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la legge n. 448 del 1998, recante "Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo", prevedeva all'art. 27 un fondo statale da ripartire tra le Regioni che era destinato alla fornitura gratuita, totale o parziale, di libri di testo in favore di alunni provenienti da famiglie meno abbienti delle scuole dell'obbligo e secondarie superiori; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 320 del 1999 ne definì le disposizioni d'attuazione; in particolare l'articolo 27 stabiliva che: "Nell'anno scolastico 1999-2000 i comuni provvedono a garantire la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo in favore degli alunni che adempiono l'obbligo scolastico in possesso dei requisiti richiesti, nonché alla fornitura di libri di testo da dare anche in comodato agli studenti della scuola secondaria superiore in possesso dei requisiti richiesti. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della pubblica istruzione, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e delle competenti Commissioni parlamentari, sono individuate le categorie degli aventi diritto al beneficio, applicando, per la valutazione della situazione economica dei beneficiari, i criteri di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, in quanto compatibili, con le necessarie semplificazioni ed integrazioni"; il comma 2 stabiliva che: "Le regioni, nel quadro dei princìpi dettati dal comma 1, disciplinano le modalità di ripartizione ai comuni dei finanziamenti previsti che sono comunque aggiuntivi rispetto a quelli già destinati a tal fine alla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di inadempienza delle regioni, le somme sono direttamente ripartite tra i comuni con decreto del Ministro dell'interno, di intesa con il Ministro della pubblica istruzione, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1"; il comma 3 che: "Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, da adottare entro il 30 giugno 1999, sono emanate, nel rispetto della libera concorrenza tra gli editori, le norme e le avvertenze tecniche per la compilazione del libro di testo da utilizzare nella scuola dell'obbligo a decorrere dall'anno scolastico 2000-2001 nonché per l'individuazione dei criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno, da assumere quale limite all'interno del quale i docenti debbono operare le proprie scelte"; con decreto ministeriale n. 595 del 2015 veniva stabilita la ripartizione dei finanziamenti tra le Regioni, per l'anno scolastico 2015/2016, per la fornitura gratuita o semigratuita di libri di testo in favore di alunni meno abbienti delle scuole dell'obbligo e secondarie superiori; agli interroganti risulta che alla Campania sono state assegnate risorse pari a 15.603.742 euro in favore degli alunni che adempiono all'obbligo di legge n. 191 del 2009 e di 5.127.861 euro in favore degli alunni della scuola secondaria superiore; rilevato che tali somme ad oggi non sono state erogate e sono tantissimi i soggetti che attendono ancora lo stanziamento per la fruizione delle agevolazioni sui libri di testo relative all'anno scolastico 2015/2016, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda mettere in campo ogni misura necessaria per fare chiarezza sulla reale destinazione dei fondi ministeriali relativi all'anno scolastico 2015/2016, in ossequio all'imprescindibile rispetto del diritto allo studio anche per le fasce sociali più deboli. Atto n. 4-00784 ANGRISANI GIANNUZZI CAMPAGNA GAUDIANO ROMANO AUDDINO DI MICCO MATRISCIANO Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 27 gennaio 2017 il Consiglio dei ministri deliberava su proposta del Ministro in indirizzo lo scioglimento del Consiglio comunale di Scafati (Salerno) secondo l'art. 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000; il decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2017 è il provvedimento con il quale è stata nominata la commissione straordinaria per la provvisoria gestione, per la durata di 18 mesi, del Comune di Scafati; in data 12 febbraio 2018, si è provveduto alla nomina definitiva dei componenti della commissione straordinaria; con successivo decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 2018, si è provveduto alla nomina di altri componenti della commissione straordinaria per la provvisoria gestione dell'amministrazione comunale di Scafati; agli interroganti risulta che alla comunità locale non vengano assicurati standard minimi per quanto riguarda servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti, la pubblica illuminazione, la segnaletica stradale, la degna fruibilità delle strutture sportive, solo per citare alcuni dei casi di inefficienza; considerato che: per il pieno ed efficiente ripristino della legalità nell'area interessata "l'azione commissariale" è chiamata a dare impulso ai settori dei lavori pubblici, della scuola, dello sport, dei servizi sociali, del patrimonio, dell'urbanistica e della cultura, nonché all'efficace e razionale utilizzo dei fondi comunitari, statali e regionali. solo un'attenta ed oculata gestione pubblica può assicurare il raggiungimento di tali obiettivi dando così prova di lungimiranza e presenza dello Stato e delle istituzioni su un territorio fortemente provato dalla morsa criminosa della camorra; a circa due anni dall'inizio della fase commissariale, la condizione di instabilità, precarietà e disagio territoriale permane, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda attuare atto per porre fine a tali pesanti criticità che rendono la vita della comunità scafatese molto al di sotto della qualità media delle altre città limitrofe. Atto n. 4-00785 ASTORRE CIRINNA' D'ARIENZO TARICCO CUCCA GIACOBBE ZANDA Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: l'articolo 9 della Costituzione, al secondo comma, riconosce tra i principi fondamentali la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione; il nostro Paese dispone di un patrimonio storico, artistico e culturale che in molte aree si connette con il patrimonio della natura, determinando una contaminazione di bellezze che non ha eguali al mondo; tra questo patrimonio rientrano senza dubbio le ville tuscolane. Un complesso di splendide ville rinascimentali, che a tutt'oggi preservano un dignitoso stato di conservazione, e che furono fatte costruire dalla nobiltà papale tra il XVI e il XVII secolo, tra Frascati, Monteporzio Catone e Grottaferrata, alle pendici del colle Tuscolo. Da iniziali case di campagna divennero veri e propri palazzi signorili, grazie all'ingegno e alla sapienza di raffinati artisti e architetti, tra cui il Vignola, Martino Longhi il Vecchio, il Vasanzio, Giacomo della Porta, Carlo Maderno, Giovanni Fontana, il Borromini e il Vanvitelli.