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Signor Presidente, intervengo con piacere in dichiarazione di voto, perché oggi, con l'approvazione di questo disegno di legge a mia prima firma, arricchito dal valido contributo di più colleghi, tagliamo un importante traguardo, portando a compimento un percorso durato solo poche settimane, grazie all'intesa tra tutti i Gruppi. Si tratta di uno dei pochi disegni di legge di iniziativa parlamentare approvati e questo la dice lunga su come si debba migliorare, invertendo la tendenza. Il Parlamento torna a svolgere il ruolo affidatogli dalla Costituzione, occupandosi e modificando di propria iniziativa alcune anacronistiche disposizioni del nostro ordinamento. La semplificazione e la digitalizzazione previste da questo testo riguardano tutte le procedure preelettorali, ma ancor più importante è il fatto che l'approvazione di questo disegno di legge segni l'adozione - oserei dire - del modello 5 Stelle. Adesso i partiti non avranno più scuse. Infatti, tra le tante migliorie, le forze politiche potranno richiedere il certificato penale prima di candidare gli aspiranti: modello 5 Stelle! (Applausi) . Noi da sempre facciamo così; non è mai troppo tardi per seguirci in questi percorsi e vi diamo il benvenuto. Come ho già espresso in sede di discussione generale, l'approvazione di questo disegno di legge non può considerarsi un risultato scontato, perché esso semplifica, senza colore politico, un tema non eticamente impegnativo, come invece lo sono, senz'altro, l'eutanasia e la cannabis terapeutica, di cui quest'Assemblea dovrebbe presto occuparsi. È un disegno di legge semplice, ma ciononostante, senza la mia insistenza, l'impegno del relatore, senatore Vincenzo Garruti, il sostegno di tutti, a partire dal presidente della 1 a Commissione, senatore Dario Parrini, del senatore Luigi Vitali e della capogruppo, senatrice Maria Laura Mantovani, e i consigli del presidente, senatore Roberto Calderoli, saremmo ancora lontani dalla sua approvazione. Infatti, se dal lato politico abbiamo trovato ampie sponde da parte anche dei nostri Sottosegretari, in primis Carlo Sibilia, che ha seguito il provvedimento, non posso che rilevare il solito ostracismo burocratico da parte di talune strutture ministeriali, che molto spesso tentano di rallentare le forti istanze di cambiamento provenienti dalla società civile, anche per il tramite della politica. Sarebbe bene allora rimarcare la tanto declamata separazione tra politica e amministrazione, oggetto di numerosi interventi legislativi, ma ancora oggi non del tutto attuata. È inaccettabile quest'ostracismo. Considerando che le dichiarazioni di voto hanno valenza di atto preparatorio, è stato presentato un emendamento, appena approvato, per introdurre il termine di cinque giorni per consentire al tribunale di trasmettere i certificati al richiedente, con l'auspicio che i tribunali utilizzino per la consegna dei certificati tutti i canali telematici a loro disposizione, a partire dalla PEC, recependo il parere della Commissione referente. Tornando però alle semplificazioni in discussione, è chiaro che sulla medesima materia si può fare ancora di più. Mi riferisco ad altre proposte già depositate, che avremo l'occasione di tradurre presto in norme concrete, come, ad esempio, l'Atto Senato 862, un disegno di legge a prima firma della senatrice Felicia Gaudiano, elaborato per scongiurare comportamenti fraudolenti posti in essere da rappresentanti di lista, volti ad esprimere più volte il proprio voto nell'ambito della medesima consultazione elettorale. Mi riferisco anche all'emendamento 5.1, presentato dal senatore Sergio Vaccaro, che, se approvato, avrebbe introdotto ulteriori semplificazioni nel procedimento di nomina degli scrutatori. Signor presidente Parini, come ha detto poco fa, raccolga la sfida e chiudiamo insieme anche su queste osservazioni, senza indugio. In conclusione, mi auguro adesso che anche la Camera dei deputati mostri la stessa sensibilità sul tema e proceda in tempi altrettanto brevi alla definitiva approvazione di questo disegno di legge. Esso dev'essere operativo per le elezioni amministrative suppletive del prossimo autunno, altrimenti tutto il nostro impegno verrebbe vanificato. Concludendo, felici per il lavoro svolto da questo ramo del Parlamento, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Semplificazione in materia di procedimenti elettorali». (Segue la votazione). (Brusio) . Alcuni senatori lamentano il malfunzionamento del proprio dispositivo di votazione. Li invito a cambiate postazione o a segnalarlo successivamente, affinché i loro voti siano messi a verbale. Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Discussione dalla sede redigente e approvazione del documento: Doc Doc. XXII, n. 32 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul settore del gioco pubblico in Italia e sul contrasto del gioco illegale MARINO ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del documento XXII, n. 32. Il relatore, senatore Pittella, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PITTELLA, relatore . Signor Presidente, colleghi, non deve sorprendere l'istituzione di una Commissione di inchiesta nella materia del gioco. Anzi, testimonia la grande attenzione della politica rispetto ad un settore caratterizzato da molti aspetti, che giustificano punti di vista differenziati, se non addirittura antitetici. Il mestiere della politica è proprio questo: ascoltare, verificare le diverse posizioni e poi tentare di fare una sintesi. Questo schema operativo è già stato messo in campo dalla Commissione finanze nell'esaminare il documento presentato dai senatori del Gruppo Italia Viva, a prima firma del collega senatore Marino. La Commissione ha condiviso da subito l'iniziativa, concentrando la fase emendativa sulle disposizioni che potevano indurre in un errore di prospettiva. L'oggetto dell'inchiesta non è il gioco pubblico in Italia, ma il gioco illegale e le eventuali disfunzioni del gioco pubblico. Infatti, è opinione prevalente e condivisa, anche tra i Gruppi parlamentari più critici e sensibili alle conseguenze sociali della diffusione del gioco d'azzardo, che il comparto del gioco è una componente economica e produttiva importante, con profili occupazionali e di gettito erariale meritevoli di grande attenzione e certamente non può essere oggetto tout court di un'inchiesta parlamentare o amministrativa, anche in relazione all'esecuzione delle concessioni, anche verificando l'eventuale verificarsi di sovrapposizioni e antinomie nell'azione di contrasto al gioco illegale. Particolare attenzione sarà posta nell'evitare che i compiti dell'istituenda Commissione possano sovrapporsi a quelli di altri organismi di inchiesta, in particolare con la Commissione antimafia, il cui lavoro di approfondimento è precipuamente indirizzato a un'azione di contrasto della criminalità organizzata. È stata poi prestata attenzione ad alcune preoccupazioni sollevate in particolare da alcuni colleghi del Gruppo MoVimento 5 Stelle.