[massime]

- Sull'ascrivibilità delle norme censurate all'ambito materiale dell'armonizzazione dei bilanci pubblici e del coordinamento della finanza pubblica, nel quale spetta al legislatore statale porre i principi fondamentali di riferimento, v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 60/2013, 229/2011, 179/2007, 267/2006 e 29/1995. - Sulla qualificazione delle disposizioni legislative sul patto di stabilità interno, che hanno modulato nel tempo gli obiettivi di finanza pubblica scaturenti dai vincoli europei, come principi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica, v. la citata sentenza n. 267/2006. - Nel senso che il rispetto dei vincoli europei discende direttamente, oltre che dai principi di coordinamento della finanza pubblica, dagli artt. 117, primo comma, Cost. e 2, comma 1, della legge costituzionale n. 1 del 2012, che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale, v. la citata sentenza n. 60/2013. - In relazione ai controlli della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti territoriali, strumentali al rispetto degli obblighi assunti dallo Stato nei confronti dell'Unione europea in ordine alle politiche di bilancio, v. le citate sentenze nn. 266/2013, 60/2013 e 179/2007. - Sui caratteri di neutralità e di indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti, v. la citata sentenza n. 226/1976. - Nel senso che i principi fondamentali fissati dalla legislazione statale in materia di coordinamento della finanza pubblica sono funzionali ad assicurare il rispetto del parametro dell'unità economica della Repubblica e a prevenire squilibri di bilancio, v. le citate sentenze nn. 104/2013, 79/2013, 60/2013, 51/2013, 28/2013 e 78/2011. - Sull'applicabilità anche agli enti ad autonomia differenziata dei principi fondamentali dettati dallo Stato in materia di coordinamento della finanza pubblica, v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 229/2011, 120/2008 e 169/2007. - Sulla necessità di preservare l'equilibrio economico-finanziario del complesso delle amministrazioni pubbliche in riferimento a parametri costituzionali (artt. 81, 119 e 120 Cost.) e ai vincoli derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea (artt. 11 e 117, primo comma, Cost.), ancor più avvertita dopo che l'art. 2, comma 1, della legge costituzionale n. 1 del 2012, nel comma premesso all'art. 97 Cost., ha richiamato il complesso delle pubbliche amministrazioni ad assicurare, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico, v. la citata sentenza n. 60/2013. - Per l'affermazione che da un intervento legislativo statale di coordinamento della finanza pubblica riferito alle Regioni deriva naturalmente una, per quanto parziale, compressione degli spazi entro cui possano esercitarsi le competenze legislative ed amministrative di Regioni e Province autonome, nonché della stessa autonomia di spesa loro spettante, v., ex multis , le citate sentenze nn. 159/2008, 169/2007, 162/2007, 353/2004 e 36/2004. - Sull'esigenza che tutte le tipologie dei controlli sugli enti territoriali disciplinati dal legislatore statale abbiano comunque natura collaborativa, ancorché quest'ultimo sia libero di assegnare alla Corte dei conti qualsiasi altra forma di controllo, purché abbia un fondamento costituzionale, v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 179/2007, 267/2006 e 29/1995. - Per l'affermazione che i controlli attribuiti dal legislatore statale alla Corte dei conti non si sovrappongono alle funzioni e ai compiti riservati alle autonomie speciali dalle pertinenti norme statutarie e di attuazione, poiché sono dichiaratamente finalizzati ad assicurare la sana gestione finanziaria degli enti territoriali, a prevenire squilibri di bilancio e a garantire il rispetto del patto di stabilità interno e del vincolo in materia di indebitamento posto dall'ultimo comma dell'art. 119 Cost., v., tra le tante, le citate sentenze nn. 60/2013 e 179/2007. - Sulla distinzione tra il controllo interno sulla gestione amministrativa ed i controlli attribuiti alla Corte dei conti, avuto riguardo ai parametri (artt. 81, 100, 119 e 120 Cost.) ed allo scopo (la tutela degli obiettivi di coordinamento della finanza pubblica) propri di questi ultimi, v. le citate sentenze nn. 60/2013, 179/2007, 267/2006 e 29/1995.