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nel 1987 Stati Uniti e Unione Sovietica hanno siglato il trattato Inf ("Intermediate-range nuclear forces treaty") che prevede la messa al bando di qualsiasi missile balistico e da crociera basato a terra con gittata compresa fra i 500 e i 5.500 chilometri, a testata convenzionale e soprattutto nucleare; la stipula seguiva ad anni di corsa agli armamenti da parte delle due super potenze in una progressiva escalation che aveva avuto i suoi momenti più difficili nel 1977, quando l'Unione Sovietica aveva schierato i nuovi missili balistici a portata intermedia con una gittata massima di 5.000 chilometri, sufficiente, quindi, a colpire qualunque città dell'Europa occidentale e nel 1979, quando i ministri della Difesa e degli Esteri dei Paesi della NATO, a Bruxelles, pianificarono il dispiegamento, entro il 1986, di 108 missili balistici in Germania e 464 missili da crociera montati su lanciatori mobili schierati in Belgio, Italia, Olanda e Regno Unito; entrato in vigore un anno più tardi, l'Inf è divenuto il simbolo degli sforzi profusi dalle due superpotenze per contenere la corsa agli armamenti dei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Successivamente, Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakhistan sono subentrate all'Urss, a seguito della dissoluzione di quest'ultima, avendone ereditato il vasto arsenale nucleare; rilevato che: il 1° febbraio 2019, il Segretario di Stato, Mike Pompeo, ha annunciato la sospensione dell'Inf, mediante una procedura di circa sei mesi che si concluderà con la completa uscita degli Stati Uniti dall'accordo. L'amministrazione statunitense aveva minacciato il ritiro già a fine 2018, denunciando violazioni russe di quanto pattuito dai presidenti Ronald Reagan e Mikhail Gorba?ëv trent'anni fa; in particolare, gli Stati Uniti contestano i nuovi missili russi 9M729, vettori da crociera basati a terra, suscettibili di colpire bersagli fino a 1.500 chilometri di distanza e utilizzati dalla Russia nel territorio siriano. A sua volta, anche la Russia accusa l'Amministrazione statunitense di violazioni dell'Inf con l'apertura di un sito terrestre per la difesa antimissile balistico nella base aerea di Deveselu, in Romania, cui si aggiungerebbe la Polonia, dove nel 2020 diverrà operativo il sito di Redzikowo, a ovest di Danzica; appare, pertanto, di tutta evidenza come la sospensione del predetto trattato Inf possa precipitare verso una nuova corsa agli armamenti nucleari con ricadute in ordine ai delicati equilibri internazionali faticosamente raggiunti negli ultimi trent'anni; a quanto detto si aggiunga che l'8 maggio 2018 il Presidente Donald Trump aveva già annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare iraniano "Joint Comprehensive Plan Of Action", JCPOA, raggiunto da USA, Russia, Cina, Unione europea, Francia, Regno Unito, Germania, nel luglio 2015 ed entrato in vigore nel gennaio 2016. La decisione aveva suscitato dure reazioni tra gli altri Paesi, che avevano negoziato il JCPOA. In particolare, l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha ribadito la volontà di agire al fine di proteggere un accordo che rappresenta un elemento chiave del regime globale di non proliferazione nucleare, cruciale per la sicurezza della regione, dell'Europa e del mondo intero, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito ai fatti esposti in premessa; se non ritenga necessario e urgente adoperarsi nelle opportune sedi internazionali, al fine di scongiurare la sospensione del citato trattato Inf, anche alla luce delle pesanti ricadute in termini di sicurezza per l'Unione europea a fronte del venir meno di un equilibrio strategico trentennale; se non ritenga, altresì, necessario e urgente intraprendere le opportune iniziative, coordinandosi con gli altri Paesi membri dell'Unione europea, al fine di garantire il mantenimento di accordi internazionali, efficaci di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione, anche alla luce del ruolo essenziale che gli stessi rivestono per la salvaguardia della sicurezza europea e globale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01339 FERRAZZI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: le associazioni dei consumatori iscritte nell'elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico, ex art. 137 del decreto legislativo n. 206 del 2005, rilevano che i preposti uffici delle diverse autorità giudiziarie continuano ad interpretare la normativa vigente in merito al pagamento del contributo unificato (il combinato degli artt. 9 e 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, l'art. 27- bis ,allegato B, del decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 1972 e l'art. 8 della legge n. 266 del 1991), nel senso di non riconoscere il diritto all'esenzione dal pagamento del contributo unificato in relazione ai ricorsi presentanti dalle onlus nell'esercizio e nel perseguimento delle proprie finalità statutarie; tutto ciò anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 82 del decreto legislativo n. 117 del 2017 (Nuovo codice del terzo settore) e nonostante l'esistenza di una copiosa giurisprudenza favorevole al riconoscimento del diritto alla suddetta esenzione; come noto, il contributo unificato introdotto, a decorrere dal 1° marzo 2002, dall'art. 9 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è stato previsto in forma sostitutiva rispetto alle varie forme di prelievo preesistenti (per lo più realizzate attraverso l'imposta di bollo) su atti e provvedimenti del processo civile, amministrativo o penale; la disciplina del contributo unificato è stata oggetto di varie modifiche ed integrazioni fino a trovare una stabile collocazione normativa nel decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di giustizia) e sue successive modifiche ed integrazioni; dunque, anche prima dell'introduzione del contributo unificato il processo e/o gli atti del processo erano comunque soggetti al pagamento dell'imposta di bollo, la stessa disciplinata dall'ancora vigente decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 1972, ivi incluso l'art. 27- bis allegato B, richiamato dal successivo decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002 e dalla legge sul volontariato; ebbene, prima dell'introduzione del contributo unificato, il decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 1972, ed in particolare l'art. 27- bis allegato B, nonché la legge sul volontariato, è stata sempre pacificamente interpretata nel senso di riconoscere alle onlus il diritto all'esenzione dal pagamento dell'imposta di bollo, anche in relazione agli atti aventi natura giudiziaria, come, peraltro, confermato dall'allora Ufficio del registro con la nota del 18 giugno 1993;