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milioni di persone, lo scorso 1° aprile, hanno trascorso la notte in bianco, nell'infruttuoso tentativo di ottenere la somma di spettanza, peraltro, già inadeguata ed insufficiente rispetto alla portata della crisi che va profilandosi; molti di loro hanno subito inoltre un'indebita esposizione dei propri dati sensibili per effetto dei malfunzionamenti descritti, determinando l'emersione di gravissimi criticità sul piano del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che comunque impongono ulteriori e successive valutazioni sulla idoneità dello Stato e delle sue strutture amministrative a tutelare la riservatezza dei dati personali dei cittadini; si è assistito ad un tracollo organizzativo, comunicativo, informatico, con la conseguenza che all'incertezza economica che già moltissime persone stanno vivendo (con la sensazione di essere considerati gli ultimi degli ultimi, con l'ansia di sapere se e quando riusciranno a tornare al lavoro), si aggiunge la beffa e la frustrazione dell'inutile tentativo di accedere ad un portale istituzionale inadeguato, si chiede di sapere: se ed entro quale termine urgente, i Ministri in indirizzo, ciascuno in relazione alle proprie competenze ed eventualmente anche in modo congiunto, ritengano di poter addivenire al più celere superamento e alla risoluzione delle numerose falle emerse negli scorsi giorni e di concorrere ad un ripristino di una funzionalità normale di una infrastruttura amministrativa e informatica di cruciale importanza per la tenuta economica del nostro Paese in questa delicatissima fase; quali indagini abbiano avviato rispetto all'attacco informatico ad opera di hacker di cui ha riferito il presidente dell'INPS e se gli esiti delle stesse abbiano già consentito di identificarne origine ed autori, ed in particolare, quale sia la valutazione degli stessi in ordine ai protocolli di sicurezza e prevenzione da questo tipo di attacchi, alla evidente vulnerabilità del sistema informatico, al rischio del reiterarsi di simili attacchi e alla capacità dello Stato di tutelare e difendere la riservatezza dei dati e in generale, la sicurezza dei cittadini. Atto n. 4-03115 LA PIETRA Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute, dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: secondo recenti notizie, riportate su molti giornali on line oltre che sui quotidiani locali regionali, si sono riscontrate gravi incongruenze nei dati relativi all'andamento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, comunicati alla Protezione civile e ad altri soggetti competenti, da parte della Regione Toscana e del Servizio sanitario della Toscana; in particolare, si riscontra una differenza tra i numeri comunicati dai vari enti ai soggetti deputati, sia con riferimento al numero dei contagiati che dei decessi, con divergenze che, nel solo comprensorio di Prato, raggiungono decine di unità rispetto a quelli comunicati dalla ASL competente; a titolo esemplificativo, si riportano alcuni dati, rilevati dalla stampa locale: al 24 marzo 2020, per la Regione Toscana il numero di nuovi contagiati è pari a 22 persone, mentre per la ASL Toscana Centro i nuovi contagiati sono 18; al 1° aprile 2020, per la Regione Toscana il numero di nuovi contagiati è pari a 32 persone, per la ASL Toscana Centro i nuovi contagiati sono 12; al 4 aprile 2020, per la Regione Toscana il numero di nuovi contagiati è pari a 9 persone, per la ASL Toscana Centro sono 19; al 4 aprile 2020, per la Regione Toscana il numero di nuovi contagiati è pari a 332 persone totali, per la ASL Toscana Centro il totale dei contagiati è di 265; dati contrastanti, per i quali non vi è stata una spiegazione da parte dei due enti, si chiede di sapere : quali siano i motivi per i quali dati importanti possano essere così diversi tra la Regione Toscana e le ASL competenti; in particolare, se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo non ritengano, ciascuno per i propri ambiti di intervento istituzionale, che tali incongruenze possano minacciare la salute e la sicurezza pubblica nella gestione di un così grave e difficile momento, essendo i dati parametri fondamentali per le scelte operative da fare per il contenimento del contagio; quali siano le eventuali disposizioni in materia per la comunicazione dei dati e quali le linee guida adottate per non incorrere in questi errori; se vi sia una verifica costante, e se sì di quale tipo, sui dati della Regione Toscana e di tutte le altre regioni d'Italia, e se tale tipo di monitoraggio non sia considerato essenziale per le future valutazioni e misure da attuare; quali iniziative urgenti, eventualmente anche in modo congiunto, intendano attuare affinché questi casi non abbiano più a ripetersi. Atto n. 4-03116 MAFFONI Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: come è tristemente noto, l'emergenza sanitaria legata al COVID-19 ha colpito tutta Italia ed in particolare le provincie di Bergamo, Brescia e Cremona; la situazione ha portato all'istituzione di una "zona rossa" in alcuni Comuni della Provincia di Lodi e a Vo' Euganeo, in provincia di Padova, dove si sono registrati alcuni preoccupanti focolai; secondo le dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa nei giorni scorsi dal direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, e dal direttore del Dipartimento di Protezione civile e coordinatore del comitato tecnico-scientifico sul Coronavirus, Agostino Miozzo, durante una riunione del Tavolo tecnico per l'emergenza COVID-19 svoltasi il 2 marzo, si è discusso della necessità di istituire nuove zone rosse nei territori dei comuni di Orzinuovi (Brescia), Nembro ed Alzano Lombardo (Bergamo); nulla è stato successivamente deciso in tal senso e nulla è stato comunicato ai sindaci dei tre Comuni interessati, nonostante il numero crescente di contagi e vittime; solo nella notte tra il 7 e l'8 marzo è stato annunciato, e poi varato, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, che ha vietato ogni spostamento in tutte le regioni d'Italia, si chiede di sapere per quali motivi si sia ritenuto di non tenere conto delle indicazioni rese nella data del 2 marzo 2020 dall'Istituto superiore di Sanità nell'ambito del citato Tavolo tecnico scientifico e non si sia provveduto, conseguentemente, a istituire le "zone rosse" sul territorio dei comuni di Orzinuovi, Nembro ed Alzano Lombardo. Atto n. 4-03117 ROMANO MININNO Al Ministro della difesa Premesso che: in data 25 marzo 2020 sono rientrati da Milano presso il 5° Reggimento Artiglieria terrestre "Superga" di stanza a Portogruaro (Venezia) circa trenta unità impiegate nell'operazione denominata "Strade Sicure"; tali militari sono stati a stretto contatto lavorativo con alcuni soggetti risultati positivi al COVID-19 e, giunti in caserma, mentre alcuni di loro venivano dislocati in infermeria per sospetto contagio, altri venivano isolati in alcuni stabili della base militare e altri ancora erano autorizzati a far rientro alle proprie residenze anche se e, di questi ultimi, alcuni avrebbero deciso spontaneamente di alloggiare presso la base militare;