[pronunce]

prevede che all'accertamento del reato segua la sanzione accessoria della sospensione, la cui cognizione, al pari del reato di guida in stato di ebbrezza, è affidata all'Autorità giudiziaria e che l'organo accertatore, oltre a trasmettere la denuncia penale, ritira immediatamente la patente e la trasmette al Prefetto, il quale, non potendo irrogare la sanzione accessoria della sospensione (il che è possibile solo di fronte alla sentenza irrevocabile di condanna), procede alla sospensione in via provvisoria (art. 223, comma 3, cod. str.), opponibile innanzi al giudice di pace, in base all'art. 205 cod. str. , cui rinvia l'art. 223, comma 5, cod. str. ; che l'art. 218 cod. str. , denunciato dal rimettente, regola il diverso caso della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida scaturante da violazione amministrativa, per la quale pure è prevista l'opposizione al giudice di pace, in base all'art. 205 cod. str. , cui rinvia lo stesso art. 218, quinto comma, cod. str. ; che il Giudice di pace di Osimo pare ravvisare un contrasto nella disciplina, posto che in ordine alla medesima sanzione accessoria della sospensione della patente di guida interverrebbero due autorità individuate in base all'art. 186 e all'art. 218 cod. str. , creando irragionevolezza e disparità di trattamento tra i cittadini, mentre, in realtà ci si trova davanti a diverse condotte, rilevanti secondo una diversa valutazione legislativa, costituendo la prima reato, la seconda illecito amministrativo, che possono comportare, entrambe, anche la sospensione o il ritiro della patente, con conseguente ragionevolezza del sistema; che, nel corso di giudizio di opposizione a verbale della Polizia stradale di Macerata, per violazione dell'art. 186, comma 2, del codice della strada, per guida in stato di ebbrezza, promosso da Bamonti Francesco, il Giudice di pace di Osimo, che aveva provveduto alla sospensione del provvedimento impugnato, con ordinanza dell'11 marzo 2002, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 218, comma 5, in via diretta, e dell'art. 186, comma 5, in via indiretta, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, per violazione degli artt. 3, 25 e 111 Cost.; che il giudice a quo ha riferito che, a detta dell'opponente, la valutazione della propria condotta al momento della contestazione era il frutto di apprezzamenti soggettivi dei verbalizzanti, che era perfettamente lucido, e che l'uso dell'auto gli necessitava per motivi professionali e familiari; che tali affermazioni erano contestate dalla Prefettura di Ancona, costituitasi nel giudizio di opposizione; che, riguardo all'irrogazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida in conseguenza della guida in stato di ebbrezza (la patente era stata immediatamente ritirata per essere inoltrata alla Prefettura), il Giudice di pace di Osimo, ha rilevato che, ritenuta l'ammissibilità dell'opposizione alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, comminata al ricorrente con provvedimento prefettizio, non è prevista la sospensione del procedimento di opposizione con riferimento alla sanzione accessoria, in assenza del rapporto di pregiudizialità o connessione con il reato di guida in stato di ebbrezza; che ulteriori possibilità di sospensione fondate sull'art. 20, secondo comma , della l. 24 novembre 1981, n. 689 (che prevede l'impossibilità di applicare sanzioni amministrative accessorie finché è pendente il giudizio di opposizione) e sull'art. 186, comma 2, cod. str. (che legittima l'applicazione della sanzione accessoria solo ad avvenuto accertamento del reato) “non sono esenti da possibili dubbi di legittimità costituzionale”, emergendo dall'ordinamento un favor per l'opposizione ai provvedimenti di sospensione della patente, anche a seguito della sentenza n. 31 del 1996 della Corte Costituzionale; che gli artt. 218 e 186 cod. str. contrastano con gli artt. 3, 25 e 111 Cost., i quali garantiscono, rispettivamente, l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la precostituzione per legge del giudice naturale, e l'attuazione della giurisdizione mediante il giusto processo, requisiti che non si rinvengono - neppure sotto il profilo della ragionevolezza - nelle disposizioni legislative citate, che creano irragionevole disparità di trattamento tra i cittadini, a seconda che siano giudicati da una delle due autorità giudiziarie individuate ai sensi della prima o della seconda delle due disposizioni; che in conclusione il rimettente solleva la questione di legittimità costituzionale dell'art. 218, comma 5, cod. str. (nel dispositivo non è ripetuta la censura riguardo all'art. 186), nella parte in cui non prevede che l'opposizione avverso il provvedimento di sospensione della patente di guida non può essere proposta nei casi in cui la predetta sanzione sia prevista come accessoria ad un illecito sanzionato penalmente; che nel corso di giudizio di opposizione a verbale della Polizia stradale di Macerata, distaccamento di Civitanova Marche, per violazione dell'art. 186, comma 2, del codice della strada, per guida in stato di ebbrezza, promosso da Carletti Maurizio, il Giudice di pace di Osimo, che aveva provveduto alla sospensione dell'esecuzione della procedura relativamente alla sanzione accessoria (con restituzione della patente), con ordinanza del 3 aprile 2002, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 218, comma 5, in via diretta, e dell'art. 186, comma 5, in via indiretta, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, per violazione degli artt. 3, 25 e 111 Cost.; che il giudice a quo ha riferito che, a detta dell'opponente, la contravvenzione era stata elevata mentre si trovava a bordo dell'autovettura parcheggiata, e che lo stesso aveva proposto di sottoporsi a prelievo ematico; che tali affermazioni erano contestate dalla Prefettura di Ancona, costituitasi nel giudizio di opposizione. Che, riguardo all'irrogazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida in conseguenza della guida in stato di ebbrezza (la patente era stata immediatamente ritirata per essere inoltrata alla Prefettura), il Giudice di pace di Osimo, ha rilevato che, ritenuta l'ammissibilità dell'opposizione alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, comminata al ricorrente con provvedimento prefettizio, non è prevista la sospensione del procedimento di opposizione con riferimento alla sanzione accessoria, in assenza del rapporto di pregiudizialità o connessione con il reato di guida in stato di ebbrezza; che ulteriori possibilità di sospensione fondate sull'art. 20, secondo comma, l. 24 novembre 1981, n. 689 (che prevede l'impossibilità di applicare sanzioni amministrative accessorie finché è pendente il giudizio di opposizione) e sull'art. 186, comma 2, cod. str.