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Di serie A o B? Sicuramente di serie H, che è lettera muta. Questo, colleghi, a riprova del fatto che tale narrazione distorta di un Sud incapace di gestire deve finire. Adesso il Governo si è assunto l'impegno di provvedere alla ripartizione dei fondi anche per il sisma verificatosi nella provincia di Catania, che è stato, sì, finanziato fino al 2023, ma la destinazione del fondo di riferimento è fino al 2026 e i fondi già stanziati non saranno sicuramente sufficienti. Altro argomento che mi preme evidenziare riguarda il famoso tema del Ponte sullo Stretto. Come sapete, è stato creato un intergruppo su di esso. È stata data visibilità ad Italia viva e Forza Italia. Devo dire, con sommo rammarico, che non si è tenuto conto del parere condizionato del Vice Presidente della Regione siciliana durante la Conferenza Stato-Regioni del 3 giugno, in cui auspica assolutamente l'intervento e l'imprescindibilità della relazione del Ponte sullo Stretto, da inserire quindi nel PNRR. Non solo non si è data visibilità, ma addirittura nel provvedimento che ci apprestiamo a votare sono stati votati favorevolmente due emendamenti, presentati rispettivamente dai Gruppi Italia Viva e da Forza Italia, che riguardano l'implementazione della flotta navale, quindi l'attraversamento dello Stretto, e la rigenerazione urbana sostenibile - guarda caso - di Reggio Calabria e Messina. Concludo dicendo che siamo tutti servi inutili e che nella prossima legislatura non è certo che le persone che risiedono in questi scranni saranno nuovamente qui presenti. Noi siamo chiamati a lavorare per gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è stato detto in quest'Aula che usciremo dalla pandemia diversi da come ci siamo entrati: certamente provati, ma diversi. Sono già cambiati e cambieranno ancora tanti costumi e modi di operare e anche di lavorare. Penso alla diffusione dell'uso delle piattaforme per le videoconferenze, alle quali ormai ci siamo abituati. Occorre dare corso a riforme anche importanti ed è nostro dovere operare per correggere le storture che hanno fermato la crescita di questo Paese. È venuto il momento di ricostruire, cambiare, rimboccarsi le maniche, agevolare e non ostacolare chi lavora, le nostre piccole e medie imprese, in primis , ma anche quelle grandi, per una spesa e per investimenti realmente costruttivi. Il Fondo complementare al PNRR nasce proprio per finanziare tutti quei progetti che, per loro stessa natura, non potevano rientrare nel recovery plan e prevede investimenti che serviranno a finanziare progetti a partire da oggi e per i prossimi cinque anni. Riporto in sintesi alcune misure, di cui si è già detto, che verranno intraprese con i finanziamenti del Fondo. I primi investimenti riguardano la digitalizzazione; sono previsti per i servizi digitali e la cittadinanza digitale, le competenze, le tecnologie satellitari, gli ecosistemi per l'innovazione al Sud in contesti urbani marginalizzati; vi sono ulteriori interventi destinati ai terremoti del 2009 e del 2016. Per quanto riguarda i trasporti, si interverrà nel rinnovo di flotte, di bus, treni, navi verdi, nel rafforzamento delle linee regionali, nel rinnovo del materiale rotabile, in strade sicure e nell'implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e gallerie. Faccio un inciso: da qualche decennio, abbiamo trascurato una tipologia di lavori che riguarda tutto il nostro patrimonio di opere storiche e anche le infrastrutture più recenti; si tratta della categoria di lavori compresi in quella che viene definita, con un sostantivo accompagnato da un aggettivo, come manutenzione ordinaria. Mi soffermo su questo concetto, perché lo ritengo assai utile. Tante volte basta un tempestivo intervento, anche esiguo in termini di costi, nella fase iniziale di un qualunque fenomeno di degrado di una qualunque opera e infrastruttura, perché questa non vada celermente in rovina, e di infrastrutture da risanare ne abbiamo tantissime, su alcune delle quali occorre anche intervenire con urgenza. Sono previsti investimenti per il nostro incommensurabile patrimonio architettonico, storico e culturale (edifici e anche aree naturali). Ribadisco che nella nostra penisola e nelle nostre isole esiste e insiste uno dei più grandi patrimoni storico-culturali d'Europa e del mondo intero, che ha radici profonde e millenarie, vestigia uniche e non replicabili. Ci sono poi altri investimenti nei contratti di filiera e distrettuali per settori come l'agroalimentare, la pesca, l'acquacoltura, la selvicoltura, la floricoltura e il vivaismo. Anche qui entriamo in un contesto, quello della produzione agroalimentare, che è peculiarità unica per varietà, qualità e cultura. È previsto anche un rifinanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione e un fondo complementare per il superbonus. È chiaro che questo new deal ,questo nuovo corso, ha una portata storica e rappresenterà un'occasione unica in questo inizio del XXI secolo. È altrettanto evidente che serviranno strutture e apparati dello Stato, degli enti locali e di ogni organo e ufficio chiamati ad autorizzare e gestire i progetti e gli investimenti, capaci di affrontare con spirito fortemente costruttivo il processo. È un cambio di passo che dovremo affrontare con semplice pragmatismo per rilanciare uno sviluppo sostenibile mirato al rispetto dell'ambiente e, pertanto, di noi stessi e delle future generazioni. In una parola, serve responsabilità. Occorrerà lavorare, crederci e semplificare. Non abbiamo altro modo, donne e uomini di questo Paese, che quello di rimboccarsi le maniche, come hanno fatto i nostri avi in epoche anche assai più difficili, quando Luigi Einaudi affermava: «Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli». (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Russo. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, oggi quest'Assemblea ha la possibilità di intervenire nel provvedimento in discussione a tutela del benessere animale, questione assolutamente urgente e congrua con il Piano di transizione ecologica, ma purtroppo assente nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. La sensibilità dei cittadini alle condizioni in cui sono allevati gli animali negli allevamenti è sempre crescente. Negli anni lo hanno dimostrato molteplici indagini, tra cui quella dell'eurobarometro nel 2016. Più recentemente, nel 2019, l'iniziativa dei cittadini europei "End the cage age", lanciata da Compassion in world farming insieme ad altre 170 organizzazione europee, tra cui 21 italiane, ha ricevuto il mio sostegno e quello di altri senatori e deputati dell'intergruppo per i diritti degli animali. Nell'Unione europea sono oltre 300 milioni gli animali (galline, scrofe, quaglie e conigli) che soffrono a causa della reclusione in gabbie anguste, che limitano severamente la loro possibilità di movimento. In Italia sono 45 milioni gli animali allevati in queste condizioni.