[massime]

Demanio e patrimonio dello Stato e delle Regioni - Concessioni demaniali marittime - Canoni e indennizzi - Meccanismo di definizione anticipata dei procedimenti giudiziari pendenti - Ricorso della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia - Asserita mancata estensione ai contenziosi che riguardano i beni demaniali marittimi dello Stato gestiti dalle Regioni - Denunciata violazione del principio di uguaglianza e dell'autonomia finanziaria regionale - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di costituzionalità, promossa dalla Regione Friuli-Venezia Giulia in riferimento all'art. 3 Cost. e agli artt. 48 e ss. dello statuto speciale, dell'art. 1, commi 732 e 733, della legge n. 147 del 2013, nella parte in cui disciplina il pagamento agevolato in favore dello Stato dei canoni e degli indennizzi per l'utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle relative pertinenze dati in gestione alla Regione stessa. La norma impugnata consente ai soggetti interessati di definire i procedimenti giudiziari pendenti, relativi al pagamento di canoni e indennizzi di beni del demanio marittimo statale, ivi compresi quelli gestiti dalle Regioni, dal che consegue la non fondatezza delle doglianze. Le potestà di determinazione e riscossione del canone per la concessione di aree del demanio marittimo seguono la titolarità del bene e non quella della gestione, in quanto espressione del potere di disporre (nei limiti in cui lo consente la natura demaniale) dei propri beni; esse precedono logicamente la ripartizione delle competenze ed ineriscono alla capacità giuridica dell'ente secondo i principi dell'ordinamento civile. Tale regola è estensibile anche al diritto di credito e al potere di definire il giudizio concernente l'indennizzo per l'occupazione delle aree. ( Precedenti citati: sentenze n. 94 del 2008, n. 427 del 2004 e n. 286 del 2004 ).