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La redazione del bilancio di genere coinvolge tutte le fasi del ciclo di bilancio dei citati enti territoriali, a partire dal Documento unico di programmazione che si compone di una Sezione strategica, della durata pari a quelle del mandato amministrativo, di una Sezione operativa di durata pari a quella del bilancio di previsione finanziario e dalla Sezione operativa dedicata al bilancio di genere, per passare poi al bilancio di previsione finanziario, che comprende le previsioni annuali di competenza e di cassa relative alle spese di genere, per finire con il rendiconto che deve contenere i risultati della gestione anche dal punto di vista delle spese di genere. Gli schemi contabili e le modalità di rappresentazione del bilancio di genere da parte di ciascuno dei citati enti territoriali sono stabiliti dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tramite apposite linee guida che specificano, nell'ambito del bilancio di ciascun ente, le categorie di riclassificazione e le unità di analisi a cui applicarle. La metodologia generale per la redazione del bilancio di genere si basa su una riclassificazione contabile delle spese del bilancio di ciascun ente territoriale in neutrali rispetto al genere, sensibili rispetto al genere (ossia che hanno un diverso impatto su donne e uomini) e in spese destinate a ridurre le diseguaglianze di genere. I dati rilevati secondo tale metodologia sono elaborati dagli enti territoriali, ai fini della redazione del bilancio di genere, secondo i criteri stabiliti dalle linee guida.. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha la finalità di favorire la redazione del bilancio di genere da parte degli enti territoriali, quale strumento per la valutazione del diverso impatto della politica di bilancio sulle donne e sugli uomini in termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito, tramite una maggiore trasparenza della destinazione delle risorse e attraverso un'analisi degli effetti delle suddette politiche in base al genere. 2 I soggetti coinvolti dalla redazione del bilancio di genere di cui al comma 1 sono i comuni e le unioni di comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, le città metropolitane, le province e le regioni, quali soggetti attivi di politiche di bilancio di genere. 2 (Fase sperimentale del bilancio di genere) 1 Ai fini di cui all'articolo 1, comma 1, i comuni e le unioni di comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, le città metropolitane, le province e le regioni possono redigere, in via sperimentale negli esercizi 2020, 2021 e 2022, il bilancio di genere secondo i criteri e le modalità definite ai sensi dell'articolo 5. 2 Agli enti territoriali di cui al comma 1, che in ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 redigono il bilancio di genere, secondo le modalità previste dall'articolo 5, sono riconosciute le agevolazioni di cui all'articolo 7. 3 (Obbligo di redazione del bilancio di genere) 1 A decorrere dall'anno 2023, i comuni e le unioni di comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, le città metropolitane, le province e le regioni sono tenuti a redigere il bilancio di genere nel rispetto dei criteri e delle modalità definite ai sensi dell'articolo 5. A decorrere da tale data, il bilancio di genere è, per tutti gli enti territoriali, parte integrante del documento unico di programmazione, del bilancio di previsione e del rendiconto consuntivo. Per i comuni e le unioni dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, la redazione del bilancio di genere è facoltativa. 4 (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) 1 All'articolo 151 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Il Documento unico di programmazione è composto dalla Sezione strategica, di durata pari a quella del mandato amministrativo, dalla Sezione operativa di durata pari a quella del bilancio di previsione finanziario e dalla Sezione operativa dedicata al bilancio di genere »; b al comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il bilancio di previsione finanziario comprende, altresì, le previsioni annuali di competenza e di cassa anche prevedendo la riclassificazione di genere »; c il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Il sistema contabile degli enti locali garantisce la rilevazione unitaria dei fatti gestionali, ivi compresi quelli relativi alla riclassificazione di genere, sotto il profilo finanziario, economico, patrimoniale, attraverso l'adozione: a) della contabilità finanziaria, che ha natura autorizzatoria e consente la rendicontazione della gestione finanziaria; b) della contabilità economico-patrimoniale ai fini conoscitivi, per la rilevazione degli effetti economici e patrimoniali dei fatti gestionali e per consentire la rendicontazione economica e patrimoniale, ivi compresa quella relativa alla riclassificazione di genere »; d al comma 5, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « I risultati della gestione finanziaria, economica e patrimoniale, ivi compresa quella relativa alla riclassificazione di genere, sono dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale ». 2 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni adottano i provvedimenti per l'inclusione della riclassificazione di genere nei documenti di programmazione, nel bilancio consuntivo e nel rendiconto consuntivo. 3 L'articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 giugno 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2017, è abrogato. 5 (Schemi contabili e modalità di rappresentazione del bilancio di genere) 1 Gli schemi contabili e le modalità di rappresentazione del bilancio di genere da parte di ciascuno degli enti territoriali di cui all'articolo 1, comma 2, sono stabiliti, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tramite apposite linee guida che specificano, nell'ambito del bilancio di ciascun ente, le categorie di riclassificazione e le unità di analisi a cui applicarle. 2 La metodologia generale per la redazione del bilancio di genere si basa su una riclassificazione contabile delle spese del bilancio di ciascun ente territoriale di cui all'articolo 1, comma 2, in: a neutrali rispetto al genere; b sensibili rispetto al genere, ossia che hanno un diverso impatto su donne e uomini; c destinate a ridurre le diseguaglianze di genere. 3 I dati, rilevati secondo la metodologia di cui al comma 2, sono elaborati dagli enti territoriali, ai fini della redazione del bilancio di genere, secondo i criteri stabiliti dalle linee guida di cui al comma 1.