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È assolutamente necessario intervenire con riforme che abbiano un approccio inclusivo e trasparente, per affrontare i temi di questo secolo, che sono quelli dello sviluppo, della crescita, della concorrenza leale e delle relazioni commerciali reciprocamente vantaggiose. L'Italia e l'Europa tutta in questo senso devono fare uno sforzo significativamente importante, altrimenti diventa molto difficile quello che cerchiamo di portare avanti con le riforme, che non sono solo quelle contenute in questo provvedimento, ma anche quelle che arriveranno successivamente. Parlando da politico di destra, che cosa mi aspetto? Mi aspetto che ci sia un'area di centrodestra che immagini come salvare una democrazia liberale - questo è fondamentale per me - con un percorso che sia alternativo e non accostato a quello che viene messo in campo da una certa destra sovranista e nazionalista. Vorrei proprio che fosse una destra meno populista, molto più popolare e più vicina alla comunità e al popolo, nonché più attenta al merito e al rapporto virtuoso tra pubblico e privato. In questo senso, spero che anche tutto il comparto dei servizi pubblici locali e tutto quello che abbiamo sentito essere contenuto all'interno di questo provvedimento con le cosiddette società in house facciano un balzo in avanti e vadano un po' oltre quel capitalismo pubblico che mi sembra ancora abbastanza presente. Spero che si instaurino nuove relazioni industriali che siano win-win tra lavoratori e imprenditori e vedano un intreccio molto forte tra capitale e lavoro all'interno di un'organizzazione profondamente ancorata al territorio nel quale opera. È il cosiddetto concetto di glocal : la valorizzazione delle nostre tradizioni, dell'artigianalità, della capacità di fare, tutto quello che ho sempre detto che va sotto il cappello del made in Italy , con la capacità, però, di esportare cultura, tradizioni, attaccamento al territorio e il valore della famiglia, insomma, tutto quello che secondo me non ci deve assolutamente preoccupare, anche nell'ipotesi di acquisizioni di pezzi del nostro mondo produttivo da parte di fondi di investimento o di grandi gruppi internazionali. Infatti, se il management italiano è in grado di valorizzare tutto quello che ho detto, credo che non potremo far altro che crescere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lunesu. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, ringrazio i due relatori, il senatore Collina e il senatore Ripamonti, per aver seguito e portato puntualmente in Assemblea il provvedimento che oggi voteremo. Il disegno di legge in esame ha l'obiettivo di affrontare diverse norme, che interessano altrettanti settori: i servizi pubblici locali, l'energia, i trasporti, i rifiuti, l'avvio di attività imprenditoriali e la vigilanza sul mercato. Si tratta, in pratica, di un percorso di riforme per allinearci all'Europa. Si tratta, ad esempio, della mappatura delle concessioni di beni, al fine di promuovere la massima pubblicità e trasparenza sui servizi portuali, della distribuzione del gas naturale, delle concessioni idroelettriche, percorso che per tutti avrebbe dovuto essere avviato entro il 31 dicembre 2022. Per ciò che riguarda le concessioni demaniali e i rapporti di gestione per finalità turistico-ricreative e sportive, la proroga è stata concessa al 31 dicembre 2024, grazie a una modifica al testo con l'emendamento voluto dalla Lega. È importante che il Governo preveda il riconoscimento dell'effettivo valore di avviamento commerciale delle imprese, al netto degli investimenti realizzati nel corso degli anni. Si è, in pratica, lavorato per tutelare la natura delle imprese, anche piccole e a conduzione familiare, come unica fonte di reddito, il riconoscimento dell'esperienza professionale e tecnica del settore per la stabilità, l'ecosostenibilità, la fruibilità delle strutture da parte dei soggetti diversamente abili, contemporaneamente al rispetto ambientale e culturale. Dovrà altresì essere garantito il diritto di prelazione agli attuali concessionari, in modo da tutelare le 30.000 famiglie e i 300.000 lavoratori del settore, che hanno dedicato e attualmente dedicano la loro vita alla conduzione delle attività e dei servizi necessari per il benessere dell'ambiente e dei cittadini. Mi riferisco in particolar modo ai balneari. Da sottolineare che il nostro relatore è riuscito a rimuovere dal testo del provvedimento quel criterio di premialità per chi ha esperienza di gestione dei beni pubblici che mi ricorda un po' la tanta criticata pratica dell'avvalimento, uno strumento giuridico che permette di partecipare alle gare d'appalto senza requisiti tecnico-professionali, potendo utilizzare quelli di altre aziende. L'impegno della Lega è stato quello di apportare riformulazioni al testo del Governo, in modo da garantire al concessionario uscente un equo indennizzo, che verrà erogato dal concessionario subentrante; le somme da erogare, riconosciute con i decreti attuativi, saranno concertate con le imprese del settore e questa è una cosa molto importante. L'opposizione deve svolgere il proprio ruolo di stimolo e critica, ma ritengo sia ingeneroso non riconoscere lo sforzo e il lavoro fatto dai nostri rappresentanti, nessuno escluso, che con il loro intervento hanno creato le condizioni per scoraggiare ed allontanare eventuali speculatori. Un altro settore importante, a parer mio, è affrontato dall'articolo 5 del provvedimento, che riguarda le concessioni di grande derivazione idroelettrica. La Lega è autrice di una riformulazione approvata in Commissione, che conferma la regolarizzazione del settore idroelettrico. Finalmente, basta col tentativo di alcune forze politiche di demolire una delle prime forme concrete di autonomia delle Regioni; basta avvantaggiare i concessionari a discapito dei cittadini sui canoni idrici, con danni erariali pesanti ai territori montani. Noi come Lega abbiamo sempre combattuto queste manovre. Con la riassegnazione delle concessioni da parte delle Regioni finalmente verranno riconosciuti canoni adeguati ai territori montani interessati, compensazioni ambientali, fornitura di energia elettrica gratuita. Dopo vent'anni di stallo partirà una stagione di grandi investimenti per modernizzare e rilanciare l'idroelettrico. Si darà l''impulso alla realizzazione della rete delle centraline elettriche, l'installazione di infrastrutture da parte di enti locali e concessioni autostradali con dei criteri per la selezione degli operatori, in modo che tutto avvenga in trasparenza. Diciamo che è un asset strategico per la nostra Nazione, per scommettere tutto su energia da fonti rinnovabili e ridurre la nostra dipendenza di energia dall'estero. Presidente, a proposito dell'indipendenza energetica, che in questo momento è di grande utilità, vorrei portare all'attenzione del Governo un esempio: la necessità di prendere in considerazione un progetto di assoluta utilità pubblica che è stato finanziato con fondi privati e che ha già ottenuto la valutazione di impatto ambientale (VIA) dal 24 marzo 2021. Si tratta dell'installazione di un terminale rigassificatore al Porto canale di Cagliari, che attende l'intesa da parte della Regione Sardegna richiesta dal Ministero della transizione ecologica.