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Penso alle prerogative costituzionali disegnate dai nostri Padri costituenti, che vengono trascinati per la giacca, perché qui tutti si fanno difensori della Costituzione salvo poi averla tagliata, rigirata e presa a proprio modo, per cui la Costituzione va bene da una parte, però non va bene quando difendeva le prerogative dei parlamentari nei confronti della giustizia, né quando ha portato alla difesa dei vitalizi; cioè sostanzialmente la Costituzione va bene quando va bene per noi e non quando doveva andare bene all'intero arco costituzionale. Ebbene, secondo me il provvedimento anticorruzione ha fatto scempio della Costituzione da un punto di vista giuridico e io mi auguro che nessuno di voi nei prossimi anni debba patire le conseguenze di questo giustizialismo demagogico che ha portato il Governo ad approvare quel provvedimento. La fiducia su questi argomenti sicuramente a noi non appartiene, ma forse dovremmo darla per quanto è successo in Commissione giustizia in questi giorni, per il fatto che, tramite un parere (che speriamo non venga recepito), voi avete cercato di estendere al diritto fallimentare delle norme che vogliono assolutamente negare la meritocrazia: volete aprire ai consulenti del lavoro l'attribuzione delle curatele fallimentari, cioè di materie che non appartengono loro. Sono tanti comunque gli esempi che dimostrano come la fiducia non si può dare. In questo disegno di legge di bilancio voi state andando a ledere l'autonomia delle casse professionali, cioè sostanzialmente andate a dire ad una cassa privata che si possono condonare i versamenti non dovuti. Le casse professionali, cari colleghi, sono private e come tali vanno rispettate, mentre questa maggioranza che oggi ci chiede la fiducia non rispetta neppure le casse professionali, oltre a non rispettare il merito, come ho detto prima. Fate dei tagli per 38 miliardi nel percorso triennale del disegno di legge di bilancio in esame che investono la produzione di questo Paese. Tagliate sulle ferrovie. Già, l'alta velocità non vi piace, amici a 5 Stelle, purtroppo. L'alta velocità è iniziata storicamente nel 1936, quando i primi treni andarono a oltre 180 chilometri orari, cercando di unire il nostro Paese, un'alta velocità colleghi - e lo ridico con forza perché la storia non la cancella nessuno - che ha permesso all'Italia di essere oggi il Paese più avanzato in Europa e se leggete e analizzate le cronache economiche, sapete quanto l'avvicinamento delle aree urbane e suburbane possa aiutare l'economia. Ebbene voi siete contro l'alta velocità, ma non solo, siete pure contro il rinnovamento delle linee ferroviarie regionali, perché gli avete tolto 800 milioni di euro. Avete attaccato i pensionati e coloro che guadagnano 1.500 euro da oggi in poi avranno un minore adeguamento del proprio reddito grazie al vostro intervento con questa legge. Potrei proseguire, ma purtroppo il tempo non me lo permette. Cari amici, cari colleghi, non è facendo demagogia e assistenzialismo che si crea ricchezza per il Paese. Purtroppo, e concludo, quella al nostro esame è una manovra finanziaria dell' austerity , che tra l'altro porterà il prossimo Governo, in vista del 2020, ad una manovra finanziaria già scritta. Avremo le mani legate grazie alla Legge di bilancio che voi oggi, in questa serata, vi attendete ad approvare. Fratelli d'Italia certamente non potrà dare il proprio voto. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, ci avviamo a votare la legge di bilancio in una condizione che ha pochi precedenti, una condizione di strappo istituzionale e di aperta violazione delle regole, come purtroppo abbiamo visto nella seduta di oggi della Commissione bilancio. Una settimana in Commissione a fare finta di discutere della legge e degli emendamenti, senza votarne nemmeno uno. Un maxiemendamento che ha completamente riscritto la manovra che era stata approvata dalla Camera, presentato in enorme ritardo, con errori, fino al pasticcio dell'emendamento sul noleggio con conducente, prima inserito e poi tolto, appellandosi ad un inesistente problema di copertura, per fare poi un decreto, a quanto pare, in una seduta notturna del Consiglio dei ministri. Personalmente trovo spiacevole che questo importante dibattito, la discussione generale sul più importante provvedimento che assume il Parlamento, non veda l'intervento dei senatori della maggioranza, tra i quali si annoverano molte persone di valore. (Applausi dal Gruppo PD) . Ci avrebbe fatto piacere conoscere il loro pensiero, ma evidentemente c'è un ordine di scuderia. Non possono parlare e non possono dire quello che pensano. Non fatevi trattare come delle marionette. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il luogo della democrazia e del confronto delle idee tra maggioranza e opposizione e anche voi avete il diritto e il dovere di dire la vostra. Stiamo discutendo al buio la legge di bilancio, al termine di un percorso gestito disastrosamente. Presidente, se non ci fossero di mezzo i soldi degli italiani, che sono una cosa seria, questo percorso potremmo definirlo una farsa in tre atti. L'avvio del primo atto l'abbiamo tutti bene in mente: la notte del 27 settembre, il balcone di Palazzo Chigi, il vice premier Di Maio accompagnato dai suoi Ministri e dalla claque di parlamentari e portaborse, che festeggiavano la manovra del popolo, il 2,4 per cento per tre anni, l'abolizione della povertà, lo smantellamento della legge Fornero. Avevamo evidenziato da subito i limiti di quella manovra e di quella propaganda: l'enorme debito pubblico, l'assenza di misure per la crescita, una manovra totalmente sbilanciata sulle spese correnti. Voi, invece, per due mesi avete alimentato nel Paese una grande illusione: che fosse possibile accontentare tutti, che fosse possibile rispettare un contratto di governo irrealizzabile, l'illusione di finanziare a debito la manovra e di prescindere dall'Europa, dalla zona euro e dai partner con cui condividiamo la moneta unica. Avete avviato con l'Unione europea uno scontro insensato, tutto politico e finalizzato a fare di quello scontro un pezzo della campagna elettorale per le elezioni europee del 2019. Così facendo, signor Presidente, il Governo e la maggioranza hanno lanciato l'Italia a tutta velocità contro un muro, mandando lo spread alle stelle, avviando la crescita dei tassi d'interesse per le famiglie e per le imprese, provocando un crollo ininterrotto della fiducia dei consumatori e delle imprese, una fuga di capitali con pochi precedenti e, purtroppo, lo scivolamento del Paese verso la recensione dopo quattordici trimestri di crescita consecutiva. (Applausi dal Gruppo PD) . Guardate, prima o poi bisognerà fare i conti su quanto siano costati agli italiani questa follia e questi due mesi di gestione insensata della legge di bilancio. Sono costi che possiamo valutare in miliardi di euro bruciati in interessi sul debito pubblico e in miliardi di euro di ricchezza dei risparmiatori andati in fumo.