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E allora, anziché investire sulla nostra Costituzione e sulle persone che possono trovare le ragioni per abbracciarla, il Governo li rende clandestini, li toglie dall'anagrafe, ne cancella le tracce con un solo semplicistico e - come vedremo - anche irrealistico «li rimandiamo tutti a casa loro». (Applausi dal Gruppo PD) . Forse manca un requisito: la consapevolezza che ciò che ci consente di superare gli isolazionismi e gli ottusi nazionalismi è il percepirsi tutti facenti parte di una stessa umanità e riconoscere di essere interdipendenti, di non poter crescere senza gli altri. Bene, si conclude fedelmente osservata e dagli organi dello Stato. Questo Senato è un organo dello Stato e, se convertirà questo decreto-legge, non avrà osservato la Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirovano. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, io non voglio rivedere tutto l'impianto dal decreto-legge perché ritengo che i colleghi ne abbiano abbondantemente parlato e ci sono sicuramente degli aspetti altrettanto importanti rispetto alla prima parte. Parlo in particolare della lotta alla mafia, ma anche di tutta la parte del Titolo II relativa alla sicurezza e alle azioni che sono state messe in campo. Voglio parlare di qualcosa che forse vi stupirà, e cioè di integrazione. In un momento in cui nel nostro Paese ci sono cinque milioni di persone in povertà assoluta, di cui poco più del 32 per cento sono stranieri, vorrei parlarvi di integrazione perché l'integrazione, quella vera, non è stata fatta dallo Stato per tanti anni, mentre è stato creato il problema di dover fare integrazione nelle comunità locali. Per me gli stranieri - quelli che secondo voi, per i leghisti, sono brutti e cattivi - sono ragazzini come Navid, che è un bambino indiano che ha perso la mamma nel 2010 per una fuga di monossido di carbonio assieme alla famiglia, è stato aiutato dal Comune e ora sta andando a scuola per diventare cuoco; o come Ahmed, il pizzaiolo del paese, egiziano, che è il primo dei commercianti disponibile a dare una mano nelle manifestazioni comunali. Ci sono tante persone che sono state aiutate, cittadini regolari che il Comune, la parrocchia, i volontari - e così accade in tutti i Comuni italiani - hanno aiutato in questi anni a integrarsi. Voi parlate di integrare cittadini che hanno semplicemente fatto richiesta di protezione internazionale, ma vi siete dimenticati di tutti gli altri. Parlate di integrare i minori stranieri non accompagnati che noi comunque, anche con questo decreto, continueremo ad aiutare - i quali non saranno più, grazie a un emendamento della maggioranza, a carico dei Comuni - ma non avete mai parlato dell'integrazione dei figli dei cittadini stranieri regolari. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Si sono fatti tanti sacrifici in questi anni, e non perché abbiano più diritto di altri, ma perché hanno più difficoltà di altri nell'inserirsi nella nostra società. Parliamo della scuola, a cui mancano le ore; degli insegnanti e degli assistenti educatori pagati dal Comune e degli insegnanti di sostegno che dovrebbero essere pagati dallo Stato ma che non sono sufficienti. Nonostante questo, con i fondi per il diritto allo studio si aiutano anche i figli dei cittadini regolari, regolarmente residenti che vanno a scuola da noi. Quindi, i leghisti non sono quelli che odiano gli stranieri: sono semplicemente quelli che vogliono regole certe per far sì che anche gli stranieri che hanno il diritto di stare nel nostro Paese, e che, per un motivo o per un altro, si sono trovati in difficoltà perché magari hanno perso il lavoro, possano essere aiutati e abbiano magari qualche diritto in più rispetto a quelli che semplicemente hanno fatto una richiesta di protezione internazionale. Voglio ritornare poi sul tema della protezione umanitaria, perché a me piace approfondire le questioni e l'ho fatto anche durante i lavori di Commissione. La protezione umanitaria è stata introdotta nel nostro Paese nel 1998, quindi prima che venisse recepita la normativa europea sulla protezione sussidiaria, approvata dal Consiglio europeo nel 2004 e recepita in Italia nel 2007, in cui vengono indicati alcuni criteri. La Corte di cassazione, con una sentenza del 2011, ha stabilito che nei casi in cui lo straniero, tornando nel suo Paese, rischia di essere soggetto a persecuzioni gravi, pena di morte, tortura o trattamenti inumani e degradanti, deve essergli riconosciuta la protezione sussidiaria e non la protezione umanitaria: questo perché ha più tutele e oltretutto ciò gli permette anche di espatriare, cosa che molti dei richiedenti asilo in questo Paese vogliono fare. In Italia la protezione umanitaria è stata applicata persino quando l'immigrato dimostrava di volersi integrare, magari perché aveva seguito un corso di italiano o aveva praticato del volontariato. Il fatto di dimostrare di volersi integrarsi è non un bonus , ma condizione indispensabile per poter rimanere nel nostro Paese. Allora è normale che venga tolta la possibilità di restare in questo Paese, con un diniego o una revoca della richiesta di protezione internazionale, quando un immigrato compie atti o reati gravi, come per esempio la violenza sessuale, il traffico di stupefacenti o le mutilazioni genitali femminili. Ritengo normale che non abbia possibilità di stare qui. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Visto che noi l'abbiamo accolto, il minimo che può fare è cercare di integrarsi con tutti gli aiuti del caso. E lo stesso vale per la perdita della cittadinanza: così come i fatti di non costituire minaccia nei confronti dello Stato e di non macchiarsi di reati riconducibili al terrorismo sono condizioni senza le quali non si può ottenere la cittadinanza, non vedo perché non possiamo avere il diritto di togliere la cittadinanza a una persona che abbiamo accolto nel nostro Paese, magari aiutato, e che in cambio decide che ci odia e ci vuole uccidere tutti. Non mi sembra una cosa così disumana. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tornando alla questione degli SPRAR, d'ora in poi saranno riservati ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati. Così, finalmente, sarà possibile creare per queste persone un percorso più approfondito e più articolato che permetta una vera integrazione. Quelle persone avranno il diritto di iscriversi all'anagrafe dei Comuni nei registri dei residenti, perché vogliono integrarsi, rimanere sul nostro territorio e godere di tutti i benefici che l'iscrizione anagrafica permette. Ovviamente ciò significa anche che i Comuni d'ora in poi avranno anche più voce in capitolo per quanto riguarda l'accoglienza di stranieri richiedenti asilo sui loro territori. Mi riferisco in particolare alla questione dei CAS, perché fino a poco tempo fa i Comuni, oltre a dover mantenere i minori, a dover fare l'integrazione e a doversi inventare qualsiasi cosa per far vivere in armonia le proprie comunità, non venivano nemmeno avvisati dalle prefetture dell'arrivo di richiedenti asilo.