[resaula]

Votiamo contro la fiducia ma, quando si tratta di lavorare per gli interessi degli italiani, ci siamo sempre. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, considerate le circostanze, il mio sarà un intervento molto breve. Ci troviamo in un momento particolare della storia del nostro Paese e dell'Europa, abbiamo bisogno di riforme profonde della pubblica amministrazione e della giustizia, sappiamo di essere nel dovere più pieno di sfruttare le risorse che il PNRR mette a disposizione del nostro Paese, a fronte della certezza di interventi che siano in grado di rinnovare e potenziare la nostra pubblica amministrazione e il nostro servizio della giustizia. Il provvedimento al nostro esame va in questa direzione, ha attraversato il processo di conversione in Parlamento, con un lavoro importante e molto difficile sotto tutti i punti di vista, che si è svolto nella Commissione in un clima collaborativo tra i vari livelli delle istituzioni che si sono trovati a interagire e anche tra maggioranza e opposizione. Credo siano stati apportati miglioramenti equilibrati e si sono dovute anche fare scelte difficili delle quali è stato necessario farsi carico. Ritengo che sia importante aver inserito elementi di accelerazione e di sveltimento nelle procedure di reclutamento e, per quanto riguarda il settore della giustizia, c'è la grande scommessa della costituzione dell'ufficio per il processo con tante assunzioni. Bisogna non soltanto assumere tanto, ma anche assumere le figure giuste e inserirle nel sistema nella maniera più adeguata. Tra i miglioramenti che sono stati apportati in Parlamento, si è avuto riguardo per esigenze poste al Parlamento dagli enti locali, dando ad essi una risposta a mio avviso equilibrata, attraverso emendamenti presentati da tutti i Gruppi. Mi pare che in un giorno che registra, a livello nazionale, un passo avanti importante, anche all'interno della maggioranza, su una riforma cruciale come quella della giustizia, il Senato approvi un provvedimento che va nella direzione corretta. Per questo il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento al nostro esame. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, volevo iniziare la mia dichiarazione di voto dicendo che il lavoro delle due Commissioni sul decreto-legge al nostro esame è stato molto attento, a dimostrazione del fatto che, quando si lascia lavorare bene il Parlamento, si producono risultati importanti. Il decreto-legge, infatti, che non solo è nato con finalità giuste, ma che condividiamo in pieno, perché, per la verità, si occupa di una questione che abbiamo posto lungamente, è stato certamente migliorato. Non solo esso dà vita alla possibilità di innovare i modi e le forme del reclutamento, ma prende atto del fatto che i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza possono essere davvero concretizzati, se si fa l'investimento giusto sul personale. Quindi, immettere personale qualificato e specializzato - come si fa con il decreto al nostro esame - rinforzando la pubblica amministrazione, è la strada giusta e anche la migliore per fare in modo che i progetti non restino solo idee, ma vengano realizzati. La maggior parte di queste assunzioni sono a tempo determinato, ma ovviamente speriamo che l'immissione nella pubblica amministrazione e negli enti territoriali di forze giovani e iperqualificate possa essere di per sé un grande miglioramento della loro attività. Per questo motivo, signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo su questo provvedimento, non posso non rimarcare il dispiacere per il fatto che siano stati ancora una volta messi in discussione questo lavoro prezioso e le scelte che liberamente le Commissioni avevano compiuto, che andavano, a mio avviso, nella direzione giusta, soprattutto nel campo della giustizia. Per tutti questi motivi, confermo il nostro voto favorevole sul provvedimento in esame. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, siamo al termine di due giorni di lavoro impegnativo e approfondito che ci ha occupato e stancato, dunque la mia dichiarazione di voto sarà snella. Mi interessa in questa sede, signora Presidente, evidenziare ancora una volta una sorta di invasione di campo da parte degli organi governativi e della burocrazia ministeriale nei confronti del Parlamento. Non è la prima volta. Credo di essere stato il primo a sollevare questo problema in uno dei provvedimenti approvati in passato, ma credo che oggi abbiamo raggiunto il culmine di questa interferenza. Lei ha esercitato una sua prerogativa, e su questo nessuno ha da dire nulla, però sapevamo che su quel famoso emendamento che prorogava soltanto di due anni alcuni tribunali minori dell'Abruzzo vi era una ferma opposizione da parte del Ministero della giustizia, una opposizione degna di miglior causa, come per esempio quella di mantenere ferma una riforma sulla giustizia che, leggendo i giornali di questa mattina, sembra sia stata annacquata. Quindi, quella fermezza che il Ministero della giustizia ha tenuto su questo emendamento, ben avrebbe potuto essere esplicitata nel mantenere fermi e saldi alcuni principi della riforma della giustizia, ma questo è un discorso che prima o poi dovremmo affrontare. Il Parlamento ha già dimostrato alla Camera dei deputati, in occasione dell'approvazione del decreto semplificazioni, mettendo in minoranza il Governo, e al Senato in Commissione, con l'emendamento sull'Abruzzo, che il Parlamento non è disposto a farsi dettare le regole dal Governo, né dai burocrati (Applausi) , perché in questo Paese il potere legislativo appartiene soltanto al Parlamento e a nessun altro, né al Governo, né ai burocrati ministeriali. Quello al nostro esame è un provvedimento che salutiamo con favore, necessario per snellire e sveltire le procedure per la realizzazione dei progetti e quindi la spendita dei denari che arriveranno dall'Europa. Puntiamo sulla meritocrazia e grazie all'acume e all'intuizione del Ministro per la pubblica amministrazione, puntiamo su procedure più snelle e più rapide per il reclutamento, che fino ad ora avevano imbrigliato le pubbliche amministrazioni. Ci auguriamo che questa ventata di novità possa essere utile anche ad un salto culturale all'interno della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la giustizia, abbiamo espresso qualche perplessità. Ben venga l'assunzione di queste 16.500 unità, per soli tre anni. Ciò che abbiamo chiesto al Ministro della giustizia in audizione è cosa succederà fra tre anni, quando questa gente avrà espletato la sua attività e dovrà tornare in gran parte a casa. Forse sarebbe stato meglio assumere o creare delle sezioni stralcio, come è stato fatto negli anni passati, per azzerare l'arretrato, augurandoci che con le nuove norme procedurali, civili e penali, possano essere ridotti i tempi della giustizia.