[ddlpres]

Disposizioni per il recupero, la valorizzazione e la manutenzione delle tratte ferroviarie in disuso o dismesse e delle relative pertinenze. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge riguarda le ferrovie in disuso o dismesse, le stazioni e le tramvie urbane ed extraurbane per le quali manca un assetto definitivo e che si trovano in uno stato di abbandono in ogni parte d'Italia. Esso si pone come obiettivo quello di valorizzare tali infrastrutture e di reinserirle nell'ambito della mobilità urbana sostenibile, per creare percorsi turistici o affidarle in gestione a enti locali, enti di promozione sociale o privati, per un riutilizzo delle stesse che possa essere utile per le comunità locali. Tale disegno di legge nasce dalle osservazioni di molti sindaci e amministratori locali che si trovano nel contesto urbano o extraurbano dove vi sono strutture mal conservate o fatiscenti o semplicemente inutilizzate e servirà a favorire una corretta gestione del territorio, sottraendo queste strutture al degrado. Una situazione che rischia di diffondersi, dato quanto previsto dall'ultimo Contratto di programma 2012-2014 -- Parte Servizi per la disciplina delle attività di manutenzione della rete ferroviaria e delle attività di safety, security e navigazione, secondo cui le logiche di manutenzione della rete ferroviaria saranno condizionate a modelli di intervento differenziato in relazione al grado di utilizzo dell'infrastruttura. Invece le strutture e linee ferroviarie realizzate con risorse pubbliche potrebbero essere non solo conservate per un'eventuale futura riattivazione, ma utilizzate per scopi sociali o diventare il volano di un'economia sostenibile, basata ad esempio sul turismo, ovvero reinventate nel contesto urbano per una mobilità integrata con quella esistente, utilizzando le leve del cofinanziamento che un amministratore attento al suo territorio può ricercare. Ad essere interessati da questo provvedimento in Italia, secondo una stima effettuata dall'Associazione italiana Greenways , potrebbero essere 5.500 km di linee ferroviarie da valorizzare e relative stazioni divenute impresenziate, a causa dello sviluppo tecnologico che le ha rese non più necessarie. L'abbandono o lo scarso utilizzo delle linee ferroviarie è un processo che inizia in Italia con gli anni cinquanta, con lo sviluppo dell'industria delle auto e la realizzazione di nuove reti stradali. È a questo punto che alcune tratte ferroviarie vengono tagliate fuori dai percorsi attivi e altre subiscono pesanti decentramenti di flussi anticipatori di abbandono. Per rivalutare questo patrimonio, di cui è ben presente l'importanza, con la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) all'articolo 2, comma 342, fu istituto presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un fondo di 2 milioni di euro, per l'avvio di un programma di valorizzazione e di recupero delle ferrovie dismesse. Il comma 343 del medesimo articolo ha previsto per l'attuazione del programma di cui al comma 342 l'individuazione da parte del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro dei trasporti, di criteri e modalità per la realizzazione di una rete di percorsi ferroviari dismessi da destinare a itinerari ciclo-turistici e l'avvio di progetti di fattibilità per la conversione a uso ciclabile delle tratte ferroviarie dismesse. Con il presente disegno di legge si riparte da quell'esperienza e si tenta di dare una seconda vita alle stazioni e ai percorsi ferroviari abbandonati, rispondendo alle necessità delle comunità locali che le vivono. Nello specifico l'articolo 1 individua le finalità del presente disegno di legge, reca le definizioni e indica le modalità per il censimento delle ferrovie dismesse o in disuso, da effettuare con apposito decreto ministeriale. L'articolo 2 e l'articolo 3 concedono in gestione a comuni, regioni e province che ne facciano richiesta le ferrovie dismesse, qualora non ne fosse possibile il ripristino, per la creazione di percorsi ciclabili, pedonali e turistici, stabilendo inoltre che le pertinenze possano essere utilizzate a fini sociali e di manutenzione del territorio. L'articolo 4 concerne le ferrovie per le quali manca un esplicito provvedimento di dismissione, imponendo, qualora sia in atto una sospensione del servizio da più di due anni, ai proprietari o concessionari di censire queste realtà in un periodo di tempo non superiore ai nove mesi e decidere per un'eventuale riattivazione del servizio per finalità proprie dell'infrastruttura o per finalità turistiche, o a dismetterle per l'utilizzo di cui all'articolo 5. L'articolo 5 istituisce un fondo per le ferrovie dismesse e le relative pertinenze che possa essere utilizzato per cofinanziare programmi per la riconversione dei sedimenti ferroviari in percorsi ciclopedonali e turistici. Infine l'articolo 6 reca la copertura finanziaria.. 1 (Recupero, valorizzazione e manutenzione delle tratte ferroviarie in disuso o dismesse e delle relative pertinenze) 1 La presente legge ha come finalità il recupero, la valorizzazione e la manutenzione delle tratte ferroviarie in disuso o dismesse e delle relative pertinenze. 2 Ai fini della presente legge si intende per: a «ferrovia dismessa»: un tracciato ferroviario mai entrato in esercizio o sul quale è stata disposta la sospensione o la cessazione del servizio in qualsiasi forma di proprietà o gestione; b «ferrovia in disuso»: un tracciato ferroviario sul quale, pur in assenza di un esplicito provvedimento di definitiva cessazione e di una conseguente dismissione dell'utilizzo proprio dell'infrastruttura, sia in atto una sospensione di fatto del servizio da più di due anni, non dovuta a esigenze di manutenzione straordinaria e esclusivamente legata alla programmazione e alle modalità contingenti di esercizio dei servizi universali di trasporto pubblico; c «pertinenze»: stazioni ferroviarie in disuso e strutture ad esse collegate, caselli ferroviari, depositi, officine, apparati tecnici e ogni altro bene immobile connesso all'infrastruttura principale. 3 Ai fini della presente legge sono equiparate alle ferrovie dismesse e in disuso le ferrovie urbane, le tramvie extraurbane correnti prevalentemente in sede propria e le altre infrastrutture su ferro dismesse o in disuso, con le relative pertinenze. 4 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispone un apposito elenco contenente le linee ferroviarie, le ferrovie urbane e le tramvie extraurbane, dismesse o in disuso sul territorio nazionale. L'elenco è aggiornato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro il 31 dicembre di ogni anno ed è pubblicato in una specifica sezione del sito del medesimo Ministero, liberamente accessibile a tutti i cittadini. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti invia alle regioni e alle provincie autonome di Trento e di Bolzano, ai comuni e alle province competenti l'esito dei censimenti effettuati, anche al fine di informare sulle situazioni locali e di recepire osservazioni.