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oggetto di interrogazione parlamentare del luglio 2004, per possibile conflitto di interessi (si precisa che l'azienda, a norma di statuto, nomina metà dei consiglieri), risulta al momento non a reddito, avendo Unicredit, affittuaria dell'immobile, dato disdetta del contratto di locazione. Inoltre, è stata discutibile la partecipazione a un fondo immobiliare riconducibile all'immobiliarista Luca Parnasi che e? stato svalutato nel bilancio 2018 per oltre 10,5 milioni di euro (con una diminuzione del 96 per cento): il fondo Idea Fimit Sviluppo-Comparto Uno, che ha riguardato un progetto di sviluppo in area poi risultata destinata a parco naturale, investimento che chiaramente non pare ispirato a criteri di sana e prudente gestione. Ancora, la chiusura del fondo e la sospensione dei versamenti della quota dei dipendenti in servizio a partire dal 1° gennaio 1998; la politica di Unicredit degli ultimi anni, prevedendo continui esodi del personale e cessione di sportelli, avrebbe fatto venir meno versamenti atti a rafforzare il patrimonio e ha allungato i periodi di corresponsione della pensione. Aspetto aggravato dalla recente decisione di Unicredit di mandare via altre 5.000 persone in Italia e che porterà quasi all'azzeramento dei contributi dei 3.000 iscritti ancora in servizio che hanno tutti un'anzianità minima di 22 anni; il fondo avrebbe realizzato una serie di operazioni in prodotti finanziari derivati per le quali la COVIP ha sanzionato amministratori, sindaci e direttore per circa 500.000 euro pagati interamente dal fondo stesso. In un'assemblea ordinaria, convocata recentemente dal consiglio di amministrazione del fondo, e per la quale esistono dubbi di legittimita? a causa anche dell'incompleta e poco chiara informativa fornita agli aventi diritto al voto, e? stato chiesto se volevano "rinunciare al regresso da parte del Fondo nei confronti dei soggetti (consiglieri di amministrazione, membri del collegio sindacale ed ex direttore generale) raggiunti da provvedimenti sanzionatori emessi della Covip". I votanti sono stati 5.000 (3.000 i "sì"), che hanno deciso per 20.000 iscritti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di questa vicenda; se il Ministro dell'economia e delle finanze possa ravvisare l'obbligo da parte di Unicredit (che, nei primi 9 mesi del 2019, ha registrato un utile di 4,3 miliardi di euro) di contribuire al ripianamento del fondo; se siano possibili interventi atti a tutelare il risparmio degli iscritti, che corrono addirittura il rischio di vedersi erogare meno di quanto versato negli anni. Atto n. 4-02630 DE VECCHIS Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: nel maggio 2019 il gruppo Conad ha rilevato le attività italiane del gruppo francese Auchan SpA, con un investimento di un miliardo di euro, creando il primo gruppo della grande distribuzione con una quota che si attesta attorno al 18 per cento di tutto il giro d'affari; a far data dal 29 ottobre, è divenuto effettivo il cambiamento di denominazione sociale da Auchan SpA in Margherita Distribuzione; Margherita Distribuzione SpA è una società controllata da BDC Italia, la cui proprietà è al 51 per cento di Conad e al 49 per cento da Pop 18 Sarl che appartiene al gruppo WRM, società specializzata in private equity e real estate commerciale; a seguito di tali operazioni, i rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto una comunicazione di 6.000 esuberi da definire sull'intero territorio nazionale; i lavoratori interessati hanno quindi indetto, attraverso i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs, due giornate di sciopero, una di 8 ore a livello nazionale il 23 dicembre, l'altra sempre di 8 ore da definire a livello territoriale; più in dettaglio, il motivo della protesta è la mancanza di un'assunzione di responsabilità da parte del gruppo Conad sulla ricollocazione dei lavoratori addetti alle funzioni centrali e delle sedi logistiche di Rozzano (Milano), Calcinate (Bergamo), Grantorto (Padova), Truccazzano (Milano), Osimo (Ancona), Offagna (Ancona), Santa Palomba (Roma), Melfi (Potenza), Cagliari e Fiumicino (Roma); un altro tema su cui i sindacati hanno espresso forti dubbi attiene al ricorso agli ammortizzatori sociali; si aggiunga che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha rilevato una posizione dominante da parte di Conad, con ben 147 sovrapposizioni in Italia, che in alcune aree del Paese superano addirittura il 50 per cento vista la presenza capillare di Conad e dei punti vendita recentemente acquisiti dal gruppo Auchan, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per scongiurare la perdita di posti di lavoro e tutelare al contempo l'importante realtà aziendale facente capo a Conad. Atto n. 4-02631 ROJC Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: l'ufficio scolastico regionale del Friuli-Venezia Giulia ha deciso di attivare apposite verifiche dopo che in alcune scuole della regione oltre 80 bidelli e impiegati amministrativi di ruolo sono da tre mesi senza salario; la neodirettrice dell'ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, ha dichiarato che, come riporta il quotidiano "Il Messaggero Veneto" del 2 dicembre 2019, "con riferimento alle retribuzioni non pagate dalla Ragioneria territoriale dello Stato di Pordenone, l'Ufficio scolastico si era già attivato, aprendo una verifica sugli accrediti mancanti"; a non ricevere da 90 giorni lo stipendio sarebbero 60 bidelli e amministrativi ATA di Pordenone, una decina di Udine, altri a Gorizia e alcuni docenti a Trieste; secondo il segretario regionale della Flc Cgil "le persone coinvolte sono costrette a indebitarsi", aggiungendo polemicamente che "oltre il danno la beffa poiché i dipendenti delle scuole statali di ruolo possono consultare online il cedolino della tredicesima 2019 sulla piattaforma Noipa. Ma non hanno i cedolini di tre mensilità e per campare stanno chiedendo prestiti"; alcuni bidelli hanno dichiarato alla stampa locale di essere di fronte a "una Caporetto del diritto al salario. Lavoriamo e non arriva un euro"; secondo le organizzazioni sindacali i ritardi di tre mesi nell'erogazione dello stipendio sono causati anche dal sottorganico amministrativo nelle segreterie scolastiche e da lungaggini burocratiche; inoltre, secondo le organizzazioni sindacali, ci sarebbero anche altri 150 insegnanti precari in attesa di salario; tenuto conto che non si era mai registrato fino ad ora un blocco dei salari per il personale a tempo indeterminato e tale ritardo sta causando molte difficoltà in decine e decine di famiglie, si chiede di sapere: quali iniziative immediate il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, affinché il personale scolastico del Friuli-Venezia Giulia riceva correttamente il proprio salario, così come il personale precario;