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potrei ricordarne tanti e tanti colleghi senatori con cui ha condiviso pezzi del suo percorso istituzionale e politico, da donna della città di Napoli e da donna delle istituzioni. Graziella era una donna forte, appassionata, determinata e coraggiosa che, come è già stato detto, nell'Assemblea del Senato ha ricoperto ruoli istituzionali e politici anche in fasi difficili e delicate, sempre con grande competenza, che era quello che noi tutte le riconoscevamo - noi tutte, donne del Partito Democratico di Napoli e donne di sinistra e progressiste della nostra città - con grande rigore istituzionale e, soprattutto, una grande ed enorme autorevolezza. Era capace di avere rapporti con tutti, di dialogare e mediare anche con chi aveva posizioni distanti dalle sue e da quelle della parte politica che rappresentava. Era una donna capace di grandissime e straordinarie relazioni, costruite innanzitutto sul suo modo brillante di tenere i rapporti, riconoscendo sempre nell'avversario un interlocutore e mai un nemico. La sua straordinaria generosità e umanità erano riconosciute da tutti. I suoi unici veri nemici erano la demagogia e il populismo: quelli davvero non li sopportava e li osteggiava con tutta se stessa e con tutta la forza di cui era capace. Come detto, le sue altri grandi passioni politiche, oltre al riformismo, erano la scuola e le donne. Alla scuola, come materia del suo impegno istituzionale e politico, non ha mai rinunciato, sin da quando ha iniziato, come consigliere comunale, a presiedere la commissione scuola dell'allora consiglio comunale, nei primi anni del suo impegno. Alle donne, ugualmente, mai: sempre pronta a spendersi per affermare un protagonismo femminile reale, autonomo, libero ed autorevole, in contesti ancora troppo maschili, da quelli interni al partito a quelli più istituzionali. Fu parte di un percorso di donne, che tanto a Roma quanto a Napoli l'ha vista sempre protagonista, in un rapporto vero di fiducia, direi di sorellanza, con tante donne, al di là dell'appartenenza e degli schieramenti del momento. A questa che era gran parte della sua vita, ovviamente, si aggiungono, attraverso i tempi e le fasi diverse, i suoi due grandi amori: innanzitutto suo figlio Lorenzo e poi suo marito Enzo. Enzo, che è andato via pochi anni fa e che per lei è stato sempre un prezioso e insostituibile punto di riferimento, e Lorenzo, vero infinito amore della sua vita, a cui nonostante i tanti impegni istituzionali e politici ha cercato di non far mancare mai l'affetto di una madre e la presenza amorevole e affettuosa, pur spesso rimproverandosi, secondo me troppo autocriticamente, di averlo fatto nei primi anni di vita di Lorenzo. È a loro, ovviamente, alla sorella, amica di viaggio per tutta la sua vita sino a questi ultimi giorni, che va il mio e - credo di poterlo dire - il nostro abbraccio più sincero. Se dovessi dire una parola che mi ricorda Graziella, userei sicuramente la parola «battaglie». Le battaglie fatte insieme con te, grazie a te, su scuola, partito, rappresentanza e diritti delle donne e tante altre. Ne hai fatte tante, vinte tante e noi ti ricorderemo così: grande, guerriera, donna straordinaria, politica appassionata, senatrice competente. In quest'ultima battaglia non hai avuto la meglio, ma noi continueremo a ricordarti così, come ti abbiamo vista e conosciuta per tutta una vita, bellissima, sorridente, bionda, forte, tenace. Grazie, Graziella: ci mancherai. Che la terra ti sia lieve. (Applausi) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Presidente, colleghe e colleghi, mi associo anch'io alle bellissime parole da lei espresse poco fa sulla nostra collega Graziella Pagano e alle bellissime parole della collega senatrice Valente. Desidero anch'io rivolgere un commosso pensiero di vicinanza e cordoglio ai familiari, ai parenti e agli amici della senatrice Graziella Pagano. Come è stato detto, una donna di rara intelligenza, di forte carattere, di grande generosità d'animo. Ho avuto anch'io la fortuna - come la collega Valente - di conoscerla quando ho iniziato la mia attività politica. Una donna amica delle donne che si batteva per l'affermazione delle donne, e delle giovani in modo particolare; ci incoraggiava, ci stava vicino, era sempre positiva, era una donna appassionata; come è stato detto, una vera leonessa, che è morta come era vissuta: sul campo, combattendo le sue battaglie politiche fino in fondo, non risparmiandosi neanche in questa campagna elettorale, come candidata alla Camera a Napoli con il terzo polo Italia Viva-Azione. Il 9 settembre scorso, nonostante la devastante malattia, non aveva voluto rinunciare a partecipare all'inaugurazione del comitato elettorale di Italia Viva a Napoli insieme a Matteo Renzi, dimostrando e trasmettendo a tutti i partecipanti tutto il suo amore per le sue idee, per la politica e per il suo territorio. Con grande dignità e un inestimabile coraggio ha tenuto testa alle sfide della politica, alle responsabilità pubbliche, alle maldicenze private, ai dolori personali. Già senatrice eletta con i democratici di sinistra nel 1992 e poi per quattro legislature fino al 2006, è stata anche cofirmataria della prima legge per inasprire le pene contro la violenza sessuale, sempre in stretto contatto con l'allora ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer. Ha lavorato per l'attuazione di tutte le norme sull'autonomia scolastica. A lei si deve la prima bozza sui Dico, da cui nacque poi la legge sulle unioni civili. Graziella Pagano è stata soprattutto questo: una donna perennemente sopra le righe del convenzionalismo e anche di un certo bigottismo; era al di sopra di questo. Apparteneva certamente a quella sinistra appassionata, forte, ma anche progressista, e anche con gli avversari - che ne hanno sempre riconosciuto lo stile - è stata sempre leale, corretta. Per cinque anni ha affrontato la malattia raccontandola sui social con grande generosità, offrendo la sua esperienza a chi condivideva il suo drammatico calvario, intervenendo sui social anche con post spesso polemici, ma mai banali. Ha continuato le sue battaglie politiche facendo anche affidamento sul sostegno amorevole del suo straordinario figlio Lorenzo, dei tanti amici e di chi la ammirava per com'era, innamorata della vita, così forte da sembrare sopravvissuta alla stessa notizia della propria morte, annunciata mentre ancora i familiari non l'avevano comunicata. Noi di Italia Viva la vorremmo ricordare leggendo qui, in quest'Aula, un passaggio delle sue ultime parole affidate ai social: «Cari amici, cari compagni, la mia battaglia finisce qui. Prima di passare dall'altra parte, vi lascio un grande abbraccio e un ringraziamento sincero. In questi anni non mi avete mai fatto sentire sola e ho sempre sentito forte il vostro affetto e la vostra vicinanza. Anche per questo ho accettato di candidarmi. Non per tornare, ma per rappresentare una comunità alla quale sentivo di appartenere. Donne e uomini giovani e meno giovani che mi hanno permesso di fare quello che ho fatto, in politica e non solo, e ai quali sarò sempre legata.