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b) l'educazione, l'istruzione e la formazione di interesse sociale e con finalità educative, e la formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa; c) la formazione professionale con finalità e interesse sociale; d) la formazione e la ricerca scientifica di particolare interesse sociale; e) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali; f) interventi di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; g) l'organizzazione e la gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività editoriali, radiofoniche, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato, e delle attività di interesse generale e a carattere comunitario; h) l'organizzazione e la gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso; i) la cooperazione allo sviluppo; l) attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, di promozione, di rappresentanza, di concessione in licenza di marchi di certificazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale nonché del benessere animale; m) servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori; n) attività di carattere residenziale dirette a soddisfare bisogni sociali, sanitari, culturali, formativi, di alloggio sociale o lavorativi; o) l'accoglienza umanitaria e di integrazione sociale dei migranti, il microcredito e l'agricoltura sociale; p) la riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata. Titolo II INCENTIVI E AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE START-UP INNOVATIVE A VOCAZIONE SOCIALE Art. 4. (Norme generali in materia di incentivi e agevolazioni alle imprese start-up innovative a vocazione sociale) 1. Gli incentivi, le agevolazioni e le misure regolatorie di cui agli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 sono riconosciuti alle imprese start-up innovative a vocazione sociale al fine di favorire il raggiungimento delle finalità di utilità sociale e di soddisfacimento dei bisogni individuali o collettivi, di accrescere il grado di innovazione sociale negli ambiti di operatività dell'impresa e di rendere più efficiente ed efficace la spesa pubblica destinata alle predette finalità. 2. Al fine di perseguire gli obiettivi di cui al comma 1, gli incentivi, le agevolazioni e le misure regolatorie a sostegno delle imprese start-up innovative a vocazione sociale sono volte a promuovere: a) la domanda e l'offerta di innovazioni sociali, al fine di stimolare gli attori pubblici e privati a favorire la diffusione delle innovazioni medesime; b) l'attivazione di strumenti che incentivino i soggetti privati a finanziare iniziative di innovazione sociale; c) il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati attraverso lo sviluppo di strutture che favoriscano le interazioni o un maggiore coordinamento tra i soggetti medesimi; d) gli investimenti in innovazione sociale attraverso il riconoscimento di un credito di imposta alle imprese start-up innovative a vocazione sociale che reinvestono gli utili di esercizio; e) lo sviluppo di competenze e di strumenti, all'interno delle pubbliche amministrazioni, utili a promuovere lo sviluppo dell'innovazione sociale. Art. 5. (Incentivi di natura fiscale ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche per gli investimenti nelle imprese start-up innovative a vocazione sociale) 1. Al fine di sostenere la crescita e la diffusione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale, al contribuente è riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche nella misura del 50 per cento delle somme investite direttamente nel capitale sociale delle imprese medesime. 2. L'investimento massimo detraibile ai sensi del comma 1 non può eccedere, in ciascun periodo d'imposta, l'importo di euro 500.000 e deve essere mantenuto per almeno cinque anni; l'eventuale cessione, anche parziale, dell'investimento prima del decorso di tale termine, comporta la decadenza del beneficio e l'obbligo per il contribuente di restituire l'importo detratto, unitamente agli interessi legali. 3. L'aliquota di cui al comma 1 è aumentata al 75 per cento quando l'investimento è effettuato per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investono, anche in misura non prevalente, in imprese start-up innovative a vocazione sociale. 4. L'ammontare non detraibile, in tutto o in parte, nel periodo d'imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il terzo. 5. Il soggetto passivo di imposta sul reddito delle persone fisiche che effettua l'investimento di cui al comma 1 può optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione d'imposta, per la trasformazione del corrispondente importo in credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari. 6. Il credito d'imposta di cui al comma 5 del presente articolo può essere utilizzato anche in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. Il credito d'imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno di riferimento può essere usufruita nei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il terzo. Non si applicano i limiti di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 7. All'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo pari al 75 per cento della perdita imputabile al contribuente che ha acquistato direttamente quote del capitale sociale di un'impresa start-up innovativa a vocazione sociale. 8. Il comma 7 si applica anche nel caso in cui l'acquisto avvenga per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investono, anche in misura non prevalente, in imprese start-up innovative a vocazione sociale. 9. Con riferimento agli investimenti rappresentati da conferimenti in denaro, la detrazione d'imposta di cui al comma 1 è riconosciuta a condizione che il versamento sia effettuato tramite banche o uffici postali, ovvero mediante i sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 10. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono individuate le modalità di attuazione delle agevolazioni previste dal presente articolo. 11. L'efficacia della disposizione del presente articolo è subordinata, ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione della Commissione europea, su richiesta del Ministero dello sviluppo economico. 12.