[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 245, comma 3, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), promosso dal Tribunale di Napoli, sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale, nel procedimento vertente tra la Kama Italia Import &amp; Export s.r.l. e la Honda Logistic Centre Italy s.p.a ed altra, con ordinanza del 27 maggio 2008, iscritta al n. 288 del registro ordinanze 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 40, prima serie speciale, dell'anno 2008. Udito nella camera di consiglio dell'11 marzo 2009 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. – Il Tribunale di Napoli, con ordinanza del 27 maggio 2008, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 25 e 76 della Costituzione, dell'art. 245, comma 3, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273). 2. – L'ordinanza premette in fatto che il giudizio principale, pendente presso il Tribunale di Campobasso, ha ad oggetto atti di concorrenza sleale, per imitazione servile di prodotti, ai sensi dell'art. 2598, n. 1, del codice civile; e che nel suo ambito erano stati concessi due provvedimenti cautelari. Il primo, ante causam, con ordinanza ex art. 700 del codice di procedura civile del 16 novembre 2002; il secondo, in corso di causa, con ordinanza del 2 luglio 2003. Nei confronti di tale provvedimento, che ordinava alla resistente la cessazione della vendita, commercializzazione e pubblicizzazione dei prodotti di cui al ricorso, era stata proposta una prima istanza di revoca delle misure cautelari, dichiarata inammissibile con ordinanza dell'8 novembre 2005 e confermata in sede di reclamo dal Tribunale di Campobasso. Una successiva istanza di revoca ex art. 669-decies cod. proc. civ. , era stata rigettata dal giudice istruttore, con ordinanza del 22 gennaio 2008; avverso tale ordinanza era, quindi, stato proposto reclamo, innanzi alla sezione specializzata presso il Tribunale di Napoli, con ricorso del 4 febbraio 2008. Secondo il rimettente, la questione di legittimità costituzionale è rilevante, in quanto la competenza della sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso il Tribunale di Napoli discende, nel caso di specie, dall'applicazione dell'art. 245, comma 3, del codice della proprietà industriale, d.lgs. n. 30 del 2005, il quale dispone: «sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate le procedure di reclamo e le cause di merito iniziate dopo l'entrata in vigore del codice anche se riguardano misure cautelari concesse secondo le norme precedentemente in vigore». Il reclamo in esame, infatti, risulta proposto avverso il provvedimento con cui il giudice istruttore presso il Tribunale di Campobasso del 22 gennaio 2008, aveva rigettato la richiesta di revoca delle misure cautelari concesse, ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ. , con le precedenti ordinanze del 16 novembre 2002 e del 2 luglio 2003. La tutela risulta, quindi, dapprima richiesta e concessa dal Tribunale di Campobasso, quale Foro del convenuto, laddove, successivamente alla prima ordinanza cautelare, ed all'introduzione del giudizio di merito, è intervenuto il d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d'appello, a norma dell'articolo 16 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), istitutivo delle sezioni specializzate. Alla luce del citato decreto legislativo, le sezioni specializzate sono competenti per materia, tra l'altro, per le controversie aventi ad oggetto «fattispecie di concorrenza sleale interferenti con la tutela della proprietà industriale ed intellettuale» e, in particolare, alla sezione specializzata presso il Tribunale di Napoli spetta la competenza per le controversie che, secondo gli ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale, dovevano essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nei distretti di corte d'appello di Napoli, Salerno e Campobasso. Il rimettente precisa, inoltre, che il codice della proprietà industriale, entrato in vigore il 19 marzo 2005, con l'art. 134, a parziale integrazione dell'art. 3, ha previsto la competenza delle sezioni specializzate in materia di concorrenza sleale «con esclusione delle sole fattispecie che non interferiscono neppure indirettamente con l'esercizio dei diritti di proprietà industriale». Posta questa premessa, il giudice a quo espone che, secondo l'orientamento ormai unanime, in tale previsione devono sicuramente essere comprese le fattispecie di concorrenza sleale per imitazione servile, che implicano necessariamente una cognizione (anche solo economica) su diritti di proprietà industriale. Conseguentemente, nessun dubbio potrebbe sussistere sulla ritenuta competenza a decidere da parte della sezione specializzata, per materia e per territorio, trattandosi di reclamo proposto nella vigenza del codice della proprietà industriale. In punto di non manifesta infondatezza, il rimettente, con riferimento all'art. 76 Cost., richiama le sentenze di questa Corte n. 170 del 2007 e n. 112 del 2008. La prima ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 134 del codice della proprietà industriale, nella parte in cui aveva esteso alle sezioni specializzate il cosiddetto rito societario, di cui al d.lgs. n. 5 del 2003; la seconda ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 245, comma 2, del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, nella parte in cui aveva stabilito che sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate le controversie in grado di appello iniziate dopo l'entrata in vigore del codice, anche nel caso in cui il giudizio di primo grado fosse iniziato e si fosse svolto secondo le norme precedentemente in vigore. La legge 12 dicembre 2002 n. 273, avrebbe conferito al Governo due distinte deleghe, aventi rispettivamente ad oggetto: la prima, «il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di proprietà industriale» (art. 15); la seconda, l'istituzione presso tribunali e corti d'appello di sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale (art. 16; di seguito, sezioni specializzate). Anche nel caso qui in esame l'iter formativo della norma in contestazione sarebbe viziato.