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Ebbene, noi riteniamo che questi errori possano essere corretti, anche perché le misure di austerità, se non gestite adeguatamente, danneggiano le conquiste sociali europee, creando divisioni e conflitti fra i Paesi. A tale proposito, voglio sottoporre all'attenzione dei miei colleghi un passaggio della risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2019, sulla proposta di regolamento del Consiglio sull'istituzione del Fondo monetario europeo. Al punto 13 leggiamo come gli eventuali programmi di aggiustamento futuri debbano tenere conto dell'impatto sociale delle misure proposte, tra l'altro, rispetto all'incidenza a lungo termine del mantenimento delle politiche vigenti, alla luce dell'esito di un'attenta valutazione dell'impatto sociale. Quindi anche gli altri Paesi puntano il dito contro le politiche di austerità, che sì aiutano a tenere i conti delle nazioni in ordine, ma a quale prezzo? Qual è il costo sociale che i cittadini devono sopportare? Il rischio è che i numerosi tagli alla spesa pubblica che le politiche di austerity impongono non siano più in grado di offrire protezione sociale ai cittadini, soprattutto a quelli più vulnerabili. Prendiamo l'esempio della Grecia: il presidente Tsipras ha dovuto adottare misure di austerità pari a 65 miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica e, nonostante l'aumento dei tassi di occupazione, c'è stato un crollo vertiginoso degli stipendi. La fotografia del Paese oggi è ancora quella di un popolo affaticato e poco gratificato. Il MES è nato per garantire la stabilità finanziaria dell'eurozona, fornendo sostegno agli Stati membri che si trovano in difficoltà, ma la stabilità finanziaria non garantisce automaticamente il benessere dei cittadini; al contrario, è il benessere dei popoli a garantire la stabilità dei Paesi. Presidente Conte, lei si è sempre definito l'avvocato del popolo. Sono fiera e orgogliosa di ciò e sono sicura si farà portavoce delle nostre istanze, affinché si concretizzi il sogno di un'Unione europea sempre più equa e inclusiva. Nessuno deve rimanere indietro. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Messina Assuntela) . E nessuno rimarrà indietro, se l'Europa agirà con giudizio, spinta dalla necessità di rafforzare i rapporti di solidarietà tra gli Stati. Buon lavoro. (Applausi dai Gruppi M5S e PD. Congratulazioni ). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dal senatore Calderoli, n. 2, dai senatori Perilli, Marcucci, Faraone e De Petris, n. 3, dai senatori Bernini, Romeo e Ciriani, e n. 4, dal senatore Candiani e da altri senatori. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. AMENDOLA, ministro per gli affari europei . Signor Presidente, sulla proposta di risoluzione n. 1 esprimo parere favorevole sul primo dispositivo («Il Senato approva le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri») e parere contrario sul secondo dispositivo, per favorire il voto sulle altre proposte di risoluzione, a partire dalla proposta di risoluzione n. 2, a firma Perilli, Marcucci, Faraone e De Petris, su cui il Governo esprime parere favorevole. Sulla proposta di risoluzione n. 3, presentata dai senatori Bernini, Romeo e Ciriani, il parere è contrario, così come sulla proposta di risoluzione n. 4, presentata dal senatore Candiani e da altri senatori. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, sarò breve, perché tante cose sono già state dette. Noi stiamo facendo delle dichiarazioni in ordine al Consiglio europeo, nel quale non si parlerà solamente di un argomento, come sembrerebbe dall'intervento di qualche collega, ma di una pluralità di argomenti che il Presidente del Consiglio ha affrontato compiutamente nella sua relazione. A nome del Gruppo Per le Autonomie dichiaro dunque, fin d'ora, che appoggeremo convintamente la linea del Governo, partendo dal presupposto che l'Italia è tornata ad assumere una posizione chiara e limpida nel contesto delle Nazioni europee. Ciò non significa che il nostro Paese sia appiattito su elementi che anche noi vediamo con grande preoccupazione maturare all'interno dell'Unione europea, ma la politica della sedia vuota a nulla serve: la sedia va riempita, bisogna rimanere lì, dibattere, discutere e, quando è il caso, prendere il cappello, facendolo però sempre in modo costruttivo, perché trovarsi nella condizione di uscire dalla dinamica che si sta sviluppando in questo momento a livello europeo è solo e semplicemente autolesionista. Partiamo dal tema della cosiddetta neutralità climatica. Credo che la linea del Governo sulla transizione energetica sia giusta. Mi permetto di fare un solo appunto, già contenuto peraltro nella relazione fatta dal presidente Conte: è giusto che il green deal europeo non sia un libro dei sogni, ma si confronti con la concretezza di questioni che riguardano il sistema occupazionale e produttivo. Se è un libro dei sogni, sarà l'ennesimo manifesto stampato che non servirà a nulla; se invece si confronta con le tematiche dell'economia produttiva e dell'occupazione, sarà allora una grande occasione di rilancio per il nostro Continente. Un secondo punto riguarda il quadro finanziario pluriennale: la presidenza finlandese, con tutto il rispetto per la Finlandia che tutti noi amiamo, non ha prodotto risultati soddisfacenti. Concordo con il Governo sul fatto che la proposta di bilancio venuta dai colleghi finlandesi segna dei tagli alla spesa complessiva che colpiscono temi come l'innovazione, il digitale, oltre al settore spaziale e altri tre settori di fronte ai quali dovremmo rabbrividire tutti, vale a dire la sicurezza, la difesa e l'immigrazione. Pertanto, quando il Governo dice che è suo intento andare a rinegoziare un progetto diverso, perché da quello finlandese bisogna spostarsi rapidamente, fa un'affermazione assolutamente giusta, così com'è giusto dare il nostro contributo al Trattato sul Meccanismo europeo di stabilità. Colleghi, il dibattito è stato approssimativo, confuso e strumentale, tutti aggettivi che potremmo sintetizzare dicendo che è stato pericoloso per gli interessi nazionali, soprattutto per noi che, con questo dibattito, non produciamo altro che un effetto sicuro, quello cioè di avvalorare dubbi che non devono esistere sulla piena sostenibilità del debito pubblico italiano. (Applausi dal Gruppo PD) . Pertanto, questo dibattito va fermato al più presto, e non perché si voglia rifuggire dallo stesso. Mi rivolgo ai colleghi della Lega, che ascolto sempre con grande attenzione perché naturalmente ognuno qui dentro porta il suo spicchio di verità. L'altro giorno, ad esempio, il presidente Salvini ha citato il presidente dell'ABI Patuelli.