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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 97 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente LA RUSSA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1063 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 gennaio 2019, n. 1, recante misure urgenti a sostegno della Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1063, già approvato dalla Camera dei deputati. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo chiamati ad esprimerci sulla conversione in legge di un decreto-legge che ben prima di essere messo all'ordine del giorno dell'Assemblea ha sollevato un gran polverone nel dibattito pubblico italiano. Infatti le polemiche non sono mancate, e come è giusto che sia per un consesso che rappresenta la volontà popolare, non mancano neanche oggi. Ci sono però alcune cose che mancano, palesemente, e delle quali non sentiamo assolutamente la nostalgia: mancano i risparmiatori disperati, mancano le famiglie straziate dalla consapevolezza di aver perduto tutto ciò che hanno faticosamente accumulato nell'arco della loro vita lavorativa. Ci avete detto che dobbiamo vergognarci perché il Governo populista approva esattamente ciò che era già stato approvato in passato. Cari colleghi, la differenza è sostanziale: oggi non abbiamo una banca con colore politico né una banca in cui si intrecciano legami di parentela familiare tra Ministri del Governo in carica e amministratori presenti o passati della stessa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Purtroppo, quando si parla di banche, si ha sempre l'impressione che qualcosa di poco chiaro stia accadendo perché in passato abbiamo vissuto momenti nei quali non si capiva dove finisse la realtà e dove iniziasse la commedia nella vita pubblica italiana. Fortunatamente, ci siamo lasciati alle spalle quei momenti di cui c'è da andare poco orgogliosi. Le tappe fondamentali della vicenda Carige le conosciamo tutti: molti avevano capito da tempo che la situazione era irrisolvibile, altri lo hanno capito a novembre quando l'istituto non è riuscito a vendere sul mercato un bond subordinato e per questo si è reso necessario l'intervento del sistema bancario con 320 milioni versati in Carige dallo schema volontario del Fondo interbancario. Le tappe, ripeto, le conosciamo tutti, così come sappiamo che i capisaldi del decreto-legge - cioè la garanzia, l'intervento dello Stato e la condivisione degli oneri - sono le azioni immediate più efficaci che il sistema di norme europee nel quale siamo inseriti ci consente di attuare velocemente, allontanando lo spettro del bail in che tanto male ha fatto ai nostri risparmiatori. E proprio la rapidità con la quale il Governo è intervenuto, emanando il decreto-legge a stretto giro dopo il provvedimento di amministrazione straordinaria adottato dalla Banca centrale europea, ed in sostanziale continuità con esso, ha permesso la tutela sia del risparmio che dei posti di lavoro degli impiegati di Carige, che ammontano a ben 4.200 unità. Il nostro sistema bancario va tutelato, su questo siamo tutti d'accordo, e va sostenuto perché senza un sistema bancario nazionale forte, radicato sul territorio e capace di fornire sostegno all'attività di imprese e famiglie, rischiamo di perdere uno dei più importanti volani e pilastri della ripresa economica italiana. Non dimentichiamoci, inoltre, che stiamo parlando di una banca di un territorio particolarmente fragile, che dopo la tragedia del ponte Morandi ha bisogno di una forma di sostegno per rimettersi in piedi e ripartire, e se il Governo non fosse intervenuto avremmo perso quel legame fecondo che esiste tra Carige ed il territorio della Liguria. Un legame sul quale la fiducia dei nuclei produttivi liguri deve tornare a costruire benessere e produttività, e per farlo c'è bisogno di un ritorno della banca ad uno stato di salute sufficiente da meritare quella fiducia senza la quale è impossibile la ripartenza. Certamente, Presidente, il decreto-legge è soltanto uno strumento e abbiamo visto quanto sia stato usato male in passato, per tutelare i banchieri anziché i risparmiatori. Se la Banca ha raggiunto un tasso di sofferenza tale da indurre le istituzioni a intervenire, qualcuno ne è colpevole e deve pagare un conto salato: ne va della nostra stessa funzione di rappresentanza della volontà popolare. Mi domando come sia possibile che ancora una volta una gestione spericolata e avventata delle risorse di una banca, l'utilizzo di prestiti su cui è calata l'ombra del sistema clientelare e un'opera costante di investimenti in settori spesso sbagliati abbiano potuto perpetuarsi per anni, nonostante esistano precise realtà deputate alla vigilanza bancaria. Dobbiamo, ancora una volta, chiedere conto del perché non è stato possibile evitare l'ennesimo tracollo di una banca strategica per l'economia locale e nazionale. Dov'erano i vertici? Dov'erano gli alti funzionari, che secondo i dettami della Costituzione devono salvaguardare il risparmio degli italiani? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Le risposte a queste domande non possono essere più trascurate. Chi sbaglia deve pagare e, in particolare, chi deve gestire il risparmio degli italiani deve pagare due volte.