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Su questo la maggioranza parlamentare è stata irremovibile e nelle numerose riunioni, non ultima quella di ieri mattina, abbiamo continuato ad affermare la necessità di correggere quanto previsto dal Governo nel decreto, fino allo scontro col Governo stesso. Il Governo, dal canto suo, è stato solido nell'affermare che l'Europa vuole la riforma così e che diversamente non si può fare; fino a sentirci, addirittura, addossare la responsabilità di un ammanco nelle casse dello Stato qualora avessimo fatto decadere il decreto, con conseguente non erogazione della tranche prevista di 24 miliardi. Siamo giunti alla fine, solo da poche ore e dopo innumerevoli incontri e trattative con il Governo, a un compromesso, riuscendo innanzitutto ad evitare il taglio di 10.000 posti del potenziamento; ad inserire risorse fresche per la formazione; a non tagliare la card docente, con la rassicurazione che sarà garantita in modo strutturale dalla legge di bilancio. Tra gli accordi migliorativi al testo governativo che sono stati approvati in Commissione figurano anche l'accesso, per i primi tre cicli del percorso di formazione iniziale, di chi è in servizio nella scuola, statale o paritaria, nei limiti della riserva dei posti indicati, la remissione alla contrattazione nazionale dell'incentivo, il ritorno nell'alveo della contrattazione della definizione del numero di ore aggiuntive, l'accesso alla specializzazione su sostegno per chi ha svolto già tre anni di attività. Un rammarico è non aver potuto assicurare un futuro certo a migliaia di precari, che hanno assicurato per anni la sopravvivenza del sistema scolastico e che non si sono potuti abilitare per la mancanza, da nove anni, di percorsi di abilitazione. È per questo che si sarebbero dovuti prevedere percorsi abilitanti per tutte le categorie di insegnanti. Inoltre, era necessario prevedere una fase transitoria più lunga per poter assorbire il precariato storico, dal momento che nel 2024 sicuramente non si farà in tempo, e per di più ai precari dovrà essere somministrata una prova preselettiva. Utile, infine, sarebbe stata anche la riapertura delle graduatorie di merito degli idonei nei concorsi. In sintesi, risultati ne abbiamo avuti, ma con molta fatica. Voglio inoltre sottolineare che, al di là del cosiddetto pacchetto scuola, su cui ci siamo trovati tutti d'accordo e che ha impegnato principalmente la 7° Commissione, per quanto riguarda il resto dell'articolato io ho purtroppo ravvisato, a malincuore, una disparità di trattamento degli emendamenti proposti a seconda dei diversi Gruppi politici. Non è difficile verificare, da una tabella che ci siamo presi la briga di compilare, come, mentre alcuni Gruppi politici hanno visto accolti emendamenti, anche notevolmente onerosi, per altri non è stato così. Per esempio il nostro, che ha avuto pochi emendamenti accolti e per di più non onerosi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io vorrei che questo il Governo ce lo spiegasse. In conclusione, signor Presidente, dal canto nostro, cioè da parte della maggioranza parlamentare, vi è stata grande responsabilità, dimostrata appunto dal fatto di essere stati capaci di abbandonare le nostre proposte di bandiera pur di raggiungere gli obiettivi. In questa maggioranza, la Lega continua a fare la sua parte in modo responsabile e propositivo e lo sta dimostrando ampiamente. A fronte di ciò, signor Presidente, vorrei che il Governo fosse altrettanto responsabile e pronto ad accogliere e difendere le istanze dei cittadini italiani di fronte all'Europa. Vorrei che il Governo non si chinasse sempre passivamente di fronte alle richieste di una Europa, che guarda in modo freddo e distaccato il popolo italiano, preoccupato solo di pianificare in modo sistematico la società. L'Italia, con i suoi cittadini, merita un'attenzione puntuale particolareggiata, perché le sue specificità e le sue particolarità ne hanno fatto un Paese grande. Signor Presidente, signori del Governo, è una questione di dignità e noi non la vogliamo perdere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, discutiamo oggi le misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza necessarie per migliorarlo e renderlo fluido. Come membro della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali sottolineo l'importanza delle misure in materia ambientale che riguardano principalmente fonti energetiche rinnovabili, efficientamento energetico, utilizzo irriguo delle acque, rifiuti, governance del Ministero della transizione ecologica e salute dei cittadini per i rischi ambientali. Più in particolare, si promuovono la produzione e l'impiego di idrogeno verde (quello che viene ricavato dalle fonti energetiche rinnovabili); si interviene in materia di concessioni di derivazione per uso irriguo per impedire l'estrazione illegale di acqua; si agevolano le procedure dell'approvazione dei piani di bacino; si introduce il piano di gestione delle macerie legate a eventi sismici nei piani regionali per la gestione dei rifiuti; si fornisce un supporto tecnico-operativo al Ministero della transizione ecologica per attuare le misure del PNRR; si istituisce il Sistema nazionale per la prevenzione della salute dai rischi ambientali e climatici. L'impegno dei membri del MoVimento 5 Stelle della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali è stato notevole in sede consultiva, fornendo molteplici osservazioni alle Commissioni competenti, e proficuo in via emendativa, vedendo approvati tre importanti emendamenti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Mi riferisco anzitutto all'emendamento Pavanelli e altri, che stabilisce che i produttori e gli utilizzatori che aderiscono a un sistema autonomo di raccolta o a un consorzio privato assicurano la copertura dei costi di raccolta e gestione dei rifiuti di imballaggio da loro prodotti e conferiti al servizio pubblico di raccolta indifferenziata anche quando gli obiettivi di recupero e riciclaggio possono essere conseguiti attraverso la raccolta su superfici private. Ciò per non gravare economicamente sui Comuni, quindi sui cittadini, e a beneficio della tutela ambientale. L'emendamento della collega L'Abbate proroga di quattro mesi il termine per i contributi ai Comuni per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, al fine di assicurare ai Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti (ossia quelli con più difficoltà) la realizzazione degli interventi finalizzati alla messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, nonché per l'abbattimento delle barriere architettoniche a beneficio della collettività, oltreché per l'incremento dell'efficienza energetica e di sviluppo sostenibile. Infine, sottolineo con grande soddisfazione l'approvazione di un emendamento, a mia prima firma, di enorme valenza ecologista, che gratifica il mio impegno scientifico nell'agricoltura di precisione e quello legislativo, avendo depositato sul tema un disegno di legge assegnato alla Commissione agricoltura e produzione agroalimentare.