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la norma, ad oggi, non tiene conto dei progressi medici, con particolare riguardo alle moderne tecniche di chirurgia refrattiva definite PRK e Lasik "non incisionale" ormai accettate in diverse forze armate a livello internazionale, compresa la NASA, limitando perciò i nostri aspiranti candidati, tra i quali potenziali piloti che sarebbero impiegati soltanto su aeromobili o elicotteri a basse prestazioni e quasi esclusivamente con equipaggi "multi crew", si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda predisporre al fine di aggiornare il decreto ministeriale 16 settembre 2003, affinché i criteri selettivi di idoneità vigenti possano essere riconsiderati alla luce delle intervenute evoluzioni della scienza medica, con particolare riferimento alla chirurgia refrattiva con le tecniche laser (PRK e Lasik) anche per piloti e navigatori, al fine di omologare tali criteri selettivi a quelli previsti dalle altre nazioni con le quali l'Italia opera nelle missioni internazionali. Atto n. 4-05921 VITALI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: dopo quasi 2 anni dall'inizio della pandemia, le conseguenze sull'istruzione in DAD (didattica a distanza) dei bambini e degli adolescenti sono ben visibili: in tutto il mondo hanno perso in media 74 giorni di istruzione ciascuno, ovvero più di un terzo dell'anno scolastico medio globale (190 giorni); come appreso da notizie di stampa, la Regione Marche, organizzandosi per far iniziare agli studenti l'anno scolastico in sicurezza ed in presenza, resta la Regione "apripista" nella sanificazione delle strutture scolastiche attraverso il meccanismo della ventilazione meccanica (tecnologia testata da società accreditata da Accredia), che può ridurre allo 0,4 per cento la contagiosità su una classe di 25 ragazzi in 50 metri quadrati; in 170 scuole delle Marche il rientro in classe potrà avvenire a seguito di DPI (dispositivi di protezione individuali), vaccinazione e, all'interno, le aule potranno essere rifornite di un sistema di ventilazione meccanica controllata, dagli effetti comprovati, che garantirà un continuo e corretto ricambio d'aria negli ambienti indoor , diminuendo in modo sensibile il rischio di contrarre malattie al chiuso. Le scuole, per godere del contributo, dovranno installare entro fine agosto 2021 l'impianto. Complessivamente, si potrebbero coinvolgere 1.500 aule che ospitano 24.000 studenti in 87 comuni e 5 province, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda dare indicazioni in tal senso anche a tutte le altre scuole sul territorio nazionale in modo da minimizzare, alla luce della vaccinazione e dell'utilizzo dei DPI obbligatori, il rischio di contagio nelle aule scolastiche. Atto n. 4-05922 LANNUTTI ANGRISANI BOTTO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a giudizio degli interroganti: mercoledì 28 luglio 2021 e? stato inviato alle organizzazioni sindacali lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico che, a parte l'elencazione delle funzioni, non comporta variazioni rispetto all'impianto generale precedentemente presentato attraverso sparute slide . Esso è stato subito dopo approvato dal Consiglio dei ministri, diventando operativo; il nuovo regolamento ha soppresso la Direzione generale per le attività territoriali, passo che va nella direzione opposta rispetto a quella indicata da tutta la pubblica amministrazione. Si tratta di una decisione che punta a una diminuzione di rappresentatività e trasversalità del Ministero, che vuole concentrare tutto a Roma, invece di distribuire le attività e disseminarle in ogni angolo del Paese. Tutto ciò nonostante i precedenti legislatori avessero dato grande importanza all'azione di coordinamento, creando un'apposita direzione generale, capace di dialogare con tutte le altre realtà del Ministero e al tempo stesso unificare l'azione dei singoli ispettorati territoriali. Il decreto non ha tenuto conto dei bisogni dei cittadini, delle aziende, delle istituzioni, del sistema Paese e dei lavoratori dello stesso Ministero; il nuovo regolamento crea una direzione generale, con uno smisurato numero di divisioni, di cui alcune sono chiamate a dialogare con le altre anime del Ministero, senza una benché minima programmazione delle funzioni necessarie e della definizione dei relativi aspetti organizzativi; il periodo storico attuale, unito alla grave carenza di personale, ha trasformato il Ministero in un castello di carte sorretto dai pochi dipendenti rimasti e qualunque intervento riorganizzativo, senza immissione di nuovo personale, rischia di farne crollare i muri rendendolo meno efficiente ed efficace nel perseguimento degli obiettivi istituzionali propri; si e? ridimensionato lo sportello del Ministero nelle Regioni nonché il sistema di controllo; considerato che, sempre a giudizio degli interroganti: non e? ancora chiaro come si intenda coordinare le attività degli ispettorati e i rapporti con le altre direzioni; non si comprendono i motivi che hanno portato a trasferire le competenze della divisione VII della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali presso la Direzione generale per le tecnologie delle comunicazioni, già trasferite un anno fa, che dopo tanta fatica hanno raggiunto solo da poco un ottimo equilibrio nonostante la gravissima carenza di personale; difficile risulta la comprensione del perché debbano essere enucleati dall'alveo naturale della politica industriale nel suo complesso le competenze in tema di aerospazio e grandi filiere produttive; riesce difficile comprendere che cosa significhi in termini di politiche di sviluppo la creazione di una direzione vocata esclusivamente alle PMI e ai settori tradizionali, nella considerazione che il grande assente nel tema dello spacchettamento della Direzione generale per la politica industriale, l'innovazione e le PMI sia proprio il destino delle politiche per l'innovazione, trasversali a tutti i settori produttivi, a tutte le filiere, a tutte le imprese, qualsiasi sia la loro dimensione; considerato, infine, che le decisioni prese dal Governo non hanno tenuto conto del parere delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero, addirittura senza nemmeno tenere informati i loro rappresentanti sindacali. È una scelta pesante perché la riorganizzazione del Ministero interviene su aspetti di rilevanza strategica e di forte impatto per la vita lavorativa dei suoi dipendenti. Anche perché contraddice lo spirito del "patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale", vivamente condiviso anche da questo Governo che dovrebbe considerare le migliori relazioni sindacali come una risorsa di valore da attivare per innovare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se abbia coscienza di quale peso potrebbe avere in negativo il nuovo regolamento, considerando la centralità del Ministero nella gestione delle progettualità legate al PNRR, rischiando di far diminuire l'efficienza nell'azione amministrativa del Ministero a supporto delle imprese e dei cittadini, anche al livello territoriale;