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Un modo davvero innovativo, che funziona in alcuni casi, come nelle rapine e, purtroppo, non sempre. Quando, infatti, i soldi non ci sono, si ha un bel minacciare, ma i soldi non saltano fuori a furia di minacce. E queste minacce sono state autorevolmente proferite dal potente portavoce del Presidente del Consiglio, il signor Rocco Casalino, e le abbiamo potuto ascoltare nelle registrazioni. Questo ha un riflesso su alcuni aspetti della Costituzione, perché l'articolo 97 della Costituzione dice che la pubblica amministrazione deve assicurare l'imparzialità della sua conduzione, per cui o si riscontra una parzialità (per cui si fa un'azione disciplinare nei confronti di quel dirigente) oppure non si può costringere un dirigente, che, essendo un tecnico, ha una sua opinione, ad esprimere una diversa opinione. Anche perché, sempre quel fastidioso articolo della Costituzione, dice che alla pubblica amministrazione spetta di assicurare la sostenibilità del debito pubblico. Per cui, se qualcuno al Ministero dell'economia ricorda che c'è questa esigenza sta semplicemente facendo il suo dovere. Se lo fa, invece, in modo infedele e in modo parziale, allora merita un'azione disciplinare, ma non le minacce attraverso la stampa, sia pure con l'accortezza di dire: no, non l'abbiamo detto noi che siamo al Governo, lo ha detto qualcuno dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle. Cosa non vera e, pertanto, sarebbe pure una menzogna. Devo poi dire che, c'è veramente da essere preoccupati dal momento che il Presidente del Consiglio ha avallato questa posizione e altre figure istituzionali hanno addirittura dato la colpa ai giornalisti, i quali avrebbero dovuto riferire le cose in modo disciplinatamente attinente a quanto detto dal portavoce della Presidenza del Consiglio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma la preoccupazione maggiore è dal punto di vista economico. Se cioè, rispetto alle promesse espresse in campagna elettorale (si diceva: sappiamo dove prendere i soldi. Noi abbiamo studiato, abbiamo fior di scienziati, di economisti e di professori che hanno studiato tutto. Sappiamo dove prendere i soldi), poi il modo di trovare i soldi è quello delle minacce trasversali, cercando di nascondere la fonte, nei confronti dei funzionari del Ministero, direi che davvero non andiamo bene. Nel frattempo, però, gli annunci, i litigi all'interno della compagine governativa, e anche al di fuori, hanno fatto sì che fino ad oggi si sia già consolidata una maggiore spesa per interessi (consolidata sulla base delle cifre delle aste della Banca d'Italia) pari a 2,6 miliardi di euro di maggiori interessi che dovranno essere pagati sui titoli già emessi, che hanno una loro scadenza, per cui già c'è stata una differenza di 2,6 miliardi, a contare nel modo più prudenziale. Per cui, non solo gli annunci non producono niente, ma possono fare un grande danno. Per ora il cambiamento è stato questo: cercare le risorse attraverso le minacce e far spendere 2,6 miliardi in più ai contribuenti italiani, non facendo cose ma semplicemente annunciandole. Complimenti! E speriamo che cambi presto il corso della nostra economia e del nostro Paese! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Leone. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, è con onore ed emozione che oggi debutto col mio primo intervento in quest'Aula. Intervento che ricade all'interno di una cornice finanziaria, tema assai delicato e al contempo farraginoso. Ebbene, è un dato di fatto che abbiamo ereditato un'Italia fragile. Emblematico è il caso in cui versa il sistema viario, compreso quello delle nostre isole - come non pensare alla mia Sicilia - come ha rivelato il caso del ponte Morandi. Ciò impone a questo nuovo Governo delle priorità di carattere finanziario, perché in qualche modo si dovrà pur far fronte a queste emergenze per la sicurezza e la tutela dei nostri cittadini. Dunque, siamo di fronte a un'Italia complicata, in cui - a mio avviso - assume una rilevante importanza il dato numerico. Basta riflettere sull'incremento delle cifre inerenti il livello della disoccupazione e sulla percentuale quasi al 70 della pressione fiscale, per non parlare dell'aumento vertiginoso dei tanti giovani che lasciano la nostra Italia. Si tratta di risorse che perdiamo e di capitale umano che se ne va. Questo è quello che abbiamo ereditato, il risultato a cui hanno portato finora tutte le maximanovre finanziarie che avrebbero dovuto rilanciare l'Italia. Dunque, è finito per noi il tempo di giocare con i numeri, quei numeri che hanno mistificato la realtà, perlopiù ingannando i contribuenti, che comunque sono stati sottoposti a un'imposizione fiscale notevole. Penso a quelle politiche di austerity che hanno colpito soprattutto il ceto medio, imposte anche dall'Unione europea. Inoltre, i Governi precedenti non hanno saputo rappresentare in modo adeguato gli interessi nazionali in ambito comunitario. È indispensabile una profonda riflessione sulla modalità seguita per i prossimi eletti alle elezioni europee. L'azione politica del nostro Governo vuole finalmente dare volto ai dati numerici e recuperare la dignità dei cittadini, ma prima di ogni cosa vuole conoscere i numeri in modo analitico. Certo, l'idea nobile dell'Unione europea è stata in parte tradita e ciò ha creato disaffezione dei cittadini non solo in Italia, ma anche in molti altri Stati europei. Tuttavia, sarebbe ingiusto affermare che l'Unione europea non abbia portato anche dei benefici dal punto di vista culturale e della mobilità dei cittadini all'interno dello spazio Schengen. Ciò ha meritato sicuramente i sacrifici che abbiamo sostenuto. Ma adesso basta, è venuto il tempo di prendere atto della situazione e intraprendere un circuito virtuoso delle effettive risorse di cui disponiamo per il benessere della collettività, nostra unica e sana ambizione. Al contempo, è giunto il momento di rilanciare una nuova idea di Europa, improntata sui principi di solidarietà e condivisione dei suoi originari principi costitutivi. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, è faticoso provare ad articolare un ragionamento sul rendiconto e sull'assestamento di fronte al prolungarsi di un lungo messaggio di propaganda elettorale che coinvolge, ancora nelle ultime ore, gli esponenti del nostro Governo. Si tratta di annunci che, molto spesso, segnano la non conoscenza dei numeri e delle situazioni che abbiamo di fronte e che ci mettono un po' di preoccupazione, come ieri sera, per esempio, quando il Vice Premier , nel salotto per eccellenza di Bruno Vespa, ha affermato che i Governi uscenti hanno lasciato macerie nel Paese. Nel fare quest'affermazione, Di Maio e il suo staff (che in verità negli ultimi giorni ne hanno fatte di ben più gravi) hanno evidenziato che non c'è stata nemmeno la pazienza di sfogliare i documenti che oggi siamo chiamati a esaminare in quest'Assemblea.