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fate un salto di qualità, perché ormai siete un partito di Governo e state nelle stanze dei bottoni; non potete nascondervi né continuare con una narrazione che non racconta la verità. Non mi permetto di lanciare strali o sospetti sulla Srl della Casaleggio, ma non potete non denunciare che si tratta di un vulnus e che è un'anomalia che in una democrazia una Srl controlli il più grande Gruppo parlamentare. Immaginate se nella Democrazia Cristiana della Prima Repubblica il Gruppo più numeroso fosse stato controllato da una Srl. (Richiami del Presidente). Le chiedo ancora un minuto, signor Presidente, per favore. PRESIDENTE. Gliel'ho già dato. SACCONE (FIBP-UDC) . È questa la fotografia della debolezza della politica. Spero allora veramente di cuore che tutto il Parlamento abbia un sussulto di dignità. Vede, signor Presidente, in tutti i Paesi europei vige il sistema del finanziamento pubblico ai partiti. Sapete dove non c'è? Non c'è ad Andorra, a Malta - e le cronache attuali ci raccontano come funziona quel sistema - e persino in Ucraina. Perché allora dobbiamo aver paura di parlare il linguaggio della verità al popolo italiano, in un sistema concorrenziale? Mi auguro che da oggi parta un sussulto di dignità per difendere non quest'Assemblea o la casta, ma il nostro concetto di democrazia. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e IV-PSI). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romagnoli. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, avevo preparato un discorso che però, in tutta sincerità, non leggerò, perché, ripensando a questo momento e dopo aver sentito il collega Saccone, mi sono venute in mente altre considerazioni. Il collega che mi ha preceduto ha invitato il MoVimento 5 Stelle a fare un salto di qualità. È strano vedere come a volte cambiano i punti di vista nelle varie situazioni della vita, senatore Saccone. Sono orgoglioso di far parte del MoVimento 5 Stelle fin dagli inizi, prima da attivista, poi da consigliere comunale e infine - come sapete tutti - dopo essere stato paralizzato a letto per mesi ed essere passato alla sedia a rotelle, da senatore. Vedo tante situazioni strane e particolari, come quella di ieri, quando ci siamo insultati, ci siamo detti di tutto e di più e, all'improvviso, ci siamo alzati in piedi per salutare il nuovo Presidente della Cassazione. Da quando è arrivato il MoVimento 5 Stelle, il finanziamento ai partiti è cambiato, spingendo su Letta, che ha tolto quello pubblico e l'ha trasformato in privato: di fatto, però, è cambiata la sensibilità sul fare trasparenza. Oggi la Commissione sul finanziamento ai partiti che può prendere avvio e il conseguente dibattito che svolgiamo su quest'argomento così sensibile tendono a portare quella trasparenza che i cittadini ci chiedono, che da noi si aspettano. Andare avanti con una Commissione del genere, e quindi con un tale modus faciendi che porta di nuovo la contribuzione, magari dei privati, è trasparenza. Sono orgoglioso, da cittadino, di finanziare un partito o un movimento o comunque qualsiasi cosa faccia trasparenza e mi dia un servizio. (Applausi dal Gruppo M5S). Non mi vergogno. Siamo veramente lontani da quelle parole. I cittadini sono veramente lontani da quelle parole. Io non devo finanziare una fondazione di nascosto perché non deve venir fuori il mio finanziamento. Se il mio contributo serve a finanziare un'azienda o una fondazione che rende un servizio, come Rousseau fa per noi e per tutti i cittadini, sono orgoglioso di partecipare al finanziamento di Rousseau, perché mi offre formazione, mi fa scegliere, mi fa votare, mi fa partecipare. Io sono orgoglioso di aver conosciuto Gianroberto Casaleggio, di avergli stretto la mano. (Applausi dal Gruppo M5S) . Poi, sui media chiunque può scrivere di tutto; possono dire qualsiasi cosa; possono provare a infangarci. Questo è il gioco di oggi: cercare di tirar giù la parte che dà fastidio, che è il MoVimento 5 Stelle. Io sono contento di dare fastidio. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per quanto concerne il discorso di fare trasparenza nell'ambito del finanziamento ai partiti, siamo assolutamente a favore. Siccome è stato detto, anche in programmi televisivi, da eccellenti personalità, che esiste la possibilità di ritornare a un finanziamento pubblico, noi diciamo chiaramente che saremo sempre contrari al finanziamento pubblico dei partiti. Diremo sempre no, perché la partecipazione di tutti i cittadini è ciò che farà cambiare la politica; perché lo scatto culturale di tutti sarà la differenza in questo mondo. E, se tutti ci impegneremo a fare quello scatto culturale, è un conto; se, invece, qualcuno gioca con l'ignoranza delle persone, quello sì, è un gioco veramente deplorevole. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ben venga questo dibattito, perché il finanziamento della politica è un tema serio e delicato, che non merita di essere sminuzzato in polemiche minori e strumentali. Forse, però, per il Senato sarebbe stato più utile partire dalla testa del problema e non dalla coda; cioè, non dal finanziamento della ma dallo stato della nostra democrazia, dalle condizioni del Parlamento e dal ruolo dei partiti. Il problema del finanziamento è facilmente risolvibile, in un senso o in un altro, solo che lo si voglia; mentre restituire vigore a una democrazia mortificata è molto più difficile. La crisi istituzionale italiana ha carattere sistemico. Il suo punto centrale non è certo il nodo irrisolto del finanziamento della politica quanto la decadenza del Parlamento, sempre più eroso dal circuito decreto-legge, maxiemendamento, fiducia. È ormai evidente che questo progressivo sfaldamento altro non è che l'altra faccia di disegni più radicali, che hanno come obiettivo una democrazia molto diversa dalla nostra. Finora, nei settant'anni di vita della Repubblica non era mai stato messo seriamente in discussione l'assetto costituzionale dei vertici dello Stato. E mai, in passato, si era seriamente dubitato della natura parlamentare e rappresentativa della nostra democrazia. Oggi non è più così. Esplicitamente o implicitamente, la centralità e il ruolo del Parlamento vengono scossi e indeboliti attraverso una progressiva sottrazione di funzioni e la contemporanea comparsa di nuove impostazioni istituzionali. Ecco perché dovremmo riavvolgere il nastro e riprendere dall'inizio il dibattito sulla qualità delle nostre massime istituzioni, per scegliere di ammodernare la democrazia rappresentativa - come in tanti diciamo - lasciandone intatti i princìpi supremi; oppure - come altri dicono - adottare modelli radicalmente diversi come la cosiddetta democrazia diretta o forme autoritarie, leaderistiche, sovraniste e antieuropee. Fino a che non verrà sciolto questo nodo di fondo, la battaglia politica continuerà su altri piani. Oggi è la volta del finanziamento della politica; ieri della riduzione del numero dei parlamentari; l'altro ieri dei vitalizi;