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Con l'introduzione di un'aliquota del 25 per cento, il report stima che il campione di banche europee analizzato dovrebbe pagare tra i 10 e i 13 miliardi di imposte aggiuntive annue. Mentre l'extra gettito scenderebbe a 6-9 miliardi in caso di aliquota al 21 per cento e a 3-5 miliardi in caso di aliquota al 15 per cento. Quest'ultima percentuale rappresenta la tassa minima globale alla quale ha dato un primo via libera il G20 dello scorso luglio, un primo timido passo verso l'obiettivo ambizioso di allineare sistemi fiscali differenti ed arginare i fenomeni di fuga verso i Paesi cosiddetti "paradisiaci"; considerato infine che secondo lo studio i sistemi fiscali di particolare favore rappresentano una delle principali cause di delocalizzazione delle imprese, dei gruppi multinazionali e delle banche, con conseguenti perdite di gettito fiscale a ogni livello e di posti di lavoro per il Paese in uscita, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; se risulti che l'Agenzia delle entrate sia a conoscenza del fatto che alcune delle più grandi banche italiane negli ultimi anni hanno collocato all'estero parte significativa dei propri utili, "casualmente" in paradisi fiscali; se, di conseguenza, siano stati effettuati controlli, o se vi sia l'intenzione da parte dell'Agenzia di effettuarli ora che i dati sugli utili all'estero sono diventati di dominio pubblico; come il Governo intenda rapportarsi con le grandi banche in materia fiscale, tanto più in un momento come questo, in cui i contribuenti pagano a caro prezzo la gestione dissennata di diversi istituti e in particolare di MPS, che risulterebbe essere tra gli istituti italiani che più utilizzano questo stratagemma per eludere il fisco. Atto n. 4-05996 LANZI CROATTI PAVANELLI FERRARA VANIN TRENTACOSTE DONNO PRESUTTO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nell'anno 1883 il Comune di Scandiano (Reggio Emilia) cedeva allo Stato italiano la rocca comunale dei Boiardo e le terre annesse. La determinazione dell'amministrazione scandianese era motivata dai potenziali benefici economici per la comunità locale che sarebbero derivati dalla volontà del Ministero dell'interno di ricavare dal castello uno stabilimento penale; tale impegno veniva precisato sia sul contratto di cessione che nei verbali delle sedute dei due Consigli comunali ad esso allegati, durante i quali la Giunta di allora deliberò l'alienazione della rocca; il carcere, tuttavia, non fu mai realizzato. Pertanto tutti i sindaci succedutisi dal dopoguerra ad oggi hanno tentato di far decadere il contratto per il mancato verificarsi del presupposto per cui la rocca fu ceduta; nel 2007 l'amministrazione Giovannetti ha sottoscritto un contratto di concessione in uso per 50 anni dell'immobile appartenente al demanio dello Stato, al fine di destinarlo a "centro nevralgico delle attività amministrative e politiche, culturali e sociali della città di Scandiano" con gravosi oneri per il Comune; il contratto di concessione, infatti, onerava e onera tuttora il Comune di Scandiano a versare un canone annuo di 59.180 euro (che a causa dell'adeguamento ISTAT sfiora oggi la cifra di 70.000 euro annui), a realizzare un progetto di restauro e recupero dell'immobile la cui spesa ammonta a 19.000.000 euro e a provvedere ad ogni intervento di ordinaria e straordinaria manutenzione, nonché agli oneri di qualsiasi natura, anche fiscali, gravanti sul bene. Oltretutto, l'impossibilità di svolgere nel medesimo bene attività con scopo di lucro, impedisce qualsiasi alleggerimento dei suddetti oneri economici; alla mancata osservanza dei tempi programmati per la realizzazione del progetto di recupero conseguirebbe il decadimento della concessione. Tuttavia, attualmente i tempi sono stati sforati da anni e il denaro speso ad oggi (dopo 14 anni dalla stipula del contratto) per iniziare le opere non supera i 3 milioni di euro di cui circa 930.000 sono frutto di contributi privati, regionali o governativi; considerato inoltre che tali criticità, che negli anni hanno reso sempre più insostenibile l'esborso a carico delle casse comunali previsto dal contratto di concessione, sono state a più riprese evidenziate dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle del Comune con svariate iniziative sin dal 2014, tra le quali una raccolta firme, accessi agli atti, interrogazioni, ordini del giorno, mozioni e comunicati stampa; rilevato infine che: gli oneri attualmente previsti appaiono ancor più gravosi se parametrati alla possibilità che ha avuto il Comune di Scandiano di sfruttare il medesimo bene immobile precedentemente alla stipula del contratto di concessione del 2007, a fronte di un corrispettivo pari a soli 3 milioni di lire (1.500 euro) circa all'anno; nel 2010 l'amministrazione scandianese aveva avanzato la proposta di procedere al trasferimento gratuito del bene nella sua proprietà, nell'ambito del federalismo demaniale. Proposta che successivamente aveva anche trovato l'avallo del Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica esposta, nonché degli eccessivi oneri a carico del Comune previsti dal contratto di concessione avente ad oggetto la rocca di Scandiano; se intenda promuovere la riconsegna dell'immobile al Comune ovvero la revisione degli oneri previsti dal contratto di concessione, anche alla luce del principio di leale collaborazione tra le istituzioni, al fine di prevenire il pericolo di squilibri finanziari del Comune di Scandiano per l'impossibilità di far fronte all'obbligazione assunta nei confronti del Demanio. Atto n. 4-05997 SALVINI Matteo PITTONI Al Ministro della salute Premesso che: già con atto di sindacato ispettivo 4-07781 del 17 dicembre 2020, tuttora privo di risposta, gli interroganti portavano all'attenzione del Ministro in indirizzo le pubbliche lamentele, i servizi televisivi e le prove di laboratorio che attestavano la non conformità delle mascherine prodotte nello stabilimento FCA di Mirafiori, riconducibili ad alcuni lotti distribuiti nelle scuole italiane, ai requisiti stabiliti dalla normativa vigente; a distanza di ormai molti mesi dall'interrogazione e di circa un anno dalle prime segnalazioni, il Ministero della salute ha diramato la circolare prot. n. 63471 del 6 settembre 2021, recante "mascherine facciali prodotte da FCA ITALY S.p. A. lotti 00914086180 e 00914086190 - quarantena e sostituzione delle giacenze per non conformità"; la circolare, ripresa da numerosi articoli di stampa, ma non pubblicata insieme alle altre nel sito del dicastero, dà atto della "non conformità" delle mascherine facciali afferenti ai lotti citati e, per conseguenza, invita il Ministero dell'istruzione a voler assicurare la massima divulgazione di quanto sopra agli istituti scolastici, affinché provvedano "a individuare, non utilizzare e quarantenare le eventuali giacenze delle suddette mascherine facciali"; nella medesima circolare, l'Amministrazione coglie l'occasione per complimentarsi con sé stessa per essersi "tempestivamente attivata ai sensi della vigente normativa":