[pronunce]

che, nel caso di specie, l'art. 68 della legge n. 144 del 1999, proprio per garantire un minimo di trattamento uniforme ai giovani interessati, avrebbe previsto che il regolamento stabilisse anche i tempi per gli interventi rivolti a potenziare la loro crescita culturale; che, secondo la difesa erariale, con specifico riferimento al secondo comma dell'art. 2 del decreto impugnato, comunque si voglia configurare l'autonomia della Provincia di Trento, certamente non potrebbe essere intesa nel senso che lo Stato sia tenuto ad erogare risorse ingenti anche quando la Provincia non sia in grado di svolgere l'attività finanziata, con danno per lo Stato e senza vantaggi reali per nessuno; che, con specifico riferimento al quarto comma dell'art. 2 del decreto impugnato, la difesa erariale fa presente che il finanziamento è previsto per il 2001 e che, tenuto conto degli obiettivi, non potrebbe considerarsi irragionevole una norma che dopo due anni richieda che almeno il 70% sia stato speso; che, quanto alla presunta violazione del principio di legalità, la difesa erariale osserva che, se si riconosce che allo Stato era consentito fissare i tempi per la erogazione e per la utilizzazione delle risorse, eventuali illegittimità che, sotto altri profili, fossero rilevabili nell'atto di esercizio, andrebbero fatte valere davanti al giudice amministrativo, nell'ambito della generale giurisdizione di legittimità; che in prossimità dell'udienza pubblica ha depositato una memoria l'Avvocatura generale dello Stato, insistendo, anche con ulteriori argomentazioni, per il rigetto del ricorso; che ha depositato una memoria anche la ricorrente Provincia di Trento, rilevando che l'art. 2, comma 4, del decreto impugnato è stato sostituito con il decreto del Direttore generale dell'ufficio centrale per l'orientamento e la formazione professionale dei lavoratori dell'11 dicembre 2003 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 24 dicembre 2003); che, nella attuale formulazione, l'art. 2, comma 4, del decreto impugnato stabilisce che, “qualora entro il 31 dicembre 2003 non venga dichiarato impegnato l'intero ammontare delle risorse assegnate con atti amministrativi giuridicamente vincolanti da parte delle regioni e province autonome, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali procede alla revoca delle risorse non impegnate”; che la ricorrente sottolinea che l'originaria previsione è stata sostituita prima della data in cui avrebbe dovuto trovare applicazione e che la disposizione modificatrice non è stata da essa impugnata; che, quanto al comma 2 del decreto impugnato, la ricorrente afferma che nel caso di specie la sua applicazione non ha prodotto effetti lesivi, trovandosi la Provincia autonoma di Trento nelle condizioni richieste dalla norma in questione; che la ricorrente conclude affermando che, in relazione ad entrambi i profili del conflitto, non esisterebbe, con riferimento alla specifica vicenda, un interesse concreto alla decisione di merito; che con successivo atto, depositato il 28 giugno 2004, l'Avvocatura generale dello Stato ha dichiarato che anche il Presidente del Consiglio dei ministri non ha interesse alla prosecuzione del giudizio sino alla decisione di merito; che, in sede di discussione orale nella udienza pubblica del 6 luglio 2004, entrambe le parti hanno convenuto sulla esigenza di dichiarare la cessazione della materia del contendere. Considerato che, successivamente alla proposizione del presente giudizio, il comma 4 dell'art. 2 del decreto impugnato è stato modificato con decreto del Direttore generale dell'ufficio centrale per l'orientamento e la formazione professionale dei lavoratori dell'11 dicembre 2003 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 24 dicembre 2003); che, nell'attuale formulazione, l'art. 2, comma 4, del decreto impugnato stabilisce che, “qualora entro il 31 dicembre 2003 non venga dichiarato impegnato l'intero ammontare delle risorse assegnate con atti amministrativi giuridicamente vincolanti da parte delle regioni e province autonome, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali procede alla revoca delle risorse non impegnate”; che, con riferimento al comma 2 dell'art. 4 del decreto impugnato, la ricorrente ha affermato, in una memoria depositata in prossimità dell'udienza pubblica, che la sua applicazione non ha prodotto effetti lesivi, trovandosi la Provincia autonoma di Trento nelle condizioni richieste dalla norma in questione; che la ricorrente dichiara, in relazione ad entrambi i profili del conflitto, di non avere interesse concreto alla decisione di merito e che analoga valutazione è espressa dal resistente Presidente del Consiglio dei ministri per il tramite della Avvocatura generale dello Stato; che, in sede di discussione orale nella udienza pubblica del 6 luglio 2004, le parti hanno convenuto in ordine alla cessazione della materia del contendere; che, in questo contesto, la concorde valutazione delle parti circa la cessazione della materia del contendere può essere condivisa; che pertanto deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara cessata la materia del contendere in ordine al conflitto di attribuzione proposto dalla Provincia autonoma di Trento avverso l'art. 2, commi 2 e 4, del decreto del Dirigente generale del Ministero del lavoro del 4 maggio 2001 (Obbligo formativo nell'ambito della programmazione regionale fra le regioni e le province autonome di Bolzano e Trento), con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA