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ho sentito tanta gente dire che non voleva farlo perché gli hanno detto che dà fastidio o perché non gli piace farsi mettere in gola il cotton fioc usato per il prelievo. Tutto questo sta all'interno di un quadro; è il Ministero che deve fare questa valutazione, che paradossalmente è stata invece molto veloce. Apprezzo la grande rapidità nella validazione dei test Abbott. Avremmo auspicato che, con la stessa rapidità e con la stessa capacità, tutta la filiera tecnica che sta a monte del Ministero avesse partorito un metodo che noi stiamo chiedendo dai primi di marzo. È infatti dai primi di marzo che parliamo di un mezzo utile ad effettuare uno screening profondo sulla presenza del virus nella popolazione; questo non può essere fatto tramite giochini statistici o operazioni che ricordano molto i sondaggi e le proiezioni elettorali. Lo dico a tutti noi: a parte i fenomeni ultimi arrivati, chiunque faccia politica da parecchio tempo conosce la differenza tra un sondaggio, una proiezione e i risultati che vengono fuori dalle urne, che a volte sconfessano le proiezioni (anzi, le sconfessano quasi sempre, anche le più approfondite). Questa, colleghi, è un'indagine di sieroprevalenza basata su un giochino statistico, che personalmente non mi tranquillizza affatto. Io non sono uno di quelli che pensano che, con 150.000 test su 60 milioni di abitanti, si possa andare a tracciare la presenza del virus nella popolazione; è una fake news ed è giusto che gli italiani non ci credano, anche perché fa seguito a una serie abbastanza nutrita di ulteriori fake news . Quindi, non ci meravigliamo se questo test invasivo, compromesso da una comunicazione stile Conte e che alla fine non si capisce bene a cosa serva, non trova riscontro. Il problema è che costa 5 milioni di euro; proprio così, 5 milioncini, tanto per gradire. L'unica vera indagine che ci ha rivelato un elemento importantissimo, vale a dire che più della metà degli infetti era senza sintomi, è stata l'indagine di Vo' Euganeo; un'indagine massiva sull'intera popolazione di un focolaio circoscritto a un Comune, fatta con i tamponi. Al risultato di quell'indagine abbiamo saputo finalmente - cosa che era sconosciuta fino a quel momento alla comunità scientifica - che il virus, tra le tante cose che di esso non abbiamo capito, è in larga misura asintomatico. L'esempio dato dall'indagine di Vo' Euganeo deve suggerire qual è il tipo di indagine che dobbiamo fare. Mi sono stancato di continuare a dire in tutte le sedi ai colleghi, che capiscono e non possono non capire, che tutto il resto è noia e perdita di tempo. A mio avviso, sottosegretario Sileri, è certamente uno strumento che può dare un suo modestissimo contributo. Ho fatto l'esempio delle proiezioni dei sondaggi elettorali. Sicuramente è un piccolissimo tassello di un puzzle di 5.000 pezzi; basta, non è più di questo. E allora rispetto a questo, al costo che sosteniamo, alle forze messe in campo, al fatto che abbiamo coinvolto Istat, Croce Rossa e così via, lo reputo un mezzo e un'arma di distrazione di massa dal vero grande problema; una sorta di panem et circenses da dare in pasto al mainstream , alla comunicazione ufficiale, a chi deve in qualche modo affermare che il Governo ha fatto tutto quello che c'era da fare. In concreto però il risultato che porta è assolutamente modesto e non ci mette per nulla al riparo dal vero grande problema, che è individuare dove sta questo maledetto virus, mettendo da parte coloro i quali manifestano i sintomi, perché in quel caso è fin troppo facile capire che c'è. Sta infatti dove stanno i sintomi. Dove i sintomi non sono presunti, questa indagine non ci dice se c'è il virus. State tranquilli che non ce lo dice. È un esercizio statistico apprezzabile, che però tale rimane. Concludo, dichiarando ovviamente il voto contrario di Fratelli d'Italia al provvedimento. All'inizio, in Commissione, noi ci siamo astenuti dalla votazione. Avremmo potuto valutare l'astensione anche in Assemblea, perché non è una questione che passerà alla storia; nessuno di noi passerà alla storia, né chi ha votato contro, né chi ha votato a favore. Avremmo quindi potuto anche valutare l'astensione in Assemblea, ma non avete ascoltato mai, niente, neanche le cose più semplici e banali, quelle che ha raccontato la senatrice Binetti o la senatrice Fregolent. Io non ho neanche presentato emendamenti perché sapevo che sarebbero stati inutili. Ciò non è carino, non è corretto, non rientra nei compiti del Senato e non aiuta a restituire ruolo ad esso e alle Istituzioni parlamentari. In virtù di ciò, il nostro voto sarà contrario. Speriamo che nel prossimo futuro ci siano invece occasioni migliori - a partire dalle dichiarazioni del ministro Speranza, che si svolgeranno oggi pomeriggio - per poter condividere in qualche misura qualcos'altro rispetto alla condivisione assolutamente positiva che siamo riusciti a portare a termine ieri con la mozione approvata all'unanimità da quest'Assemblea. (Applausi). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo molto brevemente perché in fondo abbiamo fatto questa discussione anche ieri. Vorrei dire ai colleghi dell'opposizione, rispetto al dibattito, che noi stiamo approvando un'indagine sierologica statistica. Nelle obiezioni delle opposizioni ho ascoltato argomenti apprezzabili, che però non stanno in questa scelta di indagine sierologica. Mi spiego. Per esempio, la senatrice Binetti, con competenza, ha discusso prima un emendamento sulla possibilità di estendere l'indagine sierologica agli addetti del servizio sanitario. È giusto, tant'è che, come sa benissimo e meglio di me la senatrice Binetti, molte Regioni stanno facendo l'indagine sierologica sui dipendenti del Servizio sanitario. Da questo punto di vista non è giusto caricare su questa scelta che prendiamo oggi quegli elementi che sono stati sottolineati. Il senatore Zaffini, con il quale discuto spesso volentieri, ci dice che non è sufficiente. Va da sé, è giusto: non è sufficiente; questa indagine non è sufficiente, lo sappiamo. Eppure, questa indagine, come tutte le volte che si fa una ricerca epidemiologica, senatore Zaffini, nel suo valore statistico ha la possibilità di darci indicazioni - questo sì - su come procedere. Inoltre, per aiutare il nostro confronto - per me c'è sempre un confronto; mai lo scontro a priori - vorrei dire che perfino i tamponi hanno elementi di criticità. Infatti, se vado a farmi un tampone in laboratorio, esco dal laboratorio e incontro un asintomatico, sono a rischio di essere contagiato; giusto? È chiaro, allora, che non è possibile immaginare che vi possa essere una mappatura permanente di tutta la popolazione italiana perché - attenzione! - posso contrarre il virus dopo aver fatto il tampone, che risulterà negativo, se incontro subito dopo una persona positiva. Dunque, qual è la strategia?