[resaula]

Venendo agli aspetti di questo decreto che richiedono una riflessione, il primo è che l'ufficio per il processo non è più l'ufficio del giudice, nomina consequentia rerum , quindi significa che abbiamo immaginato che l'ufficio per il processo sia qualcosa che supera la gestione diretta del giudice, questione che con il senatore Caliendo abbiamo affrontato più volte nel corso della discussione del decreto. Con spirito assolutamente collaborativo - mi piacerebbe che fosse presente il ministro Cartabia - dico che immaginavo che nella funzione dell'ufficio per il processo ci fosse la costruzione dell'ufficio per il processo del giudice costituzionale o del giudice della Corte suprema americana, cioè di colui che sta attaccato al giudice e ci lavora insieme, mentre è un ufficio di staff. Dovremo poi pensare in qualche modo al futuro di queste 16.500 persone che vengono assunte a tempo determinato; non possiamo lasciarli lì e poi mandarli a casa. Da questo punto di vista sposo l'iniziativa del Governo perché sono convinto che nei tribunali, nella pubblica amministrazione possiamo cambiare il volto di questo Paese e renderlo più efficiente. Abbiamo bisogno di giovani, di informatici e così via. Quando abbiamo introdotto il processo civile telematico pensavamo che la prima necessità forse quella di dotare le nostre strutture di strumenti informatici, non solo di computer, ma anche di persone che ne sapessero qualcosa nell'organizzazione dei sistemi. Il problema è che non è stato così. Non vorrei - mi rivolgo al Governo e mi dispiace che non sia presente il ministro Cartabia - che con l'ufficio per il processo andasse a finire che il presidente del tribunale utilizzi questo personale per un ruolo di cancelleria. Non è mia intenzione sminuire il ruolo di cancelliere, ma sapete che quando ci sono le udienze penali c'è qualcuno fuori dall'aula che chiama i testimoni e non vorrei che un giovane laureato praticante venga utilizzato per questo perché nei tribunali c'è carenza di questo personale. Questo perché la Costituzione in proposito è sostanzialmente duale, in quanto afferma che la funzione giurisdizionale appartiene ai magistrati, che i magistrati sono governati da un organo di autogoverno che è il Consiglio superiore della magistratura, absit iniuria verbis, e che la funzione organizzativa materiale è di competenza del Ministero. In più convegni si è cercato, anche da parte della magistratura e anche da parte di magistratura democratica, di pensare ad efficientare la macchina. Qualcuno ha sollevato un parallelo con l'organizzazione dei modelli ospedalieri. Un tempo i primari organizzavano tutto, poi sono arrivati i manager , dagli anni Ottanta in poi si è avviato il processo di aziendalizzazione del sistema sanitario. È chiaro che non si mette un ingegnere ad operare in sala operatoria. Però non possiamo pensare che in un grande tribunale e in una grande procura i problemi di organizzazione del lavoro siano affrontati con metodi per cui non si sa chi fa che cosa e chi decide che cosa e per cui la funzione del giudicante non può essere in contrasto o in collisione con quella della gestione dell'ufficio del personale e del cancelliere. Sto concludendo, signor Presidente, perché sono anche a corto di argomenti. (Applausi) . Una battuta. C'è una cosa interessante oggi sui giornali. C'è chi dice che bisognerebbe legare le prossime elezioni ad una Costituente. Non è una banalità e a tal proposito cito Costantino Mortati e la forza del potere costituente: non è poca cosa e forse magari avremmo bisogno di una revisione della Costituzione, anche perché, fatta come l'abbiamo pensata e come l'avete voluta, è stata un disastro e sarà un disastro. (Applausi) . Non siete arrivati infatti nemmeno al monocameralismo. Siamo all'interno di un bicameralismo che non riesce a rappresentare i territori e le reali esigenze della gente. Sposo quindi sin d'ora l'idea di una Costituente che affianchi il sistema elettorale. La proposta della Fondazione Einaudi è giusta e ragionevole. Chiudo, infine, su una questione di attualità. Trovo fuori luogo alcune polemiche sul cosiddetto lodo prescrizione e sulla soluzione che è stata individuata dal ministro Cartabia. La vera soluzione alla prescrizione è il ritorno ad una legge che poi, in fin dei conti, non era neanche male, vale a dire la ex Cirielli (Applausi) : solo Cirielli si era accorto di non aver fatto una buona legge. Quella è l'unica soluzione possibile, anche se non è quello che vogliamo, perché parlare di improcedibilità non ha a che fare col diritto sostanziale, è questo il tema (il professor Spangher, che è stato il mio professore, lo ha ricordato in questi giorni). Se però non ci sono altre strade, dobbiamo andare lì; dobbiamo uscire da quel monstrum che avrete creato e riportare nei binari giusti una funzione giurisdizionale e giudiziaria che non può essere eliminata. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, mi concentrerò sulla parte di questo decreto-legge che riguarda il tema della giustizia, perché di competenza della Commissione di cui sono Vice Presidente. Vorrei partire dagli obiettivi che il ministro Cartabia ci ha illustrato, quando è venuto in Commissione giustizia, cioè la riduzione del 25 per cento dei tempi attuali della giustizia penale e del 40 per cento dei tempi attuali della giustizia civile, perché siamo ovviamente purtroppo molto al di là della media europea, oltre che molto al di là della ragionevolezza. Tutti sappiamo quanto costano alla nostra economia questo cronico ritardo e queste cronache inefficienze della giurisprudenza italiana. È un obiettivo che ci ha posto l'Europa e al quale dobbiamo assolutamente tendere, se vogliamo che, dopo i primi 25 miliardi, arrivino anche gli altri fondi del PNRR. Ebbene, qual è la risposta, qual è il programma del Governo per ottenere questo risultato? Una riforma del processo penale che, come sappiamo, è già impantanata nelle liti interne della maggioranza e una riforma del processo civile che, chi ha letto, si rende conto che è stata costruita probabilmente da teorici che vivono all'interno dei Ministeri, ma che non hanno mai messo piede in un'aula di giustizia. Insieme a queste due riforme, che purtroppo sono due riforme sprecate, per come si preannunciano, il Governo ci propone un enorme potenziamento dell'ufficio del processo, con 16.500 nuovi assunti da inserire in questo ufficio, in due scaglioni, assunti a tempo determinato: il primo scaglione per due anni e sette mesi e il secondo scaglione per due anni. E voi pensate davvero che in questo modo riusciremo a ridurre del 40 per cento i tempi della giustizia? Me lo auguro, ma temo purtroppo che non sarà così. In due anni e sette mesi, o peggio ancora in due anni, ci sarà appena il tempo di formare questi giovani, che entreranno da precari nel mondo della giustizia e che fra due anni o tra due anni e sette mesi ci dovremmo poi porre il problema di come stabilizzare. Per queste persone in molti tribunali non c'è nemmeno il posto fisico.