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sono migliaia le richieste di cittadini italiani che, trovandosi all'estero per lavoro e studio, ma anche semplicemente per turismo, desiderano rientrare in Italia, ma sono impossibilitati a causa della soppressione dei voli verso il nostro Paese; molti sono i casi di persone che, terminata la propria quarantena nei Paesi ospitanti, non hanno adesso la possibilità di ritornare in patria; i Paesi coinvolti sono diversi: dalla Spagna, in cui centinaia di persone sono bloccate per la cancellazione di tutti i voli verso l'Italia, al Marocco, alla Tunisia e alla Russia. Anche l'Austria e la Slovenia hanno chiuso le proprie frontiere, mettendo molti italiani nell'impossibilità di tornare a casa; diverse agenzie di viaggio e tour operator si stanno attivando nel tentativo di sensibilizzare il Ministero degli affari esteri riguardo al problema, ma non hanno avuto fino ad oggi alcun riscontro, lasciando i nostri connazionali in balìa degli eventi, creando un'emergenza nell'emergenza; molti sono i giovani che chiedono di poter continuare a lavorare e studiare all'estero in condizioni di sicurezza, ma ai quali al momento non sono arrivate risposte concrete, né sul fronte della tutela sanitaria nei Paesi in cui vivono, né sulle possibilità di un eventuale rientro in Italia; sono circa 100.000 i ragazzi italiani che ogni anno vanno all'estero per motivi di studio, dal liceo fino all'università ed oltre; attualmente si presume che diverse decine di migliaia di studenti siano bloccati in attesa di rientrare in Italia e di ricongiungersi con le proprie famiglie, le quali stanno vivendo momenti di angoscia, anche per la mancanza di risposte da parte delle istituzioni; è necessario che le istituzioni intervengano per risolvere immediatamente questa emergenza; le compagnie aree infatti hanno via via sospeso tutti i voli per l'Italia e molti aeroporti sono stati chiusi, lasciando di fatto il nostro Paese isolato e molti italiani sequestrati all'estero in attesa del rientro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare urgentemente un piano, attraverso la promozione di un coordinamento con tutti i Paesi dell'Unione europea, per l'immediato rientro in patria di tutti gli italiani all'estero, anche per mezzo di voli speciali, in accordo con le compagnie aree. Atto n. 3-01468 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il vino nel 2019 è stato il prodotto agroalimentare italiano più esportato nel mondo, con un aumento del 3,1 per cento. Il fatturato realizzato all'estero è stimato in 6,4 miliardi nel 2019 e supera quello ottenuto sul mercato interno, a conferma dell'importanza delle esportazioni per la tenuta economica ed occupazionale del made in Italy ; quasi i due terzi (63 per cento) delle esportazioni agroalimentari italiane, secondo Coldiretti, interessano i Paesi dell'Unione europea, dove la crescita nel 2019 è stata del 3,6 per cento. Il principale partner è la Germania, verso la quale l' export cresce del 2,9 per cento e raggiunge i 7,2 miliardi, mentre le vendite sono praticamente stagnanti in Gran Bretagna con la Brexit e volano negli Stati Uniti (più 11 per cento) che, con 4,7 miliardi di export e nonostante gli effetti negativi dei dazi, restano il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari ed il quarto dopo Germania, Francia e Gran Bretagna; ad oggi, si sta assistendo ad un crollo del 20 per cento dell' export con il freno della domanda a livello internazionale, in un contesto in cui anche la logistica delle merci ha subito un arresto che impatta sugli scambi commerciali; le limitazioni agli spostamenti dei cittadini hanno portato ad un cambiamento delle abitudini di consumo, anche per effetto della chiusura di molte attività commerciali, determinando un freno alla domanda interna, ma anche a quella internazionale. Uno scenario reso ancora più drammatico dal blocco dei voli verso l'Italia, in primis dagli Stati Uniti, che ha determinato un crollo dei flussi turistici da sempre un traino importante per l'agroalimentare made in Italy all'estero, per il quale ultimo è venuto, inoltre, a mancare anche l'importante effetto promozionale di eventi e fiere in Italia e all'estero; il made in Italy sta subendo un vergognoso boicottaggio da parte di Paesi dell'Unione europea, che va dalla richiesta di certificati di sicurezza per i prodotti agroalimentari italiani, al blocco immotivato delle merci ai confini, che sta colpendo duramente l' export agroalimentare nel mondo, si chiede di sapere: con quali azioni il Ministro in indirizzo intenda affrontare le diverse criticità emerse, che rischiano di produrre effetti gravi a ogni stadio della filiera, in termini di accesso ai mercati dei vini prodotti, di investimenti in promozione, neutralizzati dall'immobilità determinatasi sui mercati; se non ritenga di adottare provvedimenti urgenti per la defiscalizzazione dei fatturati realizzati con l' export , per l'abolizione del contrassegno fiscale applicato sulle confezioni di prodotti destinati al mercato nazionale e per una diminuzione, anche minima del 2 per cento, delle accise sugli spiriti e sui prodotti intermedi per lasciare alle imprese risorse economiche indispensabili per affrontare l'attuale crisi; se non ritenga, infine, in un momento di così grande difficoltà e incertezza, di agire presso l'Unione europea, affinché la stessa metta in campo azioni forti e concrete contro pratiche insensate compiute ai danni dei produttori italiani, che rischiano di far perdere quote di mercato importanti alle produzioni nazionali, per colpa di una concorrenza sleale che mira a screditare i prodotti provenienti dall'Italia. Atto n. 3-01470 BOLDRINI D'ARIENZO Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la Giunta comunale di Ferrara, guidata dal sindaco Alan Fabbri, ha previsto, tramite la delibera n. GC-2020-105 del 27 marzo 2020, l'acquisto, per un valore di 110.000 euro, e la distribuzione gratuita di 150.000 pezzi di quelle che ha definito "mascherine", a partire da martedì 31 marzo e sino a venerdì 3 aprile; il medesimo materiale, nella quantità di 2 milioni di pezzi, era stato fornito gratuitamente alla Regione Veneto, che lo ha distribuito attraverso i Comuni e la Protezione Civile, dalla stessa azienda che lo ha ceduto a titolo oneroso al Comune di Ferrara; in occasione della presentazione del prodotto da parte del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, con un comunicato stampa è stato affermato che: "Grafica Veneta Spa (l'azienda che le produce) ha sperimentato la realizzazione di una mascherina , che ha tutte le caratteristiche per fornire un'ottima protezione per circa l'80% della popolazione, ad esclusione dell'uso prettamente sanitario e chirurgico"; questa dichiarazione può aver ingenerato la diffusa convinzione che quel materiale potesse essere adeguato per la protezione individuale di chiunque, tranne per il personale sanitario;