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In tale ottica s'individuano, all'interno del Piano, alcune funzioni che è possibile qualificare come livelli essenziali e riguardanti l'attivazione di interventi e servizi di cura e sostegno alla quotidianità e di promozione delle competenze genitoriali capaci di riconoscere, accogliere e prevenire le fragilità. Tali azioni valorizzano espressamente forme di reciprocità e di auto mutuo aiuto e solidarietà tra famiglie con l'obiettivo di sviluppare capitale sociale nelle comunità locali. Queste analisi mettono in evidenza l'importanza di introdurre elementi di innovazione nel campo delle forme di sostegno alle famiglie in difficoltà, che recepiscano in modo attento quanto contenuto e proposto nelle raccomandazioni europee in materia, sia nella prospettiva della riduzione del numero dei collocamenti fuori dalla famiglia e della prevenzione dell'allontanamento, sia nell'ottica di diversificare le proposte di sostegno, adattandole ai cambiamenti e alle esigenze emergenti.. 1 (Finalità) 1 La presente legge è volta a sostenere la genitorialità fragile, tramite l'affiancamento di altre famiglie che siano in grado di offrire, attraverso una relazione paritaria e di reciprocità, un sostegno concreto e un modello positivo, e che siano supportate da un sistema di progetti chiaramente definiti e condivisi, comprensivo di percorsi formativi e strumenti di monitoraggio. 2 La presente legge è volta altresì alla riduzione delle situazioni di povertà educativa, di difficoltà genitoriale e di prevenzione dell'allontanamento dei bambini dal nucleo familiare di origine, valorizzando i legami familiari, sociali e territoriali. 2 (Affiancamento familiare) 1 L'affiancamento familiare è una modalità di intervento a favore di minori e famiglie in difficoltà secondo cui, nel rispetto dell'unità del nucleo familiare, una famiglia affiancante cosiddetta «famiglia risorsa» si impegna, per un periodo di tempo determinato, a offrire il proprio sostegno attraverso un supporto pratico e relazionale, mettendo a disposizione le proprie risorse, competenze e reti di riferimento, in raccordo con le risorse presenti sul territorio. 2 La famiglia risorsa opera in collaborazione con i servizi sociali di riferimento e le realtà associative locali, per incrementare le competenze educative dei genitori del nucleo familiare affiancato, migliorare l'esercizio delle responsabilità genitoriali e favorire una maggiore adeguatezza dell'organizzazione familiare, promuovendo la progressiva autonomia e benessere del nucleo familiare affiancato, allo scopo di rispondere alle necessità educative, affettive e materiali dei figli. 3 L'affiancamento familiare è avviato a seguito dell'adesione consensuale e della partecipazione attiva delle famiglie coinvolte in progetti di affiancamento che possono essere integrati da ulteriori azioni di supporto da parte dei servizi sociali e di altri soggetti del territorio. 4 L'attuazione dei progetti di affiancamento è coordinata da un’ équipe multidisciplinare, cui partecipano i servizi sociali e rappresentanti degli enti pubblici e privati coinvolti. L’ équipe verifica periodicamente l'andamento e la realizzazione dei progetti di affiancamento, con particolare attenzione al raccordo con le realtà territoriali e alla concertazione degli interventi. 3 (Progetti di affiancamento e patto tra le famiglie) 1 Alla predisposizione di ciascun progetto di affiancamento concorre una pluralità di soggetti: famiglie affiancate e famiglie risorsa, operatori dei servizi sociali, tutor , realtà associative e del terzo settore e reti di associazioni. 2 Il progetto di affiancamento è definito attraverso la predisposizione in forma scritta di un documento denominato «patto educativo» in cui sono indicati: a le caratteristiche principali delle famiglie coinvolte nel progetto di affiancamento; b gli obiettivi del progetto, che devono essere espliciti, semplici, verificabili e realizzabili nei tempi stabiliti dal progetto medesimo; c le attività previste per il raggiungimento degli obiettivi descritti, anche attraverso la descrizione delle modalità operative, dei tempi e dei luoghi di realizzazione; d i compiti delle due famiglie, dell'operatore dei servizi sociali di riferimento e del tutor; e la durata del progetto; f i diritti e i doveri delle due famiglie e del tutor , nel rispetto della normativa vigente; g le modalità anche temporali per il monitoraggio e la valutazione del progetto. 3 Il patto educativo è predisposto dalle due famiglie che partecipano al progetto le quali, con l'aiuto del tutor e dell'operatore dei servizi sociali di riferimento, definiscono obiettivi, attività e modalità operative. Se il progetto di affiancamento prevede la partecipazione di altri soggetti del territorio con compiti specifici, questi sono inclusi nel patto educativo e possono essere cofirmatari del patto medesimo. 4 Il patto educativo è firmato da tutti i partecipanti al progetto di affiancamento, che sono: famiglia affiancata, famiglia risorsa, operatore dei servizi sociali di riferimento e tutor , e ha generalmente la durata di dodici mesi. Ove necessario, il progetto può essere prolungato, fino ad un massimo di due anni, attraverso la stipula di un nuovo patto, in cui sono indicati le ragioni del prolungamento e gli obiettivi da raggiungere. Nel caso in cui insorgano cambiamenti imprevisti o situazioni ritenute ostacolanti per la buona riuscita del progetto di affiancamento, l'operatore dei servizi sociali di riferimento, dopo aver consultato il tutor e le due famiglie, può determinare l'interruzione del progetto anche anticipatamente rispetto ai tempi inizialmente concordati, informando adeguatamente le diverse parti coinvolte. 4 (Famiglie affiancate e famiglie risorsa) 1 La famiglia affiancata e la famiglia risorsa che partecipano ad un progetto di affiancamento familiare si incontrano periodicamente, nelle abitazioni dell'una o dell'altra, oppure in altro luogo tra loro concordato e concorrono al raggiungimento degli obiettivi fissati nel progetto. L'impegno delle due famiglie è portato avanti attraverso attività di carattere pratico da svolgere con le modalità operative indicate nel patto, che possono essere costituite da forme di aiuto nell'organizzazione familiare, di supporto alle competenze genitoriali e alla gestione dei bambini, di assistenza nelle relazioni con la realtà territoriale e nella ricerca di un'occupazione, nonché da scambi di carattere relazionale in un contesto di vicinanza solidale. La famiglia risorsa offre il proprio sostegno, senza sostituirsi alla famiglia affiancata, nella ricerca di strategie utili per migliorare il benessere familiare e per facilitare la gestione delle problematiche presenti, al fine di stimolare una sua autonomia crescente e relazioni e legami sociali più significativi. 2 Le famiglie risorsa si mettono a disposizione dell'affiancamento e hanno diritto di ricevere le informazioni necessarie per comprendere la natura dell'esperienza e le differenze con altre pratiche di solidarietà verso le famiglie in difficoltà. 3 Le famiglie risorsa, che possono avere conformazioni, provenienze territoriali ed esperienze diverse, sono nuclei familiari con o senza figli; in determinati casi, gli operatori dei servizi sociali possono valutare l'opportunità di coinvolgere anche persone singole o più nuclei familiari.