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In particolare l'articolo 5 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, offre lo strumento per conseguire lo « scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico »; anche l'articolo 3 della legge 30 novembre 2017, n. 179, valorizza « il perseguimento dell'interesse all'integrità delle amministrazioni, pubbliche e private, nonché alla prevenzione e alla repressione delle malversazioni ». Vi è poi – per i fatti di terrorismo o eversivi dell'ordine costituzionale o per i fatti costituenti i delitti di cui agli articoli 285, 416- bis , 416- ter e 422 del codice penale – un superiore interesse che la giustizia proceda e che si raggiunga il massimo possibile di verità nelle indagini e nei processi relativi a questi reati; anzi, la potenzialità eversiva di essi fa sì che gli stessi interessi ai quali si riferisce il segreto di Stato ottengano la massima garanzia di tutela non dalla opposizione, ma – al contrario – dalla non opposizione del segreto alla magistratura. L'articolato proposto offre quindi un punto di equilibrio diverso, rispetto all'attuale sbilanciamento tutto a favore del segreto: da un lato, un semplice conteggio del limite massimo di cinquanta anni, compiuto il quale chiunque possa ottenere documenti presenti negli archivi delle pubbliche amministrazioni italiane; dall'altro lato, la conseguenza del divieto di apporre il segreto di Stato per fatti eversivi dell'ordine costituzionale va tratta in riferimento sia al reato di depistaggio, sia in termini di esenzione da responsabilità i dipendenti pubblici che vengano a trattare documenti attinenti a fatti eversivi. Ciò in quanto la valenza eversiva dei fatti priva la condotta di chi li scopre del carattere di offensività di un valore giuridico meritevole, rendendo invece prevalente l'interesse pubblico alla loro piena divulgazione.. 1 1 Al fine di garantire la fruizione integrale dei beni archivistici, in adempimento della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005, ratificata ai sensi della legge 1° ottobre 2020, n. 133, sono dichiarati istituti e luoghi della cultura, ai sensi dell'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, tutti gli archivi depositari del patrimonio storico e culturale del Paese. 2 Le disposizioni dettate per lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, nonché per ogni altro ente ed istituto pubblico, ai sensi della parte seconda e della parte terza del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, si applicano anche: a al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; b agli Stati maggiori della Difesa, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica; c al Comando generale dell'Arma dei carabinieri; d ai servizi di informazione e sicurezza e agli altri organi, enti, istituti e soggetti appartenenti al Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, alle condizioni ed entro i limiti di cui all'articolo 10 della legge 3 agosto 2007, n. 124, come modificato dall'articolo 3 della presente legge. 3 All'articolo 41 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il comma 6 è abrogato. 2 1 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, con uno o più decreti dispone una revisione degli archivi correnti e degli archivi di deposito esistenti presso gli organi, gli enti, gli istituti e i soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 1, dettando i criteri e i princìpi direttivi in base ai quali i dirigenti responsabili delle sezioni separate dei propri archivi storici, istituite ai sensi dell'articolo 30, comma 4, del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42: a procedono all'inventariazione mediante redazione, per ciascun documento, di una scheda descrittiva che includa l'accertamento della data in cui l'atto è stato prodotto; b mettono a disposizione dell'utenza, sul sito i nternet dell'organo, dell'ente, dell'istituto o del soggetto di cui al comma 1 dell'articolo 2, l'inventario di cui alla lettera a) ; c vigilano sul rispetto del requisito del previo esaurimento degli affari, di cui agli articoli 30, comma 4, e 41, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, attenendosi a standard quantitativi e qualitativi in materia di trasparenza delle pubbliche amministrazioni, ai fini del sistema di valutazione di cui al titolo II del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. 2 La colpevole violazione del dovere di vigilanza sul rispetto, da parte del personale assegnato agli uffici titolari degli archivi di cui al comma 1, degli standard quantitativi e qualitativi fissati ai sensi della lettera c) del medesimo comma 1 comporta responsabilità dirigenziale, ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 3 In via di prima applicazione della presente legge, nessuno dei documenti presenti negli archivi di cui al comma 1 del presente articolo può essere sottratto al versamento all'Archivio centrale dello Stato, ai sensi dell'articolo 41, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, qualora la data in cui fu creato sia anteriore di oltre cinquanta anni alla data di entrata in vigore della presente legge. Ai fini di cui all'articolo 375, secondo comma, del codice penale, costituisce occultamento di un documento o di un oggetto da impiegare come elemento di prova o comunque utile alla scoperta del reato o al suo accertamento, la violazione della prescrizione di cui al primo periodo del presente articolo in ordine a documenti relativi a fatti di terrorismo o eversivi dell'ordine costituzionale o a fatti costituenti i delitti di cui agli articoli 285, 416- bis , 416- ter e 422 del codice penale, ai sensi dell'articolo 39, comma 11, della legge 3 agosto 2007, n. 124, come modificato dall'articolo 5 della presente legge. 3 1 All'articolo 10 della legge 3 agosto 2007, n. 124, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il regolamento di cui all'articolo 4, comma 7, definisce: a) le modalità di organizzazione e di funzionamento dell'Ufficio centrale degli archivi; b) le procedure di informatizzazione dei documenti e degli archivi cartacei; c) le modalità di conservazione e i criteri per il versamento della documentazione all'Archivio centrale dello Stato, ai sensi dell'articolo 41 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;