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– previsione, a regime, di un percorso di abilitazione riservato a coloro che, già di ruolo in altro grado delle scuole statali, intendono conseguire l'abilitazione per altra classe di concorso e per i docenti delle scuole paritarie, che altrimenti non potrebbero essere stabilizzati nelle medesime. Questo impianto presenta i seguenti vantaggi: – i tempi di formazione sono europei; – il concorso si rivolge a giovani laureati che abbiano talento per la loro disciplina e vocazione per l'insegnamento ed è un concorso che garantisce ai vincitori un percorso verso un eventuale contratto a tempo indeterminato sulla base di valutazioni successive della formazione acquisita e del lavoro svolto da ciascuno, senza ulteriori valutazioni comparative ( tenure-track ); – la fase della formazione-lavoro dell'insegnante è retribuita, aumentando l'attrattività della professione di insegnante nel sistema pubblico di istruzione; gli insegnanti abilitati costituiscono la dotazione aggiuntiva dell'organico con benefìci per l'organizzazione e per il contestuale abbattimento del precariato; – il sistema rispetta le competenze istituzionali dei diversi soggetti, ma al tempo stesso punta su una forte partnership tra università e scuola, in linea con le migliori esperienze internazionali; – gli studenti laureati delle scuole universitarie di specializzazione per insegnanti sono molto motivati perché hanno vinto un concorso che dà loro prospettive di un eventuale lavoro stabile. Il presente disegno di legge rappresenta, pertanto, l'occasione per intervenire sul percorso di formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria, in una fase – particolarmente danneggiata dalle conseguenze dovute alle chiusure delle scuole e alla limitazione dell'attività didattica in presenza a causa del COVID-19 – in cui è necessario un supplemento di professionalità per affrontare problemi pedagogici, didattici e relazionali inediti. Occorre una risposta chiara alle aspettative di tanti giovani di poter insegnare, di saperlo fare e di poterlo fare attraverso un percorso certo, chiaro e di durata limitata, senza dover ricorrere all'autoapprendimento in servizio e contrastando la precarietà che danneggia tanto gli insegnanti quanto gli alunni. L'articolo 1 prevede che al percorso di formazione e reclutamento, post lauream , si acceda mediante procedura concorsuale pubblica. Inoltre, la modifica dell'articolo 59, comma 10, del decreto-legge n. 73 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2021, mira ad introdurre una clausola di salvaguardia, consentendo di ammettere alla prova orale, laddove il numero dei soggetti risultanti idonei a seguito dello svolgimento della prova preselettiva dovesse essere inferiore di quattro volte rispetto al numero dei posti messi a bando nelle procedure concorsuali in discorso, un numero di candidati pari a quattro volte il numero dei posti messi a bando per ciascuna classe di concorso. Tale clausola di salvaguardia si rende necessaria al fine di evitare che si ripropongano le recenti vicissitudini che hanno interessato il concorso ordinario nelle scuole di ogni ordine e grado e che hanno visto l'ammissione alle prove orali di un numero di candidati sproporzionatamente ed irrazionalmente esiguo rispetto al numero dei posti messi a bando. La disciplina del concorso e l'articolazione delle prove sono disciplinate dall'articolo 2. Gli articoli 3 e 4 prevedono che per i vincitori sia attivato un percorso di specializzazione, suddiviso in due annualità, dopo il quale si entra in ruolo avendo già assolto all'anno di prova (articolo 5). Il percorso teorico e pratico prevede una formazione tesa alla specializzazione professionale associata ad attività di insegnamento in formazione, nonché di accompagnamento riflessivo sulle esperienze maturate, con la collaborazione di tutor scolastici. Nel secondo anno, in particolare, l'attività formativa prevede l'effettivo svolgimento di attività di insegnamento. Il percorso di formazione deve svilupparsi all'interno di un quadro di condivisione di scelte e responsabilità tra università e istituzioni scolastiche statali e deve altresì godere di investimenti specifici che, fino ad ora, non sono mai stati destinati alla formazione iniziale dei docenti delle scuole secondarie, sebbene essa faccia realmente la differenza nei livelli di apprendimento di studentesse e studenti. Tale sistema intende integrarsi e contribuire a dare attuazione alle riforme 2.1 e 2.2 della missione 4 – componente 1.2 del PNRR. L'articolo 6 prevede norme transitorie e di raccordo con l'attuale quadro relativo agli anni di insegnamento accumulati da docenti supplenti, mentre l'articolo 7 consente ai docenti di ruolo di transitare, dopo un percorso formativo abilitante, ad altra classe di concorso o posto di insegnamento. L'articolo 8, infine, sopprime il vincolo di permanenza nella sede per i docenti.. 1 (Nuovo sistema di formazione e di reclutamento) 1 Gli insegnanti per i posti comuni della scuola secondaria sono reclutati mediante procedura concorsuale pubblica, riservata a soggetti laureati, il cui superamento è condizione necessaria per accedere alle fasi formative del percorso di specializzazione biennale di cui agli articoli 3 e 4. Limitatamente agli insegnanti tecnico-pratici, di cui all'articolo 5, comma 1- bis , del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il titolo minimo richiesto per l'accesso alle procedure concorsuali di cui al presente comma è il diploma di scuola secondaria superiore. 2 L'assunzione dei soggetti risultati idonei nelle procedure concorsuali pubbliche di cui al comma 1 è subordinata alla valutazione positiva dei risultati delle due fasi formative successive e obbligatorie del percorso di specializzazione di cui agli articoli 3 e 4. In ognuna delle fasi, ciascun soggetto è valutato singolarmente sulla base della formazione acquisita, del lavoro svolto e dell'attitudine all'educare e all'insegnare. 3 All'articolo 59, comma 10, lettera a) , del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Qualora il numero dei candidati con il punteggio minimo di 70 punti sia inferiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso, per ciascuna classe di concorso, sono ammessi alla prova orale, nel rispetto dell'ordine della votazione attribuita, un numero di candidati fino al raggiungimento del numero pari a quattro volte i posti messi a concorso per ciascuna classe di concorso. Sono in ogni caso ammessi i candidati che hanno conseguito un punteggio uguale al più basso risultato utile ai fini dell'ammissione ». 4 L'articolo 13 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, è abrogato. 5 Restano ferme le procedure per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità previste dall'articolo 13 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249.