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Speriamo che nel prosieguo dell'attività di Governo tutti questi obiettivi siano finalizzati. Tuttavia, dobbiamo dire che in questi mesi abbiamo perso molta fiducia sul tema della scuola, dopo la vicenda dei diplomati magistrali e del precariato in genere, che non ha trovato una risposta immediata, così come era stato pur promesso in maniera generosa durante la campagna elettorale. Si approssima l'inizio di un nuovo anno scolastico con emergenze annunciate, che metteranno anche quest'anno in gravi ambasce il mondo della scuola, non dando ai nostri studenti l'opportunità di una continuità didattica. Quindi per Fratelli d'Italia, in attesa che la luce vinca sulle tenebre (Commenti dal Gruppo PD) , ci dobbiamo accontentare del bagliore che annuncia l'alba. Per questo ribadiamo il nostro voto favorevole all'abolizione della chiamata diretta. (Applausi dal Gruppo FdI) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, siamo in un Paese un po' strano, perché si fa fatica a far ammettere in quest'Aula delle legittime interrogazioni parlamentari che riguardano, per esempio, il Vice Presidente del Consiglio sulla questione dei fondi e dei finanziamenti al proprio partito, ma invece si ammette senza alcun problema la discussione di un disegno di legge che ha un titolo che invita a cancellare qualcosa che non esiste. Lo ha detto anche lei, signor Presidente, nella lettura normale del testo al nostro ordine del giorno. (Brusio) . PRESIDENTE. Le chiedo scusa, senatrice Malpezzi. Colleghi, già non siete numerosissimi in Aula, ma quei pochi sono troppo rumorosi. Ciò non è ammissibile in dichiarazione di voto. Per cortesia, non costringetemi a richiamarvi nominalmente, perché non sarebbe dignitoso. Prego, senatrice Malpezzi. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, stavo dicendo che lo ha ripetuto anche lei, quando ha detto, tra le altre cose, «abolizione della chiamata diretta». Meno male che il sottosegretario Giuliano non ha voluto mantenere la farsa fino in fondo e che, nella sua relazione, ha precisato che si chiamerebbe «abolizione della chiamata per competenze». Segnalo che la chiamata diretta non esiste; non esisteva nella legge n. 107 e non esiste nei commi che si vogliono andare ad abolire e a modificare. (Applausi dal Gruppo PD) ; esiste solo un bellissimo slogan , che serve per la propaganda. Quindi andiamo avanti, vorrei però segnalare che non viene abolita una cosa, proprio perché non esiste, ma che si abolisce la chiamata per competenze. Non è colpa sua, signor Presidente, dal momento che vengono ammessi testi in cui sostanzialmente si cerca di fare propaganda politica anche sulla pelle dei nostri ragazzi. Vede, Presidente, la chiamata per competenze era tutto fuorché quello che è stato raccontato dalla propaganda fatta in tutti questi anni. Non era un modo per reclutare i docenti: la chiamata per competenze serviva semplicemente a far scegliere alla scuola, tra tutti i docenti già di ruolo e quindi già reclutati (anche il Sottosegretario lo può confermare), l'insegnante più adatto per quella scuola. Ribadisco che tale scelta avveniva tra docenti di ruolo già assunti. Cosa significa questo? Voglio provare a fare un esempio per aiutare i colleghi, che magari non masticano i tecnicismi della scuola, a comprendere come si dovrebbe lavorare. Io vengo da Pioltello, un Comune dell' hinterland milanese che ha un'altissima percentuale di residenti stranieri, le cui scuole, che sono esercitate e abili ad avere a che fare con una didattica per alunni che magari in casa non parlano l'italiano, hanno bisogno come il pane di docenti di ruolo con l'abilitazione o la competenza nell'insegnare l'italiano a ragazzi stranieri. Cosa prevedeva allora la chiamata per competenze, cioè quei commi che voi oggi andate ad abolire? Prevedeva che un dirigente scolastico, tipo il sottosegretario Giuliano (ipotizzando che fosse il dirigente scolastico di una scuola di Pioltello), potesse scegliere tra una serie di curricula di docenti di ruolo che desideravano andare a insegnare a Pioltello, avendo presentato la relativa richiesta (ricordo che la chiamata per competenze è una richiesta nei confronti della scuola che parte dagli insegnanti, i quali presentano il loro curriculum ). In quella circostanza il dirigente, ad esempio, si sarebbe potuto trovare di fronte al curriculum della Malpezzi, che, pur essendo insegnante di ruolo, non ha la specializzazione nell'insegnamento dell'italiano a stranieri. E tra la Malpezzi, che quella specializzazione non ce l'ha, è di ruolo e può andare insegnare italiano anche in un'altra scuola, magari di un territorio vicino, e un altro collega il cui curriculum presenta la specializzazione in insegnamento di italiano per stranieri, magari poteva scegliere quel docente. Questa situazione, signor Presidente, a chi faceva bene? Faceva bene al docente, che riusciva a valorizzare la propria professionalità e il proprio percorso di studi, perché - diciamocelo con trasparenza - in quest'Aula di docenti ce ne sono tanti, ciascuno di noi ha un percorso di studi anche diverso e questo non significa che uno sia più o meno bravo dell'altro, ma che ha una storia, che ha degli interessi, delle passioni, significa che si è formato in un altro modo. Ebbene, quella previsione valorizzava i docenti, perché potevano mettere in gioco le loro potenzialità e soprattutto aiutava i ragazzi, perché quella scuola avrebbe avuto l'opportunità di dar loro uno strumento in più. Questa è la chiamata per competenze che in quest'Aula oggi si vuole abolire. Insieme a questo, si vuole abolire la possibilità di un insegnante di essere valorizzato per quello che è. Oggi, con l'approvazione del provvedimento in esame, vince quella regola per cui tutti gli insegnanti sono uguali e non devono esistere la loro professionalità e la loro carriera. (Applausi dal Gruppo PD). Infatti, se tutti sono uguali, se tutti possono insegnare ovunque, se tutti hanno le stesse abilità, che differenza c'è tra un insegnante e l'altro? Tranne il grande velo di ipocrisia, perché poi lo sappiamo, che sono gli stessi genitori ad andare dal dirigente scolastico a chiedere che i figli vengano inseriti in una sezione piuttosto che in un'altra. Però intanto, in questa sede, grazie a chi si è fatto promotore di questa proposta, continuiamo a dire che tutti gli insegnanti sono uguali, che sanno fare qualsiasi cosa e che soprattutto non sono utili ai ragazzi e a quella scuola. All'interno della tanto vituperata legge n. 107 del 2015, la chiamata per competenze si sposava con un'altra misura molto importante, quella del potenziamento, infatti in quegli anni noi abbiamo aumentato l'organico di più di 50.000 unità.