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Se non rispettiamo le leggi... CALDEROLI, relatore . Anticipando un discorso che faremo domani sugli emendamenti, ma è l'ultimo residuo dei problemi rimasti perché tutto il resto lo abbiamo affrontato, vorrei accennare al sistema dei pesi e dei contrappesi che verrebbe - secondo qualcuno - rotto a causa del cambiamento del numero dei parlamentari. L'unica cosa su cui si va a incidere è il diverso rapporto rispetto ai 58 grandi elettori regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica, per cui qualcuno propone una riduzione da tre rappresentanti per Regione a due. È giusto o sbagliato? Io ho fatto qualche calcolo: oggi i 58 grandi elettori regionali pesano sui 1003 elettori totali per il 5,8 per cento. Con la nostra proposta, sui 658 elettori totali peserebbero per l'8,9 per cento. Ma io non sto dicendo che l'8,9 per cento degli elettori saranno scalmanati, esagitati o delinquenti. Sto parlando di persone che sono state elette in Consiglio regionale e, nella stragrande maggioranza dei casi, legittimate attraverso il voto di preferenza. Quindi, non vedo cosa ci sia di così allucinante nel fatto che i grandi elettori del Presidente della Repubblica siano 58 e restino 58. URSO (FdI) . Dovrebbe valere anche per gli italiani all'estero. ALDERISI (FI-BP) . Ci sono anche gli italiani all'estero. CALDEROLI, relatore . A proposito degli italiani all'estero, mi ricordo che si diceva « no taxation without representation ». Per me è: no taxation, no representation . Qui ce l'avete già per una buona parte. Qualcosa vi è arrivato. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dai Gruppi FI-BP e PD). MARCUCCI (PD) . Presidente, sta offendendo una parte del Senato! Mica si può dire qualsiasi cosa! CALDEROLI, relatore . Se è così eversivo, l'aver portato all'8,9 per cento il peso dei consiglieri regionali, non capisco come possa essere poi sostenuta questa posizione e proposto un emendamento da chi nella passata legislatura aveva attribuito a consiglieri regionali e sindaci un peso del 13 per cento, perché nel collegio elettorale votavano 630 deputati, 74 consiglieri regionali e 21 sindaci. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). BINI (PD) . Ma era un sistema diverso! CALDEROLI, relatore . Quindi mi sento tranquillo sotto questo aspetto. Questa sera, se ce ne sarà il motivo e domani nel caso - ma penso già stasera - entreremo nel merito della valutazione dei singoli emendamenti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, desidero ringraziare tutti i senatori che sono intervenuti. Non posso negare che il Governo auspichi l'approvazione di questa riforma semplicemente perché è presente nel contratto di Governo e non posso non esprimere favore per il metodo adottato che prevede riforme puntuali. Come Ministro per la democrazia diretta, ritengo che questo potrebbe portare, in caso di referendum , a una domanda univoca nei confronti dei nostri concittadini chiamati a esprimersi. Nonostante questo, Presidente, intendo rinunciare alla replica nel merito e vi chiedo di non considerarla come una mancanza di rispetto nei confronti di quest'Assemblea. MALPEZZI (PD) . Perché non eri in Aula! FRACCARO , ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Non replico semplicemente perché, al contrario, rispetto quest'Assemblea. Nonostante tutto questo credo che, in materia costituzionale e a maggior ragione di fronte a una riforma che riguarda il numero dei parlamentari, dei senatori e dei deputati, il Governo debba rimettersi totalmente al Parlamento e alla sua volontà come rappresentante supremo del popolo italiano. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, il Ministro ci ha appena detto che il Governo tiene molto all'approvazione di questo provvedimento di riforma, perché è nel contratto di Governo (Applausi dal Gruppo PD) . Poi ci dice la bugia che il Governo non è interessato, non ha il coraggio di prendersi la responsabilità su questa questione. No, signor Ministro, se lei esclude questo tema dal contratto di Governo è un conto. Ma, se motiva il desidero di approvazione come proveniente dal contratto di Governo, come ha sostenuto poc'anzi, allora deve intervenire e ci deve dire i motivi per cui il Governo appoggia questo tipo di provvedimento. Non si può dire in quest'Aula tutto e il contratto di tutto, come siete abituati a fare al Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . Pertanto, se la motivazione dell'appoggio del Governo è il contratto di Governo, intervenga e abbia il senso della propria responsabilità nei confronti del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti 2.113, 2.7 e 2.0.1, in quanto estranei all'oggetto del disegno di legge, che reca esclusivamente modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, chiedo scusa e capisco che siamo tutti stanchi. Tuttavia, sinceramente, non vi infastidite se chiediamo di intervenire sulla riforma costituzionale, quando la Presidenza ha assunto la decisione di rendere improponibili degli emendamenti che ci permetterebbero di affrontare il tema vero della riforma costituzionale. (Commenti del senatore Airola) . PRESIDENTE. Per favore, lasciatelo finire. Sta esprimendo la sua opinione. Per favore, stia zitto. Senatore Marcucci, continui. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, noi non siamo affatto d'accordo con questa improponibilità. Io ho avuto modo di farglielo presente. (Commenti del senatore Airola). PRESIDENTE . Senatore, rispondo io su questo, essendo questa solo una mia prerogativa inappellabile. AIROLA (M5S) . Il Presidente non dirige la seduta adeguatamente. (Commenti dal Gruppo PD) . FEDELI (PD) . Signor Presidente, quello che ha detto verso di lei è inaccettabile. PRESIDENTE. Senatore Marcucci, può concludere il suo intervento per cortesia? MARCUCCI (PD) . Io credo che l'atteggiamento del senatore Airola sia conseguenza dell'atteggiamento che ha il MoVimento 5 Stelle nei confronti del Parlamento, se c'era bisogno di una conferma. PRESIDENTE. Sta uscendo. MARCUCCI (PD) . Sta uscendo per propria volontà. PRESIDENTE. Per favore, andiamo al sodo. Dica cosa vuole esprimere. MARCUCCI (PD) . Va bene, signor Presidente, ma sta a lei garantire che io possa parlare. Se mi interrompono, non è certo una mia responsabilità.