[resaula]

L'ho detto prima in italiano e lo dirò con la meravigliosa sintesi di cui solo i latini erano capaci: davvero mi chiedo cui prodest , perché si fa questo emendamento? La risposta, signor Presidente, è inquietante, qualsiasi essa possa essere. (Applausi dal Gruppo PD) . NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 1.7 (testo 2) è il simbolo di come si vada a compiere una perfetta controriforma. Io conservo memoria della discussione nella 8 a Commissione del Senato della passata legislatura - la ricordava ora il senatore Margiotta - e rammento che nella vecchia dizione prevista nel codice, cioè nel decreto legislativo n. 50 del 2016, sia la Lega sia il MoVimento 5 Stelle fecero valere le loro giuste ragioni per sostenere che l'appalto integrato andava completamente revisionato, anzi andava cancellato per restituire dignità e centralità alla progettazione. La controriforma si compie oggi ed è la dimostrazione di come si possa cambiare idea senza avere un fondamento per il quale lo si possa fare. Infatti, nel corso di questi anni non c'è stata una prova di alcun genere, di alcuna natura, di come la riforma abbia incontrato, rispetto al passato dell'appalto integrato, delle controindicazioni. Non so se le ragioni che riportano alla preistoria siano quelle ricordate dal senatore Margiotta; in primo luogo so che questo tentativo non produrrà alcun tipo di farina, cioè non ci sarà accelerazione nell'apertura dei cantieri; in secondo luogo, alimentiamo al contrario tutti i rischi per i quali nella precedente legislatura la norma venne modificata. Le ragioni per le quali la trasparenza in campo di grandi infrastrutture e di lavori pubblici veniva a cadere erano essenzialmente due: la prima riguarda il massimo ribasso, che si recuperava con delle varianti esose. Uno studio del tempo ricordava che nell'82 per cento dei casi (quindi in quasi tutti i casi) veniva recuperato con varianti corrispondenti esattamente al ribasso che veniva messo in campo e il ribasso riappare. L'altra ragione di scarsissima trasparenza si legava, appunto, all'appalto integrato. Ho concluso, Presidente, e colgo l'occasione per ringraziarla pubblicamente perché i dati che ora cito li abbiamo conquistati, letteralmente, grazie anche al fatto che lei, da parte sua, ha interpretato correttamente il ruolo che ricopre. Per questo la ringrazio pubblicamente. La possibilità di accelerare i lavori la si deve, sì, alle norme, ma la modifica delle norme doveva essere a monte in una serie di procedure che generano un eccesso di ostacoli che complicano l'esecuzione e l'apertura del cantiere. C'è un altro fattore conclusivo: i fondi che si mettono a disposizione. Scopriamo, quasi per caso, che 203 opere in capo ad ANAS vengono posticipate di due o tre anni in media per un totale di 16 miliardi e 200 milioni di euro. Quindi, voi approvate un decreto sbloccacantieri e, al contempo, posticipate di due anni l'apertura di cantieri per 16 miliardi di valore. Forse conviene dire intanto all'Assemblea quale sia la verità, perché le due questioni assieme non si tengono. (Applausi dal Gruppo PD) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, per un attimo, per un giorno avevamo creduto, cari amici della Lega, che foste tornati finalmente ad applicare il programma del Centrodestra. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci avevamo creduto davvero, al punto da pensare che da un momento all'altro anche il Governo avrebbe scricchiolato e sarebbe caduto, partendo dal premier Conte che ha annunciato le dimissioni, e noi sappiamo benissimo che le dimissioni non si annunciano ma si danno. In quel momento abbiamo avuto un soprassalto di gioia, di felicità, anche perché leggendo quella sorta di maxiemendamento arrivato in zona cesarini, un attimo prima che si votasse, quando stavamo quasi per entrare in Aula, abbiamo pensato che l'Italia ripartisse, che finalmente, al posto di un contenitore pieno di cianfrusaglie, forse l' iter per realizzare il vero codice degli appalti avrebbe potuto cominciare a ripartire, e lo sbloccacantieri avrebbe potuto diventare davvero uno sbloccacantieri visto che conteneva un sogno, il Paese che volevamo e che sognavamo. Una moratoria di due anni del codice degli appalti avrebbe fatto in modo che l'Italia ricominciasse a correre per superare quella legge n. 50 del 2016 di Renzi che aveva bloccato tutto. Per un attimo non ho creduto ai miei occhi, anche oggi, quando il collega Briziarielli ha parlato dell' end of waste e dello sblocco di un sistema che invece sta bloccando un altro "cantiere" importantissimo che è quello del riciclo dei rifiuti. Tutto questo è contenuto nell'emendamento Romeo-Patuanelli, ma il provvedimento è comunque annacquato. Ho visto adesso, e mi fa piacere, un'agenzia di stampa del ministro Costa che si impegna ad attuare l' end of waste entro tre mesi e mi voglio fidare. Ci vogliamo fidare. Il nostro emendamento era più completo. Il nostro emendamento conteneva una utile elencazione caso per caso per poter emanare le autorizzazioni. Il nostro emendamento, l'emendamento Mallegni, avrebbe risolto il problema di tutti i balneari d'Italia sul tema dei rifiuti, consentendo di considerare le alghe, il cosiddetto lavarone, un rifiuto speciale da poter smaltire nella maniera più corretta. È stato semplicemente saltato, bypassato , ci abbiamo posto un fregio, non ce ne siamo neanche accorti mentre lo stavamo votando. È la solita politica del gambero: un passo avanti, tre passi indietro. Ci dispiace veramente, perché per l'ennesima volta, mentre, dopo tanto strepitare, pensavamo che la Lega finalmente si sarebbe liberata e avrebbe ricominciato a fare davvero il bene del Paese, vi è stata una frenata repentina, con addirittura il MoVimento 5 Stelle che, a nostro avviso, prende il sopravvento - un'altra volta - su questo provvedimento. È chiaro, quindi, che abbiamo avuto una delusione. Ricordatevi che le delusioni fanno più male dei no: se mi dicono di no subito, io mi metto il cuore in pace; ma se si illude il Paese e poi si dà al Paese una delusione, le delusioni si pagano. (Applausi dal Gruppo FI‑BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2), presentato dalla senatrice Pergreffi. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi i restanti emendamenti riferiti all'articolo 1, nonché gli emendamenti 1.0.710 e 1.0.1. L'emendamento 1.0.11 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/462 (testo 2).