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qualcuno le ha chiesto con quali alleanze l'Italia ha intenzione di salire al Consiglio europeo. Con quali alleanze? Chi chiede e chi parla oggi di alleanze dimostra di non avere chiaro l'attuale quadro politico europeo. Signori, l'Europa come la ricordavate voi non esiste più. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-Pd'Az) . L'Europa oggi è una comunità intrisa di livore e di egoismi. Gli Stati del gruppo di Visegrad, di cui ho sentito parlare stamattina, non hanno un'idea politica alternativa, sono uniti solo dal terrore di essere nuovamente invasi dall'est e pensano di poter frenare questo fenomeno costruendo quegli stessi muri che avevano costruito nel 1600. È saltato tutto, come si dice; sono saltati gli schemi, sono saltate le alleanze, sono saltate le intese e sapete perché? Perché questa Europa, così, non è utile a nessuno ed è per questo che gli inglesi sono andati via, è per questo: perché questa Europa della Grecia svenduta all'asta, del dumping fiscale di Olanda, Belgio e Lussemburgo, questa Europa del surplus record della bilancia commerciale tedesca, non interessa a nessuno. Non è utile per nessuno. Ecco che allora, piuttosto che parlare di alleanze - e mi accingo a concludere, signor Presidente - è necessario tessere, come ho sentito, un piano di rifondazione. Occorre, da parte di tutti noi, un discorso progettuale perché l'Europa torni più equa, più solidale, più vicina alla gente. Ed è in questa chiave costruttiva che l'Italia potrà far valere la sua cifra intellettuale, la sua memoria storica, le sue radici europeiste. Infatti, così come hanno fatto i nostri Padri a Roma sessant'anni fa, nel 1957, noi siamo disposti nuovamente a sederci intorno ad un tavolo per disegnare la nuova architettura istituzionale europea. Dica, Presidente, che tutto ha avuto inizio in questa città e che in questa città possiamo ricominciare, perché in questa città è nato e morto Altiero Spinelli, che una volta disse: «La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà». (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di risoluzione: n. 1, dai senatori Lorefice, Pucciarelli e da altri senatori, n. 2, dal senatore Marcucci e da altri senatori, n. 3, dalla senatrice De Petris e da altri senatori, n. 4, dal senatore Ciriani e da altri senatori, n. 5, dal senatore Urso e da altri senatori, e n. 6, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, i cui testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, onorevole Fraccaro, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 1. Su tutte le altre proposte presentate il parere è contrario. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, siamo contenti che lei abbia sottolineato l'importanza di un'Italia all'interno dell'Unione europea, ma alle sue parole devono seguire anche i fatti. Siamo d'accordo con il Presidente della Repubblica: abbassiamo i toni con l'Europa, perché le offese e le ingiurie creano solo imbarazzo. I territori che rappresenta in questo Gruppo credono nell'Europa, perché hanno provato sulla loro pelle il peso e il dolore dei muri e delle frontiere. Siamo europeisti perché crediamo si tratti dell'unica possibilità di contare qualcosa nel mondo globale e, soprattutto, siamo convinti che solo un'Europa unita ci garantirà, anche per il futuro, pace e benessere. Le offese non servono a nulla, come dimostra quanto accaduto in giugno, quando, con una strategia incomprensibile, l'Italia ha fatto un regalo ai Paesi di Visegrad con la ricollocazione facoltativa e non più obbligatoria dei richiedenti asilo. È stato un clamoroso balzo all'indietro rispetto alle prerogative e alle necessità del Paese. Ricordiamoci sempre che la spinta verso l'Europa nasceva nella convinzione che, agganciando il Paese a questo treno, si sarebbero corrette storture, rese più moderne le istituzioni e l'economia, offerte maggiori opportunità ai cittadini. Certo, questa strada si è rivelata molto più tortuosa e difficile del previsto. Ma senza l'Europa, chissà se l'Italia si sarebbe mai liberata da alcuni suoi vizi storici: lo Stato-imprenditore con aziende che alimentavano assistenzialismo; le manovre finanziarie che ingrossavano il debito pubblico; i mercati chiusi, ai limiti del regime monopolistico, con discapito per i cittadini consumatori. Avete deciso di ricadere in uno di questi antichi vizi, il peggiore, quello del debito pubblico. E, intanto, si attacca l'Europa che fa notare tutto questo, proprio come quando davanti alla febbre ce la si prende con il termometro. La verità è che in questi pochi mesi l'Italia sta scivolando in una condizione di sempre maggiore isolamento. Presidente Conte, il nostro Gruppo ha sempre espresso apprezzamento per la sua persona. Dall'inizio lei aveva un compito difficile. Oggi ci chiediamo se rientra davvero nelle sue possibilità governare con responsabilità, senza assecondare pulsioni che guardano solo al tornaconto elettorale. Ma lei sta andando a un vertice internazionale in cui rappresenta tutto il Paese e, allora, auspichiamo che rappresenti anche quella parte della popolazione che chiede un altro approccio nei confronti dell'Europa e delle sue istituzioni e, soprattutto, un altro stile. Noi, da convinti europeisti, non possiamo che dirci preoccupati per quanto sta accadendo. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, Presidente Conte, Liberi e Uguali esprimerà voto contrario sulla vostra risoluzione, per la vostra idea di Europa, rappresentata dal gruppo di Visegrad, somma di sovranismi egoisti. Nessuno trarrà benefici da queste chiusure, noi per primi, visto che siamo Paese di primo approdo e che abbiamo uno dei peggiori rapporti tra debito e PIL e proprio i vostri alleati sono stati i primi a rimproverarvi per lo scostamento del 2,4 per cento. Il voto di Libero e Uguali sarà un voto contrario alla vostra idea di sicurezza.