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che la ripresa dei versamenti del canone di abbonamento alla televisione ad uso privato addebitato in bolletta è effettuata con le modalità previste dal comma 11 del medesimo articolo 48 del decreto-legge n. 189; che la ripresa dei versamenti del canone di abbonamento alla tv avvenga entro il 16 dicembre 2017 senza applicazione di sanzioni e interessi. La citata normativa prevede, infine, che, qualora per effetto degli eventi sismici la famiglia anagrafica non detenga più alcun apparecchio televisivo, il canone non è dovuto per il secondo semestre 2016 e per l'anno 2017. Ritiene che andrebbe inoltre valutata l'opportunità di coordinare le disposizioni in esame rispetto a quanto previsto dal vigente comma 11- bis del decreto-legge n. 189, ove si fa riferimento alle modalità di ripresa dei versamenti del canone tv previsti dal medesimo decreto n. 189, all'articolo 48, comma 11, atteso che nel decreto-legge qui esaminato si dettano specifiche distinte modalità in ordine ai versamenti dei canoni. Il comma 6 modifica l'articolo 2- bis , comma 24, del decreto-legge n. 148 del 2017, intervenendo sulla sospensione dei pagamenti delle fatture delle utenze relative ai servizi di erogazione di energia elettrica, acqua e gas, nonché per i settori delle assicurazioni e della telefonia già disposta dall'articolo 48, comma 2, del decreto-legge n. 189 del 2016. In particolare, viene stabilito che la sospensione sia differita fino al 1° gennaio 2019 per coloro i quali dichiarino con apposita autocertificazione l'inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda. In base a quanto riportato dalla relazione tecnica allegata al decreto, la predetta disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, poiché, come già disciplinato dall'articolo 48, comma 2, del decreto-legge n. 189 del 2016, le sospensioni sono disciplinate dall'autorità di settore che con propri provvedimenti individua le necessarie compensazioni nell'ambito delle tariffe. In merito ai profili di quantificazione del comma 6, andrebbe chiarito se possano determinarsi effetti apprezzabili di minor gettito, in particolare in termini di IVA ed accise, per il 2018 (e conseguenti effetti di maggior gettito per il 2019) connessi alla sospensione temporanea dei pagamenti. Il comma 7 incrementa il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge n. 282 del 2004, per un ammontare pari a 3,9 milioni di euro nel 2020; 58,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e 47,3 milioni di euro per l'anno 2023. Il comma 8 reca la copertura finanziaria degli interventi disposti dall'articolo 1. In particolare, viene stabilito che agli oneri derivanti dall'attuazione del provvedimento pari a 91,02 milioni di euro per l'anno 2018, a 78,1 milioni di euro per l'anno 2019, a 12,08 milioni di euro per l'anno 2020, 58,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e di 47,3 milioni di euro per l'anno 2023 si provvede: quanto a 40 milioni di euro per l'anno 2018 e a 43,1 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica; quanto a 24 milioni di euro per l'anno 2018 e a 15 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; quanto a 27,2 milioni di euro per l'anno 2018, a 10 milioni di euro per l'anno 2019 e a 8,18 milioni di euro per l'anno 2020, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018; quanto a 10 milioni di euro per l'anno 2019, a 3,9 milioni per l'anno 2020, a 58,1 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e a 47,3 per l'anno 2023, mediante le maggiori entrate e le minori spese derivanti dal provvedimento. Al riguardo, segnala che l'importo di 27,2 milioni di euro che si intende attingere dai fondi speciali di parte corrente per l'anno 2018 non corrisponde alla somma degli utilizzi parziali degli accantonamenti relativi ai singoli ministeri indicati dall'articolo 1, comma 8, lettera c) , del provvedimento, che ammonta invece a 27,02 milioni di euro. Quest'ultima cifra risulta invece coerente con la quantificazione dell'onere indicata nell'alinea del comma 8. Al riguardo sarebbe pertanto opportuno avere un chiarimento dal Governo. L'articolo 2 dispone l'entrata in vigore del provvedimento. Il senatore LUCIDI ( M5S ) chiede di valutare la possibilità di svolgere un ciclo di audizioni per approfondire alcune delle questioni più rilevanti trattate nel decreto-legge all'esame. Il PRESIDENTE assicura che richieste avanzate in tal senso da parte dei Gruppi saranno attentamente valutate. Tuttavia, in considerazione dei tempi a disposizione della Commissione speciale per l'esame del decreto-legge, a suo avviso sarebbe preferibile invitare eventuali soggetti interessati a far pervenire contributi e osservazioni alla Commissione in forma scritta. Il senatore DE SIANO ( FI-BP ) chiede se, in sede di conversione del decreto-legge, sarà consentito apportare modificazioni volte a introdurre misure di più ampia portata relative ad aspetti connessi all'oggetto proprio del provvedimento d'urgenza, con particolare riguardo ai profili inerenti alla ricostruzione delle zone terremotate. In tale ipotesi, infatti, sarebbe opportuno, a suo avviso, prevedere l'audizione anche dei sindaci dei territori interessati dal sisma. Il senatore ARRIGONI ( L-SP ), nel rilevare che il provvedimento contiene esclusivamente norme urgenti di natura fiscale, preannuncia che il Gruppo della Lega intende presentare emendamenti anche su altri argomenti, con l'intento di fornire risposte alle criticità emerse nei territori interessati dal sisma. Non ritiene necessario programmare un ciclo di audizioni, reputando invece opportuno poter disporre di un congruo margine di tempo per la predisposizione di proposte emendative. Il senatore VERDUCCI ( PD ) condivide l'auspicio del Presidente per un'approvazione in tempi rapidi del disegno di legge di conversione del decreto-legge; a tal fine, ritiene necessario che eventuali modificazioni apportate siano omogenee e coerenti con il contenuto del provvedimento d'urgenza. Il senatore ZAFFINI ( FdI ) ritiene necessario compiere un'istruttoria approfondita per valutare i profili di necessità e urgenza di eventuali ulteriori misure da introdurre in sede di conversione del decreto-legge.