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Con il decreto-legge in conversione, inoltre, viene istituito l'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche in cui confluiranno tutti i dati tecnici, amministrativi, di gestione e di efficienza di ponti, viadotti, cavalcavia (sia stradali che ferroviari), porti, aeroporti, dighe, gallerie, infrastrutture ed edifici pubblici. Sempre nell'ottica della prevenzione, viene poi progettata la realizzazione di un sistema di monitoraggio dinamico, con uno stanziamento di 15 milioni. Si prevede infine un piano di monitoraggio e conservazione dei beni culturali, con stanziamento di altri 20 milioni. Per realizzare tali obiettivi, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, nel 2019, 200 unità di personale, prevalentemente tecnico, con uno stanziamento di più 7 milioni annui a decorrere dal 2019. Lo sforzo economico messo in campo è enorme e il cambio di passo è evidente: da una cultura dell'emergenza finalmente si tenta di passare a una cultura della prevenzione. Per tutti questi motivi il mio giudizio non può che essere positivo. Per questi motivi voterò a favore della conversione del decreto-legge, con la convinzione di contribuire, oltre che a porre rimedio ai danni provocati alla mia città, anche allo sforzo di riedificare uno Stato dalle rovine materiali e morali che ci avete lasciato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Poiché i relatori non intendono intervenire in sede di replica, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. RIXI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, innanzitutto ringrazio il Presidente della Commissione e i commissari per il lavoro svolto. Sappiamo che questo disegno di legge di conversione deve essere approvato in tempi rapidi sicuramente per l'operazione di ricostruzione sia nel Centro Italia che per il post -terremoto di Ischia, ma anche e soprattutto per la prima parte - di cui mi sono occupato direttamente - che riguarda il crollo del ponte Morandi a Genova. Oggi sono trascorsi esattamente tre mesi dalla data di quel tragico evento. Alcune cose che sono state dette in quest'Aula vanno chiarite: in questi tre mesi il Governo non è stato fermo: un giorno e mezzo dopo il crollo il Governo aveva già messo disposizione del commissario delegato cinque milioni di euro. Altri 28,5 milioni di euro sono stati messi a disposizione il 18 agosto. Con queste prime somme sono state riaperte tre linee ferroviarie (due delle quali erano parzialmente crollate a seguito dell'evento), è stata riaperta una viabilità sotto il viadotto, è stata aperta ex novo una viabilità portuale, è stato anticipato un cantiere di collegamento tra l'uscita autostradale di Genova Aeroporto e Genova Ovest, che doveva terminare a giugno o luglio del prossimo anno e invece verrà terminato a novembre di quest'anno per le prime due corsie e il resto verrà realizzato entro febbraio del 2019. Questo per dire che in realtà, oltre ad aver dato la possibilità agli sfollati di poter tornare, in sicurezza, a prendere i propri beni all'interno delle case, anche per questa operazione, non solo tecnicamente difficile ma anche chiaramente onerosa, il Governo ha proceduto a coprire integralmente i costi. Lo dico perché ad onor del vero vi è stata grande collaborazione con le amministrazioni locali, con il commissario delegato per l'emergenza - il presidente Toti - e con chi è indicato per la demolizione e ricostruzione del viadotto, il commissario Marco Bucci oggi sindaco di Genova. È chiaro che sappiamo come i procedimenti legislativi siano complessi e come l'azione svolta al momento dell'esame del disegno di legge di conversione alla Camera, dopo l'audizione su Genova avvenuta alla presenza dei commissari vostri colleghi alcune settimane dopo la tragedia, abbia contribuito a incrementare gli strumenti previsti nel decreto, che vanno integrati, poi, con quanto stabilito nella manovra che prevede ulteriori risorse stanziate per l'evento e che porterà ad un ammontare complessivo di oltre un miliardo di euro per l'area genovese e ligure e soprattutto per la capacità logistica del primo scalo italiano. Quindi non si tratta di un decreto che non stabilisce delle misure: è un decreto che, per chi come me è di quel territorio e ne conosce ogni strada e ogni evento catastrofico, dà molte più risorse e in tempi molto più celeri rispetto a quanto avvenuto in occasione delle ultime due alluvioni che hanno sconvolto la città di Genova. Detto questo, si poteva far meglio? Sì, si può sempre far meglio e si può sempre migliorare. Credo però che il benaltrismo non aiuti a risollevare la situazione di una città che ancora vive il disagio profondo di essere tagliata in due e di una catena logistica e industriale italiana del Nord-Ovest che ha grandissime problematiche quando il primo scalo del Paese va in forte sofferenza. Quindi credo che se nella giornata di oggi - o domani mattina - il Senato della Repubblica contribuirà con la sua azione a convertire in legge questo decreto darà un aiuto concreto alla città, alle aziende, ai lavoratori che aspettano delle risposte con la cassa integrazione in deroga e a tutte quelle realtà che in questi mesi, seppure con sofferenza, non si sono fermate e hanno continuato a operare a Genova portando avanti importanti pezzi della ricostruzione, che non inizierà domani perché è iniziata ieri. Domani noi contribuiremo, se convertiremo in legge questo decreto, a dare gli strumenti al commissario straordinario per poter immediatamente procedere all'assegnazione dei progetti e all'assegnazione del cantiere. Questo è lo scopo del decreto che non è l'unica soluzione di fronte a un problema che ha sconvolto il sistema logistico italiano ma è uno degli strumenti che noi mettiamo a disposizione per riuscire a risollevare rapidamente l'economia di una parte importante di questo Paese. Questi sono dunque i temi che oggi andiamo ad affrontare e io mi auguro che questo decreto-legge possa uscire con il più grande consenso delle forze politiche. Non è un decreto ideologico, chiuso e preconfezionato a livello governativo: si tratta di un provvedimento che è cresciuto ed è stato migliorato con la consultazione delle categorie e dei territori, con il coinvolgimento delle amministrazioni e di questo credo che vada dato atto, non solo al Governo, ma anche alle Commissioni parlamentari, che hanno fatto un lavoro cospicuo. Credo che oggi sia necessario chiarire questo punto, così come ritengo che con il voto e con quanto ci apprestiamo a decidere nelle prossime ore si possa dare un contributo importante ed effettivo sui tempi e sui modi della ricostruzione, che non sono incerti, come dice qualcuno, ma attendono una risposta da questa Camera, affinché si possano avere gli strumenti necessari a far partire finalmente i lavori di demolizione e di costruzione del viadotto. Senza questo via libera, infatti, è impossibile per qualsiasi commissario fare qualsiasi tipo di intervento, non essendo oggi nelle condizioni e nei pieni poteri di potersi muovere.