[pronunce]

di ordigni bellici, e dall'altra partecipa della tutela generale prevista dalla stessa disposizione censurata in favore dei soggetti civili non militarizzati; che comunque la medesima opera di sminamento - in quanto svolta nel contesto di un rapporto di lavoro pubblico o privato - è parimenti tutelata nel caso di insorgenza di una malattia professionale non causata dallo &laquo;scoppio&raquo; di ordigni bellici, ma non di meno legata con nesso di causalità all'attività lavorativa, come verificatosi - secondo la Corte rimettente - nella fattispecie al suo esame; che quindi non sussiste affatto, sotto alcun profilo, la carenza di tutela assunta dalla Corte rimettente a fondamento della censura di violazione del principio di eguaglianza; che conseguentemente la sollevata questione di costituzionalità è manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, ultimo comma, della legge 18 marzo 1968, n. 313 (Riordinamento della legislazione pensionistica di guerra), nel testo risultante dall'art. 8, ultimo comma, del d. P. R. 23 dicembre 1978, n. 915 (Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte dei conti sezione giurisdizionale per la Regione Lazio con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 ottobre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 ottobre 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA