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Infatti, secondo le « Istruzioni » del 30 settembre 1996, il TEGM è la media aritmetica dei singoli TEG calcolati dalle banche segnalanti secondo la formula proposta dalla Banca d'Italia, che di per se è errata come pocanzi dimostrato. La media aritmetica fa sì che un affidamento da 10.000 euro abbia lo stesso « peso » statistico di un affidamento da 25 milioni euro, e quindi immancabilmente il tasso medio rilevato sarà maggiore di quello che si avrebbe facendo una media « ponderata » possibile se il calcolo del TEGM fosse fatto direttamente dalla Banca d'Italia sommando il totale numeri computistici, interessi e commissioni e calcolando quindi il reale tasso medio applicato dal sistema bancario nel trimestre di riferimento. Altro errore metodologico, che porta ad un artificiale innalzamento del tasso medio calcolato, è l'esclusione dal calcolo dei crediti « agevolati » ossia quelli concessi a tassi uguali o inferiori a quelli applicati ai dipendenti delle banche, come espressamente prevedono le « Istruzioni » del 30 settembre 1996, Gli affidamenti di maggiore importo, che rappresentano in realtà una quota largamente maggioritaria rispetto al totale accordato ed utilizzato (essendo quelli superiori ad euro 500.000 - 1.000.000.000 di lire - mediamente l'84,76 per cento del totale accordato, come risulta dai dati forniti dalla Banca d'Italia nei bollettini statistici) sono concessi a tassi molto bassi (quelli oltre i 25 milioni di euro, pari al 47 per cento del totale accordato, sono concessi mediamente al tasso del 2,09 per cento). La conseguenza di quanto sopra (media aritmetica e non ponderata ed esclusione degli affidamenti concessi a tassi agevolati) è che mentre dai bollettini statistici risulta rilevato dalla Banca d'Italia per le aperture di credito in conto corrente nel secondo trimestre 2016 un tasso medio del 5,67 per cento (computandovi la CMS, gli interessi di mora ed utilizzando la formula di matematica finanziaria, che calcolo il reale TAEG, superiore a quello calcolabile utilizzando la formula di cui alla « Istruzioni » della Banca d'Italia), nel corrispondente decreto ministeriale adottato ai sensi della legge n. 108 del 1996, il tasso medio rilevato per le aperture di credito in conto corrente è pari al 9,41 per cento, dato « matematicamente impossibile », come rilevato anche dall'autorevole quotidiano giuridico – economico « Italia Oggi » spiegabile, conosciute le formule utilizzate per i calcoli, solo mediante l'utilizzo di diversi valori e metodologie di calcolo. L'utilizzo per il calcolo dei tassi medi ai sensi della legge n. 108 del 1996 delle formule contenute nelle « Istruzioni » della Banca d'Italia comporta un innalzamento dei tassi rilevati (pari mediamente al 3,75 per cento dal 1° gennaio 1998 al 30 giugno 2016) e quindi un artificiale innalzamento della soglia anti-usura, che la legge n. 108 del 1996 vuole, come dimostrano i lavori parlamentari, calcolata su tutti i crediti concessi, compresi quelli agevolati e a tassi di favore, comprendendovi la CMS e con l'utilizzo della formula di matematica finanziaria del TAEG. Pertanto la Banca d'Italia ha di fatto reso inapplicabile la legge n. 108 del 1996, da un lato aumentando in modo significativo il tasso medio, dall'altro applicando per il calcolo del TEG del rapporto bancario da esaminare, una formula che calcola il tasso nominale e non il TEG come richiesto dalla norma. È quindi da ritenersi provato sia che la serie storica dei tassi medi pubblicati nel citato decreto ministeriale adottati ai sensi della legge n. 108 del 1996 (riferita alle categorie 1,2,5 del punto B1 delle « Istruzioni » e quindi alle aperture di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, factoring ) è errata essendo mediamente superiori di 3,75 per cento punti rispetto a quelli calcolati nei bollettini statistici pubblicati dalla stessa Banca d'Italia; sia che la formula contenuta nelle « Istruzioni » emanate tempo per tempo dalla Banca d'Italia ai fini dell'applicazione della legge n. 108 del 1996 sono contra legem espressamente questa richiedendo il computo della CMS e l'utilizzo della formula di matematica finanziaria del TAEG; sia infine che sempre contra legem la Banca d'Italia ha escluso dal calcolo dei tassi medi i finanziamenti concessi a tassi agevolati o di favore, che rappresentano la maggioranza di quelli totalmente concessi. Per tutti i motivi di cui sopra i decreti ministeriali adottati ai sensi della legge n. 108 del 1996 andrebbero disapplicati, ma in tal modo la legge n. 108 del 1996 non sarebbe più applicabile. Essendo provato che i tassi medi rilevati nel decreto ministeriale sono mediamente 3,75 punti superiori a quelli che sarebbero dovuti calcolare secondo legge, il loro utilizzo non può che favorire il reo, ossia chi ha applicato tassi usurari, che si vedrà sollevato da ogni addebito per essere il tasso soglia ufficiale superiore a quello correttamente calcolato ai sensi della legge n. 108 del 1996. È quindi possibile non disapplicare il decreto ministeriale adottato ai sensi della legge n. 108 del 1996 nella sola parte in cui stabiliscono il tasso medio da applicare per le categorie 1,2,5 del punto B1 (aperture di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, factoring ) mentre invece andranno disapplicati sotto ogni altro aspetto, ed in particolare riguardo la formula per il calcolo del tasso effettivo così come relativamente alla rilevazione del tasso medio della CMS. Andranno altresì disapplicate, in quanto contra legem , le « Istruzioni » emanate per l'applicazione della legge n. 108 del 1996, nelle loro varie versioni, sia per quanto riguarda la non inclusione della CMS nel calcolo del TEG (paragrafo C5), sia ove prevedono le formule per il calcolo dei tassi medi (sempre per le categorie 1,2,5 del punto B1 – aperture di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, factoring ) ed ove prevedono che vada fatta dagli istituti di credito la media aritmetica dei TEG rilevati per ogni rapporto di credito e vadano esclusi dal calcolo i finanziamenti concessi a tassi agevolati, dovendo essere inclusi nel calcolo tutti i finanziamenti concessi superiori a euro 5.000 senza alcuna esclusione o limitazione di sorta. In tal modo, pur nella coscienza che il tasso soglia individuato nel decreto ministeriale adottato ai sensi della legge n. 108 del 1996 è sicuramente più alto di quello che si sarebbe potuto avere calcolandolo in modo conforme alla norma, sarà possibile applicarla, ovviamente nel rispetto di quanto sopra, e quindi calcolando il TEG del rapporto bancario da esaminare utilizzando esclusivamente la formula utilizzata in matematica finanziaria ed inserendovi espressamente la CMS e gli interessi moratori. Tutto quanto sopra per il periodo intercorrente tra il 1° aprile 1997 ed il trimestre in corso al momento dell'applicazione della norma oggi proposta al Parlamento.