[resaula]

La Presidenza la autorizza in tal senso. LUCIDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, intervengo solo per rafforzare quanto già espresso nella relazione dal collega Petrocelli. Abbiamo interpretato in maniera molto efficace e funzionale l'Accordo in esame, che rappresenta anche una sorta di novità per quanto riguarda il contesto internazionale. Lo accogliamo dunque con molto favore e per questa ragione annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, visto che sono passati ormai quasi nove anni da quando con la Conferenza ministeriale straordinaria di Riad del 22 febbraio 2011 l'Italia, assieme ad altri 84 Paesi, ha adottato la carta istitutiva del Forum internazionale per l'energia, con lo scopo di stabilire un dialogo permanente tra i Paesi produttori e i Paesi consumatori di energia nel riconoscimento delle interdipendenze che legano le rispettive economie, questa piattaforma globale è fondamentale e, soprattutto, è focalizzata intorno alle risorse energetiche tradizionali, come - ad esempio - il petrolio. Lo scopo e l'interesse reciproco delle parti dell'Accordo è di contribuire alla stabilità dei prezzi di queste commodity ,dalla quale può derivare anche una maggiore certezza degli investimenti nel settore. Sappiamo come oggi il petrolio sia una delle variabili cosiddette esogene della crescita dell'economia, non tanto perché utilizzato per la produzione di energia, quanto per gli altri utilizzi, compresa l'autotrazione. Ci ricordiamo, peraltro, di quanto la volatilità del suo prezzo sui mercati abbia pesato negli ultimi anni, nonostante la volontà di andare verso un mondo meno soggetto alle energie fossili. Questa volontà, però, deve fare i conti con i numeri, che vedono ancora predominante nel mondo la produzione di energia da carbone (38 per cento del totale) e il gas naturale (23 per cento). Il Forum ha obiettivi condivisibili, quali quelli di formare una base condivisa di conoscenza e di interessi; promuovere la stabilità e la trasparenza nei mercati dell'energia per lo sviluppo economico, anche in un'ottica di sostenibilità del mercato dell'energia. L'Italia, come Paese consumatore e importatore di petrolio e di gas, ha quindi pieno e fattivo interesse a partecipare al Forum. Ricordo che già nella passata legislatura il nostro Gruppo aveva espresso un voto favorevole su un disegno di legge che conteneva diversi accordi, tra cui quello al nostro esame, poi non ratificati definitivamente prima della fine della legislatura. Per queste ragioni ribadisco dunque il voto favorevole di Forza Italia alla ratifica in esame e chiedo di poter allegare il testo del mio intervento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . La Presidenza la autorizza in tal senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PRESIDENTE . Colleghi, sono state avanzate nove richieste di intervento: non possiamo fare un'ulteriore seduta solo per gli interventi di fine seduta. Avendo approvato in un quarto d'ora sei ratifiche di accordi internazionali, trovo non fattibile impiegare tre quarti d'ora per gli interventi di fine seduta. Quindi, nonostante alle ore 19 ci sia la partita Napoli-Atalanta, faremo svolgere tutti gli interventi, ma per non più di due minuti ciascuno. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con il mio intervento intendo esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori della FCA di Melfi e dell'indotto, i quali da qualche mese sono «vittime» di contratti di solidarietà, ovvero sono costretti a ferie forzate, a causa di un eccesso di personale e delle fermate individuali e collettive obbligatorie, in parte dovute al cambio di produzione e, in parte, alla mancanza di ordini. Queste fermate obbligatorie comportano un taglio medio di circa 350 euro lordi al mese, cui si aggiunge la perdita dovuta alle fermate individuali. Purtroppo questo accade dopo che l'FCA di Melfi ha investito più di un miliardo nell'ultimo anno e nonostante l'esistenza di un piano industriale - mi riferisco a quello per gli anni dal 2019 al 2021 - che prevede un investimento di 5 miliardi di euro destinato alla FCA di Melfi (in parte alla Jeep Compass e in parte alla Jeep Renegade Hybrid). Purtroppo la ripresa è prevista per il 2020, con un primo step nel marzo e un secondo nel giugno del 2020. Intanto a farne le spese oggi sono i lavoratori, con questa perdita consistente che si incrementerà fino alla fine dell'anno, quando la percentuale dei contratti di solidarietà raggiungerà addirittura il 60 per cento (passando infatti dal 48 al 60 per cento). Signor Presidente, che cosa chiedo? Siccome la produzione industriale e la dignità dei lavoratori possono e devono andare avanti di pari passo, chiedo che l'FCA concretizzi gli investimenti citati e il Governo non si accontenti di fare vertici, ma dia un aiuto concreto al settore auto e, soprattutto, a quello dell'ibrido. In caso contrario, la ripresa del prossimo anno farà produrre auto, ma non le farà vendere e ci troveremo quindi, di nuovo, nella medesima difficoltà che si scaricherà tutta sulle spalle e sul futuro dei lavoratori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . GINETTI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (IV-PSI) . Signor Presidente questa mattina, alle ore 7,40 la comunità e le istituzioni si sono ritrovate in piazza San Benedetto, a Norcia, per commemorare il grave terremoto di quel terribile 30 ottobre 2016: una scossa di magnitudo 6,5, violenta, la più forte in Italia dal 1980. Si aprirono la terra e le strade, crollarono abitazioni, campanili e mura cittadine. Crollò la basilica di San Benedetto e furono feriti luoghi celebri d'Italia. Castelluccio di Norcia fu rasa al suolo e ferito il Colle dell'Infinito di Recanati, l'ermo colle dell'idillio di Leopardi. La memoria va anche alle oltre 300 vittime della prima scossa - quella del 24 agosto - e alle migliaia di sfollati che continuano ad assistere a una devastazione continua in un territorio fragile, ma abitato da popolazioni solide e forti, che non si sono arrese e il cui sguardo va ancora alla zona rossa, a ciò che resta delle loro abitazioni e attività, spesso mai abbandonate, nemmeno nei momenti più difficili del freddo e lungo inverno. Sto parlando di lavoratori, piccoli imprenditori agricoli, che hanno scelto di non abbandonare un patrimonio di storia e generazioni.