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6 Fermo restando i programmi di accoglienza per i soggetti svantaggiati, di cui all'articolo 92, le misure del presente capo sono adottate nell'interesse prevalente del minore, avendo cura di non separare il medesimo dai fratelli eventualmente presenti sul territorio nazionale, e di limitare al minimo i cambi di residenza. 7 L'autorità competente a valutare la domanda, anche con l'ausilio delle organizzazioni internazionali, individua i familiari del minore non accompagnato, non appena è manifestata la volontà di richiedere il riconoscimento degli status di protezione disciplinati dalla presente legge. 8 Le persone deputate ad occuparsi dei soggetti di cui al presente titolo sono tenute all'obbligo di riservatezza relativamente alle informazioni di cui vengono a conoscenza nell'espletamento dell'attività. 94 (Minori non accompagnati) 1 Gli enti locali definiscono specifici programmi di accoglienza per i minori non accompagnati, secondo quanto stabilito da apposito provvedimento del tribunale dei minori. 2 Nel caso di presenza sul territorio nazionale di minori non accompagnati richiedenti il riconoscimento di uno degli status o di una delle forme di protezione disciplinati dalla presente legge, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 343 e seguenti del codice civile e, eventualmente, dell'articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni. III Ricongiungimento familiare 95 (Mantenimento dell'unità familiare) 1 Ai beneficiari di uno degli status o di una delle forme di protezione disciplinati dalla presente legge è riconosciuta la tutela dell'unità familiare. 2 I familiari dei beneficiari di cui al comma 1, che individualmente non hanno diritto al riconoscimento della protezione internazionale, godono dei medesimi diritti riconosciuti al familiare beneficiario. 3 In assenza di documenti ufficiali che certificano i vincoli familiari del beneficiario, in ragione del suo status , ovvero del mancato riconoscimento dell'autorità che ha rilasciato tale certificazione ovvero nel caso di inattendibilità della documentazione rilasciata dall'autorità locale, rilevata anche in sede di cooperazione internazionale, ai sensi della decisione 2004/17/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2003, le rappresentanze diplomatiche o consolari rilasciano certificazioni, ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, sulla base delle verifiche ritenute necessarie ed effettuate a spese degli interessati. 4 Ai fini del riconoscimento del vincolo familiare è consentito il ricorso a documenti rilasciati dalle organizzazioni internazionali, secondo quanto stabilito dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 5 Il rigetto della domanda di ricongiungimento non può essere motivato unicamente dall'assenza di documenti che certificano il vincolo familiare. 6 Ai familiari del beneficiario dello status di protezione sussidiaria presenti nel territorio nazionale, che individualmente non hanno diritto a tale status , è rilasciato il permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell'articolo 30 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. VI DISPOSIZIONI FINALI 96 (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) 1 Al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 3, le parole: «ai sensi dell’articolo 20» sono sostituite dalle seguenti: «ai sensi della normativa vigente»; b all'articolo 5, comma 6, le parole: «salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano. Il permesso di soggiorno per motivi umanitari è rilasciato dal questore secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione. » sono sostituite dalle seguenti: «salvo che non sussistano i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari secondo le leggi vigenti.». 97 (Abrogazioni) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati: a gli articoli 18, 18 -bis , 19, 20, 22, commi 12 -quater e 12 -quinquies , del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n, 286; b il decreto legislativo 7 aprile 2003, n. 85. 2 A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 98, sono altresì abrogati: a il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25; b l'articolo 3 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n 251. 98 (Regolamento di attuazione) 1 Il Governo adotta, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, uno o più regolamenti di attuazione della presente legge, sentite le competenti Commissioni parlamentari che esprimono, entro i successivi trenta giorni, il proprio parere. 99 (Disposizioni di carattere finanziario) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 20 milioni di euro annui, a decorrere dal primo anno della sua applicazione, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, di cui all’articolo 1- septies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39. 100 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .