[massime]

Processo penale - Acquisizione delle prove - Incompatibilità con l’ufficio di testimone - Inutilizzabilità di dichiarazioni 'erga alios' rese in precedenza da persone coimputate, imputate o giudicate in procedimenti connessi, che si avvalgano della facoltà di non rispondere - Prospettata disparità di trattamento tra le parti, con violazione del principio di obbligatorietà dell’azione penale, del diritto di difesa e del contraddittorio - Sopravvenuta modifica normativa in materia - Restituzione degli atti ai giudici rimettenti.. Restituzione ai giudici rimettenti, affinché valutino la perdurante rilevanza, degli atti relativi alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 197, comma 1, lettere a) e b), e 210, comma 4, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 101, 111 e 112 della Costituzione, nella parte in cui escludono la possibilità di assumere come testimoni, riconoscendo agli stessi la facoltà di astenersi dal rispondere, i coimputati e gli imputati di reati connessi o collegati su fatti concernenti la responsabilità di altri sui quali essi abbiano in precedenza liberamente risposto. Infatti, successivamente alle ordinanze di rimessione, è intervenuta la legge 1° marzo 2001, n. 63, che ha profondamente inciso sulla disciplina del diritto al silenzio e della formazione della prova in dibattimento, in particolare modificando gli artt. 64, 197 e 210 cod. proc. pen. e inserendo l’art. 197-bis cod. proc. pen., che individua le ipotesi in cui le persone imputate o giudicate in un procedimento connesso o per reato collegato assumono l’ufficio di testimone. M.F.