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Un settore attualmente dominato da pratiche illegali che, invece, se ben regolamentato, potrebbe diventare una parte integrante dell'economia nel segno della responsabilità sociale e della sostenibilità economica, mettendo quindi al bando le speculazioni immobiliari e riportando lo strumento alla sua mission originaria. Chiedo quindi al Ministro del turismo cosa intende mettere in campo per recepire i principi (circa una decina) che la conferenza internazionale aveva messo in luce, al fine di favorire, da una parte, chiaramente la responsabilità sociale dell' home sharing e, dall'altra, contrastare tutti i professionisti della speculazione immobiliare, così come estirpare l'evasione fiscale dilagante in questo settore di economia, che fattura peraltro delle somme considerevoli e che non può essere sottoposto solo all'istituenda imposta sui servizi digitali, ma deve essere regolamentato in una maniera più totale ed olistica, attraverso il rispetto sia di norme vincolanti sotto il profilo della sicurezza - pensiamo a tutto quello che noi albergatori dobbiamo osservare - sia di normative fiscali più eque che prevedano identici livelli di tassazione previsti anche per gli hotel. La seconda interrogazione era invece indirizzata al Ministro dell'ambiente e muoveva dalla considerazione di informazioni provenienti da fonti di stampa autorevoli dalle quali si apprende che circa il 12 per cento dei rifiuti italiani non trova destinazione e si accumula senza indirizzarsi né verso il riciclo, né verso lo smaltimento in quanto non ci sono sufficienti impianti di selezione, di rigenerazione, di trattamento e di recupero energetico, che sarebbero necessari per raggiungere il 65 per cento del riciclo, percentuale richiesta dall'Unione europea, e per scendere sotto il 10 per cento di smaltimento in discarica. Quindi, alla luce di queste considerazioni, chiediamo al Ministro competente quali siano gli investimenti volti a sostenere una strategia di medio - lungo termine, sulla quale peraltro sappiamo che il nostro Paese è in ritardo, che punti da una parte alla prevenzione e al riuso e dall'altra sostenga un nuovo corso industriale per realizzare gli impianti necessari al riciclo e all'incenerimento che sono indispensabili per dar via concretamente all'economia circolare. Infine, e concludo, sul fronte della transizione energetica dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, si chiede di sapere quali siano le misure volte a sostenere gli investimenti affinché i grandi fondi di investimento, che sappiamo essere quelli che hanno i veri denari, consapevoli dell'elevato costo da sostenere per estrarre le fonti fossili, investano sulle energie rinnovabili, spostando quindi i loro flussi di cassa per gli investimenti in infrastrutture. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per una questione interna al Senato. Ho già intrapreso alcune azioni per segnalare il fatto che, salvo che nei momenti tranquilli come questo, nel normale svolgimento dei lavori di Aula, l'amplificazione dell'impianto audio è ben al di sopra dei livelli massimi previsti dalla legge nei luoghi di lavoro. Nel corso dell'ultimo intervento, poco fa, c'è stata addirittura una media di 95 decibel, quando il limite massimo è 87. Ricordo, peraltro, che si tratta di una scala logaritmica per cui 8 punti in più vogliono dire circa l'80 per cento in più, parlando di quello che percepisce l'orecchio umano perché per quanto riguarda l'intensità del rumore è maggiore. Comunque, l'orecchio umano è fatto molto bene, di conseguenza un aumento di dieci volte dell'intensità del rumore corrisponde "solo" ad un raddoppio della pressione sull'orecchio stesso. Ho già inoltrato questo appello in diversi modi e lo faccio anche in questa sede: qui ci sono i senatori, c'è il personale che ha diritto, come tutti credo (persino i senatori), a stare in un ambiente che non abbia meno tutele di quelle che magari ci sono in una officina, dove al di sopra di un certo livello di rumore si dovrebbero utilizzare attrezzature come le cuffie che proteggono le orecchie dai rumori eccessivi, cosa che evidentemente sarebbe irrazionale in questa sede. Ci sono delle disparità, anche a seconda del microfono, anche se non so da che cosa dipenda. In alcuni casi, infatti, l'intervento si mantiene tutto al di sopra di determinati livelli e in altri casi, invece, si può sentire un intervento a toni più normali, indipendentemente dalla voce di chi parla. Poi, naturalmente, se chi parla alza la voce è normale che il volume sia più alto però ci deve essere un dispositivo che non permetta di salire al di sopra di un certo livello. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Grazie senatore Malan, trasmetteremo alla Presidenza la sua richiesta. GIAMMANCO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo solamente per dire che ieri, durante la votazione sul decreto che riguarda il reddito di cittadinanza e Quota 100, una collega senatrice del MoVimento 5 Stelle è intervenuta dicendo che Di Maio si è recato a visitare i lavoratori della Blutec, lo stabilimento industriale che si trova a Termini Imerese in provincia di Palermo, lo scorso ottobre, lasciando intendere che il Ministro si stia occupando di questi lavoratori. Sì, è vero, il Ministro e si è recato ad ottobre nello stabilimento della Blutec di Termini Imerese dicendo che avrebbe fatto a novembre un incontro con le parti interessate al Ministero dello sviluppo economico. Poi però non se n'è saputo più nulla. Finalmente, grazie alla protesta di tutto il comprensorio di Termini Imerese, dei sindaci in prima persona con la guida del sindaco di Termini Imerese, qualcosa si è mosso, ma solo qualche giorno fa, in seguito - lo ripeto - a una grande protesta davanti al Ministero dello sviluppo economico qui a Roma. Tutti i sindaci del comprensorio erano presenti ed hanno protestato perché ai lavoratori in cassa integrazione non era stata rinnovato tale sussidio (parliamo di circa 1.000 lavoratori, quindi di circa 1.000 famiglie in estrema difficoltà per le problematiche che sta attraversando la Blutec). Grazie a questa sollevazione dei sindacati e dei sindaci, finalmente il Ministro dello sviluppo economico ha deciso di rinnovare la cassa integrazione per questi lavoratori, ma per soli sei mesi, quindi fino al prossimo giugno. Io, come rappresentante di Forza Italia e come senatrice siciliana, dico che è troppo poco. Noi, come Forza Italia, chiediamo che il rinnovo arrivi al 31 dicembre di quest'anno e non fino al 31 giugno. Mi auguro che il ministro Di Maio sia sensibile alla causa di questi lavoratori perché, colleghi, va bene tutto e va bene anche fare propaganda col reddito di cittadinanza, ma dobbiamo anche pensare a chi un lavoro ce l'ha già e rischia di perderlo. Dati i numeri della nostra economia, credo che non ci sia nulla da sperare, quindi non dobbiamo essere ottimisti, ma dobbiamo aiutare i lavoratori in difficoltà, soprattutto quelli del comparto industriale, che ha visto calare la sua produzione.