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Prendo in parola il Governo, che si è impegnato a lavorare con noi per risolvere la situazione, anche se sono ormai due anni che cerchiamo di risolverla. Sarebbe analogamente una questione di senso civico dare seguito all'ordine del giorno approvato, che prevede la possibilità di utilizzare le piste ciclabili da parte delle persone diversamente abili che necessitano di carrozzina con trazione a motore elettrico per muoversi. (Applausi). Non esistono solo i monopattini. Mi si permetta, signor Presidente, un brevissimo accenno a due riforme, una delle quali siamo riusciti a introdurre, mentre per l'altra c'è un ordine del giorno, un impegno del Governo, per il mondo dei collezionisti. Mi riferisco al fatto di poter mantenere il libretto originale, quando si fa un passaggio di proprietà, e alla possibilità che il Governo si impegna a dare di ricostruire le targhe storiche ormai andate perse. Si tratta di due innovazioni attese da anni. In conclusione, signor Presidente, dove siamo riusciti a intervenire, abbiamo semplificato il decreto-legge, ma la vera semplificazione è molto vicina, il 20 settembre. Siamo sicuri infatti che i cittadini andranno a votare e con il voto delle elezioni regionali e comunali semplificheranno il Parlamento, mandandovi il chiaro segnale di andare a casa. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, l'esame del decreto-legge recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale, a differenza di quanto accaduto nelle Commissioni di merito, in Commissione lavoro è stato piuttosto veloce e non esaustivo. Il provvedimento dimentica di trattare in modo compiuto un tema fondamentale come quello del lavoro pubblico, che rappresenta - a nostro avviso - uno dei punti cardine di ogni semplificazione. La pandemia deve far riflettere e indurre ad adottare interventi strutturali sul tema dei fabbisogni di personale nel perimetro pubblico, con oltre metà di esso in smart working , peraltro, durante tale periodo. Deve altresì portare a decisioni che d'ora in avanti definiscano un nuovo rapporto tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione. Allo stesso tempo, deve segnare un nuovo campanello d'allarme sui conti pubblici. Ogni assunzione comporta un aumento della spesa corrente e ogni incremento della spesa ripetuta negli anni successivi, al contempo, segna una diminuzione della spesa disponibile per gli investimenti. Le risorse sono scarse e il debito oggi impiegato per fare spese non potrà essere replicato negli anni che seguiranno (la fine dell'emergenza pandemica). Ecco perché questa dev'essere l'occasione per introdurre una velocizzazione digitale nella pubblica amministrazione, che definisca nuovi ruoli dei settori e dei servizi pubblici. Ogni provvedimento che intenda velocizzare i procedimenti della macchina pubblica vedrà sempre Forza Italia favorevole. Ma non si può ritenere che si possa procedere come se fuori dal perimetro pubblico non ci fosse un mondo digitale, che ormai si muove solo tramite applicazioni da utilizzare su reti veloci. Al contrario, ci troviamo di fronte a piante organiche degli anni Novanta, che non tengono conto del fatto che, se le pubbliche amministrazioni hanno ridotto il turnover , molti servizi prima resi dagli uffici pubblici sono stati trasferiti a società partecipate e in house . Queste nel frattempo hanno acquisito dagli enti del territorio molte funzioni fondamentali nei servizi, come la riscossione dei tributi e la gestione dei rifiuti, dei trasporti, dei parcheggi, delle mensa, eccetera. Ecco allora che il dato con cui bisogna confrontarsi non sono i 3,3 milioni di unità che lavorano direttamente nella pubblica amministrazione, perché rendono servizi pubblici anche le società in house partecipate dagli enti previdenziali, con le quali si arriva a 4,5 milioni di persone; cioè, su 18,1 milioni di lavoratori dipendenti, uno su quattro lavora nella pubblica amministrazione o in società che rendono servizi pubblici (uno su cinque, se si calcolano tutti i 23,4 milioni di lavoratori, numero che comprende i circa 5 milioni di autonomi). La spesa per i redditi da lavoro pubblico, e cioè gli stipendi dei 3,3 milioni di dipendenti pubblici, vale 164 miliardi annui, mentre quella per i consumi intermedi ne vale circa 131: sono 295 miliardi all'anno. Questo spiega il livello così alto delle tasse, se quattro lavoratori (tre dipendenti più un autonomo) devono sostenere la spesa pubblica, che alimenta la spesa corrente, che rappresenta il 95 per cento del totale della spesa pubblica stessa. Se il livello della spesa di parte corrente rimane così alto, a soffrire sarà la spesa per investimenti, l'unica in grado di sostenere lo sviluppo e la crescita economica. I provvedimenti che abbiamo visto sinora in termini di pubblica amministrazione mancano quindi di una visione organica. Anche questo provvedimento, che pure incrocia i temi della dirigenza pubblica, non si pone il problema della produttività, di un diverso e più immediato rapporto tra pubblica amministrazione e servizi agli utenti, né tantomeno quello della produttività nell'area pubblica. Un sistema di regole troppo invadente è anche un disincentivo al fare e al fare bene da parte della dirigenza pubblica, così come lo sono le paure delle procure penali e contabili e dell'azione civile, a cui si è aggiunta persino l'ANAC. Allo stesso tempo, il reclutamento dei manager della pubblica amministrazione dovrebbe seguire gli stessi criteri che segue il mondo dell'imprenditoria privata. Le professionalità già esistenti devono essere incentivate a migliorare i propri profili verso una gestione più digitale delle pratiche della pubblica amministrazione che, per essere più veloci, devono viaggiare in parallelo e non in sequenza, come se fosse una pila di faldoni di carta. L'organizzazione del lavoro per target , come avviene nel privato, è ancora una chimera nella pubblica amministrazione. L'interazione tra cittadini e pubblica amministrazione è tra le più basse in Europa: i servizi online sono utilizzati da un italiano su tre, mentre la media europea è di due su tre; solo 4.500 dei 18.000 enti pubblici italiani hanno utilizzato i pagamenti della piattaforma pagoPA. Vanno quindi adeguate le amministrazioni alla digitalizzazione e non le metodologie digitali alla parcellizzazione dell'enorme struttura pubblica. Rimangono tutt'ora irrisolti i temi che riguardano la digitalizzazione della pubblica amministrazione, già individuati peraltro dal manager Diego Piacentini, vice presidente di Amazon, nonché dirigente di Apple in precedenza. I temi sono la sicurezza; una sola anagrafe; un'identità digitale sicura e semplice da utilizzare e ottenere; un sistema che rende interconnessi i sistemi informatici della pubblica amministrazione; la possibilità che quest'ultima utilizzi standard e software aperti, servizi su misura per i cittadini e le imprese e la possibilità di contattare anche tramite smartphone . Si tratta di cose semplici, che sembrano ancora irraggiungibili. Oggi possiamo prendere un'automobile in sharing tramite un'app e fare acquisti dallo smartphone con contactless , ma non scaricare il nostro certificato di residenza dall'anagrafe comunale, se non in pochissimi grandi Comuni.