[resaula]

il decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2019, n. 44, preso atto delle difficoltà relative al recupero del prelievo supplementare sul latte, ha disposto il trasferimento all'Agenzia dell'entrate-riscossione delle competenze in materia di recupero coattivo, precedentemente affidate ad Agea, sospendendo, nelle more di tale passaggio, le procedure di riscossione coattiva; nel frattempo la materia è stata più volte oggetto di interventi giurisprudenziali, a livello sia nazionale che europeo, che hanno necessariamente riaperto una riflessione sul quadro normativo di riferimento; al riguardo è stata istituita un'apposita commissione ministeriale di verifica sulla questione "quote latte", istituita con decreto ministeriale 13 giugno 2019 che, ad oggi, non risulta ancora aver avviato i propri lavori; la sentenza pubblicata in data 18 ottobre 2019 del Consiglio di Stato ha, infatti, annullato le multe non riscosse per il prelievo supplementare, imputato ai produttori di latte bovino, riprendendo le motivazioni con cui la Corte di giustizia dell'Unione europea, il 27 giugno 2019, ha bocciato il metodo scelto dall'Italia per la riassegnazione delle quote non ripartite; la pronuncia della Corte del 27 giugno 2019 (C-348/18) ha, infatti, ingenerato dubbi sulla determinazione del prelievo supplementare da corrispondere nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. In particolare, ha bocciato il metodo di compensazione scelto dall'Italia nel riassegnare le quote non ripartite, in quanto contrario al dettato normativo dell'Unione europea che, all'articolo 2, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, imponeva che la ripartizione avvenisse in maniera proporzionale; già l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma (in R.G. 96592/2016) del 5 giugno 2019 aveva messo in dubbio la correttezza dei criteri, dei metodi e dei dati utilizzati per il calcolo del prelievo supplementare e le modalità scelte dall'Italia per individuare i destinatari delle riassegnazioni dei quantitativi individuali di latte inutilizzati; alla luce del mutato quadro giurisprudenziale, il Ministro pro tempore delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo aveva emanato un apposito decreto-legge che, approvato nella riunione del Consiglio dei ministri del 6 agosto 2019, non ha poi proseguito l' iter di pubblicazione per volontà dell'attuale maggioranza di Governo; emerge come la situazione non sia ancora definita. Sarebbe opportuno quindi che il Governo varasse un provvedimento urgente per sospendere le procedure di riscossione coattiva in atto, evitando, fino al momento in cui non si chiarisca definitivamente l'annosa questione, il fallimento e la chiusura delle tante aziende coinvolte, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adottare le necessarie iniziative, in tale clima di assoluta incertezza, che consentano all'Italia di esprimere, a livello sia nazionale che europeo, una posizione definitiva sulla questione, coerente con gli indirizzi espressi nella pronuncia del Consiglio di Stato del 18 ottobre 2019, secondo le motivazioni espresse nella sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 27 giugno 2019, prevedendo, fino ad allora, la sospensione della riscossione; se non ritenga di adottare interventi immediati per la tutela dei produttori di latte bovino, anche prevedendo la possibilità di risarcire i produttori danneggiati dall'errata applicazione del metodo di calcolo, nonché norme idonee a chiarire la situazione di incertezza venutasi a creare con il contenzioso nazionale ed unionale. Atto n. 3-01393 DE PETRIS NUGNES FATTORI DI MARZIO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 3-01394 BORGHESI MONTANI ROMEO BERGESIO BAGNAI RUFA LUCIDI FREGOLENT ZULIANI AUGUSSORI PIANASSO LUNESU SAVIANE FERRERO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come noto e come risultante dagli elenchi pubblicati sul sito istituzionale del Ministero dell'economia e delle finanze in ossequio al decreto legislativo n. 33 del 2013, sono in scadenza gli incarichi dei consiglieri di amministrazione e dei membri dei collegi sindacali delle più importanti società direttamente partecipate dallo stesso Ministero, tra cui Invitalia, Consip, Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste italiane, MPS, nonché di numerose importanti società indirettamente partecipate, tra le quali Fintecna, Terna, Anas, RFI, GME; tali incarichi, il cui conferimento si risolve in un atto di alta amministrazione, sono nondimeno caratterizzati dall'esigenza di selezionare soggetti dotati, oltre che dei requisiti di onorabilità previsti dalla normativa, delle più idonee doti manageriali in relazione alla natura fortemente tecnica che caratterizza l'azione e le finalità istituzionali delle società; la selezione di soggetti con il necessario bagaglio tecnico ed esperienziale è tanto più importante in ragione del carattere strategico di tali asset , che giustifica, difatti, il mantenimento della partecipazione pubblica secondo le norme del decreto legislativo n. 175 del 2016; la necessaria predeterminazione dei criteri e delle modalità di nomina è stata oggetto dapprima della direttiva ministeriale del 24 giugno 2013 e poi della direttiva del 16 marzo 2017, la cui adozione si è resa necessaria a fronte delle innovazioni recate dal citato decreto legislativo n. 175 del 2016 in materia di organi delle società pubbliche e dal decreto legislativo n. 97 del 2016 inerente agli obblighi di trasparenza in capo alle amministrazioni; la direttiva del 2017, in ossequio ad una prassi già emersa in precedenza, conferma la necessità, da parte del Dipartimento del tesoro (nella veste di organo investito delle competenze concernenti l'esercizio dei diritti dell'azionista), di avvalersi "del supporto di una o più società specializzate nella ricerca e selezione di top manager, principalmente per la messa a disposizione di data base di profili manageriali nonché per l'attività di assessment e comparazione delle competenze necessarie a ricoprire la carica"; tali società, dette di "head hunter", concorrono "allo svolgimento di un'istruttoria di carattere qualitativo e attitudinale al fine di individuare potenziali candidati alla carica" i cui profili sono poi sottoposti al Ministro unitamente ad una "relazione di sintesi che illustri i profili dei candidati, anche in relazione alle specifiche caratteristiche della singola società, nonché la sussistenza dei requisiti di eleggibilità"; tali società devono essere selezionate nel pieno rispetto delle norme di cui al codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 50 del 2016); nell'ambito dell'ultima "tornata di nomine", la selezione degli head hunter ai sensi dell'art. 36, comma 2, lett.