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il tavolo istituzionale è stato aperto il 14 maggio 2021 ed ha visto il Ministero impegnarsi a fornire supporto con tutti gli strumenti a disposizione per la salvaguardia dei complessi aziendali e dei lavoratori, prevedendo, a tal fine, la riconvocazione del tavolo stesso, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano individuare tempestivamente una data per lo svolgimento di un secondo tavolo istituzionale presso il suo dicastero, e quali ulteriori e urgenti strumenti di tutela vogliano adottare al fine di salvaguardare la continuità delle attività aziendali della ACC e l'occupazione dei rispettivi dipendenti, compresi i lavoratori a progetto, che maggiormente hanno risentito della crisi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05844 ORTIS LANIECE VANIN ANGRISANI Al Ministro della difesa Premesso che: gli artt. 937 e 987 del decreto legislativo n. 66 del 2010 (codice dell'ordinamento militare) normano gli ufficiali delle forze di completamento, categoria che attinge dagli ufficiali di complemento prima nomina o ferma biennale o ferma prefissata in congedo illimitato provvisorio; il personale proveniente da queste categorie ha dovuto a suo tempo sostenere e vincere un concorso pubblico; il richiamo in servizio solitamente copre un periodo dai 6 ai 12 mesi, con possibilità di proroga fino a un massimo di ulteriori 12 mesi, qualora la forza armata ne abbia necessità. Le destinazioni coprono tutto il territorio nazionale e prescindono dalla residenza del personale, che viene inviato, con brevissimo preavviso, ovunque vi sia una carenza organica da ripianare. Stante il carattere aperiodico dei richiami, è comprensibile come mantenere per anni la disponibilità al rientro in servizio comporti sacrifici personali ed un grave impedimento a trovare una stabilizzazione lavorativa in ambito civile; in un arco temporale di lungo periodo la maggior parte degli ufficiali ha accumulato tra 40 e 70 mesi di soli richiami in servizio (oltre ai 15-36 mesi del servizio di prima nomina o ferma biennale successivo al corso ufficiali), superando quindi di gran lunga il periodo iniziale previsto per il servizio di complemento; considerato che: gli ufficiali delle forze di completamento dovrebbero avere l'opportunità di transitare in servizio permanente. La risposta dell'amministrazione, in merito, è quella di ricorrere alla partecipazione al concorso in SPE, uno strumento inidoneo allo scopo, in quanto tale concorso è ormai diventato uno strumento per il salto di categoria del personale interno: il 90 per cento dei posti banditi sono riservati alle categorie interne. Si presenta quindi l'anomalia giuridica di produrre effetti diversi su stessi concorrenti (vincitori): assunzione a tempo indeterminato per gli ufficiali in congedo, e semplice cambio di categoria per sottufficiali e truppa. Ciò ha evidenti effetti sulla programmazione delle assunzioni dell'amministrazione: un conto è assumere personale esterno, altro è cambiarne la mansione. Il concorso prevede inoltre limiti di età (40 anni), ormai superati dalla maggior parte degli ufficiali in questione. Recentemente era stato previsto un innalzamento temporaneo per tre anni, inapplicato a causa dell'emergenza COVID, ed ormai scaduto (termina nel 2022). Infine, una riserva di posti del 5 per cento in favore di questa categoria (come ipotizzato in alcune sedi), non sarebbe utile in caso di un bando inferiore a venti posti per categoria (in quanto equivalente a meno di un posto); ufficiali delle forze di completamento, come accennato, sono inoltre già tutti vincitori di un concorso della pubblica amministrazione: avrebbe potuto quindi trovare applicazione il decreto legislativo n. 75 del 2017 (detta "legge Madia"), se non fosse per il loro status di militari che è stato espressamente escluso dall'ambito di applicazione proprio nel preambolo di tale norma in riferimento all'art. 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001: generando di fatto una discriminazione tra appartenenti alla stessa categoria aventi medesimi requisiti (dipendenti precari della pubblica amministrazione con 36 mesi di servizio), oltre che perplessità sulla costituzionalità di tale disposizione; si rileva inoltre come, in base all'art. 667 del codice dell'ordinamento militare, per gli ufficiali piloti di complemento viene aperto un processo di stabilizzazione ad hoc tramite concorso periodico esclusivo fatto per soli titoli e meriti: possibilità che viene negata agli ufficiali di complemento non piloti sebbene, differendo solo nella mansione, appartengano alla stessa categoria ed inquadramento giuridico (ufficiali di complemento del ruolo speciale); premesso inoltre che: anche l'Unione europea si è espressa sulla materia. Nelle conclusioni della risposta della Commissione europea alla petizione n. 1069/2015 si legge infatti che: "La Commissione è del parere che il settore militare non debba essere considerato come completamente al di fuori dell'ambito di applicazione della direttiva 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato"; anche il Consiglio di Stato è stato chiamato in causa sul tema: con decisione n. 2195/2008, ha confermato nel merito la sentenza n. 4758 del 23 maggio 2007 del TAR del Lazio. Nell'esprimersi sul merito di un ricorso, il Consiglio di Stato ha stabilito che 36 mesi di servizio complessivo sono un requisito necessario e sufficiente a procedere al transito in servizio permanente, sussistendo questi tre prerequisiti: un primo ingresso nella pubblica amministrazione attraverso concorso selettivo; la copertura finanziaria; l'attuazione di uno strumento normativo. D'altra parte, l'articolo 892 del codice dell'ordinamento militare afferma che "si accede al servizio permanente a seguito di: a) Superamento di apposito concorso e successiva nomina diretta; b) Superamento di apposito corso di formazione iniziale e successiva nomina nel grado; c) Ammissione alla fine di un prestabilito termine di ferma volontaria". Correlando a ciò il parere del Consiglio di Stato menzionato parrebbe desumersi che la normativa vigente già preveda l'attuazione di uno strumento di transito, come ad esempio un concorso ad hoc per titoli e meriti (ovviamente riservato a chi è in possesso di tali prerequisiti); infine, il Co. Ce. R. comparto difesa ha chiesto di bandire, con la delibera n. 55/XII del 17 giugno 2021, "un concorso straordinario per soli titoli, senza limiti previsti dall'art. 2197 del Codice d'ordinamento militare, al fine di dare la possibilità al predetto personale di mettere a frutto l'esperienza acquisita e continuare ad operare in ambito Difesa". Nel caso in cui l'amministrazione della difesa dia seguito alla citata delibera disponendo un concorso straordinario, ed eventualmente chiedendo alla parte politica di predisporre l'apposito strumento normativo, sembrerebbe opportuno proporre, nella medesima norma, una disposizione in merito ad un concorso ad hoc per gli ufficiali delle forze di completamento. I quali, come personale precario della pubblica amministrazione, e sebbene non in ambito sanitario, hanno prestato disponibilità e servizio per un arco temporale molto più lungo (anche 20 anni);