[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 6, comma 3, 8, comma 3, 9, 10 e 24 della legge Regione Toscana 26 luglio 2002, n. 29, recante “Modifiche alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinanti) e successive modificazioni e modifiche alla legge regionale 29 luglio 1996, n. 60 (Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui all'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549) e successive modificazioni”, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 28 settembre 2002, depositato in cancelleria l'8 ottobre 2002 ed iscritto al n. 63 del registro ricorsi 2002. Visto l'atto di costituzione della Regione Toscana; udito nell'udienza pubblica dell'11 novembre 2003 il Giudice relatore Ugo De Siervo; uditi l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Mario Loria per la Regione Toscana.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 28 settembre 2002 e depositato in cancelleria l'8 ottobre 2002 ed iscritto al n. 63 del registro ricorsi 2002, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha proposto questione di legittimità costituzionale degli articoli 6, comma 3, 8, comma 3, 9, 10 e 24 della legge della Regione Toscana 26 luglio 2002, n. 29, recante “Modifiche alla legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati) e successive modificazioni e modifiche alla legge regionale 29 luglio 1996, n. 60 (Disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi di cui all'art. 3 della L. 28 dicembre 1995, n. 549), e successive modificazioni”, per violazione degli articoli 114, 117 e 120 della Costituzione. Secondo il ricorrente, tali disposizioni - al cui contenuto non è fatto alcun riferimento - contrasterebbero con l'art. 120 della Costituzione, per il fatto che quest'ultimo, al secondo comma, attribuisce al Governo il potere di sostituirsi agli organi delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nei casi indicati e riserva alla legge il compito di definire le relative procedure, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di leale collaborazione. Tale previsione, le “solenni” disposizioni contenute nell'art. 114 della Costituzione, nonché l'attribuzione alla potestà legislativa esclusiva dello Stato, ad opera dell'art. 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, della materia “organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”, l'esigenza di una disciplina unica o fortemente coordinata delle modalità di esercizio dei poteri sostitutivi, costituirebbero tutti argomenti concordemente concludenti nel senso di far ritenere che la legge cui l'art. 120 della Costituzione demanda la disciplina dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali sarebbe soltanto quella dello Stato. Su queste basi il ricorrente ha concluso affinché questa Corte dichiari l'illegittimità costituzionale delle disposizioni censurate. 2. - Si è costituita in giudizio la Regione Toscana, chiedendo che la questione sollevata nel ricorso sia dichiarata inammissibile e infondata. 3. - In prossimità dell'udienza ha presentato memoria l'Avvocatura dello Stato, ribadendo le ragioni proposte a sostegno della lamentata illegittimità costituzionale delle disposizioni regionali impugnate. La parte ricorrente evidenzia come alle Regioni e allo Stato sia conferita dalla Costituzione la “facoltà di scelta tra l'esercizio in proprio di determinate competenze, pur con onere di motivazione, e il loro affidamento stabile al livello locale”: ciò che invece sarebbe precluso è una “delega sub condicione di funzioni, che preveda strumenti correttivi nelle mani della Regione ove l'operato dell'ente attributario non sia gradito”. In base a tali premesse, sarebbe necessario concludere che le disposizioni costituzionali, ed in particolare l'art. 120, affidino il potere di sostituzione soltanto allo Stato, circoscrivendo rigorosamente i motivi per i quali tale potere può essere attivato. Quindi, secondo la difesa erariale, dovrebbe “del tutto escludersi la configurabilità di un potere sostitutivo autonomo della Regione, qualsiasi sia l'ambito amministrativo de quo, dovendo in ogni caso optare l'Ente regionale per l'esercizio di competenze in proprio oppure per l'affidamento a Comuni e Province”. 4. - Anche la Regione Toscana, in prossimità dell'udienza, ha depositato una memoria difensiva, nella quale viene dato conto, anzitutto, del contenuto delle disposizioni della legge regionale n. 29 del 2002 oggetto dell'impugnazione da parte dello Stato. In particolare, l'art. 6, comma 3, aggiunge il comma 7-bis all'art. 20 della legge regionale n. 25 del 1998, prevedendo che la Regione possa provvedere mediante commissario - ai sensi della legge regionale 31 ottobre 2001, n. 53 (Disciplina dei commissari nominati dalla Regione) - alla sostituzione di Province e Comuni che non adempiano ai compiti loro attribuiti e, precisamente, all'approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati nonché alla predisposizione dell'anagrafe dei siti da bonificare. L'art. 8, comma 3, sostituisce il comma 3 dell'art. 21 della legge regionale n. 25 del 1998, prevedendo la possibilità per il Presidente della Giunta regionale di provvedere, mediante la nomina di un commissario ai sensi della legge n. 53 del 2001, all'emanazione di atti per sopperire a situazioni di necessità e urgenza, indipendentemente dalle previsioni dei piani vigenti, per garantire lo smaltimento dei rifiuti e la realizzazione degli impianti a ciò destinati. L'art. 9 della legge impugnata sostituisce l'art. 22 della legge regionale n. 25 del 1998, prevedendo che la Regione possa esercitare, per l'approvazione dei piani provinciali, i poteri sostitutivi di cui alla legge regionale 1° dicembre 1998, n. 88 (Attribuzione agli Enti locali e disciplina generale delle funzioni amministrative e dei compiti in materia di urbanistica e pianificazione territoriale, protezione della natura e dell'ambiente, tutela dell'ambiente dagli inquinamenti e gestione dei rifiuti, risorse idriche e difesa del suolo, energia e risorse geotermiche, opere pubbliche, viabilità e trasporti conferite alla Regione dal d.lgs.