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l'"interesse pubblico" invocato dall'amministrazione comunale non poteva essere così attuato, perché avrebbe dovuto riguardare esclusivamente l'immobile oggetto della richiesta di deroga e del cambio di destinazione d'uso e non altri locali come descritto in delibera, ma anche perché si è nel contesto di una mera trasformazione lucrativa, finalizzata all'interesse privato, essendo la cantina sociale una società a responsabilità limitata, e non di certo ad un interesse di ritorno economico esteso a tutta la collettività; il comodato d'uso gratuito proposto nella delibera non è uno strumento applicabile, perché non rappresenta una cessione di proprietà degli immobili e perché rappresenterebbe un ulteriore onere gestionale e di costi a carico del Comune ma, soprattutto, perché sarebbe un atto nullo vista la presenza di una controprestazione; il 1° marzo 2018 la cantina Cerveteri Srl ha fatto delle restrizioni ipotecarie sulle ipoteche in essere, alcune delle quali sembra che riguardino gli immobili che si vorrebbero dare in comodato e allora non si comprende come mai gli stessi non vengono ceduti definitivamente in proprietà al Comune di Cerveteri, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano verificare perché la cantina sociale di Cerveteri, trasformata in società a responsabilità limitata, è stata portata all'attuale degrado, annientando una robusta cooperativa di 1.200 famiglie di viticoltori, fino a volerne cambiare la destinazione d'uso e trasformare il complesso, sorto su terreno agricolo, espropriato dall'ente Maremma con lo scopo di favorire le attività legate all'agricoltura, in un comune centro commerciale; se non ritengano di intervenire con la massima urgenza sia nei confronti dell'Assessorato per l'urbanistica e sia dell'Assessorato per l'agricoltura della Regione Lazio per bloccare il cambio di destinazione d'uso da cantina sociale a centro commerciale; se, in ragione delle specifiche competenze ed attribuzioni, intendano porre in essere azioni urgenti atte a verificare i fatti e le circostanze, ponendo un argine a quelle che appaiono all'interrogante come possibili situazioni di illegittimità, illegalità e di presunta mala gestione amministrativa rappresentate presso la competente Prefettura di Roma e la Regione Lazio (Ufficio Urbanistica e Assessorato per l'agricoltura) relativamente alla legittimità della delibera del Consiglio comunale dell'11 ottobre 2018 che vuole trasformare la cantina sociale di Cerveteri in un supermercato o centro commerciale e se ritengano opportuno, se non necessario, l'invio immediato di ispettori ministeriali al fine di prevenire il protrarsi della problematica; se non ritengano di assumere iniziative per evitare la deruralizzazione del vasto comune di Cerveteri e per rilanciare la viticoltura, sua naturale vocazione, consentendo alla cantina sociale di riprendere in pieno la sua attività, quale traino dell'economia vitivinicola locale. Atto n. 4-01011 QUAGLIARIELLO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: secondo la risposta all'interrogazione 4-00643 fornita in data 28 novembre 2018 e pubblicata nel fascicolo n. 12, "l'ambasciatore d'Italia a Madrid precisa che si è trattato piuttosto di un evento conviviale, tenutosi sabato 15 settembre 2018, per festeggiare una coppia di noti imprenditori spagnoli, in vista del matrimonio che gli interessati intendono prossimamente contrarre sulla base della legge spagnola (che dal 2005 ha come noto esteso alle persone dello stesso sesso la possibilità di contrarre matrimonio). In tale occasione, pertanto, nei locali della residenza non è stato celebrato, né l'ambasciatore aveva l'intenzione di celebrare, alcun matrimonio o unione civile" e che "Nel caso di specie si è dunque trattato di un ricevimento conviviale, senza alcun profilo o valore di natura legale, e che pertanto non appare aver configurato alcuna violazione della normativa italiana"; si fa presente che vi sono numerose prove video, facilmente reperibili on line , tra le quali il video della giornata pubblicato proprio dalla coppia di imprenditori spagnoli intitolato "Boda Juan y Nano", cioè nozze Juan e Nano, in cui si vedono scene riconducibili, con pochi margini di dubbio, allo scambio di promesse e di anelli; considerato inoltre che: la stampa spagnola ha diffusamente riportato l'evento proprio parlando di matrimonio, in particolare il quotidiano on line "El Español" pubblica una galleria fotografica intitolata "los invitados a la boda" (gli invitati alle nozze), il portale di gossip "Informalia" parla di "la boda gay del año" (il matrimonio omosessuale dell'anno), il quotidiano on line "Voz Libera" intitola "Además de embajador de Italia, ha celebrado la gran boda gay del año" (Davanti all'ambasciatore d'Italia si sono celebrate le gran nozze gay dell'anno), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario un supplemento di indagine rispetto a quanto sopra descritto; se la presunta simulazione di un matrimonio sia compatibile con le funzioni proprie di una sede diplomatica della Repubblica italiana; se dunque non ritenga che la sede diplomatica italiana venga utilizzata a fini quanto meno impropri; se, alla luce della documentazione citata e ancor più a seguito delle rassicurazioni fornite dall'ambasciatore, non scorga in tale comportamento un motivo di incompatibilità ambientale. Atto n. 4-01012 QUAGLIARIELLO Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che i cittadini proprietari di abitazioni del rione Tamburi di Taranto hanno subito consistenti danni, patrimoniali e non, per il costante deprezzamento delle proprie abitazioni e il crescente degrado del quartiere, nonché per la limitata utilizzabilità degli immobili, a causa dell'inquinamento derivante dall'adiacente presenza dei parchi minerari del colosso dell'acciaio tarantino; considerato che: la Costituzione tutela all'articolo 9 "il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione" e all'articolo 32 "la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività"; il protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmato a Parigi il 20 marzo 1952, all'articolo 1 recita: "Protezione della proprietà. - Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di utilità pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale"; l'articolo 8 recita: "Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio"; la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), nella pronuncia Giacomelli c. Italia del 2006, sostenne che il diritto di cui al citato articolo 8 va concepito non solo in relazione allo spazio fisico, ma anche al pieno godimento dello spazio stesso. Perciò le minacce al medesimo diritto possono essere non solo di tipo materiale o fisico, ma anche immateriali, quali le emissioni inquinanti;