[resaula]

Questo è il motivo per cui la discussione è stata quasi unanime nella Giunta. Il dato è eclatante, perché sono stati mostrati pacificamente agli atti diversi passaggi processuali formali, dai quali si evince che non soltanto c'è un numero considerevole di captazioni, direi praticamente macroscopico, ma anche che esse interessano un lasso di tempo che presenta caratteristiche di enormità. Stiamo parlando infatti di un periodo dal 2015 al 2018. Poiché stiamo discutendo di utilizzabilità, trattandosi di intercettazioni indirette, ben 113 captazioni su 126 che sono state ritenute utilizzabili interessano l'ex senatore Esposito. Perché dico che sono tutti i passaggi? Perfino il passaggio doveroso in presenza di un numero così elevato di intercettazioni protratte nel tempo, per cui a un certo punto ti devi porre l'interrogativo se è cambiato l'obiettivo dell'indagine e addirittura se chiedere l'autorizzazione a proseguire, oltre che a utilizzare quelle intercettazioni, non è stato osservato. Concludendo, noi dobbiamo sempre stare nella difesa e in questo caso, sollevando un conflitto di attribuzione, poniamo anche la questione della legalità nel processo perché, come abbiamo detto più volte, il garantismo e la cultura delle garanzie non sono altro che la legalità del processo che ovviamente è inscindibile da ciò che porta poi a una decisione sulla responsabilità o meno. La legalità nel processo - qui stiamo parlando anche di rapporto tra poteri dello Stato - più in generale è il patto istituzionale tra i cittadini e lo Stato. Quindi, la cultura delle garanzie e la legalità del processo sono parte integrante del patto istituzionale tra cittadini e Stato. Pertanto, dobbiamo cominciare a dire che, quando si parla di cultura giurisdizionale, bisogna comunque pensare che la cultura giurisdizionale deve necessariamente iscriversi nella cultura istituzionale. Infine, la cultura giurisdizionale deve avere tra i suoi pilastri la cultura del dubbio, nel senso che la cultura delle garanzie per chi esercita la giurisdizione è la cultura del dubbio e non delle certezze e, poiché sono state poste anche formalmente delle eccezioni proprio sull'utilizzabilità delle intercettazioni, ci duole che in questo caso il dubbio non abbia nemmeno sfiorato chi ha avuto la responsabilità di procedere oltre. Per tutti questi motivi anche il Gruppo Partito Democratico voterà a favore della relazione, redatta in modo molto articolato e completo - e a tale completezza e articolazione plaudiamo - così da offrire alla Corte costituzionale tutti gli strumenti per poter ben deliberare. Quanto è stato detto ancora oggi in Aula, per cui in questa relazione non ci si occupa di giudicare se erano utilizzabili o no le intercettazioni, serve a sottolineare che bisogna restituire al Senato la possibilità di esprimersi come la Costituzione impone e questo sarà esattamente l'oggetto e la responsabilità del giudizio su cui dovrà esprimersi la Corte costituzionale. (Applausi dal Gruppo PD) . GALLICCHIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, parliamo di un importante imprenditore torinese, con già sulle spalle almeno cinque pronunciamenti per infiltrazione mafiosa, interdetto dai contratti pubblici con la cosiddetta interdittiva antimafia, indagato per corruzione e turbativa d'asta assieme ad altri coindagati. La sua utenza telefonica è stata intercettata ed è risultato che questo imprenditore in odore di mafia svolgeva numerose conversazioni con il suo amico di lunga data Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti nella scorsa legislatura, anch'egli indagato per gli stessi reati (corruzione, turbativa d'asta, traffico di influenze illecite) e ora a processo. Il problema che ci viene proposto dalla Giunta però non è questo. La questione nasce dal fatto che il magistrato non ha inviato tempestivamente alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato la richiesta di autorizzazione all'utilizzo di queste numerosissime intercettazioni e ora, signori, per il ritardo della richiesta si vuole bloccare tutto il processo nei confronti del senatore, dei suoi amici e di tutti i coindagati e inviare tutto alla Corte costituzionale per sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, come abbiamo appena ascoltato. La relazione che ora sarà messa ai voti chiede proprio questo, di bloccare tutto. Si tratta certamente di una relazione molto dettagliata, piena di fini tecnicismi giuridici, corretti ci mancherebbe, ma nemmeno un accenno - nemmeno uno - ai veri aspetti torbidi della vicenda. Dico questo perché il senatore Esposito, non solo si relazionava, tramite centinaia di telefonate e messaggi, con questo amico di lunghissima data (è venuto lui a dirci che è un suo amico da oltre venti anni), imprenditore dichiarato interdetto per infiltrazione mafiosa; ma il senatore si sarebbe anche prodigato in ogni modo illecito, tramite corruzione, turbativa d'asta e traffico di influenze illecite, per far cancellare l'interdittiva antimafia al suo caro amico. Ma la cosa più incredibile non è nemmeno questa: è che il senatore Esposito era anche componente, qui in Senato, della Commissione antimafia! Sono stata chiara? Penso di essere stata chiara. Io non riuscivo a crederci. Praticamente, dalle indagini emerge che l'ex senatore Esposito, preposto a vigilare sulla mafia, invece faceva tutto il contrario, agendo in ogni modo per aiutare illecitamente il suo amico a cancellare quella interdittiva antimafia. Signor Presidente, colleghi, io mi chiedo: a voi sembra normale ed accettabile questo? Si può restare indifferenti di fronte a questa vicenda? Il MoVimento 5 Stelle non può restare indifferente. I cittadini non restano indifferenti. Questa vicenda deve scuotere ogni coscienza. Nessuno deve restare indifferente alla mafia, che evidentemente c'è anche dentro questo Parlamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ma ci rendiamo conto? Anzi, vi rendete conto che oggi rinviate sine die il processo di questo senatore, imputato e rinviato a giudizio per rispondere degli affari loschi che egli stesso doveva combattere? (Commenti). PRESIDENTE . Senatrice Gallicchio, per cortesia, fino a prova contraria o fino a che lei non lo dimostri, non è consentito dire che qui dentro c'è la mafia. (Applausi) . GALLICCHIO (M5S) . Ma ci rendiamo conto di queste ombre? Delle ombre ci rendiamo conto. E del discredito che questa vicenda getta sulle istituzioni? Che credibilità resta alle istituzioni parlamentari? Noi del MoVimento 5 Stelle non saremo complici. Noi denunciamo tutto questo. Noi ci opponiamo qui oggi e ci opporremo in tutte le sedi. Ne va della dignità del Senato e della Commissione antimafia. Ne va della dignità dei cittadini, che ci hanno eletto e che rappresentiamo qui in questa Assemblea. Se questa relazione della Giunta sarà approvata, come sarà tra poco, perché ho ascoltato tutti gli interventi e non ho sentito nessuno dire che voterà contro, quale esempio di onore, di correttezza e di etica pubblica trasmetterete a chi assiste a questi eventi?