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quindi, il green pass e il regime delle vaccinazioni. Noi comprendiamo benissimo che l'azione di Governo si sia dovuta confrontare con una situazione grave. E, nonostante i numeri siano oggi positivi, nel senso che pare che la curva sia effettivamente in decremento e andiamo verso una risoluzione di quelle che sono le problematiche pandemiche, non dobbiamo però abbassare la guardia. Il mio intervento si incentra più che altro al richiamo dell'azione di Governo rispetto ai nostri datori di lavoro, nei confronti dei nostri cittadini, che molto spesso non comprendono la bontà delle norme che andiamo ad approvare, quando esse ovviamente sono buone. Cito l'esempio di una cittadina italiana che, proprio in questi giorni, si è trovata ad accedere a un pubblico ufficio e si è vista mettere alla porta semplicemente perché l'amministrazione comunale cui si rivolgeva non ha voluto nemmeno visionare la documentazione di esenzione vaccinale. È un problema questo che è stato recentemente risolto, essendo arrivato ieri il via libera del Garante della privacy attraverso un codice che sostituisce il green pass . Benissimo, ma perché non ci si è arrivati prima? Questa è quanto il nostro Gruppo, i nostri parlamentari, cercano di portare all'attenzione del Governo; un'attenzione che bisogna prestare nei momenti in cui si propongono degli emendamenti, che non sono di parte o semplicemente finalizzati ad acquisire consenso elettorale, come magari altri possono pensare. Noi, al contrario, cerchiamo di ascoltare i cittadini. Ad esempio, la signora citata, che è italiana, e quindi è la nostra datrice di lavoro, non ha potuto ritirare la carta di identità, perché qualcuno, all'interno della compagine governativa, evidentemente non ha voluto prestare adeguata attenzione. (Applausi) . Noi siamo consapevoli, perché siamo convintamente al Governo, che però questa attenzione tornerà ad esserci e che quindi anche questo tipo di problemi potranno essere risolti. Auspichiamo altresì che possano essere risolte alcune distorsioni, quali ad esempio quelle all'interno del mondo dello sport. Ho presentato assieme al mio Gruppo degli emendamenti, così come hanno fatto anche altri Gruppi, sulla capienza degli stadi e - cosa che mi sta particolarmente a cuore - la possibilità di far praticare sport anche ai minori di anni dodici che si sono vaccinati, quindi che hanno scelto di vaccinarsi, che però nei quindici giorni di valenza del super green pass non hanno potuto accedere alle attività sportive. Mi è stato riferito che in Commissione l'emendamento in questione non è stato sostanzialmente recepito da tutti. La riflessione alla base dell'emendamento risponde evidentemente al buon senso: se un ragazzo ha deciso, con il consenso naturalmente dei genitori, di vaccinarsi perché non consentirgli di svolgere l'attività sportiva? Se andiamo a dire in tutte le nostre riunioni che lo sport fa bene, che aiuta la salute e ci accompagna verso una ripresa non soltanto psicologica, ma anche fisica, perché non dare la possibilità anche a questi ragazzi di esercitare legittimamente e nel pieno delle loro capacità lo sport inteso come promozione personale, sociale e sportiva? Queste sono le attenzioni che chiediamo al Governo. Queste sono le attenzioni che dobbiamo portare avanti a prescindere dal fatto che siamo a favore o meno del vaccino. Sono questioni che sinceramente mi interessano poco. A me interessa che i cittadini possano vivere tranquillamente, sicuramente e pienamente il loro stato di cittadini. È un richiamo che faccio al Governo, lo faccio personalmente e credo che lo si possa fare come Aula parlamentare. Chiedo davvero che questa attenzione venga portata dal Sottosegretario ai Ministeri competenti e in particolare al ministro Speranza affinché possa capire che certe proposte non sono propagandistiche e politiche, ma semplicemente proposte di buonsenso. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, stiamo esaminando l'ennesimo decreto-legge che si occupa della situazione sanitaria che vive il nostro Paese. Dobbiamo dire però qualcosa di importante che non deve passare inosservato. Stiamo convertendo un decreto-legge del 24 dicembre 2021 e, nelle more, il Governo, valutata la curva epidemiologica, ha ritenuto di intervenire per mitigare quelle che nel momento della sua adozione sembravano misure necessarie e che invece la curva epidemiologica rassicurante ha dimostrato poter essere attenuate. È così, non può essere diversamente. L'andamento della curva epidemiologica mette nelle condizioni il Governo, d'intesa con il Comitato tecnico scientifico, di apportare quelle modifiche che rendano più sopportabili le restrizioni che nessuno ha votato a cuor leggero e che nessuno ha approvato per fare un dispetto, ma che si sono rese necessarie per limitare i danni sanitari e economici che l'epidemia ha apportato. Nessuno ha mai detto che la vaccinazione rende immune il soggetto, nella maniera più assoluta. Sicuramente è stato detto e accertato che la vaccinazione limita di molto le conseguenze dannose dell'epidemia; sono diminuiti i ricoveri nelle terapie intensive, negli ospedali e nei reparti specializzati. Rimane ancora una percentuale significativa di decessi. Voglio fare però una precisazione perché altrimenti sembra che tutti i sacrifici fatti non hanno avuto alcun significato. Ogni anno nel nostro Paese, durante le stagioni influenzali, muoiono circa 8.000 persone. È un dato statistico certo. Il fatto che ancora oggi si abbiano oltre 300 decessi al giorno non vuol dire che essi siano necessariamente legati all'epidemia. Sono invece legati al contesto generale che statisticamente caratterizza il nostro Paese. Il decreto-legge in esame proroga lo stato di emergenza, che ci auguriamo il 31 marzo possa terminare, ma anche i poteri del capo della Protezione civile e della struttura commissariale, però apporta delle modifiche significative. Per esempio, per i titolari di green pass che vengono in contatto con positivi non è più necessaria la quarantena, ma l'utilizzo per dieci giorni della mascherina FFP2, quindi un autocontrollo del soggetto. Sono state modificate alcune situazioni all'interno della scuola, che credo sia stata la struttura più penalizzata: i nostri ragazzi purtroppo pagheranno nel tempo le conseguenze che questa epidemia ha riversato sulla scuola, dove finalmente sono state predisposte misure per limitare al massimo la didattica a distanza, perché per me è giusto che i nostri ragazzi abbiano diritto ad avere una prestazione in presenza. È stata presa anche un'altra iniziativa: con i fondi già nella disponibilità del Ministero dell'istruzione (e quindi delle scuole) potranno essere acquistate attrezzature per sterilizzare e controllare l'aerazione all'interno delle scuole. Credo ci siamo stati anche degli interventi in Commissione. A questo proposito vorrei riprendere la raccomandazione, che abbiamo sentito durante il giuramento del Presidente della Repubblica, per una maggiore considerazione del Parlamento e un maggiore coordinamento con il Governo. Certo, se i decreti-legge arrivano all'esame parlamentare all'ultimo momento diventa difficile poter dare un contributo sostanziale. Noi, per esempio, abbiamo modificato come meglio abbiamo ritenuto il presente decreto-legge, ma i colleghi della Camera probabilmente dovranno approvarlo così come il Senato lo licenzierà.