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Alla configurazione tradizionale della dinamica repressiva – che vede come protagonista attivo lo Stato e come soggetto passivo l'autore del reato, lasciando la posizione della vittima sullo sfondo, nella convinzione che il perseguimento del pubblico interesse alla repressione dei reati valga, di per sé, a tutelarne la posizione – si andrebbe così a sostituire una più ariosa concezione, secondo cui anche la persona offesa assume un ruolo centrale nella dinamica repressiva, così inverando i fondamentali principi di solidarietà e giustizia consacrati dalla prima parte della Costituzione. Per tutto quanto sin qui osservato, si propone allora di riconoscere, nel testo dell'articolo 111 della nostra Costituzione, piena cittadinanza processuale alla vittima del reato.. Art. 1. 1. All'articolo 111 della Costituzione, dopo il quinto comma è inserito il seguente: « La legge garantisce i diritti e le facoltà delle vittime del reato ».