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Disposizioni in materia di riorganizzazione dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Onorevoli Senatori . – Le modifiche al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, recante disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, che si intendono proporre con il presente disegno di legge, sono finalizzate a consentire all'Ispettorato nazionale del lavoro di poter operare – così come del resto prevedeva già la delega contenuta nella legge 4 novembre 2010, n. 183 – con le modalità « agili » di una agenzia costituita ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Trattasi di modifiche finalizzate, fra l'altro, a: – consentire all'Ispettorato la massima flessibilità nell'individuazione della propria dislocazione territoriale, in linea con il potere di organizzazione dell'agenzia, già rimesso in capo al direttore dell'Ispettorato stesso, e che si giustifica con la necessità, in relazione anche al tessuto economico di determinate realtà territoriali e alle dinamiche di sviluppo del mercato del lavoro, di modificare eventuali assetti degli uffici periferici; – consentire un più autorevole controllo delle attività finanziarie esercitate dall'Ispettorato attraverso la presenza continuativa di un magistrato della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 259 del 1958; – riavvicinare l'Ispettorato nazionale del lavoro al modello agenziale previsto dall'articolo 8 del decreto legislativo n. 300 del 1999, garantendo comunque che determinate linee di indirizzo della vigilanza e di carattere interpretativo restino condivise con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base della convenzione che l'agenzia è tenuta a sottoscrivere con lo stesso Ministero; – modificare la governance dell'Ispettorato secondo i canoni del decreto legislativo n. 300 del 1999; – introdurre una piattaforma unica della vigilanza, per consentire un efficace coordinamento tra Ispettorato, INPS e INAIL. Di particolare rilievo è, altresì, la disposizione contenuta nell'articolo 2 del disegno di legge che ha la finalità di mettere anzitutto a sistema le disposizioni normative che, nel corso del tempo, hanno introdotto forme di finanziamento dell'Ispettorato e di incentivazione dell'attività di vigilanza, sostituendolo con un meccanismo uniforme e semplificato. È infatti previsto che tutte le entrate derivanti dalla vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale siano destinate, entro il limite di 70 milioni di euro annui, « all'incremento dei fondi per il trattamento accessorio del personale di ruolo dell'Ispettorato » e che, in relazione a tali somme una percentuale del 3 per cento sia destinata a misure di welfare integrativo. Nell'ambito delle stesse somme la contrattazione collettiva individua misure, anche a carattere indennitario, finalizzate a un più efficiente impiego del personale ispettivo di ruolo dello stesso Ispettorato e a una maggior efficacia dell'attività di vigilanza. Il finanziamento del Fondo risorse decentrate dell'Ispettorato vuole attenuare, seppur solo parzialmente, il « differenziale » che oggi si registra tra i trattamenti economici del personale dell'Ispettorato con quelli dell'INPS e dell'INAIL. Più nel dettaglio, è opportuno chiarire che le modifiche al decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 149, sono finalizzate a riformare l'attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale consentendo all'Ispettorato nazionale del lavoro di poter operare con le modalità « agili » di una agenzia costituita ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. L'articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1) (che modifica l'articolo 1, comma 4, del decreto legislativo n. 149 del 2015) vuole consentire all'Ispettorato una maggiore flessibilità nell'individuazione della propria dislocazione territoriale. Tale possibilità è in linea con il potere di organizzazione dell'agenzia già rimesso in capo al direttore e si giustifica con la necessità, in relazione anche al tessuto economico di determinate realtà territoriali e alle dinamiche di sviluppo del mercato del lavoro, di modificare eventuali assetti degli uffici periferici. L'articolo 1, comma 1, lettera a), numero 2) (che modifica l'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo n. 149 del 2015) vuole invece consentire un più autorevole controllo delle attività finanziarie dell'Ispettorato attraverso la presenza continuativa di un magistrato della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 259 del 1958. Va infatti evidenziato che l'Ispettorato è una agenzia di circa 6.000 dipendenti che cura adempimenti di carattere gestionale riferiti a 78 uffici territoriali e, pertanto, si rende opportuno un controllo costante al pari di altri enti di analoga dimensione. L'articolo 1, comma 1, lettera b) (recante modifiche all'articolo 2 del decreto legislativo n. 149 del 2015) rappresenta un primo elemento correttivo nell'ambito degli interventi volti al riavvicinamento dell'Ispettorato nazionale del lavoro al modello agenziale previsto dall'articolo 8 del decreto legislativo n. 300 del 1999. In tal senso, all'agenzia è assegnato quindi il compito di emanare « circolari interpretative in materia ispettiva e sanzionatoria nonché direttive di carattere operativo vincolanti per tutti gli organi di vigilanza », definire e approvare « tutta la programmazione dell'attività ispettiva (...), a livello centrale e territoriale e le specifiche modalità di accertamento » e di individuare « i fabbisogni formativi del personale ispettivo, ivi compreso quello di INPS e INAIL ». L'articolo 1, comma 1, lettere c) e d), apporta modifiche agli articoli 3 e 4 del decreto legislativo n. 149 del 2015, recando le disposizioni di maggiore impatto sotto il profilo del riavvicinamento ai princìpi dettati dall'articolo 8 del decreto legislativo n. 300 del 1999. Gli articoli prevedono infatti una rivisitazione della governance dell'agenzia e delle competenze rimesse ai suoi organi del tutto in linea con quanto previsto dal decreto n. 300 del 1999. L'articolo 1, comma 1, lettera e) (che reca modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo n. 149 del 2015) prevede anzitutto che il decreto di organizzazione dell'Ispettorato possa essere modificato ad opera dell'organo di vertice dell'agenzia (il riferimento al solo decreto di organizzazione e non anche a quello di contabilità finanziaria ed economico patrimoniale è esplicitato attraverso il rinvio alle competenze del direttore di cui all'articolo 4, comma 1). Inoltre è prevista la possibilità, con il provvedimento di riorganizzazione dell'Ispettorato adottato dal direttore, di individuare delle sedi locali che, pur rimanendo sotto la direzione del capo dell'Ispettorato territoriale, siano affidate a funzionari apicali.