[pronunce]

che, con riferimento alla fattispecie in discussione, manca pertanto lo stesso presupposto affinché possa ipotizzarsi l'esigenza costituzionale di un intervento volto a riequilibrare la relativa disciplina rispetto a quella stabilita per le ipotesi contemplate dagli artt. 671, comma 3, e 673, comma 1, cod. proc. pen. , evocati dal rimettente come tertia comparationis (ex plurimis, nel senso che l'eventuale funzionamento patologico della norma non possa costituire presupposto per farne valere una illegittimità riferita alla lesione del principio di eguaglianza, sentenze n. 86 del 2008 e n. 417 del 1996; ordinanza n. 385 del 2008); che la questione va dichiarata, pertanto, manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 669 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Palermo, sezione distaccata di Monreale, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 aprile 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Giuseppe FRIGO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 aprile 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA