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Non solo dobbiamo affrontare l'emergenza climatica, ma dobbiamo anche spingere per un modello di sviluppo diverso e, quindi, per una transizione giusta - come la definiamo noi - accelerata, rivedendo gli obiettivi, come l'Europa sta facendo, per arrivare anche alla neutralità climatica rapidamente, e quindi in tempo per il 2050. Questo da una prospettiva di costruzione vera di posti di lavoro. Quindi, speriamo che la golden rule verde possa finalmente realizzarsi perché, fino ad oggi, questo è stato un altro elemento di freno per quanto riguarda gli investimenti italiani. (Applausi dai Gruppi Misto, M5S e PD) . PRESIDENTE . Il senatore Verducci ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01350 su iniziative di potenziamento della ricerca scientifica in Italia, per tre minuti. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente del Consiglio dei ministri, noi poniamo con forza, a lei e al Governo, la necessità di fare del diritto allo studio, università e ricerca il perno delle politiche per il nostro Paese e di avere azioni concrete, urgentissime. È dagli investimenti in ricerca che dipende il nostro futuro se l'Italia vuole essere, nei prossimi decenni, un Paese capace di presidiare il fronte più avanzato delle tecnologie al tempo dei big data , dell'intelligenza artificiale e di una rivoluzione che sta trasformando il modo di vivere e di lavorare e le figure professionali, che sta riscrivendo i paradigmi della nostra società; se l'Italia vuole essere capace di assicurare ai propri cittadini benessere diffuso, diritti, inclusione, redistribuzione di ricchezze, di opportunità e di potere; se l'Italia vuole essere riferimento, in Europa e nel mondo, per la qualità della sua democrazia e della sua economia. Allora, bisogna aprire il nostro sistema dell'università e della ricerca perché oggi troppi ragazzi, presidente Conte, che vengono da condizioni di difficoltà, non possono continuare a studiare ed è una perdita enorme per il futuro del nostro Paese in termini di competitività e di diseguaglianze. Sono troppo pochi gli immatricolati, i laureati, i ricercatori; troppo pochi gli investimenti in innovazione e ricerca. Presidente Conte, la Commissione istruzione pubblica, beni culturali del Senato sta portando avanti un'indagine conoscitiva sulla condizione studentesca e sul precariato nella ricerca, perché i due fenomeni sono collegati, perché il precariato è nemico della ricerca, la quale ha bisogno di continuità e di autonomia, mentre il sistema attuale sfrutta un precariato strutturale conseguenza di tagli finanziari e di norme sbagliate. Allora servono finanziamenti per nuovi reclutamenti e stabilizzazioni e serve cambiare le norme (abbiamo depositato qui dei disegni di legge appositi). Quelle norme, oggi, provocano l'espulsione del 90 per cento dei ricercatori alla fine di un precariato lungo anche dodici anni. Eppure, i nostri ricercatori sono un'eccellenza riconosciuta nel mondo, con un coefficiente di successo nel traino dei grandi progetti di ricerca, che è tra i più alti in assoluto. Siamo tutti enormemente orgogliosi delle dottoresse Capobianchi, Colavita e Castilletti, le ricercatrici dello Spallanzani che hanno isolato il coronavirus e, nella guerra contro il tempo per debellare la pandemia, hanno fatto sì che la ricerca italiana abbia un posto d'onore. (Applausi dai Gruppi PD e M5S) . Presidente Conte, l'unico vero modo per dire loro grazie, per dire grazie a chi, ogni giorno, nei laboratori, spesso nel silenzio dei media e nell'indifferenza della politica, lavora per fare più grande e più sicuro il nostro Paese, è investire in ricerca, toglierli dal precariato, non sprecare alcun talento, dare ad ognuno la possibilità di studiare e di fare ricerca in Italia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Faraone) . PRESIDENTE. Il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti, anche perché, con il loro quesito, mi consentono di illustrare, sia pur brevemente, uno dei tratti sicuramente più qualificanti dell'attività che questo Governo intende portare avanti. È forte e condivisa, infatti, la consapevolezza che il progresso morale e materiale, il futuro stesso dei nostri giovani e del nostro Paese, non possa più prescindere da un investimento che sia concreto, consistente e anche duraturo nelle linee di azione dell'università e della ricerca. In questo solco si muovono, dunque, le prime misure che sono state inserite nella legge di bilancio, citate dall'interrogante, grazie alle quali si è voluto, innanzitutto, garantire nuove risorse - come sapete - per il diritto allo studio universitario, nonché per ampliare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici. Abbiamo avuto - lo ricordo - pochissimo tempo, poche settimane, per mettere a punto le misure inserite in legge di bilancio. Il rilancio dell'università e della ricerca richiede una strategia articolata, ben strutturata; francamente era difficile esprimerla in poche settimane. Siamo tuttavia consapevoli che adesso è arrivato il momento di mettere a punto questa linea strategica di sviluppo. E, a conferma della forte volontà di investire stabilmente nel mondo dell'università e della ricerca, vi è stato un primo significativo segnale, e cioè quello di istituire uno specifico Ministero al quale affidare la responsabilità di governare, con assoluta dedizione, le sfide che ci attendono in questi settori, oltreché in quello di pari eccellenza - non dimentichiamolo - dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Questa, peraltro, è una scelta che credo tornerà molto utile e gioverà anche al mondo della scuola. In questa direzione desidero segnalare già alcuni atti concreti che sono il frutto della nuova impostazione. Già in sede di conversione del decreto-legge cosiddetto milleproroghe il Governo ha presentato un piano straordinario per l'assunzione di 1.600 ricercatori e per la progressione di circa 1.000 aspiranti al ruolo di professore di seconda fascia. Si tratta, quindi, di un atto concreto con un investimento anche importante (ci aggiriamo attorno ai 100 milioni), soprattutto in questo momento in cui abbiamo appena completato le risorse indicate in manovra economica: era ed è un momento difficile. È una misura che costituisce un'opportunità immediata per le aspettative dei nostri migliori giovani, ai quali viene offerta finalmente una seria alternativa per continuare a investire nella loro crescita professionale qui, nel nostro Paese. Desidero sottolineare con grande chiarezza che ovviamente quest'intervento, che pure considero veramente rilevante e strategico, non potrà in alcun modo ritenersi sufficiente se non sarà accompagnato da misure cicliche e strutturali, cioè in grado di offrire uno stabile affidamento alle prospettive di crescita delle tante straordinarie persone che popolano le nostre università e alimentano la nostra ricerca, alcune delle quali le avete ricordate anche voi. Per questo motivo, tra gli obiettivi prioritari di questo Governo rientra la volontà di avviare un piano pluriennale di reclutamento di circa 2.000 ricercatori l'anno per cinque anni. (Applausi dai Gruppi M5S e PD e dei senatori Unterberger e Buccarella) .