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in data 20 settembre 2007 è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Lazio (n. 26, supplemento 1) il testo dell'accordo di programma relativo al piano di recupero urbano "Laurentino", che prevede la realizzazione di servizi e spazi pubblici necessari per la riorganizzazione e riqualificazione funzionale ed urbanistica del quadrante Laurentino-Fonte-Ostiense, con la realizzazione di 39 opere pubbliche; in particolare, tra via Laurentina, via della Cecchignola e via di Tor Pagnotta è prevista una nuova centralità con una grande piazza civica, la nuova sede del IX municipio, uffici privati, negozi e spazi per attività ricreative e per il tempo libero, con l'obiettivo di restituire alla zona un maggiore "effetto città", connettendola, attraverso una passerella pedonale, ad un ambito nel quale appare inderogabile supplire alla carenza di spazi sociali ed aggregativi, oltre a servizi per migliorare la vivibilità del quartiere; in relazione all'intervento urbanistico, in data 22 settembre 2020 si è svolta una seduta pubblica della commissione di controllo, garanzia e trasparenza del Comune di Roma, con il seguente ordine del giorno: "profili di conoscibilità e trasparenza in merito al programma di recupero urbano Laurentino, con aggiornamento cronoprogramma opere private e pubbliche e stato di avanzamento"; durante la seduta, sono apparse evidenti gravi inadempienze da parte del soggetto attuatore, in merito alla corretta realizzazione delle opere pubbliche previste dalla convenzione urbanistica in essere del 23 dicembre 2008. Infatti, la struttura, secondo quanto confermato durante la seduta dalla direttrice del Dipartimento pianificazione ed attuazione urbanistica, dottoressa Cinzia Esposito, non appare essere nelle condizioni di essere collaudata e quindi avviata all'esercizio; inoltre, risulta che l'intero iter amministrativo, che trae origine da una procedura concorsuale finalizzata a migliorare la qualità della vita in un territorio con molte criticità, non appare chiaro e lineare e ad oggi non è definito e garantito il raggiungimento degli obiettivi iniziali, fissati dalla citata legge e confermati nei successivi atti amministrativi attuativi; considerato che appare necessario, allo scopo di tutelare il territorio, garantire la legalità delle procedure e la continuità amministrativa in uno dei processi di trasformazione urbana più importanti oggi a Roma, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per verificare la correttezza delle procedure attuative dell'intervento da parte di tutti i soggetti intervenuti, in relazione a quanto disposto dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 1° dicembre 1994 e la rispondenza agli obiettivi di recupero e riqualificazione urbana sanciti dalla legge n. 493 del 1993; se intenda a tal fine interessare i competenti Dipartimenti ministeriali. Atto n. 3-01943 MANTOVANI MONTEVECCHI CROATTI LANZI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che a quanto risulta agli interroganti la Goldoni Trattori, azienda situata presso Migliarina di Carpi (Modena), rischia la chiusura. Essa occupa circa 220 dipendenti e produce macchine agricole, coinvolgendo un importante indotto di aziende medio-piccole del territorio legate alla filiera della meccanica agricola; considerato che: nel dicembre 2015 il Tribunale di Modena aveva ammesso la Goldoni SpA alla procedura di concordato preventivo in continuità. Era stato presentato un piano di risanamento, fondato sull'entrata nella compagine sociale della Goldoni SpA della holding industriale e di investimenti Lovol Arbos group SpA, posseduta al 100 per cento dalla multinazionale cinese Foton Lovol heavy industry Ltd, azienda a carattere pubblico, che avrebbe dovuto riportare sul mercato la storica azienda di trattori tramite un piano di investimenti triennale; nel febbraio 2020 la direzione aziendale ha depositato la richiesta per l'avvio della procedura concorsuale di concordato preventivo presso il Tribunale di Modena, il quale ha fissato la scadenza per la presentazione del piano al 16 luglio, poi prorogata al 14 settembre 2020; nel corso del tavolo di crisi convocato dal Ministero dello sviluppo economico il 18 settembre, con la presenza dei rappresentanti dell'azienda e dei lavoratori e i soggetti istituzionali e territoriali coinvolti nella vicenda, la Lovol ha comunicato la propria intenzione di non continuare ad investire nell'azienda e di aver esaurito tutte le risorse finanziarie da dedicare a tale sito produttivo. Per questi motivi, ha deciso di presentare un concordato liquidatorio, cercando un nuovo investitore che ancora non è stato trovato; come ha dichiarato il sottosegretario per lo sviluppo economico, Todde, la Regione Emilia-Romagna aveva già lavorato insieme alla Lovol per la preparazione di un concordato in continuità aziendale, prima che l'azienda comunicasse, a cose fatte, la presentazione di un concordato liquidatorio. Essa non ha al momento presentato nessuna soluzione concretamente percorribile per risolvere la crisi aziendale; rilevato che: a quanto risulta agli interroganti, i sindacati hanno denunciato il totale disinteresse da parte della proprietà cinese per una continuità produttiva dell'azienda, di cui avrebbe smantellato la rete di vendita provocando un continuo e netto calo di commesse che ha poi portato a una diminuzione della produzione e infine alla sua completa sospensione; allo stesso tempo, sempre secondo quanto ricostruito dai sindacati, la nuova proprietà avrebbe acquisito tutto il know how , traghettando in Cina ogni conoscenza ed esperienza sia dal punto di vista tecnico-progettuale che da quello delle lavorazioni produttive; tale situazione sta destando molta preoccupazione tra la popolazione locale, che rischia di perdere un'importante realtà storica e produttiva del territorio, e soprattutto tra i lavoratori della Goldoni Arbos, in quanto, con la precedente crisi del 2016, sono stati esauriti gli ammortizzatori sociali che allora consentirono il passaggio di proprietà e la salvaguardia dello stabilimento e dell'occupazione; i lavoratori vogliono conoscere la strategia dell'azienda e le future mosse della proprietà straniera che aveva promesso un rilancio del marchio e della produzione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare iniziative, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali del complesso industriale Goldoni Trattori, senza rischiare che i lavoratori restino privi di tutele, e di evitare la possibile delocalizzazione di un'impresa storica, nonché la perdita di un know how tecnico e professionale di alto livello. Atto n. 3-01944 GRANATO ANGRISANI CROATTI PAVANELLI PRESUTTO VANIN Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: i lavori relativi alla nuova ubicazione dell'archivio di Stato di Catanzaro, scelta come da intesa intercorsa tra amministrazione comunale e Ministero, iniziati diversi anni fa (con stanziamenti ad hoc per la ristrutturazione e gli arredi dei locali), non sono ancora terminati;