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I summenzionati fondi potranno in tal modo essere destinati a nuovi progetti. I criteri di delega disciplinano anche l'organizzazione interna della nuova struttura. In particolare, questa sarà organizzata in reparti, divisioni e uffici e disporrà di personale militare e civile anche esterno all'Amministrazione della difesa, scelto con avvisi di selezione pubblica per assunzione a tempo determinato. Il direttore, previo parere del consiglio scientifico, nominerà il personale civile responsabile di progetto, selezionato tra coloro i quali dimostreranno di possedere titoli e competenze in relazione al progetto medesimo, previo accertamento dei requisiti di sicurezza. I responsabili di progetto informeranno quindi periodicamente il direttore dello stato del progetto nelle diverse fasi di ricerca, sviluppo, esecuzione e sperimentazione. È fatta comunque salva la facoltà di distaccare personale di altre amministrazioni dello Stato, per limitate e specifiche esigenze del medesimo, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato. Le articolazioni organizzative del Centro saranno infine divise per garantire le esigenze di sicurezza e di gestione delle informazioni, sulla base della distinzione fra progetti di esclusivo interesse militare della difesa e progetti aperti a collaborazioni anche in ambito civile. Il comma 2, dell'articolo, provvede, di conseguenza, ad abrogare il decreto del Ministro della difesa 11 dicembre 2006. Infine, l'articolo 3 del disegno di legge reca la clausola di invarianza finanziaria. In conformità alle previsioni della legge n. 196 del 2009, infatti, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, saranno adottati solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea la necessità di approfondire il tema in esame. Il senatore ORTIS ( M5S ) propone che sul provvedimento in questione la Commissione svolga un breve ciclo di audizioni. La Commissione conviene. La presidente DONNO invita pertanto i Gruppi a inviare presso gli uffici della Commissione le proprie proposte di nominativi da audire. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (1606) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo Italia-Ciad cooperazione settore della difesa DDL 1606 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore DI MICCO ( M5S ) osserva che lo scopo dell'Accordo è definire una solida cornice giuridica per rafforzare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi. L'obiettivo è quello di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza, compresa la lotta contro l'immigrazione irregolare e il terrorismo. Procede quindi alla disamina dei 12 articoli che compongono il testo. In particolare, l'articolo 1 enuncia i princìpi ispiratori, mentre il successivo articolo 2 attribuisce la responsabilità della gestione delle attività ai rispettivi ministeri della difesa e individua aree e modalità di gestione stabilendo, altresì, che le eventuali consultazioni tra le Parti potranno avere luogo alternativamente in Italia e in Ciad. L'Accordo concerne, in particolare, la politica di sicurezza militare e difesa, lo sviluppo e la ricerca scientifica, il supporto logistico e l'acquisizione di prodotti e servizi della difesa, le operazioni umanitarie e di mantenimento della pace, l'organizzazione e l'impiego delle Forze armate, le questioni relative all'ambiente, con riguardo alle contaminazioni ambientali dovute alle attività militari, nonché le visite ufficiali di delegazioni e lo scambio di esperienze tra esperti delle Parti. Sempre ai sensi dell'articolo 2 sono previsti scambi di visite di delegazioni civili e militari e incontri tra i rappresentanti delle istituzioni della difesa, scambi di personale di formazione e di relatori nonché di studenti provenienti da istituzioni militari, corsi di formazione teorici e pratici, seminari, conferenze dibattiti e simposi organizzati presso istituti civili e militari della difesa, nonché esercitazioni militari. L'articolo 3 concerne quindi gli aspetti finanziari. E' previsto che ciascuna Parte provveda alle spese di sua competenza, stabilendo altresì che la parte ospitante fornirà le cure di emergenza al personale invitato, presso proprie strutture sanitarie, possibilmente militari e comunque a spese della parte inviante. L'articolo 4 riguarda invece la giurisdizione e l'articolo 5 reca la disciplina in materia di risarcimento dei danni. Di particolare importanza appare l'articolo 6, che riguarda la cooperazione nel campo dei prodotti della difesa ed elenca le categorie di armamenti oggetto della cooperazione. La relazione a corredo del testo presentato alla Camera precisa infatti che la cooperazione nel settore degli armamenti potrà avvenire con operazioni dirette tra le Parti oppure tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi. Viene inoltre specificato che l'eventuale riesportazione del materiale acquisito verso Paesi terzi potrà essere effettuata solo con il preventivo benestare della Parte cedente e, in ogni caso, nel rispetto dei princìpi dettati dalla legge n. 185 del 1990. Gli articoli 7 e 8 disciplinano, rispettivamente, la proprietà intellettuale e il trattamento delle informazioni, dei documenti e dei materiali classificati, in conformità alle leggi dei due Stati (per cui è previsto sia stipulato uno specifico Accordo di sicurezza). Infine, l'articolo 11 prevede la possibilità di sottoscrivere protocolli aggiuntivi in ambiti specifici di cooperazione e rivedere o emendare l'Accordo, mentre l'articolo 12 stabilisce che l'Accordo resterà in vigore fino all'avvenuta denuncia di una delle due Parti, fatte salve le attività in corso, se non diversamente concordato. Il disegno di legge di ratifica è invece composto da 5 articoli. I primi due contengono rispettivamente le consuete clausole relative all'autorizzazione alla ratifica e all'ordine di esecuzione, mentre l'articolo 3 riguarda la copertura finanziaria, che è pari a circa 9 mila euro ad anni alterni a decorrere dal 2019, in relazione allo svolgimento delle visite ufficiali e delle consultazioni tra le rispettive delegazioni. Da ultimo, l'articolo 4 contiene una clausola di invarianza, mentre l'articolo 5, infine, disciplina l'entrata in vigore. Conclude proponendo alla Commissione una bozza di parere favorevole, similmente a quanto deliberato, in prima lettura, dall'omologa Commissione della Camera. Poiché nessuno chiede di intervenire, sia in sede di discussione generale che per dichiarazione di voto, la presidente DONNO , previa verifica del numero legale, pone ai voti la proposta di parere favorevole del relatore, che viene approvata.