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Dall'altra parte, questa filiera si inserisce in un contesto italiano in cui abbiamo in totale circa 25.000 aziende che lavorano nel settore produttivo dell'allevamento e oltre 3.500 nel settore della trasformazione. Tutto questo ci fa pensare - e ci ha fatto pensare da subito - che fosse importante conferire i poteri necessari per cercare di eradicare - questo è il termine esatto su questo fronte - la peste suina africana, così come hanno fatto altri Paesi dell'Unione europea, quali il Belgio che in pochissimo tempo è riuscito a intervenire. Il provvedimento richiama in sostanza tre principi: il primo è relativo alle Regioni che devono redigere, farsi approvare e avere i piani per l'eradicazione della peste suina e per il contenimento della fauna selvatica. Il secondo principio è il ruolo del Commissario, con i suoi poteri e con risorse disponibili. Su questo punto le Commissioni e il Governo hanno lavorato bene perché, alla fine, siamo riusciti, presentando alcuni emendamenti - una quindicina in totale - a dare una svolta al provvedimento, rendendolo concreto e attuabile, soprattutto perché - parlo del decreto-legge n. 9 - privo di risorse e in un contesto del genere era impossibile operare per il Commissario. Grazie all'intervento del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Patuanelli, nonché degli altri Ministeri che hanno condiviso l'impegno, sono stati assegnati 10 milioni di euro, risorse prese da ciò che è stato inserito nel decreto sostegni- ter , il provvedimento da 50 milioni di euro, 15 dei quali servono alle aziende e alle imprese per attuare i principi di biosicurezza richiamati anche dal presente decreto. Dall'altra parte, abbiamo ritenuto utile riprendere, dai restanti 35 milioni di euro per la filiera che contemplava la parte produttiva di trasformazione, 10 milioni per utilizzarli immediatamente in questo contesto, perché il Commissario non può agire se non ha delle risorse a disposizione. Questo significa - è un impegno del Ministro, un impegno nostro e un impegno del Governo - che queste risorse devono essere rimpinguate e ripristinate al più presto - abbiamo anche presentato un ordine del giorno in merito - affinché venga garantito che nel primo provvedimento utile debbano essere ridate nel contesto corretto, che è quello della filiera suinicola che sta patendo gravissime perdite. Nell'emendare il provvedimento siamo riusciti anche a dare dei poteri chiari al Commissario relativi a come agire nella sua operatività quotidiana immediata. Anche il tema delle recinzioni, di cui parlava bene prima la collega Biti, era importantissimo, ma non si può soltanto parlare di recinzione o di metodi di contenimento se poi non si possono attuare per problemi urbanistici, paesaggistici, dei beni culturali e di tutto quanto affronta il nostro Paese quando abbiamo qualcosa da fare di necessario e si scopre, purtroppo, che la semplificazione esiste solo a livello verbale e non sostanziale. Anche in questo caso siamo riusciti a stabilire una norma con delle scadenze da rispettare, che però sono velocissime: se in venti giorni non si ha riscontro si procede, soprattutto sul tema della pubblica utilità di cui viene dato pieno mandato al Commissario. Per questo ritengo che il provvedimento in esame abbia ripreso una serie di articoli importanti anche sul tema della biosicurezza, su cui verrà presentato un decreto attuativo, su cui invito il Governo a indicare misure chiare, chiedendo che siano date indicazioni a livello nazionale soprattutto agli allevamenti e agli allevatori affinché possano agire in conformità con un sistema che renda possibile preservare l'allevamento da inserimenti esterni. Penso ad esempio alla delimitazione, alla chiusura di tutti gli accessi, delle entrate dei mezzi, del personale e - fondamentale - del materiale all'interno dell'allevamento. Penso ancora alla protezione dei capannoni, alla gestione degli animali morti, all'ingresso di tutti i tipi di carichi e anche, e soprattutto, alla biosicurezza per quanto riguarda chi entra, chi lavora e chi opera a livello sanitario in tema di controlli, di gestione e prevenzione. Pertanto, occorre fare in modo che questo sia un provvedimento che faccia da guida nel nostro Paese soprattutto perché in settori, come quello avicolo, sono già stati fatti dei passi avanti importanti, mentre sulla suinicoltura si fatica ancora un po'. Credo, però, ci siano le condizioni per fare bene. Abbiamo ritenuto utile - come dicevo prima - presentare l'ordine del giorno citato; mi appello al Governo affinché nei prossimi provvedimenti sia possibile a livello emendativo e direttamente, magari con decreto-legge, restituire le risorse al settore, che - come già rilevato - sta patendo. Abbiamo oggi dei Paesi a livello mondiale che chiedono delle certificazioni che non dovrebbero chiedere, perché la carne suinicola oppure i trasformati, i prosciutti e i salumi, devono provenire da zone o aree esenti da peste suina africana. Questo non è assolutamente concepibile, perché sappiamo bene che nella zona infetta ci sono due allevamenti e in essa gli animali vengono abbattuti. Non c'è quindi un problema da questo punto di vista e soprattutto dobbiamo agire immediatamente per contenere la situazione. Da qui anche il passaggio con le Regioni che devono agire. Ricordo che molte di esse non hanno ancora trasmesso i piani che riguardano l'eradicazione della peste suina e soprattutto la prevenzione. Anche quelle Regioni devono rendersi operative, perché è fondamentale che, dal punto di vista del controllo del Ministero della salute, ma anche dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e di tutti coloro chiamati a fare delle verifiche importanti, ci sia la consapevolezza di quanto sta accadendo in tutto il Paese. Noi oggi siamo qui ad ascoltare gli interventi che si svolgeranno nel corso della discussione generale, ma soprattutto per dire che forse non è il miglior provvedimento possibile che si poteva fare, ma l'abbiamo modificato tutti insieme, rendendolo attuabile immediatamente. Sicuramente nei prossimi provvedimenti si potranno attuare altre misure importanti. Qualcuno ci chiedeva delle risorse per tutti quei settori che sono in crisi, a dispetto della suinicoltura sul territorio; parliamo anche di coloro che svolgono attività di turismo, di ricezione di turisti, di coloro che operano sul territorio sotto tanti punti di vista. Nel provvedimento al nostro esame, però, ciò non è stato possibile. Come non è stato possibile modificare la legge n. 157 del 1992, come richiesto da più parti con cognizione di causa, non essendosi nessuno inventato qualcosa. Faccio appello affinché questo aspetto, di cui il nostro Gruppo è da sempre fautore, sia tenuto in considerazione. È fondamentale che la citata norma, vecchia di trent'anni, venga modificata. Si tratta non solo di danni da fauna selvatica, ma anche di danni alle coltivazioni e alla sicurezza delle città. Problemi enormi nel nostro Paese devono essere affrontati a livello di produzione agricola, anche e soprattutto sul contenimento della fauna selvatica. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Governo, il provvedimento sulla peste suina è sicuramente molto importante. Ne abbiamo parlato intensamente nelle Commissioni riunite 9 a e 12 a .