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Nel 2018 molti senatori del Partito Democratico, Gruppo che all'epoca era all'opposizione, arrivarono giustamente a reclamare dinanzi alla Corte costituzionale, sollevando conflitto di attribuzioni e affermando che il metodo di approvazione semplificata e contratta nel tempo della legge di bilancio del 2019 violava, come poi la Corte ha confermato, le prerogative di ciascun singolo senatore. Allora, come ora, non era stato possibile esaminare il provvedimento, né discutere gli emendamenti. Oggi, pur mutando le circostanze, la sostanza - senatore Errani, mi rivolgo anche a lei - non muta affatto. Questa prassi è incostituzionale e sbagliata e depriva non soltanto il singolo parlamentare, ma il Parlamento e, in definitiva, anche lo stesso Presidente della Repubblica del dovere di esaminare funditus la legge di bilancio, la legge più importante dello Stato. L'articolo 73 della Costituzione, infatti, riconosce al Capo dello Stato un periodo fino a un mese di tempo per valutare la legge, mentre il Governo con questa prassi lo sta privando della facoltà e del dovere di controllo. La legge di bilancio quest'anno segnala proprio la crisi e il dramma, se solo pensiamo all'errore che è emerso ieri sera nel Governo. Questo modo di procedere priva il parlamentare, il Parlamento, il Capo dello Stato e lo stesso Governo della facoltà e del dovere di correggere i propri errori. Per questi motivi di metodo e per tanti altri di merito lo stesso Ufficio parlamentare di bilancio ha definito questa legge di bilancio un insieme confuso e un coacervo indistinto senza disegno. Per tutti questi motivi, non possiamo né posso votare a favore, perché usciamo da un paradigma costituzionale per timore di entrare in un altro, quello dell'esercizio provvisorio. DRAGO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DRAGO (Misto) . Signor Presidente, gentili colleghi, non avrei mai pensato di trovarmi qui, oggi, a esprimere una dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo. (Brusìo) . Vedo che i colleghi del MoVimento 5 Stelle, che contestavano il fatto che non venisse data loro la possibilità di parlare, adesso fanno altrettanto. (Applausi) . Dicevo che non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui a votare in dissenso dal Gruppo, che poi chiaramente non è come gli altri e ha una sua specificità un po' strana, perché all'interno del Gruppo Misto abbiamo una realtà politica e addirittura anche il Capogruppo che appoggiano il Governo, ma questa è una parentesi. Per quanto riguarda il motivo per cui ho deciso di votare in dissenso, insieme ai colleghi della componente Popolo protagonista alla Camera dei deputati, la ragione è sempre la solita, cioè quella di una collaborazione solo apparente. (Brusio) . Mi taccio, però, se i colleghi continuano con il loro brusio. (Richiami del Presidente). Grazie, signor Presidente. Come dicevo, non sono stati presi in considerazione temi importanti. È stato realizzato alla Camera dei deputati un comma unico sul bonus del 110 per cento e le persone con disabilità sono state prese in considerazione con riferimento agli interventi sui condomini: con un emendamento, però, avevamo chiesto la possibilità di estendere questo tipo intervento anche all'interno delle mura domestiche, quindi nel domicilio; anche in questo caso, però, la proposta non è stata tenuta in considerazione. Che dire, poi, degli interventi riguardanti la scuola e la famiglia? A volte provo veramente dispiacere nel sentire utilizzare quest'ultimo termine solo a livello mediatico: non mi si venga a dire, infatti, che sono state fatte proposte strutturali per la famiglia. Questo non è però un problema dell'attuale maggioranza, perché ha visto coinvolto tutto l'emiciclo del Senato. Per quanto riguarda la scuola, c'è una assoluta sordità, superficialità e disumanità nel non considerare, in questo momento di emergenza causata dal Covid-19, la richiesta di una categoria di docenti, esiliati dalla legge n. 107 del 2015 da oltre tre anni, e non solo, che richiedono di tornare nei loro territori. La richiesta è stata avanzata anche alla luce del degli esiti dei pensionamenti per il periodo 2021-2022. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Drago. DRAGO (Misto) . Abbiamo pertanto avanzato, con un emendamento, la richiesta di una mobilità sul piano amministrativo e dell'immissione in ruolo dei vincitori dei concorsi del 2016 e del 2018. Non ha senso: a scuola abbiamo l'esigenza di coprire cattedre vuote, ma le diamo a supplenti, per giunta non abilitati. C'è un'illogicità nella gestione del personale che non ha precedenti. Concludo citando un altro tema importante, che riguarda la cosiddetta piattaforma unica. Colleghi, sapete che la privacy e la sicurezza dei nostri giovani, nella scuola, non vengono tutelate? Ho chiesto più volte, in seno al Movimento 5 Stelle, e adesso anche al di fuori, come Popolo protagonista, l'utilizzo di una piattaforma unica, per ogni ordine e grado di scuola, i cui dati venissero gestiti dal Ministero dell'istruzione, ma anche questo è stato negato. Pertanto, voterò contro la manovra di bilancio al nostro esame. (Applausi) . PRESIDENTE. Vi pregherei di non creare assembramenti in Aula, colleghi, vedo troppi ammassamenti. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2054, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore potrà votare esclusivamente dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Vi pregherei nuovamente di evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Nencini). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Nencini. LAFORGIA, segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: