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un percorso non isolato che rimanda ai pionieri dell'imprenditoria italiana che hanno contribuito a fare grande il nome dell'Italia nei mercati internazionali. Tutti coloro che hanno conosciuto Sergio Marchionne sono rimasti inevitabilmente colpiti dal legame che ha sempre mantenuto con la sua terra d'origine, l'Abruzzo, con le radici profonde della sua famiglia; una famiglia che ha conosciuto il dramma dell'esodo istriano-dalmata e che poi, attraversando l'Atlantico, ha cercato e trovato quel riscatto comune a tanti figli della nostra Patria. Per quanto riguarda gli aspetti industriali, il mio auspicio è che i frutti delle sue scelte e delle sue intuizioni non vengano dispersi, ma possano continuare a vivere per il bene di FCA, dei lavoratori italiani e di tutto il Paese. Ai parenti e alla famiglia Agnelli Elkann desidero esprimere i sensi del mio profondo cordoglio per la perdita di un professionista illuminato, un caro amico e un padre straordinario. Invito quindi tutti i colleghi ad osservare un minuto di raccoglimento. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 624 PRESIDENTE . Ha facoltà di intervenire il relatore, senatore Petrocelli, per svolgere la relazione orale. PETROCELLI, relatore . Signor Presidente, il disegno di legge che andiamo ad esaminare riguarda la conversione in legge del decreto-legge n. 84 del 2018, finalizzato a incrementare per l'anno 2018 la capacità operativa sia della Guardia costiera del Ministero della difesa sia degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libico, attraverso la cessione a titolo gratuito di unità navali italiane, nonché la fornitura delle risorse necessarie alla manutenzione di questi mezzi e lo svolgimento di specifiche attività addestrative e di formazione per il personale libico. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 15,45) ( Segue PETROCELLI, relatore ) . Ricordo innanzitutto che le questioni della messa a disposizione di unità navali italiane alla Libia, della loro manutenzione e dello svolgimento di mirate attività addestrative non sono nuove, essendo state oggetto di accordi bilaterali e di cooperazione tra i nostri due Paesi fin dal 2009, nel quadro delle attività volte al controllo e alla sicurezza dei mari, nonché al contrasto dell'immigrazione irregolare e del traffico di esseri umani. Gli accordi bilaterali sottoscritti in passato hanno portato anche all'adozione di specifici protocolli tecnico-operativi riguardanti anche le attività addestrative. Ricordo soprattutto il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008. Tale Trattato riaffermava l'impegno delle parti ad operare per il rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilità, in particolare nella regione del Mediterraneo, e definiva un nuovo partenariato bilaterale, prevedendo (all'articolo 19) l'intensificazione della collaborazione bilaterale nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, nonché la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche da affidare a società italiane. Ricordo inoltre che alla Dichiarazione di Tripoli del gennaio 2012, con cui l'Italia ha assicurato il proprio sostegno politico al processo di pacificazione nazionale in atto in Libia, ha da ultimo fatto seguito anche il Memorandum d'intesa sottoscritto nel febbraio 2017, che stabilisce l'impegno reciproco dei due Governi a completare il sistema di controllo dei confini del sud della Libia previsto dal Trattato del 2008. Il provvedimento che andiamo ad esaminare si pone, dunque, in stretta continuità con l'impegno italiano degli ultimi anni, indirizzato al rafforzamento degli strumenti operativi a disposizione di Tripoli per esercitare la sua autorità nel controllo delle acque antistanti la costa libica, puntando al rafforzamento degli accordi di collaborazione sottoscritti nel recente passato. Del decreto-legge evidenzio in primo luogo i requisiti di straordinarietà e di urgenza, stante - mi sembra ovvia - la necessità di contribuire in tempi brevissimi al consolidamento delle capacità operative della Libia, conformemente alle richieste del Governo di Tripoli, nell'attività di controllo e vigilanza delle proprie acque territoriali, anche al fine di garantire la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo e di porre un argine all'immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani che si muovono dall'Africa verso l'Europa e che da troppi anni stanno interessando proprio la rotta del Mediterraneo centrale. Per il nostro Paese, in particolare, il rafforzamento della collaborazione bilaterale con la Libia costituisce un elemento di estrema rilevanza, non solo per continuare a perseguire l'obiettivo del contenimento della pressione migratoria, che proprio dalle coste libiche quasi sempre si origina, ma anche per una tutela più adeguata delle stesse frontiere esterne, italiane e dell'Unione europea, oltre che per un'azione efficace di contrasto alla criminalità organizzata internazionale e di prevenzione dai potenziali rischi di infiltrazione di soggetti contigui alle organizzazioni terroristiche. Andando ai contenuti del provvedimento, evidenzio che il disegno di legge di conversione si compone di un solo articolo che dispone la conversione in legge del decreto-legge n. 84 del 2018 a far data dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Il decreto-legge, a sua volta, si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente: in ordine alle cessioni di unità navali alla Libia (articolo 1); alle attività di manutenzione delle unità navali e alla formazione del personale (articolo 2); alla copertura finanziaria (articolo 3); alla entrata in vigore del testo (articolo 4). Più in dettaglio, l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge dispone, per le singole componenti delle Forze armate e di polizia, la specifica autorizzazione alla cessione, a titolo gratuito, di dodici unità navali, nonché alla relativa autorizzazione di spesa. È previsto in particolare che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'economia e delle finanze siano autorizzati alla cessione a titolo gratuito di dieci unità navali CP, classe 500, fra quelle in dotazione al Corpo delle capitanerie di porto-Guardia costiera e di due unità navali da 27 metri, classe Corrubia, fra quelle in dotazione alla Guardia di finanza. Tale cessione avviene conformemente a specifiche intese con autorità libiche e nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni internazionali ed europee in materia di sanzioni internazionali. Per il ripristino in efficienza e il trasferimento delle unità navali dall'Italia alla Libia è autorizzata una spesa complessiva, per il solo anno 2018, di 1,15 milioni di euro. L'articolo 2 del decreto-legge in esame stabilisce, a sua volta, l'autorizzazione a una spesa complessiva di 1,37 milioni di euro, fino al 31 dicembre 2018, per la manutenzione delle singole unità navali cedute e lo svolgimento di attività addestrative e di formazione del personale della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici.