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prevedere l'avvio di un'attività istruttoria preliminare nella quale coinvolgere soggetti come il Ministero della salute, l'ISS, l'ISPRA, ai quali affidare il compito di individuare e studiare tecnologie impiantistiche che potrebbero eventualmente sostituirsi alla termovalorizzazione e incenerimento dei rifiuti residui, realizzabili a costi sostenibili tenendo conto di una complessiva analisi in termini di costi-benefici ambientali. L'istruttoria dovrà completarsi entro 6 mesi dall'approvazione della presente mozione e dovrà vedere il Ministero dell'ambiente come soggetto promotore e coordinatore, al quale viene affidato sia il lavoro di sintesi, sia la trasmissione al Parlamento; 2) ad introdurre una nuova strategia nazionale finalizzata ad una chiara gestione dei rifiuti che consenta di raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dello smaltimento in discarica ad un massimo del 10 per cento dei rifiuti urbani entro il 2035; 3) ad introdurre una strategia nazionale volta alla gestione del periodo transitorio che precede il raggiungimento dell'obiettivo del 55 per cento di effettivo riciclo del rifiuto urbano al 2025 e dell'ulteriore fase transitoria fino al raggiungimento del 65 per cento entro il 2035, nonché prevedere una gestione dei rifiuti a partire dal 2035 coerente con i criteri di priorità stabiliti dall'art. 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; 4) a valutare l'opportunità, nel rispetto del principio di prossimità e autosufficienza, di autorizzare il trasporto dei rifiuti fuori regione, sia esso transfrontaliero sia a livello nazionale da regione a regione, solo per un periodo di tempo limitato al fine di concedere alla regione esportatrice il tempo necessario all'adozione delle linee programmatiche inerenti alla propria gestione dei rifiuti; 5) ad introdurre nella legislazione nazionale un "fattore di pressione" nella localizzazione degli impianti di destino dei rifiuti urbani e speciali (impianti di incenerimento e coincenerimento, discariche), poiché la collocazione prevalente in alcune aree dell'Italia dei suddetti impianti di trattamento rifiuti ha fatto sì che tale concentrazione comporti una pressione ambientale non sostenibile nel lungo periodo; 6) ad introdurre criteri di premialità graduale (anche non strettamente economici) per quelle regioni che attualmente non esportano rifiuti, affinché possano fungere come riferimento nazionale ed esempio virtuoso tale da produrre un effetto trainante per le altre regioni che ancora non hanno raggiunto l'obiettivo di chiusura del ciclo entro i propri confini; 7) ad attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze e nelle opportune sedi, affinché le Regioni forniscano tutte le informazioni circa le modalità di utilizzo dei contributi versati dai gestori degli impianti che ricevono rifiuti urbani, come previsto dall'art. 35, comma 7, della legge 11 novembre 2014, n. 164, al fine di garantire la massima trasparenza circa i quantitativi dei flussi di rifiuti oggetto di circolazione interregionale. Atto n. 1-00120 TESTOR RIZZOTTI SICLARI MALLEGNI STABILE SERAFINI CANGINI MASINI MOLES - Il Senato, premesso che: il Servizio sanitario nazionale si trova di fronte ad una gravissima carenza di medici, infermieri e medici di famiglia, con pesanti ricadute sulle prestazioni e sulla tutela della salute dei cittadini; la mancanza di medici specialisti all'interno del SSN e l'accelerazione del loro pensionamento sono realtà che stanno rapidamente assumendo i contorni di una vera emergenza nazionale, cui vanno posti correttivi rapidi ed adeguati per evitare il collasso del sistema stesso; da anni ormai, si registra uno scostamento negativo tra il numero annuale di laureati in Medicina e chirurgia e il numero annuale di contratti di formazione specialistica finanziati con risorse statali; l'effetto derivante dalla situazione è quello di produrre un elevato contingente di giovani medici che ogni anno non riesce ad accedere alla formazione post lauream e una carenza di specialisti necessari al Servizio sanitario nazionale; giova sottolineare che già il patto per la salute 2014-2017, per superare le problematicità esposte, aveva introdotto la possibilità di prevedere un accesso innovativo al SSN da parte delle professioni sanitarie, configurando la possibilità per i laureati in Medicina e chirurgia di intraprendere percorsi formativi ad hoc finalizzati all'acquisizione della specialità presso le aziende sanitarie stesse. Tale proposta, però, non fu accolta; attualmente, a fronte di 9.700 laureati in Medicina e chirurgia, vi sono 6.000 posti di specializzazione, ciò comportando che più di 3.000 studenti non possono intraprendere il percorso di specializzazione; sarebbe auspicabile che il nuovo patto per la salute 2019-2021, ad oggi non ancora definito, affrontasse le criticità evidenziate, impegna il Governo: 1) ad assumere iniziative volte a dare l'opportunità ai laureati in Medicina e chirurgia di accedere al servizio sanitario pubblico, seguendo un percorso formativo finalizzato all'acquisizione della specialità presso le aziende sanitarie stesse; 2) a revisionare l'intero sistema formativo, incrementando le procedure concorsuali per i medici dipendenti e incrementando i contratti di formazione specialistica di quanto necessario per coprire il fabbisogno derivante dal pensionamento nel prossimo decennio degli specialisti operanti nel Servizio sanitario nazionale; 3) a raddoppiare il numero di borse di studio per il corso di formazione in medicina generale e riaprire i bandi regionali per l'accesso allo stesso corso per i laureati non ancora abilitati; 4) a promuovere un coordinamento con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e le altre parti interessate per una scelta oculata delle date dei concorsi e reclutare tutte le competenze professionali disponibili nel SSN per incrementare l'offerta formativa e integrare il binomio formazione-università. Atto n. 1-00121 CASTELLONE ANGRISANI MORONESE DE LUCIA PRESUTTO RICCIARDI MAUTONE URRARO DI MICCO SANTILLO LA MURA DI MARZIO SILERI ANASTASI CASTALDI LEONE GAUDIANO PUGLIA VANIN VONO PIARULLI DONNO PIRRO ACCOTO CORRADO TURCO LANNUTTI VACCARO AUDDINO MARINELLO PISANI Giuseppe GRANATO ORTIS MATRISCIANO GIANNUZZI L'ABBATE GRASSI ORTOLANI TAVERNA - Il Senato, premesso che: risulta oramai fin troppo evidente e documentato uno "squilibrio tra i bisogni potenziali di assistenza sanitaria e i criteri allocativi delle risorse adottati" (rapporto annuale ISTAT 2015), incompatibile con i principi fondamentali della nostra Costituzione;