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In questa sfida ci sono e ci possono essere, secondo noi e secondo me, relazioni qualitative con alcuni Paesi europei, che possono non metterci nell' extrema ratio , nella condizione, che il senatore presidente Monti ci ha rappresentato, anche se capisco che, di fronte alla sfida politica determinante, per l'Italia e per l'Europa, ma soprattutto per l'intreccio Italia-Europa, utilizzare l'elemento del veto è una possibilità che è giusto prendere in considerazione. Troverei utile nel prosieguo del nostro confronto a livello europeo, intrecciare gli interessi esistenti con diversi Paesi europei per determinare un'agenda adeguata, investimenti adeguati e un bilancio pluriennale adeguato a questa scelta e a questa sfida. Non è interesse dei grandi Paesi europei immaginare una Europa che diventa incapace di misurarsi con queste sfide, che ci sono anche nella sua relazione, e con la competitività globale. Lo dico perché questi sono elementi che stanno a cuore e lo si vede nelle diverse dichiarazioni. Aggiungo un elemento che so essere presente e che vorrei mantenere nella risoluzione che impegna il Parlamento, anche rispetto alla vostra e alla sua azione. Presidente, non dimentichiamo che Von der Leyen, tra le tante cose che ha messo in fila, ne ha inserita una cui teniamo tutti particolarmente: è un'altra infrastruttura della scelta politica per rendere competitiva l'Europa, ossia il superamento del gender gap . È una questione che non riguarda solo le donne, ma segna qualitativamente la risposta necessaria agli interessi, alle aspirazioni e ai bisogni di un'Europa fatta da donne, da ragazze e da uomini, non soltanto come punto a latere . Concludo, Presidente, ribadendo una cosa che abbiamo sempre affermato e che per me è un fatto politico coerente e conseguenze. Vede, Presidente, qualcuno in quest'Aula ha detto che c'è una distinzione tra le fibrillazioni di questa fase e le politiche che ci devono vedere uniti fuori dall'Italia, in sede Europea. No: la stabilità di un Governo e il rapporto stretto tra le politiche di un Governo attuate in Italia costituiscono un elemento fondamentale di credibilità nel rapporto con l'Europa e nel negoziato in corso. Se il negoziato è complesso, la serietà di un Governo è esattamente quella: autorevolezza, credibilità e tenuta del Governo. So che lei ha un linguaggio di quelli che tengono insieme e che rasserenano - e devo dire che per questo l'apprezzo particolarmente, mentre non amo quando la battaglia attacca le persone, anziché misurarsi con le proposte politiche - ma la stabilità di un Governo è una delle precondizioni affinché il nostro negoziato sui temi importanti, che tutti discutiamo, possa essere vincente. L'autorevolezza infatti è parte decisiva della politica di un Paese. (Applausi dai Gruppi PD e Misto-LeU) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, innanzitutto ricordiamo all'Assemblea che la riunione del 20 febbraio sarà molto importante e il settore dell'agricoltura guarderà con molta attenzione a quanto verrà deciso in quella giornata. Proprio per questo motivo, Presidente, ci piacerebbe capire qual è la strategia di questo Governo in Europa. Infatti, se da un lato abbiamo il presidente Conte che rilascia dichiarazioni pubbliche e anche in quest'Aula dice che è di vitale importanza non ridurre i finanziamenti (ma un conto è dire le cose sui giornali o in Aula e un altro è andare in Europa), dall'altro lato, tutte le previsioni e gli indicatori ci parlano di tagli all'agricoltura, che quindi vanno in senso opposto rispetto a quello che sta dicendo in questo momento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il taglio previsto per il 2020 è di 2,7 miliardi di euro, con una riduzione del 14 per cento degli stanziamenti medi; gli aiuti diretti al primo pilastro riscontrano un -10 per cento; i finanziamenti allo sviluppo rurale un -25 per cento. Signori, è gravissimo. Quindi, presidente Conte, la domanda che le rivolgiamo subito è: cosa farà l'Italia? Subiremo a testa bassa, come è uso e consuetudine, o faremo qualcosa per portare a casa un risultato? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nello specifico, se andiamo a vedere la politica agricola comune dei prossimi anni ed entriamo nel tema, il 40 per cento dei contributi PAC sarà vincolato all'ambiente. Bene, visto che si parla sempre più di ambiente e visto che si parla di agricoltura legata all'ambiente; ma sappiamo tutti - tutti coloro che si occupano di agricoltura - che il rispetto dell'ambiente comporta costi aggiuntivi per gli agricoltori, sono quindi necessarie risorse finanziarie adeguate per innovazione e investimenti. La maggiore sostenibilità aziendale si ottiene solo mantenendo invariata la dotazione del bilancio agricolo. La domanda che le rivolgiamo è: siete in grado di spiegarlo all'Europa? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Siete in grado di spostare verso l'agricoltura l'attenzione di un bilancio apparentemente già deciso, che ha la mission di penalizzare l'agricoltura? Lo evidenzio: penalizzare l'agricoltura. Spieghiamo una cosa. Questa PAC penalizzerà l'Italia, Presidente, riducendo il divario esistente tra gli importi degli aiuti diretti erogati nei diversi Stati membri. La convergenza esterna deve essere combattuta al 100 per cento, senza se e senza ma. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È una palese e legalizzata concorrenza sleale a favore degli Stati dell'Est, che hanno meno costi di produzione, nei confronti di Paesi come l'Italia che ha più costi e più qualità. Lo vogliamo aiutare questo benedetto made in Italy , non solo a parole ma anche con i fatti, o dobbiamo riempire le pagine dei giornali e basta? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Una questione importante da portare in Europa sono i piani strategici nazionali. (Richiami all'attenzione del Presidente del Consiglio da parte dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non fa niente, colleghi, il nostro Presidente del consiglio sa tutto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE.Vi pregherei di non suggerire un ascolto che non è obbligatorio. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Non è un problema, signor Presidente, parlo all'Assemblea. I piani strategici nazionali, così come li vuole l'Europa, vanno ad intaccare la competenza delle Regioni sui fondi europei, competenza garantita dalla nostra Costituzione e che l'Europa non può ignorare. Il commissario all'agricoltura Hogan ci aveva dato la sua disponibilità. Le chiediamo, Presidente, di andare in quella direzione perché almeno la Costituzione della Repubblica italiana venga rispettata dall'Europa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidente, siamo molto preoccupati dalla vostra incapacità di tutelare il made in Italy a livello internazionale. Innanzi tutto, ci sono i dazi degli Stati Uniti. È vero che nella seconda fase non sono stati aggiunti altri prodotti, ma i dazi del 25 per cento su formaggi, salumi, aperitivi e liquori non sono stati tolti.