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Disciplina dei sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali. Onorevoli Senatori. – L'ambiente è oggi un elemento essenziale per uno sviluppo nuovo e coraggioso del nostro Paese che abbia come obiettivo la sostenibilità ambientale. Da quando, per la prima volta, nel 2015 il cosiddetto « collegato ambientale » (legge 28 dicembre 2015, n. 221) ha previsto nel titolo di una legge dello Stato le parole « green economy », la stagione delle riforme avviata nel Paese ha preso in considerazione anche l'ambiente, per un cambiamento radicale che dovrà contraddistinguere il futuro. Per favorire il cambiamento è necessario capire il valore dei servizi ecosistemici e ambientali dei quali usufruiamo quotidianamente. Oggi è, quindi, il tempo di una collaborazione nuova tra il legislatore e i cittadini per ridisegnare un modello di sviluppo e di vita. In tale contesto è un'assoluta novità indicare e costruire le basi per un'economia che faccia dell'ambiente il perno dello sviluppo futuro per il nostro Paese e che puntando su innovazione e su qualità consentirà all'Italia di giocare un ruolo da protagonista all'interno di un sistema sempre più globalizzato. Infatti la nostra prosperità economica e il nostro benessere dipendono dal buono stato del capitale naturale che quotidianamente utilizziamo sotto forma di servizi ecosistemici e ambientali: terreni fertili, mari produttivi, acque potabili, aria pura, impollinazione, prevenzione delle alluvioni, regolazione del clima, eccetera. La perdita di biodiversità può però indebolire un ecosistema, compromettendo la fornitura di tali servizi. Il ripristino degli ecosistemi degradati è spesso costoso e, in alcuni casi, i cambiamenti possono diventare irreversibili. La biodiversità è stata definita dalla Convenzione sulla diversità biologica (CBD), fatta a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992 e ratificata dall'Italia ai sensi della legge 14 febbraio 1994, n. 124, come la variabilità di tutti gli organismi viventi compresi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte. Le interazioni tra gli organismi viventi e l'ambiente fisico danno luogo a relazioni funzionali che caratterizzano i diversi ecosistemi garantendo la loro resilienza, il loro mantenimento in un buono stato di conservazione e la fornitura dei servizi ecosistemici. Nel 2005 il progetto di ricerca internazionale « Millennium Ecosystem Assessment » (« Valutazione degli ecosistemi del millennio ») ha classificato i servizi ecosistemici in quattro gruppi funzionali: di fornitura, cioè prodotti ottenuti dagli ecosistemi quali cibo, acqua pura, fibre, combustibile, medicine; di regolazione, in quanto i benefìci sono ottenuti dalla regolazione di processi ecosistemici, ad esempio in relazione al clima, al regime delle acque e all'azione di agenti patogeni; culturali, intesi come l'insieme dei benefìci non materiali ottenuti dagli ecosistemi come il senso spirituale, etico, ricreativo, estetico e le relazioni sociali; di supporto, in cui rientrano i servizi necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici come la formazione del suolo, il ciclo dei nutrienti e la produzione primaria di biomassa. Per molti di questi servizi il valore economico non è contabilizzato nel mercato e, di conseguenza, sono eccessivamente utilizzati o inquinati. L'importanza di effettuare quantificazioni biofisiche e stime monetarie per misurare, da un lato, i costi ambientali associati allo sfruttamento della biodiversità e, dall'altro, i benefìci ottenuti per il benessere umano è stata riconosciuta nell'ambito delle Nazioni Unite attraverso la definizione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 (SDGs) e del Piano strategico 2011-2020 della CBD con i suoi Aichi targets . In particolare, a legislazione vigente, il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è impegnato a promuovere, nel quadro di riferimento dettato dalla Strategia nazionale per la biodiversità, l'integrazione della conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici nelle politiche economiche e di settore, a partire dalle opportunità offerte nell'ambito della programmazione economica europea 2021-2027 e dal citato collegato ambientale che, all'articolo 70, ha delegato il Governo a introdurre sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali. Negli ultimi decenni le minacce nei confronti degli ecosistemi sono sempre più gravi e numerose: dalla frammentazione ecologica al consumo di suolo, fino all'inquinamento ambientale e al riscaldamento climatico globale. Queste minacce che l'ambiente subisce quotidianamente non vengono combattute con sufficienti misure di conservazione, tutela e protezione. Recenti studi dimostrano come l'Italia investa poco per i suoi venticinque Parchi nazionali (circa 50 milioni di euro all'anno) e ancora meno per la Rete Natura 2000. Il report finanziario sull'avanzamento delle sei regioni (Valle d'Aosta, Sicilia, Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia e Lazio) che hanno attivato la misura 213 « Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva 2000/60/CE », relativa ai terreni agricoli, mostra una spesa nulla, sottolineando le difficoltà di finanziare adeguatamente i proprietari di terreni situati nei siti. Lo sviluppo di strumenti adeguati per una corretta gestione dell'ambiente passa necessariamente attraverso l'integrazione di elementi ecologici, economici e socio-politici all'interno di un quadro interdisciplinare. Gli ecosistemi forniscono all'umanità una grande varietà di servizi e di vantaggi ma, nonostante ciò, il loro valore reale, nel lungo periodo, non è « contabilizzato » nelle previsioni economiche della società. Se da un lato la domanda dei servizi ecosistemici è cresciuta in modo significativo dal 1960 ad oggi, allo stesso tempo si stima che quasi due terzi dei servizi stessi sono in declino. Negli ultimi cinquanta anni l'uomo ha modificato gli ecosistemi con una velocità e una forza che non si erano mai osservate in periodi precedenti. Le cause principali sono state la crescente necessità di cibo, acqua dolce, legname, fibre e fonti energetiche: questo impatto sta provocando una perdita irreversibile di biodiversità in tutto il pianeta e, in particolare, è stato valutato che il 60 per cento dei servizi ecosistemici del pianeta sono stati compromessi. Pertanto è fondamentale che le decisioni relative alla gestione e alla pianificazione del territorio tengano conto delle funzioni e dei servizi ecosistemici e ambientali affinché gli amministratori locali possano controllare le pressioni che minacciano l'ecosistema e la loro funzionalità, migliorarne l'efficacia e costruire un modello di governance che si basi su strumenti quali la remunerazione di tali servizi.