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Tra i coltivatori di pere, nel dettaglio, si starebbe verificando una perdita tra i 5.000 e i 10.000 euro ad ettaro. Rispetto a una produzione nazionale standard superiore a 900.000 tonnellate, nel 2019 l'Italia ha prodotto circa 365.000 tonnellate di pere; ad essere colpito in modo devastante è comunque il settore ortofrutticolo nel suo complesso, anche a causa dell'enorme ritardo con cui le istituzioni hanno affrontato il problema, dato che la comparsa della cimice asiatica risale ormai a 7 anni fa; i mezzi di contrasto a disposizione non sono risultati efficaci: la lotta biologica intanto non è ancora partita in Italia e comunque potrà fornire i primi risultati solo nel medio-lungo periodo; di recente gli agricoltori dell'Emilia-Romagna hanno sollecitato l'avvio di misure consistenti in "aiuti per ettaro", nonché aiuti straordinari da Bruxelles. L'Unione europea aveva già condiviso le forti preoccupazioni delle istituzioni italiane e, attraverso il commissario all'agricoltura Hogan, si era detta pronta a valutare la possibilità di aiutare, con diverse misure, i produttori italiani; in tale contesto la delegazione italiana, nel corso del Consiglio per l'agricoltura del 14 ottobre 2019, aveva sollecitato la Commissione europea sulla possibilità di adottare misure efficaci per affrontare il problema, in particolare attivando le opzioni previste dall'articolo 221 del regolamento (UE) n. 1308/2013, al fine di salvaguardare il ruolo chiave svolto dai produttori; tale regolamento riguarda l'applicazione della riserva di crisi, prevista dall'articolo 25 del regolamento (UE) n. 1306/2013 (riserva per le crisi del settore agricolo), con una dotazione finanziaria disponibile di 400 milioni per l'anno 2019 e che attualmente ammonta a 460 milioni di euro; i produttori, infatti, chiedono proprio alle istituzioni comunitarie l'attivazione di misure di emergenza, così come avvenuto per le epidemie di peste suina africana e di influenza aviaria o per risolvere problemi specifici come le inondazioni nei Paesi baltici e le critiche condizioni di mercato della carne bovina in Irlanda, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia sollecitato o intenda sollecitare con tempestività, presso l'Unione europea, l'utilizzo delle citate risorse finanziarie, o l'attivazione di ulteriori misure di emergenza, vincolandone eventualmente l'erogazione alla concessione di "aiuti di adattamento" o "aiuti per ettaro" e al ristoro degli ingenti danni economici subiti dalle aziende colpite da una vera e propria calamità, quale la cimice asiatica, posto che le risorse stanziate con la legge n. 160 del 2019 appaiono ad oggi totalmente insufficienti. Atto n. 4-02908 GASPARRI Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'Esercito italiano e la Polizia di Stato hanno un numero di psicologi superiore alle 100 unità; l'Arma dei Carabinieri ha 32 unità, di cui 6 ufficiali medici specialisti in psichiatria, 17 ufficiali psicologi (di cui due nel ruolo speciale esaurimento impiegati da molti anni nella specialità), 2 ufficiali della riserva selezionata, 4 marescialli, 2 brigadieri, un appuntato, tutti laureati in psicologia e recentemente trasferiti presso le infermerie in virtù della carenza di personale specializzato; ogni anno il numero di ufficiali psicologi viene dirottato presso il Cnsr in ausilio per le esigenze concorsuali, sguarnendo le infermerie, con una spesa giornaliera pro capite di 110 euro, con ciò causando anche un danno erariale; tali trasferimenti, inoltre, fanno sì che alcune legioni importanti si ritrovino sprovviste di specialisti; risulta all'interrogante che si starebbero ipotizzando trasferimenti di psicologi nei reparti territoriali per comandare alcune compagnie, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che una scelta di questo tipo possa creare difficoltà riducendo ulteriormente il numero degli psicologi a disposizione; se non ritenga di dover incrementare il numero degli psicologi attualmente operanti nell'Arma dei Carabinieri. Atto n. 4-02909 SAPONARA PILLON RUFA BAGNAI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 12 febbraio 2020, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla violenza ai danni dei minori e fra bambini e adolescenti che sta svolgendo la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza è stata audita la rappresentante dell'Istituto di medicina solidale e dell'Osservatorio scientifico e centro per la tutela delle donne e dei minori vulnerabili "Fonte di Ismaele", la quale ha segnalato situazioni di estremo degrado nella periferia di Roma; dal quadro complessivo sono apparsi di estrema urgenza interventi tesi a soddisfare l'assistenza sanitaria oltre a una serie di necessità che vanno dal sostegno educativo alla creazione di una rete relazionale allargata ma soprattutto al risanamento delle situazioni igienico-sanitarie dei luoghi in cui vivono minori ed adulti. Migliorare le condizioni economiche, garantire sicurezza sociale, offrire occasioni di formazione e confronto per i genitori sono tra le principali azioni di contrasto al maltrattamento infantile. Laddove infatti coesistano povertà, scarsa alfabetizzazione ed emarginazione sociale il rischio di violenza sui bambini cresce considerevolmente; in alcune aree degradate periferiche della città di Roma, centinaia di bambini sono costretti a vivere in slum , tende di fortuna, piccole baracche, container fatiscenti senza uno spazio decente dove potere giocare, respirare aria pulita, fare i compiti, ricevere gli amici, e vivono situazioni di analfabetismo, malnutrizione, disparità nell'accesso alla scuola e alla salute e sfruttamento lavorativo; la preoccupante situazione, che necessita di interventi urgenti mirati, esula dai poteri della Commissione in quanto relativa piuttosto a questioni di tutela della salute, decoro urbano e ordine pubblico, si chiede di sapere quale piano si intenda attuare in materia di tutela della salute, decoro urbano e ordine pubblico, al fine di impedire che un così elevato numero di persone viva in baracche, in uno stato igienico e nutrizionale a dir poco preoccupante, soprattutto se riferito alla popolazione infantile, e se non si ritenga doveroso intervenire con azioni risolutive che impediscano tali sistemazioni improvvisate ed inadeguate connotate da estrema povertà, scarsa alfabetizzazione ed emarginazione sociale. Atto n. 4-02910 NENCINI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126 (cosiddetto decreto scuola - salva precari), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2019, prevede che entro la fine di febbraio 2020 il Ministro in indirizzo provveda a pubblicare i relativi bandi di concorso, ordinario e straordinario, per l'assunzione dei docenti in scuole secondarie di primo e secondo grado;