[ddlpres]

Disposizioni per garantire il diritto all'orientamento alla formazione e al lavoro. Onorevoli Senatori. -- La nostra Costituzione, nel primo articolo, primo dei princìpi fondamentali, ovvero i pilastri su cui i nostri padri costituenti hanno voluto costruire la nostra comunità, recita: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Assioma che non é stato lasciato astratto, infatti, nell'articolo 3, la Costituzione specifica: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Il pieno sviluppo della persona umana, nella ricerca e scelta del lavoro ideale per sé e per il giusto contributo che può offrire alla società di appartenenza, non può prescindere da una corretta e completa informazione circa le possibilità a disposizione. Per questo motivo ritengo essenziale provvedere ad istituire, nel nostro ordinamento, il diritto all'orientamento alla formazione e al lavoro. Dagli inizi del 2000 si è andato incrementando l'impegno economico ed organizzativo relativo ai servizi pubblici per l'impiego, con un forte ruolo dell'Europa che coordina, indica e finanzia la strada da seguire. La congiuntura economica negativa ha posto nuove sfide alla politica europea per l'occupazione; l'esercizio di riduzione del budget ha aumentato la pressione sul miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego. Tuttavia ciò che sembra mancare è un'analisi complessiva e comparativa a livello europeo. Lo studio dell'efficacia e dell'efficienza dei servizi per l’impiego (Spi) è un tema piuttosto controverso e il dibattito su quali siano le misure più adatte è molto acceso. Il diaframma tra occupazione, disoccupazione e inattività è sottilissimo e molti lavoratori precari o economicamente fragili potrebbero richiedere servizi non dissimili da quelli per i disoccupati tout court . La ricerca di lavoro è un'attività senza soluzione di continuità. È importante quindi sfatare il luogo comune che l'orientamento, la formazione e i vari servizi servano solo a coloro che sono senza lavoro. Sono oltre 4,6 milioni le persone che nei dodici mesi precedenti la rilevazione Isfol Plus 2014 (dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) si sono rivolte ai servizi per il lavoro (centri per l’impiego-Cpi e agenzie per il lavoro-Apl ovvero agenzie di somministrazione, società di ricerca e selezione del personale, sindacati o organizzazioni datoriali, consulenti del lavoro, job center universitari). Analizzando la composizione degli utenti degli Spi, si scopre che poco più della metà (54 per cento pari a 2,5 milioni di persone) si è rivolta esclusivamente a un Cpi, un 21 per cento (1 milione) si è rivolto esclusivamente alle Apl e il restante 23 per cento (1,1 milioni) si è rivolto sia a un Cpi che a una Apl. I Centri per l'impiego hanno una utenza prevalentemente femminile, meno istruita, meno occupata, più in cerca di lavoro e nel Sud. Le Apl si concentrano soprattutto sui più istruiti e i già occupati e molto poco su chi è in cerca, anche da molto tempo. L'offerta mista pubblico/privata (Cpi+Apl), che già ammonta a un quarto del totale, attrae in particolare persone in cerca di lavoro e nel Nord. Come scongiurare il rischio di selezione avversa nei confronti dell'utenza difficile da collocare quando al privato si delegano parte dei servizi? La strumentazione necessaria è composita: occorre un buon sistema informativo nazionale, una accurata profilazione iniziale. Tutto questo non può prescindere dalla realizzazione di un trattamento continuativo e personalizzato poiché ogni individuo ha tali e tante peculiarità che non possono essere risolte solo da un algoritmo o da un operatore occasionale. Vale la pena rimarcare il dato relativo alla attuale domanda di servizi inevasa: ammonta a oltre 900.000 su 3,6 milioni di utenti dei Cpi (un quarto) e a oltre 400.000 utenti Apl su una platea di 2,1 milioni (un quinto). I due sistemi, complessivamente, sono in grado di prendere in carico poco più di 3 milioni di persone all'anno e di rispondere con successo a circa il 60 per cento di questa domanda. Visti il ruolo che le politiche attive vanno assumendo e il rischio di congestione, è necessaria una forte e strutturata cooperazione fra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, attraverso una efficace e snella riorganizzazione delle infrastrutture e del personale già presente, al fine di strutturare un orientamento alla formazione e al lavoro che accompagni il percorso dell'individuo fin dal termine delle scuole dell'obbligo, per avvicinarsi al livello dei principali Paesi europei. Il successo dello strumento previsto da questo disegno di legge comporterebbe una maggior consapevolezza delle proprie capacità e autodeterminazione da parte delle nostre nuove generazioni, con conseguente maggior partecipazione attiva dei singoli alla società nel suo complesso e inevitabile abbattimento delle ormai tristemente note quote di NEET ( Not in Education, Employment or Training ), ovvero quei ragazzi che sentendosi ignorati ed emarginati dalla propria (la nostra) comunità decidono di non impegnarsi in alcun percorso di istruzione, di formazione o di occupazione. Abbiamo un compito gravoso ma affascinante, rappresentare il nostro futuro!. 1 (Princìpi generali) 1 Ogni individuo ha diritto al pieno sviluppo della propria formazione culturale e professionale attraverso l'individuazione e il perseguimento delle personali inclinazioni e l'efficace integrazione delle stesse nella propria società. A tal fine è istituito il diritto all'orientamento alla formazione e al lavoro. 2 Per orientamento alla formazione e al lavoro si intendono tutte le offerte di orientamento alle possibilità educative e lavorative disponibili e all'individuazione di quelle più vicine alle proprie inclinazioni, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva di crescita civica, sociale e occupazionale. 3 La Repubblica, in coerenza con le strategie dell'Unione europea e con i principi della Costituzione, promuove l’orientamento alla formazione e al lavoro come condizione determinante per: a favorire la piena realizzazione della persona, la cittadinanza attiva, il benessere e la qualità della vita delle persone e della comunità, l'occupabilità e la mobilità professionale; b promuovere la coesione sociale, la convivenza interculturale, la competitività economica e lo sviluppo civile del Paese. 4 La Repubblica rimuove gli ostacoli che impediscono l'accesso alle attività finalizzate all'individuazione dei giusti percorsi di crescita culturale e professionale secondo la correlazione con le personali inclinazioni del singolo individuo. 5 La presente legge si applica a tutte le persone che vivono in Italia, comunitarie ed extracomunitarie, ivi compresi gli stranieri residenti o soggiornanti. 2 (Centro di orientamento scolastico)