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l'articolo 90 del decreto-legge n. 18 del 2020 ha stabilito che la quota pari al 10 per cento dei compensi incassati nel 2019 dalla Società italiana degli autori ed editori per "copia privata" sia destinata al sostegno economico degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d'autore in base a un contratto di mandato con rappresentanza con gli organismi di gestione collettiva, invece che a iniziative volte a promuovere la creatività dei giovani autori; la mancata indicazione specifica sulla natura del contributo ha generato inizialmente un'interpretazione disomogenea delle disposizioni fiscali da parte degli organismi preposti all'erogazione e degli stessi beneficiari e quindi una possibile applicazione differenziata della misura a danno degli artisti; gli interroganti, quindi, hanno presentato l'atto di sindacato ispettivo 3-02082, chiedendo al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo quali urgenti iniziative intendesse intraprendere nel senso di specificare la natura del contributo di cui all'articolo 90, tenuto conto delle ragioni straordinarie che hanno fondato la sua destinazione; parallelamente, date le competenze, l'atto era indirizzato anche al Ministro dell'economia e delle finanze; considerato che: il 12 gennaio 2021, presso la 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro), rispondeva il sottosegretario di Stato per l'economia Guerra, la quale affermava che, "in assenza di un intervento normativo volto a stabilire espressamente la non imponibilità del beneficio in questione, lo stesso deve essere assoggettato ad imposizione in capo al percipiente ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del TUIR"; l'Agenzia delle entrate, a seguito di un interpello presentato dal Nuovo IMAIE, ha ritenuto specificare che gli importi relativi ai fondi di sostegno erogati in forza dell'articolo 90 del decreto "cura Italia" non sono soggetti a tassazione e che quindi non è applicabile alcuna ritenuta alla fonte a titolo di acconto IRPEF per i contributi erogati agli artisti; la risposta pervenuta dell'Agenzia delle entrate è frutto dell'interpretazione e applicazione dell'articolo 10- bis del decreto-legge n. 137 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 176 del 2020: la disposizione, inserita tramite un emendamento del Movimento 5 Stelle in sede di conversione al Senato, prevede la detassazione di tutti i contributi riconosciuti e relativi all'emergenza da COVID-19; considerato inoltre che il tema della qualità della regolamentazione e delle opportune forme di coordinamento tra organi costituzionali e organismi esterni è essenziale al fine di garantire l'applicazione di parametri omogenei a tutti i consociati, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano intraprendere delle azioni volte a definire in maniera chiara e univoca la normativa riguardante la natura fiscale delle misure di sostegno al reddito degli operatori del comparto culturale nel senso di prevedere la loro chiara detassazione, come da risposta fornita dall'Agenzia delle entrate; se intendano intraprendere, anche alla luce delle nuove misure di sostegno al reddito che verranno introdotte nel provvedimento detto "ristori cinque", un'iniziativa celere ed efficiente volta a garantire l'erogazione del contributo ad una più ampia platea di possibili beneficiari, considerato che l'applicazione delle misure restrittive inserite nel mese di gennaio 2021 comporterà ulteriori danni economici all'intera filiera. Atto n. 3-02250 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la legge 30 dicembre 2020, n. 178, all'articolo 1, commi 139 e seguenti, ha introdotto l'obbligo di registrazione in un apposito registro telematico, istituito presso il SIAN, del carico e scarico di cereali e sfarinati a base di cereali, determinando per le industrie della trasformazione un aggravio di oneri, sotto il profilo economico e amministrativo; le associazioni più rappresentative del settore hanno infatti denunciato, in una lettera indirizzata al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e allo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, la difficile applicazione e la scarsa utilità della norma per le aziende di settore e per i consumatori, in un contesto nel quale vi è l'assoluta necessità di una maggiore semplificazione; il registro telematico di carico e scarico di cereali e sfarinati è stato introdotto con un emendamento, approvato in fase di esame della legge di bilancio per il 2021, senza il coinvolgimento associazioni di categoria interessate; le modalità di applicazione della norma saranno stabilite con un decreto del Ministro delle politiche agricole; sarebbe opportuno, in fase di adozione del decreto, il coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria del settore, finalizzato all'introduzione dei correttivi necessari all'efficace applicazione della norma, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in fase di adozione del decreto attuativo, intenda promuovere il massimo coinvolgimento delle associazioni del settore della prima trasformazione e del commercio di cereali e sfarinati, affinché vengano prese in considerazione le proposte da queste avanzate per una reale semplificazione delle procedure, a vantaggio delle aziende e dei consumatori. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02251 MODENA GALLONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la necessità di agire rapidamente per contrastare gli effetti del COVID-19 ha portato il Governo a dichiarare lo stato di emergenza e ad accentrare su di sé gran parte delle decisioni. La gran parte degli atti è stata infatti emanata direttamente dal Governo o da strutture che ad esso fanno riferimento come il Dipartimento della protezione civile o il commissario straordinario Arcuri; si tratta di misure di fondamentale importanza per la vita dei cittadini, adottate con i decreti-legge, strumento al quale, in particolare a decorrere dalla deliberazione dello stato d'emergenza alla fine di gennaio 2020, il Governo ha fatto ricorso per stabilire lo stato d'emergenza e introdurre disposizioni a sostegno all'economia e relative al blocco dei licenziamenti, ai fondi destinati alla sanità, alle scuole e molto altro; se in alcuni casi le norme contenute nei decreti sono state immediatamente applicabili, in altri invece si rendono necessari ulteriori provvedimenti che definiscano le norme di dettaglio. Il riferimento è ai cosiddetti decreti attuativi, dispositivi spesso ignorati, ma che hanno al contrario un'importanza fondamentale, considerato che in assenza della loro emanazione non sarebbe possibile attuare le misure approvate dal Governo, inclusa l'erogazione dei fondi previsti a sostegno di cittadini e imprese; ad oggi per i 24 decreti-legge emanati per far fronte all'emergenza COVID, i decreti attuativi richiesti sono 297 in totale, di cui 198 (il 66 per cento) ancora da adottare. La pubblicazione di tali norme coinvolge 20 Ministeri a cui si aggiunge la Presidenza del Consiglio dei ministri: una macchina complessa che rischia di lasciare indietro alcuni pezzi;