[resaula]

1) a manifestare nettamente il proprio dissenso all'inclusione dell'energia nucleare e del gas naturale nella tassonomia, e ad assumere ogni iniziativa utile affinché siano esclusi dalla stessa; 2) in ossequio agli esiti dei referendum abrogativi del 1987 e del 2011, ad astenersi da ogni iniziativa volta a consentire nuovamente lo sfruttamento e l'impiego dell'energia nucleare in Italia, e, quindi, anche ad escludere che nel Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC) in fase di revisione siano contemplate tali attività; 3) a garantire che l' iter di realizzazione del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico si concluda rapidamente, sempre nel rispetto delle esigenze di partecipazione, e che le attività di decommissioning degli impianti non subiscano ulteriori ritardi, con addebito dei relativi costi sui cittadini; 4) ad aprire un confronto con gli USA al fine di stabilire che gli 84 elementi di combustibile irraggiato uranio-torio, 20 dei quali sono stati ritrattati, provenienti dalla centrale nucleare americana di Elk River, presenti presso l'ITREC, tornino negli USA. Atto n. 1-00453 BINETTI GALLONE CRAXI TOFFANIN CALIGIURI FERRO DE BONIS PAPATHEU GALLIANI BERARDI BOCCARDI CANGINI RIZZOTTI SICLARI VONO BARBONI VITALI MALLEGNI MANGIALAVORI DE SIANO STABILE SCIASCIA MESSINA Alfredo AIMI DE POLI - Il Senato, premesso che: è allarme per l'aumento di casi di tumore, soprattutto in fase avanzata, a causa degli incolmabili e continui ritardi negli screening , nelle diagnosi, negli interventi chirurgici e nelle cure accumulati in 24 mesi di pandemia; per tale motivo, occorre subito un vero e proprio "piano straordinario di recupero per l'oncologia"; nel biennio 2020-2021 sono state 13 milioni le visite specialistiche sospese a causa del COVID-19: per alcune patologie una diagnosi è salvavita; l'Associazione italiana di oncologia medica fotografa lo stato dell'oncologia nel Paese e avverte: "Senza un'adeguata programmazione, con assegnazione di risorse e personale, le oncologie non saranno in grado di affrontare l'ondata di casi in fase avanzata stimati nei prossimi mesi e anni"; secondo le stime riportate da AIOM, nel 2020, le nuove diagnosi di neoplasia si sono ridotte dell'11 per cento rispetto al 2019, i nuovi trattamenti farmacologici del 13 per cento, gli interventi chirurgici del 18 per cento; gli screening relativi ai tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto hanno registrato una riduzione pari a due milioni e mezzo di esami; le diagnosi mancate sono state oltre 3.300 per il tumore del seno, circa 1.300 per quello del colon-retto; per uscire da questa situazione occorre una programmazione a breve, medio e lungo termine che recuperi i ritardi e incrementi l'attività oncologica ospedaliera e territoriale; nell'ambito della giornata mondiale per il cancro, FAVO ha messo in evidenza la crescente fragilità dei malati di cancro documentata dall'indagine sui costi sociali, realizzata in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori di Milano e l'istituto "Pascale" di Napoli nel 2018. In particolare, il sondaggio ha dimostrato che annualmente ogni malato spende di tasca propria oltre 1.800 euro (di cui 600 per spese di trasporto e alloggio, 260 per esami diagnostici e 150 per chirurgia ricostruttiva) e che le categorie più fragili devono di fatto rinunciare a bisogni altrettanto prioritari quali quelli del sostegno psicologico e della riabilitazione oncologica multidisciplinare, condizione indispensabile per una piena guarigione, anche sociale, dal cancro; in Europa nel 2020 sono stati 2,7 milioni i casi di cancro diagnosticati e 1,3 milioni di persone, tra cui oltre 2.000 giovani, hanno perso la vita a causa di questa malattia. Si prevede che i casi di cancro aumenteranno del 24 per cento entro il 2035, diventando la principale causa di morte nella UE; per tali ragioni, anche in linea con la cancer mission che si pone l'obiettivo di salvare entro il 2030 più di 3 milioni di vite, il 3 febbraio 2020 è stato approvato il piano europeo di lotta contro il cancro che riconosce la necessità di un rinnovato impegno per affrontare l'intero decorso della malattia, comprese le rilevanti implicazioni sociali connesse; il documento europeo è strutturato intorno a 4 ambiti di intervento fondamentali: 1) prevenzione; 2) individuazione precoce della malattia; 3) diagnosi e trattamento; 4) qualità della vita dei pazienti oncologici e delle persone guarite dal cancro. Ogni ambito è articolato in obiettivi strategici, a loro volta sostenuti da 10 "iniziative faro" e da molteplici azioni di sostegno, con un finanziamento previsto di 4 miliardi di euro; il 27 ottobre 2020 la prima firmataria del presente atto di indirizzo ha presentato la mozione 1-00289, incentrata sul paziente oncologico e sulle sue esigenze in tempi di pandemia; la mozione impegnava il Governo ad approvare con immediatezza il nuovo piano oncologico nazionale con l'indicazione chiara di obiettivi, azioni, tempistiche e finanziamenti in linea con quanto fatto nel piano oncologico europeo; il 13 aprile 2021, nel corso della 314a seduta pubblica del Senato, l'Assemblea ha approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo su 15 punti concreti, uno dei quali, assolutamente fondamentale, era l'approvazione del nuovo piano oncologico nazionale; il 3 agosto 2021, nel corso dell'esame del decreto-legge n. 82 recante disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza (AS 2336), il Senato ha approvato l'ordine del giorno G10.105 (testo 2) a firma Binetti, avente ad oggetto la stretta relazione tra il nuovo piano oncologico nazionale e l'approccio verso una medicina fortemente digitalizzata e ad alta complessità tecnologica; ad oggi, tuttavia, in Italia il piano oncologico nazionale è bloccato; né si conoscono gli intendimenti del Governo in relazioni a tempi, modalità di adozione e risorse che verranno impiegate per la sua implementazione, anche in riferimento al PNRR; la Corte dei conti nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2021 ha rilevato che, a fronte di numerose misure introdotte nel 2020 e volte a incidere sugli aspetti più problematici dell'assistenza, soltanto alcune hanno fatto registrare buoni risultati: il reclutamento di personale sanitario a tempo indeterminato e l'incremento dei posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva. Limitato, invece, il grado di attuazione di altre misure, quali l'utilizzo degli infermieri di comunità, l'inserimento degli assistenti sociali e degli psicologi, o l'attivazione delle centrali operative regionali. Incerti anche i risultati sul fronte del potenziamento dell'assistenza domiciliare o del recupero dell'attività ordinaria sacrificata nei mesi dell'emergenza, che rappresenta forse il maggior onere che la pandemia obbliga ora ad affrontare, impegna il Governo: 1) a realizzare uno piano straordinario di recupero per l'oncologia per colmare i ritardi causati dall'emergenza pandemica;