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Non si trovano purtroppo punti specifici sull'agricoltura di montagna nella manovra e ricordo come lo scorso anno, su iniziativa anche del nostro Gruppo, furono stanziati più di 4 milioni di euro per finanziare il sostegno all'attività agropascolare di alta montagna. La nostra è un'agricoltura eroica che merita un'attenzione particolare e che però con grande dispiacere non trovo nella manovra. Negli interventi sulla previdenza non vi è poi traccia della volontà di riconoscere il carattere usurante delle attività dei lavoratori della montagna: guide alpine, guardaparco, addetti agli impianti di risalita e maestri di sci, tanto per citarne alcune, che proprio per l'esposizione costante a climi rigidi meriterebbero una considerazione dal punto di vista pensionistico. Non c'è neppure traccia della possibilità da me rilevata di una esenzione dai pedaggi autostradali per Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile nelle loro funzioni di soccorso. Nelle attività produttive e in quello delle energie rinnovabili spiace ancora constatare la scarsa attenzione da parte del Governo verso la produzione idroelettrica, l'energia pulita che rappresenta uno dei gioielli della nostra realtà montana. Spero vivamente in un cambio di atteggiamento della maggioranza nei confronti di un settore così strategico per tutte le Regioni dell'arco alpino e so che in questi giorni c'è un braccio di ferro con le Regioni e il Governo su questo tema. Abbiamo infine cercato di proporre il tema dell'ammodernamento della linea ferroviaria Aosta-Torino, della problematica della lunetta di Chivasso, dell'elettrificazione, chiedendo finanziamenti specifici. Purtroppo nel maxiemendamento nulla di tutto ciò è stato recepito, anzi la cosa più spiacevole è che nulla è poi neanche stato discusso. E così, per le politiche della montagna non c'è un posto particolare nei pensieri del Governo. Insisto sulle politiche dei territori montani perché se noi che abitiamo le Regioni alpine non abbiamo strumenti particolari dal punto di vista normativo ed economico, non possiamo pensare di mantenere i servizi alla persona, le scuole, gli ospedali, le micro comunità per anziani e i poliambulatori, nelle nostre bellissime vallate, spesso difficili da vivere, che meritano una sforzo particolare dal punto di vista amministrativo e politico per poter attuare tutte le opere necessarie. È proprio in quest'ottica che vorrei anche sottolineare come nella manovra vi sia anche l'accordo economico finanziario che la Regione autonoma Valle d'Aosta ha siglato con il Governo un mese fa circa. Si tratta di un passaggio significativo che si somma agli accordi siglati nelle passate legislature e con le finanziarie scorse, che contribuisce a dare più tranquillità agli enti locali e alla Regione autonoma nel costruire il loro bilancio. In questo accordo la parte sicuramente più importante è la chiusura dei contenziosi in essere, anche se spesso le cifre contenute e il ritorno economico per la Valle d'Aosta appaiono al ribasso e sotto le aspettative. Ciò per far capire quanto sia difficile rapportarsi su questi temi con gli organi del Governo. In conclusione, per ribadire a mia volta e, purtroppo, l'esclusione di fatto del Senato e del Parlamento nel percorso di approvazione di questo disegno di legge di bilancio e la mortificazione delle sue prerogative costituzionali non posso che esprimere un sentimento di preoccupazione generale verso la manovra finanziaria, che contiene tanti interrogativi sospesi, ma soprattutto una forte perplessità sui metodi che il Governo ha voluto seguire in questa delicata e importante fase della vita del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, dopo aver abolito la povertà, spazzato i corrotti, festeggiato sui balconi, prolungato i processi a vita, simulato aggressioni subite, fatto scempio della grammatica, sbeffeggiato il sapere, condonato se stessi e gli amici, annunciato bibliche chiusure del commercio, immaginato bambini festosi giocare nelle corsie di emergenza dei viadotti, promesso i soldi di chi paga le tasse e di chi ha una pensione da 1.100 euro senza implementazione, elevato lo spread , abbattuto la borsa, fatto la guerra all'Europa, bruciato 300 miliardi di ricchezza, tassato imprese e automobili, hanno detto di aver sbagliato, hanno ritrattato tutto, anche male. La sanità è la grande assente e quel poco che c'è è fatto male e con poche risorse neppure certe. Sembra il gioco delle tre carte su quanto c'è per la sanità. È prevista la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie. Sono stanziati 150 milioni per l'implementazione e l'ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche. Certamente sono da implementare, ma forse prima serviva pensare di formare il personale che le dovrebbe utilizzare, pensare che tutti i centri potessero essere dotati di banda larga e alla cyber security , problema da non sottovalutare. Soprattutto serviva implementare il personale che dovrebbe aiutare per le prestazioni diagnostiche e pensare al sottoutilizzo delle apparecchiature tecnico-diagnostiche. Magari il Ministro non sa che dovrebbe ricevere un rapporto ogni anno per andare a fondo sui motivi per cui esistono tempi di attesa biblici per fare una TAC o una risonanza magnetica. Per il rinnovo contrattuale e lo sblocco del turnover praticamente è tutto demandato alle Regioni virtuose, come per tanti altri argomenti. Non mi si venga a dire la solita cosa delle Regioni virtuose perché sappiamo perfettamente - lamentandosi del turismo sanitario delle Regioni del Sud, cosa vergognosa - che una persona che si ammala al Sud ha circa tre anni di vita in meno rispetto a persone che vivono nelle Regioni del Centro-Nord, ma è anche vero che le spese di chi, ad esempio, parte dalla Calabria per farsi curare al Nord vengono pagate dai cittadini lombardi perché la Calabria ha 400 milioni di debito che non darà mai. Il personale sanitario rimane tagliato fuori dai fondi stanziati per i rinnovi contrattuali e sappiamo quanto questo sia necessario, soprattutto per i professionisti delle cure primarie, formati nella gestione del cronico, della complessità, attenti alla salute e alla comunità. Senza un rinnovamento e un miglioramento della formazione dei medici di famiglia non è possibile mettere in atto quanto stabilito anche nel decreto semplificazione. Parliamo di edilizia sanitaria. Stimo moltissimo la professionalità del sottosegretario Garavaglia e mi dispiace per quanto deve subire. Sono stati stanziati 4 miliardi in dodici anni, dal 2021 al 2032. Ma le formiche negli ospedali ci sono adesso, non aspettano il 2021. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Commenti del sottosegretario Garavaglia) . Non parliamo dei soliti assenti. Noi abbiamo i nuovi LEA e i nomenclatori tariffari. I nomenclatori non corrispondono a una rubrica con i numeri di telefono delle persone, ma a dispositivi medici impiantati sulle persone, alle protesi che le persone si devono comprare da soli perché il nomenclatore è obsoleto, con dispositivi vecchi, malfatti e pericolosi, che però vengono comunque impiantati, per questioni di risparmio, sui pazienti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) .