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E, quando la situazione è iniziata lievemente a migliorare, oltre al danno, è arrivata la beffa, con i negazionisti e con chi qui in Senato ha addirittura organizzato un convegno rifiutandosi di indossare la mascherina: un insulto vero e proprio a tutti i medici e infermieri che ogni giorno lavorano in prima linea negli ospedali, alle persone che si sono ammalate, a chi ha perso la vita per il Covid, ai familiari e agli amici che hanno dovuto assistere da lontano allo strazio della malattia di qualcuno che amavano. Per fortuna in Italia a gestire la pandemia c'erano e ancora ci sono persone serie e responsabili e non i negazionisti o gli incerti del Covid, coloro che i giorni pari chiedevano di chiudere tutto e in quelli dispari di riaprire ogni cosa. Chiediamo però che d'ora in avanti ci siano più collaborazione e senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, da parte di tutti. Ci attendono mesi importanti: impieghiamoli per uscire il prima possibile da questo periodo devastante. Abbiamo una base di partenza migliore di tanti altri Paesi al mondo; migliore perché siamo stati rigorosi nel predisporre le regole da seguire e gli italiani sono stati in rigorosi nel rispettarle. A loro va il nostro più sentito ringraziamento. (Applausi) . Non è di certo il momento di mollare la presa oggi o di far scendere la tensione, perché è una sfida che si vince tutti insieme. Siamo tutti italiani e dobbiamo tutti remare nella stessa direzione, ma ciò avverrà se la politica tutta agirà in maniera responsabile. Lo chiediamo a coloro che negavano la pericolosità del Covid per andare incontro ai desiderata di una certa parte dell'elettorato che non condivideva le misure di prevenzione anti-pandemia. Lo chiediamo a chi non rispettava le regole di distanziamento sociale e di utilizzo delle mascherine, nonostante ricoprisse ruoli pubblici. (Applausi) . Lo chiediamo a chi attaccava la scelta di chiudere le discoteche per poi ritrovarsi esso stesso contagiato, insieme a molte altre persone. (Applausi) . Lo chiediamo al Governo centrale e agli amministratori regionali e degli enti locali, affinché agiscano all'unisono, senza più polemiche e scaricabarili, perché ne abbiamo dovute sopportare davvero troppe. Lo chiediamo a chi addirittura ha parlato di un'Italia come fosse un "sussidistan", cioè un Paese fondato sui sussidi, ma non ci dimentichiamo che, dei cento miliardi e oltre destinati dal Governo in tutti i decreti emanati nell'arco del 2020, circa il 50 per cento è stato proprio destinato alle imprese. Allora guai a pensare che, se si danno soldi ai cittadini, sono sussidi e che, se invece li si danno alle imprese, sono strumenti di sviluppo e competitività. (Applausi) . In questo senso, Presidente, voglio ricordare l'inutile e dannosa alzata di scudi contro il reddito di cittadinanza. Benedetto il reddito di cittadinanza, soprattutto in un periodo difficile come quello che abbiamo vissuto, dal quale non siamo ancora completamente usciti. (Applausi). Lo chiediamo infine a chi per tutta l'estate ha attaccato il ministro dell'istruzione Azzolina che, a differenza di chi la contestava, ha lavorato ininterrottamente per permettere la regolare riapertura delle scuole a settembre. (Applausi. Commenti). Ripeto: la regolare riapertura delle scuole a settembre. La riapertura, signor Presidente, c'è stata. È chiaro che il rischio zero non esisterà mai, ma è altrettanto chiaro che questo Governo ha messo in campo per la scuola molto di più di qualsiasi altro Paese europeo in termini di investimenti per la sicurezza. Abbiamo dovuto sentire stupidaggini sul plexiglass e altre fake news solo per screditare il lavoro che è stato fatto; continui attacchi a danno degli studenti, delle famiglie e degli insegnanti. Noi oggi siamo l'unico Paese al mondo che manda tutti i giorni 11 milioni di mascherine chirurgiche gratis in 19.000 istituti scolastici italiani. (Applausi) . È un dato oggettivo che non si riscontra in nessun altro Paese al mondo. La scuola è di tutti, signor Presidente, proprio come tutti hanno il diritto di essere curati. Sono principi della nostra Costituzione che in tanti e in troppi hanno dimenticato per il solo becero gusto di raccattare qualche voto che stavano perdendo. Gli italiani meritano uno Stato che sia all'altezza delle loro aspettative, che li protegga e li curi quando c'è bisogno; uno Stato dove non ci siano più cittadini di serie A e cittadini di serie B nel ricevere le cure sanitarie; dove i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari siano trattati come meritano. Non puoi chiamarli infatti eroi e poi assumerli come precari, come sta accadendo in Lombardia, dove è partito un bando da quasi 300 milioni di euro assegnato niente di meno che a tre colossi del lavoro interinale per la selezione di migliaia di infermieri e di operatori sanitari. Come non puoi elogiare gli ospedali di periferia, in prima linea nella lotta alla pandemia, come quelli delle Province di Lodi e di Cremona, e poi far chiudere interi reparti, se non addirittura ospedale interi. Tutto questo non deve più accadere. (Applausi) . I soldi ora ci sono perché sulla sanità si è smesso di tagliare come è accaduto per troppo tempo in un passato anche recente. I soldi però devono essere impegnati molto meglio di prima. Vogliamo una sanità pubblica più forte e meglio radicata sul territorio. Sul punto stiamo lavorando e abbiamo lavorato. Non vogliamo una sanità pubblica fagocitata dalla sanità privata che si prende la metà dei soldi pubblici per gestirne solo la parte più remunerativa, quella che conviene - è questo sta accadendo ed è accaduto negli ultimi decenni in Lombardia - lasciando a quella pubblica le materie più complesse e meno remunerative. (Applausi). Tutto questo deve finire, come devono finire le porte girevoli tra la politica e i vertici dei colossi della sanità privata. Urla vendetta la nomina dell'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, all'interno dei vertici del più grande gruppo della sanità privata esistente in Lombardia. E tutto questo conferma, una volta di più, che l'Italia deve dotarsi di una giusta, seria e rigorosa legge contro il conflitto di interessi. (Applausi) : un altro traguardo che gli italiani attendono da decenni e che nessun altro partito ha mai realmente voluto. Ora però i tempi sono maturi anche per questo. Il tempo c'è, ma potremo portare a casa tutti questi risultati solo se continueremo a creare le condizioni affinché il Paese possa vivere, spostarsi e lavorare in sicurezza, facendolo però a pieno regime, invitando tutti a continuare a rispettare le misure di prevenzione e a difendersi con gli strumenti messi in campo da questo Governo, compresa l' app Immuni che ci aiuta a conoscere se siamo stati a contatto con persone positive al Covid. Iniziamo da qui, con un appello trasversale a scaricarla e a farla scaricare a tutti, anche a coloro che hanno avuto il coraggio di invitare le persone a non farlo. Iniziamo da qui, con questo segnale di unità nazionale e sono sicuro che gli italiani apprezzerebbero.