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Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo da ripartire per l'introduzione del reddito di cittadinanza, di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. III LAVORO FEMMINILE 6 (Incentivo per l'assunzione di donne) 1 Al fine di incentivare l'occupazione femminile, ai datori di lavoro privati che, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre 2021, assumono, con contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato, con l'esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestici, donne di qualsiasi età, è riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi e ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi assicurativi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua. 2 L'esonero di cui al comma 1 spetta ai datori di lavoro per le nuove assunzioni di cui al medesimo comma, con esclusione di quelle relative ai lavoratori che, nei sei mesi precedenti, siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro, e non spetta con riferimento ai lavoratori per i quali il beneficio di cui al comma 1 sia già stato usufruito in relazione a una precedente assunzione a tempo indeterminato. 3 L'esonero di cui al comma 1 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. 4 L'incentivo di cui al presente articolo è riconosciuto dall'INPS, nel limite di 3 milioni di euro per l'anno 2020 e di 3,5 milioni di euro per l'anno 2021, in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande. Nel caso di insufficienza delle risorse a disposizione, valutata anche su base pluriennale la durata dell'incentivo, l'INPS non prende in considerazione le ulteriori richieste, fornendone immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet istituzionale. L'INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del numero di contratti stipulati ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori entrate contributive valutate con riferimento alla durata dell'incentivo, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. 7 (Conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare) 1 Al fine di valorizzare le forme di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, in via sperimentale, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre 2022, è riconosciuta alla lavoratrice la trasformazione temporanea del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, nei casi di specifiche esigenze familiari della lavoratrice medesima. 2 I datori di lavoro privati che, su richiesta delle lavoratrici, riconoscono la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale di cui al comma 1 sono esonerati dal pagamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e della lavoratrice per le mensilità di lavoro a tempo parziale, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all'INAIL. L'incentivo di cui al presente comma è corrisposto al datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. 3 La domanda per la fruizione dell'incentivo di cui al comma 2 è trasmessa all'INPS attraverso apposita procedura telematica. Entro il termine perentorio di sette giorni lavorativi successivi alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, il datore di lavoro ha l'onere di comunicare all'INPS l'avvenuto riconoscimento del contratto di lavoro a tempo parziale che dà titolo all'incentivo. 4 L'incentivo di cui al presente articolo è riconosciuto dall'INPS in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande e, nel caso di insufficienza delle risorse a disposizione, valutata anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell'incentivo, l'INPS non prende in considerazione le ulteriori richieste, fornendone immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet istituzionale. L'INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio delle minori entrate valutate con riferimento alla durata dell'incentivo, inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. 8 (Asili aziendali) 1 In via sperimentale e per la durata di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle unità produttive in cui è presente un organico non superiore a 250 unità lavorative, i datori di lavori privati che allestiscono spazi dedicati ai figli dei loro dipendenti fino a 6 anni, all'interno dei luoghi di lavoro o in aree convenzionate adiacenti, nel rispetto della legislazione vigente in materia di sicurezza e di tutela della salute, garantendo una assistenza qualificata, hanno diritto alla deducibilità dal reddito di impresa nella misura del 200 per cento degli oneri sostenuti per l'allestimento e l'organizzazione dei suddetti spazi. 9 (Misure previdenziali in favore delle donne) 1 Il diritto al trattamento pensionistico anticipato delle lavoratrici che hanno maturato un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un'età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome, di cui all'articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, è esteso alle lavoratrici che maturano i medesimi requisiti entro il 31 dicembre 2021. 2 A decorrere dal 1° gennaio 2021, per i periodi di astensione dall'attività lavorativa o di riduzione dell'orario di lavoro delle donne, riferibili ai carichi di cura familiare o alla maternità, è riconosciuto il versamento di contributi figurativi compensativi. 3 Al fine di favorire la ricerca attiva di lavoro e di individuare azioni positive volte a evitare la discontinuità lavorativa delle donne con effetto sui trattamenti pensionistici, a decorrere dal 1° gennaio 2021 sono riconosciuti, nel limite di tre mensilità all'anno, contributi figurativi per i periodi di ricerca attiva di lavoro individuati nel patto di servizio personalizzato di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150. La mancata accettazione di un'offerta di lavoro congrua ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 10 aprile 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 14 luglio 2018, comporta la perdita della contribuzione figurativa di cui al presente comma. 4 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito l'INPS, sono definite le modalità attuative e l'ammontare della contribuzione figurativa di cui al presente articolo. IV INCENTIVI ALLA PRODUTTIVITÀ 10 ( Welfare aziendale) 1 Al comma 2 dell'articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni: