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Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 11,55) STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, anch'io voglio approfittare di questa occasione per recuperare davanti ai nostri occhi le immagini devastanti delle fiamme che in Sardegna divorano ettari di macchia mediterranea e minacciano pericolosamente alcuni centri abitati. Ma voglio anche recuperare - ahimè - le immagini del mio Salento, che da mesi è violentato da fenomeni che investono ettari ed ettari di pineta storica, nel più vasto comprensorio turistico di Otranto, andati in fumo nei giorni scorsi. Allo stesso modo, da mesi centinaia di ulivi secolari, già seccati dalla xylella, sono diventati il terribile combustibile per incendi facilitati anche dall'afa, che è conseguenza dei cambiamenti climatici. Con il PNRR noi ci siamo impegnati, come Parlamento tutto, e abbiamo assunto la responsabilità di costruire un sistema Paese migliore da lasciare in eredità ai nostri figli, investendo in particolare sulla transizione ambientale e quindi anche sul verde. È per questo che ho voluto fare questo intervento: certamente per esprimere vicinanza a chi è stato vittima di episodi del genere - molte famiglie si sono trovate a combattere con queste vicende - e solidarietà agli operatori che ci hanno consentito di limitare i danni. Sono però intervenuto anche per avanzare qui una mia proposta, che è quella di provare a salvaguardare davvero le pinete, certamente attraverso interventi preventivi, ma anche immaginando - ad esempio - nelle pinete con più di settant'anni di vita, così come nelle foreste di querce e ulivi, per ogni albero secco vittima degli incendi, di impegnarsi con un nuovo albero verde e giovane. Abbiamo questa responsabilità e credo che tutto il Parlamento possa impegnarsi ad esprimere e a concretizzare una relativa proposta. (Applausi) . FLORIS (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, una delle zone più incontaminate dell'isola di Sardegna, una lingua di territorio che parte dai pendii del Montiferru, contrassegnati da fittissimi boschi, e arriva fino al mare della Planargia, le cui strade sono punteggiate da vigneti e uliveti, ha vissuto i suoi giorni più drammatici degli ultimi decenni. Eppure, a pochi giorni dalla grande paura, è già in piedi a lavorare per reagire a una devastazione ambientale e paesaggistica, che è già anche economica. La Sardegna ha tirato fuori il suo volto più bello, la "sa paradura", l'aiuto solidale, con camion e trattori che fanno la spola dal resto dell'isola per trasportare mangime e foraggio destinato ai pastori dei paesi del Montiferru, che stanno dando il primo e concreto aiuto. Questo grande lavoro serve innanzitutto a testimoniare lo spirito indomito di quelle popolazioni e di quegli amministratori locali, oltre allo spirito di solidarietà e fratellanza che contraddistingue i sardi nei momenti di grande difficoltà, ma ovviamente non è sufficiente. Le parole di vicinanza, le visite istituzionali e le raccolte di fondi sono a loro volta importanti, ma lo Stato in un momento come questo, già gravato dall'emergenza sanitaria, sociale ed economica che accompagna i territori più deboli del Paese ormai da mezzo secolo, deve dare risposte immediate. Lo deve fare per l'oggi dal punto di vista dell'assistenza economica ai tanti che hanno perso tutto, e per il domani, avviando un confronto con la Regione finalizzato ad affrontare in maniera strutturale e risolvere la questione del governo del territorio. Serve un capitolo dedicato a questi ristori in puntuale coordinamento con la Regione Sardegna e il sistema degli enti locali. Decine e decine di aziende, già di per sé fragilissime, rischiano di essere definitivamente spazzate via in assenza di un intervento più che immediato. Lo spopolamento delle aree interne va di pari passo con il progressivo abbandono delle campagne. Questo è il motivo primo delle mancate manutenzioni dei boschi e dei pascoli, che favoriscono gli enormi incendi e le devastazioni che tutti abbiamo modo di vedere. Il modello di prevenzione, più che quello dei soccorsi a disastro avvenuto, è entrato in crisi e va fortemente messo in discussione. Va ribaltato l'assunto che sia la spesa pubblica, che oggi definiamo improduttiva perché non produce un reddito diretto, sia da demonizzare. Il governo del territorio e la sua manutenzione producono il bene più prezioso: il mantenimento di un ecosistema locale in cui le famiglie, le imprese e i visitatori occasionali possono vivere in armonia con le condizioni di sicurezza e sostenibilità. Quanto ai soccorsi, il capo della Protezione civile ha fatto i complimenti alla Regione Sardegna per la sua capacità di reazione e mobilitazione, ma non può essere negato che sussista un problema di risorse per l'implementazione della flotta aerea antincendio, per la formazione continua e l'arruolamento del personale a terra. Analogamente, non è più rinviabile programmare investimenti... (Il microfono si disattiva automaticamente). EVANGELISTA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, intervengo per ricordare l'immane tragedia vissuta in questi giorni dalla Regione Sardegna nel territorio prima del nuorese e poi dell'oristanese. Mi unisco ovviamente alle parole dei senatori sardi Floris e Cucca. Ricordo le cifre: 50 chilometri di terra bruciata, 1.500 sfollati, 7.500 persone tra Forze armate, Vigili del fuoco, ma soprattutto il Corpo forestale e i volontari che debbo ringraziare per il lavoro svolto e per aver salvato vite umane. Purtroppo il mondo agropastorale è a terra e bisogna intervenire immediatamente. La Regione Sardegna ha chiesto già lo stato di calamità, ma ovviamente non basta: adesso occorre un immediato intervento del Governo per risarcire i privati - tante sono le case bruciate - ma anche gli imprenditori, e per ripristinare i boschi bruciati. Ricordiamo che abbiamo perso un ulivo secolare. Occorre investire di più sulla prevenzione, occorre governare il territorio, controllarlo e curarlo, ma occorre soprattutto ripristinare anche il sistema di rilevamento incendi che è cessato qualche anno fa. Con questo auspicio abbraccio tutta la comunità sarda colpita e ribadisco la richiesta di un immediato intervento del Governo. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il mio intervento si inserisce sulla scia di quanti sono già intervenuti sul tema. Vogliamo esprimere estrema solidarietà e attenzione al popolo sardo e a coloro che sono intervenuti in soccorso per mettere fine ai roghi che hanno devastato la bella terra sarda. Ci preoccupa la situazione e trovo corretto quanto dichiarato dal senatore Cucca: la concomitanza troppo spesso ci porta a vedere la mano dell'uomo dietro a queste condizioni. Rivolgo allora l'appello al Governo di intervenire sul quadro normativo affinché ancora una volta siano presi provvedimenti più severi nei confronti di coloro che si rendono attori di atti incendiari che poi devastano il territorio.