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Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ricevuta la documentazione presentata dall'Enel di cui all'art. 4, chiede i pareri del Ministero della difesa e del Ministero dell'interno, che debbono essere forniti entro il termine di novanta giorni. 2. In mancanza di risposta entro novanta giorni, i pareri si intendono favorevoli. Art. 11. - 1. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, entro i quindici giorni successivi all'ultimo degli adempimenti di cui agli articoli 6, 7, 8, 9 e 10, localizza ed autorizza la costruzione e l'esercizio della centrale termoelettrica, o del suo ampliamento, secondo il progetto di massima proposto ed il giudizio finale di compatibilità ambientale, indicando le relative prescrizioni, anche per gli impegni di natura socioeconomica a carico dell'Enel non ancora definiti con la regione, la provincia ed il comune. 2. Tra i predetti impegni di natura socioeconomica possono essere indicati nello stesso decreto quelli per i quali l'Enel deve anticipare il finanziamento per conto dello Stato e/o degli enti pubblici competenti. 3. Se il parere della regione di cui al comma 2 dell'art. 8 è stato negativo o comunque non è stato espresso entro i trenta giorni successivi alla richiesta, o nei casi previsti dal comma 5 dell'art. 8, può provvedersi alla localizzazione, sotto il profilo urbanistico ed ambientale, della centrale proposta, previa delibera del Consiglio dei Ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 4. A seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 3, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, autorizza la costruzione e l'esercizio della centrale proposta, indicando le necessarie prescrizioni anche per gli aspetti ambientali ove si sia proceduto in assenza del giudizio finale di compatibilità ambientale e delle relative prescrizioni di cui al comma 3 dell'art. 8. Art. 12. - 1. Il provvedimento di localizzazione, di cui all'art. 11, emesso dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato o dal Presidente del Consiglio dei Ministri, assume valore di dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità delle opere e, anche in presenza di vincoli di qualsiasi genere riguardanti il territorio interessato dall'insediamento, ha effetto di variante del piano regolatore comunale e del piano regolatore portuale e dell'area sviluppo industriale e sostituisce la concessione edilizia comunale, nonché i provvedimenti previsti dalla seguente normativa: art. 9, legge 10 maggio 1976, n. 319 (scarico acque); art. 14, legge 24 dicembre 1979, n. 650 (scarico acque); art. 48, decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303 (igiene del lavoro); art. 17, legge 24 dicembre 1976, n. 898 (servitù militare); art. 714, regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 (segnalazione ostacoli al volo); art. 7, legge 29 giugno 1939, n. 1497, e art. 82, comma nono, decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come introdotto dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 (costruzione in zone di particolare interesse paesistico); art. 6, legge 8 luglio 1986, n. 349 (parere di conformità ambientale); art. 55, regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 (costruzione in fascia di rispetto); art. 221, regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (licenza di agibilità comunale); art. 216, regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (attivazione impianto industriale). Art. 13. - 1. Le modifiche del progetto di massima autorizzato con il decreto di cui all'art. 11 debbono essere autorizzate, ai fini della costruzione e dell'esercizio, dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato su istanza dell'Enel, in adempimento dei commi successivi. 2. Una apposita commissione presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, composta da rappresentanti dei Ministeri dell'ambiente, per i beni culturali e ambientali, della sanità e dei lavori pubblici, valuta le modifiche richieste ed eventualmente indica i Ministeri, tra quelli interessati dalla procedura e di cui agli articoli 6, comma 2, e 10, che debbono rilasciare il parere ai fini dell'autorizzazione del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 3. Nel caso di pareri sfavorevoli, discordanti o mancanti, entro il termine di novanta giorni dall'istanza dell'Enel, si applica il comma 4 dell'art. 6. 4. Le modifiche del progetto di massima autorizzato che implicano occupazioni di aree esterne a quelle di pertinenza della centrale vengono autorizzate, attuando la procedura di cui ai commi 2 e 3, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, previo parere della regione interessata, la quale dovrà renderlo sentito il comune territorialmente competente. 5. Se il parere della regione è negativo o comunque non è espresso entro novanta giorni dal ricevimento da parte della regione della richiesta del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, si applicano i commi 3 e 4 dell'art. 11. 6. L'autorizzazione alle modifiche ottenuta ai sensi del presente articolo ha gli effetti di cui all'art. 12. Art. 14. - 1. Si applica l'art. 13 anche alla costruzione e all'esercizio di: a) modifiche delle centrali turbogas; b) modifiche delle centrali termoelettriche esistenti; c) modifiche delle centrali termoelettriche in costruzione alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni. 2. Per le modifiche comportanti incrementi di potenza elettrica e per la costruzione di centrali turbogas si applica l'art. 15 della legge 2 agosto 1975, n. 393. 3. Le modifiche che non rientrano nella definizione di cui all'art. 2 non richiedono per la loro esecuzione né le autorizzazioni di cui alle presenti disposizioni, né la concessione edilizia comunale, né altre autorizzazioni previste dalla legislazione regionale. Art. 15. - 1. Le amministrazioni pubbliche debbono adottare gli atti d'intesa, le autorizzazioni, le approvazioni, i nulla osta e i pareri di rispettiva competenza, non previsti dalle presenti disposizioni, entro il termine di giorni novanta a decorrere dalla data della relativa richiesta. 2. Decorso infruttuosamente il termine di cui al comma 1 o in presenza di atti sfavorevoli, si applicano i commi 4 e 5 dell'art. 6. Art. 16. - 1. I pareri espressi in base alle presenti disposizioni si intendono sostitutivi di quelli previsti dalle particolari autorizzazioni prescritte per le seguenti opere o attività dalla normativa a fianco di ciascuna indicata: a) deposito olii combustibili ed oleodotto (legge 8 febbraio 1934, n. 367; regio decreto 20 luglio 1934, n. 1303);