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Disposizioni in materia di riqualificazione delle aree urbane degradate. Onorevoli Senatori. – Il tema della riqualificazione urbana sia in aree consolidate che in contesti periferici è una delle grandi questioni che pone la città contemporanea perché investe i grandi temi quali: la dimensione metropolitana del contesto di riferimento; il significato degli spazi aperti; il disegno delle attrezzature; il senso di identità e di appartenenza tra comunità e luogo; l'esigenza di spazi sicuri per il gioco, lo sport, la cultura, per la crescita e il benessere per i minori. La pesante eredità rappresentata da città cresciute in fretta e disordinatamente, che in pochi decenni hanno visto consumare milioni di metri quadrati di suolo urbano grazie a uno sviluppo espansivo senza precedenti, ha imposto l'esigenza di un generale ripensamento sulle strategie di intervento urbano. Il recupero delle aree dismesse al giorno d'oggi ricopre una notevole importanza soprattutto nell'ottica di una sempre più necessaria attività di riqualificazione di molte aree che per troppo tempo sono state lasciate in balìa di se stesse Molti bambini in Italia vivono in quartieri degradati, dove mancano spazi sicuri dove poter svolgere ogni tipo di attività utile per la loro crescita e il loro benessere. I minori che vivono in aree dove c'è una buona offerta culturale e ricreativa hanno molte più probabilità di raggiungere risultati migliori durante il percorso formativo nelle scuole, rispetto ai coetanei che vivono in contesti dove tale offerta è inesistente. In attuazione dell'articolo 1, commi da 431 a 434, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità 2015), al fine della predisposizione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 ottobre 2015, il «Comitato per la valutazione dei progetti di riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate», con il compito di esaminare i progetti di riqualificazione costituiti da un insieme coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale, elaborati dai comuni. A tale fine è stato istituito, a decorrere dall'esercizio finanziario 2015 e fino al 31 dicembre 2017, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un fondo denominato «Somme da trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la costituzione del Fondo per l'attuazione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate». Occorre rendere tali misure permanenti affinché ci siano risorse e mezzi certi per effettuare una vera riqualificazione delle suddette aree, soprattutto con l'obiettivo di ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale dei minori, anche mediante l'impiego di edifici dismessi e inutilizzati per iniziative sociali, sportive e culturali a favore degli stessi, ove tali strutture siano ubicate in zone adatte a tali scopi. Con il presente disegno di legge, composto da un solo articolo, si intende rendere permanente il Comitato di cui sopra, per la predisposizione di un vero Piano nazionale per la riqualificazione sociale delle aree urbane degradate e, in particolar modo, per ridare a moltissimi bambini quei spazi di gioco, di sport e di cultura, essenziali per la loro crescita e il loro benessere.. 1 1 Al fine di proseguire la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, e in particolar modo di favorire la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale dei minori, il Comitato per la valutazione dei progetti di riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 ottobre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 26 ottobre 2015, ai sensi dell'articolo 1, comma 432, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è trasformato nel Comitato nazionale permanente per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate e la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale dei minori. 2 La composizione, la nomina dei componenti e il funzionamento del Comitato restano disciplinati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 ottobre 2015. 3 I comuni interessati trasmettono i progetti di cui all'articolo 1, comma 431, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, entro il 30 giugno di ciascun anno. 4 Il Comitato valuta i progetti dei comuni sulla base dei criteri già definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 ottobre 2015 e tra questi la riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale dei minori mediante l'impiego di edifici dismessi e inutilizzati per iniziative sociali, sportive e culturali a favore degli stessi, ove tali strutture siano ubicate in zone adatte a tali scopi. 5 Ai fini dell'attuazione del presente articolo, il Fondo di cui all'articolo 1, comma 434, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è rifinanziato con una dotazione pari a 80 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018. 6 Il rappresentante del Governo con delega alle pari opportunità trasmette, entro il 31 dicembre di ciascun anno, una relazione alle Camere contenente un'indicazione analitica dei progetti presentati e quelli finanziati. 7 All'onere derivante dall'attuazione del comma 5, pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.