[massime]

Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Marche in materia di attività edilizia - Recupero a fini abitativi dei sottotetti degli edifici esistenti al 30 giugno 2014 - Omessa previsione del rispetto delle distanze minime di cui al d.m. n. 1444 del 1968 - Denunciata violazione della competenza statale esclusiva in materia di "ordinamento civile" - Insussistenza alla stregua di corretta interpretazione della norma impugnata - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 1, lett. a) e b), della legge reg. Marche n. 17 del 2015, impugnato dal Governo - in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost. e all'art. 2-bis del TUE, per violazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di "ordinamento civile" - nella parte in cui, disciplinando il recupero di sottotetti a fini abitativi, non prevede il rispetto delle distanze minime di cui al d.m. n. 1444 del 1968. La norma censurata - limitandosi a stabilire che "sono consentiti, anche in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, il recupero a fini abitativi e l'agibilità, senza modifica della sagoma dell'edificio, dei sottotetti esistenti alla data del 30 giugno 2014, legittimamente realizzati o condonati", purché siano rispettati una serie di limiti di altezza e di rapporto "illuminotecnico" - non autorizza alcuna deroga alle distanze minime tra fabbricati e agli standard urbanistici, dovendo anzi ritenersi che faccia salvo il rispetto di questi parametri (come confermato anche dall'art. 1, comma 3, della medesima legge regionale).