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"Memorandum d'intesa" tra i Governi di Francia, del Regno Unito di Gran Bretagna e Nord Irlanda e degli Stati Uniti d'America da una parte e il Governo d'Italia dall'altra parte, in merito ai beni tedeschi in Italia. Con riferimento all'art. 77, paragrafo 5 del Trattato di Pace con l'Italia il Governo d'Italia da una parte e i Governi di Francia, del Regno Unito di Gran Bretagna e Nord Irlanda e degli Stati Uniti d'America dall'altra parte, hanno concordato la seguente intesa, inclusi gli annessi allegati che sono considerati parte integrante di questo memorandum d'intesa, in merito ai beni tedeschi di qualsiasi natura, in Italia: 1. - Il Governo italiano prenderà le misure del caso per accertare quali beni tedeschi in Italia non si trovano al momento presente sotto alcuna amministrazione. 2. - Il Governo italiano prenderà le necessarie misure per effettuare la sollecita vendita o liquidazione di tutti quei beni in Italia, che direttamente o indirettamente appartengono a: a) Persone tedesche in Germania o Società o altre organizzazioni formatesi sotto le leggi tedesche; b) Lo Stato e municipalità tedesche e le autorità tedesche statali, municipali, federali o di altra natura; c) Organizzazioni tedesche naziste; e d) Persone tedesche già rimpatriate o da essere rimpatriate in Germania. Eccezioni a queste categorie dovrebbero essere fatte nei casi di: a) beni di individui privati di vita o sostanzialmente privati di libertà conformemente a qualunque legge, decreto o regolamento discriminante contro gruppi politici, razziali o religiosi; b) beni appartenenti a istituzioni religiose o istituti privati di carità ed usati esclusivamente per scopi religiosi o di carità; c) beni di una Società oppure qualunque altra organizzazione formatasi sotto le leggi della Germania, in quanto esse non siano di beneficio a tedeschi malgrado la proprietà tedesca; d) beni rilasciati in base ad un accordo di amministrazione sequestrataria con un altro Governo; e e) beni che siano sotto la giurisdizione dell'Italia come risultato di ripresa di affari commerciali con la Germania. Per termine "Germania" si intende la Germania quale delimitata dai confini di tale Paese al 31 dicembre 1937. Misure relative a marchi di fabbrica e patenti di proprietà tedesca saranno dilazionate in attesa di passi separati. 3. - Il Governo italiano effettuerà cessione di beni tedeschi solo a cittadini non tedeschi e prendendo le massime precauzioni per evitare il loro eventuale ritorno in proprietà o controllo tedesco. 4. - Il Governo italiano accrediterà gli introiti derivanti dalla liquidazione dei beni ad uno speciale conto da essere istituito per i provvedimenti che possono essere successivamente determinati in conformità dell'articolo N°. 77, paragrafo 5 del Trattato di Pace con l'Italia. 5. - Il Governo italiano eseguirà quanto predetto in collaborazione coi Governi di Francia, del Regno Unito della Gran Bretagna e Nord Irlanda e degli Stati Uniti d'America. Per assicurare tale collaborazione sarà istituito un Comitato composto di un rappresentante di ognuno dei quattro Governi che si riunirà nella o vicino alla sede del Governo italiano. La presidenza di tale Comitato sarà alternata, tra i membri del Comitato stesso in un ordine da esso determinato. Tale Comitato opererà in base al sistema di maggioranza dei voti, stabilirà le sue regole di procedura e prenderà tutte le misure necessarie per l'assolvimento delle seguenti funzioni: a) Dare direttive all'Ente dal Governo italiano incaricato di amministrare il programma per il controllo e la liquidazione dei beni tedeschi in Italia secondo le direttive e le procedure da seguire in tale programma; tali istruzioni includeranno, ma non si limiteranno a: 1° Direttive per la tecnica e le procedure da seguire per ottenere un censimento di tutte le attività tedesche in Italia; 2° Direttive a che indagini vengano svolte in casi speciali, dall'Ente, con lo scopo di scoprire beni tedeschi nascosti o mascherati in Italia. In relazione a quanto precede il Comitato porrà a disposizione dell'Ente tutte le informazioni disponibili e tutte le prove documentarie allo scopo di facilitare tale compito; b) Esaminare anticipatamente alla loro effettuazione tutte le vendite di beni tedeschi per accertare che le vendite proposte siano in armonia con gli interessi nazionali dei quattro Governi, tenendo conto dello scopo di escludere il ritorno dei beni tedeschi all'estero in proprietà o controllo tedeschi e di favorire la libertà di commercio. 6. - Il Comitato può determinare che le spese, o qualunque parte di esse, da esso incontrate, ad eccezione delle spese dei rispettivi rappresentanti del Comitato, saranno a carico degli introiti derivanti da tali beni. 7. - L'Ente terrà il Comitato pienamente informato delle attività dell'Ente stesso. Esso fornirà al Comitato tutte le informazioni richieste concernenti il censimento e lo "status" delle attività tedesche ed in particolare esso cercherà di ottenere le istruzioni del Comitato prima di prendere alcuna decisione sostanzialmente aderente allo "status" dei beni tedeschi sotto la sua amministrazione. 8. - L'Ente formulerà i termini e le condizioni di vendita o altra destinazione dei beni tedeschi, subordinatamente a revisione da parte del Comitato. 9. - Questo memorandum d'intesa entrerà in vigore nello stesso giorno della sua firma. Il presente documento viene redatto in Washington in quadruplicato, in lingua inglese, francese e italiana, ciascuna delle quali avrà uguale validità, alla data del 14 agosto 1947. Per il Governo di Francia Per il Governo italiano FRANCIS LACORTE IVAN MATTEO LOMBARDO Per il Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Nord Irlanda N. T. MAGAVAN Per il Governo degli Stati Uniti d'America ROBERT LOVETT Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ANNESSO N° 1 Ai fini di questo accordo, il termine "beni" come usato, si riferisce, ma non si limita a qualsiasi proprietà immobiliare o interesse in essa, impresa (commerciale, industriale, finanziaria o scientifica), titoli e interessi in essa, licenze e accordi societari o contrattuali, polizze di assicurazione o contratti di riassicurazione, conti e depositi bancari, includenti conti fiduciari, cassette-depositi e camere di sicurezza, assegni bancari, tratte, crediti, oro ed altri metalli preziosi, opzioni, o qualunque altro tipo di accordi ed impegni scritti o non scritti. ANNESSO N° 2 Qualunque controversia relativa all'interpretazione o alla esecuzione di questo accordo, che non sia stata regolata per via di negoziati diplomatici diretti, sarà sottoposta ad un organismo composto di un rappresentante di ognuno dei Governi di Francia, del Regno Unito di Gran Bretagna e Nord Irlanda, e degli Stati Uniti d'America. Qualsiasi controversia di tale natura che essi non avessero ancora regolata entro un termine di due mesi, sarà, salvo che le parti in contrasto non si accordino su un altro modo di regolamento, sottoposto, a richiesta dell'una o dell'altra delle parti in disputa, a una Commissione composta di un rappresentante di ciascuna delle parti e di un terzo membro scelto di comune accordo fra le due parti, tra i sudditi di un terzo Paese.