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L'inchiesta ha coinvolto non solo politici e massoni, ma anche uomini dello Stato, tre poliziotti, il cui compito avrebbe dovuto essere quello di prevenire i crimini e perseguirli; il condizionamento è ancora più evidente nell'ultima inchiesta che sta travolgendo il CSM, tanto che qualcuno già fa confronti con la vicenda che segnò gli anni '80, la P2: si parla di condizionamenti su nomine e vita giudiziaria e politica italiana. Una vicenda già ribattezzata come il caso della "Loggia Ungheria", su cui la Procura di Perugia sta indagando. Si parla ora, come allora, di un'associazione segreta che tentava di condizionare le nomine o che, alternativamente, puntava a creare una macchina del fango per incidere su alcune decisioni. Per ora solo ipotesi al vaglio della magistratura, nate da questa possibile loggia descritta in oltre 10 verbali dell'avvocato Piero Amara, condannato e inquisito per depistaggi contro l'ENI e per episodi di corruzione in atti giudiziari. Una loggia segreta e potente che sarebbe costituita da politici, magistrati, avvocati, imprenditori e anche da alcuni dei vertici della Polizia. Una loggia composta da "40 nomi". Si indaga anche sulla fuga di notizie: i verbali portati a Roma dal pubblico ministero Paolo Storari all'ex consigliere CSM Piercamillo Davigo e quindi inviati ai giornali dalla segretaria del CSM e dell'allora consigliere di Davigo, Marcella Contrafatto, ora indagata per calunnia. Ci si chiede chi e perché ha diffuso quei documenti. Insomma, una vicenda oscura che coinvolge il Consiglio superiore della magistratura e scuote non solo lo stesso CSM, ma anche varie procure italiane, con verbali segreti che circolano e che contengono gravi accuse; ritenuto inoltre che, nella sua relazione conclusiva (Doc. XXIII, n. 38, XVII Legislatura), la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari chiarisce che "si è (...) occupata, non della massoneria come fenomeno associativo in sé, ma della mafia e delle sue infiltrazioni nelle associazioni di tipo massonico, e ciò in linea con altre inchieste svolte, incentrate sull'aspetto relazionale delle mafie con tutti i soggetti del mondo politico, imprenditoriale e sociale (...). L'inchiesta parlamentare ha, dunque, evidenziato gravi elementi di criticità e di incompatibilità, in seno all'ordinamento giuridico, tra talune forme associative o, meglio, tra l'estrinsecarsi di talune forme associative e lo Stato democratico (...). Non può dimenticarsi, al riguardo, che, dall'entrata in vigore della Costituzione, è sostanzialmente mancato un dibattito culturale, tanto sotto il profilo storico-politico che sotto quello tecnico-giuridico, sia riguardo al divieto costituzionale, previsto nell'articolo 18, delle associazioni segrete, sia, più in particolare, riguardo all'associazionismo massonico italiano degli ultimi decenni. Né tale dibattito può essere colto in quello scaturito dallo scandalo della cosiddetta loggia 'propaganda 2' che diede luogo alla promulgazione della legge 25 gennaio 1982, n. 17, poiché si riferiva all'aspetto macroscopico della devianza massonica, rientrante nelle competenze dell'autorità giudiziaria, e non anche al funzionamento del 'sistema'. L'insigne giurista Massimo Severo Giannini parlò pertanto di particolare 'esiguità degli studi' (...). Tra i temi da affrontare prioritariamente sono quindi emersi quelli che auspicano una previsione di legge che chiarisca definitivamente, tipizzandone le caratteristiche fondamentali, che ai sensi dell'articolo 18, comma 2, della Costituzione le associazioni sostanzialmente segrete, anche quando perseguano fini leciti, sono vietate in quanto tali, poiché pericolose per la realizzazione dei principi della democrazia (...). Nello stesso contesto è altresì necessario che un'ulteriore norma chiarisca espressamente in cosa debbano consistere le situazioni di incompatibilità, tenuto conto che il nostro ordinamento, se consente, all'articolo 98 della Costituzione, la possibilità di vietare a talune categorie di soggetti "i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari e agenti di polizia, i rappresentanti consolari all'estero" il diritto all'iscrizione ai partiti politici, che sono formazioni tutelate dalla stessa Costituzione, a fortiori può estendersi tale divieto ai medesimi soggetti con riguardo ad associazioni che richiedano, per l'adesione, la prestazione di un giuramento o di una promessa con contenuto contrastante con i doveri di ufficio, ovvero impongano vincoli di subordinazione gerarchica in opposizione con il loro dovere di assoluta fedeltà alle istituzioni repubblicane (...). Appare pertanto auspicabile che, nella prossima legislatura, il Parlamento valuti, quanto prima, la possibilità di giungere alle opportune modifiche alla legislazione vigente, e svolga una contestuale riflessione su come proseguire il lavoro di inchiesta della XVII legislatura"; considerato infine che a inizio della XVIII Legislatura è stata presentata una proposta di legge (Atto Senato n. 364) su "Disposizioni in materia di incompatibilità con la comportano vincolo di obbedienza come richiesto da logge massoniche o ad associazioni fondate su giuramenti o vincoli di appartenenza partecipazione ad associazioni", che, nonostante i numerosi tentativi di metterla all'ordine del giorno, non è stata ancora calendarizzata, impegna il Governo: 1) ad attivarsi per promuovere iniziative legislative di sua competenza, anche in via d'urgenza, al fine di considerare "associazioni segrete", come tali vietate dell'articolo 18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza o tengono segrete congiuntamente finalità e attività sociali o rendono sconosciuti, in tutto o in parte e anche reciprocamente, i soci, prevedendo una pena per chiunque promuove, dirige o svolge attività di proselitismo di un'associazione segreta; 2) a rendere incompatibile la partecipazione ad associazioni di stampo massonico per i magistrati ordinari e speciali, per i magistrati onorari, per i componenti delle commissioni tributarie e per i giudici popolari delle corti di assise e delle corti di assise di appello; 3) a varare norme che stabiliscano l'incompatibilità per i dirigenti della pubblica amministrazione, per gli ufficiali dirigenti delle forze armate, per gli avvocati e procuratori dello Stato, per il personale militare e delle forze di polizia dello Stato, per il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, per il personale di livello dirigenziale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per tutto il personale dipendente del Ministero dell'interno, con la partecipazione ad associazioni di stampo massonico. E che disponga l'incompatibilità con la partecipazione ad associazioni di stampo massonico delle cariche di amministratore e sindaco di società pubbliche. Atto n. 1-00363 FERRARA PETROCELLI SANTILLO DONNO CORBETTA LANZI CAMPAGNA AIROLA - Il Senato, premesso che: