[pronunce]

disciplina dei rifiuti) pienamente nella competenza legislativa provinciale, sulla base delle norme dello statuto speciale, delle norme di attuazione dello statuto speciale nonché - per il tramite dell'art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001 - sulla base dell'art. 117 della Costituzione. 4. — In prossimità dell'udienza pubblica l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato memorie nelle quali insiste per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nei ricorsi introduttivi, rilevando, in particolare, che la questione di legittimità costituzionale sollevata nei confronti dell'art. 8, comma 3, della legge provinciale n. 6 del 2002, nel primo ricorso, deve ritenersi "superata" "poiché la norma è stata modificata da una legge provinciale successiva, impugnata dallo Stato" con il secondo ricorso. 4.1. — In prossimità dell'udienza pubblica la Provincia autonoma di Bolzano ha depositato memorie con le quali, in riferimento al primo ricorso, chiede che la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, della legge provinciale n. 6 del 2002, sia dichiarata inammissibile, non essendo stato dedotto un vizio di incompetenza della legge provinciale, "l'unico vizio deducibile dal Governo nel ricorso in via d'azione", e che in relazione all'impugnativa dell'art. 8, comma 3, della stessa legge, venga dichiarata la cessazione della materia del contendere, essendo stata tale norma modificata da una legge provinciale successiva. Con riferimento, poi, al secondo ricorso la Provincia insiste per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nell'atto di costituzione. 5. — All'udienza pubblica la Provincia autonoma di Bolzano e la difesa erariale hanno insistito per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nelle difese scritte.1. — Le questioni di legittimità costituzionale, promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, con i due ricorsi indicati in epigrafe, concernono l'art. 2, comma 2 e l'art. 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 18 marzo 2002, n. 6 (Norme sulle comunicazioni e provvidenze in materia di radiodiffusione), nonché l'art. 2, commi 1 e 2, e l'art. 27 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 luglio 2002, n. 11 (Disposizioni in materia di tributi e disposizioni in connessione con l'assestamento del bilancio di previsione della Provincia di Bolzano per l'anno finanziario 2002 e per il triennio 2002-2004). Le questioni sono state sollevate in riferimento, quanto al primo ricorso, agli artt. 3, 21 e 117, comma secondo, lettere e) e m) e comma terzo, della Costituzione; quanto al secondo ricorso, agli artt. 4, 8 e 9 del d. P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), agli artt. 7, 8 e 10 del d. P.R. 1° novembre 1973, n. 691 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige concernenti usi e costumi locali ed istituzioni culturali), agli artt. 21 e 117 della Costituzione, nonché in relazione all'art. 1, comma 3, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio). 2. - In via preliminare, poiché i due ricorsi presentano profili di connessione soggettiva ed oggettiva, va disposta la loro riunione, affinché siano decisi con un'unica pronuncia. 3. - La prima questione prospettata nel ricorso n. 42 del 2002 riguarda l'art. 2, comma 2, della legge provinciale 18 marzo 2002, n. 6, che disciplina il sistema delle comunicazioni e radiotelevisivo, nella parte in cui dispone che il Comitato provinciale per le comunicazioni "è composto dal presidente e dal vicepresidente, che devono appartenere a gruppi linguistici diversi, nominati dalla Giunta provinciale all'inizio di ogni legislatura, nonché da quattro ulteriori componenti eletti dal Consiglio provinciale a scrutinio segreto". Tale norma è censurata dal ricorrente Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, comma secondo, lettera m) della Costituzione, sotto il profilo che la "garanzia del ruolo delle opposizioni consiliari nelle procedure di elezione e, attraverso di esse, anche la garanzia delle minoranze linguistiche" rientrerebbero nell'ambito della legislazione esclusiva dello Stato, che è appunto competente, tra l'altro, a determinare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. La norma impugnata, inoltre, contrasterebbe con l'art. 117, comma terzo, della Costituzione, in quanto, attribuendo alla Giunta provinciale anche la nomina del vicepresidente del comitato, derogherebbe, nell'ambito di una materia di competenza concorrente come è quella relativa all'"ordinamento della comunicazione", ad un indirizzo generale previsto dall'art. 1, comma 13, della legge 31 luglio 1997, n. 249 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo), in tema di requisiti dei componenti dei comitati decentrati per le comunicazioni. 3.1. - La questione non è fondata. Va premesso che nel quadro della disciplina dei comitati decentrati per le comunicazioni, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella delibera di indirizzo n. 52 del 28 aprile 1999 -adottata ai sensi dell'art. 1, comma 13, della citata legge n. 249 del 1997- ha stabilito che, a tutela delle opposizioni consiliari, le nomine dei componenti dei comitati predetti siano di competenza del solo consiglio regionale (o provinciale), escluso il presidente che può essere nominato direttamente dall'esecutivo regionale (o provinciale). Nel caso in esame, l'attribuzione alla giunta provinciale del potere di nomina, oltre che del presidente, anche del vicepresidente del comitato, pur derogando alla predetta delibera, non comporta la violazione dell'art. 117, comma secondo, lettera m), della Costituzione considerando che, anche a voler prescindere dall'incongruenza del parametro evocato, la norma in esame si conforma correttamente allo statuto speciale che vincola la legislazione provinciale a garantire la rappresentanza delle minoranze linguistiche locali, in particolare nell'ambito della composizione degli organi elettivi. Quindi l'attribuzione alla giunta provinciale del potere di nomina del presidente e del vicepresidente del comitato, che debbono necessariamente appartenere a gruppi linguistici diversi, appare proprio diretta a realizzare, insieme con la prevista rappresentanza, oltre che della minoranza politica, del gruppo linguistico ladino, un delicato equilibrio, nella composizione del comitato, non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche tra i tre gruppi linguistici -secondo la rispettiva consistenza- in modo da attuare un'effettiva tutela delle minoranze linguistiche, oltre che politiche.