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Regolamentazione del mercato dei materiali gemmologici e norme a tutela dei consumatori. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge si prefigge quale obiettivo la regolamentazione del settore gemmologico. Una normativa nazionale in tale settore garantirebbe al consumatore quella chiarezza necessaria al momento dell'acquisto per valutare la qualità del prodotto unitamente al suo prezzo. Nel settore commerciale della gioielleria vige infatti un quadro di insufficiente regolamentazione, facilmente constatabile all'atto dell'acquisto di un gioiello. È questo un mercato complesso nel quale rischiano di imporsi il pressapochismo, la confusione e l'improvvisazione. Tale rischio si può scongiurare con una risposta concreta e positiva, quella della trasparenza del mercato e della specializzazione degli addetti lungo tutta la filiera. Attraverso la leadership incontrastata nel campo del design e della qualità dei prodotti, il made in Italy del gioiello deve oggi riconquistare l' appeal che per anni aveva permesso alle aziende del settore di chiudere i consuntivi con alte percentuali di crescita. Il mercato italiano costituisce il principale polo mondiale relativamente alla lavorazione di gemme tagliate (Valenza Po, Vicenza, Arezzo, Caserta, eccetera) e il valore delle esportazioni raggiunge il 70 per cento per un giro d'affari di 4.562 milioni di euro. Un patrimonio inestimabile dal punto di vista della storia, della tradizione, del gusto, dell'arte e del design , oltre che da un punto di vista strettamente economico. Di recente le gemme si vanno affermando come «bene rifugio» e, lentamente ma con regolarità, aumenta il numero dei clienti che le richiede accompagnate da un certificato d'analisi. Un settore, quindi, di rilevante importanza per la nostra economia ma che, per contro, è anche parzialmente affetto da una certa mancanza di trasparenza per quanto concerne la circolazione di una consistente parte dei prodotti carenti dal punto di vista della certificazione di qualità. Le disposizioni del presente disegno di legge mirano dunque alla tutela degli operatori tramite una migliore qualificazione professionale, alla repressione del mercato sommerso e dunque a garantire, in ultima analisi, il consumatore finale. In sostanza, da un lato è necessario colpire il vasto mercato del sommerso e dell'abusivo, per poi colpire i comportamenti scorretti o illeciti di quegli operatori ufficiali che arrecano un danno grave all'intero settore. Dall'altro, è necessario costruire un'efficace forma di tutela per gli utenti finali che consenta di conoscere esattamente la natura dei materiali gemmologici, anche al fine di una loro tracciabilità. Analizzando in modo dettagliato l'articolato, nell'articolo 1 si determina l'ambito di applicazione della legge, indicando le categorie dei materiali utilizzati nella produzione di gioielli, monili e oggettistica in genere. All'articolo 2 si specificano le caratteristiche del materiale gemmologico, che può essere naturale, trattato, sintetico, artificiale, composito, agglomerato o impastato; si precisa, inoltre, quale debba essere la denominazione delle perle a seconda delle loro caratteristiche, e si vieta l'uso dei termini «semiprezioso» e «fino». L'articolo 3 obbliga i produttori all'indicazione del trattamento cui sono stati sottoposti i materiali gemmologici, chiarendo gli eventuali rischi che nel tempo possono portare ad un mutamento delle caratteristiche del prodotto. L'articolo 4 prescrive l'obbligo di utilizzare una precisa denominazione (vale a dire «naturale», «trattato», «sintetico», «di coltura» e «artificiale») anche al fine di uniformare le denominazioni alla norma UNI 10245, mentre per il tipo di taglio utilizzato nella lavorazione si rinvia alla norma UNI 10173. L'articolo 5 dispone che i materiali gemmologici importati debbano essere conformi alle denominazioni indicate dalla legge; diversamente, ne sarà vietata la vendita, come anche la distribuzione a titolo gratuito. Questa disposizione vale anche per la vendita all'incanto da parte di antiquari e le vendite a distanza, rispetto ai quali viene prevista una particolare forma di tutela del consumatore. Per quanto concerne la responsabilità degli operatori e le eventuali controversie, l'articolo 6 precisa che, a richiesta dell'acquirente, dovrà essere rilasciata dal venditore una dichiarazione concernente le caratteristiche del prodotto. La certificazione deve essere rilasciata obbligatoriamente in caso di vendite di importo superiore a 1.000 euro e in caso di vendite a distanza o al di fuori dei locali commerciali. Nel caso di controversie, a decidere riguardo ai contenuti della dichiarazione sarà un collegio arbitrale istituito presso la camera di commercio, mentre a certificare la natura dei materiali gemmologici saranno appositi laboratori iscritti in appositi elenchi, che dovranno offrire garanzie di indipendenza e di qualificazione tecnico-professionale. Per evitare turbative al settore si precisa che sono esclusi dalle analisi gemmologiche e dalle certificazioni i materiali giacenti in magazzino alla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 7 regolamenta i requisiti dei laboratori abilitati al rilascio di certificazioni dei materiali gemmologici. All'articolo 8 sono previste infine sanzioni severe per chi rilascia certificazioni senza averne titolo, per chi pone in commercio materiali gemmologici riportanti informazioni diverse da quelle previste, per chi si rifiuta di rilasciare la dichiarazione di origine. Le sanzioni sono moltiplicate per dieci in caso di violazioni nell'ambito di vendite a distanza. L'articolo 9 reca le disposizioni finali stabilendo che la libera circolazione dei materiali gemmologici, sfusi o montati, legalmente prodotti o commercializzati in un altro Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo è possibile a condizione che sia garantito un grado di tutela e di informazione del consumatore equivalente a quello previsto dal presente disegno di legge. Il comma 2 prevede che, al fine di garantire una corretta informazione del consumatore e favorire la tracciabilità dei materiali, il regolamento attuativo della presente legge di cui al successivo comma 3, provvede a stabilire le caratteristiche dei materiali fabbricati o commercializzati all'estero con denominazioni differenti da quelle previste per i materiali di produzione italiana, stabilendo una tabella comparativa fra gli stessi. L'immissione sul mercato italiano di materiali gemmologici legalmente fabbricati o commercializzati all'estero è consentita a condizione che essa sia effettuata garantendo un grado di tutela e di informazione del consumatore equivalente a quello previsto dal presente disegno di legge e secondo le modalità dell'articolo 10. L'articolo 10 istituisce presso il Ministero dello sviluppo economico l'elenco nazionale degli importatori e dei produttori di materiali gemmologici, che devono essere certificati per assicurare la provenienza certa e il valore reale delle pietre che vengono poste in vendita. Gli importatori e i produttori hanno l'obbligo di indicare, nei documenti di accompagnamento e nelle fatture di vendita, la provenienza dei materiali gemmologici.