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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 202 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 9,10. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministro dell&#39;economia e delle finanze e il direttore dell&#39;Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse disponibili, delle strategie per la riscossione nonché delle modalità di verifica degli obiettivi e di vigilanza sull&#39;ente Agenzia delle entrate-Riscossione, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2020 Doc 194 Schema di atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse disponibili, delle strategie per la riscossione nonché delle modalità di verifica degli obiettivi e di vigilanza sull'ente Agenzia delle entrate-Riscossione, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2020 (Parere al Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 1, comma 13- bis , del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE , tenuto anche conto della natura della Convenzione tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate, invita il relatore a valutare l'opportunità di inserire nel parere un invito a considerare, a seconda delle performance offerte in materia di riscossione, forme di soluzioni premiali, sotto forma di investimenti, oppure sanzionatorie. Quanto alla tempistica nella presentazione dell'Atto in esame, auspica un ulteriore anticipo per il prossimo anno, preferibilmente nei mesi di marzo o aprile. Il relatore MARINO ( IV-PSI ), dopo aver ribadito la richiesta al Governo circa l'acquisizione di dati circa gli effetti del provvedimento di saldo e stralcio, anche per poter esprimere un giudizio compiuto sull'iniziativa varata dal precedente Governo, manifesta apprezzamento per i contenuti emersi nel corso della discussione, molti dei quali considera condivisibili. Si associa poi all'auspicio espresso dal Presidente circa i futuri tempi di presentazione dello schema di atto aggiuntivo alla Convenzione. Riprende quindi il dibattito, nel quale prende la parola il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), che richiama polemicamente i toni usati per invocare la lotta all'evasione fiscale sottolineando da un lato, l'opportunità di approfondire la fondatezza di dati forniti e le metodologie di calcolo adottate, dall'altro contestando la narrazione prevalente su ceti sociali responsabili del mancato gettito. L'esaltazione dello strumento della limitazione alla circolazione del contante sembra infatti attribuirne la responsabilità esclusivamente a determinati soggetti, tralasciando le frodi finanziarie e l'evasione bancaria e dei lavoratori dipendenti, in quest'ultimo caso per interessi elettorali. I lavoratori autonomi sarebbero dunque, per esclusione, gli unici evasori, peraltro per una cifra superiore a 100 miliardi di euro, da destinare all'Erario. Si chiede quindi ironicamente se tali risorse, in qualsiasi modo ottenute, possano essere sottratte al circuito economico o no. Invece di parlare di apologia culturale dell'evasione, ritiene sarebbe necessaria maggiore cultura macroeconomica, anche per evitare che si diffonda la convinzione che la crisi italiana sia una crisi di debito pubblico e che la soluzione si trovi nel controllo degli scontrini fiscali e nel taglio agli sprechi, facendo rientrare in questi anche il Parlamento. A suo parere, tale impostazione politica, che ha fornito le basi alle politiche di austerità, ha giustificato il "montismo" anche presso gli elettori, con il paradosso che una forza politica nata per rompere il sistema ha finito per dare copertura alle forze di conservazione, anche in Europa. Il Recovery Fund infatti è una sorta di Patto di stabilità e crescita in versione rassicurante. Riporta poi le esperienze di diversi imprenditori che, in sede di indagine fiscale, ricavano spesso l'impressione che gli operatori dell'Agenzia abbiano degli obiettivi di budget e che li sottopongano, con le loro determinazioni, spesso di modesta entità, a una sorta di estorsione legalizzata. Giudica indispensabile cambiare tale percezione, così come ridurre il livello di imposizione fiscale, divenuto ormai insostenibile, anche alla luce dell'attuale situazione economica. Conclude evidenziando la contraddizione di un fisco che si mostra sempre molto conciliante con i grandi potentati finanziari internazionali e severo nei confronti dei cittadini: un comportamento che sembra non piacere più nemmeno agli elettori. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) si riserva di intervenire in un'altra seduta. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA, riservandosi di svolgere successivamente un intervento di replica fa presente che la digitalizzazione, l'aumento dei costi della riscossione e i servizi dell'attività dell'Agenzia delle entrate potrebbero essere affrontati nel corso dell'audizione del direttore Ruffini. Con riferimento invece alle considerazioni del senatore Bagnai sui dati relativi all'evasione fiscale, assicura che essi sono il frutto dell'attività di una specifica commissione che lavora sulla base di metodologie riconosciute e applicate anche a livello internazionale. In una prossima occasione ritiene sarebbe possibile, se non opportuno, un confronto sul tema, magari anche con lo svolgimento di una audizione dedicata. Conferma poi che l'orientamento del Governo è quello di rendere sempre più efficace l'attività di riscossione e di ridurre l'evasione fiscale, destinando le risorse recuperate alla diminuzione delle tasse. Infine, deposita agli atti della Commissione i dati richiesti dal relatore Marino, circa gli effetti della misura del "saldo e stralcio". Il presidente D'ALFONSO ( PD ), nel merito, anticipa che sottoporrà al dottor Ruffini, prendendo spunto da perplessità relative alla relazione di accompagnamento all'Atto del Governo in titolo, alcune domande specifiche. Manifesta infatti l'esigenza che il Parlamento conosca l'andamento trimestrale dell'attività di riscossione, così come abbia contezza, anche per poter svolgere una sorta di attività di vigilanza, dello stato del piano di ammortamento delle dilazioni. Infine ringrazia il Sottosegretario per la documentazione fornita, che sarà messa a disposizione di tutti i commissari. Il seguito dell'esame è rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE informa che, con riferimento al disegno di legge n. 892, recante modifica all'articolo 57 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di pagamento dell'imposta di registro sugli atti giudiziari, sono ancora in corso interlocuzioni con il Governo sul testo e sugli emendamenti. Prende atto la Commissione. Il PRESIDENTE informa altresì che da oggi è iscritto all'ordine del giorno l'atto n. 573: