[pronunce]

che, pertanto – contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa della Regione Campania – la previsione del secondo comma dell'art. 31 dello statuto regionale, secondo cui la Giunta regionale delibera, sentito il Consiglio, sulle rinunzie ai ricorsi davanti alla Corte costituzionale, deve essere interpretata nel senso che la Giunta delibera anche sull'accettazione delle rinunzie ai medesimi ricorsi; che da ciò consegue che la menzionata accettazione da parte del difensore della Regione Campania non ha effetto, non avendo questi il relativo potere; che la rinuncia non regolarmente accettata dalla controparte, pur non comportando l'estinzione del processo, può fondare, unitamente ad altri elementi, una dichiarazione di cessazione della materia del contendere per carenza di interesse del ricorrente (ex plurimis, sentenze n. 320 del 2008 e n. 451 del 2007; ordinanza n. 345 del 2006); che, nella specie, non risulta che la norma impugnata abbia avuto medio tempore applicazione; che il suindicato intervento normativo – richiedendo il menzionato «apposito accordo tra regione Campania, il Ministero dell'economia e finanze e l'Agenzia delle entrate» per l'applicazione delle impugnate norme agevolative – può ritenersi satisfattivo della pretesa avanzata con il ricorso, anche in considerazione dell'inequivoco contenuto dell'atto di rinuncia; che è, perciò, venuto meno l'interesse del ricorrente a coltivare il ricorso, con conseguente cessazione della materia del contendere.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara cessata la materia del contendere. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 dicembre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 dicembre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA