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Attualmente l'occupazione del suolo pubblico è sanzionata solo dai regolamenti di polizia urbana con sanzioni amministrative pecuniarie, mentre gli atti contrari alla pubblica decenza sono sanzionati, a causa dell'intervenuta abolitio criminis a opera del decreto legislativo n. 8 del 2016, con una sanzione amministrativa da 5.000 e 10.000 euro, con pagamento in misura ridotta pari a 3.333,33 euro. La previsione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni, ovvero anche solo per uno o due giorni, potrebbe costituire un valido deterrente. 6. L'assunzione di sostanze stupefacenti in luogo pubblico mediante l'utilizzo di siringhe L'assunzione di stupefacenti mediante iniezione in luogo pubblico costituisce un pericolo evidente per l'incolumità della cittadinanza, genera un diffuso senso di insicurezza e di degrado e attualmente è sanzionata con le blande misure amministrative previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. La previsione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni potrebbe costituire un valido deterrente. 7. Il commercio abusivo su suolo pubblico Il commercio abusivo su suolo pubblico è una delle principali cause del degrado urbano che ingenerano nella popolazione un diffuso senso di insicurezza. L'assoluta inefficacia delle sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti autori di tali illeciti consiglierebbe l'adozione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni, con lo stesso meccanismo della cauzione di 500 euro già ipotizzato, e quindi la facoltà del giudice di pace di irrogare la pena alternativa del lavoro socialmente utile. 8. Gli atti contrari alla pubblica decenza Gli atti contrari alla pubblica decenza sono all'origine di situazioni di degrado urbano e destano grave allarme sociale perché rendono non fruibili vaste aree pubbliche. I responsabili sono spesso soggetti non abbienti per cui l'intervenuta abolitio criminis a opera del decreto legislativo n. 8 del 2016 e la previsione di una sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro, con pagamento in misura ridotta pari a 3.333,33 euro, rende tali comportamenti sostanzialmente impuniti. La previsione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni potrebbe costituire un valido deterrente. 9. La reiterata occupazione del suolo pubblico La reiterata occupazione di suolo pubblico al fine di realizzare ricoveri di fortuna o bivacchi periodici è una delle cause di degrado urbano che rende spesso invivibili i centri urbani. L'assoluta inefficacia delle sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti autori di tali illeciti consiglierebbe l'adozione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria fino a 10 giorni, con lo stesso meccanismo della cauzione di 500 euro già ipotizzato, e quindi la facoltà del giudice di pace di irrogare la pena alternativa del lavoro socialmente utile. Il fermo per conduzione innanzi al giudice di pace in materia penale ai fini dell'irrogazione della sanzione della permanenza presso la polizia giudiziaria Il soggetto autore degli illeciti descritti deve essere identificato e allontanato dal luogo di commissione mediante uno strumento simile a quello previsto dall'articolo 349 del codice di procedura penale, al fine di condurlo coattivamente innanzi al giudice di pace. La presentazione davanti al giudice di pace dovrebbe avvenire immediatamente e comunque entro le ventiquattro ore successive al fermo. La comunicazione dell'avvenuto fermo deve essere fatta al pubblico ministero per un primo esame di legittimità. La permanenza presso la polizia giudiziaria come misura pre-cautelare Per alcuni reati che rientrano nel concetto di sicurezza urbana, quali lo spaccio di modesta entità o il furto aggravato ai danni di turisti e di cittadini, anche a bordo dei mezzi pubblici (il cosiddetto borseggio), che non sfocino nella misura dell'arresto, si potrebbe ipotizzare la possibilità di condurre in flagranza di reato (o di quasi flagranza) tali soggetti davanti al giudice di pace per l'irrogazione della sanzione, in questo caso pre-cautelare, della permanenza degli imputati presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni. Il processo seguirà poi il proprio corso. È inoltre da valutare l'ipotesi che per questa tipologia di reati sia obbligatoria la celebrazione per direttissima del processo di primo grado.. 1 (Provvedimenti del giudice di pace relativi al decoro urbano) 1 Dopo il comma 3 dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, sono inseriti i seguenti: « 3 - bis . Il giudice di pace nel procedimento penale può altresì applicare la permanenza, fino a dieci giorni, presso camere di sicurezza della polizia giudiziaria appositamente attrezzate dei soggetti colti in flagranza o ritenuti responsabili mediante presentazione di evidenze audiovisive non contestabili, dei seguenti comportamenti: a) esercizio o fruizione della prostituzione su strada all'interno dei centri urbani; b) accattonaggio continuativo o molesto, o condotto avvalendosi di minori o disabili o accompagnandosi con minori o disabili, o simulando deformità o malattie, o adoperando altri mezzi fraudolenti per destare l'altrui pietà; c) comportamenti violenti o di disturbo nei confronti di persone o cose in luogo pubblico come conseguenza dell'abuso di assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti; d) danneggiamento di edifici o di cose pubblici o privati, previa presentazione di querela in caso di edifici e di cose privati; e) occupazione di suolo pubblico in ambito urbano da parte di soggetti senza fissa dimora; f) occupazione di edifici abbandonati, pubblici o privati, per realizzare la propria dimora anche temporanea, previa presentazione di querela in caso di edifici privati; g) commercio ambulante itinerante abusivo su suolo pubblico. 3 - ter . I soggetti ritenuti responsabili dei comportamenti di cui al comma 3- bis sono accompagnati presso la polizia giudiziaria e ivi trattenuti fino a un massimo di ventiquattro ore per essere condotti davanti al primo giudice di pace competente per territorio che tiene udienza. Dell'accompagnamento è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se ritiene che non ricorrono le condizioni previste dal comma 3- bis , ordina il rilascio della persona accompagnata. 3 - quater . I soggetti ritenuti responsabili dei comportamenti in flagranza di cui al comma 3- bis possono, previa valutazione del giudice di pace e previo versamento di una cauzione da un minimo di euro 500 a un massimo di euro 1.500, richiedere l'applicazione del lavoro di pubblica utilità. Il versamento della cauzione può comportare la rimessione in libertà dei soggetti ritenuti responsabili, fatto salvo l'obbligo di rispettare quanto stabilito dal giudice di pace. 3 - quinquies . Il giudice di pace può disporre la permanenza presso la polizia giudiziaria fino a dieci giorni dei soggetti ritenuti responsabili, nel caso in cui tali soggetti non si avvalgano della facoltà di cui al comma 3- quater , valutate le loro condizioni oggettive e la gravità dei fatti della causa. 3 - sexies .