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Signor Presidente, colleghi senatori, da oltre vent'anni gli abitanti del Comune di Troia, in provincia di Foggia, e delle zone limitrofe a questo Comune convivono con una vera e propria bomba ecologica, che è costituita da una discarica abusiva sorta in località Giardinetto di Troia, nell'area dell' ex laterificio, una fabbrica di laterizi. In questo sito e, quindi, nei capannoni abbandonati e nei piazzali, sono stati stoccati e interrati in maniera illegale circa 300.000 tonnellate di rifiuti tossici, nocivi e pericolosi, provenienti praticamente da tutta Europa. I capannoni purtroppo sono aperti, perché ormai sono abbandonati da molti anni, e i rifiuti sono esposti alle intemperie, cosicché quando si verificano episodi meteorologici avversi di una certa intensità - le cosiddette bombe d'acqua, l'ultima delle quali si è verificata a metà agosto scorso - sussiste il grave pericolo che le acque meteoriche e i venti portino questi rifiuti anche a notevole distanza dal sito, con ovvio e grave pregiudizio per la salute dei cittadini. Per quasi vent'anni questo problema, purtroppo, è stato praticamente ignorato, ma finalmente proprio in questi giorni in Regione Puglia si sta valutando il progetto presentato dal Comune di Troia per la caratterizzazione dei rifiuti presenti nel sito e per la bonifica dello stesso. I fondi a disposizione sono quelli del programma azione 6.2 Por Puglia FESR-FSE 2014-2020, Asse VI. Nei mesi scorsi un altro progetto presentato dal Comune di Troia, relativo agli interventi della tipologia A del bando, che prevedevano la messa in sicurezza di emergenza e misure di prevenzione di siti in presenza di sorgenti primarie e secondarie di contaminazione, purtroppo era stato bocciato. Oggi, invece, il Comune partecipa, unitamente ad altri Comuni esclusi, ad una prima fase della richiesta di fondi per la messa in sicurezza e noi auspichiamo ovviamente che il progetto questa volta sia meritevole di approvazione e che, conseguentemente, possa finalmente avere inizio questa importante opera di bonifica del territorio troiano. Questo per dare una risposta concreta a tutti i cittadini, a quelli che si sono battuti per tanti anni, per quasi vent'anni, in questa battaglia di giustizia e di legalità, ai comitati, agli attivisti del MoVimento 5 Stelle, ma soprattutto ai cittadini sfortunati che si sono ammalati in questi anni proprio a causa dei rifiuti presenti nella discarica abusiva. Concludo. Vigileremo affinché le attività, di caratterizzazione prima e di bonifica poi, siano svolte nel più breve tempo possibile e nella maniera migliore. Il nostro unico obiettivo è la salute dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, care colleghe, colleghi, nello Yemen da più di tre anni si sta combattendo una guerra tra una minoranza sciita houthi e il Governo Hadi, che rappresenta l'ala sunnita, quindi vicina all'Arabia Saudita. L'Arabia Saudita è un Paese in cui prevale il wahabismo, che è la dottrina più radicale dell'Islam; una dottrina che i sauditi stanno tentando di estendere finanziando gruppi jihadisti e terroristi. Le vittime della guerra in Yemen sono almeno 10.000. I bambini stanno subendo pesantemente le conseguenze dirette e indirette di questa aggressione. Save the Children ha calcolato che ogni dieci minuti nello Yemen muore un bambino per fame e malattie causate dal blocco della coalizione saudita. Signor Presidente, sono 50.000 i bambini malnutriti che quest'anno rischiano di perire e complessivamente sono più di 8 milioni i civili in grave pericolo a causa di mancanza di generi alimentari. Nel 2016 il Ministro della difesa del Governo Renzi era Pinotti; in quell'anno raddoppiarono le esportazioni italiane di armi. Infatti, nel 2015 l'Italia ha venduto all'estero armi per un valore pari a 7,9 miliardi di euro; nel 2016 il totale è stato di 14,6 miliardi, con una vendita soprattutto verso quelle monarchie del Golfo che di certo non possono essere considerate un faro di democrazia, in particolare la citata Arabia Saudita, un Paese che ha prodotto personaggi come Bin Laden, ma anche 15 dei 19 dirottatori dell'attentato dell'11 settembre 2001. Eppure all'Arabia Saudita nel 2016 abbiamo venduto armi per 427,5 milioni di euro, tra cui 21.822 bombe prodotte in Sardegna ; bombe che ogni giorno uccidono donne, bambini e uomini. Questa è una vergogna inaccettabile. (Applausi dal Gruppo M5S) . Come ha ricordato il mio collega Lucidi, l'Arabia Saudita è un Paese accusato da ONU, Unione europea e Amnesty International di crimini di guerra in Yemen. Tale vendita di armi viola la legge n. 185 del 1990, che espressamente vieta di esportare armamenti verso Paesi in stato di conflitto. Sotto questo punto di vista, Luigi Di Maio e il ministro Trenta sono stati chiari: il cambiamento ci sarà anche in questo ambito. Concludo dicendo che noi non abbiamo più intenzione di continuare a sporcarci le mani di sangue e interverremo legislativamente per rafforzare tale divieto, nel rispetto dell'articolo 11 della Carta costituzionale. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per portare a conoscenza dell'Assemblea l'esito del ricorso al Consiglio di Stato relativo al pronto soccorso di Città della Pieve. Riepilogo brevemente i fatti. Il 1° marzo 2017 la Regione Umbria, nell'ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, decide la chiusura del pronto soccorso del Comune di Città della Pieve; un pronto soccorso che serve un'area di 12 Comuni, 60.000 abitanti, un'area disagiata, con difficoltà nelle vie di comunicazione e distante da altri presidi. Nel maggio del 2017 il sindaco del Comune di Montegabbione, Fabio Roncella, un Comune che è a 10 chilometri da Città della Pieve, ricorre al TAR, insieme a un comitato di cittadini della zona nato per l'occasione, il "Comitato art. 32", in difesa del diritto costituzionale alla salute. Nel febbraio del 2018 il comitato e il Comune vincono il ricorso, perché il TAR stabilisce che il diritto costituzionale alla salute, il diritto ad aver difesa la vita da un pronto soccorso che possa permettere un intervento in tempi brevi, non può essere in alcun modo oggetto di tagli e riorganizzazioni sul piano amministrativo e solo con finalità di tipo economico e finanziario.