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(Applausi) . Questi modi li sappiamo usare tutti. PRESIDENTE . A me spiace davvero che in quest'Aula si usino da una parte e dall'altra delle espressioni offensive, perché si possono criticare le idee, questo è il sale della democrazia, siamo qui per discutere e ognuno ha un punto di vista. Si possono però evitare espressioni che possono offendere persone, gruppi o questioni altre. Vi pregherei, per la dignità che questa Assemblea deve avere, di risparmiare questioni di questo tipo, che davvero non portano nulla al dibattito. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Il senatore Auddino aveva annunciato di accettare la riformulazione dell'emendamento 2.0.1. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.1 (testo 2), presentato dal senatore Auddino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.300, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 2.0.2 e 2.0.6. Gli emendamenti da 2.03 a 2.0.5 e da 2.0.7 a 2.0.9 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.10, presentato dal senatore Auddino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.0.200. MAIORINO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signora Presidente, ci tenevo a illustrare brevemente questo emendamento, perché, tra tutti gli esseri viventi, l'essere umano è l'unico che può vantare una forma di comunicazione così sofisticata e articolata come il linguaggio verbale. Da sempre il linguaggio è stato oggetto di studio e di riflessione, fin dagli antichi filosofi, a partire da Eraclito, da Platone con il suo "Cratilo", passando per Aristotele, Epicuro e Cicerone, fino ad arrivare ai moderni linguisti e filosofi del linguaggio, come De Saussure e Chomsky, per citare soltanto i nomi più noti... (Brusìo) . È vero che oltre al linguaggio siamo in grado di emettere anche suoni gutturali, ma sarebbe il caso di servirsi del linguaggio articolato umano in quest'Aula. (Applausi) . Ebbene, tra le tante teorie sull'origine e la funzione del linguaggio susseguitesi nei secoli, su una cosa tutti questi pensatori sono sostanzialmente d'accordo, ovvero che il linguaggio è il frutto della cultura che lo esprime. Analizzandolo, infatti, è possibile capire molto di quella cultura. Il linguaggio descrive la realtà e non solo la rende comunicabile, comprensibile e narrabile, ma può anche plasmarla o mistificarla. La forma più semplice e diffusa di mistificazione è l'omissione. Faccio un esempio: alla riunione c'erano Paolo e Daniele; c'era anche Francesca, ma io non la menziono e il mio interlocutore penserà che non c'era. Non ho mentito, l'ho semplicemente omessa. Questo è quello che oggi il linguaggio fa con le donne nella stragrande maggioranza dei casi, nel linguaggio burocratico, amministrativo e persino in quello istituzionale, che dovrebbe invece includere e rappresentare tutte e tutti. Ecco perché voglio ringraziare davvero, dal profondo del cuore, i relatori odierni, il presidente Calderoli e il senatore Santangelo, insieme a tutti i componenti della Giunta per il Regolamento in generale, perché so che questo emendamento ha anche rappresentato motivo di animato dibattito, ma alla fine se ne sono condivisi lo spirito e l'obiettivo. Il Regolamento dell'istituzione del Senato della Repubblica è figlio di un periodo in cui le donne erano una presenza sporadica ed eccezionale all'interno delle istituzioni e della rappresentazione democratica. Oggi non è più così e questo cambiamento dev'essere accolto e sostenuto anche dal linguaggio del Regolamento. Bene dunque che si sia stati in grado di cogliere quest'occasione di modifica per aggiornare anche il linguaggio, che includa le donne, esplicitandole e non omettendole. Badate: so bene che non tutti sono d'accordo e che vi sono anche donne che preferiscono essere chiamate "il presidente", "il direttore" o "il segretario", ma potranno continuare a farlo. È la scelta che manca oggi, perché il Regolamento contempla solo il maschile. (Applausi) . Laddove esiste la scelta, c'è democrazia; laddove il 52 per cento della popolazione è espresso e rappresentato, c'è democrazia. Siamo orgogliosi di lasciare a chi verrà dopo di noi un Regolamento rispettoso della rappresentanza democratica e della mutata sensibilità contemporanea, soprattutto di quella delle nuove generazioni. (Applausi) . SCHIFANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCHIFANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei ricordare a me stesso e ai colleghi che, inizialmente, la Giunta per il Regolamento era stata convocata dalla signoria vostra per un argomento cogente e imperativo, quello di adeguare il nostro Regolamento alla mutata composizione numerica di questo Ramo del Parlamento. Questo era l'oggetto e questa la motivazione doverosa: fare in modo che il prossimo Senato abbia regole compatibili con la minore rappresentanza democratica. In occasione dei lavori, si è deciso all'unanimità di intervenire chirurgicamente sulle norme che possano rendere più fluida l'attività della legislazione, eliminando quelle che effettivamente erano d'impaccio alla trasparenza e alla velocità che i cittadini ci chiedevano nella nostra attività. Si è fatto tanto. Cito ad esempio una norma, sulla quale poi mi riservo di intervenire, che prevede che il testo dei decreti-legge arrivi in Aula dopo aver già recepito gli emendamenti approvati, al fine di una maggiore fluidità e una maggiore consapevolezza da parte dei colleghi di ciò che stanno votando.