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Il PRESIDENTE, in relazione all'emendamento 62.0.1 in materia di sovraindebitamento delle imprese e dei consumatori, fa presente il proprio rammarico per il fatto che non si sia riusciti a chiarire con il Governo che l'emendamento non comporta oneri, trattandosi di un intervento normativo che risulterebbe di grande aiuto a molte imprese e a molte famiglie. Auspica, quindi, che in un prossimo provvedimento si possa definire positivamente tale questione e preannuncia la trasformazione dell'emendamento in un ordine del giorno. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) chiede come si intende procedere per gli emendamenti accantonati che non hanno avuto un esito. Il PRESIDENTE invita i senatori a indicare gli emendamenti su cui chiedono una votazione espressa. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ) esprime forte rammarico per la mancata disponibilità da parte della maggioranza e del Governo ad accogliere i seguenti emendamenti: 1.10, 6.0.1, 6.0.3, 6.0.4, 8.2, 8.19, 9.9, 22.2, 26.0.28, 29.0.15, 30.0.15, 30.0.25, 31.0.37, 42.1, 42.2 (testo 2), 43.0.7, 57.0.70, 59.41, 59.0.15, 59.0.17, 59.0.18, 60.0.3, 60.0.19, 60.0.22, 60.0.29, 60.0.31, 60.0.39, 61.6, 61.9 (testo 2), 65.0.4, 77.60, 77.61, 78.23, 80.0.19, 81.1 (testo 2), 81.9, 81.13, 81.14, 95.0.18, 96.4, 96.5, 96.0.14, 100.7, 100.11, 100.13, 100.14, 108.0.2, 108.0.3 e 110.0.9, sui quali chiede un voto espresso. Il senatore PAROLI ( FIBP-UDC ), intervenendo in relazione all'emendamento 59.41 in materia di città d'arte, ritiene incomprensibile il parere contrario del Governo e chiede che l'emendamento sia posto comunque ai voti. Interviene il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) sul tema della camere di commercio e dei diritti camerali, chiedendo che l'emendamento 61.9 (testo 2) sia posto ai voti. Su richiesta del senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ) i sopracitati emendamenti, ad eccezione delle proposte 61.6 e 61.9 (testo 2), che sono accantonate, vengono posti separatamente ai voti e respinti. Si riserva, inoltre, di trasformare in ordini del giorno gli emendamenti 15.16, 27.16, 58.0.1, 59.28, 59.0.21, 81.0.1 e 99.0.2. Per quanto riguarda l'emendamento 65.6, dichiara la disponibilità al ritiro, essendoci la disponibilità del Governo ad intervenire sul tema in sede di sessione di bilancio. Per quanto concerne l'emendamento 43.0.5, appone la propria firma e lo ritira. Il senatore FERRARI ( PD ), dopo aver ritirato gli emendamenti 61.3 e 61.16, preannuncia di trasformare l'emendamento 61.7 (testo 2 corretto), in materia di camere di commercio, in un ordine del giorno, su quale auspica via sia la convergenza di tutti i gruppi, in modo da presentare al Governo la richiesta di un impegno serio ad intervenire normativamente sulla materia. La senatrice BOTTICI ( M5S ) condivide le critiche sulla normativa in vigore per le camere di commercio. Tuttavia, esprime perplessità su interventi puntuali tramite un emendamento, senza la certezza della bontà del risultato. Ritiene che un ordine del giorno condiviso da tutti i Gruppi parlamentari e l'impegno del Governo ad aprire un tavolo rappresentino con forza la richiesta del Parlamento di un intervento normativo volto a risolvere i problemi delle camere di commercio. Il PRESIDENTE pone quindi separatamente ai voti gli emendamenti 61.6 e 61.9 (testo 2) che, previo parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, vengono respinti. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) ritiene che la proposta di ordine del giorno sia priva di serietà e preannuncia la propria astensione, pur comprendendo le difficoltà della maggioranza. Osserva quindi che vi sarebbe stata la possibilità di intervenire sulla riforma delle camere di commercio adottata dal Governo Renzi, ma che purtroppo la maggioranza non ha voluto cogliere tale occasione. Il senatore CALANDRINI ( FdI ) annuncia il ritiro degli emendamenti 29.30 e 57.0.4 e la loro trasformazione negli ordini del giorno G/1925/84/5 e G/1925/83/5 che sono accolti dal vice ministro MISIANI. Chiede inoltre che siano posti in votazione gli emendamenti 3.21, 3.0.1, 3.0.3, 5.0.1, 7.0.4, 9.6, 9.0.5, 15.7, 29.21, 32.4, 52.0.8, 52.0.12, 54.0.14, 58.5, 59.24, 60.14, 61.11, 62.0.8, 62.0.40, 63.0.9, 65.0.7, 77.0.9, 79.0.19, 80.0.7, 80.0.11, 96.0.27, 112.0.6, 113.0.3, 113.0.39, 113.0.59, e 113.0.62. Il PRESIDENTE pone separatamente ai voti gli emendamenti richiamati dal senatore CALANDRINI ( FdI ), i quali, previo parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, vengono quindi respinti. La senatrice RIVOLTA ( L-SP-PSd'Az ), come da invito del PRESIDENTE, propone un elenco di emendamenti da sottoporre espressamente al voto. Gli emendamenti sui quali chiede venga espressa la votazione, nonostante il parere contrario del relatore e del Governo, sono il 9.0.6, 9.0.7, 27.2, 57.0.42, 59.0.5, 74.9, 80.44, 87.2, 61.27, 61.32, 94.0.8, 98.1, 112.4, 113.0.18 e 96.7. Preannuncia, poi, di trasformare i seguenti emendamenti in ordini del giorno: 15.18, 31.0.39, 46.0.5, 62.0.23, 63.0.14, 63.0.15, 74.0.18, 74.0.4, 85.0.5, 113.0.19, 113.0.70, 113.0.78 (testo 2), 96.0.29 e 83.1. Il PRESIDENTE pone distintamente ai voti gli emendamenti sui quali la senatrice Rivolta ha chiesto un'espressa votazione. Con il parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, gli emendamenti suddetti vengono respinti.