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nei giorni scorsi è apparsa una pubblicità dall'impronta a giudizio degli interroganti fortemente blasfema, in cui in un quadro che rappresenta l'Annunciazione del Botticelli si vede l'angelo Gabriele mentre porge alla Madonna una pillola abortiva e le dice: "usala, fa miracoli"; autori di questa rappresentazione, che ha colpito e ferito la sensibilità di moltissime persone, giovani e meno giovani, laici e cristiani, sono alcuni studenti dell'istituto tecnico statale "Giovanni Giorgi" e dell'istituto "Virginia Woolf", sezione moda, abbigliamento e grafica pubblicitaria, risultati vincitori del bando di concorso, per aver rappresentato la contraccezione d'emergenza con "molto humor " per cui ad ognuno di loro è andato un premio di 1.000 euro; diverse associazioni di genitori si sono rivolte al Ministro in indirizzo lamentando che nelle scuole della capitale sono state avallate iniziative dai contenuti che risultano in antitesi con i principi ed i valori educativi del sistema scolastico e aggiungendo che considerano atto di vilipendio alla religione cattolica oltraggiare immagini di altissimo valore artistico e religioso per veicolare tra i giovani messaggi che andrebbero affrontati con ben altra profondità, nel contesto di una più ampia e completa educazione all'affettività e alla sessualità; occorre ricordare che il comma 16 dell'articolo 1 della legge n. 207 del 2015, la "Buona scuola", sottolinea la necessità di un pieno coinvolgimento delle famiglie quando si affrontano tematiche fortemente interconnesse con l'educazione affettiva e l'educazione sessuale, e pertanto ci si chiede se le famiglie fossero state avvisate della tipologia di mandato prevista dal bando di concorso, dei suoi obiettivi e delle modalità di esecuzione; i dati ISTAT recentemente pubblicati sugli indici di natalità e sull'andamento demografico del Paese meriterebbero ben altra tipologia di messaggi e di considerazioni nei confronti della vita nascente, soprattutto perché le nuove generazioni riscoprano il valore della genitorialità e se ne assumano, pienamente e liberamente, la responsabilità, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare in merito, proprio per garantire il pieno rispetto dell'autonomia scolastica e, contestualmente, come ha già dichiarato alla stampa, nel rispetto della libertà di espressione dei giovani, "che non va mai ostacolata o, peggio, censurata, ma al contrario va favorita, avendo però sempre ben chiari i concetti di buonsenso e di rispetto delle sensibilità e dei diritti altrui, compresi i simboli religiosi e le immagini sacre". Atto n. 4-01895 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: la formazione continua del professionista sanitario è il processo attraverso il quale il professionista della salute si mantiene aggiornato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale; il decreto legislativo n. 502 del 1992, articoli da 16- bis a 16- sexies , ed in particolare l'articolo 16- quater (rubricato "Incentivazione alla formazione continua"), prevede che la partecipazione alle attività di formazione continua costituisce requisito indispensabile per svolgere attività professionale in qualità di dipendente o libero professionista, per conto delle aziende ospedaliere, delle università, delle unità sanitarie locali e delle strutture sanitarie private; l'articolo 19 del codice di deontologia medica prevede che "Il medico, nel corso di tutta la vita professionale, persegue l'aggiornamento costante e la formazione continua per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze professionali tecniche e non tecniche, favorendone la diffusione ai discenti e ai collaboratori. Il medico assolve agli obblighi formativi. L'Ordine certifica agli iscritti ai propri Albi i crediti acquisiti nei percorsi formativi e ne valuta le eventuali inadempienze"; con un accordo del 2 febbraio 2017 il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno approvato il documento "La formazione continua nel settore salute", unitamente all'allegato "Criteri per l'assegnazione dei crediti alle attività ECM" che ne costituisce parte integrante; l'accordo prevede all'art. 21 che gli ordini e le rispettive federazioni nazionali vigilino sull'assolvimento dell'obbligo formativo dei loro iscritti ed emanino, ove previsti dalla normativa vigente, i provvedimenti di competenza in caso di mancato assolvimento; con il decreto ministeriale 17 aprile 2019 è stata ricostituita la commissione nazionale per la formazione continua per l'espletamento dei compiti previsti dall'articolo 16- ter , comma 2, del decreto legislativo n. 502, dall'accordo Stato-Regioni del 1° agosto 2007, nonché dall'accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017; la commissione nazionale è l'organo di governo del sistema della formazione continua nel settore della salute: definisce e dà esecuzione alle norme relative ai requisiti minimi per l'accreditamento dei provider contenute nel "Manuale nazionale di accreditamento per l'erogazione di eventi ECM"; la formazione continua in medicina non esiste soltanto in Italia, ma è una pratica diffusa in tutto il mondo, seppur con importanti differenze tra un Paese e l'altro. In alcuni Paesi è regolamentata attraverso un sistema volontario e autoregolamentato e non sono previste sanzioni, mentre in altri è diventato vincolo legale per esercitare la professione sanitaria, si chiede: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario avviare una valutazione sull'efficienza del sistema della formazione continua in medicina; quali iniziative intenda intraprendere per garantire che tutti i professionisti del sistema sanitario completino gli obblighi formativi previsti; quali provvedimenti di propria competenza intenda adottare per regolamentare il caso di mancato assolvimento dell'obbligo. Atto n. 4-01896 GALLONE PAROLI BERUTTI BIASOTTI PAPATHEU MESSINA Alfredo MALLEGNI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'obiettivo principale dell'istituto dell' end of waste , cioè la cessazione della qualifica di rifiuto, è quello di generare percorsi virtuosi di transizione verso l'economia circolare, la quale ha, tra i suoi obiettivi fondamentali, l'incentivazione alla sostituzione di materie prime vergini con materie provenienti da filiere di recupero. Nel contesto dell'economia circolare, esso deve trovare massima diffusione poiché rappresenta una misura concreta per realizzare, secondo i principi del diritto europeo, la "società del riciclo e recupero"; al fine di promuovere il riciclo dei rifiuti e l'uso efficiente delle risorse con la conseguente riduzione dell'uso delle discariche e dei termovalorizzatori, obiettivo che rientra tra le finalità delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di rifiuti, la determinazione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto assume importanza centrale; nel nostro Paese vi sono molti settori produttivi che beneficerebbero di un'efficace e puntuale normativa che regolamenti finalmente la "qualifica di fine rifiuto", ossia il momento in cui un rifiuto cessa di essere tale, e che consenta che un residuo di lavorazione sia gestibile come sottoprodotto;