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Come già detto più volte anche in quest'Aula, si tratta comunque di una comunicazione amministrativa che, per sua stessa natura, non può certamente vincolare la decisione di un magistrato. La Costituzione, certo, non lascia spazio a ipotesi in cui la nota di un direttore generale di un dipartimento di un Ministero possa dettare o anche solo condizionare la decisione del magistrato, e questo non è - come si continua a dire - uno scaricabarile nei confronti della magistratura. È proprio il contrario: è rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Per questo respingo ogni strumentalizzazione politica e riconosco - lo sottolineo - ai giudici di sorveglianza di aver svolto un lavoro importante in un momento difficilissimo in cui la pandemia, nonostante tutte le cautele adottate, ha messo a dura prova l'intera infrastruttura generale del nostro Paese e, a maggior ragione, un'amministrazione delicata e complessa come quella penitenziaria. Per inciso, a proposito delle condizioni dell'edilizia delle nostre carceri, in quasi due anni ho portato avanti tutta una serie di progetti di edilizia penitenziaria che - per esempio - sta portando all'apertura, proprio in queste due settimane, di quattro nuovi padiglioni per 800 posti detentivi. Nei prossimi tre anni sono già definiti e stanziati investimenti per migliorare le condizioni delle nostre carceri e realizzare un aumento complessivo di circa 5.000 nuovi posti. Ma vorrei soffermarmi sulla finalità rieducativa della pena, sancita dall'articolo 27 della Costituzione, che è un principio che sta guidando questa maggioranza e questo Governo in tutti i provvedimenti relativi alla materia dell'esecuzione penale. Siccome in una delle due mozioni si parla di mancanza di investimenti mirati a potenziare la funzione rieducativa della pena, ricordo che sono aumentati, proprio per volontà di questa maggioranza, gli investimenti nell'ambito dell'area trattamentale. Ricordo che è stato potenziato il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità che sovraintende proprio all'esecuzione esterna della pena e si sono moltiplicati i protocolli di lavoro di pubblica utilità per i detenuti passando da uno a circa 70 in due anni. (Applausi). Ricordo che è stato istituito l'ufficio centrale per il lavoro dei detenuti. Proprio ieri è stato pubblicato il bando per dirigenti penitenziari dopo oltre ventitré anni e a fine mese sarà pubblicato un concorso per 95 educatori, mentre è in corso la selezione per i mediatori culturali. Chiaramente la situazione è ancora difficile e c'è tanto da fare. Ci sono stati magistrati che, in un momento di grave emergenza epidemiologica, hanno deciso la scarcerazione di detenuti per motivi di salute - lo ribadisco - in base a norme esistenti da decenni e, senza entrare nel merito di tali decisioni, il Governo è immediatamente intervenuto con due decreti che stanno già dando importanti risultati. Con il primo, il n. 28 del 2020, la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e le direzioni distrettuali rendono un parere obbligatorio rispetto a decisioni in relazione alle quali prima non si prevedeva alcun tipo di coinvolgimento. Nonostante adesso siano in tanti a dire cosa avrebbero fatto, l'unico dato certo è che nessuno ha mai pensato a questa importante innovazione. Noi, questo Governo, questa maggioranza, abbiamo introdotta quella innovazione. (Applausi) . Grazie al secondo decreto antimafia, il n. 29 del 2020, nel giro di due settimane tutti i condannati o imputati per reati gravi, scarcerati per motivi di salute legati al rischio Covid-19, che sono non 497 bensì 256, tornano davanti al giudice alla luce del mutato quadro sanitario della fase 2 e il DAP assume per legge un ruolo che prima essa non gli attribuiva. Ciò detto, sto chiaramente portando avanti tutti gli accertamenti necessari che competono al Ministro e al Ministero della giustizia. Nel frattempo, c'è stato un tempestivo cambio ai vertici del DAP con l'arrivo del nuovo capo, il dottor Bernardo Petralia, e del vice capo, il dottor Roberto Tartaglia. Anche su questo, in una delle due mozioni vengono rivolte contestazioni ardite e infondate secondo le quali la nomina del dottor Tartaglia sarebbe illegittima. Il relativo atto di nomina, formalizzato con decreto del Presidente del Consilio dei ministri del 30 aprile 2020, risulta perfettamente conforme alla normativa vigente, come confermato dall'esito assolutamente positivo del controllo effettuato sia dal Consiglio superiore della magistratura che dalla Corte dei conti. Infine, si contesta la mancata assunzione di provvedimenti adeguati nel settore dell'organizzazione degli uffici giudiziari, soprattutto in vista della fase di ripartenza iniziata lo scorso 11 maggio. Contrariamente a quanto affermato nelle mozioni, il Ministero della giustizia si è immediatamente attivato per assicurare agli uffici giudiziari il supporto necessario per far fronte a ogni difficoltà riscontrata. Anche in questo caso mi limito all'elenco delle determinazioni assunte: costante confronto già dal 24 febbraio con i vertici degli uffici giudiziari per assicurare la corretta impostazione e il presidio delle necessità nella cosiddetta fase 1. Nei decreti legge n. 18 e 28 del 2020 sono state date disposizioni in tema di informatizzazione in ambito processuale, civile e penale. In secondo luogo, vi è stato l'ampliamento delle notificazioni telematiche nel processo penale; l'addio del deposito penale telematico a valore legale per gli atti difensivi di cui all'articolo 415- bis , comma 3, del codice di procedura penale; il deposito obbligatorio di atti introduttivi tramite processo civile telematico; l'avvio del processo civile telematico in Cassazione; lo sblocco delle procedure di correzione degli esami degli avvocati e dei concorsi di magistratura e notariato. Il tutto è avvenuto nel fattivo confronto con l'avvocatura e il mio grazie va a tutti coloro che lavorano negli uffici giudiziari, in condizioni certamente difficili e con gravi disagi. Per l'avvio della cosiddetta fase 2, lo sforzo è stato indirizzato alla graduale riapertura degli uffici, concentrando le attenzioni sull'aspetto della sicurezza dei luoghi di lavoro. Nessuno poteva illudersi che fosse un percorso semplice e privo di ostacoli, ma gli sforzi già compiuti e quelli in corso di svolgimento, con le ingenti risorse contenute nel cosiddetto decreto rilancio, permetteranno di affrontare tutte le difficoltà che l'emergenza ci sta ponendo. È una sfida che il Ministero aveva già accettato; il processo di cambiamento era già stato avviato e ha subito un'accelerazione importante in conseguenza della pandemia. Mi avvio ora alla conclusione. Le misure concrete adottate durante l'emergenza sono il frutto del lavoro di squadra di tutto il Governo, che ha deciso di considerare la giustizia una vera priorità. (Applausi). Sono il Ministro della giustizia di un Governo di coalizione e il ruolo cruciale della giustizia, che sta a cuore a tutti gli operatori economici e a tutti i cittadini in generale, assume un'importanza addirittura maggiore in questo momento di ripartenza per il nostro Paese. È fondamentale che cittadini sappiano di poter contare su un processo che abbia tempi certi e ragionevoli.