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Tutti i sistemi elettorali che prevedono l'espressione di una preferenza da parte dell'elettore si prestano in qualche misura alla possibilità di rendere il voto riconoscibile, il che, com'è noto, rappresenta una grave problematica specialmente in alcune aree del Paese ove questa pratica costituisce una grave patologia. Il sistema proposto pone un argine a questo problema in due modi. In primo luogo, il voto di preferenza viene disgiunto dal voto di lista, sdoppiando le schede. In secondo luogo, con il sistema proposto, che attribuisce all'elettore la più ampia libertà di articolazione del voto, si potrà incidere su quelle pratiche collusive che, in alcuni sistemi sociali malati, sopravvivono da sempre e si realizzano attraverso l'espressione di voti pilotati e riconoscibili. Agli elettori è data la possibilità di sottrarre preferenze ai medesimi candidati che si avvantaggiano dei voti pilotati dati da altri elettori, potendo così disincentivare in radice questo fenomeno. Il sistema è facilmente trasponibile al Senato della Repubblica nei suoi effetti, anche se alcuni correttivi tecnici sono imposti, oltre che dall'elezione di questo su base regionale ai sensi dell'articolo 57, primo comma, della Costituzione, dal diverso numero dei senatori rispetto ai deputati. In particolare, le circoscrizioni sono a base regionale. Le regioni che assegnano almeno 15 seggi vengono suddivise in ripartizioni. Tali ripartizioni coincidono con le circoscrizioni stabilite per la Camera dei deputati. In ogni caso, la distribuzione dei seggi avviene applicando la formula del divisore corretto a livello regionale e non ripartizionale. Si prevede poi un meccanismo fondato sulla formula del quoziente per la distribuzione tra le varie ripartizioni dei seggi ottenuti dalle varie liste a livello regionale. In aggiunta a quanto appena descritto, la proposta interviene anche su alcuni singoli aspetti specifici complementari ai meccanismi di elezione dei deputati e dei senatori, quali ad esempio i requisiti prescritti per la presentazione di liste di candidati. Il disegno di legge presenta un sistema elettorale di immediata entrata in vigore: dal giorno successivo alla sua pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale il sistema è operativo.. I ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI 1 (Caratteri del voto) 1 L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto». 2 (Circoscrizioni e ripartizioni) 1 L'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 2. -- 1. Il territorio nazionale è diviso in circoscrizioni elettorali di cui alla tabella A allegata al presente testo unico. 2. Ai fini del presente testo unico le province di Milano e Monza-Brianza, di Roma e di Napoli costituiscono circoscrizioni metropolitane suddivise al loro interno nelle ripartizioni di cui alla tabella A-bis allegata al presente testo unico». 3 (Distribuzione dei seggi tra circoscrizioni e ripartizioni) 1 L'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1. L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni elettorali e alle ripartizioni di cui alle tabelle A e A-bis allegate al presente testo unico è effettuata sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, promosso dal Ministro dell'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi. 2. Al fine di cui al comma 1, il numero dei residenti nell'intero territorio nazionale è diviso per 618, trascurando la parte frazionaria. Tale risultato rappresenta il quoziente nazionale per l'assegnazione di un seggio. Quindi, per ciascuna circoscrizione, il numero dei residenti nella circoscrizione è diviso per il quoziente nazionale per l'assegnazione di un seggio. Il divisore intero ottenuto da tale divisione rappresenta il numero di seggi attribuiti a ciascuna circoscrizione. I seggi eventualmente residui sono attribuiti sulla base della graduatoria dei più alti resti. 3. Se, terminate le operazioni di cui al comma 2, vi siano circoscrizioni cui non è assegnato alcun seggio, ad esse ne è attribuito uno d'ufficio. Qualora vengano attribuiti uno o più seggi d'ufficio, l'assegnazione dei seggi alle altre circoscrizioni avviene sulla base del comma 2, ma il quoziente elettorale per l'assegnazione di un seggio è ottenuto dividendo il numero dei residenti in tali circoscrizioni per il risultato della sottrazione a 618 dei seggi assegnati d'ufficio. 4. Con il decreto di cui al comma 1 si provvede, altresì, alla distribuzione dei seggi tra le ripartizioni di cui alla tabella A-bis allegata al presente testo unico in cui sono suddivise le circoscrizioni metropolitane. 5. Ai fini del comma 4, il numero dei residenti in ciascuna delle circoscrizioni metropolitane ivi previste è diviso per il numero dei seggi assegnati all'intera circoscrizione ai sensi del presente articolo. Trascurata la parte frazionaria, il risultato di tale divisione rappresenta il quoziente ripartizionale per l'assegnazione di un seggio. Quindi, per ciascuna ripartizione, il numero della popolazione ivi residente è diviso per tale quoziente. Il risultato intero ottenuto rappresenta il numero di seggi attribuiti a ciascuna ripartizione. I seggi eventualmente residui sono attribuiti sulla base della graduatoria dei più alti resti». 4 (Abolizione dell'esclusività del voto di lista) 1 Il comma 2 dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: « 2. Ogni elettore dispone di un voto per la scelta di una lista ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su una scheda recante il contrassegno e l'elenco dei candidati di ciascuna lista. L'elettore dispone altresì di un voto per la penalizzazione di uno dei candidati inseriti nella lista votata, da esprimere cancellandone il nome dall'elenco. Nelle circoscrizioni non metropolitane che assegnano almeno quindici seggi, o, per le circoscrizioni metropolitane, nelle ripartizioni che assegnano almeno quindici seggi, l'elettore può penalizzare due candidati. Ogni elettore dispone altresì di un voto di preferenza, da esprimere su una diversa scheda scrivendo il nome del candidato che intende preferire. Nelle circoscrizioni non metropolitane che assegnano almeno quindici seggi o, per le circoscrizioni metropolitane, nelle ripartizioni che assegnano almeno quindici seggi, l'elettore può esprimere due preferenze».