[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, (Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all'estero e di lavoro irregolare), convertito, con modificazioni, in legge 23 aprile 2002, n. 73, promossi con ordinanze del 12 e del 29 luglio 2004 dalla Commissione tributaria di primo grado di Trento, del 21 giugno 2004 dalla Commissione tributaria provinciale di Caserta, del 27 ottobre e del 4 novembre 2004 dalla Commissione tributaria provinciale di Macerata, del 19 novembre 2004 dalla Commissione tributaria di primo grado di Bolzano, del 22 luglio 2004 (n. 3 ordinanze) dalla Commissione tributaria provinciale di Forlì, del 24 novembre 2004 dalla Commissione tributaria provinciale di Bari, del 15 dicembre 2004 (n. 3 ordinanze) dalla Commissione tributaria provinciale di Benevento, rispettivamente iscritte ai nn. 928 e 980 del registro ordinanze 2004 ed ai nn. 27, 55, 56, 73, da 132 a 134, 170, 198, 199 e 200 del registro ordinanze 2005 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 47 e 49, prima serie speciale, dell'anno 2004 e nn. 7, 8, 9, 11, 13 e 15, prima serie speciale, dell'anno 2005. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 6 luglio 2005 il Giudice relatore Ugo De Siervo. Ritenuto che, con ordinanza in data 12 luglio 2004 (reg. ord. n. 928 del 2004) , la Commissione tributaria di primo grado di Trento ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto legge 22 febbraio 2002, n. 12 (Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all'estero e di lavoro irregolare), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 23 aprile 2002, n. 73, in relazione agli artt. 3 e 24 Cost.; che il rimettente, in punto di fatto, premette di essere stato investito del ricorso avverso l'atto della Agenzia delle entrate, Ufficio di Borgo Valsugana, con cui era stata irrogata la sanzione prevista dall'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, per avere l'esercente impiegato lavoratori dipendenti non risultanti «da scrittura o da altra documentazione obbligatoria»; che il giudice a quo ritiene che l'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002 irragionevolmente equiparerebbe situazioni tra loro assolutamente diverse, dal momento che, ai fini della determinazione della sanzione, farebbe indiscriminato riferimento al primo gennaio dell'anno, indipendentemente dalla gravità delle situazioni concrete; che, a suo avviso, risulterebbe in tal modo violato anche «il principio di proporzionalità fra sanzione e condotta antigiuridica»; che, inoltre, la disposizione censurata violerebbe il diritto di difesa, in quanto porrebbe una presunzione assoluta quanto all'inizio del rapporto di lavoro irregolare, mentre sarebbe esclusa la possibilità di provare che il rapporto medesimo è insorto in data diversa; che, infine, quanto alla rilevanza della questione, il rimettente afferma che il ricorrente nel giudizio a quo ha prodotto documentazione per dimostrare che il rapporto di lavoro era stato instaurato non il primo gennaio, bensì nell'agosto del 2002; che lo stesso rimettente, con analoga ordinanza in data 29 luglio 2004 (reg. ord. n. 980 del 2004) , ha sollevato questione di costituzionalità relativa alla medesima disposizione, indicando come ulteriore parametro costituzionale, asseritamente violato, l'art. 25 della Costituzione, in quanto la disposizione censurata sancirebbe il cumulo con tutte le altre sanzioni a vario titolo applicabili alla stessa condotta materiale, in modo da «palesare una evidente ulteriore sproporzione» in relazione alla effettiva gravità dell'illecito previsto dalla norma; che, con ordinanza in data 21 giugno 2004 (reg. ord. n. 27 del 2005) , anche la Commissione tributaria provinciale di Caserta ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, in relazione all'art. 3 Cost.; che il giudice a quo riferisce di essere chiamato a giudicare su di un ricorso promosso avverso l'atto con cui l'Agenzia delle entrate di Caserta ha irrogato la sanzione di cui al citato art. 3, a seguito dell'accertamento presso la società ricorrente dello svolgimento di attività lavorativa da parte di un lavoratore che non risultava iscritto nei libri obbligatori; che la Commissione tributaria di Caserta ritiene non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002 in relazione all'art. 3, primo comma, Cost., «nella parte in cui stabilisce che la sanzione è calcolata sulla base del costo del lavoro calcolato sulla base dei vigenti C.C.N. per il periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la data di constatazione della violazione, così violando il principio di uguaglianza della legge, il principio di ragionevolezza e proporzionalità nell'applicazione delle sanzioni e il principio di predeterminazione e certezza delle leggi e delle relative sanzioni»; che, con ordinanza depositata il 27 ottobre 2004 (reg. ord. n. 55 del 2005), la Commissione tributaria provinciale di Macerata ha prospettato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 73 del 2002, in relazione agli artt. 3 e 24 Cost., in sede di giudizio di impugnazione di una sanzione irrogata ai sensi della disposizione censurata; che la Commissione tributaria di Macerata ritiene che tale disposizione contrasterebbe con il principio di uguaglianza, in quanto farebbe dipendere l'entità della sanzione non già dalla gravità della violazione, bensì dal momento in cui è stata accertata; che, ad avviso del rimettente, sarebbe inoltre violato l'art. 24 Cost., dal momento che la presunzione assoluta contenuta nella norma comprimerebbe il diritto di difesa in ordine all'impossibilità di fornire una prova contraria, rispetto alla presunzione assoluta stabilita dalla legge, in merito alla data d'inizio del rapporto irregolare; che, con ordinanza depositata il 4 novembre 2004 (reg. ord. n. 56 del 2005) , la stessa Commissione tributaria, in un giudizio avente il medesimo oggetto di quello sopra richiamato, ha esteso la questione di legittimità costituzionale del citato art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, con riferimento agli ulteriori parametri di cui agli artt. 25, 27 e 102 Cost.;