[pronunce]

Nemmeno risulterebbe violato il principio dell'equilibrio tra le entrate e le spese del bilancio dello Stato di cui all'art. 81 Cost. poiché la ratio sottesa all'estinzione anticipata della definizione agevolata delle liti, introdotta con la legge n. 197 del 2022, sarebbe giustificata nella necessità di garantire un «tasso di smaltimento più alto» dei ricorsi pendenti davanti alle corti di merito e alla Corte di cassazione. Circa la presunta lesione degli interessi finanziari unionali, l'ordinanza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria trascurerebbe quanto dettato dall'art. 1, comma 193, della legge n. 197 del 2022, in forza del quale sono escluse dalla definizione agevolata le controversie concernenti anche solo in parte «a) le risorse proprie tradizionali previste dall'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e 2020/2053/UE, Euratom del Consiglio, del 14 dicembre 2020, e l'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione; b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015». Ancora, l'atto di intervento esclude la configurabilità di una lesione del principio della cosiddetta "parità delle armi" durante lo svolgimento del processo, garantito dall'art. 111 Cost., stante il predisposto meccanismo di "estinzione-diniego-revocazione". La scelta di utilizzare lo strumento della revocazione per riattivare il processo estinto rientrerebbe, inoltre, nell'ambito di discrezionalità proprio del potere legislativo. A sua volta, la scelta di affidare l'impugnazione dell'eventuale diniego di definizione agevolata al medesimo organo giurisdizionale presso il quale pende la controversia risponderebbe, secondo la difesa dello Stato, ad una logica di concentrazione ed economia processuale e sarebbe espressione di discrezionalità legislativa non sindacabile. 6.- Con quattro ordinanze del 25 gennaio 2024, iscritte ai numeri 59, 60, 61 e 62 reg. ord. 2024, e con un'altra ordinanza del 29 gennaio 2024, iscritta al n. 63 reg. ord. 2024, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 198, e dell'art. 1, commi 200 e 201, della legge n. 197 del 2022. Tutti i giudizi concernono le medesime disposizioni e pongono questioni identiche a quelle oggetto dell'ordinanza iscritta al n. 31 reg. ord. 2024. 6.1.- Nel giudizio iscritto al reg. ord. n. 59 del 2024, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio espone di essere investita dell'impugnazione proposta da una società avverso la sentenza che aveva respinto il ricorso da essa spiegato contro una cartella di pagamento relativa all'imposta sul valore aggiunto (IVA) del 2014. L'appellante ha poi depositato la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, presentata ai sensi dell'art. 1, commi da 186 a 202, della legge n. 197 del 2022, nonché istanza di «sospensione/cessazione» del processo, cui ha aderito l'appellata Agenzia delle entrate. 6.2.- Nel giudizio iscritto al n. 60 reg. ord. 2024, la Corte rimettente espone di essere investita dell'impugnazione proposta da una società avverso la sentenza che aveva respinto il ricorso da essa spiegato contro un avviso di accertamento relativo all'imposta sul reddito delle società (IRES) ed altre imposte del 2013. L'appellante ha poi depositato la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, presentata ai sensi dell'art. 1, commi da 186 a 202, della legge n. 197 del 2022, con attestazione del pagamento dell'importo di euro 2.013,40, nonché istanza di «sospensione/cessazione» del processo, cui ha aderito l'appellata Agenzia delle entrate. 6.3.- Nel giudizio iscritto al n. 61 reg. ord. 2024, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, sezione quattordicesima, espone di essere investita dell'impugnazione proposta da una contribuente avverso la sentenza che aveva respinto il ricorso dalla medesima spiegato contro una cartella di pagamento per complessivi euro 7.219,66 a titolo di somme iscritte a ruolo imposta comunale sugli immobili (ICI) 2010. L'appellante ha poi depositato la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, presentata ai sensi dell'art. 1, commi da 186 a 202, della legge n. 197 del 2022. 6.4.- Nel giudizio iscritto al n. 62 reg. ord. 2024, la Corte rimettente espone di essere investita dell'impugnazione proposta da un'amministrazione comunale avverso la sentenza che aveva accolto il ricorso spiegato da una società contro un avviso di accertamento di importo pari ad euro 36.949,06, relativo ad omesso versamento dell'imposta municipale unica (IMU) per l'anno 2015. È stata poi depositata, si legge in ordinanza, da «parte appellante» (recte: «da parte appellata») la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, presentata ai sensi dell'art. 1, commi da 186 a 202, della legge n. 197 del 2022. 6.5.- Nel giudizio iscritto al n. 63 reg. ord. 2024, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, sezione quattordicesima, espone di essere investita dell'impugnazione proposta da un'amministrazione comunale avverso la sentenza che aveva accolto il ricorso spiegato da una società avverso un avviso di accertamento IMU di importo pari ad euro 372.853,62. È stata poi depositata dall'appellata la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, presentata ai sensi dell'art. 1, commi da 186 a 202, della legge n. 197 del 2022, corredata da quietanza di pagamento dell'importo di euro 169.278,46. 7.- In tutti i giudizi ha depositato atto di intervento il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura, svolgendo difese identiche a quelle presentate nel giudizio di cui all'ordinanza iscritta al n. 31 reg. ord. 2024.1.- Con sei ordinanze di rimessione, iscritte rispettivamente ai numeri 31, 59, 60, 61, 62 e 63 reg. ord. 2024, la prima pronunciata dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria e le restanti dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, sono state sollevate questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 198, della legge n. 197 del 2022: