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Una madre ha denunciato alle autorità un gruppo WhatsApp intitolato «The Shoah Party», in cui venivano condivise frasi, video, immagini inneggianti al nazismo, al razzismo, all'antisemitismo, all'ISIS e contenuti pedopornografici: un calderone del peggio che si può trovare on line gestito da un quindicenne e con la maggior parte dei membri minorenni. È evidente che la lunga serie di mancanze in questa storia parte dalle famiglie, dalla comunità educante, in generale dagli adulti, così come è chiaro che la prima regola disattesa, nella complicità generale, è quella sull'età minima di iscrizione alle diverse piattaforme social . Allo stesso tempo, è fuorviante e ridicolo pensare di poter regolamentare tale accesso mediante documenti di identità: in primo luogo perché rappresenta una ulteriore cessione di dati a piattaforme private - i documenti appunto - con rischi di furti di identità, in secondo luogo perché Internet non ha confini, i social sono internazionali e qualsiasi tipo di limitazione su base nazionale potrà essere facilmente aggirata da un qualsiasi dodicenne di media intelligenza. Da adulto credo che questo sia un problema enorme del tempo in cui viviamo. Dobbiamo usare parole di chiarezza, per non ridurre questo nostro dibattito e il lavoro della Commissione che oggi andiamo ad istituire ad un modo ipocrita per lavarci la coscienza da un lato, mentre dall'altro non facciamo nulla di concreto per sradicare l'ignoranza, la rabbia e le convinzioni che sono alla base di questi fenomeni. Anche in quest'Aula ho sentito qualcuno sostenere che è l'immigrazione la causa che genera il razzismo. Molti di noi avranno visto l'approfondimento che «Report» ha dedicato alle tecniche di manipolazione on line gestite e pagate da gruppi politici e penso che si saranno sorpresi nel vedere che alcune azioni erano mirate proprio a un target di minorenni. Possiamo fare Commissioni, convegni, discorsi profondi e alzate di scudi, ma finché verranno consentite e sfruttate per convenienza elettorale tali modalità, cari colleghi, l'apporto della politica non aiuterà la soluzione, ma anzi aggraverà il problema. Quante volte i profili social di esponenti politici hanno propagandato notizie di cronaca basate su elementi che si sono rivelati falsi, delle fake news , pur di lucrare consenso? Moltissime. E quante volte si è avuta una rettifica da parte degli stessi profili? Nessuna. Lo sfruttamento di queste tecniche, lo stillicidio quotidiano in cui si mischiano notizie vere e false, termini ingiuriosi, minacce fasulle e dati spropositati, hanno negli anni atrofizzato il nostro senso civico. D'altra parte, i discorsi e gli atti discriminatori e razzisti, non poche volte fomentati o compiuti da politici e amministratori, si vanno a tal punto moltiplicando e banalizzando che il razzismo rischia di diventare senso comune. Un senso comune costantemente rafforzato dal ruolo svolto dai mezzi di comunicazione di massa, potenti ripetitori e amplificatori. Ciò che un tempo era socialmente inaccettabile ora viene rivendicato con orgoglio e accettato - ahimè - con indifferenza, ma la discriminazione, il razzismo, il linguaggio d'odio vanno studiati e contrastati, analizzati per ciò che sono e ciò che a volte diventano: non solo un insieme di idee, opinioni, rappresentazioni, stereotipi, pregiudizi, né solo un sistema di idee che orienta l'azione, ma la premessa per gravi comportamenti di discriminazione, segregazione, rifiuto, disprezzo e infine aggressione. Anche grazie all'istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, fenomeni come xenofobia e razzismo saranno finalmente al centro dell'attenzione politica e istituzionale. Infatti saranno estremamente utili le raccolte di dati statistici e soprattutto gli approfondimenti basati sull'osservazione di casi empirici, sulla raccolta di testimonianze delle vittime e degli artefici di situazioni di discriminazione e razzismo. Senatrice Segre, conosciamo bene la sua storia e la sua forza. Gli insulti che riceve ogni giorno non hanno il potere di turbarla e questa è un'ulteriore lezione che ci offre. Ma mi consenta di testimoniarle, oltre al ringraziamento per questa proposta, anche la nostra vicinanza e il nostro affetto. La gerarchia dell'ostilità e del disprezzo generalmente cambia in relazione al clima sociale e politico, all'orientamento degli organi di informazione, all'atteggiamento delle istituzioni, a certi eventi nazionali e internazionali e alla traduzione che ne fanno poi i mezzi di comunicazione di massa. Allora dobbiamo avere a cuore qualsiasi persona sia oggetto di razzismo, nella consapevolezza - ce lo insegna la storia - che ciascuno di noi, per una sola delle sue caratteristiche, potrebbe diventarne vittima. Per vincere questa battaglia c'è bisogno di grande senso critico e di proposte concrete, con un'attenzione prioritaria verso l'educazione e la scuola, che si è già attrezzata da tempo per affrontare questi problemi, senza tacerli e sottovalutarli. Per questi motivi annuncio il voto favorevole di Liberi e Uguali e auguro buon lavoro alla istituenda Commissione. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, M5S e PD e della senatrice Segre) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei anzitutto esprimere un rammarico (lo ha fatto, nel suo intervento sulla proposta, il collega Alan Ferrari poco fa): il rammarico di non riuscire, purtroppo, in quest'Aula a trovare l'unità su temi come questi. Un tempo, su argomenti così oggettivi, su una mozione di questo tipo, soprattutto se proposta da una personalità come la senatrice Segre, in due minuti si sarebbero presentate le proposte e si sarebbe trovata un'intesa. Oggi purtroppo - devo dire a causa principalmente dei colleghi della Lega e dei colleghi di Fratelli d'Italia (Commenti dal Gruppo FdI) - questo non riesce più ed è un problema per la democrazia, signor Presidente. Sono molto preoccupato e mi rivolgo ai colleghi di Forza Italia, chiedendo e rivolgendo loro l'appello di non seguirli più in questa deriva. Lo dico perché avevo letto il testo della mozione presentata dai colleghi di Forza Italia qualche giorno fa, prima del voto umbro, e devo dire che avevo parlato con i colleghi del mio Gruppo, dicendo che avremmo votato a favore di quella mozione, perché era una mozione che sostanzialmente ribadiva le stesse cose che sono scritte nella mozione a prima firma della senatrice Segre, seguita dalle firme dei Capigruppo di maggioranza. Purtroppo è accaduto e ho notato che dopo il voto umbro la mozione di Forza Italia è cambiata. Originariamente avevo letto un testo che mi aveva convinto ad esprimere un voto positivo, poi per fortuna ho avuto la possibilità di leggere la seconda mozione e ho visto che il testo era stato cambiato e che c'erano alcuni periodi che andavano nella direzione che mi preoccupa e che ho accennato poco fa essere espressa dalla Lega e da Fratelli d'Italia. L'appello è quello di tenere la barra dritta su questi temi.