[pronunce]

che, ad avviso della Regione Veneto, la delibera impugnata violerebbe altresì il limite territoriale, dal momento che la Provincia ha disciplinato e gestito una materia che investirebbe direttamente interessi giuridicamente tutelati in capo ai Comuni veneti ed ai loro consorzi, operando una illegittima compressione dell'autonomia degli stessi (art. 5 Cost.) e specialmente della loro autonomia finanziaria (art. 119 Cost.); che, infine, l'atto impugnato violerebbe i principî di eguaglianza (art. 3 Cost.) e di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.), in quanto la Provincia, disponendo l'introito dei sovracanoni, avrebbe stravolto gli assetti economici all'interno del bacino imbrifero montano (BIM) Adige, privando i Comuni veneti di entrate loro spettanti a favore del solo consorzio BIM della Provincia di Bolzano; che la ricorrente ha sollecitato, in entrambi i giudizi, la sospensione dei provvedimenti impugnati, sulla base del gravissimo pregiudizio che la distrazione di risorse operata dalla Provincia autonoma determinerebbe in capo ai consorzi ed ai Comuni veneti; che si è costituita in entrambi i giudizi la Provincia autonoma di Bolzano, la quale ha chiesto, previa reiezione delle istanze di sospensione, che i ricorsi siano dichiarati inammissibili o comunque infondati; che, in particolare, l'inammissibilità dei ricorsi viene argomentata dalla difesa della Provincia autonoma, oltre che sulla base del rilievo che i conflitti si risolverebbero in una vindicatio rei, sostenendo che l'atto di determinazione dei sovracanoni (oggetto del primo conflitto) sarebbe meramente applicativo di norme legislative provinciali che riconoscevano tale potere alla Provincia e che non sono state impugnate; che è intervenuto in entrambi i giudizi il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo l'accoglimento di entrambi i ricorsi, se del caso previa autoremissione della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2-bis, della legge provinciale 29 marzo 1983, n. 10, in relazione agli artt. 5, 71 e 75 dello statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige (t.u. 31 agosto 1972, n. 670); che, con memoria depositata in prossimità dell'udienza, la Provincia autonoma di Bolzano ha rilevato che, a seguito della sentenza n. 533 del 2002 di questa Corte, è intervenuto un accordo tra la stessa Provincia di Bolzano, i consorzi BIM di Bolzano e di Trento ed il Fondo comune per il recupero a favore di quest'ultimo dei sovracanoni 2001 e 2002 versati a suo tempo alla Provincia autonoma di Bolzano e che, anche a seguito di ciò, l'art. 36 della legge provinciale 28 luglio 2003, n. 12, ha abrogato l'art. 1, comma 2-bis, della legge provinciale n. 10 del 1983; che, in considerazione di tali elementi sopravvenuti, la Provincia autonoma di Bolzano ha chiesto che venga dichiarata la cessazione della materia del contendere in entrambi i giudizi; che anche l'Avvocatura dello Stato ha presentato ulteriori memorie in prossimità dell'udienza, rilevando che le statuizioni contenute nella sentenza di questa Corte n. 533 del 2002 sulla natura dei sovracanoni e il riparto delle competenze legislative in ordine agli stessi comporterebbero: a) la non riferibilità ai sovracanoni della delega di funzioni statali alle Province autonome in materia di concessioni per grandi derivazioni di acque pubbliche; b) l'illegittimità costituzionale dell'art. 2-bis della legge provinciale di Bolzano n. 10 del 1983, nella parte in cui reca disposizioni anche in materia di sovracanoni; che nel corso della pubblica udienza, il difensore della Regione Veneto, preso atto della intervenuta sentenza n. 533 del 2002 di questa Corte, ha dichiarato di rinunciare ai ricorsi. Considerato che, poiché i due ricorsi hanno ad oggetto due delibere della Giunta provinciale di Bolzano, entrambe relative ai sovracanoni annui dovuti dai concessionari di grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico, i relativi giudizi possono essere riuniti e decisi con un'unica pronuncia; che questa Corte, nella sentenza n. 533 del 2002, sulla premessa che i sovracanoni idroelettrici costituiscono prestazioni patrimoniali imposte a fini solidaristici e attengono alla materia della finanza locale, ha ritenuto che la legislazione della Provincia autonoma di Bolzano che prevede la riscossione diretta dei relativi proventi da parte della Provincia stessa violi i principî fondamentali della legislazione statale, la quale destina i relativi importi ad un fondo gestito dai consorzi tra i Comuni, e leda altresì l'autonomia finanziaria di questi ultimi; che, in base a tale pronuncia, l'espressione “proventi”, contenuta nell'articolo 1, comma 2-bis, della legge provinciale 29 marzo 1983, n. 10, deve ritenersi limitata ai soli canoni di concessione, esulando la disciplina dei sovracanoni dall'ambito delle competenze provinciali; che risulta quindi infondata l'eccezione di inammissibilità del conflitto iscritto al n. 8 reg. confl. 2002, formulata dalla Provincia autonoma sul presupposto che l'atto impugnato sarebbe meramente applicativo dell'art. 1, comma 2-bis, della legge provinciale n. 10 del 1983, a suo tempo non impugnata, giacché il potere della Provincia di determinare le modalità di riscossione e di destinazione di quei proventi non può riferirsi ai sovracanoni, che formano invece oggetto degli atti ritenuti lesivi delle attribuzioni della Regione Veneto; che, preso atto della sentenza n. 533 del 2002, il difensore della Regione Veneto, in pubblica udienza, ha dichiarato di rinunciare ai ricorsi; che, pur non potendo tale mera dichiarazione di rinuncia avere l'effetto di estinguere i processi, essa tuttavia denota il sopraggiunto venir meno delle ragioni della controversia, giacché, come incontestatamente allegato dalla Provincia di Bolzano, oltre ad essere intervenuta l'abrogazione della disposizione legislativa sulla quale si fondavano gli atti impugnati, è stata altresì raggiunta un'intesa con i consorzi BIM di Trento e di Bolzano e con il Fondo comune per il recupero, a favore di quest'ultimo, dei sovracanoni riscossi dalla Provincia autonoma di Bolzano; che pertanto deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara cessata la materia del contendere in ordine ai ricorsi di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 gennaio 2004. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Carlo MEZZANOTTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 16 gennaio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA