[pronunce]

che, invero, il giudice a quo, nel ricostruire la natura giuridica delle pensioni privilegiate ordinarie, delle quali possono beneficiare i militari di carriera, sembra, piuttosto, confonderle con quelle cd. tabellari spettanti ai «militari di leva», le quali, diversamente dalle prime, ma analogamente alle pensioni di guerra, non hanno carattere reddituale, bensì risarcitorio, rinvenendo il proprio titolo preminente nella menomazione sofferta nell'adempimento di un obbligo legalmente imposto in attuazione dell'art. 52 della Costituzione; che, infine, va comunque osservato che il legislatore, in materia di fissazione del termine di prescrizione dei singoli diritti, gode di ampia discrezionalità, con l'unico limite dell'eventuale irragionevolezza qualora «esso venga determinato in modo da non rendere effettiva la possibilità di esercizio del diritto cui si riferisce, e di conseguenza inoperante la tutela voluta accordare al cittadino leso» (tra le tante, ordinanza n. 153 del 2000); che detto limite, nel caso di specie, non risulta violato, tanto più che neppure il rimettente censura l'art. 2 del r.d.l. n. 295 del 1939, come modificato dall'art. 2, quarto comma, della legge n. 428 del 1985, sotto il profilo della congruità del termine di prescrizione dalla stessa norma fissato, ma adduce argomenti, privi di consistenza, sulla presunta equiparazione che essa opererebbe tra situazioni diverse e disomogenee; che, dunque, la questione va dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 del regio decreto-legge 19 gennaio 1939, n. 295 (Ricupero dei crediti verso impiegati e pensionati, e prescrizione biennale di stipendi, pensioni ed altri emolumenti), come modificato dall'art. 2, quarto comma, della legge 7 agosto 1985, n. 428 (Semplificazione e snellimento delle procedure in materia di stipendi, pensioni ed altri assegni; riorganizzazione delle direzioni provinciali del tesoro e istituzione della Direzione generale dei servizi periferici del tesoro; adeguamento degli organici del personale dell'amministrazione centrale e del Ministero del tesoro e del personale amministrativo della Corte dei conti), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 36, primo comma, della Costituzione, dal Giudice unico delle pensioni presso la Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Regione Calabria, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 aprile 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 aprile 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA