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Non basta effettivamente fare una professione di intenti. Spesso e a tratti sentiamo degli interventi da parte del presidente Draghi o dal ministro dell'istruzione Bianchi o da altri esponenti del Governo. Ma, se di fatto non si pongono in essere delle soluzioni, è chiaro che rimangono parole al vento. In questa manovra con gli emendamenti abbiamo provato a dare una prospettiva in questa direzione. È importante in questo momento evidenziare anche un passaggio compiuto da un nostro europarlamentare, l'onorevole Procaccini, il quale proprio qualche giorno fa ha depositato una risoluzione per chiedere alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen di porre attenzione su questa tematica proponendo delle possibili soluzioni o i primi step . È chiaro, appunto, che è una visione - come diceva la collega Rauti - che richiederà degli interventi a breve, medio e lungo termine. La proposta che viene fatta in Commissione europea è di destinare delle quote dei fondi dell'Unione europea agli Stati membri per far fronte a queste necessità. Come abbiamo visto dagli ultimi dati Istat, l'Italia registra, dal gennaio 2021 al settembre 2021, 1,17 figli per donna. Eravamo a circa 1,59 l'anno precedente. Il crollo è stato repentino, tenendo conto del fatto che, a livello europeo, la media è di 2,1 come soglia di sostituzione, per permettere appunto un ricambio generazionale. Ecco, quindi, che, tra le tante proposte che riteniamo essere importanti, oltre a quelle già poste in essere quali la costruzione di asili nido o delle mense scolastiche, vi è quella del congedo parentale o, meglio, dell'astensione facoltativa dal lavoro. È una misura da proporre per uomo e donna, ma noi sappiamo benissimo che, tra il compenso mensile di uomo e donna, c'è uno scarto di circa il 30 per cento, chiaramente a discapito del sesso femminile. Quindi, è chiaro, a fronte delle opportunità, quale quella attualmente in vigore, del congedo parentale fino a sei mesi dell'età del bambino con una decurtazione dello stipendio del 70 per cento, quale dei due sessi vi farà maggiormente ricorso. Comunque, non è solo questo il punto. Il punto è anche legato a una esigenza di tipo pedagogico, alla crescita armonica, anche serena, del bambino e, soprattutto, a dare l'opportunità alle famiglie e alle giovani coppie di scegliere la soluzione più consona alla propria situazione di vita. A questo si potrebbe anche accompagnare - come molti hanno anche rilevato e come Fratelli d'Italia dice spesso - l'abbassamento del cuneo fiscale, ma anche un intervento per le piccole e medie imprese, e quindi per gli imprenditori, nel momento in cui avviene l'assunzione. Chiaramente, il datore di lavoro che facesse ricorso ad un provvedimento del genere dovrà sostituire la figura mancante. Perché non pensare - ad esempio - a una priorità per i giovani neolaureati o neodiplomati, che vediamo puntualmente migrare? Questo è un aspetto importante. Quando parliamo di inverno demografico, nell'immaginario collettivo ci si sofferma semplicemente sulla denatalità, che poi tanto semplice non è. Ma il fenomeno non è solo questo. Il fenomeno racchiude anche l'emigrazione giovanile. Parliamo di giovani dai diciannove ai trentanove anni, una generazione che rappresenta il cuore di una Nazione; proprio quella fascia di età che incide notevolmente nell'economia di un Paese, stimolando anche l'indotto. Quindi, perché vederli fuggire e non iniziare, invece, a pensare insieme a una possibile soluzione? Come volevasi dimostrare, l'emendamento non è stato nemmeno tenuto inconsiderazione, ma vi è stata la possibilità di trasformarlo in ordine del giorno. Non deve essere il contentino, però, l'ordine del giorno, per dare la possibilità a Tizio, Caio e Sempronio di fare un piccolo comunicato stampa per un momento di gloria. L'ordine del giorno, con la formula «a valutare l'opportunità di», è un investimento chiarissimo al Governo, che non può far finta di dimenticare o di conservare nel cassetto. Ciò significa che si spera che, nei prossimi provvedimenti, certe potenziali soluzioni possano essere prese in considerazione. E perché non pensare anche all'apporto che Fratelli d'Italia può dare in questa direzione? Sappiamo benissimo come Giorgia Meloni e tutto il partito siano attenti a questa tematica, attenti alle necessità dei giovani e alle famiglie. Su questo mi ricollego a un'altra tematica, che abbiamo cercato di rappresentare con degli emendamenti risolutivi, ovvero quella dei docenti che chiedono da anni il rientro nei propri luoghi di provenienza. Si tratta di docenti che sono stati destinati, a causa del famoso algoritmo farlocco della legge n. 107 del 2015 varata dal Governo Renzi, e che da anni attendono il rientro. Un emendamento è collegato anche al fatto che in questo momento storico i sindacati e il Governo dovrebbero rivedere e riscrivere insieme il nuovo contratto collettivo nazionale integrativo. La proposta era quella di una mobilità straordinaria, visto che l'anno scolastico è cominciato da tre mesi e, quindi, si sarebbe ancora in tempo. Voi vi chiederete che relazione c'è con l'inverno demografico: c'è, eccome! Noi abbiamo nuclei familiari divisi, e ciò riguarda non solo il marito e la moglie, ma anche i figli all'interno dello stesso nucleo familiare. Spesso assistiamo a una gestione separata dei figli (chi rimane col padre, chi con la madre) e capite benissimo che molti hanno anche difficoltà cui non si dà il dovuto peso, oltre a quelle conosciute: mi riferisco cioè alle spese oggettive che gli insegnanti devono sostenere per vitto e alloggio, oltre al peso psicologico. Consideriamo inoltre che l'essere umano è un tutt'uno: la dimensione psichica, quella spirituale e quella fisica non sono a sé stanti, ma sono tra loro intersecate, giocano in armonia; per cui non permettere una vita serena ai docenti che hanno a che fare con delle risorse umane significherà chiaramente incidere anche negativamente sull'offerta formativa. Avevamo posto attenzione anche ai lavoratori fragili, in particolare a quelli della scuola, ma sarebbe da estendere a tutti. Assistiamo a una confusione che viene generata, confondendo la sorveglianza sanitaria eccezionale con il giudizio del medico competente. Sostanzialmente abbiamo chiesto un intervento sull'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, il cosiddetto decreto cura Italia, proponendo quindi una modifica in maniera tale da ritenere l'astensione dal lavoro per fragilità non computabile - scusate il gioco di parole - nel comporto, e cioè nella valutazione del massimo di assenze per malattie, e di modificare il Sistema informativo dell'istruzione (Sidi). Concludo dicendo che fra cinque giorni ricorreranno i tre anni dal sisma di Santo Stefano della Provincia di Catania; anche su questo abbiamo presentato un emendamento che ha avuto parere favorevole dal Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), dal Dipartimento casa Italia e anche all'interno del decreto-legge n. 121 del 2021 ha avuto gli stessi esiti. Tuttavia, mi sono sentita dire dal Vice Ministro che un emendamento costa. Ditemi voi se in questo modo il Governo non disconosce sé stesso.