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Il meccanismo europeo di stabilità - definito in modo più semplice come fondo salva Stati - lo ha spiegato brillantemente il nostro collega Bagnai. Non andiamo ad approvare delle modifiche che prevedano delle condizioni che penalizzano proprio quei Paesi che hanno maggiormente bisogno di investire e crescere. Non creiamo Paesi di serie A e Paesi di Serie B o l'Europa di figli e figliastri: l'Europa deve essere una e le regole devono valere per tutti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Questo è il messaggio che dobbiamo portare in Europa. Poi, certo, non ci nascondiamo, anche se non è tema del Consiglio europeo - ha detto bene lei, Presidente - che di sicuro la questione della procedura di infrazione tiene banco a livello nazionale, e qualcuno addirittura ha messo in rilievo il fatto che possa essere stato utilizzato come sistema per poi cominciare a trattare anche su altre questioni. Dice bene l'onorevole Molinari quando afferma che non dobbiamo assolutamente farci ricattare; anche perché, se andiamo a negoziare, lo dobbiamo fare con un dialogo costruttivo e di sicuro troveremo una soluzione. Ma ci dobbiamo andare con pari dignità, perché l'Italia è un grande Paese, è un Paese fondatore dell'Unione europea, è il quinto contribuente dell'Unione europea e come tale va rispettato. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). È un Paese che va rispettato e di cui bisogna avere fiducia, quella stessa fiducia che in realtà - diciamolo - gli stessi mercati ci stanno accordando in questi giorni. A ben vedere, i mercati non hanno assolutamente dato retta alla questione legata alla procedura di infrazione sì o no - questi sono tutti temi politici - e lo hanno capito. Alla fine, se andiamo a vedere facendo un confronto con le istituzioni europee, le aste dei titoli italiani sono andate alla grande, perché la domanda ha superato di gran lunga l'offerta la settimana scorsa; i relativi rendimenti sono in discesa; lo spread è stato assolutamente contenuto - siamo arrivati ai minimi rispetto a marzo dell'anno scorso - gli interessi sul debito sono in calo. Chiediamo, insomma, che l'Europa abbia la stessa fiducia che hanno i mercati e non sembra di chiedere assolutamente chissà che cosa. Si chiede semplicemente di rispettare la realtà che non è - lo diciamo ai membri delle minoranze, ma lo diciamo anche alla stessa Europa - quella che ci stanno disegnando negli ultimi giorni. L'Italia non è messa così male come si vuole far credere. (Commenti dal Gruppo PD). Nessuno dice che è in una situazione bellissima, ma intanto il debito pubblico italiano, nonostante le sue dimensioni, è sostenibile e la sua sostenibilità deriva soprattutto dal fatto che è garantita dal risparmio delle famiglie italiane; il deficit è più vicino al 2,1 o al 2,2 per cento che al 2,4 come crede la stessa Commissione; il saldo strutturale è stabile nel 2019 all'1,4 per cento; ci sono stati rilevanti miglioramenti - come ci ha detto il ministro Tria - sul sistema bancario; è stato raggiunto un equilibrio dei conti verso l'estero; ci sono minori spese (tre miliardi) derivanti da reddito di cittadinanza e quota cento e maggiori entrate sull'IVA derivanti dalla fatturazione elettronica. (Commenti del senatore Margiotta) . Certo, diamo merito a chi l'ha introdotta, non abbiamo alcun problema. Siamo assolutamente dell'idea che anche noi non ci aspettavamo un introito maggiore di questa natura ma, essendo strutturale la combinazione fra minori spese e maggiori entrate, di sicuro va nella direzione del rispetto del patto di stabilità. E, quindi, ribadiamo che non siamo messi così male come ci vogliono far credere. Andiamo in Europa, quindi, con questi dati, con questa consapevolezza e forza e non invece con l'atteggiamento sempre un po' timido e di sudditanza che abbiamo visto negli anni scorsi. Qui mi viene in mente quello che diceva ai tempi Indro Montanelli, ovvero che, quando sarebbe arrivata l'Europa, i francesi ci sarebbero entrati da francesi, i tedeschi ci sarebbero entrati da tedeschi e gli italiani ci sarebbero entrati da europei. E così alla fine è stato. Forse è arrivato il momento di stare in Europa senza dimenticarci di essere italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Basta cessioni di potere. Anzi, riprendiamo quello spirito europeo che fu contenuto proprio nei Trattati di Roma, perché questo è il vero obiettivo per chi vuole veramente l'Europa e per chi vuole bene all'Europa. Queste sono le indicazioni che noi diamo e che sono contenute nella proposta di risoluzione n. 1 sulla quale il voto da parte nostra non può essere che favorevole. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, l'Italia si presenta al Consiglio europeo dei prossimi giorni 20 e 21 giugno in una condizione molto più problematica degli altri Paesi partner , a cominciare dalla stretta applicazione dell'ordine del giorno che il presidente Conte ci ha illustrato. Mi riferisco alla prima partita, quella degli equilibri istituzionali e dei conseguenti ruoli che il terzo grande Paese d'Europa deve avere; al quadro di finanza pluriennale, ossia al fatto di andare a discutere i prossimi sette anni di programmazione europea senza la Gran Bretagna e, quindi, con quote diverse. I miei colleghi hanno già trattato, nei loro interventi, una parte degli altri temi elencati dal presidente Conte, come la questione clima e gli organismi europei. Anche se non in elenco - giustamente come ha rappresentato il presidente Conte - il ruolo del nostro Paese è strettamente legato al rischio di procedura di infrazione. Dalle nomine degli incarichi dipende quanto peso avrà il nostro Paese nel prossimo quinquennio di decisioni. Pensate al vantaggio che, nell'assoluto equilibrio e nell'equità, è venuto dalle decisioni del presidente Draghi alla Banca centrale europea in questi anni e che c'è stato per l'Europa del Sud, e quindi anche per l'Italia. E parlo di un vantaggio su un'equa scelta, e non sul favoritismo, e sulla sensibilità: se si è alla guida delle istituzioni europee si conosce l'intero sistema europea e non solo gli interessi di alcuni. Il mandato che noi vogliamo dare comunque al presidente Conte, pur da una posizione di opposizione, è di evitare l'isolamento che corriamo per ragioni di rischi politici provenienti dal modello di maggioranza di questo Governo. Occorre scongiurare quella che può essere un'emarginazione e mantenere una forte posizione contrattuale. In questa trattativa, in questa definizione di relazioni si tratta anche di evitare la procedura di infrazione, che vuol dire determinare come si applicano le regole o comunque valutare come si modificano. Quindi, è una situazione contingente. Signor Presidente del Consiglio, noi siamo coscienti che la condizionedell'Italia si è aggravata nell'ultimo anno. Siamo coscienti della situazione nazionale politica, sociale ed economica del deficit e del debito e della tassazione progressiva non più adeguata ai tempi.