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Disposizioni in materia di sezioni staccate dei tribunali amministrativi regionali. Onorevoli Senatori. – Come è noto, l'articolo 125, secondo comma della Costituzione, dopo avere stabilito che « Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l'ordinamento stabilito da legge della Repubblica », ha poi previsto la possibilità della istituzione di « sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione ». La finalità di tali sezioni è evidentemente quella di rendere più agevole, sul piano operativo, il concreto esercizio del diritto di difesa del cittadino, mediante una maggiore articolazione sul territorio regionale degli organi di giustizia amministrativa di primo grado. Le sezioni con sede diversa dal capoluogo della regione sono quindi espressione di una precisa volontà del Costituente, diretta a favorire, in un'ottica stabile e definitiva, l'accesso alla giustizia amministrativa di primo grado da parte del cittadino in territori altrimenti distanti dal capoluogo della regione e comunque caratterizzati dalla presenza di interessi e istanze di pari livello e valore (e quindi degne di analoga considerazione, quanto ai fini della vicinanza dell'ufficio giudiziario). In attuazione della previsione costituzionale, l'articolo 1, comma terzo, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nell'istituire i tribunali amministrativi regionali (TAR), ha così istituito, pure nelle regioni Lombardia, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, sezioni staccate, demandandone l'individuazione a successivi decreti attuativi. Con il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1975, n. 277, è stata effettuata l'indicazione delle sedi e delle circoscrizioni territoriali delle sezioni staccate istituite nelle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Con il decreto del Presidente della Repubblica 11 agosto 1975, n. 552, è stata effettuata l'individuazione della sede e della circoscrizione territoriale per la sezione staccata istituita nella regione Lazio. In base ai suddetti decreti, le sedi e le circoscrizioni territoriali delle sezioni staccate istituite in ciascuna regione sono le seguenti: 1) regione Lombardia (sede Brescia, circoscrizione province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova); 2) regione Emilia-Romagna (sede Parma, circoscrizione province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia); 3) regione Abruzzo (sede Pescara, circoscrizione province di Pescara e Chieti); 4) regione Campania (sede Salerno, circoscrizione province di Salerno e Avellino); 5) regione Puglia (sede Lecce, circoscrizione province di Lecce, Brindisi e Taranto); 6) regione Calabria (sede Reggio Calabria, circoscrizione provincia di Reggio Calabria); 7) regione Sicilia (sede Catania, circoscrizione province di Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa); 8) regione Lazio (sede Latina, circoscrizione province di Latina e Frosinone). Le città di Brescia, Salerno, Lecce, Reggio Calabria e Catania sono anche sedi di corte d'appello e dell'Avvocatura distrettuale dello Stato. Nell'impianto originario delineato dalla normativa istitutiva, le sezioni con sede diversa dal capoluogo della regione sono configurate come uffici giudiziari direttamente dipendenti dalla sede capoluogo, senza alcun tipo di autonomia. Non soltanto vengono formalmente definite « sezioni staccate », con ciò evidentemente accentuandosi il carattere di mera articolazione territoriale dei TAR, ma ne viene finanche, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1973, n. 214, direttamente attribuita la presidenza al presidente del TAR, con previsione che ne conferma la sottoposizione, sul piano sostanziale oltre che giuridico-formale, alla sede capoluogo. Ben presto, tuttavia, tale legame è venuto decisamente meno e ormai non esiste più. L'originario legame di dipendenza è stato infatti reciso dalla legge 27 aprile 1982, n. 186, che, nel riformare l'ordinamento della giurisdizione amministrativa, ha istituito, in luogo dei due organi di autogoverno in precedenza esistenti, uno per il Consiglio di Stato e uno per i TAR, un unico organo di autogoverno della magistratura amministrativa unitariamente considerata, il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, e ha attribuito al nuovo organo di autogoverno, tra gli altri, tutti i poteri relativi alle assegnazioni di sedi e di funzioni dei magistrati ai sensi dell'articolo 13, comma secondo, n. 1, della legge n. 186 del 1982), e quindi anche quello di assegnare le funzioni di presidente di sezione staccata, facendo implicitamente venire meno l'efficacia cogente della vecchia norma di cui all'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 214 del 1973, la quale è stata poi formalmente abrogata dall'articolo 4, comma 1, n. 11, dell'Allegato 4 di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. La normativa regolamentare del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa si è posta univocamente nel senso tracciato dalla legge n. 186 del 1982, riconoscendo piena e totale autonomia alla sezione staccata. È sufficiente ricordare, al riguardo, il regolamento di organizzazione degli uffici della giustizia amministrativa, che annovera espressamente, tra gli organi di giustizia amministrativa, anche le sezioni staccate, collocandole in posizione del tutto autonoma e indipendente, sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, rispetto ai tribunali sedenti nel capoluogo di regione, e il regolamento di esercizio dell'autonomia finanziaria della giustizia amministrativa, che riconosce analoga autonomia alle sezioni staccate sotto il profilo del bilancio e della gestione della spesa. Sulla stessa linea, esemplificativamente, le delibere del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa dell'8 novembre 2001, sulle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, del 15 settembre 2011, sui programmi di gestione del contenzioso, del 21 giugno 2013, sul programma di smaltimento dell'arretrato, del 15 marzo 2018, sull'ufficio del processo, nonché tutte le Linee guida del presidente del Consiglio di Stato in materia emergenziale e quelle del 28 luglio 2021 e dell'8 febbraio 2022 sull'ufficio del processo e lo smaltimento dell'arretrato. Tutte le citate delibere, direttive e Linee guida, nel disciplinare i vari settori di attività degli uffici giurisdizionali amministrativi, ricomprendendovi espressamente anche le sezioni staccate e nell'essere rivolte ai presidenti di tali uffici, tra cui, espressamente, anche ai presidenti delle sezioni staccate, hanno un implicito comune denominatore, consistente nella configurazione della sezione staccata come un ufficio giudiziario pienamente autonomo e indipendente, svincolato da qualsiasi legame da altri plessi giurisdizionali.