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come ben specificato anche all'interno della guida aggiornata dell'Agenzia delle entrate del marzo 2021, attualmente il Superbonus spetta anche per gli interventi previsti dall'articolo 16- bis , comma 1, lettera e) , del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, "eseguiti congiuntamente a interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti (interventi trainanti)"; si tratta, di tutti quegli interventi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto "ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità"; considerato che: come anche sottolineato nella lettera inviata alla direzione generale dell'Agenzia delle entrate dal presidente del "Consorzio per l'Italia" Salvatore Nasca, di concerto con il rappresentante di CNA Ascensori, Danilo Binetti, e con il presidente di ANICA (Associazione nazionale di componenti per ascensori) Gianni Robertelli, organismi che insieme annoverano oltre 1.000 aziende specializzate nel settore del trasporto verticale, attualmente la disciplina inerente all'estensione dell'applicazione del Superbonus anche ai lavori indicati sconta una forte incertezza normativa derivante dall'attesa di un decreto attuativo, non ancora emanato da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, volto a definire i margini ed i dettagli applicativi della misura; tale situazione di incertezza mina le fondamenta della novella introdotta con la legge di bilancio per il 2021, atteso che la ratio della norma è proprio quello di consentire un imminente e proficuo incentivo alla realizzazione di opere di abbattimento di barriere architettoniche; nondimeno, la possibilità di attenersi alla corretta interpretazione dettata dall'Agenzia delle entrate garantirebbe una più sicura e rapida realizzazione di tali opere, non dovendo attendere i tempi necessari per l'emanazione del decreto attuativo; considerato inoltre che: il "Consorzio per l'Italia", singolarmente considerato, rappresenta più di 100 aziende nel nostro Paese per un complessivo di circa 50.000 impianti, raggiungendo ogni giorno oltre 2 milioni di utenti; secondo i dati forniti dall'ISTAT nel rapporto "Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni" pubblicato nel 2019, le persone disabili in Italia sono 3,1 milioni, ovvero circa il 5,2 per cento della popolazione complessiva; anche in considerazione dei drammatici effetti causati dalla pandemia da COVID-19, il nostro Paese si trova oggi di fronte alla sfida di dare avvio ad una pronta e solida ripresa economica che consenta non solo di tornare a crescere economicamente fondando la prosperità futura su una più marcata attenzione alla questione ambientale nonché sulla profonda modernizzazione e digitalizzazione degli apparati produttivi, ma anche di garantire migliori e più elevati livelli di inclusione nei confronti della popolazione, comprese le categorie di soggetti disabili che, senza ombra di dubbio, beneficerebbero in prima persona della possibilità di muoversi con maggiore facilità grazie ad interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento degli impianti esistenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare le più tempestive iniziative di competenza volte a confermare l'interpretazione normativa adottata dall'Agenzia delle entrate all'interno della guida aggiornamento Superbonus 110 per cento in riferimento all'inclusione degli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, nonché strumenti atti a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, garantendo il necessario livello di certezza giuridica imprescindibile per consentire prontamente la messa in atto degli interventi. Atto n. 4-05576 SBROLLINI Ai Ministri dell'istruzione e della salute Premesso che: in data 24 giugno 2020, il Gruppo Italia Viva presentò la mozione 1-00249 che sollecitava i problemi riguardo alla questione sull'obesità e il sovrappeso, concludendo con una serie di 12 impegni. A giudizio dell'interrogante a tale mozione non è stata dedicata la giusta considerazione nonostante gli studi mostrino la chiara relazione tra sovrappeso e gravi forme di sintomi del COVID-19. il termine sovrappeso indica un moderato eccesso di peso corporeo rispetto agli standard fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Tale problema è stato classificato ufficialmente dall'OMS come una vera e propria patologia; una popolazione con eccesso ponderale è un problema sempre più urgente in Italia. Infatti, la Federazione mondiale dell'obesità ha osservato, negli anni recenti, una sconfortante crescita nel numero di persone obese, che sale da 10.5 milioni nel 2014 ad arrivare ad una stima di 12.6 milioni nel 2025; l'Associazione medicinale americana ha provato che il problema del sovrappeso causa la diminuzione nelle aspettative di vita, il numero di anni di produttività e un incremento nelle spese sanitarie dirette ed indirette. Tale problema chiaramente produce non solo un problema sociale ma anche economico. Infatti, rispetto alle persone di normopeso, chi è sovrappeso o obeso genera una media di costo aggiuntivo del 22 per cento alle strutture ospedaliere; le Nazioni Unite hanno inserito la necessità di affrontare tale questione tra i "substainable development goal" (SDG) 2030, con particolare importanza posta sulla popolazione di età infantile e scolare. Tale azione mostra la volontà da parte delle istituzioni internazionali, che dovrebbe essere manifestata anche dalle entità nazionali; considerato che: attualmente, in Italia, i costi sanitari causati da cure per conseguenza dell'obesità ammontano intorno ai 17 miliardi di euro, ossia circa 7 per cento della spesa totale. Tale importo mostra la serietà del problema e la necessità di fare fronte a questa problematica al più presto possibile dato che la Federazione mondiale dell'obesità stima una possibile spesa mondiale di 1.2 trilioni di dollari nel 2025; in questo periodo particolare marcato dal virus COVID-19 si sta piangendo la morte di più di 120.000 connazionali, ma ci si scorda che il "New England journal of medicine" stima che gli italiani deceduti per cause correlate al sovrappeso ed all'obesità raggiunga all'incirca le 44.000 persone. Questione più critica se si considera che vari fonti mostrano la correlazione tra peso elevato e la possibilità di sviluppare gravi sintomi da COVID-19; l'Italia è tra i Paesi europei con i valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare con una percentuale di bambini in sovrappeso del 20,4 per cento e di bambini obesi del 9,4 per cento, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4 per cento. Tale problema riflette la pessima scelta di menu offerto dalle scuole pubbliche e la mancata attenzione alle attività fisiche nel sistema accademico italiano;