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L'Agenzia, inoltre, dovrà verificare il rispetto dei requisiti da parte del richiedente per poter essere qualificato come « organismo di ricerca » ai sensi delle disposizioni europee, di cui al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, e alla comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione, del 27 giugno 2014. Quindi dovrà essere verificato che i richiedenti svolgano prioritariamente attività di ricerca indipendente o di trasferimento di conoscenza e che dagli atti societari emerga che nessun socio goda di accesso preferenziale ai risultati di ricerca generati dall'organismo. Tali controlli possono essere svolti sulla base di verifiche documentali analizzando statuti, atti societari, bilanci e dichiarazioni sostitutive di atto notorio dei richiedenti. Se il richiedente svolge anche una attività economica dovrà anche fornire evidenza della distinzione tra le attività economiche e non economiche. In questo caso ai sensi di quanto previsto al punto 18 della citata comunicazione 2014/C 198/01 possono essere utilizzati bilanci corredati da una nota che distingua tra costi e ricavi per le attività economiche e tra costi e finanziamenti per le attività non economiche. Si fa notare inoltre che per gli organismi senza scopo di lucro le attività economiche, per effetto del punto 19 della ciata comunicazione 2014/C 198/01, tendono a essere estremamente residuali per cui vale anche la deroga prevista dal punto 20 della medesima comunicazione, che esclude la sussistenza di aiuti di Stato per finanziamenti erogati a organismi che svolgano anche attività economiche, laddove però essi impegnino per tali attività non più del 20 per cento dei fattori produttivi dell'organismo. Nello specifico l'articolo 1 stabilisce che l'iscrizione è concessa a condizione che l'organismo abbia almeno 5 ricercatori a tempo pieno alle proprie dipendenze e che dimostri la disponibilità di attrezzati laboratori di ricerca. Questi vincoli trovano la loro motivazione nel proposito di voler sostenere organizzazioni che siano maggiormente efficaci nelle attività di ricerca applicata e nello svolgimento di attività di trasferimento tecnologico. L'articolo 2 definisce gli obblighi a carico degli organismi iscritti nel Registro speciale. Tali obblighi sono annuali. L'organismo deve redigere, approvare e consegnare annualmente all'ANR il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e successivi, 2435- bis e 2435- ter del codice civile, in quanto compatibili. Tutti gli organismi devono fornire documentazione che evidenzi la distinzione tra attività economica e non economica. L'articolo 2, inoltre, definisce obblighi informativi a carico degli organismi che riguardano le loro attività annuali e la consistenza e la qualificazione del proprio organico. Tali informazioni, oltre che a fine di controllo, sono utili per costituire una base di informazioni valide all'elaborazione di politiche per l'innovazione. L'articolo 3 stabilisce che i controlli annuali sulla persistenza dei requisiti di organismo di ricerca senza scopo di lucro siano affidati all'ANR che, in caso di riscontro negativo, provvede a escludere i relativi soggetti dall'apposito Registro speciale. In caso di esclusione si precisa che la perdita del contributo decorre dall'inizio dell'anno in cui è occorsa la perdita dei requisiti. L'articolo 4 stabilisce che agli organismi di ricerca senza scopo di lucro, iscritti nel Registro speciale, spetta un contributo annuo pari al 50 per cento del costo del lavoro dei ricercatori da loro impegnati e aventi sede di lavoro nel territorio nazionale. Le norme riportate sono analoghe a quelle previste per il credito d'imposta per la ricerca. Una tale formulazione assicura che l'agevolazione, nel caso specifico di organismi di ricerca senza scopo di lucro, sia senz'altro collegata ad attività non economiche (ricerca o trasferimento tecnologico) dell'organismo. Il collegamento dell'agevolazione al personale dipendente permette inoltre di evitare forme opportunistiche e di elusione collegate a eventuali contratti di subappalto. Il collegamento al costo annuo del personale dipendente rappresenta inoltre un formidabile incentivo occupazionale per assumere personale con qualificazione tecnico-scientifica da parte degli organismi di ricerca e si presenta come un potente incentivo per la crescita e l'attrazione dall'estero di centri di ricerca e tecnologia senza scopo di lucro, con conseguente incremento di occupazione altamente qualificata. Dal momento che esistono organismi di ricerca senza scopo di lucro che già ricevono sovvenzioni, per effetto di leggi speciali, l'articolo 5 precisa che, in questi casi, l'organismo può richiedere il contributo solo al netto di quanto già ricevuto come finanziamento da qualsiasi ente pubblico, a meno che tale importo non sia collegato all'esecuzione di progetti specifici o a un corrispettivo per servizi. L'articolo 6 stabilisce norme di pubblicità e trasparenza del Registro speciale. L'articolo 7 reca la copertura finanziaria. L'impatto che una tale impianto normativo avrebbe sui sistemi di innovazione locali e nazionale sarebbe notevole e favorirebbe efficacemente il trasferimento tecnologico e l'evoluzione dei sistemi socio-economici locali verso condizioni di maggiore sostenibilità sociale, ambientale ed economica, essendo la ricerca, la tecnologia e l'innovazione driver fondamentali per facilitare tale evoluzione. Le organizzazioni di ricerca e tecnologia senza scopo di lucro esistenti, grazie a questa norma, sarebbero rafforzate e si creerebbero le condizioni di una rete nazionale di RTO solida che sarebbe oltretutto in grado di drenare con maggiore intensità verso il nostro Paese ulteriori fondi europei e internazionali per la ricerca e l'innovazione. Considerate le ridotte dimensioni delle imprese nazionali, l'impatto in termini di sviluppo economico che si otterrebbe sarebbe comparabilmente superiore a quello riscontrabile in altri Paesi europei: sono infatti prevalentemente le piccole e medie imprese (PMI) i principali fruitori dei servizi di innovazione che una rete di RTO diffusa sui territori potrebbe servire. Anche le università e gli enti pubblici di ricerca trarrebbero vantaggi da una rete di RTO: questi, infatti, operano già in stretta collaborazione con gli EPR (che in molti casi sono loro soci) e il loro sviluppo intensificherebbe questo tipo di relazioni. Gli RTO, in ultima analisi, rappresenterebbero un canale bidirezionale per indirizzare da una parte i risultati delle ricerche accademiche verso le piccole e medie imprese e, dall'altra, per orientare i temi di ricerca dell'università e degli enti pubblici verso le esigenze raccolte dall'interazione con le imprese. Anche per le imprese più grandi e strutturate la presenza di RTO avrebbe un impatto positivo sui loro processi d'innovazione, perché potrebbero contare su collaborazioni qualificate ed efficienti condividendo il rischio intrinseco delle attività di ricerca e moltiplicandone le opportunità di valorizzazione in una logica di open innovation . L'ecosistema di innovazione migliorerebbe anche perché si moltiplicherebbero le opportunità di occupazione qualificata e coerente di laureati che vogliono intraprendere una carriera tecnico-scientifica.