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L'articolo 26- bis del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, prevede che per le procedure per le quali i bandi o gli avvisi con cui è indetta la procedura di scelta del contraente siano pubblicati dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del medesimo decreto-legge (ossia dopo il 16 luglio 2022), nonché, in caso di contratti stipulati senza pubblicazione di bandi o di avvisi, per le procedure in relazione alle quali, alla predetta data, non siano stati ancora inviati gli inviti a presentare le offerte, nelle more di una riforma complessiva del settore dei servizi sostitutivi di mensa finalizzata a garantire una maggiore funzionalità del sistema anche attraverso la fissazione di una percentuale massima di sconto verso gli esercenti e di un termine massimo per i pagamenti agli esercizi convenzionati, fino al 31 dicembre 2022, si applichi l'articolo 144, comma 6, del codice di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ai sensi del quale l'affidamento dei servizi sostitutivi di mensa avviene esclusivamente con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. L'articolo 144, comma 6, del decreto legislativo n. 50 del 2016 individua, inoltre, i criteri di valutazione dell'offerta pertinenti che il bando di gara deve stabilire. Il predetto termine del 31 dicembre 2022 viene sostituito dalla data di acquisizione dell'efficacia del decreto legislativo, in corso di adozione, recante la disciplina dei contratti pubblici e comunque non oltre il 30 giugno 2023. Comma 6. La legge 31 agosto 2022, n. 130, al fine di raggiungere l'obiettivo fissato dal PNRR ( Milestone M1C1-25), prevede la riforma completa delle commissioni tributarie di primo e secondo grado con l'obiettivo di rendere più efficace l'applicazione della legislazione tributaria e ridurre l'elevato numero di ricorsi alla Corte di cassazione. In particolare, l'articolo 8 (« Disposizioni transitorie e finali »), al comma 1, ha disciplinato un sistema di gradualità, per il prossimo quinquennio, nell'abbassamento dell'età pensionabile per i giudici tributari dai 75 (attualmente previsti) ai 70 anni, previsti a regime a decorrere dal 1° gennaio 2027. Tanto premesso, si intende prorogare di un anno tutti i termini previsti dal predetto articolo 8, comma 1, della legge n. 130 del 2022. Tale proroga si rende necessaria unicamente nei confronti dei giudici tributari, al fine di garantire la continuità nello svolgimento della relativa funzione giurisdizionale. Ciò in attesa del completamento della procedura di interpello, avviata dal Consiglio di presidenza, per il transito definitivo nella magistratura tributaria dei giudici tributari provenienti dalle altre giurisdizioni che abbiano esercitato l'opzione prevista dalla citata legge n. 130 del 2022. Si fa presente che il termine per la presentazione delle domande per il passaggio definitivo nella giurisdizione tributaria scade il novantesimo giorno successivo alla data del 16 novembre 2022, giorno di pubblicazione del citato interpello. Inoltre, la disposizione in esame si rende necessaria anche tenuto conto che, nel corso del 2022, le domande di accesso anticipato al trattamento pensionistico da parte dei giudici tributari in servizio sono state ben più elevate rispetto a quanto previsto nell'ambito della legge n. 130 del 2022. Comma 7. L'articolo 1, comma 501, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha previsto l'istituzione e la disciplina di una Commissione tecnica competente, tra l'altro, a esaminare le domande e l'ammissione all'indennizzo del FIR. Con l'articolo 1, comma 63, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è stato disposto che la Commissione nominata ai sensi dell'articolo 1, comma 501, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, rimanesse in carica sino al 31 dicembre 2022 per il completamento delle attività del Fondo indennizzo risparmiatori di cui alla legge 30 dicembre 2018, n. 145. La norma in esame intende prorogare l'operatività della Commissione tecnica FIR, al fine di evitare che l'esame di alcune pratiche non sia completato e, di conseguenza, il rischio di lasciare aperte molte situazioni. Gli ultimi dati acquisiti dalla CONSAP hanno infatti evidenziato che la Commissione ha valutato circa il 95 per cento delle domande pervenute. Comma 8. Durante la crisi pandemica, i commi da 7- bis a 7- quinquies dell'articolo 60 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, hanno disposto, per l'anno 2020, la sospensione temporanea dell'ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali, mantenendo il loro valore di iscrizione, risultante dall'ultimo bilancio approvato regolarmente. Successivamente, la legge di bilancio per il 2022 (articolo 1, comma 711, della legge 30 dicembre 2021, n. 234) ha esteso la sospensione temporanea con riferimento ai bilanci relativi all'esercizio 2021, per i soli soggetti che, nell'esercizio in corso al 15 agosto 2020 (data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 104 del 2020), non avevano effettuato il 100 per cento dell'ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni. Ancora, con il decreto-legge « Milleproroghe » è stato rideterminato il campo soggettivo di applicazione della disciplina derogatoria, prevedendo per i soggetti che non avevano adottato i principi contabili internazionali la facoltà di sospendere, in tutto o in parte, gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali (articolo 3, comma 5- quinquiesdecies , del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15). Infine, con le modifiche apportate in sede di conversione al decreto-legge « Sostegni- ter », il beneficio in esame è stato esteso agli esercizi in corso al 31 dicembre 2021 e al 31 dicembre 2022 (articolo 5- bis del decreto legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25). La norma è finalizzata ad estendere il periodo temporale di applicazione delle disposizioni agli esercizi 2022 e 2023. Comma 9. La disposizione estende all'esercizio in corso al 31 dicembre 2022 i benefici temporanei previsti in materia di riduzione del capitale sociale (compresa l'esclusione della causa di scioglimento della società per riduzione o per perdite).