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Presso ogni azienda sanitaria sono costituite le unità di gestione e miglioramento dei tempi e delle liste di attesa periferiche di cui fanno parte anche le associazioni dei pazienti iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore, in particolare le organizzazioni di volontariato, in possesso di comprovata esperienza. Le suddette unità di gestione devono garantire la piena trasparenze delle agende delle aziende sanitarie in ordine alle prenotazioni effettuate e ai relativi posti a disposizione per le singole prestazioni sanitarie e operano in sinergia con l'Unità centrale di cui al comma 1 per l'attuazione degli interventi previsti a livello di programmazione regionale. 4. Tutti gli erogatori pubblici e privati a contratto sono tenuti a garantire la piena trasparenza della propria agenda di prenotazione delle prestazioni sanitarie, la quale costituisce elemento contrattuale qualificante. 5. Il RULA è responsabile dell'attuazione e del raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Piano regionale sulle liste d'attesa e provvede al controllo sull'avvenuto adempimento. 6. Il RULA detiene e aggiorna un apposito registro in cui sono riportati volumi, tempi di attesa e ogni altro dato necessario al monitoraggio da effettuare ai sensi del comma 1 e segnala le strutture che non rispettano i predetti termini per le finalità di cui all'articolo 2 della presente legge in tema di regolazione contrattuale degli erogatori. Redige, con cadenza annuale, un rapporto di monitoraggio delle prestazioni critiche e delle liste d'attesa in ambito aziendale e segnala le eventuali criticità. 7. Il RULA procede alla definizione di interventi formativi che garantiscano che l'accoglienza dei pazienti e la comunicazione sulla permanenza nelle liste d'attesa siano gestite con competenze adeguate da parte degli operatori incaricati. Art. 11. (Misure per il recupero delle liste di attesa) 1. Al fine di far fronte alla carenza di personale sanitario nonché di ridurre le liste di attesa e il ricorso alle esternalizzazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale possono ricorrere, per il personale medico, alle prestazioni aggiuntive di cui all'articolo 89, comma 2, del contratto collettivo nazionale di lavoro dell'area sanità - triennio 2019-2021 del 19 dicembre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2024, per le quali la tariffa oraria fissata dal comma 3 del medesimo articolo 89 può essere aumentata fino a 100 euro lordi onnicomprensivi, al netto degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione, nonché per il personale infermieristico, alle prestazioni aggiuntive di cui all'articolo 7, comma 1, lettera d) , del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto sanità - triennio 2019-2021 del 2 novembre 2022, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2023, per le quali la tariffa oraria può essere aumentata fino a 60 euro lordi onnicomprensivi, al netto degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione. Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di prestazioni aggiuntive, con particolare riferimento ai volumi di prestazioni erogabili nonché all'orario massimo di lavoro e ai prescritti riposi. 2. Le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale che fanno ricorso alle prestazioni aggiuntive di cui al presente articolo sono tenuti a impiegare le relative risorse entro il termine di dodici mesi dalla data del trasferimento delle medesime e a pubblicare, con cadenza annuale, le finalità di ciascuna spesa e i risultati ottenuti in termini di riduzione dei tempi d'attesa. 3. Per il personale del Servizio sanitario nazionale che sceglie di non fare attività extra-moenia , l'ente di riferimento può prevedere ulteriori premi economici annuali e percorsi di valorizzazione professionale, per l'attività straordinaria svolta presso l'ente. Art. 12. (Valorizzazione delle professioni sanitarie) 1. Per garantire l'efficienza del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione delle professioni sanitarie, al fine di definire e implementare modelli organizzativi e gestionali appropriati ai bisogni di salute, il presente articolo promuove il ruolo delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione di cui alla legge 10 agosto 2000, n. 251, mediante l'incremento dell'autonomia professionale, il superamento del vincolo di esclusività e il potenziamento della formazione post-base. 2. Le professioni sanitarie di cui al comma 1 includono, tra l'altro: a) professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica: 1) infermiere, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 739; 2) ostetrica/o, individuati dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 740; 3) infermiere pediatrico, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 70; b) professioni sanitarie riabilitative: 1) podologo, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 666; 2) fisioterapista, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 741; 3) logopedista, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 742; 4) ortottista-assistente di oftalmologia, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 743; 5) terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 56; 6) tecnico della riabilitazione psichiatrica, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 29 marzo 2001, n. 182; 7) terapista occupazionale, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 136; 8) educatore professionale, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 8 ottobre 1998, n. 520; c) professioni tecnico-sanitarie: 1) tecnico audiometrista, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 667; 2) tecnico sanitario di laboratorio biomedico, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 26 settembre 1994, n. 745; 3) tecnico sanitario di radiologia medica, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 26 settembre 1994, n. 746; 4) tecnico di neurofisiopatologia, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 15 marzo 1995, n. 183; 5) tecnico ortopedico, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 665; 6) tecnico audioprotesista, individuato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 668; 7) tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare,