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il degrado delle nostre città non è frutto di casualità, ma è frutto, in modo particolare quello del patrimonio immobiliare pubblico e privato e delle infrastrutture, di scelte sbagliate o, peggio ancora, di scelte che non sono state fatte. Se non ci credete, vi invito - come hanno fatto alcuni colleghi e come ho fatto io - a visitare Scampia, lo Zen, il Corviale, le Dighe di Genova, il San Paolo di Bari e tantissimi altri quartieri, anche i caruggi di Genova, per esempio, e anche altre zone centrali delle città. Questi luoghi sono stati degli esperimenti sociali: in essi sono state concentrate delle fragilità economiche e sociali e oggi sono spesso zone dove cova la clandestinità, sono zone di occupazioni abusive, di economia illecita e di economia illegale. Con l'eccezione di Milano, che cresce ancora demograficamente e cresce dal punto di vista dello sviluppo economico, le nostre città decrescono demograficamente e cambiano il volto. Negli ultimi venticinque anni sono arrivati in Italia circa 6 milioni di immigrati: ci sono 6 milioni di stranieri e c'è una presenza stimata dalla Caritas di 700.000 irregolari, che sono invisibili per la legge italiana, ma che sono molto visibili per la criminalità organizzata e sono manodopera per l'economia illegale e l'economia illecita. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le persone anziane si trovano a vivere quindi in una situazione di solitudine e di povertà, in zone della città dove gli edifici sono in profondo degrado, dove i servizi di trasporto, di assistenza sanitaria e di assistenza sociale sono molto più carenti che nelle zone centrali delle città o nei piccoli capoluoghi di Provincia. La convivenza sociale è diventata difficile e per questo motivo cova la rabbia nel nostro Paese. Minimarket , phone center , money transfer e negozi etnici hanno progressivamente soppiantato i negozi di vicinato, i luoghi di socialità, i luoghi di comunità e alcuni luoghi delle nostre città sono stati oggetto di disinvestimento economico e sociale da parte delle pubbliche amministrazioni. L'esperienza che i cittadini vivono nelle nostre periferie è molto semplice: l'assenza di decoro del patrimonio pubblico e privato genera il degrado e porta l'illegalità. La socialità tradizionale ha lasciato così spazio a fenomeni economici che conosciamo: lo spaccio, la prostituzione, il commercio abusivo, i laboratori clandestini, il gioco d'azzardo. Per non parlare delle occupazioni abusive degli immobili pubblici e delle case popolari, che nelle periferie delle grandi città è un fenomeno diffuso: a Palermo c'è il 100 per cento di occupazioni abusive e chi occupa abusivamente una casa la sottrae a chi ha effettivamente bisogno e questa è una cosa immorale. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . È una cosa immorale, che lo faccia il singolo cittadino, un senatore della Repubblica o un parente di un senatore della Repubblica, e rappresenta un'ingiustizia nei confronti di chi ha effettivamente bisogno. Per non parlare poi dei quartiere dimenticati. Vogliamo parlare di Roma, di una città amministrata dal MoVimento 5 Stelle, dalla sindaca Raggi, dove ci sono insediamenti di campi rom a ridosso di zone periferiche segnate da forti criticità? È noto all'amministrazione locale di Roma, perché l'abbiamo segnalato, che lì c'è un continuo traffico per lo smaltimento illecito dei rifiuti, con continui roghi tossici, tutte le notti. Queste sono le periferie delle città italiane. C'è poi la disoccupazione giovanile, che voi della maggioranza, mentendo, sapendo di mentire, proponete di curare con il reddito di cittadinanza: non si cura così la disoccupazione in Italia, non si cura così la disoccupazione giovanile, soprattutto al Sud, nei quartieri e nelle periferie artificiali che sono stati creati negli anni Sessanta e Settanta e che sono un terreno di coltura e di reclutamento della criminalità organizzata. È pericoloso dare lì il reddito di cittadinanza. (Applausi della senatrice Masini). È per questa ragione che, nonostante Forza Italia, nella passata legislatura, fosse all'opposizione, abbiamo accolto positivamente la scelta di destinare i fondi per la riqualificazione di alcune aree degradate delle città italiane. Voglio dire che nel programma di Governo condiviso con la Lega Nord, la riqualificazione delle periferie doveva essere una priorità e invece, incredibilmente, nel decreto milleproroghe la maggioranza giallo-verde ha deciso di venire meno agli impegni assunti nei confronti delle città, una decisione che ha differito di tre anni l'efficacia delle convenzioni concluse, che non solo lede il rapporto di sacrosanta e leale collaborazione tra gli enti e lo Stato, ma offende e delude soprattutto le aspettative di oltre 15 milioni di persone che si attendono che la politica chieda scusa e dia una risposta al problema del degrado delle periferie delle nostre città. Non voglio dilungarmi sui numeri e sui danni prodotti dalla mancata attuazione del bando, che già hanno illustrato bene i miei colleghi, tuttavia ho l'obbligo di denunciare una maggioranza poco seria e vigliacca su questo argomento. Poco seria perché i patti si rispettano, gli impegni tra lo Stato e gli enti locali vanno rispettati, senza se e senza ma. Poco seria perché in politica valgono gli atti e non le chiacchiere. Sono consapevole che in un tempo in cui la politica si fa con i social , con gli slogan , con i selfie , filmandosi con il telefonino, gli atti siano una cosa obsoleta, ma penso e voglio pensare che sia ancora possibile credere che in politica, attraverso le leggi, gli atti e gli impegni da rispettare, si diano delle risposte ai cittadini. Noi non ci accontentiamo. Come ha dichiarato il professor Conte, Presidente del Consiglio, si vedrà, forse nel primo decreto utile si farà qualcosa. Questo non è sufficiente, serve un atto, bisogna dire quanto, bisogna dire quale decreto, bisogna dire se nella legge di stabilità, bisogna dire dove si fa l'atto e come lo si fa. Dicevo che è una scelta vigliacca perché non avete avuto neanche il coraggio di dire con chiarezza e trasparenza che a voi delle periferie, delle persone che vivono nelle periferie e delle loro condizioni non ve ne frega niente. Voi avete soltanto capito che su quella posta di bilancio c'erano tanti soldi per investimenti e avete deciso di saccheggiare quella posta di bilancio per fare altro. È una scelta politica legittima, ma dovete dichiararla, non fare finta di niente. È una scelta che porta a creare debito pubblico e spesa pubblica, alla faccia di chi lavora, di chi paga le tasse e soprattutto - questa è la cosa immorale - alla faccia di chi sta male. L'altro fatto grave, visto che prima abbiamo parlato di sindaci, è che i vostri sindaci li avete zittiti su questo argomento e in questi giorni il loro silenzio imbarazzato ha dimostrato che loro sono forse più dei servi sciocchi di una maggioranza o di un partito che non servitori dei cittadini tutti che li hanno eletti, perché un sindaco è sindaco anche di chi non l'ha votato e deve fare gli interessi della comunità. Forza Italia crede fortemente che questo sia non solo un tema centrale della legislatura, ma una vera e propria nuova questione sociale che deve essere affrontata con serietà.