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Introduzione dell'insegnamento dell'educazione alimentare nei programmi scolastici. Onorevoli Senatori. – I disturbi dell'alimentazione sono al giorno d'oggi molto frequenti. Le stime spesso si riferiscono a disturbi più riconoscibili, ma accanto a questi sono numerose le persone, in maggioranza le donne, che hanno con il cibo un rapporto estremamente conflittuale. Ultimamente si stanno osservando questi disturbi anche nella popolazione maschile, ed il fenomeno è ovviamente molto preoccupante se si guarda alle giovani e giovanissime generazioni. I disturbi dell'alimentazione si manifestano sotto forma di modificazioni del peso, che può essere eccessivo (obesità), eccessivamente ridotto (anoressia) o fluttuante. Tali disturbi molto spesso possono portare ad assumere comportamenti alimentari disordinati e pericolosi per la salute. È stato calcolato che nella maggior parte dei paesi occidentali una persona obesa costa al sistema sanitario il 25 per cento in più di una persona normopeso. Si stima che la maggior parte di tali costi (più del 60 per cento) sia dovuta a ricoveri ospedalieri e ciò indica quanto l'obesità sia la reale responsabile di una serie di gravi patologie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, tumorali e respiratorie che comportano una ridotta aspettativa di vita ed un notevole aggravio per il Servizio sanitario nazionale. In questo quadro, oltre alla famiglia, la scuola è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale già a partire dall'età pre-adolescenziale. Con il presente disegno di legge si intende: a) introdurre nelle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado una nuova materia, l'insegnamento dell'educazione alimentare, ritenendo che sia indispensabile, per chi si occupa in prima persona dell'istruzione dei bambini, impartire lezioni mirate a individuare particolari tematiche riguardanti gli aspetti sociali e culturali legati all'alimentazione, ovvero impartire lezioni che evidenziano i rischi connessi all'obesità; b) effettuare un'attività di sensibilizzazione verso un'alimentazione corretta ed equilibrata, ponendo particolare riguardo a una sana alimentazione coadiuvata da un regolare esercizio fisico nelle scuole, informando, altresì, sull'origine degli alimenti, sulla tracciabilità dei prodotti agricoli e sull'importanza dello sviluppo delle produzioni biologiche e integrate; c) ottenere modifiche nel comportamento individuale dei soggetti, eliminando le barriere sociali che si oppongono a scelte di vita salutari ed enfatizzando la gestione del peso a lungo termine più che estreme riduzioni di peso nel breve periodo. Si intende, pertanto, sottolineare l'inefficacia del trattamento basato sulla sola dieta ipocalorica, enfatizzando l'approccio multi-disciplinare dato al problema, considerato il risultato di cause complesse e multifattoriali, collegate soprattutto alle modifiche dello « stile di vita » e, in particolare alla sedentarietà, alla diminuzione dell'attività fisica, alla squilibrata introduzione calorica e soprattutto all'azzeramento dell'attività ludica spontanea, trasformata in prolungata permanenza davanti alla televisione, al computer e ai videogiochi. L'obesità infantile può sviluppare un disagio psicologico che può contribuire all'instaurarsi di un disturbo del comportamento alimentare (l'avere uno o entrambi i genitori obesi è un fattore di rischio importante per la comparsa dell'obesità in un bambino). È scientificamente dimostrata, infatti, la stretta relazione che intercorre tra bassa autostima ed eccesso di peso nei bambini obesi. Analizzando le abitudini alimentari dei ragazzi in sovrappeso si nota, inoltre, la presenza di un modello alimentare sregolato: abolizione della prima colazione, tendenza all'eccessivo consumo di snack preconfezionati, elevata introduzione di grassi e scarso consumo di frutta e di verdura. La volontà di istituire la nuova materia di insegnamento dell'educazione alimentare nasce, quindi, dalla necessità di dare un nuovo impulso a una cultura alimentare basata su informazioni complete e corrette, una cultura ancora non sufficientemente diffusa nel nostro paese. Il presente disegno di legge è composto da 5 articoli L'articolo 1 reca l'introduzione dell'insegnamento dell'educazione alimentare all'interno della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. L'articolo 2, composto da 4 commi, disciplina l'insegnamento dell'educazione alimentare. Il comma 1 prevede che all'interno dell'autonomia scolastica, gli istituti debbano prevedere un monte orario dedicato all'insegnamento dell'educazione alimentare non inferiore a 33 ore annue. Il comma 2 prevede che lo studio dell'educazione alimentare, oltre alla normale didattica in aula, può comprendere attività di ricerca e di sperimentazione extrascolastiche, anche attraverso viaggi di istruzione e visite guidate presso centri di ricerca ed istituzioni. Il comma 3 stabilisce che l'insegnamento dell'educazione alimentare nelle scuole ha l'obiettivo di coinvolgere insegnanti, studenti e genitori nella consapevolezza che squilibri ed eccessi alimentari determinano malattie degenerative e dismetabolismi. Il comma 4 stabilisce che il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto da adottare entro novanta giorni dalla data della sua entrata in vigore, stabilisce il contenuto dei programmi di insegnamento dell'educazione alimentare. L'articolo 3 demanda ad un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, i criteri per lo svolgimento delle attività di aggiornamento dei docenti referenti per l'insegnamento dell'educazione alimentare e le competenze minime dei medesimi docenti, nonché le modalità di riconoscimento delle competenze stesse. L'articolo 4 stabilisce che all'attuazione della legge si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. L'articolo 5 stabilisce che le disposizioni della legge si applicano dall'anno scolastico successivo a quello in corso alla data della sua entrata in vigore.. 1 (Istituzione dell'insegnamento dell'educazione alimentare) 1 Allo scopo di contrastare la diffusione dell'obesità infantile, è istituito, nella scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, l'insegnamento dell'educazione alimentare. 2 (Disciplina dell'insegnamento dell'educazione alimentare) 1 Le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto l'insegnamento dell'educazione alimentare, specificandone anche, per ciascun anno di corso, l'orario, che non può essere inferiore a 33 ore annue, da svolgere nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto orario gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo. 2 Lo studio dell'educazione alimentare, oltre alla normale didattica in aula, può comprendere attività di ricerca e di sperimentazione extrascolastiche, anche attraverso viaggi di istruzione e visite guidate presso centri di ricerca ed istituzioni. 3 L'insegnamento dell'educazione alimentare nelle scuole ha l'obiettivo di coinvolgere insegnanti, studenti e genitori nella consapevolezza che squilibri ed eccessi alimentari determinano malattie degenerative e dismetabolismi.