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Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività agricole del settore agricolo, agroalimentare e della pesca (collegato alla manovra di finanza pubblica). PARERI DELLA 1 a COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) sul disegno di legge e su emendamenti (Estensore: Palermo ) 8 ottobre 2014 La Commissione, esaminato il disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, a condizione che: all’articolo 2, comma 1, secondo periodo, non sia in ogni caso indicato lo strumento normativo attraverso il quale il sindaco provvede ad autorizzare l’esecuzione dei lavori, nel rispetto dell’autonomia costituzionalmente riconosciuta agli enti locali; all’articolo 5, comma 2, lettera f) , sia soppressa la parola: «anche», dal momento che l’introduzione di forme di collaborazione, in relazione a procedimenti di competenza delle amministrazioni territoriali, non può che avvenire in raccordo con queste ultime; all’articolo 6, comma 3, il decreto ministeriale ivi previsto sia adottato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di rispettare la competenza legislativa regionale in materia; all’articolo 14, comma 1, i decreti ministeriali in materia di definizione delle categorie di prodotti agricoli e alimentari ivi previsti siano adottati previa intesa in sede di Conferenza unificata, nel rispetto delle competenze costituzionalmente riconosciute alle regioni e agli enti locali; all’articolo 14, comma 2, la disposizione che attribuisce ai comuni determinate funzioni, concernenti i mercati agricoli di vendita diretta, sia formulata come facoltà e la normativa statale non contenga indicazioni di natura procedurale, nel rispetto dell’autonomia riconosciuta in materia agli enti locali. Si rileva, inoltre, in riferimento all’articolo 5, la necessità che l’opera di semplificazione e di riassetto della normativa vigente in materia di agricoltura e pesca, realizzata attraverso lo strumento della delega legislativa, tenga conto della diffusa normativa regionale di dettaglio. Inoltre, al comma 2, lettera d) , si segnala che il criterio ivi previsto, riguardante la risoluzione di eventuali incongruenze e antinomie normative, sembra impropriamente attribuire allo Stato il potere di superare unilateralmente eventuali conflitti con la legislazione regionale. All’articolo 7, al comma 6, si invita a chiarire la relazione tra l’oggetto dei decreti correttivi ivi previsti e i princìpi e criteri direttivi ai quali conformarsi. Si segnala, quindi, all’articolo 11, comma 1, lettera a) , capoverso 7- bis , la necessità che gli obblighi ivi previsti a carico delle amministrazioni pubbliche siano configurati in modo da non risultare invasivi dell’autonomia riconosciuta alle regioni e agli enti locali. Esaminati altresì gli emendamenti ad esso riferiti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: sull’emendamento 1.11 parere non ostativo, segnalando, in riferimento al capoverso 5- bis , che la disposizione ivi prevista, nel porre condizioni all’esercizio di poteri attribuiti alle regioni e alle province autonome, è suscettibile di comprimere l’autonomia a queste ultime riconosciuta; sugli emendamenti 1.18 e 1.19 parere contrario, in quanto la norma ivi prevista, nel conferire al comune la potestà di attenuare, in via eccezionale, il vincolo ambientale e paesaggistico, ovvero di derogarvi, individua lo strumento attraverso il quale provvedere, in tal modo ledendo l’autonomia normativa costituzionalmente riconosciuta agli enti locali; sull’emendamento 1.0.2 parere non ostativo, a condizione che la disposizione, volta a semplificare la regolamentazione delle attività relative ai prodotti agricoli destinati alla vendita diretta, sia formulata come facoltà e non presenti aspetti di eccessivo dettaglio, nel rispetto dell’autonomia riconosciuta in materia agli enti locali; sugli emendamenti 5.25 e 5.26 parere contrario, in quanto le disposizioni ivi previste sono finalizzate a conferire impropriamente carattere vincolante al parere delle Commissioni parlamentari competenti sugli schemi di decreto legislativo; sull’emendamento 6.2 parere non ostativo, a condizione che, alla lettera a) , capoverso 3, il decreto ministeriale ivi previsto sia adottato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di rispettare la competenza legislativa regionale in materia; sull’emendamento 6.8 parere non ostativo, invitando a chiarire la portata normativa della disposizione ivi prevista, nonché i suoi effetti; sull’emendamento 7.4 parere non ostativo, a condizione che sia soppressa la lettera b) , in quanto la disposizione ivi prevista è finalizzata a conferire impropriamente carattere vincolante al parere delle Commissioni parlamentari competenti sugli schemi di decreto legislativo; sugli emendamenti 7.36, 12.13 e 23.1 parere non ostativo, a condizione che sia soppressa la lettera a) , in quanto la disposizione ivi prevista è finalizzata a conferire impropriamente carattere vincolante al parere delle Commissioni parlamentari competenti sugli schemi di decreto legislativo; sull’emendamento 9.11 parere contrario, in quanto con atto legislativo si apportano modifiche frammentarie ad atti non aventi forza di legge, che pertanto presenterebbero un diverso grado di resistenza ad interventi modificativi successivi; sull’emendamento 12.0.1 parere non ostativo, segnalando che i molteplici interventi normativi ivi previsti, finalizzati al recupero ad uso produttivo delle superfici agricole e forestali abbandonate e incolte, possono incidere sull’autonomia riconosciuta alle regioni e agli enti locali; sull’emendamento 13.0.2 parere contrario, in quanto le disposizioni ivi previste sono suscettibili di ledere l’autonomia riconosciuta alle regioni e agli enti locali in materia di piani faunistico-venatori; sull’emendamento 23.0.13 parere non ostativo, a condizione che sia soppresso il comma 4, dal momento che le disposizioni ivi previste appaiono di eccessivo dettaglio e pertanto lesive delle particolari condizioni di autonomia costituzionalmente riconosciute alla regione Sardegna; sui restanti emendamenti parere non ostativo. su ulteriori emendamenti (Estensore: Palermo ) 28 ottobre 2014 La Commissione, esaminati gli ulteriori emendamenti riferiti al disegno di legge, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: sull’emendamento 5.0.20 (testo 2) parere non ostativo, invitando a valutare l’opportunità di intervenire sulla materia mediante il regolamento di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che appare strumento più congruo rispetto al regolamento di delegificazione di cui al successivo comma 2;