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quali interventi si intenda intraprendere per evitare che venga fatto scempio della laguna di Venezia, al fine di proteggerla da quei mostri galleggianti che sono le grandi navi da crociera; se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ritenga non solo necessario, ma anche doveroso intervenire per impedire che vengano costruite due banchine per le lunghe navi da crociera nel canale industriale nord di Marghera, azione che permetterebbe l'ingresso in laguna di veri e propri giganti galleggianti. Atto n. 4-03432 LONARDO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'emergenza causata dal COVID-19 ha fortemente colpito il settore degli eventi e, di conseguenza, la categoria dei fotografi; a seguito dell'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, il 4 maggio è stata avviata la cosiddetta "fase 2", ma non c'è ancora nessuna indicazione su quando questo comparto potrà riprendere a lavorare ed in quale modo; la sospensione, a tempo ancora indeterminato, di qualsiasi tipo di evento, da quelli sportivi a quelli ludici e di intrattenimento, dalle manifestazioni pubbliche (concerti, spettacoli, convegni) alle cerimonie private (matrimoni, battesimi, comunioni), ha inevitabilmente fatto venir meno buona parte delle attività che generano guadagno per la categoria; in particolar modo, gli eventi privati sono stati tutti rinviati a data da destinarsi e, oltre al danno economico riguardante la produttività della stagione 2020, già possono essere ipotizzate delle ripercussioni negative sulla produttività del 2021 per l'impossibilità di programmare; nonostante ciò, sembra che la categoria dei fotografi sia stata completamente dimenticata e nessun tipo di supporto economico è stato previsto per loro, si chiede di sapere: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, ritengano di intraprendere a sostegno della categoria di fotografi; se ritengano, altresì, di prevedere aiuti economici e la sospensione delle tasse; se ritengano, infine, di prevedere ammortizzatori sociali fino al mese di marzo 2021, finalizzati al sostegno del reddito di una categoria che si trova involontariamente in una situazione di disoccupazione. Atto n. 4-03433 PILLON Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 6 maggio 2020 Costanza Miriano, giornalista di "Rai Vaticano", pubblicava sui suoi profili social una campagna di raccolta firme promossa dalla fondazione "CitizenGo", in cui si segnalavano contenuti di propaganda LGBT nei programmi della Disney e si richiedeva alla Disney di abbandonare detti contenuti, per evitare recassero danno ai bambini spettatori; contestualmente, Costanza Miriano pubblicava lo screen shot della disdetta dell'abbonamento famigliare al servizio "Disney +"; in poche ore migliaia di attivisti LGBT iniziavano a insultare la giornalista nei commenti, con bestemmie e auguri di cose infamanti verso di lei, verso il marito e verso i figli, tra le quali persino l'auspicio che questi ultimi le fossero sottratti; la giornalista, accertata l'impossibilità di bloccare tutti i profili degli utenti che la insultavano su "Facebook", rendeva invisibile il post da lei pubblicato a chi non fosse tra i suoi contatti; contestualmente, su "Instagram", Costanza Miriano inviava una segnalazione all'apposito servizio messo a disposizione dal social network , il quale rispondeva evidenziando l'impossibilità di presa in carico della segnalazione, a motivo della riduzione del personale causata dall'emergenza COVID-19; inoltre, Costanza Miriano veniva bersagliata anche sulla stampa, con un articolo de "il Fatto Quotidiano" che riportava l'accusa rivoltale dal blog "Gayburg", il quale insinuava ella avesse approfittato del mese gratuito di prova del servizio Disney + prima di disdire l'abbonamento, circostanza poi smentita dall'interessata; infine, una vicenda così grave, che riguarda una giornalista della televisione di Stato, che è stata insultata sia come donna che come madre, che è stata infamata per le sue convinzioni e denigrata persino nel suo aspetto fisico, è stata ignorata dai media e passata sotto silenzio anche dalla TV pubblica, non ha trovato voci di solidarietà nel mondo dell'informazione, sempre e giustamente attento alle manifestazioni di odio contro le donne anche a mezzo di social media , né ha trovato vicinanza nel mondo politico, non solo da parte di quegli esponenti che hanno fatto della difesa delle donne una bandiera, ma neppure, ad oggi, dal dicastero presieduto dal Ministro in indirizzo, si chiede di sapere se e in che modo il Ministro in indirizzo intenda intervenire sulla questione descritta, per dare tutela e sostegno a una donna e una giornalista del servizio pubblico vergognosamente insultata, ribadendo così tutta la serietà dell'istituzione che rappresenta e delle campagne che porta avanti e, incidentalmente, fugando il sospetto, già da alcuni sollevato sul web , che la tutela di una donna possa dipendere dalle idee o dalle convinzioni che questa sostiene. Atto n. 4-03434 PILLON Ai Ministri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che a quanto risulta all'interrogante: si apprende da fonti di stampa che in Ucraina, presso la hall dell'hotel "Venezia" di Kiev, sarebbero ospitati 46 neonati, nati in Ucraina mediante la pratica dell'utero in affitto; si apprende, infatti, che con il blocco delle frontiere dovuto alla pandemia da COVID-19, i "committenti", di nazionalità diverse e anche italiana, non sarebbero potuti andare a prenderli e i bambini sono attualmente "parcheggiati", alla stregua di merce giacente, come testimoniato dalle immagini pubblicate dalla Biotexcom, la società che si occupa della gestione dei rapporti tra chi paga e le madri surrogate; si apprende che la società avrebbe invitato i genitori "acquirenti" a rivolgersi ai propri ministri degli esteri, perché intercedano presso il Governo ucraino, in modo da ottenere un permesso per arrivare a Kiev, nonostante le attuali normative sugli spostamenti; numerose associazioni hanno già protestato, tra queste la Rete italiana contro l'utero in affitto, che ha scritto all'ambasciatore italiano in Ucraina, chiedendo di verificare lo stato di salute dei bambini e chiedendo che ai "committenti" non sia concesso alcun permesso, ma che vengano anzi identificati; inoltre, si apprende che la giornalista che aveva già affrontato la questione sul "Corriere della Sera" avrebbe provato a contattare l'ambasciatore, chiedendo un riscontro sulla lettera della Rete italiana contro l'utero in affitto, ma che ha ottenuto solo un "no comment"; considerato infine che l'utero in affitto nell'ordinamento italiano è un reato, ai sensi dell'art. 12, comma 6, della legge n. 40 del 2004, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, intendano mettere in atto misure urgenti per far fronte a una palese violazione dei diritti umani di questi bambini, trattati alla stregua di pacchi postali comprati via internet ;