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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha come oggetto l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere, per la durata della XVII legislatura, a norma dell'articolo 82 della Costituzione. È infatti indispensabile ed urgente l'istituzione di detta Commissione non solo per il suo carattere istituzionale ormai assunto, ma per contribuire fattivamente a debellare il fenomeno mafioso, nelle sue varie e sempre più pervasive componenti. Opportuno è poi l'«interessamento» attivo alle organizzazioni mafiose e criminali da parte del Parlamento repubblicano, luogo istituzionale della determinazione della politica nazionale, benché proprio il rapporto tra politica e criminalità organizzata costituisce certamente uno degli aspetti più inquietanti e più preoccupanti del fenomeno mafioso, oltreché della storia delle forze politiche e delle istituzioni del nostro Paese. Nella consapevolezza di ciò, alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali sono stati non solo assegnati i tradizionali compiti, ma è stato inserito -- con chiarezza -- quello di indagare sui grandi delitti e le stragi di mafia in Italia nel periodo 1992-1993, con particolare riguardo all'accertamento di responsabilità penali e politiche riferite ad una possibile «trattativa» -- diretta o indiretta -- che avrebbe avuto luogo tra esponenti delle organizzazioni criminali mafiose ed apparati a settori istituzionali per la concessione di benefici di vario ordine, financo legislativo o penitenziario. La materia è stata anche oggetto, nel gennaio 2013, della Relazione conclusiva del Presidente della Commissione ( Doc. XXIII, n. 16, della XVI legislatura) e su tale complessa e oscura vicenda è altresì successivamente intervenuto un decreto del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo che, in esito all'udienza preliminare del 7 marzo 2013, ha disposto il rinvio a giudizio per reati ascritti in relazione a tale «trattativa». Altra rilevantissima innovazione del presente disegno di legge rispetto a quelli che hanno storicamente istituito detta Commissione è rappresentata dalla determinazione del carattere soggettivo dei componenti: si è disposto, infatti, che non possono essere membri della Commissione, oltre ai condannati, coloro che risultano semplicemente «indagati» dall'Autorità giudiziaria per delitti non colposi ovvero per quelli in cui è prevista una pena detentiva superiore a mesi dieci e giorni venti di reclusione per delitto colposo. Si tratta di innovazioni che qualificherebbero particolarmente la Commissione dai nove organismi istituiti nel corso delle precedenti legislature. Il presente disegno di legge attribuisce alla Commissione poteri di verifica di attuazione normativa, con riferimento alla legge che ha, tra l'altro, introdotto nel codice penale l'articolo 416- bis e quella che ha previsto l'applicazione del regime carcerario di cui all'articolo 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, alle persone imputate o condannate per delitti di tipo mafioso. È attribuito alla Commissione anche il compito di accertare la congruità della normativa vigente (da ultimo viene in rilievo il cosiddetto codice delle misure di prevenzione antimafia di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159) e della conseguente azione dei pubblici poteri formulando le proposte di carattere normativo e amministrativo ritenute opportune per rendere incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali e più adeguate le intese internazionali concernenti la prevenzione delle attività criminali, l'assistenza e la cooperazione giudiziaria anche al fine di costruire uno spazio giuridico antimafia a livello di Unione europea e promuovere accordi in sede internazionale. Un secondo gruppo di compiti concerne i poteri di inchiesta sulle organizzazioni criminali nazionali e internazionali, tenuto conto dell'evoluzione degli strumenti, anche finanziari, sempre più sofisticati, di cui si avvalgono i sodalizi criminosi di tipo mafioso per svolgere la propria attività. Un terzo gruppo di compiti riguarda l'indagine sul rapporto tra mafia e politica, sia riguardo alla sua articolazione nel territorio, negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, sia riguardo a quelle sue manifestazioni che, nei successivi momenti storici, hanno determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso. Sono inoltre conferiti poteri di inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nel sistema economico, sui patrimoni illeciti, sul riciclaggio e l'impiego di beni, denaro o altre utilità che rappresentino il provento della criminalità organizzata mafiosa o similare, con particolare attenzione alle intermediazioni finanziarie e alle reti d'impresa. Vengono, infine, conferiti alla Commissione poteri di verifica dell'adeguatezza degli apparati di contrasto alle mafie, comprese le mafie straniere, o di natura transnazionale ai sensi dell'articolo 3 della legge 16 marzo 2006, n. 146, e tutti i raggruppamenti criminali che abbiano le caratteristiche di cui all'articolo 416- bis del codice penale, nella convinzione che tali organizzazioni rappresentano, tanto più in un periodo di crisi, un estremo pericolo per il sistema sociale, economico ed istituzionale. La celerissima approvazione del presente disegno di legge, stante la immediata necessità dell'inizio dell'attività della Commissione parlamentare «Antimafia», non può che confermare la necessità che anche in questa legislatura si insedii una Commissione parlamentare che possa contribuire in maniera sempre più penetrate alla conoscenza e al contrasto del fenomeno mafioso.. Art. 1. (Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere) 1. È istituita, per la durata della XVII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari, anche straniere in quanto operanti nel territorio nazionale, con i seguenti compiti: a) verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali; b) verificare l'attuazione delle disposizioni del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, della legge 13 febbraio 2001, n. 45, e del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2004, n. 161, riguardanti le persone che collaborano con la giustizia e le persone che prestano testimonianza, e promuovere iniziative legislative e amministrative necessarie per rafforzarne l'efficacia;