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Disposizioni per la diffusione della cultura e dell'arte italiana e agevolazioni in favore delle imprese artistiche e artigianali. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende non solo portare all'attenzione dell'Assemblea la promozione e la valorizzazione della cultura, dell'arte contemporanea e dell'artigianato, ma ha altresì lo scopo di difendere e valorizzare il settore manifatturiero del nostro Paese. In Italia, il settore culturale rappresenta un vero e proprio investimento perché può dare risultati ben superiori all'entità degli esborsi e recare beneficio al Paese nel suo complesso, non solo in termini di immagine, ma anche di specifici e concreti interessi economici. Lo straordinario patrimonio culturale e le potenzialità intellettuali che l'Italia può permettersi di proiettare nel mondo diventano uno strumento privilegiato di politica estera, non solo per il valore insostituibile dello scambio culturale come veicolo di contatto e di dialogo, ma anche, e soprattutto, per le ricadute di grande portata sul piano politico-economico. Lo stesso Jean Monnet disse che se fosse stato possibile ricominciare il processo di integrazione dell'Europa, avrebbe preferito ripartire dalla cultura, piuttosto che dal carbone e dall'acciaio: Monnet si era reso conto che quello culturale era il primo e principale collante, capace di facilitare e favorire l'integrazione fra i popoli. Oggi si impone, quindi, la necessità che la cultura, l'arte e l'artigianato assumano sempre maggiore importanza nel dibattito politico: l'azione di promozione e la loro diffusione necessitano di un supporto strategico mirato. Il nostro Paese vanta una grande tradizione artistica, testimoniata dalla presenza di un rilevantissimo numero di monumenti e opere d'arte, malgrado ciò, è uno dei meno evoluti d'Europa per quanto riguarda le politiche a sostegno dell'arte contemporanea. A fronte di un'attenzione sempre più forte nei confronti di questo settore, sia da parte dei privati, sia da parte delle istituzioni, si continua a perpetrare l'idea che la conservazione e la fruibilità dei beni esistenti, frutto degli artisti del passato, siano condizioni sufficienti a garantire al nostro Paese un adeguato livello di competitività sul piano internazionale anche nella valorizzazione dell'arte e non ci si accorge, invece, che la valorizzazione dell'arte contemporanea e dell'artigianato, un mercato in forte espansione, hanno bisogno di norme ad hoc che devono essere diverse da quelle applicabili al patrimonio artistico del passato. Se, infatti, per quanto riguarda l'arte del passato, è centrale la politica della salvaguardia e della fruibilità, per quella contemporanea la politica da privilegiare è quella fiscale. L'errore della legislazione fiscale nei confronti di tale settore risiede, infatti, nel considerare già culturalmente ed economicamente affermati quei soggetti che, al contrario, sono all'inizio della propria carriera artistica, inizio che si caratterizza per le difficoltà nel reperimento dei finanziamenti necessari a sviluppare le idee creative. In Italia se da un lato la nostra vita sarà sempre più permeata da tecnologia, informatica e robotica, dall'altro nei prossimi anni il mondo del lavoro sarà caratterizzato dalla crescente richiesta di professionalità basate su competenze umane che le macchine non possono rimpiazzare: manualità, ingegno e creatività. Lo affermano recenti studi sulle tendenze dell'occupazione nei Paesi ad alto reddito, secondo i quali l'artigianato e i lavori basati sul « saper fare con le mani » saranno tra le professioni più ricercate del prossimo decennio. Lo studio intitolato « Mutamenti nella composizione dell'artigianato » e pubblicato da Ires-Istituto di Ricerche Economico-Sociali del Piemonte nel 2015 afferma che « in un Paese come l'Italia, famoso per i suoi prodotti di alta qualità e per il suo ineguagliabile Made in Italy », dove la disoccupazione giovanile è altissima e scarseggiano carpentieri, fornai, sarti, l'artigianato diventa una grande opportunità. Le potenzialità del settore sono confermate dalla Commissione europea che, in uno studio del 2015 intitolato « Business Innovation Observatory – Collaborative Economy: collaborative production and the maker economy », mette in evidenza che il trend occupazionale dell'artigianato e delle professioni basate sul « saper fare con le mani » è in crescita e che l'artigianato tradizionale non è affatto in via di estinzione. Anzi, se i lavori artigianali coniugano creatività, abilità manuale e padronanza delle tecniche da un lato e innovazione, tecnologie digitali e potenzialità della rete dall'altro, sono destinati a crescere. Lo studio europeo attribuisce all'artigianato « la capacità di creare nuove fonti di reddito sia per i tradizionali laboratori a gestione individuale e vendita diretta ai clienti, sia per le piccole imprese artigiane a conduzione familiare che operano a livello locale ». Studi europei attribuiscono, inoltre, all'artigianato la capacità di creare nuove fonti di reddito. Attraverso il presente disegno di legge si intende non solo rilanciare l'occupazione, ma anche promuovere e valorizzare quel patrimonio culturale ed economico che l'artigianato italiano rappresenta nel modo. Per questo è importante pensare linee d'azione efficaci per la promozione dell'arte giovane, così da sfatare i vecchi stereotipi dei singoli Paesi europei, e sviluppare un'immagine nuova e al passo con i tempi, per unire le diversità all'interno di un progetto di integrazione più ampio, grazie ad un'azione comune; infatti solamente con un'azione strutturale e mirata sarà possibile conseguire il risultato di introdurre la produzione artistica all'interno dei circuiti internazionali, focalizzando in maniera appropriata l'attenzione su di essa. Per questo la promozione dei giovani artisti diviene una punta di diamante della politica culturale europea: l'Europa vuole avere un posto di primo rilievo non solo nell'universo culturale passato ma anche in quello presente. Nuovi progetti culturali possono svolgere per questo un ruolo importante nel rispetto delle differenze culturali, l'azione di giovani artisti può farsi portavoce del dialogo e della comunicazione intelligente tra Stati europei, nuovi o vecchi che siano, dando una visione e delle alternative europee a quanto proposto fino ad ora dagli Stati Uniti. Sono pertanto i giovani la chiave di volta di questo sistema: esiste però una forte disparità all'interno dell'Unione europea per ciò che riguarda l'attenzione ed il sostegno dei singoli Stati nei confronti dei giovani artisti; infatti com'è noto, i Paesi scandinavi investono moltissimo nella promozione dell'arte e della cultura emergente, al contrario alcuni Paesi, fra cui l'Italia, sono ancora molto lontani dalla creazione di un sistema nazionale efficace che sia un vero punto di partenza e d'appoggio nella sfera internazionale per i giovani artisti. La promozione dell'arte dei giovani di un Paese è uno strumento efficace come pochi per trasmettere l'identità culturale nei suoi elementi più dinamici di cambiamento. Si tratta quindi di un investimento che, oltre a dare concrete opportunità di affermazione internazionale alle nuove generazioni di artisti contribuisce all'accreditamento del Paese in questione, come luogo culturalmente stimolante, a cui guardare con attenzione. Tra il mondo della formazione e il mondo del lavoro in generale dovrebbe esserci un contatto costante e continuativo. Bisogna dare la possibilità ai ragazzi di riscoprire i mestieri più tradizionali sin dai primi anni;