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Modifiche dello statuto e degli organi della Banca d'Italia, nonché disposizioni in materia di organizzazione, di vigilanza e di prevenzione dei conflitti di interessi. Onorevoli senatori. – La necessità di rinnovare il quadro normativo della Banca d'Italia e delle norme nazionali ed internazionali che regolano l'attività di vigilanza sul sistema bancario risulta da tempo un'esigenza particolarmente avvertita dal legislatore, il quale nel corso degli ultimi anni, ha avviato una serie di iniziative in tal senso, senza peraltro che giungessero ad una approvazione definitiva da parte del Parlamento. La riforma organizzativa riguardante lo statuto, gli assetti organizzativi e le modalità per l'esercizio dell'attività della Banca d'Italia risulta pertanto di particolare importanza e delicatezza, in relazione al riparto delle funzioni e delle competenze dei soggetti decisori, che operano all'interno della governance . La ravvisata necessità di adeguare il nostro ordinamento a quello dei Paesi europei più virtuosi appare pertanto non più rinviabile, anche in considerazione di una rivisitazione dei poteri ispettivi sul sistema bancario e finanziario, alla luce delle vicende accadute nell'ultimo decennio, legate agli scandali bancari che hanno coinvolto numerosi istituti di credito a livello nazionale, che hanno interessato più direttamente l'azione degli organi della vigilanza. In tale contesto, il presente disegno di legge s'inserisce all'interno di un quadro generale finalizzato a innovare il sistema delle regole e degli organi all'interno della Banca d'Italia, nel rispetto di una tradizione ultrasecolare che caratterizza le sue origini, tra l'anno della sua nascita, il 1893, e l'affermazione esplicita della sua natura pubblica, nel 1936. L'iniziativa legislativa composta da quattro articoli (oltre all'allegato che prevede lo statuto) nel rispetto delle garanzie dello svolgimento delle funzioni di Banca d'Italia, nonché della salvaguardia dell'indipendenza istituzionale, prevede, all'articolo 1, la modifica delle modalità di deliberazione e approvazione dello statuto della Banca d'Italia, di cui all'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, stabilendo che tali cambiamenti sono deliberati dall'assemblea straordinaria dei partecipanti e approvati dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere delle Commissioni parlamentari competenti. Il successivo articolo 2, modificando l'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, che interviene in materia di organi della Banca d'Italia, definisce la struttura del nuovo Direttorio della Banca d'Italia, precisando il procedimento di nomina delle relative cariche che compongono tale organo. L'articolo 3 interviene in materia di conflitti d'interessi, stabilendo che i membri degli organi di amministrazione e controllo delle banche non possono sottoscrivere, direttamente o indirettamente, strumenti finanziari di qualsiasi natura né compiere, direttamente o indirettamente, atti di compravendita con la banca medesima. Infine l'articolo 4 detta disposizioni relative alle modifiche dello statuto della Banca d'Italia, con le modalità stabilite all'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, come modificato dall'articolo 1 del disegno di legge. Si precisa che il nuovo statuto è stabilito secondo quanto disposto dall'allegato al disegno di legge, al fine di adeguarlo alle disposizioni indicate dalla medesima legge, ed inoltre, si precisa altresì che la durata degli incarichi dei membri in carica appartenenti al Direttorio, incluso il Governatore, sono adeguati a quelli previsti dal disegno di legge. In definitiva il presente disegno di legge intende riformare l'attuale procedura di nomina dei vertici di tale istituzione, in un'ottica di adeguata sintesi, delle ragioni di necessità economica e di equilibrio dei poteri, non disgiunte da autonomia di analisi nella ricerca di strumenti ottimali, per il raggiungimento delle finalità che s'intende perseguire. Le misure indicate affidano un ruolo centrale al Governo e al Parlamento, fatta salva, l'indipendenza prevista dai Trattati europei.. 1 (Modifiche all'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43) 1 All'articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Le modifiche dello statuto della Banca sono deliberate dall'assemblea straordinaria dei partecipanti e sono approvate dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere delle Commissioni parlamentari competenti ». 2 (Modifica all'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5) 1 All'articolo 5 del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014, n. 5, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 2-bis . Il Direttorio della Banca d'Italia esercita i compiti di governo e di direzione della Banca, indicati dallo statuto. Il Direttorio è un organo collegiale, costituito con decreto del Presidente della Repubblica e composto dal Governatore, che lo presiede, dal Direttore generale e da tre Vice direttori generali. Il Governatore, il Direttore generale e uno dei Vice direttori generali sono nominati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Due Vice direttori generali sono eletti, uno dalla Camera dei deputati e uno dal Senato della Repubblica, a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi dei presenti, tra i soggetti che abbiano manifestato il loro interesse alla nomina a Presidente della Camera dei deputati o a Presidente del Senato della Repubblica, che curano la pubblicità dell'avviso di indizione delle elezioni e delle manifestazioni di interesse alla nomina. I membri del Direttorio devono avere cittadinanza italiana, con un limite di età minima pari a 50 anni, e sono individuati tra i dipendenti della Banca d'Italia, con la qualifica minima di appartenenza alla dirigenza superiore, tra i professori universitari ordinari di materie attinenti l'attività istituzionale della Banca d'Italia o tra personalità in possesso dei requisiti di indipendenza e onorabilità previsti dallo statuto della Banca d'Italia e dotate di alta e riconosciuta esperienza nelle materie di economia monetaria e creditizia, economia statistica, vigilanza bancaria, mercati e sistemi di pagamento, bilancio, da individuare tra i magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei conti, della Corte di cassazione, nell'alta dirigenza della pubblica amministrazione o provenienti da settori economici ». 3 (Disposizioni in materia di conflitti di interessi e di incompatibilità) 1 Dopo l'articolo 54 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, è inserito il seguente: « Art. 54- bis.