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All'articolo 9, per fare fronte ai maggiori oneri derivanti agli enti locali, il Fondo di solidarietà comunale è incrementato per l'anno 2023 di 10 milioni di euro quale contributo straordinario, da ripartire fra gli enti locali in misura pari a 1 milione di euro a favore delle province di Biella, Cuneo, Novara, del Verbano-Cusio-Ossola e di Vercelli, a 2 milioni di euro a favore delle unioni montane e a 7 milioni di euro a favore dei comuni dei territori interessati. La Cassa depositi e prestiti Spa è autorizzata a concedere mutui agli enti locali sulla base del piano di cui all'articolo 4. L'articolo 10, infine, prevede che ai proprietari di immobili adibiti a prima abitazione situati nei territori di cui all'articolo 1, che abbiano subìto danni a seguito delle eccezionali avversità atmosferiche del mese di ottobre 2020, sono corrisposti un indennizzo definitivo pari al 75 per cento del danno subìto in caso di possibilità di ripristino del bene danneggiato eseguito su autorizzazione comunale e una somma a titolo di acconto sull'indennizzo definitivo nella misura di 5.000 euro per ogni vano catastale fino a un massimo di 15.000 euro nel caso di fabbricati distrutti, in attesa che le regioni e gli enti interessati definiscano i programmi di intervento e i criteri di indennizzo definitivo. Gli indennizzi sono disposti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile, su certificazione conforme dei sindaci dei comuni interessati. L'articolo 11, infine, prevede le disposizioni per la copertura finanziaria della presente proposta.. Art. 1. (Fondo per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori delle province di Biella, Cuneo, Novara, del Verbano-Cusio-Ossola e di Vercelli colpiti dalle eccezionali avversità atmosferiche del mese di ottobre 2020) 1. Al fine di fare fronte alle esigenze derivanti dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di ottobre 2020 nei territori delle province di Biella, Cuneo, Novara, del Verbano-Cusio-Ossola e di Vercelli, individuati nella dichiarazione dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 22 ottobre 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 10 novembre 2020, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze , per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro per l'anno 2023 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2025. 2. Il fondo di cui al comma 1 è destinato alla realizzazione di interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori delle province di Biella, Cuneo, Novara, del Verbano-Cusio-Ossola e di Vercelli individuati ai sensi del medesimo comma 1. In particolare, le risorse del citato fondo sono destinate, per il 50 per cento, alla realizzazione di interventi contro il dissesto idrogeologico e, per il restante 50 per cento, alla realizzazione di interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori di cui al citato comma 1. Una quota pari al 2 per cento delle risorse destinate agli interventi contro il dissesto idrogeologico può essere utilizzata, in fase di programmazione degli stessi interventi, per l'assunzione di personale a tempo determinato da parte dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, dell'Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPO) – direzioni territoriali Piemonte orientale e occidentale, della regione Piemonte e delle province di Biella, Cuneo, Novara, del Verbano-Cusio-Ossola e di Vercelli. 3. Tra gli interventi finanziati mediante le risorse del fondo ai sensi del comma 2 sono comprese attività di analisi geologica e idraulica, di rilevamento e di monitoraggio eseguite dalla direzione opere pubbliche, difesa del suolo, protezione civile, trasporti e logistica della regione Piemonte, per un importo pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025, e dall'AIPO – direzioni territoriali Piemonte orientale e occidentale, per un importo pari a 500.000 euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2025. Art. 2. (Piano di interventi per le aree a elevato rischio idrogeologico della regione Piemonte) 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è approvato il piano di interventi per le aree a elevato rischio idrogeologico della regione Piemonte. 2. Ai fini della predisposizione del piano di cui al comma 1, la regione Piemonte verifica lo stato della pianificazione dei territori interessati e, in particolare, il piano per l'assetto idrogeologico (PAI), i piani regolatori di adeguamento al medesimo PAI, il piano di gestione del rischio alluvionale e le relative misure, nonché lo stato della programmazione degli interventi inseriti nel Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo. 3. La regione Piemonte, sentiti gli enti locali interessati, individua le aree e le opere, comprese le opere in corso di realizzazione, per le quali adottare provvedimenti cautelari, di inibizione e di sospensione, atti a prevenire mutamenti di destinazioni d'uso nonché la costruzione o la trasformazione di opere pubbliche o private, nelle aree colpite da gravi calamità naturali o nelle aree soggette a dissesto e a pericolo di valanghe o di alluvioni o che, comunque, presentano caratteri geomorfologici che le rendono inidonee a nuovi insediamenti, ai sensi dell'articolo 9- bis della legge della regione Piemonte 5 dicembre 1977, n. 56. I provvedimenti cautelari hanno efficacia fino all'adozione di varianti al PAI, al piano territoriale di coordinamento provinciale, al piano territoriale generale della città metropolitana o al piano regolatore generale e perdono in ogni caso efficacia decorso il termine di trentasei mesi dalla data della loro adozione. 4. La regione Piemonte, d'intesa con l'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e con le autorità idrauliche competenti, procede al monitoraggio delle aree a elevato rischio idrogeologico al fine di apportare le necessarie varianti al PAI. 5. La regione Piemonte propone all'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, in applicazione dell'articolo 67 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e ai sensi di quanto previsto dal comma 2 del presente articolo, di integrare il PAI al fine di comprendere le aree a elevato rischio idrogeologico per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, ai sensi dell'articolo 24 del codice della protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e di approvare un piano straordinario diretto a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, sentiti le autorità idrauliche competenti e gli enti locali.