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Al riguardo, si riconosce alle parti la facoltà di rinegoziare il contenuto dei contratti in funzione della suddetta riduzione e si disciplina la facoltà di recesso concessa al prestatore dei beni e dei servizi. Più in dettaglio, si prevede che quest'ultimo possa recedere dal contratto entro trenta giorni dalla comunicazione della manifestazione di volontà di operare la riduzione senza alcuna penalità da recesso verso l'amministrazione; inoltre, si specifica che il recesso ha effetto decorsi trenta giorni dall'avvenuta ricezione della comunicazione da parte dell'amministrazione interessata; infine, si dispone che, in caso di recesso, le amministrazioni in parola, nelle more dell'espletamento delle procedure per nuovi affidamenti, possano, al fine di assicurare comunque la disponibilità di beni e servizi necessari alla loro attività, stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro di Consip SpA, a quelle di centrali di committenza regionale o tramite affidamento diretto nel rispetto della disciplina europea e nazionale sui contratti pubblici. Il medesimo comma dispone, poi, che le stesse amministrazioni sono tenute ad assicurare che gli importi e i prezzi dei contratti aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge non siano superiori a quelli derivati, o derivabili, dalle riduzioni di cui sopra, e comunque non siano superiori ai prezzi di riferimento, ove esistenti, ovvero ai prezzi dei beni e dei servizi previsti nelle convenzioni quadro stipulate da Consip SpA, ai sensi della normativa vigente in materia di acquisto di beni e servizi. Il comma 9 specifica che gli atti e i relativi contratti adottati in violazione delle disposizioni sopra riportate in materia di importi e prezzi dei contratti sono nulli e sono rilevanti ai fini della performance individuale e della responsabilità dirigenziale di chi li ha sottoscritti. Ai sensi del comma 10, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 4. Inoltre, il comma 11 prevede che i programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per la difesa nazionale siano rideterminati in maniera tale da conseguire una riduzione degli stanziamenti di bilancio in misura non inferiore a 400 milioni di euro per l'anno 2014, che concorrono alla riduzione della spesa per acquisti di beni e servizi che deve essere assicurata dalle amministrazioni dello Stato. Infine, si prevede che la riduzione in termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni corrispondente agli importi sopra riportati sia assicurata, mediante la rideterminazione delle autorizzazioni di spesa iscritte negli stati di previsione dei Ministeri interessati, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Ministro dello sviluppo economico e previa verifica del Ministero dell'economia e delle finanze. In chiusura, la norma prevede che, nelle more dell'adozione del suddetto decreto, siano rese indisponibili le risorse, negli importi indicati, iscritte nello stato di previsione del Ministero della difesa relative alla pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale. Art. 9. - (Acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggregatori e prezzi di riferimento) Il comma 1 dispone l'istituzione dell'elenco dei soggetti aggregatori di cui fanno parte Consip SpA e una centrale di committenza per ciascuna regione, ove costituita ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Al riguardo, si rappresenta che, al fine di garantirne la coerenza con istituti ed attività omogenei già presenti nell'ordinamento, il suddetto elenco è istituito nell'ambito dell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA) di cui all'articolo 33- ter del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, operante presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP). Giova rammentare che la disciplina dell'AUSA comporta già l'obbligo per le stazioni appaltanti, a partire dal 1º gennaio 2014, di richiedere l'iscrizione all'Anagrafe e di aggiornare annualmente i relativi dati identificativi; in particolare, obiettivo dell'AUSA è un'amministrazione trasparente, che conosce e classifica le stazioni appaltanti operanti sul proprio territorio ed è in grado di garantire il rispetto delle regole da parte degli operatori. Pertanto, la gestione dell'elenco dei soggetti aggregatori nell'ambito dell'AUSA consentirà al sistema di godere, in virtù dell'affinità dei due istituti, delle risorse ed attività già rese disponibili per quest'ultima, con conseguenti benefici in termini di tempi e costi, per una più efficace ed efficiente azione amministrativa. Il comma 2 dispone che i soggetti diversi da quelli di cui al comma 1 che svolgono attività di centrale di committenza richiedono all'AVCP l'iscrizione all'elenco dei soggetti aggregatori. Quanto alla definizione dei requisiti per l'iscrizione, tra i quali sono indicati il carattere di stabilità dell'attività di centralizzazione, nonché i valori di spesa ritenuti significativi per le acquisizioni di beni e di servizi con riferimento ad ambiti, anche territoriali, da ritenersi ottimali ai fini dell'aggregazione e della centralizzazione della domanda, si rinvia ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Infine, si demanda l'istituzione del Tavolo tecnico dei soggetti aggregatori, nonché la definizione dei relativi compiti, attività e modalità operative, ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. La disposizione di cui al comma 3 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza permanente Stato-Regioni, da adottarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, l'individuazione delle categorie di beni e di servizi nonché delle soglie al superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e periferiche (con determinate esclusioni), le regioni, gli enti regionali (e i loro consorzi e associazioni) e gli enti del Servizio sanitario nazionale devono avvalersi, rispettivamente, di Consip SpA e del soggetto aggregatore di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure. È demandata al medesimo decreto anche l'individuazione delle modalità di attuazione del comma in esame.