[ddlpres]

Essa è costituita da un sistema informativo interattivo implementato dalle camere di commercio locali. Alle attività della Borsa dell'iniziativa artigiana concorrono, altresì, i centri di assistenza per le imprese artigiane, laddove istituiti su base regionale, che forniscono informazione, assistenza e accompagnamento nel processo di valorizzazione delle eccellenze artigianali e promozione dei mestieri artigianali. L'articolo 9 è finalizzato a garantire l'avvio e il consolidamento delle imprese artigiane attraverso interventi di consulenza: organizzativa, finanziaria e di mercato, predisposti in ogni provincia sulla base di un piano e di criteri nazionali definiti d'intesa fra Stato, regioni e categorie interessate. Si prevede quindi che, presso gli sportelli unici per le attività produttive o presso gli sportelli delle organizzazioni territoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale delle imprese artigiane, i soggetti interessati possano ottenere tutte le informazioni pertinenti all'esercizio delle imprese artigiane, con particolare riguardo alle procedure per il loro avvio e per il trasferimento generazionale d'impresa, per l'accesso alle opportunità di mercato, a partire dalle commesse e dagli appalti pubblici, nonché relative alle buone pratiche amministrative e commerciali, alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche previste dalla legislazione statale e regionale. Il medesimo articolo stabilisce poi che le amministrazioni pubbliche promuovano i bilanci di competenze e la certificazione delle competenze acquisite nell'ambito di attività o percorsi di formazione ai mestieri artigiani, in forma integrata con i programmi specifici già previsti dalle disposizioni vigenti a sostegno delle nuove attività di lavoro autonomo e d'impresa. L'articolo 10 regola i rapporti tra Stato, regioni e autonomie locali nello svolgimento delle funzioni di promozione dei mestieri artigiani e di incentivazione al trasferimento generazionale d'impresa artigiana; a tali fini le regioni promuovono la stipula di accordi e di intese in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il capo IV regola gli incentivi al trasferimento generazionale dell'impresa artigiana. L'articolo 11 stabilisce che le regioni, nell'ambito delle politiche a sostegno dello sviluppo economico territoriale e in sede di pianificazione dei servizi per l'impiego e degli strumenti informativi per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovono e sostengono il trasferimento generazionale d'impresa artigiana. A tal fine, le regioni provvedono a: a) promuovere, sulla base di specifiche intese con le province, una azione di monitoraggio e verifica delle botteghe artigiane il cui titolare si trovi a meno di tre anni dalla cessazione dell'attività per pensionamento, nonché di quelle per le quali il titolare si dichiari disponibile al trasferimento generazionale d'impresa entro un periodo di tre anni; b) favorire, anche attraverso l'emissione di specifici bandi, l'incontro tra domanda e offerta di trasferimento generazionale d'impresa artigiana da parte, rispettivamente, di giovani fino a trentacinque anni di età e titolari di botteghe artigiane; c) promuovere la realizzazione, con il concorso delle Camere di commercio e delle organizzazioni territoriali di rappresentanza delle imprese artigiane, di una banca dati regionale, con aggregazione provinciale, delle botteghe artigiane in condizione di accedere al trasferimento generazionale d'impresa; d) definire un percorso per il trasferimento generazionale d'impresa che preveda la sottoscrizione, tra il soggetto candidato alla rilevazione dell'attività ed il servizio per il lavoro accreditato a livello provinciale, di uno specifico patto di servizio recante i contenuti e le modalità di svolgimento del percorso per il trasferimento d'impresa, nonché i diritti e gli obblighi a carico del soggetto medesimo; e) ammettere la possibilità di accesso, al termine della fase di formazione e addestramento in azienda, a servizi gratuiti di affiancamento tecnico per l'avvio d'impresa riservati ai titolari d'impresa artigiana subentranti; f) sostenere la funzione di mentor svolta dagli artigiani cedenti, nell'ambito del percorso di trasferimento d'impresa, attraverso il riconoscimento agli stessi di una indennità di tutoraggio, per tutta la durata del periodo di affiancamento successivo alla cessione dell'attività, entro il limite massimo di tre anni; g) sostenere l'attività di formazione e addestramento dei giovani che si candidano a rilevare l'impresa artigiana e che non si trovano nella posizione di dipendenti o apprendisti presso la medesima impresa, attraverso il riconoscimento agli stessi di una indennità formativa specifica, per un periodo non superiore a tre anni. I servizi di affiancamento tecnico sono definiti dalle regioni sulla base del programma nazionale d'intervento e consistono in un tutoraggio per la realizzazione del progetto d'impresa, nello svolgimento degli adempimenti tecnici e amministrativi previsti dalla disciplina vigente e nell'esecuzione delle procedure necessarie per l'accesso al prestito d'onore e alla garanzia del consorzio fidi. I soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di affiancamento tecnico sono selezionati dalle regioni attraverso uno specifico bando ad evidenza pubblica; le regioni possono avvalersi altresì di soggetti pubblici e privati individuati sulla base di specifici elenchi appositamente predisposti. Secondo quanto previsto all'articolo 12, i soggetti che rilevano un'impresa artigiana attraverso le procedure di trasferimento generazionale d'impresa possono accedere, al termine della fase di formazione in azienda, ad uno specifico incentivo, nella forma di un prestito d'onore, restituibile in cinque anni. L'incentivo è cumulabile con gli incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. Il prestito d'onore è erogato a valere sulle risorse del Fondo previsto all'articolo 16, ed è destinato al sostegno delle spese di avviamento ed esercizio relative ai primi tre anni di attività. I prestiti d'onore sono cumulabili con i prestiti erogati dai consorzi fidi, in forma di contributo in conto capitale o in conto interessi, destinati al consolidamento dell'attività, concessi entro tre anni dall'avvenuto trasferimento d'impresa. L'articolo 13 interviene sul sostegno fiscale al trasferimento generazionale d'impresa artigiana e sulla defiscalizzazione delle start up : a decorrere dal primo periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge, le nuove attività avviate a seguito di trasferimento generazionale d'impresa artigiana sono esentate dall'imposizione ai fini IRAP e IRPEF, per i primi cinque esercizi di imposta successivi a quello di avvio dell'attività. Inoltre, può essere definito un regime di neutralità e di esonero fiscale in favore della parte acquirente e della parte cedente l'impresa artigiana.