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4. Udite le dichiarazioni dei genitori e dei parenti, dei servizi socio-sanitari, del responsabile della comunità di tipo familiare o degli affidatari e dell'eventuale consulente tecnico, il presidente del tribunale per i minorenni, sempre che la situazione di abbandono non sia certa e insuperabile, impartisce ai genitori o ai parenti, per un tempo massimo di un anno e con ordinanza debitamente motivata, prescrizioni idonee a garantire l'assistenza morale, il mantenimento, l'istruzione, l'educazione e l'ascolto del minore ai sensi dell'articolo 315- bis del codice civile, stabilendo al tempo stesso periodici accertamenti da eseguire direttamente o avvalendosi dei servizi socio-sanitari nominati. A questi ultimi è affidato l'incarico di predisporre un progetto, dettagliato nei tempi e nelle modalità, per il sostegno alla genitorialità e per il recupero della famiglia di origine. Tale progetto deve essere comunicato ai genitori e ai parenti i quali possono richiedere modifiche e integrazioni. Lo svolgimento del progetto avviene sotto la vigilanza del presidente del tribunale per i minorenni o un giudice da lui delegato. 5 . Il presidente del tribunale per i minorenni o un giudice da lui delegato può, altresì, chiedere al pubblico ministero di promuovere l'azione per la corresponsione del mantenimento o un contributo al mantenimento a carico di chi vi è tenuto per legge e, al tempo stesso, disporre provvedimenti temporanei ai sensi del comma 3 dell'articolo 10 ». 13 (Modifica dell'articolo 15 della legge n. 184 del 1983, in materia di dichiarazione dello stato di adottabilità del minore) 1 L'articolo 15 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 15. – 1. A conclusione delle indagini e degli accertamenti previsti dagli articoli precedenti, ove risulti la situazione di abbandono di cui all'articolo 8, lo stato di adottabilità del minore è dichiarato dal tribunale per i minorenni quando: a) i genitori ed i parenti convocati ai sensi degli articoli 12 e 13 non si sono presentati senza giustificato motivo; b) l'audizione dei soggetti di cui alla lettera a) ha dimostrato il persistere della mancanza di assistenza morale e materiale e la non disponibilità o l'impossibilità ad ovviarvi; c) le prescrizioni impartite ai sensi dell'articolo 12 sono rimaste inadempiute per responsabilità dei genitori ovvero è provata l'irrecuperabilità delle capacità genitoriali dei genitori in un tempo ragionevole, tenuto conto dell'età del minore. 2. La dichiarazione dello stato di adottabilità del minore è disposta dal tribunale per i minorenni in camera di consiglio con sentenza nella udienza conclusiva, presente il pubblico ministero, sentito il rappresentante della comunità di tipo familiare presso cui il minore è collocato o la persona cui egli è affidato. Devono essere, parimenti, sentiti il tutore e il curatore speciale, se nominato, e il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento. 3. La sentenza è notificata per esteso al pubblico ministero, ai genitori, ai parenti indicati nel comma 1 dell'articolo 12, al tutore, nonché al curatore speciale, se nominato, con contestuale avviso agli stessi del loro diritto di proporre impugnazione nelle forme e nei termini di cui all'articolo 17 ». 14 (Modifica all'articolo 19 della legge n. 184 del 1983, in materia di sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale) 1 All'articolo 19 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il primo comma è sostituito dal seguente: « Durante lo stato conseguente alla dichiarazione di adottabilità è sospeso l'esercizio della responsabilità genitoriale. Il tribunale per i minorenni conferma la nomina del tutore e adotta ogni ulteriore provvedimento nell'interesse del minore. La nomina del tutore permane fino all'adozione del minore ». 15 (Modifica all'articolo 21 della legge n. 184 del 1983, in materia di revoca dello stato di adottabilità) 1 All'articolo 21 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. La revoca è pronunciata dal tribunale per i minorenni, d'ufficio o su istanza del pubblico ministero, dei genitori o del tutore. Se questi è in conflitto di interessi con il minore, il presidente del tribunale per i minorenni nomina un curatore speciale al minore medesimo ». 16 (Modifica dell'articolo 22 della legge n. 184 del 1983, in materia di fase preliminare al procedimento adottivo nazionale e internazionale) 1 L'articolo 22 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 22. – 1. Coloro che intendono adottare presentano dichiarazione di disponibilità ai servizi sociali territorialmente competenti in ragione della loro residenza, di seguito denominati “servizi”, corredata da dichiarazione di notorietà attestante il possesso dei requisiti di cui all'articolo 6. Nella dichiarazione di disponibilità sono indicate l'opzione per l'adozione nazionale o internazionale o entrambe e l'eventuale disponibilità ad adottare più fratelli ovvero minori che si trovino nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. 2. In ogni momento e fase del procedimento coloro che intendono adottare hanno diritto a ricevere notizie sullo stato del procedimento. 3. I servizi, anche avvalendosi delle professionalità delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, svolgono le seguenti attività: a) informazione agli aspiranti genitori adottivi sul percorso adottivo, nazionale e internazionale; b) formazione degli aspiranti genitori adottivi all'accoglienza di un minore in stato di abbandono, anche in collaborazione con gli enti autorizzati di cui all'articolo 39- ter nel caso di adozione internazionale; c) acquisizione di elementi sulle motivazioni che determinano gli aspiranti genitori adottivi all'adozione e sulla condivisione del relativo progetto, sulla loro capacità di rispondere alle esigenze di uno o più minori, sulla loro capacità di fronteggiare le situazioni di rischio e di accettare eventuali caratteristiche particolari dei minori, nonché acquisizione di ogni altro elemento utile per la valutazione delle suddette capacità; d) valutazione della capacità di accogliere, educare, ascoltare un minore in stato di abbandono, in base alla situazione personale, familiare, sociale, sanitaria ed economica degli aspiranti genitori adottivi al fine di renderli consapevoli del significato dell'adozione e delle articolazioni del percorso adottivo nazionale o internazionale; e) valutazione della idoneità degli aspiranti genitori adottivi ad accogliere un minore per il quale è ancora in corso il procedimento di adottabilità; f) informazione sulla famiglia, sui conoscenti e sulle frequentazioni degli aspiranti genitori adottivi; g) informazione, nel caso di adozione internazionale, sul ruolo degli enti autorizzati di cui all'articolo 39- ter , anche avvalendosi della loro collaborazione. 4.