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Art. 129. Il Consiglio di amministrazione ha le attribuzioni e le funzioni del Consiglio di disciplina per tutto il personale amministrativo, di ragioneria, di ordine e subalterno. Al personale amministrativo, di ragioneria e di ordine che non adempie tutti i suoi obblighi di ufficio, o comunque viene meno ai propri doveri, sono applicabili, secondo la gravità delle mancanze e salvo eventuale azione civile e penale le seguenti punizioni: 1) la censura; 2) la sospensione del grado con privazione dello stipendio, fino a sei mesi; 3) il licenziamento. Le punizioni suddette sono inflitte dal presidente su conforme deliberazione del Consiglio di amministrazione, il presidente ha facoltà, nei casi di urgenza, e per gravi motivi di sospendere il personale dall'ufficio ed interdirgli l'accesso all'Istituto, riferendone subito al Consiglio di amministrazione. Al personale subalterno possono essere inflitte le seguenti punizioni disciplinari: a) la multa in misura non superiore a L. 500; b) la riduzione dello stipendio in misura non superiore a un quinto e di durata non superiore a sei mesi; c) la sospensione dal servizio e dallo stipendio fino a sei mesi; d) il licenziamento. La multa è inflitta dal direttore amministrativo per mancanze nel servizio che non siano tali da pregiudicare gravemente il servizio stesso e non costituiscono grave insubordinazione. Per mancanze più gravi, o per abituale negligenza o insubordinazione possono essere inflitte, secondo i casi e le circostanze, le pene di cui alle lettere b), c) e d), le quali sono deliberate dal Consiglio di amministrazione sentite le difese che l'incolpato può presentare a voce o per iscritto. Se si tratta di licenziamento l'incolpato ha un termine di dieci giorni per presentare le proprie difese.