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Delega al Governo per la revisione della gestione degli oneri generali di sistema delle accise e del canone radiotelevisivo. Onorevoli Senatori . – Gli oneri generali di sistema afferenti al settore dell'energia elettrica di cui all'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, come modificato dall'articolo 39, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono voci che concorrono a determinare l'importo di ogni bolletta energetica. Si tratta, nello specifico, di componenti tariffarie il cui gettito – determinato dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) – è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale, previsti in attuazione di disposizioni normative primarie, tra i quali, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, gli oneri relativi al sostegno delle energie da fonti rinnovabili e alla cogenerazione (componente Asos), al finanziamento di attività nucleari residue (componente Arim 2 ), al finanziamento alla ricerca (componente Arim 5 ), al bonus sociale (componente Arim 5 ). Il gettito complessivo di tali oneri a partire dall'anno 2018, a seguito della riforma operata dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (delibere 481/2017/R/eel e 922/2017/R/eel), è stato rideterminato in complessivi 13 miliardi di euro. Tale importo è posto esclusivamente a carico del consumatore finale dell'energia elettrica, il quale corrisponde tali oneri al venditore, che, a sua volta, li paga al distributore, il quale provvede al versamento degli stessi su appositi conti di gestione istituiti, per ciascuna componente, presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA); fa eccezione la componente destinata al sostegno delle fonti rinnovabili che affluisce per circa il 98 per cento direttamente al Gestore dei servizi energetici (GSE), oltreché la componente a copertura degli oneri per il bonus elettrico, per la quale i distributori versano alla Cassa solo la differenza tra il gettito raccolto e i costi sostenuti per il riconoscimento del bonus medesimo. Vari sono stati sino ad oggi i tentativi finalizzati a ridurre il peso di alcuni di tali oneri in bolletta, ad esempio attraverso la previsione di una rimodulazione degli incentivi sostenuti a valere su di essi, quali quelli a favore delle fonti rinnovabili (decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, e decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116), ovvero mediante il riordino del sistema delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia elettrica (cosiddette energivore), attuato con il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 21 dicembre 2017, in armonia con le disposizioni europee di cui all'articolo 19 della legge 20 novembre 2017, n. 167 (legge europea 2017). Nessun intervento legislativo concreto, al contrario, è stato compiuto relativamente alle utenze domestiche, malgrado le innumerevoli proposte delle diverse associazioni di categoria. La circostanza è paradossale se si considera la rilevanza giuridica della tematica che, oramai da anni, alimenta il dibattito dottrinale e giurisprudenziale, nazionale ed europeo. Il meccanismo di imposizione in bolletta degli oneri generali del sistema elettrico–che appesantisce la stessa di circa il 20 per cento – risulta basato su criteri estranei sia al consumo di energia elettrica in senso stretto da parte dell'utente che alla capacità contributiva del medesimo. La conseguenza più immediata di una siffatta modalità di prelievo, come correttamente rilevato dalle associazioni di settore, è l'iniquità dell'intero sistema, in quanto gli oneri in parola sono posti a carico dei clienti finali senza che vi sia un rapporto di corrispettività con l'energia consumata o la potenza a disposizione, ovvero con i servizi direttamente funzionali alla fornitura. Ulteriore effetto, non certamente trascurabile, è la mancanza di elasticità del prezzo dell'energia elettrica rispetto alle variazioni di mercato, che di fatto finisce con l'ostacolare la concorrenzialità del mercato di riferimento. In tale ottica si rende necessario un tempestivo intervento legislativo volto alla riforma della gestione degli oneri generali del sistema elettrico, mediante adozione di un meccanismo di imposizione a carattere progressivo che, senza stravolgere l'impianto normativo e regolamentare vigente – ma al contrario affiancandosi ad esso – proponga l'introduzione di agevolazioni fiscali dirette ad assicurare una redistribuzione degli oneri medesimi in relazione ai redditi dichiarati dagli utenti, al fine di realizzare e garantire la tutela di quei consumatori appartenenti alle fasce economicamente più deboli. Tale scelta appare preferibile rispetto all'alternativa dell'esclusione degli oneri di sistema dalle bollette energetiche, scelta quest'ultima che andrebbe ad aumentare ulteriormente la fiscalità generale a discapito, ancora una volta, dei contribuenti e ricomprendendo quindi anche coloro i quali non sono titolari di contratti di fornitura energetica. Il presente disegno di legge reca la delega al Governo affinché proceda all'adozione di uno o più decreti legislativi al fine di attuare un compiuto riordino della materia in oggetto, avente carattere ricognitivo e non innovativo, consolidando a livello legislativo quanto già oggi previsto a livello regolamentare. L'intervento si pone inoltre l'obiettivo di dare concreta risposta alle proposte riformatrici sinora formulate dalle associazioni di settore, garantendo una maggiore e concreta tutela dei clienti dei servizi elettrici per usi domestici, da un lato mediante la fissazione per tali utenti di limiti massimi delle componenti tariffarie degli oneri di sistema e, dall'altro, prevedendo la detraibilità dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo, degli importi versati a titolo di corresponsione degli oneri.. Art. 1. 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto la revisione della disciplina del canone radiotelevisivo e della gestione degli oneri generali di sistema afferenti al settore dell'energia elettrica, di cui all'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e l'introduzione di meccanismi agevolativi fiscali diretti ad assicurare una redistribuzione degli oneri medesimi in relazione ai redditi dichiarati dagli utenti. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) provvedere al riordino della normativa concernente le componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema afferenti al settore dell'energia elettrica in coerenza con la finalità di redistribuzione di cui al comma 1;