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I condannati in affidamento (affidati ai sensi dell'articolo 94 del testo unico i restanti usufruiscono del cosiddetto «affidamento ordinario», così come previsto dall'articolo 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354) per iniziare o proseguire un programma terapeutico volto al trattamento dello stato di tossicodipendenza ed alcooldipendenza costituiscono una buona parte dei beneficiari di misure alternative alla pena detentiva. Dal 2007 in poi, anno in cui si è maggiormente manifestato l'effetto dell'indulto, la presenza dei tossicodipendenti è sostanzialmente più elevata rispetto al periodo precedente. Dalla relazione annuale al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, relativa all'anno 2011 e al primo semestre del 2012 (Doc. XXX, n. 5), redatta dal Dipartimento per le politiche antidroga, si evince che i costi imputabili alle attività di contrasto sono ammontati, nel solo 2011, a circa 2 miliardi di euro, di cui il 48,2 per cento per la detenzione, il 18,7 per cento per le attività delle forze dell'ordine e il 32,6 per cento per attività erogate dai tribunali e dalle prefetture. Dagli stessi dati si evince tuttavia che questa mastodontica attività di contrasto non ha portato significativi risultati sotto il profilo della riduzione dei consumi di sostanze stupefacenti, soggetti, al più, a fluttuazioni di carattere macro-geografico, generazionale o culturale. Né sono percepibili variazioni significative nel flusso di denaro di cui si appropriano annualmente diversi sodalizi criminali, variamente stimato, ma quasi mai inferiore ai 60 miliardi di euro. Tutti i dati illustrati indicano, dunque, la necessità di un radicale cambio di strategia e del mutamento del quadro normativo di riferimento. Il presente disegno di legge mira dunque a concentrare l'azione di contrasto sulle sostanze e sulle condotte di maggiore pericolosità e a sanzionare, con pene meno severe di quelle previste anche a seguito del decreto-legge n. 146 del 2013, le condotte per fatti di lieve entità, ciò anche in relazione alle sanzioni amministrative attualmente previste all'articolo 75 del testo unico. Al fine di superare le incertezze che si manifestano in giurisprudenza, peraltro, l'ipotesi di lieve entità viene esplicitamente configurata come reato autonomo (confermando in tal senso e, anzi, ulteriormente valorizzando la scelta fatta dal citato decreto-legge n. 146 del 2013), mentre viene esclusa la punibilità della coltivazione «domestica» di cannabis , destinata all'uso personale o ceduta a terzi per il consumo immediato, sempre che destinatario non sia un minore. Si prevede altresì, anche con riferimento all'ipotesi ordinaria, di differenziare le pene per i diversi tipi di sostanze, aggiungendo una autonoma figura di reato al comma 1 dell'articolo 73. I proponenti offrono il presente provvedimento quale contributo alla discussione parlamentare, sempre più urgente, per modificare radicalmente l'attuale disciplina relativa agli stupefacenti, alla luce dei risultati fallimentari delle politiche sul tema adottate sinora.. 1 (Modifiche all'articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309) 1 All'articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, di seguito denominato «testo unico», e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Tuttavia, se le attività illecite hanno ad oggetto le sostanze di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a) , numero 6), si applica la pena della reclusione da uno a tre anni e la multa fino a 20.000 euro»; b dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3 -bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore»; c il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo che, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell'azione, ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità, è punito con le pene della reclusione da tre mesi a due anni e della multa da 3.000 a 10.000 euro. Se l'attività illecita ha ad oggetto le sostanze di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a) , numero 6), si applicano le pene della reclusione da un mese ad un anno e della multa fino a 2.000 euro». 2 (Modifiche all’articolo 75 del testo unico in materia di sanzioni amministrative) 1 All'alinea del comma 1 dell'articolo 75 del testo unico, e successive modificazioni, dopo la parola: «acquista,» è inserita la seguente: «coltiva,» e dopo le parole: «detiene sostanze stupefacenti o psicotrope» sono inserite le seguenti: «diverse da quelle di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a) , numero 6),».