[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 21-bis, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244 (Misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e la realizzazione dei nuovi interventi nelle aree depresse), convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1995, n. 341, promosso dalla Corte di cassazione, sezione seconda civile, nel procedimento vertente tra G. D. V. e altri e il Comune di Pescopagano, con ordinanza del 17 gennaio 2023, iscritta al n. 26 del registro ordinanze 2023 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 11, prima serie speciale, dell'anno 2023. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udita nella camera di consiglio del 20 settembre 2023 la Giudice relatrice Emanuela Navarretta; deliberato nella camera di consiglio del 20 settembre 2023.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 17 gennaio 2023, iscritta al n. 26 del registro ordinanze 2023, la Corte di cassazione, sezione seconda civile, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 21-bis, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244 (Misure dirette ad accelerare il completamento degli interventi pubblici e la realizzazione dei nuovi interventi nelle aree depresse), convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1995, n. 341, nella parte in cui non prevede la cessione gratuita in proprietà, ai relativi assegnatari, degli alloggi prefabbricati costruiti o acquistati dai comuni delle Regioni Campania e Basilicata, quali concessionari del Commissario straordinario per il terremoto del 1980, ai sensi del decreto-legge 26 novembre 1980, n. 776 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal terremoto del novembre 1980), convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 1980, n. 874, per violazione dell'art. 3 della Costituzione sotto il profilo della irragionevole disparità di trattamento rispetto agli assegnatari degli alloggi prefabbricati costruiti dallo Stato, ai sensi del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75 (Ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981), convertito, con modificazioni, nella legge 14 maggio 1981, n. 219. 2.- In punto di fatto, il rimettente riferisce che G. D. V. e altri dodici detentori di prefabbricati, assegnati dal Comune di Pescopagano, avevano convenuto quest'ultimo dinanzi al Tribunale ordinario di Melfi, chiedendo, tra l'altro, una pronuncia di trasferimento della proprietà dei citati alloggi in favore dei rispettivi occupanti, ai sensi dell'art. 21-bis del d.l. n. 244 del 1995, come convertito. Gli alloggi, che erano stati allestiti per l'emergenza dovuta al terremoto dell'Irpinia del 1980, erano nella titolarità del Comune di Pescopagano, che li aveva acquistati con fondi dello Stato. Il giudice a quo ricorda che la decisione di primo grado era stata favorevole agli attori, mentre, a seguito dell'impugnazione di tale sentenza da parte del Comune, la Corte d'appello di Potenza aveva loro negato il diritto al trasferimento gratuito degli alloggi assegnati. 3.- Avverso la pronuncia di secondo grado G. D. V. e alcuni appellati (o loro aventi causa) ricorrevano per cassazione, sostenendo l'applicabilità alla loro situazione del disposto di cui all'art. 21-bis del d.l. n. 244 del 1995, come convertito. 3.1.- In particolare, con i motivi secondo e terzo, i ricorrenti facevano proprie «le argomentazioni svolte dall'Avvocatura Generale dello Stato in una nota del 19 aprile 1999, di risposta ad un quesito posto dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Salerno». In base alla citata nota, secondo quanto riporta il rimettente, l'art. 21-bis del d.l. n. 244 del 1995, come convertito, avrebbe dovuto formare «oggetto di una interpretazione estensiva» vòlta a predicarne «l'applicabilità non soltanto nella ipotesi di alloggi prefabbricati costruiti dallo Stato con fondi stanziati dal decreto-legge n. 75/1981», ma anche ove la realizzazione degli alloggi prefabbricati fosse stata «disposta da enti territoriali minori utilizzando fondi, pur sempre statali, stanziati con atti legislativi diversi dal decreto-legge n. 275/1981 [recte: n. 75/1981], trattandosi, in ogni caso, di interventi tutti accomunati dallo scopo di sovvenire le popolazioni colpite dal terremoto dell'Irpinia del 1980». Inoltre, il giudice a quo precisa che, secondo i ricorrenti, «quando l'articolo 21 bis del decreto-legge n. 244/1995» deve essere «applicato in relazione ad alloggi prefabbricati di proprietà di enti territoriali diversi dallo Stato [...], l'obbligo di trasferire la proprietà dell'alloggio all'occupante che ne abbia fatto richiesta non può che gravare sull'Ente territoriale proprietario, al quale, quindi, va riconosciuta la legittimazione passiva rispetto alla domanda giudiziale di pronuncia traslativa». 3.2.- Nel giudizio principale - in base a quanto riferisce la Corte di cassazione - risultano non contestati i seguenti fatti: l'avvenuto acquisto della proprietà degli immobili da parte del Comune di Pescopagano, quale concessionario del Commissario straordinario del Governo per le zone terremotate; la stipula del contratto di acquisto degli alloggi in data «28 luglio 1981 "ai sensi della legge 874/1980"»; il pagamento del relativo prezzo da parte del Comune con l'«imputazione della spesa sul fondo di contabilità» speciale aperto in favore del Commissario straordinario. 3.3.- Premesso ciò, il rimettente identifica «il nucleo della questione [...] nello stabilire se gli alloggi prefabbricati acquistati ed installati dai comuni della Campania e della Basilicata, quali concessionari dello Stato, con i fondi di cui al decreto-legge 776/1980, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 874/1980, possano essere compresi nel perimetro applicativo della disposizione» recante la norma censurata. 3.3.1.- Il giudice a quo si confronta, da principio, con la tesi che sostiene la soluzione affermativa, riportando una duplice interpretazione. 3.3.1.1.- La prima è quella esposta dall'Avvocatura generale dello Stato, nella già richiamata nota del 19 aprile 1999, in base alla quale - secondo quanto riferisce il rimettente - la soluzione ermeneutica sarebbe necessaria al fine di non «vanificare lo scopo prefissosi dal legislatore». In particolare, la via interpretativa - a detta della citata nota, per come riportata dal giudice a quo - non sarebbe preclusa dai commi 3 e 4 dello stesso art. 21-bis, che disciplinano la procedura di presentazione delle domande di trasferimento della proprietà dei prefabbricati.