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L'articolo 4 dello schema di decreto dà attuazione dall'articolo 18 della Direttiva, relativo agli obblighi di elaborazione di dati statistici da inviare alla Commissione europea, attribuendo al Ministero della giustizia il compito di inviare annualmente alla Commissione una relazione contenente dati sul numero dei procedimenti penali iscritti e definiti con sentenza di condanna per i reati relativi agli strumenti di pagamento diversi dai contanti, oltre che sul numero degli indagati e condannati. Lo stesso ministero ha anche il compito di fornire alla Commissione informazioni sulle misure adottate per attuare la direttiva e sull'impatto della direttiva stessa, al fine di consentirle di adempiere a sua volta agli obblighi di relazione alle altre istituzioni europee previsti dall'articolo 21 della Direttiva. Il Ministero dovrà, infine, comunicare alla Commissione europea l'autorità designata come punto di contatto operativo nazionale. L'articolo 5, in attuazione dell'articolo 14 della Direttiva, relativo allo scambio di informazioni, individua nella Direzione centrale della polizia criminale (Servizio per la cooperazione internazionale di polizia - Sala Operativa Internazionale) il punto di contatto operativo nazionale per lo scambio di informazioni relative ai reati oggetto della Direttiva con gli altri Stati membri. Tale autorità, che dovrà rispondere alle richieste di assistenza entro 8 ore, dovrà essere dotata di ulteriori unità di personale da un decreto del Presidente del Consiglio, da adottare entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto legislativo, nel rispetto delle dotazioni organiche delle forze di polizia previste a legislazione vigente. Il vincolo delle risorse disponibili a legislazione vigente è ribadito dall'articolo 6, che contiene la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.G. 275 - Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1153 che reca disposizioni per agevolare l'uso di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di determinati reati, e che abroga la decisione 2000/642/GAI Doc n. 275 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1153 che reca disposizioni per agevolare l'uso di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di determinati reati, e che abroga la decisione 2000/642/GAI (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 21 della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) illustra il presente intervento normativo che attua nell'ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva (UE) n. 2019/1153 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, che reca misure volte ad agevolare l'accesso alle informazioni/analisi finanziarie e alle informazioni sui conti bancari e il loro utilizzo per fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di "reati gravi" (come individuati dall' allegato I del Regolamento (UE) n. 2016/794) nonché a favorire la cooperazione tra le unità di informazione finanziaria (FIU) e a consentire a queste ultime l'accesso alle informazioni "in materia di contrasto" per lo svolgimento delle proprie attività. Tale osmosi informativa deve avvenire attraverso appositi meccanismi di interscambio, nel pieno rispetto del diritto alla protezione dei dati personali, come assicurato dai vigenti strumenti eurounitari, e nell'osservanza delle ulteriori garanzie e condizioni dettagliatamente disciplinate dalla direttiva stessa. Per le suddette finalità di prevenzione, accertamento, indagine e perseguimento di reati gravi, le autorità competenti designate dagli Stati membri devono essere abilitate ad accedere ai rispettivi "registri centralizzati dei conti bancari", già istituiti ai sensi dell'articolo 32-bis della direttiva (UE) 2015/849, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. In proposito, l'atto unionale in argomento, al fine di garantire un accesso proporzionato alle informazioni, sottolinea l'opportunità che "gli Stati membri siano tenuti a designare le autorità e gli organismi abilitati ad accedere ai registri centralizzati dei conti bancari e in grado di chiedere informazioni alle FIU", tenendo conto "della natura, dello status organizzativo, dei compiti e delle prerogative di tali autorità e organismi stabiliti dal rispettivo diritto nazionale, compresi i meccanismi esistenti per proteggere i sistemi finanziari dal riciclaggio e dal finanziamento del terrorismo" (considerando (9)). Lo schema di decreto legislativo in commento si compone di quindici articoli. L'articolo 1, al comma 1, enuncia l'obiettivo dell'intervento normativo, ossia l'attuazione della direttiva (UE) 2019/1153, e, al comma 2, ne definisce l'ambito applicativo, precisando che il decreto delegato si applica, ferme restando le disposizioni di cui al decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109 e al decreto legislativo n. 231 del 2007, alle quali si aggiunge senza apportarvi modifiche, e non pregiudica gli accordi o le intese bilaterali o multilaterali sullo scambio di informazioni tra autorità competenti in vigore con Stati membri dell'Unione europea (in quanto compatibili con il diritto dell'Unione e, in particolare, con la direttiva stessa) ovvero gli obblighi derivanti da accordi bilaterali o multilaterali conclusi con Stati non appartenenti all'Unione europea. L'articolo 2 reca le norme di carattere definitorio, tra le quali quelle afferenti alle seguenti locuzioni: - "registro nazionale centralizzato dei , conti bancari" (comma 1, lettera a)), identificabile, nell'ordinamento nazionale, nella sezione dell'anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605; - "informazioni finanziarie" (comma 1; lettera c)) e "analisi finanziarie" (comma1, lettera d)), per le quali sono state riprodotte le definizioni recate dalla direttiva all'articolo 2, rispettivamente, n. 5) e n. 11); - "informazioni in materia di contrasto" (comma 1, lettera g)), intendendosi per tali le informazioni o i dati già detenuti dalle "autorità competenti" di cui ai successivi articoli 3 e 5, o alle stesse accessibili, nel contesto della prevenzione, dell'accertamento, dell'indagine e del perseguimento dei reati, quali, ad esempio, quelli rilevabili dalle banche dati in uso a tali autorità, sia per finalità di polizia (come la banca dati SDI), che per altre finalità. Tali dati saranno comunicati dalle autorità competenti di cui all'articolo 5 nei casi in cui la UIF non possa accedervi direttamente ai sensi delle disposizioni vigenti. Sul punto, la direttiva, all'articolo 2, n. 6), definisce le "informazioni in materia di contrasto", comprendendovi anche le informazioni rilevabili dai casellari giudiziari, quelle su indagini, sul congelamento o sul sequestro di beni o su altre misure investigative o provvisorie nonché informazioni su condanne e confische.