[pronunce]

l ) ( elle ) bis, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dal decreto legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16», ha disposto che il questo riportato nella precedente ordinanza del 9 dicembre 2002, sia così riformulato: «Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 - recante “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio” - limitatamente alle seguenti parti del titolo primo (titolato “Gestione dei rifiuti”), capo primo (titolato “Princìpi generali”) e capo quinto (titolato “Procedure semplificate”): art. 7 (rubricato “Classificazione”) limitatamente al comma 3, lettera l (elle) bis, inserita dall'art. 7 (istituzione di un contributo di riciclaggio e di risanamento ambientale) comma 11 del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, come modificato dalla legge di conversione 27 febbraio 2002, n. 16 e dall'art. 23 comma 1 lett. a) della legge 31 luglio 2002 n. 179: “il combustibile derivato dai rifiuti ”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 8, lettera a) limitatamente alle parole “e di recupero”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 8, lettera b): “delle attività di trattamento dei rifiuti urbani per ottenere combustibile da rifiuto effettuate nel rispetto delle norme tecniche di cui al comma 1”; art. 33 (rubricato “Operazioni di recupero”), comma 9, limitatamente alle parole “alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative”?». 5. - Il Comitato Promotore e presentatore del referendum ha depositato atto di costituzione e memoria illustrativa, ai sensi dell'art. 33, terzo comma, della legge n. 352 del 1970, nella quale sostiene che il quesito non contrasterebbe con i limiti stabiliti dall'art. 75 della Costituzione, sarebbe conforme alla normativa comunitaria ed avrebbe anche i previsti requisiti di omogeneità, univocità e chiarezza. 6. - Alla camera di consiglio del 14 gennaio 2003 ha partecipato, per i presentatori della richiesta, l'avvocato Carlo Rienzi, illustrando e ribadendo le argomentazioni a sostegno dell'ammissibilità del referendum.1. - La richiesta di referendum abrogativo, sulla cui ammissibilità questa Corte è chiamata a pronunciarsi a seguito dell'ordinanza dell'Ufficio centrale per il referendum del 9 dicembre 2002, che ne ha dichiarato la legittimità, e della successiva ordinanza dell'8 gennaio 2003, che ha provveduto a riformulare il quesito, investe il d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio), limitatamente alle seguenti parti: art. 7 (Classificazione), limitatamente al comma 3, lettera l-bis), inserita dall'art. 7, comma 11, del d.l. 28 dicembre 2001, n. 452, come modificato dalla legge di conversione 27 febbraio 2002, n. 16, ed ulteriormente modificato dall'art. 23 comma 1, lettera a), della legge 31 luglio 2002, n. 179: "il combustibile derivato dai rifiuti"; art. 33 (Operazioni di recupero), relativamente: al comma 8, lettera a), limitatamente alle parole: "e di recupero"; al comma 8, limitatamente alla lettera b): "delle attività di trattamento dei rifiuti urbani per ottenere combustibile da rifiuto effettuate nel rispetto delle norme tecniche di cui al comma 1"; al comma 9, limitatamente alle parole: "alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative". 2. - Il giudizio per l'ammissibilità della richiesta referendaria postula che si accerti che la stessa non sia in contrasto con i limiti posti dall'art. 75, secondo comma, della Costituzione o con quelli desumibili, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, da un'interpretazione logico-sistematica della Costituzione, senza che, in questa sede, possano essere espresse valutazioni sull'opportunità della richiesta stessa. Ciò premesso, va rilevato che il quesito referendario in esame è inammissibile, perché trascende i limiti segnati dall'art. 75 della Costituzione sul necessario carattere abrogativo della richiesta referendaria. In effetti la formulazione del quesito non propone la mera eliminazione del vigente regime del combustibile derivato da rifiuti, ma attraverso abrogazioni che investono parole o locuzioni verbali inespressive di contenuto normativo, tende, in realtà, alla instaurazione di un sistema diverso, in sostituzione di quello attualmente vigente (sentenza n. 43 del 2000). A questo scopo evidentemente è diretta la portata abrogativa del quesito sulla esclusione del combustibile derivato da rifiuti dalla categoria dei rifiuti speciali, nonché sulla previsione di incentivi finanziari per l'incenerimento dei rifiuti; previsione quest'ultima che non è certo secondaria, tanto che lo stesso Comitato promotore del referendum addirittura la definisce il "nucleo essenziale" del quesito. In questa ottica, il quesito non può considerarsi meramente abrogativo, ma piuttosto propositivo, diretto cioè a porre norme nuove per via referendaria, poiché la richiesta abrogazione, secondo la tecnica dell'estrapolazione e del "ritaglio" di singole parole, o di gruppi di parole, privi di autonomo significato normativo, come ad esempio quelli contenuti nel comma 9 dell'art. 33, non comporta l'automatica espansione di una disciplina comunque già esistente, ancorché originariamente residuale (sentenza n. 13 del 1999), ma invece una disciplina diversa "non derivante direttamente dall'estensione di preesistenti norme o dal ricorso a forme autointegrative" (sentenza n. 36 del 1997). Con l'indicata tecnica del "ritaglio" e della "cucitura" delle parole residue si pone in essere, infatti, nella fattispecie in esame, un diverso e più rilevante ambito di competenza del previsto potere ministeriale, che non avrebbe più ad oggetto, come nella originaria previsione di legge, la determinazione di modalità, condizioni e misure relative "alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative", ai fini dell'utilizzazione dei rifiuti come combustibile per produrre energia elettrica, ma avrebbe invece ad oggetto la determinazione di modalità, condizioni e misure direttamente relative all'utilizzazione dei rifiuti come combustibile per produrre energia elettrica.