[resaula]

La relazione salute-ambiente è inevitabile. Maldestramente, o perfino criminalmente, stiamo distruggendo la nostra casa comune. Stiamo sconvolgendo gli ecosistemi: disboscamenti con gravi perdite di foreste pluviali, agricoltura e inurbamento insostenibile, allevamenti intensivi, estrazioni minerarie illimitate, processi industriali inquinanti. Molto probabilmente saremo in grado di contrastare virus e batteri, ma non gli inquinamenti irreversibili, la perdita di biodiversità, il surriscaldamento globale. La nostra folle corsa al "mal essere" ha talmente inciso sulla biodiversità da costringere differenti specie animali a condividere innaturalmente i loro habitat . Conseguentemente, virus e batteri saltano facilmente di specie, arrivano nei nostri polmoni e, in un giorno, fanno il giro del mondo. Così, in pochi mesi, il Pianeta è stato percorso dalla più grave tragedia sanitaria e socioeconomica degli ultimi cento anni. Ed è ancora in piena bufera. Purtroppo, l'Italia è stata la prima tappa occidentale del virus. Lo stato di emergenza dichiarato velocemente e l'altrettanto tempestivo lockdown hanno mitigato enormemente l'immane tragedia. La risposta del Governo Conte, basata su di un valido supporto scientifico, è stata un connubio di determinazione, responsabilità ed efficacia. Pur nella dolorosa tragedia dei nostri cari che non ce l'hanno fatta (e qui, scusate, il mio pensiero va a padre Michele, un sacerdote conterraneo che non ce l'ha fatta ed è morto di coronavirus) molte vite sono state salvate. Si badi bene: non solo vite di nostri connazionali, perché il modello italiano di contrasto al virus è stato esportato in tutto il mondo. Altro che immunità di gregge; altro che demenziali Covid party . L'Imperial College di Londra, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature , sostiene che, senza lockdown , in Italia ad oggi ci sarebbero stati oltre 650.000 morti. Il peggio sembra scongiurato, grazie anche alla grande risposta civica dell'intero popolo italiano, che ha ben compreso che la limitazione della libertà individuale era funzionale alla libertà collettiva. Un plauso speciale va a chi ha lenito le tristi ferite pandemiche: operatori sanitari, Protezione civile, Forze dell'ordine, volontariato sociale. Grazie a tutti i lavoratori che hanno garantito una certa normalità. Qui mi piace sottolineare l'abnegazione dei docenti, che hanno dovuto letteralmente inventarsi la didattica a distanza. Ancora una volta, il senso del dovere e il genio italiano hanno permesso il prosieguo dell'anno scolastico e accademico. Questa crisi pandemica ci sta fornendo due straordinari insegnamenti: nessuno si salva da solo, ovvero il valore della solidarietà umana, e la necessità di correggere gli attuali modelli di sviluppo. Nel "dopo virus" nulla dovrà essere più come prima: occorrerà una conversione ecologica; i modelli di produzione e consumo dovranno essere ecosostenibili, ma per davvero e non solo proferendo parole abusate e vuote. Le parole pregne di significato, direi guerriere, per le quali lottare ogni istante con onestà, competenza e passione per costruire un modello socioeconomico a prova di virus e giusto, devono essere: solidarietà, condivisione, ambiente, salute, sicurezza, lavoro e giustizia sociale, cultura, scuola, ricerca scientifica, sistema sanitario efficiente, innovazione tecnologica, energia rinnovabile, mobilità sostenibile. Ovviamente la pandemia ha leso le fasce più deboli e danneggiato e rallentato gravemente l'economia. Per l'emergenza umanitaria, il ristoro dei danni e un rilancio economico sono stati varati due decreti-legge dal valore di 80 miliardi di euro. Quanto al decreto-legge in discussione, mi soffermo solo su alcune misure che intervengono con decisione, innovazione e genialità, per dare compimento alle parole guerriere: 1,5 miliardi di euro destinati alla Protezione civile per il Fondo per le emergenze nazionali per il 2020, per un sempre più efficiente pronto intervento; rafforzamento del sistema sanitario (3,2 miliardi), per il superamento delle criticità evidenziate nel clou della fase pandemica; 1,5 miliardi di euro in due anni alla scuola, per un sistema scolastico sicuro, pronto alla ripartenza in presenza e a modularsi con più semplicità nell'eventuale necessità di una didattica a distanza. Inoltre, 1,5 miliardi di euro ad università e ricerca, di cui 250 milioni per assumere 3.300 ricercatori universitari con contratti triennali e 1.000 ricercatori negli enti pubblici di ricerca, e 550 milioni di euro per finanziare progetti di ricerca innovativi: menti e finanziamenti per l'innovazione tecnologica, pilastro fondamentale del necessario nuovo paradigma socioeconomico post pandemico. Cultura e turismo: 2,5 miliardi di euro. Cultura significa bellezza e, assieme al turismo, può essere un formidabile asse di sviluppo ecosostenibile e duraturo, dati gli straordinari beni ambientali e culturali che l'Italia vanta. Ancora 300 milioni di euro per la promozione della mobilità sostenibile ( bonus per bici, monopattini e per gli autoveicoli a basse emissioni di CO₂; fino a 10.000 euro per le auto elettriche). L'articolo 119 - fondamentale, secondo me - rafforza le agevolazioni per alcuni interventi di efficienza energetica e misure antisismiche sugli edifici effettuate dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 (i cosiddetti ecobonus, sismabonus, bonus fotovoltaico e colonnine elettriche), tramite un credito di imposta del 110 per cento, anche cedibile. Estremamente interessante è poi la possibilità di poter realizzare impianti di climatizzazione geotermici. L'Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) stima lavori per 6 miliardi di euro e ricadute per 21 miliardi di euro e 100.000 posti di lavoro. Concludo: il decreto-legge in discussione non snocciola numeri secondo astrusi elenchi, ma traccia una visione chiara, volta a coniugare in modo geniale salute, sicurezza, solidarietà, ecologia e rilancio economico. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ascoltare a volte serve per capire le esigenze reali. Non serve invece chiudersi nei palazzi e guardarsi allo specchio, facendo annunci roboanti o nominando centinaia di esperti che tuttora ci chiediamo cosa abbiano fatto, cosa abbiano suggerito, a cosa siano serviti, a parte delegittimare il Parlamento. (Applausi). Il Paese reale e le imprese reali avevano bisogno d'aiuto e noi, responsabilmente, abbiamo votato due volte lo scostamento di bilancio e ci saremmo aspettati un minimo coinvolgimento nelle scelte, non per noi ma per chi lavora, per tutte le categorie che hanno provato a far capire le proprie esigenze, che non sono importanti, sono essenziali! (Applausi). Sia alla Camera sia al Senato abbiamo presentato una serie di emendamenti per migliorare un provvedimento che, alla prova dei fatti, è del tutto inadeguato. Nel decreto-legge in conversione non sono presenti misure idonee a consentire l'immediato sblocco degli investimenti pubblici né misure di semplificazione della normativa vigente in materia di appalti pubblici.