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La prima possibilità è che non vogliono discutere questa mozione di sfiducia per evitare che questo Parlamento metta gli occhi, ponga attenzione e punti i riflettori sui danni economici e sociali che sta producendo questo Governo a questo Paese. La realtà è questa e, quindi, non ci impediranno di denunciare che la pressione fiscale, come abbiamo scritto nella nostra mozione di sfiducia, tenderà al 42,7 per cento nel 2020 e nel 2021, che la disoccupazione tenderà all'11 per cento nell'anno prossimo, che sarà necessaria una manovra correttiva di 25 miliardi di euro nei prossimi mesi, che è decisamente diminuita - come ci ha ricordato l'ABI questa mattina - la richiesta di prestiti e, quindi, le aziende hanno diminuito le proprie richieste di prestito per investire, che questo Governo è totalmente sordo rispetto a ciò che oggi Confindustria ha detto, ovvero che le imprese italiane, dopo il provvedimento industria 4.0 dei Governi Renzi e Gentiloni Silveri, hanno saputo investire 10 miliardi in questo Paese. Voi siete sordi di fronte a tutto ciò. La verità è che chi di cifre e numeri ferisce, in realtà poi viene colpito perché il vero scambio non è tra il 2,4 e il 2,04, su cui voi avete giocato nei precedenti mesi, ma è tra l'1 per cento di PIL che avevate promesso a questo Paese e lo 0,1 per cento di PIL che questo Paese si ritroverà, con tutte le difficoltà conseguenti. (Applausi dal Gruppo PD) . La seconda possibilità è che il contratto sia finito, che in realtà state imbrogliando gli elettori e che abbiate già deciso di recidere questo contratto, ma non avete il coraggio di dirlo all'Italia prima delle elezioni del 26 maggio. L'ultima possibilità - forse la più vera - è che vi vergognate di dire che Lega e MoVimento 5 Stelle sono esattamente la stessa cosa perché un voto in quest'Aula che ridarebbe fiducia a questo Governo testimonierebbe in maniera chiara e ufficiale che Lega e MoVimento 5 Stelle sono la medesima cosa, hanno scelto le stesse politiche e sono equamente responsabili dei danni sociali ed economici che sta subendo questo Paese. In ultimo, richiamo l'attenzione sulla mozione su Radio Radicale. Non ci sono più parole per provare a spingere la maggioranza di Lega e MoVimento 5 Stelle a avere rispetto per una parte significativa del nostro patrimonio culturale e della nostra storia repubblicana, com'è da decenni Radio Radicale. Lo sapete benissimo, è stato ricordato dal collega Malan e ripreso dal collega Marcucci: dal 21 maggio Radio Radicale non avrà più i fondi per poter continuare ad offrire a tutti noi cittadini italiani il grande servizio che ha offerto in questi anni. Il tema è chiaro: voi nell'ultima settimana possibile in cui il Senato poteva occuparsi e dare una chiara direttiva sulla vicenda, sulla storia e sul futuro di Radio Radicale, avete scelto di non darla e non è un caso forse quello che è stato pronunciato ieri sera dal vice ministro Salvini in termini di totale mancanza di rispetto verso il libero giornalismo e la libera informazione nel Paese. Avete scelto e scegliete ancora una volta, votando il calendario e contro la nostra proposta di discutere questa settimana la mozione su Radio Radicale, di calpestare l'informazione e quindi di colpire l'informazione per colpire la democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Malan, affinché le Commissioni non lavorino la prossima settimana. Non è approvata. FERRARI (PD) . Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dai senatori Malan, Marcucci e De Petris, volta a calendarizzare la settimana corrente la mozione su Radio Radicale. Non è approvata. DE PETRIS (Misto-LeU) . Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Marcucci, volta a mantenere la settimana corrente lo svolgimento del question time. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Marcucci, volta a inserire la settimana corrente la mozione di sfiducia nei confronti del Governo. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dalla senatrice De Petris, volta a calendarizzare le mozioni sui cambiamenti climatici e il glifosato la settimana successiva alle elezioni europee del 26 maggio. Non è approvata. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 510-B Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso GIARRUSSO ed altri. - (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 510-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. La relatrice, senatrice Riccardi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. RICCARDI, relatrice . Signor Presidente, signori Sottosegretari, colleghi, il disegno di legge che l'Assemblea si appresta ad esaminare novella in più punti l'articolo 416- ter del codice penale recante norme in materia di scambio elettorale politico-mafioso. La norma prevista dall'articolo in esame è volta alla tutela del bene giuridico dell'ordine pubblico - considerato nella sua materiale consistenza, che si esprime nell'ordinato svolgimento della vita comune da cui dipende il sentimento della tranquillità della comunità civile - e dell'esigenza di un esercizio libero del diritto di voto, scevro da ogni legame di tipo mafioso. Viene identificato, dunque, come un reato plurioffensivo, in considerazione che l'indebito condizionamento mafioso incide sull'ordine pubblico, sull'esercizio del diritto di voto e sull'imparzialità della pubblica amministrazione. Esso si caratterizza anche per essere un reato plurisoggettivo proprio, data la possibilità di punire anche colui che promette di portare i voti, direttamente o a mezzo di intermediari, necessari allo scambio. Si tratta di un reato di pericolo che va accertato in relazione alla concreta idoneità della promessa mafiosa o dell'accordo concluso tra i contraenti a porre in pericolo l'ordine pubblico.