[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra enti sorto a seguito della decisione n. 36/CONTR/2011 del 30 giugno 2011 della Corte dei conti, sezioni riunite, resa nel giudizio sul rendiconto generale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per l'esercizio finanziario 2010, promosso dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, con ricorso notificato il 29 agosto 2011, depositato in cancelleria il 6 settembre 2011 ed iscritto al n. 10 del registro conflitti tra enti 2011. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 6 marzo 2012 il Giudice relatore Sabino Cassese; uditi l'avvocato Giandomenico Falcon per la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e l'avvocato dello Stato Paolo Gentili per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- La Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, con ricorso depositato il 6 settembre 2011 (reg. confl. enti n. 10 del 2011), ha sollevato conflitto di attribuzione tra enti nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, affinché sia dichiarato che non spettava allo Stato e, per esso, alla Corte dei conti, sezioni riunite, adottare la decisione n. 36/CONTR/2011 del 30 giugno 2011, «nella parte in cui essa - pur dichiarando [...] regolare il rendiconto generale della Regione Trentino-Alto Adige per l'esercizio finanziario 2010 - ha escluso da tale dichiarazione i capitoli di spesa relativi all'esecuzione per l'anno 2010 di taluni regolamenti emanati con decreti del Presidente della Regione nel periodo 2006/2009, in quanto tali regolamenti non erano stati inviati al controllo preventivo di legittimità, omettendo così - ed in assenza di contraddittorio con la Regione - di svolgere la verifica di propria competenza, manifestando la pretesa dello Stato di sottoporre a controllo preventivo di legittimità i regolamenti regionali». La ricorrente, nel richiedere l'annullamento parziale della predetta decisione, deduce la violazione dell'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione) - in collegamento con l'art. 7 delle norme di attuazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige per l'istituzione delle sezioni di controllo della Corte dei conti di Trento e di Bolzano e per il personale ad esse addetto) -, dell'art. 10, commi 1 e 2, del medesimo d.P.R. n. 305 del 1988, del principio di leale collaborazione e dell'art. 24, primo comma, della Costituzione. 2.- La ricorrente censura la predetta decisione della Corte dei conti sotto tre profili. 2.1.- In primo luogo, la Regione deduce l'inesistenza del potere rivendicato dalla Corte dei conti di sottoporre a controllo preventivo di legittimità i suddetti regolamenti regionali, in quanto tale potere, previsto dall'articolo 7, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 305 del 1988, come sostituito dal decreto legislativo 2 ottobre 1997, n. 385 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige recanti modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305, in materia di controllo della Corte dei conti sugli atti della regione e delle province autonome), sarebbe divenuto inapplicabile in virtù dell'articolo 10 della legge cost. n. 3 del 2001, il quale prevede che «Sino all'adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite». 2.2.- In secondo luogo, la difesa regionale lamenta la parziale omissione dell'esercizio della giurisdizione della Corte dei conti, in ragione del rifiuto di quest'ultima di esaminare le spese ordinate sulla base dei regolamenti della Regione non inviati al controllo di legittimità. 2.3.- In terzo luogo, la Regione autonoma sostiene che il giudizio di parificazione di cui alla citata decisione della Corte dei conti si è svolto in assenza di contraddittorio, poiché non risulta che sia stato dato un termine alla Regione stessa per replicare alla memoria, né che sia stato udito alcun rappresentante di questa. 3.- Con atto depositato presso la cancelleria di questa Corte il 10 ottobre 2011, si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo l'inammissibilità o il rigetto del ricorso. 3.1.- Quanto all'inammissibilità, l'Avvocatura generale dello Stato eccepisce che la Regione avrebbe «fatto ricorso al conflitto di attribuzione in assenza dei necessari presupposti», poiché nella decisione impugnata non vi sarebbe alcuna rivendicazione da parte della Corte dei conti, che si è invece «limitata ad adottare una decisione che pacificamente le compete, vale a dire di esercitare il giudizio sulla regolarità del rendiconto regionale». Ad avviso della difesa statale, la ricorrente non farebbe altro che censurare in diritto la correttezza nel merito della decisione della Corte dei conti. 3.2.- Quanto al merito, si sostiene l'infondatezza del ricorso, sotto il profilo che l'intervenuta abrogazione espressa dell'art. 7 del d.P.R. n. 305 del 1988 ad opera dell'art. 1, comma 5, del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 166 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige recanti modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 305, in materia di controllo della Corte dei conti) dimostrerebbe che tale disposizione non era stata resa inoperante dall'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001. 3.3.- La difesa statale eccepisce l'infondatezza anche del secondo motivo del ricorso, sostenendo la legittimità del rifiuto della Corte dei conti di parificare le spese connesse ai regolamenti non sottoposti al suo controllo preventivo: in quanto «fondate su un titolo (il regolamento non preventivamente controllato), giuridicamente inefficace», esse costituirebbero spese irregolari, come tali non sottoponibili a rendiconto. 3.4.- Infine, l'Avvocatura generale dello Stato afferma che il contraddittorio non sarebbe stato omesso, come dimostrerebbe il fatto che la Regione ha potuto illustrare il rendiconto. 4.- Con memoria depositata l'8 febbraio 2012, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, oltre a ribadire gli argomenti prospettati nel ricorso, ha replicato alle considerazioni svolte dall'Avvocatura generale dello Stato. 4.1.-