[ddlpres]

5 I comuni segnalano annualmente alla regione o alla provincia autonoma, le proprietà immobiliari in stato di abbandono o suscettibili, a causa dello stato di degrado o incuria, di arrecare danno al paesaggio, ad attività produttive o all'ambiente. Tali segnalazioni sono annotate in un registro appositamente istituito presso l'ente locale competente. 6 (Rigenerazione urbana degli agglomerati urbani di valore storico) 1 La disciplina relativa agli interventi di demolizione, ricostruzione e sostituzione non è applicabile ai centri storici, alle aree ad essi equiparate, agli immobili individuati nelle mappe di impianto del catasto edilizio urbano che abbiano mantenuto una configurazione architettonica tradizionale caratterizzante il tessuto storico, nonché alle aree e agli immobili individuati dall'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, se non previa espressa autorizzazione della competente soprintendenza. La stessa disciplina può essere applicata alle aree urbanizzate degradate e a tutte le aree libere, oggetto di tutela paesaggistica ai sensi degli articoli 136, 142 e 157 del citato codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Sono in ogni caso fatti salvi le specifiche disposizioni di maggior tutela contenute nei piani paesaggistici e i vincoli presenti all'interno degli strumenti urbanistici comunali. 2 Il piano di rigenerazione urbana comunale del centro storico è approvato dalla sovrintendenza. 3 Il piano di rigenerazione urbana del centro storico e degli agglomerati urbani di valore storico deve tutelare: a l'identità culturale e naturale dei luoghi; b i caratteri d'insieme, tipologici e morfologici degli organismi edilizi, degli elementi costruttivi, della tradizione; c i luoghi aperti, della trama viaria storica e dei relativi elementi costruttivi; d l'uso sociale dei luoghi; e il carattere storico, ambientale e documentale. II PROTEZIONE E GESTIONE SOSTENIBILE DEL SUOLO 7 (Ambito di applicazione) 1 Il presente capo, al fine della protezione e della gestione sostenibile del suolo, tutela la valorizzazione e la promozione di una o più delle seguenti funzioni o servizi ecosistemici di natura ambientale, sociale e culturale: a di produzione di alimenti e altre biomasse, in particolare nei settori dell'agricoltura e della selvicoltura; b di stoccaggio, filtrazione e trasformazione di nutrienti, sostanze e acqua; c di riserva di biodiversità; d di stoccaggio di carbonio; e di fonte di materie prime; f di ambiente fisico e culturale per le persone e le attività umane; g di sede del paesaggio e del patrimonio ambientale, archeologico e scientifico-culturale. 2 Ai fini di cui al comma 1, la presente legge introduce misure per la conoscenza e la prevenzione dei processi di degrado del suolo dovuti a cause naturali o ad attività umane. 3 Non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge le acque sotterranee. 8 (Istituzione del Centro nazionale per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli) 1 È istituito, presso l'ISPRA, il Centro nazionale per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli (CENPSU). 2 Il CENPSU svolge le seguenti funzioni: a aggiornamento delle prescrizioni tecniche e delle linee guida adottate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 9; b divulgazione delle informazioni sullo stato e sulla qualità del suolo; c definizione analitica e di metodi di valutazione e quantificazione dell'AQT e delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli; d mappatura e aggiornamento delle aree a rischio di erosione; e mappatura e aggiornamento delle aree a rischio di compattazione; f mappatura e aggiornamento delle aree a rischio di salinizzazione; g mappatura e aggiornamento delle aree a rischio di diminuzione della sostanza organica dei suoli; h mappatura e aggiornamento delle aree a rischio di degrado per perdita di biodiversità; i mappatura e aggiornamento delle aree degradate a causa dell'impermeabilizzazione di aree circostanti; l definizione dei programmi d'azione obbligatori per il ripristino, ove tecnicamente possibile, delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli già bonificati come previsto dal titolo V, parte quarta, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; m valutazione della perdita di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli degradati da frane e alluvioni; n valutazione globale delle aree a rischio di degrado e di desertificazione del suolo. 3 Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il CENPSU provvede allo svolgimento delle attività di cui al comma 2 con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 9 (Competenze del Comitato tecnico-scientifico) 1 Presso il CENPSU è istituito un Comitato tecnico-scientifico di seguito denominato « Comitato », quale organo dalla cui attività non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il Comitato è composto da: a un rappresentante delle agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale; b un rappresentante del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA); c un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo; d un rappresentante del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri; e un rappresentante dell'ISTAT; f un rappresentante della Società italiana di pedologia (SIPe); g un rappresentante della Società italiana della scienza del suolo (SISS); h un rappresentante dell'Associazione italiana delle società scientifiche agrarie (AISSA). 2 Il Comitato, in collaborazione con le agenzie regionali per la protezione ambientale, per la prima volta entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente con cadenza triennale, aggiorna le linee guida per la protezione e la gestione sostenibile del suolo, nonché le relative prescrizioni tecniche che, su proposta del presidente dell'ISPRA, sono adottate dal CENPSU, sulla base dei criteri di cui all'articolo 2, comma 2. 3 Ai componenti del Comitato non spettano gettoni di presenza, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati. 4 In caso di accertata inattività delle regioni e degli enti locali in relazione agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea e dall'applicazione della presente legge o che comporti pericolo di grave pregiudizio alla salute o all'ambiente o inottemperanza agli obblighi di informazione previsti dalla legislazione vigente, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti, esercita i poteri sostitutivi in conformità all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, fermi restando i poteri di ordinanza previsti dall'ordinamento in caso di urgente necessità. 10 (Banca dati pedologica nazionale) 1