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da alcuni operatori della scuola, negli ultimi tempi, è stato evidenziato il fatto che questo tipo di assistenza viene spesso richiesta per sopperire a carenze culturali e di alfabetizzazione degli alunni stranieri e ciò comporta un incremento notevole della richiesta di ore di assistenza, con relativo aggravio di costi per i Comuni, che per questo si trovano in difficoltà; l'assistenza per gli alunni stranieri rientra nei progetti di alfabetizzazione culturale che devono essere attivati dalle istituzioni scolastiche, anche tramite i fondi PON, quindi in una tipologia di intervento che non ha nulla a che vedere con l'utilizzo degli AES, si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risulti che gli assistenti educativi speciali in alcuni casi vengano impiegati dalle scuole nell'aiuto degli studenti stranieri, che non sono disabili accertati, ma che per forza di cose hanno disturbi di apprendimento per la mancanza di conoscenza della lingua italiana; se ritenga opportuno ridefinire adeguatamente il ruolo e l'attività dell'assistente ad personam o assistente educativo speciale, nel pieno rispetto degli alunni che veramente necessitano dell'intervento di questa importante figura di supporto. Atto n. 4-01571 DE BERTOLDI Al Ministro della giustizia Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 15 aprile 2019 dal quotidiano "Il Sole-24 ore", l'Associazione dei dottori commercialisti (Adc) e l'Associazione nazionale commercialisti (Anc) manifestano profondo dissenso a seguito del ritiro di numerose proposte emendative presentate al "ddl semplificazione", attualmente in corso d'esame alla Camera dei deputati e successivamente ritirate dalla maggioranza di Governo, nonostante tali modifiche normative fossero state inizialmente espressamente sostenute dagli stessi esponenti che supportano l'Esecutivo; al riguardo, le associazioni criticano il passo indietro rispetto a quanto previsto nella fase iniziale dell'iniziativa legislativa, in considerazione del fatto che diverse proposte di modifiche finalizzate a semplificare il sistema di regole e ridurre gli oneri burocratici per i contribuenti e le imprese (peraltro senza alcun onere a carico della finanza pubblica) in realtà non sono state inserite all'interno del testo, abbandonando l'occasione per incrementare i livelli di competitività e di modernizzazione del sistema Paese e di apertura al mercato, fortemente richiesti e auspicati dagli operatori del settore; l'Adc e l'Anc hanno disapprovato in particolare il parere negativo sulla proposta emendativa ritirata sull'ampliamento delle competenze su registrazione e deposito di cessioni o affitto di azienda in favore di commercialisti e avvocati (le cui funzioni sono attualmente attribuite soltanto alle figure notarili), a causa del parere negativo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo in quanto "si getterebbe ombra sulla moralità di una professione ordinistica (...) che fa dell'etica professionale un imprescindibile punto d'onore"; a giudizio dell'interrogante, ciò desta sconcerto e preoccupazione, in considerazione del fatto che si scredita l'intera categoria professionale dei commercialisti, oltre che degli avvocati, e, al contempo, si disonora tali figure altamente qualificate e specializzate nel settore economico e produttivo del Paese; ad avviso dell'interrogante, risulta pertanto urgente e necessario porre in essere ogni chiarimento, finalizzato a stabilire se e per quali motivazioni la Direzione nazionale si sia espressa in maniera negativa, considerando che i commercialisti, al pari dei notai, sono soggetti alla medesima normativa antiriciclaggio e hanno le competenze per trattare e certificare tutto il ciclo di vita dell'azienda, così come avveniva prima dell'approvazione della legge n. 310 del 1993, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se non convenga che tale situazione getti ombra sulla moralità della professione ordinistica dei dottori commercialisti stabilita per legge, e vigilata peraltro dal medesimo Ministero della giustizia, che fa dell'etica professionale un imprescindibile punto d'onore. Atto n. 4-01572 MALLEGNI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per la pubblica amministrazione Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 26 marzo 2019, compariva sulla pagina della cronaca di Carrara del quotidiano "La Nazione" un articolo avente per tema l'inchiesta della Corte dei conti sul conflitto d'interessi del direttore dell'accademia statale di belle arti di Carrara; dalla lettura dell'articolo si evince che l'attuale direttore dell'accademia di Carrara, già docente di ruolo, dal 2001 al 2016 è stato amministratore di una società privata le cui attività, peraltro, confliggono con le attività istituzionali e formative dell'accademia; la sua nomina nel ruolo di docente, nell'anno 2001, sembra coincidere con l'assunzione del ruolo di amministratore della stessa società privata, mantenuto financo alla successiva nomina di direttore; giova ricordare che l'articolo 60, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, recante il testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, e l'articolo 508, comma 10, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante "Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado", vietano al dipendente pubblico di esercitare attività commerciale, industriale e professionale, assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'indagine della Corte dei conti della Toscana e quali iniziative abbiano intrapreso o intendano intraprendere per sanare questa incresciosa situazione a tutela dell'interesse pubblico. Atto n. 4-01573 VALENTE MALPEZZI MIRABELLI STEFANO BINI CUCCA ASTORRE BELLANOVA BITI FEDELI GIACOBBE GINETTI MESSINA Assuntela PITTELLA SUDANO TARICCO Al Ministro dell'interno Premesso che: il 9 aprile nel rione Villa del quartiere San Giovanni a Teduccio a Napoli si è consumato un tragico episodio che ha visto l'uccisione di un pregiudicato e il ferimento del figlio di questi nelle immediate vicinanze della scuola statale "Vittorino da Feltre" nell'orario d'ingresso, avvenuto quindi in presenza dei bambini che si apprestavano a entrare in classe, e in particolare del nipotino della vittima di appena 4 anni; tale episodio ha gettato nel panico l'intera comunità, avendo dimostrato come sia a rischio l'incolumità e la vita stessa dei bambini del rione, e ha provocato un'ondata di indignazione e di sconforto in tutta la città di Napoli per l'arroganza e il disprezzo per la vita mostrati dai criminali; rilevato che: nella zona orientale di Napoli si consuma da anni una "guerra di camorra" che gli inquirenti ritengono che veda protagonisti i clan rivali dei Rinaldi e dei Mazzarella;