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6 La sospensione è inoltre esclusa quando il ricorso faccia seguito a un procedimento della commissione territoriale per la protezione internazionale che ha dichiarato inammissibile la domanda perché il richiedente: a ha già ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato da un altro Stato firmatario della Convenzione di Ginevra e può avvalersi di tale protezione; b ha reiterato la domanda di protezione sulla quale la commissione territoriale si è già pronunciata senza addurre nuovi elementi sulla sua situazione personale o sulla situazione del suo Stato di origine. 7 L'ordinanza che definisce il giudizio sul ricorso è provvisoriamente esecutiva. La stessa rigetta il ricorso ovvero riconosce al ricorrente lo status di rifugiato o di persona a cui è accordata la protezione sussidiaria ed è comunicata alle parti a cura della cancelleria. 8 Nei casi previsti dai commi 5 e 6, l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato può essere sospesa su istanza di parte qualora il richiedente abbia fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile. In tali basi può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti di urgenza di cui all'articolo 700 del codice di procedura civile. 9 La commissione territoriale che ha adottato l'atto impugnato invia immediatamente copia della documentazione e di tutti gli atti in suo possesso al ricorrente e al tribunale e può, per il tramite dell'Avvocatura dello Stato, far depositare in cancelleria, almeno dieci giorni prima dell'udienza, ogni controdeduzione. 10 Nel caso del solo giudizio di primo grado, il Ministero dell'interno può stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti o di un rappresentante designato dalla commissione territoriale che ha adottato l'atto impugnato. 11 Il giudice può procedere anche d'ufficio agli atti di istruzione necessari per la definizione della controversia. 12 L'ordinanza che rigetta il ricorso è comunicata alla questura competente, che ne consegna una copia all'interessato, dispone il ritiro del permesso di soggiorno ed intima allo stesso di lasciare il territorio dello Stato entro quindici giorni, osservando le prescrizioni per il viaggio e per la presentazione all'ufficio di frontiera. 13 In caso di mancato rispetto degli obblighi di cui al comma 12, salvi i casi di forza maggiore, il prefetto competente per territorio dispone l'espulsione dell'interessato con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica. 14 La controversia è trattata in ogni grado in via di urgenza. IV ALTRE MISURE UMANITARIE I MISURE COLLETTIVE I Condizioni per l'applicazione delle misure di protezione temporanea 64 (Misure di protezione temporanea) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato di concerto con i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'interno e con gli altri Ministri eventualmente interessati, sono stabilite le misure di protezione temporanea per fronteggiare l'afflusso massiccio di sfollati, eventualmente accertato con decisione del Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001. 2 In caso di decisione del Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE, la protezione temporanea cessa alla scadenza del termine deliberato dal Consiglio dell'Unione europea ovvero in qualsiasi momento per effetto della decisione del medesimo Consiglio. 3 Nelle more della emanazione del decreto di cui al comma 1, il Dipartimento della protezione civile può approntare misure urgenti di prima accoglienza nei confronti dei soggetti interessati. 65 (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) 1 Il decreto di cui all'articolo 64, comma 1, stabilisce: a la data di decorrenza della protezione temporanea; b le categorie di sfollati ammessi alla protezione temporanea; c la disponibilità ricettiva per l'accoglienza degli sfollati, nel rispetto delle condizioni materiali di accoglienza previste nel capo I del titolo V; d lo Stato, gli Stati o le comunità politiche di provenienza degli sfollati; e le procedure, con le relative agevolazioni, per il rilascio agli sfollati individuati dalla lettera b) , degli eventuali visti per l'ingresso nel territorio nazionale; f le procedure per il rilascio agli sfollati individuati dalla lettera b) , del permesso di soggiorno esteso allo studio e al lavoro, quelle relative alla disciplina degli eventuali ricongiungimenti familiari e alla registrazione dei dati personali degli sfollati; g il punto di contatto nazionale per la cooperazione amministrativa con gli altri Stati membri dell'Unione europea ai fini dell'attuazione della protezione temporanea e dell'interscambio di dati; h d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, anche mediante il coinvolgimento delle associazioni ed enti di volontariato, le misure assistenziali, comprese quelle per l'alloggio, le cure mediche, e quelle necessarie per categorie di persone maggiormente vulnerabili, quali i minori non accompagnati e le persone che abbiano subito torture, stupri o altre gravi forme di violenza psicologica, fisica o sessuale, nonché l'accesso al sistema educativo o alla formazione professionale; i gli altri interventi necessari per l'attuazione della decisione del Consiglio, compresi quelli relativi al trasferimento della persona protetta temporaneamente fra Stati membri e quelli inerenti la cooperazione amministrativa di cui alla lettera g) ; l le procedure da attuarsi nel caso di presentazione di una domanda di asilo o per il riconoscimento dello status di rifugiato da parte di una persona temporaneamente protetta, secondo i criteri previsti dalla presente legge; m le modalità per il rimpatrio volontario o assistito da attuare anche con la collaborazione di associazioni od organizzazioni nazionali, internazionali o intergovernative; n le modalità per attuare il rimpatrio forzoso; o le modalità per la temporanea permanenza sul territorio nazionale delle persone che per gravi motivi di salute o per impellenti ragioni umanitarie non sono in grado di rientrare nello Stato di provenienza alla scadenza del regime di protezione temporanea; p le modalità per la temporanea permanenza sul territorio nazionale per coloro nella cui famiglia vi siano minori che frequentino corsi scolastici fino al termine dell'anno scolastico in corso. 2 Il decreto di cui al presente articolo istituisce la Commissione straordinaria di cui all'articolo 36. 3 Nei confronti dei minori non accompagnati si applicano le norme di cui all'articolo 33 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. 66 (Casi di esclusione) 1 La protezione temporanea è esclusa quando sussistano fondati motivi per ritenere che il richiedente costituisca un pericolo per la sicurezza dello Stato, l'ordine pubblico o la sanità. 2 Gli sfollati possono essere esclusi dalle misure di protezione temporanea quando sussistano gravi motivi per ritenere che abbiano commesso: a un crimine contro la pace, un crimine di guerra o un crimine contro l'umanità, così come definiti dagli strumenti internazionali recepiti dall'ordinamento interno;