[resaula]

Questo si basa sull'utilizzo della rete internet all'interno dei processi produttivi per ottimizzare l'integrazione e il coordinamento sia all'interno della fabbrica sia lungo tutta la supply chain nel rapporto con i fornitori e soprattutto con i consumatori. La novità principale del paradigma è quella di poter offrire prodotti personalizzati (mass customization) ad un prezzo che consente la vendita su mercati ampi. Il tutto è reso possibile da molteplici tecnologie oggi accessibili per le imprese a costi sostenibili come i CPS (Cyber Physical Systems) che consentono tramite l'Internet delle cose di costruire processi dinamici e flessibili pronti ad adattarsi alle richieste dei consumatori, i big data da loro prodotti che consentono di monitorare ed ottimizzare i processi in tempo reale, la robotica collaborativa che può contribuire a ridurre la fatica dei lavoratori e migliorarne la produttività così come i wearable devices e gli esoscheletri (...)"; come emerge dai dati e dai numeri diffusi dagli organi di stampa, il 2018 è stato un anno record in termini di produzione di macchine utensili, robot e automazione a favore di quella che è l'era della quarta rivoluzione industriale. La quarta rivoluzione industriale ha un importante impatto sulla produzione, favorendo la crescita della domanda e continuando a promuovere l'emancipazione del Paese verso orizzonti tecnologici, che si allontanano sempre più dal modo tradizionale di fare impresa. In particolare, la legge di Bilancio per il 2019 (di cui alla legge n. 145 del 2018), ha sottolineato l'importanza di rivedere il concetto di industria 4.0 facendolo evolvere in impresa 4.0, con lo scopo di sottolineare che tali argomenti non riguardano solo le grandi multinazionali, bensì soprattutto le piccole e medie imprese. Esse risentono ancor di più dell'esigenza di modificare il proprio processo produttivo, puntando all'interconnessione e alla multidimensionalità; considerato altresì che: la Politica agricola comune (PAC) rappresenta l'insieme delle regole che l'Unione europea, fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralità del comparto agricolo per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri. La PAC, ai sensi dell'articolo 39 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, persegue i seguenti obiettivi: incrementare la produttività dell'agricoltura; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori; la ricerca, l'innovazione e la formazione rappresentano le chiavi per allineare il settore primario alle esigenze di sostenibilità, coerentemente con le previsioni strategiche di Europa 2020 e con la programmazione dei fondi europei che sostengono la ricerca e l'innovazione per il periodo 2014-2020. Ed infatti, proprio da queste considerazioni nasce il Piano strategico nazionale per l'innovazione e la ricerca nel settore agricolo alimentare e forestale (2014-2020) che, dopo una dettagliata analisi dei fabbisogni di innovazione del sistema agroalimentare e forestale italiano, definisce la strategia di intervento articolandola su 6 aree tematiche. Orbene, come si legge sul sito del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, "il Piano è inteso come strumento dinamico: aggiornamenti della strategia e dei contenuti tecnico-scientifici delle 6 aree strategiche descritte e del settore Pesca intervengono nel corso della sua durata e possono riguardare specifici aspetti dei settori produttivi citati nel Piano o altri aspetti da integrare, ove necessari. Fra gli strumenti per la realizzazione degli obiettivi del PEI a livello nazionale, oltre alla programmazione formulata nei PSR delle Regioni e delle Province autonome, un ruolo chiave è svolto dalla Rete Rurale Nazionale che si raccorda, nel suo operato in tema di innovazione, alla Rete europea per l'innovazione. (...) Ed ancora, il "Piano strategico per l'innovazione e la ricerca nel settore agricolo, alimentare e forestale" descrive la strategia per il periodo 2014-2020 condivisa da Mipaaf e Regioni per le azioni di innovazione e ricerca, rispondendo al dettato della prima delle sei priorità del regolamento europeo per lo sviluppo rurale (Regolamento UE n. 1305/2013): "Promuovere il trasferimento di conoscenze ed innovazione nel settore agricolo e forestale nelle zone rurali". La strategia per l'innovazione e la ricerca, basata sull'analisi dei fabbisogni di innovazione del settore, è stata delineata a seguito di un percorso ampiamente partecipato tra Mipaaf, Regioni, imprese, settori produttivi e ricercatori nel periodo 2012-2014"; inoltre, "dando seguito alla propria Comunicazione "Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura" [COM (2017)713], pubblicata il 29 novembre 2017, lo scorso 1° giugno la Commissione europea ha presentato le proposte legislative per la riforma della Politica Agricola Comune valida per il periodo 2021-2027. (...) Il Parlamento europeo ed il Consiglio sono ora chiamati a valutare, sulla base della procedura legislativa ordinaria, gli schemi di regolamento per la loro successiva approvazione (...) " ; considerato, infine, che: nelle linee programmatiche presentate alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato dal ministro Teresa Bellanova, in data 9 ottobre 2019, si legge che: " (...) Il Piano strategico nazionale, che rappresenta uno dei tratti caratterizzanti della proposta di riforma della PAC post 2020, dovrà essere un'opportunità anche per le regioni. Per il nostro Paese rappresenta la possibilità di dare risposte alle diverse realtà produttive, valorizzando le differenze e allo stesso tempo tenendo alta l'ambizione di costruire politiche di lungo respiro per il settore primario. (...) Allo stesso modo ritengo fondamentale il lavoro in ambito europeo, per riaffermare il ruolo e il modello di agricoltura italiano, soprattutto in vista della riforma delle Politica Agricola Comune e nella definizione degli accordi commerciali. Partiamo da un elemento chiave: i fondi europei per la PAC 2020 non devono prevedere tagli. È necessario: assicurare al settore agricolo e agroalimentare le risorse comunitarie necessarie per attuare politiche volte al rafforzamento della competitività del Made in Italy, al miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi e proprio al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili dell'Agenda 2030; migliorare l'attuale proposta di riforma della PAC post 2020 in modo da salvaguardare il ruolo delle Regioni nella programmazione e gestione delle politiche, in particolare dello sviluppo rurale. ; negoziare a livello UE politiche volte al rafforzamento del sostegno al reddito delle imprese agricole, in particolare a carico dei settori produttivi più rilevanti per il Made in Italy, rivedendo ed estendendo il modello delle Organizzazioni Comuni di Mercato; riorientare il sostegno della PAC in modo da privilegiare i settori più strategici ed evitare lo spopolamento delle aree rurali; tutelare tutto il Made in Italy e garantire trasparenze e reciprocità negli accordi commerciali. Su tutti questi punti il dialogo con voi sarà costante per aggiornarvi sull'avanzamento delle trattative e per verificare i progressi del negoziato, così come condividere i miglioramenti da apportare ad alcuni accordi per una più forte salvaguardia del Made in Italy (...)"