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C'è un senso comune che vuole punire più severamente queste vicende? Benissimo, facciamolo. Ma non si può usare questa legge per cambiare surrettiziamente la condizione e la cultura del Paese, con l'articolo 1 e l'autodichiarazione di genere, l'articolo 4 e i reati di opinione, l'articolo 7 e l'indottrinamento gender . Noi abbiamo tutto il diritto di opporci a questo disegno di legge. Si torni, quindi, in Commissione a circoscrivere l'intervento nella lotta più ferma, più severa alla violenza e si eviti di stravolgere la vita e la cultura di questo Paese e perfino il diritto naturale. È questo un testo che non solo il Presidente della Repubblica non potrebbe firmare, ma che qualsiasi persona di buon senso, se gli venisse spiegato come stiamo cercando di fare con questo dibattito, capirebbe che è inaccettabile e quindi da bocciare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, nella più grave crisi economica che sta purtroppo travagliando il nostro Paese abbiamo sommessamente cercato di far notare da mesi a questa maggioranza che siamo nel pieno della peggiore emergenza che l'Italia conosca dal Dopoguerra ad oggi. Ebbene, in questo momento c'è incertezza soprattutto per quanto riguarda il futuro di milioni di persone, di milioni di italiani che aspettano che il Parlamento lavori ventiquattr'ore al giorno per dare risposte alle troppe domande di sopravvivenza sanitaria ed economica. Se oggi in quest'Aula si discute delle misure di prevenzione e contrasto alla discriminazione e alla violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere e sull'orientamento sessuale, significa che evidentemente una parte della maggioranza non si rende conto che in questo momento siete chiusi all'interno del palazzo a disquisire di questioni ideologiche su leggi manifesto, segnando una distanza abissale con il popolo che vive invece fuori e che vi vorrebbe vedere lavorare e fare qualcosa di diverso. Evidentemente qualcuno vive in una realtà parallela, fatta solo di ideologia, anziché la realtà purtroppo drammatica che vivono le persone normali per strada ogni giorno. Ebbene, avete imposto questa agenda, sostenendo - dal mio punto di vista senza motivo, e lo stiamo dicendo ormai da tanto tempo - che vi siano un'emergenza e un vuoto normativo, quando è evidente invece che non è così. Consultando numerose statistiche e segnalazioni, emerge che le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale sono una parte minoritaria rispetto ad altri più frequenti casi di discriminazione, e soprattutto che ciò che più conta è che tali discriminazioni sono comunque coperte già ora dal nostro ordinamento e non c'è alcun vuoto normativo. Abbiamo tentato di dirlo e dimostrarlo più volte. Ci sono tantissime sentenze di sede civile e anche penale da cui si evince che oggi in Italia le discriminazioni sono già adeguatamente sanzionate dal nostro sistema. Evidentemente a voi non interessa neanche l'articolo 3 della Costituzione. Già oggi chi discrimina può essere comunque punito dal nostro ordinamento. A voi interessa , invece, creare una categoria che sia più uguale delle altre, che abbia una tutela aggiuntiva rispetto alle altre. Voi volete una legge manifesto, una legge in cui le vostre ideologie siano codificate in una norma penale che possa punire chi non si riconosce in esse. Le leggi penali, inoltre, hanno bisogno di certezza, mentre con il disegno di legge Zan si introducono elementi di indeterminatezza. Soprattutto sono stati ignorati gli emendamenti e le richieste che abbiamo cercato di presentare su questi aspetti alla Camera. Quegli emendamenti erano volti ad introdurre ragionevolezza nel testo, agganciando ad esempio il reato a una condotta che configurasse un pericolo concreto e un'adesione effettiva, a partire dal passaggio alla Camera. Li avete incomprensibilmente ignorati. Sempre in prima lettura alla Camera abbiamo proposto emendamenti con i quali si tentava di chiarire che la punibilità può essere a querela di parte, perché se una persona si ritiene offesa può presentare querela e, nel caso poi la vicenda si chiarisca diversamente, la querela può anche essere remissibile. Invece avete imposto la procedibilità d'ufficio, anche in assenza di un pericolo concreto e di una persona offesa che quereli. Questo è francamente inspiegabile, o meglio si spiega sempre con la volontà di introdurre un reato di opinione, una norma manifesto ideologica che vada anche al di fuori dei principi di buon senso del nostro ordinamento penale. Abbiamo chiesto poi di estendere anche le condotte discriminatorie. Veniamo quindi al punto: cosa intendiamo per istigazione all'odio e alla discriminazione degli omosessuali? Possiamo considerare una messa celebrata per pregare contro la programmazione di questa legge un atto di istigazione alla discriminazione? Va ricordato a tal proposito l'inquietante episodio di Lizzano, dove una semplice veglia di preghiera ha scatenato all'esterno dei locali parrocchiali un flash mob di contestatori, con i successivi interventi della forza pubblica e anche del sindaco del Comune. Possiamo considerare istigazione all'odio e alla discriminazione una pubblica manifestazione contro il fenomeno, ormai assai diffuso e praticato, dell'utero in affitto e anche altro? Colleghi, di fronte a un così labile e incerto confine tra lecito e illecito, potete ragionevolmente escludere che nessun giudice e nessun pubblico ministero perseguirà mai sacerdoti cattolici o di altre confessioni religiose, semplici credenti o movimenti laici che si rendano protagonisti, sulla base delle loro convinzioni religiose, di contestazioni più o meno eclatanti, di fenomeni come l'utero in affitto o le famiglie arcobaleno? Non possiamo accettare che il portatore di un convinto credo religioso ma anche un esponente politico laico possano solo rischiare di essere incriminati perché manifestano magari in modo eccessivo ed eccentrico delle idee sgradite a qualcuno? Chiusura di votazione PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA. Invito i senatori Segretari a procedere allo spoglio delle schede. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Hanno preso parte alla votazione i senatori: