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Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di soppressione dei collegi uninominali e delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali plurinominali. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge reca la soppressione delle previsioni relative ai collegi uninominali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica contenute nella legge 3 novembre 2017, n. 165 (il cosiddetto Rosatellum ). L'attuale sistema, infatti, è un sistema elettorale misto, nel quale una parte dei seggi, pari a più di un terzo di quelli attribuibili per ciascuna Camera, sono assegnati tramite collegi uninominali maggioritari, mentre la restante parte viene attribuita con metodo proporzionale. Tuttavia, come in parte visto alle ultime elezioni svolte il 25 settembre 2022, il combinato disposto di questa legge elettorale con la successiva riforma costituzionale che ha ridotto di un terzo il numero dei parlamentari, ha determinato una sorta di effetto iper-maggioritario nell'attribuzione dei seggi, che può condurre ora ad un significativo difetto di rappresentanza sia sul piano politico che su quello territoriale. Del resto, proprio l'intesa politica raggiunta in Parlamento nella XVIII legislatura che ha consentito ad un'ampia maggioranza parlamentare di approvare la riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari prevedeva che tale riduzione avesse come corollario una modifica della legge elettorale in senso proporzionale. Tuttavia, le mutate condizioni politiche nel corso della legislatura non hanno mai consentito la piena realizzazione di quell'intesa. Alla luce delle considerazioni esposte e dell'avvenuta modifica costituzionale che ha ridotto il numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200, appare quanto mai opportuna una modifica del sistema elettorale vigente in senso proporzionale, allo scopo di scongiurare possibili difetti di rappresentatività sia sul piano politico che su quello territoriale. Tuttavia, per coniugare al meglio le esigenze di rappresentatività con la possibilità per gli elettori di scegliere i propri eletti si è ritenuto opportuno introdurre anche la cosiddetta doppia preferenza di genere, ossia la possibilità per l'elettore di esprimere fino a due preferenze, purché di sesso diverso. Non c'è dubbio infatti che le liste bloccate, specie in passato, abbiano determinato reazioni critiche nell'opinione pubblica e nell'elettorato che si sentiva privato della possibilità di incidere con il proprio voto sulla scelta dei rappresentanti da eleggere al Parlamento. Se infatti tale possibilità è in qualche modo garantita nel collegio uninominale che consente all'elettore di sapere esattamente il candidato per cui sta esprimendo il proprio voto, con la soppressione dei collegi uninominali e il passaggio a un sistema proporzionale basato sulle liste bloccate, inevitabilmente si allontana per l'elettore la possibilità di sapere quale candidato sarà eletto attraverso l'espressione del proprio voto, specie nel caso di liste molto lunghe. La stessa Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014 con la quale ha stabilito la parziale incostituzionalità della legge 21 dicembre 2005, n. 270, cosiddetta « Porcellum » , ha avuto occasione di precisare che affinché « la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione non venga ferita » occorre superare « condizioni di voto, che impongano al cittadino, scegliendo una lista, di scegliere in blocco anche tutti i numerosi candidati in essa elencati, che non ha avuto modo di conoscere e valutare e che sono automaticamente destinati, in ragione della posizione in lista, a diventare deputati o senatori ». Tale disciplina, secondo la Corte, non è comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l'effettività della scelta e la libertà del voto. Con l'introduzione della doppia preferenza di genere viene data una risposta più che adeguata ai diversi rilievi sollevati dalla Corte. Il presente disegno di legge modifica, con la tecnica della novella, i testi unici in materia elettorale. In particolare l'articolo 1 reca modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, che concerne il sistema di elezione della Camera dei deputati, sopprimendo tutti i riferimenti ai collegi uninominali e alle coalizioni di liste e introduce la cosiddetta doppia preferenza di genere. L'articolo 2 reca invece modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, che concerne il sistema di elezione del Senato della Repubblica, e in analogia con le modifiche apportate al testo unico per l'elezione della Camera dei deputati elimina tutti i riferimenti ai collegi uninominali e alle coalizioni di liste e introduce la cosiddetta doppia preferenza di genere. Nella regione Trentino-Alto Adige viene mantenuta la previsione di collegi uninominali accanto ad una quota proporzionale. L'articolo 3 conferisce al Governo una delega per la rideterminazione dei collegi plurinominali delle Camere, specificando i relativi criteri e la procedura per l'adozione dello schema di decreto legislativo.. 1 (Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361) 1 Al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 1: 1 i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: « 2. Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. 3. Ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi plurinominali tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a otto »; 2 il comma 4 è abrogato; b all'articolo 3, comma 2, le parole: « , compresi i seggi spettanti ai collegi uninominali » sono soppresse; c all'articolo 4, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Ogni elettore dispone di un voto di lista e fino a un massimo di due voti di preferenza »; d all'articolo 14, primo comma, le parole: « nei collegi plurinominali e nei collegi uninominali » e le parole: « nei singoli collegi plurinominali e nei singoli collegi uninominali » sono soppresse; e l'articolo 14- bis è abrogato; f all'articolo 17, primo comma, le parole: « e dei candidati nei collegi uninominali » sono soppresse; g all'articolo 18- bis : 1 al comma 1, le parole: « , con l'indicazione dei candidati della lista nei collegi uninominali compresi nel collegio plurinominale, » sono soppresse; 2 i commi 1- bis e 2- bis sono abrogati; 3 al comma 3, le parole: « né superiore a quattro » sono soppresse;