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l'INPS, gli altri enti previdenziali e il datore di lavoro hanno diritto di far accertare l'effettività dello stato di malattia e il controllo può essere effettuato solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali, i quali sono tenuti a disporlo quando il datore lo richieda, ai sensi dell'art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300, per il tramite dei medici dei servizi sanitari indicati dalle Regioni (art. 2 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663) o ricorrendo al personale medico iscritto nelle liste speciali tenute dall'INPS (art. 5 del decreto-legge n. 463 del 1983); ai sensi della circolare INPS del 12 settembre 2011, n. 118, la richiesta di visita di controllo, che deve essere presentata in via esclusivamente telematica, viene attivata, per i datori di lavoro, tramite la modalità di presentazione telematica della richiesta del servizio di controllo dello stato di salute dei propri dipendenti in malattia, in ottemperanza del disposto ex lege 30 luglio 2010, n. 122, art. 38, comma 5, attraverso il portale web dell'INPS, servizio di "richiesta visita medica di controllo", con accesso tramite PIN; avendo l'INPS appreso dal certificato medico, ricevuto telematicamente, l'indicazione se si tratti di casi riferiti a "terapie salvavita" o "invalidità", essendoci sugli stessi l'apposizione della valorizzazione dei relativi campi (come da circolare INPS del 7 giugno 2016, n. 95), può facilmente separare le richieste di visita di controllo relative alla generalità dei casi dalle richieste di verifica sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione e la congruità prognostica ivi espressa relative ai casi in cui vige l'esenzione dalla reperibilità per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati; considerato infine che, a parere degli interroganti, anziché usare obbligatoriamente il canale di posta PEC istituzionale, come statuito dalla circolare Inps del 7 giugno 2016, n. 95, la possibilità di continuare ad usare l'ordinario iter previsto per la richiesta di visita di controllo, di cui alla circolare INPS del 12 settembre 2011, n. 118, semplificherebbe e aumenterebbe la rapidità di comunicazione dei dati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle problematiche relative alle modalità di inoltro dei dati medici e se non ritenga opportuno che ai datori di lavoro, al fine di segnalare alla struttura INPS territorialmente competente possibili eventi riferiti a fattispecie per le quali i lavoratori risultino esentati dalla reperibilità, per i quali ravvisino la necessità di effettuare una verifica, venga data anche la possibilità di continuare ad usare l'ordinario iter previsto per la richiesta di visita di controllo, di cui alla circolare INPS del 12 settembre 2011, n. 118; quali iniziative, di conseguenza, intenda intraprendere al fine di garantire l'efficienza ed efficacia della comunicazione dei dati medici inerenti alle esclusioni della reperibilità ex lege statuite. Atto n. 4-04047 MONTANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: SIA SpA, società controllata da CDP Equity, del gruppo Cassa depositi e prestiti, è leader europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici dedicati alle istituzioni finanziarie, banche centrali, imprese e pubbliche amministrazioni, nei segmenti card & merchant solutions , digital payment e capital market & network solutions ; il gruppo SIA eroga servizi in 50 Paesi e opera anche attraverso società controllate in Austria, Croazia, Germania, Grecia, Repubblica ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Sudafrica e Ungheria. La società ha inoltre filiali in Belgio e Olanda e uffici di rappresentanza in Inghilterra e Polonia; considerato che: negli ultimi giorni sono ripartite le trattative per una fusione tra SIA e Nexi, società che offre servizi e infrastrutture per il pagamento digitale per banche, aziende, istituzioni e pubblica amministrazione, controllata da fondi di private equity (Advent International, Bain Capital e Clessidra) con l'obiettivo di creare una campione nazionale dei pagamenti; ad oggi risulta difficile individuare dei vantaggi in una possibile fusione di SIA con Nexi: fusione che, del resto, non è un termine adatto, poiché si tratterebbe di un'acquisizione in piena regola da parte di un gruppo che rispetto a SIA è molto più grande e che trasferirebbe di fatto le potenzialità di un'eccellenza tecnologica e infrastrutturale tutta italiana in una nuova entità, regalando non solo informazioni preziose ad un'azienda come Nexi, partecipata da tanti capitali, ma mettendo in discussione le sorti degli stessi dipendenti, giustamente preoccupati delle incognite sul proprio futuro per via della disparità di grandezza tra i gruppi; la difesa da incursioni straniere i nostri asset deve essere una priorità per le istituzioni, al fine di evitare che dati pubblici italiani vengano svenduti ad altri, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali misure intenda porre in essere al fine di tutelare l'interesse dell'azienda, i suoi dipendenti e soprattutto un asset importante del nostro sistema Paese. Atto n. 4-04048 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: i diritti televisivi della serie A di calcio al momento valgono un miliardo e 350 milioni di euro all'anno. I diritti sono in scadenza nel 2021; i diritti in questione sono al momento di proprietà della lega di serie A e costituiscono oltre il 50 per cento delle entrate dei club ; le squadre di serie A per fare cassa, data la loro estrema difficoltà finanziaria, hanno deciso di creare una " media company ", nella quale il 10 per cento sarebbe appannaggio di fondi d'investimento internazionali: o la cordata Cvc, Advent e Fsi, oppure quella Bain Capital e Nb Renaissance. In questo modo i diritti televisivi da distribuire alle 20 squadre di serie A salirebbe a un miliardo e mezzo di euro all'anno; considerato che: la nuova società che gestirà i diritti avrà come amministratore delegato una figura espressione dei fondi d'investimento, fondi che nomineranno anche il 50 per cento del consiglio di amministrazione; il calcio, prima ancora che un business , è uno sport, ha un valore sociale. Non a caso le società di calcio hanno regole tutte loro, diverse dalle aziende normali. Quindi, l'ingresso di fondi d'investimento (per di più stranieri) rischierebbe di condizionare in senso molto più affaristico e molto meno sociale l'intero sistema calcio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti; se intendano salvaguardare le peculiarità dello sport del calcio, proteggendolo dalle grinfie di speculatori e avidi proprietari di club ; se intendano impedire che la serie A finisca in mano di speculatori stranieri; se il Ministro per le politiche giovanili e sport intenda proporre soluzioni alternative, che proteggano il calcio da attacchi speculativi. Atto n. 4-04049 NASTRI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'interno Premesso che: