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Resta invece in vigore, fino al prossimo 30 giugno, l'obbligo di indicare il subappalto nel bando di gara e la sua limitazione entro il 40 per cento dell'importo complessivo del contratto, in deroga a quanto previsto dall'articolo 105, comma 2, che reca il tetto del 30 per cento. Il comma 3 interviene sull'articolo 14, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale n. 192 del 2017, che disciplina il subappalto nei contratti da svolgersi all'estero, per sopprimere la previsione in base alla quale i subappalti non possono superare il trenta per cento del valore del contratto. Il comma 4 dispone che le modifiche introdotte al codice si applichino alle procedure i cui bandi o avvisi di gara sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi. Con riferimento alle altre disposizioni del disegno di legge europea, si segnala che toccano marginalmente le competenze della Commissione l'articolo 16 - con il quale vengono integrati diversi articoli del codice penale per adeguare il quadro normativo interno, sia dal punto delle fattispecie punibili che dell'entità delle pene, a quanto previsto dalla direttiva 2013/40/UE in materia di attacchi contro i sistemi di informazione - l'articolo 17 - che, nel dettare disposizioni per l'adeguamento alla direttiva 2011/93/UE sulla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, introduce una nuova fattispecie delittuosa per sanzionare chiunque acceda intenzionalmente e senza giustificato motivo a materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni 18, mediante l'utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione - nonché gli articoli 24, 26 e 27 - che introducono disposizioni per contrastare pratiche illegali di vendita per via telematica, rispettivamente, di medicinali veterinari, di prodotti cosmetici e di biocidi, affidando al Ministero della salute il ruolo di autorità competente ad emanare disposizioni volte a impedire l'accesso agli indirizzi internet di siti web individuati quali promotori di pratiche illegali da parte degli utenti e prevedendo il coinvolgimento, tra gli altri, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nelle procedure per l'individuazione delle violazioni. L'articolo 29 integra la legge n. 249 del 1997 per individuare nell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'autorità competente per l'applicazione delle norme europee sulla tutela degli interessi dei consumatori, con riferimento all'esecuzione del regolamento (UE) 2017/1128, relativo alla portabilità transfrontaliera di servizi di contenuti online nel mercato interno. L'Autorità svolge le relative funzioni con i poteri di indagine e di esecuzione previsti dal regolamento nonché con i poteri ad essa attribuiti dalla legislazione vigente. Si segnala infine che, nell'ambito dell'articolo 32 - prioritariamente dedicato ad adeguare taluni articoli del Codice del consumo al regolamento europeo n. 2017/2394 sulla cooperazione tra le autorità nazionali per l'esecuzione della normativa che tutela i consumatori - i commi 2 e 3 incidono sulle disposizioni nazionali che recano la disciplina sanzionatoria delle violazioni, rispettivamente, delle disposizioni europee sui diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus (decreto legislativo n. 169 del 2014) nonché della disciplina europea sui diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne (decreto legislativo n. 129 del 2015). Per entrambi i decreti legislativi - che individuano nell'Autorità di regolazione dei trasporti l'autorità responsabile per l'esecuzione del regolamento europeo sulla cooperazione in materia di normativa per la tutela dei consumatori - la novella è finalizzata ad aggiornare il riferimento normativo al suddetto regolamento n. 2017/2394, invece che al precedente regolamento, che è stato da questo abrogato. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) chiede in primo luogo al relatore di compiere un approfondimento sulla portata della modifica all'articolo 46 del codice dei contratti pubblici. In considerazione della rilevanza delle modifiche apportate dal provvedimento in esame a materie che ricadono nella competenza della 8ª Commissione, chiede poi che quest'ultima svolga un ciclo di audizioni. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) ritiene condivisibile l'esigenza manifestata dalla senatrice Pergreffi di approfondire gli importanti temi oggetto del provvedimento in esame, ma ricorda a tutti che si tratta perlopiù di soluzioni già condivise e sollecitate in passato dai componenti della Commissione. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) ricorda che il Gruppo di Forza Italia ha posto più volte, e da ultimo direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri, una questione politica: la necessità di sospendere l'applicazione del codice dei contratti pubblici e prevedere che questi siano disciplinati esclusivamente dalle direttive europee di settore. Il senatore SANTILLO ( M5S ) si dice del tutto contrario all'abolizione del codice dei contratti pubblici, ritenendo che la Commissione dovrebbe invece concentrare la propria attività sull'individuazione degli eventuali punti problematici e delle relative soluzioni concrete. Sul punto, sarebbe poi fondamentale essere informati su quali siano gli intendimenti del Governo. Si associa infine alla richiesta della senatrice Pergreffi di svolgere un ciclo di audizioni. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ) crede che sia giunto il momento di abbandonare posizioni preconcette e di prendere atto che la soluzione che consente di mantenere un passo corrispondente alle esigenze del mondo contemporaneo già c'è ed è quella applicata per la ricostruzione del ponte di Genova. Ciò rende inevitabile interrogarsi sul futuro del codice dei contratti pubblici. Peraltro la soluzione prospettata dal senatore Mallegni dovrebbe rappresentare l'esito naturale per tutti quei colleghi per i quali l'Europa costituisce una vera e propria stella polare. È necessario eliminare le lungaggini che fanno perdere al Paese milioni di euro e avere il coraggio di aprire una nuova fase, anche facendo un passaggio con la magistratura. Bisogna affrontare le criticità che complicano l'attività degli enti locali e delle imprese e per fare questo non servono codici complicatissimi e scollegati dalla realtà, ma risolvere questioni pratiche, come il potenziamento delle professionalità e il ripensamento della legge Bassanini. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che è ormai molto complicato per gli enti locali e per le imprese anche solo capire quali siano le disposizioni di legge applicabili nel settore degli appalti. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) ricorda a tutti che molte delle soluzioni che vengono oggi invocate per risolvere i problemi del settore degli appalti pubblici hanno già trovato accoglimento in provvedimenti di legge, a partire dal decreto-legge "semplificazioni".