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Io la rispetto, senatrice Bellanova, quando lei interviene, anche quando dice cose fuori dal mondo. La richiamo al silenzio. (Proteste dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Deve rivolgersi alla Presidenza, senatore Castaldi, non ad altri politici, grazie. CASTALDI (M5S) . Un accenno al ben noto caso della messa in sicurezza della A24 e la A25, visto che sono abruzzese, voglio farlo. Dopo dieci anni di nulla assoluto, sentire le accuse mosse alla maggioranza e al Governo ha veramente del ridicolo. A quanti nel PD abruzzese, e anche nazionale, hanno cercato con ogni mezzo a loro disposizione di fornire una visione distorta dei fatti, io rispondo con le misure concrete contenute in questo provvedimento che arriva, lo ripeto, dopo dieci lunghissimi anni di nulla assoluto. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Ripamonti) . I frutti di questo nulla li raccoglierete, così come li avete raccolti il 4 marzo, anche alle regionali di febbraio 2019. (Commenti del senatore Faraone) . Tornando alle misure contenute nel provvedimento, desidero esprimere particolare soddisfazione non solo per le motivazioni già elencate e richiamate ma anche per alcune particolari disposizioni che vanno, a mio modesto avviso, nella giusta direzione. Mi riferisco al sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza, alla istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, delle infrastrutture stradali e autostradali e all'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche. Non c'era niente. Gli obiettivi che abbiamo intenzione di raggiungere con queste misure sono diversi: garantire elevati standard di sicurezza e avere contezza e immediati riscontri su dati tecnici, stato e grado di efficienza delle opere, sull'attività di manutenzione ordinaria e sullo stato dei lavori. Insomma, sul tavolo, finalmente, ci sono strumenti e soluzioni per gestire l'emergenza e per voltare decisamente pagina rispetto al passato. Un grazie va rivolto al Governo, un grazie ai cittadini parlamentari del MoVimento 5 Stelle e un grazie ai colleghi della Lega per aver lavorato con l'obiettivo di assicurare una migliore e sempre più efficiente gestione del territorio, delle infrastrutture e delle risorse. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Colleghi, visto che ho ancora un po' di tempo, mi rivolgo a chi ieri sera ha dato appiglio all'opposizione per intervenire su un tema che non c'è. Li facciamo parlare di un condono che non c'è. Questo è davvero grave. MIRABELLI (PD) . Ma c'è scritto! CASTALDI (M5S) . Per l'ingenuità di aver scritto la parola «condono» sul decreto. Il condono non c'è. Se entro sei mesi e dopo sei mesi e un giorno non c'è risposta, come c'è stato negli ultimi trent'anni perché i sindaci che avete non avevano il coraggio di prendere una decisione, ci sarà il silenzio-rigetto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti ironici dal Gruppo PD). Abbiamo dato quindi lo spunto a Marcucci - lo dico ai nostri due senatori - di inviare un SMS a Renzi, assente in Commissione, per far uscire una notizia di agenzia ieri sera. (Commenti del senatore Faraone) . Poi sono andati via. (Applausi dal Gruppo M5S) . Alle 21,30 le opposizioni sono andate via: sono rimasti soltanto per il Partito Democratico i colleghi Ferrazzi, Margiotta e due senatrici. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti della senatrice Malpezzi) . Dunque, colleghi della maggioranza, del MoVimento 5 Stelle e della Lega, stiamo andando alla grande: avanti così. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . MALPEZZI (PD) . Vogliamo il bis di ieri sera! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, sicuramente c'è stata tanta enfasi da parte del collega, il quale però non ha detto che questo provvedimento arriva al Senato con un testo diverso rispetto a quello uscito dal Consiglio dei ministri, soprattutto in relazione alla sua finalità originaria e al collegamento con la tragedia di Genova. Nato infatti come decreto Genova e archiviato anche in prima lettura con forti ritardi e con grande preoccupazione, è stato infarcito di norme e, soprattutto, di decreti attuativi - addirittura 42, rispetto ai 27 inizialmente previsti, come hanno detto bene i colleghi che mi hanno preceduto - i cui effetti, legati alla tempistica - secondo noi, ma anche secondo l'Italia intera - non potranno non allarmare il commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, il sindaco di Genova Marco Bucci, cui va sicuramente il nostro grande applauso. (Applausi del senatore Ruspandini) . Sono passati tre mesi dal crollo e da quel momento non si intravede ancora oggi alcun orizzonte di ripristino della normalità e della quotidianità; non c'è alcuna strategia ufficiale. Mancano di fatto le basi e gli strumenti su cui poter poi agire. Vorremmo ricordare al ministro Toninelli, ancora una volta assente da quest'Aula che, se questo decreto-legge fosse stato scritto bene, sarebbe già in vigore e, se oggi è così importante, è perché, così facendo, diamo almeno delle regole certe, discipliniamo, evitando al commissario, al sindaco Bucci, di andare il galera il giorno dopo l'approvazione del decreto, cosa che sarebbe accaduta se il provvedimento fosse passato come voleva il ministro Toninelli. Questo, invece, non accadrà, grazie al lavoro del Parlamento, o meglio in questo caso soltanto della Camera, visto che non abbiamo avuto il tempo per poter modificare il testo in Senato. C'è da dire che ciascuno di noi qui dentro rappresenta i cittadini, indipendentemente dal partito di appartenenza e dal fatto di essere della maggioranza o dell'opposizione. Noi abbiamo cercato di migliorare le cose secondo ottiche diverse e, se non avessimo trovato in questo decreto-legge disposizioni che non c'entrano nulla con la vicenda di Genova, il commissario oggi sarebbe già al lavoro e i soldi per la ricostruzione del ponte ci sarebbero già da ieri. (Applausi dal Gruppo FdI) . In tale quadro siamo chiamati a esaminare e a votare in quest'Aula un decreto nato debole sin dall'inizio, entrato in vigore con un clamoroso ritardo. Siamo di fronte a una sorta di decreto omnibus , perché nel provvedimento - come ho già detto - non si parla solo di Genova, essendo stati inseriti temi diversi. Ancora una volta è venuto meno il discorso della lungimiranza da parte del Governo. Ci saremmo aspettati una legge speciale per Genova; alla fine, invece, abbiamo un coacervo di norme astruse, oltre che eterogenee, e per nulla in sintonia con l'originaria finalità. Il decreto Genova ambiva a essere una legge speciale, mentre quello che stiamo per votare non è il decreto per Genova, né una legge speciale per Genova, come già detto. È un decreto per così dire «macedonia», nel quale hanno trovato spazio tante altre emergenze, terremoti vicini e lontani, tragedie recenti e recentissime.