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il 27 settembre 2021, il gruppo consiliare del PD della Regione Friuli-Venezia Giulia ha scritto all'assessore regionale al Lavoro, formazione e ricerca, Alessia Rosolen, evidenziando "la situazione molto seria, e per certi aspetti estremamente preoccupante" della Nidec di Monfalcone, chiedendo "un intervento nei confronti della società per capire quale sia la reale situazione in termini di prospettive di lavoro e organizzative: situazioni di sofferenza occupazionale non sarebbero accettabili per il territorio"; il 10 novembre 2021, l'azienda ha annunciato una complessa riorganizzazione che riguarda l'intero mondo Nidec "per creare nuove sinergie tra gli stabilimenti", come ha spiegato al quotidiano "Il Piccolo", il vice presidente di Nidec Industrial Solutions, Salvatore Barra; le organizzazioni sindacali vengono così informate che la Nidec considera "strategico" l'impianto di Monfalcone per il quale non sono previsti né tagli, né esuberi. E per traguardare il periodo di crisi, si legge nella cronaca monfalconese de "Il Piccolo" dell'11 settembre, in vista degli effetti della riorganizzazione e dell'arrivo di nuove commesse, continuerà la cassa integrazione a rotazione che proseguirà anche nel corso dei primi mesi del 2022; inoltre, nella circostanza, la dirigenza della Nidec ha chiesto, si legge sempre dalle colonne de "Il Piccolo", "attraverso la Regione Fvg e il Comune di Monfalcone, al territorio e in particolare alle realtà industriali, un nuovo atteggiamento "protezionistico locale", con la possibilità di favorire, con un gioco di squadra, commesse a "Km zero" per sostenere la realtà monfalconese in un momento di crisi"; una collaborazione tra Nidec e Fincantieri, nell'ottica di una produzione di motori e impianti di generazione per i cantieri navali cittadini è annunciata lunedì 27 dicembre 2021 sempre dalle colonne dell'edizione monfalconese de "Il Piccolo"; si tratta, si legge nell'articolo, di "un progetto di alto profilo, scaturito nel corso di un tavolo presieduto dal sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, assieme alle delegazioni, a livello di responsabili e dirigenti delle due società, che prospetta una nuova alleanza, sul modello già sperimentato in passato, quando ex Ansaldo rappresentava un punto di riferimento essenziale per lo stabilimento cantieristico"; la situazione invece precipita nel corso del mese di febbraio del 2022, allorquando i lavoratori decidono uno sciopero di due ore alla fine di ogni turno a causa dell'incertezza sulla gestione della criticità più volte segnalata dalle organizzazioni sindacali; "il clima di incertezza e di poca chiarezza - si legge in una nota congiunta delle segreterie provinciali di UILM e FIOM in merito alle prospettive dello stabilimento di Monfalcone- si ripercuote sulla qualità stessa delle relazioni sindacali" e "alla scadenza - proseguono UILM e FIOM - di questa tranchedi cassa integrazione ordinaria, prevista in aprile, intendiamo verificare quali e come saranno le tappe di questo percorso di Monfalcone. Chiederemo riscontri anche sul piano preannunciato dall'azienda circa le uscite volontarie incentivate, per le quali ad oggi non ci risulta siano stati raggiunti gli obiettivi"; lo scorso 9 marzo, all'indomani di un nuovo incontro con esito negativo tra organizzazioni sindacali e dirigenza aziendale, è stato indetto un nuovo sciopero di un'ora, con assemblea all'interno dello stabilimento. Si tratta di una prima ora di un pacchetto complessivo di 10 ore, come atto di protesta rispetto ai temi non chiariti posti dai rappresentanti delle RSU; inoltre, i rappresentanti delle RSU hanno chiesto cosa l'azienda intenda fare quando, a metà aprile, ci sarà la scadenza della cassa integrazione ordinaria a rotazione; sempre in una nota, le RSU, preso atto che "l'attuale dirigenza non ha più mandato decisionale", ritengono a questo punto "estremamente necessario ricondurre la discussione a un livello superiore", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione della Nidec di Monfalcone e se non intendano prendere contatto diretto con i vertici aziendali francesi della Nidec, al fine di chiarire gli indirizzi della politica industriale della società per lo stabilimento di Monfalcone; se intendano quindi convocare urgentemente un tavolo con le organizzazioni sindacali, la Regione Friuli-Venezia Giulia, il Comune di Monfalcone e i vertici aziendali, al fine di definire la situazione attuale e promuovere una sinergia capace di trovare soluzioni atte ad uscire dalla preoccupante situazione dello stabilimento isontino, che ha riflessi su tutta l'economia regionale. Atto n. 4-06735 MININNO Al Ministro della difesa Premesso che: con sentenza n. 120 del 2018 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1475, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, in quanto prevede che "I militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali" invece di prevedere che "I militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali"; sono ancora in corso le attività del legislatore per la definizione del quadro normativo all'interno del quale le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari possono operare; la Corte costituzionale, nella stessa sentenza, ha ritenuto che, "per non rinviare il riconoscimento del diritto di associazione, nonché l'adeguamento agli obblighi convenzionali (internazionali) (...), in attesa dell'intervento del legislatore, il vuoto normativo possa essere colmato con la disciplina dettata per i diversi organismi della rappresentanza militare"; nel corso dell'incontro del 17 luglio 2019 tra il Ministro della difesa pro tempore e alcune associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, venivano rappresentate alcune criticità che limitano di fatto il pieno esercizio dell'attività di rappresentanza; le problematiche emerse riguardano l'impossibilità di incontrare il personale militare all'interno di strutture militari per illustrare le principali finalità delle associazioni sindacali e raccogliere le eventuali adesioni, la difficoltà di interloquire con uffici all'uopo costituiti nell'ambito degli Stati maggiori di forza armata, la necessità di raccogliere fondi, finalizzati all'autofinanziamento, attraverso l'istituzione della delega diretta sulle competenze degli associati; con circolare prot. M_D GUDC REG2019 0039591 del 22 agosto 2019, il Ministro della difesa pro tempore , in attesa della definizione del quadro normativo di riferimento e ritenendo comunque necessario consentire la funzionalità delle associazioni sindacali, disponeva quanto segue: "1. ai responsabili delle associazioni regolarmente assentite, dovrà essere consentito di incontrare il personale presso i locali di uso comune (sale convegni, spacci, ecc.), fuori dall'orario di servizio; non intralciando le normali attività dei reparti; prevedendo una programmazione semestrale delle attività informative.