[resaula]

Voi, supini, accettate tutto, in nome del fatto che non si può far altro perché, se si andasse a votare, il rischio sarebbe subire un colpo. Il Governo del cambiamento ha prodotto la malattia di sempre della vecchia politica: si diventa politicisti, si prescinde dai contenuti, si abbandonano le cose che si sono dette con grande certezza e si subisce il fascino del potere per esercitare potere e per fare nomine. Colleghi e amici del MoVimento 5 Stelle, vi auguro che parta davvero un'inversione di tendenza. Vengo ora al decreto crescita. Ciò che colpisce è un dato sintetizzato nella replica del Vice Ministro: non esiste un dato, che sia dell'Istat o dei certificatori internazionali, che sulla congiuntura economica non segni un elemento negativo. Cresce la cassa integrazione, cresce la distanza sulla produttività, diminuisce l'uso dell'energia elettrica per gli impianti industriali; insomma, tutti dati negativi. Non avete intenzione di prenderne atto e raccontate che la diminuzione delle tasse produrrà una grande ripresa. Io sono frontalmente contrario alla flat tax , ma questa la prendo come un'autocritica. Ve l'avevamo detto, discutendo, senza possibilità di incidere, sulla legge di bilancio che avete fatto: voi le tasse le avete aumentate e non diminuite, ma andate in televisione a raccontare il contrario. Prendete i dati Istat contestateli e metteteli in discussione: lo so che non vi fa bene, ma tanto quello che viene detto in quest'Aula rimane qui, perché il sistema di comunicazione è concentrato sulla Sea Watch. Prendetene atto: avete aumentato le tasse, cari colleghi. Volete un altro esempio? Nella legge di bilancio, al di là di come la si pensi, avete smontato il superammortamento: adesso lo rimontate. Questo perché, in verità, non avete alcuna strategia per questo Paese. Criticate i Governi precedenti, ma non avete alcuna visione alternativa e anche le dichiarazioni del vice ministro Garavaglia non risolvono i problemi. Vorrei fare solo un esempio: il vice ministro Garavaglia ha detto di voler semplificare e, per la politica industriale, dare un premio a chiunque investa, dovunque lo faccia. Vorrei far presente che nessun Paese dell'Europa o dell'Occidente che affronta la politica industriale fa una scelta di questo tipo. Noi siamo la seconda manifattura europea, ma - attenzione - nei settori a maggior valore aggiunto nei prossimi anni, dalle biotecnologie alle nanotecnologie, alle scienze della vita, saremo dei nani. Una politica industriale seria, considerando le caratteristiche del nostro sistema produttivo, dovrebbe indirizzare gli investimenti verso i settori e le filiere strategici del futuro; ma di questo non avete la minima idea. Avete adottato tanti provvedimenti, alcuni anche utili e positivi, ma in verità non riuscite a costruire una strategia. Del resto, la pensate in modo opposto tra di voi. Tutte le volte che vi trovate a discutere di qualcosa, non ci date la possibilità di dare un contributo, per una ragione molto semplice: arrivate all'ultimo momento ad una sintesi un po' di qua e un po' di là, un po' a me e un po' a te. È chiaro che non c'è un disegno e che non c'è un progetto per questo Paese. Dite cose sacrosante, come sburocratizzare o sbloccare i cantieri. Vedremo; di fatto, gli investimenti stanno calando e vedremo cosa produrrà quello sbloccacantieri. Avete detto che i provvedimenti sbloccacantieri e crescita produrranno una crescita dello 0,1 per cento; voi l'avete detto. A proposito, vorrei chiedere se in quest'Aula o nelle Commissioni si può fare il punto su cosa sta succedendo sul reddito di cittadinanza e quota 100. Visto che si parla di rilevanti risparmi, ci portate i dati? Informate quest'Assemblea di come siamo messi, di quanto si sta spendendo, di quanto arriva nelle tasche dei cittadini, di quello che sta producendo? Perché, in fondo, la democrazia è questo: voi avete il diritto e il dovere di governare, ma noi come opposizione abbiamo il diritto di chiedervi di darci i dati e di capire cosa sta succedendo. Infine, signor Presidente, colleghe e colleghi, come ho detto anche nel mio intervento di ieri, mi rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore il Servizio sanitario nazionale: l'articolo 14 è un attacco frontale al sistema sanitario nazionale. Se avete il coraggio dite che volete privatizzare; se non avete il coraggio, cambiate quella norma, perché è una vergogna che si metta in discussione un servizio sanitario già in grave crisi. Leggete quello che sta oggi in Rete in relazione agli impegni che si è preso il ministro Bussetti. Signori, noi stiamo chiamando i medici militari e i medici in pensione, stiamo facendo cose inaudite dal punto di vista dell'emergenza e non siete ancora riusciti a fare la scelta fondamentale per affrontare questo problema: aumentare significativamente le specializzazioni e consentire al sistema sanitario di andare avanti. Vorrei che fosse chiaro, lo dico con certezza: nessuno domani potrà dire, in quest'Aula, che non conosceva le conseguenze dell'articolo 14. Avete detto che i fondi sanitari non sono commerciali: vi prego, fermatevi, nell'interesse della dignità e del diritto alla salute dei cittadini. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD e del senatore Di Marzio) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, uno degli slogan più in voga nel 1968 era: «Immaginazione al potere»; nel 2018, però, in Italia non è andata al potere l'immaginazione, bensì la demagogia, la propaganda e l'incompetenza. Avete pomposamente chiamato decreto crescita il provvedimento in esame; mi si lasci dire che di crescita non c'è neanche l'ombra nei tanti articoli che si sono via via aggiunti. C'è la correzione di alcuni clamorosi errori della legge di bilancio del 2019: gli incentivi del piano Impresa 4.0, che avevate smontato e rimettete (meglio tardi che mai); avete cambiato la mini Ires, che non funzionava. Nel provvedimento in esame c'è il contrordine sulle banche, lo dico agli amici 5 Stelle: erano le nemiche del popolo e adesso salvate la Banca Popolare di Bari, però vi vergognate di dirlo perché pudicamente chiamate questa norma «Incentivo fiscale per promuovere la crescita dell'Italia meridionale», ma è un provvedimento salva banche. (Applausi dal Gruppo PD) . Nel decreto-legge in discussione vi è poi una serie di pasticci. Noi avevamo varato la norma per il rientro dei cervelli: è diventata una detassazione generalizzata di tutti quelli che vengono in Italia, compresi i calciatori. Alitalia non si sa che fine farà, però intanto 650 milioni per la compagnia aerea li prenderete dalle bollette elettriche; sul cosiddetto salva Roma e il salva Comuni, 490 milioni saranno presi dal Fondo industria 4.0, cioè soldi sottratti alla crescita e allo sviluppo. Vi è inoltre la madre di tutti i disastri: la ex Ilva di Taranto.