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Numerose imprese esercenti la ristorazione nella rete convenzionata con Qui!Group hanno infatti segnalato il mancato pagamento da parte della stessa società delle fatture relative ai buoni pasto spesi dai dipendenti pubblici, ed hanno iniziato a rifiutare i relativi ticket appositamente esibiti; a seguito di tali segnalazioni, Consip ha effettuato verifiche ispettive sistematiche tramite un organismo indipendente, nel rispetto di quanto contrattualmente previsto nella convenzione; alla luce dell'esito delle verifiche ispettive, e sulla scorta del contestuale esito negativo della formale diffida ad adempiere, Consip, stante l'esigenza di permettere alle pubbliche amministrazioni aderenti di poter correttamente adempiere alle obbligazioni nei confronti dei propri dipendenti, si è vista costretta a procedere con la risoluzione della convenzione "Buoni Pasto ed. 7", relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia) e lotto 3 (Lazio), stipulati con Qui!Group SpA per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali; l'interruzione dei rapporti con Qui!Group ha determinato problemi e preoccupazioni per oltre un milione di dipendenti pubblici interessati dalla vicenda, non rinvenendo gli stessi alcuna soluzione alternativa all'orizzonte tesa alla fornitura di nuovi buoni pasto; considerato che: i dipendenti pubblici hanno diritto per contratto ai buoni pasto. Per far fronte alle esigenze delle pubbliche amministrazioni interessate, Consip ha predisposto un piano di azione straordinario per rendere disponibili quanto prima gli strumenti per acquisire una nuova fornitura di buoni pasto; i buoni già erogati, alla luce della complessa situazione, non hanno per ora alcun valore, in quanto al momento è sospesa l'accettazione da parte della maggior parte degli esercenti, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intenda intraprendere ed in che tempi per risolvere tale situazione; se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, non ritengano utile fornire rassicurazioni ai dipendenti pubblici coinvolti dalla vicenda e agli esercenti, che hanno accettato i ticket non pagati dalla società Qui!Group, e se non intendano riconoscere loro il rimborso di quanto dovuto da parte della medesima società; se intendano convocare al tavolo per gestire la crisi della Qui!Group, anche i rappresentanti degli esercenti che hanno subito il mancato pagamento dei buoni pasto da parte della medesima società e che per tali ragioni rischiano la chiusura dell'attività; se non ritengano necessario avviare parallelamente un tavolo di lavoro nazionale, con la partecipazione di sindacati, piccoli esercenti, grande distribuzione e consumatori, in modo tale da coinvolgere tutta la filiera dei buoni pasto, allo scopo di dare vita ad un fondo di garanzia per proteggere gli esercenti dalle aziende distributrici di buoni pasto, che si comportano in modo scorretto e vagliare la possibilità di eventuali rimborsi in loro favore, qualora risultino danneggiati dal mancato pagamento dei buoni pasto; se non ritengano utile assumere iniziative al fine di introdurre vincoli stringenti alla vigilanza, che la Consip svolge sui soggetti convenzionati, anche nelle fasi successive alla stipulazione del contratto, affinché per il futuro emergano tempestivamente gli elementi di crisi che coinvolgono soggetti selezionati dalla centrale acquisiti e che rischiano di ripercuotersi su tutta la filiera economica. Atto n. 3-00235 LOREFICE GIANNUZZI Al Ministro per il Sud Premesso che: la Commissione europea, in data 29 maggio 2018, ha presentato la proposta di regolamento COM (2018) 375, riguardante il nuovo Piano di sviluppo regionale e politica di coesione per gli anni 2021-2027, che individua cinque obiettivi da perseguire: 1) un'Europa più intelligente, mediante l'innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle piccole imprese; 2) un'Europa più verde e priva di emissioni di carbonio, grazie all'attuazione dell'accordo di Parigi e agli investimenti nella transizione energetica, nelle energie rinnovabili e nella lotta contro i cambiamenti climatici; 3) un'Europa più connessa, dotata di reti di trasporto e digitali strategiche; 4) un'Europa più sociale, che raggiunga risultati concreti riguardo al pilastro europeo dei diritti sociali e sostenga l'occupazione di qualità, l'istruzione, le competenze professionali, l'inclusione sociale e un equo accesso alla sanità; 5) un'Europa più vicina ai cittadini, che sostenga strategie di sviluppo gestite a livello locale e uno sviluppo urbano sostenibile in tutta l'UE; la Commissione europea ha deciso di destinare una quota compresa tra il 65 e l'85 per cento delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione ai primi due obiettivi citati; proprio questi obiettivi sono cruciali per un reale rilancio dello sviluppo, specialmente nelle Regioni del Sud; sviluppo che deve essere attento ai bisogni dei cittadini e spiccatamente rivolto alla sostenibilità e all'innovazione; vista la storica difficoltà italiana nella gestione dei fondi comunitari, che ha ripetutamente portato alla restituzione degli stessi, data l'incapacità dell'amministrazione regionale e centrale nell'assorbire e investire la totalità dei fondi a disposizione del nostro Paese; dato l'impegno dimostrato dal Governo e in particolare dal Ministro in indirizzo per una più corretta ed efficiente gestione dei fondi relativi al Piano 2014-2020, si chiede di sapere quali azioni, nuove procedure di controllo e supporto e quali attività il Governo intenda mettere in campo per una gestione corretta, efficiente ed efficace dei fondi destinati al nostro Paese, in modo da impedire sprechi ed assicurare l'utilizzo degli stessi per progetti realmente in grado di favorire la convergenza fra le varie zone del Paese. Atto n. 3-00236 MARCUCCI FARAONE BINI BOLDRINI MALPEZZI MIRABELLI VALENTE FERRARI COLLINA CIRINNA' Al Ministro della salute Premesso che: l'articolo 6, comma 3- quater , del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, proroga la possibilità, per dimostrare l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie per i minori, prevista dall'articolo 5 del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci", di presentare presso i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia, ivi incluse quelle private, una dichiarazione sostitutiva della documentazione originale, con la successiva presentazione di quest'ultima entro il 10 marzo 2019;