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Il raggiungimento di una competenza nella lingua parlata e scritta migliore che nel passato è oggi possibile grazie all'utilizzo di nuove protesi e impianti cocleari. Dal momento che molti bambini, attraverso questi ausili, possono sentire e imparare a parlare sempre meglio, è immotivata la paura che la LIS possa «indebolire» l'italiano. Infatti, il migliore accesso alla lingua parlata non può che favorire un bilinguismo più equilibrato fra lingua parlata e lingua dei segni, in cui le due lingue possono convivere, offrendo al bambino e alla persona sorda la possibilità di scegliere quale lingua usare in funzione del contesto e dei bisogni comunicativi e relazionali. La ricerca scientifica ha inoltre dimostrato che, come ogni tipo di bilinguismo, anche quello fra una lingua dei segni e una lingua vocale permette al bambino (udente o sordo) di raggiungere una maggiore flessibilità cognitiva e migliori abilità di attenzione e di memoria visiva. Va infine ricordata la rilevanza sociale e culturale della LIS per l'intera società italiana, e non soltanto per i sordi, o per un numero relativamente limitato di persone che l'apprendono per comunicare efficacemente con bambini o adulti sordi segnanti (ad esempio familiari, interpreti, educatori, logopedisti). Negli ultimi vent'anni, analogamente a quanto è avvenuto per altre lingue dei segni in gran parte dei Paesi occidentali, si è registrata una grande crescita dei corsi di insegnamento della LIS come seconda lingua. Questi corsi, tenuti da docenti sordi qualificati, sono frequentati primariamente da udenti, ma anche da persone sorde che, pur avendo una buona competenza in italiano e continuando ad utilizzare protesi o impianto cocleare, sentono la necessità di apprendere la LIS anche per il suo valore culturale e identitario. Numerose università italiane hanno riconosciuto la LIS nell'ambito di specifici curricula formativi e/o di ricerca. Chiunque frequenti un corso LIS acquisisce rapidamente la certezza che questa è una lingua naturale e che va riconosciuta e rispettata come tale. Il potere espressivo della LIS è ancora più evidente quando la lingua viene usata creativamente, in composizioni poetiche, testi teatrali, forme artistiche di diversa natura. Da cosa nasce, allora, la tendenza a contrapporre forme di comunicazione che non sono in nessun modo alternative? Probabilmente dalla difficoltà di accettare che un deficit sensoriale, come quello della sordità, possa dar vita ad un mondo comunicativo «altro» rispetto a quello delle persone udenti. Possedere una lingua diversa significa naturalmente poter esprimere la propria diversità attraverso questa lingua, vuol dire accedere a processi di identificazione che hanno più a che fare con la dimensione socioculturale che con il deficit tout court . È così difficile oggi accettare che esistano mezzi di espressione che danno voce alla diversità senza omologarla? Ogni lingua è uno strumento vitale per il riconoscimento degli altri come persone. Pensiamo davvero che questa esigenza di identità non abbia diritto di cittadinanza nella nostra società? Nel tentativo di dissipare progressivamente pregiudizi e paure e superando quel «senso di inferiorità» rispetto alle lingue vocali, l'Ente nazionale sordi sottolinea come «in molti paesi la lingua dei segni ha ottenuto o sta ottenendo un riconoscimento ufficiale, a livello costituzionale o con legislazione specifica. Nel rispetto di quanto sancito dalle risoluzioni del Parlamento Europeo del 1988 e del 1998, e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che in più articoli invita gli Stati a “promuovere e diffondere la lingua dei segni”, ci auguriamo che l'Italia si adegui al più presto a tale direttiva internazionale». Tale auspicio è anche il nostro. Invitiamo a riprendere la discussione su queste tematiche molto sentite da gran parte dei nostri cittadini tra i meno fortunati e invitiamo il Senato ad una rapida approvazione di un testo che già fu approvato nella scorsa legislatura. Confidiamo che le considerazioni sopra esposte possano contribuire a stimolare un sereno e proficuo dibattito sul disegno di legge che presentiamo e a rimuovere gli ostacoli che fino ad oggi si sono frapposti all'approvazione di una legge nazionale sul riconoscimento della LIS, riconoscimento già avvenuto in quasi tutti gli Stati dell'Unione europea.. 1 (Diritti delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche e rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione) 1 In attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione e degli articoli 21 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in raccordo con la legge 5 febbraio 1992, n. 104, e con il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, nonché in armonia con i princìpi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, la Repubblica riconosce i diritti delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, promuovendo la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione che limitano il pieno sviluppo della persona e l'effettiva partecipazione alla vita collettiva. 2 La Repubblica tutela, sostiene e promuove tutti gli strumenti finalizzati alla prevenzione e alla cura della sordità e della sordocecità, nonché gli strumenti tecnologici per il superamento o la riduzione delle condizioni di svantaggio come definiti, rispettivamente, all'articolo 3, commi 1 e 4. Fermo restando l'insegnamento della lingua italiana parlata e scritta, riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (LIS), in un'ottica di bilinguismo tra la lingua italiana parlata e scritta e la LIS, e la LIS tattile. Promuove la diffusione e la piena accessibilità di tutti gli strumenti tecnologici, i servizi e le risorse finalizzati ad assicurare l'inclusione sociale e l'accesso all'informazione per le persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, promuovendo sistemi di sottotitolazione, servizi di interpretariato in LIS e LIS tattile e ogni altra azione atta a realizzare la piena autonomia, inclusione e realizzazione umana, nel rispetto delle scelte delle persone e delle loro famiglie, ai sensi dell'articolo 2. Promuove, altresì, la ricerca scientifica e tecnologica su sordità e sordocecità in ambito linguistico, pedagogico, didattico, psicologico e neuropsicologico. 3 Per le finalità di cui alla presente legge, nella provincia autonoma di Bolzano la lingua dei segni tedesca e la lingua dei segni tattile tedesca sono equiparate alla LIS e alla LIS tattile. 2 (Libertà di scelta e non discriminazione)