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Le Parti potranno stabilire con un semplice scambio di note di modificare questo elenco. ARTICOLO 7. 1. Salvo disposizioni particolari, la Commissione è incaricata di trattare le questioni generali e le questioni di principio, quali l'elaborazione di programmi per i Comitati, il coordinamento ed i contatti con le amministrazioni centrali interessate e con le Commissioni miste, create prima dell'entrata in vigore del presente accordo. 2. La Commissione ha particolarmente il compito di presentare ai rispettivi governi le sue raccomandazioni e quelle dei Comitati, e gli eventuali progetti per la conclusione di accordi internazionali. 3. La Commissione può far ricorso ad esperti per lo studio di particolari questioni. ARTICOLO 8. 1. I Comitati hanno principalmente il compito di studiare i problemi che sorgono nelle materie considerate nell'articolo 6 e di formulare proposte e raccomandazioni in merito. Essi possono essere investiti di tale compito dalla Commissione, dalle autorità centrali, regionali o locali delle Parti e dalle istituzioni, associazioni o altri organismi di diritto pubblico o privato. Essi possono parimenti investirsene di propria iniziativa. 2. I Comitati possono, per lo studio di tali problemi, costituire gruppi di lavoro. Essi possono ugualmente ricorrere ad esperti e chiedere pareri giuridici o relazioni tecniche. I Comitati debbono, mediante una consultazione la più larga possibile, raggiungere risultati conformi all'interesse delle popolazioni interessate. ARTICOLO 9. 1. I Comitati informano la Commissione delle questioni sottoposte al loro esame e delle conclusioni alle quali essi sono giunti. 2. Se le conclusioni richiedono decisioni a livello della Commissione o dei rispettivi governi, i Comitati indirizzano raccomandazioni alla Commissione. ARTICOLO 10. 1. Tanto la Commissione come i Comitati sono abilitati a regolare, col consenso dei loro membri, le questioni di interesse comune, nella misura in cui i loro membri ne hanno il potere secondo i rispettivi ordinamenti delle Parti. 2. La Commissione ed i Comitati si informano reciprocamente sulle decisioni prese a questo riguardo. ARTICOLO 11. 1. Le delegazioni in seno alla Commissione o ai Comitati si informano reciprocamente delle misure prese dalle autorità competenti, in seguito alle raccomandazioni formulate o ai progetti d'accordo elaborati in conformità all'articolo 7.2 e all'articolo 9.2. 2. La Commissione ed i Comitati deliberano quale seguito dare alle misure prese dalle autorità competenti considerate nel primo capoverso. 1.3 Modello di accordo interstatale sulla concertazione locale transfrontaliera Nota preliminare: Questo accordo può essere concluso sia singolarmente, sia congiuntamente con uno o più modelli di accordi interstatali (testi da 1.1 a 1.5). ARTICOLO 1. Al fine di una migliore informazione reciproca e dello sviluppo della concertazione tra le autorità locali dell'una e dell'altra parte delle frontiere, le Parti invitano le autorità ad esaminare insieme i problemi locali d'interesse comune, nell'ambito dei gruppi di concertazione. ARTICOLO 2. Le regole di funzionamento di questi gruppi sono definite per accordo tra i loro membri. Le autorità superiori, qualora non si associno ai lavori, sono ragguagliate su di essi dai membri del gruppo. I gruppi di concertazione sono associati ai lavori delle Commissioni regionali di concertazione transfrontaliera, alle condizioni definite da quest'ultime, se nella regione considerata sono state create tali Commissioni. A loro volta, queste Commissioni prestano la loro collaborazione ai lavori dei gruppi. Questi ultimi possono ugualmente intervenire, come gruppi di consultazione, nel quadro dell'applicazione di accordi intestatali su un particolare oggetto, conclusi nel campo della cooperazione transfrontaliera. ARTICOLO 3. La funzione dei gruppi di concertazione è di assicurare lo scambio d'informazioni, la consultazione reciproca, lo studio di questioni di interesse comune, la identificazione di obiettivi comuni. La loro attività si svolge nel rispetto delle responsabilità proprie dei loro membri e non implica alcun trasferimento di competenze. Tuttavia, nel quadro di accordi di cooperazione, i membri di questi gruppi possono validamente determinare in comune le misure o i limiti cui s'informano le rispettive azioni o le procedure di consultazione preventive che intendono seguire. ARTICOLO 4. (Variante) Allo scopo di facilitare l'attività di questi gruppi di concertazione, le autorità locali interessate possono creare, nei limiti dei poteri che loro attribuisce il diritto interno, associazioni destinate a fornire un supporto giuridico alla loro cooperazione. Queste associazioni saranno costituite sulla base del diritto civile delle associazioni o del diritto commerciale di uno degli Stati interessati. Per l'applicazione del regime giuridico adottato, viene fatta astrazione, se del caso, dalle condizioni, formalità o autorizzazioni particolari legate alla nazionalità dei membri di queste associazioni. Le informazioni fornite alle autorità superiori, conformemente all'articolo 2, includeranno ogni ragguaglio sulle attività delle associazioni considerate nel presente articolo. 1.4 Modello di accordo interstatale sulla cooperazione contrattuale transfrontaliera tra autorità locali Nota preliminare: Questo accordo può essere concluso sia singolarmente, sia congiuntamente con uno o più modelli di accordi interstatali (testi da 1.1 a 1.5). ARTICOLO 1. La cooperazione transfrontaliera tra autorità locali è attuata in particolare a mezzo di contratti aventi un oggetto amministrativo, economico o tecnico. ARTICOLO 2. I contratti di cooperazione transfrontaliera sono conclusi dalle autorità locali nei limiti della loro competenza quale risulta dal diritto interno. Essi vertono in particolare sulla fornitura di prestazioni o servizi, nell'attuazione di azioni comuni, nella creazione di associazioni costituite sulla base del diritto civile o commerciale di uno degli Stati-parte o sulla partecipazione a tali associazioni. (5) ARTICOLO 3. I contraenti stabiliscono la disciplina da applicare a detti contratti in riferimento al diritto contrattuale (pubblico e privato) di uno degli Stati-parte del presente accordo. Parimenti stabiliscono, ove necessario, le deroghe che possono essere apportate alle disposizioni non cogenti di tale normativa. Nel silenzio del contratto, la disciplina applicabile è quella dello Stato da cui dipende l'autorità locale che, in virtù dell'accordo, è incaricata dell'esecuzione della prestazione in natura più importante o, in mancanza di essa, l'autorità locale il cui impegno finanziario è più importante. I cittadini di ciascuna delle autorità locali che sono parti nel contratto conservano, in ogni caso, nei confronti di dette autorità ogni diritto d'azione e di ricorso di cui avrebbero goduto nei confronti di dette autorità se queste avessero conservato nei loro riguardi l'onere di effettuare le prestazioni, forniture o servizi. Le autorità locali fatte oggetto di tale azione o ricorso dispongono di azione riconvenzionale nei confronti delle autorità locali che si sono assunte l'onere delle prestazioni, forniture o servizi. ARTICOLO 4. I progetti di conclusione o di modifica di contratti sono sottoposti, nel medesimo tempo, in ogni Stato, alle norme ordinarie che fissano l'intervento delle autorità superiori. Tuttavia non è richiesta alcuna approvazione da parte delle autorità che sono parti del contratto.