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Con questa modifica costituzionale si inserisce all'articolo 9 il principio della tutela dell'ambiente e della biodiversità degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, tema centrale e fondamentale. Si stabilisce che la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali e si introduce all'articolo 41 un aspetto importante relativo all'iniziativa economica pubblica e privata, la quale non si potrà svolgere in contrasto alla salute e all'ambiente, oltre - come già previsto - alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana e l'attività economica pubblica e privata dovrà essere indirizzata non solo ai fini sociali, ma anche ai fini ambientali. Ieri è stata evidenziata in molti interventi la storicità della riforma costituzionale, che oggi ci accingiamo ad approvare e credo che tale valutazione non sia stata eccessivamente positiva o non adeguata al valore effettivo che questa modifica ha. Si tratta di una modifica storica, perché principalmente assume il tema della crisi ambientale come elemento strutturale, che può avere esiti drammatici e quindi viene messo un punto su questo aspetto. Si evidenzia come l'uomo, predatore della natura, tagli le radici del proprio futuro: se il Pianeta si ammala, l'uomo, essendo parte di questo ecosistema, non può che ammalarsi di conseguenza. È quindi importante considerare l'uomo in una relazione di interdipendenza con l'ambiente. Anche il papa, nell'enciclica «Laudato si'», citando san Bonaventura, pone il tema della relazione inscindibile tra tutte le creature. Se si spezza questa relazione, l'uomo uccide se stesso. Proprio in questo ragionamento, quindi, si inserisce il tema della tutela delle future generazioni, altro aspetto centrale di questa modifica costituzionale. Dobbiamo considerare che il Pianeta ha risorse destinate a terminare e noi ne siamo custodi e non proprietari. In pratica, come è stato detto anche da molti dei soggetti auditi in Commissione, con questa riforma si supera una visione antropocentrica, per cui l'ambiente era visto esclusivamente come qualcosa di utile per il singolo o per la collettività, e si va, invece, verso una visione oggettiva, ovvero l'ambiente inteso come bene comune, di primaria importanza per la vita sociale e per la vita economica, che deve essere preservato come bene in sé, per assicurare l'ecosistema delle attuali generazioni e di quelle future. In questo senso condivido quanto è stato detto da chi ha evidenziato che viene fatta emergere, oltre alla dimensione di doverosità, anche quella legata alla solidarietà intergenerazionale. Sono esigenze che devono finire per prevalere sulla libertà, tanto dei privati, quanto del pubblico. E qui si inserisce il tema dell'iniziativa economica, che deve essere mitigata e indirizzata verso attività che abbiano a cuore l'ambiente, per garantire la vita e lo sviluppo dello stesso, ma anche la sostenibilità per le future generazioni. Penso che quello compiuto sia stato un lavoro importante, di grande portata concettuale, ma che probabilmente determinerà anche l'adeguamento progressivo del sistema giuridico italiano al tema della tutela ambientale. Sicuramente questo dovrà determinare una legislazione più puntuale, più attenta al tema ambientale che preveda sanzioni più rigorose, per il mancato rispetto dell'ecosistema, perché il principio costituzionale sarà la base, l'architrave, la prima norma su cui si dovrà ordinare tutto il percorso giuridico, legislativo e anche dei provvedimenti sanzionatori. È per questo che il nostro Gruppo ha sostenuto questo percorso di riforma, lo ha condiviso in fase di costruzione in Commissione affari costituzionali e lo considera un passo avanti importante verso l'aggiornamento della nostra Costituzione, proprio in quanto rivolto alle future generazioni e al tema centrale della tutela dell'ambiente, che non possiamo più considerare secondario. Devono essere raccolte anche le parole del presidente del Consiglio Draghi, che, proprio in quest'Aula, presentando il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha definito il tema della transizione ecologica come fondamentale per una nuova rivoluzione green di questo Paese. Sulla base di queste considerazioni, non possiamo che esprimere un voto favorevole sulla riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che stiamo trattando oggi in Assemblea. (Applausi) . LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, siamo oggi in questa sede a parlare della riforma dell'articolo 9 della Costituzione per introdurre un concetto importante: la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi. Come dicevo ieri durante l'illustrazione degli emendamenti che abbiamo presentato a questo disegno di legge, Fratelli d'Italia è un partito patriottico, quindi un partito che ama la patria. E, quando si ama la patria, si ama la terra dei nostri padri: questo lo dico perché il tema dell'ambiente è nel nostro DNA e lo affrontiamo sempre in maniera pragmatica. Non abbiamo bisogno di evidenziare stelle e stelline, perché nel nostro obiettivo abbiamo un'unica grande stella, che è quella nazionale, quella dell'Italia. E, sulla base di questo, vengono declinate tutte le nostre azioni e di conseguenza anche quelle sul piano politico. Come dicevo, facciamo ambiente e abbiamo sempre fatto ambiente. Lo facciamo in maniera pragmatica e proprio con questo approccio dovremmo affrontare le modifiche che oggi vogliamo portare al disegno di legge in esame. Dico questo perché molte volte, anche ascoltando gli interventi di tanti colleghi, abbiamo l'impressione che ci si voglia mettere dei gradi sulla giacchetta o una medaglietta per dire che si è introdotta una data modifica in Costituzione e possiamo stare tranquilli. Ci riempiamo un po' la bocca dicendo che abbiamo inserito la tutela dell'ambiente in Costituzione e tutto finisce qui. In realtà, occorrono politiche concrete affinché possano effettivamente concretizzarsi le azioni per la tutela dell'ambiente. Faccio un esempio molto banale: quando ci fermiamo ad ammirare i paesaggi della nostra Nazione, ad esempio quelli della mia terra, la Toscana, possiamo osservare colline dolci, con vigne, campi e boschi che si susseguono molte volte in maniera armonica; filari di cipressi che corrono lungo i crinali delle nostre colline. Ebbene, questa è tutela dell'ambiente, ma è una tutela dell'ambiente fatta dall'uomo. È l'uomo che ha creato questo ambiente: i nostri agricoltori, tutti quelli che ci hanno preceduto hanno con il loro lavoro, modificato un ambiente primordiale, e lo hanno reso quello che è oggi, contribuendo alla bellezza della nostra Nazione, e non solo in Toscana, ma in tutta Italia. Lo sottolineo perché credo che la tutela dell'ambiente debba essere in qualche maniera concretizzata e armonizzata con le attività dell'uomo. Non possiamo avere un atteggiamento radicale, come sentiamo da certe parti di questo Parlamento. La tutela dell'ambiente da alcuni viene radicalizzata e non si dovrebbe toccare niente, né fare niente. Questo non è il nostro atteggiamento. Se da una parte, l'introduzione della tutela ambientale, della biodiversità e degli ecosistemi ci trova pienamente d'accordo, dall'altra parte abbiamo il timore che questo possa portarci a dover interpretare ogni volta quale sia la priorità di applicazione. Faccio un esempio banale: