[massime]

Processo penale - Incapacità processuale dell'imputato - Irreversibilità - Conseguente obbligatoria sospensione del procedimento - Possibilità per il giudice di emettere sentenza per sopravvenuta incapacità a partecipare al dibattimento - Mancata previsione - Lamentato contrasto con il principio della ragionevole durata del processo - Richiesta di pronuncia in materia riservata alla discrezionalità del legislatore - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 71 del codice di procedura penale, censurato, in riferimento all'art. 111, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui impone al giudice di sospendere il procedimento penale, ove l'imputato non sia in grado di partecipare coscientemente al processo per infermità mentale, anziché di pronunciare sentenza «meramente processuale» e «non produttiva di effetti preclusivi». Invero, analoga questione di costituzionalità, è già stata dichiarata manifestamente inammissibile con l'ordinanza n. 33 del 2003, ove si è rilevato che l'intervento richiesto dal rimettente - e cioè l'introduzione della possibilità della pronuncia di una sentenza dotata di efficacia "meramente processuale" - «oltre a rientrare, quanto a casi e disciplina, nella esclusiva sfera della discrezionalità legislativa», «riverbererebbe i suoi effetti anche sul piano del decorso dei termini di prescrizione del reato», «così vanificando l'eventuale futura "ripresa" del procedimento, ove, in ipotesi risultasse errata la prognosi di irreversibilità della incapacità processuale dell'imputato». - Vedi anche, citata, l'ordinanza n. 298/1991.