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Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Strategia dell'UE per la lotta alla tratta degli esseri umani 2021- 2025 (COM(2021) 171 definitivo), alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1 a , 3 a e 14 a . Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento In data 19 aprile 2021 è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2020 dal Garante del contribuente per la Toscana. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente (Atto n. 803). Garante per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di documenti. Deferimento La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, con lettera in data 27 aprile 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, punto p ), della legge 12 luglio 2011, n. 112, la relazione sull'attività svolta dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza nell'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . CCI, n. 4). Corte dei conti, trasmissione di documentazione Il Segretario generale della Corte dei conti, con lettera in data 21 aprile 2021, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale all'ingegner Luca Attias, di Capo del Dipartimento per la trasformazione digitale. Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della Provincia autonoma di Trento concernente l'esame del programma di lavoro della Commissione europea per il 2021. Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 14° Commissione permanente (n. 54). È pervenuto al Senato un voto della Regione Emilia-Romagna per impegnare la Giunta all'adozione di misure di sostegno alle attività coreutiche e alla loro didattica, nonché allo sviluppo di un "sistema danza". Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente (n. 55). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Petrocelli, Leone, Gaudiano, Trentacoste, Vanin, Montevecchi, Donno e Pirro hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00345 del senatore Ferrara ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Pavanelli, Croatti, Trentacoste, Donno e Vaccaro hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05356 del senatore Ferrara. Interrogazioni Atto n. 3-02467 PINOTTI MALPEZZI ALFIERI VATTUONE ROJC ZANDA BITI FERRARI MIRABELLI COLLINA CIRINNA' D'ARIENZO ROSSOMANDO ASTORRE BOLDRINI CERNO COMINCINI D'ALFONSO FEDELI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MANCA MARCUCCI MARGIOTTA MARILOTTI MISIANI NANNICINI PARRINI PITTELLA RAMPI STEFANO TARICCO VALENTE VERDUCCI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in data 14 aprile 2021 al termine di una riunione a Bruxelles dei Ministri degli esteri e della difesa dell'Alleanza atlantica è stato annunciato il ritiro delle truppe USA e NATO dall'Afghanistan. Le operazioni di ritiro avranno inizio il 1° maggio e termineranno entro il mese di settembre; l'Italia, con le missioni che si sono svolte senza soluzione di continuità nel Paese: la "Enduring Freedom", fino al 2006, la "International security assistance force" (ISAF), terminata il 31 dicembre 2014, e la "Resolute support", subentrata il 1° gennaio 2015, ha sempre garantito una delle presenze più numerose tra quelle dei Paesi NATO; il contingente italiano ha comandato il provincial reconstruction team (PRT) di Herat, territorio che ha registrato progressi sostanziali per le donne e le ragazze afghane con percentuali decisamente più alte rispetto alle altre province del Paese, in termini di istruzione, partecipazione politica e ruolo nell'economia; la condizione femminile in Afghanistan ha registrato in questi anni miglioramenti in vari ambiti: la frequenza scolastica si è innalzata, anche se il tasso di scolarizzazione delle giovani donne, con l'eccezione della citata provincia di Herat dove si registrano tra i tassi di alfabetizzazione più alti, non è arrivato al 40 per cento; la nuova Costituzione, approvata dopo la caduta del regime dei talebani nel 2001, ha dichiarato l'uguaglianza di tutti i cittadini, uomini e donne, davanti alla legge e stabilito che almeno il 25 per cento dei 250 seggi nella Camera bassa sia riservato alle donne. Una maggiore presenza femminile si è registrata, inoltre, anche nei mezzi di informazione, dalla carta stampata, alle radio e alle televisioni; da ultimo, nel novembre 2020, le donne afghane hanno avuto riconosciuto il loro nome sulla carta d'identità. Fino a tale data, infatti, sui documenti venivano registrate come "figlia di", "moglie di", o "madre di", senza alcun riferimento alla loro identità; tuttavia, l'Afghanistan ancora oggi resta uno dei Paesi dove la vita delle donne è maggiormente in pericolo. A tal riguardo, occorre evidenziare come una delle piaghe più diffuse del Paese sia quella dei matrimoni forzati e precoci. Secondo i dati forniti da "ActionAid", infatti, tra il 60 e l'80 per cento, le afghane sono spinte a sposarsi giovanissime e contro il loro volere. Un fenomeno distribuito diversamente tra le zone del Paese e largamente diffuso e radicato nelle regioni rurali e in quelle controllate dai talebani. Da ultimo, occorre evidenziare come ancora oggi circa il 70 per cento delle donne afghane subisca violenza, spesso all'interno del proprio nucleo familiare; considerato che: diversi esponenti della società civile e politica afghana, nonché di varie associazioni umanitarie presenti nel territorio e recentemente l'ex governatrice di Bamyan, Habiba Sorabi, in un'intervista rilasciata al quotidiano "la Repubblica" il 20 aprile, hanno espresso grande preoccupazione per il destino della popolazione femminile afghana e per il rischio che il ritiro delle truppe comporti la perdita di tutte le garanzie e gli spazi pubblici guadagnati in questi ultimi 20 anni; a riprova della fondatezza delle preoccupazioni espresse, si evidenzia come i talebani ad oggi non abbiano accettato clausole esplicite sulla libertà femminile nel Paese e abbiano dichiarato che garantiranno i diritti delle donne secondo la legge islamica.