[pronunce]

Afferma poi la ricorrente che, in attuazione delle disposizioni da ultimo citate, il Ministero delle infrastrutture aveva già concluso con la Regione Siciliana e la Regione Calabria, in data 4 ottobre 2007, accordi preliminari finalizzati all'individuazione e selezione degli interventi infrastrutturali prioritari ricadenti nel territorio delle due Regioni, da finanziare con le risorse di cui all'art. 1, comma 1155, della legge n. 296 del 2006 (cosiddetti “fondi Fintecna”). In particolare, per la Regione Siciliana erano stati individuati quattro interventi infrastrutturali, e cioè: a) la linea metropolitana leggera di Palermo (1° stralcio funzionale), nell'area metropolitana di Palermo; b) la ferrovia Circumetnea-tratta urbana, con funzione di metropolitana (2° lotto funzionale Stesicoro-Aeroporto), nell'area metropolitana di Catania; c) il completamento della piattaforma logistica intermodale con annesso scalo portuale e relativi assi viari, nell'area metropolitana di Messina; d) il secondo lotto dell'autostrada A19 Agrigento-Caltanissetta. 1.2.2. - La Regione ricorrente segnala ancora - quanto alle ulteriori riduzioni di spesa previste dall'impugnato comma 1 dell'art. 5 del decreto-legge n. 93 del 2008, in combinato disposto con l'elenco n. 1 allegato al decreto - la riduzione di € 50 milioni, per il 2008, rispetto all'autorizzazione di spesa già prevista dall'art. 2, comma 135, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008). Tale ultima disposizione - inserendo l'art. 1-bis dopo l'art. 1 della legge 1 luglio 1997, n. 206 - ha autorizzato, per l'anno 2008, la spesa di € 50 milioni, «al fine di fare fronte ai danni e al mancato reddito dovuti agli attacchi della malattia fungina plasmopara viticola, nota altresí con il nome di “peronospora“, avvenuti nel 2007 in Sicilia […]». A parere della ricorrente, la riduzione dell'autorizzazione della suddetta spesa azzera integralmente l'originario intervento di spesa disposto dal comma 135 dell'art. 2 della legge n. 244 del 2007. 1.2.3. - La Regione Siciliana, proseguendo nella sua disamina delle denunciate riduzioni delle risorse assegnatele, evidenzia, altresí, che il medesimo elenco n. 1, richiamato dal comma 1 dell'art. 5 del decreto-legge impugnato, contiene un'ulteriore riduzione di quanto assegnatole dal comma 234 dell'art. 2 della legge n. 244 del 2007 e destinato, oltre che agli interventi di ammodernamento del tratto autostradale Gioia Tauro-Reggio Calabria, anche a «migliorare la qualità del servizio di trasporto e sicurezza nello Stretto di Messina». Il combinato disposto impugnato, infatti, ha ridotto le autorizzazioni per tali spese di € 20 milioni per il 2008, di € 22 milioni per il 2009 e di € 7 milioni per il 2010. Inoltre, secondo la Regione ricorrente, alla luce del disposto dell'impugnato comma 12 dell'art. 5 del decreto-legge n. 93 del 2008 - il quale prevede che «sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la rideterminazione delle autorizzazioni di spesa di cui all'elenco 1 allegato al presente decreto» -, deve ritenersi abrogata la disposizione «che prevede l'intervento medesimo». 1.2.4. - La Regione Siciliana, infine, impugna il comma 9, lettera b), n. 14, dell'art. 5 del d.l. n. 93 del 2008, individuando in tale disposizione la previsione di un'ulteriore riduzione di spese già autorizzate e destinate ad essa ricorrente. La norma censurata modifica, infatti, il comma 538 dell'art. 2 della legge n. 244 del 2007, il quale, a sua volta, aveva introdotto, dopo il comma 1152 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, il comma 1152-bis. La ricorrente premette che, in forza del citato comma 1152, per gli interventi di ammodernamento e di potenziamento della viabilità secondaria esistente nella Regione Siciliana e nella Regione Calabria, è assegnata una quota pari, rispettivamente, a € 350 milioni ed a € 150 milioni per l'anno 2007. Alla ripartizione di tali somme tra le province della Regione Siciliana e quelle della Regione Calabria avrebbe dovuto provvedere, con decreto, il Ministro delle infrastrutture. Il comma 1152-bis prevede poi che, «per le stesse finalità e nelle medesime proporzioni e modalità stabilite ai sensi del comma 1152», alle province della Regione Siciliana e alle province della Regione Calabria sono assegnate, rispettivamente, le somme di € 350 milioni e di € 150 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009. L'ultimo inciso del comma 1152-bis, relativo alla copertura finanziaria della spesa in esame, prevedeva, in origine, che ai relativi oneri si provvedesse «mediante corrispondente riduzione, per i medesimi anni 2008 e 2009, dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289». Il testo di tale ultimo inciso, tuttavia, è stato sostituito ad opera del censurato comma 9, lettera b), n. 14, dell'art. 5 del decreto-legge n. 93 del 2008, secondo il quale «L'autorizzazione di spesa di cui all'art. 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, è ridotta di 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009». La ricorrente Regione Siciliana interpreta tale modifica nel senso che essa comporterebbe l'integrale sottrazione delle suddette risorse alla particolare destinazione prevista per la Sicilia (oltre che per la Calabria), vincolando invece i medesimi importi al finanziamento degli interventi disposti dal decreto-legge impugnato. In proposito, la ricorrente sottolinea che, già in forza dell'originaria previsione del comma 1152, precedente all'introduzione del comma 1152-bis, il Ministro delle infrastrutture aveva emanato, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, il decreto del 13 luglio 2007, con il quale si era provveduto alla determinazione delle quote delle risorse da attribuire alle province della Regione Siciliana e della Regione Calabria. Inoltre - prosegue la ricorrente -, con decreto del 9 novembre 2007, il Ministero delle infrastrutture, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, aveva approvato i criteri e le modalità di gestione di tali risorse, sulla scorta di un accordo di programma tra lo stesso Ministero delle infrastrutture e la Regione Siciliana, intervenuto in data 28 dicembre 2006. 1.3.