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un intervento in questo settore diventa prioritario in una fase di rilancio e riqualificazione dell'economia europea post pandemia con investimenti infrastrutturali che dovranno prevedere misure e provvedimenti volti a modernizzazione il sistema dei trasporti e garantire servizi che rendano effettiva la mobilità dei cittadini delle aree insulari e dei turisti che intendono visitare e soggiornare nell'isola, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; quali misure urgenti intenda adottare per garantire, in particolare durante la stagione estiva in corso, l'effettivo diritto alla mobilità dei sardi e dei turisti che intendono raggiungere l'isola e per ridurre sensibilmente i numerosi disservizi che si stanno verificando nel corso degli ultimi giorni; quali iniziative intenda intraprendere, in accordo con le compagnie di trasporto marittimo di passeggeri, per migliorare i servizi di collegamento da e verso la Sardegna durante tutto l'anno e per rendere effettivo il principio della continuità territoriale in Sardegna, e affinché sia attuata una consistente riduzione dei prezzi dei biglietti del trasporto marittimo di passeggeri da e verso la Sardegna, in particolare al fine di favorire il rientro di emigrati sardi nell'isola. Atto n. 4-05752 GRASSI Ai Ministri della giustizia, per le pari opportunità e la famiglia, per le disabilità e della salute Premesso che: l'articolo 16 della legge n. 68 del 1999 prevede che i disabili possono partecipare a tutti i concorsi per il pubblico impiego, da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi e che, a tal fine "i bandi di concorso prevedono speciali modalità di svolgimento delle prove di esame per consentire ai soggetti suddetti di concorrere in effettive condizioni di parità con gli altri"; l'art. 20 della legge n. 104 del 1992 (la legge quadro sull' handicap ) prevede che, nelle prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni, le persone handicappate sostengono le prove con l'uso degli ausili necessari e nei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione allo specifico handicap ; la ratio della norma è di evitare che la situazione di handicap possa determinare una discriminazione nei confronti delle persone che ne sono affette, attraverso la previsione dell'uso di ausili necessari e di tempi aggiuntivi, ristabilendo, così, una condizione di parità tra tutti i candidati; di recente, con il decreto-legge n. 44 del 2021, sono state modificate le modalità di svolgimento delle prove scritte del concorso in magistratura, prevedendo, tra l'altro, il dimezzamento delle ore concesse per ciascuna; è di qualche giorno fa l'articolo di giornale che riporta l'intervista di una ragazza di 30 anni disabile, aspirante magistrato, che racconta la propria esperienza, riferendo che da anni aveva tarato la propria partecipazione al concorso basandosi sulle canoniche ore previste, 9 in caso di disabilità, ed ora si ritrova nella situazione di non poter partecipare, in quanto nonostante la presentazione di cospicua documentazione medica attestante la sua patologia neurologica, le sono stati concessi, come tempi aggiuntivi, appena 30 minuti, rispetto alle 4 ore attualmente previste; il racconto fa emergere una grave problematica, ovvero il rischio che i sacrifici sostenuti negli anni da tanti ragazzi disabili diventino vani, ed ancora più grave, che la disabilità possa fungere da barriera rispetto alle aspirazioni personali; l'art. 3 della Costituzione sancisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna, e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. È un articolo che afferma fortemente i diritti civili di ciascuno e, quindi, anche delle persone con disabilità; l'uguaglianza sostanziale, caposaldo della Costituzione, non può essere sacrificata in virtù di esigenze di semplificazione amministrativa, si chiede di sapere se il Ministri in indirizzo non ritengano doveroso e urgente individuare misure specifiche intese a sostenere la partecipazione dei cittadini disabili ai concorsi pubblici, in particolare l'imminente concorso in magistratura, anche prevedendo l'utilizzo di dispositivi informatici che prevedono la dettatura automatica onde agevolare la concentrazione del candidato almeno nella prima stesura del compito, che, successivamente, deve essere copiato a mano da un tutor al fine di garantire l'anonimato e la par condicio tra i candidati. Atto n. 4-05753 SIRI Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: un caso emblematico vede coinvolto M. M. M., ingegnere di anni 52 di Milano, che lo scorso febbraio 2020 è stato tra i primi ad essere contagiato dal COVID. Uomo sportivo, non fumatore e senza malattie pregresse, M. il 1° marzo 2020 è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Niguarda di Milano, con diagnosi di doppia polmonite interstiziale da COVID-19, addormentato e collegato alle macchine per quasi due settimane, ha lottato inconsapevolmente tra la vita e la morte; purtroppo l'intubazione gli ha compromesso la salute dei reni e del fegato, ma nonostante tutto è riuscito a guarire. Dopo questa difficile avventura, M. decide di sottoporsi ad ogni esame utile, affinché la comunità scientifica potesse analizzare il suo caso al fine di poter aiutare la ricerca medica; e così, ha donato il plasma perché ricco di anticorpi utili per salvare la vita di tante altre persone. A distanza di oltre un anno, M. ha ancora un livello altissimo di anticorpi nel sangue ed i medici gli hanno ragionevolmente suggerito di attendere prima di sottoporsi all'iniezione vaccinale; eppure, a fronte di tutto ciò, i test sierologici non sono validi per ottenere il "Green Pass"; in realtà, la circolare del Ministero della salute del 3 marzo 2021, recante "Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un'infezione da Sars-CoV-2", parla chiaro: chi è guarito da COVID può vaccinarsi dopo 3 mesi dalla fine dell'isolamento, ed entro 6 mesi, con una dose. Se una persona è guarita da più di 6 mesi riceverà due dosi. Ma, a quanto risulta, effettuare il test sierologico prima della vaccinazione, sottolinea la circolare, è inutile; e ancora: «È possibile considerare la somministrazione di un'unica dose di vaccino nei soggetti con pregressa infezione (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa» si legge nel documento. Questa regola vale per tutte le persone dai 12 anni in su. Fanno eccezione i soggetti fragili, che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, spiega il Ministero;