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L'articolo 7 riguarda l'istituzione decentrata in ciascuna delle isole minori di un presidio di protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, e del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 152. L'articolo 8 delinea un rapporto diverso con gli istituti universitari e scientifici, a cui si chiede di dedicare particolare attenzione ai temi e ai problemi delle piccole isole. La parte più significativa è rappresentata dal nuovo ruolo che si chiede di svolgere alle banche e agli istituti di credito. Si ritiene che debbano essere più collegati con il territorio e più coinvolti nelle scelte progettuali idonee allo sviluppo dell'area in cui interagiscono e che essi stessi assumano il ruolo non di meri valutatori di progetti, ma di attori di quello sviluppo che contribuiscono a creare. Un orientamento di questo genere sembra maturare anche nello stesso mondo bancario, come emerge da recenti riflessioni sul tema. L'articolo 9 riguarda i rapporti con le isole minori del Mediterraneo, prevedendo di intensificare lo scambio culturale e il trasferimento delle esperienze delle comunità isolane mediante l'istituzione di un Comitato parlamentare italiano per l'organizzazione di periodiche conferenze degli enti locali delle isole minori del bacino del Mediterraneo.. 1 (Oggetto e finalità della legge) 1 Le isole minori costituiscono un territorio omogeneo per caratteristiche culturali, sociali ed economiche, denotato, a causa dell'insularità, da svantaggi strutturali che ne ostacolano lo sviluppo economico e sociale. 2 La salvaguardia e la valorizzazione delle specificità culturali, economiche, sociali e ambientali delle isole minori costituiscono obiettivo primario nazionale. Al raggiungimento di tale obiettivo, nel quadro dei princìpi definiti a livello europeo, concorrono, secondo le rispettive competenze, lo Stato, le regioni e gli enti locali. 3 Gli enti locali, incluse le comunità isolane e di arcipelago, sono riconosciuti come poli di sviluppo sostenibile delle isole minori tesi a valorizzare le migliori risorse presenti e a dare forza alle vocazioni economico-sociali assolutamente specifiche che essi rappresentano. 2 (Obiettivi di valorizzazione e di sviluppo) 1 Lo Stato, le regioni e gli enti locali, secondo le rispettive competenze e funzioni, garantiscono nelle isole minori, mediante apposite iniziative normative, programmatiche e progettuali, interventi per: a la preservazione delle condizioni di base per un insediamento umano sostenibile, con particolare riferimento alla tutela della salute, anche mediante l'attivazione di presidi sanitari, al diritto allo studio e alla formazione professionale; b la pianificazione delle operazioni di soccorso in situazioni di emergenza, tramite il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri; c la promozione della ricerca e dell'innovazione tecnologica, nell'ambito della politica di sostegno delle aree sottoutilizzate e nel quadro della ricerca scientifica nazionale, sia presso gli enti pubblici sia presso le imprese e gli altri soggetti privati, con specifico riferimento alle condizioni e alle dimensioni atipiche di vita nonché alle particolari esigenze dei comuni e delle comunità isolane e con riguardo ai seguenti settori: 1 servizi di telecomunicazione su larga banda per la telemedicina, il telelavoro e la teleformazione; 2 servizi di trasporto e di navigazione, assistiti da reti satellitari e via cavo; 3 produzioni energetiche alternative; 4 smaltimento dei rifiuti; 5 rifornimento idrico, anche mediante potabilizzazione e desalinizzazione; d la tutela e la valorizzazione ambientale e dei beni culturali, ai sensi di quanto previsto dalla normativa vigente sulle aree protette e in materia di beni e attività culturali; e la promozione e la qualificazione dell'offerta turistica, anche al fine dello sviluppo dell'agricoltura, della maricoltura, della pesca, dell'artigianato e di altre attività produttive, con la possibilità di prevedere: 1 la facoltà per i comuni di regolamentare l'accesso dei turisti giornalieri, con opportune modalità di selezione e di contenimento dei relativi flussi, nonché di istituire appositi ticket di ingresso; 2 agevolazioni relative ai trasporti marittimi ed aerei da e per le isole minori, in particolare nelle stagioni diverse da quella estiva; f la promozione in Italia e in ambito internazionale del marchio di qualità dei prodotti delle isole minori. 3 (Comitato istituzionale delle isole minori) 1 È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato istituzionale delle isole minori, di seguito denominato «Comitato», presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o da un sottosegretario di Stato appositamente delegato. 2 Il Comitato è organo paritetico ed è composto: a da un rappresentante per ciascuno dei Ministeri competenti per le problematiche delle isole minori, in numero non superiore a sette; b da un rappresentante per ciascuna delle regioni nel cui territorio sono presenti isole minori; c da sette sindaci nominati dall'Associazione nazionale dei comuni delle isole minori (ANCIM), in rappresentanza delle aree regionali interessate. 3 Possono partecipare alle riunioni del Comitato altri rappresentanti di enti pubblici e di associazioni che il Comitato stesso decida di convocare per la trattazione di particolari temi. 4 Il Comitato, attraverso un apposito regolamento, da adottare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplina la sua durata e il suo funzionamento che non deve, comunque, comportare oneri aggiuntivi a carico dello Stato. 4 (Compiti del Comitato) 1 Il Comitato ha il compito di valutare gli obiettivi di sviluppo elaborati in sede locale, di predisporre i criteri di riparto del Fondo di cui all'articolo 5, di valutare il programma di interventi di sviluppo previsto dall'articolo 5, comma 3, nonché di approvare il Documento di programmazione elaborato al sensi dell'articolo 6. 2 Il Comitato ha compiti consultivi nelle materie oggetto della presente legge e in particolare rende pareri, propone indirizzi, esprime valutazioni e comunque si pronuncia, ove richiesto dalle amministrazioni centrali dello Stato, dalle regioni e dalle Camere, sulle questioni relative ai seguenti aspetti della programmazione dell'intervento pubblico in favore delle isole minori: a strategie rivolte a uno sviluppo sostenibile; b pianificazione della sicurezza ambientale e della protezione civile; c progetti di sviluppo e di innovazione tecnologica per le piccole e medie imprese; d programmi di dotazione infrastrutturale attinenti alle telecomunicazioni, alla mobilità sostenibile, alla portualità, alla sanità pubblica, alla valorizzazione delle risorse naturali e culturali nel contesto della qualificazione dell'offerta turistica. 3