[ddlpres]

Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge costituzionale s’intende portare all'attenzione del Parlamento le aspettative e le rivendicazioni della piena parità di rappresentanza che i cittadini e le cittadine appartenenti al gruppo linguistico ladino della provincia di Bolzano richiedono e rivendicano come compimento della progressiva parificazione dei tre gruppi linguistici che ha ispirato le riforme statutarie del 1971 e del 2001. Peraltro, la presenza, in questa legislatura, del primo parlamentare altoatesino di lingua ladina, riversa su tutti i parlamentari del gruppo linguistico tedesco il compito di dare attuazione istituzionale, attraverso una modifica dello statuto del Trentino-Alto Adige, alle aspettative sentite con forza dai ladini delle nostre valli. Si tratta di proposte che incidono significativamente sui due princìpi fondamentali dello statuto in materia di rapporti fra i gruppi linguistici: la proporzionalità nella composizione degli organi rappresentativi e la pariteticità nella composizione degli organi direttivi. La proporzionalità costituisce l'essenza delle disposizioni che regolano la cosiddetta «proporzionale etnica» nei ruoli pubblici, mentre la pariteticità assicura il funzionamento degli organi misti Stato-regione-province autonome e degli organi della giustizia amministrativa nella provincia autonoma di Bolzano. Occorrerà dunque che, quando il Parlamento esaminerà questo disegno di legge costituzionale, recante modifiche al testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, di seguito «statuto del 1972», si trovino soluzioni che, come già avvenuto nella legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, non contraddicano l'equilibrio proporzionale e paritetico su cui si fonda la partecipazione dei gruppi linguistici tedesco e italiano a questi organi. I ladini sono una minoranza linguistica situata nel cuore delle Dolomiti, suddivisa in tre province contigue: Bolzano (Val Badia e Val Gardena), Trento (Val di Fassa) e Belluno (nei comuni di Livinallongo, in ladino «Fodom», Colle Santa Lucia, in ladino «Col», e Cortina d'Ampezzo, in ladino «Anpezo»). Dal 1511, e fino alla prima guerra mondiale, i ladini erano riuniti nel Tirolo sotto l'Impero austro-ungarico. A seguito del trattato di pace con cui il Tirolo meridionale (Südtirol) fu annesso all'Italia, i ladini passarono sotto la sovranità italiana. Il 5 maggio 1920 i rappresentanti delle cinque valli ladine si radunarono al Passo Gardena per protestare contro il diniego dell'autodeterminazione e per chiedere il riconoscimento quale gruppo etnico distinto. In un primo momento, sembrava che il Governo volesse ascoltare le loro richieste e, nel censimento del 1921, gli abitanti poterono dichiararsi ladini, ma dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, i fascisti presero il potere e smembrarono la minoranza ladina nelle tre diverse province, come risultano oggi. Con l'avvento della Repubblica, le popolazioni ladine delle province di Trento e di Bolzano hanno trovato nell'autonomia speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol il riconoscimento della loro natura di minoranza linguistica e, alla pari dei due gruppi maggiori, le prerogative e le tutele che, nello statuto speciale e nelle norme di attuazione, garantiscono la preservazione e la continuità della loro identità storica. Già lo statuto di cui alla legge costituzionale n. 5 del 1948, di seguito «statuto del 1948», fondava il riconoscimento delle tre minoranze sul principio di assoluta parità (articolo 2), assumeva la tutela specifica della minoranza ladina con l'obbligo dell'insegnamento scolastico nella lingua materna (articolo 15) e della lingua materna (articolo 87) e introduceva il principio di rappresentanza proporzionale sul quale si fonda, ancora oggi, la partecipazione dei tre gruppi linguistici agli organi di governo della regione, delle province e degli enti locali nei rispettivi territori (articolo 30, terzo comma, articolo 44, quarto comma, e articolo 54). Con lo statuto del 1972, la tutela delle tre identità di popolazione e di lingua raggiunge la pienezza che caratterizza oggi la loro convivenza nella regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e, in particolar modo, nelle istituzioni e nella vita sociale della provincia autonoma di Bolzano. Lo statuto del 1972 amplia la tutela individuale delle tre identità e, insieme, generalizza il principio della partecipazione (e della ripartizione) proporzionale dei tre gruppi linguistici nelle regole che disciplinano la formazione e l'azione degli organi di governo e delle istituzioni pubbliche nella regione. In proposito, basta ricordare l'introduzione della facoltà di chiedere nel consiglio provinciale di Bolzano la votazione per gruppi linguistici e l'eventuale impugnativa che ne può conseguire avverso leggi lesive «della parità dei diritti fra i cittadini dei diversi gruppi linguistici o delle caratteristiche etniche e culturali dei gruppi stessi» (articolo 49- bis , primo comma, dello statuto del 1948, introdotto dall'articolo 26 della legge costituzionale n. 1 del 1971). La stessa tutela è prevista dall'articolo 78- ter dello statuto del 1948, introdotto dall'articolo 48 della legge costituzionale n. 1 del 1971, anche contro gli atti amministrativi che si ritengono lesivi «del principio di parità dei cittadini in quanto appartenenti ad un gruppo linguistico». Anche la lingua ladina trova un riconoscimento specifico nello statuto del 1972, seppure limitatamente ai territori di quella popolazione; il principio generale dell'insegnamento scolastico nella e della lingua materna, allora contenuto negli articoli 19 e 87 dello statuto del 1948, e, specificamente, del ladino, limitato alle scuole elementari, si trasforma nelle disposizioni specifiche sull'insegnamento e sull'uso della lingua ladina nel secondo comma dell'articolo 19 dello statuto del 1972 e nel principio della salvaguardia e della valorizzazione degli usi e del patrimonio delle popolazioni ladine dell'articolo 102. Al principio di composizione proporzionale, si aggiunge la riserva di «comunque» almeno tre rappresentanti del gruppo linguistico ladino nel consiglio scolastico provinciale. Un analogo criterio di riserva ispira le disposizioni che, per la provincia autonoma di Bolzano, introducono l'obbligo della rappresentanza del gruppo linguistico ladino nella composizione degli organi collegiali degli enti pubblici locali (articolo 54- bis dello statuto del 1948) e di almeno un rappresentante nella giunta municipale quando, nel consiglio comunale, vi siano almeno due consiglieri appartenenti al gruppo linguistico ladino (articolo 54, secondo comma).