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(Applausi dal Gruppo PD) . Penso che giungerà il momento nel quale noi dovremo fare una riflessione seria, nell'ambito della quale la narrazione dovrà lasciare spazio all'azione concreta di governo. Presidente, questi sono gli aspetti più importanti. Giudichiamo negativamente il provvedimento, proprio perché privo di qualsiasi azione concreta per lo sviluppo economico e sociale, per la crescita dell'occupazione e del lavoro. Quando si parla di riordino delle funzioni all'interno di Ministeri, l'obiettivo fondamentale del Paese dovrebbero essere la crescita economica, il rilancio dell'occupazione e soprattutto l'investimento sull'identità fondamentale che l'Italia ha a disposizione, che sono gli italiani, la loro creatività e la loro capacità di agire. La vostra narrazione continua invece a dare come punto di riferimento il «ci pensiamo noi», con la solidarietà più che con la sussidiarietà, negando diritti fondamentali che richiedono un investimento delle risorse umane. L'Italia è un grande Paese, ecco perché la vostra narrazione impatterà negativamente sull'Italia che crede in un futuro migliore. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo al presidente della 9 a Commissione, senatore Vallardi, che ha richiamato il Capogruppo di Forza Italia che ha espresso le motivazioni per le quali ci accingiamo a esprimere un voto contrario sul provvedimento al nostro esame. Ebbene, io credo che tutte le innovazioni siano sicuramente positive. Certo bisogna dare il tempo per sperimentarle e sentirle proprie. Per far questo, però, bisogna anzitutto che esse si presentino con convinzione. Per la verità, in questo caso non ho potuto ravvisare tale convinzione, tanto che in Commissione la relatrice, senatrice Fattori - la stimo per la sua competenza, senza intenzione alcuna di rimarcare qualcosa di particolare - quando ha presentato il provvedimento, non mi è parsa molto convinta. Ha infatti rilevato che il MoVimento 5 Stelle in campagna elettorale ha promosso l'istituzione del Ministero del turismo e, invece, oggi ci troviamo a un accorpamento. Lei non mi era sembrata particolarmente convinta, tant'è vero che nel Resoconto della seduta di Commissione c'è scritto testualmente che si auspica che in prospettiva, dopo questa prima fase, si possa arrivare anche a un Ministero autonomo del turismo. È quindi evidente che si parla di una provvisorietà; e noi sappiamo che in Italia tutti i provvedimenti, quando sono provvisori, poi di fatto diventano definitivi. Quindi, bisogna essere molto coraggiosi nel poterli prospettare in modo definitivo. Chiedo allora un coraggio particolare ai 5 Stelle e agli amici della Lega, nonché al Presidente della Commissione e al Ministro, per fare in modo che, posto che l'agricoltura è un comparto fondamentale e merita tutta l'attenzione possibile, alla pari il turismo, che è la prima industria del nostro Paese, abbia organizzazione, fondi, personale e possibilità di prossimità. E vi dico ciò perché l'ho sperimentato sulla mia pelle, essendo stata commissaria dell'Azienda autonoma di turismo dell'isola di Capri, la perla del mondo. Quando parliamo di turismo, Capri è la nostra perla in Italia. Quando la Regione, con la legge sul turismo, ha annientato questi enti, solo venuti a mancare quella prossimità, quel modo di accoglienza per il turismo e di dare le informazioni giuste al turismo. È necessario, quindi, ripristinare tale prossimità. Io auspico, pertanto, un'attenta analisi delle competenze che sono state date alle Regioni, per addivenire a una legge che dia dignità al nostro Paese, amato in tutto il mondo. Chiedo solo coraggio e aggiungo che noi di Forza Italia, quando i provvedimenti ci convincono, anche se vengono dalla maggioranza, li appoggiamo convintamente. Su questo, però, non ci avete convinto. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il nostro Gruppo voterà contro il provvedimento in esame e nella dichiarazione di voto integreremo una serie di motivazioni. Io vorrei parlare solo del turismo e fare alcune osservazioni. Ho sentito le motivazioni per cui si è deciso, da parte del Governo, di portare il turismo all'agricoltura. Si dice che il turismo ha bisogno di agricoltura. Sì, il turismo ha bisogno di agricoltura e di enogastronomia. Il turismo, però, ha bisogno anche di infrastrutture; il turismo ha bisogno di servizi; il turismo ha bisogno di qualità nella sanità; il turismo ha bisogno di tutto, perché è uno di quei fattori fondamentali per lo sviluppo che integra le politiche. Ciò di cui non ha bisogno il turismo è una sua rappresentazione oleografica. Non c'è bisogno di mettere il turismo insieme all'agricoltura per il fatto che si compra il Parmigiano reggiano o il prosciutto di Parma o di Langhirano. È un concetto che non ha alcun senso. Sarebbe molto più semplice dire che, per una ragione di spartizione del potere, si è fatta una siffatta scelta. Allora mi rivolgo al Ministro. Di che cosa avrebbe bisogno il turismo? Prima di tutto - a mio parere - ha bisogno di un progetto, di un progetto integrato, che metta al centro le priorità del turismo. Ne ho sentito parlare poco. La prima priorità è l'organizzazione: siamo un Paese indietro di vent'anni rispetto all'organizzazione turistica. Nel frattempo è entrato il web che sta realizzando radicali processi di cambiamento. Come seconda priorità, il turismo è prima di tutto ricettività e qualità della ricettività. Bisogna adeguare le nostre strutture ricettive con un progetto di investimenti capace di sostenere anche un'impresa piccola, che ha poche camere e una capacità di rilancio non sempre facile. C'è bisogno di mettere in moto alcuni strumenti. In terzo luogo, c'è veramente bisogno di essere capaci di stare e penetrare nei mercati. E questo non lo possono fare né un Ministero, né le Regioni. È indispensabile costruire un progetto di promo-commercializzazione che metta al centro gli operatori e sia in grado di presidiare i mercati e di collegarsi con essi. Dentro questi progetti ci sono l'enogastronomia, i beni culturali, così come tanti altri comparti. Ma l'organizzazione e la strategia qui non vedo. Vedo piuttosto il tentativo di costruire un equilibrio di potere, che è pienamente legittimo. Se vogliamo però fare in modo che il turismo rappresenti una svolta per il nostro Paese, allora costruiamo un Ministero, a cui dare i poteri e le funzioni; riorganizziamo i rapporti e le relazioni con le Regioni e scegliamo i mercati strategici su cui costruire la nostra promo-commercializzazione. Diamo un nuovo ruolo agli operatori che debbono costruire reti capaci di stare sui mercati e con esse collegarsi. Spesso accade - per esempio - che gli operatori stranieri vendano l'Italia ai mercati asiatici, ad esempio al mercato cinese. Abbiamo un problema di riorganizzazione della filiera dei tour operator .