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L'intero costituzionalismo moderno ha, infatti, preteso una tutela privilegiata dei diritti fondamentali delle persone. Pretesa che non può essere abbandonata in nessuna contingenza economica, neppure nelle fasi avverse del ciclo economico. In ogni caso il rispetto dei diritti fondamentali delle persone deve essere perseguito, anche nei casi di più rigorose manovre di contenimento dei disavanzi pubblici. Il dogma dell'obbedienza a tale Trattato (il fiscal compact) – e in generale alle politiche di austerità e di pareggio di bilancio – è stato nettamente negato anche dalla sentenza della Corte costituzionale n. 275 del 19 ottobre 2016, dove si indica «in estrema sintesi» che servizi primari incomprimibili per i cittadini non possono venire negati da vincoli di bilancio e che il corpus normativo costituzionale nazionale ha primazia sul rispetto dei Trattati medesimi (anche se inserito in un «singolo» articolo della Carta costituzionale). D'altronde il disegno di legge costituzionale opererebbe nel pieno rispetto dei (reali) vincoli contratti dall'Italia a livello europeo: si ritiene, infatti, che il principio costituzionale della necessaria salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone sia assicurato nel rispetto dei vincoli di bilancio fissati nella legge di contabilità e finanza pubblica. Una normativa nazionale «di natura permanente», così come richiesto dal Trattato sulla stabilità. Il disegno di legge costituzionale si propone, dunque, di cancellare il principio del pareggio di bilancio e di collegare comunque la politica di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei «diritti fondamentali delle persone», come stabiliti dal nostro ordinamento costituzionale. In particolare si propone di eliminare le parti dell'articolo 81 della Costituzione che impongono regole di equilibrio puramente economico-finanziario senza alcuna garanzia per i diritti e l'aggiunta di un comma al medesimo articolo che affermi invece la garanzia di tutela dei diritti che deve essere assicurata in sede di definizione della legge di contabilità e finanza pubblica. Il principio costituzionale di salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone deve evidentemente impegnare l'intero Stato apparato ed essere garantito sull'intero territorio nazionale. Deve dunque coinvolgere – oltre lo Stato centrale – tanto l'insieme delle pubbliche amministrazioni, quanto ogni altro livello di governo. Diventa necessario abrogare il primo comma dell'articolo 97 della Costituzione. Per quanto riguarda, invece, le autonomie territoriali (comuni, province, città metropolitane e regioni) si propone una modifica all'articolo 119 della Costituzione che – riprendendo quanto già attualmente imposto dall'articolo 117, secondo comma, lettera m) – assicuri un'attribuzione di risorse in relazione alle esigenze di tutela dei diritti sociali e civili comunque sufficienti per salvaguardare i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Oltre all'aggiunta del primo comma è stata anche modificata la «sistematica» dell'articolo 119; i primi tre commi riguardano la finanza pubblica degli enti territoriali (e gli obblighi statali nei confronti delle autonomie), i restanti commi l'autonomia finanziaria degli enti territoriali. È stato abrogato l'attuale quarto comma, che viene assorbito nella previsione del nuovo primo comma. Si segnala, inoltre, che le risorse «aggiuntive» del secondo comma (nella versione proposta) non riguardano i «livelli essenziali delle prestazioni» le cui risorse sono garantite ordinariamente dal (nuovo) primo comma. Si richiede infine l'abrogazione dell'articolo 5 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, che attualmente specifica i criteri che devono essere contenuti dalla legge di attuazione del principio di pareggio di bilancio.. 1 1 L'articolo 81 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 81. - Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese provvede ai mezzi per farvi fronte. La legge di contabilità e finanza pubblica definisce i vincoli di bilancio nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone». 2 1 All'articolo 97 della Costituzione il primo comma è abrogato. 3 1 L'articolo 119 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 119. - Ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni sono attribuite risorse pubbliche in relazione alle esigenze di tutela dei diritti sociali e civili, comunque sufficienti a garantire in ciascuna parte del territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni. Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni. La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti». 4 1 L'articolo 5 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, è abrogato.