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« L'Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale ». Doveroso richiamare, infine, quanto affermato nella raccomandazione n. 2011/413/UE della Commissione, dell'11 luglio 2011: « l'invecchiamento demografico costituisce al contempo una sfida e un'opportunità per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva », nell'intento di stimolare gli Stati membri a favorire interventi strutturati con la piena consapevolezza dei futuri scenari demografici, in una prospettiva di sostenibilità e inclusività. Di qui la necessità di procedere ad un'integrazione – la più aderente possibile allo spirito costituzionale così come delineato dall'Assemblea Costituente – che, tuttavia, soddisfi la mutata configurazione delle classi di età e tutte le significative trasformazioni sociali ad essa connesse. In generale, la finalità è dunque quella di tutelare e valorizzare una parte della popolazione che rappresenta una componente numericamente cospicua e, al contempo, depositaria della tradizione nazionale nonché un elemento non indifferente nel contesto dell'economia nazionale e, soprattutto, un valore aggiunto per le famiglie del XXI secolo. E' una categoria, infatti, quella degli anziani, troppo spesso marginalizzata e, a torto, considerata un fardello piuttosto che una risorsa. A tal proposito, risulta utile ricordare che, nel 2015, l'Italia ha partecipato all'iniziativa della presidenza di turno turca del G-20 volta a favorire una seria riflessione in relazione al potenziale economico ed occupazionale connesso alla cosiddetta silver economy . In tale prospettiva, risulta significativa l'analisi dei dati dell'ultimo rapporto CENSIS, presentato ad ottobre 2019. Appare, infatti, indiscutibile il valore sociale degli anziani, i quali sono all'origine di servizi di utilità sociale di vitale importanza per il benessere collettivo. Basti pensare che 9,6 milioni di anziani si occupano dei propri nipoti e di questi 3,6 milioni lo fa regolarmente. Tale tipologia di cura parentale consente a molti genitori, in particolare alle donne, di restare nel mercato del lavoro senza subire decurtazioni di reddito. Un altro valore interessante emerso dal menzionato rapporto, che deve farci riflettere, è che 7,6 milioni di anziani erogano soldi ai figli e/o ai loro nipoti e di questi 1,7 milioni lo fa regolarmente. Le prestazioni monetarie o in natura erogate dagli anziani rappresentano, quindi, un elemento chiave per il benessere familiare e, più in generale, della comunità di appartenenza. È d'altra parte incontestabile il dato per il quale gli anziani sono divenuti soggetti sempre più attivi nel tessuto sociale fino ad assurgere al ruolo di aiuto fondamentale per le donne lavoratrici con figli piccoli. La proposta di modifica costituzionale trae, inoltre, la sua ragion d'essere dalla constatazione che l'Italia detiene (secondo i dati ISTAT ed EUROSTAT) il primato di Stato più longevo a livello europeo e, nonostante ciò, si trova nella condizione di non prevedere nella propria Costituzione alcuna diposizione che sia precipuamente dedicata ad una fascia di popolazione ormai così rilevante. Si pensi, inoltre, al fatto che altri Paesi europei già da tempo riportano esplicito riferimento agli anziani nelle loro Carte fondamentali (Costituzione della Repubblica francese, punto 11 del preambolo; Costituzione spagnola, articolo 50; Costituzione della Repubblica greca, articolo 21, paragrafo 3). In conclusione, facendo tesoro di contributi e riflessioni maturate nel corso delle passate legislature e tenendo in debita considerazione i più recenti dati a disposizione, a giudizio della presentatrice del presente disegno di legge appare non più procrastinabile l'esigenza di una modifica all'articolo 31 della Costituzione al fine di inserirvi un diretto richiamo alle persone anziane. Ciò anche al fine di favorire, con ogni mezzo, la massima partecipazione possibile degli anziani in ambiti chiave del tessuto sociale nazionale, ponendo solide fondamenta per iniziative volte a impedirne l'emarginazione e, al tempo stesso, valorizzare il patrimonio di esperienza di cui la persona anziana è naturalmente portatrice, intendendo, in definitiva, restituire dignità a quella fascia di popolazione troppo spesso dimenticata e pur tuttavia alla base di una virtuosa architettura di coesione familiare e collettiva a beneficio del nostro Paese nel suo complesso. « Ci vuole molto tempo per diventare giovani » (Pablo Picasso).. 1 1 All'articolo 31 della Costituzione, il secondo comma è sostituito dal seguente: « Protegge la maternità, l'infanzia, la gioventù e gli anziani, favorendo gli istituti necessari a tale scopo ».