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Il comma 3 prevede che, per l'esecuzione degli interventi di cui individuati ai sensi del comma 1, i Commissari straordinari possono essere abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Si stabilisce inoltre che, per le occupazioni di urgenza e per le espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari, con proprio decreto, provvedano alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli anche con la sola presenza di due rappresentanti della regione o degli enti territoriali interessati, prescindendo da ogni altro adempimento. Il comma 4 definisce le modalità con cui operano i Commissari straordinari, prevedendo il raccordo con la struttura di cui all'articolo 1, comma 179, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e la trasmissione al Comitato interministeriale per la programmazione economica dei progetti approvati, del cronoprogramma dei lavori e del relativo stato di avanzamento. I Commissari segnalano altresì semestralmente al Comitato interministeriale per la programmazione economica eventuali anomalie e significativi scostamenti rispetto ai termini fissati nel cronoprogramma di realizzazione delle opere, anche ai fini della valutazione di definanziamento degli interventi. Al comma 5 si prevede che con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, siano stabiliti i termini, le modalità, le tempistiche, la struttura e il compenso da conferire ai Commissari straordinari per l'esecuzione delle attività. Inoltre, la disposizione stabilisce espressamente che gli oneri per i compensi dei Commissari straordinari sono posti a carico dei quadri economici degli interventi da realizzare o completare e che tali compensi sono stabiliti in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del citato decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98. Infine si stabilisce che i commissari possono avvalersi di strutture dell'amministrazione centrale o territoriale interessata nonché di società controllate dallo Stato o dalle regioni. Al comma 6 si prevede la nomina di un Commissario straordinario incaricato di sovraintendere alla programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi sulla rete viaria della Regione siciliana al fine di fronteggiare la situazione di grave degrado in cui versa la rete viaria della regione, ancor più acuitasi in conseguenza dei recenti eventi meteorologici che hanno interessato vaste aree del territorio, ed allo scopo di programmare immediati interventi di riqualificazione, miglioramento e rifunzionalizzazione della stessa rete viaria al fine di conseguire idonei standard di sicurezza stradale e adeguata mobilità. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Presidente della Giunta regionale siciliana, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, è nominato il Commissario straordinario incaricato di sovraintendere alla programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi sulla rete viaria della Regione siciliana di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 16 febbraio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2018. Sempre con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono definiti le modalità, le tempistiche, la struttura e i poteri straordinari da conferire al commissario per l'esecuzione delle attività di cui al presente comma. In particolare l'esigenza rappresentata dalla Regione siciliana attiene ad interventi da praticare sulle strade provinciali, intercomunali e locali, riguardanti in larga parte attività di manutenzione straordinaria. Al comma 7 si stabilisce che alla data di entrata in vigore del decreto si ritengono conclusi i programmi infrastrutturali « 6000 Campanili » e « Nuovi Progetti di Intervento », di cui al decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e al decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. Il medesimo comma introduce un nuovo programma per i « Piccoli Comuni », il cui finanziamento è previsto mediante l'utilizzo delle somme non utilizzate relative ai suddetti programmi cessati. A tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge sarà emanato un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di ricognizione delle somme relative ai predetti programmi iscritte nel bilancio dello Stato e non più dovute. Le stesse dovranno essere versate all'entrata del bilancio dello Stato nell'anno 2019, per essere successivamente riassegnate ad apposito capitolo di spesa da istituire nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il finanziamento del nuovo Programma di interventi infrastrutturali per Piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti. L'esatta quantificazione delle somme, comprensiva di quelle iscritte in conto residui, con esclusione di quelle perenti, è rimessa al suddetto decreto ministeriale di ricognizione. I commi da 8 a 12 disciplinano la realizzazione e il completamento delle opere di cui all'articolo 86 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. In particolare il comma 8 prevede l'emanazione di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministero dell'economia e delle finanze, sulla base della ricognizione delle pendenze di cui all'articolo 49, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che individui: a) le amministrazioni competenti che subentrano nei rapporti attivi e passivi della cessata gestione commissariale, rispetto all'avvio ovvero al completamento degli interventi di cui all'articolo 86 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, con relativa indicazione delle modalità e delle tempistiche occorrenti per l'avvio o il completamento degli interventi stessi; b) le amministrazioni competenti cui trasferire gli interventi completati da parte della gestione commissariale; c) i centri di costo delle amministrazioni competenti cui trasferire le risorse presenti sulla contabilità speciale n. 3250, intestata al commissario ad acta , provenienti dalla contabilità speciale n. 1728, di cui all'articolo 86, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.