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In tal senso diversi pronunciamenti della Corte di giustizia dell'Unione europea hanno chiarito che una cessione di beni o una prestazione di servizi deve essere considerata accessoria ad un'operazione principale quando la stessa integra, completa e rende possibile l'operazione principale. L'accessorietà costituisce dunque una condizione di fatto che va valutata caso per caso, in base alle caratteristiche delle operazioni coinvolte. Tale condizione, laddove presente, consente l'applicazione alle operazioni accessorie della stessa disciplina IVA prevista per l'operazione principale. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Campari, per due minuti. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per la sua risposta. Si tratta di una questione di equità di trattamento, sia per i medici veterinari che anche per i possessori di animali, ai quali non è giusto applicare di fatto un'aliquota doppia sui medicinali somministrati durante la prestazione veterinaria. In questo caso ci riferiamo a scatole di medicinali che vengono aperte per somministrarle all'animale durante la prima cura e che poi vengono date al paziente. In tal senso auspichiamo che ci sia un chiarimento su tutti i veterinari, che si possa quindi andare nella direzione di scorporare le due cose, per far sì che non ci sia più un aggravio di questo tipo. Molti veterinari, infatti, non hanno medicinali già aperti, perché la scatola che utilizzano la danno direttamente al proprietario dell'animale e da ciò deriva l'impossibilità di avere scatole già utilizzate. Noi ci auguriamo che si possa risolvere il problema, perché molto spesso i proprietari di animali sono proprio quelle persone che appartengono alle fasce più deboli, quelle con meno possibilità finanziarie, come gli anziani che li usano per compagnia, bambini o ragazzi con problemi che utilizzano la pet therapy. La ringrazio e speriamo che il problema venga presto risolto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Il senatore Pesco ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01070 sulla posizione debitoria delle aziende sanitarie della Regione Lazio, per tre minuti. PESCO (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, in merito alla Regione Lazio, alla struttura sanitaria regionale, la Corte dei conti ha rilevato che il conto consolidato sanità della Regione Lazio è l'unico in Italia che presenta un fondo di dotazione negativo pari a -994 milioni di euro al 31 dicembre 2017 e che la risoluzione di tale tematica sia stata richiesta già a partire dalle prime analisi dello stato patrimoniale del 2011. Inoltre, nel ribadire la rilevanza della questione e ricordando che il programma operativo 2016-2018 ne prevedeva la soluzione entro il 31 dicembre 2017, si prende atto delle dichiarazioni della struttura commissariale in merito al fatto che la conclusione dell'attività richiesta dovrebbe avvenire entro la fine del 2019. Laddove al termine di tale programma straordinario di verifiche residuasse una quota del fondo non coperta, dovrà essere attuato un intervento normativo regionale finalizzato alla copertura finanziaria del fondo per determinarne il totale azzeramento. Siamo a metà del 2019 e cosa sta facendo la Regione Lazio in proposito? La Corte dei conti evidenzia inoltre come, relativamente al consuntivo 2017, gli interessi passivi pagati dal sistema sanitario regionale rappresentano il maggior valore assoluto a livello nazionale, pari al 30 per cento dello stesso, e il costo della medicina ambulatoriale è il secondo dato più elevato in Italia. Lo stato attuale della ricognizione del perimetro del fondo di dotazione, negativo per quasi un miliardo di euro, è tuttora allo stato iniziale, di conseguenza potrebbero prospettarsi criticità finanziarie future da un'uscita prematura della Regione Lazio dal commissariamento senza un preventivo quadro chiaro ed esaustivo sul passivo del fondo di dotazione. Nel frattempo, i cittadini del Lazio continuano a subire una maggiorazione dell'addizionale regionale Irpef, mentre le imprese quella dell'IRAP per ripianare il disavanzo sanitario: in tre parole pagano più tasse. Il commissario, nonché Presidente della Regione, dichiara che la ricostituzione del fondo di dotazione è garantita grazie alle coperture di un fondo rischi. Penso. Tuttavia, che tale aspetto meriti approfondimenti, visto che ad ora, non so lei, Ministro, noi non sappiamo a quanto ammonta attualmente il fondo rischi; quando è stato costituito e per quali rischi; per quale importo la Regione Lazio intende stornare tale fondo verso il fondo di dotazione Detto questo, signor Ministro, cosa si intende fare con il commissariamento attualmente svolto dallo stesso Governatore della Regione Lazio contra legem , visto che la modifica della legge n. 190 del 2014 dice espressamente che chi ha incarichi istituzionali in Regione non può fare il commissario ad acta? (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, in riscontro alle segnalazioni dei senatori interroganti si evidenzia che, nell'ambito delle consuete attività di monitoraggio del Piano di rientro della Regione Lazio e di analisi dei conti sanitari, i competenti tavoli tecnici hanno segnalato, a partire dall'esame dello stato patrimoniale dell'anno 2011, la necessità di procedere ad una ricostruzione delle cause che hanno generato una valorizzazione negativa del fondo di dotazione consolidato regionale e ciò proprio al fine di provvedere alla risoluzione della criticità segnalata. La stratificazione nel tempo di tali contabilizzazioni ha determinato la necessità di provvedere a definire una metodologia, anche con il supporto dell' advisor contabile, per analizzare le iscrizioni effettuate dalle singole aziende e definire il trattamento contabile più opportuno all'esito delle analisi. Il percorso è peraltro definito all'interno del più generale Percorso attuativo per la certificabilità (PAC) dei bilanci, anch'esso oggetto di specifico adempimento monitorato dai competenti tavoli tecnici. Si comunica, in proposito, che il prossimo 30 luglio è convocata una riunione dei tavoli tecnici di verifica dei conti di consuntivo 2018 della Regione Lazio, all'interno dei quali si inserisce, altresì, la valutazione del patrimonio netto consolidato, nell'ambito della più ampia attività di monitoraggio dello stato di attuazione del Piano di rientro regionale. Attendiamo dunque queste risultanze. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Pesco, per due minuti. PESCO (M5S) . Signor Ministro, la sua risposta ci rincuora, ma, allo stesso tempo, ci lascia l'interrogativo sull'opportunità o meno di far uscire dal commissariamento la sanità del Lazio, un commissariamento che attualmente - lo ripeto - è svolto contra legem, visto che la modifica alla legge n. 190 del 2014 prevede l'incompatibilità nello svolgere l'incarico di Governatore regionale e commissario governativo. Abbiamo appreso da fonti stampa e dai report dei vari tavoli tecnici che la sanità nel Lazio è riuscita, almeno parrebbe, a migliorare su alcuni fronti: abbassamento della mortalità, riduzione del deficit , adeguamento dei livelli essenziali di assistenza. Siamo contenti, ottime notizie: speriamo siano fondate.