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La prima modifica interviene sul secondo comma e stabilisce che l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in danno alla salute e all'ambiente, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti, ovvero la sicurezza, la libertà e la dignità umana. In questo modo, la Commissione ha inteso dare sostanza al nuovo dettato dell'articolo 9, elevando a rango costituzionale principi già previsti dalle norme ordinarie e affiancando altresì la salute all'ambiente per la stretta correlazione tra i due aspetti. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,50) ( Segue MAIORINO, relatrice ). La seconda modifica investe, invece, il terzo comma dell'articolo 41, riservando alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l'attività economica, pubblica e privata, a fini non solo sociali, ma anche ambientali. A testimonianza dell'importanza dei valori che si intendono tutelare, si nota come, una volta approvato, il disegno di legge introdurrebbe, con l'articolo 1, la prima revisione della parte della nostra Carta in cui sono enunciati i principi fondamentali e, con l'articolo 2, la prima modifica delle disposizioni sulla Costituzione economica. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, noi sapiens , dalla comparsa su Gaia, abbiamo modificato l'ambiente, in modo esponenziale dalla rivoluzione industriale. Nell'ultimo secolo, poi, abbiamo sconvolto il già labile equilibrio tra ambiente naturale e antropico, distruggendo metà delle originarie zone umide, deforestando dissennatamente e inquinando tutte le matrici ambientali, dai Poli all'Equatore, dalle vette himalayane alle fosse oceaniche. Per evidenziarvi quanto sia necessario tutelare la nostra casa comune, ho scelto sei date dell'ultimo anno e mezzo. 5 novembre 2019: viene dichiarata l'emergenza climatica da oltre 11.000 scienziati di tutte le Nazioni e istituzioni scientifiche mondiali. 31 dicembre 2019: la Cina comunica la diffusione di un cluster di polmoniti atipiche di origine virale. È l'apocalisse pandemica in atto. 12 novembre 2020: le costruzioni umane (cioè tutto ciò che l'uomo ha costruito) superano l'intera biomassa planetaria. 9 dicembre 2020: un modello climatologico indica il superamento del punto di non ritorno nel surriscaldamento globale, anche se si dovesse raggiungere oggi la neutralità climatica. 6 febbraio 2021: su «Ocean Science» vengono riviste al rialzo le stime del massimo sollevamento del livello del mare previsto al 2100 dall'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), da 110 a 135 centimetri (pensate a Venezia, ma anche a New York, a Bangkok, a Shanghai e ad altre). 19 aprile 2021: l'Organizzazione meteorologica mondiale annuncia che nel 2020 la temperatura media globale ha superato di 1,2 gradi quella preindustriale; l'ultimo decennio è stato il più caldo di sempre e il 2020 l'anno più caldo della storia. Siamo sull'orlo dell'abisso e stiamo finanche precipitando. È dunque fondamentale prevenire, arrestare e invertire il degrado degli ecosistemi. Ripristinare l'ecosistema significa passare dall'insensato sfruttamento della natura alla sua guarigione; solo con ecosistemi sani possiamo migliorare le nostre condizioni di vita, contrastare il cambiamento climatico, il sollevamento del livello del mare e il dissesto idrogeologico e fermare il collasso della biodiversità. Dovremmo sottrarre miliardi di ettari di terra al consumo di suolo, restituendoli alle loro originarie funzioni ecosistemiche. Dovremmo ripopolare il Pianeta con specie animali in via di estinzione. Dobbiamo migliorare, ripristinare, recuperare, bonificare, rigenerare, restaurare e rinaturalizzare l'ambiente: un'impresa titanica, da svolgersi su scala globale. A dimostrazione che economia e ambiente sono due facce della stessa medaglia e che l'ecologia non si attua contro l'economia, ma attraverso di essa, si stima che, per ogni euro investito nella rinaturalizzazione, la società ha un ritorno dai 7 ai 30 euro. È da qui che dobbiamo ripartire nella ripresa post-pandemica. Il Parlamento italiano fa la sua parte e inizia l' iter per la tutela costituzionale dell'ambiente. Oggi siamo qui per modificare gli articoli 9 e 41 della Costituzione, il primo dei quali recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Ora vengono aggiunti i commi: «Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». L'articolo 41 recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Viene aggiunto «alla salute, all'ambiente». Poi prosegue: «La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali». Viene aggiunto: «e ambientali». Inserendo il diritto all'ambiente in Costituzione si riconoscerebbe, in via diretta, un diritto che era già stato desunto come derivato del diritto alla salute. Tra l'altro, si attuerebbe il principio dello sviluppo sostenibile, di cui all'articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, per cui devono essere garantiti un elevato livello di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua qualità. Attualmente, nell'ordinamento italiano la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi è un interesse legittimo di tipo collettivo, mentre, se si riconoscesse espressamente in Costituzione il diritto della persona all'ambiente, si riconoscerebbe in capo a ciascun individuo il diritto alla salubrità dell'ambiente, con il dovere dello Stato di tutelarlo. Da ciò discenderebbe, di riflesso, il dovere di salvaguardare gli equilibri ecologici, preservare gli ecosistemi naturali e tutelare la biodiversità della flora e della fauna; impedire la contaminazione delle acque dolci e del mare; sottoazzerare il consumo di suolo; favorire le fonti energetiche rinnovabili e limitare le emissioni inquinanti a un livello che può essere assorbito dall'ambiente. Occorre sottolineare che nel disegno di legge n. 83, base della discussione aperta in Senato, la modifica dell'articolo 9 prevedeva il seguente comma: «persegue il miglioramento delle condizioni dell'aria, delle acque, del suolo e del territorio, nel complesso e nelle sue componenti». Purtroppo, il chiaro termine «miglioramento», nel nuovo testo emendato del relatore, cadrebbe, ma è pur vero che la tutela dell'ambiente è un concetto unitario, che ricomprende non solo la tutela delle matrici ambientali così come reperibili all'attualità, ma anche il loro ripristino a uno stato originario.