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DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il decreto-legge che oggi ci accingiamo a convertire è, sinteticamente, a mio avviso, un po' un'occasione persa e lo dico con molta chiarezza. Certamente è stato importante che il Governo intervenisse, dopo gli incendi tremendi che si sono verificati quest'estate. Vorrei ricordare che sono andati a fuoco più di 150.000 ettari di aree boscate molto pregiate e importanti e sono morti bruciati o asfissiati più di 15 milioni di animali, con tutto quanto ciò significa in termini di danni alla biodiversità del nostro Paese. Giustamente quindi il Governo è intervenuto con un decreto d'urgenza. Tuttavia, penso che il Parlamento avrebbe potuto anche accogliere una serie di proposte che pure noi abbiamo avanzato; avremmo potuto rendere un servizio al nostro Paese cercando di dare un'impostazione diversa. Infatti, nell'articolo 1 del decreto-legge (su cui la Commissione è anche intervenuta, per migliorarlo in alcuni aspetti) si mette finalmente mano all'idea del coordinamento tra Regioni, affidato alla Protezione civile, ma resta molto legato alla ricognizione dei mezzi, al monitoraggio. Penso, invece, che il salto di qualità che davvero dovremmo fare - e spero che si possa continuare a lavorare su questo - sia un vero e proprio piano, affidato a un'istituzione nazionale (va bene la Protezione civile), di prevenzione, di ricognizione, di lotta attiva, di strategia. Ci dobbiamo preparare al fatto che gli incendi boschivi, a causa dei cambiamenti climatici, saranno sempre meno episodici; sarà un problema con cui noi ci dovremo confrontare sempre più frequentemente. Davanti a questo ci dobbiamo attrezzare e non basta soltanto aver chiaro che occorre incrementare i mezzi e fare la ricognizione. Abbiamo bisogno di avere un governo della strategia su questo, perché è una questione fondamentale. L'Italia è uno dei Paesi in Europa a più alto tasso di biodiversità e ha un patrimonio, dal punto di vista naturale, veramente importante. Se leggessimo tutti i dati in tema di biodiversità, ce ne meraviglieremmo, nonostante tutto quello che è accaduto, anche in termini di violenze, sul nostro territorio. Manteniamo un grande patrimonio: questo deve essere in tutti i modi una priorità e la sua conservazione uno degli elementi cruciali, tanto più in epoca di cambiamenti climatici. Quindi, i temi sono la prevenzione e la tutela: serve un grande piano strategico di prevenzione, ma serve anche accompagnarlo con un piano che sia davvero importante. Il piano forestale deve essere integrato e dobbiamo accelerare le misure di conservazione di tutti gli habitat naturali. Il grande elemento da considerare è quello della mitigazione, ma anche dell'adattamento: questioni che si discuteranno tra l'altro la prossima settimana a Glasgow. Da questo punto di vista penso che questa sia stata un'occasione persa, perché a mio avviso si poteva fare certamente di più affinché quest'ottica e questa visione potessero essere concretizzate in una capacità non solo di coordinamento e ricognizione, ma anche di elaborazione di un vero e proprio piano strategico di prevenzione, lotta attiva e contemporaneamente di governo del contrasto agli incendi boschivi. Certamente sono state inserite una serie di norme importanti, a cui tutti in un modo o nell'altro hanno dato il loro contributo. Il senatore Mirabelli ricordava la questione dell'utilizzo dei droni, dei radar e dei satelliti ed anche della tecnologia degli infrarossi, con cui si può vedere anche la notte. È fondamentale, perché in montagna, in aree boscate, è difficile intervenire. Dobbiamo capire subito qual è il punto di innesco. Ovviamente è fondamentale anche per individuare i colpevoli, perché questo è l'altro problema: c'è una vera e propria industria del fuoco, è inutile che ci giriamo intorno. In questa industria del fuoco ci sono vari attori ed è praticamente impunita. Noi tutti abbiamo presentato emendamenti per aumentare le pene, anch'io l'ho fatto, anche le pene accessorie. Va tutto bene, ma il problema è che non se ne prende uno ed è rarissimo trovare i responsabili: questo è il punto. Se non capiamo questo non riusciamo a intervenire efficacemente e procediamo con le armi spuntate. È il motivo per cui, a mio avviso, oltre alla tecnologia - lo dico qui con chiarezza - non si è potuto fare un passo in avanti, per strane opposizioni. Bisognava avere anche una capacità di indagine diversa. Faccio un esempio con riguardo al contrasto al traffico internazionale dei rifiuti: finché non abbiamo fatto un salto di qualità, per esempio dando la possibilità dell'intercettazione, pur non debellando il problema, siamo riusciti a mettervi mano e a frenarlo. È evidente che vi è una questione di capacità di indagine e di professionalità. Vi è un altro tema strettamente connesso alla lotta agli incendi boschivi ed è la capacità di un piano che dovrebbe essere annuale, non solo triennale, quindi rinnovato annualmente, che metta in campo tutti gli strumenti e le esperienze esistenti. Qui arriva un punto dolente: ho sentito prima una collega che diceva che qualcuno strumentalmente ha posto la questione del Corpo forestale. Ma quale strumentalmente? Quello è stato un errore, ce lo vogliamo dire o no? (Applausi) . I Vigili del fuoco, collega Candiani, sono bravissimi, infatti abbiamo fatto un lavoro importante anche nel cercare di incrementarne le risorse e il personale; capite bene, però, che avevano un'altra expertise, perché spegnere gli incendi in un bosco non è come farlo in una città per un fuoco scoppiato in un edificio. Noi dovremmo quindi interrogarci e forse anche fare uno sforzo per capire e potenziare il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei carabinieri. In molti abbiamo chiesto, come sa il presidente Parrini (mi rivolgo anche alla Presidente della Commissione difesa), un'indagine conoscitiva, un affare assegnato per capire esattamente come stanno le cose, perché il punto è cruciale se vogliamo essere persone serie e intervenire per correggere alcune cose che non vanno. Noi dobbiamo rimettere in campo tutte le competenze, la forza per poter fare questa battaglia, che è importante. Per quanto riguarda la tutela della fauna e della biodiversità è stata fatta una campagna assolutamente vergognosa. Io ho dato i numeri: 15 milioni sono gli animali morti fino adesso, poi ci sono quelli che fuggono nelle aree intorno. Noi abbiamo chiesto, quando ci sono eventi calamitosi, di poter mettere in sicurezza la fauna e tutelarla, addirittura in aree anche molto circoscritte, per dare la possibilità di conservare la biodiversità. Questo non ha nulla a che vedere con la gestione faunistica, con il controllo della fauna e con i problemi ad essa relativi, su cui tra l'altro invito tutti a intervenire, ma in modo scientifico e serio. A mio avviso, inoltre, non dovremmo mettere da parte l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Signor Presidente, in conclusione, torno a ripetere che alcune cose sono sicuramente state fatte in modo positivo dal lavoro della Commissione; per fortuna l'ordine del giorno è stato approvato e anche sulla durata della perimetrazione siamo già intervenuti ieri. Considero comunque un errore non poter finalmente compiere un grande passo in avanti su questo tema. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) .