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Mai come in momenti di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, occorre ribadire la necessità della coesione e della condivisione delle scelte tra i vari Paesi dell'Unione europea. Se non si lavora insieme e non si va tutti nella stessa direzione, sarà molto difficile contrastare efficacemente la crisi globale che si è abbattuta come una bufera su tutti noi. Credo che la nostra Italia, pur tra le tante difficoltà e tra le innumerevoli problematiche, abbia fatto delle scelte in gran parte condivisibili fronteggiando l'epidemia con misure e provvedimenti che spesso sono stati riferimento per gli altri Paesi europei. Si tratta di scelte non facili, fatte già dal Governo Conte, dettate dall'emergenza del momento e sempre nell'ottica che la tutela del bene salute è e deve essere prioritaria rispetto alle tante giuste esigenze e alle motivate richieste che provengono dalle diverse realtà sociali. La difficoltà maggiore era ed è, in attesa che la campagna vaccinale decolli, trovare questo difficile equilibrio. Come detto, l'elemento nuovo è rappresentato dalla possibilità di poter utilizzare i vaccini anti Covid-19. In attesa di una copertura vaccinale della popolazione con percentuali sufficienti a raggiungere l'immunità di gregge, non possiamo non richiamare la necessità di continuare ad adottare le misure di prevenzione, individuali e collettive, da parte di tutti noi cittadini, indispensabili per poter vincere questa battaglia. Mi corre l'obbligo, ancora una volta, di dover ringraziare tutti gli operatori sanitari per il loro impegno e la loro dedizione, ma anche tutti i cittadini che con spirito di sacrificio e di solidarietà, con rinunce affettive ed economiche hanno aderito con convinzione ai programmi di prevenzione adottati. Fondamentale è l'accelerazione della campagna vaccinale, richiesta unanime da parte dei territori e che deve trovare la sua corretta applicazione nel rispetto del piano vaccinale elaborato. È indispensabile che essa riparta senza più ostacoli in maniera sempre più omogenea su tutto il territorio nazionale. In quest'ottica è fondamentale, da un lato, il corretto funzionamento della macchina organizzativa a tutti i livelli, centrali e regionali e, dall'altro, un'adeguata disponibilità delle dosi vaccinali da somministrare. A tal proposito, sarà compito del Governo - e, in particolare, suo, signor Presidente del Consiglio - ribadire in Europa il rispetto degli accordi sulla fornitura del numero di dosi di vaccini e dei contratti stipulati con le compagnie farmaceutiche in maniera trasparente e in ossequio agli impegni presi, sia dal punto di vista della tempistica delle consegne che della quantità di dosi di vaccino promesse ed effettivamente fornite. Occorre rimboccarsi le maniche. Tutto ciò lo si fa non solo facendo rispettare i contratti e le forniture delle dosi di vaccino, ma anche aumentando, ove possibile, le capacità produttive e migliorando i processi di utilizzazione degli stessi, sempre nel rispetto della loro sicurezza e della loro efficacia. Ben venga, pertanto, la possibilità di annoverare nuovi marchi vaccinali anti Covid-19, che vanno a implementare la disponibilità di dosi necessarie a raggiungere nel più breve tempo una sempre più ampia fascia della popolazione, condizione questa - come sappiamo - indispensabile per fermare le mutazioni del virus e il riprodursi delle sue varianti. Occorre mettere un punto fermo e lavorare insieme agli altri partner europei. Voglio concludere con un invito che riguarda il nostro Paese: sarebbe auspicabile una cabina di regia centrale che coordini meglio gli interventi regionali ed eviti le inefficienze che diverse Regioni hanno evidenziato nella programmazione della somministrazione delle dosi, come accaduto negli ultimi episodi registrati in Lombardia e in Calabria. Ribadisco l'importante... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PRESIDENTE. Senatore, la Presidenza la autorizza a consegnare la restante parte del suo intervento scritto. È iscritta a parlare la senatrice Fattori. Ne ha facoltà. FATTORI (Misto-LeU) . Signor Presidente, il Presidente del Consiglio nel suo intervento ha menzionato le parole «fiducia» e «speranza». Tutti speriamo che alla fine andrà tutto bene, ma ciò avverrà solo se ci impegniamo a uscirne tutti insieme. Presidente, il virus infatti non fa distinzione di razza, religione, reddito o convinzioni politiche; infetta gli umani in ogni luogo e a ogni latitudine e, se non troviamo gli strumenti per vaccinare tutta la popolazione mondiale in tempi brevi, non andrà tutto bene perché il virus avrà tempo per mutare e sfuggire con le sue varianti ai vaccini attualmente in uso e ritornerà da noi come un boomerang . Per questo, nel primo punto della proposta di risoluzione presentata a nome di Sinistra Italiana insieme alle colleghe Nugnes e La Mura, chiediamo al Governo di farsi promotore efficace nelle sedi opportune per la deroga temporanea ai brevetti prevista dagli accordi TRIPs (Trade related aspects of intellectual property rights), così come proposto dai Governi di India e Sudafrica, e consentire in questo modo non solo una più efficiente pluralizzazione della produzione e distribuzione vaccinale, ma anche un'accelerazione della ricerca. La ricerca, infatti, ha bisogno dei dati che in questo momento sono coperti dal brevetto, quindi è fondamentale sospendere i brevetti. Non andrà tutto bene in Europa, caro Presidente, se l'Unione europea non riuscirà a redimersi dal peccato originale di essere nata come un patto economico, quello per il carbone e l'acciaio, e non come una comunità di cittadini uguali, con diritti inalienabili e doveri inderogabili. L'Unione europea è il fanalino di coda nella percentuale di popolazione vaccinale, preda di vincoli e accordi capestro con le lobby farmaceutiche, che dettano l'agenda della salute europea. Affinché il popolo europeo sia sovrano e scevro dai condizionamenti lobbistici, le chiediamo, nel secondo punto della proposta di risoluzione, di richiedere e pubblicare i contratti con le case farmaceutiche in tutti i loro elementi e farsi promotore presso le sedi dell'Unione europea affinché tali contratti vengano rivisti nella parte delle sanzioni in caso di inadempienza (così saranno adempienti), nonché nella distribuzione dei rischi da eventi avversi, che oggi ricadono in capo agli Stati membri. Lei ha anche menzionato la parola "fiducia"; infatti andrà tutto bene se i cittadini conserveranno la fiducia nelle istituzioni e nella medicina. Non ci nascondiamo che la vicenda dello " stop&go " del vaccino AstraZeneca non ha aiutato in questa direzione. Non possiamo permetterci di perdere la fiducia dei cittadini prendendo decisioni politiche su questioni come la sicurezza dei vaccini e la valutazione degli effetti avversi, che dovrebbero essere esclusivamente pertinenti alla medicina. Lei ha parlato anche di innovazione digitale e, per questo motivo, le chiediamo di farsi promotore in sede europea affinché venga adottato uno strumento evoluto e globale, in addizione alla normale farmacovigilanza, ossia il cosiddetto revised cap sviluppato dal Global advisory Committee on vaccine safety (GACUS) proposto dall'OMS, un algoritmo che consentirebbe di avere pubblicati in rete gli effetti avversi, in modo da identificare anche i più rari e consentire interventi rapidi, mirati e scevri da condizionamenti politici ed economici.