[resaula]

si stanno moltiplicando i tentativi di introdurre nelle scuole, nelle università e nella pubblica amministrazione, con l'alibi dell'inclusività delle identità di genere non binarie, lo schwa, lo schwa "lungo" e altri simboli estranei alla lingua italiana ( slash , asterischi, chioccioline, eccetera), oppure specifici suoni (come la u in caru tuttu, per cari tutti, care tutte): dalla campagna inclusiva promossa da Valeria Filì, dal 2019 delegata del rettore dell'università di Udine per le pari opportunità ("Cresce per tutt* e con tutt*. Uniud è inclusiva"), all'adozione dello schwa nella comunicazione sui social network , a suo tempo (nella primavera 2021), da parte del Comune di Castelfranco Emilia (Modena); lo schwa e lo schwa lungo sono ultimamente finiti (dicembre 2021) in ben 6 verbali redatti dalla commissione nazionale per l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di prima e seconda fascia del settore concorsuale 13/B3, organizzazione aziendale, comparendo anche nei giudizi collegiali sui candidati, e in quelli individuali formulati dal presidente e dal segretario della commissione; il servizio televisivo pubblico, il 13 febbraio 2022, ha consentito a un'ospite (Elly Schlein) del programma "Che tempo che fa" (RAI3), in assenza di qualunque contraddittorio, di affermare che non capisce "una petizione contro lo schwa, negli usi pubblici e in contesti formativi, lanciata su Change.org (...) dal linguista Massimo Arcangeli, sottoscritta da quasi 23.000 persone, firmata da molte personalità di primo piano, fra linguisti, filosofi, giornalisti, artisti, ecc. (da Ascanio Celestini a Massimo Cacciari, da Alessandro Barbero a Paolo Flores d'Arcais, da Cristina Comencini a Barbara De Rossi, da Edith Bruck a Ettore Boffano, da Angelo d'Orsi a Michele Mirabella, da Luca Serianni a Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca), e rimbalzata anche su quotidiani e periodici stranieri ("The Times", "The Daily Telegraph", "Die Tagespost", ecc.)"; l'Accademia della Crusca ha più volte censurato lo schwa, in linea con iniziative analoghe di governi europei o di altre prestigiose istituzioni (la Real academia espanola ha bandito la chiocciolina e altre lettere o simboli inclusivi, come una x o una e: todxs o todes , per todos (tutti) e todas (tutte); il Ministro dell'istruzione francese, Jean-Michel Blanquer, ha inviato una circolare ai direttori amministrativi centrali, ai provveditori agli studi e al personale ministeriale, il 4 maggio 2021, per vietare forme inclusive colpevoli, specie ai danni di allievi dislessici, di rendere più difficoltosa la lettura dell'idioma nazionale; Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato per l'interno, ha risposto nel febbraio 2022 a due interrogazioni a favore dell'adozione dello schwa inclusivo da parte del Comune di Castelfranco Emilia, dichiarando che il simbolo sarebbe il frutto naturale di una direttiva, emanata dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, sulla semplificazione del linguaggio amministrativo, il che, ovviamente, non può essere, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno assumere gli opportuni provvedimenti volti ad escludere da ogni atto pubblico l'uso dello schwa e di altri simboli (o lettere), attestanti la violazione delle più elementari regole grammaticali dell'italiano normativo. Atto n. 4-06705 L'ABBATE ROMAGNOLI CASTALDI CORBETTA TRENTACOSTE PAVANELLI VANIN LOREFICE PISANI Giuseppe CROATTI VACCARO PUGLIA CATALFO SANTILLO DI GIROLAMO FEDE COLTORTI LANZI LOMUTI GALLICCHIO MATRISCIANO PETROCELLI TURCO DI PIAZZA MANTOVANI GARRUTI GAUDIANO DE LUCIA PIARULLI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: secondo quanto riportato da imprese e associazioni che operano nel campo della gestione dei rifiuti e da fonti stampa, risultano esserci delle incomprensioni sui limiti all'accesso ai fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) della missione M2C1, destinati alla realizzazione dei "progetti faro" e finalizzati ad ammodernare gli impianti di riciclo dei rifiuti; nell'ambito dell'investimento 1.2, missione 2, componente 1 del PNRR, finalizzato a potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo, sono finanziati progetti "faro" di economia circolare che promuovono l'utilizzo di tecnologie e processi ad alto contenuto innovativo nei settori produttivi, individuati nel piano d'azione europeo sull'economia circolare, quali: elettronica e ICT, carta e cartone, plastiche, tessili; le risorse finanziarie previste sono pari a 600.000.000 euro, e hanno per oggetto proposte per il finanziamento di interventi rientranti nelle seguenti aree tematiche: linea d'intervento A: ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche cosiddetti RAEE, comprese pale di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici; linea d'intervento B: ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti in carta e cartone ; linea d'intervento C: realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici (attraverso riciclo meccanico, chimico, " plastic hubs "), compresi i rifiuti di plastica in mare ( marine litter) ; linea d'intervento D: infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre e post consumo, ammodernamento dell'impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica, detti " textile hubs ". Il 60 per cento delle risorse di cui al punto 2, pari a 360.000.000 milioni di euro, è destinato alle Regioni del Centro-Sud: Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna; rilevato che: il decreto del Ministro della transizione ecologica 28 settembre 2021, n. 237, recante "Definizione delle procedure di evidenza pubblica da avviarsi per l'assegnazione delle risorse finanziarie previste per l'attuazione degli interventi relativi all'Investimento 1.1, Missione 2, Componente 1 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per la realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l'ammodernamento di impianti esistenti", all'allegato 1 definisce ammissibili le proposte che dimostrano di soddisfare contemporaneamente le seguenti condizioni: gli interventi non devono ledere il principio sancito dall'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 di "non arrecare un danno significativo" (principio DNSH) contro l'ambiente; devono essere coerenti con gli strumenti di pianificazione di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;