[massime]

SENT. 378/05 F. PORTI - AUTORITÀ PORTUALE - NORME PER LA NOMINA DEL PRESIDENTE DELL’ AUTORITÀ PORTUALE DI TRIESTE ADOTTATE CON L’ART. 6 DEL D.L. N. 136 DEL 2004 - PROCEDIMENTO - NOMINA DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PORTUALE GIÀ REGOLATO DA LEGGE STATALE QUADRO (ART. 8 LEGGE N. 84 DEL 1994) - CONVERSIONE IN LEGGE DEL DECRETO CON SOSTANZIALI MODIFICHE DEL PROCEDIMENTO DI NOMINA E CON SALVEZZA DEGLI EFFETTI DEGLI ATTI COMPIUTI NELLE MORE DELL’APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI CONVERSIONE - RICORSO DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA AVVERSO LA LEGGE DI CONVERSIONE -LAMENTATO RIPRISTINO NELLA REGIONE DI UNA COMPETENZA MINISTERIALE ATTRIBUITA DA LEGGE REGIONALE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE - DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA LEGGE REGIONALE N. 17 DEL 2004 - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. La previsione normativa circa la spettanza al Ministro del potere di nomina del Presidente dell’Autorità portuale, il quale è posto al vertice di una complessa organizzazione, va vista nel contesto della legge 28 gennaio 1994, n. 84, che costituisce la legge-quadro in materia di porti e si coordina con l’insieme della legge stessa, contribuendo all’equilibrio che essa realizza tra istanze centrali, regionali e locali; sicché tale previsione continua a costituire principio fondamentale della materia al pari delle altre sulla composizione degli organi e sui loro compiti e poteri anche dopo la modifica del Titolo V della Costituzione. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli arrt. 117, comma terzo, e 118 della Costituzione, dell’art. 1, comma 2, della legge 27 luglio 2004, n. 186.