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Dopo anni di ingessamento, stiamo portando avanti un intervento importantissimo, ossia il cambio generazionale. Il centrosinistra, che critica la nostra manovra, ha ingessato la pubblica amministrazione per anni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Lo avete fatto. E noi stiamo portando avanti, con il Governo del cambiamento, iniziative volte a migliorare sia le condizioni di lavoro ma anche, e soprattutto, le attività produttive nei confronti di tutti i liberi cittadini dell'Italia intera. La pubblica amministrazione, infatti, serve l'Italia intera. Noi siamo il Governo del cambiamento: lo stiamo portando avanti con forza e andremo avanti. Rinnovo i complimenti al presidente Catalfo, al ministro Bongiorno e a tutta la Commissione. Avanti, con coraggio e con forza, per il cambiamento! (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Parente. PARENTE, relatrice di minoranza . Signor Presidente, non intendo intervenire. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice di minoranza . Signor Presidente, ribadiamo i concetti già esposti ieri. Questo è un disegno di legge che non ha una concreta visione organica della macchina della pubblica amministrazione. Ribadiamo che per il turnover , per creare posti di lavoro nuovi ai giovani, bisogna avere innanzitutto chiare le reali necessità di tutto il comparto della pubblica amministrazione. Ribadiamo, inoltre, che abbiamo ben chiaro, anche per quanto riguarda l'articolo 5 sui buoni pasto, che non si tratta di pubblici esercizi, nel senso di pubblica amministrazione, ma che, in effetti, una proposta per i privati, in questi che sono comunque provvedimenti eterogenei, poteva starci ed essere di supporto a chi è veramente in difficoltà. Quindi, noi ribadiamo che questo provvedimento doveva essere un provvedimento con una visione più lungimirante e, soprattutto, doveva seguire il già annunciato disegno di legge sulla semplificazione, perché non si può veramente partire dall'alto per arrivare in basso. Abbiamo l'onestà di non mettere in difficoltà le amministrazioni con ulteriori obblighi perché questo, di fatto, è quello che sta avvenendo, ma di dare veramente risposte per un efficientamento della pubblica amministrazione che, lo ribadiamo, diventa essenziale per la collettività; infatti ad una macchina pubblica che funziona corrisponde il funzionamento anche di tutto il comparto del privato e significa dare risposte veramente utili a tutti i cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BONGIORNO, ministro per la pubblica amministrazione . Signor Presidente, permettetemi intanto di ringraziare il presidente della 11 a Commissione, senatrice Catalfo, il relatore De Vecchis e il mio Sottosegretario per il lavoro che hanno svolto con estrema diligenza e soprattutto con passione, perché ciascuno di loro mi ha detto che ha vissuto questo provvedimento anche con adesione interiore ad alcuni princìpi ai quali si ispira. So che il mio provvedimento è stato molto criticato soprattutto per il nome. Non vi è piaciuto il nome "concretezza". Avrei potuto fare diversamente e comportarmi come fanno tanti Ministri che decidono di chiamare la propria legge col proprio cognome. Forse sarebbe stato più bello dire "provvedimento Bongiorno", essere ricordata per sempre come titolare di un provvedimento, ma ho voluto chiamarlo "concretezza" proprio perché, secondo me, le leggi non devono identificarsi in una persona. Mi è sembrato molto più corretto dare un nome che facesse riferimento al principio che mi ha ispirato. Un dato con il quale dobbiamo confrontarci - e lo dico per tutti coloro che hanno parlato di questo come di un provvedimento che non dà risultati utili e concreti - è la disomogeneità all'interno della pubblica amministrazione. Tale disomogeneità è talmente spiccata da legittimare l'uso del plurale: dovremmo parlare di pubbliche amministrazioni. Infatti, accanto a realtà veloci, digitalizzate ed estremamente efficienti, ne esistono molte altre che sono indietro, che sono in affanno e che pensano che la digitalizzazione sia un ostacolo e non un'opportunità. Io ho preso le mosse da questa eterogeneità. Di fronte ad una situazione di disomogeneità, qualsiasi legge generale e astratta non avrebbe alcun tipo di risultato. Ho deciso allora di mettere in campo un Nucleo della concretezza. Qualcuno ha chiesto a cosa servisse questo nucleo dato che già esiste l'Ispettorato. Probabilmente non sono state lette con attenzione le leggi che regolano l'Ispettorato, perché l'inefficienza non deriva necessariamente da una illegittimità o dalla consumazione di reati. L'Ispettorato, come la procura della Repubblica, intervengono quando ci sono delle vere e proprie violazioni, quando ci sono delle illegittimità, quando ci sono reati consumati. Bene, il mio provvedimento non prende in considerazione tutto questo. Credo che sia detto in maniera chiara. Comprendo che le opposizioni facciano le opposizioni, ma vi invito a leggere quello che deve fare il Nucleo della concretezza. Il Nucleo della concretezza interviene proprio laddove c'è quell'incapacità organizzativa che l'Ispettorato non può assolutamente colmare coi propri interventi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Esiste attualmente una lacuna normativa che viene colmata con il nucleo della concretezza che farà da tutor alle realtà in affanno. Ho sentito qualcuno chiedere quali possono essere questi problemi. Ho ascoltato tantissimi amministratori locali della Lega, ma anche interventi di altri parlamentari che magari non conosco: li avete evidenziati voi, nei vostri interventi. Io so che al mio Ministero, da quando mi sono insediata, arrivano richieste di aiuto da parte di tutte le realtà amministrative esistenti in Italia, per interpretare leggi che non sono chiare, perché ci sono problemi di cattiva gestione delle risorse umane o sulla disciplina del trattamento economico o in tema di assenze, aspettative, mobilità: tutte questioni che ci chiedono di risolvere. Ma il mio Ministero non può recarsi presso le realtà territoriali e spiegare come si deve fare un registro delle presenze. E ce lo chiedono ogni giorno; i vostri rappresentanti sui territori ci chiedono di mandare qualcuno a spiegare bene la norma sull'autocertificazione. Voi lo sapete che in Italia ci sono funzionari che ritengono di non applicare la norma sull'autocertificazione, che rispondono ai cittadini che si sentono più sicuri a ottenere la certificazione ufficiale? Non si tratta di sentirsi più sicuri: se c'è la norma, occorre applicarla, se serve un chiarimento verremo a darvelo. Ci sono realtà che non hanno modelli organizzativi e altre realtà, che ho conosciuto, con modelli organizzativi efficienti, straordinari. Sono venuti al Ministero e mi hanno proposto di portare questi modelli organizzativi alle realtà in affanno. Ma non è compito del Ministero: serve un Nucleo, che prenda questi modelli organizzativi, straordinariamente efficaci, e li spieghi, li dia in prestito alle realtà in affanno.