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Facendo infatti un paragone tra Comuni equivalenti per popolazione, per esempio, della Sicilia e del Piemonte, si nota che i primi, rispetto ai secondi, dispongono di più personale, ma mostrano bilanci in difficoltà, non riescono a coprire le spese per i servizi con le entrate fiscali nonostante il gettito IRPEF rimanga nelle casse della Regione. Giudica quindi rischioso prevedere simili agevolazioni solo per la Sicilia, anche perché altre regioni del Mezzogiorno, come nel caso della Calabria, si trovano sicuramente in condizioni peggiori. Ribadisce quindi l'opportunità di approfondire i dati prima di decidere quali vantaggi concedere a determinate aree geografiche. Il senatore SAVIANE ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che le zone montane presentano sostanzialmente in tutto il territorio nazionale le stesse caratteristiche e cioè un alto costo dei servizi pubblici, lo spopolamento e il decremento demografico, l'isolamento e la distanza da determinati servizi. A fronte dei costi altissimi, il prelievo fiscale a titolo di IMU sulle seconde case non è incamerato dai singoli comuni ma viene ripartito tra di essi dopo che è stato destinato allo Stato. A suo parere inoltre in molte realtà montane, come ad esempio il bellunese, i vincoli posti da un ambientalismo di maniera e da una ideologia falsamente ecologica impediscono un reale sviluppo delle zone montane, affidate alle cure di comunità sempre più fragili e poco numerose. Emblematica è la vicenda della gestione della fauna selvatica, in particolare del lupo, nelle realtà montane nella quale si cerca di impiantare attività zootecniche di pregio. Conclude ritenendo opportuno un ampliamento delle norme in discussione anche ad altre realtà orografiche e sociologiche simili. Il senatore BUCCARELLA ( Misto ) svolge una serie di considerazioni circa la portata del comma 3 dell'articolo 74 del Regolamento che sembrerebbe prefigurare anche per le leggi di iniziativa regionale una corsia preferenziale e comunque uno sbocco in Assemblea in caso di inerzia della Commissione cui è assegnato il disegno di legge. Se si dovesse accedere a tale interpretazione o comunque rispettare la lettera dell'articolo 74, la Commissione avrebbe pochissime settimane per valutare le richieste di ampliamento e di estensione della portata normativa del disegno di legge in titolo. Per tali motivi ritiene preferibile focalizzare l'attenzione solo sull'articolato predisposto dal Consiglio regionale della Sicilia e concentrare l'istruttoria sulla plausibilità degli aiuti di Stato e sulla natura dell'autonomia regionale. A giudizio del senatore DE BERTOLDI ( FdI ) la pur meritoria iniziativa posta in campo dal Consiglio regionale andrebbe valutata per i reali oneri finanziari e inquadrata in un'ottica nazionale e non solamente autonomistica. Interviene nel merito il presidente BAGNAI, il quale ritiene che l'intervento proposto vada considerato nel novero di misure equitative e riequilibratici di divari socioeconomici che caratterizzano diverse aree del paese e anche differenti zone all'interno di un'unica regione. Rispetto a tale squilibri, un intervento meramente finanziario non ha gli stessi effetti di misure che intervengano sulle procedure e sulle infrastrutture delle zone montane. Inoltre, la condizione di isolamento e di spopolamento delle diverse aree montane sembrerebbe essere un fattore positivo rispetto alle prescrizioni sanitarie per contenere la diffusione della pandemia. E' indubbio infatti che la crisi sanitaria e economica ingigantisce i divari già presenti e rende quanto mai urgente un esame approfondito e analitico delle questioni poste dal disegno di legge, sia in termini di riparto delle risorse finanziarie che di riduzione dei divari economici. Il PRESIDENTE sollecita quindi i Gruppi a far pervenire le indicazioni dei soggetti da audire. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11,20.