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A ciò si aggiunge il blocco, da parte dell'esercito russo, di milioni di tonnellate di cereali nei porti ucraini del Mar Nero e del Mar d'Azov. La guerra in Ucraina minaccia la sicurezza alimentare di milioni di persone, anche perché si aggiunge alle criticità già emerse durante la pandemia. L'indice dei prezzi dei prodotti alimentari è salito nel corso del 2021 e ha toccato a marzo i massimi storici. La riduzione delle forniture di cereali e il conseguente aumento dei prezzi rischia di avere effetti disastrosi, in particolare per alcuni Paesi dell'Africa e del Medio Oriente, dove cresce il pericolo di crisi umanitarie, politiche, sociali. La guerra ha avuto anche degli effetti significativi nel mercato energetico, aumentando l'incertezza. I prezzi erano già molto alti, anche prima della guerra, ma l'incertezza è certamente aumentata. A causa delle difficoltà tecniche legate al conflitto è stato interrotto il flusso di gas russo verso l'Europa attraverso il gasdotto Sokharanivka, da cui passa circa un terzo del totale. Comunque, i prezzi restano a livelli molto alti rispetto ai valori storici e sono soggetti a forte volatilità. Fin dall'inizio dell'invasione, il Governo si è mosso con convinzione per sostenere l'Ucraina. Abbiamo stanziato oltre 800 milioni di euro in assistenza per i profughi. Circa 300 milioni fanno parte dell'ultimo decreto aiuti. Rafforziamo la capacità di accoglienza dei rifugiati e forniamo ai profughi l'accesso all'assistenza sanitaria pubblica. Siamo un Paese ospitale. Lo stiamo dimostrando e intendiamo continuare a farlo. L'Italia ha inoltre stanziato 110 milioni di euro in sovvenzioni al bilancio generale del Governo ucraino per la gestione dell'emergenza, cui si aggiungono fino a 200 milioni in prestiti. Finanziamo con 26 milioni di euro le attività di varie organizzazioni internazionali attive in Ucraina e nei Paesi limitrofi. Nel quadro del meccanismo europeo di protezione civile è stato organizzato un trasporto umanitario di circa 20 tonnellate di materiali umanitari della cooperazione italiana. Il servizio nazionale di protezione civile ha donato beni come letti da campo, tende, medicinali, apparecchiature mediche all'Ucraina e ha offerto assistenza anche a Slovacchia e a Moldova. Per impedire che la crisi umanitaria continui ad aggravarsi dobbiamo raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire con forza i negoziati. (Applausi) . È la posizione dell'Italia ed è un'aspirazione europea, che ho condiviso con il presidente Biden e con i leader politici del Congresso durante la mia recente visita a Washington. In questi incontri ho riscontrato un apprezzamento universale per la solidità della posizione italiana, fermamente ancorata nel campo transatlantico e nell'Unione europea. (Applausi) . Questa posizione ci permette di essere in prima linea, con credibilità, senza ambiguità, nella ricerca della pace. Da questo punto di vista, il colloquio del capo del Pentagono Austin con il ministro della difesa russo Shoigu, avvenuto il 13 maggio, rappresenta un segnale incoraggiante. Si tratta della prima telefonata dall'inizio della guerra. Nella giornata di ieri la Federazione Russa ha comunicato al nostro ambasciatore a Mosca l'espulsione di 24 diplomatici italiani. È un atto ostile, che ricalca decisioni simili prese nei confronti di altri Paesi europei e che risponde però all'espulsione di diplomatici russi da parte dell'Italia e di altri Stati membri dell'Unione europea. È essenziale, comunque, mantenere canali di dialogo con la Federazione Russa. È soltanto da questi canali che potrà emergere una soluzione negoziale. L'Italia si muoverà a livello bilaterale e insieme ai partner europei e agli alleati per cercare ogni possibile opportunità di mediazione, ma dovrà essere l'Ucraina e nessun altro a decidere che pace accettare, anche perché una pace che non fosse accettabile da parte dell'Ucraina non sarebbe neanche sostenibile. (Applausi) . A fine giugno si terrà il Consiglio europeo, in cui affronteremo anche la questione dell'adesione dell'Ucraina all'Unione europea. Come ho detto in quest'Aula, l'Italia è favorevole al suo ingresso. A inizio luglio sarò ad Ankara per il vertice bilaterale con la Turchia, il primo di questo tipo da dieci anni. In questo incontro discuteremo delle prospettive negoziali e diplomatiche del conflitto e del rafforzamento dei rapporti tra Italia e Turchia. Se oggi possiamo parlare di un tentativo di dialogo, è grazie al fatto che l'Ucraina è riuscita a difendersi in questi mesi di guerra. (Applausi) . L'Italia continuerà a sostenere il Governo ucraino nei suoi sforzi per respingere l'invasione russa; lo faremo in stretto coordinamento con i nostri partner europei. Ne va non solo della solidità del legame transatlantico, ma anche della lealtà all'Unione europea. Il Governo ha riferito più volte sul tema al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che ha sempre riscontrato la coerenza del sostegno offerto rispetto alle indicazioni e agli indirizzi del Parlamento. (Applausi) . Al tempo stesso dobbiamo continuare a mantenere alta la pressione sulla Russia attraverso le sanzioni, perché dobbiamo portare Mosca al tavolo dei negoziati. Le misure restrittive fin qui approvate dall'Unione europea e dal G7 hanno già avuto un impatto significativo sull'economia russa e questo sarà ancora più forte nei prossimi mesi. Secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale, il prodotto interno russo calerà dell'8,5 per cento quest'anno e il tasso di inflazione raggiungerà il 21,3 per cento. L'indice della borsa di Mosca ha perso un terzo del valore rispetto a metà febbraio, prima dell'invasione. Per frenare la fuga di capitali, la Banca centrale russa ha rialzato i tassi di interesse, che oggi sono pari al 14 per cento, e ha introdotto controlli sui movimenti dei capitali. L'Unione europea è al lavoro per un sesto pacchetto di sanzioni che l'Italia sostiene con convinzione. La lista degli interventi prevede misure legate al petrolio, restrizioni per alcuni istituti finanziari e l'ampliamento della lista di individui sanzionati. L'attività di deterrenza nei confronti della Russia comprende anche l'intensificarsi delle operazioni dell'Alleanza atlantica. Il comandante supremo alleato ha rafforzato il livello di risposta lungo il fianco orientale: è uno sforzo a cui l'Italia contribuisce con 2.500 unità. Nel medio periodo siamo pronti a rafforzare ulteriormente il nostro contributo in Ungheria e Bulgaria, rispettivamente con 250 e 750 unità, in linea con l'azione dei nostri alleati. Valutiamo infine la possibilità di sostenere la Romania nelle attività di sminamento marittimo del Mar Nero e la Slovacchia nella difesa antiaerea. Il crescere della minaccia russa ha spinto la Svezia e la Finlandia a fare domanda per aderire alla NATO. L'Italia appoggia con convinzione questa richiesta, come ho avuto modo di dire ieri alla premier finlandese Sanna Marin durante il nostro incontro bilaterale. È necessario affiancare alla NATO una vera e propria difesa comune europea, complementare all'Alleanza atlantica. (Applausi) .