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Il comma 3 precisa le condizioni in presenza delle quali è possibile rimuovere la banquette , e dispone che le biomasse vegetali di origine marina derivanti dalla rimozione siano re-immesse in mare in modo da assicurare la conclusione del ciclo naturale delle stesse. La norma stabilisce, inoltre, che con decreto ministeriale di cui al comma 2 sono definiti i criteri, tra cui quello di maggiore prossimità, e le modalità per la re-immissione in mare di tali biomasse. Il comma 4 consente, nelle more dell'adozione del decreto ministeriale di cui al comma 2, l'affondamento delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina provenienti dalla rimozione delle banquette in via sperimentale dall'entrata in vigore del presente disegno di legge. Il comma 5 demanda al decreto di cui al comma 2 la definizione dei criteri per l'attività di censimento nazionale delle praterie di Posidonia oceanica presenti lungo le coste italiane, e statuisce che tale attività si ripeta con cadenza quinquennale. L'articolo 4 reca disposizioni per la gestione ecosostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina. Il comma 1 consente lo spostamento temporaneo, in aree appartate della medesima spiaggia, delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina diverse da quelle derivanti dalla rimozione della banquette , con successivo riposizionamento delle stesse nel luogo di deposito naturale. Il comma 2 rinvia al decreto ministeriale di cui al comma 2 dell'articolo 3 del presente disegno di legge per la definizione dei criteri per la gestione eco-sostenibile delle operazioni di spostamento temporaneo. Il comma 3 dispone che nell'ipotesi di cumuli temporanei di grandi dimensioni si procede alla loro re-immissione in mare secondo quanto stabilito dall'articolo 3 comma 4 del presente disegno di legge. Il comma 4 prevede che le biomasse vegetali di origine marina possono essere utilizzate per interventi di ricostruzione o consolidamento delle dune costiere, ripiantumazione delle stesse attraverso tecniche naturalistiche, realizzazione di camminamenti e attraversamenti o accessi che favoriscono la conservazione dell'ecosistema e riducono il consumo di altre risorse naturali per la realizzazione delle suddette opere. Il comma 5 statuisce che le operazioni descritte nel presente articolo sono eseguite previa separazione della biomassa vegetale spiaggiata di origine marina dalla sabbia e da rifiuti abbandonati in mare, depositati sulla spiaggia per effetto del moto ondoso eventualmente presenti nei cumuli temporanei. La norma precisa che la sabbia derivante da tale operazione è re-immessa negli arenili, anche ai fini del ripascimento, e che essa non si applica alle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina risultanti dalla rimozione di banquette . L'articolo 5 rimette ad un decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'individuazione, con il supporto dell'ISPRA, dei criteri e delle modalità per la gestione dei cumuli di cui all'articolo 2 comma 1 lettera c) di dimensioni significative, formatisi per effetto della omessa attuazione nel tempo delle norme per la gestione dei predetti cumuli temporanei, optando per soluzioni che consentano la conservazione della sabbia e la re-immissione in mare, ove possibili. Il comma 2 dispone che il decreto di cui al comma 1 si riferisce esclusivamente ai cumuli formatisi fino alla sua entrata in vigore. L'articolo 6 individua misure di sostegno a percorsi di educazione ambientale nelle scuole per la conoscenza dell'ecosistema marino e si istituisce la giornata di studio Blu Day . Esso dispone, inoltre, ai fini di una corretta fruizione dell'ecosistema marino e costiero, indicazioni ai comuni e alle autorità competenti per l'individuazione di modalità di comunicazione e di informazione al pubblico per una fruizione sostenibile dell' habitat costiero. L'articolo 7 reca la clausola di invarianza finanziaria.. 1 (Finalità e oggetto) 1 La presente legge reca disposizioni in materia di biomasse vegetali, derivanti da piante marine, come la posidonia oceanica, e alghe, depositate naturalmente sulla spiaggia e ne disciplina le modalità di gestione eco-sostenibile. 2 L'oggetto della presente legge attiene alla salvaguardia dell'ecosistema marino e costiero dove è presente l' habitat della posidonia oceanica e delle altre fanerogame marine, comprensivo dell'ecosistema spiaggia e della banquette di posidonia, quando esso è fruito ai fini turistico-balneari. 3 Le disposizioni di cui alla presente legge tengono conto della rilevanza delle praterie di posidonia oceanica, come specie protetta, e delle banquette di posidonia oceanica, come « habitat determinanti », rispettivamente tutelate dalla Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, con allegati, adottata a Berna il 19 settembre 1979, e ratificata con legge 5 agosto 1981, n. 503, dalla Convenzione per la protezione del Mar Mediterraneo dall'inquinamento, con relativi protocolli, tenutasi a Barcellona il 9 e 10 giugno 1995, ratificata con legge 27 maggio 1999, n. 175, dalla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, recepita con decreto del Presidente della Repubblica dell'8 settembre 1997, n. 357, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 ottobre 1997, n. 248, e successive modifiche e integrazioni, e in virtù Protocollo relativo alle Aree Specialmente Protette e alla Biodiversità nel Mediterraneo, adottato nell'ambito della citata Convenzione di Barcellona. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a « banquette di Posidonia oceanica »: abbancamenti naturali costituiti prevalentemente dalle foglie di posidonia spiaggiata, la cui forma a nastro e le modalità di accumulo conferiscono all'ammasso una struttura lamellare compatta ed elastica, avente la funzione di protezione della spiaggia dall'erosione. La banquette, in quanto struttura naturale dalle numerose funzioni ecosistemiche , è tutelata ai sensi del citato Protocollo relativo alle Aree Specialmente Protette e alla Biodiversità nel Mediterraneo; b « biomasse vegetali spiaggiate di origine marina »: biomasse vegetali derivanti da piante marine, tra cui la Posidonia oceanica, e alghe depositate naturalmente sulla spiaggia; c « cumuli temporanei »: cumuli non permanenti, formati da biomasse vegetali di cui alla lettera b) , frammiste a rifiuti abbandonati in mare e, per effetto del moto ondoso, depositati sulla spiaggia; d « fondi di macerazione »: aree sottomarine di sedimentazione e accumulo naturale delle biomasse vegetali derivanti da piante marine e alghe nelle quali si innescano i processi di mineralizzazione della sostanza organica. I fondi di macerazione sono individuati con decreto di cui all'articolo 3 comma 3, al fine della re-immissione in mare anche delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina, che a causa di interventi antropici modificativi dell'idrodinamismo costiero e l'innesco di meccanismi di accumulo lungo la spiaggia, non ritornano naturalmente in ambiente marino per completare il loro ciclo biologico; e « matte »: substrato della prateria madre di Posidonia oceanica costituito da un intreccio, stratificato o caotico, di residui della stessa prateria (radici, fibre, foglie) e di sedimento da questi trattenuto; f « intramatte »: aree non vegetate interne alla prateria di Posidonia oceanica.