[ddlpres]

Esso non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell'IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. 6. Il credito d'imposta spetta a condizione che: a) i lavoratori assunti per coprire i nuovi posti di lavoro creati non abbiano mai avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o rientrino nella definizione di «lavoratore svantaggiato» di cui al citato regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione; b) siano rispettate le prescrizioni dei contratti collettivi nazionali anche con riferimento alle unità lavorative che non danno diritto al credito d'imposta; c) siano rispettate le norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni; d) il datore di lavoro non abbia ridotto la base occupazionale nel periodo dal 1º novembre 2013 al 31 dicembre 2013, per motivi diversi da quelli del collocamento a riposo. 7. Il diritto a fruire del credito d'imposta decade: a) se, su base annuale, il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato e a tempo determinato, compresi i lavoratori con contratti di lavoro con contenuto formativo, risulta inferiore o pari al numero complessivo dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2013 ed il 31 dicembre 2013; b) se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di cinque anni, ovvero di tre anni nel caso delle piccole e medie imprese; c) qualora vengano definitivamente accertate violazioni non formali, e per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro 5.000, alla normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro dipendente, ovvero violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni, e qualora siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni. Dalla data del definitivo accertamento delle violazioni decorrono i termini per far luogo al recupero delle minori somme versate o del maggior credito riportato e per l'applicazione delle relative sanzioni. Art. 16. (Diritti a favore dei lavoratori economicamente dipendenti. Piena estensione delle tutele per maternità, malattia e infortunio. Diritto all'equo compenso) 1. Ai lavoratori che svolgono rapporti di collaborazione aventi ad oggetto una prestazione d'opera coordinata e continuativa, anche a progetto, senza vincolo di subordinazione, iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e privi di copertura da parte di altre forme obbligatorie di previdenza, si applicano, per quanto compatibili, le tutele in materia di maternità e paternità previste dal testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. 2. Ai lavoratori di cui al comma l si applicano le tutele previste dall'articolo 2110 del codice civile, nonché dall'articolo 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e dalle leggi speciali in materia di malattia ed infortunio in genere. 3. Ai lavoratori di cui al comma 1 spetta un compenso proporzionato alla qualità e quantità del lavoro svolto, secondo quanto previsto dagli accordi collettivi eventualmente applicabili ovvero, in mancanza, determinato con riferimento al compenso stabilito per attività di lavoro dipendente paragonabili, maggiorato di una percentuale pari al 15 per cento. Art. 17. (Limiti all'utilizzo di lavoratori a tempo determinato) 1. Il comma 1 dell'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, è sostituito dal seguente: « 1. Salve le ragioni di carattere sostitutivo, è consentita l'apposizione del termine alla durata del contratto di lavoro subordinato nella misura massima del 20 per cento dei lavoratori impiegati presso lo stesso datore di lavoro, ovvero nella misura prevista dai contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, a condizione che almeno il 50 per cento dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati nei trentasei mesi precedenti sia stato convertito in contratti di lavoro a tempo indeterminato». Capo VI ACCESSO ALLA PENSIONE Art. 18. (Delega al Governo per l'unificazione delle aliquote contributive e l'incremento della copertura previdenziale a favore dei lavoratori alla prima occupazione) 1. Al fine di assicurare ai lavoratori alla prima occupazione un'adeguata e dignitosa copertura pensionistica futura, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti norme orientate alla revisione del sistema pensionistico applicabile ai lavoratori alla prima occupazione, dipendenti e autonomi, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive ed esonerative della medesima, nonché agli iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, ivi inclusi i titolari di partita IVA, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) in funzione di parificazione degli oneri sociali gravanti sul costo del lavoro, applicazione, secondo criteri di gradualità, di un'aliquota unificata di contribuzione alla gestione di previdenza obbligatoria di appartenenza, in misura complessiva pari al 28 per cento del reddito lordo da lavoro, per due terzi a carico del datore di lavoro, del committente ovvero dell'associante e per un terzo a carico del prestatore; per i soggetti titolari di partita IVA sono fatte salve le disposizioni e le modalità vigenti in materia di versamento dei contributi previdenziali; b) ripristino del pensionamento flessibile, unificato per vecchiaia e anzianità, per tipologia di lavoro, dipendente, autonomo e parasubordinato, e per genere, secondo princìpi e criteri che tengano conto, ai fini del requisito anagrafico minimo per l'accesso alla pensione, dei limiti di età vigenti a regime nel sistema retributivo; c) introduzione di meccanismi di integrazione delle pensioni future calcolate interamente secondo il sistema contributivo che prevedano il riconoscimento di una quota di pensione a carico della fiscalità, determinata in relazione alla contribuzione versata; d) ai fini del calcolo della pensione, applicazione di un'aliquota unificata di computo in misura di norma pari all'aliquota di contribuzione, salvo regimi speciali o transitori previsti dalla legge;