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Delega al Governo per la revisione del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e altre disposizioni per la funzionalità degli enti locali. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge, che si compone di tredici articoli suddivisi in due capi, prevede un intervento del Governo per la revisione del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, allo scopo di aggiornare, riunire e coordinare, introducendo eventuali disposizioni innovative, la disciplina statale relativa alle funzioni fondamentali degli enti locali, alle fusioni tra comuni, agli organi di governo dei comuni, al controllo sugli organi, all'organizzazione degli uffici e del personale, nonché dei segretari comunali, al sistema contabile, alle garanzie e ai controlli. L'articolo 1 definisce l'oggetto ed esplica le finalità della delega, partendo da una ricognizione delle norme statali in materia anche ai fini di un loro coordinamento nel rispetto delle competenze regionali e delle potestà statutaria e regolamentare dei comuni, delle province e delle città metropolitane. L'articolo 2 si concentra su una revisione della disciplina degli organi delle province e delle città metropolitane mentre l'articolo 3 prevede una revisione della disciplina in materia di fusioni tra comuni, valorizzando, al fine di garantire l'adeguatezza degli enti e l'effettività dell'esercizio, gli strumenti e le procedure di concertazione istituzionale per la definizione di princìpi e criteri comuni per la disciplina del procedimento di fusione, salva restando la potestà legislativa regionale in materia. L'articolo 4 suggerisce le linee per una revisione della disciplina in materia di controllo sugli organi. L'articolo 5 interviene per l'armonizzazione dell'ordinamento degli uffici e del personale degli enti locali, ivi compresi i dirigenti e i segretari comunali e provinciali, con la disciplina contenuta nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante « Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche ». Gli ultimi due articoli del capo I si concentrano invece, rispettivamente, sulla valorizzazione delle funzioni di programmazione e rendicontazione degli enti locali, di revisione economico-finanziaria e di risanamento degli enti, e sulla revisione della disciplina in materia di controlli contabili, prevedendo, in entrambi gli articoli, princìpi e criteri direttivi per la delega. Il capo II interviene con disposizioni per la funzionalità degli enti locali, con novelle puntuali alla normativa vigente, prevedendo l'abrogazione delle cause ostative alla candidatura a membro del Parlamento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti e il riordino della disciplina in materia di incompatibilità (articolo 8), disposizioni in materia di esercizio associato delle funzioni, di responsabilità e di durata del mandato dei sindaci e di costituzione degli uffici di supporto (articolo 9), oltre a norme di semplificazione per gli enti locali in riferimento all'invio dei bilanci alla banca dati delle amministrazioni pubbliche e alla previsione che l'ente che non abbia deliberato nei termini previsti la proposta di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non può, fino a quando non abbia provveduto, procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto.. I DELEGA AL GOVERNO PER LA REVISIONE DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000, N. 267 1 (Oggetto e finalità) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, allo scopo di aggiornare, riunire e coordinare, introducendo eventuali disposizioni innovative, la disciplina statale relativa alle funzioni fondamentali, alle fusioni tra comuni, agli organi di governo dei comuni, al controllo sugli organi, all'organizzazione degli uffici e del personale, nonché dei segretari comunali, e al sistema contabile, delle garanzie e dei controlli. 2 I decreti di cui al comma 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a ricognizione delle norme statali vigenti in materia, per provvedere al loro coordinamento formale e sostanziale e al loro aggiornamento e adeguamento in funzione anche delle esigenze di semplificazione del linguaggio normativo, apportando a esse le innovazioni e le modifiche necessarie per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica e per adeguarle alla legislazione vigente di rango costituzionale in materia, anche tenendo conto delle eventuali modifiche intervenute successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge; b garanzia del rispetto delle competenze legislative dello Stato e delle regioni, nonché di unità e di autonomia ai sensi dell'articolo 5 della Costituzione, delle competenze costituzionali degli enti territoriali ai sensi degli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione e delle potestà statutaria e regolamentare dei comuni, delle province e delle città metropolitane; c adeguamento, nel rispetto dell'unità e dell'indivisibilità della Repubblica, alle modifiche intervenute nel titolo V della parte II della Costituzione con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3; d recepimento dei princìpi affermati dalla giurisprudenza costituzionale, dei princìpi derivanti dal diritto dell'Unione europea e di quelli affermati dalla Corte di giustizia dell'Unione europea; e recepimento delle disposizioni di legge in materia di funzioni delle province e delle città metropolitane e in materia di esercizio associato delle funzioni dei comuni; f ricognizione delle disposizioni statali che sono o restano abrogate, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile. 3 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie, per la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze, previa acquisizione dei pareri della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del Consiglio di Stato che sono resi, rispettivamente, nel termine di venti giorni e di quarantacinque giorni dalla trasmissione di ciascuno schema, decorsi i quali il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano entro il termine di quarantacinque giorni dalla data dell'assegnazione, decorsi i quali i decreti possono comunque essere adottati.