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Nell'esercizio di tale libera scelta la donna può decidere, con un atto personale e gratuito, di destinare il proprio cordone ombelicale a terzi o per scopi di ricerca. Art. 2. (Accreditamento) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano individuano le strutture sanitarie pubbliche e private, di seguito denominati «centri», aventi il compito di raccogliere, conservare e distribuire il sangue da cordone ombelicale per le finalità di cui all'articolo 1, certificandone l'idoneità e la sicurezza. 2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute, con proprio decreto, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, definisce le caratteristiche per l'accreditamento dei centri e per l'istituzione della rete nazionale dei centri presso il Ministero della salute. Al fine di monitorare il livello di qualità, la rete nazionale dei centri è a numero chiuso. 3. I centri sono tenuti a registrare i movimenti in entrata e in uscita dei materiali prelevati, secondo le modalità definite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. Art. 3. (Centri privati di raccolta e di conservazione del sangue da cordone ombelicale) 1. La tipizzazione del campione di sangue da cordone ombelicale è posta a carico dei centri privati di raccolta e di conservazione accreditati ai sensi dell'articolo 2. 2. Ciascun centro privato di cui al comma 1 stipula un'apposita convenzione con i centri trasfusionali accreditati per l'esecuzione degli esami clinici sui campioni di sangue da cordone ombelicale. 3. La comunicazione al pubblico delle attività dei centri privati di cui al comma 1 del presente articolo è limitata all'indicazione degli estremi dell'accreditamento all'esercizio rilasciato ai sensi dell'articolo 2, del responsabile scientifico del centro e delle modalità di accesso alla pratica anche con riferimento agli scopi di ricerca della stessa. È in ogni caso vietata la pubblicità a mezzo di forme o di immagini suggestive che possano ingenerare un abuso nei sentimenti o nella libera scelta delle donne. 4. Entro il 31 dicembre di ogni anno i centri privati di cui al comma 1 sono tenuti a comunicare al Ministero della salute le condizioni di esercizio della loro attività. Tali informazioni sono pubbliche e sono accessibili a coloro che ne fanno richiesta. Art. 4. (Utilizzo autologo) 1. Ferme restando le disposizioni in materia di donazione di cui alla legge 21 ottobre 2005, n. 219, l'utilizzo per scopi terapeutici, clinici o di ricerca del sangue da cordone ombelicale raccolto presso i centri privati è consentito per uso autologo, dedicato al neonato o a un consanguineo, limitatamente ad una quantità pari al 50 per cento di quello conservato e a spese dei diretti interessati. La restante quota è riservata alla donazione per uso allogenico a fini solidaristici, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 219 del 2005. 2. La richiesta per la raccolta, la conservazione e lo stoccaggio di sangue da cordone ombelicale presso i centri privati può essere presentata esclusivamente dai genitori o dai rappresentanti legali del neonato. 3. La richiesta per l'utilizzo, di cui al comma 1, può essere presentata dai genitori o dai rappresentanti legali del neonato ovvero dallo stesso figlio al compimento della maggiore età. 4. È fatto obbligo ai centri privati di raccolta e di conservazione accreditati ai sensi dell'articolo 2 di garantire la tutela della riservatezza delle donne che si avvalgono dei servizi dei medesimi centri. Art. 5. (Disposizioni transitorie) 1. Nelle more della individuazione di cui all'articolo 2, comma 1, i centri privati possono avviare la propria attività mediante la presentazione alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano di un'autocertificazione sul rispetto dei requisiti previsti dai decreti legislativi 6 novembre 2007, n. 191, e 25 gennaio 2010, n. 16. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno la facoltà di disporre controlli, verifiche e ispezioni, nonché di definire ulteriori requisiti di qualità e di sicurezza a cui i centri si devono conformare. Art. 6. (Divieti) 1. Sono in ogni caso espressamente vietati la vendita, lo scambio e la cessione dietro compenso del sangue da cordone ombelicale. Art. 7. (Importazione ed esportazione) 1. Sono comunque consentite l'importazione e l'esportazione di cellule staminali del sangue da cordone ombelicale ai fini di trapianto per uso autologo allogenico, a spese dei diretti interessati e fermi restando i divieti di cui all'articolo 6. Art. 8. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .