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Istituzione del Museo della Shoah in Roma. Onorevoli Senatori . – Il disegno di legge prevede la partecipazione del Ministero della cultura alla « Fondazione Museo della Shoah » (già costituita nel luglio 2008 e avente sede in Roma, via del Portico d'Ottavia, n. 29), ai sensi degli articoli 112 e 113 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, al fine di concorrere a mantenere viva e presente la memoria della tragedia della Shoah e realizzare il « Museo della Shoah » con sede in Roma. Il Museo sarà il luogo che permetterà di far conoscere cosa è stato l'Olocausto e le atrocità che lo hanno caratterizzato. Il Museo si affiancherà ai Musei dedicati alla Shoah già istituiti in altre grandi città del mondo, come lo Yad Vashem di Gerusalemme. L'istituendo Museo intende affiancarsi e non sovrapporsi alla Fondazione Museo nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah (MEIS), attesa la mancanza, proprio nella Capitale italiana, di un simile luogo riferibile al Ministero della cultura e specificamente dedicato alla storia dell'Olocausto. La necessità di istituire a Roma il predetto Museo della Shoah si spiega anche in ragione del fatto che Roma è sede di una delle Comunità ebraiche più antiche d'Europa: risulta, infatti, che i primi ebrei si insediarono a Roma già nel II secolo a.C. Anche in ragione di tali fattori storici, la Comunità ebraica di Roma è, oggi, una fra le più numerose di Italia: se gli ebrei italiani iscritti nelle Comunità italiane sono circa 30.000, va sottolineato come quasi la metà vivano a Roma. Lo stesso Ghetto ebraico di Roma è considerato il più antico del mondo occidentale. Fu il papa Paolo IV ad ordinarne la costruzione nel 1555 revocando tutti i diritti concessi agli ebrei romani e dotandolo, originariamente, di soli due accessi per entrare ed uscire. Nel corso della sua storia, il Ghetto fu poi più volte dismesso, ma si trattò spesso di brevi periodi, ai quali seguirono nuove reclusioni, fino ad arrivare al 1870, con la breccia di Porta Pia e la fine del dominio papale, anno in cui fu definitivamente chiuso. Inoltre, fu proprio a Roma, e in particolare nell'ex Ghetto, che all'alba del 16 ottobre 1943, si scrisse una delle pagine più buie e tristi della storia del nostro Paese, quando i nazisti effettuarono una retata che portò alla deportazione di oltre mille ebrei romani. È per il complesso di tali peculiarità storiche, oltre che per l'oggettiva assenza di un Museo analogo nella Capitale, che si giustifica la pregevole iniziativa governativa. Il disegno di legge è composto da un unico articolo. In particolare, il comma 1 prevede che, al fine di concorrere a mantenere viva e presente la memoria della tragedia della Shoah e realizzare il « Museo della Shoah » con sede in Roma, il Ministero della cultura partecipi alla « Fondazione Museo della Shoah » in Roma, ai sensi degli articoli 112 e 113 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Il comma 2 prevede che alla gestione del Museo di cui al comma 1 provveda la Fondazione Museo della Shoah. Il comma 3 prevede che la Fondazione Museo della Shoah sia posta sotto la vigilanza del Ministero della cultura che programma le attività museali anche tenuto conto degli indirizzi della Presidenza del Consiglio dei ministri. La previsione che la programmazione dell'attività del Museo si svolga tenuto conto degli indirizzi della Presidenza del Consiglio dei ministri discende dal fatto che, con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, sono stati istituiti presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah e la Commissione per il restauro e nuovo allestimento del percorso espositivo italiano del « blocco 21 » del Museo di Auschwitz-Birkenau. Il comma 4 prevede che sia autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2023, di 3 milioni di euro per l'anno 2024, di 3,050 milioni di euro per l'anno 2025 e di 50.000 euro annui a decorrere dall'anno 2026, dettando poi disposizioni riguardanti la copertura finanziaria degli oneri in questione. Il comma 5 prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze sia autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.. 1 1 Al fine di concorrere a mantenere viva e presente la memoria della tragedia della Shoah e realizzare il « Museo della Shoah » con sede in Roma, il Ministero della cultura partecipa alla « Fondazione Museo della Shoah » in Roma, ai sensi degli articoli 112 e 113 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. 2 Alla gestione del Museo di cui al comma 1 provvede la Fondazione Museo della Shoah. 3 La Fondazione Museo della Shoah è posta sotto la vigilanza del Ministero della cultura che programma le attività museali anche tenuto conto degli indirizzi della Presidenza del Consiglio dei ministri. 4 Per la realizzazione e il funzionamento del Museo di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2023, di 3 milioni di euro per l'anno 2024, di 3,050 milioni di euro per l'anno 2025 e di 50.000 euro annui a decorrere dall'anno 2026. Ai relativi oneri si provvede: a quanto a 4 milioni di euro per l'anno 2023, 3 milioni di euro per l'anno 2024 e 3 milioni di euro per l'anno 2025, finalizzati alle spese necessarie alla realizzazione del Museo, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della cultura; b quanto a 50.000 euro annui a decorrere dall'anno 2025, finalizzati al sostegno delle spese necessarie per il funzionamento del Museo, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della cultura. 5 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.