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Allora, a chi si è risentito del gesto compiuto ieri dall'opposizione, voglio dire che in questi mesi sui tantissimi vostri decreti-legge, peraltro subiti con il voto di fiducia - quando abbiamo potuto discuterli, perché più il più delle volte li abbiamo ricevuti e dovuti votare così come sono arrivati dalla Camera dei deputati - non si sono accettati gli emendamenti. Non esiste più l'ostruzionismo parlamentare: è stato abolito. Non si fanno più le manifestazioni e non si coinvolge l'opposizione. Che cosa deve fare l'opposizione per dire che prende le distanze da questo modo di fare politica (Applausi) , se non abbandonare l'Aula in segno di protesta per attirare l'attenzione dei cittadini, ma anche per sensibilizzare il Presidente del Consiglio e le forze di Governo? È all'interno delle forze di questa maggioranza che esiste il problema. Circola una fake news - mi auguro che sia tale, signor Ministro - secondo cui il 2 novembre il Presidente del Consiglio si appresterà a dichiarare un nuovo lockdown. Non lo faccia. Ripeto: non lo faccia, e convochi le opposizioni, che saranno in grado di assumersi le loro responsabilità (Applausi) e anche di dare dei buoni consigli. Se ci avessero chiamato prima - ad esempio - avremmo detto che non basta comprare 1.600 ventilatori se poi le istruzioni sono in tedesco e non le capisce nessuno; che non basta dire che noi affrontiamo i nostri problemi se poi in questi mesi non si sono aperti gli ospedali che erano stati chiusi per poter fronteggiare l'emergenza sanitaria. Signor Ministro, al signor Presidente del Consiglio dica anche che va bene la telefonata a Fedez perché, essendo un simbolo dei giovani, può sensibilizzarli al rispetto delle regole è legittimo, ma dica pure di chiamare gli scienziati affinché la smettono di parlare tante lingue diverse. Se oggi ci mettiamo davanti al televisore, sentiamo uno che dice una cosa e, cambiando canale, ne ascoltiamo uno che ne dice un'altra: anche questo crea disorientamento. Faccia il Presidente del Consiglio anche in questo. (Applausi) . Se ci sarà la chiamata dell'opposizione, come sempre, con senso di responsabilità, noi diremo: presenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, inizierò con una riflessione che ho fatto prima, quando entrando ci siamo stretti la mano, in maniera assolutamente corretta, e lei, con una battuta quasi scherzosa, ha detto: «Ecco il mio nemico». Non è questo lo spirito con cui ci vogliamo rapportare con il Governo, ma ciò riguarda lo spirito non tra due persone che si conoscono, ma tra le istituzioni. Noi rappresentiamo, in Parlamento, l'opposizione. Vogliamo chiamarla minoranza? Chiamiamola minoranza. Dall'altra parte, infatti, c'è non il Governo, ma la maggioranza. Ciò che stiamo cercando di dire è che quelle che portiamo in questa sede non sono angosce campate in aria, ma sono le preoccupazioni di un Paese che è in grave crisi, innanzitutto con se stesso. Signor Ministro, le rassicurazioni che oggi avremmo voluto sentire da lei, sono quelle che deve dare il Ministro dell'interno, allorquando in piazza scendono cittadini, che hanno legittime aspettative e gravi preoccupazioni sul loro futuro (Applausi) , ma che si trovano mescolati con frange violente, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare, costituzionalmente garantito al cittadino. A proposito delle manifestazioni, lei ebbe l'attenzione di sottolineare i rischi l'11 luglio, ma è evidente che la sua voce è rimasta inascoltata da parte di tutto il Governo, perché le condizioni in cui ci troviamo oggi erano ampiamente prevedibili. C'è una vignetta, che circola in queste ore, che raffigura il presidente Conte che si rivolge ai ristoratori, chiedendo di creare le distanze (e loro lo fanno), di igienizzare le mani (e loro igienizzano le mani), di prendere i nomi di chi entra nel locale (e loro prendono i nomi di chi entra) e, dopo essersi accertato che i ristoratori hanno fatto tutto questo, dice loro: «Ecco, adesso chiudete». Questo è ciò che ha creato apprensione nella gente e ha dato il senso di un'ingiustizia, subita da chi ha rispettato le regole e che, per di più, oggi si trova in piazza mescolato assieme a chi le regole le calpesta sistematicamente, perché è criminale. Lo dico alla senatrice Mantovani, che non vedo in Aula, perché alle ore 18 se n'è andata: noi abbiamo preso posizione subito. Matteo Salvini ha preso posizione subito, perché è dovere istituzionale di qualsiasi rappresentante del popolo pretendere che i cittadini perbene siano divisi rispetto ai facinorosi che abbiamo visto in piazza a Napoli, a Torino, a Roma o a Milano. (Applausi). Non sono questi i toni che si possono usare in quest'Aula, chiedendo poi collaborazione all'opposizione, perché quella battuta scherzosa, fatta tra di noi prima, qualcuno la sta interpretando sul serio, pensando che da questa parte non ci sia qualcuno con cui collaborare, ma c'è il nemico. Signor Ministro, le scelte che avete fatto con quel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri hanno generato oggettivamente caos, confusione e preoccupazione. Se fossi in lei, in questo momento farei il Prefetto più che il Ministro: ascolterei le persone, le chiamerei e mi metterei al servizio, dando rappresentazione plastica del fatto che le istituzioni ascoltano e non sono distanti dai cittadini, dagli operatori economici, dai commercianti e dagli artigiani. E - vivaddio! - non andiamo a dire che sono loro che devono prendere le distanze dai facinorosi! Signor Ministro, c'è qualcosa che è scappato anche in un'intervista. Dopo che qualcuno ha detto che in piazza ci sono quelli che non pagano le tasse o non hanno guadagnato e colgono l'occasione per recuperare i soldi non guadagnati, non diamo loro anche l'etichetta di facinorosi, perché questo sarebbe ingiusto e indecoroso in un Paese serio. (Applausi) . Le chiedo anche di precisare il suo pensiero, perché nel Resoconto stenografico, che è stato pubblicato nella pagina Internet del Senato, viene riportato che lei avrebbe detto, poco fa - a me è sfuggito, ma le chiedo di precisarlo - che era presente in piazza un gruppo di 400 persone, a Milano, «tra cui appartenenti all'area anarco-antagonista milanese e un folto gruppo di giovani, nonché soggetti del mondo del lavoro autonomo», che ha provocato vari danni. Dubito che si riferisse al mondo autonomo perché, se si va a dire che in piazza c'erano dei facinorosi geometri, architetti e professionisti, veramente si arriva al paradosso. Ministro, siamo preoccupati perché queste sono le informazioni che vengono pubblicate dai giornali: arrestati due pregiudicati a Napoli e già scarcerati, liberi. State varando decreti. Prendete provvedimenti perché questi fatti non accadono. Se ci sono facinorosi che vanno in piazza, devono essere arrestati e carcerati e non liberati, altrimenti abbiamo un'altra preoccupazione, Ministro.