[pronunce]

n. 26 del 1993, disciplinano le procedure di affidamento e di selezione delle offerte, e sarebbero, pertanto, incostituzionali perché invadono la materia tutela della concorrenza riservata allo Stato. In particolare, l’art. 100, nell’introdurre l’art. 58.22 nella legge prov. n. 26 del 1993, relativo alle procedure di affidamento degli incarichi di progettazione sopra soglia comunitaria, inciderebbe sulla materia tutela della concorrenza riservata allo Stato. Inoltre, la Provincia autonoma di Trento non avrebbe statutariamente la competenza a disciplinare gli appalti di servizi, nel cui ambito rientrano gli incarichi di progettazione. L’art. 101 introduce l’art. 58.23 relativo alle procedure aperte o ristrette: si verterebbe in materia tutela della concorrenza, riservata allo Stato. L’art. 102 introduce l’art. 58.24 relativo all’asta pubblica, che costituisce procedura di affidamento, come tale rientrante nella tutela della concorrenza. L’art. 103 introduce l’art. 58.25 relativo alla procedura ristretta, come tale rientrante, anch’esso, nella tutela della concorrenza. L’art. 104 introduce l’art. 58.26 relativo all’appalto-concorso, che rientra tra le procedure di affidamento e dunque nella materia tutela della concorrenza. L’art. 105 introduce l’art. 58.27 relativo all’avvalimento, istituto che attiene ai requisiti soggettivi di partecipazione alle gare e, come tale, rientra nella tutela della concorrenza. L’art. 106 introduce l’art. 58.28, relativo agli avvisi di preinformazione, che attengono alle procedure di affidamento e dunque alla tutela della concorrenza. L’art. 107 introduce l’art. 58.29 relativo alle offerte anomale, che attengono ai criteri di selezione delle offerte, istituto rientrante nella materia tutela della concorrenza. L’art. 108 introduce l’art. 58.30 relativo a progettazione e direzione dei lavori, istituti preclusi, per le ragioni sopra esposte, alla legislazione provinciale. L’art. 110 sostituisce l’art. 64 della più volte citata legge provinciale, stabilendo che per quanto da essa non disposto, si applica la normativa comunitaria in materia, che può essere specificata con i regolamenti provinciali di attuazione della suddetta legge provinciale. La disposizione da ultimo richiamata sarebbe incostituzionale nella parte in cui rinvia solo al diritto comunitario e non anche al diritto statale; quest’ultimo, infatti, «si pone come necessaria fonte interposta tra il diritto comunitario e il diritto regionale o provinciale, nelle materie che sono di competenza legislativa esclusiva statale». L’art. 111, commi 1 e 2, sarebbe incostituzionale nella misura in cui demanda ad un regolamento provinciale le norme attuative in materie riservate alla competenza legislativa statale esclusiva. In tali materie, infatti, la competenza regolamentare spetta allo Stato, secondo quanto disposto dall’art. 5 del d.lgs. n. 163 del 2006. L’art. 112, comma 2, consentendo un’ultrattività della disposizione abrogata dal precedente comma – art. 9 della legge della Provincia autonoma di Trento 13 dicembre 1999, n. 6 (Interventi della Provincia autonoma di Trento per il sostegno dell’economia e della nuova imprenditorialità. Disciplina dei patti territoriali in modifica della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 e disposizioni in materia di commercio) che disponeva una maggiorazione del 10 per cento dell’aiuto all’investimento rispetto ai livelli di intensità previsti dalla normativa comunitaria, limitatamente alle domande di agevolazione pendenti non ancora definite – determinerebbe una violazione del rispetto del vincolo comunitario, di cui all’art. 8, primo comma, dello statuto di autonomia, in combinato disposto con l’art. 117, primo comma, Cost. 5. — In data 28 ottobre 2008, si è costituita la Provincia autonoma di Trento che ha chiesto dichiararsi inammissibili o non fondate le questioni di costituzionalità in esame. 6.— Con un ulteriore ricorso (reg. ric. n. 92 del 2008) , notificato il 21 novembre 2008 e depositato il successivo giorno 25, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l’art. 29, commi 2 e 3, della legge della Provincia autonoma di Trento 12 settembre 2008, n. 16 (Disposizioni per la formazione dell’assestamento del bilancio annuale 2008 e pluriennale 2008-2010 e per la formazione del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Provincia autonoma di Trento – legge finanziaria provinciale 2009). Con il citato comma 2 sono stati inseriti nell’art. 111 della legge prov. n. 10 del 2008 i commi 1-bis e 1-ter. Il citato comma 1-bis dispone: «in deroga a quanto previsto dal comma 1, la disciplina del capo VII-bis della legge provinciale n. 26 del 1993, ad eccezione dell’articolo 50 sexies, ivi compresi gli articoli da essa richiamati, introdotta da questa legge, può essere applicata dalle amministrazioni aggiudicatrici a decorrere dalla data di entrata in vigore di questo comma, anche per gli interventi per i quali gli strumenti di programmazione di tali amministrazioni già prevedono, a tale data, il ricorso alla finanza di progetto. In tal caso le disposizioni attuative eventualmente necessarie sono stabilite con gli atti di gara». Il successivo comma 1-ter stabilisce: «in deroga a quanto previsto dal comma 1 sono inoltre immediatamente applicabili i commi 4 e 5 dell’articolo 46-ter della legge provinciale n. 26 del 1993, come sostituito da questa legge». A sua volta il comma 3 del suddetto art. 29 ha modificato il comma 2 dell’art. 112 della legge prov. n. 10 del 2008, sostituendo le parole «alla data di entrata in vigore di questa legge» con le seguenti «alla data del 20 dicembre 2008». Ad avviso del ricorrente l’art. 29, comma 2, sarebbe incostituzionale per illegittimità derivata dall’illegittimità degli artt. 2, 4, 29, 36, 42, 53, 55 e da 59 a 72 della legge prov. n. 10 del 2008, per violazione degli artt. 11, 117, primo e secondo comma, lettere e), l), ed m), della Costituzione, nonché degli artt. 4 e 8 del d.P.R. n. 670 del 1972. La disposizione in esame, infatti, renderebbe immediatamente applicabili le disposizioni del capo VII-bis della legge prov. n. 26 del 1993, ad eccezione dell’articolo 50- sexies, ivi compresi gli articoli da essa richiamati, nonché l’art. 46-ter, commi 4 e 5, della stessa legge provinciale, tutti introdotti dalle disposizioni della legge prov. n. 10 del 2008, sopra citate. Le disposizioni in questione, sarebbero altresì viziate per «autonoma violazione delle suddette norme della Costituzione e dello statuto di autonomia».