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Sono infatti 3,5 milioni gli europei che vivono sul territorio inglese e, tra questi, oltre mezzo milione gli italiani. Dico questo perché, se le trattative sulla Brexit sembrano aver trovato qualche convergenza sulle tematiche dei diritti, tante altre questioni rimangono ancora aperte e tutte da risolvere. Una di queste concerne il territorio irlandese, che tornerebbe ad essere terra di confine, oltre allo Stretto di Gibilterra, tra il Regno Unito e l'Europa, con una Repubblica d'Irlanda che rimarrebbe sotto il cappello dell'Unione europea e un Irlanda del Nord che, al contrario, seguirebbe le sorti della Gran Bretagna. Nessuno vuole - spero nemmeno lei, presidente Conte - che in quelle zone si ravvivino conflittualità che oggi sembrano sopite e che presto invece potrebbero riaccendersi, sulla base dei negoziati su come si intenda dirimere la questione del confine e volendo tener conto della tensione che già si registra rispetto alle diverse esigenze. Da una parte... PRESIDENTE. Concluda, per cortesia. STEFANO (PD) . ...in modo non eccessivamente rigido, per i motivi che richiamavo, e dall'altra dall'esigenza di tutelare tutte le nostre aziende rispetto all'ingresso di prodotti extraeuropei, che proprio dall'Irlanda del Nord potrebbero trovare una comoda porta di accesso. Noi del Partito Democratico chiediamo a lei, presidente Conte, di portare avanti le trattative nel preminente interesse dei cittadini italiani e delle aziende del nostro Paese, superando quell'ambiguità che ha caratterizzato la vostra azione sin qui. Infine, signor Presidente, un pensiero sulla sicurezza e sulla lotta al terrorismo. La sicurezza dell'Unione europea va declinata sotto diversi aspetti, da quella fisica, interna e verso l'esterno dei confini dell'Europa... PRESIDENTE. Io non ho l'abitudine di interrompere, senatore Stefano, però la pregherei di rispettare i tempi, perché li ha abbondantemente superati, per più di tre minuti. STEFANO (PD) . Ho finito. ...a quella più labile e più facilmente permeabile che caratterizza la rete. Questo infatti è forse il fronte più scoperto e più complesso del nostro sistema democratico, dove viviamo una sorta di invasione verticale, giacché il terreno del confronto assume caratteri fino ai tempi della cronaca non pensati e non pensabili. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Vi pregherei di rispettare i tempi assegnati, perché non mi piace interrompere quando c'è un discorso, ma, poiché il tempo è contingentato, sarebbe cortese rispettarlo. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Presidente Conte, lei si appresta a rappresentare il nostro Paese nel Consiglio europeo di domani e dopodomani e questa sarà ancora una volta l'occasione per un ravvedimento operoso da parte di questo Governo rispetto al suo atteggiamento verso l'Europa, soprattutto sul delicatissimo tema delle migrazioni e della sicurezza. Sarebbe opportuno in realtà un ravvedimento da comunicare all'Europa anche sulla manovra finanziaria, glielo dico con grande franchezza; il punto in questo caso, visto che lei vi ha accennato nel suo discorso, non è tanto quantificare la percentuale di deficit che il nostro Paese può produrre, a fronte di una complicata condizione strutturale, ma come utilizzare l'indebitamento. Le ultime notizie, ancora senza indicazioni di coperture, ci hanno restituito l'idea che avete scelto di usare la manovra per una sempre presente campagna elettorale piuttosto che per migliorare, attraverso investimenti utili e di prospettiva, le condizioni di crescita e di sviluppo del nostro Paese. Torniamo però all'ordine del giorno. Non possiamo dimenticare come le dichiarazioni del giugno scorso, quelle nelle quali parlavate di vittoria in sede europea, siano state totalmente ribaltate dalle conclusioni del Consiglio, che ora dovrà valutare quanto è stato fatto in questi mesi. Signor presidente Conte, ci piacerebbe molto che lei ricordasse ai suoi colleghi che il Parlamento europeo ha avanzato una proposta seria e di buon senso. Bisogna cambiare il Regolamento di Dublino e occorre farlo ora, rafforzando il principio di solidarietà e abolendo una volta e per sempre il principio del primo approdo, che ha avuto conseguenze durissime per il nostro Paese e per il dibattito politico in sede europea. Bisogna distribuire secondo quote predefinite i richiedenti asilo in tutti gli Stati membri e ridurre l'accesso ai fondi UE per gli Stati che non vi ottemperino. La strada che il suo Governo propone è, a nostro avviso, errata. Del resto, uno dei suoi Vice, che troppo spesso appare come l'uomo che le detta la linea (quando dovrebbe essere il contrario), è alleato politicamente con chi vuole alzare muri e filo spinato piuttosto che cambiare le regole dell'Unione per realizzarla compiutamente e su basi nuove. In queste settimane appare evidente la cifra del Governo Lega-5 Stelle: essere forti coi deboli, sostenere politiche di esclusione dei bambini figli di stranieri dalle mense scolastiche e dagli aiuti per i libri, smantellare un modello di integrazione come Riace, ed essere deboli, debolissimi con i forti tramite flat tax e condoni fiscali. Nella nostra risoluzione troverà elencate una serie di misure volte a gestire con umanità e intelligenza il fenomeno delle migrazioni. La più importante è l'apertura immediata di corridoi umanitari di accesso in Europa per garantire canali di accesso legali e controllati, attraverso i Paesi di transito, ai rifugiati che scappano da esecuzioni, da persecuzioni, da guerre e da conflitti, per mettere fine una volta per tutte alle stragi in mare e in terra, e quindi debellare il traffico di esseri umani, anche con visti e missioni umanitarie. L'altra misura è quella di sostenere una riforma finalizzata a creare un reale diritto di asilo europeo capace di superare il Regolamento di Dublino: proprio quella misura contro cui hanno votato i suoi compagni di Governo. Le aggiungo una considerazione. La legge Bossi-Fini è quanto di più criminogeno si possa immaginare. Se non avete intenzione di abrogarla, ripristinate almeno il decreto flussi per chi lavora, anche solo per la reale necessità di famiglie e imprese. D'altronde, è ormai chiaro che risolvere problemi complessi non fa parte del contratto di Governo; anzi, più si creano situazioni di disagio, più proverete a cavalcarle, e questo comportamento ha un nome: si chiama cinismo politico ed è quanto di più lontano da una cultura di Governo si possa immaginare. L'Italia le sta dimostrando con piccoli e grandi gesti che il nostro popolo è molto più attento, sensibile e solidale di quanto vorreste. Le raccolte fondi per i bambini di Lodi e per la encomiabile iniziativa della nave Mediterranea stanno abbattendo ogni precedente per quantità e rapidità di adesione. Chiamiamole con una forma che possiate comprendere: sono queste le soluzioni del popolo ai problemi che il Governo del cambiamento non ha nessuna intenzione di affrontare. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 10,27) ( Segue GRASSO). Sui temi della sicurezza vi chiediamo, tra gli altri, impegni concreti per approfondire la revisione del quadro penale europeo in materia di terrorismo;