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Inoltre, l’articolo 8 del decreto-legge di cui si chiede la conversione disciplina la prosecuzione sia degli interventi di demolizione degli immobili pericolanti, appartenenti al demanio o al patrimonio pubblici, sia dell’impiego di personale militare nei servizi di vigilanza e protezione del territorio, in concorso con le Forze di polizia. In particolare: - il comma 1 autorizza il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e le Forze armate alla prosecuzione delle operazioni di movimentazione e trasporto ai siti autorizzati dei materiali derivanti dal crollo degli edifici, in deroga agli articoli 188- ter , 193 e 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; - il comma 2 prevede che, per i fini di cui al comma 1, l’Ufficio speciale per la città dell’Aquila e l’Ufficio speciale per i comuni del cratere, di cui all’articolo 67- ter del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, stipulino appositi accordi con il Ministero dell’interno -- Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile e il Ministero della difesa, per la determinazione delle modalità del concorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e del rimborso delle spese sostenute e documentate; - il comma 3 autorizza gli Uffici speciali di cui al comma 2 ad affidare al Dipartimento dei Vigili del fuoco e alle Forze armate, sulla base appositi accordi, la demolizione e l’abbattimento di immobili appartenenti al demanio o patrimonio pubblico; - i commi 4 e 5 individuano le tipologie di rifiuti soggetti a movimentazione e trasporto da parte del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e delle Forze armate; - il comma 6 reca disposizioni di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione dei primi cinque commi. - il comma 7 stabilisce le modalità attraverso le quali le Forze armate continuano a concorrere ai servizi di vigilanza e protezione del territorio in funzione anticrimine, in concorso con le Forze di polizia. All’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, il Ministero della difesa è stato autorizzato, ai sensi dell’articolo 16 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3754 del 9 aprile 2009, a inviare nei comuni terremotati, al fine di impedirvi condotte criminose, un contingente di militari non superiore a 700 unità per la vigilanza e la protezione degli insediamenti. Questa autorizzazione, avente durata limitata nel tempo, è stata prorogata con successive ordinanze. Il numero dei militari autorizzati è stato diverso da ordinanza a ordinanza. L’ultima proroga è stata disposta dall’articolo 18 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 4013 del 23 marzo 2012, che ha previsto l’impiego, sino al 31 dicembre 2012, di 135 unità di personale per le predette finalità. Il comma 7 del decreto-legge di cui si chiede la conversione autorizza, ora, l’ulteriore impiego nei servizi in questione, con decorrenza dallo gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2013, di un contingente non superiore a 135 unità di personale delle Forze armate, posto a disposizione del prefetto de L’Aquila. L’ammontare della spesa è quantificato in 2.200.000 euro Il comma 8 reca disposizioni di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’attuazione del comma 7.. Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Capo I NORME PER L’AREA INDUSTRIALE DI PIOMBINO, NONCHÉ A TUTELA DELL’ AMBIENTE NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI PALERMO E DELLA REGIONE CAMPANIA Articolo 1. (Riconoscimento dell’area industriale di Piombino come area di crisi industriale complessa e disposizioni necessarie al suo rilancio) 1. L’area industriale di Piombino è riconosciuta quale area in situazione di crisi industriale complessa ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 2012, n. 134. 2. Al fine di assicurare la realizzazione degli interventi necessari al raggiungimento delle finalità portuali ed ambientali previste dal nuovo Piano Regolatore Portuale, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Regione Toscana è nominato, senza diritto ad alcun compenso e senza altri oneri per la finanza pubblica, Commissario straordinario, di seguito denominato «Commissario», autorizzato ad esercitare i poteri di cui all’articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e successive modificazioni. Il Commissario resta in carica per la durata di un anno, prorogabile con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. 3. Il Commissario assicura la realizzazione degli interventi urgenti di cui al presente articolo e, per ogni adempimento propedeutico o comunque connesso, può avvalersi degli uffici e delle strutture di amministrazioni pubbliche, centrali, regionali e locali, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il Commissario straordinario si avvale altresì dell’Autorità Portuale di Piombino e del Comune di Piombino, quali soggetti attuatori. 4. Ai fini dell’attuazione del presente articolo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, commi 2- septies e 2- octies , del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, e successive modificazioni. 5.