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Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato, nonché modifica all'articolo 69 del codice penale, in materia di concorso di circostanze aggravanti e attenuanti. Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si intende riprendere e portare a compimento un importante lavoro iniziato nella scorsa legislatura e votato solo alla Camera dei deputati; parliamo di un disegno di legge che intendeva escludere dall'ambito di applicabilità del rito abbreviato i delitti puniti con la pena dell'ergastolo. Occorre chiarire che la scelta di legiferare in tal senso non è guidata da alcun pregiudizio rispetto al valore dei riti alternativi e alla loro portata deflattiva né, tanto meno, si intende introdurre un intervento di tipo punitivo, di tipo, come si dice in maniera poco ortodossa, «forcaiolo», con il portato che può venire rispetto alla diminuzione delle garanzie dell'imputato; non si tratta di questo. Attualmente, anche in caso di delitti di sangue particolarmente efferati, il nostro codice prevede uno sconto di pena per il solo fatto che l'imputato abbia scelto, in una determinata fase processuale, peraltro insindacabile da parte del giudice, il rito abbreviato. Questo aspetto, se lo sommiamo al meccanismo del bilanciamento delle circostanze e dell'applicazione dello sconto di pena proprio del rito abbreviato, porta spesso a condanne decisamente irrisorie rispetto alla gravità, all'efferatezza e alla crudeltà di alcuni delitti. Con la misura che si intende introdurre con il disegno di legge de quo , il rito abbreviato e il conseguente sconto di pena di un terzo, non sarebbe esperibile per una serie di delitti particolarmente efferati e di gravissimo allarme sociale, quali: strage, omicidio in occasione della commissione di delitti di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, sfruttamento sessuale dei minori, violenza sessuale semplice e di gruppo e atti sessuali con minorenni, omicidio commesso contro l'ascendente o il discendente, omicidio premeditato, omicidio per motivi abbietti o futili o commesso con sevizie o con crudeltà verso le persone, tratta di persone e acquisto e alienazione di schiavi, sequestro di persona a scopo di terrorismo o eversione, sequestro di minore cui consegua la morte dell'ostaggio, sequestro di persona a scopo di estorsione cui consegua la morte dell'ostaggio. E non da ultimo finirebbe con l'essere escluso nei casi di femminicidio. Come noto, nel corso della precedente legislatura, seguendo il solco tracciato dalla Convenzione di Istanbul, è stato messo in campo e approvato un ampio spettro di interventi che ha toccato gli aspetti più diversi, l'educazione, la prevenzione e, anche, la repressione. Al riguardo merita di essere menzionata, da ultimo, la legge 11 gennaio 2018, n. 4, recante modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici, con la quale è stata introdotta la previsione dell'aggravante dell'ergastolo nei casi in cui l'omicidio avvenga all'interno di un rapporto matrimoniale e nei casi di unione civile e convivenza. In un Paese, l'Italia, dove ogni due giorni una donna muore per mano di un uomo, dal 1981, anno dell'abrogazione del delitto d'onore, ad oggi, nessuno si era preoccupato di introdurre l'aggravante dell'ergastolo per gli omicidi commessi all'interno del matrimonio, della convivenza o dell'unione civile. Con il presente disegno di legge si intende, dunque, continuare sulla strada dell'adozione di misure di contrasto ai delitti di particolare efferatezza, tra i quali spicca senza dubbio alcuno, il femminicidio. In particolare, l'articolo 1, modificando l'articolo 438 del codice di procedura penale, esclude dall'applicazione del rito abbreviato i procedimenti per delitti puniti con l'ergastolo, secondo l'impostazione già adottata nel 1987 con la disciplina originaria del nuovo codice di procedura penale, impostazione che, val la pena sottolineare, aveva superato efficacemente il vaglio della Corte costituzionale con la sentenza n. 176 del 23 aprile 1991. L'articolo 2 introduce nel codice di procedura penale i nuovi articoli 438- bis , che consente la richiesta di rito abbreviato, subordinandola ad una diversa qualificazione del fatto ovvero come reato per il quale la legge non prevede la pena dell'ergastolo, e 438- ter che prevede, in applicazione del principio del giudice naturale e dell'articolo 102 della Costituzione, un rito abbreviato davanti alla corte di assise, quando si proceda per uno dei delitti su cui essa è competente e per i quali la legge non preveda la pena dell'ergastolo. L'articolo 3 modifica per coordinamento l'articolo 442 del codice di procedura penale nelle parti in cui presuppone la possibilità di giudizio abbreviato per reati puniti con l'ergastolo. L'articolo 4 reca modifiche in materia di decreto che dispone il giudizio abbreviato. L'articolo 5, con riguardo al concorso di circostanze, modifica l'articolo 69 del codice penale, stabilendo, con riguardo ai delitti contro la persona, il divieto di equivalenza o prevalenza delle circostanze attenuanti laddove concorrano con le aggravanti di cui all'articolo 61, primo comma, numero 1), l'avere agito per motivi abbietti o futili e 4), l'aver adoperato sevizie o l'avere agito con crudeltà verso le persone, del codice penale. L'articolo 6 reca norme transitorie.. 1 (Modifiche all'articolo 438 del codice di procedura penale) 1 All'articolo 438 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 - bis . Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo»; b dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4-bis . Nei procedimenti per i delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo, l'imputato può proporre la richiesta di cui al comma 1 subordinandola a una diversa qualificazione del fatto come reato per il quale la legge non prevede la pena dell'ergastolo»; c al comma 6, le parole: «ai sensi del comma 5, la richiesta può essere riproposta» sono sostituite dalle seguenti: «delle richieste presentate ai sensi dei commi 4- bis e 5, esse possono essere riproposte». 2 (Rito abbreviato nel dibattimento) 1 Dopo l'articolo 438 del codice di procedura penale sono inseriti i seguenti: «Art. 438- bis. - (Rito abbreviato nel dibattimento) . – 1. Nel caso di rigetto delle richieste presentate ai sensi dei commi 4- bis e 5 dell'articolo 438, l'imputato può riproporle prima della dichiarazione di apertura del dibattimento. 2.