[sommcomm]

In particolare, il comma 2 attribuisce il potere di proposta di adozione delle disposizioni delegate al Ministro della difesa e a quello per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Viene previsto il parere obbligatorio del Consiglio di Stato, della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Il comma 3 disciplina gli interventi sul testo unico delle previsioni regolamentari, prevedendo l'adozione di decreti ministeriali per la definizione degli aspetti meramente tecnici e procedurali (la c.d. "deregolamentazione"). Il comma 4 prevede quindi la possibilità di adottare, entro due anni dall'entrata in vigore delle disposizioni delegate, ulteriori disposizioni integrative e correttive, con le medesime modalità e nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi, mentre il comma 5, da ultimo, reca la clausola di invarianza finanziaria. Conclude sottolineando l'opportunità di esaminare accuratamente l'articolato (soprattutto per quanto riguarda i principi e criteri direttivi) ed eventualmente definire un ciclo di audizioni. Si apre la discussione generale. La senatrice GARAVINI ( PD ) osserva che i principi di delega appaiono connotati da eccessiva genericità e indeterminatezza. Ciò è vero, in particolar modo, per la delega relativa al personale, che non affronta importanti questioni di dettaglio. Stante quanto precede, sarebbe a suo avviso opportuno avere a disposizione tempi adeguati per un ponderato esame del testo, ed avviare, altresì, un ciclo di audizioni per poter disporre di ulteriori elementi conoscitivi. Il senatore MININNO ( M5S ) osserva che il disegno di legge si propone di razionalizzare, semplificare e riordinare le disposizioni dell'ordinamento militare, con l'obiettivo di migliorare la qualità normativa e rendere effettiva la semplificazione organizzativa e procedimentale dell'amministrazione. Esso risulta pertanto coerente con il programma di Governo e in particolare con quello della sua parte politica, in cui si sottolinea con forza la necessità di superare la sovrabbondanza di leggi. Rileva quindi che l'Amministrazione della Difesa ha già effettuato un percorso di semplificazione normativa e amministrativa in aderenza alla legge n.246/2005, intraprendendo un procedimento di ridefinizione organica delle norme d'interesse, conclusosi per ora nel 2010. Questo però non rappresenta un punto di arrivo e il provvedimento iscritto all'ordine del giorno si ripropone di effettuare la seconda fase del percorso semplificatorio attraverso una revisione dei due testi. Nel dettaglio, i principi e i criteri direttivi (contenuti dalla lettera a ) alla e ) e nella lettera h ) del comma 1 dell'articolo 1), consistono nell'effettuazione di modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica e logica delle disposizioni, adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio normativo del Codice ed assicurando l'unicità, la completezza e la chiarezza dello stesso. Allo stesso modo per le norme contenute nel Testo unico dovrà essere prevista l'adozione di decreti ministeriali. L'oratore osserva inoltre che, secondo quanto riportato nell'analisi tecnico normativa allegata al provvedimento, l'intervento non sarebbe in nessun modo innovativo della disciplina vigente. Tuttavia, tale affermazione sembra però contrastare con i criteri direttivi contenuti nella lettera g ), laddove si prevede la razionalizzazione e semplificazione di forme, parametri e criteri di valutazione del personale, la cui formulazione fa pensare alla possibilità di adottare un modello diverso rispetto a quello basato sulla compilazione degli attuali documenti caratteristici. Alla stessa lettera si prevede inoltre di semplificare, velocizzare e razionalizzare i processi e le attività formative incentivando l'integrazione delle medesime attività in un'ottica di contenimento e ottimizzazione della spesa, facendo pensare a una unificazione interforze dei corsi di formazione. L'applicazione dei predetti criteri, tuttavia, pur auspicabile, potrebbe implicare una innovazione normativa. Anche ad avviso del senatore CAUSIN ( FI-BP ) è opportuno che la Commissione esamini accuratamente l'articolato e svolga un ciclo di audizioni. Il senatore CASTIELLO ( M5S ) osserva che l'intento di semplificazione normativa è sicuramente apprezzabile e consente all'operatore giuridico di muoversi più agevolmente. Sarebbe tuttavia necessario andare oltre una semplice opera di risistemazione, quale era alla base del varo del Codice dell'ordinamento militare, che è risultato essere un testo unico sul quale numerosi e successivi interventi operati dalla Corte costituzionale avrebbero potuto essere evitati a priori, tramite un'opportuna novellazione delle disposizioni. L'oratore si pronuncia favorevolmente anche in relazione ai processi di deregolamentazione, operati con atti, i decreti ministeriali, comunque sottoposti a penetranti controlli e che si inseriscono in un positivo processo di adattamento normativo. Il sottosegretario VOLPI, nel ringraziare i senatori per il contributo apportato al dibattito e nel precisare che il Governo è sempre aperto a un costruttivo confronto con il Parlamento, ricorda l'importante opera di risistemazione normativa avviata nel 2005, non solo per la Difesa ma per tutte le amministrazioni dello Stato. Sottolinea quindi l'importanza di considerare le problematiche anche dal punto di vista qualitativo, non riducendo l'analisi al solo versante dei costi e tenendo conto delle nuove esigenze della Difesa e del personale delle Forze armate, chiamato sempre di più a cooperare con quello dei principali Paesi partner . Con riferimento all'effettuazione di un ciclo di audizioni, la presidente TESEI invita i Gruppi a far pervenire alla Presidenza le rispettive proposte. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (1111) Ratifica Accordo relazioni e cooperazione UE-Nuova Zelanda DDL 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore MININNO ( M5S ) osserva che l'Accordo è stato firmato il 5 ottobre 2016 a Bruxelles, per sostituire la precedente dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione (adottata nel 2007), e conseguentemente elevare le relazioni bilaterali tra l'Unione europea e la Nuova Zelanda al livello di partenariato rafforzato. Tale ultimo strumento accresce dunque l'impegno dell'Unione e degli Stati membri nei confronti della Nuova Zelanda, e rappresenta un ulteriore coinvolgimento politico ed economico dell'Unione in Oceania. Il testo, suddiviso in 10 titoli per complessivi 60 articoli, crea pertanto una cornice giuridica di riferimento per le relazioni bilaterali, favorendo una più intensa ed efficace collaborazione. I profili di interesse della Commissione riguardano il titolo II dell'accordo, composto dagli articoli da 5 a 11 e relativo al dialogo politico e alla cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza.