[ddlpres]

Le modifiche al predetto comma 12- ter estendono al procuratore generale e a qualsiasi parte privata (non solo alla parte ricorrente) la legittimazione a richiedere la discussione orale, nella prospettiva di una più ampia salvaguardia delle prerogative dell'oralità dell'udienza e, quando previsto, della sua pubblicità (comma 1, lettera e) ). Con ulteriore modifica dell'articolo 83 citato, dopo il comma 12- quater sono inseriti ulteriori commi recanti, il primo di essi, la disciplina sulla possibilità per i difensori di procedere in via telematica al deposito delle memorie, delle istanze, della documentazione da investigazione difensiva e di ogni altro documento ritenuto utile, una volta intervenuta la discovery degli atti del procedimento con la notificazione dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell'articolo 415- bis del codice di procedura penale. Si tratta di una possibilità introdotta per la prima volta nel processo penale ma secondo schemi collaudati con il processo civile telematico. Si prevede espressamente che il deposito degli atti si intenderà eseguito al momento del rilascio da parte dei sistemi telematici ministeriali della ricevuta di ricezione. Il procedimento di attivazione prevede un decreto ministeriale di validazione e l'attivazione con decreto del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati volto a verificare sul piano tecnico condizioni di affidabilità e funzionalità dei servizi di comunicazione in uso all'ufficio giudiziario richiedente (comma 12- quater .1 introdotto). Con analoga disposizione, anche dal punto di vista procedimentale, si introduce la possibilità che presso ciascun ufficio del pubblico ministero gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria sono autorizzati a comunicare agli uffici del pubblico ministero atti e documenti in modalità telematica, secondo le disposizioni stabilite con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Anche il tal caso è prevista la richiesta del capo dell'ufficio, la validazione da parte della suddetta Direzione generale e l'autorizzazione con decreto del Ministro (comma 1, lettera f) ). Articolo 4 – (Disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia amministrativa) Per venire incontro a una esigenza fortemente avvertita dagli avvocati amministrativisti, si ritiene necessario prevedere la possibilità di svolgere, a decorrere dal 30 maggio e fino al 31 luglio 2020 (ossia per il lasso temporale durante il quale permarranno prevedibilmente le regole di distanziamento sociale connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19), la discussione orale nelle udienze camerali o pubbliche con modalità di collegamento da remoto, a richiesta di tutte le parti costituite o su disposizione del giudice d'ufficio. La richiesta congiunta di tutte le parti costituite è necessaria in considerazione della particolare natura delle modalità di celebrazione dell'udienza e delle difficoltà, non soltanto tecniche, connesse al suo svolgimento. Si prevede altresì che il contraddittorio si svolga con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l'effettiva partecipazione dei difensori alla trattazione dell'udienza, assicurando in ogni caso la sicurezza e la funzionalità del sistema informatico della giustizia amministrativa e dei relativi apparati e comunque nei limiti delle risorse attualmente assegnate ai singoli uffici. In tal caso, la segreteria darà con congruo anticipo avviso dell'ora e delle modalità di collegamento. Si darà atto a verbale delle modalità con cui sarà accertata l'identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti, anche ai fini della disciplina sulla protezione dei dati personali. Al fine di poter riconoscere validità giuridica agli atti compiuti con modalità di collegamento da remoto, è tuttavia necessario poter modificare in tempi rapidi le regole tecnico-operative del processo amministrativo telematico (PAT). Attualmente, infatti, le regole tecniche del PAT sono previste da un regolamento, recepito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2016, n. 40, emanato in attuazione dell'articolo 13 delle norme di attuazione del codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 2 al decreto legislativo n. 104 del 2010. L'introduzione dell'udienza telematica impone numerose modifiche delle regole tecnico-operative, sicché è proprio a questi fini che occorre demandare l'adozione di dette regole a un decreto del Presidente del Consiglio di Stato. Il mutamento in riduzione del livello della fonte – soluzione peraltro già adottata nel processo telematico del giudice civile e di quello contabile – è stato già applicato in concreto anche presso la giurisdizione amministrativa quanto alla declinazione del cosiddetto principio di « sinteticità » degli atti processuali (si veda l'articolo 13- ter delle citate norme di attuazione del codice del processo amministrativo) e consente il più rapido adeguamento delle regole tecniche alle modifiche tecnologiche che progressivamente intervengono. Il comma 2 del presente articolo 4 consentirà, quindi, anche alla Giustizia amministrativa di intervenire sulle regole tecniche in tempi rapidi, come le altre ricordate giurisdizioni (ordinaria e contabile) le quali, pur avendo un minor grado di informatizzazione dei relativi sistemi processuali, già beneficiano di una maggiore flessibilità e duttilità delle rispettive discipline. Sono in effetti già vigenti analoghe disposizioni sia per la Giustizia ordinaria (per la quale addirittura l'intervento è demandato a un provvedimento del responsabile dei sistemi informativi; si veda l'articolo 34 del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44, adottato di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione), sia per la Corte dei conti, per la quale è previsto appunto un decreto del presidente della Corte dei conti, così come stabilito con la presente disposizione (si veda l'articolo 20- bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221). Si assicura, comunque, uno stretto coordinamento con le strutture competenti per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il comma 2, oltre a semplificare la vigente formulazione normativa, permette di estendere la progressiva digitalizzazione a procedimenti che, pur se di carattere amministrativo, siano strettamente connessi e funzionali al processo (quali le procedure relative alla riscossione del contributo unificato o al riconoscimento del gratuito patrocinio), ivi incluso il procedimento per ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e al Presidente della Regione siciliana. Si prevede, infine, l'abrogazione del succitato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2016, n. 40, a decorrere dalla entrata in vigore del (primo) decreto del Presidente del Consiglio di Stato, nonché l'abrogazione, per esigenze di pulizia del dato positivo, di alcune norme di rango primario che non hanno mai avuto pratica attuazione (il comma 2- quater dell'articolo 136 del codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104) o che hanno perso efficacia.