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Ci sono delle considerazioni da fare a proposito dello stesso nucleo, il quale è istituito con una dotazione di fondi che a noi sembra insufficiente per provvedere ai trasferimenti e alle trasferte verso le varie amministrazioni che, come ha detto il Ministro, richiedono un aiuto o un chiarimento. Peraltro, questo trasferimento dovrebbe avvenire con l'Ispettorato di vigilanza, in tanti casi dovrebbe coinvolgere anche i prefetti e riteniamo che le spese per il funzionamento dello stesso siano sicuramente sottostimate. Analizzando il testo, vedremo inoltre che anche altre spese e dotazioni di fondi sono previste, secondo noi, con grande superficialità, perché le poste economiche inserite nel testo sono sicuramente da considerare superficiali, vista la portata di quanto previsto. BERTACCO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERTACCO (FdI) . Signor Presidente, vorrei intervenire per annunciare il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia sull'emendamento in esame, ma soprattutto per cogliere l'occasione di ricordare al ministro Bongiorno che su questo argomento, più di un mese fa ormai, ho presentato un'interrogazione in merito a un'ispezione fatta presso il Comune di Verona dai servizi ispettivi di finanza pubblica, che praticamente per due mesi ne ha bloccato l'operatività. Credo quindi che sia particolarmente importante che diate un parere una volta tanto favorevole. In un disegno di legge che chiamate «concretezza» in cui richiamate «l'efficienza» credo che questi due termini vadano rapportati con il modo di comportarsi che hanno gli ispettori quanto escono. Ripeto, non c'è alcuna volontà di impedire un'agevolazione dei controlli anche perché la legge sulla trasparenza prevede la pubblicazione sul sito del Comune dei tantissimi documenti che vengono richiesti. Delle volte, con un po' di buon senso e con la volontà di collaborazione, si potrebbero evitare tanti problemi. Ma forse, a questo punto, approvando questo emendamento si riuscirebbe a risolverli in maniera definitiva, dando agli enti locali la possibilità di produrre la documentazione in tempi possibili e, soprattutto, immaginando che durante il giorno si svolgono anche altre attività. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.19 (testo 2), presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, noi dichiariamo sin da ora la contrarietà all'articolo 2: lo abbiamo dichiarato anche in Commissione e lo abbiamo dichiarato in discussione generale. Ovviamente, lo dico ancora una volta rivolgendomi al Ministro, certamente non perché siamo favorevoli o sosteniamo l'assenteismo. Ci mancherebbe altro! L'assenteismo c'è; è un dato preoccupante, che va combattuto, ci mancherebbe altro. Ma il punto, signor Ministro, ancora una volta è l'approccio, il punto di vista che lei ha scelto per partire e declamare il rinnovamento della pubblica amministrazione. Non si può partire dai furbetti. Se si vuole parlare di pubblica amministrazione, se si vuole parlare di buone pratiche, signor Ministro, bisogna parlare e investire sulle persone oneste. Decidere di partire, come primo segnale di questo Governo, dai furbetti, vuol dire avere un punto di vista e una prospettiva, rispetto all'attività dei tre milioni di dipendenti della pubblica amministrazione, pregiudizialmente negativa. L'antropologia che qui viene proposta è una antropologia negativa. Infatti, se io penso che tutti i dipendenti della pubblica amministrazione siano quasi tutti un po' disonesti (i cosiddetti furbetti, appunto), è chiaro che io produrrò una normativa coerente con questa visione. Noi pensiamo, invece, che la pubblica amministrazione (fatta da 3.200.000 persone) sia composta nella stagrandissima maggioranza di persone oneste. Signor Ministro, io vengo dalla pubblica amministrazione. Sono un insegnante, ma sono stato anche preside e, quindi, conosco i furbetti; conosco, però, anche quel 99 per cento del personale del mio istituto (un istituto tecnico) fatto di persone oneste. E la mia azione di preside era orientata a sostenere le persone oneste, a far sì che potessero lavorare bene e, ovviamente, a combattere i furbetti. La proposta dell'articolo 2, sostanzialmente, dice: benissimo, visto che questo mondo è fatto di furbetti, si introducono ulteriori controlli: videosorveglianza e verifica delle impronte. Signor Ministro, mi permetta di dirglielo: lei ha fatto un passaggio un po' azzardato, banalizzando le notazioni che il Garante per la protezione dei dati personali ci ha comunicato. Noi lo abbiamo audito, abbiamo la comunicazione del Garante dove ci dice che il principio di proporzionalità va garantito e che strumenti come questi vanno utilizzati quando proprio non si può fare altrimenti, perché la tutela della privacy è un valore costituzionale, un valore garantito dall'Unione europea e quindi l'attenzione al loro uso va tenuta in debita considerazione perché siamo ancora uno Stato di diritto, siamo ancora uno Stato fatto di cittadini, come dite voi, dove la tutela della mia privacy e la possibilità di essere libero va garantita. Le chiedo, Ministro, da chi verranno gestite le banche dati? L'articolo 1 del testo al nostro esame è molto attento e vi si dettaglia tutto: il nucleo della concretezza viene dettagliato e persino la norma secondaria è già scritta nell'articolo 1. Invece nell'articolo 2 non si dice tanto di più, non si dice cosa si farà, chi farà questa operazione, chi controllerà, dove verranno depositate le impronte, chi gestirà queste banche dati. Gradirei conoscere il suo pensiero e il suo parere. Infine, Ministro, abbiamo contezza dei costi? Vorrei sapere qualcosa anche a sull'investimento previsto su questo fronte dell'articolo 2, sempre per parlare del principio di realtà, Ministro, perché io gradirei che lei si mantenesse all'interno di tale principio che è un valore della politica. Noi siamo chiamati a misurarci sulla vita delle persone. Io posso sognare un mondo molto più felice di questo ma da legislatore devo dire cosa fare e deve essere qualcosa di sostenibile, qualcosa di realistico. Le domando, Ministro: 35 milioni per attivare questo sistema di controllo saranno sufficienti? È una battuta, una forma di ironia, oppure si obbligheranno le pubbliche amministrazioni e gli enti locali a dover spendere soldi e risorse per controlli biometrici? È questa la prospettiva? La invito ad una lettura che credo sia molto utile, Ministro. Un economista napoletano, Antonio Genovese (che forse lei conosce già), nel 1750 proponeva una prospettiva un po' diversa e diceva che se vogliamo fare bene a questo Paese piuttosto che colpire i viziosi, che comunque vanno colpiti, dovremmo provare ad investire sui virtuosi.