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b) gli interventi per l'accessibilità e la mobilità sostenibile nelle aree della rigenerazione attraverso il trasporto pubblico, i mezzi pubblici, i percorsi pedonali e ciclabili, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità; c) gli interventi connessi al ciclo dei rifiuti e dei materiali di costruzione e demolizione. 5. Fino al momento dell'aggiornamento degli strumenti di programmazione urbanistica ai sensi della presente legge trovano applicazione gli interventi di rigenerazione già in atto, o già programmati, sulla base di titoli di legittimazione stabiliti dalla normativa statale o da quella regionale vigente. La programmazione comunale può stabilire che tali interventi mantengano la loro efficacia fino al loro completamento. 6. Le attività previste dalla presente disposizione sono effettuate nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 6. (Qualità della progettazione e attuazione degli interventi) 1. La progettazione degli interventi ricompresi nella programmazione comunale di rigenerazione urbana e finanziati a valere sulle risorse di cui alla presente legge, su indicazione dall'amministrazione interessata, viene affidata mediante concorso di progettazione o concorso di idee. Tale affidamento è finalizzato ad acquisire un'idea progettuale e, successivamente, un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è predisposto sulla base delle Linee guida adottate in attuazione dell'articolo 48, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108. 2. La valutazione dell'idea progettuale e del progetto di fattibilità tecnica ed economica è svolta da una commissione di soggetti dotati delle competenze multidisciplinari necessarie per l'analisi dei seguenti profili: a) di natura ingegneristica, architettonica, urbanistico-paesaggistica e ambientale; b) di tipo socio-economico relativi al territorio e alla comunità interessata dall'intervento; c) connessi all'obiettivo del pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici; d) relativi all'equilibrio e alla sostenibilità del piano economico finanziario dell'intervento. 3. I comuni, allo scopo di realizzare la programmazione comunale di rigenerazione urbana e i progetti di cui al comma 4, possono avvalersi, a titolo di anticipazione delle spese, di quota parte delle risorse del Fondo rotativo per la progettualità, di cui all'articolo 1, comma 54, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. 4. Gli interventi attuativi della programmazione comunale di rigenerazione urbana destinati a beneficiare del contributo economico del fondo per la rigenerazione urbana, oltre che delle altre agevolazioni stabilite dalla presente legge, assicurano le seguenti condizioni: a) realizzazione di edifici della classe A di certificazione energetica e, comunque, miglioramento dello standard di efficienza energetica degli stessi in conformità con le normative vigenti; b) raggiungimento della classe di consolidamento antisismica conforme alla zona ove ricade l'intervento, per il raggiungimento dei livelli di sicurezza previsti dalle norme tecniche di riferimento; c) realizzazione di aree verdi e servizi ecosistemici; d) adeguamento e incremento delle dotazioni quantitative e qualitative di servizi pubblici, anche su superfici non naturali; e) ripermeabilizzazione di suolo già impermeabilizzato, anche attraverso la rinaturalizzazione e riforestazione del suolo ai fini della mitigazione del rischio idrogeologico in ambito urbano e periurbano e dell'impatto visivo sul contesto di riferimento; f) promozione di una compartecipazione a titolo gratuito in favore dei comuni per l'incremento di edilizia residenziale pubblica e sociale nei programmi di ristrutturazione urbanistica; g) uso sociale dei luoghi; h) recupero del tessuto produttivo e commerciale compatibile con l'insediamento e il riequilibrio insediativo; i) abbattimento delle barriere architettoniche delle parti comuni dell'edificio; l) per i comuni con meno di 50.000 abitanti, la riqualificazione, il riutilizzo e il recupero del patrimonio edilizio pubblico ricadente in aree degradate o dismesse all'interno di un'area omogenea dei centri storici di almeno tre ettari di superficie complessiva. 5. Al fine di raggiungere elevati obiettivi di sicurezza antincendio degli edifici a uso civile, i requisiti di sicurezza antincendio delle facciate degli edifici di civile abitazione devono corrispondere alle indicazioni tecniche contenute nella Guida tecnica su requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili, allegata alla lettera circolare n. 5043 del 15 aprile 2013 della Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, presso il Ministero dell'interno, ed eventuali successive modificazioni e integrazioni. Art. 7. (Disciplina degli interventi privati di rigenerazione urbana) 1. Fermi restando gli interventi di rigenerazione identificati attraverso la programmazione comunale di cui all'articolo 5, sono consentiti interventi diretti privati di rigenerazione, secondo le seguenti tipologie: a) interventi diretti su singoli immobili; b) interventi circa gli ambiti urbani su proposta del proponente privato soggetta ad autorizzazione comunale. 2. Gli interventi diretti di rigenerazione sono realizzati da soggetti privati su singoli edifici, anche in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici, purché perseguano almeno una delle seguenti finalità: a) garantire lo standard di edificio a energia quasi zero di cui all'articolo 4- bis del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192; b) favorire gli interventi di consolidamento antisismico degli edifici; c) migliorare le prestazioni di isolamento acustico degli immobili; d) realizzazione di aree verdi; e) realizzazione di spazi attrezzati per ambienti di lavoro comune; f) realizzazione di impiantistica per l'automazione e l'accessibilità digitale per i servizi di teleassistenza; g) demolizione delle barriere architettoniche delle parti comuni dell'edificio. 3. Gli interventi diretti di rigenerazione sono consentiti, nei limiti delle distanze minime tra edifici legittimamente preesistenti, anche qualora le dimensioni del lotto di pertinenza non consentano la modifica dell'area di sedime ai fini del rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini. Sempre nei limiti delle distanze legittimamente preesistenti, gli incentivi volumetrici eventualmente riconosciuti possono essere realizzati anche con ampliamenti fuori sagoma e con il superamento dell'altezza massima dell'edificio demolito. Gli interventi di rigenerazione privati beneficiano, inoltre, degli eventuali incentivi stabiliti dalla legislazione regionale di cui all'articolo 3, comma 3, lettera c) . 4. All'interno dei centri storici e degli agglomerati urbani di valore storico risultanti dal nuovo catasto edilizio urbano di cui al regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, gli interventi di cui al presente articolo sono consentiti esclusivamente nell'ambito della programmazione comunale e, nelle more della sua adozione, di piani urbanistici di recupero e di riqualificazione particolareggiati precedentemente approvati.