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Testo integrale dell'intervento del senatore Floris nella discussione generale congiunta del disegno di legge n. 2481 e dei Docc . LXXXVI, n. 5 e LXXXVII, n. 5 Gli anni del Covid hanno certamente portato a una unità di intenti dei Paesi europei, evidenziata dalla strategia comune contro la pandemia che ha portato tra l'altro all'acquisto comune di vaccini. Ora l'Unione, mostra unità di intenti sulla questione ucraina, a dire il vero, con la partecipazione della Nato. Se, come aveva proposto il Presidente Berlusconi, si fossero delegati all'Unione i poteri in tema di politica estera e di difesa (con la creazione di un esercito europeo), ora l'Europa parlerebbe con un'unica voce e riuscirebbe a ponderare meglio i propri interessi, anche economici. Certamente rispetto a quanto programmato, in termini di difesa dell'ambiente e di uscita dall'utilizzo dei carburanti fossili il calendario europeo dovrà subire dei rinvii. Fino allo scorso anno davamo per scontato l'uscita dalle centrali a carbone (e in Sardegna ne abbiamo due e avevamo miniere dove veniva estratto) e ragionavamo su come riconvertirle. Oggi le centrali elettriche alimentate a carbone ancorché riconvertite diventerebbero, tra queste quella di Civitavecchia, quanto mai necessarie a scongiurare il black-out elettrico in autunno-inverno o perlomeno il razionamento dell'energia. E la questione energia e approvvigionamenti avrà ripercussioni su tutta la nostra economia, tanto che lo stesso Governo ha presentato stime al ribasso sulla crescita, che potrebbero portarci a un livello prossimo alla recessione. Allo stesso tempo quindi diventano troppo ambiziosi gli obiettivi europei di decarbonizzazione e diventano chimeriche le nuove risorse proprie dell'Unione basate anche sugli obiettivi ambientali prefissati. È evidente che sia mutato il quadro internazionale, politico e programmatico così come siano mutate le strategie e gli impegni da conseguire. Ed infatti oltre agli interventi per fronteggiare la pandemia è stato varato un piano di prestiti e sovvenzioni, attraverso il principale dei quali abbiamo dato vita al PNRR. Così come sono state sospese le regole fiscali, che ci hanno consentito la flessibilità di bilancio, ma anche quella sugli aiuti di stato, che ci hanno consentito di portare avanti sostegni in deroga alla disciplina europea. Dovremo fare in modo che le scelte temporaneamente adottate in sede europea, quando occorra, possano diventare strutturali. Ci riferiamo soprattutto alle regole fiscali, a un differente calcolo del debito, che non includa quello fatto per investimenti, ma anche alle regole troppo stringenti che fanno scattare le procedure di infrazione. Oltre alle relazioni, il provvedimento su cui siamo chiamati ad esprimerci è la legge di delegazione europea che è fondamentale per adeguare l'ordinamento italiano al diritto dell'Unione, ma che non può essere un cappio al collo. Noi intendiamo scongiurare il rischio di condanne legate a procedure di infrazione, che comportano questi costi enormi e lunghi contenziosi all'Italia. Però non può essere non valutato il fatto che le 6 condanne che ci sono state inflitte dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, hanno avuto un onere di più di 750 milioni di euro per il nostro Paese. Se recepire le direttive europee significa assicurare più diritti, più tutele e maggiori opportunità per i nostri cittadini, per le nostre famiglie e per i consumatori europei, nel momento in cui dobbiamo attingere dal bilancio dello Stato per fare fronte a somme ingenti come quella citata è evidente che le togliamo a altri servizi a favore dei nostri cittadini. Quindi, sì all'armonizzazione delle regole, ma con procedure meno cogenti, specie in un periodo in cui gli obiettivi pianificati solo tre anni fa, sono stati, per forza di cose, modificati. Anche perché spesso ci troviamo di fronte a richieste europee che penalizzano i settori produttivi italiani, spesso a favore di altri Paesi europei. Ecco perché ancor di più in questo momento è necessaria la nostra partecipazione attiva come Paese nell'ambito sia della fase ascendente che di quella discendente, a tutela dell'interesse nazionale ancora prima o assieme a quello europeo. Intervenire nella formazione e nell'attuazione della normativa europea deve andare di pari passo con l'attività legislativa nazionale e per questo confidiamo nella autorevolezza del presidente Draghi. A tal proposito, come sardo, lamento il fatto che la continuità territoriale, che è un tema sancito a livello europeo e - a breve, anche dalla legge costituzionale che dovrebbe essere approvata definitivamente ai primi di luglio dalla Camera deve essere un tema trattato adeguatamente a livello europeo. Perché proprio il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede che l'Unione mira a ridurre il ritardo delle Regioni meno favorite, ma anche alla creazione delle reti di collegamento (articoli 174 e 170 del Trattato). Quindi chiediamo al Governo italiano di intervenire proponendo una legislazione europea per colmare il divario economico e territoriale della Sardegna (e delle isole europee), perché questo è previsto dal Trattato di funzionamento, che è l'atto fondante della UE. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: DISEGNO DI LEGGE N. 2595: sulla votazione finale, la senatrice Cirinnà avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Alfieri, Barachini, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bini, Borgonzoni, Bottici, Cangini, Catalfo, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cirinna', Comincini, Crimi, De Poli, Di Marzio, Fede, Fenu, Floridia, Galliani, Ghedini, Laniece, Mangialavori, Marinello, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nencini, Nisini, Parrini, Perosino, Pichetto Fratin, Porta, Pucciarelli, Quarto, Rauti, Romagnoli, Santangelo, Sbrollini, Sciascia, Segre, Siclari, Sileri e Turco. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Binetti e Vono, per attività del Senato; Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Drago, Mantovani, Pillon e Ronzulli, per attività della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza; Valente, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Bressa, Faggi, Fregolent, Garavini, L'Abbate, Montevecchi, Papatheu e Pittella.