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il deflusso dei capitali all'estero, che secondo il quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", in un articolo pubblicato il 20 ottobre, risulta essere stato complessivamente pari a 64,4 miliardi di euro a partire da maggio fino ad agosto, unitamente ai recenti avvenimenti di cronaca finanziaria, legati al forte innalzamento dello spread, causato dall'incertezza dei mercati finanziari per il nostro Paese e al declassamento delle agenzie di rating , che hanno classificato i titoli pubblici italiani, un gradino prima del livello cosiddetto "junk" ovvero "spazzatura", delineano a giudizio dell'interrogante, un quadro economico finanziario a breve termine, profondamente incerto e preoccupante, anche e soprattutto a causa di chi ha il compito di vigilare sui conti pubblici e sugli scenari macroeconomici; risulta pertanto urgente ed indispensabile, a parere dell'interrogante, rivedere in maniera radicale le recenti decisioni di politica economica e fiscale, che il Governo si appresta a presentare al Parlamento, al fine di interrompere una spirale profondamente pericolosa per il nostro Paese e il futuro dell'economia nazionale, che rischia una deriva di arretratezza, in grado di condurre il sistema Paese a livelli di povertà inaccettabili, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se non ritenga urgente e necessario rivedere profondamente l'impianto normativo delle decisioni recenti, assunte in materia di politica economica e fiscale, che stando a quanto riportato dagli organi di stampa, nonché dagli stessi rappresentanti del Governo, rischiano di provocare a giudizio dell'interrogante, gravissimi danni all'economia e alla tenuta dei conti pubblici italiani; quali siano infine i motivi per i quali il Ministro ha impostato il documento programmatico di bilancio per il 2019, prevedendo un rapporto deficit /pil al 2,4 per cento, nonostante lo scorso 2 ottobre, incontrando gli investitori istituzionali, li avesse rassicurati sostenendo invece che il rapporto deficit /pil si sarebbe fermato all'1,6 per cento. Atto n. 3-00306 URSO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il giornalista Jamal Khashoggi, cittadino saudita dissidente, collaboratore del "Washington Post", è scomparso all'interno del consolato del Regno saudita ad Istanbul, in data 2 ottobre 2018, dove si era recato per il rilascio di un documento; il Regno saudita, dopo aver prima sostenuto che il giornalista era uscito indenne dal consolato, ha poi rettificato, a fronte delle prime clamorose rivelazioni sul suo brutale assassinio e della crescente riprovazione internazionale, ammettendo che il giornalista Khashoggi sarebbe stato ucciso nella colluttazione seguita al suo tentativo di sottrarsi all'arresto; le autorità turche hanno fatto sapere che il giornalista Khassoghi è stato torturato, ucciso, fatto a pezzi e verosimilmente sepolto in un parco vicino a Istanbul e il presidente Erdogan ha sostenuto che lui stesso avrebbe a breve rivelato quanto emerso dalle indagini; la versione del "New York Times", autorevole giornale statunitense, conferma quanto denunciato dalle autorità turche, precisando che il commando criminale sarebbe stato composto da persone molto vicine al principe ereditario di Riad, Bin Salman, e persino dalle sue guardie del corpo che lo accompagnano in ogni viaggio internazionale; altri Paesi dell'Unione europea si sono già espressi con grande fermezza censurando il Regno saudita per quanto successo e chiedendo immediati chiarimenti al più alto livello politico e diplomatico e persino gli Stati Uniti, in palese imbarazzo per l'alleanza storica con il Regno, sono intervenuti più volte, anche inviando il segretario di Stato Pompeo a Riad, mentre, in più occasioni, è intervenuto lo stesso presidente Trump evocando anche la possibilità di dure reazioni nei confronti del Regno saudita; gran parte di coloro che avrebbero dovuto partecipare alla "Davos nel deserto", meeting internazionale sugli investimenti nel Regno, previsto per fine ottobre, ha già annunciato di non voler più partecipare all'evento ed alcune società occidentali hanno dichiarato di rinunciare ai propri investimenti nel Paese; grande è la costernazione e l'indignazione nella comunità internazionale nei confronti di un atto criminale che sembra che sia stato realizzato su esplicito mandato di istituzioni del Regno saudita, che, nella versione di comodo atta a giustificare l'assassinio del giornalista, svela comunque come esista un piano statuale volto a riportare, anche con la forza, ogni cittadino saudita dissidente nel Regno, dove peraltro vige la condanna a morte; il Governo italiano è stato silente per 20 giorni e solo ieri lunedì 22 ottobre, a fronte di una specifica domanda di un giornalista, durante la conferenza con la stampa estera, il presidente Conte si è limitato ad affermare che "è un caso molto grave, vorremmo avere contezza del fatto in sé prima di confrontarci con i partner europei e con Trump"; nel frattempo sono intervenuti, in modo netto e senza infingimenti, gli altri Paesi europei con dichiarazioni perentorie e disdicendo la partecipazione ad eventi in Arabia saudita; la Germania, tra l'altro, ha sospeso la vendita di armi all'Arabia saudita e chiesto una direttiva europea in tal senso, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Governo in merito a quanto accaduto e se non ritenga necessario manifestare con chiarezza e senza infingimenti e con una nota ufficiale la netta riprovazione dell'Italia per l'assassinio del giornalista Khashoggi e la ferma condanna per quanto dichiarato dalle autorità del Regno in merito ad un piano volto a riportare in patria, anche con la forza, i cittadini sauditi "dissidenti" nel mondo, in spregio di ogni trattato internazionale e delle prerogative degli Stati dove risiedono; se non ritenga necessario associarsi alla richiesta di altri Stati dell'Unione europea affinché sia espressa la più ferma condanna europea, anche attraverso l'adozione di una direttiva che sospenda la vendita di armi all'Arabia saudita; se non ritenga necessario disdire in modo ufficiale l'eventuale partecipazione di esponenti istituzionali a incontri o meeting organizzati dal Regno saudita, a cominciare dalla "Fusion investment iniative", cosiddetta Davos del deserto, sino a quando il caso non sarà chiarito e il Regno non abbia fornito una versione credibile, corrispondente a quanto emerso dalle indagini, e la volontà di punire mandanti ed esecutori ad ogni livello. Atto n. 3-00307 URSO Ai Ministri dello sviluppo economico, per gli affari europei e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: gli Stati Uniti hanno recentemente sottoscritto il nuovo accordo con Canada e Messico, l'United States Mexico Canada agreement (USMCA), che prenderà il posto del NAFTA, a sua volta istituito nel 1994; l'interscambio tra i tre Paesi grazie al free trade ha raggiunto 1.289 miliardi di dollari, pari a circa un terzo del totale delle merci che gli Stati Uniti comprano e vendono nel mondo;