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M5S 1 h 10' L-SP-PSd'Az 1 h 3' FIBP-UDC 56' Misto 53' PD 47' FdI 40' IV-PSI 35' Aut (SVP-PATT, UV) 29' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2120 (Decreto-legge n. 25, Differimento consultazioni elettorali 2021) (3 ore e 10 minuti) Relatori 10' Governo 10' Votazioni 10' La ripartizione dei tempi prevede, per ciascun Gruppo, 10 minuti in discussione generale e 10 minuti in dichiarazione di voto. Discussione dei disegni di legge: Doc 1892 Delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale Deputato DELRIO ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 472 Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi NANNICINI ed altri. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 1892 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1892, già approvato dalla Camera dei deputati, e 472. Il relatore, senatore Laus, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. (Brusio) . Colleghi, capisco che siamo in periodo pre-pasquale, ma il brusio è veramente eccessivo. Potevo sopportarlo durante le comunicazioni della Presidenza, ma il senatore Laus potrebbe giustamente non consentirlo, quindi vi prego di ascoltare, se rimanete in Aula, o di spostarvi alla buvette . Ha facoltà di parlare il relatore. LAUS, relatore . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, vi ringrazio per il silenzio. Il disegno di legge oggi all'esame dell'Assemblea del Senato reca una disciplina di delega per il riordino, la semplificazione e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'istituzione dell'assegno unico e universale. Si tratta di una riforma storica di cui si è cominciato a parlare nella scorsa legislatura e che è stata portata avanti con forza e convinzione in questa legislatura, in primis con i disegni di legge a firma del senatore Nannicini e degli onorevoli Del Rio e Lepri, presentati contestualmente il 4 giugno 2018 al Senato e alla Camera dei deputati e che ora finalmente sta per essere approvata. Vorrei dire innanzitutto che sono molto orgoglioso, come relatore del provvedimento, del fatto che esso è stato approvato all'unanimità dalla Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. Ciò è motivo di grande soddisfazione per il Parlamento. La rilevanza e la portata innovativa del disegno di legge, di iniziativa parlamentare, sono state riconosciute da tutti i Gruppi, uniti dall'esigenza e dalla volontà di dare una risposta forte e decisa a quello che rappresenta uno dei problemi e, al contempo, la più grande risorsa che abbiamo, ovvero il sostegno dei nostri figli. Il disegno di legge in esame rappresenta una riforma fondamentale e una grande opportunità per introdurre finalmente una misura universalistica e progressiva, a tutela e a sostegno della natalità, della genitorialità e della famiglia, con particolare attenzione alle famiglie numerose e ai disabili. Si tratta di una misura universalistica, che riguarda tutte le famiglie, senza alcuna esclusione. Alle famiglie già beneficiarie di risorse si aggiungeranno finalmente quelle che, fino a questo momento, erano escluse da ogni tipo di beneficio o ne erano destinatarie in modo residuale, ovvero i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, gli incapienti e i disoccupati. Ciò significa che i destinatari dell'assegno saranno le famiglie in quanto tali, non più gli individui, per la tipologia di lavoro che svolgono e per il tipo di contratto che hanno. A questo proposito, voglio ricordare ciò che afferma l'articolo 35 della Costituzione: «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni». Essa tutela quindi il lavoro in quanto tale e non il contratto di lavoro. Il presente provvedimento rappresenta l'inizio di un nuovo percorso, un cambio di impostazione nella gestione delle politiche per la famiglia, oserei dire un approccio culturale diverso ed europeo, che riconosce finalmente la centralità dei figli. Solo adeguate politiche familiari possono invertire la drammatica tendenza, che vede l'Italia tra i Paesi con un tasso di natalità bassissimo. Natalità significa sviluppo del Paese e non solo dal punto di vista economico, tenuta del sistema pensionistico e crescita. Le politiche familiari attuate fino a questo momento non sono riuscite, per la loro frammentarietà e mancanza di continuità, a restituire fiducia ai nostri giovani e ai nostri figli. È ormai da troppo tempo che l'Italia si trova in quello che è stato definito un inverno demografico, aggravato purtroppo da questa terribile pandemia. I numeri sono impietosi: secondo il rapporto Istat riguardante la dinamica demografica durante la pandemia da Covid-19, nell'anno 2020 i decessi ammontano a 746.146, mentre le nascite solo a 404.104, il livello più basso mai registrato dall'Unità d'Italia. Non c'è più tempo da perdere, occorre ridurre le disuguaglianze, sostenendo in modo adeguato le famiglie e le donne, che, non dimentichiamolo mai, hanno pagato, in termini di perdita di lavoro, il prezzo più caro nel corso di questa pandemia e che, ancora oggi, sono spesso costrette a scegliere tra il desiderio di maternità e il lavoro. Anche in questo caso i numeri sono impietosi: secondo quanto riportato dall'Istat, su 101.000 lavoratori che hanno perso il lavoro a dicembre, ben 99.000 sono donne. Quindi occorre dare fiducia e sostegno alle famiglie, ai giovani, alle nostre figlie e ai nostri figli e lo possiamo fare grazie a una misura universale giusta e - fatemelo dire - veramente semplice. Un altro aspetto rivoluzionario di questa misura è infatti la sua semplicità: si tratta infatti di una misura che sostituirà molte altre misure che in questi anni si sono accavallate, dando luogo ad una vera e propria stratificazione normativa. È per superare questa stratificazione che il disegno di legge in esame mira ad una profonda riorganizzazione e razionalizzazione delle misure a sostegno dei figli. C'è un'altra cosa che vorrei dire prima di passare al contenuto del provvedimento in esame e su questo chiedo ancora gentilmente l'attenzione da parte delle colleghe e dei colleghi. In questi giorni molti articoli di vari quotidiani hanno posto una legittima preoccupazione e cioè che la misura che stiamo per introdurre possa penalizzare una parte di coloro che già beneficiano di detrazioni fiscali e assegni al nucleo familiare, con particolare riferimento alle famiglie con figli di età superiore ai ventuno anni, ai conviventi e a coloro che hanno patrimoni elevati.