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secondo numerosi studi ed analisi, la quasi totalità dei fruitori abituali di eroina o cocaina ha in precedenza fatto uso di marijuana. Appare quanto mai evidente una stretta correlazione tra l'uso delle droghe leggere ed il successivo approccio alle droghe pesanti, dove la cannabis può essere facilmente individuata quale anticamera, nella stragrande maggioranza dei casi, alla tossicodipendenza; secondo la SITD (Società italiana tossicodipendenze), in Italia, nel 2017, sono morte 196 persone per overdose : l'età media dei deceduti si attesta sui 38 anni circa; le rilevazioni sugli esiti nefasti per abuso di droga hanno avuto inizio in Italia a partire dal 1973 con l'unico caso segnalato in quell'anno e nei successivi 44 anni i morti sono stati complessivamente più di 25.000; secondo i dati forniti dal Ministero dell'interno, nel 2017 gli incidenti stradali rilevati da Carabinieri e Polizia stradale, nei quali sono state riportate lesioni a persone e almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, sono stati 1.355, pari al 2,3 per cento degli incidenti complessivamente rilevati; attualmente, in Italia, secondo i dati diffusi da "Magica Italia", la guida dedicata al mondo della cannabis, i negozi " grow shop " dediti alla libera vendita, anche online , della canapa con bassi livelli di THC e prodotti derivati, sono più di 400, almeno uno in ogni capoluogo di provincia, per un giro d'affari complessivo annuo di 40 milioni di euro; l'associazione culturale "Comunicazione e legalizzazione", con sede in piazzale Picelli a Parma, ha dato vita alla prima scuola di alta formazione sul mondo della cannabis denominata "Cannabis business school"; tenuto conto che: nei giorni scorsi, è stata pubblicata un'indagine svolta dall'istituto di ricerca "Health promotion & life science - Addition research group", in collaborazione con l'università della Florida e la Comunità di San Patrignano, riguardante le conoscenze e i comportamenti degli studenti veronesi sull'uso e la vendita della cannabis light ; gli autori dello studio, in primis il neuroscienziato Giovanni Serpelloni, direttore dell'unità operativa complessa Addiction department dell'Aulss 9 di Verona e senior NR fellow presso il Drug policy institute, Department of psychiatry in the College of medicine della University of Florida, hanno evidenziato la pericolosità e i potenziali problemi in termini preventivi e di condizionamento dei comportamenti di salute nei giovani; sono state registrate diverse informazioni estremamente preoccupanti sotto il profilo delle scarse ed errate conoscenze che sono in possesso degli studenti relativamente all'acquisto e all'utilizzo (prevalentemente attraverso la via respiratoria) della cannabis light . È infatti presente una serie di distorsioni cognitive potenzialmente in grado di alterare anche la percezione del rischio nei confronti della cannabis in generale e quindi di conseguenza i comportamenti di salute; nello studio viene rimarcato come "La condizione attuale di comunicazione mediatica e di esposizione ambientale di negozi fortemente connotati con insegne riportanti esplicitamente la parola e le immagini della cannabis, sono in grado inoltre di creare disorientamento e confusione relativamente allo stato di legalità di tali vendite ed uso. Dei 1484 studenti intervistati (di età compresa tra i 13 e i 19 anni, equamente divisi tra maschi e femmine) oltre il 40% ha dubbi o convinzione errate sulla ipotetica avvenuta legalizzazione della cannabis in generale. Il 48.8% degli intervistati erroneamente ritiene legale fumare le infiorescenze messe in vendita come prodotti da collezione, con etichette che riportano chiaramente "non per uso umano". Il 36.6% degli intervistati erroneamente ritiene legale la vendita delle infiorescenze per fumarle. Il 47.1% degli intervistati erroneamente ritiene legale acquistare le infiorescenze per fumarle. Il 46.8% degli intervistati erroneamente ritiene che la cannabis light possa curare le malattie. Il 31.4% degli intervistati erroneamente ritiene che i negozi non siano autorizzati per legge a vendere la cannabis light, solo per collezione o ricerca escludendo quindi l'uso umano. L'8.5% degli intervistati erroneamente ritiene che la cannabis light possa essere usata anche dai minorenni, mentre il 23.5% è in dubbio. Il 64.8% degli intervistati erroneamente ritiene o non sa che la cannabis light può far risultare positivo il drug test nei guidatori con il pericolo di venir quindi riscontrati positivi ai possibili controlli della Polizia Stradale alla guida di motocicli o auto. Gli studenti intervistati sottovalutano quindi il conseguente ritiro della licenza di guida, la confisca del mezzo e i problemi legali derivanti. Il 9.4% degli intervistati ha fumato cannabis light. Si tenga conto della giovane età degli intervistati per la maggior parte minorenni. Si evidenzia che anche nei soggetti con meno di 14 anni esiste una quota del 2,3% che ha usato (e quindi probabilmente acquistato) cannabis light. Tale percentuale tra i 15 e 17 anni arriva al 9.2. Il 22.2% degli intervistati ha fumato cannabis potenziata (illegale). Per meglio interpretare la gravità di questo dato si tenga conto della giovane età degli intervistati per la maggior parte minorenni. Si evidenzia che nei soggetti con meno di 14 anni esiste una quota del 4.8% che ha usato cannabis potenziata. Tale percentuale tra i 15 e 17 anni arriva al 22.8"; viene, inoltre, evidenziato come la ricerca scientifica ed in particolare quella nel campo delle neuroscienze abbia ampiamente dimostrato che l'uso di cannabis può produrre gravi effetti neurotossici, particolarmente importanti nello sviluppo del cervello degli adolescenti; lo studio contiene, altresì, dati relativi a problemi di disturbi psicotici, sottolineando che "persone che usano cannabis hanno maggior probabilità di sviluppare schizofrenia e altre patologie psichiatriche oltre che crisi di panico e sono più inclini a sviluppare depressione". Emerge, poi, che "la cannabis odierna è molto potenziata e può raggiungere alte percentuali di principio attivo, fino al 38% (la pianta in natura ha il 4%). Il pericolo nella cannabis light non è chiaramente la percentuale di Thc che è bassissima ma il fatto che le persone che la usano, soprattutto i minori, apprendono comportamenti e atteggiamenti verso le droghe sicuramente pericolosi in termini preventivi ed evolutivi. Però anche se la percentuale è bassa il Thc si può accumulare e dare comunque effetti tossici nel lungo termine. Prova ne sia che questi soggetti se testati (come per esempio fa la polizia stradale con i guidatori) risultano positivi al drugtest con tutte le conseguenze del caso (ritiro della patente, confisca dell'auto e differimento all'autorità giudiziaria con denuncia)"; ricordato che: nella seduta del 6 marzo 2019, l'Assemblea del Senato ha discusso e respinto le mozioni 1-00031, presentata dal senatore Mallegni e altri, e 1-00089, presentata dalla senatrice Boldrini e altri, sulla coltivazione e commercializzazione della canapa; in particolare, la mozione 1-00031 di Forza Italia recava l'impegno al Governo ad emanare urgentemente, a seguito del parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, un provvedimento per la sospensione della commercializzazione di tutti i prodotti della "cannabis light ";