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La moratoria straordinaria, che si rivolge sia alle piccole e medie imprese sia alle microimprese e che include anche i lavoratori autonomi, permette di ottenere dagli intermediari il congelamento di prestiti irrevocabili in scadenza fino a settembre 2020 e poi la sospensione dei pagamenti dei mutui e dei canoni di leasing . Quindi, con il decreto-legge n. 23 possiamo dire che la generalità delle imprese italiane ha accesso fino a dicembre 2020 a finanziamenti con garanzia a prima richiesta fornita dallo Stato agli intermediari. Il gruppo delle imprese si divide in due branche: da un lato, le piccole e medie imprese, il cui programma è gestito dal fondo centrale di garanzia la cui operatività è stata estesa anche nei confronti delle imprese fino a 499 dipendenti; dall'altro, le grandi imprese per le quali - e questo è un elemento di novità sostanziale - la garanzia è invece fornita tramite la SACE i cui compiti sono ridefiniti. Noi del Gruppo Italia Viva, in sede di lavoro emendativo della norma alla Camera dei deputati, ci siamo interrogati sulla possibilità di concedere la garanzia statale al 100 per cento una più vasta platea di imprese fino agli 800.000 euro di erogazione. Siamo infatti consci - e non solo per la lettura dei dati, aridi ma significativi, ma anche per le sollecitazioni incessanti che arrivano dal tessuto produttivo e dalle nostre interlocuzioni - del fatto che il mondo attivo delle imprese ha bisogno di liquidità e che la liquidità è come la benzina di un'auto virtuale che riguarda il mondo delle imprese. Ugualmente, in una disamina che voglia essere il più possibile serena, utile e costruttiva, siamo conosci che i tempi necessari affinché le misure adottate dal Governo diventino efficaci sono diversi, a seconda della loro natura. Alcune, come quella relativa alle moratorie, lo sono da subito: ce n'è stato un numero molto elevato, ma, nonostante questo, non implicando adempimenti complessi, possiamo dire che il risultato è stato immediato e rapido. Alle moratorie possono accedere tutte le piccole e medie imprese che non abbiano posizioni deteriorate e siano in grado di certificare un'importante diminuzione del volume d'attività dovuta all'epidemia. Su questo abbiamo avuto occasione anche di confronto importante con la task force ed è stata data una dimensione che poi si è avuto la possibilità di approfondire con il dato concreto. Il Fondo centrale di garanzia (FGC) ha il compito di gestire l'ampliamento delle garanzie pubbliche e di fare praticamente da garante alla piccola e media impresa nel combinato disposto dell'articolo 49 del decreto-legge n. 18 e dell'articolo 13 del decreto-legge n. 23 del 2020. A fronte di ciò, bisogna dire invece che altre hanno incontrato difficoltà per dispiegare i propri effetti, come emerso chiaramente dai risultati del questionario che è stato inviato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario ai 148 istituti bancari operanti in Italia, che riguardava le richieste di prestiti, il rapporto con i finanziamenti pregressi, interessi e commissioni, richieste di moratorie e di prestiti per mutui immobiliari. Diciamo che mi sarei aspettato risultati più confortanti, ma su questo interverrò in maniera più approfondita domani, in sede di dichiarazione di voto. Mi sarei aspettato risultati più confortanti, a partire dalla burocrazia, che, secondo me, non si è ancora adeguata alla situazione emergenziale in cui ci troviamo tutti quanti. Le nostre imprese, che devono competere con quelle di altri Paesi, in cui la liquidità viene erogata molto velocemente e in cui è avvenuta prima la ripresa dell'attività produttiva, hanno bisogno di tutto il nostro supporto. Partendo da questa considerazione, siamo chiamati ad assumere una profonda responsabilità, come classe politica e questo lo dico in maniera condivisa, non avversativa, in un momento delicato e importante come questo, perché dobbiamo riuscire, in un gioco di squadra, a migliorare le condizioni del credito, ad ampliare la platea di coloro che accedono alle garanzie statali, a semplificare le procedure, a concentrare tutti i nostri sforzi per fare ripartire la macchina il prima e il meglio possibile. Altrimenti, quello che ci aspetta è il baratro di cui parlava venerdì scorso nelle considerazioni finali il governatore della Banca d'Italia: una diminuzione del PIL fra il 9 e il 13 per cento. Certo, posso dire che qualcosa di importante e significativo è stato fatto e lo dico con orgoglio, proprio in forza dell'azione emendativa promossa da Italia Viva, insieme a tutta la maggioranza e anche con un contributo delle opposizioni. Questo decreto-legge esce dal Parlamento meglio di com'era entrato e penso che sia una cosa positiva per la democrazia parlamentare. Non cito, come hanno già fatto altri, ma sfioro il tema: i prestiti per le PMI passano da 25.000 a 30.000 euro, i tempi di restituzione passano da sei a dieci anni e arrivano fino a trenta per i finanziamenti garantiti; ho seguito una parte del dibattito, mentre stavo cercando di arrivare in tempo, e ho visto che già altri ne hanno parlato, quindi non è il caso di ripetersi. La cosa importante, invece - permettetemi di dirlo - è che uno degli esempi più paradigmatici è stato l'esonero della responsabilità civile per l'imprenditore, in caso di infortunio da Covid-19: si è trattato di una vera e propria battaglia di civiltà in un momento difficile come l'attuale, che fa capire come sia stato interpretato saggiamente. Chiudo dicendo che l'obiettivo chiaro è quello di mantenere in vita i sistemi produttivi del nostro Paese, per garantire loro un futuro. Italia Viva da diversi mesi dice che bisogna partire dal rilancio degli investimenti pubblici, privati italiani e privati esteri e dalla semplificazione della riforma della giustizia civile: solo così un Paese si può dare un piano a lungo termine, essenziale per garantire una prospettiva di vita migliore per le nuove generazioni, il cui futuro stiamo in parte ipotecando proprio... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...di cui siamo stati costretti oggi. Non vogliamo che un domani coloro che debbono temere di più siano proprio coloro verso i quali gli effetti nefasti del Covid-19 sembrano essere stati più clementi, ossia i giovani. Non vogliamo che si dica che non siamo un Paese attrezzato per loro. Al contrario, vogliamo agire oggi con lo sguardo non solo attento a un presente difficile, ma anche a un futuro che sia connotato dalla dimensione della fiducia e della speranza, proprio con particolare riferimento alle giovani generazioni che quel futuro dovranno percorrere. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallicchio. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, in queste settimane anche a me, come a molti di noi, sono arrivate richieste di aiuto e di chiarimenti da tanti imprenditori, commercianti, negozianti e artigiani. Tutti hanno una difficoltà comune, lo abbiamo ripetuto tante volte: l'erogazione dei prestiti da parte delle banche presentava delle farraginosità ed era difficile da avere, specie per quelli fino a 25.000 euro. Poi, dopo pochi giorni, iniziano ad arrivare i risultati.