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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 226 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,10. IN SEDE REFERENTE (1721-B) Legge di delegazione europea 2019-2020 DDL 1721-B Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019-2020 (Esame e rinvio) Il presidente STEFANO ( PD ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge di delegazione europea 2019-2020, relativamente alle parti modificate presso la Camera dei deputati. In particolare, il disegno di legge di delegazione europea 2019-2020, approvato in prima lettura dal Senato il 29 ottobre 2020, è stato approvato in seconda lettura dalla Camera dei deputati il 31 marzo 2021, con una sola modifica, inserendo nell'allegato A la direttiva (UE) 2016/343, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali. Ricorda, quindi, che l'allegato A elenca le direttive che il Governo è delegato a recepire in base all'articolo 1, comma 1, del disegno di legge, che reca la delega legislativa per il recepimento delle direttive e l'attuazione degli altri atti dell'Unione europea. Il disegno di legge consta quindi di 29 articoli, che recano disposizioni di delega riguardanti il recepimento di 39 direttive europee inserite nell'allegato A, nonché l'adeguamento della normativa nazionale a 16 regolamenti europei. L'articolato contiene inoltre principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a 18 direttive. Per quanto riguarda l'inserimento nell'allegato A della direttiva (UE) 2016/343, che ha quale termine di recepimento il 1° aprile 2018, va ricordato che la delega per l'attuazione della direttiva era già stata inserita nella legge 25 ottobre 2017, n. 163 (legge di delegazione europea 2016-2017). Tale delega però non è stata mai esercitata dal Governo, in quanto, a seguito di una ricognizione effettuata, è risultato che il nostro ordinamento interno era già pienamente conforme ai contenuti sostanziali e ai diritti fissati della direttiva. Si è deciso pertanto di non procedere al recepimento della direttiva, informando in tal senso la Commissione europea, prima della scadenza del 1° aprile 2018. La Commissione europea, peraltro, nonostante la scadenza del termine di recepimento il 1° aprile 2018, non ha ritenuto di aprire alcuna procedura di infrazione a carico dello Stato italiano per mancato recepimento della direttiva, né, successivamente, per violazione della stessa. Va ricordato che la direttiva (UE) 2016/343, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali, intende tutelare (articolo 1): la presunzione di innocenza di chiunque sia accusato o sospettato di un crimine da parte delle autorità giudiziarie o di polizia; il diritto di una persona accusata di presenziare al proprio processo penale. La direttiva si applica a qualsiasi persona indagata o imputata in un procedimento penale e riguarda tutte le fasi di quel procedimento, dal momento in cui una persona è sospettata o accusata di aver commesso un reato, fino alla decisione finale (articolo 2). Alla persona indagata o imputata in un procedimento penale, la direttiva riconosce, anzitutto, la presunzione di innocenza, finché non ne sia dimostrata la colpevolezza. Corollari della presunzione d'innocenza sono i seguenti principi, che gli Stati dovranno garantire: l'onere della prova della colpevolezza incombe sulla pubblica accusa (articolo 6); l'indagato ha diritto di rimanere in silenzio e di non autoincriminarsi (articolo 7) e tale silenzio non dovrà essere utilizzato contro di lui né in alcun modo valutato ai fini della commissione del reato; la direttiva riconosce inoltre alla persona indagata o imputata in un procedimento penale, il diritto di presenziare al proprio processo (articolo 8); se il principio della presunzione di innocenza e il diritto di presenziare al proprio processo penale sono violati, gli Stati devono garantire mezzi di ricorso adeguati (articolo 10). Infine, tenuto conto che i principi affermati dalla direttiva sono già patrimonio dei diritti fondamentali europei, sanciti sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (articoli 47 e 48), sia dalla Convenzione europea per i diritti dell'uomo (articolo 6), nella direttiva è stata inserita una clausola di non regressione rispetto al consolidamento di tali diritti nell'ambito della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (articolo 13). Va ricordato che, il 31 marzo 2021, la Commissione europea ha pubblicato una relazione sull'attuazione della direttiva (UE) 2016/343 (COM(2021) 144), ai sensi dell'articolo 12 della stessa, nella cui valutazione generale viene evidenziato che la maggior parte degli Stati membri ha adempiuto all'obbligo di recepire la direttiva nel proprio ordinamento nazionale. Sono tuttavia presenti ancora difficoltà, in alcuni Stati membri, riguardanti soprattutto l'ambito di applicazione delle misure nazionali di attuazione della direttiva e il recepimento delle disposizioni relative al divieto di riferimenti in pubblico alla colpevolezza e al diritto di non autoincriminarsi. Il mancato rispetto di tutte le disposizioni della direttiva influisce negativamente sull'effettività dei diritti da essa previsti. In base alla relazione del 31 marzo, la Commissione europea si riserva il diritto di aprire procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che dovesse ritenere inadempimenti alle prescrizioni della direttiva. Tenuto conto di quanto sopra evidenziato, il Presidente relatore ritiene di dover confermare il testo approvato dalla Camera dei deputati, al fine di permettere l'immediata entrata in vigore della legge di delegazione europea 2019-2020. Infine, al fine di assicurare un celere l' iter di approvazione, il Presidente propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti al testo, e limitatamente alle parti modificate dalla Camera dei deputati, per la giornata di venerdì 9 aprile, alle ore 13. Il Rappresentante del GOVERNO interviene per ringraziare il Presidente dell'illustrazione del provvedimento in vista della sua celere approvazione e per ricordare come vi fosse, già nell'ambito della seconda lettura presso la Camera dei deputati, l'intenzione concordata di non modificare il testo del disegno di legge, salvo la necessità di introdurre in allegato la direttiva citata dal Presidente. Preannuncia, quindi, che gli eventuali emendamenti che saranno presentati entro il termine di venerdì, riceveranno il parere contrario da parte del Governo solo per evitare la necessità di una quarta lettura e che i contenuti potranno essere eventualmente recuperati nell'ambito del disegno di legge europea o del successivo disegno di legge di delegazione europea. Si apre quindi la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato.