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La diretta conseguenza è che la situazione di irregolarità, che grazie al contenzioso amministrativo era neutra ai fini del rilascio del DURC, torna ad assumere rilievo, divenendo elemento ostativo; in base a ciò, verrebbe a determinarsi un periodo temporale tra la pronuncia della decisione o la formazione del silenzio rigetto/rifiuto e l’opposizione giudiziaria alla cartella di pagamento, durante il quale il DURC non potrebbe essere rilasciato. Si prevede, pertanto, che la regolarità può essere dichiarata fino allo scadere dei termini per l’opposizione alla cartella, unificando così tutto il periodo e dando certezze alle imprese. Comunque, la previsione normativa di cui alla citata lettera a) ha valore soltanto nel caso in cui la decisione venga emessa prima del formarsi del silenzio rigetto/rifiuto, poiché in ogni caso una volta formatosi quest’ultimo, il contenzioso amministrativo viene a concludersi ex lege.. Art. 1. (Soggetti obbligati) 1. Il possesso del documento unico di regolarità contributiva (DURC) è richiesto ai datori di lavoro ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e di legislazione sociale previsti dall’ordinamento nonché ai fini della fruizione dei benefici e delle sovvenzioni previsti dalla disciplina dell’Unione europea. Ai sensi della vigente normativa il DURC è inoltre richiesto ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia. Art. 2. (Soggetti tenuti al rilascio del DURC) 1. Il DURC è rilasciato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e, previa apposita convenzione con i predetti enti, dagli altri istituti previdenziali che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, di seguito denominati «istituti». 2. Per i datori di lavoro dell’edilizia il DURC ovvero ogni altra certificazione di regolarità contributiva emessa ai fini di cui alla presente legge sono rilasciati, oltre che dagli istituti, nei casi previsti dalla legge e previa convenzione con i medesimi istituti, dalle casse edili costituite da una o più associazioni dei datori o dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale di lavoro che siano, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. 3. Al fine di realizzare la banca dati telematica di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, e successive modificazioni, gli istituti mettono a disposizione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il DURC secondo le modalità definite nel decreto di cui al citato articolo 10, comma 1, del decreto legislativo n. 124 del 2004, e successive modificazioni. 4. In via di prima sperimentazione e per un periodo di ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti bilaterali di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, costituiti da una o più associazioni dei datori o dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale di lavoro che siano, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possono rilasciare il DURC previa apposita convenzione, approvata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con gli istituti e limitatamente ai propri aderenti. 5. Sulla base degli esiti della sperimentazione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentiti le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e gli istituti, si provvede a ridefinire la disciplina di cui al comma 4. Art. 3. (Soggetto richiedente e modalità di rilascio) 1. Il DURC è richiesto dagli interessati utilizzando l’apposita modulistica unificata predisposta dagli istituti, dalle casse edili e dagli enti bilaterali di cui all’articolo 2, commi 2 e 4. 2. La richiesta e il rilascio del DURC avvengono, di norma, attraverso strumenti informatici. Tali modalità sono obbligatorie qualora la richiesta provenga dai soggetti di cui al comma 3 del presente articolo o, per conto dell’interessato, da un consulente del lavoro nonché dagli altri soggetti di cui all’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12 e successive modificazioni. 3. Nell’ambito delle procedure di appalto il DURC relativo al soggetto appaltatore o subappaltatore può essere richiesto dalle amministrazioni pubbliche o dai soggetti privati a rilevanza pubblica appaltanti e dalle società organismi di attestazione delle aziende (SOA). 4. Qualora l’istituto previdenziale che rilascia il DURC sia lo stesso soggetto che ammette il richiedente alla fruizione del beneficio contributivo ovvero che agisce in qualità di stazione appaltante, l’istituto stesso provvede alla verifica dei presupposti per il suo rilascio senza emettere il DURC, fermo restando quanto previsto dall’articolo 7, comma 3. Art. 4. (Contenuto del DURC) 1. Il DURC attesta la regolarità dei versamenti dovuti agli istituti e, per i datori di lavoro dell’edilizia, la regolarità dei versamenti dovuti alle casse edili. 2. Il DURC contiene: a) la denominazione o ragione sociale, la sede legale e unità operativa, il codice fiscale del datore di lavoro; b) l’iscrizione agli istituti e, ove previsto, alle casse edili; c) la dichiarazione di regolarità ovvero di non regolarità contributiva con indicazione della motivazione o della specifica scopertura; d) la data di effettuazione della verifica di regolarità contributiva; e) la data di rilascio del DURC; f) il nominativo del responsabile del procedimento. Art. 5. (Requisiti di regolarità contributiva) 1. La regolarità contributiva è attestata dagli istituti quando ricorrono le seguenti condizioni: a) correntezza degli adempimenti mensili o, comunque, periodici; b) corrispondenza tra versamenti effettuati e versamenti accertati dagli istituti come dovuti; c) inesistenza di inadempienze in atto incidenti comunque sul calcolo dei contributi e dei premi dovuti. 2. La regolarità contributiva sussiste inoltre in caso di: a) richiesta di rateizzazione sulla quale l’istituto competente ha espresso parere favorevole; b) sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative; c) istanza di compensazione per la quale è stato documentato il credito; d) aziende che hanno corrispettivi non ancora pagati dalle pubbliche amministrazioni o da aziende partecipate dallo Stato per somministrazioni, forniture e appalti, a condizione che essi siano liquidi, esigibili e non caduti in prescrizione, fino all’ammontare corrispondente all’importo dei corrispettivi medesimi. 3. La regolarità contributiva nei confronti della cassa edile sussiste in caso di: a) versamento dei contributi e degli accantonamenti dovuti, compresi quelli relativi all’ultimo mese per il quale è scaduto l’obbligo di versamento all’atto della richiesta di certificazione;