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Questo decreto urgente segna uno spartiacque perché disegna una traiettoria per il futuro, perché c'è un'idea di sviluppo fondata sull'impresa che crea lavoro, estende il fondo di garanzie per le micro, piccole e medie imprese e vuole rilanciare il nostro modello di sviluppo artigiano e dell'imprenditoria legata al territorio, che è versatile, di qualità e che crea lavoro. C'è un modello che difende le imprese perché, quando un'impresa chiude, è difficilissimo che riapra; sono energie perse e che molto spesso non si recuperano. Vuole rilanciare il modello di un'imprenditoria diffusa e giovanile. Le norme che qui ci sono sostengono le partite IVA e l'imprenditoria rurale, che è un pezzo importante della filiera del distretto agroalimentare e del distretto turistico, che attrae mobilità e investimenti, che è un moltiplicatore economico. Ci sono norme che contrastano la desertificazione, che è il pericolo maggiore, che incentivano a tornare a vivere e a scegliere di vivere nei nostri Comuni e nelle aree interne. Ci sono incentivi e c'è una fiscalità speciale e norme per, ad esempio, sostenere la permanenza delle scuole nei piccoli centri. Ci sono norme che permettono nei prossimi mesi di pensare al cratere come a una grande zona economica speciale. Questo decreto-legge segna dal 2016 un passo importante e generoso per porre le fondamenta di una rinascita duratura delle vite, della socialità, del lavoro, della coesione sociale e della sostenibilità. Perché al tempo stesso, vanno ricostruiti il tessuto sociale ed economico, ma anche le case e gli edifici, pubblici e privati. Su questo tema della ricostruzione privata, in particolare, signor Presidente, onorevoli colleghi e signor relatore, avremmo voluto di più e abbiamo detto insieme che in questo decreto-legge, che contiene cose importanti, ci fossero strumenti ulteriori. Ci sono cose molto importanti, in particolare per i piccoli Comuni, però rischia anche di essere un'occasione mancata rispetto alle enormi attese che ci sono sulla ricostruzione, in particolare quella privata. Sono mancati infatti, nella fase finale della scrittura del provvedimento, quell'ascolto e quella partecipazione che pure per lunghe settimane l'avevano caratterizzata e vogliamo che questo lavoro di condivisione riprenda. È tanto più importante per la Regione più colpita, le Marche, che ha i danni più estesi e pervasivi, tra le quattro interessate. C'è una specificità delle Marche, infatti, dove si trovano i due terzi dei Comuni del cratere e il 40 per cento del territorio colpito. Sappiamo che, dopo la tremenda notte del 24 agosto, le scosse del 26 e del 30 ottobre hanno enormemente esteso il fronte della calamità e concentrato i danni maggiori negli 87 Comuni delle Marche, sui 140 del cratere. Nel crinale che collega Ascoli, Fermo e Macerata, la zona della Regione dove gli stravolgimenti dell'economia hanno colpito più duramente già negli anni precedenti, ci sono due aree di crisi industriale, quella del piceno e quella del fermano-maceratese, con distretti fondamentali per l'intero Paese: oltre alla specificità economica, pertanto, ce n'è una legata alle esigenze della ricostruzione. Molte problematiche si sono presentate in corso d'opera, dopo il decreto-legge n. 189 del 2016, tuttora strumento fondamentale. La risposta la sappiamo: dare maggiori funzioni ai Comuni e ai tecnici. In questo decreto-legge, oltre al riconoscimento dell'anticipo delle spese per i tecnici - finalmente! - c'è uno strumento: l'autocertificazione da parte dei professionisti, che è fondamentale, a patto che funzioni e che geometri, geologi, ingegneri e architetti siano messi nella condizione di certificare senza oneri e senza sostituirsi ai Comuni, ai quali vanno date invece maggiori responsabilità. Se questo meccanismo di autocertificazione non dovesse funzionare, c'è il rischio del moltiplicarsi delle conferenze dei servizi e quindi che il meccanismo possa incepparsi, cosa che dobbiamo scongiurare. Per questo abbiamo approvato un ordine del giorno, voluto da noi, per monitorare questo meccanismo e, se necessario, per intervenire su questo, che è il motore della ricostruzione. Consideriamo quello in esame un decreto-legge aperto, anche se per l'ingorgo dei provvedimenti non possiamo intervenire oggi, signor Presidente. Consideriamo il lavoro sul terremoto una continuità strategica, non un unicum a sé stante. In conclusione, l'altro tema dei nostri ordini del giorno riguarda le certezze per il personale, perché servono proroghe per chi lavora nei Comuni e negli uffici speciali della ricostruzione, che consentano ulteriori assunzioni. I soldi ci sono, stanziati da noi, e vanno utilizzati. Chiediamo al Governo di farsi carico della voce dei sindaci e delle categorie e già a gennaio di riprendere un lavoro di condivisione e di intervenire ove necessario. Tutti quanti in quest'Aula, signor Presidente, abbiamo il dovere di non sbagliare e di non trasformare il terremoto in un ring e in un oggetto contundente per politici sciacalli. Abbiamo il dovere di dare certezze e ridare fiducia a chi non vuole andarsene, ha scelto di tornare e farà crescere i propri figli nei luoghi dei propri nonni e concretamente e quotidianamente da tre anni è al fronte con grande forza etica e morale, dimostrando che esiste una grande Italia. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, noi sentiamo parole su parole. Le sentiamo da ore in quest'Aula e le abbiamo sentite per ore ieri, in Commissione ambiente e territorio. Ebbene, si dice che una immagine valga più di cento parole e allora: che cosa è e che cosa è stato il decreto sisma per questo Governo? Lo vedete nella pagina di giornale che vi sto mostrando: un grande spot elettorale, questo sì. Si legge: «Governo schierato per Vincenzo Bianconi». Un provvedimento, com'è stato detto, approvato il 21 di ottobre per andare a sostenere un tappabuchi qualunque, trovato per candidarsi in una Regione, di fatto persa, ed approvato dopo un impegno ben preciso che il premier Conte era andato a prendere nelle zone terremotate. «Non è una passerella», aveva detto il premier Conte. Non è una passerella, difatti, il decreto-legge uscito dal Consiglio dei Ministri era una presa in giro: nove articoletti, quattro pagine, questo è il decreto sisma, annunciato dal Conte bis a una comunità in ginocchio, perché ancora così stanno le comunità dell'area del terremoto. «Non ci saranno più proroghe» aveva detto Conte. Ebbene, forse la misura più consistente di questo provvedimento, nonostante i miglioramenti apportati al testo iniziale, sono proprio delle proroghe. Questo provvedimento, questo spot elettorale, il premier Conte è andato a presentarlo a Narni, in Umbria. Ebbene, Narni si trova a 115 chilometri da Castelluccio di Norcia. È stato detto che questo Governo è distante dalla realtà: non lo è soltanto idealmente, lo è stato anche fisicamente! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .