[pronunce]

questo titolo si costituisce infatti al completamento di una fattispecie i cui elementi – ne faccia, o meno, parte anche l’avviso ex art. 50, comma 2, del d.P.R. n. 602 del 1973 – si collocano, tutti, all’interno del rapporto tributario, nel contesto del quale si rinvengono i presupposti dell’iscrizione a ruolo, della successiva notifica della cartella di pagamento, della definitività di tale atto nonché quello, eventuale, della responsabilità in solido di altri debitori; che la difesa erariale ricorda, infine, che la giurisprudenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione – escludendo che possano essere devolute alla cognizione delle commissioni tributarie, oltre alle controversie riguardanti iscrizioni che non hanno titolo in crediti tributari, anche queste ultime, nel caso in cui le contestazioni siano sollevate da terzi estranei al rapporto di imposta – sarebbe già pervenuta, in via interpretativa, ad una soluzione in linea con i principi affermati dalla Corte costituzionale nelle sentenze n. 64 e n. 130 del 2008. Considerato che la questione sollevata, in riferimento all’art. 102 della Costituzione, dalla Commissione tributaria regionale del Veneto investe gli artt. 2 e 19, comma 1, lettera e-bis), del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell’art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), nella parte in cui devolvono alla giurisdizione tributaria la cognizione della validità dell’ipoteca legale iscritta dal concessionario della riscossione ai sensi dell’art. 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), e successive modificazioni; che la questione involge un dubbio sulla costituzionalità della norma di legge attributiva della giurisdizione al giudice a quo ed è sollevata da un giudice d’appello – la Commissione tributaria regionale del Veneto – che si è posto d’ufficio il problema della propria giurisdizione, a fronte di una sentenza di primo grado che aveva deciso nel merito il ricorso del contribuente; che, benché l’art. 37 cod. proc . civ. e l’art. 3 del d.lgs. n. 546 del 1992 prevedano che il difetto di giurisdizione può essere rilevato, anche d’ufficio, in ogni stato e grado del processo, la più recente giurisprudenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione (ordinanza 9 ottobre 2008, n. 24833; ordinanza 20 novembre 2008, n. 27531) è pervenuta ad una lettura di queste disposizioni secondo la quale, allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato, come nella specie, nel merito, affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione e le parti abbiano prestato acquiescenza, non contestando la relativa sentenza sotto tale profilo, non è consentito al giudice della successiva fase impugnatoria rilevare d’ufficio il difetto di giurisdizione, trattandosi di questione ormai coperta dal giudicato implicito; che il giudice rimettente non si è confrontato con questo orientamento ed ha rilevato d’ufficio una questione di difetto di giurisdizione in ordine alla quale – stando ai più recenti arresti delle Sezioni unite – era processualmente maturata una preclusione; che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile per difetto di motivazione sulla rilevanza. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2 e 19, comma 1, lettera e-bis), del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell’art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), sollevata, in riferimento all’art. 102 della Costituzione, dalla Commissione tributaria regionale del Veneto con l’ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 gennaio 2010. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 febbraio 2010. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA