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Delega al Governo e altre disposizioni concernenti l'esercizio del microcredito e misure per la sua promozione e diffusione. Onorevoli Senatori. – Negli ultimi anni il settore della microfinanza ha assistito a una forte accelerazione sia sul piano dell'attenzione istituzionale sia su quello della sperimentazione progettuale. Questo fenomeno non solo si è prodotto nei Paesi in via di sviluppo dove questa pratica è più diffusa, ma ha interessato sempre più i Paesi industrializzati. Negli Stati Uniti d'America e in Europa, il microcredito si propone oggi come un efficace strumento di lotta alla povertà e di contrasto all'esclusione finanziaria e sociale. Primi segnali tangibili di questo nuovo stato di cose sono la diffusione culturale dei princìpi sottesi al microcredito e un risvegliato interesse su questi temi da parte di cittadini, organizzazioni sociali e istituzioni, a livello europeo, nazionale e locale. Le pesanti conseguenze della crisi economica sull'occupazione, nonché sul potere di acquisto e sulla capacità di risparmio delle famiglie, hanno fortemente sollecitato le istituzioni di microfinanza e i programmi di microcredito, in quanto forme sostenibili di economia finanziaria più vicine ai bisogni delle persone. Obiettivi del presente disegno di legge sono il rafforzamento e la crescita del settore e la sua necessaria professionalizzazione. Con il termine «microcredito» si intendono definire due tipi di attività finanziarie: «il microcredito sociale» e il «microcredito d'impresa». Il «microcredito sociale» si riferisce ai prodotti e ai servizi utili per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, interventi che puntano, da un lato, a offrire soluzioni concrete a persone e a famiglie che si trovano in una situazione di temporanea difficoltà economica, attraverso la concessione di un piccolo prestito, e, dall'altro, a diffondere la cultura della responsabilizzazione passando, ove possibile, dalla logica di contributo a fondo perduto al concetto di prestito. Infatti, il microcredito sociale può essere attuato solo se il richiedente è nella condizione economica e di reddito per fare fronte, nel breve o medio termine, agli impegni insiti nel contratto creditizio. Non si tratta, dunque, di un semplice sostegno finanziario temporaneo alla persona, ma di un investimento sociale, che consente un sensibile miglioramento della sua condizione sociale ed economica, aiutandola in particolare a prevenire futuri squilibri finanziari. Il microcredito sociale può costituire un primo passaggio per un ulteriore sviluppo in termini di microcredito d'impresa o, semplicemente, di credito ordinario. Detto in altri termini, ciò significa che, superata la fase di difficoltà economica o finanziaria, la persona che beneficia di un prestito potrebbe essere in condizione di esprimere e di mettere in atto un progetto professionale e di vita generatore di reddito, nella forma di auto-impiego o di microimpresa. Con il termine «microcredito d'impresa» si indicano i prodotti e i servizi utili a favorire il diritto all'iniziativa economica delle persone. L'obiettivo è quello di creare un meccanismo virtuoso che permetta ai microimprenditori di generare reddito e diventare economicamente autonomi. Affinché tale obiettivo si realizzi è necessario adottare un processo selettivo rigoroso volto a verificare l'attendibilità professionale dei richiedenti, nonché la validità e la coerenza tecnica, economica e finanziaria dell'attività e del progetto per il quale è richiesto il finanziamento: un'affidabile garanzia personale al posto di una garanzia reale. Questo modo di affrontare il quesito circa l'erogazione o meno del prestito costituisce un'innovazione di grande rilevanza. Non è il passato delle persone che conta – la profittabilità ex post della propria azienda già operativa o le garanzie reali che il prestatario potenziale è in grado di dare (criteri che sovente condizionano in modo notevole il comportamento delle banche ordinarie) – ma la sostenibilità e l'efficacia del progetto presentato per il finanziamento. In entrambe le accezioni di microcredito descritte gli operatori del settore non si limitano a concedere piccoli prestiti, ma hanno come principale obiettivo quello di sviluppare, nei potenziali e negli effettivi clienti, la capacità di attivazione delle loro risorse personali e progettuali. Il microcredito, dunque, pone al centro l'attenzione alla persona, perché tutela in primis la condizione del debitore. L'accesso al credito è un diritto che, se esercitato, deve poter migliorare la condizione sociale ed economica del beneficiario e non produrre un peggioramento delle sue condizioni ordinarie di consumo e di produzione. L'approccio operativo è quello tipico dell'economia di produzione di reciprocità che si avvicina al cliente con l'intenzione di coinvolgerlo in modo attivo nell'attività di scambio: da una parte l'istituzione, che sa accogliere, ascoltare e accompagnare il potenziale prestatario di fondi e che eroga il prestito dopo un'attenta analisi del progetto; dall'altra il beneficiario del prestito, che si fa accogliere, ascoltare e accompagnare, accettando di essere coinvolto nel processo istruttorio e dando l'apporto attivo della sua personalità alla definizione dell'aspetto di rischio del caso creditizio. Tale procedura riesce a ridurre le asimmetrie informative di cui soffre la banca ordinaria, poiché dà modo di far conoscere il cliente, la sua vita, il suo lavoro, la sua famiglia e l'ambiente in cui vive. Inoltre, cosa ancora più importante, riesce a creare un clima di fiducia reciproca fra istituzione e cliente che consente di migliorare la qualità del prodotto finanziario. I tre criteri distintivi delle attività di microcredito rispetto ad altre attività finanziarie (credito al consumo eccetera) sono l'entità del prestito, l'accompagnamento dell'operazione con servizi non finanziari (tutoraggio, assistenza tecnica e assistenza amministrativa) e una specifica valutazione del merito creditizio.. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha lo scopo di promuovere il microcredito come strumento di inclusione sociale e di contrasto all'esclusione finanziaria, prevedendo misure per la sua diffusione e per la professionalizzazione del settore. 2 (Microcredito) 1 Ai fini della presente legge per microcredito si intendono i prestiti di entità compresa nei limiti stabiliti dall'Unione europea e i servizi non finanziari forniti direttamente dall'istituzione finanziaria o da questa assicurati tramite un'istituzione terza senza fini di lucro dotata di un'adeguata struttura operativa che fornisca un'adeguata documentazione sull'attività di assistenza e di accompagnamento svolta, sottoposti a una valutazione specifica del merito creditizio. Il microcredito si articola in due forme, il microcredito sociale e il microcredito d'impresa. 2 Ai fini della presente legge, per microcredito sociale si intende l'erogazione di prestiti a persone e a famiglie in situazione di temporanea difficoltà economica e per microcredito d'impresa si intende l'erogazione di prestiti volti al consolidamento o all'avvio di nuove piccole attività economiche che consentono di generare reddito e occupazione. 3 (Servizi non finanziari) 1 Ai fini della presente legge, per servizi non finanziari si intendono i servizi di assistenza, di consulenza e di accompagnamento e, in particolare, i servizi: a di supporto all'individuazione del bisogno e al piano di rientro del prestito;