[pronunce]

Nella specie, la richiesta di conferma del segreto atteneva - per limitarsi all'unico profilo che il ricorrente reputa realmente significativo nel giudizio di cui è investito - al fatto che, nell'arco di un quinquennio, il SISMI avesse impartito ordini o direttive al Pompa o alla Tontodimamma per la «raccolta di informazioni su magistrati, italiani o stranieri», senza specificazione - come già rimarcato - né di nomi (o di criteri di "selezione" degli interessati), né di finalità. Di fronte a una richiesta di tale ampiezza può ritenersi, dunque, sufficiente a giustificare la conferma del segreto il richiamo, altrettanto generale, del Presidente del Consiglio dei ministri all'esigenza di non palesare indirettamente, tramite la rivelazione dell'esistenza e dei contenuti di detti ordini e direttive, le modalità e le tecniche operative dei servizi medesimi (comprensive anche dei relativi obiettivi generali). Al riguardo, si coglie, del resto, con immediatezza la sproporzione tra la specificità del tema di prova nel giudizio da cui trae origine il conflitto e l'ampiezza dell'area che, mediante il conflitto stesso, si vorrebbe sottrarre alla tutela apprestata dallo strumento del segreto. 15.- Neppure, poi, può essere accolta la diversa richiesta formulata dal giudice ricorrente nella parte conclusiva della memoria, laddove si sollecita questa Corte ad appurare - tramite opportuna indagine istruttoria - se, nell'ambito del materiale segretato, esistano realmente le asserite prove della non colpevolezza degli imputati e se le stesse «siano legittimamente coperte da segreto»: indagine, in assunto, pienamente praticabile - giacché, per espressa previsione dell'art. 41, comma 8, della legge n. 124 del 2007, «in nessun caso il segreto di Stato è opponibile alla Corte costituzionale» - e che non comporterebbe, altresì, secondo il ricorrente, un sindacato di merito sull'esercizio del potere discrezionale, ma solo la verifica, in fatto, che «non vi sia stato un palese abuso dell'istituto del segreto di Stato e che la sua opposizione non sia stato un mero escamotage degli indagati per sottrarsi ad un giudizio penale». La richiesta in questione poggia, in effetti, su una non consentita sovrapposizione tra l'oggetto del processo penale, da cui il conflitto di attribuzione trae origine, e l'oggetto di quest'ultimo, mirando nuovamente a rimettere a questa Corte valutazioni che - in chiave prognostica - restano invece affidate all'autorità giudiziaria. Come già sottolineato, nel momento in cui è chiamato a confermare il segreto di Stato da altri opposto nell'ambito di un procedimento penale, il Presidente del Consiglio dei ministri non si esprime in alcun modo sull'attitudine delle notizie in discussione a incidere sugli esiti del procedimento in corso - valutazione che non gli compete, essendo rimessa istituzionalmente al giudice di detto procedimento - ma solo sulla loro idoneità a compromettere, se propalate, la sicurezza nazionale. Correlativamente, l'atto di conferma del segreto non potrebbe essere ritenuto illegittimo da questa Corte, in sede di conflitto di attribuzione, sulla base di una considerazione "eccentrica" rispetto ai suoi contenuti: e, cioè, a seguito dell'ipotetica verifica che il materiale segretato non fornisce, in realtà, elementi utili per la definizione del giudizio, siano essi a sostegno delle tesi dell'accusa, ovvero - come nel caso qui in esame - a supporto di quelle della difesa.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che spettava al Presidente del Consiglio dei ministri emettere le note del 3 dicembre 2009, n. 50067/181.6/2/07.IX.I, e del 22 dicembre 2009, n. 52285/181.6/2/07.IX.I, con le quali è stata confermata, nei termini ivi indicati, l'esistenza del segreto di Stato opposto da Nicolò Pollari e da Pio Pompa nel corso di un procedimento penale a loro carico. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2011. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Giuseppe FRIGO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 23 febbraio 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: MELATTI