[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, della legge 24 marzo 1993, n. 75 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, recante disposizioni in materia di imposte sui redditi, sui trasferimenti di immobili di civile abitazione, di termini per la definizione agevolata delle situazioni e pendenze tributarie, per la soppressione della ritenuta sugli interessi, premi ed altri frutti derivanti da depositi e conti correnti interbancari, nonché altre disposizioni tributarie), promosso con ordinanza deliberata il 13 dicembre 2000 e depositata il 7 febbraio 2001 dalla Commissione tributaria regionale della Calabria, nel giudizio tributario promosso da Antonio Mauro ed altri nei confronti della Direzione regionale delle entrate per la Calabria, Ufficio di Reggio Calabria, iscritta al n. 122 del registro ordinanze 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 18, prima serie speciale, dell'anno 2006. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio dell'11 ottobre 2006 il Giudice relatore Franco Gallo. Ritenuto che nel corso di un giudizio di appello – riguardante il ricorso proposto da alcuni contribuenti avverso il silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di rimborso della ritenuta applicata sul corrispettivo della cessione volontaria di un immobile, intervenuta nel corso di un procedimento espropriativo – la Commissione tributaria regionale della Calabria, con ordinanza pronunciata il 13 dicembre 2000, depositata il 7 febbraio 2001 e pervenuta a questa Corte il 7 aprile 2006, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 23, 53, 70, 77 e 81 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, della legge 24 marzo 1993, n. 75 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, recante disposizioni in materia di imposte sui redditi, sui trasferimenti di immobili di civile abitazione, di termini per la definizione agevolata delle situazioni e pendenze tributarie, per la soppressione della ritenuta sugli interessi, premi ed altri frutti derivanti da depositi e conti correnti interbancari, nonché altre disposizioni tributarie); che il giudice a quo riferisce, in punto di fatto, che: a) in data 14 luglio 1992, i ricorrenti avevano ceduto volontariamente un terreno di cui erano comproprietari, «già oggetto di procedura espropriativa iniziata con decreto prefettizio del 19.03.1990»; b) sul corrispettivo della predetta cessione volontaria era stata applicata la ritenuta ai fini dell'IRPEF del 20 per cento, ai sensi dell'art. 11 della legge 30 dicembre 1991, n. 413; c) con istanza di rimborso, presentata il 9 luglio 1993, i contribuenti avevano chiesto la restituzione della ritenuta fiscale applicata sull'indicato corrispettivo, in quanto «il terreno espropriato, a seguito di variazione del 18.11.91 documentata dall'UTE in data 07.07.92, nonché di modificazioni degli strumenti urbanistici certificati dal Comune di Reggio Calabria il 14.07.92, da terreno agricolo era stato destinato a zona omogenea di tipo “F” (area a servizio della residenza; aree a verde pubblico; aree per le attrezzature scolastiche di grado superiore)» e, pertanto, non rientrava nella previsione della legge n. 413 del 1991, secondo cui l'applicazione della ritenuta IRPEF era limitata alle plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di esproprio o di corrispettivi di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi relativi alle sole zone territoriali omogenee classificate, in base al decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come «A», «B», «C» e «D», e non anche a quelle classificate come «F», per le quali ultime la ritenuta era stata prevista esclusivamente da decreti-legge non convertiti; d) i contribuenti avevano successivamente impugnato, davanti alla competente Commissione tributaria provinciale, il silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di rimborso, eccependo l'illegittimità costituzionale del sopravvenuto art. 1, comma 2, della legge n. 75 del 1993, il quale aveva temporaneamente esteso la suddetta ritenuta con riferimento alle zone territoriali omogenee di tipo «F», avendo dichiarato validi gli atti, i provvedimenti assunti ed i rapporti giuridici sorti sotto la vigenza della norma che aveva previsto tale estensione, cioè l'art. 3 dei decreti-legge non convertiti 28 febbraio 1992, n. 174, 27 aprile 1992, n. 269 e 25 giugno 1992, n. 319; e) i contribuenti avevano quindi proposto appello avverso la sentenza di primo grado che aveva rigettato le loro domande ed avevano reiterato l'eccezione di illegittimità costituzionale, evidenziando che, dopo la sentenza impugnata, il Dipartimento delle entrate - Direzione centrale per gli affari giuridici e per il contenzioso tributario, con la risoluzione n. 111/E/III-5-812 dell'11 luglio 1996 sulla tassazione delle indennità di esproprio, aveva precisato che, per individuare il momento rilevante «per la collocazione del terreno nelle zone omogenee prevista dalla legge al fine di stabilire l'assoggettabilità o meno a tassazione dell'indennità di esproprio, si deve fare riferimento non alla emissione del decreto di esproprio, bensì all'inizio della procedura esecutiva»; che la Commissione tributaria rimettente dichiara di condividere la risoluzione n. 111 del 1996, menzionata dagli appellanti, affermando che «il presupposto della imposizione è dato dalla inclusione del terreno in una delle zone omogenee previste dalle norme impositive», e che «è esclusivamente con riguardo a tale profilo interpretativo che deve considerarsi il riferimento all'inizio della procedura esecutiva, al fine di evitare elusioni della norma impositiva attraverso una diversa classificazione del terreno nel periodo compreso tra l'inizio e la fine della procedura esecutiva», mentre «il momento temporale dell'imposizione è invece costituito dalla materiale percezione delle somme», avvenuta, nella specie, il 14 luglio 1992; che inoltre, per il medesimo giudice, la legge n. 75 del 1993, nel convertire il decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, ha fatto salvi, con il censurato art. 1, comma 2, gli effetti prodottisi, i rapporti giuridici sorti ed i provvedimenti adottati sotto la vigenza dei precedenti decreti-legge, non convertiti – n. 174 del 1992, n. 269 del 1992 e n. 319 del 1992 – i quali avevano previsto l'estensione dell'imposizione fiscale al caso dei terreni ricadenti in zone territoriali omogenee di tipo «F»;