[pronunce]

c) la domanda di trattenimento in servizio presentata dalla dirigente scolastica con lettera del 25 maggio 2007 era stata rigettata dalla Giunta provinciale con la deliberazione n. 1461 del 6 luglio 2007, adottata in forza dell’art. 102, comma 2, della legge provinciale n. 5 del 2006 e della deliberazione della Giunta provinciale n. 53 del 19 gennaio 2007, disciplinanti i casi e le condizioni che consentono la prosecuzione del rapporto di lavoro nell’ipotesi di trattenimento in servizio dopo il sessantacinquesimo anno di età o dopo quarant’anni di servizio; d) la dirigente aveva proposto ricorso al Tribunale e la Provincia autonoma di Trento si era costituita in giudizio, chiedendo il rigetto del ricorso; che, quanto al terzo dei giudizi a quibus (r.o. n. 419 del 2008), il rimettente premette, in punto di fatto, che: a) con deliberazione adottata dalla Giunta provinciale in data 12 novembre 2004, sub n. 2617, un dirigente scolastico era stato collocato fuori ruolo, in quanto inviato a svolgere le funzioni presso l’Ufficio Scuole funzionante nella Circoscrizione consolare di San Paolo (Brasile); b) con domanda del 28 agosto 2007 il ricorrente, essendo nato il 19 agosto 1943, aveva chiesto il mantenimento in servizio fuori ruolo fino al compimento del sessantasettesimo anno, ai sensi dell’art. 509, comma 5, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; c) con deliberazione n. 2466 del 16 novembre 2007 la Giunta provinciale aveva accolto la richiesta di trattenimento in servizio presentata dal ricorrente «limitatamente al 28 febbraio 2009, termine dell’anno scolastico australe 2008/2009 e fine del periodo di messa a disposizione del Ministero degli affari esteri avente la durata di quattro anni dal 1° marzo 2005 e fino al 28 febbraio 2009», disponendo il collocamento a riposo del dirigente con decorrenza dal 1° marzo 2009; d) il dirigente aveva proposto ricorso, chiedendo che il Tribunale accertasse il suo diritto a «permanere in servizio fuori ruolo per un periodo di un biennio oltre il limite di età (65 anni) previsto per il suo collocamento a riposo», con conseguente condanna della Provincia autonoma di Trento a trattenerlo in servizio fuori ruolo; e) per il ricorrente, era da ritenere illegittima la deliberazione della Giunta provinciale n. 53 del 19 gennaio 2007 – in base alla quale la Giunta provinciale aveva emanato la deliberazione n. 2466 del 16 novembre 2007 – per contrasto con l’art. 2, comma 3, del d.P.R. n. 405 del 1988, con l’art. 509, comma 5, del d.lgs. n. 297 del 1994, con l’art. 28, comma 1, del contratto collettivo nazionale 11 aprile 2006 e con l’art. 73 del contratto collettivo provinciale; f) si era costituita in giudizio la Provincia autonoma di Trento, chiedendo il rigetto del ricorso; che il rimettente svolge nei tre giudizi a quibus considerazioni identiche quanto alla non manifesta infondatezza ed alla rilevanza delle sollevate questioni di legittimità costituzionale; che, quanto alla non manifesta infondatezza, il rimettente rammenta, innanzitutto, che l’art. 9, primo comma, numero 2), dello statuto speciale attribuisce alle Province autonome di Trento e di Bolzano la potestà legislativa concorrente in materia di «istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica professionale e artistica)», da esercitarsi «nei limiti indicati dall’art. 5», ossia «nei limiti dei principi stabiliti dalle leggi dello Stato» e che l’art. 2, comma 4, del d.P.R. di attuazione statutaria n. 405 del 1988 prescrive che «gli istituti e le materie del rapporto di lavoro non riservati alla legge secondo i principi recati dall’art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, sono disciplinati nei limiti di cui all’art. 4 dello statuto, sentito il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da contratti collettivi provinciali volti al perseguimento degli obiettivi posti dall’ordinamento scolastico e al perseguimento delle finalità di cui al comma 3, garantendo il rispetto del trattamento economico fondamentale previsto dai rispettivi contratti collettivi nazionali nonché il rispetto delle qualifiche e del trattamento di previdenza previsto dalle vigenti normative»; che il giudice a quo evidenzia, poi, che, in base all’art. 2, comma l, lettera c), della legge n. 421 del 1992, nessuna delle materie elencate in tale norma attiene ai limiti massimi di età pensionabile ai fini del trattenimento in servizio: limiti che, dunque, non avrebbero potuto essere disciplinati con legge provinciale, ma esclusivamente con contratto collettivo provinciale; che, pertanto, la locuzione, contenuta nel comma 4 dell’art. 2 del d.P.R. n. 405 del 1988 di attuazione dello statuto speciale - secondo cui «gli istituti e le materie del rapporto di lavoro non riservati alla legge secondo i principi recati dall’art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, sono disciplinati nei limiti di cui all’art. 4 dello statuto […] da contratti collettivi provinciali» - comporta l’attribuzione di una riserva in favore della contrattazione collettiva provinciale, poiché, se cosí non fosse, la norma avrebbe contenuto principalmente descrittivo, limitandosi a replicare quanto già disposto dall’art. 2, comma l, lettera a), della legge n. 421 del 1992, secondo il quale i rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche sono «regolati mediante contratti individuali e collettivi»; che, poste tali premesse, il giudice a quo ritiene che la denunciata disposizione non sia conforme a Costituzione, in riferimento agli evocati parametri, perché «disciplina un aspetto del rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici, quello dei limiti massimi di età pensionabile ai fini del trattenimento in servizio, che, non afferendo alle materie riservate dall’art. 2, legge n. 421/1992 alla legge, può essere disciplinato, in forza della norma di attuazione dello Statuto di autonomia ex art. 2, comma 4 d.P.R. n. 405/1988, unicamente da un contratto collettivo provinciale nei limiti previsti dall’art. 4, dello Statuto medesimo»; che, in ordine al profilo della rilevanza, lo stesso rimettente afferma che i giudizi stessi non possono essere definiti indipendentemente dalla risoluzione di detta questione, perché, applicando la norma censurata, le domande dei ricorrenti dovrebbero essere rigettate;