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se, nell'ambito delle proprie competenze, intenda acquisire elementi conoscitivi presso la FIGC, al fine di capire le motivazioni dietro la scelta di far indossare la maglia verde alla nostra Nazionale di calcio, sollecitando il ritorno all'identitario e storico colore azzurro. Atto n. 4-02276 MARIN Al Ministro della giustizia Premesso che: da notizie di stampa si apprende che pochi giorni fa un detenuto recluso nel carcere di San Gimignano (Siena), nel reparto media sicurezza, "in evidente stato di ebbrezza, senza ragionevole motivo ha aggredito tre agenti della Polizia penitenziaria", tutti poi ricorsi alle cure mediche: il più grave ha riportato 30 giorni di prognosi per lo schiacciamento di una vertebra, gli altri due 7 e 8 giorni per lesioni; negli stessi giorni, nel carcere di Prato, durante l'ora di socialità, sarebbe scoppiata una rissa tra reclusi e alcuni agenti interventi sono stati aggrediti. Tra questi, un poliziotto ha riportato la frattura dello zigomo e gli sono stati applicati 9 punti di sutura; simili e ancor più gravi aggressioni accadono costantemente nel carcere di Trapani, uno dei più critici: pochi giorni orsono un detenuto ha assalito i tre agenti che erano andati a prelevarlo per trasferirlo in un'altra stanza. Il primo è stato colpito alla testa con il piede in ferro di una scrivania; il secondo è stato raggiunto in pieno volto da un pugno; il terzo è stato coinvolto in una colluttazione senza riportare gravi ferite; tutto ciò è sintomatico della grave carenza di sicurezza dovuta sempre alla scarsa presenza di personale e dalla elevata percentuale di pazienti psichiatrici; la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata proprio da quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario "aperto", ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia penitenziaria; la situazione nelle carceri resta allarmante e la realtà è che i poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione; le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria sono molto critiche e, oltre agli evidenti rischi per l'incolumità fisica degli addetti, la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico, che rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per tutelare l'integrità fisica e psichica degli agenti di Polizia penitenziaria, nonché la sicurezza e la dignità del loro lavoro. Atto n. 4-02277 PAPATHEU Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale e dell'economia e delle finanze Premesso che: in data 6 ottobre 2019 il Presidente del Consiglio dei ministri, in un'intervista rilasciata al "Corriere del Mezzogiorno", ha annunciato l'intenzione del Governo italiano di fermare la fuga dei giovani all'estero definendo "un dispiego di risorse lasciare che sia qualcun altro a cogliere i frutti del loro talento e della loro preparazione". A tal proposito, ha aggiunto il presidente Conte, "Stiamo pensando ad un'Agenzia nazionale della ricerca, che ci permetta di rendere competitivo il nostro sistema e di trattenere i migliori ricercatori"; si tratterebbe, stando a quanto fatto sapere dal Presidente, di un ente preposto ad "irrobustire il settore creditizio rafforzando gli attori esistenti, per accelerare la realizzazione delle opere finanziate dai fondi strutturali europei e dalle politiche di coesione nazionale e potenziare l'offerta scolastica nelle aree a rischio di povertà educativa"; premessa l'indubbia necessità, soprattutto da parte delle regioni del Mezzogiorno, individuandone misure di sviluppo in grado di far sì che i giovani non debbano trasferirsi all'estero, appare indispensabile conoscere in che modo si voglia andare oltre le buone intenzioni che hanno già caratterizzato in termini poi sterili anche l'operato di altri precedenti Esecutivi, ed in particolare a quali risorse finanziarie attingerà il Governo per dare concretamente seguito alla "meritoria" volontà di arginare "la fuga di cervelli" mediante una futuribile o istituenda agenzia di ricerca, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, abbiano individuato le risorse economiche, e in caso affermativo da quale voce del bilancio dello Stato, destinate a consentire la realizzazione della richiamata "Agenzia nazionale della ricerca", chiarendone il percorso procedurale istitutivo ed illustrando gli intendimenti programmatici dell'iniziativa. Atto n. 4-02278 PAPATHEU Al Ministro della giustizia Premesso che: la notte tra il 17 e 18 maggio 2016 sono stati esplosi in Sicilia, nella zona dei Nebrodi, alcuni colpi di fucile contro Giuseppe Antoci, allora presidente del Parco dei Nebrodi. Il tutto avvenne in una dinamica ritenuta essere quella di un agguato mafioso poi sventato. Antoci, che all'epoca guidava il Parco naturale in un'area oppressa dall'influenza della mafia rurale, aveva appena varato un protocollo di legalità, poi esteso a tutta la Sicilia e quindi diventato legge nazionale, finalizzata al contrasto del business dei fondi europei per le cosche mafiose e per questo motivo era stato posto sotto scorta (di terzo livello); il Parco dei Nebrodi possiede e gestisce 86.000 ettari di terreni agricoli e boschivi, che vengono dati in affitto ad aziende agricole, con un canone di affitto medio annuo di 50.000 euro per 1.000 ettari, a fronte di possibili finanziamenti europei per il privato di circa 500.000 euro; l'inchiesta penale sull'attentato ad Antoci si è conclusa con un'archiviazione e non ha prodotto alcun risultato e del caso si è quindi occupata anche la commissione Antimafia della Regione Siciliana. Gli accertamenti avviati dalla Commissione vertono su tre scenari che vedono Antoci vittima e bersaglio della mafia nelle prime due e strumento inconsapevole di una messa in scena invece nella terza. "Delle tre ipotesi - (attentato mafioso fallito, atto puramente dimostrativo o simulazione) - il fallito attentato mafioso con intenzioni stragiste appare la meno plausibile", scrive l'Antimafia siciliana nella relazione sul fallito attentato ad Antoci. Per la Commissione, pertanto, non si può stabilire una verità certa su quanto accaduto. "L'auspicio è che su questa vicenda si torni ad indagare per un debito di verità che va onorato. Qualunque sia la verità", ha detto il presidente dell'Antimafia siciliana, Claudio Fava; in questa vicenda si riscontrano ulteriori inquietanti anomalie sulle quali si chiede alla giustizia italiana di accertare i fatti. Due funzionari di Polizia sono infatti deceduti di "morte naturale" a distanza di 24 ore.