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La Repubblica promuove le pari opportunità delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia nell'accesso all'istruzione, anche ai gradi più alti degli studi, e alla formazione e riqualificazione professionale e di sostenerne le responsabilità genitoriali. A tal fine: a) le istituzioni scolastiche, nell'ambito delle loro competenze, programmano i corsi di istruzione obbligatoria destinati agli adulti anche tenendo conto di eventuali specifiche esigenze di alfabetizzazione completa degli adulti appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti anche in via temporanea sul territorio e ne favoriscono l'accesso e la frequenza, anche con modalità di frequenza che tengano conto delle loro specifiche condizioni di vita; b) le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, programmano e attuano le iniziative di formazione e riqualificazione professionale, anche tenendo conto di eventuali specifiche esigenze lavorative e formative degli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti, anche in via temporanea, sul loro territorio, e ne favoriscono l'accesso e l'inserimento lavorativo al termine della frequenza. Le suddette iniziative, pur rivolte a tutta la popolazione, devono valorizzare le capacità artigianali e artistiche dei Rom e dei Sinti, senza comunque costituire l'unica istanza formativa loro proposta o quella loro specificatamente dedicata; c) il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali e le istituzioni scolastiche, nell'ambito delle rispettive competenze, istituiscono e assegnano tramite concorso borse di studio specificamente destinate agli adulti appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia i quali si trovino in condizioni economiche disagiate, allorché siano regolarmente iscritti e frequentino corsi di istruzione obbligatoria o corsi di formazione e riqualificazione professionale o siano genitori di minori che regolarmente frequentano corsi di istruzione o corsi di formazione e riqualificazione professionale. La commisurazione degli importi delle borse e le modalità per la loro assegnazione ed erogazione devono incentivare la frequenza effettiva dei corsi, il profitto scolastico e il sostegno alle responsabilità genitoriali e devono disincentivare la discontinuità della frequenza o l'abbandono dei corsi; d) gli studenti appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti capaci e meritevoli e sprovvisti dei mezzi economici necessari accedono per concorso alle borse di studio e alle altre provvidenze per il diritto allo studio universitario istituite dalle università o dalle amministrazioni statali, regionali o locali nell'ambito delle rispettive competenze, anche mediante la previsione di apposite quote destinate soltanto ad essi o di una apposita priorità. Art. 22. (Mediatori linguistico-culturali) 1. Al fine di favorire il mantenimento e la valorizzazione dell'identità culturale e linguistica della minoranza dei Rom e dei Sinti e il loro inserimento scolastico, culturale e lavorativo, le pubbliche amministrazioni si avvalgono della collaborazione di mediatori linguistico-culturali, individuati anche tra persone appartenenti a tale minoranza e mediante convenzioni con associazioni, cooperative o enti e previa adeguata formazione. 2. Ciascun mediatore linguistico-culturale costituisce un tramite fra due persone o due gruppi di persone di culture differenti, al fine di rendere possibile la reciproca comunicazione o di sanare gli effetti di precedenti comunicazioni che abbiano prodotto eventuali malintesi o rifiuti o diffidenze o chiusure, favorendo i processi di acculturazione e cercando di eliminare gli elementi di attrito e di scontro, ricercando e valorizzando gli elementi comuni e i momenti di condivisione che la cultura maggioritaria e la cultura della minoranza dei Rom e dei Sinti abbiano trovato o stiano cercando insieme. 3. Gli obiettivi della mediazione linguistico-culturale sono il pieno riconoscimento dei diritti della minoranza dei Rom e dei Sinti, l'agevolazione dei contatti e la costruzione di relazioni tra gli individui e le culture per la realizzazione di una cultura della conoscenza, del dialogo, del rispetto e della comprensione fondata sulla acquisizione responsabile di diritti reciproci. 4. La mediazione linguistico-culturale è un percorso bi-direzionale, attuato da due mediatori, di cui uno appartenente alla cultura della minoranza dei Rom o dei Sinti e uno appartenente alla cultura maggioritaria. I mediatori devono essere in grado di percorrere entrambe le culture, senza perdere la propria identità, sostenendosi ed elaborando insieme strategie per la risoluzione dei conflitti. Essi mirano a diffondere la cultura maggioritaria presso la minoranza dei Rom e dei Sinti e la cultura rom e sinta presso la maggioranza. 5. Il mediatore linguistico-culturale svolge le seguenti funzioni: a) concorre alle azioni di accoglienza e di inserimento nelle classi della scuola dell'obbligo degli alunni che vivono in una situazione di disagio o in condizione di itineranza, al fine di fornire ai docenti un adeguato supporto; b) favorisce il rapporto tra l'istituzione scolastica e le famiglie svolgendo, in collaborazione con i docenti e, in ogni caso, con il loro apporto, funzioni di orientamento in ordine alle attività educative e didattiche e al tutorato degli studenti; c) supporta la comunicazione tra studenti e docenti e tra docenti e famiglie, nonché la comprensione dei linguaggi disciplinari e il consolidamento degli apprendimenti; d) promuove la valorizzazione della lingua romanì e della cultura di origine degli studenti e l'interazione degli alunni tra di loro, al di là della loro appartenenza etnico-linguistica; e) propone progetti di educazione interculturale, anche in collaborazione con le associazioni e con gli enti locali; f) partecipa alle attività extrascolastiche per gli studenti al fine di integrare e di estendere l'attività educativa in continuità e in coerenza con l'azione svolta dall'istituzione scolastica e dai suoi docenti e in armonia con le normali esigenze familiari; g) collabora agli scambi culturali, ai sensi dell'articolo 394 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. 6. I mediatori linguistico-culturali coadiuvano le amministrazioni pubbliche e gli enti pubblici e privati nella formazione del loro personale. 7. Nel percorso di formazione, di qualificazione e di aggiornamento dei mediatori linguistico-culturali si prevedono appositi spazi di formazione e qualificazione per i mediatori che interagiscono con gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 8. Gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti possono temporaneamente esercitare la professione di mediatore linguistico-culturale, da svolgersi nei rapporti con altri appartenenti alla stessa minoranza, anche in deroga ad eventuali requisiti di studio richiesti dalle norme vigenti, qualora nella medesima zona in cui si dovrebbe svolgere la professione non siano disponibili altri appartenenti alla stessa minoranza dotati dei requisiti prescritti. Art. 23. (Studio, tutela e promozione delle lingue, della cultura, della storia, della musica e dello spettacolo propri dei Rom e dei Sinti. Formazione dei pubblici dipendenti) 1.