[resaula]

l'Europa non ci ha aiutato mai, se non sporadicamente e pro forma . A mio avviso, si mente sapendo di mentire. Una società che è a questo punto - e parlo di nuovo della gente comune - che ha paura e soffre - lo ripeto - della sindrome di Stoccolma, perché parteggia per quelli che arrivano e delinquono, e giustifica gli assassini e gli stupratori, è già morta. Per questi motivi Salvini ha provato a contenere l'immigrazione. Auspico che un centrodestra unito ci riprovi quanto prima. Pertanto, se il giudizio è politico, quest'Aula dia un giudizio politico e il Senato dica no al processo. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento del collega che mi ha preceduto è l'esempio tipico - io rispetto profondamente quello che ha detto, ci mancherebbe altro, e non mi permetto di sindacare la sua opinione - della modalità con cui noi stiamo approcciando oggi il dibattito sul tema che ci è stato assegnato. Credo che non ci sia un intervento in quest'Aula che non parta dalla premessa che noi non dobbiamo esprimere un giudizio politico, ma diamo tutti solo ed esclusivamente un giudizio politico. Consentitemi di dirle con sincerità, perché una certa esperienza mi consentirà di dire quel che mi pare, tanto non ho il problema di pensare ad altro, quanto segue: colleghi, non mi hanno convinto né le perorazioni d'ufficio a favore di Salvini, che francamente in alcune circostanze mi sono sembrate autolesioniste (almeno dal punto di vista della fattispecie del diritto), né le valutazioni di coloro che, dopo aver spiegato che il giudizio non è politico, in base a un giudizio esclusivamente politico e a una contestazione totale e legittima - una contestazione che sottoscrivo "dalla A alla Z" delle valutazioni politiche su Salvini - arrivano alla conseguenza che, proprio per questo, va processato. E lo fanno con affermazioni che sono "bellissime". Quando si sente dire in quest'Aula che nessuno è al di sopra della legge, che tutti devono rispondere alla legge, è una valutazione fantastica, molto popolare, ma non è pertinente rispetto a quanto noi oggi stiamo valutando. Stiamo valutando - continuiamo a dirlo, ma continuiamo a negarlo - non il dato politico di quali atti Salvini abbia posto in essere, ma solo ed esclusivamente se questi atti siano stati posti in essere per una valutazione di carattere privatistico o in difformità da una linea del Governo. Ora abbiamo metà Governo che si è spostato: adesso è al Governo con il PD e capisco che hanno qualche problema ad assestare il voto sul caso Salvini rispetto a quello che hanno deciso sul caso Diciotti, ma sul caso Diciotti io mi sono espresso esattamente come mi esprimerò dopo. Ci potrebbe essere un elemento che mi potrebbe convincere a cambiare voto ed esaminerò se sussista, ovvero se la fattispecie della Diciotti e quella della Gregoretti siano effettivamente diverse. Questo potrebbe capitare in un solo caso, e cioè se per la Gregoretti - qualcuno avanza questo dubbio, ma nelle carte non trovo il segno - Salvini abbia messo in atto una sua politica personale che contrastava con la politica del Governo, con gli orientamenti del Presidente del Consiglio e degli altri Ministri. Colleghi, vi devo dire la verità: non trovo traccia di questo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC e del senatore La Russa) . Non riesco a capire come questo si stia manifestando. Qui ci sono persone che hanno una qualche esperienza: c'è il senatore Monti che è stato Presidente del Consiglio, che prima è stato citato a sproposito con il suo ex Ministro degli affari esteri; a un certo punto il Ministro degli affari esteri entrò in conflitto con il Governo e ci fu una sorta di dissociazione dei destini. Ma, se c'era una sorta di dissociazione dei destini tra Salvini e il presidente Conte, Conte avrebbe avuto tranquillamente tutti gli strumenti: bastava convocare un Consiglio dei ministri e spiegare qual era la politica. Conte, infatti, su alcune cose interviene - questo, sì, c'è negli atti per quanto riguarda - ad esempio - lo sbarco dei minori, che infatti sbarcano. E ciò sta a dimostrare il fatto che, se c'era un orientamento espresso del Presidente del Consiglio, tale orientamento non aveva difficoltà a manifestarsi: si è manifestato nei casi di minori e allora perché non si è manifestato negli altri casi? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le ragioni le ha ricordate la senatrice Stefani prima, facendo riferimento alle dichiarazioni che in quei giorni erano state rilasciate all'Ansa dal Ministro della giustizia e dal Vice Presidente del Consiglio dei ministri, che tutto facevano trapelare, tranne una dissociazione. E poi, colleghi, la vita è bella perché è varia: può darsi che poi nel prosieguo ci siano stati fatti che hanno portato a una dissociazione, ma postuma. Oggi stiamo valutando quello che è successo allora ed è su quella base che dobbiamo esprimere un'opinione sul tema Gregoretti messo in rapporto con quello della Diciotti. Il Partito Democratico sta coerentemente portando avanti la sua linea. Io francamente non la condivido, ma almeno ha il pregio di essere la stessa di prima che si ripresenta oggi, sulla base di una valutazione che è esattamente la medesima: hanno votato in una certa maniera prima, continuano a votare nella stessa maniera oggi. Altri hanno cambiato: è legittimo, per carità. Scusatemi, ma io non cambio, perché non trovo che ci sia una fattispecie diversa. Non mi pare vi sia dubbio che le azioni del ministro Salvini siano coerenti ed esecutive del programma del Governo di cui faceva parte, come nel caso dei suoi precedenti atti e comportamenti. La maggioranza parlamentare dell'epoca ha fatto di tale politica, restrittiva dei flussi migratori, uno dei punti centrali del contratto di Governo e della fiducia che il Parlamento diede all'Esecutivo. Se c'era una valutazione diversa, il Ministro doveva essere sfiduciato dal Parlamento o smentito con atti formali dal Presidente del Consiglio o dal Consiglio dei ministri. Dunque, il tema vero è se ha agito in solitudine o in contrasto con le politiche del Governo, ma questo contrasto non c'è, cari colleghi. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI) . Sono contrarissimo al merito della politica che Salvini ha portato avanti e - come ho detto in passato - credo che siano gli italiani a doversi esprimere sul merito della politica che portano avanti i Governi. Non possiamo delegare questa azione alla magistratura, in una sorta di supplenza impropria. Peraltro, la magistratura ha fatto valutazioni di merito diverse, perché la procura della Repubblica non ha fatto la stessa valutazione del tribunale dei ministri. Salvini oggi è un leader emergente e una figura divisiva ed è chiaro che si fa fatica a fare un discorso in astratto, come se parlassimo di Pinco Pallino e non del principale oppositore di questo Governo, ma dobbiamo sforzarci di fare così.