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Per favorire l'arricchimento del percorso formativo ed il recupero delle situazioni di svantaggio, vengono garantite almeno tre ore settimanali di compresenza dei docenti per ogni classe. 4 La scuola primaria attraverso il raccordo pedagogico curricolare e organizzativo con la scuola dell'infanzia e con la scuola secondaria di primo grado, contribuisce a realizzare la continuità del processo educativo. 2 (Programmazione e organizzazione didattica) 1 La programmazione dell'attività didattica, nella salvaguardia della libertà d'insegnamento, è di competenza degli insegnanti che vi provvedono sulla base della programmazione dell'azione educativa approvata dal Collegio dei docenti. 2 Al fine di garantire continuità e qualità nel processo educativo, la programmazione dell'attività didattica e il Piano dell'offerta formativa (POF) nella scuola primaria vengono stabiliti al principio dell'anno scolastico, di concerto fra docenti, rappresentanti dei genitori e psicopedagogisti o medici, laddove vi sia presenza di alunni con disabilità. 3 Ogni docente è tenuto, in accordo con la programmazione del POF, a stabilire le relative priorità e gli eventuali obiettivi del Piano educativo individualizzato (PEI). L'impiego dei docenti, nel rispetto dell'autonomia scolastica, può essere differenziato in accordo con le scelte metodologiche e organizzative adottate nel POF. 4 A partire dal 1° settembre di ogni anno e fino al principio dell'anno scolastico i Collegi dei docenti si riuniscono per la definizione del piano annuale di attività didattica e per lo svolgimento di iniziative di aggiornamento. 5 A metà dell'anno scolastico, e comunque non oltre il 30 marzo, i soggetti di cui al comma 2, si confrontano per una valutazione complessiva del percorso e degli obiettivi didattico-formativi, nonché per una eventuale riorganizzazione sulla base delle linee guida presenti nel POF e nel PEI. 3 (Organici del personale) 1 I docenti della scuola primaria sono inseriti in organico di diritto secondo le norme vigenti, sulla base del fabbisogno del personale docente derivante dall'applicazione dei successivi commi e dalle esigenze di integrazione degli alunni con disabilità. 2 L'attività didattica nella scuola primaria prevede che ogni classe sia affidata rispettivamente a: a un docente di materie umanistiche; b un docente di materie scientifiche e informatica; c un docente di lingua inglese e di una seconda lingua straniera dell’Unione europea; d un docente di attività motoria; e un docente di musica; f un docente per l'insegnamento della religione cattolica e storia delle religioni; g uno o più insegnanti di sostegno, in relazione alle necessità evidenziate. 3 Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, aggiorna le indicazioni nazionali del curricolo della scuola primaria. 4 Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto agli insegnanti di cui al comma 2. 5 La disciplina prevista dal presente articolo entra in vigore a partire dall'anno scolastico 2016/2017, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico. 4 (Integrazione e sostegno) 1 L'integrazione delle persone diversamente abili si realizza ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, della legge 4 agosto 1977, n. 517, e del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. 2 Il docente di sostegno nella scuola primaria è parte integrante del progetto educativo e didattico della classe. Su richiesta di ogni singola scuola, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca assicura, prima dell'inizio dell'anno scolastico, l'assegnazione di tutti gli insegnanti di sostegno necessari a garantire il progetto didattico, costruito in base alla diagnosi funzionale, con il concorso delle figure professionali coinvolte. 3 La formazione delle classi iniziali è effettuata, di norma, con l'inserimento di un solo alunno o alunna con disabilità. 4 Per garantire la massima efficacia al processo d'integrazione scolastica, le classi che accolgono un alunno o alunna diversamente abile non devono superare il numero complessivo di 20 alunni per classe. Nella determinazione dell'organico deve essere garantita l'assegnazione di docenti di sostegno per tutto l'orario richiesto dal progetto didattico e educativo, fino a coprire interamente l'orario di permanenza a scuola dell'alunno o alunna. 5 Gli allievi portatori di disabilità beneficiano di una didattica personalizzata attraverso forme e impostazioni lavorative strutturate in virtù delle caratteristiche peculiari dello studente. 6 L'inclusione scolastica degli allievi portatori di disabilità viene assicurata attraverso il coinvolgimento delle famiglie e il ricorso a personale, educativo e scolastico, qualificato, che ne agevoli il percorso. La continuità didattica da parte del docente è garantita per l'intero ciclo scolastico con l'assegnazione annuale, con copertura totale delle ore, di un docente per il sostegno in modo da assicurare un rapporto di un insegnante per ogni bambino. 7 Per ogni anno scolastico viene redatto, e condiviso con la famiglia e gli operatori socio-sanitari, uno specifico piano che favorisca, attraverso l'individuazione di obiettivi specifici oltre alle aree di pertinenza didattica, lo sviluppo complessivo della persona, valorizzando le capacità e gli interessi degli allievi portatori di disabilità e che ne consolidi l'integrazione e i comportamenti socializzanti. 8 L'esperienza di integrazione degli alunni con disabilità deve essere controllata e verificata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che adotta con propri decreti, sentite le Commissioni parlamentari competenti, le necessarie disposizioni di modifica e aggiornamento. 5 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 2.300 milioni di euro a decorrere dal 2016, si provvede a valere sulle risorse iscritte nel Fondo di cui al comma 4 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come incrementato dal comma 2 del presente articolo. 2 Il Fondo di cui al comma 4 dell'articolo l della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è incrementato di 3.000 milioni di euro per l'anno 2016 e di 4.000 milioni a decorrere dall'anno 2017. Ai relativi oneri si provvede mediante le maggiori risorse conseguenti alla riduzione di spesa di cui al comma 3 e con le maggiori entrate di cui al comma 4. 3