[pronunce]

non con quello del libero convincimento del giudice, poiché detto principio "non può che riferirsi alle prove legittimamente formate ed acquisite"; non con quelli della obbligatorietà dell'azione penale e dell'effettività della tutela giurisdizionale dei diritti, poiché essi non possono ritenersi lesi da limiti di utilizzazione probatoria che si configurano "come la naturale e coerente conseguenza di scelte sistematiche, in linea con i principi costituzionali"; non con quello di eguaglianza in relazione al diverso regime di utilizzazione probatoria nel rito abbreviato, avuto riguardo alle evidenti peculiarità di tale rito speciale; e neppure, infine, con il principio dell'obbligo di motivazione, essenzialmente inteso come esigenza di un prodotto argomentativo coerente e privo di vizi logici: invero, "i limiti probatori relativi alle dichiarazioni lette per le contestazioni non incidono affatto sulla coerenza intrinseca della motivazione che il giudice è chiamato a svolgere [...] posto che, ove così non fosse, [...] qualsiasi prova non utilizzabile (perché, ad esempio, assunta contro i divieti previsti dalla legge) comprometterebbe l'obbligo di motivazione, per il sol fatto di essere apparsa "persuasiva" nel foro interno del giudicante"; che, pertanto, le questioni proposte devono essere dichiarate manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 500, comma 2, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, primo comma, 101, 111, primo e quarto comma, e 112 della Costituzione dal Tribunale di Rossano, dal Tribunale di Castrovillari e dal Tribunale militare di Torino, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Flick Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 18 luglio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola