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Dare così risposta anche ai problemi delle aree interne, che soffrono problemi di abbandono delle colture e di sempre più rilevanti fenomeni di dissesto idrogeologico aggravati dai cambiamenti climatici, che hanno bisogno proprio di cura e manutenzione dei territori e di attente politiche di valorizzazione dei tanti beni e risorse culturali di cui sono custodi. Proprio la bellezza può essere la chiave per guardare in modo nuovo a politiche che interessano fortemente il territorio e che concorrono in maniera rilevantissima a definirne caratteri e qualità, come le scelte che riguardano le infrastrutture o quelle per l'offerta turistica, attraverso decisioni di investimento e selezione delle priorità.. Art. 1. (La bellezza patrimonio del Paese) 1. La bellezza è un patrimonio del Paese e una fondamentale forma di espressione della sua identità e cultura da tutelare e promuovere. 2. In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la presente legge detta i princìpi generali di promozione, tutela, valorizzazione e creazione della bellezza in quanto bene comune indisponibile. Le regioni si adeguano a tali princìpi nell'esercizio della propria potestà legislativa e regolamentare. Art. 2. (Tutela e riqualificazione del patrimonio paesaggistico italiano) 1. Il Ministro per i beni e le attività culturali presenta alle Camere ogni anno il Programma nazionale di conservazione e restauro del patrimonio storico, artistico e architettonico, nel quale sono individuati le priorità di intervento e gli obiettivi di tutela e di fruizione dei beni. Il Programma è sottoposto per il parere alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e per la sua attuazione è costituito, presso la Presidenza del Consiglio del ministri, un tavolo per l'attuazione degli interventi e per il cofinanziamento con fondi regionali, europei e locali e il coinvolgimento di altri Ministeri, di privati e di associazioni di tutela. 2. Le aree costiere libere da edificazione e comprese in una fascia della profondità di 1.000 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare, sono sottoposte a vincolo di inedificabilità. Il vincolo ha valore al di fuori dei centri abitati e nei confronti delle previsioni di piano regolatore non ancora attuate alla data di entrata in vigore della presente legge. I comuni recepiscono il vincolo nei propri strumenti urbanistici entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le regioni, attraverso i piani paesaggistici, definiscono le forme di tutela e valorizzazione delle aree costiere libere da edificazione, gli usi compatibili non di carattere edilizio e gli obiettivi e le strategie di riqualificazione del patrimonio edilizio e turistico esistente. 3. Il Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, approvata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge un piano per la riqualificazione dei paesaggi dal degrado ambientale e sociale. Nel piano, che è aggiornato con cadenza biennale, sono individuate le aree dove concentrare risorse provenienti da fondi europei, statali e regionali per costruire progetti innovativi di riqualificazione e bonifica ambientale delle aree industriali e agricole dismesse e degradate nonché di demolizione di costruzioni abusive o incompatibili e insicure. Gli obiettivi contenuti nel piano costituiscono la base per un'intesa da sancire in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, contenente l'individuazione degli obiettivi che ciascuna regione e ciascuna provincia autonoma si impegna ad adottare con i propri strumenti di programmazione urbanistica e pianificazione paesaggistica. Art. 3. (Tutela del suolo e contenimento del consumo) 1. La Repubblica tutela la risorsa suolo e le funzioni che essa svolge in quanto elemento essenziale per la vita degli ecosistemi e del genere umano. Per suolo s'intende lo strato superiore della crosta terrestre, costituito da componenti minerali, organici, acqua, aria e organismi viventi che rappresenta l'interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. La presente legge detta principi fondamentali in materia di pianificazione del territorio per il contenimento del consumo del suolo, la mitigazione e la compensazione degli impatti ambientali provocati, l'orientamento degli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate degradate e le aree ad uso produttivo dismesse da riqualificare, anche al fine di promuovere e tutelare l'attività agricola, il paesaggio e l'ambiente. 2. È istituito presso l'Istituto nazionale di statistica il Registro nazionale del consumo del suolo, quale sistema informativo statistico e geografico integrato. Esso deve avvalersi delle informazioni disponibili e dei risultati metodologici e classificatori prodotti nell'ambito degli studi in sede internazionale, nazionale e accademica utilizzando, sia sul piano della produzione dei dati che su quello metodologico, i risultati cui sono pervenuti gli enti pubblici e privati che, a vario titolo, dispongono di informazioni e di strumenti utili a questo scopo. 3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta annualmente alle Camere un Rapporto sul consumo del suolo e sui processi di più rilevante trasformazione ambientale dovuti alla crescita dell'urbanizzazione, nell'ambito del quale sono individuati gli obiettivi di contenimento quantitativo da perseguire su scala pluriennale nella pianificazione territoriale e urbanistica. 4. Gli obiettivi contenuti nel Rapporto di cui al comma 3 costituiscono la base per un'intesa da sancire in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, contenente l'individuazione degli obiettivi che ciascuna regione e ciascuna provincia autonoma si impegna ad adottare con i propri strumenti di programmazione urbanistica. Tale intesa va aggiornata almeno ogni tre anni. Qualora l'intesa non sia raggiunta entro novanta giorni dalla prima seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in cui l'oggetto è posto all'ordine del giorno, il Consiglio dei ministri approva un atto di natura legislativa da sottoporre alle Camere con una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni per cui l'intesa non è stata raggiunta. 5. Il suolo non edificato costituisce una risorsa il cui consumo comporta oneri diretti e indiretti a carico della collettività. In caso di trasformazione dello stato dei suoli causata dall'espansione delle aree urbane, è dovuta al comune una contribuzione in ragione dell'impatto che essa determina sulla risorsa suolo, ferma restando la disciplina abilitativa applicabile a norma delle leggi e dei regolamenti vigenti. Art. 4. (Bellezza delle opere pubbliche e concorsi di progettazione) 1.