[pronunce]

che la censura relativa alla presunta violazione degli artt. 24 e 111 Cost. è manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza, in quanto concerne l'ipotesi di accertamento tecnico promosso dal difensore, estranea al giudizio a quo; che, inoltre, il rimettente ha richiesto una pronuncia non costituzionalmente obbligata, proponendo un petitum additivo avente carattere creativo (ex plurimis, ordinanze nn. 316 e 183 del 2008 e n. 185 del 2007), consistente, in sostanza, nella eliminazione della riserva di incidente probatorio e affidando l'effetto di inibire l'accertamento tecnico disposto dal pubblico ministero alla presentazione della richiesta di incidente probatorio da parte dell'indagato nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari e relativa comunicazione al pubblico ministero; che, quindi, la soluzione proposta vuole introdurre una disciplina inedita e non costituzionalmente necessitata, essendo relativa alla sfera della discrezionalità legislativa l'eventuale eliminazione dell'istituto della riserva di promuovere incidente probatorio prevista dall'art. 360, comma 4, cod. proc. pen. , ovvero la scelta di un'opzione normativa diversa, come l'eventuale apposizione di un termine di decadenza dalla riserva, entro il quale l'imputato debba formalizzare la richiesta di incidente probatorio (ex plurimis, sentenza n. 221 del 2008 ed ordinanza n. 67 del 2007); che il rimettente, inoltre, non ha sufficientemente motivato in ordine al carattere incidentale della questione di legittimità costituzionale sollevata ed alla rilevanza della stessa nell'ambito della fase procedimentale nella quale è stato chiamato a pronunciarsi, considerato che il giudice a quo, comunque, non deve fare applicazione della norma censurata, concernente un'attività propria del pubblico ministero; che la questione in oggetto va, dunque, dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 360, comma 4, del codice di procedura penale sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 111 e 112 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 luglio 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Alessandro CRISCUOLO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 luglio 2009. Il Cancelliere F.to: MILANA