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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 89 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 9,05. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il presidente PETROCELLI ricorda che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca le interrogazioni n. 3-01898 e n. 3-01916, presentate rispettivamente dal senatore Urso ed altri e dal senatore Marilotti ed altri, sulla chiusura dell'Istituto italiano statale onnicomprensivo di Asmara, in Eritrea. Si tratta di interrogazioni a risposta orale, di analogo contenuto, assegnate alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il vice ministro Marina Sereni. Ricorda agli interroganti che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, possono replicare per dichiarare se siano o no soddisfatti per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il vice ministro Marina SERENI ricorda, preliminarmente, che l'Istituto italiano statale è attivo ad Asmara dal 1903 e costituisce un elemento qualificante dei rapporti italo-eritrei. La scuola ha, negli anni, formato generazioni di giovani eritree ed eritrei, che rappresentano la grande maggioranza della sua popolazione studentesca. Il percorso bilingue e biculturale, con un articolato curriculum integrato per tutto il ciclo primario e secondario, vede impegnati oltre 1.200 alunni (di cui circa l'88% eritrei) e circa 120 dipendenti a pieno regime tra personale di ruolo inviato dall'Italia e personale locale a contratto. La scuola è parte, a tutti gli effetti, del Sistema d'istruzione nazionale e rilascia titoli di studio aventi corso legale in Italia. La sua gestione, al pari di tutte le altre scuole statali, ricade sotto la responsabilità dello Stato italiano. Peraltro, le scuole statali all'estero operano, inevitabilmente, in contesti diversi da quello nazionale e devono possedere capacità di adattamento alle contingenze locali e di flessibilità di curriculum . Caratteristiche che anche la scuola di Asmara ha sinora soddisfatto, con grande apprezzamento degli studenti e delle loro famiglie. Il 21 settembre 2012 è stato firmato l'Accordo Tecnico sullo status delle scuole italiane in Asmara e del loro personale, tuttora in vigore. L'articolo 17 dell'accordo prevede, a partire dal 2017, il rinnovo tacito di anno in anno. L'articolo 15 istituisce inoltre il Comitato Tecnico Congiunto, con il compito di "monitorare gli indirizzi pedagogici ed alcuni altri specifici aspetti relativi al funzionamento delle Scuole Italiane, tra cui quelli didattici". Da parte italiana, è stata più volte sollecitata la piena attuazione dell'accordo, tra cui la costituzione del Comitato Tecnico Congiunto (l'ultima volta con una Nota Verbale dell'Ambasciata ad Asmara del 10 febbraio). In questa Nota è stata espressa ampia disponibilità ad accogliere eventuali modifiche richieste da parte eritrea, insieme all'opportunità di adeguarlo al Decreto Legislativo n. 64 del 2017 per quanto riguarda la durata dei mandati all'estero del personale di ruolo. Da parte eritrea non è stato però dato alcun riscontro alle richieste italiane. L'assenza del Comitato Congiunto non ha in realtà pregiudicato la funzionalità dell'Istituto. La Scuola ha, infatti, promosso la costituzione di un Comitato Genitori, composto, quasi esclusivamente, da membri eritrei a sostegno delle attività didattiche e alla programmazione. Il Comitato Genitori è stato deputato, nei fatti, anche a facilitare il dialogo e la collaborazione con le Autorità di Asmara, affiancandosi ai contatti in materia scolastica tra le autorità eritree e l'Ambasciata italiana. La situazione che ha generato la sospensione delle attività dell'Istituto deriva, piuttosto, da decisioni assunte unilateralmente da parte di Asmara. Il 25 marzo, il Direttore dell'Ufficio di Presidenza dello Stato eritreo ha comunicato alla Dirigente Scolastica della Scuola la fine dall'accordo tecnico bilaterale e la revoca della licenza ad operare. Il motivo addotto è stato quello della asserita "chiusura" della scuola da parte italiana. In realtà, sei giorni prima, il 19 marzo, di fronte alle ordinanze locali anti-Covid contro gli assembramenti e al fatto che diversi docenti si trovavano temporaneamente bloccati fuori dal Paese o in quarantena in Eritrea dopo il loro rientro dall'Italia, il nostro Ambasciatore ad Asmara aveva semplicemente disposto l'interruzione delle attività in presenza e la prosecuzione della didattica con altri mezzi. L'Ambasciatore ne aveva tempestivamente informato il Ministero degli Esteri di Asmara. Le stesse scuole eritree avrebbero sospeso le attività pochi giorni dopo. Anche sul piano formale, la lettera dell'Ufficio di Presidenza indirizzata alla Dirigente scolastica contravviene a quanto previsto dall'Accordo Tecnico intergovernativo del 2012, secondo cui ogni eventuale divergenza deve essere risolta attraverso canali diplomatici. I numerosi passi effettuati a Roma e ad Asmara, scritti e verbali, a tutti i livelli, per chiarire la situazione e indurre le autorità eritree ad un ripensamento, non hanno fin qui ricevuto riscontro. Oltre alla mia lettera al Ministro degli Esteri di Asmara del 22 giugno e al mio incontro alla Farnesina con l'Ambasciatore eritreo a Roma del 26 giugno, il Presidente del Consiglio Conte ha inviato, sull'argomento, una lettera al presidente Afewerki. Tra luglio e agosto, il Ministero dell'Educazione eritreo ha proceduto ad inventariare i beni presenti nella scuola, ospitata da edifici di proprietà dello Stato eritreo, e ad apporvi i sigilli. Di fronte all'assenza di segnali positivi è stato inevitabile decretare la chiusura temporanea della Scuola a partire dal 1 settembre. Con l'obiettivo di lasciare aperta la possibilità di un riavvio graduale delle attività, le 13 posizioni vacanti di personale di ruolo presso la Scuola sono riattivabili, in caso si rendesse possibile la riapertura. Sin dall'inizio della vicenda il Governo italiano ha mostrato, e continuerà a mostrare, ampia disponibilità al dialogo. Considerata l'importanza anche storica dell'Istituto Italiano Omnicomprensivo di Asmara ed il suo ruolo a beneficio delle giovani generazioni eritree ed italiane, il Governo proseguirà con determinazione nella ricerca di ogni soluzione utile alla ripresa e al rilancio delle attività scolastiche. Il Vice Ministro conclude il suo intervento ricordando che il nuovo Ambasciatore d'Italia ha assunto recentemente il suo incarico con l'intento di raggiungere tale obiettivo. Il senatore URSO ( FdI ), nel dichiararsi parzialmente soddisfatto per la risposta del Rappresentante del Governo, tiene a precisare che la scuola italiana ad Asmara rappresenta uno strumento vitale per l'implementazione degli interessi nazionali strategici in loco , soprattutto alla luce del processo di pace da poco avviato tra Etiopia ed Eritrea.