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trattandosi di culture superspecializzate -- nel caso dei prodotti orticoli i tempi di produzione e raccolta si computano a ore e nelle produzioni ittiche il lavoro interessa il giorno e la notte -- vi è la necessità di una continua e puntuale manutenzione: fabbri, falegnami, terzisti con abilità e macchinari speciali. L'attuale condizione alimenta un senso di rabbia e impotenza che, in caso di obbligato rilascio delle valli, potrebbe spingere sia i dipendenti che i gestori a manifestare contro le istituzioni, con possibili blocchi stradali e occupazioni degli uffici pubblici. Risulta, quindi, oltremodo sensibile l'interesse pubblico a che l'esperienza dei vallicoltori, nella gestione e manutenzione oculata delle valli, sia preservata a tutela delle valli stesse e di un più generale interesse alla corretta gestione del territorio. Il presente disegno di legge è finalizzato a dare un quadro di certezza giuridica alla situazione nell'interesse generale della conservazione di questi ambienti così importanti e peculiari. Con l'articolo 1 si prevede che il Magistrato alle acque rilevi entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore del presente disegno di legge il perimetro delle isole e delle valli da pesca arginate comprese nell'ambito della laguna. Per le valli da pesca arginate il Magistrato alle acque provvede altresì a rilievi sullo stato morfologico delle valli e sulla loro origine storica, anche al fine di determinarne lo stato giuridico. L'articolo 2 precisa le facoltà in capo ai titolari di diritti di proprietà in ambito lagunare. In particolare i proprietari e i conduttori dei terreni e delle valli da pesca arginate, ricadenti nelle conterminazioni delle lagune di Venezia e di Marano-Grado possono esercitare la pesca e l'acquacoltura e gestire le risorse faunistiche, nel rispetto della normativa vigente. Al fine di garantire l'uso sostenibile dell'ecosistema lagunare, le valli da pesca arginate sono condotte nel rispetto della normativa vigente per la salvaguardia di Venezia e delle sue lagune e nel rispetto dei provvedimenti disposti dal Magistrato alle acque per il mantenimento del regime lagunare. Qualora il Magistrato alle acque ritenga necessario destinare alla libera espansione della marea alcune aree nell'interno o ai margini del perimetro lagunare, esso procede alle occorrenti espropriazioni per pubblica utilità, oppure, ove ne sia il caso, all'affrancazione da eventuali diritti esistenti sulle aree medesime.. Art. 1. 1. All'articolo 2 della legge 5 marzo 1963, n. 366, il quinto comma è sostituito dal seguente: «Il Magistrato alle acque rileva entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione il perimetro delle isole e delle valli da pesca arginate comprese nell'ambito della laguna, come determinato dai commi primo, secondo, terzo e quarto. Per le valli da pesca arginate il Magistrato alle acque provvede altresì a rilievi sullo stato morfologico delle valli e sulla loro origine storica, anche al fine di determinare lo stato giuridico per l'applicazione dei criteri di cui all'articolo 9». Art. 2. 1. L'articolo 9 della legge 5 marzo 1963, n. 366, è sostituito dal seguente: «Art. 9. - 1. Rientra nella facoltà dei proprietari e dei conduttori dei terreni e delle valli da pesca arginate ricadenti nelle conterminazioni delle lagune di Venezia e di Marano-Grado il libero esercizio della pesca, dell'acquacoltura e della gestione delle risorse faunistiche, nel rispetto della normativa vigente. 2. Al fine di garantire l'uso sostenibile dell'ecosistema lagunare, le valli da pesca arginate di cui al comma 1 sono condotte nel rispetto della normativa vigente per la salvaguardia di Venezia e delle sue lagune e nel rispetto dei provvedimenti disposti dal Magistrato alle acque per il mantenimento del regime lagunare. 3. Qualora il Magistrato alle acque ritenga necessario destinare alla libera espansione della marea alcune aree nell'interno o ai margini del perimetro lagunare, esso procede alle occorrenti espropriazioni per pubblica utilità, oppure, ove ne sia il caso, all'affrancazione da eventuali diritti esistenti sulle aree medesime. 4. Nulla è dovuto se la modifica al perimetro lagunare è avvenuta per cause naturali».