[pronunce]

Inoltre, la premessa al decreto non sorreggerebbe la parte dispositiva del medesimo, di modo che la lesione delle competenze regionali potrebbe addebitarsi, eventualmente, solo al successivo decreto ministeriale con il quale dovrebbero essere operate le ripartizioni delle risorse. Ulteriore ragione di inammissibilità del ricorso sarebbe costituita dal fatto che esso, in realtà, investirebbe non tanto il decreto ministeriale, quanto, piuttosto, l'art. 23 del decreto-legge n. 355 del 2003, il quale direttamente finalizzerebbe le somme di cui è autorizzata la spesa al rinnovo del contratto collettivo del settore del trasporto pubblico. Nel merito, il ricorso sarebbe comunque infondato. Infatti, sarebbe ragionevole la previsione secondo cui l'erogazione dei contributi è operata dalla autonomie speciali attraverso l'utilizzo del maggior gettito acquisito al loro bilancio a seguito dell'aumento dell'accisa disposto dall'art. 23. Anzi, sarebbe ingiustificato il fatto che la ricorrente fruisca di un doppio vantaggio, costituito sia dalla diretta attribuzione dei 9/10 anche della maggiore imposta, sia «della ripartizione delle risorse alimentate con la medesima maggiore imposta, istituita proprio per far fronte alla spesa autorizzata dal medesimo art. 23 del decreto-legge n. 355 del 2003». Quanto alla seconda censura, l'Avvocatura osserva che, a differenza di quanto sostenuto nel ricorso, il decreto non imporrebbe alla Regione Valle d'Aosta di disattendere i contratti di servizio stipulati con le imprese di trasporto pubblico locale. Esso, infatti, si limiterebbe a prendere atto che la contribuzione regionale degli oneri scaturenti dal contratto collettivo del settore avviene attraverso l'utilizzo, da parte della ricorrente, del maggior gettito acquisito al suo bilancio a seguito dell'aumento dell'accisa disposto dal citato art. 23. 3. – In prossimità dell'udienza, l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato una memoria, nella quale osserva innanzitutto, in punto di fatto, che nelle more del giudizio è stato emanato il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 21 ottobre 2004, n. 4746, contenente l'individuazione delle procedure e delle modalità per l'erogazione, direttamente alle «aziende di trasporto pubblico locale rientranti nella competenza degli Enti concedenti» dei contributi stanziati dall'art. 23 del decreto-legge n. 355 del 2003. L'Avvocatura dà atto che il menzionato decreto fa esplicito riferimento all'avvenuta acquisizione del parere 27 agosto 2004 n. 99473 del Ministero dell'economia e finanze, il quale «ha escluso dall'assegnazione delle risorse erariali le aziende operanti nelle Regioni Sardegna e Valle d'Aosta, nonché nelle Province Autonome di Trento e Bolzano le quali provvedono ad erogare il contributo alle imprese concessionarie di rispettiva competenza attraverso l'incasso diretto dell'aumento dell'accisa di cui all'art. 23, comma 3, del citato decreto-legge n. 355 del 2003». Il richiamato d.m. n. 4746 si configurerebbe come l'unico atto «che inequivocamente manifesta la volontà dell'organo statale di provvedere alla liquidazione ed al riparto del contributo statale de quo alle sole aziende di trasporto “non ricadenti” nei territori della stessa Regione» Valle d'Aosta e come tale, in ipotesi, secondo la prospettazione regionale, «ad effetto interferente nella sfera di attribuzioni costituzionali della Regione ricorrente». La mancata impugnazione di tale decreto comporterebbe il sopravvenuto venir meno dell'interesse della ricorrente al ricorso proposto contro il d.m. 24 giugno 2004, n. 578 e quindi la improcedibilità dello stesso. Quanto al merito delle censure formulate nel ricorso introduttivo del giudizio, la difesa dello Stato conferma e sviluppa le argomentazioni esposte nell'atto di costituzione. 4. – Anche la Regione Valle d'Aosta, in prossimità dell'udienza, ha depositato una memoria, nella quale, ribadendo l'attualità delle conclusioni formulate nel ricorso introduttivo, replica specificamente agli argomenti difensivi della difesa dello Stato in sede di costituzione in giudizio. Inoltre, la Regione riferisce di essersi trovata costretta, al fine di contenere i danni subiti dalle imprese locali concessionarie del servizio di trasporto automobilistico, ad approvare la legge regionale 4 agosto 2006, n. 19 (Disposizioni urgenti per l'attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel settore del trasporto pubblico locale con autobus), la quale autorizza la Giunta regionale ad erogare a dette imprese le somme necessarie alla copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi del settore trasporto pubblico locale con autobus. L'approvazione di tale legge, peraltro, secondo la Regione, non potrebbe in alcun modo essere intesa come acquiescenza alle contestate scelte statali o rinuncia alla quota di incremento dell'accisa che, al contrario, la Regione insiste nel pretendere, «intendendo recuperare successivamente le somme erogate alle aziende di trasporto (…) sui trasferimenti dello Stato disposti in favore della Regione ovvero direttamente alle aziende concessionarie».1. – La Regione Valle d'Aosta ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri in relazione al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 24 giugno 2004, prot. n. 578 (Segr) L.1, concernente l'acquisizione dei dati necessari all'erogazione dei fondi destinati al rinnovo del contratto dei dipendenti delle imprese autoferrotranviarie, di cui chiede l'annullamento. Di questo decreto la ricorrente contesta specificamente una premessa, che afferma: «Considerati i particolari ordinamenti finanziari delle Regioni Sardegna e Valle d'Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano, in virtù dei quali l'erogazione dei contributi è operata dalle predette autonomie speciali attraverso l'utilizzo del maggior gettito acquisito al loro bilancio a seguito dell'aumento dell'aliquota di accisa disposto dall'art. 23, comma, 3, della richiamata legge n. 47 del 2004». La Regione ritiene che questa affermazione sarebbe lesiva dell'autonomia finanziaria regionale garantita dagli artt. 12 e 50, comma 5, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta); dall'art. 4, comma 2, della legge del 26 novembre 1981, n. 690 (Revisione dell'ordinamento finanziario della regione Valle d'Aosta); dall'art. 119 della Costituzione, in combinato disposto con l'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione).