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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 438 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-I.d. V.: CAL-Alt-PC-IdV; Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 11,01). Si dia lettura del processo verbale. MONTEVECCHI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 maggio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Boris Pahor ROJC (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signora Presidente, onorevoli colleghi, questa notte è scomparso un grande della cultura italiana e non solo, a Trieste, all'età di 108 anni, Boris Pahor, il cui destino ha passato il secolo. Pur segnato dalla nemesi di tutta la sua comunità, quella slovena della Venezia Giulia, da un fato a cui apparentemente non ha potuto opporsi, del proprio secolo lo scrittore ha vissuto tutto il peggio; ne ha vissuto gli orrori, quasi a ribadire il concetto heideggeriano dell'essere per la morte, a cui come uomo e come scrittore si è opposto. Ne ha rilevato però il «linguaggio come casa dell'essere» in cui egli ha racchiuso tutto il suo pensiero di verità. Una saggezza data dall'esperienza, dunque, quella dell'identità che il fascismo ha cercato di negargli, del dover cioè innanzitutto da bambino diventare altro da sé, quel vedere le fiamme dell'incendio del Narodni dom, la casa di cultura slovena a Trieste, distrutta dalle fiamme della furia squadrista e fascista nel 1920, come un presagio per l'esperienza del lager nazista e del suo lungo vagare tra Dachau, Markirch-Struthof, Dachau ancora, Mittelbau-Dora, Harzungen, Berger-Belsen. Ma anche la forza salvifica dell'amore, che lo scrittore intreccia alla catarsi della parola in modo inscindibile. La sua poetica, che diviene poesia, riporta lui e noi tutti all'origine del senso dell'esistenza. La fortuna di non essere divenuto cenere diviene predestinazione a saper raccontare ciò che non è raccontabile, di quegli uomini definiti Nacht und Nebel , di tutti gli umiliati e offesi a cui Pahor, attraverso la parola, è riuscito a ridare la voce. È proprio la capacità di ricreare l'inimmaginabile dell'inferno del lager la peculiarità per eccellenza dell'opera di Pahor, che va quindi contestualizzata entro quella rivolta morale, conseguente alla devastazione provocata dai totalitarismi, a definire la necessità di volere e dover ritrarre gli aspetti più aberranti della distruzione organizzata per ricomporre un contesto entro il quale fosse più chiara la scissione tra bene e male, tra ciò che è vivo e ciò che è morto. Boris Pahor deve essere inteso come un Ulisse moderno: il suo racconto si colloca nel contesto delle grandi testimonianze del Novecento, come parte di un'unica epopea, e nel voler vedere e compiere il fato senza considerare la paura della morte. Dirà infatti: «La morte era sempre presente, dietro l'angolo. E la si viveva non solo con il pensiero, ma concretamente tramite quel camino che fumava giorno e notte emanando odore di sego bruciato. E bisognava inspirarlo, non si poteva fare altrimenti. La prossimità della morte e la convivenza con essa erano la normalità per me, per noi nel lager ». Il ritorno al mondo prima della fine del mondo ha dettato a Pahor parole evocative, che lo ricollegano a milioni di deportati. Lui prima e dopo la Germania: chi sa se questi due uomini potranno mai incontrarsi? Questa è la terribile domanda che l'autore viene a porsi. Boris Pahor continuerà a scuotere le coscienze di generazioni di lettori, autore di una trentina di libri di narrativa e saggistica, di numerosi saggi e articoli di carattere storico-letterario, storico, politico. Fu autore, assieme al maggiore scrittore sloveno contemporaneo di matrice cattolica, Alojz Rebula, di un libro-intervista al grande intellettuale e poeta Edvard Kocbek, fondatore, quest'ultimo, dell'ala cattolico-sociale del Fronte di liberazione in Slovenia ed emarginato da Tito. In esso Kocbek rivela la verità su epurazioni ed eliminazioni sommarie, perpetrate, con la connivenza delle forze alleate, dal regime slavo nell'immediato dopoguerra. La pubblicazione di queste rivelazioni ha portato le autorità jugoslave a negare a Pahor, per ben due volte e per lunghi periodi, l'ingresso nella Repubblica jugoslava. Pahor è divenuto emblema delle tragedie del Novecento: la sua fede nel valore della democrazia, la sua denuncia aperta contro tutte le dittature, contro il grande che vuole distruggere il piccolo, come egli stesso asserisce, sono valori che costituiscono, assieme alla forza salvifica dell'amore, il messaggio centrale della sua opera, in cui egli si fa mediatore tra noi, lettori, e il mondo delle ombre. Objem, mon cher ami ! (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Rojc, la Presidenza si associa a queste sue belle e importanti parole. Sui lavori del Senato CRUCIOLI (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (CAL-Alt-PC-IdV) .