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Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ripropone il testo dell'atto Senato n. 2728-A (Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione), di iniziativa governativa, approvato dalla Commissione difesa del Senato l'11 ottobre 2017 a seguito di un intenso lavoro svolto dalla Commissione. Poiché detto provvedimento è stato approvato dalla Commissione difesa nella scorsa legislatura, al fine di non disperdere il prezioso lavoro svolto e di dar luogo al più presto alla riforma strutturale e organizzativa dello strumento militare, si auspica, in sede di esame del presente provvedimento, l'applicazione di quanto disposto dal comma 5 dell'articolo 81 del Regolamento del Senato che prevede che una procedura abbreviata per i disegni di legge riproducenti l'identico testo di disegni di legge il cui esame sia stato esaurito dalle Commissioni stesse nella precedente legislatura. Il presente disegno di legge è inteso ad avviare il processo di implementazione normativa del progetto di riforma strutturale e organizzativa del Ministero della difesa e, in particolare, dello strumento militare, attuando alcune delle indicazioni tracciate dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa , approvato dal Consiglio supremo di difesa il 21 aprile 2015 e presentato alle Commissioni riunite e congiunte 3ª (Affari esteri, emigrazione) e 4ª (Difesa) del Senato della Repubblica e III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) della Camera dei deputati il 14 maggio 2015. Come enunciato dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa (§ 8), il progetto di riforma è inteso a delineare, con una prospettiva di medio termine, lo strumento militare che possa meglio assolvere i compiti di sicurezza internazionale e di difesa, individuando al contempo il modello di governance e di conseguente organizzazione che possa garantire la rispondenza a moderni criteri di efficacia, efficienza ed economicità. A tal fine, sono individuati quattro ambiti di intervento (§ 295-299): 1) la revisione della governance , con l'obiettivo di ridurre il livello di risorse umane e finanziarie necessarie per le funzioni di direzione e supporto, a parità di capacità operative esprimibili (§ 146), consentendo una più efficace direzione politica e un'azione armonica e sinergica delle diverse componenti dello strumento militare, da attuare secondo i seguenti principi (§ 147-149): – organizzazione per funzioni strategiche – direzione politica, direzione strategico-militare, generazione e preparazione delle forze, impiego delle forze e supporto alle forze – eliminando ogni duplicazione e accorpando le unità che svolgono le medesime funzioni; – unicità di comando, al quale è affiancato il principio della direzione centralizzata ed esecuzione decentrata, con l'obiettivo di realizzare una più efficace direzione politico-militare e strategico-militare della Difesa e una gestione unitaria dei processi di pianificazione, acquisizione e impiego delle capacità e del supporto integrato; – efficienza ed economicità di funzionamento, che rappresentano gli obiettivi principali dell'azione riformatrice; 2) l'adeguamento del modello operativo, mediante: – il passaggio da una visione interforze delle Forze armate ad una maggiore integrazione fra le varie componenti, nel rispetto degli specifici domini di azione; – l'eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali; – la riduzione dei livelli gerarchici e la semplificazione delle procedure; – il rafforzamento delle capacità operative dello strumento militare con quelle delle organizzazioni internazionali di riferimento; 3) il personale militare, al fine di incrementare l'efficienza e l'efficacia operativa delle Forze armate mediante: – la rimodulazione della ripartizione degli organici tra le diverse categorie di personale, da realizzare mediante un incremento della aliquota di personale a tempo determinato e un proporzionale decremento di quella del personale in servizio permanente, in modo da assicurare la graduale diminuzione dell'età media dei militari in servizio, ferme restando le dotazioni organiche complessive fissate a 150.000 unità; – l'abbassamento dell'età massima per il reclutamento dei volontari in ferma prefissata e la revisione del sistema delle ferme; – l'incremento delle misure per agevolare la ricollocazione nel mondo del lavoro del personale delle Forze armate congedato; – la revisione del sistema di avanzamento degli ufficiali ai gradi di generale; – la revisione del quadro giuridico in materia di impiego in ambito interforze, internazionale e presso altri Dicasteri; – la revisione del sistema delle indennità d'impiego operativo; 4) la politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della Difesa nell'ambito delle relative attribuzioni, con l'introduzione di modelli organizzativi che assicurino una collaborazione ad ampio spettro tra la Difesa, l'industria e il mondo universitario e della ricerca. Attraverso il progetto di riforma lo strumento militare risulterà più allineato con quelli degli altri principali paesi europei e questo favorirà una maggiore collaborazione nel campo della sicurezza e difesa europea. La possibilità di un confronto e di una collaborazione su basi più omogenee è già di per sé un valore aggiunto perché ridurrà le attuali distanze, realizzando: strutture operative, assetti organizzativi, iter formativi più simili ai maggiori partner ; definizione comune dei requisiti; programmi collaborativi di ricerca, sviluppo e produzione. La nuova Difesa dovrà, quindi, essere più europea, pur rimanendo profondamente italiana, nella consapevolezza che una maggiore efficienza del nostro strumento militare rappresenta anche il nostro contributo alla costruzione di una sicurezza e difesa più europea. In relazione alla particolare complessità della materia da disciplinare, il presente disegno di legge, composto di undici articoli suddivisi in due capi, prevede due modalità di intervento: – disposizioni di diretta applicazione, intese ad attuare una revisione complessiva della governance dello strumento militare, ispirata ai princìpi del rafforzamento della direzione politica, della unicità di comando e della distinzione delle competenze (articoli 1, 2, 3 e 4), nonché ad adottare misure organizzative nei settori della formazione (articolo 5), della sanità militare (articolo 6) dell'avanzamento dei dirigenti militari (articolo 7), in funzione del perseguimento di una marcata integrazione interforze dello strumento militare; – il conferimento al Governo della delega legislativa per la revisione del modello operativo delle Forze armate (articolo 8), in materia di personale delle Forze armate (articolo 9), nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione (articolo 10), prevedendo altresì il procedimento per l'esercizio delle stesse (articolo 11). Il capo I prevede disposizioni di diretta applicazione relative alla riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture (articoli da 1 a 7).