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Ci apprestiamo oggi ad approvare un provvedimento importante, a cui il Parlamento, grazie anche a Forza Italia, ha dato un contributo rilevante e che deve essere considerato nel più ampio obiettivo che abbiamo davanti, ossia mettere l'Italia in una condizione completamente diversa rispetto a quella attuale nel giro di pochi anni, entro il 2026. Tuttavia, colleghi, c'è una cosa che dobbiamo dirci con franchezza, e lo dico a chi vuole capirlo: su questo progetto e soprattutto sull'utilizzo delle risorse del recovery e del Fondo complementare dobbiamo credere noi per primi, perché si tratta di obiettivi che vanno portati avanti con netta determinazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, l'approvazione del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Piano nazionale di ripresa e resilienza vale - come si è già detto - 30 miliardi di euro. Per quanto riguarda la parte agricola, agroalimentare e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, vale 1,2 miliardi di euro per gli anni compresi tra il 2022 e il 2026, con riferimento ai contratti di filiera e distrettuali per i settori dell'agroalimentare, della pesca, dell'acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo, a partire già da un primo importantissimo importo per il 2021 di 200 milioni di euro. Queste risorse - badate bene - sono aggiuntive rispetto agli 8 miliardi di euro già previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Pertanto, in totale parliamo di 9,2 miliardi certi, che creano un valore superiore a 25 miliardi nell'ambito di tutto l'agroalimentare, dalla terra alla tavola. Si tratta di misure straordinarie e importanti. Nell'ambito di questa strategia, e cioè l'agricoltura sostenibile e l'economia circolare, noi abbiamo portato avanti anche in 9 a Commissione alcune indicazioni importanti che il Governo deve tenere presente nella definizione dei decreti attuativi: occorre accrescere la competitività del settore, investendo in formazione finalizzata alla diffusione dell'agricoltura 4.0, dell'agricoltura di precisione, all'utilizzo di molte tecnologie innovative connesse anche agli improvvisi e anomali cambiamenti climatici. Voi sapete che quest'anno il nostro Paese ha subito un danno da un miliardo di euro per le gelate. Noi dobbiamo prevenire, e non combattere, gli eventi con le risorse e questo diventa fondamentale e strategico per tutti i nostri agricoltori. Inoltre, dobbiamo promuovere un processo importante favorendo la rottamazione dei mezzi agricoli più vecchi, inquinanti e obsoleti, dando sicurezza, tranquillità e protezione al lavoro dei nostri agricoltori. Dobbiamo favorire anche la crescita di comunità energetiche importanti, autosufficienti, e accrescere - come abbiamo detto più volte - la competitività delle filiere agroalimentari della carne e del latte, stabilizzare la redditività dei nostri agricoltori e allevatori. Dobbiamo altresì abbattere i costi di produzione e vi richiamo alla mozione presentata la scorsa settimana per quanto riguarda i costi delle materie prime. Dobbiamo intervenire per sburocratizzare le procedure, semplificare, sostenere le eccellenze dell'agroalimentare italiano: penso alle denominazioni di origine protetta (DOP), alle denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG) e alle indicazioni geografiche tipiche (IGT). Dobbiamo intervenire a favore dell'imprenditoria: il sostegno al ricambio generazionale è già stato fatto lo scorso anno con una nostra misura contenuta nel decreto semplificazioni, e ora dobbiamo aiutare l'imprenditoria femminile con risorse certe, contributi a fondo perduto e interessi in modo tale che possano investire nelle attività agricole. Dobbiamo attuare una strategia importante a sostegno del made in Italy, sui canali sui quali si fonda l'antica tradizione culinaria del nostro Paese: la dieta mediterranea, straordinario elemento di propaganda nel mondo di quello è che il made in Italy, con certezza di salubrità del prodotto. Nella più famosa delle sue «Prediche inutili» Luigi Einaudi disse che il legislatore per deliberare doveva conoscere. Allora noi dobbiamo pensare che oggi il brand made in Italy nel mondo ha un valore di 1.700 miliardi di dollari; è diminuito rispetto agli anni scorsi, ma è sempre importante. Per questo dobbiamo agire secondo l'orientamento che noi diamo, perché tra i problemi più importanti, oltre quello della burocrazia e della cosa pubblica, c'è anche quello della giustizia. La Lega sarà quindi a fianco di tutti coloro che operano in questo settore con molta determinazione, per superare le criticità che ho citato poc'anzi e soprattutto per avviarci verso un percorso costruttivo e positivo per il nostro settore agroalimentare, vero pilastro del PIL. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallicchio. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, prima di chiarire alcuni aspetti tecnici contenuti nel decreto-legge relativo al Piano complementare oggi in esame, è necessario aprire velocemente un focus sui principali aspetti del contesto che ha reso necessaria l'emanazione di questo provvedimento economico, accanto a tutto il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Già prima della pandemia l'Italia in Europa, o ancora meglio tutta l'Unione europea, era inserita in un perimetro di regole economico-finanziarie molto rigide, non al passo con le grandi sfide che i cambiamenti climatici e poi la pandemia ci avevano messo di fronte. La pandemia è stata un acceleratore dei processi di cambiamento ora più urgenti, avviati dalla netta vittoria europea del precedente Governo guidato da Giuseppe Conte, che ha indotto l'Europa a mettere in campo per la prima volta una massiccia emissione di debito comune per finanziare il recovery fund, come anche a sospendere il Patto di stabilità e crescita e molte rigidità nelle regole sugli aiuti di Stato. La Banca centrale europea ha radicalmente cambiato la sua cassetta degli attrezzi, acquistando massicciamente titoli di Stato e dimostrando che non è certo un aumento del debito pubblico a incidere sul famoso spread , ma sono proprio le politiche monetarie della stessa BCE. Oggi ci troviamo a discutere e direi a raccogliere i frutti di tutto questo, seppur generati da un dramma umano e sociale qual è stato purtroppo la pandemia. Guardando al decreto-legge del Fondo complementare e, attraverso di esso, a tutto il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il MoVimento 5 Stelle è riuscito a presidiare e garantire gli sviluppi di alcune misure fondamentali per il rilancio del Paese. All'interno del decreto, che - come sappiamo - stanzia 30 miliardi di euro da qui al 2026 per supportare progetti accanto al Piano nazionale, mi voglio concentrare su due misure targate MoVimento 5 Stelle, le più finanziate. Una riguarda il superbonus 110 per cento, a cui il decreto-legge assegna 4,5 miliardi, che salgono a quasi 19 miliardi con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza vero e proprio;