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per quanto risulta agli interroganti dal mese di febbraio 2022 la ditta importatrice, esclusivista in Italia, riferisce di avere difficoltà ad importare il dispositivo dagli Stati Uniti, necessario per effettuare il test della sudorazione e al contempo certificare questi prodotti, rispetto a quanto previsto dalla regolamentazione medica (MDR), in base alla legge n. 745 del 2017; il ritardo prolungato di questi mesi ha lasciato alcuni centri di prevenzione completamente sprovvisti, tra cui l'ospedale "Bufalini" di Cesena, centro di riferimento regionale, a cui afferisce tutta la popolazione romagnola, sammarinese e parte di quella marchigiana. La mancanza del dispositivo necessario impedisce, innanzitutto, la possibilità di effettuare diagnosi e quindi prevenzione, e allo stesso tempo per i pazienti che attualmente stanno effettuando terapie di cure con i nuovi farmaci "Kaftrio" e "Trikafta", unici farmaci efficaci per affrontare la sintomatologia della malattia, non consente di inviare ad AIFA i report , in base ai quali la stessa AIFA decide se il paziente abbia diritto ad avere la somministrazione di farmaci molto costosi e per i quali è previsto il riconoscimento solo se si registrano effettivi miglioramenti di salute, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione di blocco venutasi a creare e quali azioni intenda assumere per consentire l'arrivo in Italia del dispositivo indispensabile per la prevenzione della fibrosi cistica. Azioni tempestive devono essere attivate affinché possa essere garantito il diritto alla salute e il miglioramento della qualità della vita e delle cure per tutte le persone affette da tale patologia. Atto n. 4-07373 GARAVINI Laura Ai Ministri dell'istruzione, dell'economia e delle finanze e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nell'ambito delle politiche di diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero, gestisce e finanzia l'attività di un contingente di 674 unità di personale scolastico con contratto a tempo indeterminato, collocati fuori ruolo a prestare servizio all'estero per periodi previsti, oggi, dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64; detto personale scolastico, seppur in servizio all'estero, mantiene il diritto a percepire l'intero stipendio metropolitano (art. 29 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64). Tuttavia, una parte delle Ragionerie territoriali dello Stato (RTS), nel momento in cui questo personale assume servizio all'estero, inizia a trattenere dallo stipendio metropolitano l'indennità integrativa speciale (IIS) per tutto il periodo di servizio all'estero; il personale scolastico ha quindi fatto ricorso al giudice del lavoro, a proprie spese, per vedersi riconosciuto il diritto a percepire anche la IIS indebitamente trattenuta, dando vita ad un contenzioso che dura da dodici anni tra personale in servizio all'estero e il Ministero dell'istruzione, e che ha sempre visto il personale scolastico vincere i ricorsi; rilevato che: la prima sentenza favorevole al personale scolastico che riconosce il diritto a percepire la IIS risale al 2010 (sentenza n. 4386 del 10 marzo 2010 il del Tribunale di Roma, sezione lavoro). Da allora il personale scolastico destinato a prestare servizio all'estero ha prodotto numerosi ricorsi, che hanno sempre visto soccombere il Ministero dell'istruzione, condannato a restituire le somme illegittimamente trattenute, ma anche a pagare le spese legali e gli interessi maturati; numerose sono anche le sentenze della Corte d'appello e della Corte di cassazione, tra queste si ricorda: la sentenza n. 17134 del 2013 e la sentenza n. 26617 del 18 ottobre 2019 e le ordinanze della Corte di cassazione n. 28935 dell'8 novembre 2019 Corte di cassazione, sez. Lavoro Civile, e l'ordinanza n. 28941 dell'8 novembre 2019, che riconoscono il diritto del personale scolastico in servizio all'estero a percepire la IIS; tali sentenze hanno determinato un quadro giurisprudenziale che avrebbe dovuto indurre il Ministero dell'istruzione e il Ministero dell'economia e delle finanze a dare indicazioni alle RTS di non trattenere più la IIS dallo stipendio metropolitano del personale scolastico in servizio all'estero, per fermare questo inutile spreco di risorse pubbliche e private; considerato, inoltre, che: di recente la Ragioneria territoriale dello Stato di Palermo ha inviato un provvedimento ad alcuni docenti che hanno recentemente concluso il secondo mandato di servizio all'estero e ai quali non era stata trattenuta la IIS. Con tale provvedimento, la RTS di Palermo sosteneva l'indebita percezione dell'IIS da parte dei suddetti docenti, i quali avrebbero così maturato un debito erariale di alcune decine di migliaia di euro. La RTS ha quindi provveduto a recuperare tale debito mediante trattenute dallo stipendio dei docenti; agli stessi, durante il primo mandato svolto all'estero, era stata trattenuta la IIS e conseguentemente questi avevano presentato e vinto il ricorso, ricevendo il riconoscimento dell'ISS e degli interessi legali. I suddetti hanno quindi fatto presente, in presenza o con comunicazioni via PEC, ai funzionari delle RTS, il paradosso di essere sottoposti nuovamente, a distanza di pochi anni, a questo procedimento illegittimo, definito come tale da diversi giudici; ritenuto, infine, che non tutte le Ragionerie territoriali dello Stato provvedono a trattenere la IIS del personale in servizio all'estero, generando confusione, e ci si domanda come sia possibile che alcune Ragionerie territoriali dello Stato non tengano in considerazione i ricorsi e le sentenze, ormai passate in giudicato, che riconoscono il diritto al personale scolastico all'estero di a percepire la IIS, si chiede di sapere, alla luce del quadro giurisprudenziale ormai affermatosi negli anni, se e quando il Ministro dell'istruzione e il Ministro dell'economia e delle finanze, intendano porre fine alla vicenda descritta in premessa. Atto n. 4-07374 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: com'è noto, l'Italia ha aderito ai Principi della Conferenza di Washington applicabili alle opere d'arte confiscate dai nazisti emanati in relazione alla «Washington Conference on Holocaust-Era Assets», tenutasi il 3 dicembre 1998, alla stregua dei quali: «I. Le opere d'arte confiscate dal regime nazista e non restituite successivamente dovrebbero essere identificate. II. I dati e gli archivi rilevanti dovrebbero essere accessibili ai ricercatori, in conformità alle direttive del Consiglio internazionale degli archivi. III. Risorse e personale dovrebbero essere messi a disposizione per facilitare l'identificazione delle opere d'arte confiscate dal regime nazista e non restituite successivamente… XI. Le nazioni vanno sollecitate a elaborare processi nazionali che consentano di attuare questi principi, soprattutto se sono legati a meccanismi alternativi per risolvere questioni riguardanti il diritto di proprietà»;