[ddlpres]

Conseguentemente, la nuova aliquota del 26 per cento è applicabile esclusivamente ai redditi maturati a decorrere dal 1º luglio 2014. Infine, il comma 12, coerentemente con quanto previsto per i contratti di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione, per i proventi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g) , del TUIR e per i redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter) , del medesimo TUIR derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio, l'aliquota del 26 per cento si applica sui proventi realizzati a decorrere dal 1º luglio 2014, in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni. Sui proventi realizzati a decorrere dal 1º luglio 2014 e riferibili ad importi maturati al 30 giugno 2014 si applica l'aliquota del 20 per cento. Con il comma 13 è disciplinato il «riporto a nuovo» (cosiddetta compensazione verticale) delle minusvalenze, perdite e differenziali negativi realizzati ma non «compensati» alla data del 30 giugno 2014. Ciò avviene attraverso una rimodulazione della percentuale di deducibilità, ricavata dal rapporto tra l'aliquota d'imposta vigente al momento della realizzazione della minusvalenza e quella applicabile alla plusvalenza. In tal senso, è disposto che la deducibilità delle minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quater) , del TUIR, dalle plusvalenze di cui al medesimo articolo 67, lettere da c-bis) a c-quinquies) , conseguite dopo il 30 giugno 2014, opera per una percentuale pari al 48,08 per cento, se realizzate fino al 31 dicembre 2011, e al 76,92 per cento, se realizzate dal 1º gennaio 2012 al 30 giugno 2014. Il comma 14 ripropone, anche per i risultati delle gestioni individuali di portafoglio di cui all'articolo 7 del decreto legislativo n. 461 del 1997, il criterio della maturazione previsto dall'articolo 2, comma 12, del decreto-legge n. 138 del 2011. Pertanto i risultati maturati a decorrere dal 1º luglio 2014 vanno assoggettati ad imposta sostitutiva con l'aliquota del 26 per cento, mentre quelli maturati dal 1º gennaio al 30 giugno 2014 rimangono assoggettati all'aliquota del 20 per cento. L'applicazione del criterio della maturazione durante il periodo di imposta non comporta, però, il pagamento dell'imposta sostitutiva in un momento antecedente rispetto a quello ordinariamente previsto dall'articolo 7, comma 11, del decreto legislativo n. 461 del 1997, con riferimento alla data del 31 dicembre, di chiusura del periodo di imposta. Il medesimo comma 14 precisa che i risultati negativi di gestione maturati prima del 1º luglio 2014 possono essere compensati con i risultati positivi maturati dalla suddetta data, tenendo conto che tali elementi negativi si sono formati in vigenza di un'aliquota di imposta minore. La norma prevede che i risultati negativi di gestione rilevati alla data del 31 dicembre 2011, se non compensati con i risultati di gestione rilevati alla data del 30 giugno 2014 (in tal caso opera l'articolo 2, comma 33, del decreto-legge n. 138 del 2011), sono compensabili con i risultati di gestione maturati a decorrere dal 1º luglio 2014 -- e, quindi, soggetti all'aliquota di imposta del 26 per cento -- nella misura del 48,08 per cento del loro ammontare; i risultati negativi di gestione rilevati nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2012 e il 30 giugno 2014, se non compensati con i risultati di gestione alla data del 30 giugno 2014 per il loro intero ammontare, sono compensabili con i risultati di gestione maturati a decorrere dal 1º luglio 2014 -- e, quindi, soggetti all'aliquota di imposta del 26 per cento -- nella misura del 76,92 per cento del loro ammontare. Con i commi da 15 a 17 dell'articolo in esame si ripropone la possibilità di assoggettare all'aliquota del 20 per cento, vigente alla data del 30 giugno 2014, anziché a quella del 26 per cento, vigente dal 1º luglio 2014, i risultati (positivi o negativi) potenzialmente ritraibili qualora si procedesse alla negoziazione degli strumenti finanziari posseduti alla data del 30 giugno 2014. La disciplina posta dalla norma in esame ripercorre, in via di principio, quella delineata dall'articolo 2, commi da 29 a 32, del decreto-legge n. 138 del 2011 e tiene conto delle principali prescrizioni attuative contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 dicembre 2011 di attuazione di tale disciplina (cosiddetto «decreto affrancamento»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 16 dicembre 2011, stabilendo che: -- l'affrancamento si può attivare per le plusvalenze e minusvalenze di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies) , del TUIR, escluse quelle derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter) , del predetto testo unico; -- l'affrancamento si perfeziona qualora il contribuente opti per l'applicazione di tale meccanismo e provveda al versamento dell'imposta sostitutiva eventualmente dovuta. A differenza di quanto previsto dall'articolo 2, commi da 29 a 32, del decreto-legge n. 138 del 2011, per l'esercizio dell'opzione nell'ambito del regime dichiarativo di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 461 del 1997, l'imposta non è versata nel termine ordinario previsto dall'articolo 5 di tale decreto bensì entro il 16 novembre 2014; anche qualora si eserciti l'opzione nell'ambito del regime del risparmio amministrato di cui al successivo articolo 6 del decreto legislativo n. 461 del 1997, è necessario provvedere al pagamento dell'imposta dovuta entro tale data; -- l'affrancamento deve operare per tutti i titoli e gli strumenti finanziari detenuti alla data del 30 giugno 2014; -- l'affrancamento può comportare la determinazione di minusvalenze, perdite e differenziali negativi relativamente ai titoli e agli strumenti finanziari di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quater) , del TUIR; tali risultati negativi sono compensabili con le plusvalenze e gli altri redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies) , del TUIR, realizzati successivamente al 30 giugno 2014, per una quota pari al 76,92 per cento del loro ammontare; tale percentuale si riduce al 48,08 per cento, qualora si tratti di risultati negativi realizzati fino alla data del 31 dicembre 2011 e non compensati in sede di affrancamento.