[ddlpres]

Una preferenza viene accordata ai progetti ubicati nelle aree urbane degradate e alle proposte rispettose dei criteri di sostenibilità ambientale e dotate delle caratteristiche di multifunzionalità delle strutture previste nei progetti. L'articolo 10 insiste sulla qualità architettonica delle opere che, coniugata alla sostenibilità ambientale, deve costituire l'ineludibile vantaggio conseguito dagli interventi a favore della collettività. Prescrive anche la « misurabilità » del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini residenti nelle aree d'intervento. L'articolo 11 istituisce il Catalogo nazionale degli stadi gestito dalla società Sport e Salute SpA e dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. Obiettivo del Catalogo è il monitoraggio in continuo del patrimonio infrastrutturale sportivo nazionale ed una più agile cooperazione tra amministrazioni pubbliche e tra queste e i soggetti privati. L'articolo 12, al fine di ottimizzare modelli economici di redditività, prescrive l'integrazione degli impianti con le aree di pertinenza da destinare a funzioni compatibili: strutture commerciali, per il tempo libero, turistico-ricettive, direzionali e di servizio. Il presente disegno di legge rappresenta un passo fondamentale verso la modernizzazione e la valorizzazione del patrimonio sportivo e urbano italiano. La sua attuazione non solo rafforzerà il ruolo dell'Italia nel panorama sportivo internazionale, ma contribuirà a creare spazi innovativi, inclusivi e sostenibili per le comunità locali.. Art. 1. (Obiettivi e finalità) 1. La presente legge promuove la realizzazione, l'ammodernamento, la ristrutturazione, la riqualificazione e l'adeguamento agli standard internazionali degli stadi italiani e degli impianti calcistici ad essi collegati, incentivando il processo di Rinascenza, come definito dal comma 2, delle aree urbane su cui insistono gli impianti stessi. 2. Per « Rinascenza » si intende un processo di rigenerazione urbana che combini salute, sostenibilità e innovazione architettonica, configurandosi come un progetto globale, integrato e inclusivo. 3. La finalità della presente legge è quella di incoraggiare gli investimenti pubblici e privati, anche attraverso la riduzione dei tempi di approvazione dei progetti, la promozione della qualità architettonica e della sostenibilità ambientale delle opere, nonché la fruibilità degli impianti in ogni periodo dell'anno mediante la previsione di strutture multifunzionali, concepite per conseguire vantaggi plurimi per la collettività. 4. Gli enti proprietari degli impianti, nel rispetto degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni, favoriscono il coinvolgimento di soggetti privati in relazione agli aspetti finanziari, progettuali e realizzativi degli interventi atti a perseguire la redditività delle infrastrutture calcistiche nonché dei servizi e delle opere ad esse funzionalmente collegati. Art. 2. (Ambito di applicazione) 1. Le disposizioni della presente legge, anche in vista dello svolgimento del Campionato europeo di calcio 2032, si applicano ai progetti di: a) realizzazione ex novo di stadi e strutture sportive, nel rispetto degli standard internazionali; b) rinnovamento, riqualificazione, ristrutturazione e adeguamento agli standard internazionali degli stadi e delle strutture calcistiche esistenti che assumano, quale obiettivo prioritario degli interventi, la Rinascenza delle aree su cui insistono gli impianti. Art. 3. (Struttura di missione) 1. Al fine di perseguire le finalità di cui all'articolo 1, comma 3, assicurando la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi, presso gli enti che intendono dare avvio alla realizzazione di nuovi stadi ovvero a operazioni di rinnovamento, riqualificazione, ristrutturazione e adeguamento agli standard di impianti esistenti, è istituito un ufficio locale di direzione, denominato « Struttura di missione per lo sport », al quale è preposto un coordinatore. 2. Il coordinatore può non appartenere ai ranghi delle amministrazioni che lo nominano e si avvale di una segreteria tecnica composta da personale dell'amministrazione ovvero di personale in comando da altri enti pubblici. 3. Alla Struttura di missione per lo sport è affidato il coordinamento delle fasi di realizzazione delle opere, sia nel caso in cui si tratti di operazioni finanziate interamente con fondi pubblici, sia nel caso in cui si tratti di operazioni economiche di cui all'articolo 174 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. 4. Al coordinatore della Struttura di missione per lo sport compete il rilascio dell'autorizzazione unica secondo le modalità e il procedimento di cui agli articoli da 4 a 7. 5. La Struttura di missione per lo sport, che assume anche le funzioni di stazione appaltante, può svolgere i compiti ad essa attribuiti anche per conto di amministrazioni diverse da quella che l'ha istituita . Art. 4. (Interventi realizzati con fondi interamente pubblici) 1. Qualora sia necessario il ricorso all'esterno, la progettazione è affidata tramite concorsi internazionali, articolati in due sezioni, una cui concorrono i professionisti esperti e una riservata a giovani architetti under 35. 2. Nel caso sia prevista la concessione degli impianti, la proposta ideativa deve comprendere uno studio di fattibilità economico-finanziario per la realizzazione e gestione delle opere. 3. Le commissioni giudicatrici sono composte da architetti, urbanisti, economisti, ingegneri ed esperti ambientali. Art. 5. (Realizzazione degli interventi in partenariato pubblico-privato) 1. Nell'ambito della fase di programmazione degli interventi, la Struttura di missione per lo sport, avendone valutato positivamente i presupposti, propone il ricorso al partenariato pubblico-privato, di seguito « PPP », di cui all'articolo 174 del citato codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo, n. 36 del 2023, nonché le tipologie contrattuali alle quali aderire. 2. La Struttura di missione per lo sport può valutare proposte di PPP presentate da operatori economici in possesso dei requisiti indicati dall'articolo 183 del citato codice di cui al decreto legislativo, n. 36 del 2023, essendo in tal caso previsto che il soggetto privato individui le opere da realizzare nonché le caratteristiche fondamentali relative alla gestione degli impianti e dei servizi correlati. 3. Nel ricorso al PPP, il coordinatore della Struttura di missione per lo sport assume le funzioni di responsabile unico del progetto di partenariato ai sensi dell'articolo 175 del citato codice di cui al decreto legislativo, n. 36 del 2023. 4. Nel PPP, anche al fine di raggiungere la sostenibilità finanziaria delle iniziative, è attribuito un ruolo di rilievo ai progetti che assumono i principi della Rinascenza caratterizzati da un approccio che valorizzi natura, innovazione e benessere collettivo e orientati, quindi, anche alla trasformazione fisica e alla rinascita sociale e culturale delle città. Art. 6. (Procedimento autorizzatorio unico) 1. I progetti di cui all'articolo 2 sono assoggettati al procedimento autorizzatorio. 2. Il procedimento autorizzatorio unico prende il via con l'istruttoria tecnico-amministrativa, a cura della Struttura di missione per lo sport, finalizzata al rilascio dell'autorizzazione. 3.