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La misura è stata concepita come uno schema in due fasi, la prima volta a disciplinare gli incentivi per scuole e famiglie con ISEE sotto i 20.000 euro annui, la seconda per imprese e famiglie con redditi ISEE fino a 50.000 euro all'anno; lo scorso 7 agosto 2020 è stato emanato dal Ministero dello sviluppo economico il decreto denominato "piano voucher per le famiglie a basso reddito" pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , serie generale, n. 243 del 1° ottobre 2020; la disciplina dei bonus prevede che solo gli operatori dei servizi di connettività possano fornire anche i dispositivi informatici, cioè i tablet o i personal computer , coprendo un valore fino a 300 euro (che verranno loro rimborsati dallo Stato), utilizzabili dagli aventi diritto per l'acquisto del bene, o come sconto sui prodotti di valore maggiore; il decreto preclude le stesse attività a tutti gli altri rivenditori di dispositivi elettronici e informatici, restringendo le possibilità di scelta degli aventi diritto e rappresentando un'evidente distorsione della concorrenza; in data 8 ottobre l'interrogante con l'atto 4-04206 aveva già chiesto al Ministro in indirizzo di rivedere queste posizioni per tutelare tanto il settore del commercio quanto i consumatori; il 22 ottobre l'AIRES, Associazione italiana retailers elettrodomestici specializzati, e l'ANCRA, Associazione nazionale commercianti radio televisione elettrodomestici e affini, con l'intervento ad adiuvandum di "Mediaworld", hanno impugnato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio il decreto contestando i medesimi profili di illegittimità; hanno anche presentato domanda cautelare di sospensione dell'esecutività e degli effetti del decreto ministeriale, stante l'evidenza e l'irreparabilità dei danni che il provvedimento governativo è in grado di provocare a tutte le imprese operanti nel settore dei prodotti elettronici, sospensione sulla quale il TAR del Lazio dovrebbe pronunciarsi a giorni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue considerazioni in merito; se non ritenga di dover intervenire rapidamente per evitare che, a seguito dell'ipotesi di sospensione del decreto, esso perda la sua efficacia a scapito dei consumatori che avrebbero dovuto usufruirne. Atto n. 4-04286 BORGONZONI Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dello sviluppo economico Premesso che: il recente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri emanato per fronteggiare il progressivo aumento dei contagi da COVID-19 stabilisce, tra l'altro, la sospensione di fiere e sagre locali ad esclusione delle manifestazioni fieristiche di livello nazionale ed internazionale; nel testo non viene fatto riferimento specifico ai tradizionali mercatini delle prossime feste natalizie anche se i sindaci vengono autorizzati a chiusure temporanee di vie e piazze per eventuali rischi di assembramenti; il sindaco di Trento ha deciso che il mercatino natalizio non si farà, perché sarebbe troppo alto il rischio di contagio, visto il numero di visitatori che normalmente frequentano il mercatino da fine novembre ai primi di gennaio, e lo stesso avverrà a Bolzano; i mercatini di Natale negli ultimi anni hanno avuto uno sviluppo notevole in tutto il territorio italiano, perché costituiscono un valido ed importante canale di vendita di prodotti soprattutto legati all'artigianato e alla filiera alimentare; Confesercenti lamenta come il nuovo provvedimento che vieta sagre e fiere "colpisce pesantemente un settore, quello del commercio ambulante e delle partite iva, già messo a dura prova anche dopo il lockdown e che ha messo in atto, in questi mesi, tutti i protocolli di sicurezza per garantire la salute pubblica ed il lavoro di migliaia di attività. Si tratta di eventi che si svolgono, in gran parte, all'aperto nel pieno rispetto delle regole e che rappresentano, in una fase delicata come questa, un momento di socialità importante ed ordinato per le comunità e l'economia locale", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano escludere espressamente dal divieto lo svolgimento queste attività commerciali, valutando come far svolgere al meglio ed in sicurezza i mercatini di Natale, al fine di evitarne la chiusura totale, che penalizzerebbe in modo insostenibile un settore già fortemente indebolito e per il quale le festività natalizie costituiscono un'occasione imperdibile di ripresa, e che inoltre significherebbe rinunciare a manifestazioni legate profondamente alla cultura e alle tradizioni popolari; se, nell'ambito degli stanziamenti già previsti dal Governo a sostegno di Regioni e enti locali che, a causa dell'emergenza, hanno subito drastiche riduzioni di risorse, una parte di questi verranno riservati al ristoro dei Comuni per tutte quelle attività poste in essere per la riduzione del rischio di contagio in caso di organizzazione di eventi, svolti su territorio comunale, di particolare rilevanza per il sostegno dell'economia locale; se intendano prevedere, qualora non sia possibile l'organizzazione dei mercatini natalizi, un aiuto economico per gli espositori danneggiati dall'annullamento degli eventi. Atto n. 4-04287 GRASSI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: a Pratola Serra (Avellino) ha sede lo stabilimento FCA (ex FMA) noto per la produzione di motori endotermici alternativi a 4 e 5 cilindri in linea, impiegati su autovetture FIAT, Alfa Romeo, Lancia e Jeep; lo stabilimento è un complesso industriale tecnicamente all'avanguardia, con una capacità produttiva di 600.000 motori all'anno e prevede la realizzazione contemporanea di unità a benzina e a diesel ; il sito produttivo irpino ha ricevuto importanti certificazioni internazionali come ISO 14001, ISO TS 16949 e ISO 50001, ed il premio di primo livello ( bronze level e silver level ) nell'applicazione delle metodologie del WCM ( world class manufacturing ) che certifica il livello di eccellenza dello stabilimento e dei suoi prodotti; stando agli ultimi dati disponibili, attualmente nello stabilimento lavorano circa 1.700 addetti, con un'età media di 37 anni; all'indomani della fusione paritetica tra i gruppi industriali FCA e PSA (cui appartengono i marchi automobilistici Peugeot, Citroen, DS Automobiles, Opel e Vauxhall Motors), da cui è nato il gruppo Stellantis, lo stabilimento di Pratola Serra sarà ovviamente investito della produzione dei motori da installare sulle vetture di tutti i marchi del neonato gruppo; il CEO e vicepresidente esecutivo di Peugeot ha recentemente annunciato che il marchio abbandonerà il diesel , privilegiando le motorizzazioni ibride o plug-in ; avendo lo stabilimento sviluppato negli anni una peculiare expertise nella produzione di motori endotermici a diesel , è ragionevole pensare che le scelte industriali compiute dal management dei marchi propri del gruppo Stellantis ricadranno, in negativo, sullo stabilimento irpino, donde la preoccupazione di lavoratori e sindacati, si chiede di sapere se e quali azioni, di propria competenza, il Ministro in indirizzo intenda adottare a tutela della produttività e dei livelli occupazionali dello stabilimento di Pratola Serra.