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3. Sulla base di specifiche convenzioni tra l'ANPAL e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti vengono individuate le Capitanerie di porto autorizzate a svolgere attività di intermediazione ai sensi del comma 2, prevedendo altresì le modalità di accesso al sistema informativo di cui all'articolo 14 del presente decreto ». Le convenzioni di cui a tale ultimo comma 3 non sono state ancora adottate. Sotto il profilo della normativa delle Agenzie private del lavoro, va preliminarmente precisato che l'Italia ha ratificato la Convenzione n. 181 sulle agenzie per l'impiego private del 1997 nel 2000. Secondo quanto previsto dall'innanzi riportata disposizione è pertanto facoltizzata ad affidare alcune responsabilità derivanti dalla Convenzione n. 188 sul lavoro nel settore della pesca ad agenzie per l'impiego private. A tale riguardo si osserva che la normativa contenuta nel decreto legislativo n. 276 del 2003 appare già in linea con quanto richiesto dalla Convenzione n. 188. Dette agenzie possono infatti svolgere attività di intermediazione anche per i lavoratori rientranti nella tipologia « gente di mare ». Peraltro si evidenzia che con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 29 novembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 maggio 2014, n. 120, è stata disciplinata l’« Individuazione dei requisiti e delle modalità per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento del collocamento della gente di mare alle agenzie per il lavoro », con l'istituzione della « sub-sezione III.2 – intermediazione della gente di mare » e con la precisazione che i requisiti richiesti per l'iscrizione in tale sub-sezione sono quelli previsti per l'attività di intermediazione, fatto salvo il requisito dell'articolo 5, comma 4, lettera b) del decreto legislativo n. 276 del 2003 (ambito territoriale non inferiore a 4 sedi). L'articolo 23 prevede che ogni Stato membro adotti una legislazione o altre misure che prevedano che i pescatori che percepiscono un salario vengano pagati mensilmente o ad altri intervalli regolari. Il successivo articolo 24 stabilisce poi che ogni Stato membro deve esigere che tutti i pescatori che lavorano a bordo di pescherecci abbiano i mezzi per far pervenire alle famiglie, senza spese, tutti i pagamenti ricevuti. La parte V contiene disposizioni concernenti alloggio e alimentazione e gli articoli da 25 a 28. In particolare l'articolo 25 stabilisce che ogni Stato membro deve adottare una legislazione o altre misure relative all'alloggio, all'alimentazione e all'acqua potabile a bordo. L'articolo 26 stabilisce che ogni Stato membro deve adottare una legislazione o altre misure che prevedano che l'alloggio sia di qualità e dimensioni sufficienti, oltre che adeguatamente attrezzato anche specificando il contenuto delle misure in parola. L'articolo 27 stabilisce che ogni Stato membro deve adottare una legislazione o altre misure che prevedano che cibi e acqua siano sufficienti per qualità e quantità e generalmente forniti dall'armatore. L'articolo 28 stabilisce infine che la legislazione o altre misure adottate conformemente agli articoli 25 e 27 devono dare piena attuazione all'allegato III (il quale reca prescrizioni di dettaglio concernenti le caratteristiche dell'alloggio a bordo dei pescherecci), che può essere emendato solo nel modo previsto all'articolo 45, facoltizzando lo Stato membro che non sia in condizione di dare applicazione all'allegato III ad assumere misure equivalenti, fermo il rispetto di talune condizioni. La parte VI contiene disposizioni concernenti cure mediche, protezione della salute e sicurezza sociale e gli articoli da 29 a 39. Gli articoli 29 e 30 concernono in particolare le cure mediche. In maggior dettaglio l'articolo 29 stabilisce che ogni Stato membro deve adottare una legislazione o altre misure che prevedano che i pescherecci siano provvisti di materiale medico adatto al servizio della nave, abbiano a bordo almeno un pescatore formato a prestare primi soccorsi e altre cure mediche e che sappia utilizzare il materiale a disposizione, siano provvisti di sistema di comunicazione con persone o servizi a terra capaci di fornire consulenze mediche e stabiliscano che il materiale medico a bordo sia accompagnato da istruzioni comprensibili e che i pescatori abbiano diritto di beneficiare di trattamento medico a terra ed essere tempestivamente sbarcati in caso di lesione o malattia grave. L'articolo 30 reca poi particolari prescrizioni riferite a pescherecci di lunghezza superiore a 24 metri, stabilendo in particolare che ogni Stato membro deve adottare una legislazione o altre misure concernenti il materiale medico che deve essere disponibile a bordo e le sue condizioni, la dotazione di una guida medica di bordo, l'accesso ad un dispositivo programmato di consulenze mediche via radio o satellite, la custodia a bordo di un elenco di stazioni radio o satellitari attraverso le quali acquisire consulenze mediche ed altresì che preveda, in misura conforme alla legislazione e prassi nazionale, che le cure vengano dispensate al pescatore gratuitamente sia a bordo che una volta sbarcato in porto straniero. Con riferimento alle innanzi richiamate disposizioni si evidenzia che la normativa nazionale (legge 16 giugno 1939, n. 1045, e decreto del Direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute 1° ottobre 2015, recante modificazioni della tabella allegata al decreto 25 maggio 1988, n. 279, che indica i medicinali, gli oggetti di medicatura e gli utensili di cui devono essere provviste le navi nazionali destinate al traffico mercantile, alla pesca e al diporto nautico, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2015) prevede che a bordo delle navi, incluse quelle da pesca, sia presente una dotazione di medicinali e materiale sanitario in relazione alla tipologia, stazza e autorizzazione alla navigazione della nave: per quanto riguarda le navi da pesca, le tabelle relative alle quantità minime indispensabili di medicinali sono la tabella A (pesca costiera ravvicinata), la tabella B (pesca mediterranea o d'altura), la tabella C (pesca oltre gli stretti od oceanica), cosi come definite nell'articolo 9 del regolamento per l'esecuzione della legge 14 luglio 1965, n. 963, concernente la disciplina della pesca marittima, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639. In via incidentale, si segnala che, per quanto riguarda il personale formato a prestare i primi soccorsi a bordo ed altre forme di cure mediche, il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 71, di attuazione della direttiva 2012/35/UE, che modifica la direttiva 2008/106/CE, concernente i requisiti minimi di formazione della gente di mare, e che, tra l'altro, definisce le regole per la formazione sanitaria dei marittimi (articolo 12 e seguenti) non si applica alle navi da pesca. A completamento del quadro normativo di riferimento si precisa che il decreto del Presidente della Repubblica del 31 luglio 1980, n. 620, definisce le regole per la fruizione dell'assistenza sanitaria, per il personale navigante, da parte del Ministero della salute; i pescatori addetti alla pesca costiera locale e ravvicinata sono assistiti dal Servizio sanitario come altri lavoratori impiegati in attività lavorative che si svolgono a terra.