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in merito al relativo accordo di programma 2010, FSC 2014-2020, di cui al piano operativo ambiente delibera CIPE 55/2016, terzo atto integrativo del 22 dicembre 2017, la Regione Piemonte, in una nota inviata alla Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell'ambiente il 6 dicembre 2018, evidenzia che non risulta pervenuta sulla contabilità speciale n. 5647 la prima rata di acconto, prevista dalle procedure dei fondi FSC 2014-2020, e come tale ritardo non consentisse al presidente della Regione Piemonte, in qualità di commissario per la gestione dei relativi fondi, di attivare gli interventi previsti nel terzo atto integrativo anche a mezzo delega delle proprie funzioni commissariali al sindaco, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano adottare tutte le opportune iniziative di propria competenza, affinché siano formalmente concluse le procedure a livello ministeriale che permettano al commissario di agire per l'immediata messa in sicurezza dell'area, a garanzia dell'incolumità degli automobilisti che quotidianamente transitano sulla A5 Torino-Aosta, nella parte interessata dal movimento franoso di Quincinetto. Atto n. 4-01272 SICLARI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: la situazione della raccolta differenziata nella città di Reggio Calabria desta forti preoccupazioni, in quanto i lavoratori della ditta concessionaria del servizio di raccolta e smaltimento AVR, sul presupposto del mancato pagamento degli emolumenti stipendiali e delle altre spettanze, hanno sospeso il servizio in più occasioni ed hanno già proclamato varie giornate di sciopero; tale situazione si ripete in altre città italiane, soprattutto in Toscana (Pisa, Livorno e Firenze ad esempio) e, a quanto si apprende dagli organi di stampa, la problematica potrebbe derivare da crisi di liquidità della ditta concessionaria; si susseguono continui disservizi nell'espletamento del servizio a causa della controversia sindacale che ha raggiunto toni incandescenti, senza che le ordinarie procedure per calmare le agitazioni fra le parti sociali, anche in presenza di organi istituzionali delle prefetture territorialmente competenti, abbiano avuto esito positivo; tale situazione rischia di esasperare i cittadini, costretti a vivere in città invase dai rifiuti, situazione che potrebbe determinare una notevole criticità igienico-sanitaria, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta in premessa; quali azioni, ciascuno per le proprie competenze, intendano adottare, al fine di prevenire le situazioni di pericolo per i cittadini, di tutelare i diritti e le legittime aspettative dei lavoratori addetti al servizio, in relazione alle spettanze economiche necessarie a garantire un'esistenza libera e dignitosa a loro ed alle loro famiglie, nonché, anche in via straordinaria e sostitutiva, al fine di impedire che si verifichi un'emergenza igienico-sanitaria. Atto n. 4-01273 SICLARI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la crisi del porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria) è sotto gli occhi di tutti. Pur trattandosi di una delle più grandi infrastrutture portuali del mondo e sicuramente di uno snodo per il traffico merci commerciale di rilevantissima proporzione strategica, ad oggi la struttura non solo è palesemente sottoutilizzata (il riferimento è chiaramente al retro-porto non utilizzato se non per minima parte), ma addirittura, per la mancanza di chiare strategie industriali e di idonea programmazione, rischia costantemente l'ulteriore sottodimensionamento e la chiusura, con il personale, a più riprese, licenziato e riassunto; è evidente che occorra una presa di posizione da parte del Governo, considerata la rilevanza nazionale della questione, tanto in termini di utilizzo dell'infrastruttura, quanto in termini di difesa dei livelli occupazionali; in un momento congiunturale in cui si discute dell'analisi del rapporto tra costi e benefici delle grandi opere da completare ovvero da progettare ed appaltare, sicuramente quelle esistenti e strategiche devono essere salvate e salvaguardate, si chiede di sapere: quali azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di superare il conflitto tra Medcenter e MSC che paralizza la funzionalità del porto di Gioia Tauro, di tutelare i diritti e le legittime aspettative dei lavoratori e di salvaguardare i livelli occupazionali; quali azioni intendano adottare, anche in via straordinaria e sostitutiva, per impedire la crisi irreversibile del porto ed anzi per rilanciarne il ruolo strategico e le potenzialità indiscusse e finora poco sfruttate; se non ritengano opportuno istituire un tavolo tecnico con i soggetti competenti, al fine di risolvere le problematiche del porto di Gioia Tauro e rilanciare la funzionalità dell'infrastruttura. Atto n. 4-01274 SICLARI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: come segnalato più volte dall'interrogante, dai civici consessi delle città di Messina e di Villa San Giovanni e dalle organizzazioni sindacali del settore trasporti, la continuità territoriale nello stretto di Messina è connessa alla fruizione di un diritto costituzionale ma è oggi limitato di fatto al solo traghettamento dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia con un sistema vetusto e disorganizzato; l'unico mezzo disponibile per espletare il servizio essenziale è la nave "Scilla" costruita nel lontano 1985 in quanto: la gemella nave traghetto "Villa" è ferma per lavori da agosto 2018; la nave "Logudoro", dopo gli ingenti investimenti per la ristrutturazione, giace inoperosa da anni; la nuova nave traghetto "Messina" continua a essere causa di disservizi per i numerosi errori costruttivi che si sono manifestati sin dalla messa in servizio nello stretto. Quest'ultima al momento è ferma per problemi alle turbine di due propulsori, ennesima sosta per guasti che in una nave di nuova costruzione dovrebbero insinuare più di qualche dubbio. Le disfunzioni all'automazione dei propulsori e la rottura delle frizioni, unite alla potenza insufficiente per la tipologia del servizio richiesto, hanno impedito la costante fruizione della nuova unità navale che, quando possibile, riesce a navigare solo grazie alla professionalità dei comandanti e degli equipaggi, costretti ad adattarsi e superare le inefficienze che si presentano con allarmante frequenza; a tutto ciò si aggiunge il paradosso che Rete ferroviaria italiana avrebbe commissionato una seconda nave gemella del mal riuscito "Messina". Vista l'esperienza, la logica imporrebbe di apportare fondamentali modifiche, considerato che la nuova unità sarà impiegata in un servizio essenziale e che per costruirla si spendono soldi pubblici; ad oggi il sistema ferroviario offre all'utenza soprattutto siciliana, ma anche calabrese e nazionale, treni obsoleti su navi datate; a risentirne di più, come sempre, sono le categorie svantaggiate, le persone a mobilità ridotta, che non possono permettersi il cambio di mezzi.