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Anche nei confronti della Politica europea di vicinato (PEV) e delle strategie macroregionali, il documento ribadisce l'impegno dell'esecutivo a sostegno dell'azione dell'Unione europea, in particolare nei confronti della sua dimensione meridionale del Vicinato, nella convinzione che proprio dalla sponda Sud del Mediterraneo provengano i principali rischi sistemici per l'Europa. L'impegno dell'esecutivo italiano sarà volto, oltre che ad incoraggiare i partner della sponda meridionale del Mediterraneo a partecipare a progetti comuni con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione bilaterale e quella intra-regionale, al mantenimento dell'attuale proporzione nell'allocazione delle risorse finanziarie dello Strumento europeo di vicinato (ENI) - due terzi ai vicini meridionali e un terzo a quelli orientali - , anche nel contesto del nuovo Strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI) che dal 2021 andrà a integrare, in un'ottica di razionalizzazione ed efficientamento delle risorse, gran parte degli strumenti e dei fondi, attualmente separati, per l'azione esterna, quali il Fondo europeo di sviluppo (FES), lo Strumento europeo di vicinato (ENI), lo Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), lo Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP), lo Strumento di partenariato per la cooperazione con i Paesi terzi (SP) e il Fondo di garanzia per le azioni esterne. Sempre nel capitolo 4 viene sottolineato il forte impegno dell'Italia per la piena implementazione delle strategie macroregionali, con particolare riferimento alla Strategia UE per la regione alpina (EUSALP) - che costituisce un esercizio innovativo stante il coinvolgimento diretto delle regioni e che lo scorso anno ha visto il turno italiano di Presidenza, coordinato dalla Regione Lombardia - e alla Strategia UE per la Regione adriatico-ionica (EUSAIR), strettamente connessa all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI) quale foro privilegiato di dialogo fra i Paesi dell'area adriatico-ionica. Nell'ambito del capitolo dedicato ai rapporti con i Paesi terzi e al commercio internazionale, viene posta in rilievo la necessità di approfondimento delle relazioni transatlantiche, in modo da appianare i contrasti emersi nel 2019, evitando in particolare l'avvio di pericolose spirali protezionistiche e rafforzando le potenziali sinergie tra Stati Uniti, Canada e Unione europea dinanzi alle sfide globali. Con riferimento alle relazioni fra l'Unione europea e la Russia, ancora condizionate dalla crisi in Ucraina, il documento sottolinea come da parte italiana si intenda incoraggiare il dialogo, riaffermando l'esigenza di un approccio strategico alla questione che consenta di andare oltre lo strumento sanzionatorio e di porre l'accento sull'opportunità di offrire un sostegno alla società civile russa e al settore privato al fine di stimolare riforme economiche e democratiche, nonché di favorire il riavvicinamento di Mosca al mondo occidentale, anche individuando misure di collaborazione in chiave securitaria. Attenzione ulteriore verrà, inoltre, garantita al dialogo strutturato con la Svizzera, in attesa di sviluppi positivi nel negoziato per la definizione di un Accordo quadro istituzionale, e al negoziato in corso con l'Unione europea per la progressiva integrazione nel mercato interno dei Paesi europei di ridotte dimensioni come San Marino, il Principato di Monaco e Andorra. Nello stesso capitolo, viene, inoltre, ribadito l'impegno del Governo per la partecipazione ai negoziati relativi agli accordi di libero scambio con Paesi terzi (fra cui Giappone, Marocco, Tunisia, Egitto, Giordania, Georgia, Moldova, Armenia, Australia, Nuova Zelanda, oltre che membri del MERCOSUR e dell'ASEAN) con l'obiettivo di tutelare gli interessi del sistema produttivo e commerciale del nostro Paese. Con riferimento all'Accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA), in attesa di una sua eventuale ratifica da parte italiana, la Relazione evidenzia l'impegno dell'esecutivo italiano a monitorarne l'attuazione provvisoria, al fine di introdurre aspetti migliorativi nella fase attuativa. Infine, la Relazione programmatica evidenzia la prosecuzione dell'impegno a favore di una riforma consensuale dell'Organizzazione mondiale del commercio e per la conclusione di negoziati pluriennali sulla regolamentazione interna del settore sei servizi e l'avanzamento della proposta sui sussidi industriali. Di rilievo, infine, il capitolo dedicato alla cooperazione allo sviluppo e all'aiuto umanitario, in cui viene ribadito l'impegno del Governo ad assicurare continuità alla politica di settore e alla prosecuzione del lavoro negoziale sullo Strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI) con l'obiettivo di renderlo efficace anche nella gestione della cosiddetta dimensione esterna della politica migratoria e di evitare tagli di risorse a scapito del Vicinato e dell'Africa sub-sahariana. Viene altresì ribadito l'impegno per il rifinanziamento del Fondo fiduciario d'emergenza dell'Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa. Da ultimo, la Relazione, con riferimento al Servizio europeo di azione esterna, sottolinea come, anche nel 2020, proseguirà l'azione dell'Esecutivo volta a consolidare la presenza italiana nelle posizioni apicali del Servizio e ad accrescere il numero - ad oggi troppo esiguo - degli agenti temporanei, ovvero dei funzionari della Pubblica amministrazione italiana distaccati a diverso titolo presso le istituzioni europee. Il presidente PETROCELLI , nel congratularsi con il relatore per l'esauriente esposizione testé svolta, apre la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), considerata l'importanza del documento programmatico in esame, auspica una discussione ampia e approfondita dei diversi profili che interessano la 3 a Commissione. Fa presente, peraltro, che la 14 a Commissione non ha ancora incardinato tale atto, segnalando, pertanto, l'opportunità di addivenire, in tempi congrui, anche ad un proficuo raccordo con l'Esecutivo. Il presidente PETROCELLI replica, in proposito, osservando che la Commissione affari esteri ha iniziato ora l'esame di tale relazione perché essa è stata assegnata per il parere lo scorso 29 gennaio; per quanto concerne la tempistica, il suo intendimento è esattamente quello di seguire quanto prescritto dal Regolamento che, a riguardo, prevede un termine ordinatorio di 15 giorni dalla data dell'assegnazione. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il presidente PETROCELLI preannuncia la sua intenzione di sottoporre all'attenzione dell'Ufficio di Presidenza della Commissione, che si terrà la prossima settimana, l'opportunità di avviare l'esame di un Affare assegnato avente per tema le priorità dell'Italia nel quadro dei nuovi equilibri geopolitici nel Medio Oriente allargato. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30.