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Nell'articolo 6 si dettano norme per la valorizzazione e il sostegno della conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza. Al comma 1 viene garantita in via prioritaria al caregiver familiare che svolge attività lavorativa, la concessione del telelavoro o del lavoro agile, con l'obbligo per il datore di lavoro di consentire il passaggio a mansioni che si prestino a tali modalità. Al comma 2 si prevede che, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, siano definite le modalità di esclusione a domanda dall'obbligo di alternanza scuola-lavoro di cui alla legge 107 del 2015 per gli studenti dell'ultimo triennio che convivono con una persona riconosciuta invalida al 100 per cento e che coadiuvano di fatto nelle attività di cura prestate dal caregiver familiare. Con il comma 3 si dettano norme di modifica dell'articolo 601 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado ed in particolare per quanto riguarda la tutela delle persone con disabilità. L'articolo 7 reca specifiche detrazioni fiscali a favore dei caregiver familiari. L'articolo 8 elenca nel dettaglio i requisiti necessari per accedere ai benefici previsti dalla presente legge. L'articolo 9 reca la copertura finanziaria.. 1 (Finalità) 1 Lo Stato riconosce e tutela la figura del caregiver familiare come definito dall'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e ne riconosce il valore sociale ed economico connesso ai rilevanti vantaggi che dalla sua opera trae l'intera collettività. 2 (Riconoscimento della qualifica di caregiver familiare) 1 La qualifica di caregiver familiare di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, non può essere riconosciuta a più di una persona per lo stesso assistito. 2 Il riconoscimento della qualifica di caregiver familiare preclude a tutti gli altri familiari lavoratori, fatta eccezione per i genitori, la facoltà di godere delle disposizioni di cui all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in relazione allo stesso assistito. 3 (Tutela previdenziale) 1 Al caregiver familiare è riconosciuta la copertura di contributi figurativi, equiparati a quelli da lavoro domestico, a carico dello Stato per il periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto in costanza di convivenza, a decorrere dal momento del riconoscimento di handicap grave dell'assistito. Tali contributi si sommano a quelli eventualmente già versati per attività lavorative, al fine di consentire l'accesso al pensionamento anticipato al maturare dei trenta anni di contributi totali. 4 (Tutele per malattie) 1 Al caregiver familiare sono riconosciute le tutele previste per le malattie professionali ovvero per le tecnopatie riconosciute ai sensi delle tabelle allegate al testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1403. 5 (Sostegno alla conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo la procedura di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e degli obiettivi di servizio di cui all'articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono definiti i LEP nel campo sociale che devono essere garantiti ai caregiver familiari di cui all'articolo 1 su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione. 2 Ai fini dell'attuazione del comma 1, sono comprese nei LEP da garantire al caregiver familiare, secondo le graduatorie predisposte dalle regioni sulla base di princìpi omogenei di equità e ragionevolezza, che tengano conto della situazione generale socio-economica del nucleo familiare dell'assistito, nonché della certificazione di cui all'articolo 8, comma 1, lettera c) , le seguenti misure: a soluzioni di sostegno condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale; b interventi di sollievo, di emergenza o programmati, mediante l'impiego di personale qualificato, operatori socio-sanitari o operatori socio-assistenziali, in possesso della qualifica professionale come referenziata al Quadro nazionale delle qualificazioni, istituito con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 8 gennaio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25 gennaio 2018, anche con sostituzioni temporanee, da svolgere presso il domicilio dell'assistito, anche in caso di malattia grave, ricovero, visite e prestazioni specialistiche o impedimento del caregiver familiare. Gli interventi di cui al precedente periodo sono definiti in accordo con l'assistito o attraverso l'amministratore di sostegno ovvero, nei casi di interdizione o inabilitazione, rispettivamente dal tutore o dal curatore; c supporto e assistenza di base mediante l'impiego di operatori socio-sanitari o operatori socio-assistenziali, in possesso della qualifica professionale come referenziata al Quadro nazionale delle qualificazioni, istituito con il citato decreto ministeriale 8 gennaio 2018; d consulenze per l'adattamento dell'ambiente domestico dell'assistito; e percorsi preferenziali nelle strutture sanitarie al fine di ridurre i tempi di attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie per il caregiver familiare e per l'assistito; f rilascio di apposita tessera di riconoscimento come « caregiver familiare», al fine di consentire forme di priorità nel disbrigo di pratiche amministrative svolte nell'interesse dell'assistito e del caregiver familiare stesso; g informazioni puntuali ed esaurienti sulle problematiche dell'assistito, sui suoi bisogni assistenziali e sulle cure necessarie, sui criteri di accesso alle prestazioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie, nonché sulle diverse opportunità e risorse esistenti a livello nazionale e territoriale che possano essere di sostegno all'assistenza e alla cura; h opportunità di informazione al fine di sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al ruolo svolto dal caregiver familiare, al suo valore sociale e ai rilevanti vantaggi che ne trae la collettività; i supporto psicologico, nella ricerca e nel mantenimento del benessere e dell'equilibrio personale e familiare, per prevenire rischi di malattie da stress fisico-psichico; l supporto di reti solidali a integrazione dei servizi garantiti dalle reti istituzionali, al fine di ridurre il possibile isolamento sociale del caregiver familiare e di assicurare un contesto sociale di supporto nella gestione dell'assistito; m supporto di gruppi di mutuo soccorso al fine di favorire il confronto e lo scambio di esperienze.