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(Applausi dal Gruppo PD) . Il rispetto che dobbiamo alla nostra Assemblea è il rispetto per la nostra storia. Ma voi ricordate cosa si dicevano, mentre erano in esilio, Sturzo e Salvemini, appena prima che fosse scritta la nostra Costituzione? Parlavano di centralità dello sviluppo della persona umana, del sistema universalistico dei nostri diritti e di come pian pianino il potere istituzionale dovesse diffondersi, perché fossero garantiti in maniera universalistica i diritti scritti nella prima parte della nostra Costituzione. Di tutto questo dovremmo aver rispetto e anche di quello che è accaduto nelle storie delle persone che hanno scritto la Costituzione e che hanno continuato a dibatterne nei decenni. Tra le cose più curiose di cui mi è capitato di venire a conoscenza nel lavoro fatto per la scorsa riforma costituzionale, c'è stato un aneddoto che mi ha impressionato: molti comunisti, molti parlamentari componenti del Partito Comunista, arrivarono in Parlamento senza conoscere nulla, addirittura facendo fatica a parlare italiano. Il Partito Comunista chiese alle persone più esperte, culturalmente competenti e in quel momento più preparate della Democrazia Cristiana di dare lezioni ai parlamentari comunisti. Possiamo pensare dunque di affrontare un cambiamento così significativo della Costituzione senza tener conto della tensione di cambiamento, della volontà di dare il meglio di se stessi che ci hanno insegnato, in quel caso, i rappresentanti di due forze politiche, che erano esattamente all'opposto nello schieramento parlamentare? Lo possiamo fare? No, perché altrimenti non faremmo altro che rompere un rapporto di fiducia, che non può che stare in sottofondo tra le componenti e le parti politiche che siedono in Parlamento, quando in gioco c'è il cambio della Costituzione. Il rapporto di fiducia consiste nel pensare che, pur da posizioni diverse, insieme si possa arrivare ad un obiettivo comune. Allora, tutte le argomentazioni che ho portato vi inducano a ripensare al modo con cui trattiamo questo tema. Tutte le motivazioni e anche le storie personali e i contributi culturali che ho cercato sommariamente di ricordare vi inducano a portare, a testa alta, dignità in queste Aule, anche perché, altrimenti, ho l'impressione che ci troveremmo - lo dico in particolare ai nostri colleghi del MoVimento 5 Stelle - di fronte ad un altro atto beffardo, simile al Porcellum, che sarebbe un colpo bruttissimo e gravissimo per la nostra democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, Forza Italia ha nel suo DNA una volontà riformista seria, autentica e dimostrata sul campo. Rivendichiamo un percorso che, già diverse legislature fa, portò al varo di un testo organico e ampio di riforma della Costituzione, che riguardava sì, il taglio del numero dei parlamentari, di cui oggi esclusivamente e in maniera limitata si discute, ma anche l'elezione diretta del Premier , un rapporto diverso tra Stato centrale e territorio e tutta una serie di questioni riguardanti la vita della democrazia italiana. Il referendum confermativo di quella riforma della Costituzione si tenne nel 2006, subito dopo un'elezione politica per noi sfortunata, ma in realtà perdente solo per 26.000 voti. E, mentre si discuteva del riconteggio delle schede e si avviava un Governo che poi durò poco (il Governo Prodi bis ), ebbe luogo quel referendum , che cadde in un momento in cui forse la denigrazione da parte della sinistra - ricordiamolo - di alcuni contenuti riguardanti il federalismo, che fu rappresentato in maniera scorretta nel Mezzogiorno, e la distrazione all'indomani delle elezioni, portò a un risultato negativo per quella riforma. La democrazia è fatta anche di referendum confermativi e le cose sono andate così. Lo ricordo per dire agli improvvisati tagliatori di teste che noi siamo riformatori veri e non facciamo spot elettorali per distrarre la gente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Abbiamo contribuito nella scorsa legislatura, fin quando è stato possibile politicamente, a un processo di riforme. I Governi erano di altri, c'era il PD al Governo. Abbiamo assistito a cambi di scena e a intrecci sulla legge elettorale; abbiamo passato nottate in quest'Aula, quando i premi di maggioranza passavano dalle coalizioni alle liste. Direte: che c'entra la legge elettorale con le riforme? Era un pacchetto connesso di questioni. Alla fine, il PD e il Governo Renzi l'hanno talmente confuso, che l'hanno reso indigeribile per noi, che pure avevamo collaborato, perché, colleghi, le riforme della Costituzione sono di tutti e questo l'abbiamo imparato a spese anche dei referendum , che abbiamo perso, gli uni e gli altri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è un pezzetto, cari colleghi, per distrarre la gente. Qua non abbiamo potuto votare, di fatto, la legge di bilancio, non abbiamo potuto votare, di fatto, il decreto-legge semplificazioni, non abbiamo potuto votare sul Venezuela e la libertà nel mondo, un valore fondamentale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Poi sentiamo la lezioncina ad uso del rispettabilissimo popolo dei bar, che io frequento, perché la democrazia è fatta dal popolo dei bar, dai pendolari che, sui treni e nelle metropolitane, parlano con insofferenza della politica, quindi il taglio dei parlamentari è un tema popolarissimo. Peraltro, colleghi, noi, il taglio dei parlamentari lo abbiamo approvato con quattro letture, insieme alla riforma della Costituzione, portandolo al voto popolare; quindi non prendiamo lezioni da nessuno. Voi dei 5 Stelle volete adesso, con questo spot , coprire una serie di cose, come hanno detto alcuni colleghi. Parlateci invece dell'usa e getta di Savona, persona di cui parlo con rispetto: un giorno deve fare il Ministro dell'economia, poi non va bene e fa il Ministro delle politiche comunitarie, che non ha lasciato traccia, adesso deve andare alla Consob, carica per la quale ha certamente ha le competenze, ma non ha i requisiti di legge, cari signori, e non è che la legge si cambia. Nulla quaestio sulla persona e le sue competenze, però ci sono le leggi e le incompatibilità. Voi state facendo uno spot . Avete fatto anche una cosa singolare: tutti aspettano le decisioni sulla TAV e voi, che siete, chi più, chi meno sovranisti, le demandate ai francesi e all'Unione europea invece che al Parlamento della Repubblica italiana. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Allora, di fronte a questo, il problema è se qui siamo in 320, in 200 o in 180? Le abbiamo fatte quelle riforme e sarebbero in vigore da lustri interi, se avessero avuto un consenso popolare che non c'è stato. Però le lezioncine non le prendiamo. I costi della democrazia sono stati detti: costa più Casalino del presidente del Consiglio Conte, costano più i trombati elettorali che state riciclando in tutti i Ministeri, senza titoli e competenze. (Applausi dal Gruppo FI-BP e delle senatrici Bellanova e Boldrini) . È costato più segnalare alla Raggi i vari Lanzalone, no?