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in data 14 marzo 2022, la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante le modalità d'esercizio dei diritti dell'Unione ai fini dell'applicazione e dell'attuazione dell'accordo sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione europea e dalla Comunità europea dell'energia atomica e dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dall'altra (COM(2022) 89 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 14 marzo 2022. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a . Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Mautone, Matrisciano, Angrisani e Giro hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00465 della senatrice Ronzulli ed altri. Mozioni Atto n. 1-00468 SALVINI Matteo ROMEO ARRIGONI CALDEROLI ALESSANDRINI AUGUSSORI BAGNAI BERGESIO BONGIORNO BORGHESI BOSSI Simone BRIZIARELLI BRUZZONE CAMPARI CANDIANI CANDURA CANTU' CASOLATI CORTI DORIA FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO GRASSI IWOBI LUCIDI LUNESU MARIN MARTI MINASI MOLLAME MONTANI OSTELLARI PAZZAGLINI PELLEGRINI Emanuele PEPE PERGREFFI PIANASSO PILLON PIROVANO PISANI Pietro PITTONI PIZZOL RICCARDI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SIRI SUDANO TESTOR TOSATO URRARO VALLARDI VESCOVI ZULIANI - Il Senato, premesso che: la crisi in Ucraina sta determinando un ulteriore shock energetico all'Europa, con particolare drammaticità per il nostro Paese, che già sta subendo in maniera importante gli effetti del caro energia quale minaccia concreta alla ripresa economica del Paese post COVID; si sta acuendo ulteriormente una situazione fortemente critica sui mercati internazionali delle materie prime, che continua a spingere al rialzo i prezzi dei carburanti, e che sta mettendo in grande affanno la popolazione; i prezzi rilevati dal Ministero dello sviluppo economico tramite "Osservatorio prezzi carburanti", riportano il prezzo medio della benzina a marzo 2022 orientativamente pari a 2,022 euro al litro, mentre per il gasolio è pari a 1,940 euro al litro; ipotizzando il mantenimento di questi prezzi per i prossimi mesi, risulterebbe un maggior gettito per lo Stato per benzina e gasolio nel 2022 rispetto al 2021, pari a 2,210 miliardi di euro, che si aggiungerebbe al maggior gettito derivante dal rapporto tra il 2021 e il 2020 pari 1,842 miliardi di euro; si ricorda che l'Italia ha la componente fiscale tra le più alte in Europa, con accise e IVA che pesano per il 55 per cento sul prezzo al consumo della benzina e per il 52 per cento sul prezzo al consumo del gasolio; peraltro, l'IVA non si calcola solo sul prezzo industriale del carburante, ma anche sull'accisa stessa; con listini a questi livelli, da un lato si va verso il blocco di numerose attività produttive impossibilitate a sostenere costi di benzina e gasolio così elevati, dall'altro ci sarà un'ulteriore impennata dei prezzi al dettaglio per una moltitudine di prodotti di largo consumo, determinando un pesantissimo danno all'economia del nostro Paese; già il settore dell'autotrasporto ha manifestato un profondo disagio che rischia di comportare un blocco di intere filiere produttive, con effetti disastrosi per l'economia dell'intero Paese; alcuni Paesi europei, al fine di sostenere i cittadini, hanno deliberato misure mirate di sterilizzazione del carico fiscale portando immediati benefici alla cittadinanza, impegna il Governo ad intervenire con una misura di urgenza a favore della non applicazione dell'accisa e dell'introduzione di un'aliquota IVA ridotta (come già operato per il gas per usi civili e industriali) sul carburante fino al ripristino del livello dei prezzi medi comparabili con quelli dell'ultimo trimestre dell'anno 2019, in modo da consentire una tenuta del sistema economico dell'intero Paese in un periodo di profonda crisi ed instabilità internazionale. Interrogazioni Atto n. 3-03156 MANTERO NUGNES LA MURA Al Ministro della difesa Premesso che: il 28 febbraio 2022, il Governo italiano ha approvato all'unanimità il decreto-legge n. 16, che introduce ulteriori misure urgenti sulla crisi in Ucraina; il decreto consente di introdurre ulteriori misure stringenti in relazione a quanto sta avvenendo nel Paese dell'est europeo. L'invio "in deroga" di "mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari" al Governo ucraino potrà avvenire "fino al 31 dicembre 2022". La misura è strettamente legata agli articoli 3 e 4 del Trattato Nord Atlantico che consente agli Stati membri di far fronte "a un attacco armato" in modo unito e congiunto "ogni volta che, nell'opinione di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata". Il decreto-legge approvato il 28 febbraio è giunto dopo analoghe misure approvate dal Consiglio dei ministri il 25 febbraio. In particolare, il Governo aveva stabilito di rafforzare e prorogare per il 2022 il "dispositivo di forze dispiegato dalle nazioni nel contesto delle operazioni NATO già attive" e di mettere a disposizione un "contingente di forze in elevata prontezza", solitamente predisposto per fronteggiare situazioni di crisi. Alla luce di ciò, con il decreto del 25 febbraio, l'Italia si è impegnata a partecipare a quei "dispositivi della NATO" già autorizzati dal Parlamento per il 2021, approvando una spesa pari a 67.451.608 euro per l'anno 2022 e 21.000.000 euro per l'anno 2023; dopo il via libera da parte del Parlamento italiano alla cessione di armi all'Ucraina, i dettagli delle forniture sono stati al centro del lavoro delle Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera dei deputati. L'elenco delle armi era e resta secretato, ma non mancano fughe di notizie, benché il Ministero della difesa giudichi le informazioni riportate dai media "prive di riscontro"; fonti giornalistiche riferiscono che nell'elenco delle armi che l'Italia invierà all'Ucraina ci sono mortai da 120 millimetri e relative bombe, missili Stinger, mitragliatrici pesanti Browning e relativi munizioni, mitragliatrici leggere MG e proiettili, lanciatori anticarro e relativo munizionamento, razioni K, radio Motorola, elmetti e giubbotti;