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Con questo articolo incidiamo nel senso che, se qualcuno compie atti di terrorismo accertati da una sentenza passata in giudicato, la cittadinanza italiana può essere revocata su richiesta del Ministro dell'interno. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . È quindi un qualcosa di importante per tre aspetti. Innanzitutto, si tratta di una questione di grande civiltà giuridica perché la Patria sta dove batte il cuore. Dove batte il cuore c'è la cittadinanza. Se uno chiede la cittadinanza italiana e poi compie un atto di terrorismo, la cittadinanza deve essere tolta. In secondo luogo, è una norma di buonsenso con cui diciamo alle persone che hanno visto e subito degli atti di terrorismo che chi li ha commessi sarà privato della cittadinanza italiana. Onorevole Bonino, mi spiace molto che abbia portato e sfruttato l'esempio di bambini, perché posso riferirmi a quanto è successo a Desirée, a Pamela e ad altre ragazze. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI . Commenti della senatrice Bonino). Non mi deve rispondere; io l'ho ascoltata e non serve che lei urli. Questo danno ce l'avete fatto voi per sette anni. Noi stiamo recuperando sette anni di vostri fallimenti in questo settore. Agli amici di Fratelli d'Italia dico che mi dispiace sentirvi criticare i quaranta articoli, perché noi con quei quaranta articoli siamo passati dalle parole ai fatti. E dobbiamo ringraziare il Ministro dell'interno e il Governo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, colleghi, mi si lasci dire che sarebbe davvero bello se in quest'Aula, di fronte a un tema così importante, non utilizzassimo fatti di cronaca dolorosissimi, fatti come quelli di Pamela e Desirée. Per rispetto di quelle vittime e del dolore dei familiari, almeno ci venga risparmiata la strumentalizzazione di quelle morti in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Unterberger) . Almeno questo, colleghi. A proposito di propaganda, voglio dire che nel decreto-legge in esame, che per propaganda voi avete chiamato decreto sicurezza e che invece alimenterà problemi di ordine pubblico finora sconosciuti, vi è un attacco chiaro, per niente strisciante, a un principio fondamentale della Costituzione, che è il diritto di asilo. E la lettera di accompagnamento del presidente Mattarella ci mette in guardia su questo. Eppure, nei princìpi fondamentali della Costituzione tutti dovremmo riconoscerci, perché non sono retorici, non sono declamatori. Contengono, invece, indicazioni concretissime su quel che è necessario fare perché la democrazia non si riduca ad un guscio vuoto, ma sia invece sostanziale, tangibile, capace di assolvere a due funzioni vitali: protezione ed emancipazione. E mi riferisco al nucleo di quell'articolo 3 della nostra Carta, che dice che è nostro compito, di noi tutti in quest'Aula, rimuovere gli ostacoli alla realizzazione dei progetti di vita di ognuno; abbattere i muri delle diseguaglianze; aprire la nostra società. La nostra Costituzione e i suoi princìpi fondamentali dicono questo e sono un corpo unico dove tutto si tiene vicendevolmente, dove ogni parola regge la successiva. Colleghi, la nostra Costituzione è stata scritta da chi è stato esule, perché privato in patria dei diritti e costretto a chiedere rifugio altrove. E non c'è nulla di astratto in quei princìpi fondamentali; anzi, in ogni passo c'è la piena consapevolezza degli orrori della guerra, degli orrori del totalitarismo, degli orrori del fascismo, di come essi minaccino soprattutto chi è più debole e di come libertà e democrazia siano conquiste fragili, da preservare e rivitalizzare ogni giorno. Tocca a noi farlo. Tocca a noi riaffermare che la qualità e la forza di una democrazia si vedono dai diritti che siamo capaci di riconoscere agli altri, a chi riteniamo "diverso", a chi è sicuramente lontano, tanto da non immaginarne l'esistenza e le condizioni di vita; da come riconosciamo a chi è straniero quei diritti, che non sono una diminuzione dei nostri ma, al contrario, colleghi, sono un rafforzamento dei nostri diritti. Anzi, noi italiani sappiamo, per averlo vissuto sulla nostra pelle, che un restringimento dei diritti degli altri porterà fatalmente a una restrizione e a una contrazione dei diritti di tutti. Per questo, colleghi, in particolare colleghi del MoVimento 5 Stelle, fermatevi, fermate lo scempio di questo decreto-legge. Questo decreto è uno sfregio alla nostra Costituzione perché, abrogando di fatto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, voi colpite a morte il diritto d'asilo, che è un cardine della nostra civiltà giuridica, che racchiude secoli di progresso, protezione ed emancipazione; parole come libertà, eguaglianza, fraternità, la summa della cultura laica e di quella cattolica. (Applausi dal Gruppo PD). L'articolo 10 della Costituzione, che voglio leggere, così recita:«Lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge». Signor Presidente, colleghi, c'è una prescrizione che più di questa può rendere orgogliosi noi italiani, che in questi anni, grazie alla Marina militare e grazie alle nostre leggi, abbiamo contribuito a salvare migliaia di vite umane? Cosa può renderci orgogliosi più di questo? Niente. Per questo, guai a noi se ci discostassimo da quei princìpi fondamentali e se sfregiassimo la nostra Costituzione. Dovremmo avere la forza di ascoltare le parole e i richiami del presidente Mattarella, così come il richiamo che nella nostra Costituzione, all'articolo 10, c'è al diritto internazionale, alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'ONU. Sono non testi polverosi, ma ancore di salvezza per milioni di persone minacciate ovunque nel mondo, in particolare per le donne, per i bambini, per i dissidenti politici, per chi fugge da guerre e calamità, da dittature, da orrori, stupri e torture. È capitato a noi italiani solamente pochi decenni fa di dover fuggire. Se uno solo dei nostri interventi servirà a salvare una vita umana e a conquistare un diritto negato, sarà stato il più importante tra gli interventi che avremo fatto. Qui sta la ragione perché noi, in un nostro emendamento, abbiamo chiesto di introdurre l'istituto dell'asilo costituzionale e voglio ringraziare anche il senatore De Falco per averlo sottoscritto. (Applausi dal Gruppo PD) . Abbiamo chiesto l'introduzione dell'istituto di asilo costituzionale per dare finalmente piena ed esplicita attuazione legislativa all'articolo 10 della Carta costituzionale. Il decreto al nostro esame infatti, Presidente, crea un vuoto normativo che altri riempiranno, che la giurisdizione riempirà.