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A tal riguardo, la Sicilia necessita non solo di adeguate risorse economiche ma anche di procedure attuative più rapide e scevre da lentezze burocratiche, con iter di gara che devono sempre svilupparsi con la dovuta trasparenza e nel pieno rispetto delle vigenti normative ma che, tuttavia, non possono più continuare ad essere lente e farraginose, si chiede di sapere se i fatti descritti corrispondano al vero e quali iniziative il Governo intenda adottare, a causa della gravità dei fatti accaduti, con particolare riguardo per i gravi danni ambientali ed infrastrutturali provocati in Sicilia, nonché se intenda accogliere le richieste già fatte pervenire dai Comuni colpiti dal maltempo, in particolare se voglia accogliere urgentemente la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza con l'individuazione di adeguate risorse economiche in grado di consentire un piano straordinario ed anche valutando l'opportunità (al fine di accelerare le procedure di programmazione, approvazione e attuazione dei progetti) di conferire ulteriori poteri alla struttura del commissario straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico in Sicilia. Atto n. 4-00803 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: fonti di stampa hanno reso noto il disperato appello fatto a nome della città da parte del sindaco di Catania rivolto al Governo; il bilancio del Comune è dissestato e l'ente locale è oramai prossimo al fallimento dopo che la Corte dei conti, il 4 maggio 2018, ha dichiarato il dissesto economico-finanziario dell'ente. Secondo il sindaco esiste «La possibilità di presentare entro il 30 novembre un nuovo piano di riequilibrio senza il congruo contributo governativo straordinario più volte richiesto, rimarrebbe fine a se stessa per l'insuperabile vulnus dell'assoluta carenza liquidità indispensabile ad assolvere ai servizi essenziali e agli obblighi contrattuali derivanti dall'attività ordinaria»; il sindaco ha reso noto il fatto che «numerose interlocuzioni sono state intraprese con autorevoli rappresentanti dell'Esecutivo Nazionale, trovando sempre attenzione e disponibilità, affinché il Comune di Catania potesse usufruire di un contributo straordinario per riequilibrare il Bilancio gravato da 1,6 miliardi di euro di debiti e fare fronte alla gravissima crisi di liquidità, visto che l'anticipazione di cassa annuale di 188 milioni era già stata pressoché esaurita alla data dell'insediamento della nuova Amministrazione, il 18 Giugno 2018»; per il primo cittadino di Catania esistono gravi rischi, anche sociali, in caso di effettivo default del Comune. Questi rischi sono stati rappresentati al Ministro dell'interno in una riunione in municipio a Catania il 14 agosto, proprio al fine di individuare una soluzione utile a fronteggiare la carenza di risorse del Comune e le inevitabili ripercussioni che, in caso di esito negativo al sostegno richiesto, potrebbero verificarsi; il sindaco ha chiesto e spera nell'attenzione e nella sensibilità del Governo, reiterando la richiesta di un improcrastinabile e urgentissimo sostegno finanziario straordinario, che eviti i gravissimi rischi di un inevitabile default del Comune. Nella sciagurata ipotesi in cui si realizzi lo scenario descritto, l'amministrazione sarà costretta a prenderne atto tempestivamente. Si consideri che il Comune deve garantire i servizi alla cittadinanza e può garantire l'impegno solo grazie agli impiegati diretti, delle società partecipate e dell'indotto. In caso di default questi lavoratori non potrebbero più essere retribuiti. Si tratta di una platea di circa 10.000 persone, che chiedono legittimamente di vedere onorati gli impegni presi dalla pubblica amministrazione; si ricorda che in caso di default del bilancio di un Comune, si produrrebbe una serie di effetti a catena, che in un certo senso paralizzano la vita stessa dell'ente, soprattutto in ambito economico-finanziario e sociale; le conseguenze sul piano finanziario sarebbero gravi perché, dalla data della dichiarazione di dissesto e sino all'approvazione del rendiconto non possono essere intraprese o proseguite azioni esecutive nei confronti dell'ente per i debiti che rientrano nella competenza dell'organo straordinario di liquidazione; le procedure esecutive pendenti alla data della dichiarazione di dissesto, nelle quali sono scaduti i termini per l'opposizione giudiziale da parte dell'ente, o la stessa benché proposta è stata rigettata, sono dichiarate estinte d'ufficio dal giudice con inserimento nella massa passiva dell'importo dovuto a titolo di capitale, accessori e spese; il paventato dissesto della città rischia quindi di provocare una vera e propria paralisi del Comune, per il mancato pagamento all'incirca di 9.000 stipendi e il fallimento di aziende di creditori. Sarebbe una catastrofe, perché oltre ai dipendenti comunali che nel mese di novembre prenderanno lo stipendio di ottobre in ritardo, c'è da aggiungere il fatto che i dipendenti della società Multiservizi attendono ancora lo stipendio di settembre. Inoltre, senza trasferimenti, potrebbero essere posti a repentaglio i pagamenti per gli stipendi dei lavoratori delle altre società partecipate e quelli degli operatori delle cooperative sociali, si chiede di sapere se i fatti descritti corrispondano al vero e quali iniziative gravi e urgenti i Ministri in indirizzo intendano assumere, a partire dalla richiesta fatta dal sindaco di Catania dell'erogazione di un contributo straordinario entro il 30 novembre 2018 per garantire la fornitura di beni e servizi alla cittadinanza, soprattutto i servizi pubblici essenziali, ed effettuare il pagamento degli stipendi ai tanti lavoratori che con il loro lavoro continuano a garantire l'erogazione dei servizi stessi, senza ricevere il compenso, mettendo in difficoltà la propria possibilità di sopravvivenza e delle loro famiglie. Atto n. 4-00804 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la catastrofica perturbazione atmosferica che ha investito il Veneto nei giorni scorsi ha causato danni ingentissimi al territorio: 400 chilometri di sentieri impraticabili, migliaia di edifici lesi, il 40 per cento della superficie boschiva bellunese compromessa e migliaia di persone senza acqua potabile e corrente elettrica; notevoli sono i danni subiti dalle attività produttive, artigianali e commerciali: strutture turistiche invase dal fango, vigneti allagati nel trevigiano, a Ponte di Piave, nel vicentino, nella fascia pedemontana e in val d'Adige; da una prima stima il costo dei danni ammonterebbe a un miliardo di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda promuovere un intervento urgente per agevolare la popolazione e le aziende del Veneto, anche attraverso il disegno di legge di bilancio per il 2019 al prossimo esame del Parlamento, che consenta la sospensione degli adempimenti burocratici e fiscali al fine di alleggerire, almeno in parte, le difficoltà causate da un evento atmosferico particolarmente intenso. Atto n. 4-00805 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: