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In particolare, nel settore civile, dispone che presso il Ministero della giustizia possa essere istituito un Comitato con compiti di consulenza e supporto nella valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di riforma del processo civile e prevede che lo stesso possa essere costituito da un massimo di 15 componenti (oltre al Ministro che lo presiede) che restano in carica per tre anni. Tale limite massimo di 15 componenti viene esteso anche al Comitato già previsto per la giustizia penale, al fine di garantirne la piena operatività. L'articolo 42 posticipa al 15 luglio 2022 l'entrata in vigore del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, già prevista per il 16 maggio 2022. Ciò al fine di allineare il termine di entrata in vigore del codice con quello di attuazione della direttiva (UE) 2019/1023, il cui schema di decreto legislativo attuativo (A.G. 374) è in corso di esame parlamentare. L'articolo 43 istituisce presso il Ministero dell'economia e delle finanze un Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale. In ultimo, il Capo IX reca le disposizioni finali. In particolare, l'articolo 48 abroga la disposizione che demandava a decreti del Ministro della giustizia l'individuazione delle procedure di monitoraggio e le risorse ai fini della valutazione delle misure urgenti per la giustizia ordinaria nell'ambito del PNRR, nonché alcune disposizioni in materia di trasporti, che prevedevano l'emanazione di decreti ministeriali o regolamenti attuativi la cui adozione non risulta più necessaria. L'articolo 49 autorizza le variazioni di bilancio necessarie all'attuazione del decreto-legge, mentre l'articolo 50 disciplina l'entrata in vigore del provvedimento. Il relatore per la 7ª Commissione, CANGINI ( FIBP-UDC ) illustra gli aspetti del provvedimento riguardanti anzitutto l'ambito dell'istruzione. L'articolo 44 reca disposizioni in materia di reclutamento dei docenti nella scuola di I e II grado con l'obiettivo di completare la riforma del sistema di reclutamento dei docenti prevista nel PNRR (M4C1-Riforma 2.1). Rispetto alla disciplina previgente in materia di reclutamento, è ora previsto, in via ordinaria, che possano partecipare ai concorsi (banditi con cadenza annuale) i candidati che, oltre al titolo di laurea, abbiano superato un percorso universitario o accademico abilitante di formazione iniziale. Tale percorso, corrispondente a non meno di 60 crediti formativi universitari o accademici, deve contemplare un periodo di tirocinio (diretto presso le scuole ed uno indiretto, almeno pari a 20 crediti formativi) e concludersi con una prova finale (articolata in una verifica scritta e una lezione simulata). A tale modalità ordinaria di reclutamento se ne affiancano altre due, che rivestono carattere derogatorio. Una prima consente a coloro i quali hanno svolto un servizio presso le istituzioni scolastiche statali per almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti, di partecipare al concorso senza aver concluso la richiamata formazione iniziale. Se vincitori di concorso, saranno comunque tenuti a partecipare al percorso universitario o accademico di formazione iniziale, con l'acquisizione di 30 crediti formativi (e non 60 richiesti, come regola generale), dopo la sottoscrizione di un contratto annuale di supplenza e prima di essere sottoposti al periodo annuale di prova in servizio che, se superato, determina l'effettiva immissione in ruolo. Una seconda modalità di reclutamento in deroga a quella ordinaria è quella che permette, nella fase transitoria di attuazione della nuova disciplina (che termina il 31 dicembre 2024) , di partecipare al concorso anche a coloro che abbiano maturato 30 crediti del percorso di formazione iniziale (e non i 60 previsti), a condizione che parte dei crediti stessi siano di tirocinio diretto. Se vincitori di concorso, sottoscriveranno un contratto annuale e, a seguire, sono tenuti a completare il percorso universitario e accademico di formazione iniziale, prima di sostenere l'anno di prova e l'eventuale immissione in servizio. La formazione iniziale è completata dalla formazione e aggiornamento permanente rivolto ai docenti di ruolo di ogni ordine e grado, articolato in percorsi triennali a decorrere dall'anno scolastico 2023/2024. Tale formazione, che include le attività di progettazione, mentoring , tutoring e coaching a supporto degli studenti nel raggiungimento di obiettivi scolastici specifici e attività di sperimentazione di nuove modalità didattiche, si svolge fuori dell'orario di insegnamento. I percorsi di formazione sono definiti dalla Scuola di alta formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione, appositamente istituita dall'articolo in esame e posta sotto la vigilanza del Ministero dell'istruzione. Il provvedimento individua le funzioni della Scuola in materia di formazione continua, le attribuisce la facoltà di avvalersi dell'Indire e dell'Invalsi e definisce i suoi organi (Presidente, Comitato d'indirizzo e Comitato scientifico internazionale), incluse le modalità di nomina e la durata dei rispettivi mandati, nonché la dotazione organica (articolata in un direttore generale, in un dirigente di seconda fascia e in 12 unità di personale appartenente all'Area III, qualifica F1). La partecipazione all'attività formativa avviene su base volontaria per la maggior parte dei docenti, divenendo obbligatoria solo per i docenti immessi in ruolo in seguito all'adeguamento del contratto (ai sensi di quanto previsto dal presente articolo). In esito al superamento delle verifiche previste (intermedie, con cadenza annuale, e finale) al docente è riconosciuta una retribuzione una tantum di carattere accessorio. Le verifiche sono effettuate dal Comitato per la valutazione dei docenti e l'entità dell'incentivo economico è stabilita in sede di contrattazione nazionale. È infine previsto l'avvio, dall'anno scolastico 2023/2024, di un programma di monitoraggio e valutazione degli obiettivi formativi specifici per ciascun percorso di formazione, a cura della richiamata Scuola di alta formazione. L'articolo 45 reca disposizioni in materia di valorizzazione del personale docente. A tal fine, novella una disposizione (articolo 1, comma 593) della legge di bilancio per il 2018 inserendo, fra i criteri ed indirizzi cui deve attenersi la contrattazione ai fini dell'utilizzo delle risorse del fondo per la valorizzazione del personale docente, la valorizzazione del personale docente che garantisca l'interesse dei propri alunni e studenti alla continuità didattica. Al contempo, inserisce una disposizione (comma 593- bis ) che, in sede di prima applicazione e nelle more dell'aggiornamento contrattuale, riserva una quota, pari al 10 del cento dello stanziamento del richiamato fondo, alla predetta finalità.