[pronunce]

4.1.- La difesa regionale preliminarmente richiama gli argomenti già sviluppati a sostegno dell'infondatezza del ricorso n. 105 del 2012, in particolare rammentando il carattere derogatorio della norma di cui all'art. 1, comma 2, della legge reg. Puglia n. 11 del 2012, il suo esplicito rispetto dei limiti di spesa stabiliti dal legislatore statale e la circostanza che i risparmi considerati dalla citata legge reg. n. 2 del 2011 sarebbero riferiti al blocco del turn over per il personale a tempo indeterminato. La norma oggetto del ricorso n. 105 del 2012, invece, individuerebbe una platea di medici immediatamente impiegabili per far fronte ad una situazione di grave emergenza organizzativa ed assistenziale, da assumersi a tempo determinato. 4.2.- La medesima difesa poi evidenzia che l'art. 5, comma 1, della legge reg. Puglia n. 18 del 2012 assicura il rispetto dei limiti di cui all'art. 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, con riferimento alla stipula di contratti a tempo determinato. 4.3.- L'art. 5, comma 3, oggetto di censura, garantirebbe che non siano superati i limiti di spesa posti dal legislatore statale - in particolare quelli di cui all'art. 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010 - poiché prevede che le proroghe possano avvenire solo all'esito della ricognizione delle disponibilità finanziarie, fermi restando i vincoli di contabilità pubblica e il rispetto dei limiti finanziari invalicabili. Nessuna violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., ossia dei principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica stabiliti dal legislatore statale, potrebbe, dunque, essere addebitata alla disposizione regionale portata all'esame della Corte. 4.4.- Il richiamo al personale già interessato dalla procedura di stabilizzazione indetta a suo tempo in base all'art. 3, comma 40, della legge reg. Puglia n. 40 del 2007 e dichiarata illegittima non configurerebbe, infine, una violazione degli artt. 3 e 97 Cost. La norma regionale impugnata riguarderebbe un'ipotesi eccezionale di avvalimento a tempo determinato, laddove la norma dichiarata illegittima riguardava la stabilizzazione a tempo indeterminato del personale. Pertanto, non si produrrebbe alcuna reiterazione degli effetti delle procedure di stabilizzazione, in violazione dell'obbligo del pubblico concorso. Infine, la norma in questione non sarebbe viziata nemmeno per irragionevolezza, poiché si limiterebbe a prevedere un rimedio eccezionale a garanzia d'interessi primari, come il diritto alla salute, attraverso l'impiego di personale già qualificato, senza sconfinare dai limiti di spesa vigenti né compromettendo il raggiungimento degli obiettivi del piano di rientro. 5.- Successivamente all'instaurazione del presente giudizio, con l'art. 14 della legge della Regione Puglia 28 dicembre 2012, n. 45 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2013 e bilancio pluriennale 2013-2016 della Regione Puglia) è stato abrogato l'intero art. 5 della legge reg. Puglia n. 18 del 2012, comprensivo del comma 3, censurato dal ricorso n. 117 del 2012. 6.- Il Presidente del Consiglio ha depositato nella Cancelleria il 20 febbraio 2013 ulteriore memoria, con riferimento al ricorso appena citato. Il ricorrente ripercorre le argomentazioni già svolte, insistendo per l'accoglimento della questione promossa ed evidenziando che l'abrogazione dell'art. 5 della legge reg. Puglia n. 18 del 2012 da parte dell'art. 14, comma 1, della successiva legge reg. n. 45 del 2012 non avrebbe fatto venire meno l'interesse al ricorso, non potendosi escludere che la norma abbia ricevuto attuazione durante il periodo di vigenza. 7.- Nel corso dell'udienza pubblica la difesa regionale ha depositato documentazione proveniente dalla Giunta della Regione Puglia (area delle Politiche per la Promozione della Salute delle Persone e delle Pari Opportunità), attestante che la norma di cui all'art. 5, comma 3, della predetta legge reg. n. 18 del 2012, successivamente abrogata, non ha ricevuto medio tempore applicazione.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 13-17 luglio 2012, depositato presso la cancelleria il 17 luglio 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 105 del 2012, ha impugnato l'articolo 1, comma 2, della legge della Regione Puglia 15 maggio 2012, n. 11 (Misure urgenti per l'accelerazione della determinazione delle dotazioni organiche delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale e di tutela assistenziale). 1.1.- La disposizione impugnata prevede che gli enti del servizio sanitario regionale, nelle more del completamento delle procedure per la copertura dei posti vacanti, si avvalgano, a tempo determinato e senza oneri aggiuntivi rispetto al livello di spesa sostenuto per la medesima voce di costo nell'esercizio 2011, del personale selezionato in base all'esito delle procedure indicate all'art. 3, comma 40, della legge della Regione Puglia 31 dicembre 2007, n. 40 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010 della Regione Puglia), dichiarate costituzionalmente illegittime da questa Corte con sentenza n. 42 del 2011. Secondo il ricorrente, la norma censurata contrasterebbe con numerosi principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica stabiliti dal legislatore statale, anche in riferimento al piano di rientro al quale la Regione Puglia è tuttora assoggettata e, di conseguenza, violerebbe l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. Sarebbero, altresì, violati gli artt. 3 e 97 Cost., considerato che la disposizione censurata consente l'assunzione di personale selezionato in base a una procedura dichiarata costituzionalmente illegittima da questa Corte. 2.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 23-27 agosto 2012, depositato nella cancelleria della Corte il 31 agosto 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 117 del 2012, ha poi impugnato l'art. 5, comma 3, della legge della Regione Puglia 3 luglio 2012, n. 18 (Assestamento e prima variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012), che consente, a certe condizioni, di prorogare i contratti a tempo determinato previsti dall'art. 1 della legge reg. Puglia n. 11 del 2012, senza previa autorizzazione della Giunta regionale, a differenza di quanto il medesimo articolo dispone per altre ipotesi di assunzione di personale. Tale norma violerebbe i medesimi parametri evocati dal precedente ricorso (artt. 3, 97 e 117, terzo comma, Cost.) e per le medesime ragioni. 3.- In ragione della connessione oggettiva tra le due disposizioni censurate, i due giudizi possono essere riuniti per essere decisi congiuntamente.