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D'altra parte, lo stesso investimento previsto al comma 2 sulla tratta alta velocità Salerno-Reggio Calabria, accompagna l'intervento previsto nel PNRR nell'ambito dei collegamenti finanziari. PRESIDENTE. La invito a concludere. RIVOLTA, relatrice . Signor Presidente, consegno il testo scritto del mio intervento affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE . La Presidenza la autorizza in tal senso. Il relatore di minoranza, senatore Calandrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. CALANDRINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, il provvedimento al nostro esame è stato ritenuto dal Governo, sin dall'avvio del suo percorso in Senato, non meritevole di un approfondito esame da parte delle Commissioni. Voglio ricordare infatti che tutto è avvenuto al di fuori delle Aule parlamentari, perché solo questa mattina per un paio d'ore siamo riusciti ad entrare nel merito. Non siamo perciò certamente soddisfatti della forma che si è utilizzata per arrivare alla sua eventuale approvazione. In termini di contenuti invece, il decreto-legge n. 59 è piuttosto snello, essendo composto di soli 6 articoli del valore complessivo di 30,6 miliardi di euro. Tuttavia esso si presenta con numerose lacune che emergono anche dai dossier redatti dal Servizio del bilancio del Senato, organo che non è certo espressione della minoranza. È singolare che persino il dossier che accompagna il provvedimento rilevi come anche il Parlamento non sia stato messo nelle condizioni di poter operare concretamente. Nei commenti all'articolo 1, comma 5, si rileva infatti che le Commissioni parlamentari sono destinatarie di comunicazioni relative agli aggiornamenti delle stime inerenti il superbonus; comunicazioni che vengono definite dai tecnici che hanno redatto i documenti come mere informative, mentre invece viene suggerito nel testo stesso, che cito testualmente, di valutare: «l'opportunità di accompagnare l'aggiornamento delle stime con una relazione tecnica e prevedere in proposito l'espressione di un parere parlamentare». In pratica anche i tecnici notano che il Parlamento è stato relegato al ruolo di spettatore rispetto alle decisioni del Governo. È singolare quanto riportato rispetto ai contenuti dell'articolo 3, relativo ad ulteriori disposizioni finanziarie su Transizione 4.0. L'analisi nota che sebbene l'impatto in termini di fabbisogno e indebitamento netto, è già considerato nelle previsioni tendenziali del Documento di economia e finanza (DEF) 2021, qui - di nuovo cito testualmente - «occorre dare riscontro circa l'impatto di ogni singola disposizione, non potendo ritenersi sufficiente la generica rassicurazione che la misura è già stata inclusa nelle previsioni tendenziali senza che ne sia fornita separata evidenza». In pratica si è giocato con i numeri. Concetti simili sono riportati anche rispetto all'articolo 4, relativo agli interventi di finanziamento in materia di linea ferroviaria ad alta velocità, inerente in particolare la linea Verona-Padova e la linea Salerno-Reggio Calabria. Rispetto a questi interventi mancano i dati e gli elementi posti alla base della quantificazione dell'onere; pertanto, anche in questo caso, pur trattandosi di investimenti limitati, non risulta ancora possibile una valutazione esaustiva in tal senso. I tecnici del Senato rilevano altresì che non risulta possibile verificare l'evoluzione della spesa relativamente ai saldi di fabbisogno e indebitamento netto per gli anni successivi al 2024. Anche in tal caso mancano alcune valutazioni. È però all'articolo 5 che bisogna prestare attenzione perché quel che si evince leggendo i dossier di documentazione è che per gli oneri da finanziare per l'anno 2021 mancherebbe una copertura pari a 50 milioni di euro, in quanto gli articoli 1, 3 e 4 stimano oneri pari a 6,340 miliardi che diventano 6,290 miliardi nel citato articolo 5. Dove li prenderemo questi 50 milioni mancanti o dove li perderemo non è dato saperlo e questo qualcuno del Governo dovrà anche spiegarcelo. Capiamo che su 6 miliardi di spesa, 50 milioni sono meno dell'un per cento, ma in tempi di crisi anche l'un per cento di risorse può fare la differenza e comunque una svista da 50 milioni di euro denota l'attenzione con la quale la maggioranza cura i provvedimenti con cui dice di voler risollevare Italia. Come minoranza abbiamo presentato emendamenti migliorativi, alcuni dei quali potevano trovare una copertura semplicissima abolendo il cashback, miliardi di euro buttati. Abbiamo proposto, ad esempio, di aiutare con i soldi del cashback le imprese del turismo e del settore Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café); ancora, abbiamo chiesto di dare maggiori risorse a Roma Capitale per poter gestire al meglio le sue funzioni istituzionali, ma probabilmente Governo e maggioranza ritengono che Roma sia da trattare alla stregua di un capoluogo di provincia. Infine, per onestà intellettuale è doveroso ammettere che, se c'è un provvedimento giusto assunto dal precedente Governo Conte II, questo provvedimento prende il nome di superbonus. Tuttavia, abbiamo più volte segnalato in tutte le sedi come la complessità della procedura burocratica, unita alla scadenza fin troppo breve, rendano la misura poco praticabile e poco credibile. Anche questa volta abbiamo chiesto una sua proroga fino al 2023, ma anche in questo caso constatiamo che gli emendamenti in tal senso sono stati tutti bocciati dalla maggioranza, rischiando di vanificare gli effetti di una misura tanto attesa quanto impraticabile, stanti gli stringenti vincoli legati in particolare alla durata. In conclusione, signor Presidente, viste le criticità che ho elencato, c'era un ampio margine per migliorare il provvedimento, se solo il Governo non si fosse chiuso in se stesso: ciò fa sì che quest'Aula si debba per l'ennesima volta misurare con un provvedimento molto lacunoso. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, il senatore Calandrini, che mi ha preceduto, ha chiaramente esposto le ragioni che non piacciono a Fratelli d'Italia e che ci hanno visto critici, non tanto e non solo nei contenuti, ma soprattutto nel metodo, a proposito del tema PNRR e quindi naturalmente anche del cosiddetto "fondone" complementare. Riteniamo che il Parlamento avrebbe dovuto avere un ruolo maggiore di quello al quale viene invece demandato: avrebbe dovuto poter discutere e collaborare di più con il Governo, cosa che invece non accade purtroppo da tempo e tanto meno accade su provvedimenti di questa importanza. Non dimentichiamo, colleghi, che anche questo provvedimento vale una buona finanziaria del tempo passato, un provvedimento da oltre 30 miliardi di euro, che è arrivato nelle Aule parlamentari quasi stancamente, trascinando maggioranza e opposizione senza quasi sapere quando lo avremmo dovuto trattare: fino a questa mattina neppure eravamo certi di esaminare questo decreto.