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Avere ceduto a poco a poco - ne parlavo con un cattolico nei giorni scorsi - anche su questioni che apparivano non troppo significanti per apparire moderni, conformi ed essere osannati dai laici e soprattutto dai laicisti, ha portato la Chiesa a questo punto: può esprimersi soltanto al riguardo di quello è scritto nel Concordato, che è importante, ma non è la sostanza, bensì la forma. Oggi la Chiesa si è ridotta a essere fondata sull'ambientalismo e sull'accoglienza, dimenticando la dimensione verticale ed escatologica. Ciò è molto grave e speriamo che ci sia una scuola, tipo quella dei monaci del Medioevo di Cluny, che faccia riprendere forza e vigore alla Chiesa, tanto quanto merita. Anche tanti gay che conosco, che vivono singolarmente o in coppia, sono contrari a questa legge. Vivono con dignità e rispetto la loro situazione, che è ormai concepita come normale. Il rispetto è reciproco tra le persone etero e omosessuali, che si rispettano reciprocamente e con dignità. Ripeto che questo è molto importante. Questa legge è l'anticamera dell'utero in affitto, pratica offensiva della donna, soprattutto di quelle povere, che ne diventano oggetto. La facile diffusione della pratica e delle teorie gender e di ciò che comportano nell'educazione e nelle trasformazioni, anche radicali, dei bambini sono quasi contro natura, secondo la mia concezione. La discrezione del giudice, come già detto, nelle opinioni, ex articolo 4, è troppo ampia e sarà pericolosa. Pensate che si possano mettere al posto del proletariato, che era al centro delle attenzioni dei partiti di sinistra, i gay e questi argomenti? Pensate che chi rappresenta queste tendenze sia più intelligente? Voi pensate - o una parte di quelli che sono a favore pensano - che il Governo sia soltanto di certi partiti e non degli altri, che sono accolti, ma solo come parenti poveri, perché hanno una macchia dalla loro nascita? Non è così. Che società vogliamo? In una società in cui la legge Zan sia applicata, che ruolo pensate che abbia la natalità, della quale tanto parliamo quando trattiamo della famiglia o degli aiuti alla natalità? Se fossimo tutti così, non ci sarebbe più natalità. E allora perché la difendiamo? Una società simile, secondo la vostra concezione, è immersa in problematiche socioassistenziali, create e mantenute all'infinito, al fine di favorire le associazioni che percepiscono i contributi pubblici (vedi l'immigrazione e i nuovi centri previsti dall'articolo 8 del disegno di legge in esame). Pensate che ci sia una società che si diverte. E come vive? Vive secondo i concetti tradizionali, quelli dei nostri Paesi e delle nostre comunità. Come si diverte? Si diverte in modo normale e ci sono tante cose belle e interessanti, se fatte bene. È una società che produce, cresce e paga il debito, quando è così confusa? Per mio conto, la legge Zan è la prosecuzione di un concetto e di un disegno nichilista della società; poi ci sarà l'eutanasia (c'è già un disegno di legge che circola). Ci sono gli stessi sintomi, a mio avviso, della caduta dell'Impero romano. Con tutte le forze, pertanto, credo ci siano anche nello schieramento favorevole persone che sono in crisi di coscienza e che hanno una storia come la mia e come tanti di quelli che votano no. Voterò no in tutti i modi, così come farà Forza Italia, lasciando tuttavia libertà di coscienza, come ha sempre predicato Berlusconi. Vi invito a meditare su quello che si va eventualmente a decidere con maggioranze risicate: è una questione che va approfondita e, semmai, approvata a maggioranze larghe, come si sta facendo su altri argomenti, tutti importantissimi, soprattutto in questo momento di crisi e di trasformazione della società. Approfitto della possibilità di avere ancora mezzo minuto per ripetere che sono fermamente contrario anche a una modifica. Questa legge non può passare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pillon. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, cari colleghi, questo non è un disegno di legge: questo è un disegno di nuova umanità. Si vuole utilizzare una battaglia giusta e condividibile, quella contro ogni forma di aggressione ingiustificata, facendola diventare un grimaldello per trasformare le basi stesse della nostra società. Vediamo se riesco a dimostrarlo nei minuti che mi sono stati concessi. È un disegno di uomo che è denunciato già dall'articolo 1, dove si vanno a sostituire parole naturali come «sesso», previste dalla nostra Costituzione e semplicemente dalla naturalità dell'essere umano, con «genere», «orientamento sessuale» e «identità di genere». Cos'è l'identità di genere? Credo che molti in quest'Aula ignorino cosa sia davvero l'identità di genere. Questa, attualmente codificata per esempio sul sito Facebook, ammonta a 58 identità differenti che, oltre al maschile e al femminile, includono anche gay , lesbica, bisessuale, transessuale, transgender , cisgender , queer , pansessuale, intersessuale, genere non binario, genderqueer , androgino, asessuale, agenderflux , demisessuale, grey asexual , aromantico. E potrei continuare per ore. Siamo davvero convinti che presentare ai nostri figli l'alternativa tra queste identità di genere sia un buon modo per crescerli liberi, sereni ed equilibrati? Credo che offrire tutte queste identità di genere serva in realtà a togliere l'identità ai nostri ragazzi, ai nostri figli. Vorrei leggere le parole di Keira Bell, una ragazza inglese che ha fatto una transizione di genere quando aveva sedici anni. È stata convinta nella sua scuola a fare una transizione e quindi si è fatta amputare il seno e si è fatta trasformare i genitali, dopo un lungo periodo di trattamento con bloccanti della pubertà. Le sue parole, dopo aver vinto la causa contro la clinica Tavistock and Portman di Londra: «Non si possono prendere decisioni simili a sedici anni e così in fretta. I ragazzi a quell'età devono essere ascoltati e non immediatamente assecondati. Io ne ho pagato le conseguenze, con danni gravi fisici. Ma così non va bene, servono cambiamenti seri». Questo sta accadendo non in ignoti Paesi del terzo mondo, ma nella civilissima Londra, nella civilissima Gran Bretagna, dove anni fa è stata approvata una legge, l'Equality Act, che è molto simile al disegno di legge Zan. Grazie all'Equality Act, ogni forma di resistenza da parte dei medici, del personale ospedaliero, degli insegnanti e degli stessi genitori alla transizione di genere dei minorenni è stata etichettata come omofobia. Siccome non mi credete, vi invito a leggere alcuni libri. Sono in lingua inglese, perché ovviamente non vengono tradotti in italiano. «Christians in the firing line», per esempio, scritto dal dottor Richard Scott, racconta come, sempre nella civilissima Gran Bretagna, un magistrato abbia perso il lavoro e sia stato licenziato semplicemente per aver scritto in una sentenza che i bambini, in caso di adozione, hanno il diritto di essere adottati da una coppia con mamma e papà e non da una coppia di persone dello stesso sesso. È stato licenziato e il suo nome è Andrew McClintock. Non solo: