[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.10, presentato dal senatore De Falco, identico all'emendamento 25.12, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 25.11 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 25.13, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «disposizioni di legge». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 25.14. L'emendamento 25.15 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.16, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.17, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 25.18 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 25.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CIAMPOLILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, gli emendamenti 25.200, 25.20 e 25.201 nascono dall'esigenza di chiarire che il MoVimento 5 Stelle non ha mai inteso e non intende oggi dare vita a un nuovo condono edilizio, ma a mio parere a tal fine è indispensabile chiarire cosa succede se le procedure di esame delle istanze di condono non si dovessero concludere nei sei mesi previsti. Se non dovesse succedere nulla, non si comprende che senso abbia la normativa; ben più plausibile però è l'ipotesi per cui, quantomeno in sede applicativa, si tenderà ad applicare il principio del silenzio-assenso e in tal caso questo sarebbe un gigantesco condono, visto che si tratta di pratiche giacenti da anni, un condono ad insulam . La soluzione, dunque, è quella di prevedere che, decorsi i sei mesi senza risposta, tutte le istanze si intenderanno respinte. Deve cioè essere precisato chiaramente che vale il silenzio rifiuto. A tal proposito l'ulteriore proposta è quella di estendere questo punto a tutti i Comuni d'Italia. Così facendo tra sei mesi avremo una mappa definitiva degli immobili abusivi in Italia e si potrà concretamente dare corso alla programmazione del piano straordinario di demolizioni di cui ha parlato il ministro Costa. Per queste ragioni chiedo che vengano accolti gli emendamenti a mia firma, così tra sei mesi finalmente potremo liberare l'Italia dall'abusivismo edilizio. (Applausi del senatore Balboni) . CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, per quanto possibile, io cerco sempre di fare un'operazione di chiarimento su alcune questioni. Vorrei pertanto ricordare che l'articolo 32 della legge di riferimento del 1985, come modificato dalla legge n. 326 del 2003, prevede che «il rilascio del titolo abitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo, è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale parere non venga formulato dalle suddette amministrazioni entro centottanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta di parere, il richiedente può impugnare il silenzio-rifiuto». È già così. (Applausi dal Gruppo M5S) . FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, noi siamo imbarazzati di fronte a queste affermazioni e all'emendamento in discussione, perché significa riconoscere che stiamo parlando di condono e che lo si vuole estendere a tutt'Italia. I 5 Stelle passano dal dire che questo non è un condono alla difesa del condono di Ischia, fino addirittura a portare tutto il condono a livello nazionale. Noi siamo esterrefatti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 25.200, presentato dal senatore Ciampolillo, fino alle parole « comuni d'Italia ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 25.20. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.22, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 25.21 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.23, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.24, presentato dalla senatrice Papatheu. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 25.201. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto su questo emendamento per aiutare il Governo a completare la parola «verità», essendosi fermato a «ver» o «veri». Anzitutto, proporrei di usare il termine «pace edilizia», così non utilizziamo più la parola «condono» e siamo tutti soddisfatti. (Applausi dal Gruppo PD) . Detto questo, l'articolo 25 mi ricorda tanto il film «Ritorno al futuro» di Zemeckis: abbiamo creato la macchina del tempo che azzera tutta la legislazione sui condoni e la riporta al 1985. Resta da chiarire chi sia Doc, cioè chi ha partorito quest'idea. Il problema è che si fa un condono, che doveva essere tombale, e successivamente si mettono i vincoli. Si dice: «Ok, vi mettiamo a posto, ma poi la chiudiamo lì». Infatti, solo sei mesi dopo è stata adottata la cosiddetta legge Galasso e - poi - il decreto ministeriale del 9 febbraio 1999 ha introdotto l'assoluto vincolo per tutta l'isola di Ischia (il documento è citato all'interno di una delibera di Ischia del 17 aprile e, quindi, esiste). Che cosa succede? Ti ho fatto fare il condono, chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto. Poi basta, da qui non si fa più assolutamente niente. Lasciando stare per un attimo l'eticità di un condono nei cui confronti vorrei avere un approccio secolare, il concetto è che se un cittadino non ha avuto risposta nei termini del processo amministrativo può procedere all'impugnazione.