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Speriamo che si voti domani mattina. Speriamo che gli organi di informazione trasmettano queste cose, anziché continuare a dire che non esiste opposizione. L'opposizione c'è! Dateci voce! Fateci sentire! Dateci voce! Noi ci siamo e lotteremo fino alla fine, perché voi dovete rendere conto di questo scempio agli italiani. Da adesso in poi, noi ci saremo sempre! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. I senatori del Gruppo FI-BP si levano in piedi. Molte congratulazioni) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, abbiamo avuto una difficile Conferenza dei Capigruppo. Mi domando dove sia andato il ministro Fraccaro, a dimostrazione della considerazione che ha già mostrato in questi mesi per il Parlamento e per il Senato della Repubblica. Capisco che nel periodo di Natale si fanno tante cene, c'è da comprare i regali e il ministro Fraccaro, come del resto il presidente Salvini e il presidente Di Maio, sono molto impegnati. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Avrei preferito che fosse stato qua in Aula, anche perché ora ripeterò quanto ho detto in Conferenza dei Capigruppo, cioè che il problema è certamente quello che è successo in queste settimane e in questi giorni, ma in particolare nella giornata odierna. Il ministro Fraccaro, nella sua nuova veste non di Ministro per i rapporti con il Parlamento, ma di burattinaio, si è seduto nell'anticamera del Presidente della Commissione bilancio, è andato personalmente a gestire i lavori e a dirigere i tempi e, caro signor Presidente, ha fatto una cosa che non si può fare: strumentalmente ha deciso di prendersi un'ora e trenta, delle due ore che nella Capigruppo avevamo deciso per approfondire il maxiemendamento, per scrivere cinque righe per la modifica presentata in quel momento. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Queste sono violenze fatte al Parlamento, violenze gravi! Noi del Gruppo Partito Democratico e tutte le opposizioni - lo ribadisco - di fronte a questo hanno deciso di non votare. È una cosa grave e non è mai successo. Però, il presidente Pesco, che prima ha provocato e ha annunciato che avrebbe espulso chiunque l'avesse interrotto, in realtà aveva il suo piano: doveva far votare senza discutere. Complimenti, Presidente ha lavorato bene dietro la regia del ministro Fraccaro. Complimenti! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Vede, signor Presidente, lo abbiamo studiato tutti a scuola: ci sono delle regole nella democrazia. Non possiamo e non dobbiamo accettare che l'Esecutivo, con il proprio Ministro per i rapporti con il Parlamento, venga a dettare la linea in Commissione. Non possiamo accettare che il Governo svolga anche la funzione del Senato, del legislativo. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ci dobbiamo ricordare della divisione dei poteri, caro signor Presidente. È per questo che il Partito Democratico, viste le gravissime violazioni dell'articolo 72, non del Regolamento, ma della Costituzione italiana, quella Carta alla quale tutti noi ci dovremmo ispirare, esprime la volontà di sollevare, come Gruppo parlamentare, ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione, il ricorso diretto alla Corte costituzionale, affinché il giudice delle leggi si pronunci sulle enormità che si sono compiute e si stanno compiendo sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . È una vergogna! Questo è un Governo violento che se ne frega del Parlamento, dei diritti del Parlamento e viene a fare prepotenze e ferite senza precedenti. È una cosa inaudita e siamo costretti ad andare alla Corte costituzionale per la prima volta nella storia della Repubblica, perché dovete conoscere la gravità di quello che state combinando contro il Paese e contro gli italiani! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. I senatori del Gruppo PD si levano in piedi) . VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, devo dire che nella mia non breve carriera politica - ho frequentato aule meno prestigiose di questa - difficilmente mi è capitato di dire: «Non ho parole». In questa occasione devo dire che io personalmente e i colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia siamo rimasti senza parole, perché lo spettacolo messo in scena da parte della maggioranza francamente è difficile da commentare rimanendo fedeli al dettato del rispetto istituzionale che noi dobbiamo a voi e voi dovete a noi, Presidente e colleghi della maggioranza. Non voglio fare un intervento di politica - ne parleremo più avanti nel corso della serata e della notte - ma voglio fare un semplice discorso di metodo e di rispetto. Francamente, abbiamo acconsentito tante volte ai cambiamenti di programma da parte della maggioranza; abbiamo sempre atteso pazientemente che la maggioranza decidesse quando e come discutere, anche del maxiemendamento. Anche questa volta abbiamo ricevuto "pesci in faccia" rispetto alla nostra disponibilità e responsabilità. Se volessimo avere rispetto innanzi tutto di noi stessi, colleghi, e del ruolo che svolgiamo per mandato popolare, dovremmo chiedere perlomeno due-tre giorni di esame in Commissione per capire almeno superficialmente cosa c'è scritto in quel pacco di maxiemendamento che soltanto oggi pomeriggio il Governo ha consegnato in Commissione. Tuttavia, ci rendiamo conto, noi forse prima della stessa maggioranza, che questo significherebbe l'esercizio provvisorio, e noi abbiamo a cuore prima di tutto gli interessi del nostro Paese, prima ancora e forse addirittura di più di quanto non ne abbia la maggioranza, che ha dimostrato - devo dire la verità - grave irresponsabilità e dilettantismo nella gestione di questa partita così importante. Faremo quello che la maggioranza chiede: ci chiede di stare qua tutta la notte? Staremo tutta la notte a discutere e a portare il nostro contributo, spero costruttivo, nonostante il muro che la maggioranza ha creato intorno al proprio maxiemendamento. Mi consenta soltanto - e ho concluso, Presidente - una piccola nota nei confronti del ministro Fraccaro, che adesso non è in Aula. Quando si è seduti in maniera così evidente dalla parte del torto, un Ministro della Repubblica, prima di alzarsi e chiedere la fiducia, con un tono - mi consenta - vagamente provocatorio, dovrebbe avere un minimo di intelligenza politica - lo dico senza alterigia, come un consiglio amichevole - di dire due parole: «Scusateci, senatori». (Applausi dai Gruppi FdI, FI-BP e PD) . Dovrebbe dirci: «Scusate, membri del Senato; vi chiediamo scusa per le condizioni in cui siete costretti ad operare». Lo avremmo apprezzato, e sicuramente il clima della discussione che ci aspetta sarebbe stato migliore. Invece, nonostante gli errori, si continua con un atteggiamento che o è provocatorio o ha bisogno di altra aggettivazione che devo risparmiarmi perché siamo nel Senato. Signor Presidente, invito quindi lei, i colleghi della maggioranza e il Governo a rendersi conto delle condizioni in cui siamo costretti ad operare.