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In tante parti del nostro Paese tale percorso di liberalizzazione è stato interpretato come la possibilità di valorizzare quegli asset che nei territori hanno rappresentato un punto di investimento e di infrastrutturazione importante per dare servizi efficienti ai cittadini. È stato un percorso che ha coinvolto le comunità e le amministrazioni locali e ha costruito in parallelo delle competenze anche con le autorità di regolazione, che hanno saputo crescere, anche insieme alle amministrazioni locali, nella regolazione di questi mercati che sono legati a servizi pubblici di interesse economico in cui la gestione industriale di tali servizi ha un peso significativo. Abbiamo altresì cercato di valorizzare e difendere le peculiarità del nostro territorio. Il mercato non può arrivare dappertutto e ha delle regole che non tengono conto degli aspetti geomorfologici del territorio e degli aspetti sociali. L'Italia ha necessità di dare servizi a tutti i cittadini, poiché non ci sono cittadini di serie A e di serie B nella gestione dei servizi pubblici locali, e l'appropriatezza della forma societaria, della forma con la quale viene dato questo servizio, è un tema assolutamente importante. Ci sono delle parti d'Italia che oggi sono gestite con società in house in assoluta efficienza, peraltro in mercati regolati dove l'Arera consente di valutare tutti i parametri delle gestioni legate agli investimenti e ai servizi resi. Credo che alcune valutazioni, che sono state fatte e che ho letto sulla stampa, relative a norme approvate dal Senato in senso anticoncorrenziale siano da rigettare, perché abbiamo cercato di fare un lavoro che desse gradualità a questo passaggio e riconoscesse anche le oggettive caratteristiche del nostro Paese, che ha bisogno senz'altro di fare dei passi in avanti per dare omogeneità sul territorio nazionale alla gestione dei servizi pubblici locali. Credo che questo sarà un passaggio che va in avanti, cioè che procede nella direzione giusta. Cito velocemente alcuni articoli e mi avvio a concludere, perché insieme al senatore Ripamonti consegneremo la relazione specifica e dettagliata su tutto il provvedimento. Mi soffermo sull'articolo 29 (33 del testo della Commissione), legato all'abuso di dipendenza economica, che viene estesa anche al mercato digitale. Siamo in attesa dell'approvazione del digital markets act da parte della Commissione europea e quindi del suo recepimento. Ma oggi facciamo un passo in avanti in anticipo, rispetto al quale esistono delle contraddizioni che speriamo vengano interpretate positivamente dal Governo nell'emanare delle linee guida per l'applicazione di queste normative. Ringrazio il viceministro Pichetto Fratin, che ci ha seguito con costante attenzione e con grande impegno in queste settimane, il ministro D'Incà e la sottosegretaria Bini per i rapporti con il Parlamento, che hanno aiutato a coordinare i lavori in modo significativo, il sottosegretario Garofoli, che è stato per noi un interlocutore importante per la gestione di alcuni nodi decisivi su questi temi, e la dottoressa Di Cesare della 10 a Commissione, che ha reso un servizio importante per rendere ordinato il nostro lavoro. Ringrazio il presidente Girotto della 10 a Commissione e tutti i colleghi. Questo è un provvedimento molto complesso, che, come avete visto, ha spaziato su tantissimi argomenti, molto specifici, che hanno meritato un approfondimento particolare e hanno investito la Commissione in un lavoro di riflessione sul tema nel suo complesso. Molti articoli sono stati interamente sostituiti; non abbiamo lavorato con gli emendamenti, ma abbiamo lavorato sulla consistenza del testo del disegno di legge e sul contenuto specifico, cercando di dare coerenza ai testi. Ritengo che un lavoro così complesso, per la parte che ci è stata affidata (perché la Camera procederà, a seguire, su altri aspetti del testo), l'abbiamo affrontato con una continuità e una determinazione che ci hanno portato oggi in Assemblea, credo, con soddisfazione. Voglio concludere sull'articolo 2, che ci ha portato alla ribalta dell'attenzione nazionale. Esso rappresenta l'emblema delle peculiarità del nostro Paese nel cercare di trovare strade di convergenza con le normative europee. Io credo che tanti Paesi abbiano situazioni particolari che devono essere ricondotte all'interno delle normative europee; noi ne abbiamo alcune che, da una parte, sono la ragione di tanta fortuna del nostro Paese (penso ai servizi basati sull'accoglienza dei turisti sulle nostre spiagge); dall'altra parte, però, si tratta di situazioni che negli anni si sono costituite con modalità che hanno perso le coordinate operative che avrebbero dovuto avere. Ritengo che abbiamo fatto una scelta e un passaggio importanti, perché l'intenzione è dare un quadro di certezze alle nostre imprese: gli imprenditori hanno bisogno di certezze, di regole rispetto alle quali sapere come comportarsi e assumere decisioni. Noi oggi abbiamo fatto un passaggio che predispone le norme in questa direzione e spero che tutti gli operatori le interpretino in questo modo e, da qui in avanti, cerchino di dare un contributo positivo in questa direzione. (Applausi) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo scientifico «Renato Donatelli» di Terni, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . L'enfasi dell'Assemblea testimonia la contentezza di riprendere queste belle abitudini. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2469 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Ripamonti. RIPAMONTI, relatore . Signora Presidente, questo graduale ritorno alla normalità è importante, anche se ancora oggi parlo con la mascherina, ma mi sembra di aver capito che anche su questo ci siamo quasi. PRESIDENTE. Vedrà che manca veramente poco. RIPAMONTI, relatore . Sono fiducioso. Il collega Collina ha fatto una giusta descrizione dell' iter di questo provvedimento che oggi arriva in Aula. Io vorrei invece iniziare con i ringraziamenti sinceri e sentiti: innanzitutto al Governo, rappresentato - lo dico per la parte che non ha partecipato attivamente ai nostri lavori, quindi il ministro D'Incà - soprattutto dal viceministro Pichetto Fratin e dal sottosegretario Bini, che in questi mesi, affiancandosi l'uno all'altro, hanno impresso un grande impulso a un lavoro importante, forse sottovalutato, che il Parlamento e questa maggioranza hanno portato avanti per un provvedimento che qualcuno ha definito il più importante di tutta la legislatura. Non va infatti dimenticato quanto sia importante questo disegno di legge per il prosieguo del nostro percorso in ambito PNRR. Mi sia consentito ringraziare il mio capogruppo, Massimiliano Romeo, per la fiducia che ha voluto darmi nel consentirmi di seguire questo provvedimento all'interno della mia Commissione, e il presidente Girotto, che ringrazio in particolare per l'equilibrio che ha sempre dimostrato in questi mesi non facili, cercando di trovare un percorso che coniugasse due forze politiche un pochino distanti, come la Lega e il PD, nella rappresentanza dei relatori, ma anche tutte le forze di maggioranza. Lo ha sempre fatto con grande equilibrio, quindi lo ringrazio.