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Abbiamo assistito a un dibattito surreale, scatenato dalle opposizioni. Cito a caso tre moschettieri: Salvini, Meloni e Bernini, e anche qualcun altro, che hanno innescato questo surreale ed emblematico caso, spostando l'attenzione da altri temi secondo me ben più importanti. Oggi, con questo tipo di approccio, si rischia di scadere nella pura contesa retorica di chi la spara più grossa e di chi urla più forte per seminare panico e raccogliere solo meri consensi, allontanandosi pericolosamente dalla realtà dei fatti, non solo nel merito della riforma del trattato MES - molti di quelli che oggi sbraitano non l'hanno nemmeno letto, penso - ma perfino nel dato di fatto basilare che l'origine di questo meccanismo europeo, che non è mai piaciuto al MoVimento 5 Stelle - lo ribadiamo - risale al quarto Governo Berlusconi, con la Lega al Governo, la Meloni Ministro e la Bernini alle politiche europee. (Applausi dal Gruppo M5S) . Dove stavano all'epoca? Dormivano? Erano distratti da altro? La storia però è lì, ferma e immutabile. Parliamo anche del grave danno causato da questa feroce polemica, spacciata per difesa dell'interesse nazionale italiano. Come ha ricordato il Presidente del Consiglio, così facendo si manda un messaggio di debolezza e si dice che l'Italia ha paura del MES. Ma, se i conti pubblici e il nostro Governo sono solidi, abbiamo poco da temere. Nel merito della riforma del Trattato del Meccanismo europeo di stabilità, la questione è molto semplice. La trattativa per migliorare questa assicurazione comune europea in caso di crisi, nella cornice di un pacchetto di riforme che rafforzi l'intera architettura dell'Unione economica europea, non si concluderà domani o dopodomani. Abbiamo tempo; abbiamo almeno qualche altro mese per approfondire la questione, al fine di chiarire e migliorare gli aspetti tecnici che non ci piacciono e soprattutto per un nuovo e doveroso passaggio in Parlamento nei prossimi mesi, prima del prossimo Eurogruppo. Nessuna firma al buio, nessun via libera senza assoluta chiarezza e garanzia di tutela degli interessi della nostra amata Italia, del nostro Paese. Signor Presidente del Consiglio, la ringraziamo per l'impegno e siamo sicuri che porterà il nostro messaggio in maniera chiara, senza creare alcun equivoco. ( Applausi del Gruppo M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, a mio avviso è il Trattato che è sbagliato, non le correzioni che si vanno a fare adesso. (Applausi del senatore Martelli) . Il Meccanismo europeo di stabilità è stato approvato nel 2012, con sede a Lussemburgo (noto Stato in cui si combatte l'evasione fiscale). Ma c'è già la BCE che fa questo tipo di operazioni. E, soprattutto, è chiaro che si va verso una grave perdita di sovranità. La auspicano quelli che sono più progressisti, i giornali che vanno per la maggiore, veramente i poteri forti. Perdere sovranità vuol dire che la Francia bombarderà chi le pare; vuol dire che la Germania salverà le sue banche e noi no, resteremo a guardare. È già deciso, come ci è stato detto? Gli italiani lo vogliono? Io non ho sentito, tra il popolo, che la gente sia così appassionata del MES. Il Parlamento prende atto. Se votasse no cosa succede? È possibile oppure è una finta e stiamo giocando? L'Europa per i miei gusti già costa troppo: 16 miliardi cash tutti gli anni, di cui 11 tornano indietro, mentre gli altri 5 vanno a perequare l'Est, che così ci fa concorrenza soprattutto in materia di agricoltura, e a mantenere la costosa struttura. Ci sono poi i fondi europei: chi si imbarca in queste avventure pena tre, quattro o cinque anni con i cofinanziamenti. Se potete dire qualcosa, magari in un'altra occasione visto che non è questo il tema, sarebbe il caso di chiedere che non è più necessario cofinanziare. L'Europa in questi giorni ci dice che non facciamo pagare le tasse sui porti, per cui c'è il rischio che venga avviata nei confronti dell'Italia una procedura di infrazione e, mentre la Germania mette a posto le sue banche - dopo metterà a posto le altre, quelle grandi - da noi Tercas è fallita. Il ministro Gualtieri, in audizione in Senato - a mio avviso e lo dico con rispetto - ha avuto un atteggiamento leggermente sopra le righe; e dico leggermente perché voglio essere corretto. Ha detto che Cannata e Visco non hanno capito, così come Cottarelli, facendo anche un altro nome che in questo momento mi sfugge. Nei giorni del MES è anche comparso il CES (riassunto in Convenzione europea sessuale), che è la continuazione di quello per cui, quando sono intervenuto per la fiducia, signor Presidente del Consiglio, ho parlato di Apocalisse: non parlo più di Apocalisse - verrà - ma degli ultimi giorni di Bisanzio. Nel MES abbiamo il 17 per cento: prima o poi dovremmo conferire 125 miliardi, a tranche : dove li prenderemo? Non potendo stampare, a chi li toglieremo? Finiremo per toglierli ai ricchi notoriamente. Per accedere bisogna rispettare il fiscal compact , altro accordo che si è approvato senza capire o in malafede, sapendo che non si sarebbe adempiuto. Come risulta chiaramente dagli articoli 12 e seguenti e dall'Allegato III, tradotto in italiano, a noi non spetta l'aiuto: il debito sarà ristrutturato d'ufficio. Gli aiuti non spettano in verità neanche alla Francia e alla Germania, che non rientrano nei parametri. A decidere sono i Ministri, ma di fatto ci sono dei governatori guidati da un direttore generale, che è sopra la legge e con il quale, prima di parlare, chiunque dovrà fare domanda e fare parecchia attesa, con discrezione, se uno Stato è in grado di rimborsare l'intervento. Tuttavia, se si fosse in grado di rimborsare tout court, tanto varrebbe chiedere un prestito in caso di emergenza, non ci sarebbe bisogno dell'aiuto. Come ho provato a dire in Commissione - so che sono cose che lasciano il tempo che trovano - perché noi italiani, nella nostra dignità di Nazione e di Patria, non ristrutturiamo da soli il nostro debito con il Fondo salva Italia? Nei cassetti della Presidenza del Consiglio c'è una proposta di Panerai, Savona e altri: non so, signor Presidente del Consiglio, se vorrà delegare qualcuno. Nella proposta c'è scritto che, con il Fondo salva Italia, attraverso la dismissione degli immobili, si possono fare cose interessanti. C'è poi la questione dello spread , che ballerà per qualche giorno - è normale - qualora noi dicessimo di no. Ricordo però che, quando si volevano fare certe operazioni, lo spread ha ballato malamente nel 2011, arrivando a oltre 500 punti e non è importato a nessuno. Penso che questa decisione debba essere rinviata sine die : non ci serve. Tralascio il capitolo delle banche. Noi abbiamo già il Fondo interbancario; ce lo lasciassero usare. Si dice che è di natura privata, ma lo abbiamo.