[resaula]

a parere dell'interrogante, è necessario che i seggi dispongano dell'accesso a una banca dati nazionale che contenga i nominativi e gli estremi di tutti i soggetti sottoposti a misure di quarantena o isolamento: in tal modo il controllo sarebbe immediato ed efficace; la disponibilità di tale banca dati è indispensabile anche per evitare la farraginosità del meccanismo previsto dal decreto-legge n. 103 del 2020 per il voto domiciliare dei soggetti sottoposti alle citate misure, farraginosità che non solo fungerebbe da deterrente anche per il più determinato elettore, ma, considerando l'elevatissimo numero di elettori sottoposti alle misure di quarantena e isolamento, comporterebbe un aggravio di adempimenti insostenibili, soprattutto per i piccoli Comuni, e minerebbe l'efficacia, nonché il corretto e snello funzionamento del meccanismo del voto domiciliare, oltre a compromettere di fatto l'esercizio del diritto di voto da parte degli elettori in condizioni di trattamento domiciliare o di quarantena o di isolamento fiduciario per COVID-19; è necessario che tutti i soggetti che accedono ai seggi siano dotati di mascherine chirurgiche e non solo i componenti dei seggi, anche tenendo apposite scorte all'ingresso per chi ne fosse sprovvisto, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano rivedere le disposizioni del Protocollo sanitario e del decreto-legge n. 103 del 2020, in modo da garantire l'effettivo svolgimento in sicurezza della prossima tornata elettorale, nonché la reale possibilità per gli elettori in condizioni di trattamento domiciliare o di quarantena o di isolamento fiduciario per COVID-19, di esercitare il proprio diritto di voto, senza dover provvedere ad una serie di adempimenti per i quali è invece indispensabile un automatismo, che garantirebbe snellezza alle procedure e sostenibilità delle stesse per tutti i soggetti coinvolti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04031 PACIFICO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la prima decade del 2020, a causa del COVID-19, oltre ad essere caratterizzata dalla storica crisi economica e sociale, rischia di essere annoverata negli annali anche per una crisi sanitaria e ambientale che non trova riscontro negli ultimi 50 anni; risulta all'interrogante che a causa di ritardi burocratici e amministrativi, circa 200.000 tonnellate di pneumatici fuori uso ad oggi non risultano ancora smaltite; se si confrontano i dati dello smaltimento dello scorso anno, pur considerando la riduzione di consumo di pneumatici dovuti al lockdown , questi appaiono tuttavia preoccupanti, si chiede di sapere quali urgenti iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché siano assicurate le attività di smaltimento delle 200.000 tonnellate di pneumatici tuttora giacenti nei depositi, considerato che questi ultimi cominciano ad avere difficoltà nel contenere, in modo sicuro, le ingenti quantità di materiale altamente inquinante. Atto n. 4-04032 GALLICCHIO BOTTO PRESUTTO PIRRO MININNO CORRADO GIANNUZZI ANGRISANI MAIORINO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: Mitja Ribicic è stato decorato con l'onorificenza di cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana (OMRI) in data 25 settembre 1969 in quanto presidente del Consiglio esecutivo federale di Jugoslavia; l'ordine al merito della Repubblica italiana, istituito con la legge 3 marzo 1951, n. 178 (Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30 marzo 1951), è il primo fra gli ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari"; il titolo di cavaliere di gran croce è un'onorificenza cavalleresca di altissimo rango; nell'anno 1945, tra il mese di maggio e giugno, migliaia di italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia furono uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati; Mitja Ribicic dall'anno 1945 ha lavorato come alto funzionario dell'OZNA, intelligence militare jugoslava, e nell'UDBA, polizia segreta; a seguito del decesso, avvenuto nel 2013, è stato scoperto che Mitja Ribicic avrebbe avuto un ruolo centrale nel massacro delle foibe, scegliendo personalmente le persone da condannare a morte; in più di un'occasione il Parlamento e i suoi rappresentanti hanno dimostrato il proprio sconcerto riguardo alle onorificenze conferite ai carnefici delle foibe come Tito e i suoi sottoposti, mai revocate; l'istituzione dell'onorificenza dell'ordine al merito della Repubblica italiana e la disciplina del suo conferimento sono contenute nella citata legge n. 178 del 1951, e dal decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 1952, n. 458. Il combinato disposto delle citate previsioni normative appare di fatto impedire la revoca post mortem delle onorificenze concesse, giacché presuppone un iter basato sull'esistenza in vita della persona la cui onorificenza è oggetto di revoca; considerato che: la Repubblica italiana riconosce e condanna il massacro delle foibe, commemorato ufficialmente ogni 10 febbraio in occasione del "giorno del ricordo", istituito con la legge 30 marzo 2004, n. 92; a seguito della richiesta del sindaco di Calalzo (Belluno), Luca De Carlo, e degli esuli dell'associazione Venezia-Giulia e Dalmazia di cancellare le onorificenze a Tito e ai suoi sottoposti per indegnità, il 16 aprile il prefetto di Belluno, Maria Luisa Simonetti, in riscontro alla richiesta, sosteneva che non è ipotizzabile alcun provvedimento di revoca essendo il decorato deceduto e che "la norma prevede (...) che la persona oggetto dell'eventuale revoca debba essere preventivamente informata (...), onde poter presentare una memoria scritta a propria difesa, (...) la possibilità di revocare l'onorificenza, pertanto, (...) presuppone l'esistenza in vita dell'insignito", si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda verificare il ruolo avuto dal cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana Mitja Ribicic nel massacro delle foibe; se non ritenga che le onorificenze della Repubblica italiana, annoverando tra i suoi più illustri insigniti proprio chi ordinò massacri e deportazioni dei propri cittadini, possano perdere il loro altissimo rango e prestigio; se si confermi l'interpretazione della norma e se ritenga di condividere iniziative legislative volte a consentire il ricorso alla revoca per indegnità delle onorificenze della Repubblica italiana anche post mortem , onde impedire che i decorati deceduti possano mantenere il loro status nonostante si siano rivelati indegni e che in futuro si possano ripetere episodi simili: a giudizio degli interroganti ciò costituisce un pericoloso legame, che l'attuale normativa dichiara indissolubile, tra personalità rivelatisi indegne e la Repubblica italiana.