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Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, come hanno ricordato in molti, nel 2021 in Italia sono andati in fumo, avvolti dalle fiamme, 159.000 ettari di bosco, praticamente le città di Milano, Roma e Napoli messe insieme o di Venezia, Genova, Torino e L'Aquila. Abbiamo superato i 141.000 ettari del 2017, già annus horribilis, che, uniti ai 14.000 del 2018, ai 37.000 del 2019 e ai 53.000 del 2020, ci portano in vetta, un primato europeo in cui non vorremmo proprio più primeggiare. L' escalation di incendi della scorsa caldissima estate costa al Paese, secondo una stima di Coldiretti, circa un miliardo di euro tra opere di spegnimento, di bonifica, di ricostruzione. Pertanto oggi la parola d'ordine non può essere che una sola: prevenzione. Investire sulla prevenzione significa risparmio in ogni senso: innanzitutto di vite umane, di vite animali, di danni alle attività agricole e produttive, risparmio di risorse che potrebbero essere invece dedicate alla protezione del territorio e alla sua valorizzazione. Oggi dimostriamo in quest'Aula che questo Governo è riuscito a dare una risposta veloce al terribile fenomeno degli incendi boschivi, che ha funestato troppe Regioni italiane, soprattutto al Sud. Il decreto-legge contiene infatti misure in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva contro un fenomeno che rischia di degenerare e provocare danni irreparabili se non si attivano misure adeguate, efficaci e sinergiche tra gli enti di ogni livello, integrando e rafforzando il dispositivo normativo ed operativo esistente, come questo provvedimento si propone. Un piano di lotta agli incendi boschivi, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno diverse origini, dal comportamento inadeguato, quando non doloso, dell'uomo, alle condizioni meteo climatiche eccezionali. Intervenire durante e dopo un incendio divampato naturalmente significa dover assistere alla tragedia della distruzione di grandi parti di territorio, di vegetazione, di fauna selvatica, di animali domestici e da allevamento, di case, di attività, per non parlare delle vite umane. Riuscire a prevedere e a prevenire gli incendi significa evitare di arrivare tardi, significa tutelare - ribadisco - vite, attività e territorio. Oltre al piano di prevenzione, il decreto contiene anche disposizioni per sostenere e supportare le azioni per contenere gli incendi e limitare i danni che richiedono l'intervento di uomini, mezzi aerei e mezzi terrestri, attraverso la predisposizione di strumenti ulteriori per favorire un coordinamento ancora più efficace tra i corpi dello Stato e gli enti del territorio. Proprio per questo mi fa piacere sottolineare come il Governo abbia saputo trovare quel punto di equilibrio tanto atteso tra competenze e responsabilità condivise tra Stato e Regioni, valorizzando la prospettiva inclusiva del sistema nazionale della Protezione civile e affidando al Dipartimento stesso della Protezione civile la funzione di coordinamento delle novità introdotte, per realizzare quella strategia di lungo respiro di cui tutti noi abbiamo parlato (non entro nel merito specifico). Sul fronte giudiziario, invece, viene messo a punto il dispositivo volto alla prevenzione e alla repressione dei reati di incendio boschivo e delle altre fattispecie commesse, perché i dati raccolti dai Carabinieri forestali testimoniano che solo il 2 per cento dei roghi ha una causa naturale, mentre il resto è provocato dall'uomo. Ben venga, allora, il rafforzamento del servizio nazionale della Protezione civile, ben venga il piano nazionale per il rafforzamento delle risorse umane, tecnologiche aeree e terrestri necessarie, ben venga l'interazione delle azioni nazionali con la pianificazione regionale. Al Dipartimento della Protezione civile è affidata la ricognizione e valutazione anche degli strumenti innovativi e qui mi fermo al tema della formazione per estendere la protezione, la salvaguardia e il salvataggio anche degli animali in difficoltà. Il decreto inasprisce le sanzioni e mira a colpire gli interessi degli autori degli illeciti. Si tratta di sanzioni amministrative e di sanzioni penali, ma nel corso dell'analisi del provvedimento in Commissione ambiente ci siamo resi conto come Forza Italia di un'anomalia che forse era sfuggita ma che per noi risultava inaccettabile: l'introduzione di una specifica aggravante generica, con aumento delle pene detentive, nell'ipotesi in cui ad appiccare il fuoco fosse chi avrebbe proprio il compito di tutelare il territorio. Abbiamo quindi condiviso con il Governo e in particolare con il Ministero della giustizia nella persona del sottosegretario Sisto, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata, l'opportunità di eliminare l'aggravante ritenendola lesiva dell'onorabilità di sindaci e operatori della Protezione civile. Appariva di fatto sproporzionata un'aggravante rispetto all'ambito di applicazione riferita alle responsabilità pubbliche che già soggiacciono a previste sanzioni, anche perché poi questo aggravamento ingiustificato andava a colpire funzionari pubblici e a cascata sindaci ed operatori della Protezione civile e questo a maggior ragione per tutelare i Comuni più piccoli, che avrebbero al contrario necessità di mettere in atto ogni azione con mezzi e risorse che oggi non ci sono. Come bene ha ricordato la senatrice Caligiuri nel corso del suo intervento, in Italia la superficie boschiva rappresenta l'83 per cento della superficie forestale complessiva del Paese e ricopre il 29 per cento dell'intero territorio nazionale, un patrimonio inestimabile in termini di biodiversità e di ecosistemi, che però gode del triste primato, come ho ricordato all'inizio, di essere il Paese del Mediterraneo e d'Europa in cui bruciano più boschi, in particolare nelle Regioni del Sud Italia, un dato molto triste. Puglia (in particolare il Salento), Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Basilicata e Abruzzo sono Regioni che vanno tutelate. In Abruzzo, poi, addirittura c'è un sistema culturale dei boschi e delle foreste, come ricordava bene nel suo intervento il collega abruzzese, senatore Pagano, peraltro responsabile proprio del Dipartimento ambiente a livello regionale. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,25) ( Segue GALLONE). Sono Regioni magnifiche per meraviglie naturalistiche e produzioni agricole che vanno tutelate. Concludo ricordando per l'ultima volta l'importanza dei percorsi di formazione che educhino al rispetto e al corretto smaltimento degli sfalci, delle potature e dei rifiuti in generale per evitare azioni dannose che vanno ad aggiungersi alle calamità naturali perché l'ignoranza o i paraocchi ideologici nel 2021 non possono e non devono più trovare giustificazione alcuna. Il provvedimento è per noi anche l'occasione per ribadire la posizione e la linea di Forza Italia rispetto al tema della tutela e della sostenibilità ambientale, che ci vede impegnati a dare il nostro contributo alla transizione ecologica nella maniera razionale, competente ed equilibrata che ci connota. Siamo felici che ben 14 siano i nostri emendamenti approvati, più due ordini del giorno molto importanti per le Regioni del Sud che citavo prima.