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Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della Via Francigena. Onorevoli Senatori. -- Un percorso di pellegrinaggio che attraversa l'intera Italia, dalle Valle d'Aosta alla Puglia, un cammino lungo, ma incredibilmente bello e originale anche agli occhi di chi già conosce quei luoghi. È la Via Francigena nel suo tratto italiano, dal Passo del San Bernardo alla Città Eterna, che vede, come logico completamento, la sua prosecuzione a sud-est fino agli approdi di Puglia che per secoli hanno condotto, attraverso il mare, i pellegrini in Terra Santa. Un cammino che offre a chi lo percorre l'opportunità di vivere una esperienza non solo religiosa, ma anche spirituale e meditativa, di ammirare e scoprire i numerosi tesori più o meno noti del nostro patrimonio culturale e naturale, diffusi sul territorio nazionale. Le sue radici affondano lontano nella storia. Come è noto, infatti, fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV nel 990 d.C., segnò l'inizio della Via Francigena. L'antica Via è stata riscoperta dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo un percorso di grande attrattività, un itinerario che consente di ripercorrere idealmente la storia del nostro continente. Numerose sono già state le iniziative, avviate a vario titolo dai ministeri interessati e dalle regioni, rivolte al riconoscimento e alla valorizzazione dell'itinerario. Nel 1993, su iniziativa del Ministero del turismo e dello spettacolo e delle sette regioni interessate, il progetto di valorizzazione relativo alla Via Francigena è stato presentato a livello europeo, ricevendo l'approvazione dalla Commissione europea (Direzione generale istruzione e cultura – ex DG XXII), nell'ambito del piano di azione comunitario in favore del turismo, ed ottenendo un primo riconoscimento come itinerario culturale del Consiglio d'Europa il 21 aprile 1994 (Direzione educazione, cultura e sport, protocollo n. 459 del 4 maggio 1994). Successivamente, il 9 dicembre 2004, a Wroclaw in Polonia, il Consiglio d'Europa ha dichiarato la via Francigena «Grande itinerario culturale del Consiglio d'Europa» ai sensi della risoluzione (98) 4, adottata dal Comitato dei ministri il 17 marzo 1998. Per quanto riguarda le iniziative di carattere nazionale vanno inoltre ricordate: il progetto, promosso nel 2007, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, relativo alla mappatura dei prodotti agroalimentari e delle strutture agrituristiche lungo l'itinerario; l’istituzione nel 2007, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di una consulta per gli itinerari storici e religiosi; il progetto, avviato nel 2008, dal Ministero per i beni e le attività culturali che ha dotato alcuni tracciati originari presenti sul territorio italiano di una prima segnaletica; l'accordo, negli anni 2008, 2009 e 2010, fra la direzione dei beni culturali del citato Ministero e l'Associazione europea delle vie Francigene per la promozione e valorizzazione dell'itinerario. A queste iniziative dell'amministrazione statale vanno poi aggiunti gli interventi promossi dalle regioni e dagli enti locali. Particolarmente attive in questo contesto sono state la regione Toscana, che ha già investito negli ultimi 5 anni, per un tratto complessivo di 370 chilometri, circa 16 milioni di euro, e la regione Puglia, che ha approvato, con deliberazione della Giunta regionale 1° luglio 2013, n. 1174, il tracciato di propria competenza. Per quanto concerne l'attività parlamentare, nel corso della XVII Legislatura la Camera dei deputati ha già approvato alcuni specifici atti d'indirizzo che impegnano il Governo, fra l'altro, a «riconoscere l'antico percorso italiano della Via Francigena quale risorsa culturale, ambientale e turistica di primaria valenza pubblica nazionale» (9/02426-A/004), e «ad attivarsi per lo stanziamento di risorse finalizzate a completare l'individuazione del percorso denominato "Via Francigena", quale itinerario storico, culturale e religioso» (9/02426-A/012). È stato inoltre costituito un intergruppo parlamentare a sostegno della Via Francigena, al quale hanno aderito 37 tra deputati e senatori di diversi orientamenti politici. Nonostante questo diffuso attivismo istituzionale, peraltro scoordinato, lo stato concreto dell'itinerario in questione non può dirsi, ad oggi, soddisfacente. Ampi tratti della Via Francigena del nord, nella parte compresa fra il confine con la Francia e Roma, risultano ancora non percorribili in sicurezza e privi di adeguata segnaletica, mentre l'attività di individuazione, riscoperta e valorizzazione del tracciato, nel tratto a sud di Roma, risulta di fatto appena avviata. Paradossale è, in proposito, il caso dell'ingresso del tracciato nella Capitale. A pochi mesi dall'inizio del Giubileo proclamato da Papa Francesco, l'accesso da nord nella Città Eterna avviene in stato di evidente pericolosità per i pellegrini, lungo la via Cassia e la via Trionfale, in alcuni tratti prive addirittura dei marciapiedi e della segnaletica indispensabile. Ad essere compromesse sono in primo luogo le potenzialità culturali e turistiche dell'itinerario. Nonostante un incremento del flusso di escursionisti registrato nell'ultimo triennio, la Via Francigena è ancora ben lungi dallo sviluppare a pieno la propria capacità attrattiva, soprattutto se paragonata ad esperienze analoghe di altri cammini di pellegrinaggio europei. È mancata ad oggi una visione ed un'azione coordinata, in grado anche di concentrare l'intervento istituzionale sulle priorità che possono consentire una fruizione adeguata alla eccezionale qualità dei luoghi. Il presente disegno di legge è pertanto finalizzato a consentire l'unitarietà e l'accelerazione degli interventi rivolti al recupero e alla valorizzazione dell'intero percorso della Via Francigena. In primo luogo, con l'articolo 1, si provvede a riconoscere il preminente interesse nazionale dell'itinerario, anche al fine di consentire l'esercizio dell'attività di coordinamento e indirizzo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nei confronti delle Regioni, ai sensi dell'articolo 145, comma 1, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Oltre al tratto già riconosciuto dal Consiglio d'Europa, il disegno di legge propone un esplicito riferimento al percorso a sud di Roma, per il quale solo recentemente sono state avviate le attività ricognitive e di prima valorizzazione. L'attività di impulso alla valorizzazione dell'antico tracciato si sostanzia con l'articolo 2, che prevede l'obbligo per le regioni di redigere i Piani per il recupero e la valorizzazione della Via Francigena che dovranno essere ovviamente tarati sullo stato di attuazione, ad oggi notevolmente differenziato, degli interventi attuativi nelle diverse realtà regionali.