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I decreti legislativi previsti dal comma 1 del presente articolo sono adottati su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, e sono trasmessi per il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. 3. Successivamente all’acquisizione del parere di cui al comma 2, gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alle Camere per l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti possono essere emanati anche in mancanza dei predetti pareri. Art. 16. (Delega al Governo per la disciplina del pagamento dei servizi ecosistemici ed ambientali) 1. Il Governo e delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti a disciplinare l'introduzione nella legislazione italiana del Payment for Environmental Services -Pagamento per i servizi ecosistemici ed ambientali (PSEA), nel rispetto dei seguenti criteri e princìpi direttivi: a) prevedere che lo PSEA sia inteso come remunerazione ai territori da cui origina la materia prima di una quota di valore aggiunto derivante dalla trasformazione dei beni e servizi pubblici di un bene comune in nuovi prodotti di mercato, nella logica della transazione diretta tra il consumatore e il produttore; b) prevedere che lo PSEA sia determinato, con particolare riguardo, per la fissazione del carbonio da parte delle foreste di proprietà demaniale, collettiva e pubblica, per la regimazione delle acque nei bacini montani, per il mantenimento della biodiversità e delle qualità paesaggistiche; c) prevedere che PSEA sia attivato, secondo meccanismi di carattere negoziale, in ogni circostanza di attivazione di un meccanismo finanziario indotto tramite un intervento pubblico di assegnazione dei diritti di proprietà o di concessione di un bene comune, ovvero di un intervento regolatorio attraverso il quale da un lato si trasforma il servizio ambientale in un vero e proprio prodotto, creandone il mercato, e dall'altro si riconosce il diritto al produttore di chiedere il rispettivo prezzo al consumatore del bene; d) prevedere che, nella determinazione dello PSEA, sia individuato con precisione il servizio ambientale reso e la stima del valore del servizio, sul quale si compie la definizione delle modalità contrattuali e di pagamento; e) prevedere che siano individuati quali beneficiari finali dello PSEA i territori locali, nelle loro forme istituzionali di comuni, unioni di comuni e consorzi tra comuni ovvero organizzazioni di gestione dei beni collettivi comunque denominate. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro delle sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti possono essere emanati anche in mancanza dei predetti pareri. Art. 17. (Fondo nazionale per gli interventi nelle aree montane) 1. Le risorse previste per il Fondo nazionale per la montagna, istituito ai sensi della legge 31 gennaio 1994, n. 97, confluiscono tutte nel Fondo nazionale per gli interventi nelle aree montane, di seguito denominato «Fondo», istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze. 2. Il Fondo è alimentato da trasferimenti europei, dello Stato e di enti pubblici di rilevanza nazionale, ed è iscritto in un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. Le somme provenienti dagli enti pubblici di rilevanza nazionale sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnate al suddetto capitolo. 3. Le risorse erogate dal Fondo hanno carattere aggiuntivo rispetto ad ogni altro trasferimento ordinario o speciale dello Stato a favore degli enti locali e sono ripartite tra le regioni, che le fanno confluire nei rispettivi bilanci tra i fondi regionali per lo sviluppo della montagna. 4. Il Fondo è altresì alimentato dallo storno, da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, di una percentuale stabilita nella misura dello 0,1 per cento del canone annuo versato da parte degli enti concessionari di autostrade ai sensi del comma 3 dell’articolo 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, nonché dallo storno di una percentuale stabilita nella misura dello 0,9 per cento del canone annuo versato da parte dei soggetti concessionari di derivazioni idroelettriche ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775. 5. La ripartizione delle risorse del Fondo riguarda politiche di sviluppo e di investimento da realizzarsi nei comuni montani ad opera delle unioni montane dei comuni di cui all’articolo 32 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Essa viene effettuata entro il 31 marzo di ciascun anno con deliberazione del CIPE, d’intesa con la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro competente per gli affari regionali. 6. Le risorse del Fondo sono attribuite quali quote di cofinanziamento dei finanziamenti europei volti a sostenere programmi per lo sviluppo delle zone montane, e hanno carattere di aggiuntività rispetto ai suddetti finanziamenti. Art. 18. (Clausola di neutralità finanziaria) 1. Salvo quanto previsto dagli articoli 12 e 13, all’attuazione della presente legge si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 19. (Disposizioni particolari per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano) 1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, che provvedono alle finalità della presente legge ai sensi di quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione.