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Con la sentenza di condanna il giudice dispone la trasmissione degli atti al competente ordine professionale per le determinazioni relative alle sanzioni disciplinari. 7 . Si applicano le disposizioni degli articoli 596 e 597 del codice penale ». 6 All'articolo 21 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Per il delitto di diffamazione commesso mediante comunicazione telematica è competente il giudice del luogo di residenza della persona offesa ». 2 (Modifica dell'articolo 57 del codice penale) 1 L'articolo 57 del codice penale è sostituito dal seguente: « Art. 57. – (Reati commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione ) – Salva la responsabilità dell'autore della pubblicazione e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vicedirettore responsabile del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica, radiofonica o televisiva o della testata giornalistica telematica registrata ai sensi dell'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, risponde a titolo di colpa dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. La pena è in ogni caso ridotta di un terzo. Non si applica la pena accessoria dell'interdizione dalla professione di giornalista. Il direttore o il vicedirettore responsabile di cui al primo comma, in relazione alle dimensioni organizzative e alla diffusione del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica, radiofonica o televisiva o della testata giornalistica telematica registrata ai sensi dell'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalle stesse redazioni, può delegare, con atto scritto avente data certa e accettato dal delegato, le funzioni di controllo a uno o più giornalisti professionisti idonei a svolgere le funzioni di vigilanza di cui al primo comma. Il direttore o il vicedirettore responsabile del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica radiofonica o televisiva risponde dei delitti commessi con il mezzo della stampa nei casi di scritti o diffusioni non firmati ». 3 (Misure a tutela del soggetto diffamato o del soggetto leso nell'onore o nella reputazione) 1 Fermo restando il diritto di ottenere la rettifica o l'aggiornamento delle informazioni contenute nell'articolo ritenuto lesivo dei propri diritti, l'interessato può chiedere che siano rimossi dai siti internet e dai motori di ricerca i contenuti diffamatori, i dati personali e le immagini trattati in violazione di disposizioni di legge. 2 L'interessato, in caso di rifiuto o di omessa cancellazione dei contenuti, dati o immagini di cui al comma 1, può chiedere al giudice, ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, di ordinarne la rimozione dai siti internet e dai motori di ricerca ovvero di inibirne l'ulteriore diffusione. 3 In caso di morte dell'interessato, le facoltà e i diritti di cui al comma 2 possono essere esercitati dagli eredi o dal convivente. 4 (Modifica all'articolo 427 del codice di procedura penale) 1 Dopo il comma 3 dell'articolo 427 del codice di procedura penale è inserito il seguente: « 3-bis . Il giudice può altresì condannare il querelante al pagamento di una somma da 1.000 euro a 10.000 euro in favore della cassa delle ammende ». 5 (Modifica all'articolo 200 del codice di procedura penale) 1 Il comma 3 dell'articolo 200 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: « 3. Le disposizioni previste dai commi 1 e 2 si applicano ai giornalisti professionisti e pubblicisti, iscritti nei rispettivi elenchi dell'albo professionale, relativamente ai nomi delle persone dalle quali i medesimi hanno avuto notizie di carattere fiduciario nell'esercizio della loro professione. Tuttavia, se le notizie sono indispensabili ai fini della prova del reato per cui si procede e la loro veridicità può essere accertata solo attraverso l'identificazione della fonte della notizia, il giudice ordina al giornalista professionista o pubblicista di indicare la fonte delle sue informazioni ». 6 (Modifica all'articolo 2751- bis del codice civile) 1 All'articolo 2751- bis del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a è aggiunto, in fine, il seguente numero: « 5- quater ) il credito vantato nei confronti del proprietario o dell'editore dal direttore responsabile della pubblicazione o dall'autore dello scritto che, in adempimento di una sentenza di condanna al risarcimento del danno derivante da offesa all'altrui reputazione, abbiano provveduto al pagamento in favore del danneggiato, salvo che nei casi in cui sia stata accertata la natura dolosa della condotta »; b alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e crediti derivanti dal risarcimento per offese recate col mezzo della stampa ». 7 (Disposizioni per il contrasto delle liti temerarie) 1 Nei giudizi promossi per il risarcimento del danno alla persona, anche mediante costituzione di parte civile nel processo penale, il giudice, con il provvedimento che rigetta la domanda, condanna la parte che risulta avere agito con dolo o colpa grave al pagamento, in favore della Cassa delle ammende, di una somma di importo non inferiore al 5 per cento e non superiore al 10 per cento del valore della domanda; in ogni caso, tale somma non può essere superiore a euro 50.000. 8 (Introduzione dell'articolo 65- bis della legge 3 febbraio 1963, n. 69, concernente l'istituzione del Giurì per la correttezza dell'informazione) 1 1. Nel titolo IV della legge 3 febbraio 1963, n. 69, è aggiunto, in fine, il seguente articolo: « Art. 65- bis . – (Giurì per la correttezza dell'informazione) – 1 . È istituito presso ogni distretto di corte di appello il Giurì per la correttezza dell'informazione, di seguito denominato “Giurì”, composto da cinque membri, dei quali due nominati dal consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, due nominati dal consiglio competente dell'Ordine dei giornalisti e uno, con funzioni di presidente, nominato tra i magistrati di corte di appello. 2 . I membri del Giurì durano in carica cinque anni e non possono essere confermati o nominati nuovamente all'ufficio. Si applicano le cause di incompatibilità previste per i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 3 . L'organizzazione e il funzionamento del Giurì nonché le procedure e i termini per lo svolgimento dei tentativi di conciliazione sono disciplinati con regolamento adottato con decreto del Ministro della giustizia, d'intesa con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e sentito il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti ».