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Questo dichiarò il professor Pannuti qualche anno fa e credo che ricordarlo oggi in Aula sia motivo di orgoglio, per chi ha visto questo fiore, l'ANT, crescere e moltiplicarsi. Vorrei rivolgere un saluto alla figlia Raffaella, che ha preso il testimone di questa straordinaria organizzazione e che proprio tra qualche minuto, presso la Galleria Alberto Sordi presenterà (era un appuntamento programmato da tempo, prima di questo evento tragico) le nuove iniziative che l'associazione porrà in essere sul territorio nazionale. (Applausi). Discussione delle mozioni nn. 41 (testo 2), 43, 44 e 45 sui programmi di riqualificazione delle periferie PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00041 (testo 2), presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori, 1-00043 , presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, 1-00044 , presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori, e 1-00045 , presentata dai senatori Romeo, Patuanelli e da altri senatori, sui programmi di riqualificazione delle periferie. Ha facoltà di parlare il senatore Ferrazzi per illustrare la mozione n. 41 (testo 2). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 16,45) FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, oggi è una giornata importante perché, dopo settimane - anzi mesi - di parole spesso vane e purtroppo anche di chiacchiere, abbiamo la possibilità di tagliare la testa al toro: finalmente abbiamo la possibilità di dire nell'aula del Senato una parola chiara e definitiva sui fondi che sono stati tagliati poche settimane fa con il decreto milleproroghe. Mi riferisco agli 1,6 miliardi di euro che questa maggioranza e questo Governo, con un tratto di penna, hanno voluto sottrarre ai Comuni per il bando periferie. Un singolo articolo all'interno del decreto milleproroghe in un colpo solo ha fatto piazza pulita di accordi siglati con i Comuni e con le Città metropolitane; fa piazza pulita di migliaia di progetti attivati da centinaia di Comuni coinvolti, di centinaia di accordi di partenariato pubblico-privato che i Comuni, in virtù di un accordo, di una convenzione, di un contratto sottoscritto a Palazzo Chigi con l'allora presidente del consiglio Gentiloni Silveri, avevano deciso di portare avanti e dunque, alla luce di questa promessa verbalizzata e sottoscritta da parte dello Stato, avevano provveduto ad agire di conseguenza. Ebbene, signor Presidente, onorevoli colleghi, di tutto questo non c'è più traccia; o meglio, gli atti di questo ramo del Parlamento hanno definito con un tratto di penna che di colpo quegli 1,6 miliardi non ci sono più e sono rinviati a futuri finanziamenti di cui non si capisce bene quando, né come, ma soprattutto non si capisce bene per quali finanziamenti e per quali Comuni si vorrà provvedere. Signor Presidente, questa occasione, nella sua ufficialità, è anche molto utile per fare chiarezza su alcune questioni che sono state mal poste durante il dibattito di questi mesi, la prima delle quali riguarda gli avanzi. Lo stesso sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Castelli, immediatamente dopo il taglio operato all'interno del decreto milleproroghe, aveva detto che stavano sbloccando per i Comuni gli avanzi di amministrazione. Attenzione, colleghe e colleghi: gli avanzi di amministrazione sono già nelle disponibilità dei Comuni, perché sono soldi degli avanzi di amministrazione degli enti locali stessi; pertanto, sovrapporre le due cose non solo è artificioso, ma è del tutto scorretto, perché il fondo per le periferie è invece un finanziamento che lo Stato trasferisce nelle casse dei Comuni. Inoltre, anche in questo caso, la disposizione di sblocco degli avanzi di amministrazione non è stata una volontà del Governo, ma si è trattato di un recepimento tecnico sottoscritto giustamente dal Ragioniere generale dello Stato il 3 ottobre, con il quale si è preso atto di due sentenze della Corte costituzionale che ribadivano un concetto semplice: l'avanzo di amministrazione rimane nella disponibilità dell'ente che lo realizza. Questo è quanto ha scritto il Ragioniere generale dello Stato, citando le sentenze n. 247 del 2007 e n. 101 del 2008 della Corte costituzionale (che ribadiva esattamente quanto espresso nella prima sentenza). Nella mozione presentata dalla maggioranza e che verrà discussa oggi si arriva in pratica a dire: «Va bene, Comuni, sostituite il buco di bilancio che vi abbiamo creato e i soldi che vi abbiamo sottratto con gli avanzi di amministrazione. Al netto di quello che ho appena detto, Presidente, i Comuni che sarebbero in grado di sostituire la cifra con l'avanzo di amministrazione, su 326, sono solamente 15. Quindi, al netto di tutte le sottolineature appena fatte, riusciremmo a coprire solamente il 4 per cento dei Comuni di cui stiamo parlando oggi. Si è poi detto da parte di autorevoli esponenti del Governo che il bando per le periferie è incostituzionale: nulla di tutto ciò, Presidente. Semplicemente, la Corte costituzionale ha sentenziato che per una parte del finanziamento (800 milioni di euro, circa un terzo della totalità, che ricordo essere di 2,1 miliardi di euro) c'era una parziale incostituzionalità: si tratta della parte relativa alle intese con le Regioni. La stessa sentenza della Corte ha stabilito che era sufficiente convocare la Conferenza unificata, mettere all'ordine del giorno il punto, sottoscrivere l'accordo e tutto si sarebbe risolto; ebbene, né in occasione della riunione della Conferenza del 6 settembre né in occasione di quella del 20 settembre, il punto è stato posto all'ordine del giorno. Quindi è stata una specifica volontà di questo Governo quella di trovare una capziosa argomentazione per bloccare il fondo per le periferie: questo è il dato di fatto e questi sono gli atti giuridici amministrativi reali al di là delle parole. Signor Presidente, spero che nessuno in Aula oggi abbia l'ardire di ripetere ciò che ha dichiarato il ministro Stefani la scorsa settimana, quando il nostro Gruppo ha presentato un'interrogazione sul punto. Il Ministro ha detto che il Governo, in ragione anche degli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'incontro con l'ANCI dell'11 settembre, intende adottare specifiche misure destinate alla legge di bilancio 2018, «per garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti». Questo non è politichese, ma è "iperpolitichese", per dire tutto e il contrario di tutto. È la totale assenza di un'indicazione da parte del Governo; anzi, è l'esplicitazione verbale, all'interno di questa Aula, del fatto che il Governo non sta provvedendo per nulla a risolvere la questione. Attenzione, Presidente e colleghi, non vorremmo nemmeno che si ponesse oggi in Aula un'altra questione, che abbiamo letto sempre nella mozione presentata dalla maggioranza, e cioè quella di dire ai Comuni: «Sapete che c'è? Potete fare mutui con la Cassa depositi e prestiti, potete sempre andare a mutuo e potete sempre fare debito». Questo c'è scritto e spero sia stato modificato.