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ove necessario, il voto di laurea costituisce ulteriore titolo preferenziale; b per il personale degli enti, l'inquadramento come collaboratore tecnico professionale di categoria D ovvero al 7º livello funzionale, con esperienza di servizio non inferiore alla terza progressione orizzontale; costituisce titolo preferenziale la laurea conseguita presso un'università statale o riconosciuta dal Ministero dell’istruzione, dell'università e della ricerca; ove necessario, il voto di laurea costituisce ulteriore titolo preferenziale. 7 Il personale operativo di pronto intervento è selezionato nell'ambito dei Corpi di polizia di cui al comma 2 tra il personale di truppa e i graduati del ruolo ordinario o tecnico, su richiesta degli interessati, che devono essere privi di carichi pendenti; il grado rivestito costituisce comunque titolo preferenziale. Nell'assegnazione degli incarichi, è data comunque priorità al personale già operativo sul territorio della sede di riferimento. Gli incarichi di cui al presente comma hanno la durata di otto anni, non prorogabili, e non possono essere rinnovati. 8 Il personale amministrativo è scelto dal direttore e dal commissario per le risorse umane di cui all'articolo 2, comma 3, lettera e) , d'intesa tra loro, tra il personale a tempo indeterminato incluso nelle dotazioni organiche degli enti di cui al comma 2, inquadrato come assistente amministrativo di categoria C ovvero al 6º livello funzionale, che sia privo di carichi pendenti e ne faccia esplicita richiesta. 9 Al fine di garantire la copertura del servizio senza soluzioni di continuità nell'arco delle ventiquattro ore giornaliere e su tutto il territorio nazionale, al personale in forza alla DIAS, di cui ai commi precedenti, sono attribuite un'indennità di pronta reperibilità e un'indennità di missione, nel rispetto delle previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sicurezza. 10 Il personale in forza alla DIAS deve frequentare appositi corsi di formazione e di aggiornamento periodico sugli specifici profili giuridici e tecnici in materia ambientale e sanitaria; per lo svolgimento dei corsi, articolati per ambiti territoriali, la DIAS si avvale, rispettivamente, di magistrati inquirenti con comprovata esperienza in materia ambientale e di personale tecnico dell'ISPRA, dell'Istituto superiore di sanità, nonché delle aziende sanitarie locali e delle ARPA territorialmente competenti. 11 Il personale in forza alla DIAS non può essere rimosso, o trasferito, o comunque sollevato d'ufficio dall'esercizio delle sue funzioni se non su sua richiesta o per motivata determinazione assunta dalla Direzione centrale o dalla DDAS competente. 12 Il personale in forza alla DIAS non appartenente ai Corpi di polizia, alla scadenza dell'incarico, è collocato, su sua richiesta, presso lo stesso servizio e la stessa sede di provenienza. Al predetto personale è attribuita la progressione verticale al livello funzionale immediatamente superiore. Al personale delle qualifiche apicali è attribuita la progressione orizzontale maggiore, prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto di appartenenza. 5 (Mansioni) 1 Il direttore è il responsabile della DIAS. Competono al direttore la verifica e il controllo sull'efficacia e l'efficienza delle attività poste in essere dalla DIAS nell'esercizio dei compiti istituzionali su tutto il territorio nazionale. Il direttore definisce altresì gli obiettivi minimi in materia di controlli ambientali e sanitari che le singole articolazioni territoriali della DIAS sono tenute ad attuare. 2 Il direttore della DIAS trasmette al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare una relazione annuale sull'attività svolta e sui risultati conseguiti. Il Ministro riferisce alle Camere sui contenuti della relazione. 3 Il vice direttore della DIAS che non esercita funzioni vicarie sovrintende in qualità di responsabile alle attività dei servizi investigativi territoriali. 4 I commissari supervisori, rispettivamente, per le attività dei reparti investigazioni preventive, investigazioni giudiziarie e accertamenti tecnici sovrintendono altresì alle corrispettive attività poste in essere dalle sedi territoriali. 5 I commissari dirigenti delle sedi territoriali sono responsabili delle attività poste in essere nell'ambito territoriale di competenza, da svolgere in base ai criteri prioritari dell'efficacia e dell'efficienza, nonché del raggiungimento degli obiettivi minimi in materia di controlli sul territorio, definiti dal direttore ai sensi del comma 1. Il mancato raggiungimento dei suddetti obiettivi minimi costituisce responsabilità dirigenziale e comporta per il commissario, in uno con il funzionario responsabile del mancato adempimento, la sanzione consistente nella sospensione delle indennità o degli emolumenti aggiuntivi, a qualsiasi titolo erogati, per un periodo minimo di un anno. 6 I funzionari vice dirigenti delle sedi territoriali sono autonomamente responsabili per l'accertamento delle situazioni di possibile danno ambientale, per lo svolgimento delle conseguenti istruttorie e per l'esecuzione delle relative verifiche tecniche, con la supervisione dei competenti commissari della Direzione centrale, ai sensi del comma 4, ai quali trasmettono, a tal fine, relazioni sugli esiti delle attività svolte. 6 (Procedure operative) 1 I soggetti istituzionali che nell'esercizio delle loro funzioni acquisiscano notizie o informazioni che possano integrare una fattispecie di illecito ambientale sono tenuti a farne immediata segnalazione alla DIAS e a prestare ogni collaborazione che sia loro richiesta, con particolare riferimento alle attività ispettive o di indagine effettuate nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali. 2 Fermo quanto previsto al comma 1, tutte le denunce e le segnalazioni in materia sanitaria e ambientale, pervenute all'autorità giudiziaria o alle Forze di polizia locali, nonché alle aziende sanitarie locali e alle ARPA, sono trasmesse entro quarantotto ore alla sede della DIAS territorialmente competente e alla Direzione centrale, per l'attivazione immediata delle procedure operative previste dal protocollo unico di azione di cui all'articolo 3, comma 2. Salvo che il fatto costituisca reato, e ferme restando le sanzioni previste dalla legge, al responsabile della omessa trasmissione si applica la sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione da un mese a sei mesi. 3 I funzionari e il personale operativo della DIAS espletano le attività investigative in autonomia, su incarico della DDAS competente per territorio ovvero a seguito di esposti direttamente pervenuti o di propria iniziativa, con il coordinamento dei funzionari vice dirigenti delle sedi territoriali e la supervisione della Direzione centrale. 4 Nell'esercizio delle attività investigative, la DIAS può: a richiedere all'autorità giudiziaria competente l'applicazione di misure di prevenzione, personali e patrimoniali, nei confronti dei soggetti indiziati di reato; b disporre l'accesso ai luoghi ove si sospetti la commissione di atti illeciti a danno dell'ambiente o della salute, anche in deroga alla normativa vigente; c disporre l'accesso ai dati concernenti la produzione e ai corrispondenti registri di carico e scarico dei materiali di scarto, al fine di verificare la corrispondenza tra beni e rifiuti prodotti;