[pronunce]

La previsione di una competenza "ordinaria" dei comuni nello smaltimento dei rifiuti e in materia di depurazione delle acque pubbliche (sebbene superabile, ma solo eventualmente, in via sussidiaria) violerebbe, secondo il ricorrente, il principio della unicità orizzontale della gestione, consentendo una competenza frammentata tra più Comuni all'interno del medesimo ambito territoriale ottimale (ATO). 1.4.- La disposizione di cui all'art. 33, della legge in esame - che intesta alla Regione ulteriori funzioni rispetto a quelle già attribuite dalla normativa vigente, e segnatamente quella di cui al comma 1, n. 2, lettera a), concernente la tutela dell'ambiente e l'attività di prevenzione e di controllo dell'inquinamento, anche mediante vigilanza sulle attività industriali - contrasterebbe con gli artt. 117, secondo comma, lettera s), e 118, secondo comma, Cost., nonché con gli artt. 14 e 17 dello Statuto della Regione Sicilia, giacché la Regione non potrebbe vantare alcuna attribuzione, né legislativa, né amministrativa, nella materia «tutela dell'ambiente e dell'ecosistema». 2.- Successivamente alla proposizione del ricorso, la Regione siciliana ha promulgato la legge 12 novembre 2015, n. 28 (Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 in materia di elezione degli organi degli enti di area vasta e proroga della gestione commissariale); la legge 1° aprile 2016, n. 5 (Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 "Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"); la legge 17 maggio 2016, n. 8 (Disposizioni per favorire l'economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie); la legge 10 agosto 2016, n. 15 (Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 in materia di elezione dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani e di proroga della gestione commissariale) e la legge 27 ottobre 2016, n. 23 (Norme transitorie in materia di elezione degli organi degli enti di area vasta), le quali (e, segnatamente, la legge regionale n. 5 del 2016) hanno novellato profondamente la legge regionale n. 15 del 2015. In particolare, la legge della Regione siciliana n. 28 del 2015 ha modificato l'art. 6, comma 4, della legge impugnata, stabilendo che il decreto di indizione delle elezioni è da emanarsi «almeno 45 giorni prima della data delle elezioni» e non già «dalla data di entrata in vigore della presente legge». A sua volta, la legge della Regione siciliana n. 5 del 2016, con riguardo alle residue disposizioni della legge n. 15 del 2015, oggetto di censure, ha rispettivamente: modificato l'art. 4, con la soppressione delle lettere c) e d) - ossia delle disposizioni che prevedevano la «Giunta del libero Consorzio comunale» e la «Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale» - e con l'introduzione di una lettera a-bis), che contempla il «Consiglio del libero Consorzio comunale»; modificato l'art. 5, con la soppressione delle previsioni che si riferivano alla Giunta e alla Adunanza elettorale della Città metropolitana, ad esse sostituendo il Consiglio; modificato l'art. 6 (nelle parti effettivamente ed esclusivamente censurate), sopprimendo i riferimenti alla Giunta (sostituita dal Consiglio: comma 2), alla Adunanza elettorale (comma 5) e l'inciso relativo all'elettorato passivo dei sindaci, «il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni» (comma 6), nonché introducendo la previsione del calcolo dei voti per l'elezione del Presidente in base ai «criteri di ponderazione di cui ai commi 32, 33 e 34 dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni» (comma 7); abrogato il comma 3 dell'art. 7, là dove prevedeva talune attribuzioni della Giunta; introdotto l'art. 7-bis, che disciplina la costituzione, l'elezione e le funzioni del «Consiglio del libero Consorzio comunale»; sostituito l'art. 8, espungendo dal relativo testo i riferimenti alla Giunta e rimodulando le funzioni dell'organo; abrogato gli artt. 9 e 10, che disciplinavano l'istituzione e le funzioni, rispettivamente, della Giunta e della Adunanza elettorale del libero Consorzio comunale; modificato l'art. 11, con la soppressione delle disposizioni che prevedevano la Giunta metropolitana e la «Adunanza elettorale metropolitana», e con l'introduzione di una lettera a-bis), che contempla il «Consiglio metropolitano»; modificato l'art. 12, con la soppressione delle previsioni che si riferivano alla Giunta e alla Adunanza elettorale della città metropolitana, ad esse sostituendo il Consiglio; introdotto l'art. 14-bis, che disciplina la costituzione, l'elezione e le funzioni del Consiglio del libero Consorzio comunale (e la successiva legge regionale n. 8 del 2016, all'art 23, ha apportato una modificazione in punto di fissazione delle date elettorali); sostituto l'art. 15, espungendo i riferimenti alla Giunta e rimodulando le funzioni dell'organo; abrogato gli artt. 16 e 17, che disciplinavano l'istituzione e le funzioni, rispettivamente, della Giunta metropolitana e della Adunanza elettorale metropolitana; sostituito l'art. 20, disponendo la gratuità delle cariche inerenti agli organi di Presidente del libero Consorzio comunale, Sindaco metropolitano, componenti di Assemblea e Consiglio del libero Consorzio comunale, di Conferenza e Consiglio metropolitani, con oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi a carico dei rispettivi enti di area vasta; soppresso la lettera e) del numero 3 (e non già del numero 2, indicato in ricorso, ma per mero errore materiale, emendabile in ragione del chiaro tenore delle esposte censure), del comma 1 dell'art. 27; soppresso lettera a) del n. 2 del comma 1 dell'art. 33, quale disposizione effettivamente ed esclusivamente censurata. La legge della Regione siciliana n. 8 del 2016 ha modificato l'art. 13 nel senso che: «Il Sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo», altresì apportando (art. 23) modificazioni in punto di fissazione delle date elettorali, al pari di quanto poi disposto dalle successive leggi della Regione Siciliana n. 15 del 2016 (art. 1) e n. 23 del 2016 (art. 1). 3.- Il richiamato ius superveniens è intervenuto con modifiche e abrogazioni che risultano essere, dunque, satisfattive delle ragioni di censura formulate con il ricorso.