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(Alfabetizzazione e integrazione degli alunni e delle alunne migranti) Al fine di promuovere l'alfabetizzazione nella lingua italiana, lo Stato assicura a ciascuna scuola una dotazione aggiuntiva di docenti e mediatori o mediatrici culturali opportunamente formati; tale dotazione aggiuntiva è determinata in misura di almeno un docente o una docente ogni cinque alunni o alunne con necessità di prima alfabetizzazione e di almeno un docente o una docente ogni venticinque alunni o alunne di recente immigrazione, intendendosi per tali coloro che sono da meno di tre anni in Italia. Lo Stato assicura alle scuole i fondi e le risorse necessarie per garantire agli alunni e alle alunne migranti almeno un'ora alla settimana di insegnamento della lingua e della cultura madre, anche in rete con altri istituti, aperto alla partecipazione di tutti gli alunni e le alunne, e per realizzare percorsi di accoglienza, orientamento e supporto a favore delle loro famiglie, al fine di renderle pienamente partecipi dell'esperienza formativa dei propri figli e favorirne la partecipazione alla vita sociale. (Programmi) Allo scopo di garantire un'omogenea offerta didattica e formativa sul territorio nazionale, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca adotta programmi didattici e definisce gli obiettivi di base che devono essere raggiunti dagli alunni e dalle alunne di ciascun ordine di istruzione su tutto il territorio nazionale. I programmi didattici della scuola di base e del curricolo di base del biennio unitario della scuola superiore, di cui all'articolo 24, comma 2, sono progettati in modo da favorire un'evoluzione armonica di approccio alle discipline, in un'ottica di governo delle discontinuità didattiche tra tutti i livelli del sistema educativo di istruzione. I programmi sono elaborati da gruppi di lavoro costituiti da docenti rappresentativi delle diverse scuole del sistema educativo di istruzione e da esperti o esperte di riconosciuto valore scientifico, nominati su indicazione del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, con procedura pubblica. La loro attività deve prevedere una fase di ascolto nelle scuole, con il coinvolgimento diretto e attivo di insegnanti, genitori, studenti, personale ausiliario-tecnico-amministrativo e cittadini. Fino all'adozione dei programmi didattici di cui al presente articolo, si applicano gli orientamenti dell'attività educativa nelle scuole materne statali di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 3 giugno 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 15 giugno 1991, i nuovi programmi didattici per la scuola primaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1985, n. 104, i programmi per la scuola media statale di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 9 febbraio 1979, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 20 febbraio 1979. (Autovalutazione) Al fine di agevolare il raggiungimento di un alto livello qualitativo del sistema educativo di istruzione, ogni scuola realizza annualmente al suo interno un percorso di autovalutazione. Tale percorso è mirato ad identificare eventuali punti deboli su cui intervenire o esperienze didattico-educative efficaci da diffondere, a stabilire se la dotazione ed il livello delle risorse disponibili è adeguato a valorizzare, coinvolgere e responsabilizzare il personale scolastico relativamente al raggiungimento degli obiettivi posti in sede di programmazione. L'autovalutazione, attraverso incontri collegiali e di gruppo, questionari, colloqui e altre iniziative ritenute utili, a partire dall'ascolto degli alunni e delle alunne e dei loro genitori, aiuta la scuola a ripensare al suo operato ed alla ricaduta della sua azione educativa, didattica e progettuale sugli alunni e sulle alunne, sui docenti e sulle docenti e sui genitori. Ai fini di cui al presente articolo, ogni scuola, con il supporto di opportuni finanziamenti statali, si avvale del contributo di figure professionali esterne, quali docenti di altre scuole, anche di diverso ordine, e di facoltà universitarie, nonché specialisti o specialiste in discipline variamente attinenti alle problematiche della didattica, che hanno il compito di facilitare l'azione autovalutativa e didattica, di aiutare la gestione delle dinamiche dei gruppi di lavoro e di contribuire alla risoluzione di ogni eventuale problema. (Partecipazione) Lo Stato promuove e garantisce a tutti i soggetti coinvolti la partecipazione alla gestione dei nidi d'infanzia e della scuola di ogni ordine. La progettazione partecipata deve trovare nelle scuole, a partire da quelle dell'infanzia, occasioni diffuse e differenziate per formare, sin da bambini, l'abitudine ad essere coinvolti in prima persona nella costruzione del proprio presente e futuro. La partecipazione dei genitori, per la sfera di loro competenza, è considerata uno degli aspetti fondamentali per la finalizzazione degli interventi educativi delle istituzioni scolastiche, che hanno il dovere di valorizzarne il ruolo con azioni concrete rispondenti alle esigenze delle diverse realtà, anche in concorso con gli enti locali. La partecipazione si realizza attraverso gli organi collegiali esistenti, come disciplinati dalle disposizioni del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e dei seguenti ulteriori organi, con funzioni consultive ed autogestionali per tutti gli aspetti di rispettiva pertinenza: il Consiglio dei genitori, il Collegio del personale ausiliario-tecnico-amministrativo e, nelle scuole medie, il Consiglio degli studenti e delle studentesse. Il Consiglio dei genitori è composto dai rappresentanti e dalle rappresentanti dei genitori eletti all'interno dei Consigli di classe e di interclasse e del Consiglio di istituto e di circolo; elegge tra i suoi membri un presidente che non può ricoprire contemporaneamente la carica di presidente di Consiglio di circolo o di istituto. Il Consiglio dei genitori si insedia subito dopo l'elezione dei rappresentanti di classe, indice almeno due volte all'anno un'assemblea generale di tutti i genitori ed è obbligatoriamente consultato nella stesura del piano dell'offerta formativa. Ogni scuola mette a disposizione gli spazi per gli incontri ed ogni altro strumento finalizzato a favorire la più ampia partecipazione. Con legge dello Stato da approvare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge sono istituiti e regolamentati gli organi collegiali territoriali. (Informazione e trasparenza) Le scuole garantiscono la più ampia informazione sulle proprie attività. Tutti gli atti delle scuole sono pubblici, ad eccezione delle parti contenenti dati che la cui diffusione può ledere il diritto alla riservatezza dell'individuo. Tutti i genitori, gli insegnanti e le insegnanti, il personale ausiliario-tecnico-amministrativo, gli studenti e le studentesse possono prendere visione degli atti pubblici delle scuole. Ogni scuola è tenuta a dotarsi di un proprio sito internet , costantemente aggiornato in merito all'attività didattica, ai progetti di integrazione tra scuola e territorio, alle attività ed alle decisioni degli organi collegiali, agli atti amministrativi e ad ogni altro aspetto dell'attività istituzionale.