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Non si può non osservare come questa eventuale scelta sia rischiosa anche per la sicurezza dei locali. Una macchina abbandonata a sé stessa potrebbe causare incidenti, anche gravi, sui quali sarebbe ben difficile intervenire prontamente, mancando l'indispensabile elemento umano; è stato anche affermato che l'imminenza delle elezioni europee rende impossibile, per i tempi ristretti, l'emanazione di un nuovo bando. Non si comprende, sempre a parere dell'interrogante, quale possa essere il legame tra le elezioni e l'eventuale emanazione del nuovo bando per la nuova concessione del punto di ristoro, si chiede di sapere: quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per evitare che il punto di ristoro venga chiuso, privando così i cittadini italiani che ricorrono ai servizi del consolato di un sito importante ed utile, non solo per le esigenze materiali, ma anche per contatti personali, sempre difficili in altri luoghi della città; se, inoltre, al Ministro risulti la auspicabile volontà del consolato italiano a Stoccarda di indire, anche dopo le elezioni europee di maggio, un nuovo bando per la concessione di un punto di ristoro che, come detto più volte, è di grande importanza per i cittadini che devono affrontare anche 300 chilometri per giungere al consolato per adempiere alle pratiche necessarie alla loro attività quotidiana. Atto n. 4-01255 UNTERBERGER STEGER DURNWALDER Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'articolo 29- bis del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, inserito in sede di conversione dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, ha introdotto alcune novità di rilievo al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di circolazione di veicoli immatricolati all'estero, al fine di limitare il fenomeno della "esterovestizione" dei veicoli; tra i vari interventi normativi, il nuovo comma 1- bis dell'articolo 93 del codice vieta, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all'estero, salvo limitate eccezioni relative esclusivamente a veicoli concessi in leasing , in locazione senza conducente, con contratto stipulato con un operatore di uno Stato membro della UE o dello spazio economico europeo e veicoli concessi in comodato, da imprese UE o SEE, a residenti in Italia che siano legati loro da un rapporto di lavoro o di collaborazione; sebbene l'intento del legislatore fosse unicamente quello di contrastare una pratica largamente diffusa, che consentiva ai possessori di auto con targhe straniere di abbattere i costi legati alla circolazione sulle strade italiane a fini evasivi, per effetto dell'entrata in vigore del citato comma 1- bis , in Italia è attualmente vietato persino guidare l'auto di un parente o di un amico che sia residente all'estero e che si trovi, occasionalmente, nel territorio dello Stato; per forza di cose, il divieto interessa, in particolare, le Regioni situate nelle zone di confine, dove il rischio di incorrere in sanzioni amministrative (che, ai sensi del nuovo comma 7- bis dell'articolo 93, vanno da 712 a 2.848 euro) è più diffuso e dove il divieto introdotto è maggiormente avvertito dai cittadini; considerato, altresì, che le norme introdotte hanno comportato, in generale, innumerevoli difficoltà operative, tanto che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con due successive circolari, rispettivamente del 20 dicembre 2018 e del 24 gennaio 2019, è stato chiamato a fornire chiarimenti applicativi in ordine alle nuove disposizioni normative, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno predisporre, all'interno del primo provvedimento utile, un intervento legislativo ad hoc , che restringa l'ambito di applicazione delle disposizioni di cui al nuovo comma 1- bis dell'articolo 93 del codice della strada ai soli comportamenti ritenuti effettivamente illegittimi, con riferimento al fenomeno della '"esterovestizione" dei veicoli, che nulla hanno però a che fare con l'attuale generalizzato divieto di guidare un qualsiasi veicolo di proprietà di un amico o di un parente, sebbene immatricolato all'estero. Atto n. 4-01256 FARAONE Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: le dure e giuste proteste di questi giorni, portate avanti dai pastori sardi, pongono all'attenzione del Paese la drammatica situazione in cui versa il settore dell'allevamento ovicaprino, in ragione principale del fatto che non esiste alcuna forma di controllo sui fattori di produzione e sulla remunerazione del latte, con conseguente crollo del prezzo, in danno del singolo pastore, anello debole della filiera; in particolare, anche da quanto è possibile dedurre dai dati elaborati dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), il crollo del prezzo del latte e? stato determinato dalla sovrapproduzione di pecorino romano, per il suo prezzo elevato alla vendita, fino a saturarne il mercato, con conseguente crollo del prezzo, in danno del singolo pastore; la ribellione contro il prezzo del latte, partita dalla Sardegna, è arrivata anche in Sicilia, dove i pastori esasperati hanno iniziato ad aprire i rubinetti delle vasche e rovesciare i bidoni; il latte siciliano, al pari di quello sardo, non può essere penalizzato dai flussi commerciali esteri e da chi abusa della propria superiore forza contrattuale; appare fondamentale e giusto consentire anche ai piccoli allevatori un'adeguata e incisiva partecipazione alle scelte del mercato; nell'istituendo tavolo ministeriale, al pari dei pastori sardi, dovrà essere garantita la partecipazione dei pastori siciliani, e trovata insieme una soluzione al fine di definire procedure atte ad un efficace monitoraggio e controllo delle oscillazioni del prezzo del latte e l'individuazione di un percorso che porti alla sottoscrizione di un patto di filiera per la tutela delle produzioni autoctone lattiero-casearie; la situazione è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere: quali interventi il Ministro in indirizzo ritenga di promuovere al fine di garantire, in tempi rapidi, un efficace sistema di controllo sui fattori di produzione e sulla remunerazione del latte, in grado di tutelare i piccoli allevatori, parte debole della filiera, con meccanismi sanzionatori, atti a contrastare il deprezzamento della materia prima; se abbia intenzione di invitare a prendere parte all'istituendo tavolo tecnico i pastori siciliani, insieme ai pastori sardi. Atto n. 4-01257 DE POLI Al Ministro della salute Premesso che le persone colpite da malattia rara nel loro percorso di ricerca di una cura efficace incontrano molteplici difficoltà, prima fra tutte l'inadeguatezza del sistema sanitario nazionale e locale e l'incapacità di questo di essere più o meno aderente alle esigenze del malato. Altrettanto forti difficoltà sono la condizione economica del malato e la forma di isolamento psicologico e morale in cui si colloca percependosi sempre più solo per la propria peculiare situazione, condizione non accettabile da uno Stato sociale e assistenziale come l'Italia; tenuto conto che: