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Gli ulteriori articoli dispongono altresì che la persona estradata non possa essere sottoposta a nessuna misura restrittiva o detentiva per un reato commesso anteriormente alla consegna e diverso da quello che ha dato luogo all'estradizione, secondo il cosiddetto principio di specialità (articolo 11), e pongono un generale divieto di riestradizione verso uno Stato terzo per reati commessi anteriormente alla consegna senza il consenso dello Stato richiesto (articolo 12). Il testo disciplina inoltre i casi di arresto provvisorio della persona richiesta (articolo 8) e di richieste di estradizione avanzate da più Stati (articolo 13), e pone norme in relazione alle modalità di consegna della persona richiesta e di cose (articoli 14-16). Da ultimo, il Trattato stabilisce le condizioni per il transito nel territorio di uno dei due Paesi contraenti di una persona consegnata all'altra Parte da uno Stato terzo (articolo 17), e reca disposizioni per la suddivisione delle spese fra i due Paesi contraenti in relazione al procedimento per la richiesta di estradizione (articolo 18) oltre che per la soluzione di eventuali controversie applicative o interpretative dell'accordo bilaterale (articolo 21). Il Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale, composto di 27 articoli, è finalizzato a promuovere una migliore collaborazione in materia di cooperazione giudiziaria penale fra Italia e il Costa Rica al fine di renderla rapida ed efficace, conformemente ai princìpi del diritto internazionale. In virtù di tale accordo, i due Paesi si impegnano a prestarsi assistenza giudiziaria in ogni procedimento concernente reati la cui repressione risulta essere di competenza dello Stato richiedente. In particolare l'articolo 1 prevede che le Parti si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, che riguarderà un esteso novero di atti, fra i quali la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione degli atti giudiziari, la citazione di testimoni, di persone offese, e di persone sottoposte a procedimento penale, nonché l'acquisizione e la trasmissione di atti, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni e l'esecuzione di indagini. Il Trattato, che prevede che l'assistenza giudiziaria possa essere prestata anche quando il fatto per il quale è richiesta non costituisce reato nello Stato richiesto (articolo 2), disciplina altresì le ipotesi di rifiuto o rinvio dell'assistenza (articolo 3) ed individua le Autorità Centrali designate dalle Parti per le richieste di assistenza (articolo 4). L'articolo 5 contiene quindi una dettagliata disciplina dei requisiti formali e di contenuto che devono caratterizzare la richiesta, mentre l'articolo 19 contempla la possibilità che le Parti prestino altre forme di assistenza o cooperazione giudiziaria in virtù di specifici accordi, di intese o di pratiche condivise, se conformi ai rispettivi ordinamenti giuridici, compresa la costituzione di squadre investigative comuni per operare nei territori di ciascuno Stato al fine di agevolare le indagini o i procedimenti penali relativi a reati che coinvolgono entrambi gli Stati. Da ultimo il Trattato disciplina lo scambio di informazioni tra gli Stati, prevedendo la trasmissione di informazioni sui procedimenti penali, sui precedenti penali e sulle condanne inflitte nei confronti dei cittadini dell'altro Stato (articolo 20), lo scambio di informazioni sulla legislazione, sia sostanziale sia processuale (articolo 21), e infine la trasmissione di sentenze e di certificati penali (articolo 22). Il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta complessivamente in poco più di 111.000 euro annui a decorrere dal 2019, ascrivibili in parte prevalente alle spese per l'estradizione delle persone condannate e per le missioni dei loro accompagnatori. L'analisi delle compatibilità dei due accordi bilaterali non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con la normativa dell'Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Non essendovi richieste di intervento, il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LXXXVI, N. 2 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il Documento in titolo, valutati in dettaglio i contenuti e gli obiettivi politici attesi dall'Esecutivo italiano in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea; preso atto che in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali si esplicita l'obiettivo dell'Esecutivo italiano a voler promuovere un'Europa più forte, più solidale e più vicina ai suoi cittadini, dando impulso ai negoziati per la proposta di riforma dell'istituto dell'iniziativa dei cittadini europei e alla proposta di accordo interistituzionale su un registro di trasparenza obbligatorio; apprezzato l'impegno a voler garantire, in relazione all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, un'adeguata protezione degli interessi e la piena reciprocità dei diritti dei cittadini degli altri Stati membri in territorio britannico, a tutela anche della numerosa comunità italiana residente; apprezzato il richiamo, in relazione alle politiche settoriali, alla necessità di realizzazione di una strategia europea strutturata su politiche comuni in materia di immigrazione, in particolare di contrasto alla tratta degli esseri umani, con una condivisione da parte degli Stati membri delle misure per la protezione dei confini esterni e per una ripartizione equa delle pressioni derivanti dai flussi migratori; preso atto della disponibilità dell'Esecutivo italiano a valutare in modo costruttivo la proposta della Commissione di rafforzare l'efficacia della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e di quella di sicurezza e difesa comune (PSDC) attraverso l'introduzione del voto a maggioranza qualificata in settori quali quelli delle sanzioni, dei diritti umani e delle missioni civili; espresso apprezzamento per il richiamo alla necessità di assicurare centralità all'area mediterranea nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune, tenuto conto dell'instabilità della regione e dei rischi sistemici che ne derivano per la sicurezza dell'intera Unione europea; preso atto con favore della volontà dell'Esecutivo italiano di voler continuare a sollecitare il sostegno degli strumenti e delle risorse della politica estera e di sicurezza comune alla ricerca di soluzioni strutturali al problema migratorio, in particolare con riferimento alla rotta del Mediterraneo centrale; apprezzato l'impegno per una equa ripartizione delle responsabilità sui flussi migratori a livello europeo e perché l'attenzione venga spostata dai movimenti secondari ai movimenti primari che coinvolgono la frontiera esterna dell'Unione europea; preso atto del consolidamento del partenariato strategico con la Cina attraverso l'attuazione della cooperazione rafforzata prevista dall'Agenda strategica 2020 per la cooperazione Unione europea-Cina;