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È questa la prospettiva che noi abbiamo in qualche modo cavalcato e cercato di animare nella precedente legislatura, che viene smentita con questo disegno di legge. (Applausi dal Gruppo PD) . TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, siamo certamente e sicuramente a favore del contrasto all'assenteismo che, signor Ministro, riteniamo una grande truffa - e Forza Italia lo ha dimostrato per prima - che danneggia l'economia e l'immagine del Paese. Lei, Ministro, ha detto una cosa che condivido: ha rilevato l'eterogeneità e la disomogeneità della macchina dell'amministrazione pubblica ma non ne ha tenuto conto. Imponete questi dispositivi a tutta la pubblica amministrazione, fino al più piccolo dei Comuni. Abbiamo quindi voluto sottolineare con questo emendamento che invece si dovevano porre dei limiti e implementare l'obbligo di questi dispositivi laddove fosse stato veramente necessario, laddove fosse già stato riconosciuto un assenteismo molto forte. Infatti, ripeto, obbligare tutti i Comuni, anche quelli più piccoli con due o tre dipendenti, significa gravare sulle casse di quei Comuni che non hanno a disposizione le risorse, perché voi non le prevedete a livello di finanza pubblica, neppure per mettere in sicurezza le proprie scuole. Quindi, Ministro, questo era il nostro intento: usare misure di contrasto in maniera efficiente ed efficace laddove servono veramente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,10) DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo presentato vari emendamenti all'articolo 2, cercando di entrare nel merito. Si tratta di emendamenti che tendono a eliminare quelle che riteniamo le parti più negative dell'articolo stesso. In primo luogo, i cosiddetti furbetti sono veri e propri mascalzoni (già la parola «furbetti» a me non piace), perché danneggiano l'interesse pubblico. Lei, Ministro, ha fatto bene a ricordare che è certamente un reato, ma mi insegna, come altri autorevoli colleghi in quest'Aula, che la responsabilità penale è assolutamente personale. Lei, in questo modo, sta creando una specie di reato associativo generalizzato - e mi sembra che anche i suoi successi nei tribunali derivino spesso dalla contestazione di reati associativi - perché, per la responsabilità di pochi, che compiono reati e danneggiano l'interesse pubblico, il risultato sarà quello di dare un'etichetta a tutti i dipendenti pubblici. Questo non è assolutamente tollerabile. Lo strumento che viene utilizzato, tra l'altro in modo generalizzato, pone tantissimi problemi e nei fatti non risolve la questione di come far lavorare meglio la maggioranza dei dipendenti pubblici, che certamente non utilizzano né scatoloni, né scatolette, ma cercano di fare il loro dovere. Lo sforzo doveva quindi essere quello di migliorare, di garantire efficienza, di fare in modo che quando i dipendenti sono a lavoro, anche se timbrano regolarmente, producano per l'amministrazione pubblica e tale risultato non si raggiunge con la rilevazione delle impronte come metodo generico e generalizzato per tutte le amministrazioni; penso ai piccoli Comuni, che avranno al limite due o tre dipendenti. In questo modo state, di fatto, spalmando la responsabilità penale personale su tutta la platea dei dipendenti pubblici. Questo credo non sia un modo per garantire davvero l'efficienza della pubblica amministrazione e la tutela dell'interesse pubblico. Le generalizzazioni e le applicazioni a tappeto non vanno mai bene. Vorrei anche ricordare che i servizi sono anche molto diversi e di questo non si tiene assolutamente conto. Per tutti questi motivi credo che sarebbe stato saggio intervenire, invece, in modo più chirurgico. Aggiungo una sottolineatura che anche il Garante per la privacy , durante le audizioni, ha messo in evidenza. Vi è un aspetto che non ci è dato sapere: chi conserverà e gestirà questi dati, che sono sensibili, come sapete perfettamente? In tutti questi mesi abbiamo passato il tempo a firmare liberatorie per la privacy su qualsiasi cosa ci fosse sottoposta. La domanda è rimasta senza risposta: chi sarà il custode di questi dati sensibili? Come saranno gestiti? Lei, signor Ministro, comprende perfettamente con quale delicatezza si debbano maneggiare questi dati. Mi consenta, infine, una battuta. Se il tempo per l'attuazione della norma sui rilievi biometrici sarà analogo a quello per la carta di identità elettronica, chissà per quanto ancora potremo dilettarci con la questione. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, apprendo questa mattina dalle dichiarazioni del Ministro che, da garantista, ha assunto un atteggiamento assolutamente giustizialista. (Applausi della senatrice Malpezzi). E di più mi stupisce quando dice che fosse anche uno il dipendente che utilizza in maniera impropria il cartellino per giustificare la sua presenza, dovremmo intervenire. Signor Ministro, a me pare che bisogna sempre tener conto del concetto di proporzionalità dell'intervento che viene richiesto. In merito a tale criterio il provvedimento da lei assunto nel disegno di legge è stato dichiarato ultroneo; non è stato però dichiarato ultroneo dal Gruppo Forza Italia, il quale peraltro è assolutamente d'accordo nel condannare i furbetti del cartellino che per primi screditano i colleghi e la pubblica amministrazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siamo fermamente convinti della necessità di un'azione forte, da realizzare però con misure proporzionate. La Corte dei conti dichiara allora questa misura ultronea. Lo stesso Garante della privacy pone alcuni dubbi sulla sostenibilità del sistema dal punto di vista della garanzia che bisogna dare non solo sul dato della presenza, ma in merito al trattamento dei dati che può essere svolto successivamente. Mi sembra allora che il provvedimento, che merita grande attenzione, sia veramente ultroneo. Dico inoltre che non è definito bene l'aspetto economico: 35 milioni di euro per 10.000 sedi della pubblica amministrazione che ricorrono a questo sistema (Applausi dal Gruppo FI-BP) , che producono un costo per la sua applicazione e successivamente per il controllo del suo buon funzionamento e il trattamento dei dati, mi sembra che siano veramente pochi rispetto alle strette necessità. Peraltro viene detto anche in un emendamento che quei 35 milioni di euro probabilmente devono essere integrati con i fondi delle amministrazioni. Penso soprattutto alle piccole amministrazioni, che sono già in difficoltà economica e che dovranno ulteriormente sobbarcarsi dei costi per impianto, funzionamento e controllo di questi sistemi, che sono anche sofisticati e possono essere anche oggetto di hackeraggio. Pertanto questi sistemi non ci danno una garanzia assoluta di funzionamento, ma sono e potrebbero essere sottoposti anche a manomissioni interne o esterne. Ministro, un provvedimento di questo genere è adatto a chi non vuole condannare i pochi furbetti o mascalzoni che usano in maniera impropria il cartellino per sé o per altri; esso crea discredito nella pubblica amministrazione e prima di introdurlo bisognerebbe non lasciarsi andare a facili affermazioni, come: basterebbe solamente un colpevole per condannarli tutti. No, questo non lo possiamo permettere. Siamo e rimaniamo ancora garantisti.