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Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri. Onorevoli Senatori. – Le isole minori e le isole lacustri costituiscono una realtà particolare e complessa in cui si combinano tradizioni popolari, valori storici, ambientali e turistici. Le isole minori e lacustri del territorio italiano sono caratterizzate da numerosi fattori che talvolta si presentano sotto forma di problematiche legate, ad esempio, alla peculiarità del territorio, alla limitata disponibilità di risorse proprie, ai costi supplementari dei trasporti e delle comunicazioni e all'inquinamento marino e costiero. Dall'altra parte, invece, proprio l'insularità costituisce un fattore potenzialmente sfruttabile per ciò che riguarda una politica strategica di sviluppo sostenibile, mirato ad un corretto uso delle risorse e al rispetto delle caratteristiche paesaggistiche. Le isole minori e le isole lacustri possono vantare un contesto ambientale, paesaggistico e culturale unico, che può diventare il motore del rilancio di questi territori. La stessa Unione europea ha fatto dell'ambiente e della qualità della vita non solo una missione specifica, ma una missione trasversale a tutte le altre, nella convinzione che la loro valorizzazione possa costituire un volano occupazionale forte e durevole. Dunque è possibile partire dalle isole minori per provare a definire un nuovo modello di sviluppo integrato tra le varie realtà insulari italiane, ma anche europee; un modello incentrato sulla collaborazione tra istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee, ma integrato anche a livello di finanza pubblica e di finanza privata. Il presente disegno di legge, elaborato tenendo conto delle esigenze più volte rese pubbliche dai 36 comuni e dai 220.000 residenti nelle isole minori nonché dai residenti nelle isole lacustri, propone una serie di interventi finalizzati a superare le problematiche che più di altre rendono, allo stato attuale, particolarmente difficile lo sviluppo e la permanenza dei residenti nelle isole minori. Uno dei problemi prioritari che le isole minori e lacustri si trovano ad affrontare è legato alla mobilità. Ad esempio, quando le condizioni climatiche diventano «agitate», nascono problemi legati alla mobilità e alla frequenza scolastica e alle cure sanitarie con standard paragonabili al resto del territorio nazionale. Come conseguenza dell'isolamento anche altri aspetti, quali lo smaltimento dei rifiuti, il rifornimento idrico, il rifornimento dei beni di prima necessità, l'amministrazione della giustizia, il radicamento delle attività imprenditoriali, lo sviluppo di settori quali l'agricoltura e la pesca, diventano più problematici e soprattutto più onerosi finanziariamente. Altro problema peculiare delle isole minori e lacustri è legato allo sviluppo economico e all'occupazione. L'economia insulare è basata soprattutto sul turismo, con tutti i problemi che da sempre sono evidenziati: stagionalità, costi maggiori, difficoltà nei collegamenti ed onerosità degli stessi, tutti fattori che influiscono sull'occupazione e sul reddito. Inoltre nelle isole il fattore stagionalità genera emigrazione verso la terraferma nei periodi di cosiddetta bassa stagione, che poi sono più lunghi di quelli di alta stagione. Così spesso l'emigrazione da temporanea diventa definitiva, nei casi in cui vengono trovate occasioni di radicamento lavorativo altrove. Questo porta ad un lento, ma continuo spopolamento. I giovani non possono accettare di rimanere in un contesto che non offre loro possibilità occupazionali qualificate, possibilità di istruzione e di vita culturale adeguate e tali da permettere loro di collocarsi in un mercato del lavoro in evoluzione e sempre più competitivo. Il livello del reddito percepito dai residenti nelle suddette isole risulta largamente inferiore alla media nazionale a fronte di un costo della vita che per un cittadino insulare è di gran lunga superiore a quello per un abitante della terraferma. Occorre, pertanto, creare le condizioni effettive per una nuova economia capace di generare maggiore reddito e più occasioni occupazionali e al contempo di creare le condizioni per la valorizzazione, la tutela e la messa in sicurezza del territorio delle isole minori. Gli interventi prioritari relativi alle isole minori previsti nel disegno di legge sono volti a: – contenere la tendenza allo spopolamento, migliorando la qualità della vita con riferimento alla tutela della salute, ai servizi sociali, al diritto allo studio e alla formazione professionale, nonché all'implementazione delle dotazioni infrastruttrali e dei servizi di telecomunicazioni su banda larga, per la telemedicina, il telelavoro, la teleformazione e l'offerta formativa scolastica; – favorire la mobilità sostenibile e migliorare ed implementare i servizi di trasporto, anche al fine di garantire la continuità territoriale e di favorire il turismo; – incrementare la produzione di fonti energetiche e ridurre la produzione e favorire la gestione, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti e garantire il rifornimento idrico; – valorizzare i beni culturali e infrastrutturali presenti nelle isole minori e favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio; – promuovere e riqualificare l'offerta turistica e la fruizione e il recupero dei beni culturali; – promuovere ed incentivare le attività tipiche di ciascuna isola, favorendo la competitività delle piccole e medie imprese, con particolare riguardo ai settori dell'artigianato, della produzione agricola, della pesca e dell'acquacoltura; – attivare presso l'Unione europea le procedure per l'istituzione di zone franche nel territorio delle isole minori; – promuovere la salvaguardia della flora e della fauna locali. Per la realizzazione di questi obiettivi si parte dalla previsione di un piccolo fondo (articolo 5), da implementare con finanziamenti altrimenti frazionati in vari Ministeri, il tutto nell'ottica di una programmazione unitaria incentrata non soltanto su interventi pubblici ma anche su progetti privati, coerenti e concorrenti a realizzare il quadro programmatico pluriennale del DUPIM (Documento unico di programmazione isole minori). Al fine di agevolare la realizzazione degli obiettivi, gli articoli 3 e 4 individuano i soggetti e le procedure necessarie per l'attivazione degli interventi in favore delle isole minori. In questo quadro si inseriscono le misure di valorizzazione dell'autonomia comunale, unitamente ad una maggiore libertà ed autonomia finanziaria, pur nel quadro legislativo vigente, da attuarsi in modo più elastico, così da non costituire un freno ma una accelerazione dell'attività amministrativa. Pur facendo salva l'autonomia delle regioni a statuto speciale, il presente disegno di legge ha teso a precisare e rendere applicabili alcune norme che, essendo enunciate come principio, non sembrerebbero produrre effetti attuativi immediati per i comuni, che non hanno competenza legislativa. Per il rilancio economico nelle isole minori si propongono, all'articolo 6, forme di fiscalità di sviluppo che le regioni competenti, d'intesa con i comuni, possono applicare nel territorio delle isole minori. L'articolo 7 prevede misure per la perequazione infrastrutturale.