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In particolare, il comma 11 -- specularmente al medesimo intervento operato dall'articolo 2, comma 4- bis , lettere a) e b) , del decreto-legge n. 248 del 2007 (proroga termini 2008), che ha prolungato i periodi transitori in questione dal 2010 al vigente termine del 2015 -- proroga, dal 2015 al 2016, il termine dei regimi transitori previsti dagli articoli 51, comma 2, lettera a) , e 52, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69 («Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78»), i quali, con riferimento al ruolo speciale degli ufficiali del Corpo della guardia di finanza, consentono al Comandante Generale di fissare con propria determinazione (in luogo della misura fissa stabilita a regime per legge), rispettivamente, le aliquote di valutazione per l'avanzamento al grado di colonnello e il numero delle relative promozioni annuali. In sostanza, il regime transitorio che viene prorogato consente al Comandante Generale di determinare la platea degli ufficiali da scrutinare per il grado di colonnello del ruolo speciale e il numero dei promossi secondo misure diverse (ridotte) rispetto a quelle previste a regime dal predetto decreto n. 69 del 2001. Lo scopo di tale intervento è, in definitiva, quello di ridurre le promozioni al grado superiore per evitare che siano promossi troppi colonnelli, con conseguente superamento dell'organico previsto per tale grado: tale situazione, infatti, attiverebbe automaticamente quel particolare istituto, comunemente denominato «aspettativa per riduzione dei quadri» (cosiddetto «a.r.q.»), che comporta il collocamento in aspettativa del personale in eccesso fino alla data del pensionamento per limiti di età, con conseguenti maggiori oneri per il bilancio dello Stato (il personale collocato in aspettativa per riduzione dei quadri, infatti, percepisce comunque il 95 per cento dello stipendio senza prestare la propria attività lavorativa). Nel dettaglio, è da precisare che la tabella 3 allegata al menzionato decreto legislativo n. 69 del 2001 stabilisce, a regime, in 6 unità il numero delle promozioni al grado di colonnello, mentre con la proroga del periodo transitorio al 2016 si intende continuare a effettuare -- in detto arco temporale -- un numero di promozioni inferiore (mediamente 2/3 all'anno), onde evitare il ricorso al predetto istituto dell'a.r.q.. Il rinvio della fine del regime transitorio al 2016 consente, infatti, di superare la predetta difficoltà poiché entro tale data è previsto il pensionamento per raggiunti limiti di età di un numero di ufficiali del ruolo speciale sufficiente a garantire, negli anni seguenti, la promozione e il mantenimento in servizio dei colonnelli promossi con i criteri stabiliti, a regime, dal decreto n. 69 del 2001 (segnatamente, dalla citata tabella 3). L'intervento risulta perciò urgente sin d'ora in quanto occorre evitare di formare le aliquote di avanzamento a regime (e, quindi, in modo fisso previsto per legge) nell'ottobre 2014 e, in conseguenza, attivare le relative procedure di avanzamento nello stesso anno. Le aliquote, infatti, secondo quanto previsto dal citato decreto n. 69 del 2001, devono essere formate entro il 31 ottobre di ogni anno (nel caso specifico, entro il 31 ottobre 2014). Comma 13. La norma è di contenuto analogo a quella prevista dall'articolo 1, comma 409, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, la quale ha differito al 1º gennaio 2014 l'applicazione dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per le Federazioni sportive nazionali e le Discipline sportive associate iscritte al CONI. È da rilevare che, a seguito della estromissione dall'elenco ISTAT di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, delle Federazioni sportive nazionali, disposta dal giudice amministrativo, le eventuali economie di spesa realizzate dalle suddette Federazioni, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 6 del decreto-legge n. 78 del 2010, non devono più essere versate al bilancio dello Stato. Le Federazioni sportive nazionali, infatti, non partecipano al bilancio consolidato dello Stato poiché non più inserite nel succitato elenco redatto dall'ISTAT. La norma è finalizzata a garantire alle Federazioni, nonché alle Discipline sportive associate che alle stesse sono assimilate, il cui finanziamento statale, tramite il CONI, ha già subìto una forte riduzione negli ultimi anni, di poter svolgere con maggiore serenità le proprie attività in un periodo di particolare intensità ed impegno. Essa proroga al 1º gennaio 2015 l'applicazione, alle Federazioni sportive e alle Discipline sportive associate, del sopra citato articolo 6 del decreto-legge n. 78 del 2010, nel limite di spesa di 2 milioni di euro; al predetto onere farà fronte per l'anno 2014 lo stesso CONI mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato del corrispondente importo. Comma 14. Si proroga al 31 dicembre 2014 il termine entro il quale l'Agenzia delle dogane e dei monopoli e l'Agenzia delle entrate debbono completare le procedure concorsuali, autorizzate dall'articolo 8, comma 24, del decreto-legge n. 16 del 2012. Viene, poi, specificato che, nelle more del completamento delle procedure concorsuali per la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli e l'Agenzia delle entrate possono prorogare i soli incarichi già attribuiti a propri funzionari, con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, la cui durata è fissata in relazione al tempo necessario per la copertura del posto vacante tramite le predette procedure concorsuali di cui all'articolo 8, comma 24, del decreto-legge n. 16 del 2012. La ratio di tale ultima previsione è, pertanto, quella di fare salvi solo gli incarichi già affidati e non consentire dunque alle Agenzie fiscali di attribuire ulteriori incarichi dirigenziali a propri funzionari dopo il 31 dicembre 2013. Art. 2. -- (Proroga di termini relativi ad interventi emergenziali) 1. La disposizione in rassegna proroga fino al 31 luglio 2014 gli effetti delle disposizioni recate dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3998 del 20 gennaio 2012, nonché dall'articolo 2 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 4023 del 15 maggio 2012, emanate in relazione al contesto emergenziale inerente al naufragio della nave da crociera Costa Concordia occorso nel territorio del comune dell'Isola del Giglio, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 gennaio 2012.