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Disposizioni per la promozione dell'educazione motoria e della cultura sportiva, per il sostegno del percorso formativo degli studenti atleti e per il riconoscimento delle professioni relative alle attività motorie e sportive. Onorevoli Senatori . – Con il presente disegno di legge si intende intervenire per il riconoscimento e la promozione della funzione educativa e culturale dello sport e dell'attività motoria. Lo sport è un sistema sociale a tutti gli effetti, un grande tema che tocca moltissimi aspetti della vita dei cittadini e molteplici ruoli delle istituzioni pubbliche e necessita della massima attenzione da parte di chi si impegna oggi ai diversi livelli nel governo del bene comune. Lo sport certamente rappresenta un'opportunità per la salute del cittadino ed è uno strumento efficace di prevenzione per numerose patologie quali diabete, cancro, obesità infantile e osteoporosi nonché per il corretto sviluppo psico-motorio del bambino e per il miglioramento della qualità della vita degli anziani. Nella misura in cui l'attività fisica riesce a essere uno strumento di prevenzione e di cura per il cittadino e di conseguenza anche di contenimento della spesa sanitaria diretta, investire oggi e nei prossimi anni nello sport è determinante per il controllo dell'ammontare totale della spesa sanitaria: un aspetto chiave della programmazione economica e finanziaria dello Stato nelle prossime decadi. È quindi di fondamentale importanza un investimento forte e concreto sull'educazione motoria e sportiva nelle scuole soprattutto nelle scuole primarie. Lo sport è uno strumento fondamentale di sviluppo psico-fisico dei giovani e come promozione di stili di vita attivi, anche per contrastare l'obesità. Credo sia necessario approntare interventi a sostegno dell'educazione motoria che è una componente essenziale per un'equilibrata crescita umana, culturale e sociale dei giovani e degli adulti per tutto l'arco della loro vita. L'educazione motoria svolge un ruolo insostituibile nel processo di crescita equilibrata del bambino e la scuola primaria deve necessariamente offrire a ogni piccolo allievo la possibilità di realizzare diversificate esperienze motorie al fine di creare le premesse per un sano e corretto stile di vita e per un graduale avvicinamento alla pratica sportiva. La proposta di un'efficace attività motoria scolastica per la fascia di età tra i 6 e gli 11 anni richiede a chi la deve proporre un'ampia e differenziata quantità di competenze che spaziano dalla fisiologia alla psicologia, dalla metodologia alla didattica, dall'auxologia alla valutazione psicomotoria e funzionale. Lo sport oggi rappresenta anche una grande occasione per il welfare e il sociale: lo sport e la cultura sportiva sono grandi strumenti di integrazione, di cultura del rispetto del prossimo, di collaborazione e di rifiuto dell'odio e del razzismo. Le realtà sportive che offrono servizi organizzati e capillari sul territorio sono certamente un sostegno per le famiglie, realtà positive che integrano la scuola nel percorso educativo di crescita delle nuove generazioni. Rispetto delle regole, rispetto dell'avversario, rispetto dell'arbitro e rispetto del risultato sono valori intrinseci dello sport e dell'attività fisica. Lo sport è in questo senso l'unico vero sistema meritocratico, in cui vince sempre chi ha i risultati migliori ma allo stesso tempo chi è vinto rimane nella sua dimensione di leale avversario in tutta la sua dignità. Lo sport è una grande possibilità per l'economia del nostro Paese: osservando la domanda di sport e servizi per lo sport in crescita ci si accorge facilmente di quanto lo sviluppo e la diversificazione dell'offerta generale per lo sport possano costituire occasione di investimento e di lavoro per molte realtà dilettantistiche e imprenditoriali. L'indotto sportivo oggi è valutabile intorno al 2-3 per cento del prodotto interno lordo (PIL). Turismo sportivo, impiantistica, offerta di corsi e servizi, televisioni e media, spettacolo, merchandising : sono tutti settori in crescita da governare con attenzione. Per questa serie di motivi promuovere la cultura e l'educazione sportive nelle future generazioni è un intervento imprescindibile. Entrando nel dettaglio dell'analisi dei dati generali sulla pratica sportiva si evidenzia come l'attività fisica sia direttamente collegata alla cultura della popolazione: si registrano forti diversità tra i tassi di pratica sportiva dei laureati e tra chi ha inferiori titoli di studio. La differenza è certamente anche data dalla diversità di possibilità economiche e dal tempo libero ma soprattutto dalla consapevolezza di quanto l'attività fisica e sportiva significhi benessere fisico-psicologico e contributo educativo per i soggetti che la praticano. Anche il contesto familiare risulta essere determinante come motivazione per determinare la presenza o l'assenza di pratica sportiva: all'interno delle famiglie in cui entrambi i genitori sono sportivi si registra che nel 79,1 per cento dei casi anche i figli praticano sport regolarmente e tale percentuale scende quando solo uno dei due genitori pratica attività sportiva (42,2 per cento) e scende ulteriormente al 31,8 per cento quando all'interno del nucleo familiare nessuno dei genitori pratica attività sportiva. Si comprende facilmente quindi che oggi un forte investimento in attività motoria e sportiva per la mezza età avrebbe significative ricadute, non solo in termini di prevenzione sanitaria e sociale, ma anche in termini di attività sportiva e di cultura sportiva nelle generazioni più giovani e a venire. Per queste ragioni il presente disegno di legge intende sottolineare anche l'importanza dell'insegnamento di uno stile di vita sano e corretto: l'Italia purtroppo è ai vertici europei per quanto riguarda il tasso di obesità della popolazione in età giovanile, un triste primato che, oltre che un grave problema sanitario, comporta anche un importante costo per la spesa pubblica. L'obesità e le sue complicanze contribuiscono in misura molto rilevante alla spesa sanitaria di tutti i Paesi occidentali: la loro incidenza economica negativa deriva dai costi dei sistemi sanitari (farmaci e ospedalizzazioni per la malattia stessa e per le sue complicazioni), dall'assenteismo nel lavoro e dalla ridotta performance lavorativa, con un impatto significativo sulla società. Si calcola che in Italia siano 4.898.496 le persone adulte obese (9,9 per cento) e circa 16.000.000 quelle in sovrappeso, con un costo sociale annuo stimato intorno al 6,7 per cento della spesa sanitaria pubblica. Se parliamo di bambini, attraverso i dati della Fondazione italiana per la lotta all'obesità infantile scopriamo che nelle scuole primarie (6-10 anni) si stima un 24 per cento di bambini in sovrappeso e un 12 per cento di bambini obesi: numeri che ci collocano ai primi posti a livello europeo per il tasso di obesità infantile. Per questo motivo, nel presente disegno di legge, si è voluta sottolineare l'importanza di uno stile di vita sano e dell'educazione all'attività motoria e sportiva nelle scuole, aumentando le ore di insegnamento. Si intende inoltre tutelare la promozione e la diffusione della pratica sportiva rivolta a soggetti disabili, per i quali l'attività fisica deve costituire occasione di miglioramento della propria condizione psico-fisica nonché un'occasione di svago e di socialità.