[resaula]

anche il suo predecessore, Bernardo Magrì, in carica fino al 10 ottobre 2018, era in palese conflitto di interessi, in quanto ricopriva anche la carica di direttore generale di una holding quotata in borsa (Astm, Sitaf, Tecnositaf, Sina, tutte società del gruppo Gavio); Ugo Dibennardo, direttore della Direzione e coordinamento territoriale Anas, ex capo compartimento Anas veneto, nominato amministratore delegato di CAV-Concessioni autostradali venete SpA, si chiede di sapere: se risponda al vero che il dirigente Anas Rocco Girlanda non si sia mai recato sul posto di lavoro, perché distaccato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e, in caso affermativo, se non si renda urgente verificare la liceità di assunzione ed incarichi, con conseguente richiesta di rifusione degli emolumenti percepiti durante il distacco al Ministero; se non si ritenga di segnalare agli organi competenti l'esistenza di eventuali danni erariali per la mancata vigilanza relativa al controllo delle presenze di Girlanda nel periodo di distacco; se il Ministro in indirizzo non abbia il dovere di fare chiarezza sulla passata gestione di Anas International, lambita da sospetti di irregolarità, e se la nomina di Perosino, già legato alla gestione di Armani, non vada proprio nella direzione opposta alla doverosa chiarezza e trasparenza. Atto n. 4-01677 PESCO BOTTICI LANNUTTI PARAGONE DELL'OLIO GALLICCHIO PELLEGRINI Marco ACCOTO PACIFICO CORBETTA DONNO LANZI ROMANO LA MURA D'ANGELO GUIDOLIN PIRRO PRESUTTO MANTERO MATRISCIANO GAUDIANO PETROCELLI FERRARA LOMUTI Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella puntata di "Quarto grado" del 15 giugno 2018 è stato ribadito un coinvolgimento di David Rossi con il Ministero dell'interno, che, nonostante i tentativi della redazione giornalistica, non ha ottenuto riscontri; i fatti relativi alla morte di Rossi sono già stati ripresi in altri atti di sindacato ispettivo, ma ulteriori dubbi sorgono sulle indagini condotte. Ci si riferisce in particolare a quanto emerso in data 1° febbraio 2019, durante la trasmissione televisiva "Quarto Grado": l'ingegnere Scarselli, ex consulente della famiglia "Rossi" avrebbe dichiarato la scomparsa di un telefono cellulare, modello "BlackBerry Curve 2011", uno dei tre che erano nella disponibilità del defunto manager . I telefoni erano originariamente due: oltre al modello citato, munito di tastierino alfanumerico che Rossi utilizzava come telefono master , ci sarebbe stato anche un vecchio modello BlackBerry Pearl 2010. Ogni apparecchio cellulare è dotato di un codice Imei univoco, registrato nei tabulati telefonici; da questi tabulati apparrebbe una significativa divergenza rispetto alla realtà e ne darebbe atto l'ingegner Scarselli durante la trasmissione; riferisce che amici e familiari della vittima ricordano che Rossi ha continuato a utilizzare il telefonino modello Curve anche dopo il 15 gennaio 2013, fino ai giorni prima della sua morte, a differenza di quanto riportato dai tabulati, che indicano come ultima data di utilizzo di quel codice Imei proprio il 15 gennaio. Data in cui Rossi avrebbe ricevuto un nuovo telefono aziendale modello "IPhone" (terzo apparecchio). Una nuova SIM venne inserita sul nuovo telefono "iPhone", come risulta dai tabulati, mentre l'altra SIM veniva trasferita nel vecchio BlackBerry Pearl, che venne da lì utilizzato in via preferenziale. Nell'istanza di acquisizione dei tabulati telefonici, inviata a tutti gli operatori telefonici, si richiedeva tutto il traffico telefonico relativo a tutte le SIM e a tutti i cellulari (Imei); secondo l'ingegner Scarselli però non furono cercati e forniti tutti i dati richiesti, ma solo le rilevanze inerenti al numero di telefono in uso a Rossi, visto che lo stesso Rossi continuò ad utilizzare, probabilmente con un'altra SIM, il modello BB Curve 2011, di cui però nei tabulati non risulta traccia; la tristemente nota e-mail che preannuncerebbe l'evento suicidario, che si presume Rossi abbia inviato al dottor Viola, è stata spedita il giorno 4 marzo, alle 10.13 di mattina; dopo la morte di Rossi risulta però che vennero ritrovati solo il vecchio BlackBerry e l'iPhone sulla sua scrivania. Il telefono BB Curve 2011 non è mai stato ritrovato e non risulta sia mai stato cercato o acquisito dalla magistratura, nonostante sia un elemento chiave delle indagini, dato che è stato visto in uso da Rossi fino all'ultimo. Comprendere come ciò sia stato possibile è di fondamentale importanza. Anche alla luce delle incongruenze riscontrate in merito agli hard disk in uso a David Rossi, come la trasmissione "Quarto Grado" (1° dicembre 2018) ha evidenziato: le copie forensi dei supporti di memoria, sia del personal computer da tavolo presente in ufficio, sia dei suoi due portatili, sarebbero illeggibili, e sembrano essere state eseguite in un orario improbabile (le 4 di notte del 7 marzo 2013, con l'ufficio di Rossi sigillato e inaccessibile). Stabilire quale strumento abbia utilizzato il defunto dirigente Monte dei Paschi di Siena per inviare il suo ipotetico messaggio di disperazione era forse il primo passaggio da assolvere nelle indagini, onde escludere il coinvolgimento di terze persone, soprattutto alla luce di tutti gli scambi e-mail precedenti e successivi, nei quali non si è mai fatto riferimento alla gravità delle parole di quel singolo, quindi anomalo, messaggio ; e-mail in cui lo stesso giorno affermava di voler parlare coi magistrati che avevano perquisito casa sua pochi giorni prima, per "ricostruire gli scenari" che secondo lui lo vedevano come "elemento di un sistema e di un giro sbagliati". A cosa facesse riferimento non è ancora dato sapere: forse erano informazioni che si sarebbero potute recuperare dal vecchio BB Curve 2011, mai ritrovato e di fatto mai cercato; secondo la trasmissione "Le Iene" del 21 marzo 2019, Monteleone torna ai viaggi "romani" di Rossi, che sembrano essere confermati. Si apprende anche della presenza sulla scrivania di Rossi di un'annotazione riferita a Ettore Gotti Tedeschi, all'epoca direttore dello Ior e precedentemente promotore dell'acquisto per conto del Banco Santander della Banca Antonveneta successivamente venduta a banca Monte dei Paschi di Siena; il banchiere, intervistato, asserirebbe di non aver mai incontrato Rossi. Il post it in questione, nella foto scattata il 6 marzo 2013, non apparirebbe, mentre comparirebbe nella foto del 12 aprile successivo ("Quarto Grado" del 1° febbraio 2019). Su Antonveneta il banchiere dichiara "credo fosse vero" in merito all'esistenza di 4 conti correnti aperti da uomini riconducibili alla Fondazione Montepaschi. Conferma anche che quei conti possono essere stati utilizzati per pagare tangenti, dicendo: "Sono tangenti, mi pare evidente", e in riferimento a possibili tangenti per la politica risponde "È evidente! Ma nessuno le confermerà l'esistenza di quei conti, perché lì c'era di tutto! Qua si tratta della Curia vaticana. Lì dentro c'era tutto quello che lei non può immaginare. C'erano delle persone che in un secondo cambiavano le intestazioni di tutti i conti.