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È lo stesso senatore che giorni fa, riferito ai parlamentari di opposizione, fece il gesto delle manette: un gesto abietto. Egli, intervistato dal «Corriere della Sera», a proposito del salvataggio di Salvini, ha detto che il Ministro dell'interno «deve essere libero di agire in nome e per conto dello Stato». C'è qualcosa di più inquietante e pericoloso di una frase del genere? Nessun Ministro o Capo di Governo può essere libero di agire per conto dello Stato, perché abbiamo una Costituzione e delle leggi, a garanzia dei diritti democratici di tutti, che tutti devono rispettare. I rappresentanti del Governo per primi hanno l'obbligo di farlo e anche Salvini ha quest'obbligo; quel Salvini che, qualche tempo fa, all'inizio di questa vicenda diceva: «Fatemi processare!» Lo diceva nei comizi, urlando. Quando invece poi la richiesta è arrivata, forte e motivata, è scappato dal processo. Tuttavia, chi scappa lo fa per paura, signor Presidente, e allora il ministro Salvini ha deciso di essere salvato dal processo a ogni costo e i 5 Stelle hanno deciso di salvare Salvini. Pur di restare al potere non hanno problemi - lo stanno dimostrando - a vendersi l'anima. (Applausi dal Gruppo PD) . Hanno urlato per anni nessuna immunità per nessuno, ma era propaganda, era presa in giro. Per un briciolo di potere, per qualche ufficio ministeriale, la prospettiva può cambiare e allora possono votare a favore delle immunità perché, se cade Salvini, vanno tutti a casa e quindi dicono sì all'immunità e no ai giudici. Allora si mette in piedi la pantomima della consultazione on line per giustificare il tradimento delle loro posizioni; una consultazione gestita da Casaleggio, sulla piattaforma on line di Casaleggio, con i risultati certificati da Casaleggio: insomma, un voto trasparente, libero, con i parlamentari 5 Stelle che, se non si adegueranno, verranno cacciati (Applausi dal Gruppo PD) . Come è stato ripetuto ancora ieri, altro che democrazia diretta! È il modello più totalitario che esiste, dove tramite Internet uno decide per tutti, a seconda delle convenienze, cosa fare. È però un calcolo sbagliato, signor Presidente, perché questo voto sancisce la fine dei 5 Stelle, che diventano tutt'uno con Salvini, anzi diventano Salvini. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S) . Si saldano definitivamente nella chiamata a correo, come due facce della stessa pessima moneta. Gridavate contro il potere; oggi insabbiate le accuse di abuso di potere e sequestro di persona rivolte a voi, appellandovi a un privilegio di casta, perché di questo si tratta. Ma noi no. Noi, nel rispetto delle leggi e dello Stato di diritto, voteremo per l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, perché non c'è alcuna difesa degli interessi dello Stato nel tenere in ostaggio persone inermi, violando il principio di legalità, che è il cuore degli Stati democratici, solo per ragioni politiche, propagandistiche, elettoralistiche. Quella odierna è una pagina nera. Domani non potrete dire di non sapere. Noi non saremo complici; continueremo a parlare e a denunciare a voce alta; risveglieremo quelle coscienze che da troppo tempo state ingannando, ma che non potrete ingannare ancora. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Rinvio il seguito della discussione del documento in titolo ad altra seduta. Vorrei far presente che quella di domani sarà la centesima seduta pubblica. Quindi, la regola dei cento evidentemente funziona anche qua. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 20 marzo 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 20 marzo, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 23,59) . Integrazione all'intervento del senatore Ferrazzi nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri Signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, al secondo punto all'ordine del giorno della riunione del Consiglio europeo vi è la questione dei cambiamenti climatici. Il Consiglio dovrà fornire gli orientamenti sulla direzione generale e sulle priorità politiche che serviranno a definire, entro il 2020, la strategia di lungo termine che l'Unione europea dovrà perseguire per restare in linea con i parametri previsti dall'Accordo di Parigi. L'Italia arriva a questo appuntamento con una posizione poco chiara. Su moltissimi aspetti assolutamente contraddittoria. D'altronde le premesse erano inequivocabili e non lasciavano alcuna speranza per una inversione di tendenza. La Lega a guida Matteo Salvini ha votato contro l'Accordo di Parigi ovvero ha ritenuto, irresponsabilmente, di respingere il primo accordo universale e giuridicamente vincolante, sottoscritto da 195 Paesi, sul clima che ha assunto quale priorità la necessità di mantenere l'aumento medio della temperatura ben al di sotto di 2° C. In Parlamento europeo la Lega ha votato contro anche sulla direttiva per le energie rinnovabili, sui provvedimenti per l'efficienza energetica, sulle emissioni di CO2 delle automobili, sul regolamento per la contabilizzazione dei gas effetto serra per gli obiettivi climatici 2030 nonché sulla direttiva per la riduzione della plastica monouso. Il 14 marzo scorso il Parlamento europeo si è già espresso sulla questione dei cambiamenti climatici ed ha approvato a larga maggioranza, con esplicito riferimento alla mobilitazione "Fridays for Future", le risoluzioni sul clima e sull'aria pulita. Nella prima, in particolare, si indica la necessità di innalzare gli obiettivi su energia e clima, azzerando le emissioni nette di CO2 entro il 2050, e sono stati innalzati gli obiettivi delle riduzioni delle emissioni di CO2 al 55 per cento entro il 2030. Ci troviamo dunque di fronte ad un passaggio d'epoca nel quale l'Unione europea definisce una strategia di lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra in conformità dell'Accordo di Parigi. La Lega del vicepresidente Salvini avversa tutto questo ed impone, come sempre al Governo italiano, in quanto primo azionista, una situazione paralizzante, fuori dal corso della storia. Il risultato? Zero percorsi per una strategia europea di azzeramento delle emissioni entro la metà del secolo; zero aspetti sociali che accompagnino questa transizione; zero obiettivi intermedi; zero contributi settoriali; zero politica energetica; zero politica industriale; zero ricerca e innovazione; zero finanziamenti; zero azione globale per il clima. Zero non è solo un riferimento algebrico per significare la nullità delle scelte e delle azioni intraprese per fronteggiare, in un contesto globale, i mutamenti climatici. Zero è il voto che si merita questo Governo e questa maggioranza per l'assenza di tematiche così importanti e decisive per il futuro del pianeta.