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La fondazione e l'uso di mezzi di stampa nei quali si faccia uso anche prevalente della lingua romanì da parte di persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti è liberamente esercitata nell'ambito dei limiti previsti dalla legge. 4. In analogia con quanto previsto dall'articolo 12 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, nella convenzione dello Stato con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e nel conseguente contratto di servizio sono assicurate condizioni per la tutela della minoranza dei Rom e dei Sinti. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono altresì stipulare apposite convenzioni con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo relative a trasmissioni giornalistiche o programmi nella lingua romanì, nell'ambito delle programmazioni radiofoniche e televisive regionali della medesima società concessionaria; per le medesime finalità, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono stipulare appositi accordi con emittenti locali. 5. La tutela della minoranza dei Rom e dei Sinti, nell'ambito del sistema delle comunicazioni di massa è di competenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, fatte salve le funzioni di indirizzo della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. 6. Le emittenti radiofoniche e televisive concedono alle persone che appartengono alla minoranza dei Rom e dei Sinti la possibilità di creare e di utilizzare propri mezzi d'informazione. 7. I mezzi di comunicazione di massa hanno l'obbligo di agevolare alle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti l'accesso ai mezzi d'informazione, in vista di promuovere la tolleranza e di consentire il pluralismo culturale. A tal fine, nel riferire le notizie di cronaca prevengono con opportune misure ogni forma di stigmatizzazione su base etnico-linguistica. 8. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, in collaborazione con le università, gli ordini professionali, gli organi di stampa e le emittenti radio-televisive e con le associazioni rappresentative della minoranza dei Rom e dei Sinti: a) attuano campagne di informazione e di sensibilizzazione per prevenire e contrastare i pregiudizi e gli stereotipi negativi dei Rom e dei Sinti; b) al fine di favorire la libertà di espressione, sostengono, anche con apposite borse di studio e di lavoro, la formazione di giornalisti tra le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti e il loro impiego nei mezzi di comunicazione di massa per facilitare un maggiore accesso ad essi da parte dei Rom e dei Sinti; c) svolgono azioni finalizzate a promuovere la rappresentazione, nei mezzi di comunicazione di massa, degli aspetti positivi e di un'immagine obiettiva della vita delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, nonché ad evitare stereotipi e a prevenire e contrastare ogni tipo di tensione tra i vari gruppi etnici, anche organizzando incontri tra i rappresentanti dei mezzi di comunicazione di massa e i rappresentanti della minoranza finalizzati a tale scopo. 9. È fatto salvo, in ogni caso, il rispetto delle norme vigenti in materia di stampa, di radiotelevisione e di ogni altro mezzo di diffusione. Art. 13. (Provvidenze per l'editoria che usa la lingua romanì e per le associazioni dei Rom e dei Sinti) 1. In analogia con quanto previsto dall'articolo 14 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali in cui siano presenti persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti possono determinare, nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio, in base a criteri oggettivi, provvidenze per l'editoria, per gli organi di stampa e per le emittenti radiotelevisive a carattere privato che utilizzino la lingua romanì, nonché per le associazioni rappresentative della minoranza dei Rom e dei Sinti e per gli enti ed associazioni che operino a tutela di tale minoranza linguistica. 2. Le provvidenze di cui al comma 1 sono destinate in particolare a favorire: a) giornali quotidiani o periodici di informazione, riviste, pubblicazioni, iniziative telematiche e multimediali, spettacoli, musica, seminari e convegni in lingua romanì; b) iniziative in lingua romanì che diffondano tra i Rom e i Sinti presenti in Italia la più completa conoscenza e l'insegnamento della lingua, della cultura, della storia, della musica e della letteratura dei Rom e dei Sinti; c) iniziative di raccolta, elaborazione, conservazione e divulgazione della documentazione e delle diverse tradizioni culturali, anche orali, dei diversi gruppi e persone della minoranza Rom e Sinti presenti in Italia; d) corsi di lingua romanì, inclusi quelli per traduttori ed interpreti; e) mostre e spettacoli che illustrino a tutta la popolazione la cultura la musica e l'identità culturale dei Rom e dei Sinti; f) corsi di formazione per insegnanti, mediatori culturali, operatori o funzionari delle pubbliche amministrazioni che appartengano alla minoranza Rom e Sinti o che siano a contatto con persone ad essa appartenenti; g) attività e iniziative culturali, artistiche, sportive, ricreative, scientifiche, educative, informative e editoriali promosse e svolte da istituzioni ed associazioni della minoranza Rom e Sinti; h) altre iniziative previste o favorite dalla presente legge. Art. 14. (Tutela internazionale delle lingue e delle culture dei Rom e dei Sinti. Accordi internazionali e intese di tutela e cooperazione) 1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base delle rispettive competenze e nei modi e nelle forme previsti in apposite convenzioni e intese, anche nell'ambito di organizzazioni internazionali, promuovono la tutela delle lingue e delle culture della minoranza dei Rom e dei Sinti diffuse all'estero, nei casi in cui gli appartenenti alle relative comunità che si trovano nel territorio della Repubblica abbiano mantenuto e sviluppato l'identità socio-culturale e linguistica d'origine. 2. Il Governo presenta annualmente al Parlamento una relazione in merito allo stato di attuazione degli adempimenti previsti dal presente articolo, nell'ambito della relazione prevista dall'articolo 19 della legge 15 dicembre 1999, n. 482. Art. 15. (Accordi internazionali di tutela e cooperazione) 1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono concludere, nell'ambito delle rispettive competenze, accordi bilaterali e multilaterali con altri Stati o con entità territoriali interne ad altri Stati al fine di assicurare alle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti una protezione più favorevole rispetto a quella prevista dalla presente legge o per favorirne l'attuazione, nonché per favorire la cooperazione transfrontaliera eventualmente necessaria, in conformità all'articolo 18 della Convenzione-quadro. 2. Gli accordi e le intese di cui al presente articolo e all'articolo 14, comma 1 della presente legge sono negoziati e stipulati nel rispetto delle procedure previste dall'articolo 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Art. 16. (Diritto all'uso pubblico e privato della lingua romanì. Diritto all'interprete giudiziario e ad atti amministrativi in lingua romanì) 1.