[pronunce]

-, controinteressata nel giudizio a quo, affermando di condividere le censure di illegittimità costituzionale prospettate dal giudice rimettente, qualora si volesse aderire all'interpretazione dallo stesso proposta secondo cui nel periodo transitorio le società affidatarie dirette del servizio pubblico potrebbero partecipare alle gare indette dall'ente locale senza alcun limite territoriale e/o funzionale. Segnatamente, si osserva che la violazione dell'art. 3 della Costituzione deriverebbe dalla ampiezza irragionevole del periodo transitorio in cui le predette società miste potrebbero liberamente partecipare alle gare per l'affidamento del servizio, nonostante siano destinatarie di vantaggi economici e agevolazioni fiscali che le porrebbero in una situazione di favore rispetto alle altre partecipanti. Da qui l'assunto stravolgimento degli obiettivi della riforma e la lesione del principio di pari opportunità degli operatori nel mercato di distribuzione del gas. 4.1. - In relazione all'art. 41 della Costituzione, la difesa della società privata ne assume la violazione ritenendo che detta norma - letta, soprattutto, alla luce delle regole comunitarie esistenti in materia - "incorpora i principi essenziali di tutela della concorrenza", con la conseguente necessità di "un controllo di costituzionalità sulla legislazione restrittiva dei principi di libertà e di pari opportunità nell'ambito dell'iniziativa economica, più severo ed attento rispetto al passato". 4.2. - In relazione, infine, all'assunta violazione dell'art. 76 della Costituzione vengono ribadite le argomentazioni contenute nell'ordinanza di rimessione. 4.3. - La difesa dell'ITALGAS, "in via subordinata", chiede che venga emanata una sentenza interpretativa di rigetto. La norma impugnata, potrebbe, infatti, essere interpretata - secondo la parte privata - nel senso di consentire alle società miste in esame la partecipazione alle gare per l'affidamento di servizi pubblici in altri comuni soltanto in presenza di un collegamento funzionale con gli interessi della collettività dell'ente locale che le ha costituite o che vi partecipa. Il termine "senza limitazioni" contenuto nella disposizione censurata andrebbe, pertanto, riferito esclusivamente alle rigorose "limitazioni" previste dall'art. 14, comma 5, del d.lgs. n. 164 del 2000 "che avrebbero radicalmente precluso alle società miste la partecipazione a gare", ma non anche alle preesistenti limitazioni territoriali e/o funzionali. L'interpretazione proposta sarebbe, ad avviso della esponente, avallata dalla permanenza del vincolo di scopo che continua a connotare l'attività delle società miste locali non essendo stata la relativa disciplina modificata dal citato decreto legislativo. Sarebbe, inoltre, continua la difesa della parte privata, "paradossale" ritenere che detto decreto abbia introdotto a regime una disciplina estremamente rigorosa al fine di tutelare la concorrenza e allo stesso tempo abbia previsto un periodo transitorio in cui varrebbe una disciplina addirittura più favorevole per le società miste (affidatarie dirette del servizio), rispetto a quella su cui il legislatore stesso ha inteso incidere. 5. - Si è costituito il Comune di Savona con una memoria in cui, dopo avere esposto il prevalente orientamento giurisprudenziale e dottrinale volto a limitare funzionalmente l'attività extra moenia delle società miste di scopo, si sofferma sulla ratio che giustificherebbe l'esclusione di queste ultime dalla partecipazione alle gare, qualora siano state affidatarie dirette del servizio. In particolare, si sottolinea come il legislatore avrebbe inteso evitare, con detta esclusione, che i soggetti in esame potessero risultare ingiustificatamente avvantaggiati rispetto agli altri concorrenti a causa delle agevolazioni economiche e fiscali di cui sarebbero destinatari. 5.1. - La difesa dell'ente comunale, al fine di salvaguardare l'assetto normativo predisposto dal d.lgs n. 164 del 2000, propone di interpretare la norma impugnata negli stessi termini esposti dalla difesa dell'ITALGAS S.p.a. riportati sub 4.3; qualora non si intendesse seguire detta interpretazione si chiede che la norma impugnata venga dichiarata costituzionalmente illegittima per le ragioni illustrate nell'ordinanza di rimessione. 6. - Si è costituita la dottoressa Maura Piccardo, dirigente comunale, parte resistente nel giudizio a quo, sostenendo che la norma impugnata potrebbe essere interpretata, al fine di evitare una declaratoria di illegittimità costituzionale, nel senso che la stessa possa trovare applicazione soltanto dopo la cessazione del periodo transitorio, in relazione alle gare, da svolgersi secondo le modalità previste dall'art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 164 del 2000, che l'ente locale dovrà indire, ex art. 15, comma 6, dello stesso decreto, per provvedere all'affidamento diretto. 6.1. - "In via subordinata" si chiede l'accoglimento della questione per le motivazioni illustrate nell'ordinanza di rimessione. 6.2. - Nell'ultima parte della memoria si adduce, infine, il contrasto della disposizione censurata con gli artt. 82, 86, commi 1 e 2, del Trattato Ce - relativi alla portata e all'estensione del principio della libera concorrenza in ambito comunitario - con consequenziale necessità di dichiarare, "preliminarmente", la prevalenza delle predette norme comunitarie. 7. - Sono intervenute la Confservizi (Confederazione nazionale dei servizi) e la Federgasacqua (Federazione italiana delle imprese dei servizi idrici energetici e vari) svolgendo, in via preliminare, considerazioni volte a dimostrare la propria legittimazione a intervenire nel presente giudizio di costituzionalità, ancorché non siano stateparti del processo a quo. In particolare, si sostiene che a rendere ammissibile il predetto intervento sarebbe la funzione istituzionale di rappresentazione degli interessi delle imprese che gestiscono servizi pubblici di distribuzione del gas svolta da entrambi gli enti. Si richiamano, a tal proposito, alcune decisioni della Corte costituzionale (sentenze n. 176 del 1996; n. 235 del 1997; ordinanze n. 67 del 1998 e n. 346 del 2001), con cui sarebbe stata riconosciuta ad enti ed associazioni la legittimazione a partecipare al giudizio di legittimità costituzionale nei casi in cui l'esito della decisione avrebbe potuto incidere - come avverrebbe, secondo le deducenti, nel caso in esame - sui diritti dei soggetti da essi rappresentati. 7.1. - Nel merito gli intervenienti affermano l'infondatezza della questione sollevata con una serie di argomentazioni. 8. - Si è costituita l'AMGA - Azienda mediterranea gas e acqua S.p.a. - chiedendo che la questione sollevata venga dichiarata inammissibile e infondata per le ragioni che verranno esposte con separata memoria. 9. - È intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, osservando: a) in relazione all'assunta violazione delle disposizioni contenute nella legge delega che quest'ultima non escluderebbe affatto il ricorso alla disciplina transitoria;