[ddlpres]

Si interviene altresì sull'articolo 560, precisando meglio i casi in cui il giudice può disporre la liberazione dell'immobile che costituisce l'abitazione del debitore prima dell'aggiudicazione. Si è previsto infatti che il giudice dell'esecuzione non possa disporre la liberazione dell'immobile, se non successivamente all'emissione del decreto di trasferimento se il debitore è in grado di documentare di essere titolare di crediti d'imposta o di altri crediti nei confronti di pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, certificati ai sensi dell'articolo 9, comma 3- bis , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e risultanti dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni di cui all'articolo 7 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, per un ammontare complessivo pari o superiore all'importo dei crediti vantati dal creditore procedente e dai creditori intervenuti. Questo in quanto in tal caso è certo che il debitore verrà a disporre di somme sufficienti a consentire di reperire una nuova soluzione abitativa e si tratta, semplicemente, di concedergli più tempo, in previsione del fatto che lo Stato comunque provvederà ad onorare i suoi debiti. Sempre allo scopo di agevolare l'accesso alla conversione, si prevede inoltre una modifica dell'articolo 569 del codice di procedura civile, con l'imposizione al creditore procedente e ai creditori intervenuti di precisare l'importo dei propri crediti almeno trenta giorni prima dell'udienza in cui il giudice disporrà la vendita. Questo al fine di consentire al debitore di conoscere esattamente l'importo da versare in caso di conversione e di poter avviare le trattative necessarie con eventuali familiari o finanziatori il cui apporto sia necessario per reperire le somme necessarie. La mancanza di collaborazione dei creditori è sanzionata, perché il loro credito rimane definitivamente nell'importo indicato nell'atto di precetto o di intervento, maggiorato dei soli interessi al tasso legale, con perdita degli interessi convenzionali e della possibilità di ottenere il rimborso delle spese processuali successivamente maturate. Per evitare difficoltà operative, fonte di dubbi interpretativi e perciò di possibile contenzioso, le nuove disposizioni si applicano alle procedure esecutive iniziate successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L'articolo 5, recante norme in materia di semplificazione e accelerazione delle procedure negli appalti pubblici sotto soglia comunitaria, contiene modifiche all'articolo 80 del codice dei contratti pubblici, relativamente ai motivi di esclusione. Le modifiche riguardano il grave illecito professionale e sono tese ad allineare il testo dell'articolo 80, comma 5, lettera c) , del predetto codice di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 alla direttiva 2014/24/UE, articolo 57, paragrafo 4, che considera in maniera autonoma le quattro fattispecie di esclusione indicate erroneamente, a titolo esemplificativo, nell'attuale lettera c) del comma 5 dell'articolo 80. Con il comma 2 si introduce una norma transitoria inerente all'applicazione delle disposizioni del codice dei contratti pubblici novellate dal presente decreto, al fine di assicurare l'effettivo coordinamento tra la previgente e la nuova disciplina. La norma di cui all'articolo 6 dispone la soppressione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, introdotto nel 2010 (a mezzo del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205). La norma in oggetto è volta ad introdurre nell'ordinamento misure a favore delle imprese, nell'ottica della semplificazione della riduzione degli oneri amministrativi incombenti sulle medesime. Più specificamente, le norme in oggetto si rivolgono all'ampia platea degli operatori tenuti ad effettuare la gestione dei rifiuti e ad adempiere agli obblighi di tracciabilità degli stessi. L'obiettivo di semplificazione e di alleggerimento degli oneri amministrativi viene raggiunto mediante l'eliminazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI, che ha presentato, fin dalla sua introduzione, notevoli criticità applicative, restando di fatto per la gran parte inattuato fino alla data odierna. Alle succitate difficoltà operativo-applicative non ha fatto seguito la previsione della sospensione, ovvero della totale esclusione – per via normativa – degli obblighi incombenti sugli operatori tenuti ad aderire al SISTRI medesimo ai sensi dell'articolo 188- ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, obblighi consistenti nell'iscrizione al predetto sistema e nel pagamento del relativo contributo. Gli interventi normativi del 2013 (ed in particolare il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101) hanno previsto una sospensione delle norme concernenti il SISTRI introdotte nel 2010 (prevedendo il perdurare dell'efficacia e della vigenza degli obblighi e degli adempimenti di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, « nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, nonché le relative sanzioni ») stabilendo tuttavia la vigenza degli obblighi di iscrizione e di versamento del contributo, da parte degli operatori, nonché delle sanzioni concernenti la violazione di detti obblighi. In virtù di tale disposto normativo, gli operatori tenuti ad aderire al SISTRI si sono trovati a dover continuare ad effettuare gli adempimenti « tradizionali » (mediante, vale a dire, modalità cartacee) e a dover al contempo aderire al sistema, versando i relativi contributi (pena l'irrogazione di sanzioni), senza ricevere dal sistema il relativo « servizio ». Si precisa, peraltro, che ai sensi della normativa vigente, l'attuale concessione-contratto concernente il sistema andrà a naturale scadenza il 31 dicembre 2018. Alla luce di quanto sopra, il presente decreto intende, nelle more della definizione di un nuovo sistema di tracciabilità, superare le predette criticità e determinare il superamento di un sistema nel quale sugli operatori incombono oneri amministrativi che non trovano il proprio corrispondente in un servizio effettivamente reso (tanto che, come si diceva, i medesimi sono tenuti ad effettuare gli adempimenti in materia di tracciabilità mediante il sistema cartaceo). La definizione di un nuovo e più efficiente sistema di tracciabilità si pone inoltre nell'ottica di dare attuazione alle disposizioni della direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018 (che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti) la quale, tra le altre cose, prevede che gli Stati membri stabiliscano « un efficace sistema di controllo della qualità e di tracciabilità dei rifiuti urbani » ( così il nuovo articolo 11 bis inserito nella direttiva 2008/98/CE).