[ddlpres]

I commi 5 e 6 del medesimo articolo prevedono che l'importatore e il produttore di materiali gemmologici abbiano l'obbligo di provvedere alla confezione di ogni singola pietra di valore superiore a 250 euro, che deve essere sigillata e accompagnata da una certificazione di qualità, e vietano l'importazione e l'immissione sul mercato italiano di materiali gemmologici privi della predetta confezione e da parte di soggetti non iscritti all'elenco predetto. Con l'articolo 11 si dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento.. 1 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano alle materie e ai prodotti di seguito elencati, utilizzati nella produzione di gioielli, di monili e di oggettistica in genere: a minerali di origine naturale, formatisi in giacimenti naturali; b minerali sintetici; c prodotti artificiali; d perle naturali e altri materiali organici di origine animale o vegetale, tradizionalmente utilizzati in gioielleria; e perle coltivate o altrimenti denominate; f imitazioni di perle. 2 (Definizioni) 1 Agli effetti della presente legge si intende: a per «materiale gemmologico», una sostanza naturale, sintetica, di coltura o artificiale, adatta all'uso di adorno personale o di ornamentazione; b per «materiale gemmologico naturale», una sostanza di origine inorganica od organica esistente in natura; c per «materiale gemmologico trattato», un materiale gemmologico di origine naturale, artificiale o di coltura, modificato dall'uomo nelle proprietà chimiche o fisiche; d per «materiale gemmologico sintetico», una sostanza inorganica od organica prodotta mediante procedimenti tecnologici, che possiede caratteristiche chimiche e fisiche simili a quelle dei corrispondenti materiali naturali; e per «materiale gemmologico artificiale», una sostanza inorganica od organica prodotta mediante procedimenti tecnologici, le cui caratteristiche chimiche e fisiche non corrispondono ad alcun materiale naturale noto; f per «materiale gemmologico composito», un materiale costituito da poche parti distinte, di forma prestabilita, di natura eguale o diversa, di origine naturale, sintetica o artificiale, incollate a formare un'unica gemma; g per «materiale gemmologico agglomerato o impastato», un materiale formato da un insieme di granuli irregolari di origine naturale, sintetica o artificiale, aggregati artificialmente con o senza l'ausilio di collanti o mediante riscaldamento o compressione; h per «vetro artificiale», un materiale artificiale amorfo ottenuto per raffreddamento da un fuso di qualunque composizione chimica; i per «perla o perla naturale», un materiale prodotto naturalmente da molluschi perliferi, senza l'ausilio dell'intervento umano; l per «perla coltivata o di coltura, con o senza nucleo», un materiale prodotto da molluschi perliferi di acqua salata o dolce, in seguito a intervento dell'uomo; m per «imitazione di perla o perla imitazione», un materiale di qualsiasi composizione costituito da una o più parti di origine naturale, sintetica o artificiale, prodotto dall'uomo per ottenere la forma e l'aspetto delle perle, senza possedere le loro proprietà fisiche o chimiche o la loro struttura cristallina. 2 Le perle naturali di cui al comma 1, lettera i) , sono denominate «perle naturali segate 3/4 o segate 1/2», a seconda della loro forma, quando esse sono state segate o molate. 3 Le perle coltivate o di coltura di cui al comma 1, lettera l) , sono denominate «perle coltivate segate 3/4 o segate 1/2», a seconda della loro forma, quando esse sono state segate o molate. 4 Le perle coltivate sono denominate «perle coltivate composite o mabe» quando sono il risultato dell'assemblaggio, a opera dell'uomo, di una parte superiore costituita da una bolla di coltura perlacea con una parte inferiore di madreperla e un riempimento interno di materiale vario. 5 Per la denominazione dei materiali di cui al presente articolo è vietato l'uso dei termini «semiprezioso» e «fino». 3 (Denominazione dei materiali gemmologici) 1 La denominazione dei materiali gemmologici trattati deve essere completata dall'indicazione del trattamento cui essi sono stati sottoposti, in conformità a quanto stabilito dalla norma UNI 10245, e successivi aggiornamenti. 2 Le definizioni delle terminologie relative ai principali processi operati sulle gemme allo stato attuale dei procedimenti tecnologici sono le seguenti: a per «diffuso o termodiffuso», si intende un materiale gemmologico che ha subìto un procedimento modificatore con apporto di elementi chimici all'interno del reticolo cristallino; b per «impregnato», si intende un materiale gemmologico i cui pori sono stati riempiti con sostanze estranee non colorate; c per «irradiato o irraggiato», si intende un materiale gemmologico che ha subìto modificazioni mediante radiazioni non visibili, particelle atomiche o sub-atomiche; d per «con riempimento di fessure o cavità», si intende un materiale gemmologico che ha subìto il riempimento di cavità o di fessure con materiali fluidi che induriscono; e per «ricoperto», si intende un materiale gemmologico che è stato rivestito totalmente o parzialmente da sostanze estranee; f per «riscaldato», si intende un materiale gemmologico che ha subìto un procedimento termico modificatore senza apporto di elementi chimici, salvo idrogeno od ossigeno, all'interno del reticolo cristallino; g per «tinto», si intende un materiale gemmologico i cui pori, interstizi, fratture naturali o indotte, sono stati permeati di sostanze coloranti; h per «sottoposto a foratura laser», si intende un materiale gemmologico che ha subìto la rimozione di inclusioni mediante azioni o modificazioni chimiche o fisiche; i per «sottoposto ad alta pressione e ad alta temperatura», si intende un materiale gemmologico che ha subìto un processo modificatore basato sull'utilizzo di variazioni di pressione e di temperatura; l per «riscaldato con residui», si intende un materiale gemmologico che ha subìto un procedimento termico modificatore con l'aggiunta di fondente; m per «con riempimento di fessure con vetro al piombo», si intende un materiale gemmologico le cui fratture sono state permeate con vetro al piombo. 3 Ogni altro processo chimico o fisico cui sono sottoposti i materiali gemmologici, diverso da quelli indicati al comma 2, deve essere indicato in maniera sintetica e chiara sui documenti commerciali e pubblicitari che si riferiscono al prodotto, nelle eventuali etichette o cartellini che lo accompagnano nonché nelle dichiarazioni rilasciate ai sensi dell'articolo 6. 4 Qualora il trattamento o i trattamenti a cui sono state sottoposte le gemme non siano stabili nel tempo è necessario darne informazione chiara mediante una nota informativa che deve essere messa a disposizione e consegnata all'acquirente, in cui sono descritti i trattamenti, i loro effetti, le precauzioni da prendere per l'uso e la conservazione del materiale. 4 (Obbligo di denominazione) 1 È fatto obbligo di applicare le seguenti denominazioni ai materiali descritti all'articolo 2: a «naturale», nel caso di materiale gemmologico naturale; b «trattato», nel caso di materiale gemmologico trattato;