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5 I tartufai abilitati ai sensi dell'articolo 13 e in regola con il pagamento del contributo ambientale di cui all'articolo 22 possono raccogliere giornalmente una quantità massima di tartufo pari a 300 grammi. Qualora si tratti di Tuber magnatum Pico , tale limitazione si riduce a 100 grammi. 6 I tartufai professionisti in possesso di partita IVA o i tartufai occasionali in regola con il pagamento del sostituto d'imposta disciplinato dai commi da 692 a 699 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, non sono soggetti alle limitazioni previste dal comma 5 del presente articolo. 13 (Abilitazione alla raccolta dei tartufi) 1 Il soggetto che vuole praticare la cerca e raccolta del tartufo deve sostenere un esame per l'accertamento della sua idoneità, tenuto periodicamente dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano secondo propri calendari. 2 L'esame per l'abilitazione alla raccolta dei tartufi è finalizzato a verificare il possesso delle seguenti conoscenze: a l'ecologia dei tartufi; b i princìpi di tartuficoltura; c il contenuto della presente legge e degli eventuali decreti attuativi nonché delle normative pertinenti alla raccolta del tartufo; d i princìpi della legislazione alimentare, ivi comprese le nozioni generali di tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti; e le norme sul benessere animale. 3 I soggetti già titolari del tesserino alla data di entrata in vigore della presente legge sono esonerati dal sostenere l'esame di cui al comma 1. 4 L'età minima per essere ammessi all'esame di cui al comma 1 è sedici anni. Il superamento dell'esame permette di ottenere un tesserino che abilita alla cerca e raccolta del tartufo. 5 Nel tesserino devono essere riportate le generalità, il codice fiscale e la fotografia del titolare. 6 Il tesserino è valido su tutto il territorio nazionale e ha una durata di dieci anni, rinnovabile alla scadenza, secondo le modalità stabilite dalle singole regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 14 (Requisiti dei tartufai quali operatori del settore alimentare) 1 L'attività di raccolta del tartufo, anche spontaneo, si configura come produzione primaria. 2 Il possesso del tesserino di cui all'articolo 13, che attesta l'idoneità del tartufaio alla cerca e raccolta del tartufo, vale quale notifica all'autorità sanitaria territorialmente competente in cui risiede il tartufaio, secondo quanto previsto dall'articolo 6 del regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, ove necessaria. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano i provvedimenti attuativi necessari all'attuazione del comma 2. 4 Le associazioni dei tartufai e tartuficoltori, tramite le loro rappresentanze nazionali, possono redigere ed adottare appositi manuali di corretta prassi igienica, previa validazione da parte del Ministero della salute. 15 (Calendario di cerca e raccolta) 1 L'attività di cerca e raccolta è consentita normalmente nei seguenti periodi: a Tuber aestivum Vitt. varietà aestivum : dal 1° maggio al 30 agosto; b Tuber magnatum Pico : dal 15 settembre al 31 gennaio; c Tuber aestivum Vitt. varietà uncinatum Chatin : dal 15 settembre al 31 gennaio; d Tuber macrosporum Vitt. : dal 15 settembre al 31 gennaio; e Tuber mesentericum Vitt. : dal 15 settembre al 31 gennaio; f Tuber melanosporum Vitt. : dal 1° dicembre al 15 aprile; g Tuber brumale Vitt. : dal 1° gennaio al 15 aprile; h Tuber brumale Vitt. varietà moschatum De Ferry : dal 1° gennaio al 15 aprile; i Tuber borchii Vitt. : dal 1° gennaio al 15 aprile. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio provvedimento, possono modificare i periodi di cerca e raccolta di cui al comma 1 e sono comunque tenute a definire due intervalli di fermo biologico, indicativamente compresi tra aprile e maggio o tra agosto e settembre, che complessivamente non possono superare i trenta giorni annuali. 3 Qualora non sia previsto un calendario regionale, si applica il comma 1 del presente articolo. 4 Il calendario di raccolta non si applica alle tartufaie coltivate. III LAVORAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI TARTUFI 16 (Vendita dei tartufi freschi) 1 I tartufi freschi di cui all'articolo 6, comma 1, per essere posti in vendita al consumatore finale devono essere distinti per specie o varietà e devono essere maturi e liberi da corpi estranei e impurità, nel rispetto delle norme dell'Unione europea applicabili e delle disposizioni della presente legge. 2 Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 24, i tartufi di specie edibili non comprese nell'elenco di cui all'articolo 6, comma 1, possono essere posti in vendita solo ed esclusivamente nel rispetto delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013. 3 I tartufi freschi sono offerti al pubblico per la vendita accompagnati dalle indicazioni del nome latino di ciascuna specie o varietà, secondo la denominazione di cui all'articolo 6, nonché in conformità alle vigenti disposizioni dell'Unione europea in materia di indicazione del Paese di origine. 4 È vietata ogni forma di commercio di specie e forme di tartufi freschi italiani nei periodi in cui non ne è consentita la raccolta ai sensi del calendario previsto dall'articolo 15, come eventualmente modificato dalle singole regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, fatta eccezione per i tartufi acquistati prima della chiusura del periodo di raccolta. 5 Il comma 4 del presente articolo non si applica ai tartufi prodotti in tartufaie coltivate. 17 (Etichettatura dei prodotti trasformati a base di tartufi) 1 Fatte salve le disposizioni vigenti in materia di etichettatura degli alimenti, nell'etichetta e nella presentazione dei prodotti trasformati in cui è presente il tartufo come ingrediente deve essere sempre indicato il nome latino della specie utilizzata. 2 È ammessa la presenza di specie di tartufo diverse da quelle dichiarate nell'elenco degli ingredienti di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, pari al 5 per cento della quantità di tartufo dichiarata in etichetta. 18 (Rintracciabilità) 1 Alle cessioni di tartufo si applicano le pertinenti disposizioni dell'Unione europea in materia di rintracciabilità. 2 All'atto di cessione del tartufo, il tartufaio può dichiarare in modo volontario l'area di raccolta che può essere regionale, provinciale o comunale. Tale dichiarazione può essere utilizzata ai fini della tracciabilità per marchi collettivi di qualità ai sensi dell'articolo 23. IV PRODUZIONE E VENDITA DELLE PIANTE MICORRIZATE CON TARTUFO 19 (Produzione e commercializzazione di piante micorrizate con tartufo)