[sommcomm]

Il sottosegretario FANTINATI precisa che il parere contrario sull'emendamento 4.27 è motivato dal fatto che le disposizioni ivi introdotte sono già previste dal decreto legislativo n. 81 del 2015. La PRESIDENTE dispone una breve sospensione della seduta. La seduta, sospesa alle ore 16,20, riprende alle ore 16,45. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) illustra gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 5, aventi ad oggetto la questione del fallimento della società emettitrice dei buoni pasti destinai ai dipendenti pubblici. Ricorda che la vicenda ha provocato gravi disagi e problemi organizzativi non solo alle pubbliche amministrazioni che avevano aderito alla convenzione generale Consip per l'utilizzazione dei buoni pasto, ma soprattutto agli esercenti i servizi pubblici, in particolari bar, piccoli ristoratori, e soggetti rientranti nella categoria della micro-impresa. Segnala in particolare che l'emendamento 5.3 viene incontro alle esigenze di tali piccoli esercenti, nonché di tutti i soggetti facenti parte del circuito distributivo del sistema dei buoni pasto, che rischierebbero di rimanere senza tutela economica a seguito del fallimento del gruppo di distribuzione dei buoni pasto. Il testo dell'articolo 5, a suo avviso, non rappresenterebbe, pertanto, un'adeguata risposta al problema creato dal fallimento del gruppo di distribuzione, dal momento che lascia privi della necessaria copertura giuridica ed economica i piccoli operatori del settore. Coglie pertanto l'occasione per manifestare la propria insoddisfazione per le considerazioni svolte in sede di replica dal rappresentante del Governo, secondo cui, dal momento che le pubbliche amministrazioni non hanno un trattamento privilegiato e, al pari degli imprenditori privati, realizzano i propri crediti mediante le modalità ordinaria della insinuazione al passivo fallimentare, non sarebbe necessario un apposito intervento normativo. La senatrice quindi chiede maggiore attenzione alle esigenze degli imprenditori privati, invocando l'estensione del fondo ai soggetti della filiera, che altrimenti correrebbero il rischio di subire gravi perdite economiche, dal momento che, come noto, da febbraio a giugno 2018 i ticket per i buoni pasto sono stati utilizzati regolarmente dai portatori, salvo poi non essere rimborsati dalle amministrazioni pubbliche agli esercenti che avevano erogato il servizio. Ritiene pertanto indispensabile la creazione di un apposito fondo, al fine di limitare i disagi creatisi, o quantomeno il riconoscimento di un credito d'imposta in favore delle imprese rimaste vittime della vicenda, da far valere nella prossima annualità fiscale, al fine di compensare il danno economico subito dalle imprese partecipanti al circuito e alla convenzione Consip. Ritiene conclusivamente il provvedimento carente di una visione d'insieme, in quanto lascerebbe senza adeguate tutele alcune categorie importanti della filiera produttiva coinvolte nella vicenda. Il senatore LAUS ( PD ), soffermandosi sull'emendamento 5.2, chiede un'approfondita riflessione e l'intervento concreto da parte del Governo per limitare i danni creati dal fallimento della società emettitrice dei buoni pasto. Ricorda che i contraenti della convenzione sono sicuramente la Consip e le pubbliche amministrazioni e fa presente che interpretare formalmente e letteralmente il riferimento al concetto di "contraente della convenzione" lascia prive di adeguate forme di tutela le micro imprese che, pur non essendo tecnicamente contraenti della convenzione Consip, partecipavano attivamente alla filiera distributiva. Denuncia, quindi, come tale atteggiamento implichi il rischio di perdere di vista una visione globale della questione. Ricorda che il fatto che le micro imprese esercenti ed erogatrici del servizio non sono da considerare tecnicamente contraenti non esclude tuttavia che le medesime siano state danneggiate dalla vicenda e si siano trovate nell'impossibilità di autotutelarsi attraverso il recesso dal contratto-quadro. Ricorda che le imprese hanno dovuto nel frattempo anticipare l'Iva e i costi connessi ai dipendenti o potrebbero aver effettuato investimenti strutturali che rischiano di non poter essere ammortizzati e trasformarsi in altrettante perdite che porteranno ad insolvenze e crisi di impresa. Paventa il rischio di una conseguente perdita di posti di lavoro, che inevitabilmente imporrà un successivo intervento da parte del Governo. Nessun altro chiedendo la parola, il relatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5. Il sottosegretario FANTINATI si conforma al relatore. La Commissione torna quindi sull'ordine del giorno G/920/5/11, a firma della senatrice Parente, precedentemente accantonato ed avente ad oggetto i tirocinanti degli uffici giudiziari. I senatori PATRIARCA ( PD ) e LAUS ( PD ) dichiarano di sottoscriverlo. Il sottosegretario FANTINATI ribadisce il proprio parere favorevole, a condizione che esso sia riformulato nel senso già precedentemente da lui illustrato. La senatrice PARENTE ( PD ) si riserva un'ulteriore valutazione della proposta di riformulazione del Governo. Si torna quindi all'esame degli emendamenti all'articolo 4, sui quali in precedenza il relatore si era riservato l'espressione del parere. Il relatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) invita la presentatrice a ritirare l'emendamento 4.2; esprime invece avviso contrario sugli emendamenti 4.3, 4.4, 4.5 e 4.16. Il sottosegretario FANTINATI formula avviso conforme al relatore. La presidente CATALFO avverte che si è esaurita l'illustrazione degli emendamenti ed ordini del giorno. In attesa dei pareri delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio, rinvia quindi il seguito dell'esame alla prossima seduta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 17,05. Allegato