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________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1662. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Cucca sui disegni di legge nn. 1662 e 311 La riforma del processo civile che ci apprestiamo a votare è un primo pilastro che si inserisce in un ampio progetto di riforma: l'obiettivo è l'abbattimento del 40 per cento del tempo di definizione dei processi civili. È un impegno che si è assunto il Governo, ma che ci stiamo assumendo tutti quanti. Il ruolo fondamentale della giustizia civile è quello di tutelare i bisogni quotidiani dei cittadini oltre che quelli degli operatori economici: ci siamo impegnati con le Istituzioni europee ad abbattere la durata dei processi nei prossimi anni. Dall'approvazione di questa, come delle altre imminenti riforme che riguardano la giustizia, dipende l'erogazione dei fondi previsti dal PNRR, per contribuire al rilancio complessivo del Paese e della sua economia. Con questa riforma si perseguono due scopi: rendere più immediata e sicura la risposta di giustizia nei tribunali e, aspetto tutt'altro che secondario, stimolare una cultura della consensuale dei conflitti. E su questo tracciato che si valorizzano con importanti incentivi, fiscali e di sistema, gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. Una giustizia equa ed efficiente è cruciale anche per il buon funzionamento e lo sviluppo del sistema economico. Sono, infatti, da tempo note le molteplici relazioni che legano la giustizia all'economia: una giustizia che funziona facilita le attività di scambio, incoraggia gli investimenti, rende più agevole l'accesso al mercato del credito, favorisce la concorrenza, aumenta l'attrattività del Paese nei confronti degli investitori esteri. È indicativo, in questo senso, che la riforma del sistema giudiziario, incentrata sull'obiettivo della riduzione dei tempi del processo civile, sia inserita dal PNRR tra le riforme orizzontali, di contesto, che consistono in innovazioni strutturali dell'ordinamento, tali da interessare, in modo trasversale, tutti i settori di intervento del Piano. Per realizzare questa finalità, il Piano prevede anche il potenziamento delle risorse umane e delle dotazioni strumentali e tecnologiche dell'intero sistema giudiziario, al quale sono destinati specifici investimenti. Credo siano tre le linee guida che tracciano il percorso virtuoso di questa riforma: 1) il potenziamento degli strumenti alternativi al processo civile per la risoluzione delle controversie; 2) un intervento selettivo sul processo volto a: concentrare maggiormente, per quanto possibile, le attività tipiche della fase preparatoria ed introduttiva; sopprimere le udienze potenzialmente superflue e ridurre i casi nei quali il tribunale è chiamato a giudicare in composizione collegiale; ridefinire meglio la fase decisoria, con riferimento a tutti i gradi di giudizio; 3) interventi sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali volti a garantire la semplificazione delle forme e la riduzione dei tempi. La riforma del processo civile è necessaria, perché incide negativamente sulla visione esterna della qualità della giustizia confermando il diffuso convincimento secondo cui una giustizia ritardata equivale ad una giustizia denegata. È altresì noto che una delle ragioni per cui le imprese estere sono restie ad investire nel nostro Paese sia proprio quella della eccessiva lentezza del procedimento civile, specie per quanto riguarda le procedure per il recupero dei crediti e quindi la fase dell'esecuzione forzata e del procedimento fallimentare. A differenza dei numerosi tentativi di riforma posti in essere dagli anni '90 in poi, questa riforma ha il merito di affrontare la materia secondo una visione completa ed organica, evitando l'errore in cui si è incorsi in passato di intervenire con riforme settoriali di portata minima, i cui rimedi spesso costituivano un peggioramento dei mali che si volevano curare. Vi è poi un altro merito: la piena adesione all'idea che la trattazione delle cause possa avvenire in forma scritta, così trasformando quella che era una eccezione temporanea, dovuta alla emergenza sanitaria, in una regola ordinaria, salvo le ipotesi in cui una o entrambe le parti, ravvisino l'opportunità della trattazione orale e il giudice decida di accogliere tale richiesta. La trattazione scritta ha certamente comportato dei risultati positivi, sia in termini meramente logistici, con la scomparsa delle lunghe file nei Tribunali, sia in termini di chiarezza processuale, attribuendosi alle parti la facoltà, entro precisi termini, di dedurre e controdedurre in maniera sintetica e puntuale. Tutto ciò non può prescindere da una doverosa considerazione: una seria riforma del processo civile, volta ad una maggiore efficienza, non può passare solo attraverso interventi codicistici, ma deve comportare investimenti economici. Il lavoro in questo senso è di più ampio respiro e di lunga prospettiva; è indispensabile, perciò, che lo sforzo sia comune tra tutte le forze politiche. Faccio riferimento soprattutto alla previsione di investimenti economici volti all'incremento delle piante organiche della giustizia: dunque nuovi concorsi per assumere un maggior numero di magistrati e di personale amministrativo accanto ai quali dovranno essere previsti interventi di edilizia giudiziaria, diffusamente necessari. Una parola nella Magistratura Onoraria. Noi di Italia Viva PSI ci siamo: ci siamo in questa fase di approvazione di una riforma cruciale per l'Italia e ci saremo per investimenti di lunga durata in uno dei settori nevralgici per il Paese. Per questo esprimo convintamente il voto favorevole del Gruppo che rappresento, certo che quello della giustizia civile sia un tassello importante, a cui a breve seguirà la giustizia penale, per la reale ripartenza del Paese. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Astorre, Auddino, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Buccarella, Campagna, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, D'Alfonso, De Poli, Di Marzio, Di Nicola, Donno, Fede, Floridia, Fusco, Galliani, Ghedini, Giannuzzi, Ginetti, Laus, Leone, Mangialavori, Marcucci, Marin, Masini, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Moles, Montevecchi, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pittella, Pucciarelli, Rauti, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Turco, Vanin e Vono. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Nugnes, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Nocerino e Toninelli.