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La seconda parte illustra le politiche orizzontali e settoriali dell'Unione, con riguardo alle misure per il rafforzamento del mercato unico nelle diverse aree di intervento, alle politiche in materia di libertà, sicurezza e giustizia e alla dimensione esterna dell'Unione. La terza parte attiene all'attuazione delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale. La quarta parte, infine, è dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee ed espone, tra le altre, le attività del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE), il contenzioso davanti alla Corte di giustizia, l'attuazione della normativa dell'Unione europea, nonché la tutela degli interessi finanziari e la lotta contro la frode. L'elenco delle direttive recepite nel 2017 e i seguiti dati agli atti di indirizzo parlamentare sono riportati negli allegati che accompagnano la Relazione. Tra le politiche dell'Unione europea per l'anno 2017, come presentate nella seconda parte della Relazione, segnala quelle di competenza della Commissione affari costituzionali. In materia di riforma delle pubbliche amministrazioni, la Relazione illustra la partecipazione italiana alle principali iniziative europee nel campo della modernizzazione del settore pubblico nel corso del 2017, sottolineando: il sostegno italiano all'Istituto europeo di pubblica amministrazione (EIPA - European Institute of Public Administration ), che eroga formazione per le amministrazioni degli Stati membri e organizza un premio biennale per le amministrazioni; il contributo dell'Italia alle attività della rete EUPAN ( European Public Administration Network / Rete europea della pubblica amministrazione); la partecipazione all'EUPAE - European Public Administration Employers , l'organizzazione europea dei datori di lavori delle pubbliche amministrazioni, di cui l'Italia ha assunto la presidenza nel 2016. In relazione alle politiche europee di semplificazione normativa e amministrativa, la relazione richiama l'operato dell'Italia in linea con le indicazioni dell'Accordo interistituzionale "Legiferare meglio", entrato in vigore il 13 aprile 2016, che ha l'obiettivo di evitare l'inflazione normativa e di ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese, attraverso una cooperazione più stretta tra le istituzioni europee, nel rispetto del ruolo dei Parlamenti nazionali. Inoltre, nell'ambito di attuazione dell'agenda cosiddetta " better regulation ", segnala la partecipazione italiana all'attività che nelle sedi europee è finalizzata a rendere la legislazione europea sempre più efficace e sempre meno onerosa per i cittadini e le imprese. In particolare, è stato dato sostegno a una rapida introduzione degli obiettivi di riduzione degli oneri regolatori in settori specifici, nell'ambito del Programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT). Precisa che ulteriori argomenti di competenza della Commissione sono rinvenibili nel capitolo "Spazio di libertà, sicurezza e giustizia". Nel paragrafo relativo alle politiche sulla migrazione, si sottolinea che l'Italia ha ribadito l'esigenza di un rafforzamento e di una maggiore integrazione delle politiche migratorie interne ed esterne dell'Unione europea, con l'obiettivo prioritario di contenere i flussi migratori provenienti dal Nord Africa, garantire un adeguato sostegno ai Paesi europei maggiormente esposti e migliorare le condizioni di accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo dei Paesi africani. È inoltre proseguita la pressione per una revisione del Sistema comune europeo di asilo, e in particolare del regolamento Dublino, al fine di coniugare i principi di responsabilità e solidarietà. In due distinti paragrafi si dà conto dell'azione svolta dall'Italia nell'ambito della dimensione, sia interna sia esterna, della politica europea sulla migrazione. La Relazione si sofferma poi sulla sicurezza interna e sulle misure di contrasto alla criminalità. In particolare, si osserva che l'Italia continua ad essere impegnata nel contrasto e nella prevenzione del fenomeno dei cosiddetti foreign fighters . In questo quadro l'Italia ha sostenuto le iniziative dell'Unione europea volte a migliorare le azioni di prevenzione e contrasto della radicalizzazione e dell'estremismo violento. È quindi richiamato l'impegno dell'Italia volto a mantenere al centro dell'attenzione dell'Unione europea il contrasto alla criminalità organizzata nonché alle possibili connessioni con il traffico e lo sfruttamento di migranti. In merito al rafforzamento della sicurezza dei cittadini, la Relazione sottolinea la partecipazione italiana alle iniziative volte a favorire lo scambio di informazioni a livello di Unione europea e a sviluppare e migliorare gli strumenti tecnologici utilizzabili per il controllo alle frontiere, al fine di rendere più funzionale la gestione degli ingressi nell'area Schengen. In particolare, sono ricordati il nuovo sistema di ingressi/uscite ( entry/exit system - EES), il sistema ETIAS ( European travel information and authorisation system ) e le proposte volte a riformare il cosiddetto SIS (sistema d'informazione Schengen). Passa, quindi, a illustrare la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018, presentata al Parlamento il 22 gennaio scorso. Essa precisa i contenuti e gli obiettivi politici attesi dal precedente Esecutivo in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Il documento, pertanto, non rappresenta la visione programmatica del Governo attualmente in carica, delineata invece in altri documenti concernenti la partecipazione dell'Italia all'Unione europea, quali la risoluzione di maggioranza adottata dal Senato il 27 giugno scorso, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, o quella adottata lo scorso 16 ottobre in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Il documento è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al processo di integrazione europea e al quadro istituzionale, alle politiche orizzontali e settoriali, alla politica estera e di sicurezza comune nonché alla politica di allargamento, vicinato e collaborazione con Paesi terzi, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Si sofferma brevemente sui temi di interesse della Commissione affari costituzionali. In merito alle questioni istituzionali, la Relazione sottolinea la necessità di rilanciare il progetto di integrazione europea, per realizzare un'Europa sicura, prospera e sostenibile, sociale e con un ruolo più incisivo sulla scena internazionale, mantenendo peraltro l'impegno all'attuazione dell'Accordo interistituzionale del 2016 sul tema "Legiferare meglio" nonché alla promozione e al rafforzamento del carattere democratico dei processi decisionali. Nell'ambito delle politiche settoriali, la Relazione evidenzia l'obiettivo prioritario volto a ottenere un incremento dell'impegno dell'Unione e dei suoi Stati membri sulle tematiche migratorie, attraverso una concreta applicazione dei principi di solidarietà e responsabilità, in relazione alla gestione dei flussi, al controllo delle frontiere esterne, alla riforma del Sistema comune europeo d'asilo, nonché allo sviluppo del dialogo con i Paesi terzi di origine e transito dei migranti.