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ovvero il principio della gratuità e volontarietà della donazione, anche con riferimento all'importazione di cellule riproduttive dall'estero. Premesso quanto sopra in ordine alle motivazioni di fondo dell'intervento, si illustrano di seguito, nel dettaglio, le previsioni introdotte. Il progetto di legge si compone di un unico articolo, suddiviso in tredici commi. Il comma 1 individua le finalità dell'intervento, consistente nella necessità di dare attuazione alla più volte citata sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 2014, allo scopo di consentire l'immediato avvio delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, garantendo la sicurezza e la tutela di tutti i soggetti coinvolti. Al comma 2 si afferma, esplicitando un principio già operante nel settore della donazione di organi e tessuti, che la donazione di cellule riproduttive è volontaria e gratuita. Si specifica, inoltre, che l'importazione e l'esportazione di gameti sono consentite, rispettivamente, solo da e verso istituti di tessuti accreditati ai sensi della normativa europea vigente in materia e operanti senza scopo di lucro e si prevede la nullità degli atti o dei contratti onerosi, stipulati in violazione del predetto principio di non commerciabilità. Il comma 3 disciplina i requisiti di età per essere ammessi alla donazione. Il comma 4 istituisce il Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive a scopo di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, al quale devono essere iscritti tutti i soggetti ammessi alla donazione, e prevede l'obbligo per le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive di comunicare al citato Registro, con modalità informatiche e assicurando l'anonimato, i dati anagrafici dei donatori, prevedendo comunque una norma transitoria. Il comma 5 attribuisce al Ministero della salute e alle regioni, avvalendosi del Centro nazionale trapianti e del richiamato Registro, il compito di garantire la tracciabilità delle cellule riproduttive nel percorso dal donatore al nato e viceversa. Il comma 6 pone il limite in base al quale dalle cellule riproduttive di un medesimo donatore non possono determinarsi più di dieci nascite. Lo scopo della norma è quello di evitare che ci sia un numero eccessivo di nati dallo stesso donatore, riducendo al minimo il rischio che possano verificarsi unioni inconsapevoli fra nati da fecondazione eterologa e prevedendo comunque una possibile deroga. Il comma 7 reca il principio dell'anonimato del donatore e le possibili deroghe a tale principio, con le relative modalità. Da ultimo, in stretta analogia con quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione, si prevede che il soggetto nato da fecondazione eterologa deve essere informato delle modalità del suo concepimento e che i genitori vi provvedono nei modi e termini che essi ritengono più opportuni. Ciò al fine di consentire ai soggetti nati da fecondazione eterologa di essere resi edotti di tale loro condizione, in modo da poter attivare, anche in caso di premorienza dei genitori, la procedura di accesso alle citate informazioni sanitarie del donatore, nei casi, alle condizioni e con le modalità previste dalla norma. Il comma 8 interviene in materia di consenso informato, prevedendo che al donatore deve essere data comunicazione della possibilità di essere contattato nei casi e con le modalità sopra previsti. Una previsione specifica in materia di consenso informato concerne l'ipotesi del cosiddetto «egg sharing» (cioè la pratica della donazione degli ovociti soprannumerari prodotti nell'ambito della fecondazione omologa). Il comma 9 detta le norme per il recepimento della richiamata normativa europea. A tal fine si rende necessario intervenire sul decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 16, in particolare sull'articolo 5, comma 2, lettera a) e lettera b) , sostituendo integralmente l'allegato III, in tal modo recependo quella parte di direttiva rimasta inattuata per via del divieto previgente di fecondazione eterologa e inserendo un articolo 17- bis , al fine di prevedere che gli allegati al decreto legislativo siano modificati con decreto del Ministro della salute; conseguentemente all'inserimento dell'articolo 17- bis , si dispone al comma 10 l'abrogazione dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85, che prevede la modifica degli allegati con regolamento di cui all'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Con il comma 11, allo scopo di garantire che le tecniche di fecondazione eterologa siano assicurate anche dal Servizio sanitario nazionale, al pari di quelle di tipo omologo, si dispone che in sede di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza si provvede ad inserire tra gli stessi le prestazioni attinenti alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Fino all'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, il comma 12, per consentire l'immediato avvio delle tecniche di fecondazione eterologa, reca la necessaria copertura finanziaria. Infine, il comma 13 reca la norma di copertura per gli oneri derivanti dai commi 4 e 5 per l'istituzione del Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive a scopo di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.. 1 1 In attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 10 giugno 2014, con la presente legge sono dettate le prime disposizioni per consentire l'immediato avvio delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, comprese quelle che impiegano gameti maschili e femminili entrambi donati da soggetti diversi dai componenti della coppia ricevente, garantendo la sicurezza e la tutela della salute di tutti i soggetti coinvolti. Ulteriori procedure e tecniche sono previste nell'ambito delle linee guida di cui al decreto del Ministro della salute 11 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, adottate ai sensi dell’articolo 7 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, il cui aggiornamento deve avvenire entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 La donazione di cellule riproduttive da utilizzare nell'ambito delle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo è volontaria e gratuita; l'importazione e l'esportazione di gameti sono consentite, rispettivamente, solo da e verso istituti di tessuti accreditati ai sensi della normativa europea vigente in materia e operanti senza scopo di lucro. Gli atti o i contratti onerosi sono nulli. Ai donatori con rapporto di lavoro dipendente, ovvero interessati alle tipologie contrattuali di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si applicano le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia di attività trasfusionali e di trapianto di midollo. 3 La donazione di cui al comma 2 è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore a diciotto anni e non superiore a quaranta anni e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore a venti anni e non superiore a trentacinque anni. È vietata la donazione di cellule riproduttive tra parenti fino al quarto grado.