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Attribuzione alla regione Veneto di forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Onorevoli Senatori. – L'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, prevede – a seguito della riforma costituzionale del 2001 – la possibilità di attribuire alle regioni a statuto ordinario ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in alcune materie. Tale attribuzione deve avere luogo con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119, concernente i rapporti finanziari tra Stato, regioni ed enti locali. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la regione interessata. La disposizione citata non ha trovato finora alcun tipo di attuazione. Tuttavia, sembra profilarsi adesso una nuova stagione per alcune regioni (Veneto e Lombardia) che, anche sulla base di referendum consultivi, promuovono l'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, con l'obiettivo di valorizzare l'efficienza della propria azione amministrativa e di dare slancio alle forze positive delle autonomie territoriali. Nella regione Veneto, in particolare, si è svolto il 22 ottobre 2017 un referendum consultivo in cui il 97,6 per cento dei votanti ha sostenuto l'attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alla regione. Su quella base ha dunque preso rinnovato slancio la procedura per l'attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, con una prima forma di raccordo tra la regione e lo Stato. Il presente disegno di legge è quindi diretto ad assicurare l'attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alla regione Veneto. L'articolo 1 del disegno di legge ne stabilisce l'oggetto: l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia – sia legislativa sia amministrativa – alla regione Veneto, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. L'articolo 2 attribuisce alla regione Veneto la competenza legislativa ai sensi dell'articolo 117, quarto comma, della Costituzione, con riguardo alle materie per le quali sono autorizzate dalla Carta costituzionale (articolo 116, terzo comma) forme e condizioni particolari di autonomia in favore delle regioni a statuto ordinario. Nelle medesime materie sono attribuite alla regione Veneto le funzioni amministrative. Rimane fermo, come esplicitato dall'articolo 2, che tali forme e condizioni particolari di autonomia devono uniformarsi ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che debbono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. I cosiddetti LEP costituiscono infatti espressione di una competenza legislativa esclusiva statale cui non è consentito derogare. L'articolo 3 disciplina le modalità dell'attribuzione delle funzioni amministrative (dunque l'attribuzione del potere di spesa) e le modalità di finanziamento di quelle funzioni. In particolare, il comma 1 rimette a uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa con la regione Veneto, l'individuazione e il trasferimento alla regione delle funzioni amministrative statali riferite al suo territorio e relative alle materie oggetto delle forme e condizioni particolari di autonomia ad essa trasferite in base all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Il termine per l'adozione dei decreti, che saranno adottati su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, sentiti gli altri Ministri competenti per materia, è di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il trasferimento delle funzioni dovrà essere accompagnato dal trasferimento delle risorse umane e strumentali necessarie al relativo esercizio. Contestualmente, dovranno essere ridotte le dotazioni organiche delle amministrazioni statali interessate, in misura corrispondente al personale trasferito, e riordinate e semplificate le strutture organizzative delle stesse amministrazioni statali. Ciò al fine di non aumentare (e anzi di ridurre, grazie a una maggiore efficienza dell'azione amministrativa) i costi complessivi della macchina amministrativa. Rimane fermo quanto previsto dall'articolo 118, primo comma, della Costituzione, in ordine alla ulteriore allocazione delle funzioni amministrative agli enti locali da parte della regione Veneto. La regione, infatti, disponendo della nuova competenza legislativa, potrà allocare le connesse funzioni amministrative secondo il modello costituzionale in base al quale le funzioni amministrative non sono attribuite ai comuni ma ad altri livelli di governo, per assicurarne l'esercizio unitario, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Con gli stessi decreti, come già accennato, dovranno essere attribuite alla regione Veneto le risorse finanziarie necessarie all'esercizio delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ad essa trasferite, in base ad una serie di criteri. In primo luogo dovrà essere calcolata la spesa sostenuta dallo Stato nella regione, riferita alle funzioni trasferite, e quindi dovranno essere determinati i fabbisogni standard relativi alle medesime funzioni, quale termine di riferimento per l'attribuzione delle risorse. Nella determinazione dei fabbisogni standard occorrerà garantire il coinvolgimento della regione Veneto e tenere conto di quanto già previsto dal decreto legislativo n. 216 del 2010 (Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province), con cui è stata disciplinata la metodologia da seguire per addivenire ai fabbisogni standard di comuni a province in attuazione della legge n. 42 del 2009. La fonte di finanziamento dei maggiori oneri a carico della regione sarà costituita dall'incremento dell'aliquota di compartecipazione della regione Veneto al gettito dell'IVA. L'aumento dell'aliquota di compartecipazione dovrà garantire la copertura dei maggiori oneri per la regione, conseguenti alle funzioni trasferite, in misura corrispondente alla spesa già sostenuta dallo Stato e, entro cinque anni, in misura corrispondente ai fabbisogni standard per tali funzioni. Infine, i decreti stabiliranno la decorrenza dell'esercizio da parte della regione Veneto delle competenze e funzioni trasferite, contestuale all'effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative. L'articolo 4 disciplina il procedimento di adozione dei decreti. Ogni schema di decreto dovrà essere sottoposto al parere della Conferenza unificata, che dovrà pronunziarsi entro venti giorni, trascorsi i quali gli schemi dovranno essere comunque trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica che evidenzi gli effetti delle disposizioni recate dal medesimo schema di decreto sul saldo netto da finanziare, sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e sul fabbisogno del settore pubblico, perché su di essi sia espresso il parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla trasmissione. Decorso il termine per l'espressione dei pareri, i decreti possono essere comunque adottati.