[massime]

Amministrazione pubblica - Addetti alla commutazione telefonica - Trattamento, più favorevole, riservato ai soli dipendenti dell'azienda di stato per i servizi telefonici (aast) e dell'amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni - Mancata equiparazione, ai fini previdenziali, di tutto il personale con tale qualifica - Asserita violazione dei criteri direttivi della delega legislativa, del principio di eguaglianza, nonché dei principi di adeguatezza della pensione e di buon andamento e imparzialita' dell'amministrazione - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 50 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, in riferimento agli artt. 3, 36, 38, 76 e 97 della Costituzione, concernente la mancata estensione a tutti i pubblici dipendenti addetti alla commutazione telefonica, del più favorevole trattamento previdenziale riservato agli addetti alla commutazione telefonica dipendenti dall'Azienda di Stato per i servizi telefonici e dall'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni. Infatti, sono prive di fondamento le censure riferite ai parametri 3, 36 e 38 Cost., poiché la scelta di introdurre un trattamento di favore, che si ponga come eccezione rispetto al regime di carattere generale, è espressione di discrezionalità legislativa, non censurabile se non esercitata in modo palesemente irragionevole; mentre risultano inconferenti i riferimenti ai parametri 76 e 97. - Sulla discrezionalità legislativa in tema di trattamenti di favore, v. richiamate sentenze n. 431/1997 e n. 272/1994 e ordinanze n. 60/2001, n. 316/1999 e n. 10/1999. M.F.