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Quanto all'emendamento 1.0.8, citato prima in alcuni interventi, su una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, mi dicono che è possibile che sia ritirato. Ciò detto, noi avevamo proposto un emendamento alla seconda parte che chiarisce meglio i contorni, perché da un punto di vista generale non possiamo che essere d'accordo su questo. Considero fondamentale verificare la sostenibilità ambientale degli incentivi messi in campo dal Governo, tuttavia, con il nostro emendamento andiamo a puntualizzare che quei settori che erano incentivati lo erano perché svolgevano una funzione che si riteneva avesse una valenza sociale; pertanto, se toglieremo tale incentivo dovremo sostituirlo con altri, perché l'obiettivo è comunque da perseguire. Considero però un errore criticare nelle intenzioni un provvedimento che nella sua definizione puntuale è assolutamente condivisibile. Mi avvio alla conclusione dicendo soltanto che a mio avviso il provvedimento oggi in esame è importante, perché traccia una strada e definisce alcuni contenuti e in questo senso dovrebbe vedere la collaborazione di tutti per migliorarlo, come è sempre necessario fare, nei limiti del possibile. Tuttavia dobbiamo avere tutti la consapevolezza che il percorso che stiamo tracciando va nella giusta direzione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, il decreto-legge che l'Assemblea si accinge a convertire ci conferma che il meglio è nemico del bene. Mi spiego meglio: ce lo confermano il Governo e la maggioranza, che avrebbero potuto svolgere bene il loro lavoro su un tema importante e che invece, spinti dalla frenesia di fare qualcosa di meglio, qualcosa in più, ci hanno presentato un provvedimento che mette insieme oggetti eterogenei, affrontati superficialmente. Qualcuno in Commissione ha detto che è meglio del nulla, ma su un tema così importante forse era meglio iniziare a lavorare dedicando il giusto tempo a un tema di questo livello. Alla fine, hanno lavorato per mantenere il loro meglio, senza dare alle minoranze la possibilità di intervenire fattivamente: questa non è una novità e non ne siamo stupiti, ma lo constatiamo ancora una volta. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,59) ( Segue BERUTTI). Torno al bene e al meglio. Il provvedimento di cui oggi discutiamo avrebbe potuto essere un'occasione utile e importante per soffermarsi bene sul tema della qualità dell'aria, dando seguito agli obblighi che ci derivano dalle previsioni eurounitarie. D'altronde, come indica il titolo, il provvedimento, reca «misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria». Siccome, però, questo Governo e questa maggioranza sembrano voler inseguire un fantomatico meglio, almeno dal punto di vista semantico (anzi, solo dal punto di vista semantico e comunicativo), dai titoli sui giornali deve essere loro parso giusto passare dalla qualità dell'aria al clima e, poi, dall'italiano all'inglese, con l'annuncio di un green new deal che potesse ammantare di un verde brughiera la loro azione giallorossa. Così, quello che avrebbe potuto essere un provvedimento ben fatto, diventa qualcosa a metà tra il procrastinare e il puntellare senza efficacia, con peraltro la promessa di fare qualcosa di più e, ancora una volta, di meglio, con la legge di bilancio. Da quanto abbiamo visto fin qui, nella prospettiva di questo Governo, il meglio, quando va bene, è chiedere ai cittadini che lavorano di scambiare la loro auto con una bicicletta elettrica, mentre, quando va male, di spremere con l'imposizione di tasse un settore come quello della plastica, mettendo in allarme e a rischio interi distretti, senza offrire soluzioni di prospettiva che possano coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica, come se, peraltro, l'una escludesse l'altra, cosa che assolutamente non è e non può e non deve essere. Venendo al merito del provvedimento, tra i decreti attuativi, obblighi in capo alle amministrazioni senza la previsione di risorse e tavoli interministeriali, che dovrebbero intervenire senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, già l'articolo 1 preoccupa molto. Ancora di più preoccupa la volontà punitiva che, dopo essere stata sventata nel testo del decreto-legge, ricompare con l'articolo 1- bis , che elimina i sussidi considerati ambientalmente dannosi, senza considerare che tali sussidi sono importanti per la sopravvivenza di molti settori, non ultimo quello dell'energia citato nel testo. Come già accennato, stupisce poi che, al netto delle scarse risorse previste dall'articolo 2 per il programma sperimentale sul «buono mobilità», quest'ultimo preveda che i cittadini che hanno delle auto o moto Euro 2 o Euro 3 possano decidere di cambiarle per un buono mobilità per il trasporto pubblico, come se si trattasse di beni sostitutivi. Ritengo che sia quasi una follia, anche perché se abbiamo idea di come funzioni il trasporto pubblico locale (TPL) a livello nazionale e centrale (Roma non è secondaria sicuramente e può essere citata ad esempio) questo debba far ampiamente riflettere e credo tale previsione non sia una soluzione. Si prosegue poi con interventi nuovamente superficiali in tema di trasporto scolastico, prevedendo una blanda riforestazione e scarse risorse per la vendita di prodotti sfusi o alla spina, per poi, di nuovo, tentare di fronteggiare le procedure di infrazione in materia ambientale con un commissario unico. La domanda allora è: il Ministro cosa ci sta a fare? E, ancora una volta, dovrà agire utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Insomma, signor Presidente, è evidente che siamo lontani da quanto si sarebbe potuto fare bene. Ciò nonostante, le proposte delle opposizioni, che avrebbero dato sostanza e visione a un provvedimento molto migliorabile, non sono state prese in considerazione. La maggioranza ha detto no a proposte costruttive fattibili. Signor Presidente, non credo sia necessario proseguire oltre. È evidente che si sarebbe potuto e dovuto fare di più e bene. È altrettanto evidente, però, che il Governo e la maggioranza hanno perseguito in modo scomposto troppi fili, giungendo a scarsi risultati. Dall'opposizione continuerò e continueremo, in quest'Aula il nostro lavoro responsabile, volto a proporre visioni e strumenti concreti che sostanzino il bene della qualità della nostra aria, del nostro ambiente, che possono essere veramente protetti e migliorati solo se tale obiettivo è perseguito in modo puntuale e con l'imprescindibile offerta di strumenti che siano sostenibili anche per chi muove la nostra economia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallicchio. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, siamo qui oggi per decidere di agire in tema di ambiente. Parliamo dell'emergenza climatica e di tutti gli altri aspetti ad essa collegati: sociali, sanitari ed economici. Parliamo dei disastri che vive non solo l'Italia, ma il mondo intero.