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Conversione in legge del decreto-legge 11 luglio 2019, n. 64, recante modifiche al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56. Onorevoli Senatori . – Il decreto-legge risponde alla straordinaria necessità e urgenza di adottare misure per rafforzare la tutela della sicurezza nazionale in ambiti di rilevanza strategica, integrando la disciplina in materia di esercizio dei poteri speciali di cui al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, e definendo una specifica regolamentazione procedurale finalizzata a dotare la Presidenza del Consiglio dei ministri e le amministrazioni coinvolte nell'applicazione della disciplina dei poteri speciali di strumenti istruttori adeguati alla complessità delle valutazioni da svolgere. Si palesa infatti l'urgente esigenza di assicurare con prontezza una adeguata ed effettiva tutela delle attività e degli asset di rilevanza strategica, che appare attualmente limitata, inter alia , dalla ristrettezza dei termini entro cui il Governo è chiamato ad esercitare i poteri speciali, dalla mancanza di disposizioni che disciplinino i rapporti con altre autorità amministrative di settore e da talune carenze definitorie, in primis relative alla nozione di soggetto esterno all'Unione europea. La prassi applicativa ha evidenziato anche la necessità di effettuare interventi di semplificazione e chiarimento, assicurando in tal modo il perseguimento degli obiettivi di tutela prefissati dal legislatore. In particolare, le disposizioni dell'articolo 1 intervengono sulle procedure di applicazione degli articoli 1 e 2 del decreto-legge n. 21 del 2012, anche sulla base della esperienza raccolta nei primi anni di applicazione, nonché integrano la disciplina in materia di esercizio dei poteri speciali inerenti ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G di cui all'articolo 1- bis del decreto-legge n. 21 del 2012 (introdotta dal decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2019, n. 41), definendo una specifica regolamentazione procedurale. Le disposizioni in esame – alcune delle quali ispirate alle disposizioni recentemente previste dal regolamento (UE) 2019/452 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, sul controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione (che troverà applicazione dal prossimo 11 ottobre 2020, data entro la quale si provvederà ad attuare un più organico adeguamento della disciplina nazionale) – rivestono quindi carattere di particolare necessità e urgenza per le indicate esigenze volte ad assicurare una effettiva tutela delle attività e degli asset di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale. Le modifiche sono raggruppabili in due insiemi di disposizioni: un primo insieme (di cui al successivo paragrafo A) reca modifiche alle procedure di esercizio dei poteri speciali; un secondo gruppo (di cui al successivo paragrafo B) completa la disciplina, di recente introduzione ad opera del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, in tema di esercizio dei poteri speciali con riguardo ai contratti per la realizzazione di infrastrutture e per la fornitura di beni o servizi 5G. A. Modifiche agli articoli 1 e 2 del decreto-legge n. 21 del 2012 L'articolo 1, ai commi 2 e 4, apporta alla disciplina dei poteri speciali di cui agli articoli 1 e 2 del decreto-legge n. 21 del 2012 alcuni adeguamenti e aggiornamenti, la cui necessità e urgenza è stata messa in evidenza dalla prassi applicativa. 1) Nello specifico, sono apportate le seguenti modifiche all'articolo 1 del decreto-legge n. 21 del 2012: – si estende il termine per l'esercizio dei poteri speciali da 15 a 45 giorni, prevedendo la possibilità di sospendere i termini non soltanto qualora si renda necessario richiedere informazioni al notificante (come già previsto dal testo vigente), ma anche in caso di richieste istruttorie formulate da parte del Gruppo di coordinamento a soggetti terzi. Giova sottolineare che i nuovi termini – che rispondono alle esigenze a più riprese espresse dalle amministrazioni che partecipano al Gruppo di coordinamento, al fine di esercitare al meglio le proprie funzioni – restano comunque inferiori a quelli previsti dalle discipline di altri Stati membri dell'Unione europea muniti di una disciplina avanzata in materia (ad esempio Francia e Germania, che prevedono rispettivamente un termine di due mesi e di quattro mesi), nonché extra-europei (ad esempio gli Stati Uniti, che prevedono un procedimento a due fasi, ciascuna di 45 giorni), i quali pertanto beneficiano di un procedimento istruttorio più articolato; – si estende l'applicazione dei poteri speciali non soltanto rispetto all'adozione di delibere ma anche di « atti o operazioni », preferendo un approccio sostanzialistico, al pari di quanto già previsto dall'articolo 2 (ove già si fa riferimento a « Qualsiasi delibera, atto o operazione... »); – si sostituisce la parola « mutamento » con la parola « modifica », al fine di allineare la terminologia del decreto-legge n. 21 del 2012 con quella contenuta nel Codice civile; – si specifica, al comma 1, lettera b) , ultimo periodo, che, tra le tipologie di delibere, atti o operazioni che hanno ad oggetto l'assunzione di vincoli che condizionano l'impiego di beni materiali o immateriali (ultimo periodo) di società che svolgono attività strategiche nel campo della difesa e della sicurezza, e che sono soggette all'obbligo di notifica, vi sono anche quelle che comportano la sottoposizione dell'impresa a procedure concorsuali. Ciò permette di rispondere alle esigenze emerse dalla prassi applicativa, che ha evidenziato come, in assenza di una norma come quella proposta, rischierebbero di sfuggire dalla tutela prevista dalla disciplina dei poteri speciali delle operazioni che, al pari delle ipotesi già contemplate dalla citata lettera b) , possono arrecare un pregiudizio alle attività strategiche per il sistema di sicurezza e difesa nazionale, incidendo sulla disponibilità di « beni materiali o immateriali » essenziali per lo svolgimento delle stesse; – si stabilisce che, nel computo della partecipazione rilevante ai fini dell'esercizio del potere di opposizione all'acquisto, sono ricompresi anche i voti di cui l'investitore estero può disporre in assemblea non soltanto in forza di patti parasociali (come già previsto dalla norma attualmente vigente), ma anche a seguito di una sollecitazione di deleghe di cui all'articolo 136 e seguenti del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF). Ciò allo scopo di superare il dato formale (costituito dal possesso azionario o di quote societarie) in favore del dato sostanziale (concreta possibilità di influenzare le scelte strategiche dell'impresa):