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Art. 2 Modalità di svolgimento 1. Con la sentenza di condanna il giudice determina la durata minima e massima giornaliera o settimanale di effettiva prestazione dell'attività individuando, di regola, la struttura, l'organizzazione o l'ente presso il quale l'attività medesima è svolta. Le ulteriori modalità di svolgimento dell'attività sono stabilite nella convezione di cui ai commi 2 e 3, nel rispetto dei limiti di durata giornaliera e settimanale stabiliti dai contratti collettivi di lavoro applicabili alle attività corrispondenti a quella espletata. 2. L'attività di cui all'art. 1 può essere svolta, sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero di grazia e giustizia, nell'ambito e a favore delle strutture pubbliche esistenti in seno alle amministrazioni pubbliche indicate nell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ovvero di enti ed organizzazioni private anche non riconosciuti. 3. Le convenzioni di cui al comma 2 possono essere stipulate anche successivamente alla sentenza di condanna, in riferimento ad uno o più casi. In esse sono individuati i soggetti incaricati, presso lo strutture, gli enti o le organizzazioni interessati, di coordinare la prestazione lavorativa del condannato e di impartire a quest'ultimo le relative istruzioni. Le medesime convenzioni individuano, altresì, le modalità di copertura assicurativa del condannato contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo alla responsabilità civile verso i terzi, anche mediante polizze collettive. I relativi oneri sono posti a carico delle strutture, delle organizzazioni o degli enti interessati. Nota all'art. 2: - Il D.Lgs. n. 29/1993 reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421". Si trascrive il testo del comma 2 del relativo art. 1: "Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale".