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Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori. Onorevoli Senatori. -- Le isole minori rappresentano una preziosa risorsa dal punto di vista culturale, paesaggistico, turistico ed economico per l'Italia e per l'intero Mediterraneo. La realtà insulare costituisce altresì un elemento di fondamentale attrattiva della nostra penisola. Inoltre è importante evidenziare le opportunità di sviluppo economico di aree marginali legato a progetti di tutela e valorizzazione della natura, che può avere ricadute positive sull'ecosistema antistante. Le isole minori sono presenti in sette Regioni: Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana e sono costituite da 36 comuni, estendendosi per una superficie di Kmq. 919,19. Esse interessano una popolazione di circa 220.000 abitanti. La necessità di provvedere ad una profonda analisi e alla seguente revisione della disciplina sulle isole minori risulta dettata, altresì, da esigenze economiche e territoriali. È noto che per la particolare posizione esse si trovano collocate in un contesto geografico-politico peculiare e pertanto meritevole di differente considerazione rispetto alla normativa ordinaria. Le isole minori non possono trovarsi in condizione di subalternità rispetto alle regioni di appartenenza, e, in generale, al resto del territorio nazionale. È compito dello Stato farsi carico della rimozione degli ostacoli che si frappongono a tale separazione e di eliminare le sperequazioni che spesso rendono la vita meno agiata nelle isole stesse. Emerge l'esigenza di una legislazione speciale, non meramente equiparabile a quella di cui il legislatore costituzionale ha ritenuto di dover dotare le regioni a statuto speciale, ma tenendo conto dell'ulteriore extra-ordinarietà di tali realtà micro-realtà locali. Ed è proprio per queste peculiarità, che risultano ulteriormente differenziate tra le diverse piccole isole del nostro territorio, che si impone una speciale disciplina al fine di realizzare un agire comune e quindi rafforzato, per meglio trattare i problemi delle medesime realtà locali. All'assenza di una disciplina uniforme è stato posto rimedio con provvedimenti sporadici ed eccezionali, con agevolazioni fiscali episodiche e frammentarie, spesso al fine di porre rimedio ad uno stato di emergenza in cui l'isola già versava. Risulta necessario porre opportuni rimedi che permettano di intervenire anche in via preventiva. Una corretta prevenzione si può ottenere solo con una legge quadro che disponga l'organizzazione della vita insulare e la disciplina di tutti quei settori che si ripercuotono su di essa. È necessario che le isole minori godano di una maggiore autonomia finanziaria, che consenta loro di amministrarsi e di poter affrontare tempestivamente, anche se solo temporaneamente, qualsiasi emergenza si presenti. Esse hanno altresì la necessità di godere di vere e proprie guarentigie generali finalizzate a risolvere le problematiche che per la terraferma possono essere facilmente superabili, mentre per le isole appaiono spesso insormontabili. Eventi di lieve entità possono, infatti, portare a gravi scompensi, causando il totale scollegamento dalla terraferma anche per periodi prolungati di tempo. Il presente disegno di legge tiene in forte considerazione le suddette esigenze e intende provvedere a rimuovere ogni forma di ostacolo al pieno godimento dei diritti della popolazione insulare. È prevista la possibilità di creare presidi ospedalieri che garantiscano servizi di pronto intervento, di prima necessità e di strutture per garantire la natalità nell'isola e le cure chemioterapiche. Viene posto assoluto rilievo alla fruizione e alla tutela della natura e dell'ambiente naturale, allo sviluppo del turismo e delle attività culturali locali legate al territorio, con la creazione di distretti culturali locali. È inoltre prevista la dotazione di eliporti e mezzi per l'elisoccorso e la predisposizione di un sistema di fiscalità agevolata. Ad un maggiore rispetto dell'ecosistema e degli oneri dei comuni di appartenenza è orientata la creazione di un piccolo sistema locale di smaltimento dei rifiuti non pericolosi al fine di non gravare le casse comunali dei costi di trasporto ad essi relativi e l'individuazione di siti idonei allo svolgimento di tali attività affinché queste non incidano negativamente sulla salubrità dell'ambiente e del paesaggio. Il presente disegno di legge intende inoltre potenziare i bacini e le strutture portuali, al fine di garantire l'approdo anche in presenza di avverse condizioni meteorologiche; la costituzione di presidi permanenti di protezione civile, la creazione di strumenti atti alla semplificazione delle procedure amministrative. Concludendo, il presente provvedimento consentirebbe la realizzazione di tutti gli obiettivi in partenza esplicitati e la risoluzione delle problematiche sopra esposte al fine di garantire la corretta applicazione del principio di uguaglianza formale e sostanziale garantito dall'articolo 3 della Costituzione.. 1 (Oggetto e finalità della legge) 1 Le isole minori del territorio nazionale di cui all’allegato A costituiscono un patrimonio universale europeo nonché una risorsa naturale di notevole valore da tutelare, conservare e valorizzare nell'ambito della gestione del territorio e dell'esecuzione di interventi organici e programmati per la crescita socio-economica delle popolazioni ivi residenti, nel rispetto delle vigenti normative in materia urbanistica nonché di quelle relative alla tutela dei beni storico-culturali, paesistici, archeologici. 2 Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e i comuni adeguano la loro normativa ai principi e agli obiettivi dell'Unione europea in materia di isole minori, tra i quali la riduzione del divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite, attraverso provvedimenti e normative anche in deroga, per migliorare i divari dei servizi infrastrutturali e amministrativi, rispetto alle regioni e ai territori maggiormente sviluppati, in applicazione degli articoli 174 e seguenti del Trattato sull'Unione europea. 3 Al fine di conservare e promuovere le diversità naturali e culturali, di rilanciare lo sviluppo ed il lavoro, nonché di valorizzare le potenzialità economiche e produttive, gli enti locali, anche costituiti in consorzio, gli enti parco e le comunità isolane e di arcipelago, ove esistenti, sono riconosciuti come poli di sviluppo sostenibile ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 4 Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano adeguano la loro normativa ai princìpi e agli obiettivi sanciti dall'Unione europea in tema di aree fragili quali la montagna e le regioni insulari, ai sensi dell'articolo 174 del Trattato sull'Unione europea. 5 Le isole minori del territorio nazionale rappresentano una estensione del territorio regionale di appartenenza. Le regioni si impegnano a rimuovere gli ostacoli eventualmente esistenti in conseguenza dell'insularità, al fine di garantire il rispetto del principio di parità di trattamento sancito dall'articolo 3 della Costituzione.