[pronunce]

che, con ordinanza del 7 ottobre 2004 (pervenuta alla Corte costituzionale il 19 dicembre 2006), nel corso di un diverso giudizio avverso il decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino ecuadoriano, coniugato con un cittadino straniero regolarmente presente sul territorio nazionale, il medesimo Tribunale di Genova ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 del d.lgs n. 286 del 1998, nonché del combinato disposto di cui agli artt. 29 e 30 del medesimo d.lgs. , per violazione degli artt. 2, 3, 10, 29 e 30 della Costituzione; che il giudice rimettente premette identiche considerazioni rispetto alla precedente ordinanza in relazione al riconoscimento del diritto all'unità familiare che spetterebbe allo straniero; che, secondo il Tribunale di Genova, pur non potendosi negare la necessità di un bilanciamento tra il diritto all'unità familiare e l'interesse dello Stato a regolare il fenomeno dell'immigrazione, ciò nondimeno, nel caso oggetto del giudizio a quo, l'inserimento complessivo nel territorio italiano del nucleo familiare, composto, oltre che dal coniuge, anche da figli minori, renderebbe «astratta e, pertanto, non proponibile», l'ipotesi che l'unità familiare possa essere realizzata dal ricorrente in un Paese diverso dall'Italia; che l'espulsione dello straniero in questione determinerebbe, ad avviso del rimettente, l'inevitabile traumatica rottura di un nucleo familiare coeso, negando al ricorrente la possibilità di svolgere le sue funzioni genitoriali, con conseguente violazione delle norme costituzionali ed internazionali richiamate; che, pertanto, il giudice a quo sollecita la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 19 del d.lgs n. 286 del 1998, «nella parte in cui, nel disciplinare i divieti di espulsione non prende in considerazione la posizione degli stranieri, titolari del diritto all'unità familiare, nella misura in cui si tratta di soggetti coabitanti con il proprio coniuge in regola con il permesso di soggiorno, con i quali potrebbero essere ricongiunti»; che, per le stesse ragioni, ad avviso del rimettente risulterebbe non manifestamente infondata anche la questione relativa agli artt. 29 e 30 del medesimo d.lgs. n. 286 del 1998, «nelle parti in cui non prevedono che possano usufruire del ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari anche i cittadini stranieri, conviventi con il coniuge in regola con il permesso di soggiorno ove sussistano i requisiti di alloggio e di reddito»; che, in particolare, risulterebbe del tutto irrazionale che il diritto al ricongiungimento dello straniero che versi nella situazione sopra descritta possa essere esercitato esclusivamente dall'estero e non anche dallo straniero che si trovi già sul territorio dello Stato; che, anche in questo secondo giudizio, è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo affinché la questione sia dichiarata manifestamente inammissibile o, in subordine, manifestamente infondata; che, preliminarmente, la difesa erariale delimita la questione di legittimità costituzionale sollevata al solo art. 19 del d.lgs. n. 286 del 1998, assegnando mero valore argomentativo a quella avente ad oggetto gli artt. 29 e 30 del medesimo decreto legislativo; che, quanto alla questione relativa all'art. 19 del d.lgs. n. 286 del 1998, per l'ipotizzata lesione degli artt. 2, 29 e 30 della Costituzione, l'Avvocatura osserva che proprio l'istituto del ricongiungimento familiare, per come delineato dal d.lgs. n. 286 del 1998, offre una specifica tutela del diritto dello straniero, regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato, a mantenere l'unità del suo nucleo familiare e che tale diritto può essere legittimamente limitato dalla preminente esigenza di garantire la sovranità dello Stato; che, peraltro, sotto il profilo della asserita violazione dell'art. 3 Cost., la difesa erariale rileva l'impossibilità di comparare la situazione dello straniero coniugato con altro straniero – sia pur munito di permesso di soggiorno – con quella dello straniero coniugato con un cittadino italiano, trattandosi di situazioni fra loro eterogenee; che, quanto alla questione concernente gli artt. 29 e 30 del d.lgs. n. 286 del 1998, l'Avvocatura ne eccepisce anzitutto l'irrilevanza, atteso che il giudizio a quo ha ad oggetto la legittimità del decreto di espulsione; che, in ogni caso, la censura sarebbe infondata, considerato che la lamentata impossibilità del ricongiungimento troverebbe giustificazione nel fatto che il ricorrente è entrato nel territorio irregolarmente. Considerato che, con una prima ordinanza (iscritta al n. 695 del 2006 del registro ordinanze), il Tribunale di Genova ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), «nella parte in cui, nel disciplinare i divieti di espulsione, non prende minimamente in considerazione la posizione dei giovani adulti, titolari del diritto all'unità familiare, nella misura in cui si tratta di soggetti ancora a carico di parenti coabitanti, questi ultimi in regola con il permesso di soggiorno, con i quali potrebbero essere ricongiunti», nonché dell'art. 29, comma 1, lettera b-bis), del medesimo decreto legislativo, «nella parte in cui limita la possibilità di ricongiungimento familiare ai soli figli maggiorenni a carico, qualora non possano provvedere al proprio sostentamento a causa del loro stato di salute che comporti invalidità totale, senza estendere tale previsione anche ai giovani adulti, ancora a carico dei familiari, per ragioni oggettive», per violazione degli artt. 2, 3, 10, 29 e 30 della Costituzione; che, con una seconda ordinanza (iscritta al n. 696 del 2006 del registro ordinanze), il Tribunale di Genova ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 d.lgs n. 286 del 1998, nella parte in cui, nel disciplinare i divieti di espulsione, non prende in considerazione la posizione degli stranieri, titolari del diritto all'unità familiare, nella misura in cui si tratti «di soggetti coabitanti con il proprio coniuge in regola con il permesso di soggiorno, con i quali potrebbero essere ricongiunti», per violazione degli artt. 2, 3, 10, 29 e 30 della Costituzione;