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Sull'eolico vorrei dire che il senatore Pepe poteva fermare lo scempio in Basilicata, ma non l'ha fatto. Non ha impugnato la VIA che la Regione Basilicata aveva proposto attraverso una delibera, dimostrando così di essere più interessato al ristoro finanziario che alla tutela del nostro territorio. Ho accolto con favore, riguardo al comma 7, l'emendamento dei relatori sulla xylella, ma anche su questo tema ho presentato un emendamento sia in Commissione che in Aula. In questo decreto-legge si vogliono introdurre disposizioni per far fronte alla xylella e si vogliono deliberatamente autorizzare gli abbattimenti di alberi con una norma che addirittura introduce il carcere per chi si rifiuta di tagliare le piante; una violazione al diritto della proprietà privata e al nostro paesaggio che è tutelato dalla Costituzione. Lo stesso emendamento dei relatori ha previsto che questa norma di punibilità sia concepita in modo molto discrezionale. Giovedì faremo una conferenza stampa sul tema, perché lo stesso impianto normativo dovrebbe essere meglio implementato. Concludo dicendo che, in merito all'articolo relativo alla etichettatura, sarebbe stato opportuno, come chiedono i consumatori, inserire una norma che prevedesse anche l'indicazione dei residui tossicologici e non solo l'origine della materia prima. Mi riservo, su questo punto, di presentare una modifica nel primo provvedimento utile. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi senatori, stiamo parlando di un provvedimento, quello sulla semplificazione, al quale ho sentito rivolgere diverse critiche. Tuttavia, in primis , desidero ringraziare le due Commissioni competenti e i relatori in Assemblea, perché avendone seguito l' iter , come tanti altri colleghi, ho visto il grande lavoro che si è fatto su questo provvedimento, nel quale si è cercato di inserire tutto ciò che era possibile, per dare risposte su tantissimi temi che sono all'ordine del giorno in questo periodo. Per quanto riguarda i temi di competenza della Commissione agricoltura di cui faccio parte, ve ne erano molti all'interno di questo provvedimento; alcuni sono stati affrontati in Commissione, ma vorrei concentrarmi principalmente su due. Il senatore De Bonis è intervenuto su un tema molto importante, di cui abbiamo discusso in Commissione, la Xylella, che sta devastando alcune Regioni del Sud Italia, in principal modo la Regione Puglia. So che il ministro Centinaio sta lavorando e ha pronto un decreto, che molto probabilmente arriverà tardi, non certo per colpa del Ministro dell'agricoltura, ma per colpa di chi, negli anni passati, non ha voluto affrontare questa tematica. Oggi si è giunti alla stesura di un decreto che arriverà - da quanto ci è dato sapere - a giorni e che affronterà (spero e sono convinto radicalmente) il tema dell'avanzata di questo flagello per l'olivicoltura del nostro Paese. Un altro emendamento importantissimo che tenevo a portare in discussione in quest'Aula e per il quale esprimo un ringraziamento, perché molto probabilmente avrà un'approvazione unanime, da parte di tutti, è quello relativo all'etichettatura dei prodotti alimentari nel nostro Paese. Sul tema stiamo lavorando ormai dal 2011 e io ho depositato un disegno di legge quando ancora era ministro Zaia e cercavamo di fare i primi passi verso l'identità dei prodotti alimentari che arrivano sugli scaffali dei cittadini. Da quel periodo ad oggi sono passati tanti anni e tanti Governi e nessuno è mai riuscito a risolvere il problema, oggi, molto probabilmente, riusciremo finalmente a dare una svolta verso la qualità, la trasparenza, la genuinità dei prodotti che arrivano sugli scaffali e sulle tavole dei nostri consumatori. Qualcuno obietta che sia un provvedimento facile. Non credo fosse tanto facile ottenerlo, perché, come sappiamo benissimo, sono passati i Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni Silveri e non si è riusciti a ottenere assolutamente nulla su questo tema. Ricordo - lo dico senza polemica - quando il ministro Martina diceva che finalmente eravamo riusciti ad avere l'etichettatura sui prodotti: sì, ma che tipo di etichettatura avevamo fino ad oggi? Avevamo una etichettatura che faceva si, ad esempio, che il pomodoro che arrivava dalla Cina, una volta trasformato in questo Paese, diventasse, da pomodoro cinese, pomodoro prodotto in Italia. Quindi la massaia italiana, la signora Maria di turno, pensava di mangiare pomodoro italiano e invece mangiava cinese. Con il provvedimento in esame, invece, avremo finalmente la massima trasparenza e garantiremo l'identità dei nostri prodotti sulle tavole dei nostri cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Di questo dobbiamo essere orgogliosi, perché alla fine la qualità e la trasparenza si trasformeranno in una realtà anche reddituale, dando dignità alle risorse e al lavoro dei nostri bravi agricoltori. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Richetti. Ne ha facoltà. RICHETTI (PD) . Signor Presidente, ringrazio lei e per suo tramite ringrazio i colleghi che vorranno ascoltare questa considerazione in discussione generale, perché siamo ancora in tempo per compiere un'azione comune che impedisca un fatto gravissimo che rischia di consumarsi nei prossimi minuti. Mi riferisco al cambio in corsa dei requisiti con cui andiamo ad attingere alle graduatorie per i concorsi nella Polizia di Stato, cui tema quindi che non credo riguardi le parti politiche. Accade che migliaia di ragazzi ci stanno scrivendo circa il fatto di essere in una graduatoria valida, figlia di un bando di concorso che prevedeva dei requisiti e che, dopo l'espletamento delle prove, ha dato vita a una graduatoria in vigore rispetto alla quale noi diciamo che andremo ad attingere cambiando i requisiti per l'assunzione. Credo si presenti un tema non solo di presente incostituzionalità, ma anche di illegittimità. Il contenuto dei messaggi, colleghi, è del seguente tenore: senatori della Repubblica, ma che colpa ho io? Quella di avere compiuto 27, 28 o 29 anni? Questo perché modifichiamo un bando in corso che prevedeva il requisito di non superare i 30 anni di età, dicendo che prendiamo solo chi ha meno di 26 anni. Il collega della Lega, intervenuto poc'anzi, ha detto che questo cambiamento lo abbiamo disposto noi nella scorsa legislatura, ma è troppo grave ciò che sta accadendo per giochicchiare alle responsabilità: nella scorsa legislatura, come lei ricorderà, Presidente, abbiamo approvato un provvedimento che riguarda i requisiti dei bandi che andremo a porre in essere da oggi in avanti, ma quello cui faccio riferimento è un bando aperto, è una graduatoria valida. Ebbene, sono così rispettoso di quest'Assemblea, anche quando sento cose lontane anni luce alla realtà, che vorrei unirmi all'appello del collega Paragone per dire: meno attenti alle sofferenze bancarie e più attenti alle sofferenze di quei giovani che stanno aspettando una possibilità, quella di servire lo Stato! (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Vitali) . Non hanno il diritto di diventare poliziotti, ma hanno il diritto di provarci e glielo ha dato un bando pubblico.