[resaula]

Purtroppo lo schema adottato è sempre lo stesso. Alla fine si tratta di dare 20 euro; la maggior parte dei percettori di reddito che sono interessati da questo provvedimento prenderanno 20 euro in più. Allora, per dare 20 euro in più a questi percettori di reddito da lavoro dipendente, abbiamo scelto lo strumento del bonus o della detrazione, che porta con sé delle storture che sono già state evidenziate anche in passato. Infatti, quando si inserisce il bonus , non si sta facendo una riforma fiscale, ma si stanno creando inevitabilmente delle disparità. Pensiamo ad esempio al fatto che non è stato minimamente preso in considerazione il tema del reddito familiare. Ci sono due coniugi che lavorano e che guadagnano 34.000 euro entrambi, con un reddito di quasi 70.000 euro per quella famiglia; entrambe queste persone ricevono il bonus . Poi magari c'è una famiglia monoreddito, dove il papà o la mamma guadagnano 41.000 euro, ma non ricevono il bonus . Visto che mi sembra che il vostro approccio sia sempre stato quello di andare nella direzione dell'equità nel conservare il principio della progressività in termini di giustizia sociale, ecco che qua non viene realizzata quella giustizia sociale di cui tanto parlate. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non solo. Abbiamo anche un altro tipo di distorsione, che riguarda quei lavoratori che, attraverso il sistema del bonus , magari non hanno imposta, cioè sono ad imposta zero. Attraverso il bonus si vedono ricevere questi denari. Ma una volta per tutte noi dobbiamo affrontare la questione capovolgendo il paradigma; il sistema fiscale, cioè la leva fiscale, non può essere utilizzata per finalità di welfare sociale. Le tasse e le imposte vanno abbassate a chi le paga e ne paga troppe, non a chi non le sta pagando, perché altrimenti che tipo di intervento fiscale stiamo facendo? Questa è un'altra stortura. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Abbassiamo le tasse a chi ne sta pagando troppe, perché è questo che si aspettano gli italiani che ci guardano e che pensano che in Parlamento si stia discutendo un provvedimento per abbassare l'imposizione fiscale; peccato che non viene dato niente a chi paga un sacco di tasse. Il bonus purtroppo crea tutte queste storture. Ancora una volta, quindi, abbiamo utilizzato un sistema che non serve ad andare nella direzione coraggiosa di una riforma dell'impianto dell'Irpef. Ho sentito il relatore Fenu e gli esponenti del PD parlare della flat tax ; qualcuno ha detto che è propaganda, mentre qualcun'altro ha detto che ci sono degli studi che dicono che la flat tax crea iniquità. Ma di che flat tax stiamo parlando? È divertente il fatto che tutti cerchino un'etichetta da dare a questa flat tax , ma credo che nessuno - nemmeno il collega Fenu o il collega Manca, che ha definito la flat tax una propaganda - abbia mai letto le 140 pagine di questo libro, che è il frutto del lavoro che abbiamo svolto non con i nostri colleghi al bar, ma con i tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze, per portare in dote, a quello che era il nostro Governo, un progetto importante dell'impianto di riforma fiscale (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , condiviso ai massimi livelli, perfettamente costituzionale, che rispetta i criteri della progressività e che rispetta tutte le cose che in questo Parlamento siamo assolutamente tutti d'accordo nel tenere come caposaldo di qualunque tipo di riforma fiscale. Noi l'abbiamo consegnato in dote e l'abbiamo lasciato lì. Si poteva discutere su questo. Il progetto di riforma fiscale dice di non usare l'aspirina e di mettere sul tavolo un antibiotico e, quindi, di ridurre l'imposta alle famiglie con un'unica aliquota al 15 per cento conservando i criteri di progressività attraverso un'unica deduzione fissa sulla base del nuovo metodo del reddito familiare e superando quello del reddito individuale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è una riforma strutturale del sistema; non è un qualcosa di inventato e di propagandistico che aiuta i ricchi. Non ci crede più nessuno a questa storia perché non è vera. Allora, ci voleva forse più coraggio e anche magari più occasioni di confronto. Io non mi sarei tirato indietro se ci fosse stata l'occasione per approfondire, invece che il pregiudizio ideologico nel voler chiudere immediatamente le porte a quella che è, secondo alcuni nella dialettica politica anche dell'utilitarismo politico, una bandiera di una parte del Parlamento. Alla fine, ai cittadini là fuori non interessa nulla, se non che noi finalmente, tutti insieme, abbiamo il coraggio di abbassare la pressione fiscale e tributaria che non sta consentendo loro di poter vedere il loro futuro, la loro prospettiva e la loro la voglia di investimento. Cosa abbiamo fatto con questo provvedimento? Per fare mezzo passetto nella direzione del lavoratore dipendente in avanti abbiamo fatto tre passi indietro, penalizzando i lavoratori autonomi e le partite IVA, smontando pezzo per pezzo quell'inizio di riforma fiscale e flat tax che avevamo cominciato insieme, proprio con i colleghi del MoVimento 5 Stelle e che - vi assicuro - ha portato ristoro, aiuto e sostegno a centinaia di migliaia di lavoratori autonomi che sono l'ossatura e la struttura economica su cui si poggia il futuro del Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sottosegretario, abbiamo già avuto modo di discutere di questo. A questi 5 milioni di persone non viene garantito nulla: l'anno per loro è di dodici mesi e non di tredici; non hanno la malattia e le ferie; non hanno nessun tipo di garanzia. Dietro questi che si tirano su le maniche tutti i giorni, ci sono 12 milioni di lavoratori dipendenti cui loro assicurano uno stipendio. Se tartassiamo quelli che danno lavoro ai dipendenti che oggi vogliamo difendere, di che tipo di incentivo e di centralità del lavoro parliamo? Lo dico al collega Manca, che parlava giustamente di portare la centralità del lavoro in Parlamento. Il disegno di legge in esame, purtroppo, non sta portando questa centralità del lavoro. Ripeto: è un sintomatico. Certo, meglio 20 euro che niente; meglio qualcosa che niente. Ci si accontenterà, ma in linea generale non siamo di fronte a nulla che ci possa soddisfare. Proprio in ragione di questo e per non chiudere la porta a quei 20 euro, che comunque qualcuno si vorrà mettere in tasca, annuncio il voto di astensione sul provvedimento da parte del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Congratulazioni) . SCIASCIA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCIASCIA (FIBP-UDC) .