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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il regio decreto-legge 14 giugno 1925, n. 884, convertito nella legge 18 marzo 1926, n. 562, sulla costituzione dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici, e successive modificazioni; Visto l'art. 3 della legge 31 ottobre 1957, n. 1015, che approva lo stato di previsione dell'entrata e quello della spesa dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici, per l'esercizio finanziario 1957-1958; Visto l'art. 2 della legge 10 aprile 1954, n. 189, concernente, la disciplina e la finalità del fondo di riserva per le spese impreviste della cennata Azienda di Stato; Considerata l'insufficienza degli stanziamenti di taluni capitoli del suddetto stato di previsione della spesa, riguardanti oneri per il personale, per i quali non fu possibile una previsione adeguata all'atto della presentazione del bilancio stesso, il quale attualmente non offre disponibilità atte a fronteggiare le relative maggiori spese; Considerato, altresì, il carattere di assoluta necessità di siffatte spese, le quali non possono essere prorogate senza detrimento del pubblico servizio; Visto che il fondo di riserva dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici presenta una disponibilità di lire 830.875.004, depositate in conto corrente presso la Tesoreria centrale; Sulla proposta del Ministro per le poste e le telecomunicazioni, di concerto con il Ministro per il tesoro; Decreta: Art. 1 L'Azienda di Stato per i servizi telefonici è autorizzata a prelevare dal proprio fondo di riserva per le spese impreviste, esistente presso la Tesoreria centrale, la somma di lire 144.000.000 per far fronte, per l'esercizio finanziario 1957-1958, ai maggiori oneri indicati nel successivo art. 2.