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Il sistema proposto può forse apparire caratterizzato da un certo grado di complessità, ma in realtà al fine di una corretta e informata espressione di un voto è sufficiente sapere che, oltre ad esprimere un voto per la lista, si può cancellare un certo numero di candidati della lista prescelta e per ogni cancellazione si può esprimere una preferenza nella stessa o in altra lista. Il sistema mantiene inoltre comunque la possibilità per l'elettore di tracciare una sola croce sul simbolo. Peraltro, l'adozione della circoscrizione provinciale comporta la presenza, in tutte le circoscrizioni, di liste che non sono mai più lunghe di tredici candidati e dunque non consentono mai più di sei cancellature e sei preferenze. Al fine di ottenere questo risultato la proposta prevede che le quattro circoscrizioni più grandi siano suddivise in ripartizioni al solo fine della presentazione delle liste e dell'espressione delle preferenze. La circoscrizione viene invece mantenuta rigorosamente provinciale al fine della distribuzione dei seggi. Si prevede poi un meccanismo fondato sulla formula del quoziente per la distribuzione tra le varie ripartizioni della circoscrizione dei seggi ottenuti dalle varie liste a livello circoscrizionale attraverso l'applicazione del metodo D'Hondt. Tutti i sistemi elettorali che prevedono l'espressione di una preferenza da parte dell'elettore si prestano in qualche misura alla possibilità di rendere il voto riconoscibile, il che, come è noto, rappresenta una seria problematica in alcune aree del Paese, ove questa pratica costituisce una grave patologia. Il sistema proposto pone un argine a questo problema in due modi. In primo luogo, il tradizionale metodo di espressione della preferenza da parte dell'elettore consiste sostanzialmente nella scrittura del nome e del cognome dei candidati prescelti in un apposito spazio, con la conseguenza che utilizzando una determinata sequenza risulta estremamente semplice poter rendere il voto chiaramente riconoscibile. Nella scheda elettorale da utilizzare con il sistema proposto i nomi dei candidati cui l'elettore può scegliere di dare oppure togliere preferenza sono prestampati; di conseguenza non è possibile indicare questi ultimi in una precisa sequenza, diminuendo quindi la possibilità di rendere il voto riconoscibile. In secondo luogo, con il sistema proposto, che attribuisce all'elettore la più ampia libertà di articolazione del voto, si potrà incidere su quelle pratiche collusive che, in alcuni sistemi sociali malati, sopravvivono da sempre e si realizzano attraverso l'espressione di voti pilotati e riconoscibili. Agli elettori è data la possibilità di sottrarre preferenze ai medesimi candidati che si avvantaggiano dei voti pilotati, potendo così disincentivare in radice questo fenomeno. Il sistema è facilmente trasponibile al Senato nei suoi effetti, anche se alcuni correttivi tecnici sono imposti, oltre che dall'elezione di questo su base regionale ex articolo 57, primo comma, della Costituzione, dal diverso numero dei senatori rispetto ai deputati. Ciò rende l'uso della circoscrizione provinciale non adatto, perché le circoscrizioni molto piccole diventerebbero troppo numerose ed il meccanismo si trasformerebbe in un sistema quasi maggioritario. Pertanto la proposta prevede, in armonia con il dettato costituzionale, di utilizzare circoscrizioni regionali al fine di distribuire i seggi e di impiegare la formula belga anziché la formula D'Hondt. La formula belga è una alterazione della formula D'Hondt con effetti più selettivi: nella formula D'Hondt si divide la cifra elettorale di ciascuna lista per 1, 2, 3, 4, fino a concorrenza del numero dei seggi da distribuire, mentre nella formula belga si divide la cifra elettorale di ciascuna lista per 2, 3, 4, 5, fino a concorrenza del numero dei seggi da distribuire incrementato di un'unità. Combinando una formula più selettiva con una circoscrizione più ampia, si ottengono anche al Senato della Repubblica gli stessi effetti di selettività di accesso alla Camera dei deputati. Infatti, la circoscrizione media, coincidente al Senato con le regioni, sarebbe più grande di quella della Camera, producendo un sistema troppo proiettivo. Tuttavia, al fine della selezione dei candidati, anche al Senato le liste sono presentate in ripartizioni provinciali, ad eccezione delle tre province più popolose ove vengono presentate in ripartizioni sub-provinciali, così che l'elettore può scegliere su liste corte territorialmente definite, in modo da non perdere quegli effetti in termini di vicinanza eletto-elettore e di radicamento territoriale che sono assicurati dalla circoscrizione provinciale. Si prevede poi un meccanismo fondato sulla formula del quoziente per la distribuzione tra le varie ripartizioni dei seggi ottenuti dalle varie liste a livello circoscrizionale regionale attraverso l'applicazione del metodo belga. In aggiunta a quanto appena descritto, la proposta interviene anche su alcuni singoli aspetti specifici, complementari ai meccanismi di elezione dei deputati e dei senatori, quali ad esempio i requisiti prescritti per la presentazione di liste di candidati. Il disegno di legge configura un sistema elettorale di immediata applicabilità: dal giorno successivo alla pubblicazione della legge, il sistema può essere operativo.. I CAMERA DEI DEPUTATI 1 (Caratteri del voto) 1 L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «legge elettorale per la Camera», è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- 1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto». 2 (Circoscrizioni e ripartizioni) 1 L'articolo 2 della legge elettorale per la Camera è sostituito dal seguente: «Art. 2. -- 1. Il territorio nazionale è diviso in circoscrizioni elettorali corrispondenti alle province. 2. Ai fini del presente testo unico le province di Torino, Milano, Roma e Napoli sono definite "circoscrizioni metropolitane" e sono suddivise al loro interno nelle ripartizioni di cui alla tabella A allegata al presente testo unico». 3 (Distribuzione dei seggi tra circoscrizioni e ripartizioni) 1 L'articolo 3 della legge elettorale per la Camera è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- 1. L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni provinciali e alle ripartizioni di cui alla tabella A allegata al presente testo unico è effettuata, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi. 2. Ai fini di cui al comma 1, il numero dei residenti nell'intero territorio nazionale è diviso per 618, trascurando la parte frazionaria. Tale risultato rappresenta il quoziente nazionale per l'assegnazione di un seggio. Quindi, il numero dei residenti in ciascuna circoscrizione è diviso per il quoziente nazionale per l'assegnazione di un seggio. Il divisore intero ottenuto da tale divisione rappresenta il numero di seggi attribuiti a ciascuna circoscrizione. I seggi eventualmente residui sono attribuiti sulla base della graduatoria dei più alti resti. 3.