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Se al contrario l'attività suddetta - da parte della società d'intermediazione - avviene tramite posta elettronica e ha un referente individualizzato, sarà necessario avvalersi di promotori salvo che l'iniziativa parta dall'investitore». Nei casi di condotte truffaldine, le società si avvalgono di semplici venditori, affabulatori che devono convincere i malcapitati clienti a investire quanto più denaro possibile sulla piattaforma; ma vi sono anche società che fanno trading on line prive di licenza, molte delle quali hanno sede fuori dall'Unione europea. Tutte società che agiscono allo stesso modo, tramite telefonate o attraverso pubblicità su internet , dove personaggi famosi (spesso a loro insaputa) tessono le lodi della piattaforma on line che gli ha permesso con il trading on line di moltiplicare i propri guadagni. Una volta registrati ed effettuati i primi versamenti, ai clienti vengono assegnati gli account manager , che ogni giorno segnalano gli investimenti da effettuare, senza mai però ricorrere agli stop loss , le chiusure automatiche, per evitare perdite oltre un certo prezzo, e che chiedono nuovi versamenti nell'illusione di recuperare le perdite, che invece si moltiplicheranno. Secondo molte delle denunce raccolte dalle associazioni per i consumatori, questa società spesso fanno di tutto per non restituire ai loro clienti quanto investito e a volte caricano loro tasse inesistenti; nella maggior parte dei casi alle spalle ci sono organizzazioni criminali internazionali. Come emerge da un report della Consob, infatti, la sede è quasi sempre in paradisi fiscali e legali come le Isole Marshall o le Isole Vergini Britanniche. Ma alle spalle ci sono anche Paesi più vicini come la Bulgaria e, in alcuni casi, anche l'Italia; considerato inoltre che l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), insieme con le autorità nazionali, dopo aver analizzato che il 74-89 per cento dei conti al dettaglio è generalmente in perdita sugli investimenti effettuati, con perdite medie che vanno da 1.600 a 29.000 euro per cliente, ha stabilito dal 2018 che le opzioni binarie e i contratti per differenze (CFD) sono troppo pericolosi per i piccoli investitori, vietando le prime e disponendo sui secondi forti limitazioni. Limitazioni superate dalle società di trading che invogliano i piccoli risparmiatori a chiedere di diventare clienti professionali. Nonostante il divieto, molte società extracomunitarie continuano a proporre agli investitori sia le opzioni binarie che i contratti per differenze, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati; se il Ministro dell'economia e delle finanze intenda attivarsi, anche in accordo con Banca d'Italia e Consob, per promuovere uno studio indipendente finalizzato a capire quanti soldi girano nel settore, quanta gente è coinvolta, quanto perde e quanto sono diffuse le pratiche vietate; se i Ministri si intendano promuovere iniziative legislative per vietare la vendita dei CFD al pubblico, così come già normato negli Stati Uniti. Atto n. 4-05550 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la pandemia ha portato alla chiusura di migliaia di strutture sportive nel territorio italiano, con la conseguente perdita del posto di lavoro per un numero altissimo di collaboratori sportivi. Per fronteggiare la situazione sono state previste diverse misure di sostegno al reddito dei lavoratori del settore, tra cui l'erogazione di un "Bonus Sport" per alcune tipologie di collaboratori, disciplinata ai sensi dell'art. 96, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto "Cura Italia". La norma ha affidato alla società Sport e Salute S.p. A. la competenza in materia di acquisizione delle domande ed erogazione di dette indennità; questa misura è stata poi confermata e integrata con successivi provvedimenti legislativi finalizzati a prevedere ulteriori interventi di sostegno per tutti i settori colpiti dalle conseguenze della pandemia; l'articolo 27 del citato decreto-legge n. 18 del 2020 ha, inoltre, introdotto misure di sostegno in favore di professionisti titolari di partita IVA e di lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alle gestioni separate INPS, tra cui anche soggetti impiegati nel settore sportivo, prevedendo la gestione delle domande e l'erogazione dell'indennità a carico dell'INPS; stando a quanto si apprende, la previsione delle due misure avrebbe determinato, sin dall'inizio, una situazione di confusione nei diversi destinatari e avrebbe generato alcune problematiche di diversa natura; infatti, la scarna comunicazione in merito, sia da parte della società Sport e Salute S.p. A. che dell'INPS e le indicazioni fornite dai CAF e dai commercialisti, avrebbero spinto i soggetti destinatari della misura a presentare la domanda di indennità ad entrambi gli enti, certi che, così come indicato da informazioni acquisite presso sportelli o call center dell'INPS, in assenza dei requisiti, l'istanza presentata a detto ente sarebbe stata rigettata e, in tal caso, inviata alla società Sport e Salute S.p. A. per i successivi adempimenti legati all'erogazione dell'indennità; tale carenza organizzativa ha comportato, allo stato attuale, il blocco dell'erogazione delle indennità per circa 11.500 aventi diritto per "incongruenza Inps" e il conseguente congelamento dei Bonus Sport per i soggetti interessati dalla problematica; stando a quanto risulta all'interrogante, a seguito di svariati interventi portati avanti da associazioni di tutela di categoria, quali OSR- Operatori Sportivi Riuniti e FSSI-Federazione Sindacale Sport Italia, si è potuto dimostrare, mediante attestazione dello stesso INPS, che molti dei richiedenti non fossero nelle condizioni disciplinate all'art. 27 del decreto-legge n. 18 del 2020, rientrando nella fattispecie disciplinata all'art. 96 del medesimo decreto-legge, ragion per cui l'erogazione sarebbe rientrata tra nella competenza della Sport e Salute S.p. A.; inoltre, in molti casi, i soggetti interessati, accortisi dell'errore, su comunicazioni anche della società Sport e Salute S.p. A., avrebbero proceduto alla restituzione delle somme indebitamente percepite, si chiede di sapere: se il Governo intenda intervenire, per quanto di competenza, affinché si chiariscano le ragioni per cui, ad oggi, la società Sport e Salute non proceda all'erogazione delle indennità spettanti ai malcapitati, procedendo eventualmente anche a prevedere una compensazione delle somme spettanti; se intenda altresì, per quanto di competenza, adoperarsi affinché siano adottate misure volte a prevedere la sanatoria per le domande errate, affinché la società Sport e Salute S.p. A. possa procedere al pagamento delle indennità per i collaboratori sportivi che si trovano nelle esposte condizioni. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02545 del senatore De Bertoldi, sulle misure di sostegno al settore dei giochi e delle scommesse; 3-02546 del senatore De Bertoldi, sulla necessità di considerare le detrazioni legate al Superbonus edilizio come crediti fiscali non pagabili;