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L'articolo 65 modifica l'articolo 151 del Codice - che ha per oggetto il giudice competente - sopprimendo la qualificazione " in funzione di giudice unico" - riferita alla sezione giurisdizionale regionale competente per territorio in composizione monocratica, quale giudice in primo grado dei ricorsi pensionistici civili, militari e di guerra. Gli articoli da 77 a 79 dello schema modificano la Parte V del Codice della giustizia contabile, relativa agli altri giudizi ad istanza di parte. L'articolo 77 modifica l'articolo 173 del Codice, che disciplina la forma della domanda per ampliare, dagli attuali 60 giorni a 90 giorni, il termine massimo che può intercorrere tra il deposito del ricorso e l'udienza di discussione. Lo stesso termine è portato dagli attuali 80 giorni a 120 giorni nel caso in cui la notificazione del ricorso debba essere effettuata all'estero. In questo senso interviene la modifica dell'articolo 78 all'articolo 174 del Codice, in tema di comunicazioni e notificazioni. L'articolo 79 interviene sull'articolo 175 del Codice, che disciplina l'intervento del pubblico ministero "negli altri giudizi ad istanza di parte", per semplificarne il contenuto. Gli articoli da 80 a 88 dello schema modificano la Parte VI del Codice della giustizia contabile, relativa alle impugnazioni. Gli articoli da 89 a 91 dello schema apportano alcune correzioni alla Parte VII del Codice della giustizia contabile, relativa all'Interpretazione del titolo giudiziale e all'esecuzione. L'articolo 89 modifica l'articolo 212 del Codice, in base al quale le decisioni definitive di condanna possono rappresentare un titolo esecutivo solo quando munite della specifica formula esecutiva. L'articolo 90 interviene sull'articolo 214 del Codice, relativo all'attività esecutiva dell'amministrazione o dell'ente danneggiato. Gli articoli da 92 a 94 dello schema modificano le norme di attuazione del Codice della giustizia contabile (allegato n. 2 del d.lgs. n. 174 del 2016). Gli articoli 95 e 96 dello schema modificano le norme transitorie del Codice della giustizia contabile di cui all'allegato n. 3 del d.lgs. n. 174 del 2016. L'articolo 96, invece, novella le abrogazioni previste dall'articolo 4, per prevedere l'abrogazione espressa dell'articolo 5 della legge n. 205 del 2000. L'articolo 97 contiene invece un elenco di novelle formali al Codice, prevalentemente di drafting , mentre l'articolo 98 prevede la clausola di invarianza finanziaria. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) si sofferma in particolare su due disposizioni contenute nello schema di decreto, richiamate anche nel parere reso dalle sezioni unite della Corte dei conti. Si tratta dell'articolo 5, del quale paventa un vizio di eccesso di delega, nonché dell'articolo 62, lettera b ), dello schema, quanto alla composizione dei collegi giudicanti. Auspica che entrambe le disposizioni siano espunte dal provvedimento. La senatrice MODENA ( FI-BP ) si associa alle considerazioni del senatore Grasso quanto ai rilievi sull'articolo 62 dello schema. Esprime inoltre perplessità per quanto riguarda ulteriori disposizioni interessate dallo schema di decreto in esame, in materia di funzioni direttive, di raccolta delle prove, di secretazione delle generalità del pubblico dipendente denunciante, di deleghe istruttorie, di segreto investigativo, di attività di indagine, di costi del processo. Fa presente come, in generale, il giudizio di conto rappresenti un istituto di grande importanza poiché incide sull'intera attività delle pubbliche amministrazioni, stante l'immediato rilievo di tale verifica rispetto all'attività dei pubblici dipendenti, sovente assicurati con una copertura apposita. Non condivide quindi i correttivi apportati dal provvedimento in esame, il quale non appresta alcuna soluzione idonea rispetto alle problematiche che si sono effettivamente riscontrate nella concreta applicazione della riforma: il processo continua ad essere estremamente oneroso e farraginoso. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) rappresenta a sua volta l'importanza e la delicatezza del processo contabile, auspicando che l'intervento normativo muova, in un'ottica di positiva riforma. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) richiama l'importanza delle funzioni della Corte dei conti dal punto di vista giurisdizionale ma anche da quello consultivo, nonché l'esigenza di una velocizzazione e semplificazione del giudizio di responsabilità contabile. Il relatore CRUCIOLI ( M5S ) si riserva di presentare una proposta di osservazioni per la prossima seduta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per la revisione del codice civile DDL 1151 Delega al Governo per la revisione del codice civile (Esame e rinvio) I relatori Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) e URRARO ( M5S ) illustrano il disegno di legge in titolo, di iniziativa governativa, che consta di un articolo unico e reca una delega al Governo per la revisione ed integrazione del codice civile con riguardo a vari istituti. Il provvedimento delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata della legge, su proposta dal Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro della giustizia, uno o più decreti legislativi per la revisione ed integrazione del codice civile. Il disegno di legge prevede che sugli schemi si esprimano entro 45 giorni dalla data di trasmissione alle Camere, le Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati. Se il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scade nei 30 giorni che precedono il termine per l'adozione dei decreti legislativi, o successivamente, il termine per l'adozione è prorogato di 90 giorni (cd. "tecnica dello scorrimento"). Nel caso in cui il Governo non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, gli schemi devono essere nuovamente trasmessi alle Camere, con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Sulle osservazioni del Governo le Commissioni possono esprimersi entro il termine di 10 giorni dalla nuova trasmissione, decorso il quale i decreti possono comunque essere adottati (comma 2). Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi è possibile adottare decreti integrativi e correttivi, con la stessa procedura e nel rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi (comma 3). Dall'attuazione della delega non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (comma 4). Nell'esercizio della delega il Governo deve attenersi ad una serie di principi e criteri direttivi i quali sono indicati dalle lettere da a) a p) del comma 1 dell'articolo unico del disegno di legge.