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L'articolo 2 reca la definizione di agroecologia quale "sistema di produzione che, mediante un approccio sostenibile, integrato, resiliente e transdisciplinare che coinvolga anche i rapporti tra produzione e consumo, applica i concetti e i princìpi ecologici e sociali alla progettazione e alla gestione dei sistemi alimentari e agricoli, con lo scopo di renderli meno dipendenti dagli impulsi esterni attraverso l'utilizzo delle sinergie biologiche dell'ecosistema in cui l'attività agricola è inserita". Viene quindi definita l'impresa agroecologica. L'articolo 3, dedicato appunto alle imprese agroecologiche, dopo aver specificato che queste devono essere condotte in conformità a quanto disposto dal regolamento (CE) n. 834/2007, ne precisa i requisiti, ossia la sussistenza, nella superficie aziendale, di almeno il 10 per cento di specie arboree autoctone e, successivamente, di almeno il 20 per cento di superficie aziendale seminata con varietà erbacee o ortive autoctone, da documentare tramite fascicolo aziendale. L'articolo 4 prevede un contributo annuale di 800 euro - alimentato con i proventi derivanti dalle sanzioni irrogate dal Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri nell'ambito dell'attività di controllo - destinato prioritariamente ad una serie di attività tra cui: corsi di formazione e consulenze in tema di tecniche ecocompatibili e biologiche di difesa integrata a favore del personale operante nel settore agricolo e del verde pubblico; campagne di informazione sui rischi sanitari e ambientali legati all'utilizzo di prodotti fitosanitari di sintesi tossici e inquinanti; attività di ricerca, monitoraggio e sperimentazione in campo agroecologico. L'articolo 5 istituisce il marchio delle imprese agroecologiche italiane - di proprietà esclusiva del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - diretto a caratterizzare i prodotti agroecologici ottenuti da materia prima italiana. L'articolo 6 reca misure di fiscalità di vantaggio in favore delle imprese agroecologiche (come individuate ai sensi dell'articolo 3) che avviano l'attività di commercializzazione dei prodotti agrosilvopastorali, mentre l'articolo 7 stabilisce che per l'accesso ai finanziamenti pubblici nazionali a sostegno delle imprese agricole, nonché al Piano strategico nazionale di sviluppo rurale in attuazione della Politica agricola comune (PAC), siano previsti criteri preferenziali e di premialità per le aziende agroecologiche. L'articolo 8 istituisce - con provvedimento dell'Agenzia delle entrate - il cosiddetto "scontrino verde" per l'acquisto di prodotti di consumo biologici o agroecologici, diretto a promuovere il consumo di prodotti ottenuti con sistemi rispettosi dell'ambiente: con un successivo decreto saranno individuate le tipologie di prodotti per i quali spetta la deducibilità e la detraibilità delle spese relative all'acquisto di prodotti relative all'applicazione del predetto scontrino. L'articolo 9 reca disposizioni in materia di divieto di utilizzo di prodotti e sostanze in campo agricolo e ambientale: viene vietato, tra gli altri, di utilizzare prodotti fitosanitari nei parchi e nelle riserve naturali e lungo i bordi delle strade pubbliche e i percorsi ferroviari, nonché di utilizzare prodotti a base di glifosate, fosforganici, neonicotinoidi e loro molecole derivate in campo agricolo. L'articolo 10 affida l'attività di controllo in materia al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri e ai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, mentre l'articolo 11 prevede l'applicazione, per la violazione delle disposizioni della presente legge, di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 10.000 euro. Da ultimi, l'articolo 12 è dedicato alla copertura finanziaria del provvedimento mentre l'articolo 13 dispone circa la sua entrata in vigore. Il senatore TRENTACOSTE ( M5S ) segnala la recente predisposizione da parte del CREA di un rapporto su "Agroecologia e PAC", a dimostrazione di come il tema oggetto del disegno di legge sia divenuto centrale per il Ministero e più in generale per le istituzioni del settore; evidenzia come il rapporto nasca con l'obiettivo di integrare le politiche agricole su questa materia fornendo una base conoscitiva necessaria per il confronto con i vari operatori. Il seguito della discussione è quindi rinviato. Disposizioni per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico DDL 2009 Disposizioni per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 12 ottobre. Il presidente VALLARDI ricorda che nella precedente seduta si è svolta la fase di illustrazione e discussione degli emendamenti riferiti al disegno di legge. Fa presente tuttavia che, prima di procedere alla loro votazione, la Commissione dovrà acquisire i prescritti pareri da parte delle Commissioni consultive, che non sono ancora pervenuti. Il seguito della discussione è quindi rinviato. Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero o utile DDL 878 Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero o utile (Rinvio del seguito della discussione) Il presidente VALLARDI d'accordo con il relatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) propone di rinviare il seguito della discussione ad una successiva seduta. Conviene la Commissione. Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli DDL 1583 Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 5 ottobre. Il presidente VALLARDI avverte che, se la relatrice è d'accordo, si può passare alla fase di illustrazione e discussione degli emendamenti riferiti al disegno di legge. La relatrice LEONE ( M5S ) ritiene sia necessario attendere i pareri di tutte le Commissioni prima di procedere alla votazione delle proposte emendative. Il presidente VALLARDI propone comunque di procedere con l'illustrazione degli emendamenti, e successivamente attendere i pareri delle Commissioni consultive per la votazione degli emendamenti. La Commissione conviene. Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. La senatrice CALIGIURI ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 1.1, diretto ad estendere il ricorso alle linee guida sulla trasparenza delle pratiche commerciali a tutti i prodotti della filiera ortofrutticola, anziché alla sola filiera agrumicola. La senatrice NATURALE ( M5S ) illustra l'emendamento 1.4, finalizzato ad evitare che sia fissato un prezzo minimo di vendita in modo definitivo.