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inoltre, con il distacco sindacale retribuito, al lavoratore che ricopre una carica sindacale è consentito di sospendere l'attività lavorativa, completamente o parzialmente, per potersi dedicare allo svolgimento dell'attività sindacale; si apprende, tra l'altro, che per i sindacalisti in distacco delle pubbliche amministrazioni è previsto l'istituto della contribuzione aggiuntiva, il cui versamento ha riflessi importanti sul livello della pensione, soprattutto per i dipendenti pubblici, che si trovano nel regime misto o in regime retributivo ante "riforma Fornero"; infatti, i periodi di contribuzione aggiuntiva vengono riconosciuti ai fini del calcolo della quota di pensione determinata per le anzianità maturate fino al 1992; si parla di cosiddetta quota A di pensione, che è determinata sulla base della retribuzione percepita l'ultimo giorno di servizio, generando un deficit pensionistico enorme, poiché si riceverà una pensione nettamente superiore ai contributi maturati rivalutati; l' escamotage per triplicare l'ultimo stipendio consiste nel versare la contribuzione aggiuntiva dovuta al ruolo sindacale nella quota A (che riguarda le occupazioni fisse e continuative) invece che nella quota B (che raccoglie i contributi di chi esercita un ruolo temporaneo e provvisorio); a seguito di una sentenza della Corte dei conti che ha condannato tale pratica, l'Inps ha effettuato una serie di controlli su 119 pensioni decorrenti dal 1997 al 2016, scoprendo che, con l' escamotage di conteggiare i contributi aggiuntivi nella quota A invece che nella quota B, c'è chi ha avuto un incremento compreso tra un minimo del 18,9 per cento e un massimo del 62,5 per cento; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: il presidente dell'Inps, Tito Boeri, durante la trasmissione "Nemo-Nessuno escluso", andata in onda su "Rai2" nel mese di marzo 2017, annunciò di aver sottoposto al vaglio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali una circolare per cancellare i privilegi che i sindacalisti si sono concessi; il Ministero rispose che queste operazioni si sarebbero potute bloccare solo per il futuro; il presidente dell'Inps ha ribadito il 5 luglio 2018, su "Twitter", che "Per togliere il privilegio di cui godono i sindacalisti sulle pensioni non c'è bisogno di una legge: basta solo il nulla-osta del Ministero alla circolare che abbiamo proposto un anno fa", si chiede di sapere: quale sia il numero dei sindacalisti che ad oggi gode dei privilegi descritti e se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché si ponga fine ai citati privilegi; se, in ogni caso, non ritenga di attivarsi tempestivamente per predisporre le opportune misure di competenza, volte a procedere al ricalcolo delle pensioni già in essere, al fine di eliminare il privilegio di cui godono i sindacalisti in pensione rispetto agli altri lavoratori. Atto n. 3-00151 DE PETRIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che i dati ISTAT relativi al 2017 confermano che il settore primario è tuttora fortemente interessato da forme di illegalità nei rapporti di lavoro, con irregolarità rilevate che riguardano il 39 per cento dei rapporti di lavoro dipendente, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere, in primo luogo, per dare piena attuazione alle nuove disposizioni contro il caporalato e lo sfruttamento illegale della manodopera agricola, introdotte con la legge 29 ottobre 2016, n. 199, in particolare sul trasporto e collocamento; se non ritenga le nuove norme sui voucher , appena approvate dalla Camera dei deputati nel corso dell'esame del "decreto dignità", di cui al decreto-legge n. 87 del 2018, in palese contraddizione con tale legge; se non ritenga, inoltre, necessario ed urgente accelerare l'articolazione delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista dall'art. 8, e la predisposizione dei relativi piani, in accordo con gli enti locali, per il trasporto e la sistemazione logistica dei lavoratori; infine, se non ritenga opportuno prevedere forme di premialità per le aziende agricole che aderiscono alla Rete, anche attraverso l'istituzione di un marchio etico volontario da apporre sui prodotti. Atto n. 3-00152 BERGESIO VALLARDI RIPAMONTI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il comparto agroalimentare è un settore strategico per l'economia italiana ed è diventato negli ultimi anni il punto di forza del " made in Italy " nel mondo; gli aiuti accoppiati riguardano comparti specifici di produzione agricola e sono mirati a sostenerne l'attività. Trovano ragione nella peculiare importanza dal punto di vista economico, sociale o ambientale di questi comparti o nel fatto che le aziende che vi operano siano sottoposte a particolari difficoltà. Su questo piano si annoverano quegli ambiti per i quali esiste un rischio di abbandono o di declino della produzione, con ripercussioni negative sull'equilibrio agro-ambientale e socioeconomico delle aree territoriali interessate; seguendo queste finalità, il 26 luglio 2018 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo schema di decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo che prevede, per l'anno di domanda 2019, l'incremento del sostegno accoppiato, previsto dalla politica agricola comune (PAC), per le misure relative alla coltivazione della barbabietola da zucchero, del riso e del frumento duro; si tratta di un provvedimento che interviene a sostegno di alcuni dei prodotti di eccellenza del made in Italy che sono particolarmente esposti alla concorrenza internazionale; l'incremento del sostegno accoppiato per la barbabietola, il riso e il frumento duro, come specificato nel comunicato stampa del Ministero, "è stato deciso per incoraggiare gli agricoltori ad assumere impegni ancora più incisivi sulla sostenibilità dei vari processi produttivi, unica strada per differenziare le produzioni italiane di eccellenza e di migliorare la competitività sui mercati"; si tratta di un provvedimento molto atteso dal mondo produttivo ed è un segnale concreto e decisivo per gli agricoltori. Infatti il decreto interviene aumentando la percentuale del massimale annuo, di cui all'allegato II del regolamento (UE) n. 1307/2013, destinata ad incrementare la quota per la misure premi alla coltivazione del frumento duro, della coltivazione del riso e della barbabietola da zucchero; la filiera saccarifera ha un alto valore strategico per il made in Italy , in quanto si tratta di una produzione di zucchero al 100 per cento italiana, di qualità e che rispetta ogni regola sociale e ambientale, sicura e stabile nel tempo; il settore dello zucchero, reduce dalla fine delle quote ad ottobre 2017 e da un processo di ristrutturazione produttiva, ha subito in pochi mesi un crollo dei prezzi di mercato di quasi il 40 per cento, fortemente condizionato anche dalla speculazione internazionale. L'aumento del sostegno accoppiato permetterà alle imprese saccarifere di affrontare la prossima campagna con maggiore fiducia;