[resaula]

questa incertezza, tra le categorie professionali interessate, riguarda in particolar modo quella dei massofisioterapisti, figura professionale sanitaria che risulterebbe fortemente penalizzata dalla mancata attuazione del decreto e dall'adozione dell'elenco speciale di riferimento; la figura professionale dei massofisioterapisti, prevista dalla legge n. 403 del 1971 quale "professione sanitaria ausiliaria", ha ricevuto una profonda trasformazione per effetto della legge n. 42 del 1999, che ha stabilito l'equipollenza o equivalenza tra i corsi regionali acquisiti prima del 17 marzo 1999 alla laurea del fisioterapista. al riguardo risulta agli interroganti che non sarebbe condivisa, tra le varie associazioni di categoria, la collocazione del massofisioterapista in possesso di un titolo acquisito successivamente al 1999 tra le figure che possono iscriversi agli elenchi speciali, generando ulteriori elementi di incertezza e preoccupazione tra gli operatori del settore che svolgono tale professione; questa situazione, secondo quanto rappresentato agli interroganti, riguarderebbe allo stato attuale circa 18.000 soggetti in possesso di partite Iva, che dall'entrata in vigore della legge n. 3 del 2018 (anche ricordata come "legge Lorenzin") lamentano una forte penalizzazione sia sul piano del danno reputazionale della categoria, che del decremento della loro attività, con il duplice impatto negativo sia sul versante dell'esercizio dell'attività professionale, che della conseguente contrazione dei volumi di attività e della corrispondente riduzione gettito fiscale; considerando che la ratio della disciplina (cioè i commi da 537 a 542 dell'articolo 1 della legge n. 145) è, o dovrebbe essere, quella di eliminare l'indeterminatezza del quadro giuridico che si è venuto a delineare con la legge n. 3 del 2018, è evidente come ancor di più risulti indispensabile addivenire ad una soluzione che favorisca in modo chiaro e definitivo una celere e regolare ripresa delle attività di una categoria dei professionisti che operano in questo settore, si chiede di sapere: entro quale termine urgente il Ministro in indirizzo ritenga di dare attuazione ai commi 537 e 538 citati, istituendo gli elenchi speciali ad esaurimento; quali provvedimenti ritenga di adottare, al fine di tutelare la categoria professionale dei massofisioterapisti che risente del grave stato di incertezza che si è venuto a determinare, consentendo ai professionisti di questo settore di continuare ad esercitare con regolarità la loro attività. Atto n. 4-01857 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: secondo quanto risulta da articoli di stampa pubblicati il 26 giugno 2019, il Ministro in indirizzo avrebbe emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (in attesa della firma dello stesso Presidente) relativamente alla proroga di 20 giorni (dal 1° luglio al 22 luglio) per i versamenti relativi agli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale), a causa del ritardo nella diffusione del software ufficiale per la compilazione delle "nuove pagelle fiscali" (che dal 2019 prendono il posto degli studi di settore) nonché degli ulteriori dati che, per ciascun contribuente, devono preventivamente essere scaricati dal sito dell'Agenzia delle entrate indispensabili per il funzionamento degli stessi software ; tuttavia, tale intervento, ove fosse confermato, risulta ad avviso dell'interrogante (ma anche del consiglio nazionale dei commercialisti, che peraltro il 7 giugno ha chiesto un intervento normativo che disponga con urgenza il carattere meramente facoltativo dell'applicazione degli ISA per il corrente anno) tardivo e inutile, in relazione ai termini così ravvicinati dell'eventuale proroga, in considerazione del fatto che il differimento soltanto di 20 giorni dei versamenti unicamente per le maggiori imposte correlate al miglioramento del punteggio di affidabilità fiscale (avendo i nuovi ISA riflessi anche sulle imposte ordinariamente dovute) rischia di alimentare confusione ed errori, a prescindere da quanto eventualmente corrisposto; lo stesso consiglio nazionale dei commercialisti, attraverso una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, ha rilevato le gravi ed evidenti difficoltà in cui si trovano gli operatori del settore, provocati dalla lentezza nella messa a disposizione degli strumenti necessari all'applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, in relazione alla nuova disciplina, che prevede che i contribuenti interessati, per migliorare il proprio profilo di affidabilità (nonché per accedere al regime premiale), possano indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta sul valore aggiunto, versando le relative maggiori imposte entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi; evidenziano anche che, a poco più di 20 giorni dalla scadenza del termine attualmente previsto per adempiere all'ennesima scadenza fiscale, emerge ancora una volta uno scenario di netta confusione e indecisione da parte dell'amministrazione fiscale, il cui ritardo, in questo caso relativamente all'applicazione di tale nuovo ed ennesimo strumento di misurazione fiscale (che peraltro avrebbe dovuto trovare la prima applicazione già lo scorso anno e che a due anni di distanza dalla previsione normativa risulta ancora indisponibile), accresce sconforto e incertezza nella caterogia professionale interessata; a giudizio dell'interrogante, tali criticità confermano una situazione di estremo disagio nel rapporto tra il contribuente e il fisco, che si è accentuata in particolare dall'insediamento del Governo in carica, a causa di un'impostazione superficiale e ambigua che ha alimentato disorientamento e sconcerto non solo tra i contribuenti, ma anche per gli addetti ai lavori, come i commercialisti, i centri di assistenza fiscale e gli esperti delle associazioni di categoria; ad avviso dell'interrogante, risulta pertanto urgente e indifferibile sostenere le categorie professionali del settore, anche e soprattutto nei confronti delle enormi difficoltà operative nel gestire l'imponente mole di adempimenti tributari, i cui disagi applicativi, (causati da un fisco arcaico e spesso indecifrabile) hanno fatto aumentare in misura esponenziale il rischio di commettere errori formali a seguito di un ingorgo normativo che non ha eguali nel resto del mondo; la richiesta del consiglio nazionale dei commercialisti di rendere opzionale l'applicazione degli ISA e la compilazione dei relativi modelli per il 2019 appare a giudizio dell'interrogante necessaria ed inevitabile, al fine di stabilire un intervento risolutore in grado di garantire ai contribuenti e ai professionisti che li assistono di effettuare gli adempimenti fiscali in modo serio, con la dovuta serenità e diligenza professionale, senza essere costretti a estenuanti straordinari, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se intenda confermare l'intenzione di prorogare il termine per i versamenti relativi agli ISA al prossimo 22 luglio 2019; se non ritenga tale decisione inutile e insufficiente, in considerazione delle criticità evidenziate dal consiglio nazionale dei commercialisti;