[resaula]

Signor Ministro, colleghi, le immagini cruente della morte di Hevrin Khalaf e il frame del video con cui i miliziani filo-turchi giustiziano senza pietà una giovane donna di trentacinque anni, segretario generale del Partito del Futuro siriano e attivista per i diritti delle donne e la convivenza tra i popoli, fanno male a tutti noi e non possono lasciarci indifferenti. Hanno deciso di torturare e giustiziare uno dei simboli di un modello di società nel quale i jihadisti non si riconoscono. Non è un caso: colpiscono quell'obiettivo perché rappresenta un modello di società che si batte per la pacifica convivenza tra i popoli, la democrazia, i diritti e la dignità degli uomini e delle donne e che proprio per questo rappresenta un pericolo. Le donne e gli uomini del popolo curdo stanno difendendo con la loro dignità questi valori supremi: anche per questo dunque la questione siriana ci riguarda e ci tocca da vicino. Abbiamo sinceramente apprezzato le parole del ministro Di Maio: mi riferisco sia a quelle odierne sia a quelle affermate quando ha convocato l'ambasciatore turco in Italia, condannando fermamente l'aggressione turca, definendola per ciò che essa è, ossia un ricatto, che l'Italia non accetta (come pure la minaccia del presidente Erdogan di inviare 3,6 milioni di profughi siriani in Europa). Lei, signor Ministro, ha inoltre espresso parole chiare per il blocco delle armi verso la Turchia, sospendendo la concessione di nuove forniture per l'acquisizione di materiali di armamento italiani verso quel Paese. È una decisione che si pone in linea con quanto disposto da altri Paesi europei come la Germania, la Francia, l'Olanda, la Norvegia e la Finlandia. Su questo punto, il Gruppo Italia Viva-PSI chiede al Governo di fare un passo in più: il blocco immediato della vendita delle armi non può non coinvolgere le commesse già in essere. Parliamo delle armi che sono pronte a partire per la Turchia e che saranno lo strumento per proseguire una guerra atroce che tutti qui a gran voce chiediamo di fermare. Dobbiamo allora essere coerenti e conseguenti alle parole che ci diciamo: l'Italia si impegni a non inviare nemmeno una sola munizione e una sola arma alla Turchia. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e dei senatori De Falco e Rojc) . Colleghi, è pacifico affermare che con quello a cui stiamo assistendo siamo di fronte al rischio di una vera e propria emergenza. Nonostante il cessate il fuoco, dalla Turchia sono continuate le notizie che mostrano evidenti e palesi violazioni dei diritti umani. Il rapporto diffuso da Amnesty International in questi giorni testimonia come centinaia di siriani richiedenti asilo in Turchia siano stati minacciati e costretti a tornare in Siria. Se pensiamo che solo in Turchia ci sono circa 3,6 milioni di siriani fuggiti dal loro Paese, possiamo avere la giusta percezione di ciò che sta accadendo e potrebbe accadere a queste persone e non possiamo in nessun modo permetterlo. Per questo il Gruppo Italia Viva-PSI ha avanzato la richiesta che il Governo si impegni a intervenire in seno alle Nazioni Unite affinché si preveda l'invio di una forza multilaterale d'interposizione sulla base di un mandato ONU, in accordo con la Russia e la Turchia, con obiettivi di peacekeeping . Oggi qui siamo chiamati a dare una risposta a un popolo che chiede aiuto. Italia Viva-PSI sostiene dunque la proposta di risoluzione in discussione e invita il Governo a operare con la massima determinazione nella direzione indicata nel testo che voteremo. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e dei senatori Alfieri e Casini) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, diceva prima il senatore Casini se siamo soddisfatti della sua relazione e se ovviamente essa esaurisce il compito affidatole all'interno del Governo. Questo andrebbe domandato ai componenti del suo Gruppo, considerando la loro assenza: il MoVimento 5 Stelle avrebbe dovuto essere qui ad applaudirla, ma francamente mi hanno molto stupito la sua assenza e l'ampio buco lasciato tra i suoi banchi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non esiti, però: nel momento in cui il suo interesse corrisponde a quello del Paese, saremo qui ad applaudirla, perché ha un compito oggi, che non è rappresentare all'estero il MoVimento 5 Stelle, ma l'Italia. Mi piace pensare che abbia iniziato a farlo, magari con lentezza, perché ha girato poco in queste settimane. Certamente, nelle relazioni con gli altri Paesi, il nostro ha bisogno di rinforzarsi e di riprendere posizione, cosa che magari il senatore Casini pensa in cuor suo di poter fare meglio di lei, ovviamente alla luce della sua grande esperienza dato che è riuscito anche a farsi eleggere, da democristiano, a Bologna, una realtà di comunisti, quelli che una volta mangiavano i bambini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mi raccomando però, signor Ministro: stia attento ai consiglieri che la circondano, perché è indubbio che sulla Turchia e sui rapporti con la Siria si stia giocando una partita ben più ampia di quanto purtroppo appaia nei telegiornali e in televisione. Tutto ciò non sarebbe potuto accadere, se non ci fosse stato un preventivo check-okay da parte delle cosiddette superpotenze. Abbiamo visto poi concludersi nei giorni scorsi la storia di al-Baghdadi e questo dice che evidentemente il discorso e il disegno erano molto più ampi. Sono anni che la Lega dice che la Turchia non c'entra nulla con l'Europa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az), dove però continua ad esserci un'azione politica che con la Turchia civetta. Vede, ministro Di Maio, l'Europa ha finanziato non con milioni ma con miliardi di euro la Turchia: dal 2000 ammontano a 30 miliardi di euro i finanziamenti dati dalla Banca europea degli investimenti, e dal 2002 a 10 miliardi. Non stiamo parlando di quelli dati per gestire i confini, cosa sulla quale la Lega è sempre stata contraria. Bisognerebbe studiare un po' la storia: quando l'Impero romano cominciò ad andare in decadenza e ai confini la pace venne comperata per tenere tranquilli, il prezzo e il ricatto aumentarono sempre di più e la debolezza diventò sempre più manifesta. Ecco la debolezza che l'Europa sta pagando anche questa volta. Ha un bel dire, nel descrivere la situazione che ha trovato a Bruxelles dov'è andato a parlare con i suoi colleghi europei, che siamo riusciti a imporre l'embargo sulle armi alla Turchia. Bisogna anche considerare però che la Turchia tra il 2009 e il 2018 ha aumentato la sua spesa militare del 65 per cento, raggiungendo i 19 miliardi di euro: hanno fatto scorta, mica sono qui ad aspettare che vendiamo loro le munizioni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .