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Il comma 3 assegna al commissario unico, come disposto in sede referente, una struttura di supporto, composta al massimo di dodici membri appartenenti alle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che cessa al termine del mandato del commissario unico. L'articolo 7 riconosce, in via sperimentale, un contributo a fondo perduto a favore di esercenti commerciali di vicinato o di media struttura, per incentivare la vendita di detergenti o prodotti alimentari sfusi o alla spina. Si precisa che il contenitore offerto dall'esercente non dovrà essere un contenitore monouso. Un'ulteriore modifica propone che il contributo possa essere utilizzato anche per l'apertura di nuovi negozi esclusivamente dedicati alla vendita di prodotti sfusi. La Commissione propone che possano essere utilizzati contenitori di proprietà del cliente a determinate condizioni. In sede referente si è proposta la possibilità di elevare il limite di spesa - modificando di conseguenza la norma di copertura - a 22 milioni di euro. Si propone inoltre di estendere ulteriormente il beneficio in esame alle imprese agricole che svolgano l'attività di vendita disciplinata dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 228 del 2001. Tale articolo 4 prevede che gli imprenditori agricoli singoli o associati - iscritti nel registro delle imprese - possano vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità. Il decreto ministeriale dovrà tra l'altro prevedere specifiche verifiche che permettano di rilevare che l'attività di vendita in parola sia svolta per un periodo minimo di tre anni, a pena di revoca del contributo. Con l'approvazione dell'emendamento 8.0.10, la Commissione in sede referente propone l'introduzione di un nuovo articolo 8- bis . Esso prevede che le disposizioni in esame si applichino alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con le norme dei rispettivi Statuti e le relative disposizioni di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale n. 3 del 2001. Questo è il primo passo verso la solida impalcatura che il Governo sta realizzando per la transizione ecologica, la cura della nostra casa comune, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, il miglioramento della qualità dell'aria che respiriamo, con il bonus mobilità, la piantumazione di migliaia di alberi, i commissari che avranno una serie di risorse per il lavoro continuo che effettuano sulle discariche abusive e per la depurazione delle acque. La vendita di prodotti sfusi è un'altra ottima e fondamentale azione per diminuire gli imballi, fonte primaria della plastica che si diffonde nel nostro ambiente. Questo è il primo passo, che sarà seguito dalla legge di bilancio e dal collegato ambientale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Martelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. MARTELLI, relatore di minoranza . Signor Presidente, come introduzione mi sono abbastanza riconosciuto nella relazione della relatrice di maggioranza, fino alla parte finale, nella quale ha magnificato i contenuti di questo decreto-legge; evidentemente a me manca la seconda parte del decreto-legge e adesso vado a spiegare il perché, svolgendo la mia relazione. Innanzitutto vorrei partire dal testo del decreto-legge, i cui articoli occupano otto pagine; ciò significa che il provvedimento, immeritatamente denominato decreto clima, presenta un problema: forse non abbiamo un'emergenza climatica. Ciò detto, vorrei scorrere il contenuto di vari articoli ponendo l'attenzione specificamente sul profilo dei finanziamenti, perché la bontà di un intervento in materia ambientale deve essere misurata anche dalla quantità di denaro messa in campo per l'attuazione delle misure, in particolar modo da quelle poste in essere l'anno successivo, nel bilancio 2020, perché qualunque stanziamento per anni successivi può essere nuovamente cambiato in sede di legge di bilancio; pertanto, paradossalmente si potrebbero anche stanziare 10 miliardi per il 2030, tanto non ci arriveremo mai. È stato giustamente detto che il decreto-legge in esame va a coprire ben tre procedure europee d'infrazione aperte, una delle quali è già stata chiusa con condanna, quindi più propriamente le norme del presente provvedimento avrebbero dovuto essere inserite nella legge europea, che viene utilizzata per chiudere le procedure europee di infrazione. Io non sono un grande fan delle procedure europee di infrazione, ma non essendo in maggioranza devo accettare che essa ritenga di doverle chiudere; ad ogni modo si tratta di procedure di infrazione. È stato giustamente detto che esse riguardano la qualità dell'aria nella Pianura Padana e segnatamente due tipi di inquinanti, il biossido di azoto (NO 2 ) e il particolato fine, cioè le famose polveri sottili (PM10, PM2,5 e inferiori). La procedura europea d'infrazione richiedeva di fare delle azioni, che sono state coordinate (quindi non vengono dal decreto-legge in esame) e concordate con la Commissione europea in un incontro che si è concluso e formalizzato nel giugno 2019, quindi di fatto vengono già da un accordo, non sono nostre. Queste misure contengono alcune azioni, come l'adozione di un bonus mobilità per cercare di ridurre l'utilizzo del mezzo di trasporto privato nonché di un bonus mobilità che riguarda la sostituzione del parco veicoli a disposizione del trasporto studentesco (cioè da casa verso la sede scolastica); le misure contengono poi azioni di piantumazione presenti in vari articoli del provvedimento in esame. L'articolo 1, come è stato giustamente detto dalla relatrice, introduce i concetti molto importanti di Programma nazionale di contrasto ai cambiamenti climatici e di tavolo permanente per il monitoraggio. Il problema è che tali iniziative sono senza oneri, cioè la frase maggiormente ricorrente nel decreto-legge in discussione è la seguente: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Poi andrò a dettagliare anche la quantità di denaro messa in campo soprattutto nel bilancio 2020, ma i saggi insegnano che dove non c'è onere non c'è incisività, quindi l'assenza di finanziamenti cospicui determina di per sé una debolezza dell'intervento. L'articolo 2 riguarda il bonus mobilità e dispone l'erogazione di un bonus fino a 500 euro per la rottamazione di veicoli particolarmente inquinanti quali, segnatamente, i motocicli con ciclo a due tempi senza catalizzatore, o fino a 1.500 euro per gli autoveicoli maggiormente inquinanti, quindi quelli di classe di omologazione fino a Euro 2. Vorrei aprire una parentesi anche su questo, perché secondo me il compito del relatore deve essere anche quello di spiegare nel dettaglio determinate questioni che spesso vengono fatte passare senza chiarimenti.