[resaula]

Signor Presidente, onorevoli senatori e senatrici, come Gruppo Lega avanziamo una proposta di calendario alternativa rispetto a quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo: oltre a tutti i provvedimenti in sequenza, fino all'approvazione domani del decreto sulla parità di genere in Puglia, chiediamo che nella giornata di giovedì pomeriggio si affronti in Assemblea, attraverso un dibattito politico che possa implicare anche la votazione di un atto di indirizzo per il Governo, il tema degli atti del Comitato tecnico-scientifico che hanno ispirato i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che sono stati secretati. ( Applausi ). Vogliamo capire perché questi atti sono stati secretati. Bisognerebbe capire come abbia fatto il Governo, di fronte a una sentenza del TAR del Lazio che dava la possibilità ai cittadini di poter accedere a quegli atti, a fare ricorso al Consiglio di Stato bloccando tutto fino almeno al 10 settembre. Anche questo è un elemento che non riusciamo a comprendere e a tollerare, ma indipendentemente da quella questione, che avrà il suo sviluppo con la sentenza del Consiglio di Stato, vogliamo capire: il Parlamento, i senatori e i deputati hanno il diritto di consultare quegli atti o no? ( Applausi ). Ricordo che proprio la scorsa estate abbiamo sentito il Presidente del Consiglio dire che voleva parlamentarizzare tutto ciò che accadeva nel Paese. Ebbene, ci venga data la possibilità di consultare quegli atti. Non vogliamo fare fotocopie e portarli in giro; vogliamo che vengano consultati perché è giusto che i rappresentanti del popolo conoscano la verità su quanto accaduto. ( Applausi ). Su questo punto come Gruppo abbiamo già inviato una lettera al presidente Alberti Casellati per chiederle di farsi portavoce, essendo la seconda carica dello Stato, di questo disagio forte che la popolazione e i rappresentanti del popolo stanno vivendo. Ripeto, mi riferisco al fatto che non ci viene data la possibilità di accedere a quei verbali che hanno ispirato i famosi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e che sono stati alla base delle restrizioni delle libertà personali. A questo punto ci chiediamo - questa è una grande occasione - dove è finita la sinistra che amava, a livello ideologico, togliere i segreti di Stato. Dov'è quella sinistra? ( Applausi ). Dov'è il MoVimento 5 Stelle che faceva della trasparenza la sua battaglia principale? Dove sono finiti quei valori del movimento? ( Applausi ). Prima di concludere, metto a conoscenza di tutta l'Assemblea una serie di accadimenti che destano molte perplessità. Prima questione: a gennaio dal Ministero della salute esce un piano di emergenza che prevede tre scenari, uno dei quali molto complicato per la popolazione. Proprio per questo motivo, lo scenario è talmente disastroso che quel piano viene secretato. Questo è il primo episodio molto particolare. Seconda questione: viene prorogato lo stato di emergenza con l'ultimo decreto che è stato votato qui in Aula, quando di emergenze in questo momento non ce n'è assolutamente traccia, solo per poter far conservare al presidente del Consiglio Conte i suoi poteri speciali. (Applausi) . Terza questione: la secretazione, con il ricorso al Consiglio di Stato, degli atti del Comitato tecnico-scientifico e della Protezione civile che hanno ispirato i DPCM. Cosa c'è da nascondere? C'è qualche problema di protocolli sanitari per caso, oppure no? (Applausi) . La quarta questione è ciò che è accaduto ieri con riguardo alla questione dei capi dei Servizi segreti: il Governo modifica le nomine senza informare il Parlamento e senza che venga coinvolto il Copasir, in barba a tutti gli equilibri dei poteri. (Applausi) . Anche quella sui Servizi segreti è infatti una questione di equilibrio dei poteri tra maggioranza e opposizione; stiamo attenti, colleghi, perché c'è oggi un Governo e c'è un'opposizione. Domani questo tema ci sarà sempre, ci sarà sempre un Governo e ci sarà sempre un'opposizione, o almeno speriamo, a meno che non si stia andando verso la direzione di una dittatura. Noi ce lo auguriamo di sicuro, è chiaro. (Applausi) . Anzi, illustri personaggi ed esperti hanno detto che la dittatura non arriva mai con un solo atto, ma con una serie di atti; ve ne ho già citati quattro, almeno vi rendete conto di quello che succede, ma oggi è meglio chiamarla, come la collega Cantù ha già detto in quest'Aula... (Brusio). PRESIDENTE. Lasciamolo parlare, per favore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . La collega Cantù l'ha chiamata democratura, dittatura sanitaria o dittatura dei tecnici. Questi tecnici consigliavano il Governo, o ordinavano al Governo? Noi questo lo vogliamo sapere. (Applausi) . Magari ci sbagliamo, ma tutti questi atti secretati - perdonateci - legittimano il sospetto che abbiate qualcosa da nascondere. Se uno non ha nulla da nascondere, gli atti li rende assolutamente pubblici, a partire da un piano nazionale anti-pandemia di cui non conosciamo ancora i contenuti. Vogliamo vedere i contenuti. Altro che stato d'emergenza, vogliamo il piano anti-pandemia e lo vogliamo conoscere in Parlamento. (Applausi) . A questo punto avete una grande possibilità per dimostrarci che stiamo sbagliando e che non volete nascondere nulla: votate a favore del calendario che proponiamo noi e giovedì pomeriggio discutiamo, magari alla presenza del Presidente del Consiglio o del ministro Speranza, di tali questioni. Almeno faremo una volta per tutte chiarezza davanti agli italiani, perché vogliamo la verità. (Applausi) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, credo che in quest'Aula ci siano parecchi avvocati e molti di loro sanno che quando si parla molto in realtà non si raggiunge l'obiettivo; chi non ha da nascondere, chi non deve costruire accuse inesistenti, chi non si deve difendere ha bisogno di poche parole. Se devo giudicare quello che ha fatto invece poc'anzi il presidente del Gruppo della Lega Romeo, direi che questo principio si contraddice. Noi non abbiamo nulla da nascondere. Il tema è solo uno: se si vuole affrontare un argomento seriamente, non lo si calendarizza da un giorno a un altro. Non lo si fa strumentalmente, per poter fare poi questa sceneggiata anche dal punto di vista mediatico. (Applausi) . Tuttavia, siccome è stata chiesta una risposta ed è stato tirato in ballo il MoVimento 5 Stelle, è giusto che il presidente Romeo abbia una risposta e non ci sottraiamo rispetto a un tema obiettivamente delicato sul quale vogliamo dire anche la nostra. Se questo - ripeto - deve essere scambiato per il fatto che da un giorno all'altro non si può calendarizzare, perché c'è già un calendario, faccio rilevare che abbiamo fatto anche noi le nostre proposte, come le ha fatte lui, ma farlo da un giorno all'altro non è serio. Ci è sembrato che paradossalmente chi voleva introdurre questo dibattito nello stesso tempo vi si volesse sottrarre, con accuse costruite, come abbiamo visto, all'istante.