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I regolamenti europei si applicano quando servono, per esempio come col bail in , ad azzerare risparmi dei cittadini italiani; si interpretano quando servono a difendere la loro libertà. Questa è una curiosa asimmetria. Dobbiamo riappropriarci, perché ne siamo capaci, della nostra capacità di giudicare i provvedimenti dai loro risultati. Sotto questo profilo, io devo dire che mi è molto difficile, anche in un'ottica comparativa internazionale, dare un giudizio positivo del green pass nella versione che abbiamo sperimentato in Italia, col suo corredo di obblighi, sulla cui dubbia legittimità costituzionale si diffonde autorevolmente il professor Alessandro Mangia in uno dei suoi ultimi interventi. Gli emendamenti, che la Lega ha presentato in questa sede e che presenterà in occasione delle prossime numerose scadenze di decreti affini, sono orientati a rendere meno vessatorio questo strumento. Ciò che però la Lega ha chiesto autorevolmente, per bocca dei suoi Capigruppo, è che esso venga definitivamente abbandonato con la fine dello stato di emergenza, perché ci preoccupa che la nostra vita sia affidata a un lasciapassare digitale in un Paese che non si è ancora posto il tema di recepire in Costituzione la tutela dell'identità digitale della persona, oggetto di un disegno di legge depositato dall'onorevole Morelli alla Camera. Un Paese in cui non si tutela nemmeno quel diritto minimo che è la capacità di effettuare e ricevere pagamenti elettronici e non si evita di condannare alla morte civile chi, per qualche motivo, si vede rifiutare l'apertura di un conto da un istituto bancario, come chiede da tempo il senatore Siri, con un disegno di legge di puro buon senso su cui ancora attendiamo il parere al Governo. In teoria, le parole d'ordine sono digital ed inclusive , ma poi, in pratica, l'intera infrastruttura digitale viene utilizzata per escludere e questo ci preoccupa. Ci preoccupa affidare la nostra esistenza o lasciapassare digitale in un Paese in cui non esistono presidi legislativi forti contro l'eventualità di vedere la propria identità digitale menomata o azzerata, ma anche in un Paese le cui infrastrutture informatiche hanno dimostrato di essere molto permeabili. Qui nel Lazio, sempre per restare in tema sanitario, se ne è avuta dimostrazione l'estate scorsa, col collasso, a causa di un attacco di hacker , dell'infrastruttura della sanità regionale, con tutti i problemi che poi ne sono conseguiti. Quindi, anche se sicuramente non sarà nelle intenzioni, perché le intenzioni saranno sicuramente ottime, ma ci preoccupa uno strumento che potrebbe essere nei fatti il viatico o il presupposto di un capitalismo del controllo alla cinese. Se vogliamo recuperare competitività verso questo importante e, per certi versi, preoccupante concorrente, non dobbiamo inseguirlo sulla sua strada, quella del sistema dei crediti sociali, ma dobbiamo continuare ad affermare la nostra via verso il progresso, che è quella della tutela, sempre e in ogni sede, della libertà. La libertà, non la repressione, hanno garantito all'Europa la sua eccellenza e ha reso possibili le tante rivoluzioni scientifiche e tecnologiche che ci assicurano oggi livelli di benessere impensabili anche solo un secolo fa. Proseguiamo sulla strada della libertà. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ricciardi. Ne ha facoltà. RICCIARDI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci apprestiamo oggi a convertire un decreto-legge che introduce diverse restrizioni alle libertà personali ed è fondamentale approcciarvisi con valutazioni attente e ponderate, considerato il quadro attuale, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico e sociale. Va ricordato che quello che noi oggi chiamiamo green pass , come ha ricordato già il senatore Bagnai, è nato come strumento per agevolare il movimento transfrontaliero all'interno dell'Unione europea. Abbiamo poi deciso di estenderne l'utilizzo, attribuendogli la funzione di strumento di sanità pubblica. In questo momento, però, abbiamo il dovere di capire il fine dell'ampliamento del suo utilizzo in particolare e del suo mantenimento in generale. Ogni progetto necessita di un obiettivo. Dobbiamo, quindi, porci la domanda: qual è l'obiettivo che ci poniamo, nel breve e medio periodo, con un uso ancora più restrittivo di questa certificazione verde? A mio avviso, il rischio che corriamo, inasprendo ulteriormente le misure, è di minare la tenuta sociale del Paese, già fortemente provato dalla pandemia, unitamente ad una depressione della domanda interna, in un momento in cui, tra l'altro, i flussi di visitatori dall'estero sono fortemente ridotti. Girando per le nostre città, si osserva un Paese lacerato, depresso e purtroppo diviso. Tante misure legate al green pass , impattano soprattutto sui giovani, futuro del nostro Paese. Nei momenti difficili l'unità è un elemento fondamentale, che va perseguito con ogni mezzo. Questo è un elemento che non può non essere considerato. Non possiamo ignorare che l'estensione del green pass ha effetti importanti sulla contrazione della domanda interna, considerando che la spinta al consumo non è influenzata solo ed esclusivamente dalla disponibilità economica; un'atmosfera generale depressa e tesa influenzerà negativamente le scelte di consumo relative, ad esempio, allo svago. Il rafforzamento di una misura di natura emergenziale tende a generare stati di ansia nella popolazione con ricaduta proprio sui consumi. Come possiamo spiegare ristoranti vuoti con il 90 per cento di cittadini con il super green pass ? A questo si aggiunge il tema dei turisti stranieri. Siamo certi che l'immagine che stiamo dando non sia quella di un Paese caratterizzato da innumerevoli restrizioni da evitare come luogo di vacanza? Anche perché questo avviene in un momento in cui Paesi vicini si apprestano ad eliminare o comunque ridurre fortemente l'impiego del green pass . Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli che parlare di spesa per le vacanze e il tempo libero non è essere frivoli o mancare di rispetto ai deceduti bensì porre attenzione a settori fondamentali dell'economia reale. Dietro ad ogni rinuncia a spendere sul nostro territorio ci sono famiglie che si impoveriscono, bambini che non avranno un'alimentazione adeguata, ragazzi costretti a interrompere gli studi, procrastinazione di scelte familiari che, prima o poi, impatteranno pesantemente sul nostro sistema Paese. Quello su cui dobbiamo concentrarci in questo momento è dare un segnale di ripartenza vera che non aggiunga limitazioni e complicazioni per chi lavora e favorisca la circolazione monetaria. È importante che ci impegniamo quindi a trovare soluzioni stabili che non puntano semplicemente a mettere delle toppe, bensì a creare le condizioni per una ripresa economica duratura. La contrazione della domanda interna a causa dell'ondata della variante Omicron, avviene in un momento in cui tra l'altro sono state introdotte forti limitazioni alla possibilità di cessione dei crediti con il decreto-legge sostegni- ter e antifrode. Cessione dei crediti significa sostegno alla circolazione di beni e servizi e quindi all'economia reale, obiettivo per cui mi sono impegnata nel corso del mio mandato, depositando due disegni di legge relativi alla cessione dei crediti fiscali e alla creazione di una piattaforma per lo scambio degli stessi, attualmente in esame nella Commissione competente.