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l'art. 1, commi dal 534 al 542, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, prevede lo stanziamento di ulteriori risorse per la rigenerazione urbana nei Comuni nella misura di 300 milioni di euro per l'anno 2022, destinati a Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti che, in forma associata, presentano una popolazione superiore a 15.000 abitanti e a Comuni che non risultano beneficiari delle risorse attribuite con il decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 6 marzo 2021; tale definizione della platea dei potenziali beneficiari non tiene conto delle maggiori difficoltà per i Comuni sotto i 15.000 abitanti di attrarre risorse necessarie per progetti di rigenerazione urbana. Inoltre, il requisito dell'associazione di Comuni sotto i 15.000 abitanti costituisce un ulteriore ostacolo alla presentazione di progetti da parte dei Comuni più piccoli, che spesso non hanno la dotazione di personale e le capacità amministrative tali da progettare opere pubbliche di rigenerazione urbana in grado di avere respiro sovracomunale; il requisito dell'associazione fra Comuni per gli enti con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti risulta controintuitivo anche alla luce della natura degli interventi finanziabili dai fondi stanziati dal comma 534, dal momento che molti enti locali hanno necessità diverse che, pur rientrando nella macrocategoria della "rigenerazione urbana", sono difficilmente compatibili fra loro, richiedendo pertanto elaborazioni progettuali separate e quadri economici di volume maggiore rispetto a quanto finanziabile secondo il comma 535, lettera a) ; considerato che il combinato disposto delle norme di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021 e delle disposizioni di cui al già citato articolo 1, commi dal 534 al 542, della legge n. 234 rischia di escludere gli enti locali con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti dal riparto delle risorse sulla rigenerazione urbana in una fase storica in cui molti Comuni, invece, fanno affidamento su tali risorse e su quelle derivanti dalle linee di finanziamento del piano nazionale di ripresa e resilienza per attrarre investimenti di rigenerazione urbana sui propri territori, in assenza di capacità reali di investimento con risorse proprie per interventi di quella dimensione, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché siano dedicate specifiche risorse per la rigenerazione urbana ai Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti nel primo provvedimento utile, anche attivandosi, se necessario, al fine di rimuovere il vincolo dell'associazione tra Comuni con popolazione sotto i 15.000 abitanti per l'accesso alle risorse. Atto n. 3-03058 DE FALCO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa Premesso che: da giorni la crisi tra Ucraina e Russia si accentua con il rischio sempre più concreto di una guerra tra i due Paesi; la Russia sta ammassando truppe ai confini dell'Ucraina, mentre prosegue la guerra civile nella zona del Donbass separatasi da Kiev su spinta di Mosca; l'Ucraina al contempo sta ricevendo ingenti forniture d'armi dalla NATO, dopo l'autorizzazione degli Stati Uniti; proprio questo intervento della NATO rischia di trasformare un drammatico confronto locale nella prima guerra europea generalizzata del XXI secolo; considerato che, a giudizio dell'interrogante: il "rischio Sarajevo 1914", ossia lo scivolare in una spirale catastrofica di errori e forzature che portarono alla tragedia del primo conflitto mondiale, è altissimo stante la tensione sempre più forte tra Stati Uniti e Russia, tensione che riporta alla memoria i momenti peggiori della "guerra fredda"; l'Unione europea, priva di un esercito e di una vera politica estera comune sembra, ancora una volta, muoversi in ordine sparso senza un coordinamento unitario che sarebbe indispensabile; al contrario la NATO sta mettendo in atto un dispiegamento di forze nei Paesi limitrofi all'Ucraina (Lituania in particolare) anche in risposta all'invio di truppe russe in Bielorussia per quella che viene definita "esercitazione" ma che ha messo in allarme le Repubbliche baltiche; gioca ricordare che l'allargamento ad est della NATO è stato usato da Putin in questi anni come argomento per giustificare la sua politica aggressiva nei confronti dei vicini Paesi ex sovietici; in questo scenario di quasi guerra non è chiara la posizione del Governo italiano, che appare preoccupato di preservare i rifornimenti di gas pur continuando a tenere in piedi, con gli atri partner europei, le sanzioni contro Mosca; visto che storicamente l'Italia ha saputo spesso giocare un ruolo di mediazione tra campi contrapposti ed in apparenza incomunicabili tra loro, ed è auspicabile che il nostro Governo sappia rinnovare questa positiva tradizione diplomatica del nostro Paese, si chiede di sapere quali iniziative di carattere distensivo intenda intraprendere il Governo italiano per contribuire a ridurre la tensione, collaborando così alla necessaria conservazione della pace in Europa. Atto n. 3-03061 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: l'Associazione Italiana di Oncologia Medica, nell'ultimo rapporto denominato «I numeri del cancro in Italia» presentato nel mese di ottobre 2021 all'Istituto superiore di sanità, ha stimato che i tassi di mortalità per tutti i tumori risultano diminuiti circa del 10 per cento negli uomini e dell'8 per cento nelle donne tra il 2015 e il 2021. Le percentuali di sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori sono risultate in incremento, attestandosi al 59,4 per cento negli uomini ed al 65 per cento nelle donne; il Piano nazionale oncologico in Italia è scaduto nel 2016 ed è urgente approvare quanto prima un nuovo piano basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico, in cui sia inserito un sistema di indicatori delle performance a livello regionale; il 3 febbraio 2020 è stato approvato il Piano europeo di lotta contro il cancro (COM (2021) 44), che riconosce la necessità di un rinnovato impegno per affrontare l'intero decorso della malattia, comprese le rilevanti implicazioni sociali ad essa connesse; il documento europeo è strutturato intorno a quattro ambiti di intervento fondamentali: 1) prevenzione, 2) individuazione precoce della malattia; 3) diagnosi e trattamento; 4) qualità della vita dei pazienti oncologici e delle persone guarite dal cancro. Ogni ambito è articolato in obiettivi strategici, a loro volta sostenuti da dieci iniziative faro e da molteplici azioni di sostegno; il 27 ottobre 2020 l'interrogante ha presentato altresì la mozione 1-00289, centrata sul paziente oncologico e sulle sue esigenze in tempi di pandemia, nella quale si impegnava il Governo a porre rimedio alle carenze del SSN, costituendo e attivando reti oncologiche in tutte le regioni; il Senato ha approvato all'unanimità la mozione citata, che ebbe parere positivo da parte del Governo;