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Credo che nelle politiche per lo sport la grande questione dei prossimi anni sarà come incentivare una pratica sportiva di massa come elemento ordinario della quotidianità di tutte le persone in ogni fase della vita e, naturalmente, come fare in modo che il movimento professionistico continui a essere una leva della nostra economia e uno strumento di promozione dell'Italia nel mondo. Il precedente Governo aveva ritenuto di creare un Dicastero specifico per lo sport, dimostrando così un'attenzione particolare a questo settore così importante per il benessere e la salute dei nostri concittadini. Speriamo vivamente che anche questo Esecutivo voglia dedicare allo sport altrettanta attenzione, dal punto di vista sia organizzativo, sia delle risorse. Ed è con questi auspici che annuncio il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie al provvedimento in esame. (Applausi) . CAUSIN (Europeisti-MAIE-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAUSIN (Europeisti-MAIE-CD) . Signor Presidente, gentili senatrici e gentili senatori, ancora una volta ci troviamo a votare una fiducia al Governo su un provvedimento che proviene dall'Esecutivo Conte- bis : un decreto-legge che si è reso necessario per consentire ai nostri atleti di portare alta la bandiera alle prossime Olimpiadi e per far sì che, auspicabilmente, dal gradino più alto del podio possa risuonare il nostro inno nazionale, viste le eccellenze che abbiamo in Italia nel mondo dello sport. È evidente - lo anticipo fin d'ora - che il voto del Gruppo Europeisti sarà favorevole al provvedimento, perché nessuno può assumersi la responsabilità di lasciare i nostri atleti senza il calore di una bandiera e di una Nazione alle loro spalle. Tuttavia, in questa sede mi preme nuovamente sottolineare che, anche su un provvedimento apparentemente semplice come quello in esame, il Governo oggi è stato costretto a porre la questione di fiducia per superare quelle divisioni che esistono e che continuano a manifestarsi anche su provvedimenti non di minore importanza, ma sicuramente di minore complessità. Questo ci dovrebbe portare a una riflessione di fronte a una maggioranza che conta di fatto quasi tutto l'arco parlamentare. Colleghi, bisogna allora che l'unità di intenti non solo sia quella sbandierata, dichiarata alle agenzie, ma si concretizzi anche nell'effettiva univocità delle azioni che possono farci procedere spediti, anche attraverso un lavoro preparatorio che contempli, nei giorni precedenti la discussione dei provvedimenti, sia nelle Commissioni, sia nei tavoli informali, la capacità di trovare quella sintesi che troppo spesso non si raggiunge si crea così una situazione in cui, invece, paradossalmente le differenze vengono esplicitate, ma non ci consente di fare in Assemblea il lavoro che servirebbe se si utilizza lo strumento della fiducia, che dovrebbe essere impiegato soltanto in casi straordinari perché ogni volta che noi lo utilizziamo sottraiamo al Parlamento e ai singoli parlamentari la prerogativa di intervenire attraverso gli emendamenti e di migliorare quindi i testi. Pertanto, unitamente all'annuncio del voto favorevole da parte del Gruppo Europeisti-MAIE-Centro Democratico, lancio nuovamente un invito a tutte le forze che sostengono questo Governo a concentrarsi sui temi che serviranno a farci uscire dal tunnel della pandemia: pandemia sanitaria, ma anche economica. Ricordo a questo riguardo, visto che stiamo parlando di un provvedimento che tratta di sport, che tutto lo sport non professionistico in questo momento è fermo, e ciò arreca un gravissimo danno non soltanto alla salute fisica e mentale, ma anche alla sfera della socialità, soprattutto per quanto riguarda gli sport di squadra. Oggi in Italia c'è la possibilità di praticare soltanto lo sport professionistico. E ricordo che, anche a livello locale, qualsiasi comunità ha squadre di calcio e di rugby, circoli sportivi di tennis. Penso a quegli sport che magari vengono considerati minori, come la pallanuoto e la pallamano, che sono tutti bloccati in questo momento. I nostri ragazzi non possono fare attività fisica, ma soprattutto attività di socialità, attività che rappresentano un elemento fondamentale per la loro crescita equilibrata. Speriamo che, al di là di questo voto di fiducia, che consente di procedere speditamente e di nascondere, ancora una volta, le differenze che esistono all'interno della nostra maggioranza, si possa procedere attraverso azioni mirate dal punto di vista sanitario affinché gli sport siano non le ultime cose a ripartire ma le prime, soprattutto attraverso una vaccinazione settoriale, perché l'attività fisica è assolutamente rilevante. (Applausi) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, come è stato detto già in molti interventi che mi hanno preceduto, anch'io sicuramente considero il decreto-legge in esame molto importante per il mondo dello sport e non solo per il CONI, che è l'organismo senza dubbio più rilevante e rappresentativo di questo settore da tantissimi anni. Dico subito che, come Italia Viva, avremmo preferito una discussione nel merito. È molto tempo che lavoriamo su questo decreto-legge nelle Commissioni competenti e, ne approfitto anche per ringraziare il collega senatore Verducci, che è stato relatore in Commissione. Siamo arrivati in Assemblea senza conferire mandato al relatore e in questo modo non abbiamo potuto discutere gli emendamenti che da più parti politiche, a cominciare dal mio Gruppo, sono stati portati all'attenzione delle Aule di Commissione. Voglio altresì ringraziare il sottosegretario per i rapporti con il Parlamento Bergamini, che negli ultimi giorni ha dovuto occuparsi di questo provvedimento a causa della mancata assegnazione di una delega allo sport. Come hanno già detto i colleghi degli altri Gruppi parlamentari, voglio ribadire in quest'Aula del Senato che è fondamentale assegnare il prima possibile tale delega, perché il mondo dello sport - come tutti i mondi vitali economici, sociali e culturali - da più di un anno soffre immensamente a causa della pandemia. E soffre perché, intanto - come abbiamo visto anche nella manifestazione svoltasi ieri a Roma dei gestori delle palestre - da troppo tempo sono chiusi i luoghi in cui si pratica lo sport, che non sono soltanto di svago, ma sono anche di benessere. Noi sappiamo che da più di un anno, a cominciare dall'educazione motoria a scuola per i nostri ragazzi per poi passare alle palestre e piscine, abbiamo rinunciato a luoghi, di aggregazione e socialità, ma anche parte di salute e benessere. Pensiamo alle persone più fragili, ai disabili, alle persone che hanno patologie croniche, e a come questo abbia inciso nella loro vita. Ribadisco anche da quest'Aula che l'occasione di parlare di questo decreto mi permette di insistere sul tema. Dobbiamo, accanto al dramma che stiamo vivendo, ripensare alla sicurezza di quei luoghi che sappiamo essere sicuri. E lo abbiamo visto, perché i loro gestori hanno subito pensato alla loro sanificazione, alla loro messa in sicurezza, investendo tante risorse proprie. Quindi, io dico basta, intanto, a soluzioni tampone ed è quello che mi aspetto dal nuovo Governo, che noi sosteniamo convintamente, il nuovo Governo Draghi. Noi pensiamo, che, in sicurezza, questi luoghi, come tanti altri che stanno riaprendo, debbano tornare alla normalità.