[resaula]

negli ultimi anni sui monti Saretto ed Alvano, già interessati dalle drammatiche frane del 1998, si sono sviluppati numerosi incendi che hanno danneggiato la vegetazione e compromesso fortemente la stabilità idrogeologica del territorio forestale, avendo bruciato sia gli alberi ad alto fusto che il sottobosco; la città di Sarno nel 1998 fu travolta da una sconcertante serie di smottamenti che provocarono la morte di oltre 150 persone; come conseguenza di tale tragedia, tra gli interventi di messa in sicurezza, tutela del territorio, mitigazione del rischio idraulico e dissesto idrogeologico, furono costruite delle vasche di laminazione per contenere fanghi e detriti reflui; secondo le prime ricostruzioni tecniche, le vasche e l'intera rete di contenimento comprensiva di più canali, prima degli eventi del 27 settembre, erano già colme di detriti e rifiuti a causa di una mancata manutenzione ordinaria precisa, periodica e puntuale; considerato infine che: la discesa dalle montagne di acqua mista a fango e detriti ha completamente riempito le vasche di laminazione, canali, briglie e valloni; la stagione autunnale, con ulteriori piogge e temporali, porterà certamente ad un peggiorativo scivolamento di materiali di accumulo che si riverseranno pericolosamente sull'abitato della città di Sarno, probabilmente come già avvenne nel maggio 1998, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, intenda adoperarsi per prevenire o arginare il rischio del dissesto idrogeologico attraverso interventi urgenti e straordinari; se ritenga opportuno inviare ispettori ministeriali e tecnici per attuare un adeguato controllo di sicurezza degli impianti, a tutela della pubblica incolumità; se si renda necessaria un'indagine al fine di effettuare una ricognizione su come la Regione Campania abbia utilizzato i fondi stanziati per il dissesto idrogeologico e gli interventi della protezione civile. Atto n. 4-04195 PILLON Al Ministro della salute Premesso che: il Ministero della salute il 12 agosto 2020 ha emanato una circolare di aggiornamento delle "linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine"; le nuove linee di indirizzo, che aggiornano quelle del 24 giugno 2010, sono passate al vaglio del Consiglio superiore di sanità (CSS) che il 4 agosto 2020 ha espresso parere favorevole al ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico, tra l'altro presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all'ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure day hospital ; a seguito del parere del CSS, l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) il 12 agosto ha emanato la determina n. 865, recante "modifica delle modalità di impiego del medicinale Mifegyne a base di mifepristone (RU486)", con la quale è stato soppresso l'articolo 3 della determinazione dell'AIFA n. 1460 del 24 novembre 2009, che garantiva "il ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall'art. 8 della legge 194/78 dal momento dell'assunzione del farmaco fino alla verifica dell'espulsione del prodotto del concepimento" e stabiliva che tutto il percorso abortivo doveva avvenire sotto la sorveglianza di un medico; considerato tuttavia che l'articolo n. 8 della legge n. 194 del 1978 elenca tassativamente i luoghi presso i quali è possibile effettuare l'interruzione di gravidanza, tra i quali non figurano il domicilio della donna, né il consultorio, che invece sono indicati nella procedura farmacologica prevista dalle linee di indirizzo; considerato, pertanto, che le disposizioni previste dalle linee di indirizzo si pongono in contrasto col dettato dell'articolo 8 della legge n. 194 del 1978, né il superamento del vincolo relativo all'utilizzo del farmaco Mifegyne in regime di ricovero dal momento dell'assunzione del farmaco fino alla conclusione del percorso assistenziale, operato dalla determina AIFA n. 865 del 2020, può comunque consentire la violazione di obblighi di legge, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda contemperare e armonizzare le nuove linee di indirizzo col dettato della legge n. 194 del 1978; se le linee di indirizzo siano da ritenersi obbligatorie e vincolanti. Atto n. 4-04196 FARAONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che: come noto, lo scorso 27 gennaio 2020, proprio nel giorno della memoria, una docente della scuola secondaria di primo grado dell'istituto "Mazzanti" di Firenze, pronunciava di fronte ai suoi alunni la vergognosa frase: "Liliana Segre non la sopporto. E anche voi, ragazzi, non vi fate fregare da questi personaggi che cercano solo pubblicità", aggiungendo, "e ora non andate a casa a dire ai vostri genitori che sono nazista e antisemita", a seguito delle quali scattò una sospensione della docente, seguita da una lunga lettera del preside all'ufficio scolastico regionale con le testimonianze degli alunni; dopo circa 8 mesi dalla denuncia, la docente è stata reintegrata in servizio dall'ufficio scolastico regionale della Toscana, per non avere commesso il fatto; al momento non è dato conoscere le motivazioni alla base della decisione dell'ufficio che ha disposto il reintegro in servizio della docente; la questione è molto delicata e meritevole di essere chiarita con massima urgenza, si chiede di sapere con quali motivazioni l'ufficio scolastico regionale della Toscana abbia disposto il reintegro in servizio della docente, e se il Ministro in indirizzo, stanti la gravità della questione ed il ruolo che la docente è chiamata a svolgere come educatrice, ritenga di dover intervenire e con quali provvedimenti. Atto n. 4-04197 DAL MAS Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: l'articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020 ha introdotto importanti novità in merito alle detrazioni connesse ai lavori di miglioramento sismico ed energetico degli edifici; secondo quanto disposto dal comma 9, le disposizioni inerenti alla maggiorazione delle detrazioni si applicano agli interventi effettuati, oltre che dai condomini, dagli istituti autonomi case popolari, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e dalle associazioni e società sportive dilettantistiche, anche a quelli effettuati "dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10"; il comma 10 dispone che le persone fisiche possono beneficiare delle detrazioni "per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio"; la lettura del comma 10 farebbe quindi presupporre che la detrazione sia sempre riconosciuta, anche per le persone fisiche, "per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio";