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In base alla normativa vigente, la costituzione del gruppo IVA presuppone l'esistenza di un vincolo finanziario costituito da un rapporto di controllo di diritto, diretto o indiretto, ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile, che richiede alla controllante di disporre della maggioranza dei voti nell'assemblea ordinaria della società controllata. Il gruppo bancario cooperativo (GBC), costituito ai sensi della legge di riforma del settore del credito cooperativo (decreto-legge n. 18 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 49 del 2016), si caratterizza per particolari regole di costituzione dettate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legilslativo n. 385 del 1993 (TUB). La peculiare normativa del settore del credito cooperativo obbliga, infatti, le banche cooperative ad aderire al GBC sulla base del contratto di coesione, pena il mancato rilascio dell'autorizzazione per le BCC-CR neocostituite ( ex articolo 33, comma 1 -bis , del TUB) e la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria ( ex articolo 2, commi 3 e 4, del decreto-legge n.18 del 2016). In particolare, l'articolo 37 -bis del TUB, come modificato in sede di riforma delle BCC, prevede che la società capogruppo eserciti l'attività di direzione e coordinamento sulle banche aderenti al gruppo sulla base al citato contratto. La capogruppo, in base alla normativa richiamata, deve essere una società costituita in forma di società per azioni, autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria dalle banche di credito cooperativo appartenenti al gruppo. Il medesimo contratto di coesione deve assicurare tra l'altro, oltre che l'esistenza di una situazione di controllo come definito dai princìpi contabili internazionali adottati dall'Unione europea, l'individuazione e l'attuazione degli indirizzi strategici e degli obiettivi operativi del gruppo nonché gli altri poteri necessari per l'attività di direzione e coordinamento da parte della capogruppo, ivi compresi i controlli ed i poteri di influenza sulle banche aderenti volti ad assicurare il rispetto dei requisiti prudenziali e delle altre disposizioni in materia bancaria. Per effetto della normativa che regola il settore del credito cooperativo, pertanto, il rapporto di controllo, idoneo ad individuare il vincolo finanziario ai fini della costituzione del gruppo IVA, non è ravvisabile all'interno del GBC nell'esercizio maggioritario del voto assembleare, ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile, bensì nell'esercizio dei poteri esercitati dalla capogruppo per effetto delle condizioni contrattuali dettate dal peculiare contratto di coesione. La Commissione UE, nella comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo del 2 luglio 2009, ha fornito le linee guida sulle modalità di attuazione del Gruppo IVA, con la finalità di garantirne l'attuazione uniforme, nel rispetto dei principi fondamentali del sistema comunitario. In particolare, per quanto concerne l'individuazione del vincolo finanziario, la Commissione in tale sede ha ritenuto che possa farsi riferimento ad una percentuale di partecipazione al capitale o ai diritti di voto (oltre il 50 per cento) o sulla base di un vincolo contrattuale consistente nella stipula di un contratto di franchising , chiarendo che ciò garantirebbe che un'impresa ha effettivamente il controllo su un'altra. La norma, al fine di prevedere una specifica ipotesi di controllo basato sul vincolo contrattuale, integra le disposizioni del titolo V -bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, apportando modifiche all'articolo 70 -ter , concernente la definizione dei vincoli finanziario, economico e organizzativo, e all'articolo 70- septies , concernente gli adempimenti. In particolare il comma 1 della disposizione: a) inserisce nell'articolo 70 -ter la disposizione secondo cui per i partecipanti al gruppo bancario cooperativo il vincolo finanziario si considera sussistente sulla base del contratto di coesione stipulato ai sensi dell'articolo 37 -bis del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385; b) inserisce nel comma 2 dell'articolo 70- septies la disposizione secondo cui nel gruppo bancario cooperativo il rappresentante di gruppo è la società capogruppo di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 37 -bis del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Il comma 2 detta regole per il periodo transitorio. Tenuto conto che la disciplina del Gruppo IVA entra in vigore dal 1° gennaio 2019, previa opzione da esercitare entro il 15 novembre 2018 e sussistendo i vincoli economico finanziario e organizzativo dal 1° luglio 2018, la norma per comprendere i GBC nel relativo ambito di applicazione fin dall'inizio individua nel 31 dicembre 2018 la data in cui deve essere presentata la dichiarazione per la costituzione del gruppo IVA e devono sussistere i vincoli finanziario economico e organizzativo. Come previsto dall'articolo 1, comma 31, della legge n. 232 del 2016, con la quale è stata introdotta la disciplina del gruppo IVA, il Ministero dell'economia e delle finanze procede alla consultazione del comitato consultivo dell'imposta sul valore aggiunto (in seguito denominato «comitato IVA»). L'articolo 11 della direttiva 2006/112/CE prevede, infatti, che ogni Stato membro può introdurre la disciplina del gruppo IVA – in base alla quale le persone stabilite nel territorio dello stesso Stato membro che siano giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi sono considerate come un unico soggetto passivo – previa consultazione del suddetto comitato consultivo. Ne consegue che la consultazione deve essere effettuata anche con riferimento alle modifiche alla disciplina del gruppo IVA. TITOLO II – DISPOSIZIONI FINANZIARIE URGENTI Articolo 21. – Ferrovie dello Stato Si autorizza la spesa di 40 milioni di euro per l'anno 2018 per il finanziamento del contratto di programma – parte servizi 2016-2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa e di 600 milioni di euro per l'anno 2018 per il finanziamento del contratto di programma – parte investimenti 2017 – 2021 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa. Articolo 22. – Fondo di Garanzia e FSC La disposizione prevede uno stanziamento pari a 735 milioni di euro per l'anno 2018 a favore del Fondo di garanzia per le PMI (tale Fondo è uno strumento istituito con legge n. 662 del 1996 e operativo dal 2000, la cui finalità è quella di favorire l'accesso alle fonti finanziarie delle PMI mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali portate dalle imprese). Articolo 23.