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In deroga, poi, a tale criterio generale il paragrafo 2 prevede l'imposizione esclusiva nello Stato della fonte per i pagamenti erogati, all'atto della cessazione del rapporto di lavoro in tale Stato di una persona fisica, come indennità di liquidazione, di cessazione di contratto, per servizi resi o remunerazioni forfetarie di natura analoga. Tale disposizione consente all'Italia di mantenere la potestà impositiva esclusiva sulle erogazioni relative al trattamento di fine rapporto. La disposizione è necessaria, pertanto, al fine di non perdere il diritto impositivo su tali erogazioni, nel caso in cui il beneficiario perda la residenza italiana. Le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche (articolo 19) restano di regola imponibili nello Stato della fonte. Per quanto riguarda l'articolo 20 relativo a professori ed insegnanti, non contemplato nel modello OCSE, è stata seguita la prassi italiana di prevedere una esenzione temporanea nel Paese presso il quale viene effettuata l'attività di insegnamento o ricerca, al fine di facilitare gli scambi culturali. Anche per gli studenti (articolo 21) viene prevista una esenzione a condizione che i redditi provengano da fonti situate al di fuori dello Stato presso il quale viene svolta l'attività di studio o apprendistato, in conformità di quanto previsto dal modello OCSE. Per quanto riguarda il trattamento dei redditi diversi (articolo 22) è stato accolto il criterio della tassazione esclusiva nello Stato di residenza, previsto dal modello OCSE e generalmente presente negli accordi stipulati dal nostro Paese. Quanto ai metodi per evitare la doppia imposizione (articolo 23) è stato definito, per entrambe le parti contraenti, il metodo della imputazione ordinaria. In relazione al principio di non discriminazione (articolo 24), esso è previsto sostanzialmente nei termini presenti nel modello OCSE. In materia di procedura amichevole, le disposizioni di cui all'articolo 25 prevedono la possibilità di sottoporre gli eventuali casi di imposizione non conforme alla Convenzione alle autorità competenti, che si adopereranno al meglio per regolare tali casi mediante amichevole composizione. Quanto alle disposizioni relative allo scambio di informazioni, l'articolo 26 è in linea con la struttura del modello OCSE nella versione vigente al tempo dei negoziati. L'articolo 27 chiarisce che le disposizioni della Convenzione non pregiudicano il trattamento degli agenti diplomatici e consolari altrimenti previsto per la categoria. Conformemente alla prassi negoziale italiana, la Convenzione include un articolo (articolo 28) relativo alle procedure del rimborso che si rendono necessarie per garantire l'applicazione delle ritenute ridotte previste dagli articoli 10, 11 e 12, nel caso in cui il sostituto di imposta applichi l'aliquota prevista dalla legge ordinaria. Le disposizioni finali relative alla entrata in vigore ed alla denuncia (articoli 29 e 30) rispondono alla prassi seguita nella maggior parte dei trattati italiani.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 29 della Convenzione medesima. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .