[pronunce]

Considerato che, successivamente alla proposizione del ricorso con il quale sono state promosse le presenti questioni di legittimità costituzionale, è stata approvata ed è entrata in vigore la legge della Regione Veneto 21 dicembre 2012, n. 47 (Disposizioni per la riduzione e il controllo delle spese per il funzionamento delle istituzioni regionali, in recepimento e attuazione del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 "Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012", convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 e istituzione e disciplina del Collegio dei revisori dei conti della Regione del Veneto), la quale ha modificato l'articolo 2, comma 1, della legge della Regione Veneto 16 gennaio 2012, n. 5 (Norme per l'elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale); che, nella nuova formulazione, l'art. 2, comma 1, della legge regionale n. 5 del 2012 prevede che il numero dei consiglieri regionali sia determinato «in conformità a quanto previsto dallo Statuto e dalla normativa statale» nella seguente misura: «a) diciannove, in caso di popolazione residente non superiore a un milione di abitanti; b) ventinove, in caso di popolazione residente non superiore a due milioni di abitanti; c) trentanove, in caso di popolazione residente non superiore a quattro milioni di abitanti; d) quarantanove, in caso di popolazione residente non superiore a sei milioni di abitanti; e) sessanta, in caso di popolazione residente superiore a sei milioni di abitanti», e che ne facciano parte di diritto il Presidente della Giunta regionale e il candidato alla carica di Presidente che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente; che l'art. 2, comma 1, della legge della Regione Veneto n. 5 del 2012 stabilisce un numero di consiglieri che, anche aggiungendo il Presidente della Giunta regionale e il primo candidato non eletto, non è superiore ai limiti massimi indicati dall'art. 14, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 138 del 2011; che, quindi, la Regione Veneto ha regolato la composizione del proprio Consiglio regionale in modo conforme a quanto previsto dalla normativa statale; che tale sopravvenienza normativa è satisfattiva delle pretese avanzate dal Governo e che la disposizione impugnata non ha avuto medio tempore applicazione; che va dichiarata, dunque, cessata la materia del contendere con riguardo alla questione riferita all'art. 2, comma 1, della legge della Regione Veneto n. 5 del 2012 (ex multis, sentenza n. 325 del 2011 e ordinanza n. 238 del 2011); che resta da definire la questione relativa all'art. 27 della legge regionale n. 5 del 2012, non modificato dalla legge della Regione Veneto n. 47 del 2012; che, innanzitutto, va respinta l'eccezione di inammissibilità prospettata dalla Regione Veneto per difetto assoluto di motivazione, in quanto le argomentazioni svolte dall'Avvocatura generale di Stato consentono di individuare i motivi di gravame e i parametri cui essi si riferiscono; che, nel merito, l'art. 27, comma 1, della legge della Regione Veneto n. 5 del 2012, nel prevedere che il numero dei consiglieri sia pari a quarantanove - cui vanno aggiunti, secondo le disposizioni del nuovo Statuto del Veneto (Legge della Regione Veneto 17 aprile 2012, n. 1), il Presidente della Giunta e il primo candidato non eletto - rispetta il tetto previsto dall'art. 14, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito nella legge n. 148 del 2011, sulla cui legittimità costituzionale questa Corte si è già pronunciata con la sentenza n. 198 del 2012; che, di conseguenza, le censure riferite alla violazione dell'art. 117, comma terzo, Cost., e dell'art. 14, comma 1, lett. a), del decreto-legge n. 138 del 2011 sono manifestamente infondate; che, infine, anche la censura relativa alla violazione dell'art. 134 Cost. è manifestamente infondata, per inconferenza del parametro invocato (ordinanze n. 84 del 2011 e n. 77 e n. 286 del 2010), in quanto tale articolo disciplina le competenze della Corte costituzionale, che non sono in alcun modo pregiudicate dall'esercizio della funzione legislativa da parte del Consiglio regionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE 1) dichiara cessata la materia del contendere in ordine all'art. 2, comma 1, della legge della Regione Veneto 16 gennaio 2012, n. 5 (Norme per l'elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale), impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe; 2) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 27, comma 1, della legge della Regione Veneto n. 5 del 2012, promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento agli articoli 117, terzo comma, e 134 Cost., nonché all'art. 14, comma 1, lett. a), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n. 148 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari), con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'1 marzo 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI