[resaula]

(v. Allegato B). Si è così concluso l'esame della relazione del Ministro della giustizia. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Onorevoli colleghi, dato che il Presidente dell'8 a Commissione ha fatto sapere che l'esame del disegno di legge n. 989 non si è ancora concluso, sospendo la seduta fino alle ore 17. (La seduta, sospesa alle ore 13,48, è ripresa alle ore 17,14) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il presidente della Commissione lavori pubblici, comunicazioni, senatore Coltorti, per riferire sui lavori delle Commissioni riunite. COLLINA (PD) . Non c'è il Governo! PRESIDENTE. Ha ragione, non è presente in Aula il rappresentante del Governo. Vedo che il sottosegretario Santangelo sta entrando in Aula. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD). Ha la parola il presidente della Commissione lavori pubblici e comunicazioni, senatore Coltorti, per riferire sui lavori delle Commissioni riunite 1 a e 8 a . COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, le Commissioni si sono riunite ma abbiamo avuto difficoltà per chiudere i lavori, in quanto alcuni pareri delle Commissioni non sono ancora pervenuti. (Commenti dal Gruppo PD) . Quindi, non riusciamo a portare oggi in Aula il provvedimento e chiediamo una ulteriore proroga a domani mattina. FARAONE (PD) . No! Non si può! COLTORTI (M5S) . Noi abbiamo bisogno, questa sera, di lavorare, come Commissioni riunite, anche per portare un fascicolo adeguato all'attenzione dell'Assemblea. FARAONE (PD) . A casa! MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, noi, fin dall'inizio, abbiamo fatto ogni cosa che fosse nelle nostre facoltà per agevolare l'esame di questo provvedimento. Abbiamo acconsentito ieri a rinviare ad oggi. La presidente del nostro Gruppo, la senatrice Bernini, aveva già avvisato che, probabilmente, oggi ci saremmo trovati nella medesima situazione e infatti, guarda caso, questo si verifica di nuovo. Devo dire che, se il rinvio fosse stato richiesto perché le Commissioni, lavorando secondo gli orari che sono possibili grazie al fatto che l'Assemblea non si riunisce, fossero andate avanti, esaminando gli emendamenti e votandoli, e fossero state in ritardo perché questi sono tanti, sarebbe, in qualche modo, più comprensibile. Il problema è che i lavori delle Commissioni sono sospesi, sono stati sospesi a lungo e, a quanto pare, resteranno sospesi. Non è che adesso chiudiamo l'Aula e le Commissioni si riuniscono: le Commissioni si riuniranno poi. Questo vuol dire che l'esame del provvedimento è stato trasferito in altra sede: non è in Commissione, non è in Assemblea, ma è trasferito non so dove: al gran consiglio del contratto di Governo? Non so dove sia stato trasferito! (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . Questo non è rispetto del Parlamento, del Parlamento tutto, della maggioranza e dell'opposizione, perché la maggioranza ha presentato tanti emendamenti, addirittura più dell'opposizione, sicuramente molti interessanti, tutti rappresentativi di qualche realtà. Il fatto che si ritardi per poi comprimere l'esame tutto in un giorno solo (e non so come) è veramente inaccettabile, perché il provvedimento non viene discusso in Commissione, non viene discusso in Aula, ma viene discusso altrove. Non avanzo una richiesta specifica, ma chiedo che vi sia serietà e rispetto per quest'Assemblea, perché non è la prima volta. Già se fosse la prima volta sarebbe troppo, ma non è la prima volta: l'abbiamo visto sulla legge di bilancio, con riflessi persino nel messaggio di fine anno del Capo dello Stato, che poi, giustamente, è stato ripreso dal Presidente del Senato e da altre alte figure istituzionali. Ci vuole rispetto per la funzione che il Senato rappresenta. Mi permetto di dare due consigli da amico, come avrebbe detto il nostro collega della scorsa legislatura, ai colleghi della maggioranza: è normale che ci siano delle trattative all'interno della maggioranza. Succede, a volte, addirittura all'interno dello stesso partito, però, vi do due consigli. Il primo è: considerate le scadenze dell'Assemblea come vere scadenze. Sarebbe maggiormente rispettoso delle prerogative del Senato e sarebbe più produttivo dal punto di vista delle trattative perché se alle ore 17 bisogna andare in Aula, vuol dire che alle ore 17 bisogna essere arrivati a un compromesso, a un accordo. Passi che avvenga fuori dall'Aula, ma, almeno, arrivateci. Il secondo consiglio è che bisognerebbe evitare di fare provvedimenti dove dentro c'è di tutto. Questo provvedimento parte all'inizio già abbastanza corposo e poi, nel corso dell'esame, al suo interno viene messo dentro di tutto. Non è vietato fare tanti piccoli provvedimenti; farne uno grande, per poi avere un esame così farraginoso e, addirittura, così non esistente sotto certi aspetti, nonostante il grande lavoro svolto da tutti, da entrambe le Commissioni e da tutti i colleghi che hanno partecipato ai lavori delle Commissioni, finisce per non essere produttivo. Allora, anziché infilare emendamenti di qualunque argomento su qualunque questione, a rimedio dei guai fatti nella legge di bilancio, fate dei provvedimenti diversi, di modo che si possano esaminare in modo trasparente. L'offesa non è a al Senato, ma un'offesa al Paese, che ha diritto a vedere i provvedimenti e sapere chi vota a favore e chi vota contro, non un provvedimento d'insieme, che è omnibus e riguarda di tutto, ma singoli provvedimenti, così come prevede la Costituzione, così come prevede il Regolamento del Senato. Ci vuole serietà per fare le cose per bene. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, si rischia di rimanere senza parole, perché è l'ennesima volta che ci troviamo in una situazione, a nostro avviso, grave e di mancanza di rispetto del funzionamento dei lavori di questa Assemblea e delle prerogative di tutti i senatori. Approfitto della sua presenza, Presidente, anche per ribadire ciò che avevo avuto modo, nella sospensione di ieri mattina, di ricordare a questa Assemblea: alla fine del mese di dicembre, come si sa, abbiamo sollevato il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato alla Corte costituzionale e vorrei ribadire che non è stato un esercizio di creatività natalizia. Lo abbiamo fatto per impedire che venissero compresse le prerogative del Parlamento e del Senato (Applausi dal Gruppo PD) , perché durante l'esame della legge di bilancio le stesse prerogative sono state profondamente lese, con un atteggiamento che rischiamo di ritrovarci esattamente negli stessi termini in questi giorni. Lo ha ricordato anche il senatore Malan: