[massime]

Sanità pubblica - Norme della Regione Calabria - Commissari straordinari, di nomina regionale, presso le aziende sanitarie e ospedaliere - Prolungamento a dodici mesi (rinnovabili) della durata del loro mandato - Denunciata assimilazione della gestione commissariale a quella ordinaria in contrasto con la normativa statale sui requisiti per la nomina dei direttori generali - Insussistenza del vizio prospettato - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge reg. Calabria n. 11 del 2016, impugnato dal Governo - in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost. - in quanto innalzando da sei a dodici mesi (rinnovabili) la durata del mandato dei commissari straordinari, di nomina regionale, presso le aziende sanitarie e ospedaliere, violerebbe i requisiti previsti dall'art. 3-bis del d.lgs. n. 502 del 1992 per la nomina dei direttori generali. Contrariamente all'assunto del ricorrente, il censurato prolungamento non è finalizzato a rendere ordinaria la gestione commissariale, ma solo a consentire che essa abbia - secondo la non irragionevole valutazione del legislatore regionale - una durata adeguata alla delicatezza e alla complessità dell'incarico, né la durata del mandato commissariale, pur prolungata ad un anno, è equiparabile a quella del direttore generale, che va da tre a cinque anni (art. 3-bis, comma 8, del d.lgs. n. 502 del 1992).