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In particolare il comma 1, lettera a) , modifica l'articolo 5, intervenendo sul regime delle incompatibilità restringendone la portata nei casi di rapporti « parentali » (affinità, coniugio e unione civile) tra il magistrato onorario e un familiare esercente la professione forense, procede poi estendendo la disciplina relativa alla incompatibilità tra magistrati onorari, derivante da rapporti di parentela, ai rapporti tra magistrati onorari e magistrati ordinari. Attraverso l'introduzione nell'articolo 5 del decreto legislativo n. 116 di un nuovo comma 5- bis , ai fini della valutazione in concreto della sussistenza delle incompatibilità dei magistrati onorari, vengono richiamati gli stessi principi operanti per le ipotesi di incompatibilità previste con riguardo ai magistrati ordinari. La lettera b) del comma 1 modifica l'articolo 17, comma 4, ampliando le attività delegabili ai vice procuratori onorari. La lettera c) del comma 1 aggiunge all'articolo 18 un ulteriore comma, in virtù, del quale il magistrato onorario che presta assistenza a un familiare con disabilità potrà chiedere l'assegnazione ad altra sede. La lettera d) modifica conseguentemente la rubrica del capo V aggiungendovi il riferimento proprio all'assegnazione ad altra sede del magistrato onorario che assiste un familiare con disabilità. La lettera e) modifica l'articolo 23, comma 2, nella parte relativa alla cadenza con cui viene corrisposta l'indennità ai magistrati onorari, che da trimestrale diviene bimestrale. La lettera f) , interviene sull'articolo 29, relativo alla durata dell'incarico dei magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo: si prevede che gli stessi, ferma la conferma quadriennale, possano proseguire nell'incarico sino alla scadenza dello stesso per il raggiungimento dei limiti di età e non più, quindi, limitatamente ai quattro quadrienni successivi alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 116 del 2017. La lettera g) introduce poi la possibilità per gli stessi di rimanere in servizio sino al compimento del settantesimo anno di età, anno di cessazione dall'incarico. La lettera h) modifica l'articolo 30 del decreto legislativo n. 116, relativo alle funzioni e ai compiti dei magistrati onorari già in servizio, prevedendo che tale disciplina si applichi loro, non sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, bensì sino alla cessazione dell'incarico al settantesimo anno di età. Si prevede inoltre che l'assegnazione della trattazione di nuovi procedimenti civili e penali avvenga previa considerazione delle delibere del Consiglio superiore della magistratura. La lettera i) modifica l'articolo 31, relativo alle indennità spettanti ai magistrati onorari già in servizio, stabilendo che la disciplina - attualmente prevista sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo - continui ad applicarsi sino alla cessazione dell'incarico al settantesimo anno di età. Nel caso in cui gli stessi magistrati onorari optino, invece, per l'indennità in misura fissa, il relativo importo viene rideterminato in aumento, rispetto alla disciplina attuale prevista per i neonominati magistrati onorari. La lettera l) interviene sull'articolo 32 del decreto legislativo n. 116 per stabilire il regime applicabile ai magistrati onorari in servizio. Inoltre si riconosce ai magistrati onorari in servizio che, per effetto di disposizioni introdotte dal decreto legislativo n. 116 del 2017, siano divenuti incompatibili con la sede di appartenenza, di chiedere, in via straordinaria, l'assegnazione ad altre sedi che presentino vacanze in organico e in relazione alle quali non sussistano cause di incompatibilità. L'articolo 2 reca modifiche all'articolo 4 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273, il quale fra le altre fissa in 98 euro l'ammontare dell'indennità spettante ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari per l'attività di udienza. Il disegno di legge conserva la misura dell'indennità per i magistrati onorari in servizio (giudici o vice procuratori) prevedendone nel contempo il raddoppio nei seguenti casi: se il complessivo impegno lavorativo, sia esso correlato all'attività di udienza, alle funzioni esercitate a servizio dell'ufficio del processo o dell'ufficio di collaborazione del procuratore, superi le cinque ore nel corso della giornata. Si stabilisce inoltre che la durata delle udienze e la durata della permanenza in ufficio - per l'espletamento delle attività inerenti l'ufficio per il processo e l'ufficio di collaborazione del procuratore della Repubblica - sia rilevata dal capo dell'ufficio o da un suo delegato. A tal fine si tiene conto anche dei verbali di udienza e dell'attestazione scritta redatta dal magistrato onorario all'esito dell'attività. L'articolo 3 modifica l'articolo 54, comma 8, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, prevedendo una rimodulazione dell'imposta sul 40 per cento dell'ammontare complessivo dell'indennità annuale percepita dai magistrati onorari. Gli articoli 4 e 5 recano infine rispettivamente le disposizioni finanziarie e l'entrata in vigore delle modifiche recate dal disegno di legge. Stante la stretta connessione di materia, il PRESIDENTE propone che l'esame dei disegni di legge, testé illustrati, proceda congiuntamente con il seguito dell'esame dei disegni di legge n. 1438 e connessi. Il PRESIDENTE chiede alle relatrici di pronunciarsi sull'opportunità, che è emersa da informali contatti tra i Gruppi, di non procedere ad un voto divisivo sull'assunzione di uno dei 5 disegni di legge a testo-base, cui riferire gli emendamenti. La relatrice VALENTE ( PD ) conferma l'utilità di una sede ristretta nella quale valutare la possibilità di proporre un testo unificato. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) giudica preminente, in ogni caso, la redazione di un testo a fronte tra tutti i disegni di legge presentati, per individuare punti comuni e divergenze. Non facendosi ulteriori osservazioni, la Commissione unanime conviene sulla costituzione di un Comitato ristretto, presieduto dalle due relatrici e composto da un senatore per Gruppo: vengono a tale scopo indicati alla Presidenza i senatori D'Angelo, Urraro, Mirabelli, Grasso, Modena, Balboni, Cucca e Unterberger. Su invito del Presidente, si concorda che i lavori terminino entro il 31 maggio prossimo: entro tale data, le relatrici - laddove non richiedano maggior tempo - riferiranno alla Commissione sulla praticabilità della presentazione di un testo unificato dei disegni di legge proposti (nella doppia variante del testo del Comitato ristretto, se incontra l'unanimità dei Gruppi, ovvero del testo delle relatrici);