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(Applausi). Peraltro, si tratta di un tema - quello del gas - su cui Insieme per il Futuro-Impegno Civico si è sempre battuto. A questo punto, occorre sottolineare con tristezza il rovinoso iter che ha coinvolto l'articolo 10. La colpevole crisi di Governo innescata ha provocato, tra le altre cose, lo stralcio di tale articolo, che avrebbe finalmente definito una delega al Governo per la necessaria e attesa riforma del trasporto pubblico non di linea, vale a dire taxi e noleggio con conducente, cioè gli NCC. Lo stralcio dell'articolo 10 è un amaro e triste fallimento e i protagonisti di tale fallimento sono i partiti, che hanno appoggiato le proteste non autorizzate dei tassisti; partiti colpevoli di aver appoggiato la protesta proprio di coloro che non solo hanno interrotto un servizio pubblico, ma hanno anche dichiarato di essere indisponibili a qualsiasi riforma. Il triste epilogo è stato che il Governo dimissionario non ha potuto fare altro che procedere allo stralcio di tutto l'articolo 10, al fine di non allungare i tempi tecnici di approvazione del provvedimento in Parlamento e, ancor peggio, di sacrificare l'intero provvedimento. Per quanto riguarda la salute, diversi articoli riguardano il servizio farmaceutico, la distribuzione dei farmaci, la rimborsabilità di quelli equivalenti insieme a quelli in attesa di definizione del prezzo e licenze di medicinali, l'accesso al servizio sanitario e l'accreditamento delle strutture, prevedendo anche procedure di selezione per la dirigenza sanitaria. Come abbiamo visto, il testo tocca numerosi argomenti e introduce diverse deleghe al Governo che si costituirà dopo le prossime elezioni. L'operazione dunque non sarà semplice, senza dimenticare che il tempo sta per scadere. Signor Presidente, oggi è necessario approvare il disegno di legge concorrenza e farlo il prima possibile, perché, non adottando il provvedimento, poniamo a rischio uno dei target necessari per incassare i fondi del PNRR. L'Italia non può permettersi di correre ulteriori rischi. Occorre dimostrare di aver scelto di proseguire sulla via della necessità, abbandonando orgogli di parte e i rovinosi scontri che mettono puntualmente a rischio l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Facciamo parte di un grande Piano di ricostruzione nazionale, per la realizzazione del quale abbiamo tutti il dovere di lavorare insieme, per garantire la crescita e lo sviluppo del nostro territorio e delle nostre singole realtà. Non possiamo non vedere come questo provvedimento costituisca un'opportunità unica e irripetibile, che può permettere di risollevare il nostro Paese. Il PNRR ci consente un rilancio, ci consente di tornare a crescere. Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, proprio per tali ragioni, annuncio il voto favorevole di Insieme per il futuro-Centro Democratico e auspico l'approvazione di questo provvedimento. CRUCIOLI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, voi oggi approvate la legge per la concorrenza, che sarebbe più corretto chiamare la legge per le privatizzazioni. È una legge delega. Ora, capisco che, in questo momento, siete molto impegnati nella creazione delle liste e nel procurarvi la ricandidatura; tuttavia, mi permetto di richiamare la vostra attenzione su una cosetta, che è la nostra Costituzione, la quale, a mio avviso, non consentirebbe alle Camere sciolte, quindi in regime di prorogatio , di delegare un Governo, che è appunto delegato soltanto al disbrigo degli affari correnti. Oggi, invece, voi delegate una parte importantissima del nostro Paese, ossia la riorganizzazione dei servizi e beni pubblici, a un Governo che non potrà darvi attuazione, perché dimissionario. Quindi, sostanzialmente, state delegando al Governo che verrà e non sappiamo ancora quale sarà. Pertanto, mi chiedo come sia possibile che una delega che presuppone la fiducia tra il delegante e il delegato, ossia tra il Parlamento e il Governo, possa essere data così, specie se ha principi così ampi e generici come quelli in esame. Occorre anche considerare che il contenuto di questa delega riguarda, appunto, la privatizzazione dei servizi pubblici locali e, per certi versi, la revisione completa delle norme in tema di concessioni sia delle spiagge, sia dei porti. In un caso come questo, in cui c'è la previsione di un principio di privatizzazione di tutto ciò che fino a oggi era consentito gestire in mano pubblica da parte dei Comuni (penso ai servizi pubblici locali, come acqua, trasporto e rifiuti), la previsione di criteri stringenti per un Governo in cui si ha fiducia sarebbe stato fondamentale. C'è anche di peggio, però, perché in questo caso vengono addirittura consentite cose che vanno completamente in senso contrario alla concorrenza. Pensiamo al caso delle concessioni dei terminali portuali. Oggi è possibile avere soltanto un terminal per porto, mentre con questa legge delega si consentirà allo stesso soggetto di avere più terminali. Per quanto riguarda sia le spiagge, sia i porti, si concepisce l'idea che grossi soggetti prendano in concessione più tratti di spiaggia o più terminal portuali, per poi darli in subconcessione, consentendo quindi rendite di posizione che fino ad oggi erano più difficili da ottenere. Quindi, sostanzialmente, con questo provvedimento voi gettate le basi perché i piccoli - che siano i piccoli gestori di stabilimenti balneari o di terminal - siano fatti fuori e soppiantati da gruppi ancora più grossi, che possano poi subconcedere ciò che non riescono a gestire direttamente, lucrando sulla rendita di posizione. Il contenuto è a mio avviso pericolosissimo e porterà aumenti di costi. Il costo che oggi sosteniamo per andare in spiaggia o quello del trasporto attraverso i terminal sarà raddoppiato, così come i costi dei servizi pubblici locali domani saranno aumentati. Quanto alle modalità, rilevo che questa delega viene data dal Parlamento - dal Senato, in questo caso, che è in regime di prorogatio - a un Governo che non può attuarla. Pertanto, sarà chiamato a farlo il prossimo Governo, di cui non conosciamo le caratteristiche. Tutto questo mi fa dire che stanno venendo meno i principi non soltanto costituzionali, ma anche quelli a base del nostro sistema. Pertanto, vi chiedo di fare attenzione a quello che votate oggi, anche perché non avete più la pistola della fiducia alla tempia. Il Governo non può più apporre la fiducia e siete finalmente liberi di votare esattamente quello che volete. Colleghi del MoVimento 5 Stelle, vi chiedo come fate a votare una delega su temi così sensibili a favore di un Governo che un domani - verosimilmente - sarà di centrodestra e che non vi vedrà partecipi. Voi oggi state consegnando le chiavi della privatizzazione dei servizi pubblici locali e l'azzeramento della concorrenza su spiagge e porti a un Governo che domani utilizzerà questa delega in maniera ancora più negativa per il popolo italiano rispetto al suo stesso contenuto. Anche per questi motivi, ribadiamo la nostra contrarietà e non voteremo a favore del provvedimento. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) .