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Disposizioni in materia fiscale. Onorevoli Senatori. -- La XVII legislatura è nata in un quadro di incertezza politica ed economica forse senza precedenti nella storia repubblicana. Le elezioni che non avevano decretato un vero vincitore, il delicato passaggio sull'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, le larghe intese come unica strada percorribile per scongiurare il rischio di stallo del Paese. E mentre tutto questo accadeva, non vi era ancora la certezza che l'Italia fosse del tutto al riparo dai venti della crisi economica e delle speculazioni finanziarie. Una crisi che si abbatteva come un macigno sulle famiglie e sull'intero sistema economico e produttivo. Il nuovo esecutivo guidato da Matteo Renzi sembra stia finalmente producendo la necessaria discontinuità: la riforma del lavoro (cosiddetto jobs act) , una politica complessiva di dimagrimento dei grandi compensi nel settore pubblico, le nuove misure per aumentare la competitività del nostro sistema, il disegno di legge «Buona Scuola», le riforme costituzionali e la riforma della pubblica amministrazione, come quella del terzo settore e della giustizia, sono misure che vanno tutte nella giusta direzione. Molte di queste sfide dipenderanno anche dalla partita europea, dove è quanto mai necessario rivedere i vincoli del patto di stabilità, a partire dagli enti virtuosi. Su tutte queste problematiche il Gruppo parlamentare per le Autonomie si adopererà confrontandosi e portando sempre un contributo, senza chiusure egoistiche o corporative, ma restando fermo sul senso profondo dell'agire politico, che è anche quello della difesa e della rappresentanza delle nostre autonomie, della loro specialità, della loro capacità di autogoverno, dei loro interessi e delle loro istanze. Interessi e istanze che riguardano anche il terreno dei provvedimenti economici e che passano necessariamente attraverso una seria e radicale riforma del fisco. Si esprime soddisfazione per l'attenzione riservata fino ad oggi alle proposte del Gruppo ed in particolare per aver ampliato e reso più conveniente il ravvedimento operoso, aver dato il via al modello 730 precompilato decollato con successo il 15 aprile e per la riforma relativa all'esonero quasi generalizzato dalla presentazione di garanzie relativamente ai rimborsi IVA. Il presente disegno di legge comprende alcune proposte di interventi, già presentati sotto forma di emendamenti e ordini del giorno nel corso della legislatura. Quello che noi autonomisti chiediamo, ma non solo per il nostro territorio, è un fisco più equo e cioè un fisco meno oppressivo e più semplice. Il nostro auspicio è che il Governo, in materia fiscale, affronti radicalmente le criticità di un sistema che, anche dal punto di vista normativo, ha le sembianze di una babele, che lascia sempre un margine di incertezza, di ambiguità, rendendo così difficile la vita di cittadini e imprese. È invece giunto il momento di fare chiarezza, di snellire l'intero impianto normativo, per andare incontro a un fisco davvero giusto, davvero a misura di cittadino. In due parole vogliamo una riforma coraggiosa. Il fisco rappresenta infatti una vera e propria cartina di tornasole per stabilire se un Paese è davvero giusto, unito, solidale e se le sue istituzioni sono al servizio dei cittadini. Solo con un fisco equo ci può essere un Paese equo, solo con un fisco equo un Paese può dirsi compiutamente moderno. Una riforma del fisco costituisce oggi la base per un nuovo patto tra istituzioni e società, perché l'Italia è un Paese di straordinarie risorse che troppe volte non hanno la possibilità di vivere in tutta la loro potenzialità. Molto dipende da quest'insieme di regole paludate, dall'atteggiamento di diffidenza con cui lo Stato si relaziona con i cittadini. Il presente disegno di legge non intende arrogarsi meriti ma vuole rappresentare un primo, piccolissimo gradino verso una riforma radicale e completa della materia fiscale a favore del cittadino. Esso è suddiviso in otto capi e 24 articoli. L'articolo l prevede un credito d'imposta per favorire la formazione in azienda. In un contesto economico di grande incertezza come quello attuale, la formazione sta diventando sempre più importante e quasi indispensabile per tutte le imprese. Acquisire nuove competenze e specializzazioni rappresenta, al giorno d'oggi, una leva strategica e un vantaggio indispensabile per rimanere competitivi e affrontare nuove sfide economiche ed aziendali. L'affinamento delle capacità imprenditoriali e manageriali nonché lo sviluppo e la qualificazione delle professionalità sono, infatti, esigenze particolarmente sentite dagli operatori economici che aspirano al mantenimento e al miglioramento della propria competitività sui mercati di riferimento. Formarsi significa aumentare le competenze e la competitività di imprenditori e dipendenti e costituisce fattore di crescita e consolidamento indispensabile per le imprese del terziario. L'articolo, pertanto, consente sgravi fiscali per i costi sostenuti dalle imprese per lo svolgimento di attività di formazione, obbligatoria e continua, sia del titolare che del personale addetto. Si ritiene in particolare che una misura incentivante possa essere quella del credito d'imposta, con utilizzo in compensazione del modello F24. L'articolo 2 prevede anch'esso un credito d'imposta ma per le strutture ricettive all'aria aperta. In sede di conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, le strutture all'aria aperta sono state escluse dalle strutture beneficiarie del credito d'imposta fino a 200.000 euro per interventi di miglioramento delle strutture stesse, riservando il beneficio alle sole imprese alberghiere. Non si capisce come mai ci siano trattamenti diversi tra strutture tutte ricettive. L'articolo 3 estende ai commercialisti e altri professionisti abilitati la possibilità di stipulare affitti d'azienda. L'attuale normativa impone per gli affitti d'azienda (e le cessioni d'azienda) necessariamente la forma notarile. Trattasi di forma non ad substantiam ma ai fini di ottenere la pubblicità presso il registro delle imprese. Tale assetto normativo si sta rivelando estremamente gravoso e costoso per le aziende, considerato l'onere di un atto notarile di affitto d'azienda e la crescente diffusione di tali tipi di trasferimenti (sia in luogo di locazione sia a scopo di trasferimento di compendi aziendali). Considerato che ad oggi i commercialisti sono abilitati ad autenticare cessioni di quote di società a responsabilità limitata e considerato altresì che nel passato (fino ad inizio anni Ottanta) gli atti di trasferimento di aziende, affitti e cessioni, avvenivano con scrittura privata non autenticata a tutti i fini, si propone di attribuire ai commercialisti (oltre che ai notai) la capacità di autenticare atti di cessione e di affitto di aziende o rami di aziende. L'articolo 4 prevede il differimento dei termini di versamento dell'IVA mensile. Ad oggi uno dei principali problemi delle imprese è quello degli incassi, con ritardi cronici se non sofferenze. Di fatto è estremamente raro che l'impresa incassi in tempi utili per il versamento dell'IVA mensile (entro il 16 del mese successivo all'emissione della fattura).