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se c'è la vostra collaborazione, così come c'è stata fino adesso, pensiamo davvero di poter proseguire i lavori questa sera, arrivare domani mattina in Assemblea e avere tutto il tempo necessario (visto che è programmata una seduta senza orario di chiusura e possiamo andare avanti anche di sera e, se necessario, di notte) per chiudere il provvedimento. L'abbiamo promesso in Conferenza dei Capigruppo, per rispetto delle istituzioni, e tutto deve avvenire in modo trasparente. Se chiediamo un po' di tempo in più per un confronto su alcuni emendamenti o per alcuni pareri, penso che questo non significhi togliere prerogative al Parlamento. Questo è il nostro intento. Poi sentiremo anche il collega Patuanelli e cercheremo di trovare conferma nella volontà di tutta la maggioranza di andare in questa direzione. Spero che questo possa essere sufficiente per tranquillizzare le minoranze. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, è chiaro che il dibattito politico che si apre sui temi che vengono discussi nelle Commissioni è un dibattito spesso interessante. Ha ragione la senatrice De Petris: più spesso ci dovrebbero essere confronti politici, anche accesi, a prescindere dagli schieramenti e dalle maggioranze, in quest'Assemblea e nelle Commissioni. È chiaro, poi, che la sintesi - soprattutto per chi governa il Paese, quindi le forze di maggioranza - si trova prima di arrivare al voto e alle discussioni definitive sui provvedimenti. Quindi, c'è l'esigenza, da un lato, di trovare questa sintesi; dall'altro, di portare in Aula il provvedimento con la discussione, che, però, ritengo sia già iniziata e sia stata ben sviluppata in questi giorni. Come ho detto questo pomeriggio in Commissione, ricordo che, ad esempio, su un blocco di emendamenti riguardanti il codice degli appalti abbiamo discusso - vedo il senatore Margiotta che annuisce - per un'ora e un quarto in Commissione, approfondendo e analizzando nel dettaglio quei temi, e così è stato per altri argomenti. Quindi, certamente non abbiamo contratto i tempi; certamente abbiamo dato la possibilità alle opposizioni di leggere le proposte della maggioranza e alla maggioranza di valutare le proposte dell'opposizione. Diversi emendamenti dell'opposizione sono già stati accolti, all'interno dei numerosi emendamenti - credo oltre 50 - che sono stati approvati. Abbiamo votato quasi 400 emendamenti su un corpus emendativo che era inizialmente di 1.000 proposte, ridotto per via delle inammissibilità. Inammissibilità che peraltro sono state equamente distribuite tra gli emendamenti proposti: segnale, questo, che sia le forze di maggioranza, sia quelle di opposizione avevano la volontà di migliorare il decreto-legge, qualche volta anche esondando dai temi del provvedimento, ragion per cui, giustamente, le Presidenze delle due Commissioni riunite hanno dichiarato talune inammissibilità, che non sono state monodirezionali, ma, come dicevo prima, equamente distribuite tra gli emendamenti, analizzandoli nel merito. FARAONE (PD) . Adesso è colpa nostra! PATUANELLI (M5S) . Come era già evidente dagli interventi che mi hanno preceduto, la nostra proposta è quella di continuare a lavorare questa sera in Commissione, arrivare domani in Aula dopo un ampio dibattito e affrontare le undici ore che vengono garantite al dibattito parlamentare per approvare finalmente la legge di conversione del decreto-legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per fare una proposta. Prendo atto delle parole dei Capigruppo di maggioranza e credo che siano in assoluta buona fede. Sinceramente, non ho notato la stessa buona fede da parte del Presidente della 8 a Commissione, perché non ci ha riferito esattamente sull'andamento dei lavori. È evidente, infatti - basta leggere le news dei tanti siti dei giornali o di informazione - che c'è un problema politico, non c'è un problema di tempi, signor Presidente. C'è un problema politico grosso, che evidentemente la maggioranza non è ancora riuscita a risolvere. Mi sembra che - in un modo garbato, in termini parlamentari - ci stiano chiedendo tempo per arrivare comunque a completare i lavori all'interno delle Commissioni riunite e quindi approdare in Assemblea. Lei sa, Presidente - anche perché l'ho sollecitato più volte in sede di Conferenza dei Capigruppo - quanto teniamo al rispetto delle istituzioni. Ricordo ai colleghi della maggioranza e soprattutto ai colleghi del Governo che questo al nostro esame è un decreto-legge. Quando il Governo vara un decreto-legge vuol dire che ha dei motivi di emergenza, di urgenza. Approvando un decreto-legge si coinvolge la responsabilità della Presidenza della Repubblica, si sottopone il testo al Presidente della Repubblica. Invito, allora, il Governo a stare attento rispetto all'utilizzo del decreto-legge come un taxi per tutte le esigenze che emergano, perché non è questa la natura del decreto-legge. Signori rappresentanti del Governo, non è questa la sua natura, non è questo l'utilizzo che potete fare dei decreti-legge e non è questo l'utilizzo che il Parlamento, il Senato e la Camera dei deputati, vi può permettere di fare. Prendiamo atto della situazione di difficoltà della maggioranza. Ci sono evidentemente divisioni profonde su temi rilevanti, che impediscono il normale cammino secondo l'ordinaria procedura parlamentare. Signor Presidente, prendiamo atto che, ancora una volta, all'interno delle Commissioni si dedica molto tempo a fare i confronti di maggioranza piuttosto che a svolgere l'attività parlamentare. Troppe sono le interruzioni, i ritardi e i giorni che sono stati persi e che umiliano, ancora una volta, l'attività del Parlamento e nello specifico del Senato. La nostra tolleranza rispetto a questo è prossima a essere conclusa, perché è ormai chiaro, dopo il messaggio del Presidente della Repubblica e dopo quanto ha scritto la Corte costituzionale, che non ci può essere più comprensione per certi tipi di atteggiamento da parte di questo Governo, della maggioranza e dei partiti che sostengono il Governo. Detto ciò, sono obbligato a chiederle la convocazione di una Conferenza dei Capigruppo, però prendo atto di quanto c'è stato detto dai Capigruppo della Lega e del MoVimento 5 Stelle e reputo che sia opportuno - è un suggerimento che le do, se dovesse ritenerlo utile - convocarla per domani mattina, per vedere se la notte porterà consiglio alle forze di maggioranza, se riusciranno a trovare l'accordo sulle trivelle e a non inventarsi ulteriori temi che dovrebbero essere chiaramente esclusi da un decreto-legge come questo. Le chiedo quindi la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, ma dopo che si saranno chiariti. Non voglio scuse: diamo loro il tempo per confrontarsi ancora una notte, a patto che non si arrivi domani mattina con un'ulteriore umiliazione delle Commissioni, dei parlamentari, del Senato tutto e delle nostre funzioni istituzionali.