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in base alle indagini della Procura di Terni, essendo tutti i comportamenti messi in atto dalla dirigenza della Treofan Italy S.r.l. indirizzati verso una falsa crisi aziendale, in tale contesto restando anche da acclarare se vi siano ulteriori responsabilità di altri manager appartenenti ad imprese del Gruppo Jindal, si configurerebbe anche un comportamento in malafede durante gli incontri presso il tavolo di crisi aperto presso il Ministero, che dimostrerebbe, a prescindere dalle ipotesi di reato ascritte, anche una totale mancanza di rispetto verso le Istituzioni del nostro Paese; quanto messo in atto per la Treofan Italy S.r.l. potrebbe pericolosamente rappresentare solo l'inizio di una più ampia strategia volta ad impoverire progressivamente gli stabilimenti del Gruppo Treofan - Jindal presenti in Italia, al fine di trasferire produzione ed impianti presso stabilimenti situati all'estero, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere per valutare l'apertura di attività ispettive nei confronti delle imprese appartenenti al Gruppo Treofan - Jindal presenti in Italia, iniziando da quelle direttamente coinvolte dalle indagini della Procura di Terni, nonché di valutare la convocazione nel più breve tempo possibile presso il Ministero dei rappresentanti in Italia del Gruppo Jindal ai più alti livelli. Atto n. 4-05013 RICCIARDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del turismo e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: in data 1° marzo 2021 molti organi di stampa nazionali, tra cui "la Repubblica", denunciavano che sul sito web personale del Ministro del turismo, Massimo Garavaglia, compariva uno slogan che ledeva i principi fondamentali della Repubblica italiana; in particolare, nella pagina dedicata alla biografia del Ministro, in basso a destra, era riportata la scritta "Prima il Nord!"; considerato che: l'articolo 3 della Costituzione reca testualmente: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Ai sensi dell'articolo 5 della Costituzione l'Italia è "una e indivisibile"; tra i compiti di un Ministro c'è la promozione dell'Italia, da Nord a Sud, soprattutto in considerazione dell'importante dotazione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da gestire per gli importanti progetti di sviluppo turistico del Paese; nella mattina del 3 marzo 2021, nonostante il clamore mediatico, il ministro Garavaglia non aveva ancora rimosso la scritta oggetto dell'increscioso episodio, si chiede di sapere: quali siano i motivi per cui il Ministro in indirizzo non abbia provveduto a rimuovere subito lo slogan e quando intenda procedere in tal senso; se si ritenga compatibile con l'incarico di Ministro chi condivide un'azione politica volta a rappresentare solo una parte del Paese; se si ritenga che la scritta "Prima il Nord!" possa ledere l'articolo 3 della Costituzione italiana e se possa prefigurare un insulto all'unità nazionale, di cui all'articolo 5 della Costituzione; se il Ministro ritenga di doversi scusare con gli italiani per l'episodio increscioso e con il Governo per l'imbarazzo arrecato; se si ritenga che l'episodio possa aver arrecato un danno all'immagine del Mezzogiorno; se si ritenga di intervenire chiarendo che non si intenderà privilegiare solo una parte del Paese. Atto n. 4-05014 DE PETRIS ERRANI LAFORGIA Ai Ministri dell'istruzione, del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: la legge n. 159 del 2019 ha autorizzato il Ministero dell'istruzione ad assumere alle dipendenze dello Stato, 1.593 lavoratrici e lavoratori ex LSU e Appalti storici, impegnati per almeno 5 anni presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari, in qualità di dipendenti a tempo determinato o indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento dei predetti servizi; la procedura costituisce una seconda fase del processo di internalizzazione del personale ex LSU e Appalti storici, che segue la precedente, conclusasi il 1° marzo 2020, e che coinvolgeva analoga tipologia di personale, ma impegnato per almeno 10 anni, solo in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese di pulizia titolari di analoghi contratti; questa complessa modalità realizzativa aveva già determinato dei ritardi che avevano indotto il Parlamento ad approvare nel decreto-legge n. 183 del 2020 (decreto Milleproroghe) lo slittamento della decorrenza della data di assunzione del personale coinvolto dal 1° gennaio 2021 al 1° marzo 2021; il Governo Conte II ha definito i passaggi necessari a dare avvio alla procedura selettiva, ma i rallentamenti generatisi in conseguenza dell'emergenza COVID-19 allo stato attuale non hanno consentito agli uffici scolastici regionali di procedere alle assunzioni del personale in questione entro il termine prorogato al 1° marzo 2021; ritenuto che a parere degli interroganti, occorre dare una risposta certa a quelle lavoratrici e lavoratori che da oltre un anno rivendicano l'attuazione di un diritto assicurato dalla legge, anche perché, nel frattempo, sono stati sospesi dalle ditte di pulizia dal lavoro precedente e di conseguenza vivono in una condizione psicologica ed economica molto difficile e in alcuni casi drammatica, si chiede di sapere quali misure i Ministri in indirizzo vogliano intraprendere al fine di prorogare ulteriormente il termine fissato al 1° marzo 2021 e attivare tempestivamente le procedure di concertazione necessarie per assicurare l'assunzione nel profilo di collaboratore scolastico del personale delle imprese già impegnate nella pulizia delle scuole, all'esito della seconda procedura selettiva per la stabilizzazione. Atto n. 4-05015 MATRISCIANO TONINELLI VANIN GAUDIANO MAUTONE ROMANO PIRRO CROATTI RICCIARDI VACCARO TRENTACOSTE Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che l'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019) al comma 1023 prevede che: "Al fine di contrastare gli effetti negativi, diretti e indiretti, derivanti dal crollo del ponte Morandi, attraverso la realizzazione di piani di sviluppo portuali, dell'intermodalità e dell'integrazione tra la città e il porto di Genova, è riconosciuto all'Autorità di sistema portuale del Mare Ligure occidentale un finanziamento pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021 e 2022"; considerato che: