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con sentenza n. 905 del 22 gennaio 2021 il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato avverso il bando di concorso del Ministero dell'istruzione per la procedura concorsuale ordinaria, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, di cui al decreto n. 499 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 34 del 28 aprile 2020; secondo il Tribunale il bando per il reclutamento del personale docente è illegittimo nella parte in cui esclude aspiranti candidati con titoli di cui ai codici laurea LS-13 (Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo) e LM-19 (Informazioni e sistemi editoriali), dalla partecipazione per le classi di concorso A-12 (discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e A-22 Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado), relegandoli alla sola classe A-65 (Teorie e tecniche della comunicazione), in quanto "non appaiono chiare le ragioni dell'inidoneità delle citate lauree ai fini della partecipazione al concorso, soprattutto considerata l'idoneità riconosciuta dal MIUR per lauree specialistiche o magistrali con analogo percorso accademico"; valutato che: in sede di conversione in legge del decreto-legge n. 44 del 2021 è stato approvato un emendamento del Partito democratico (10.27 nel fascicolo della Commissione), a prima firma del senatore Rampi, che parifica ai fini legali, per l'accesso ai concorsi nelle amministrazioni pubbliche, ivi comprese dunque le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, la laurea in Scienze delle Religioni con Scienze storiche, Scienze filosofiche e Antropologia culturale ed etnologia; in questo modo, dunque, verrà consentito ai laureati in Scienze delle religioni di poter insegnare le discipline Italiano, Storia e Geografia nelle scuole secondarie di 1° grado, e le discipline Storia e Filosofia nei licei e Italiano e Storia negli istituti tecnici e professionali; le tabelle allegate al decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, contenente il regolamento per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, individuano le singole classi di concorso e i titoli di accesso per le medesime classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado, si chiede di sapere se si intenda intervenire al fine di porre rimedio alla situazione descritta, già oggetto di una recente pronuncia giurisprudenziale, modificando le tabelle allegate al decreto del Presidente della Repubblica n. 19 del 2016, al fine dell'inclusione dei codici di laurea LS-13 e LM-19, quali titoli di accesso per la partecipazione alle procedure concorsuali per le nuove classi di concorso A-12 e A-22. Atto n. 3-02544 BRIZIARELLI ARRIGONI BRUZZONE PAZZAGLINI SAVIANE CANDIANI BOSSI Simone CASOLATI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la direttiva (UE) 2019/904, la cosiddetta Direttiva SUP ( Single-Use Plastics ), dispone la riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente attraverso il divieto di utilizzo di alcuni articoli in plastica monouso, tra cui posate e piatti, cannucce, palette per i distributori automatici , contenitori in polistirolo espanso, cotton fioc , attrezzi per la pesca; la direttiva deve essere recepita dagli Stati membri entro il 3 luglio 2021, pena l'apertura di una procedura d'infrazione, e con l'approvazione della legge di delegazione europea 2019-2020, è stata conferita al Governo la delega per il suo recepimento entro detto termine; persistono tra gli Stati membri e la Commissione europea discussioni intese a chiarire alcuni dubbi interpretativi della direttiva in merito al concetto della "messa in commercio" e della gestione delle scorte di magazzino dopo il 3 luglio; considerato che: la pandemia mondiale da COVID-19 è tuttora in corso e i materiali usa-e-getta hanno rappresentato, e continuano a rappresentare, soluzioni in molti casi insostituibili nel limitare la diffusione del virus e in grado di garantire sicurezza sanitaria, economicità e disponibilità, nonché sostenibilità ambientale, considerando che alcuni di questi prodotti sono riciclabili al 100 per cento; recentemente l'Italia si è dotata di importanti strumenti di sostenibilità ambientale approvando, prima nel decreto-legge n. 104 del 2020, cosiddetto "decreto agosto", e successivamente in via definitiva nella legge di bilancio per il 2021, l'utilizzo del polietilentereftalato (PET) 100 per cento riciclato nella produzione di bottiglie e vaschette per alimenti; numerose aziende italiane ed europee sono già in profonda sofferenza a causa della pandemia, ed è prevedibile che alcuni settori specifici saranno ulteriormente danneggiati dalle limitazioni imposte ai SUP, per i quali in molti casi non sarà comunque possibile prevedere, entro luglio 2021, prodotti alternativi in quantità sufficienti a soddisfare la richiesta; tra questi, si richiama il settore della distribuzione automatica di alimenti e bevande che nel nostro Paese conta oltre 820.000 distributori installati, coinvolge oltre 3.000 aziende e interessa a vario titolo almeno 33.000 lavoratori, dati che confermano la leadership italiana nel settore; a titolo esemplificativo, le palette in plastica rappresentano il 97 per cento delle palette utilizzate in Italia per la distribuzione automatica, per una media di circa 4 miliardi di palette l'anno, quantità che non è possibile sostituire nel limitato tempo a disposizione con altrettanti prodotti in materiale alternativo, con il concreto rischio di paralizzare l'intera filiera; diversi sono i materiali in plastica monouso interamente costituiti da plastica riciclata o da materiale plastico riciclabile al 100 per cento, che potrebbero continuare a rappresentare soluzioni valide ai fini della sostenibilità ambientale, della garanzia di igiene e sicurezza dei consumatori, anche considerando che l'Italia nel 2020, nonostante la pandemia, ha incrementato rispetto all'anno precedente del 4 per cento la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, arrivando a superare il 1.400.000 tonnellate, secondo i dati COREPLA; in un contesto produttivo globalizzato, una regolamentazione rigida sull'utilizzo di determinati prodotti in plastica, può rappresentare una minaccia concreta per le nostre imprese, già in profonda crisi per gli effetti della pandemia, senza alcun reale beneficio in termini ambientali;