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(Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E un drone può recapitargli i più appropriati farmaci, anche in regime di sperimentazione clinica con somministrazione controllata sul territorio. Insomma, è necessario incentivare l'adozione di nuove tecnologie che coniughino prevenzione e appropriatezza, come quella recentissima dei ricercatori dell'Università di Milano, Bicocca che hanno brevettato un kit antispreco dell'ossigeno. Mi accingo alla conclusione, signor Presidente. Avremmo voluto vedere - questi sono solo alcuni esempi - degli investimenti finalizzati all'effettivo ammodernamento ed efficientamento del sistema in questo documento di programmazione, chiamato alla sfida anti... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...che sarebbero state utili ad arrivare molto più preparati all'appuntamento con il coronavirus. Abbiamo fatto parecchie richieste in questo senso, tutte inascoltate. Se è vero che il coronavirus per la sua virulenza e letalità è destinato ad essere epidemiologicamente e clinicamente governato (non sappiamo se ci impiegheremo tre mesi, sei mesi o un anno, ma sicuramente sarà governato), in questo documento non c'è traccia di come far incrociare, incidendo su un più oculato uso delle risorse, la curva discendente dell'emergenza sanitaria con quella ascendente dell'economia, rischiando così la deriva dell'emergenza sociale! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, come si legge nella premessa del documento di programmazione economica al nostro esame, il fatto di posporre la presentazione del Programma nazionale di riforma e dei suoi principali allegati risponde ad un'esigenza di coerenza - cito testualmente - con «l'orientamento espresso anche da altri Paesi europei e alla luce delle linee guida riviste dalla Commissione europea». Ciò fa sì che quest'anno, nel Documento al nostro esame, siano chiaramente rimaste in sospeso anche le politiche settoriali e quindi, per ciò che riguarda i temi che tratto quotidianamente in Parlamento, anche quelle relative all'istruzione, al diritto allo studio, alla formazione superiore e quindi all'università e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), alla ricerca, ai beni e alle attività culturali - tra cui anche lo spettacolo dal vivo -,e allo sport. Dunque, quella odierna è anche un'occasione per fare una riflessione sul Programma nazionale di riforma che dovrà arrivare e per partecipare a tale discussione in modo propositivo e collaborativo, partecipando quindi ad un momento così importante in una fase emergenziale così drammatica. Sappiamo che alcune misure urgenti di rilancio, evidenziate nel Documento al nostro esame, saranno contenute in uno dei due provvedimenti che il Documento stesso ci dice essere di imminente arrivo alle Camere: uno riguardante le ulteriori misure di sostegno ai lavoratori e alle imprese per preparare al meglio la fase di ripresa, e l'altro volto ad introdurre una serie di semplificazioni delle procedure amministrative in alcuni settori considerati strategici per il rilancio del Paese. A tal proposito mi permetto una chiosa, perché, quando parliamo di semplificazioni, chi si occupa di beni culturali si mette subito in allarme per la tutela del paesaggio e del patrimonio. Colgo quindi questa occasione per richiamare ulteriormente l'attenzione dell'Assemblea sulla necessità di garantire il principio, previsto dall'articolo 9 della Costituzione, della massima tutela per il nostro patrimonio artistico e paesaggistico. Tra le misure urgenti di rilancio per quel che riguarda la cultura, leggiamo di misure per i lavoratori, per gli operatori e per le imprese, per il sostegno alla domanda e per il rilancio dei settori; per l'istruzione leggiamo di investimenti e semplificazioni in materia di innovazione tecnologica, edilizia scolastica, formazione terziaria non universitaria e sostegno alla rete dei servizi educativi del segmento zero-sei anni; per la formazione superiore e la ricerca, leggiamo di misure a sostegno della funzionalità delle università, dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli enti pubblici di ricerca. Le stime contenute nel documento al nostro esame sono lugubri - diciamolo - ma è il periodo ad essere lugubre, drammatico ed eccezionale. In questo contesto una delle preoccupazioni principali è che, con l'aggravarsi di una crisi strutturale, ci possa essere anche un drammatico impoverimento sociale, che chiaramente comporta anche il pericolo che vada ad acuirsi la forbice delle disuguaglianze e che quindi si possa diffondere ancora di più il "virus" della povertà Non si tratta però solo di povertà materiale, che è già di per sé un gravissimo problema perché compromette una serie di diritti fondamentali dell'uomo (come il diritto all'alimentazione o alla salute per rimanere in tema di emergenza sanitaria): voglio richiamare l'attenzione anche sulla povertà immateriale, connessa al pericolo di un aumento della povertà educativa. Già a febbraio 2020, in un consesso presso le Nazioni unite dedicato specificamente alla povertà educativa nel mondo, i dati dell'ONU erano poco rassicuranti. Ora l'UNESCO ci restituisce dei dati che chiaramente preoccupano, perché ci dice che al 18 aprile 2020 il 91,3 per cento degli studenti ha interrotto l'attività scolastica, per un totale di 1,5 miliardi di studenti in 191 Paesi. In Italia dal 5 marzo nove milioni di studenti delle scuole di ogni ordine e grado hanno dovuto improvvisamente cimentarsi con la didattica a distanza e io ringrazio il ministro Azzolina e questo Governo per tutte le misure che sono riusciti a mettere in campo fino a questo momento, per cercare di fare in modo che tutti i nostri bambini e bambine e tutti i nostri studenti fossero in grado di avere accesso alla didattica a distanza. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sappiamo però che c'è ancora molto da fare; lo sappiamo e ne siamo consapevoli, questo però non può esimerci dal riconoscere i meriti al Governo e al Ministro in questo campo. È chiaro però che il rischio di un aumento della povertà educativa è strettamente legato a quello dell'abbandono scolastico, ma anche a un altro rischio se passiamo al settore della formazione successiva alla scuola dell'obbligo, ovvero al rischio di una contrazione o dell'abbandono dei percorsi di formazione post scuola dell'obbligo, quindi di formazione universitaria, sia essa appunto universitaria o artistica, musicale e coreutica. Dunque, è in pericolo anche il diritto allo studio, alla formazione e al pieno sviluppo della persona. Va da sé che in questo contesto emerga anche forte l'esigenza di aumentare significativamente gli investimenti nella ricerca, perché penso che in questo momento emergenziale anche al cittadino più disinteressato sia ormai chiaro quanto sia importante per un Paese investire adeguatamente nella ricerca pubblica e libera, quindi non mi soffermerò troppo su questo punto, perché lo do per assodato. Io do per assodato che si sia assorbita e introiettata l'importanza di investire in questo settore e nelle sue professionalità.