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Conversione in legge del decreto-legge 16 maggio 2016, n. 67, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché misure urgenti per la sicurezza. Onorevoli Senatori. -- Il provvedimento prevede disposizioni volte ad assicurare la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali, nonché degli interventi di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione, per il periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. Sono previsti, altresì, la proroga, fino al 31 dicembre 2016, dell’impiego del personale delle Forze armate per le esigenze di sicurezza connesse con lo svolgimento del Giubileo straordinario della Misericordia e di quelle di alcune specifiche aree del territorio nazionale, nonché l’incremento di 750 unità del contingente di personale delle Forze armate impiegato nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, per il periodo dal 9 maggio 2016 al 31 dicembre 2016. Il provvedimento, suddiviso in tre capi, è composto di dodici articoli. Il Capo I prevede disposizioni relative alle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. In particolare, l’ articolo 1 prevede le autorizzazioni di spesa relative alle missioni internazionali che si svolgono in Europa. In particolare, il comma 1 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alle seguenti missioni internazionali nei Balcani, in linea con la risoluzione delle Nazioni Unite 1244 (1999): a) Multinational Specialized Unit (MSU), missione NATO svolta in Kosovo da carabinieri, insieme ad appartenenti a Forze di polizia militare di altri Paesi, con compiti di mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, a supporto delle autorità locali, e per il reinserimento dei rifugiati; European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), di cui all’azione comune 2008/124/PESC adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 4 febbraio 2008, modificata e prorogata, da ultimo, fino al 14 giugno 2016 dalla decisione 2014/349/PESC del Consiglio, del 12 giugno 2014. La missione ha il mandato di assistere istituzioni, autorità giudiziarie e servizi di contrasto kosovari, nella loro evoluzione verso la sostenibilità e la responsabilizzazione e nell’ulteriore sviluppo e rafforzamento dell’indipendenza di un sistema giudiziario multietnico e di forze di polizia e doganali multietniche, assicurando che tali istituzioni non subiscano ingerenze politiche e aderiscano alle norme riconosciute a livello internazionale e alle migliori prassi europee. La missione assolve il mandato mediante attività di monitoraggio, tutoraggio e consulenza, mantenendo nel contempo alcune responsabilità esecutive ; b) Joint Enterprise , missione NATO svolta nell’area balcanica, con compiti di attuazione degli accordi sul cessate il fuoco, di assistenza umanitaria e supporto per il ristabilimento delle istituzioni civili. La missione è frutto della riorganizzazione della presenza NATO nei Balcani operata alla fine del 2004, che ha determinato l’unificazione di tutte le operazioni condotte nei Balcani ( Kosovo Force -- KFOR, interazione NATO-UE, NATO Headquarters -- HQ di Skopje, Tirana e Sarajevo) in un unico contesto operativo (definito dalla Joint Operation Area ), a seguito del passaggio di responsabilità delle operazioni militari in Bosnia-Erzegovina dalle forze NATO (SFOR) a quelle dell’Unione europea (EUFOR). Il comma 2 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare italiano alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata EUFOR ALTHEA. La missione – istituita dall’azione comune 2004/570/PESC adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 12 luglio 2004 – ha l’obiettivo di contribuire al mantenimento delle condizioni di sicurezza per l’attuazione dell’accordo di pace di Dayton, aprendo altresì la strada all’integrazione della Bosnia-Erzegovina nell’Unione europea. Con la risoluzione 2247 (2015) adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 10 novembre 2015, continua a essere confermato il riconoscimento alla missione del ruolo principale per la stabilizzazione della pace sotto gli aspetti militari, da svolgere in collaborazione con il NATO HQ presente a Sarajevo, e il relativo mandato è stato rinnovato per un periodo di dodici mesi, fino al 10 novembre 2016. Il contingente internazionale è di circa 800 unità. I Paesi contributori sono in totale 22, di cui 17 Stati membri dell’UE a cui si aggiungono Albania, Cile, Macedonia, Svizzera e Turchia. Nell’ambito di EUFOR ALTHEA opera la missione Integrated Police Unit (IPU), con il compito di sviluppare capacità nei settori dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché di supportare i compiti civili connessi con gli accordi di pace. Il comma 3 autorizza la spesa per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza) in Albania e nei Paesi dell’area balcanica. I programmi di cooperazione sono svolti in attuazione degli accordi sottoscritti con le competenti autorità di detti Paesi, con finalità sia di assistenza ai vertici delle relative amministrazioni nella riorganizzazione delle strutture di polizia e nell’adozione di politiche comuni sulla sicurezza, sia di miglioramento dell’efficacia delle relative Forze di polizia nelle attività di cooperazione operativa attraverso la condivisione di norme e di esperienze nelle azioni di intervento, nonché lo sviluppo di programmi formativi. Il comma 4 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), già illustrata in riferimento alle missioni di cui al comma 1, e alla missione denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK). L’UNMIK, forza internazionale delegata all’amministrazione civile del Kosovo, costituita sulla base della risoluzione 1244 (1999) adottata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU il 10 giugno 1999, ha il compito di organizzare le funzioni amministrative essenziali, creare le basi per una solida autonomia e per l’autogoverno del Kosovo, facilitare il processo politico per determinare il futuro status del Kosovo, coordinare gli aiuti umanitari di tutte le agenzie internazionali, fornire sostegno alla ricostruzione delle infrastrutture più importanti, mantenere l'ordine pubblico, far rispettare i diritti umani, assicurare la sicurezza e il regolare ritorno in Kosovo di tutti i rifugiati e i dispersi. Il comma 5 autorizza la spesa per la partecipazione di due magistrati collocati fuori ruolo alla missione dell’Unione europea denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), già illustrata in riferimento al comma 4.