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Art. 9 Tassa portuale 1. La tassa portuale di cui all'art. 2, comma 2, del decreto-legge 28 febbraio 1974, n. 47, convertito nella legge 16 aprile 1974, n. 117, è dovuta, sulle merci, all'atto dello sbarco ed imbarco nel porto franco, nella seguente misura per ogni tonnellata metrica: a) L. 30: fosfati ed assimilati e nitrati, escluso il nitrato di sodio; b) L. 70: sabbia, ghiaia e pozzolana, argilla e terre refrattarie, caolino e quarzito non macinati, calce viva e spenta, pietra da cemento e da calce, cemento ed agglomerati cementizi, pietre da costruzione e nitrato di sodio; c) L. 180: cereali, carbone, olii minerali alla rinfusa e laterizi; d) L. 360: articoli di abbigliamento, cacao, caffè, colofonia e resine, droghe e coloniali, glucosio, gomma in genere, macchine e veicoli, olii minerali in recipienti di qualsiasi specie e capacità, paraffine, prodotti alimentari in conserva, tabacco, tamarindo, the e trementina; e) L. 240: per le merci diverse da quelle sopra indicate. 2. La tassa portuale si applica agli olii minerali e loro derivati nella misura vigente ridotta di un terzo, ma non può essere inferiore a 180 lire per tonnellata. 3. L'Ente autonomo del porto di Trieste, avvalendosi del gettito della tassa di cui al comma 1 ha facoltà di adottare provvedimenti incentivanti, quali ristorni sugli introiti per tasse o tariffe relative a servizi prestati, per i quantitativi che risultino eccedenti il volume di traffico delle merci, anche per singole categorie, registratosi nel porto franco nell'anno precedente. 4. I provvedimenti di cui al comma 3 sono adottati dall'Ente autonomo del porto di Trieste previa deliberazione del consiglio di amministrazione. ((2)) ------------- AGGIORNAMENTO (2) Il Decreto 24 dicembre 2012 (in G.U. 5/1/2013, n. 4) ha disposto (con l'art. 1, comma 2) che "Per i soli punti franchi del porto di Trieste e fino al raggiungimento delle aliquote di cui al comma 1 vigenti negli altri porti, le aliquote relative alla tassa erariale e alla tassa portuale, rispettivamente previste dagli articoli 8 e 9 del decreto ministeriale 5 settembre 1989, n. 339, sono aumentate nella misura risultante in cifra calcolata applicando su ciascuna di esse il tasso d'inflazione FOI accertato dall'ISTAT per il periodo dal 1° gennaio 1993 al 31 dicembre 2011, con la seguente gradualità: a) con decorrenza dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono aumentate in misura pari al 33% dell'aumento complessivo in cifra come sopra calcolato; b) con decorrenza dal 1° gennaio 2013, sono ulteriormente aumentate in misura pari al 33% dell'aumento complessivo in cifra come sopra calcolato; c) con decorrenza dal 1° gennaio 2014, sono ulteriormente aumentate in misura pari al 34% dell'aumento complessivo in cifra come sopra calcolato. Gli importi aggiornati delle aliquote di cui al presente comma sono indicati nella tabella C, allegata al presente decreto". Parte di provvedimento in formato grafico