[pronunce]

che il giudice a quo, sempre al fine del giudizio di rilevanza, osserva che, se anche le somme in questione dovessero essere restituite ai lavoratori per effetto della nullità di cui all'art. 4, comma undicesimo, della legge 29 maggio 1982, n. 297, esse dovrebbero costituire parte integrante della base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti alla previdenza generale obbligatoria; che, con tale motivazione, il remittente manifesta dubbi sull'applicabilità della norma denunciata alla controversia al suo esame perché, se le clausole relative al finanziamento del Fondo ed alla erogazione della prestazione a favore degli iscritti fossero colpite dalla nullità di cui al comma undicesimo dell'art. 4 della legge n. 297 del 1982, come ritiene una parte della giurisprudenza ordinaria, la norma oggetto del dubbio di legittimità costituzionale non avrebbe modo di operare e l'assoggettamento a contribuzione delle somme trattenute deriverebbe in via immediata dall'applicazione dei principi generali, senza necessità di espunzione dall'ordinamento della norma di esonero; che, motivando nel modo suindicato, il giudice remittente implicitamente demanda a questa Corte di risolvere una questione interpretativa sulla quale egli ritiene a torto di non dover prendere posizione; che il Pretore di Bolzano, pertanto, si è sottratto all'obbligo incombente sul giudice remittente di motivare in maniera univoca e non perplessa sulla necessità di risolvere la controversia mediante l'applicazione della norma denunciata; che tale vizio della motivazione determina la manifesta inammissibilità della questione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, quarto comma, del decreto-legge 1° marzo 1985, n. 44 (Proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali e degli sgravi contributivi nel Mezzogiorno ed immediate misure in materia previdenziale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 26 aprile 1985, n. 155, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 38 della Costituzione, dal Pretore di Bolzano con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 maggio 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 maggio 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA