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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 58 GARAVINI La seduta inizia alle ore 16. IN SEDE REDIGENTE (991) Riabilitazione militari Prima Guerra mondiale DDL 991 Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale (Discussione e rinvio) La presidente GARAVINI ( IV-PSI ), illustra, in qualità di relatrice, il disegno di legge in titolo, vertente tragica vicenda di quei militari che, durante le prima guerra mondiale, finirono davanti al plotone di esecuzione per reati contro la disciplina militare, in virtù di una normativa (già allora obsoleta), che risaliva al codice penale militare del 1869. In particolare, l'intento è quello di attivare il procedimento di riabilitazione dei soldati italiani condannati alla pena capitale nel triennio 1915-'18, nonché restituire loro l'onore militare e riconoscergli la dignità di vittime di guerra. Il tema, prosegue l'oratrice, è quello dei più di mille italiani (il numero esatto non è conosciuto), fucilati o comunque uccisi perché ritenuti colpevoli di codardia, diserzione o disobbedienza. Fra di loro ci sono anche i cosiddetti decimati, soldati estratti a sorte da reparti ritenuti "vigliacchi" e passati per le armi all'unico scopo di dare l'esempio. Altri Paesi, inoltre, in particolare la Francia e la Gran Bretagna, a guerra finita affrontarono per i loro rispettivi eserciti questa pagina orribile della loro storia, restituendo l'onore e la riabilitazione giuridica alle vittime di queste ingiuste pratiche. L'oratrice ricorda quindi che già nella scorsa legislatura vi era stata un'iniziativa parlamentare sul tema, che aveva portato all'approvazione di un disegno di legge alla Camera, il cui iter si era però interrotto al Senato. Sempre durante quella legislatura erano intervenuti, sul delicato argomento, sia il Presidente Mattarella (rammentando che non era possibile lasciare in ombra le tristi pagine della cosiddetta "giustizia sommaria" esercitata dai tribunali militari durante la prima guerra mondiale), sia il vescovo Ordinario Militare Marcianò (che si era espresso favorevolmente alla loro riabilitazione sottolineando la gratuità, l'ingiustizia e la violenza delle pene a cui vennero sottoposti). Procede quindi alla disamina dell'articolato. Nel dettaglio, l''articolo 1 prevede "la restituzione dell'onore" agli appartenenti alle Forze armate italiane che, nel corso della prima Guerra mondiale, vennero fucilati senza le garanzie del giusto processo, con sentenze emesse dai tribunali militari di guerra, ancorché straordinari. A questo fine dovranno essere altresì promosse iniziative volta al recupero della memoria di questi caduti, in particolare la ricerca storica sulle vicende del primo conflitto mondiale, con specifico riferimento a questi tragici episodi. L'articolo 2 prevede quindi che i nomi dei militari delle Forze armate fucilati nel corso della prima Guerra mondiale, in forza del disposto dell'articolo 40 del codice penale per l'esercito del 1869, e della circolare del Comando supremo n. 2910 del 1° novembre 1916 siano inseriti, su istanza di parte, nell'Albo d'oro del Commissariato generale per le onoranze ai caduti. E' altresì prevista l'installazione di un'iscrizione commemorativa nel complesso del Vittoriano ed in tutti i sacrari militari. L'articolo 3 impone al Ministero della difesa di disporre la piena fruizione degli archivi delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri relativi a questi episodi, ove non già versati al sistema degli archivi di Stato. L'articolo 4 prevede infine che il Comitato tecnico-scientifico per la promozione d'iniziative di studio e ricerca sul tema del «fattore umano» nella prima Guerra mondiale (istituito con decreto del Ministro della difesa del 16 ottobre 2014), pubblichi e diffonda le proprie ricerche su questo tema, mentre l'articolo 5 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria. Conclude invitando i Gruppi a far pervenire eventuali proposte di audizione. Il seguito della discussione è quindi rinviato. (1371) Istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini DDL 1371 Istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini (Discussione e rinvio) La relatrice ROJC ( PD ) illustra il provvedimento in titolo, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati e che istituisce la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino. La data scelta, in particolare, è quella del 26 gennaio, in ricordo della battaglia di Nikolajevka, combattuta il 26 gennaio del 1943 e che è stata uno degli scontri più significativi che videro coinvolte le truppe alpine durante la seconda guerra mondiale. La storiografia militare ricorda infatti quell'episodio per l'esempio di coraggio, di spirito di corpo e di elevato senso del dovere offerto da tutti gli Alpini coinvolti nel combattimento. Anche nella propria regione di origine, ossia il Friuli Venezia Giulia, prosegue la relatrice, il sacrificio di quegli uomini è ricordato dal sacrario di Cargnacco, eretto per ricordare tutti i militari e i caduti dispersi nella campagna di Russia. Pone quindi l'accento sul costante spirito di sacrificio del Corpo alpino, sempre contraddistintosi non solo nelle guerre del passato ma anche negli impieghi del presente. Il loro impegno è infatti ricordato in tante calamità che hanno colpito il Paese, dal disastro del Vajont del 1963, al recente terremoto in Abruzzo, così come l'impegno nell'ambito delle missioni militari internazionali, dal Mozambico ai Balcani, dall'Afghanistan al Libano e, da ultimo, in occasione della straordinaria e drammatica crisi epidemiologica conseguente al diffondersi del COVID-19. L'oratrice sottolinea altresì che la necessità di ricordare il sacrificio dei militari italiani durante il secondo conflitto mondiale, sacrificati dal regime fascista sull'altare di un'assurda ed irrealizzabile politica di potenza, contribuirà senz'altro a solidificare lo spirito antifascista sotteso alla rinascita repubblicana. Procede quindi a una breve disamina dei 5 articoli del provvedimento, che riconosce il 26 gennaio quale Giornata nazionale (stabilendo altresì che tutte le iniziative connesse si svolgano, di norma, l'ultima domenica del mese di gennaio) e che prevede l'organizzazione di cerimonie, eventi, incontri, conferenze storiche e mostre fotografiche, con il coinvolgimento, ove possibile, dell'Associazione nazionale alpini. La Giornata non sarà considerata una solennità civile, ma si incentiveranno gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell'ambito della loro autonomia, a promuovere iniziative in questa occasione. E' prevista, infine, la clausola di invarianza finanziaria. Conclude invitando la Commissione a riflettere sull'opportunità di effettuare un ciclo di audizioni che comprenda anche studiosi di storia ed esponenti di associazioni, riservandosi di far pervenire alla presidenza le proprie proposte sul punto.