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Noi abbiamo fatto questi ragionamenti anche nell'ambito di una mozione presentata all'attenzione di tutti i senatori, in cui chiediamo che il Governo intervenga per stimolare la BCE a diventare come la Fed, inserendo cioè nel mandato della BCE la piena occupazione. Abbiamo un Presidente del Consiglio che ha una certa esperienza in tema di BCE e, quindi, sicuramente può - se vuole - cercare di spingere per arrivare a questo. D'altra parte, ciò significa riallineare lo statuto della BCE all'articolo 3 del Trattato sull'Unione europea. Oltretutto, in quella stessa mozione chiedevamo di cambiare una dizione. L'Unione europea viene definita come un'economia sociale di mercato fortemente competitiva. Noi dobbiamo dire invece che è fortemente competitiva nei confronti dei Paesi extra-UE, perché la competizione tra Paesi interni all'Unione produce non un rafforzamento delle politiche dell'Unione, bensì un deperimento. Tutti sappiamo del surplus commerciale della Germania. In questo momento abbiamo bisogno di un'Europa più forte e più coesa. In un momento come quello attuale, che è purtroppo di guerra, potremmo ragionare proprio su questo punto: un'Europa più forte ha bisogno di un maggiore impiego militare oppure può ragionare in un altro modo? Lancio una provocazione: l'Unione europea potrebbe essere una zona che rinuncia all'arma nucleare. Forse potremmo ragionare in un altro modo: dovremmo imparare ad avere il coraggio di ragionare in un altro modo, perché è l'unica soluzione se vogliamo difendere gli interessi dei cittadini e delle imprese europee. Come vedete, si può ragionare sulla golden power per avere un quadro più ampio: è questo quello che dobbiamo fare in Senato, altrimenti non ha senso il nostro lavoro. Il nostro lavoro ha un senso se lo inquadriamo in un contesto più grande e più generale, che è sempre l'interesse dei cittadini europei. E purtroppo questa guerra non è assolutamente nell'interesse dei cittadini europei. (Applausi) . Questa guerra è interesse di altri, che non sono certo i cittadini europei. Ci sono anche altre cose nel provvedimento che stiamo discutendo e che andremo ad approvare presumibilmente domani, come - per esempio - il fatto di aver dichiarato i rottami di ferro un elemento critico. È stato anche modificato un passaggio in cui si diceva che bisognava notificare solo se le esportazioni avvenivano da parte di imprese italiane, come se un'impresa turca potesse esportare, quando sappiamo che è la Turchia stessa che ci fa la concorrenza sui rottami di ferro: il costo marginale che noi paghiamo sui rottami ferro lo fa la Turchia. Bisogna capire come funziona il costo marginale, come abbiamo fatto sul gas. Aver fatto una modifica ci permette effettivamente di raggiungere un obiettivo. Si tratta quindi di piccoli passaggi ma importanti. Lo stesso dicasi per i crediti fiscali, che sono un'innovazione importante. Certo, stiamo ancora parlando di vari passaggi. Bisogna avere il coraggio presumibilmente di tornare alla situazione di quando abbiamo aperto la circolazione libera dei crediti fiscali, perché è un modo alternativo di intervenire. Anche questa è una cosa importante. Avevamo presentato poi un emendamento riguardante l'incremento della tassazione sugli extraprofitti dal 10 al 25 per cento, e questo è stato recepito nel cosiddetto decreto-legge aiuti, approvato in Consiglio dei ministri e di cui aspettiamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale . In sostanza, quello che dobbiamo fare è un ragionamento di sistema. Quando proviamo a ragionare sul sistema, capiamo come la nostra azione politica può essere fortemente incidente sul mondo nel quale lavoriamo. A volte basta un emendamento per provare a cambiare la situazione. Mi auguro che tutti noi abbiamo il coraggio, la voglia, l'abnegazione di fare veramente gli interessi dei cittadini e delle imprese europee, e soprattutto di quelle piccole, per far capire che la competizione la dobbiamo fare con coloro che sono fuori dall'Unione europea. Dobbiamo avere il coraggio definitivo per capire che solo insieme riusciamo a fare qualcosa e i veri competitor sono quelli che hanno tanti soldi al di fuori dell'Unione europea. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marti. Ne ha facoltà. MARTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ci stiamo occupando della conversione in legge del decreto-legge riguardante le misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi in Ucraina. Per fronteggiare questa crisi internazionale vengono introdotte dal decreto-legge in esame una serie di disposizioni per far fronte alle eccezionali esigenze, in particolare in ordine allo svolgimento delle attività produttive, per contenere i prezzi dell'energia sul mercato italiano e fronteggiare la situazione di instabilità nel funzionamento del sistema nazionale di gas naturale derivante dal conflitto russo-ucraino. Nonostante il lavoro in Commissione sia stato molto intenso, faticoso e corposo, sono stati prodotti più di 1.421 emendamenti da parte di tutti i Gruppi parlamentari e la Lega si ritiene soddisfatta, anche se non del tutto, perché si può fare sempre di più. Il lavoro del nostro Gruppo è stato forte e importante su tutta una serie di temi. Siamo un po' rammaricati da piccoli segnali che il Governo forse ci avrebbe potuto dare su situazioni che sembrano piccole a noi, ma sono grandi per i vari settori. Mi riferisco - ad esempio - all'emendamento che stanziava piccolissimi fondi per i centri riabilitativi per i diversamente abili dotati di piscine riscaldate, utilizzate per fisioterapia e riabilitazione in acqua; vi era poi un nostro emendamento contro il taglio dei militari, che è stato bocciato, previo parere negativo da parte del Governo. La riduzione prevista dal prossimo 1° luglio di altre 1.000 unità dall'operazione Strade sicure è un grave danno per il nostro Paese. Come Lega continueremo a batterci per le Forze dell'ordine e per l'incolumità degli italiani. Inoltre, il Governo poteva accogliere il nostro emendamento sugli extraprofitti a banche. Avevamo chiesto con forza di ampliare la platea dei soggetti chiamati a versare il contributo straordinario contro il caro bollette. Occorreva un atto concreto di redistribuzione sociale, innalzando la tassazione degli extraprofitti dal 10 al 25 per cento ed estendendola anche alle banche e agli intermediari finanziari che operano nel settore dell'energia. Se il nostro emendamento fosse stato approvato e accolto dal Governo, avrebbe garantito delle entrate allo Stato e, di conseguenza, la distribuzione di profitti a milioni di italiani, ma anche di coprire gli oneri per rimuovere gli effetti distorsivi contenuti nella norma che penalizzano diverse imprese. Sarebbe stato un gesto di giustizia sociale, una misura equa e necessaria, per contenere i costi del caro energia e aiutare famiglia ed imprese. È anche vero però che sono arrivati altri piccoli, grandi segnali: grazie al lavoro fatto dal Gruppo Lega con il resto della maggioranza e all'insistenza del nostro partito, sono stati accolti emendamenti che in questo momento di grave crisi post pandemica aiutano realmente i nostri cittadini. Mi riferisco in particolar modo - ringrazio Giorgio Bergesio e il Gruppo - alla rateizzazione del pagamento delle multe derivanti dalle quote latte, importantissimo provvedimento.