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recentemente si è svolta una riunione presso il Ministero dello sviluppo economico per affrontare la situazione di difficoltà legata fallimento della società Qui!Group SpA, importante erogatrice di buoni pasto per pubbliche amministrazioni e aziende che sta causando gravi problemi a migliaia di pubblici esercizi ed esercizi commerciali; le esposizioni debitorie della società ammonterebbero a centinaia di milioni di euro, 325 milioni di euro complessivi, di cui 200 milioni verso la rete degli esercenti convenzionati; potenziali effetti negativi potrebbero inoltre riguardare le società controllate dalla stessa, una delle quali peraltro risulterebbe ammessa nella gara per i buoni pasto "Consip 8"; così come accaduto per la Qui!Group SpA, senza un intervento normativo che salvaguardi il valore nominale dei buoni pasto lungo tutta la filiera e contratti chiari e trasparenti tra emettitori ed esercenti, il rischio di verificarsi di situazioni analoghe resta molto elevato, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per favorire la soluzione della crisi aziendale della società Qui!Group SpA; se non intenda valutare l'ipotesi di intervenire attraverso la proposizione di un provvedimento normativo per una vera riforma del settore; se non ritenga opportuno prevedere, attraverso il prossimo disegno di legge di bilancio, un fondo di garanzia dei pagamenti, per evitare situazioni come quelle esposte, che hanno colpito migliaia di esercenti pubblici. Atto n. 4-00749 DE PETRIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: alcuni comuni del sud Salento, e più precisamente gli abitati di Presicce, Salve e Acquarica del Capo sono interessati, da alcuni mesi, dalla presenza continua e diffusa di emissioni maleodoranti; tali emissioni risultano particolarmente intense a seconda della direzione dei venti e, nelle giornate in cui si manifesta tale fenomeno, la cittadinanza segnala forti disagi in termini di difficoltà respiratorie e di irritazioni oculari, fonte di notevole apprensione per la popolazione; allo stato attuale non sono ancora note le fonti di dette emissioni; considerato che: dalle segnalazioni dei cittadini residenti nei comuni interessati dal fenomeno le emissioni sarebbero riconducibili al processo di trattamento dei rifiuti liquidi dell'impianto Ecolio 2, situato in località "Spiggiano Canale" al confine tra i comuni di Presicce e Salve, ove è ubicato, inoltre, un depuratore di proprietà della Provincia di Lecce, gestito da AQP; il Servizio VIA e VINCA della Regione con determinazione dirigenziale n. 12 del 2 febbraio 2017 ha attestato la non sostanzialità ai fini dell'impatto ambientale della modifica, proposta dalla società Ecolio 2 Srl, consistente nell'introduzione del codice CER 161001, identificato merceologicamente come "acqua di drenaggio Eni", da trattare nella sezione termica esistente, alle condizioni indicate nel parere tecnico del Comitato regionale di VIA e che, con determinazione del Servizio tutela e valorizzazione ambiente della Provincia di Lecce n. 435 del 30 marzo 2017 tale introduzione è stata qualificata come non sostanziale, senza alcuna modifica del processo di trattamento; sin dal 2011 con determinazione n. 117 del 18 maggio 2011 del dirigente dell'Ufficio inquinamento e grandi impianti, Servizio ecologia della Regione Puglia, l'impianto Ecolio 2 era già autorizzato al trattamento di rifiuti liquidi speciali pericolosi e non pericolosi con altri codici CER, come da elenco al paragrafo 8.1 della suddetta determinazione; rilevato che: sono tuttora sconosciute le origini delle emissioni, né sembrano essere stati attivati controlli e monitoraggi e il perdurare della situazione è fonte di apprensione per la popolazione, soprattutto a causa dell'assenza di informazioni circa la loro origine e di dati circa l'eventuale tossicità delle emissioni; per il principio di precauzione, si ritiene necessario che la Regione e gli altri enti competenti (Arpa e Dipartimento di prevenzione della ASL), d'intesa con i Comuni, provvedano ad attivare i dovuti controlli, visto il potenziale rischio sanitario cui la popolazione potrebbe essere esposta; nell'area coinvolta dalle emissioni odorigene insistono già numerose criticità ambientali (discarica di Burgesi, fumi dei grandi stabilimenti industriali pugliesi) e l'incidenza delle malattie tumorali è aumentata considerevolmente negli ultimi anni; lo stabilimento in questione dista circa 800 metri in linea d'aria dal centro abitato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato e se siano stati avviati, da parte degli enti competenti, monitoraggi e verifiche negli abitati interessati dal fenomeno, al fine di individuare la fonte delle emissioni e di fornire informazioni circa l'eventuale tossicità delle stesse; se non ritenga inoltre, qualora siano state avviate le predette verifiche, di diffonderne i risultati, al fine di adottare eventuali strategie per ridurre il carico ambientale nella zona interessata e ridurre la pericolosità delle emissioni. Atto n. 4-00750 ROMEO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il 4 novembre 2010 è stato sottoscritto l'«Accordo di Programma tra MATTM e Regione Lombardia, finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico», da attuare in regime commissariale ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, della legge 28 gennaio 2009, n. 2, di conversione del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, e della legge 26 febbraio 2010, n. 26, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195; l'accordo di programma, rimodulato negli anni attraverso tre atti integrativi sottoscritti rispettivamente nel 2011, nel 2014 e nel 2017, prevede la realizzazione di complessivi 177 interventi per un ammontare complessivo di risorse di 224.620.700 euro, di cui 73.050.700 a valere sui fondi a carico del Ministero e 151.570.000 a valere sul cofinanziamento regionale; tutti gli interventi sono stati attivati; 155 risultano conclusi, 5 in fase di progettazione e 17 in realizzazione; l'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, "sblocca Italia", prevedeva che le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico fossero utilizzate tramite lo strumento dell'accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero e che l'attuazione degli interventi fosse assicurata dal presidente della Regione in qualità di commissario di governo contro il dissesto idrogeologico, con i compiti, le modalità, la contabilità speciale ed i poteri di cui all'articolo 10 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116;