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L’articolo 38 aggiunge alla fine dell’articolo 79 del vigente statuto il riferimento al riformato articolo 119 della Costituzione, laddove afferma (quinto comma) che, al fine di promuovere lo sviluppo economico, la coesione sociale e rimuovere ogni tipo di squilibrio, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati comuni, province, città metropolitane e regioni, stabilendo che tale disposizione si applichi anche alle province autonome di Trento e di Bolzano. L’articolo 39, in virtù della nuova distribuzione delle competenze, modifica l’articolo 80 dello statuto del 1972, attribuendo competenza legislativa esclusiva alle province in materia di finanza locale. Al secondo comma si prevede in particolare che, nel caso di tributi locali istituiti, la legge provinciale possa consentire agli enti locali di modificare le aliquote e di introdurre esenzioni, detrazioni o deduzioni, nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa provinciale (non più statale) potendo prevedere, anche in deroga alla disciplina statale, le relative modalità di riscossione. L’articolo 40 modifica l’articolo 82 dello statuto del 1972 in quanto, sulla base della nuova gestione della finanza locale attribuita alle province, le attività di accertamento dei tributi nel territorio delle stesse sono svolte sulla base di indirizzi e obiettivi strategici definiti ora attraverso intese tra ciascuna provincia e il Ministero dell’economia e delle finanze, mentre vengono meno gli accordi operativi con le agenzie fiscali. L’articolo 41 riscrive il primo comma dell’articolo 83 dello statuto vigente, in materia di bilancio della regione, delle province autonome e dei comuni, il cui anno finanziario coincide con l’anno solare. Tolta la previsione secondo cui la regione e le province adeguano la propria normativa alla legislazione dello Stato, è premesso un comma che attribuisce autonomia finanziaria di entrata e di spesa a regione, province autonome e comuni. L’articolo 42 modifica, in favore dei componenti del gruppo linguistico ladino nel consiglio regionale e nel consiglio provinciale di Bolzano, la procedure di riesame dei capitoli di bilancio (articolo 84 dello statuto del 1972) quando questi siano sottoposti a votazione per gruppi linguistici e non siano approvati dalla maggioranza di uno di tali gruppi. Il nuovo testo prevede che, qualora sia il gruppo linguistico ladino a negarne l’approvazione, il riesame sia rimesso a una seconda commissione speciale consiliare, diversa da quella paritetica prevista al terzo comma del vigente articolo 84, composta da tre consiglieri regionali o provinciali, uno per ciascun gruppo linguistico, eletti dal consiglio su designazione dei rispettivi gruppi, che decide all’unanimità. La prima commissione di cui al terzo comma, composta da quattro consiglieri, decide invece a maggioranza semplice. L’articolo 43 abroga l’articolo 85 dello statuto del 1972, in quanto in materia di scambi di prodotti con l’estero è ormai competente l’Unione europea. L’articolo 44 abroga l’articolo 87 dello statuto del 1972, che regola l’istituzione e le attribuzioni del commissario del Governo per la provincia di Trento e di quello per la provincia di Bolzano. In forza dell’articolo 9, comma 2, della legge costituzionale n. 3 del 2001, il commissario del Governo non risulta più, infatti, costituzionalizzato. Conseguentemente, l’articolo 45 modifica l’articolo 88 dello statuto del 1972 al fine di prevedere che il coordinamento delle funzioni statali, già di competenza del commissario del Governo, venga assegnato al presidente della provincia (come peraltro previsto in alcuni Stati federali, di cui l’Austria è un esempio). L’articolo 46, modificando l’articolo 89 dello statuto del 1972, estende ai magistrati del gruppo linguistico ladino la ripartizione proporzionale per l’accesso ai posti in organico (la cosiddetta «proporzionale etnica») nei ruoli speciali istituiti per il territorio della provincia autonoma di Bolzano. Una disposizione analoga estende al personale statale di lingua ladina il contingentamento dei trasferimenti fuori provincia, ora limitati al 10 per cento dei posti occupati nei rispettivi ruoli speciali per il solo personale di lingua tedesca. Con l’articolo 47 è ridisegnata la composizione della sezione autonoma del tribunale amministrativo regionale (TAR) di Bolzano. Le modifiche apportate all’articolo 91 dello statuto del 1972 dispongono che della sezione speciale faccia parte almeno un componente appartenente al gruppo linguistico ladino e che questo componente, nominato dal consiglio provinciale di Bolzano entro la quota della metà dei componenti la sezione che esso nomina, occupi, alternativamente a ogni scadenza del mandato, un posto appartenente a una delle due componenti linguistiche maggiori. Dispone inoltre che, dopo ogni ciclo di sei mandati di presidenza del TAR, a questa sia nominato, per un mandato, un giudice appartenente al gruppo linguistico ladino se questi è magistrato di carriera. L’articolo 48 modifica l’articolo 93 dello statuto del 1972 e stabilisce che, delle sezioni del Consiglio di Stato investite dei giudizi di appello sulle decisioni dell’autonoma sezione di Bolzano del TAR, possa essere chiamato a far parte, in alternativa al consigliere appartenente al gruppo di lingua tedesca, un consigliere appartenente al gruppo di lingua ladina. L’articolo 49 adegua le disposizioni dell’articolo 94 dello statuto del 1972 alla nuova organizzazione delle funzioni delle province autonome di Trento e di Bolzano, provvedendo contestualmente ad aggiornarne la formulazione a seguito delle modificazioni intervenute nell’ordinamento giudiziario, attuate per la regione Trentino-Alto Adige con il decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 267. Si prevede, pertanto, che la nomina, la decadenza e la dispensa dall’ufficio dei magistrati onorari investiti delle funzioni di giudice di pace siano disposte con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente della provincia autonoma competente, osservate le altre norme in materia stabilite dall’ordinamento giudiziario. Sono altresì regolate con norme statutarie l’istituzione di sedi distaccate dell’ufficio del giudice di pace, la vigilanza sugli uffici del giudice di pace, l’esercizio delle funzioni di coordinamento di tale ufficio e il requisito della conoscenza delle lingue italiana e tedesca, nella provincia autonoma di Bolzano, per la nomina dei giudici di pace e per la nomina o il trasferimento degli addetti alle relative cancellerie e degli ausiliari. Per conseguenza, all’articolo 62 si provvede all’abrogazione delle corrispondenti disposizioni attualmente contenute nell’articolo 6 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 267: stante la diversa natura di tale atto e del presente disegno di legge costituzionale, non si provvede all’adeguamento dei riferimenti interni contenuti in quell’articolo, il quale rimane demandato all’interprete. L’articolo 50 interviene con la modifica dell’articolo 98 dello statuto del 1972, in sintonia con l’articolo 8 della riforma del titolo V che ha disposto l’abolizione del visto governativo sulle leggi regionali e provinciali.