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L'obiettivo di portare i valori della legalità e della cittadinanza, del senso dello Stato e delle competenze civiche, specie in determinate aree in cui - purtroppo - lo Stato ha abdicato al suo ruolo significa ristabilire la preminenza del diritto e del vivere civile, attraverso il giusto equilibrio di diritti e doveri che ogni cittadino è tenuto a rispettare, e trasformare radicalmente la società, incidendo positivamente sul futuro delle attuali giovani generazioni e, di conseguenza, anche in quello delle future. È fondamentale quindi il ruolo che assume la scuola in tale compito, fin dalla scuola primaria: la tempestività con cui si porgono contenuti educativi può diventare l'autentico discrimine tra l'insuccesso e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Gli obiettivi e le finalità della proposta di legge in esame sono indiscutibili; tuttavia, proprio per l'importanza che tale materia assume nella formazione delle giovani coscienze, sarebbe auspicabile che la stessa venga inserita come ora di insegnamento in più rispetto al monte ore già previsto. Infatti, dal testo in esame, si evince che nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento viene affidato in contitolarità a docenti. Nelle scuole del secondo ciclo le scuole utilizzano l'organico dell'autonomia e, più nello specifico, ove disponibili, i docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche. Quest'impostazione, tuttavia, comporterebbe che nei collegi docenti di tutta Italia da settembre vi sarebbe l'inizio di una battaglia per decidere a quale disciplina e docente togliere le ore (che potrebbero essere almeno 33) da dedicare alla nuova disciplina, utilizzando le cosiddette quote dell'autonomia, così come previsto nell'articolo 2, immaginando la conflittualità che si genererà nei collegi con le quote. In ragione di tali perplessità, sarebbe auspicabile una modifica del testo, inserendo altresì il principio per cui l'insegnamento debba essere svolto da parte di personale specializzato nel settore (A046) o da laureati in materie giuridiche ed economiche che abbiano ottenuto il dottorato di ricerca o la specializzazione in professioni legali, quindi altamente specializzati, per affiancare il corpo docente in tutte le scuole di ogni ordine e grado. I concetti fondamentali del diritto, della legalità, dei diritti umani, la cui pregnanza è indiscutibile, non possono essere affidati ad azioni didattiche episodiche e provvisorie, oggetto spesso di rinuncia a favore della materia del momento. È pertanto necessario un intervento strutturale e di forte impatto anche sociale, specie in relazione alla situazione storico-sociale del nostro Paese, stante il forte dilagare di diversi fenomeni, prima marginali, che stanno diventando vere e proprie piaghe sociali: bullismo, cyberbullismo, femminicidi, aumento di micro e macro criminalità, discriminazioni di vario genere. La risposta al disagio culturale, all'analfabetismo emotivo deve essere offerta dalla scuola. Pertanto, è necessario fare accostare i giovani, fin dalla più tenera età, ai principi della legalità e dei diritti umani, in modo che possano sedimentarsi nella loro coscienza e divenire in modo del tutto naturale fonte di ispirazione e bussola per le future scelte di vita. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, fu per merito della consapevolezza e della volontà di Aldo Moro che il tema dello studio della Costituzione nella nostra scuola entrò come indicazione già nel lavoro dei costituenti. Fu dopo dieci anni, nel 1958, quando Aldo Moro divenne Ministro della pubblica istruzione, che egli volle inserirne l'insegnamento. Questo tema, così importante, nello scorso anno è diventato di nuovo di grande attualità, grazie alla mobilitazione dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, di tanti sindaci e amministratori locali, con l'intento di avere a cuore l'unità delle nostre comunità territoriali, per reazione a un rischio concretissimo, quello della disgregazione e della perdita dei valori comuni che ci tengono insieme. Non è un caso che a quella mobilitazione un'altra se ne è aggiunta, quella per rafforzare nella scuola lo studio della storia, l'ultima grande battaglia civile del compianto Andrea Camilleri. Qui c'è un primo limite del provvedimento in esame. Noi abbiamo bisogno di ore e fondi aggiuntivi e abbiamo chiesto che fossero previsti. Questo provvedimento, invece, rischia di aumentare le difficoltà per i docenti chiamati a scegliere, penalizzando proprio le discipline umanistiche e lo studio del '900, che è così importante. Per questo abbiamo presentato tanti emendamenti aventi ad oggetto la memoria storica: se solo ci aveste ascoltato, signori del Governo. Qui, nella vostra chiusura, c'è il rischio smaccato che quello oggi in discussione sia esclusivamente un provvedimento spot . Mi sono molto interrogato anche sul livello di ipocrisia di queste settimane perché, quando Aldo Moro volle con forza l'insegnamento dell'educazione civica, era impegnato a costruire una pedagogia civile, un linguaggio basato sul riconoscimento delle ragioni degli altri. Il suo esempio di vita e politico era tutt'uno, senza contraddizioni, intendendo il rispetto degli altri come dovere civico, non tacciandolo certo di buonismo. Qual è oggi l'intento di Salvini e Di Maio? Come hanno conquistato il potere, se non introducendo nel dibattito pubblico il veleno della denigrazione, della manipolazione, un linguaggio dell'odio incostituzionale, che è il contrario dell'educazione civica? (Applausi dal Gruppo PD) . Signora Meloni, signor Salvini, signor Di Maio voi pompate incessantemente on line quel linguaggio di odio che avvelena la nostra società, che diventa poi vita reale e discriminazione reale, per cui aumentano i casi di razzismo, di xenofobia, di sessismo, di discriminazione verso i disabili, l'opposto di quel che dice la nostra Costituzione, che parla di apertura, di integrazione, di solidarietà e in particolare, all'articolo 3, di uguaglianza, quell'articolo che venne scritto come reazione alle leggi razziali del fascismo del '38, perché la Costituzione è nata dalla Resistenza. (Applausi dal Gruppo PD) . Allora, ministro Salvini, quanta maleducazione civica c'è nel decidere di ignorare e di non festeggiare il 25 aprile, che è la data fondativa della nostra Repubblica, della nostra democrazia, della nostra Costituzione? (Applausi dal Gruppo PD) . Quanta maleducazione civica c'è nel dire «chiudiamo i porti» in un Paese come il nostro nella cui Costituzione, all'articolo 10, c'è il precetto del diritto di asilo? Quanta maleducazione civica c'è nel dire «la pacchia è finita» a chi, invece, fugge da torture e da violenze indicibili? (Applausi dal Gruppo PD) . Quanta maleducazione civica c'è nel non rendere omaggio ai corpi in fondo al Mar Mediterraneo e, tra essi, a quelli di donne con in grembo bambini appena partoriti e di ragazzi che, come i nostri ragazzi, reclamano, attraverso la scuola, il futuro? Ricordo, in particolare, il bambino di quattordici anni che ha voluto cucirsi nel risvolto della giacca la pagella.