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- (Recesso del datore di lavoro o committente). -- Articolo 2119. - (Licenziamento per motivo economico, tecnico od organizzativo . -- La disciplina del licenziamento contenuta nei nuovi articoli 2118 e 2119 ricalca sostanzialmente il progetto delineato nel disegno di legge n. 1481 del 2009 (alla cui relazione introduttiva rinviamo): in aderenza a quel progetto, l'articolo 2 di questo disegno di legge precisa che la nuova disciplina è destinata ad applicarsi soltanto ai rapporti di lavoro costituiti dopo la sua entrata in vigore, restando pertanto applicabile ai rapporti di lavoro precedentemente instaurati la cosiddetta «tutela reale» di cui all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori del 1970 nelle unità produttive con più di 15 dipendenti, la cosiddetta «tutela obbligatoria» nelle unità produttive minori. Ciò allo scopo di sdrammatizzare, da un lato, il passaggio dal vecchio sistema di protezione della stabilità del lavoro al nuovo, ispirato al modello nord-europeo della flexsecurity , dall'altro lato poter offrire alle nuove generazioni di lavoratori dipendenti un regime di protezione unitario. Articolo 2120. -- (Assistenza nel mercato del lavoro al lavoratore licenziato) . -- L'assicurazione contro la disoccupazione qui prevista, ispirata al modello danese, può essere assolta dalle imprese in tutto o in parte mediante la stipulazione con l'Inps del contratto di assicurazione di cui all'articolo 3 di questo disegno di legge, oppure in qualsiasi altra forma ritenuta opportuna, ferma restando la garanzia predisposta dal comma 7 per il caso di insolvenza dell'impresa e difetto di altre forme assicurative. Ragioni di opportunità consigliano di esentare dall'obbligo di sostegno del reddito del dipendente licenziato le aziende che non occupino complessivamente più di 15 dipendenti nella stessa unità produttiva, né complessivamente più di 60, cioè quelle attualmente escluse dall'ambito di applicazione del regime di «tutela reale» contro il licenziamento di cui all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L'estensione progressiva del sistema di sostegno del reddito disposto dall'articolo 2120 ai lavoratori licenziati dalle imprese di minori dimensioni dovrà essere realizzata mediante l'incentivazione della sperimentazione volontaria da parte delle imprese stesse del nuovo sistema, con un congruo finanziamento a carico dell'Erario, come era previsto nel disegno di legge n. S-1481/2009. Rispetto a quanto previsto in quel disegno di legge, il cui campo di applicazione previsto era limitato alle imprese che volontariamente avessero attivato il nuovo regime in via sperimentale, abbiamo ritenuto opportuno qui ridurre il periodo di copertura a due anni, sia in considerazione dell'evoluzione della disciplina della materia registratasi nell'ordinamento qui assunto a modello, quello danese, sia in considerazione del fatto che la nuova disposizione qui proposta è destinata ad avere fin da subito applicazione generale per i rapporti di lavoro di nuova costituzione. Il requisito di anzianità di servizio aziendale necessario per il godimento del trattamento complementare di disoccupazione a carico dell'azienda, inoltre, è stabilito in due anni, in continuità con quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di assicurazione contro la disoccupazione. Articolo 2121. - (Accantonamento per trattamento di fine rapporto o previdenza complementare). -- Questo articolo riproduce, semplificandola (ma senza alterarne il contenuto se non molto marginalmente, e solo per eliminare complicazioni inutili) la disciplina del trattamento di fine rapporto oggi vigente. Articolo 2122. - (Indennità in caso di morte). -- Vale per questo articolo quanto annotato in riferimento al precedente. Articoli 2123. - (Lavoro a domicilio e telelavoro). -- Dottrina e giurisprudenza si sono a lungo affaticate sulla questione della qualificazione del contratto di lavoro a domicilio; questione che non può dirsi definitivamente superata neppure dopo l'emanazione della legge n. 877 del 1973, che oggi disciplina ancora la materia e nella quale è stata giustamente ravvisata un'espressione della tendenza all'espansione del campo di applicazione del diritto del lavoro ad aree adiacenti me non comprese in quella del lavoro subordinato tradizionale. Nel quadro della riforma qui proposta quella questione viene facilmente superata con l'applicazione del criterio della dipendenza economica, come definito nell'articolo 2094: in base a tale criterio è agevole la sussunzione nel concetto di lavoro dipendente della quasi totalità del lavoro a domicilio nella sua configurazione tradizionale, mentre i casi di lavoro manifatturiero a domicilio in condizioni di pluricommittenza dovranno essere correttamente sussunti nel concetto di lavoro autonomo artigiano. L'elemento distintivo che caratterizza il lavoro manifatturiero a domicilio tradizionale rispetto al lavoro subordinato ordinario, ovvero il non assoggettamento della prestazione al vincolo del coordinamento spazio-temporale rispetto all'organizzazione aziendale del committente, caratterizza anche la forma più moderna di collaborazione che va sotto il nome di telelavoro : in riferimento a questa si è ritenuto opportuno individuare nell'attribuzione del potere contrattuale di scelta del software informatico al creditore della prestazione l'elemento ulteriore necessario perché la prestazione stessa si configuri come subordinata. Lo stesso elemento ovviamente non è, invece, necessario per la qualificazione del contratto in termini di lavoro dipendente. Articolo 2124. - (Distacco del lavoratore). -- Il secondo e il terzo comma sostituiscono i 7 articoli del decreto legislativo n. 72 del 2000, col quale è stata recepita la direttiva comunitaria n. 96/71/CE. Articolo 2125. - (Patto di non concorrenza). -- L'articolo riproduce la norma contenuta nel codice del 1942, con il necessario aggiornamento in relazione al processo di globalizzazione che ha investito gran parte del nostro sistema economico. Articolo 2126. - (Prestazione di fatto con violazione di legge). -- L'articolo riproduce la norma contenuta nel codice del 1942, con marginali aggiustamenti puramente formali. Articolo 2127. - (Somministrazione di lavoro. Somministrazione irregolare o fraudolenta). -- L'articolo riproduce, con modesti interventi di semplificazione, la disciplina della fornitura di manodopera e dell'interposizione irregolare o fraudolenta originariamente contenuta nella legge n. 196 del 1997, poi ripresa dal decreto legislativo n. 276 del 2003 (che viene abrogato). Di quest'ultimo decreto legislativo viene riproposta anche la norma che consente la somministrazione a tempo indeterminato -- cosiddetto staff leasing --, abrogata nel 2007 perché erroneamente qualificata come una forma di lavoro precario, e ripristinata nel 2010: essa si pone pienamente in linea con la filosofia della flexsecurity , cui anche la disciplina del recesso del datore di lavoro contenuta negli articoli 2119-2120 si ispira. Anche i tre commi finali dell'articolo, in materia di interposizione irregolare e di interposizione fraudolenta, riproducono, con qualche modesta semplificazione puramente formale, la disciplina della materia contenuta nel testé citato decreto legislativo n. 276 del 2003. Articolo 2128. - (Appalto dipendente e appalto interno).