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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 62 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 13,05. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario FERRARESI risponde all'interrogazione n. 3-00392. Fa presente che con l'atto di sindacato ispettivo in discussione l'interrogante ha sollevato la questione relativa alla necessità o meno di procedere alla autenticazione della sottoscrizione degli atti mediante i quali le parti in sede di negoziazione assistita dispongono di diritti su beni immobili soggetti a trascrizione nei registri immobiliari. Rileva che la sollecitazione rivolta al Dicastero della giustizia riguarda un auspicato intervento interpretativo volto a fare chiarezza sulla questione procedurale ai fini della trascrizione dell'atto e degli effetti giuridici connessi, tenuto conto della ratio dell'intervento normativo che ha introdotto l'istituto della negoziazione assistita in un'ottica di degiurisdizionalizzazione e semplificazione del processo civile. Tanto premesso, osserva che la necessità della autenticazione delle firme da parte di pubblico ufficiale in caso di atto contenente un trasferimento immobiliare è fondata sul disposto dell'articolo 5 comma. 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (convertito con la legge di conversione 10 novembre 2014, n. 16), che si riferisce espressamente agli effetti prodotti dall'accordo e alle modalità di trascrizione dello stesso,prevedendo al comma 3 che «se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti soggetti a trascrizione, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale di accordo deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato». L'articolo successivo, invece («Convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio») ha ad oggetto il contenuto della convenzione e prevede al comma 3 che «l'accordo raggiunto a seguito della convenzione produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono, nei casi di cui al comma 1, i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. (...)». Evidenzia che dai richiamati riferimenti normativi risulta dunque che nel procedimento di negoziazione assistita in cui si realizzi un trasferimento di diritti reali immobiliari è necessaria la sottoscrizione di un pubblico ufficiale, non essendo sufficiente per la trascrizione nei registri immobiliari la sottoscrizione certificata dall'avvocato. La questione analoga, pure sollevata dall'interrogante, della forma dell'atto ai fini della trascrizione nei registri tavolari non appare presentare peculiarità rispetto alla trascrizione dei registri immobiliari in quanto ai sensi dell'articolo 31 della legge tavolare "L'intavolazione può eseguirsi se non in forza di sentenza o di altro provvedimento dell'autorità giudiziaria, di atto pubblico o di scrittura privata, purché in quest'ultimo caso le sottoscrizioni dei contraenti siano autenticate da un notaio o accertate giudizialmente". Segnala che sotto altro profilo e con particolare riguardo all'esigenza della stretta correlazione tra le forme degli atti giuridici e i conseguenti effetti finali connessi, non può trascurarsi che la forma dell'atto ai fini della pubblicità immobiliare è prescritta dall'articolo 2657 del codice civile, secondo cui "La trascrizione non si può eseguire se non in forza di sentenza, di atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente". In sede europea, a suffragare quanto appena evidenziato, è intervenuta la Corte di Giustizia di Lussemburgo che ha, peraltro, avuto modo di affermare la conformità al diritto dell'Unione Europea della previsione nazionale «che riserva ai notai l'autenticazione delle firme apposte in calce ai documenti necessari per la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari ed esclude, per l'effetto, la possibilità di riconoscere in tale Stato membro una siffatta autenticazione effettuata, secondo il suo diritto nazionale, da un avvocato stabilito in un altro Stato membro» (CGUE, V sez, 9 marzo 2017, C34215). Pertanto, non risulta che l'ordinamento contempli ipotesi in cui al difensore della parte venga attribuito un potere certificativo per attività di carattere privato. Fa presente che, nonostante il dibattito giurisprudenziale apertosi sul punto e la divergenza creatasi tra prassi seguite in diversi Tribunali volte a negare o ad ammettere la necessità dell'autentica notarile in relazione alla negoziazione assistita, il dato normativo richiamato appare chiaro e non risultano, allo studio del Dicastero, proposte legislative di diverso avviso. Ciò nondimeno assicura che il Ministero certamente continuerà a verificare se il segmento procedurale dell'autentica notarile di cui discute possa concretamente aggravare il percorso semplificato scelto attraverso la negoziazione assistita, maturando eventualmente all'esito scelte normative oltre che interpretative volte a mantenere in primo luogo le garanzie di certezza delle situazioni giuridiche alle quali rispondono le regole sulla trascrizione degli atti, senza andare a detrimento della celerità di procedimenti che si collocano al di fuori del processo. Il senatore DAL MAS ( FI-BP ), in replica, dichiarandosi insoddisfatto della risposta ottenuta, evidenzia come ad una analoga interrogazione presentata circa un anno fa il Governo all'epoca in carica avesse dato una risposta dal tenore completamente opposto. Rileva come la questione non sia facilmente risolvibile dal momento che già oggi la giurisprudenza di merito riconosce validità all'atto di negoziazione assistita ai fini della trascrivibilità nei registri immobiliari dal momento che l'articolo 6 del decreto-legge legge che introdotto la negoziazione assistita equipara i provvedimenti di negoziazione assistita alle sentenze. Evidenzia come sul punto si attenda una pronuncia chiarificatrice della corte di cassazione, ricordando che analogamente l'articolo 155 del codice civile già da tempo riconosce validità all'accordo di separazione consensuale ai fini della trascrizione per i trasferimenti immobiliari. Rappresenta come se lo scopo del legislatore fosse quello di ottenere la semplificazione e la deburocratizzazione delle procedure, non sia opportuno consentire ai coniugi di accedere alla negoziazione assistita tramite avvocato, e riconoscere alla negoziazione assistita seguita poi dell'intervento del pubblico ministero gli stessi effetti di una sentenza, salvo tuttavia non riconoscere a tali provvedimenti la necessaria validità ai fini della trascrizione per il trasferimento di diritti immobiliari. Pertanto si riserva di presentare un disegno di legge a carattere interpretativo volto a risolvere la questione. IN SEDE REDIGENTE 174 e 662 - Costrizione matrimioniale nei confronti di minori DDL 174