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nello stesso giorno, il presidente della Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri (FNOMCEO), Filippo Anelli, ha però inviato una e-mail ai presidenti degli ordini regionali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, informandoli che le mascherine FFP2 inviate dalla Protezione civile non sarebbero idonee per l'ambito sanitario, e invitandoli a «sospendere immediatamente la distribuzione e l'utilizzo di quanto ricevuto» e a informare «nel contempo eventuali medici o strutture che ne fossero già in possesso»; considerato che: secondo quanto si legge dalle direttive del Ministero della salute: «I facciali filtranti (mascherine FFP2 e FFP3) sono utilizzati in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere l'utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol), sono certificati ai sensi di quanto previsto dal decreto legislativo n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate. La norma tecnica UNI EN 149:2009 specifica i requisiti minimi per le semimaschere filtranti antipolvere, utilizzate come dispositivi di protezione delle vie respiratorie (denominati FPP2 e FPP3), ai fini di garantirne le caratteristiche di efficienza, traspirabilità, stabilità della struttura attraverso prove e test tecnici»; le mascherine inviate dalla Protezione Civile all'ordine dei medici, non avrebbero la certificazione necessaria per essere utilizzate in ambienti ospedalieri; valutato che la mancanza di protezioni in ambiti ospedalieri è una variabile estremamente importante nell'efficacia del contenimento dell'epidemia, a causa del rischio di contagio tra gli operatori sanitari, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo fossero a conoscenza delle problematiche esposte in premessa, e quali azioni di loro competenza intendano adottare per risolvere le medesime nel più breve tempo possibile. Atto n. 4-03093 BORGONZONI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: un comunicato sindacale, in una nota inviata alla direzione generale di una USL dell'Emilia-Romagna, ha lamentato la carenza dei dispositivi di protezione individuale (DPI); nella comunicazione si informa che le mascherine (chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3) non verrebbero consegnate in dotazione agli operatori sanitari che prestano servizio in modalità ordinaria o per l'assistenza a pazienti Covid-19, ma centellinate e custodite sottochiave nei vari uffici dei coordinatori infermieristici di tutti i reparti di degenza; nell'ultima nota pervenuta a firma del direttore sanitario si consiglia un uso parsimonioso dei camici idrorepellenti TNT, utilizzando gli stessi per tutta la durata del servizio ed indossando sopra a questi dei camici monouso che sarebbero del tutto incapaci di adeguata protezione, aumentando così il rischio di contagio del personale e di potenziale diffusione del virus ai degenti; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: duecentomila mascherine mandate in Lombardia dalla Protezione civile nazionale e già distribuite negli ospedali sarebbero state ritirate perché non omologate e giudicate non idonee a proteggere gli operatori sanitari che combattono sul fronte del Coronavirus; le mascherine giudicate non idonee assomiglierebbero ad alcune in dotazione presso le USL dell'Emilia-Romagna, ovvero le cosiddette "mascherine filtra batteri"; l'art. 2087 del codice civile impone al datore di lavoro di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, siano necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro; vista la delicatezza del momento legato alla pandemia mondiale in corso, si impone che la sicurezza e la salute del personale sanitario, e di conseguenza dei pazienti da loro curati, debbano essere prioritari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della mancanza dei dispositivi di protezione individuale, come mascherine o camici idrorepellenti TNT, nella regione Emilia-Romagna; quali azioni intenda intraprendere, per quanto di sua competenza, affinché anche i medici dell'Emilia-Romagna siano dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per lo svolgimento delle loro mansioni e per la protezione della salute loro e dei pazienti che hanno in cura. Atto n. 4-03094 NANNICINI Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Premesso che: in data 31 marzo 2020, è stata comunicata la costituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di un " Task force dati per l'emergenza COVID-19"; a questo gruppo di lavoro, organizzato in otto sottogruppi, è stato assegnato il compito di svolgere "attività di studio e analisi, utile a supportare la Presidenza del Consiglio dei ministri e le Amministrazioni pubbliche nella definizione di politiche di contenimento del contagio da COVID-19", specificando che il gruppo "a tal fine procede all'analisi del relativo impatto socio-economico ed epidemiologico sul sistema Paese e delle soluzioni tecnologiche data-driven , tenendo conto dei profili giuridici correlati alla gestione dei dati necessari a fronteggiare l'emergenza"; alcuni sottogruppi rispondono chiaramente a criteri di funzionalità, perché coinvolgono i responsabili dei dati di strutture pubbliche, advisor per la interconnessione delle banche dati o rappresentanti di agenzie pubbliche e organizzazioni internazionali, mentre in altri casi si tratta di esperti esterni, prevalentemente accademici, che si presume siano stati individuati per la rilevanza del profilo scientifico, si chiede di sapere: quali procedure siano state utilizzate per selezionare gli esperti chiamati a ricoprire questo delicatissimo ruolo in un frangente così drammatico per il Paese, garantendo il massimo di imparzialità, trasparenza e competenza dei profili coinvolti sul piano tecnico e scientifico; se sia stata presa in considerazione l'opportunità di far precedere la selezione da una rapida richiesta di interesse o da meccanismi terzi di head hunting , anche a fronte della disponibilità dei maggiori studiosi di ogni disciplina a livello internazionale a mettere le proprie competenze a disposizione del Paese gratuitamente e senza richieste di visibilità in una situazione così drammatica; se siano stati valutati i possibili conflitti di tempo e di attribuzione con chi è chiamato a ricoprire altri ruoli istituzionali in questa fase di emergenza; se si intendano rendere pubblici a tutta la comunità scientifica, come sarebbe auspicabile, tutti i dati utilizzati dal gruppo di lavoro, per fare in modo che altre analisi, proposte e soluzioni scaturiscano indipendentemente dal mondo della ricerca, arricchendo la possibilità del Governo di attingere alle migliori analisi disponibili prima di predisporre il proprio indirizzo politico. Atto n. 4-03095 MAGORNO Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: vi sarebbe un caso accertato di positività al COVID-19 di un operatore sanitario della casa di cura "Istituto Ninetta Rosano" - Tirrenia Hospital Srl di Belvedere Marittimo (Cosenza);