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Ecco che allora, auspicando l'adozione, da parte del Consiglio di Presidenza del Senato, del Codice di condotta di cui all'articolo 12, comma 2- bis , del novellato regolamento di Palazzo Madama, al quale i senatori devono attenersi nell'esercizio del mandato parlamentare, e di un registro nazionale dei portatori di interessi, analoghi a quelli presenti a Montecitorio, questo disegno di legge intende disciplinare l'attività di lobbying più che il lobbismo come professione regolamentata, dal momento che nell'era digitale nella quale viviamo è possibile influenzare sia in modo diretto che indiretto ( grassroots lobbying ) il processo decisionale pubblico, pur senza essere iscritti negli appositi elenchi o far parte di ben determinati corpi sociali intermedi, mediante la creazione di un registro -interamente sostitutivo dei quattro attualmente attivi in ambito parlamentare e ministeriale- l'iscrizione al quale, obbligatoria per i portatori di interessi, è comunque incentivata dalla possibilità di consultare dati, essere coinvolti dai decisori politici o accedere a luoghi altrimenti riservati. In altri termini, per i lobbisti regolarmente iscritti, maggiorenni e non interdetti dai pubblici uffici, è previsto l'obbligo di render noti i contatti effettivamente posti in essere mediante l'apposita piattaforma informatica, i cui costi sono in parte sostenuti dalle medesime società di consulenza, ma anche l'attività svolta e gli obiettivi perseguiti, al fine di non incorrere nelle sanzioni pecuniarie previste e nella cancellazione dal medesimo registro. Come evidente, dunque, tale progetto normativo non solo riprende alcune specificità già previste per il Registro della Camera dei deputati, ma apporta una semplificazione del sistema stesso dei registri, prevedendo altresì il coinvolgimento attivo dei lobbisti nel processo decisionale attraverso apposite consultazioni loro riservate ed un'automatica selezione delle società di consulenza disposte a sostenere i costi della piattaforma informatica per la pubblicazione del proprio operato, in regime di leale concorrenza, a discapito di alcune tipologie di titolari di interessi spesso disposti a ricorrere a procedure poco trasparenti pur di influenzare i decisori pubblici nell'adozione di interessi vicini a quelli rappresentati per la propria azienda di appartenenza. Pertanto, in attesa del summenzionato intervento del Consiglio di Presidenza del Senato, con il presente disegno di legge, disciplinando compiutamente l'attività dei professionisti di lobbying , si intende assicurare una maggiore trasparenza dei processi decisionali ad oggi troppo spesso, purtroppo, sotto attacco di meri faccendieri e si tutela, d'altra parte, la categoria dei professionisti disponibili a supportare, con dati e documentazione, il processo pre-decisionale mediante l'esplicita accettazione di vincoli obbligatori, delle eventuali sanzioni e degli stessi costi della piattaforma web , poiché direttamente connessi al potere di influenza dei decisori politici. Inoltre, si è scelto di affidare il controllo delle regolari procedure collaborative tra lobbisti ed istituzioni al Dipartimento per i rapporti con il Parlamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, quale punto nodale tra le attività governative e parlamentari, idoneo ad interfacciarsi anche con soggetti terzi. Il presente disegno di legge è composto da nove articoli. L'articolo 1 indica l'oggetto e le finalità del disegno di legge, concernente la disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, quale elemento integrativo del processo decisionale finalizzato a garantire scelte più consapevoli da parte dei decisori politici e, al contempo, a favorire una maggiore conoscibilità dell'attività svolta dai soggetti che influenzano tali processi. L'articolo 2 reca le definizioni di cui ci si avvale nel delineare la normativa introdotta dal disegno di legge. L'articolo 3 elenca le categorie dei soggetti escluse dall'applicazione delle nuove disposizioni. L'articolo 4 istituisce il Registro pubblico dei rappresentanti di interessi presso il Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, disponendo che sia pubblicato in apposita sezione del relativo sito internet . L'articolo 5 elenca i requisiti necessari per procedere alla registrazione e prevede, tra l'altro, l'obbligo di presentare di una dettagliata relazione volta a riassumere l'attività annualmente svolta. L'articolo 6 concerne il regime sanzionatorio previsto per i rappresentanti di interesse che svolgono l'attività di influenza nei confronti dei decisori pubblici pur senza essere iscritti al Registro o, nel caso di regolare iscrizione, violano gli obblighi previsti dalla normativa contenuta nel disegno di legge. L'articolo 7 reca la clausola di invarianza finanziaria, sul presupposto che il Dipartimento per i rapporti con il Parlamento provveda agli adempimenti di competenza con le risorse disponibili a legislazione vigente e che alle spese per la costruzione e il mantenimento della sezione internet dedicata al Registro si provveda con le quote di iscrizione versate annualmente dai rappresentanti di interessi. L'articolo 8, recante le disposizioni finali, dispone circa i termini di adeguamento a quanto disposto dal presente articolato normativo da parte delle istituzioni e delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo. L'articolo 9 dispone l'entrata in vigore della legge con decorrenza dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale .. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge ha per oggetto la disciplina delle attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza degli interessi, quale elemento integrativo del processo formativo delle decisioni pubbliche, nel pieno rispetto dell'autonomia delle istituzioni legislative e con obbligo di lealtà nei loro confronti. 2 La disciplina di cui al comma 1 si informa ai princìpi di pubblicità, di partecipazione democratica e di trasparenza dei processi decisionali pubblici, al fine di consentire l'acquisizione di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli da parte dei decisori pubblici e di assicurare la conoscibilità dell'attività dei soggetti che influenzano tali processi. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende: a per « attività di rappresentanza di interessi », ogni attività svolta professionalmente da persona fisica o giuridica non sollecitata dai decisori pubblici, mediante la presentazione e l'illustrazione di proposte, richieste, documenti e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta, anche trasmessa per via telematica, volta a perseguire interessi definiti, purché conformi al buon costume, all'ordine pubblico e alle norme imperative; b per « decisori pubblici », i membri del Parlamento, del Governo, degli enti territoriali di cui all'articolo 114, primo comma, della Costituzione, delle Autorità amministrative indipendenti e degli organi direttamente coinvolti nei processi decisionali pubblici; c per « processi decisionali pubblici », i procedimenti di formazione degli atti legislativi e regolamentari e degli atti amministrativi generali. 3 (Esclusioni) 1 Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano: a ai giornalisti e ai funzionari pubblici le cui relazioni o i cui contatti sono attinenti all'esercizio della propria professione; b alle persone che intrattengono relazioni o realizzano contatti per registrare dichiarazioni contenute in articoli o discorsi pubblici, o la cui pubblicità configura una violazione delle norme sul segreto di Stato, d'ufficio, professionale o confessionale;