[resaula]

Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G7.101, G7.102, G7.103, G7.104 e G7.105 (testo 2) non verranno posti ai voti. Passiamo all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G10.100, purché alla fine dell'impegno sia inserita la formula «compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica». Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G10.101 e G10.102. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G10.103, a condizione che nell'impegno siano espunte le parole "l'obbligo" e che conseguentemente il testo sia riformulato in modo corretto grammaticalmente: «valutare l'opportunità di prevedere, per imprese operanti in settori strategici e pubblica amministrazione, l'adozione di strumenti (...)». Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G10.104. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G10.105, a condizione che nell'impegno sia inserita la formulazione: «compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica». D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatrice Rauti, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G10.100? RAUTI (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G10.100 (testo 2), G10.101 e G10.102 non verranno posti ai voti. Senatrice Rauti, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G10.103? RAUTI (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G10.103 (testo 2) e G10.104 non verranno posti ai voti. Senatrice Binetti, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G10.105? BINETTI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G10.105 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno riferito all'articolo 11 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, sull'ordine del giorno G11.100 formulo un invito al ritiro o altrimenti esprimo parere contrario. PRESIDENTE . Senatore Mallegni, accoglie l'invito al ritiro formulato dalla relatrice? MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G11.100. PRESIDENTE . Passiamo all'esame dell'ordine del giorno riferito all'articolo 12 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, sull'ordine del giorno G12.100 formulo un invito al ritiro o altrimenti esprimo parere contrario. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatore Mallegni, accoglie l'invito al ritiro formulato dalla relatrice? MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G12.100. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione finale. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assoluta impossibilità di prenotare ogni tipo di visita medica, incluse le vaccinazioni anti-Covid, il sito della Regione irraggiungibile per giorni e i dati di tutti gli utenti in balia di criminali sconosciuti, interessati solo a richiedere chissà quale tipo di riscatto. L'attacco hacker di questi giorni al sistema sanitario della Regione Lazio è la dimostrazione plastica di quanto sia urgente definire una politica nazionale di sicurezza cibernetica, anche perché l'esperienza insegna che le incursioni cibernetiche ad un Paese colpiscono frequentemente aspetti nevralgici del Paese stesso (sistemi aeroportuali, banche, turbine elettriche), come pure grandi aziende del settore privato, bloccate nella loro operatività e messe sotto ricatto attraverso estorsioni milionarie. È recente, ad esempio, il caso della manipolazione telematica a danno della più grande catena di supermercati svedese, costretta a chiudere per giorni oltre 800 punti vendita. Oppure l'attacco hacker da parte del gruppo russo Revil a migliaia di aziende statunitensi, che ha mandato in tilt decine di migliaia di computer in tutto il mondo. Sono esempi calzanti, che fanno capire quanto sia necessario che anche il nostro Paese si doti di uno strumento idoneo a proteggere le funzioni essenziali dello Stato da minacce informatiche, alzando il livello di protezione dei dati e dei sistemi di controllo. Ad oggi si stima che le imprese italiane subiscano ogni anno mediamente 7 miliardi di euro di danni a causa di attentati digitali e solo poche settimane fa abbiamo appreso con sgomento dalle parole del ministro Colao che almeno il 95 per cento delle piattaforme di cui si serve la nostra pubblica amministrazione non è in sicurezza. Ecco perché la realizzazione di un'Agenzia per la cybersecurity non è più rinviabile. C'è bisogno urgentemente di dotarsi di uno strumento efficace, che difenda i comparti strategici della nostra sicurezza nazionale dai pericoli rappresentati dalla crescente pirateria informatica, così da tutelarci da possibili aggressioni provenienti da altri Paesi o da forze destabilizzanti e antidemocratiche. L'Agenzia per la cybersicurezza deve rispondere a due missioni principali: innanzitutto alla cosiddetta cyber-resilienza, cioè il consolidamento della collaborazione ai fini della sicurezza cibernetica con l'insieme degli operatori strategici che operano nel settore delle telecomunicazioni, dell'energia, dei trasporti, della difesa, dello spazio e dell'economia, dalla cui integrità dipende il funzionamento del sistema Paese. In secondo luogo, l'Agenzia dovrà fungere da centro di coordinamento nazionale per gli investimenti nella sicurezza cibernetica. In sostanza, possiamo contare su un organismo in grado di connettere aziende piccole e grandi, capace di coinvolgere le università e la ricerca e di potenziare l'industria del settore rendendola impermeabile ad infiltrazioni ostili, anche da parte di Paesi stranieri. L'Agenzia che andiamo ad istituire con il voto odierno evita la sovrapposizione di compiti con il comparto dell'intelligence ; è collocata sotto la diretta responsabilità del Presidente del Consiglio, di conseguenza non è soggetta necessariamente a vincoli di segretezza. Diventa un organismo rapido, snello, adeguato alla complessità della sfida, in grado di svolgere una copertura a 360 gradi ed è virtuoso, perché prevede una partnership strutturata e continua tra soggetti pubblici e privati, che lavorano assieme nell'ambito di un'autentica strategia nazionale di sicurezza.