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Disposizioni per l'esercizio del voto per corrispondenza in occasione delle elezioni politiche, europee e amministrative nonché dei referendum previsti dalla Costituzione. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto a introdurre nel nostro ordinamento la possibilità di esercitare il diritto di voto per corrispondenza in occasione delle elezioni politiche, europee e amministrative nonché dei referendum previsti dalla Costituzione per cause meno stringenti da una grave infermità dovuta alla dipendenza continuativa da apparecchiature elettromedicali, come sancito dal decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22. Sarà dunque possibile chiedere il voto per corrispondenza nel caso in cui l'elettore si trovi fuori dalla circoscrizione elettorale, oppure abbia cambiato la residenza e non risulti ancora iscritto nelle liste elettorali della nuova circoscrizione, oppure per motivi professionali o a causa dell'età avanzata. D'altro canto anche il legislatore, nello stabilire le disposizioni per lo svolgimento delle elezioni politiche per l'anno 2013, con il decreto-legge 18 dicembre 2012, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 232, è ricorso al voto per corrispondenza per gli italiani appartenenti alle Forze armate impegnati in missioni internazionali, per il personale statale temporaneamente all'estero per impegni di lavoro, nonché per i professori universitari e per i ricercatori che si trovano anch'essi all'estero per motivi di lavoro e di ricerca. Si riscontra dunque una tendenza del legislatore all'estensione della possibilità del ricorso al voto per corrispondenza. Tale possibilità permette all'Italia di adeguarsi ad altri Stati europei che già sperimentano il voto per corrispondenza con notevoli successi di partecipazione: emblematici, a tale proposito, sono gli esempi della Svizzera e della Germania. In Svizzera, secondo un'indagine condotta dalla Cancelleria federale e dalla Conferenza dei cancellieri di Stato presso i cantoni, circa la metà degli elettori preferisce il voto per corrispondenza e nei cantoni dove è praticato il voto per corrispondenza cosiddetto « agevolato » (viene inviato ufficialmente agli elettori il materiale relativo al voto per posta indipendentemente dalla richiesta espressa) si è potuta constatare una più elevata partecipazione rispetto ai cantoni che praticano il sistema del voto per posta su richiesta dell'elettore. La legge elettorale tedesca prevede il voto per corrispondenza per l'elezione del Bundestag già dal 1957. In ciascuna circoscrizione elettorale ( Wahlkreis ), c'è almeno un seggio preposto al voto per corrispondenza e, sulla base di dati statistici provenienti dalla presidenza della commissione elettorale federale, è possibile riscontrare che la percentuale dei votanti per corrispondenza è in costante aumento: alle elezioni del 2005 gli elettori per corrispondenza sono stati il 18,6 per cento dei votanti e a quelle del 2009 il 21,4 per cento. In Germania sono riscontrabili anche casi di giurisprudenza costituzionale sul voto per corrispondenza in due occasioni: la Corte costituzionale federale si è trovata infatti a dover giudicare sul principio delle elezioni libere e segrete (motivazione addotta contro il sistema del voto per corrispondenza) e, in entrambe le occasioni, non ha rilevato limitazioni e dubbi di costituzionalità in merito al voto per corrispondenza rispetto al principio della libertà e segretezza del voto. Tale giurisprudenza può essere utile anche al legislatore italiano, al fine di superare i limiti dell'articolo 48 della Costituzione il quale, al secondo comma, recita che « Il voto è personale ed uguale, libero e segreto (...) ». Anche l'Austria ha recentemente approvato la riforma del diritto elettorale con una legge costituzionale federale che prevede l'introduzione del voto per corrispondenza in tutte le elezioni da tenere a livello federale. Per l'Austria, come per la Germania, il voto per corrispondenza è previsto su richiesta dell'elettore all'autorità competente. Simili disposizioni sul voto per corrispondenza sono previste anche in Spagna e nel Regno Unito. Il sistema di voto per corrispondenza ipotizzato nel presente disegno di legge si può classificare « su richiesta », prendendo ad esempio la procedura adottata dal citato decreto-legge n. 1 del 2006 per il voto domiciliare di taluni elettori, che scaturisce da una dichiarazione attestante la volontà di votare a domicilio e dalla ben più articolata procedura prevista nel caso del voto degli italiani residenti all'estero, il quale contempla anche il diritto di opzione che in questo caso, per motivi esemplificativi, non è previsto. Resta in ogni caso ferma la possibilità del Ministro dell'interno di adottare un apposito regolamento volto a definire le modalità e le procedure destinate a consentire il voto per corrispondenza. Il meccanismo pensato prevede l'istituzione, presso ciascun comune in cui ha sede l'ufficio centrale circoscrizionale secondo la tabella A allegata al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di una sezione elettorale speciale addetta allo scrutinio dei voti espressi per corrispondenza. Si è ritenuto di poter mantenere la divisione già esistente per individuare le sezioni elettorali speciali, fatta eccezione per la circoscrizione Trentino-Alto Adige dove, oltre alla sezione elettorale speciale di Trento, si prevede anche una sezione elettorale speciale a Bolzano. Sulla composizione della sezione elettorale speciale e sulle operazioni di scrutinio è stato mantenuto quanto previsto per gli altri uffici elettorali. A seguito della previsione del voto per corrispondenza si è ritenuto opportuno abrogare il divieto di inviare il voto per iscritto, qualora si voti in Italia, previsto dall'articolo 55, primo comma, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. Tale procedura può essere estesa anche all'esercizio del voto per corrispondenza in occasione dei referendum previsti dalla Costituzione, disciplinato dall'articolo 5 del presente disegno di legge, dal momento che in questo caso si ha un collegio unico nazionale e, per comodità, si può utilizzare la divisione in circoscrizioni elettorali al fine di individuare la collocazione della sezione elettorale speciale. Vengono meno, in questo caso, le previsioni del comma 3 del nuovo articolo 55- bis del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, introdotto dall'articolo 2 del presente disegno di legge, sulle divisioni delle liste elettorali per la ripartizione degli elettori in circoscrizioni.