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Ci tenevo a fare un richiamo, un memento, e vado oltre. Siamo ora in fase di discussione generale, quindi preferisco intervenire sulla politica europea, parlare di questa Europa e di come ci avviciniamo a quelle elezioni che dovranno sancire uno spartiacque tra un'Europa di serie B, quale quella che oggi abbiamo, un'Europa dei burocrati e dell'alta finanza, e un'Europa dei popoli, che vorremmo davvero venisse realizzata con le destre nella prossima legislatura europea. Ebbene, per parlare di Europa e di politica, amici del Partito Democratico, non posso che prendere a riferimento le parole del vostro presidente Zingaretti, il quale oggi ha affermato che se vincono le destre la nostra vita peggiorerà. Presidente Zingaretti, amici del Partito Democratico, vorrei solamente fare un breve riepilogo di quello che sono state l'Italia e l'Europa durante il quinquennio di Renzi e di Gentiloni Silveri e il ministero della Mogherini: un'Europa diventata il parco giochi degli interessi francesi e tedeschi grazie all'acquiescenza e alla passività di un Governo italiano che si è fatto eterodirigere da Bruxelles e che non ha mai avuto il coraggio di imporre la propria volontà politica a un'Europa che viaggiava su due binari. C'era il binario di chi comandava e aveva i privilegi, cioè i tedeschi e i francesi, e il binario dell'Italia, che subiva e anzi reagiva passivamente applicando tutte le indicazioni europee nella propria politica nazionale. Queste non sono miei illazioni; sono fatti concreti e, allora, mi permetto di ricordare a voi e ai colleghi dell'Aula la recente sentenza dello scorso mese con la quale la Corte di giustizia europea apparentemente ha dato ragione all'Italia in merito alla vicenda della banca abruzzese Tercas, che non si era potuta salvare con i soldi del Fondo interbancario (e quindi con i soldi privati - lo sottolineo - del sistema bancario), come si era fatto fino ad allora, perché la Commissione europea li riteneva aiuti di Stato. Ho detto queste cose alla commissaria Vestager; ho detto che loro come Commissione europea hanno avuto figli e figliastri: i figli erano appunto i franco-tedeschi, che potevano fare ciò che volevano e poi c'erano gli altri che dovevano ossequiare alle disposizioni della Commissione. Ebbene, l'Italia, quando la Commissione impedì di usare il Fondo interbancario per salvare la banca Tercas, non fece proprio nulla perché la signora Mogherini e i signori del Partito Democratico che governavano il nostro Paese stettero zitti e acriticamente accettarono le posizioni della Commissione europea, salvo adesso, quando il tribunale europeo ha sancito che non era proprio giusto ciò che era stato fatto, accoglierlo ovviamente con soddisfazione. Uno Stato che si fa rispettare e che ha a cuore gli interessi dei propri cittadini e dei propri imprenditori avrebbe alzato la voce allora e avrebbe reagito al sistema. Tutti i problemi bancari che si sono susseguiti da Tercas in avanti (Banca Etruria, Monte dei Paschi e le banche popolari) avrebbero avuto molto più facilmente risoluzione se appunto l'Italia avesse avuto il coraggio di rispondere all'Europa, tutelando davvero gli interessi italiani. Così purtroppo non è stato fatto. Oggi possiamo dirlo: l'Europa ha risposto dandoci di fatto ragione; mi viene però da pensare - alle volte, a pensar male ci si azzecca pure, come diceva qualcuno - che forse ci dà ragione quando ormai i tempi per noi sono scaduti, perché la Germania si trova di fronte ai gravissimi problemi della Deutsche Bank e nella necessità di portare all'unificazione pubblica la Deutsche Bank e la Commerzbank con soldi pubblici (gli stessi soldi pubblici che noi non abbiamo potuto usare). Guarda caso, ecco che allora interviene il tribunale europeo dando ragione tardivamente all'Italia, così magari questa permetterà alla Germania di procedere all'unione tra queste due banche tedesche in grave difficoltà. Ecco quello che è stata l'Europa che voi, amici, avete voluto e governato nello scorso quinquennio. Ecco perché siamo certi di presentarci il 26 maggio con la forza e l'impegno di garantire agli italiani e agli europei tutti un'altra Europa, l'Europa che più di voi vuole rispondere allo spirito vero dei Trattati di Roma. Il dilemma quindi è: Europa dei popoli o Europa dei burocrati? Noi siamo certamente per l'Europa dei popoli. Nel sovranismo sta il futuro dell'Europa, perché solamente nel momento in cui sapremo reagire alle imposizioni, ai binari preferenziali e salvaguardare il nostro continente europeo, le nostre tradizioni, i valori dei nostri popoli, le tradizioni dei nostri agricoltori, artigiani e imprenditori, solamente allora avremo un'Europa che saprà competere nel mondo. Se invece vorremo in nome di un falso europeismo aprire i confini di questa Europa (come è stato fatto per anni) e subire passivamente i Diktat delle banche e dell'alta finanza appiattendo il tutto, se quella è l'Europa che dovesse guardare al prossimo futuro, poveri noi e povera le nostre imprese. Ma state certi che da parte nostra perlomeno, da parte di quelle destre sulle quali ironizza il presidente Zingaretti, ci sarà quella risposta, insieme agli elettori italiani e europei, che permetterà finalmente di ritrovare una schiena dritta e di avere un'Europa che difende i propri confini, le proprie tradizioni, i propri valori. Qual è, allora, l'Europa - e mi avvio alla conclusione - alla quale ci vogliamo opporre? Un'Europa innanzitutto che - lo ricordo tanto per fare chiarezza - ci vede come contributori netti. Noi diamo all'Europa mediamente - e parlo degli ultimi sette anni - oltre 5 miliardi di euro in più rispetto a quello che riceviamo; questo tanto per chiarire. Quale Europa vogliamo andare allora ad affrontare? Un'Europa che, anche nel sistema bancario (e voglio concludere proprio sul sistema bancario e sui rapporti tra l'Europa e le banche) dovrà restituire all'Italia quella parità di confronto e di potenzialità che ci è stata fatta perdere. (Richiami del Presidente). Abbiamo, signori miei, di fatto - e concludo, Presidente - visto scomparire in questi ultimi cinque anni le cosiddette banche di territorio, le banche di prossimità, quelle banche che in Germania sono l'ossatura del credito, con oltre il 40 per cento del credito tedesco e che noi, grazie alle riforme Renzi, abbiamo visto oggi calare al 10 per cento del credito. Banche popolari e casse rurali che erano il punto di riferimento delle nostre imprese, grazie a queste sconsiderate riforme, pilotate da Bruxelles, sono oggi di fatto scomparse nel nostro Paese. Prendiamo atto con piacere che il ministro Fraccaro abbia detto la sua e abbia fatto una marcia indietro (lo vogliamo però vedere nei fatti), dicendo che bisognerà rimodulare questa vergognosa riforma che gli ultimi cinque anni della sinistra al Governo hanno portato. FARAONE (PD) . Impossibile. PRESIDENTE.Termini, per cortesia, perché ha superato abbondantemente i tempi. DE BERTOLDI (FdI) .