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altri miei colleghi ne parleranno, io auspico davvero che il Governo troverà la soluzione più giusta per tenere insieme la sicurezza con l'esigenza di far ripartire con prudenza tutto il sistema. Nel mio breve intervento vorrei invece soffermarmi su un altro versante ampiamente citato dal signor Ministro, che è altrettanto importante e significativo. Mi riferisco al mondo dello sport di base e dilettantistico. Dare voce al mondo dello sport significa parlare anche di un milione di operatori che rischiano gli effetti devastanti della crisi economica relativa all'emergenza da coronavirus i quali, dopo due mesi di stop forzato e inevitabile, ma traumatico, vogliono e devono riprendere. Sono infatti più di 100.000 le piccole realtà dilettantistiche diffuse sul territorio che costituiscono in molti casi una parte importante del tessuto di comunità territoriale, per tutte le implicazioni che l'attività sportiva comporta dai più piccoli agli adulti, fino alle persone anziane e alle persone con disabilità. Il mondo dello sport di base spesso è rimasto invisibile agli occhi delle istituzioni, però ha un ruolo fondamentale in termini di salute, di socialità, di diffusione di valori; realtà che non sono legate solo al risultato, ma alla produzione di benessere psicofisico diffuso grazie alla pratica quotidiana nelle strutture diffuse capillarmente nei quartieri, nelle città, nei nostri paesi. Esprimo quindi il mio apprezzamento per il Bando sport e periferie, ma stiamo parlando anche di una realtà che dà lavoro a migliaia di persone, quindi non così limitata. Secondo l'Istat in Italia 20 milioni di persone praticano attività sportiva, ovviamente con intensità e impegno diversi, ma comunque fanno parte del sistema; tutto il settore produce e contribuisce all'1,8 per cento del PIL nazionale e, se si considera l'indotto, arriviamo al 3,6 per cento, in virtù della filiera che passa per prodotti e servizi erogati ai quasi 12 milioni di tesserati che svolgono attività nelle 95.000 associazioni e società sportive organizzate e afferenti ai diversi organismi sportivi riconosciuti dal CONI. Ebbene, tutto questo mondo è in grande crisi. Solo per il comparto fitness - per fare un esempio apparentemente marginale - il danno economico viene stimato in oltre 45 milioni di euro a settimana. Credo quindi che sia importante parlare di questo settore, che garantisce lavoro a circa un milione di persone che negli ultimi mesi, per la drammatica quanto inaspettata crisi, sono rimaste senza reddito. È dunque urgente dare risposte immediate ed efficaci e sostenere un settore che è in difficoltà anche per le spese mensili (mutui, affitti, bollette, personale). Sappiamo, inoltre, che la ripresa non sarà facile, perché vi sarà un probabile calo degli iscritti, dei tanti timorosi magari dei nuovi contagi e dei tanti altri che non potranno permettersi le quote di iscrizione. Oltre agli aspetti economici, si determinerà un'altra conseguenza ancora più drammatica: milioni di ragazzi, alcuni con disabilità, resteranno senza sport e questo è un grave problema perché - come accennava anche lei, signor Ministro - sappiamo che l'attività motoria rappresenta un elemento indispensabile per la crescita fisica, cognitiva, emotiva e sociale. Lo sport praticato già durante l'infanzia e l'adolescenza è importante e rende più consapevoli della propria identità corporea, oltre ad insegnare l'importanza dell'impegno, del rispetto delle regole e della tolleranza. I giovani si misurano con le proprie capacità e si relazionano con gli altri e questo è un bagaglio importantissimo che contribuisce a formare la personalità. In questo senso accolgo dunque con soddisfazione la presentazione formale al Comitato tecnico-scientifico delle linee guida per anticipare l'apertura di tutti gli impianti e i centri sportivi, a cominciare dalle palestre. L'obiettivo ovviamente deve essere quello di far ripartire tutto lo sport all'insegna della sicurezza, quindi con gradualità, distanza, sanificazione degli attrezzi e ridefinizione degli spazi. Per questo mi auguro che si mettano in campo tutte le misure più utili per sostenere lo sport di base e dilettantistico in questa fase così complessa, anche attraverso linee di credito agevolato, misure fiscali adeguate, sostegno concreto all'esercito di collaboratori sportivi privi di tutela, un aiuto per gli affitti, per i mutui e le altre misure di finanziamento cui lei ha fatto riferimento. Serve davvero un intervento importante. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. IORI (PD) . Sto terminando, signor Presidente. Dobbiamo fare uno sforzo per salvare una parte fondamentale del Paese che non può essere trascurata, considerati l'importanza che ha sul benessere dei cittadini e l'impatto sul prodotto interno lordo dell'Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è facile condensare in soli cinque minuti tutte le considerazioni che avrei voluto sottoporre all'attenzione del Ministro e dell'Assemblea. Cercherò in rapida successione di dare delle risposte al suo intervento, signor Ministro. Si tratta di un intervento francamente atteso con ansia da tutto il comparto sportivo; tale comparto è assetato di notizie non solo in ordine agli aiuti che sono stati e che saranno predisposti per il mondo dello sport, ma anche in relazione alle notizie che riguardano la ripresa. Da questo punto di vista c'è da registrare un'annotazione importante relativa alla ripresa dell'attività, che è stata calendarizzata intorno al 25 maggio; quindi, da quanto si è capito, tra il 18 e il 25 maggio arriveranno le informazioni che permetteranno al comparto sportivo di ripartire in ordine. Non voglio dilungarmi oltre sullo stato di sofferenza che riguarda il mondo dello sport, come riguarda tantissime altre attività produttive del nostro Paese. Ci siamo soffermati, sia in questa che in altre, sulle sofferenze di questo comparto; è inutile andare ad aggiungere sofferenza ad altra sofferenza. Mi sia però consentito soltanto un saluto affettuoso a tutti gli operatori del mondo dello sport, nessuno escluso, che sento virtualmente vicini a me in questo momento e che ho imparato a conoscere ancora di più in questi giorni nella loro poliedricità e versatilità. Si tratta di mondi che, per alcuni versi, erano sconosciuti anche al sottoscritto e di peculiarità che differenziano il mondo dello sport; lo ha richiamato anche lei nel suo intervento, signor Ministro. Vado subito a individuare nel dettaglio le riflessioni attraverso le quali vorrei catturare la sua attenzione, signor Ministro, e mi auguro anche quella degli altri colleghi. Esse riguardano essenzialmente le iniziative che noi, come Lega, abbiamo sottoposto in fase emendativa ai vari provvedimenti che si sono succeduti, ma che purtroppo non hanno trovato accoglimento. Tali emendamenti riguardavano aspetti essenziali per la ripresa dello sport italiano e per la possibilità di rimettere in moto un'economia gravemente danneggiata dall'emergenza coronavirus;