[ddlpres]

Deleghe al Governo per l'adozione di disposizioni per il consolidamento della posizione pensionistica individuale e per la valorizzazione della complementarietà tra previdenza pubblica e privata. Onorevoli Senatori. -- La riforma previdenziale realizzata nel 2012 ha prodotto il drastico passaggio ad una maggiore età di pensione -- anche perché contestuale con la riforma degli ammortizzatori sociali -- ed al sistema contributivo. Il presente disegno di legge ne vuole rappresentare il necessario complemento affinché, grazie all'introduzione di un più agevole e flessibile ricorso agli istituti della prosecuzione volontaria, del riscatto e della totalizzazione, ovvero attraverso un più intenso afflusso di risparmio previdenziale alla previdenza obbligatoria e la somma di tutti i contributi, si produca una maggiore consistenza in essa della posizione individuale e, di conseguenza, del relativo trattamento. Allo stesso scopo si vuole qui valorizzare la complementarietà fra previdenza pubblica e privata in modo da agevolare sia il raggiungimento dei requisiti di pensione tramite trasferimento di risorse volontariamente accantonate da forme pensionistiche complementari individuali e collettive alla gestione obbligatoria, sia l'integrazione al reddito, sino al raggiungimento dell'età di pensione obbligatoria, in caso di cessazione anticipata dell'attività lavorativa, grazie alla possibilità di un accesso anticipato alla pensione complementare. In questo modo si determinano ancor maggiori ragioni per aderire alla previdenza complementare proprio grazie alle sue regole più flessibili e si promuove la cultura previdenziale sulla base delle necessità di implementazione del primo pilastro. Più in particolare, si prevede che l'autorizzazione ai versamenti volontari non sia più condizionata dalla posizione assicurativa del soggetto, né dalla contestuale eventuale presenza di contribuzione obbligatoria versata in altre gestioni, ma semplicemente dalla qualità di iscritto alla gestione medesima. I versamenti volontari vengono, inoltre, resi utili anche ai fini del diritto alla pensione anticipata per gli assicurati cui si applica il sistema di calcolo contributivo. Inoltre, in una prospettiva di flessibilità e di responsabilizzazione individuale rispetto alle scelte sul futuro previdenziale, viene lasciata la possibilità al lavoratore di scegliere l'importo da versare che parte da un minimo -- rappresentato dal minimale di retribuzione imponibile di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638 -- ad un massimo -- dato dalla media delle retribuzioni delle ultime cinquantadue settimane di contribuzione obbligatoria. I versamenti in favore del lavoratore possono, inoltre, essere effettuati da fondi di solidarietà aziendale o dal datore di lavoro anche nel periodo successivo alla cessazione del rapporto e ad essi si applica la disciplina fiscale relativa alla contribuzione ordinaria. L'istituto del riscatto dei periodi di studio viene consentito per la copertura di tutti i periodi pregressi o successivi nei quali non sussista altra copertura contributiva (obbligatoria o figurativa) in qualunque gestione assicurativa e a prescindere dalla sussistenza o meno di un rapporto lavorativo o di una esperienza lavorativa (esempio stage , tirocini, lavori occasionali). Rimane ferma, in ogni caso, la possibilità prevista dall'articolo 1, comma 77, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 -- che ha modificato l'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 -- di riscattare la laurea anche in assenza di contribuzione a qualunque forma previdenziale. Si prevedono modalità di calcolo dei relativi oneri modulate tra un minimo connesso all'equilibrio del sistema ed un massimo correlato alla media delle retribuzioni in un periodo di riferimento, con un corrispondente apporto alla prestazione previdenziale. Questo regime più flessibile si aggiunge alla rigida modalità vigente -- che viene confermata come alternativa -- in quanto quest'ultima opera solo «ora per allora» secondo una taglia unica. Si conferma ovviamente il vigente regime di deducibilità fiscale per gli importi versati. I periodi così riscattati sono quindi utili sia ai fini del diritto sia della misura delle prestazioni pensionistiche. Inoltre, sempre ai fini dell’afflusso di risparmio previdenziale al pilastro della previdenza obbligatoria, si consente all’INPS di emettere buoni destinati ad essere erogati quali incentivi a lavoratori e consumatori in modo da essere poi versati alle gestioni previdenziali secondo le modalità consentite. Anche questo percorso innovativo di contribuzione volontaria vuole concorrere a diffondere la cultura previdenziale. Per quanto riguarda l'istituto della totalizzazione, che è lo strumento attraverso il quale il lavoratore può valorizzare gratuitamente tutti i periodi contributivi versati nelle differenti gestioni, si interviene per modificare i criteri di calcolo della pensione in totalizzazione ed applicare il principio del pro rata , prevedendo che ogni ente presso cui sono stati versati i contributi sia tenuto pro quota al pagamento del trattamento pensionistico, secondo le proprie regole di calcolo. Vengono, infine, applicati anche alla pensione in totalizzazione i requisiti di accesso al pensionamento previsti dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, superando la specialità di requisiti stabilita dall'articolo 1 del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42, e successive modificazioni. Inoltre, sempre al fine di consentire la valorizzazione di tutti i contributi versati dai lavoratori, si estende l'istituto della pensione supplementare anche alle gestioni esclusive o sostitutive dell'assicurazione generale obbligatoria, limitatamente ai contributi versati dopo il pensionamento. La pensione supplementare verrà calcolata, in ogni caso, con il sistema contributivo. Nel complesso, si tratta di disposizioni che non comportano oneri aggiuntivi di finanza pubblica, perché individuano le flessibilità nell'ambito del metodo contributivo consentendo il conferimento di risparmio e di quote dello stesso trattamento di fine rapporto alla previdenza obbligatoria, in modo da integrare i periodi contributivi ed il conto previdenziale individuale. In questo modo, molte persone potranno salvaguardare i propri versamenti quando sono insufficienti a raggiungere i requisiti minimi o completarli quando sono limitati dalla discontinuità lavorativa. È, inoltre, previsto, nell'ottica di una maggiore flessibilità all'accesso al trattamento pensionistico, un potenziamento del ruolo «complementare» del risparmio previdenziale dei cosiddetti secondo e terzo pilastro, al fine di raggiungere un duplice obiettivo: rendere flessibile, sempre senza maggiori oneri per la finanza pubblica, l'accesso anticipato ad una prestazione pensionistica; rilanciare nel sistema italiano la previdenza privata, in un'ottica non solo integrativa dell'assegno pensionistico (come è attualmente), ma anche come una previdenza effettivamente complementare rispetto a quella pubblica. In questo quadro, l'articolo 1 prevede una delega al Governo, da esercitare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore, per la produzione di norme rivolte a facilitare il versamento dei contributi volontari, il riscatto di periodi non coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa, l’emissione da parte dell’INPS di buoni previdenziali tracciabili, l'utilizzo della totalizzazione, l'erogazione della pensione supplementare.