[resaula]

è necessario che ci sia piena consapevolezza del fatto che, talora, malattia e sofferenza irrompono in modo inarrestabile nella nostra vita, ferendo in profondità la storia personale di ognuno e ponendo sulle sue spalle pesi estremamente gravosi; proprio chi sperimenta questa "vulnerabilità" ha diritto a non rimanere solo, ma deve ricevere dalla comunità, nella misura delle responsabilità proprie di ciascuno, ogni aiuto necessario per curare la malattia e lenire la sofferenza, in nome della solidarietà umana; i proponenti esprimono il più fermo rifiuto di ogni atto di eutanasia, in tutte le sue forme e modalità, ovvero di ogni scelta intenzionale e diretta finalizzata ad anticipare la morte allo scopo di interrompere ogni sofferenza e guardano con estremo favore alla recente presa di posizione pubblica da parte delle federazioni degli ordini dei medici e degli infermieri, che considerano il proprio coinvolgimento in eventuali pratiche eutanasiche in piena ed inaccettabile contraddizione con le finalità e i valori originari dell'arte medica, espressi e confermati nei vigenti codici deontologici di categoria; i proponenti del presente atto di indirizzo auspicano, pertanto, che una simile violazione della vita umana, qual è l'eutanasia, non debba mai trovare avallo e giustificazione nell'ordinamento giuridico del nostro Paese, impegna il Governo: 1) a valutare la possibilità di adottare ogni iniziativa affinché venga riconosciuto: che ogni vita umana è un bene in sé stessa, al di là delle circostanze che di fatto segnano la sua parabola esistenziale; la peculiare dignità umana che contraddistingue ogni persona accomuna la famiglia umana e rende tutti uguali in valore; che per ogni essere umano sussiste il dovere morale di prendersi cura della vita e salute propria e altrui, in un clima di solidale reciprocità; 2) a valutare la possibilità di provvedere con adeguati stanziamenti, anche sul piano economico, a garantire a tutti i pazienti la piena fruibilità delle cure palliative, sia attraverso gli hospice che attraverso le cure domiciliari, come l'assistenza medica integrata da personale infermieristico e riabilitativo, e che gli stanziamenti previsti per le cure palliative e per i percorsi di accompagnamento al fine vita includano anche quell'insieme di cure non strettamente farmacologiche che tanto contribuiscono a far percepire al paziente una migliore qualità di vita, a cominciare dall'assistenza psicologica e spirituale, dalla musicoterapia alla riabilitazione, eccetera; 3) a prevedere misure che consentano: a) ai pazienti di sperimentare che il rispetto per la propria religione è un diritto e quindi possono godere di tutti i servizi legati alla sfera religiosa, spirituale e culturale, compresa la presenza del referente religioso o assistente spirituale; b) che ogni persona conosca e sia consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita nel modo qualitativamente più soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa; c) che le famiglie possano partecipare delle relazioni di cura e di sostegno necessarie a garantire al caregiver familiare tutte le misure di affiancamento più opportune per garantire il suo servizio, senza raggiungere la soglia di stress che ne comprometterebbe l'efficacia; d) che i pazienti stranieri abbiano il supporto di un mediatore interculturale competente e disponibile, che operi in sintonia con la struttura sanitaria, nell'esclusivo interesse del paziente; e) che non si ricorra mai nelle decisioni politiche socio-sanitarie a valutazioni ispirate ad utilitarismo ed efficientismo, per cui i proponenti del presente atto rifiutano senza tentennamenti ogni "logica di scarto" tendente a considerare le persone insolubilmente segnate dalla malattia o da altre vulnerabilità (età avanzata, disabilità, patologie psichiatriche, eccetera) come una sorta di "peso infruttuoso", tanto da ritenere opportuno ridurre (o addirittura annullare) risorse ed ausilii a loro vantaggio, a prescindere dai loro effettivi bisogni. Interrogazioni Atto n. 3-01025 FERRARA LOMUTI COLTORTI GRASSI FLORIDIA SANTILLO PESCO LANNUTTI MATRISCIANO ANGRISANI CASTALDI VANIN Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: un'indagine coordinata dalla Procura di Torino su combattenti italiani nel Donbass ha portato ad un'operazione antiterrorismo, di cui danno notizia le principali testate nazionali; l'operazione, coordinata dal Servizio antiterrorismo dell'Ucigos e della Digos di Torino, ha portato all'arresto di tre persone e al sequestro di una notevole quantità di armi da guerra, tra cui un missile aria-aria che, secondo fonti giornalistiche, sarebbe di probabile provenienza qatariota ("ilfattoquotidiano" del 15 luglio 2019); il blitz è scattato nei confronti di una serie di soggetti orbitanti nei gruppi dell'estrema destra oltranzista; tra gli arrestati figura anche Fabio Del Bergiolo, 50 anni, ex ispettore antifrode delle dogane, che nel 2001 si era candidato al Senato, per "Forza Nuova", nel collegio di Gallarate (Varese); considerato che: il possesso di armi da guerra da parte di soggetti appartenenti al mondo dell'estrema destra, attiva con una rete di foreign fighter all'estero e in particolare in Ucraina, mette in allarme non solo le istituzioni, ma anche i cittadini; è molto difficile fare entrare nel nostro Paese un missile aria-aria, eludendo i controlli; viene da interrogarsi sulle reali intenzioni del gruppo di estrema destra; considerato che, a parere degli interroganti: il sequestro è di una gravità senza precedenti nella storia recente italiana, sia per numero che per tipologia di armi sequestrate, e i soggetti tratti in arresto sono probabilmente responsabili di una rete di addestramento di militanti ideologicamente e militarmente formati, tali da porre in essere un possibile gruppo armato, con finalità potenzialmente sovversive del nostro ordine costituito; i gruppi di estrema destra hanno dimostrato in più occasioni di rappresentare un pericolo per la civile convivenza e potrebbero in qualche modo essere responsabili della ricostituzione di un partito di ispirazione fascista, con l'aggravante del possesso di armi da fuoco e esplosivi e del combattimento in teatri di guerra come l'Ucraina, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se ritengano che i gruppi neofascisti italiani possano rappresentare un pericolo per la stabilità della democrazia, pari al terrorismo di matrice islamica; se l'ingresso di armi da guerra, e in particolare di un missile aria-aria, sia stato possibile con la complicità di qualche organo addetto al controllo delle frontiere italiane; quali iniziative di competenza intendano intraprendere per accertare e, nel caso, sanzionare eventuali complici all'interno degli organi di controllo. Atto n. 3-01027 CORRADO ANASTASI CORBETTA ANGRISANI TRENTACOSTE MARINELLO DONNO FLORIDIA LANNUTTI PRESUTTO Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: