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Anche questa è una materia che ci eravamo impegnati a risolvere al più presto per dare lo sbocco a molte aziende che operano nell'ambito dell'economia circolare e che siamo particolarmente orgogliosi di porre in essere con questa misura. Da ultimo, l'articolo 15 introduce diverse modifiche all'articolo 47 del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con legge 28 giugno 2019, n. 58, che ha istituito il Fondo salva opere per garantire il rapido completamento delle opere pubbliche e tutelare i lavoratori. Con l'approvazione dell'emendamento 15.1 le Commissioni riunite propongono il differimento dal 31 ottobre 2019 al 31 dicembre 2019 del termine entro cui i Comuni beneficiari di contribuiti per la realizzazione di progetti relativi a investimenti nel campo dell'efficientamento energetico e dello sviluppo territoriale sostenibile debbano iniziare i lavori. Colleghi, si tratta di quei famosi 500 milioni che potranno servire a molti Comuni che erano però in ritardo con le domande. Pertanto, diamo loro ancora due mesi per approfittare di questi fondi. Con l'approvazione di alcuni emendamenti identici le Commissioni riunite propongono la soppressione dell'Associazione italiana alberghi per la gioventù (AIG) e la costituzione di un ente pubblico non economico denominato Ente italiano alberghi per la gioventù (EIG). Infine, colleghi, lasciatemi ancora una volta ringraziare in maniera assolutamente sentita tutti i collaboratori, l'Ufficio legislativo e tutti i funzionari che ci hanno aiutato. La misura è stata veramente complessa ed era anche la prima, pertanto i meccanismi non erano affatto oliati. Ringrazio in particolare i Capigruppo - sia il mio che quelli di maggioranza e opposizione - che non si sono minimamente risparmiati, con orari di lavoro assolutamente stakanovisti. Ringrazio la maggioranza, ma anche le opposizioni, perché tutti i lavori si sono svolti in un clima assolutamente rispettoso e collaborativo, che ci ha permesso di portare in Aula questo provvedimento, pur con qualche ritardo, ma in tempo per la sua conversione in legge. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto comprensivo «Piazza Capri» di Roma che assistono ai nostri lavori. Benvenuti. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1476 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, peccato che sia andata via il ministro Catalfo perché il mio intervento sarà tutto concentrato sul tema dei rider . Io capisco l'urgenza del trattare le crisi aziendali, in modo particolare quella dell'Ilva, e non voglio fare alcuna riflessione a tale riguardo, però mi sarei aspettata che il tema straordinario ed emergenziale - diciamo così - dei rider avesse una riflessione un pochino più approfondita e non fosse inserito all'interno di questo decreto-legge, e dunque contemplasse un'ennesima modifica al decreto legislativo n. 81 del 2015. Da sempre le due materie del fisco e del lavoro sono veramente bistrattate nel nostro Paese; sono affrontate con riforme poco organiche al loro interno, e non solo: sono anche poco organiche nelle aree di sovrapposizione che necessariamente ci sono tra fisco e lavoro e che influenzano l'economia e la società. Il tema dei rider doveva invece entrare in una riflessione più approfondita sulle nuove relazioni industriali che caratterizzano il XXI secolo, ossia quel secolo che - ahimè - è molto spinto sulla digitalizzazione. Il senatore Paragone in 10 a Commissione, quando siamo intervenuti su questo argomento, ha detto che dobbiamo trovare un punto di equilibrio tra le esigenze della globalizzazione e la tutela dei diritti incomprimibili dei lavoratori. Vorrei dire al senatore Paragone e a questa Assemblea che siamo ben oltre la globalizzazione: siamo nell'era della digitalizzazione, che va ad una velocità incredibile e che ha delle aree scure sulle quali non abbiamo ancora potuto fare delle riflessioni in Italia, perché da noi questo mercato è ancora acerbo e agli albori. Siamo almeno quindici anni indietro rispetto ad altri Paesi: mi confronto con il Regno Unito, in Europa, e con gli Stati Uniti e con la Cina, nel resto del mondo. I rider , con tutto il rispetto, rappresentano una piccola porzione dei lavoratori digitali, dei digital worker . Sono neanche il 10 per cento, saranno 10.000 persone verso le quali - per carità - vanno certamente l'attenzione e il nostro rispetto, soprattutto perché crediamo che un lavoratore debba essere pagato, ai sensi di quanto stabilisce l'articolo 36 della Costituzione, per la qualità e la quantità della sua prestazione professionale e lavorativa. Però, ripeto, in questo ambito ci sono almeno 700.000 lavoratori che noi non prendiamo in considerazione. È per questo che io dico che il tema non si doveva affrontare in questo modo. La maniera con la quale lo state affrontando vede due categorie contrapposte, quella del lavoratore dipendente e quella del lavoratore autonomo. Noi dobbiamo cercare di andare ben oltre la contrapposizione capitale-lavoro e ben oltre la contrapposizione lavoro dipendente-lavoro autonomo, che sono certamente due categorie distinte e che devono essere trattate in termini di tutele assicurative e previdenziali in maniera equilibrata ed omogenea. Quindi, chiaramente, coloro che caratterizzano questo fenomeno sono lavoratori autonomi. Abbiamo ascoltato in 10 a Commissione molti rappresentanti dei rider , che ci hanno chiesto di non farli diventare lavoratori dipendenti, perché vogliono continuare ad essere lavoratori a partita IVA. Chiaramente a tali lavoratori devono essere garantite tutte le tutele assicurative e previdenziali, che hanno coloro che sono inseriti all'interno di un contratto collettivo nazionale di lavoro. Estendere però, per analogia, le caratteristiche di un contratto simile, quale quello della logistica, a questa categoria, significa non affrontare le relazioni industriali del XXI secolo con la giusta visione, che richiede molta conoscenza e credo che nessuno di noi, qui dentro, abbia maturato la dovuta conoscenza su questo settore dell'economia del nostro Paese e dell'economia mondiale, perché - come dicevo all'inizio - è un settore immaturo, che deve essere ancora osservato. Si pone poi certamente il tema del caporalato digitale, che viene anche definito come il tema dei clickworker intelligenti, che va sicuramente attenzionato, con azioni di controllo e con successive sanzioni, che però devono essere messe in capo a coloro che detengono queste piattaforme digitali. Mi spiego meglio: i clickworker , ovvero i lavoratori che fanno un click sulla tastiera, hanno trovato dei metodi molto intelligenti per ingannare i robot , che coordinano il loro lavoro, ovvero hanno suddiviso i micro-incarichi affidati e li hanno subappaltati ad altri micro-lavoratori, che vengono definiti microjobber e che sono sottopagati. Dobbiamo sicuramente intervenire lì, perché intorno ai dati, che sono centrali nell'economia reale e che sono generatori di ricchezza, come ho detto tante volte, sta per proliferare un'economia, che viene quantificata, in tempi brevissimi, intorno ai 200 miliardi di euro.