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In Senato sono in discussione dei disegni di legge sui caregiver . Stiamo discutendo anche sul dopo di noi e i fondi per l'auto sufficienza sono stati già aumentati. Ma questo provvedimento non è sulla disabilità. Noi faremo molte cose sulla disabilità. Questo è un provvedimento rivolto ai poveri; ma all'interno di questi nuclei ci saranno persone con disabilità, quindi si risponde a tutti indiscriminatamente. All'interno della medesima proposta ci sono dei requisiti diversi per quanto riguarda le persone con disabilità, per dare loro delle opportunità in più. Penso a criteri differenti per quanto riguarda i requisiti per poter accedere al reddito di cittadinanza, quindi al patrimonio mobiliare delle famiglie con una persona disabile. Per quanto riguarda i disabili che sono in grado di lavorare e che hanno voglia di farlo, o meglio - scusate, mi correggo - per quei nuclei familiari nei quali vi è un disabile, non varranno gli stessi criteri legati all'accettazione delle offerte di lavoro rispetto a determinati vincoli territoriali, vale a dire dopo la terza proposta su tutto il territorio nazionale. È stato approvato un emendamento in base al quale in queste famiglie non si è obbligati ad accettare proposte che provengono da qualunque zona di Italia o oltre il raggio di 250 chilometri; se non mi sbaglio, si deve rimanere all'interno dei 100 chilometri. Si tratta non solo di una misura di buon senso, ma di qualcosa che ci chiedono le persone che non hanno voce e che quindi non sono delle lobby e non hanno lobby di riferimento. Finalmente questo Governo risponde a chi non ha voce. Auspico che la discussione su questo provvedimento veda la più ampia partecipazione e non contestazioni a prescindere da tutto. Chi ha avuto modo di conoscermi in Commissione sa che so dar merito anche ad alcune proposte o provvedimenti fatti da altri Governi. Quindi spero - so che buona parte di questo Senato lo fa - che anche il prosieguo della discussione andrà in questa direzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto comprensivo «Via Casalotti n. 259» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1018 PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento avanzo, a nome del Partito Democratico, la proposta di non passaggio all'esame degli articoli. Ci tengo a motivarla, perché, come si può ben intuire dal significato che hanno i temi che stiamo affrontando con questo provvedimento, la decisione è stata sofferta ed è stata maturata nel corso dell'esame di questo provvedimento. Lo hanno detto molto bene i senatori Nannicini e Patriarca, nei diversi interventi che hanno anticipato il mio: non si può essere contro misure di contrasto alla povertà, non si può essere contro ogni forma di tutela della disoccupazione e non si può essere contro pregiudizialmente al fatto che esistano finestre di pensione anticipata. Però siamo profondamente contro le modalità con cui voi cercate di raggiungere questi obiettivi, come è già stato ricordato. I 38 miliardi che utilizzate a sostegno di queste misure noi li avremmo usati diversamente, perché, come è stato ben spiegato dal senatore Patriarca, esiste una differenza profonda, prima di tutto sul piano culturale, tra povertà sociale e disoccupazione. È giusto individuare una finestra per una pensione anticipata, ma solo per coloro che vengono da posizioni svantaggiate. Il rischio altrimenti è di farlo in maniera ambigua e a danno di tutta la collettività, perché ogni politica - anche la migliore e per voi queste sono le migliori - va letta e vissuta nel contesto economico in cui cade. Con una mano voi state trasformando in realtà un vostro sogno politico, la gran parte del vostro disegno politico, con l'altra state rendendo il Paese tremendamente più fragile sul piano economico, tanto che tra qualche mese le misure che avete immaginato saranno difficilmente sostenibili. E poi - lasciatemelo dire - per offrire lavoro, serve crearlo. (Applausi dal Gruppo PD) . E lasciatemelo dire in particolare al ministro Di Maio, signor Presidente, perché sapete qual è il significato del fatto che il primo articolo della nostra Costituzione recita che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro? È che il primo dovere di un Governo è quello di creare lavoro e se il Governo fallisce in questo suo primo dovere, vuol dire che sta fallendo in generale. I dati riportano che nei vostri mesi di Governo il numero degli occupati è diminuito di oltre 70.000 unità; ciò dimostra che voi state fallendo e lo dico in particolare al ministro Di Maio perché ha deciso di sovrintendere entrambi i Ministeri, quello in cui si crea o si dovrebbe creare lavoro, anche se sta accadendo il contrario, e quello che dovrebbe beneficiare del lavoro creato. Lo dico soprattutto perché il vostro è un aggancio culturale e totale: povertà-disoccupazione, povertà-occupazione. La nostra preoccupazione è forte perché se va come sta andando e quindi non sarete in grado di creare nuovi posti di lavoro, l'impianto crolla e se ciò avviene rischia di passare nel Paese il messaggio gravissimo che ogni misura che va nella direzione di portare soldi e sostegno alla povertà fallisce. Rischiamo così di retrocedere dalle scelte già compiute dai Governi precedenti, soprattutto con il reddito di inclusione; rischiamo di far fallire l'occupazione e tirarci dietro anche il fallimento di ogni politica per la povertà. In Commissione abbiamo presentato circa 200 emendamenti; non è certo un numero da ostruzionismo. Non abbiamo fatto ostruzionismo, abbiamo illustrato e discusso gli emendamenti, chiedendo al Governo di interagire votando i nostri emendamenti e molti emendamenti degli altri Gruppi, di Forza Italia, Fratelli d'Italia e LeU. Ritenevamo infatti tali emendamenti utili nel merito a migliorare un provvedimento che consideriamo molto ambiguo sul piano politico per le ragioni che ho poco fa illustrato. Ebbene noi saremmo venuti in Aula con questo atteggiamento, malgrado non sia stato accolto nemmeno uno degli emendamenti del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . Su un provvedimento di 28 articoli non è stato accolto nemmeno un emendamento del Partito Democratico. Malgrado tutto questo saremmo venuti in Aula con lo stesso atteggiamento, differenziando il voto a seconda del merito e cercando di migliorare il provvedimento. Tuttavia, ancora una volta, è mancato lo stile. Lo dico anche con lo scopo di lasciare tutto questo agli atti della Presidenza: la linea che divide il rispetto della forma e lo stile spesso è molto sottile. Seppur pasticciato, questa volta, sul provvedimento non abbiamo denunciato irregolarità gravi sul piano regolamentare.