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Ci si chiede, al più, come mai, fatti salvi i motivi di maggior gettito già previsti nel bilancio dello Stato, l'attuale proroga non sia stata estesa anche ai subappaltatori, poveretti, perché se è vero che trattasi di operazioni indirette verso la pubblica amministrazione, quindi già rientranti nel filone della fatturazione elettronica, è altrettanto vero che sul piano soggettivo i subappaltatori non garantiscono certo un maggior grado di organizzazione rispetto agli esonerati cessionari di carburante. Quindi esoneriamoli. Abbiamo presentato uno specifico e ragionevole emendamento, che discuteremo e voteremo domani, per superare questo vulnus , estendendo la proroga anche ai subappaltatori. Ma la cosa importante è ribadire l'unica data rilevante, quella cioè del 1° gennaio 2019, quando entrerà in vigore la fatturazione elettronica. Da commercialisti, però, dobbiamo chiederci se questo vale per tutti gli attori. Realisticamente, non per tutti subito. Facciamo sicuramente salva la spinta verso un modello di business digitale; capiamo, però, che questa spinta deve poggiare per ora sulle spalle dei soli contribuenti più solidi e più organizzati, vale a dire su quei oggetti in grado di dare feedback alle società di software , ai gestori della piattaforma di interscambio, SDI, affinché l'impatto di un miliardo di nuovi documenti-fattura da gestire sia tecnologicamente impeccabile. Tali soggetti più solidi dovranno, inoltre, farsi carico dell'impatto economico per ridimensionarlo. Società di software , enti certificatori, banche e società di intermediazione bancaria offrono oggi alle aziende e ai commercialisti il servizio di fatturazione elettronica al prezzo di 0,5 euro a documento. È stato già detto. Questo costo, anche se non è alto, va ridotto. Nella fase di transizione tra cartaceo e digitale, infatti, questo costo si somma agli attuali costi di gestione del cartaceo, nonché ai costi indiretti per dotarsi delle tecnologie informatiche. Finita la fase di transizione, quindi, il costo della gestione documentale digitale a regime sarà tre volte inferiore rispetto agli attuali costi della gestione cartacea, a dimostrazione che il processo di digitalizzazione è a favore degli operatori. Nel frattempo, aiutiamo i piccoli imprenditori, aiutiamo il tessuto imprenditoriale di minori dimensioni e qui faccio la proposta di garantire ai piccoli un regime premiale e transitorio. Entro il 31 dicembre 2021 tutti dovranno aderire alla fatturazione elettronica, così come previsto dalla direttiva IVA, ma, fino ad allora, diamo un credito di imposta ai più piccoli che copra i costi sostenuti e certificati per singolo documento. In questo modo lo Stato potrà mantenere obiettivo e vision e la filosofia dei rapporti tra Stato e operatori dovrà migliorare nell'ottica del mercato unico digitale europeo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, onorevole Vice Ministro, quello della fattura elettronica è un tema che credo interessi particolarmente l'Italia che produce; un tema, quindi, al quale tutti noi trasversalmente dovremmo rivolgere un'attenzione diversa, un'attenzione maggiore. Non è la panacea di tutti i mali, come qualcuno sembra volerci far credere. Non per nulla - e l'ho ricordato oggi in Commissione finanze al ministro Tria - sono espresse criticità da parte delle categorie (cito Rete Imprese Italia, ma basta guardare «Il Sole 24 Ore» e «Italia Oggi», che danno voce alle preoccupazioni delle categorie), ma anche degli ordini professionali (cito anche oggi, come ho fatto in passato, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, di coloro cioè che sulle fatture e sui problemi contabili, tecnici e civili delle aziende trascorrono sudatamente il proprio tempo). Ebbene, come ho già detto, da questi mondi, da coloro che si presume ne capiscano di fatturazione, arrivano critiche serie e preoccupazioni. Ci piacerebbe, da cittadini prima ancora che da politici, che questo Governo segnasse un cambio di passo e ascoltasse di più coloro che si sporcano le mani e magari di meno coloro che fanno filosofia su questi problemi. Purtroppo, durante l'audizione del ministro Tria, non mi è parso che oggi sia passata questa linea. Nello specifico, chi nutre facili entusiasmi sulla fattura elettronica dovrebbe tornare sulla terra. Cito, nel modo spero il più possibile semplice e comprensibile anche ai non addetti, alcuni punti nel merito, tanto per smorzare un po' i facili entusiasmi. Intanto, la fattura elettronica deve essere inviata entro le ore 24 dal giorno in cui è avvenuta l'operazione. Si tratta di un tempo che, soprattutto per i problemi di software ed elettronici, per chi deve fare decine e decine di fatture diventa un problema. Mi riferisco ovviamente alle piccole e medie imprese e non alla grande impresa, che tutti questi problemi li supera: la piccola e media impresa, l'artigiano, il piccolo commerciante su questi temi ha delle difficoltà. Se il privato chiede l'immediata emissione della fattura cartacea, quindi non valida, l'operatore è costretto ad emettere due fatture, quella elettronica valida e quella cartacea, con adempimento raddoppiato. Le fatture verso operatori esteri (anche dell'Unione europea) devono essere riepilogate su base mensile nel vecchio spesometro, che quindi non scompare, a differenza di quello che ha detto un'ora fa il ministro Tria. I forfettari, coloro ai quali si dovrebbe semplificare la vita, così come i vecchi minimi, non sono tenuti ad emettere fatture elettroniche, però devono ricevere fatture elettroniche in via esclusiva. Quindi, dov'è la semplificazione? I privati, ossia ciascuno di noi e di voi, non riceveranno più fatture cartacee, a meno che non ne facciano espressa richiesta con rischio anche di pagamento della fattura cartacea. Per le utenze - ognuno di noi ha delle utenze per elettricità, acqua, gas - di fatto non riceveranno più fatture elettroniche, così come per ogni altro servizio. Sarebbe quindi forse opportuno pensare ai nostri anziani, ai nostri padri, ai nostri nonni, che non sapranno più capire come comportarsi. Non è che sia infatti così facile andare sulla piattaforma web e scaricarsi la fattura elettronica. Questi sono problemi di tutti i giorni. Le imprese, poi, le piccole imprese delle nostre città e delle nostre province, dovranno trasmettere a un'entità virtuale, cioè alla piattaforma (quindi un'entità non identificabile), le proprie informazioni, anche di carattere riservato. Sostanzialmente, come potete immaginare, la fattura contiene informazioni, prezzi, condizioni di vendita, quindi informazioni di politica commerciale, che vengano affidate a una piattaforma virtuale sulla quale garanzie assolute non ne abbiamo. Mi pongo pertanto anche qualche problema di privacy , qualche problema sulla violazione della concorrenza. Al riguardo sarebbe interessante che ci venissero date maggiori rassicurazioni. Il nuovo adempimento assume inoltre carattere assolutamente invasivo e probabilmente anche poco efficace nella lotta all'evasione.