[resaula]

Anche l'intervento di un secchio ha un suo effetto sull'Oceano e soprattutto sul Mediterraneo, mi permetto di dirlo. Vorrei altresì ricordare al collega De Falco, che pure ha sottolineato in maniera giusta, che si danno motovedette e si formano persone per intervenire in una parte della Libia dimenticandosi dell'altra parte: la parte controllata da Haftar, come ricordava la senatrice Bonino. Possiamo dire tranquillamente che non partono barconi da Tobruk; non partono barconi dalla parte controllata da Haftar. Se partono dalle coste libiche controllate dal Governo di Tripoli, è a quest'ultimo che dobbiamo fornire anche un solo secchio per controllare quelle partenze. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Da ultimo, faccio un richiamo alla corretta interpretazione fatta da senatori e senatrici sull'utilizzo di queste imbarcazioni, che vengono sottratte ad alcune Capitanerie di porto. Già in Commissione il sottosegretario Molteni si è espresso su questo argomento, ma io voglio sottolineare un piccolo particolare: da sinistra, con la senatrice Boldrini, fino a destra, con un senatore di Forza Italia, è stato detto che queste imbarcazioni andrebbero ripristinate per il normale uso che se ne faceva. In sintesi, si sostiene - ed è giusto sostenerlo - che bisogna pensare prima e soprattutto alle esigenze e ai bisogni degli italiani: lo diceva la senatrice Boldrini. Però questo messaggio e questo slogan , ossia pensiamo prima alle vongole di Goro e Gorino, cioè pensiamo prima agli italiani, non mi pare che sia proprio uno slogan del Partito Democratico; «prima gli italiani» è lo slogan di un'altra parte politica, senatrice Boldrini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). Per quanto possa essere giusto - ed è giusto e corretto - che si pensi prima agli interessi degli italiani, dare anche solo con un secchio la possibilità di fermare ondate migratorie e il traffico di esseri umani significa pensare prima di tutto agli italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, non intendo intervenire in sede di replica. PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. URSO (FdI) . Signor Presidente, intervengo solo per ricordare che con l'emendamento 1.1 noi ci limitiamo ad inserire nel decreto-legge, peraltro in prima lettura, quello che il Governo assicura in modo verbale. Non comprendiamo perché il Governo non debba assicurarlo nel decreto-legge attraverso l'accoglimento del nostro emendamento che si limita a dire che devono essere salvaguardati i livelli di efficienza e di capacità operativa delle Capitanerie di porto, Guardia costiera e Guardia di finanza interessate. Se il Governo è d'accordo con questo principio, inseriamolo nel testo del provvedimento e tutti saremo più tranquilli. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. PETROCELLI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.1 e 1.2. Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G1.100 e G1.101 (che recepisce la riformulazione proposta dal Governo in sede di Commissione). MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione degli ordini del giorno. BOLDRINI (PD) . Sì, signor Presidente, insisto per la votazione dell'ordine del giorno. Ovviamente vigilerò affinché l'impegno assunto venga rispettato nei tempi predefiniti. Inoltre, tengo a precisare che mi riferivo al fatto che ci fosse una sicurezza anche per un'altra comunità. Non ho detto prima noi e poi loro, perché altrimenti non avremmo neanche ceduto la nostra motonave. ALFIERI (PD) . Anche io insisto per la votazione del mio ordine del giorno. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Urso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Urso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.101, presentato dai senatori Boldrini e Alfieri. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, come era immaginabile, il dibattito si è molto ampliato ed è andato molto oltre quanto previsto nel decreto‑legge, toccando temi assai complessi. Esso ha inoltre dimostrato la forza che la democrazia ha di automigliorarsi, se si vuole. Penso agli interventi da parte delle opposizioni e soprattutto, a quelli che hanno consentito all'Assemblea di affrontare nella loro complessità i tanti temi riguardanti i diritti umani, la sicurezza e i migranti, contenuti in un provvedimento specifico e al contempo complesso come quello in esame. Anche in ragione del fatto che oggi l'Assemblea ha lavorato meglio di altre volte, rispettando posizioni diverse anche quando queste hanno espresso sensibilità molto distanti, io intervengo in questa fase del dibattito per porre una questione, con grande rispetto nei confronti della Presidenza (altrimenti sarei ricorso all'articolo 97 del Regolamento del Senato), riguardo all'ammissibilità dell'emendamento 2.0.500, presentato dal relatore. Come si sa, il provvedimento in esame dispone di cedere, come conseguenza di un accordo internazionale, a un altro Paese alcune unità navali. L'emendamento 2.0.500 interviene su una materia che noi riteniamo estranea al contenuto del provvedimento, proponendo, sostanzialmente, di arricchire la nostra dotazione navale di droni. Ciò non ha ovviamente nulla a che fare con la cessione di unità navali a un altro Paese, come previsto da un accordo internazionale. Diciamo questo con grande rispetto nei confronti dell'insindacabilità delle decisioni assunte dalla Presidenza ed è per questo motivo - lo ribadisco - che non sono intervenuto richiamandomi all'articolo 97 del Regolamento del Senato. Ci tenevo però che rimanesse agli atti, per il proseguo dei nostri lavori e per l'ordine e il rispetto delle regole che determinano il lavoro di quest'Assemblea.