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Per quanto attiene al primo aspetto, si ritiene opportuno prevedere l'obbligatorietà della confisca anche per le cose che «servirono o furono destinate a commettere il reato» di cui l'articolo 600- septies del codice penale, in materia di confisca obbligatoria, non fa menzione. Ciò consentirà di rafforzare gli strumenti di repressione per evitare la formazione di patrimoni criminali, sottraendo, in modo obbligatorio, alla disponibilità dell'autore del reato le cose che servirono o furono destinate a commettere tale odioso delitto ed i proventi da esso derivanti, nonché i beni o le altre utilità risultanti di valore sproporzionato rispetto al suo reddito e di ingiustificata provenienza. Non si è ritenuto necessario un intervento ad hoc in materia di misure di prevenzione patrimoniali in quanto l'attuale quadro normativo consente l'applicazione delle medesime ad una serie di soggetti tra i quali rientrano senza dubbio anche coloro che vivano abitualmente con i proventi del reato di cui all'articolo 603- bis del codice penale (articoli 16, 4 e 1 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159). L'articolo 2 estende l'arresto obbligatorio, ai sensi dell'articolo 380 del codice di procedura penale, anche al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro per il quale sino ad oggi era applicabile l'arresto facoltativo, all'evidente fine di rafforzare gli strumenti di natura precautelare. L'articolo 4 introduce la responsabilità amministrativa degli enti per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Lo sfruttamento dei lavoratori ridonda, infatti, sempre a vantaggio delle aziende, che spesso sono costituite in forma societaria o associativa. L'articolo 5 estende le finalità del Fondo di cui alla legge n. 228 del 2003 in tema di vittime della tratta anche alle vittime del delitto di cosiddetto «caporalato», stante l’omogeneità dell'offesa arrecata e la frequenza dei casi tratti dall’esperienza giudiziaria in cui la vittima del delitto di tratta è anche vittima di sfruttamento del lavoro. L'articolo 6 prevede l'introduzione di una serie di integrazioni e modifiche alla disciplina istitutiva della Rete del lavoro agricolo di qualità, di cui all'articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. Le integrazioni che si propone di apportare, in particolare, sono finalizzate ad estendere l'ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete (includendovi gli sportelli unici per l'immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l'impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura e i soggetti abilitati al trasporto di persone per il trasporto dei lavoratori agricoli), nonché ad estendere l'ambito delle funzioni svolte dalla cabina di regia della Rete stessa. In dettaglio, si integra l'articolo 6 del decreto-legge n. 91 del 2014, al fine di: -- escludere dalla partecipazione alla Rete anche i soggetti che abbiano riportato condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, delitti contro l'incolumità pubblica, delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio, delitti contro il sentimento per gli animali; -- prevedere che alla Rete del lavoro agricolo di qualità possano aderire, attraverso la stipula di apposite convenzioni, gli sportelli unici per l'immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l'impiego, gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura, le agenzie per il lavoro di cui all’articolo 4 del decreto legislativo n. 276 del 2003 e gli altri soggetti autorizzati all'attività di intermediazione ex articolo 12 del decreto legislativo n. 150 del 2015; -- prevedere che alla cabina di regia partecipino anche il Ministero dell'interno e il costituendo Ispettorato nazionale del lavoro, in considerazione delle competenze loro attribuite in materia di immigrazione e di controlli sul lavoro; -- attribuire alla cabina di regia che sovraintende alla Rete del lavoro agricolo di qualità le seguenti ulteriori funzioni: -- svolgere monitoraggi costanti, su base trimestrale, anche accedendo ai dati disponibili presso il Ministero del lavoro e l'INPS, mediante il sistema attualmente vigente per le aziende non agricole (UNIEMENS), e ai dati relativi all'instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro, dell'andamento del mercato del lavoro agricolo, valutando, in particolare, il rapporto tra il numero dei lavoratori stranieri che risultano impiegati e il numero dei lavoratori stranieri ai quali è stato rilasciato il nulla osta per lavoro agricolo dagli sportelli unici per l'immigrazione. L'estensione alle imprese agricole del sistema UNIEMENS, che sarà appositamente riadattato, non muta la natura trimestrale del versamento della contribuzione dovuta; -- promuovere iniziative, d'intesa con le autorità competenti in materia, sentite le parti sociali, in materia di politiche attive del lavoro, contrasto al lavoro sommerso e all'evasione contributiva, organizzazione e gestione dei flussi di manodopera stagionale, assistenza dei lavoratori stranieri immigrati; -- promuovere la stipula delle convenzioni e svolgere i compiti aggiuntivi sopra enunciati, avvalendosi delle informazioni in possesso delle commissioni provinciali integrazione salari operai agricoli (CISOA), cui può essere richiesta anche la formulazione di indici di congruità occupazionale dell'impresa agricola, nonché dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura(AGEA), al fine di formulare indici di coerenza del comportamento aziendale; -- consentire ai soggetti provvisti di autorizzazione al trasporto di persone rilasciata dalle autorità competenti, che intendono provvedere al trasporto di lavoratori agricoli, la possibilità di stipulare apposita convenzione con la Rete. Gli enti locali potranno stabilire che la stipula della convenzione è condizione necessaria per accedere ai contributi istituiti allo scopo dai medesimi enti. I costi del trasporto e le modalità di ripartizione dei medesimi tra azienda e lavoratore sono stabiliti dalla contrattazione stipulata tra le organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. La violazione da parte del trasportatore di quanto previsto dalla convenzione comporta la risoluzione di diritto della medesima e la decadenza del trasportatore dai benefici concessi dalle amministrazioni comunali. Viene, infine, riconfermata la clausola per cui l'INPS, per le attività di cui alla disciplina della Rete, provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, e viene specificato che comunque vi si deve provvedere senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 7 prevede che le amministrazioni statali direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo predispongano congiuntamente un piano di interventi volto a garantire la sistemazione logistica di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti agricoli, al fine di evitare i rischi legati al conseguente maggiore afflusso di manodopera anche straniera.