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Le procedure per i corretti prelievo, preparazione, conservazione ed analisi dei campioni per le diverse matrici ambientali, inclusi i parametri relativi al controllo della qualità del dato, devono essere concordate con gli enti di controllo prima dell'avvio delle attività di campionamento, nell'ambito di procedure riconosciute a livello nazionale e/o internazionali (UNICHIM, ISO, ASTM, IRSA/CNR, EPA, etc.). 7.2 Monitoraggio delle attività di dragaggio. I potenziali impatti delle attività di dragaggio sull'ecosistema marino-costiero sono principalmente connessi con: l'aumento della torbidità delle acque nell'intorno dell'area di dragaggio e nelle aree limitrofe; la diminuzione temporanea del livello di ossigeno disciolto e la variazione della concentrazione dei nutrienti in colonna d'acqua; la dispersione e/o diffusione delle sostanze contaminanti presenti nei sedimenti dragati; la risospensione e la conseguente dispersione, a causa delle correnti al fondo o del passaggio di navi, del materiale «smosso» ma non allontanato dal sistema dragante («spill»). Per la valutazione degli impatti attesi sull'ecosistema marino-costiero, il piano di monitoraggio deve considerare: le caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche del sedimento da dragare, definite sulla base della caratterizzazione (cfr. par. 2); le caratteristiche morfo-batimetriche ed idrodinamiche dell'area di dragaggio; gli obiettivi del progetto di dragaggio; la tipologia dei sistemi di dragaggio prescelti; le eventuali misure di mitigazione previste (cfr. par. 6); la presenza di obiettivi sensibili e/o aree a vario titolo protette. In funzione di quanto sopra elencato il piano di monitoraggio può prevedere il controllo dei seguenti elementi (cfr. par. 7.1.3): caratteristiche meteomarine e regime correntometrico (direzione ed intensità delle correnti); caratteristiche chimico-fisiche della colonna d'acqua; livelli di torbidità in situ e concentrazione di solidi sospesi in colonna d'acqua; concentrazioni dei contaminanti significativi, emersi in fase di caratterizzazione, presenti in colonna d'acqua e/o in associazione ai solidi sospesi; concentrazioni di contaminanti biodisponibili nei tessuti di organismi bioindicatori ed eventualmente analisi di biomarkers; struttura delle biocenosi bentoniche sensibili e/o di elevato pregio naturalistico potenzialmente influenzate dalle attività di movimentazione. Il numero delle campagne di indagine da eseguirsi ante operam deve essere rappresentativo delle condizioni meteoclimatiche. Il numero delle campagne di indagine da eseguirsi in corso d'opera deve essere scelto in funzione della qualità dei sedimenti da movimentare, della tipologia di draga, delle modalità operative prescelte (produttività, cicli, durata, misure di mitigazione, etc.) e dell'entità degli effetti attesi. Il numero delle campagne di indagine da eseguirsi post operam deve essere scelto in funzione dell'entità degli impatti riscontrati e della tipologia di specie coinvolte, ma non deve comunque essere inferiore a 2. Una o più stazioni «mobili» per la lettura della torbidità e/o il prelievo di campioni d'acqua per la determinazione della concentrazione dei solidi sospesi devono essere previste in prossimità del mezzo dragante. 7.3 Monitoraggio delle attività di trasporto. Il monitoraggio delle attività di trasporto deve essere previsto nel caso di utilizzo di una combinazione di sistemi di trasporto differenti e nel caso di trasporto idraulico, per la verifica dell'assenza di perdite. I potenziali effetti ambientali del trasporto di materiale dragato sull'ecosistema marino-costiero sono principalmente connessi a rilasci o perdite di materiale, con: l'aumento della torbidità delle acque; la dispersione e/o diffusione delle sostanze contaminanti presenti nei sedimenti. Per la valutazione degli impatti attesi sull'ecosistema marino-costiero, il piano di monitoraggio deve considerare: le caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche del materiale dragato (cfr. par. 2); le caratteristiche idrodinamiche lungo il percorso previsto per il trasporto; la tipologia dei sistemi di trasporto prescelti; le eventuali misure di mitigazione previste (cfr. par. 6); la presenza lungo le rotte di navigazione o lungo il percorso delle tubazioni o in aree limitrofe di obiettivi sensibili e/o aree a vario titolo protette. In funzione di quanto sopra elencato il piano di monitoraggio può prevedere il controllo dei seguenti elementi (cfr. par. 7.1.3): caratteristiche meteomarine (direzione ed intensità delle correnti); caratteristiche chimico-fisiche della colonna d'acqua; livelli di torbidità in situ e concentrazione di solidi sospesi in colonna d'acqua; concentrazioni dei contaminanti significativi, emersi in fase di caratterizzazione, presenti in colonna d'acqua e/o in associazione ai solidi sospesi. La strategia di monitoraggio per la fase di trasporto del materiale dragato deve essere commisurata con quella definita per il monitoraggio delle attività di dragaggio (cfr. par. 7.2). 7.4 Monitoraggio delle attività di ripascimento di spiaggia emersa e/o sommersa, formazione di terreni costieri, immersione nel corpo idrico di provenienza e miglioramento dei fondali tramite capping. Il monitoraggio delle attività di ripascimento di spiaggia emersa e/o sommersa, formazione di terreni costieri e immersione in ambiente acquatico deve tener conto dei potenziali impatti che tale attività può determinare sull'ecosistema marino-costiero, principalmente connessi con: la variazione della morfologia e della batimetria dei fondali; l'aumento della torbidità delle acque nell'area di intervento e nelle aree limitrofe; la diminuzione temporanea del livello di ossigeno disciolto e la variazione della concentrazione dei nutrienti in colonna d'acqua. Per la valutazione degli impatti attesi sull'ecosistema marino-costiero, il piano di monitoraggio deve considerare: le caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche del materiale dragato (cfr. par. 2); le caratteristiche morfo-batimetriche ed idrodinamiche dell'area di intervento; gli obiettivi del progetto di dragaggio; la tipologia dei sistemi prescelti per la realizzazione dell'intervento; le eventuali misure di mitigazione previste (cfr. par. 6); la presenza di obiettivi sensibili e/o aree a vario titolo protette. La strategia di monitoraggio deve essere commisurata con quella definita per il monitoraggio delle operazioni di dragaggio e trasporto (cfr. par. 7.2 e 7.3). 7.5 Monitoraggio delle attività di collocazione a terra. Il monitoraggio durante la collocazione a terra del materiale dragato deve essere volto principalmente al controllo dell'assenza di perdite accidentali nell'intorno dell'area di destinazione, con potenziale: aumento della torbidità delle acque; dispersione e/o diffusione delle sostanze contaminanti presenti nei sedimenti. Per la valutazione degli impatti attesi sull'ecosistema marino-costiero, il piano di monitoraggio deve considerare: le caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche del materiale dragato (cfr. par. 2); le caratteristiche idrodinamiche nell'intorno dell'area di destinazione; gli obiettivi del progetto di dragaggio; la tipologia del sistema di collocazione prescelto; le eventuali misure di mitigazione previste (cfr. par. 6); la presenza nelle vicinanze del sito di destinazione di obiettivi sensibili e/o aree a vario titolo protette.