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i-quater) determina, per ciascun collegio plurinominale, la graduatoria dei candidati di ciascuna lista disponendoli nell'ordine delle rispettive cifre elettorali individuali. A parità di cifre individuali, prevale l'ordine di presentazione nella lista »; i all'articolo 16- bis , comma 1: 1 alla lettera a) , le parole: « nelle singole regioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno » sono sostituite dalle seguenti: « dalle liste aventi il medesimo contrassegno nelle sole regioni nelle quali si presentano liste di candidati »; 2 le lettere c) e d) sono abrogate; 3 alla lettera e) ; 3.1) il numero 1) è abrogato; 3.2) il numero 2) è sostituito dal seguente: « 2) le singole liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 5 per cento dei voti validi espressi e le singole liste che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi almeno in una regione »; 4 alla lettera f) , le parole: « e delle coalizioni di liste » e « , numeri 1) e 2) » sono soppresse; l all'articolo 17, al comma 1: 1 all'alinea, le parole da: « singole » fino a: « numeri 1) e 2), e » sono soppresse; 2 alla lettera a) , il primo periodo è sostituito dal seguente: « divide il totale delle cifre elettorali regionali delle liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 5 per cento dei voti validi espressi o che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione per il numero di seggi da attribuire nella regione, ottenendo così il quoziente elettorale regionale », al terzo periodo, le parole: « coalizione di liste o singola » sono soppresse, al quarto periodo, le parole: « coalizione di liste o singola » sono soppresse e, al quinto periodo, le parole: « coalizioni di liste o singole » sono soppresse; 3 la lettera b) è abrogata; 4 alla lettera c) , le parole: « alle lettere a) e b) » sono sostituite dalle seguenti: « alla lettera a) » e le parole: « delle lettere a) e b) » sono sostituite dalle seguenti: « della lettera a) »; m all'articolo 19, il comma 1 è abrogato; n all'articolo 20 è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 1-bis. È proclamato eletto il candidato che raggiunge la migliore cifra elettorale del collegio. Nel caso in cui alla regione Trentino-Alto Adige spetti un numero di seggi superiore a sei sono altresì proclamati eletti i candidati non vincenti nei collegi uninominali che hanno conseguito la più alta percentuale di voti »; o le tabelle A e B sono sostituite dalle tabelle di cui rispettivamente agli allegati 3 e 4 annessi alla presente legge. 3 (Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali plurinominali) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali di cui, per la Camera dei deputati, al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come modificato dalla presente legge, e, per il Senato della Repubblica, al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, come modificato dalla presente legge, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a il numero dei collegi plurinominali costituiti in ciascuna circoscrizione, per la Camera dei deputati, e in ciascuna regione, per il Senato della Repubblica, e il territorio di ciascuno di essi sono determinati in modo che in ciascun collegio plurinominale, sulla base della popolazione residente come indicata dai risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, sia assegnato un numero di seggi, di norma, non inferiore a tre e non superiore a otto, in modo tale che tendenzialmente risulti minimo il numero di collegi plurinominali nei quali è assegnato un numero di seggi inferiore al valore medio; b la popolazione di ciascun collegio può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi plurinominali della circoscrizione di non oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto; c nella formazione dei collegi sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, tenendo altresì conto delle unità amministrative su cui insistono e, ove necessario, dei sistemi locali, e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari. I collegi, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi. Nelle zone in cui sono presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai princìpi e criteri direttivi di cui al presente comma, deve tenere conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi. 2 Ai fini della predisposizione dello schema del decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo si avvale di una commissione composta dal presidente dell'Istituto nazionale di statistica, che la presiede, e da dieci esperti nella materia attinente ai compiti che la commissione è chiamata a svolgere, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. 3 Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di quindici giorni dalla data di trasmissione. Qualora il decreto legislativo non sia conforme al parere parlamentare, il Governo, contemporaneamente alla pubblicazione del decreto, deve inviare alle Camere una relazione contenente adeguata motivazione. 4 In caso di mancata espressione del parere di cui al comma 3 nel termine previsto, il decreto legislativo può comunque essere emanato. 5 Il Governo aggiorna con cadenza triennale la composizione della commissione nominata ai sensi del comma 2. La commissione, in relazione alle risultanze del censimento generale della popolazione, formula indicazioni per la revisione dei collegi, secondo i criteri di cui al presente articolo, e ne riferisce al Governo. Per la revisione dei collegi il Governo presenta un disegno di legge alle Camere.