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Noi ci confronteremo nel merito - come abbiamo sempre detto - e speriamo di farlo su una legge che trovi il doveroso punto d'equilibrio tra ordine nei conti e impulso alla crescita. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT,UV)) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, abbiamo deciso di ribadire in questa discussione la questione che più ci ha colpito con riferimento a una parte specifica del milleproroghe, oggetto di vari e numerosissimi emendamenti presentati prima in Senato e poi alla Camera. Abbiamo svolto un dibattito sul tema, a seguito del quale sono passati esclusivamente gli emendamenti che si riferivano ad alcune questioni (ad esempio la sospensione delle utenze), mentre a oggi rimangono irrisolte le questioni sostanziali, relative agli interventi che devono essere fatti. Non c'è ancora - voglio ricordarlo - un Commissario e non sono state prese decisioni con riferimento alle proroghe dei contratti, né per quello che riguarda il settore più importante, cioè il pubblico e tutte le persone che lavorano nei Comuni e negli uffici della Protezione civile, né per tutti quei soggetti con contratti di lavoro coordinato e continuativo o agricolo che non vengono coperti dalla cassa integrazione ordinaria. Quello, però, che ci ha colpito di più questa estate è stata la vicenda di Ischia, perché - come ricorderete e come credo ricordino anche i colleghi del MoVimento 5 Stelle - abbiamo presentato una serie di emendamenti sulla questione del terremoto che ha colpito l'isola Ischia, perché dimenticato. Questa estate, tra una notizia e un'altra, ho appreso che sia il ministro Di Maio, sia successivamente - se la memoria non mi inganna - il premier Conte si sono recati a Ischia e hanno rassicurato il Presidente della Regione e soprattutto i sindaci dei territori colpiti da quel terremoto dimenticato e hanno annunciato, circa una settimana fa - in un decreto-legge che è stato chiamato «decreto emergenze» e che era per lo più finalizzato alla vicenda di Genova - la soluzione anche di alcune questioni relative al terremoto di Ischia. Stando ai fatti, gli emendamenti che sono stati proposti dal Gruppo di Forza Italia relativi a Ischia sono stati sistematicamente bocciati. Poi il Governo ha deciso di attenzionare queste aree e lo ha fatto attraverso la figura di Di Maio prima e di Conte poi. Successivamente viene diffuso un comunicato - mi pare dopo il penultimo Consiglio dei ministri, come prima da me controllato - nel quale si dice che una parte del decreto-legge riguarda anche il terremoto di Ischia. Va bene. Ma questo decreto-legge ha un testo che non si conosce, che il Consiglio dei ministri dovrebbe aver approvato e che qualche giornale del Sud chiama "decreto fantasma": in esso si sta discutendo moltissimo della questione che riguarda - da quello che ho capito - il terzo condono. Probabilmente anche ad Ischia ci sarà il problema, presente in tutto il Centro Italia, di case costruite tantissimi anni fa e, di conseguenza, si presenterà la questione della doppia conformità. Non sappiamo niente di questo decreto-legge, ma si è ritenuto di bocciare tutti gli emendamenti presentati con il milleproroghe. Non voglio affrontare questo argomento con uno spirito eccessivamente polemico che ogni tanto qualche amico della maggioranza mi rimprovera affettuosamente. Non si è però risolto nulla per quanto riguarda le problematiche legate al terremoto, su cui - era stato detto - forse si sarebbero messe le mani con il decreto milleproroghe in seconda lettura. Noi l'abbiamo sperato perché, del resto, in prima lettura alla Camera dei cambiamenti sono stati fatti. Gli emendamenti sono stati tutti quanti bocciati ed erano emendamenti - come sappiamo - suggeriti dai sindaci, da una parte, e dalle categorie, dall'altra. La misura su Ischia è stata bocciata. Abbiamo avuto un'apparizione estiva, un decreto emergenza post estivo e un testo non esistente. Capite che in queste condizioni, con tutto l'affetto che possiamo avere nei confronti di chi cerca di operare nel bene dello Stato, votare siffatte misure ci è risultato un po' complicato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, per la fretta ci ritroviamo ancora una volta in Senato a parlare del milleproroghe. Abbiamo sperato che in prima lettura ci fossero lo spazio politico e del buon senso per lavorare attraverso emendamenti al fine di migliorare il provvedimento, auspicando che quanto previsto porti un reale vantaggio ai cittadini italiani e dia un segno di consapevolezza del nuovo Parlamento agli amministratori locali, che sono la prima interfaccia dei nostri cittadini, coloro che sono in prima linea rispetto alle problematiche del quotidiano e a quello che il Paese reale chiede ogni giorno a tutti quanti noi. Purtroppo questa attesa è stata clamorosamente smentita, perché c'è stata una sostanziale questione di fiducia invisibile, come io la definisco. Già nella prima lettura gli spazi per il confronto sono stati assolutamente compressi; non c'è stata la volontà politica di dialogare e di confrontarsi per apportare dei miglioramenti, come era in animo di fare Fratelli d'Italia, una forza politica che ama definirsi di opposizione patriottica, nell'interesse della nostra Nazione. E quella fretta ha finito per tradire anche la maggioranza, costretta poi a porre la fiducia alla Camera dei deputati e a tornare qui non senza qualche imbarazzo, così come è avvenuto per ciò che riguarda il mondo dei precari della scuola. Nei mesi di campagna elettorale si sono sprecate le promesse e gli impegni nei confronti delle migliaia di persone che, legittimamente, da anni aspettano una risposta chiara, precisa e - secondo noi - la tutela di un loro diritto di lavoratori. Ebbene, dopo il disastro - è bene ribadirlo - della buona scuola, della legge n. 107 del 2015, che prevedeva di mettere fuori dal mondo della scuola persone con tanti anni di insegnamento, come nel caso dei diplomati magistrali, è sopraggiunta la politica del reale di quello che si autodefinisce Governo del cambiamento. Anche la confusione che si è generata su alcuni emendamenti oggi ci riporta qui a ridiscutere quello che già ci siamo detti nella prima settimana di agosto. Quello del mondo della scuola, però, è soltanto uno degli aspetti sui quali si poteva e si doveva intervenire in maniera diversa. E lo ripeterò fino alla noia, perché conosco bene quello che c'è nell'animo di tanti colleghi, o almeno di quelli che, come me, hanno avuto l'onore e l'onere di essere amministratori delle Province. Noi abbiamo, per colpa della legge Delrio, un livello istituzionale fantasma in Italia. Oggi le Province sono veramente un ente inutile. Non lo erano ieri. Allora noi auspichiamo - e lo avevamo fatto già attraverso la presentazione di emendamenti, che riproponiamo con minore fiducia, purtroppo, in base a quello che si percepisce - che non si metta al centro la questione delle elezioni. Oggi le elezioni per le Province sono veramente poco significative. Si tratta di trovare eroi che vadano a rappresentare un livello istituzionale completamente svuotato della possibilità sostanziale di dare risposte ai territori.