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Tale eventuale disponibilità consentirebbe di ridurre in modo significativo i tempi della ricostruzione, altrimenti stimabili in non meno di cinque mesi. Circa i costi di ripristino dell'esistente, la società Autostrade per l'Italia informa che, al momento, sono quantificabili in via di massima in un milione di euro, comprensivi degli interventi di demolizione e provvisionali. Le simulazioni sul traffico ci dicono che con l'attuale situazione non avremo disagi in autostrada fino a settembre. Siamo sicuramente di fronte ad una grande tragedia, che ha coinvolto non solo un tratto autostradale, ma un intero quartiere della città di Bologna. Come Governo stiamo monitorando minuto per minuto la situazione e stiamo cercando di ripristinare livelli sufficienti di circolazione. Esperti del mio Ministero, unitamente a tre Sottosegretari di Stato, sono sul luogo dell'incidente. La nostra presenza lì vuole essere un segno di vicinanza mio e di tutto il Ministero a fianco dei familiari delle vittime e dei feriti. Continueremo ad essere presenti sul luogo dell'incidente per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda e fare luce su questa ennesima tragedia. Forze dell'ordine, Forze di polizia, Protezione civile, Vigili del fuoco, Prefettura, Comune e Ministeri, ciascuno attraverso gli uffici competenti, sono al lavoro in coordinamento tra di loro per fare tutto ciò che è necessario. Poche ore fa si è tenuto un summit operativo in Prefettura, anche per individuare la disponibilità dei siti per poter procedere alle operazioni di demolizione delle parti instabili dell'infrastruttura e alla rimozione di materiali franati sulla sottostante via Bragaglia, operazioni propedeutiche all'intervento di ricostruzione della sede autostradale. Intanto, ho già espresso la mia ferma volontà di agire su due fronti. Da una parte, vi è la necessità di alleggerire il traffico merci su gomma e, in aggiunta, la necessità di dotare i tir di tecnologie che riducano al minimo la possibilità di errore umano. Questo Ministero vuole quindi incentivare l'installazione sui mezzi che trasportano merci pericolose - che superano le 35.000 unità, secondo i dati in nostro possesso - di presidi di guida assistita. Sto parlando di dispositivi anticollisione, frenata automatica, controllo predittivo della velocità, ritrovati ormai abbastanza comuni nelle nostre auto più nuove e che non possono non corredare questi mezzi pesanti, che rischiano ogni momento di trasformarsi in ordigni ambulanti. Al riguardo, il mio Ministero sta dando un forte input alla sperimentazione su strada delle soluzioni di smart road e di guida connessa ed automatica e sta introducendo, tra l'altro, sistemi di interazione tra veicoli e infrastrutture, capaci di veicolare informazioni e servizi di interesse per la sicurezza e l'efficienza della guida e del traffico, nonché sistemi per l'interazione e la collaborazione tra veicoli. Occorre assicurare massimi standard di sicurezza; esistono già norme specifiche abbastanza aggiornate, riguardanti il trasporto su strada di merci pericolose, anche profilate in base alla tipologia di materiale. Verificherò comunque se le regole siano state rispettate. Inoltre, il mio Ministero e il Governo lavoreranno in sede di discussione europea sul pacchetto mobilità, affinché si trovi un giusto equilibrio tra le condizioni di lavoro dei conducenti e la libertà di prestare servizi transfrontalieri per i trasportatori. Bisogna contemplare una corretta ed equa alternanza tra tempi di guida e tempi di riposo, assicurando piena tutela ai lavoratori della strada. Tale tutela è troppo spesso messa in discussione da forme di concorrenza sleale, che penalizzano le nostre imprese dell'autotrasporto. Infine, vorrei sottolineare che non consento a nessuno di strumentalizzare in modo becero e vergognoso quanto accaduto ieri a Borgo Panigale (Applausi dal Gruppo M5S) , collegando indebitamente l'evento luttuoso al dibattito circa determinate soluzioni infrastrutturali, che riguardano l'area bolognese. Si tratta di un dossier su cui questo Ministero sta lavorando duramente, allo scopo di garantire anche in questo caso la soluzione migliore per tutti i cittadini (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Governo. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ridurrò al minimo le considerazioni perché in cinque minuti non si può dire molto. Innanzitutto apprezzo il fatto che questa mattina il Presidente del Consiglio sia andato a Foggia e a Bologna, perché credo che se in certe circostanze le autorità dello Stato si fanno vedere in loco anche fisicamente non è male: è un segno di solidarietà non solo formale. Esprimo quindi apprezzamento per questo. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e PD). In secondo luogo, sugli eventi di Foggia il Ministro ha usato le seguenti parole: storia orribile di sfruttamento. Io credo che in quest'Aula condividiamo tutti le sue parole. Su questo non ci si può dividere: vedere persone, esseri umani, con la loro dignità, ammassati su un camion di questo tipo come bestie - perché questa è la realtà - significa non mantenere quel livello minimo di umanità che è requisito essenziale perché la nostra società funzioni bene. Il Ministro ha parlato di più controlli e di più prevenzione; io purtroppo ho sentito altre volte parlare di questo e mi auguro che si possa fare veramente più controllo e più prevenzione. Vorrei dire una cosa a tutti i colleghi: noi spesso vediamo il fenomeno degli extracomunitari clandestini che sono nel nostro Paese e lo biasimiamo, al di là delle posizioni politiche che si hanno in quest'Aula. Bene, non dimentichiamoci mai - e questi fatti ce lo riportano duramente - che dietro a tanta clandestinità, tante volte ci sono italiani senza scrupoli che utilizzano queste persone e le strumentalizzano in modo indecente. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), FI-BP e PD e della senatrice Bonfrisco) . Voglio dire questo perché, se non ci rendiamo conto che c'è anche questa faccia della luna, allora non possiamo fare una valutazione serena e seria su tutta la vicenda. Quella accaduta a Bologna è, per ovvie ragioni, la vicenda che mi ha portato ieri a prendere la parola in quest'Aula dopo le prime notizie. Credo sia giusto rivedere le normative sui carichi pericolosi ed è bene che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti metta in atto dispositivi per sperimentare nuovi meccanismi di sicurezza. Non sono un esperto, ma certamente è tutto positivo. È bene anche che ci sia stata una risposta tempestiva e immediata per ripristinare viabilità e demolire ciò che va demolito. Non dimentichiamo, colleghi, che un quartiere di Bologna è stato semidevastato. Vi è, quindi, un problema di indennizzo immediato per i familiari delle vittime; c'è un problema di cittadini coinvolti nelle loro abitazioni, con case che hanno subito gravi danni o che sono parzialmente inagibili; c'è un problema di aziende e realtà produttive che sono state devastate da questa esplosione e che pertanto vanno risarcite. Io credo che il Comune di Bologna, la Regione e lo Stato non siano tre realtà isolate l'una dall'altra;