[pronunce]

Ciò è appunto quanto si verifica con la normativa relativa al concorso "per la copertura dei posti di uditore giudiziario nella Provincia autonoma di Bolzano" (articolo 35, primo comma, del d.P.R. n. 752 del 1976), in attuazione delle disposizioni dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. La normativa contenuta nel Titolo III del d.P.R. n. 752 del 1976 sviluppa ed articola quanto disciplinato non solo nell'articolo 89 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige (d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670), ma anche nell'articolo 100 del medesimo statuto, relativo al bilinguismo da garantire nei pubblici uffici. In particolare, l'articolo 38 del d.P.R. n. 752 del 1976 introduce una serie di istituti finalizzati ad assicurare una significativa stabilità di sede per i magistrati operanti presso gli uffici giudiziari di Bolzano, al fine evidente di garantire una migliore funzionalità di questi uffici, i cui componenti "a qualsiasi gruppo linguistico appartengano" assicurano lo svolgimento dell'attività giurisdizionale nel rispetto di un effettivo bilinguismo. Mentre, infatti, la seconda parte del settimo comma dell'articolo 89 dello statuto regionale garantisce ai singoli magistrati appartenenti al gruppo linguistico tedesco "la stabilità di sede nella Provincia stessa [...] ferme le norme dell'ordinamento giudiziario sulle incompatibilità" l'articolo 38 della norma di attuazione stabilisce che tutti i magistrati assegnati agli uffici giudiziari della Provincia autonoma di Bolzano non possono essere trasferiti fuori dal territorio provinciale, se non a domanda, facendo salvi i soli casi elencati al secondo comma dello stesso art. 38 ("Restano ferme le norme dell'ordinamento giudiziario in materia di incompatibilità e di trasferimento d'ufficio quale sanzione disciplinare accessoria, nonché le norme in materia di trasferimento d'ufficio per incompatibilità funzionale o ambientale di cui all'articolo 2 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511 e successive modificazioni e integrazioni"). In questo contesto il terzo comma - oggetto del presente giudizio - stabilisce appunto che i magistrati assunti tramite gli speciali concorsi disciplinati dall'art. 35 della medesima norma di attuazione non possano proporre domande di trasferimento se non "dopo dieci anni dalla nomina in ruolo", ponendo quindi un limite al mutamento volontario della sede di servizio fuori dal territorio della Provincia autonoma di Bolzano, limite non irragionevole ove si consideri l'esigenza di una particolare stabilità di questi uffici giudiziari.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 38, terzo comma, del d.P.R. 26 luglio 1976, n. 752 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di proporzione degli uffici statali siti nella Provincia autonoma di Bolzano e di conoscenza delle due lingue nel pubblico impiego), quale modificato dall'art. 3 del d.P.R. 26 gennaio 1980, n. 84 (Modificazioni agli articoli 1, 35, 38, 39 e 47 del d.P.R. 26 luglio 1976, n. 752, relativi a disposizioni per la magistratura in provincia di Bolzano), sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, prima sezione, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: De siervo Il cancelliere: Fruscella Depositata in Cancelleria il 22 luglio 2002. Il cancelliere: Fruscella