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Modifica all'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n.241, in materia di perentorietà dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi, e al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, in materia di procedure di affidamento degli appalti, di verifica delle offerte e di consultazioni preliminari, nonché disposizioni di semplificazione concernenti il settore delle costruzioni. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge introduce nell'ordinamento alcune disposizioni di semplificazione degli adempimenti delle imprese con lo scopo di stimolare la crescita economica e il tasso di occupazione nel settore delle costruzioni, sia nell'ambito dei lavori pubblici che in quello dell'edilizia privata. In particolare, l'articolo 1 interviene in materia di perentorietà dei termini dei procedimenti amministrativi introducendo una disposizione di carattere generale nell'articolo 2 della legge n. 241 del 1990, che chiarisce la formazione del silenzio assenso in tutti i casi di mancato pronunciamento da parte della pubblica amministrazione alla scadenza dei termini previsti dalla legge. Infatti, ove non espressamente previsto dalla legge, il mancato pronunciamento di un'amministrazione si sostanzia, in generale, in un silenzio rifiuto per il cittadino, costringendo quest'ultimo a promuovere ricorsi davanti al tribunale amministrativo regionale al fine di ottenere un pronunciamento da parte della pubblica amministrazione. Ciò crea una ingiustificata dilatazione dei tempi per la conclusione dei procedimenti e rende indispensabile un intervento normativo che attribuisca carattere perentorio ai termini. L'articolo 2 introduce semplificazioni nell'attività di trasporto dei materiali per le attività dei cantieri. L'articolo 4 della legge n. 136 del 2010, nell'ambito della disciplina straordinaria contro le mafie, ha introdotto l'obbligo di indicare nella bolla di consegna dei materiali da costruzione il numero della targa e il nominativo del proprietario degli automezzi di trasporto, ai fini del controllo degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per le attività dei cantieri. In realtà questi dati sono già compresi in altri documenti di analogo contenuto che le imprese devono predisporre ai fini dell'autotrasporto e, conseguentemente, l'obbligo della bolla di consegna, termine che peraltro non trova una precisa definizione nella normativa di settore, rischia di costituire una mera ripetizione di quanto già riportato in altri atti. Pertanto, al fine di evitare alle imprese ulteriori adempimenti rispetto a quanto già obbligatorio (attraverso il documento di trasporto in conto proprio o in conto di terzi, la scheda di trasporto o un documento equivalente o il contratto di trasporto in forma scritta per il trasporto in conto terzi) intendiamo sopprimere l'obbligo della bolla di consegna. L'articolo 3 introduce semplificazioni per la gestione delle terre e delle rocce da scavo per i cantieri di minori dimensioni, ossia per la gestione dei materiali di volume inferiore ai 6.000 metri cubi. Il comma 1 precisa le condizioni alle quali queste terre possono essere considerate come sottoprodotti e non rifiuti. Il comma 2 prevede che il rispetto delle citate condizioni possa essere autocertificato dal produttore. La norma è importantissima e molto attesa dalle imprese, anche perché il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 161 del 2012 ha semplificato il procedimento della gestione delle terre e rocce da scavo di quantità tra i 6.000 e 150.000 metri cubi, lasciando nel limbo le piccole quantità degli scavi prodotti da piccoli cantieri (oggetto di una diversa delega ai sensi dell'articolo 266 del decreto legislativo n. 152 del 2006). Il comma 3 impone al produttore di confermare all'autorità territorialmente competente che le terre e rocce da scavo sono state completamente utilizzate secondo le previsioni iniziali, mentre ai sensi del comma 4 l'utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto resta assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti. A tal fine il trasporto di tali materiali è accompagnato dal documento di trasporto o da copia del contratto di trasporto redatto in forma scritta o dalla scheda di trasporto di cui agli articoli 6 e 7- bis del decreto legislativo n. 286 del 2005. L'articolo 4, commi 1 e 2, prevede una proroga dei termini di efficacia dei titoli abilitativi edilizi rilasciati o formatisi a partire dall'inizio della crisi del settore edile, sia per l'inizio lavori che per il termine di ultimazione degli stessi, e ciò in considerazione dell'attuale situazione di grave difficoltà di mercato in cui si vedono costrette a operare le imprese. La materia è disciplinata dall'articolo 15 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 che prevede, per l'avvio dei lavori, il termine di un anno dal rilascio del permesso di costruire, mentre, per ultimare l'opera, il termine di tre anni dall'avvio dei lavori. Il comma 3 dell'articolo 4 prevede una proroga di tre anni per gli interventi oggetto di convenzioni di lottizzazioni o di accordi similari, con sospensione nel medesimo periodo del pagamento degli oneri di urbanizzazione. L'articolo 5 interviene sulle procedure di attuazione dei piani urbanistici. La modifica proposta è volta a introdurre nuove semplificazioni in materia di valutazione ambientale strategica (VAS) e di verifica di assoggettabilità, in linea con la finalità indicata dal dodicesimo comma dell'articolo 16 della legge 17 agosto 1942, n. 1150. In particolare, è previsto che le regioni possono disciplinare con proprie norme ulteriori procedure semplificate per lo svolgimento della verifica di assoggettabilità o della VAS sui piani o sui programmi comunque denominati, fatti salvi i requisiti previsti dalle norme dell'Unione europea, ossia qualora tali piani interessino aree di ridotta estensione o siano varianti afferenti modificazioni di contenuta entità o riguardanti la localizzazione o la realizzazione di opere e di interventi i cui progetti non siano sottoposti alla procedura di VIA (vedi articolo 6, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 152 del 2006). Ciò è in linea anche con alcune norme regionali vigenti che già prevedono un regime semplificato per lo svolgimento sia della verifica di assoggettabilità che della VAS, in considerazione del fatto che la disciplina sulle procedure di approvazione degli strumenti urbanistici e quindi, in particolare, dei piani attuativi rientra nella materia del governo del territorio. L'articolo 6 introduce alcune modifiche al codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006. La lettera a) del comma 1 interviene nelle fasi delle procedure di affidamento e di aggiudicazione degli appalti. L'attuale disciplina del citato codice prevede un'impostazione «trifasica» dell'aggiudicazione (provvisoria a favore del migliore offerente, da parte del seggio di gara, definitiva da parte della stazione appaltante, definitiva efficace dopo la verifica dei requisiti dell'aggiudicatario).