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Disposizioni in materia di elicicoltura. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge nasce dalla necessità di inquadrare a livello normativo un settore, quello dell'elicicoltura, fino a ora lasciato alla libera iniziativa di chi, con passione, ha sempre lavorato con l'obiettivo di dare ai consumatori un prodotto di qualità, oggi parte importante della zootecnia italiana. L'Italia è tra i primi Paesi a livello mondiale nell'elicicoltura per numero di impianti (circa 10.000), con un fatturato annuo di 300 milioni di euro sull'intera filiera. L'uso alimentare e culinario delle chiocciole si inserisce in una ampia e antica tradizione italiana, famosa in tutta Europa e motivo di attrazione turistica enogastronomica. L'intento del disegno di legge è dunque quello di fornire agli operatori del settore uno strumento, il più completo possibile, che permetta di regolamentare e migliorare le condizioni di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti dell'elicicoltura nell'ambito dell'intera filiera alimentare, prestando anche attenzione alle importazioni dall'estero. Nell'elaborazione del testo si è quindi cercato di tenere fede ad alcuni principi, ritenuti fondamentali: le chiocciole e la bava di lumaca poste in commercio devono garantire al massimo livello la salute dei consumatori; gli allevamenti devono essere rispettosi dell'ambiente, non incidendo negativamente in alcun modo su di esso; le stesse chiocciole devono essere trattate secondo standard appropriati. Questa proposta ha quindi l'ambizione di formulare regole più certe per l'organizzazione della produzione e il controllo complessivo della qualità della filiera relativa alle lumache d'allevamento, in grado di garantire ai consumatori standard elevati di qualità alimentare e di consentire, in egual misura, una crescita dei consumi di queste carni ad alto valore biologico. A tal fine, l'articolo 1 del disegno di legge definisce il quadro normativo nazionale del comparto elicicolo, finalizzato a disciplinare in particolare: la raccolta, l'allevamento e la commercializzazione delle specie. L'articolo 2, ai fini della corretta applicazione della legge, reca le definizioni di elicicoltura, di chiocciole e di bava. L'articolo 3 disciplina le modalità della raccolta delle chiocciole che è consentita per scopi alimentari e terapeutici, per il solo uso e il consumo diretti e per quantitativi non superiori a 24 capi giornalieri per persona e solo nel periodo da aprile a settembre. Le disposizioni sulla raccolta non si applicano nei confronti di coloro che svolgono attività di allevamento elicicolo regolarmente autorizzati. L'articolo 4, infatti, stabilisce che l'attività di allevamento elicicolo è, in tutte le sue articolazioni, attività agricola, è tenuta ai medesimi obblighi e fruisce del medesimo trattamento fiscale e previdenziale. Gli impianti di allevamento elicicolo devono, in ogni caso, in relazione alle aree della raccolta, dell'allevamento all'aperto e della riproduzione delle chiocciole, rispettare alcune prescrizioni: il divieto di alterare o danneggiare l'assetto idrogeologico, faunistico e floreale, nonché l'afflusso idrico e la composizione chimica dei corsi d'acqua; il divieto di effettuare ogni forma di discarica o movimentazione del terreno, con la sola eccezione degli interventi necessari per assicurare la sicurezza urbana o l'incolumità pubblica; l'obbligo di bonificare i terreni sottoposti a trattamenti chimici prima del riposizionamento delle chiocciole. L'articolo 5, reca disposizioni sull'utilizzo di chiocciole per scopi alimentari, farmaceutici, cosmetici e industriali. L'articolo 6 reca disposizioni sulla macellazione, il trasporto e la distribuzione delle chiocciole provenienti da allevamento. L'articolo 7 disciplina le modalità di commercio delle chiocciole provenienti dall'allevamento. In particolare, l'allevamento e il commercio delle chiocciole per scopi alimentari, cosmetici, farmaceutici, industriali e terapeutici è consentito esclusivamente qualora provenienti da impianti autorizzati o, se di importazione, qualora corredate da certificazione sanitaria che ne attesti la salubrità ovvero da documentazione idonea a definire la tracciabilità del prodotto nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea. L'articolo 8 disciplina le modalità di commercializzazione della « bava di lumaca ». In particolare, si prevede che è possibile mettere in commercio esclusivamente la bava di lumaca estratta da chiocciole provenienti da allevamenti, prodotta attraverso un procedimento corredato da una certificazione dei servizi veterinari dell'Azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente, che attesti l'assenza di morte per gli animali sottoposti al procedimento e l'assenza di sofferenza degli animali causata da attività di stimolazione di natura meccanica o di esposizione diretta a percentuali superiori al 6 per cento di acido citrico o di cloruro di sodio. L'articolo 9 individua le sanzioni amministrative pecuniarie per gli illeciti e le violazioni delle norme contenute nell'articolato del disegno di legge. L'articolo 10, infine, prevede che, con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, siano definite le tipologie di prodotto del settore elicicolo per le quali è obbligatoria l'indicazione del luogo di provenienza. Inoltre, con apposito provvedimento del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e del Ministero della salute sono definiti i contenuti minimi dei disciplinari produttivi necessari per autorizzare l'utilizzo del marchio « Made in Italy ». L'articolo 11 detta le disposizioni finali.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge è finalizzata a disciplinare l'attività di elicicoltura. 2. Le linee guida per l'applicazione delle disposizioni di cui alla presente legge sono definite con accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini dell'applicazione della presente legge si intende per: a) « elicicoltura »: segmento di zootecnia dedito all'allevamento della chiocciola a scopo alimentare o a qualsiasi altro scopo, ivi compreso quello cosmetico o sanitario; b) « chiocciole »: tutte le specie di molluschi con guscio eduli della superfamiglia Helicoidea ; c) « bava »: sostanza prodotta dalla secrezione di particolari ghiandole della chiocciola, contenente mucopolisaccaridi, utilizzata per scopi farmaceutici, cosmetici, alimentari, terapeutici e industriali; d) « manuale di corretta prassi »: manuale di corretta prassi operativa in materia di elicicoltura, elaborato ai sensi degli articoli 7 e 8 del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, e della circolare n. 30 del 3 luglio 1987 della Divisione III della Direzione generale dei servizi veterinari del Ministero della sanità sulle chiocciole eduli; e) « associazioni riconosciute »: associazioni di elicicoltori riconosciute dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 2.