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a fronte della situazione, tuttavia, nessuna decisione è stata presa dal rettore nel tempo intercorso dalla pronuncia giurisdizionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se disponga di strumenti per assicurare la correttezza dei procedimenti elettivi, la cui disciplina è demandata dalla legge a fonti di rango subordinato, degli organi previsti dall'articolo 2 della legge n. 240 del 2010, quali il consiglio di amministrazione e il senato accademico delle università statali. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01015 PAPATHEU Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: in Italia l'attività di servizio sanitario nelle ore notturne viene svolto mediante il servizio di continuità assistenziale (guardia medica), che interviene nella fascia oraria in cui gli studi dei medici di medicina generale sono chiusi e non risultano disponibili i medici di famiglia; il servizio di guardia medica si occupa del trattamento di casi non urgenti, non ascrivibili cioè all'esigenza di rivolgersi al 118 o al pronto soccorso, ma che secondo l'utenza non rappresentano comunque circostanze differibili al giorno successivo; le postazioni di guardia medica sono dislocate sul territorio secondo modalità stabilite dalle competenti Asl o Asp ed in linea con le direttive regionali o ministeriali. Il servizio viene svolto da circa 20.000 professionisti in un contesto che comporta allo Stato costi pari a circa 660 milioni di euro all'anno (circa 10 euro per ogni cittadino); nella sola ottica di un contenimento della spesa sanitaria, in Italia in questi anni non è stata posta in essere una prospettiva di riorganizzazione efficace ed efficiente delle attività, contemperando cioè le esigenze di razionalizzazione dei costi con l'ineludibile necessità di assicurare la dovuta sicurezza degli operatori. In tal modo, sono rimaste funzionanti diverse postazioni in tutta Italia, la quasi totalità delle quali non presenta i presupposti essenziali di tutela del personale medico che nelle ore notturne presta servizio, sempre più spesso vittima di aggressioni con particolare riferimento alle donne vittime di violenza sessuale sul luogo di lavoro; il personale di guardia medica si trova in molti casi a prestare servizio in postazioni isolate, spesso in "locali di fortuna", molti dei quali adibiti ad ambulatorio in maniera impropria, non adeguati e privi dei requisiti sanciti per legge. Tali locali sono esposti al libero accesso di qualsiasi soggetto, i medici sono costretti a svolgere il loro lavoro nella più assoluta solitudine, all'interno di spazi scarsamente tutelanti a fronte di tentativi di aggressione e che, anzi, divengono luoghi nei quali le violenze si consumano senza possibilità di richiesta di aiuto per chi subisce tali atti brutali. I sistemi di allarme, ove esistono, collegati alle forze dell'ordine, nella migliore delle ipotesi permettono di dare l'allarme quando già l'aggressione è in atto e quindi sono insufficienti e inadeguati al fine della prevenzione di atti criminosi nei confronti dei medici in servizio; esemplare appare la vicenda della dottoressa Serafina Strano, violentata durante il turno in guardia medica la notte tra il 17 e il 18 settembre 2017 in Sicilia, presso la sede di Trecastagni (Catania). Come lei, diverse altre professioniste hanno subito analoghe violenze in una spirale di crimini notturni che ad oggi non trovano una risposta e una soluzione a tutela dell'incolumità del personale medico, costretto a svolgere i turni con la paura e nell'ansia che arrivi l'alba. Necessitano di un'attenta riflessione da parte delle istituzioni le considerazioni espresse dalla dottoressa Strano, che nel corso di una recente intervista ha affermato: "Credevo che la mia storia sarebbe potuta e dovuta servire a cambiare le cose, per dare sicurezza agli operatori delle postazioni di Guardia medica ma mi accorgo che a distanza di un anno non è cambiato nulla, siamo in piena solitudine, i tuguri della vergogna del sistema sanitario sono ancora lì, il pericolo è lo stesso per tante altre donne che fanno il medico nelle ore notturne". La stessa ha anche inviato una lettera al Ministro della salute per sensibilizzare un'immediata presa di posizione al fine di una riforma atta a fronteggiare il fenomeno; le telecamere non bastano, occorrerebbero soluzioni come eventuali convenzioni tra le Asl e Asp ed istituti di vigilanza. In tale quadro, si ritiene non rinviabile un piano di riforma del servizio fondato sull'attuazione di provvedimenti per la sicurezza, approntando, invece di postazioni isolate oggi caratterizzate da turni con una sola unità, ambulatori moderni, attrezzati ed organizzati in termini di poliambulatori efficienti, dotati di attrezzature adeguate, che assicurino all'utenza prestazioni professionali di buon livello e permettano ai medici di svolgere il loro lavoro dignitosamente. Appare opportuno che nei punti esistenti di guardia medica possano essere presenti almeno due medici (e altre figure come un infermiere e un'autista), assicurando i presupposti essenziali di prevenzione primaria e delle condizioni di lavoro più serene al personale operante, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione di emergenza concernente le inadeguate condizioni di sicurezza del personale di guardia medica; se ritengano opportuno convocare d'urgenza un tavolo operativo alla presenza di operatori del settore e rappresentanze di categoria per avviare la riorganizzazione immediata del servizio, innanzi tutto con la creazione di un centralino unico che raccolga le richieste telefoniche rivolte al servizio, quindi operi già un "filtro" delle richieste medesime, la messa in atto di un sistema di registrazione come già avviene per il 118, valutando la creazione di aggregazioni territoriali di servizi per l'erogazione di assistenza notturna poliambulatoriale, rimodulando ove necessario le dislocazioni territoriali delle postazioni, in qualsiasi caso al fine di garantire la sicurezza degli operatori. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-00467 della senatrice Granato, sulla riorganizzazione del servizio di guardia medica notturna, soprattutto per la sicurezza degli operatori.