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Capisco che sia molto difficile, ma se proviamo a stare lontani dalla retorica, in fondo c'è un cambiamento rispetto al passato: l'unico cambiamento è che si faranno due provvedimenti milleproroghe. Confermando il nostro voto negativo, vorrei sottolineare tre aspetti: il primo - che anche colleghi prima di me hanno evidenziato - riguarda il tema delle Province e degli enti locali. Qui si prevedono una serie di proroghe, senza, tuttavia, risolvere in alcun modo il problema, né dal punto di vista dell'oggettivo disallineamento che c'è tra le elezioni dei presidenti dei Consigli provinciali e i Consigli provinciali. Non si può dare la responsabilità di questo alla legge Delrio, che pure secondo me è una legge che ha dimostrato drammatici limiti. È una scelta che ha voluto fare il Governo. Abbiamo anche cercato in Commissione di trovare una sintesi tra le diverse ipotesi, ma non è stato possibile neanche questo. Abbiamo cercato anche noi, come altri colleghi, di sostenere gli emendamenti dell'Unione delle Province: non è stato possibile. Francamente non ho nemmeno capito perché; forse ci sono ragioni che si preferisce non dire. Quello che voglio sottolineare è che, al di là dei rinvii, siamo di fronte a un problema serio e grave che riguarda l'assetto dei Comuni e delle Province. Non ho capito quali intenzioni abbia il Governo al riguardo. Avrei apprezzato il fatto che di fronte alla necessità di fare alcuni rinvii, il Governo ci avesse detto per quale strategia sta lavorando. (Brusio) PRESIDENTE . Pregherei i colleghi di prestare attenzione all'intervento del senatore Errani, che peraltro è interessante. Vi prego, se proprio avete qualcosa di cui discutere, di farlo fuori dall'Aula. Chiedo scusa se l'ho interrotta, senatore Errani, ma l'ho fatto a suo vantaggio. ERRANI (Misto-LeU) . Anzi, signor Presidente, la ringrazio dell'apprezzamento. È che in quest'Aula l'unico momento topico è quando c'è qualcosa che non dovrebbe essere in quest'Aula: questo è il problema. Detto questo, il vero problema è: quale strategia avete rispetto agli enti locali e alle Province? C'è un problema di risorse grande come una casa. C'è un problema di motivazione che riguarda il personale che lavora negli enti locali, perché non possiamo continuare a parlare dei cartellini dei lavativi, quando l'attenzione non va a ladri e fannulloni. Non possiamo continuare ad avere una pubblica amministrazione alla quale diamo responsabilità rispetto alle quali si deve poi rispondere dal punto di vista penale e pecuniario, quando nel frattempo poi non diamo formazione, né capacità di affrontare i problemi. È una questione che dovete prendere in considerazione e risolvere, magari attraverso un progetto di anni, ma così non si può andare avanti. Dopodiché, senza interventi organici, gli impegni e gli annunci sull'efficienza e sulle qualità della pubblica amministrazione, sarebbero solo parole. Un secondo tema che voglio richiamare è quello del terremoto, sul quale si è rinviato sostanzialmente tutto. Intervengo qui solo per sottolineare un punto. C'è un impegno del Governo al quale noi abbiamo dato fiducia: mi riferisco al fatto che nella prossima legge di bilancio deve essere affrontato l'insieme dei temi che riguardano il centro Italia, L'Aquila, su cui c'è una grande urgenza - ricordo che il Governo si era impegnato a dare una risposta rapidissima ai problemi de L'Aquila - e l'Emilia. Da questo punto di vista, ad esempio, per tornare al discorso degli enti locali, c'è un grande problema in ordine alla presenza di personale in grado di affrontare la mole della ricostruzione. Su questo sono indispensabili delle risposte. Noi continuiamo ad avere fiducia, ma poi occorrono i fatti. Un ultimo punto riguarda il tema dei vaccini. PRESIDENTE . Mi scusi, senatore Errani. Vorrei invitare i colleghi che sono in piedi nell'emiciclo alla mia destra e che danno le spalle alla Presidenza a prendere posto. So che vi fidate di me, colleghi, ma non rivolgete la schiena alla Presidenza. ERRANI (Misto-LeU) . Il ministro Grillo ha detto giustamente che è sbagliato avere un approccio ideologico sui vaccini. Sono d'accordo. Visto che i dati dimostrano l'efficacia del provvedimento sui vaccini, mi si deve spiegare il motivo di questa nuova deroga. Siamo sicuri che è un intervento non ideologico, e che è finalizzato al bene dei cittadini? Avrei capito l'impegno a varare una legge di modifica del provvedimento approvato dal Governo precedente; non capisco invece la proroga, che ci fa correre il rischio di fare passi indietro. Mi sembra un atteggiamento ideologico. Anche per queste ragioni il nostro voto sarà contrario. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, devo dire che aspettavamo questo provvedimento con un po' di curiosità e con un minimo di ansia. Ci eravamo infatti confrontati con la maggioranza sul provvedimento riguardante il terremoto e a più riprese, in Commissione, era stato detto che sarebbe stata anticipata la discussione del decreto milleproroghe - peraltro ad ottobre, dopo la ripresa dei lavori - per provare a sistemare parecchie delle cose che, invece, nel "decretino" terremoto non si è riusciti a trattare e a discutere. Quando abbiamo visto che la maggioranza si accingeva a presentare un decreto milleproroghe, anche con grande urgenza e veemenza, abbiamo ben sperato e ci siamo detti: forse avranno trovato qualche euro, avranno ragionato tra di loro sul fatto che c'erano misure del precedente Governo che andavano sistemate, migliorate nei contenuti e precisate nei dettagli, i cui termini andavano prorogati. E invece niente di tutto questo: quattordici articoli di ordinaria amministrazione, un milleproroghe che per la sua stessa natura porta a ragionare in Commissione e poi in Aula, per verificare insieme dove e come migliorare il provvedimento, che è assolutamente blindato, chiuso, con uno stato d'animo della maggioranza impermeabile e anche un po' saccente. In poche parole, non si capisce che c'entra questo milleproroghe con l'urgenza che voi avete richiamato - poco fa il senatore Errani giustamente ha messo in dubbio anche i profili di costituzionalità - che in effetti manca. È un provvedimento sterile, e dei suoi 14 articoli non se ne vede uno solo che non fosse possibile esaminare a ottobre o a novembre. Aspetto, quindi, che il relatore in sede di replica ci fornisca chiarimenti rispetto agli elementi di urgenza. Ribadisco che, se ci si acconcia a portare in Aula un milleproroghe nell'immediata vicinanza della pausa estiva, verrebbe naturale pensare che ci si sia messi in testa di fare qualcosa di positivo e tutto questo noi non lo abbiamo potuto verificare. Anzi, colleghi, ci vediamo costretti ad aspettare il prossimo milleproroghe. E ciò avviene con una maggioranza del cambiamento, la gran parte della quale aveva anticipato che mai sarebbe stato rielaborato un milleproroghe perché brutto e cacofonico, un ossimoro rispetto al nuovo corso, e poi, invece, ne dobbiamo vedere due per avere qualcosa di concreto.