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L’operazione Atalanta – secondo quanto previsto dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1814 (2008), 1816 (2008), 1838 (2008), 1846 (2008), 1851 (2008), 2125 (2013), 2184 (2014), richiamate, in ultimo, dalla risoluzione 2246 (2015) del 10 novembre 2015 – ha il compito di svolgere attività di prevenzione e contrasto degli atti di pirateria ed è condotta in modo conforme all’azione autorizzata in caso di pirateria in applicazione degli articoli 100 e seguenti della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, firmata a Montego Bay il 10 dicembre 1982, ratificata dall’Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689, al fine di contribuire: – alla protezione delle navi del PAM (programma alimentare mondiale) che inoltrano l’aiuto umanitario alle popolazioni sfollate della Somalia, conformemente al mandato della risoluzione 1814 (2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; – alla protezione delle navi vulnerabili che navigano al largo delle coste somale, nonché alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo delle coste somale, conformemente al mandato definito nelle risoluzioni 1846 (2008) e 1851 (2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Atalanta può contribuire, come compito secondario non esecutivo, nei limiti dei mezzi e delle capacità esistenti e su richiesta, all'approccio integrato dell'UE per la Somalia e alle pertinenti attività della comunità internazionale, aiutando in tal modo ad affrontare le cause profonde della pirateria e le sue reti. Il mandato di Atalanta prevede: – protezione delle navi del PAM, anche con la presenza di elementi armati di Atalanta a bordo delle navi interessate, anche quando navigano nelle acque territoriali e interne della Somalia; – protezione delle navi mercantili che navigano nelle zone in cui essa è spiegata, sulla base di una valutazione della necessità effettuata caso per caso; – sorveglianza delle zone al largo della Somalia, comprese le sue acque territoriali e interne che presentano rischi per le attività marittime; – adozione delle misure necessarie, compreso l'uso della forza, per dissuadere, prevenire e intervenire per porre fine agli atti di pirateria o alle rapine a mano armata che potrebbero essere commessi nelle zone in cui essa è presente; – arresto, fermo e trasferimento delle persone che si sospetta intendano commettere, commettano o abbiano commesso atti di pirateria o rapine a mano armata nelle zone in cui essa è presente; sequestro delle navi di pirati o di rapinatori o delle navi catturate a seguito di un atto di pirateria o di rapina a mano armata e che sono sotto il controllo dei pirati o dei rapinatori, nonché requisizione dei beni che si trovano a bordo, al fine dell’eventuale esercizio di azioni giudiziarie da parte degli Stati competenti; – collegamento con le organizzazioni e gli organismi nonché gli Stati che operano nella regione per lottare contro gli atti di pirateria e le rapine a mano armata al largo della Somalia; – raccolta e trasmissione all'Ufficio centrale nazionale INTERPOL degli Stati membri e a EUROPOL (Ufficio europeo di polizia), conformemente al diritto applicabile, di dati personali delle persone fermate relativi a caratteristiche che possono contribuire alla loro identificazione; – monitoraggio delle attività di pesca al largo della Somalia e sostegno al regime di concessione di licenze e di registrazione per la pesca artigianale e industriale nelle acque sotto la giurisdizione somala sviluppato dalla FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), con l'esclusione di qualsiasi attività di contrasto; – instaurazione di rapporti con le entità somale e le società private che operano a loro nome, attive al largo della Somalia nel settore più ampio della sicurezza marittima, al fine di comprenderne meglio le attività, le capacità e le operazioni di eliminazione dei conflitti in mare; – assistenza alle missioni EUCAP Nestor ( European Union’s capacity building effort in the Horn of Africa and the Western Indian Ocean ), EUTM Somalia ( European Union Training Mission ), nonché al rappresentante speciale dell'UE per il Corno d'Africa, su loro richiesta, attraverso supporto logistico, prestazione di consulenze o formazione in mare, nel rispetto dei rispettivi mandati, e collaborazione per l’attuazione dei pertinenti programmi dell'UE, in particolare il programma di sicurezza marittima regionale (MASE); – sostegno alle attività del gruppo di monitoraggio di Somalia ed Eritrea (SEMG) ai sensi delle risoluzioni 2060 (2012), 2093 (2013) e 2111 (2013) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, monitorando e comunicando al SEMG le navi sospettate di sostenere le reti di pirati. Il quartier generale della missione (EU OHQ) ha sede a Northwood (Regno Unito). L’area delle operazioni si estende tra il Golfo di Aden, il Mar Arabico, il bacino somalo e l’Oceano Indiano. Tale area è stata estesa dalla decisione 2012/174/PESC del Consiglio dell’Unione europea nel senso di consentire, in presenza di determinate condizioni, azioni anche a terra (limitatamente a una definita fascia costiera). Il comma 2 autorizza la spesa per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate EUTM Somalia ed EUCAP Nestor e alle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano occidentale. La missione EUTM Somalia , istituita dalla decisione 2010/96/PESC del Consiglio dell’Unione europea del 15 febbraio 2010, modificata e prorogata, in ultimo, fino al 31 dicembre 2016, dalla decisione (PESC) 2015/441 del Consiglio del 16 marzo 2015, è una missione militare di formazione, intesa a contribuire alla costituzione e al rafforzamento delle forze armate nazionali somale (SNAF) che rispondono al governo nazionale somalo, in coerenza con le esigenze e le priorità della Somalia. Per conseguire tale scopo, alla missione sono assegnati i seguenti compiti: – fornire inquadramento, consulenza e sostegno alle autorità somale per la costituzione delle SNAF, l’attuazione del piano somalo per la sicurezza e la stabilizzazione nazionali e le attività di addestramento delle SNAF; – fornire sostegno, nell’ambito dei suoi mezzi e delle sue capacità, ad altri attori dell’Unione europea per l’attuazione dei rispettivi mandati nel campo della sicurezza e della difesa in Somalia. La missione militare dell'UE è schierata in Somalia, sia per contribuire ad un potenziamento istituzionale nel settore della difesa attraverso la consulenza strategica, sia per fornire un sostegno diretto all'esercito nazionale somalo attraverso la formazione, la consulenza e l'accompagnamento. La missione si tiene inoltre pronta a fornire sostegno, nell'ambito dei suoi mezzi e delle sue capacità, ad altri attori dell'Unione per l'attuazione dei rispettivi mandati nel campo della sicurezza e della difesa in Somalia. Il comando della missione è ubicato in Somalia, presso l'aeroporto internazionale di Mogadiscio. Esso svolge le funzioni di comando operativo e di comando della forza e comprende un ufficio di collegamento e sostegno a Nairobi e una cellula di sostegno a Bruxelles.