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Al comma 3 si prevede l'aggiornamento dei LEA da parte della competente Commissione nazionale, in base alla valutazione delle proposte di inserimento di nuovi servizi destinati ai caregiver familiari, tra i quali si considerano essenziali quelli relativi a garantire il diritto alla salute. Il comma 4 puntualizza che le misure di cui all'articolo 5 sono applicabili alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e relative norme di attuazione. All'articolo 6 si dettano norme per la valorizzazione e il sostegno della conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza. Al comma 1, si prevede la valorizzazione professionale dell'attività svolta dal caregiver familiare al fine di agevolare un suo inserimento o reinserimento lavorativo, riconoscendo tale attività come competenza certificabile ai sensi del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, recante «Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze». Al comma 2 si prevede, per i caregiver familiari inseriti in percorsi scolatici, che il riconoscimento delle competenze possa contribuire a formare i crediti formativi per le attività extrascolastiche ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2009, in materia di valutazione degli studenti. Al comma 3 si prevede l'attivazione, da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di specifici programmi per la collocazione o ricollocazione lavorativa dei caregiver familiari tramite interventi di politica attiva nell'ambito dei servizi per l'impiego. Il comma 4 prevede che con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca siano adottate disposizioni per il riconoscimento delle attività svolte dagli studenti dell'ultimo triennio, che siano caregiver familiari o convivano con un caregiver familiare e contribuiscano al lavoro di cura dell'assistito, ai fini dell'adempimento dell'obbligo di alternanza scuola-lavoro di cui alla legge n. 107 del 2015. Il comma 5, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria ai fini dell'attuazione dell'articolo 6. L'articolo 7, sulla base dei princìpi di cui agli articoli 2 e 3 della Costituzione, al fine di evitare sperequazioni di trattamento tra cittadini, reca modifiche all'articolo 78 del codice civile volte a rendere pieno ed effettivo il riconoscimento del caregiver familiare, anche nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 1 della legge 20 maggio 2016, n. 76, che assistono un familiare o affine entro il secondo grado dell'altra parte dell'unione civile. La norma precisa che tale previsione è «ai soli fini del riconoscimento delle misure previste dalla presente legge». L'articolo 8 reca una delega al Governo per garantire l'esercizio del diritto di voto ai caregiver familiari e alle persone con disabilità, in applicazione dei princìpi di cui all'articolo 48 della Costituzione, mediante le opportune modifiche alla normativa vigente per le consultazioni elettorali. In particolare, la lettera a) prevede il completo abbattimento delle barriere architettoniche nei seggi elettorali e la lettera b) che all'interno dei seggi elettorali siano allestiti degli spazi protetti per l'accoglienza delle persone con disabilità che accompagnano il caregiver familiare nelle operazioni di voto e che non possano da questi essere lasciate sole; i criteri di delega di cui alle lettere c) e d ) prevedono la semplificazione delle procedure per la richiesta del voto domiciliare, estendendo tale facoltà al caregiver familiare, e ciò al fine di contrastare l'astensione dal voto nei casi in cui l'assistito non sia trasportabile e il suo caregiver familiare non possa lasciarlo solo per recarsi al seggio, perché privo di adeguata sostituzione da parte di un operatore socio-sanitario; alla lettera e) si definiscono i criteri in merito alla validità dell'autorizzazione all'esercizio del diritto al voto domiciliare per i caregiver familiari. I commi 2 e 3 dettano le procedure per l'esercizio della delega da parte del Governo. Anche l'articolo 9 reca una delega al Governo per l'adozione di ulteriori norme in favore dei caregiver familiari per la piena integrazione di tale figura nell'ordinamento giuridico della Repubblica. Alla lettera a) si prevede l'adeguamento della normativa vigente a fini di coordinamento con le disposizioni introdotte con il presente disegno di legge; alla lettera b) si incentiva l'utilizzo dei sistemi di identità digitale per favorire il rapporto dei caregiver familiari con la pubblica amministrazione; la lettera c) reca il criterio di delega volto ad armonizzare e semplificare le funzioni e i poteri riconosciuti al caregiver familiare ove nominato amministratore di sostegno, tutore o curatore, nonché a provvedere all'informatizzazione degli obblighi di rendicontazione, con particolare riguardo per i rapporti patrimoniali tra il caregiver familiare, ove nominato amministratore di sostegno, e l'assistito beneficiario; alla lettera d) si prevede di individuare le modalità per l'accertamento e il riconoscimento del periodo di attività svolto come caregiver familiare precedentemente alla data della certificazione di cui all'articolo 4; con la lettera e) si individuano le procedure, anche attraverso la concessione di eventuali forme di incentivazione per il datore di lavoro, volte a favorire la prima collocazione o la ricollocazione del caregiver familiare, con la precisazione che tali misure debbano essere applicate ad un caregiver familiare per assistito; alla lettera f) si fissano i criteri per individuare ulteriori forme di supporto per la piena attuazione degli articoli da 18 a 24 della legge 22 maggio 2017, n. 81, in favore del caregiver familiare; alla lettera g) si dettano criteri per il riconoscimento, a determinate condizioni, del periodo effettivamente prestato per l'attività di cura e di assistenza, computando un quinto del periodo medesimo, in ogni caso entro il limite di cinque anni, per l'accesso anticipato alla pensione di vecchiaia o per il conseguimento dell'assegno sociale; alla lettera h) si dispone di integrare tra i lavori usuranti, di cui all'allegato B della legge 27 dicembre 2017, n. 205, quello dei caregiver familiari, tenuto conto della loro minore aspettativa di vita, come dimostrato dagli studi compiuti da Elizabeth Blackburn, Premio Nobel per la medicina; la lettera i) prevede la definizione, secondo principi di equità e ragionevolezza, che tengano conto della situazione generale socio-economica del nucleo familiare dell'assistito, dei criteri di priorità atti a riconoscere ai caregiver familiari che non raggiungano il requisito dell'anzianità contributiva necessario per l'accesso alla pensione di vecchiaia il completamento del medesimo requisito, per un periodo comunque non eccedente un terzo del periodo complessivo necessario per l'accesso alla pensione di vecchiaia come ridotto in base al riconoscimento del beneficio di cui alla lettera g) , attraverso la contribuzione figurativa equiparata a quella da lavoro domestico;