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le elezioni amministrative, a seguito dell'annullamento delle elezioni degli organi delle amministrazioni comunali in alcune sezioni, anche se già indette; le elezioni amministrative nei Comuni i cui organi devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato, nel caso in cui le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo si verifichino entro il 27 luglio 2021; infine, le elezioni degli organi elettivi delle Regioni a Statuto ordinario, anche se già indette, e quelle relative agli organi elettivi per i quali, entro il 31 luglio 2021, si verifichino le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo. Con una modifica introdotta in Commissione affari costituzionali è stato disposto il rinvio, però, anche delle elezioni degli organi delle Città metropolitane, dei presidenti delle Province e dei consigli provinciali in scadenza entro i primi nove mesi dell'anno 2021, in luogo dei primi sei mesi dell'anno 2021, come già previsto: sono identici gli emendamenti 1.2 (testo 2), 1.3 (testo 2) e 1.4 (testo 2). Nel corso dell'esame in Commissione è stato altresì aggiunto l'articolo 1- bis , volto a introdurre una procedura semplificata per la designazione dei rappresentanti di lista nell'ambito delle operazioni elettorali dell'anno 2021: emendamento 1.0.1 (testo 3). L'articolo 2, invece, prevede che per l'anno 2021, limitatamente alle elezioni comunali e circoscrizionali, il numero minimo di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste e delle candidature sia ridotto a un terzo. Durante l'esame in sede referente sono state introdotte disposizioni in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale nei Comuni fino a 15.000 abitanti. In particolare si prevede che, limitatamente all'anno 2021, per le prossime competizioni elettorali, in deroga a quanto previsto al comma 10 dell'articolo 71 del decreto legislativo n. 267 del 2000, ove sia stata ammessa e votata una sola lista, siano eletti tutti i candidati compresi nella lista e il candidato a sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune. Qualora non sia raggiunta tale percentuale, l'elezione è nulla. Si dispone altresì che per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune non si tenga conto degli elettori iscritti all'AIRE che non esercitano il diritto di voto (emendamento 2.5). L'articolo 3 disciplina le modalità di svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio. Nello specifico, si stabilisce che le votazioni si svolgano in due giornate: domenica (dalle ore 7 alle ore 23) e lunedì (dalle ore 7 alle ore 15). Con riferimento allo spoglio delle schede e all'ordine di scrutinio, si dispone che, nel caso di coincidenza di elezioni suppletive per Camera e Senato con elezioni regionali o amministrative, si proceda, nell'ordine, allo scrutinio relativo alle elezioni suppletive e successivamente, senza interruzione, a quello relativo alle elezioni regionali o amministrative. Relativamente agli adempimenti comuni, si prevede che si applichino le disposizioni previste per le elezioni politiche, comprese quelle concernenti il funzionamento degli uffici elettorali di sezione. Si dispone inoltre che le operazioni di scrutinio per ciascuna consultazione debbano essere ultimate entro dodici ore dal loro inizio e che, nel caso di coincidenza delle elezioni regionali con quelle amministrative, lo scrutinio delle elezioni amministrative sia rinviato alle ore 9 del martedì, dando la precedenza alle elezioni comunali e, poi, a quelle circoscrizionali. Quanto agli oneri, si dispone che le spese derivanti dall'attuazione di adempimenti comuni siano proporzionalmente ripartite tra lo Stato e gli altri enti interessati in base al numero delle rispettive consultazioni. Con tre identiche proposte emendative approvate in Commissione si è poi disposto che per l'anno 2021 non trovi applicazione il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, articolo 4, comma 6, in tema di relazione di fine mandato comunale. Un ulteriore intervento emendativo della Commissione ha introdotto la previsione, per le consultazioni elettorali dell'anno 2021 (e solo per esse), dell'apertura degli uffici del casellario giudiziale nei giorni prefestivo e festivo immediatamente precedenti al termine per la pubblicazione del certificato dei candidati (emendamento 3.0.100 (testo 4)). La Commissione ha anche approvato due identici emendamenti volti a fissare al 31 ottobre 2021 il termine entro cui devono concludersi le procedure elettorali per il rinnovo degli organi collegiali e monocratici delle università e delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica (emendamenti 3.0.20 (testo 4) e 3.0.21 (testo 4)). Inoltre, sono stati accolti alcuni ordini del giorno derivanti dalla trasformazione di emendamenti. Segnalo, in particolare, un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare l'opportunità di sensibilizzare le Regioni affinché si preveda il rinvio delle elezioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione dei consorzi di bonifica su tutto il territorio nazionale (argomento, questo, sensibilizzato da molte parti d'Italia). Segnalo altresì un altro ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la proroga fino alla cessazione dello stato di emergenza, con effetto retroattivo, dei permessi riconosciuti dai sindaci in occasione dell'emergenza epidemiologica. Segnalo infine - e si tratta di un aspetto importante, su cui la decisione è stata assunta questa mattina - l'ordine del giorno che impegna il Governo a valutare con le forze politiche le problematiche applicative della legge 9 gennaio 2019, n. 3, relativamente alla produzione della documentazione richiesta per le candidature. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Astorre. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, prendo spunto dal provvedimento in esame, che naturalmente credo non possa che vederci concordi, per sollevare nell'Aula del Senato, ai rappresentanti del Governo e spero anche alla ministra Lamorgese, alcune problematiche relative agli enti locali che vorrei fossero dibattute in questa sede o comunque portate a conoscenza di questa Assemblea per ulteriori iniziative politiche e legislative. La prima questione è relativa alla dignità politica ed economica degli amministratori locali. Non era questo il provvedimento in cui potevamo inserire tale tema, ma in tutti questi anni abbiamo avuto uno sguardo troppo disattento alla dignità politica ed economica degli amministratori locali. Penso ai consiglieri provinciali delle Città metropolitane, che svolgono il loro lavoro a titolo gratuito, penso alle indennità troppo basse per i sindaci. Questi amministratori locali, che nell'anno di pandemia trascorso hanno dimostrato di essere la trincea dello Stato democratico sul territorio, hanno delle indennità e degli stipendi irrisori.