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componente rilevante del successo delle suddette agevolazioni in termini di numero di fruitori e di volumi economici movimentati è stata la possibilità di optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, in luogo della detrazione fiscale, per le spese sostenute per gli interventi coperti dai superbonus . Tale facoltà ha infatti consentito l'accesso alle misure anche ai soggetti privi, al momento dell'avvio dei lavori, di disponibilità economica o capienza nel reddito tassabile; la legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021) ha previsto la proroga delle diverse scadenze collegate ai vari bonus e superbonus edilizi, confermando lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta come opzioni alternative alle detrazioni; considerato che per fronteggiare fenomeni di frodi e abusi perpetrati da imprese e general contractor di dubbia etica, denunciati dall'Agenzia delle entrate, il cosiddetto "Decreto Sostegni- ter " ha imposto drastiche limitazioni, prevedendo che la cessione del credito per i bonus edilizi possa avvenire una sola volta, senza possibilità di replica da parte degli operatori tecnici coinvolti nel complesso procedimento. Analoga decisione è stata assunta per quanto riguarda lo sconto in fattura; rilevato che: è certamente condivisa e condivisibile l'esigenza di contrastare frodi e abusi nell'utilizzo di questi strumenti di agevolazione fiscale e rilancio economico e occupazionale; se perpetrata con misure improvvise e generalizzate, impattante addirittura su contratti già in essere, l'iniziativa di contrasto all'illegalità rischia tuttavia di paralizzare ogni attività lecita, non solo vanificando le potenzialità delle agevolazioni in termini di indotto economico, ma causando grave nocumento in ragione di investimenti già effettuati nonché sperequazioni sociali nell'accesso ai bonus edilizi; osservato che: le nuove limitazioni si aggiungono a un quadro di complicazioni burocratiche, di rincaro dei prezzi e di difficoltà nel reperimento delle materie prime, impattando peraltro su lavori avviati o programmati per i quali, anche alla luce delle difficoltà menzionate, le imprese avevano già sostenuto investimenti in manodopera e approvvigionamento di materiali, perdendo ora la certezza di vedere i crediti ceduti dai propri clienti accettati dagli istituti di credito; secondo le stime di Confartigianato, le nuove misure introdotte, e in generale il quadro di incertezza e "volatilità" normativa che ha visto il cosiddetto "superbonus 110%" essere soggetto a ben 9 interventi di modifica nell'arco di 20 mesi, metterebbero a rischio le assunzioni di 127.000 lavoratori già previste dalle imprese del settore per il primo trimestre del 2022; concluso che come denunciato dai ripetuti allarmi da parte delle organizzazioni di categoria e delle associazioni e degli ordini professionali, le nuove misure rischiano di penalizzare, più che gli autori delle frodi, coloro che hanno operato e programmato nella legalità, nei binari delle possibilità offerte dalla legge, impegna il Governo a porre in essere ogni iniziativa utile volta a impedire che il giusto e doveroso contrasto alle illegalità non si traduca in una paralisi di un settore trainante per la ripresa produttiva e occupazionale e in un ingiusto danno per i fruitori e per le aziende che hanno già compiuto programmazioni e investimenti ostacolati da un cambio delle regole in corsa, rivedendo a tal fine le decisioni assunte, o quantomeno differendone per i contratti già in essere l'efficacia per un tempo congruo, stimabile in un sette mesi, e sostenendo proposte avanzate nella medesima direzione in ambito parlamentare. Interrogazioni Atto n. 3-03054 CALIENDO MODENA DAL MAS DAMIANI MALLEGNI Al Ministro della salute Premesso che: la variante "Omicron" del virus COVID-19, più contagiosa rispetto alle precedenti, ha contribuito in quest'ultimo mese all'aumento dei casi; ciò ha determinato, di conseguenza, un maggiore ricorso all'effettuazione dei tamponi rapidi e di quelli molecolari, presso le farmacie e presso le strutture sanitarie, costringendo i cittadini a tempi lunghi di attesa e a lunghe code; consta agli interroganti che in alcuni comuni, alcune strutture convenzionate applichino prezzi disomogenei ed eccessivi per l'effettuazione dei tamponi molecolari (in alcuni casi anche fino al doppio del costo normale), come si sta verificando a Milano e a Roma; i tamponi molecolari, garantendo risultati sicuri, sono quelli maggiormente consigliati a chi deve sottoporsi a controlli frequenti, ma anche a chi avverte sintomi di possibile contagio; giova ricordare che il decreto-legge n. 105 del 2021, stante la necessità di effettuare un quantitativo maggiore di test , all'articolo 5 ha introdotto un prezzo calmierato per i test antigenici rapidi eseguiti in farmacia e nelle strutture sanitarie autorizzate e in quelle accreditate o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni ad effettuare test antigenici rapidi e che a tal fine sono stati definiti protocolli con le farmacie e le altre strutture sanitarie; il termine della disposizione, fissato inizialmente dal decreto-legge n. 105 al 30 settembre 2021, poi prolungato fino al 30 novembre 2021 dalla legge di conversione n. 126 del 2021, è stato successivamente esteso dal 30 novembre al 31 dicembre 2021 dall'articolo 4 del decreto-legge n. 127 del 2021; in particolare, il decreto-legge n. 105 del 2021, all'articolo 5, ha impegnato le farmacie e le strutture sanitarie aderenti ad effettuare test antigenici rapidi al prezzo calmierato di 15 euro, prevedendo al contempo una tariffa scontata pari ad 8 euro per i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni, stabilendo per le farmacie, in caso di inosservanza, le relative sanzioni amministrative (pagamento di una somma dai 1.000 ai 10.000 euro e chiusura dell'attività della farmacia per una durata non superiore a cinque giorni, tenendo conto delle esigenze della continuità del servizio di assistenza farmaceutica); da ultimo, il decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, recante proroga dello stato d'emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19, attualmente all'esame di questo ramo del Parlamento, all'articolo 9 reca la proroga al 31 marzo 2022 (termine di cessazione dello stato di emergenza) della somministrazione a prezzi contenuti di test antigenici rapidi per la rilevazione di antigene SARS-CoV-2, stabilendo l'obbligo, per le farmacie e per le strutture sanitarie autorizzate e per quelle accreditate o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni ad effettuare test antigenici rapidi, di applicare il prezzo calmierato secondo le modalità stabilite nei protocolli a tal fine definiti; per l'effettuazione del tampone molecolare non ci sono indicazioni a livello nazionale di prezzi calmierati. Possono tuttavia esserci a livello regionale, come ad esempio nel Lazio, che ha definito una tariffa massima di 60 euro;