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d) il nominativo dell'avvocato negoziatore e l'invito a designare un avvocato negoziatore; e) l'avvertimento che la mancata risposta all'invito o il rifiuto ad aderire alla procedura può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e che in caso di rifiuto o di mancata risposta la parte che ha rivolto l’invito è dispensata dall'obbligo di conciliazione, se previsto dalla legge; f) l'avvertimento della possibilità di avvalersi, in alternativa, del procedimento di mediazione come disciplinato dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. 3. L'invito è producibile in giudizio e il comportamento della parte che non ha dato risposta o che ha rifiutato di aderire alla procedura può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio. 4. L'invito rivolto all'altra parte a ricorrere alla procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato può essere trascritto, se notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, nei casi in cui la controversia ha per oggetto una domanda per cui è consentita la trascrizione della domanda giudiziale; la trascrizione perde efficacia se, decorsi trenta giorni dalla scadenza del termine per aderire alla procedura, non è annotata la convenzione o se non è seguita, decorso il medesimo termine di trenta giorni dalla scadenza del termine per aderire, dalla trascrizione della domanda giudiziale. 5. In tutti i casi in cui la controversia ha per oggetto una domanda per cui è consentita la trascrizione della domanda giudiziale, le parti possono trascrivere la convenzione. La trascrizione perde efficace se, decorsi trenta giorni dalla scadenza del termine fissato per la procedura, non è trascritta l'omologazione dell'accordo ai sensi del presente articolo o se non è seguita dalla trascrizione della domanda giudiziale. L'eventuale proroga del termine ai sensi dell'articolo 2 deve essere annotata. Art. 14. (Convenzione nei procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio e nei procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati) 1. La convenzione può essere conclusa tra coniugi, al fine di raggiungere una soluzione consensuale, nei procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio e di scioglimento del matrimonio nei casi di cui all'articolo 3, numero 2), lettera b) , della legge 1º dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, ovvero di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, anche in presenza di figli minori, o tra genitori non coniugati per la regolamentazione dei loro rapporti nell'interesse dei figli. La domanda di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio o di scioglimento del matrimonio, presentata congiuntamente dai procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, e i relativi procedimenti sono regolati dalla normativa vigente in materia, fatto salvo quanto previsto dalla presente legge. 2. Dopo l'articolo 710 del codice di procedura civile è inserito il seguente: «Art. 710- bis. - (Ricorso congiunto per la modifica dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi mediante procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato). -- Il ricorso congiunto per la modificazione dei provvedimenti conseguenti alla separazione riguardanti i coniugi e la prole, sottoscritto dagli stessi coniugi e dai rispettivi difensori, che riporta il contenuto dell'accordo raggiunto a seguito dell'espletamento della procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, è proposto al tribunale che, senza sentire le parti, acquisito il parere del pubblico ministero, provvede con decreto all'omologazione dell'accordo. Qualora l'accordo dei coniugi relativamente all'affidamento e al mantenimento dei figli appaia in contrasto con l'interesse di questi, il tribunale convoca i coniugi e i loro difensori, chiedendo chiarimenti sulla procedura partecipativa, indicando eventualmente le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli, e in caso di inidonea soluzione può rifiutare l'omologazione. Al ricorso devono essere allegati la convenzione di procedura partecipativa di cui al primo comma e l'accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori. La certificazione dell'autenticità delle firme e l'attestazione che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti avvengono ad opera e sotto la responsabilità professionale degli avvocati che hanno partecipato alla procedura regolata dalla convenzione». 3. Al libro quarto, titolo II, capo I, del codice di procedura civile, dopo l'articolo 711 sono aggiunti i seguenti: «Art. 711- bis. - (Separazione consensuale mediante procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato). -- Nel caso di separazione consensuale di cui all'articolo 158 del codice civile, qualora il ricorso congiuntamente sottoscritto dai coniugi e dai rispettivi difensori riporti il contenuto dell'accordo raggiunto tra gli stessi a seguito della procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, il presidente, senza disporre la comparizione dei coniugi dinanzi a sé, acquisito il parere del pubblico ministero, relaziona in camera di consiglio al tribunale che, provvede con decreto all'omologazione dell'accordo. Qualora l'accordo dei coniugi relativamente all'affidamento e al mantenimento dei figli appaia in contrasto con l'interesse di questi, il tribunale convoca i coniugi e i loro difensori, chiedendo chiarimenti sulla procedura partecipativa, indicando eventualmente le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli, e in caso di inidonea soluzione può rifiutare l'omologazione. Al ricorso devono essere allegati la convenzione relativa alla procedura partecipativa di cui al primo comma e l'accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori, con l'esplicita dichiarazione degli avvocati delle parti di aver esperito senza successo il tentativo di riconciliazione dei coniugi. La certificazione dell'autenticità delle firme e l'attestazione che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti avvengono ad opera e sotto la responsabilità professionale degli avvocati che hanno partecipato alla procedura regolata dalla convenzione. Art. 711- ter. - (Ricorso congiunto per la regolamentazione dei rapporti tra genitori non coniugati mediante procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato). -- Il ricorso congiuntamente sottoscritto da genitori non coniugati e dai rispettivi difensori, che riporti il contenuto dell'accordo raggiunto tra gli stessi nell'interesse dei figli a seguito dell'espletamento di una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato, è proposto, ai fini dell'omologazione dell'accordo, al presidente del tribunale del luogo di residenza della prole. Il presidente, senza disporre la comparizione delle parti dinanzi a sé, acquisito il parere del pubblico ministero, relaziona in camera di consiglio al tribunale, che provvede con decreto all'omologazione dell'accordo.