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Riforma del servizio pubblico radiotelevisivo. Onorevoli Senatori. -- L'importanza della RAI va oltre quello che si vede. Quello radiotelevisivo fu uno strumento che contribuì ad una rapida alfabetizzazione ed alla crescita culturale di una intera nazione: dalla affermazione della lingua e dell'identità all'integrazione di popolazioni divise da culture distanti. Oggi si caratterizza, invece, per essere un coacervo complesso di interessi in balìa dei partiti e dei loro interessi variabili, asservito a logiche mercantili poco trasparenti che mettono, troppo spesso, in secondo piano ogni aspetto ideale e culturale. La RAI è pure uno strumento potente per la promozione, nel mondo, del sistema Italia e, nella percezione comune, di quelli che dovrebbero essere i valori su cui si fonda la nostra società; ma è anche il sistema produttivo, l'azienda, e come tale va governata. Questo disegno di legge vuole affermare questa semplice evidenza e, al contempo, ridefinire uno strumento di promozione di una moderna cultura multimediale: un laboratorio culturale tendente a riportare alle giuste coordinate una visione -- spesso becera -- della società dell'immagine e, per questa via, anticipatore e banco di prova del futuro ma anche strumento di una crescita che continui ad essere accessibile a tutti. Il dibattito da cui scaturisce questa proposta di legge è quello che l'associazione « MoveOn Italia» ha animato in questi recenti anni e del quale si è creduto di recepire le migliori intenzioni, cercando di disegnare quei meccanismi utili all'affermazione degli obiettivi indicati, portando la RAI ai cittadini e dandole un'organizzazione moderna e trasparente, funzionale a quel ruolo culturale auspicato. Un ruolo da incubatrice di idee, a disposizione della crescita culturale e civica di ognuno, nell'interesse della comunità, diretta a produrre e promuovere le migliori potenzialità disponibili nel campo dell'informazione, della cultura e della scienza ma anche in settori ad ampio rilievo sociale, come quello dell'economia. Ci si è perciò voluti rivolgere, in conformità agli obiettivi che si vogliono perseguire, ad un modello semplice ma partecipativo e premiante rispetto ai meriti, oltre che rispettoso di uno spirito che si svincoli da una gestione partitico-familista, al fine di contribuire a ripristinare un'immagine diversa da quella dei «nani e ballerine» che hanno contrassegnato l'Italia degli ultimi decenni. L'ambizione è quella di rinverdire una crescita sociale, sia culturale che economica, che ha determinato l'affermazione del modello italiano nel mondo, sinonimo di un inconfondibile stile di vita per creatività e capacità di influenzare il comune senso estetico. L'articolato cerca di affermare questa idea definendo la struttura di una azienda pubblica, indipendente e trasparente, intesa come bene comune e sentita come propria dal cittadino. L'articolo 1 definisce l'oggetto della proposta ed i princìpi cui il servizio pubblico radiotelevisivo deve rifarsi. L'articolo 2 delinea l'assetto aziendale della RAI, connaturato alla sua missione di servizio pubblico. Negli articoli 3, 4, 5 si ridisegnano gli organi direttivi di governo e di garanzia dell'azienda, e se ne determinano la composizione, le regole ed i criteri di formazione e le competenze. In particolare si istituisce all'articolo 3 il consiglio di garanzia, che assume i compiti di vigilanza e controllo della Commissione di vigilanza sulla RAI, che è conseguentemente soppressa, e di cui eredita le competenze ma non la dipendenza dalla politica, nonché compiti di tutela e di indirizzo rispetto all'attuazione della riforma, che prevede altresì una nuova disciplina del consiglio di amministrazione, prevista nell'articolo 4, secondo criteri che possano soddisfare la necessità di competenza e democrazia, di trasparenza ed indipendenza di cui alla premessa. A questo scopo si sono previste all'articolo 6 alcune garanzie di funzionamento generali comuni a tutti i ruoli e valide per aspetti fondamentali della riorganizzazione, indispensabili al perseguimento degli obiettivi del presente disegno di legge. Con l'articolo 7 si regola e si definisce l'impiego del canone nonché delle risorse economiche con cui l'azienda avrà modo di finanziarsi, disposizioni che costituiscono, pur in un capitolo a parte, un'aspetto fondamentale delle garanzie di cui all'articolo 6. Nell'articolo 8 si demanda ad un apposito regolamento di attuazione la disciplina degli spazi e delle possibilità di partecipazione del cittadino al progetto, sia nella costituzione degli organismi immaginati dalla norma, sia in merito al giudizio sul prodotto ed all'attribuzione delle risorse. L'articolo 9 definisce, infine, la possibilità di interessare il consiglio di garanzia per ottenere tutele rispetto al diritto di accesso e fruizione del servizio pubblico in tutte le sue espressioni e modalità nonché rispetto all'amministrazione e alla gestione aziendale in ogni suo asset , ribadendo, peraltro, la validità delle vie di tutela ordinarie.. 1 (Princìpi generali e finalità) 1 La presente legge disciplina il servizio pubblico radiotelevisivo, inteso quale strumento essenziale per l'affermazione della lingua, della cultura e dell'identità nazionali e per la promozione della conoscenza delle tradizioni, delle arti, della letteratura italiane e dei valori civici tutelati dalla Costituzione, nonché per la diffusione delle produzioni nazionali e in particolar modo delle produzioni intellettuali. 2 Il servizio pubblico radiotelevisivo tutela e garantisce il diritto dei cittadini all'informazione basata sul pluralismo delle idee e delle opinioni, mediante l'accesso non discriminatorio a tutte le piattaforme di trasmissione, alle tecnologie e ai prodotti della comunicazione disponibili, con particolare attenzione all'informazione e alle produzioni indipendenti, rimuovendo le limitazioni legate alle condizioni sociali e alle capacità di spesa di ciascuno. 3 Al fine di garantire l'assenza di posizioni dominanti o monopolistiche nell'ambito del servizio pubblico radiotelevisivo, nonché di evitare il consolidamento di posizioni di potere derivanti dalla occupazione continuativa di un incarico o di un ruolo nella società affidataria del servizio stesso, i predetti incarichi o ruoli sono attribuiti mediante concorso pubblico cui possono accedere tutti i cittadini italiani che siano in regola con il pagamento del canone di abbonamento, esclusivamente in funzione delle proprie capacità e competenze, comprovate da titoli. 2 (Società affidataria del servizio) 1 Il servizio pubblico radiotelevisivo è affidato alla RAI-Radiotelevisione italiana Spa, con capitale pubblico interamente detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze. 2 La RAI-Radiotelevisione italiana Spa svolge il servizio pubblico radiotelevisivo in piena indipendenza e autonomia editoriale, amministrativa e finanziaria, nel rispetto dei princìpi del pluralismo, della concorrenza e della libera attività economica nel settore dei media audiovisivi, salvaguardando l'universalità di accesso alle reti. 3 Sono organi della RAI-Radiotelevisione italiana Spa il consiglio di garanzia e il consiglio di amministrazione, con la composizione e le competenze definite, rispettivamente, agli articoli 3 e 4 della presente legge.