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Modifiche al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge, presentato al Parlamento ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione, prevede l'istituzione di un elenco presso ciascuna prefettura-ufficio territoriale del Governo per l'attribuzione di premialità a favore delle imprese che trovano il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata e di denunciare i tentativi di infiltrazione mafiosa nell'attività imprenditoriale. Le evidenze giudiziarie impongono interventi mirati sul piano normativo, con modifiche e integrazioni puntuali alla disciplina dei contratti « sotto soglia », disciplinati dall'articolo 36 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che si rendono necessarie per rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alle mafie e valorizzare, al contempo, il comportamento proattivo dei soggetti imprenditoriali che reagiscono a pressioni e intimidazioni del sistema criminale e che intraprendono un percorso di fattiva collaborazione con le istituzioni e le autorità competenti, opponendosi ai tentativi di penetrazione delle organizzazioni criminali nell'economia legale. L'osservazione della realtà criminale di questi anni e l'elaborazione giurisprudenziale hanno evidenziato che l'« imprenditore mafioso » costituisce un elemento prezioso per le organizzazioni criminali che assumono sempre più una dimensione imprenditoriale per attuare una gestione manageriale di tutte quelle attività apparentemente lecite che consentono al sodalizio di incamerare utili, di acquisire consenso all'interno dei territori controllati mediante la creazione di posti di lavoro, di creare collegamenti con esponenti della pubblica amministrazione e del mondo politico, essenziali per lo svolgimento delle sue molteplici attività. Le attività di indagine svolte dalla Direzione investigativa antimafia (DIA) evidenziano la diffusione delle pratiche estorsive sull'intero territorio nazionale, confermando come l'estorsione rappresenti ancora oggi la principale fonte di autofinanziamento delle organizzazioni criminali, che utilizzano questa attività anche per acquisire capitali da reinvestire in altre attività illecite o nell'economia legale. La stessa Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (DNAA) segnala che, mentre in passato la prassi più diffusa per le organizzazioni criminali era quella di richiedere somme di denaro consistenti e sproporzionate rispetto al volume di affari dell'operatore economico, oggi si è tornati a riscuotere, con maggiore frequenza, somme di più lieve entità che consentono alle organizzazioni criminali di agire meno disturbate nella prestazione dei propri servizi di protezione e di ottenere più facilmente l'assuefazione delle imprese, soprattutto di quelle che, per timore di ritorsioni, non hanno il coraggio di denunciare e di opporsi al condizionamento criminale, ritrovandosi così isolate e pertanto maggiormente esposte al rischio di fallimento e di fuoriuscita dal mercato. È proprio in questo settore dell'economia estremamente vulnerabile, in cui la penetrazione mafiosa sta assumendo proporzioni allarmanti, che gli operatori economici hanno assoluta necessità di strumenti idonei ad incentivare lo sviluppo di una sana attività d'impresa, consentendo loro di rimanere competitivi sul mercato anche dopo la denuncia, in una cornice che si integri pienamente nel rispetto della legalità e dei valori sui quali deve fondarsi un'economia libera e responsabile. La finalità del presente disegno di legge è quella di innescare un circolo virtuoso, non solo sotto il profilo della prevenzione delle infiltrazioni criminali e del contrasto alla criminalità economica, mettendo gli operatori economici nelle condizioni di favorire l'emersione di fatti di rilevanza penale di particolare gravità, ma altresì sotto il profilo della tutela della libertà d'impresa, attraverso un sistema premiale che incentivi le imprese a denunciare la presenza di infiltrazioni criminali, con la consapevolezza di poter ricorrere ad una serie di strumenti che le sostengano e le rendano meno esposte alle conseguenze derivanti dalla denuncia e ai rischi di fallimento e fuoriuscita dal mercato. Per le sue caratteristiche, la disciplina dell'affidamento di contratti pubblici di valore inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria presenta elementi di semplificazione che rendono le relative procedure uno dei più fertili terreni di coltura delle pratiche corruttive e clientelari e, allo stesso tempo, uno dei settori dai quali scaturiscono maggiori opportunità di infiltrazione e di affari per le organizzazioni criminali anche di stampo mafioso. Il presente disegno di legge apporta modifiche alla disciplina dei contratti « sotto soglia », recata dall'articolo 36 del codice dei contratti pubblici, di cui al citato decreto legislativo n. 50 del 2016. In particolare, si propone di inserire, dopo l'articolo 36, un nuovo articolo 36- bis rubricato « Elenco delle imprese denuncianti episodi estorsivi o tentativi di condizionamento dell'attività imprenditoriale » (articolo 1, comma 1, lettera b), del disegno di legge) e di inserire, di conseguenza, un rinvio al nuovo articolo 36- bis fra i princìpi richiamati nell'articolo 36, comma 1, che devono essere rispettati nelle procedure di affidamento e di esecuzione di lavori, servizi e forniture d'importo inferiore alla soglia comunitaria (articolo 1, comma 1, lettera a), del disegno di legge). Si riporta sinteticamente il contenuto dei rinvii normativi disposti dal comma 1 del citato articolo 36. L'articolo 30, comma 1, prevede che il principio di economicità possa essere subordinato a criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute, dell'ambiente, del patrimonio culturale e alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche dal punto di vista energetico. La norma pertanto consente di considerare, nella scelta dell'operatore, anche valutazioni non prettamente economiche ma che riguardano la tutela di valori di interesse generale. L'articolo 34 prevede di considerare, nella valutazione dell'economicità dell'offerta, anche criteri di sostenibilità energetica e ambientale. L'articolo 42 disciplina la prevenzione di ipotesi di conflitto di interessi nell'affidamento di appalti e di concessioni, prevedendo l'adozione di misure adeguate per contrastare le frodi e la corruzione. Le stazioni appaltanti applicano, altresì, le disposizioni dell'articolo 50, il quale dispone, con particolare riguardo agli affidamenti di contratti ad alta intensità di manodopera, che i bandi di gara, gli avvisi e gli inviti inseriscano clausole a tutela delle stabilità dell'occupazione e in favore dell'applicazione dei contratti collettivi di settore.