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La migliore, che sembrerebbe essere quella di Lufthansa, comporterebbe però il licenziamento di 2.000 operatori su 12.000 - non è quindi una scelta che si possa fare a cuor leggero - oltre a interventi su costi, destinazioni, dimensione societaria. Il decreto-legge in esame prevede due slittamenti di date: il differimento al 31 ottobre della procedura di cessione e la restituzione dell'intero finanziamento entro dicembre 2018. I colleghi del PD che sono intervenuti ieri, oltre alle già citate senatrici Malpezzi e Cirinnà e al senatore Pittella,hanno evidenziato le positività del lavoro svolto dal collegio commissariale. Per citare pochissime cose: ritrovata fiducia della clientela, aumento di ricavi dal 5 al 6 per cento; aumento dei passeggeri e incremento delle prenotazioni. La loro azione, certo, è stata guidata, appoggiata e incentivata dal Governo, ma noi di questo siamo assolutamente orgogliosi e fieri. Anzi, ci si augura che, qualsiasi sia la soluzione, si continui almeno su tali questioni fondamentali. E ancora, maggiori ricavi, con la valorizzazione delle tratte a lungo raggio. Sappiamo benissimo che uno dei problemi di Alitalia è aver ceduto spazio sulle tratte a lungo raggio, che sono quelle più remunerative, e puntato negli anni scorsi - devo dire colpevolmente - sulle tratte interne, proprio mentre l'alta velocità cambiava le regole della vita e degli spostamenti per ciascuno di noi. Hanno messo in atto soluzioni manageriali dopo anni di inefficienza e la contrattazione dei costi operativi. A proposito di flotta, non è stato detto che, purtroppo, molti velivoli di Alitalia sono in leasing e che, addirittura, è stato possibile, attraverso la mera contrattazione, passare da costi di leasing di 850.000 euro a 500.000 euro al mese. Non era neanche un vero e proprio leasing ma un long term rental . A parere del Partito Democratico, l'azienda ha la necessità di potenziare ancora le tratte a lungo raggio, attraverso aerei e flotta, e ha bisogno di migliorare lo sfruttamento di Linate. Nella scorsa legislatura un autorevolissimo esponente di Forza Italia, peraltro lombardo, ha sostenuto in Commissione che forse qualcuno dovrebbe fare autocritica sulla scelta di Malpensa, che non è stata proprio una scelta felicissima. Da Linate sono state abbandonate le tratte a lungo raggio, lasciando spazi alle società estere che fanno un servizio che l'Alitalia non fa più. Invece, Linate deve tornare ad essere centrale nella vita, non solo dei lombardi e dei milanesi, ma nella vita del Paese e, dunque, di Alitalia. Bisogna migliorare i processi operativi. I tempi fissati dal provvedimento sono molto stretti. E torniamo all'incertezza politica. Ci auguravamo che già prima dell'estate si potesse scegliere tra due scenari macro , che sono le due possibili opzioni che hanno in questo momento il Paese e il Governo (quando ci sarà). La vendita a una compagnia straniera, tenendo conto che la migliore delle offerte arrivate, che ho descritto in poche parole, non è ritenuta soddisfacente. Oppure - ed è quello in cui il Partito Democratico spera e crede - il rilancio della compagnia attraverso nuovi investitori, in grado di perseguire gli obiettivi predetti in modo virtuoso, convinto e convincente. Investitori che non si può inventare né il Governo in carica né quello che verrà. Investitori le cui regole sono dettate dal mercato, cosa alla quale noi del Partito Democratico teniamo e non rinunciamo. No a ulteriori misure di sostegno, cui non crediamo e che peraltro non sarebbero consentite dall'Unione europea. Colleghi, diciamoci con chiarezza che il terzo scenario sarebbe il default della compagnia. Default della compagnia significa perdere un gioiello del Paese. Rinunciare a una grande compagnia operativa, quale un grande Paese deve avere, significa perdita di know how , di produttività e soprattutto di posti di lavoro. Noi del Partito Democratico vogliamo scongiurare questa terza drammatica opzione. Per questo ha lavorato il Governo, e bene. Per questo ha lavorato il collegio commissariale e per questo noi diamo un voto convinto all'approvazione del provvedimento. Speriamo che lo stesso senso di responsabilità, la stessa volontà di avere a cuore soprattutto i posti di lavoro dei nostri concittadini siano sentiti, percepiti e vissuti dagli altri partiti rappresentati in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . RIVOLTA (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP) . Signor Presidente, questa mattina si conclude in Aula l' iter in Senato con il voto per la conversione del decreto-legge n. 38 del 2018, recante misure urgenti per assicurare il completamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia. In particolare, il termine per l'espletamento di tali procedure viene differito dal 30 aprile 2018 al 31 ottobre 2018, la durata del finanziamento a titolo oneroso di 600 milioni di euro viene prorogata al 15 dicembre 2018. Il finanziamento viene incrementato di ulteriori 300 milioni di euro, con la soppressione delle disposizioni che prevedevano la restituzione entro il termine d'esercizio. Durante i lavori della Commissione speciale abbiamo proceduto con le audizioni di tutte le parti coinvolte. Quindi, abbiamo sentito tutte le sigle sindacali: FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL Trasporti, UGL Trasporto aereo, ANPAC, ANPAV, USB, CUB trasporti e Assovolo. Ancora, abbiamo sentito i professori Ugo Arrigo e Gaetano Intrieri, entrambi favorevoli a un ritorno alla nazionalizzazione. Abbiamo sentito i commissari straordinari Gubitosi, Laghi e Paleari, il presidente di ENAC Riggio e il comitato di sorveglianza nella procedura di amministrazione. Durante l'intera indagine conoscitiva, seguita da tutti i commissari con grandissima attenzione, è emerso un quadro di incredibile complessità, con la consapevolezza da parte di tutti che chi aveva la responsabilità della gestione nel passato ha portato a uno stato di insolvenza finanziaria e all'amministrazione straordinaria della società per delle scelte scellerate e anche incomprensibili dato che avvenivano in un momento di espansione del settore del trasporto aereo e, come già citato, di basso costo del carburante. Nell'ultima gestione con Etihad sono stati stipulati dei contratti incredibilmente svantaggiosi. Ciò ha provocato in tutti noi - si è sentito negli interventi in discussione generale di ieri - uno stato di rabbia e frustrazione, perché tutti stiamo dicendo che Alitalia è la compagnia nazionale della quale dobbiamo essere orgogliosi per la qualità dei servizi, per la formazione del personale e dei piloti. Vederla bistrattata in questo modo e constatare che tutti coloro che avevano la responsabilità non hanno agito nell'interesse nazionale, ma di altri indigna oltremodo. Sono stati sistematicamente stipulati dei contratti svantaggiosi per gli accordi sul carburante, per il noleggio degli aeromobili, per l'esternalizzazione delle manutenzioni, per il sistema dei costi di prenotazione dei biglietti e per i corsi del personale già formato fatti ad Abu Dhabi.