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IL MINISTRO DEL COMMERCIO CON L'ESTERO Visti gli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241; Vista la legge 26 febbraio 1992, n. 212, concernente la collaborazione con i Paesi dell'Europa centrale ed orientale; Visti i decreti del Ministro del commercio con l'estero 5 dicembre 1992 e 15 maggio 1996, pubblicati, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 1993, e nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 1996, così come modificati dal decreto del Ministro del commercio con l'estero 18 luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29 luglio 1996, recanti criteri e modalità per l'ammissione a contributi finanziari a fronte di progetti di collaborazione con i Paesi dell'Europa centrale ed orientale; Visto l'articolo 22 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, concernente l'istituzione dell'albo delle camere di commercio italo - estere o estere in Italia; Visto il decreto del Ministro del commercio con l'estero, di concerto con il Ministro degli affari esteri, 19 luglio 1996, n. 488, concernente il regolamento recante norme per l'istituzione e la disciplina dell'albo delle camere di commercio italo - estere o estere in Italia; Visto il decreto del Ministro del commercio con l'estero 11 aprile 1994, n. 454, concernente il regolamento di attuazione degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo, relativamente ai procedimenti di competenza del Ministero del commercio con l'estero; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 17 aprile 1997; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988, effettuata con la nota n. 60789 del 19 giugno 1997; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 1. La tabella allegata al regolamento adottato con il decreto del Ministro del commercio con l'estero 11 aprile 1994, n. 454, relativa ai procedimenti già di competenza della Direzione generale per lo sviluppo degli scambi ed attualmente attribuiti alla Direzione generale per la promozione degli scambi e l'internazionalizzazione delle imprese, in virtù del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 302, e del decreto del Ministro del commercio con l'estero 20 gennaio 1997, n. 102, concernenti, rispettivamente, l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale e di livello dirigenziale non generale, è integrata come da allegato, che fa parte integrante del presente decreto. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 26 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitate la lettura delle disposizioni di legge alle quali è applicato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - La legge 7 agosto 1990, n. 241, reca: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo o di diritto di accesso ai documenti amministrativi". Gli articoli 2 e 4 così recitano: "Art. 2. - 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso. 2. Le pubbliche amministrazioni determinano per ciascun tipo di procedimento, in quanto non sia già direttamente disposto per legge o per regolamento, il termine entro cui esso deve concludersi. Tale termine decorre dall'inizio di ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda se il procedimento è ad iniziativa di parte. 3. Qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano ai sensi del comma 2, il termine è di trenta giorni. 4. Le determinazioni adottate ai sensi del comma 2 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti". "Art. 4. - 1. Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per regolamento, le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza l'unità organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale nonché dell'adozione del provvedimento finale. 2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti". - La legge 26 febbraio 1992, n. 212, reca: "Collaborazione con i Paesi dell'Europa centrale ed orientale". - L'art. 22 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 (Istituzione dell'albo delle camere di commercio italoestero o estere in Italia), così recita: "Art. 22 (Uso della denominazione ''camera di commerciò'). - 1. Oltre agli enti disciplinati dalla presente legge, possono assumere nel territorio nazionale la denominazione ''camera di commerciò' le associazioni cui partecipino enti ed imprese italiani e di altro Stato riconosciuto dallo Stato italiano, i cui amministratori cittadini italiani non abbiano riportato condanne per reati punibili con la reclusione e i cui amministratori cittadini stranieri siano in possesso di benestare della rappresentanza diplomatica dello Stato di appartenenza e abbiano ottenuto il riconoscimento di cui alla legge l luglio 1970, n. 518, ovvero siano iscritte in un apposito albo, disciplinato con decreto del Ministro del commercio con l'estero, di concerto con il Ministro degli affari esteri, tenuto presso la sezione separata di cui all'art. 1 dello statuto dell'Unioncamere, approvato con decreto dcl Presidente della Repubblica 31 dicembre 1985, n. 947. 2. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, tutti gli altri organismi che usino la denominazione ''camera di commerciò' e che non risultino disciplinati dalla presente legge sono tenuti a mutare la propria denominazione. In caso di inosservanza, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di lire cinque milioni ad un massimo di lire dieci milioni e, previa diffida a provvedere al mutamento di denominazione nei successivi trenta giorni, a tale mutamento si provvede con decreto del presidente del tribunale territorialmente competente, con oneri a carico degli amministratori". - La legge 23 agosto 1988, n. 400, reca: "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri". L'art. 17, comma 3, così recita: "3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro e di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere.