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Tale norma fa infatti riferimento a «sufficienti indizi» di reato per giustificare l'acquisizione dei tabulati, mentre, per quanto riguarda le intercettazioni, l'articolo 266 del codice di procedura penale parla di «gravi indizi». Pertanto, non si capisce perché per autorizzare le intercettazioni, che sono certamente più invasive dei tabulati, occorrono i gravi indizi, mentre per acquisire i tabulati bastano i sufficienti indizi. Non vi è assolutamente coerenza fra le norme esistenti e questa che voi introducete. Siamo d'accordo sulla specificazione, contenuta nell'articolo 1, in merito alle ragioni, di cui all'articolo 267 del codice di procedura penale, che rendono necessario l'utilizzo del trojan , virus che viene inoculato nei portatili per poter captare le conversazioni tra le persone presenti. Ripeto, è giusto prevedere che le ragioni debbano essere specifiche. Tuttavia, ricordo che il trojan è assolutamente pericoloso e invasivo. I tecnici, a suo tempo, ci hanno spiegato che è non solo possibile ricevere e ascoltare le conversazioni, ma che addirittura ci sono strumenti per introdurre all'interno del dispositivo portatile del materiale, facendolo apparire come prodotto dal suo possessore. In materia di referendum abbiamo presentato degli emendamenti per impedire la proroga dei termini per la raccolta delle firme e, soprattutto, per gli adempimenti burocratici per il referendum con cui si vuole legalizzare lo spaccio della cannabis e addirittura della droga dello stupro, che è nella stessa tabella della cannabis cui fa riferimento il quesito referendario. Nessuno scandalo in questo, come ha voluto sostenere il MoVimento 5 Stelle con l'intervento della collega D'Angelo. Abbiamo presentato anche l'emendamento 3.9, volto a mantenere al 30 settembre il termine fissato per la raccolta delle firme. Pertanto, gli adempimenti erano un conto e le firme un altro. Non comprendiamo perché si debba agevolare con proroghe (quindi con un'eccezione alla normativa vigente) la raccolta di firme su un quesito che sarà dirompente per le nostre giovani generazioni, le quali riceveranno il messaggio che drogarsi è lecito, non fa male e - anzi - per alcuni è quasi un ricostituente. Noi non la pensiamo assolutamente così. (Applausi) . Avete respinto tutti i nostri emendamenti e persino l'emendamento 4.2, che proponeva di portare da 50 a 100 euro l'incremento dell'assegno temporaneo per ciascun figlio minore. Stiamo parlando di figli con disabilità. Ripeto: avete votato anche contro questa proposta emendativa ed è una vergogna. (Applausi) . Avete anche votato contro il nostro emendamento 5.0.1, che proponeva di prorogare i termini per il pagamento delle cartelle esattoriali. Cari colleghi, dovete spiegarlo: vorrei che qualcuno me lo spiegasse. Il signor Sottosegretario, che è tanto impegnato a scrivere mentre parla l'unica opposizione, ad esempio potrebbe spiegare perché lo stato di emergenza non vale per voi, quando si tratta di mettere le mani in tasca ai cittadini in difficoltà. Lo stato di emergenza vale per tutto, ma non vale più quando mettete le mani in tasca ai cittadini in difficoltà. Qualcuno mi dovrebbe spiegare cos'è questo stato di emergenza a intermittenza. Voglio aggiungere che abbiamo firmato convintamente anche l'emendamento 4.0.2, a prima firma della senatrice Bernini, sottoscritto da tanti altri colleghi. Abbiamo aggiunto la firma mia e quella dei colleghi Malan e Maffoni in Commissione, perché siamo convinti che questa proposta era e resta giusta. Si tratta infatti di una proposta volta a consentire eccezionalmente prestazioni di lavoro occasionale nel periodo natalizio, dal 30 novembre al 10 gennaio, attraverso lo strumento eccezionale dei voucher . Onorevoli colleghi, le imprese non trovano lavoratori e durante le vacanze di Natale si rischia di non avere lavoratori sufficienti nei settori del commercio, del turismo e in quello alberghiero, perché i giovani stanno sul divano o lavorano in nero, perché tanti percepiscono il reddito di cittadinanza, in base alla legge criminogena che avete varato in quest'Aula all'inizio della legislatura. (Applausi) . Di certo avete accolto il nostro ordine del giorno sulle intercettazioni, perché tanto un ordine del giorno non si nega a nessuno e sarebbe stata una mera fatica negare lo scandalo, che è stato denunciato nelle settimane scorse dal Copasir, dei contratti stipulati dai tribunali con ditte specializzate nelle intercettazioni telefoniche, che però non vengono controllati da nessuno. Secondo i dati del 2020, su 140 tribunali soltanto uno ha trasmesso sei contratti alla Corte dei conti. (Applausi) . Si tratta di spese molto ingenti: l'Italia è leader mondiale nella spesa per le intercettazioni e non c'è nessun controllo su questi contratti, sulla conformità di spesa e anche sulla affidabilità delle aziende a cui vengono affidati questi delicatissimi compiti, visto che la scelta ricade nella totale discrezionalità dei capi degli uffici e delle procure. Colleghi, avremmo voluto discutere di tutto questo in Assemblea e che i nostri emendamenti fossero esaminati e approvati. Questa è infatti la democrazia, questo è il confronto democratico e il Parlamento dovrebbe servire a questo e non essere ridotto a mero passacarte del Governo, come lo avete ridotto, chiudendo ogni possibilità di dialogo, di confronto e di contributo costruttivo alle norme che, di volta in volta, vengono sottoposte all'esame e alla votazione dell'Assemblea. Anche per questo motivo esprimeremo un deciso voto contrario. (Applausi) . CIRINNA' (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo Partito Democratico voterà convintamente a favore della conversione in legge del decreto-legge in esame e, nello svolgere la dichiarazione di voto a nome del Gruppo, vorrei richiamare tre punti del decreto-legge in conversione, che mi sembrano molto importanti. Essi sono importanti, perché, tra le pieghe di un intervento solo apparentemente molto tecnico, stiamo dando risposte invece davvero importanti a tre domande, che provengono dalle cittadine e dai cittadini del Paese: una domanda di più forte garanzia dei diritti, soprattutto del diritto alla riservatezza, una domanda di partecipazione politica e una domanda di sostegno. Alla domanda di più forte garanzia dei diritti risponde l'articolo 1 del decreto in conversione, che interviene in una materia molto delicata: la possibilità di acquisire alle indagini e al processo penale dati relativi al traffico telefonico. La norma che introduciamo conferma la possibilità di acquisire tali dati fino alla scadenza del termine entro il quale il fornitore è tenuto alla loro conservazione. Allo stesso tempo, però, la modifica introdotta dal decreto-legge rafforza la garanzia processuale del diritto alla riservatezza e in che modo?