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Sono istituite zone economiche speciali (ZES) all'interno del territorio delle aree protette, come classificate ed elencate ai sensi degli articoli 2 e 3. 2. Le ZES perseguono la finalità di creare condizioni favorevoli in termini fiscali, finanziari e amministrativi per incentivare l'insediamento di imprese, attività artigianali, di commercio al dettaglio e turistico-ricettive al fine di promuovere lo sviluppo economico sostenibile e l'occupazione. 3. L'amministrazione e la gestione della ZES, ferme restando le competenze previste dalla normativa nazionale e dell'Unione europea, sono attribuite alle regioni, che provvedono a: a) definire, d'intesa con l'ente gestore dell'area protetta, l'area di applicazione della ZES e l'esatta perimetrazione della stessa; b) semplificare le procedure per l'insediamento di nuove imprese e per la costituzione di uno sportello unico con funzioni di interfaccia con gli operatori economici in regime di ZES; c) verificare i requisiti amministrativi e tecnici, stabiliti con apposita legge regionale, necessari per la registrazione di un'impresa nella ZES; d) ogni altra attività finalizzata al buon funzionamento della ZES. 4. Le nuove attività economiche, classificate come microimprese, piccole o medie imprese (PMI) ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che avviano una nuova attività economica sostenibile nelle ZES di cui al presente articolo nel periodo compreso tra il 1° giugno 2018 e il 31 dicembre 2023 possono fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse disponibili: a) esenzione nella misura del 50 per cento dall'imposta sul reddito delle società (IRES) per i primi dieci periodi di imposta; b) esenzione nella misura del 50 per cento dall'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per i primi dieci periodi di imposta; c) esenzione nella misura del 50 per cento dall'imposta municipale propria (IMU) e dalla tassa sui rifiuti (TARI) e, comunque, da ogni tributo o tassa locale che integri o sostituisca le citate imposta e tassa, per un periodo di dieci anni, per gli immobili posseduti dalle stesse imprese e utilizzati per l'esercizio delle nuove attività economiche; d) riduzione nella misura del 50 per cento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle imprese per i primi cinque anni di attività, per i contratti a tempo indeterminato e per i contratti a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, anche per il personale di nuova assunzione. 5. Per le imprese già presenti nel territorio dell'area protetta precedentemente all'entrata in vigore del regime di Zes, limitatamente a quelle classificabili come microimprese, piccole e medie imprese (PMI) ai sensi del citato regolamento (UE) n. 651/2014, le agevolazioni fiscali di cui al comma 4 si applicano nella misura del 50 per cento per i primi tre periodi di imposta e del 30 per cento per i successivi sette periodi di imposta. 6. Le agevolazioni di cui al presente articolo sono concesse con le seguenti limitazioni: a) le nuove imprese devono mantenere la loro attività per almeno cinque anni, pena la revoca retroattiva delle agevolazioni concesse; b) le imprese di cui ai commi 4 e 5 non devono essere collegate a, controllate da o controllanti di imprese non classificabili come microimprese, piccole o medie imprese ai sensi del citato regolamento (UE) n. 651/2014; c) le imprese di cui ai commi 4 e 5 devono operare in settori la cui attività sia compatibile con la tutela e la valorizzazione ambientale del territorio dell'area protetta e utile allo sviluppo socio-economico sostenibile della stessa. 7. L'efficacia delle disposizioni del presente articolo è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 8. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, nonché del fondo di cui all'articolo 7- ter della presente legge. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 7 -ter. - (Fondo per l'incentivazione fiscale nelle aree protette). – 1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un fondo dell'ammontare di 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018, destinato al finanziamento di misure di incentivazione fiscale nelle aree protette, da adottare con successivi provvedimenti legislativi volti a promuovere iniziative compatibili con le finalità della presente legge. 2. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio». 7 (Modifiche all'articolo 9 della legge n. 394 del 1991) 1 All'articolo 9 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a i commi da 1 a 8- bis sono sostituiti dai seguenti: « 1. L'Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 2. Sono organi dell'Ente parco: a) il Presidente; b) il Consiglio direttivo; c) il Revisore unico dei conti; d) il Comitato degli amministratori locali. 3. Gli organi dell'Ente parco durano in carica cinque anni e i membri possono essere confermati una sola volta. 4. Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, nell'ambito di una terna proposta dalla Cabina di regia e composta da soggetti in possesso di comprovata esperienza e professionalità in campo ambientale e scientifico, nonché con esperienze rilevanti di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Entro quindici giorni dalla ricezione della proposta, i presidenti delle regioni interessate esprimono l'intesa su uno dei candidati proposti ovvero il proprio dissenso esplicitando le ragioni che motivano il diniego dell'intesa con specifico riferimento a ciascuno dei nomi ricompresi nella terna.