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Voglio ripetere per l'ultima volta in quest'Aula - poi porteremo avanti le battaglie di Forza Italia nelle altre sedi, visto che qui in Aula il Governo non ci ascolta e la maggioranza sembra sorda alle nostre istanze - che si sta creando una governance. L'organismo controllore andrà a supervisionare i controllati da cui sarà finanziato: in sostanza, l'organismo controllerà i controllati che lo finanzieranno e, cioè, le aziende aggiudicatarie degli appalti. A me sembra una cosa folle e vergognosa. Mi auguro, pertanto, che il Governo almeno nella prossima legge di bilancio ponga un rimedio e sani questo vulnus tremendo che si sta creando e che ovviamente sarà fonte di meccanismi torbidi e poco trasparenti tra quell'organismo e le imprese, le grandi lobby dei dispositivi medici, perché questo è innegabile. Mi appello quindi al Governo affinché possa rimediare a questo vulnus che è sotto gli occhi di tutti e che anche il Governo ha riconosciuto essere un meccanismo non proprio trasparente e virtuoso. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice, per chiarezza, l'avevo interrotta fondatamente perché ho verificato che la sua dichiarazione si riferiva al successivo emendamento. Se per lei va bene, consideriamo il suo intervento riferito all'emendamento 15.100 (testo 2). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.13, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori, identico all'emendamento 15.15, presentato dalla senatrice Giammanco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 15.100 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. La senatrice Giammanco è già intervenuta in dichiarazione di voto sull'emendamento. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.100 (testo 2), presentato dalle senatrici Giammanco e Masini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 15.101 è stato ritirato. Il senatore Pillon chiede di aggiungere la firma all'ordine giorno G15.100. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G15.100. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Corte costituzionale, con sentenza n. 272 del 2017, ha stabilito che la maternità surrogata offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane. La Corte di cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 12193 del 2019, ha confermato le statuizioni della Corte costituzionale. L'articolo 12, comma 6, della legge n. 40 del 2004 - come ben sappiamo - vieta e punisce come delitto l'utero in affitto. Questa stessa Aula del Senato, in data 22 novembre 2018, ha approvato una mozione nella quale si leggeva che l'utero in affitto è da considerarsi a tutti gli effetti come violenza contro le donne. Non capisco, quindi, per quale ragione sia stato formulato un parere negativo all'ordine del giorno G15.100, che non fa altro che impegnare il Governo, nel rispetto dell'articolo 31 della Costituzione, a riconoscere come forma di violazione del corpo umano la pratica per fini di lucro della maternità surrogata. Si dice che non c'entra nella legge di delegazione europea, ma non è affatto vero, posto che proprio gli articoli 2 e 3 della Costituzione e l'articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sanciscono il rispetto dei diritti inviolabili della persona e il diritto alla dignità umana. Chiedo, quindi, che il Governo e il relatore rivedano il loro parere negativo e che questa Aula si pronunci a favore dell'ordine del giorno, che non farebbe altro che ribadire, anche nel contesto europeo, ciò che il nostro Paese sostiene e che è perfettamente in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. (Applausi). RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, non so se tecnicamente sia possibile sottoscrivere l'ordine del giorno in esame. Tuttavia, Fratelli d'Italia voterà a favore e, se possibile, chiedo di aggiungere la nostra firma. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, soprattutto mi preme sottolineare la nostra posizione nettamente favorevole all'ordine del giorno G15.100. Anche noi ci auguriamo, come il collega Pillon, che il Governo possa rivedere questa posizione. Quest'ordine del giorno è in linea con quanto quest'Aula ha già approvato - come menzionato dal senatore Pillon nel suo intervento - ed è sicuramente in linea con una proposta di legge di Fratelli d'Italia, che vorrebbe che la pratica, che noi consideriamo barbarica, dell'utero in affitto diventi reato universale. Non entro ora nel merito, ma ciò rafforza la nostra posizione, perché riteniamo che questa pratica sia svilente della dignità e dei diritti umani; che si consumi sul corpo delle donne; che sfrutti le condizioni di povertà e che, in una parola, si traduca in acquisto e, quindi, mercificazione dei bambini. In questa nostra visione della vita e del mondo, il nostro voto favorevole all'ordine del giorno in esame sarà netto e convinto. (Applausi) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, intervengo per rimarcare che fare un ordine del giorno in cui si ribadisce una pratica che è condannata da tutti, che ovviamente sfrutta la donna ma che è già vietata in tutta Europa, è forse più funzionale a un gesto di irrilevanza. Si può, cioè, agire in altre sedi e non compiere l'ennesima operazione di propaganda, visto che già siamo tutti d'accordo e abbiamo stabilito che tale pratica -che forse è permessa solo in Romania tra congiunti - è condannata e vietata in tutta Europa. Lo dico perché lo sappia l'Assemblea. MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo ordine del giorno. Io mi ero ripromesso di parlare nel caso che il Governo o il relatore non avessero dato spiegazioni al loro parere contrario. Posso parlare sulla fiducia: non ci sarà spiegazione, perché c'è la pessima abitudine di non dare spiegazione su niente, svilendo il lavoro che tutti quanti stiamo facendo, maggioranza e opposizione. (Applausi) . In particolare non c'è spiegazione su questo punto. Ha provato il senatore Airola a dire che non c'entra con il provvedimento in esame. Lo dicessero, allora! Ce lo spieghino e, se non c'entra, allora propongano qualche cosa di diverso.