[ddlpres]

Inoltre, è definito un contesto unitario di riferimento per le strutture di accoglienza temporanea di defunti che, fino a questo momento, sono state variamente disciplinate dalle regioni. Vengono quindi precisati i requisiti minimi strutturali per le case funerarie. È vietata la presenza nelle strutture sanitarie di case funerarie gestite da imprese funebri. Le sale del commiato, derivazioni delle sale laiche presenti anche in altri sistemi nel mondo, rappresentano le sale ove è possibile svolgere riti di commemorazione dei defunti a feretro chiuso. Altra novità importante riguarda la disciplina della cremazione: i procedimenti autorizzativi devono garantire parità di trattamento ai cittadini in materia di cremazione, indipendentemente dal luogo di residenza, decesso o destinazione finale nel rispetto della volontà espressa dal defunto, o da soggetto diverso avente titolo. Inoltre, sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi europei, è introdotto nell'ordinamento mortuario italiano la possibilità di praticare sul corpo del defunto attività che ne consentano una esposizione più dignitosa, previa definizione dei requisiti minimi per la pratica della tanatoprassi. La tutela del dolente è uno dei punti fermi di questo testo: è previsto il divieto di pubblicità e di procacciamento di funerali all'interno delle strutture sanitarie, obitori, nonché nei locali di osservazione delle salme e nelle aree cimiteriali, nonché l'esposizione di materiali pubblicitari imprese funebri all'interno dei suddetti luoghi. Altro aspetto fondamentale è quello relativo ai costi. I corrispettivi dell'impresa funebre e dell'agenzia funebre devono essere definiti secondo criteri di chiarezza commerciale e di comparabilità, con l'indicazione analitica delle prestazioni minime di beni e di servizi da prevedere in preventivo e fatturazione; dell'obbligo, per ogni singola impresa o agenzia funebre, di pubblicazione e di aggiornamento del listino all'interno della sede in cui tratta gli affari con il pubblico; degli schemi uniformi, validi per l'intero territorio nazionale, delle autorizzazioni previste dalla presente proposta e dai relativi provvedimenti attuativi. Ed ancora, le imprese funebri e le agenzie funebri, qualora effettuino prestazioni di servizio o cessioni di beni ulteriori rispetto a quelle indicate, devono disporre dei titoli per l'esercizio delle attività relative alle singole prestazioni di servizio o cessioni di beni. Questa precisazione si rende necessaria per evitare che l'esercizio dell'attività funebre per alcuni adempimenti sia svincolato rispetto alla legislazione di riferimento per l'attività praticata. A chi spetta la vigilanza ? Il testo identifica nei comuni e nelle ASL i soggetti preposti a esercitare un ruolo di vigilanza e di controllo sull'attività funebre. A tal fine si avvalgono di personale specificamente individuato e con formazione abilitante almeno pari a quella prevista per i direttori tecnici di impresa funebre, che provvede all'accertamento delle violazioni, alla loro notificazione e all'irrogazione delle relative sanzioni. Inoltre, ai fini di maggiore efficienza ed economicità, più ASL di una stessa regione possono costituire un unico sistema di vigilanza e controllo. Sono poi previste sanzioni per l'inosservanza delle disposizioni relative al mandato, ai trasporti funebri, alla cremazione e alla dispersione delle ceneri, nonché alla tutela del dolente e al divieto di pubblicità e di procacciamento. Molto importante è la previsione che le città metropolitane e gli enti di area vasta, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, adottino un piano regolatore cimiteriale territoriale (PRCT), che può prevedere specifiche indicazioni concernenti le funzioni e le attività dei comuni compresi nel rispettivo territorio. Il PRCT reca le previsioni necessarie al fine di disciplinare: a) la presenza equilibrata di cimiteri nel territorio di riferimento, tenuto conto delle diverse modalità di sepoltura in relazione alla domanda; b) soluzioni tecnico-costruttive idonee a favorire modalità gestionali dei cimiteri « a rotazione » piuttosto che « ad accumulo », favorendo la tumulazione aerata e la cremazione; c) la presenza di almeno un crematorio nell'ambito territoriale di ciascuna ASL; d) la costituzione di un ispettorato per la vigilanza e il controllo della gestione dei servizi cimiteriali; e) l'eventuale presenza di cimiteri per animali d'affezione. Riguardo l'ultimo punto, il disegno di legge risponde a un sentimento diffuso prevedendo l'inserimento anche nel nostro ordinamento della disciplina per la sepoltura degli animali d'affezione, nel rispetto della salute pubblica. È poi disciplinata la modalità di affidamento del servizio di illuminazione votiva stabilendo che il servizio di illuminazione votiva è di competenza dei comuni e che le concessioni in essere alla data di entrata in vigore della legge, affidate in maniera non conforme alla normativa dell'Unione europea, cessino alla data di scadenza indicata nel contratto e non possano essere ulteriormente prorogate. Come nella maggior parte dei Paesi stranieri sono introdotte forme assicurative in ambito funebre e cimiteriale per contribuire a formare una scelta delle famiglie libera dalle urgenze e dai condizionamenti che scaturiscono nell'immediatezza della perdita, nonché una opportunità per i soggetti stipulanti, in una fase antecedente alla morte, di poter decidere anticipatamente delle proprie esequie e del mantenimento della propria sepoltura. Il testo affronta inoltre il tema del trattamento fiscale delle spese funebri e cimiteriali prevedendo, in coerenza con quanto previsto dall'Unione europea, il superamento dell'attuale esenzione per alcuni servizi ed il loro assoggettamento ad IVA ad aliquota ridotta. Nel contempo viene innalzata la soglia di deducibilità delle spese funebri e cimiteriali ricomprendendo anche le opere edili e lapidee cimiteriali, nonché per la relativa accessoristica funebre; sono previsti inoltre particolari agevolazioni fiscali per facilitare la diffusione della previdenza funebre e cimiteriale. Sono analogamente incentivate le spese di mantenimento e di recupero dei sepolcri, preservando e valorizzando lo smisurato patrimonio artistico e storico di tombe private esistente nei cimiteri italiani oggi in una situazione di quasi totale abbandono. Si tratta di interventi molto importanti e attesi che rispondono a criteri di equità e di rispetto della dignità dei defunti e delle loro famiglie. E infine, per superare l'attuale frammentazione delle disposizioni regionali e locali si demandano ad appositi regolamenti le disposizioni attuative della legge per le materie rientranti nella competenza esclusiva statale. Infine, si prevede che i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, sono titolari di autorizzazioni all'esercizio delle attività funerarie possano continuare ad esercitare le medesime attività fino al termine massimo di due anni dalla medesima data. È giusto introdurre delle norme transitorie affinché il passaggio da un sistema all'altro sia disciplinato e non sia penalizzante per i soggetti che operano nel rispetto delle regole. Questo testo rappresenta il risultato di un lungo lavoro proficuo, non più rinviabile e al contempo è il frutto di un lavoro che è iniziato in Parlamento nella scorsa legislatura all'insegna della collaborazione tra le diverse forze politiche..