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Se la Lega avesse deciso di stare comodamente all'opposizione senza rischiare, senza assumersi le proprie responsabilità, rimanendo a guardare, a criticare quello che facevano o non facevano le altre forze politiche, molte delle norme utili e necessarie che sono contenute in questo decreto-legge non avrebbero trovato spazio e non avrebbero trovato approvazione da parte delle Aule parlamentari (Applausi) . In questa fase così drammatica per il nostro Paese è dovere della Lega garantire il proprio contributo per migliorare, per modificare, per corregge le misure (e anche criticarle quando è necessario) adottate dal Governo. Ci stiamo provando ogni giorno e ci stiamo riuscendo, il provvedimento in discussione ne dà una testimonianza concreta. La maggioranza che sostiene il Governo non è politica, come è evidente a tutti. Nasce in una legislatura in cui nessuno schieramento aveva i numeri per governare autonomamente; le leggi elettorali di Comuni e Regioni garantiscono la governabilità, la legge elettorale delle consultazioni politiche non lo fa. Questa scelta - perché di scelta si tratta - è la vera causa dell'ingovernabilità del nostro Paese e non è una responsabilità della Lega. La pandemia e le sue drammatiche conseguenze non ci consentono di essere inermi spettatori. Questa è la legittima scelta di altri, non la nostra (Applausi) . Il decreto-legge in esame ci ripaga pienamente della nostra decisione: aiuta concretamente famiglie, lavoratori, imprese, la nostra collettività, la nostra società a stare in piedi, a reggere e anche ad andare avanti. Senza la Lega al Governo molte delle scelte e delle norme contenute in questo provvedimento non avrebbero trovato spazio, non avrebbero trovato risposta, non sarebbero state approvate. Facciamo però una raccomandazione al Governo che continuiamo a sostenere: non basta stanziare le risorse, bisogna erogarle rapidamente. C'è un ritardo nell'approvazione dei decreti attuativi; chiediamo che ci sia un intervento efficace, solerte, una cabina di regia perché i cittadini non possono aspettare. La nostra parte l'abbiamo fatta, ora sta al Governo stanziare effettivamente le risorse che il Parlamento ha approvato. In questo provvedimento ci riconosciamo pienamente, anche grazie alle correzioni e alle modifiche apportate dalla Camera. Per questi motivi il Gruppo della Lega voterà a favore del decreto- legge sostegni- bis e rinnoverà la propria fiducia al Governo. (Applausi) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, componenti del Governo, nell'annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle alla questione di fiducia posta sul provvedimento in esame, desidero ricordare a tutti i componenti dell'Assemblea che noi siamo qui oggi per fare un altro passo in avanti per vincere questa difficile emergenza. I 45 miliardi del decreto-legge sostegni- bis sono un tassello ulteriore del mosaico molto più complesso e corposo di provvedimenti in gran parte dovuti al grande sforzo fatto dal precedente Governo Conte II, grazie a sostegno del MoVimento 5 Stelle. Oggi noi realizziamo quanto abbiamo già anticipato col precedente decreto-legge sostegni, perché con questo provvedimento sosteniamo con forza le imprese, attenzioniamo i più deboli, supportiamo i lavoratori e le famiglie e aiutiamo anche oltre 1.000 Comuni. È vero, signor Presidente, che forse dopo un anno non avrebbe nemmeno più senso ribadirlo, però diciamo ancora che è sbagliato e fuorviante pensare alle risorse stanziate in ogni provvedimento per dire se va bene o meno, perché quelle risorse non basteranno mai per le esigenze di tutti; quello che conta, invece, è un percorso che è nato nel marzo 2020 con il decreto-legge cura Italia e del quale poi bisogna tener presente almeno tre elementi. Il primo elemento è quello economico: parliamo di oltre 200 miliardi di euro messi in campo da nove provvedimenti economici nel 2020, dalla legge di bilancio dello scorso anno e dai due decreti-legge sostegni e sostegni- bis del 2021. Vi sono poi i 235 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Fondo nazionale complementare che saranno messi a disposizione da qui ai prossimi sei anni. Infine l'elemento forse più importante: la riapertura graduale delle attività e della filiera economica. Questo, sì, che consentirà di far riprendere finanziariamente il Paese. Oggi dobbiamo ribadire con forza il nostro sostegno alle imprese. In che modo dobbiamo farlo? Ci sono 15 miliardi nel provvedimento che sono destinati a contributo a fondo perduto alle imprese e, di questi, 8 miliardi sono automaticamente assegnati ad imprese che già con il precedente provvedimento avevano avuto il contributo a fondo perduto. Se non bastasse questo, vorrei ricordare al collega che mi ha preceduto che lo stesso MoVimento 5 Stelle era concorde nel superare anche la logica del fatturato dopo quella dei codici Ateco. Come l'abbiamo fatto? Si farà riferimento in questo difficile periodo alla perdita di utile avuta dalle imprese, considerando anche i reali costi da esse sostenuti. A questo settore sono dedicati ben 4 miliardi su base opzionale. Ci sono poi imprenditori, come Raffaele, un giovane imprenditore napoletano del settore delle costruzioni, che lamentano il fatto che il riferimento per constatare la perdita di fatturato con il Covid non dovesse essere l'inizio dell'anno e, quindi, gennaio 2020, ma il periodo successivo all'arrivo del Covid. Infatti, a partire da aprile 2020, sono dedicati ben 3 miliardi di euro a tali imprenditori. C'è però purtroppo chi è ancora in forte sofferenza in questo periodo, forse perché non aveva un lavoro prima del Covid e forse anche perché non aveva un nonno o un genitore che potessero dargli dei soldi per poter mangiare. L'incontro con una giovane madre, con un bambino da crescere e con studi da completare, che ci ha ringraziato per il sostegno che ha avuto dal Paese, dall'Italia, in un momento così difficile, mi ha reso orgoglioso. (Applausi) . Purtroppo però, cari colleghi, c'è gente che non può nemmeno accedere al reddito di cittadinanza perché non solo non ha i genitori o qualcuno che possa dargli una mano, ma perché magari ha avuto un parente da cui ha ereditato una casa e quindi non ha più i requisiti per l'accesso. Come si fa? A queste persone abbiamo pensato quando abbiamo rinnovato di altri quattro mesi il reddito di emergenza. E pensare che oggi c'è chi vuole eliminare il reddito di cittadinanza (Applausi) , erigendosi a sommo giudice della giustizia sociale. Per non parlare poi di chi campa di politica da un quarto di secolo - potrei definirli politica dipendenti - che si permette di sputare sulla povera gente, arrivando a dire che il reddito di cittadinanza è il metadone e chi lo percepisce un tossicodipendente. (Commenti. Applausi) . Ma vi rendete conto di quello che dite? Cosa sarebbe accaduto in questo periodo se non ci fosse stato il reddito di cittadinanza?