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Nutriamo tuttavia severi dubbi sulle risorse destinate all'attuazione del provvedimento, ma dobbiamo, possiamo e vogliamo esprimere un voto favorevole a questo provvedimento, perché siamo profondamente convinti di quell'affermazione che fu fatta dal poeta Ezra Pound secondo cui i libri costituiscono un fondamento e un tesoro (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi siamo assolutamente convinti che il provvedimento in esame vada nella direzione giusta, quindi lo voteremo convintamente. La lettura è una questione fondamentale e giustamente è stata al centro dell'attenzione della Commissione, che ha prodotto un disegno di legge che considero abbastanza convincente e adeguato. Vi è oggi una questione fondamentale su cui si devono concentrare gli sforzi innanzitutto del Governo, ma anche di tutte le istituzioni: secondo i dati che emergono da vari report, nel nostro Paese vi è una vera e propria emergenza lettura, chiamiamola così. Da oltre quindici anni, al di là di qualche oscillazione di breve termine, la popolazione dei non lettori è praticamente fissa, pari a circa il 60 per cento delle persone, e non si vedono ahimè segnali di ripresa. Anche le caratteristiche costitutive dei non lettori per fascia sociale appaiono assolutamente persistenti e confermano purtroppo i fattori di disuguaglianza e di svantaggio di natura strutturale. Ovviamente questo produce automaticamente difficoltà anche nel linguaggio ed è solo la lingua che ci fa uguali: «eguale è chi sa esprimersi e intende l'espressione altrui», come recita una delle frasi fondamentali che si leggono in «Lettera a una professoressa» di don Milani. Ritornando ai dati, proprio nel 2015 (dati elaborazione Istat del 2016) il 42 per cento dei cittadini intervistati dichiara di aver letto almeno un libro nei dodici mesi, ma se andiamo a guardare i fattori discriminanti rispetto ai fenomeni legati alla lettura, il contesto territoriale di appartenenza è purtroppo molto indicativo: almeno il 48 per cento dei residenti al Nord ha letto almeno un libro, contro il 28,8 per cento del Sud e il 33,21 per cento delle isole. Non sono solo soltanto freddi dati, ma ci descrivono una situazione di grande diversità nel Paese. Un ulteriore elemento che condiziona in modo determinante l'esperienza della lettura e il rapporto con i libri è l'ambiente familiare. La lettura si conferma quindi fortemente influenzata delle abitudini familiari: la propensione alla lettura dei bambini e dei ragazzi si dimostra direttamente correlata alla presenza di genitori che hanno l'abitudine di leggere i libri. La quota di lettori di chi ha madre e padre lettori è più che doppia rispetto a quella di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori. Ben venga quindi il disegno di legge. Ad esempio, anche se le risorse finanziarie sono sempre non ingenti (quindi servirebbero molti più investimenti), la promozione della lettura a scuola sancita dall'articolo 5 del provvedimento è fondamentale, perché diventa un ulteriore strumento a disposizione della scuola per continuare la sua stessa missione, quella di formare i cittadini e di combattere le disuguaglianze economiche, sociali e culturali. E proprio mentre assistiamo al permanere di dati inaccettabili, relativi appunto alla lettura, ma anche alla dispersione scolastica e alla dimensione abnorme del fenomeno, anche in relazione ai giovani che non studiano e non lavorano, cresciuti in famiglie svantaggiate, registriamo allo stesso tempo una vera e propria crisi della parola e del discorso. In particolare, ci preoccupa molto il fatto che la comunicazione tra le persone stia assumendo forme di riduzione e semplificazione, in evidente contrasto con la complessità del mondo contemporaneo. Un linguaggio più povero non solo segnala un pensiero più povero ma - ahimè - è un ulteriore elemento di disuguaglianza. Non pensiamo che questa proposta di legge possa risolvere tutto, ma è certamente un grande passo in avanti. Faccio parte della Commissione di vigilanza Rai, così come il relatore del provvedimento, e credo che bisognerebbe richiamare con forza anche la Rai, che già ha qualche trasmissione nel proprio palinsesto dedicata alla lettura, ad attivarsi molto di più, perché come servizio pubblico bisognerebbe richiamarla a una missione che sia ancor più dedicata alla promozione della lettura e dei libri, così come faceva in passato, quando è stata uno strumento fondamentale in tal senso. Vi è poi la questione, di cui si è parlato molto durante l' iter di esame di questa proposta di legge, ma anche in passato, che riguarda il prezzo della distribuzione. È una vexata quaestio su cui ci sono posizioni differenti sia tra gli editori che tra i distributori. C'è un punto però che a noi convince: bisogna mettere un argine alla concorrenza sleale posta in essere soprattutto dai grandi soggetti che, nel caso delle vendite online , sono praticamente monopolisti (o quasi) e creano di fatto, con lo sconto sistematico del 15 per cento, un problema ai piccoli distributori e ai librai indipendenti. Vi è anche un'altra questione: promuovere la lettura e sostenere le librerie nei quartieri, soprattutto nelle periferie, sono strumenti fondamentali, perché le librerie sono un presidio della cultura, un presidio di aggregazione e un elemento di sicurezza. Non possiamo parlare di sicurezza solo e unicamente pensando al giusto presidio del territorio da parte delle Forze dell'ordine, ma dobbiamo fare uno sforzo enorme (e questo disegno di legge va in tal senso) per far sì che, per esempio, le librerie diventino i nostri presidi cultura, così come i teatri, i cinema e i luoghi di aggregazione, dove si fa il contrasto vero alla disgregazione sociale, alla solitudine e all'ignoranza. Questa è la potenzialità che affidiamo al disegno di legge al nostro esame. Il presidio delle librerie e della cultura ci richiama a quello che diceva Tullio De Mauro, che ci ha insegnato che un popolo non istruito è quello più esposto alle sirene dei media e più soggetto a errori quando dovrà scegliere; voglio ricordarlo qualche giorno prima della sua morte, in un incontro all'Istituto Gramsci di Roma, quando scuoteva la testa nel momento in cui venivano ricordati i dati della lettura in Italia. Alla fine il suo messaggio è stato questo: la cultura in una società democratica è bene comune per tutti e non si può tenere chiusa solo nelle aule universitarie. Per questo è ancora più centrale fare in modo che le esperienze delle librerie e l'invito e il sostegno alla lettura diventino uno strumento potentissimo, uno strumento democratico di lotta alle disuguaglianze e alla disgregazione sociale. Per questo motivo votiamo convintamente a favore del provvedimento. (Applausi dai Gruppi Misto, PD e IV-PSI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto economico professionale «Don Milani-Sandro Pertini» di Taranto, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. Doc 1421 IORI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.