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Signor Presidente, onorevoli senatori, voglio porre l'attenzione di questa Assemblea sulla situazione della sanità nel mio collegio di elezione nelle Marche, che comprende la provincia di Ascoli Piceno, come tutti voi sapete, tristemente colpita dagli eventi sismici del 2016 che sono stati oggetto di recenti lavori legislativi svolti anche da questa Assemblea e a cui ho avuto l'onore di partecipare. Data quindi la delicatezza e l'importanza del tema in questione, occorre parlare chiaro, perché non si può giocare sulla salute e l'assistenza sanitaria pubblica, come sta facendo adesso la Regione Marche, le cui scelte risultano sempre più irrazionali, soprattutto nella zona Sud della nostra Regione. È della settimana scorsa, infatti, la votazione della conferenza dei sindaci della provincia di Ascoli Piceno che, in spregio al principio di rappresentatività della popolazione e seguendo pedissequamente le direttive regionali, ha avallato la scelta della Regione Marche di costruire un nuovo ospedale lontano dai due centri principali della provincia, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, che vedranno, quindi, i loro attuali ospedali, già oggetto di pesanti tagli nel corso degli anni (in particolar modo quello di San Benedetto del Tronto), ridursi nei fatti a essere dei presidi ospedalieri, nell'attesa che si realizzi, magari tra qualche decennio, un nuovo ospedale di primo livello, guarda caso in una realtà comunale amministrata da una lista civica riferibile all'area politica di chi attualmente governa la Regione e che andrà al rinnovo delle cariche comunali il prossimo anno. Su queste scelte resta il dubbio se esse siano dettate da un disdicevole opportunismo politico e completamente sganciate dal diritto alla salute che la Repubblica garantisce costituzionalmente ad ogni cittadino. Ora la vera domanda da porsi è: cosa accadrà alla sanità nel Piceno? In attesa di questo fantomatico ospedale unico della Provincia, di cui non si hanno ancora un progetto e un iter certo di lavori e la cui collocazione è stata decisa da un algoritmo, che servizi erogheranno gli attuali ospedali di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto? Che visione politica ha la Regione Marche? Tale Regione, invece di rafforzare alcuni servizi essenziali come quelli sanitari nella sua zona (la più colpita dai recenti eventi sismici), nei fatti attua un ridimensionamento dell'esistente e propone miraggi di ospedali unici, con evidenti mire elettorali di breve periodo. Essa applica, inoltre, in maniera opportunistica le previsioni normative del decreto Balduzzi, relative ai bacini di utenza ospedalieri, parametrando detti bacini di utenza, solo in base ai confini regionali, in un'area di confine della Regione che, come nel caso di San Benedetto del Tronto, serve anche gran parte dell'area Nord del confinante Abruzzo? In conclusione, mi sembrava doveroso porre l'attenzione di tutti voi su queste scelte della Regione Marche, che stanno andando anche contro gli sforzi che questa Assemblea ha svolto e continuerà a svolgere per far rinascere i luoghi colpiti dal terremoto del 2016, sia quelli colpiti direttamente, come la zona montana dell'Ascolano, sia quelli colpiti indirettamente nel loro principale volano economico, il turismo, come nel caso della zona della Riviera delle Palme in cui insiste l'attuale ospedale di San Benedetto del Tronto. (Applausi dal Gruppo M5S) . GARAVINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . E quando scendi la prima volta il cuore ti sale in gola, anche lo stomaco a dire il vero. La prima volta che si scende in miniera si vomita. Quando l'ascensore parte, si sente come uno scoppio, poi ci fai l'abitudine. Ma la prima volta pensi che qualcosa sia andato storto, che stai precipitando, che l'ascensore sta scendendo troppo velocemente. Tutto diventa buio e quelle poche luci che vedi ad intermittenza ti fanno scoppiare la testa, tanto che preferisci chiudere gli occhi. Signor Presidente, si tratta di un passaggio di uno spettacolo teatrale di un giovane catanese, Alessandro Idonea che, prendendo spunto dalla strage di Marcinelle, ha scritto questo pezzo: «262 vestiti appesi». Furono appunto 262 quei vestiti che non furono reindossati dai loro titolari; 262, spesso giovanissimi, stranieri per la maggior parte; 136 di loro, italiani. Connazionali che, a partire dagli anni Cinquanta, andarono all'estero, nella fattispecie in Belgio, per lavorare. Presidente, domani ricorre il 62° anniversario di questa strage. Le fa onore che abbia voluto lei stessa inviare un saluto ai familiari delle vittime domani raccolte alle ore 8,30, quando suoneranno 262 rintocchi, proprio in memoria di questi caduti. Credo sia importante ricordare in queste Aule questa strage proprio oggi, immediatamente dopo l'informativa del Governo, che ci ha ricordato, ancora una volta, la strage di ieri di nuovi cittadini stranieri, morti per esempio in Puglia. Credo sia di monito a tutti noi non soltanto per ricordare il sacrificio di quei nostri concittadini, ma anche per indurci a continuare nella nostra battaglia per aumentare e migliorare i livelli standard di sicurezza sul lavoro e anche per tenere presente che quei migranti e quei braccianti, che anche solo poche ore fa sono deceduti, non sono altro che la proiezione oggi dei nostri concittadini di allora che, a partire dagli anni Cinquanta, lasciarono il nostro Paese in cerca di condizioni migliori. (Applausi). Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Nell'augurare a tutti, a quelli che ci sono e anche a quelli che ormai sono andati via, una buona vacanza, comunico che le Commissioni riprenderanno i propri lavori da martedì 4 settembre. Le Commissioni sono comunque autorizzate a convocarsi in qualunque momento in relazione a sopravvenute esigenze nelle materie di propria competenza. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 11 settembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 11 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,13) . VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 741: sull'emendamento 3.12, il senatore Vescovi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 3-ter.0.5 e 4.31, il senatore Comincini avrebbe voluto esprimere rispettivamente un voto favorevole e un voto contrario;