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Considerato che attualmente i consigli di base di rappresentanza (COBAR), i consigli intermedi di rappresentanza (COIR) e il consiglio centrale di rappresentanza (COCER), che andranno a scomparire con l'entrata in vigore della legge sui sindacati, dispongono di un locale per svolgere le loro attività, sarebbe fattibile garantirne uno comune negli enti con un organico di almeno 200 militari e uno a livello centrale per ogni sindacato rappresentativo, « tenuto conto delle disponibilità obiettive e secondo le modalità determinate dall'amministrazione ». Il comma 5 poi prevede che la ripartizione del contingente dei distacchi sindacali e dei permessi retribuiti tra le associazioni professionali a carattere sindacale tra militari rappresentative a livello nazionale è effettuata con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione ai sensi dell'articolo 16, comma 4. Ma il decreto citato è un decreto di prima applicazione. Qui invece si sta definendo una regola generale; pertanto sarebbe più corretto far riferimento all'articolo 13, comma 2, ossia allo stesso decreto del Ministro per la pubblica amministrazione che individua i sindacati rappresentativi. Ancora riguardo il contingente dei distacchi da ripartire tra i sindacati rappresentativi, il disegno di legge introduce il comma 5- bis che fissa il numero totale dei distacchi in rapporto di un'unità ogni 2.000 dipendenti in organico e il numero totale dei permessi sindacali retribuiti in quattro ore annue per ciascun militare in organico a ciascuna Forza armata e Forza di polizia a ordinamento militare, demandando la ridefinizione di tali numeri al primo tavolo negoziale. Per la determinazione del numero dei permessi sindacali retribuiti si è tenuto conto di quello spettante alle Forze di polizia ad ordinamento civile, che è pari a 5 ore e 18 minuti per ogni dipendente della Polizia di Stato e pari a 5 ore e 40 minuti per ogni dipendente del Corpo di polizia penitenziaria. La proposta di 4 ore è pertanto inferiore a quanto attualmente previsto per i sindacati delle Forze di polizia ad ordinamento civile. Il comma 7 prevede la possibilità per i sindacati militari di procedere alla revoca dei distacchi e delle aspettative in ogni momento, provvedendo a comunicarlo alle amministrazioni e ai Ministeri competenti. Se è possibile farlo in ogni momento non si capisce l'utilità di comunicare nuovamente queste variazioni entro il 31 gennaio di ogni anno. Inoltre non è esplicitata la possibilità di sostituire il militare destinatario del distacco o dell'aspettativa. Nulla è previsto in merito alla progressione di carriera del personale in distacco sindacale. Non svolgendo servizio, questo personale non viene valutato. Al fine di evitare penalizzazioni e trattandosi di un numero piuttosto esiguo (se si considera il prospettato rapporto 1 a 2000, si tratterebbe di circa 175 unità tra tutte le Forze armate e le Forze di polizia ad ordinamento militare, di cui solo una parte andrebbero in avanzamento), si potrebbe prevedere un sistema di garanzie simile a quello previsto dall'articolo 1091 del codice dell'ordinamento militare per la ricostruzione della carriera dei militari eletti al Parlamento europeo, al Parlamento nazionale e nei consigli regionali, ossia prevedere promozioni al grado superiore sulla base dei soli minimi di anzianità. Per evitare nuovi o maggiori oneri, con l'introduzione dei commi 8- bis e 8- ter si prevede la promozione automatica solo per gli avanzamenti ad anzianità e per quelli a scelta in cui è stabilito il passaggio al grado successivo per l'intera aliquota, in pratica per tutti quegli avanzamenti già previsti e che non provocano sovrannumero. Al comma 9 è prevista una durata massima di tre anni per i distacchi, non più di cinque volte e tra un distacco e l'altro devono intercorrere tre anni. Oltre al disallineamento con la durata delle cariche elettive dei sindacati (previste all'articolo 8 in quattro anni con possibilità di svolgere due mandati consecutivi), ancora una volta si incide sull'organizzazione interna del sindacato riducendo la possibilità di scelta su chi debba svolgere attività sindacale a tempo pieno. Peraltro potrebbe verificarsi il caso in cui nessuno dei rappresentanti dell'associazione sindacale eletti si trovi nelle condizioni di poter usufruire dei distacchi. Per questo il disegno di legge propone la soppressione del comma. Al comma 15 è prevista la delega al Governo, da esercitare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, per l'introduzione di ulteriori limitazioni al diritto sindacale del personale militare impiegato in attività operativa, addestrativa, formativa ed esercitativa. Il successivo comma 16 stabilisce che nell'adozione del decreto legislativo si debbano sentire i sindacati militari rappresentativi. Nei sei mesi dall'approvazione della legge però non saranno stati ancora definiti i sindacati rappresentativi. Pertanto l'emendamento prevede che si debbano sentire i sindacati a prescindere dalla rappresentatività. L'articolo 10 della legge n. 46 del 2022 disciplina il diritto di assemblea. I militari, fuori dal servizio, possono tenere riunioni, anche in uniforme, in locali messi a disposizione dall'amministrazione, oppure in luoghi aperti al pubblico, senza l'uso dell'uniforme. I militari hanno a disposizioni dieci ore individuali all'anno per esercitare questo diritto durante l'orario di servizio. Riguardo agli argomenti di discussione il comma 2 fa riferimento a « materie di competenza » rigorosamente definiti dalla legge. È evidente che un sindacato che non possa nemmeno sindacare non può garantire alcun ruolo nella tutela degli interessi dei lavoratori. Per questo motivo il disegno di legge prevede che i sindacati militari e le assemblee possano trattare « argomenti attinenti alla tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori militari, con esclusione di quelli soggetti a classifica di segretezza ». L'articolo 11 della legge n. 46 del 2022 definisce le procedure e le materie di contrattazione, attribuendo alle associazioni sindacali maggiormente rappresentative i poteri negoziali nelle procedure di contrattazione nazionale di comparto e nelle procedure di contrattazione nazionale di singola Forza armata o Forza di polizia ad ordinamento militare. Nel definire le materie oggetto di contrattazione per il personale non dirigente, vengono richiamati gli articoli 4 (per le Forze di polizia ad ordinamento militare) e 5 (per le Forze armate) del decreto legislativo n. 195 del 1995. Rispetto alle Forze di polizia ad ordinamento civile, le cui materie sono indicate all'articolo 3 dello stesso decreto legislativo, per i militari è esclusa la contrattazione con riguardo a: 1) criteri per l'articolazione dell'orario di lavoro obbligatorio giornaliero e settimanale e dei turni di servizio; 2) misure per incentivare l'efficienza del servizio; 3) criteri di massima per l'aggiornamento professionale (solo per le Forze armate).