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Diamo però un'interpretazione precisa - una presunzione, se volete - di quando quella proporzionalità deve considerarsi comunque esistente. Eliminiamo il ruolo del magistrato? Non ci pensiamo per nulla. Lo dico non solo al senatore Grasso, ma a tutti coloro che hanno ritenuto che il nostro modo di immaginare la legittima difesa renda automatico un far west o qualcosa del genere, per cui se qualcuno entra in casa io vi possa far ricorso con qualsiasi mezzo. Non è così: il magistrato, nella nostra proposta e nei nostri emendamenti, avrà un ruolo essenziale, ma non dovrà indagare sull'elemento soggettivo dell'aggredito - lo ha detto il senatore Grasso per altri versi, arrivando a una soluzione opposta - e non dovrà stare a valutare se in quella condizione egli ha subìto un turbamento o una paura; non dovrà indagare per capire se si è potuto accorgere che c'era un'arma piuttosto che un'altra o se l'aggressore mostrava la faccia anziché la schiena. In queste condizioni riteniamo che il magistrato deve avere riguardo alle modalità - non è che non guarda niente - e quindi alla concretezza dei fatti, non della psiche, con cui si svolge l'aggressione. Egli deve verificare che vi sia un'intrusione minacciosa, violenta, fraudolenta e che vi sia l'intento di nuocere. Il magistrato lo può e lo deve verificare: non deve essere colpito il postino, che entra in casa per sbaglio. Egli deve inoltre verificare che questa intrusione, quando viene avvertita dall'aggredito, sia fatta con modalità atte a creare uno stato di paura o di agitazione. Deve indagare sulle modalità, non sul fatto che l'aggredito abbia paura. Se qualcuno entra travisato o se entra con la pistola in mano crea paura e agitazione. Il magistrato non deve stare a guardare se il soggetto si è impaurito o no e se ha visto che aveva una pistola. A quel punto il dato è e oggettivo e in quelle condizioni c'è proporzione tra la reazione e l'aggressione, che si è già manifestata, con l'ingresso abusivo, violento o minaccioso, con modalità atte a creare paura o agitazione. La reazione in quei casi è sicuramente proporzionale all'offesa e quindi la difesa in quei casi è sempre legittima: non ci sono dubbi su questo. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Pazzaglini) . Abbiamo sentito altre critiche, secondo cui con questa norma si allarga l'uso delle armi. Non vi è una sola virgola nella legge, in nessuna delle proposte di legge, che amplia o modifica l'attuale normativa riguardante l'uso delle armi. Mente sapendo di mentire chi dice il contrario. C'è chi parla del far west . Li avete visti i film sul far west in cui ci si sfidava per strada pistole alla mano? Quello è il far west ed è un altro campo che il legislatore in qualche modo dovrà esaminare. Quello è il far west . Ma in casa altro che far west . Non arriviamo e non vogliamo arrivare agli eccessi - vogliamo chiamarli così? - di altri Paesi, come gli Stati Uniti, dove la proporzionalità c'è anche in assenza di pericolo di un danno ingiusto. Riteniamo che il comportamento offensivo, come delineato nel provvedimento, abbia come conseguenza, ictu oculi , la proporzionalità presunta della reazione che - lo ripeto - costituisce sempre una difesa legittima nelle circostanze che abbiamo cercato di delineare. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP e del senatore Aimi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pillon. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, voglio precisare sin d'ora che il provvedimento ora in esame non riguarda la sicurezza; per quella arriverà in Aula il cosiddetto decreto Salvini e, in quella sede, parleremo di sicurezza. Il provvedimento in esame è un semplice debito di giustizia per quando lo Stato non è stato in grado di garantire la necessaria sicurezza e i cittadini si sono trovati, lasciati soli, davanti a un'ingiusta aggressione. Ho sentito parlare in quest'Aula di far west e omicidi liberalizzati. Si parla sempre dei gioiellieri pistoleri. Io preferisco fare un altro esempio. Mi piace pensare che il provvedimento in esame sia dedicato, per esempio, a una ragazza che ha dovuto difendersi, magari a mani nude o con lo spray al peperoncino, da un aggressore che era penetrato nella sua abitazione e tentava di violentarla. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E magari con quello spray al peperoncino la ragazza ha provocato il distacco della retina dell'aggressore e ora si trova indagata per lesioni gravissime e, addirittura, le viene richiesto il risarcimento del danno. Queste sono le persone cui noi vogliamo rispondere con il disegno di legge in esame. Le opposizioni dicono che i procedimenti sono pochi e tutti conclusi con assoluzione. Vorrei però chiedere come mai quest'affermazione non è stata fatta dalle opposizioni davanti alle vittime di queste situazioni, che pure abbiamo incontrato durante le lunghe audizioni svolte. Non costruiamo mondi di propaganda e paura, come qualcuno ha detto poc'anzi, ma abbiamo a che fare con persone vere che hanno subìto aggressioni vere e hanno dovuto difendersi veramente. A loro dobbiamo una risposta. Colleghi, non vi ho sentito dire che le norme vigenti sono adeguate davanti alle persone che abbiamo audito. Nessuno vuole togliere discrezionalità al giudice, ma dobbiamo prevedere percorsi privilegiati di definizione dei procedimenti per chi sia incorso in ingiuste aggressioni. Abbiamo quindi un debito morale davanti a chi, dopo l'aggressione, ha dovuto anche attraversare la fase della gogna mediatica e un processo (che, come diceva il giurista Carnelutti, è di per sé una pena) e ha dovuto fronteggiare una richiesta di risarcimento. Entrando nel merito, il provvedimento che ci apprestiamo a votare modifica in modo sostanzioso l'articolo 52 del codice penale. Pur lasciando intatto il criterio di proporzionalità di cui al comma 1, si prevede un'aggiunta significativa al comma 4, con la definizione di una cornice all'interno del quale la difesa è sempre considerata legittima. Questo quadro è dato da alcuni elementi: necessità di respingere un'intrusione che sia stata posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o altri mezzi di coazione fisica e che sia stata portata avanti da una o più persone. In questa cornice, la difesa è sempre legittima. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Noi vogliamo che sia chiaro che lo Stato si mette dalla parte dei cittadini onesti e contro stupratori, delinquenti, rapinatori e aggressori. Con questa modifica, che è a nostro modo di vedere indispensabile, questa chiarezza appare. Ho anche un debito di cortesia verso il senatore Ugo Grassi, che mi ha manifestato un'interessante prospettiva in ordine all'articolo 2044 del codice civile, così come l'abbiamo modificato. Come noto, l'articolo 2044 del codice civile prevede l'esclusione del risarcimento del danno quando si operi in una situazione di legittima difesa. Tuttavia, sappiamo anche che questa norma aveva necessità di qualche ritocco per essere chiarita.