[resaula]

È per rispondere alle richieste di tanti Comuni presi in giro dalla politica degli annunci, di tante associazioni e di intere comunità a ridosso di siti dismessi e a una preoccupante psicosi legata alla percezione di un'incidenza tumorale sugli abitanti di questi territori. Chiudo dicendo che questa terra meravigliosa ha bisogno di un intervento concreto e vero; vi chiediamo di occuparvene; vi chiediamo di non prendere in giro questi territori martoriati. (Applausi dal Gruppo FdI) . NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, le ho chiesto la parola per ricordare che in questi giorni ricorre il settimo anno dalla prima grande strage avvenuta in Europa a Utøya. Tra Oslo e quella località, dove si ritiravano nel periodo estivo fino dai tempi di Willy Brandt ragazze e ragazzi che appartenevano alla storia della sinistra europea, morirono più di 80 persone. È una strage poco ricordata rispetto a quelle più recenti, però rappresenta l'inizio di una storia terrificante che ha raggiunto proprio in quel caso, sette anni fa, il suo dramma apicale. Mi limiterò a ricordare le parole citate da Breivik, l'autore di quella strage, proprio nel manifesto politico che inviò ai partiti che avrebbero dovuto condividere la sua opinione, anzi, più che opinione, vorrei dire la sua ideologia. Il pronostico che fece nel manifesto che inviò prevedeva che in Europa avrebbero preso il potere, nell'arco di poco tempo, di pochissimi anni, partiti sovranisti e citava, fra questi, Le Pen in Francia, la Lega in Italia, l'FP Ö in Austria e partiti simili in Olanda e nell'Est europeo. I giovani vennero massacrati uno a uno con un colpo alla testa in un tempo molto breve, qualcosa più di un'ora. I feriti vennero finiti successivamente. Pochi ricordano che Breivik non rientra assolutamente nella categoria dei folli. L'autore della strage è stato dichiarato sano di mente e nel processo lui stesso affermò che non avrebbe fatto appello a nessun tribunale, perché la sua azione era un'azione da considerare esclusivamente politica. La sentenza che lo ha condannato è definitiva. Se quest'Aula ricorda, come io cerco di fare, il destino tragico di un'ottantina di ragazze e di ragazzi, io lo faccio nel nome della libertà di pensiero e di una condanna verso un'ideologia che rischia di trasportarci terribilmente in un drammatico precipizio. (Applausi dal Gruppo PD) . CASOLATI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio portare a conoscenza dell'Aula quanto è avvenuto e sta avvenendo in Piemonte e più precisamente in Valsusa. Da giorni sono in corso attacchi al cantiere di Chiomonte, cantiere della linea Alta Velocità Torino-Lione, da parte di gruppi di antagonisti dei centri sociali. Sono state ore di tensione e di violenza contro le Forze dell'ordine, attacchi studiati che destano preoccupazione nei cittadini e negli imprenditori valsusini, imbavagliati da sindaci eletti da minoranze e da forze sociali riconducibili a vecchi brigatisti rossi scarcerati, personaggi che continuano la loro battaglia personale utilizzando i ragazzi dei centri sociali. In questo contesto, voglio ricordare che gli attivisti no TAV che hanno utilizzato ed utilizzano bombe carta, molotov e altri strumenti illegali, agiscono anche con intimidazioni verso la popolazione sana e responsabile della Valsusa. Questi soggetti sfruttano un'opposizione ormai insensata nei fatti alla costruzione della linea ferroviaria e mirano a due chiari obiettivi: da una parte, avere visibilità a livello internazionale rafforzando la loro posizione; dall'altra, vi è l'esempio del Festival della felicità, che si svolgerà questo fine settimana e che incamererà sostanziosi profitti, rigorosamente in nero, atti a finanziare altri interventi delinquenziali. (Applausi dal Gruppo L-SP) . Gli attacchi dell'altra notte sono null'altro che la prova pratica di quanto appreso al no TAV camp , che culmina ogni anno con l'attacco del cantiere. Eh sì: perché se fai un corso qualsiasi alla fine c'è la gara di fine corso, se fai il no TAV camp : l'assalto! L'altra sera, giusto per la cronaca, all'aggressione si contavano circa 150 corsisti, provenienti per lo più dai centri sociali di Torino, Pisa, Catania, Bologna, Siena, ma anche dall'estero. Sono oramai anni che tutto questo accade in Valsusa, una valle che attualmente vive anche di indotto portato dal cantiere internazionale e che rischia, senza di esso, di perdere il futuro economico e produttivo. Raccolgo con profonda soddisfazione la dichiarazione del ministro Toninelli che ha detto di essere, seppur in un'ottica di revisione possibile e apprezzabile, concorde nel mantenere gli impegni presi sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione. (Applausi dal Gruppo L-SP. Commenti dal Gruppo PD) . Questa posizione renderà sicuramente più semplice il controllo del territorio, perché isolerà le frange violente dei centri sociali, togliendo loro l'illusione di una protezione che fino ad oggi credevano di avere da una parte del Governo. Per concludere, voglio portare la solidarietà e la vicinanza agli uomini delle Forze dell'ordine che, con il loro impegno e professionalità, continuano da anni a difendere lo Stato da un'esigua minoranza violenta, che contesta in maniera violenta, non un progetto o una ferrovia, ma le istituzioni stesse, e che in questi anni hanno subito il ferimento di più di 600 agenti. A loro va il nostro grazie. (Applausi dal Gruppo L-SP) . ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, ogni settimana arrivano notizie nuove dagli organi di stampa che arricchiscono di particolari la saga «i soldi della Lega dove sono finiti?», si moltiplicano le domande, ma purtroppo le risposte rimangono a zero. (Commenti dal Gruppo L-SP) . So che vi dà fastidio perché è un nervo scoperto. Le domande si moltiplicano sugli strumenti societari e sulle ONLUS. Come la ONLUS Più voci, che è ospitata da un commercialista amico di Salvini che, guarda caso, ha curato il bilancio della Lega per Salvini Premier. Su questi aspetti non abbiamo avuto risposte, così come sui trasferimenti di denaro Italia-estero e ritorno, girandole di bonifici, in alcuni casi fatti proprio da associazioni e ONLUS vicine alla Lega e non dal partito, non dalla Lega, o dovrei dire dai due partiti. Sì, perché oggi sono due, come sono due le sedi, una in via Bellerio e una in via Privata delle Stelline, di cui però nessuno sa dell'esistenza. Come due sono i codici - uno per la Lega Nord e un altro per la Lega per Salvini Premier - per chiedere il 2 per mille. Da questo punto di vista c'è una gestione poco chiara o opaca, per usare un eufemismo.