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provvedimento di modifica delle modalità di esecuzione della permanenza domiciliare e del lavoro di pubblica utilità, di cui all'articolo 44, comma 1, del decreto legislativo n. 274 del 2000; -- decreto di sequestro preventivo e conservativo e relativa richiesta, di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo n. 274 del 2000, e provvedimento motivato di rigetto della richiesta di emissione del decreto di sequestro; -- ordinanza di rinvio degli atti al pubblico ministero per ulteriori indagini, di cui all'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo n. 274 del 2000; -- decisione sull'opposizione al decreto del pubblico ministero che dispone la restituzione delle cose sequestrate o respinge la relativa richiesta, e relativo decreto o richiesta, di cui all'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo n. 274 del 2000; -- decisione di riapertura delle indagini e relativa richiesta, di cui all'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo n. 274 del 2000; -- decreto penale di condanna. Si è poi previsto che l'ammontare delle indennità di cui alle lettere a), b) e c) sia rideterminato ogni tre anni, con decreto emanato dal Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nel triennio precedente. In prima applicazione si è previsto che il primo triennio utile decorra dal 1º gennaio del secondo anno successivo a quello di entrata in vigore della legge. Le indennità spettanti ai magistrati onorari sono cumulabili con i trattamenti pensionistici e di quiescenza comunque denominati e sono assimilate, a fini fiscali, ai redditi di lavoro dipendente. Si è comunque previsto che l'indennità annuale spettante ai magistrati onorari non possa superare in ogni caso l'importo complessivo di euro 72.000 lordi annui, in essa compresa anche la eventuale quota di contribuzione a forme di previdenza complementare. A tal fine si è previsto che sull'indennità annualmente corrisposta ai magistrati onorari iscritti ad ordini professionali si applichi la ritenuta previdenziale prevista dalla rispettiva cassa di previdenza di appartenenza per le prestazioni professionali a terzi, allo stato pari al 2 per cento, e che nei confronti dei magistrati onorari non iscritti ad ordini professionali detto versamento sia invece operato, a richiesta degli interessati ed in misura pari al 2 per cento dell'importo lordo corrisposto nel mese, in favore di eventuali fondi assicurativi sottoscritti dagli stessi per un periodo non inferiore dieci anni. L'articolo 4 reca le norme transitorie necessarie per evitare di disperdere nell'immediato le professionalità ormai formatesi, ponendo un diverso regime in relazione alla diversa durata massima degli incarichi prevista dalla legge. È stato previsto, quindi, che l'incarico quale magistrato onorario di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g) , in cui è trasformato quello dei giudici di pace in servizio alla data di entrata in vigore della legge, sia rinnovabile ogni cinque anni previa valutazione del Consiglio superiore della magistratura fino alla cessazione per limiti di età che è fissata: a) in settantacinque anni, per coloro che hanno superato i sessantotto anni alla data di entrata in vigore della legge ; b) in settanta anni per coloro che hanno meno di sessantotto anni. Il nuovo incarico non può, comunque, essere svolto più di otto anni nella medesima posizione tabellare. L'incarico di magistrato onorario di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g) , in cui è trasformato quello dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari in servizio alla data di entrata in vigore della legge, può essere rinnovato, alla scadenza, per due periodi di quattro anni, previa delibera favorevole del Consiglio superiore della magistratura. Anche per i titolari degli incarichi trasformati, per i quali in precedenza vigeva un limite di cessazione dallo stesso fissato a settantadue anni, è stato previsto che, in deroga al limite di età di cui al comma 3 dell'articolo 84- ter del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, la cessazione per limiti di età sia fissata: a) in settantadue anni, per coloro che hanno superato i sessantotto anni alla data di entrata in vigore della legge; b) in settanta anni per coloro che hanno meno di sessantotto anni. È stato inoltre precisato, al comma 3, che anche per tali magistrati le valutazioni in vista dei rinnovi quinquennali degli incarichi sono operate in base ai criteri ed agli elementi di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, e che in fase di prima applicazione tutti i magistrati onorari in servizio siano sottoposti a valutazione straordinaria di professionalità, entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge, sulla base degli elementi di cui al comma 3 ed in caso di valutazione negativa sia disposta la cessazione dall'incarico. Si è poi previsto che le norme per lo svolgimento della selezione degli aspiranti magistrati onorari vengano adottate con regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Conseguenza della possibile protrazione degli incarichi, previa trasformazione degli stessi, è la sospensione della pubblicazione di bandi per il conferimento di incarichi di magistrato onorario e di nuove nomine di giudici di pace fino al 31 dicembre 2014. Inoltre sono revocati tutti i bandi già pubblicati alla data di entrata in vigore della legge. Sempre quale norma transitoria si è ritenuto necessario disciplinare la situazione di transizione tra il nuovo ed il precedente sistema disciplinare, prevedendo che le disposizioni di cui al capo III del titolo III- bis del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, si applichino ai procedimenti disciplinari promossi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge. Per i giudici di pace esse si applicano a decorrere dal 31 dicembre 2014 e, in deroga a quanto sopra, i procedimenti disciplinari pendenti a carico dei giudici di pace nei quali è già stata operata la contestazione dell'illecito disciplinare continuano ad essere regolati dalle norme della legge 21 novembre 1991, n. 374, salva, comunque, l’applicazione degli articoli 84- terdecies , 84- quaterdecies , 84- quinquiesdecies e 84- sexiesdecies , 84- septiesdecies , comma 3, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, ove più favorevoli. L'articolo 5 reca una serie di modifiche necessarie per operare un immediato coordinamento tra le norme esistenti e quelle introdotte con la riforma, quale ad esempio la trasformazione della sezione per i giudici di pace dei consigli giudiziari nella sezione per i giudici onorari.