[massime]

STRANIERO - PROCEDIMENTO DI CONVALIDA DEL TRATTENIMENTO - AMMISSIONE 'EX OFFICIO' AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO, INDIPENDENTEMENTE DALLA SUSSISTENZA DEL REQUISITO REDDITUALE - ASSERITA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA E IRRAGIONEVOLEZZA - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 13 del decreto legislativo n. 286 del 1998, come modificato dall’art. 12 della legge 30 luglio 2002, n. 189, e dell’art. 142 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113, riprodotto nell’art. 142 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, censurati, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, per violazione del principio di uguaglianza e del canone della ragionevolezza, nella parte in cui prevedono l’automatica ammissione degli stranieri al beneficio del patrocinio a spese dello Stato indipendentemente dalla sussistenza e dal controllo sulla sottostante situazione reddituale. La scelta di porre “a carico dell’erario l’onorario e le spese spettanti all’avvocato e all’ausiliario del magistrato” rientra infatti nella piena discrezionalità del legislatore e non appare né irragionevole né lesiva del principio di parità di trattamento, considerata la peculiarità del procedimento di espulsione dello straniero.