[resaula]

Purtroppo, questa ansia propagandistica, questa ossessione a voler cambiare tutto, considerandovi gli unici depositari del principio della legalità (poi ci spiegheranno i 5 Stelle, rispetto al decreto sblocca cantieri, dove ritroveremo il loro impegno per la trasparenza). (Applausi dal Gruppo PD) . Insomma, la volontà di mostrarvi come gli unici onesti ha prodotto un testo peggiorato, che mette a rischio l'intera norma. Lo sapete, perché se siamo qui è perché vi siete resi conto anche voi che scrivere - come scrisse Giarrusso nel primo testo - che per configurare il reato ci doveva essere la promessa del sostegno elettorale da parte di soggetti dei quali a colui che contratta è nota l'appartenenza ad associazioni criminali di stampo mafioso significava restringere il campo, vanificare la norma e creare incertezza interpretativa. Alla Camera, anche col nostro contributo, si è cambiato il testo e si è aggiunto che lo scambio politico-mafioso si manifesta se è realizzato mediante modalità mafiose. Meglio, ma resta una norma da interpretare: non è chiara. Questa è la prima ragione per cui voteremo contro il provvedimento. L'altra ragione principale è che la modifica di una norma già applicata, senza che nessuno sollevasse questioni di costituzionalità, rischia di creare i presupposti per un'impugnazione. Prevedere le stesse sanzioni per un capomafia e per chi accetta voti dalla mafia rischia di apparire sproporzionato. Arrivare a pene più elevate di quelle previste per i boss se il candidato è eletto rischia di definire una pena abnorme (dai dodici ai diciotto anni) e quindi di realizzare profili di illegittimità costituzionale. Insomma, non è certo perché non vogliamo punire e contrastare il voto di scambio che voteremo contro il provvedimento. La ragione del nostro voto, al contrario, sta nella convinzione che state peggiorando un provvedimento utile ed efficace che funziona e che le procure e tutti coloro che nelle associazioni si occupano di antimafia ci chiedono di non cancellare. Vi assumete voi, per intero, la responsabilità di una scelta che rischia di indebolire il contrasto al voto di scambio rispetto a ciò che c'è oggi e di dare carte e argomenti a chi difenderà mafiosi e politici corrotti nelle aule di giustizia. Voi vi assumete questa responsabilità, noi non ce la assumeremo. (Applausi dal Gruppo PD) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Bravo! PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in queste ore ho assistito a una gara nella quale ogni forza politica ha sostenuto di aver fatto qualcosa più dell'altra. Io credo che il Senato, che è un organo fondamentale perché rappresenta il popolo, meriti ben altro. Mentre mi accingevo a preparare la dichiarazione di voto sul disegno di legge in esame, al di là del testo (il cui miglioramento è stato doverosamente chiarito da chi mi ha preceduto), non ho potuto che fermarmi un momento e farmi una semplice domanda: perché? Perché noi qui, oggi, dobbiamo ribadire, ancora una volta, la nostra non contrarietà, ma ferma e incondizionata condanna al fenomeno mafioso? Perché, dopo decenni di lotta alla mafia, è ancora necessario rinsaldare le fondamenta normative dirette all'abbattimento del fenomeno mafioso? Permettetemi, colleghi. Sin da quando ero un giovanissimo studente sentivo e guardavo incuriosito e anche spaventato importanti e blasonati politici del passato che, unanimemente, prendevano le distanze dai mafiosi e dai loro metodi. Dico di più: all'epoca ero spaventato, perché non conoscevo a fondo il fenomeno, non sapevo a cosa potesse portare e cosa potesse provocare. Crescendo, studiando e leggendo, ben prima del percorso universitario, ecco che si comprendeva come questo cancro della società avesse portato alla morte degli uomini, pur di non cedere alle lusinghe e alle minacce e di mantenere il rispetto della legalità e della vita di ogni singola persona che, molte volte incolpevolmente, veniva a contatto con la mafia e ne subiva le nefaste e tragiche conseguenze. Eroi - penso ai già tante volte citati Falcone e Borsellino e anche al giudice Livatino, ben rammentato durante il precedente passaggio al Senato dal senatore Pillon - che, come molti altri, hanno pagato per la loro rigorosità e anteposto il rispetto del loro popolo alla loro vita. Ecco il perché. Dobbiamo ricordarci di tutte queste migliaia di vittime della malavita, perché il ricordo deve rinsaldare le motivazioni della lotta, affinché la politica sia realmente la massima espressione dell'impegno verso il bene comune, senza se e senza ma. Se e ma che, se collegati alla criminalità, non possono che essere condannati e combattuti senza risparmio di energia. Ecco che, quindi, metaforicamente, giunge alla luce la risposta alla domanda che mi ero posto inizialmente. È dovere morale ed etico, ancora prima che giuridico e politico, porre in essere ogni azione utile e necessaria al fine di evitare qualsiasi ipotesi di infiltrazione mafiosa all'interno della vita politica. E il fenomeno è oggi tanto più grave se si pensa che non vi sono limiti geografici o ideologici all'azione criminosa e vergognosa di coloro che agiscono per meri interessi di guadagno, speculazione e sfruttamento della pubblica amministrazione e del bene comune. Alla luce del nostro mandato, che non è solo politico, e in ragione del fatto che è necessario allontanare nel modo più assoluto dalla vita politica l'infiltrazione di interessi illeciti, tutto il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà convintamente e con decisione a favore del provvedimento in esame. Lo facciamo perché è giusto e perché, oltre ogni retorica (che, purtroppo, in queste Aule si sente un po' troppo spesso), lo dobbiamo alle vittime, che oggi dobbiamo far rivivere nel cuore di ognuno di noi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, devo richiamare l'attenzione di tutti perché stiamo discutendo da ore e ho sentito il Presidente della Commissione antimafia - che, proprio per la sua funzione, dovrebbe avere il dovere della verità - ricordare e parlare del concetto di utilità come se fosse una modifica che viene apportata a questa norma. Le norme sono già scritte dal 2014 e non c'è alcuna novità, se non l'aumento della pena e l'indeterminatezza dell'appartenenza. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Su questo, caro Presidente, proprio per ricordarlo a tutti, desidero sottolineare che la Corte di cassazione nel 2016 diceva giustamente che non vi era stata alcuna abolitio criminis dopo la modifica del 2014, ma che, sia prima sia dopo la modifica, ai fini della configurazione del reato occorreva la promessa di acquisizione del consenso elettorale tramite il ricorso alle tipiche modalità mafiose della sopraffazione e dell'intimidazione.