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Parere favorevole) Il relatore CORBETTA ( M5S ) evidenzia come la Commissione sia chiamata a rendere un parere, per i profili di competenza, alla Commissione affari esteri sul disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dello Scambio di Note, risalente all'ottobre 2019, che emenda l'Accordo del 2010 tra l'Italia e il Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa. Ricorda innanzitutto come la cooperazione nel settore della difesa tra i due Paesi sia già disciplinata da un accordo del 2010, che si occupa - tra l'altro - di appalti nel settore militare, importazione, esportazione e trasporto di armi e partecipazione ad operazioni umanitarie e missioni di pace. Tale Accordo risulta però privo di una clausola sulla giurisdizione rispetto al personale in visita. Il documento in esame introduce quindi una clausola sulla giurisdizione penale che prevede, per il personale nazionale inviato nell'altro Paese per formazione e addestramento, il riconoscimento della giurisdizione dello Stato di soggiorno. Allo Stato di origine viene però riconosciuta la giurisdizione in via prioritaria per i reati commessi contro la propria sicurezza e il proprio patrimonio e per quelli commessi durante o in relazione al servizio. Nel caso di esercizio della giurisdizione da parte dello Stato ospitante, la relativa sentenza, una volta divenuta definitiva, sarà eseguita a cura dello Stato di origine. Viene quindi riconosciuto il diritto del personale (militare e civile), a scontare la pena nel proprio Paese. Lo scambio di note contiene anche norme sulla sicurezza delle informazioni classificate, che devono essere trasmesse, conservate o trattate in conformità alla legislazione e ai regolamenti nazionali e trasferite esclusivamente mediante i canali governativi autorizzati dall'Autorità per la sicurezza designata dalle Parti. In particolare, il paragrafo 4 individua la tabella di corrispondenza dei livelli di classificazione di sicurezza previsti dagli ordinamenti del Qatar e dell'Italia. Viene inoltre stabilito che tutte le informazioni classificate scambiate siano utilizzate esclusivamente agli scopi previsti e nell'ambito dell'Accordo. Ogni sorta di informazione classificata, acquisita nel contesto dell'Accordo, potrà essere trasferite a terze Parti o ad organizzazioni internazionali, esclusivamente previa autorizzazione scritta dalla Parte che l'ha originata. Il paragrafo 8 stabilisce che eventuali ulteriori aspetti di sicurezza relativi alle informazioni classificate saranno regolate da uno specifico Accordo generale sulla sicurezza che sarà stipulato dalle rispettive Autorità competenti per la sicurezza o da Autorità designate a tale scopo dalle Parti contraenti. Stante il rilievo dell'Accordo e considerati i suoi contenuti, propone alla Commissione l'espressione di un parere favorevole. Interviene in dichiarazione di voto la senatrice RAUTI ( FdI ), per preannunciare il voto contrario del suo Gruppo di appartenenza. Vi sono infatti perplessità proprio in relazione alle questioni giurisdizionali, richiamate dal relatore. A suo giudizio, infatti, la nuova disposizione non soltanto non garantisce al personale militare italiano l'immunità per i reati di servizio, ma attribuisce al Qatar una giurisdizione eccessivamente ampia in relazione a reati comuni. Tale circostanza è particolarmente pericolosa, visti i principi giuridici cui ispira l'ordinamento del Qatar, che sono molto distanti da quelli del nostro ordinamento e vedono un ruolo significativo della legge islamica ( Sharia ). Vi è pertanto il rischio che il personale italiano possa essere perseguito - anche strumentalmente - in relazione a fattispecie di reato, per noi inammissibili come l'apostasia, il consumo di bevande alcoliche o l'omosessualità. La PRESIDENTE constata che non vi sono iscritti altri a parlare in discussione generale, né per dichiarazioni voto. Previa verifica del numero legale, la proposta di parere favorevole della relatrice viene approvata dalla Commissione. (2481) legge di delegazione europea 2021 DDL 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) La relatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ), rileva che il disegno di legge trova fondamento nella legge n. 234 del 2012, che ha introdotto una riforma organica delle norme che regolano la partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. In particolare, la legge di delegazione europea è uno strumento volto a dare attuazione alle direttive europee e alle decisioni quadro, nonché agli obblighi direttamente riconducibili al recepimento di atti legislativi europei. Il disegno di legge in esame, a seguito delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati, si compone di 20 articoli. Il testo stabilisce il recepimento di 10 direttive europee (inserite nell'allegato A), definisce i principi e criteri direttivi per l'attuazione di altre 5 direttive, e consente infine l'adeguamento della normativa nazionale a 20 regolamenti europei e a 1 raccomandazione. Le disposizioni si riferiscono a settori molto eterogenei tra loro (dalle trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere alla protezione dei consumatori, dal crowdfunding per le imprese alle cartolarizzazioni per sostenere la ripresa dalla crisi COVID-19, dalle misure per il benessere degli animali alla cooperazione giudiziaria penale). Si tratta di temi che interessano in maniera del tutto residuale le competenze della nostra Commissione. Alcuni marginali profili di interesse - in relazione alle possibili ricadute per il comparto della sicurezza - si rinvengono con riferimento alle forme di cooperazione internazionale in ambito giudiziario di cui all'articolo 11, in particolare per l'esercizio della delega per l'adeguamento al regolamento (UE) 2018/1727 che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (cosiddetto "nuovo Eurojust "). La delega concerne, tra l'altro le procedure di nomina nonché la posizione giuridica ed economica del membro nazionale di Eurojust e i presupposti in presenza dei quali lo stesso possa essere assistito da aggiunti o assistenti ulteriori, nonché l'effettivo esercizio dei poteri del membro nazionale e l'accesso dello stesso alle informazioni utili per l'esercizio dell'attività. Sempre con riferimento alla cooperazione internazionale in ambito giudiziario, l'articolo 14 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/816 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un sistema centralizzato per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di cittadini di Paesi terzi e apolidi e integrare il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali. Sottolinea che la Commissione di merito sta svolgendo alcune audizioni proprio sul tema delle garanzie di riservatezza nelle attività di europeisti. Chiede pertanto di rinviare il seguito dell'esame all'esito di tali attività conoscitive.