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già nell'interrogazione 3-00935 del 25 giugno 2019 era stato chiesto, senza avere risposta, se il Ministro in indirizzo, nei rapporti con la Repubblica Islamica dell'Iran, tenesse conto della sua sistematica violazione dei diritti umani, del sostegno al terrorismo, della promessa di distruggere Israele; nell'interrogazione 3-01237 del 19 novembre 2019 era, altresì, stato chiesto, ugualmente senza avere risposta, quale posizione intendesse assumere il Ministro in indirizzo rispetto alla sanguinosa repressione delle manifestazioni che aveva luogo in quei giorni e se ritenesse opportuno l'incontro, allora in programma, con un altro esponente del regime; in un tweet del 18 febbraio, rilanciato dal sito dell'ambasciata, il nostro ambasciatore a Teheran, Giuseppe Perrone (su "Twitter" "Assafir Perrone" per l'appunto "l'ambasciatore Perrone" in lingua farsi), rende nota la sua visita al quartier generale del ministero dell'informazione, tecnologia e comunicazione "graziosamente accolto" dal ministro Azari Jahromi Mohammad-Javad Azari Jahromi; secondo l'associazione Nessuno Tocchi Caino, e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America, Jahromi ha giocato un ruolo determinante nella campagna di repressione, controllo e censura che il Governo iraniano ha messo in atto contro le manifestazioni dello scorso novembre, durante le quali proprio il suo Ministero ha bloccato l'accesso a internet in Iran per diversi giorni per asseriti problemi di sicurezza nazionale; anche nel 2009 Jahromi fu coinvolto in operazioni di repressione di proteste, aiutando ad identificare, rintracciare, arrestare e imprigionare molti manifestanti, parecchi dei quali torturati, detenuti illegalmente e alcuni uccisi; Mohammad-Javad Azari Jahromi è soggetto alle sanzioni statunitensi per il ruolo che ha avuto nella censura su larga scala che ha messo in atto; nel corso dell'incontro, secondo l'agenzia iraniana "Mehr News", il ministro Jahromi ha lodato la presenza di aziende italiane del settore ITC nonostante le sanzioni, e ha espresso la volontà di incrementare e migliorare la collaborazione tra i due paesi nel settore dell'intelligenza artificiale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno l'incontro dell'ambasciatore d'Italia in Iran con il ministro Jahromi, vista la feroce repressione delle manifestazioni in Iran ancora in corso, nella quale lo stesso Jahromi ha avuto parte rilevante; se l'ambasciatore abbia ricevuto istruzioni di dire qualche cosa a proposito di tale repressione e quale posizione abbia in generale assunto il Ministro in indirizzo in merito; se risulti la presenza in Iran di aziende italiane del settore ITC, se ciò sia compatibile con le sanzioni, se non ritenga che tale presenza, o l'affermazione iraniana che tale presenza sussista, possa danneggiare i nostri rapporti con gli Usa, che già hanno lamentato l'autorizzazione ai voli in Italia di Mahan Air; quale risposta abbia dato l'Italia alla proposta di collaborazione nel settore dell'intelligenza artificiale. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01409 VITALI MALLEGNI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: dall'esame della situazione commerciale della divisione aerostrutture di Leonardo SpA si evince che sul programma 767 la Boeing ha inviato varie contestazioni per cattiva qualità dei prodotti realizzati a Pomigliano d'Arco (Napoli); a seguito di tanto, la Boeing ha stornato già 100 milioni di euro dalla sua commessa e la perdita di Leonardo potrebbe raggiungere i 200 milioni di euro di mancati introiti; a ciò si aggiunge la crisi del cliente Boeing che ha di fatto ridotto i volumi di aeromobili 787 da 14 serie al mese a 10, con necessità di saturare lo stabilimento di Grottaglie (Taranto) con perdite occupazionali interne ed il blocco di forniture da parte delle piccole e medie imprese italiane; a causa di una politica aziendale miope, la Leonardo SpA, dopo l'accordo commerciale franco-tedesco, è di fatto stata messa in un angolo sul mercato europeo, si chiede sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di queste notizie e se siano confermate; come intendano affrontare la conclamata crisi aziendale per salvaguardare i livelli occupazionali e con quali direttive intendano indirizzare il management dell'azienda. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02935 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: la valutazione della compromissione funzionale dei pazienti affetti da linfedema riguarda anche le loro possibilità lavorative in occupazioni confacenti alle attitudini personali ai sensi dell'art. 1 della legge n. 222 del 1984, in base a quanto indicato nelle "indicazioni tecnico-scientifiche per la valutazione del linfedema in ambito previdenziale ed assistenziale" firmate dal professor Massimo Piccioni, direttore generale del servizio medicina legale dell'INPS, ed in essere dal 13 giugno 2018; nelle indicazioni, si sottolinea come anche prolungate attività di scrivania devono di regola considerarsi non confacenti alle caratteristiche dei pazienti con linfedema, ovvero pericolose o potenzialmente usuranti, soprattutto se e quando il paziente, per varie ragioni, non ha grandi capacità o possibilità di adattamento; nelle indicazioni siglate dall'INPS, i pazienti riconosciuti portatori di handicap con un linfedema grave cronico necessitano di particolari attenzioni anche nella vita lavorativa, oltre a cicli frequenti di terapia fisica multimodale, ritenuti fondamentali per arrestare la progressione della malattia; è negativo per loro restare per lungo tempo fermi a tavolino, come accade nel lavoro di segreteria o in un qualunque lavoro di tipo impiegatizio, ma anche per chi svolge attività di tipo informatico o attività di studio e di ricerca, a casa o in biblioteca, eccetera; nel caso della paziente S.P., pur essendo stata riconosciuta come portatrice di handicap con gravità ( ex legge n. 104 del 1992, art. 3, comma 3) senza obbligo di revisione, non ha ottenuto l'assegno ordinario di invalidità al quale riteneva di avere diritto; la sede INPS di Mantova, in data 11 novembre 2019, ha stabilito che la sua menomazione fisica con grave compromissione funzionale (come accertato nel verbale di invalidità civile del 20 settembre 2019) non comportava una permanente riduzione, a meno di un terzo, della capacità lavorativa, in occupazioni adeguate alle sue attitudini personali, negandole l'assegno ordinario di invalidità (gestione lavoratori dipendenti e nel fondo FPDL); su consiglio di medici e giuristi, la paziente si è rivolta a due patronati per un chiarimento medico-legale: il medico legale del patronato ACLI di Mantova ha fatto intendere che per la malattia di cui è affetta è improbabile che le venga erogato l'assegno ordinario di invalidità, se svolge attività di tipo impiegatizio o di scrivania. Il medico legale del patronato CISL di Mantova ha affermato con certezza che a Mantova lo stesso assegno non viene mai erogato qualora si tratti di una attività impiegatizia in quanto il paziente, lavorando in posizione semi-ortopnoica, non svolge attività usuranti o pericolose e, pertanto, il rischio di un possibile aggravamento è nullo;