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g) all'attuazione del Progetto integrato Fusina; h) all'approvazione dei progetti finalizzati al perseguimento della salvaguardia ambientale, fermo restando quanto previsto all'articolo 9, comma 6, al rilascio delle relative autorizzazioni, alla realizzazione e all'esercizio, nonché al controllo degli scarichi e delle emissioni, fatto salvo quanto previsto dal titolo III -bis della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 7. Gli interventi di competenza della regione Veneto in materia di disinquinamento, risanamento, tutela ambientale e prevenzione dell'inquinamento sono eseguiti, in applicazione del piano di bacino, in un quadro programmatico unitario all'interno del bacino scolante in laguna e sono coordinati con quelli di salvaguardia fisica di competenza dello Stato. 8. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri competenti per materia, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono trasferiti al comune di Venezia i canali, i rii e le altre zone di interesse esclusivamente locale, unitamente alle relative pertinenze, appartenenti al demanio marittimo ubicati nel territorio dello stesso comune; con i medesimi decreti sono stabilite le modalità di consegna dei beni. 9. I comuni di Venezia, di Chioggia e di Cavallino-Treporti provvedono, ciascuno per quanto di competenza, alla realizzazione e alla manutenzione del sistema fognario delle isole e dei centri storici dei medesimi comuni. 10. Il comune di Venezia esercita le competenze amministrative e di controllo dei canali e dei rii interni all'interno dei confini del territorio comunale. Il controllo è affidata al Corpo di polizia municipale. 11. La navigazione nella laguna di Venezia è sottoposta alla giurisdizione del Magistrato alle acque, esclusi i canali marittimi e le zone di competenza dell'amministrazione marittima. I canali e rivi urbani nonché le zone di competenza dell'amministrazione comunale, come definite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono sottoposti alla giurisdizione del comune di Venezia. 12. La sezione di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 1186, è costituita in Corpo di polizia lagunare. Nell'ambito della laguna di Venezia i controlli afferenti alle attività di competenza del Magistrato alle acque sono affidati al Corpo di polizia lagunare del Magistrato stesso. 13. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, adottato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è approvato il regolamento del Corpo di polizia lagunare ed è stabilita la dotazione organica. Art. 3. (Distretto idrografico della laguna di Venezia) 1. È istituito il distretto idrografico della laguna di Venezia. 2. Il distretto idrografico della laguna di Venezia è costituita: a) dalla laguna di Venezia, costituita dal bacino demaniale marittimo di acqua salsa compreso tra il mare e la terraferma che si estende dalla foce del fiume Sile (Conca di Cavallino) alla foce del fiume Brenta (Conca di Brandola); b) dal territorio dei comuni della gronda lagunare; c) dal territorio dei comuni del bacino scolante; d) dalle acque costiere antistanti, compresi fondale e sottosuolo, come definite dalla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000; e) dalle acque marine antistanti, compresi fondale e sottosuolo, come definite dalla direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008. 3. La puntuale delimitazione dei confini del distretto idrografico della laguna di Venezia è effettuata dall'autorità di bacino del distretto Idrografico della laguna di Venezia, sentita l'autorità di bacino delle Alpi orientali. Art. 4. (Autorità di bacino del distretto idrografico della laguna di Venezia) 1. È istituita l'autorità di bacino del distretto idrografico della laguna di Venezia di cui all'articolo 3, comma 1. 2. L'autorità di bacino esercita le competenze previste dagli articoli 63 e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Il piano di bacino distrettuale, oltre a quanto previsto dall'articolo 65, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006, pianifica le opere e gli interventi da realizzare per la salvaguardia fisica e ambientale della laguna di Venezia e lo sviluppo socio-economico dell'area lagunare. 3. Sono organi dell'autorità di bacino: il segretario generale, la segreteria tecnico-operativa e la conferenza operativa di servizi. 4. Le funzioni della conferenza istituzionale permanente sono svolte, per l'autorità di bacino del distretto idrografico della laguna di Venezia, dal comitato istituzionale di cui all'articolo 6. 5. Il segretario generale è nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Presidente della regione Veneto. 6. La segreteria tecnico-operativa è costituita da: a) due esperti designati dalla regione Veneto; b) due esperti designati dal Magistrato alle acque; c) un esperto designato dal comune di Venezia; d) un esperto designato dalla provincia di Venezia; e) un esperto designato dal comune di Chioggia; f) un esperto designato dagli altri comuni ricadenti nel bacino scolante della laguna; g) un esperto designato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; h) un esperto designato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; i) un esperto designato dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo; l) un esperto designato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali; m) un esperto designato dal Ministro dello sviluppo economico; n) un esperto designato dall'autorità portuale di Venezia. 7. La segreteria tecnico-operativa si avvale inoltre della consulenza fino a un massimo di tre esperti di chiara fama a livello internazionale nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il comitato istituzionale. 8. I componenti della segreteria tecnico-operativa sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e restano in carica per cinque anni. 9. La segreteria tecnico-operativa: a) cura l'istruttoria degli atti di competenza del comitato istituzionale, cui formula proposte; b) verifica l'attuazione delle direttive e delle deliberazioni del comitato istituzionale, agendo per conto del comitato medesimo nei limiti dei poteri delegati; c) cura i rapporti, ai fini del coordinamento delle rispettive attività, con le amministrazioni statali, regionale e degli enti locali. 10. La segreteria tecnico-operativa sostituisce l'ufficio di piano di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 21 marzo 2001 e 13 febbraio 2004. Art. 5. (Attività di studio, ricerca e controllo sulla laguna e gli ecosistemi sensibili) 1.