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Disposizioni in materia di ammodernamento degli impianti sportivi destinati al calcio professionistico e di mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza al loro interno. Onorevoli Senatori. -- È di estrema attualità il tema relativo ai nuovi impianti sportivi in quanto vi è l'esigenza di ristrutturare e di ricostruire soprattutto gli stadi adibiti al gioco del calcio, al fine di garantire la loro sicurezza e fruibilità al grande pubblico. La tipologia della stragrande maggioranza degli impianti sportivi presenti nel nostro Paese è formata da stadi vecchi, fatiscenti, scomodi, insicuri, con precari e trascurati servizi igienici e dotati di scarsi collegamenti. In queste condizioni la frequentazione da parte del grande pubblico e delle famiglie, soprattutto con bambini, è assolutamente proibitiva. È auspicabile, quindi, un riavvicinamento della gente comune al gioco del calcio, le cui partite devono tornare a essere una vera e autentica festa sportiva, un'occasione di pacifico incontro non solo tra tifosi, sportivi e appassionati, ma anche tra intere famiglie, con la fondamentale presenza dei giovani e dei bambini, che rappresentano il futuro della società ma soprattutto costituiscono il miglior deterrente alle esplosioni di violenza e di inciviltà. Per raggiungere tale obiettivo, che determinerebbe evidenti benefici per tutta la collettività, quali un minore allarme sociale e una maggiore sicurezza, un significativo risparmio economico e un incremento di servizi, occorre assolutamente procedere a una netta riconversione degli attuali impianti sportivi, principalmente degli stadi, che devono cessare di essere luoghi fatiscenti e inutilizzati per tutta la settimana, ad eccezione del giorno in cui viene disputata la partita. Lo stadio deve essere ideato tenendo conto delle sempre maggiori esigenze degli sportivi e del loro modo nuovo di divertirsi; per questo deve diventare un luogo centrale inserito il più possibile nella vita cittadina, dotato di palestre e piscine e di strutture commerciali, come negozi e punti di ristoro, in modo da poter essere frequentato durante tutta la settimana. In tal modo si creerebbe un rapporto di appartenenza, di familiarità e di continuità tra fruitori e impianto che, soprattutto nel caso dei giovanissimi, impedirebbe loro di considerare lo stadio come una sorta di zona franca, staccata dalla quotidianità, dove qualsiasi attività, anche illegale, diventa lecita. Per queste importanti ragioni e per molte altre che ben si conoscono è stato predisposto il presente disegno di legge, nel quale si è ritenuto prioritario consentire alle società calcistiche professionistiche di procedere alla costruzione e alla ristrutturazione di impianti sportivi secondo i più aggiornati canoni, prevedendo appositi spazi da destinare ad attività sportive, sociali e commerciali, a beneficio della cittadinanza, sia come singoli, sia come società ed enti sportivi. Appare di tutta evidenza, inoltre, che, se è aspetto primario agevolare le società calcistiche, in ragione dell'importante funzione sociale e di incontro da loro svolta, a realizzare o a migliorare le sedi dove si svolgono le partite, ancora più rilevante è responsabilizzare maggiormente le medesime società a mantenere l'ordine e la sicurezza all'interno degli impianti sportivi, a proprie spese, mediante gli addetti ai servizi di sicurezza. L'obiettivo è quello di inserire, tramite la possibilità di fruizione dell'impianto da parte dei cittadini, sempre di più lo stadio all'interno del contesto sociale, cercando di coinvolgere anche le scuole in questo processo idoneo a modificare le modalità di uso dello stadio fino ad ora in atto, auspicando così che i tifosi e gli sportivi tornino ad appassionarsi al calcio, che in Italia ha ragione di essere solo con la presenza appassionata del pubblico sugli spalti. In particolare: all'articolo 1 sono enunciate le finalità della legge; all'articolo 2 vengono indicati i criteri cui devono attenersi le società sportive professionistiche nel ristrutturare gli impianti sportivi o nel costruirne di nuovi. Oltre alle disposizioni previste dal decreto del Ministro dell'interno 18 marzo 1996, recante «Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi», e successive modificazioni, i criteri generali da seguire sono i seguenti: garantire le migliori condizioni di visibilità del campo di gioco per lo spettatore da qualsiasi zona degli spalti; prevedere, all'interno dello stadio o nelle zone immediatamente limitrofe, locali da adibire a palestra o ad altra attività sportiva nonché ad attività di tipo commerciale; attivare un sistema di controllo con telecamere a circuito chiuso; disporre il divieto assoluto di intrattenimento di rapporti o trattative con le tifoserie; all'articolo 3 si stabilisce che l'ordine e la sicurezza all'interno degli stadi siano garantiti dalle società sportive senza oneri per lo Stato, anche con il coinvolgimento dei tifosi e dei sostenitori, mentre all'articolo 4 sono elencati obblighi e divieti per coloro che frequentano gli impianti sportivi; l'articolo 5, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria e dispone circa l'entrata in vigore.. 1 (Finalità) 1 La presente legge reca nuove disposizioni in materia di sicurezza negli stadi, al fine di consentire la partecipazione del pubblico alle manifestazioni calcistiche in condizioni di sicurezza e nel rispetto delle esigenze di tutela dell’ordine pubblico. 2 (Adeguamento degli impianti sportivi) 1 La società sportiva professionistica che intende procedere alla costruzione o alla ristrutturazione di impianti sportivi destinati agli incontri di calcio professionistico deve attenersi alle disposizioni previste dal decreto del Ministro dell'interno 18 marzo 1996, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 85 dell'11 aprile 1996, e successive modificazioni, nonché ai seguenti criteri: a garantire le migliori condizioni di visibilità per gli spettatori anche in relazione alla distanza tra i posti destinati al pubblico e il campo di gioco, eliminando le barriere fra il campo di gioco e la tribuna, dotando di sedili ogni settore, garantendo una capienza di almeno 20.000 posti, compresi, ove possibile, box o spazi analoghi riservati, e prevedendo un sistema di telesorveglianza a circuito chiuso; b predisporre la sorveglianza all'interno dell’impianto sportivo avvalendosi di steward che operano in qualità di addetti ai servizi di sicurezza, sotto la responsabilità e a spese della medesima società, in collegamento radio con le Forze di polizia operative all'esterno dell’impianto; c divieto di intrattenere rapporti di qualsiasi genere con la tifoseria, fatta eccezione per la collaborazione finalizzata a prevenire possibili incidenti; d prevedere locali da adibire a palestre, piscine, servizi commerciali, spazi destinati ad attività sociali ad uso della cittadinanza, anche mediante convenzioni con istituti scolastici, associazioni sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali ed enti di promozione sportiva.