[pronunce]

Rispetto al comma 84-bis, il quale si ritiene, comunque sia, non applicabile al caso di specie, questo si limita ad apprestare una soluzione normativa di emergenza: individuerebbe, infatti, nell'insediamento del nuovo Presidente della Giunta regionale il solo termine finale di durata del commissariamento temporaneo. In altri termini, non condizionerebbe, «una volta cessato l'impedimento o ricostituito l'organo regionale, il potere di scelta del Governo il quale, ai fini dell'individuazione della persona del nuovo commissario ad acta», godrebbe della stessa libertà esercitabile al momento dell'affidamento iniziale dell'incarico. 2.5.- Riguardo agli altri motivi di ricorso la difesa dello Stato afferma che essi, «ancor prima che infondati», sarebbero «del tutto privi di "tono costituzionale"», risolvendosi in semplici vizi di legittimità, in quanto tali di competenza del giudice amministrativo. 2.5.1.- In primo luogo, la delibera non potrebbe ritenersi non adeguatamente motivata, poiché quest'ultima, rientrando fra gli atti di alta amministrazione, è espressione di «un'amplissima discrezionalità che si traduce in un obbligo motivazionale estremamente contenuto». In buona sostanza - così continua la difesa statale - l'obbligo di esternazione delle ragioni, in linea con quanto concretamente avvenuto, si ridurrebbe alle sole indicazioni in positivo delle norme di legge da applicare e dei requisiti per il conferimento dell'incarico. Un particolare sforzo motivazionale sarebbe, al contrario, risultato necessario nell'ipotesi in cui la scelta fosse ricaduta su un «soggetto intraneo alla struttura istituzionale», sia per il generale disfavore espresso dall'ordinamento verso il cumulo degli incarichi, sia in ragione della particolare situazione in cui verserebbe la sanità molisana. In secondo luogo e proprio alla luce di tale gravità - la quale troverebbe conferma nel programma operativo straordinario che, a seguito della sottoscrizione di uno specifico accordo con la Regione Molise, ha trovato riconoscimento nell'art. 34-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, in legge 21 giugno 2017, n. 96 - la scelta di un soggetto estraneo all'apparato amministrativo regionale dovrebbe bensì considerarsi opportuna. 2.5.2.- La situazione in cui verserebbe la sanità molisana renderebbe non sussistente neppure la violazione del legittimo affidamento lamentata dalla ricorrente. Doglianza che sarebbe priva di fondamento anche dal punto di vista giuridico: pur volendo ammettere, infatti, che non sussistesse la (più volte richiamata) incompatibilità nella nomina del Presidente della Giunta regionale, non vi sarebbe stato alcun obbligo giuridico sul quale fondare il legittimo affidamento dell'incarico al neoeletto Presidente della Regione. 2.5.3.- Non sarebbe configurabile neppure la denunciata irrazionalità e antieconomicità della scelta statale, la quale, nell'affidare la funzione di commissario ad acta ad un soggetto estraneo all'amministrazione regionale, avrebbe aggravato la situazione economico-finanziaria della Regione, chiamata a sopportarne i relativi oneri. Sostiene l'Avvocatura generale dello Stato che, da un lato, «non dipenderà certo dal compenso» la cui erogazione grava sulla Regione «il successo o meno dell'attività di riequilibrio economico-finanziario»; dall'altro, l'onere, ritenuto «giustificato e pienamente compatibile» dal legislatore, proprio in forza dell'esplicita previsione normativa, non può essere invocato «a motivo di illegittimità della decisione in proposito assunta». 2.5.4.- Senza fondamento sarebbero anche le doglianze sulla violazione del principio di leale collaborazione. Principio, quest'ultimo, che atterrebbe alla fase precedente il commissariamento: ciò che costituisce oggetto di condivisione e codecisione sarebbero cioè il piano di rientro dal disavanzo sanitario e le misure per farvi fronte. Il commissariamento, invece, in quanto espressione del potere sostitutivo, competerebbe in via esclusiva allo Stato, il quale lo esercita con le garanzie previste dalla Costituzione e dalla normativa di riferimento. A tal fine, l'art. 2, comma 84, della legge n. 191 del 2009 contempla l'audizione della Regione interessata, obbligo che - sostiene la difesa dello Stato - sarebbe stato puntualmente espletato, come risulterebbe dal «corpo della contestata deliberazione». 2.5.5.- Infine, la difesa del Presidente del Consiglio dei ministri ritiene che deve dichiararsi inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di legittimità costituzionale proposta, in via subordinata, dalla ricorrente. Secondo l'Avvocatura generale dello Stato, infatti, entrambe le disposizioni sarebbero estranee alla materia dell'incompatibilità. Per un verso, l'art. 1, comma 395, della legge n. 232 del 2016, «non escludeva certo che il presidente della regione fosse nominato commissario ad acta». Tale previsione normativa, infatti, stabilendo che «le disposizioni di cui al comma 569 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, [...] non si applicano alle regioni commissariate ai sensi dell'articolo 4, comma 2 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159», avrebbe consentito la nomina a commissario ad acta dei Presidenti delle Regioni commissariate ai sensi di quest'ultima disposizione (essendo, invece, ancora presente l'incompatibilità per le Regioni commissariate ai sensi dell'art. 2, commi 79, 83 e 84, della legge n. 191 del 2009). Per l'altro, la previsione di cui all'art. 2, comma 84-bis, limitandosi «a stabilire che, in caso di impedimento del presidente della regione nominato commissario ad acta, il Consiglio dei Ministri avrebbe nominato un commissario ad acta fino alla cessazione della causa di impedimento», sarebbe «totalmente anodina quanto all'individuazione del soggetto destinato ad essere nominato commissario ad acta una volta cessata la causa di impedimento». 3.- Con la memoria depositata in prossimità dell'udienza, la difesa della Regione Molise risponde puntualmente alle eccezioni sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri nel suo atto di costituzione. 3.1.- Secondo la ricorrente non potrebbe trovare accoglimento l'eccezione di difetto di interesse attuale e concreto al ricorso, causato dall'introduzione dell'art. 25-septies del d.l. n. 119 del 2018. Richiamando la sentenza di questa Corte n. 198 del 2017, si ricorda che l'esaurimento degli effetti dell'atto impugnato non farebbe venir meno l'interesse all'accertamento del riparto di competenze. Quand'anche - così conclude la Regione Molise - la norma di legge dovesse uscire indenne dal controllo di costituzionalità e la doverosità della nomina del Presidente della Giunta regionale dovesse valere solo per uno spatium temporis limitato, l'interesse della Regione non verrebbe meno, ma sarebbe soltanto inciso nella misura;