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Nel nostro ordinamento c'è da decenni una legge molto importante, modificata e integrata qualche anno fa, sul cinema. In applicazione dell'articolo 9 della Costituzione, si è ritenuto che i film siano un prodotto culturale talmente importante da giustificare un aiuto all'intera filiera del cinema, dato che la legge aiuta da sempre i distributori, i produttori, gli autori, i cinema, i giovani autori: tutta la filiera. Se ciò è valido per il film, non può non essere altrettanto valido per il libro. Quindi, credo che il passo successivo sia lavorare in Parlamento, spero con una condivisione larga come quella registrata su questo provvedimento, su una legge che riguardi l'intera filiera dell'editoria e che, sul modello del cinema, sostenga tutti coloro che aiutano a produrre, scrivere e vendere libri nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, questa mattina nell'ambito della discussione sulle mozioni riguardanti l'Olocausto abbiamo sottolineato come il sapere e la conoscenza rappresentino gli antidoti contro il veleno negazionista, quello che fa oggi dire a 15 italiani su 100 di non credere all'Olocausto. In questi giorni abbiamo dovuto invece fare appello al senso critico rispetto alle false informazioni sul coronavirus che rischiano di ridurre l'efficacia delle misure protettive. C'è un filo rosso nell'età della conoscenza e dell'accesso infinito alle informazioni ed è quello dello sviluppo del senso critico, della capacità di saper discernere il vero dal falso, di verificare la correttezza delle informazioni ma anche di saper comprendere correttamente un testo. Ha fatto molto rumore l'ultima indagine dell'Università di Pisa sulla capacità di lettura dei ragazzi italiani: c'è un analfabetismo di ritorno che va affrontato come una minaccia per la società. Ben venga allora questo provvedimento, con cui si punta ad incentivare la lettura, un settore che deve trovare strade nuove e innovative. L'Italia, infatti, è anche quella delle fiere del libro, di comunità di lettori che si incontrano, di scrittori emergenti e di talento, di piccole librerie che svolgono una vera e propria funzione di presidio culturale sui nostri territori. E allora è necessario difendere queste esperienze imprenditoriali e incentivarne la nascita di nuove, soprattutto in quelle realtà che ne sono completamente sprovviste, per far apprezzare ai nostri ragazzi la profondità di pensiero che solo la lettura di un libro può regalare, la sua capacità di dischiudere nuovi pensieri, sensazioni e conoscenze. Quindi è necessario sostenere con forza, oltre agli autori, le case editrici ed i librai, a cominciare da quelle aziende più piccole che ogni giorno combattono per riaffermare il valore sociale e civile della produzione e della diffusione delle idee. Il provvedimento al nostro esame tocca tutti questi temi; è un'importante cornice normativa che andrà riempita di contenuti, perché serve un'azione costante nel tempo che dia alla questione una valenza strategica rispetto alla qualità stessa della nostra democrazia, quella di persone informate e consapevoli, in grado di maneggiare correttamente tutti gli strumenti per poter concorrere alla costruzione dell'interesse generale. Dobbiamo farlo non con un atteggiamento pedante ma spiegando ai nostri ragazzi che: «Se vogliamo conoscere il senso dell'esistenza, dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell'angolo più oscuro del capitolo, c'è una frase scritta apposta per noi». Sono parole di Cartesio, lo stesso che con il dubbio costruì il metodo scientifico e nel dubbio trovò la certezza filosofica della propria esistenza. Quel dubbio che solo la lettura e la cultura possono diradare. Annuncio pertanto il voto favorevole a questo provvedimento del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusio. Richiami del Presidente) . SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, considero questo provvedimento davvero molto importante per le ragioni che abbiamo appena ascoltato, sia dal Ministro che dal relatore, il collega Verducci, perché questo è un Paese che ha bisogno davvero di tornare ad essere la culla della cultura. Oggi i dati Istat ci dicono che il 60 per cento degli italiani non legge libri ma neanche un giornale. È un dato allarmante che si aggiunge ad altri dati che ci preoccupano moltissimo, soprattutto se guardiamo alla fascia tra i diciotto e ventiquattro anni, in cui ci sono ben 600.000 ragazzi che hanno abbandonato la scuola - alcuni di loro addirittura negli anni dell'obbligo scolastico - e 62.000 cervelli andati all'estero. Questi sono dati che, in un Paese in cui il patrimonio culturale è straordinariamente grande e importante, ci devono davvero allarmare. Come diceva prima il Ministro, c'è anche una differenza, un divario enorme anche all'interno del nostro Paese, tra Nord e Sud. Quello che emerge quindi è il ritratto di un Paese molto fragile e povero non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista educativo (addirittura più del doppio rispetto alla media europea). Le cause sono molteplici. Sicuramente negli ultimi anni abbiamo investito molte risorse sulla cultura ma non sono ancora sufficienti. In modo particolare, con questo provvedimento dobbiamo fare in modo che la promozione della lettura possa diventare davvero un patrimonio della società, dell'intera comunità, perché questa non è una legge sul libro, ma una legge sulla promozione della lettura. Troppo spesso abbiamo considerato questo aspetto soltanto un fatto privato, affidato ai singoli e non invece come patrimonio di un'intera società. Anche la nostra Costituzione ci dice, attraverso gli articoli 2, 3 e 9, che si deve favorire e sostenere la lettura come uno degli strumenti di sviluppo della conoscenza e della crescita di ogni individuo. Una società cresce e si sviluppa insieme e noi abbiamo bisogno soprattutto di preparare le nuove generazioni, delle persone competenti e libere con un pensiero proprio, autonomo e critico. Questa è una generazione che spesso è stata definita molto social ma poco sociale e quindi pensiamo che anche attraverso questo provvedimento si possa fare una promozione anche per ritrovare i luoghi di aggregazione dove socializzare, dove stare insieme. Provvedimenti importanti come il bonus cultura e 18app sono tutti strumenti che possono aiutare la promozione della lettura e della cultura nel nostro Paese. La lettura è un mezzo per diffondere e aiutare soprattutto chi magari ha difficoltà economiche o vive in una famiglia dove ci sono difficoltà anche in termini di disagio sociale. C'è bisogno in sostanza, colleghe e colleghi, di ritrovare e di creare un nuovo benessere culturale per avere poi un benessere sociale ed economico. I libri cartacei, soprattutto per le nostre generazioni, rappresentano anche il frutto di una crescita nella nostra vita quotidiana.