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gli attuali strumenti di protezione giuridica (interdizione, inabilitazione ed amministrazione di sostegno) risultano difformi alle previsioni della Convenzione ONU e, nella loro pratica attuazione, molto spesso, si assiste ad abnormi distorsioni e gravosi adempimenti, che nulla hanno a che vedere con i veri interessi delle persone con disabilità e delle loro famiglie; considerato che: le associazioni che seguono le problematiche realtà delle famiglie con figli colpiti da situazioni particolari hanno recentemente lanciato l'ennesimo grido di allarme, convinte dai fatti che si stia via via impoverendo il sistema di welfare attorno a queste realtà; le Regioni manifestano carenze di risorse e organici insufficienti; i percorsi burocratici, invece di snellirsi, tendono a diventare più complessi; le famiglie si sentono sempre più sole e spesso impotenti rispetto ai tempi richiesti dagli apparati pubblici preposti, si chiede di sapere: come i Ministri in indirizzo intendano affrontare e garantire in tempi ragionevoli le visite specialistiche per i bambini che entrano nei percorsi scolastici; se ritengano possibile trovare forme di semplificazione dei percorsi burocratici che mettono in estrema difficoltà le famiglie coinvolte; come intendano garantire uniformità di servizi in ogni regione, anche alla luce dei prossimi percorsi di autonomia che si profilano nel nostro Paese; se ritengano opportuno un intervento normativo alla luce delle nuove necessità che le famiglie manifestano. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00955 PATRIARCA SBROLLINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il terzo settore svolge un ruolo importante all'interno della società italiana; il complesso sistema di welfare si avvale della collaborazione essenziale di molte associazioni di volontariato, che suppliscono o sostituiscono funzioni altrimenti demandate ad un sistema sociosanitario pubblico, che non sarebbe in grado di svolgere azioni di sostegno fondamentali per molte fasce di popolazione; molti cittadini trovano nel volontariato organizzato una forma nobile di aiuto verso il prossimo; il senso civico che anima queste persone organizzate in associazioni no profit dà un senso alla loro esistenza personale; il volontariato si avvale di risorse economiche raccolte da donazioni, ma spesso anche da iniziative svolte in modo profittevole, ancorché non a scopo di lucro; con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante "Codice del terzo settore", è entrata in vigore la parte della riforma del terzo settore, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106, più corposa, una riforma del Terzo settore che per essere pienamente avviata ha richiesto l'emanazione di 20 decreti ministeriali, che ad oggi non sono ancora completamente attuativi; considerato che: le associazioni di volontariato e le no profit in generale hanno la necessità di mantenersi all'interno delle regole sotto l'aspetto fiscale e delle responsabilità civili e penali degli amministratori, che svolgono questa funzione in modo gratuito; i ritardi nell'emanazione degli strumenti attuativi generano incertezze e mettono in grave difficoltà gli amministratori ed i soci che manifestano sconcerto e in molti casi abbandonano l'associazionismo per mancanza di riferimenti giuridici chiari; questa situazione mette le onlus in difficoltà per continuare la loro preziosa ed insostituibile attività, si chiede di sapere: a che punto stiano i decreti attuativi che definiscono il quadro degli obblighi cui le onlus devono ottemperare, negli statuti e nelle azioni quotidiane; se risponda al vero che la Regione Veneto ha posto una scadenza ravvicinata ai primi giorni di agosto 2019 per la modifica degli statuti di fondazioni ed associazioni, pena la decadenza dall'iscrizione agli albi; se si ritenga possibile che le società di mutuo soccorso rimangano in una situazione di totale confusione a seconda della regione in cui operano, mettendo a repentaglio soci, amministratori e, alla fine, il servizio che svolgono. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01838 GAUDIANO CASTELLONE CASTIELLO SILERI ROMANO PISANI Giuseppe DI MARZIO GIANNUZZI MATRISCIANO CAMPAGNA NOCERINO GUIDOLIN BOTTO AUDDINO MININNO NATURALE LANNUTTI FENU MOLLAME ROMAGNOLI CORBETTA PRESUTTO ABATE LANZI CROATTI ORTOLANI DE LUCIA RICCIARDI DI NICOLA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la stazione ferroviaria di Capaccio-Paestum-Roccadaspide, in provincia di Salerno, riveste un'importanza strategica non solo per i residenti che ogni giorno si recano a lavoro a Salerno e a Napoli, ma, soprattutto nel periodo estivo, come punto di riferimento di migliaia di turisti e villeggianti che affollano i lidi del litorale paestano; Paestum è custode e depositaria di un patrimonio artistico culturale di interesse mondiale. Basti fare riferimento alle sue vestigia, al polo museale, ove sembra che la storia abbia voluto consegnare ai posteri un indelebile e imperituro messaggio di tradizioni, di cultura e di modernità; nonostante la stazione ferroviaria sia frequentata da un numero di viaggiatori considerevole e sempre in continuo aumento, a parere degli interroganti non è comprensibile che alcuni servizi essenziali e qualificanti per uno snodo ferroviario di tale portata e importanza siano tuttora assenti; sono giunte agli interroganti numerose segnalazioni e lamentele da parte degli utenti circa i continui disservizi che si registrano quotidianamente; la stazione è anche priva di un punto di informazione e i turisti, soprattutto stranieri, non hanno alcuna possibilità di attingere notizie afferenti ai servizi ferroviari, né tantomeno relative alla possibilità di usufruire di un percorso turistico adeguato alla magnificenza del patrimonio archeologico, che insiste a pochi metri dalla stazione stessa; l'accesso ai binari è consentito solo attraverso rampe e passaggi pedonali privi di ascensori o scale mobili funzionanti; per i diversamente abili l'accesso ai binari rappresenta una vera e propria " via crucis " potendo solo affidarsi a parenti o accompagnatori occasionali. Inoltre, una volta raggiunto il binario, si presenta il problema di come fare a salire a bordo, in quanto la maggior parte dei treni non è dotata della pedana che consente l'accesso alla carrozza; questa incresciosa situazione comporta non solo difficoltà per i diversamente abili, ma anche per tante mamme con i passeggini e tanti anziani e loro accompagnatori, costretti a utilizzare una lunga rampa di scale con valigie e borse pesanti; considerato che, a parere degli interroganti: tali disservizi non dovrebbero verificarsi in una cittadina con flussi turistici sempre in crescita, dove i servizi e le infrastrutture devono essere in grado di concorrere con le indifferibili necessità che i tempi moderni impongono;