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Il Ministro della giustizia può richiedere alla Corte penale internazionale che la persona consegnata o trasferita in uno Stato estero per l'esecuzione della pena non sia sottoposta a procedimento o a restrizione della libertà personale per un fatto anteriore alla consegna, diverso da quello per il quale la consegna è stata concessa o estesa. 3. La consegna di atti o di documenti oggetto di richiesta di assistenza può essere subordinata al rispetto di condizioni circa l'utilizzabilità degli atti o dei documenti stessi. In tale caso, il Ministro della giustizia può, di propria iniziativa o in seguito a richiesta, autorizzare un'utilizzazione diversa degli atti, dei documenti e delle prove acquisiti e la loro consegna ad uno Stato estero che ne faccia richiesta alla Corte penale internazionale. Art. 101. (Estensione della consegna già concessa) 1. In caso di nuova richiesta di consegna, presentata dopo la consegna della persona e avente ad oggetto un fatto diverso da quello per il quale la consegna è già stata disposta, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni dell'articolo 94, commi da 1 a 5. 2. Non si fa luogo a giudizio davanti alla corte di appello se la persona consegnata ha espresso il proprio consenso all'estensione della consegna. 3. In caso di richiesta di estradizione, presentata dopo la consegna della persona alla Corte penale internazionale e il trasferimento della stessa allo Stato estero di esecuzione della pena, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 710 del codice di procedura penale. Il Ministro della giustizia, ricevuta la sentenza della corte di appello, ne trasmette copia alla Corte penale internazionale. Capo IV ESECUZIONE DELLE SENTENZE DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE Art. 102. (Esecuzione delle sentenze) 1. L'organo competente per l'esecuzione delle sentenze pronunciate dalla Corte penale internazionale è la corte di appello di Roma. Art. 103. (Esecuzione della pena detentiva) 1. Qualora, sulla base della dichiarazione di disponibilità espressa ai sensi dell'articolo 103 dello Statuto, la Corte penale internazionale abbia indicato lo Stato italiano come luogo di espiazione della pena, il Ministro della giustizia richiede il riconoscimento della sentenza della Corte penale internazionale. 2. Il Ministro della giustizia, nella richiesta di cui al comma 1, chiede che sia allegata la seguente documentazione: a) una copia certificata conforme della sentenza di condanna; b) una dichiarazione che indichi il periodo di pena già espiato, ivi comprese tutte le informazioni rilevanti sulla detenzione cautelare; c) ove pertinente, ogni rapporto medico o psicologico sul condannato, ogni raccomandazione quanto al suo trattamento nello Stato richiesto e ogni altra informazione rilevante ai fini dell'esecuzione della pena. 3. Il Ministro della giustizia trasmette al procuratore generale presso la corte di appello di Roma la richiesta, unitamente alla traduzione in lingua italiana, con allegati gli atti di cui al comma 2. Il procuratore generale promuove il riconoscimento mediante richiesta alla corte di appello medesima. 4. La sentenza della Corte penale internazionale non può essere riconosciuta se ricorre una delle seguenti ipotesi: a) la sentenza non è divenuta irrevocabile ai sensi dello Statuto e delle altre disposizioni che regolano l'attività della Corte penale internazionale; b) per lo stesso fatto e nei confronti della stessa persona è stata pronunciata nello Stato italiano sentenza irrevocabile. 5. La corte di appello delibera con sentenza in ordine al riconoscimento, osservate le forme previste dall'articolo 127 del codice di procedura penale. 6. Si applica l'articolo 734, comma 2, del codice di procedura penale. 7. La corte di appello, quando pronuncia il riconoscimento, determina la pena che deve essere eseguita nello Stato italiano. A tal fine converte la pena detentiva stabilita dalla Corte penale internazionale nella pena della reclusione. In ogni caso la durata di tale pena non può eccedere quella di anni trenta di reclusione. Art. 104. (Modalità dell'esecuzione della pena detentiva) 1. La pena è scontata secondo le modalità stabilite dalla legge italiana. Prima di adottare un provvedimento che possa provocare in qualunque modo la cessazione anche temporanea della detenzione nei confronti della persona condannata dalla Corte penale internazionale, l'autorità giudiziaria ne dà immediata comunicazione al Ministro della giustizia inviando copia della relativa documentazione. 2. Il Ministro della giustizia informa la Corte penale internazionale ai sensi dell'articolo 103, paragrafo 2, lettera a) , dello Statuto. 3. Il procedimento rimane sospeso per un termine di quarantacinque giorni. In ogni caso, l'esecuzione del provvedimento rimane sospesa fino a quando la Corte penale internazionale non abbia espresso il suo consenso. Art. 105. (Controllo dell'esecuzione della pena) 1. Il Ministro della giustizia, in accordo con la Corte penale internazionale, determina le modalità concernenti l'esercizio del potere di controllo previsto dall'articolo 106, paragrafo 1, dello Statuto. Allo stesso modo, il Ministro della giustizia adotta i provvedimenti necessari ad assicurare la libertà e la riservatezza delle comunicazioni tra il condannato e la Corte penale internazionale, ai sensi del medesimo articolo 106, paragrafo 3, dello Statuto. Art. 106. (Informazione) 1. Il Ministro della giustizia informa tempestivamente la Corte penale internazionale nei seguenti casi: a) quando il condannato è evaso; b) quando il condannato è deceduto; c) due mesi prima della dimissione del condannato per espiazione della pena. Art. 107. (Grazia) 1. Il Ministro della giustizia, ricevuta la domanda o la proposta di grazia ai sensi dell'articolo 681, comma 2, del codice di procedura penale, ne informa la Corte penale internazionale per l'acquisizione del consenso di quest'ultima. 2. Decorso il termine di quarantacinque giorni senza che sia pervenuto l'avviso della Corte penale internazionale, il Ministro della giustizia trasmette la domanda o la proposta di grazia al Presidente della Repubblica. Art. 108. (Revisione della pena) 1. Quando la pena che deve essere scontata nello Stato italiano è stata ridotta dalla Corte penale internazionale, il Ministro della giustizia ne informa il procuratore generale presso la corte di appello di Roma, affinché determini la pena residua. 2. Il procuratore generale provvede con decreto che deve essere notificato al condannato e al suo difensore. Art. 109. (Impossibilità di esecuzione della sentenza) 1. Se, in qualsiasi momento successivo alla decisione di dare esecuzione alla sentenza, risulta impossibile l'esecuzione della pena, il Ministro della giustizia ne informa senza ritardo la Corte penale internazionale. Art. 110. (Trasferimento della persona condannata) 1. Quando la persona condannata che sconta la pena nel territorio dello Stato italiano deve essere successivamente trasferita alla Corte penale internazionale o ad uno Stato estero designato per l'esecuzione della pena, il Ministro della giustizia ne informa il procuratore generale presso la corte di appello indicata nell'articolo 730, comma 1, del codice di procedura penale. 2.