[ddlpres]

In particolare, ai sensi dell'articolo 31 del decreto legislativo n. 271 del 1999, le attività di controllo sulle condizioni di vita e di lavoro degli equipaggi di cui agli articoli da 40 a 42 della Convenzione sono effettuate da una Commissione territoriale istituita con decreto del direttore marittimo, della quale fa parte anche personale non appartenente al Corpo delle capitanerie di porto. L'attività di vigilanza di cui all'articolo 28 del decreto legislativo n. 271 del 1999 è di competenza dell'Organo di vigilanza di cui all'articolo 3, comma 1, lettera i) , ovvero l'autorità marittima, le aziende unità sanitarie locali e gli uffici di sanità marittima, anche per quanto concerne la vigilanza a fini penali di cui all'articolo 41. Con specifico riferimento al profilo formativo degli ispettori si sottolinea poi che gli stessi già allo stato ricevono una formazione adeguata e mirata in vista dello svolgimento delle ispezioni in parola e che l'attività di formazione degli ispettori resta assegnata al Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto. L'articolo 43 dispone poi, al paragrafo 1, che qualora uno Stato membro riceva denuncia o abbia prova che una nave battente propria bandiera non sia conforme alla Convenzione adotta le disposizioni necessarie affinché venga condotta un'indagine e siano assunte le misure per rimediare alle mancanze contestate. Il medesimo articolo in riferimento al paragrafo 2 stabilisce poi che ove uno Stato membro, nel cui porto faccia scalo un peschereccio, riceva denuncia o abbia prova che questo non sia conforme a quanto stabilisce la Convenzione, può indirizzare un rapporto al governo dello Stato di bandiera, con copia al Direttore generale dell'ufficio internazionale del lavoro, ed adottare le misure necessarie per rettificare ogni situazione a bordo che presenti chiaramente un rischio per la salute o la sicurezza. I successivi paragrafi stabiliscono che ove uno Stato adotti le predette misure deve informare immediatamente il più vicino rappresentante dello Stato di bandiera e non deve trattenere indebitamente la nave. Stabiliscono poi i soggetti che possono sporgere denuncia e l'inapplicabilità dell'intera norma alle denunce che lo Stato membro considera manifestamente infondate. L'articolo 44 stabilisce che ogni Stato membro applicherà la Convenzione in modo da assicurare che i pescherecci battenti bandiera di ogni Stato che non abbia ratificato la Convenzione non beneficino di trattamento più favorevole di quello accordato alle navi battenti la bandiera di ogni membro che abbia ratificato la Convenzione. La parte VIII contiene il solo articolo 45, riguardante emendamenti degli allegati I, II e III, che stabilisce le modalità secondo cui la Conferenza internazionale del lavoro può emendare i menzionati allegati specificando quando entrano in vigore gli emendamenti per gli Stati che hanno ratificato la Convenzione. La parte IX contiene infine gli articoli da 46 a 54 recanti le disposizioni finali riferite alle ratifiche e ad altri profili concernenti vincolatività e testo della Convenzione nonché rapporto di applicazione ed eventuale revisione della stessa. Si evidenzia infine che l'allegato I, non richiamato nel corpo della presente relazione, reca brevi disposizioni, concernenti le equivalenze per la misurazione, a carattere meramente tecnico.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro n. 188 sul lavoro nel settore della pesca, fatta a Ginevra il 14 giugno 2007. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 48 della Convenzione stessa. 3 (Autorità competenti) 1 Ai fini della presente legge, si intendono per « autorità competenti » di cui all'articolo 7, lettera a) , della Convenzione di cui all'articolo 1 della presente legge il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero della salute e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. 4 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 Le amministrazioni interessate svolgono le attività previste dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .