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Una seconda modalità di reclutamento - in deroga a quella ordinaria - è quella che permette nella frase transitoria di partecipare al concorso anche a coloro che abbiano maturato 30 crediti del percorso di formazione iniziale, a condizione che parte dei crediti siano di tirocinio diretto. Se i vincitori di concorso, sottoscriveranno un contratto annuale e a seguire saranno tenuti a completare il percorso universitario o accademico di formazione iniziale prima di sostenere l'anno di prova e l'eventuale immissione in servizio. La formazione iniziale è completata dalla formazione e dall'aggiornamento permanente rivolto ai docenti di ruolo di ogni ordine e grado, articolata in percorsi triennali a decorrere dall'anno scolastico 2023-2024. I percorsi di formazione sono definiti dalla scuola di alta formazione che verrà istituita e che sarà sotto la vigilanza del Ministero dell'istruzione. La partecipazione all'attività formativa avviene su base volontaria per la maggior parte dei docenti, divenendo obbligatoria solo per i docenti immessi in ruolo in seguito all'adeguamento del contratto. In esito al superamento delle verifiche previste, al docente è riconosciuto un incentivo economico la cui entità è stabilita in sede di contrattazione nazionale. Con l'esame in sede referente appena concluso abbiamo individuato modalità di copertura finanziaria alternative rispetto a quelle prospettate nel decreto-legge che, come sappiamo, erano basate sulla riduzione e il progressivo taglio della carta docente e sul taglio degli organici di potenziamento. In proposito, le risorse per la carta docente sono state salvaguardate per il corrente anno, per il 2023, per parte sostanziale del 2024 e il Governo, come sapete, si è impegnato a reperire risorse aggiuntive già dalla prossima legge di bilancio. Vengono inoltre meno i tagli diretti ai docenti dell'organico di potenziamento e considero che questo sia un ottimo risultato per tutti quanti noi, atteso che naturalmente si punterà sulle risorse liberate dalla naturale riduzione del personale docente a partire dal 2026, in relazione al calo demografico della popolazione studentesca. Nel merito segnalo che: sono stati integrati i contenuti della formazione iniziale; è stato introdotto il profilo conclusivo delle competenze professionali del docente abilitato; la prova scritta del percorso di formazione iniziale è costituita da un'analisi critica relativa al tirocinio scolastico effettuato e ad una lezione simulata; le attività di tirocinio e di laboratorio previste nella formazione iniziale sono svolte in presenza, per i restanti è consentito il ricorso a modalità telematiche per un massimo del 20 per cento; l'accesso ai percorsi formativi è possibile di norma già al termine del primo triennio di studi universitari. Abbiamo disposto la razionalizzazione e l'accorpamento delle classi di concorso: erano e sono 120, sono troppe. I vincitori di concorso che abbiano partecipato al reclutamento senza possedere l'abilitazione accedono di diritto al percorso formativo universitario abilitante; fino al 31 dicembre 2024 sono ammessi a partecipare ai concorsi senza aver previamente conseguito l'abilitazione coloro i quali, entro il 31 ottobre 2022, abbiano conseguito i 24 crediti previsti dal previgente ordinamento. Nel periodo transitorio si prevede che ai percorsi di specializzazione per le attività di sostegno accedano, nei limiti delle riserve di posti stabilite con decreto dei Ministeri dell'istruzione e dell'università e della ricerca scientifica, coloro che abbiano prestato almeno tre anni di servizio degli ultimi cinque su posti di sostegno nelle scuole del sistema nazionale di istruzione, che, come è noto, comprende le scuole paritarie. In caso di esaurimento delle graduatorie riferite ai concorsi ordinari per docenti sul sostegno, fino al 31 dicembre 2025 è autorizzato lo scorrimento delle graduatorie. L'articolo 46 modifica le disposizioni relativamente alle modalità semplificate con cui sono svolti i concorsi ordinari per il personale docente. Rispetto al testo presentato in Senato, abbiamo ritenuto opportuno che la prova scritta finale debba articolarsi con quesiti a risposta aperta: detta in volgare, colleghi, abbiamo abolito le crocette. Con riguardo all'articolo 45, abbiamo ritenuto opportuno valorizzare il personale docente che presta servizio in zone caratterizzate da rischio di spopolamento e indici negativi di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica. Consentiamo ai dirigenti scolastici con responsabilità su più plessi di potersi avvalere di uno o due docenti esonerati dalla didattica per attività di collaborazione nello svolgimento di funzioni amministrative ed organizzative. Segnalo, infine, l'approvazione di un importante emendamento in materia di università e ricerca: si introducono gruppi scientifico-disciplinari articolati in settori scientifico-disciplinari; si sostituiscono gli assegni di ricerca con contratti di lavoro finalizzati allo svolgimento di specifici progetti di ricerca; si sostituiscono le figure attuali di ricercatore a tempo determinato di tipo A e di tipo B con un'unica figura di ricercatore universitario a tempo determinato, titolare di un contratto di durata complessiva di sei anni. Il ricercatore potrà essere inquadrato nel ruolo di professore di seconda fascia in esito ad una procedura di valutazione interna. Si consente alle università di assumere personale di elevata professionalità con qualifica di tecnologo a tempo indeterminato. Colleghi, abbiamo avuto poco tempo. Il decreto-legge è arrivato in Senato il 30 aprile, il 4 maggio abbiamo cominciato a lavorarlo, il 6 giugno è cominciata la settimana elettorale, entro il 30 giugno, come tutti sappiamo, il decreto-legge va pubblicato in Gazzetta Ufficiale per non perdere le risorse del PNRR. Abbiamo avuto poco tempo e ci siamo mossi all'interno di margini molto ristretti: i paletti fissati dalla Commissione europea o quelli che come tali ci sono stati rappresentati; i paletti fissati dal MEF e dalla Ragioneria generale dello Stato; paletti che, grazie al cielo e grazie alla compattezza della maggioranza, si sono rivelati non inamovibili. Ebbene, nonostante tutto ce l'abbiamo fatta. Abbiamo ottenuto il massimo del possibile, che in politica, come nella vita, è il massimo. Ce l'abbiamo fatta, ci tengo a dirlo, grazie alla fermezza dei Presidenti delle Commissioni 1 a e 7 a , grazie all'abnegazione e alla dedizione dei funzionari delle Commissioni 1 a e 7 a , che non smetterò mai di ringraziare. (Applausi) . Registro, colleghi, con raro sollievo che, quando vuole, questo ramo del Parlamento sa lavorare con serietà, con determinazione e persino con discrezione. Su un decreto dove il futuro della scuola rappresenta la parte centrale, abbiamo fatto tutto quello che era possibile e giusto fare. Di questo dovremmo essere orgogliosi: un sussulto di politica applicato al futuro dell'Italia. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi convertiamo in legge un importante documento. Anch'io ringrazio i relatori per il grandissimo lavoro che hanno fatto.