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il 1° e 2 febbraio 2022 persone appartenenti al movimento internazionale non violento "Extinction Rebellion", impegnate nella campagna "Ultima Generazione - Assemblea Cittadina ORA!", dopo aver inviato numerosissime e-mail al ministro Cingolani, al Presidente del Consiglio dei ministri Draghi, al ministro Patuanelli, al ministro Giorgetti, al ministro Orlando e alla ministra Carfagna ed ai loro collaboratori, dal capogabinetto alla segreteria, tramite piattaforma "Action Network" per richiedere un incontro pubblico a sul tema "siamo l'Ultima Generazione di cittadini e cittadine italiane a poter evitare il collasso climatico e sociale? ", senza aver avuto alcuna risposta, hanno dato vita ad un'azione non violenta presso il Ministero della transizione ecologica; filmati e foto forniti dallo stesso movimento evidenziano il fatto che, a dispetto di quanto riportato da alcuni organi di stampa, l'iniziativa ha avuto carattere assolutamente non violento nei confronti di tutte le persone presenti nel Ministero e delle forze dell'ordine che sono intervenute per portare via gli aderenti al movimento; il movimento ha anche ammesso di aver imbrattato le mura del Ministero in un'azione provocatoria, ma pacifica, volta ad attirare l'attenzione sul grave tema della crisi climatica e sulla mancanza di azione coerenti con gli impegni assunti e concrete da parte del Governo italiano; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: nei giorni successivi si è registrata la risposta delle forze dell'ordine che hanno fermato, a quel che risulta d'iniziativa, persone appartenenti al movimento, sequestrando auto e cellulari e controllando gli spostamenti di tutti coloro che erano ospitati in un B&B di Roma; successivamente, il 4 febbraio, le forze dell'ordine, in borghese, sono entrate nel B&B, ancora una volta d'iniziativa, pur ammettendo di non essere alla ricerca di armi o droga, ma di essere entrate per svolgere una "azione amministrativa" legata a presunte violazioni della normativa COVID da parte della struttura abitativa. Non è, quindi, chiaro quali fossero i presupposti legittimanti l'irruzione e la perquisizione effettuate; nel contempo, due ospiti del B&B che erano riusciti ad avvisare alcuni giornalisti e che cercavano di esporre uno striscione, sono stati violentemente strattonati ed è stato impedito loro di dare conto pubblicamente di quanto stava accadendo all'interno dell'edificio; alcune persone presenti nella struttura sono state poi portate in Questura, in manette, seppure non risulta che fossero state arrestate e non opponessero alcuna forma di resistenza. Tra i fermati vi era anche una minorenne che era passata a trovare il padre. I fermati sono stati trattenuti varie ore e rilasciati, sembra assurdo ed inverosimile, senza redigere un verbale delle operazioni di compiute; considerato anche che: martedì 8 febbraio aderenti al movimento hanno dato vita ad un sit in di sostengo e supporto alle cinque persone che avevano intrapreso uno sciopero della fame per ribadire la richiesta d'incontro con il ministro Cingolani, il quale ha fatto sapere che avrebbe "concesso" l'incontro solo dopo che avesse ricevuto le scuse per l'azione intrapresa nei confronti della sede ministeriale, con ciò dimostrando una conoscenza del proprio ruolo di Ministro della Repubblica totalmente inadeguata e dimenticando che l'autorità che egli rappresenta non è quella di un educatore, di un padre, ma è chiamato a servire e ad ascoltare i cittadini che pongono questioni attinenti alla responsabilità dell'amministrazione che fa capo al Ministro ed al suo ruolo; solo dopo nove giorni di sciopero della fame dei manifestanti il ministro Cingolani si è deciso a "concedere" un colloquio a porte chiuse e dopo aver fatto deporre i cellulari. Sarebbe davvero una triste conferma di inadeguatezza se fosse vero che egli abbia affermato che non spetta a lui "decidere se concedere un incontro pubblico sul tema, in quanto [egli] è un sottoposto del Presidente del Consiglio Draghi". Un Ministro che si sente sottoposto del Presidente del Consiglio dimostra che non ha inteso quale sia il ruolo di Ministro: l'articolo 92 della Costituzione esclude esplicitamente qualunque subordinazione dei Ministri al Presidente del Consiglio; il sit in pacifico è stato sciolto dai Carabinieri, che hanno trattenuto per oltre 8 ore i partecipanti in caserma, denunciandoli per violazione dell'articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza; visto che: è appena il caso di ricordare che l'autorizzazione per una manifestazione pacifica non è necessaria, a norma dell'articolo 17 della Costituzione, e che si può procedere allo scioglimento solo per comprovati e concreti motivi di ordine pubblico o per tutela della sicurezza pubblica, circostanze che non risulta fossero in atto in quel momento; la vicenda si inserisce in un complessivo clima di repressione generalizzata contro coloro che legittimamente esprimono dissenso, repressione che si è tradotta in violenze contro i giovani che protestavano per la morte dello studente diciottenne Lorenzo Parelli, ucciso da una trave di ferro da 150 chili durante il suo ultimo giorno di stage nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, e contro l'abuso di quello strumento e che arriva all'assurdo di vietare, invocando una direttiva del prefetto di Roma che viola l'articolo 17 della Costituzione, a padre Zanotelli di effettuare il digiuno di solidarietà coi migranti che pacificamente teneva a piazza Montecitorio ogni primo mercoledì del mese da vari anni, si chiede di sapere: se vi siano, e in caso positivo quali siano, gli elementi di prova che giustificherebbero i reiterati interventi delle forze dell'ordine contro persone ripetutamente identificate, impegnate a manifestare pacificamente il loro pensiero, diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione. Mancando detti elementi si sarebbe, infatti, di fronte ad una inaccettabile limitazione della libertà personale e della manifestazione del pensiero posta in essere da parte di organi dello Stato impegnati in quella che appare un inaccettabile accanimento poliziesco; inoltre, poiché le stesse forze dell'ordine hanno ammesso di non essere entrati nel B&B che ospitava i pacifici manifestanti per un'azione di polizia giudiziaria, quali fossero allora i presupposti legittimanti l'irruzione e la perquisizione effettuata, a quanto risulta compiuta di iniziativa della polizia. Atto n. 3-03111 ASTORRE Al Ministro dell'interno Premesso che: alla luce di quanto riportato da organi della stampa locale e da alcuni siti di informazione on line , l'operazione realizzata dal comando provinciale dei Carabinieri di Roma, coadiuvato dai comandi di Rieti, Latina, Viterbo e Reggio Calabria, in esecuzione dell'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, che ha portato alla richiesta di custodia cautelare per 65 persone (39 custodie cautelari in carcere e 26 arresti domiciliari), cui vengono contestati gravissimi reati, mette in chiaro un sistema criminale bene organizzato e inserito nei gangli vitali dell'economia locale;