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mentre si garantisce il reddito di cittadinanza altrettanto non si fa per chi, legittimamente, attende da mesi gli ammortizzatori sociali stanziati; il protrarsi di questa situazione di estremo disagio e la percezione di non equità nell'erogazione degli ammortizzatori sociali potrebbero sfociare, inevitabilmente, in tensioni sociali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi assolutamente urgente un intervento per accelerare le procedure di erogazione delle risorse stanziate per il fondo FSBA e dare risposte concrete e in tempi brevi a quanti attendono da mesi questo ristoro economico. Atto n. 4-04148 BARBARO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze Premesso che notizie di stampa riferiscono che si sta allargando l'inchiesta presso il Tribunale fallimentare di Perugia e all'attenzione dei pubblici ministeri fiorentini ci sarebbero 8 anni di attività del Tribunale e del presidente Umberto Rana; secondo la Procura fiorentina ci sarebbero state irregolarità nell'affidamento di procedure concorsuali a professionisti, in violazione del principio di rotazione degli incarichi; alcuni provvedimenti sarebbero stati, sempre secondo fonti giornalistiche, preventivamente concordati con alcuni dei professionisti interessati e da qui sarebbe nata l'inchiesta per corruzione in atti giudiziari; considerato che il 19 maggio 2016 la terza sezione civile del Tribunale civile di Perugia aveva decretato il fallimento del gruppo editoriale Umbria 1819 Srl, editore del "Giornale dell'Umbria" e aveva nominato il curatore fallimentare; si ricorda che il gruppo editoriale Umbria 1819 Srl fruisce dei fondi della Presidenza del Consiglio dei ministri a sostegno dell'editoria, si chiede di conoscere: se il Ministro della giustizia intenda attivare le procedure ispettive di competenza per verificare le modalità di assegnazione di tutti i fallimenti degli ultimi 5 anni da parte del presidente del Tribunale fallimentare di Perugia ai vari curatori, con i relativi compensi; per quali motivi non sia stata data trasparenza agli incarichi professionali e alla nomina di tutti i curatori fallimentari sul sito del Tribunale fallimentare di Perugia, elencando espressamente tutti i nominativi, e se l'AGID abbia verificato lo stato della situazione; se il Ministro dell'economia e delle finanze, tramite la Guardia di finanza, intenda verificare le prove dell'effettiva esecuzione delle prestazioni tra GEU 1819 Srl fallita e le società Umbria Televisione Srl e Centroitalia pubblicità Srl, già oggetto di forti dubbi in una relazione consegnata al curatore fallimentare; se, tramite la Guardia di finanza, intenda approfondire l'evidente peculiarità di compensazioni per crediti fondati su rapporti contrattuali ben distinti, ma per importi identici, tra due società facenti parte dello stesso gruppo, le cui compagini sociali hanno visto l'alternanza, nelle varie cariche, degli stessi soggetti, con evidente conflitto di interessi; se, tramite la Guardia di finanza, alla luce di quanto esposto, intenda verificare l'operato del curatore fallimentare del gruppo GEU 1819 Srl ed in particolare le compensazioni, facendo luce sui motivi per i quali non stati incassati tali crediti e nel caso quali azioni giudiziarie siano state intraprese per recuperarli e per quali motivi, infine, non sia stato esteso come in altri casi il fallimento per fatturazioni reciproche; se, tramite la Guardia di finanza, intenda acquisire la relazione del curatore fallimentare in considerazione del fatto che GEU 1819 Srl, dal 2002 al 2014, nonostante percepisse 15 milioni di euro di contributi pubblici, ha maturato perdite per 7 milioni di euro e quali siano stati i motivi di tale crisi che ha portato al fallimento di questo prestigioso quotidiano regionale; se, tramite la Guardia di finanza, intenda esercitare, nei confronti del curatore, un'azione di responsabilità per i danni erariali causati durante l'amministrazione fallimentare di GEU 1819 Srl per non essersi costituito contro i responsabili del dissesto economico. Atto n. 4-04149 DE POLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in Sicilia, la strada provinciale 24 tra Caltavuturo e Scillato (Palermo), unico percorso alternativo all'autostrada A19 Palermo-Catania, dall'aprile 2015 è chiusa al transito per un tratto di qualche centinaio di metri, completamente inghiottito da una frana provocata dagli eventi meteorologici di notevole intensità che hanno colpito, in quell'anno, il territorio delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani; nonostante i vari provvedimenti, le ordinanze e le delibere succedutesi negli anni, relative ai lavori di ricostruzione del tratto di strada, lo stanziamento di 7.500.000 euro per primi interventi e l'affidamento dei servizi di ingegneria di progettazione definitiva, studio di impatto ambientale, progettazione esecutiva, studio geologico esecutivo e coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, la situazione della strada è rimasta invariata e i cittadini dei comuni colpiti dalla frana per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o i presidi ospedalieri di Termini Imerese e Cefalù sono costretti a percorrere quotidianamente la regia trazzera di contrada Prestanfuso, resa bretella di collegamento con l'autostrada A19 e il versante opposto, strada impervia, tortuosa e pericolosa in caso di maltempo; le vittime di una burocrazia lenta e farraginosa sono, ancora una volta, i cittadini che stanno provando sulla loro pelle le conseguenze dell'inefficienza dell'amministrazione centrale e regionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'annosa situazione del tratto della strada provinciale 24 tra Caltavuturo e Scillato, unica arteria di collegamento del territorio madonita ai servizi essenziali, e quali provvedimenti di competenza intenda adottare per velocizzare la ricostruzione e migliorare sensibilmente la vita quotidiana dei residenti. Atto n. 4-04150 LONARDO Al Ministro della giustizia Premesso che: il tema della giustizia da sempre riveste grande rilevanza nella vita economica e sociale del Paese, anche alla luce della pandemia che ha rallentato ulteriormente i tempi della giustizia, e modificato significativamente lo svolgimento delle attività giudiziarie; dalle cronache dei quotidiani nazionali emerge uno spaccato inquietante circa lo svolgimento delle prove scritte del concorso nazionale in magistratura, alla luce di quanto hanno scoperto due candidati bocciati alle prove che si sono svolte il 4, 5 e 7 giugno 2019; dopo un esposto pervenuto di recente sul tavolo del Ministro in indirizzo e del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, firmato dai suddetti partecipanti usciti dalla prova con il marchio "non idoneo", hanno presentato formale richiesta di accesso agli atti del concorso, ed hanno potuto esaminare uno per uno i tre temi dei 301 candidati vincitori;