[pronunce]

che il ricorso è stato regolarmente notificato alla Camera dei deputati ed è stato depositato presso la cancelleria di questa Corte, a mezzo del servizio postale, il 13 giugno 2003, essendo stato spedito, con lo stesso mezzo, il 29 maggio 2003; che si è costituita in giudizio la Camera dei deputati, in persona del suo Presidente, chiedendo che il ricorso sia dichiarato irricevibile, e in subordine inammissibile, e comunque, in ulteriore subordine, che esso sia rigettato; che quanto alla irricevibilità, la Camera sostiene che, stante l'infungibilità del ricorso e dell'ordinanza, il giudice, avendo utilizzato la forma dell'ordinanza, avrebbe violato il principio della parità delle armi; che, in via subordinata, il ricorso sarebbe inammissibile per mancanza di un “chiaro petitum”, in quanto il giudice si sarebbe limitato a promuovere conflitto di attribuzione nei confronti della Camera dei deputati senza richiedere, attraverso il richiamo dei parametri costituzionali nei quali si radicherebbero le sue attribuzioni, la declaratoria di non spettanza “alla Camera del potere di qualificare come insindacabili le opinioni contestate”; che nel merito, secondo la Camera, il ricorso dovrebbe essere rigettato, in quanto le dichiarazioni attribuite all'on. Dell'Utri andrebbero inquadrate nell'ambito di una critica parlamentare nei confronti della Procura di Palermo risultante da numerosi atti di sindacato ispettivo e che le dichiarazioni dell'on. Dell'Utri, pertanto, non avrebbero fatto altro che divulgare all'esterno il contenuto di atti tipici della funzione parlamentare, oltretutto senza espressioni puramente insultanti; che peraltro a nulla varrebbe obiettare che alcuni atti tipici sono posteriori alle dichiarazioni in contestazione e neppure potrebbe dirsi che in taluni casi non vi è coincidenza tra gli autori degli atti parlamentari tipici e quello delle dichiarazioni extra moenia; che in relazione al primo profilo, la Camera dei deputati evidenzia che tra gli atti tipici e le dichiarazioni espresse non è necessaria una “mera contemporaneità” bensì un rapporto di “sostanziale contemporaneità”, il che sussisterebbe nella specie atteso che gli atti tipici rilevanti qualificati come successivi sono intervenuti immediatamente dopo la richiesta di autorizzazione all'arresto dell'on. Dell'Utri e alle conseguenti dichiarazioni; che, con riferimento al secondo profilo, la Camera dei deputati rileva che l'art. 68 della Costituzione ha “la funzione di tutelare le istituzioni rappresentative (le Camere) e non i loro membri”, sicché le dichiarazioni dell'on. Dell'Utri dovrebbero ritenersi assistite dalla garanzia della insindacabilità, poiché “esse riproducono all'esterno opinioni già rese (ancorché da altri parlamentari) in atti tipici della funzione”; che, nella memoria presentata in prossimità dell'udienza, la Camera dei deputati, richiamando la giurisprudenza di questa Corte (cfr. , da ultimo, sentenza n. 247 del 2004 e ordinanze n. 278, n. 250 e n. 249 del 2004), chiede che il ricorso venga dichiarato improcedibile per tardività del deposito. Considerato, in via preliminare, che il ricorso, notificato alla Camera dei deputati, unitamente all'ordinanza che lo ha dichiarato ammissibile, il 24 aprile 2003 è pervenuto alla Corte, ai fini del deposito prescritto dall'art. 26, terzo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, il 13 giugno 2003, vale a dire oltre la scadenza del termine di venti giorni dalla notifica, previsto dal medesimo art. 26, terzo comma; che, in conformità alla costante giurisprudenza di questa Corte (cfr., da ultimo, la sentenza n. 247 del 2004 e le ordinanze n. 278, n. 250 e n. 249 del 2004), tale deposito deve considerarsi tardivo, essendo detto termine da ritenersi perentorio, ai sensi dell'art. 26 delle norme integrative nel testo in vigore all'epoca del deposito in questione; che, pertanto, il giudizio deve essere dichiarato improcedibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara improcedibile il giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Tribunale di Milano – sezione VI penale, con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 gennaio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA