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Alle imprese è invece rivolto l'istituto cui all'articolo 48- bis del citato testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, introdotto dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, cioè il finanziamento alle imprese garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato, secondo un meccanismo anche in tale ipotesi basato sull'istituto del cosiddetto patto marciano. Ancora, va ricordato il pegno non possessorio previsto dall'articolo 1 dello stesso decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, sempre al fine di incentivare il finanziamento alle imprese, con attribuzione della garanzia sui mezzi di produzione e sulle merci e con il cosiddetto revolving (con applicazione normativa del cosiddetto patto di rotatività del pegno, noto alla prassi ed alla giurisprudenza). Il disegno di legge delega tende ad incrementare lo strumentario a disposizione di privati ed imprese per un migliore e più efficace accesso al credito, prestandosi a ricomprendere diverse tipologie di strutture atipiche di garanzia del credito, sia reali che personali. Il criterio direttivo è quello del recepimento normativo di prassi o schemi negoziali che si siano già consolidati « nell'uso bancario e finanziario ». Indice di siffatta diffusione si ha, oltre che nei relativi protocolli operativi, nelle numerose pronunce giurisprudenziali in tema di garanzie atipiche (dalle alienazioni a scopo di garanzia, compresi la cessione di credito a scopo di garanzia e il mandato all'incasso o il sale and lease back , alle garanzie personali atipiche, primo fra tutti il contratto autonomo di garanzia, e non escluse le discusse figure della lettera di patronage e delle clausole di covenant) . La prassi tende a colmare le lacune e le inadeguatezze che il sistema tradizionale mostra sia in ragione dell'attuale situazione economica interna sia in ragione dell'internazionalità degli scambi, che hanno comportato una profonda trasformazione del contesto socio-economico rispetto a quello nel quale si è tradizionalmente collocato il sistema codicistico, connotato dalla garanzia generica dell'articolo 2740 del codice civile e dal divieto di patto commissorio dell'articolo 2744 del codice civile. La prassi, meglio l'uso, bancario e finanziario, diviene perciò oggetto di considerazione per l'introduzione normativa di nuove forme di garanzia del credito. Parimenti mutato è il quadro interno attuale rispetto a quello esistente quando venne ratificata in Italia la Convenzione dell'Aja del 1° luglio 1985, con la legge 16 ottobre 1989, n. 364, Convenzione entrata in vigore il 1° gennaio 1992. I trust cosiddetti interni negli ultimi anni hanno conosciuto ampia diffusione e sono oramai una realtà con la quale gli operatori giuridici si trovano quotidianamente a confrontarsi, con notevoli incertezze dovute al fatto che la legge regolatrice va necessariamente rinvenuta in ordinamenti stranieri. I principi ed i criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera p) , del disegno di legge delega rispondono all'esigenza di introdurre una disciplina interna sulla costituzione e sul funzionamento del trust , che vada oltre le isolate disposizioni di legge attualmente vigenti in materia fiscale, consentendo di superare sia i residui dubbi di ammissibilità dell'istituto che quelli concernenti i suoi rapporti con l'articolo 2645- ter del codice civile. La previsione del disegno di legge risponde altresì all'esigenza, di carattere più generale, di introdurre una disciplina sistematica – presente in altri ordinamenti europei, che conoscono il contratto di fiducia – della fiducia e delle sue applicazioni contrattuali, che garantisca in primo luogo un'adeguata tutela dei beneficiari; disciplina sistematica assente nel codice civile, cui pure non sono estranee figure settoriali di negozi fiduciari. Al comma 2 si prevede che i decreti legislativi siano adottati entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro della giustizia. Si disciplina infine la procedura per l'adozione dei predetti decreti sui quali saranno acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. È prevista altresì la possibilità di adottare decreti legislativi correttivi. Il provvedimento reca infine la clausola di invarianza finanziaria.. 1 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione e integrazione del codice civile, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a integrare la disciplina delle associazioni e fondazioni, ad esclusione delle fondazioni di origine bancaria, con i necessari coordinamenti con la disciplina del terzo settore e nel rispetto della libertà associativa, con particolare riferimento alle procedure per il riconoscimento, ai limiti allo svolgimento di attività lucrative e alle procedure di liquidazione degli enti; b consentire la stipulazione tra i nubendi, tra i coniugi, tra le parti di una programmata o costituita unione civile, di accordi intesi a regolare tra loro, nel rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona umana, dell'ordine pubblico e del buon costume, i rapporti personali e quelli patrimoniali, anche in previsione dell'eventuale crisi del rapporto, nonché a stabilire i criteri per l'indirizzo della vita familiare e l'educazione dei figli; c trasformare la quota riservata ai legittimari dagli articoli 536 e seguenti del codice civile in una quota del valore del patrimonio ereditario al tempo dell'apertura della successione, garantita da privilegio speciale sugli immobili che ne fanno parte o, in mancanza di immobili, da privilegio generale sui mobili costituenti l'asse ereditario; d consentire la stipulazione di patti sulle successioni future intesi alla devoluzione dei beni del patrimonio ereditario in essi determinati ai successori ivi indicati, ovvero a permettere la rinunzia irrevocabile di successibili alla successione generale o in particolari beni, restando inderogabile la quota di riserva prevista dagli articoli 536 e seguenti del codice civile; e introdurre misure di semplificazione ereditaria, in conformità al certificato successorio europeo; f prevedere, nel corso delle trattative per la conclusione del contratto, che la parte che sia a conoscenza di un'informazione di rilievo determinante per il consenso sia inderogabilmente tenuta a comunicarla all'altra parte quando questa la ignori e abbia fatto necessario affidamento sulla lealtà della controparte; sono escluse le informazioni concernenti il valore dell'oggetto del contratto; g disciplinare i casi in cui pratiche negoziali ingannevoli, aggressive o comunque scorrette, o circostanze quali la distanza tra le parti, la sorpresa, la situazione di dipendenza di una parte rispetto all'altra determinano l'invalidità del contratto concluso;