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per il coordinamento delle politiche comunitarie, per l'ecologia e della giustizia. In ogni occasione seppe dare prove di grande competenza, rigore, senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni. La sua era una passione politica autentica, sincera, profonda, costantemente alimentata da una fede incrollabile nell'idea liberale. Una coerenza di valori e di principi a cui ho sempre guardato con grande ammirazione, soprattutto nel corso delle tante battaglie politiche combattute insieme qui in Senato nella XV legislatura. Consentitemi anche di ricordare con affetto la sua non comune capacità di stemperare alcuni dei momenti di maggiore tensione politica, ricorrendo a quella innata simpatia toscana che era il suo marchio di fabbrica. Con Alfredo Biondi ci lascia un galantuomo di grande carisma e determinazione, uno degli ultimi testimoni di una politica vissuta sempre con autonomia di pensiero, a difesa dei cittadini e delle loro libertà. In ricordo del senatore Alfredo Biondi, invito pertanto l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, le sue parole sono state così dense di significato politico, istituzionale e anche umano che mi limito a fare un atto pubblico di condivisione. Ho avuto l'onore e anche la fortuna di conoscere Alfredo Biondi in modo particolare quando è stato mio Vice Presidente della Camera dal 2001 al 2006. Ne ho constatato, come lei diceva, le sue doti umane, la sua capacità di parlare un linguaggio di umanità da profondo e convinto liberale come egli è sempre stato, prima nella sua storica militanza all'interno del Partito Liberale Italiano e poi nella sua esperienza all'interno del partito di Forza Italia. Ma dire che Alfredo Biondi è stato un uomo di parte sarebbe riduttivo, perché essendo uomo di parte ha saputo essere un uomo di tutti, nel suo essere un uomo delle istituzioni. Non ha mai coltivato il sentimento della vendetta e dell'inimicizia nemmeno nei confronti dei suoi avversari politici ed anzi, come lei ha detto, ha sempre saputo sdrammatizzare le situazioni più acute per trovare punti di convergenza anche laddove sembrava impossibile trovarne. Vorrei anche dire che Alfredo Biondi non è stato solo parlamentare, Ministro, Vice Presidente della Camera. Alfredo Biondi è stato anche un grandissimo avvocato e con la toga ha dimostrato in tutti i tribunali d'Italia di essere veramente un professionista coi fiocchi, uno dei più stimati da tutti per la sua capacità professionale. È stato un galantuomo, come lei ha detto, ed è per questo che io mi auguro che le istituzioni in futuro vogliano onorarlo e ricordarlo come egli merita. Prima di terminare, vorrei ricordare che qualche minuto prima della seduta sono stato raggiunto da una telefonata del presidente emerito Napolitano che, come voi sapete, appartiene al Gruppo per le Autonomie, il quale mi ha chiesto espressamente di trasmettere ai familiari il sentimento più profondo di cordoglio anche da parte sua, che lo ha sempre stimato, che ha coltivato con Alfredo una profonda amicizia e che in questo momento è molto rammaricato per lui. Grazie, Alfredo, per quello che hai fatto. Penso che la tua sia stata una bella pagina di storia professionale e di politica. (Applausi). PRESIDENTE. Grazie anche al presidente Napolitano per questo ricordo. GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio per le parole che ha avuto per ricordare Alfredo Biondi. Come il presidente Casini e il presidente Calderoli, alcuni di noi hanno avuto la fortuna di lavorare in Parlamento con Alfredo Biondi. Voglio ricordare un aspetto del suo amore per il Parlamento. Alfredo Biondi era Vice Presidente, quindi ovviamente presiedeva sedute, sia in occasioni importanti, sia in occasioni di routine , nelle discussioni generali, in quei momenti in cui si svolgono interventi che, chi li fa pensa siano fondamentali, ma che spesso non ricevono molta attenzione. Negli anni passati, poi, c'era meno connettività, meno televisione, meno social , quindi alcuni interventi restavano davvero negli atti parlamentari. Alfredo Biondi, quando presiedeva l'Assemblea anche in quelle occasioni, era prodigo di consigli e di osservazioni nei confronti dei neo parlamentari; questo mi sorprendeva, perché ascoltava, osservava, dava un consiglio di esperienza. Ovviamente, come è stato ricordato dal presidente Casini, Alfredo è stato anche un grandissimo avvocato, quindi uomo capace di interpretare la dialettica in maniera forte, efficace e anche pungente, in quanto politicamente genovese ma pisano di origine: anche in questo incontro di città con una ricca storia, ha sintetizzato idiomi, modi di saper tenere la scena e di affrontare, nel foro, le vicende giudiziarie con grande piglio. In politica - è stato già detto - è stato Ministro, leader del mondo liberale, tra i fondatori di Forza Italia, partito nel quale ha militato a lungo e per il quale ha affrontato anche battaglie delicate. Oggi il presidente Berlusconi, ricordandolo con affetto, ne ha ricordato le importanti funzioni di Governo che accanto a lui ha svolto. Alfredo Biondi tentò, anche in un momento tumultuoso, in cui forse era impossibile farlo (chissà quando verrà quel momento), di affrontare i temi della giustizia. Ci furono provvedimenti, polemiche, vicende che sono negli annali della politica. La trasparenza dei comportamenti di Alfredo Biondi non ha mai determinato attacchi personali nei suoi confronti, ma per i temi affrontati le polemiche sono state molto forti. Tuttavia, a tanti anni di distanza, soprattutto riguardo alla vicenda di quel Governo del 1994, i temi non risolti della giustizia, del rapporto tra giustizia e politica, dell'autonomia della politica e dell'autonomia della magistratura restano - e Dio sa quanto - al centro del dibattito, se possibile ancora più involuto, addirittura peggiorati. Alfredo Biondi ebbe anche il merito di tentare, da Ministro, di affrontare quel nodo. Eravamo in una fase di grande cambiamento della vita politica del Paese, quindi la questione si inserì in un momento difficile. Alfredo tentò, da giurista e da uomo veramente super partes , di indicare alcune questioni, che sono ancora nella nostra agenda. Ho voluto ricordare anche questo aspetto, per non limitarmi soltanto al ricordo personale, che è forte e vivo. L'arguzia: Alfredo Biondi era capace, anche nel campo dello sport, di andare in televisione e, da tifoso, interpretare le vicende del giorno; era quindi un uomo vivo, attivo, capace di difendere una cultura liberale, di dialogare con tutti, di ascoltare e consigliare i giovani parlamentari che si affacciavano sulla scena e riservare loro un insegnamento e un consiglio. Era anche coraggioso nell'affrontare quei nodi della giustizia che sono ancora molto aggrovigliati. Speriamo un giorno di poter dedicare anche alla sua memoria qualche buona riforma della giustizia italiana. Grazie ad Alfredo Biondi. (Applausi) . CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) .