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Art. 8 Aggiornamento nella consistenza dei beni 1. Per consentire l'aggiornamento degli schedari descrittivi della proprietà immobiliare dello Stato, le amministrazioni usuarie sono tenute a comunicare, anche con mezzi informatici, all'ufficio del territorio della provincia le variazioni sostanziali eventualmente intervenute per cause naturali o quelle che ritengono di apportare alle proprietà loro concesse in uso. 2. Le comunicazioni di cui al comma 1, contengono: a) tutti gli identificativi catastali e gli altri elementi utili a rendere immediatamente individuabile il bene; b) la consistenza e l'ammontare dei lavori da eseguirsi in base ai relativi progetti approvati, la procedura di esecuzione dei lavori, nonché i competenti organi tecnici; c) il termine per l'ultimazione; d) tutte quelle notizie che, a maggior chiarimento, si ritengono opportune. 3. Indipendentemente dalle segnalazioni di cui ai commi 1 e 2, tutte le variazioni in aumento o diminuizione che si verificano nella consistenza degli immobili in uso governativo, a cura dell'ufficio del territorio, sono riportate anche su supporto informatico negli schedari descrittivi della proprietà immobiliare dello Stato entro trenta giorni dall'avvenuta conoscenza e sono comunicate alla ragioneria provinciale dello Stato competente per territorio. 4. Gli schedari descrittivi della proprietà immobiliare dello Stato, di cui è obbligatoria la tenuta ai sensi degli articoli 515 a 520 del decreto del Ministro per le finanze in data 24 agosto 1940, possono essere formati e conservati su supporti informatici, in conformità a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513. Note all'art. 8: - Si riporta il testo degli articoli 515 e seguenti del decreto ministeriale 24 agosto 1940, n. 2984 (per l'argomento v. nelle note alle premesse): "Art. 515. - Indipendentemente dai registri degli inventari, tanto presso il Provveditorato generale dello Stato, quanto presso le intendenze di finanza (reparti: amministrativo e ragioneria), sono tenuti gli schedari descrittivi della proprietà immobiliare dello Stato. Art. 516. - Tali schedari hanno lo scopo di rendere più agevole l'amministrazione della proprietà immobiliare dello Stato, e di conseguenza, oltre che impiantati con ogni cura, debbono essere tenuti costantemente aggiornati. Art. 517. - Negli schedari debbono essere riportati i beni che dagli accertamenti compiuti e da quelli in corso, oppure a seguito di successive acquisizioni, sono stati o saranno riconosciuti di esclusiva pertinenza del patrimonio dello Stato. Quindi, esclusi i diritti, ragioni ed azioni considerati immobili ai sensi dell'art. 517 del codice civile e riportati nei registri di consistenza mod. 23- B, tutti gli altri beni debbono figurare negli schedari. Art. 518. - Ai fini della formazione degli scedari, tali beni sono stati riuniti nei seguenti cinque gruppi, a ciascuno dei quali corrisponde un proprio modello di scheda: 1) primo gruppo (schede di color bianco): per i beni disponibili, compresi i beni provenienti da eredità devolute (mod. 23- A-1), per i beni in uso governativo (mod. 23- A-7) e per i beni interamente non disponibili (mod. 23- A-9); 2) secondo gruppo (schede di color verde): per i diritti d'uso su beni immobili di proprietà di comuni e di provincie (mod. 23- A-3); 3) terzo gruppo (schede color azzurro): per i canali, i corsi, i bacini d'acqua patrimoniali (mod. 23- A-4); 4) quarto gruppo (schede color rosa): per le miniere patrimoniali, le stazioni termali, esclusi i beni delle aziende patrimoniali dello Stato (mod. 23- A-5); 5) quinto gruppo (schede color giallo, mod. 203): per i beni assegnati in dotazione della Corona (mod. 23- A-6). I beni dell'Asse ecclesiastico, qualora figurino ancora nelle speciali categorie previste dall'art. 1 decreto ministeriale 9 novembre 1931, n. 113924 e non siano stati compresi tra quelli delle corrispondenti categorie del ramo demanio, dovranno essere riportati, prendendo nota ad ogni buon fine della loro provenienza, nelle schede bianche o gialle a seconda che siano classificati: tra i disponibili per la vendita (mod. 23- A-1), in uso governativo (mod. 23- A-2) o interamente non disponibili (mod. 23- A-9); oppure tra quelli in dotazione della Corona (mod. 23- A-3). Art. 519. - Le schede vengono distinte, per ciascun gruppo: in schede principali, in schede aggiuntive e schede in bianco. Sono altresì previste: schede per le piante planimetriche delle province; schede per le planimetrie di città capoluoghi di provincia o di altri centri importanti ai fini patrimoniali; schede per gli indici alfabetici dei comuni compresi nella circoscrizione delle singole provincie; schede per il riepilogo di quelle partite che cessano di far parte dei beni patrimoniali dello Stato. Gli schedari, sia presso le intendenze, che presso il provveditorato generale, debbono essere conservati nella apposita bustacustodia. Altra busta è prevista, ed è stata approntata, per la conservazione delle schede, annullate, sostituite e stralciate. Art. 520. - In tutte le trattazioni riguardanti la proprietà immobiliare, le intendenze dovranno richiamare il numero della scheda in cui trovasi rappresentato l'immobile al quale fa riferimento la trattazione". - Il decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, reca: "Regolamento recante criteri e modalità per la formazione, l'archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici, a norma dell'art. 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59".