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PROGRAMMI DIDATTICI PER LA SCUOLA PRIMARIA CON LINGUA DI INSEGNAMENTO SLOVENA. PREMESSA GENERALE. Resta confermato integralmente il testo dei programmi didattici per la scuola primaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1985, n. 104. I PROGRAMMI. Resta confermato integralmente il testo dei programmi didattici per la scuola primaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1985, n. 104. EDUCAZIONE LINGUISTICA. Premessa. Per quanto concerne l'area degli apprendimenti linguistici si sottolinea l'importanza della lingua slovena quale lingua materna dell'alunno, essendo essa strumento fondamentale per l'azione educativa e per gli apprendimenti scolastici. Pertanto essa va particolarmente curata nell'ambito di tutte le altre discipline. Analoga importanza è da riconoscere alla lingua italiana quale principale veicolo, accanto alla lingua materna, dei rapporti sociali della comunità slovena in Italia. Infatti essa, oltre che lingua ufficiale dello Stato, è lo strumento di comunicazione più diffuso nell'ambiente e costituisce patrimonio culturale al quale ha diritto di accedere ogni cittadino della Repubblica. L'apprendimento della lingua italiana offre altresì maggiori opportunità per realizzare le finalità educative della convivenza democratica, della cooperazione internazionale e della comprensione fra i popoli; finalità tutte alle quali si richiama espressamente la prima parte della "Premessa generale". Inoltre rappresenta lo strumento per un sicuro inserimento nella realtà economica e sociale regionale e nazionale. Sulla base di tali considerazioni i programmi didattici per la lingua slovena e per la lingua italiana hanno la struttura generale comune secondo la formulazione sancita dal decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1985, n. 104, nel capitolo "Lingua italiana". L'educazione linguistica è completata dall'apprendimento di una lingua straniera che per le considerazioni sopra dette deve intendersi una lingua diversa dall'italiana. Lingua e cultura. Nessuna definizione globale può esaurire la complessità del fenomeno linguistico. Esistono però definizioni parziali che possono essere utilmente assunte: a) la lingua è strumento del pensiero, non solo perché lo traduce in parole (permettendo all'individuo di parlare con se stesso, cioè di ragionare), ma anche perché sollecita e agevola lo sviluppo dei processi mentali che organizzano, in varie forme, i dati dell'esperienza; b) la lingua è mezzo per stabilire un rapporto sociale: più precisamente consente di comunicare con gli altri e di agire nei loro confronti; c) la lingua è il veicolo attraverso cui si esprime in modo più articolato l'esperienza razionale e affettiva dell'individuo; d) la lingua è espressione di pensiero, di sentimenti, di stati d'animo, particolarmente nella forma estetica della poesia; e) la lingua è un oggetto culturale che ha come sue dimensioni quella del tempo storico, dello spazio geografico, dello spessore sociale. Per l'insieme di questi aspetti, la lingua ha un ruolo centrale nella scuola elementare, sia per il contributo che offre allo sviluppo generale dell'individuo, sia per il carattere pregiudiziale che una buona competenza linguistica ha sulle altre acquisizioni. Pertanto, i compiti della scuola elementare in questo campo sono i seguenti: a) fornire all'alunno i mezzi linguistici adeguati per operazioni mentali di vario tipo, quali, ad esempio: simbolizzazione, classificazione, partizione, seriazione, quantificazione, generalizzazione, astrazione, istituzione di relazioni (temporali, spaziali, causali, ecc.); b) potenziare nell'alunno la capacità di porsi in relazione linguistica con interlocutori diversi per età, ruolo, status, ecc. e in diverse situazioni comunicative, usando la lingua nella sua varietà di codici, di registri e nelle sue numerose funzioni; c) offrire mezzi linguistici progressivamente più articolati e differenziati per portare ad un livello di consapevolezza e di espressione le esperienze personali; d) promuovere le manifestazioni espressive del fanciullo e il suo approccio al mondo della espressione letteraria; e) avviare l'alunno a rilevare che la lingua vive con la società umana e ne registra i cambiamenti nel tempo e nello spazio geografico, nonché le variazioni socio-culturali; utilizzare queste dimensioni della lingua per attivare in lui la capacità di pensare storicamente e criticamente. Il fanciullo ha una esperienza linguistica iniziale di cui l'insegnante dovrà attentamente rendersi conto e sulla quale dovrà impostare l'azione didattica. In particolare ogni fanciullo: ha una varietà di codici verbali e non verbali (tra cui quelli derivati dai mass-media), nella quale il codice verbale è dominante; ha maturato una capacità di comunicare oralmente in una lingua e in un dialetto; sa che la lingua scritta esiste e, percependone l'importanza, desidera impadronirsene. Di fatto queste caratteristiche si manifestano e si compongono in modo diverso da alunno a alunno. La scuola terrà presenti queste diversità, differenziando le metodologie e gli strumenti in rapporto alle esigenze individuali di apprendimento. Attenzione particolare andrà posta nella identificazione tempestiva di eventuali disturbi del linguaggio (difetti dell'udito, difficoltà di articolazione dei suoni, balbuzie, ecc.) e di fenomeni di disgrafia e di dislessia, per i quali andranno predisposte specifiche strategie didattiche. Qualora gli insegnanti accertino, mediante opportune osservazioni e prove, la inadeguatezza dei prerequisiti sul piano percettivo, cognitivo e della motricità fine, necessari per l'apprendimento della lettura e della scrittura, disporranno opportuni interventi, giochi sensoriali, esercizi di pregrafismo, attività psicomotorie. Obiettivi e contenuti. Nel campo della formazione linguistica la scuola elementare persegue un insieme di obiettivi generali all'interno dei quali vengono individuati alcuni traguardi essenziali, prescrittivi per tutti gli alunni. I. La scuola si propone l'obiettivo di far conseguire la capacità di usare, in modo sempre più significativo, il codice verbale, senza peraltro trascurare altri tipi di codici (grafico, pittorico, plastico, ritmico-musicale, mimico-gestuale, ecc.) che non sono alternativi al codice verbale, ma complementari ad esso. All'interno di questo obiettivo dovrà essere garantito a tutti gli alunni il raggiungimento del traguardo della consapevolezza che: esistono diversi codici; ciascuno di essi offre opportunità specifiche; il codice verbale è particolarmente comodo, in quanto consente con poche unità semplici, di formare un illimitato numero di messaggi; il codice verbale favorisce l'accesso agli altri codici e consente la riflessione su questi e su se stesso. II. La scuola si propone l'obiettivo di far conseguire la capacità di comunicare correttamente in lingua slovena e in lingua italiana, a tutti i livelli, dai più colloquiali e informali ai più elaborati e specializzati; va anche rispettato l'eventuale uso del dialetto in funzione dell'entità culturale del proprio ambiente. All'interno di questo obiettivo dovrà essere garantito a tutti gli alunni il raggiungimento del traguardo di: