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Disposizioni per la tutela della dignità e della libertà della persona contro le molestie e le molestie sessuali, con particolare riferimento al mondo del lavoro. Delega al Governo per il contrasto delle molestie sul lavoro e per il riordino degli organismi e dei Comitati di parità e pari opportunità. Onorevoli Senatori – Il presente disegno di legge, riprendendo in gran parte il testo unificato frutto del lavoro svolto nella scorsa legislatura dalle commissioni riunite Giustizia e Lavoro del Senato, reca una disciplina organica per la tutela della dignità della persona contro le molestie in generale, ed in particolare, contro le molestie sessuali nel mondo del lavoro e reca altresì la delega al Governo per il contrasto delle molestie sul lavoro e per il riordino degli organismi e dei comitati di parità e pari opportunità. Si intende dare attuazione ai princìpi contenuti nella Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) n. 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro, ratificata e resa esecutiva dalla legge 15 gennaio 2021, n. 4, per introdurre, in attuazione dei princìpi costituzionali, nonché di quelli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e dagli obblighi internazionali, disposizioni atte a prevenire, reprimere, contrastare ed eliminare la violenza e le molestie poste in essere in occasione di qualsiasi rapporto di lavoro, compresi il lavoro volontario e il lavoro autonomo. Con il presente disegno di legge si interviene, novellandolo, sul codice delle pari opportunità tra uomo e donna di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, riportando, al comma 1 dell'articolo 1, sotto il concetto di discriminazioni anche le molestie o molestie sessuali in ambito lavorativo. Il comma 2 del medesimo articolo 1 qualifica come molestia sessuale aggravata i casi in cui il rifiuto o l'accettazione delle medesime molestie sessuali costituisca motivo di discriminazione nell'accesso al lavoro, alla formazione, al mantenimento del posto di lavoro, alla promozione o alla retribuzione o comunque motivo di intimidazione nell'ambiente stesso di lavoro. Il successivo articolo 2 introduce ulteriori modifiche all'articolo 26 del citato codice concernenti gli obblighi a carico del datore di lavoro, richiedendo che egli assicuri condizioni di lavoro tali da garantire l'integrità fisica e morale e la dignità dei lavoratori, anche concordandole con le organizzazioni sindacali dei lavoratori; le pubbliche amministrazioni si avvarranno altresì dei comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. È poi sancito il principio del mantenimento nei luoghi di lavoro di un ambiente in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, nonché l'obbligo di porre in atto procedure tempestive e imparziali, relative alla contestazione e al conseguente accertamento dei fatti: a carico del datore di lavoro scatta l'obbligo di denunciare il fatto entro quarantotto ore dall'accertamento. Per le denunce delle molestie, all'articolo 3, si esclude che la lavoratrice o il lavoratore possa essere, a causa della denuncia, sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. Al comma 2 si dispone che qualora la denuncia di molestie o di molestie sessuali sul lavoro sia presentata all'Ispettorato nazionale del lavoro, di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, il medesimo Ispettorato provveda a vigilare sullo stato del rapporto di lavoro della lavoratrice o del lavoratore denunciante, al fine di assicurarne la tutela ai sensi del comma 1. Inoltre, al comma 3 viene disposto che le dimissioni volontarie della lavoratrice o del lavoratore rassegnate nei trenta giorni precedenti, contestualmente o nei sessanta giorni successivi alla denuncia o querela, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali territorialmente competenti. In questo caso, alla lavoratrice o al lavoratore spetta l'indennità sostitutiva del mancato preavviso. L'articolo 4 estende alle donne che abbiano denunciato una molestia sessuale subita sul lavoro la disciplina che attribuisce il diritto al congedo per motivi connessi al percorso di protezione (debitamente certificato) relativo alla violenza di genere. La vittima di molestie sessuali potrà poi richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale (verticale od orizzontale), compatibilmente con le esigenze aziendali. L'articolo 5 prevede che i consiglieri di parità svolgano anche funzioni di assistenza e di consulenza, potendo altresì promuovere il tentativo di conciliazione: come per i loro ruoli e recapiti l'informativa ai dipendenti è a carico del datore. L'articolo 6 prevede che le amministrazioni dello Stato promuovano la realizzazione di campagne comunicative volte a informare e sensibilizzare sul fenomeno delle molestie sui luoghi di lavoro e sugli strumenti di tutela esistenti nei casi di denuncia e di querela. Con l'articolo 7 si dispone che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il governo adotti uno o più decreti legislativi per il riordino dei vari organismi e comitati di parità e pari opportunità, che operano a livello nazionale nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) eliminare le duplicazioni organizzative e funzionali; b) razionalizzare le competenze delle strutture che svolgono funzioni omogenee; c) limitare il numero delle strutture di supporto a quelle strettamente indispensabili al funzionamento degli organismi; d) creare un organismo nazionale di controllo sulle molestie sul posto di lavoro con compiti di monitoraggio degli episodi commessi, di adozione di azioni di prevenzione e formazione; e) coordinare l'attività degli organismi e dei comitati di parità e pari opportunità con i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing . Con l'articolo 8 si provvede ad apportare modifiche al codice penale, inserendo uno specifico articolo per la disciplina del reato di molestie sessuali. Viene pertanto specificato che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con minacce, atti o comportamenti indesiderati, a connotazione sessuale, reca a taluno molestie o disturbo violando la dignità della persona è punito con la pena della reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata della metà se il fatto, commesso nell'ambito di un rapporto di educazione, istruzione o formazione ovvero nell'ambito di un rapporto di lavoro, di tirocinio o di apprendistato, anche di reclutamento o selezione, con abuso di autorità o di relazioni di ufficio, procura alla persona offesa intimidazione, ostilità, degradazione, umiliazione tali da rendere intollerabile la prosecuzione del rapporto medesimo. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.. Art. 1. (Disposizioni contro le molestie nel mondo del lavoro) 1. All'articolo 26 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, i commi 1, 2 e 2- bis sono sostituiti dai seguenti: « 1.