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Ci sono tante ragioni per le quali noi questa legge non la possiamo votare, ma ce ne sono altre due che vorrei sottolineare. Questa doveva essere la legge di stabilità del cambiamento e invece è la legge di stabilità dello sbandamento e dell'arretramento. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi con questa gloriosa macchina siete andati a sbattere contro il muro dell'Europa; avete fracassato la macchina di questo Governo e in più avete creato lesioni al Paese che sono pericolosissime per quello che potrà accadere alla nostra economia. È la legge di stabilità dell'arretramento perché voi avete risposto alla richiesta forte dei giovani del Mezzogiorno e della mia Regione, che volevano «essere parlati», con il reddito dell'assistenzialismo e non con il reddito della cittadinanza, perché essere cittadini per un giovane significa avere il posto di lavoro. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, signor Presidente. Se fosse ancora vivo Corrado Alvaro, vi direbbe che non solo non avete saputo parlare agli uomini e alle donne del Mezzogiorno d'Italia, ma che «non sono stati parlati» perché li avete imbrogliati. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, confesso di provare disagio nell'intervenire. Diciamo, con una sintesi, che intervengo perché ero iscritto a parlare. Infatti, l' iter di questo provvedimento, per un senatore di prima nomina come me, ma di lungo percorso politico, è qualcosa di incomprensibile, un quadro di Magritte. Confesso uno spaesamento notevole nel non poter in nessuno modo capire che cosa sta accadendo, che cosa stiamo votando, quali decisioni stiamo prendendo. E non mi sento minorato in questo, perché sfido molti dei miei colleghi presenti in Aula a dimostrarmi il contrario. Peraltro, colleghi, qualcosa è già successo quando abbiamo votato i fondi per le periferie. Quindi, in buona sostanza il mio intervento, più che sul merito, che è stato ampiamente discusso e sarà molto meglio di me illustrato dai colleghi, a cominciare dal collega De Bertoldi che ha seguito tutta la vicenda in Commissione, si soffermerà brevemente sul metodo. Mi riferisco alla follia di bruciare i provvedimenti in questo modo. Io sono in quest'Assemblea - come tutti voi - dal suo insediamento e posso dire, senza tema di smentita, di non aver potuto approfondire nessuno dei provvedimenti che abbiamo licenziato. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). È qualcosa che a me personalmente crea disagio, perché poi quando esco da qui qualcuno mi interpella, e credo capiti a tutti voi. Insomma, non è carino dire: «vediamo che cosa succede»; «vediamo che cosa esce»; «andiamo a leggerlo quando lo vedremo approvato». Personalmente mi reputo un senatore, un senatore della Repubblica italiana, eletto peraltro in un collegio importante, qual è il capoluogo della mia Regione; ho una altissima considerazione del mio ruolo e - se mi consentite - anche di me stesso. Io non valgo uno. Qualcuno qui dentro pensa che uno vale uno, ma seduti in questo scranno non valiamo uno. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). Colleghi, ognuno di noi, qualcuno meritatamente e qualcuno immeritatamente - ma questa è la democrazia, evidentemente - non vale uno, ma vale uno per ogni voto che ha registrato; e vale uno per ogni istanza portata avanti dalla sua parte politica. È una cosa seria, una cosa importante. Nelle istituzioni gli strappi, come quelli verificatisi in questi giorni e come quello accaduto oggi, sono ferite che si rimarginano male; sono ferite su cui noi, col precedente, mettiamo il sale. Perché il precedente, nel governo delle istituzioni, è una cosa micidiale e non c'è mai fondo. Al peggio non c'è mai fine, non c'è mai fondo; non si rimbalza mai da ferite così profonde inferte ai Regolamenti, ai tempi, per non parlare del comprimere i tempi in modo da rendere impossibile qualunque tipo di dibattito. Ho sentito dire da una collega della maggioranza, un rappresentante del Governo che c'è un eccesso di democrazia ma in realtà colleghi, ciò si verifica quando funziona la partita. Questo atteggiamento è pornografico; non è una storia normale, è una storia che va all'epilogo, è un brutto film, signor Presidente. Io credo, spero e voglio essere convinto che per il futuro non accadano più cose del genere e che non si debba provare il senso di disagio che credo tutti noi abbiamo avvertito in questi due giorni. Faccio appello al Presidente e al Consiglio di Presidenza: il decoro di questa istituzione sta dentro ognuno di noi ed è nella responsabilità di ognuno di noi. Affrontare gli atti consapevolmente e sapere che cosa abbiamo votato quando usciamo di qui è il minimo indispensabile per esercitare il nostro ruolo. Grazie, colleghi, e scusate se vi ho intrattenuto più del tempo che meritavo. (Applausi dal Gruppo FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, voi penserete che io sia intervenuta e vi abbia intrattenuto sin troppo. È per questo, signor Presidente, che le darò una buona notizia: mi sono privata di tre minuti e interverrò solamente per sette minuti. Vorrei tuttavia fissare ancora qualche punto, non solamente sul contenuto di questa manovra, su cui si stanno ampiamente intrattenendo i miei colleghi di Forza Italia e i colleghi delle opposizioni, ma anche sulla filosofia che questa manovra non incarna. Benvenuti, in Parlamento, a una manovra scatola vuota, che non ha una stella polare e non ha un'idea di Paese (Applausi dal Gruppo FI-BP) , ma che rappresenta solamente un insieme di piccoli egoismi personali che presidiano un contratto di Governo che rappresenta solo una spartizione di potere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una spartizione di potere tra due partiti che stanno al Governo, diversi, distinti, distanti e che hanno come unico elemento in comune il contratto di Governo. Noi, che crediamo veramente nella democrazia, noi che crediamo veramente che quando le promesse si fanno bisogna mantenerle, abbiamo un unico contratto valido e validato: il contratto che abbiamo stipulato il 4 marzo con il popolo italiano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E non è solo il nostro contratto; è un contratto di centrodestra, un contratto che non prevede l'assistenzialismo e il parassitismo di Stato a scapito dei poveri pensionati che hanno lavorato una vita per guadagnarsi 1.300 euro al mese, che vengono vampirizzati per dare il reddito di cittadinanza ai "disoccupati". Una categoria peraltro che questa manovra a scatola vuota non definisce; è una norma in bianco. Noi portiamo via - ma ci rendiamo conto?