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Analogamente, un elettore che -- per prudenza -- non usi il suo secondo voto ma veda coronare da successo il primo, non sarebbe «penalizzato» rispetto ad un elettore che voti prima per un candidato che non consegua il seggio, e che poi dia il secondo voto ad una persona che conquisti uno dei due seggi. Infatti, il secondo voto efficace è proprio quello che corregge un primo voto non andato ad un candidato vincente. Si aggiunga che dato il numero limitato dei seggi per collegio e le regole della loro assegnazione, è del tutto trascurabile l'ipotesi che un elettore che vota disgiuntamente veda andare a buon fine entrambi i suoi due voti, quindi questo caso di scuola non potrebbe dare adito a rilievi di irrazionalità o incostituzionalità, se messo in paragone al caso più probabile che un elettore non contribuisca con i due voti alla elezione di alcuno; al contrario, si è di fronte a fondati certi matematici motivi di incostituzionalità, quando agiscono le distorsioni del premio di maggioranza, di soglie di sbarramento differenziate tra le Camere, eccetera. Deve essere chiaro che ci si muove su di un piano diverso da quello della azione politica parlamentare e di governo, qui si tratta dei presupposti delle stesse, del quadro partitico (che risulta dalle elezioni e dai sistemi elettorali), in cui poi si vanno a realizzare azione politica parlamentare e di governo. Si tratta di qualcosa che sta tra il livello politico e quello costituzionale, essendo i partiti e le forme elettorali ancora non coperti dalla Costituzione. Quindi non deve sembrare strano o, peggio, sospetto, un «comune» interesse tra le diverse forze politiche al sistema elettorale in esame. Si può facilmente convenire che ciascuna forza politica ha un interesse specifico, condiviso con le altre, a che nessuna altra forza possa essere favorita da sistemi di calcolo nella trasformazione dei voti in seggi, ovvero da premi in seggi attribuiti come cuccagne; e questo interesse condiviso vale sia se le altre forze restano avversarie in Parlamento e nel rapporto Governo-Opposizioni, sia se sono destinate a divenire alleate in un Governo di coalizione parlamentare. Anche nel fare maggioranza parlamentare e nel sedere allo stesso Governo, è preferibile avere come compagne forze non drogate da alcun «viagra delle istituzioni» (secondo le plastiche immagini dell'allora ministro dell'interno Giuliano Amato, riferite all'«artifizio» del premio di maggioranza, rese all'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008 della Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno ). Si coglie, infine, l'occasione per risistemare i testi unici in un corpus più omogeneo, che recepisca l'evoluzione normativa degli ultimi anni, quando non in contrasto con i princìpi sopra delineati.. 1 1 La presente legge reca approvazione dei testi unici per le elezioni politiche della Repubblica italiana. I testi unici di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono sostituiti dai testi unici delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica e delle disposizioni comuni in materia di elezioni politiche, rispettivamente contenuti negli allegati I, II e III alla presente legge. 2 Le circoscrizioni ed i collegi binominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, sono indicati, rispettivamente, nelle tabelle A e B annesse all’allegato I e nella tabella A annessa all’allegato II. 3 In relazione alle spese per consultazioni elettorali di cui alla presente legge, continua ad essere utilizzata la copertura finanziaria derivante dalle risorse stanziate nel Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento europeo e dall'attuazione dei referendum dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare al bilancio dello Stato le variazioni occorrenti a seguito dell'entrata in vigore dei testi unici allegati alla presente legge. 5 Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, sono definite le caratteristiche delle schede per le elezioni politiche, in conformità con l'articolo 31 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, e con l'articolo 10 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica. 6 Qualora non sia possibile al Governo, per qualunque ragione, emanare il regolamento previsto al comma 5, nel procedimento elettorale che dovesse aver luogo per l'elezione della Camera dei deputati e per l'elezione del Senato della Repubblica sono adottate le schede di cui agli allegati IV, V e VI alla presente legge. 7 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .