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Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) fa presente che i lavori della Commissione d'inchiesta non dovrebbero essere sottratti ad un uso strumentale dovendo tale organo procedere a un'analisi di carattere tecnico con finalità di trasparenza. Condivide quindi le considerazioni del senatore D'Alfonso in merito alla durata della Commissione. Il senatore DI NICOLA ( M5S ) sottolinea la rilevanza della Commissione d'inchiesta ai fini di una vigilanza attenta sulla gestione del risparmio nazionale. Apprezza inoltre la questione dell'istituzione di una procura specializzata per i reati bancari e finanziari, di cui al disegno di legge n. 690. Tra i compiti della Commissione d'inchiesta avrà peraltro particolare pregnanza l'attività volta a far luce sui conflitti di interesse e sull'operato delle autorità di vigilanza. Rileva quindi come taluni errori degli organi di informazione non possano sminuire i meriti del giornalismo d'inchiesta. Il presidente BAGNAI ritiene opportuno puntualizzare una serie di gravi travisamenti compiuti da organi di stampa in relazione a sue dichiarazioni. Il sottosegretario VILLAROSA suggerisce la previsione di un obbligo relativamente al compito di verifica della documentazione raccolta dalla Commissione parlamentare d'inchiesta istituita nella scorsa Legislatura. Questa comprende peraltro materiale pervenuto successivamente alla conclusione dei lavori e verbali secretati. Il presidente BAGNAI invita a una riflessione sulle modalità migliori per il prosieguo della discussione. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE 1 - Contrasto finanziamento mine antipersona DDL 1 Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo (Esame e rinvio) Dopo aver riassunto il quadro giuridico internazionale nel quale va contestualizzato il disegno di legge n. 1, il relatore GRIMANI ( PD ) specifica che l'articolo 1 vieta il finanziamento di società, in qualsiasi forma giuridica costituite, aventi sede in Italia o all'estero, che  direttamente o avvalendosi di società controllate o collegate secondo i criteri del codice civile - svolgono attività di costruzione, impiego, stoccaggio, distribuzione, trasferimento o trasporto di mine antipersona, munizioni e submunizioni cluster , di qualunque natura o composizione, o di parti di esse. Vieta altresì di: svolgere ricerca tecnologica, fabbricazione, vendita e cessione, a qualsiasi titolo, esportazione, importazione e detenzione di munizioni e submunizioni cluster , di qualunque natura o composizione, o di parti di esse. Le società che svolgono tali attività non possono partecipare a bandi o programmi di finanziamento pubblico. Tali divieti valgono anche per tutti gli intermediari abilitati (come definiti dall'articolo 2, comma 1, lettera a) ). Inoltre si vieta alle fondazioni e ai fondi pensione di investire il proprio patrimonio nelle predette attività. L'articolo 2 reca le definizioni rilevanti ai fini dell'applicazione della disciplina proposta. La lettera a) definisce intermediari abilitati le società di intermediazione mobiliare italiane, le banche italiane, le società di gestione del risparmio italiane, le società di investimento a capitale variabile, gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco di cui all'articolo 106 del Testo unico bancario, ivi inclusi i confidi, le banche di Paesi membri dell'Unione europea, le imprese di investimento di Paesi membri dell'Unione europea, le banche extracomunitarie, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale tenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze, nonché le fondazioni di origine bancaria e i fondi pensione. La successiva lettera b) definisce finanziamento ogni forma di supporto finanziario, tra cui - a titolo esemplificativo - la concessione di credito sotto qualsiasi forma, il rilascio di garanzie finanziarie, l'assunzione di partecipazioni, l'acquisto o la sottoscrizione di strumenti finanziari emessi dalle società indicate dalla proposta in esame, anche tramite società controllate. Per mina antipersona la lettera c) del provvedimento si riferisce a ogni ordigno o dispositivo corrispondente alle caratteristiche individuate dall'articolo 2, commi 1 e 2, della Convenzione sul divieto d'impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione, firmata a Ottawa il 3 dicembre 1997 e ratificata dall'Italia ai sensi della legge 26 marzo 1999, n. 106. Si tratta di mine progettate in modo tale da esplodere a causa della presenza, prossimità o contatto di una persona e tale da incapacitare, ferire o uccidere una o più persone. Le mine progettate per essere detonate dalla presenza, prossimità o contatto di un veicolo, invece che di una persona, e dotate di dispositivi di anti manipolazione, non sono considerate mine antipersona per il solo fatto di essere così congegnate. La successiva lettera d) reca la definizione di mina, intendendo per tale una munizione progettata per essere posta sotto, sopra o presso il terreno o qualsiasi altra superficie e per essere fatta esplodere dalla presenza, prossimità o contatto di una persona o veicolo. La lettera e) reca la definizione di munizioni e submunizioni cluster . In particolare, ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo, fatta a Dublino il 30 maggio 2008, di cui alla legge 14 giugno 2011, n. 95, si tratta di ogni munizione convenzionale idonea a disperdere o rilasciare submunizioni esplosive ciascuna di peso inferiore a 20 chilogrammi, fatte salve le specifiche di esclusione indicate dalle lettere a) , b) e c) del comma 2 del medesimo articolo 2 della Convenzione. La lettera f) individua gli organismi di vigilanza rilevanti ai sensi delle norme in esame: essi sono la Banca d'Italia, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) e gli eventuali altri soggetti cui sia attribuita in forza della normativa vigente la vigilanza sull'operato degli intermediari abilitati di cui alla precedente lettera a) . L'articolo 3 prevede che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge gli organismi di vigilanza emanino, di concerto tra loro, apposite istruzioni per l'esercizio di controlli rafforzati sull'operato degli intermediari abilitati, al fine di contrastare il finanziamento della produzione, utilizzo, assemblaggio, riparazione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione, stoccaggio, detenzione o trasporto delle mine antipersona, delle munizioni e submunizioni cluster e di loro singoli componenti. Nel medesimo termine, essi provvedono a istituire l'elenco delle società operanti nei settori individuati dall'articolo 1, comma 1, indicando l'ufficio responsabile della pubblicazione annuale del medesimo elenco. Nell'ambito dei compiti riguardanti l'Unità di informazione finanziaria per l'Italia (UIF) i controlli dei flussi finanziari sono estesi alle imprese e alle società di cui all'articolo 1, comma 1.