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ed invero l'assistenza giudiziaria potrà riguardare la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione degli atti giudiziari, la citazione di testimoni, di persone offese, di persone sottoposte a procedimento penale e di periti, l'acquisizione e la trasmissione di atti, di documenti ed elementi di prova, l'espletamento e la trasmissione di perizie, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni (tra cui anche l'espletamento di interrogatori di indagati e l'esame di imputati), il trasferimento di persone detenute al fine di rendere testimonianza o di partecipare ad altri atti processuali, l'esecuzione di indagini, perquisizioni, sequestri e confische di beni pertinenti al reato e dei proventi del reato, la comunicazione dell'esito di procedimenti penali, la trasmissione di sentenze penali e di informazioni estratte da archivi giudiziari. Inoltre, è previsto lo scambio di informazioni relative alla legislazione nazionale, nonché qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione dello Stato richiesto (articolo 1). Al fine di consentire la più ampia cooperazione tra gli Stati contraenti, è stata esclusa l'operatività del principio della doppia incriminazione. Pertanto l'assistenza giudiziaria potrà essere prestata anche quando il fatto per il quale si procede non costituisce reato nello Stato richiesto, salvo che si tratti di richiesta avente ad oggetto l'esecuzione di perquisizioni, sequestri, confisca di beni ed altri atti che incidono su diritti fondamentali delle persone o risultano invasivi di luoghi o di cose, nel qual caso sarà necessaria la verifica della doppia incriminabilità (articolo 2). Il Trattato prevede diverse ipotesi di rifiuto, e precisamente quando la richiesta è contraria alla legislazione nazionale, si riferisce ad un reato di natura politica ovvero di natura esclusivamente militare, se il reato per cui si procede è punito con una pena di specie vietata dalla legge dello Stato richiesto, se ha fondati motivi per ritenere che la richiesta sia stata avanzata al fine di indagare, perseguire, punire o promuovere azioni per motivi discriminatori, in caso di bis in idem, ovvero nel caso in cui la richiesta possa compromettere la sua sovranità, sicurezza, l'ordine pubblico o altri interessi essenziali dello Stato o determinare conseguenze contrastanti con i princìpi fondamentali della sua legislazione nazionale. È altresì prevista la facoltà di subordinare l'espletamento della rogatoria a condizioni (articolo 3). Le richieste di assistenza devono essere presentate per il tramite delle Autorità Centrali, individuate nel Ministero della giustizia per la Repubblica italiana e nella Fiscalia General del Eslado per la Repubblica dell'Ecuador, ferma restando la possibilità di inoltrare preliminarmente la richiesta con mezzi di comunicazione rapida, quali telex, fax e posta elettronica (articoli 5 e 6). Il Trattato contiene inoltre una dettagliata disciplina dei requisiti formali e di contenuto che la richiesta deve contenere (l'identificazione dell'Autorità competente, la descrizione dei fatti per cui si procede, l'indicazione delle disposizioni di legge applicabili, la descrizione delle attività di cooperazione richieste e il termine per il compimento delle stesse, l'indicazione delle persone che intendono essere autorizzate a presenziare all'esecuzione delle attività oggetto di richiesta, le informazioni in merito alle indennità e rimborsi cui ha diritto la persona citata a comparire, le informazioni necessarie per l'assunzione della prova mediante videoconferenza, le informazioni sull'identità delle persone soggette ad indagine, della persona destinataria della notifica o che deve essere sentita, sul luogo da ispezionare, perquisire e sui beni da sequestrare o confiscare, eventuali esigenze di riservatezza ed altresì ogni ulteriore informazione utile per l'esecuzione) (articolo 5). Per l'esecuzione della richiesta di cooperazione è prevista, conformemente ad analoghi strumenti in materia, l'applicazione del principio della lex loci, fermo restando l'impegno dello Stato richiesto di eseguirla secondo le modalità indicate dallo Stato richiedente, nonché ad autorizzare la partecipazione al compimento degli atti richiesti, delle persone indicate nella richiesta di assistenza, ove ciò non contrasti con la propria legislazione nazionale (articolo 6). Gli articoli 7-18 contengono una disciplina dettagliata dei singoli atti che possono costituire oggetto della richiesta di cooperazione. In particolare lo Stato richiesto fa tutto il possibile per rintracciare le persone indicate nella richiesta (articolo 7), e provvede ad effettuare le citazioni ed a notificare i documenti trasmessi dallo Stato richiedente, trasmettendo allo Stato richiedente un attestato di avvenuta notifica (articolo 8). L'assunzione di prove dichiarative trova la sua puntuale disciplina negli articoli 9 e 10, rispettivamente relativa al compimento dell'atto nello Stato richiesto e nello Stato richiedente. In relazione a quest'ultima ipotesi l'articolo 11 introduce il principio di specialità, garanzia generalmente prevista nelle convenzioni bilaterali e multilaterali in materia, in virtù della quale la persona citata a comparire nello Stato richiedente non può essere indagata, perseguita, giudicata, arrestata, né sottoposta ad altra misura privativa della libertà personale nello Stato richiedente, in relazione a reati commessi precedentemente alla sua entrata nel territorio di detto Stato, né essere costretta a rendere testimonianza o altre dichiarazioni o a partecipare a qualsiasi altro atto relativo a procedimento diverso da quello menzionato nella richiesta di assistenza, se non previo consenso dello Stato richiesto e della persona stessa; il medesimo articolo 11, al paragrafo 2, prevede le ipotesi di cosiddetta « purgazione della specialità » (ravvisabili in caso di trattenimento nel territorio dello Stato richiedente per un periodo superiore a 30 giorni dal momento in cui è la persona citata è stata informata che la sua presenza non è più necessaria, ovvero quando abbia fatto rientro nel territorio dello Stato richiedente, dopo essersene allontanata) (articolo 11). Il Trattato disciplina inoltre l'ipotesi del trasferimento temporaneo di persone detenute; in particolare l'articolo 12 prevede che, ove non sia possibile l'esecuzione della videoconferenza, lo Stato richiesto ha la facoltà di trasferire temporaneamente nello Stato richiedente una persona detenuta nel proprio territorio, al fine di consentirne la comparizione dinanzi all'Autorità competente dello Stato richiedente, affinché renda interrogatorio, testimonianza o altro tipo di dichiarazioni ovvero partecipi ad altri atti processuali; la persona trasferita è mantenuta in stato di detenzione nello Stato richiedente e il periodo di detenzione deve essere computato ai fini dell'esecuzione della pena nello Stato richiesto (articolo 12). In considerazione dell'impossibilità di adottare misure coattive per assicurare la presenza nel processo di soggetti residenti all'estero, il Trattato prevede la possibilità di ricorrere alla videoconferenza, nei casi in cui risulti inopportuno o impossibile che la persona si presenti spontaneamente nel territorio dello Stato richiedente. L'articolo 14 del Trattato contiene un'articolata disciplina di tale strumento;