[sommcomm]

- in riferimento alla novella di cui alla lettera d), che introduce, con il nuovo articolo 4-bis del decreto legislativo n. 136 del 2016, una disciplina specifica per i distacchi di lunga durata (superiore a 12 mesi o a 18 mesi previa notifica motivata al Ministero del lavoro), in conformità con le corrispondenti novelle operate dalla direttiva (UE) 2018/957 alla citata direttiva 96/71/CE, si valuti l'opportunità di inserire il richiamo del suddetto nuovo articolo 4-bis nell'articolo 1, comma 5, dello stesso del decreto legislativo n. 136, ove si individuano le norme applicabili anche ai casi in cui il distacco di lavoratori in Italia sia operato da imprese stabilite in uno Stato non facente parte dell'Unione europea. Si ricorda, infatti, che l'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 96/71/CE dispone che, nell'ambito dei distacchi transnazionali di lavoratori, le imprese stabilite in uno Stato non membro dell'UE non possano beneficiare di un trattamento più favorevole di quello riservato alle imprese stabilite in uno Stato membro. - in tale contesto, relativo alla novella di cui alla lettera d), si valuti l'opportunità di inserire anche nel nuovo articolo 4-bis, con riferimento alle fonti normative e contrattuali italiane summenzionate, l'inciso "se più favorevoli", come previsto dall'articolo 3, paragrafo 7, primo comma, della direttiva. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 188 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 188 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di DPCM stabilisce il riparto del Fondo per gli investimenti, istituito dalla legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019), per un importo complessivo di circa 19,7 miliardi di euro per il periodo 2020-2034, finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, anche in riferimento all'economia circolare, alla decarbonizzazione dell'economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, a elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali; considerato, inoltre, che le proposte di intervento formulate dai Ministeri saranno valutate in base a criteri riferiti a: carattere innovativo, sostenibilità, impatto social, effettiva cantierabilità, ricadute sul mercato interno, capacità di attivare finanziamenti europei e di completare progetti già avviati, interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, di mitigazione del rischio sismico e di manutenzione della rete viaria; richiamate le Raccomandazioni specifiche per Paese 2019, relative all'Italia, del 9 luglio 2019 (2019/C 301/12), che ai punti da 2 a 5 indicano le riforme ritenute necessarie all'Italia, tra cui quelle relative al mercato del lavoro e alle competenze digitali, agli investimenti, in ricerca, innovazione e infrastrutture, all'efficienza della pubblica amministrazione e alla digitalizzazione, alla durata dei processi civili e penali, ai regimi di insolvenza, alla lotta contro la corruzione, alla ristrutturazione dei bilanci delle banche e a migliorare il finanziamento non bancario per le imprese più piccole e innovative; richiamate le Raccomandazioni specifiche per Paese 2020, relative all'Italia, adottate dal Consiglio UE il 20 luglio 2020 (2020/C 282/12), in cui è confermata la validità delle predette Raccomandazioni del 2019, per le parti relative alle riforme, e in cui si raccomanda, tra l'altro, di attenuare l'impatto della crisi sull'occupazione con redditi sostitutivi e modalità di lavoro flessibili, di assicurare che la liquidità arrivi effettivamente alle imprese e ai lavoratori autonomi, di anticipare i progetti di investimento e di concentrarli sulle transizioni verde e digitale, e di migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione; evidenziato che delle predette Raccomandazioni si deve tenere conto nel contesto del Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), previsto dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (COM(2020) 408) e che potrà essere presentato alla Commissione europea a partire dal 15 ottobre 2020, formula, per quanto di competenza, osservazioni non ostative, con il seguente rilievo: si auspica che gli interventi che saranno realizzati con i finanziamenti del Fondo per gli investimenti di cui allo schema di DPCM, siano programmati ed effettuati in piena coerenza con le indicazioni fornite dall'Unione europea nelle Raccomandazioni specifiche per Paese, relative all'Italia, del 9 luglio 2019 (2019/C 301/12) e del 20 luglio 2020 (2020/C 282/12), e in stretto coordinamento con i progetti del prossimo Programma nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), previsto dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (COM(2020) 408). Allegato