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Gli ingenti fondi ottenuti dall'Unione europea dal presidente Conte costituiscono la base finanziaria indispensabile che sostiene il Piano nazionale di ripresa e resilienza, con i suoi progetti e missioni, che dovranno consentire al nostro Paese, dopo la fase emergenziale, di riprendere, come tutti noi ci auguriamo, una crescita globale non solo delle attività economiche e dell'occupazione, ma anche permettere un cambiamento radicale della nostra strutturazione e un ammodernamento tecnologico e delle infrastrutture. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, l'importanza della realizzazione, prevista dalle varie missioni del PNRR, di politiche attive, di coesione e inclusione: la rivoluzione verde e la transizione ecologica, la transizione digitale e la riorganizzazione del nostro servizio sanitario. È fondamentale e indispensabile che il cronoprogramma previsto dal PNRR sia rispettato nei tempi e nelle modalità. I vari progetti che si ricollegano alle sei missioni del Piano sono destinati - nelle intenzioni e, speriamo, nella loro realizzazione - a contribuire a quel cambiamento radicale e a quello scatto in avanti del nostro Paese che permettano all'Italia di allinearsi, non a parole, ma nei fatti, ai Paesi leader europei. È un momento importante, che coinvolge tutti gli aspetti, le attività e i delicati equilibri della nostra collettività, permettendo una sua graduale ma profonda modernizzazione. Signor Presidente, non dobbiamo dimenticare, tra le missioni previste, l'attenzione mostrata a investimenti programmati per il sostegno alle persone fragili e vulnerabili, nonché agli anziani non autosufficienti. È proprio in quest'ottica e nell'ambito di questi progetti che rientra la legge delega sulla disabilità approvata pochi giorni fa in quest'Aula, volta a rafforzare l'autonomia delle persone disabili e il loro inserimento sociale e lavorativo. La prevista riorganizzazione sanitaria comporterà, da un lato, il potenziamento della medicina territoriale (con integrazione tra i servizi sanitari e sociali e la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità) e, dall'altro, piani di riorganizzazione e ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero e la prevista costruzione di nuove strutture sanitarie. Inoltre, signor Presidente, vorrei sottolineare, sempre nell'ambito di progetti per la sanità, due elementi molto caratterizzanti e di grande prospettiva, introdotti dalla Camera dei deputati: l'adozione delle modalità per l'istituzione del Molecular Tumor Board (MTB) nell'ambito delle reti oncologiche regionali e l'individuazione dei centri specialistici per l'esecuzione dei test di genomica estesa (Next Generation Sequencing-NGS). Entrambi avranno un ruolo fondamentale per le patologie oncologiche e il loro approccio terapeutico. Fondamentale per il rispetto del cronoprogramma previsto dal PNRR è la presenza della cabina di regia centrale, con compiti di supervisione, di indirizzo, di impulso e di coordinamento generale nell'attuazione degli interventi previsti, oltre che di ricognizioni periodiche e puntuali sullo stato di attuazione dei progetti, sulla loro efficacia e sul loro impatto rispetto agli obiettivi perseguiti. In parole povere, signor Presidente, essa deve poter svolgere un ruolo di controllo affinché i finanziamenti previsti siano spesi bene, nell'interesse dei cittadini e delle comunità, e vigilare affinché questo enorme flusso di denaro pubblico segua in maniera corretta i canali previsti e non possa richiamare gli appetiti mai sazi di organizzazioni malavitose, mafiose o camorristiche che siano. Qualora tali incresciosi episodi si dovessero verificare, occorre contrastarli, combatterli in maniera ferma e decisa e ribadire con forza la presenza dello Stato. Occorre correre, fare uno sforzo supplementare, ma fare le cose per bene, nell'interesse della collettività e non di singoli soggetti o lobby , recuperando i target e gli obiettivi previsti, anche quelli che attualmente sono in ritardo. In conclusione, signor Presidente, il coinvolgimento del Parlamento è fondamentale in questo cammino di crescita e di programmazione, riconoscendo la sua centralità, d'altronde sancita dalla nostra Costituzione. Il MoVimento 5 Stelle c'è, sarà vigile, un controllore costruttivo, attivo, attento alla corretta attuazione del PNRR. Lo dobbiamo per rispetto a tutti i cittadini e, mi permetta, signor Presidente, come ricordo dovuto e sentito delle decine di migliaia di vittime della pandemia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, ci sarebbero molte cose da dire sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Mi limiterò a fare qualche riflessione, cercando di contestualizzarla all'interno delle dinamiche politiche delle ultime ventiquattr'ore, provando poi a fare qualche altra considerazione di carattere tecnico-politico sul settore del turismo e sulla digitalizzazione. Il premier Draghi, quando presentò il Piano a quest'Assemblea, disse che l'Italia con esso avrebbe dovuto combinare l'immaginazione, la capacità progettuale e il pragmatismo. Questo per poter consegnare alle future generazioni, un Paese molto più moderno all'interno di un contesto europeo, che deve contare di più a livello mondiale e che deve essere molto più forte e solidale. La descrizione sintetica di questo Piano da parte del premier ci fa chiaramente capire che è l'occasione storica per il nostro Paese per superare una serie di indicatori che hanno caratterizzato i primi vent'anni del XXI secolo, che poi andrò a illustrare a breve e che, secondo me, noi tutti dovremmo avere molto chiari nella nostra testa. Si tratta di indicatori che non possiamo assolutamente dimenticare in termini economici e sociali e dai quali dobbiamo partire per determinare le condizioni di crescita e sviluppo di questo secolo. Ciò che il Premier ha riferito ieri, nella conferenza stampa di fine anno, ha creato un po' di confusione. Dire che tutto quello che ha fatto il Governo fino adesso è più che sufficiente per creare le condizioni per attuare questo Piano a nostro personale avviso - credo di poter parlare a nome dei colleghi di Forza Italia - non è abbastanza convincente. Certo, è stato fatto molto sul piano delle vaccinazioni, sono stati rispettati i termini per consegnare il Piano, l'Italia è cresciuta più delle previsioni (siamo al 6 per cento di crescita del PIL), però tutto questo non è assolutamente sufficiente. Peraltro, il Premier stesso ha detto che le persone sono importanti. Mi verrebbe da dire che le persone fanno la differenza, fanno il successo o l'insuccesso di un determinato progetto. Quindi, per ritornare a parlare del Piano, noi riteniamo che il premier Draghi debba effettivamente adoperarsi per calarlo a terra. È chiaro che lui da solo non basta, ma ci vuole una grande concertazione da parte di tutte le istituzioni: mi riferisco al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutti gli enti locali. Ci vuole una concertazione sul piano istituzionale che sicuramente è molto complessa, ma che va assolutamente portata avanti per l'ambiziosità dei contenuti di questo Piano, per dargli concreta attuazione e dunque consegnare - riprendo le parole che ho detto all'inizio - alle future generazioni un Paese completamente diverso. Il Piano è sicuramente qualcosa di più complesso rispetto a qualsiasi evento internazionale, sia esso un'Olimpiade o un'Expo;