[resaula]

Pertanto, si registrerà un incremento del costo del trasporto nel traffico roll-on / roll-off (collegamenti con le isole via traghetto ed "autostrade del mare"), in conseguenza del quale più lunga sarà la tratta da percorrere e più aumenteranno i prezzi imposti nei listini dai vettori e si rischia, soprattutto, di infliggere un grave danno alla già fragile economia della Sicilia; tale misura vanifica sul nascere l'efficacia del "Marebonus", incentivo previsto dal Governo italiano per le imprese di trasporto ed il cui intento è quello di sostenere il trasferimento di camion dalla terra al mare, al fine di incrementare lo sviluppo delle autostrade del mare; sulla "stangata dei traghetti" si è registrata un'immediata presa di posizione dell'Associazione delle imprese di autotrasporti, che in una nota a firma del segretario generale, Claudio Donati, ha evidenziato come "Il 'Low Sulphur Surcharge' per i trasportatori che utilizzano i traghetti equivale ad un aumento di circa il 25 per cento del costo del biglietto, a partire dal primo gennaio prossimo e per qualcuno già addirittura dal 16 dicembre scorso"; Assotir ha rilevato come si tratti di "aumenti che molti trasportatori non sono in grado reggere. Tant'è che non è difficile immaginare che una quota consistente di operatori tornerà a viaggiare su strada, considerata, a questo punto, più conveniente, specie per alcune tratte". Si rileva come il regolamento determinato dall'IMO abbia decretato infatti un aumento, a seconda della lunghezza delle tratte, che va da un minimo di 3 euro fino a 14 euro al metro lineare; i rincari vengono giustificati dalle compagnie di navigazione con l'esigenza di procedere all'acquisto di carburante meno inquinante (con minor quantità di zolfo) e di dover fare investimenti per l'acquisto di macchinari per filtrare il carburante tradizionale. Non vi è dubbio che si debbano portare avanti politiche ecosostenibili e piani strategici dediti ad una riduzione di ogni forma di inquinamento del pianeta e nello specifico dei mari, ma gli autotrasportatori e la clientela rischiano di dover sostenere a proprie spese gli investimenti degli armatori, dovendosi così imbattere in una situazione economica insostenibile che rischia di produrre gravi riflessi economici per utenti ed addetti ai lavori, prefigurando in tal modo un contraccolpo al traffico merci, mentre in questi anni si erano incentivati processi per lo spostamento dei traffici dalle strade al mare; preoccupante, ed alquanto anomala, appare la condivisione d'intenti tra gli armatori nell'avvalersi di aumenti, mentre si registra il mancato intervento sulla vicenda da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che, come rimarca Assotir, "si è molto impegnata contro i costi minimi di sicurezza per l'autotrasporto", ma su questa vicenda "stranamente non dà segni di vita". Appare necessaria, pertanto, l'apertura di un tavolo tecnico con enti e soggetti interessati dalla problematica, alla presenza della Regione Siciliana, al fine di scongiurare i molteplici effetti negativi di tali aumenti e trovare soluzioni concertabili ad equa e giusta tutela di tutte le parti, si chiede di sapere: quali misure urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di impedire l'aumento indiscriminato delle tariffe sui prezzi dei trasporti; se non sia il caso convocare le parti interessate al fine di affrontare la situazione ed individuare le opportune iniziative da porre in essere per contrastare i presumibili effetti negativi della normativa internazionale nel nostro Paese. Atto n. 4-02688 PAPATHEU Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Premesso che: il Ministro in indirizzo, il 4 gennaio 2020, in un'intervista al programma "Eta Beta" su Radio 1, ha annunciato la volontà del Governo di introdurre un unico user name e un'unica password per accedere a tutti i servizi digitali della pubblica amministrazione, ipotizzandone la contestuale estensione ai siti privati o all' e-commerce ; il Ministro ha affermato: "Con l'identità digitale noi avremo un'unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali ma questa user e password potrebbe essere utilizzata non soltanto ai servizi digitali della pubblica amministrazione ma anche a quelli del privato: ad esempio per i nostri conti in banca, per prenotare un'auto o per andare al cinema o per comprare su Amazon. Ogni volta che abbiamo una user e una password dovrebbe essere data dallo Stato, che è l'unico soggetto che ha davvero certezza che quello è quel cittadino"; il Ministro ha proposto una password di Stato diversa per ogni cittadino, da utilizzare non solo per i servizi di e-government , ma utile anche alla fruizione dei servizi commerciali più utilizzati sul mercato. Tuttavia i rischi in termini di "cybersicurezza" che deriverebbero da tale iniziativa, se posti in essere, sono di indubbia e ben prevedibile gravità; in un secondo momento, il Ministro ha precisato: "Vediamo di sgombrare il campo da ogni equivoco: l'identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso. In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno, potrebbe essere un ulteriore sistema di autenticazione", e che il riferimento era "alla Spid già usata da 5 mln di italiani"; tale precisazione e sostanziale dietrofront non rassicura ed altresì sembrerebbe comunque confermare la volontà del Governo di dotarsi di una tecnologia di accesso considerata già rischiosa attualmente ed ancor più obsoleta in previsione dei prossimi anni. Non è un caso che oggi i maggiori produttori di smartphone globali stiano invitando gli utenti ad associare alle password ordinarie, o a "pin" numerici che nel tempo sono passati dalle 4 unità di default a 6, i dati biometrici come volto e impronte digitali; questa misura proposta dal Ministro può avere, pertanto, un fondamento tecnologico forse nella fase odierna, ma sicuramente non nel breve-medio periodo e meno che mai in ottica futura; appare chiaro immaginare tutti i rischi del caso che ne deriverebbero, se le password del nostro Paese venissero immagazzinate in un database di 40 milioni di dati: si determinerebbe un incalcolabile danno per la privacy e la sicurezza di cittadini e imprese; non è difficile immaginare che tale archivio diventerebbe un obiettivo delle agenzie di sicurezza degli altri Governi intenzionati ad acquisire una quantità strategica di informazioni e dati sensibili, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fornire chiarimenti sulle affermazioni citate ed in particolare sulla volontà di istituire un accesso unico, semplificato ma eterodiretto da un'entità pubblica che poi ne avrebbe il pieno controllo, e ne dovrebbe persino garantire la conservazione; quali iniziative intenda assumere per contrastare i rischi di violazione ed utilizzo improprio dei dati. Atto n. 4-02689 PAPATHEU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: Trenitalia ha previsto dal 1° gennaio 2020 un aumento del 10 per cento di biglietti e abbonamenti (settimanali, mensili e annuali). Tale decisione va a colpire in particolare i pendolari in una situazione che soprattutto in Sicilia continua ad essere caratterizzata da disagi e disservizi per l'utenza.