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in primo luogo il debito pubblico dell'Italia e il rapporto debito-PIL verranno ricondotti verso la media dell'area euro nel prossimo decennio, attraverso una strategia di rientro che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus di bilancio primario, si baserà sul rilancio degli investimenti pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative, rendendo il debito sostenibile. Allora, lasciando perdere il rilancio degli investimenti pubblici e privati, la riforma fiscale e la deregulation burocratica (tutte cose alle quali è lecito non credere), l'unico strumento realmente certo resta l'adeguato surplus di bilancio primario. Ma noi sappiamo bene cosa sia: vuol dire tagli, lacrime e sangue. Permettetemi di non credere più agli annunci, dopo le indegne rappresentazioni del nulla del Presidente del Consiglio propinate alla Nazione a reti unificate. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il popolo italiano è nella completa incertezza, con un Governo capeggiato da un Presidente del Consiglio campione di falsità, che a botte di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri tiene agli arresti domiciliari un popolo ormai esasperato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dopo una fase iniziale - e ho quasi terminato - di affermazioni, di azioni fuorvianti e di aperitivi ai Navigli, in cui i buoi sono scappati, avete deciso di chiudere, giustamente. Oggi, però, sembra pure che ci prendiate gusto. Questi mesi sono serviti per imparare ad usare le mascherine e per capire quali comportamenti tenere per tutelare la salute di tutti. Oggi bisogna avere fiducia negli italiani, che hanno dato grande prova di civiltà, osservando le regole imposte. Oggi è ora di riaprire ed è ora di riconquistare un minimo di normalità, altrimenti, al rischio di morire di Coronavirus si sostituirà il rischio di morire di fame. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il ministro dell'economia e delle finanze, professor Gualtieri, al quale chiedo di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate alla relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012, nonché di indicare quale proposta di risoluzione relativa al Documento di economia e finanza intende accettare. GUALTIERI, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, il Governo esprime parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 101, a firma dei senatori Perilli, Marcucci, De Petris, Faraone e Unterberger, e accetta la proposta di risoluzione n.1, relativa al Documento di economia e finanza 2020, presentata dai senatori Perilli, Marcucci, De Petris e Faraone. PRESIDENTE . Poiché il Governo ha dichiarato di accettare la proposta di risoluzione n. 1, a firma dei senatori Perilli, Marcucci, De Petris e Faraone, decorre da questo momento il termine di un'ora per la presentazione di eventuali emendamenti ad essa riferiti. Prego, ministro Gualtieri. GUALTIERI, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, onorevoli senatori, vi ringrazio per il ricco dibattito sulla richiesta di scostamento avanzata dal Governo e sul Documento di economia e finanza. Come risulta evidente da questo dibattito e anche dalla lettura delle diverse proposte di risoluzione e come non deve d'altronde sorprendere, esistono opinioni diverse sulle misure varate dal Governo e su quelle in via di preparazione. Naturalmente le opposizioni hanno criticato il Governo, come è legittimo e fisiologico, anche se alcune critiche sono apparse a volte trascurare il fatto che, di fronte a una delle più grandi pandemie globali di tutti i tempi, a un inedito lockdown totale, probabilmente non esistono soluzioni semplici, che qualcuno avrebbe saputo fornire in scioltezza. È lecito quantomeno dubitarne. Di fronte alla prova a cui sono sottoposti gli italiani a causa di questa pandemia, credo sia bene, da parte di tutti, esercitare la massima sobrietà e umiltà, evitando trionfalismi, ma anche forse recriminazioni e praticando la virtù del dialogo e dell'ascolto, riconoscendo che abbiamo di fronte sfide molto difficili, che richiedono il massimo grado di unità, di impegno e di responsabilità. Sembra comunque esserci largo consenso sul fatto che sia necessario mobilitare risorse aggiuntive e sono quindi lieto che ci sia un larghissimo consenso sull'autorizzazione ad aumentare l'indebitamento per 55,3 miliardi di euro e il saldo netto da finanziare per ulteriori 155 miliardi di euro. Ringrazio tutti i senatori di maggioranza e di opposizione per il loro sostegno a questa richiesta. Il Documento di economia e finanza inquadra la richiesta di scostamento in previsioni economiche e di finanza pubblica che evidenziano l'impatto che le misure di contenimento dell'epidemia hanno avuto e avranno sull'economia. Non richiamo i numeri che conoscete perché sono nel DEF, e che esprimono una valutazione prudente, validata dall'Ufficio parlamentare di bilancio, che, come noto, nello scenario di base prospetta quest'anno una caduta del PIL dell'8 per cento e l'anno prossimo una ripresa del 4,7 per cento. Sarò anche molto rapido nel richiamare gli interventi già adottati dal Governo di fronte a questo shock inaspettato e che abbiamo cercato di varare in modo tempestivo. Innanzitutto abbiamo fornito il necessario e immediato supporto alla sanità, alla Protezione civile, e offerto un primo sostegno per evitare crisi di liquidità e perdita di posti di lavoro e per sostenere il reddito dei cittadini; abbiamo introdotto il blocco dei licenziamenti; abbiamo finanziato ed esteso la cassa integrazione a tutti i lavoratori dipendenti; abbiamo varato una prima indennità per i lavoratori autonomi e introdotto misure urgenti di supporto alla liquidità, come la moratoria ex lege sui finanziamenti e sulle aperture di credito e il potenziamento del Fondo centrale di garanzia. L'attuazione di queste misure naturalmente ha costituito una sfida, tuttavia a seguito di queste misure circa 4 milioni di lavoratori autonomi e stagionali hanno percepito l'indennità di 600 euro, 140 miliardi di prestiti a più di un milione di famiglie e imprese sono stati oggetto della moratoria, più di nove milioni i lavoratori sono entrati in cassa integrazione, anche se sappiamo bene che solo oltre cinque milioni hanno percepito l'assegno e ci sono dei ritardi - che deploriamo - soprattutto per la parte che riguarda la procedura regionale della cassa integrazione in deroga, un problema che va affrontato e risolto. La seconda tappa è stata il decreto-legge cosiddetto liquidità, che ha seguito le modifiche da parte dell'Unione europea delle regole ( temporary framework ), che ha consentito di aumentare il livello di garanzie rispetto a quello che avevamo stabilito col primo decreto-legge, e che ha consentito appunto di varare la nuova Garanzia Italia, da un lato, e di rafforzare fino al 100 per cento, per i prestiti fino a 25.000 euro, le garanzie del Mediocredito centrale. Le norme del decreto-legge liquidità stanno ora entrando a regime;