[resaula]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 63 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,04). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 novembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo Movimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Bernardo Bertolucci RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signori colleghi, credo che stamattina sia giusto aprire i lavori di quest'Assemblea dedicando qualche parola al pensiero del grande maestro Bernardo Bertolucci, che, a pochi metri da qua, oggi inizierà a ricevere un ultimo saluto. È difficile trovare le parole adeguate per affrontare una straordinaria montagna, una vetta del cinema italiano. Qualcuno, citando un suo film, l'ha definito l'ultimo imperatore del cinema, ma credo che non gli sarebbe piaciuta la parola «ultimo»: l'amore per il cinema italiano avrebbe fatto dire a Bernardo Bertolucci che non è possibile pensare che oggi in Italia, magari nascosto in qualche piccola città com'è accaduto a lui, non ci sia un grande maestro, un grande genio, che la nostra creatività e la nostra storia devono essere ancora capaci di far emergere. Ecco, la storia di Bertolucci interseca straordinariamente quella del nostro Paese: egli era così tanto italiano che i suoi film nel mondo non potevano che portare il marchio della nostra Nazione. Allo stesso tempo, era così tanto mondiale, internazionale e capace di raccontare qualsiasi landa del mondo, dall'Africa all'Asia, alla cultura americana, e di farlo con lo stupore di un ragazzo che guarda la bellezza con ammirazione, ma anche con i tormenti di chi scava dentro l'animo umano e ne vede limiti e paure, nonché l'abisso della morte e della vita e il desiderio di trovare sempre e comunque un bisogno di vita. «I sognatori», una delle sue ultime grandi opere, in qualche misura ripercorre anche la sua cinematografia. Il bisogno di sognare ancora sta in quel sampietrino che rompe il vetro di una finestra, a dire: guardate, ragazzi, che c'è un mondo fuori, in cui i vostri sogni si possono confrontare con la vostra realtà. È più difficile sognare guardando fuori e incontrando il mondo, però c'è una chiamata alla partecipazione civile. E quella chiamata è tutta dentro quello che probabilmente è il suo grande capolavoro, «Novecento», il film che davvero ha raccontato, meglio di qualsiasi saggio, che cosa è stato non il Novecento italiano, non il Novecento europeo, ma tutto il Novecento: la scoperta del popolo, l'ingresso del popolo nella storia, la capacità delle masse popolari di diventare nazione, di diventare partecipi e di affrontare questo processo con tutte le contraddizioni, con le contraddizioni degli scontri, con le contraddizioni della violenza, senza mai perdere - perché questa era una delle grandezze di Bertolucci - la singolarità di ogni vita. C'era l'individuo, c'era la persona, senza che ci fosse l'individualismo, senza perdere l'idea che l'individuo è sempre inserito dentro a un contesto sociale e a un contesto di relazioni. Ecco, io credo che in sedici film straordinari - dei quali uno in particolare ha ricevuto una quantità di riconoscimenti come nessun altro film italiano - Bertolucci abbia saputo attraversare la grande letteratura vestendola degli abiti straordinari del cinema; egli, inoltre, ha saputo trovare dei soggetti originali che davvero hanno trasformato la vita di grandi attori. Sto pensando in questo momento a come un film - che qualcuno, sbagliando a mio parere, considera minore - quale «Io ballo da sola», metta in relazione la differenza tra le culture americane ed europee e - pensando anche a domenica scorsa - la sfida della relazione tra l'uomo e la donna. È un'idea di protagonismo femminile che era assolutamente presente nelle corde di quel tempo. Ecco, Bertolucci ha attraversato veramente tutto questo e lo ha saputo fare perché ha sempre tenuto le antenne alzate sul mondo, ha sempre saputo incrociarsi con le altre arti e ha sempre saputo ascoltare i differenti stimoli che venivano anche dalla modernità. Proprio in quel film, pensiamo a come egli innovi la tecnica e innovi anche dal punto di vista musicale. Però ha saputo essere sempre nazional-popolare, ha saputo parlare a chiunque: alle persone colte, che potevano magari cogliere la raffinatezza della sua citazione, ma anche all'uomo semplice, alla donna del mercato, alla donna del bar, ed emozionarla, perché questa è la grandezza dell'arte, la grandezza della verità assoluta dell'arte, una verità individuale che tocca le corde di ognuno di noi e che ci fa riconoscere dentro quel grande schermo. Ecco, le parole non possono raccontare tutto questo. Sarebbe bello che, in questo momento, in quest'Aula potessero trascorrere veramente delle immagini. Vorrei concludere il mio intervento così, signor Presidente, con un richiamo a tutti noi. Questa è un'Aula in cui tante volte ci scontriamo, in cui qualche volta viviamo ed esercitiamo anche le miserie; esercitiamo il potere con tutte le sue contraddizioni. Noi dobbiamo sempre avere il coraggio di guardare alto, di guardare lontano; la grandezza degli artisti ci stimola proprio a questo. Ogni tanto, uscendo da quest'Aula, prendendo in mano un libro o guardando un film straordinario - e magari in questi giorni tornando a guardare uno di quei grandissimi film di Bernardo Bertolucci - pensiamo alla grandezza del nostro Paese, pensiamo a cosa può essere l'Italia in una relazione sempre aperta e dialettica con il mondo e abbiamo il coraggio di sognare ancora. (Applausi dai Gruppi PD e M5S) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, anche il MoVimento 5 Stelle esprime il cordoglio per la scomparsa di un grande maestro come Bernardo Bertolucci. Io userò poche parole;