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se il Ministro dell'interno non ritenga opportuno allocare un maggior numero di agenti di pubblica sicurezza al controllo attivo del territorio trentino; se i Ministri non ritengano, ciascuno per le proprie competenze, che un quadro normativo che determini la messa in libertà di soggetti ripetutamente dediti alla commissione di reati, possa determinare l'insorgenza di un sentimento d'impunità e di sostanziale licenza a delinquere da parte dei medesimi soggetti e quali modifiche normative intendano conseguentemente porre in essere. Atto n. 4-00172 TESTOR Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: alcuni grandi carnivori come lupi e orsi sono aumentati di numero negli ultimi anni: si stima che i lupi siano da 5 a 10 volte più numerosi rispetto alla metà degli anni '70 del secolo scorso e questo ha determinato la ricolonizzazione di territori, come Alpi orientali e regioni appenniniche, da dove era scomparso da oltre un secolo. Nella maggior parte dei casi questo è dovuto ad azioni di reintroduzione messi in atto dalle istituzioni e dall'esistenza di parchi e riserve che tutelano le specie; in Trentino-Alto Adige, nel mese di dicembre 2017, sono stati avvistati alcuni esemplari di lupo, in particolare nelle vicinanze di una scuola e nei pressi di un centro abitato. Per tale motivo sono intervenuti il Servizio forestale e i veterinari per presidiare e controllare la zona ed è stata avanzata richiesta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per intervenire con proiettili di gomma per dissuadere il branco dalla frequentazione del paese. I servizi veterinari, ispezionando le fotografie, hanno ipotizzato che l'animale avvistato fosse affetto da rogna sarcoptica, malattia tipica del camoscio trasmissibile anche ai canidi. Episodi di attacchi agli allevamenti sono sempre più frequenti e non solo nelle zone degli alpeggi come gli ultimi verificatisi di recente nelle vallate trentine; la direttiva 92/43/CEE riguardante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, vieta l'abbattimento delle specie Ursus arctos e Canis lupus per la tutela e la conservazione delle specie, salvo casi particolari come quelli legati a un alto livello di pericolosità, ovvero quando l'abbattimento non pregiudica o non mette a rischio la conservazione della specie; il regolamento attuativo della "direttiva Habitat", di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, all'articolo 11, ha disciplinato le deroghe, ovvero i casi e le fattispecie in cui il Ministero dell'ambiente può disporre la cattura o l'abbattimento degli esemplari; in Trentino-Alto Adige, in virtù delle caratteristiche condizioni del territorio, negli ultimi anni è divenuto quanto mai improcrastinabile prendere provvedimenti volti a garantire la naturale e normale convivenza della vita in montagna e lo svolgimento delle attività agricole, pastorali e turistiche in presenza dei grandi carnivori; il Ministero è attuatore per il Governo italiano della Convenzione delle Alpi ( ex legge n. 403 del 1999) e partecipa alle riunioni dei gruppi di lavoro tematici tra cui: gestione dell'acqua nelle Alpi, grandi predatori, ungulati selvatici e società, strategia macro regionale per le Alpi, agricoltura di montagna, foreste montane e turismo sostenibile; la commissione paritetica del Trentino-Alto Adige della XVII Legislatura ha avviato l' iter per l'approvazione di una normativa che integri la precedente norma di attuazione dello statuto speciale in materia, decreto del Presidente della Repubblica n. 279 del 1974, volta proprio a demandare alle Province la competenza sulla gestione delle situazioni di maggiore criticità legate alla presenza dell'orso e del lupo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno valutare la possibilità di assumere le opportune iniziative di competenza, al fine di attribuire alle Province autonome di Trento e di Bolzano le funzioni in materia di tutela, programmazione e gestione delle specie Ursus arctos e Canis lupus , per garantire un'equilibrata convivenza tra questi grandi carnivori, l'uomo e gli animali domestici e da allevamento. Atto n. 4-00173 BINETTI Ai Ministri della giustizia, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: di recente, l'interrogante è stata informata del caso di una madre alla quale, durante una CTU (consulenza tecnica d'ufficio), nel procedimento di accertamento tecnico del Tribunale civile di Venezia, è stata negata preventivamente, prima ancora che la psicologa si pronunciasse in merito ai fatti reali, la possibilità di vedere il proprio figlio, mettendo in atto un allontanamento radicale del bambino; se non si interviene tempestivamente, si creerà a parere dell'interrogante nel bambino una ulteriore difficoltà ad accedere alla figura materna, a riconoscerla nella specificità del suo ruolo di madre e ad avere un rapporto naturale con lei; dalle notizie giunte all'interrogante risulta che la situazione descritta, ovviamente, sta causando anche nella madre uno stato di apprensione e di ansia, aggravato dal fatto che il padre del bambino non le fornisce in tempo reale le indispensabili informazioni sulla salute del figlio e la scuola, contravvenendo alle disposizioni del Ministero stesso, la tiene all'oscuro dell'andamento degli studi del bambino; quanto descritto si sta verificando, nonostante le leggi internazionali e quella italiana in primis affermino che il bambino ha il sacrosanto diritto alla "genitorialità", intendendo, in tal modo, il rapporto con entrambi i genitori, fino ad un'eventuale sentenza definitiva del tribunale, cosa che nel caso specifico non è ancora avvenuta; l'articolo 155 del codice civile, rubricato "Provvedimenti riguardo ai figli", come modificato dall'articolo 1 della legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli", dispone che: "Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. ", mentre la legge 4 maggio 1983, n. 184, recante "Diritto del minore ad una famiglia", delinea un ampio sistema di misure finalizzate a tutelare l'interesse del minore a crescere e ad essere educato nel proprio nucleo familiare e il diritto soggettivo alla genitorialità, ormai pacificamente riconosciuto dalla giurisprudenza e dotato, secondo la Cassazione, di rilevanza costituzionale; è noto che il metodo dell'allontanamento del figlio dalla madre, detto "Transitional Site Program", si attua solo in caso di situazioni di grave alienazione parentale, e mai quando i problemi del minore sono generati esclusivamente, come nel caso specifico, da una grave conflittualità tra i genitori; non si può non evidenziare che, se si attuasse quanto previsto dal CTU, vale a dire un incontro madre-figlio di un'ora e mezza, ogni quindici giorni, partendo da metà maggio ed arrivando a fine giugno, il bambino vedrebbe la madre tre volte per un totale di quattro ore e mezza;