[massime]

SENT. 444/05. PREVIDENZA - CASSA NAZIONALE DEL NOTARIATO - PENSIONE - PIGNORABILITÀ PER CREDITI NON ALIMENTARI - ESCLUSIONE TOTALE - CONTRASTO CON IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA IN RELAZIONE ALLE PENSIONI DEI DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI PARZIALMENTE PIGNORABILI, E CON IL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE 'IN PARTE QUA'.. Illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dell’art. 12 del regio decreto-legge 27 maggio 1923, n. 1324, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, nella parte in cui esclude la pignorabilità per ogni credito dell’intero ammontare della pensione erogata dalla Cassa nazionale del notariato, anziché prevedere l’impignorabilità, con le eccezioni previste dalla legge per crediti qualificati, della sola parte della pensione necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita e la pignorabilità nei limiti del quinto della residua parte. Lo 'status' giuridico dei notai, infatti, non è idoneo a giustificare il differenziato trattamento riservato alle pensioni erogate dalla Cassa nazionale del notariato rispetto a quello previsto per le pensioni dei dipendenti sia pubblici che privati, in quanto, posto che l’impignorabilità si risolve in una limitazione della garanzia patrimoniale e in una compressione del diritto dei creditori, nessuna differenza sussiste tra le pensioni spettanti all’una ed all’altra categoria di beneficiari sotto il profilo della loro assoggettabilità ad esecuzione forzata. - Sulla pignorabilità per crediti alimentari delle pensioni spettanti ai notai v., citata, sentenza n. 155/1987. - Sulle pensioni erogate dall’INPS v., citata, sentenza n. 506/2002.