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da qui la previsione del comma 2 dell'articolo 1 che estende i poteri già attribuiti al commissario di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 189 del 2016, anche ai fatti conseguenti i nuovi eventi sismici, posteriori al 24 agosto 2016. L'articolo 2 reca disposizioni in materia di strutture e moduli abitativi provvisori, rimovibili al termine della relativa esigenza, necessari a fronteggiare l'aggravarsi della situazione in atto. La programmazione delle scelte abitative nelle more della ricostruzione ha richiesto una doverosa ricalibrazione dei precedenti interventi, tenuto conto dell'aumento del numero dei soggetti coinvolti, ma anche dell'approssimarsi della stagione invernale. Le tempistiche e le modalità già pensate necessitano di una urgente rivisitazione, con individuazione di snellimenti procedurali che consentano, senza vanificare le acquisizioni di moduli maggiormente strutturati già avviati, di garantire soluzioni confortevoli ed aggregati abitativi finalizzati anche a facilitare la vita relazionale, fruendo di servizi e strutture a supporto, comprese le dislocazioni sul territorio degli uffici municipali, delle scuole e dei presìdi delle forze dell'ordine, carabinieri in primis , in ragione della vocazione territoriale della propria dislocazione. In particolare, nell'ambito degli interventi di soccorso alla popolazione, si provvede all'approntamento di un'adeguata sistemazione alloggiativa provvisoria in previsione dell'approssimarsi della stagione invernale, mediante l'impiego di strutture idonee a favorire l'aggregazione sociale, ivi compresa la continuità dell'operatività delle realtà scolastiche e universitarie con sedi nei territori interessati, nonché il presidio di sicurezza del territorio. Al riguardo, al comma 1, è previsto che i sindaci dei comuni interessati, forniscano le indicazioni relative alle aree da destinare agli insediamenti citati e che, qualora non sia percorribile tale eventualità ovvero che i comuni non ottemperino a tale incombenza nel rispetto dei tempi emergenziali, il capo del Dipartimento della protezione civile d'intesa con i presidenti delle regioni interessate dovrà provvedere in sostituzione. La disposizione in argomento, inoltre, individua alcuni parametri in base ai quali effettuare l'individuazione delle aree scelte, come ad esempio dare preferenza alle aree pubbliche rispetto a quelle private e orientarsi verso il contenimento del numero degli spazi da individuare. Nel caso di specie previsto dalle disposizioni in trattazione, è prescritto che i provvedimenti di localizzazione su aree private dovranno comportare la dichiarazione di sussistenza di grave necessità pubblica ed avranno valore di provvedimenti di occupazione d'urgenza, ai sensi dell'articolo 7 della legge 20 marzo 1865, n. 2248 (allegato E). Si applicano le norme del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità ed in particolare gli articoli 49 e 50 relativi all'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio e alle indennità per l'occupazione. Trattandosi di interventi che ricadono nelle attività di prima emergenza e, in particolare, in quelle di soccorso alle popolazioni colpite, la disposizione recata dal comma 2 si muove in continuità con quanto disciplinato per gli eventi conseguenti al sisma del 24 agosto 2016, rinviando ad ordinanze del capo del Dipartimento della protezione civile, emanate ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, le modalità inerenti alla predisposizione delle aree comprensive della realizzazione delle relative opere infrastrutturali anche in relazione alla effettiva capacità operativa a procedere alla realizzazione degli interventi citati da parte dei soggetti individuati. Al fine di procedere nelle tempistiche richieste dall'emergenza compatibilmente con l'avanzamento dei lavori di predisposizione delle aree, il comma 3 affida al Dipartimento della protezione civile il compito di provvedere alla installazione dei container destinati ad esigenze abitative, uffici e servizi connessi. È poi esplicitata ad abundantiam la riconducibilità del contesto creatosi alle condizioni di estrema urgenza che, ai sensi dell'articolo 63, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, legittimano il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando. In particolare, per la stipula di contratti aventi ad oggetto fornitura, noleggio, disponibilità dei citati container nonché dei relativi servizi e dei beni strumentali, il comma 4 autorizza il Dipartimento della protezione civile ad effettuare, anche avvalendosi della società CONSIP Spa, procedure negoziate, appunto, anche finalizzate alla individuazione contestuale di una pluralità di soggetti aggiudicatari. Tali procedure possano essere svolte in deroga agli articoli 40, comma 1, e 93 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonché all'obbligo di utilizzo della banca dati AVCPass, istituita presso l'Anac (comma 5). Le diposizioni in argomento non intaccano il potere di disciplina e, in particolare, di deroga individuato con le citate ordinanze del capo del Dipartimento della protezione civile. Il comma 6 reca indicazioni in merito alla specifica procedura da attuare nei frangenti in cui non sia possibile individuare più di un operatore economico a cui affidare i contratti di fornitura, noleggio, disponibilità dei container sopra richiamati. In breve la disposizione in argomento autorizza l'attuazione della procedura negoziata di cui all'articolo 63 del decreto legislativo n. 50 del 2016, anche affidando la fornitura richiesta al solo operatore eventualmente disponibile, tenuto anche conto della possibilità di suddivisione in lotti degli interventi da affidare in appalto. Ciò peraltro semplicemente esplicitando una delle intrinseche possibilità applicative della disposizione citata (e dunque non in deroga alla stessa), in conformità con i princìpi delle direttive europee al riguardo. Il comma 7 dispone che la gestione delle aree temporanee sia assicurata dai comuni tramite l'acquisizione dei servizi necessari mediante criteri individuati con ordinanze del capo del Dipartimento della protezione civile. Per fronteggiare l'aggravarsi anche delle esigenze abitative rurali, nonché procedere alla salvaguardia del bestiame provvedendo a valutare l'ulteriore fabbisogno di strutture temporanee per stalle e fienili destinate al loro ricovero invernale, in sede di esecuzione dei contratti, già stipulati o ancora da stipulare, inerenti al reperimento di moduli atti allo scopo, la disposizione recata dal comma 8 prevede la facoltà per la stazione appaltante di aumentare le prestazioni mantenendo le medesime condizioni previste nel contratto originario, autorizzando così la deroga ai limiti previsti, fino a concorrenza del quinto dell'importo del contratto, dall'articolo 106, comma 12, del decreto legislativo n. 50 del 2016.