[sommcomm]

L'articolo 6 interviene specificamente sulle rilevazioni statistiche del Ministero della giustizia, prevedendo, fra l'altro, l'inserimento nel registro delle notizie di reato, di cui all'articolo 335 del codice di procedura penale, dei dati relativi alla relazione autore-vittima del reato e di quelli relativi all'età e al genere degli autori e delle vittime. L'articolo 7 prevede che l'ISTAT e il SISTAN assicurino la realizzazione, con cadenza biennale, di indagini sui centri anti-violenza e sulle case rifugio accreditati, evidenziando le caratteristiche dell'utenza, la tipologia di violenza subita e il numero e le tipologie di assistenza fornita. Il disegno di legge è corredato, infine, da un allegato recante un questionario analitico e puntuale, finalizzato a una omogenea rilevazione dei dati sulla violenza fisica; la violenza sessuale; la violenza sessuale prima dei sedici anni di età, sia in generale sia in ambito familiare; la violenza psicologica ed economica, per le donne in coppia; sullo stalking; la storia familiare delle violenze in quell'ambito; le molestie e i ricatti sessuali, nonché dall'elenco del set minimo di modalità che devono essere previste nei sistemi informativi della sanità, del Ministero dell'interno, della giustizia e nelle rilevazioni nei centri antiviolenza. Riporta quindi alcuni dati ai fini di una migliore comprensione dell'entità del fenomeno: Il Report sulla violenza di genere e domestica (gennaio - maggio 2020) Emergenza epidemiologica da covid-19, elaborato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale (Dipartimento Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno) riferisce che: a) l'incidenza degli atti persecutori rivolti contro le donne ha avuto un andamento costante pari al 76% nello scorso anno, mentre nel 2020 si è passati dal 76% di gennaio, al 71% ad aprile e maggio, per poi risalire al 73% a giugno; b) è oscillante nel 2020 anche la percentuale di donne vittime di maltrattamenti da parte di familiari e conviventi: dall'82% di gennaio il dato scende al 78% del mese di maggio, risalendo all'82% nel mese di giugno, mentre nel 2019 si attestava sull'83% in maniera pressoché costante; c) le violenze sessuali, dopo il periodo di lockdown , risultano in aumento a maggio e ancora di più a giugno, restando sempre al di sotto dei dati registrati a gennaio e febbraio 2020; d) anche i reati di minaccia, lesione personale e percosse in ambito familiare restano inferiori rispetto ai dati del 2019: durante il periodo del lockdown si registra un'importante flessione, addirittura un dimezzamento nei mesi di marzo e aprile rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, ma i reati tornano a crescere nei mesi di maggio (10.828) e giugno (10.662); e) un approfondimento riguarda i dati sugli omicidi volontari che si confermano in calo del 19% rispetto a quelli dell'anno scorso (da 161 a 131). Le vittime di sesso femminile, però, aumentano (da 56 a 59) e se nel 2019 costituivano il 35% degli omicidi totali, nel 2020 l'incidenza si attesta al 45%. Stesso trend per quanto riguarda gli omicidi in ambito familiare/affettivo che, seppur in diminuzione rispetto all'anno scorso (da 73 a 69), presentano un aumento dell'incidenza sul totale degli omicidi (da 45% a 53%). Anche le vittime di sesso femminile aumentano (da 45 a 53) e cresce l'incidenza (dal 62% nel 2019 al 77% nel 2020). Crescono, infine, gli omicidi commessi da partner o ex partner (da 32 a 36) e l'incidenza di donne uccise in questo modo (da 71% nel 2019 al 68% nel 2020). A fronte dell'emergenza generata dall'epidemia da coronavirus, l'Istat ha predisposto una pagina web dedicata (Speciale emergenza Covid-19), ove rendere progressivamente disponibili gli indicatori utili alla valutazione dell'impatto del virus. Secondo quanto vi si legge, l'emergenza ha accresciuto il rischio di violenza sulle donne in quanto spesso la violenza avviene dentro la famiglia, e le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale introdotte per contenere il contagio, si sono rivelate un elemento di ostacolo all'accoglienza delle vittime. Secondo il Report dell'Istat pubblicato a marzo 2020: a) le donne vittime di omicidio volontario nell'anno 2018, a fronte di 345 omicidi totali (357 nel 2017), sono state 133 (lo 0,43 per 100.000 donne, 10 in più rispetto al 2017), a fronte di 212 gli uomini (22 in meno). Gli uomini sono quindi più numerosi ma in calo, mentre aumenta la quota di donne assassinate sul totale che, dall'11% del 1990, ha raggiunto il 38,6% nel 2018; b) diversamente che per gli uomini, per i quali il rischio è rappresentato soprattutto dallo spazio pubblico, per le donne il rischio è principalmente nell'ambiente domestico: delle 133 donne uccise nel 2018, 1'81,2% è stata uccisa da una persona conosciuta. In particolare, nel 54,9% dei casi dal partner attuale o dal precedente (dal partner attuale 47,4%, corrispondente a 63 donne, dal partner precedente 7,5%, pari a 10 donne), nel 24,8% dei casi (33 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nell'1,5% dei casi da un'altra persona che conosceva (amici, colleghi, ecc.); c) otto donne su dieci conoscevano il proprio assassino. La relazione tra autore e vittima permette di cogliere meglio le differenze tra gli omicidi compiuti a danno di uomini e donne. Sono, infatti, due fenomeni strutturalmente diversi: le donne vengono uccise in ambito domestico da partner e familiari, gli uomini da sconosciuti negli spazi pubblici. Delle 133 donne uccise nel 2018, più dell'80% è stata vittima di una persona conosciuta. In particolare, nel 54,9% dei casi dal partner attuale o dal precedente, un dato in aumento dallo scorso anno. Sono state uccise dal partner attuale 63 donne (47,4%) mentre per altre 10 (7,5%) l'autore del delitto è il partner precedente; altre 33 (24,8%) sono state vittima di un parente e solo nel 12,5% l'autore è sconosciuto; infine nel 6,8% dei casi si tratta di un omicidio con autore non identificato. Tra i partner , nel 2018, i mariti e gli ex mariti sono stati gli autori del 71,2% degli omicidi, con una percentuale in crescita rispetto al 2017 (anno che ha registrato il valore minimo, 51,9%). A livello mondiale le donne rappresentano il 20% delle vittime di omicidi, ma se si considera la relazione con il proprio uccisore le donne vittime salgono al 64% delle morti in ambito familiare e all'82% degli omicidi compiuti dai partner .