[ddlpres]

In particolare, con sentenza del 19 luglio 2012, l'Italia è stata condannata a prendere le disposizioni necessarie affinché tutti gli agglomerati urbani, aventi un numero di abitanti equivalenti superiore a 15.000, siano provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane, conformemente all'articolo 3 della direttiva 91/271/CEE (più di una cinquantina di agglomerati ne sono privi), garantendo altresì che le acque reflue urbane confluenti in reti fognarie siano sottoposte ai trattamenti previsti dall'articolo 5 della suddetta direttiva e che la progettazione, la costruzione, la gestione e la manutenzione degli impianti di trattamento delle stesse siano conformi ai requisiti fissati agli articoli 4-7 della direttiva 91/271/CEE, come modificata dal regolamento (CE) n. 1137/2008; -- causa C-423/08 relativa alla procedura di infrazione 2005/2117. In particolare, con sentenza del 17 giugno 2010, l'Italia è stata condannata per non aver osservato i termini per l'iscrizione delle risorse proprie comunitarie in caso di riscossione a posteriori e per aver versato tardivamente tali risorse. La sentenza è stata ottemperata nel corso del gennaio del 2013 e la procedura è stata archiviata il 24 gennaio 2013; -- causa C-379/10 relativa alla procedura di infrazione 2009/2230 (responsabilità civile magistrati). In particolare, con sentenza del 24 novembre 2011, la Repubblica italiana è stata condannata poiché ha escluso qualsiasi responsabilità dello Stato italiano per i danni arrecati ai singoli a seguito di una violazione del diritto dell'Unione imputabile a un organo giurisdizionale nazionale di ultimo grado, qualora tale violazione risulti da interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall'organo giurisdizionale medesimo ed ha limitato tale responsabilità ai soli casi di dolo o colpa grave. Per quanto riguarda la lettera c) , si fornisce, di seguito, l'elenco delle direttive -- pubblicate negli anni 2011 e 2012 -- da attuare con decreto ministeriale e non ancora attuate alla data del 31 dicembre 2012 : Si rappresenta che la direttiva 2012/39/UE della Commissione, del 26 novembre 2012, che modifica la direttiva 2006/17/CE per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umane, sarà recepita mediante regolamento di cui all'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, così come previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85. Di seguito si fornisce l'elenco delle direttive che risultano essere state attuate in via amministrativa nel corso degli anni 2011-2012. Per quanto concerne la lettera d) , si fornisce l'elenco delle direttive, pubblicate nel corso degli anni 2011-2012, che non comportano obblighi di recepimento. Con riferimento a quanto richiesto dalla lettera e) , non risultano nel 2011-2012 direttive attuate con regolamento ai sensi dell'articolo 35. Relativamente alla lettera f) , sulla base delle comunicazioni pervenute dagli enti territoriali per mezzo della Conferenza Stato-regioni, si elencano di seguito gli atti normativi e regolamentari con i quali le singole regioni e le province autonome hanno provveduto a dare attuazione a direttive europee nel corso degli anni 2011 e 2012. Relativamente all’analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR), ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, è stata chiesta l'esenzione in ordine al presente disegno di legge «per la peculiare complessità ed ampiezza dell'intervento normativo e dei suoi possibili effetti». Peraltro, il comma 3 del citato articolo 9 stabilisce espressamente che nella relazione illustrativa di accompagnamento del provvedimento siano indicati sinteticamente «la necessità ed i previsti effetti dell'intervento normativo sulle attività dei cittadini e delle imprese e sull'organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, dando conto della eventuale comparazione di opzioni regolatorie alternative». Al riguardo, si fa presente quanto segue. La predisposizione del disegno di legge di delegazione europea risponde principalmente all'esigenza di adempiere all'obbligo, derivante dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, di adeguare l'ordinamento interno alla normativa europea non direttamente applicabile, quale è quella contenuta nelle direttive. Non appare, quindi, possibile utilizzare un diverso strumento regolatorio, essendo, di fatto, il disegno di legge di delegazione annuale, quello che garantisce il conferimento, in un'unica soluzione, di tante deleghe legislative quante sono le direttive che al momento della sua presentazione risultano da trasporre. Per ciascuna direttiva europea, comunque, l'AIR è stata effettuata a livello europeo e gli effetti dell'impatto nei singoli ordinamenti nazionali potranno valutarsi solo successivamente, nel nostro Paese, al momento della predisposizione dei singoli decreti legislativi di recepimento. Il provvedimento è stato approvato «salvo intese» in via preliminare dal Consiglio dei ministri del 27 marzo 2013. A seguito delle successive intese raggiunte con le amministrazioni interessate, sul testo concordato è stato acquisito, in data 11 aprile 2013, il parere, favorevole senza osservazioni, della Conferenza Stato-Regioni -- sessione comunitaria, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 281 del 1997, come sostituito dall'articolo 29, comma 6, della legge n. 234 del 2012.. Art. 1. (Delega al Governo per l'attuazione di direttive europee) 1. Il Governo è delegato ad adottare secondo le procedure, i principi e i criteri direttivi di cui agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, i decreti legislativi per l'attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B alla presente legge. 2. I termini per l'esercizio delle deleghe di cui al comma 1 sono individuati ai sensi dell'articolo 31, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234. 3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive elencate nell'allegato B, nonché, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali, quelli relativi all'attuazione delle direttive elencate nell'allegato A, sono trasmessi, dopo l'acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché su di essi sia espresso il parere dei competenti organi parlamentari. 4. Eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non riguardano l'attività ordinaria delle amministrazioni statali o regionali possono essere previste nei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B nei soli limiti occorrenti per l'adempimento degli obblighi di attuazione delle direttive stesse;