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A livello internazionale l'Italia si posiziona, con la Polonia e l'Ungheria, tra i Paesi con più alto tasso di parti cesarei (il 35,7 per cento nel 2018) mentre altri Paesi come Finlandia e Svezia, nello stesso anno, svolgevano rispettivamente il 15,8 per cento e il 17,0 per cento di cesarei. Il presente disegno di legge propone una revisione dei modelli organizzativi in modo da individuare le modalità per incrementare la sicurezza e la prevenzione primaria carente nel parto. Viene proposto un nuovo metodo di parto per via vaginale allo scopo di contenere i rischi sanitari aumentando la sicurezza del parto per via vaginale nonché di regolamentare e uniformare le procedure per la qualità dei dati. I punti fondamentali del disegno di legge sono: 1) alta formazione rivolta al personale sanitario ospedaliero sul nuovo modello organizzativo del parto per via vaginale; 2) informazione alle partorienti e alle famiglie sul nuovo modello organizzativo del parto per via vaginale; 3) videoformazione del personale sanitario; 4) partogramma digitale e archivio dei dati ai fini clinici, statistici, legali, assicurativi e di programmazione sanitaria; 5) ecografia intrapartum per il controllo della discesa della testa fetale. Con il presente disegno di legge si intende razionalizzare la spesa sanitaria e sociale (armonizzando e semplificando i processi di corso e decorso assistenziale, riducendo in modo significativo le complicanze materno-feto-neonatali, i conseguenti costi di materiali e di farmaci utilizzati per fare fronte a scelte evitabili o errate, a ritardi di valutazione della sofferenza fetale, a tagli cesarei ritardati e a costi di parti iniziati come naturali e terminati, dopo alcune ore, come tagli cesarei in emergenza ad alto rischio di complicanze) nonché i costi sociali successivi alle complicanze materne (depressione post-partum , prolasso uterino, incontinenza urinaria e fecale e altro) e alle complicanze neonatali (lesione del plesso brachiale, tetraplegia, paraplegia e altro). Per tali finalità è indispensabile una pianificazione del parto che inizia dal territorio e continua in ospedale con il « triage ostetrico », momento di definizione della tattica di gestione che, una volta definita la possibilità di un parto naturale, si serve del nuovo modello clinico organizzativo di parto. L'introduzione del bonus di 80 euro alle neo-mamme deve essere accompagnata da una politica sociale a favore delle famiglie che preveda anche un incoraggiamento all'incremento delle nascite e al parto naturale e in sicurezza. Le politiche per la natalità rappresentano il futuro della famiglia, base insostituibile della società. Le nuove politiche sociali rappresentano infatti il nodo focale per garantire un clima di fiducia tra cittadino e istituzioni nell'evento nascita.. 1 1 La presente legge favorisce e promuove il parto per via vaginale frontale in sicurezza, di seguito denominato « parto naturale », secondo modalità che assicurino la sicurezza della partoriente, del feto e del neonato. 2 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, attraverso il rispettivo piano sanitario, definiscono modelli organizzativo-assistenziali, con le relative risorse di personale e strumentali, atti a garantire: a la formazione del personale sanitario ospedaliero sul nuovo modello organizzativo del parto naturale; b l'adeguata informazione, attraverso le strutture sanitarie presenti nel territorio, alle partorienti e alle famiglie sul parto naturale, anche attraverso corsi di accompagnamento alla nascita fin dall'inizio della gravidanza; c la realizzazione di un partogramma digitale e di un'idonea cartella ostetrica computerizzata, nella quale sono annotati tutti i dati relativi alla gravidanza, al neonato e quelli ai fini statistici, legali, assicurativi e di programmazione sanitaria. Tali dati, su richiesta, devono essere messi a disposizione della donna e degli operatori che l'assistono durante e dopo il parto. Tutti i dati relativi al parto sono inseriti nel fascicolo sanitario elettronico della puerpera e del nuovo nato. 3 1 Fermi restando i modelli organizzativo-assistenziali di cui all'articolo 2, il parto naturale si avvale di ecografia intrapartum . 2 Le aziende sanitarie ospedaliere attivano percorsi formativi volti a far acquisire al personale l'idoneità necessaria alla pratica del parto naturale. Al termine con esito positivo del percorso formativo, è rilasciato un attestato di operatore specializzato. 4 1 L'erogazione delle prestazioni relative al parto naturale costituisce componente strutturale dei livelli essenziali di assistenza sanitaria ed è garantita dal Servizio sanitario nazionale. 5 1 Il Ministro della salute presenta annualmente alle Camere una relazione sullo stato di attuazione della presente legge, tenuto conto dei dati rilevati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.