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La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) fa notare l'anomalia del decreto proroga termini all'esame che, al contrario dei precedente di analogo contenuto, non accrescono la platea dei beneficiari delle diverse misure, ma finiscono con il sottrarre risorse e prestazioni a danno dei cittadini. Rileva, inoltre, che le scelte compiute dal Governo sono suscettibili di compromettere sensibilmente la qualità della vita nelle periferie, intese non solamente in senso fisico, ma anche come "luogo dell'anima". La senatrice Assuntela MESSINA ( PD ) mette in risalto criticamente le misure riguardanti i bandi per le periferie, adottate peraltro senza svolgere alcuna consultazione degli enti locali. In proposito, si interroga sulla sorte dei progetti di cui già sono iniziate le procedure di gara o di quelli di cui è già stata avviata l'esecuzione. Inoltre, segnala che tali progetti erano stati programmati per migliorare la qualità di vita nelle periferie, segnate spesso da degrado e sofferenza. Le scelte compiute dall'attuale maggioranza, che si vanta di avere ottenuto consensi nelle aree più disagiate del Paese, comportano, a suo avviso, un arretramento nell'offerta di servizi per le comunità locali, a danno delle categorie più deboli. La senatrice FEDELI ( PD ) reputa molto preoccupante un profilo finora forse sottovalutato, ovvero il messaggio negativo che complessivamente traspare da un provvedimento di tale natura. Si riferisce al venir meno del rapporto di lealtà tra cittadini ed istituzioni, che è a fondamento del sistema democratico e della convivenza civile. Infatti, si può solo immaginare quale potrà essere la situazione di amministrazioni locali che avevano la certezza di detenere determinate risorse per investire nel territorio e che improvvisamente si trovano private di quelle risorse. Il senatore FERRARI ( PD ) ritiene che la scelta compiuta dalla maggioranza sul tema delle periferie urbane sia paradigmatica sotto molteplici profili: viene utilizzato lo strumento della proroga in modo improprio; si dà l'immagine di un Governo incerto ed incompetente; emerge un elevato grado di ambiguità, dal momento che è difficile interpretare le diverse e contradditorie misure adottate; si crea un clima di confusione e divisione nel Paese. Il senatore PARRINI ( PD ) evidenzia la gravità delle scelte compiute dalla maggioranza, rimasta sorda alle istanze di cambiamento costruttivo emerse dalle proposte emendative. A suo giudizio, in una democrazia sana, pur nella discontinuità dei Governi, deve essere garantita una continuità dello Stato. Ritiene, viceversa, che questo principio cardine sia stato leso dalle scelte della maggioranza, in particolare con la misura decisa a danno dei comuni che hanno visto scomparire investimenti già disposti. Il provvedimento in esame avrà come conseguenza un ulteriore rallentamento della spesa per investimenti pubblici da parte delle autonomie locali. Giudica la filosofia del Governo improntata all'incertezza, aspetto questo che ha ripercussioni anche a livello macroeconomico, a tutto svantaggio per il Paese. Il senatore VERDUCCI ( PD ) ricorda come, nella scorsa legislatura, i Governi avessero complessivamente investito 1,6 miliardi di euro per la riqualificazione delle periferie delle città italiane al fine di risanare le ferite urbanistiche e sociali di cui sono afflitte. Constata, viceversa, come il Governo e la maggioranza attuali abbiano voluto sottrarre 1 miliardo a tale investimento, ledendo in questo modo le aspettative di molti cittadini. Sottolinea come il suo Gruppo, con le proposte emendative presentate, abbia inteso offrire un contributo al ripristino dei fondi già stanziati. Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) pone in evidenza due questioni di assoluto rilievo in relazione al provvedimento in esame, quella relativa ai docenti e quella relativa alle vaccinazioni. Con riferimento al primo aspetto, sottolinea le modifiche improvvide al testo introdotte dalla Camera dei deputati, cui tentano di porre rimedio le proposte emendative 6.162(testo 2) e 6.3(testo 2). Si tratta, a suo giudizio, di una questione ancora aperta, come testimonia anche il differimento del termine di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali in tema di diplomati magistrali, previsto dall'articolo 4 del cosiddetto decreto dignità. Con la proposta emendativa si intende riaprire le graduatorie ad esaurimento, al fine di offrire una risposta ad un problema che interessa cinquantamila persone, scongiurando il rischio che la misura determini una sorta di licenziamento collettivo. In tema di vaccini, rileva come la scelta prospettata dal Governo non affronti in modo organico la materia, laddove, viceversa, sarebbe necessario agire per non ledere la certezza del diritto e per non ingenerare confusione nei cittadini. Il senatore FERRAZZI ( PD ) rileva come, in materia di vaccini, la maggioranza versi in uno stato confusionale, scaricando su milioni di cittadini la propria incapacità decisionale. A suo giudizio, infatti, la politica dovrebbe confidare nella scienza e nelle istituzioni preposte alla tutela della salute, e orientare di conseguenza le proprie scelte. Rileva, viceversa, come il fondamentale principio di razionalità, ovvero il dovere morale di approfondire le materie e di scegliere affidandosi a persone competenti, sia stato totalmente disatteso dalla maggioranza. Manifesta altresì preoccupazione, in particolare, sulla reciproca imputazione di responsabilità fra le amministrazioni che il quadro normativo rischia di ingenerare, con l'inevitabile corollario di incertezza tra i cittadini e con le possibili ripercussioni sui minori in condizioni di fragilità. Il senatore VITALI ( FI-BP ), nel rimarcare la finalità non ostruzionistica delle proposte emendative del suo Gruppo sul provvedimento in esame, rileva che in materia di vaccini l'operato della maggioranza sia stato orientato all'adozione di una soluzione di compromesso non sostenibile. Invita, in particolare, ancora una volta, la maggioranza a riflettere attentamente sulla soppressione del comma 3- quater . Evidenza, altresì, come l'emendamento 6.169 disponga uno stanziamento di 2 miliardi di euro per il 2019 per la messa in sicurezza antisismica degli edifici scolastici. Si tratta, a suo giudizio, di una misura di assoluto buon senso per ragioni incomprensibili, non approvata dalla maggioranza. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) conviene con le osservazioni formulate dal collega Vitali. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) si sofferma su quella che considera la questione più sensibile del provvedimento, quella relativa ai vaccini, su cui rileva come la maggioranza abbia agito in termini non razionali. La drammaticità del quadro connesso ai rischi per la salute di persone immunodepresse è stata, a suo giudizio, spiegata in termini estremamente razionali dagli esperti di settore, ma la maggioranza ha scelto di disconoscerla, optando per misure di stampo oscurantista.