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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 23 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE CONSULTIVA A.S. n. 955 Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici DDL 955 Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici, (Parere alla 2 a Commissione. Esame. Parere favorevole) La senatrice PACIFICO ( M5S ), relatrice, illustra il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati, che reca misure di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione e norme in materia di prescrizione del reato e di trasparenza dei partiti e movimenti politici, su cui la Commissione è chiamata a rendere un parere alla 2 a Commissione sul disegno di legge Il testo, composto di 15 articoli suddivisi in 2 Capi, introduce modifiche alle norme del codice penale, del codice di procedura penale e del codice civile, nonché ad una serie di disposizioni legislative in materie correlate, fra cui la legge n. 146 del 2006 di ratifica della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale. Le modifiche all'ordinamento vigente sono motivate dall'esigenza di recepire alcune raccomandazioni rivolte al legislatore italiano da organismi sovranazionali quali l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), attraverso l'attività del Gruppo di lavoro sulla corruzione ( Working Group on Bribery ), lo strumento chiamato a verificare l'attuazione della Convenzione del 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, ed il Consiglio d'Europa, attraverso l'attività del Gruppo di Stati contro la corruzione, denominato GRECO ( Group of States against Corruption ). Il GRECO, in particolare, quale organismo istituito dal Consiglio d'Europa nel 1999 con lo scopo di monitorare il livello di conformità delle legislazioni nazionali agli standard anti-corruzione codificati nella Convenzione penale sulla corruzione del 1999, ratificata dal nostro Paese con la legge n. 110 del 2012, lo scorso giugno, ha presentato un Addendum al secondo Rapporto di conformità, formulando una serie di raccomandazioni per adeguare la legislazione italiana al testo convenzionale. Limitandosi dunque agli aspetti di competenza della 3 a Commissione, la relatrice evidenzia come l'articolo 1 del disegno di legge, che dispone una serie di modifiche al codice penale, è finalizzato, tra l'altro, a conformare l'ordinamento interno agli obblighi convenzionali in materia di corruzione in relazione ai reati contro la pubblica amministrazione. In particolare, le lettere a ) e b ) aboliscono la necessità della richiesta del Ministro della giustizia e della denuncia della persona offesa per il perseguimento di reati di corruzione e di altri delitti contro la pubblica amministrazione commessi all'estero da un cittadino italiano o straniero presente sul territorio nazionale. Le misure appaiono in linea con l'indicazione contenuta nella Raccomandazione IX del GRECO, volta appunto ad abolire la condizione, ove applicabile, che l'azione penale per atti di corruzione commessi all'estero debba essere preceduta da una richiesta del Ministro della giustizia o della istanza o querela della persona offesa. In parziale accoglimento della Raccomandazione II del citato gruppo GRECO del Consiglio d'Europa, appare anche la successiva lettera o ) con cui viene esteso l'ambito di applicazione dei delitti previsti dall'articolo 322- bis del codice penale, in materia di corruzione internazionale dei pubblici agenti, a funzionari extra UE ovvero a chi esercita, nelle organizzazioni pubbliche internazionali, funzioni corrispondenti a quelle di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio e ai membri di assemblee parlamentari internazionali o organizzazioni internazionali. L'intento sotteso è quello di rendere la normativa nazionale pienamente conforme ai requisiti degli articoli 5, 6, 9, 10 e 11 della Convenzione penale del Consiglio d'Europa sulla corruzione. L'articolo 4, nel novellare alcuni articoli del codice civile, interviene sulle disposizioni penali in materia di società, consorzi ed altri enti privati contenute nel codice civile, prevedendo la procedibilità d'ufficio per i delitti di corruzione tra privati (articolo 2635 c.c.) e di istigazione alla corruzione tra privati (articolo 2635- bis c.c.). Rispetto alla disciplina vigente, che stabilisce che la tutela sia rimessa al potere discrezionale del soggetto leso, il disegno di legge in esame applica il modello della lotta alla corruzione di stampo pubblicistico  per la quale si prevede la procedibilità d'ufficio  anche alla corruzione tra privati, dando seguito a una specifica richiesta avanzata in tal senso nell'ambito delle attività del Consiglio d'Europa. La relatrice segnala, inoltre, che l'articolo 6, che è volto ad estendere la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione - fattispecie riconducibili alla corruzione e i delitti di turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, introduce una modifica alla legge n. 146 del 2006 di ratifica della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale. Nella relazione illustrativa del provvedimento si specifica che la novella intende dare attuazione a quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall'Assemblea generale nel 2003 (la cosiddetta convenzione di Merida), e ratificata dal nostro Paese con la legge n. 116 del 2009, che all'articolo 50 prevede espressamente che per combattere efficacemente la corruzione, ciascuno Stato possa adottare le misure necessarie, con i propri mezzi, a consentire l'appropriato impiego da parte delle autorità competenti della consegna controllata e, laddove ritenuto opportuno, di altre tecniche speciali di investigazione, quali la sorveglianza elettronica o di altro tipo e le operazioni sotto copertura, entro il suo territorio, e a consentire l'ammissibilità in tribunale della prova così ottenuta. Il disegno di legge prevede inoltre - articolo 8 - che il Governo italiano non rinnovi, alla scadenza già fissata al 1° ottobre 2019, le riserve che l'Italia ha apposto alla Convenzione penale sulla corruzione del 1999 e ratificata dal nostro Paese con la legge n. 110 del 2012, riserve che riguardano, fra le altre, la possibilità di non configurare come infrazione penale gli atti di corruzione passiva di agenti pubblici stranieri e dei componenti di assemblee pubbliche straniere, e le condotte contemplate dall'articolo 4 della Convenzione - relative alla corruzione - che implichino dei membri delle assemblee parlamentari di organizzazioni internazionali di cui l'Italia è parte. Passando all'esame del Capo II, composto dagli articoli da 9 a 15, evidenzia come esso rechi nuove norme in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici.