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Immuni della società Bending Spoons SpA, che peraltro non aveva ancora realizzato il prodotto (chi era l'unico criterio di selezione adottato in questa gara). Tuttavia, si è svolta una gara d'appalto informale, con una deroga al codice degli appalti, dettata da motivi di urgenza, che per altri casi invece, purtroppo, non è stata adottata. Il commissario straordinario ha quindi dato alla predetta società questo contratto di concessione gratuita della licenza d'uso, senza che la Bending Spoons spa abbia fornito alcun report in merito ai test di sicurezza sulle applicazioni. Potremmo continuare sulle difformità e irregolarità procedurali. Restano comunque sul tappeto problemi sul rilascio aggiornato, fatto da Bending Spoons SpA, nonché - lo sottolineo - la potenziale dipendenza dell' app da una società privata. Ma andiamo avanti, passiamo alle criticità tecniche mi riferisco al tracciamento tramite bluetooth , che - come dicono gli studiosi e gli esperti - potrebbe compromettere la stessa efficacia dell' app . Vi sono quindi dubbi sulla sua sicurezza e sulla vulnerabilità dei sistemi bluetooth , rischi di hackeraggio, di diffusione di falsi allarmi e di reidentificazione dei dati. La domanda allora è: come si ritiene di garantire la sicurezza dell'applicazione e dei server , la conservazione dei dati memorizzati e gli scambi tra le app e il server remoto e come si concilia tutto questo potenziale rischio con la tutela della libertà e dei diritti costituzionali dei cittadini e della privacy ? In sintesi, non avete chiarito perplessità sulla sicurezza, sulla tutela della privacy e sulla stessa efficacia di derivazione e di tracciamento dell' app . Insieme a questo, quindi, si pone sostanzialmente anche un altro problema, perché l' app funziona se è diffusa, altrimenti non serve. La domanda è quale percentuale di popolazione l' app potrà raggiungere: sicuramente non il 50-60 per cento, che sarebbe un campione utile di diffusione; forse il 10 o il 20 per cento? Ci sarà sempre una porzione di persone senza connessione ad Internet o semplicemente refrattaria o che non ha il telefonino adatto. Insomma, in una parola, quest' app è una forma di propaganda del Governo, perché ha difetti tecnici, anche di funzionamento, che sono stati denunciati da esperti, non da Fratelli d'Italia. Qual è il punto politico che invece sottolineiamo? Stanti così le cose, l' app Immuni può diventare uno strumento di sorveglianza di massa, che rischia di privare i cittadini italiani delle libertà fondamentali costituzionalmente garantite e di compromettere il diritto alla riservatezza dei dati personali. È altrettanto evidente che tale app - così esposta e vulnerabile - sia un forte richiamo per cybercriminali, servizi segreti stranieri, attacchi cibernetici, hackeraggi e società che potrebbero commercializzare i famosi dati. Per ora siamo in una fase sperimentale (quattro Regioni), che poi diventerà operativa, ma dobbiamo ricordare a tutti che questa app parte in ritardo. Perché parte in ritardo? Perché si è dovuti passare, o meglio siete dovuti passare, a un certo punto, da un modello centralizzato a un modello decentralizzato e avete dovuto aspettare la fine di maggio per la piattaforma di Google e di Apple. Sono tutte questioni che noi avevamo posto con le nostre interrogazioni e che erano facilmente prevedibili, per cui si doveva, o meglio dovevate, correre ai ripari prima. Facendo un'altra notazione di colore - lo dico per inciso, siamo in pochi, ma magari può interessare - non è stato certo rassicurante l'inizio. Non so se ricordate la tragicommedia che si è consumata per l'immagine scelta per l' app Immuni sul sito istituzionale: all'inizio, erano rappresentati la mamma col bambino e il papà al computer; dopo le polemiche di tutti contro tutti - non entro nel merito - che cosa è stato fatto? Si è invertito l'ordine degli addendi, ma la somma non è cambiata, ovvero la mamma è stata rappresentata al computer e il papà col bambino in braccio. Verrebbe da dire che i creativi della Bending Spoons sono veramente di poca, scarsa e risibile fantasia. Torniamo però all'altro aspetto centrale, ovvero alla vulnerabilità della tecnologia bluetooth . Senza bluetooth è altrettanto vero che l' app è inefficace. Ancora, chi usa l' app deve tenere la connessione sempre accesa, altrimenti il sistema non funziona e quella bluetooth non è una tecnologia di precisione; come tutti sanno, il segnale può subire interferenze ed essere indebolito da variabili e fattori diversi. In sintesi - e concludo, signor Presidente - l'elenco delle criticità potrebbe essere ulteriore e lo lasciamo agli esperti che le hanno esposte, ma un dato va sottolineato. Noi stiamo, anzi, voi state affidando il famoso e importante tracciamento dei positivi ad un'app - con tutti i difetti e la vulnerabilità che abbiamo detto, con una connettività instabile - e ad un algoritmo: questa non è la soluzione migliore, né è rassicurante per la nostra salute. Servirebbe almeno, parallelamente, un sistema di tracciamento analogico a tappeto sul territorio, come peraltro hanno fatto altri Paesi (lo hanno fatto la Francia e gli Stati Uniti), mentre da noi questo sistema non è mai partito e neanche se ne è mai parlato. Resta poi la questione dei tamponi a tappeto e dei test sierologici, sulla quale Fratelli d'Italia ha fatto moltissimo. Benissimo: non avete fatto niente di tutto questo e si affida la materia ad algoritmi e alla propaganda. In bocca al lupo! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, sarò assolutamente veloce per consentire al collega Aimi di intervenire in modo più efficace e più puntuale del mio. Con il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire - sostanzialmente convertiremo due decreti-legge, il n. 28 e il n. 29, anche se il n. 29 viene recepito con un emendamento che va dentro il decreto-legge n. 28 - siamo davanti a quello che a me pare un intervento frutto di una sorta di furore normativo in parte ingiustificato e anche infondato. È ingiustificato perché, secondo me, la materia è ampiamente regolata dal legislatore: la materia della detenzione e delle difficoltà connesse alla detenzione e quindi del rinvio della detenzione per motivi di salute - mi riferisco in modo particolare agli articoli più importanti, vale a dire all'articolo 2 del decreto n. 28 e all'articolo 2 del n. 29 - è regolamentata negli articoli 146 e 147 del codice penale e 47- ter , comma 1- ter, dell'ordinamento penitenziario per quanto riguarda la detenzione domiciliare. Perché siete intervenuti su questo? Perché c'è stato un combinato disposto di situazioni politiche che non siete stati in grado di controllare. In primo luogo, il caso Di Matteo, entrato prepotentemente nella questione politica dopo una trasmissione televisiva in cui un magistrato del CSM attacca il Ministro della giustizia dicendo: tu non hai mantenuto ciò che in qualche modo mi avevi promesso. Cosa che ha creato un'accelerazione nel corto circuito politica-magistratura e soprattutto si inseriva nell'ambito della battaglia che i magistrati stanno conducendo al loro interno.