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5) teoria e politica dello sviluppo economico. Lo studente deve altresì scegliere una materia complementare. Un corso annuale può essere sostituito da due corsi semestrali. I corsi opzionali (complementari) da attivare di anno in anno sono deliberati dagli organi direttivi della scuola e vengono scelti fra le seguenti discipline: 1) diritto commerciale internazionale; 2) diritto finanziario internazionale; 3) diritto industriale internazionale; 4) diritto internazionale privato superiore; 5) diritto internazionale pubblico superiore; 6) economia dei Paesi in via di sviluppo; 7) economia della innovazione e dei trasferimenti di tecnologia; 8) economia e organizzazione delle aree regionali; 9) economia e politica industriale internazionale; 10) economia e politica internazionale del lavoro; 11) economia e politica internazionale delle materie prime e risorse naturali; 12) economia e politica monetaria e finanziaria internazionale; 13) il sistema bancario e creditizio internazionale; 14) il sistema politico internazionale; 15) integrazione economica internazionale; 16) integrazione internazionale dei processi produttivi; 17) organizzazione economica internazionale; 18) organizzazione internazionale; 19) politica del commercio internazionale; 20) politica internazionale; 21) scienza delle relazioni internazionali; 22) sistemi economici comparati; 23) sistemi economici e politici delle aree socialiste; 24) sistemi politici comparati; 25) storia contemporanea superiore; 26) storia della popolazione; 27) storia delle relazioni e delle istituzioni economiche internazionali; 28) storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali; 29) storia dello sviluppo economico mondiale; 30) storia economica superiore; 31) teoria e tecnica dei progetti di sviluppo; 32) teoria e tipologia delle organizzazioni complesse; 33) tipologia delle istituzioni economiche. Le discipline fondamentali sono suddivise in due gruppi: economico-politico (discipline 1, 2, 3, 4, 5) e politico (disciplina 3). Le discipline complementari indicate sono suddivise in quattro gruppi: giuridico (discipline 1, 2, 3, 4, 5); economico e politico (discipline 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 31, 33); storico e politico (discipline 24, 25, 26, 27, 28, 30, 32). Considerato, secondo il disposto dell'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, che l'attuazione di piani di sviluppo economico e sociale, ed in particolare quelli connessi alla legge 9 febbraio 1979, n. 38, rende necessarie nuove figure professionali per la cui realizzazione non sono istituiti corsi di studi universitari, le discipline fondamentali e complementari indicate sono afferenti a gruppi disciplinari (in particolare degli indirizzi politico-economico, politico-internazionale, storico-politico, politico-amministrativo) della facoltà di scienze politiche con una finalizzazione maggiore rispetto alle consuete discipline dei curricula di laurea. Le materie di insegnamento possono essere integrate di anno in anno, su richiesta del consiglio della scuola, da corsi, conferenze e seminari su argomenti specialistici tenuti da studiosi delle varie materie. Art. 98. - Gli specializzandi sono tenuti a seguire i corsi delle lezioni e a partecipare alle attività pratiche nei termini qui di seguito precisati: a) i corsi annuali vengono impartiti con un numero di ore di lezione pari a quelle di un corso universitario e quelli semestrali con ore di lezione pari alla metà di un corso annuale; b) la frequenza è obbligatoria per un numero di ore di lezioni non inferiore all'85% delle lezioni del corso. Tale numero di ore obbligatorie, per ciò che concerne l'eventuale distribuzione temporale nel corso dell'anno, viene stabilito all'inizio dell'anno dagli organi direttivi della scuola in base ai programmi dei corsi obbligatori e opzionali; c) durante l'anno di corso vengono tenuti seminari e attività pratiche stabiliti all'inizio dell'anno. È fatto obbligo di partecipare agli stessi secondo le modalità di cui al punto b) precedente; d) durante l'anno potranno essere tenute, a seconda delle esigenze dei singoli insegnamenti, attività pratiche consistenti nella predisposizione da parte degli studenti di elaborati sui temi di insegnamento e sotto la supervisione dei docenti. Le modalità di accertamento degli adempimenti relativi alla frequenza sono determinate dal consiglio della scuola e rese note nel manifesto annuale degli studi. Restano fermi peraltro i disposti degli articoli 11 e 12 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, nel cui ambito altre specificazioni sui doveri e sugli adempimenti degli specializzandi possono essere stabiliti dagli organi direttivi della scuola all'inizio di ogni anno accademico. Art. 99. - Per il conseguimento del diploma di specialista è richiesto il superamento dell'esame teorico-pratico di cui all'art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, relativo al primo e secondo anno di frequenza; superato l'esame teorico-pratico dell'ultimo anno, il corso di studio si conclude con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie di insegnamento. La commissione giudicatrice di tale esame finale è costituita da cinque professori di ruolo della scuola designati dal relativo consiglio e integrati volta a volta dal docente titolare dell'insegnamento della materia in cui avviene la dissertazione. La commissione giudicatrice per l'esame teorico-pratico relativo ad ogni anno di corso è costituita da docenti della scuola delle discipline interessate dal programma di formazione dei candidati. A coloro che abbiano superato l'esame finale viene rilasciato il diploma di specialista in economia e relazioni internazionali. Art. 1 Art. 100. - L'importo delle tasse e soprattasse dovute dagli iscritti alla scuola è determinato dal consiglio di amministrazione dell'Università in base alle vigenti disposizioni di legge. I contributi sono stabiliti anno per anno dallo stesso consiglio di amministrazione. Art. 101.- Gli organi della scuola, costituiti in base al disposto dell'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, sono: a) il consiglio; b) il direttore. Art. 102. - Il consiglio, presieduto dal direttore, è composto dai docenti universitari di ruolo e dai professori a contratto previsti dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, ai quali sono affidate attività didattiche nella scuola, nonché da una rappresentanza di tre specializzandi eletti secondo le modalità di cui all'art. 99 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Il consiglio esercita le competenze spettanti, ai sensi dell'art. 94 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980, al consiglio di corso di laurea in materia di coordinamento di insegnamenti. In particolare conduce e coordina le attività della scuola inclusi la designazione dei docenti, l'affidamento degli insegnamenti e le eventuali proposte di contratti.