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per quanto riguarda la questione AIA di Tecnoparco (scaduta da circa 3 anni), il Movimento ritiene che la stessa non vada assolutamente rinnovata e chiede alle autorità locali e regionali di adottare tutti gli strumenti cautelativi necessari alla tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente; in particolare, non è dato sapere quale sia lo stato dell'arte dell' iter amministrativo relativo all'AIA, quali i motivi del suo illegittimo ritardo, quali azioni si stiano adottando e quali si intendono realizzare a tutela della cittadinanza; il procedimento in corso sembra essersi trasformato, purtroppo, in una sorta di autorizzazione che verifica solo il rispetto dei limiti di emissione degli inquinanti e le relative tecniche di disinquinamento, a prescindere dagli effetti che tali emissioni producono sui recettori umani e quindi sulla loro salute; a titolo di esempio, si possono consultare on line le sostanze emesse da Tecnoparco in aria e in acqua nel 2017, come da ultimo aggiornamento del "Registro Europeo delle Emissioni e dei Trasferimenti di Inquinanti" (E-PRTR): 128 tonnellate di ossidi di azoto; 76,2 chilogrammi di cromo e composti; 2,82 chilogrammi di mercurio e composti; 162 chilogrammi di nichel e composti; 195 chilogrammi di zinco e composti; 5,29 tonnellate di fosforo totale; 2.450 tonnellate di cloruri; 12,5 tonnellate di fluoruri; 187 tonnellate di carbonio organico totale; alla luce di alcune recenti interpretazioni di legge e sentenze della Cassazione, che vedono l'AIA come espressione amministrativa del principio di precauzione, non si può trascurare il fatto che, ai sensi del regio decreto n. 1265 del 1934, le prescrizioni che isSindaco può rilasciare nell'ambito della Conferenza di Servizi, sono un atto obbligatorio quale massima autorità sanitaria del territorio comunale; il parere sanitario è, dunque, un atto obbligatorio del sindaco e, se negativo, può essere anche di ostacolo al rilascio dell'AIA. Del resto, sono anni che sul territorio si parla di temi legati alla salute e all'ambiente. Basti pensare all'ultimo rapporto del progetto "SENTIERI" (realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità), che ha riscontrato, per il periodo 2006-2013, un eccesso di mortalità per patologie neoplastiche e cardiovascolari nei comuni che si affacciano sulla Valbasento, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, per quanto di competenza, perché le autorità locali chiariscano e diano delucidazioni sullo stato dell'arte dell' iter amministrativo e su quello che all'interrogante appare un illegittimo ritardo; se non ritengano che la sostenibilità ambientale del territorio abbia la massima priorità e, quindi, si debbano avviare urgentemente (nelle more della riconversione delle industrie locali a modelli non impattanti) forme di sviluppo alternativo ai reflui industriali. Atto n. 4-02372 VALENTE BITI FEDELI NANNICINI PITTELLA ROJC Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: ormai nel 2008 è stato sottoscritto l'Accordo quadro per le compensazioni ambientali che prevedeva tra l'altro, uno stanziamento di oltre 20 milioni di euro per interventi di sistemazione idraulica e lavori di completamento delle fogne e dei collettori dell'alveo Camaldoli nel territorio di Chiaiano; questo intervento è stato affidato come soggetto attuatore alla Sogesid, società " in house " del Ministero dell'ambiente e delle Infrastrutture, che dall'11 luglio 2019 ha consegnato i lavori alla ditta affidataria, il Consorzio "Integra", prevedendo che entro gennaio 2021 tutte le opere dovranno essere completate; nonostante dopo un'attesa di anni sia stato aperto il cantiere relativo al primo intervento e la Sogesid abbia già versato al Comune di Napoli le somme relative al pagamento degli importi per le indennità di esproprio, i lavori risultano bloccati da enormi ritardi dovuti al fatto che lo stesso Comune non ha ancora provveduto a liquidare alcuni dei proprietari che abitano nelle zone interessate dai lavori; per il secondo intervento, malgrado gli atti urbanistici siano stati votati diversi mesi fa, gli uffici competenti del Comune di Napoli non hanno emesso gli atti di esproprio necessari per la definizione della progettazione esecutiva e la relativa indizione di gara per i lavori; considerato che questo intervento assume una rilevanza fondamentale, da un lato per la sicurezza idrogeologica di una vasta area del Comune di Napoli e dei comuni di Marano, Mugnano, Giugliano in Campania, Pozzuoli, e dall'altro per la riduzione dei rischi ambientali e del carico inquinante in questa parte consistente della città di Napoli e dell'area metropolitana, nonché del litorale flegreo, dato che l'alveo Camaldoli sfocia sulla spiaggia di Licola ed è il principale fattore di inquinamento di quel tratto di costa, come ancora di recente riconosciuto pubblicamente dal Ministero dell'ambiente; tenuto conto che: il Comune di Napoli, nonostante gli impegni assunti in sede consigliare e diversi incontri istituzionali e con delegazioni di cittadini, non ha dato seguito alle numerose sollecitazione rifiutando, anzi, anche l'ipotesi di supporto operativo da parte di Sogesid; oltre ai ritardi di un'opera strategica di questo genere, vi sono rischi seri di contenziosi con notevoli danni erariali e di definanziamento, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere nei confronti del Comune di Napoli per affrontare e risolvere questa incredibile vicenda ed evitare contenziosi e rischi di definanziamento che avrebbero conseguenze gravissime; se, valutando l'urgenza della situazione, intenda attivare nelle prossime settimane una sede di confronto per accelerare gli ulteriori interventi finanziati o quelli da programmare, al fine di completare il processo di risanamento ambientale e messa in sicurezza dell'alveo Camaldoli. Atto n. 4-02373 PESCO LANNUTTI PIARULLI PELLEGRINI Marco PIRRO PRESUTTO ACCOTO DELL'OLIO NATURALE FENU LEONE SANTANGELO MORONESE TRENTACOSTE EVANGELISTA CRUCIOLI AGOSTINELLI PUGLIA PERILLI GIROTTO CROATTI LEZZI VACCARO ANASTASI NOCERINO CAMPAGNA LOMUTI DI NICOLA GUIDOLIN AUDDINO MORRA LICHERI CASTELLONE GALLICCHIO DONNO GIANNUZZI LOREFICE ROMAGNOLI MAIORINO BOTTICI TAVERNA LUPO SANTILLO PISANI Giuseppe ROMANO CORBETTA Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che: la Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva allegata alla Nota di aggiornamento al Def 2019, ha stimato in 109,6 miliardi l'ammontare del divario erariale e contributivo, di cui 35,9 miliardi di euro di mancato gettito Iva e 33,3 miliardi di mancato gettito dell'Irpef da lavoro autonomo e d'impresa;