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È del tutto evidente che dobbiamo porci il problema strategico di come sostenere il 95 per cento delle nostre imprese, quelle con meno di 10 dipendenti, che non hanno capitalizzazione e non hanno quindi le risorse per la sfida tecnologica; si chiami credito, si chiami ricerca, si chiamino reti di impresa o necessità di costruire un processo di evoluzione. Dobbiamo proporci non solo con politiche di sostegno, ma con un nuovo protagonismo del pubblico e del Governo in relazione ai settori che strategicamente sono a più alto valore aggiunto e in crescita nei prossimi anni: scienze della vita, biomedica, nanotecnologie. Su questi terreni, colleghi e colleghe, non siamo la seconda manifattura in Europa. Su questi settori siamo molto indietro e da questo punto di vista il problema sfida la politica e il Governo, ma sfida anche l'impresa, gli imprenditori e le forze sociali. I concetti chiave per me sono un nuovo patto sociale, la trasformazione ecologica, la transizione e la necessità di ridefinire una prospettiva lunga, legata alla formazione e alla possibilità di dare una risposta strategica. Siamo in un Paese nel quale gli imprenditori cercano gli ingegneri e non li trovano, quando abbiamo centinaia e migliaia di persone laureate che vanno fuori dall'Italia. Occorre un impianto strategico. Vedo che sull'Ilva sono già partite posizioni minacciose, ma sono convinto che il ministro Patuanelli darà una risposta - come ha già detto - molto seria anche alla lettera preoccupata dei sindacati. Parliamoci chiaro: qua il problema è che quel piano industriale che è già in grandissima difficoltà, come dimostra il cambio dell'amministratore delegato, richiede una puntualizzazione e la definizione di una strategia non tanto di scudi, quanto sul dove vogliamo andare, come sarà la transizione ecologica reale e come si sosterrà questo impianto industriale. Per quello che riguarda altri interventi, sono molto soddisfatto della soluzione che abbiamo dato ad ANPAL Servizi SpA, che dovrebbe fare politiche attive, mentre rischiavamo il boomerang delle politiche passive. Finalmente diamo una risposta a quelle 654 persone che diversamente sarebbero state espulse. Valorizziamo quindi quelle competenze e rilanciamo le politiche attive. Importanti sono anche le nuove assunzioni nell'INPS, prima di tutto sul tema della sicurezza sul lavoro. Voglio concludere riallacciandomi a una cosa molto importante che ha detto oggi una collega in relazione alla questione della declassificazione dei rifiuti. Ci tengo a dirlo in quest'Aula in queste ore: lì abbiamo fatto un percorso virtuoso. Nessuna delle forze politiche della maggioranza si è attaccata al petto lo scudetto e invece si è cercata una soluzione; non sarà definitiva, ma è un bel passo in avanti. Credo, colleghi e colleghe della maggioranza, se mi posso permettere, che questo e solo questo sia il modo giusto. Noi all'Italia dobbiamo dare tranquillità e definire una prospettiva chiara; non baloccarci su questa o quella opposizione, magari a discapito di qualcun altro nella maggioranza. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non le nego che siamo molto preoccupati per le modalità di lavoro con cui si è arrivati alla giornata odierna e al provvedimento al nostro esame. Le modalità di lavoro hanno visto la maggioranza litigare, fare riunioni e contro riunioni e al 99 per cento si arriverà alla fiducia. Di conseguenza, questo provvedimento, che doveva essere a tutela delle nostre aziende per aiutare i nostri lavoratori, è diventato ancora una volta oggetto di scontro in una maggioranza molto anomala. Siamo molto preoccupati anche per il contenuto del provvedimento, che è atteso dalle aziende e dai lavoratori. Ancora una volta però, gente che magari in vita sua non ha lavorato molto non ascolta e, di conseguenza, sulle aziende, come nel caso dell'Ilva fa qualcosa di totalmente diverso da ciò che viene richiesto. C'è anche l'esempio dei rider , che chiedono un determinato provvedimento, ma chi non sa cosa vuol dire lavorare ne fa uno totalmente diverso. Presidente, colleghi, ciò che ci preoccupa maggiormente è, in realtà, ciò che non è all'interno del provvedimento. Facciamo due esempi perché è sempre bene farli. Il primo è l'agricoltura, di cui non si parla e non si deve parlare. Non si parla semplicemente perché il Ministro delle politiche agricole ha trasformato il Ministero delle politiche agricole in via Venti Settembre, 20 nella sede di Italia Viva e, di conseguenza, non sa neanche da che parte cominciare con l'agricoltura. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Proprio perché abbiamo un Ministro delle politiche agricole che arriva dal mondo del lavoro, ci aspettavamo che almeno sul mondo del lavoro su questo provvedimento ci mettesse le mani. L'unica cosa che ci ha detto questo Ministro ad oggi sul mondo del lavoro è che, per ovviare ai problemi dell'agricoltura, bisogna importare più immigrati. Lei sarà contenta così, ma noi non lo siamo perché vogliamo dare maggiori diritti a tutti coloro che lavorano nel nostro Paese e, soprattutto, agli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Visto e considerato che c'è il disimpegno totale su questo settore, non ci siamo resi conto che le aziende di questo settore stanno chiedendo interventi. Lo chiedevano a noi e già avevamo iniziato a lavorarvi. Pensiamo alla questione della xylella, alla questione delle emergenze climatiche - anche in questi giorni ci sono alcune Province e Regioni del nostro Paese che stanno chiedendo aiuto - alla questione della cimice asiatica, per la quale il Ministro ci dice che interverranno con 80 milioni. Si possono mettere anche 200 milioni, ma senza un progetto, un'idea o una modalità di lavoro quei soldi saranno buttati. Pensiamo alle problematiche sulla fauna selvatica, alla problematica del calo dei prezzi, che in questo momento sta affliggendo l'agricoltura italiana. Quindi, l'obiettivo era quello di dare un segnale a questo settore. Invece, non c'è nessun intervento sull'agricoltura. Noi ci abbiamo provato con degli emendamenti, che non sono stati inventati dai senatori Centinaio, Bergesio, Vallardi o Sbrana. Si tratta di proposte emendative presentate in collaborazione con le associazioni di categoria, che ci hanno chiesto perché con un provvedimento di questo tipo non si intervenisse sull'agricoltura. Allora, ce ne siamo fatti carico e li abbiamo presentati. Abbiamo avanzato degli emendamenti sul caporalato, visto che ci si riempie la bocca sul caporalato e il Ministro parla solo di questo. Purtroppo, non sono stati neanche presi in considerazione, come è avvenuto, d'altronde, per i voucher . La domanda che ci facciamo è: vi interessa di questo settore o vi interessa dell'agricoltura solamente quando andate ai convegni a tagliare i nastri o magari a mangiare e bere? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'altro problema, l'altra tematica che abbiamo messo sul tavolo, è la questione del turismo. Anche qui, abbiamo un Ministro che, effettivamente, di turismo non capisce molto.