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Credo che sia necessità anche della maggioranza avere il conforto dell'opposizione nell'affrontare momenti difficili nei quali è importante anche garantire tempi certi di ristoro alle aziende che sono in ginocchio e che rischiano di creare un buco incolmabile nella nostra economia. Apprezziamo alcuni elementi nuovi, una inversione di tendenza, ma è troppo poco. Noi non vogliamo essere chiamati a discutere i vostri provvedimenti, i vostri decreti-legge; vogliamo essere chiamati a discutere prima dell'approvazione e dell'adozione dei decreti-legge (Applausi) . C'è allora un momento fondamentale dal quale dipenderà la qualità e la natura dei rapporti tra maggioranza e opposizione una volta per tutte, senza alibi e senza infingimenti. Questo momento invalicabile è la legge di bilancio: in quella sede noi apprezzeremo se realmente c'è stata resipiscenza o meno! (Applausi) . Fino a quel momento, pur dando atto che qualcosa è cambiato, il nostro voto sul provvedimento in esame è contrario (Applausi) . CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quello che stiamo vedendo, e che stanno vedendo gli italiani, è qualcosa che ci sta preoccupando veramente tanto: la mancanza di quell'organizzazione mentale che ci dovrebbe essere all'interno di un Governo che dovrebbe governare una situazione importante. Tale mancanza di organizzazione mentale fa pensare a noi e agli italiani di essere in uno di quei film di fantascienza dove ci sono dei viaggi nel tempo (pensiamo a «Ritorno al futuro», a «La macchina del tempo» o a quello che preferite), semplicemente perché ci sembra di essere tornati al mese di marzo, quando il presidente Conte e la maggioranza effettivamente non sapevano che pesci pigliare. Il problema, Presidente, è che i mesi sono trascorsi, quindi dall'esperienza di questa maggioranza e di questo Governo ci aspettiamo cose diverse. Il problema è che non basta dire che la Lega o i partiti di minoranza sono dei negazionisti, visto che non sono d'accordo con quello che sta proponendo la maggioranza. Qui non ci sono negazionisti; qui siamo persone molto preoccupate per ciò che sta succedendo. Nessuno, Presidente, minimizza la gravità della situazione che c'è, non solo in Italia ma a livello mondiale: ce ne rendiamo conto, non siamo degli sprovveduti, sappiamo cosa sta succedendo. Tuttavia, signor Presidente, proprio per questo motivo ci aspettavamo altro da questo Governo. Ci aspettavamo un Presidente del Consiglio statista, che avrebbe dovuto condurre il nostro Paese fuori da questa difficile situazione attraverso la lotta al virus , attraverso un aiuto alle imprese e alle famiglie, attraverso una programmazione per il futuro che non stiamo vedendo. Ci aspettavamo un Presidente del Consiglio che avrebbe dovuto rassicurare gli italiani, non soltanto a parole, sui telegiornali o sui giornali, ma con atti concreti. Il problema è che invece vediamo molto spesso il Presidente del Consiglio in televisione dire un giorno una cosa e domani un'altra: tutto e il contrario di tutto. Ci aspettavamo un Presidente del Consiglio che, con sorprendenti doti di leadership, convocasse tutti i partiti, non solamente quelli di maggioranza, per farci sedere a un tavolo, magari smentendoci e sicuramente condividendo con noi questo momento e le proposte che la maggioranza stava portando avanti. E, invece, ancora una volta, il Presidente del Consiglio non ci ha smentiti; ha confermato quello che continuiamo a dire: una maggioranza che pensa di vivere in un altro pianeta, che non c'è un Parlamento, che non c'è una minoranza. Soprattutto, fa sorridere abbastanza il fatto che ci siano state due telefonate da parte del Presidente del Consiglio al presidente Salvini, durate meno di qualche minuto, prima di andare in conferenza stampa. Se pensate che sia questa la collaborazione da offrire alle forze di minoranza - e a questo punto dico anche di opposizione a questo Governo - beh, è un po' troppo poco. Non pensate quindi di cavarvela così. (Applausi). Ci aspettavamo un Presidente del Consiglio rispettoso del Parlamento, che è l'organo eletto dai cittadini italiani, e noi rappresentiamo i cittadini italiani che ci hanno eletti. Anche in questo caso, invece, il rispetto nei confronti del Parlamento non esiste: un DPCM dietro l'altro, che servono semplicemente a creare confusione su confusione. Il problema è che in questo momento siamo alla seconda fase del Covid, dopo la pausa estiva, con numeri in crescita, con i virologi che ci dicono che la situazione è sempre più preoccupante, che ci sono talune aspettative e che gli italiani hanno delle aspettative, ma la confusione che regna sovrana fa delirare: decreto ristori 1, DPCM, decreto ristori 2, molto probabilmente arriverà un altro DPCM, e - voilà - prima di Natale, il decreto ristori 3 perché già se ne sta parlando. Una confusione che regna in questo Paese e crea problemi non solamente agli operatori, ma anche alle famiglie, alle imprese, a tutti coloro che vorrebbero avere rassicurazioni da questo Governo. Ogni quindici giorni un tentativo diverso di risolvere la situazione; ma sedetevi attorno a un tavolo e dateci indicazioni serie, concrete e definitive, e facciamole rispettare da tutti! Invece questo non sta avvenendo. Il problema, Presidente, è che tutto è successo dopo il periodo estivo. Continuiamo a ricordare alle forze di maggioranza che c'è stato un periodo estivo durante il quale c'era la possibilità di sedersi attorno a un tavolo, di convocare gli esperti, di lavorare, di far vedere al Paese che ci saremmo e che vi sareste preparati a risolvere, o a provare a risolvere, il problema. Sono passati tanti mesi ma di concreto non è successo nulla. Non avete fatto programmazione, quindi continuiamo ad andare avanti da dopo l'estate e ricordiamo che c'è stato il ritorno a scuola. Colleghi, sappiamo benissimo che gli studenti italiani sono ritornati a scuola dopo i ragazzi degli altri Paesi e, di conseguenza, da noi la pandemia è tornata in ritardo rispetto agli altri Paesi, ma li stiamo rincorrendo, stiamo tornando. Anche in questo caso c'è stata la necessità di fare qualcosa, di far vedere che si stava facendo qualche cosa, però cosa è stato fatto? Siamo qua ancora a parlare del problema dei trasporti. Ma quando abbiamo il ministro De Micheli che dice che non è vero che ci sono problemi sulle metropolitane eccetera, di che cosa stiamo parlando? Nega l'evidenza. (Applausi). È lo stesso Ministro che quest'estate ci diceva che in Liguria si arrivava tranquillamente. Quindi, di che cosa stiamo parlando? Quando abbiamo il ministro Azzolina che sulla scuola... lasciamo perdere! Quando abbiamo il ministro Speranza che, sulla sanità, per mesi ha continuato a dirci che bastava rispettare le tre regole e invece non basta. E poi una cosa che vi chiediamo è: fatele rispettare le regole, perché se nessuno le rispetta è perché voi non siete autorevoli! (Applausi). È perché alla gente, al popolo italiano, quello che dite effettivamente entra da un orecchio ed esce dall'altro. Parliamo anche della parte economica del nostro Paese. Anche in questo caso, si sono susseguiti vari decreti;