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L'articolo 8 riguarda i sistemi informativi. L'articolo 9 stabilisce che l'Agenzia conduce autonome indagini di customer satisfaction sui servizi erogati nei diversi canali e nei confronti della generalità dei contribuenti ovvero di specifiche tipologie. L'articolo 10 riguarda le modalità di esercizio della funzione di vigilanza. L'articolo 11 chiarisce che il Piano annuale (Allegato 1) individua, in relazione ai servizi dovuti, le strategie per la riscossione dei crediti affidati e le modalità organizzative per la gestione della funzione di riscossione, gli obiettivi quantitativi da raggiungere nonché i relativi indicatori. L'articolo 12 ricorda che l'Agenzia è sottoposta al monitoraggio costante dell'Agenzia delle entrate secondo principi di trasparenza e pubblicità. L'articolo 13 conferma che lo schema dell'Atto aggiuntivo in esame deve essere trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. L'articolo 14 prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate possano concordare delle modifiche e delle integrazioni necessarie al presente Atto aggiuntivo. Infine, l'articolo 15 disciplina il procedimento utilizzabile per la risoluzione di eventuali controversie. Quanto agli Allegati, il primo contiene il Piano annuale dell'Agenzia per il 2021, mentre il secondo (Flussi informativi per il 2021) definisce le modalità di verifica del conseguimento degli obiettivi. Rammenta poi che, in occasione dell'espressione del parere favorevole sull'atto aggiuntivo alla convenzione dell'anno 2018, la Commissione aveva rilevato la necessità: "di valutare l'opportunità di introdurre, nell'atto aggiuntivo, un principio generale che consentisse, attraverso la completa messa a disposizione dell'agente della riscossione di dati selettivi ed aggiornati, di evitare errori, spesso causati dall'eccessivo utilizzo di strumenti massivi, nonché la ripetizione di procedure ridondanti per il medesimo carico debitorio; di valutare, nell'ottica di favorire e incrementare l'adempimento spontaneo, l'opportunità e la possibilità di definire, nell'ambito dell'atto aggiuntivo, la portata applicativa del divieto di proseguire determinate procedure di recupero coattivo (divieto previsto dall'articolo 6, comma 5, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193), a fronte del pagamento della prima rata della definizione agevolata, chiarendo che, per effetto di tale divieto, le stesse procedure devono essere prontamente revocate, anziché sospese; di valutare l'opportunità e la possibilità di introdurre nell'atto aggiuntivo un chiarimento, analogo a quello sopra prospettato, relativamente al divieto di prosecuzione di determinate procedure esecutive a seguito del pagamento della prima rata dei provvedimenti di rateazione, emessi ai sensi dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973". Quanto all'atto aggiuntivo del 2019, la Commissione aveva osservato quanto segue: "poiché la riscossione rappresenta il punto finale del recupero di imposte successiva all'azione accertatrice degli enti impositori, solo un'azione coordinata e coerente di tutto il sistema della fiscalità consente di raggiungere i risultati prestabiliti, non solo per ampliare lo spontaneo assolvimento dell'obbligazione tributaria e dare strumenti semplici e non invasivi ai contribuenti per regolare i rapporti con il Fisco, ma anche per dotare le amministrazioni fiscali di strumenti (anche di carattere discrezionale e non automatici) finalizzati ad un corretto assolvimento dei compiti anche con finalità di recupero di imposte evase; nello specifico settore della riscossione la Commissione ritiene non opportuna una riduzione (ove ipotizzata) delle attività consulenziali direttamente o indirettamente a contatto con i contribuenti o loro delegati, trattandosi di una modalità strategica per raggiungere gli obiettivi di cui al punto 1; nello stesso comparto, la questione di fondo rimane la divaricazione certificata tra l'ammontare dei crediti ormai divenuti inesigibili e le somme effettivamente incassabili (la cifra totale del magazzino ruoli è di 934,4 miliardi di euro e l'effettivo magazzino residuo su cui poter presumibilmente svolgere azioni di recupero maggiormente efficaci è di 78,5 miliardi di euro); l'adozione di misure di favore per i contribuenti (riduzione del dovuto, rateizzazione, stralcio e rinunzia da parte dell'Erario) determinano effetti limitati in termini di volume complessivo, incidendo percentualmente sul magazzino totale per circa il 3,5 per cento; più in generale, per effettuare un'analisi parlamentare più compiuta sollecita il Governo a inoltrare al Parlamento entro il primo trimestre dell'esercizio finanziario il documento in titolo, con una tempistica più adeguata e con un focus particolare sull'adeguatezza delle misure che saranno previste nella manovra di bilancio per il 2020 e sul rapporto tra il contenzioso tributario e l'attività di riscossione, con l'indicazione delle percentuali di soccombenza dell'amministrazione, in ogni grado di giudizio, con particolare attenzione ai giudizi di legittimità. Si apre il dibattito. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) chiede al Governo se e in quali termini abbia dato seguito alle osservazioni contenute nei pareri espressi dalla Commissione relativamente agli atti aggiuntivi del 2018 e del 2019 e come, nonostante le richieste passate, il documento in esame sia giunto all'esame del Parlamento solo nel terzo trimestre dell'anno. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ), con riferimento al comma 3 dell'articolo 5, sollecita un chiarimento sui 300 milioni destinati all'Agenzia delle entrate-Riscossione per l'esercizio delle funzioni di riscossione nel territorio della Regione Siciliana. Richiama quindi il contenuto dell'Allegato 1, che contiene il Piano annuale dell'Agenzia per il 2021, il quale prevede un volume di incassi stimato di circa 7,180 miliardi di euro per il 2021 (6,4 nel 2020), 11,729 miliardi per il 2022 e 10,397 miliardi per il 2023, a conferma che il volume dei crediti non riscossi, a meno di un drastico intervento legislativo, è destinato ad aumentare. In conclusione, ribadisce l'opportunità, già manifestata in un precedente parere, che il documento in titolo venga trasmesso al Parlamento entro il primo trimestre dell'esercizio finanziario. Il presidente D'ALFONSO interviene nel merito ritenendo opportuno approfondire alcuni aspetti dell'operato dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, focalizzando l'attenzione innanzitutto su un indicatore sintetico di efficienza che potrebbe essere individuato comparando gli incassi dell'Agenzia con il costo unitario, cercando in altri termini di individuare, per ogni cento euro incassati, la percentuale del costo dell'Agenzia; altro aspetto rilevante consiste nel comprendere quali sono i costi che l'Agenzia sopporta per il ricorso a consulenze esterne per gestire il contenzioso. Di tale ultima questione sottolinea la rilevanza in termini informativi, anche da acquisire al di fuori della procedura consultiva in titolo.