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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra il Governo della Repubblica italiana e l'Esecutivo della Repubblica dell'Angola, fatto a Roma il 19 novembre 2013. Onorevoli Senatori. -- 1. Finalità L'Accordo di cui al presente disegno di legge ha lo scopo di fissare la cornice giuridica entro cui sviluppare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, nell'intento di consolidare le relazioni di amicizia e solidarietà tra essi esistenti. Peraltro, la sottoscrizione di tale atto, che mira anche ad indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi, va intesa come azione stabilizzatrice di un'area di particolare valore strategico e di buona valenza politica, considerati gli interessi nazionali e gli impegni internazionali assunti dall'Italia nella regione centro-africana. Inoltre, la cooperazione militare con l'Angola assume rilevanza anche nell'ambito delle attività di accrescimento e consolidamento della pace, della sicurezza e della stabilità internazionale. 2. Contenuti Il quadro normativo in disamina è composto da un breve preambolo, in cui viene richiamata la comune adesione alla Carta delle Nazioni Unite, e da sedici articoli. L'articolo 1 enuncia i principi ispiratori e lo scopo dell'Accordo, consistente nel rafforzamento della cooperazione tra le Parti nel settore della difesa, in particolare nell'area tecnico - militare, sulla base dei principi di uguaglianza e reciprocità, nonché in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici, con il diritto internazionale e, per quanto concerne la Parte italiana, anche con l'ordinamento europeo. L'articolo 2 elenca gli ambiti della cooperazione, individuandoli nei seguenti: – politica di difesa e sicurezza internazionale; – formazione ed addestramento in campo militare; – attività informativa di carattere militare; – fornitura, manutenzione, riparazione e modernizzazione di armamenti e tecniche militari; – missioni di pace; – operazioni umanitarie e di ricerca e soccorso; – sminamento; – sanità ed assistenza medica; – legislazione militare; – sport e cultura; – scienza e tecnologia di interesse militare; – disarmo e controllo degli armamenti; – cooperazione civile-militare; – industria per la difesa; – qualsiasi altra area che le Parti giudicheranno necessaria ed opportuna. L'articolo 3 declina le modalità attraverso le quali la cooperazione potrà essere attuata, identificandole essenzialmente in visite ufficiali e riunioni di lavoro tra delegazioni di organi militari; scambio di relatori e personale di formazione, nonché di studenti provenienti da scuole militari; attività di consulenza nelle aree di interesse militare e tecnico-militare; scambio di delegazioni ed esperienze; partecipazione a corsi, seminari e conferenze, nonché -- in qualità di osservatori -- a manovre e altre esercitazioni militari nazionali; scambio di informazioni, documenti e servizi; altre forme concordate di volta in volta tra le Parti. L' articolo 4 determina le linee guida per l'attuazione dell'Accordo, richiedendo ai Ministeri della difesa dei due Paesi, cui è altresì demandata l'organizzazione e l'esecuzione di attività concrete di cooperazione, di individuare al proprio interno una struttura incaricata di facilitare l'implementazione dell'Accordo medesimo, la quale dovrà operare sulla base di programmi di lavoro approvati dal Ministro. Nell'ambito dei compiti ad esse attribuiti, le due strutture saranno altresì chiamate ad elaborare di comune accordo piani annuali e pluriennali di cooperazione bilaterale, che indichino le previste date di effettuazione delle singole attività. Ove necessario, potranno poi tenersi, alternativamente a Roma e a Luanda, consultazioni tra le Parti per elaborare e approvare specifici accordi tecnici discendenti, nonché programmi di cooperazione tra le Forze armate dei due Paesi. L'articolo 5 regola gli aspetti finanziari della cooperazione, stabilendo che ciascuna Parte sosterrà le spese di propria competenza per l'esecuzione dell'Accordo, fatta eccezione per le spese di trasporto locale ed i trattamenti sanitari d'emergenza. L'articolo 6 tratta le questioni afferenti la giurisdizione, utilizzando la clausola che maggiormente garantisce lo status del personale italiano dislocato su suolo estero. In particolare, sancito l'obbligo della Parte ospite di rispettare leggi, usi e costumi di quella ospitante, si riconosce allo Stato ospitante il diritto di giurisdizione nei confronti del personale ospitato, per i reati commessi nel proprio territorio e puniti secondo la propria legge; tuttavia lo Stato di origine conserva il diritto di giurisdizione, in via prioritaria, nei confronti del proprio personale, sia esso civile o militare, per i reati commessi contro la sua sicurezza o il suo patrimonio, nonché per quelli commessi durante o in relazione al servizio, se colposi o dolosi. Si precisa infine che, qualora il personale ospitato venga coinvolto in eventi per i quali la legislazione della Parte ospitante preveda l'applicazione della pena capitale e di altre sanzioni in contrasto con i principi fondamentali e con la legislazione della Parte inviante, tali pene non saranno pronunciate, e se sono state pronunciate non saranno applicate. L'articolo 7 regolamenta il risarcimento degli eventuali danni provocati dal personale della Parte inviante o di entrambe le Parti in relazione al servizio reso. In particolare, la Parte inviante risarcirà i danni provocati all'altra Parte durante o in relazione alla propria missione o esercitazione svolta nell'ambito del presente Accordo, mentre sarà a carico di entrambe le Parti il rimborso dell'eventuale perdita o danno, causato nello svolgimento delle attività disciplinate dal presente Accordo e di cui siano congiuntamente responsabili. L'articolo 8 disciplina l'eventuale cooperazione nel settore dei materiali per la difesa, in relazione alle seguenti categorie: – navi e relativi equipaggiamenti appositamente costruiti per uso militare; – aerei ed elicotteri militari e relativi equipaggiamenti; – carri e veicoli appositamente costruiti per uso militare; – armi da fuoco automatiche e relativo munizionamento; – armamento di medio e grosso calibro e relativo munizionamento; – bombe, mine (fatta eccezione per le mine anti-uomo), razzi, missili, siluri e relativo equipaggiamento di controllo; – polveri, esplosivi e propellenti appositamente costruiti per uso militare; – sistemi elettronici, elettro-ottici e fotografici e relativo equipaggiamento appositamente costruiti per uso militare; – materiali speciali blindati appositamente costruiti per uso militare; – materiali specifici per l'addestramento militare; – macchine ed equipaggiamento costruite per la fabbricazione, il collaudo ed il controllo delle armi e delle munizioni; – equipaggiamento speciale appositamente costruito per uso militare. Il reciproco equipaggiamento dei suddetti materiali potrà avvenire o con operazioni dirette tra le Parti, oppure tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi;