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considerato infine che il 26 novembre scorso, il Ministro in indirizzo, intervenendo a "Veronafiere", dove si era aperta la 5ª edizione di "wine2wine", ha dichiarato di voler dotare in tempi rapidi il Paese di una legge sull'enoturismo, ignorando, di fatto, quanto disposto dalla normativa già vigente, e che necessita solo, per diventare operativa, del rapido interessamento proprio del Ministro, che ne invoca l'urgenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, che pure dichiara l'urgenza di avere una normativa sull'enoturismo, sia a conoscenza del fatto che, per rendere pienamente operativa la disciplina, sarebbe sufficiente promuovere, attraverso le opportune modifiche di un testo già esistente, l'intesa proposta dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 10 maggio 2018, ed in caso affermativo se esistano ragionevoli motivi che gli impediscano tale rapida soluzione; in quali tempi, in ogni caso, intenda affrontare l'essenziale questione del sostegno e della promozione dell'attività enoturistica, in considerazione delle sue grandi opportunità di sviluppo, nonché delle giuste richieste degli operatori del settore, che, se il Ministro agisse con prontezza ed in accordo con i medesimi operatori e le Regioni, potrebbero rapidamente avere a disposizione gli strumenti per valorizzare le produzioni vitivinicole del territorio, qualificare l'accoglienza turistica e favorire le potenzialità del turismo del vino, come fenomeno culturale ed economico precipuo. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00939 AGOSTINELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 13 maggio 2015 riportava che la convenzione firmata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Passante Dorico SpA per la realizzazione di una strada di collegamento del porto di Ancona con la grande viabilità (cosiddetta Uscita ovest) conteneva previsioni di traffico abnormi nel piano economico e finanziario (PEF) e clausole con penali a carico dello Stato nel caso in cui il concessionario avesse deciso di abbandonare l'opera; la copia della convenzione era giunta alla firmataria del presente atto di sindacato ispettivo e subito trasmessa al Consiglio comunale di Ancona tramite il Capogruppo M5S, Andrea Quattrini. Iniziativa censurata dal responsabile della struttura di vigilanza sulle concessioni autostradali, architetto Mauro Coletta, il quale dichiarava che il documento non era legittimamente conoscibile perché non ancora controfirmato dal Ministero dell'economia e delle finanze e registrato dalla Corte dei conti; successivamente, il Ministero dell'economia imponeva un atto aggiuntivo alla convenzione, che veniva firmato il 2 settembre 2014, per eliminare le clausole dannose per lo Stato. Si cita il punto 2, ultimo capoverso: "al Concessionario non spetta alcun indennizzo, né rimborso dei costi di progettazione in caso di mancata approvazione del progetto definitivo e del relativo piano economico finanziario"; dopo diversi mesi, Passante Dorico SpA ha trasmesso un nuovo PEF, che è stato bocciato dal Ministero delle infrastrutture, tanto che in data 19 dicembre 2016 il ministro pro tempore Delrio, nel corso della trasmissione televisiva "Otto e Mezzo", annunciava che la concessione per l'Uscita ovest non si sarebbe mai realizzata perché il PEF "non sta in piedi"; in risposta all'interrogazione 4-14919, Delrio dichiarava che con nota del 15 dicembre 2016 era stato comunicato al concessionario che il progetto definitivo e il corredato PEF, entrambi con le modifiche successivamente proposte da ultimo in data 30 agosto 2016, non potevano essere approvati; in data 9 febbraio 2017 il ministro Delrio firmava un protocollo di intesa con Comune di Ancona, Regione Marche, RFI e Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale per definire, tra l'altro, un nuovo progetto per una strada di collegamento del porto di Ancona con la grande viabilità (cosiddetta Uscita nord), in sostituzione dell'Uscita ovest; in data 17 febbraio 2017 da un articolo de "Il Resto del Carlino" si è appreso che il Ministero delle infrastrutture, nella bozza del protocollo di intesa, aveva tentato di inserire in premessa che il Comune di Ancona era responsabile della mancata realizzazione dell'Uscita ovest esponendosi, qualora avesse firmato, a richieste risarcitorie milionarie da parte di Passante Dorico SpA; risulta all'interrogante che ad oggi gli studi del nuovo progetto siano sospesi in attesa di comunicazioni da parte della competente Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali sulla definizione delle pratiche per l'Uscita ovest, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se ritenga di adottare le opportune iniziative per far luce su eventuali responsabilità al fine di evitare il ripetersi di eventi come quelli descritti; quali iniziative intenda assumere per definire in modo conclusivo la vicenda dell'Uscita ovest, anche al fine di sbloccare i progetti per la nuova Uscita nord, necessaria allo sviluppo del porto di Ancona, ponendo la massima attenzione alle modalità, tenuto conto che la pratica è in capo alla Vigilanza sulle concessioni autostradali, che già aveva avallato la convenzione con dati di traffico abnormi, clausole a danno dello Stato e presunti tentativi di esporre il Comune di Ancona a risarcimenti a favore della Passante Dorico SpA. Atto n. 4-00940 NENCINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il piano pluriennale delle opere pubbliche ANAS, approvato nell'agosto 2016 dal CIPE, prevedeva la realizzazione del tratto Guinza-Mercatello ovest del tracciato della E78 che collega le città di Siena ed Arezzo in Toscana ed Urbino e Fano nelle Marche. Tale piano inseriva l'opera di intervento e completamento a due corsie della galleria Guinza, con ipotesi di finanziamento a valere sulle risorse del fondo unico ANAS e dell'importo stimato di 59,31 milioni di euro. L'ultimazione della progettazione e l'appalto lavori era previsto entro il dicembre 2018; stante il perdurare delle gravi difficoltà di circolazione di persone e merci su quell'importante opera di collegamento stradale e nelle more del previsto completamento delle opere di ripristino nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, i sindaci di Mercatello sul Metauro, Urbino, Peglio, Borgo Pace e la vice presidente della Regione Marche chiedevano l'istituzione nella galleria esistente di un senso unico alternato fino al completamento delle opere di sistemazione costate circa 60 milioni di euro; la risposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, giunta solo il 22 novembre 2018 e sconosciuta ai precedenti Governi, è stata categorica: non sarà mai possibile consentire la percorrenza di traffico pesante e leggero in una galleria di 6 chilometri di lunghezza senza sbocchi né vie di uscita laterali.