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La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 401 sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio; premesso che: l'emergenza epidemiologica da Covid-19 ha comportato la limitazione dell'attività se non la chiusura temporanea dell'esercizio di molte filiere dell'industria turistica; per quanto riguarda la maggior parte dei settori della filiera, quale quello delle strutture recettive nonché tutti i segmenti che compongono il settore del turismo organizzato, vale a dire l' incoming , l' outgoing , i viaggi d'affari, l'organizzazione di eventi ed il turismo scolastico, l'impossibilità di viaggiare sia per lavoro che per turismo ha determinato il venir meno della clientela e quindi di conseguenza il quasi sostanziale azzeramento dei servizi e delle vendite; recenti studi hanno registrato che tra tutti i settori dei servizi, le agenzie di viaggi e i tour operator hanno subìto l'impatto peggiore della crisi pandemica ed un crollo del fatturato, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 93 per cento; per l'economia italiana, l'industria turistica ha un peso molto rilevante, superiore alla media dei Paesi OCSE: secondo stime del World Travel and Tourism Council (WTTC) sono direttamente imputabili al turismo interno ed internazionale il 5,5 per cento del PIL ed il 6,5 per cento dell'occupazione; considerato che: lo sviluppo economico legato all'industria del turismo richiederà un'attenzione particolare nell'ambito delle prossime iniziative legislative e normative ed un coordinamento di tutte le istituzioni coinvolte per la gestione degli investimenti pubblici, oltre alla previsione di ulteriori incentivi e agevolazioni fiscali per i privati che investiranno in infrastrutture, tecnologia e proposte di viaggio che siano compatibili con il principio della sicurezza, in un'ottica di turismo davvero sostenibile; la massima flessione del turismo nel nostro Paese è da ricondurre, innanzitutto, al mancato arrivo di turisti internazionali. Fino a quando la situazione di emergenza sanitaria non sarà completamente superata, è realistico asserire che il settore del turismo sarà alimentato da una domanda espressa soprattutto dai cittadini italiani e sarà rivolta ad un turismo prettamente domestico verso le destinazioni nazionali e regionali della nostra penisola; a tale riguardo, al fine di rilanciare tutte le attività della filiera turistica, sarà necessario concentrarsi sulla valorizzazione del turismo responsabile e diffuso che valorizzi e preservi gli elementi di autenticità e identità dei nostri territori, in particolare i centri storici, i borghi e i piccoli comuni di montagna e delle aree interne. Tali zone sono oggi laboratori di innovazione sociale, culturale e di buone prassi e costituiscono il vero futuro del turismo italiano, un segmento da valorizzare è rappresentato dal turismo delle radici o turismo di ritorno, che interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo. Nel 2018, l'ENIT ha inserito in questa categoria 10 milioni di viaggiatori, che hanno generato un flusso economico in entrata di circa 4 miliardi di euro, ben il 7,5 per cento in più rispetto all'anno precedente; occorre dunque intercettare una quota sempre maggiore di flussi turistici dall'estero da orientare verso le piccole e medie città d'arte, e verso itinerari turistici regionali, tanto più che l'articolo 1, commi 89 e 80, della legge n. 178 del 2020 ha istituito un apposito fondo - con una dotazione di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 - per consentire ai cittadini italiani residenti all'estero, iscritti all'AIRE, l'ingresso gratuito nella rete dei musei, delle aree e dei parchi archeologici di pertinenza pubblica; impegna il Governo a: 1. adottare le opportune misure atte a sviluppare una strategia e un piano di comunicazione unitario ed organico per il rilancio del turismo italiano all'estero con l'obiettivo di riconquistare i mercati perduti e promuovere il " brand Italia", valorizzando non solo i circuiti turistici più attrattivi, ma anche l'Italia cosiddetta "minore", costituita da borghi, piccoli comuni e aree interne e rurali; in particolare, la strategia dovrebbe avere il suo maggior focus sull'opportunità di riscoprire e promuovere tali destinazioni, meno conosciute rispetto alle note città d'arte nazionali, ma portatrici di una grande ricchezza culturale, artistica, paesaggistica ed umana, spesso in un contesto di autenticità e di tradizione, che riguarda anche le produzioni agroalimentari, la cucina, l'artigianato, gli eventi culturali. Le politiche turistiche, nazionali e regionali, dovrebbero quindi essere volte a favorire questa tipologia di turismo, sia attraverso l'implementazione delle tante iniziative già in atto, sia attraverso la promozione di nuove forme di turismo in aree interne, montane e rurali, anche al fine contrastare fenomeni di emigrazione e di spopolamento dei medesimi territori e di favorire più equilibrata distribuzione dei flussi turistici; 2. nella prospettica di sfruttare le potenzialità del turismo di ritorno, come segnalato dalla Commissione anche nel parere reso il 23 marzo 2021 sulla Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza ( Doc . XXVII, n. 18), promuovere una campagna di promozione all'estero dei luoghi e dei territori, attraverso la stampa e i media all'estero editi in lingua italiana, la produzione di materiale specifico per i turisti, il coinvolgimento di agenzie di viaggio, nonché mediante il materiale didattico ed informativo che può essere utilizzato nei corsi di italiano all'estero, le iniziative di turismo sociale e gli scambi culturali fra scuole e università; 3. dare impulso, coinvolgendo ove necessario tutte le Amministrazioni a livello centrale e regionale per i rispettivi profili di competenza, ad una strategia di medio-lungo periodo per il rilancio dell'offerta turistica nazionale e dell'attrattività dell'Italia come meta turistica, che sia basata sulla promozione delle eccellenze del made in Italy, al fine di massimizzare l'impatto dell'azione promozionale e contribuire a veicolare un'idea d'Italia i cui punti di forza tradizionali si affianchino all'innovazione, alla tecnologia, alla bellezza e qualità del made in Italy e, allo stesso tempo, sanare le debolezze che hanno caratterizzato sino ad ora le politiche di promozione del turismo, quali l'incapacità di valorizzare i brand italiani, un deficit strutturale sulle connessioni, la mancanza di storytelling che valorizzi l'esperienza complessiva di visitare il territorio italiano; 4. promuovere iniziative volte alla ristrutturazione del patrimonio turistico immobiliare ed infrastrutturale in un'ottica di implementazione della sostenibilità ambientale e della produzione di energie rinnovabili, in modo da incentivare la riqualificazione di tutta la filiera dell'ospitalità turistica nelle sue componenti di base, a partire da quelle immobiliari, sino ad arrivare alla digitalizzazione delle strutture, così da offrire servizi recettivi competitivi anche a livello internazionale, con particolare attenzione all'esigenza di rendere le strutture e le attrezzature pienamente accessibili e fruibili da parte di persone con disabilità;