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Istituzione dell'Agenzia nazionale per la tutela degli animali. Onorevoli Senatori . – La legislazione europea sul benessere degli animali, sviluppata negli ultimi decenni in risposta a situazioni specifiche e a richieste politiche e dell'associazionismo in Europa, può essere fatta risalire alla direttiva 74/577/CEE del Consiglio, del 18 novembre 1974, relativa allo stordimento degli animali prima della macellazione, recepita in Italia con la legge 2 agosto 1978, n. 439. Quattro anni dopo, il 15 ottobre 1978 a Parigi, presso la sede dell'UNESCO, fu presentata e proclamata la « dichiarazione universale dei diritti dell'animale » che propone l'etica del rispetto verso l'ambiente e tutti gli esseri viventi, sulla base della considerazione che ogni animale ha dei diritti e che il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l'uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli animali. In particolare, l'articolo 8 stabilisce che la sperimentazione animale che implichi una sofferenza fisica e psichica è incompatibile con i diritti dell'animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia di ogni altra forma di sperimentazione, e che devono essere utilizzate e sviluppate tecniche sostitutive. Successivamente, il Trattato di Amsterdam del 1997, con l'annesso Protocollo sulla protezione e il benessere degli animali che ha fissato i principali ambiti d'azione istituzionali rispetto al benessere animale, ben rappresenta un momento chiave sul benessere degli animali in quanto riconosce gli animali come esseri sensibili, principio ribadito nell'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che stabilisce la necessità di tenere pienamente conto delle esigenze connesse al benessere degli animali, dal momento che sono esseri senzienti. È opportuno rammentare anche che la Commissione europea ha adottato il 19 gennaio 2012 una nuova strategia quadriennale (2012-2015) volta a migliorare in modo ancora maggiore il benessere degli animali nell'Unione europea, e che nell'incontro del 18 giugno 2012 il Consiglio europeo ha espresso, nelle conclusioni: l'importanza del miglioramento del benessere animale; la necessità di un approccio olistico con la semplificazione del contesto normativo, che non snaturi però il livello degli standard raggiunti in Europa, anzi ne rafforzi l'obiettivo di un continuo miglioramento; la necessità di individuare nuovi strumenti ed azioni volte al miglioramento degli standard ; la necessità di rafforzare la strategia internazionale sul benessere al fine di limitare le distorsioni nei mercati e aumentare il valore del benessere degli animali. Tenuto conto degli orientamenti dell'Unione europea ed internazionali sulla necessità di tutelare il valore condiviso di rispettare il benessere degli animali, di evitare di infliggere loro sofferenze inutili e di obbligare i proprietari o i detentori di animali a rispettare requisiti minimi di benessere, si reputa opportuno prevedere una struttura di livello nazionale che abbia la possibilità, qualora necessario, di articolarsi, anche temporaneamente, sul territorio, finalizzata a far garantire il benessere degli animali, nel riconoscimento che gli animali sono in grado di percepire la realtà e provare emozioni in quanto, appunto, « esseri senzienti ». Il benessere degli animali riguarda anche l'alimentazione. Il benessere degli animali costituisce infatti un ambito importante del mandato dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), in quanto la sicurezza della catena alimentare è indirettamente influenzata dal benessere degli animali, in particolare di quelli allevati per la produzione di alimenti, a causa dello stretto legame che intercorre tra il benessere degli animali, la loro salute e le tossinfezioni alimentari. Si evidenzia che la politica agricola comune (PAC) subordina i pagamenti per gli allevatori a livelli minimi di benessere degli animali, mentre la politica di sviluppo rurale incoraggia gli allevatori ad adottare standard più elevati. Per il periodo 2014-2020, 18 Stati membri hanno destinato 1,5 miliardi di euro ai pagamenti per il benessere degli animali a titolo dello sviluppo rurale. La Corte dei conti europea a novembre 2018 ha riscontrato che le azioni dell'Unione europea per accrescere il benessere animale hanno avuto un esito positivo sotto alcuni aspetti, ma la loro attuazione ha subìto ritardi e persistono debolezze in determinati ambiti critici riguardanti il benessere degli animali in azienda, durante il trasporto e al macello. Il presente disegno di legge intende istituire un'Agenzia che si occupi di animali e del loro benessere poiché questo è un tema importante per i cittadini dell'Unione europea e potrebbe rappresentare sicuramente lo strumento più adatto per rispondere ai timori dei portatori d'interesse che mostrano, in generale, di avere un atteggiamento non pregiudiziale nei confronti delle problematiche del benessere animale, al fine di colmare il divario fra obiettivi ambiziosi per quanto concerne il rispetto degli standard minimi e attuazione pratica e far comprendere la sostenibilità e l'accettabilità sociale dei processi produttivi.. 1 (Istituzione dell'Agenzia nazionale per la tutela degli animali) 1 Al fine di tutelare il benessere degli animali quale valore dell'Unione europea, è istituita l'Agenzia nazionale per la tutela degli animali, di seguito denominata « Agenzia nazionale », alla quale sono attribuite, in particolare, la vigilanza sulle strutture pubbliche e private adibite a canili, rifugi e allevamenti, anche attraverso visite ispettive, e la promozione di programmi di divulgazione finalizzati a scoraggiare l'abbandono di animali e a favorire l'adozione di animali presenti nelle medesime strutture. La vigilanza si applica anche alle strutture adibite alla ricerca, all'addestramento di animali o all'intrattenimento, quali i circhi, alle strutture sportive che si basano sull'utilizzo di animali o alla loro preservazione, quali i giardini zoologici e i parchi zoologici. 2 L'Agenzia nazionale ha personalità giuridica ed è posta sotto la vigilanza del Ministero della salute. È sottoposta al controllo della Corte dei conti e si avvale del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato. 3 Al personale dell'Agenzia nazionale si applica il trattamento giuridico ed economico spettante al personale delle altre Agenzie. 2 (Attività tecnico-scientifiche) 1 Ai fini della presente legge, le attività tecnico-scientifiche connesse all'esercizio delle funzioni attribuite all'Agenzia nazionale consistono: a nel monitoraggio della situazione igienica e sanitaria delle strutture pubbliche e private adibite a canili, rifugi e allevamenti; b nel monitoraggio delle iniziative legislative, regolamentari e di indirizzo in materia elaborate dall'Unione europea e dagli Stati parte dell'Unione europea; c nella raccolta sistematica, anche informatizzata, e nell'integrale pubblicazione dei dati sulla situazione derivanti dal monitoraggio, anche attraverso la realizzazione di un sistema informativo in raccordo anche con il Ministero della salute e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; d nella formulazione alle autorità amministrative centrali e periferiche, al Governo e alle Camere, di proposte e pareri concernenti la tutela degli animali, la promozione del loro benessere e la riduzione di azioni o comportamenti ad esso contrari;