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1, nonché per i reati di cui agli articoli 416 e 416- bis , se l'associazione è diretta alla commissione dei delitti previsti dal presente capo, segue l'applicazione delle pene accessorie previste dagli articoli 30 e 36, nonché il divieto per la durata indicata dal citato articolo 30 di ottenere: 1) iscrizioni o provvedimenti, comunque denominati, a contenuto autorizzatorio, concessorio o abilitativo, per lo svolgimento di attività imprenditoriali; 2) l'accesso a contributi, finanziamenti o mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o dell'Unione europea, per lo svolgimento di attività imprenditoriali. Negli stessi casi il giudice, se il fatto è di particolare gravità o in caso di recidiva specifica, può disporre la chiusura dello stabilimento o dell'esercizio in cui il fatto è stato commesso da uno a dodici mesi, ovvero la revoca dei provvedimenti di cui al primo comma, numero 1). Nel caso di condanna per il delitto di cui all'articolo 517- quater , si applicano le pene accessorie di cui al primo comma se viene ritenuta la sussistenza di taluna delle circostanze aggravanti previste dall'articolo 517- octies . Art. 517- decies. – (Confisca obbligatoria e per equivalente). – Nei casi di cui agli articoli 517- quater , 517- quater. 1, 517- sexies e 517- septies è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prodotto, il prezzo o il profitto. Quando non è possibile eseguire il provvedimento di cui al primo comma, il giudice ordina la confisca dei beni di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente al profitto. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 322- ter . Le disposizioni del presente articolo si osservano anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale»; f al libro II, la rubrica del titolo VIII è sostituita dalla seguente: «Dei delitti contro l'economia pubblica, l'industria, il commercio e il patrimonio agroalimentare». 3 (Modifiche al codice di procedura penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale) 1 Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 354, comma 2, primo periodo, dopo le parole: «delle cose» sono aggiunte le seguenti: «anche mediante prelievo di campioni rappresentativi»; b all'articolo 392, comma 2, dopo le parole: «previsti dall'articolo 224- bis » sono aggiunte, in fine, le seguenti: «, ovvero attività di analisi di alimenti sottoposti a sequestro ancorché non deperibili». 2 Alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 86, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 - bis . Il giudice può disporre che i prodotti di cui abbia ordinato la confisca siano assegnati per esclusive finalità di assistenza e beneficenza a enti territoriali o ad altri enti pubblici, ad associazioni o consorzi che abbiano per statuto o atto costitutivo compiti assistenziali per la distribuzione gratuita a persone bisognose, previa rimozione dell'eventuale marchio o segno distintivo o indicazione, anche figurativa, che costituisce reato ovvero previo declassamento merceologico o regolarizzazione amministrativa. La destinazione del prodotto a finalità diverse da quelle assistenziali è punita ai sensi dell'articolo 316- bis del codice penale»; b all'articolo 132- bis , comma 1, lettera b) , dopo le parole: «circolazione stradale,» sono inserite le seguenti: «ai delitti contro la salute pubblica e la sicurezza degli alimenti, al delitto di agropirateria,»; c all'articolo 223, comma 1, dopo le parole: «la revisione» sono inserite le seguenti: «ovvero se, per deperibilità, modificabilità o quantità del campione, non è possibile la ripetizione delle analisi». 4 (Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1 Al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo l'articolo 6 è inserito il seguente: «Art. 6- bis. – (Modelli di organizzazione dell'ente qualificato come impresa alimentare). – 1. Nei casi di cui all'articolo 6, il modello di organizzazione e gestione idoneo ad avere efficacia esimente o attenuante della responsabilità amministrativa delle imprese alimentari costituite in forma societaria, come individuate ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, deve essere adottato ed efficacemente attuato assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici, a livello nazionale e sovranazionale, relativi: a) al rispetto degli standard relativi alla fornitura di informazioni sugli alimenti; b) alle attività di verifica sui contenuti delle comunicazioni pubblicitarie al fine di garantire la coerenza degli stessi rispetto alle caratteristiche del prodotto; c) alle attività di vigilanza con riferimento alla rintracciabilità, ovvero alla possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un prodotto alimentare attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione; d) alle attività di controllo sui prodotti alimentari, finalizzati a garantire la qualità, la sicurezza e l'integrità dei prodotti e delle relative confezioni in tutte le fasi della filiera; e) alle procedure di ritiro o di richiamo dei prodotti alimentari importati, prodotti, trasformati, lavorati o distribuiti non conformi ai requisiti di sicurezza degli alimenti; f) alle attività di valutazione e di gestione del rischio, compiendo adeguate scelte di prevenzione e di controllo; g) alle periodiche verifiche sull'effettività e sull'adeguatezza del modello. 2. I modelli di cui al comma 1, avuto riguardo alla natura e alle dimensioni dell'organizzazione e del tipo di attività svolta, devono in ogni caso prevedere: a) idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività ivi prescritte; b) un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello; c) un idoneo sistema di vigilanza e controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla genuinità e alla sicurezza dei prodotti alimentari, alla lealtà commerciale nei confronti dei consumatori, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 3.