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2 (Definizione di vittima dei reati intenzionali violenti e dei loro familiari) 1 Ai fini della presente legge e in conformità a quanto disposto dall'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, si intende: a per vittime di reati intenzionali violenti, le persone che hanno subìto un pregiudizio, fisico o mentale, sofferenze psichiche o danni materiali conseguenti a illeciti penali violenti e intenzionali perpetrati da soggetti criminali anche non appartenenti ad associazioni mafiose o terroristiche; b per familiari delle vittime dei reati intenzionali violenti, il coniuge, i figli, la persona che convive con la vittima in una relazione intima, nello stesso nucleo familiare e in modo stabile e continuo, i genitori, fratelli e le sorelle, se conviventi all'epoca dell'evento, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi. 3 (Fondo di solidarietà per le vittime dei reati intenzionali violenti) 1 È istituito presso il Ministero dell'interno un fondo di solidarietà per le vittime dei reati intenzionali violenti, di seguito denominato «fondo». 2 Il fondo, che prevede una dotazione iniziale di 15 milioni di euro, è alimentato: a da un contributo fisso dello Stato, determinato annualmente dalla legge di stabilità in proporzione alla dotazione complessiva del fondo stesso, comunque in misura non inferiore a 20 milioni di euro; b dai proventi delle sanzioni amministrative derivanti dal processo penale, dalle sanzioni pecuniarie, dalle sanzioni per il rigetto del ricorso per cassazione, per la pronuncia di inammissibilità della richiesta di revisione e da altre sanzioni connesse al processo, irrogate per i reati di cui al comma 1; c dai proventi derivanti dalla vendita dei mezzi utilizzati per l'esecuzione dei reati di cui al comma 1 e confiscati; d dai proventi derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie e delle somme versate per la multa o per l'ammenda a titolo di responsabilità civile irrogate per i reati di cui al comma 1; e dai proventi derivanti dalla confisca dei beni ai soggetti di cui all'articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalle legge 7 agosto 1992, n. 356; f da una quota del fondo unico giustizia; g da contribuzioni volontarie, da donazioni e da lasciti da chiunque effettuati. 4 (Requisiti di accesso al fondo) 1 Il risarcimento della vittima di un reato intenzionale violento è posto a carico dell'autore del reato stesso. Nei casi in cui il risarcimento da parte dell'autore del reato non possa aver luogo, sia nell'ipotesi in cui l'autore del reato non venga identificato, sia nell'ipotesi in cui l'autore del reato risulti deceduto, insolvente o irreperibile, al ristoro della vittima del reato provvede il fondo, in forma surrogatoria e con diritto di rivalsa, con la erogazione di un equo indennizzo. 2 Il diritto di accesso al fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, può essere esercitato dai soggetti che si sono costituiti parte civile nelle forme previste dal codice di procedura penale, in favore dei quali è stata emessa sentenza definitiva di condanna al risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e difesa nel giudizio penale. 3 Hanno altresì diritto di accesso al fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, le persone fisiche che abbiano promosso giudizio civile, instaurato per il risarcimento dei danni causati dalla consumazione dei reati intenzionali violenti, accertati in giudizio penale, nonché per ottenere la rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e difesa nel giudizio penale stesso. Il medesimo diritto spetta ai familiari a cui favore è stata emessa la sentenza di condanna di cui al presente articolo. 4 Nelle ipotesi di cui ai commi 2 e 3, l'ammontare del danno deve essere quantificato con sentenza passata in giudicato. L'ammontare dell'equo indennizzo a carico del fondo sarà pari alla metà del danno liquidato in sentenza. 5 Hanno diritto di accesso al fondo, entro i limiti delle disponibilità finanziarie annuali dello stesso, i soggetti di cui all'articolo 2, anche nell'ipotesi di intervenuta archiviazione poiché risultano ignoti gli autori del reato. In tale ipotesi i citati soggetti, ottenuta copia del decreto di archiviazione emesso dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, ai sensi dell'articolo 415 del codice di procedura penale, presentano apposita richiesta al Ministero dell'interno per l'ottenimento dei benefici di cui alla presente legge. Il Ministero dell'interno svolge un'istruttoria per la verifica della sussistenza dei requisiti di ammissione ai benefici, utilizzando ogni utile documentazione atta a chiarire la matrice dell'evento lesivo e il possesso dei requisiti prescritti. L'ammontare dell'indennizzo sarà pari alla metà dell'importo quantificato utilizzando le tabelle di liquidazione del danno non patrimoniale elaborate dal tribunale di Milano per l'anno 2013 e successive versioni. 6 I soggetti di cui ai commi 2, 3 e 4 hanno, altresì, diritto ad accedere al gratuito patrocinio legale a carico del fondo qualora ne facciano richiesta, e nei loro confronti non si applicano le limitazioni di reddito previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, ci sui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 7 L'indennizzo, qualsiasi sia il procedimento per la liquidazione azionata dagli aventi diritto, è corrisposto in misura comunque non superiore a 1.500.000 euro. 8 Se il danno è coperto, anche parzialmente, da un contratto di assicurazione o se per lo stesso danno è stato riconosciuto il diritto a risarcimento, indennizzo, ristoro o rimborso, a qualsiasi titolo, da parte di una pubblica amministrazione, l'indennizzo è concesso per la sola parte eventualmente eccedente da parte della stessa pubblica amministrazione. 9 L'indennizzo corrisposto ai sensi della presente legge è esente dal pagamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. 10 Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per la richiesta, l'istruttoria e la liquidazione dell'indennizzo. 5 (Assunzioni per chiamata diretta) 1 Al comma 2 dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1998, n.407, le parole: «nonché il coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi» sono sostituite dalle seguenti: «nonché il coniuge, i figli, i genitori e i fratelli conviventi all'epoca dell'evento, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi». 2 Le disposizioni del comma 2 dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1998, n. 407, come da ultimo modificato dal presente articolo, si applicano anche alle vittime dei reati intenzionali violenti e ai loro familiari.