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Come anticipato, il PRESIDENTE avverte che, in assenza di modifiche all'articolo 4, apre la discussione su tale articolo. Il senatore DI NICOLA ( M5S ) manifesta forte contrarietà per la decisione del Governo di inserire nel provvedimento in esame un nuovo condono fiscale, misura contro la quale tutti i partiti, compreso il Movimento 5 Stelle, si erano espressi, pur con diverse sfumature, nel corso dell'ultima campagna elettorale. In passato infatti simili iniziative hanno recato grave danno alle casse dello Stato e, soprattutto, inviato un messaggio devastante al Paese, visto che si preferiva favorire coloro che non adempievano ai loro doveri fiscali a discapito dei cittadini onesti. Il condono fiscale pure sarebbe comprensibile per i cittadini e le imprese in difficoltà, ma in questa occasione sarebbe stato sufficiente sospendere la riscossione e verificare i dati della prossima dichiarazione dei redditi per individuare chi fosse davvero senza reddito, e quindi meritasse un'ulteriore proroga, e chi invece avesse evaso il fisco e dovesse pagarne le conseguenze. Anche il fine, che pure viene ricordato, di svuotare il magazzino fiscale dell'Agenzia delle entrate, non sembra giustificare la decisione del Governo, visto che almeno il 50 per cento delle cartelle è attribuibile a soggetti in grado di pagare e che magari continuano a fare reddito. Viene peraltro rinviata ulteriormente la soluzione ad una problematica che si perpetua nel tempo, come quella della incapacità di riscossione delle Agenzie fiscali. In un raffronto con il passato, considera tuttavia il condono dell'articolo 4 peggiore di quelli varati in precedenza in quanto nei prossimi anni le entrate fiscali saranno destinate anche a ripianare i debiti che l'Italia sta contraendo per favorire il rilancio dell'economia. Tuttavia, con una evasione stimata di oltre 100 miliardi annui, toccherà ancora una volta ai cittadini onesti pagare anche per chi non lo fa. In conclusione, ricorda che il condono non rientrava tra i punti programmatici del nuovo Governo, pure sostenuto dal Movimento 5 Stelle, e esprime rammarico per il parere contrario all'emendamento soppressivo dell'articolo 4 a sua firma. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) giudica poco utile ai contribuenti il condono, che potrebbe definirsi simile a una "rottamazione", previsto dall'articolo 4, che sembra invece più rispondere alle esigenze dell'Agenzia delle entrate. Illustra quindi la proposta avanzata dal proprio Gruppo, che prevedeva una sospensione dei pagamenti, una rateizzazione in aumento fino a 86 mesi, e un successivo adempimento fiscale di massa, per supportare la compliance , con l'eliminazione delle sanzioni e gli strumenti del ravvedimento operoso e della conciliazione giudiziaria. Tale scenario sarebbe stato più educativo, più funzionale per l'Amministrazione finanziaria e più corrispondente alle esigenze dei cittadini in crisi di liquidità. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU-Eco ) esprime la posizione fortemente contraria del proprio Gruppo sul condono in oggetto e richiama le osservazioni critiche espresse in proposito da Banca d'Italia, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio nel corso delle varie audizioni svolte. Sarebbe stato infatti più corretto seguire un'altra strada, quella della sospensione dei pagamenti, delle rateizzazioni e della cancellazione dal magazzino fiscale delle cartelle ormai inesigibili perché relative a defunti e falliti. Cancellare invece per un periodo temporale così lungo cartelle anche esigibili perché relative, per esempio, a chi aveva aderito alla rottamazione- ter , o legate alla stessa persona, che aveva quindi un grande debito col fisco, rappresenta un'ingiustizia, che peraltro non serve nemmeno a risolvere il problema del carico di lavoro dell'Agenzia delle entrate. Giudica politicamente grave la scelta del Governo e si augura che la proposta di riforma della riscossione sia improntata alla trasparenza, all'equità e all'efficienza e permetta allo Stato di punire il cittadino che non paga le tasse. Nessun altro chiedendo di intervenire su tale questione, il presidente D'ALFONSO pone quindi separatamente ai voti gli emendamenti Coord. 1 e Coord. 2, aventi carattere di mero drafting , che risultano accolti. Le Commissioni riunite conferiscono quindi mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea sul testo del disegno di legge n. 2144, di conversione del decreto-legge n. 41, unitamente alle modifiche accolte, autorizzandoli ad apportare le modifiche di coordinamento normativo eventualmente necessarie e a richiedere di poter svolgere la relazione orale. Il senatore DE CARLO ( FdI ) si riserva di presentare una relazione di minoranza. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE informa che, non essendovi ulteriori argomenti all'ordine del giorno, la seduta di domani, già prevista per le ore 9, non avrà più luogo. Le Commissioni riunite prendono atto. La seduta termina alle ore 3. Allegato