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Nello specifico, l'Accordo di sede tra l'Italia e l'EMBL relativo al programma del Laboratorio europeo di biologia molecolare a Monterotondo, sottoscritto nella primavera del 2021 e composto di diciannove articoli e di un allegato, aggiorna il contenuto normativo dell'Accordo del 1999, sostituendolo integralmente. Le modifiche più significative riguardano, oltre all'adeguamento alle sopravvenienze normative intervenute negli anni, l'estensione dell'esenzione dall'imposizione sui redditi anche ai dipendenti dell'Istituto aventi cittadinanza italiana (articolo VII), questione da lungo tempo pendente e che, essendo la sede italiana l'unica a non riconoscere l'esenzione ai propri cittadini e applicando l'EMBL già un sistema di tassazione interna sul proprio personale - cosa che avrebbe determinato una doppia imposizione - ha impedito di fatto l'assunzione di personale italiano presso la sede di Monterotondo e l'aggiornamento delle mappe dei locali destinati al Laboratorio di Monterotondo in corso di ristrutturazione e adeguamento. Più in dettaglio, dopo aver offerto una definizione dei termini utilizzati (articolo I), l'Accordo disciplina i diversi aspetti organizzativi e finanziari del Programma del Laboratorio di Monterotondo, prevedendo la messa a disposizione di locali e strutture per la creazione e gestione del Programma (articolo II) e la fornitura dei servizi pubblici necessari allo svolgimento delle sue attività (articolo III). Il testo definisce altresì i privilegi e le immunità di cui beneficia la sede del Laboratorio, prevedendo per essa anche l'immunità dalla giurisdizione e dalla esecuzione (articolo IV), oltre ad escludere la responsabilità giuridica internazionale per atti od omissioni della struttura o dei suoi rappresentanti (articolo V), e disciplina anche alcuni profili doganali e di imposizione fiscale (articolo VI). L'articolo VII prevede che siano notificate al Governo italiano le nomine del personale impiegato presso la sede del Laboratorio e disciplina i privilegi e le immunità di cui beneficia il personale stesso, introducendo anche per i cittadini italiani l'esenzione dalle imposte dirette sugli stipendi ed emolumenti pagati dalla struttura. Ulteriori articoli disciplinano l'ambito di applicazione dei privilegi e delle immunità di cui godono il personale e gli esperti (articolo IX), stabiliscono la libertà delle comunicazioni e dei trasporti (articolo X), e dispongono in ordine al sistema di assistenza sanitaria e previdenziale del personale (articolo XI). L'Accordo prevede, inoltre, che il Governo italiano designi un'autorità competente al fine di cooperare con il Direttore del programma in relazione a tutte le questioni relative all'amministrazione e gestione del programma di ricerca del Laboratorio (articolo XII), autorità individuata nel Consiglio Nazionale delle Ricerche, come rimarcato dalla relazione tecnica. Infine si evidenzia come l'allegato 1 contenga la mappa delle strutture e dei locali accessori destinati alle attività del Laboratorio. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo in esame si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, nel porre una clausola di invarianza finanziaria, stabilisce che dall'attuazione dell'accordo in esame non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che ad eventuali oneri addizionali derivanti di cui agli articoli II, XI, XV, XVI e XVIII dell'intesa, si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. La relatrice conclude la sua esposizione evidenziando come l'Accordo non presenti profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 15,30. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 48 ( DOC. XXIV, n. 61) La 3 a Commissione, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e a conclusione dell'esame dell'Affare assegnato " Le nuove prospettive geopolitiche nel Corno d'Africa e il ruolo dell'Italia " (n. 48); premesso che: l'Affare assegnato ha consentito un'ampia riflessione sul tema delle nuove prospettive geopolitiche del Corno d'Africa e sul ruolo che il nostro Paese potrebbe assumere in tale contesto; l'attività istruttoria, attraverso le audizioni e i documenti acquisiti in tale sede, ha permesso di approfondire il quadro politico di riferimento e le problematiche in atto; le audizioni hanno coinvolto singole personalità del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della rete diplomatica, rappresentanti di qualificati istituti di ricerca quali l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), il Centro Studi di Politica Internazionale (CESPI), l' Institute for global studies (IGS), l'Istituto Affari Internazionali (IAI) e il Centro Studi internazionali (Ce. S.I.), rappresentanti di organizzazioni internazionali e di realtà associative italiane operanti nell'area quali l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il "Progetto Employ ", l'Associazione "Partecipazione e sviluppo" e il Centro Studi per l'Etiopia ONLUS, esperti di questioni geopolitiche, giornalisti ed antropologi dell'immigrazione, oltre agli Ambasciatori dell'Eritrea, della Repubblica Federale Democratica di Etiopia e della Repubblica federale di Somalia; considerato che: il Corno d'Africa rappresenta un'area geografica di straordinaria valenza strategica e geopolitica, situata in prossimità di uno degli snodi commerciali più importanti al mondo, lo stretto di Bāb el-Mandeb, da cui transita quasi tutto il commercio marittimo fra i continenti europeo ed asiatico e che per questo svolge un ruolo cruciale anche per la sicurezza energetica dell'intera Europa; nei Paesi che lo compongono, Etiopia, Eritrea, Somalia e Gibuti, e, in un'ottica più allargata, anche Sudan, Sud Sudan e Kenya, importanti fattori naturali quali siccità, carestie e insicurezza alimentare, ma anche croniche forme di instabilità politiche, conflitti endogeni ed esogeni, tensioni etniche e interreligiose, ritardi di tipo infrastrutturale ed economico, impetuose dinamiche demografiche, ma anche l'impatto consapevole dell'azione dei gruppi del fondamentalismo religioso di matrice islamista, hanno spesso concorso ad alimentare scenari di grande vulnerabilità, di miseria diffusa e provocato massicci esodi di popolazione; l'intera Regione del Corno d'Africa, segnata da tensioni geopolitiche, da minacce securitarie nonché da croniche difficoltà di ordine economico, oltre che dal mancato consolidamento dei processi di state-building e nation-building , ha dato origine nel corso degli anni ad imponenti fenomeni migratori, riferibili a migranti di tipo economico e a richiedenti asilo, con movimenti in prevalenza a carattere infra-regionale e solo marginalmente intercontinentale, al punto che i dati diffusi dall'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) parlano di 4,6 milioni di rifugiati presenti nell'area e di 13,5 milioni di sfollati interni;