[pronunce]

È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, deducendo la non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dovendo effettuarsi un'interpretazione evolutiva dell'art. 106, secondo comma, Cost., alla luce delle rilevanti riforme dell'ordinamento giudiziario intervenute nel tempo. In particolare, secondo la prospettazione della difesa statale, con il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado) sarebbe venuta meno la distinzione, al contrario netta all'epoca dell'emanazione della Costituzione, tra uffici giudiziari monocratici ed uffici giudiziari collegiali, poiché, specie in tribunale, i giudici svolgono funzioni sia monocratiche che di componenti dei collegi. Peraltro, le attribuzioni del giudice unico di tribunale non sono più limitate alla cosiddetta giustizia minore, né la collegialità dell'appello ha copertura costituzionale. L'Avvocatura generale dello Stato sottolinea, inoltre, che le norme istitutive dei giudici onorari d'appello si pongono nel solco della giurisprudenza costituzionale sull'art. 106, secondo comma, Cost. (vengono citate le sentenze n. 99 del 1964 e n. 103 del 1998), in quanto si limitano a contemplare una temporanea collaborazione esterna di tali giudici onorari, a fronte di una situazione di eccezionale arretrato, volta a supportare l'attività dei giudici professionali, "innestando" gli stessi in collegi che vedono, per espressa previsione normativa, la presenza maggioritaria di magistrati professionali. 2.&#8210; Con ordinanza del 9 dicembre 2019 (r.o. n. 96 del 2020), la Corte di cassazione ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli articoli da 62 a 72 del d.l. n. 69 del 2013, come convertito, in riferimento all'art. 106, secondo comma, Cost., trattandosi di norme che prevedono e regolano l'attribuzione ad un magistrato onorario, quale ausiliario di corte d'appello, delle funzioni di giudice collegiale, in luogo di quelle di "giudice singolo" costituzionalmente imposte. La Corte rimettente riferisce che era impugnata una sentenza della corte d'appello in materia di responsabilità per la verificazione di un sinistro stradale e, tra i motivi di ricorso, era fatta valere la nullità di tale decisione per vizio di costituzione del giudice ex art. 158 cod. proc. civ. , avendo partecipato al collegio un giudice ausiliario, sul presupposto dell'illegittimità costituzionale degli articoli da 62 a 72 del d.l. n. 69 del 2013, come convertito, per contrasto con gli artt. 3; 25, primo comma, e 106, secondo comma, Cost. La Corte di cassazione ritiene rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli da 62 a 72 del suddetto decreto-legge. Ripercorsa sinteticamente la disciplina introdotta da tali previsioni normative, in punto di rilevanza, il Collegio a quo sottolinea che l'accoglimento delle questioni inciderebbe sulla pronuncia impugnata in modo evidente, comportandone l'annullamento per vizio di costituzione del giudice. Con riguardo alla non manifesta infondatezza, la Corte rimettente ricorda che, sebbene l'art. 106, secondo comma, Cost. consenta la nomina di magistrati ordinari solo per tutte le funzioni attribuite ai «giudici singoli», ormai da lungo tempo, è consentita l'attribuzione agli stessi della funzione di giudice collegiale nei tribunali ordinari in base ad un'interpretazione consolidata, condivisa dalla stessa giurisprudenza costituzionale, ove ricorrano esigenze temporanee o situazioni emergenziali e purché ciò non incida sullo status del magistrato. Ciò premesso la Corte rimettente assume che gli artt. 62 e seguenti del d.l. n. 69 del 2013, come convertito, potrebbero essersi spinti ancora oltre, inserendo i giudici onorari in un ufficio giudiziario che decide sempre in composizione collegiale, come la corte d'appello. La non manifesta infondatezza del dubbio di legittimità costituzionale deriva, di qui, soprattutto dalla circostanza che - salvo ritenere pleonastico l'utilizzo da parte dell'art. 106, secondo comma, Cost. del termine «singoli» accanto a quello di giudici - non potrebbe essere giustificato uno stabile esercizio di funzioni collegiali, totalmente assimilabili a quelle dei consiglieri di corte d'appello, da parte dei giudici onorari. 2.1.&#8210; Con atto depositato il 22 luglio 2020 si è costituita nel giudizio di legittimità costituzionale Ernesta D'Alessio, sottolineando l'evidente contrasto delle norme istitutive dei giudici ausiliari d'appello con i limiti contemplati dal Costituente per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali da parte dei giudici onorari, dovendosi intendere, anche alla luce dei lavori preparatori, che il riferimento ai «giudici singoli» avesse riguardo ai giudici monocratici, precludendo l'ingresso di "estranei" nei collegi giudicanti. 2.2.&#8210; È intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale, deducendo la non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale, dovendo effettuarsi un'interpretazione evolutiva dell'art. 106, secondo comma, Cost. alla luce delle rilevanti riforme dell'ordinamento giudiziario, intervenute negli anni, che hanno fatto venir meno, in particolare con il d.lgs. n. 51 del 1998 istitutivo del giudice monocratico di tribunale, la distinzione, invece netta all'epoca dell'emanazione della Costituzione, tra uffici giudiziari monocratici ed uffici giudiziari collegiali, poiché, attualmente, specie in tribunale, i giudici svolgono congiuntamente tanto funzioni monocratiche quanto collegiali. Peraltro, le attribuzioni del giudice unico di tribunale non sono più limitate, ormai, alla cosiddetta giustizia minore, né la collegialità dell'appello ha copertura costituzionale. L'Avvocatura generale sottolinea, poi, che le norme istitutive dei giudici onorari d'appello si pongono in linea con la giurisprudenza costituzionale sull'art. 106, secondo comma, Cost. (sono citate le sentenze n. 99 del 1964 e n. 103 del 1998), poiché si limitano a contemplare una temporanea collaborazione esterna di tali giudici onorari, volta a supportare, a fronte di un eccezionale arretrato, l'attività dei giudici professionali, "innestando" gli stessi in collegi che vedono, per espressa previsione normativa, la presenza maggioritaria di magistrati professionali. 3.- Con atto pervenuto a mezzo posta elettronica certificata d'urgenza in data 11 gennaio 2021, sono intervenuti ad opponendum, in entrambi i giudizi, Ambruosi Paola ed altri trentasei giudici ausiliari in servizio presso diverse corti d'appello.