[ddlpres]

In generale, i Paesi europei che hanno adottato l'educazione emotiva nelle scuole hanno riscontrato benefici, come, in rapida sintesi, un miglioramento dei rapporti interpersonali, una diminuzione dei comportamenti problematici degli studenti, una maggiore consapevolezza di sé e degli altri, una migliore gestione dello stress e un aumento del benessere emotivo complessivo degli studenti. Inoltre, l'educazione emotiva viene spesso correlata a una maggiore motivazione e successo accademico degli studenti. Ed è piuttosto singolare che, in un Paese come l'Italia dove ogni giorno avviene un femminicidio, uno stupro, un episodio odioso di bullismo (o, da ultimo, sempre più frequentemente, come riporta la cronaca nera, un omicidio tra minorenni armati di pistola), non si riesca a promuovere l'educazione alla relazione e ai sentimenti nelle scuole, ovvero – come sin qui descritto – tutto ciò che possa aiutare i ragazzi a una presa di coscienza consapevole, a una cittadinanza responsabile, condivisa e solidale, alla capacità di sapersi relazionare con l'altro da sé. Questo significa che, quando si insegna ai nostri giovani ad affrontare le sfide affettivo-relazionali si costruiscono le basi per una società partecipata, solidale e rispettosa dell'altro, perché l'empatia e la comprensione reciproca devono tornare a essere elementi centrali nel nostro villaggio globale. Ma anche, e soprattutto, per non passare con indifferenza attraverso i giorni della nostra vita. È necessaria una collaborazione stretta e sinergica tra scuole, famiglie e comunità per garantire che l'educazione alle relazioni empatiche sia integrata in modo efficace nel sistema educativo, quale risultato dell'interazione tra il mondo scolastico e la vita quotidiana. Inoltre, si rende altresì necessario fornire un supporto pedagogico specifico per la formazione degli insegnanti affinché possano integrare e perfezionare efficacemente questi insegnamenti nel tessuto scolastico ed evitare con cura l'etichettamento e la semplificazione marginalizzante, nonché il rispetto della privacy dei minori coinvolti. Ricordiamoci che tutte le attività terapeutiche, in quanto interventi sanitari, sono sottoposte alle normative nazionali, che ne prevedono i consensi degli interessati e le autorizzazioni dei genitori o tutori. Più in dettaglio: con l'articolo 1 si delega l'Esecutivo ad adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, uno o più decreti legislativi per l'introduzione dell'educazione alle relazioni empatiche nelle scuole; l'articolo 2 stabilisce princìpi e criteri direttivi della delega. In particolare, il Governo è delegato a implementare l'educazione alle relazioni e ai sentimenti nelle scuole italiane, anche attraverso l'istituzione di un fondo per l'aggiornamento degli insegnanti affinché siano in grado di insegnare competenze emotive e sociali ai loro studenti; l'articolo 3 reca le disposizioni finanziarie relative alla delega, mentre gli articoli 4 e 5 recano la clausola di salvaguardia e l'entrata in vigore della legge.. Art. 1. ( Oggetto e finalità della delega ) 1. Al fine di prevenire e fronteggiare ogni forma di disagio dell'infanzia e dell'adolescenza in ambito familiare, scolastico e sociale, che possa determinare comportamenti a rischio, quali bullismo, cyberbullismo o qualsiasi forma di prevaricazione, nonché qualificare l'offerta scolastica ed educativa, favorendo il pieno sviluppo della persona umana attraverso l'educazione al reciproco rispetto, all'empatia e alla soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, uno o più decreti legislativi volti a introdurre l'educazione alla relazione e ai sentimenti nelle scuole, quale disciplina curricolare obbligatoria affinché, nel pieno rispetto dell'autonomia amministrativa, organizzativa, didattica, di ricerca e progettazione, le istituzioni scolastiche d'ogni ordine e grado possano, in particolare: a) promuovere progetti-obiettivo specifici, ovvero percorsi formativi che volgano a un corretto sviluppo degli affetti, delle emozioni e dell'intelligenza relazionale ed empatica; b) usufruire di un incremento del monte ore scolastico, pari ad almeno un'ora settimanale, finalizzato all'insegnamento frontale dell'educazione alla relazione e ai sentimenti da coltivare; c) avvalersi di un fondo da istituire per l'aggiornamento del corpo docente, per valorizzare e raffinare le competenze necessarie per l'insegnamento dell'educazione alla relazione e ai sentimenti nonché per promuovere sperimentazioni di nuove competenze culturali e trasversali rivolte al gruppo classe. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR e con gli altri Ministri competenti per materia. Gli schemi dei decreti legislativi, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono trasmessi al Consiglio di Stato per l'espressione del parere, che è reso nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il Governo può comunque procedere. I medesimi schemi sono trasmessi alle Camere, perché su di essi sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro il termine di quaranta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti possono essere comunque adottati. In mancanza dell'intesa, il Consiglio dei ministri delibera, approvando una relazione, che è trasmessa alle Camere, nella quale sono indicati gli specifici motivi per cui l'intesa non è stata raggiunta. Qualora il termine per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari scada nei trenta giorni che precedono il termine finale per l'esercizio della delega o successivamente, quest'ultimo è prorogato di novanta giorni. Il Governo, a seguito dell'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari, qualora non intenda conformarsi all'intesa raggiunta nella Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni della difformità dall'intesa. La Conferenza unificata assume le conseguenti determinazioni entro il termine di quindici giorni dalla data di trasmissione della relazione, decorso il quale i decreti possono essere comunque adottati. Qualora, anche a seguito delle determinazioni della Conferenza unificata di cui al periodo precedente, il Governo non intenda conformarsi ai pareri delle Commissioni parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari si esprimono entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 3.