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La normativa statale è sempre stata parca nel fornire tali princìpi basilari, venendo così meno a quel fondamentale compito di coordinamento che – in una materia condivisa, come il territorio – è alla base del corretto rapporto tra Stato e regioni. Il presente disegno di legge vuole sopperire a tale carenza, nel modo più chiaro ed operativo. L'articolo 4 reca disposizioni in materia di riuso urbanistico ed edilizio – in grado di affrontare il problema del vasto ed in parte dissueto patrimonio costruito d'Italia – per contenere il consumo di suolo. Per raggiungere tale obiettivo, alla luce di una vasta esperienza maturata tramite il confronto con la realtà di chi quotidianamente si rapporta con il problema del riuso (funzionari pubblici, professionisti, imprenditori), l'articolo individua una serie di interventi semplici e concreti, di sicura efficacia per dirottare le iniziative dal consumo di nuovo suolo verso il riuso del patrimonio esistente. L'articolo 5 reca misure urbanistiche ed edilizie per l'incentivazione gli interventi di riuso. L'articolo 6 prevede incentivi fiscali per favorire il riuso edilizio, sotto forma di detrazione sull'imposta lorda, sui redditi delle spese documentate di demolizione, smaltimento dei materiali di risulta e di ricostruzione. L'articolo 7 prevede incentivi fiscali per favorire la rinaturalizzazione di terreni già impermeabilizzati, sotto forma di detrazione sull'imposta, lorda, sui redditi delle spese documentate di demolizione, asportazione e smaltimento dei manufatti o dei materiali impermeabilizzanti e di eventuale reimpianto di specie arboree autoctone. L'articolo 8 reca la delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi recanti disposizioni volte semplificare e a incentivare con opportune misure fiscali interventi, pubblici e privati, di rigenerazione urbana di aree urbane degradate attraverso il miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, di sicurezza attiva e passiva, paesaggistiche, ambientali e culturali nonché a predisporre deroghe al patto di stabilità interno in favore dei comuni per la rigenerazione urbana. L'articolo 9, in fine, reca la copertura finanziaria.. 1 (Finalità, princìpi ed ambito di applicazione) 1 La presente legge ha per fine l'uso razionale del suolo, del patrimonio edilizio e delle risorse naturali, allo scopo di coniugare lo sviluppo economico, sociale ed infrastrutturale con la tutela dei valori ambientali, paesaggistici e della sicurezza dal rischio idrogeologico. 2 La presente legge detta i princìpi fondamentali della materia del governo del territorio che costituiscono determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, da garantire su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. 3 La pianificazione territoriale, esercitata alle diverse scale secondo l'articolazione amministrativa del territorio nazionale, è lo strumento principale per conseguire l'uso razionale del suolo e delle risorse naturali. 4 La presente legge individua, in particolare, nel riuso del patrimonio edilizio esistente la scelta ottimale per contenere il consumo di suolo, promuovendone l'attuazione. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, si intende per: a « pianificazione territoriale », di seguito denominata « pianificazione »: l'insieme delle azioni e degli strumenti predisposti per indirizzare e controllare l'insediamento delle attività umane; b « atti di pianificazione » o « strumenti di pianificazione »: l'insieme di documenti, grafici e normativi, che ad ogni livello di governo attuano la pianificazione territoriale, regolando l'uso del suolo, ivi comprese infrastrutture e manufatti per l'uso pubblico o privato; c « piano regolatore generale »: lo strumento urbanistico, comunque denominato ed articolato, che regola l'utilizzo del suolo e degli immobili su tutto il territorio comunale; d « uso razionale del suolo »: ogni forma di uso del suolo, globalmente inteso, che consenta lo sviluppo delle attività umane e che preveda al contempo di minimizzare la trasformazione del suolo naturale o seminaturale in suolo urbanizzato, unitamente al recupero del patrimonio edilizio esistente; e « consumo di suolo »: l'incremento della trasformazione di superficie libera, naturale, seminaturale, agricola, urbana e periurbana, per effetto di interventi di impermeabilizzazione o di erosione, nonché per effetto di perdita di materia organica, di biodiversità o per effetto di contaminazione; f « contenimento del consumo di suolo »: le azioni messe in atto dalla pianificazione per contenere il fenomeno, anche tramite forme di bilanciamento tra nuovo consumo di suolo e restituzione di suolo allo stato agricolo o naturale; g « patrimonio edilizio e infrastrutturale »: l'insieme degli immobili e delle infrastrutture esistenti sul territorio; h « riuso »: il processo di trasformazione, attuato sia a livello urbanistico sia a livello edilizio mediante gli interventi di cui all'articolo 3 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, di immobili esistenti, non più adatti agli usi attuali, limitando di conseguenza l'occupazione di suolo naturale o seminaturale; i « rigenerazione urbana »: insieme organico di interventi su immobili pubblici o privati, pianificato per conseguire la funzionalità, la sicurezza ed il decoro delle attività umane; l « edifici preesistenti »: gli edifici fisicamente esistenti, anche se non più adatti all'uso, e gli edifici non più esistenti la cui precedente esistenza sia documentabile da atti o documenti catastali. 3 (Princìpi per la pianificazione territoriale) 1 La pianificazione territoriale è regolata dalla normativa regionale, nel rispetto degli indirizzi statali e di quanto disposto dalla presente legge. 2 Costituiscono princìpi fondamentali della materia del governo del territorio: a il rispetto delle indicazioni programmatorie dello Stato, valide per tutto il territorio nazionale o per parti di esso, espresse tramite atti aventi valore di legge; b l'esistenza di piani propri per ogni livello di governo o per sue aggregazioni a livello comunale, provinciale o regionale; i piani di livello inferiore non possono derogare a quelli di livello superiore; c la formazione dei piani in maniera libera, scientificamente documentata, tecnicamente corretta e trasparente; d il diritto dei cittadini e delle loro organizzazioni ad intervenire nei processi di pianificazione tramite proposte ed osservazioni; e l'approvazione dei piani nell'ambito di processi che prevedano la verifica tecnica degli atti e la compartecipazione dei soggetti proponenti alle decisioni; f l'applicazione della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) all'approvazione dei piani, nei limiti di legge e di quanto previsto dall'articolo 6; g la durata temporalmente limitata di ogni vincolo posto sulla proprietà privata ed il diritto all'equo indennizzo in caso di esproprio. 3 La pianificazione territoriale, ad ogni livello di governo, riconosce l'importanza strutturale del contenimento dell'uso di suolo allo stato naturale e persegue tale obiettivo tramite: a miglior progettazione di infrastrutture e servizi; b stretto rapporto tra previsioni di insediamento e trend di crescita;