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Gli ambiti territoriali di caccia, i comprensori alpini e gli organismi di gestione delle aree protette sono autorizzati ad acquistare e detenere gabbie e reti ed altri mezzi necessari per la realizzazione degli interventi e finalizzate unicamente alle attività di controllo faunistico. 13. Le assicurazioni obbligatorie di responsabilità civile previste per l'esercizio dell'attività venatoria estendono la loro copertura assicurativa anche all'esercizio, da parte dei contraenti il contratto di polizza, delle attività di controllo faunistico anche qualora non siano esercitate con mezzi tipici dell'attività venatoria. 14. Le funzioni svolte dagli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini sono svolte, nelle aree protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, dai rispettivi organi di gestione salva la possibilità di convenzioni con gli ambiti territoriali di caccia e i comprensiori alpini confinanti con il territorio delle aree protette. Gli organi di gestione delle aree protette possono richiedere ai cacciatori un contributo economico per l'esercizio del controllo faunistico degli ungulati sul loro territorio rapportato alle singole tipologie di capi assegnati. 15. Di norma agli operatori di cui all'articolo 6 non è dovuto alcun compenso, per i soggetti di cui alla lettera b) l'attività è esercitabile nei normali orari di lavoro. Qualora le attività di controllo abbiano ad oggetto specie cacciabili, all'operatore può essere riconosciuta la selvaggina abbattuta nelle attività di controllo. 16. Le regioni disciplinano l'esercizio delle deroghe previste dalla direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, conformandosi alle prescrizioni dell'articolo 9, ai princìpi e alle finalità degli articoli 1 e 2 della stessa direttiva ed alle disposizioni della presente legge. 17 . Le deroghe, in assenza di altre soluzioni soddisfacenti, possono essere disposte solo per le finalità indicate dall'articolo 9, paragrafo 1, della citata direttiva 2009/147/CE e devono menzionare le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di prelievo autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo del prelievo, il numero dei capi giornalmente e complessivamente prelevabili nel periodo, i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto e gli organi incaricati della stessa, fermo restando quanto previsto dall'articolo 27, comma 2, della presente legge. I soggetti abilitati al prelievo in deroga vengono individuati dalle regioni, d'intesa con gli àmbiti territoriali di caccia ed i comprensori alpini. 18 . Le deroghe di cui al comma 17 sono applicate per periodi determinati, sentito l'ISPRA, o gli istituti riconosciuti a livello regionale, e non possono avere comunque ad oggetto specie la cui consistenza numerica sia in grave diminuzione. 19 . Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa delibera del Consiglio dei ministri, può annullare, dopo aver diffidato la regione interessata, i provvedimenti di deroga da questa posti in essere in violazione delle disposizioni della presente legge e della citata direttiva 2009/147/CE. 20 . La regione può disporre, con legge propria e previa intesa con il Governo, l'esercizio del prelievo in deroga. 21 . Entro il 30 giugno di ogni anno, ciascuna regione trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro competente per gli affari regionali ove nominato, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro per gli affari europei, nonché all'ISPRA, una relazione sull'attuazione delle deroghe di cui al presente articolo; detta relazione è altresì trasmessa alle competenti Commissioni parlamentari. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare trasmette annualmente alla Commissione europea la relazione di cui all'articolo 9, paragrafo 3, della citata direttiva 2009/147/CE». Art. 22. 1. All'articolo 21, comma 1, della legge n. 157 del 1992, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b) , le parole: «31 gennaio 1997» sono sostituite dalle seguenti: «31 gennaio 2014»; b) alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ad esclusione delle forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere a) , b) e d) del comma 1 dell'articolo 12- bis »; c) dopo la lettera g) , è inserita la seguente: «g -bis) fermi i divieti posti dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, il trasporto di armi da sparo per uso venatorio che non siano scariche e in custodia, lungo le vie di comunicazione dei parchi e delle riserve naturali»; d) la lettera i) è sostituita dalla seguente: « i) cacciare sparando da veicoli di ogni genere e da natanti spinti da motore o da aeromobili»; e) la lettera m) è sostituita dalla seguente: « m) cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte da neve, salvo che la caccia da appostamento, salvo che nelle aziende agri-turistico-venatorie e faunistico-venatorie sulle specie oggetto di immissione ad opera delle aziende stesse, nonché per le forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere a) , b) e d) del comma 1 dell'articolo 12- bis »; f) la lettera n) è sostituita dalla seguente: « n) cacciare negli stagni, nelle paludi e negli specchi d'acqua artificiali in tutto o nella maggior parte coperti da ghiaccio e su terreni allagati da piene di fiume, salvo che nelle aziende agrituristiche e faunistico-venatorie sulle specie oggetto di immissione ad opera delle aziende stesse»; g) la lettera p) è sostituita dalla seguente: « p) usare richiami vivi e zimbelli, al di fuori dei casi previsti dall'articolo 5, salvo che per l'anatra germanata per la caccia agli uccelli acquatici, il piccione domestico per la caccia al colombaccio, la civetta viva proveniente da allevamento per la caccia da appostamento»; h) la lettera u) è sostituita dalla seguente: « u) usare munizione spezzata nella caccia agli ungulati; usare esche o bocconi avvelenati, vischio o altre sostanze adesive, trappole, reti, tagliole, lacci, archetti o congegni similari; fare impiego di civette non provenienti da allevamento; usare armi da sparo munite di silenziatore o impostate con scatto provocato dalla preda; fare impiego di balestre, cerbottane o fionde»; i) la lettera z) è sostituita dalla seguente: « z) produrre, vendere e detenere trappole per la fauna selvatica, ad eccezione di quelle autorizzate per i piani ed interventi di controllo»; l) la lettera bb) è sostituita dalla seguente: