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In particolare, per il riscatto dei suddetti periodi pregressi è consentito l'impiego di quote del trattamento di fine rapporto maturato, nonché di quote di contributi versati a forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, con le modalità e nelle misure stabilite in sede di contrattazione collettiva dalle associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Nel caso in cui, in sede di contrattazione collettiva, le parti sociali non addivengano a regolare la materia entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in via sperimentale per un triennio. L'articolo 2 contiene una delega, da esercitare sempre entro il termine di dodici mesi, che è volta, in primo luogo, a valorizzare la complementarietà tra previdenza pubblica e privata, onde agevolare l'eventuale trasferimento di risorse finanziarie volontariamente accantonate da forme pensionistiche complementari individuali e collettive alla gestione obbligatoria di appartenenza, ovvero garantire un'adeguata integrazione al reddito in caso di cessazione del lavoro. Ciò, attraverso l'accesso anticipato e flessibile alla prestazione pensionistica complementare rispetto al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza (come è invece attualmente previsto, salvo limitate deroghe) ovvero un'anticipazione della posizione individuale maturata (che risulta ad oggi essere parimenti circoscritta); in secondo luogo, a potenziare la previdenza complementare prevedendo modalità di adesione automatica, salva la manifestazione della diversa volontà del lavoratore, con ciò recependo nel nostro sistema le migliori esperienze estere. L'articolo 3 determina le procedure per la predisposizione e il varo dei decreti delegati.. 1 (Delega al Governo in materia di consolidamento della posizione pensionistica) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti ad agevolare il versamento dei contributi volontari, il riscatto di periodi non coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa, l'utilizzo della totalizzazione e l'erogazione della pensione supplementare, attenendosi ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a prevedere che l'autorizzazione ai versamenti volontari nella gestione di appartenenza è condizionata soltanto dall'iscrizione alla gestione medesima, a prescindere dalla posizione assicurativa in quella o in altre gestioni; la suddetta autorizzazione è regolata da criteri di flessibilità nel senso che al soggetto interessato è riconosciuta la possibilità di scegliere l'importo da versare all'interno di una fascia tra un minimale di retribuzione imponibile, come previsto dall'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e un massimale risultante dalla media delle retribuzioni delle ultime cinquantadue settimane di contribuzione obbligatoria versata e accreditata; i versamenti volontari, pari al predetto massimale, sono resi utili anche ai fini del diritto alla pensione anticipata per gli assicurati cui si applica il sistema di calcolo contributivo; i versamenti in favore del lavoratore possono essere effettuati da fondi di solidarietà aziendale o dal datore di lavoro anche nel periodo successivo alla cessazione del rapporto e ad essi si applica la disciplina fiscale relativa alla contribuzione ordinaria; b prevedere che il riconoscimento della facoltà di riscatto dei periodi di studio universitario e postuniversitario, utile ai fini del diritto e della misura della pensione, è consentito in favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria o ad una delle forme sostitutive o esclusive delle medesima per i periodi successivi all'iscrizione, antecedenti o successivi alla domanda di riscatto, non coperti da contribuzione in nessuna forma previdenziale obbligatoria. Per la determinazione dell'onere da riscatto e per le modalità di pagamento dello stesso si applicano, anche per i periodi nei quali non trova applicazione il sistema contributivo, modalità flessibili tra una base minima correlata all'equilibrio del sistema ed una misura massima connessa alla media delle retribuzioni di un determinato periodo precedente la domanda. Ai versamenti corrispondono diversi e correlati apporti al calcolo della prestazione. Restano fermi i riscatti di periodi già consentiti prima della data di entrata in vigore della presente legge, per i quali rimane ferma la normativa previgente. Per il riscatto di questi periodi è consentito l'impiego di quote del trattamento di fine rapporto maturato, nonché di quote di contributi versati a forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, con le modalità e nelle misure stabilite in sede di contrattazione collettiva dalle associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Nel caso in cui, in sede di contrattazione collettiva, le parti sociali non addivengano a regolare la materia entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in via sperimentale per un triennio. Agli oneri versati si applicano le disposizioni vigenti in materia di deducibilità fiscale; c prevedere che l’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) sia autorizzato ad emettere buoni previdenziali tracciabili, destinati all’acquisto da parte di datori di lavoro e di operatori della distribuzione commerciale, per la loro erogazione quali incentivi, da parte di questi, a lavoratori e a consumatori, ai fini del versamento volontario alle gestioni previdenziali secondo le modalità consentite; d prevedere che ai fini della valorizzazione dell'istituto della totalizzazione, la relativa disciplina è rivista prevedendo che ogni ente previdenziale presso cui sono stati versati contributi è tenuto pro quota alla corresponsione del trattamento pensionistico secondo il proprio ordinamento e le proprie regole di calcolo, nonché prevedendo l'applicazione anche alle pensioni in totalizzazione dei requisiti di accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia e di pensione anticipata previsti dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni; e prevedere che, allo scopo di consentire la valorizzazione di tutti i contributi versati, il diritto alla pensione supplementare è esteso alle gestioni di carattere obbligatorio che ne sono prive, limitatamente ai contributi versati dopo il pensionamento. La pensione supplementare è calcolata in ogni caso con il sistema contributivo in ciascuna delle scadenze previste; f apportare alla normativa vigente tutte le modifiche e integrazioni occorrenti ad assicurare il coordinamento con le disposizioni emanate in attuazione del presente articolo. 2 (Delega al Governo in materia di complementarietà tra previdenza pubblica e privata) 1 Al fine di rafforzare alcune opportunità di integrazione tra il pilastro della previdenza pubblica e quello della previdenza complementare nonché di promuovere l'adesione a quest'ultima, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, attenendosi ai seguenti princìpi e criteri derettivi: