[resaula]

tale approvazione potrebbe costituire elemento di supporto per un'eventuale estensione dell'agevolazione alle associazioni sportive dilettantistiche che, pur non volendo (o non potendo) applicare il regime forfettario di cui all'articolo 86 citato, si trovassero in una condizione soggettiva equivalente a quella degli enti autorizzati a godere dell'esclusione da IVA, quindi associazioni sportive con ricavi commerciali inferiori ai 130.000 euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che sia ipotizzabile una modifica della normativa vigente, finalizzata ad introdurre una previsione secondo cui, per le associazioni sportive dilettantistiche, le quali abbiano esercitato l'opzione per l'applicazione delle disposizioni in materia di imposte dirette ed IVA, di cui all'articolo 2 della legge n. 398 del 1991, e il cui volume di ricavi conseguiti nell'anno precedente non sia superiore al limite individuato dall'articolo 86 del decreto legislativo n. 117 del 2017, le prestazioni di sponsorizzazione da esse rese, sempre che direttamente correlate e finalizzate allo svolgimento delle attività sportive, non siano considerate effettuate nell'ambito dell'attività di impresa. Atto n. 3-00215 BERNINI MALAN MALLEGNI PICHETTO FRATIN DAMIANI FANTETTI FERRO SACCONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'economia italiana sta vivendo una situazione di incertezza e di possibile rallentamento congiunturale, in cui si evidenzia il forte aumento del rendimento che l'Italia è costretta a pagare per collocare i propri titoli di Stato, cosa che costituisce un costo immediato e concreto, e al tempo stesso un dato molto indicativo; si tratta di un rendimento ormai stabilmente superiore di almeno mezzo punto rispetto ai valori segnati fino alla primavera 2018; il confronto con gli analoghi tassi che ottiene la Germania, misurato con il cosiddetto spread , almeno 100 punti sopra la media del 2017, conferma che non si tratta di una tendenza internazionale ma di un fenomeno tutto italiano; negli ultimi giorni, il Ministro in indirizzo ha più volte dichiarato pubblicamente di voler mantenere il programma di governo entro i limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati finanziari e, quindi, evitare l'instabilità finanziaria che potrebbe danneggiare la crescita e rendere ancora più oneroso il costo del debito italiano; destano peraltro preoccupazione le recentissime dichiarazioni dello stesso Ministro che, a più riprese, ha definito la flat tax "classica", a una o due aliquote, ormai "superata e tramontata"; con tale impostazione contrastano, tuttavia, le dichiarazioni di autorevoli esponenti del governo nonché dei vice presidenti del Consiglio dei ministri, che si sono detti pronti ad approvare nella prossima legge di bilancio la cosiddetta flat tax , il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni, anche mediante uno sforamento del vincolo europeo del 3 per cento; in questo scenario è fondamentale che l'azione del Governo non deteriori ulteriormente il livello di fiducia dei mercati e di credibilità internazionale; tutte le principali istituzioni economiche, nazionali e internazionali, hanno recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita del prodotto interno lordo italiano, sia per il 2018 che per il 2019; tale revisione provoca automaticamente il peggioramento del rapporto tra debito e prodotto interno lordo, richiedendo al Governo ulteriori sforzi correttivi per mantenere gli obiettivi in grado di rassicurare gli investitori, peraltro concordati con l'Unione europea; la spesa per interessi sul debito rischia comunque di aumentare ulteriormente per via della cessazione del programma di quantitative easing della Banca centrale europea a partire da gennaio 2019, e aggiungere contemporaneamente altra spesa è molto imprudente; il Governo si è impegnato ad impedire in qualsiasi modo l'aumento delle aliquote Iva previste dalle "clausole di salvaguardia", un intervento di sterilizzazione che richiede risorse pari a 12,4 miliardi di euro; tra poco più di un mese il Governo dovrà varare la legge di bilancio per il prossimo triennio; le misure che in essa verranno definite saranno il banco di prova per la tenuta della maggioranza di questo Governo che, dopo mesi di annunci a giudizio degli interroganti finalizzati alla propaganda, dovrà concretamente attuare il proprio programma, assumendosi le proprie responsabilità davanti agli italiani; dalle dichiarazioni fatte negli ultimi giorni da vari esponenti di Governo, in particolar modo dal ministro Di Maio che ha dichiarato all'Ansa di pretendere che il Ministro dell'economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà, a giudizio degli interroganti emerge un approccio del tutto inappropriato alla realtà economica, oltre a un'imbarazzante discordia nell'ambito del Governo, a dispetto del solenne contratto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di chiarire attraverso quali iniziative e con quali risorse intenda attuare le misure citate in premessa alle quali, stanti le dichiarazioni degli altri componenti del Governo, non si potrà derogare. Atto n. 3-00216 MARCUCCI VATTUONE COLLINA GARAVINI ROJC MALPEZZI MIRABELLI FERRARI BINI CIRINNA' Al Ministro della difesa Premesso che: il programma relativo all'acquisto dei droni P2HH è finalizzato ad evitare di disperdere le straordinarie competenze italiane, tutelando la nostra industria e le nostre capacità di difesa in un settore strategico e con enormi ricadute tecnologiche e occupazionali; il programma avrebbe l'effetto di mettere il nostro Paese all'avanguardia nella produzione di velivoli senza pilota, per tratte di lunga durata e a media altitudine; come ha anche illustrato ampiamente il capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare Vecciarelli nell'audizione di pochi giorni fa, i droni P2HH vanno considerati uno strumento e una risorsa a disposizione di tutto il Paese, delle università, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché a disposizione degli enti locali, per il monitoraggio dei trasporti la repressione dell'abusivismo e molteplici altri usi di pubblico interesse; considerato che, in attesa della decisione del Governo, c'è in sospeso una commessa da 766 milioni di euro di soldi pubblici. È indispensabile una decisione a breve. Non servono nuove audizioni e altri tentennamenti per poi finire sul solito "binario morto", si chiede di sapere come intenda procedere il Governo, se andare avanti con il programma o fermare l'intera operazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00556 MARSILIO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017), al comma 910 dell'art. 1 recita che "A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; b) strumenti di pagamento elettronico; c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;