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«Considerato altresì che, per tutto quanto premesso e considerato,» - non c'era nella prima - «alla luce delle evidenti irregolarità emerse e dello specifico rilievo della proiezione prognostica, per come consentita dalla combinazione delle irregolarità emerse e dalla non uniforme distribuzione di voti a favore del senatore Cario nell'area di competenza del consolato di Buenos Aires, sussistono irregolarità tali da inficiare il risultato elettorale e la conseguente elezione del medesimo senatore Cario». Il "considerato altresì" non c'era prima, perché, ripeto, le posizioni non erano uguali e si diceva: «Non va bene questo, perché va bene l'altro». Del resto, la questione del dottor Porta è stata abbondantemente descritta nella premessa. Non è che il riferimento al dottor Porta non ci sia da nessuna parte, perché rientra nella descrizione di tutto questo complicato procedimento. Alla luce di queste considerazioni, nonostante i vostri interventi mi abbiano invitato a riflettere ancora di più rispetto alla valutazione che avevo già fatto in precedenza, ritengo di ribadire dal mio punto di vista la bontà della mia decisione. Il voto di quest'Aula ha confermato quindi la decadenza del senatore Cario e sono dell'avviso che la Giunta prenda il tempo necessario, magari non oggi, ma in un'altra seduta, per stabilire chi succederà, posto che magari in questo caso ci può essere qualche complicazione, come lei ci appena evidenziato, senatore, complicazione che però quest'Assemblea non può certamente risolvere, perché non è di sua competenza, ma di competenza esclusiva della Giunta. Pertanto rinvio il seguito dell'esame del documento in titolo ad altra seduta, dando a lei tutto il tempo necessario. Nella Conferenza dei Capigruppo che si terrà oggi nel pomeriggio decideremo quando l'Assemblea esaminerà la questione della proclamazione di chi la Giunta deciderà di indicare. Ora andiamo avanti con il prossimo punto all'ordine del giorno. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Su che cosa? Lei aveva chiesto prima di rinviare. Noi abbiamo votato un calendario che prevede che oggi vi siano votazioni su quattro argomenti; siamo arrivati al quarto e pertanto possiamo andare avanti per definirlo, a meno che qualcuno non chieda una pausa, per riprendere alle ore 15. Per me va bene, può deciderlo l'Assemblea, ma sono dell'avviso che dobbiamo finire, perché poi dovremo esaminare il successivo punto all'ordine del giorno. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, so bene quello che abbiamo definito in Conferenza dei Capigruppo, ma ho anche registrato la confusione sul voto. Avevo chiesto di aggiornare il quarto punto all'ordine del giorno ad altra data, da definire in sede di Capigruppo. Credo che questo sia possibile, purché naturalmente l'Assemblea ne convenga. La mia richiesta è quindi di rinviare il quarto punto ad altra seduta, che definirà la Conferenza dei Capigruppo che è convocata per il pomeriggio. PRESIDENTE . Su questo punto si è già votato, quindi non rimetto in discussione una decisione che è già stata assunta. Discussione del documento: Doc Doc. XVI, n. 7 Relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla questione del seggio vacante nella Regione Veneto Approvazione della relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XVI, n. 7. La relazione è stata già stampata e distribuita. Chiedo alla relatrice, senatrice Modena, se intende integrarla. MODENA, relatrice . Signor Presidente, colleghi, la relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è già depositata ed è completa in tutte le sue parti, pertanto ad essa faccio riferimento. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il seggio che si è reso vacante è quello della Regione Veneto, per la scomparsa del senatore Paolo Saviane. In Giunta ho assunto una posizione secondo la quale ho votato, auspicando che venisse approvata la relazione del senatore Durnwalder, che aveva correttamente valutato che l'articolo 57 della Costituzione prescrive l'elezione dei senatori su base regionale. Pertanto non si poteva ipotizzare l'assegnazione del seggio al di fuori dei collegi che insistono sulla Regione Veneto. Ero d'accordo con lui e confermo quella mia opinione, che purtroppo è stata respinta dalla Giunta, che ha approvato invece la relazione della senatrice Modena oggi al nostro esame. Questo caso, dal mio punto di vista, sembra sostanzialmente simile a quello su cui l'Assemblea si è pronunciata nel 2019 in riferimento al seggio vacante della Regione Sicilia. Allora, nei miei interventi sia in Giunta che in Assemblea, sottolineai che si stava compiendo un errore nel non considerare il dettato della Costituzione sul voto per il Senato, che è su base regionale. Oggi ribadisco la questione, mettendo in risalto una differenza rispetto a quella votazione: allora ci si riferiva a un partito unico, come il MoVimento 5 Stelle, mentre oggi siamo in presenza di una coalizione e ciò, quindi, permette l'assegnazione del seggio in sede regionale. Confermo quindi la mia posizione di adesione alla relazione del senatore Durnwalder, che purtroppo non è stata accolta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, come diceva adesso il senatore Grasso che mi ha preceduto, la scomparsa del senatore Saviane, eletto nelle liste della Lega in un collegio plurinominale in Veneto, pone la necessità di assegnare quel seggio. Il limite che la Costituzione pone all'articolo 57, per cui il Senato è eletto su base regionale, cari colleghi, dovrebbe impedire soluzioni fantasiose. Questo limite trova inoltre conferma nella legge elettorale del Senato, che all'articolo 17- bis del decreto legislativo n. 533 del 1993, che contempera il principio dell'articolo 57 con la tendenza a integrare il plenum dell'Assemblea, esclude espressamente l'applicabilità dell'articolo 84 del decreto del Presidente della repubblica n. 361 del 1957, affermando che non si può fare la cosiddetta traslazione ad un'altra circoscrizione regionale. È un limite testuale ed espresso, pertanto quando una lista, anche per causa sopravvenuta, come stabilisce 19 del decreto legislativo n. 533, ha esaurito il numero dei candidati presentati in un collegio plurinominale e non sia possibile attribuirle i seggi che le spetterebbero in quel collegio, si procede secondo tre criteri in ordine discendente. I seggi sono assegnati in primo luogo alla stessa lista negli altri collegi plurinominali della stessa circoscrizione (articolo 84, secondo comma); se non basta, se non c'è possibilità, i seggi sono attribuiti ai candidati della lista non eletti nel collegio uninominale originario o, in mancanza, in quella della circoscrizione (articolo 84, comma 3).