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Disposizioni per la soppressione del CNEL. Onorevoli Senatori. -- Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) è un organo di rilevanza costituzionale istituito nel 1957 con compiti di consulenza al Governo, alle Camere e alle regioni in temi di materia economica dotato della facoltà di iniziativa legislativa. Esso è composto da sessantacinque consiglieri: dieci sono scelti fra personalità del mondo giuridico, economico e sociale (di questi otto sono scelti dal Presidente della Repubblica che nomina anche il presidente, due sono scelti dal Presidente del consiglio dei ministri); quarantotto membri sono rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi, pubblici e privati, e sei provengono dalle organizzazioni di volontariato e sociali. Dalla sua istituzione ad oggi, il CNEL ha presentato solo quattordici disegni di legge, nessuno dei quali ha avuto l'attenzione del Parlamento, e ha dato solo novantasei pareri. Per questo davvero irrisorio contributo alle istituzioni repubblicane il CNEL costa alle casse dello Stato circa 20 milioni di euro all'anno. Indubbiamente, se si considerano le funzioni istitutive di natura politica e istituzionale, il CNEL dovrebbe avere all'interno del nostro ordinamento un posto di grande rilievo; al contrario, se si guarda fattivamente a quanto fatto in questi sessanta anni non si può non cogliere la completa inutilità di detto organo. Il CNEL avrebbe dovuto rappresentare, nelle intenzioni del legislatore, anche un luogo di mediazione fra gli interessi dei lavoratori e quelli delle imprese; anche questo ruolo, purtroppo, non è stato ben ricoperto. È, quindi, acclarato che detto ente non è più in grado di svolgere i compiti assegnatigli dai padri costituenti. Il CNEL, nonostante la bocciatura della legge di riforma costituzionale che ne prevedeva, fra le altre cose, la soppressione, rimane, nella considerazione unanime della intera comunità, una sorta di inutile e dispendioso carrozzone in grado di produrre solo pesanti oneri economici per le casse dello Stato. Il presente disegno di legge costituzionale si propone quindi di cancellare questo organo rivelatosi tanto irrilevante quanto dispendioso e inutile. La prestigiosa villa dove ha sede il CNEL, Villa Lubin, nel cuore di Villa Borghese, potrebbe essere destinata a finalità più utili per gli interessi collettivi; tutto il personale dipendente si propone che transiti nei ruoli della Corte dei conti.. 1 (Soppressione del CNEL) 1 L'articolo 99 della Costituzione è abrogato. 2 (Disposizioni transitorie) 1 Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) è soppresso. 2 Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il Ministro dell'economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del CNEL per le attività relative al patrimonio e per la riallocazione delle risorse umane e strumentali nonché per ogni altro adempimento connesso alla soppressione. 3 All'atto dell'insediamento del commissario straordinario decadono dall'incarico tutti gli organi del CNEL e i loro componenti.