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l'attivismo giudiziario è stato criticato all'estero (Robert Bork, Il giudice sovrano , Liberilibri, 2006) ed in Italia (Belardelli, La giustizia onnipresente che indebolisce la politica, in Corriere della sera, 11 maggio 2015), mentre il valore del controllo decentrato -- già ammesso dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 170 dell’8 giugno 1984, Granital , per primazia del diritto europeo -- è andato estendendosi anche al vaglio di convenzionalità affermato dalla Corte costituzionale in rapporto alla CEDU con le sentenze nn. 348 e 349 del 2007. Esso risponde ad un'esigenza di «orizzontalità» -- del vaglio di conformità alle norme sopraordinate -- che nacque in sede europea per i Trattati di Roma (vedasi la giurisprudenza della Corte di Lussemburgo che comporta la disapplicazione delle norme nazionali divergenti: Corte di giustizia, 5 febbraio 1963, causa 26/62, Van Gend en Loos; Corte di giustizia, 15 luglio 1964, causa 6/64, Costa contro Enel; Corte di giustizia, 16 giugno 1966, causa Lutticke; Corte di giustizia, 21 giugno 1974, causa Reyners; Corte di giustizia, 17 dicembre 1970, causa 11/70, Internationale Handelsgesellschaft; Corte di giustizia, 9 marzo 1978, causa 106/77, Simmenthal; Corte di giustizia, 22 giugno 1989, causa 103/88, Fratelli Costanzo) e che ad oggi la dottrina riscopre anche per le altre Carte di tutela dei diritti (cfr. Frantziou, Eleni, The Horizontal Effect of the Charter of Fundamental Rights of the EU: Rediscovering the Reasons for Horizontality, in European Law Journal, 2015, SN 1468-0386), per cui non è improprio proporne la parziale estensione anche al nostro vaglio di costituzionalità. Resta salva la possibilità della parte interessata di impugnare la determinazione assunta dal giudice di merito e, in tal caso, sarà il giudice di ultima istanza -- ed esso soltanto -- a dover sollevare la questione incidentale di costituzionalità dinanzi alla Corte costituzionale. Si coglie, infine, l'occasione per chiarire la natura ricettizia del rinvio all'articolo 68, di cui all'ultimo comma dell'articolo 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1948, n. 1, nonché per ricondurre a Stato di diritto l’amministrazione servente della Corte con l'abolizione della relativa autodichia.. 1 1 All'articolo 136 della Costituzione, al primo comma è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il primo periodo non preclude la possibilità che la Corte disponga una diversa modulazione dell'efficacia nel tempo della stessa decisione, in modo tale da assicurarne la coerenza con gli articoli 11, 81, 97, primo comma, e 117, primo comma». 2 L'articolo 137 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 137. -- Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale. Fermo restando il sesto comma, ciascun giudice, diverso da quello competente in ultima istanza, disapplica la norma rilevante per la causa che è chiamato a giudicare, laddove la ritenga incostituzionale. Il giudice competente in ultima istanza, laddove non concordi con la decisione di cui al periodo precedente, solleva in via incidentale la questione di legittimità costituzionale ai sensi del primo comma. Una legge costituzionale stabilisce le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte, che includono l'applicazione dell'articolo 68 per tutta la durata della loro carica. Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione della Corte. Con legge ordinaria sono stabilite le norme necessarie per il funzionamento della Corte, prevedendo la piena ricorribilità all'autorità giudiziaria, ordinaria o amministrativa secondo le previsioni dell'articolo 113, contro gli atti di gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, in tendenziale armonizzazione con la disciplina delle altre pubbliche amministrazioni. Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione».