[resaula]

È passato quasi un anno, vi siete dimenticati i tumori, le malattie cardiovascolari, i trapianti, le malattie rare e molte altre. Siamo alle porte di un'ondata disastrosa per la sanità rappresentata da tutto ciò che non è Covid e lo vedremo nei prossimi mesi, ben oltre ogni scenario peggiore. Tutto ciò avviene perché siamo governati da incapaci. Quando si governa, soprattutto in situazioni complesse come questa, bisogna essere umili, senza pavoneggiarsi in televisione o scrivendo libri piuttosto che pensare all'interesse degli italiani, che sono certa vi manderanno a casa molto presto! E pagherete anche il conto! Ci penseremo noi della Lega assieme a tutto il Centrodestra a ricordarvelo (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marti. Ne ha facoltà. MARTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, il decreto-legge che oggi discutiamo in Aula non è altro che una specificazione dei decreti-legge emanati in precedenza da questo Governo: mi riferisco in particolar modo ai decreti-legge nn. 19, 33 e 83 del 2020, pubblicati rispettivamente nei mesi di marzo, maggio e luglio. Da ciò si evince in modo chiaro come questo Governo non abbia assolutamente una visione d'insieme, una prospettiva chiara su come affrontare questa grave emergenza. Oggi cercate di correre ai ripari con questo ennesimo provvedimento, ma senza che lo stesso rispecchi minimamente le reali esigenze produttive del sistema Paese. Vorrei esaminare con voi alcuni articoli dello stesso che hanno a che fare con le attività produttive. Ad esempio, l'articolo 1, comma 1, lettera b) introduce l'obbligo di avere sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con la possibilità di prevederne l'obbligatorietà dell'utilizzo nei luoghi al chiuso e in tutti quelli all'aperto; per i luoghi delle attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché di consumo di cibi e bevande resta invece ferma l'applicazione dei protocolli e linee guida anticontagio. Questi stessi protocolli e linee guida, signor Presidente, sono stati seguiti dai nostri imprenditori, dai nostri artigiani e anche dai nostri ristoratori; nei mesi scorsi, per adeguarsi a questi protocolli e linee guida, i nostri imprenditori e i nostri artigiani hanno speso tanti soldi che questo Governo non ha ancora rimborsato (Applausi) . Ai sensi dell'articolo 2, lettera a) , le Regioni hanno la facoltà di introdurre misure per fronteggiare l'emergenza epidemiologica in deroga a quelle contenute nei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Tale facoltà è esercitabile solo se si tratti di misure più restrittive, salvo sia altrimenti risposto dai medesimi decreti. Infatti, l'articolo 1, comma 3, lettera a) , proroga dal 15 ottobre al 31 dicembre 2020 i termini previsti dalle disposizioni legislative del decreto-legge n. 83 del 2020; si consente, pertanto, fino al 31 dicembre 2020 l'adozione delle misure straordinarie adottate dal cosiddetto decreto cura Italia per la produzione, in deroga alle vigenti disposizioni, di mascherine chirurgiche e di dispositivi di protezione individuale. Vorrei ricordare che questa misura è stata richiesta dei nostri governatori di centrodestra per far fronte alla situazione emergenziale venutasi a creare già a marzo scorso a causa della grave carenza dei dispositivi di protezione individuale. Questo intervento ha consentito banalmente ad alcune aziende di riconvertirsi e di sopravvivere, ma purtroppo tutto questo non basta e non è sufficiente. La Lega ha legittime preoccupazioni per la tenuta del tessuto economico delle nostre comunità, oltre che di quello sanitario, e sappiamo che tra meno di quindici, venti giorni con molta probabilità potremmo trovarci, senza creare allarmismi, ad avere 15 su 21 Regioni al collasso per quanto riguarda le terapie intensive, come sa chi vive le realtà anche a basso contagio, non altissimo. Tali patemi sono avallati dall'evidenza della totale insufficienza delle misure adottate. È innegabile che questi interventi siano del tutto inadeguati e penalizzino irreversibilmente la capacità programmatica degli imprenditori, ormai costretti a navigare a vista. Si deve fare molto di più. Trovo inaccettabile, per esempio, signor Presidente, che le rate dei piani di dilazione della rottamazione- ter a saldo e stralcio con scadenza nel 2020 (misura voluta con forza dalla Lega quando era al Governo), debbano essere pagate entro il 10 dicembre: è una cosa vergognosa! (Applausi). Infatti il mancato pagamento entro il 10 dicembre comporterà la decadenza della definizione agevolata, con un ulteriore schiaffo alla dignità di milioni di partite IVA, che vedrebbero vanificati tutti gli sforzi fin qui messi in campo. Una proposta chiara potrebbe essere quella di posticipare tale scadenza; lo abbiamo ripetuto e lo ripetiamo sempre. È opportuno, data la gravità della situazione, dilazionare all'anno 2022 il debito accumulato fino a oggi e che si accumulerà fino al 10 dicembre. La maggior parte delle PMI è in difficoltà; le aziende sono al collasso, vi è un'evidente contrazione dei consumi, c'è la paura del futuro, lo scenario che ci aspetta è davvero indefinito, e voi lo sapete. Saranno tante le aziende che, a causa di questo attendismo, a causa della vostra incapacità di costruire alternative credibili e di abbattere un'asfissiante burocrazia, saranno costrette a chiudere i battenti, o, peggio ancora, si vedranno costrette a cadere nella rete della criminalità organizzata. Tutti i giorni i prefetti e le autorità dei nostri territori parlano di questo, nelle nostre comunità del Sud, ma anche del Nord e del Centro. (Applausi). Il Governo italiano non può permettere l'abominio che si sta verificando. L'Esecutivo sta spendendo milioni di euro, sì, è vero, per accogliere migliaia di finti profughi. Perché non usa gli aiuti per le imprese, per gli artigiani, per i commercianti, per gli italiani? (Applausi). Alle imprese vanno dati aiuti concreti e certezze sul futuro, e non solo semplici ristori di cui leggiamo giornalmente. Lo dobbiamo ai tanti che credono nella libertà di iniziativa economica e che hanno investito la loro vita nella propria attività. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, da quando, il 7 ottobre, il Governo ha approvato il presente decreto-legge, è passato solo un mese, e per l'andamento dell'epidemia è un tempo lunghissimo: i contagi sono drammaticamente aumentati, i posti letto in terapia intensiva si sono riempiti a dismisura. Il Governo è dovuto intervenire con un nuovo DPCM, nel quale ha sancito una misura molto importante, ovvero che la mascherina debba essere utilizzata sempre, anche all'aperto, ed è un dispositivo fondamentale. Si tratta di uno fra i principi più importanti che abbiamo previsto, insieme al distanziamento sociale.