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quali iniziative urgenti intenda adottare per ovviare concretamente al blocco degli sgravi per chi assume personale nel Mezzogiorno, che di fatto paralizza un andamento molto positivo registrato negli anni passati, rischiando di danneggiare imprese e lavoratori nelle regioni meridionali coinvolte. Atto n. 3-00680 D'ARIENZO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il 27 febbraio 2019 è stato emanato un decreto dal Presidente del Consiglio dei ministri avente ad oggetto l'assegnazione di risorse finanziarie di cui all'articolo 1, comma 1028, della legge 30 dicembre 2018, n. 145; nel dettaglio, il decreto assegna le risorse per la realizzazione di investimenti strutturali ed infrastrutturali finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico nonché all'aumento del livello di resilienza delle strutture e infrastrutture colpite da gravi eventi calamitosi, compresi quelli avvenuti in diversi comuni del Veneto; i beneficiari delle risorse sono i territori colpiti da rilevanti eventi atmosferici accaduti nei periodi dal 25 al 28 giugno 2017, dal 4 al 10 agosto 2017 e dal 27 ottobre al 5 novembre 2018, per i quali è stato decretato lo stato di emergenza il 22 dicembre 2017 e l'8 novembre 2018; il decreto, tuttavia, non ricomprende tra i beneficiari i Comuni di Verona, Negrar, S. Pietro in Cariano, Colognola ai Colli, S. Martino Buon Albergo, Zevio, Belfiore, Soave, Monteforte D'Alpone, Cazzano di Tramigna e Illasi, colpiti da eccezionali avversità atmosferiche nei giorni 1° e 2 settembre 2018 per i quali, in considerazione dei gravi danni arrecati, la Regione Veneto aveva dichiarato lo stato di crisi e chiesto lo stato di emergenza che è stato decretato dal Consiglio dei ministri il 17 gennaio 2019; in sede di discussione del disegno di legge di bilancio per il 2019, sono stati depositati due emendamenti, contrassegnati come 1.3342 e 1.3096, con i quali l'interrogante chiedeva di destinare 10 milioni di euro per la copertura dei danni arrecati nel biennio 2019 e 2020. Tali emendamenti sono stati respinti dalla Commissione di merito e, pertanto, non sono stati inseriti nel maxiemendamento con il quale il Governo ha posto la questione di fiducia sul provvedimento; è fondata la preoccupazione dei tanti residenti, famiglie e imprese, nei territori colpiti e dei relativi enti locali di fronte all'incertezza se i danni subiti rientreranno o meno in provvedimenti che ne consentiranno la compensazione economica; per Verona servono anche risorse per realizzare interventi di prevenzione. Infatti, la calamità ha evidenziato la cogente necessità di operare interventi che serviranno per evitare il ripetersi delle medesime condizioni; a fronte dei gravi danni subiti nei territori dei suddetti comuni, si ritiene urgente e necessario un appropriato esame del contesto al fine di non discriminare il territorio veronese interessato dagli eventi rispetto ad analoghi accadimenti avvenuti altrove e compensati con le risorse assegnate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri emanato lo scorso 27 febbraio, si chiede di sapere: se per le calamità avvenute nel territorio veronese il 1° e 2 settembre 2018 siano in corso procedure finalizzate alla determinazione dello stato di emergenza prodromico alla destinazione delle risorse finanziarie a ristoro dei danni subiti da famiglie e imprese e se tali risorse comprenderanno anche i finanziamenti per le opere di prevenzione che i Comuni veronesi hanno previsto; quali siano le ragioni per le quali ancora ad oggi non risulta essere stato decretato lo stato di emergenza; nel caso non fossero in essere le previste procedure, quali siano le ragioni per le quali si ritiene che le calamità non abbiano le caratteristiche tali da essere oggetto di mirati finanziamenti. Atto n. 3-00681 MORRA L'ABBATE CASTELLONE MORONESE GARRUTI MANTOVANI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel 2009 il Comune di Castrolibero (Cosenza), proprietario e gestore di una discarica per rifiuti solidi urbani sita in località Destre-Spizzirri, intraprendeva i lavori di realizzazione di una nuova vasca da 95.000 metri cubi (deliberazione della Giunta n. 10877 del 15 giugno 2009); allo stato attuale i lavori risultano sospesi per la presentazione di un progetto di variante, a seguito del quale la Regione Calabria ha chiesto l'attivazione della procedura di verifica d'impatto ambientale (VIA) per l'intero progetto, pari ad un ampliamento sino a 800.000 metri cubi; con la deliberazione della Giunta n. 7611 del 21 luglio 2015, riprendendo quanto già previsto nella precedente VIA dell'8 aprile 2009, la verifica è stata definita favorevolmente con prescrizioni obbligatorie; a seguito della richiesta di informazioni ambientali inerenti alla discarica, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, effettuata da un cittadino il 31 ottobre 2018, con arco temporale dal 2009 alla data della domanda, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria ha risposto con una serie di documenti che si fermano al 6 luglio 2015; la medesima richiesta è stata presentata al Comune di Castrolibero che ha fornito, all'esito dell'accesso, una documentazione relativa agli anni 2016-2017, trasmessa alla Regione Calabria ma non ancora all'ArpaCal, almeno sino alla data di accesso agli atti all'agenzia regionale; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: l'ultima verifica di conformità della relazione annuale è quella relativa al 2015 (protocollo n. 26625 dell'8 luglio 2016, doc. n. 2), acquisita da ArpaCal il 18 maggio 2016 al protocollo n. 19214. L'ente medesimo definisce la relazione carente dei dati sulla composizione del biogas e sulla mancata realizzazione del sistema di raccolta dello stesso, di quelli relativi alla qualità dell'aria ed eventuali emissioni diffuse, dei dati di monitoraggio dell'eventuale migrazione del gas di discarica nel suolo e sottosuolo, di quelli concernenti il rilevamento periodico dei dati meteoclimatici, ancorché ci sia, all'interno del sito una stazione meteoclimatica e sia stata recentemente rinnovata la fornitura originaria (atto n. 111 del 28 novembre 2018) con determinazione del responsabile di area tecnica n. 845 del 27 ottobre 2015; relativamente agli anni 2016 e 2017 risultano superamenti dei limiti di norma per le analisi relative alle acque reflue per l'azoto nitroso, l'azoto ammoniacale e solidi sospesi totali, con un massimo per l'azoto ammoniacale che, nel campione n. 201602062 del 25 maggio 2016 curato dal laboratorio Delvilt Chimica Srl, risulta superare 10 volte rispetto al limite di legge, mentre ancora nulla di definitivo è stato prodotto per il 2018;