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Illeciti per cui sono finiti a processo, tra gli altri, sia Cetrone sia tre appartenenti al clan Di Silvio, Armando detto Lallà e i figli Samuele e Gianluca. Tutti accusati, a vario titolo, anche di estorsione e violenza privata, aggravate dal metodo mafioso, per un'altra vicenda: la Cetrone e l'ex marito Umberto Pagliaroli 5 anni fa avrebbero ingaggiato i Di Silvio per compiere estorsioni ai danni di un imprenditore. Episodi, questi, che sarebbe solo la punta dell' iceberg : per diversi pentiti i Di Silvio avrebbero dialogato in questi anni con parti della politica e del calcio locale. Così sotto la lente degli investigatori sarebbero finite, oltre alle amministrative 2016 a Terracina, anche le politiche del 2013, le amministrative a Latina del 2011 e del 2016, e vicende che riguardano minacce ad amministratori locali; considerato, inoltre, che, per quanto risulta agli interroganti: nei giorni scorsi a Terracina è stato sequestrato l'ennesimo stabilimento balneare. Si tratta del "Piccola Oasi", in viale Circe XXIV Traversa, ed è una delle unità locali della Gimava S.r.l. che, a quanto risulta, al mese di ottobre 2020, l'avrebbe ceduta in affitto nel mese di giugno 2020 al gestore "Oasi Sea Park srls". Come per analoghe indagini, risulterebbero carenti i titoli edilizi e demaniali e i presupposti di legge per la loro emissione, soprattutto in relazione all'aumento delle superfici coperte e delle volumetrie, in contrasto con il piano di utilizzazione degli arenili (PUA) e in violazione dei piani paesaggistici e di tutte le norme poste a tutela del paesaggio e dell'ambiente marino e costiero. L'inchiesta ha evidenziato come tali abusi non siano casi isolati. Anzi. Il 23 dicembre 2020, ad esempio, sono stati apposti i sigilli allo stabilimento balneare "La Vela", in viale Circe, e il 31 dicembre 2020 al cantiere dove era in corso la costruzione di un nuovo lido costituito da due fabbricati di 5 piani, area edificabile di 4.000 metri quadrati e volumetria pari a 13.000 metri cubi, mediante un'operazione di demolizione e ricostruzione, con un ampliamento volumetrico di oltre l'800 per cento, e cambio di destinazione d'uso di un immobile di proprietà della ex onlus "Fondazione Società Romana Pro-Infantia", acquistato dalla "Residenze Circe srl". Al vaglio degli inquirenti sarebbe finita, in particolare, la "variante di Natale", una variante urbanistica adottata dal Comune proprio durante le festività natalizie, per mezzo della quale sarebbero stati ceduti alla nuova proprietà della ex "Pro-Infantia" aree destinate al verde e parcheggi per consentire la realizzazione del nuovo faraonico progetto. A preoccupare gli inquirenti sarebbero state anche le ennesime proroghe fino al 2033 delle concessioni demaniali, e si sta cercando di stabilire se le stesse siano legittime a fronte delle numerose licenze suppletive e autorizzazioni di destagionalizzazione che il Comune di Terracina ha emesso alla luce della nuova procedura di infrazione avviata dall'Europa contro l'Italia e in assenza del PUA, datato 2003, non ancora uniformato e adeguato alla vigente legislazione regionale. In poche parole, il Comune di Terracina avrebbe potuto rilasciare solo autorizzazioni relative agli interventi di manutenzione, conformemente alle "norme di salvaguardia" stabilite dalla legge regionale n. 24 del 1998. Per questa vicenda hanno protestato anche le associazioni ambientaliste locali. Di tutta risposta, il 25 gennaio 2021, durante un intervento in Consiglio comunale, anziché mantenere equilibrio e terzietà rispetto al caso che coinvolge anche gli Uffici comunali, il vicesindaco ha attaccato, a distanza, un esponente di Legambiente; il comando provinciale della Guardia di finanza di Latina, tra il 2014 e il 2016 ha effettuato 48 accertamenti nel territorio pontino, stimando un danno erariale alle casse dello Stato di 100 milioni di euro. Sotto osservazione è finito anche il settore dei pubblici appalti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Terracina, dove preliminari accertamenti istruttori ha consentito di acclarare reati di frode in pubblica fornitura, truffa ai danni dello Stato, nonché violazioni in materia ambientale, segnalati alla competente Procura della Repubblica. A quanto risulta, sarebbero stati conteggiati camion di rifiuti vuoti, gestiti dalla "Servizi Industriali", addebitando al Comune di Terracina lo smaltimento mai avvenuto. Benché la documentazione su questa vicenda del 2013 sia stata inviata alla Procura di Latina, a otto anni di distanza non si conosce ancora l'esito dell'indagine, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se intendano intraprendere, nell'ambito e nei limiti delle rispettive competenze, idonee iniziative, affinché siano condotte indagini approfondite sulle vicende, a soccorso di un territorio dove la criminalità organizzata ha raggiunto picchi inquietanti e, nel contempo, cresce il livello di sfiducia verso le istituzioni da parte della popolazione locale; se ritengano di disporre l'invio di commissari ministeriali, al fine di verificare l'esistenza o meno sul territorio di Terracina, e più in generale del basso Lazio, di lobby affaristico-istituzionali o politico-malavitose, atte a condizionare anche l'attività istituzionale; se si ritengano sufficienti gli organici di forze dell'ordine, polizia giudiziaria, Guardia di finanza e magistrati per fare fronte e tentare di sconfiggere nei territori in oggetto quel radicato sistema criminale, il quale, analogamente alla gramigna, sembra difficile da estirpare; se il Ministro della giustizia ritenga opportuno attivare i propri poteri ispettivi presso la Procura della Repubblica di Latina, al fine di verificarne il modus operandi che appare tardivo, trattandosi di fatti che hanno procurato un danno erariale importante allo Stato, come già valutato dalla Guardia di finanza. Atto n. 4-05152 PAPATHEU Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in data 20 marzo 2021 il presidente Erdogan ha ritirato la Turchia dalla Convenzione di Istanbul del 2011 che obbligava tutti i Paesi firmatari ad adottare all'interno della rispettiva legislazione nazionale misure volte a contrastare la violenza sulle donne, in particolar modo la violenza domestica e altre forme di violenza quali la violenza coniugale e le mutilazioni genitali femminili. Successivamente all'incomprensibile e preoccupante scelta del Governo turco, in tutto il Paese si sono svolte manifestazioni di protesta che hanno visto la partecipazione nelle piazze delle principali città della Turchia di migliaia di donne. La loro voce, manifestata anche attraverso le associazioni nazionali per i diritti delle donne, fa eco ai terribili dati che mostrano come la violenza sulle donne in Turchia sia purtroppo ancora diffusa. Si stima che lo scorso anno in Turchia sarebbero state uccise almeno 300 donne all'interno della propria sfera familiare;