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Giunti nell'ultimo trimestre dell'esercizio finanziario le province italiane non conoscono le risorse finanziarie attribuite dallo Stato per l'anno 2013 e, conseguentemente, non possono disporre del necessario quadro finanziario per la programmazione di bilancio, anche in vista della prossima scadenza del termine di approvazione fissato al 30 novembre. Vi è, quindi, la necessità di adottare alcune disposizioni urgenti per definire le relazioni finanziarie fra Stato ed enti locali per l'anno 2013 e, in particolar modo, per provvedere alla ripartizione del fondo sperimentale di riequilibrio alle province delle regioni a statuto ordinario -- come previsto dal decreto legislativo n. 68 del 2011, al netto delle riduzioni della cosiddetta spending review di cui al decreto-legge n. 95 del 2012, alla determinazione delle riduzioni di risorse ai sensi dell'articolo 1, comma 183 della legge n. 191 del 2009 (cosiddetti costi della politica), nonché alla quantificazione dei trasferimenti da attribuire alle province della Regione siciliana e della regione Sardegna. Nello specifico, la disposizione di cui al comma 20 individua, quindi, le modalità di riparto per l'esercizio finanziario 2013 del fondo sperimentale di riequilibrio delle province, confermando anche per il predetto anno, in caso di mancata delibera in Conferenza Stato-città e autonomie locali entro il 5 novembre 2013, i criteri già adottati per l'anno 2012. Ad un decreto interministeriale è rimessa, ai sensi del secondo periodo del comma 1, la ricognizione dell'ammontare totale delle somme da ripartire. Le predette ripartizioni sono effettuate al netto delle riduzioni della spending review indicate nell'allegato 1 al decreto. Al fine di evitare effetti distorsivi, gli importi delle riduzioni indicate in allegato sono quantificati con la fissazione di un limite massimo (CUP) fissato nel 200 per cento della media per abitante. L'ultimo periodo del comma 20 conferma espressamente, per l'anno 2013, per le province appartenenti alla Regione siciliana e alla regione Sardegna, il diritto ad ottenere i trasferimenti cosiddetti non fiscalizzati, in attuazione delle disposizioni sul federalismo provinciale. Art. 2 -- Interventi economici e misure a sostegno del territorio Ai sensi dei commi 1 e 2, si autorizza una spesa di 2 milioni di euro per il 2013 e di 5 milioni di euro per il 2014 al fine di concedere una forma di indennizzo destinata ad applicarsi alle imprese, impegnate nella realizzazione di infrastrutture e di insediamenti strategici, inseriti nel Programma delle Infrastrutture Strategiche (PIS), previsto dalla legge n. 443 del 2001 cosiddetta «legge obiettivo», che abbiano subito atti di danneggiamento, non colposi, delle proprie attrezzature volti ad ostacolare o rallentare l'esecuzione delle stesse opere. Il beneficio in questione è destinato a trovare applicazione in quei casi in cui l'episodio di violenza non si iscrive nell'ambito di fenomeni estorsivi o usurari che consentirebbero di accedere alle provvidenze previste dalla legge n. 44 del 1999. Si precisa, inoltre, che l'ammontare del suddetto indennizzo tiene conto dell'eventuale contratto di assicurazione stipulato dall'impresa interessata. Il comma 3 autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze a trasferire in via di anticipazione alla società ANAS S.p. A. le risorse finanziarie disponibili per l'anno 2013 sul pertinente capitolo di bilancio al fine di permettere alla medesima società di far fronte ai pagamenti dovuti, sulla base degli stati di avanzamento lavori, in relazione a interventi conclusi o in corso di realizzazione. Il comma 4 dispone che i rapporti tra lo Stato e RFI (Rete ferroviaria italiana) siano regolati, nelle more della conclusione della procedura di approvazione del Contratto di Programma -- parte investimenti 2012-2016, sulla base di quanto stabilito dal contratto di programma 2007-2011. Nelle more della stipula dei contratti di servizio pubblico per i servizi di trasporto ferroviario nella regione Sicilia e per i servizi indivisi tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Trenitalia S.p. A., quest'ultima ha continuato, nell'anno in corso, a fornire per l'anno 2013 i servizi di interesse collettivo senza ricevere alcun corrispettivo per gli obblighi imposti e per i servizi prestati. Il comma 5 prevede, quindi, l'autorizzazione al versamento a Trenitalia, nel rispetto della vigente normativa comunitaria in materia, delle risorse stanziate nel bilancio dello Stato nel corrente esercizio e destinate al finanziamento dei servizi in questione. Il comma 6 prevede che la Regione Valle d'Aosta provveda, a decorrere dall'anno 2013, al pagamento diretto alla società Trenitalia S.p. A. del corrispettivo dovuto per i servizi ferroviari di interesse locale svolti nella regione stessa. Tali pagamenti sono esclusi dal patto di stabilità interno. Comma 7. La disposizione è diretta a rifinanziare per l'anno 2013, per 35 milioni di euro, il Fondo di cui all'articolo 81, comma 29, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, (Fondo speciale destinato al soddisfacimento delle esigenze prioritariamente di natura alimentare e successivamente anche energetiche e sanitarie dei cittadini meno abbienti), al fine di garantire il riconoscimento per l'intero anno 2013, e in particolare per l'ultimo bimestre di tale anno, dei benefici della carta acquisti cosiddetta «ordinaria» (tale programma è operativo dal 1º dicembre 2008). Comma 8. Si assicura la continuità nell'erogazione del contributo connesso alla Carta acquisti ordinaria e l'avvio della sperimentazione mediante la proroga del contratto per la fornitura del servizio di gestione, sottoscritto in data 24 marzo 2010, fino al perfezionamento del contratto con il nuovo gestore, individuato a seguito della gara a procedura aperta il cui bando è stato pubblicato dalla Consip S.p. A. in data 17 ottobre 2013. La norma recata dal comma 9 è volta a semplificare il trasferimento ai comuni degli alloggi costruiti per i profughi, rimuovendo l'ostacolo della preventiva pubblicazione di un bando locativo da parte dei comuni, al fine di completare i trasferimenti da parte dell'Agenzia del demanio, permettendo ai comuni destinatari di provvedere agli adeguamenti dell'immobile prima di procedere all'assegnazione mediante bando. Il comma 10 risponde all'esigenza di semplificare e snellire il procedimento di alienazione in blocco di immobili pubblici al fine di permetterne la conclusione in tempi ravvicinati e conseguire i risultati finanziari previsti. Per tale finalità la norma integra le disposizioni di esonero dalla presentazione di documenti e attestazioni già previste nel procedimento di dismissione di beni immobili pubblici disciplinato dall'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351. Analogamente il comma 11 tende ad agevolare il completamento di tali operazioni immobiliari con riguardo all'acquisizione dell'attestato di prestazione energetica, nel rispetto degli obblighi imposti dalla normativa europea.