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«Questa opera, come risulta dalla documentazione messa a disposizione dall'Unione dei Comuni della Pentria, non risulta eseguita a regola d'arte, presenta problemi di allagamento ed al suo interno sono stati depositati rifiuti speciali e pericolosi di varia natura, che costituiscono un pericolo per l'ambiente ed in particolare per il fiume Carpino e per tutto il territorio a valle dello stesso, che coinvolge i fiumi Cavaliere e il Volturno, e per tutto l'intero territorio dei comuni appartenenti al Pisu di Isernia»; da una relazione tecnica dell'Assessorato per l'ambiente della Regione Molise, datata 29 ottobre 2003, prot. n. 6060, emessa in risposta a un'interrogazione del consigliere regionale Italo Di Sabato, si apprenderebbe che: su richiesta della società consortile, la Regione Molise autorizzò, con determina dirigenziale n. 128 dell'11 novembre 2002, la società al trattamento di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da insediamenti esterni per un massimo di 750 metri cubi giornalieri; con successiva determina dirigenziale (n. 4 del 9 gennaio 2003), la Regione Molise autorizzava la Carpino Ecologica Srl anche al trattamento di alcuni rifiuti pericolosi, limitatamente a quelli con caratterizzati da elevata biodegradabilità, con rapporto BOD5/COD maggiore di 0,8 per un massimo di 25 metri cubi giornalieri; dalla suddetta relazione dell'Assessorato, si evidenzia che, da un controllo tecnico effettuato da Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) e Carabinieri, il funzionario addetto alla gestione avrebbe acquisito e sottoposto a trattamento rifiuti non corrispondenti alla definizione di codice CER 07.07.01 autorizzato, aventi caratteristiche e requisiti del tutto diversi da quelli prescritti. Le operazioni di trattamento e di stoccaggio di tali rifiuti avrebbero provocato gravi inconvenienti ambientali per la presenza di inquinanti pericolosi non previsti dalle autorizzazioni, determinando disfunzioni nel processo di depurazione. In altre parole, intorno a quel depuratore sarebbe stato accertato un traffico irregolare di rifiuti pericolosi provenienti da fuori regione, anche da siti industriali della provincia di Venezia, occultando, senza registrarle negli appositi registri, tutte le operazioni di scarico; a seguito delle gravissime disfunzioni e sospetti di traffico illecito di rifiuti pericolosi, la Regione Molise revocava le autorizzazioni alla Carpino Ecologica Srl, diffidandola a chiedere nuova autorizzazione per rimuovere e smaltire in altro sito autorizzato tutti i rifiuti pericolosi irregolarmente stoccati; successivamente, veniva aperta un'inchiesta dalla Procura di Isernia che rilevava in capo ai responsabili legali della Carpino Ecologica Srl (gestore dell'impianto di Cava dei Tirreni) gravi irregolarità evidenziate dall'Arpa per il traffico irregolare di rifiuti pericolosi effettuato tramite autobotti provenienti da fuori regione; considerato altresì che, risulta all'interrogante: uno dei responsabili legali sarebbe coinvolto in un'altra inchiesta giudiziaria in provincia di Benevento, per la mancata bonifica della discarica di Calvi; il Comune di Pettoranello sarebbe coinvolto in una vicenda giudiziaria, che riguarda la mancanza di depurazione di acque fognarie in contrada Cacchieto Mulino a ridosso della sua zona Pip, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda valutare, oltre alla bonifica del depuratore consortile, il risanamento ambientale della zona in ambito Pisu, da definire con uno studio di fattibilità per la riqualificazione ambientale riferita ai letti fluviali interessati; quali urgenti provvedimenti intenda adottare per scongiurare un disastro ambientale, per i fiumi Sordo e Carpino, dovuto ai rifiuti pericolosi stipati da anni nel depuratore consortile di Carpinone, per cui occorrerebbero all'incirca 700.000 euro per la bonifica a carico della comunità, mentre chi ha provocato il disastro e l'accumulo illecito di rifiuti pericolosi avrebbe lucrato, intascando le somme del traffico illegale non quantificabili per la mancata tenuta dolosa dei registri di scarico; quali iniziative di competenza intenda assumere affinché siano verificate le responsabilità della Regione Molise, della Provincia di Isernia, dei Comuni interessati e, soprattutto, dell'amministratore delegato della società Carpino Ecologica Srl; se, visto lo stato di totale abbandono in cui versa attualmente il depuratore di Carpinone, intenda attivarsi presso le sedi di competenza affinché sia verificato dove scaricano attualmente i reflui fognari rispettivamente: il Comune di Carpinone e la sua zona Pip; il Comune di Pesche Bassa e la sua zona Pip; il Comune di Pettoranello e la sua zona industriale. Atto n. 4-00465 PAROLI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da fonti di stampa si è appresa la notizia di un procedimento penale scaturito dall'iniziativa di alcuni agenti zoofili della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) muniti di decreto emesso dalla Prefettura per il sequestro penale all'interno di un'azienda faunistico venatoria di una "trappola Corbeau", consistente in una gabbia nella quale i corvidi (corvi, gazze) possono entrare, ma non uscire; a seguito del sequestro, è stato avviato un processo promosso dinnanzi al Tribunale di Parma, nei confronti di un anziano signore; il processo si è concluso il 19 gennaio 2018 con la sentenza n. 37 del 2018 emessa dal Tribunale di Parma, nella persona del magistrato dottoressa Maria Cristina Sarli, che ha sentenziato l'assoluzione per l'anziano signore in quanto "il fatto non sussiste", dissequestrando e restituendo al titolare quanto sottoposto a vincolo reale; nel procedimento sia "istruttorio" che "dibattimentale", sembrerebbero essersi riscontrate anomalie sulle prerogative degli agenti zoofili che si sarebbero arrogati funzioni proprie della Polizia giudiziaria, disponendo un sequestro penale, sequestro che esula dal campo degli animali di affezione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda; se la notizia apparsa su "la Gazzetta dell'Emilia" risponda al vero e, in caso affermativo, se gli agenti che hanno operato il sequestro penale fossero provvisti del decreto da parte della Prefettura competente; se sia mutata la disciplina delle competenze delle guardie volontarie zoofile, che in passato potevano esercitare la loro attività di carattere investigativo solo nell'ambito della tutela degli animali di affezione; come si collochi la circolare n. 557/PAS/U/009889/10089.D.GG del 28 giugno 2017, che definisce le competenze delle guardie volontarie, nella quale si evidenzia che la vigilanza zoofila "può essere svolta da guardie giurate nominate con decreto prefettizio ai sensi dell'art. 6, comma 2, della legge 189/2004", limitatamente al campo di applicazione previsto da quella legge; se i Ministri non ritengano opportuno, ciascuno per le proprie competenze, promuovere un'indagine volta ad accertare eventuali violazioni di legge.