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Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 717-B (Decreto-legge n. 91, proroga termini) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 44' FI-BP 30' L-SP-PSd'Az 29' PD 28' FdI 18' Misto 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione dei disegni di legge nn. ... e ... (Rendiconto 2017 e Assestamento 2018) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 44' FI-BP 30' L-SP-PSd'Az 29' PD 28' FdI 18' Misto 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc. LVII, n. 1- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018) (7 ore, incluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1h 13' FI-BP 50' L-SP-PSd'Az 49' PD 46' FdI 30' Misto 27' Aut (SVP-PATT, UV) 25' Dissenzienti 5' Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: DDL 536 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto» BOTTICI ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 536. La relatrice, senatrice Evangelista, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. EVANGELISTA, relatrice . Signor Presidente, colleghe e colleghi senatori, il disegno di legge n. 536 d'iniziativa della senatrice Bottici e di altri, che oggi siamo in quest'Aula chiamati a votare, prevede la costituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto». La proposta in esame riprende il contenuto dell'atto del Senato 2030 approvato nella scorsa legislatura in prima lettura dal Senato. Il testo, approvato all'unanimità dalla Commissione giustizia, è stato modificato nel corso dell'esame in sede redigente, con l'approvazione di tre puntuali emendamenti presentati dalla sottoscritta relatrice. Prima di procedere alla disamina del provvedimento, è opportuno dare conto, seppure sinteticamente, dei fatti gravissimi sottesi alla proposta di costituzione di una Commissione di inchiesta. La cooperativa agricola «Il Forteto», comunità di recupero per minori disagiati sita nel Comune di Barberino di Mugello, in Provincia di Firenze, è stata al centro di una lunga vicenda giudiziaria per abusi sessuali, maltrattamenti e pedofilia, iniziata già alla fine degli anni Settanta, culminata nel 1985 con una prima condanna definitiva dei cofondatori per maltrattamenti aggravati e atti di libidine. Si tratta di Rodolfo Fiesoli, detto il «profeta», e di Luigi Goffredi. Vicenda conclusasi nel 2015, per Fiesoli, con un'ulteriore condanna (in primo grado) a diciassette anni di reclusione, ridotta a quindici anni e dieci mesi in appello, per violenza sessuale e maltrattamenti. Quest'ultima sentenza è stata impugnata in Cassazione. La suprema Corte nel 2017, con la sentenza n. 3346, ha reso definitiva la condanna di Fiesoli, annullando con rinvio limitatamente ad uno degli episodi di violenza sessuale. Per gli altri nove imputati, compreso Goffredi, pur avendo dichiarato i reati estinti per prescrizione, ha confermato le relative statuizioni civili. Successivamente alla sentenza del 2017, la vicenda giudiziaria ha avuto ulteriori sviluppi (non richiamati nella relazione illustrativa). In relazione all'ordine di esecuzione della pena, emesso nel dicembre dello stesso anno, dalla procura generale della corte d'appello di Firenze, il Fiesoli ha proposto richiesta di annullamento alla corte d'appello di Firenze, in funzione di giudice dell'esecuzione per impossibilità ad eseguire una pena che non ha i caratteri di certezza e irrevocabilità. La corte fiorentina, nel gennaio 2018, ha rigettato questa richiesta con ordinanza. Infine tale decisione, impugnata in Cassazione, è stata annullata senza rinvio dalla Suprema corte (sentenza n. 30780 del 2018), con conseguente provvedimento di revoca dell'ordine di esecuzione che era stato emesso dalla procura il 23 dicembre 2017. Ebbene, ancora oggi Fiesoli si trova in stato di libertà, con conseguente rabbia e sgomento di tutte le vittime e dei loro familiari. Sennonché, seppure già nel 1997 Fiesoli avesse una condanna e gravissimi capi di imputazione, risultava ancora a capo della comunità e - come si precisa nella relazione di accompagnamento del disegno di legge - il tribunale dei minorenni continuava ad affidare minori alla struttura: si contano 60 minori affidati alla struttura fino al 1990. Proprio per il trattamento subito dai due bambini affidati dal tribunale dei minorenni alla comunità «Il Forteto» - intanto divenuta anche cooperativa agricola con l'acquisizione di 500 ettari nel Comune di Dicomano, sempre in provincia di Firenze - l'Italia è stata condannata nel luglio del 2000 dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (sentenza Scozzari e Giunta contro Italia n. 39221 del 2000), adita dalle madri alle quali i minori erano stati tolti. L'Italia è stata condannata a pagare una multa di 150 milioni di lire come risarcimento dei danni morali. Più nel dettaglio, nel settembre 1997 due bambini nati nel 1987 e nel 1994, di cui le ricorrenti erano rispettivamente la madre e la nonna, venivano inseriti con provvedimento giudiziario nella comunità «Il Forteto». Si legge nella sentenza: «Due dei principali dirigenti e fondatori della comunità erano stati condannati per aver abusato sessualmente di tre handicappati affidati alla loro custodia, fatti noti ai giudici interni. Prima dell'inserimento in comunità, il maggiore dei due bambini era stato vittima di violenza di natura pedofila da parte di un operatore sociale». La corte ha giudicato che i due dirigenti incriminati avevano svolto un «ruolo attivissimo» nella custodia dei minori e ha concluso che vi era stata una violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (per la precisione, del diritto al rispetto della vita privata e familiare) a causa, in particolare, dell'affidamento ininterrotto di questi alla comunità «Il Forteto». È necessario segnalare, infine, che la situazione della cooperativa è già stata oggetto di attenzione anche da parte delle istituzioni: