[pronunce]

Considerato che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dichiarando, in particolare, che non “spettasse al Governo adottare l'art. 3, comma 2, del d. lgs. 30 luglio 1999, n. 286, e conferire alla Corte dei conti un potere regolamentare concernente il numero, la composizione e la sede degli organi della Corte dei conti adibiti a compiti di controllo preventivo su atti o successivo su pubbliche amministrazioni, anche in deroga a previgenti disposizioni di legge, al fine di definire e ampliare il potere di organizzazione di cui la Corte dispone ai sensi dell'art. 4 della legge n. 20 del 1994”; che lo stesso giudice rimettente pur precisando di avere respinto, con sentenza parziale, i motivi di ricorso esaminati, riservando invece le censure «di illegittimità derivata (…) all'esito della pronuncia della Corte costituzionale», tuttavia nella stessa sentenza parziale ha motivato il rigetto, facendo esplicito riferimento, tra l'altro, al “nuovo disegno organizzativo” contenuto nel regolamento, che appunto “traeva la sua legittimazione” nel citato d. lgs. 30 luglio 1999, n. 286; che il carattere incidentale del giudizio di costituzionalità non consente di sollevare la questione di legittimità dopo la decisione del merito della causa, quando il suo oggetto comporti la necessaria applicazione della disposizione censurata; che la questione è, dunque, irrilevante per difetto di pregiudizialità, in quanto il giudice amministrativo, pronunziando nel corso dello stesso giudizio la sentenza parziale con la quale proprio in applicazione della norma denunciata ha respinto le censure proposte con il ricorso, ha esaurito la propria cognizione e si è precluso la possibilità “di sollevare l'eccezione di legittimità costituzionale” (ordinanza n. 264 del 1998, sentenze n. 315 del 1992; n.116 del 1992; n. 242 del 1990) , sicché essa va dichiarata manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 (Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59) sollevata, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 giugno 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Piero Alberto CAPOTOSTI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 giugno 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA