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Quando Luciano Lama prese la parola nel giorno dei funerali, davanti a quasi 250.000 donne e uomini venuti a rendere omaggio a quell'operaio che aveva dato la vita per la democrazia, ribadì con fermezza la condanna di ogni forma di violenza e l'impegno del sindacato contro il terrorismo, a difesa della libertà e della Repubblica. Disse Luciano Lama: «Se il gesto di coraggio civile compiuto dal compagno Rossa non fosse rimasto troppo isolato, se (...) noi tutti (…) fossimo stati un solo grande testimone schierato contro il nemico della democrazia, forse la vita di questo nostro compagno non sarebbe stata spezzata». Parole cui fecero eco quelle di un compagno di fabbrica di Guido, Paolo Perugino, dell'esecutivo del consiglio di fabbrica dell'Italsider: «Guido Rossa è stato ucciso perché non si è piegato, perché non ha ignorato, perché non ha avuto paura e ha voluto vivere fino in fondo, con coerenza, la sua scelta politica. Coloro che speravano, con questo assassinio, di chiuderci sgomenti nelle nostre fabbriche si sono sbagliati. Non sanno di quale ostinata rabbia e determinazione noi siamo capaci». Di quella mattina del 24 febbraio del 1979 e dei giorni successivi io ricordo personalmente, insieme a tanti altri, lo sgomento e l'infinita tristezza, certo, di un primo momento, ma poi la rabbia e la determinazione; la rabbia e la determinazione di tutto il movimento sindacale, di CGIL, CISL e UIL, e di tutto lo schieramento politico democratico che era stato vicino alle idee e alle battaglie di Guido. Per tutta l'Italia, quel giorno qualcosa cambiò, anche grazie a quella rabbia e a quella determinazione; la rabbia e la determinazione delle operaie e degli operai. Iniziò, così, la fine del terrorismo, che pur non risparmierà, purtroppo, altre vittime, ma che si ritrovò improvvisamente più isolato nelle sue deliranti rivendicazioni e nelle sue folli violenze. Ricordare oggi Guido Rossa qui significa, allora, ricordare e riaffermare il suo esempio e voglio con forza condannare le scritte apparse ieri, che sono un insulto non solo a lui, ma a tutta la memoria e a tutta l'Italia democratica della nostra storia. (Applausi). Ricordiamo Guido nell'anniversario del giorno in cui è stato ucciso, ma lo ricordiamo soprattutto per l'esempio della sua vita, per la forza morale, per il senso di giustizia e di uguaglianza, per lo spirito di solidarietà. (Il microfono della senatrice Fedeli si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Collega, le ho concesso già più del doppio del tempo consentito. Come vede, non l'ho interrotta, però la pregherei di sintetizzare l'intervento. FEDELI (PD) . Per lo spirito di solidarietà, la generosità e il coraggio che l'hanno sempre caratterizzato, fino alla fine. Il suo non è, quindi, l'esempio di un martire, ma di un eroe civile. Certo, come ha ricordato ieri il presidente Mattarella nella cerimonia di ricordo a Genova, Guido non si proponeva di diventare un eroe, ma voleva essere fedele a se stesso, a ciò che intendeva costruire per il domani della sua famiglia, del quartiere in cui abitava, della fabbrica in cui lavorava, dell'intera società. «Non indugiò», sono ancora parole del Presidente, «a chiedersi se toccasse proprio a lui contrastare il terrorismo. Seppe però battersi per tutti». Ringraziare oggi Guido Rossa e tutta la sua famiglia per quello che ha patito credo che sia un atto doveroso; lo ritengo giusto e un grande insegnamento per le giovani generazioni. Sono contenta che siano in Aula anche dei ragazzi che assistono ai nostri lavori. (Applausi. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Mi unisco, senza se e senza ma, al ricordo di Guido Rossa e lo faccio con un trasporto maggiore in quanto a me toccò essere presente ai funerali delle prime vittime delle Brigate Rosse, Giralucci e Mazzola, che vennero assassinati nella sede del Movimento Sociale Italiano a Padova. La mia solidarietà è quindi completa e vicina. Su questo argomento alcuni colleghi hanno chiesto di esprimere una breve adesione. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche se oggi stiamo andando contro tutte le regole sui tempi. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Lei ha perfettamente ragione, ma il tema è rilevante e lo è ancora di più per chi è genovese come me e per chi, come me, ha radici familiari profonde all'interno di quella fabbrica, dove sono avvenuti i fatti ricordati. Mi associo, quindi, alle considerazioni fatte dalla senatrice Fedeli e, anche da parte nostra, credo sia stato corretto e giusto ricordare quei tempi, anche sotto forma di insegnamento per il futuro, come è avvenuto oggi all'interno del Senato. (Applausi). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, ringrazio la senatrice Fedeli e chiedo che la Presidenza valuti di ragionare se aprire i lavori, lunedì prossimo, con un momento di tutto il Senato, dedicato al riconoscimento di questa personalità che, come ha ricordato il Presidente della Repubblica ieri, è e rappresenta un momento di svolta di questo Paese e della nostra storia. (Applausi dal Gruppo PD) . Chiedo davvero alla Presidenza di aprire, lunedì, non con un dibattito, ma con un momento solenne in quest'Assemblea in ricordo di Guido Rossa. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Trasmetterò senz'altro questa richiesta, a cui - lei capisce - si potrebbero unire le richieste di altri Gruppi, per lui e per altre vittime delle Brigate Rosse. DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente per associarmi, anche a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, al ricordo di questo lavoratore, sindacalista e cittadino che diventò, in uno dei momenti più drammatici del fenomeno terroristico, una riscossa autentica di cittadini comuni e lavoratori, che riaffermarono in quel momento il valore della democrazia e il rifiuto della violenza. Un saluto alla famiglia è doveroso, ricordando l'esempio fulgido di Guido Rossa, che è anche l'impegno di tutti i cittadini italiani per difendere i valori della democrazia e per fare in modo, se ce ne sarà occasione anche approfondendo il tema con dei dibattiti, perché sbornie di violenza, sbornie ideologiche di quel tipo non abbiano a ripetersi nel nostro Paese. (Applausi). PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, con infinita delicatezza, pacatezza e chiarezza, intendo ricordare a questa Assemblea e al Presidente che nel 2011 l'Agenzia delle dogane ha indetto un concorso per 69 posti per dirigente di seconda fascia.