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Disposizioni per la statizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati. Onorevoli Senatori. -- Gli ex Istituti musicali pareggiati (IMP) sono istituzioni di formazione musicale nate nel secolo scorso per iniziativa di alcuni enti locali italiani, pareggiate ai conservatori di musica statali in applicazione del regio decreto n. 1170 del 1930; i citati enti locali sono stati sempre gli unici finanziatori. A decorrere dall'anno 2000, a seguito dell'entrata in vigore della legge 21 dicembre 1999, n. 508, tutti gli IMP sono stati trasformati in Istituti superiori di studi musicali (ISSM), parimenti i Conservatori di musica statali. La legge n. 508 del 1999 stessa ha dotato gli ISSM (senza alcuna distinzione tra statali e non statali) di personalità giuridica e di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile, riconoscendone il ruolo di sedi primarie di alta formazione, di specializzazione, produzione e di ricerca nel settore artistico e musicale, e facendoli rientrare nel novero delle istituzioni di cui all'articolo 33 della Costituzione italiana (istituzioni di alta cultura, cioè università e accademie). Come previsto dai regolamenti attuativi della legge n. 508 del 1999, entro l'anno 2010 tutti gli ex IMP si sono dotati di nuovo statuto, di tutti gli organi di governo previsti nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2003, hanno portato a compimento il processo di trasformazione dell'ordinamento didattico disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 212 del 2005, e, confluendo nella nuova tipologia degli Istituti superiori di studi musicali, sono stati definitivamente riconosciuti appieno nello spazio comune europeo dell'istruzione universitaria. L'unica ed ultima differenza che rimane tra gli ex conservatori statali e gli ex IMP è legata alla provenienza dei finanziamenti: i primi sono finanziati direttamente dallo Stato, mentre i secondi continuano ad essere finanziati esclusivamente dagli enti locali e territoriali (comune, provincia, consorzio tra comune e provincia, regione). Inoltre, deve essere ricordato che al personale di questi istituti non statali è applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), così come previsto dalle norme vigenti, e che le modalità di assunzione del personale sono le stesse di tutto il pubblico impiego. Gli ex IMP sono fortemente radicati sul territorio di appartenenza e sono stati da sempre sostenuti con forza e convinzione dagli enti locali, i quali ne vollero a suo tempo l'istituzione per servire territori geografici sprovvisti di conservatori statali, svolgendo di fatto un ruolo di supplenza rispetto alle competenze dello Stato in materia di istruzione musicale su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, la situazione finanziaria nella quale versano oggi gli enti locali italiani e l'evoluzione del panorama normativo che li riguarda rendono impossibile immaginare che detti enti possano continuare a sostenerne l'onere finanziario, ponendo in prospettiva immediata un problema di sopravvivenza di queste istituzioni. La chiusura degli ex IMP costituirebbe la perdita di un pezzo importante del patrimonio musicale e culturale italiano, principali elementi di identità dell'Italia riconosciuti nel mondo e un grave danno per tutti i giovani che sarebbero privati di una preziosa opportunità formativa nel loro territorio. Considerato che l'ISSM di Aosta non è soggetto a statizzazione in virtù dello statuto autonomo regionale, gli ISSM non statali coinvolti, su loro richiesta, dal possibile processo di statizzazione sono i seguenti: Istituto «G.B. Pergolesi» di Ancona; Istituto «G. Donizetti» di Bergamo; Istituto «V: Bellini» di Caltanissetta; Istituto «V. Bellini» di Catania; Istituto «C. Monteverdi» di Cremona; Istituto «G. Puccini» di Gallarate; Istituto «P. Mascagni» di Livorno; Istituto «L. Boccherini» di Lucca; Istituto «O. Vecchi -- A. Tonelli» di Modena e Carpi; Istituto «F: Vittadini» di Pavia; Istituto «G. Verdi» di Ravenna; Istituto «A. Peri -- C. Merulo» di Reggio Emilia Castelnovo ne'Monti; Istituto «A. Toscanini» di Ribera; Istituto «G. Lettimi» di Rimini; Istituto «R. Franci» di Siena; Istituto «G. Paisiello» di Taranto; Istituto «G. Braga» di Teramo; Istituto «G. Briccialdi» di Terni. La legge n. 508 del 1999 prevedeva la possibilità di una statizzazione degli ex IMP, ma a tutt'oggi, a tredici anni dalla entrata in vigore della legge stessa, la necessaria statizzazione di queste istituzioni non è stata ancora regolamentata ed attuata. Pertanto, è urgente provvedere alla approvazione di una legge che disponga in tempi brevissimi la statizzazione degli ex IMP e ne regolamenti le modalità. Il presente disegno di legge dispone la statizzazione degli ex IMP entro sei mesi. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca stipula una convenzione con ciascuno degli attuali enti finanziatori che ne facciano esplicita richiesta. Ciascuna convenzione definisce modalità, tempi e procedure per il subentro dello Stato in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo a ciascun IMP statizzato, nonché per il graduale inquadramento nei ruoli dello Stato del relativo personale docente e non docente in servizio con contratto a tempo indeterminato e determinato. In particolare, in ciascuna convenzione sono definiti: il mantenimento dello status di ISSM autonomo, ovvero la trasformazione in sede decentrata di un altro ISSM statale già presente nel medesimo territorio, in funzione della valutazione di alcuni requisiti; la modalità di passaggio dall'ente locale proprietario allo Stato dell'immobile nel quale ha sede l'ISSM statizzato, ovvero la garanzia di concessione dello stesso immobile ad uso esclusivo dell'istituzione statale in comodato d'uso gratuito per una durata minima di novantanove anni, mantenendo in capo all'ente locale proprietario l'obbligo di provvedere a sue spese alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell'immobile stesso, ovvero ancora la garanzia da parte dell'attuale ente finanziatore di provvedere a proprie spese alla locazione di una struttura idonea in ottemperanza alle norme vigenti anche in materia di durata della locazione stessa; l'obbligo per l'attuale ente finanziatore di permanere nel nucleo degli enti finanziatori dell'istituto, mantenendo l'onere finanziario relativo alle spese per il funzionamento dell'istituto, oltre che per il funzionamento degli eventuali organi di governo in caso di mantenimento dello status di istituzione autonoma, nonché per l'attuazione di progetti di produzione artistica, sperimentazione, ricerca e divulgazione della musica nel territorio.