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Proprio per questo, il 19 agosto 2010 si svolgeva una manifestazione contro le proroghe e il sopralzo della discarica e la costituzione del "comitato Riprendiamoci il futuro" ("Corriere del Mezzogiorno", "Discarica di Conversano, il sit-in al Tar Gli ambientalisti: «Bomba ecologica»", del 9 settembre 2010); si sono registrati diversi tentativi per sperimentare nuove forme di gestione della discarica, che tuttavia non sono risultati risolutivi e non hanno evitato i successivi sequestri. Eloquente il gesto dimostrativo di un dipendente della "Lombardi Ecologia", che con un escavatore si è recato in contrada San Vincenzo, scavando e portando in superficie residui di rifiuti che, secondo i Carabinieri del NOE, sarebbero stati illecitamente interrati dalla stessa società; l'11 maggio 2012 i Carabinieri del NOE di Bari, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bari, in seguito alle rivelazioni del dipendente, hanno sottoposto a sequestro penale sei aree adibite a discariche non autorizzate di rifiuti di diversa tipologia, ubicate a Mola di Bari (3 siti), Acquaviva delle Fonti, Conversano e Triggiano. Sono stati dissotterrati numerosi rifiuti in diverse aree coltivate (e non) riconducibili alla Lombardi Ecologia, tra cui Pozzovivo, Mola e Martucci a Conversano ("Quotidiano Italiano", del 29 giugno 2015); il 10 maggio 2018 il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bari, Antonio Diella, ha assolto gli imputati, titolari e tecnici della società "Lombardi Ecologia Srl" proprietaria della discarica, componenti della commissione di collaudo regionale, che erano accusati di avere omesso i controlli e l'amministratore della società "Progetto gestione bacino Bari 5" che gestisce l'impianto. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Nel procedimento erano costituite parti civili il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la Regione Puglia, la città metropolitana di Bari, nove Comuni, Legambiente e WWF, che avevano chiesto risarcimenti per danni milionari; tuttavia restano ancora irrisolti e poco chiari molti aspetti relativi alla discarica Martucci, su cui, a parere degli interroganti, sarebbe necessario fare opportuni controlli, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di ovviare alle criticità evidenziate, in particolare per quanto riguarda la vigilanza, l'impatto ambientale sul territorio interessato e la tutela delle falde acquifere in un sito che risulta gravemente compromesso. Atto n. 3-00480 PARAGONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: per effetto dell'articolo 1 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 12 dicembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2018, dal 1° gennaio 2019 la misura degli interessi legali aumenterà dallo 0.3 per cento allo 0.8 per cento; tale intervento, oltre ad incidere negativamente sul costo del ravvedimento operoso, renderà più gravoso pagare oltre i termini le somme dovute al fisco e i pagamenti rateali dovuti per la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, per la definizione degli atti del procedimento di accertamento e per la chiusura delle liti pendenti; da tempo si attende un allineamento tra gli interessi applicati dal fisco nei confronti dei contribuenti e quelli, invece, pagati dal fisco a titolo di rimborso, che consenta di eliminare un'ingiustificata disparità tra fisco e contribuente. Disparità che si evince anche nell'ambito delle sanzioni, previste per i contribuenti, ma non qualora il ritardo sia imputabile all'erario; l'art. 13 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159, interviene proprio su tale ambito, prevedendo una disciplina volta alla razionalizzazione degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo. Detta norma sancisce: "Il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste dall'articolo 13 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, è determinato possibilmente in una misura unica, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, compresa nell'intervallo tra lo 0,5 per cento e il 4,5 per cento, determinata con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al comma 2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, viene stabilita la misura e la decorrenza dell'applicazione del tasso di cui al comma 1"; tenuto conto che il decreto legislativo n. 159 del 2015 è entrato in vigore il 22 ottobre 2015, il decreto del Ministro dell'economia avrebbe dovuto essere emanato entro il 20 gennaio 2016, ma, alla data attuale, non ha ancora visto la luce, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare con urgenza iniziative volte a sanare la palese disparità di trattamento sussistente tra erario e contribuenti. Atto n. 3-00481 RICCARDI ANGRISANI DI MICCO D'ANGELO CRUCIOLI FENU LEONE DI GIROLAMO CORRADO DE LUCIA RUSSO AIROLA RICCIARDI VACCARO GALLICCHIO MININNO CROATTI VONO MANTOVANI EVANGELISTA ACCOTO LOMUTI LUCIDI FERRARA FEDE CORBETTA MORONESE VANIN ROMANO Al Ministro della giustizia Premesso che: gli operai degli stabilimenti Pirelli di viale Sarca alla "Bicocca" e viale Ripamonti di Milano, nello svolgimento delle loro mansioni di magazzinieri, addetti alle mescole e alla vulcanizzazione, sono stati esposti, tra gli anni '70 ed '80, al contatto con l'amianto senza alcun tipo di protezione individuale e senza l'adozione di adeguati sistemi di aspirazione delle polveri; ventotto operai degli stabilimenti, nel periodo compreso tra il 2002 e il 2013, si sono ammalati gravemente e successivamente sono deceduti per cause che i familiari delle vittime hanno attribuito alle condizioni di lavoro cui erano sottoposti i lavoratori; il 19 dicembre 2016, il giudice Anna Maria Gatto, del Tribunale di Milano, con lettura del dispositivo, ha sancito l'assoluzione con formula piena dei 9 ex manager dell'azienda Pirelli accusati di omicidio colposo e lesioni gravissime per la morte dei 28 operai colpiti dal mesotelioma pleurico; durante la requisitoria la pubblica accusa aveva, invece, chiesto condanne a pene comprese tra i 4 anni e mezzo e i 9 anni per sei imputati e l'assoluzione per altri tre;