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Il senatore COMINCINI (PD) prosegue il proprio intervento in discussione generale, ritenendo che il richiamo ai vincoli interni ed esterni di cui il Governo deve tener conto, di cui solo alcuni esponenti sembrano consapevoli, è meritevole di attenzione poiché nell'attuale fase del dibattito e delle dichiarazioni governative tali vincoli appaiono del tutto trascurati. Viceversa, è evidente che le scelte del Governo, enfaticamente caratterizzate dalla non considerazione degli allarmi lanciati sia in sede europea che da parte degli organismi economici internazionali circa la non sostenibilità della finanza pubblica, costituiscono esse stesse fattori di squilibrio e di crisi di credibilità. L'insistenza sulla spesa corrente e in deficit, infatti, da un lato, mina la credibilità e la sostenibilità della proposta governativa, dall'altro è costruita su stime di crescita che non hanno alcun riscontro rispetto alle analisi di organismi terzi. A suo giudizio, infatti, la "scommessa" della maggioranza di Governo su tassi di crescita talmente elevati da ridurre il rapporto debito/Pil non appare suffragata da corrette valutazioni e presenta notevoli rischi di futura instabilità. Interviene quindi il presidente BAGNAI a giudizio del quale le osservazioni del senatore Comincini investono un punto nevralgico della politica economica del Governo e quindi meritevoli di alcune considerazioni. Dopo aver ricordato che i soggetti internazionali cui faceva riferimento il senatore Comincini hanno nel passato commesso macroscopici errori di valutazione, sottolinea come lo stimolo espansivo attribuibile alle misure programmate dal Governo risulta dall'utilizzo di un moltiplicatore estremamente prudenziale. Inoltre, la Nota di aggiornamento, in continuità con una lodevole iniziativa del ministro Padoan, esclude di scontare nei saldi l'incremento delle entrate attribuibile ad una crescita superiore alle stime. Infine svolge alcune considerazioni sull' appropriatezza analitica e scientifica del prodotto interno potenziale quale criterio di riferimento per valutare in sede europea i documenti programmatici; ritiene opportuno avviare un dibattito, prima culturale poi politico sulla costruzione delle regole europee di governo dei bilanci pubblici, anche in vista di una loro modificazione. Conclude sottolineando che le aspre censure espresse in sede europea, nell'immediatezza del varo della manovra, quindi senza un grado sufficiente di approfondimento della metodologia adottata dal Governo italiano, costituiscono fattori intrinseci di instabilità. Interviene nuovamente il senatore COMINCINI (PD), a giudizio del quale le prese di posizione espresse da esponenti dell'Unione europea, pur nella loro ruvidezza, pongono l'accento sulla credibilità del percorso di rientro nei parametri e di sostenibilità di lungo periodo della finanza pubblica, anche in ragione del brusco cambiamento dei saldi di bilancio riscontrabile nella Nota di aggiornamento rispetto a precedenti dichiarazioni del ministro Tria. Interviene quindi il senatore DI NICOLA (M5S), il quale sottolinea con nettezza il carattere di radicale cambiamento della politica economica proposta dall'attuale Governo soprattutto a beneficio delle classi sociali maggiormente esposte alla crisi e ai cittadini che versano in condizioni di estrema indigenza. Si tratta di porre in essere politiche coraggiose, finora totalmente trascurate dai Governi precedenti, i quali hanno ritenuto più opportuno seguire le indicazioni provenienti dall'Unione europea, trascurando completamente le esigenze della maggioranza della popolazione, delle imprese più in difficoltà e delle famiglie impoverite dalla crisi. A suo parere, la maggioranza di Governo che si è formata dopo le elezioni, ha giustamente raccolto la richiesta pressante di larghi strati della popolazione di porre al centro del rilancio dell'economia le classi meno abbienti, senza con ciò prefigurare rischiose fughe in avanti o squilibri incontrollabili della finanza pubblica. Nella Nota di aggiornamento, quindi si concretizza il netto pronunciamento contro le politiche restrittive degli anni passati e un'inversione di tendenza che fonda la propria ragionevolezza su uno stimolo forte della domanda interna: tale obiettivo si esplicita nel reddito di cittadinanza, nella pensione di cittadinanza, nella riforma della legge Fornero, senza nessun intento assistenzialista, ma con intenti squisitamente riformisti. A tale disegno contribuirà certamente lo stimolo per gli investimenti, sia pubblici che privati, delle infrastrutture e dell'edilizia, settore largamente negletto e meritevole di sostegno in forza della sua strategicità per l'economia del Paese. La senatrice DRAGO (M5S) sottoscrive il chiarimento del sottosegretario Villarosa in materia di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia IVA, ritenendo peraltro chiaro l'orientamento espresso nella Nota di aggiornamento. In termini più generali, sottolinea il carattere fortemente innovativo delle proposte contenute nella Nota di aggiornamento rivolte per la prima volta alle famiglie numerose e a basso reddito e ai giovani in cerca di prima occupazione. Le condizioni in cui versa l'economia italiana impongono misure coraggiose e radicali, come la prospettata introduzione di una fiscalità per le famiglie che finalmente pone al centro dell'economia nazionale l'istituzione familiare. Con l'obiettivo di bloccare la crescente denatalità e l'emigrazione dei giovani le misure proposte dal Governo, senza indulgere in mero assistenzialismo, pongono le basi per una tutela effettiva dei diritti di cittadinanza, con un disegno di politica economica totalmente diverso rispetto al passato. Interviene quindi il senatore STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) il quale sottolinea il rischio che il pur apprezzabile orientamento a stimolare gli investimenti infrastrutturali si scontri con la inefficienza della burocrazia e la complessità delle norme in materia di appalti pubblici: ritiene che senza una radicale opera di semplificazione gli obiettivi della maggioranza di Governo, rischiano di rimanere sulla carta. Il senatore LANNUTTI (M5S) pone in evidenza lo stato di crisi che sta attraversando la costruzione europea in conseguenza della mancanza di solidarietà fra gli Stati membri e di un atteggiamento equanime nei confronti degli stessi da parte delle istituzioni comunitarie, come appare evidente nel caso del trattamento di favore riservato alla Francia, a fronte dell'eccesso di severità nei confronti dell'Italia. Tale atteggiamento è dovuto a suo giudizio a una volontà di contrastare le scelte dell'attuale Governo e di proseguire con le politiche contrarie agli interessi dei risparmiatori italiani, come emerso nel caso dell'adozione della normativa BRRD. Nel contesto descritto considera particolarmente grave l'atteggiamento di chi dimostra di voler trarre vantaggio dall'andamento dello spread per fini di lotta politica contro una maggioranza e un Governo che hanno invece il merito di voler privilegiare la persona e il lavoro anziché la finanza. Rammenta quindi la centralità del principio costituzionale della sovranità popolare, che si traduce nelle correlate politiche del Governo volte al superamento della legislazione in materia pensionistica e di introduzione del reddito di cittadinanza, - senza nessun cedimento a pressioni e vincoli esterni - necessarie a innescare la ripresa dell'economia reale, in una fase in cui il mercato del lavoro è compresso dalle condizioni strutturali dei sistemi di produzione.