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Facciamo in modo che il vantaggio ci sia, che sia tangibile e concreto. E facciamo in modo che tutte le famiglie possano godere del senso stesso della legge, oltre che del contributo economico e materiale che essa comporta. Questo è ciò che chiediamo al Governo e che affidiamo, in modo particolare, alla Ministra della famiglia. Signora Ministra, lei ha ottenuto una cosa importante. Le chiediamo, però, di conseguirla nella sostanza e non solo nell'affermazione di principio. La sostanza è tutto quello che abbiamo detto. Ma la sostanza è anche il quantum che può arrivare alle famiglie in un momento drammatico come quello che stanno attraversando adesso, con un sostegno realmente dato alla famiglia e poi alle persone a mano a mano che crescono. Le famiglie devono sentire che, non solo con questo Governo, ma da esso in avanti, sono davvero il perno attorno al quale ruota tutta la coesione sociale del nostro Paese. (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE. Prego, senatrice, concluda il suo intervento. BINETTI (FIBP-UDC) . Sarò brevissima, signor Presidente, e la ringrazio infinitamente per la sua attenzione. Se sapremo fare così e custodire tutto questo nello spirito, ma anche nella struttura economica, aumentando le risorse a disposizione delle famiglie, in particolare in questo momento di grande impoverimento, in cui il Paese è a crescita zero, se sapremo dare questa spinta positiva, tutto il Paese se ne avvantaggerà. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono stati 400.000 i bambini nati nel 2020, 16.000 in meno rispetto al 2019. I primi mesi del 2021 non sono confortanti. Si chiama denatalità: un problema etico e sociale che - a mio avviso - deve essere studiato e analizzato dai Governi per riportare la natalità ai tempi d'oro in cui l'Italia era una grande Nazione, com'è stato negli anni Sessanta. Sostituire un popolo con un'immigrazione selvaggia e invasiva non è la soluzione: poi magari lo auspicano i signori delle ONG, tra champagne e centri sociali. (Applausi) . No, signori miei: bisogna fare delle politiche attive a tutela della famiglia italiana, e ripeto della famiglia italiana. La Lega ha sostenuto l'assegno unico come primo passo, perché il nostro obiettivo è il quoziente familiare all'interno di una riforma fiscale con al centro la flat tax , per aiutare famiglie e imprese, il lavoro prima di tutto. I parlamentati della Lega hanno contribuito senza fare ostruzionismo becero: abbiamo ritirato i nostri emendamenti per far sì che questo disegno di legge venga approvato in tempi brevi al fine di aiutare le famiglie. Ripeto: è un primo passo e ci abbiamo messo tutto il nostro impegno. Ringrazio il senatore Pillon, che interverrà in fase di dichiarazione di voto, che con un ordine del giorno ha tutelato le famiglie numerose, che dobbiamo tutelare perché dobbiamo tornare al sistema delle famiglie numerose per dare quel collante sociale che si chiama "famiglia", da porre al centro del bene nazionale e degli interessi istituzionali. Ovviamente, ringrazio anche il Ministro per le pari opportunità e la famiglia e il ministro per le disabilità Erika Stefani, perché hanno dato priorità alle persone che soffrono di disabilità o hanno figli disabili. Aiutare le persone più fragili è un nostro diritto e dovere di società civile. Nei prossimi giorni porteremo avanti anche la discussione sui caregiver , perché le famiglie vanno aiutate. È un dovere, lo ripeto; sto ripetendo tantissime volte questa parola. È un dovere del Governo tutelare le famiglie. E lo ripeto ancora una volta, perché qualcuno vorrebbe disgregare il sistema familiare: la famiglia è il collante sociale e non va toccata, ma tutelata. Non voglio entrare in altre discussioni divisive, ma questo è il momento degli aiuti concreti. Non servono le battaglie ideologiche e strumentali, come lo ius soli e il disegno di legge dell'onorevolee Zan: oggi non servono e credo mai serviranno, perché l'Italia è una Nazione che ha in sé la cultura della famiglia. Stiamo subendo alcuni attacchi importanti sotto l'aspetto mediatico, televisivo e culturale, in cui alcuni aspetti della famiglia biologica tradizionale vengono criticati costantemente. Questo noi non lo possiamo tollerare. Dobbiamo tornare a una conversione culturale affinché la famiglia sia il centro dell'interesse comune. Ho alcuni appunti che vorrei ripetere: l'obiettivo è la riforma fiscale con la flat tax . Spesso e volentieri si banalizza il concetto di famiglia e di figli, ma dobbiamo tornare a vedere una Nazione prolifica e per questo aiuteremo i ragazzi, dal grembo della madre dal settimo mese fino a ventun anni, ad entrare nel mondo del lavoro, per un assistenzialismo che definisco non di retroguardia ma di avanguardia, perché dobbiamo far sì che i ragazzi e le ragazze siano in grado con le loro forze di entrare nel mondo del lavoro. Per questo scopo noi li sosterremo. Questo è un primo passo. Non siamo soddisfatti, e non lo nascondo, ma intanto superiamo la crisi economica e la pandemia e torniamo a vivere quanto prima. Spero che torneremo all'unico ristoro utile per tutte le attività, ossia la riapertura di tutte le aziende italiane. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Carbone. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, signori e signore del Governo, il provvedimento che stiamo per approvare è frutto di un lavoro molto lungo, nato da una proposta di Italia Viva e già riconosciuto dal precedente Governo, che diventerà legge dello Stato grazie alla sensibilità del premier Draghi, molto attento al tema delle nuove generazioni e delle politiche sociali e familiari. È stato un lavoro lungo, una vera e propria riforma rivoluzionaria che il Paese attende da anni e che arriva in un momento in cui è estremamente necessaria per sostenere le famiglie italiane e aiutarle a progettare la ripartenza dopo la drammatica crisi causata dalla pandemia. L'assegno unico universale è un grande pezzo del più grande e generale family act che il Governo ha approvato e che da qui a qualche tempo anche il Parlamento discuterà. Come è noto, esso mette a disposizione risorse finanziarie dal settimo mese fino ai diciotto anni di età; si estende fino ai ventun anni di età, quando ci sono attività importanti in termini di formazione ed educazione, e ha una specifica formulazione anche in termini di indicazioni finanziarie per i disabili e per i figli che hanno problemi di disabilità. Al centro dell'azione del provvedimento, quindi, vi è finalmente la famiglia. Italia viva e questo Governo hanno messo finalmente - ribadisco, Ministro, finalmente - la famiglia al centro non solo dell'azione dell'Esecutivo, ma anche dello sviluppo delle politiche demografiche del nostro Paese. Dal 1945 ad oggi, infatti, le nascite si sono dimezzate. L'Istat negli ultimi dati presenta cifre clamorose: poco più di 400.000 nati annui, circa 700.000, invece, i deceduti.