[pronunce]

Da tale omissione deriva la menomazione della sfera di competenza costituzionalmente garantita della Camera dei deputati, che, se del caso, potrebbe sollevare conflitto di attribuzione davanti a questa Corte, ritenendo, in ipotesi, che l'asserita indebita qualificazione come non ministeriale del reato contestato abbia precluso alla Camera competente la possibilità di fare valere la guarentigia di cui all'art. 96 Cost. Quanto al Tribunale di Livorno, sezione distaccata di Cecina, lo stesso ha omesso di prendere atto che il Procuratore della Repubblica non aveva dato la necessaria comunicazione della precedente archiviazione, declinatoria di competenza per ritenuta “non ministerialità” dei reati, e ha omesso altresì di adottare ogni conseguente provvedimento per consentire alla Camera dei deputati di compiere le suddette proprie valutazioni e adottare le conseguenti iniziative. Anche da queste omissioni deriva la menomazione della sfera di competenza costituzionalmente garantita della Camera dei deputati. 4.6. – L'art. 2, comma 1, della legge n. 219 del 1989 non si pone in contrasto con le norme di rango costituzionale che disciplinano la materia, in quanto si limita a prescrivere che, in caso di archiviazione per diversa qualificazione del reato, sia disposta «altresì» la trasmissione degli atti all'autorità giudiziaria competente. Rimane fermo in ogni caso (e, quindi, anche in questo) l'obbligo di cui al comma 4 dell'art. 8 della legge costituzionale n. 1 del 1989, cui la norma di legge ordinaria prima citata non ha inteso apportare deroga alcuna, ponendosi soltanto come disciplina integratrice della fattispecie processuale in esame. A prescindere, quindi, da ogni altro possibile rilievo, non sussistono comunque i presupposti affinché questa Corte debba sollevare davanti a se stessa questione di legittimità costituzionale della suddetta disposizione legislativa, come richiesto in via subordinata dalla ricorrente. 4.7. – La ricorrente – pure in ciò con l'adesione dell'intervenuto – chiede anche che, di seguito alle denunciate menomazioni, sia disposto l'annullamento del provvedimento 31 marzo-4 aprile 2005 del Tribunale dei ministri di Firenze e dell'ordinanza 4 dicembre 2006 del Tribunale di Livorno, sezione distaccata di Cecina. Questa Corte non ritiene di accogliere tale parte della domanda. Le menomazioni riconosciute derivano essenzialmente dalle suindicate omissioni, cui potrebbe tuttora essere posto rimedio con il compimento degli atti omessi. Quanto alle eventuali conseguenze più strettamente processuali, spetterà all'autorità giudiziaria competente rilevarle e dichiararle.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che: a) non spettava al Collegio per i reati ministeriali presso il Tribunale di Firenze non trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica perché questi desse comunicazione al Presidente della Camera dei deputati, ai sensi dell'art. 8, comma 4, della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1 (Modifiche degli articoli 96, 134 e 135 della Costituzione e della legge costituzionale 11 marzo 1953, n. 1, e norme in materia di procedimenti per i reati di cui all'art. 96 della Costituzione), del provvedimento in data 31 marzo-4 aprile 2005, con il quale detto Collegio ha escluso la natura ministeriale dei reati ascritti all'imputato, limitandosi a disporre la trasmissione degli atti stessi all'autorità giudiziaria competente; b) non spettava al Tribunale di Livorno, sezione distaccata di Cecina, omettere di rilevare che non era stata data dal Procuratore della Repubblica la comunicazione del suindicato provvedimento del Collegio per i reati ministeriali presso il Tribunale di Firenze e di adottare i provvedimenti conseguenti di competenza al fine di rimediare alla mancata comunicazione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 luglio 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Giuseppe FRIGO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 luglio 2009. Il Cancelliere F.to: MILANA