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Norme per l'istituzione e la disciplina del marchio «impresa del patrimonio vivente». Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge è finalizzato a riconoscere, valorizzare e divulgare il ruolo economico, sociale e culturale delle imprese artigiane italiane e del loro patrimonio di conoscenze ed esperienze, attraverso l'istituzione di un marchio specifico, il marchio «impresa del patrimonio vivente», indirizzato alle sole imprese che si contraddistinguono per uno specifico know-how , radicato nella tradizione e con un forte legame col territorio in cui operano. Il criterio selettivo per individuare le imprese artigiane destinatarie di questo marchio è quello dell'unicità, per cui dovrà necessariamente trattarsi di soggetti detentori unici di saperi tradizionali. Si tratta di quelle imprese capaci di tramandare le nostre tradizioni, la cultura del fare e il modo d'essere delle nostre comunità. L'artigianato italiano è costituito da molte migliaia di imprese, che spesso tramandano tecniche, metodologie produttive e prodotti di generazione in generazione, offrendo un contributo fattivo, non ben economicamente valorizzato, sia allo sviluppo che all'occupazione del nostro Paese. In altri Paesi che annoverano tradizioni storico-artistiche prestigiose, come il caso della Francia e del Giappone, i rispettivi Parlamenti hanno messo in campo energie per definire, classificare, delimitare, e quindi valorizzare attraverso politiche attive, questa parte dell'identità nazionale. Le PMI italiane sono riuscite, nel tempo, a salvaguardare e mantenere i saperi più antichi, nonostante l'imporsi di nuove tecniche e metodologie tecnico-scientifiche. In tal modo, hanno saputo adattarsi con successo all'apertura globale dei mercati senza, però, perdere la propria identità. Tale processo ha portato ad una produzione incentrata sulla qualità, intesa non solo come caratteristica del prodotto finito, ma anche come manifesto culturale delle PMI. Le imprese artigiane, in particolare, incarnano questa concezione del «fare» basata sulla sintesi tra antico e moderno. Sono infatti realtà produttive che più di altre si caratterizzano per il possesso di conoscenze e saperi stratificati nel tempo, nella tradizione e nella cultura non solo nazionale, ma anche del territorio nel quale sono nate e si trovano ad operare. Un sapere che, unito alla creatività e alla perizia nella trasformazione delle materia prime, ha portato all'eccellenza. Il risultato è la realizzazione di opere che vanno al di là del semplice concetto di «prodotto». L'artigianato, infatti, è un mondo vivo e produttivo che ha il proprio punto di forza nella varietà delle attività che lo compongono, tra loro anche profondamente differenti, portate a sintesi dall'estro creativo dell'artigiano. Misurandosi con tecnologie moderne e sofisticate, questi ha impiegato i mezzi manuali ed intellettuali trasmessi dalla tradizione e dall'esperienza quotidiana del «fare», ed ha traghettato il settore fuori dalla crisi che lo colpito in passato. Crisi enfatizzatasi soprattutto con l'affermarsi della globalizzazione e della produzione delocalizzata in paesi caratterizzati da manodopera non qualificata e a basso costo. Il risultato è stata l'invasione dei mercati da parte di prodotti in serie e dalla fattura dozzinale, che hanno rischiato di travolgere questo segmento produttivo così importante per l'economia del nostro Paese. L'artigianato non era preparato a subire una tale forza d'urto, anche a causa della concezione «classica» che lo ha presieduto. Per lungo tempo, infatti, ha faticato ad uscire dai confini concettuali della bottega e a trovare un nuovo assetto, in equilibrio tra tradizione e nuove tecnologie e processi produttivi moderni. Le imprese artigiane hanno avuto nuovi stimoli grazie alle soluzioni legislative innovative adottate negli anni passati, che ne hanno aggiornato il profilo estendendone i confini ad un modello di impresa diversa da quella individuata dal codice civile. In questo quadro rinnovato, ha trovato terreno fertile la capacità degli artigiani stessi, che hanno operato la sintesi tra antico e moderno giungendo alla realizzazione di un prodotto che è un oggetto di gusto. Contemporaneamente, l'evoluzione in questo senso della produzione artigianale è andata incontro alle richieste di consumatori sempre più esigenti, che guardano con attenzione alla qualità delle materie prime e del prodotto finale. A questa tipologia di destinatari gli artigiani offrono creazioni che sono figlie della tradizione e che sono prodotti originali, unici e dall'alto contenuto qualitativo. Negli ultimi decenni l'artigianato si è, quindi, imposto all'attenzione generale non solo come realtà socio-economica fondante del nostro Paese, ma anche come patrimonio collettivo condiviso. Un patrimonio immateriale, portatore di saperi tradizionali unici, la cui importanza per l'arricchimento della cultura mondiale è stata riconosciuta ai livelli istituzionali più alti. L'UNESCO ne promuove da anni la salvaguardia, quale cultura quotidiana, attraverso la Commissione mondiale sul «Patrimonio della cultura intangibile» (Intangibile Cultural Heritage) . L'obiettivo è quello di preservare questo bene immateriale, che rappresenta l'anello di congiunzione tra generazioni differenti. L'evoluzione in chiave moderna dell'artigianato è avvenuta, infatti, nel segno della continuità con i processi ed i saperi assimilati nel tempo dagli individui, con l'abilità e la creatività, con gli spazi fisici e psicologici del contesto sociale e naturale in cui le attività artigianali sono state svolte. È essenziale, quindi, sostenere e salvaguardare la creatività artigiana, sia nell'accezione di attività economica particolarissima qual è, sia come parte viva e attiva di una comunità e di un territorio, che producendo e mantenendo il patrimonio stesso contribuiscono di fatto a mantenere vive le tradizioni e a trasmetterle alle nuove generazioni. Il passaggio generazionale rappresenta, infatti, un problema chiave per la vita delle imprese artigiane. Secondo uno studio condotto dalla Banca d'Italia, il problema della successione tra il fondatore dell'impresa e chi dovrà continuare a gestirla investe in particolare le imprese con meno di 50 dipendenti, ossia il 98 per cento delle PMI esistenti in Italia. Tale è la difficoltà di management delle generazioni successive, che spesso l'impresa soffre fino alla crisi di tenuta nel mercato. In mercati sottoposti a forte concorrenza, il fenomeno ha una incidenza maggiore (Banca d'Italia, Working papers n. 680, giugno 2008). È evidente che il problema rileva maggiormente per le imprese artigiane, data la particolare tipologia delle attività svolte in esse. Si tratta di un problema che va scongiurato con ogni mezzo, non solo per la sopravvivenza di attività economiche fondamentali per il nostro sistema produttivo, ma anche per il mantenimento in vita e la trasmissione del patrimonio immateriale rappresentato dalle attività artigianali. A tal fine, il presente disegno di legge propone l'affermazione di un sistema che riconosca e sostenga il ruolo economico, sociale e culturale delle imprese artigiane italiane, mediante l'istituzione di un marchio specifico che ne sottolinei le caratteristiche e l'importanza per la collettività e al quale siano connessi strumenti di agevolazione fiscale e di promozione al pubblico.