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A differenza di chi prova ad utilizzare questa tragedia come ennesima occasione per fare propaganda, credo che Governo e Parlamento stiano responsabilmente dandosi da fare per dare questo tipo di risposte, a partire appunto dal decreto-legge al nostro esame, che è il primo di una serie di provvedimenti che il Governo ha varato e varerà. Stiamo parlando di un provvedimento che stanzia 25 miliardi e che agisce principalmente su quattro fronti, partendo ovviamente e innanzitutto dal potenziamento delle risorse per il sistema sanitario, per la Protezione civile e per gli altri soggetti pubblici impegnati nell'emergenza; a loro, ancora una volta, va il nostro immenso grazie. Donne e uomini che stanno mettendo in gioco la loro vita in prima linea, che sia in una corsia di ospedale o per strada stanno garantendo il nostro sistema sanitario, la nostra salute, la nostra sicurezza e anche i nostri legami affettivi, come ha messo in luce ieri - Giornata mondiale della salute - il «New York Times» citando il caso di un ospedale lombardo dove, come in molte altre realtà, grazie a molteplici donazioni, sono stati resi disponibili dei semplici tablet che consentono al personale medico di mettere in comunicazione i degenti con i familiari. Per un puro e semplice caso quell'ospedale lombardo di cui hanno narrato oltreoceano è quello della mia città, l'ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio, e anche per questi gesti, in aggiunta allo straordinario impegno professionale, non smetteremo mai di ringraziare il personale sanitario dell'Italia intera. Sono destinati a loro, a questi professionisti della salute, 3,5 miliardi dei 25 stanziati nel decreto-legge in esame. Comunque sappiamo (e su questo dobbiamo essere onesti fra noi) che dobbiamo fare di più per garantire a tutti i presidi ospedalieri, ai medici di base e alle case di cura i necessari dispositivi di sicurezza. Il ritardo rispetto a questa situazione andrà indagato a tempo debito, ma anche per garantire la necessaria ripartenza bisogna adeguare le forniture quanto prima. In queste settimane era necessaria anche una prima risposta per le imprese, per i tanti lavoratori e le partite IVA alle quali abbiamo chiesto il sacrificio più grande, quello di stare a casa; certamente lo abbiamo fatto per il bene di tutti, ma comunque è un sacrificio che si traduce per molti in una riduzione o troppo spesso in un totale azzeramento dei profitti e dei guadagni. Per questo abbiamo previsto l'estensione nell'intero territorio nazionale a tutti i dipendenti, a tutti i settori produttivi, della cassa integrazione in deroga; a quei datori di lavoro abbiamo dato la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione per nove settimane. Per le partite IVA abbiamo previsto un indennizzo di 600 euro e su questo punto vorrei soffermarmi. Siamo tutti consapevoli che non bastano; Italia Viva da subito ha chiesto che questa misura fosse rafforzata per dare una risposta a tantissimi lavoratori e professionisti. Il Governo, però, è stato chiaro: quella di 600 euro è stata una prima misura emergenziale. Non è questo il momento di approfondire quanto è successo con le procedure INPS per la richiesta dei 600 euro, ma in questa sede desidero ringraziare il Governo e il ministro Gualtieri che hanno ascoltato le nostre richieste e hanno già annunciato che nel prossimo provvedimento il sostegno sarà aumentato, come sarà ampliata la platea dei soggetti che riceveranno un sostegno da parte dello Stato. Questi andranno ad aggiungersi a quelli già previsti nel provvedimento in discussione: penso ad esempio ai 300 milioni del fondo di ultima istanza per gli esclusi dall'indennità di 600 euro. Noi non ci fermiamo. Appena qualche giorno fa è stato varato dal Governo un decreto-legge che sostiene in maniera poderosa la liquidità delle imprese con garanzie pubbliche sui prestiti per un valore di 400 miliardi. Come abbiamo sostenuto fin dall'inizio di questa crisi, l'aiuto alle aziende, ai commercianti, agli artigiani, ai professionisti, alle partite IVA del nostro Paese è essenziale per garantire e salvaguardare i posti di lavoro. Se le aziende vanno a picco per la mancanza di liquidità, perdiamo i posti di lavoro e il conseguente rischio non sarebbe più quello di morire a causa del virus (che passerà, lo batteremo), ma di morire o vedersi rovinata la vita per la mancanza di uno stipendio. Serve fare ancora di più, lo sappiamo, ma una prima risposta è stata data anche a tante famiglie, anche grazie al lavoro e alle proposte di Italia Viva. Penso al sostegno dei genitori lavoratori con il voucher baby sitting di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario e delle Forze dell'ordine, all'estensione dei congedi parentali e dei permessi riferiti alla legge n. 104 del 1992, all'equiparazione alla malattia del periodo di quarantena o di isolamento coatto, oppure ancora alla sospensione dei mutui per l'acquisto dell'abitazione principale. Voglio ribadire che il decreto-legge in esame rappresenta la prima risposta ad una situazione imprevedibile che ci ha colto tutti di sorpresa, in Italia come nel resto del mondo, travolti da qualcosa di mai vissuto in precedenza con queste dimensioni nell'epoca moderna e sicuramente mai previsto da nessuno. Colleghi, sappiamo che a questo provvedimento ne seguiranno altri; abbiamo lavorato sodo e bene come maggioranza per articolare alcuni ordini del giorno con i quali il Parlamento vuole impegnare il Governo su misure ed interventi specifici in uno dei prossimi provvedimenti. Dovremo lavorare sodo e al meglio per affrontare quelle che ormai vengono definite le fasi 2 e 3, in risposta a un evento di portata così grande che sarà ricordato per decenni. Non trovo scandaloso confrontarsi sulle modalità e sui tempi di queste fasi. Nessuno ha l'esperienza necessaria per dire dove stia la verità. Raccomando e raccomandiamo al Governo di ascoltare certo gli scienziati, ma anche soggetti esperti di complessità, caos e crisi. L'elaborazione della strategia per uscire dalla crisi e affrontare al meglio le fasi 2 e 3 è responsabilità della politica, che deve decidere dopo aver ascoltato sensibilità e orientamenti anche diversi, purché autorevoli. Questo è per tutti il tempo della serietà e della responsabilità, non della propaganda. È il tempo di stringersi e collaborare, come ho visto fare anche in questi giorni in Commissione tra maggioranza e minoranza - va riconosciuto - non di dividere e diffondere il panico. È un tempo difficile quello che siamo chiamati a vivere e ancora più difficile sarà per i nostri figli se non sapremo assicurare loro un futuro migliore. Noi ci stiamo provando e spero - mi auguro ancora - che si voglia farlo tutti insieme sullo stesso fronte. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo oggi avremmo voluto avere una discussione generale completamente diversa rispetto a quella che stiamo facendo, perché da sempre - penso che questo lo dobbiate riconoscere - Fratelli d'Italia ha detto che voleva esserci, che c'eravamo e che non era il momento delle divisioni.