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un ministro eletto in Calabria, che adesso si vuole fare decadere da senatore calabrese per diventare senatore nel Lazio, scalzando la sua coordinatrice ciociara, quella stessa coordinatrice che, a sua volta, è stata senatrice solo per qualche giorno, essendo subentrata alla collega Bonfrisco, diventata nel frattempo europarlamentare. Un traffico di posti così squallido non si è mai visto, neanche nei tempi più bui della Prima Repubblica. Insomma, nella Lega ci si candida dappertutto, laddove vi sia un'elezione, prendendo ad esempio il segretario Salvini, che da sempre è candidato onnipresente, salvo poi eccellere per assenteismo, vuoi all'euro Parlamento, vuoi agli incontri dei ministri degli interni a livello europeo, vuoi al Viminale. (Applausi dal Gruppo PD) . Tutto questo avviene mentre, in parallelo, va avanti una riforma costituzionale che delegittima e depotenzia il Parlamento; tant'è che viene spontaneo chiedersi dove siano finiti tutti quelli che gridavano allo scandalo quando noi del PD, seguendo il modello delle principali democrazie occidentali, abolivamo il bicameralismo perfetto allo scopo di rendere il Parlamento più efficiente. Dove sono tutti quei signori adesso che, senza alcun efficientamento delle Camere, 5 Stelle e Lega mercanteggiano seggi come si trattasse di oggetti personali? Già, è vero! Dimenticavo che in questa nuova edizione della Prima Repubblica - altro che Terza Repubblica! Altro che Governo del cambiamento - ogni cosa è concessa, basta solamente cambiarle nome. Ecco che i condoni diventano pace fiscale; l'attaccamento alla poltrona diventa mandato zero e l'inciucio diventa senso di responsabilità. La verità purtroppo è che con questo voto i partiti che compongono la maggioranza rinsaldano la loro alleanza e umiliano quest'Assemblea e la Giunta per le elezioni e le immunità, che da strumento di garanzia viene trasformata in strumento di tornaconto politico di parte. Insomma, signor Presidente, Lega e MoVimento 5 Stelle litigano ogni giorno, ma si accordano di notte; fanno finta di scontrarsi davanti alle telecamere, ma poi decidono sottobanco seggi e nomine nelle segrete stanze. Alla faccia della trasparenza! Alla faccia della volontà popolare! Alla faccia della tanto sbandierata quanto dimenticata onestà! Questa è un'operazione squallida, signor Presidente, che non ha precedenti, della quale chi se ne rende artefice può soltanto vergognarsi. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Comincini, che non vedo ora presente in Aula: "è scappato". Considerata la difficoltà dell'argomento, lo capisco benissimo. (Commenti del senatore Grimani). BITI (PD) . Questi commenti se li poteva anche risparmiare. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rojc. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, in un momento in cui le due Camere del Parlamento italiano stanno di fatto limitando la rappresentatività dei cittadini di numerose Regioni d'Italia, con l'approvazione della legge sulla diminuzione del numero dei parlamentari - vulnus che tocca da vicino anche il Friuli-Venezia Giulia, e in particolare la possibilità della mia comunità, quella slovena, di vedersi rappresentata - la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari decide, a maggioranza, di proporre a quest'Assemblea uno scambio tra la circoscrizione Sicilia 2 e un'altra circoscrizione regionale per incapienza delle liste di candidati del MoVimento 5 Stelle. La nostra Costituzione ancora prevede la rappresentatività a base regionale, come recita il più volte citato articolo 57 della Magna Carta della nostra Repubblica. Dunque, si tratta di una questione di principio. Evidentemente i nostri Padri costituenti hanno espresso chiaramente la necessità per un Paese democratico e moderno di vedere rappresentata in quest'Aula, patria dei nostri pensieri in cui ogni cosa ci ricorda i nostri doveri, come si legge su quella lapide alle spalle della Presidenza, tutta l'Italia per dare voce a tutti i cittadini che hanno il diritto di vedersi rappresentati. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,57) ( Segue ROJC). Perciò è non solo incostituzionale, ma anche drammaticamente immorale pensare di vagliare un provvedimento di questa portata e, cioè, di privare una parte dei cittadini della Regione Sicilia di vedersi rappresentati. Quest'Assemblea non può certo esimersi dal rispettare la legge fondamentale che ci permette di dirci cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, mi permetto di intervenire per esprimere il mio convincimento su questa vicenda che rischia di essere grave perché, a mio avviso, comunque costituisce un vulnus della nostra Costituzione. Immaginare che il dettato costituzionale, in base al quale i senatori vengono eletti nell'ambito della Regione, venga piegato a seconda dei criteri della legge di attuazione mi sembra il vulnus più grave che si possa immaginare. Capisco benissimo che anche lasciare il Parlamento (anche se è già capitato in un'altra occasione) con un numero inferiore al plenum , previsto sempre dalla Costituzione migliore, non sia certamente qualcosa da auspicare. Mi spiace che sia andato via il collega Gasparri, ma il relatore c'è. L'ipotesi originariamente avanzata dal relatore era quella di utilizzare uno dei supplenti che, secondo la novella della legge elettorale, i partiti devono indicare obbligatoriamente, sia pure con una finalità assai diversa, come quella di riempire le liste ove ci fosse una rinuncia o un mancato bilanciamento tra i generi. Tuttavia, questa ipotesi, a mio avviso, esulando dalla normativa, costituisce la strada che crea meno problemi di incostituzionalità. Ed è il motivo per cui sono voluto intervenire, giacché si tratta di una circostanza che, forse, non è stata ben esaminata. La norma vigente prevede che, nel caso di specie, se per esempio nell'altra circoscrizione della Sicilia fosse stato eletto un senatore del MoVimento 5 Stelle in meno, ovvero se in uno dei collegi uninominali avesse vinto il candidato di un altro partito, il candidato non eletto del MoVimento 5 Stelle avrebbe preso il posto mancante. Corretto, signor relatore? Ebbene, il problema della riconoscibilità del candidato si porrebbe anche in questa ipotesi perché, secondo la legge, questi, in una Regione grande come la Sicilia, verrebbe eletto in un altro collegio, in un'altra circoscrizione. Potrebbe risultare eletto a Messina un candidato a Erice o a Trapani, dall'altro lato della Sicilia, una persona mai vista, mai sentita o conosciuta per gli elettori della Sicilia orientale. Quindi è una finzione ritenere che il problema della riconoscibilità possa essere portato a base del rifiuto della tesi, originariamente proposta dal relatore, della conoscibilità del nome, del cognome, del curriculum del candidato. Formalmente è ineccepibile, ma è sostanzialmente priva di qualunque valore.