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l'allarme arriva da tutta la penisola, da Nord a Sud, data l'indisponibilità di reperire camerieri, cuochi, baristi, receptionist , personale di sala, addetti alle pulizie, bagnini, manutentori; uno dei fattori che ha inciso notevolmente è l'esistenza del reddito di cittadinanza, che incentiva a preferire tale misura dissuadendo molte persone dall'accettare un'offerta di lavoro; di per sé, l'articolo 4, comma 8, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, prevede espressamente la decadenza dal beneficio del reddito di cittadinanza, qualora il beneficiario non accetti almeno una delle tre offerte di lavoro congrue, ricevute da parte del centro per l'impiego; la norma, tuttavia, non trova applicazione pratica, a causa dell'inadeguatezza del sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro, che non avviene presso i centri per l'impiego; il decreto-legge istitutivo del beneficio aveva il preciso obiettivo di introdurre una misura di politica attiva del lavoro, il che avrebbe però richiesto una riforma complessiva del rapporto tra regioni, comuni, centri per l'impiego e ANPAL; il mancato coordinamento ha determinato il fallimento sostanziale del progetto riformatore; secondo quanto riferito da Domenico Parisi, presidente di ANPAL, al 31 ottobre 2020 su un totale di 1 milione e 369.000 persone tenute alla sottoscrizione del "Patto per il lavoro", solo 352.000 persone hanno avuto almeno un rapporto di lavoro, pari al 25,7 per cento del totale; sempre al 31 ottobre, però, i contratti di lavoro attivi erano solo 192.000, in quanto solo il 15,4 per cento dei beneficiari ha firmato un contratto a tempo indeterminato, mentre il 4,1 per cento ha avuto un contratto di apprendistato e il restante 65 per cento un contratto a termine, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare, nell'ambito delle rispettive competenze, a supporto del rilancio del settore turistico che ad oggi manifesta enormi difficoltà nella ricerca del personale stagionale; quali iniziative intendano assumere per rilanciare il mercato del lavoro e, in particolare, per far sì che l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro avvenga nella sede naturale, vale a dire i centri per l'impiego. Atto n. 4-05819 ANGRISANI GRANATO GIANNUZZI ORTIS ABATE CORRADO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il decreto legislativo n. 207 del 1996 ha stabilito, per il triennio 1996-1998, un indennizzo per la cessazione di talune attività commerciali in crisi (in favore "dei soggetti che esercitano attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ovvero che esercitano attività commerciale su aree pubbliche"). Tale misura è stata più volte prorogata, in seguito, in sede di legge di bilancio ovvero di decreti legge cosiddetti "milleproroghe"; la disposizione citata prevede che l'indennizzo, corrisposto mensilmente in favore dei soggetti beneficiari (titolari o coadiutori), sia stabilito in misura pari al trattamento pensionistico minimo previsto per gli iscritti alla gestione dei contributi e delle prestazioni degli esercenti attività commerciali dell'INPS; si dispone, inoltre, che i soggetti beneficiari non debbano essere in possesso dei requisiti anagrafici previsti per l'accesso al regime pensionistico ( ex art 2, comma 43, della legge n. 549 del 1995) raggiunto per anzianità, ma dei seguenti requisiti (art. 2 del decreto legislativo n. 207 del 1996): a) più di 62 anni di età, se uomini, ovvero più di 57 anni di età, se donne; b) iscrizione, al momento della cessazione dell'attività, per almeno 5 anni, in qualità di titolari o coadiutori, nella gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l'INPS; l'erogazione dell'indennizzo, inoltre, viene subordinata alle seguenti condizioni: a) cessazione definitiva dell'attività commerciale; b) riconsegna dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività commerciale e dell'autorizzazione per l'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nel caso in cui quest'ultima sia esercitata congiuntamente all'attività di commercio al minuto; c) cancellazione del soggetto titolare dell'attività dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura; considerato che: con l'articolo 11 -ter del decreto-legge n. 101 del 2019, è stata riconosciuta la possibilità di ricevere l'indennizzo economico anche ai soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 207 del 1996 nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018; infine, a partire dal 1° gennaio 2019, con l'articolo 1, comma 283, della legge n. 145 del 2018, è stato stabilito che a decorrere da tale data l'indennizzo sia concesso, nella misura e secondo le modalità già previste, a tutti i soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 207 del 1996 alla data di presentazione della domanda; valutato che: dalla disamina effettuata, risulta che alcuni periodi di cessazione definitiva dell'attività siano rimasti esclusi dalla facoltà di poter usufruire del beneficio di cui al presente atto; si tratta, nello specifico di coloro che hanno cessato l'attività commerciale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2016 e che hanno maturato i restanti requisiti, tra i quali quello anagrafico, entro il 31 dicembre 2018, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue valutazioni al riguardo; se non intenda adottare le opportune iniziative di propria competenza, anche di natura legislativa, al fine di permettere l'accesso all'indennizzo citato in premessa a coloro che hanno cessato l'attività commerciale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2016 e che hanno maturato il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018. Atto n. 4-05820 DE PETRIS Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'Associazione comparto nautico di La Maddalena è un ente che opera nel territorio dell'arcipelago de La Maddalena e rappresenta decine di aziende operanti nel settore nautico, dal noleggio di imbarcazioni con conducente, alla locazione, al diving , con l'intento di conciliare la tutela dell'ambiente con una rispettosa attività di impresa. Di recente l'Associazione ha diffuso un comunicato stampa evidenziando la necessità di una regolazione dei servizi nautico - turistici;