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Dispiacciono enormemente i giudizi del senatore De Falco, che ha criticato la decisione della 5 a Commissione, quando è evidente che i suoi emendamenti, che chiedevano di procedere con la valutazione dei progetti esistenti (in pratica, solamente il progetto Duferco-De Piccoli), com'è stato evidenziato in Commissione, anche con documenti scritti a disposizione dei commissari, avrebbero certamente avuto implicazioni economiche, e non di poco conto. Ricordo - a chi non conosca il progetto - che si tratta di un porto subito fuori dalla bocca di Lido, addossato alla sponda Nord, che ha avuto un iter controverso. Il progetto non ha visto una gara, non ha avuto evidenza pubblica e soprattutto prevede importi preliminari di circa 140 milioni, con compensi superiori ai 5 milioni di euro; non rispetta dunque le regole dei contratti né quelle europee. Ha avuto inoltre il parere contrario sia del comitato per Venezia sia dei Comuni su cui insiste, incluso quello di Venezia. Condivido con De Falco che, comunque ci si muova a Venezia, si ledono interessi e si aprono i fuochi incrociati per bloccare questo o quel progetto. Credo però che il ministro Giovannini - che ringrazio per aver individuato Venezia come uno dei primi temi da affrontare - abbia fatto benissimo a bandire un concorso di idee per trovare la soluzione. Ricordo che era un'iniziativa presa già dal ministro Toninelli, che aveva condotto all'individuazione di tre soluzioni fuori laguna, iter però interrotto dal termine del Governo Conte I. Dunque, se il progetto Duferco è valido, potrà essere ripresentato seguendo un iter trasparente e cristallino, che potrà eventualmente condurre alla sua approvazione. Dati i molteplici interessi, condivido perfettamente quanto esplicitato dal senatore Margiotta, ovvero che per il concorso di idee sia indispensabile individuare una commissione giudicatrice fatta da professionisti di altissimo profilo e non invischiati nel contesto locale. Troppo spesso abbiamo visto come Venezia e le opere per salvaguardarla siano state al centro di malaffare e truffe. Ricordo che, quando siamo giunti al Governo noi del MoVimento 5 Stelle, il Mose non era stato completato, benché mancasse solamente un 5 per cento per il completamento dell'opera. Oggigiorno forse si potrebbero trovare soluzioni alternative e meno impattanti sull'ecosistema della laguna, ma intanto è stato avviato e protegge Venezia dalle maree eccezionali, sempre che chi è preposto alle decisioni lo faccia con prontezza. Vorremmo tutti vedere Venezia piena di turisti e senza le grandi navi. Abbiamo ascoltato alcuni armatori dichiarare che andare con le grandi navi fuori laguna non è un problema, ma necessitano di certezze. Confido dunque che la soluzione che verrà individuata terrà certamente conto delle esigenze di tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BELLANOVA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e la mobilità sostenibili . Signor Presidente, intervengo brevemente per ringraziare il Presidente relatore, i commissari di maggioranza e di opposizione e dirigenti e funzionari che hanno collaborato a un decreto-legge che, pur essendo composto - è vero - di soli quattro articoli, era necessario. Infatti, penso che l'importante dibattito che c'è stato in Commissione e la produzione di emendamenti non ostruzionistici, ma di merito e rispondenti a esigenze reali che si avvertono nel Paese, abbiamo potuto arricchire tutti noi in termini di competenze e di conoscenze. Vorrei sottolineare che anche le proroghe, quando non si è stati capaci di completare l' iter o di dare soluzione alle questioni, sono uno strumento importante per non aggravare le difficoltà dei soggetti interessati. Questo è il lavoro che abbiamo fatto. Tanti emendamenti sono stati presentati e condivisi, ma purtroppo non andranno in discussione e non sarà possibile approvarli, perché molti sono stati dichiarati inammissibili. Quegli emendamenti però, come dicevo in precedenza, hanno segnalato esigenze reali, a cui bisogna dare soluzioni. Alcuni sono già stati inseriti nel decreto-legge che è stato varato dal Governo, altri verranno discussi tra pochi minuti in Consiglio dei ministri e saranno contenuti nel decreto-legge emanando. Quanto a quelli che rimangono, credo che dobbiamo lavorare per fare in modo che ci siano i tempi per migliorare il provvedimento alla Camera dei deputati e comunque occorre impegnarsi per trovare uno strumento con cui poter dare soddisfazione al grande lavoro che è stato fatto. Grazie ancora e buon lavoro a tutti noi. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, gli emendamenti 1.0.1, 1.0.2, 2.8 (testo 2), 2.9, 2.10, 2.11, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.7, 2.0.8, 2.0.9, 2.0.10, 2.0.11, 2.0.12, 2.0.13, 2.0.14, 2.0.15, 2.0.16, 2.0.17, 2.0.18, 2.0.19, 2.0.20, 2.0.21, 2.0.22, 2.0.23, 2.0.24, 2.0.25 (testo 2), 2.0.26, 2.0.27, 2.0.28, 2.0.29, 2.0.30, 2.0.31, 2.0.32, 2.0.33, 2.0.34, 2.0.35, 2.0.36, 2.037, 2.0.38, 2.0.39, 2.0.40, 2.0.41, 2.0.42, 2.0.43, 2.0.44, 2.0.45, 2.0.46, 2.0.47, 2.0.48, 2.0.49, 2.0.50, 2.0.51, 2.0.52, 2.0.53, 3.14, 3.26, 3.27, 3.28, 3.30, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.5, 3.0.6, 3.0.7, 3.0.8 e 3.0.9, nonché l'ordine del giorno G1.1. COLTORTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.100. Anticipo anche il parere sugli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti ai successivi articoli del decreto-legge in esame. Esprimo parere favorevole all'emendamento 2.1 (testo 3). Sugli ordini del giorno G2.1 e G2.2 mi rimetto al Governo.