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A profondità maggiori si rinviene un complesso argilloso, nell'insieme impermeabile pur presentando fratture superficiali che localmente possono limitare tale caratteristica. La vicinanza del fiume Basento e il pericolo connesso alla possibile presenza di contaminazione nelle aree industriali attive e/o dimesse, portano a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica A favore della regione Basilicata sono stati trasferiti fin dal giugno 2003 risorse pari a Euro 166.011,60, a valere dello stanziamento recato dalla legge 23 marzo 2001, n. 93, art. 20 per la realizzazione di una mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale e degli interventi di bonifica urgente. Inoltre limitatamente al territorio del comune di Ferrandina è stata assentita l'assegnazione di risorse finanziarie pari a Euro 500.000,00 a valere della citata legge 23 marzo 2001, n. 93, per il finanziamento degli interventi di bonifica di particolare urgenza dell'area dello stabilimento ex Materit, che produce manufatti contenenti amianto. Il 70% di dette risorse finanziarie, pari a Euro 350.000,00 è già stato trasferito al comune di Ferrandina. Piano di caratterizzazione È stata eseguita la caratterizzazione dei suoli delle aree agricole a basso rischio di inquinamento incluse nel sito di interesse nazionale della Val Basento, dalla quale si è evidenziato che tutti i parametri analitici ricercati hanno una concentrazione inferiore alla concentrazione massima ammissibile riportata nel decreto ministeriale n. 471/1999 per suoli ad uso industriale. Viceversa, sono stati riscontrati alcuni superamenti della tabella relativa ai suoli ad uso verde/residenziale per i parametri cromo esavalente e mercurio. Per dette aree si procederà ad un'indagine integrativa per delimitare la contaminazione arealmente e in profondità. Inoltre, è stata condotta la caratterizzazione delle aree di pertinenza di numerose aziende private. Sono in corso di elaborazione i piani di caratterizzazione delle restanti aree ricadenti all'interno del sito. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica Sono in atto interventi di messa in sicurezza di emergenza della falda ad opera delle medesime aziende private. Inoltre, sono stati eseguiti i lavori di decommissioning dell'impianto di desolforazione della Centrale Gas Eni di Ferrandina ed, in seguito, è stato presentato il progetto preliminare di bonifica dell'intera area di proprietà della ditta medesima. TERRITORIO DEL BACINO DEL FIUME SACCO L'emergenza ambientale del territorio ricadente all'interno del bacino del fiume Sacco, che scorre attraverso le province di Roma e Frosinone, è dovuta alla presenza di isomeri di esaclorocicloesano che hanno contaminato l'argine fluviale. La contaminazione sarebbe dovuta alla percolazione dei suddetti agenti chimici situati nell'area del comune di Colleferro, occupata fino a trenta anni fa da un'industria chimica, e dove sono stati rinvenuti fusti interrati e scarti di lavorazioni. Si evidenzia che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 maggio 2005 è stato dichiarato, fino al 30 aprile 2006, lo stato di emergenza socio-economico-ambientale nel territorio del bacino del fiume Sacco e con successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 giugno 2005, n. 3441, sono stati previsti interventi urgenti finalizzati al superamento della fase dell'emergenza nel territorio dei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano della provincia di Roma, e dei comuni di Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino della provincia di Frosinone. Detto sito, è stato inserito tra i Siti di interesse nazionale da bonificare di competenza del Ministero dell'ambiente. In data 2 dicembre 2005, con la disposizione introdotta all'art. 11-quaterdecies, comma 15 della legge n. 248 - conversione, con modificazioni, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 - è avvenuto tale inserimento. Ora, sulla base delle attività già impostate dalla Struttura commissariale, che si riportano di seguito: perimetrazione provvisoria del sito che interessa ad oggi nove comuni (Colleferro, Segni e Gavignano nella provincia di Roma, e Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino, nella provincia di Frosinone); individuazione ed attivazione delle prime misure di messa in sicurezza d'emergenza per rifiuti, suoli e acque contaminati; individuazione ed attivazione delle indagini di caratterizzazione delle aree, pubbliche e private, al fine di definire l'estensione e la gravità della contaminazione; attivazione della sorveglianza sanitaria, epidemiologica e veterinaria; sarà da definire il perimetro del nuovo sito da bonificare di interesse nazionale, in accordo con tutti i comuni interessati ai sensi dell'art. 1, comma 4 della legge n. 426/1998. MILAZZO Comune - Località Milazzo, San Filippo del Mela, Pace del Mela (Messina). Tipologia dell'intervento Bonifica e ripristino ambientale aree industriali, discariche, arenile ed area marina antistante. Perimetrazione Il sito preliminarmente individuato ai fini della futura perimetrazione è ubicato all'interno dell'area di sviluppo industriale di Milazzo e ricade nei territori dei comuni di Milazzo, San Filippo del Mela e Pace del Mela, (provincia di Messina), già dichiarati «area ad elevato rischio di crisi ambientale del comprensorio del Mela» ai sensi del decreto legislativo n. 112/1998. La zona attualmente individuata occupa una superficie di circa 500 ha, ed è delimitata dal Mare Tirreno a nord, dal territorio comunale di Milazzo ad ovest, dalla linea FFSS ed autostrada Messina Palermo a sud e dalla frazione Giammoro (Pace della Mela). All'interno del sito sono presenti, fra l'altro: Raffineria RAM; Centrale elettrica EDIPO WER (ex ENEL); Centrale elettrica Termica Milazzo (ex SONDEL); DUFERDOFIN Siderurgica profilati in ferro; ETS produzione apparecchiature elettriche; Stabilimento Messinambiente S.p. A.; Arenile e area marina antistante le aree industriali. L'arenile e l'area marina antistante hanno una superficie indicativa di circa 1000 ha. L'area della Raffineria RAM (joint venture al 50% tra Eni e Kuwait Petroleum Italia) ha una superficie di oltre duecento ettari ed è stata utilizzata a partire dagli anni sessanta per la raffinazione ed il deposito di prodotti petroliferi. La raffineria è autorizzata a lavorare oltre 20 milioni di ton/anno di olio grezzo e residui di varia provenienza. I prodotti greggi vengono ricevuti via mare e scaricati in serbatoi di stoccaggio. La maggior parte dei prodotti finiti vengono recapitati ai luoghi di destinazione via mare; parte di essi rifornisce la limitrofa centrale Edipower attraverso un oleodotto, mentre un'aliquota viene gestita attraverso autobotti. L'area della ex Centrale ENEL, ora EDIPOWER, con una superficie di circa ottanta ettari è stata utilizzata a partire dagli anni sessanta per la produzione di energia elettrica con utilizzo di olio combustibile denso. La centrale è composta da 6 unità di generazione, di cui 2 da 320 MW e 4 da 160 MW, per una potenza installata totale di 1.280 MW.