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i suddetti bandi prevedevano, per sostenere le prove, la conoscenza di materie nell'ambito del diritto del lavoro, diritto amministrativo, legislazione sociale, ordinamento dell'ARPAL Puglia, regolamento europeo in tema di privacy e trattamento dei dati personali, reati contro la pubblica amministrazione, contratti nel pubblico impiego; come specificato nei bandi stessi, qualora le domande presentate fossero state in numero superiore a tre volte il numero dei posti a concorso sarebbe stata prevista una prova preselettiva; considerato che: in data 7 giugno 2021, l'ARPAL Puglia informa che, in considerazione del numero di domande pervenute, ha stabilito di svolgere, preliminarmente alle prescritte prove di idoneità e d'esame, le prove preselettive in applicazione delle specifiche previsioni stabilite dagli avvisi di selezione; si apprende da notizie di stampa che le prove preselettive, previste dal 28 giugno 2021 al 21 luglio 2021, anziché le materie previste, hanno riguardato ben altri argomenti non contemplati dal bando: informatica, statistica, inglese, ragionamento logico-matematico, procedura penale, letteratura, geografia, diritto costituzionale e cultura generale (quest'ultima a parere dell'interrogante sui generis , dato che alcuni quesiti erano sulla morte di Michael Jackson oppure sul nome del doppiatore del film di animazione "Toy Story"). In alcuni questionari, su trenta domande non era prevista neppure una domanda di diritto del lavoro, materia fondamentale per poter svolgere il lavoro a cui, attraverso questo concorso, si aspira ("lagazzettadelmezzogiorno", 3 luglio 2021, "orizzontescuola", 4 luglio 2021); come denunciato dagli stessi partecipanti nel corso di tali prove si starebbero verificando delle anomalie, in particolare: ogni candidato, all'interno di una stessa sessione di prove, avrebbe un questionario diverso dagli altri, con una batteria di domande a caso su argomenti diversi; ad esempio ad un candidato possono capitare 10 domande di logica e 2 di diritto e ad un altro l'esatto contrario. Entrambi concorrono allo stesso profilo professionale e partecipano alla stessa sessione di prove, ma non vengono giudicati con gli stessi criteri. Alcuni avrebbero trovato domande illeggibili, ovvero stampate male, e per porre rimedio, solo a quei candidati (e non agli altri, che invece avevano domande diverse) sarebbero state dettate le domande corrette, e quindi scritte a penna sul test . Sarebbero capitate domande con due risposte su tre perfettamente identiche. In alcune sessioni di prova sarebbero state previste, accanto al test da trenta domande, tre ulteriori domande di riserva, in altre sessioni invece no: ogni commissione d'esame, all'interno dello stesso concorso, avrebbe deciso in maniera autonoma. Le domande di riserva, quando sono state introdotte, sarebbero state identificate con un codice da trascrivere a penna e inserite in una busta aperta insieme ai dati anagrafici del candidato, in questo modo sarebbe stato omesso l'anonimato nella correzione; molti concorrenti avrebbero chiesto alla commissione la verbalizzazione delle incongruenze rilevate, ad alcuni tale operazione sarebbe stata concessa, ad altri negata. In fase di correzione, nei casi in cui il lettore ottico si è inceppato, si sarebbe proceduto con la correzione manuale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti relativamente alle anomalie denunciate dai diversi concorrenti che hanno partecipato alle procedure preselettive nell'ambito dei concorsi in questione; se non intendano intraprendere iniziative di competenza per verificare la veridicità delle vicende descritte, assicurando la regolarità e la correttezza delle procedure adottate. Atto n. 4-05757 LANNUTTI ABATE LANZI TRENTACOSTE CASTALDI ANGRISANI COLTORTI DI MICCO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la rete autostradale a pedaggio, in concessione dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, è stata finora gestita da 22 società con 25 rapporti concessori e si sviluppa per 5.886,6 chilometri. La rete autostradale non a pedaggio è gestita da ANAS S.p. A. e si estende per 953,8 chilometri. A seguito del processo di privatizzazione avviatosi negli anni Novanta, la maggioranza delle società concessionarie è attualmente partecipata da operatori privati, costituiti in gruppi societari. La gran parte delle concessioni vigenti scadrà dopo l'anno 2030, a causa della lunga durata degli affidamenti esistenti e dell'ampio ricorso a rinnovi e proroghe in favore agli attuali concessionari; ANAS S.p. A. è parte del Gruppo FS, di cui il Ministero dell'economia è azionista unico, ed è titolare di una Convenzione di concessione da parte del Ministero delle infrastrutture valida fino al 2032 che, ai sensi del decreto legislativo n. 143 del 1994, affida a tale società, tra le varie competenze, la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e autostrade di proprietà dello Stato, la vigilanza sull'esecuzione dei lavori di costruzione delle opere date in concessione e il controllo della gestione delle autostrade, il cui esercizio sia stato dato in concessione; dal 21 dicembre 2018 amministratore delegato e direttore generale di ANAS è Massimo Simonini, classe 1963, ingegnere civile - trasporti con indirizzo costruttivo - entrato in ANAS nel 1998 vincendo un concorso pubblico nazionale indetto dall'azienda. Nel tempo, Simonini ha rivestito numerosi ruoli in azienda occupandosi di tutte le principali attività della mission di ANAS: dalla progettazione delle nuove opere, alla pianificazione della manutenzione della rete, passando attraverso ruoli territoriali e di gestione delle emergenze. Il percorso così articolato ha permesso l'acquisizione di una profonda conoscenza delle realtà e delle dinamiche aziendali. Da ultimo in qualità di responsabile di "Ponti, Viadotti e Gallerie" nella Direzione Operation e Coordinamento territoriale, è stato protagonista nell'elaborazione del nuovo approccio alla gestione delle infrastrutture stradali, orientato alla manutenzione programmata degli interventi, e nella digitalizzazione dei processi di sorveglianza e monitoraggio delle opere, che per l'azienda rappresentano una svolta strategica di primaria importanza; nel 2019, il Parlamento ha approvato con il cosiddetto "decreto Milleproroghe" la decisione di indennizzare i privati che escono dalla gestione autostradale; ora, proprio per questo, Simonini è finito nell'occhio del ciclone, accusato di aver speso milioni di euro pubblici di sua iniziativa per rimborsare alcune concessionarie, mentre l'AD di ANAS si sarebbe in realtà limitato a seguire quelle che sono le direttive del Governo. Secondo i media , infatti, la vicenda sarebbe stata orchestrata contro Simonini al solo scopo di sostituirlo con qualcuno più gradito al nuovo esecutivo; considerato che: le accuse contro Simonini riguardano le concessioni di due importanti vie di collegamento, la Ragusa-Catania e la Orte-Mestre. In particolare il primo collegamento viario autostradale era affidato in concessione alla Sarc. Al Ministero di competenza spettava il controllo.