[ddlpres]

Per i contribuenti che esercitano l'opzione per il regime della trasparenza digitale i rimborsi IVA sono eseguiti, in via prioritaria, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale, anche in assenza dei requisiti di cui all'articolo 30, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Per i contribuenti che esercitano l'opzione per il regime della trasparenza digitale, le sanzioni amministrative in materia tributaria non si applicano se collegate a tributi dovuti per effetto di rettifiche basate su dati, informazioni e documenti condivisi tramite le piattaforme digitali dedicate. In ipotesi diverse, le sanzioni amministrative in materia tributaria sono comunque ridotte della metà e non possono in ogni caso essere applicate in misura superiore al minimo edittale e la relativa riscossione è in ogni caso sospesa fino alla definitività dell'accertamento. La modifica proposta, oltre a incentivare i comportamenti virtuosi e collaborativi dei contribuenti, basandoli sulla trasparenza e sulla buona fede, garantisce un ritorno significativo per l'amministrazione finanziaria, che può avvalersi – senza oneri – di sistemi che semplificano i controlli e ne diminuiscono i tempi e l'invasività nonché i relativi costi (in piena coerenza con quanto previsto dagli Standard Audit File for Tax elaborati a livello internazionale) e che mettono a disposizione dati che possono essere utilizzati per effettuare analisi del rischio e selezioni basate sulle più moderne tecnologie di analisi di big data , nonché per acquisire informazioni necessarie per la precompilazione dei modelli fiscali. L'ulteriore effetto indotto dalla norma, consiste in una spinta alla digitalizzazione degli apparati amministrativi delle imprese. In tal senso la modifica proposta è perfettamente allineata con i più recenti indirizzi di politica fiscale e di contrasto all'evasione in quanto: 1) consente l'ottimizzazione temporale e finanziaria delle procedure di acquisizione, consultazione e verifica dei dati e dei documenti rilevanti ai fini dei controlli da parte dell'amministrazione finanziaria; 2) agevola l'esercizio del potere di autotutela da parte degli uffici, permettendo agli stessi di utilizzare appieno l'istituto che – anche secondo recenti delibere della Corte dei conti (delibera n. 7/2017) – è doverosamente attivato tutte le volte che l'amministrazione si avveda dell'illegittimità anche parziale della pretesa tributaria, in coerenza con il carattere vincolato dell'attività impositiva che deve essere diretta alla corretta applicazione dei tributi; 3) consente l'identificazione di fattispecie di contenzioso o precontenzioso di tipo seriale che possono essere più agevolmente esaminate e risolte sulla base di linee guida omogenee e standardizzate; 4) agevola la definizione in precontenzioso e la conciliazione delle pendenze tributarie (tra il 10 per cento ed 20 per cento delle controversie tributarie sono chiuse con forme di deflazione), snellendo il carico delle commissioni tributarie; 5) favorisce un agevole monitoraggio del tax gap dei contribuenti attraverso un'attività di prevenzione che produce un effetto di deflazione del contenzioso; 6) induce comportamenti di massa più coerenti all'assolvimento degli obblighi tributari al fine di ridurre drasticamente la platea degli inadempienti, in direzione di una crescita della tax compliance e di un miglioramento dei rapporti con i contribuenti, facendo crescere i numeri dell'adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, anche attraverso la semplificazione degli adempimenti; 7) facilita gli adempimenti tributari e migliora i servizi erogati, attraverso l'utilizzo di strumenti tecnologici di semplice e rapido utilizzo, che siano intuitivi e tecnologicamente avanzati: l'adeguatezza dei sistemi che il contribuente può utilizzare per interfacciarsi con l'amministrazione finanziaria gioca, infatti, un ruolo determinante nell'adempimento e favorisce la cooperazione e il dialogo, sia nella fase dell'adempimento che successivamente in sede di autotutela; 8) rafforza il rapporto fiduciario con i contribuenti più « affidabili » nell'assolvimento degli obblighi fiscali, riducendo anche l'invasività dei controlli verso i soggetti considerati a basso rischio; 9) potenzia le modalità di dialogo preventivo utili a prevenire e correggere eventuali errori nella compilazione delle dichiarazioni e persegue l'obiettivo prioritario di rafforzare il rapporto fiduciario con i contribuenti; 10) rende più completo, preciso ed efficace il servizio di precompilazione dei modelli dichiarativi da parte dell'amministrazione finanziaria, diminuendo drasticamente la necessità di controllo e integrazione da parte dei contribuenti; 11) produce un potenziamento nell'azione prioritaria atta al contrasto alle frodi IVA finalizzate all'indebita fruizione dei rimborsi fiscali, alle frodi basate sulla presentazione di lettere d'intento da parte di falsi esportatori abituali e mediante l'estrazione di merci da depositi fiscali, alle indebite compensazioni mediante crediti inesistenti. Le modifiche proposte assicurano un ripensamento innovativo del rapporto tra il fisco e i contribuenti, volto a premiare i comportamenti fiscalmente virtuosi.. 1 1 All'articolo 1 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 3 -ter è inserito il seguente: « 3-quater. I soggetti passivi di cui al comma 3 possono optare per il regime di trasparenza digitale, assicurando la condivisione con l'Agenzia delle entrate, mediante l'utilizzo di piattaforme digitali dedicate, di libri, scritture contabili e documenti, previsti dagli articoli 13 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 600, e 21 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ivi inclusi i prospetti di raccordo tra i dati contabili e le dichiarazioni fiscali, nonché la documentazione di cui all'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. L'opzione ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta in cui è esercitata, ha durata per tre esercizi sociali ed è irrevocabile. Al termine del triennio, l'opzione si intende tacitamente rinnovata per un altro triennio a meno che non sia revocata, secondo le modalità e i termini previsti per la comunicazione dell'opzione. I soggetti passivi di cui al comma 3 possono affidare la gestione per loro conto della condivisione di cui ai periodi precedenti ai soggetti di cui al comma 3 dell'articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 »; b al comma 5, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Le nuove modalità semplificate di controlli a distanza previsti dal presente comma possono prevedere l'utilizzo delle piattaforme digitali previste dal comma 3 -quater , anche nei confronti di contribuenti che non abbiano esercitato l'opzione per il regime di trasparenza digitale »; c dopo il comma 5 -ter sono inseriti i seguenti: « 5-ter.1.