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Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Bergesio, per due minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, approfittiamo per ringraziare il signor Ministro per la chiarezza espositiva, ancorché - come recita anche il contratto di Governo che sta portando avanti questa legislatura - gli agricoltori si muovano in un sistema governato da politiche di settore ormai quasi di competenza esclusiva della Politica agricola comune. Troppo spesso i Governi italiani sono stati remissivi e rinunciatari in Europa rispetto alle vere esigenze del settore agricolo nazionale. È necessaria una nuova presenza del Governo italiano a Bruxelles per riformare la PAC. Signor Ministro, la difesa del lavoro degli agricoltori passa attraverso il suo lavoro, passa attraverso il lavoro del Governo, delle nostre Commissioni e di questa Assemblea. Io credo che, attraverso le azioni che sono state intraprese, si vede già che c'è un azione diversa, diversificata e più forte. Ricordiamo sempre che nel nostro Paese abbiamo bisogno di competitività, ma soprattutto di difesa dei prodotti e delle produzioni dei nostri agricoltori che riguardano zootecnia, anche il comparto cerealicolo, l'ortofrutticolo e l'itticoltura. Signor Ministro, le auguro, buon lavoro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Il senatore Cucca ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00153 su alcune dichiarazioni del Ministro della giustizia, per tre minuti. CUCCA (PD) . Signor Presidente, il tempo limitato a mia disposizione mi impone di richiamare il contenuto delle due interrogazioni a prima firma rispettivamente del senatore Parrini del 10 e 30 luglio scorso e della senatrice Valente del 30 luglio scorso. Considerate le gravi affermazioni che sono state rese dal Ministro della giustizia all'esito della seduta del Consiglio dei ministri del 24 luglio, durante la quale era stato approvato il cosiddetto decreto mille proroghe, a commento della norma che rinvia l'entrata in vigore della nuova normativa sulle intercettazioni, ella, signor Ministro, aveva mosso in maniera apodittica gravissime accuse verso il PD responsabile - a suo dire - di un comportamento diretto a legare le mani alla polizia giudiziaria e alla magistratura, impedendo altresì il diritto all'informazione, pur avendo la consapevolezza che l'obiettivo era esattamente il contrario. Considerato, altresì, che lei ha affermato più volte che uno dei primari obiettivi del Governo di cui lei fa parte è la lotta alla corruzione, che, data la diffusione, minerebbe alla radice le aspettative legittime dei cittadini onesti, prevaricate dal sistema delle raccomandazioni e della corruzione, salvo poi apprendersi dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, che come confermato in più sedi, anche ufficiali dalla stessa sindaca Raggi, era stato da lei segnalato proprio alla Raggi quale consulente su questioni rilevantissime, di estrema importanza; considerato, altresì, che appare quantomeno risibile il fatto che si debba ricordare al Ministro della giustizia che il suo compito precipuo è tutelare il principio di indipendenza della magistratura da condizionamenti del potere pubblico, si chiede di sapere da lei di quali informazioni il Ministro della giustizia sia in possesso per affermare che ogni volta che qualcuno del PD veniva ascoltato c'era il PD che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni, chiarendo altresì sulla base di quale legge dello Stato, con quali modalità e con quali finalità ella abbia ottenuto queste informazioni, e se non ritenga doveroso, vista la gravità dei fatti riportati, informarne subito il Parlamento. Si chiede di sapere se non ritenga che le sue affermazioni siano state gravemente lesive delle prerogative e dei compiti della magistratura e della polizia giudiziaria e se, nel suo ruolo di Ministro, si sia attenuto al rispetto dell'applicazione delle leggi vigenti, nonché alla tutela delle prerogative e dei compiti di cui ho testé parlato; se, al fine di tutelare il ruolo istituzionale che ricopre, non ritenga necessario chiarire in tempi brevi la natura dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, in relazione ai fatti riportati in premessa e in ragione di quali valutazioni abbia inteso indicarlo alla sindaca Raggi come consulente; se in relazione ai suddetti fatti, a tutela del prestigio e dell'integrità delle istituzioni, lei non ritenga doveroso spiegare se dal giorno in cui lei è stato eletto alla Camera dei deputati a oggi siano intercorsi rapporti di natura professionale o di altro tipo tra il suo studio e quello dell'avvocato Lanzalone. Si chiede, infine, quali iniziative intende adottare al fine di rassicurare il Parlamento e l'intero Paese sul fatto che, nonostante i fatti riportati in premessa minino - a giudizio degli interroganti - in modo grave la credibilità del suo Ministero, ella possa ricoprire l'importante compito che è chiamato ad assolvere con onore e disciplina, nel massimo rispetto del prestigio dell'istituzione che presiede. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, avvocato Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, innanzitutto mi sia consentito dire che ricordavo, da parlamentare, che il question time fosse uno strumento serio e importante, con cui il Parlamento pungola i Ministri sugli atti presi... (Proteste dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Ma come si permette? MIRABELLI (PD) . Presidente, deve dire qualcosa. (Richiami del Presidente). PRESIDENTE. Non riesco a capire la protesta. Non la capisco francamente. BONAFEDE , ministro della giustizia . Ricomincio, Presidente? MALPEZZI (PD) . Stiamo scherzando? MARCUCCI (PD) . Siamo pazzi? Non capisce la protesta? PRESIDENTE. Senatore Marcucci, non capisco la protesta, per il semplice fatto che sta parlando di una sua esperienza. Non lo condividete, pazienza. Avanti. MIRABELLI (PD) . Ha occupato i banchi del Governo per cinque anni! MALPEZZI (PD) . Inizia con le scuse. Scusati subito! PRESIDENTE. Vi pregherei di essere rispettosi del parere degli altri, anche se non condiviso. Prego, Ministro. Magari saltiamo tanti preamboli, per proseguire meglio. MARCUCCI (PD) . È il Governo che deve essere rispettoso del Parlamento! BONAFEDE , ministro della giustizia . Signor Presidente, chiaramente il Partito Democratico avrà la possibilità di replicare rispetto a ciò su cui non concorda. VALENTE (PD) . Sì, grazie, ce la dai tu. MALPEZZI (PD) . Come la collega prima! BONAFEDE , ministro della giustizia . Dicevo, aventi ad oggetto atti del Governo. Non ricordavo che il question time fosse uno strumento per trasformare il Senato in un circolo ricreativo per forze politiche che non hanno niente da fare. PRESIDENTE. Ministro... FARAONE (PD) . Ma basta! (Proteste dal Gruppo PD . Applausi dal Gruppo M5S) . LAUS (PD) . Buffone! MALAN (FI-BP) . Vada via, Ministro! LONARDO (FI-BP) . Vergogna! Fuori! PRESIDENTE .