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L'applicazione di tali ultime previsioni è estesa anche ai casi di ritardo dell'avvio e dell'esecuzione dei lavori che non rientrano nelle ipotesi tassativamente indicate e che siano pari o superiori ad un decimo del tempo stabilito per la realizzazione dell'opera e, comunque, pari ad almeno trenta giorni per ogni anno stabilito per la realizzazione dell'opera. Si prevede inoltre che le parti non possano invocare l'inadempimento della controparte o di altri soggetti per sospendere l'esecuzione dei lavori ovvero le prestazioni connesse alla tempestiva realizzazione dell'opera. L'articolo 6 rende obbligatoria - per i lavori di importo pari o superiore alle soglie europee e fino al 31 luglio 2021 - la costituzione, presso ciascuna stazione appaltante, di un collegio consultivo tecnico, al quale, oltre a compiti in relazione alla prosecuzione dell'opera sospesa, introdotti all'articolo 5, sono attribuite funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche che possono emergere nel corso dell'esecuzione del contratto. L'articolo 7, sempre con riferimento alle opere di importo pari o superiore alle soglie europee, istituisce un Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, finalizzato a corrispondere alla stazione appaltante le somme necessarie per garantire la regolare prosecuzione dei lavori nei casi di maggiore fabbisogno finanziario dovuto a sopravvenute esigenze motivate ovvero per temporanee insufficienti disponibilità finanziarie annuali. L'accesso al Fondo, che non può essere attivato per finanziare nuove opere, non può essere reiterato se non nel caso in cui la carenza delle risorse derivi da un'accelerazione della realizzazione delle opere rispetto al cronoprogramma aggiornato. La definizione delle modalità operative è rinviata ad un successivo decreto ministeriale, mentre è disciplinato il meccanismo di alimentazione del Fondo, la cui dotazione per il 2020 è quantificata in 30 milioni di euro. L'articolo 8 contiene una serie di misure che incidono su diversi aspetti della disciplina degli appalti. L'articolo 9 novella l'articolo 4 del decreto-legge "sblocca cantieri" in relazione alla disciplina dei Commissari straordinari, dei quali si prevede la nomina se necessaria per la realizzazione o il completamento degli interventi infrastrutturali particolarmente complessi che saranno individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri entro il 31 dicembre 2020. Entro il 30 giugno 2021, sempre con D.P.C.M. potranno essere individuati ulteriori interventi, con le medesime caratteristiche dei precedenti, per i quali disporre la nomina di Commissari straordinari. Sono ridefinite le deroghe consentite ai Commissari in relazione alla normativa vigente, prevedendone l'estensione, oltre che ai Commissari straordinari per il dissesto idrogeologico e a quelli per l'attuazione degli interventi idrici, come già previsto nella legislazione vigente, anche alle attività del Commissario unico nazionale per la depurazione e dei Commissari per la bonifica dei siti di interesse nazionale. Sono quindi integrate le previsioni del decreto-legge n. 133 del 2014 per stabilire che i Presidenti delle Regioni, nell'esercizio dei poteri attribuiti in qualità di Commissari straordinari delegati alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi di programma sottoscritti da regioni e Ministero dell'ambiente, possano chiedere di avvalersi di tutti i soggetti pubblici e privati, ivi comprese società in house delle amministrazioni centrali dello Stato dotate di specifica competenza tecnica, non solo per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi previsti nei suddetti accordi di programma ma anche per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico comunque finanziate a valere su risorse finanziarie nazionali, europee e regionali. Al fine di garantire l'uniformità delle gestioni commissariali, è poi stabilito che tutti i Commissari nominati per la realizzazione di opere pubbliche operino con i poteri di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge n. 32 del 2019. Vengono inoltre indicati i commissari che restano esclusi da tale previsione e che continuano pertanto ad operare secondo la disciplina specificamente prevista. L'articolo 10 reca una serie di disposizioni di semplificazione in materia edilizia. L'articolo 11 introduce disposizioni volte ad accelerare e a semplificare la realizzazione degli interventi per la ricostruzione pubblica nelle aree colpite da eventi sismici. In particolare, si stabilisce che alle gestioni commissariali per la ricostruzione post-sismica attualmente in corso possono essere applicate tutte le norme di semplificazione procedurale o relative a maggiori poteri commissariali introdotte dal decreto in esame, anche se riferite alla scelta del contraente, all'aggiudicazione di pubblici lavori, servizi e forniture, alle procedure concernenti le valutazioni ambientali o ai procedimenti amministrativi di qualunque tipo. Con ordinanza del Commissario straordinario per la ricostruzione in Centro Italia sono individuati gli interventi e le opere urgenti e di particolare criticità, anche relativi alla ricostruzione dei centri storici dei comuni maggiormente colpiti, per i quali i poteri di ordinanza del Commissario sono esercitabili in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e del codice dei beni culturali, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. L'elenco di tali interventi e opere, per la cui realizzazione il Commissario straordinario può avvalersi di due sub-commissari, è comunicato al Presidente del Consiglio dei ministri, che può impartire direttive. Infine, i lavori di competenza delle diocesi e degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, di importo non superiore alla soglia comunitaria per singolo lavoro, seguono le procedure previste per la ricostruzione privata per l'affidamento sia della progettazione che dei lavori. Nell'ambito del Titolo IV del provvedimento in esame - che reca semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy - l'articolo 38 reca modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche, complessivamente volte a semplificare la realizzazione delle attività relative alle reti e ai servizi di comunicazione elettronica. L'articolo 42, che riguarda l'attività del CIPE, prolunga anche per il biennio 2021-2022 l'applicazione della disposizione di cui al decreto-legge "sblocca cantieri", nella quale è stabilito che le varianti devono essere approvate dal CIPE solo se superano il 50% del valore del progetto approvato. Per le varianti di valore inferiore, si prevede l'approvazione da parte del soggetto aggiudicatore, anche ai fini della localizzazione e, ove occorrente, previa convocazione della conferenza di servizi. Ulteriori disposizioni riguardano l'utilizzo di eventuali ribassi di gara o risorse liberatesi in corso d'opera in relazione ad interventi infrastrutturali il cui finanziamento sia stato approvato dal CIPE senza contestuale approvazione dei progetti, con particolare riferimento agli interventi per i sistemi di trasporto rapido di massa. Si prevede che l'utilizzo dei ribassi venga autorizzato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, tenuto a rendere un'apposita informativa al CIPE.