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Ciascun contribuente, sia esso persona fisica o giuridica, può aprire un conto unico al fine di compensare i debiti e crediti vantati a qualsiasi titolo nei confronti delle pubbliche amministrazioni. 4 . Il conto unico della pubblica amministrazione è tenuto presso l'Agenzia delle entrate competente per territorio ed è identificato tramite un numero composto dal codice dell'ambito territoriale in cui opera l'Agenzia medesima, seguito dal numero di codice fiscale del contribuente. 5 . L'Agenzia delle entrate, nella qualità di gestore del conto di cui al comma 1, può compensare i debiti e crediti vantati dal contribuente verso le pubbliche amministrazioni, secondo le modalità indicate dall'articolo 17- quater . 6 . L'Agenzia delle entrate aggiorna i conti unici di cui al presente articolo entro il mese successivo all'avvenuta compensazione e invia al titolare un estratto conto da cui risultino le relative movimentazioni. L'invio deve avvenire il mese successivo a quello di ogni compensazione e, in ogni caso, nel mese di gennaio di ogni anno con riferimento alle movimentazioni avvenute nell'anno precedente. 7 . Il conto unico della pubblica amministrazione può essere aperto o chiuso su richiesta del contribuente tramite apposita comunicazione da inviare all'Agenzia delle entrate competente per territorio. 8 . L'amministrazione finanziaria provvede all'integrazione dei propri sistemi informativi in modo che gli uffici competenti possano conoscere lo stato della riscossione dei tributi. Art. 17- quater . – (Compensazione di debiti e crediti verso la pubblica amministrazione tramite il conto unico) – 1 . A decorrere dal 1° gennaio 2021, i contribuenti intestatari del conto unico della pubblica amministrazione che siano titolari di crediti relativi a imposte, contributi dovuti all'INPS e alle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, nonché degli enti locali, possono utilizzare i suddetti crediti, per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a qualsiasi titolo nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Per le compensazioni di cui al presente comma non trovano applicazione i limiti di cui agli articoli 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 2 . Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai soggetti che siano titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La medesima disposizione si applica per i pagamenti dei debiti commerciali maturati nei confronti delle stesse pubbliche amministrazioni. Il creditore può procedere immediatamente alla compensazione se al momento del pagamento risulta titolare di crediti di cui al periodo precedente. Ove gli stessi non siano già in possesso del creditore, le amministrazioni pubbliche interessate verificano d'ufficio la sussistenza dei requisiti per l'emissione della certificazione prevista dall'articolo 9, comma 3- bis , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e delle certificazioni richiamate all'articolo 9, comma 3- ter , lettera b) , secondo periodo, del medesimo decreto. Le certificazioni sono rilasciate al contribuente entro trenta giorni dalla compensazione. Qualora sussistano i requisiti per il rilascio delle certificazioni e le amministrazioni pubbliche non provvedano al rilascio delle stesse entro il termine sopra indicato, la compensazione è considerata definitivamente valida ed efficace. 3 . Una volta effettuata la compensazione, la pubblica amministrazione che ha visto compensare un suo debito è tenuta a corrispondere alla pubblica amministrazione titolare di tale credito utilizzato per compensare tale debito le somme dovute entro il termine perentorio di quindici giorni, decorsi i quali trovano applicazione gli interessi di mora di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. È fatta salva la facoltà dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni di cedere a istituti bancari, o altro istituto finanziario, il credito verso le altre pubbliche amministrazioni originato a seguito della compensazione ». 2 (Norme transitorie) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati il comma 7- bis dell'articolo 12 del decreto- legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, e gli articoli 28- ter , 28- quater e 28 -quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. 2 Le modalità di attuazione del presente articolo sono stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro il 30 ottobre 2020, che sostituisce i decreti del Ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2012, 25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 2 luglio 2012, e 19 ottobre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2012. 3 Qualora entro il 31 dicembre 2020 il decreto di cui al comma 2 non sia stato adottato, il contribuente può in ogni caso procedere alla compensazione tramite comunicazione da trasmettere all'Agenzia delle entrate competente che provvede entro quindici giorni. 3 (Copertura finanziaria) 1 Per consentire l'adeguamento delle risorse umane e strumentali finalizzato all'attuazione della presente legge è autorizzata una spesa di 5,35 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. 2 All'onere derivante all'attuazione del comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per le esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.