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Lo ha dichiarato proprio ieri il presidente del Consiglio Conte; non solo nuove regole, ma anche finanziamenti e sono già stati recuperati, dal precedente stanziamento, 33 milioni di euro per il 2019 per un fondo di emergenza ad hoc , coordinato dal sottosegretario alle pari opportunità Vincenzo Spadafora. È importante quindi che il decreto-legge arrivi finalmente e velocemente in Senato e alla Camera, dove mi auguro (ma sono certa sarà così) verrà votato all'unanimità perché, come detto inizialmente, non può esserci colore politico in queste lotte. Pertanto il mio augurio è che le donne possano ricevere maggiore tutela a nome di tutti noi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e del senatore Pisani Giuseppe) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, la nostra mozione ha al suo interno alcune iniziative molto semplici, ma concrete, volte a trasformare in fatti le tante parole che abbiamo ascoltato in questi giorni. Giorni in cui si è discusso di femminicidio, in cui il Paese si è fermato a riflettere; giorni ai quali dobbiamo far seguire azioni, perché abbiamo il dovere di fornire strumenti di contrasto e prevenzione che non restino esclusivamente slogan . La violenza di genere purtroppo non è un fenomeno eccezionale e non può essere affrontato una sola volta all'anno. Ieri è stato approvato dal Consiglio dei ministri il codice rosso per velocizzare l' iter delle denunce delle donne vittime di violenza. Un utile strumento di contrasto che deve essere affiancato però ad altre misure, come anche sostenuto dagli organismi internazionali. Il rapporto delle associazioni di donne sull'attuazione della convenzione di Istanbul in Italia, che analizza la situazione italiana in materia di contrasto alla violenza sulle donne, ha evidenziato che nel nostro Paese la normativa esistente in concreto non viene applicata e che ancora, malgrado le risorse economiche stanziate e le azioni messe in campo per affrontare il fenomeno, la distribuzione e l'applicazione disomogenea delle stesse risorse sul territorio nazionale fa sì che la tutela dei diritti delle vittime di violenza non sia effettiva. Con questa mozione oggi vogliamo rendere possibile che quanto stanziato annualmente per i centri antiviolenza e le strutture di accoglienza per mamme e minori sia erogato regolarmente, senza ritardi e vincolato all'assunzione di impegni precisi, all'individuazione delle priorità e alla valutazione dei risultati ottenuti. È necessario colmare le lacune di applicazione delle leggi in materia, introducendo modalità di attuazione volte a snellire i procedimenti con chiara individuazione della norma ed imposizione della stessa. Dobbiamo confrontarci con le associazioni che lavorano da anni su questa difficile tematica e con i centri antiviolenza nelle loro varie declinazioni per comprendere meglio non solo le questioni strettamente legate agli episodi che si verificano quotidianamente, ma l'impatto degli stanziamenti economici e puntualizzare strategie di intervento efficaci. La mappatura dei centri antiviolenza, anche con il necessario supporto del Dipartimento per le pari opportunità, deve essere aggiornata a cura del Governo secondo i report ricevuti da Regioni e Province autonome, in modo da stimare il fabbisogno reale di questi centri e garantirne, non solo la sopravvivenza, ma soprattutto un funzionamento appropriato, in grado di assicurare servizi adeguati su tutto il territorio nazionale. È fondamentale poi agire in campo educativo, perché il problema è prioritariamente culturale, garantendo il diritto delle bambine, soprattutto e in particolar modo, di studiare per avere una parità di opportunità e di diritti e contribuire così all'inclusione sociale ed economica delle future donne. Quindi, intervenire predisponendo percorsi di formazione per chi opera nei settori educativi; potenziare i progetti scolastici mirati a offrire pari opportunità di relazione e di inserimento nella vita sociale ed economica delle donne; attuare campagne informative all'interno delle scuole, ma anche in ogni ambito lavorativo, volte a diffondere la cultura della non violenza e del rispetto del prossimo; attivare formazione specifica e, in alcuni casi, anche obbligatoria in ogni settore professionale coinvolto nelle attività di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere; assumere iniziative di comunicazione intelligente che non si limiti solo per fare maggiore presa sull'opinione pubblica a enfatizzare la donna vittima, fuorviando la percezione dell'immagine femminile, ma faccia emergere il meraviglioso mondo femminile. Quindi, insisto in quest'Aula, senza ritenerlo scontato, su un impegno fattivo del Governo ad assumere ogni decisione contro qualsiasi atto di violenza contro le donne. Infine, concludo, rivolgendomi, da donna, parte di una metà del cielo, a quell'altra metà del cielo, che mi piace pensare siano gli uomini, i nostri figli, i nostri mariti, fidanzati, amici, colleghi, padri, invitandoli a indignarsi per ogni episodio di violenza contro le donne, a testimoniare i modelli di relazione positiva tra uomo e donna, ad uscire dal silenzio dimostrando, finalmente, il rispetto per le loro figlie, le loro mogli, le loro fidanzate, le loro amiche, le loro colleghe e le loro madri. Trovino in se stessi, e noi mamme in questo abbiamo grande responsabilità, la forza culturale ed etica di rapportarsi alle donne sempre in termini di uguaglianza solidarietà e rispetto. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP-PSd'Az e della senatrice Alderisi. Congratulazioni.). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Rivolgo il saluto dell'Assemblea a una rappresentanza di studenti della Scuola secondaria di primo grado «Ippolito Nievo» dell'«Istituto comprensivo Via Boccioni» di Roma, che assistono ai nostri lavori. Sono dei giovanissimi, ai quali credo sia rivolta una considerevole parte dei nostri interventi. Interventi che mi permetto di chiosare dicendo che tocca soprattutto a noi uomini, a noi padri, insegnare ai nostri figli che una donna non si tocca neanche con un fiore, come diceva un antico e saggio proverbio. (Applausi). Ripresa della discussione delle mozioni nn. 49, 51, 53, 54 (testo 2), 55, 56 e 58 PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Comunico che sono state presentate le riformulazioni delle seguenti mozioni: la 1-00051, presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori, e la 1-00054 (testo 2), presentata dalla senatrice Maiorino e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Alla Presidenza non risultano modificate o riformulate altre mozioni. Ha ora facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni presentate. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, restituiamo a questa discussione la solennità che merita, soprattutto per la presenza di giovanissimi che, effettivamente, saranno coloro che porteranno avanti i valori che costruiamo insieme qui oggi. Esprimo dunque, a nome del Governo, parere favorevole sulle mozioni nn. 49, 51 (testo 2), 53, 54 (testo 3), 55, 56 e 58.