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RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Lega vota a favore del disegno di legge di delega al Governo sul codice dei contratti pubblici ed è anche il caso di non tergiversare, per evitare eventuali procedure di infrazione europee. Sono comunque le finalità che ci devono far affrettare verso il voto favorevole, considerando che si sburocratizza, si semplifica, si razionalizza, si ottimizza e si procede poi a chiudere un percorso di completamento di progettualità e risoluzione da tempo avviato. Noi della Lega abbiamo strutturato principi e criteri quali, come già detto dal collega Corti, quello di evitare il gold plating; una qualificazione delle stazioni appaltanti e del personale operante; la partecipazione di piccole e medie imprese, soprattutto locali, ad appalti spacchettati e a forme anche di partenariato pubblico-privato; si dà priorità a materiali italiani e a investimenti in tecnologia verde e digitale. Si prevede poi la possibilità di rivedere i prezzi, soprattutto ora che i costi dell'energia e dei carburanti sono condizionanti rispetto al valore del ricavo. Si prevede altresì l'inserimento di specifiche clausole sociali, così come di polizze assicurative per il personale interno alla progettazione a carico dell'amministrazione; si dispone la razionalizzazione dei meccanismi sanzionatori e premiali, nonché la riduzione dei tempi di gara e della stipula del contratto; sono poi previste tempistiche congrue anche per l'applicazione dei criteri ambientali minimi. Sulla ristorazione si prevedono in maniera specifica criteri qualitativi e di valore sociale. Un bando di gara con aggiudicazione all'offerta più costosa a volte significa anche miglior prodotto e risparmio nel tempo, come abbiamo considerato proprio nelle mense scolastiche, dove anche l'insegnamento alimentare (quindi un maggior costo) è diventato necessità, come dimostra il crescente problema dell'obesità infantile proprio nelle scuole. La Lega con una serie di ordini del giorno ha voluto anche valorizzare l'esperienza dei direttori tecnici e ha richiesto anche una piattaforma digitale italiana delle costruzioni. L'intento quindi è accelerare, incentivare, semplificare e ottimizzare tutta la filiera del contratto pubblico, riducendo norme, problematiche e tempo per affrontare non solo il PNRR, ma anche il più piccolo bando comunale. Con norme chiare si avranno meno contenziosi, meno ricorsi, più fiducia e risparmio per lo Stato e così si otterrà anche una maggiore attrattività per l'estero; infatti, i vantaggi strutturali e gestionali degli investimenti passano per contratti pubblici ineccepibili chiari e perciò veloci. Oggi la Lega è al Governo per le imprese, per gli imprenditori, per i professionisti, per i lavoratori e per chi ha già lavorato. Il nostro compito è semplificare e permettere a tutti di partecipare, ma è la meritocrazia che è alla base di questi intenti. Oltre a regole certe, credo che però occorra avere il concetto del rispetto del fare e della fame in senso lato, ovvero della fame di crescere, della fame di lavoro e della fame di diventare protagonisti in Italia. Con regole certe potremo stimolare le imprese, gli imprenditori e, soprattutto, i lavoratori. C'è poi il senso del dovere. A volte, le grandi conquiste portano a conseguenze inaspettate o non volute e alcune conquiste nei diritti sociali e civili hanno avuto un effetto devastante nei confronti del dovere. Oggi viviamo nell'epoca dei diritti, del posto fisso, del salario garantito, dell'urlare e del pretendere. Lo diceva Marchionne, che non conosceva nemmeno a quei tempi il reddito di cittadinanza, il quale concludeva dicendo che i diritti sono sacrosanti e vanno tutelati, ma, se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Questo è il nostro compito, quindi: svegliare da questo momento di anestesia soprattutto quei giovani che si aspettano solo il reddito di cittadinanza (Applausi) e che vivono ancora volontariamente sulle spalle dei genitori. La volontà della Lega è anche alleggerire le imprese da cartelle esattoriali che per lo Stato sono spesa e per le imprese solo impedimento, impedimento ad aprire un conto corrente, a lavorare e a sognare di poter realizzare impresa. Per facilitare questa libertà occorrono una pace fiscale e una nuova rottamazione delle cartelle. (Applausi) . La Lega più volte ha ricordato che nel 2020 e nel 2022 almeno 530.000 contribuenti non sono riusciti a pagare, rispettando il piano rateale accordato dal fisco, mentre sono 15 milioni gli italiani con almeno una cartella esattoriale pendente, anche se l'80 per cento di queste è sotto i 1.000 euro. Perché dunque accanirsi? Si controllasse invece quello 0,2 per cento che supera i 100.000 euro. Lo Stato, noi, deve dare tranquillità ed essere complice di chi investe in impresa e non tartassare e cercare a tutti i costi cavilli per multare. Sono le imprese che danno futuro alle famiglie e, pur tra difficoltà, non si tirano mai indietro. È notizia di ieri che Diego e Matteo, di Guidizzolo, titolari di un'azienda metalmeccanica, consci del caro bollette, carburante e delle spese alimentari, hanno donato un bonus spesa ai propri 17 dipendenti, accompagnati dalla frase «Vogliamo ringraziarvi». Questa è l'impresa italiana. (Applausi) . Se la Lega lasciasse il Governo, qualche partito porterebbe a termine ciò che oggi con noi può solo sognare, ovvero la tassazione di quei beni che col proprio sacrificio ogni uomo costruisce per la propria famiglia, vale a dire la casa e i risparmi. In riferimento al provvedimento la Lega vuole stipendi adeguati al costo della vita e attenzione a modificare contratti oggi più alti del salario minimo ipotizzato. Vogliamo sostenere le imprese e giudichiamo mortificante nei confronti di chi lavora un reddito di cittadinanza che oggi per la maggior parte delle persone è inopportuno. È da rivedere e occorrono invece voucher o comunque strumenti di ingresso al lavoro sicuro, garantito e veloce, come nel mondo dell'agricoltura e del turismo, soprattutto in questo momento. La Lega c'è sempre, quando occorre scuotere le coscienze di chi aspetta passivamente il lavoro e quando occorre garantire certezze a chi vuole lavorare. Ecco perché anche oggi siamo favorevoli a questo provvedimento. (Applausi) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, cari colleghi, ringrazio anch'io i relatori, per aver assunto questo impegno, ovviamente la Commissione e la vice ministra Bellanova per aver partecipato a tutti i lavori. Siamo chiamati oggi ad esaminare il disegno di legge, modificato dalla Camera dei deputati, di delega al Governo in materia di contratti pubblici. Sapete tutti che si tratta di un tema importantissimo, sul quale il MoVimento 5 Stelle aveva già messo mano con il decreto-legge semplificazioni.