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fin da subito risultò evidente la complessa stratigrafia dovuta alla sovrapposizione di tre città sullo stesso sito, seppur non totale e con diversa estensione; negli ultimi 20 anni sono stati stanziati per il recupero e la valorizzazione del parco archeologico circa 18 milioni di euro, per la messa in sicurezza idrogeologica per mezzo di trincee drenanti, per costruire nuovi edifici per l'accoglienza turistica, per costruire e arredare magazzini e sale del museo e per aprire nuovi scavi archeologici. In particolare, dopo l'alluvione del 2013 sono state messe in opera alcune trincee drenanti, mai usate prima in un sito archeologico, che avrebbero dovuto risolvere, in maniera definitiva, non solo i problemi di risalita di acqua dalla falda, ma anche quelli dello smaltimento di acqua piovana e di scorrimento, anche se, prima dell'alluvione del 2013, a tenere più o meno all'asciutto le strutture ed i monumenti dalla falda freatica sono stati gli impianti di "w ellpoint "; il 26 ottobre 2018, per le forti piogge, l'area archeologica è stata allagata mettendo in evidenza che l'intervento realizzato di attenuazione del rischio si è rivelato inadeguato, sia come ordinaria manutenzione, che come risoluzione del problema, soprattutto nell'azione tecnico-scientifica di realizzazione delle trincee drenanti, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto sia per restituire l'area alla fruibilità del pubblico, che per conoscere come siano stati utilizzati i finanziamenti finora erogati; quali azioni intenda intraprendere per garantire una maggior tutela, manutenzione e conservazione, non solo dell'area archeologica di Sibari, ma del nostro immenso patrimonio archeologico nel suo complesso, compreso quello considerato minore, ma ricadente in una regione contermine a Matera, capitale europea della cultura 2019, visto che l'evento potrebbe essere da volano per lo sviluppo anche dei territori contigui. Atto n. 3-00434 BERNINI MALAN BATTISTONI BERUTTI LONARDO SERAFINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: in occasione della discussione del Documento di economia e finanza Forza Italia aveva avuto modo di fare alcuni rilievi in merito a quanto inserito sul comparto agricoltura. Nella fattispecie, fra l'altro, si sottoponeva all'attenzione del Parlamento e del Governo che l'agricoltura non è solo programmazione ma soprattutto un'attività soggetta ad imprevisti, calamità naturali che penalizzano fortemente gli agricoltori; nel periodo estivo 2018, ci sono stati diversi episodi di grandinate fuori stagione che hanno annientato fino al 100 per cento della produzione di alcuni agricoltori che hanno visto l'impossibilità non solo di guadagnare per la stagione, ma anche di rientrare dei costi fino ad allora sostenuti; si suggeriva, per questi motivi, la possibilità di prevedere un fondo che potesse dare ristoro a quanti erano rimasti vittime dei suddetti eventi calamitosi; con l'arrivo dell'autunno, si è assistito ad un aumento esponenziale dei danni provocati dal maltempo alle persone, in primis , ma anche all'agricoltura; il mese di novembre, in particolare, è stato caratterizzato da eventi atmosferici di notevole entità che hanno fatto registrare un aumento del 100 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; a mero titolo esemplificativo, le associazioni di categoria segnalano, con una stima approssimativa dei danni, importi pari ad oltre un milione di euro per la Campania, così come in Puglia, Calabria, Sicilia, Marche, Umbria, nel Lazio addirittura di oltre 30 milioni di euro con circa 200 imprese agricole colpite, in Lombardia 60 milioni, mentre in Veneto ed in Trentino-Alto Adige si parla di oltre 110 milioni di euro, eccetera, si chiede di sapere: se non sia il caso di prendere coscienza dell'indiscutibile cambiamento climatico a cui si sta assistendo e fornire immediatamente una risposta concreta alle regioni ed agli agricoltori, istituendo un fondo ad hoc per le aziende agricole vittime di questi eventi e contestualmente investire in fondi che possano migliorare le infrastrutture, come il piano invasi; se il Ministro in indirizzo non ritenga di fornire una risposta alle imprese vittime del maltempo che rischiano di dover cancellare centinaia di migliaia di posti di lavoro attualmente in essere, rispetto alle potenzialità di crearne di nuovi; se non ritenga di destinare una parte adeguata delle risorse previste per il reddito di cittadinanza al fondo ad hoc menzionato, per consentire la ripresa al comparto dell'agricoltura, motore del Paese, tenuto conto che già nello scorso anno aveva registrato un calo di oltre il 4 per cento del Pil, destinato a diminuire drasticamente anche in futuro. Atto n. 3-00435 STEFANO MARCUCCI TARICCO BITI MAGORNO SBROLLINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'articolo 1, commi 502-504, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per l'anno 2018), ha introdotto nell'ordinamento italiano la disciplina dell'attività di enoturismo; tuttavia, affinché essa possa finalmente estrinsecarsi entro regole chiare e certe, è necessario un ulteriore intervento normativo; l'articolo 1, comma 504, della legge di bilancio per il 2018 stabilisce infatti che con decreto del Ministro delle politiche agricole, adottato di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali, che all'epoca aveva anche competenze in materia di turismo, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, siano definiti "linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l'esercizio dell'attività enoturistica"; lo schema di decreto è stato nella primavera scorsa sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni, che si è espressa in data 10 maggio 2018, richiedendo minime modifiche al testo, a seguito delle quali si sarebbe raggiunta, e in tempi rapidi, l'intesa, di cui al comma 504, rinviata, per opportunità istituzionale, dal Governo uscente; considerato che: il riconoscimento normativo dell'attività dell'enoturismo è, anche, il risultato della collaborazione e dell'ascolto delle richieste e delle necessità degli operatori del settore, che da anni chiedevano di poter operare in una cornice chiara e definita, in cui inserire questo rilevante filone, che si stima generi ogni anno oltre 2 miliardi di euro di fatturato, con quasi 15 milioni di ingressi in cantina; è essenziale valorizzare le aree ad alta vocazione vitivinicola e le produzioni vitivinicole del territorio, così come favorire le potenzialità del turismo del vino, come fenomeno culturale ed economico, che possiede ulteriori potenzialità di crescita, soprattutto laddove si riesca a qualificare l'accoglienza turistica e promuovere l'enoturismo, quale forma di turismo dotata di specifica identità;