[pronunce]

Al solo scopo - secondo il rimettente - di colmare tale vuoto, la recente legge n. 205 del 2017 ha, quindi, aggiunto al d.P.R. n. 115 del 2002 l'art. 238-bis, inteso appunto a disciplinare - come indicato dalla sua rubrica - l'«[a]ttivazione delle procedure di conversione delle pene pecuniarie non pagate». La nuova disposizione, nondimeno, ai commi 2, 5, 6 e 7, menziona ripetutamente, quale organo giurisdizionale competente, il «magistrato di sorveglianza». 3.4.- A fronte di tale quadro normativo, la Corte di cassazione, nel risolvere il conflitto di competenza insorto tra il giudice a quo e il Giudice di pace di Asti nell'ambito di un distinto procedimento, aveva disatteso l'interpretazione "adeguatrice" prospettata dal rimettente stesso, secondo la quale la competenza in materia di conversione delle pene pecuniarie inflitte dal giudice di pace sarebbe rimasta radicata in capo a quest'ultimo, in base all'art. 40, comma 1, del d.lgs. n. 274 del 2000. Secondo la Corte di legittimità, avendo la citata sentenza n. 212 del 2003 dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 299 del d.lgs. n. 113 del 2002 solo parzialmente, restava salva l'efficacia abrogativa di tale norma sull'art. 42 del d.lgs. n. 274 del 2000: con la conseguenza che, difettando una disposizione che attribuisca al giudice di pace la competenza in materia di conversione delle pene pecuniarie, l'intera materia rimaneva regolata dal ripristinato art. 660 cod. proc. pen. Conclusione, questa, che sarebbe rimasta avvalorata dalla recente introduzione dell'art. 238-bis del d.P.R. n. 115 del 2002, laddove richiama la competenza unica del magistrato di sorveglianza (Corte di cassazione, sezione prima penale, sentenza 15 novembre-18 dicembre 2018, n. 56967). Ad avviso del Magistrato di sorveglianza di Alessandria, tali argomenti non sarebbero persuasivi. L'orientamento ora ricordato è stato, tuttavia, ribadito dalla giurisprudenza di legittimità in numerose altre pronunce, così da poter essere qualificato come vero e proprio diritto vivente: il che renderebbe «di fatto vana» l'adozione di una contraria interpretazione "costituzionalmente orientata". Sarebbe, di conseguenza, necessario sollevare questioni di legittimità costituzionale dell'art. 299 del d.lgs. n. 113 del 2002 (trasfuso nel d.P.R. n. 115 del 2002), nella parte in cui ha abrogato l'art. 42 del d.lgs. n. 274 del 2000, e - «in via "indotta"» - dell'art. 238-bis del d.P.R. n. 115 del 2002, nella parte in cui, ai commi 2, 5, 6 e 7, facendo riferimento al giudice competente per il procedimento di conversione, «parla specificamente di "magistrato di sorveglianza competente" anziché genericamente di "giudice competente"». 3.5.- Con riguardo a entrambe le norme, le questioni sarebbero rilevanti, in quanto è stato attivato presso l'ufficio del giudice rimettente il procedimento di conversione di una pena pecuniaria inflitta dal giudice di pace, con la conseguenza che il rimettente stesso dovrebbe disporre le opportune indagini sull'insolvibilità del condannato, ai sensi dell'art. 238-bis, comma 6, del d.P.R. n. 115 del 2002. Di contro, la declaratoria di incostituzionalità delle norme censurate comporterebbe una pronuncia di incompetenza, con restituzione degli atti al pubblico ministero per l'attivazione del procedimento davanti al giudice di pace competente. 3.6.- Quanto alla non manifesta infondatezza della prima questione, il giudice a quo ritiene che l'art. 299 del d.lgs. n. 113 del 2002, nella parte in cui abroga l'art. 42 del d.lgs. n. 274 del 2000, si ponga in contrasto con l'art. 76 Cost. Alla stregua del diritto vivente formatosi a seguito della sentenza n. 212 del 2003, infatti, l'abrogazione del citato art. 42 - benché finalizzata al mero coordinamento con la nuova disciplina introdotta dallo stesso d.lgs. n. 113 del 2002 - avrebbe determinato una modifica sostanziale delle regole di competenza sulla conversione delle pene pecuniarie inflitte da un giudice di pace, trasferendo la competenza stessa dal giudice onorario al magistrato di sorveglianza. In quest'ottica, la norma si rivelerebbe viziata da eccesso di delega per le medesime ragioni già poste in evidenza nella sentenza n. 212 del 2003, non avendo il legislatore delegato alcun potere di intervento in materia. 3.7.- Per quanto riguarda, invece, l'art. 238-bis del d.P.R. n. 115 del 2002, l'incostituzionalità di tale disposizione verrebbe «"[...]indotta"» - ossia «"creata"» - dall'auspicato accoglimento della prima questione, il quale, determinando la caducazione di una disposizione di abrogazione espressa di un'altra norma, avrebbe l'effetto di ripristinare ex tunc la vigenza dell'art. 42 del d.lgs. del 274 del 2000. A fronte di ciò, l'incostituzionalità denunciata sarebbe prospettabile sotto due profili tra loro alternativi, secondo come il citato art. 238-bis venga interpretato. Ove si assegni alla norma la sola funzione di disciplinare l'attivazione del procedimento di conversione della pena pecuniaria non pagata, essa sarebbe in contrasto con l'art. 3 Cost. Facendo, infatti, riferimento al solo magistrato di sorveglianza, come organo competente per la conversione, la disposizione non si limiterebbe soltanto a regolare il raccordo fra la fase di esazione delle pene pecuniarie e quella della loro conversione, ma avrebbe una conseguenza «non prevista e (soprattutto) non voluta dal Legislatore»: quella, cioè, di escludere implicitamente la «competenza del giudice di pace prevista dal "resuscitato" art. 42» del d.lgs. n. 274 del 2000. In tal modo, peraltro, il contenuto della disposizione risulterebbe intrinsecamente contraddittorio rispetto alla sua ratio, con conseguente violazione del canone della ragionevolezza. Ove, invece, si ritenga che con l'art. 238-bis del d.P.R. n. 115 del 2002 il legislatore abbia inteso anche disciplinare ex novo la competenza sulla conversione della pena pecuniaria, concentrandola «sempre e solo nella magistratura di sorveglianza», ciò comporterebbe che l'antinomia fra il ripristinato art. 42 del d.lgs. n. 274 del 2000 e la norma censurata debba essere risolta nel senso della prevalenza di quest'ultima, in quanto lex posterior.