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tale fenomeno, come ha evidenziato il presidente dell'ANCI Sardegna Emiliano Deiana, è un'articolazione di problemi, dall'invecchiamento alla migrazione, alla mancanza di lavoro e all'assenza di cultura di impresa. Per tutte queste motivazioni, votare sì all'inserimento del principio di insularità nella Costituzione è imprescindibile per contrastare la fuga di capitale umano ed evitare l'estinzione di aree interne e lo spopolamento dei piccoli Comuni. I due punti che formano il principio di insularità (riconoscere gli svantaggi naturali che ne derivano e introdurre le misure necessarie a garantire un'effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuali inalienabili) sono fondamentali. Le modifiche all'articolo 119 della Costituzione che sono state introdotte nel 2001 riguardano l'inserimento del federalismo fiscale, con l'obiettivo di creare uno stretto legame tra decisioni di spesa e il prelievo diretto e di favorire l'allocazione delle risorse pubbliche in termini di beni e servizi più rispondenti alle preferenze di coloro che sono chiamati a sostenerne il costo. Ci sono diversi punti del principio di insularità che sono essenziali e da citare: estensione a tutti gli enti territoriali, non solo alle Regioni (com'è previsto attualmente), dell'autonomia di entrata e di spesa, in modo che godano di risorse autonome e possano fissare e applicare i tributi e le entrate proprie; istituire il fondo perequativo, che è assente nel testo costituzionale previgente ed è coerente con la logica del decentramento fiscale, in cui i territori sono responsabilizzati nelle scelte di spesa e nelle decisioni relative al loro finanziamento; l'intervento di sostegno dei territori in cui le entrate non sono adeguate è motivo di minore sviluppo, perché misurato attraverso la minore capacità fiscale e non con l'inefficienza amministrativa dell'ente territoriale; risorse statali aggiuntive e interventi speciali in favore di tali enti al fine di perseguire una delle seguenti finalità: promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale; rimuovere gli squilibri economici e quelli sociali; favorire l'esercizio dei diritti della persona. Come dichiarò in Commissione in sede di audizione il professor Frosini, che a me è piaciuto tanto, specialità e insularità sono due facce della stessa medaglia. L'insularità genera un'ulteriore condizione di specialità, perché le Regioni di cui parliamo sono interamente circondate dal mare e ciò incide sugli scambi, sull' import-export e sui trasporti. Inoltre, essere isolani indica un profondo senso di appartenenza, una spiccata identità e un rispetto particolare per le tradizioni culturali, sociali ed enogastronomiche. Tutto ciò dovrebbe essere però un punto di merito, non un'esclusione: lo Stato deve pertanto riconoscere il grave svantaggio che deriva dall'insularità e garantire un'effettiva parità, in modo da permetterci di vivere nella nostra isola senza essere isolati. Infine, signor Presidente, voglio ricordare le persone che si sono battute affinché questo importante progetto arrivasse in Parlamento, come l'onorevole Frongia, che intanto ci ha lasciati con il progetto nel cuore; ringrazio il comitato promotore e quello scientifico, coordinato dalla dottoressa Mongiu, nonché la commissione speciale regionale presieduta dall'onorevole Costa, tutti a sostegno di questo importante progetto. Inoltre, mi permetta un particolare ringraziamento ai senatori Borghesi, già presidente della Commissione affari costituzionali, Augussori e Romeo, nonché al nostro Capogruppo per aver capito l'importanza che questo disegno di legge costituzionale ha per noi isolani. Anche per questo, signor Presidente, colleghi, a nome della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, annuncio il nostro volto più che favorevole. (Applausi) . MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, gentile rappresentante del Governo, gentili colleghe e colleghi, stiamo per votare questo importante provvedimento concernente il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità, sul quale dichiaro che il MoVimento 5 Stelle voterà convintamente in maniera favorevole. Il relatore l'ha ricordato: con l'approvazione di questo disegno di legge oggi risolviamo in primo luogo un problema di carattere costituzionale, derivante dalla modifica approvata nel 2001 al Titolo V della Costituzione. D'altra parte - ed è la cosa che più interessa al cittadino - riponiamo al centro del nostro ordinamento il concetto di isola e di insularità, con tutte le conseguenze che ne derivano per gli abitanti che si trovano in tali zone del nostro Paese. Infatti, con la legge costituzionale n. 3 del 2001 il legislatore nazionale soppresse un comma dell'articolo 119 della Costituzione che prevedeva contributi speciali per valorizzare il Mezzogiorno e le isole. Si trattava di una norma definita da alcuni costituzionalisti di diritto sociale territoriale, voluta dal Costituente per tutelare e incentivare le aree del Paese svantaggiate economicamente per storia e per collocazione geografica. Il riferimento esplicito al Mezzogiorno e alle Isole era coscientemente voluto dal Costituente, il quale volle così costituzionalizzare il problema di come valorizzare l'assetto civile, economico e sociale di quei territori che non rappresentano solo un'area geografica del Paese, ma anche - se non soprattutto - una maniera di essere di alcuni milioni di abitanti. Per coloro che vivono nelle Isole, nel corso degli anni questo assetto è divenuto un fattore identitario, che spesso, però, si è trasformato in un danno e in uno svantaggio. La norma costituzionale originaria poteva apparire generica laddove non chiariva in maniera esplicita quali fossero le zone del Paese riferibili alla disposizione costituzionale. Tra i promotori di questo intervento legislativo la Sicilia e la Sardegna godevano però di una sorta di valorizzazione dal punto di vista sia del riconoscimento, che della tutela costituzionale, essendo parte integrante dell'area geografica del Mezzogiorno, oltre che Isole e Regioni a Statuto speciale. Ovviamente, con la norma costituzionale attualmente in vigore tutto questo permane ancora, ma è venuta meno la copertura costituzionale sia come Regioni del Mezzogiorno, sia in quanto Isole. Riteniamo opportuno che tale copertura giuridica venga ripristinata, anche prendendo spunto dall'esperienza comparata degli altri Paesi europei e del ruolo che hanno le Regioni nell'Unione europea, in cui il tema dell'insularità è particolarmente sentito. Questo vulnus, da sempre molto evidenziato a livello territoriale, è stato concretizzato attraverso il disegno di legge in esame che - voglio sottolinearlo - è di iniziativa popolare e ha visto la raccolta di centinaia di migliaia di firme, che peraltro riconoscono la validità di questo istituto spesso inviso e poco considerato, ma da sempre esaltato dal MoVimento 5 Stelle.