[resaula]

La mia domanda è, dunque, se siamo sicuri che stiamo facendo tutto in modo giusto. Siamo sicuri di essere infallibili o che il Governo sia infallibile, o forse serve un confronto, anche scientifico, che è importante e non c'è mai stato? Il Comitato tecnico-scientifico è il nuovo tempio e Locatelli e company sono i sacerdoti della nuova religione. Molti esperti avevano chiesto un confronto anche sul tema delle cure precoci, che sarebbe potuto essere un'arma in più. Niente: porta sbarrata e censura. Figuriamoci: si arriva persino a voler censurare la trasmissione «Report» e ciò la dice lunga su quello che sta succedendo in questo Paese. (Applausi) . Chiedo scusa. Guai a dissentire! Del resto - come ci spiega la storia - la scienza per poter essere tale si deve nutrire di dubbi, domande e informazioni ed evitare soprattutto che sia accentrata nelle mani delle multinazionali e diventare un dogma. È giusto ciò che ha detto il presidente Mattarella: no a derive antiscientifiche. Lo sottoscrivo e lo condivido, ma aggiungerei anche: no a derive scientiste, che è un'altra cosa ed è giusto sottolineare. C'è poi una cosa che mi disgusta. Sono contento che la collega Fedeli dica di avere rispetto per le idee degli altri. Non condivido l'intervento della senatrice Granato, ma io ho la cultura di rispetto delle idee degli altri e mi ha un po' disgustato - glielo dico, collega Fedeli - sentire certe affermazioni che mi fanno rabbrividire, soprattutto dopo anni di lezioni su come combattere le discriminazioni, tutelare le minoranze e cercare in tutti i modi di contrastare l'odio; abbiamo addirittura istituito una Commissione. Ho ascoltato tante dichiarazioni tese a negare le cure e l'assistenza legale ai non vaccinati, oppure a togliere loro la patria potestà o a prevedere il lockdown solo per loro. Addirittura un'azienda mette i non vaccinati a lavorare nel deposito. Ma siamo sicuri che sono questi i messaggi che dobbiamo dare alla popolazione, cercando di convincere le persone a vaccinarsi e della bontà delle nostre idee? (Applausi) . Io ho i brividi. Non si può dire: lascio libertà di scelta ma, se scegli di non vaccinarti, ti devo ostacolare e addirittura arrivo a perseguitarti. Ciò non fa parte della cultura democratica del nostro Paese. (Applausi) . Anzi, penso che stiamo andando verso un imbarbarimento della società. Altro che solidarietà, carità e tante altre parole. Non stiamo forse un po' esagerando? È un po' come il tema della pandemia dei non vaccinati. Stiamo attenti anche qui perché, tra l'altro, coloro che si controllano di più sono proprio quelli che fanno il tampone. Stamattina, in una trasmissione televisiva, ho sentito il Presidente della Regione Marche sostenere che la metà dei contagi nella Regione riguarda persone vaccinate. Io sono vaccinato e il consiglio che dò a tutti i vaccinati è di fare un po' di tamponi in più, continuare a mettere la mascherina e smettere di andare in giro pensando che si può fare ciò che si vuole solo perché si è vaccinati. (Applausi) . Anche noi, infatti, possiamo contribuire a diffondere il contagio. Dobbiamo essere seri, anche da questo punto di vista, nei messaggi e nella comunicazione, anche perché - sinceramente - chi ha paura del non vaccinato è il primo che mette in dubbio l'efficacia dei vaccini. Io sono vaccinato e non ho paura di chi non è vaccinato; casomai è lui che deve avere paura e non io. Oggi chi teme di più il non vaccinato? Proprio chi ha spacciato il vaccino come se fosse una pozione magica. Solo che, anziché rasserenare il clima cercando di ascoltare qualche suggerimento e consiglio - calmiamoci, lavoriamo e vacciniamoci - in realtà si rischia di alimentare ulteriormente la divisione. Adesso si parte infatti alla carica con il vaccino per gli under dodici. Altro che regolamentare le manifestazioni e vietarle nei centri! Ciò susciterà ulteriori divisioni nel Paese e nelle famiglie e un aumento delle tensioni e dei problemi. In tema di scuola, chiedo al Governo come mai non si è partiti con i test salivari. Il tracciamento promesso è svanito nel nulla e i test salivari autorizzati dall'Istituto superiore di sanità nel mese di maggio, adesso, dopo essere stati autorizzati, vengono ritenuti assolutamente inattendibili. Quello sarebbe stato lo strumento per fare test a tappeto e controllare le scuole senza parlare direttamente di vaccini. (Applausi) . Così rischiamo di regalare un altro argomento ai no vax . Qualcuno si chiederà come mai nelle scuole non sono stati fatti i test e c'è chi potrà rispondere: forse perché volevano vaccinarli? Così si alimentano solo dubbi. Questo è il punto. Quanto agli esperti, anche oggi in una trasmissione televisiva è stato detto che da loro si leva un coro unanime sulla sicurezza e sul fatto che i bambini under dodici nella fascia sei-undici anni, debbano essere vaccinati, ma a me non risulta. A tal proposito, consegnerò un elenco di tutti gli esperti, anche abbastanza famosi, cui si è fatto riferimento in questi anni di pandemia, che dicono esattamente il contrario. Crisanti dice che servono dati prima di toccare i bambini di quell'età, che una sperimentazione su 2.200 soggetti dice poco e che ce ne vorrebbero almeno 30 o 40.000. Burioni dice che lo studio condotto secondo lui è criticabile, perché è stato eseguito su un numero troppo esiguo di soggetti. Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani, dice che il punto è sempre il calcolo tra rischi e benefici e che la strategia corretta è evitare il rischio quando, anche se basso, non è indispensabile e che, se un bambino ha già di suo delle altre patologie, conviene vaccinarlo; se invece è sano, non vede la necessità di vaccinarlo. Sergio Bernasconi, ordinario di pediatria e già direttore dell'università di Modena e di Parma, dice che storicamente prima di vaccinare si sono sempre valutati i rischi e i benefici e, se questi ultimi sono superiori agli effetti avversi, si vaccina. Un tempo si discuteva se rendere obbligatorio il siero contro il morbillo, ma le encefaliti causate da quel virus si vedevano, così pure i bimbi malati di poliomelite o di difterite e non c'erano dubbi sul vantaggio maggiore che avrebbero avuto dal vaccino. Per il Covid, invece, non ci sono ancora dati chiari su rischi e benefici nei bambini. Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di medicina dell'università statale di Milano - non sto citando no vax o chissà quali fenomeni che ci sono in giro - dice che vaccinare i bambini non è la priorità, tranne che per le categorie a rischio. C'è un appello pubblicato su «il Fatto Quotidiano» di molti medici e studiosi di Oxford che invitano a limitare la vaccinazione solo ai soggetti vulnerabili. John Ioannidis, uno degli epidemiologi più citati al mondo, in un articolo sui bambini ha mostrato che in Italia e in Europa i decessi per Covid-19 dei minori sono pari a circa tre per milione. I rischi a lungo termine dei nuovi vaccini anti-Covid sui bambini sono invece al momento sconosciuti e conclude l'appello di medici e di esperti: