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Atto n. 4-01803 CIRIANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: si susseguono sull'intero territorio nazionale segnalazioni, lamentele e denunce all'autorità giudiziaria, nonché a quelle di garanzia, in merito a comportamenti scorretti da parte degli operatori telefonici commerciali; in particolare, tralasciando l'aspetto dell'eccessivo numero di chiamate ricevute mediamente ogni giorno dall'utenza dai più svariati operatori commerciali, nonché quello delle fasce orarie poco consone durante le quali le stesse telefonate vengono effettuate, è emerso che in molti casi gli operatori si rivelano offensivi, maleducati e persino minacciosi; a tal proposito si consideri come anche di recente, come è stato rappresentato all'interrogante, il Garante per la protezione dei dati personali avrebbe avuto segnalazione di operatori giunti al punto di richiamare l'utente con tono intimidatorio, ricordando di avere a propria disposizione l'indirizzo di residenza dello stesso; come è noto, a fronte di tali modalità commerciali scorrette così diffuse, gli strumenti di tutela a disposizione dei consumatori e utenti telefonici risultano pochi e comunque connotati da scarsa efficacia: si consideri, a titolo esemplificativo, che l'identificativo del chiamante degli operatori risulta sistematicamente inesistente, o comunque irreperibile, qualora si tenti di richiamare; altro elemento che aggrava il livello di disagio per l'utenza, è legato al fatto che le centrali operative dei call center sono sovente delocalizzate e con sede all'estero, di frequente al di fuori del territorio dell'Unione europea, con l'impiego di personale straniero molto spesso privo della necessaria conoscenza del contesto economico di riferimento e, di conseguenza, dell'esperienza e delle competenze specifiche necessarie per favorire una corretta fruizione dei servizi nel mercato in cui operano; infine, un'ulteriore problematica sulla quale si rende necessario un rapido intervento del legislatore è quella della riassegnazione a nuovi utenti di numerazioni telefoniche già assegnate ed utilizzate in passato ad altri clienti, con la conseguenza che il nuovo intestatario è spesso tempestato da telefonate e contatti riconducibili al precedente titolare: in tal caso, a poco valgono gli appelli e le richieste rivolte alle compagnie telefoniche per ottenere la rimozione della numerazione dagli elenchi di iscrizione attivati in passato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi con la dovuta tempestività per individuare nuove forme di repressione e prevenzione dei fenomeni descritti, in particolare contemplando sanzioni nei confronti di quelle aziende i cui operatori di call center si macchino di condotte poco consone; se non ritenga urgente e necessario intervenire per regolamentare l'assegnazione delle risorse di numerazione agli operatori di telefonia, in modo tale da evitare l'assegnazione a nuovi utenti di numerazioni già utilizzate in passato e riconducibili a precedente intestatario. Atto n. 4-01804 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: Sandro Biviano è un uomo di 41 anni affetto, come i suoi tre fratelli, da distrofia muscolare progressiva di tipo facio-scapolo-omerale (FSO); la sua condizione è sufficientemente grave, per cui il caso rientra nella classe delle persone con disabilità al 100 per cento; Sandro Biviano è costretto da tempo in carrozzina e si muove coraggiosamente unicamente con tale mezzo. Ovviamente, ha bisogno di assistenza in modo continuativo da parte di una persona che gli sia sempre a fianco; la sua vicenda divenne di pubblico dominio alcuni anni fa, in occasione del "caso Stamina", quando lui e suo fratello Marco piantarono, nel senso letterale del termine, una tenda in piazza Montecitorio per 20 mesi, per protestare sull'inadeguatezza del servizio sanitario nazionale nell'affrontare i problemi dei disabili gravi, denunciando sia le carenze nel campo della ricerca avanzata che, soprattutto, la scarsa qualità dell'assistenza sotto il profilo socio-sanitario; dopo un periodo di oggettiva tensione con il Ministro della salute pro tempore , Beatrice Lorenzin, furono molte le manifestazioni di interesse nei suoi confronti e verso i suoi fratelli, sia da parte del Ministero della salute, che da parte della Regione Siciliana. Essendo i ragazzi residenti a Lipari, venne predisposto un protocollo sperimentale di teleassistenza, gestito dall'ospedale di Messina, con i mezzi innovativi della telemedicina; ma con l'aggravarsi della loro condizione, i fratelli Biviano decisero di trasferirsi a Roma per essere seguiti presso il policlinico "Gemelli", nell'area specificamente destinata alla diagnosi e cura di queste patologie, diretta dal professor Enzo Ricci; pochi giorni fa, il 10 giugno 2019, si è però verificato un grave incidente, peraltro prevedibile, stanti le pessime condizioni delle strade e dei marciapiedi di Roma, per cui la sua carrozzina si è ribaltata. Sandro Biviano è scivolato a terra in preda a dolori lancinanti e ha immediatamente pensato che probabilmente si era creata qualche frattura; l'autoambulanza, chiamata quasi istantaneamente, è arrivata dopo 50 minuti, cosa facilmente verificabile con i dati disponibili sul cellulare; è stato quindi condotto al pronto soccorso del Gemelli, dove è giunto alle ore 17.40 e dove la sua condizione è stata identificata come quella di un soggetto con trauma differibile, nonostante la sua patologia di base, il trauma cervico-dorsale subito e le evidenti difficoltà respiratorie, aggravate dalla posizione fisica nella barella in cui frattanto era stato trasferito. Finalmente alle ore 19.40 è stata posta la diagnosi di frattura, fortunatamente composta, delle due vertebre C2 e C3; ciò nonostante non è stato possibile trovare un letto nell'intero policlinico Gemelli, per cui ha trascorso la notte in barella, cosa sommamente disagevole e perfino pericolosa nella sua difficile condizione; inoltre, nessuna attenzione è stata prestata alla persona che lo accompagnava, di cui ha bisogno 24 ore su 24, alla quale non è stata fornita neppure una sedia; il giorno dopo il paziente, alle ore 9.10 del mattino, è stato dimesso con un collare tecnologicamente sofisticato, tipo "Aspen" con vista e stabilizzatore toracico; tra le indicazioni ne figurava una di particolare interesse: evitare lunghi viaggi in auto, cosa che il paziente avrebbe fatto da lì a pochi minuti dopo, e contemporaneamente gli si chiedeva di tornare dopo due settimane con radiografie fatte in particolari proiezioni, ignorando la complessità con cui questo paziente è bloccato dalla sua patologia FSO e dalla stessa duplice frattura, che esige comunque una completa immobilizzazione; il policlinico Gemelli è indubbiamente tra le migliori strutture romane per qualità di servizi offerti ai pazienti; nel pronto soccorso del policlinico, però, non c'è un servizio o per lo meno un protocollo appositamente studiato per pazienti che presentino particolari complessità sul piano diagnostico-assistenziale, da riferire ad un doppio tipo di patologia: quella neurologico-degenerativa e quella traumatica;