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L'attributo «non convenzionale», sebbene attualmente costituisca in Italia l'appellativo più diffuso, sembra porre tali discipline in contrapposizione alla medicina accademica, intesa come convenzionale. Ricordando, a tale proposito, che nel mondo anglosassone si utilizza il termine CAM ( Complementary and Alternative Medicine ), occorre evidenziare che la caratteristica peculiare e comune a tutte le MC è quella di presentare un approccio caratterizzato da una particolare attenzione alla globalità della persona, allo stile di vita ed alla qualità del rapporto medico-paziente. Tale tipo di approccio rappresenta forse uno dei principali motivi del favore che riscuotono nella popolazione, ma tuttavia è indispensabile ed imprescindibile la necessità di fornire prove scientifiche di efficacia. In altri termini, è indispensabile definire in maniera univoca le peculiarità metodologiche delle singole discipline con l'obiettivo di comprenderne i vantaggi e i limiti e di identificare, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, quelle più appropriate. Occorre, infatti, evidenziare, che pur in assenza di un quadro di riferimento scientifico unanimemente condiviso, le numerose pratiche hanno profili significativamente differenti di realizzabilità ed efficacia, sulla base di motivazioni culturali, storiche, di esperienza e diffusione. Infatti, mentre alcune di esse sono di fatto ormai consolidate nella pratica medica contemporanea, altre presentano caratteristiche più attinenti alla tradizione esoterica o rituale. Il presente disegno di legge si pone l'intento di disciplinare l’esercizio della omeopatia e delle metodiche ad essa assimilabili. L'esigenza nasce dal fatto, o meglio dal paradosso, per cui nel nostro Paese non è riconosciuta l'omeopatia come metodica terapeutica, ma è pienamente legittimato e disciplinato il mezzo attraverso il quale essa si realizza, ovvero il medicinale omeopatico, in virtù di specifici provvedimenti quali la direttiva 92/73/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1992, il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 185, la legge n. 347 del 1997 e il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, di attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relative ad un codice comunitario. Inoltre la Farmacopea della Repubblica italiana, nella XI edizione del 2002 e nella XII edizione 2008 riporta le monografie sulle preparazioni omeopatiche. L'omeopatia è un metodo diagnostico, clinico e terapeutico, formulato alla fine del XVII secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann, basato sui seguenti criteri: a) il principio della «similitudine», che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli, con una prescrizione personalizzata, una o più sostanze che, in una persona sana, riprodurrebbero i sintomi rilevanti e caratteristici del suo stato patologico; b) la prescrizione di medicinali omeopatici unitari (monocomponente), individuati sulla base di sperimentazione patogenetica condotta sull'uomo sano. Nell'applicazione di questi princìpi vi sono varie tendenze metodologiche. Per medicinale omeopatico si intende, come già accennato, in base alle predette direttive europee recepite nella legislazioe italiana «ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze». In pratica, il medicinale è prodotto a partire da una sostanza di base attraverso diluizioni progressive alternate a «succussioni» ad ogni passaggio (procedimento detto anche «dinamizzazione» o «potentizzazione»). Secondo le diluizioni, si possono avere preparati sia in bassa potenza (contenenti dosi molecolari di principio attivo) sia in alta potenza, questi ultimi agenti probabilmente mediante un meccanismo biofisico. Il medicinale omeopatico può essere «unitario», se contiene una sola sostanza, o «complesso», se contiene più ceppi e/o varie potenze in formulazione fissa. Gli omeopati affermano di curare il malato prima che la malattia e tale presupposto metodologico rende difficile (ma non impossibile) effettuare studi clinici secondo i criteri ufficiali; in ogni caso, la ricerca scientifica sull'efficacia di rimedi omeopatici si è notevolmente sviluppata negli ultimi 15-20 anni. Secondo un rapporto di una commissione istituita dalla Comunità europea (HMRG, Homoeopathic Medicine Research Group), i risultati cumulativi di ricerche fatte nei migliori studi clinici omeopatici escludono che i vantati effetti dell'omeopatia siano dovuti solo a un generalizzato «effetto placebo». Nel suo complesso, il rapporto è da considerarsi positivo e di apertura verso ulteriori ricerche, sempre che esse siano condotte con metodi appropriati. Nel 2010 il database della United States National Library of Medicine del National lnstitutes of Health (PubMed) con chiave di ricerca «homeopathy» riporta, on line , 4.029 pubblicazioni. Il Cochrane Database of Systematic Reviews , con chiave di ricerca «homeopathy» riporta 43 lavori sotto la categoria Cochrane Reviews / 28 Other Reviews / 294 Clinical Trials / 120 Methods Studies - 15 Technology Assessments - 21 Economi Evaluations / 2 Coehrane Groups . PubMed con chiave di ricerca «homotoxicology» riporta 7 lavori, con chiave di ricerca «anthroposophic» 133 lavori in tutto. Il Cochrane Database con chiave di ricerca «homotoxicology» riporta 1 lavoro. Nel dettaglio del presente disegno di legge, l'articolo 1 afferma che viene disciplinato l'esercizio della medicina omeopatica e delle metodiche ad essa assimilabili, nell'ottica del riconoscimento del pluralismo nella scienza e della ricerca scientifica. L'articolo 2 istituisce appositi registri di esperti in medicina omeopatica presso gli ordini provinciali dei medici, degli odontoiatri, dei farmacisti e dei veterinari. L'articolo 3 istituisce, presso il Ministero della salute, una Commissione permanente per la disciplina della medicina omeopatica, con funzione consultiva presso il medesimo Ministero e con il compito principale di promuovere la corretta divulgazione delle tematiche sanitarie in materia di medicina omeopatica e le attività di ricerca, anche al fine di riconoscere nuove discipline terapeutiche. L'articolo 4 prevede la possibilità dell'accreditamento delle associazioni, società scientifiche ed enti privati di formazione ai fini della diffusione della medicina omeopatica. L'articolo 5 stabilisce che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca istituisca corsi di formazione post laurea al fine del rilascio della qualifica di esperto in medicina omeopatica. L'articolo 6 prevede la possibilità per lo Stato e le regioni di procedere all'individuazione di nuove discipline complementari. L'articolo 7 infine, reca il principio del consenso informato, ovvero che il paziente che decida di sottoporsi al trattamento omeopatico, sia preventivamente informato dal medico sulla diagnosi, prognosi, scopo e natura del trattamento sanitario proposto, benefici e rischi prospettabili ed eventuali effetti collaterali.