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il piano varato nel 2015 prevedeva linee di indirizzo per la sola gestione dell'epatite B e C, mentre sarebbe utile prevedere l'inclusione anche di percorsi appositi per l'epatite delta in virtù della sua incidenza significativa e del grave carico per il paziente; data l'alta percentuale di rischio di epatite cronica, che costringe il paziente a trattamenti e assistenza continui, l'epatite delta dovrebbe trovare spazio anche all'interno del piano nazionale cronicità (PNC), affinché sia individuato per essa un disegno strategico comune centrato sulla persona e orientato su una migliore organizzazione dei servizi; l'arrivo in Italia di persone provenienti dalle aree endemiche per HDV (in particolare dall'Europa dell'est) ha posto una nuova importante sfida per la sanità pubblica, per la quale sarebbe necessario avviare campagne intensive di screening per far affiorare il sommerso nelle fasce sociali maggiormente esposte, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda avviare per estendere la gratuità del test HDV RNA a tutti i soggetti a rischio di infezione da HDV e affetti da epatite B, anche prevedendo un aggiornamento dei LEA, che inserisca nel pacchetto prestazionale lo screening dell'RNA virale; se intenda procedere all'inserimento della patologia all'interno del PNEV e del piano nazionale cronicità, riconoscendo l'esigenza di percorsi appositi per i pazienti e di un disegno di presa in carico uniforme sul territorio; se ritenga opportuno coinvolgere il più possibile, al pari di ciò che oggi avviene per i test per l'HIV, il mondo dell'associazionismo e del terzo settore, per ampliare le occasioni di testing , anche in contesti non ospedalieri, e consentire anche ad operatori non sanitari, ma con adeguata esperienza e formazione, di erogare i test diagnostici. Atto n. 3-03333 MARCUCCI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 (Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola), prevede disposizioni in materia di definizione degli organici e formazione delle classi nelle scuole ed istituti di ogni ordine e grado; in particolare, l'articolo 2, comma 2, prevede che le dotazioni organiche complessive siano definite annualmente sia a livello nazionale che per ambiti regionali tenuto conto degli assetti ordinamentali, dei piani di studio e delle consistenze orarie previsti dalle norme in vigore, in base a determinati criteri, che includono aspetti demografici, geomorfologici e socioeconomici, l'articolazione dell'offerta formativa, la distribuzione degli alunni nelle classi e nei plessi e le caratteristiche dell'edilizia scolastica; ulteriori disposizioni individuano il numero massimo e il numero minimo di alunni per classe, con deroghe per le sezioni che accolgono alunni con disabilità e per le scuole funzionanti nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle zone abitate da minoranze linguistiche, nelle aree a rischio di devianza minorile o caratterizzate dalla rilevante presenza di alunni con particolari difficoltà di apprendimento e di scolarizzazione; il corrente andamento della situazione demografica, che, secondo i dati ISTAT aggiornati al 2021, mostra un calo dello 0,4 per cento della popolazione residente in Italia e un calo dell'1,3 per cento delle nascite nel 2021 rispetto all'anno precedente in tutte le ripartizioni geografiche, sta avendo come conseguenza la progressiva riduzione del numero di classi formate ai sensi della normativa richiamata; le criticità conseguenti alla riduzione delle classi, presenti sull'intero territorio nazionale, si manifestano in modo evidente nei territori montani e nelle aree interne, in cui vi è il rischio di far venire meno i punti di riferimento fondamentali dal punto di vista sociale e di aumentare le distanze tra i centri più periferici e i servizi essenziali, mentre le criticità conseguenti al calo demografico si stanno gradualmente estendendo anche ai contesti circostanti alle aree urbane, nei quali si registra una crescente difficoltà nella formazione delle classi, e in particolare nelle città, in cui a fronte della riduzione del numero delle classi autorizzate sta aumentando il ricorso alla formazione di classi sovraffollate; in risposta a un'interrogazione presentata alla Camera dei deputati, nella seduta 22 settembre 2021, il Ministro in indirizzo ha affermato la necessità di affrontare la questione del rapporto tra studenti e insegnanti in maniera strutturale, partendo dalle riforme contenute nel PNRR, il quale prevede, alla missione 4, componente 1, riforma 1.3 (riforma dell'organizzazione del sistema scolastico), la riduzione del numero degli alunni per classe e il dimensionamento della rete scolastica nell'ottica di superare "l'identità tra classe demografica e aula, anche al fine di rivedere il modello di scuola", consentendo di affrontare situazioni complesse sotto numerosi profili, ad esempio le problematiche scolastiche nelle aree di montagna, nelle aree interne e nelle scuole di vallata; premesso inoltre che: l'articolo 1, comma 344, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio per il 2022), ha previsto che, al fine di favorire l'efficace fruizione del diritto all'istruzione anche da parte dei soggetti svantaggiati collocati in classi con numerosità prossima o superiore ai limiti previsti a normativa vigente, il Ministero dell'istruzione è autorizzato ad istituire classi in deroga alle dimensioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009 nelle scuole caratterizzate da valori degli indici di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica individuati con apposito decreto interministeriale e nel limite delle risorse strumentali e finanziarie e della dotazione organica di personale scolastico disponibili a legislazione vigente; secondo i dati forniti nelle tabelle allegate al decreto del Ministro dell'istruzione 11 aprile 2022, n. 90, che ha definito l'organico di docenti per l'anno scolastico 2022/2023, nonostante la necessità di un incremento della dotazione organica dei docenti, dovuta anche all'introduzione dell'insegnamento di scienze motorie alla scuola primaria, ai sensi dell'articolo 1, comma 329, della legge di bilancio per il 2022, il numero e la distribuzione territoriale dei posti per il personale docente si aggira attorno a quello dello scorso anno; conseguenza delle criticità evidenziate è il rischio concreto dell'impossibilità di avere una didattica efficace ed inclusiva su tutto il territorio nazionale, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di evitare la persistente riduzione del numero di classi nelle aree interne e periferiche del Paese, intervenendo in modo strutturale sul dimensionamento e sulla numerosità delle classi come previsto dal PNRR, garantendo così quell'"equilibrio" necessario a consentire una risposta adeguata alle necessità dei territori più svantaggiati. Atto n. 3-03334 ROMANO Al Ministro della salute Premesso che: il decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, ha confermato l'obbligo di indossare le mascherine FFP2 a scuola e anche sui mezzi dedicati al trasporto scolastico per gli studenti a partire dai sei anni;