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Signor Presidente, ho chiesto la parola per denunciare, ancora una volta, l'anomalia democratica che si consuma in questo Parlamento. Il bicameralismo è finito e al suo posto abbiamo un monocameralismo notturno. Tutti noi abbiamo assistito in questi giorni alla prassi insana di decidere le sorti del Paese durante la notte, come i fuggiaschi, con continue convocazioni della Commissione bilancio per ben 15 volte, dopo il termine fissato al 29 novembre per la presentazione degli emendamenti: praticamente un record , nella stagione del monocameralismo di fatto. Cos'è questa, se non la volontà di esautorare la funzione dei parlamentari e di questa nobile istituzione? Dare corso a decisioni già prese dal Governo e ad accordi a porte chiuse. Chi si è rifiutato di obbedire a questa prassi è stato, ovviamente, tagliato fuori. Molti nostri colleghi si sono lamentati per la perdita di dignità. Sono passati solo alcuni emendamenti. La cosa più grave, tuttavia, non è questa, ma lo spettacolo che abbiamo dato al Paese. Avevo presentato, assieme ad altri colleghi, un emendamento per consolidare l' iter dei livelli essenziali delle prestazioni. I cosiddetti LEP non possono limitarsi alla sola assistenza sociale, annunciata in pompa magna ieri, come se bastasse solo quella per colmare il divario dei servizi. I livelli essenziali delle prestazioni costituiscono invece il perno per trovare finalmente una soluzione alla disuguaglianza territoriale che attanaglia da decenni il nostro Paese, che anche l'Europa stigmatizza. È vero che nella manovra si fa riferimento per la prima volta ai LEP e potrebbe essere un passo avanti, se non fosse che, come denunciato da pochi colleghi, ciò viene fatto in maniera annacquata, senza un cronoprogramma né un ancoraggio certo al fondo di perequazione e, soprattutto, senza che nessuno conosca il testo del mitologico disegno di legge sull'autonomia differenziata. Il mio emendamento sui LEP mirava in sostanza a rafforzare la funzione del Parlamento (la sua "portanza", è stato detto in Aula), chiedendo il parere obbligatorio e vincolante delle Commissioni delle due Camere e della Commissione tecnica per i fabbisogni standard , stabilendo che il Governo, prima di istruire qualunque atto per rispondere a richieste delle Regioni, si presenti prima alle Camere per chiedere un atto di indirizzo, al fine di limitare l'arbitrio di Governo e Regioni. Proponevo inoltre di cancellare il riferimento ai costi standard e di specificare che la spesa pro capite per ciascun servizio - lo sottolineo - dev'essere uguale su tutto il territorio nazionale, fatta salva la necessità di predisporre azioni perequative a favore dei cittadini di aree attualmente svantaggiate come quelle del Mezzogiorno. Cosa è stato di quell'emendamento? Non è dato saperlo, perché si è deciso tutto nottetempo. Questa mossa fa il paio con quella concertata di decidere su altri tavoli, ignoti al Parlamento, il testo mitologico del disegno di legge sull'autonomia differenziata. Che cosa significa? Significa che alcune Regioni non soltanto otterranno più competenze, ma manterranno un maggiore gettito fiscale nei loro territori, violando così i principi di solidarietà e unità della Repubblica sanciti dalla nostra Costituzione. Il Parlamento però ha deciso chi gestisce queste risorse? Le gestirà il Ministero? Le gestiranno le Regioni o altri soggetti istituzionali? Diversamente, si rischia infatti di creare "repubblichette" che minano alla radice l'unità nazionale. Tra l'altro, la pandemia ha dimostrato con chiara evidenza che la regionalizzazione di risorse e competenze - vedi la sanità - non è garanzia di efficienza, ma l'esatto contrario. Dunque, non è per niente vero che l'autonomia, come dice qualche governatore del Nord, fa bene a tutti; fa bene solo agli interessi di qualcuno. Lo schema è chiaro ed è inquietante per noi, ma gli italiani non lo sanno, perché non viene detto loro, né dalla politica, né dalla stampa, e non si discute nel Parlamento, né dentro, né fuori dalle istituzioni. È vero che è stato accolto l'ordine del giorno a mia firma sull'autonomia differenziata e sui LEP con cui il Governo si impegna a valutare la possibilità di stralciare il disegno di legge sull'autonomia dalla Nota di aggiornamento al DEF e di rendere vincolanti i pareri delle Commissioni sui LEP, ma, se un ordine del giorno è una stretta di mano tra gentiluomini, adesso sta al Governo tenere fede alla parola data, accogliendo l'ordine del giorno. Rimane il fatto che con questa manovra avevamo l'occasione di aggiustare il tiro rapidamente attraverso l'emendamento e, con queste premesse, non illudiamoci che il PNRR rimetterà a posto le cose. I divari tra Nord e Sud rimarranno e, anzi, a un certo punto ricominceranno a crescere, come ci ricorda la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) e poi vedremo chi avrà il coraggio di ripresentarsi ai cittadini del Sud per chiedere un nuovo voto. (Applausi) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, come da accordi intercorsi tra i Gruppi, chiedo una sospensione dei lavori dell'Assemblea dalle ore 13 alle ore 14,30, quando si riprenderà la discussione generale. PRESIDENTE . Se c'è accordo tra i Gruppi, sospendo la seduta fino alle ore 14,30. (La seduta, sospesa alle ore 12,59, è ripresa alle ore 14,32) . La seduta è ripresa. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori e rappresentanti del Governo, la legge di bilancio rappresenta sempre uno degli appuntamenti più importanti, anzi il più importante in assoluto, al quale Parlamento e Governo sono chiamati ogni anno. In questo 2021 però la manovra è tanto più importante perché, insieme al PNRR, deve rappresentare un punto di svolta e di ripartenza rispetto alla drammatica esperienza del Covid. La pandemia infatti, oltre alle ovvie ed evidenti ripercussioni di carattere sanitario ed economico alle quali questa manovra vuole dare una risposta, ha avuto ripercussioni tragiche anche dal punto di vista sociale, soprattutto per quanto riguarda il suo effetto sui minori. I più piccoli devono essere sempre destinatari di un'attenzione particolare e tanto più è giusto che lo siano adesso, dopo aver vissuto lunghi mesi particolarmente duri che, tra lockdown , periodo di chiusura delle scuole e altre limitazioni, ne hanno minato la socialità e in molti casi hanno provocato veri e propri disagi, a cui è indispensabile dare risposta immediata. L'impossibilità di incontrarsi con gli amichetti o i cuginetti, di andare al parco giochi o anche di fare una semplice passeggiata al parco ha avuto effetti devastanti sui bambini. Da Presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza mi sono attivata perché venissero approvate misure nell'interesse dei più piccoli.