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in data 6 dicembre 2019 il Comune di Sant'Anastasia (Napoli) è stato scosso dagli arresti del sindaco, del segretario generale e di due consiglieri comunali per un concorso pubblico per il quale l'autorità giudiziaria ipotizza gravissimi reati di corruzione; in particolare, le misure cautelari sarebbero state spiccate a causa di una compravendita dei posti banditi a concorso; in un atto di sindacato ispettivo dell'interrogante (4-01507 pubblicato il 2 aprile 2019 indirizzato al Ministro per la pubblica amministrazione) si erano segnalate delle gravi anomalie; tale interrogazione non ha avuto alcuna risposta da parte del Ministro competente ma i gravi fatti giudiziari che si sono verificati rappresentano più di una conferma della triste realtà politico-amministrativa che si vive a Sant'Anastasia; nonostante l'amministrazione sia stata "decapitata" c'è chi si ostina a reggerne le sorti mentre la comunità cittadina ha sete di verità e trasparenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti e se intenda attivare ogni sua facoltà per garantire ai cittadini di Sant'Anastasia di essere amministrati nel rispetto delle leggi dello Stato italiano; se ritenga di disporre una commissione di accesso per verificare tutte le procedure amministrative adottate ed in via di adozione presso il Comune di Sant'Anastasia; se non ricorrano le condizioni per lo scioglimento dell'amministrazione comunale di Sant'Anastasia. Atto n. 4-02667 BERNINI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: il 15 novembre 2019 il centro sociale bolognese "XM24" ha occupato l'edificio dell'ex caserma "Sani" di via Ferrarese, nel quartiere Bolognina, di proprietà della Cassa depositi e prestiti; va rilevato che il centro sociale era stato già sgomberato il 6 agosto dopo 17 anni di occupazione abusiva di un altro stabile, sito in via Fioravanti, ex sede del mercato ortofrutticolo; a seguito della nuova occupazione, Cassa depositi e prestiti aveva formalizzato regolare denuncia, al fine di giungere in tempi rapidi allo sgombero dell'immobile; diverse e numerose sono state le lamentele dei residenti, in particolare sugli interventi effettuati nel giardino "Parri", dove sorge la struttura, tra cui una passerella e delle scale per accedere all'ex caserma: opere a tutti gli effetti abusive e la cui presenza è stata comunque già verbalizzata dagli uffici competenti; è dell'11 dicembre 2019 la notizia del sequestro preventivo dell'ex caserma Sani, su decisione del gip Domenico Panza, che ha accolto la richiesta del procuratore Giuseppe Amato. Il provvedimento è stato trasmesso alla Procura per l'esecuzione: il reato ipotizzato è quello di invasione di edifici commesso in concorso; su quell'area risulta che da tempo Cassa depositi e prestiti abbia in programma un progetto di riqualificazione complessiva; a dicembre 2016, infatti, aveva bandito un concorso di progettazione, conclusosi a luglio 2017 e aggiudicato allo studio "Dogma" con sede a Bruxelles. La proposta aveva come obiettivo la trasformazione dell'ex caserma Sani in un segmento di un parco lineare, che si estende sulla direttrice nord-sud, tra il quartiere Bolognina e il polo fieristico. In particolare, secondo il progetto, il tessuto dei vecchi edifici sarebbe mantenuto e convertito in spazi domestici e di lavoro, con soluzioni volte a offrire nuove forme di alloggi accessibili; è assolutamente inaccettabile, a parere dell'interrogante, che si continuino a fare concessioni a realtà che agiscono in modo abusivo, fuori dalle regole e dalle istituzioni, così come appare ancor più illogico che lo stesso Comune di Bologna continui a promettere una sorta di "regolamentazione" per i collettivi, aprendo al dialogo e alla possibilità di offrire loro una sede, si chiede di sapere: se i Ministri indicati siano a conoscenza dei fatti esposti; se intendano acquisire elementi conoscitivi in merito all' iter procedurale per giungere allo sgombero dello stabile; quali siano le tempistiche per la riqualificazione totale dell'area, quali siano gli investimenti previsti e per quali tipologie di progetti; in che modo intendano velocizzare l' iter per la realizzazione di un progetto particolarmente atteso dai residenti della zona. Atto n. 4-02668 DE POLI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: da fonti di stampa si apprende che la storica fabbrica "Berto E. G. Industria Tessile" di Bovolenta (Padova), fondata nel 1887 e diventata espressione di una profonda cultura di prodotto, con una flessibilità produttiva tale da garantire prodotti unici, altamente personalizzati, per far fronte alla concorrenza spietata del mercato straniero del tessile, nel 2018 aveva messo a punto un piano di rilancio e riorganizzazione che prevedeva la chiusura di alcuni reparti e la conseguente procedura di mobilità per 50 dei 138 lavoratori rimasti nei quattro stabilimenti, decisione ridimensionata poi a 16 licenziamenti nel reparto tessitura; a distanza di un anno torna a riaffacciarsi lo spettro della riduzione di personale con l'annuncio di altri 20 esuberi necessari, secondo l'azienda, per far fronte ai problemi economici da attribuire principalmente agli alti costi aziendali non in linea con quelli del mercato internazionale; i rappresentanti sindacali non nascondono la preoccupazione per le conseguenze sul piano sociale e occupazionale e chiederanno, negli incontri preliminari con i rappresentanti della fabbrica, sostegno per i lavoratori licenziati e un piano industriale per affrontare la concorrenza che impone prezzi di mercato non più sostenibili, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano utile ed urgente istituire un Tavolo istituzionale per promuovere ogni adeguata iniziativa volta ad assicurare il mantenimento della capacità produttiva della fabbrica "Berto E. G. Industriale Tessile" di Bovolenta, con l'obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali, il know how e un prestigioso simbolo del Made in Italy. Atto n. 4-02669 RAUTI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: la compagnia navale Siremar SpA, interamente partecipata da Tirrenia, fino al 2010 con la sua flotta di 9 aliscafi e 10 traghetti svolgeva il servizio di collegamento navale della Sicilia verso le sue isole minori; con decreto del Ministro dello sviluppo economico, in data 17 settembre 2010 la società Siremar - Sicilia Regionale Marittima SpA, è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004, e, contestualmente, è stato nominato quale commissario straordinario, il dottor Giancarlo D'Andrea; il Tribunale di Roma - Sezione fallimentare, con sentenza n. 381 del 5 ottobre 2010, ha accertato e dichiarato lo stato di insolvenza di Siremar, a norma dell'art. 4 del decreto-legge n. 347 del 2003;