[resaula]

la medesima richiesta è giunta dalle organizzazioni sindacali confederali dei pensionati e dei lavoratori di Poste italiane, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché l'azienda proceda a rivedere il piano di riorganizzazione territoriale per la città di Genova, al fine di evitare la chiusura di 7 uffici postali sul territorio. Atto n. 4-03016 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il decreto legislativo n. 152 del 2006 (codice dell'ambiente) prevede, all'articolo 205, misure per incrementare la raccolta differenziata; il Comune di Matera è in grave difficoltà per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, che comporta un costo spropositato per l'intera comunità. Tale raccolta si aggira intorno al 20 per cento, in totale violazione del codice dell'ambiente, il tutto a causa della cattiva gestione delle amministrazioni locali; in particolare, la disposizione legislativa fissa al 65 per cento l'obiettivo di raccolta differenziata che deve essere raggiunto dai Comuni, pena il pagamento di una sovrattassa (ecotassa) in caso di mancato raggiungimento della percentuale (il Comune di Matera avrebbe dovuto raggiungere tale obiettivo già dal 2012). Tuttavia, nel caso in cui, dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico, non sia possibile raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1 dell'articolo 205, il Comune può richiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare una deroga; lo stesso articolo 205 prevede, poi, una serie di incentivi che si traducono in risparmio sulla Tari per i Comuni virtuosi, quindi, a vantaggio dei cittadini, sia dal punto di vista tributario, che dal punto di vista ambientale; considerato che, come riportato da articoli di stampa, sulla questione ci sono divergenze tra il Comune di Matera e la Regione Basilicata, dove si è svolto un tavolo tecnico per tentare di risolvere le problematiche del servizio di raccolta nell'area di Matera sub ambito 1 (di cui fanno parte Bernalda, Ferrandina, Irsina e Tricarico, con Matera capofila), visto che i risparmi promessi sulla Tari non ci sono stati. Se non sarà trovata una soluzione al problema del conferimento, c'è il rischio che il risparmio resti solo una promessa dell'amministrazione comunale, poiché l'indifferenziato non può essere portato alla discarica di La Martella in quanto una delibera di Consiglio comunale del 2013 ha deciso la chiusura dell'impianto e anche perché pende una procedura di infrazione comunitaria; tenuto conto che: i rifiuti attualmente finiscono alla piattaforma di La Martella dove c'è un tritovagliatore che ha la possibilità di separare i rifiuti indifferenziati in sopravaglio, la parte secca e sottovaglio e la parte umida. Questa condizione fa cambiare il codice Cer. Il rifiuto indifferenziato diventa rifiuto selezionato, ciò significa che il sopravaglio può essere conferito anche fuori regione, in Puglia, a Laterza, o in Calabria, a Cosenza. Al Comune di Matera spetta il compito di pianificare i flussi dei rifiuti di conferimento verso gli impianti di trattamento e smaltimento. Nella fattispecie, la Regione ha disposto che i punti di recapito finale dei rifiuti indifferenziati siano, rispettivamente, la piattaforma di Matera per il solo comune di Matera, Tricarico per Tricarico, Irsina e Ferrandina, e Colobraro per Bernalda. Ai Comuni la facoltà di modificare il recapito, con opportuna comunicazione alla Regione; Matera, come già detto, rappresenta in questo momento la città più in difficoltà in merito alla raccolta differenziata e pare che la nuova gestione dovrebbe far abbassare i costi con un risparmio di 3 milioni di euro, da tradursi in una riduzione della Tari. Se, invece, questo risparmio dovesse venire stornato a copertura dei costi della fase gestionale e per il conferimento a discariche dei rifiuti, sicuramente non ci sarà alcun vantaggio per i cittadini materani, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare se le norme in materia ambientale per la gestione dei rifiuti siano state effettivamente rispettate sia dal Comune di Matera che dalla Regione Basilicata, visto che l'Italia subisce una procedura di infrazione per la discarica La Martella; se non ritenga ingiusto che a causa delle inadempienze delle amministrazioni ci debbano rimettere i cittadini, sia dal punto di vista tributario, che dal punto di vista ambientale. Atto n. 4-03017 GIAMMANCO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in data 15 febbraio 1998 a Miami le autorità americane hanno ritrovato il corpo senza vita di Dale Pike, per il cui omicidio è stato incriminato il cittadino italiano Enrico Forti, detto Chico, legato all'uomo solo per alcuni rapporti intercorsi con suo padre riguardanti trattative commerciali relative all'acquisto di un albergo; nonostante la mancanza di indizi a suo carico, Enrico Forti è stato condannato alla pena dell'ergastolo; apparve evidente fin da subito la sussistenza di ragionevoli dubbi sulla colpevolezza di Forti, considerati i metodi utilizzati dalla polizia per interrogarlo, come ad esempio le indebite pressioni utilizzate per estorcergli dettagli, arrivando sino a fingere la morte del padre di Dale Pike, atto che secondo la legislazione italiana equivale, fra l'altro, a un falso d'ufficio; la condanna è stata basata su indizi fumosi e, fatto più rilevante, non sono state trovate tracce di Forti sulla scena del delitto; nel corso degli anni si sono interessate alla vicenda numerose trasmissioni televisive nonché personalità di vario tipo, dal mondo dello spettacolo a quello del diritto, fino a giungere a una figura del calibro di Ferdinando Imposimato, avvocato ed ex giudice, che ha assunto la difesa di Forti; nel maggio 2012, l'avvocato Imposimato ha presentato al Ministro pro tempore degli affari esteri Giulio Maria Terzi di Sant'Agata un documento sul caso, con l'auspicio di un intervento italiano che agevolasse la richiesta di revisione del processo; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Fraccaro, ha più volte manifestato la concreta volontà del Governo di farsi carico del caso, affermando in data 3 dicembre 2019, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei deputati, che "L'intenzione del Governo è quella di non abbandonare nessuna delle strade possibili e tenere aperte tutte le tre strade percorribili: oltre alla grazia, quella della revisione del processo, più lunga e incerta, e la possibilità di cercare di far tornare qui Chico Forti anche se da detenuto così da avere il nostro connazionale qui e monitorarlo e stargli vicino"; il ministro Luigi Di Maio, come si apprende da fonti di stampa, il 21 febbraio 2020 ha svolto una videoconferenza con l'ambasciatore d'Italia a Washington, Armando Varricchio, al fine di ricevere aggiornamenti sul caso, si chiede di sapere: