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Prevediamo inoltre nuovi e diversi criteri di nomina dei direttori generali, dei direttori sanitari e amministrativi, dei dirigenti di strutture complesse e quegli stessi dirigenti saranno valutati in termini di raggiungimento degli obiettivi di salute e di bilancio nella gestione delle aziende. Si tratta di obiettivi di performance precisi che, riducendo al minimo il margine di discrezionalità, non consentano più di premiare soggetti che, praticando il più bieco servilismo alla politica, hanno mirato solo al proprio avanzamento di carriera, a totale danno delle aziende sanitarie e soprattutto dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . In conclusione, dall'analisi del DEF presentato dal governo Gentiloni Silveri, su 12 indicatori del benessere degli italiani, ben sette non progrediscono o arretrano; pertanto, nel considerare questo Documento come base su cui lavorare, questi punti deboli devono diventare il nuovo punto di forza del Governo del cambiamento, secondo le direttrici già indicate in queste settimane dal ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio e le linee guida in via di elaborazione anche nel cosiddetto decreto dignità, che dichiara lotta alla precarietà del lavoro; quella precarietà che la riforma del lavoro di Renzi ha contribuito a generalizzare come norma di vita degli italiani (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti della senatrice Bellanova) e che adesso si intende riportare nel solco di una fisiologica quota rispetto alla norma, che deve essere quella del lavoro stabile, equamente retribuito e socialmente sostenibile. PRESIDENTE. Senatrice, la invito a concludere. VONO (M5S) . Concludo, signor Presidente. Faccio riferimento ad una road map all'interno della quale le parole d'ordine devono essere i pilastri per eliminare definitivamente questo divario tra Nord e Sud e restituire finalmente la dignità ai cittadini italiani, per un Paese davvero equo e solidale. Le parole d'ordine sono trasparenza nei contratti d'appalto, livelli essenziali di assistenza e di prestazione, sburocratizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione. Solo in questo modo avremo la vera Italia del cambiamento. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Aimi. Prima di dargli la parola, colleghi, dico, a beneficio di tutti, che ricorderò il tempo riservato a ciascun intervento. Un minuto prima dello scadere del tempo, la Presidenza darà una scampanellata. Dopodiché si avrà un minuto per concludere. Ha ora facoltà di intervenire il senatore Aimi. AIMI (FI-BP) . Scampanelli pure, gentilissimo Presidente. Signor Presidente, membri del Governo, non numerosissimi in quest'Aula, gentili colleghi e colleghe, abbiamo assistito quest'oggi alla presentazione del Documento di economia e finanza. Mi è parso, però, di aver assistito in quest'Aula alla presentazione di due diversi documenti: uno è un fotogramma finale che chiarisce qual è la situazione reale dell'Italia. Ed è una situazione disperata e disperante, ma alla quale noi siamo arrivati in conseguenza - purtroppo - di azioni sbagliate compiute da chi ci ha preceduto. Mi riferisco al Governo che, per cinque anni, ha presieduto alle politiche economiche. Noi ci troviamo, al di là di ogni considerazione, in una situazione di estrema difficoltà. Nonostante vi siano stati indicatori economici particolarmente favorevoli e che avrebbero potuto consentire all'Italia di spiegare le vele (perché abbiamo avuto un dollaro molto basso, un prezzo del petrolio anch'esso assolutamente abbordabile dall'economia italiana), ed anche con il quantitative easing che ha aiutato le imprese, il quadro è ora assolutamente desolante. In Europa, infatti, abbiamo conquistato la maglia nera in termini di disoccupazione: in particolare di disoccupazione femminile e di disoccupazione giovanile. Ci siamo ritrovati in una situazione davvero grave per quanto riguarda le imprese. E vorrei dire una cosa. Noi possiamo fare tutte le politiche che vogliamo, ma se non incominciamo veramente a portare la tassazione, che è troppo alta, ad un livello accessibile alle imprese, ci troveremo sempre in difficoltà. Aggiungo che il reddito d'impresa è falsato, per i costi che sono indeducibili, o solo parzialmente deducibili, delle imprese. Questo è un aspetto del quale, secondo me, anche il Governo dovrebbe farsi carico. Sappiamo perfettamente, infatti, che un'impresa, alla fine, dovrà ovviamente pagare le tasse sugli utili e su quello che rimane. Però, se non vengono appunto eliminati lo stipendio dei dipendenti, i contributi pagati e l'aspetto negativo degli interessi passivi sulle banche, le imprese si troveranno sempre in difficoltà. Un altro aspetto riguarda, naturalmente, l'immigrazione. Questo Governo ha assunto, attraverso il Ministro dell'interno, un atteggiamento di contrasto; ha invertito la rotta, finalmente. Il centro destra, su questo punto, è compatto ed ha appoggiato queste politiche, perché abbiamo assistito in Italia a una vera e propria autentica invasione. E quando si assomma povertà a povertà, evidentemente si innesca una guerra tra poveri, che ha portato buona parte del Paese in una situazione di enorme difficoltà. Senza considerare, ancora, gli aspetti che da ciò derivano. Il DEF parla, infatti, esplicitamente dei costi: 4,6 miliardi di investimenti per l'accoglienza relativa ai nuovi arrivi. Duecentomila persone assistite. Un grande interesse da parte di tanti e, in particolar modo, delle cooperative, che si sono lanciate in questa impresa. Noi diciamo, allora, che dobbiamo incominciare a ridurre gli ingressi, a invertire la rotta e che dobbiamo, soprattutto, incominciare a prendere in considerazione diverse politiche che aiutino gli italiani, quegli italiani che sono in difficoltà. Perché oggi vedere clandestini che sbarcano in Italia e che vengono alloggiati in hotel, a fronte di milioni di cittadini italiani (il 7 per cento) che vivono in condizioni di assoluta povertà e che non arrivano, a volte, a percepire neanche 1000 euro al mese o 500 euro di pensione, è un fatto che fa vergognare l'Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi auguro che, con il contributo anche di Forza Italia, si possa definitivamente invertire la rotta rispetto a questo tipo di politica. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Documento di economia e finanza, per ammissione dei suoi stessi estensori e per quello che abbiamo sentito oggi in Aula, si presenta incompleto. Fratelli d'Italia ha presentato la sua risoluzione al DEF: l'ha fatto focalizzando cinque punti fondamentali, tra i quali abbiamo inserito una richiesta precisa al Governo. Chiediamo a questo Governo un impegno, un piano di sostegno alla famiglia che definirei un piano Marshall per la natalità. Insomma, un piano forte e di aiuto, perché anche il DEF conferma che il quadro nazionale è caratterizzato da disagio sociale. Il nostro è un Paese che arranca, tra povertà economiche, ma anche tra le cosiddette nuove povertà, post-materialistiche e qualitative. C'è sullo sfondo un nodo che va spezzato: