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L'articolo 7 introduce un contributo, entro il limite massimo di 5 milioni di euro, per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per il 2019 sui mutui bancari, contratti dalle imprese del settore olivicolo-oleario entro la data del 31 dicembre 2018, considerate le particolari criticità produttive e la necessità di recupero e rilancio della produttività e della competitività, in crisi anche a causa degli eventi atmosferici avversi e delle infezioni di organismi nocivi ai vegetali. Ai sensi del comma 2, il contributo è riconosciuto nel rispetto delle disposizioni di cui ai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013, sugli aiuti di Stato de minimis . L'articolo 8, ampiamente modificato durante l'esame alla Camera, prevede misure di contrasto degli organismi nocivi da quarantena in applicazione di provvedimenti di emergenza fitosanitaria. In particolare, il comma 1 prevede che le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività connessa, compresa la distruzione delle piante contaminate, incluse quelle aventi carattere monumentale, sono attuate in deroga a ogni disposizione vigente, ivi incluse quelle di natura vincolistica, nei limiti e secondo i criteri indicati nei provvedimenti di emergenza fitosanitaria. In tal modo si estende all'ordinamento generale quanto disposto dalla decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione, modificata dalla decisione di esecuzione (UE) 2018/927, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa . Inoltre si prevede che il proprietario, il conduttore o il detentore, a qualsiasi titolo, di terreni sui quali sono riscontrate piante infette da organismi nocivi da quarantena in caso di mancata esecuzione delle prescrizioni di estirpazione di piante infette dagli organismi nocivi, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516 a euro 30.000. Identica sanzione è prevista dall'articolo 8- bis , introdotto alla Camera, in caso di violazione degli obblighi di comunicazione da parte di chiunque venga a conoscenza della presenza di organismi nocivi. L'articolo 8- ter , introdotto nel corso dell'esame alla Camera, reca ulteriori misure per il contenimento della diffusione del batterio Xylella fastidiosa , prevedendo che, per un periodo di sette anni, il proprietario, il conduttore o il detentore di terreni possa estirpare, previa comunicazione alla regione, gli olivi situati nella zona infetta, con esclusione di quelli ubicati nella zona di contenimento di cui alla decisione di esecuzione (UE) 2015/789, in deroga ad ogni disposizione vigente e in esenzione dai procedimenti di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica. Inoltre, l'articolo 8- quater prevede l'adozione di un Piano straordinario, di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, per la rigenerazione del settore olivicolo della Puglia nelle zone che sono risultate infette dal batterio della Xylella fastidiosa , al fine di contribuire al rilancio dell'agricoltura della Puglia. Gli interventi non interesseranno la parte del territorio salentino inclusa nella zona di contenimento di cui alla decisione di esecuzione (UE) 2015/789. Tra le misure di sostegno al settore agrumicolo di cui al capo III, l'articolo 9 prevede la possibilità di concedere un contributo, nel limite di 5 milioni di euro per il 2019, per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi dovuti sui mutui bancari contratti dalle imprese del settore entro il 31 dicembre 2018. Passando al capo IV, recante ulteriori misure per il sostegno e la promozione dei settori agroalimentari in crisi, l'articolo 10 prevede l'incremento della dotazione del Fondo di solidarietà nazionale "interventi indennizzatori" di 20 milioni di euro per il 2019. A tale Fondo attinge anche l'intervento previsto all'articolo 6, relativo al settore ovicolo-oleario pugliese. L'articolo 10- bis , introdotto alla Camera, interviene sulla disciplina relativa alle provvidenze per i lavoratori agricoli in caso di calamità naturali, al fine di ampliare il relativo ambito soggettivo di applicazione. L'articolo 10- ter autorizza l'anticipo del 50 per cento dell'importo dei contributi dovuti alle imprese agricole a titolo di pagamenti diretti, nell'ambito della politica agricola comune, ai sensi del regolamento (UE) n. 1307/2013, a condizione del permanere dello stato di crisi del settore. Gli aiuti si intendono concessi nei limiti del regolamento (UE) n. 1408/2013, relativo agli aiuti di Stato de minimis nel settore agricolo e alle relative disposizioni attuative. Si ricorda, al riguardo, che l'articolo 1 della decisione di esecuzione della Commissione europea n. 6293 del 1° ottobre 2018, in deroga all'articolo 75, paragrafo 1, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1306/2013, stabilisce che gli Stati membri possono versare agli agricoltori, a decorrere dal 16 ottobre 2018, anticipi fino al 70 per cento dei pagamenti diretti nell'ambito dei regimi di sostegno elencati nell'Allegato I del regolamento (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda le domande presentate nel 2018. L'articolo 10- quater , inserito alla Camera, a tutela dei produttori agricoli, prevede che i contratti aventi ad oggetto la cessione di taluni prodotti agricoli, debbano avere - ad eccezione dei contratti di carattere stagionale - una durata non inferiore a dodici mesi. I settori interessati dalla norma sono quelli dei prodotti di cui al paragrafo 1 dell'articolo 168 del regolamento (UE) n. 1308/2013. Inoltre, al fine di contrastare possibili squilibri eccessivi tra le parti, si stabilisce che la fissazione, da parte dall'acquirente, di un prezzo significativamente inferiore ai costi medi di produzione risultanti dall'elaborazione mensile dell'ISMEA, configuri una pratica commerciale sleale. Al riguardo, si fa presente che è stata da poco approvata (ed è in corso di pubblicazione) la nuova direttiva europea in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera alimentare, di cui alla proposta COM(2018) 173. L'articolo 10- quinquies , introdotto alla Camera, concerne le imprese del settore saccarifero in crisi, sulle quali gravano i procedimenti di recupero di alcuni aiuti erogati in base ai regolamenti (CE) n. 320/2006 e n. 968/2006, sul regime temporaneo per la ristrutturazione dell'industria dello zucchero. In particolare, la decisione di esecuzione (UE) n. 2015/103 della Commissione europea, ha escluso dal finanziamento dell'Unione, per quanto riguarda l'Italia, taluni finanziamenti del Fondo di ristrutturazione del settore dello zucchero per gli anni 2007, 2008 e 2009, a causa di "interpretazione erronea della produzione di zucchero", e le misure relative alla campagna di commercializzazione 2008/2009.