[pronunce]

che il Tribunale rimettente non ha fornito alcuna motivazione sulle ragioni che lo hanno indotto a scegliere, tra le possibili interpretazioni della norma, quella che identifica la fattispecie del comma 1 a quella del comma 8, con disciplina da esso ritenuta contraddittoria; che, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, nessuna disposizione di legge può essere dichiarata costituzionalmente illegittima sol perché suscettibile di essere interpretata in contrasto con precetti costituzionali, ma deve esserlo soltanto quando non sia possibile attribuirle un significato che la renda conforme a Costituzione (si vedano, in tal senso, la sentenza n. 188 del 1995, le ordinanze nn. 272, 187, 143 e 57 del 2006, n. 306 del 2005 e n. 63 del 1989); che il rimettente, al contrario, si è sottratto all'obbligo di verificare la praticabilità di diverse soluzioni ermeneutiche, finendo con il chiedere sostanzialmente alla Corte un avallo interpretativo della norma censurata piuttosto che il collaudo di legittimità della stessa; che, pertanto, la questione deve ritenersi manifestamente inammissibile; Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 129, comma 8, della legge della Provincia di Trento 5 settembre 1991, n. 22 (Ordinamento urbanistico e tutela del territorio), sollevata, in riferimento agli artt. 4 ed 8 dello Statuto Trentino-Alto Adige, all'art. 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), e all'art. 36 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. - Testo A), dal Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento con l'ordinanza in epigrafe; Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 dicembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 dicembre 2007. Il Cancelliere F.to: MILANA