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(Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Masini. Ne ha facoltà. MASINI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, il Consiglio europeo di giovedì e venerdì vedrà al centro dell'agenda il tema delle migrazioni: un tema delicato su cui, più di ogni altro, si mettono in mostra le criticità di questa nostra Europa, si scontrano interessi e sensibilità diverse e su cui persino le tradizionali famiglie politiche europee si ritrovano su posizioni contrastanti. Tutto ciò mi porta a dire che, ben più dei timori smossi da alcune considerazioni sull'euro, forse è la posizione fragile di Schengen che dovrebbe preoccupare il futuro del nostro continente. Del resto, conscio di quanto sia dirimente la questione immigrazione, il presidente Juncker ha convocato un vertice informale domenica scorsa, iniziando così ad affrontare questa questione. E su tale questione si gioca davvero moltissimo, come ho già detto, della credibilità dell'Europa. In Italia abbiamo avuto di recente le elezioni - e qui lo sappiamo bene tutti - e sappiamo bene anche quanto la questione immigrazione abbia condizionato le scelte degli elettori italiani; era un tema che doveva essere sicuramente sdoganato, nessuno lo nasconde, perché è di primaria importanza. La presenza diffusa di centinaia di migliaia di migranti non integrati - e, ripeto, non integrati - molti dei quali irregolari (stime parlano di circa 600.000 irregolari, ovvero quelli che non finiscono nelle statistiche che spesso ci vengono mostrate anche da alcuni nostri colleghi europei) e la gestione inadeguata del fenomeno dell'accoglienza fanno percepire agli italiani un sentimento diffuso di insicurezza. C'è poi la situazione economica: i recenti dati dell'ISTAT mostrano un Paese con 5 milioni di poveri e questo ci fa chiedere per quali ragioni si debbano utilizzare risorse pubbliche per sostenere un'accoglienza oltre le nostre possibilità. Ci fa anche chiedere perché non destinare quelle risorse a migliorare un sistema di inclusione imperfetto, perlomeno per come è congegnato, per i nostri poveri. Le somme messe a bilancio, infatti, mostrano appostamenti per quasi 5 miliardi di euro per gestire il fenomeno dell'accoglienza ai migranti. Tra l'altro sono somme - soldi degli italiani - che in buona parte sono state concesse come spesa in deficit ; come dire che lasceremo i debiti ai nostri figli per sostenere l'accoglienza ai migranti. Apro una parentesi: mi chiedo quali figli gli italiani avranno, vista la grave situazione occupazionale in cui versano i nostri giovani, la difficoltà a mettere su famiglia e il tasso di disoccupazione imbarazzante. Gran parte dei nostri studenti, formati nel nostro Paese, a spese del nostro Paese, sono, anche loro, costretti a fare un viaggio, non in barca, ma comunque verso altri lidi. Noi di Forza Italia ci teniamo, invece, che cresca un altro tipo di disoccupazione: la disoccupazione degli scafisti e di chi, sulla pelle dei migranti e di persone in difficoltà, spesso va a lucrare. Dunque è curioso, perché investiamo solo 2 miliardi di euro destinandoli all'inclusione degli italiani. Non si tratta assolutamente di mettere poveri contro poveri o di inseguire politiche demagogiche, a volte urlate, ma di ragionare con coscienza sull'esistente, per migliorarlo nell'interesse dei nostri cittadini. Va detto, quindi, che resta un problema, che è quello dei nuovi sbarchi, che devono essere limitati proprio perché i nuovi arrivi andrebbero ad aggravare ulteriormente la situazione già pesante della gestione dell'accoglienza in Italia; un sistema di accoglienza che oggi si fa carico di poco meno di 200.000 persone, con costi esageratamente alti; un sistema di accoglienza, inoltre, che ogni giorno sulla cronaca nera mostra non solo i suoi limiti, ma addirittura lo sconfinamento in gestioni che richiedono l'intervento della magistratura. Concedere 1.050 euro al mese per ogni adulto e 1.250 euro per ogni minore non accompagnato ha mosso gli appetiti della criminalità organizzata. Gli italiani riescono a vivere con molto meno e addirittura viene considerato povero un nucleo familiare di tre componenti che disponga di 1.044 euro al mese in alcune zone del Sud nel nostro Paese. La riduzione degli sbarchi, dunque, è prioritaria a ogni intervento. Il nostro sistema di accoglienza può smaltire le domande di asilo esistenti in un paio di anni solo se verranno fermati gli arrivi. Già ora il taglio delle domande di asilo ci dice che 60 domande su 100, come ci ha ricordato anche lei, non vengono accolte e a circa il 25 per cento delle domande viene concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Si pone però un piccolo problema: il permesso per motivi umanitari deve essere abolito perché non trova applicazione negli altri Paesi. Solo il 15 per cento delle domande di asilo accolte ha caratteristiche riconosciute in tutta Europa (rifugiato o protezione sussidiaria); la protezione umanitaria finisce per accogliere, quindi, migranti economici, che sono il primo motivo per cui l'Unione europea non accetta i ricollocamenti dell'Italia, fermi a 13.000 unità sulle 35.000 programmate. È una delle ragioni per cui i Paesi europei si preoccupano soprattutto di limitare le migrazioni secondarie. Se andiamo in Europa a negoziare un maggiore coinvolgimento dei partner europei nella gestione del fenomeno migratorio, dobbiamo quindi, innanzitutto, impegnarci ad abolire una tipologia di protezione non prevista dall'Europa stessa. Signor Presidente, questa è una cosa che può fare questo Governo, perché fa parte del contratto di Governo e faceva parte anche del programma elettorale della coalizione di centrodestra. Noi di Forza Italia siamo da sempre stati capaci di critica, coraggio e, al contempo, atteggiamento propositivo nei confronti dell'Europa. Lo fummo per il fiscal compact - vedendoci lungo - e lo fummo nel 2011 per la questione libica. Abbiamo archiviato i sorrisini della Merkel e di Sarkozy. Impareremo ad archiviare anche l'ipocrisia di Macron di oggi, ma non archivieremo la necessità che il problema migranti chiama in causa, ovvero la capacità dell'Europa di prendere decisioni come soggetto politico unitario. Ad oggi ogni decisione è stata assunta dalla somma o sottrazione degli orientamenti dei singoli Stati. La invitiamo, quindi, ad adoperarsi per un'Europa che lavori davvero in modo unitario con concretezza e solidarietà. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, Presidente del Consiglio, ho apprezzato le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte in vista del vertice europeo. Non si tratta di parole di rito. L'Italia ha acquisito una centralità che da tempo non aveva nella politica europea. L'azione unitaria e decisa del nostro Governo e, forse, energica ha aperto un'evidente crepa nel muro di silenzio e di indifferenza che ha caratterizzato l'Europa in questi anni sulle vicende dei naufraghi e dei migranti. Se il Governo italiano non fosse stato risoluto, il problema sarebbe ancora oggi soltanto italiano e non avremmo ottenuto la disponibilità all'accoglienza di altri Paesi.