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2 (Ricognizione del fabbisogno abitativo e censimento degli immobili pubblici non utilizzati o abbandonati) 1 Al fine di fronteggiare l'emergenza abitativa, la Direzione generale per l'edilizia statale, le politiche abitative, la riqualificazione urbana e gli interventi speciali del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, esegue, con cadenza triennale, una ricognizione del fabbisogno abitativo di ciascuna regione, con particolare riferimento ai comuni con una popolazione inferiore a 60.000 abitanti. 2 All'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo le parole: « legge 31 dicembre 2009, n. 196 » sono inserite le seguenti: « , e alle aziende per l'edilizia residenziale pubblica già Istituti autonomi per le case popolari ». 3 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni con una popolazione inferiore a 60.000 abitanti provvedono ad effettuare un censimento degli immobili di proprietà pubblica non utilizzati o abbandonati e destinabili alla realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. 4 Sulla base della ricognizione di cui al comma 1 e del censimento di cui al comma 3, i comuni possono chiedere all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata l'assegnazione di parte degli immobili confiscati in via definitiva, e inutilizzati dal demanio civile e militare, da destinare all'edilizia residenziale pubblica. 3 (Programma per la riduzione del disagio abitativo nei comuni con popolazione inferiore a 60.000 abitanti) 1 Al fine di incrementare la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica, è promosso il Programma per la riduzione del disagio abitativo nei comuni con popolazione inferiore a 60.000 abitanti, finalizzato ad incrementare il patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale, anche mediante l'acquisto di immobili da parte dei comuni, e a realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio immobiliare esistente. 2 Con decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti: a i termini, i contenuti e le modalità di presentazione delle proposte, corredate dal relativo cronoprogramma di attuazione, che i comuni con meno di 60.000 abitanti trasmettono al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per le finalità di cui al comma 1, ferma restando la coerenza con la programmazione regionale; b l'entità massima del contributo riconoscibile a valere sulle risorse di cui al comma 3 nonché i tempi e le relative modalità di erogazione; c i criteri per la valutazione delle proposte. 3 Per l'attuazione del Programma di cui al comma 1 è istituito, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, un fondo denominato « Fondo per la riduzione del disagio abitativo nei comuni con popolazione inferiore a 60.000 abitanti », con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro fino all'anno 2033. 4 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari a 50 milioni di euro fino all'anno 2033, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.