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Nel rispetto della prassi giurisprudenziale, gli indici di subordinazione si rifanno ai concetti di eterodirezione e dipendenza esplicitati da tre elementi (controllo, anche attraverso l'utilizzo di strumenti elettronici, dell'esecuzione del lavoro o della qualità dei risultati del lavoro; limitazione, anche mediante sanzioni o conseguenze pregiudizievoli per il lavoratore, della libertà di organizzare il proprio lavoro in autonomia, in particolare della facoltà di scegliere l'orario di lavoro, di accettare o rifiutare incarichi o di avvalersi di subappaltatori o sostituti; limitazione della possibilità di costruire una propria clientela o di svolgere prestazioni lavorative per terzi), che fanno presumere il controllo dell'esecuzione del lavoro da parte delle piattaforme digitali, considerando necessaria la sussistenza di almeno un elemento per l'applicazione della presunzione. L'articolo 3 modifica gli articoli 2, commi 1 e 47- bis, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ampliando l'ambito di applicazione del capo V- bis del citato decreto a tutti i lavoratori intermediati da piattaforme digitali, estendendo, così, il perimetro delle tutele previste per i riders in materia di trattamento economico, disciplina antidiscriminatoria, salute e sicurezza sul lavoro, copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali a tutti i lavoratori delle piattaforme. L'articolo 4 stabilisce dei limiti per l'utilizzo dei dati dei lavoratori per i committenti o datori di lavoro che utilizzano sistemi algoritmici per coordinare, monitorare e gestire il rapporto di lavoro, e introduce il diritto alla trasparenza per quanto riguarda l'utilizzo e il funzionamento dei sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati al fine di garantire trasparenza e responsabilità nella gestione algoritmica. Tale diritto è in linea ed integra quanto già disposto in materia di protezione dei dati personali ed esplicitamente ribadisce il diritto di non essere sottoposto a decisioni basate unicamente sul trattamento automatizzato, come già previsto dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD), regolamento (CE) n. 2016/679/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, nel contesto del rapporto di lavoro. Al fine di tutelare i lavoratori sottoposti a gestione algoritmica, in conformità alla normativa antidiscriminatoria e nel rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, la proposta prevede la designazione di una persona responsabile del monitoraggio delle decisioni automatizzate, contattabile dal lavoratore per chiarimenti sulle motivazioni e circostanze di tali decisioni. L'articolo 5 riconosce specifici diritti di informazione e consultazione in capo alle rappresentanze sindacali aziendali ovvero alla rappresentanza sindacale unitaria o, in assenza di rappresentanze aziendali, alle sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale in caso di introduzione o modifica di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati nel rapporto di lavoro. Viene, inoltre, previsto che in caso di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati il datore di lavoro sia tenuto a monitorare l'impatto delle decisioni automatizzate sulle condizioni di lavoro, informando e consultando periodicamente le rappresentanze sindacali aziendali ovvero la rappresentanza sindacale unitaria o, in assenza di rappresentanze aziendali, le sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, sulla valutazione dei rischi conseguenti alle decisioni prese dai sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati per la sicurezza e la salute dei lavoratori; sulla adeguatezza del sistema di prevenzione dei rischi individuati in considerazione delle caratteristiche specifiche dell'ambiente di lavoro; sulla introduzione di adeguate misure di prevenzione e protezione. Infine, viene previsto che il mancato rispetto degli obblighi sopra illustrati di informazione e consultazione costituisce condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300. L'articolo 6 stabilisce che le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 si applicano decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e, in conformità con la proposta dell'Unione europea di regolamento sull'intelligenza artificiale, che i programmi utilizzati dal datore di lavoro committente assicurino un adeguato livello di cybersicurezza in linea con le linee guida adottate ai sensi dell'articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.. 1 (Definizioni e ambito di applicazione) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a « piattaforma di lavoro digitale »: i programmi informatici utilizzati dal datore di lavoro o dal committente per organizzare o coordinare, indipendentemente dal luogo di stabilimento, l'esecuzione della prestazione di lavoro; b « lavoro intermediato da piattaforma digitale »: il rapporto di lavoro, indipendentemente dalla qualificazione contrattuale e dal luogo di svolgimento, la cui prestazione, ivi compresa quella di natura intellettuale, è intermediata da una piattaforma di lavoro digitale. 2 (Presunzione di subordinazione) 1 Il lavoro intermediato da piattaforma digitale si presume subordinato, in presenza di almeno uno dei seguenti elementi: a controllo anche attraverso l'utilizzo di strumenti elettronici, dell'esecuzione del lavoro; b limitazione, anche mediante sanzioni o conseguenze pregiudizievoli per il lavoratore, della libertà di organizzare il proprio lavoro in autonomia, in particolare della facoltà di scegliere l'orario di lavoro, di accettare o rifiutare incarichi o di avvalersi di subappaltatori o sostituti; c limitazione della possibilità di costruire una propria clientela o di svolgere prestazioni lavorative per terzi. 2 Il datore di lavoro o il committente ovvero il lavoratore possono confutare, con onere della prova a proprio carico, la presunzione di cui al presente articolo provando che non sussistono gli elementi di cui al comma 1. 3 Il presente articolo si applica ai rapporti di lavoro instaurati a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 (Modifiche al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81) 1 All'articolo 2, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, le parole: « piattaforme anche digitali » sono sostituite dalle seguenti: « strumenti digitali ». 2 L'articolo 47- bis del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è sostituito dal seguente: « Art. 47- bis . – ( Finalità e ambito di applicazione) – 1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2094 del codice civile e dall'articolo 2, comma 1, del presente decreto, le disposizioni del presente capo stabiliscono livelli minimi di tutela per il lavoro intermediato da piattaforme di lavoro digitale, comprese le attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente di cui all'articolo 67, comma 1, lettera l) , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 2 . Ai fini di cui al comma 1 si considerano piattaforme di lavoro digitale i programmi informatici utilizzati dal datore di lavoro o dal committente per organizzare o coordinare, indipendentemente dal luogo di stabilimento, l'esecuzione della prestazione di lavoro ».