[massime]

SENT. 384/05 F. LAVORO (TUTELA DEL) - DELEGHE AL GOVERNO IN MATERIA DI OCCUPAZIONE E MERCATO DEL LAVORO - PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI ISPETTIVE IN MATERIA DI PREVIDENZA SOCIALE E DI LAVORO - RICORSO DELLE REGIONI MARCHE, BASILICATA ED EMILIA-ROMAGNA - DENUNCIATA INVASIONE DELLA POTESTÀ LEGISLATIVA REGIONALE CONCORRENTE IN MATERIA DI «TUTELA E SICUREZZA DEL LAVORO» E VIOLAZIONE DI COMPETENZE REGOLAMENTARI E AMMINISTRATIVE DELLE REGIONI - VIGILANZA RELATIVA A MATERIE RIENTRANTI NELLA COMPETENZA ESCLUSIVA STATALE - INERENZA DELLA DISCIPLINA DELLE ISPEZIONI ALLE MATERIE SOGGETTE A VIGILANZA - NON FONDATEZZA DELLE QUESTIONI.. Non sono fondate, in riferimento agli artt. 76, 117, commi terzo e sesto, e 118, commi primo e secondo, della Costituzione, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, della legge 14 febbraio 2003, n. 30, il quale delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il riassetto della disciplina vigente sulle ispezioni in materia di previdenza sociale e di lavoro nonché per la definizione di un quadro regolatorio finalizzato alla prevenzione delle controversie individuali di lavoro in sede conciliativa, ispirato a criteri di equità ed efficienza. Tale disposizione concerne materie di competenza esclusiva dello Stato, in quanto le ispezioni sono una modalità di esercizio della vigilanza e questa è connotata dal suo oggetto, e la conciliazione delle controversie individuali di lavoro rientra nella materia della giurisdizione e delle norme processuali. - Sulla riferibilità della disciplina delle controversie alla materia giurisdizione e norme processuali, di competenza esclusiva dello Stato, v. la citata sentenza n. 50/2005.