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Si segnala infine l'articolo 11, il quale consente lo svolgimento della prova scritta del concorso per magistrato ordinario indetto con decreto del Ministro della giustizia 29 ottobre 2019 anche in deroga alle disposizioni vigenti, che regolano lo svolgimento di procedure concorsuali nel corso dell'emergenza pandemica da COVID-19. L'accesso dei candidati ai locali destinati allo svolgimento della prova scritta e della prova orale è subordinato alla presentazione di una dichiarazione sostitutiva, sulle condizioni previste dal decreto del Ministro della giustizia concernente l'accesso ai locali adibiti alle prove. La disposizione prevede una disciplina specifica per la prova scritta di tale concorso. La prova scritta consiste - per questa volta - nello svolgimento di sintetici elaborati teorici - per i quali sono concessi ai candidati 4 ore - su due materie tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo individuate mediante sorteggio effettuato dalla Commissione di concorso il mattino del giorno fissato per lo svolgimento di ciascuna prova. La Relatrice preannuncia infine la proposta di espressione di un parere favorevole. Si apre la discussione, nella quale interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ): il fatto che il disegno di legge sia rimasto nelle prerogative esclusive della Prima Commissione non esclude la possibilità che la Commissione giustizia possa fornire un contributo tecnico, attraverso il parere oggetto della odierna discussione. Nel merito esprime perplessità in merito a quanto previsto dall'articolo 3 del disegno di legge avente ad oggetto il cosiddetto "scudo medico", esprimendo dubbi sul rispetto del principio di tassatività della formulazione normativa. Esprime ulteriori perplessità sul fatto che tale norma non eviterebbe ai medici l'inizio di un procedimento penale con tutte le conseguenze ed i disagi dal punto di vista mediatico ed economico che il processo penale, può comportare; paventa quindi il rischio che il provvedimento legislativo non raggiunga gli obiettivi prefissati e possa provocare - come effetto di ritorno - un atteggiamento restio, tipico della medicina difensiva, da parte degli operatori vaccinali (che, spaventati dal rischio di subire comunque processo un penale, rifiuteranno la loro collaborazione, pregiudicando gli esiti del piano vaccinale nazionale). Suggerisce pertanto una riformulazione della norma, adottando accorgimenti procedurali volti ad evitare l'avvio di un processo penale nei confronti dei medici. In merito all'articolo 4, evidenzia come esso tratti di una scelta delicata: alcune forze politiche si erano impegnate in sede di campagna elettorale alla riduzione degli attuali obblighi vaccinali, mentre il disegno di legge in discussione porterebbe all'introduzione di un ulteriore obbligo vaccinale. Esprime perplessità sulla previsione che consente al datore di lavoro di adottare provvedimenti di carattere disciplinare o sanzionatorio, nei confronti dei medici che rifiutino di sottoporsi all'obbligo vaccinale; ritiene che - piuttosto che minacciare sanzioni - si debba proseguire con la linea della moral suasion . In merito poi alla previsione contenuta nell'articolo 11, relativa alle modifiche operative relative allo svolgimento delle prove scritte per il prossimo concorso di accesso alla magistratura ordinaria, lamenta che - a differenza di quanto accaduto per l'esame di abilitazione forense - si sia lasciata inalterata la previsione delle prove scritte senza considerare i rischi che comporta, comunque, l'assembramento necessario per lo svolgimento delle prove in questione. Interviene il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) che concorda col senatore Pillon in merito alle osservazioni relative all'articolo 3 del disegno di legge; tuttavia ricorda l'importanza dell'estensione dell'obbligo vaccinale, di cui era stato uno dei fautori durante la precedente legislatura. In merito alla disciplina dettata dall'articolo 11 va sottolineata però la differenza esistente tra la disciplina di un esame di abilitazione e la disciplina relativa ad un concorso pubblico quale quello per l'accesso alla magistratura ordinaria. Il PRESIDENTE precisa che le previsioni dell'articolo 4 non contengono sanzioni amministrative o penali e pertanto, a norma di regolamento, non rientrano nella competenza per materia della Commissione giustizia; tuttavia la previsione di una competenza ministeriale, nell'emanazione di atti secondari, non impedisce che se ne possa affrontare la tematica in questa sede. Interviene il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) che ritiene inutile la previsione contenuta nell'articolo 3 del disegno di legge: è un "doppione" di quanto previsto dalle recenti modifiche operate in materia di responsabilità medica dalla legge Gelli - Bianco; il processo penale non può mai, in presenza di eventi lesivi della vita o dell'integrità fisica, essere evitato, nemmeno in un momento emergenziale quale quello attuale. In merito all'articolo 4 si schiera apertamente non solo per l'obbligo vaccinale per la categoria degli operatori sanitari, ma anche per una sua estensione a tutta la collettività dei cittadini, ricordando in proposito quanto accadde per l'epidemia di tubercolosi all'epoca del ministro Giacomo Mancini: invita pertanto a riportare il dibattito nei termini delle evidenze scientifiche, difendendo l'obbligo vaccinale e biasimando qualsiasi pregiudizio ideologico su tali tematiche. Interviene il senatore CUCCA ( IV-PSI ) chiedendo chiarimenti al relatore in merito le previsioni contenute all'articolo 6, aventi ad oggetto la questione della vaccinazione nelle strutture carcerarie. La rappresentante del GOVERNO chiarisce come l'intenzione sia quella di completare il piano vaccinale all'interno delle carceri, ricomprendendo nel piano sia gli operatori del sistema penitenziario che i detenuti nel più breve tempo possibile. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) chiede comunque al Governo di valutare una proroga delle misure attualmente vigenti proprio per consentire lo svolgimento della campagna vaccinale con maggiore serenità. Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) invita i colleghi a seguire con attenzione le audizioni svolte presso la Prima Commissione, in merito alle implicazioni collegate all'introduzione del passaporto vaccinale. Il senatore BALBONI ( FdI ) interviene evidenziando le criticità relative alle previsioni contenute nell'articolo 3: condivide le opinioni del senatore Dal Mas circa l'inutilità della norma. Non vede margini per una contestazione di condotta penalmente rilevante nei confronti di un medico che si sia scrupolosamente attenuto a tutte le leges artis ; ritiene pertanto che la norma possa derubricarsi a norma di carattere propagandistico, che di fatto replica i principi generali desumibili dal codice penale in materia di imputazione colposa dell'evento lesivo. In merito all'articolo 4 critica l'atteggiamento dei sanitari che hanno manifestato l'intenzione di non vaccinarsi, ritenendo che tale atteggiamento si ponga nettamente in contrasto con gli obblighi deontologici, che ogni appartenente alla categoria ha assunto nel momento in cui ha scelto lo svolgimento di tale professione;