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« Il provvedimento è revocato con effetti ex tunc , nel caso in cui, successivamente all'applicazione della misura, i fatti accertati con sentenza penale definitiva escludono i presupposti per l'applicazione della misura ovvero intervenga sentenza penale irrevocabile di proscioglimento perché il fatto non sussiste o la persona non lo ha commesso, quando gli elementi di fatto valutati ai fini dell'applicazione sono correlati all'imputazione nel processo penale ». 5 1 Al comma 1 dell'articolo 12 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, all'ultimo periodo, dopo le parole: « quando ricorrono » sono inserite le seguenti: « motivi di lavoro o ». 6 1 I commi 1 e 3 dell'articolo 18 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono abrogati. 7 1 L'articolo 20 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, è sostituito dal seguente: « Art. 20. – (Provvedimenti cautelare) – 1 . Il tribunale, anche d'ufficio, dispone il controllo giudiziario dei beni dei quali la persona, nei cui confronti è iniziato il procedimento, risulta potere disporre quando: a) sulla base di sufficienti indizi, tra cui l'evidente sproporzione del patrimonio rispetto al reddito dichiarato o all'attività economica svolta, si ha motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego; b) ricorrono sufficienti indizi che la disponibilità dei medesimi agevoli la condotta, il comportamento o l'attività socialmente pericolosa; c) sussistono sufficienti indizi per ritenere che il libero esercizio di determinate attività economiche, comprese quelle di carattere imprenditoriale, sia direttamente o indirettamente sottoposto alle condizioni di intimidazione o di assoggettamento previste dall'articolo 416- bis del codice penale o possa comunque agevolare l'attività di persone nei confronti delle quali è stata proposta o applicata una delle misure di prevenzione personale o patrimoniale previste dagli articoli 6 e 24 ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) , b) e i-bis) , del presente decreto, ovvero per i delitti di cui agli articoli 603- bis , 629, 644, 648- bis e 648- ter del codice penale. 2 . Nei casi previsti dalle lettere b) e c) del comma 1, il controllo giudiziario è adottato dal tribunale per un periodo non inferiore a un anno e non superiore a tre anni. Con il provvedimento che lo dispone il tribunale nomina un giudice delegato e un amministratore giudiziario che riferisce bimestralmente gli esiti dell'attività di controllo al giudice delegato stesso e al pubblico ministero. 3 . Con il provvedimento di cui al comma 2 il tribunale stabilisce i compiti dell'amministratore giudiziario finalizzati alle attività di controllo e può imporre l'obbligo: a) di non cambiare la sede, la denominazione e la ragione sociale, l'oggetto sociale e la composizione degli organi di amministrazione, direzione e vigilanza e di non compiere fusioni o altre trasformazioni, senza l'autorizzazione da parte del giudice delegato; b) di adempiere ai doveri informativi di cui del comma 2 nei confronti del giudice delegato; c) di informare preventivamente il giudice delegato circa eventuali forme di finanziamento della società da parte dei soci o di terzi; d) di adottare ed efficacemente attuare misure organizzative, anche ai sensi degli articoli 6, 7 e 24- ter del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; e) di assumere qualsiasi altra iniziativa finalizzata a prevenire specificamente il rischio di tentativi di infiltrazione o condizionamento mafiosi; f) di non disperdere, sottrarre o alienare i beni. 4 . Per verificare il corretto adempimento degli obblighi di cui al comma 3, il tribunale può autorizzare gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria ad accedere presso gli uffici dell'impresa nonché presso uffici pubblici, studi professionali, società, banche e intermediari mobiliari al fine di acquisire informazioni e copia della documentazione ritenuta utile. Nel caso in cui sia accertata la violazione di una o più prescrizioni e la misura del controllo giudiziario risulti inadeguata, il tribunale dispone il sequestro dei beni. 5 . Il tribunale, quando dispone il sequestro di partecipazioni sociali totalitarie, ordina il sequestro dei relativi beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile, anche al fine di consentire gli adempimenti previsti dall'articolo 104 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. In ogni caso il sequestro avente ad oggetto partecipazioni sociali totalitarie si estende di diritto a tutti i beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile. Nel decreto di sequestro avente ad oggetto partecipazioni sociali il tribunale indica in modo specifico i conti correnti e i beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile ai quali si estende il sequestro. 6 . Quando la circostanza prevista dalla lettera c) del comma 1 risulta occasionale, ove sussistano circostanze di fatto da cui si possa desumere il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose idonee a condizionarne l'attività, il tribunale, con il provvedimento che dispone il controllo giudiziario delle attività economiche e delle aziende, impone, nei confronti di chi ha la proprietà, l'uso o l'amministrazione dei beni e delle aziende di cui al comma 1, di consegnare al questore e al nucleo di polizia tributaria del luogo di dimora abituale, ovvero del luogo in cui si trovano i beni se si tratta di residenti all'estero, ovvero della sede legale se si tratta di un'impresa, gli atti di disposizione, di acquisto o di pagamento effettuati, gli atti di pagamento ricevuti, gli incarichi professionali, di amministrazione o di gestione fiduciaria ricevuti e gli altri atti o contratti indicati dal tribunale, di valore non inferiore a euro 7.000 o del valore superiore stabilito dal tribunale in relazione al reddito della persona o al patrimonio e al volume d'affari dell'impresa. Tale obbligo deve essere assolto entro dieci giorni dal compimento dell'atto e comunque entro il 31 gennaio di ogni anno per gli atti posti in essere nell'anno precedente. 7 . Il tribunale, quando ritiene che le prescrizioni di cui al comma 6 non siano sufficienti, applica le disposizioni di cui ai commi 2 e 3. 8 . Il titolare dei beni sottoposti al controllo giudiziario può proporre istanza di revoca. In tal caso il tribunale fissa l'udienza entro dieci giorni dal deposito dell'istanza e provvede nelle forme di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale.