[ddlpres]

Testo unico della normativa in materia di amianto. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge propone il riordino, il coordinamento e l'integrazione della normativa in materia di amianto in un testo unico che disciplina e regolamenta il settore al fine di tutelare l'ambiente, la salute collettiva ed individuale, la sicurezza del lavoro e le misure previdenziali per gli aventi diritto, individuando contestualmente gli incentivi per gli interventi di bonifica obbligatoria su tutto il territorio nazionale. Tutte le sanzioni per la violazione degli obblighi sono riunite in un unico titolo, titolo VIII, rubricato «Sanzioni, disposizioni processuali e abrogazioni». L'Italia ha provveduto inizialmente, con decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 215, abrogato dal presente disegno di legge, alla restrizione in materia di immissione sul mercato e commercializzazione nel territorio nazionale dell'amianto e dei prodotti che lo contengono, passando pochi anni dopo, con la legge 27 marzo 1992, n. 257, al divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di amianto o comunque prodotti contenenti amianto. Il presente disegno di legge si applica a tutte le strutture edilizie, pubbliche e private, in cui sono presenti manufatti o materiali contenenti amianto dai quali può derivare una esposizione a fibre aerodisperse, ivi compresi gli edifici ad uso civile, commerciale, militare o industriale in cui la contaminazione può provenire dalla lavorazione dell'amianto o di materiali che lo contengono, i siti industriali dismessi o quelli nei quali è stata effettuata riconversione produttiva e i luoghi in cui l'eventuale inquinamento da amianto è determinato dalla presenza di locali adibiti a stoccaggio di materie prime o manufatti o dalla presenza di depositi di rifiuti, nonché alle navi, agli aeromobili, ai mezzi di trasporto, agli impianti, alle macchine ed alle attrezzature. Oltre le definizioni il titolo I si conclude con l'individuazione dei valori limite applicabili a ciascuna matrice ambientale e dei rispettivi metodi di analisi. Eventuali aggiornamenti o modifiche dei limiti sono disposti dall'Agenzia nazionale amianto istituita dall’articolo 97. Il titolo II, concernente la tutela dell'ambiente, si articola in due capi dedicati rispettivamente agli «Obblighi funzionali alla bonifica» e agli «Obblighi della Pubblica amministrazione». L'articolo 10, in particolare, individua il soggetto titolare degli obblighi funzionali alla bonifica, coincidente con il proprietario dell'edificio o dei beni previsti dall'articolo 2, comma 1, e, nel caso di proprietà in condominio, con l'amministratore condominiale. Nel caso di edifici o beni di proprietà pubblica gli obblighi gravano sul soggetto avente la disponibilità giuridica dei locali o dei beni in cui sono presenti materiali contenenti amianto, nonché sul soggetto tenuto alla fornitura, concessione o manutenzione degli edifici oggetto di interventi strutturali, assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici. Tra gli oneri a carico del soggetto predetto rientra in particolare la valutazione del rischio con i conseguenti obblighi: a) nomina del responsabile del rischio amianto; b) predisposizione di un'idonea documentazione da cui risulti l'ubicazione dei materiali contenenti amianto; c) predisposizione di una specifica procedura di autorizzazione per le attività di manutenzione; d) obbligo di fornire una corretta informazione agli occupanti; e) obbligo di provvedere a far ispezionare l'edificio. La bonifica degli edifici dall'amianto è costituita dalle procedure di rimozione, incapsulamento e confinamento. Il soggetto di cui all'articolo 10 si avvale del responsabile del rischio amianto, che sovrintende e vigila sulle operazioni di bonifica; coordina le attività di manutenzione e custodia; coopera con il soggetto predetto ai fini della valutazione del rischio, dell'elaborazione del programma di controllo, della scelta del metodo di bonifica e della predisposizione di efficaci misure di sicurezza. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori di bonifica a un'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda o di una singola unità produttiva, attribuisce le funzioni di responsabile del rischio amianto al responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Il capo II recepisce le disposizioni di cui all'articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e individua quali siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica, le aree ove siano state svolte attività produttive ed estrattive di amianto. La procedura di bonifica dei siti, secondo quanto previsto dall'articolo 242 del medesimo decreto, è attribuita alla competenza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. È altresì recepita la procedura di cui all'articolo 2- quinquies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89, riguardante la realizzazione degli interventi relativi allo stabilimento Ilva di Taranto. Nei siti contaminati dell'amianto gli interventi di bonifica devono essere realizzati nel rispetto dei nuovi criteri e modalità. Le regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano sono tenute ad aggiornare, entro il 31 dicembre di ogni anno, i piani di protezione dell'ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica già previsti dall'articolo 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257. Il capo si conclude con le disposizioni in materia di trattamento e trasporto del materiale contenente amianto, derivante dal crollo totale o parziale degli edifici pubblici o privati causato da eventi sismici e altre calamità naturali, ovvero da incendio, deterioramento improvviso o danneggiamento, anche per caso fortuito. Con il titolo III «Tutela della sicurezza del lavoro», si mutuano le disposizioni del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 attraverso l'ampliamento del novero delle attività lavorative che espongono ad un rischio più diffuso (indiretto) collocato in una più ampia latitudine spaziale (ambiente esterno). Le modifiche si incentrano sull'ampliamento dell'ambito applicativo della norma; in applicazione del principio di precauzione si impone al datore di lavoro l'adozione di ogni misura disponibile volta ad evitare il contatto umano con le polveri di amianto. Circa la notifica la norma interviene in ordine ai termini temporali, alla competenza e all'arricchimento del contenuto della stessa. Per garantire una tutela più ampia e in ossequio alle prescrizioni interpretative offerte dalla Corte costituzionale si prevede che i lavori debbano essere condotti utilizzando i migliori strumenti tecnologici e le più avanzate conoscenze tecniche, e pertanto, allo scopo di garantire una sorveglianza più capillare, si è introdotto un onere di relazione all'autorità di vigilanza. Si introduce una periodicità trimestrale nell'effettuazione delle misurazioni.