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con decreto del direttore regionale del Ministero per i beni e le attività culturali del 21 giugno 2011 è stato dichiarato l'interesse culturale dell'isola ai sensi degli artt. 10 e 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, con la seguente motivazione: "in considerazione della storia dell'isola segnalata oggi unicamente dalla presenza dei resti di edifici che connotavano l'antico monastero e individuati nei resti dell'antico chiostro, nell'edificio denominato casa dell'ortolano e nell'edificio denominato casello delle polveri, si dichiara sussistere l'interesse storico artistico della conservazione dell'isola"; l'isola della Certosa rientra interamente nella perimetrazione della "Rete Natura 2000": ZPS IT3250046 "Laguna di Venezia" e ZSC IT3250031 "Laguna superiore di Venezia", che impongono di introdurre misure e azioni orientate alla conservazione degli habitat e alla riedificazione ambientale ai sensi della DGR n. 1131/2017; con sentenza n. 550 del 26 maggio 2016 il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto annullava la deliberazione del Consiglio comunale di Venezia n. 9 del 1° febbraio 2016, che approvava un programma di valorizzazione unitario dell'isola della Certosa con il vicino Forte di Sant'Andrea, finalizzato al trasferimento della proprietà dei due complessi monumentali al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 5, comma 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85; considerato che: con deliberazione delle Giunta comunale di Venezia n. 358 del 22 novembre 2018 viene approvato un nuovo programma di valorizzazione dell'isola, sempre finalizzato al trasferimento della proprietà al Comune di Venezia; tale deliberazione dispone la modifica della citata convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, Rep. Municipale speciale n. 15798 del 13 gennaio 2011, con la società Vento di Venezia S.r.l. , allo scopo di attribuire alla società stessa la proprietà pro tempore degli edifici, che saranno costruiti sul sedime demaniale fino alla scadenza della convenzione; tale deliberazione prevede, inoltre, l'estensione della durata della convenzione sottoscritta con la società Vento di Venezia S.r.l. fino al 15 novembre 2106, integrando per modalità e durata un vero e proprio rapporto sub-concessorio con il partner privato; tali modifiche venivano effettivamente apportate alla convenzione del 2010, mediante sottoscrizione di apposito addendum in data 23 aprile 2019, Rep. Municipale n. 131244 del 23 aprile 2019; l'art. 952 del Codice civile attribuisce la facoltà di costituire il diritto di superficie al solo proprietario; gli artt. 5 e 17 del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, recante "Regolamento concernente i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato", vieta la sub-concessione dei beni demaniali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se intendano avviare, nelle sedi di competenza, attività di vigilanza e controllo allo scopo di rilevare eventuali violazioni dell'art. 952 del Codice civile e, se del caso, riportare alla proprietà dello Stato gli edifici, che nel frattempo sono stati costruiti sul sedime demaniale dell'isola della Certosa; se, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano attivarsi al fine di verificare possibili violazioni degli artt. 5 e 17 del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, in particolare se il bene sia stato sub-concesso a soggetti terzi; se ritengano infine avviare ogni altra indagine o verifica, nel caso anche ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 13 luglio 1998, n. 367, sull'osservanza delle prescrizioni concernenti le modalità di utilizzo del complesso monumentale. Atto n. 4-05378 PEPE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: la Metapontum Agrobios S.C.AR.L. è dal 1985 impegnata in attività per lo sviluppo ed il trasferimento dell'innovazione in agricoltura e nel sistema agro-industriale, attraverso progetti di ricerca volti allo sviluppo e all'applicazione di tecnologie innovative per la protezione delle colture da virus , insetti, patogeni, per il miglioramento della qualità di piante di interesse agrario ed industriale e per l'ottenimento di sostanze ad alto valore aggiunto da specie vegetali da impiegare in settori industriali; a seguito di alcune modifiche statutarie avvenute nel corso del 2011, la Metapontum Agrobios S.r.l. è divenuta società in house providing (unico socio è la regione Basilicata) ed ha ad oggetto l'erogazione di servizi e la realizzazione di attività innovative di ricerca (esclusivamente a favore degli Enti costituenti o partecipanti o affidanti) in ambito biotecnologico nei settori: industriale, agroalimentare, farmaceutico, chimico, elettronico, ambientale e della salute degli esseri umani ed animali; ai sensi dell'articolo 27, commi 3 e 4, della legge regionale 4 agosto 2011, n. 17, la Giunta regionale della Basilicata ha adottato la delibera n. 1568 del 27 novembre 2012, con la quale ha ritenuto sussistenti le condizioni per la messa in liquidazione della società, avendo giudicato non sussistenti le condizioni per il rilancio della stessa; successivamente, con delibera della Giunta regionale n. 1868 del 2012, la Regione ha disposto il trasferimento alle agenzie regionali ARPAB ed all'ALSIA del personale, delle immobilizzazioni materiali e dei progetti in corso mediante cessione di due rami d'azienda, autorizzando al contempo i legali rappresentanti di ARPAB e ALSIA alla sottoscrizione dei relativi contratti ed agli adempimenti successivi e consequenziali; il trasferimento delle risorse strumentali è avvenuto a titolo gratuito, mentre il personale è stato assunto dall'ARPAB e dall'ALSIA con contratto di diritto privato nell'ambito del contratto collettivo di lavoro in godimento, quello dei chimici, senza procedere alla costituzione di un rapporto di pubblico impiego con i dipendenti transitati; tuttavia, tra ARPAB e ALSIA ci sono state differenze di trattamento tra i dipendenti, in quanto il personale transitato in ARPAB è stato inquadrato dall'INPS di Potenza nella gestione privatistica, mentre quello transitato in ALSIA è stato inquadrato dall'INPS di Matera nella gestione pubblica ex INPDAP; peraltro, la posizione dei lavoratori è a forte rischio, in quanto la Corte dei conti ha rilevato pesanti criticità sulla capacità assunzionale della Regione per l'aumento della spesa di personale, anche a seguito del trasferimento a suo tempo operato del personale ALSIA nel ruolo unico regionale; il 19 ottobre 2020 il vicepresidente della Giunta regionale Francesco Fanelli ha incontrato le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL per affrontare il tema, ma nonostante i ripetuti incontri non si è giunti ad una soluzione della questione;