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In entrambe quelle intese c'è un articolo che poi è stato approvato per legge (sono leggi previste direttamente dalla Costituzione), dove c'è scritto: «In occasione di disegni di legge relativi a materie che coinvolgono rapporti della Chiesa apostolica in Italia» - oppure della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni in Italia - «con lo Stato, verranno promosse, previamente in conformità all'articolo 8 della Costituzione, le intese del caso». Questo è un obbligo preciso, e non una facoltà. Non siamo qui in questo momento a giudicare se i rilievi fatti da dette chiese siano corretti o meno. Abbiamo una norma prevista dalla Costituzione che ci dice che previamente bisogna dare retta a queste domande. (Applausi) . Altrimenti vuol dire calpestare la Costituzione in una parte dove tutela la libertà religiosa. Poi starà al Governo in primis dire cosa deve fare; ma non si può semplicemente ignorare questo, perché altrimenti vuol dire mettere sotto i piedi la parola della Repubblica italiana, che tra l'altro è stata data da Romano Prodi e da Enrico Letta. Volete fare questo? Questa è una cosa molto grave. Al di là delle ragioni portate da queste due confessioni religiose, c'è un impegno preciso della Repubblica italiana. Se riesco, nel tempo che ho a disposizione vorrei precisare che queste due confessioni hanno tenuto entrambe a dire che sono pienamente d'accordo con la tutela dei diritti e dell'uguaglianza delle persone che si riconoscono come LGBT e sostengono i loro diritti. Ciò è scritto nel testo delle lettere formali inviate al Presidente del Consiglio, e viene ribadito. Peraltro, entrambe le confessioni religiose hanno subito, anche in Italia, gravi discriminazioni, per cui sanno cosa vuol dire subirle e sostengono che non si devono discriminare le persone che si riconoscono come LGBT, ma che neppure si può danneggiare la libertà religiosa. Vi ricordo che verranno votate le questioni sospensive nel loro insieme, ma votandone una non si approvano tutte. Se però passa il voto sulla questione sospensiva - come mi auguro - con cui si chiede di sospendere momentaneamente la discussione del disegno di legge in esame - come auspicato da tantissimi anche nell'ambito del centrosinistra - dopo si dovrà votare per vedere quale tipo di sospensione ci sarà. Faccio notare che, se non viene data risposta - tra l'altro il Governo stesso dovrebbe dare risposta, perché chi firma le intese è il capo del Governo; c'è anche una mia interrogazione al riguardo e il Governo dovrebbe rispondere alle interrogazioni - e se omettete questo passaggio, e non lo si può fare, dite apertamente... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Senatore Malan, se vuole ha un secondo per terminare il suo intervento, ma proprio un secondo. MALAN (FIBP-UDC) . La ringrazio, signor Presidente. Chiedo dunque di non ignorare queste richieste, perché farlo vuol dire calpestare direttamente, formalmente e chiaramente la Costituzione. (Applausi) . PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il senatore Romeo per illustrare la questione sospensiva QS1. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la nostra richiesta di sospensiva è molto stringata e breve. Nel deliberato chiediamo sostanzialmente di sospendere l' iter del provvedimento e di rinviarlo al 27 luglio, per dare tempo alla Commissione di verificare se si riesce a trovare un accordo politico, per una gestione ordinata del provvedimento. Ci sembra una richiesta assolutamente di buon senso, anche perché è inutile stare qui a rimuginare sull'ostruzionismo o sul fatto che non si voleva portare il provvedimento all'esame dell'Assemblea. Adesso avete chiesto la calendarizzazione e l'avete ottenuta. La partita inizia e bisogna solo stabilire come vogliamo giocarla, anzi come la volete giocare. Mi sto rivolgendo, chiaramente, ai colleghi del Partito Democratico, del MoVimento 5 Stelle e del Gruppo Misto. La vogliamo giocare con diversi voti sugli emendamenti e con voti segreti; oppure, riscoprendo un po' l'arte del compromesso, che dovrebbe guidare il buon senso della politica, ci riuniamo invece in Commissione, per trovare insieme una soluzione per una legge di civiltà, che serve al Paese? È tutto qui il tema su cui dobbiamo ragionare ed è necessario che ci sia chiarezza e trasparenza al riguardo perché, a seconda di come vogliamo giocare la partita, ci può essere un risultato oppure un altro. Del resto alcune questioni sollevate, come ad esempio quella dell'identità di genere, non sono state poste solo da noi della Lega, da Forza Italia o da Fratelli d'Italia, ma autorevolissimi esponenti del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle hanno messo in dubbio la definizione di identità di genere, ponendo la questione del rischio di un utilizzo opportunistico dell'aspetto del genere (Applausi) o di un accesso ai benefici del genere, che potrebbe comprimere gli spazi faticosamente conquistati dalle donne negli ultimi anni. (Applausi) . Sono proprio le donne del vostro schieramento che hanno posto la questione. Quando si parlava dell'indeterminatezza delle norme penali, una collega del MoVimento 5 Stelle è intervenuta su questo tema dicendo che, se le fosse stato chiesto se per lei quello in esame fosse un disegno di legge perfetto, avrebbe risposto di no, perché come giurista conosceva le criticità di quel testo. La collega ha quindi richiamato la genericità delle norme penali e il fatto che mancano requisiti di tassatività e determinatezza, mentre il cittadino deve sapere con certezza quali sono le condotte che possono comportare una sanzione penale. Non ci possono essere dubbi, non si può lasciare tutto alla discrezionalità del giudice. E queste sono dichiarazioni non della Lega, di Forza Italia o di Fratelli d'Italia, ma di alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle. Dal momento che ci sono dei dubbi, razionalità e buonsenso vorrebbero che ci si prendesse il tempo necessario - quindici giorni, non stiamo chiedendo di arrivare a chissà quando - per lavorare in Commissione, fugare i dubbi, superare le criticità e arrivare a una soluzione buona per il Paese. Noi riteniamo che sia questa, ragionevolmente, la logica che tutti quanti dovrebbero perseguire. Non vorremmo che, nell'epoca del distanziamento sociale, si fossero prese le distanze anche dal buonsenso. Forse bisognerebbe ritrovare un po' di buon senso e un po' di intelligenza politica su queste tematiche, anche perché tutto dipende - come ho detto - da come volete giocare la partita: se il modulo, lo schema è o la legge Zan così com'è o morte, copiando un po' lo schema di qualche tempo fa - "o Conte o morte" - ricordatevi com'è andata a finire. (Applausi) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per stigmatizzare un comportamento che in questa Aula è stato tenuto ieri e soprattutto per chiederle se anche la Presidenza ha intenzione di intervenire al riguardo.