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Il senatore GRIMANI ( PD ), rilevate le contraddizioni all'interno della maggioranza relativamente alle politiche per lo sviluppo, rileva che il decreto-legge in esame non comporterà ricadute significative, come attestato dalla stessa relazione tecnica. Fa quindi presente l'opportunità di riconoscere i meriti dei precedenti Governi riguardo alle misure di politica industriale confermate dall'attuale maggioranza, la quale peraltro sostiene l'atteggiamento estremamente cauto del Governo nell'ambito degli sgravi fiscali a beneficio delle imprese. Esprime inoltre una valutazione critica riguardo la scelta di affiancare l'intervento per il sostegno finanziario di Roma Capitale alle misure relative ai diversi comuni in situazione di dissesto. Riserva poi ulteriori critiche alle misure di finanziamento degli interventi a sostegno della società Alitalia, destinate a gravare sulla generalità dei consumatori, nonché alla riduzione della spesa destinata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Osserva infine come le disposizioni volte al sostegno delle banche popolari confermino nella sostanza una validità delle scelte compiute nella scorsa legislatura in materia bancaria. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) giudica il decreto-legge in esame un complesso di interventi di mera manutenzione normativa, senz'altro positiva, ma del tutto inefficace rispetto all'esigenza di stimolare la crescita economica. Sollecita quindi una riflessione sull'opportunità di inserire nel decreto-legge disposizioni volte a consentire il riacquisto del debito ceduto a terzi da parte del debitore, specie allo scopo di limitare il rischio di ricorso all'usura. Sottolinea inoltre la necessità per la crescita dell'adozione della flat tax , nonché l'opportunità di specifici benefici fiscali destinati ai soggetti che rinnovano il proprio parco auto. Suggerisce poi una rimodulazione del sistema di attivazione delle agevolazioni relative alle ristrutturazioni delle abitazioni. Auspica quindi un intervento mirato a tutelare i professionisti riguardo alla responsabilità dovuta ai casi di malattia. Sollecita infine un intervento sull'ordinamento in materia di banche di credito cooperativo, finalizzato a garantire il reale controllo finanziario da parte di istituti componenti i gruppi. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) rileva il carattere microsettoriale, dispersivo e di scarsa efficacia del decreto-legge, a dispetto dell'enfasi mediatica e politica con il quale la maggioranza di Governo ha definito tale intervento, il cui obiettivo di sostegno alla crescita rimane ampiamente lontano a causa degli strumenti proposti. Per il settore produttivo prevale un elemento di incertezza procedurale che mina alla base ogni volontà incentivante, in assenza di un progetto definito per i tanti comparti meritevoli di intervento. D'altro canto, molte misure ripropongono norme già in vigore con i precedenti Governi, ovvero ne modificano la portata peggiorandone gli effetti. Esprime una valutazione fortemente critica della riduzione dei contributi delle imprese per l'assicurazione sugli infortuni sul lavoro e sulle misure cosiddette di favore di rientro dei lavoratori altamente qualificati. Per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali l'ulteriore ampiamento dei termini per la presentazione delle domande trasforma una misura una tantum e di carattere straordinario in un intervento ordinario che indebolisce l'obbligatorietà tributaria. Formula ulteriori elementi di critica sul reclutamento di personale specializzato per la infrastruttura SpA, data la scarsa incidenza di tale organismo sulla capacità progettuale di grandi infrastrutture. Ulteriori elementi di forte critica investono anche le misure di rifinanziamento del fondo delle opere pubbliche. Conclude il proprio intervento sottolineando la contrarietà della propria parte politica alla proroga del termine per presentare offerte sull'Alitalia e sulla previsione di incrementare il costo della fornitura di energia elettrica a carico di tutti i cittadini per coprire i costi dell'intervento su Alitalia. Il senatore FERRARI ( PD ) esprime preliminarmente un giudizio fortemente negativo sul provvedimento che, nonostante il titolo altisonante di "decreto crescita", manifesta l'assenza di una linea politica chiara, nel momento di maggiore fragilità del Governo, poiché le sue disposizioni risultano confuse e insostenibili ed hanno un impatto nullo sul PIL. L'assenza di prospettiva industriale si pone quindi sia per il posizionamento geopolitico del Paese, con particolare riferimento al rapporto tra Stati uniti e Unione europea, sia in ordine alla necessità di definire il quadro industriale rispetto al quale indirizzare le leve di sviluppo significative. Rileva criticamente che il provvedimento è stato all'esame della Camera dei deputati per quasi due mesi ed è adesso all'attenzione del Senato per un tempo insufficiente ad assicurare la corretta dialettica tra Parlamento ed Esecutivo. Analoga sorte, d'altro canto, è toccata al disegno di legge di conversione del decreto-legge "sblocca cantieri" (A.S. 1248) che, insieme al decreto oggi all'esame delle Commissioni riunite, avrebbe dovuto dare corpo alla politica industriale del Governo. Il decreto crescita presenta inoltre evidenti criticità di ordine costituzionale, sotto il profilo dell'urgenza e dell'omogeneità delle materie trattate che ne minano la legittimità. Si sofferma quindi sulle disposizioni che interessano la Banca popolare di Bari, il ripristino delle norme sospese dalla legge di bilancio per il 2019 relative alla cosiddetta "Industria 4.0" e a quelle che estendono il sostegno per il ripiano del debito della capitale anche ad altri enti locali. Rispetto all'esigenza di coniugare le istanze di sviluppo economico con quelle del lavoro e alla necessità di favorire uno sviluppo industriale compatibile con esigenze territoriali diversificate, le aspettative generate dal decreto-legge n. 34 del 2019 - il primo che, nel corso di questa Legislatura, giunge all'esame della Commissione industria del Senato - rimangono ampiamente disattese e si paventa il rischio che il Paese finisca per perdere il treno della rivoluzione digitale che lascia indietro quelle economie incapaci di coglierne tempestivamente le opportunità. Interviene quindi la senatrice DRAGO ( M5S ) a giudizio della quale il decreto-legge va nella giusta direzione laddove contiene una serie di misure innovative, con interventi intelligenti sul fronte della semplificazione e della sburocratizzazione. In campo tributario l'obiettivo fondamentale di una pluralità di misure è stato quello di ridurre gli adempimenti a carico dei contribuenti, armonizzare il calendario delle scadenze e sostenere quindi indirettamente l'attività economica. In merito all'organizzazione delle Olimpiadi invernali, il sostegno manifestato dal proprio Gruppo a tale evento nasce anche dalla consapevolezza che le attuali condizioni, anche normative in materia di appalti, consentono di guardare a tale circostanza con un'altra ottica. In sostanza, il decreto-legge interviene, senza misure di carattere rivoluzionario, con un'attenzione alle cause profonde della crisi italiana. Nella stessa direzione vanno l'intervento tanto criticato a favore degli enti locali in gravi condizioni finanziarie, poiché tali misure sono dirette a lenire le difficoltà dei cittadini e non certamente a favore degli amministratori locali.