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Misure di semplificazione a sostegno della competitività e della responsabilizzazione delle imprese agricole e delega al Governo per il riordino della normativa agricola. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende introdurre nel nostro ordinamento una serie di misure tese alla semplificazione normativa per le imprese agricole, così da favorire il rilancio competitivo di un settore che si rivela essenziale per garantire una ripresa economica duratura e più equilibrata. Le aziende agricole italiane, che pure in molti casi rappresentano casi di eccellenza, con produzione di qualità riconosciuta, sono esposte, in un mondo interconnesso e complesso qual è quello odierno, ad una forte competizione internazionale. Tale competizione non va compressa, ma con essa le aziende debbono essere messe in grado di confrontarsi senza pesi burocratici ingiustificati, che non rendono possibile l’espressione delle loro grandi potenzialità. In questo senso, il presente disegno di legge intende venire incontro alle legittime esigenze di un settore che ricerca una crescita e un rilancio deciso, e che può essere di stimolo oltre che allo sviluppo economico nazionale anche alla ripresa occupazionale. Le disposizioni del disegno di legge, grazie anche all’intenso contributo fornito dalle associazioni di produttori, dalle cooperative e dalle singole aziende del settore, intervengono laddove più forte è sentita l’esigenza di semplificazione e certezza normativa, al fine di mettere in grado gli attori economici di affrontare le sfide del mondo moderno. D’altro canto, lo stesso sviluppo economico del Paese non può che essere rilanciato, più in generale, attraverso la certezza normativa e la prevedibilità dei comportamenti e delle richieste delle amministrazioni coinvolte nella cura e nella gestione degli interessi produttivi, proprio a causa della crescente complessità del sistema economico globale. Anche a livello europeo, d’altronde, si è affermata negli ultimi anni la tendenza a liberare le aziende da quei pesi che gravano, anche dal punto di vista economico, sullo sviluppo e sul sereno svolgimento dell’attività imprenditoriale. Il settore agricolo, in particolare, necessita di modernizzazione, integrazione dei mercati, reperimento di una manodopera essenziale ma sempre più carente, e di affrontare le sfide del mercato europeo ed internazionale senza oneri molteplici, privi di coerenza e a volta addirittura anacronistici. È dunque necessario, a livello legislativo, sciogliere il nodo della semplificazione, così da rendere possibile alle imprese di sprigionare le proprie potenzialità e permettere loro di affrontare la competizione in una cornice normativa trasparente, snella, certa e che non freni lo sviluppo. Spesse volte, infatti, nel nostro ordinamento vengono richiesti alle imprese -- non solo quelle agricole -- adempimenti non motivati da reali necessità, ma dovuti a quella stratificazione della normativa primaria e secondaria che caratterizza l’ordinamento italiano, e che lo rende talvolta incoerente e genera inevitabili inefficienze del sistema. La semplificazione della normativa agricola dovrebbe rendere possibile, dunque, dare certezza dei tempi e riconoscimento dei diritti agli agenti economici, rendendo i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione più semplici, trasparenti e produttivi, nonché ridurre il peso ed il costo della burocrazia, con vantaggi che ricadano non solo sulle imprese ma anche sulla finanza pubblica. In primo luogo, dunque, è necessario prevedere la razionalizzazione della legislazione statale che fissa obblighi e oneri a carico delle imprese. È tuttavia altrettanto necessario prevedere lo snellimento delle procedure amministrative, evitando duplicazioni di adempimenti, anche attraverso forme di cooperazione tra le amministrazioni interessate, e la condivisione delle informazioni già in possesso della pubblica amministrazione, resa ormai possibile ad ogni livello grazie allo sviluppo delle tecnologie informatiche e della comunicazione. Altrettanto rilevante è garantire una uniformità delle modalità e dei tempi dei controlli, non per una loro attenuazione, ma proprio per garantire una loro maggiore efficacia e certezza. Il disegno di legge mira, dunque, non a proporre una semplificazione che produca una accelerazione delle procedure fine a se stessa, ma a garantire una maggiore razionalità di tali procedure e del sistema normativo nel suo complesso, tenendo in considerazione tutti gli interessi coinvolti. D’altro canto, liberare gli imprenditori da oneri che non dovrebbero gravare sulle loro spalle significa anche generare negli imprenditori medesimi una forma di responsabilizzazione, in una accezione allargata. In primo luogo, significa infatti attribuire direttamente all’imprenditore forme di autonomia, responsabilità, esercizio attivo di diritti e opportunità, che rappresentano elementi indissolubili dal «fare impresa». Una maggiore autonomia cui corrispondono maggiori responsabilità -- nel garantire l’affidabilità e la genuinità dei propri prodotti, la tutela dell’ambiente, e la regolarità nell’adempimento degli obblighi di legge -- nonché l’assunzione del rischio imprenditoriale senza violare i limiti fissati a protezione di lavoratori e consumatori e contribuendo alla crescita e al benessere della società. Elementi che tutti assieme concorrono a generare anche quella «responsabilità sociale d’impresa» che sempre più si afferma nelle società sviluppate e che è di stimolo stesso alla competitività. Il presente disegno di legge si compone di 26 articoli, tutti tesi alla semplificazione del quadro normativo esistente. L’articolo 1 modifica l’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99. L’articolo 2 reca modifiche al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante norme in materia di occupazione e mercato del lavoro, ed in particolare all’articolo 31, nel quale introduce tre nuovi commi per rendere possibile alle imprese agricole appartenenti a gruppi d’impresa, o riconducibili allo stesso proprietario o a soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità, di procedere congiuntamente all’assunzione di lavoratori dipendenti. Le modalità con cui procedere alle assunzioni congiunte saranno definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Sempre in materia di occupazione, l’articolo 3 del disegno di legge prevede una ulteriore semplificazione delle procedure di comunicazione delle assunzioni a carico delle imprese agricole, già iniziata con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo, con norme specifiche sulla condizione del lavoratore straniero assunto. L’articolo 4 prevede le conseguenti modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, recante le norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Gli articoli da 5 a 7 del disegno di legge recano poi alcune modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.