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Il senatore BERTACCO ( FdI ) esprime profondo rammarico per l'atteggiamento tenuto dalle forze politiche di maggioranza, poco propenso a valutare la possibilità di apportare miglioramenti al testo. Tale atteggiamento di chiusura, peraltro, era stato fortemente stigmatizzato dal Gruppo Movimento5Stelle nella scorsa legislatura. Anche il rinvio della trattazione di importanti questioni sostanziali all'esame che si terrà in seconda lettura presso la Camera dei deputati di valutare costituisce, a sua avviso, un'ingiustificata mortificazione del ruolo del Senato. Osserva poi che il provvedimento iscritto all'ordine del giorno appare concepito frettolosamente e per esclusivi fini elettorali: il reddito di cittadinanza, infatti, non costituirà un efficace misura di sostegno per le classi disagiate, e comporterà, per contro, difficoltà organizzative e burocratiche in capo ai comuni e alle aziende. Conclude preannunciando, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto contrario. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) osserva che il reddito di cittadinanza, così come concepito dall'articolato, non sosterrà adeguatamente le fasce deboli. Restano infatti esclusi dal beneficio numerosi attori che versano in condizioni di oggettivo disagio, come le famiglie con figli numerosi, con disabili o con malati gravi. Stigmatizza quindi l'atteggiamento tenuto, nel corso dell'esame, dal Governo e dalle forze politiche di maggioranza, mai disponibili a un reale confronto sul testo. Il reddito di cittadinanza, inoltre, presenta ulteriori profili di criticità, soprattutto in relazione alle modalità attuative, che richiederanno anni prima di essere realmente efficaci. Le misure, inoltre, sono finanziate ricorrendo al deficit e ciò in un periodo di grave recessione economica, tra l'altro causata proprio dalle politiche adottate dal Governo con l'ultima legge di bilancio. Un più efficace sostegno alla povertà poteva invece scaturire dal rilancio degli investimenti e da misure in favore della crescita. Anche le disposizioni in materia pensionistica non sono esenti da difetti: la cosiddetta "legge Fornero" non è realmente abrogata e anche in questo caso gli oneri finanziari saranno posti a carico delle future generazioni. Dopo aver ricordato la particolare attenzione posta dalla sua parte politica alle persone che versano in stato di povertà, preannuncia il voto contrario. Il senatore NANNICINI ( PD ) sottolinea l'eccessiva mortificazione patita dal Parlamento a seguito dell'organizzazione dei lavori. Passando al merito del provvedimento e richiamando le posizioni già espresse in sede di discussione generale, ribadisce le proprie perplessità sul reddito di cittadinanza, a suo avviso occasione mancata per aiutare realmente i poveri e i disagiati, che avrebbero potuto beneficiare di interventi più incisivi e concreti attraverso il potenziamento del reddito di inclusione e degli ammortizzatori sociali. Esprime inoltre decisa contrarietà sulle misure approntate dal decreto-legge in materia pensionistica, di natura non selettiva e che daranno luogo a sperequazioni e iniquità tra numerose categorie di pensionati. Anche in questo caso, peraltro, le risorse previste a copertura degli interventi sarebbero state meglio impiegate a sostegno degli investimenti e della crescita. Conclude annunciando, a nome della propria parte politica, il voto contrario. Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) annuncia invece, a nome del Gruppo di appartenenza, che voterà convintamente il provvedimento, esprimendo un giudizio positivo sui contenuti del decreto-legge: dopo anni di politiche a esclusivo favore delle lobbies e dei potentati economici, finalmente è stata rivolta la dovuta attenzione alle fasce sociali disagiate, aiutando concretamente oltre 5 milioni di poveri. Anche la cosiddetta "quota 100" in materia pensionistica consentirà di intervenire a favore di 62000 pensionati penalizzati dalla riforma Fornero, dando contestualmente la possibilità a molti giovani di accedere al mercato del lavoro. La senatrice MATRISCIANO ( M5S ) osserva che il decreto-legge è pienamente in linea con gli indirizzi formulati, in tema di reddito minimo garantito, dall'Unione europea sin dal 1992 e che non è affatto di natura propagandistica, recando, per contro, un efficace intervento a favore delle classi disagiate. Ricorda inoltre che le critiche formulate dalle opposizioni sul cosiddetto "decreto dignità" sono state recentemente superate dai recenti dati forniti dall'osservatorio sul precariato dell'INPS, dichiarandosi convinta che ciò avverrà anche in relazione al provvedimento iscritto all'ordine del giorno. Conclude preannunciando il voto favorevole del suo Gruppo. La Commissione conferisce infine il mandato alle Relatrici a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche accolte nel corso dell'esame. I senatori NANNICINI ( PD ) e TOFFANIN ( FI-BP ) preannunciano, a nome dei rispettivi Gruppi, la presentazione di relazioni di minoranza. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ), prima di togliere la seduta, formula infine un sentito ringraziamento a tutti i commissari per il costruttivo apporto dato ai lavori. La seduta termina alle ore 22,30. Allegato