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Su questo non siamo scesi ad alcun tipo di compromesso né con il Governo, né con la maggioranza, perché quando ci è stato proposto di poter utilizzare come forze di opposizioni delle risorse importanti, fino a un miliardo di euro, abbiamo rispedito al mittente quelle proposte, affermando che, se non si fossero eliminate quelle misure inutili, non avremmo acconsentito a confrontarci sulla finalità del decreto in esame. Signor Presidente, noi avremmo voluto parlare di altro. Avremmo voluto parlare di imprese, di fisco, di aiuti alle famiglie, di tutela dei posti di lavoro. E voglio parlare di alcune proposte, perché i colleghi di maggioranza ci hanno accusato di fare demagogia. Quindi, voglio fare alcuni esempi di ciò che ha proposto Fratelli d'Italia e che è stato invece respinto dalle Commissioni parlamentari. Noi abbiamo proposto - ad esempio - il differimento di un anno del termine per il pagamento delle tasse da parte delle imprese italiane, che scadrà tra quattro giorni. E non è come afferma il senatore Mirabelli, che ieri ci ha detto che noi facciamo demagogia e quest'anno per le imprese in crisi è prevista la possibilità di differire i termini. Cari colleghi del PD, non è così, perché lo scorso anno le tasse sono state pagate come si stanno pagando quest'anno, con le scadenze del 30 giugno, del 20 luglio e del 20 agosto; ma quest'anno ci troviamo all'interno di una pandemia, nell'ambito di una fase storica delicata, e il Governo non ha avuto nemmeno la sensibilità di differire i termini per il pagamento delle tasse. Con un emendamento di Giorgia Meloni noi avevamo previsto la possibilità di differire il termine al 30 giugno 2021. Questa misura non costava moltissimo - come ha detto qualcuno - perché alcuni colleghi prima di me hanno dimostrato che, con qualche milione di euro, si sarebbe potuto differire il termine per il pagamento delle tasse da parte delle imprese italiane. Queste sono le proposte che voi avete letteralmente bocciato. Così come avete bocciato le proposte che consentivano alle imprese che non mandavano in cassa integrazione i propri dipendenti di avere un contributo in egual misura rispetto a chi invece li mandava in cassa integrazione, per ridurre il cuneo fiscale e quindi il costo del lavoro, che è la vera emergenza è oggi esistente nel sistema Paese. Avevamo chiesto liquidità per le imprese e per le famiglie italiane. Voi avete approvato un decreto liquidità che abbiamo ribattezzato decreto salva banche, che, invece di sostenere le imprese, ha risolto il problema dei crediti incagliati delle stesse banche. Inoltre, avevamo chiesto di eliminare tutte le misure inutili cui ho fatto riferimento poco fa. Signor Presidente, l'aria che si respira fuori da queste Aule è molto pesante. Nel corso delle audizioni che abbiamo svolto nelle ultime settimane presso la Commissione bilancio è stato detto, in tutti gli interventi delle istituzioni nazionali, che il 60 per cento delle famiglie non arriva a fine mese. Il PIL italiano calerà dell'11 per cento e il 39 per cento delle imprese italiane è a rischio estinzione. In autunno - secondo quanto dice il sottosegretario Misiani - c'è il rischio concreto di tensioni sociali; e questo non lo dice Fratelli d'Italia, ma lo dite voi del Governo PD-5 Stelle. Mentre accade tutto questo nel Paese, voi avete pensato bene di fare gli Stati generali a Villa Pamphili, tenendo il Paese bloccato dieci giorni, senza produrre nulla di concreto e di positivo per il Paese stesso. Infatti sugli Stati generali è caduto completamente il silenzio. Sono due mesi che aspettiamo il decreto semplificazioni, che ad oggi ancora non arriva, e sappiamo che il ministro Gualtieri è pronto a portare in queste Aule un ulteriore scostamento di 20 miliardi. E con questi 20 miliardi di scostamento ci ritroveremo ad avere quel famoso importo che il centrodestra ha indicato sin da subito, quando è scoppiata la pandemia. Si tratta di quei famosi 100 miliardi che noi immaginavamo inizialmente di investire, senza dover aspettare quattro o cinque mesi, perdendo tempo e facendo morire e fallire moltissime imprese. Sa perché le dico questo? Tentare questa operazione all'inizio sarebbe stato diverso rispetto a ciò che sta accadendo oggi. Voi avete fatto del mero assistenzialismo, che in parte è servito, perché ha avuto sicuramente natura risarcitoria; ma non c'è stata mai la possibilità di avere una visione d'insieme di quello che è stato il sistema Paese. E ci auguriamo che questa sia l'ultima volta che vi sentiremo chiedere il voto di fiducia. Ci auguriamo che abbiate anche la decenza di riconoscere il fallimento totale di questa esperienza di Governo. Mentre qualche vostro giornale amico vorrebbe che contro Fratelli d'Italia fossero usati i fucili e magari vorrebbe vederci tutti appesi a testa in giù, noi continueremo a chiedere libere e democratiche elezioni, perché secondo noi l'Italia merita ben altro: merita un Governo solido, forte, coraggioso, capace di farla tornare a correre e di restituirle quella grandezza che ha avuto. Noi siamo l'Italia, siamo un Paese che merita di essere guidato da un Governo all'altezza della situazione. Per questo Fratelli d'Italia non darà mai un voto di fiducia a questo Governo. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghi, l'Europa, con le deroghe al Patto di stabilità e crescita e sulle regole relative agli aiuti di Stato, ha reso possibile l'esistenza del decreto cura Italia e del decreto rilancio e abbiamo potuto utilizzare moltissime risorse. Il decreto rilancio sfrutta, fino all'ultimo euro, tutti gli scostamenti, i margini del saldo da finanziare, del fabbisogno di cassa e dell'indebitamento netto che il Governo ha chiesto al Parlamento e che il Parlamento ha autorizzato. L'indebitamento netto sale di ulteriori 55 miliardi, dopo i 20 del decreto cura Italia. Sono 75 miliardi di risorse a sostegno del salvataggio dell'Italia. Sono 75 miliardi di risorse che costituiscono maggior debito. Ormai lo dicono tutti: è un maggiore debito a carico dei nostri figli, a carico del loro futuro. Di conseguenza, tali risorse dovrebbero essere impiegate pensando esattamente a ciò che serve a loro e, perché questo si realizzi, sarebbe importante che tutti, in quest'Aula, guardassero al futuro senza guardare ai sondaggi, per prima cosa. La maggior parte dei nostri figli, infatti, ancora non vota, ancora non ha i social e non mette like . Inoltre, si dovrebbe anche avere uno sguardo di insieme che tenga conto di tutto. Prima la senatrice Unterberger ha parlato di buone prassi che a livello europeo esistono e sono possibili tra maggioranza e opposizione. Sarebbe quindi auspicabile che, nei prossimi passi, anche il Parlamento italiano copiasse tali buone prassi. I 75 miliardi sono stati approvati, per quanto riguarda il decreto cura Italia, prima dal Senato e, per quanto riguarda il decreto rilancio, dalla Camera. L'altro ramo del Parlamento ratifica.