[resaula]

Riteniamo che la nostra nazione stia combattendo una guerra - una guerra diversa rispetto a quelle che la nostra generazione ha studiato sui libri di storia - e, non essendo abituati a essere disertori in tempo di guerra, abbiamo dato la nostra disponibilità a questo Governo. Ripeto, abbiamo sempre detto che Fratelli d'Italia c'è e ci sarà. Purtroppo, però, come capita nella vita, anche in quest'Assemblea e nella politica bisogna essere in due per poter fare le cose insieme. Noi volevamo una collaborazione e credevamo che anche nelle parole del Presidente della Repubblica fosse richiesta questa collaborazione. Si pensava che tutti insieme si potesse vincere e riportare la nostra nazione a una vittoria. Ma, come nella vita, non si vince mai da soli. Voi volete invece cercare di vincere questa grande guerra da soli. Quello che avete fatto oggi, con la richiesta del voto di fiducia, gli italiani devono sapere che è la consacrazione della vostra volontà di andare avanti da soli e per la vostra strada. Allora è bene che noi sottolineiamo che non vogliamo essere corresponsabili delle vostre scelte. Non vogliamo che gli italiani - e tra poche settimane ve ne renderete conto - possano pensare che anche Fratelli d'Italia è corresponsabile di queste sciagurate scelte che state facendo. Oggi parliamo del cosiddetto decreto cura Italia come se si stesse facendo chissà che cosa. Ricordo che era il 6 marzo e oggi siamo all'8 aprile; nel frattempo non c'è un italiano che abbia preso un euro, non c'è un cassaintegrato che abbia ricevuto denari, non c'è una partita IVA che oggi possa spendere quei soldi che voi, in maniera pomposa, col vostro Presidente del Consiglio, avete annunciato in televisione. Noi capiamo che questo è solamente il Governo degli annunci, ma ci dispiace dirlo, perché non vogliamo sottolineare quello che avverrà tra poche settimane, quando gli italiani saranno coscienti e consapevoli che, con questo decreto-legge, di euro nelle loro tasche non ne avete messi. Oggi è l'8 aprile e non li hanno avuti. Tra poco sarà il 15 aprile. Lo dico chiaramente, anche se vorrei che gli italiani mi smentissero: nemmeno il primo maggio, in questa Nazione, ci sarà qualcuno che questi soldi così sbandierati potrà prenderli! Quindi, questa è una vostra responsabilità e vi dico che dovrete spiegarlo. Quando ascoltiamo, tutti i giorni, quella tremenda conferenza stampa della Protezione civile, che ci dà il numero dei morti, non dobbiamo dimenticare che quei numeri sono persone, sono padri, sono nonni, sono zii, che hanno perso la vita. Ma quando tutto questo finirà, il virus economico farà molti più morti rispetto a quelli del coronavirus, grazie anche ai provvedimenti che voi, da soli, con un'unica firma, state prendendo. Vi faccio un esempio. Io, nella vita, faccio l'imprenditore. Avete parlato di cassa integrazione. È giusto: la cassa integrazione era fondamentale in questo momento. Peccato che ci avete aggiunto una bella pezza, perché cassa integrazione, sì, ma la con la contrattazione del sindacato. Questa è una vergogna, perché in questa Nazione avete chiuso tutto, ma avete tenuto le porte spalancate alla burocrazia! (Applausi dal Gruppo FdI) . Forse voi non avete mai assunto! Forse voi non siete mai andati in banca a chiedere un prestito! Forse voi, Governo, non avete mai dovuto pagare i contributi per i dipendenti! (Vivaci commenti dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE. Colleghi, lasciate parlare la collega. Ognuno ha diritto ad esprimere le proprie opinioni. Prego, senatrice, la invito a continuare. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Non vi arrabbiate! Ma ci mancherebbe che voi possiate essere d'accordo con le mie idee. Capirei che sto dicendo cazzate! (Vivaci commenti dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE. Senatrice, la prego, continui pure nel suo intervento. Non c'è bisogno di una interlocuzione con l'Aula. E l'Aula dia la possibilità alla senatrice Santanchè di intervenire. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Grazie, signor Presidente. Sono nervosi. La cassa integrazione, utilissimo strumento. Grazie, a nome di tutti gli imprenditori delle piccole aziende per quella bella zeppa che ci avete messo con la contrattazione dei sindacati, anche per le aziende sotto i 15 dipendenti. Saranno contenti i sindacati, perché oggi, nelle aziende che hanno meno di 15 dipendenti, i dipendenti, probabilmente, non erano iscritti al sindacato. PRESIDENTE. Senatrice, si rivolga alla Presidenza. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Oggi si devono iscrivere al sindacato. Complimenti! Grazie per salvare questa burocrazia, che fa molto male alle imprese, che fa molto male ai commercianti e agli artigiani. Voi avete fatto questo. Abbiamo chiesto a voi, Governo, di recepire dei nostri emendamenti a saldo zero. Anche lì, sui voucher , abbiamo chiesto di revocare quello che avevate deciso nel famoso decreto dignità, ma anche sui voucher la risposta è stata no. Abbiamo chiesto che quanti ricevono il reddito di cittadinanza potessero andare, tra poco, a raccogliere le produzioni agricole, perché serve, ma no, anche quello non va bene. Abbiamo chiesto che venissero aboliti i minimi dell'INPS per gli artigiani e i commercianti: no, anche questo non va bene. Abbiamo chiesto, a saldo zero, che venisse abolito il limite del contante: no, anche questo non va bene. Complimenti, andate avanti da soli. Sfracellate, purtroppo, questa nostra Nazione da soli. Voglio concludere dicendo che, anche qui, oggi parliamo di questo decreto cura Italia, con il quale, sottolineo, non c'è un euro e nessuno ha preso niente. Con il pomposo decreto liquidità, invece, date soldi. Tutti gli imprenditori, gli artigiani, commercianti hanno avuto, per un secondo, la convinzione di poter resistere. Invece, oggi cosa scopriamo? Scopriamo il poco che sappiamo, perché il presidente Conte, nella sua pomposa conferenza stampa, si è dimenticato di comunicare in quanti anni e con quali interessi. Poi, oggi, forse scopriamo che si tratta di sei anni, mentre il tasso di interesse ancora non lo sappiamo. Abbiamo, però, scoperto una cosa. Sì, quella l'abbiamo scoperta: che avete segmentato. Avete iscritto quelle aziende in una zona grigia. Io vengo dalla Lombardia, ma non lo dico io: l'ordine dei commercialisti ha detto che nella zona grigia in Lombardia ci sono 580.000 aziende e quelle dovranno fallire. Bene, una montagna di NPL, che poi verranno ceduti a quelle società che ci speculano. Questo decreto liquidità è una farsa. Io sono pronta a scommettere qualsiasi cosa che prendere i soldi sarà difficilissimo. Forse voi del Governo non vi rendete conto che i provvedimenti dovrebbero considerare una cosa chiara, importante: l'urgenza. Infatti gli imprenditori, i lavoratori, gli artigiani, i commercialisti, i liberi professionisti non hanno tempo. Che cosa promettete? Promettete agli imprenditori di indebitarsi, perché questo è il vostro decreto liquidità.