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Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo è frutto dell'elaborazione approfondita ed unitaria effettuata da parte dei ricercatori dell'Associazione delle società scientifiche agrarie (AISSA), con il fattivo sostegno dell'Unione nazionale delle accademie per le scienze applicate allo sviluppo dell'agricoltura, alla sicurezza alimentare ed alla tutela ambientale (UNASA) e del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA). Un contributo autorevole e quanto mai opportuno in un tempo in cui la protezione e la gestione sostenibile e sistematica del suolo rappresentano una necessità non più rinviabile stante le tante situazioni di degrado che emergono da vari ambiti territoriali presenti in Italia. La consapevolezza che il suolo italiano è sottoposto a pressioni ambientali crescenti che determinano allarmanti e chiari segni del suo degrado dovuti ad erosione, diminuzione della materia organica, compattazione, salinizzazione, frane, alluvioni, perdita di biodiversità, contaminazione, consumo di suolo da cattiva urbanizzazione, aumenta esponenzialmente l'urgenza di disciplinare l'intera materia con una legge quadro che metta in relazione necessaria lo Stato e le regioni, come si evince anche dalle molteplici recenti iniziative legislative in materia. A tal fine si introduce nel nostro ordinamento una definizione di suolo intendendo per tale « lo strato superficiale della crosta terrestre, formato da particelle minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi ». Il suolo è componente fondamentale degli ecosistemi terrestri, dell'ambiente ed è elemento costitutivo del paesaggio. Rappresenta una risorsa sostanzialmente non rinnovabile, molto complessa e dinamica che fornisce una serie di benefìci all'uomo e all'ambiente attraverso una pluralità di funzioni e di servizi ecosistemici. Il suolo pertanto ha un ruolo importante anche per il benessere dell'uomo e della società, è una risorsa di interesse comune, ma è, al tempo stesso, una risorsa fragile, insidiata da molteplici attività antropiche. Il disegno di legge si compone di 18 articoli. Il capo I comprende le finalità (articolo 1), le definizioni (articolo 2) e l'ambito di applicazione (articolo 3). All'articolo 4 si istituisce presso l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), il Centro nazionale per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli (CENSPU), con compiti relativi: all'aggiornamento delle prescrizioni tecniche e delle linee guida individuate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 5; alla divulgazione delle informazioni sullo stato e sulla qualità del suolo; alla valutazione e quantificazione delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli; alla individuazione e aggiornamento delle aree a rischio di erosione; alla individuazione e aggiornamento delle aree a rischio di compattazione; alla individuazione e aggiornamento delle aree a rischio di salinizzazione; alla individuazione e aggiornamento delle aree a rischio di diminuzione della sostanza organica dei suoli; alla individuazione e aggiornamento delle aree a rischio di degrado per perdita di biodiversità; alla definizione dei programmi d'azione obbligatori per il ripristino, ove tecnicamente possibile, delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli già bonificati ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; alla valutazione della perdita di funzioni e servizi ecosistemici dei suoli degradati da frane e alluvioni; alla individuazione e aggiornamento delle aree degradate per l'impermeabilizzazione di aree circostanti; alla valutazione globale delle aree a rischio di degrado e di desertificazione del suolo. L'articolo 5 dispone che il CENPSU si compone di un Comitato tecnico-scientifico, organo paritetico, composto da: un rappresentante delle agenzie regionali per la protezione ambientale di ciascuna regione; un rappresentante del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA); un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; un rappresentante del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri. Unico e precipuo compito del Comitato è quello di elaborare, di concerto con le agenzie regionali per la protezione ambientale, le linee guida per la protezione e la gestione sostenibile del suolo che vengono aggiornate, ogni tre anni, dal CENPSU. L'articolo 6 stabilisce che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con l'ISPRA, le agenzie regionali per la protezione ambientale, le università e il CREA elabora la banca dati pedologica d'Italia in scala 1:50.000 per la stima dei servizi ambientali forniti dai suoli e dagli ecosistemi agroforestali. L'articolo 7 rileva l'importanza della formazione e dell'informazione attraverso materiali divulgativi, disponibili nel sito internet istituzionale del CENSPU, volti a migliorare la conoscenza del suolo, delle sue funzioni e dei rischi collegati al suo degrado. Il capo II definisce poi le misure per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli. Gli articoli da 9 a 17 si concentrano sull'individuazione e sulla gestione sostenibile delle aree di degrado del suolo. L'articolo 18 prevede la copertura finanziaria per l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 del presente disegno di legge.. I PRINCÌPI GENERALI E COMPETENZE 1 (Finalità) 1 Le disposizioni della presente legge hanno la finalità di garantire la protezione e la gestione sostenibile dei suoli e l'adattamento ai cambiamenti climatici, anche per garantire la sicurezza della filiera alimentare. 2 Le finalità di cui al comma 1 sono realizzate attraverso l'adozione delle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2, nel rispetto dei seguenti criteri: a mantenere le funzioni ed i servizi ecosistemici dei suoli prevenendo il loro degrado; b riportare i suoli degradati, ove tecnicamente possibile, ad un livello di funzionalità corrispondente alla loro naturale potenzialità, considerando anche i costi del ripristino del suolo; c migliorare la gestione del suolo tenendo presenti i cambiamenti climatici, tutelando i suoli integri dal punto di vista della funzionalità e dei servizi ecosistemici e favorendo il miglior uso di suoli già compromessi. 3 Le finalità di cui ai commi 1 e 2 sono attuate mediante le seguenti attività: a valutazione quantitativa delle funzioni e dei servizi ecosistemici, come definiti dall'articolo 3, finalizzata al loro utilizzo sostenibile; b individuazione dei principali rischi che incombono sulla risorsa suolo e che ne determinano la perdita della capacità di svolgere funzioni e servizi ecosistemici, con successiva identificazione delle aree attualmente o potenzialmente minacciate dal degrado; c individuazione dei piani d'azione specifici per ogni tipo di rischio con predisposizione di misure finalizzate alla protezione delle funzioni del suolo. Le misure di cui alla presente lettera riguardano sia la gestione sostenibile che la prevenzione e la riduzione del degrado del suolo;