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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 32 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 16,10. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 (Parere alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) La senatrice BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ), relatrice, introduce la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2019, che costituisce il primo esaustivo documento del nuovo esecutivo volto ad illustrare i contenuti e gli obiettivi politici attesi per l'anno in corso in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Il testo, che viene presentato a norma della legge n. 234 del 2012 sulla partecipazione dell'Italia alle politiche dell'Unione europea, è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al quadro istituzionale e al processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, alla dimensione esterna, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Nell'ambito delle questioni istituzionali, la Relazione evidenzia innanzitutto, quale obiettivo prioritario dell'esecutivo italiano, la promozione di un'Europa più forte, più solidale e più vicina ai suoi cittadini, dando impulso ai negoziati per la proposta di riforma dell'istituto dell'iniziativa dei cittadini europei e alla proposta di accordo interistituzionale su un registro di trasparenza obbligatorio. Viene altresì sottolineato l'impegno per conseguire il più largo consenso possibile a sostegno delle candidature che saranno avanzate dall'Italia nel corso del 2019 nell'ambito del rinnovo delle cariche istituzionali di vertice dell'Unione europea. Altro obiettivo prioritario indicato nella Relazione, l'impegno a garantire, in relazione all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, un'adeguata protezione degli interessi e la piena reciprocità dei diritti dei cittadini degli altri Stati membri in territorio britannico, a tutela anche della numerosa comunità italiana residente. Viene altresì sottolineato l'impegno a negoziare, nell'ambito del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, insieme alle «nuove» priorità europee come i flussi migratori, la sicurezza, la difesa, la ricerca e il completamento del mercato interno, una ridefinizione degli stanziamenti destinati ai Fondi di coesione e alla Politica agricola comune (PAC), garantendo almeno il mantenimento dei livelli di finanziamento per l'agricoltura italiana. Fra le politiche settoriali, la Relazione pone in evidenza l'obiettivo prioritario dell'esecutivo italiano per la realizzazione di una strategia europea strutturata su politiche comuni in materia di immigrazione, con una condivisione da parte degli Stati membri delle misure per la protezione dei confini esterni e per una ripartizione equa delle pressioni derivanti dai flussi migratori. Nell'ambito della parte terza, quella espressamente dedicata alla dimensione esterna dell'Unione europea e, dunque, ai temi di più specifico interesse per la Commissione Esteri, la Relazione programmatica sottolinea innanzitutto l'impegno dell'esecutivo a voler sostenere la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e quella di sicurezza e difesa comune (PSDC), orientandole in senso conforme agli interessi nazionali. Viene inoltre sottolineata la disponibilità a valutare in modo costruttivo la proposta della Commissione di rafforzare l'efficacia di tali politiche attraverso l'introduzione del voto a maggioranza qualificata in alcuni settori (dal tema delle sanzioni a quello dei diritti umani, fino alle missioni civili della Politica di sicurezza e di difesa comune). Sul piano geografico, rilievo prioritario continuerà ad essere assegnato all'area mediterranea, in considerazione della sua instabilità e delle gravi minacce che ne conseguono per la sicurezza dell'Unione. In tale ambito, sarà posto l'accento sul sostegno che la politica estera e di sicurezza comune (PESC) potrà fornire all'elaborazione di efficaci politiche migratorie, sul rafforzamento della posizione unitaria dell'Unione europea sulla Libia, valorizzando la prospettiva italiana per la stabilizzazione del Paese, e sulla collaborazione con i Paesi africani maggiormente interessati al fenomeno migratorio - con particolare riferimento alla rotta del Mediterraneo centrale -, nel quadro di una strategia improntata a un approccio complessivo e orientata verso la lotta ai traffici e alle cause della migrazione, in particolare in Corno d'Africa, Sahel e Nord Africa. Tra gli ulteriori obiettivi indicati nella Relazione, prosegue la relatrice, vanno menzionati: il contrasto al terrorismo, all'estremismo violento e ai fenomeni correlati, incluso quello dei foreign fighters , nonché il sostegno alle azioni dell'Alto Rappresentante e del Servizio europeo per l'azione esterna in tema di disarmo, il controllo degli armamenti e la non proliferazione, con particolare riferimento alla preservazione dell'accordo sul nucleare iraniano. Si esplicita, inoltre, l'impegno per la promozione in sede europea dell'approccio italiano alla Siria, basato sull'attuazione della Risoluzione del Consiglio di sicurezza n. 2254 e sul sostegno agli sforzi dell'Inviato Speciale delle Nazioni Unite, oltre che sulla necessità di un confronto con i componenti del cd. «Processo di Astana», in primis la Russia. Ulteriori impegni riguardano l'incoraggiamento all'azione dell'Alto Rappresentante per favorire la ripresa del dialogo tra le parti nell'ambito del Processo di pace in Medio Oriente, il supporto all'azione europea per rafforzare le relazioni con i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, anche per rilanciare gli sforzi internazionali per una soluzione diplomatica della crisi in Yemen e l'impegno a mantenere alta l'attenzione dell'Unione europea sulla situazione del Venezuela. Con riferimento alla crisi ucraina, la Relazione rimarca che il Governo continuerà a promuovere un approccio bilanciato da parte dell'Unione europea, al fine di garantire l'attuazione degli accordi di Minsk, e favorendo il sostegno ad ogni iniziativa che prediliga il dialogo con la Federazione russa. In merito alle relazioni con l'Africa, il documento sottolinea che anche nel 2019 l'esecutivo concentrerà la propria attenzione sul Corno d'Africa e sulla fascia saheliana, terre di origine dei flussi migratori, la cui stabilità è necessario preservare. Nel capitolo dedicato alla Politica della difesa comune, il testo evidenzia l'impegno dell'esecutivo a sostenere il rafforzamento della difesa europea - a partire dal consolidamento dell'impianto istituzionale della Cooperazione strutturata permanente (PESCO) - in complementarità con la NATO e con l'obiettivo di sviluppare capacità che consentano di far fronte alle esigenze di protezione del territorio e di stabilizzazione del vicinato.