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Noi dovremmo chiederci perché non riusciamo, come classe politica, a trasmettere il senso dello Stato e dell'appartenenza allo Stato in quanto parte di una amministrazione pubblica e, quindi, parte altresì integrante di un disegno che vuole lo Stato, la Provincia, il Comune, la Regione e la ASL efficienti e al servizio del cittadino. Perché non ci si sente contenti e felici di svolgere questo tipo di servizio nel momento in cui si riceve una retribuzione? Il disegno di legge in esame non è una risposta, perché credo che la sua pecca maggiore sia il fatto che è superficiale. E questo è il motivo per cui lo riteniamo una soluzione deludente rispetto ai roboanti programmi e progetti annunciati in materia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, siamo alla terza lettura del disegno di legge concretezza, ma i vari passaggi dal Senato alla Camera dei deputati nulla hanno prodotto di significativo: il provvedimento resta sterile, non affronta minimante una vera riforma della pubblica amministrazione, che è invece urgente e non rinviabile per le ricadute in termini di servizi e costi su cittadini e imprenditori. È assurdo, infatti, pretendere di sviscerare efficacemente un lavoro dedicato alla pubblica amministrazione affrontandolo in maniera frammentaria solo attraverso lo sblocco del turnover delle assunzioni, il contrasto all'assenteismo, la costituzione di un nucleo di controllo e il rimborso dei buoni pasto ai dipendenti pubblici della società emettitrice fallita Qui!Ticket. L'articolato del disegno di legge in oggetto si esprime in un insieme eterogeneo di disposizioni, per di più dedicate ognuna solo a una parte limitata del vasto complesso della pubblica amministrazione, a prescindere dai diversi contesti. Non si intravede una visione organica, che pure sarebbe doverosa: prima di parlare di assunzioni, forse, si dovrebbero definire la semplificazione, la sburocratizzazione, la riorganizzazione del lavoro, da cui derivano le competenze e le risorse necessarie per la loro realizzazione. Che senso ha - per esempio - avviare assunzioni nella pubblica amministrazione privilegiando le competenze digitali dei candidati, se per le amministrazioni non sono ancora definite e previste le dotazioni di infrastrutture necessarie per attuare il processo? Ma ditelo: che senso ha! Si parla di sblocco di assunzioni senza poi tener conto delle reali esigenze anche locali; senza considerare che vi sono particolari comparti che hanno esigenze impellenti di personale - pensiamo alla scuola, alla sanità, ma anche alle Forze dell'ordine e ai Vigili del fuoco - comparti che sono esclusi da questo provvedimento e per i quali si rinvia ad altre norme. Peccato che la legge di bilancio abbia paradossalmente previsto lo sblocco delle assunzioni non prima di novembre 2019. Ma la scuola ha bisogno di insegnanti a settembre. I medici servono ora, tant'è vero che vi sono Regioni come il Veneto che hanno deliberato di richiamare i medici in pensione, mentre il Molise fa addirittura ricorso ai medici militari. Invece di provvedere ad aprire i concorsi per tempo, cosa si è fatto? Si è peggiorata la situazione con quota 100. Si parla, poi, di Piano triennale delle azioni positive, che contiene le azioni dirette a garantire l'efficienza della pubblica amministrazione, ma è un piano che non esiste ancora perché demandato a un decreto ministeriale ancora da definire. E che i decreti attuativi, oggi più che mai, siano l'ostacolo per l'attuazione dei provvedimenti di questo Governo - come afferma da sempre Forza Italia - è confermato da dati recenti dell'Ufficio studi della Camera. Si pensi alla legge di bilancio: ben 143 dei 168 provvedimenti governativi devono ancora essere emanati e per il 60 per cento di essi sono già scaduti i termini. Lo stesso dicasi per i decreti degli altri provvedimenti, tra cui il reddito di cittadinanza, nonostante il premier Conte abbia detto che il reddito di cittadinanza è solo da monitorare e controllare. Forse sarebbe anche opportuno che cominciasse a controllare il lavoro dell'Esecutivo per far completare non solo questo ma anche tutti gli altri provvedimenti. Il disegno di legge concretezza rappresenta l'ennesimo testo di propaganda che istituisce ancora nuovi carrozzoni: si pensi al Nucleo concretezza che - nonostante la negazione del Governo - è un vero e proprio organo di vigilanza che si va a sovrapporre a quelli già esistenti e che si relazionerà con le prefetture, evidenziando un maggior controllo dello Stato sulle amministrazioni locali. Colleghi della Lega, altro che autonomia! E come può il Nucleo, con un organico di sole 53 persone, eseguire i controlli e fare da navigator per oltre 10.000 pubbliche amministrazioni? Non servirà proprio a nulla. Sul tema del contrasto all'assenteismo: obiettivo condivisibile, ma occorre conoscere bene le realtà dove entrambi i dispositivi di videosorveglianza e di biometria sono imposti. Abbiamo già detto che vi sono piccoli Comuni, con due-tre dipendenti, piccoli enti locali che non solo non necessitano di tali imposizioni, ma ne vengono penalizzati. Così come è impossibile che i dirigenti della pubblica amministrazione siano sottoposti a controlli, in quanto spesso sono a scavalco tra più enti. Ma avete una vaga idea delle realtà che andate a normare? Ce l'avete? In merito al comparto scuola, i docenti sono ora esclusi dal controllo, che rimane invece imposto per i dirigenti. Vi ricordo che i 7.000 dirigenti scolastici in servizio devono garantire la loro presenza in 43.000 plessi scolastici; devono curare i rapporti con altre scuole, oltre che con enti locali, ASL, uffici territoriali dell'amministrazione scolastica, ordini professionali, associazioni del territorio. Possono - secondo voi - essere sottoposti a controllo? Di che cosa stiamo parlando? Faccio presente che le figure dirigenziali lavorano per obiettivi e non a orario. Poi dovreste pagare anche gli straordinari quando si fermano la sera per terminare il proprio lavoro. Quindi, imponete senza una logica i dispositivi per i controlli, mettendo a disposizione solo 35 milioni di euro, risorse già a suo tempo considerate insufficienti dalla Corte dei conti nel disegno di legge non emendato. Figuriamoci adesso che dovrebbero servire anche per gli istituti scolastici. Colleghi della maggioranza, i sindaci - e, vi garantisco, non solo loro - vi ringrazieranno perché riuscite sempre a imporre obblighi e servizi agli enti locali a loro spese. Qui state imponendo di controllare tutto e tutti per mera propaganda, senza una ratio e senza provvedere con le risorse. Il Governo non riesce a calare nella realtà i provvedimenti che adotta, perché manca di una visione e perché sempre costretto a negoziare al ribasso tra le due componenti Lega e M5S. Anche per quanto riguarda i bandi di selezione per il pubblico impiego, il Governo non pare avere le idee chiare: logica vorrebbe che prima si valutasse il profilo di un candidato, per poi farlo accedere alle prove, e non viceversa.