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3.3. Misure di sostegno La valutazione, la prevenzione e l'eliminazione dell'inquinamento marino nel Mediterraneo non possono essere realizzati senza una solida base istituzionale che benefici di un appoggio sufficiente e di mezzi finanziari, equipaggiamenti ed esperti. Anche se nei paesi progrediti della regione mediterranea la situazione sembra adatta per la realizzazione di questa componente, per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, le loro capacità necessitano di essere rafforzati. Questa componente ha come obiettivo di rafforzare le capacità istituzionali delle Parti contraenti per la valutazione e l'eliminazione dell'inquinamento marino. Per ottenere l'obiettivo enunciato, dovranno essere svolte le attività seguenti: - fornire consulenze sulle politiche,strategie e prassi di natura giuridica, tecnica e fiscale che possono contribuire all'applicazione di misure ed obiettivi adottati dalle Parti contraenti; - elaborare linee direttive, manuali, documenti e pubblicazioni di riferimento sull'attuazione di questa componente; - formulare ed attuare programmi di garanzia-qualità dei dati relativi all'inquinamento; - agevolare lo scambio d'informazioni, l'accesso alle tecnologie in questione ed il trasferimento delle stesse; - organizzare una formazione individuale e di gruppo (seminari, laboratori ecc.) di esperti nazionali (amministratori, tecnici, scientifici) su tutti i soggetti relativi a questa componente; - formulare ed attuare programmi appropriati di istruzione e di sensibilizzazione del pubblico; - agevolare i contatti cori le istituzioni finanziarie internazionali per ottenere un appoggio finanziario per l'attuazione di attività specifiche. 4. INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE L'informazione e la partecipazione del pubblico sono una dimensione essenziale della politica di sviluppo durevole e di protezione dell'ambiente. Per conseguire tali obiettivi, saranno svolte le seguenti attività: - fornire al pubblico in generale le informazionidisponibili sulle condizioni di sviluppo e dell'ambiente nel Mediterraneo e le misure prese per migliorarle; - elevare la coscienza ambientale della popolazione e creare un approccio comune ai problemi ambientali del Mediterraneo ; - agevolare al pubblico l'accesso alle attività di protezione e di gestione dell'ambiente ed alle cognizioni scientifiche appropriate; - mobilitare l'interesse e garantire la partecipazione dei principali operatoti interessati (a livello delle autorità locali e provinciali, dei gruppi economici e sociali, dei consumatori); Per conseguire i sopra enunciati obiettivi, occorre svolgere le seguenti attività a livello nazionale e regionale: - lanciare campagne coordinate d'informazione e di attività speciali per la protezione dell'ambiente, ad intenzione dei gestori e di coloro che decidono, nonché dei fanciulli, studenti, insegnanti e turisti; - lanciare programmi educativi volti a far conoscere al pubblico ed al giovani in particolare, il valore e la rarità del patrimonio naturale, la necessità di evitare il degrado degli ambienti naturali ed urbani e l'importanza che il pubblico partecipi alla loro conservazione e gestione; - proseguire e ampliare la pubblicazione e la diffusione di .opuscoli, dèpliants, poster, rapporti, bollettini d'informazione, ed altri supporti, nonché i contatti con i mass-media; - migliorare e rafforzare lo scambio d'informazioni e di esperienze sui problemi ambientali della regione, nonché la cooperazione in questo settore; - vigilare, per il tramite dell'unità di coordinamento e dei Centri di attività regionali, affinchè tutte le OIG et ONG qualificate abbiano l'accesso richiesto alle informazioni sul PAM e possano partecipare attivamente, se del caso, alle attività del PAM; - pubblicare ad intervalli regolari il Rapporto sullo stato e l'andamento dell'ambiente nel Mediterraneo. II RAFFORZAMENTO DEI QUADRI GIURIDICI Lo sviluppo del diritto internazionale dell'ambiente si èfortemente accelerato dalla Conferenza di Stoccolma del 1972, e la CNUED ha messo in rilievo l'evoluzione crescente dello stesso in direzione di uno sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda il delicato equilibrio tra preoccupazioni ambientali e preoccupazioni di sviluppo. Il programma Azione 21 ha messo in rilievo che occorre fare appello alla legislazione per garantire questo equilibrio, nell'ambito del controllo dell'osservanza degli impegni. Nel corso di venti anni di cooperazione, le Parti contraenti alla Convenzione di Barcellona (1976) hanno adottato un insieme sostanziale di strumenti giuridici per facilitare la loro cooperazione, in particolare: - Convenzione per la protezione del Mare Mediterraneo contro l'inquinamento (Barcellona, 1976); - Protocollo relativo alla prevenzione dell'inquinamento del mare Mediterraneo mediante operazioni d'immersione effettuate da navi ed aeronavi (Barcellona, 1976); - Protocollo relativo alla cooperazione in materia di lotta contro i inquinamento del mar Mediterraneo da idrocarburi ed altre sostanze nocive in caso di situazione critica (Barcellona, 1976); - Protocollo relativo alla protezione del mar Mediterraneo contro l'inquinamento di origine tellurica (Atene, 1980); - Protocollo relativo alle zone particolarmente protette del Mediterraneo (Ginevra, 1982); - Protocollo relativo alla protezione del mar Mediterraneo contro l'inquinamento derivante dall'esplorazione e dalla gestione della piattaforma continentale, del fondo del mare e del suo sottosuolo (Madrid, 1994). Per quanto riguarda l'aspetto giuridico, la Fase II del PAM comporterà una Convenzione emendata per la protezione del mar Mediterraneo contro l'inquinamento, un Protocollo emendato relativo alla prevenzione dell' inquinamento del mar Mediterraneo con operazioni d'immersione effettuate da navi ed aeronavi, ed un nuovo Protocollo relativo alle zone particolarmente protette e alla biodiversità nel Mediterraneo. Si prevede inoltre che saranno presto adottati un nuovo Protocollo relativo alla protezione della regione mediterranea contro l'inquinamento derivante dai movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e dalla loro eliminazione, nonché emendamenti al Protocollo relativo alla protezione del mar Mediterraneo contro l'inquinamento di origine tellurica. Questi emendamenti tengono conto dello sviluppo del diritto internazionale dell'ambiente e del concetto di sviluppo sostenibile. Per quanto concerne l'aspetto giuridico il PAM Fase II sarà attuato in conformità con le seguenti linee direttive: - elaborare nuovi strumenti giuridici per rafforzare e consolidare ,la base giuridica della cooperazione mediterranea; - sostenere i paesi mediterranei ed in particolare i paesi in via di sviluppo, ad elaborare e migliorare le loro regolamentazioni ambientali sulla protezione dell'ambiente e Io sviluppo sostenibile, garantire la loro piena partecipazione ai negoziati regionali ed internazionali concernenti gli stessi settori, e fornire aiuto per accelerare l'entrata in vigore e l'applicazione effettiva degli accordi regionali ed internazionali pertinenti in materia di ambiente; - fornire assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo del Mediterraneo, per aiutarli a rafforzare le norme legislative nazionali nel settore dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile, per chiarirle e accrescerne l'efficacia;