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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 230 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente TAVERNA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 8,33). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1786 Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19 (Relazione orale) Seguito della discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1786. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale, hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del rappresentante del Governo, il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge e ha avuto luogo la discussione sulla questione di fiducia. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sull'emendamento 1.900, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatori, il provvedimento in esame, com'è noto, almeno per la sua parte principale, è nato per far fronte all'emergenza sanitaria conseguente al Covid, che ha colpito ovviamente anche il settore della giustizia, presentandosi immediatamente con la diffusione di qualche contagio in diversi tribunali, tra cui Napoli e Milano. Tali casi hanno costretto i capi degli uffici a isolarne alcune sezioni, fino a giungere poi al provvedimento di chiusura completa o quasi (perché, com'è ovvio, le urgenze si sono dovute obbligatoriamente svolgere). Proprio per la diffusione progressiva del virus, sono stati adottati provvedimenti che hanno sostanzialmente paralizzato l'attività giudiziaria, consentendo che, come dicevo, proseguisse solo nei casi di effettiva urgenza, tramite collegamenti da remoto o comunque con il rispetto delle prescrizioni a tutela dei soggetti coinvolti. In effetti, inizialmente erano previsti due distinti provvedimenti, poi unificati in quello che abbiamo oggi in esame, proposto riunito alla Commissione, la quale ha provveduto anche ad emendarlo. In buona sostanza, si è trattato di provvedimenti necessitati e indispensabili per porre rimedio alle inevitabili disfunzioni create dal diffondersi della pandemia e quindi dalla conseguente paralisi di cui parlavo in precedenza. Devo tuttavia evidenziare che, anche in questo caso - ed ecco una nota dolente - si è previsto che non vi fossero nuovi impegni di natura economico-finanziaria, perché ormai tutti i provvedimenti della giustizia sono fatti sempre con la clausola di invarianza finanziaria (ne approfitto per salutare il signor Sottosegretario, arrivato adesso, con il quale devo dire che, come sempre, in Commissione si è lavorato molto bene). Come ho ripetuto tante volte, in un settore delicato e strategico come la giustizia, ritengo non si possa non avere un implemento delle risorse finanziarie. Credo che, se così fosse stato fatto, anche questo provvedimento avrebbe potuto essere decisamente più incisivo e produttivo di effetti più consistenti. Non è un caso, infatti, che gran parte degli emendamenti sia stata rigettata ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. L'auspicio quindi, anche per il futuro, rimane quella di una maggiore attenzione verso le problematiche del settore giudiziario, oggettivamente molto in crisi, mettendo a disposizione le risorse necessarie. Il provvedimento è decisamente complesso, tocca diversi argomenti di cui parlerò in maniera molto breve. Voglio precisare però quel che già dicevo prima riguardo il Sottosegretario; la discussione in Commissione è avvenuta in maniera molto pacata e costruttiva, tanto che diversi emendamenti proposti anche dall'opposizione sono stati accolti. Di contro, altri - e questa è un'altra nota dolente - che non avrebbero inciso sulla portata del provvedimento, ma lo avrebbero sicuramente completato e migliorato, sono stanti respinti. Qualcuno di questi è stato respinto in maniera abbastanza inspiegabile. Mi riferisco, per esempio, all'emendamento che riguardava i termini e soprattutto la durata della sospensione dei termini; un argomento da me toccato durante la discussione generale e poi ripreso da un emendamento presentato dalla Commissione. Questo emendamento, se accolto, avrebbe sicuramente evitato quelle disparità interpretative che sono molto diffuse su tutto il territorio nazionale. Ho avuto segnalazioni al riguardo e, d'altro canto, io stesso avevo segnalato questa incongruità e questa scarsa chiarezza. Come noto, la conversione in legge di un decreto-legge pone nel periodo centrale un problema di fermo della sospensione dei termini e adesso ciò sta provocando delle disparità di interpretazione, alle quali probabilmente si porrà rimedio mediante la giurisprudenza, auspicando che non ci siano poi delle differenze interpretative. Come noto, la conversione di un decreto-legge ha efficacia ex nunc e non ex tunc ; quando il provvedimento diventa legge, il provvedimento dispiega i suoi effetti ex nunc e non ex tunc. In realtà sono sei giorni, non c'è grande differenza, però c'è, vi si poteva porre rimedio, ma non è stato fatto.