[massime]

Straniero - Rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno allo straniero extracomunitario - Automatismo ostativo in ipotesi di condanna per determinati reati - Possibilità, in via di eccezione, di una valutazione discrezionale della pericolosità attuale dello straniero da parte della pubblica amministrazione per coloro che hanno richiesto un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo - Mancata estensione dell'eccezione anche a coloro che, pur trovandosi nelle condizioni sostanziali per ottenere un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, non abbiano attivato le relative procedure formali - Impugnazione di una disposizione che non può trovare applicazione nel giudizio a quo - Difetto di rilevanza della questione - Inammissibilità.. È inammissibile, perché priva di rilevanza nel giudizio a quo, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, impugnato in riferimento agli artt. 2, 3, 29, 30 e 31 Cost., nonché all'art. 117, primo comma, Cost., quest'ultimo con riguardo all'art. 8 della CEDU e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa. Il giudizio a quo, infatti, riguarda un permesso di soggiorno per lavoro autonomo e non un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, sicché in esso non viene in considerazione alcuna questione relativa specificamente alla titolarità di tale ultimo tipo di permesso, ma si discute esclusivamente della disposizione di carattere generale dettata dall'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286 del 1998, che, nello stabilire le condizioni per il rilascio, il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno, prevede, in questo ambito, una valutazione discrezionale di pericolosità in concreto soltanto per gli stranieri che abbiano esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero dei loro familiari ricongiunti e non anche per gli stranieri che abbiano semplicemente legami familiari nel territorio dello Stato.