[resaula]

se condivida le criticità richiamate, da parte del Consiglio nazionale dei commercialisti, con riferimento alla richiesta di una proroga al 31 ottobre 2022, quale termine per l'autodichiarazione sugli aiuti COVID, attualmente fissato al 30 giugno, la cui scadenza non consente ragionevolmente di espletare in tempi necessari un adempimento particolarmente complesso e articolato, che richiede particolare attenzione nella compilazione; in caso affermativo, quali iniziative di competenza, urgenti e necessarie il Ministro intenda intraprendere, al fine di prevedere il differimento del termine dell'adempimento suddetto e permettere conseguentemente agli studi professionali dei commercialisti di svolgere la propria attività con maggiore distensione, ed evitare ulteriori difficoltà per i contribuenti e le imprese, che rischiano seriamente di pagare un prezzo altissimo per il mancato rinvio della esposta scadenza (che si aggiunge ai numerosi altri adempimenti) richiesto dai commercialisti. Atto n. 3-03383 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: con l'atto di sindacato ispettivo 2-00072 presentato il 28 ottobre 2020 e tuttora in attesa di risposta da parte del Governo, l'interrogante denunciava come le diverse e articolate criticità, in ordine al susseguirsi delle normative introdotte nel corso degli anni (a partire dalla legge 6 marzo 1976, n. 52) relative agli alloggi destinati al personale delle forze dell'ordine (sia nella provincia di Trento che in quella di Bolzano) che hanno coinvolto le istituzioni locali, l'Agenzia del demanio e la Corte di Appello di Trento (determinando gravi ripercussioni agli inquilini, ai quali è stato impedito l'alienazione degli alloggi) hanno causato un evidente danno economico nei riguardi di decine di famiglie del personale delle forze dell'ordine, oltre ad uno spreco di denaro pubblico; al riguardo, l'interrogante evidenzia che da informazioni in suo possesso, le condizioni generali attuali in relazione alla vicenda esposta sono ulteriormente peggiorate, a seguito di notifiche giunte ad alcuni ex militari appartenenti alla Guardia di finanza di Bolzano, d'intimidazione per il rilascio degli immobili demaniali in oggetto, con prevedibili conseguenze sul piano economico e sociale nei confronti degli interessati; a tal fine, occorre nuovamente ribadire, a parere dell'interrogante (come peraltro già indicato all'interno della medesima interpellanza presentata in precedenza) che, trattandosi di alloggi realizzati ai sensi della legge n. 52 del 1976 e riscattabili secondo quanto previsto dalla successiva normativa prevista dalla legge n. 560 del 1993, non sussiste alcun rapporto di concessione amministrativa, ma bensì locatizio con l'IPES (e con l'ITEA per gli alloggi situati a Trento in via Filari Longhi) ed inoltre gli alloggi non sono stati attribuiti in base all'incarico ed alla funzione; l'Agenzia del Demanio di Bolzano, attraverso le note del 28 gennaio 2008 e del 9 maggio 2008, al riguardo ha già esplicitato che: "le disposizioni emanate successivamente alla legge n.52 del 1976, hanno progressivamente ricondotto tali alloggi nella disciplina dell'edilizia residenziale pubblica, senza operare alcuna distinzione per quelli realizzati nelle province di Trento e Bolzano"; attraverso una nota del 16 aprile 2008, prot. 2008/17874/DCS-NOR, la medesima Agenzia ha inoltre dichiarato che: "sul punto, a prescindere dall'inequivoco tenore letterale dell'articolo 1, comma 1, della legge n. 560/93, che assoggetta espressamente alla disciplina ivi contemplata gli immobili acquisiti, realizzati o recuperati a totale carico o con concorso o con contributo statale, ivi compresi quelli di cui alla legge n. 52/1976, occorre rilevare come la questione sollevata sia stata affrontata e risolta, sin dalla emanazione della legge n. 560/93, sia dall'Avvocatura Generale dello Stato, con parere n. 5959 del 07.03.1995, sia dal Ministero del Tesoro - Ufficio Legislativo con lettera n. 595 del 31.05.1994. L'organo legale, nel condividere l'avviso espresso dal Ministero dell'Interno, ha osservato che "gli alloggi realizzati per le Forze di Polizia ai sensi della legge 6 marzo 1976, n. 52, indipendentemente dall'avere o meno natura di alloggi di servizio secondo il significato proprio del termine (..) sono ora da considerare alloggi di edilizia residenziale pubblica e come tali cedibili in proprietà ai sensi della legge 24 dicembre 1993 n. 560"; la Corte di cassazione ha inoltre affermato, che gli immobili edificati nelle province di Trento e Bolzano, non possono essere considerati alloggi di servizio in senso stretto, aggiungendo inoltre che quelli in questione hanno perso la loro funzione pubblica (sia la Questura di Trento, che l'Arma dei Carabinieri e il Comando regionale della Guardia di finanza, esprimendosi in merito alla richiesta di riscatto degli alloggi costruiti ai sensi della legge n. 52 del 1976 da parte di dipendenti delle forze dell'ordine, hanno già espressamente affermato che gli stessi hanno perso tale funzione); il Commissariato del Governo di Trento, evidenzia altresì l'interrogante, interpretando correttamente le suddette disposizioni e tenendo conto del citato orientamento giurisprudenziale, non ha mai disposto, a differenza del Commissariato del Governo di Bolzano, alcun provvedimento di intimazione nei confronti degli inquilini di Ravina di Trento, tutti in quiescenza da diversi anni e conseguentemente risulta incomprensibile, la sussistenza di tale discriminazione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa; se non convengano che le condizioni complessive relative alla vicenda richiamata, che coinvolge decine di famiglie del personale delle forze dell'ordine delle province di Trento e di Bolzano, assegnatarie degli alloggi di cui alla legge 6 marzo 1976, n. 52 (e comunque alienati ai sensi della legge 24 dicembre 1993, n. 560, per coloro che ne facciano richiesta) siano gravi e sconcertanti e necessitino di misure urgenti volte a definire il quadro regolatorio nel senso più favorevole nei loro confronti; in caso affermativo, quali iniziative anche normative, i Ministri intendano conseguentemente intraprendere nell'ambito delle proprie competenze, al fine di risolvere in modo definitivo e determinato, una vicenda che si protrae da diversi anni, che determina incertezza e preoccupazione per i diretti interessati (per alcuni dei quali sono stati addirittura notificati provvedimenti di rilascio dell'immobile) consentendo pertanto l'alienazione degli alloggi che continuano ad essere attualmente ancora di proprietà dell'Agenzia del demanio. Atto n. 3-03384 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: