[massime]

SENT. 383/06. PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - GIUDIZIO CIVILE DI RISARCIMENTO DANNI PROPOSTO NEI CONFRONTI DI UN PARLAMENTARE IN RELAZIONE A DICHIARAZIONI RITENUTE OLTRAGGIOSE, DIFFAMATORIE E CALUNNIOSE - DELIBERAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLA CAMERA DI APPARTENENZA - CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO SOLLEVATO DALLA CORTE D'APPELLO DI ROMA - MANCATA INDICAZIONE, NELL'ATTO INTRODUTTIVO DEL GIUDIZIO, DEL CONTENUTO DELLE DICHIARAZIONI RESE 'EXTRA MOENIA' DAL PARLAMENTARE INTERESSATO - INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO.. E' inammissibile il ricorso per conflitto tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d'appello di Roma nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla deliberazione 9 luglio 2003 (doc. IV- quater , n. 50), relativa alla insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni. L'assenza nel ricorso di una compiuta esposizione dei fatti, non solo perché non vengono riportate le frasi pronunciate dal deputato, ma soprattutto perché, in luogo delle parole pronunciate, vengono espresse valutazioni circa l'incidenza lesiva delle dichiarazioni del deputato, si traduce nel difetto di un requisito essenziale del ricorso. - Per un caso analogo, v. citata sentenza n. 79/2005.