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Il decreto-legge alla nostra attenzione costituisce quindi quello che si può definire un atto dovuto per consentire all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente di continuare nelle proprie funzioni, prorogando la durata in carica dei componenti. I componenti dell'ARERA continueranno conseguentemente ad esercitare le proprie funzioni, ma limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione. Sono inoltre fissati limiti ben temporali ben precisi. A questo punto viene da chiedersi se la data vincolante del 30 settembre 2018, introdotta dalla Camera, sia effettivamente funzionale a garantire il buon funzionamento dell'Autorità, perché, considerati i tempi necessari per formare un nuovo Governo, stabilire un termine al 30 settembre potrebbe significare tranciare l'operatività dell'Autorità o almeno quella dei suoi componenti. Forse sarebbe stato più opportuno lasciare il termine dei novanta giorni, come previsto nel testo del decreto-legge: non abbiamo dubbi che il 30 settembre 2018 possa essere una data che rischia di necessitare un ulteriore decreto-legge di proroga. L'altra modifica introdotta dalla Camera è quella che riguarda la relazione alle Camere sull'attività svolta dall'Autorità. Una relazione ormai si chiede a tutti su tutto e non si nega a nessuno. Sarebbe utile, a questo punto, verificare chi le legge poi tutte queste relazioni, che ormai inseriamo in ogni provvedimento; non vorremmo che finissero solo per essere messe agli atti. Tra l'altro, per chi volesse documentarsi ulteriormente, va detto che l'Autorità ha un sito ricchissimo di determinazioni e di delibere da leggere e consultare. Ricordiamo solamente che i componenti dell'ARERA sono stati nominati nel 2011 e che la loro scadenza era appunto prevista nel febbraio 2018. Ricordiamo che la procedura di nomina prevede il parere vincolante, a maggioranza dei due terzi dei componenti, delle Commissioni parlamentari competenti sui nomi proposti dal Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministro dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare, approvati dal Consiglio dei Ministri. Questa procedura garantisce certamente un quorum di gradimento parlamentare molto alto, che di fatto comprende quasi tutte le forze parlamentari. Vanno ricordati al riguardo alcuni punti: in primo luogo, che le risorse per il funzionamento dell'Autorità non provengono dal bilancio dello Stato, ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati. La stessa Autorità ha volontariamente ridotto il contributo, che per legge è previsto all'uno per mille dei ricavi degli operatori, con differenziazioni in funzione del settore dell'attività svolta dai diversi soggetti: quindi, questo quadro rafforza la circostanza che l'Autorità possa operare in autonomia e con indipendenza di giudizio. Ovviamente il contesto in cui opera l'ARERA deve seguire gli indirizzi di politica generale del Governo e del Parlamento oltre che delle normative dell'Unione europea. In secondo luogo, ricordiamo che l'Agenzia opera in regime di prorogatio , che il Consiglio di Stato ha voluto limitare a sessanta giorni, prevedendo che in regime di prorogatio eserciti le proprie funzioni limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione ed a quelli che siano ritenuti indifferibili e urgenti. Quindi il decreto-legge era necessario a prorogare questo regime, che serve appunto a scongiurare l'interruzione delle funzioni dell'Autorità. Va rammentato soprattutto che l'Autorità ha competenze strategiche, come quelle di promuovere la concorrenza, l'efficienza, la fruibilità e la diffusione dei servizi in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale: i servizi essenziali per i cittadini, quali l'energia elettrica e il gas, ma anche i servizi per l'ambiente. In terzo luogo, dalle decisioni dell'Autorità dipendono anche le tariffe a carico degli utenti, quindi essa ha compiti anche e soprattutto di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti. È questo a nostro avviso il ruolo certamente prioritario dell'Autorità, ovvero quello di tutelare gli interessi dei consumatori attraverso l'attività di regolazione e di controllo delle tariffe, che riguardano i settori dell'energia e del gas. Tutti noi ci siamo accorti del nuovo quadro di regolamentazione del settore dell'energia dopo le telefonate che abbiamo ricevuto per passare a nuovi gestori nel mercato libero dell'energia. Quello che auspichiamo adesso, in maniera sempre crescente, è che possa emergere da questo mondo, da questo ambiente concorrenziale, una serie di tariffe migliori per l'utente finale, per i cittadini, soprattutto in settori come quello dell'energia, dove tutto sommato un certo livello di concorrenza negli ultimi anni è stato certamente innescato dalla normativa già adottata dal Parlamento. Concludo parlando del settore della gestione dei rifiuti, che pure interessa uno degli ordini del giorno al nostro esame, approvato dalla Commissione speciale, ovvero l'ordine del giorno G1.100. Va detto che il Parlamento dovrà affrontare al più presto e in maniera coerente la complessa tematica della TARI, la tassa sui rifiuti. Non si può non notare che, dopo il blocco dell'aumento delle imposte locali, deciso dalle ultime manovre di bilancio, questa tassa sia diventata praticamente l'unica leva fiscale che hanno a disposizione i Comuni. Noi però riteniamo che questa tassa non possa concretizzarsi e affermarsi come una sorta di patrimoniale sulla casa, in cui il servizio reso dai gestori dei servizi ambientali non corrisponde, tra l'altro, nemmeno lontanamente alla tassa pagata. Auspichiamo quindi che il Parlamento possa certamente e prontamente porre mano a questa autentica ingiustizia, che va a penalizzare in modo subdolo il settore immobiliare, già fortemente danneggiato da una tassazione quasi quadruplicata dai tempi dell'ultimo Governo eletto degli italiani, quello del presidente Berlusconi. Con questo confermo che il Gruppo di Forza Italia voterà a favore della proroga prevista dal decreto-legge in esame. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI ) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in tutti gli interventi è stato sottolineato come, a prescindere dall'oggetto specifico del decreto-legge, la discussione generale sia l'occasione per richiamare l'attenzione del futuro Governo e del Parlamento sulla necessità di approfondire e rivedere le funzioni complessivamente attribuite all'ARERA. Non è un caso che questa richiesta sia corale, se si considera che appena il 27 dicembre 2017 sono state attribuite tali funzioni all'Autorità e che, allo stesso tempo, appena ad aprile scorso, il TAR del Lazio ha riconosciuto in materia di rifiuti la fondatezza del ricorso presentato in merito alla legittimità di parte dello sblocca Italia, in particolare relativamente all'articolo 35. Questo sottolinea come il tema dei rifiuti sia centrale e come il nostro Paese non possa limitarsi ad assegnare in maniera tecnica e formale all'ARERA una funzione di controllo e gestione senza approfondire il tema e in particolare, come indica anche l'ordine del giorno che la Commissione sottoporrà tra poco all'Assemblea, senza eliminare i contrasti tra le funzioni attribuite alle Regioni e quelle attribuite all'Autorità.