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Le discriminazioni in alcune occasioni sono palesi, in altre mascherate. È necessario disvelarle e, se effettivamente tali, cancellarle dall'ordinamento. 7) Il bilanciamento dei princìpi costituzionali La Costituzione italiana giustamente afferma molteplici princìpi e valori. Può accadere che, in determinate situazioni, tra essi si determini contrasto. In tal caso è necessario operare un contemperamento (o bilanciamento), il quale da un lato provochi il minore sacrificio possibile di ciascun principio e, dall'altro, ove necessario, determini quale di essi debba prevalere. Esempio emblematico è costituito dalla decisione della Corte costituzionale n. 27 del 1975, relativa all'interruzione volontaria della gravidanza. In tale occasione la Consulta affermò che «... l'interesse costituzionalmente protetto relativo al concepito può venire in collisione con altri beni che godano pur essi di tutela costituzionale e che, di conseguenza, la legge non può dare al primo una prevalenza totale ed assoluta, negando ai secondi adeguata protezione». Il progetto di riforma si è ispirato a questo principio e, ad esempio in materia di procreazione assistita, ha considerato prevalenti, rispetto all'embrione (che non è il concepito ed anzi, secondo i princìpi in vigore e sulla base della stessa legge n. 40 del 2004, ha una tutela meno forte), altri valori costituzionalmente garantiti. 8) I princìpi fondamentali della Costituzione I primi articoli della Costituzione rientrano, come espressamente indicato, tra i «princìpi fondamentali» della stessa. Di ciò si deve tener conto nel momento in cui si confrontano, anche ai fini di un eventuale bilanciamento, precetti costituzionali diversi. Il principio di eguaglianza, su cui si basa l'esigenza di non discriminazione che ha ispirato l'intero progetto di riforma, è dettato dall'articolo 3, mentre la tutela dei diritti inviolabili dell'uomo, nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, è oggetto dell'articolo 2. Si tratta pertanto di princìpi che i padri costituzionali collocarono ai primissimi posti e che non possono in alcun modo trovare deroga, nel nostro ordinamento. 9) La centralità della questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso Il codice civile vigente non richiede espressamente (come invece fa il codice canonico, si veda il canone 1055) la diversità di sesso tra gli sposi. Tale requisito si deduce dalla tradizione e dal fatto che la legge parla di «marito» e «moglie». Secondo la concezione approvata in altri Paesi, ciò che caratterizza il matrimonio non è, invece, la diversità di sesso, ma la volontà ed i sentimenti delle persone. Coloro i quali hanno un orientamento sessuale diverso dalla maggioranza possono ugualmente desiderare di realizzare, con il proprio compagno, un'unione permanente e possono desiderare che tale unione sia riconosciuta dalla collettività ed abbia rilievo giuridico. Nel caso in cui ciò non avvenga, persone «diverse» si trovano non solo ad essere discriminate, ma ad essere prive di fondamentali diritti, come quello di assistersi reciprocamente o permanere nella casa comune. Secondo una tesi, i gay possono, se vogliono, vedere riconosciuta una forma di unione, ma questa non può essere il matrimonio. Questa posizione trova motivazioni solo emotive e non basate sul diritto. Essa è frutto della convinzione che il proprio modo d'essere è l'unico giusto, normale o sano, ma crolla di fronte ad un'applicazione imparziale del principio di uguaglianza. Vanamente si cerca di sostenerla con il richiamo al diritto naturale, ignorando o dimenticando che l'idea che vi siano princìpi assoluti, riconosciuti come tali da tutti gli uomini, dopo essere stata fonte, in passato, di numerose «guerre di religione», è stata abbandonata e superata da moderne concezioni democratiche e pluraliste. Secondo un'altra tesi, il matrimonio è un istituto destinato ad essere superato e, pertanto, non vi è ragione di estenderlo ai gay . In contrario si osserva che, finché un istituto giuridico esiste, esso deve essere utilizzabile da tutti i cittadini. Anche le persone con orientamento omosessuale devono essere libere di decidere se sposarsi o meno e, in futuro, devono poter partecipare, con pari diritto, ad ulteriori evoluzioni, ove esse effettivamente vi siano. 10) Parità ed eguaglianza Princìpi di fondo del progetto di riforma restano la parità di diritti, l'eguaglianza delle persone e la pari dignità delle scelte. Uguaglianza tra uomo e donna, tra figli nati nel matrimonio e fuori di esso, tra persone con differenti orientamenti sessuali, tra adottati da coppie e da single , tra adottati italiani e di altre nazioni, tra «coppie di fatto» e coppie matrimoniali. Il filo conduttore grazie al quale è possibile leggere unitariamente il progetto resta il concetto di eguaglianza. Contenuti generali del progetto di riforma 1) Testamento biologico Il problema è affrontato in modo globale. Dopo l'articolo 5 del codice civile (intitolato «Atti di disposizione del proprio corpo») è inserito l'articolo 6, con il quale si afferma il diritto delle persone di veder rispettata la propria volontà in caso di cure mediche. Il principio guida è che deve scegliere il cittadino e non lo Stato. Il successivo articolo stabilisce che, per i minori infrasedicenni, la decisione compete ai genitori e, in particolari casi, deve essere confermata dal giudice tutelare. Le norme sul testamento biologico, successivamente inserite e compiutamente disciplinate, sono diretta derivazione del principio stabilito. Nel testamento possono essere inserite disposizioni in ordine alla volontà di ricevere assistenza religiosa, donare organi o essere cremati. È prevista la possibilità di nominare un fiduciario. Il testamento deve essere presentato al giudice tutelare. La conservazione dell'originale e l'inserimento dei dati in una banca nazionale, consultabile dai medici in caso di intervento, compete allo Stato. 2) Parentela Attualmente il codice non è chiaro nell'indicare le origini della parentela, tanto da giustificare la tesi, da alcuni sostenuta, secondo cui solo il matrimonio può validamente costituirla, a tutti gli effetti. Da ciò discendono conseguenze aberranti, come l'affermazione secondo cui due fratelli naturali non possono ereditare l'uno dall'altro così come due fratelli legittimi . Il progetto abolisce ogni distinzione tra parentela legittima e naturale. Vengono eliminate anche altre anomalie, come quella che fa persistere il vincolo di affinità (legame giuridico con la suocera) anche dopo il divorzio. 3) Rapporto tra matrimonio civile e matrimonio religioso Il progetto di riforma non interviene sulla possibilità di celebrare matrimonio religioso con effetti civili, ma, nel codice, ribalta l'ordine di priorità. Finora il modello regolato per primo era quello concordatario. Con la riforma viene invece per primo presentato e regolato il modello civile, dando un'immagine maggiormente laica del codice. Anche in questo caso vengono eliminate anomalie, come quella secondo cui in caso di annullamento religioso che preceda il divorzio non è più dovuto il mantenimento dell'ex coniuge. 4) Matrimonio tra persone dello stesso sesso Nell'attuale disciplina codicistica matrimoniale vi è un posto vuoto, costituito dall'articolo 91 del codice civile, abrogato dopo la fine del fascismo.