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È del tutto evidente che la sfida che abbiamo davanti, che si fonda sulla necessità di tenere insieme il diritto alla salute con la salvaguardia del sistema economico e sociale e gli interessi collettivi con quelli individuali, passa dalla nostra capacità di rendere ancora più efficace questo sistema. Rapidità di intervento e abilità di risalire ai casi sospetti attraverso la ricostruzione dei contatti del contagio sono le chiavi della capacità di contenere. Non è un caso che quasi il 32 per cento delle diagnosi con tampone avvenga grazie a quest'attività, come riporta l'ultimo riferimento dell'Istituto superiore di sanità. Oggi sono stati fatti 103.000 tamponi. Per aumentare la nostra capacità di resilienza stiamo aumentando il numero di test diagnostici ed è importante che lei, signor Ministro, abbia confermato poco fa questa volontà, questo indirizzo strategico. Infatti, i tamponi sono uno strumento non soltanto di diagnosi, ma anche di sorveglianza attiva. Se è fondamentale che i cittadini rispettino le norme di distanziamento sociale e usino i dispositivi di protezione individuale come le mascherine e l'igiene - a cui lei ha fatto riferimento nella sua esposizione - che sono uno strumento fondamentale per impedire il contagio; dall'altra parte la responsabilità dei singoli non è sufficiente senza la capacità dello Stato di procedere a una sorveglianza intensificata della trasmissione nelle nostre comunità. E si tratta di una questione non solo sanitaria, ma anche economica perché non ci può essere vera ripresa senza un controllo dell'epidemia. In questo senso eviteremo i guai che stanno cominciando ad affrontare molti Paesi se sapremo tenere insieme la responsabilità sociale e civica diffusa. Chi rappresenta le istituzioni politiche sta esercitando proprio il dovere etico e civico di prendersi cura della salute e rispettare le regole comuni essenziali che ci siamo dati in questo momento e non dare il cattivo esempio invitando a disobbedire a minime norme di sicurezza, minando l'efficacia delle misure messe in campo per impedire una recrudescenza del contagio. Sto parlando di norme per tutelare la comunità e, soprattutto, i soggetti più fragili. Qui, infatti, si tratta non di difendere la libertà, ma di un deliberato tentativo di mettere in discussione le misure precauzionali e le raccomandazioni con cui il mondo scientifico e le istituzioni stanno cercando di proteggere la salute pubblica e impedire un ulteriore lockdown , che metterebbe definitivamente in ginocchio il nostro Paese. Nessuno vuole costringere i cittadini a chiudersi in casa. È vero l'esatto contrario: per essere liberi dobbiamo essere responsabili, perché deve essere chiaro a tutti che il virus è sempre qui e l'unico modo che abbiamo per continuare a vivere la nostra vita è mantenere le precauzioni. Chi racconta il contrario è un irresponsabile che non ha a cuore la tutela della salute pubblica, diritto fondamentale costituzionalmente garantito. A tale proposito non possiamo tacere il nostro dovere di gratitudine nei confronti delle tantissime persone che hanno fronteggiato e stanno ancora fronteggiando il Covid, a partire dal nostro straordinario personale sanitario alla memoria di quelle persone che, a causa della malattia, hanno perso la vita o i loro cari. Non bisogna minimizzare mai i pericoli e i rischi che l'Italia corre ancora oggi, anche se i malati, per fortuna, sono molti di meno e non siamo in emergenza. Vorrei inoltre riconoscere al Governo, per il suo tramite, signor Ministro, l'impegno con cui si è cercato di affrontare la riapertura delle scuole, poiché deve essere chiaro che è una sfida grandissima che riguarda tutti i Paesi. La scuola è la più importante struttura del Paese. E non dimentichiamo che in Germania hanno chiuso più di 100 scuole con 350 insegnanti e 6.000 alunni in quarantena. Il lavoro fatto dal Governo e dalle Regioni darà i suoi frutti solo in un clima di collaborazione tra istituzioni sanitarie, attraverso un serio patto educativo tra docenti, famiglie e studenti, con uno sguardo di attenzione particolare a bambini e ragazzi che, in ragione di alcune patologie e disabilità, dovranno affrontare questo momento non senza paura, e che devono essere costantemente tutelati. Due giorni fa, Ministro, al summit dell'OMS Europa ha sottolineato proprio l'importanza di farci trovare pronti in caso di chiusure temporanee, perché lo stop della didattica può provocare effetti gravi in termini di istruzione e di salute, compresa quella emotiva, sullo sviluppo sociale e con il rischio di trovarsi in un ambiente familiare violento. L'impatto è pesante, ancor più per i bambini in situazioni vulnerabili e di indigenza e perciò bisogna fare in modo che tutti continuino ad avere accesso agli apprendimenti, anche in situazioni di emergenza. Allo stesso modo sarà importante continuare a garantire - nel caso di una recrudescenza del virus - i servizi alle persone più fragili con disabilità, agli anziani che, più degli altri, hanno sofferto nel lockdown nella fase iniziale. Gli utenti hanno avuto un impatto anche sul fronte sociale a cui guardare con un'attenzione particolare (Il microfono si disattiva automaticamente)... considerato che la maggior parte di loro ha qui l'unica possibilità di relazione esterna alla famiglia. In conclusione, Presidente, ci aspettano mesi difficili, ma li stiamo affrontando con la giusta consapevolezza politica, etica e sociale; la stessa che ci ha spinto ad essere prudenti nei mesi scorsi. Il quadro potrebbe mutare da un momento all'altro, ma ora abbiamo gli strumenti per affrontare i cambiamenti. Il Paese ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, ma anche sociali ed economici, ma la salute dei cittadini viene prima di tutto il resto, e il virus, combattuto in tempi più rapidi che altrove, deve continuare a essere contrastato. Adesso sta ad ognuno di noi vivere la normalità conquistata in sicurezza, rispettando le regole per fare... PRESIDENTE. Per cortesia, concluda davvero. IORI (PD) . ... oltreché anche l'economia appena ripartita non si fermi. Sono certa che continueremo a essere prudenti tenendo a mente la terribile lezione dei mesi scorsi. Serve ancora continuare a rispettare noi stessi e gli altri in un incessante lavoro di cura di sé e dell'altro, che è l'unica strada per tenere in piedi il nostro Paese. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Gentile Ministro, la accogliamo sempre con molto piacere in quest'Aula per il suo garbo istituzionale, che non è cosa frequente nei membri del Governo e comunque della maggioranza e della politica in genere. Lei invece ha da sempre un tratto distintivo e dice le cose che ci fa piacere sentire e quelle che non ci fa piacere sentire, ma mantenendo sempre un garbo istituzionale, che non è così diffuso; e ciò, naturalmente, ostacola anche i rapporti tra opposizione e maggioranza, perché con una dialettica formalmente corretta ci si confronta molto meglio e molto di più si può intervenire sugli argomenti all'ordine del giorno. Dalla data di emanazione della sua prima ordinanza in materia di Covid di fine gennaio 2020, sono passati ormai più di sette mesi, nel corso dei quali l'attività normativa e regolamentare del Governo è stata abbastanza altalenante e vorrei dire - usando un termine medico - qualche volta anche schizofrenica.