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E, ancora, ringrazio l'onorevole Paola De Micheli, commissario per la ricostruzione, per il grande lavoro fatto anche in questa fase di confronto e condivisione con tutti i Gruppi parlamentari, oltre che i Presidenti delle Regioni Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Vorrei ringraziare infine i colleghi senatori del Gruppo per la competenza e l'attenzione con cui hanno seguito i lavori in Commissione speciale e poi in Assemblea. Il provvedimento che stiamo discutendo contiene un pacchetto di norme urgenti introdotte per evitare che venissero meno una serie di agevolazioni previste per le aree terremotate del Centro-Italia, e risulta arricchito dal lavoro della Commissione speciale. È un decreto-legge di manutenzione dei provvedimenti precedenti, che deve accompagnare e migliorare le azioni intraprese. Risulta fondamentale la decisione relativa alla proroga dello stato di emergenza per le aree terremotate fino al 31 dicembre 2018. Vanno evidenziati i provvedimenti volti al sostegno al reddito, la sospensione dei termini relativi agli adempimenti dei versamenti tributari fino al 16 gennaio 2019, così come la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali fino al 31 gennaio 2019. È importante evidenziare anche alcune migliorie apportate nello snellimento delle procedure - o almeno questa è la proposta della Commissione - le agevolazioni per gli interventi di immediata esecuzione, la revisione della soglia di obbligatorietà delle SOA per le imprese, la semplificazione delle procedure di compatibilità urbanistica, così come la proposta di salvaguardia rivolta a coloro che hanno adottato soluzioni autonome con manufatti e strutture nei terreni in prossimità dell'immobile distrutto o danneggiato (la famosa «questione di nonna Peppina»). Ancora, le importanti norme a favore dei Comuni, tra cui l'inserimento degli stessi come soggetti attuatori degli interventi pubblici, la proroga delle scadenze dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti e la semplificazione per l'individuazione del responsabile unico del procedimento (questione complessa per le amministrazioni comunali). Da sottolineare è, poi, l'attenzione riposta in materia ai provvedimenti di sostegno al reddito dei lavoratori delle aziende in crisi con più di 400 unità lavorative, ubicate nei Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto e comprese nelle aree riconosciute come di crisi industriale complessa. Questo quadro di riferimento ci consente una riflessione complessiva sullo stato dell'arte. Il bilancio degli eventi sismici del 2016-2017 è stato pesantissimo in termini di vite umane e di economia del territorio, con una stima approssimativa dei danni e dei costi causati dal terremoto che ammonta a oltre 23,5 miliardi di euro. A partire dall'agosto 2016 sono stati stanziati per il sisma 13,16 miliardi di euro di cui 6 miliardi dedicati alla ricostruzione, cifra mai stanziata per una ricostruzione. In questo decennio il terremoto economico provocato dalla crisi globale ed europea ha messo a dura prova l'Italia. La ripresa è cominciata grazie alla solidità del tessuto familiare e alla capacità di resistere e rilanciarsi di molte imprese. Occorre lungimiranza nelle scelte, consolidare le molte riforme strutturali già fatte, continuare sulla strada tracciata per aiutare il sistema produttivo ad affrontare con successo le grandi sfide dell'economia mondiale contemporanea. Il terremoto fisico ha colpito duramente il nostro Paese, soprattutto i nostri territori dell'Appennino centrale, come purtroppo altre parti dell'Italia in passato. Pertanto, anche in questo campo sono necessari previdenza e lungimiranza nelle scelte. Con il provvedimento che oggi discutiamo vogliamo dare solidità a tali scelte perché siamo convinti che esse vadano consolidate e, laddove sia utile, perfezionate. I territori colpiti dal terremoto sono, per giudizio comune, tra quelli più dotati di civismo e di capitale sociale. Secondo molti esperti, ciò ha contribuito alla loro prosperità grazie allo sviluppo dei sistemi locali di piccole imprese e adesso deve e può aiutare la loro evoluzione intelligente a fronte dei mutamenti in atto. In conclusione, la ricostruzione è dolorosa, è una urgente necessità di oggi ed è anche una sfida aperta per il futuro più lontano. Il terremoto è un dramma, ma non è una condanna al declino e provare a lavorare insieme su questo obiettivo, senza propaganda e polemiche strumentali, sarebbe il modo migliore per dare al nostro Paese la fiducia e la forza che merita. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, senatrici, senatori, onorevoli rappresentanti del Governo, il provvedimento discusso oggi, rivolto alle famiglie e alle imprese dei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016, è finalizzato ad una proroga degli adempimenti fiscali per consentire il varo di misure strutturali più complesse volte alla ricostruzione dei centri danneggiati e alla ripresa di quelle attività economiche e sociali che danno origine al dovere di contribuire fiscalmente all'economia generale del Paese. È palese che alla sospensione agevolata dei termini il Governo precedente non ha dato seguito con le necessarie azioni in grado di rimettere letteralmente in piedi i luoghi e le persone coinvolti negli eventi sismici. Spetta a noi, allora - partendo dall'ipotesi che il terremoto non sia avvenuto due anni fa ma ieri, in quanto nulla di concreto ancora è stato fatto - provvedere ai bisogni di queste popolazioni, ripartendo da azioni propedeutiche non solo alla ricostruzione ma addirittura agli interventi di messa in sicurezza. Permettetemi di aprire una breve parentesi sulle questioni che in questi giorni stanno infiammando la discussione tra l'Italia e gli Stati membri dell'Unione europea, ma soprattutto tra le stesse forze politiche del nostro Paese, di maggioranza e opposizione. Se è vero, com'è vero, che il popolo italiano vanta, e ne è fiero, proprio in base alla nostra Carta costituzionale, una tradizione di solidarietà verso qualsiasi individuo e situazione di difficoltà, ancora maggiore attenzione, solidarietà, preoccupazione e impegno andavano e vanno rivolti verso i nostri connazionali vittime di eventi sismici non solo di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche che da anni ormai vivono in condizioni di precarietà, subendo - oserei dire - una condizione di subalternità alle esigenze del sistema di business sull'immigrazione cosiddetta economica. Queste popolazioni, dal momento cronologico dell'evento ad ora, continuano a vivere e a rimanere in uno stato di immediato post terremoto. Oggi, 26 giugno 2018, oltre alla necessità di prorogare ed integrare i termini relativi agli adempimenti di natura fiscale e tributaria, grazie agli emendamenti inseriti, sono stati previsti la proroga dello stato di emergenza con quantificazione dei relativi oneri finanziari, la creazione di aree attrezzate per finalità turistiche e le concessioni di finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata con interventi di adeguamento alla normativa antincendio e igienico-sanitaria nonché per l'eliminazione delle barriere architettoniche.