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Sono contento e non posso che confermare quanto detto dal collega Quarto quando ha affermato che siamo stati d'accordo su tutto e abbiamo cercato di essere ragionevoli, corretti e, anche dove non siamo stati d'accordo, ci rimetteremo all'Assemblea e non daremo il parere (mi riferisco all'emendamento 1.52 e a un ordine del giorno). Sul punto però valgono anche per me le parole del collega Quarto; si può anche voler riformare il Corpo forestale dello Stato, ma non lo si fa sicuramente con questo provvedimento e probabilmente se ne è avuta l'occasione di farlo prima, quando era Ministro il generale Costa. Se non è stato fatto allora, forse lamentarsene oggi, durante la discussione di questo provvedimento è un po' fuori luogo. Al collega Buccarella, che stimo personalmente, relativamente all'emendamento 1.52 che riguarda la caccia, mi sento di dire che siamo partiti con un problema relativo alla perimetrazione. Su questo c'è stato uno sforzo corale, tanto è vero che l'emendamento 3.100 dei relatori - non è un caso che sia nostro - che è arrivato a varie riformulazioni, ci ha visto combattere anche contro le amministrazioni per avere un parere favorevole. Penso che segni un passaggio importante e porti avanti ciò su cui siamo d'accordo: avere una perimetrazione direttamente da parte del Consiglio dei ministri, che possa superare eventuali ritardi e possa far fare presto e bene - abbiamo compresso fino a quarantacinque giorni - penso sia un passaggio importante che ci ha visto uniti. Se non si è potuto arrivare a una perimetrazione ancor più tempestiva è stato perché le stesse strutture, gli stessi organismi, le stesse Forze dell'ordine e lo stesso Ministero della difesa ci hanno detto che in meno tempo non è possibile farlo. Quindi non è una questione di volontà, e però non si può legare surrettiziamente a un tema del genere - perché da qui siamo partiti - una proposta che inizialmente proponeva di introdurre il divieto di caccia su intere Regioni coinvolte magari per una singola occasione di incendio e di emergenza dichiarata. Si può essere a favore o contro la caccia; lo si dovrà essere a viso aperto con il referendum che ci sarà su questo tema. Poi si è passati agli a mbiti territoriali di caccia (ATC) e ai Comuni, a riprova che non era quello il tema. Credo sia giusto arrivare a una soluzione responsabile del Parlamento che contemperi le posizioni non solo dei cacciatori e degli ambientalisti. Credo che la posizione assunta, che è stata più volte ribadita sia in Aula, sia in Commissione, da parte di tutte le associazioni di categoria degli agricoltori, che segnalavano i rischi legati ad un'interpretazione eccessivamente stringente rispetto alla tutela dovuta e doverosa nei confronti di alcune specie, qualora fosse stata estesa in maniera generica e avesse ricompreso anche le specie selvatiche, in particolare il cinghiale, con dei rischi non solo per la salute e l'incolumità delle persone, ma incalcolabili per l'agricoltura, avrebbe probabilmente - mi sento di dire a titolo personale, non coinvolgendo il collega Quarto - creato più problemi di quelli che magari si volevano, anche responsabilmente, risolvere. Credo quindi che aver individuato una soluzione sulla perimetrazione con un emendamento dei relatori sia stato importante, così lo sarà rimetterci all'Assemblea; se però si vuole essere coerenti e ritenere, anche in questa materia, che si debba trovare un giusto compromesso fra l'aspetto economico, quello di tenuta ambientale e la salute, allora non lo si può sicuramente fare in questo provvedimento, ma si deve avere il coraggio di farlo in altra maniera e avendo il tempo sufficiente, perché con il tempo a disposizione credo che si sia fatto bene e troppo spesso il meglio è nemico del bene. Diventa questo il punto di partenza sulla base del quale lavorare, per una volta in previsione e prevenzione e ovviamente diventa anche il punto di partenza rispetto al quale chiedere al Governo personale, risorse e tempi più brevi per rispondere. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, intervengo soltanto per inquadrare la questione legata al decreto-legge sugli incendi boschivi, che si va ad innestare dopo un'estate nella quale, dal 15 giugno al 30 settembre, ci sono stati ben 79.796 interventi su incendi boschivi. Questo significa che c'è stato un aumento esponenziale, con dati forse mai registrati prima nella storia, nonostante serie storiche importanti che vedono l'Italia purtroppo vittima di questo fenomeno. C'è da dire che questo decreto interviene in maniera molto precisa e diretta e va soprattutto a fare un lavoro che, come sempre abbiamo detto, richiede più mezzi e più uomini. Il decreto-legge al nostro esame interviene in questo senso, stanziando le risorse necessarie (circa 40 milioni di euro) per il Ministero dell'interno e per il Ministero della difesa affinché ci possano essere più mezzi per far fronte a queste emergenze nel rispetto fondamentale della legge n. 353 del 2000, che come sapete bene definisce in maniera chiara quali siano le competenze. La volontà del Governo in questo tipo di intervento è anche quella di definire ancora meglio le modalità per supportare ancora di più gli enti locali che evidentemente fanno più fatica, perché chiaramente quando accade che si proceda ad un intervento per antincendio boschivo, chi deve provvedere alla prevenzione degli incendi boschivi incontra difficoltà nel riuscire a portare a termine in maniera compiuta il suo lavoro. Per questo, nel decreto in esame inseriamo e definiamo meglio le aree di incendio di interfaccia urbano-rurale, dov'è possibile quindi anche per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in concomitanza con tutto il sistema di Protezione civile, intervenire in maniera più efficace. C'è un Piano nazionale antincendio che viene attivato, una ricognizione che già è in atto, completata dalla Protezione civile, di tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. In più, viene data un'attenzione ancora maggiore sia alle vite umane, sia a quelle animali, perché tutti noi abbiamo vissuto quelle immagini e quelle difficoltà e oggi interveniamo anche in questo senso. Diamo anche un segnale importantissimo rispetto a fenomeni che rendono sospetta l'attività di certe persone che magari guadagnano dal fatto che vi siano degli incendi, perché vengono chiamate come volontari. Anche con riguardo a questo aspetto, il decreto dà un segnale importante, perché aumenta le pene per chiunque dovesse mai avere un barlume di follia ed incendiasse qualche foresta, rendendolo ancora più sconveniente di quanto sia mai stato anche dal punto di vista penale. Tutto questo per dire anche che si lavora sulle nuove tecnologie, quindi su prospettive che per il futuro ci possano consentire di intervenire in maniera più puntuale, prevedendo o comunque arrivando sul posto in maniera più rapida. Questo poi farà il paio con le misure della legge di bilancio, in cui ci saranno interventi consistenti anche dal punto di vista dei distaccamenti rurali dei Vigili del fuoco. Per il lavoro fatto in Commissione, desidero ringraziare la presidente Moronese, i relatori, con i quali c'è stata grande sintonia, e chiaramente la sottosegretaria Caterina Bini, che ha avuto il compito non facile di dover raccordare le diverse competenze che si vanno a condensare nel decreto-legge in esame.