[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, insistiamo per l'accoglimento di quest'emendamento, che vede la valorizzazione dei dipartimenti di prevenzione, in una logica che dovrebbe essere quella dell'intera maggioranza, perché bisogna essere coerenti e congruenti con quanto si dice. Se quindi di valorizzazione parliamo, con riferimento alla medicina del territorio, dobbiamo farlo anche per i dipartimenti di prevenzione, mettendoli nella condizione di fare il loro lavoro, in modo che possano fare monitoraggio o screening , senza disperdere ulteriori risorse di tutti gli italiani. (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dalla senatrice Fregolent e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto assorbito l'emendamento 1.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'emendamento al nostro esame era stato presentato dal collega De Bonis e io l'ho sottoscritto in Commissione, facendolo mio. Mi sembra molto utile richiamare su di esso l'attenzione di tutti. Vorrei che quantomeno lo leggeste e ne prendeste atto. Dopo di che la maggioranza voterà contro e noi voteremo a favore di questo emendamento per una ragione molto semplice: l'indagine sui dati genetici della popolazione, messa in relazione al fatto che una persona si sia sopposta o meno al test sierologico, corre il rischio di diventare molto penetrante nella vita intima del soggetto, senza che il soggetto stesso ne abbia piena consapevolezza, né abbia dato un esplicito consenso, tanto più quando si tratta dei figli. Questo è un dato, signori, su cui perlomeno vi invito a ragionare e a riflettere. Consegniamo il nostro codice genetico per fare un'indagine sull'influenza da SARS-Cov-2. Da questo punto di vista domani ci potranno chiedere qualunque cosa per qualunque motivo in qualunque momento, disponendo di tutti i nostri dati senza che mai più ci venga chiesto successivamente il consenso perché lo abbiamo dato a priori, senza sapere a cosa stavamo dando il consenso. (Applausi). Correlare la consegna del proprio codice genetico a qualcuno per un'indagine sierologica mi sembra veramente eccessivo, potremmo dire come sparare sulla Croce Rossa o comunque come sparare una cannonata su un dato molto particolare. È veramente un abuso di penetrazione dei dati personali. Spero che perlomeno la gente abbia consapevolezza. Non stupiamoci allora se un italiano su quattro dice no al test perché non vuole consegnare il proprio codice genetico. (Applausi). PRESIDENTE . Pregherei chi deve intervenire di farlo dai posti appositamente segnalati dal nostro senatore Questore, che è qui a darvi tutto l'aiuto possibile e immaginabile. Pregherei inoltre chi è vicino agli oratori che possono parlare senza mascherina di ricordarsi che invece è obbligatorio indossarla, soprattutto vicino a chi non la usa, almeno finché gli esperti ci dicono che serve (cosa che è anch'essa messa in discussione). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.12 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.13, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14, presentato dalla senatrice Marin e da altre senatrici. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 1.15. BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12,01) BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, questo emendamento fa riferimento a un elemento che potrebbe sembrare banale a gran parte dei senatori presenti in Aula, ma ad alcuni potrebbe sembrare significativo. Esso riguarda il fatto che, con l'inizio della fase 2, tutti sono tornati a vivere in famiglia. Quindi, anche coloro che si erano in qualche modo isolati per proteggere i membri della propria famiglia, di fatto, hanno intorno a loro una sorta di cuscino di persone, generalmente persone care, che sono esposte al rischio del contatto con loro. In questo caso, l'emendamento dice questo: se tu risulti positivo, potresti essere un positivo asintomatico e, quindi, potresti appartenere a quella categoria di persone che hanno contratto il virus ma, non avendo avuto nessuna sintomatologia clinica, in quanto tali non sono state riconosciute. Nel momento, però, in cui, alla prova dei fatti, sottoposto al test sierologico, tu risulti positivo, allora deve scattare un'indagine che coinvolge anche la tua famiglia, perché, probabilmente, la tua famiglia non aveva idea che tu fossi positivo, ma, quindi, non aveva nemmeno idea del rischio che stava correndo. Questo emendamento dice semplicemente questo: non trattiamo chi fa un test sierologico come un numero, ma trattiamolo come una persona; trattiamolo come una persona che può essere, a sua volta, parte integrante di un nucleo familiare. Quindi, estendiamo l'attenzione di cura, non solo l'attenzione di raccolta dati, tipica del test sierologico, ma l'attenzione a chi intende farsi carico delle persone che sono state esposte al virus, in modo da completare l'indagine, da coinvolgere la famiglia e sapere se ci sono, in quel contesto, altre persone che possono risultare positive ancorché altrettanto asintomatiche, come il soggetto che abbiamo appena testato. Rispetto a tutto questo, in Commissione mi è stato detto che tale aspetto è già compreso nel protocollo. Io sono andata a verificare e, nel protocollo, questo non c'è, in quanto il protocollo è centrato su una raccolta dati, e non su una presa in carico dei pazienti asintomatici.