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Abbiamo decine di imprese che hanno messo i lavoratori in cassa integrazione, decine di imprese che non riescono a pagare i fornitori, decine di imprese che rischiano il fallimento. E sono certo, cari colleghi, che, come il mio telefono e il mio computer sono oberati dai gridi di dolore delle imprese e degli artigiani italiani nel settore dell'edilizia, anche i vostri non possono non essere altrettanto attenzionati. E il Governo cosa sta facendo? Vogliamo davvero ammazzare il cuore dell'edilizia italiana e poi pensiamo di realizzare i progetti del PNRR e le infrastrutture quando non avremo più le imprese? Le porteremo dalla Francia, grazie magari a coloro che in Francia hanno rapporti privilegiati? È questo che vogliamo fare? Altrimenti non si spiega come si possa coniugare il blocco alle imprese tramite le cessioni dei crediti con la realizzazione di un PNRR che pretende ovviamente un'edilizia italiana capace di svolgere questi lavori. (Applausi) . Il tema è quello del rapporto con le PMI. Ce lo insegnava il piano Marshall, negli anni '50 del Dopoguerra, che un piano di investimenti nazionale e internazionale ha efficacia nel momento in cui il privato è coinvolto. Le nostre PMI come le avete coinvolte e quando le avete coinvolte? Si trovano esattamente nella stessa situazione di quei sindaci di periferia che non sanno dove sbattere la testa. C'è un ulteriore auspicio che vorrei allora rivolgere al Governo: muovetevi, perché il tempo non c'è più. Passerei quindi, per esigenze di tempo, a qualche ragionamento in termini macro. Vorrei ricordarvi, come brillantemente ha esposto Gustavo Piga in un articolo sulla rivista "Il Libero Professionista", che l'erogazione dei fondi del PNRR è legata e condizionata dal fiscal compact . Torniamo a riprendere questa parolaccia, che ha tanto penalizzato, per la nostra passività, l'Italia negli anni precedenti. Ebbene il fiscal compact , cioè quel famoso 3 per cento nel rapporto debito-PIL, può tuttora condizionare l'erogazione dei fondi, perché l'articolo 21 del regolamento (UE) 2021/241 (quello istitutivo del recovery plan , prima che del PNRR), prevede che vi sia una sospensione del fiscal compact ; ma questa non è la normalità. Quindi noi oggi stiamo per rientrare nel fiscal compact ,se il Governo non agisce immediatamente, e rischiamo, per l'impossibilità evidente di rientrare nei parametri del fiscal compact , di vederci bloccare i finanziamenti del PNRR. Suggerisco pertanto al presidente Draghi di leggere l'articolo di Gustavo Piga e di approfondire quello che i liberi professionisti stanno sottolineando e urlando, peraltro nella solita disattenzione verso la categoria, che ormai è un'abitudine. Sempre a proposito di questi temi, cosa pensiamo di fare sul tema dell'economia e dell'inflazione? Pensiamo di seguire la strada della politica monetaria, come negli Stati Uniti, dove l'inflazione deriva da un eccesso di domanda, ovvero pensiamo di cambiare strategia, perché in Italia e in Europa l'inflazione non è dovuta a un eccesso di domanda, ma a uno shock di offerta, per l'aumento delle materie prime? Quindi una politica monetaria di austerity serve molto a poco, anzi crea stagflazione. Vorremmo avere delle risposte su questo punto dal ministro Franco e dal presidente Draghi; noi non accettiamo di incamminare l'Italia verso la politica della stagflazione, ma chiediamo politiche di sviluppo e chiediamo quindi interventi nell'ottica dell'occupazione. Corro, perché vedo che il tempo si assottiglia, e passo ad un breve consuntivo, per ricordare al Sottosegretario e al Governo che i primi risultati del PNRR non sono certamente entusiasmanti. Lo dice anche "Il Messaggero" in questi giorni, parlando del flop dei centri per l'impiego. Dovremmo infatti garantire 16.000 posti nei centri per l'impiego, per permettere di dare lavoro a coloro che percepiscono la nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) e il reddito cittadinanza. Si tratta dunque di 16.000 persone da assumere, grazie ai 5 miliardi di euro del PNRR, ma le Regioni ne hanno assunti solo 3.000, con un ritardo spaventoso, peraltro in un Paese che prima fa le misure, cioè dà il denaro, e dopo crea gli strumenti che avrebbero dovuto anticipare la misura. Se per il reddito di cittadinanza si fossero previsti prima gli strumenti di collocamento - lo ribadisco - e solo una volta attivi questi si fosse prevista l'erogazione, sarebbe stato un ragionamento sul quale ci si si poteva confrontare. Invece succede il contrario e anche con i fondi del PNRR non siamo capaci di assumere i professionisti necessari per creare posti di lavoro. Ricordiamo quindi, anche guardando i semplici numeri forniti dal Governo, che nel biennio 2020-2021, cioè negli ultimi due anni, il Governo, dei 15 miliardi di euro di spesa prevista, ne ha spesi 5 e quindi abbiamo un tasso di assorbimento dei fondi del PNRR che è un terzo del pianificato. Questo sarebbe il Governo dei migliori, che ha pianificato 15 miliardi di euro e ne ha spesi 5, nel biennio 2020-2021, secondo i dati ufficiali? Passando alle prospettive, ho apprezzato che questa mattina il ministro Cingolani abbia finalmente dato una risposta chiara sul tema del gas e abbia detto cioè, in risposta ad una mia interrogazione in 10 a Commissione, che finalmente si è capito che bisogna andare a recuperare i giacimenti nazionali. Mi fa piacere: meglio tardi che mai, come ho detto in Commissione. Nella risposta, però, il Governo dice pure che mancano investimenti, che bisogna investire per riaprire i pozzi, che non è facile, perché abbiamo mancanze, abbiamo deficienze e abbiamo manutenzioni da fare. Voglio chiedere allora al Sottosegretario cosa stiamo facendo per far sì che il denaro del PNRR affluisca a quegli investimenti relativi al gas, ma penso anche alle terre rare, al litio e ai grandi giacimenti minerari, che abbiamo in Italia. Chiedo dunque cosa si sta facendo per investire nella direzione dell'autonomia energetica, che costituirebbe una prima risposta alla crisi geopolitica, anche per non dare risorse a chi vuol fare la guerra, come la Russia. Signor Presidente, in conclusione, ciò risponderebbe soprattutto al bisogno di dare agli italiani, alle imprese e ai cittadini quell'energia di cui hanno bisogno. Signor Presidente, rappresentante del Governo, facciamo quindi questi investimenti e cerchiamo di essere più efficaci di quanto purtroppo, nonostante i continui ammonimenti del Gruppo Fratelli d'Italia, la maggioranza è stata capace di fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, anche io voglio ringraziare preliminarmente, per il lavoro svolto e per la pazienza avuta, i due relatori e i presidenti delle Commissioni riunite, e nel seguito del mio intervento spiegherò perché questo mio ringraziamento non è soltanto di forma, ma è anche di sostanza.