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Delega al Governo in materia di turismo. Onorevoli Senatori . – Il turismo rappresenta una delle risorse fondamentali del nostro Paese e la sua importanza è data non solo dal significativo contributo che apporta al tessuto economico e produttivo della Nazione, poiché migliaia sono le persone impiegate in questo settore, ma anche dal valore dei beni storici, culturali, architettonici e ambientali presenti. Il turismo è anche un comparto strategico, è una filiera trasversale che richiede processi d'integrazione tra settori e territori diversi e che costituisce un fattore essenziale per dare risposte alle attese delle aree in debito di sviluppo e per favorire le azioni di valorizzazione dei beni culturali e ambientali del nostro Paese. Il turismo rappresenta per l'Italia, con riferimento esclusivamente a ciò che sprigiona il settore attraverso le imprese che se ne occupano, attività commerciali, strutture alberghiere ed extra-alberghiere, stabilimenti balneari, pubblici esercizi (ristoranti, bar, pub, pizzerie, eccetera), un fatturato annuo di oltre 230 miliardi di euro. Occupa oltre 3,5 milioni di persone, rappresenta circa il 13 per cento del prodotto interno lordo. Tuttavia il turismo in Italia, ma non solo, non può essere considerato fine a sé stesso. Attorno alle imprese del turismo esiste un indotto formato dalla catena agroalimentare, che rifornisce i pubblici esercizi e tutti coloro i quali svolgono un servizio di somministrazione di alimenti, dalla distribuzione di bevande, con la relativa produzione, dall'artigianato, composto da idraulici, imbianchini, elettricisti, tecnici della salubrità delle acque, tecnici e informatici, trasporti (trasporto merci, trasporto di persone), noleggi con conducenti (NCC) autobus turistici, trasporto tramite nave, imbarcazioni da diporto, navi da diporto, cantieristica navale, florovivaistica, manutenzione del verde, falegnami, piastrellisti, imprese edili, fabbri, lavanderie, produttori di tessuti, produttori e commercianti di stoviglie, vetrerie, ferramenta, professionisti, architetti, geometri, ingegneri, biologi, gallerie d'arte, artigianato artistico e di produzione industriale, e così via. Si potrebbe continuare ancora a lungo ad elencare tutto ciò che ruota attorno al settore del turismo e che lo rappresenta in un Paese come il nostro caratterizzato da 8000 chilometri di coste, con i porti turistici più importanti del Mediterraneo, la presenza di tre quarti del patrimonio culturale mondiale. L'insieme del turismo e del proprio indotto rappresenta quindi oltre il 25 per cento del prodotto interno lordo (PIL) superando ampiamente il mezzo miliardo di euro di PIL! Un Paese che sviluppa una così importante economia, perché non ne ha mai tenuto in giusta considerazione offrendo politiche di sostegno, di sviluppo e di promozione e che non ha un Ministero che rappresenti questa « industria »? Un comparto al quale, incredibilmente, la politica italiana (tranne brevi parentesi) non ha mai destinato stabilmente una struttura operativa unitaria che rappresentasse la base per l'avvio di una strategia integrata ed efficiente di management del settore, che di conseguenza si caratterizza per la mancanza di coordinazione centrale dovuta all'attribuzione costituzionale della materia alle singole regioni, e che ha provocato nel tempo una sensibile diffusione di squilibri territoriali in merito allo sviluppo di questo settore da tempo in balia del disinteresse di molti amministratori locali o di norme territoriali inadeguate. Si rende necessario un importante piano di promozione del nostro territorio, che in primo luogo spieghi al mondo che l'Italia è un luogo sicuro e protetto, che il nostro sistema sanitario garantisce l'incolumità di coloro i quali vivono e vengono nel nostro Paese, e che valorizzi il nostro patrimonio culturale e ambientale, nonché della qualità dell'offerta prodotta dalle nostre imprese che oggi rappresentano, senza timore di smentita, l'eccellenza dell'offerta turistica mondiale. Riteniamo che vi debba essere una sinergia di tutti gli attori pubblici. I comuni, le regioni e lo Stato centrale assieme possono sviluppare una « potenza di fuoco » erogando servizi e promozione turistica, attraverso una cabina di regia coordinata dall'Agenzia nazionale del turismo (ENIT). L'ENIT, che normalmente si occupa di in coming dal mondo, in questa situazione di emergenza potrebbe operare anche all'interno del territorio nazionale come soggetto di coordinamento di tutte le attività di promozione turistica. Non si possono sprecare risorse ed energie con singole iniziative che da sole potrebbero non portare i risultati attesi. Si ritiene inoltre indispensabile e da attuare immediatamente, se si vuole consentire alle nostre imprese e quindi ai milioni di occupati che rischiano di non riprendere la propria attività lavorativa e di non avere una chance per ripartire, descrivere delle buone pratiche per poter usufruire di tutti servizi erogati dalle imprese del turismo in modo da garantire un'accoglienza ed una vacanza serena e protetta. Ma prima di tutto, occorre garantire agli imprenditori, attraverso accordi chiari con le parti sociali, una tutela per sé stessi e per il personale alle loro dipendenze. Oggi le imprese del turismo, con particolare riferimento alle migliaia di strutture alberghiere ed extra-alberghiere e agli stabilimenti balneari, stanno vivendo un momento difficile. Senza un rilancio serio e delle prospettive concrete le aziende avranno di fronte, nei prossimi anni, esclusivamente la certezza dei costi e la totale incertezza dei ricavi e nessun tipo di garanzia economico-finanziaria da parte dello Stato. Si rende pertanto necessario entrare in un'ottica in cui lo Stato deve porsi al servizio delle aziende turistiche agevolando senza onerosi vincoli burocratici e fiscali tutte quelle iniziative che possano favorire la libera iniziativa privata e le potenzialità inespresse del turismo italiano. Il presente disegno di legge reca la delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di turismo armonizzando norme già esistenti e semplificando quelle che ostacolano la ripresa del settore perché superate dall'innovazione tecnologica e dall'evolversi del mercato turistico. Particolare attenzione nell'oggetto della delega è stata prestata alla revisione del mercato del lavoro, all'alleggerimento del carico fiscale nei confronti delle imprese turistiche, all'accesso al credito e alla promozione turistica anche attraverso una revisione della governance statale.. 1 (Delega al Governo) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di turismo. 2 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività, assicurando forme di integrazione e connessione tra i vari ambiti turistici, mediante la revisione e l'aggiornamento del codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, per la regolamentazione di settori turistici emergenti, quali tra gli altri: