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In tale logica si muove, appunto, l'articolo 4, che al comma 1 autorizza i detti comuni ad assumere, con contratti a tempo determinato della durata massima di un anno, fino a 350 nuove unità di personale con professionalità di tipo tecnico e amministrativo. Con provvedimento commissariale da adottare a norma dell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 189 del 2016, saranno precisati i relativi profili professionali e individuato il numero massimo delle unità di personale che ciascun comune sarà autorizzato ad assumere; tale provvedimento sarà adottato entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sulla base delle richieste che perverranno al Commissario straordinario dai comuni interessati. Le assunzioni in questione avverranno con modalità straordinarie, essendosi stabilito (comma 3): -- che i comuni avranno facoltà di attingere alle graduatorie ancora valide, anche di altre amministrazioni pubbliche, per profili professionali compatibili con le esigenze da soddisfare; -- che, qualora in tali graduatorie non siano rinvenibili profili professionali idonei o compatibili, potrà procedersi a selezione pubblica anche per soli titoli, fermo restando il rispetto dei criteri di trasparenza e imparzialità. Le unità di personale in questione saranno addette prioritariamente alle attività di ricognizione dei danni cagionati dagli eventi sismici al patrimonio immobiliare ed alla predisposizione delle immediate misure di messa in sicurezza necessarie a evitare ulteriori pregiudizi alla pubblica e privata incolumità. Le esigenze di rafforzamento della struttura della protezione civile a fronte del carico di lavoro straordinario, cui si è vista sottoposta in ragione dei fenomeni sismici di cui è discussione, non si ritiene necessitino di particolari motivazioni aggiuntive, essendo sotto gli occhi di tutti lo sforzo profuso e l'apprezzamento conseguitone in termini di risultato. In tale ottica si è ritenuto indifferibile intervenire con singole disposizioni che scongiurino anche la soluzione di continuità in relazione a determinati apporti professionali: pertanto, il comma 4 dell'articolo 4 autorizza il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri a procedere all'assunzione, per un massimo di 20 unità di personale con contratti di lavoro a tempo determinato per la durata di un anno. Il personale reclutato, dovendo espletare funzioni ed attività volte a fronteggiare il contesto emergenziale in atto, dovrà essere in possesso di una specifica professionalità tecnica o amministrativa. Infine il medesimo comma individua la copertura degli oneri conseguenti. All'emanazione delle ordinanze del capo del Dipartimento emanate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, fa ricorso il comma 5 autorizzando, previo concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, in deroga alla normativa vigente e fino alla scadenza dello stato di emergenza, la previsione, in tali ordinanze, della proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato, nel rispetto del limite massimo imposto dalla normativa europea, dei rapporti di collaborazione coordinata e collaborativa in essere nonché dei contratti per prestazioni di carattere intellettuale in materie tecnico specialistiche poste in essere dalle componenti e dalle strutture operative del servizio nazionale della protezione civile impegnate nell'emergenza. La copertura degli oneri derivante dall'applicazione delle ordinanze attuative è posta a valere sulle risorse disponibili nei bilanci delle amministrazioni interessate alla presente disposizione, reperite nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente ovvero senza che le stesse comportino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 5 interviene sul personale della struttura del Commissario straordinario, come già disciplinato dall'articolo 50 del decreto-legge n. 189 del 2016, e in particolare sulle modalità di individuazione di una parte di quello proveniente da altre amministrazioni, già menzionato al comma 3, lettera a) , del predetto articolo. Si precisa, dunque, che venti delle predette unità di personale vengano individuate preferibilmente tra il personale in servizio presso l'ufficio speciale per la ricostruzione della Città di L'Aquila, istituito dal decreto-legge n. 83 del 2012 a seguito del sisma che a suo tempo ha interessato detto territorio (comma 1), onde valorizzare l' expertise già sviluppato dalle stesse in materia di ricostruzione post sisma. Per velocizzare il perfezionamento dell' iter necessario al reperimento del personale della struttura commissariale, ivi compreso quello di cui al periodo precedente, si introduce una disposizione rafforzativa del procedimento di comando o collocamento in fuori ruolo, stabilendo che, qualora il termine di cui all'articolo 17, comma 14, della legge n. 127 del 1997, che disciplina l'istituto, scada senza che le amministrazioni interessate abbiano adottato i relativi provvedimenti, le unità di personale che abbiano manifestato la propria disponibilità possano essere senz'altro distaccate presso la struttura commissariale, intendendosi quindi assentito il comando (comma 2). L'articolo 6 introduce misure necessarie e urgenti per la tutela del patrimonio culturale a séguito degli eventi sismici del 24 agosto, del 28 ottobre e del 30 ottobre 2016. L'evento sismico del 30 ottobre 2016, in particolare, ha reso indispensabile intervenire con azioni mirate di accelerazione delle procedure e di supporto organizzativo al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Le disposizioni tendono ad esplicitare e rafforzare le disposizioni contenute per situazioni emergenziali dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Il comma 1, in particolare, chiarisce che, per tutti i contratti di lavori, servizi e forniture, relativi ai beni culturali, si applicano le procedure di somma urgenza, come disciplinate dagli articoli 148, comma 7, riferito ai casi in cui ogni ritardo sia pregiudizievole alla pubblica incolumità o alla tutela del bene, e 163, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Si tratta di una scelta di chiarimento non dovuta per omogeneizzare le procedure e guidare le amministrazioni pubbliche e gli operatori coinvolti nelle delicate operazioni di messa in sicurezza post-sisma in un quadro normativo in verità già di per sè ben definito ed efficace, ma comprensibilmente «soggettivamente» incerto in un momento di tale criticità gestionale. Inoltre, con specifico riguardo ai servizi di progettazione inerenti alla messa in sicurezza dei beni culturali, si prevede, nelle more della definizione e dell'avvio dell'operatività dell'elenco speciale dei professionisti abilitati, di cui all'articolo 34 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, una procedura ulteriormente semplificata per l'affidamento di tali servizi, che può essere utilizzata dalle pubbliche amministrazioni competenti e da quelle titolari dei beni culturali danneggiati. Tale procedura consiste nella possibilità di disporre, senza formalità, l'affidamento diretto del servizio di progettazione, per affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro (si tratta del medesimo limite che l'articolo 36, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, prevede, con espletamento però di alcune procedure, per le ipotesi di affidamento diretto).