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Inoltre, l'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, definisce le modalità di avvalimento dei soggetti previsti dal medesimo articolo 9 da parte delle Amministrazioni titolari di misure individuate nel PNRR. In particolare, si evidenzia che per supportare l'assistenza tecnica alle misure del PNRR, che si ribadisce non è finanziabile con il Piano, oltre alle misure adottate dal Ministero dell'economia e delle finanze, è stata prevista la facoltà di avvalersi delle risorse dei programmi operativi complementari (POC) per il periodo di programmazione 2014-2020. L'articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 152 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 233 del 2021, oltre a prevederne l'estensione temporale fino al 31 dicembre 2026, ha espressamente disposto che le risorse « possono essere utilizzate anche per il supporto tecnico e operativo all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ». Tuttavia, il MITE non ha programmi operativi a propria titolarità, né POC, pertanto le previsioni di cui al citato articolo 9, comma 1, non trovano attuazione. Per consentire, quindi, anche al MITE di poter attivare servizi di assistenza tecnica dedicata e consentire altresì di poter usufruire del predetto avvalimento, con la disposizione di cui al comma 1 viene istituito un Fondo per finanziare l'attività di supporto tecnico-operativo, al fine di consentire la più efficace e tempestiva realizzazione degli interventi previsti dal PNRR con uno stanziamento di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. Art. 27. – (Istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici) L'esigenza di rafforzare l'obiettivo « salute » nelle attività di controllo dei rischi ambientali e climatici e la necessità di creare le basi per un nuovo sistema di monitoraggio, inevitabilmente interdisciplinare, capace di identificare e valutare contestualmente i rischi per la popolazione e per l'ecosistema al fine di proporre soluzioni adeguate, sono da anni al centro degli strumenti di programmazione a livello internazionale, europeo e nazionale. In particolare, si menzionano, a titolo esemplificativo, l'agenda ONU 2030 e il portfolio della Sesta conferenza interministeriale di Ostrava su ambiente e salute dei Ministri della regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il tema del rapporto ambiente – salute e, conseguentemente, quello dell'interazione tra le Istituzioni preposte alla tutela dei due interessi costituzionalmente protetti sono, parimenti, oggetto di attenzione da parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ne fa menzione nell'ambito della missione 6, e dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC), con il progetto « Salute, ambiente, biodiversità e clima ». In tale contesto, la presente disposizione, istitutiva del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (SNPS), mira a realizzare una nuova governance del settore, allo scopo di migliorare e armonizzare le politiche e le strategie messe in atto dal Servizio sanitario nazionale (SSN) per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non trasmissibili, associate a rischi ambientali e climatici. In altri termini, con l'istituzione del SNPS e, quindi, mediante la messa a rete delle varie Istituzioni coinvolte nonché mediante l'interazione con il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale (SNPA), si persegue l'obiettivo di rafforzare la capacità, l'efficacia, la resilienza e l'equità del Paese di fronte agli impatti sulla salute, attuali e futuri, associati ai rischi ambientali e climatici, potenziando l'attività di prevenzione sanitaria relativa a potenziali rischi connessi allo sviluppo e migliorando le risposte ai bisogni di salute, soprattutto in contesti ambientali compromessi. Le criticità riscontrate nelle politiche e nelle azioni istituzionali a livello centrale e periferico nella prevenzione e promozione della salute finora messe in atto sono state evidenziate anche in occasione del contrasto alla diffusione del COVID-19. Infatti, le dinamiche di insorgenza e propagazione in forma epidemica sono influenzate anche dal tipo di equilibrio esistente tra l'uomo e il suo ecosistema e le loro conseguenze negative per la salute possono trovare, nella presenza di inquinanti ambientali pericolosi, moltiplicatori d'effetto. È proprio per superare tali limiti, attuando le richiamate previsioni del PNRR e del PNC, che la norma proposta prevede l'istituzione del SNPS e l'interazione con il SNPA. Nel dettaglio, la norma proposta consta di nove commi. Il comma 1 istituisce il Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (SNPS). Il comma 2 specifica l'obiettivo sotteso alla realizzazione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (SNPS), che, tramite l'interazione con il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale (SNPA), dovrà concorrere al perseguimento degli obiettivi di prevenzione primaria correlati, in particolare, alla promozione della salute, alla prevenzione dell'esposizione ai rischi ambientali e climatici e al controllo dei rischi sanitari associati direttamente e indirettamente a determinanti ambientali e climatici, con particolare attenzione alle comunità e alle persone vulnerabili o in situazioni di vulnerabilità. Viene fatto richiamo al principio di « equità », già valorizzato tra l'altro dal Piano nazionale di prevenzione (PNP) 2020-2025, approvato con intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano (Repertorio Atti n. 127 del 6 agosto 2020, si veda in particolare il paragrafo 2.8), e al principio di « prossimità ». A tal fine, il SNPS, ai sensi del comma 3, identifica e valuta le problematiche sanitarie associate a rischi ambientali e climatici, per contribuire alla definizione e all'implementazione di politiche di prevenzione attraverso l'integrazione con altri settori (lettera a) ), favorisce l'inclusione della salute nei processi decisionali che coinvolgono altri settori, anche attraverso attività di comunicazione istituzionale e formazione (lettera b) ), concorre, per i profili di competenza, alla definizione e all'implementazione degli atti di programmazione in materia di prevenzione e dei livelli essenziali di assistenza associati a priorità di prevenzione primaria, assicurando la coerenza con le azioni in materia di livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA), di cui all'articolo 9 della legge 28 giugno 2016, n. 132 (lettera c) ); concorre alla individuazione e allo sviluppo di criteri, metodi e sistemi di monitoraggio integrati, anche avvalendosi di sistemi informativi funzionali all'acquisizione, all'analisi, all'integrazione e all'interpretazione di modelli e dati (lettera d) ); assicura il supporto alle autorità competenti nel settore ambientale per l'implementazione della valutazione di impatto sulla salute (VIS) nell'ambito della valutazione ambientale strategica (VAS), della valutazione di impatto ambientale (VIA) e dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) (lettera e) ).