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salvare un archivio, infatti, presuppone necessariamente che continui a essere alimentato con le registrazioni di tutti i nuovi eventi, e la storia non si ferma al giugno 2019. Se nessuno di voi vuole questo, mi auguro allora che il Governo passi finalmente per una volta dalle parole ai fatti. Vedremo cosa farete, ma lo vedremo continuativamente. Annuncio ovviamente il voto favorevole di Forza Italia a tutte le mozioni dell'opposizione e l'astensione su quella deludente della maggioranza. (Applausi dal Gruppo FI-BP). MARILOTTI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, gentili colleghe e colleghi, tra i banchi del Governo e quelli della maggioranza parlamentare non siede un'orda di nuovi barbari oscurantisti, vogliosi di conculcare il diritto alla libertà e alla circolazione delle informazioni, delle idee e dei fatti. È esattamente il contrario: nel marzo 2018 gli italiani hanno deciso un cambio di stagione che va proprio nella direzione opposta a quanto malignamente e in maniera del tutto arbitraria si è cercato di far credere a proposito della vicenda che è oggetto di questa mozione. Gli italiani ci hanno indicato la strada del cambiamento, una via nuova che segna i punti cardinali della trasparenza, dell'equità, dei diritti dei cittadini, della libera - appunto - circolazione delle informazioni, delle idee e dei fatti. Sarebbe ingeneroso e poco onesto intellettualmente sottacere il ruolo storico che Radio Radicale ha assolto in questi decenni, spesso in assoluta solitudine; ma sarebbe altrettanto poco onesto tacere che fino alla data del 21 maggio 2019 Radio Radicale ha goduto di un corrispettivo pari a 10 milioni di euro annui sulla base di una convenzione stipulata con il Ministero dello sviluppo economico. La meticolosa e sistematica trasmissione, registrazione e conservazione delle sedute parlamentari ha rappresentato un importante momento di crescita democratica e ci consegna un importante archivio, che sarà di vitale importanza nello studio e nella scrittura della storia della seconda parte del Novecento. L'archivio di Radio Radicale costituisce un patrimonio inestimabile per la storia italiana degli ultimi quarant'anni con oltre - come è stato ricordato - 540.000 registrazioni che includono le sedute del Senato della Repubblica, a partire dal 7 giugno 1977, della Camera dei deputati, a decorrere dal 26 settembre 1976, del Consiglio superiore della magistratura, dal 24 settembre 1985. Tra questi, a mero titolo di esempio, voglio ricordare che tra i tesori di Radio Radicale vi è l'ultimo intervento alla Camera dei deputati dell'onorevole Aldo Moro poco prima del rapimento nel marzo 1978 e della sua tragica fine nel maggio successivo per mano del terrorismo rosso. L'archivio custodisce anche gli atti completi dei più rilevanti processi degli ultimi decenni, con 23.000 udienze registrate, e quelli dei congressi dei partiti e dei sindacati per complessive 3.300 giornate registrate, oltre a forme di resoconto di comizi, conferenze stampa, convegni e manifestazioni culturali. L'importanza di quanto accaduto fin qui e dell'archivio a disposizione dell'emittente non è dunque assolutamente in discussione. La pubblica utilità dei servizi fin qui prestati da Radio Radicale in questo lungo periodo non può però in alcun modo farci scordare che un regime e transitorio, per la prima volta codificato in convenzioni (che lasciatemi definire - per restare prudente - pasticciate e spesso inconferenti nel corso degli ultimi venticinque anni), è stato sostanzialmente trasformato, come diceva anche la collega Nisini, in permanente. Ciò nonostante sin dal 1998 il servizio pubblico radiotelevisivo, certo con colpevole ritardo, abbia fatto nascere il canale radiofonico Rai Gr Parlamento. A questo proposito vorrei ricordare che il Consiglio dell'Unione europea, in una sua risoluzione del 1999, definisce le emissioni del servizio pubblico, date le funzioni culturali, sociali e democratiche che assolvono per il bene comune, di essenziale importanza nel garantire la democrazia, il pluralismo, la coesione sociale e la diversità culturale e linguistica; tale atto sancisce inoltre che l'ampio accesso del pubblico senza discriminazione, in base a pari opportunità, ai vari canali e servizi è un presupposto necessario per ottemperare al particolare obbligo delle emissioni in servizio pubblico. Per tornare al caso di oggi, i vari passaggi, tra proroghe, nuove convenzioni, taciti via libera, care colleghe e cari colleghi, li trovate dettagliatamente ricostruiti nella mozione che tra poco saremo chiamati a votare. Da quanto esposto risulta che l'emittente abbia ricevuto complessivamente circa 250 milioni di euro dallo Stato nel corso degli anni, tra quanto previsto dalla convenzione con il Ministero dello sviluppo economico e i contributi erogati dal dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, quale corrispettivo per lo svolgimento del servizio di radiodiffusione dei lavori parlamentari, fissato senza alcuna ulteriore gara ad evidenza pubblica e spesso senza che fosse prevista alcuna forma di rendicontazione delle attività dei costi sopportati dalla società dalla loro correlazione al servizio oggetto della convenzione. Noi riteniamo che il corrispettivo annualmente riconosciuto al Centro di produzione spa, che è il braccio operativo di Radio Radicale, per il servizio oggetto della convenzione risulti eccessivo, considerati gli effettivi costi del servizio reso alla luce delle nuove tecnologie attualmente disponibili sul mercato; per tacere del fatto che Radio Radicale è proprietà di una società per azioni, il 25 per cento delle quali è in possesso a un soggetto privato leader nel settore della grande distribuzione. Proprio per restare sulla via del cambiamento, della trasparenza e dell'equità, che richiamavo all'inizio del mio intervento, ritengo che sia necessario approvare una nuova normativa di riferimento relativa al servizio radiofonico e multimediale di interesse generale, destinato all'informazione e comunicazione istituzionale, che preveda l'assegnazione del servizio tramite gara, attraverso un quadro coerente, certo e trasparente degli obblighi, dei criteri, della durata e dei meccanismi di finanziamento del medesimo. Sentendo anche i capigruppo Romeo e Patuanelli, nonché il Presidente dell'8 a Commissione, ho avuto ampie assicurazioni che, nelle more della messa in gara, non ci sarà alcuna interruzione del servizio. Si cercherà una via veloce per far sì che questo servizio venga comunque mantenuto in attesa della gara futura. Occorre anche attivare una separata convenzione con il Centro di produzione spa, di durata triennale non rinnovabile, volta esclusivamente alla prosecuzione delle attività di conservazione, messa in rete e digitalizzazione del compendio archivistico di Radio Radicale, con tutela dell'indipendenza della linea editoriale nella scelta degli eventi da registrare per il prossimo triennio e per un importo che copra esclusivamente il costo del personale, necessario allo svolgimento di detta attività.