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E oggi, invece, ci affanniamo a realizzare ospedali con grande urgenza. Nel 2010 i posti letto per degenza ordinaria erano 245.000, nel 2017 191.000. Nel 1997 ogni 100.000 abitanti avevamo 575 posti letto di terapia intensiva; nel 2015 il 51 per cento in meno (275). Nessuno sta messo peggio di noi in Europa, ed era il fiore all'occhiello. I reparti di terapia intensiva, si sa, sono quelli che sono stati travolti dall'ondata di ricoveri che ha portato l'emergenza da coronavirus. Quando è scoppiata l'epidemia avevamo solamente 5.000 posti letto di terapia intensiva. Dal 2009 al 2017 il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale è stato privato di 46.000 unità, oltre 8.000 medici e 13.000 infermieri in meno. (Applausi dal Gruppo M5S) . I nostri medici, infermieri ed operatori sono quelli che stanno dimostrando di essere la vera colonna portante del nostro sistema. Senza di loro, senza il loro incommensurabile sacrificio che per molti, troppi, è costato anche la vita, tutto questo non avrebbe retto. Perciò a nome mio, del mio Gruppo, e credo di poter dire di tutto il Senato e del Paese intero, a loro va un grazie immenso. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, IV-PSI e Misto-LeU). Possiamo dire che negli ultimi anni siano stati tutelati, valorizzati, dotati delle necessarie strumentazioni tecniche, messi nelle condizioni di lavorare serenamente? Possiamo dire che vi sia stata una programmazione sana e lungimirante del turnover o del passaggio dal mondo della formazione a quello professionale? In questo provvedimento abbiamo previsto un massiccio potenziamento del personale medico ed infermieristico, un vero e proprio piano straordinario di assunzioni per più di 20.000 unità complessive. Abbiamo attinto anche alle nostre giovani e brillanti menti, ai nostri sapienti professionisti già in pensione e se c'è un atto che abbiamo ritenuto doveroso prima d'ogni altro, è stato quello di riconoscere l'incremento degli straordinari cui queste donne e uomini stanno facendo fronte per combattere senza sosta la battaglia contro il coronavirus. Partendo da quelle macerie, abbiamo più che raddoppiato i posti letto nei reparti di rianimazione e malattie infettive. (Proteste dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . Quelli di terapia intensiva oggi hanno superato in poche settimane le 8.000 unità, ma un'epidemia di tale portata non poteva arrestarsi ad una dimensione meramente sanitaria. Trascina con sé pesanti drammi, anche da un punto di vista sociale ed economico. È una crisi che tocca ogni nervo scoperto della nostra società. Siamo fermi da circa un mese, ci siamo dovuti fermare, era ed è necessario. Solo così abbiamo salvato milioni di vite che contano più di ogni altra cosa. Ci siamo fermati, abbiamo dovuto spegnere i nostri macchinari, le luci dei negozi ed i nostri luoghi di ritrovo e di svago, ma fin da subito abbiamo avuto la percezione che lo Stato c'era ed era al fianco di ciascuno di noi, di ogni famiglia, di ciascun lavoratore e di ciascuna impresa. Se c'è una cosa che questa drammatica emergenza sta insegnando a tutti noi (forse a tutti noi) è che in momenti come quello che stiamo vivendo alla smisurata complessità delle scelte da assumere fa da contraltare un'inedita e straordinaria prospettiva da cui osservare ogni cosa. Una prospettiva che solo apparentemente è offuscata dalla premura, ma che mostra al mondo intero le reali priorità a cui chi governa deve dare forma e lo fa con una limpidezza che non dà più alibi. Nessuna gabbia, schema o vincolo precostituito. Ricominciamo. C'è un futuro che preme di essere accompagnato e chi ci dice già che certe strade rovinose non vanno più battute? C'è bisogno che ognuno di noi faccia la sua parte. La grandezza della sfida che ci attende non lascia tempo per aride polemiche. Non c'è più tempo per concentrarsi sulla fortuna di pochi, ma l'unica cosa che è davvero importante è il benessere di tutti. Questa emergenza non lascia più nessun dubbio; non conta essere del sud o del nord del mondo; non fa differenza essere ricchi o poveri. Di fronte alla morte siamo tutti uguali. E allora non cadiamo negli errori del passato, non consentiamo che questa pandemia sia occasione di rivalità, lotte di potere o di profitti perseguiti a danno dell'umanità, altrimenti tutto ciò che l'uomo ha imparato dalla storia è che dalla storia l'uomo non ha imparato niente. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dai Gruppi FI-BP, FdI e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE.Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, chiedo ancora quindici minuti di sospensione. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ma a questo punto qui c'è qualcosa che non va. Il ministro D'Incà, alle ore 12,31, ha detto che era pervenuto il testo bollinato dalla Ragioneria. Gliel'ha consegnato e lei lo ha giudicato rispetto all'ammissibilità. A questo punto non c'è possibilità di modifica del testo se non per eventuali rilievi che sarebbero potuti nascere in Commissione bilancio. Allora, il testo c'è, sì o no? È lo stesso che le è stato consegnato per la valutazione di ammissibilità, sì o no? Se c'è bisogno ancora di un quarto d'ora, mi spiace, ma nel momento in cui è stata chiesta la fiducia, dopo le dichiarazioni di voto, si vota sul testo che è stato depositato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Punto. È la procedura, Presidente. Ricordo che a livello regolamentare... Vorrei che anche il ministro D'Incà mi ascoltasse, perché il nostro Regolamento è diverso rispetto a quello della Camera. PRESIDENTE.Stava parlando con me per spiegarmi che cosa era successo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . No, lo spiega al Parlamento se vuole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Certamente lo farà. Lo dicevo perché prima lo ha richiamato mentre stava parlando con me. Lo farà sicuramente adesso. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Visto che il nostro Regolamento prevede che il deposito dell'emendamento governativo su cui si chiede la fiducia travolge tutto il resto, cosa che è stata fatta, adesso il Parlamento chiede di votare, perché ne ha le balle piene. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Senatore Calderoli, lei è un Vice Presidente. Quindi la inviterei a usare una terminologia corretta per quest'Aula. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) .