[massime]

Impiego pubblico - Condanna penale, anche non definitiva, dei dipendenti pubblici - Sospensione cautelare dal servizio - Preclusione di qualsiasi discrezionalità nell’adozione del provvedimento - Motivazione 'per relationem' dell’atto di rimessione della questione - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge 27 marzo 2001, n. 97, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, 24, 25, 35, 36 e 97 della Costituzione, nella parte in cui dispone che i dipendenti di amministrazioni o di enti pubblici ovvero di enti a prevalente partecipazione pubblica sono sospesi dal servizio, in caso di condanna penale anche non definitiva. Infatti l'ordinanza di rimessione motiva la non manifesta infondatezza della questione con integrale rinvio ad altra ordinanza di diversa autorità giudiziaria, mentre secondo la consolidata giurisprudenza costituzionale, la motivazione dell'ordinanza di rimessione deve essere autosufficiente e non può limitarsi a richiamare 'per relationem' il contenuto di altri atti o provvedimenti. - Sull'autosufficienza della ordinanza di rimessione, v. citata sentenza n. 425/2000.