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Tale norma, di cui ora si provvede alla abrogazione, prevede che ai fini dell'adempimento dell'obbligo di restituzione per il periodo 2021-2030, i gestori degli impianti esistenti, degli impianti nuovi entranti e gli operatori aerei amministrati dall'Italia possono utilizzare i crediti CERs ed ERUs che rispettino i criteri qualitativi sanciti dall'articolo 11- bis , paragrafi da 2 a 4, della direttiva 2003/87/CE e fino alla quantità stabilita e dalle misure adottate dalla Commissione europea ai sensi dello stesso articolo. Si rammenta che i crediti internazionali sono strumenti finanziari che rappresentano una tonnellata di CO2 eliminata o ridotta dall'atmosfera a seguito di un progetto di riduzione delle emissioni e che, ora, l'accordo di Parigi, ha mutato il quadro di riferimento in materia, prevedendo ora un nuovo meccanismo di mercato per sostituire il CDM e la JI dopo il 2020. Con la lettera b) della disposizione in esame, si novella poi la rubrica dell'allegato I del medesimo decreto legislativo, relativo alle categorie di attività cui si applica la normativa, modificando in coordinamento il riferimento alla 'presente direttiva', attualmente riportato, con quello al decreto legislativo in parola. L'articolo 33 reca quindi disposizioni sulla metodologia di calcolo da utilizzare per la determinazione di energia prodotta dai biocarburanti e dai bioliquidi, con riferimento alla procedura d'infrazione 2019/2095. Si novella il decreto legislativo. n. 28/2011 (c.d. decreto rinnovabili) di recepimento della direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, specificando che i criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi, ai fini anche della verifica del loro rispetto, sono quelli previsti dal decreto di recepimento della direttiva relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. L'articolo modifica altresì i criteri di calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto. Si ricorda al riguardo che il relativo obiettivo prevede che la quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto dovrà essere nel 2020 pari almeno al 10 per cento del consumo finale di energia nel settore dei trasporti nel medesimo anno; per il calcolo del numeratore, ossia della quantità di energia da fonti rinnovabili consumata nel trasporto ai fini del suddetto obiettivo, sono presi in considerazione tutti i tipi di energia da fonti rinnovabili consumati in tutte le forme di trasporto. La modifica puntualizza che i biocarburanti e i bioliquidi che non soddisfano i criteri di sostenibilità, con le modalità, i limiti e le decorrenze fissate dal c.d. decreto rinnovabili non sono presi in considerazione. Inoltre, per il calcolo dei biocarburanti nel numeratore, la quota di energia da biocarburanti prodotti a partire dai cereali e da altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose e da colture coltivate su superfici agricole come colture principali soprattutto a fini energetici non risulta superiore al 7 per cento del consumo finale di energia nei trasporti nel 2020. Si precisa che non sono conteggiati, ai fini del limite fissato, i biocarburanti sostenibili prodotti a partire da colture coltivate su superfici agricole come colture principali soprattutto a fini energetici, diverse dai cereali e da altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose, a condizione che sia dimostrato che tali colture sono state coltivate su terreni pesantemente degradati, compresi i terreni precedentemente utilizzati per scopi agricoli, oppure su terreni fortemente contaminati. L'articolo abroga inoltre la disposizione che sancisce l'esclusione dei biocarburanti sostenibili provenienti da colture agricole di secondo raccolto dal conteggio ai fini del suddetto limite. L'abrogazione fa venir meno l'esclusione dei biocarburanti sostenibili provenienti da colture agricole di secondo raccolto dal conteggio ai fini del limite previsto. Al riguardo, la relazione illustrativa del Governo evidenzia come la soppressione sia finalizzata ad eliminare un problema di conformità rispetto all'articolo 3, paragrafo 4, lettera d) della direttiva 2009/28/CE. Il comma 2 dell'articolo 33 sostituisce la rubrica dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 51/2017; la nuova rubrica specifica che le modifiche apportate dall'articolo 10 in questione all'allegato V- bis al decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 66, danno attuazione anche all'allegato II della direttiva (UE) 2015/1513. Rileva, infine, l'articolo 8, che novella in più punti il Codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo n. 50/2016, in relazione alla procedura di infrazione europea n. 2018/2273. Nel corso dell'esame alla Camera dei deputati è stata peraltro introdotta una ulteriore modifica, all'articolo 46 del Codice dei contratti pubblici, volta ad includere, tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria, anche altri soggetti abilitati in forza del diritto nazionale a offrire sul mercato i medesimi servizi, ed è stata integrata la normativa prevista all'articolo 113- bis del Codice dei contratti pubblici, introducendo una dettagliata disciplina relativa agli adempimenti a carico del direttore dei lavori, dell'esecutore e del responsabile unico del procedimento, in materia di certificato di pagamento e di adozione dello stato di avanzamento dei lavori. Le modifiche recate al Codice trovano applicazione alle procedure dei bandi o degli avvisi di gara pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi. La presidente MORONESE fissa quindi per lunedì 26 aprile, alle ore 12, il termine per far pervenire eventuali osservazioni di cui tenere conto ai fini della formulazione della proposta di parere da parte del relatore. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana DDL 970 Disposizioni in materia di tutela dei centri storici, dei nuclei e dei complessi edilizi storici DDL 985 Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta storiche e relative fortificazioni e torri, dei borghi e dei centri storici DDL 1302 Modificazioni alla legge 6 ottobre 2017, n. 158, in materia di sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni e di riqualificazione e recupero dei centri storici dei medesimi comuni DDL 1943 Misure e strumenti per la rigenerazione urbana DDL 1981 Norme per la rigenerazione urbana (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 15 aprile scorso. La senatrice L'ABBATE ( M5S ) osserva che il testo all'esame della Commissione si inserisce in un quadro generale inedito: