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l'Osservatorio delle professioni sanitarie è stato istituito il 24 luglio 1996, con decreto dei due Ministeri dell'università e della sanità, secondo quanto disposto dall'articolo 1, comma 10; la situazione attuale, con la pandemia ancora in atto e il "recovery plan" in via di attuazione ne richiederebbe l'urgente attivazione per far fronte alle decisioni da prendere nella prospettiva dei prossimi cambiamenti strutturali in sanità; compete infatti all'Osservatorio, come ribadito dal Ministero dell'università e della ricerca, formulare proposte e pareri in ordine alla definizione di: a) linee di indirizzo per l'elaborazione di requisiti di idoneità organizzativi, strutturali e tecnologici, per l'accreditamento delle strutture didattiche universitarie e ospedaliere per la formazione; b) linee guida per la stipula dei protocolli d'intesa tra le Regioni e le università; c) criteri e modalità per assicurare la qualità della formazione in conformità alle indicazioni UE; d) criteri e modalità per lo svolgimento del monitoraggio dei risultati della formazione; già in tre precedenti occasioni la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato delle interrogazioni facendo presente la necessità e l'urgenza di procedere alla riattivazione dell'Osservatorio delle professioni sanitarie presso il Ministero dell'università; concretamente i tre precedenti interventi risalgono al 2 giugno, al 2 settembre e al 2 dicembre dell'anno 2020; sta per concludersi ormai l'anno 2021 e a tutt'oggi l'Osservatorio non è stato ancora riattivato né insediato: è trascorso ormai un anno dall'ultima segnalazione di questo grave ritardo istituzionale; si tratta infatti di un ennesimo e ingiustificabile ritardo, che avviene nonostante siano state completate tutte le nomine previste, sia dei 12 componenti del comitato di presidenza che dei 22 rappresentanti dei rispettivi albi professionali; come è concretamente possibile riscontrare negli ultimi due decreti dei Ministeri dell'università e della salute del 3 giugno 2021, n. 1248, e del 20 settembre 2021, n. 1089; si fa inoltre presente che tutte le professioni sanitarie, attraverso i loro rappresentanti, potrebbero offrire un valido contributo, grazie alla loro competenza e alla loro esperienza, in questa fase di transizione del SSN verso modelli di funzionamento più vicini alla sanità territoriale, si chiede di sapere quali siano gli ostacoli che impediscono di rendere operativa, a norma di legge, la struttura dell'Osservatorio, dal momento che tutte le formalità richieste sono state correttamente espletate. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06250 MARTELLI PARAGONE GIARRUSSO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: nell'ambito delle molteplici crisi industriali ne esiste una che coinvolge due società, l'ex società Embraco di Riva di Chieri (Torino) e la società ACC Wambao Mel di Campo San Pietro (Belluno); queste due società sono collegate da un progetto identificato come ItalComp, ideato inizialmente dal commissario straordinario dottor Maurizio Castro; il progetto prevede la creazione di un polo d'eccellenza che raggruppa le competenze delle due aziende e improntato a creare un hub dei compressori capace di competere a livello internazionale; il 20 novembre 2020, così si esprimeva il dottor Castro: "'Se le formiche si mettono d'accordo, possono spostare un elefante', recita un antico proverbio africano", detto che riassume il senso di un'iniziativa del Governo: quella di unire le forze di uno stabilimento in difficoltà, l'ACC di Borgo Valbelluna (Belluno), e di uno fermo, l'ex Embraco di Chieri, per dar vita a una realtà manifatturiera (ItalComp) con una massa critica sufficiente ad affrontare il mercato, superando la logica dei salvataggi reiterati per tornare a fare politica industriale, grande assente negli ultimi 30 anni dal dibattito pubblico nazionale; relativamente al progetto ItalComp, così si esprimeva ancora il dottor Castro: "È un progetto di politica industriale del governo per la creazione di un polo italiano ed europeo del compressore. Muove dalla consapevolezza che questo componente è strategico nella filiera continentale dell'elettrodomestico. Quindi non si tratta di un mero salvataggio di due aziende, una che ha passato diverse traversie (ACC di Borgo Valbelluna) e l'altra che sembrava aver già concluso la propria esperienza (Embraco di Chieri). Per usare una metafora calcistica, questa operazione non è il catenaccio, la difesa ad oltranza: questo è il contropiede"; in un primo momento il ministro Giorgetti ha negato di essere a conoscenza del progetto, salvo poi smentirsi fino a rilasciare il 21 luglio 2021 una dichiarazione all'ANSA nella quale affermava: "continuerò a dire la verità: del cosiddetto progetto Italcomp non esiste niente se non una versione verbale fornita dal dottor Castro, alla quale peraltro, non è mai seguito, purtroppo, alcun riscontro formale"; contraddicendo il fatto che in data 14-15 settembre 2020 il dottor Castro, in compagnia della dottoressa Alessandra Todde, viceministro dello sviluppo economico, avesse presentato il progetto, con l'ausilio di slide molto dettagliate e di dominio pubblico, sia alla prefettura di Torino che a quella di Belluno; il ministro Giorgetti in data 8 luglio 2021 affermava: "Abbiamo esplorato, insieme con la viceministra Todde, tutte le possibilità della proposta Italcomp del commissario straordinario di Acc che avrebbe potuto coinvolgere Embraco. Purtroppo, pur consapevoli della situazione delicata e difficile, non ci sono le condizioni essenziali cioè proposte di investitori privati per proseguire con esito positivo su questa strada. Obiettivo è superare l'attuale stallo e in questo senso continuano senza sosta le valutazioni del viceministro Todde, che ha la mia fiducia e che sta seguendo da tempo la vicenda di questa crisi"; considerato che: il progetto, oltre a poter creare un polo di eccellenza, salverebbe oltre 700 famiglie dal baratro; il comparto dei compressori per frigoriferi, funzionale alla produzione del "bianco", è un settore pericolosamente esposto alla "spada di Damocle" del dumping cinese; l'eventuale ripartenza avverrebbe più probabilmente in Veneto che dal Piemonte, perché nel Nordest c'è una grande concentrazione di fabbriche di elettrodomestici, si chiede di sapere: perché dal 12 febbraio 2021, giorno della nomina a Ministro, il piano ItalComp sia stato contrastato anche negandone l'esistenza; per quale motivo, a fronte di un piano dettagliato, il Ministro in indirizzo abbia cambiato molteplici versioni, salvo poi dire che il piano non è attuabile; su quali basi si sostenga l'inattuabilità del progetto; che cosa sia stato fatto per cercare non solo di salvaguardare il posto di lavoro di oltre 700 persone e relative famiglie, ma anche di ricreare le condizioni per avere una società italiana capace di competere a livello mondiale con i soli due competitor esistenti (uno giapponese e uno cinese); quanti soldi abbia speso lo Stato italiano in cassa integrazione dallo scorso anno ad oggi per i lavoratori dell'ex Embraco;