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al terzo ed al quarto ruolo si accede con laurea triennale in materie che consentano l'abilitazione all'insegnamento e con una successiva laurea magistrale a cui segue un anno di corso di specializzazione per il sostegno. I nuovi ruoli di sostegno assicurano una scelta professionale univoca, infatti la mobilità dell'insegnante è consentita solo con il passaggio di ruolo. Il comma 4, inoltre, abrogando il comma 2 dell’articolo 127 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, impedisce all'insegnante di sostegno di passare al ruolo comune dopo cinque anni, al fine di marcare in maniera più forte la distinzione dei ruoli. Si reintroduce la separazione delle aree del sostegno. L'attività del docente specializzato non può prescindere dalle sue competenze e conoscenze di base, dalla sua formazione scientifica, umanistica o tecnica, sebbene il corso di sostegno frequentato abbia fornito a tutti indistintamente le medesime competenze di legislazione, didattica e pedagogia speciale. Le competenze di base sono imprescindibili, tanto più nella scuola secondaria di secondo grado; se un alunno ha un deficit nell'area logico matematica, ha diritto ad un docente che provenga da tale area, come affermato anche da una recente sentenza del Consiglio di Stato. Inoltre l'articolo prevede che, ai fini della copertura dei posti di sostegno, dopo le operazioni di utilizzazione del personale docente di ruolo fornito dal titolo di specializzazione, per coprire i posti residui si ricorra alla figura degli educatori professionali che siano in possesso almeno della laurea triennale in scienze dell'educazione. Nella scuola secondaria di secondo grado, laddove è prevista per l'alunno disabile una programmazione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi minimi, in mancanza di insegnanti di ruolo provvisti del titolo di specializzazione, si ricorre ad un docente di ruolo afferente ad una delle quattro aree: scientifica (AD01), umanistica (AD02), tecnica professionale artistica (AD03) e psicomotoria (AD04) di cui all'articolo 13, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Il comma 8 prevede l'introduzione di un curriculum individuale degli insegnanti di sostegno finalizzato alla maturazione di priorità di assegnazione ad una specifica categoria di disabilità in base all'esperienza maturata. L'articolo 5 introduce, in applicazione del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, l'obbligo di formazione iniziale per i docenti curricolari, per i dirigenti scolastici, e per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario operante con gli alunni con disabilità. Il comma 3 stabilisce che i corsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno e per gli educatori scolastici prevedano una parte di ore differenziate in base al tipo di deficit degli alunni. Il comma 11 prevede l'adozione da parte del MIUR, d'intesa con il Ministero della salute, di specifiche linee guida per favorire l'inserimento di esercizi finalizzati all'utilizzo ottimale delle capacità di attenzione, ascolto, memoria, visuspazialità e pregrafismo nel programma di tutti gli alunni dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia e dei primi due anni della scuola primaria. Queste proprietà, chiamate prerequisiti, non sempre sono adeguatamente esercitate in tutte le scuole. Una costante applicazione di tali esercizi sicuramente porterà un risparmio dovuto alla diminuzione di casi di DSA certificati. L'articolo 6 assicura la continuità didattica. Si stabilisce che la durata dell'incarico del docente di sostegno deve essere almeno pari alla durata del corso di studi. L'incarico deve, pertanto, avere durata di tre anni per la scuola dell'infanzia, cinque anni per la scuola primaria, tre anni per la scuola secondaria di primo grado e cinque anni per la scuola secondaria di secondo grado. Si prevede la possibilità di prorogare l'incarico qualora l'alunno disabile non termini il grado scolastico nei tempi previsti. L'incarico può essere, invece, revocato nel caso in cui ci sia una richiesta motivata dei genitori dell'alunno disabile, avallata dal neuropsichiatra ovvero da chi ha in carico la situazione. L'articolo 7 stabilisce che la certificazione di disabilità ai fini scolastici deve essere prodotta con un'unica visita per le certificazioni medico-legali ad altri fini, come la pensionistica di invalidità o le indennità, nella logica della semplificazione amministrativa. Sulla base dei principi dell'International classification of functioning, disability and health (ICF) dell'Organizzazione mondiale della sanità e dell'intesa del 20 marzo 2008 della Conferenza unificata, la diagnosi funzionale ed il profilo dinamico funzionale sono sostituiti dal profilo di funzionamento alla cui formulazione parteciperanno gli operatori dell'azienda sanitaria locale (ASL), le famiglie ed un docente della scuola di appartenenza dell'alunno. Al piano educativo individualizzato segue la formazione da parte dei docenti del piano degli studi personalizzato. L'articolo 8 prevede l'istituzione di un sistema di rilevazione in tempo reale dei dati relativi agli alunni con BES, gestito dal MIUR, al fine di garantire agli alunni il pieno diritto allo studio. Si garantisce, inoltre, la costituzione dell'organico funzionale di rete, previsto dal decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. L'articolo 9 prevede che gli enti che forniscono gli assistenti per l'autonomia e la comunicazione garantiscano la continuità per la durata del grado di istruzione frequentato dall'alunno disabile. Si introduce la disciplina del profilo professionale e lo stato giuridico di suddette figure professionali. L'articolo 10 riconosce la lingua italiana dei segni come lingua ufficiale e stabilisce i diritti delle persone sorde al fine di promuovere una loro piena partecipazione alla vita collettiva. L'articolo 11 prevede l'obbligo per le famiglie di chiedere l'intervento di un collegio di conciliazione con l'amministrazione con cui è in conflitto, prima di agire in giudizio per controversie legate alla violazione del diritto allo studio delle persone disabili. In questo modo si evita di sovraccaricare l'attività dei tribunali amministrativi regionali su questioni quali, ad esempio, la composizione numerica della classe, il numero di ore di sostegno, o il trasporto. L'articolo 12, con la finalità di garantire il diritto allo studio delle persone disabili, prevede che le regioni si facciano carico delle spese sostenute dalle famiglie per il trasporto dei disabili da casa a scuola e viceversa. Stabilisce altresì che tali spese sono escluse dal Patto di stabilità interno. L'articolo 13 reca le disposizioni di attuazione. L'articolo 14 fa salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano nell'attuazione della presente legge.