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E la verità è che la nostra giustizia è in condizioni drammatiche: se io dicessi qualcosa di differente, sarebbe una presa in giro. Se io oggi dicessi che in sette mesi di Governo ho trovato le soluzioni a tutti i problemi della giustizia, dovreste offendermi e mandarmi a quel paese, perché in quel momento vi avrei semplicemente preso in giro. (Applausi dal Gruppo M5S) . I problemi ci sono e sono tanti. Però posso dire che, per la prima volta, questi problemi trovano un Governo che da una parte risponde dove può nell'immediato, di fronte alle urgenze e alle emergenze, e dall'altra parte pone le fondamenta per un cambiamento che deve essere graduale, ma che di fatto deve essere strutturato e basato su fondamenta solide. Questo è quanto abbiamo fatto in sette mesi. La senatrice Valente mi diceva che su Bari io non avrei parlato di urgenze e di emergenze. In realtà il mio ragionamento era riferito al discorso della mancata nomina di un commissario, perché non ci sono dubbi sul fatto che la situazione di Bari, dove - lo ricordo a me stesso - la giustizia era finita dentro le tende, fosse una situazione di emergenza. Quella situazione di urgenza, però, non è stata affrontata con la cultura dell'emergenza, cioè con la solita nomina di un superuomo, il commissario, che mandato lì, in deroga a tutte le leggi, avrebbe dovuto risolvere la situazione. Abbiamo messo un punto a questo tipo di approccio. (Applausi dal Gruppo M5S) . C'è un'emergenza? Il Governo assume le sue responsabilità ed emana un decreto-legge, che per Costituzione fa fronte alle emergenze (ci mancherebbe). Con quel decreto-legge è stata tolta la giustizia di Bari dalle tende e, in sostituzione di queste, è stata portata momentaneamente in due strutture. Successivamente, nell'arco di cinque mesi, si è poi pervenuti a una situazione stabile. Ci tengo a dire che si tratta di un tempo che può essere considerato record nella storia degli interventi e delle soluzioni attuati da un Governo in situazioni così drastiche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Non ricordo alcun commissario che in cinque mesi sia riuscito ad arrivare a una soluzione stabile, non definitiva, a un problema. Passo ora al tema dei problemi ancora aperti. Senatore Stancanelli, sicuramente i problemi ci sono e sono aperti. Lei ha fatto riferimento agli unici due problemi su cui non ho potuto dare una risposta adesso, perché intendo darla nell'arco dei prossimi due mesi, vista l'istituzione di un tavolo molto importante di interlocuzione e confronto con la magistratura onoraria, che rappresenta un pilastro della giustizia italiana. È in corso un confronto serrato per portare a una normativa che possa salvaguardare il servizio che la magistratura onoraria offre, finalmente in una logica - per quanto possibile - di stabilizzazione. Lo stesso, come specificato nel corso della relazione, per quanto riguarda la graduatoria degli idonei assistenti giudiziari: sono perfettamente consapevole che ci sono delle aspettative importanti. Agli interessati ho risposto più volte che non voglio promettere nulla in termini di dati e dettagli. Ho già detto che ci sarà uno scorrimento della graduatoria, con tempi e modalità che mi riservo di comunicare anche nell'arco dei prossimi due mesi, in quanto la prima urgenza sotto gli occhi di tutti è stata quella di intervenire per disporre di nuove risorse nel settore della giustizia. Queste nuove risorse dovevano concretizzarsi nell'immediato. Sono contento che il senatore Pellegrini abbia evidenziato le ferite importanti nella geografia giudiziaria (ed è vero), però avevamo l'esigenza prioritaria di intervenire anzitutto sul tema delle assunzioni. Siamo intervenuti con assunzioni che questo Paese non ha mai visto: non so come si possa smentire questo fatto. Ho sentito parlare di un Governo che non dà le risposte e non ci dice quanto spende. L'ho già detto tantissime volte e lo ripeto: il complesso dei soldi che sono stati investiti nella giustizia è stimato in circa 500 milioni di euro. Le assunzioni, su cui anche la senatrice Modena ha sollevato alcune perplessità, sono sotto gli occhi di tutti. Infatti, provvederemo anzitutto alla copertura integrale dell'organico della magistratura ma convinti che la giustizia debba richiedere un impegno in più. Abbiamo previsto che nel triennio ci siano 600 magistrati in più rispetto alla pianta organica (ossia, oltre alla saturazione della pianta organica, ci saranno 600 magistrati in più) e 3.000 unità di personale amministrativo, oltre a tutte le altre assunzioni che ho già menzionato. Si è poi parlato della situazione delle carceri. In tale ambito, è prevista un'assunzione di 1.200 agenti di polizia penitenziaria soltanto nel 2019. Possiamo vedere le prospettive in maniera differente - qualcuno sarà d'accordo e qualcun altro no, ci mancherebbe - ma non si possono negare dati oggettivi. Non si può negare la verità. La verità è che l'ultima legge di bilancio ha rappresentato un passo verso una nuova cultura della giustizia: un nuovo modo di concepire la giustizia come priorità di un Governo nell'interesse dei cittadini. Ciò è non solo inequivocabile, ma anche concreto, oggettivo e inserito, con lettere e numeri, nella legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ci tengo anche a sottolineare il riferimento, che più o meno da tutti è stato fatto, al dialogo, all'ascolto e al confronto. Giustamente la senatrice Valente sottolineava la vicenda legislativa dell'emendamento sulla prescrizione. Non dubito del fatto che in questi primi mesi di Governo ci siano stati dei momenti in cui il Governo ha dovuto accelerare, ma eravamo di fronte ad urgenze: urgenze di fronte alle quali il Paese non aveva più tempo. Perché non c'è più tempo di fronte ad un 30 per cento di cittadini che hanno rinunciato negli ultimi due anni a chiedere giustizia perché non si fidano della giustizia. Questo è un dato fondamentale. Questo è il punto di partenza! Come ho detto, il mio auspicio è che, prima di tutto, il primo importante orizzonte di confronto sia rappresentato dalle riforme del processo civile e del processo penale, dove proprio lo strumento della legge delega darà la possibilità al Parlamento di esprimersi e di avere un confronto nell'ambito dei tempi richiesti. Dobbiamo, però, ammettere che nei primi sei mesi ci sono state urgenze di fronte alle quali il Paese non poteva più aspettare. Noi ci assumiamo la responsabilità di aver individuato le priorità che dovevano essere portate immediatamente all'attenzione del Parlamento, pur volendo sottolineare che, comunque, la legge anticorruzione (la cosiddetta spazzacorrotti) è stata approvata a seguito di tre letture in Parlamento. PRESIDENTE . Signor Ministro, ringraziandola per questa riflessione puntuale, dovrei però chiederle di essere un po' più sintetico, così da permettere all'Assemblea di rispettare i tempi dei suoi lavori. Alle ore 13, infatti, sono convocate delle Commissioni per l'esame del decreto-legge semplificazioni.