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nel corso della stessa giornata si è svolto davanti ai cancelli della scuola un presidio partecipato di studenti, provenienti anche da altri istituti cittadini, che hanno manifestato per l'intera giornata solidarietà agli occupanti e tentato invano di raggiungerli; durante lo svolgimento del presidio sarebbero nati momenti di tensione con la polizia, schierata all'entrata del plesso in tenuta antisommossa, documentati sui social network dai ragazzi che hanno pubblicato immagini di brevi tafferugli con gli agenti e anche il sopraggiungere di un'ambulanza, mentre una ragazza avrebbe denunciato, attraverso gli stessi canali social , di essere stata molestata da un agente, come riportato in un articolo del "Corriere della Sera"; la protesta era stata indetta per chiedere l'abolizione delle fasce orarie per gli ingressi e le uscite, per un miglioramento del funzionamento dei laboratori, per materiali adeguati, insieme a un miglior impiego delle risorse economiche da destinare alla strumentazione e alla formazione; nel 2012 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che esprimeva "preoccupazione per il ricorso a una forza sproporzionata da parte della polizia durante eventi pubblici e manifestazioni nell'Ue" ed esortava "gli Stati membri a garantire che il personale di polizia portasse un numero identificativo"; nel 2016 il Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite si è espresso a proposito di manifestazioni e della loro gestione da parte degli Stati e in particolare il relatore speciale per il diritto alla libertà di assemblea pacifica e di associazione, Maina Kiai, insieme al relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, Christof Heyns, hanno raccomandato che "i funzionari delle forze di polizia siano chiaramente e individualmente identificabili"; nel 2019 Amnesty international Italia ha rilanciato la sua campagna per chiedere i codici identificativi delle forze di polizia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e delle circostanze richiamati e quali eventuali iniziative intenda intraprendere; se non valuti l'opportunità d'intraprendere tutte le iniziative di competenza, comprese quelle di tipo normativo, per prevedere i codici identificativi per le forze di polizia al fine di evitare, eventualmente, casi in cui vi sia un ricorso improprio della forza da parte delle forze dell'ordine; se non valuti d'introdurre una norma per stabilire dei codici identificativi per le forze dell'ordine in servizio, sia in uniforme sia in borghese, garantendo, allo stesso tempo, l'anonimato degli agenti. Atto n. 4-06195 MARTI Ai Ministri della cultura e dell'interno Premesso che: il Comune di Lecce ha partecipato al bando del 3 febbraio 2020, comparso sulla piattaforma informatica "Concorsi AWN" in accordo con Puglia Valore Immobiliare S.r.l. , area Salento, Regione Puglia e Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, con le quali ha sottoscritto protocollo d'intesa, per la valorizzazione del complesso immobiliare ex Galateo sito a Lecce; il 22 marzo 2018 con DCPC n. 72 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la commissione regionale per il patrimonio della Puglia decretava: "ai sensi dell'art. 10 C.1 del D.lgs 22/1/2004 n.42 e s.m.i., l'immobile denominato 'Ex complesso Sanatorio Antitubercolare' (...) è dichiarato bene di interesse culturale particolarmente importante e viene, quindi, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto D.lgs 42/04 e s.m.i. "; la commissione valutatrice dei progetti presentati, con verbale n. 2 del 22 luglio 2020, presentava osservazioni ai progettisti ed in particolare al punto 5 così si esprimeva: "studiare con attenzione tutte le soluzioni indirizzate a rispettare le disposizioni di tutela contenute nel D.lsg. 22 gennaio 2004, sulla base del quale è stato apposto il vincolo diretto sull'immobile (...) l'intervento sull'immobile si deve qualificare come restauro con adeguamento funzionale"; il documento preliminare alla progettazione precisa che "gli interventi previsti sono finalizzati al recupero dell'involucro edilizio esistente nel rispetto delle sue peculiarità storico - architettoniche", in questo caso specifico espressione dell'architettura razionalista propria del ventennio fascista; considerato che: i vincitori del concorso, Archistart studio e gruppo Alcotec, hanno già percepito un premio di 80.000 euro per il progetto "Vincenteche", che prevede l'abbattimento della scalinata a vantaggio di un ingresso ai vani sottostanti all'edificio (che non si comprende quale destinazione avranno); in merito a tale intervento progettuale, palesemente in contrasto col vincolo posto sull'immobile, la consigliera Poli Bortone ha presentato un'interpellanza in Consiglio comunale (senza ottenere plausibili giustificazioni), dopo che la stessa consigliera aveva inviato alla Soprintendenza una nota chiedendo il motivo per il quale la soprintendenza, pur avendo sottoscritto il protocollo, non avesse fatto parte della commissione giudicante; con protocollo n. 2217 dell'11 febbraio 2021, in data 27 aprile 2021, la stessa Poli Bortone riceveva una nota da parte del soprintendente ad interim che, nel riportare un brano del protocollo d'intesa 23 marzo 2018, ricordava testualmente che il ruolo della soprintendenza era finalizzato ad agevolare "l'iter del procedimento amministrativo per il rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie all'esecuzione dei lavori di recupero dell'immobile e di tutte le sue pertinenze, sicché questa soprintendenza fornirà il proprio apporto nell'ambito dell'iter autorizzativo del progetto, ai sensi dell'art. 21 del D. lgs 42/04", aggiungendo che la soprintendenza non ha inteso far parte della commissione giudicatrice "per ragioni di opportunità"; in data 24 maggio 2021 Poli Bortone inoltrava alla soprintendenza un formale esposto in merito alla violazione del DCPC n. 72 del 21 marzo 2018 con cui si riconosceva l'immobile "bene di interesse culturale particolarmente importante (...) sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto D. lgs 42/04 all'art. 21 C.1 lett. a) che recita 'sono subordinati ad autorizzazione del Ministero a) la demolizione delle opere costituenti beni culturali, anche con successiva ricostruzione' e nello stesso art. 21, comma 4, che recita: 'fuori dei casi di cui ai commi precedenti, l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali è subordinata ad autorizzazione del Sopraintendente' e il successivo comma 5 che recita: 'l'autorizzazione è resa su progetto o qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentato dal richiedente, e può contenere prescrizioni'"; al 26 ottobre 2021, nessuna risposta è ancora giunta all'esposto citato, ma contestualmente la stampa riporta la notizia che il progetto rientrerebbe fra i 3 approvati dal Governo per la città di Lecce e godrebbe di un finanziamento di 15 milioni di euro a valere sui fondi PNRR;