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Basti pensare che la flotta di Canadair del Corpo forestale dello Stato è stata affidata a società private, che ovviamente badano al loro guadagno, con aumenti esponenziali delle spese. Il costo di mercato dell'affitto di un Canadair, che nel 2015 si aggirava sui 4.000-5.000 euro orari, nel 2017, dopo la privatizzazione, è giunto a 15.000 euro. È evidente la cecità di questa operazione, così come il palese conflitto di interesse di chi lavora per lo spegnimento di un incendio, che teoricamente avrebbe tutto da guadagnare dal fatto che duri più a lungo. Sono aumentate le spese di manutenzione degli elicotteri in dotazione ai Carabinieri; sono aumentati tutti i costi regionali per il contrasto agli incendi boschivi e, malgrado questo, negli ultimi anni si è assistito a un progressivo aumento della durata degli incendi, che comportano danni immani al patrimonio e al contrasto al dissesto idrogeologico. L'aspetto più grave è stato comunque lo spacchettamento delle competenze e la perdita di efficacia, tanto che ora è necessario istituire una cabina di regia per tentare di rimediare alla mancanza di efficienza. Dalla soppressione del Corpo forestale dello Stato sono derivati anche altri elementi negativi e invito i colleghi e i Ministri a valutare la proposta del MoVimento 5 Stelle che, con il disegno di legge n. 1670, a prima firma del deputato Cattoi, suggerisce la ricostruzione di una polizia forestale, ambientale e agroalimentare da assegnare al Ministro dell'interno, per la sua stretta ricaduta in termini di pubblica sicurezza (Applausi) . La proposta è di un generale del Corpo forestale dello Stato che conosce bene le criticità e le problematiche di questo settore. Ricordo che le leggi non sono né di Destra né di Sinistra, ma sono utili o meno al Paese e ai cittadini e che il MoVimento 5 Stelle ha sempre messo come priorità i beni comuni e i cittadini. Quale maggior bene comune del bosco? Quale maggiore impatto sulla vita dei cittadini di quello di un incendio? Invito tutti i Gruppi parlamentari ed il Governo a lavorare per soluzioni funzionali sul lungo termine. Con la legge Madia si è data priorità non ai beni comuni, ma alle privatizzazioni e spero sia evidente a tutti il danno che al sistema Paese è stato causato da questo approccio, che alcuni Gruppi politici continuano a perseguire. Si riconoscano gli errori e si pongano rimedi di ampio respiro che guardino al futuro, ad una reale protezione dalle nostre foreste. Questo è quanto fa il MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signori del Governo, i cambiamenti climatici hanno reso le foreste sempre più esposte al rischio di incendi boschivi. Il migliore strumento di prevenzione degli incendi boschivi è assicurare una gestione sostenibile delle foreste. È assurdo pensare come nel nostro Paese, che ha 11,4 milioni di ettari di bosco, il 38 per cento della superficie nazionale, non si riesca ad attuare un attento monitoraggio ed una corretta pianificazione degli interventi di prevenzione degli incendi boschivi, in base a quanto indicato - peraltro - indicato nella strategia nazionale forestale, la quale, di fronte agli obiettivi perseguiti dal disegno di legge in esame, dovrebbe chiaramente rappresentare un riferimento per mettere in atto le migliori pratiche possibili per il contrasto a tali fenomeni. Anche questo è stato più volte segnalato dall'UNCEM. In tal senso, esprimiamo comunque soddisfazione alla Commissione ambiente per l'approvazione dell'emendamento 5.23, con il quale si prevede che le attività di prevenzione selvicolturale degli incendi boschivi e la programmazione dei fondi strutturali siano collegate alle migliori previsioni sull'evoluzione delle compagini forestali, contenute negli innovativi strumenti di pianificazione forestale previsti dall'articolo 6 del testo unico delle foreste, con particolare riguardo alla strategia forestale nazionale, tema importantissimo. Lo scorso 16 luglio la Commissione europea ha approvato la nuova strategia per le foreste per il 2030. Se si confrontano gli obiettivi europei con i contenuti della strategia nazionale, si possono individuare le azioni prioritarie di intervento, per raggiungere risultati soddisfacenti in tema di prevenzione e soprattutto di sostenibilità. In base agli studi, se da un lato infatti l'Italia rivela buone prestazioni per le misure di tutela ambientale di tipo passivo, dall'altro appare assolutamente in ritardo sui sistemi di monitoraggio e di pianificazione, cioè sulle misure di tipo attivo. È su questo tema che dobbiamo lavorare. I dati dimostrano che il primo fattore predisponente per un incendio è dato dalle condizioni meteorologiche e climatiche: la siccità, l'aridità, le alte temperature, la bassa umidità, la forte ventosità, l'alta frequenza di eventi estremi, quali le ondate di calore, sono i fattori in presenza dei quali un incendio può facilmente acquisire vigore ed interessare vastissime superfici. In questa prospettiva è fondamentale tornare a valorizzare le modalità organizzative del settore forestale italiano, così da raggiungere un livello ottimale di monitoraggio del territorio e prevenzione di questi fenomeni. Tale prevenzione trova nella gestione forestale sostenibile, con riguardo anche al potenziamento della viabilità forestale - e questo è un nostro emendamento, il 4.22 - e quindi anche nell'attivazione di misure per la pianificazione, il superamento della frammentazione fondiaria, la creazione di filiere economiche e la valorizzazione dei servizi ecosistemici ambientali forniti dal bosco e i suoi fondamentali. È questa la gestione forestale che deve essere promossa, al fine di avere strumenti di gestione efficaci per il futuro. In tal senso, un tema importante che deve essere immediatamente affrontato è la scarsità di risorse economiche di cui dispone la strategia forestale nazionale. In questa direzione, ricordo a questa Assemblea che si era mosso il primo Governo della Lega di questa legislatura, con il ministro Centinaio (Applausi) che a guida del Ministero delle politiche agricole e forestali, con la legge di bilancio del 2019, ha istituito il fondo per le foreste italiane, con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro per il 2019, 2,4 per il 2020, 5,3 milioni per il 2021 e 5,2 milioni per il 2022. Si è trattato di una novità straordinaria e di assoluta importanza ed è per questo che la ricordo. È stata fatta una cosa importantissima per il nostro Paese. È necessario, dunque, individuare fin da subito gli strumenti di natura finanziaria volti a incrementare l'attuale disponibilità di questo fondo per un'efficace azione di cura e gestione di questo importantissimo patrimonio verde, che oggi è in continua espansione, ma anche in un lento stato di abbandono. Una risorsa abbandonata è una risorsa per la quale non viene riconosciuto un valore e che per questa ragione non viene monitorata. La prevenzione a costi minori è quella connessa alla rivitalizzazione dell'economia del settore. Un bosco che produce valore, legname, biomassa, funghi, tartufi, castagne, ma anche servizi turistici, ricreativi, culturali è un bosco che viene difeso e, quindi, difficilmente brucia.