[pronunce]

che, nell'imminenza dell'udienza pubblica, la difesa della parte privata ha depositato una memoria, con la quale, nel ribadire le argomentazioni già svolte, ha concluso per l'attribuzione della competenza al tribunale ordinario delle controversie aventi ad oggetto i provvedimenti inerenti l'affidamento e il mantenimento dei figli nati da persone non coniugate; o, in via subordinata, per l'attribuzione della competenza al tribunale ordinario delle controversie relative alla determinazione del contributo al mantenimento e al tribunale per minorenni delle questioni relative ai provvedimenti inerenti l'affidamento; o, in via ulteriormente subordinata, per la declaratoria di incostituzionalità per manifesta irragionevolezza della normativa impugnata là dove attribuisce alla competenza del tribunale per i minorenni, invece che al tribunale ordinario, l'emissione dei provvedimenti inerenti l'affidamento e il mantenimento dei figli nati da persone non coniugate. Considerato che il Tribunale ordinario di Siena dubita della legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, della legge 8 febbraio 2006, n.54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli), così come interpretato dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza 3 aprile 2007, n. 8362 – nel senso di attribuire al tribunale per i minorenni la competenza nelle controversie tra genitori naturali non solo in tema di affidamento di figli minori e di modalità di esercizio della potestà genitoriale, ma anche sulle questioni relative al mantenimento dei minori stessi e su quelle economiche in genere – per violazione degli artt. 3 e 24 della Costituzione, poiché l'assoggettamento delle materie di cui si tratta al rito camerale, tipico della volontaria giurisdizione, comporterebbe una limitazione di garanzie processuali che potrebbe tradursi in una disparità di trattamento rispetto alla tutela dei minori nati all'interno del matrimonio, per i quali è assicurata invece la garanzia processuale propria del rito ordinario; e per violazione dell'art. 111 Cost., in quanto la disparità delle competenze, si porrebbe in contrasto con il principio della concentrazione delle tutele; nonché dello stesso art. 111 Cost. poiché, con riguardo ai provvedimenti emessi dal tribunale ordinario in tema di tutela dei figli nati fuori dal matrimonio, è possibile il ricorso alla Corte d'appello in sede di reclamo, e quindi alla Corte di cassazione, mentre, in tema di tutela dei figli nati fuori dal matrimonio, è inammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto della sezione minori della Corte di appello, che decide in sede di reclamo; che la questione proposta è manifestamente inammissibile per non avere il rimettente delimitato in modo esaustivo il petitum lasciando margini di dubbio in ordine alla effettiva portata dello stesso: se, cioè, esso comprenda l'attribuzione tout court alla competenza del giudice ordinario delle controversie attinenti alla prole minorenne di genitori non coniugati – nel qual caso sarebbe stata, peraltro, superflua la specifica contestazione della ordinanza della Cassazione, poiché è la stessa legge n. 54 del 2006, per ammissione dello stesso rimettente, a riconoscere la competenza del Tribunale per i minorenni – ovvero sia limitata all'attribuzione di detta competenza al giudice ordinario solo nei casi di controversie attinenti agli aspetti economici; che da quanto precede deriva la manifesta inammissibilità della questione proposta. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 9 e 87, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 2, della legge 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Siena, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 febbraio 2009. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 febbraio 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA