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In particolare, la quota media di trasferimenti al Sud non è mai andata oltre il 24 per cento, con picchi del 19 per cento e del 28 per cento, quando avrebbe dovuto essere garantito il 34 per cento, in base al principio di "riequilibrio territoriale" previsto dalla legge n. 18 del 2017 con la clausola del 34 per cento, che obbliga le amministrazioni centrali a destinare a vantaggio delle Regioni del Sud un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento; secondo il rapporto Svimez 2019 calano ancora gli investimenti pubblici nel Sud, poiché nel 2018 sono stati investiti in opere pubbliche soltanto 102 euro pro capite rispetto ai 278 nel Centro-Nord, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda promuovere al fine di rilanciare gli investimenti pubblici e privati in infrastrutture nel Mezzogiorno e nelle isole; come intenda provvedere, per le parti di competenza, affinché il monito della Commissione europea sia positivamente raccolto, anche tenendo conto dell'emergenza infrastrutturale che stanno vivendo il Sud e in particolare le isole. Atto n. 3-01384 CALANDRINI CIRIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: risulta persistente, sia pure con recenti e parziali evoluzioni, l'annosa problematica che investe la viabilità della tratta autostradale della A14 tra il sud delle Marche e l'Abruzzo, causata dai restringimenti di carreggiata disposti da Autostrade per l'Italia lungo 10 viadotti; questi restringimenti sono la conseguenza del sequestro, disposto dal giudice per le indagini preliminari di Avellino, delle barriere new jersey , in seguito all'incidente avvenuto nel 2013 che coinvolse un autobus sulla A16, causando 30 morti e 10 feriti; le importanti interruzioni della viabilità nella tratta interessata, che generano regolarmente code chilometriche di autoveicoli e conseguenti disagi per gli automobilisti, sono già state oggetto di precedenti interlocuzioni interistituzionali, sia in sede parlamentare che su impulso della Regione Abruzzo; il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha più volte sollecitato la convocazione di un tavolo istituzionale per affrontare in maniera approfondita la questione relativa al corridoio adriatico, a cominciare dal destino dell'autostrada e della strada statale 16 e alla rete ferroviaria, anch'essa soggetta a importanti limitazioni che ne determinano una generale inefficienza; la recente parziale riapertura del tratto autostradale del viadotto "Cerrano" non può essere considerata risolutiva, in considerazione delle persistenti interruzioni di viabilità che continuano a generare disagi per gli automobilisti e per la regolarità dei collegamenti tra i territori interessati; a tutto ciò si aggiunge la questione relativa agli alti costi di pedaggio che gli utenti devono continuare a sostenere, ed è necessario e opportuno addivenire ad una soluzione che comporti una loro riduzione generalizzata, almeno fintanto che il tratto autostradale non tornerà ad essere adeguatamente percorribile; la grave situazione interessa non soltanto le regioni Abruzzo e Marche, ma investe tutto il corridoio adriatico e più in generale il sistema di collegamento infrastrutturale del Paese, si chiede di sapere quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire la messa in sicurezza e il potenziamento dell'autostrada A14, con la costruzione di una terza corsia necessaria per garantire la piena fruibilità del corridoio adriatico nel tratto tra Abruzzo e Puglia, per ridurre i pedaggi autostradali, almeno fino alla riapertura definitiva del tratto interessato, e quali iniziative ritenga di mettere in atto per potenziare la rete ferroviaria sulla dorsale adriatica. Atto n. 3-01385 FARAONE VONO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nei giorni scorsi sono stati certificati dati drammatici sull'economia: la produzione industriale nel 2019 ha registrato un calo dell'1,3 per cento, il dato peggiore degli ultimi sei anni, e tale risultato negativo è l'esito di non confortanti risultati dei mesi precedenti, con un crollo della produzione industriale del 4,7 per cento rispetto allo stesso mese del 2018; la nascita dell'attuale Esecutivo ha contribuito a contenere gli effetti delle politiche del Governo precedente, in particolare evitando l'aumento dell'IVA e scongiurando altre iniziative a giudizio degli interroganti spericolate, con effetti immediatamente visibili tradotti nel sostanziale dimezzamento dello spread , ovvero del differenziale tra i costi dei titoli di Stato, che notoriamente rappresenta il principale indicatore di rischio per il sistema Paese sui mercati internazionali; al contenimento degli errori del passato devono necessariamente seguire anche delle iniziative per invertire la tendenza e dare nuovo e duraturo stimolo alla crescita, in particolare attraverso investimenti pubblici in infrastrutture, che com'è noto costituiscono un driver di crescita fondamentale per l'economia del Paese per via dell'effetto dell'aumento del livello del prodotto interno lordo, misurato dal "moltiplicatore degli investimenti", con conseguenze significative anche a livello occupazionale; effetti positivi in ambito economico ed occupazionale non possono essere raggiunti unicamente tramite lo stanziamento di risorse, ma è necessario immaginare politiche adeguate volte allo sfruttamento di tali risorse, bloccate nel nostro Paese da molteplici fattori; a tale proposito è noto che tra le misure già previste vi fosse la nomina di commissari per rispettive 77 opere pubbliche strategiche; in base alle recenti dichiarazioni del Ministro in indirizzo, ne sarebbero state commissariate 10, che si aggiungono ai commissariamenti nel settore dell'alta velocità e del sistema del MOSE di Venezia, già previsti dal decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con successive modificazioni e integrazioni, dalla legge n. 55 del 2019; l'esperienza recente dimostra che, se attuati adeguatamente, i commissariamenti delle opere pubbliche possono produrre risultati positivi in termini di efficientamento dei procedimenti e di finalizzazione dei fondi stanziati, tanto in conseguenza di eventi eccezionali, come nel caso del ponte Morandi di Genova, tanto quanto in situazioni ordinarie, come per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Napoli-Bari; inoltre, con il decreto-legge citato è stata prevista l'adozione, entro sei mesi, di un nuovo regolamento unico di attuazione del codice degli appalti (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016, e successive modificazioni e integrazioni), finalizzato a fare chiarezza in merito alla stratificazione normativa che risulta essere un'altra delle principali cause della lentezza degli affidamenti e dei conseguenti contenziosi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia inteso o intenda procedere ad altri commissariamenti oltre a quelli già effettuati, a che punto sia il lavoro di semplificazione attraverso l'introduzione delle nuove regole in materia di appalti e se non ritenga utile l'adozione di nuove misure straordinarie, alla luce del contesto economico attuale, per sbloccare e dare impulso alla realizzazione di infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese sia a livello dei trasporti che economico-sociale.