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g) nel caso in cui i titoli autorizzatori per gli apparecchi o per i congegni di cui ai commi 6 e 7 non siano apposti su ogni apparecchio o congegno, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro per ciascun apparecchio o congegno”». 19 (Modifiche al codice penale) 1 Dopo il titolo XIII del libro II del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente titolo: «Titolo XIII- bis . DEI DELITTI CONCERNENTI I GIOCHI D'AZZARDO. -- Art. 649 -bis . -- (Esercizio dei giochi d'azzardo). -- Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d'azzardo o lo agevola, al di fuori dei casi in cui ciò sia consentito dalla legge, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa da 2.000 a 100.000 euro. Chiunque, al di fuori dalle ipotesi di concorso nel reato di cui al primo comma, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, consente un gioco d'azzardo è punito con l'arresto da sei mesi a un anno e con l'ammenda da 500 euro a 50.000 euro. Se il colpevole risulta delinquente abituale o professionale, alla libertà vigilata è aggiunta la cauzione di buona condotta. Art. 649 -ter . -- (Circostanze aggravanti). -- Le pene per i reati previsti dall'articolo 649 -bis sono raddoppiate: 1) se il colpevole ha istituito o tenuto una casa da gioco; 2) se il fatto è commesso in un pubblico esercizio o alla presenza di persone minori di anni diciotto; 3) se tra coloro che partecipano al gioco sono presenti persone minori di anni diciotto. Art. 649- quater. -- (Partecipazione ai giochi d'azzardo). -- Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, senza essere concorso nel delitto previsto dall'articolo 649 -bis , è colto mentre prende parte al gioco d'azzardo, è punito con la multa fino a 2.000 euro. La pena è aumentata fino alla metà nel caso il fatto sia avvenuto in una casa da gioco o in un pubblico esercizio. Art. 649 -quinquies. -- (Elementi essenziali del gioco d'azzardo e delle case da gioco). -- Agli effetti del presente titolo: 1) sono giochi d'azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o parzialmente aleatoria; 2) sono case da gioco i luoghi di convegno destinati al gioco d'azzardo, anche se privati, e anche se lo scopo del gioco è dissimulato sotto qualsiasi forma. Art. 649 -sexies. -- (Misura di sicurezza). -- È sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel gioco d'azzardo e degli arnesi od oggetti ad esso destinati». 2 Gli articoli 718, 719, 720, 721 e 722 del codice penale sono abrogati. 20 (Divieto di finanziamento in favore di esponenti politici, gruppi politici, movimenti e partiti politici, sindacati, nonché comitati, associazioni, società, fondazioni) 1 È fatto divieto a aziende, a società commerciali e a ogni altra forma di impresa operante a qualsiasi titolo nel settore del gioco d'azzardo o in settori a questo connessi, di erogare qualsiasi forma di finanziamento diretto o indiretto in favore di singoli rappresentanti politici, di gruppi parlamentari o consiliari, di formazioni politiche, di movimenti e di partiti politici, compresi comitati, associazioni, società, fondazioni ad essi riferibili direttamente o indirettamente, nonché di organizzazioni sindacali ed associazioni di categoria. 2 È altresì fatto divieto ai soggetti di cui al comma 1 di erogare qualsiasi forma di sovvenzione, sponsorizzazione, elargizione liberale, contributo monetario o di valore venale a enti, associazioni, imprese, comitati rientranti nel settore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) o comunque nelle attività senza fini di lucro di carattere culturale, sociale, assistenziale e solidaristico. 3 Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di violazione del divieto di cui al comma 1, al soggetto erogante è comminata una sanzione amministrativa pari a cinque volte l'importo erogato. 4 I soggetti che ricevano erogazioni liberalità o somme di qualsiasi natura da parte dei soggetti di cui ai commi 1 e 2, devono darne immediata notizia all'autorità giudiziaria e all'amministrazione finanziaria dello Stato. Il mancato rispetto della presente prescrizione determina a carico del trasgressore, salvo che il fatto costituisca reato, una sanzione amministrativa pari a cinque volte le somme percepite, che sono in ogni caso sottoposte a sequestro. 21 (Delega al Governo in materia di contrasto al gioco d'azzardo illegale) 1 Al fine di contrastare la diffusione del gioco d'azzardo al di fuori della concessione statale e comunque in forma irregolare o illegale, nonché di perseguire la tutela dei consumatori e dell'ordine pubblico, garantendo il rispetto degli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate ai sensi dell'articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS) nonché di limitare il funzionamento delle apparecchiature con vincita in denaro di cui all'articolo 110, comma 6, del TULPS installati negli esercizi autorizzati ex articoli 86 e 88 del TULPS medesimo, tenuto conto del monopolio statale in materia di giochi di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi : a prevedere, in capo all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, anche attraverso i propri uffici sul territorio, l'obbligo di tramettere agli organi di Polizia competenti per territorio, per l'espletamento delle attività di vigilanza e controllo, tutti i dati relativi alle giocate, ivi compresi gli orari in cui le giocate suddette avvengono; b consentire la rilevazione delle infrazioni e l'irrogazione delle relative sanzioni anche con modalità telematica ed automatica. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze. I relativi schemi sono trasmessi alle Camere, corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi, per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. I pareri sono resi nel termine di trenta giorni dalla trasmissione, decorsi i quali i decreti possono essere comunque adottati. Qualora tale termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti alla scadenza del termine di delega previsto dal comma 1, o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di trenta giorni.