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l) porto e data dell'ultima ispezione estesa indicando, se del caso, se sia stato imposto un provvedimento di fermo; m) porto e data dell'ultima visita speciale, indicando l'organismo che l'ha eseguita; n) numero di fermi nel corso dei precedenti 24 mesi; o) paese e porto di fermo; p) data in cui è stato tolto il fermo; q) durata del fermo, in giorni; r) numero di carenze rilevate e ragioni del fermo, in termini chiari ed espliciti; s) provvedimenti intrapresi a seguito del fermo; t) quando alla nave è stato rifiutato l'accesso ad un porto nazionale, i motivi di tale misura, in termini chiari ed espliciti; u) indicazione delle eventuali responsabilità della società di classificazione o di altro organismo privato che ha proceduto alla pertinente ispezione relativamente alla carenza che, da sola o in combinazione, ha provocato il fermo; v) descrizione delle misure adottate, nel caso in cui la nave sia stata autorizzata a recarsi al più vicino cantiere di riparazione appropriato o in cui alla nave sia stato rifiutato l'accesso ad un porto nazionale. ". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare. Roma, 2 febbraio 2006 Il comma 5 dell'articolo 6 del decreto ministeriale 13 ottobre 2003, n. 305, successivamente denominato decreto, è sostituito dal seguente: "5. Qualsiasi nave che non rispetti le disposizioni di cui al comma 4 è sottoposta ad ispezione estesa nel porto di destinazione". 2. Dopo il comma 1 dell'articolo 7 del decreto è aggiunto il seguente: "1-bis. Le navi di cui al comma 1 sono sottoposte ad ispezione obbligatoria nel successivo porto di scalo". 3. Il comma 7 dell'articolo 8 del decreto è sostituito dal seguente: "7. La procedura di fermo di cui al comma 3, viene promossa anche nei confronti delle navi alle quali si applica, al momento della verifica, il codice ISM e che risultano prive del documento di conformità per la società ovvero del certificato di gestione sicurezza rilasciati conformemente al codice ISM. Nonostante l'assenza di tale documentazione, se dall'ispezione non risultano altre carenze che giustifichino il fermo, il comandante del porto può revocare l'ordine di fermo per evitare la congestione del porto. Di tale decisione devono essere tempestivamente informate le autorità competenti di tutti gli Stati membri. Alle navi che presentano le carenze previste dal presente comma, alle quali è stato consentito di riprendere il mare, è negato, eccettuati i casi di deroga di cui all'articolo 11, comma 2, l'accesso ai porti dello Stato finchè il proprietario o l'armatore dell'unità non comprovi, a sanatoria delle deficienze rilevate dall'autorità che ha imposto il fermo, che la nave dispone dei certificati rilasciati conformemente al codice ISM. ". 4. Il comma 4 dell'articolo 10 del decreto è sostituito dal seguente: "4. Avverso i provvedimenti di fermo di cui al precedente articolo 8 ovvero di rifiuto di accesso nei porti di cui al successivo articolo 11 è esperibile ricorso giurisdizionale o gerarchico da presentarsi nelle forme e con le modalità previste dalle vigenti disposizioni in materia. A tal fine nei provvedimenti in parola, notificati al proprietario, all'armatore della nave ovvero al suo rappresentante nello Stato per il tramite del comandante della nave, è indicato il termine entro il quale è possibile ricorrere e l'autorità cui proporre ricorso. La presentazione del ricorso non determina l'automatica sospensione dell'efficacia del provvedimento opposto". 5. Il punto 1 dell'Allegato III del decreto è sostituito dal seguente: "1. Navi contemplate nell'articolo 1, dell'Allegato I e nelle lettere c), d), e), numeri 2) e 3), e h) del comma 1 dell'articolo 2 dell'Allegato I.". 6. La lettera d) al punto 5 della Parte C. dell'Allegato V del decreto è sostituita dalla seguente: "d) esercitazione antincendio con dimostrazione di tutti i set di indumenti antincendio, cui deve partecipare parte dell'equipaggio addetto alla ristorazione; ". 7. Il punto 1 dell'Allegato VIII del decreto è sostituito dal seguente: "1. Le informazioni pubblicate conformemente all'articolo 11, comma 3, comprendono i seguenti dati: a) nome della nave; b) numero IMO; c) tipo di nave, stazza (GT); d) anno di costruzione indicato nei certificati di sicurezza; e) nome ed indirizzo del proprietario o dell'armatore della nave; f) per le navi portarinfuse liquide o secche, nome ed indirizzo del noleggiatore responsabile della scelta della nave e tipo di noleggio; g) Stato di bandiera; h) la società o le società di classificazione, ove pertinente, che hanno eventualmente rilasciato a detta nave i certificati di classificazione; i) la società o le società di classificazione e/o altre parti che hanno rilasciato a detta nave certificati conformemente con le convenzioni applicabili in nome dello Stato di bandiera, con menzione dei certificati rilasciati; l) porto e data dell'ultima ispezione estesa indicando, se del caso, se sia stato imposto un provvedimento di fermo; m) porto e data dell'ultima visita speciale, indicando l'organismo che l'ha eseguita; n) numero di fermi nel corso dei precedenti 24 mesi; o) paese e porto di fermo; p) data in cui è stato tolto il fermo; q) durata del fermo, in giorni; r) numero di carenze rilevate e ragioni del fermo, in termini chiari ed espliciti; s) provvedimenti intrapresi a seguito del fermo; t) quando alla nave è stato rifiutato l'accesso ad un porto nazionale, i motivi di tale misura, in termini chiari ed espliciti; u) indicazione delle eventuali responsabilità della società di classificazione o di altro organismo privato che ha proceduto alla pertinente ispezione relativamente alla carenza che, da sola o in combinazione, ha provocato il fermo; v) descrizione delle misure adottate, nel caso in cui la nave sia stata autorizzata a recarsi al più vicino cantiere di riparazione appropriato o in cui alla nave sia stato rifiutato l'accesso ad un porto nazionale. ". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare. Roma, 2 febbraio 2006 Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lunardi Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio Matteoli Visto, il Guardasigilli: Castelli Registrato alla Corte dei conti il 10 marzo 2006 Ufficio di controllo atti sui Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 1, foglio n. 178 Avvertenza: