[massime]

Università - Ricercatori - Lavoro a tempo parziale e a tempo pieno - Divieto per i ricercatori universitari, in attesa di conferma e sino al giudizio di conferma, di svolgere attività libero-professionale - Prospettata, irragionevole, differenziazione di regime rispetto ai ricercatori confermati (ai quali non è, invece, precluso il lavoro a tempo parziale e lo svolgimento di attività professionale) - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 3, del decreto-legge 2 marzo 1987, n. 57 convertito, con modificazioni, nella legge 22 aprile 1987, n. 158, denunziato, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, in quanto vieta ai ricercatori universitari, sino al superamento del giudizio di conferma, lo svolgimento di attività libero-professionali, consentite, invece, ai ricercatori confermati. Non risulta infatti la manifesta irragionevolezza né la palese arbitrarietà della scelta discrezionale del legislatore di pretendere un iniziale periodo di attività a tempo pieno durante il quale siano escluse - in attesa del superamento del giudizio di conferma (o di prova) - attività libero-professionali connesse alla iscrizione ad albi, posto che risultano diverse la posizione organica e di 'status', ed, in parte, di funzioni, del ricercatore universitario non confermato rispetto a quello confermato così come diversa è la funzione del primo periodo di attività di ogni soggetto che si inserisce per la prima volta in un rapporto con un organismo di ricerca o di cultura o di attività di alta specializzazione, per il periodo iniziale di prova o di attesa della conferma. A.M.M.