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in altre parole, dopo 2-3-4 mesi di lavoro valutato positivamente, è mortificata l'aspettativa del lavoratore di rientrare in graduatoria, nonostante le necessità dell'azienda stessa, che preferisce ricorrere a nuovi contratti a termine con altri soggetti; tutto ciò crea precariato su precariato, oltre ad uno stato di malcontento che va a gravare non solo sul lavoratore, ma anche sullo Stato, che si ritrova a pagare la NASPI per tutti i lavoratori a termine non più impiegati; un'azienda controllata dallo Stato come Poste italiane non dovrebbe operare in tal modo, producendo profitti dimezzando i lavoratori a tempo indeterminato, attraverso l'istituzione della consegna della posta a giorni alterni, e sopperendo alla carenza di lavoratori con i contratti a tempo determinato; sono stati avviati processi di stabilizzazione, che sono cominciati nel 2019 e continueranno fino al 2023, ma presupposto per presentare la propria candidatura è quello di aver maturato 9 mesi di attività al 31 gennaio 2020, così penalizzando tutta una serie di lavoratori a termine per i quali Poste non ha inteso avvalersi delle cosiddette causali legittimanti la proroga; ad ogni modo, molti lavoratori a termine sarebbero penalizzati rispetto ad altri colleghi che, in regime di "jobs act" (legge n. 183 del 2014), hanno totalizzato molti mesi di impiego ovvero, rispetto ai neo assunti, in regime di "decreto dignità", che si sono visti prorogare il contratto sino a 12 mesi, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per porre rimedio alla prassi posta in essere da Poste italiane, anche attivandosi al fine di intervenire sull'impianto del "decreto dignità", impedendo il turnover di personale assunto a tempo determinato per la medesima mansione, qualora la sostituzione non sia determinata da motivi di giusta causa, ovvero consentendo di creare delle graduatorie provinciali, per coloro che non sono arrivati ai 9 mesi di impiego a termine, dalle quali attingere, anche in forza delle recenti disposizioni di cui al "decreto agosto" (decreto-legge n. 104 del 2020), tutte le volte che Poste italiane abbia carenza di personale, anziché riaprire periodicamente le selezioni. Atto n. 3-01975 IWOBI LUCIDI VESCOVI DE VECCHIS CANDURA FUSCO PEPE Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 1° settembre 2020 18 marittimi di Mazara del Vallo sono stati sequestrati, mentre si trovavano per una battuta di pesca a circa 38 miglia nautiche a nord dalle coste della Cirenaica, da esponenti dell'esercito libico e portati a Bengasi a bordo di alcuni gommoni; i loro due pescherecci sono stati ugualmente sequestrati dalle milizie del generale Haftar; per circa un mese non si sono più avute notizie sulla sorte degli equipaggi. In seguito, è stato acclarato che si trovano in stato di fermo; le autorità libiche, in risposta alle richieste italiane, hanno chiesto il rilascio di 4 cittadini libici, condannati dal Tribunale di Catania a 30 anni di carcere per traffico di esseri umani e per la morte in mare di 49 migranti; considerato che questi sequestri si vanno ad aggiungere ad altri incresciosi episodi accaduti in passato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti, e quali azioni possa intraprendere per risolvere rapidamente questa situazione angosciante per i pescatori coinvolti, le loro famiglie e per i tanti pescatori che si trovano ad operare in queste zone del Mediterraneo, dove azioni piratesche a scopo ricattatorio, inaccettabili e da condannare, continuano ad avvenire in palese violazione del diritto internazionale. Atto n. 3-01976 FERRARA Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'Italia ha tradizionalmente seguito con la Federazione russa la cosiddetta politica del "doppio binario", che combina severità nella garanzia del rispetto del diritto internazionale e dei nostri valori con un dialogo proattivo con Mosca sui temi di maggiore interesse bilaterale e multilaterale; si è appena conclusa la missione del Ministro in indirizzo nella Federazione russa. Il programma prevedeva che il Ministro copresiedesse il Consiglio italo-russo di cooperazione economica, industriale e finanziaria insieme al Ministro dell'industria e del commercio, Denis Manturov, e che incontrasse, in un colloquio bilaterale, il suo omologo Sergej Lavrov; l'interscambio commerciale tra i due Paesi rimane una direttrice fondamentale su cui improntare i rapporti bilaterali con Mosca. Pur avendo registrato un calo degli scambi nel primo semestre 2020, anche dovuto all'emergenza epidemiologica da COVID-19, l'Italia si conferma quinto fornitore della Federazione russa; la missione del ministro Di Maio ha avuto luogo in una congiuntura particolarmente delicata, in particolare alla luce del caso Navalny, della crisi in Bielorussia e della precaria situazione in Nagorno Karabakh; il tentato avvelenamento di Alexei Navalny con un agente nervino chimico militare del gruppo "Novichok" ha colpito molto negativamente l'opinione pubblica italiana ed europea, ma soprattutto ha costituito una grave violazione dei diritti umani e del diritto internazionale che, con la Convenzione per la proibizione delle armi chimiche, proibisce lo sviluppo, la produzione, l'acquisizione, la detenzione, la conservazione, il trasferimento e l'uso di armi chimiche e dei materiali collegati, si chiede di sapere: quali siano i messaggi che il Ministro in indirizzo ha trasmesso ai suoi interlocutori russi in relazione a dossier di primario interesse per l'Italia sotto il profilo dei diritti umani, quali il caso Navalny, in particolare circa l'auspicato impegno delle autorità di Mosca per l'accertamento della verità, e la crisi in Bielorussia; quali siano stati i contenuti principali della sua visita a Mosca. Atto n. 3-01977 BITI MARCUCCI FERRARI COLLINA Al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: lo sport non è soltanto uno strumento di tutela della salute psicofisica e di promozione di un corretto stile di vita, ma anche uno strumento di inclusione sociale, di educazione, di formazione e di sviluppo della società sia sotto il profilo sociale che sotto il profilo economico; l'intero mondo dello sport, sia professionistico che dilettantistico, sta vivendo un periodo di grave crisi a causa dell'emergenza sanitaria da COVID-19; la sospensione e, successivamente, la riduzione delle attività e delle competizioni sportive, conseguenti alle misure, adottate negli ultimi mesi, di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica, necessarie a tutelare la salute dei cittadini, hanno avuto e continueranno ad avere ripercussioni sul settore sportivo sotto i profili economici, occupazionali e sociali; in particolare, molte associazioni e società sportive dilettantistiche, che svolgono un'importantissima funzione sociale e rappresentano un settore rilevante nel nostro Paese sotto il profilo occupazionale, si trovano in condizioni di estrema difficoltà a causa della drastica riduzione di entrate dovuta a poche iscrizioni e ad una prolungata chiusura degli impianti;