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è stato presentato ricorso dinanzi al TAR del Lazio dal Comune di Cattolica (Rimini) per l'annullamento del decreto n. 323, nel quale sono intervenuti ad adiuvandum numerosi Comuni interessati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda provvedere al riesame delle procedure di compatibilità ambientale citate nell'interesse primario dell'ambiente e del turismo, fonte di sostentamento principale per i territori coinvolti; se intenda prendere in considerazione le osservazioni riportate al fine di tutelare e salvaguardare il territorio, i cittadini e l'ambiente anziché l'esclusiva soddisfazione di un interesse privato. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00448 CARBONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Comune di Giugliano (Napoli), nel 2013, è stato sciolto per infiltrazioni e condizionamento da parte della criminalità organizzata ed è stato amministrato dal 2013 al 2015 da una commissione straordinaria, che durante la gestione ebbe ad assumere nei settori strategici dell'ente (lavori pubblici, urbanistica e Polizia municipale) dirigenti a tempo indeterminato, essendo tra le varie motivazioni dell'atto di scioglimento coinvolti proprio i settori menzionati; l'amministrazione comunale, insediatasi nel 2015, su proposta del sindaco Antonio Poziello, con una totale inversione di azione, ha sostituito, proprio nei settori più a rischio, tutti i dirigenti vincitori di concorso a tempo indeterminato creando microsettori (cimitero, manutenzioni e anagrafe) in cui collocare gli stessi, incaricando nuovi professionisti, con qualifica D o addirittura C a contratto nei settori strategici; a causa dell'esautorazione dei dirigenti di ruolo, assunti dalla commissione straordinaria, prima dall'area urbanistica e poi dall'area lavori pubblici e Polizia municipale, è stato costituito di fatto un ufficio tecnico ed un comando Polizia municipale di nomina politica mediante individuazione intuitu personae da parte del sindaco dei vari responsabili; l'individuazione del dirigente dell'area urbanistica è caduta per ben due volte sulla stessa persona; risulta che l'amministrazione comunale di Giugliano abbia provveduto allo spostamento di ruolo del personale dirigente a fronte del rifiuto di adottare atti in difformità da quelli dovuti e previsti per legge; tale comportamento espone a parere dell'interrogante l'amministrazione a conseguenze di esposti e segnalazioni da parte dei dipendenti all'autorità giudiziaria, come già avvenuto in alcuni casi; risulterebbero, altresì, diverse condotte nel settore dell'urbanistica, adottate dopo il sequestro operato dalla Polizia municipale, anche di concerto con le forze dell'ordine, che hanno prodotto provvedimenti divergenti ovvero in sanatoria, che hanno di fatto vanificato l'azione della Polizia locale e comportato il dissequestro delle opere. Risulta, altresì, che talune opere sono state realizzate da soggetti legati alla criminalità organizzata; a parere dell'interrogante andrebbe esaminata anche la gestione poco limpida delle gare d'appalto per beni e servizi in alcuni settori e la totale inerzia dell'amministrazione che ha comportato per tutto il 2017 il ricorso a proroghe; da fonti pervenute all'interrogante risulterebbe che un dirigente a contratto, con decreti sindacali a tempo e specifici, è individuato di fatto come colui cui affidare le procedure di gara. In particolare, dovendosi espletare la gara sul trasporto pubblico locale, il servizio trasporti viene sottratto al settore di appartenenza (lavori pubblici diretto da dirigente di ruolo) per transitare nel settore politiche sociali e una volta espletata la gara è successivamente trasferito ad altro settore; la situazione riscontrata si rileverebbe anche per la gestione del Suap (Sportello unico per le attività produttive) ed ora per la Polizia municipale, in capo allo stesso dirigente. Sembrerebbe, infatti, che sanzioni amministrative comminate dalla sezione commerciale della Polizia municipale siano state annullate dal dirigente del Suap e che la prassi si ripeta ora che lo stesso è stato nominato dirigente della Polizia municipale; risulta inoltre che spazi comunali sarebbero stati concessi a ditta privata senza evidenza pubblica e per di più consentendo ad essa di percepire introiti pubblicitari; ulteriore questione che, a parere dell'interrogante, pone in risalto la palese illegittimità dell'attività dell'amministrazione comunale di Giugliano è riferibile alla perdurante violazione degli ordini dell'autorità giudiziaria; i consiglieri di minoranza hanno richiesto l'indizione di un referendum consultivo per la realizzazione di un eco villaggio da destinare alla popolazione rom. Il segretario generale del Comune di Giugliano, già segretario del Comune di Castellammare di Stabia, quando il sindaco Poziello rivestiva in quel Comune la carica di assessore, con nota n. 0078847 del 27 ottobre 2016 esprimeva un parere di inammissibilità del referendum di fatto arrestando l' iter procedurale, con avallo della Prefettura di Napoli; il Tar Campania adito con ordinanza n. 3795/2017 avrebbe stigmatizzato il comportamento del segretario generale, ricordando che "spetta al segretario generale un mero controllo di legalità e di regolarità formale della procedura, mentre è prerogativa del consiglio comunale ogni valutazione o decisione sull'ammissibilità e sul merito della consultazione referendaria"; l'amministrazione comunale non ha dato esecuzione alla sentenza TAR Campania ed ha appellato la sentenza. Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 7704/2017, ha ribadito quanto già evidenziato dal TAR, ma ancora una volta il sindaco Poziello non ha dato esecuzione alla sentenza, nella totale inerzia della Prefettura di Napoli; il dirigente rimosso dall'incarico di comandante della Polizia municipale ha proposto ricorso al TAR Campania avverso la delibera con cui, in spregio della legge nazionale, regionale ed ai regolamenti comunali, veniva riorganizzato l'assetto dell'ente al solo scopo di rimuovere i dirigenti di ruolo; il TAR con ordinanza n. 461/2018, ravvisando il fumus boni iuris ed il periculum in mora rappresentati dalla palese violazione di norme di legge, sospendeva con effetto immediato la delibera impugnata; l'ordinanza è divenuta definitiva, in quanto il sindaco di Giugliano, prima ricorreva al Consiglio di Stato avverso l'ordinanza del TAR per poi, vista la palese inconsistenza del ricorso stesso, rinunciare al ricorso (ordinanza del Consiglio di Stato pubblicata il 20 luglio 2018); il sindaco Poziello ad oggi ancora non ha ottemperato all'ordinanza ed emanava ben due decreti, con cui, ignorando l'ordine dell'autorità giudiziaria, confermava la situazione pregressa. In particolare, paralizzando di fatto l'attività amministrativa, lasciava per ben 13 giorni i dirigenti privi di legittimazione per poi emanare un decreto di conferimento incarico retroattivo; ad aggravare la situazione vi è il condizionamento della criminalità organizzata, palesemente evidenziato dai fatti riportati dalla stampa: