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« fondazione lirico-sinfonico-coreutica » e « fondazioni lirico-sinfonico-coreutiche ». Art. 2. (Finalità delle fondazioni lirico-sinfonico-coreutiche) 1. All'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo le parole: « dell'arte musicale » sono inserite le seguenti: « e della danza »; b) le parole: « e l'educazione musicale » sono sostituite dalle seguenti: « , l'educazione musicale e l'educazione alla danza ». Art. 3. (Valutazione dell'attività delle fondazioni lirico - sinfonico-coreutiche) 1. Ai fini del riparto del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, nella valutazione dell'attività delle fondazioni lirico-sinfonico-coreutiche, di seguito denominate « fondazioni » , in base agli elementi quantitativi e qualitativi della produzione offerta e degli interventi di riduzione della spesa effettuati, gli indicatori di rilevanza della produzione, ovvero i punteggi attribuiti al balletto con orchestra, prodotto con il proprio corpo di ballo stabile, sono specificamente attribuiti e riconosciuti come quota premiale. 2. Con decreto del Ministro della cultura, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede alla revisione dei criteri e dei punteggi attribuiti in sede di ripartizione del FUS di cui al comma 1, in misura proporzionale e uguale tra gli organici artistici, nonché all'adeguamento della disciplina introdotta dal decreto adottato ai sensi dell'articolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112. Art. 4. (Compagnie stabili di ballo) 1. Ciascuna fondazione dotata nel proprio organico funzionale di un corpo di ballo è tenuta a mantenerlo o a ripristinarlo, nella consistenza numerica della dotazione organica prevista dall'ordinamento funzionale dei servizi e del personale dipendente di ciascuna fondazione, approvato con i decreti adottati ai sensi dell'articolo 22 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367. Resta tuttavia ferma la possibilità di incrementare la consistenza numerica della pianta organica funzionale. Le piante organiche possono essere adeguate anche in ragione della ripartizione delle risorse finanziarie del FUS previste dalla presente legge. 2. Le fondazioni che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non hanno un proprio corpo di ballo, sono tenute a presentare al Ministro della cultura uno studio di fattibilità sull'istituzione dello stesso, volto a dimostrare la sostenibilità economico-finanziaria nonché la qualificazione artistica della programmazione, nel rispetto degli equilibri strutturali del bilancio delle fondazioni stesse, ai fini di cui al comma 4. 3. Lo studio di fattibilità di cui al comma 2, prevede, possibilmente: a) un'analisi economico-finanziaria del progetto, basata sulla programmazione dell'attività artistica di balletto comprensiva di: 1) accurata definizione della programmazione artistica; 2) fabbisogno di organico; 3) programmazione delle attività; 4) previsione di costi e ricavi; b) la creazione di un proprio corpo di ballo, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente e a principi e criteri di trasparenza e pubblicità; c) un piano d'azione che determini la pianificazione, lo sviluppo e lo svolgimento del progetto in tutte le sue parti, in grado di specificare le esigenze di organico della fondazione medesima, prevedendo in particolare: 1) una programmazione di qualità, capace di suscitare interesse e corrispondere a esigenze divulgative presso diverse fasce generazionali di pubblico, anche attraverso il coinvolgimento di personalità artistiche di assoluto rilievo; 2) la stesura e pubblicazione di una relazione che, con cadenza triennale, individui e argomenti le scelte artistiche e strategiche che sottostanno e preludono alla programmazione stessa; d) l'individuazione di una figura di comprovata competenza ed esperienza professionale a direzione del corpo di ballo, con previsione di bandi pubblici, anche internazionali, che consentano la consultazione pubblica dei curricula dei partecipanti; e) la valutazione dei risultati artistici e gestionali del triennio precedente, tenuto conto in particolare del contesto territoriale di riferimento, della qualità artistica e della programmazione annuale e stagionale, in coerenza con gli obiettivi da perseguire; f) una proposta di modifica della procedura di revisione della dotazione organica di cui all'articolo 1 comma 2- quinquies del decreto legge 28 giugno 2019, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2019, n. 81, in conformità alle istruzioni operative definite nell'allegato tecnico del decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo 4 febbraio 2021, n. 68. 4. Ciascuna fondazione deve provvedere, attingendo anche alle risorse di cui all'articolo 5, alla costituzione di un proprio corpo di ballo autonomamente o in sinergia con un'altra fondazione, ovvero fino a un massimo di due fondazioni consociate tra loro, sulla base di criteri e utilità relativi alla prossimità territoriale e alla progettualità realizzativa, purché prive entrambe di un corpo di ballo alla data di entrata in vigore della presente legge, sottoscrivendo accordi per la coproduzione di spettacoli di danza, nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 8 della legge 27 novembre 1973, n. 811, e secondo quanto previsto ai sensi del presente articolo, ed entro la fine del terzo anno solare dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 5. (Incremento del FUS a sostegno per la danza e copertura finanziaria) 1. Per le finalità di cui alla presente legge, il Fondo unico per lo Spettacolo (FUS), di cui all'articolo 1 della legge 30 aprile 1985, n. 163, è incrementato di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 vincolati alla costituzione e all'integrazione degli organici stabili dei corpi di ballo. 2. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.