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Modifica alla legge 30 aprile 1999, n. 120, in materia di tessera elettorale elettronica e ulteriori disposizioni per favorire la partecipazione degli elettori alle consultazioni elettorali e referendarie. Onorevoli Senatori – Nonostante l'Italia sia stata per moltissimi anni un Paese con una partecipazione alle consultazioni elettorali molto alta, negli ultimi trent'anni questa tendenza ha subito una forte battuta d'arresto, come denotano i tassi sempre decrescenti di partecipazione elettorale. Per citare alcuni dati, se in occasione delle elezioni politiche del 1992 la partecipazione complessiva è stata pari all'87,35 per cento degli aventi diritto, essa è calata progressivamente all'86 per cento nel 1994, all'83 per cento nel 1996, all'81 per cento nel 2001, è poi lievemente risalita all'83 per cento nel 2006 per crollare negli anni successivi: 80 per cento nel 2008, 75 per cento nel 2013, 73 per cento nel 2018 e addirittura 64 per cento delle elezioni del 25 settembre 2022. Il calo di partecipazione elettorale, del resto, è un dato sistematico che si registra in tutte le consultazioni elettorali. Se si pone mente alle elezioni per il Parlamento europeo, ad esempio, il calo è stato ancora più marcato: si è passati dall'81 per cento del 1989 al 73,6 del 1994, fino al 54,5 delle ultime elezioni del 2019. Per quanto attiene alle elezioni regionali, invece, è sufficiente citare i dati di partecipazione alle recenti consultazioni per denotare la gravità del problema. Alle regionali in Lombardia del 12 febbraio 2023, il tasso di partecipazione è stato del 41,68 per cento, a fronte del 73 per cento di cinque anni prima (sebbene, in quel caso, le consultazioni fossero abbinate alle elezioni politiche). Ancora peggiore il dato della regione Lazio, che ha registrato un tasso di partecipazione di appena il 37,2 per cento, in calo evidente rispetto al dato del 2018 che si attestava sul 66 per cento. Una democrazia rappresentativa si regge sulle elezioni, attraverso le quali il popolo sovrano individua i rappresentanti che vanno ad occupare le cariche istituzionali rappresentative. La mancata partecipazione al voto, sempre crescente, determina un vulnus di rappresentatività e di legittimazione degli eletti e si ripercuote in modo molto negativo sull'azione dei decisori pubblici. Si pone dunque l'esigenza di predisporre misure per invertire questo trend e stimolare una maggiore partecipazione soprattutto delle giovani generazioni. Recenti studi dimostrano, infatti, che le generazioni più giovani partecipano poco alle consultazioni elettorali, sebbene l'astensione non sia sempre e comunque un sintomo di disinteresse verso la gestione della cosa pubblica. Sembra dunque che i più giovani siano poco attratti da un procedimento elettorale ancorato agli schemi del secolo scorso, privo di strumenti che la tecnologia offre già da tempo e che vedono una loro applicazione generalizzata in molteplici aspetti della vita quotidiana. Informatizzare e digitalizzare il procedimento elettorale, del resto, è un obiettivo che la Commissione europea ha indicato più volte come strategico. Con la Comunicazione « Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale », del 9 marzo 2021, la Commissione ha evidenziato che, entro il 2030, la vita democratica e i servizi pubblici online devono essere resi completamente accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità, anche attraverso il voto elettronico che incoraggerebbe una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita democratica. Conformemente a tali indirizzi, negli ultimi anni il legislatore ha apportato alcune importanti innovazioni alle disposizioni vigenti sul procedimento elettorale preparatorio. In particolare, con il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, sono state informatizzati alcuni importanti passaggi, prevedendo tra l'altro: la digitalizzazione del deposito del contrassegno da parte dei partiti politici che intendono presentare liste di candidati alle elezioni; la possibilità di presentare attraverso posta elettronica certificata l'atto di designazione dei rappresentanti di lista; la digitalizzazione del certificato di iscrizione alle liste elettorali, necessario per la sottoscrizione a sostegno di liste di candidati per le elezioni politiche, europee ed amministrative, nonché di proposte di referendum e di iniziative legislative popolari; la possibilità di richiedere per posta elettronica certificata i certificati dei casellari giudiziali da parte dei rappresentanti legali dei partiti e dei movimenti politici e delle liste in elezioni amministrative in comuni con almeno 15.000 abitanti ed altro ancora. Con la legge di bilancio per l'anno 2021(legge 30 dicembre 2020, n. 178) è stata poi introdotta la sottoscrizione elettronica per i referendum e per le proposte di legge di iniziativa popolare, nonché l'istituzione di una piattaforma per la raccolta delle firme digitali. Nella medesima ottica, il presente disegno di legge propone di digitalizzare anche la tessera elettorale, necessaria per poter accedere ai seggi ed esercitare il voto. La tessera elettorale cartacea è stata istituita dall'articolo 13 della legge 30 aprile 1999, n. 120, in sostituzione del vecchio certificato elettorale che doveva essere predisposto volta per volta e consegnato all'elettore in occasione di ciascuna tornata elettorale, con uno spreco di tempo e di risorse ormai ingiustificato. La tessera elettorale è disciplinata negli aspetti di dettaglio dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 2000, n. 299, il quale prevede in particolare che la tessera sia contrassegnata da una serie e da un numero progressivo identificativi, nonché riporti l'indicazione delle generalità dell'elettore, il numero di sede e l'indirizzo della sezione elettorale di assegnazione e di collegio, oltre all'individuazione della circoscrizione, o regione, in cui è possibile esprimere il diritto di voto in ciascun tipo di elezione. Già in origine l'articolo 13 della legge 30 aprile 1999, n. 120, prevedeva la possibilità di una tessera elettorale su supporto informatico, utilizzando eventualmente la carta di identità elettronica, ma l'attuazione concreta della disposizione non si è mai avuta. Per tale ragione, è opportuno modificare il testo richiamato, prevedendo che la tessera elettorale debba essere rilasciata anche in modalità elettronica su richiesta del singolo elettore, utilizzando all'uopo la carta di identità elettronica o lo SPID. A tal proposito, occorre considerare che, già nel 1999, l'Autorità garante per la protezione dei dati personali aveva rilevato che la tessera elettorale cartacea, istituita nel medesimo anno, poneva una serie di problemi di tutela del diritto costituzionale alla riservatezza, in quanto il modello – pensato come puramente transitorio – poteva portare ad una eccessiva conoscibilità di dati sul comportamento elettorale dei cittadini.