vi sono iscritti a parlare né in sede di discussione generale, né per dichiarazione di voto. Previa verifica del numero legale, pone quindi ai voti la proposta di parere favorevole del relatore, che risulta approvata. AFFARI ASSEGNATI (n. 425) patrimonio immobiliare della Difesa Doc n. 425 Affare sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare della Difesa (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione Doc . XXIV, n. 22) La presidente GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, dopo aver brevemente riepilogato le risultanze delle audizioni svolte, illustra una propria proposta di risoluzione (pubblicata in allegato). In particolare la proposta muove dalla constatazione che il patrimonio immobiliare della Difesa comprende, da un lato una vasta tipologia di siti e infrastrutture, sparsi su tutto il territorio nazionale, tra cui caserme, basi, arsenali, aeroporti, forti, depositi di mezzi e di materiali, fari, ponti radio, alloggi di servizio e altro. Il predetto parco infrastrutturale comprende, inoltre, le basi militari nei teatri operativi all'estero ove operano i contingenti impegnati nelle missioni internazionali. Dall'altro, tuttavia, una delle caratteristiche è però la sua vetustà, considerando che quasi il 50 per cento delle infrastrutture risale a prima del 1915 e soltanto il 10 per cento è stato costruito dopo il 1945. La Difesa, peraltro, conscia della problematica, ha comunque avviato, negli ultimi anni, un importante processo di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare, anche per la progressiva contrazione del personale in servizio e per le mutate esigenze operative e logistiche dei reparti militari, tra cui spiccano il progetto "Caserme verdi" dell'Esercito, "Basi Blu" della Marina militare ed il programma "Prisma" dell'Aeronautica.