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Con l'entrata in vigore della Costituzione, quella prevalenza divenne inconciliabile con l'articolo 103 e la conseguente riscrittura dell'articolo 264 del codice penale militare di pace, che regola la connessione tra reati comuni e militari, riconobbe alla giurisdizione ordinaria quella vis attractiva fino ad allora attribuita alla giurisdizione militare. Nell'attuale codice di rito, la prevalenza della giurisdizione ordinaria, risulta « temperata » dalla regola (articolo 13, comma 2, del codice di procedura penale) per cui la connessione opera solo quando il reato comune è più grave di quello militare, regola che mira ad evitare una riduzione eccessiva della giurisdizione militare. Negli altri casi le rispettive sfere di giurisdizione rimangono separate, producendo una duplicità di procedimenti penali, comuni e militari. Per il medesimo fatto, nel quale siano ravvisabili diverse violazioni della legge penale, vengono avviati distinti procedimenti dinanzi al giudice ordinario e a quello militare. È pertanto logico ritenere che la magistratura militare abbia esaurito la sua funzione e debba essere soppressa e assorbita dentro i ranghi della magistratura ordinaria perennemente sotto organico, per ragioni di economicità e razionalizzazione della spesa pubblica, ma anche a vantaggio dell'unitarietà della giurisdizione e a garanzia nei riguardi del militare indagato, che potrebbe così essere sottoposto a un solo procedimento penale anziché a due procedimenti da svolgere innanzi a due diverse autorità giudiziarie. In quest'ottica, il presente disegno di legge, abrogando il terzo comma dell'articolo 103 della Costituzione, sopprime la giurisdizione speciale militare e, introducendo un ulteriore periodo al secondo comma dell'articolo 102, istituisce una sezione specializzata presso i tribunali ordinari per i reati militari commessi in tempo di pace e in tempo di guerra. Resta infatti necessario prevedere una giurisdizione di guerra, non solo nell'eventuale caso (che ci si augura solo ipotetico) in cui l'Italia entri in guerra, ma anche per quelle fattispecie di reato collegabili alle missioni fuori del territorio nazionale delle Forze armate, alle quali potrebbe essere applicato il codice penale militare di guerra. Rimane ferma la possibilità di deroga al ricorso in Cassazione per le sentenze sui reati militari in tempo di guerra, prevista dal secondo periodo del settimo comma dell'articolo 111 della Costituzione. Infine, si è inteso non restringere ai soli militari il limite soggettivo della competenza delle sezioni specializzate per i reati militari. E questo per una duplice ragione. Da una parte avrebbe poco senso una distinzione interna alla stessa giustizia ordinaria, dall'altra si ritiene che il legislatore, nel definire i reati militari, debba avere la massima libertà nello stabilire quali comportamenti siano lesivi dell'ordinamento militare, compresi quelli messi in atto in tempo di pace da non militari.. 1 (Istituzione di una sezione specializzata per i reati militari presso i tribunali ordinari) 1 Al secondo comma dell'articolo 102 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Presso gli organi giudiziari ordinari è istituita una sezione specializzata per i reati militari commessi in tempo di pace e in tempo di guerra ». 2 (Soppressione dei tribunali militari) 1 All'articolo 103 della Costituzione, il terzo comma è abrogato. 3 (Possibilità di deroga al ricorso in Cassazione per le sentenze sui reati militari in tempo di guerra) 1 All'articolo 111, settimo comma, secondo periodo, della Costituzione, le parole: « dei tribunali militari » sono sostituite dalle seguenti: « sui reati militari ». 4 (Disposizioni attuative e disposizioni transitorie) 1 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale si provvede all'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 con legge ordinaria, che provvede altresì a dettare un'apposita disciplina transitoria. 2 Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui al comma 1 si continuano a osservare le disposizioni dell'ordinamento vigente.