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Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco. Onorevoli Senatori. -- L'abitudine al fumo costituisce uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di alcune patologie gravissime e spesso mortali come quelle neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Per l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo. Il tabagismo è, quindi, uno dei più importanti problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Secondo i dati riportati sul sito del Ministero della salute nel mondo i fumatori sono 650 milioni. L’OMS calcola che quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni derivanti da tabagismo. Fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Il totale dei decessi entro il 2030 potrebbe raggiungere la triste quota di 8 milioni all’anno. Nel ventesimo secolo 100 milioni di persone sono morte a causa del fumo; nel ventunesimo secolo si stima che ne moriranno 1 miliardo. Nei paesi dell'Unione Europea (UE) ogni anno muoiono prematuramente a causa del fumo 650.000 persone (una cifra superiore alla popolazione di Malta o del Lussemburgo). Secondo i più recenti dati della Commissione Europea, benché il numero dei fumatori nella UE sia in calo, un terzo degli europei fuma ancora. Ogni anno nel nostro Paese muoiono per cause attibuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 persone. Oltre il 25 per cento di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Il consumo di tabacco può essere causa di almeno 25 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive ed altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie. La mortalità e l'incidenza per carcinoma polmonare sono in calo tra gli uomini ma in aumento nelle donne, tra le quali questa patologia ha superato abbondantemente quella del tumore allo stomaco, divenendo la terza causa di morte per patologie tumorali, dopo mammella e colon-retto. Oltre a dover disincentivare l'abitudine al fumo, è necessario essere coscienti dei problemi che i fumatori provocano a chi questo vizio non ce l'ha. Secondo l'OMS, sono 700 milioni i piccoli «fumatori passivi» che mettono a rischio la propria salute semplicemente stando vicino ai propri genitori che fumano. In uno studio realizzato per l'OMS in 132 Paesi su un campione di ragazzi dai tredici ai quindici anni, i1 43,9 per cento degli intervistati ha dichiarato di respirare fumo passivo soprattutto in casa, mentre il 55,8 per cento nei locali pubblici. Ben il 76 per cento degli intervistati, poi, ha espresso il suo accordo sulla messa al bando di sigarette e tabacco da tutti i locali pubblici. L'OMS ricorda, inoltre, che nelle spirali di fumo si nascondono circa 4.000 sostanze chimiche, oltre 40 delle quali sono riconosciute come cancerogene. Come per molte altre patologie, il principale strumento di contrasto è la prevenzione. In Italia, un significativo e importante passo avanti in tal senso è stato fatto con l'entrata in vigore, il 10 gennaio 2005, della legge l6 gennaio 2003, n. 3, che all'articolo 51 (Tutela della salute dei non fumatori) vieta il fumo nei locali aperti al pubblico. Si può fare di più. Il perseguimento della tutela della salute deve assumere un ruolo centrale nelle politiche volte a dissuadere il consumo dei prodotti del tabacco da parte delle fasce più giovani di potenziali consumatori. Il presente disegno di legge si prefigge proprio questo obiettivo, introducendo una normativa all'avanguardia nella disciplina dei prodotti del tabacco, con particolare attenzione alla prevenzione dei danni provocati dal tabagismo. Le norme contenute nel presente disegno di legge tengono inoltre conto dei più recenti ed avanzati risultati conseguiti in ambito scientifico in materia di studio delle caratteristiche e della dannosità del consumo dei prodotti del tabacco e può quindi definirsi a tutti gli effetti come una legislazione modello, pienamente in linea con le più recenti guidelines internazionali e con i principi della Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta al tabagismo, fatta a Ginevra il 21 maggio 2003 e ratificata dall'Italia con la legge 18 marzo 2008, n. 75. L'introduzione di un divieto generalizzato di fumo rappresenta un passo indispensabile per una efficace tutela della salute dei minori. A tal fine il disegno di legge modifica l’articolo 25 del regio decreto 24 dicembre 1934, n. 2316 (già modificato dal decreto–legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189), stabilendo il divieto -- la cui violazione è punita con la sanzione amministrativa pecunaria da 50 a 150 euro -- per i minori di anni diciotto di acquistare o consumare in luogo pubblico o aperto al pubblico i prodotti del tabacco. L’articolo 2 prevede, altresì, oltre alla sanzione amministrativa pecunaria, anche la sospensione, per un mese, della licenza all’esercizio dell’attività per chiunque venda o somministri i prodotti del tabacco ai minori di anni diciotto e l’aumento da tre a sei mesi della sospensione della licenza all’esercizio dell’attività in caso di recidiva. Sempre nell'ottica della prevenzione, e visti anche gli ultimi dati allarmanti dell'OMS sul fumo passivo, un altro importante provvedimento riguarda il fumo nelle scuole. L'articolo 4 estende il divieto di fumo anche nelle aree all’aperto di pertinenza degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. In questo modo diminuirà drasticamente il rischio di subire il fumo passivo. Si tratta di una forma di tutela che ogni istituzione dovrebbe garantire ai cittadini e, a maggior ragione, ciò dovrebbe essere ovvio nel luogo in cui i nostri figli trascorrono la maggior parte del loro tempo. L'articolo 5 prevede poi l'istituzione, a decorrere dal 1º gennaio 2014, presso il Ministero della salute, del Fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni del tabagismo finalizzato a: a) lo svolgimento di campagne e programmi di informazione e prevenzione sui danni derivanti dal consumo di prodotti del tabacco nelle scuole di ogni ordine e grado; b) lo svolgimento di corsi di aggiornamento per i medici di medicina generale e per il personale del Servizio sanitario nazionale; c) la predisposizione di agevolazioni per l'acquisto di farmaci sostitutivi della nicotina finalizzati a ridurre la sintomatologia dovuta alla dipendenza fisica da nicotina. Il Fondo è finanziato da: a) le risorse derivanti dall'applicazione delle sanzioni pecuniarie comminate per le violazioni delle disposizioni di cui alla presente legge; b) il 10 per cento delle maggiori entrate derivanti dall'aumento delle aliquote di base dell'imposta di consumo dei sigari e sigaretti, del tabacco da fumo e del tabacco da fiuto; c) contributi di soggetti pubblici e privati.