[ddlpres]

Deleghe al Governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge reca deleghe al Governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio. Articolo 1 Le disposizioni in oggetto si riferiscono al settore dello spettacolo dal vivo. Esse recano, infatti, una serie di deleghe al Governo per disciplinare tale ambito, nelle sue diverse espressioni: attività teatrali ; attività liriche, concertistiche, corali ; attività di danza classica e contemporanea ; attività musicali popolari contemporanee; attività circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione; spettacolo viaggiante; carnevali storici e rievocazioni storiche. Le disposizioni tengono conto della mancata adozione dei decreti legislativi di riordino del settore per i quali vi era una delega analoga nella legge n. 175 del 2017, recante « Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia ». L'esercizio del potere normativo delegato si inserisce infatti nel contesto dell'articolo 1 della sopra citata legge richiamando espressamente i princìpi ivi elencati, che affidano alla Repubblica, in attuazione delle fonti di rango costituzionale e sovranazionale, la promozione dello spettacolo dal vivo, in tutte le sue varianti sopra menzionate, quale fattore di sviluppo, anche economico e non solo culturale, e il riconoscimento del suo valore educativo, nonché della sua utilità sociale. Nell'esercizio della delega in oggetto, mediante la redazione di un unico testo normativo denominato « codice dello spettacolo », il Governo intende attuare il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative in materia di attività, organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche e degli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, nonché la riforma, la revisione e il riassetto della vigente disciplina nei settori del teatro, della musica, della danza, delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche. Ciò al fine di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai princìpi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l'innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività. In particolare, per la redazione del codice dello spettacolo sono stati individuati dei princìpi e dei criteri direttivi al fine della semplificazione normativa quali: l'organizzazione delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività; il coordinamento e la consolidazione, sotto il profilo formale e sostanziale, delle disposizioni legislative vigenti negli ambiti interessati dall'intervento, comprese quelle di recepimento e attuazione della normativa europea, per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, con la contestuale ed esplicita abrogazione delle norme ritenute obsolete o comunque superate; l'adeguamento, l'aggiornamento e la semplificazione del linguaggio normativo; l'unicità, la contestualità la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina relativa ad ogni attività o gruppi di attività. Ai fini della semplificazione amministrativa sono stati previsti ulteriori criteri e princìpi direttivi, quali: l'eliminazione di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l'adeguamento alla normativa europea, salvo la necessità di mantenerli qualora siano motivati dall'analisi di impatto della regolamentazione; l'uniformità, per tipologie omogenee di procedimento, delle modalità di presentazione delle comunicazioni, delle dichiarazioni e istanze degli interessati, nonché le modalità di svolgimento della procedura; l'obbligo di procedere al monitoraggio e al controllo telematico a consuntivo del rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza; la previsione che, di regola, sia qualificato come onere fiscalmente detraibile il costo derivante dall'introduzione di oneri regolatori, inclusi quelli informativi e amministrativi ed esclusi quelli che costituiscono livelli minimi per l'attuazione della regolazione europea, qualora non compensato con una riduzione stimata di oneri di pari valore. Per quanto riguarda i settori oggetto della delega, sono definiti sia i princìpi e i criteri direttivi validi per l'intero settore, sia i princìpi e i criteri direttivi specifici per le fondazioni lirico-sinfoniche da una parte e, dall'altra, per il teatro, la musica, la danza, il circo e lo spettacolo viaggiante, i carnevali storici e le rievocazioni storiche. In particolare, con riguardo alle fondazioni lirico-sinfoniche, da un lato i decreti legislativi dovranno assicurare una razionalizzazione della governance , specificando i requisiti minimi che devono essere posseduti da tali soggetti, rafforzando le competenze e le responsabilità del soprintendente e precisando, infine, le forme di controllo, di vigilanza e di eventuale commissariamento da parte del Ministero; dall'altro, i decreti dovranno specificare i criteri di assegnazione del finanziamento pubblico alle fondazioni lirico-sinfoniche al fine di stimolare il miglioramento della qualità artistica dei programmi di spettacolo e dei risultati relativi alla gestione economico-finanziaria, ma anche al fine di favorire la realizzazione di coproduzioni internazionali e nazionali per la promozione e la diffusione della cultura lirica e il reperimento di ulteriori finanziamenti rispetto a quello statale. Con riguardo agli altri settori dello spettacolo, i decreti legislativi dovranno innanzitutto riordinare la disciplina di alcuni soggetti che operano stabilmente nel settore dello spettacolo (teatri nazionali, teatri di tradizione, teatri di rilevante interesse culturale, istituzioni concertistico-orchestrali), razionalizzando gli spazi e le modalità di intervento del Ministero per i beni e le attività culturali. In secondo luogo, dovranno precisare le forme di finanziamento, le tipologie di attività e di soggetti ammessi a presentare domanda per ciascuno dei diversi settori, al fine di stimolare la massima pluralità, qualità e professionalità dell'offerta su tutto il territorio nazionale; specifiche disposizioni dovranno regolare, tra l'altro, le modalità e i criteri di estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee e provvedere alla revisione e razionalizzazione delle disposizioni relative al settore delle attività circensi e dello spettacolo viaggiante, anche al fine di assicurare il parziale o totale superamento dell'utilizzo degli animali. Si prevede inoltre che i decreti legislativi di riordino della materia dello spettacolo intervengano altresì a modificare la disciplina del Consiglio superiore dello spettacolo, di cui all'articolo 3 della legge n. 175 del 2017: