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A tale fine non è necessario, invero, che si verifichi un danno alla salute sotto il profilo del danno biologico, ma è sufficiente che si verifichi un'alterazione del normale equilibrio psicofisico della persona offesa, anche senza sfociare in una vera e propria patologia. Secondo la giurisprudenza penale, il reato di atti persecutori ( stalking ), previsto dall'articolo 612- bis del codice penale, è caratterizzato da condotte alternative e da eventi disomogenei, ciascuno dei quali idoneo a integrarlo, i quali devono essere oggetto di rigoroso e puntuale accertamento da parte del giudice in ordine alla gravità dei comportamenti e della loro idoneità a rappresentare una minaccia, mentre il « grave stato di ansia o di paura » deve essere identificato in una condizione emotiva spiacevole, accompagnata da un senso di oppressione e da una notevole diminuzione dei poteri di controllo. Per la consumazione del reato occorre, infatti, dimostrare l'effetto che la condotta dell'aggressore ha avuto sulla vittima, che può essere di tre tipi, tra loro alternativi: un procurato « perdurante e grave stato di ansia e di paura »; un ingenerato « fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione affettiva »; un'alterazione delle proprie abitudini di vita. È del tutto evidente che la sanzione penale non è da sola sufficiente per garantire alle vittime del reato un'adeguata forma di protezione, in special modo in quelle situazioni nelle quali gli atti persecutori o violenti sono in atto e la persona offesa non ha ancora proceduto a denunziare formalmente il fatto. A tale proposito sembra necessario e non più procrastinabile, di fronte a un fenomeno che ha assunto dimensioni inquietanti per la società in cui viviamo, una mobilitazione della società civile, in modo che la donna non sia lasciata sola, neppure di fronte alla decisione di querelare o no. Pertanto, è opportuno porre in rete le associazioni senza scopo di lucro che operano nel settore, previo un loro stabile coordinamento e un monitoraggio sulla moralità delle stesse, soprattutto nell'opera di formazione e di prevenzione, nonché di assistenza e anche ai fini di cui all'articolo 91 del codice di procedura penale (articoli da 1 a 6 del presente disegno di legge). È, inoltre, indispensabile garantire un'adeguata formazione degli operatori specializzati contro la violenza sessuale e di genere e la loro presenza stabile presso le strutture pubbliche e le associazioni senza scopo di lucro al fine di far fronte con efficacia all'aumento degli episodi di violenza (articolo 7). È fondamentale che, per la formazione degli operatori, il Ministro dell'università e della ricerca promuova l'istituzione di appositi corsi post universitari al fine di fornire agli stessi operatori le informazioni e le conoscenze necessarie allo svolgimento dei propri compiti (articolo 8). Sono, inoltre, necessari determinati requisiti per fruire dell'assistenza degli operatori. Nello specifico, per il primo anno l'assistenza sarà gratuita, mentre dopo tale periodo lo sarà per le vittime titolari di un reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro (articoli 9 e 10). I criteri e le modalità di accesso all'assistenza saranno stabiliti da un apposito regolamento adottato entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge dal Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità (articolo 11). Inoltre, si prevedono l'istituzione dei registri pubblici locali e del registro pubblico nazionale degli operatori specializzati contro la violenza sessuale e di genere, ai quali sono iscritti gli operatori in possesso di determinati requisiti (articolo 12), nonché la definizione dell'onorario e del rimborso delle spese dell'operatore (articoli 13 a 15).. Capo I ALBO DELLE ASSOCIAZIONI CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE E DI GENERE Art. 1. (Istituzione dell'Albo delle associazioni contro la violenza sessuale e di genere) 1. Presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito l'Albo delle associazioni contro la violenza sessuale e di genere, di seguito denominato « Albo ». 2. L'Albo è pubblicato nel sito internet istituzionale del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Art. 2. (Requisiti per l'iscrizione all'Albo) 1. Possono essere iscritte all'Albo le associazioni senza scopo di lucro, costituite per atto pubblico, che abbiano nel loro statuto la finalità della tutela delle persone dalla violenza sessuale e di genere. Art. 3. (Iscrizione all'Albo) 1. Ai fini dell'iscrizione all'Albo, le associazioni di cui all'articolo 2 presentano al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri la relativa richiesta, che deve: a) indicare il nominativo e le generalità del rappresentante legale; b) essere accompagnata dall'autocertificazione del rappresentante legale e dei componenti del consiglio di amministrazione di non aver riportato sentenze o decreti di condanna penale né sentenze di applicazione della pena su richiesta di cui all'articolo 444 del codice di procedura penale e di non aver assunto la qualità di indagato o imputato in procedimenti penali pendenti per reati di violenza contro la persona; c) indicare il numero degli iscritti all'associazione, nonché il suo indirizzo, la sua sede legale e il suo recapito telefonico; d) essere accompagnata da copia dello statuto; e) dichiarare l'impegno a comunicare qualsiasi variazione entro un termine di tre mesi dall'avvenuta variazione stessa; f) dichiarare la disponibilità a collaborare con la regione, con i comuni e con le aziende sanitarie locali e ospedaliere ai fini della promozione di iniziative di informazione e di prevenzione per una cultura contro la violenza sessuale e di genere, nonché della sensibilizzazione dell'opinione pubblica in materia. 2. Il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri comunica alle associazioni interessate l'accoglimento o il diniego della richiesta di iscrizione all'Albo entro il termine di trenta giorni dal suo ricevimento. Decorso tale termine, la richiesta si intende respinta. 3. Il termine di cui al comma 2 può essere sospeso, per una sola volta, per un periodo non superiore a trenta giorni, qualora sia necessario integrare la documentazione. Art. 4. (Nucleo di valutazione) 1. Le associazioni iscritte all'Albo devono possedere adeguati requisiti di ordine morale stabiliti con il regolamento di cui al comma 2. La verifica del possesso dei predetti requisiti è effettuata da un apposito nucleo di valutazione istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. 2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità adotta, con proprio decreto, un regolamento che disciplina: a) i requisiti di ordine morale che, ai sensi del comma 1, devono essere posseduti dalle associazioni iscritte all'Albo; b) l'organizzazione e il funzionamento del nucleo di valutazione di cui al comma 1 e i suoi rapporti con l'Autorità nazionale anticorruzione;