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Disposizioni in materia di riorganizzazione del Corpo militare della Croce rossa italiana e del Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana e istituzione dei Corpi militari ausiliari delle Forze armate per finalità civiche, di volontariato istituzionale, di utilità sociale, di sicurezza e di interesse generale, nonché delega al Governo per la definizione dello stato giuridico e della disciplina d'impiego del relativo personale. Onorevoli Senatori. – Il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, ha provveduto a riordinare l'Associazione italiana della Croce rossa (CRI), prevedendone la privatizzazione con l'istituzione dell'Associazione della Croce rossa italiana (Associazione). L'articolo 1 del decreto legislativo n.178 del 2012 ha trasferito, a decorrere dal 1° gennaio 2016, le funzioni esercitate dall'Associazione italiana della Croce rossa (CRI) alla costituenda Associazione della Croce rossa italiana, promossa dai soci della CRI e qualificata ex lege quale persona giuridica di diritto privato, ai sensi del libro primo, titolo II, capo II, del codice civile, iscritta di diritto nel registro nazionale. L'Associazione, posta sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, è definita « di interesse pubblico » ed è ausiliaria dei pubblici poteri nel settore umanitario. Ai sensi della riforma del Terzo settore, attuata con il codice di cui al decreto legislativo n. 117 del 2017, l'Associazione della Croce rossa italiana e tutti i relativi comitati territoriali sono organizzazioni di volontariato. L'Associazione italiana della Croce rossa (CRI), prima della riforma attuata con il citato decreto legislativo n. 178 del 2012, aveva qualificazione e natura di ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e, in quanto tale, era soggetta alla disciplina normativa e giuridica degli enti pubblici. Si trattava di un'associazione basata soprattutto sul volontariato e, tra i vari organismi che la componevano, il Corpo militare e quello delle infermiere volontarie erano di diretto interesse della Difesa, in quanto corpi istituzionalmente ausiliari delle Forze armate. In tali ruoli erano iscritte, rispettivamente, circa 54.000 unità, di cui 40.000 appartenenti al Corpo militare e 14.000 al Corpo delle infermiere volontarie. A decorrere dal 1° gennaio 2016, l'Associazione è l'unica Società nazionale di Croce rossa autorizzata ad operare sul territorio nazionale quale organizzazione di soccorso volontario, conformemente alle Convenzioni di Ginevra del 1949, ai relativi protocolli aggiuntivi, ai princìpi fondamentali del Movimento internazionale di Croce rossa e Mezzaluna rossa, nonché alle risoluzioni e decisioni degli organi del medesimo. In tale quadro riorganizzativo, a far data dal 1° gennaio 2018 l'Ente strumentale alla Croce rossa italiana è stato posto in liquidazione coatta amministrativa, con conseguente subentro ed assunzione definitiva da parte dell'Associazione CRI di tutte le attività e i compiti precedentemente riferibili all'ente pubblico. In tal senso, l'Ente strumentale ha provveduto a trasferire all'Associazione, oltre ai rapporti giuridici in capo allo stesso Ente, anche il relativo patrimonio mobiliare ed immobiliare a mezzo di appositi provvedimenti. Il decreto legislativo n. 178 del 2012 è, altresì, intervenuto sul Corpo militare della Croce rossa italiana. Quest'ultimo e il Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana costituiscono i Corpi ausiliari delle Forze armate istituiti per l'assolvimento dei compiti umanitari stabiliti dalle convenzioni e dalle risoluzioni internazionali. In tempo di guerra, il Corpo militare provvede all'assistenza, allo sgombero e alla cura dei feriti e delle vittime, tanto civili quanto militari; organizza ed esegue misure di difesa sanitaria antiaerea; disimpegna il servizio di ricerca e assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati; svolge attività di assistenza sanitaria in relazione alla difesa civile. In tempo di pace, il Corpo provvede al mantenimento e alla gestione dei centri di mobilitazione e delle basi logistiche; cura la custodia e il mantenimento delle dotazioni sanitarie; provvede all'addestramento e all'aggiornamento del proprio personale; si occupa della diffusione del diritto internazionale umanitario e delle norme di pronto soccorso sanitario tra il personale delle Forze armate; concorre al servizio di assistenza sanitaria nel caso di grandi manifestazioni ed eventi, nonché per esercitazioni militari; è impiegato in caso di calamità naturali o disastri, con funzioni di protezione civile. Proprio con riferimento ai predetti compiti di protezione civile svolti dal Corpo militare e dalle infermiere volontarie, che assumono estrema importanza anche nell'ambito della situazione di emergenza sanitaria determinata dal diffondersi del COVID-19, e tenuto conto di tutte le emergenze in cui sia il Corpo militare della Croce rossa italiana sia il Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana sono stati impiegati, in maniera ricorrente – e continuano ad esserlo nelle più estreme emergenze –, il presente disegno di legge, anche alla luce di diverse proposte di legge presentate sia al Senato della Repubblica che alla Camera dei deputati sul medesimo argomento, si pone l'obiettivo di rivedere lo status giuridico del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana e del Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana, nonché di disciplinare la natura e le modalità del supporto sanitario nelle emergenze, che i citati Corpi possono efficientemente svolgere sia con aliquote di personale stanziale censito e formato, sia attingendo al bacino dei volontari parimenti addestrato e formato. Occorre ricordare, a riguardo, che, in base a quanto previsto dalla richiamata riforma, il Corpo militare volontario è composto esclusivamente da personale volontario in congedo, iscritto in due differenti ruoli a seconda dell'età e della posizione nei confronti degli obblighi di leva: ruolo normale (suddiviso a sua volta nei due ruoli mobile e di riserva) e ruolo speciale. Il personale volontario del Corpo militare era inquadrato nella riserva ed era richiamato in servizio attivo quando si palesavano particolari situazioni emergenziali. A ciò faceva eccezione un'esigua aliquota di personale, che al fine di assicurare la funzionalità e il pronto impiego dei servizi resi è stato mantenuto in servizio attivo, e di personale dipendente civile con compiti direttivi e amministrativi. Dal 1° gennaio 2018 non vi è più personale stanziale. La carenza di personale stanziale di qualsiasi ordine e grado, la esclusiva volontarietà del servizio, reso a titolo gratuito, uniti alla gestione privatistica delle emergenze, rendono disfunzionale l'impiego di professionalità e mezzi nel medio e lungo periodo, come anche l'attuale emergenza sanitaria sta mostrando. Il disegno di legge in esame intende, dunque, modificare lo status giuridico dei Corpi volontari della CRI, attribuendo la gestione e il coordinamento di persone e mezzi al Ministero della difesa, assicurando così la continuità delle attività dei volontari supportati da un'aliquota di personale stanziale.