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Tra le considerazioni, il Consiglio per i diritti umani ha espresso la sua profonda preoccupazione per il fatto che, nonostante le risoluzioni approvate al riguardo dallo stesso Consiglio, dall'Assemblea generale e dalla commissione per i diritti umani, e in violazione alle disposizioni del diritto internazionale e della carta delle Nazioni Unite, "le misure coercitive unilaterali continuano ad essere promulgate, applicate e fatte rispettare, con tutte le conseguenze negative che ne conseguono per le attività sociali e umanitarie e per lo sviluppo economico e sociale dei paesi meno sviluppati e in via di sviluppo". La risoluzione chiede poi al segretario generale delle Nazioni Unite di fornire la necessaria assistenza al relatore speciale e all'alto commissario per i diritti umani per svolgere efficacemente i loro mandati, mettendo a disposizione risorse umane e materiali adeguate; questa "conquista" del multilateralismo ha visto il voto contrario di 15 Paesi, tra cui l'Italia, oltre ad Austria, Brasile, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Polonia; considerato, inoltre, che: un anno fa, a marzo 2020, tutti gli italiani, i mezzi di informazione e i membri dell'allora Governo Conte II si congratulavano con la Repubblica di Cuba perché, nonostante il blocco economico e i primi casi di infettati dal COVID-19 registrati nell'isola caraibica, aveva inviato alcuni sanitari per aiutare il nostro personale medico in difficoltà a causa di quella che sarebbe diventata a breve una vera e propria pandemia; in particolare, vennero inviate in Italia due brigate mediche del "Contingente internacional de medicos especializados en situaciones de disastres y graves epidemias", esperte di gravi epidemie, composte rispettivamente da 53 persone (immunologi e infermieri specializzati in interventi di contrasto delle pandemie) mandate a Crema, e da 38 persone (21 medici, 16 infermieri e un logista) mandate a Torino, ovvero in quelli che allora erano due dei focolai più rilevanti registrati nel Nord Italia. Durante questi mesi di pandemia, la Repubblica di Cuba ha inviato più di 3.700 collaboratori, raggruppati in 46 brigate, in 39 Paesi e territori colpiti dal COVID-19. Un gesto apprezzato in tutto il mondo, tanto che alla fine di settembre 2020 la brigata di medici e infermieri "Henry Reeve" è stata ufficialmente candidata al premio Nobel per la pace, inserita nella lista per l'ambito riconoscimento dopo una lunga campagna internazionale, a cui hanno partecipato anche moltissimi italiani, sottoscrivendone la candidatura. considerando, infine, che sono passati quasi sei decenni e 12 presidenti USA dall'inizio del ferreo blocco economico, commerciale, finanziario e tecnologico imposto alla Repubblica di Cuba dal Governo degli Stati Uniti d'America, attraverso un ordine esecutivo presidenziale, datato 3 febbraio 1962. Questo blocco, eufemisticamente chiamato " embargo " dalla Casa bianca, tenendo conto del deprezzamento del dollaro rispetto al valore dell'oro nel mercato internazionale, ha già causato danni quantificabili di poco più di un trilione di dollari, oltre a costituire una flagrante violazione dei diritti umani di un intero popolo e il più grande ostacolo per il benessere del popolo cubano, ma anche una violazione dei principi sanciti dalla carta delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale, soprattutto attraverso le applicazioni extraterritoriali. Nonostante ciò, la Repubblica cubana è un Paese all'avanguardia, incontestabilmente, nella tutela di diritti fondamentali, quali la sanità, l'infanzia, l'istruzione, il lavoro, la previdenza sociale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; per quale motivo l'Italia abbia deciso di votare contro la risoluzione sulle ripercussioni negative delle misure coercitive unilaterali nel godimento dei diritti umani, che esorta gli Stati ad eliminare o ad interrompere l'adozione, il mantenimento o l'applicazione di tali sanzioni contrarie al diritto internazionale e alla carta delle Nazioni Unite, che impediscono le forniture di cibo, cure mediche e beni di prima necessità alla Repubblica di Cuba; come reputi il nuovo indirizzo dell'amministrazione Biden nei confronti della Repubblica di Cuba, e se intenda modificare al più presto la propria posizione nei confronti del piccolo Stato caraibico, la cui popolazione da decenni soffre per i pesanti provvedimenti di embargo , anche invitando gli Stati Uniti, in quanto Paese alleato, attraverso gli opportuni strumenti diplomatici, ad evitare inutili sofferenze alla popolazione cubana e ad aprire una politica di disgelo e di pace. Atto n. 4-05209 GUIDOLIN CASTELLONE GAUDIANO VANIN GALLICCHIO LANZI PAVANELLI CROATTI ROMANO DONNO SANTANGELO TRENTACOSTE FEDE Al Ministro della salute Premesso che: le "raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID 19" del 10 marzo 2021, individuano le categorie prioritarie relative all'utilizzo dei vaccini disponibili; il documento contiene la "categoria 1: elevata fragilità" di cui fanno parte "alcune categorie di cittadini affetti da specifiche patologie valutate come particolarmente critiche in quanto correlate al tasso di letalità associata a COVID-19 per danno d'organo preesistente o compromessa capacità di risposta immunitaria a SARS-CoV-2, definite estremamente vulnerabili (tabella 1) e dei portatori di disabilità gravi ai sensi della legge 104/1992 art. 3 comma 3 (tabella 2)"; la tabella 1 prevede diverse "aree di patologia", tra cui quella delle "malattie neurologiche", al cui interno vengono elencate le seguenti malattie: sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive, miastenia gravis, patologie neurologiche disimmuni; invece, la tabella 2 inserisce i disabili gravi ex art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, nonché i familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto; considerato che: nella tabella 1 è assente la demenza tra le malattie neurologiche; la persona affetta da demenza non sempre viene qualificata come disabile grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, e così può non rientrare nella tabella 2. Ed infatti, la demenza è una malattia di regola progressiva, si distinguono quindi diversi stadi della malattia (lieve, medio, medio-grave e grave), in funzione della capacità di gestione delle attività della vita quotidiana; secondo un comunicato stampa del 4 marzo 2021 della Federazione Alzheimer Italia, sono circa 700.000 le persone con demenza al di sotto degli 80 anni di età, e, di conseguenza, esclusi dalla possibilità di accedere in breve tempo ad una tempestiva somministrazione del vaccino; circa il 20-25 per cento delle persone decedute per COVID-19 aveva una forma di demenza, invero, quasi un caso su 5 delle vittime era affetto da una demenza, come si evince dal rapporto "Impact and mortality of COVID-19 on people living with dementia: