[pronunce]

Anche a voler prescindere dal rilievo che «i regolamenti parlamentari negano ingresso nei lavori delle Camere agli scritti o alle espressioni «sconvenienti», sicché è evidente, a fortiori, che «le stesse espressioni non possono essere ritenute esercizio della funzione parlamentare quando usate al di fuori delle Camere stesse» (v. sentenza n. 249 del 2006), resta il fatto che, nella specie, alcun nesso funzionale può essere ravvisato tra le dichiarazioni rese extra moenia dal deputato e gli atti parlamentari a lui direttamente riferibili. Infatti, non si può sostenere – ponendo a confronto tali atti parlamentari, nei quali pure l'interessato ha censurato l'esposizione mediatica di taluni magistrati (e segnatamente quelli della Procura milanese), con le dichiarazioni che la Camera dei deputati definisce come «rivolte a censurare il trattamento ingiustificatamente favorevole che, ad avviso del medesimo deputato, avrebbe ricevuto in sede giornalistica un saggio redatto dal dott. Davigo» – che la sequela di espressioni indirizzate nei confronti del predetto magistrato costituisca «sostanziale riproduzione delle specifiche opinioni manifestate dal parlamentare nell'esercizio delle proprie attribuzioni» (così come esige, invece, la giurisprudenza di questa Corte; si vedano, da ultimo, le sentenze n. 166, n. 152, n. 151 e n. 97 del 2007). 6.- All'accoglimento parziale del ricorso segue, dunque, l'annullamento – negli stessi limiti dianzi precisati – della deliberazione adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 17 marzo 2004 (Doc. IV-ter, n. 4-A).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara, in parziale accoglimento del ricorso, che non spettava alla Camera dei deputati – nei limiti di cui in motivazione – affermare che le dichiarazioni rese dal deputato Vittorio Sgarbi, oggetto del procedimento penale pendente davanti al Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Brescia, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; annulla, per l'effetto e negli stessi limiti, la delibera di insindacabilità adottata dalla Camera dei deputati nella seduta del 17 marzo 2004 (Doc. IV-ter, n. 4-A). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 luglio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 luglio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA