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Quando, prima del Governo Draghi, dicevamo che la doppia conformità, la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e tutta una serie di elementi avrebbero in qualche modo contrastato questo tipo di attività, venivamo presi per pazzi. Da quando è stato approvato il decreto-legge, che quindi è legge dello Stato, ovviamente le procedure ci sono sveltite e le cose sono migliorate. Siamo ancora orfani del superbonus per le strutture ricettive: cosa devono fare queste che hanno perso più del 95 per cento nel 2020, per vedersi riconosciuta l'opportunità di usufruire del superbonus? (Applausi) . Cosa devono fare, con le decine di migliaia di persone che ci lavorano? Non siamo contenti di questo, ma siamo convinti che l'impegno che abbiamo richiesto potrà vedere la luce nel prosieguo. Ci preoccupa un po' la questione del subappalto. Forza Italia ha da sempre sostenuto che fosse importante, ma che non debba essere la totalità. Attualmente e fino al 31 ottobre è al 50 per cento, ma dal 1° novembre la direttiva europea ci impone l'impossibilità di vincolare il subappalto. Occorre fare attenzione su questo aspetto, perché, se una cosa va bene in Olanda, non è detto che vada bene in Italia, in Spagna o in Grecia. Occorre fare attenzione, perché non vorrei che la proliferazione di scatole cinesi arrivasse poi a strozzare le piccole imprese, che sono la caratteristica italiana e non europea. Oggi in Italia abbiamo infatti imprese di costruzioni che hanno tre, cinque, 15 o 18 dipendenti, che non possono necessariamente competere con i grandi general contractor che hanno tantissimi avvocati e commercialisti, ma zero operai. Questo è un problema e lo segnaliamo in maniera costruttiva, perché non va assolutamente bene mettere le piccole imprese nelle condizioni di essere strangolate dai grossi gruppi, che prenderanno gli appalti e poi faranno il subappalto fino al 100 per cento, con un aggio del 4 o del 5 per cento: figuratevi dove arrivano gli utili! Quindi avremo problemi enormi e il Governo se li dovrà porre in sede europea. Una cosa positiva è che, prima di staccare le utenze alle persone, arriverà un messaggio di posta elettronica certificata (PEC): questo è un fatto importante, anche se può sembrare banale o poca cosa. Riprendendo quanto dicevo all'inizio, qual è la cosa che ci stava più a cuore e che Forza Italia e Silvio Berlusconi, fin dall'inizio, hanno chiesto in materia di semplificazione? Stabiliamo le regole, facciamo le cose e poi dopo si venga a casa nostra a controllare o a bloccare lavori! Il problema - lo ripeto nuovamente, dopo averlo detto anche in Commissione lavori pubblici, comunicazioni, alla quale appartengo - non sono i lavori, ma arrivarci (Applausi), perché, se vogliamo commissariare l'universo mondo, possiamo anche essere contenti, ma occorre stare attenti. Dobbiamo avere procedure semplificate, come accade in tutto il mondo: avendo un occhio anche all'estero per le mie attività, vi dico francamente che per realizzare un edificio, aprire un'attività o consentire la partenza di un'impresa non servono due anni e mezzo di carte, ma bastano due giorni e mezzo. Questo accade perché ci sono regole chiare, quindi apri e poi vengono a controllarti con calma (addirittura, ti chiedono l'appuntamento per venire a verificare se l'aspetto sanitario funziona). Siamo contenti. La semplificazione va nella giusta direzione, ma c'è una cosa che ci preoccupa ulteriormente: tutto finirà nel 2026. Non va bene. Forza Italia farà una battaglia perché la semplificazione sia moltiplicata, vada nella direzione della continuità e consenta alle imprese di avere veramente una prospettiva che garantirà occupazione, lavoro, sviluppo e certamente un'economia forte. Abbiamo due alternative: o cala il debito (impossibile) o aumenta il PIL. Noi siamo per la seconda opzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, egregi colleghi, qualcuno diceva una volta che le cose semplici sono quelle più difficili da farsi; quindi, quando si intraprende quella per la semplificazione, è sempre una strada difficile. Tuttavia, adesso è assolutamente necessario, perché ci apprestiamo a gestire per gli anni a venire il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), come pure il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima 2030 (PNIEC), e servono strumenti che consentano una snellezza operativa che non può essere quella che abbiamo vissuto nei decenni scorsi. Colleghi, prima del decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999, utilizzavamo il regio decreto n. 350 del 1895 per gestire i lavori pubblici. È chiaro che strumenti del genere non sono più adeguati, quindi con il decreto-legge al nostro esame ci apprestiamo a superare queste difficoltà. Nel testo, abbastanza corposo, vengono previsti strumenti assai articolati. Avremo una cabina di regia, una segreteria tecnica presso la Presidenza del Consiglio, un tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale; un'unità di audit che svolgerà attività di controllo sull'attuazione del PNRR, un'unità per la razionalizzazione e il miglioramento della regolazione e l'ufficio per la semplificazione. Ci sarà anche un ufficio di monitoraggio e rendicontazione, che dovrà tenere conto dei vari stati di avanzamento, perché è all'Europa che dovremo rispondere dell'avanzamento delle spese. In quest'ambito, viene anche istituita una soprintendenza speciale e ci saranno alcuni strumenti - rispetto ai tempi previsti, stiamo andando parecchio avanti - perché, per il superamento di eventuali dinieghi o dissensi da parte di organi dello Stato, il Presidente del Consiglio dovrà intervenire entro cinque giorni, tempi ai quali sicuramente in passato non siamo stati abituati. Ci saranno anche procedure per accelerare i pareri sulle valutazioni impattanti sull'ambiente: mi riferisco alla valutazione di impatto ambientale (VIA), al provvedimento unico ambientale (PUA), al provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) o alla valutazione ambientale strategica (VAS). Le misure sono tante e riguarderanno anche la possibilità di intervenire più velocemente in riferimento alla rigenerazione urbana, all'efficienza energetica e anche alla promozione dell'energia circolare, attraverso una più efficiente gestione e il riutilizzo dei rifiuti. Ci saranno anche interventi e misure per la diffusione delle comunicazioni digitali nella pubblica amministrazione. Oggi, nonostante l'evoluzione del digitale, abbiamo ancora uffici che spesso non comunicano fra loro. Ecco che allora questa rappresenta una misura assolutamente utile. Abbiamo un processo di snellimento nelle procedure di gara anche per importi più piccoli, quindi per favorire le piccole aziende e imprese italiane. Sappiamo quanto sia ancora difficile oggi - e quanto lo è stato - fare impresa in Italia. C'è altresì un incremento ai limiti sui lavori che possono essere concessi in subappalto, purché l'amministrazione committente stabilisca quali sono le opere che non possono essere subappaltate.