[resaula]

Pertanto, sentita la Commissione europea, la richiesta integrata di autorizzazione al ricorso all'indebitamento è incrementata di ulteriori 13,75 miliardi di euro, pari a circa 0,8 punti percentuali, da utilizzare nel corso del 2020 in relazione all'ulteriore intensificarsi e diffondersi dell'epidemia da COVID-19. Considerata quindi anche la precedente richiesta di autorizzazione, l'obiettivo programmatico di indebitamento netto potrà aumentare fino a 20 miliardi di euro, corrispondente a circa 1,1 punti percentuali di PIL, per avere la disponibilità di risorse aggiuntive finalizzate ad assicurare il finanziamento di eventuali ulteriori iniziative che si rendesse necessario adottare con tempestività ed urgenza, all'interno di un'auspicata azione coordinata a livello europeo. La stessa lettera fa presente che tale stima di deficit potrebbe cambiare in occasione della presentazione del Programma di stabilità per l'Italia, incluso nel DEF 2020, citando in proposito una serie di fattori tra cui il miglioramento registrato nel 2019, ma anche l'imprevedibilità dell'impatto sul quadro economico e di finanza pubblica dell'emergenza in corso. La lettera evidenzia la difficoltà di prevedere, allo stato attuale, l'effetto netto di tutti i fattori indicati, pur sperando che la nuova stima possa non discostarsi da quella originaria. Si ricorda che, in base all'articolo 1 della legge di bilancio 2020, i livelli massimi del saldo netto da finanziare per l'esercizio in corso sono stati indicati in 79,5 miliardi in termini di competenza e in 129 miliardi in termini di cassa. Considerato l'importo complessivo per il quale si chiede l'autorizzazione alle Camere, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato potrà aumentare fino a 104,5 miliardi di euro nel 2020, in termini di competenza, e a 150 miliardi di euro in termini di cassa con un incremento degli stanziamenti fino a un totale di 25 miliardi, sia in termini di cassa che in termini di competenza. La relazione riferisce l'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di medio termine e una serie di iniziative di carattere straordinario ritenute necessarie a fronteggiare immediatamente le conseguenze sanitarie e socioeconomiche dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Il pacchetto di misure che il Governo intende adottare consiste sinteticamente in un aumento delle risorse destinate al sistema sanitario pubblico, al sistema della Protezione civile e alle Forze dell'ordine per assicurare la dotazione di strumenti e mezzi necessaria ad assistere le persone colpite dalla malattia e prevenire e mitigare il rischio di contagio; assicurare ulteriori risorse al contrasto dei disagi sociali ed economici conseguenti al rallentamento e in alcuni casi alla sospensione dell'attività economica mediante il sostegno dei redditi, la salvaguardia dell'occupazione, il potenziamento degli ammortizzatori sociali, il rafforzamento del congedo parentale, il sostegno dei genitori che lavorano, nonché il sostegno alle aziende interessate al fine di impedirne la crisi di liquidità ed evitarne fallimenti. Tali misure appaiono assolutamente necessarie, urgenti e improcrastinabili; aggiungo anche giuste e pienamente condivisibili. Nella lettera del 5 marzo alla Commissione europea, il Governo precisa che chiederà al Parlamento e alla Commissione europea di considerare tali risorse quali maggiori oneri una tantum , in quanto tali non ricorrenti negli anni successivi al 2020, quando la crisi epidemica e le sue conseguenze economiche saranno state superate. Tali oneri non dovrebbero pertanto essere considerati ai fini del calcolo del saldo di bilancio strutturale, calcolato sottraendo al saldo di bilancio nominale gli effetti del ciclo economico e quelli delle misure una tantum , il cui percorso di aggiustamento rimane pertanto invariato rispetto a quello delineato nella NADEF 2019 e nel Documento programmatico di bilancio 2020, in cui si fissava un obiettivo pari a - 1.4 per cento del PIL nell'anno 2020, - 1,2 per cento nel 2021 e -1 per cento nel 2022. Il valore per il 2020 comporta un deterioramento del saldo di bilancio strutturale pari a circa 0,1 punti percentuali di PIL rispetto all'anno precedente. Nella lettera di risposta la Commissione europea conferma che le misure di spesa pubblica adottate una tantum in relazione all'emergenza epidemiologica in corso sono da considerarsi escluse per definizione dal calcolo del saldo di bilancio strutturale e dalla valutazione del rispetto delle regole di bilancio vigenti. La Commissione evidenzia inoltre che il quadro delle regole di bilancio contiene gli elementi di flessibilità necessari ad affrontare gli eventi eccezionali al di fuori del controllo del Governo, pur nell'ambito del mantenimento delle condizioni di sostenibilità della finanza pubblica. Prima di avviarmi alla conclusione, faccio presente che la Commissione procederà a una valutazione preliminare delle richieste di flessibilità, basate sulla clausola di flessibilità per eventi eccezionali, al momento della presentazione dei programmi di stabilità 2020. In quell'occasione si terrà conto della necessità di adottare misure urgenti per la salvaguardia del benessere dei cittadini e per mitigare gli effetti negativi sulla crescita economica dell'emergenza epidemiologica. Infine, Presidente, colleghi, dopo questa relazione prettamente tecnica - necessariamente fredda, perché parla di soli numeri - consentitemi due parole velate di tristezza, dette col cuore. Voglio esprimere il mio cordoglio a tutti coloro che hanno perso i propri cari e manifestare un grazie immenso a tutti coloro che, giorno e notte, stanno lottando, anche a rischio della propria salute, per evitare altre morti. Grazie a tutti questi eroi: grazie ai medici, grazie agli infermieri, ai ricercatori e a tanti altri operatori sanitari. Grazie anche alla Protezione civile e a tutte le Forze dell'ordine pubblico impegnate ormai senza sosta in questa difficile opera di contenimento della diffusione del virus , che si espleta nell'obbligo di far rispettare necessariamente una limitazione a quella libertà che è propria della democrazia. In questi drammatici giorni il popolo italiano è in difficoltà, ma sta dando prova di grande determinazione e generosità. Abbiamo tutti assieme come Parlamento, come Paese, un periodo difficile da affrontare, direi drammatico, sia sanitario che economico, ma abbiamo certamente anche l'opportunità di reagire tutti uniti, come stiamo facendo, in uno scenario di coesione politica per mostrare al mondo che ci osserva che un piccolo Paese, l'Italia, può resistere e sconfiggere una crisi così grande. Facciamo insieme questa battaglia e mostriamo la strada e la speranza al mondo intero. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Ministro dell'economia e delle finanze. GUALTIERI, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, signori senatori, dal 21 febbraio l'epidemia di coronavirus si è estesa al nostro Paese. Il Governo è intervenuto immediatamente per proteggere la salute dei cittadini, con l'obiettivo prioritario di arrestare la diffusione del virus e potenziare la capacità di risposta del sistema sanitario.