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in altri casi, come ad esempio la città di Salerno, che sarà prossimamente "promossa" in fascia "A", si registra un organico di 25 addetti tra dirigenti, diretti, operatori e impiegati civili per un numero di immigrati che sfiora le 30.000 unità; a Modena è inoltre presente la casa circondariale "Sant'Anna", struttura costruita nel 1984 e aperta nel 1991. L'organico di Polizia penitenziaria è di 216 operatori a fronte dei 257 previsti, 19 impiegati amministrativi (a fronte dei 24 previsti) e 4 educatori (anziché 5 come da pianta organica). La capienza regolamentare dell'Istituto penitenziario è di 369 posti complessivi: negli ultimi 12 mesi la popolazione è stata di quasi 500 detenuti con una media mensile di stranieri intorno a 320 persone, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; se, alla luce dei dati forniti e nell'ambito del piano allo studio del Ministero, la Questura di Modena sia ricompresa ai fini dell'elevazione di fascia e, in caso negativo, se non ritenga di dovervi ricomprendere la Questura di Modena in considerazione dell'analisi prodotta dal Siulp e in generale per la mole di lavoro e per le mutate caratteristiche delle condizioni socioeconomiche e dei fenomeni criminosi nella provincia modenese. Atto n. 4-02423 CAUSIN Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il salvataggio attuato dal gruppo Conad per acquisire Auchan Italia è sicuramente un passaggio importante per evitare il fallimento aziendale; Conad acquisirà la quasi totalità delle attività di Auchan Italia e quindi 46 ipermercati e 230 supermercati; soltanto nel punto Auchan di Mestre (Venezia) sono presenti 250 lavoratori e 18.000 sono quelli a livello nazionale; la cessione dei punti vendita è un fatto assodato, tanto che, entro febbraio 2020, i primi 109 punti vendita in Italia diventeranno Conad. Tra questi ci sono i negozi a Mira e Quarto d'Altino, nel veneziano, si chiede di sapere quali azioni abbia intrapreso o intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per evitare i possibili licenziamenti dovuti alla riorganizzazione aziendale dopo la sigla della cessione da parte di Auchan a Conad e se non ritenga necessario avviare subito un tavolo di confronto tra le parti per comprendere il piano industriale e l'accordo quadro che verrà messo in atto dalla nuova proprietà. Atto n. 4-02424 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: dall'ultima indagine condotta dal Censis sui dati relativi al fatturato del mercato del falso in Italia emerge come la contraffazione sia una piaga che continua a mietere numerose vittime tra gli operatori economici italiani e priva le casse dello Stato di risorse fondamentali, rappresentando di riflesso anche un segmento significativo dell'evasione presente nel Paese. Secondo l'istituto, infatti, il giro d'affari della contraffazione nel nostro Paese è cresciuto del 3,4 per cento rispetto al 2015 e il fatturato di questo mercato parallelo si aggira attorno ai 7,2 miliardi di euro. Il rapporto stima, inoltre, che a causa del commercio illegale delle merci l'erario perda circa 1,7 miliardi di euro, calcolando sia le imposte dirette sulle imprese e sul lavoro sia l'Iva sui prodotti. Se poi si considera il danno causato anche ad altri settori dell'economia, i mancati introiti per il fisco salgono a 5,9 miliardi di euro, quasi il 2,3 per cento del totale delle entrate sulle stesse imposte; si tratta di un quadro allarmante nel quale non vi è soltanto un problema di mancato gettito, che comunque comporta meno risorse da investire per i servizi essenziali del nostro Paese. Il Censis stima, infatti, che il mercato del falso incide in termini fortemente negativi anche sull'occupazione, dato che la produzione e la commercializzazione dello stesso volume di prodotti all'interno dell'economia legale significherebbe avere oltre 100.000 posti di lavoro in più. Inoltre, proprio la commercializzazione di questi prodotti si avvale di un sistema rodato di spedizioni clandestine, rivendite non autorizzate nei luoghi più impensati, spesso pericolosi, e traffici che frequentemente si affiancano a situazioni criminali. A una rete sotterranea così articolata si contrappone un livello di allerta e monitoraggio sempre più capillare da parte delle forze dell'ordine; nel 2018 l'Agenzia delle dogane e nei monopoli, insieme alla Guardia di finanza, ha effettuato circa 13.638 sequestri, per un totale di quasi 31,7 milioni di prodotti. Permangono molteplici casi di truffe causate dal mercato del falso spesso nemmeno denunciate dalle vittime per il timore di ritorsioni; tra le categorie di merci più contraffatte c'è l'abbigliamento, che insieme a calzature e accessori è quasi il 33,1 per cento del totale del mercato del falso e vale circa 2,4 miliardi di euro. Ci sono poi i materiali audio e video, con un valore di 2 miliardi, pari al 27,6 per cento del totale, ma è in aumento anche la contraffazione dei cellulari e di altri beni tecnologici (oggi al 11,3 per cento del totale). Ma il 14,5 per cento di questo mercato è costituito dai prodotti alimentari, con i relativi danni commerciali e d'immagine per i prodotti delle filiere Igp e Dop stimabili attorno a un miliardo di euro, si chiede di sapere quali urgenti misure i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, intendano porre in essere al fine di contrastare in termini incisivi il grave fenomeno, che rappresenta una grave piaga per gli operatori economici italiani e un vulnus per le casse dello Stato. Atto n. 4-02425 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: nel mondo del commercio esiste una pratica denominata con un termine che gli anglosassoni chiamano shrinkflation , termine derivante dalla crasi tra l'inglese shrinkage , contrazione, e inflation , inflazione: lasciando invariato il prezzo, alcuni produttori a quanto pare riducono la quantità di merce all'interno delle confezioni in vendita con la conseguenza che il consumatore finale paga più caro un prodotto, senza però rendersene conto; tale fenomeno si verifica con bevande e alimenti, ma anche con i saponi e con moltissimi altri beni. Si tratta di un aumento di fatto, ma camuffato, dei prezzi. Il consumatore non se ne accorge, o almeno non subito, ma finisce per spendere di più. Perché è chiaro che se un semplice tubetto di dentifricio contiene 75 millilitri anziché 100, finirà prima e prima ne dovrà essere comprato un altro. Tale pratica sembra interessare un'infinità di prodotti: dalla barretta di cioccolato che si assottiglia alla scatola di fazzoletti che perde qualche foglio o la carta igienica ridotta di alcuni strappi, dalla marmellata che diminuisce mentre aumenta lo spessore del vasetto, sino ai saponi e alle bibite di ogni tipo; in questi casi le dimensioni dei prodotti di uso quotidiano vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato;