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Qualora, anche in questo caso, non dovesse essere raggiunta l'intesa entro quarantacinque giorni dalla ricezione della proposta da parte del presidente della giunta regionale territorialmente competente, il potere di nomina è devoluto al Presidente del Consiglio dei ministri, il quale provvede, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, una volta acquisita l'intesa di cui all'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. 7. La procedura di cui ai commi 5 e 6 ha inizio sei mesi prima della scadenza del mandato del presidente uscente. 8. Il presidente dell'autorità portuale rimane in carica per cinque anni e può ricoprire non più di due mandati, anche consecutivi, presso la medesima autorità portuale. 9. Fatte salve le incompatibilità sancite da leggi speciali, il mandato di presidente dell'autorità portuale è incompatibile con gli incarichi delle assemblee elettive e di governo, anche territoriale, e con qualunque altro incarico di nomina pubblica, nonché con il possesso del controllo societario, la titolarità di cariche sociali o l'assunzione di incarichi professionali in enti o società che esercitano attività portuali o marittime». Art. 9. (Modifiche all'articolo 9 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1. All'articolo 9 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, la parola: «quadriennio», ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente: «quinquennio»; b) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. È di competenza del comitato portuale: a) l'approvazione del bilancio preventivo, delle sue variazioni e del rendiconto generale; b) l'adozione del piano regolatore portuale; c) l'approvazione del piano operativo triennale e le revisioni annuali; d) la deliberazione di rilascio delle concessioni demaniali marittime e delle autorizzazioni all'esercizio di imprese portuali per una durata superiore a quattro anni; e) l'approvazione degli indirizzi generali in materia di rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni; f) la determinazione, in via generale ed astratta, dei criteri di commisurazione dei canoni applicabili»; c) dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3- bis. I componenti del comitato portuale non possono ricoprire più di due mandati consecutivi presso la medesima autorità portuale»; d) dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4- bis. Le deliberazioni assunte dal comitato portuale sono rese pubbliche attraverso la loro pubblicazione sul sito internet dell'autorità portuale e con la trasmissione all'albo pretorio del comune o dei comuni della circoscrizione territoriale dell'autorità portuale, presso il quale devono essere affisse entro cinque giorni dall'approvazione e per i quindici giorni successivi». Art. 10. (Modifica all'articolo 10 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1. Al comma 3 dell'articolo 10 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, la parola: «quadriennale» è sostituita dalla seguente: «quinquennale». Art. 11. (Modifica dell'articolo 11 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1. L'articolo 11 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, è sostituito dal seguente: «Art. 11. - (Collegio dei revisori dei conti). -- 1. Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri effettivi e da uno supplente nominati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dei quali un membro effettivo, con funzioni di presidente, è designato dal Ministro dell'economia e delle finanze tra i funzionari del medesimo Ministero; i rimanenti componenti sono scelti nell'ambito dei soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili o fra i dipendenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in possesso di specifica professionalità. 2. Il collegio dei revisori dei conti dura in carica cinque anni. 3. Il collegio dei revisori dei conti: a) provvede al riscontro degli atti di gestione, accerta la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili ed effettua trimestralmente le verifiche di cassa; b) redige una relazione sul rendiconto generale e riferisce periodicamente al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; c) assiste alle riunioni del comitato portuale con almeno uno dei suoi membri». Art. 12. (Introduzione dell'articolo 11- bis nella legge 28 gennaio 1994, n. 84, sui sistemi logistico-portuali) 1. Dopo l'articolo 11 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, è inserito il seguente: «Art. 11- bis. - (Sistemi logistico-portuali). -- 1. Le autorità portuali, d'intesa con le regioni, le province ed i comuni interessati, possono costituire sistemi logistico-portuali per il coordinamento delle attività di più porti e retroporti appartenenti ad un medesimo bacino geografico o al servizio di uno stesso corridoio transeuropeo. 2. I sistemi di cui al comma 1 intervengono sugli aspetti di carattere generale di seguito definiti: a) d'intesa con i gestori delle infrastrutture ferroviarie, sull'utilizzo delle reti ferroviarie di alimentazione ed integrazione del sistema logistico-portuale; b) sulla promozione del traffico ferroviario "navetta" di collegamento tra porti e retroporti, che si può estendere anche alla manovra interna ai porti del sistema e che è regolata mediante bandi europei; c) sul coordinamento dei nuovi piani regolatori portuali e comunali; d) sulla promozione delle infrastrutture di collegamento, avendo riguardo sia ai grandi corridoi individuati in sede europea sia alle connessioni con i terminali portuali e retroportuali. 3. Nei terminali retroportuali cui fa riferimento il sistema logistico-portuale, il servizio doganale è svolto dalla medesima articolazione territoriale dell'amministrazione competente che esercita il servizio nei porti di riferimento». Art. 13. (Modifica dell'articolo 12 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1. L'articolo 12 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, è sostituito dal seguente: «Art. 12. - (Vigilanza sull'autorità portuale). -- 1. L'autorità portuale è sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che provvede a presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno una relazione generale sulle attività delle autorità portuali, nella quale sono indicati gli interventi realizzati e i programmi attuati nell'ambito del piano operativo triennale nonché il volume annuo dei traffici effettuati. 2. Le delibere relative al bilancio di previsione, alle eventuali note di variazione e al rendiconto generale sono soggette all'approvazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, secondo le procedure previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 439. 3. Le delibere di adozione dei regolamenti di cui all'articolo 18, comma 11, sono soggette all'approvazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.