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l'introduzione della valutazione di impatto sanitario (VIS) nella procedura di VIA corrisponde ad alcuni aspetti innovativi introdotti con la nuova direttiva 2014/52/UE, che modifica la direttiva 2011/92/UE i, la quale a sua volta modificava la prima direttiva 85/337/CEE sulla procedura VIA, anche se al momento è riferita soltanto ad una limitata categoria di opere. L'art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006, riguardo alla VIA, indica che per "i progetti di cui al punto 1) dell'allegato II alla presente parte e per i progetti riguardanti le centrali termiche e altri impianti di combustione con potenza termica superiore a 300 MW, di cui al punto 2) del medesimo allegato II il proponente trasmette (...) la valutazione di impatto sanitario predisposta in conformità alle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute, che si avvale dell'Istituto superiore di sanità". Nella procedura di autorizzazione della centrale ex Taranto energia non è stata redatta l'obbligatoria valutazione di impatto sanitario da parte del nuovo gestore; la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario è un procedimento che in Italia è rappresentato dalla VIS; attualmente è richiesto solo per alcune tipologie di impianti nell'ambito della procedura di VIA e tale scelta è immotivata; sarebbe dunque auspicabile e opportuno un intervento normativo per l'introduzione dell'obbligo della valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nell'ambito delle procedure di AIA e di VIA; il recente studio "The effects of the exposure to neurotoxic elements on Italian schoolchildren behavior" pubblicato sulla rivista scientifica "Nature", ha definito l'effetto neurocomportamentale dell'esposizione ad alcuni elementi, tra cui piombo, mercurio, cadmio, manganese, arsenico e selenio, sui bambini di 6-11 anni che vivono nella zona pesantemente inquinata di Taranto, considerando le interazioni tra gli elementi che mostrano una significativa associazione con gli sviluppi comportamentali. Lo scopo era quello di esplorare l'associazione tra l'esposizione a elementi potenzialmente neurotossici e gli esiti sul neurocomportamento. Sono stati identificati il piombo e l'arsenico, e la loro interazione, come fattori di rischio importanti nell'aumentare la probabilità dei problemi neurocomportamentali nei bambini residenti nella provincia di Taranto. Sono stati rilevati, inoltre, l'iperattività aumentata e i tratti psicopatologici, l'invalidità del comportamento sociale e un maggiore rischio di autismo nei quartieri più vicini alle emissioni industriali (Tamburi e Paolo VI); dalla valutazione del danno sanitario del gennaio 2021 si evince che le patologie per le quali lo studio SENTIERI indica un'evidenza a priori di associazione con le esposizioni ambientali nel SIN sono: tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni, mesotelioma della pleura e malattie dell'apparato respiratorio (acute e croniche). Per tutte, con l'eccezione delle malattie respiratorie acute, si rileva un eccesso di rischio, in entrambi i sessi, sia nell'intero periodo che negli ultimi 5 anni esplorati e che i tassi di mortalità appaiono in riduzione, tranne che per le malattie respiratorie. Viene inoltre evidenziata la registrazione, nel SIN, di eccessi rispetto al dato regionale di mortalità e ospedalizzazione per alcune patologie oncologiche (tutti i tumori, i tumori della pleura, del polmone, del pancreas, del fegato nelle donne, dello stomaco, e della vescica negli uomini), per le patologie cardiovascolari e per le malattie dell'apparato digerente; in ultimo, viene segnalato l'andamento in incremento delle leucemie che, peraltro, appare in controtendenza rispetto al trend regionale; anche il Consiglio di Stato, infine, con la recente sentenza n. 4802 del 2021 ha annullato l'ordinanza contingibile e urgente n. 15 del 27 febbraio del Comune di Taranto e ha ribadito l'esistenza del complessivo impatto ambientale e sanitario determinato dalla presenza sul territorio dello stabilimento siderurgico, affermando, tra l'altro, l'esistenza di un pericolo ordinariamente collegato allo svolgimento dell'attività produttiva dello stabilimento e gestito attraverso la disciplina dell'AIA, si chiede di sapere: quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo circa le enormi difformità legislative insistenti sullo stabilimento di Taranto descritte; se non reputi opportuno un intervento normativo, anche di iniziativa governativa, al fine dell'introduzione dell'obbligo della valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nell'ambito delle procedure di AIA e VIA. Atto n. 3-02763 GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: in una recente direttiva del policlinico "Ospedali Riuniti" di Foggia, firmata dal direttore generale Vitangelo Dattoli e dal direttore sanitario Franco Mezzadri, è stato disposto che i pazienti positivi al COVID-19, che hanno completato il ciclo vaccinale e il cui ricovero è per patologia non riconducibile al virus, dovranno essere ricoverati in area no-COVID, in ragione dell'irrilevante contagiosità; in una nota di chiarimento successiva, a seguito delle polemiche innescate dal provvedimento, l'azienda ospedaliero-universitaria di Foggia ha specificato come la direttiva rappresentasse un'eventualità, a seguito della circolare della Regione Puglia del 23 luglio 2021, in relazione all'esigenza di individuare posti letto dedicati a pazienti con ciclo vaccinale completo, ricoverati per patologia non riconducibile all'infezione da COVID-19; tuttavia, sia nel provvedimento della direzione sia in sede di successivo chiarimento, è stato fatto un espresso riferimento all'evidenza scientifica della minore contagiosità nella diffusione del virus dei pazienti vaccinati, si chiede di sapere quali siano le evidenze scientifiche che comprovino la minore contagiosità nella diffusione del COVID-19 da parte dei pazienti vaccinati, al punto di far parlare di irrilevanza. Atto n. 3-02764 GRANATO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: la Corte costituzionale nella sentenza n. 168 del 2021 (redattore Luca Antonini) ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, recante misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della Regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, nella parte in cui non prevede che al prevalente fabbisogno della struttura commissariale provveda direttamente lo Stato e nella parte in cui, nell'imporre alla Regione di mettere a disposizione del commissario ad acta un contingente di 25 unità di personale, stabilisce che tale entità costituisce un "minimo" anziché un "massimo"; la Consulta, nella medesima decisione, depositata il 23 luglio 2021, ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 2, del decreto-legge, nella parte in cui non prevede, in alternativa alla presentazione e approvazione del programma operativo di prosecuzione del piano di rientro per il periodo 2022-2023, l'approvazione del nuovo piano di rientro presentato dalla Regione ai sensi dell'art. 2, comma 88, secondo periodo, della legge finanziaria per il 2010; valutato che: