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Non si può minimamente immaginare di attendere l'esito di un concorso, che prevede proposte ideative e progetti di fattibilità tecnica ed economica relativi alla realizzazione e gestione di punti di attracco fuori dalle aree protette della laguna di Venezia, utilizzabili dalle grandi navi adibite a trasporto passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 GT e dalle navi portacontainer adibite a trasporti transoceanici, tenendo conto di studi esistenti. Quanto tempo dovremo aspettare, perché questi studi vedano la luce? (Applausi). Quanti anni passeranno per la realizzazione di questa famosa piattaforma offshore ? Nel frattempo, possiamo permetterci che tutto l'indotto turistico delle grandi navi sia perso o trasferito altrove? (Applausi) . Possiamo permetterci di mettere sul lastrico migliaia di lavoratori? Venezia va salvata, ma insieme ai veneziani. Qui sta l'equilibrio stabilito dal decreto-legge in esame. (Applausi) . Già oggi le grandi navi devono andare a Trieste, a 160 chilometri distanza, due ore e mezzo di pullman, quando non c'è traffico. Vuol dire che qualcuno rinuncerà a scendere a terra e che il tempo a disposizione per visitare Venezia diminuisce, con conseguenti minori consumi nella città lagunare. A maggior ragione oggi, dopo le conseguenze della pandemia da Covid, che ha già messo in ginocchio il settore turistico e delle città d'arte, Venezia in primis, non possiamo permetterci di far approdare le navi per troppo tempo al di fuori delle zone limitrofe alla città lagunare. La stagione crocieristica del 2022 non può assolutamente essere persa. (Applausi) . Gli approdi a Marghera devono essere pronti. Il commissario dev'essere dotato di poteri per velocizzare l' iter burocratico. (Applausi) . Abbiamo compreso tutti che perdere la certificazione dell'UNESCO sarebbe stato molto pesante, ma forse bisognava dare il tempo di organizzarsi. Abbiamo ascoltato chi gestisce la Marittima Venezia terminal passeggeri (VTP) e gli sforzi compiuti in questi anni per le soluzioni alternative; i cambi di interlocutore non hanno certo giovato alla risoluzione del problema. Abbiamo ascoltato le associazioni di categoria, i comitati e i lavoratori preoccupati di perdere posti di lavoro, con l'indotto che comunque generano questi approdi. Non ci possiamo voltare dall'altra parte e non cercare soluzioni che vedano la tutela ambientale, che però non dev'essere incentrata su un cieco ambientalismo da salotto (Applausi) , convinti che tanto si possa riconvertire l'occupazione con un battito di ciglia o sostenendo l'assistenzialismo. Nelle parole di quei lavoratori che abbiamo ascoltato non c'erano suppliche per sussidi (di cui ovviamente adesso c'è necessità per un periodo), ma l'orgoglio e la passione per il proprio lavoro. (Applausi) . Queste sono le persone che chiedono di poter continuare a lavorare per la loro dignità. (Applausi) . La Lega, come impegno prioritario, ha voluto porre la difesa di quei lavoratori che ci hanno lanciato il grido d'allarme e delle aziende che operano a Venezia. Siamo soddisfatti che, grazie agli emendamenti, siano state aumentate le risorse a disposizione dei lavoratori, della società di gestione e di tutto l'indotto collegato. Ci dispiace che la nostra richiesta di aumento della stazza lorda, mantenendo inalterati la lunghezza dello scafo, l' air draft e l'impiego di combustibile (con il tenore di zolfo uguale o superiore allo 0,1 per cento) non sia stata accolta, se non come ordine del giorno. Non si trattava di cifre impossibili da gestire, ma significava salvaguardare centinaia di posti di lavoro. Ribadiamo che non è la stazza lorda a fare la differenza sulla grandezza delle navi. Poteva essere un segnale di attenzione e di ascolto per quello che ci hanno chiesto. Si è riusciti a modificare, durante l' iter in Commissione, la valutazione d'impatto ambientale per ogni manutenzione dei canali esistenti, ma limitandola ove prevista per normativa, essenziale per accelerare gli interventi, che altrimenti avrebbero avuto i tempi biblici della burocrazia. Venezia e la sua storia sono legate al mare, che costituisce le strade della città: senza offesa per Genova, per Pisa o per Amalfi, è la repubblica marinara per eccellenza. La sua indole è avere l'economia fondata nell'essere porto, luogo movimentato, con un continuo viavai di persone, gente di varia provenienza, dove le navi sostano in sicurezza. Venezia ha questo animo, non può diventare un parco giochi o solo un museo all'aperto. Certamente questo equilibrio si può e si deve salvare con gli attracchi in quello che oggi è un porto commerciale, aspettando soluzioni che possono vedere la luce, ma certamente non in tempi brevi. Come dicevo prima, Venezia nasce in un contesto unico, prezioso, da tutelare e salvaguardare. Come Lega, il nostro impegno è quello di essere un punto di equilibrio razionale tra l'ambiente e la storia e i suoi abitanti e i lavoratori. (Applausi) . Ecco l'equilibrio e il pragmatismo che hanno dimostrato la Lega e il governatore Luca Zaia. Così hanno prevalso il buon senso e l'amore per Venezia, la dignità e l'orgoglio dei lavoratori veneziani. Desidero ringraziare tutti i colleghi delle Commissioni 8 a e 11 a , i membri del Governo intervenuti nelle sedute e i Presidenti per il proficuo lavoro svolto in tempi brevissimi. Se qualcosa in meglio è cambiato in questo provvedimento è proprio per l'impegno di tutti e per l'unità degli intenti. Il voto del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione per tutti questi motivi sarà favorevole, ma continueremo a essere vigili e a non dimenticare Venezia, i suoi cittadini e i suoi instancabili lavoratori. (Applausi) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, tutti dicono che amare Venezia è una cosa importantissima, perché è una delle città più belle del mondo ed è così: è unica. Oggi siamo chiamati a rimediare ad anni di inerzia, che ora creano disagi e problemi occupazionali alla popolazione, già pesantemente provata da oltre venti mesi di Covid-19 e da un'inondazione eccezionale nel 2019. La nota positiva è che le grandi navi non passeranno più a fianco di San Marco e nel canale della Giudecca, perché le onde e le correnti indotte stavano lentamente modificando il profilo dei canali e minacciando la stabilità di tanti edifici. È una decisione presa già da un decennio, dato che il decreto Clini-Passera vietava il transito alle navi di stazza superiore alle 40.000 tonnellate. Nessuno però si era preoccupato che le norme fossero rispettate. È stato necessario che l'UNESCO minacciasse di togliere Venezia dai siti patrimonio dell'umanità, perché ci si svegliasse, anche se il ministro Toninelli - che ringrazio per l'attenzione che aveva posto sulla città - si era attivato immediatamente per lo studio di possibili, eventuali porti di attracco fuori laguna. (Applausi) .