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Le conseguenze ambientali sono catastrofiche e sotto gli occhi di tutti; ognuno di noi ha potuto vedere le cosiddette isole di plastica che si incontrano nei mari e negli oceani. Questa emergenza naturalmente non riguarda tutta l'Italia, ma tutto il mondo e vogliamo sperare che noi, attraverso la legge al nostro esame, saremo lo Stato capofila della tutela importante dei mari e degli oceani. La cosiddetta legge SalvaMare che stiamo approvando oggi consente ai comandanti di navi o ai semplici conducenti di natanti di recuperare in mare i rifiuti e, una volta a terra, portarli nell'impianto portuale di raccolta. Facendo parte della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, io giro per i porti e i pescatori mi raccontano che in mare raccolgono tanti rifiuti e tanta schifezza, che però, molte volte, arrivati nei porti, sono costretti a ributtare, perché, trattandosi secondo le norme vigenti di rifiuti speciali, si trovano imbottigliati e non sanno cosa fare. Tale problema è stato risolto con questa legge. Una volta infatti che questi rifiuti saranno arrivati sulla terraferma, verranno portati in strutture di raccolta che i Comuni faranno presso ogni porto. Se invece le imbarcazioni o i natanti sono fuori dalle aree portuali, sarà cura dei Comuni creare punti di gestione di questi rifiuti nelle vicinanze dei luoghi e delle aree dove i natanti sono attraccati. Inoltre, il comandante della nave o il conducente del mezzo che approda in un piccolo porto, anche non commerciale, dovrà portare i rifiuti accidentalmente pescati presso gli impianti portuali di raccolta integrati dal sistema di gestione dei rifiuti comunali. È necessario sottolineare - e lo dico loro da questa sede - che tutto questo non ha un costo economico per i pescatori. È questo quindi un deciso passo avanti nella salvaguardia del mare, è una legge di civiltà. I rifiuti pescati accidentalmente in mare o prodotti dall'attività della pesca, come dicevo, non vengono più considerati speciali, ma possono essere conferiti al pari di tutti gli altri rifiuti, anziché essere buttati di nuovo a mare. La legge è orientata soprattutto a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute. Infatti, per combattere i cambiamenti climatici è anche essenziale mantenere in salute questo importante ecosistema, che, come sappiamo, va a regolamentare dei meccanismi fondamentali per l'esistenza stessa del pianeta. Non solo: la legge SalvaMare andrà a determinare inoltre anche l'orientamento e l'educazione delle future generazioni, dei ragazzi e delle ragazze cui nei prossimi decenni spetterà il compito di preservare le acque del nostro pianeta. Per questo, tra le misure previste dalla legge, c'è anche la promozione nelle scuole di ogni ordine e grado, a cominciare dalla scuola primaria, di attività educative finalizzate non solo a sensibilizzare sul tema, ma a creare nei bambini, futuri giovani e futuri abitanti del pianeta, la consapevolezza e la coscienza di quanto sia importante preservare il pianeta. In concreto, la volontà di questa legge, accanto alla tutela di un importante ecosistema, è di proporre anche all'interno delle scuole percorsi divulgativi in merito alla corretta pratica di conferimento dei rifiuti, del recupero e riuso dei beni di consumo e dello smaltimento dei prodotti a fine ciclo. Non dovrebbero mancare, infine, lezioni in merito alla riduzione dell'utilizzo della plastica e ai sistemi di riutilizzo disponibili. Io sostengo sempre, in base alle mie poche competenze, che l'evoluzione della società e del sistema educativo deve passare necessariamente per l'educazione e l'evoluzione del pensiero. Per quanto detto, annuncio e dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo CAL-A-PC-IdV) . CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, signora Sottosegretario, gentili colleghe e cari colleghi, siamo arrivati al termine di questa discussione. Ruberò molto meno dei dieci minuti a mia disposizione, perché di questo argomento abbiamo parlato a lungo e molto bene. Abbiamo ben capito l'importanza di questo provvedimento, che, come ho già avuto modo di dire, arriva in ritardo, ma arriva e anche l'ulteriore ritardo che stiamo affrontando oggi era comunque necessario, perché adeguarsi alla normativa europea è indispensabile affinché la legge stessa abbia un buon esito finale. Non si parla mai troppo della necessità di un mare pulito. Noi siamo anche fortunati e chi vi parla è fortunato due volte, perché vive in Sardegna, un'isola circondata dal mare, dove, grazie alle correnti, il mare si è mantenuto estremamente pulito. Dobbiamo però fare i conti con la realtà diffusa in tutto il mondo e anche nel Mediterraneo, in Sardegna, dove sappiamo che purtroppo è stato trovato un balenottero spiaggiato - che poi è il simbolo del significato di questa legge - nello stomaco del quale è stato rinvenuto di tutto, compreso circa un metro di corrugato per i fili dell'energia elettrica, per un totale di 23 chilogrammi di plastica. Non facciamo i conti con quello che produce questa plastica: ci scandalizziamo per questo grande quantitativo, ma non pensiamo agli effetti, che sono quelli rivelati circa un mese fa, quando è emerso che purtroppo nel sangue di esseri umani sono state trovate particelle di plastica, ovviamente infinitesimali, frutto dell'ingestione di carni di pesci nelle quali tali particelle infinitesimali sono appunto presenti. Ciò produce ovviamente danni devastanti, perché si tratta di sostanze assolutamente nocive. È quindi di grandissima importanza questo provvedimento sotto il profilo della necessità di provvedere alla pulizia del mare. Lo ripeto: il Mediterraneo è ancora, più o meno, un'area felice, se pensiamo che in altre parti della Terra ci sono isole galleggianti che hanno un'estensione maggiore della Francia, della Germania e della Spagna messe insieme. Possiamo quindi avere un'idea di che cos'è l'inquinamento da plastica nel mondo. Questo provvedimento, però, è molto, molto importante anche per un altro effetto: consente ai pescatori di diventare operatori ecologici del mare, di recuperare quei rifiuti che talvolta, per timore di sanzioni, vengono addirittura ributtati in mare oppure portati a riva nascostamente e non si sa bene che fine facciano. Oggi diamo la patente di operatori ecologici anche ai pescatori, che avranno la possibilità di recuperare questo materiale, di non buttarlo via e di conferirlo poi ai punti di raccolta che dovranno essere istituiti in tutti i porti. È questo il senso del rinvio alla Camera. È un provvedimento estremamente importante anche per questo motivo, perché pone fine a una serie di ingiustizie che erano state commesse e scongiura ulteriore inquinamento, per i motivi di cui vi ho appena parlato. L'ultimo effetto è quello - finalmente - dell'educazione e della prevenzione. Ripeto spesso che nei nostri provvedimenti si sta badando molto più alla prevenzione; ci sono argomenti dei quali si è parlato per anni e non abbiamo mai fatto nulla nel campo della prevenzione.