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se le informazioni di cui sono a conoscenza gli interroganti fossero giuste, il comportamento messo in atto dai militari e dal comandante dei Carabinieri di Copparo avrebbe pregiudicato la corretta operatività del servizio del 118 nel territorio, tenendo impegnati per lungo tempo e senza una valida motivazione un equipaggio e un'ambulanza e impedendone lo svolgimento dell'attività in piena autonomia decisionale e operativa; inoltre, questo comportamento avrebbe potenzialmente messo a rischio la salute di R.D. e il servizio di pronto intervento attraverso decisioni in diretto contrasto con il parere dei medici; considerato, inoltre, che a seguito di questi fatti e segnalazioni, in data 27 dicembre 2019, è stata depositata querela da parte del segretario generale della CGIL di Ferrara e del segretario della FP CGIL contro i responsabili di questi fatti per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 del codice penale) e interruzione di un ufficio o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 del codice penale), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato e se non intendano intervenire, considerata la gravità dei fatti esposti; se, in particolare, il Ministro della salute non ritenga necessario e doveroso verificare lo stato di attuazione delle procedure di collaborazione tra personale sanitario e forze dell'ordine, in modo da garantirne la piena e corretta operatività. Atto n. 4-02682 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e la legge n. 104 del 1992 forniscono una serie di informazioni, e in alcuni casi di vere e proprie linee guida, che dovrebbero essere tenute sempre presenti, soprattutto in presenza di un handicap grave associato ad una malattia rara, cronica e degenerativa; proprio a questo scopo è stato creato l'osservatorio della Convenzione ONU; esistono anche linee d'indirizzo nazionali sul linfedema, firmate nel mese di settembre 2016 dalla Conferenza Stato-Regioni: è evidente che non si tratta solo di "raccolte di informazioni", prive di valore legale ma di punti di riferimento essenziali nel lavoro di tutti; S.P. è una paziente affetta da un linfedema che le rende difficile lo svolgimento di molte attività legate alla vita quotidiana e rappresenta un forte impedimento nella attività lavorativa; per questo ha avviato una pratica di invalidità civile presso la sede provinciale INPS; la sua anamnesi, raccolta in occasione della visita presso il servizio di medicina legale INPS, risulta però parzialmente incompleta, dal momento che il personale preposto a raccogliere i dati non sembrava conoscere in modo esaustivo il problema; nel caso concreto, per esempio, manca il riferimento al linfedema di cui soffre, che ha raggiunto notevoli proporzioni; secondo il parere di alcuni giuristi e di alcuni medici, le valutazioni espresse dalle commissioni medico-legali italiane non possono essere considerate del tutto corrette se il parere è espresso in assenza di un professionista che ben conosca il problema e le sue implicazioni sul piano operativo; nel caso in questione l'assenza di un chirurgo linfologo esperto di linfedemi non oncologici all'interno delle commissioni non consente di esprimere una valutazione sullo stato invalidante del paziente e comporta errori valutativi non indifferenti; questi errori valutativi danneggiano soprattutto i malati rari italiani che devono confrontarsi con situazioni particolarmente complesse anche per l'insufficienza dell'assistenza di natura socio-sanitaria; la paziente ritiene di aver diritto al riconoscimento dell'invalidità, dal momento che il linfedema si accompagna ad una situazione generale complessa proprio per la sua condizione di malata rara, ma proprio il sintomo più vistoso e più invalidante per lei non è stato tenuto nella dovuta considerazione dalla commissione che ha esaminato la sua richiesta, nonostante la Convenzione ONU e la legge n. 104 del 1992, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario che nel caso delle visite di invalidità si preveda la presenza di un professionista esperto della peculiare patologia che il paziente accusa. Atto n. 4-02683 FANTETTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i Comitati degli italiani all'estero (Comites), istituiti nel 1985, sono organi di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari; sono eletti direttamente dai connazionali residenti all'estero, in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno 3.000 connazionali iscritti nell'elenco aggiornato di cui all'art. 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459; oltre ai membri eletti di cittadinanza italiana, possono far parte del Comitato, per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana in misura non eccedente un terzo dei componenti del Comitato eletto (4 o 6 componenti); i Comites contribuiscono ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento; promuovono, in collaborazione con l'autorità consolare, con le regioni e con le autonomie locali, nonché con enti, associazioni e comitati operanti nell'ambito della circoscrizione consolare, opportune iniziative nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale, con particolare riguardo alla partecipazione dei giovani, alle pari opportunità, all'assistenza sociale e scolastica, alla formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo libero; le ultime elezioni dei Comites si sono svolte nel 2015 e, precisamente, sono stati eletti 101 Comites, oltre 5 di nomina consolare, in tutto il mondo di cui 47 si trovano in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa; il mandato quinquennale degli attuali consiglieri dei Comites è in scadenza e la legge ordinaria di riferimento prevede l'indizione delle relative elezioni di rinnovo entro il mese di marzo 2020; il decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante "Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, non-ché di innovazione tecnologica", dispone all'articolo 14 la proroga di termini in materie di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; il comma 3 prevede che le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero e, conseguentemente, del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) sono rinviate rispetto alla scadenza prevista ai sensi dell'articolo 8 della legge 23 ottobre 2003, n. 286, e dall'articolo 1, comma 323, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per avere luogo tra il 15 aprile e il 31 dicembre 2021, si chiede di sapere: per quali motivi, nonostante la ben nota ed ampia previsione della scadenza temporale delle elezioni di rinnovo dei Comites, non siano state stanziate le necessarie risorse finanziarie; se si intenda fornire delucidazioni circa le modalità con le quali si svolgeranno, data la previsione, contenuta in alcune dichiarazioni pubbliche di membri del Governo, di possibile sperimentazione di un voto elettronico;