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12 (Giurisdizione e strumenti di tutela) 1 Le controversie relative a provvedimenti di adozione, approvazione e attuazione degli strumenti urbanistici ed edilizi, comunque denominati, compresi quelli che comportano la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, sono riservate alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. 2 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede a modificare il codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, al fine di: a adeguare la disciplina del processo amministrativo alle disposizioni del comma 1 del presente articolo; b prevedere, per le controversie di cui al comma 1 del presente articolo, la disciplina specifica stabilita dall'articolo 119 del codice del processo amministrativo, di cui all’allegato 1 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. 13 (Operazioni di rigenerazione urbana) 1 In attuazione dei princìpi di cui agli articoli 1 e 3 e, in particolare, ai fini del contenimento e della trasformazione irreversibile di nuovo suolo, nonché in coerenza con le politiche dell'Unione europea con incidenza sul territorio e sulle città, lo Stato favorisce politiche di rigenerazione urbana mirate alla valorizzazione e al recupero del patrimonio, alla rifunzionalizzazione e alla rigenerazione dei centri storici, del tessuto esistente, delle periferie e delle aree dismesse, nonché al ripristino ambientale e paesaggistico delle aree degradate. Le politiche di intervento nelle città tengono conto degli obiettivi definiti ciclicamente in materia urbana dall'Unione europea. 2 La rigenerazione urbana è realizzata attraverso un insieme organico e coordinato di operazioni finalizzate all'innalzamento complessivo della qualità urbana, alla valorizzazione dei luoghi, alla rivitalizzazione del tessuto socio-culturale e alla promozione dello sviluppo economico e produttivo, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 7, secondo princìpi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Alla rigenerazione urbana concorrono gli interventi di restauro, conservazione, ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia mediante demolizione e ricostruzione di edifici, nonché la ristrutturazione urbanistica di porzioni di città e di insediamenti produttivi. 3 Nelle attività di pianificazione territoriale e di governo del territorio sono prioritarie la riorganizzazione e la riqualificazione, senza aumento di volumetrie, del tessuto insediativo esistente edificato, dismesso, degradato o comunque urbanizzato. 4 Al fine di attuare il principio di cui al presente articolo le regioni, nell'ambito delle proprie competenze in materia di governo del territorio e nel termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dettano disposizioni per orientare l'iniziativa dei comuni alla rigenerazione urbana, mediante il recepimento degli articoli 3 e 6 del presente disegno di legge negli strumenti di pianificazione delle aree già interessate da processi di edificazione, ma inutilizzate o suscettibili di rigenerazione, recupero e riqualificazione, nonché di prioritaria utilizzazione ai fini edificatori, e per la localizzazione di nuovi insediamenti produttivi e infrastrutturali. 5 I comuni, con esclusione delle aree e degli immobili non legittimati, nonché con esclusione dei centri storici e delle aree e degli immobili di cui agli articoli 10 e 142 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, propongono ed attuano, anche in accordo con i privati, gli interventi di riuso di cui al comma l nell'ambito del territorio urbanizzato presente negli strumenti urbanistici vigenti. 6 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni provvedono, eventualmente, a perimetrare ed elencare altre aree ed immobili da tutelare, escludendole da riuso, ulteriori rispetto a quanto previsto dalle tutele di cui al comma 5; tali aree devono comunque possedere motivatamente requisiti storici, artistici, ambientali e paesaggistici di pregio. 7 I comuni, nelle aree caratterizzate da particolare disagio sociale, attivano operazioni di rigenerazione urbana integrate con azioni di politica sociale, di difesa delle attività economiche, nonché di politiche assistenziali e occupazionali, per l'innalzamento del livello di coesione sociale. 8 L'approvazione delle operazioni di rigenerazione urbana comporta la dichiarazione di pubblica utilità delle opere e l'urgenza e l'indifferibilità dei lavori. 9 Le operazioni di rigenerazione urbana possono essere realizzate anche previo accordo tra comune e privati interessati alle operazioni. 10 Le operazioni di rigenerazione urbana che comportano abbattimento e ricostruzione di porzioni di città sono soggette a dibattito pubblico, da disciplinare con legge statale. Il relativo programma complesso o progetto urbano è individuato e formato di concerto tra il comune e gli altri soggetti pubblici coinvolti dagli interventi ivi previsti, con la partecipazione dei privati interessati. Si procede mediante conferenza di servizi e accordi di programma, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 11 Al fine di incentivare le operazioni di rigenerazione urbana, come definite dal comma 1 del presente articolo, e di prevenire il consumo di suolo ai sensi dell'articolo 1 della presente legge, oltre alle misure stabilite dall'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106: a le imposte che gravano sugli immobili sono commisurate all'indice di densità edilizia con una progressiva riduzione per le zone di maggiore densità edilizia; b nell'ambito della pianificazione urbanistica locale, gli interventi diretti alla prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, al miglioramento acustico, energetico e delle prestazioni bioclimatiche, all'innalzamento della qualità, durabilità e facilità di manutenzione dei materiali impiegati nelle costruzioni, all'eliminazione o alla minimizzazione dei detrattori ambientali, paesaggistici e urbani e che ricorrano a procedure progettuali concorsuali sono incentivati attraverso l'assegnazione di quote di premialità volumetrica da esercitare in aree edificabili anche diverse rispetto a quella di intervento, disponendo dette relative dotazioni o standard . 12 I comuni costituiscono altresì un patrimonio di immobili nella loro disponibilità o derivanti da perequazione e da compensazione, nel quale realizzare alloggi per esigenze temporanee o definitive per i proprietari e i residenti degli immobili oggetto delle operazioni di rigenerazione urbana. A tale scopo i comuni, in sede di approvazione di tali operazioni, assegnano le aree ai soggetti promotori degli interventi allo stesso valore dell'indennità di esproprio. 13 I proprietari privati possono consorziarsi con il soggetto promotore, ovvero conferire allo stesso apposito mandato con rappresentanza. 14 I proprietari e il soggetto promotore possono stipulare contratti di compravendita o di permuta totale o parziale aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà degli immobili su cui si interviene a fronte della proprietà di quelli realizzati nelle aree di cui al comma 11 ovvero in altre aree.