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Salvo quanto disposto dall'art. 18, comma 2, chiunque produce, detiene, trasporta e pone in commercio aceti che hanno le caratteristiche di cui al medesimo art. 18, comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 75 euro a 100 euro per quintale o frazione di quintale di prodotto riconosciuto irregolare; la sanzione non può, in ogni caso, essere inferiore a 250 euro. 3. Chiunque detiene nei locali di cui all'art. 18, comma 3, prodotti vinosi alterati per agrodolce o per girato o per fermentazione putrida è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 75 euro a 100 euro per quintale o frazione di quintale di prodotto riconosciuto irregolare; la sanzione non può, in ogni caso, essere inferiore a 250 euro. 4. È soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 600 euro a 3.000 euro: a) chiunque utilizza la denominazione di «aceto di vino» per prodotti ottenuti mediante l'acetificazione di vini che hanno un contenuto in acido acetico superiore a quello previsto dall'art. 16, comma 5; b) chiunque detiene, produce e imbottiglia negli acetifici e nei depositi di aceto prodotti diversi da quelli previsti ai sensi dell'art. 17, comma 2; c) chiunque nella preparazione e nella conservazione degli aceti ricorre a pratiche e trattamenti enologici diversi da quelli consentiti ai sensi dell'art. 22; d) chiunque aggiunge all'aceto sostanze aromatizzanti in violazione di quanto previsto dall'art. 23, comma 1, e chiunque viola nella composizione e nelle modalità di preparazione degli aceti aromatizzati le prescrizione stabilite ai sensi del comma 3 del medesimo articolo; e) chiunque utilizza la denominazione di «aceto di (...) aromatizzato» per prodotti che non possiedono le caratteristiche previste ai sensi dell'art. 23. 5. Chiunque non effettua la comunicazione prevista ai sensi dell'art. 17, comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 600 euro a 3.000 euro. Se la capacità complessiva non denunciata è inferiore a 300 ettolitri, la sanzione amministrativa pecuniaria è determinata in una somma da 100 euro a 1.000 euro. 6. È soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 6.000 euro a 60.000 euro: a) chiunque detiene negli stabilimenti e nei locali di cui all'art. 18, commi 3 e 4, acido acetico, nonché ogni altra sostanza atta a sofisticare gli aceti, salvo quanto previsto ai sensi del comma 7 del medesimo articolo; b) chiunque effettua la distillazione dell'aceto; c) chiunque trasporta, detiene per la vendita, mette in commercio o comunque utilizza per uso alimentare diretto o indiretto alcol etilico sintetico, nonché prodotti contenenti acido acetico non derivante da fermentazione acetica. 7. È soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 2.500 euro: a) chiunque viola le disposizioni stabilite con il decreto di cui all'art. 19, comma 3; b) chiunque pone in commercio aceti destinati al consumo diretto in confezioni e recipienti che non hanno le caratteristiche previste dall'art. 20, comma 2. 8. Chiunque utilizza le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche di cui all'art. 21 nella designazione di un aceto che non possiede le caratteristiche previste dal medesimo articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria di 75 euro per ogni quintale o frazione di quintale di prodotto riconosciuto irregolare. La sanzione non può, in ogni caso, essere inferiore a 500 euro. 9. Chiunque vende o trasporta i sidri, i mosti e gli altri prodotti di cui all'art. 24, commi 1 e 2, in violazione delle disposizioni previste ai sensi dei medesimi commi, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 6.000 euro. 10. Chiunque trasporta al di fuori degli stabilimenti di produzione i prodotti di cui all'art. 24, commi 1 e 2, destinati alla distillazione o alla distruzione senza avere provveduto alla denaturazione prescritta ai sensi del medesimo art. 24, comma 3, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 5.000 euro.». «Art. 38 (Violazioni del decreto del Ministro per le politiche agricole 13 luglio 1999). - 1. Chiunque viola le disposizioni di cui al decreto del Ministro per le politiche agricole 13 luglio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 10 settembre 1999, riguardante la produzione e la commercializzazione dei vini ad IGT, a DOC e a DOCG designati con la qualificazione «novello», è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 50 euro a 150 euro per ettolitro o frazione di ettolitro; la sanzione non può, in ogni caso, essere inferiore a 250 euro.». «Art. 39 (Altre sanzioni). - 1. È soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 1.000 euro: a) chiunque non provvede alle comunicazioni previste dall'art. 5; b) chiunque non provvede alla comunicazione prevista dall'art. 7; c) chiunque non provvede alla comunicazione concernente le fermentazioni spontanee prevista dall'art. 9, comma 3; d) chiunque non provvede alla comunicazione concernente le operazioni di denaturazione e alle annotazioni ai sensi di quanto previsto dall'art. 10, comma 3, secondo, terzo e quarto periodo; e) chiunque non avvia alle distillerie autorizzate le vinacce e le fecce di vino in violazione delle disposizioni di cui all'art. 14, comma 2; f) chiunque non tiene il registro di carico e scarico previsto dall'art. 14, comma 3, secondo periodo; g) chiunque non effettua la comunicazione relativa alla detenzione di vinacce prevista dall'art. 14, comma 4, ovvero effettua tale comunicazione oltre il termine stabilito dal medesimo comma; h) chiunque non effettua la comunicazione di cui all'art. 14, comma 6, relativa alle operazioni di ottenimento, denaturazione e trasferimento delle fecce di vino; i) chiunque non provvede alle comunicazioni previste dall'art. 15, comma 3, primo periodo; l) chiunque non tiene il registro di carico e scarico e chiunque non provvede agli aggiornamenti e alle annotazioni previsti ai sensi dell'art. 19, commi 1 e 2. » . - Si riporta il testo degli articoli 1, comma 1, lettera a), e 3 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297, recante: «Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari». «Art. 1 (Uso commerciale). - 1. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque impiega commercialmente in maniera diretta o indiretta una denominazione protetta, intendendo per tale una denominazione di origine o una indicazione geografica così come definite nell'art. 2 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del 14 luglio 1992, del Consiglio, o il segno distintivo o il marchio, registrati ai sensi del citato regolamento, è sottoposto alle sanzioni amministrative di seguito individuate: