[pronunce]

che, con riferimento al previgente art. 117 Cost. e alle competenze europee in materia di politica agricola comune, l'accesso di soggetti alle iniziative economiche in agricoltura potrebbe essere modulato in modo differenziato a seconda delle diverse produzioni e dei diversi ambiti territoriali (anche infraregionali), con la conseguenza che la dissuasione mediante norma statale di generale portata riferita a una categoria residuale di soggetti aspiranti acquirenti (di terreni agricoli e di loro pertinenze) risulta non coerente con le linee di politica agricola espresse sia a livello europeo sia in sede regionale; che la citata legge 21 febbraio 1977, n. 36, ha, inoltre, introdotto una disuguaglianza non compatibile con l'art. 3 Cost. rispetto al già non lieve trattamento “normale” previsto per i trasferimenti immobiliari per gli imprenditori agricoli; che, quanto all'art. 42 Cost., infine, il sostanzioso disincentivo posto dalla legge n. 36 del 1977 all'accesso alla proprietà di terreni agricoli è incompatibile con il diritto costituzionalmente garantito all'accesso alla proprietà privata (“accessibile a tutti”); e ciò con riguardo sia all'aspirante compratore, che può rinunciare all'acquisto del diritto di proprietà in considerazione della pesante imposizione, sia al proprietario offerente in vendita, il quale vede ridotto il prezzo conseguibile sia per effetto della riduzione del numero dei concorrenti all'acquisto sia per effetto della parziale “traslazione all'indietro” del carico fiscale; che nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la Corte dichiari la questione inammissibile e comunque manifestamente infondata. Considerato che, in riferimento ai parametri costituzionali costituiti dagli articoli 3, 42 e 53 della Costituzione, la questione è manifestamente infondata per le stesse ragioni per le quali questa Corte ha già dichiarato, con ordinanza n. 449 del 1998, manifestamente infondata la analoga questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1, secondo comma, della tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro), denunciato per l'eccessività della misura dell'imposta, nella parte in cui stabilisce nella misura del 15% l'imposta di registro sugli atti di trasferimento dei terreni agricoli a favore di soggetti diversi dagli imprenditori agricoli osservando che sono rimesse alla discrezionalità del legislatore sia l'individuazione delle situazioni significative della capacità contributiva sia la determinazione dell'entità dell'onere tributario, con il limite della non arbitrarietà o irrazionalità della scelta legislativa, non superato nel considerare indice di capacità contributiva l'acquisto di terreni agricoli, ponendo l'imposta a carico di ciascun successivo acquirente, con una aliquota raccordata ai criteri di valutazione dei beni iscritti in catasto tale da avere una contenuta incidenza sul valore del bene; che è manifestamente inammissibile la questione circa la legittimità costituzionale della norma impugnata in riferimento all'art. 11 della Costituzione, per omessa motivazione in ordine al parametro di cui si deduce la violazione (ordinanza n. 459 del 2002); che è manifestamente inammissibile la questione circa la legittimità costituzionale della norma impugnata in riferimento al testo previgente dell'art. 117 della Costituzione, per la genericità della censura. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2 della legge 21 febbraio 1977, n. 36 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 dicembre 1976, n. 854, recante maggiorazione di aliquote delle imposte di registro, di bollo e delle tasse sulle concessioni governative), sollevata dalla Commissione tributaria centrale, in riferimento agli articoli 11 e 117 (nel testo previgente) della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2 della medesima legge 21 febbraio 1977, n. 36, sollevata dalla Commissione tributaria centrale, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 42, primo e secondo comma, e 53 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta,l'11 gennaio 2005. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 gennaio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA