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si attendeva un recepimento, da parte dell'Agenzia, della normativa contenuta nell'articolo 4 -bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, contenente semplificazioni in materia di controlli formali delle dichiarazioni dei redditi, il quale dispone che, ai fini del controllo formale previsto dall'art. 36 -ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, gli uffici, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, dello Statuto dei diritti del contribuente, non debbano chiedere ai contribuenti i documenti relativi a informazioni disponibili nell'anagrafe tributaria ovvero a dati trasmessi da parte di soggetti terzi in ottemperanza a obblighi dichiarativi, certificativi o comunicativi, salvo che la richiesta riguardi la verifica della sussistenza di requisiti soggettivi che non emergono dalle informazioni presenti nella stessa anagrafe ovvero elementi di informazione in possesso dell'amministrazione finanziaria non conformi a quelli dichiarati dal contribuente. Eventuali richieste di documenti effettuate dall'Amministrazione per dati già in suo possesso sarebbero dunque da considerare inefficaci; pare invece che l'Agenzia delle entrate abbia ignorato tale norma di semplificazione, fortemente voluta dal legislatore, al fine non solo di adeguare la legislazione fiscale allo Statuto dei diritti del contribuente, ma anche di semplificare gli adempimenti non necessari, vietando la richiesta da parte dell'Amministrazione di documenti e dati già in suo possesso; nonostante il Fisco abbia introdotto obblighi sempre più diffusi e capillari di comunicazione da parte di soggetti terzi, a seguito dei quali gran parte della documentazione e dei dati relativi ad oneri detraibili e deducibili, redditi percepiti e ritenute subite, sono già in suo possesso, nonostante il divieto di chiedere ai contribuenti tali dati al fine di effettuare i controlli ai sensi del citato art. 36 -ter , l'Agenzia delle entrate ribadisce nella citata circolare l'obbligo di conservazione documentale finalizzato allo svolgimento dei successivi controlli; considerato che: a partire dal 2019 l'Agenzia delle entrate acquisisce direttamente tutti i dati provenienti dalla fatturazione elettronica, e appare oltremodo gravoso per i contribuenti l'obbligo di conservazione della copia cartacea ai fini dei successivi controlli ex art. 36 -ter , precisato nelle FAQ n. 45 del 2018 sulla "Fatturazione elettronica" , e implicitamente confermato dalla circolare n. 19, affermando addirittura che in caso di discordanza nei contenuti tra fattura elettronica e copia cartacea, salvo prova contraria, prevalgano quelli della fattura digitale, aggravando il contribuente dell'ulteriore onere di verificare la concordanza tra la copia cartacea e il file trasmesso ed acquisito dall'Agenzia; appare dunque evidente come le indicazioni fornite dall'Agenzia delle entrate si pongano non solo in piena violazione della normativa vigente, ma soprattutto si collochino in palese contraddizione con il bisogno urgente di semplificazione, peraltro in questo specifico caso, già disciplinato dal 2019, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doverosa una revisione degli obblighi cui l'Agenzia delle entrate, ad avviso dell'interrogante illegittimamente, ha ritenuto di dover continuare a sottoporre i contribuenti. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01792 FARAONE Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'Agenzia italiana del farmaco, l'autorità nazionale competente per l'attività regolatoria dei farmaci in Italia, che opera sotto la direzione del Ministero della salute e la vigilanza del Ministero della salute e del Ministero dell'economia e delle finanze, si avvale di una parte del proprio personale con forme di collaborazione interinale; tale personale risulta essenziale allo svolgimento delle funzioni dell'Agenzia, anche in virtù dell'esperienza pluriennale maturata al suo interno, dal momento che si tratta in gran parte di lavoratori con molti anni di esperienza presso l'Agenzia medesima; negli scorsi giorni l'Agenzia (con nota prot. 70939 del 25 giugno 2020) comunicava ai lavoratori di aver ricevuto la nota n. 0015539 del 24 giugno 2020 da parte del Ministero della salute - Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure, con la quale il Ministero procedeva a "diffidare l'Agenzia dal proseguire con l'utilizzo di tale tipologia di contratto (di somministrazione), in dispregio della normativa vigente, o della proroga di quelli in essere, nonché a rimuovere eventuali atti conseguenti compiuti a valere sullo stesso"; considerato che l'esigenza di garantire la continuità del personale risulta fondamentale in considerazione del ruolo fondamentale che l'Agenzia ha svolto nel corso emergenza epidemiologica da COVID-19 e che sta svolgendo nelle fasi successive, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per evitare la dispersione delle risorse rappresentate dal personale precario dell'Agenzia italiana del farmaco, personale con esperienza pluriennale, e se, in particolare, non ritengano di adottare ogni iniziativa necessaria al fine di garantire la piena efficienza operativa dell'Agenzia a seguito dell'emergenza epidemiologia da COVID-19, per assicurare l'immediato supporto e la più rapida copertura di posti vacanti in organico, autorizzando l'assunzione a tempo indeterminato del personale con contratto di lavoro flessibile subordinata al superamento di procedure concorsuali, per titoli ed esame orale, riservate al suddetto personale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03851 BALBONI Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: con circolare del 13 luglio 2020, prot. n. 989/2020, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara ha disposto la sospensione di importanti attività della Procura e di molti servizi della segreteria giudiziaria "in conseguenza della gravissima carenza di personale amministrativo", cosi come scritto nell'oggetto stesso della circolare; in particolare, il procuratore della Repubblica lamenta, con rammarico, che l'attuale scopertura dell'organico è ormai pari al 26,5 per cento e che nemmeno una sola nuova unità è stata assegnata a Ferrara, nonostante lo scorrimento della graduatoria del concorso a 800 posti di assistente giudiziario; nel 2019 sono andati in pensione 4 unità di personale amministrativo e nel 2020 sono andate o ne andranno altre due, con riduzione di circa un quarto della forza lavoro amministrativa in appena 2 anni; nonostante la reiterata segnalata carenza del personale amministrativo al competente Ministero della giustizia, che aveva assicurato una rapida soluzione positiva, nulla in realtà è stato fatto, costringendo già da diversi mesi la Procura al dimezzamento dell'orario di apertura al pubblico, con importanti attività sostanzialmente paralizzate e conseguenti gravi disagi per avvocati e cittadini; l'aggravarsi della situazione di insufficienza del personale amministrativo impone adesso ulteriori drastiche misure restrittive, volte alla sospensione di tutte le attività non ritenute urgenti, a partire dal 20 luglio prossimo e fino al 20 gennaio 2021;