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Questo per il fatto che segnerebbero un passo indietro e tenderebbero a considerare la disabilità come un problema e come una questione trattata in una dimensione esclusivamente patologica. Evidentemente ai presentatori sfugge che il riordino delle funzioni e l'attribuzione delle medesime in capo a un Dipartimento della Presidenza del Consiglio è funzionale a un maggior coordinamento delle politiche in tema di famiglia e disabilità, per una maggiore efficienza dell'esercizio delle stesse. A differenza vostra, noi parliamo non di esclusione, ma di inclusione. (Commenti dal Gruppo PD) . In conclusione, signor Presidente, le censure di incostituzionalità contenute nelle due questioni pregiudiziali non sussistono, anzi, danno modo di mettere in evidenza come la stesura del testo sia stata particolarmente accurata, dato l'obiettivo di mantenersi nel solco della rigorosa giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di decreti-legge. Altre censure, poi, attengono di fatto al merito delle scelte politiche e sono quindi questioni di natura politica mascherate da presunti, ma inesistenti, profili di incostituzionalità. Su tali scelte il Parlamento ha il diritto di esprimersi, ma per poterlo fare è necessario che il Senato abbia modo di esaminare fino in fondo i contenuti del decreto-legge ai fini della sua conversione in legge. Per tali ragioni il Gruppo della Lega voterà convintamente contro le proposte di questione pregiudiziale presentate. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). TIRABOSCHI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, vorrei fare un intervento di merito molto poco polemico. Pensiamo a venticinque anni fa - credo di averlo già detto in Aula tre settimane fa - quando Internet era agli esordi: i settori dell'industria tradizionale non capirono le potenzialità di Internet; l'unica che veramente lo capì fu l'industria turistica e oggi possiamo dire che il turismo sia la più digitale delle industrie, però non è divenuta nel nostro Paese protagonista dell'innovazione. Allora io dico: perché non guardiamo ai Paesi che ci hanno superato? Mi riferisco alla Spagna: lei pensi che in Spagna è stato istituito il Ministero del turismo e dell'agenda digitale. Questo perché hanno capito la potenzialità dell'analisi e dello studio dei big data. Ora, io non so se qui, a cominciare da me, sia facile comprendere la potenzialità del digitale, perché qui di nativi digitali ce ne sono molto pochi e nei Ministeri, caro Ministro, ci sono grandi burocrati, ma non ci sono uomini che sanno parlare in termini di comunicazione, di promozione, di marketing e di industria e noi è a questo che dobbiamo pensare. E non copiamo solo la Spagna, pensiamo che l'Italia sia molto di più della Spagna, perché il made in Italy è il terzo brand più conosciuto al mondo dopo Coca-Cola e Visa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È da questo che dobbiamo partire per promuovere e valorizzare non solo il turismo - quello che i miei colleghi che hanno preceduto il mio intervento hanno detto che vale l'11-13 per cento del PIL italiano - ma l'industria creativa italiana, l'industria dell'eccellenza artigianale italiana. Al suo interno, signor Ministro, c'è anche l'agricoltura, con tutto quello che rappresenta il comparto dell'enogastronomia. Pensiamo allora ad un Ministero della promozione del made in Italy - è a questo che lei deve pensare, signor Ministro - che abbia tre obiettivi, il primo dei quali è riorganizzare funzioni e competenze sparse in diversi Ministeri: il Ministero degli esteri, il MISE, il MIBAC, il Ministero dell'ambiente e chi più ne ha più ne metta, per essere molto incisivi. Pensiamo anche a riorganizzare l'offerta turistica per i flussi internazionali, quelli che per noi rappresentano le esportazioni della bilancia commerciale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E li organizziamo in funzione di che cosa? Di prodotti culturali, ambientali, enogastronomici, di benessere. Signor Ministro, non so se ha letto un articolo del «Sole 24 Ore» su quanto sta crescendo l'industria del benessere italiana sul mercato cinese: è a due cifre percentuali. È a quel mercato che noi dobbiamo guardare, Ministro. Un mercato difficile da penetrare per noi imprenditori che andiamo da soli nelle fiere a promuovere le eccellenze italiane. Ci aiuti questo Paese, ci aiuti il Governo! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È questo che lei deve fare, signor Ministro. Organizziamo anche una mega piattaforma digitale, quella che porta questa offerta turistica che è l'ombrello sotto il quale sta l'industria creativa italiana, che è rappresentata da 4,5-6 milioni (non si capiscono bene i numeri) di piccole e medie imprese, quelle che hanno meno di 15-20 dipendenti e che, con coraggio e passione, portano avanti la loro attività quotidianamente perché ci credono ancora. Sono quelle imprese che contribuiscono per il 90 per cento al PIL nazionale e a rendere ricco il nostro Paese; quelle imprese che potrebbero aumentare le esportazioni e migliorare ulteriormente, insieme al turismo, la bilancia commerciale del nostro Paese. Sono quelle imprese che possono contare su 400 milioni di consumatori che hanno un elevato potere d'acquisto, che amano il bello, il buono, il benfatto, il bel vivere italiano, tutto ciò di cui dobbiamo andare orgogliosi e che può rappresentare un mercato mondiale del valore di circa 1.200 miliardi. Signor Ministro, noi dobbiamo intercettare proprio quello. Vorrei ora fare un ultimo passaggio che è molto complicato da comprendere, perché lo dobbiamo vedere da qui a dieci anni. Penso a un nuovo modello d'impresa che sta all'incrocio tra la manifattura che si terziarizza e un mondo del terziario che tende ad assumere quei metodi, quelle culture e quei saperi che una volta erano tipici dell'industria. PRESIDENTE. Mi scusi, senatrice Tiraboschi. Senatrice Donno, per cortesia, lasci la possibilità al Ministro di ascoltare. TIRABOSCHI (FI-BP) . Penso a nuove funzioni e nuovi saperi che in Italia non ci sono, sono una parte di quei 600.000 posti di lavoro che non riescono a trovare professionalità. Facciamo allora un megapiano Marshall sulla formazione digitale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Andate in Europa a dire che questo megapiano Marshall deve essere finanziato con risorse esattamente uguali a quelle che vanno negli investimenti strutturali, anche se vanno negli investimenti infrastrutturali, che sono quelli che costituiscono il nuovo sapere. Penso pertanto a una sorta di nuovo piano che ibrida l'artigianalità, l'industria tradizionale con l'industria 4.0. Di questo si tratta e tutto può essere trascinato dal turismo che è il driver per eccellenza, quello che intercetta i flussi turistici internazionali. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni) . GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) .