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A nostro avviso, il budget a carico degli Stati membri si deve ridurre il più possibile e devono aumentare le risorse proprie dell'Unione europea, che non devono intaccare l'attuale sistema IVA, come qualcuno vorrebbe fare; non dev'essere incentrato sulla plastic tax , che penalizza l'Italia, ma dovrebbe essere concentrato sulle caratteristiche proprie dell'Unione Europea (la web tax e la Tobin tax , con le transazioni finanziarie, le imposte sul mercato unico, in modo da penalizzare finalmente chi fa dumping fiscale all'interno dell'Unione europea e i dazi di civiltà). Tra le materie specifiche dell'Unione, infatti, c'è quella dei dazi e quelli di civiltà mirano a impedire che il mercato europeo sia invaso da merci prodotte in Paesi che non mantengono i livelli minimi salariali e di difesa dell'ambiente, della natura e della dignità umana dentro i mercati europei. (Applausi dal Gruppo FdI) . Sempre in termine di visione, occorre che le spese alla voce immigrazione siano destinate a difendere le frontiere dall'immigrazione illegale di massa e non a favorirla. Anche a tal riguardo, infatti, si sentono discorsi molto bizzarri, con una demonizzazione dei popoli dell'Est Europa, descritti come "tremendi di Visegrád". Ricordo a chi continua a parlare dei Paesi di Visegrádche si tratta di popoli e Stati, non di visione politica, tant'è vero che ne fanno parte Stati di tutti gli schieramenti politici, dai socialisti ai conservatori. Se qualcuno ha problemi con i Paesi dell'Est Europa, chieda di scindere l'Unione europea e cacciare quelli dell'Est Europa; altrimenti, dovremo continuare a difendere i nostri fratelli europei. (Commenti della senatrice Nugnes). Vi sono però aspetti specifici che riguardano l'Italia. Uno l'ha esplicitato il ministro Amendola: l'equilibrio complessivo è quello che ci interessa. Vogliamo un saldo negativo per l'Italia che non superi i 2 miliardi l'anno, per un totale di 14 miliardi nei sette anni: può bastare come contribuzione dell'Italia. Abbiamo poi detto che è irricevibile la proposta della PAC, mentre sui fondi di coesione abbiamo una proposta che penalizza le Regioni del Sud Italia: questo è inaccettabile. Si è parlato di ipotesi di veto, l'ha fatto anche il senatore Monti: penso che, al di là della questione generale del veto, sicuramente il Governo italiano debba dire: non un euro di meno alle Regioni del Sud Italia, altrimenti sarà posto il veto. In conclusione, presidente Conte, gli osservatori in Europa sono pronti a scommettere sulla debolezza del Governo italiano ai tavoli delle trattative, troppo attaccato alle poltrone per difendere l'interesse nazionale. Francesi e tedeschi, a Bruxelles, sono convinti che avranno gioco facile: li smentisca e difenda l'interesse italiano a quei tavoli. Difenda l'Italia e saremo i suoi primi sostenitori, al suo fianco, da patrioti quali siamo; la svenda e saremo suoi nemici. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Raffaele Iozzino» di Casola di Napoli, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, rimaniamo assolutamente convinti, come ho già avuto modo di dire in discussione generale, che in questo specifico momento difendere gli interessi del nostro Paese significhi lavorare e far pesare il nostro voto per far cambiare l'Europa. L'interesse nazionale, infatti, coincide con la possibilità di spingere l'Europa verso un reale cambiamento. Credo che la risoluzione che abbiamo presentato e che voteremo con molta convinzione sia assai chiara e indichi una serie di elementi che segnano il percorso del cambiamento. Molti interventi si sono concentrati sulla totale inadeguatezza della proposta del presidente Michel rispetto alle sfide dell'Europa, come già abbiamo avuto modo di dire. Gli anni dal 2021 al 2027, che segnano l'orizzonte del Quadro pluriennale, saranno assolutamente cruciali per consentire all'Europa, in un momento molto difficile del quadro internazionale, dopo la Brexit, di recuperare forza anche a livello planetario. Lo ripeto ancora: tutto questo potrà accadere se l'Unione europea capirà che è arrivato il momento di modificare profondamente la propria politica economica e finanziaria e di imboccare una nuova strada, abbandonando quella inutilmente rigorista, interpretata a volte in modo solo dogmatico, e capendo che la sfida oggi davanti a noi è molto diversa. Per questo abbiamo insistito molto sulla questione dello scorporo degli investimenti green e nell'innovazione digitale, che tracciano la strada del futuro. Aggiungo che non possiamo assolutamente permetterci di cedere a compromessi e perciò sosteniamo il presidente Conte nelle sue affermazioni e nella battaglia che ci sarà all'interno del Consiglio europeo, convinti che la sfida che attende oggi l'Unione europea e il nostro Paese sia quella di essere coerenti con i programmi esposti (ho ricordato quello del Presidente della Commissione) e le indicazioni che emergono - ahimè - dal quadro finanziario. Questa dicotomia dev'essere assolutamente superata. Bisogna fare altre cose: sul fronte delle entrate, ripetiamo che, a nostro avviso, è necessario ricorrere molto alla leva fiscale per quanto riguarda, ad esempio, l'introduzione della border carbon tax ; sono poi necessarie le imposte sull'importazione di beni e servizi finalizzate a contrastare il dumping ambientale e sociale; un'incisiva web tax ; la prosecuzione dei negoziati per l'introduzione della Common consolidated corporate tax base (CCCTB), per l'armonizzazione dei sistemi di tassazione; e soprattutto un ulteriore intervento per quanto riguarda l'agricoltura, su cui molti si sono soffermati e non ritorno. Ci preme altresì sottolineare che è necessario che anche questo Quadro finanziario pluriennale affermi i valori dell'Europa, con un sistema di condizionalità vincolato al rispetto dei valori democratici e dei principi solidaristici, che sono le radici dell'Europa e che molti dei Paesi che oggi fanno parte dell'Unione europea evidentemente non rispettano in modo adeguato. Voteremo quindi convintamente a favore della risoluzione della maggioranza, convinti che contenga gli elementi necessari a far sì che la nostra presenza all'interno della trattativa nel Consiglio europeo possa davvero tracciare una strada non solo per il nostro Paese, ma per il futuro dell'Europa. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PITTELLA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, la collega Fedeli e il collega Taricco hanno già illustrato in maniera efficace e puntuale la posizione del Gruppo Partito Democratico.