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Per questo l'istituzione di un fondo di mutualità nazionale (« Fondo mutualistico universale per i rischi catastrofali in agricoltura »), capace di tutelare tutte le imprese agricole dai rischi catastrofali, gelo e brina, siccità e alluvione, potrà perseguire gli obiettivi di contrasto al fenomeno delle selezione avversa, di riequilibrio settoriale e territoriale nella distribuzione delle risorse finanziarie e dei risarcimenti, nonché di riduzione dell'esposizione al rischio e della vulnerabilità del comparto agricolo nazionale rispetto agli eventi a più alta intensità di danno. Questa impostazione lascerebbe al mercato solo i danni eccedenti il 60 per cento (il 30 per cento di franchigia, più il 30 per cento coperto dal fondo di mutualità nazionale), ne alleggerirebbe i rischi e conseguentemente alleggerirebbe anche il costo e la sostenibilità del sistema, e soprattutto garantirebbe alle aziende di tutto il Paese una copertura a un costo molto più basso, stante la straordinariamente più ampia distribuzione del rischio.. 1 (Delega al Governo per la revisione delle norme in materia gestione del rischio in agricoltura) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2, uno o più decreti legislativi in materia di gestione del rischio in agricoltura, anche riordinando le disposizioni del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e assicurando il necessario coordinamento tra le disposizioni oggetto di modifica o integrazione e le altre disposizioni vigenti in materia. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentiti, per quanto di competenza, i Ministri interessati, e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da rendere nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque adottare i predetti decreti. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli schemi dei decreti legislativi, corredati di apposita relazione tecnica che rende conto della neutralità finanziaria delle disposizioni dei medesimi decreti ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura, sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro trenta giorni dalla data di assegnazione. Se il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l'esercizio della delega o successivamente, quest'ultimo è prorogato di sessanta giorni. 3 Il Governo, se non intende conformarsi ai pareri parlamentari di cui al comma 2, ritrasmette i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, per il parere definitivo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, da rendere entro un mese dalla data di trasmissione. Decorso il predetto termine, i decreti possono essere comunque adottati in via definitiva dal Governo. 4 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 2, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive degli stessi, in conformità con le modalità previste dal presente articolo e nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2. 5 In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi adottati in attuazione del presente articolo determinano nuovi o maggiori oneri che non trovano compensazione al loro interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanziano le occorrenti risorse finanziarie. 2 (Princìpi e criteri direttivi) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a rivedere la normativa vigente in materia di gestione del rischio in agricoltura, prevedendo: 1 un'evoluzione dell'attuale assetto di gestione del rischio, in favore di un sistema misto di gestione che preveda un Fondo mutualistico universale per i rischi catastrofali in agricoltura, di seguito denominato « Fondo », a condizioni univoche nazionali, che copra in caso di calamità almeno i costi fissi delle aziende agricole in tutti i settori produttivi; 2 l'individuazione di un soggetto pubblico presso cui allocare il Fondo, che sia in possesso delle specifiche competenze e che sia dotato delle strutture tecniche necessarie; 3 l'individuazione di una soglia minima di danno sulla base della quale attivare gli interventi a carico del Fondo, nonché l'individuazione di una percentuale di intervento sui danni tale da garantire alle aziende interessate almeno la copertura dei costi fissi; 4 che la copertura del rischio catastrofale sia garantita dal Fondo per tutte le colture annuali e pluriennali, afferenti al comparto agricolo e forestale nonché alla zootecnia, compreso il comparto apistico, quale elemento di sicurezza della copertura dei costi fissi aziendali in caso di calamità nazionale, straordinaria o catastrofale; 5 che la copertura del costo a carico delle aziende per il funzionamento del Fondo sia ottenuta, nel rispetto delle norme europee, con l'utilizzo a regime del 3 per cento delle risorse per gli agricoltori previsto dal Primo pilastro della Politica agricola comunitaria (PAC) e delle risorse di cui alla misura 17 del Programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN) 2014-2020; prevedendo, altresì, in sede transitoria, per l'annata agraria 2022, una copertura economica alternativa; 6 la possibilità, per danni alle produzioni agricole superiori al 60 per cento e fino al 90 per cento, di una copertura assicurativa in eccesso al Fondo con strumenti volontari analoghi a quelli attualmente in essere; 7 che i dati di liquidazione dei danni provenienti dal Sistema di gestione del rischio (SGR) del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) costituiscano la base dei parametri su cui strutturare il Fondo e su cui articolare le modalità di intervento dello stesso; 8 la riorganizzazione in funzione del nuovo assetto, conseguente al mutato quadro normativo, con una adeguata attenzione al sistema delle riassicurazioni; b incentivare la convergenza tra risorse pubbliche e private in materia di gestione del rischio; c salvaguardare le misure di natura previdenziale previste dalle attuali normative; d prestare la massima attenzione, nella definizione delle nuove procedure conseguenti al mutato quadro normativo, alla semplificazione per le aziende agricole e ai tempi di ristoro delle stesse in caso di danno; e prevedere la possibilità di interventi integrativi regionali, nel rispetto del quadro normativo europeo, coordinati e armonizzati con la normativa statale. 3 (Relazione annuale e clausola di salvaguardia)