[massime]

MATERNITÀ - TUTELA - INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA DELLA GESTANTE MINORENNE - AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE TUTELARE - PROSPETTATA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA VITA, ALLA SALUTE E DEL PRINCIPIO DI PROTEZIONE DELLA MATERNITÀ - QUESTIONE GIÀ DICHIARATA INAMMISSIBILE - DIFETTO DI RILEVANZA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 4, 5 e 12 della legge 22 maggio 1978, n. 194, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 31, secondo comma, e 32 della Costituzione, nella parte in cui consentirebbe al giudice tutelare chiamato ad autorizzare l'interruzione di gravidanza di una minorenne di attuare una condotta in conflitto con il diritto alla vita, senza alcuna possibilità di sollevare obiezione di coscienza. Infatti il giudice 'a quo' non deve fare concreta applicazione delle norme censurate, essendo la decisione di interrompere la gravidanza rimessa esclusivamente alla responsabilità della donna, anche se minore di età, e costituendo il provvedimento di autorizzazione solo uno dei presupposti (non indefettibile e vincolato agli accertamenti tecnici) dell'articolato procedimento. - Sulla medesima questione, v. precedenti citate ordinanze n. 293/1993 e 76/1996.