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in particolare, moltissime concessioni del servizio di pubblica illuminazione risultano affidate da Comuni, in particolare, a società di servizi, della durata media di 20 anni, includono anche la fornitura di energia elettrica, sostituendosi così alle centrali pubbliche di committenza, indebolendo l'interesse pubblico nel caso in cui la fornitura non sia contrattualmente legata al prezzo Consip o fissato da altra centrale pubblica di committenza; a quanto consta, la procura regionale della Corte dei conti della Campania ha da qualche anno avviato una specifica indagine diretto all'accertamento della violazione dell'art. 1, comma 7, del decreto-legge n. 95 del 2012 con un danno erariale di rilevante importo coinvolgendo amministratori e funzionari, come previsto dal comma 7, che recita: "La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale"; il comma 8 prevede inoltre che i contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa; ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, degli strumenti di acquisto di cui al comma 7 e quello indicato nel contratto; da un'indagine effettuata risulta che circa l'80 per cento delle concessioni del servizio di pubblica illuminazione versi in tale situazione di illegittimità, che impedisce gli auspicati risparmi sulla spesa del servizio, come previsto dalle vigenti norme in materia ed in particolare dal decreto legislativo n. 115 del 2008 e dal decreto legislativo n. 102 del 2014, si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate in questo settore, nella consapevolezza che la disapplicazione della norma (legge n. 135 del 2012) produce gravi effetti negativi sul bilancio degli enti locali, e, di conseguenza, sull'auspicata riduzione del prelievo fiscale. Atto n. 4-03001 LONARDO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Dipartimento regionale delle attività produttive della Regione Siciliana, in attuazione del PO FESR 2014-2020, ha emanato nel mese di aprile 2018 un avviso preinformativo avente ad oggetto la linea d'intervento 1.4.1 del PO FESR Sicilia 2014-2020, relativo al "Sostegno alla creazione e al consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin-off della ricerca anche tramite la promozione delle fasi di pre-seed e seed e attraverso strumenti di venture capital"; l'avviso è stato pubblicato sul sito "euroinfosicilia" e sul sito del Dipartimento regionale delle attività produttive, al fine di darne la massima diffusione, come previsto dalle norme comunitarie; molte aziende, interessate alla partecipazione al bando, hanno dunque avviato la progettazione degli interventi e assunto impegni economici per la realizzazione degli interventi; in data 29 maggio 2018, sul sito della Regione, è stato ritirato l'avviso con la seguente motivazione: "Si comunica che l'Avviso 1.4.1 già pubblicato in pre-informazione, e? stato momentaneamente ritirato dovendo apportare alcune correzioni prima della pubblicazione alla GURS". Il comunicato porta la firma del dirigente generale pro tempore del Dipartimento regionale; nel corso della prima edizione dello Smau Sicilia, svoltasi a Palermo il 21 febbraio 2019, l'assessore regionale per le attività produttive ha annunciato l'imminente pubblicazione del bando pubblico a favore delle start up innovative, fornendo anche precise informazioni sulla dotazione finanziaria pari circa a 44.000.000 euro; a distanza di quasi due anni dalla pubblicazione dell'avviso di preinformazione, ad oggi, non risulta che sia stato pubblicato il bando per le start up innovative; da informazioni acquisite presso la Regione, si è appreso che sono state apportate le modifiche al bando, preannunciate nell'avviso pubblicato dalla Regione, consistenti nella modifica della procedura di selezione dei progetti da procedura "valutativa a sportello" a procedura "valutativa a graduatoria", e che le modifiche sono state approvate anche dal comitato di sorveglianza del PO FESR; la scadenza per l'attuazione degli interventi è fissata al 31 dicembre 2020 e, se non emanato con la massima urgenza il bando pubblico, vi è il concreto rischio di perdere le ingenti risorse destinate alle imprese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta; se sia in grado di chiarire lo stato di attuazione della linea d'intervento 1.4.1 del PO FESR Sicilia 2014-2020. Atto n. 4-03002 PIRRO AIROLA MATRISCIANO PELLEGRINI Marco ANGRISANI ACCOTO DELL'OLIO PAVANELLI COLTORTI FEDE ORTIS GALLICCHIO GARRUTI ROMANO BOTTO LEONE DONNO LANNUTTI MAUTONE PRESUTTO PISANI Giuseppe MOLLAME Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che la progettata nuova linea 5 del servizio ferroviario metropolitano (SFM5) è un servizio di trasporto pubblico che permetterà il collegamento dell'azienda ospedaliera universitaria "San Luigi Gonzaga" di Orbassano (Torino) con la stazione di Torino Stura e di Torino porta Susa; considerato che: gli interventi che avrebbero dovuto permettere la messa in esercizio delle opere già nel 2018-2020, come si può leggere sull'articolo de "La Stampa" del 23 ottobre 2016, dal titolo "Dal 2020 in funzione il collegamento della linea 5 del sistema ferroviario tra l'Ospedale San Luigi e Porta Susa", trovano copertura finanziaria in primo luogo nel contratto di programma investimenti siglato tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana-RFI (CDP-I) 2012-2016 che ha finanziato la progettazione definitiva e la conseguente realizzazione della linea SFM5 e della stazione ipogea di Orbassano (comprensiva del Movicentro e dei parcheggi di attestamento) per un totale di 52,5 milioni di euro. Il CDP-I 2012-2016 ha inoltre confermato le coperture finanziarie di competenza RFI per gli interventi previsti nell'accordo di programma per l'attuazione delle opere infrastrutturali necessarie all'attivazione della futura linea SFM5 (Orbassano-Torino Stura-Chivasso) sottoscritto in data 12 febbraio 2014 da Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Grugliasco, Comune di Orbassano, Agenzia per la mobilità metropolitana, RFI e TRM; il riassetto di Orbassano e il collegamento fino alla fermata San Luigi sono state previste nella tratta nazionale della Torino-Lione, di cui costituiscono originariamente un'anticipazione rispetto alla realizzazione completa. A causa di questo legame per molti anni non sono state intraprese azioni concrete. Alcune ipotesi di ridimensionamento prevedono persino il totale abbandono della tratta nazionale della Torino-Lione a favore dell'uso della linea già esistente ("la Repubblica" del 1°luglio 2016);