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Se però siamo qui oggi a discutere le mozioni in esame, vuol dire che il Governo si era dimenticato ancora una volta di far vincere la competenza (Applausi) , dal momento che, in queste famose pletoriche task force , si era dimenticato proprio dell'esistenza delle donne. Ho trovato francamente patetico l'annuncio di ieri di Palazzo Chigi di integrare la task force di Colao (Applausi) , che ci dà i suoi preziosi consigli da Londra - meglio così, almeno non gli pagheremo il rimborso spese per gli spostamenti e, anzi, faremo poi chiarezza sui compensi di questi esperti - con donne alle quali faccio i miei migliori auguri di buon lavoro. Immagino la sorpresa di Borrelli, capo della Protezione civile, che fino a ieri affermava che non ci sono donne nel comitato tecnico-scientifico perché nessuna carica tanto rilevante è occupata da una donna, scoprendo che avrà la collaborazione - stupore e meraviglia! - di donne titolari di cattedre universitarie, presidenti di federazione, direttrici di unità complesse e così via. Mi chiedo: non ci sono forse in Parlamento personalità di rilievo, come ad esempio la senatrice a vita Elena Cattaneo, ricercatrice famosa nel mondo? Non ci sono professionisti di rilievo che avrebbero potuto essere coinvolti? No, altrimenti non si sarebbe potuto esautorare di fatto il Parlamento (Applausi) , che forse avrebbe potuto addirittura conoscere i "segreti di Stato" sul lavoro della task force . Avrei quindi preferito che donne così di rilievo per i loro ruoli non fossero coinvolte in questa task force , perché se i risultati del loro lavoro sono quelli che vediamo, fuori dalla drammatica realtà che sta vivendo il Paese, meglio per noi donne sarebbe stato starne fuori. È stata forse la task force a suggerire all'INAIL il distanziamento di 5 metri tra gli ombrelloni? Abbiamo un distanziamento di 1 metro al supermercato, sull'autobus e sul metrò (Applausi) , di 2 metri forse quando si corre e di 5 metri tra gli ombrelloni? (Applausi) . Ma questo Governo vuole proprio la morte di chi lavora in proprio, delle partite IVA, dei ristoratori, dei balneari e degli imprenditori? Probabilmente sì, li vorrebbe tutti con il reddito di cittadinanza (Applausi) , molto più semplice da gestire, e con le imprese chiuse, così non parlano. Comunque, se la pandemia Covid ha reso evidenti, in maniera lampante, le contraddizioni di un sistema malato di burocrazia, in un prossimo futuro, anzi da oggi (anche se, purtroppo, la parola d'ordine di questo Governo è «farò» e non «faccio»), occorrono politiche di welfare capaci di dare centralità al lavoro, promuovendo l'equità di genere. Questa emergenza può rappresentare uno spartiacque fondamentale e l'Italia può utilizzarla come esperienza. Le strade sono due: accentueremo i limiti che c'erano prima o li supereremo? L'uscita dall'emergenza può e deve essere progettata. Certamente il Covid-19 non era previsto né prevedibile, ma la ripartenza sì, anche se di programmazione, su questo e su altri temi, nel Governo non c'è traccia ed è quello che rimproverano le categorie ad un Governo sordo o incapace. (Applausi) . Ecco allora che la rivalutazione del ruolo delle donne, in questa fase, deve essere qualcosa di cui il Paese non può fare a meno. Abbiamo appurato che le categorie più a rischio durante il lockdown sono state rappresentate da chi non ha un contratto da dipendente, soprattutto dalle lavoratrici autonome, con una piccola attività in proprio. Per loro l'impatto della chiusura è stato doppio, con il calo degli introiti e la mancanza di strumenti adeguati alla gestione di famiglia e figli. I dati evidenziati in Italia sono preoccupanti. In Italia il tasso di occupazione femminile è il più basso d'Europa, eppure le donne sono più istruite degli uomini e rappresentano il 60 per cento dei laureati. In pratica solo la metà delle donne italiane lavora e le lavoratrici sono occupate maggiormente nei settori meno retribuiti, ma sono anche le più presenti tra le professioni fondamentali per il virus: medici e infermieri. Inoltre, nelle famiglie italiane le donne si fanno carico della maggior parte del lavoro domestico e del lavoro di cura. Ma qui, fra turnazione degli studenti, alternanza casa-scuola e formazione a distanza, le mamme italiane dovranno gestire una quotidianità particolarmente complessa. (Applausi) . Lo smart working , riscoperto in questo periodo, potrebbe certamente essere un aiuto, ma anche qui emerge un paradosso, perché sono le lavoratrici meno qualificate quelle che dovrebbe necessariamente recarsi in sede a lavorare e parallelamente accudire i figli. Ma voi pensate veramente che commesse, infermiere, bariste, commercianti e impiegate possono fare lo smart working da casa? Già ci saranno licenziamenti tra pochi mesi, quando il Governo darà questa possibilità, ma non credete che saranno proprio le donne lavoratrici e madri a dover lasciare il lavoro, se il Governo non darà presto loro la possibilità di affidare i loro figli tranquillamente durante l'orario di lavoro? (Applausi) . O pensate che regolarizzando 600.000 clandestini le mamme affideranno i bambini a qualche improvvisata baby-sitter con bonus , come se occuparsi dei bambini fosse uguale a raccogliere pomodori? (Applausi) . Sono cose entrambe importanti e necessarie, ma diverse. In una fase in cui la produzione sta ripartendo, i servizi per l'infanzia restano chiusi. Già prima vi era una palese carenza di servizi di conciliazione tra famiglia e lavoro; poche risorse investite in questa direzione, nonostante i soliti banali annunci. Si deve pensare subito a un piano di riapertura in sicurezza dei servizi per l'infanzia. Stiamo fortunatamente andando verso la bella stagione e i bambini possono stare all'aperto, approfittare degli oratori e delle scuole paritarie per l'infanzia che state facendo chiudere senza un aiuto. Le state facendo morire. Sono 12.000 le scuole paritarie in Italia: le state facendo chiudere! (Applausi) . Date la facoltà alle Regioni che conoscono le realtà locali e che possono riaprire in sicurezza di farlo, come oggi ha anche affermato l'assessore all'istruzione del Piemonte. Per favore, vi chiedo con il cuore, da donna: aiutate il povero ministro Azzolina, che sarà ricordata - lo spero per lei - più per il rossetto sgargiante che per gli annunci stravaganti che fa quotidianamente. Date risposte rapide alle madri lavoratrici, come stanno facendo nel resto d'Europa. Si potrebbe organizzare tutto in dieci giorni. Si doveva affrontare il problema cominciando a programmare due mesi fa, quando si è chiuso. Invece, a maggio, a cinque mesi di distanza dalla riapertura delle scuole, il Ministro pensa di fare lezione tre giorni a casa e tre giorni a scuola: bella pensata, complimenti, perché sarà facilissimo per le famiglie organizzarsi! Il 4 maggio il 75 per cento dei lavoratori che è rientrato è uomo. Come pensate di dare risposte alle donne che si trovano oggi a dover tornare al lavoro senza un supporto adeguato? Se troppi uomini a queste richieste non sanno dare risposte, prendiamo in parola ciò che sosteneva Margaret Thatcher, quando diceva: