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È quindi necessario, colleghi, non tralasciare alcun settore, perché un piccolo tassello dimenticato all'interno della filiera manifatturiera potrebbe avere un effetto domino dalle conseguenze devastanti. È necessario avere il coraggio di adottare politiche che stimolino l'attività produttiva e, al contempo, l'incrocio tra domanda e offerta. Solo con scelte coraggiose avremo la possibilità di salvare il mondo produttivo italiano. Non ne va solo della loro sopravvivenza, ma di quella dell'intero nostro Paese Italia. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, devo dire di non essere soddisfatto del provvedimento in esame, e non per colpa del sottosegretario Guerra qui presente, che stimo da anni, ma perché, sotto il profilo dei ristori, vi sono deficienze enormi. Non c'è alcuna iniziativa specifica sulle imprese che possa contribuire alla crescita economica del nostro Paese. Vi sono poi intere categorie di lavoratori abbandonate, distrutte. Mi riferisco, tanto per fare un esempio, a quanto si è verificato all'aeroporto di Milano Malpensa, dove ormai è stato registrato addirittura l'80 per cento di perdite di passeggeri, con un'incidenza enorme su autonoleggi, autorimesse e parcheggi. È inutile citare i codici Ateco, ma non hanno avuto nulla. Questo vuol dire aver creato e continuare a creare una disparità non indifferente tra soggetti e lavoratori, a seconda della propria posizione. Voglio intervenire su due questioni: una di metodo, l'altra di merito, benché la prima sia ugualmente di merito. Mi rivolgo specificamente al presidente della Commissione bilancio Pesco e al Capogruppo del mio Gruppo, così come agli altri Capigruppo: occorre evitare lo sconcio che ormai si è raggiunto nelle valutazioni che avvengono nelle Commissioni, dove c'è un numero enorme di emendamenti segnalati e non trattati (non per loro responsabilità, ma per una prassi instauratasi negli ultimi anni). (Applausi). Bisogna evitare questo sconcio e ritornare a un sistema che ciascuno di voi - non il senatore Pesco, forse - ricorderà. Ricordiamo infatti quanto avveniva con la legge finanziaria, quando ognuno di noi, la sera, ascoltando la radio, sentiva per dieci-dodici giorni consecutivi la valutazione di ogni singolo emendamento in Aula. È questa la logica, altrimenti vi è la perdita di dignità non solo dell'Assemblea, non solo di un ramo del Parlamento, ma di ciascuno di noi, nel momento in cui facciamo finta di aver fatto un lavoro e di aver tenuto conto di problemi che, di fatto, non sono stati esaminati. Tanto per fare alcuni esempi, per quanto riguarda specificamente la giustizia e le norme contenute nel provvedimento, grazie ad alcuni emendamenti della maggioranza, si sono serbati alcuni aspetti del processo d'appello, ma resta una serie di problemi - anche sullo stesso processo d'appello, come sulla spedizione in forma esecutiva per via telematica delle sentenze o dei provvedimenti - che avrebbero potuto trovare una diversa soluzione, molto più coerente. Si sarebbero quindi potuti eliminare alcuni aspetti negativi, laddove ci fosse stata la possibilità di dialogo e di esame specifico in Commissione. Colleghi, non basta prevedere che le Commissioni alle quali non vengono assegnati i provvedimenti possano esprimere pareri; occorre invece che vi sia la possibilità di un intervento specifico. Quando ho letto alcune misure, mi sono chiesto se sia mai possibile che persone che hanno un'esperienza del processo, come giudici, avvocati e parti, abbiano scritto queste cose senza considerare i principi fondamentali. Vi riporto solo un aspetto. All'inizio della pandemia si è pensato che il giudice dovesse restare presso l'ufficio giudiziario, mentre nel giro di qualche settimana o mese si è detto che non era possibile che i giudici restassero da soli nel palazzo di giustizia e che dovessero poter lavorare da remoto, a casa propria. Ciò significa aver distrutto l'oralità del processo, che è fortemente connessa alla sua concentrazione e speditezza. Aver dimenticato le regole fondamentali ha portato anche a dire che non è necessario che la camera di consiglio sia fatta in presenza dei giudici, il che si traduce in una situazione abnorme sotto il profilo della capacità di comprendere il processo e la valenza dell'incontro e della discussione. Come alcuni di voi, ho fatto parte di migliaia di camere di consiglio, dove non ha mai avuto luogo una qualsiasi discussione sull'interpretazione di quanto era avvenuto in udienza: sulla capacità degli avvocati di rappresentare la realtà dei fatti. Che cosa avviene? Quando c'era soltanto lo scambio di memorie, su questa interpretazione molte volte diventava difficile che ci fosse l'unanimità del collegio. (Applausi) . È questa la logica per cui è assurdo dire di superare tutto e che sarà il Presidente del tribunale a decidere se fare o meno il processo da remoto, oppure che sarà il Parlamento a stabilire se ci sarà o meno la possibilità di fare il processo da remoto. No: dev'esserci la possibilità per il cittadino, in quanto è una libertà fondamentale. Ricordate che il processo si basa sulla disponibilità delle parti, quindi occorre che vi sia una necessità. Ciascun giudice dev'essere limitato dalla necessità sottesa al fatto che il cittadino vuol essere giudicato secondo le regole processuali che garantiscono i diritti fondamentali. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 13,08) ( Segue CALIENDO). La norma quindi non può non prevedere quello che il Consiglio di Stato, con un'ordinanza del 21 aprile 2020, ha ritenuto di stabilire, ossia che non è possibile un processo coartato, in quanto l'utente della giustizia deve sempre avere la possibilità di dire di non volere che la sua causa si decida subito, ma che possa esserci un regolare dibattimento e, finita la pandemia, si faccia in un certo modo. Ciò rientra nei diritti fondamentali. (Richiami del Presidente). Il Consiglio di Stato l'ha detto già prima che poi... (Il microfono si disattiva automaticamente). Signor Presidente, mi consenta di dire solo un'altra cosa. Siamo arrivati a livelli veramente bassi. Il giudice di pace non può fare il processo per via telematica, mentre il Ministro della giustizia arriva a dire una cosa fuori da qualsiasi immaginazione. La magistratura onoraria - dice il Ministro - ha la finalità di contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio... PRESIDENTE. Senatore Caliendo, la invito davvero a concludere. CALIENDO (FIBP-UDC) . Probabilmente il Ministro non sa cos'è la magistratura onoraria e cos'ha fatto nel nostro Paese. Signor Presidente, ricorderà specialmente, ancor prima del giudice di pace, il contributo che il conciliatore ha dato alla nostra giustizia ... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Senatore Caliendo, deve concludere, non iniziare un nuovo argomento. È iscritto a parlare il senatore Zuliani. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) .