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Tra le norme proposte -- alcune delle quali già vigenti -- va sottolineata, per la sua rilevanza, quella che fissa al 4 per cento l'aliquota IVA sull'acquisto dei beni e servizi occorrenti per lo svolgimento dell'attività dei partiti o attinenti alle spese elettorali dei partiti registrati e dei loro candidati. L'articolo 40 prevede un contributo per il rimborso delle spese sostenute dai comitati promotori dei referendum , a condizione che entro novanta giorni dalla data di svolgimento del referendum sia depositato presso la Commissione di garanzia il rendiconto delle spese sostenute, redatto secondo un modello dalla stessa predisposto. * * * Nel titolo IV sono contenute le disposizioni relative alle spese per le campagne elettorali. Le norme ricalcano quelle previste dalla legge n. 515 del 1993, ma le estendono alle campagne elettorali per il rinnovo del Parlamento europeo e dei consigli provinciali e comunali e dettano più rigorose procedure per quanto riguarda la documentazione delle spese dei partiti. All'articolo 41 sono fissati i tetti di spesa per la campagna elettorale di ciascun partito, che variano a seconda del tipo di consultazione elettorale. Con l'articolo 42 viene stabilito che, sia per raccogliere i contributi sia per sostenere le spese del partito durante la campagna elettorale, debbano essere aperti degli appositi conti correnti da parte del segretario amministrativo centrale e di quelli delle articolazioni territoriali, dal giorno successivo alla indizione dei comizi elettorali. Si prescrive poi che il rendiconto complessivo relativo alla campagna elettorale del partito, comprensivo di quelli delle articolazioni periferiche, unitamente agli estratti dei conti correnti, sia depositato presso la Commissione di garanzia per il relativo controllo. All'articolo 43 vengono dettate le disposizioni relative ai tetti di spesa per la campagna elettorale dei candidati, che variano in relazione al tipo di consultazione ma che riguardano tutte le scadenze elettorali, da quelle per il Parlamento europeo a quelle per i consigli circoscrizionali. L'articolo 44, ricalcando le previsioni della legge n. 515 del 1993, vincola il candidato al rispetto di alcune procedure per la raccolta dei fondi e detta i limiti per le singole contribuzioni. Sempre all'articolo 44 è previsto l'obbligo di deposito del rendiconto della campagna elettorale presso la Commissione di garanzia e presso l'organo al quale il candidato è stato eletto. L'articolo 45 elenca come devono essere classificate le spese che si riferiscono alla campagna elettorale, mentre l'articolo 46 ribadisce che debba essere inviata da parte dei comuni agli elettori la comunicazione sulle variazioni relative all'ambito territoriale dei collegi (disposizione già presente nella legge n. 515 del 1993). Agli articoli 47 e 48 viene previsto che ogni strumento di propaganda elettorale debba riportare il nome del candidato o del suo mandatario responsabile, ovvero il nome del segretario amministrativo del partito committente. Nell'ultimo mese antecedente la data delle elezioni, sono vietati manifesti, inserzioni pubblicitarie e spot di propaganda personale, ad eccezione degli annunci di manifestazioni, tavole rotonde, dibattiti. Le spese sostenute dai partiti a favore dei singoli candidati devono essere computate, ai fini dei limiti di spesa, tra le spese del candidato o pro quota dei candidati cui si riferiscono, al pari di quelle sostenute da terzi committenti responsabili. Per garantire il rispetto degli spazi fissati per le affissioni, ponendo fine al sistema del «manifesto selvaggio», visto che gli attuali divieti non sono stati rispettati, si modifica, con l'articolo 49, la legge 4 aprile 1956, n. 212. Si prevede, cioè, che le affissioni possano essere effettuate solo per il tramite delle amministrazioni comunali, che per i partiti registrati e per i loro candidati le affissioni siano gratuite e che i segretari amministrativi siano, per l'ambito territoriale di loro competenza, responsabili delle affissioni dei manifesti del partito e dei suoi candidati e debbano versare una cauzione che non verrà restituita nel caso di affissione fuori dai tabelloni o ad opera di soggetti diversi dal servizio affissioni del comune. Per il rimborso ai comuni delle spese effettuate per le affissioni viene istituito un apposito fondo presso il Ministero dell'interno. L'articolo 50 regolamenta la propaganda telefonica tramite terzi. * * * Il titolo V è dedicato ai poteri della Commissione di garanzia e alle sanzioni che devono essere inflitte in caso di mancato rispetto della disciplina dettata nei precedenti titoli del disegno di legge. L'articolo 51 individua le competenze e i poteri della Commissione di garanzia, mentre gli articoli 52 e 53 definiscono le procedure attraverso le quali la Commissione di garanzia contesta, al legale rappresentante e al segretario amministrativo del partito o ai candidati, il mancato deposito del bilancio o del rendiconto, la violazione degli obblighi fissati dalla legge e il superamento dei tetti di spesa per le campagne elettorali. È prevista la trasmissione degli atti alla procura della Repubblica competente, qualora la Commissione di garanzia riscontri fatti penalmente rilevanti. Le sanzioni che la Commissione di garanzia infligge sono tutte di carattere pecuniario. L'articolo 54, commi 1 e 2, colpisce con una sanzione amministrativa pecuniaria sia colui che eroga sia colui che riceve contributi in violazione dell'articolo 32 (che vieta i contributi da parte dei soggetti pubblici) e dell'articolo 33 (che stabilisce le procedure necessarie per il finanziamento da parte delle società private). Alla sanzione pecuniaria si aggiunge la sanzione dell'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per un periodo di tre anni per chi eroga i contributi, e della perdita dell'elettorato passivo per lo stesso periodo, per chi li riceve. In caso di denuncia mancata o non veritiera di contributi consentiti dalla legge è invece prevista la sola sanzione pecuniaria (articolo 54, comma 3). Le sanzioni previste per i partiti consistono nella perdita del diritto ai rimborsi elettorali e di tutte le altre agevolazioni per il partito politico e per i suoi candidati (articolo 55). In caso di violazione degli obblighi previsti per i candidati è stabilita una sanzione amministrativa pecuniaria, cui consegue, nei casi più gravi, l'ineleggibilità del candidato e la decadenza dalla carica, se eletto (articolo 56). L'articolo 57 contempla una sanzione amministrativa pecuniaria per chi violi l'obbligo di riportare il nome del committente su uno strumento di propaganda elettorale o non rispetti le disposizioni sulla propaganda telefonica tramite terzi. L'articolo 58 apporta una modifica alla legge n. 212 del 1956 in tema di affissioni, elevando sensibilmente l'ammontare della sanzione amministrativa pecuniaria ivi prevista. * * * Nel titolo VI, l'articolo 59 modifica la legge 5 luglio 1982, n. 441, sulla pubblicità della situazione patrimoniale dei titolari di cariche elettive, al fine di coordinare tali disposizioni con le nuove norme istitutive della Commissione di garanzia.