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La seduta riprenderà alle ore 14 e fino alle ore 15 per la discussione generale congiunta del disegno di legge di delegazione europea 2021 e delle connesse relazioni sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Il seguito della discussione dei predetti provvedimenti riprenderà al termine della Conferenza dei Capigruppo convocata alle ore 16 di domani. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2653 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2653, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. DESSI' (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DESSI' (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, la più ferrea volontà di evitare le polemiche si smonta ogni qualvolta ed in ogni minima occasione in cui veniamo a conoscenza di nuove notizie. Apprendo adesso, alla fine della Conferenza dei Capigruppo, dal Presidente del nostro Gruppo di opposizione, che sarebbe stata inviata - e fin qui niente di disdicevole - una lettera dei Presidenti di Gruppo delle forze che sostengono il Governo alla presidente Casellati per rimarcare ed in qualche modo lamentare il comportamento della Ragioneria di Stato in occasione della ratifica del decreto-legge sul PNRR. A fronte di questo, sembra - Presidente, credo che lei mi possa dare ulteriore conferma - che la Presidente avrebbe risposto ai soli Presidenti di maggioranza per garantire un intervento presso il Governo. Ora, se posso capire che i membri della maggioranza abbiano interesse a coalizzarsi in un'azione comune, come politicamente è assolutamente legittimo, non capisco come la Presidenza del Senato possa agire soltanto in nome e per conto della maggioranza stessa. Delle due l'una, Presidente: o smettiamo una volta per tutte di riempirci la bocca in ogni occasione con la centralità del Parlamento, con la democrazia, con tutte le cose che diciamo quando vogliamo supportare questo baraccone che è diventato ormai il Parlamento italiano (Applausi) , oppure diciamo che c'è una chiara e netta volontà di marginalizzare il dissenso, perché una volta è la Presidente del Senato che fa quello che deve fare solo con la maggioranza, una volta sono gli emendamenti posti a margine di un decreto-legge che ha ad oggetto elezioni che si sono già svolte, con i quali si vuole garantire l'esenzione dalla raccolta delle firme per le prossime elezioni. (Applausi) . Dobbiamo anche dire chiaramente, Presidente, che la posizione della questione di fiducia oggi è qualcosa di vergognoso, mi permetta il termine, forse poco indicato. Sono stati presentati 23 emendamenti, che con la sua conduzione dei lavori - posso testimoniarlo da membro di questa Assemblea - si sarebbero esauriti in dieci minuti. È stato cancellato tutto per impedire all'opposizione di questo Paese di far dire agli altri membri che a noi verrà imposta la raccolta delle firme mentre gli altri partiti - non so se più piccoli o più grandi, non mi permetto di fare sondaggi approssimativi, so soltanto che sono partiti che hanno la nostra stessa identica conformazione, se non più piccola, perché noi siamo 13, Presidente, ma non so quanti siano in questa sede i rappresentanti del Gruppo di Calenda - non avranno l'impegno di dover raccogliere le firme. (Applausi) . Per non parlare di tutte le altre occasioni, dell'aspetto mediatico. Abbiamo scritto - il senatore Barachini, Presidente della Commissione di vigilanza Rai, ne è testimone - tre lettere alla Presidenza Rai perché si attribuisca, a norma di legge, la metà di quel 30 per cento di spazi di comunicazione che spetta alle opposizioni, mentre l'altra metà spetta naturalmente a Fratelli d'Italia, che io ritengo ufficialmente opposizione e poi nei fatti abbiamo visto tutti che non lo è. Noi vorremo quel 15 per cento di spazi che ci spetta almeno sulla televisione pubblica; non solo non lo abbiamo, ma non abbiamo neanche la possibilità di avere un incontro con la dirigenza Rai per poter esprimere la nostra volontà di dare un contributo: il pensiero unico è l'unica cosa che non serve a questo Paese. Noi siamo contro il pensiero unico, Presidente, e speriamo che persone come lei, che hanno fatto per anni battaglie contro questa deriva antidemocratica, ci permettano di avere pari trattamento. Non pretendiamo niente di più e niente di meno del pari trattamento rispetto agli altri partiti dell'opposizione e rispetto soprattutto ai cittadini che ci ascoltano e vogliono vedere garantita la libertà in queste altissime Camere che rappresentano tutti loro. (Applausi) . EVANGELISTA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (IV-PSI) . Signor Presidente, il decreto-legge che oggi ci apprestiamo a convertire in legge è composto da nove articoli e contiene norme d'urgenza che hanno assicurato il regolare svolgimento delle operazioni di votazione dei referendum previsti dall'articolo 75 della Costituzione in abbinamento al primo turno delle elezioni amministrative. Sappiamo oggi che è andato tutto bene, le votazioni si sono svolte in maniera regolare e, quindi, dopo le consultazioni elettorali del 12 giugno e le ultime del 24 giugno, possiamo dire davvero che le misure previste nel provvedimento hanno funzionato. Il provvedimento in esame reca disposizioni finalizzate a consentire, limitatamente a queste consultazioni elettorali, il pieno esercizio del diritto di voto da parte di tutti i cittadini attraverso modalità operative che individuano apposite misure precauzionali per un'ulteriore prevenzione dei rischi di contagio da coronavirus. In tal senso, riassumo brevemente, l'articolo 1 del decreto-legge che, in deroga alla normativa previgente, stabilisce che il deposito della scheda nell'urna venga effettuato direttamente dall'elettore. Così infatti abbiamo visto eseguire le operazioni. La ratio di tale disposizione è evidente ed è quella di ridurre al minimo ogni occasione di contatto per contenere la diffusione del virus. L'articolo 2 del decreto-legge interviene invece, sempre in deroga alla normativa previgente, stabilendo che per gli adempimenti comuni, per il funzionamento degli uffici elettorali di sezione e per gli orari della votazione si applicano le disposizioni in vigore per il referendum . È una norma anche questa importante perché ha semplificato l'esercizio del voto. Sempre sul versante della prevenzione del contagio, appare significativo e importante anche l'articolo 3 del provvedimento, che introduce una disciplina speciale per la costituzione di sezioni elettorali ospedaliere nelle strutture sanitarie che ospitano reparti Covid e per la raccolta del voto dei malati di Covid in trattamento domiciliare o in condizioni di isolamento. Per gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di isolamento per Covid, ai sensi dell'articolo 4, è stato disposto l'esercizio domiciliare del voto. L'articolo 5 invece rinvia a protocolli sanitari e di sicurezza già sottoscritti dai Ministeri dell'interno e della salute che prevedono regole di cautela precisa come l'obbligo della mascherina e dei guanti.