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I componenti della Commissione nazionale sono scelti, in base ai criteri stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 98, tra i maggiori esperti della materia in ambito nazionale e internazionale, con l'integrazione di un rappresentante dell'ACNUR, del Ministero dell'interno, del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. Nel rispetto del principio di terzietà rispetto all'interesse della pubblica amministrazione, il numero dei componenti rappresentanti di pubblici uffici, di cui al presente comma, non può superare un terzo del totale. L'incarico ha durata triennale ed è rinnovabile. Il presidente è eletto tra i componenti effettivi. La Commissione nazionale si avvale del supporto organizzativo e logistico del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, salvo diverse e ulteriori dotazioni stabilite dal regolamento di cui all'articolo 98 per il corretto espletamento delle funzioni della Commissione nazionale. 5 La Commissione nazionale può avvalersi della collaborazione dell'ACNUR, delle maggiori organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano di protezione internazionale, nonché delle ambasciate italiane o dei consolati italiani presenti sul territorio dello Stato di origine o di dimora abituale del richiedente. II Diritti e garanzie 38 (Garanzie per i richiedenti) 1 Il richiedente è considerato tale dal momento in cui manifesta in qualsiasi forma, anche oralmente, la propria volontà di chiedere protezione. 2 All'atto della presentazione della domanda, l'ufficio di polizia di frontiera ovvero la questura competente a riceverla informa il richiedente, in una lingua che comprende o che è ragionevole ritenere possa comprendere: a della procedura da seguire; b dei suoi diritti e obblighi durante il procedimento, compreso l'obbligo del rispetto delle leggi interne e della Costituzione italiana, nonché delle conseguenze di un eventuale mancato adempimento degli obblighi e della mancata cooperazione con le autorità; c dei tempi e dei mezzi a sua disposizione per corredare la domanda degli elementi utili all'esame nonché delle conseguenze di un ritiro della domanda o di rinunzia implicita alla stessa. 3 L'ufficio di polizia di frontiera ovvero la questura competente consegna al richiedente l'opuscolo informativo, redatto dalla Commissione nazionale, secondo le modalità definite dal regolamento di cui all'articolo 98, che illustra: a la Costituzione italiana; b i principali diritti e doveri del richiedente durante la sua permanenza in Italia; c le fasi della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale; d le prestazioni sanitarie e di accoglienza e le modalità per riceverle; e l'indirizzo e il recapito telefonico dell'ACNUR e delle principali organizzazioni di tutela dei richiedenti protezione internazionale; f il diritto del richiedente all'assistenza legale durante tutte le fasi della procedura. 4 Al richiedente è garantita, in ogni fase, la possibilità di comunicare con l'ACNUR o con un'altra organizzazione competente. 5 In tutte le fasi del procedimento connesse alla presentazione e all'esame della domanda, il richiedente riceve, laddove necessario, l'assistenza di un interprete della sua lingua o di un'altra lingua a lui comprensibile. Tale assistenza è in ogni caso garantita quando il richiedente è convocato al colloquio personale di cui all'articolo 46. 6 Al richiedente e, ove nominati, ai suoi avvocati o consulenti legali, è garantito l'accesso, in ogni fase del procedimento: a alle informazioni aggiornate circa la situazione generale esistente nello Stato di origine del richiedente e, ove occorra, nei Paesi in cui questi ha transitato, che siano fornite dall'EASO, dall'ACNUR o da altre organizzazioni internazionali per i diritti umani; b alle informazioni fornite da eventuali esperti d'ordine medico, culturale, religioso, di genere o inerenti i minori. 7 Il richiedente è tempestivamente informato della decisione e degli eventuali mezzi di impugnazione. Quando il richiedente non sia assistito o rappresentato da un avvocato o da un consulente legale, le comunicazioni concernenti il procedimento e l'esito dello stesso sono a lui rese nella lingua da lui indicata. In mancanza di tale indicazione, le predette comunicazioni sono rese in una lingua a lui comprensibile. 8 In caso di impugnazione della decisione in sede giurisdizionale, durante lo svolgimento del relativo giudizio sono assicurate allo straniero le garanzie di cui al presente articolo. 39 (Diritto di rimanere nel territorio dello Stato durante l'esame della domanda) 1 Sino alla decisione della commissione territoriale per la protezione internazionale competente in ordine alla domanda, il richiedente è autorizzato a rimanere nel territorio dello Stato, ai fini dell'espletamento della procedura. Le condizioni dell'accoglienza sono disciplinate ai sensi del titolo V della presente legge. 2 La disposizione del comma 1 non si applica nei confronti dello straniero o apolide che deve essere: a consegnato ad un altro Stato in virtù degli obblighi previsti da un mandato di arresto europeo, di cui alla legge 22 aprile 2005, n. 69, recante disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri; b consegnato ad una Corte o ad un tribunale penale internazionale; c accompagnato verso un altro Stato appartenente all'Unione europea competente per l'esame della domanda di protezione internazionale ai sensi della legislazione europea vigente. 3 L'estradizione del richiedente verso uno Stato non appartenente all'Unione europea non può essere effettuata qualora l'autorità competente abbia motivo di ritenere che il paese richiedente non rispetti i divieti di respingimento ed espulsione, previsti dagli obblighi europei e internazionali. 40 (Visita medica) 1 Al fine di accertare eventuali segni che potrebbero indicare persecuzioni fisiche o psichiche o danni gravi subiti, la commissione territoriale per la protezione internazionale ai fini della valutazione della domanda, può sottoporre il richiedente, previo consenso espresso dello stesso, a visita medica. La mancanza di consenso da parte del richiedente non osta alla valutazione della domanda. 2 Qualora la commissione territoriale per la protezione internazionale non disponga alcuna visita medica, il richiedente può, su propria istanza, fruirne in ogni fase del procedimento, a supporto della documentazione presentata o delle dichiarazioni rese durante il colloquio circa i segni che potrebbero indicare le persecuzioni e i gravi danni subiti. 3 La visita medica di cui al comma 1 è effettuata da un medico e da uno psicologo membro della commissione territoriale per la protezione internazionale integrati, se necessario, da uno specialista incaricato. Il certificato medico attestante l'esito della visita viene trasmesso alla commissione territoriale. 4 La commissione territoriale per la protezione internazionale può sottoporre in ogni caso il richiedente ad esami clinici per ragioni di sanità pubblica. 41 (Garanzie per i minori non accompagnati) 1 L'interesse superiore del minore costituisce criterio fondamentale nell'attuazione della presente legge.