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Sempre in tema di ascolto, noi non abbiamo avuto possibilità di procedere ad audizioni, sia pure informali, che invece sono state fatte alla Camera, e non è possibile che, di tutte le proposte e di tutti i suggerimenti venuti dal presidente della corte d'appello di Bari, dal presidente del tribunale di Bari, dal procuratore generale di Bari, dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati del distretto di Bari e da tutte le altre organizzazioni audite, nessuna iniziativa sia stata tenuta in considerazione, quasi che fosse stato già deciso che il decreto-legge doveva essere approvato così com'era e del dibattito e del confronto con quelle organizzazioni che saranno chiamate ad adempiere non importava niente a nessuno. È vero, questo Governo non ha alcuna responsabilità rispetto alla situazione drammatica che si è creata presso gli uffici giudiziari del distretto di Bari, ma questo non autorizza il Governo a emanare un provvedimento strampalato, inutile, dannoso e incostituzionale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi rivolgo ai colleghi della Lega, ai quali chiedo di non lasciare che la giustizia sia un campo esclusivamente destinato al MoVimento 5 Stelle; la responsabilità di Governo è collettiva: la Lega può e deve intervenire anche nel settore della giustizia, perché il provvedimento ha molteplici aspetti incostituzionali. Innanzi tutto, non vi sono i presupposti di urgenza; lo abbiamo sentito, ma non lo diciamo noi. Lo hanno detto i parlamentari della maggioranza nel dibattito alla Camera e lo hanno detto soprattutto i rappresentanti degli uffici giudiziari: era una situazione che si trascinava ad almeno dieci anni, e non capiamo perché, mentre relativamente al terremoto dell'Aquila c'è stata una dichiarazione di emergenza, qui si è voluto emanare un decreto-legge senza alcuno stato di emergenza; il che, quindi, non giustifica il decreto-legge. Vi è una violazione degli articoli 2, 3, 25 e 111 della Costituzione. L'articolo 2 garantisce i diritti inviolabili dei cittadini. L'articolo 3 vieta la disparità di trattamento: qui siamo in presenza di una disparità di trattamento ratione loci , e cioè, il cittadino che ha la disavventura di trovarsi nel distretto di Bari ha un trattamento diverso da tutti gli altri cittadini del Paese. Questo non è possibile. Abbiamo la lesione dell'articolo 111 della Costituzione: la ragionevole durata del processo. Colleghi, la sospensione della prescrizione, che sembrerebbe un rimedio per affrontare una situazione emergenziale, non fa altro che favorire la prescrizione dei processi. Lo ha detto il presidente del tribunale di Bari: poter ripristinare la situazione con questo decreto-legge porterà via dieci anni. In dieci anni si prescriveranno migliaia di processi, con tanti ringraziamenti da parte della criminalità e con tante proteste di migliaia di parti lese, che sono violentate da questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi dicono che il Ministro della giustizia sia un collega, un avvocato e sicuramente è così, ma come è possibile andare a modificare l'istituto della prescrizione con effetto retroattivo, quando tutti sappiamo - ce l'hanno insegnato all'università, ma ce l'ha ricordato la Corte costituzionale con ben tre sentenze, nel 2006, nel 2008 e nel 2014 - che l'istituto della prescrizione è un istituto sostanziale e non processuale? Ma chi ci lavora al Ministero della giustizia? (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Cucca) . Chi scrive questi provvedimenti? Come si fa ad applicare la prescrizione con effetto retroattivo? Un mio collega mi chiedeva perché ci impegniamo tanto in un dibattito il cui esito finale è già scritto, in cui ci fanno parlare e poi alla fine hanno già deciso cosa votare. Gli ho risposto che noi, purtroppo, abbiamo una visione romantica dell'attività parlamentare, concediamo il principio della buona fede ai nostri interlocutori e abbiamo sempre la speranza che in qualunque momento vi possano essere atti di resipiscenza e mi auguro che ci sia, in questa circostanza, un momento di resipiscenza. Invito il Governo a volersi fermare per evitare una brutta figura, per evitare ancora una volta la sanzione da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, alla quale si è rivolta l'avvocatura barese con fondamento, con legittimità e con coerenza e del magistrato civile, di fronte a quale è stato citato il Ministro della giustizia per risarcimento dei danni. In definitiva, signor Presidente, signor rappresentante del Governo, noi riteniamo che manchino la situazione di urgenza che legittimerebbe la sospensione dei processi e la possibilità di entrare a piedi uniti sul principio della irretroattività della norma penale, per non parlare di tutte le altre violazioni di carattere di merito che ci sono e delle quali discuteremo in prosieguo ove questa pregiudiziale dovesse essere respinta. Abbiate un attimo di riflessione ed evitate di portare avanti questo provvedimento, che creerà danni enormi alla giustizia barese già malata per conto suo. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Cucca. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Nel corso della discussione potrà prendere la parola un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti ciascuno. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, come emerge dalle questioni pregiudiziali che ci accingiamo a votare, il testo in esame produce alcune perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale. In particolare, nel decreto-legge non sembra che ricorrano quei presupposti di necessità e urgenza che la Costituzione, all'articolo 77, pone chiaramente come indispensabili per il legittimo utilizzo della decretazione d'urgenza. È vero che abbiamo rappresentato l'urgenza di risolvere i problemi del tribunale di Bari, ma questa urgenza doveva essere applicata alla ricerca di una soluzione, individuando un edificio che potesse ospitare stabilmente il tribunale e tutti i suoi uffici. Questa della sospensione dei termini è una misura decisamente drastica, che è stata adottata in passato in casi assolutamente estremi, come in occasione di gravi calamità naturali, che rendevano di fatto impossibile la prosecuzione ordinaria della giurisdizione. Erano quindi disposizioni realmente urgenti, volte a garantire il corretto esercizio della giurisdizione presso i tribunali. È grave che il decreto-legge non sia stato adottato conseguentemente ad una dichiarazione di uno stato di emergenza, e che le disposizioni siano state di fatto determinate da una negligenza nella gestione della macchina giudiziaria di Bari. È grave il fatto che il Ministro, nell'adottare tale provvedimento, si sia concentrato soltanto sulla sospensione dei termini dei procedimenti e non abbia contestualmente individuato la disponibilità di una sede pubblica idonea per trasferirvi gli uffici del tribunale di Bari e della procura. Una soluzione logistica era ciò che si attendeva, questo sì con urgenza. Questa drasticità rischia di ledere diritti costituzionalmente garantiti, che sono stati già ampiamente illustrati nei precedenti interventi.