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c le misure di compensazione ecologico-ambientale necessarie ad equilibrare gli eventuali saldi negativi; d una stima asseverata dei costi e dei tempi necessari per gli interventi di rinaturalizzazione e di compensazione ecologico-ambientale; e l'importo dell'eventuale contributo di cui all'articolo 9, ove dovuto; f i soggetti pubblici e privati tenuti alla realizzazione di azioni di rinaturalizzazione e compensazione e dei relativi costi nonché al versamento del contributo di cui all'articolo 9. 9 (Contributo per l'utilizzo di nuovo suolo non urbanizzato) 1 Il consumo di suolo naturale comporta l'adozione da parte dei soggetti di cui ai commi 5 e 6 di misure di compensazione ecologica preventiva ovvero di rinaturalizzazione dei suoli e degli edifici dismessi che non presentino convenienze economiche di riutilizzo o, in alternativa, il pagamento di un contributo economico per l'utilizzo di nuovo suolo. 2 Ferma restando la disciplina abilitativa prevista dalle leggi e dai regolamenti vigenti, l’artificializzazione del suolo naturale è consentita previo versamento di un contributo calcolato sull’impatto determinato dal medesimo intervento sulle risorse non rinnovabili e sul conseguente danno ecologico ambientale e paesaggistico nonché sulla qualità dei suoli artificializzati, definti in base alla classe di capacità d’uso dei suoli di appartenenza. 3 Il contributo si aggiunge agli obblighi di pagamento dei contributi di cui alla sezione II del capo I del titolo II della parte I del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, la cui misura è stabilita dai comuni ai sensi della normativa vigente, in applicazione dei criteri previsti dalla presente legge. 4 Il contributo di cui ai commi 2 e 3 si applica a qualunque utilizzazione edificatoria di un'area non urbanizzata che determina un nuovo consumo di suolo. Il contributo non è dovuto per interventi su aree edificate o comunque già utilizzate per finalità urbanistiche. 5 I proventi del contributo non possono essere utilizzati per il finanziamento della spesa corrente e sono destinati alle opere di recupero paesaggistico e naturalistico del territorio, di mitigazione del rischio idrogeologico, di bonifica, di riqualificazione e recupero edilizio e urbanistico e agli interventi di riuso delle aree dimesse nonché a quelli finalizzati a favorire i processi di sostituzione edilizia e di acquisizione e realizzazione di aree verdi. 6 Il versamento del contributo per il consumo di nuovo suolo non può essere escluso attraverso il ricorso a strumenti di urbanistica convenzionata. 7 Previo accordo con i comuni, il contributo può essere sostituito, in tutto o in parte, da una cessione compensativa di aree con vincolo a finalità di uso pubblico, per la realizzazione di nuovi sistemi naturali permanenti quali siepi, filari, prati, boschi, aree umide e di opere per la sua fruizione ecologica e ambientale quali percorsi pedonali e ciclabili. Tali aree devono essere, nel loro complesso, di dimensioni almeno pari alla superficie territoriale dell'intervento previsto. 10 (Oneri di urbanizzazione) 1 All'articolo 16, comma 2- bis , del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, le parole: «di importo inferiore alla soglia di cui all'articolo 28, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,» sono soppresse. 2 Gli oneri di urbanizzazione sono ridotti o esclusi in caso di interventi edilizi in aree urbane sottodotate o degradate o per il completamento di aree già urbanizzate nonché per gli interventi di recupero, riqualificazione, riutilizzazione urbanistica o di ricostruzione edilizia a seguito di demolizione. 3 Gli oneri di urbanizzazione sono raddoppiati nel caso di opere compiute in aree di nuova urbanizzazione. 4 Gli oneri di urbanizzazione non possono essere utilizzati per il finanziamento della spesa corrente e sono destinati, esclusivamente, alle opere di riqualificazione e recupero edilizio e urbanistico e agli interventi di riuso delle aree dimesse o degradate, di sostituzione edilizia e di realizzazione di opere di compensazione ambientale. 5 Le unità abitative realizzate mediante interventi di recupero urbanistico e di riuso di aree dismesse e degradate e senza consumo di nuovo territorio non urbanizzato sono esentate dal pagamento dell'imposta municipale propria (IMU) per tre anni a decorrere dalla data di ultimazione dei lavori. 11 (Incentivi al recupero, riutilizzo e riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato, incompiuto, dismesso o degradato) 1 Per promuoverne l'utilizzo efficiente, i comuni possono elevare, in modo progressivo, l'aliquota dell'IMU applicata sul patrimonio immobiliare che risulta inutilizzato o rimasto incompiuto per oltre cinque anni, fino ad un massimo dello 0,2 per cento aggiuntivo, anche in deroga al limite di cui al comma 6 dell'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 2 In caso di nuove richieste di trasformazione urbanistica le pubbliche amministrazioni agevolano e favoriscono il recupero e il riutilizzo dei manufatti già esistenti in utilizzati o incompiuti. 3 I comuni destinano i proventi derivanti dall'elevazione dell'aliquota dell'IMU di cui al comma 1 ad un fondo per interventi per la cessione al comune delle aree dismesse o inutilizzate, di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, di acquisizione e realizzazione di aree verdi o da destinare al soddisfacimento di interessi di pubblica utilità. 12 (Ulteriori adempimenti attuativi) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono determinati i criteri e le regole tecniche ed i criteri da applicare per la redazione del registro locale del suolo e del bilancio dell'uso del suolo, di cui rispettivamente agli articoli 7 e 8. 2 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge le regioni attuano le disposizioni previste dalla presente legge coordinando altresì in modo organico nei rispettivi sistemi di pianificazione e governo del territorio le attività di pianificazione del territorio e quelle di valutazione e tutela ambientale.