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la nuova impostazione progettuale, quindi, differirebbe sia dal progetto "condiviso" nella programmazione del Ministero dell'ambiente e oggetto del finanziamento CIPE sia dal progetto di fattibilità tecnico-economica inerente alla gara, sia dalle impostazioni di offerta presentate dagli offerenti (compreso l'aggiudicatario) in fase di gara per la progettazione definitiva (in quanto l'unico riferimento progettuale di riferimento della gara era il progetto preliminare) sia, quindi, dalle previsioni di contratto con l'aggiudicatario, la cui offerta è allegata al contratto, quale parte integrante. Pare anche che, in epoca successiva al 2016, il finanziamento CIPE a valere sui fondi FSC sia stato sostituito con risorse ordinarie del Ministero dell'ambiente a valere sul fondo di cui all'art. 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016; il contratto con la società HMR è stato sottoscritto il 7 novembre 2018. Ai sensi dell'articolo 8 del bando di gara, la durata del servizio era pari a 180 giorni, quindi, la scadenza della progettazione era prevista per il 6 maggio 2019. In merito alla gara espletata, pare che, nonostante la società HMR abbia offerto in sede di gara la stesura della relazione geologica (i cui oneri, pertanto, si ritengono inclusi nell'importo di contratto), la medesima sia stata comunque successivamente oggetto di una specifica procedura negoziata svolta nel mese di aprile 2019 per un importo di 176.800 euro che, nei fatti, è una cifra notevole, pari ad un terzo della cifra offerta dalla HMR. La procedura negoziata sarebbe stata richiesta su base bibliografica per il progetto preliminare, ovvero un atto redatto e approvato circa due anni fa. Pare, anche, che la cifra non sia stata decurtata dall'importo stabilito a termine gara a favore della società HMR di Padova, determinando, così, sia una notevole spesa ulteriore a fronte di una relazione già oggetto di offerta, sia un vantaggio economico rilevante per la ditta vincitrice del bando, in ragione del fatto che ne aveva compreso i costi nell'offerta stessa; la gara è stata esperita secondo una procedura negoziata semplificata ai sensi dell'art. 36, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo n. 50 del 2016 (codice degli appalti). In merito, però, secondo l'interrogante, varrebbe la lettera b) . Infatti, la lettera c) citata si riferisce a lavori per i quali il limite per la procedura negoziata è un milione di euro, mentre per i servizi in genere, occorre fare riferimento alla lettera b) ove il limite è dato dalle soglie comunitarie. Per i servizi di ingegneria, come pare più precisamente il caso in esame, non pare che esistano dubbi sulla necessità di espletare la gara, ai sensi dell'art. 157 del codice degli appalti in vigore alla data dell'11 marzo 2019. Emerge un ulteriore dubbio: il progetto definitivo doveva essere pronto entro il 6 maggio 2019, ma la gara per la stesura della relazione geologica doveva concludersi entro il 17 aprile. Pertanto è possibile che il progetto non contenga o non abbia tenuto conto dell'imprescindibile relazione geologica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e se il nuovo progetto definitivo sia stato redatto come previsto nella programmazione del Ministero e oggetto dell'autorizzazione CIPE, dal bando di gara e dal contratto o in maniera diversa da quanto stabilito; se, a fronte delle significative variazioni progettuali, la procedura stabilisca un ulteriore e nuovo vaglio autorizzativo e se questa nuova valutazione sia stata chiesta e se corrisponda al vero che in epoca successiva al 2016 il finanziamento CIPE a valere sui fondi FSC sia stato sostituito con risorse ordinarie del Ministero a valere sul fondo di cui all'art. 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016; nel caso in cui il progetto definitivo non sia stato redatto nei tempi previsti, se risultino essere state applicate le penali, di cui all'articolo 9 del bando di gara e se risulti corretta la procedura seguita circa la redazione della relazione geologica per un atto già approvato in passato e per il quale probabilmente non serviva, atteso che è stata chiesta la medesima relazione per la stesura del progetto definitivo, oggetto della medesima procedura negoziata; se la cifra posta a base della procedura, 176.800 euro, sia corrispondente ai valori che il mercato impone per atti della medesima natura; se corrisponda alla procedura normativamente prevista il conferimento di un incarico per la redazione della relazione geologica, nonostante già oggetto di incarico della società vincitrice del bando di progettazione, e se l'importo relativo possa essere comunque riconosciuto in capo alla medesima, senza alcuna decurtazione; se sia stata correttamente seguita la procedura adottata da AGS per l'affidamento della relazione geologica con procedura negoziata. Atto n. 3-01038 RAMPI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo è stato istituito dalla legge n. 220 del 2016 (art. 13) che, in particolare, ha stabilito che esso è alimentato, a regime, con gli introiti erariali derivanti dalle attività del settore. Il finanziamento non può essere inferiore a 400 milioni di euro annui; la legge n. 220 del 2016 ha riordinato e ricondotto in un testo unico gli incentivi fiscali per il settore cinematografico; l'articolo 22 disciplina ulteriori agevolazioni fiscali nel settore cinematografico, in particolare prevedendo: l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa di 200 euro a taluni atti; l'estensione delle vigenti agevolazioni fiscali sui finanziamenti anche alle operazioni di credito cinematografico; l'esenzione dalle imposte sui redditi per le quote versate dai soci e gli incassi derivanti dall'emissione dei titoli di accesso ai soci dei circoli e delle associazioni nazionali di cultura cinematografica che non siano "commerciali" a fini IRES; il decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2014, aveva in passato esteso l'ambito operativo dei benefici fiscali per la produzione cinematografica e audiovisiva; l'articolo 8 del decreto-legge n. 91 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 112 del 2013, aveva poi reso permanenti, dal 1° gennaio 2014, i crediti d'imposta per la produzione, la distribuzione e l'esercizio cinematografico previsti dalla legge finanziaria 2008 e li aveva estesi, dalla medesima data, anche ai produttori indipendenti di opere audiovisive; ulteriori interventi erano stati effettuati dalla legge di stabilità per il 2016 (commi 331-334 dell'art.1) che aveva esteso l'agevolazione citata, tra l'altro, alle spese per la distribuzione internazionale, alla sostituzione di impianti di proiezione digitale, nonché ai film realizzati sul territorio nazionale su commissione di produzioni estere;