[ddlpres]

2) la previsione di ipotesi tipiche e tassative di colpa grave (articolo 2, comma 3) e l'esclusione di ipotesi di responsabilità derivanti dall'attività di interpretazione delle norme e di valutazione delle prove (cosiddetta «clausola di salvaguardia») (articolo 2, comma 2); la combinazione di questi due limiti circoscrive la responsabilità del giudice ai soli casi di errore macroscopico, grossolano ed eclatante, tenendo invece fuori i casi di grave negligenza (ad esempio i casi di omonimia).. Art. 1. 1. Alla legge 13 aprile 1988, n. 117, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Chi ha subito danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere da un magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia deve agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali»; 2) i commi 2 e 3 sono abrogati; b) l'articolo 3 è abrogato; c) all'articolo 4: 1) il primo periodo del comma 1 è sostituito dal seguente: «L'azione di risarcimento si esercita contro lo Stato, nella persona del Presidente del Consiglio dei ministri»; 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. L'azione di risarcimento può essere esercitata solo quando il procedimento in cui si è avuto il comportamento, l'atto o il provvedimento giudiziale dannoso è definitivamente concluso»; 3) i commi 3, 4 e 5 sono abrogati; d) gli articoli 5 e 6 sono abrogati; e) all'articolo 7: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Lo Stato, dopo aver provveduto a rimborsare il danneggiato, è tenuto all'azione di rivalsa nei confronti del magistrato danneggiante per il rimborso dell'intero onere sostenuto»; 2) i commi 2 e 3 sono abrogati; f) il comma 2 dell'articolo 8 è sostituito dal seguente: « 2. L'azione di rivalsa è proposta davanti alla Corte dei conti».