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La ratifica della Carta non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ) chiede dei chiarimenti in relazione ai rapporti tra il Forum internazionale dell'energia e l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), relatore, sottolinea come il nuovo organismo intenda favorire la collaborazione tra i Paesi consumatori e quelli produttori ed esportatori di energia, ricordando proprio il ruolo svolto dall'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio per favorire la nascita della nuova struttura. Ricorda peraltro come l'OPEC sia inserita direttamente fra gli organismi che partecipano al Gruppo di supporto internazionale di cui alla Sezione VIII. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S. 1260 Ratifica Accordi Italia Serbia Convenzioni europee estradizione e assistenza giudiziaria DDL 1260 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Serbia inteso a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, fatto a Belgrado il 9 febbraio 2017; b) Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Serbia inteso a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, fatto a Belgrado il 9 febbraio 2017 (Esame e rinvio) Il senatore DI NICOLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica degli Accordi sottoscritti nel febbraio 2017 tra l'Italia e la Serbia, intesi a facilitare l'applicazione di due strumenti convenzionali formulati nel quadro delle attività del Consiglio d'Europa, ovvero le Convenzioni europee rispettivamente in materia di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale. Con riferimento al primo dei due Accordi, quello volto a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957, evidenzia come esso si inserisca nell'ambito di un percorso di intensificazione e di affinamento degli strumenti di cooperazione giudiziaria finalizzati alla lotta alla criminalità organizzata e al riciclaggio. In particolare esso disciplina la materia dell'estradizione dei cittadini e del transito sul territorio delle due Parti nei casi in cui un cittadino consegnato da uno Stato terzo a uno dei due Stati contraenti debba - per l'appunto - transitare sul territorio dell'altro. L'intesa, composta di sei articoli, prevede innanzitutto la facoltà degli Stati contraenti di estradare reciprocamente i propri cittadini, con riferimento sia all'estradizione processuale, fondata su misure cautelari, che a quella esecutiva, basata cioè su decisioni passate in giudicato (articolo 1). Il testo disciplina quindi (articolo 2) i casi e le modalità per procedere all'estradizione di cittadini per reati di criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio purché siano punibili, secondo le leggi di entrambi gli Stati, con una pena detentiva o con altra misura restrittiva della libertà personale non inferiore nel massimo a quattro anni. Un limite diverso è stato stabilito per il caso di estradizione esecutiva, sempre in relazione ai medesimi reati, laddove si prevede che il cittadino possa essere concesso in estradizione ai fini dell'esecuzione di una sentenza di condanna definitiva a pena detentiva o altra misura restrittiva della libertà personale quando la pena stessa non sia inferiore a due anni. L'articolo 3 disciplina, invece, l'ipotesi dell'estradizione del cittadino per altri gravi reati purché, nel caso di estradizione processuale, la pena detentiva non sia inferiore, nel massimo, a cinque anni, oppure non sia inferiore a quattro anni in caso di estradizione esecutiva, ossia ai fini dell'esecuzione di una sentenza di condanna definitiva a pena detentiva o di altra misura restrittiva della libertà personale. Gli ulteriori articoli disciplinano quindi i casi di estradizione, processuale ed esecutiva, per l'esecuzione della pena nello Stato di cittadinanza (articolo 4), nonché il transito dei cittadini consegnati all'altra Parte contraente da uno Stato terzo, in conformità con quanto previsto dalla Convenzione europea di estradizione (articolo 5). Il secondo Accordo oggetto della presente ratifica, che si inserisce nell'ambito degli strumenti finalizzati ad una puntuale regolamentazione dei rapporti di cooperazione fra l'Italia e gli Stati non appartenenti all'Unione europea, è volto a facilitare l'applicazione della Convenzione europea di assistenza giudiziaria del 1959, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità transnazionale. Composto da un preambolo e da sei articoli, l'Accordo prevede l'impegno delle Parti alla reciproca assistenza giudiziaria in materia penale, in particolare con riferimento - fra gli altri - alla notificazione degli atti giudiziari, all'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, all'assunzione e alla trasmissione di perizie, alle attività di acquisizione documentale (articolo 1). Gli ulteriori articoli disciplinano le modalità per l'esecuzione e il rinvio dell'esecuzione della richiesta di assistenza (articolo 2), per la trasmissione delle richieste (articolo 3), e la possibilità di comparizione dei testimoni, dei periti o delle persone sottoposte a procedimento penale, mediante videoconferenza (articolo 4). Di rilievo è anche l'articolo 5, che prevede che, su richiesta dello Stato richiedente, lo Stato richiesto debba effettuare accertamenti sui rapporti bancari, finanziari e di conto corrente che una persona fisica o giuridica, sottoposta a procedimento penale dalle autorità giudiziarie dello Stato richiedente, intrattenga nel territorio dello Stato richiesto, senza che possano essere da quest'ultimo opposti motivi di segreto bancario. Il disegno di legge di ratifica dei due Accordi si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta complessivamente in poco più di 32.000 euro annui a decorrere dal 2019. L'analisi delle compatibilità dei due accordi bilaterali non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con la normativa dell'Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il presidente IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S. 1261 Ratifica Trattati Italia Kenya estradizionee assistenza giudiziaria in materia penale DDL 1261 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Kenya, fatto a Milano l'8 settembre 2015;