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Norme in materia di attività e terapie assistite dagli animali ( pet therapy ). Onorevoli Senatori. -- Alla luce dell'esperienza più che decennale e dei numerosi studi effettuati in numerosi Paesi, è giunto il momento di considerare anche in Italia l'opportunità di riconoscere e di definire le modalità relative all'impiego di animali per uso co-terapeutico in una serie di patologie in cui tale impiego si è dimostrato in grado di produrre effetti benefici sulla salute dei pazienti. La convinzione che gli animali da compagnia possano costituire un valido supporto terapeutico risale a tempi molto lontani: lo stesso Ippocrate, per esempio, consigliava agli amici una cavalcata per combattere l'insonnia e per ritemprare il fisico. Più recentemente, nel 1944, la Croce rossa americana, in un centro di convalescenza a Pauling, nei pressi di New York, sfruttò il lavoro in fattoria per la riabilitazione dei soldati feriti dell'aeronautica militare. Ma è con la pubblicazione del testo «Il cane come co-terapeuta» del neuropsichiatra Boris Levinson, che si iniziò a concepire l'utilizzo dell'animale come mezzo per una comunicazione più diretta ed empatica con il malato. Da allora si sono susseguiti numerosi altri studi e contributi volti a dimostrare come la compagnia degli animali incida positivamente sul livello della pressione arteriosa, sul diabete, sui meccanismi gastrointestinali e sulle tensioni nervose. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 febbraio 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003, recante il «Recepimento dell'accordo recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy », è stata riconosciuta agli animali una capacità terapeutica per la cura degli anziani. Si tratta, quindi, di una terapia di accompagnamento che trova modalità di intervento nel campo socio-sanitario. Vedere un malato terminale «assistito» da un cane, un disabile accompagnato da un animale, un audioleso o un non vedente che si affidano a un cane che li aiuta a dirigere i movimenti, o un delfino che gioca con un bambino autistico, non è più una rarità neanche in Italia, anche se l'impiego degli animali a scopo terapeutico non è ancora molto diffuso come avviene, invece, in altri Paesi. La presenza di un animale migliora la vita dell'individuo, diminuendo la solitudine e la depressione, e migliora situazioni di stress , stati di frustrazione o crisi di umore. Ma benefici si riscontrano anche per i pazienti che soffrono di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per i pazienti psichiatrici. Dal punto di vista terapeutico, l'impiego di animali risulta positivo su individui che necessitano di riabilitazione psichica, poiché consente di evitare gli effetti della cronicità e risulta prezioso nelle sedute riabilitative come aiuto per compiere i movimenti giusti, oltre a rendere le stesse sedute anche meno stressanti e più divertenti. La presenza degli animali stimola la fantasia e favorisce i rapporti interpersonali, crea un clima sereno che genera un miglioramento della capacità espressiva e una migliore canalizzazione dell'aggressività. Esperienze più recenti di applicazione della pet therapy in strutture di reinserimento sociale per i pazienti post-comatosi, come Casa Dago a Roma (progetto supportato dal 1999 dalla regione Lazio e dal Ministero della salute), hanno avuto risultati eccellenti nel miglioramento dei disturbi cognitivo-comportamentali, dell'iniziativa e dell'affettività dei giovani post-comatosi. Con il presente disegno di legge si intende promuovere e sviluppare la conoscenza dei benefici in campo sociale e la validità come supporto alle cure specifiche delle attività e delle terapie assistite dagli animali. Preliminarmente occorre distinguere, tuttavia, quelle che sono le attività assistite dagli animali (AAA), a carattere educativo, ricreativo e ludico, dalle terapie assistite dagli animali (TAA), che sono di carattere sanitario-terapeutico, come ad esempio l'ippoterapia, che in campo riabilitativo ha dimostrato un'efficacia significativa nei disturbi dell'equilibrio e della coordinazione motoria (atassia e deficit nel controllo del tronco). Si tratta, cioè, di due pratiche differenti nelle procedure e negli ambiti di intervento e che richiedono contributi provenienti da diverse discipline. L'articolo 1 del disegno di legge in esame individua quindi gli obiettivi delle attività e delle terapie assistite dagli animali, ne definisce l'applicazione e le inserisce tra le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. L'articolo 2 definisce quelle che sono le attività e le terapie assistite dagli animali, distinguendo gli interventi di tipo educativo e ricreativo da quelli finalizzati al miglioramento di alterazioni e disturbi fisici, della sfera emotiva o cognitiva, conseguenze di patologie e di malesseri emozionali e psicologici. L'articolo 3 istituisce il Comitato nazionale per le attività e le terapie assistite dagli animali, prevedendone la composizione e l'articolo 4 rimanda a un apposito regolamento dello stesso Comitato la fissazione delle modalità per il riconoscimento delle AAA e delle TAA, da sottoporre per l'approvazione al Ministro della salute. La norma di copertura finanziaria è prevista all'articolo 5.. 1 (Oggetto) 1 La presente legge disciplina le attività e le terapie assistite dagli animali, ne individua gli obiettivi, ne definisce l'applicazione e ne riconosce l'utilità in campo sociale, nonché la validità come possibile metodo di cura in sinergia con altri rimedi specifici. 2 Le attività e le terapie assistite dagli animali sono inserite, come prestazioni autonome o complementari di altri mezzi di cura, tra gli strumenti ordinari a disposizione del Sistema sanitario nazionale per il mantenimento e per il ripristino dello stato di benessere psico-fisico dei cittadini e come tali rientrano tra le prestazioni erogate dal medesimo Servizio sanitario. 2 (Definizione delle attività e delle terapie assistite dagli animali) 1 Ai fini della presente legge si intendono: a per attività assistite dagli animali (AAA), gli interventi di tipo educativo e ricreativo aventi l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dell'uomo e realizzati, da professionisti o da volontari opportunamente formati, con l'aiuto di animali in possesso delle caratteristiche definite con il regolamento di cui all'articolo 4; b per terapie assistite dagli animali (TAA), gli interventi finalizzati al miglioramento di alterazioni e disturbi fisici, della sfera emotiva o cognitiva, conseguenti a patologie o a stati di malessere emozionale e psicologico, praticati esclusivamente da medici professionisti con comprovata esperienza, con l'aiuto di animali specificamente educati o addestrati, nell'ambito di sedute terapeutiche, individuali o di gruppo, di volta in volta documentate e valutate. 2 Le AAA e le TAA possono essere praticate presso ospedali, centri di riabilitazione, case di riposo, asili nido e scuole di ogni ordine e grado, istituti di detenzione, comunità per il recupero di tossicodipendenti o in altre strutture socio-sanitarie ritenute idonee ai sensi del regolamento di cui all'articolo 4. 3 Nelle attività e nelle terapie assistite dagli animali è vietato l'impiego di animali selvatici, esotici e di cuccioli.