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Il disegno di legge al nostro esame è un piccolo tassello che, però, sarà capace di avviare processi molto importanti, uno dei quali credo derivi direttamente dall'aver voluto collocare questo provvedimento nell'articolo 33 della Costituzione, quindi con riferimento soprattutto agli aspetti educativi. Dovremo dunque vigilare perché nelle scuole l'insegnamento dello sport venga affidato a persone competenti. È da molto tempo che in alcuni ordini scolastici l'insegnamento viene affidato alla maestra, al maestro, a una persona capace di farsi amico dei ragazzi in questa grande attività ludica, che peraltro ha obiettivi importantissimi e irrinunciabili, ma che non coincidono con quelli che riguardano più specificamente l'educazione sportiva. Quindi, mi auguro che il Governo sappia condurre il provvedimento fino alle estreme conseguenze, che significa avere docenti altamente qualificati, che abbiano conseguito un titolo di laurea in scienze motorie e questo dovrà essere per tutti noi un obiettivo importante da ottenere. Il disegno di legge in esame ha anche un altro obiettivo, che riguarda - direi affettuosamente - molti di noi, ovvero l'attività sportiva che si svolge ad una certa età, da anziani, in quella fascia della maturità a cui bisogna giungere oggi in grande forma, per vivere questi anni che ci sono stati regalati da modelli nutrizionali, da un benessere diffuso, dal fatto stesso che da quasi ottant'anni non facciamo esperienza della guerra. Se vogliamo raggiungere un'età, che una volta si definiva la terza età e che oggi nessuno saprebbe dove collocare - per tanti motivi infatti abbiamo raggiunto e superato molte delle sfide che si sarebbero potute presentare in quel momento - l'attività sportiva è determinante per vincere le battaglie nei confronti di quelle che sono quasi delle malattie croniche: penso al mal di schiena, a quella goffaggine che molte volte diventa la causa indiretta per cui si può cadere, si può inciampare, ci si può rompere un femore o andare incontro a traumatismi. Questo non succede quando si ha un corpo elastico, allenato, che fa ginnastica, che fa esercizio alla presenza, ancora una volta, di persone competenti che ti prendono per mano, che ti aiutano e che fanno per te: corsi di ginnastica dolce, corsi di ginnastica di mille tipi, ma qualcosa che garantisce benessere e una qualità di vita davvero migliore. Da piccoli a molto grandi, sempre lo sport può diventare un compagno di strada importante. Se questo disegno di legge fosse stato vincolato all'altro articolo della Costituzione, che ha come punto di riferimento la salute, avremmo ricordato - e lo ricordiamo ugualmente in questo momento - come lo sport è uno dei quattro determinanti di salute. È un determinante di salute importante, che comunque contribuisce a creare il benessere di base, e quindi dobbiamo tenere conto che fare sport aiuta a ridurre il consumo di farmaci contro il colesterolo, a controllare meglio l'insulina e quindi anche nel paziente diabetico riesce ad aumentare la qualità di vita in termini di consumo inferiore di farmaci. Tante cose belle passano per questo piccolo disegno di legge. Vorrei aggiungere una cosa che mi sembra importante. Ho proposto un emendamento e mi auguro che goda di tutta l'attenzione del Governo e dei colleghi ed è una sottolineatura: lo sport va considerato un bene di ordine e di rango costituzionale anche per le persone che presentano una qualsiasi disabilità. PRESIDENTE . Chiedo cortesemente al collega che sta guardando un video in Aula senza neanche utilizzare gli auricolari di avere rispetto per l'Assemblea e per chi sta intervenendo, quantomeno indossando gli auricolari. (Applausi) . Prego, senatrice Binetti, prosegua. BINETTI (FIBP-UDC) . La ringrazio, Presidente. Mi sto riferendo allo sport che riguarda le persone che presentano una disabilità. Lo faccio forte di una convinzione che ho maturato nella mia attività professionale di neuropsichiatra infantile di tanti anni fa, prima di fare il senatore, vedendo bambini con alcune disabilità che non partecipavano ai giochi della classe perché poteva essere pericoloso, perché si potevano fare male, perché potevano andare incontro a qualche incidente. In qualche modo, abbiamo assistito quasi ad una marginalizzazione di questi ragazzi. Poi fortunatamente - ma questa è ancora un'esperienza elitaria - abbiamo visto esplodere le attività sportive legate alle Paralimpiadi. Non voglio dimenticare questa estate la bellezza di vedere persone che con difficoltà sapevano assumere la propria fisicità apparentemente ferita e proiettarla verso risultati di un tale valore da battere quelli che la maggioranza delle persone avrebbe raggiunto. Vorrei che in questo disegno di legge, proprio perché di rango costituzionale, fosse esplicitamente scritto che non ci saranno discriminazioni e non ci saranno giustificazioni, neppure in buona fede; per questi ragazzi verrà conservata l'opportunità, su misura per loro e in condivisione con gli altri, per esprimere, attraverso la corporeità, attraverso la presunta disabilità o, come mi piace di più chiamarla, la diversa abilità, talenti incredibili. Ancora di più della solidarietà, saranno i talenti a far dire ai compagni che non hanno le stesse difficoltà: "se ci riesce lui, posso farlo anch'io". Quindi, sarà un rafforzamento di tutto il modello educativo e di tutto ciò che riguarda il benessere nella sua dimensione psicologica, fisica e mentale. Grazie infinite, Presidente; grazie, signor rappresentante del Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, tutti noi sappiamo che l'attività fisica in generale e l'attività sportiva in particolare (quest'ultima in tutte le sue diverse forme) rappresentano uno dei cardini fondamentali per il benessere psicofisico dell'individuo, ovviamente se associata a una corretta alimentazione e, in generale, a stili di vita sani e regolari. Lo sport rappresenta inoltre a qualsiasi età, ma in particolare nell'età infantile e adolescenziale, un modello inclusivo, che permette partecipazione, condivisione, aggregazione sociale, sana e corretta competizione, interazione, confronto e lotta all'isolamento sociale. La pratica sportiva permette un modello di vita aperto alle relazioni, amplia gli interessi individuali, stimola e fortifica la personalità, offrendo interessi nuovi, capaci di combattere l'apatia e il disinteresse, prospettando obiettivi e traguardi che, soprattutto nei ragazzi e nei giovani (ma non solo), sono fondamentali per superare l'appiattimento e la mancanza di interessi che sempre più caratterizzano la nostra quotidianità. Non dobbiamo peraltro dimenticare che spesso l'attività sportiva rappresenta una modalità concreta di lotta al disagio sociale e ai fenomeni di devianza giovanile, questi ultimi sempre presenti e in agguato sotto varie forme: consumo di alcol o droga, microcriminalità. Oltre a questo aspetto sociale, signor Presidente, lo sport è - come detto - uno strumento di benessere psicofisico indispensabile nella prevenzione dello stato di salute globale di ogni cittadino.