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Gli ambiti territoriali di caccia sono, a tal fine, tenuti a pubblicizzare in ogni modo ritenuto utile, gli indirizzi anche telematici a cui inviare le prenotazioni. 3. Gli ambiti territoriali di caccia possono non accettare l'accesso dei cacciatori qualora il numero delle prenotazioni ricevute per l'esercizio della mobilità superi, per la singola giornata, la cifra corrispondente al 6 per cento del numero di cacciatori iscritti all'ambito territoriale di caccia o, se superiore, la cifra corrispondente al 5 per cento del numero derivante dall'applicazione, sul territorio dell'ambito territoriale di caccia medesimo, degli indici di densità minima nazionale. Le comunicazioni di mancata accettazione debbono essere inviate via fax o e-mail al cacciatore con quarantotto ore di anticipo rispetto all'inizio della giornata di caccia per la quale era stata inviata la prenotazione. 4. Le regioni possono disciplinare, sulla base di accordi stipulati in sede di conferenza dei presidenti delle regioni, le modalità di coordinamento organizzativo per l'esercizio della mobilità venatoria anche attraverso la realizzazione di un servizio nazionale di prenotazione. 5. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e foretali destina le risorse di cui sopra a programmi di miglioramento territoriale finalizzato alla gestione faunistico-venatoria, nonché alla realizzazione ed al funzionamento del sistema nazionale di prenotazione qualora costituito». Art. 16. 1. All'articolo 15 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 7, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fino alla data del raccolto anche per i frutteti specializzati»; b) il comma 11 è sostituito dal seguente: « 11 . Scaduto il termine di cui all'articolo 36, comma 5, fissato per l'adozione degli atti che consentano la piena attuazione della presente legge nella stagione venatoria 2013-2014, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede in via sostitutiva secondo le modalità di cui all'articolo 14, comma 17. In ogni caso a decorrere dal 31 luglio 2011 le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 842 del codice civile si applicano esclusivamente nei territori sottoposti al regime di gestione programmata della caccia ai sensi degli articoli 10 e 14». Art. 17. 1. L'articolo 16 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: «Art. 16 -- (Aziende faunistico-venatorie e aziende agri-turistico-venatorie) -- 1. Le regioni, su richiesta degli interessati e sentito l'ISPRA, entro i limiti del 15 per cento del proprio territorio agro-silvo-pastorale, possono: a) autorizzare, regolamentandola, l'istituzione di aziende faunistico-venatorie, soggette a tassa di concessione regionale, per prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche con particolare riferimento alla tipica fauna alpina e appenninica, alla grossa fauna europea e a quella acquatica; tali concessioni devono essere corredate di programmi di conservazione e di ripristino ambientale al fine di garantire l'obiettivo naturalistico e faunistico. In tali aziende la caccia è consentita nelle giornate indicate dal calendario venatorio secondo i piani di assestamento e di abbattimento; b) autorizzare, regolamentandola, l'istituzione di aziende agri-turistico-venatorie, ai fini di impresa agricola, soggette a tassa di concessione regionale, nelle quali sono consentiti l'immissione e l'abbattimento per tutta la stagione venatoria di fauna selvatica di allevamento. 2 . Le attività ed i servizi offerti dalle aziende faunistico-venatorie ed agri-turistico-venatorie sono considerati attività agricole ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile. 3 . Le province per motivate ragioni gestionali e su richiesta dei gestori possono limitare l'accesso del pubblico alle aziende qualora insistano su aree liberamente accessibili da soggetti privi di specifico diritto. 4 . Le aziende agri-turistico-venatorie nelle zone umide e vallive possono essere autorizzate solo se comprendono bacini artificiali e fauna acquatica di allevamento, nel rispetto delle convenzioni internazionali. 5 . L'esercizio dell'attività venatoria nelle aziende di cui al comma 1 è consentito nel rispetto delle norme della presente legge e con la esclusione dei limiti di cui all'articolo 21, comma 1, lettera n). 6 . Nelle aziende di cui al comma 1, per le sole specie allevate oggetto di immissione la provincia può autorizzare l'attività di prelievo fino ad un'ora dopo il tramonto». Art. 18. 1. All'articolo 18 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 7, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: «La caccia di appostamento alla fauna migratoria è consentita fino a mezz'ora dopo il tramonto»; b) dopo il comma 7 è inserito il seguente: « 7 - bis . Le regioni determinano gli orari di cui al comma 7 secondo l'ora solare del lembo di territorio più a ovest della regione medesima». Art. 19. 1. Dopo l'articolo 18 della legge n. 157 del 1992 sono inseriti i seguenti: «Art. 18- bis. - (Gestione degli ungulati selvatici) -- 1. La gestione degli ungulati selvatici presenti sul territorio nazionale è finalizzata alla conservazione e diffusione delle specie in rapporto di compatibilità con l'ambiente ed al conseguimento degli obbiettivi indicati dagli strumenti di programmazione faunistica del territorio approvati dalla regioni, dalle province e dalle aree protette istituite ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394. 2 . Il prelievo venatorio degli ungulati è regolamentato dalla regione nel rispetto delle indicazioni dell'ISPRA. Le specie, le modalità di prelievo, i limiti quantitativi, la scelta dei capi, i tempi di esecuzione sono proposti dagli organismi direttivi degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini e dai concessionari delle aziende venatorie e sono autorizzati, previo parere dell'ISPRA, dall'amministrazione provinciale sulla base delle presenze censite in ogni unità territoriale di gestione nel rispetto della programmazione faunistico-venatoria regionale e provinciale. 3 . Il prelievo venatorio degli ungulati, con la eccezione del cinghiale ( Sus scrofa ), è consentito esclusivamente in forma selettiva. Il prelievo è esercitato alla cerca o all'aspetto, senza l'uso di cani e con arma a canna rigata, di cui all'articolo 13, di calibro adeguato per la specie, munita di cannocchiale di mira o con l'arco. Il prelievo venatorio del cinghiale, oltre che in forma selettiva è effettuato in battuta, in braccata e con il metodo della girata, utilizzando anche armi ad anima liscia di calibro non superiore al 12 o armi ad avancarica con munizioni a palla unica. Fermo restando il divieto dell'uso di cani per la caccia al camoscio è consentito l'uso dei cani per la caccia agli ungulati laddove rappresenta forma tradizionale di prelievo autorizzata dalle regioni alla data di entrata in vigore della presente disposizione. 4 .