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è stato respinto anche dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nel 2014 (seduta del 26 febbraio 2014, affare n. 98/2014); il progetto è caratterizzato da elevati costi realizzativi (417 milioni di euro per soli 9 chilometri di lunghezza della tratta); l'opera non sembra supportata da un rilevante pubblico interesse tale da giustificarne l'inclusione all'interno del PNRR, nel quale il quadruplicamento Rho-Parabiago è citato nell'"Investimento 1.2: linee ad alta velocità nel Nord che collegano all'Europa", nell'ambito del corridoio Liguria-Alpi: ma la tratta Rho-Parabiago non è su una linea ad alta velocità, né una linea di collegamento con l'Europa. Infatti, nei documenti ufficiali di riferimento del progetto TEN-T consultabili sul sito della Commissione europea, la linea Gallarate-Rho non risulta facente parte del corridoio Reno-Alpi (che si estende da Rotterdam a Genova passando sulla direttrice di Novara). La linea non fa parte nemmeno delle tratte Genova-Milano e Genova-Torino, indicate nel PNRR; considerato che, nonostante ciò, il progetto è stato più volte ripresentato da Regione Lombardia e RFI, senza sostanziali modifiche, e ha incontrato, inspiegabilmente, l'approvazione da parte degli stessi soggetti che l'avevano precedentemente respinto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso approfondire le motivazioni che hanno portato all'inserimento del progetto nel PNRR nonostante le così tante incognite sulla valenza concreta del progetto medesimo e le tante contrarietà manifestate da diverse amministrazioni dello Stato. Atto n. 4-05476 PRESUTTO DONNO GAUDIANO TRENTACOSTE FERRARA PAVANELLI VACCARO GALLICCHIO PUGLIA Al Ministro della cultura Premesso che: il Comune di Napoli detiene un patrimonio artistico culturale di notevole rilevanza. A seguito dei danni riportati da molti edifici degli ex IPAB durante il terremoto del 1980, il Comune di Napoli ha negli anni prelevato numerose opere da siti che versavano in condizioni di degrado per collocarle presso la sede di Castel nuovo (denominato anche Maschio angioino); il museo civico di Castel nuovo è stato ufficialmente istituito nel 1990 ed è stato nel 2005 ampliato ed implementato con una serie di opere del periodo '800-'900 prelevate, anche stavolta, da luoghi in cui rischiavano il deterioramento; considerato che: il Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato con decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, all'art. 30, comma 1, stabilisce che gli enti statali e territoriali pubblici, e quindi anche il Comune di Napoli, hanno l'obbligo di garantire la conservazione e la sicurezza dei beni culturali di loro appartenenza; le abbondanti piogge verificatesi a novembre 2020 hanno determinato consistenti ristagni d'acqua nel cortile posto a piano terra di Castel nuovo, in particolare in prossimità dei locali del piano terra; in data 1° dicembre 2020, il Comune di Napoli è venuto a conoscenza della presenza di numerose opere d'arte di grande pregio, quadri e statue, alcune già compromesse, ubicate nei locali a rischio di allagamento. Il giorno successivo l'assessore per la cultura e il turismo, il vicesindaco, il sindaco e il competente soprintendente all'archeologia belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli si sono recati sul posto potendo constatare di persona lo stato di incuria delle opere, dislocate in ambienti umidi e malsani; all'interno delle stanze, abbandonate da decenni e piene di muffa, sono stati ritrovati circa 400 dipinti, dal XIV secolo in poi, tra cui una seicentesca "Madonna del rosario e Santi domenicani", di Luca Giordano, di 4 metri per oltre 2 e mezzo, e quadri di autori appartenenti alla scuola napoletana come: Paolo De Matteis e Jacopo Cestaro, Francesco De Mura, Giuseppe Bonito, Agostino Beltrano, Giacinto Diano, Onofrio Avellino; con la deliberazione di Giunta comunale n. 157 del 23 aprile 2021 il Comune, dopo aver preso atto della grave situazione, ha stabilito che l'attività di recupero e successivo restauro del patrimonio artistico debba essere preceduta da un'attività prodromica di messa in sicurezza e conservazione dei beni, necessaria alla successiva valutazione patrimoniale delle opere da compiersi da parte di un'apposita "commissione tecnica" composta da funzionari della competente Soprintendenza, di docenti universitari di storia dell'arte e di funzionari culturali comunali; l'attività preliminare propedeutica alla successiva valutazione è stata esplicitata dal servizio beni culturali che ha a tal proposito redatto un progetto preliminare di analisi delle problematiche più urgenti nel quale vengono evidenziati tre step di attività: il primo riguardante la messa in sicurezza, e la "velinatura" delle opere con la redazione di apposite schede conservative che indichino le "condizioni di salute" di ciascuna opera, del valore di 50.000 euro; il secondo inerente al restauro conservativo ed estetico del dipinto "Madonna del rosario e Santi dominicani " e di un'altra opera da selezionare tra quelle di maggiore pregio, del valore di 50.000 euro; il terzo dedicato al restauro ed alla musealizzazione di altri quadri di grande valore e pregio artistico per altri 50.000 euro. Per un totale di 150.000 euro; allo stato attuale, ai sensi della delibera, risultano note solo le modalità di finanziamento del primo passaggio; sulla vicenda sembrano esserci numerosi punti oscuri. Non si comprende, infatti, come sia possibile che beni di tale valore artistico e culturale siano rimasti lì decenni senza che nessuno si accorgesse del pericolo di deterioramento in cui incorrevano. Allo stesso modo poco chiara appare una serie di elementi che sarebbero utili a comprendere come il Comune intenda procedere nel catalogare e successivamente restaurare le opere; in primo luogo, al momento non si conosce né la quantità esatta né quali siano tutte le opere rinvenute nonché se vi sia già stata un'interlocuzione con la Soprintendenza competente in merito agli interventi preliminari da effettuare. Allo stesso tempo, non si ha contezza delle modalità attraverso le quali verrà scelta la ditta che effettuerà i primi interventi di manutenzione e restauro, attività definite "prodromiche" rispetto alle successive; non si comprende inoltre quali siano i tempi di realizzazione previsti di tali attività né da chi sarà nominata e come sarà composta la commissione tecnica, di cui alla deliberazione n. 157/2021, incaricata della valutazione patrimoniale dei reperti; in ultimo, non appare palese se si sia elaborato un progetto relativo alle problematiche connesse alle precipitazioni atmosferiche ed alla valutazione delle conseguenze derivanti dalle infiltrazioni di sostanze dannose per le opere d'arte e se le stesse rimarranno collocate nei medesimi ambienti o, considerato lo stato dei luoghi, non si sia valutato un repentino spostamento in luoghi più idonei; a fronte di tali dubbi, in data 4 maggio 2021 è stata fatta formale richiesta di accesso agli atti al responsabile area cultura e turismo del Comune da parte degli esponenti del gruppo consiliare del Movimento 5 stelle.