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I membri del Parlamento italiano non possono: a) ricoprire l'ufficio di componente di assemblee legislative o di organi esecutivi, nazionali o regionali, in Stati esteri, né quello di componente del Parlamento europeo; b) ricoprire qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali diversi dallo Stato ed aventi popolazione superiore a 5.000 abitanti, in base ai dati dell'ultimo censimento generale precedente la data di indizione delle elezioni. Art. 4. (Adeguamento delle cause di ineleggibilità e di decadenza) 1. Al primo comma dell'articolo 7 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti: « b) i presidenti di provincia; c) i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, in base ai dati dell'ultimo censimento generale precedente la data di indizione delle elezioni». 2. All'articolo 60 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al comma 1 sono premessi i seguenti: « 01 . Non sono eleggibili a sindaco di comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti e a presidente della provincia i membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. 02 . Le cause di ineleggibilità di cui al comma 01 non hanno effetto se l'interessato cessa dal mandato parlamentare per dimissioni almeno novanta giorni prima della data fissata per la presentazione delle candidature, ovvero quindici giorni prima della data di convocazione dei comizi elettorali, in caso di fine anticipata della durata dell'organo elettivo». 3. All'articolo 62, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, le parole: «20.000 abitanti» sono sostituite dalle seguenti: «5.000 abitanti». 4. All'articolo 71 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2 -bis. Nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, il candidato alla carica di sindaco presenta altresì una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante l'insussistenza delle cause di ineleggibilità, di incandidabilità o di decadenza. L'ufficio elettorale competente ricusa la candidatura depositata in violazione di quanto previsto al primo periodo del presente comma». 5. All'articolo 72 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2- bis. Il candidato alla carica di sindaco presenta altresì una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante l'insussistenza delle cause di ineleggibilità, di incandidabilità o di decadenza. L'ufficio elettorale competente ricusa la candidatura depositata in violazione di quanto previsto al primo periodo del presente comma. Nel caso di cui all'articolo 62, l'ufficio trasmette al prefetto la decisione di ammissione della candidatura, per l'esercizio dell'azione di cui all'articolo 70, comma 2». 6. All'articolo 74 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 -bis. Il candidato alla carica di presidente della provincia presenta altresì una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi dell'articolo 46 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, comprovante l'insussistenza delle cause di ineleggibilità, di incandidabilità o di decadenza. L'ufficio elettorale competente ricusa la candidatura depositata in violazione di quanto previsto al primo periodo del presente comma. Nel caso di cui all'articolo 62, l'ufficio trasmette al prefetto la decisione di ammissione della candidatura, per l'esercizio dell'azione di cui all'articolo 70, comma 2». Art. 5. (Incompatibilità dei parlamentari ad altre cariche, uffici o funzioni) 1. Ai fini del presente articolo si intende per: a) «ente di diritto pubblico» uno dei seguenti soggetti: 1) Stato, regioni, province, comuni, altri enti pubblici territoriali, loro organi od articolazioni ovvero amministrazioni ad ordinamento autonomo; 2) organismi di diritto pubblico come definiti dall'articolo 1, paragrafo 9, della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, e dalla pertinente giurisprudenza comunitaria, ivi comprese le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale; 3) imprese o aziende pubbliche; b) «ente di diritto privato» uno dei seguenti soggetti: 1) società di capitali nelle quali vi sia una partecipazione azionaria dello Stato superiore al 10 per cento del capitale sociale; 2) imprese o società sottoposte alla vigilanza dello Stato, che abbiano come finalità la promozione delle attività produttive e delle politiche del lavoro e dell'occupazione, anche a sostegno delle regioni e degli enti locali; 3) imprese o società che gestiscano servizi di qualunque genere per conto di una delle amministrazioni dello Stato, ivi comprese le aziende pubbliche e le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; 4) imprese o società che gestiscano servizi di pubblico interesse per conto delle istituzioni universitarie, degli istituti e scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative, degli Istituti autonomi per le case popolari, delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e delle loro associazioni, ovvero di un ente di diritto pubblico tra quelli di cui ai numeri 2) e 3) della lettera a) ; 5) imprese o società che partecipino agli interventi di cui all'articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni; 6) imprese o società che gestiscano servizi di pubblico interesse per conto di una o più regioni, delle comunità montane, dei loro consorzi o associazioni, ovvero alle quali sia affidata la gestione, anche mediante società controllate, di servizi pubblici locali in territori appartenenti a più regioni; 7) imprese o società tramite le quali la provincia o il comune esercitino una delle forme di gestione dei servizi pubblici locali di cui all'articolo 113 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni; 8) enti privati o altre formazioni sociali, anche di natura associativa o privi di personalità giuridica, ai quali lo Stato contribuisca finanziariamente in via ordinaria, direttamente o indirettamente. 2.