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tale riconfigurazione ha tenuto conto anche dell'ordinanza n. 5 del 12 marzo 2020 recante "Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Riconversione temporanea dello stabilimento ospedaliero Media Valle del Tevere sito in Pantalla", in base alla quale ha provveduto alla riconfigurazione strutturale dell'ospedale di Pantalla (Perugia) che viene temporaneamente configurato a livello organizzativo strutturale come ospedale regionale COVID; l'art. 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, prevede che le Regioni e le Province autonome definiscano un apposito piano di riorganizzazione volto a fronteggiare adeguatamente le emergenze pandemiche, come quella da COVID-19, anche garantendo l'incremento di attività in regime di ricovero in terapia intensiva; in relazione a ciò, il Ministero della salute con nota n. 0011254 del 29 maggio 2020 ha emanato le "linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza COVID-19" con cui si rendono necessarie azioni organizzative che permettano di intensificare in modo rapido trattamenti ad alta intensità di cura, atte ad affrontare in generale le emergenze epidemiche o pandemiche; esse prevedono che i posti letto di terapia intensiva debbano essere implementati in ospedali che dispongano già di posti letto di terapia intensiva e attività chirurgica, al fine di garantire anche la presenza di personale già formato; l'ospedale di Pantalla, nonostante sia una struttura di recente costruzione e di riconosciuta efficienza, paradossalmente non disponeva di posti letto di terapia intensiva e, pertanto, della condizione necessaria per incrementarne il numero e il Ministero non ha concesso la deroga per consentire la creazione di posti letto di terapia intensiva in questa struttura, considerando l'ordine del giorno in tal senso approvato all'unanimità dal Consiglio regionale nella seduta del 7 luglio 2020, con cui si chiede alla Giunta di reiterare la richiesta al Governo per dotare l'ospedale di Pantalla di postazioni di terapia intensiva, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e opportuno intervenire per garantire il mantenimento dei posti di terapia intensiva e subintensiva e le relative attrezzature di cui l'ospedale di Pantalla si è attrezzato a seguito del riconoscimento quale struttura COVID regionale, utilizzando anche donazioni private e finanziamenti pubblici, sanando una situazione paradossale della sanità umbra e lasciando l'eredità di una struttura sanitaria di eccellenza potenziata e migliorata. Atto n. 4-03793 BRIZIARELLI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: la società Fagiolari Srl ha acquistato, in località Cerreto alto nel Comune di Panicale (Perugia) dalla Immobiliare Piccolpasso Srl un'area in cui quest'ultima ha svolto attività estrattiva (cava "Cerreto"); la stessa società ha richiesto ai sensi dell'art. 8 della legge regionale n. 2 del 2000, e successive modificazioni, e dell'art. 12 del regolamento regionale n. 3 del 2005, il rilascio di una nuova autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva per la coltivazione e la ricomposizione ambientale della cava di calcare; su tale questione l'interrogante ha presentato in data 14 gennaio 2020 l'interrogazione 4-02693 al Ministro in indirizzo, che si intende richiamata in questa sede; il 24 aprile 2020 la ditta Fagiolari Srl ha presentato alla Regione Umbria i documenti integrativi e le controdeduzioni alle osservazioni e il 30 aprile ha presentato nuova istanza per il rilascio del provvedimento unico autorizzativo regionale del progetto per la coltivazione e ricomposizione ambientale della cava di Cerreto alto, sulla quale si è aperta una consultazione pubblica nella quale le associazioni ambientaliste, i comitati locali, aziende biologiche e turistiche e anche singoli cittadini hanno presentato, nei termini, ulteriori 19 osservazioni; dalle osservazioni pervenute scaturiscono diverse problematiche di particolare rilievo, tra cui gli impatti negativi del progetto sullo sviluppo economico ed occupazionale su un territorio basato sul turismo e sulle produzioni biologiche di qualità, relativamente alla viabilità non strutturata per sostenere l'enorme traffico di mezzi pesanti che ne conseguirebbe e all'interferenza del progetto di viabilità a livello di corridoio ecologico con i siti presenti nella zona che dovrebbero prevedere l'avvio di una procedura di valutazione impatto ambientale includente la valutazione d'incidenza ambientale; la cava, inoltre, risulta chiusa e con i permessi precedenti scaduti e pertanto si configura come progetto per l'apertura di una nuova cava o di riattivazione di una esistente, procedimenti che, a norma della legge regionale n. 2 del 2000, art. 5, comma 2, sono vietati se rientrano in aree interessate da vincoli, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire, attraverso la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Regione Umbria, al fine di scongiurare la concessione di una nuova autorizzazione per un'attività di tipo estrattivo, considerando il contesto ambientale e paesaggistico di particolare pregio da un punto di vista ambientale e turistico ed i vincoli di vario genere a cui è sottoposto quel territorio. Atto n. 4-03794 MARIN Al Ministro della salute Premesso che: il professore Mario Di Fiorino, primario di psichiatria presso l'ospedale "Versilia", ha espresso via social network commenti e preoccupazioni circa l'organizzazione dei laboratori di microbiologia sul territorio, la loro capacità di assolvere alla necessaria tempestività delle analisi dei tamponi orofaringei e soprattutto la necessità che tale organizzazione garantisca un intervento adeguato in caso di positività al virus; il primario presta servizio presso una struttura che tiene in cura pazienti psichiatrici e nella sua osservazione si riferiva proprio a situazioni preoccupanti per la corretta tutela dei pazienti ricoverati nella struttura presso cui il professore presta servizio; nel drammatico periodo di emergenza epidemiologica COVID-19 le case di cura e le residenze sanitarie assistenziali hanno rappresentato spesso realtà critiche per il rischio di diffusione e di contagio del virus data la loro organizzazione in strutture in cui risiedono e lavorano numerose persone tra pazienti, sanitari e lavoratori a vario titolo; la direzione aziendale della ASL Toscana nord ovest ha ritenuto che il pensiero espresso dal professore "possa creare nella popolazione, già provata in un momento di emergenza sanitaria, un senso di incertezza e sfiducia nei confronti del servizio sanitario pubblico" ed è quindi intervenuta con deferimento del professore al consiglio disciplinare; in questi mesi sono stati numerosissimi e continui gli interventi critici e allarmanti da parte di virologi ma anche di personale medico e paramedico italiano e internazionale, via social network ma soprattutto attraverso i principali media a diffusione nazionale, senza che questi interventi venissero giudicati "allarmisti", "privi di senso di responsabilità e di oggettività" o comunque oggetto di richiamo;