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Qualcuno ha parlato della famiglia, e anche in questo caso non si capisce cosa c'entri la famiglia. Vogliamo ricordare poi l'articolo 7 della Costituzione quando parla dei rapporti tra Stato e Chiesa? Ricordo il principio liberale libera Chiesa in libero Stato. Insomma, ci sono tutta una serie di temi... (Brusio). Presidente, mi sembra che i nostri colleghi non vogliano ascoltare; evidentemente sono più interessati alla propaganda perché qui viene detto che si tratta di una contrapposizione ideologica. Voglio capire chi in quest'Aula sta parlando di ideologia. Qui stiamo parlando di diritti e chi non riconosce i diritti delle persone mi sembra sia molto più ideologico di chi li vuole riconoscere. (Applausi) . Altrimenti si fa il gioco delle tre carte e non è assolutamente possibile. Il Governo? Il Governo non c'entra nulla; è una questione tutta parlamentare. Chiedendo la calendarizzazione del disegno di legge non si vuole fare altro che arrivare a un punto. Eppure, mi sembra che non si voglia arrivare a questo punto, quindi, non c'è altra soluzione. Se poi, come tutti ci auguriamo, in Commissione la discussione sarà animata e profonda senza che vi siano centinaia, migliaia di emendamenti, con l'obiettivo di voler arrivare a una soluzione tutti insieme, ben venga, non c'è problema a discutere di qualsiasi cosa. Non si può, tuttavia, nascondere il fatto che i diritti delle persone non possano non essere tutelati. È il diritto di avere dei diritti. In tal senso, davvero mi meraviglio del fatto che le forze liberali, conservatrici, reazionarie - chiamatele come volete - non capiscano di cosa stiamo parlando, o forse lo capiscono bene e stanno facendo una contrapposizione veramente in quel caso per una mera bandierina. Bisogna smetterla con queste posizioni e avere il coraggio di dire in maniera definitiva che i diritti delle persone sono al di sopra di tutto, e sottolineo i diritti delle persone. Non mi interessa se quella persona è un uomo, una donna, un trans o qualsiasi altra cosa; sono persone, ce lo vogliamo dimenticare? Altrimenti di cosa stiamo parlando. Semplicemente come Gruppo MoVimento 5 Stelle pensiamo che la calendarizzazione del 13 luglio sia opportuna e ci auguriamo che in Commissione si lavori alacremente, energicamente e in maniera seria per provare a raggiungere un obiettivo. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei descrivere un quadro che reputo abbastanza diverso da quello che hanno raccontato i miei colleghi negli ultimi due interventi, e cioè la senatrice Malpezzi e il senatore Cioffi. Infatti, quello che hanno descritto loro è un film vero fino alla giornata di oggi, nel senso che hanno raccontato la riunione dei Presidenti di Gruppo di maggioranza, in cui si discuteva della calendarizzazione di questo provvedimento e del merito dello stesso, come se la giornata di oggi non si fosse svolta. Quindi, l'ostruzionismo, tutto ciò che riguardava due blocchi contrapposti in questo Parlamento che non volevano discutere di un provvedimento che, secondo noi di Italia Viva, è assolutamente indispensabile, ovvero un provvedimento che tuteli contro le discriminazioni omotransfobiche, era un film vero fino ad oggi. Quando noi proponemmo, nel maggio scorso, un tavolo di discussione per trovare una soluzione che mettesse al riparo questo provvedimento, così importante, da voti segreti e da un affossamento probabile in Aula, allora veramente c'era questo scontro frontale fra due coalizioni che non si parlavano, e quindi l'unica strada possibile era quella che la senatrice Malpezzi e il senatore Cioffi hanno descritto, cioè andare in Aula e calendarizzare perché l'altra parte non vuole discutere. Oggi, Presidente, è successo un fatto che io reputo importante e che va valorizzato: il presidente Ostellari, che è stato accusato ripetutamente di utilizzare la sua carica per non far arrivare il provvedimento in Aula e per impedirne la discussione, ci ha sottoposto una proposta che per noi è perfettibile, sulla quale vogliamo dire la nostra. Si tratta di una proposta che ha avvicinato tantissimo le posizioni presenti in Senato, e non solo nel merito, Presidente, ma anche nel metodo. Il presidente Ostellari, insieme al presidente del Gruppo Lega Romeo, ha chiesto ventiquattro ore per poter discutere la calendarizzazione di questo provvedimento, per non votare il calendario dividendo la maggioranza su un tema così importante. Il MoVimento 5 Stelle, il Partito Democratico e LeU hanno detto no alle ventiquattro ore per votare il calendario per il 13 di luglio. (Applausi) . La data certa veniva mantenuta dalla proposta di Ostellari. Erano state chieste ventiquattro ore per votare il calendario mercoledì anziché martedì. È stato detto di no. Il presidente Ostellari ha fatto un'altra proposta, cioè ha chiesto una data certa che poteva essere il 20, il 21 o il 22. Ha chiesto di verificare con gli Uffici quali fossero i tempi materiali per presentare gli emendamenti per poi stabilire una data certa e votare tutti insieme il calendario. Materialmente non poteva essere il 13 se volevamo far lavorare la Commissione, ma il 20 o il 21 luglio, quindi si trattava di rinviare di una settimana. Anche a questa proposta il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle hanno detto di no. Quindi, Presidente, il film che viene descritto, che parla di una contrapposizione che è rimasta immutata nel tempo e che porta una coalizione a maggioranza a far arrivare un voto sulla calendarizzazione, è vecchio. Oggi, rispetto a una condizione che è mutata, si è deciso comunque di votare il calendario, spaccando la maggioranza che sostiene il Governo Draghi e mettendo a repentaglio la legge stessa. Io, Presidente, non sono preoccupato del fatto che si possa discutere questo provvedimento. Si deve discutere. Sono preoccupato del fatto che così come è stata impostata la discussione in quest'Aula, la legge proposta dal deputato Zan rischia concretamente di non essere mai approvata, sotto i colpi dell'ostruzionismo e del voto segreto. Oggi ascoltiamo un politico trasformato in influencer dire che non si siede in Commissione per far approvare una legge che ci faccia avanzare nei diritti e che abbia i numeri in Assemblea, e che andiamo in Aula incrociando le dita, non pensando che decidendo di affidare la vita di donne e uomini, di persone che dice di voler tutelare "all'incrociamo le dita", sta impostando in maniera sbagliata il nostro ruolo di politici, di chi esercita questo ruolo nelle istituzioni pubbliche. (Applausi) . Io invito i colleghi del Partito Democratico a tornare in loro stessi, perché non li riconosco, Presidente. Io in quel partito ho sempre riconosciuto il riformismo; ho riconosciuto il dialogo, la costruzione di percorsi positivi e non l'estremismo, che porterà questo disegno di legge a non essere mai approvato. (Applausi) . L'invito che rivolgo innanzitutto ai colleghi del Partito Democratico è quello di sedersi e ragionare in tempi rapidi per approvare questo disegno di legge, che serve perché oggi le discriminazioni omotransfobiche ci sono e coloro che le subiscono non sono tutelati dalla legge dello Stato.