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3 In mancanza del requisito di cui al comma 1, lettera a) , è vincolata al referendum preventivo tra tutti i dipendenti dell'impresa anche l'organizzazione o la coalizione sindacale che estenda la propria rappresentanza soltanto a una determinata categoria professionale. 4 La verifica del requisito di cui al comma 1, lettera a) , si effettua secondo i criteri stabiliti dall'accordo interconfederale applicabile. In mancanza di un accordo interconfederale applicabile, la verifica si effettua secondo i criteri stabiliti nel Testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 sottoscritto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. 3 (Proclamazione dello sciopero a livello sovra-aziendale) 1 Ferma restando la disciplina generale dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, nel settore dei trasporti pubblici lo sciopero di una parte o della totalità del personale di una pluralità di imprese può essere proclamato: a da una organizzazione sindacale o coalizione di organizzazioni sindacali che, secondo i criteri di cui al comma 4 dell’articolo 2, risulti dotata di rappresentatività maggioritaria nell’insieme di imprese per il quale lo sciopero è proclamato; b da una organizzazione sindacale o coalizione di organizzazioni sindacali che, pur non rispondendo al requisito di cui alla lettera a) , abbia sottoposto a referendum preventivo tra tutti i dipendenti delle aziende interessate la proclamazione dello sciopero e abbia ottenuto un numero di voti favorevoli complessivamente superiore alla metà dei voti espressi. Il referendum è valido se ha partecipato al voto almeno la metà dei lavoratori interessati. 2 Il referendum di cui al comma 1, lettera b) , è regolato mediante accordo tra le imprese del settore e le organizzazioni sindacali. In difetto di accordo applicabile, il referendum è organizzato e controllato, in ogni sua fase di svolgimento e di scrutinio dei voti, in ciascuna azienda, da un comitato costituito secondo le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 2; ciascun comitato aziendale trasmette i risultati del referendum svolto nella propria azienda alla Commissione di garanzia di cui all'articolo 12 della legge 12 giugno 1990, n. 146, la quale cura la raccolta e comunica il risultato complessivo a tutte le organizzazioni sindacali e a tutte le imprese interessate. 3 Le contestazioni circa lo svolgimento o l'esito del referendum di cui alla lettera b) del comma 1 sono risolte provvisoriamente in prima istanza, su richiesta di qualsiasi parte interessata, dalla Commissione di conciliazione costituita presso la competente Direzione territoriale del lavoro. 4 (Disposizioni in materia di abbonamenti e riduzione dei contributi pubblici) 1 Quando un servizio di trasporto è svolto in regime di abbonamento, il gestore del servizio ha la scelta tra: a prorogare la durata degli abbonamenti di un giorno per ciascun giorno nel quale si sia verificata una interruzione del servizio per sciopero di durata superiore a quattro ore; b praticare uno sconto sull'eventuale rinnovo degli abbonamenti, proporzionato alla durata degli scioperi verificatisi nel periodo immediatamente precedente, secondo il criterio di cui alla lettera a) ; c restituire agli abbonati, al termine del periodo coperto dall'abbonamento, la parte del prezzo corrispondente alla durata complessiva degli scioperi nel periodo stesso secondo il criterio di cui alla lettera a) . 2 Della modalità di compensazione prescelta il gestore deve informare tutti gli abbonati. 3 Quando un servizio di trasporto pubblico è finanziato con contributi o corrispettivi non direttamente proporzionati ai chilometri di servizio effettivamente svolto, i contributi o corrispettivi complessivi sono in ogni caso ridotti in proporzione ai chilometri di servizio non svolti a causa di sciopero. Se già versati, i contributi in eccesso devono essere restituiti. II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ASSEMBLEA SINDACALE 5 (Determinazione della collocazione temporale dell'assemblea sindacale in orario di lavoro) 1 All'articolo 20 della legge 20 maggio 1970, n. 300, dopo il secondo comma è inserito il seguente: «La richiesta dell'assemblea deve essere presentata, salvi i casi di motivata urgenza, con almeno cinque giorni di anticipo rispetto al suo svolgimento. La collocazione temporale dell'assemblea destinata a svolgersi in orario di lavoro è stabilita dal datore di lavoro, salvo diverso accordo tra lo stesso e l'organizzazione sindacale richiedente, tra il sesto e il decimo giorno dalla presentazione della richiesta, in modo da ridurre al minimo il pregiudizio all'organizzazione e del lavoro e al suo regolare svolgimento». 6 (Assemblea sindacale nel settore dei servizi pubblici) 1 All'articolo 20 della legge 20 maggio 1970, n. 300, dopo il terzo comma, introdotto dall’articolo 5 della presente legge, è inserito il seguente: «Nelle aziende che gestiscono servizi rientranti nel campo di applicazione della legge 12 giugno 1990, n. 146, lo svolgimento dell'assemblea in orario di lavoro non può comportare interruzione del servizio pubblico. Qualora non sia possibile lo svolgimento dell'assemblea in orario di lavoro senza che si produca l'interruzione, essa si svolge in orario aggiuntivo, con pagamento ai lavoratori partecipanti della retribuzione ordinaria aggiuntiva corrispondente». III DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 7 (Disposizione transitoria) 1 Le consultazioni di cui agli articoli 2 e 3 soddisfano il requisito di legittimità della proclamazione anche se effettuate prima della data di entrata in vigore della presente legge. 8 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .