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Tale modifica consentirà un forte impatto di semplificazione e riduzione di oneri a carico di cittadini e imprese, che oggi si trovano costretti a chiedere l'esibizione e la trasmissione di copia del documento di identità per moltissimi casi di accesso a servizi, transazioni, istanze alla pubblica amministrazione, domande e dichiarazioni. La modifica introdotta impone comunque che l'identificazione digitale garantisca un livello di sicurezza « almeno significativo », secondo gli standard di sicurezza previsti a livello europeo dal regolamento « eIDAS » (UE) n. 910/2014. Si precisa, altresì, che l'identità digitale attesta gli attributi identificativi dell'utente, ivi compresi i dati relativi al possesso di abilitazioni o autorizzazioni richieste dalla legge ovvero stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche, secondo le modalità stabilite dall'AgID. Alla lettera f) , si introducono modifiche all'articolo 64- bis del CAD tese a consolidare la natura dell'App IO, quale punto di accesso telematico ai servizi pubblici, prevedendo che le pubbliche amministrazioni rendano i propri servizi fruibili in rete su dispositivi mobili anche attraverso l'applicazione App IO, che diventa quindi uno strumento certo e riconoscibile per i cittadini che vogliano accedere ai servizi su mobile . Le amministrazioni potranno provvedere autonomamente e non esporre i propri servizi sull'App IO in caso di impedimenti di natura tecnologica attestati dalla società PagoPA. Ai fini dell'esposizione di tutti i servizi su App IO, si aggiunge al citato articolo 64- bis il comma 1- quater, che impone ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) , di avviare i progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021. Si aggiunge, altresì, un puntuale sistema sanzionatorio per il caso di violazioni delle disposizioni introdotte che costituiscono mancato raggiungimento di uno specifico risultato e di un rilevante obiettivo da parte dei dirigenti responsabili delle strutture competenti e comportano la riduzione, non inferiore al 30 per cento, della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei dirigenti competenti, oltre al divieto di attribuire premi o incentivi nell'ambito delle medesime strutture. Con la stessa finalità di semplificare l'erogazione e la fruizione dei servizi tramite l'App IO, la lettera g) reca modifiche all'articolo 65, comma 1, del CAD introducendo la possibilità di formare istanze, dichiarazioni e autocertificazioni da presentare alle pubbliche amministrazioni attraverso la suddetta applicazione. Inoltre, si aggiunge la possibilità per l'istante o il dichiarante di inviare istanze, dichiarazioni e comunicazioni alle pubbliche amministrazioni – valide a tutti gli effetti di legge – direttamente dal proprio domicilio digitale, senza la necessità di allegare un documento, purché iscritto in uno degli elenchi previsti agli articoli 6- bis , 6- ter o 6- quater ovvero purchè si tratti di un indirizzo di posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito certificato qualificato. Tale ultima modalità di comunicazione vale altresì ad eleggere domicilio digitale presso tale indirizzo, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 3- bis , comma 1- ter , del CAD. Rimangono ferme le diverse disposizioni normative che prevedono l'uso di specifici sistemi di trasmissione telematica nel settore tributario. Con il comma 2, conseguente in parte alle novelle apportate al CAD, si interviene sulla disciplina transitoria dettata dall'articolo 65 del decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217. Si interviene quindi sul comma 2 al fine di assicurare la piena operatività della piattaforma pagoPA, alla quale, ad oggi, non hanno aderito tutti i soggetti di cui all'articolo 2, comma 2, del CAD, anche a causa dei rallentamenti dovuti all'emergenza sanitaria in corso, e si consente pertanto una proroga dal 30 giugno 2020 al 28 febbraio 2021 del termine a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento esclusivamente attraverso la piattaforma pagoPA. Con la soppressione del secondo periodo del comma 4, si consente ad AgID di continuare a gestire l'indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato di cui all'articolo 6- quater del CAD, pur dopo il completamento dell'ANPR, stante la necessità di garantire la gestione dei domicili degli enti e dei professionisti non iscritti all'albo; si sopprime, poi, il comma 5, che detta la disciplina di prima applicazione, ormai ultronea, dell'articolo 6- quater , comma 2, del CAD, per i professionisti iscritti in albi e in elenchi, inseriti anche nel registro dei domicili digitali delle persone fisiche con l'indirizzo presente nell'elenco INI-PEC, salva la facoltà di indicarne uno diverso. Il comma 3, infine, interviene sull'articolo 36, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, eliminando il riferimento espresso alle carte di identità su supporto cartaceo e consentendo, in tal modo, a tutti i cittadini in possesso di qualsiasi tipologia di carta di identità il rinnovo del documento, a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la scadenza, così, incentivando il passaggio alla CIE, strumento che oltre ad attestare l'identità anagrafica permette – ai sensi dell'articolo 64 del CAD e secondo il regolamento eIDAS – l'accesso dei cittadini ai servizi in rete. Il comma 4 prevede una disciplina transitoria – volta ad accompagnare ordinatamente gli utenti verso l'attuazione della nuova disciplina – per la quale, dal 28 febbraio 2021, le pubbliche amministrazioni non possono più emettere nuove credenziali proprie per l'accesso dei cittadini ai servizi in rete – diverse da SPID, CIE o CNS – né rinnovarle alla scadenza, fermo restando l'utilizzo di quelle già rilasciate fino alla loro naturale scadenza e, comunque, non oltre il 30 settembre 2021. Articolo 25. (Semplificazione in materia di conservazione dei documenti informatici e gestione dell'identità digitale) Con l'articolo 25, comma 1, si introducono alcune modifiche al codice dell'amministrazione digitale (CAD), di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, al fine di semplificare la disciplina in materia di conservazione dei documenti informatici. In particolare, la lettera b) interviene sull'articolo 29 del CAD, riguardante la disciplina dei soggetti che forniscono servizi fiduciari qualificati, a fini anche di coordinamento con il successivo articolo 64. Le suddette previsioni, infatti, regolano entrambe – l'articolo 29, al comma 1 e l'articolo 64, al comma 2- sexies , lettera b) – con modalità diverse, la disciplina di accreditamento dei gestori del sistema pubblica dell'identità digitale (SPID) di cui all'articolo 64 del CAD. La novella, dunque, riporta nella sua sede naturale, ossia all'articolo 64, la disciplina dell'accreditamento dei gestori di SPID.