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È quindi necessario e doveroso cambiare politiche economiche e che questo Governo e questa maggioranza abbiano il coraggio di scegliere una strada diversa, che punti alla crescita, agli investimenti e all'occupazione. I Governi del recente passato hanno ottenuto flessibilità per affinità politiche con i componenti che governano attualmente la Commissione europea e per aver accettato in modo vergognoso di trasformare il nostro Paese nel campo profughi d'Europa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Questo è il risultato della flessibilità che hanno ottenuto. Noi stiamo cambiando le cose: lo stiamo facendo con successo e ne siamo orgogliosi. Nella manovra ci sono precisi impegni per intervenire con misure di finanza pubblica in caso di evidenti difformità rispetto alle previsioni di crescita del Governo. Si ribadisce l'impegno dell'Esecutivo a mantenere sotto controllo l'andamento dei saldi di finanza pubblica, anche attraverso una verifica trimestrale delle spese. Coraggio, quindi, ma anche prudenza e grande senso di responsabilità. Vogliamo il cambiamento, ma nessun salto nel vuoto: non lo vuole nessuno. Vogliamo sfidare i conservatori europei, ma vogliamo che questa sfida abbia successo nell'interesse dei cittadini e delle famiglie italiane. Prosegua quindi il dialogo con gli attuali vertici europei, ma senza recedere di un passo rispetto ai princìpi e alle determinazioni che hanno ispirato la formazione di questo Governo. Nella consapevolezza di rappresentare la maggioranza degli italiani, chiediamo rispetto da parte della Commissione europea, anzi, lo pretendiamo. Non possiamo e non vogliamo fare passi indietro rispetto alla strada tracciata. Gli obiettivi della legge bilancio sono chiari e li condividiamo: investimenti pubblici e privati per rilanciare l'economia; lotta alla povertà e redistribuzione del reddito; attenzione ai nostri giovani che cercano lavoro e che vogliono costruirsi un futuro in Italia; rispetto per chi ha lavorato una vita e ha diritto a una pensione dignitosa; tutela dei diritti dei risparmiatori truffati e traditi dai Governi precedenti; un fisco più equo che stimoli i consumi e la crescita. Il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione non è disposto a sostenere l'azione di un Governo che non abbia coraggio e non punti al cambiamento. Siamo pienamente consapevoli di aver intrapreso un percorso difficile, ma non abbiamo alcuna intenzione di fermarci, tanto meno di tornare indietro. La continuità con le politiche del passato porterebbe ad un sicuro insuccesso, al fallimento non tanto di un Governo, del nostro Governo, ma dell'intero Paese. Rappresentiamo la speranza della maggioranza degli italiani e non dobbiamo mai scordarcelo: andremo avanti accettando ogni sfida, con senso di responsabilità, coraggio e determinazione. Signor ministro Tria, di fronte a voi ci sono tante incognite, ma anche una certezza: avete la fiducia nostra, del Parlamento e dei cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, mi ero preparato un discorso che ho deciso di abbandonare. L'ultima parte del suo intervento, signor Ministro, che cito, ha parlato di dialogo virtuoso con la Commissione europea e di clima di fiducia, che lei ritiene possa cambiare, e dunque mi impone di darle credito su questo aspetto. Preliminarmente, però, le pongo una domanda: è la sua opinione, questa sul dialogo virtuoso e sul clima di fiducia? A sentire i Vice Presidenti del suo Governo, invece, si parla di decimali e di «me ne frego». (Applausi dal Gruppo FI-BP). È la sua posizione o quella del Governo? Quello che dobbiamo capire, quando parliamo in queste sedi e quando lei parla nelle sedi europee, è che il clima è completamente diverso dal dibattito politico e dai due leader di questa maggioranza. Vede, signor Ministro, c'è un pericolo, che ha anche scritto nei suoi studi di macroeconomia e ho riscontrato in qualche sua lezione universitaria: quest'azione macroeconomica di tipo negativo ci pone di fronte al rischio reale che chi sta bene starà sempre meglio e chi sta male starà sempre peggio, con un piccolo problema, ossia un punto di rottura che veramente ci preoccupa. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Nella società civile, permettetemi questa breve citazione personale, sono un imprenditore e vengo dal Nord, anzi da quel Nord-Est che, fino a qualche anno fa, era considerato la locomotiva del nostro Paese (ed è qui presente anche il sottosegretario Bitonci, che viene dalla mia stessa Regione). Tutte le categorie economiche vi hanno richiamato all'assoluta necessità di mettere mano in maniera decisa a questa manovra. L'eventuale apertura della procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese, in cui si è inserito anche un rallentamento economico italiano ed europeo che nel terzo trimestre del 2018 ha confermato tale tendenza negativa, impone scelte forti. Come ha fatto il collega Brunetta alla Camera, vi proponiamo - ed è quello che vuole la Commissione europea - di girare a investimenti i fondi destinati al reddito di cittadinanza e alla quota 100. Mantenete pure il rapporto deficit -PIL alla cifra che avete proposto, ma fate investimenti. Lei mi insegna e ha insegnato, come del resto insegnano tutti, che con la spesa corrente non si va a modificare il PIL. Con l'indebitamento fine a se stesso non si modificano i nostri saldi finali. Abbiamo bisogno di infrastrutture e di innovazione. Ieri pomeriggio in quest'Assemblea - e spero gliel'abbiano riferito, signor Ministro - abbiamo tentato inutilmente di far comprendere che l'introduzione della fattura elettronica, ad esempio - sempre con riferimento ai piccoli e medi imprenditori del nostro Paese - è un danno, non un vantaggio. Infatti, anziché far emergere, contribuirà ad aumentare quella fetta di sommerso: anche se qualche collega ha parlato di cifre, i piccoli e medi imprenditori sono artigiani, imprenditori agricoli, coltivatori diretti o falegnami; ebbene, cosa volete che ne sappiano di fattura elettronica? Li stiamo caricando di un costo ulteriore. Tornando alla manovra: perché i due obiettivi che vi siete posti, volti ad aumentare il tasso di crescita e ridurre il rapporto deficit /PIL, non li applicate rigirando i soldi che avete destinato al reddito di cittadinanza e alla quota 100 a investimenti? Perché non lo fate? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quella è crescita virtuosa e produce posti di lavoro. Volete un Paese in cui ci sia gente che lavora e gente che consuma; noi vogliamo aiutare quella parte del Paese che lavora, che produce, che ha permesso al nostro Paese di uscire da crisi ben più gravi di quella attuale. Signor Ministro, personalmente ho molta fiducia in lei: si faccia sentire, batta i pugni non solo a Bruxelles, ma anche a Palazzo Chigi. Si faccia ascoltare. Buon lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) .