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La conseguenza di ciò ha portato negli ultimi anni al pagamento di prodotti agricoli a 9, 12, 15 o 17 centesimi al chilo per prodotti che, solo per essere raccolti, costano 11, 12 o 13 centesimi al chilo. Capite che la condizione che viene a crearsi è devastante, peraltro per prodotti che troviamo sugli scaffali dei supermercati a un euro e mezzo o due al chilo. Quindi, è una situazione veramente micidiale. Personalmente sono da sempre convinto che ci sia la necessità di una grande attenzione alle dinamiche di mercato, ma questo deve avvenire in un quadro di regole certe e ferme, che siano forti, perché la libertà di mercato senza regole o con regole deboli o inapplicabili è di fatto una sorta di far west , e in queste situazioni il più debole paga il conto di tutti. Credo che l'articolo 7 di questa legge di delegazione abbia fatto un buon lavoro, perché - diciamocelo chiaramente - l'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, che avevamo da alcuni anni sperimentato, di fatto non ha mai portato nessun frutto e in questa delega che diamo al Governo includiamo quella a ricoordinare tutto il quadro normativo con l'articolo 62. Credo che questa sia una cosa assolutamente ben fatta. Dobbiamo essere riconoscenti ai relatori e al Governo per aver accolto molti emendamenti nella legge di delega che ci accingiamo ad approvare e credo che abbiamo messo il Governo in condizione di attuare, tramite uno o più decreti legislativi un'azione che può essere veramente utile a tutto il Paese e non soltanto all'agricoltura. Penso che tutti vogliamo un'agricoltura che non sia piegata e sfruttata e che non abbia sacche che, con un'idea impropria di recupero di competitività, sfruttino i lavoratori, violentino l'ambiente o ignorino le norme elementari di sicurezza. Non vogliamo che imprese più grandi o grandi gruppi della grande distribuzione possano fare utili ai danni di imprese più piccole o meno capaci di condurre; quantomeno, vogliamo intervenire per ridurre tutto questo. Non siamo sognatori, ma abbiamo la convinzione che il mercato debba essere regolato, per permettere a tutti gli attori che operano correttamente, in modo efficiente, senza sprechi e con la necessaria qualità dei prodotti di poterlo fare senza essere assoggettati a ricatti, a prevaricazione o abusi di potere. Questa norma ci mette in mano gli strumenti per andare con forza in tale direzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola in una discussione generale che è particolarmente importante - lo si dice sempre, ma questa volta è vero - nel merito e nel metodo. Nel merito, ovviamente, per l'importanza della legge di delegazione e per il quadro in cui viene approvata, ma anche nel metodo, perché finalmente quest'Assemblea tornerà a votare gli emendamenti, e quindi un provvedimento senza la fiducia (il che dovrebbe essere la norma, ma è diventata l'eccezione). A maggior ragione, quindi, è importante - e ringrazio i relatori per l'attenzione - che ci sia una discussione generale in cui si possa illustrare l'argomento e anche gli emendamenti che responsabilmente, come Gruppo Lega, abbiamo presentato. Quello che chiedevamo e che purtroppo non c'è stato - lo ricordava il senatore Candiani - era una visione complessiva, d'insieme. Tuttavia, abbiamo cercato comunque di migliorare il testo e su questo abbiamo preso atto della disponibilità dei relatori. Come abbiamo detto più volte (valeva per il decreto semplificazioni, è valso ieri nella discussione sulle linee guida sul piano di rilancio e resilienza), c'è sempre qualcosa da aggiungere: lì siamo al limite, perché, su 38 pagine, una è sull'ambiente, mentre il parere della Commissione ambiente sarà di 30 pagine, quasi quanto l'atto principale. Questo per dire che si può sempre migliorare e aggiungere qualcosa e farò tre esempi per quanto riguarda il provvedimento che ci accingiamo a votare: uno riguardo all'articolo 5; uno riguardo all'articolo 6 e uno riguardo a quello che sarà l'articolo 22, visto il nuovo ordine nel testo che arriva in Aula. L'articolo 5, sulle energie da fonte rinnovabile, va benissimo, è ottimo; anzi, dalla Commissione è uscito particolarmente modificato il testo base, con molte aggiunte. Si è pensato a tutto: a dove collocare i pannelli fotovoltaici e alla questione delle ex discariche (ne abbiamo parlato e, anche come Gruppo Lega, abbiamo presentato emendamenti su questo). Manca l'ultimo metro: perché non dare al Governo l'indicazione di lavorare sul recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, sia quelli anteriori al 2014 sia gli altri, coinvolgendo in questo, peraltro, i sistemi collettivi e i consorzi? Va benissimo pensare all'ambiente e alle energie rinnovabili, ma se ciò comunque produce rifiuti, non pensare anche a questo aspetto e non chiedere al Governo di recepire la direttiva europea in tale direzione (ce n'è una) è sicuramente una mancanza che c'è modo di colmare, per avere anche l'ultimo metro e chiudere completamente quell'economia circolare e il ciclo dei rifiuti. Un altro esempio riguarda la plastica, attualmente all'articolo 22 del disegno di legge. A questo proposito, mancano la visione e l'attualizzazione di un discorso, perché dopo il Covid parlare di plastica monouso non è come prima, perché ci ha salvato. Ho qui alcuni esempi, come un bicchiere di plastica. È chiaro che mi disturberebbe se lo dovessi trovare in cima alle Dolomiti, ma lo stesso bicchiere l'abbiamo trovato sul comodino dell'ospedale, sul treno o a scuola e questo ci ha salvato e ci sta salvando dai contagi (Applausi) . Pertanto, un attacco ideologico alla plastica come materiale è dannoso, oltre che assolutamente ingiustificato. Rispetto all'articolo 22, abbiamo quindi avanzato richieste semplici. Non ci sarebbe stato bisogno di farle e, se ci aveste detto di bocciare questi emendamenti, perché ci avrebbe pensato il Governo, lo avremmo capito; tuttavia, non ci dovrebbe essere bisogno di chiedere che siano assicurate definizioni chiare al fine di delimitare correttamente il perimetro d'applicazione delle misure, soprattutto per i contenitori per alimenti. Dire che si debbano individuare i meccanismi volti ad assicurare un passaggio graduale, che consenta la riconversione, è fondamentale: in parte, come Lega lo abbiamo fatto nella manovra finanziaria approvata nel dicembre 2018 (mi sembra fosse il comma 652 che proponemmo allora). Perché dobbiamo essere sempre i primi della classe? Se l'Europa ci dà dei tempi, perché non dobbiamo utilizzarli tutti? È inspiegabile. È opportuno prevedere meccanismi di compensazione e di eventuale incremento del costo, che possa essere agevolato; penso ai costi che hanno queste aziende. Si guarda all'Europa e uno dei pilastri che essa aveva stabilito era quello di pensare al costo per l'azienda, quando si introduce qualcosa nella normativa;