[resaula]

Il Governo Draghi ha prodotto anzitutto il Piano di ripresa e resilienza, un primo obiettivo fondamentale che ha dato la possibilità di chiedere all'Europa una serie di aiuti agli investimenti che si traducono in circa 200 miliardi di euro, che danno un'opportunità vera al nostro Paese di rilanciare la propria economia dopo un anno di depressione e di crisi economica terribile. Ebbene, bisogna saper cogliere quest'occasione. Tutti noi conosciamo i problemi storici che il nostro Paese ha avuto, soprattutto nelle Regioni del Sud; anche quando potevamo attivare e spendere i fondi europei abbiamo sempre e storicamente avuto enormi difficoltà a spenderli. Questo perché non abbiamo evidentemente procedure amministrative adeguate o per la presenza di burocrati che lo hanno consentito. E non è solo colpa della politica, o magari lo è anche, per l'amor di Dio. Una cosa è certa, allo stato attuale abbiamo un bilancio assolutamente negativo per quel che riguarda la spesa dei fondi europei. È allora evidente che, rimanendo esattamente come eravamo prima, avremmo fallito. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza necessita quindi di procedure più snelle, più rapide, più veloci e di maggiore fiducia verso la politica e gli amministrativi. Questa è la verità, questo bisognava fare e questo si sta cercando di fare con il secondo decreto semplificazioni. Il Governo sta riconquistando uno standing e un'autorevolezza che aveva perduto in Europa e l'Europa sta conquistando un posizione che, evidentemente, prima non aveva. La crescita dei Governi e dei movimenti sovranisti oggi è in difficoltà, perché l'Europa sta finalmente dando delle risposte in termini di solidarietà verso i Paesi più deboli, assumendo una serie di posizioni che dimostrano e danno la sensazione che quella attuale è un'Europa diversa. L'occasione e l' opportunità che ci vengono date sono fantastiche, le dobbiamo saper cogliere e il decreto-legge semplificazioni, al nostro esame, ci offre l'opportunità di dare esecuzione al Piano nazionale di ripresa e resilienza, costituendo di fatto lo strumento attuativo del PNRR. Certamente dobbiamo metterlo alla prova. Si tratta di un decreto-legge partito con 67 articoli iniziali a cui ne sono stati aggiunti dalla Camera dei deputati 54 e oggi ne conta 121. Di certo in questi 121 articoli molte cose sono state fatte e molte altre se ne potevano fare. Dobbiamo ringraziare i Ministri di Forza Italia - lo dico al sottosegretario Bergamini - perché ad esempio il ministro Brunetta ha avuto un ruolo straordinariamente importante nel decreto-legge in esame, come lo sta avendo anche nel decreto-legge reclutamento, all'esame della 1 a e della 2 a Commissione permanente del Senato. Dobbiamo dunque ringraziarli per l'opera che stanno svolgendo e per il passo in avanti che si sta portando avanti. Pertanto, diciamo con fiducia che il nostro approccio culturale liberale è finalizzato a superare un certo tipo di cultura, attraverso la nostra cultura liberale: per noi i sì devono essere superiori ai no. Siamo infatti per dire sì agli incentivi e per dire no ai divieti. Il nuovo approccio dell'ambientalismo non può che essere questo: la cultura del fare proiettata verso una nuova modernità. (Applausi) . È questa la ragione per la quale il Gruppo Forza Italia voterà convintamente sì al decreto semplificazioni al nostro esame. (Applausi) . CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quello al nostro esame è un provvedimento importante, quasi uno spartiacque e quindi inizialmente non posso che evidenziare un piccolo problema, che ormai non è più solo un piccolo problema, perché a livello procedurale anche questo disegno di legge di conversione del decreto-legge è arrivato blindato qui da noi, in Senato, con tempi strettissimi per la sua approvazione e le Commissioni di fatto hanno preso atto di quanto contenuto nel provvedimento da convertire. Spero vivamente e sinceramente che davvero non succeda più. (Applausi) . Venendo al merito politico del provvedimento, perché quello tecnico è già stato abbondantemente sviscerato nella discussione generale dai miei colleghi, nel testo dobbiamo descrivere come utilizzare e gestire 240 miliardi di euro. Per farlo avevamo due strade, una delle quali poteva essere il vecchio metodo alla Conte, fatto di sussidi e Casalino, di Villa Doria Pamphili e racconti televisivi del sabato sera (il famoso decreto). Oggi invece, fortunatamente, andiamo verso un nuovo metodo, che è quello della Lega di Governo, che punta sullo sviluppo del Paese e sulla creazione di lavoro. (Applausi) . Noi possiamo e dobbiamo cambiare passo, abbiamo bisogno di velocità d'azione, di metter fine alla burocrazia, abbiamo bisogno di snellezza ed economicità dei lavori e finalmente di avere chiarezza nelle regole. Dopo tante parole finalmente ora possiamo passare ai fatti. Gli italiani, infatti, ci guardano in questo momento. Veniamo da un passato in cui è stata resa palese la nostra vulnerabilità e andiamo incontro a un futuro di incertezza rispetto alla qualità della vita. Adesso abbiamo un'occasione e per questo oggi è ancora più importante avere successo in quello che facciamo. Quante volte la politica ci ha provato? Sarà questa la volta buona? Se ci riusciremo, se tutto il Paese assieme ci riuscirà, allora vorrà dire che saremo riusciti a superare una fase di stagnazione che dura da troppo tempo e questo per colpa della burocrazia, per colpa di un sistema troppo complesso ed esposto a infinite cause e processi che trascinano tutto per anni. Dobbiamo cambiare marcia, come dicevo prima. La Lega oggi è al Governo per questo, per dare un'impostazione di lavoro positiva, in cui le cose si facciano, un Governo del buon senso che abbia la capacità di trovare soluzioni e di basarsi sulla ricerca del lavoro. Per questi motivi noi siamo al Governo e vogliamo restarci. Abbiamo subito costanti tentativi di escluderci dall'Esecutivo; c'è un evidente asse a Sinistra, che tra l'altro è sinonimo di egoismo a discapito del volere degli italiani, perché è abbastanza ovvia questa miopia politica che va a minare l'unità dell'azione del Governo, infastidendo anche il presidente Draghi e creando divisioni totalmente insensate, inutili e aberranti in un momento di difficoltà come questo. Con questi tentativi di innervosirci, come quelli che ci sono stati, per esempio con le consulenze a Fornero e ad Arcuri, con tutti questi tentati sgarri, un dubbio ci viene per forza: forse qualcuno vuole gestire i soldi del PNRR da solo, come, dove e con chi ne ha voglia? Qualcuno forse rimpiange il PNRR di Conte, quello che l'Europa stava per bocciare. Sappiate però che questo non funziona, perché la Lega sta qui, determinata, come un baluardo per la difesa degli italiani. (Applausi) . Noi siamo il primo partito perché il Centrodestra è maggioranza nel Paese e perché vogliamo che i soldi servano agli italiani. Dobbiamo lasciare un'impronta nel presente per riuscire a impostare in maniera proficua il futuro; dobbiamo impostare un metodo del fare e del fare bene; dobbiamo abbandonare gli sprechi e l'improduttività;