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Mi piacerebbe, in verità, poter venire in questa sede con un annuncio spettacolare, ma permettetemi di ricordare che la possibile esistenza di un altro bronzo e di altri elementi appartenenti al gruppo scultoreo - segnatamente una lancia e uno scudo - è emersa come ipotesi più volte, dal 1972 ad oggi, ed è stata più volte portata anche all'attenzione dell'autorità giudiziaria, per via di notizie apparse sulla stampa. Gli accertamenti del caso che sono stati compiuti dal Nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Cosenza, competente per la Calabria, d'intesa con il reparto operativo per la tutela del patrimonio culturale nazionale, non hanno mai portato elementi di riscontro effettivi. Ad oggi non sono stati acquisiti mai riscontri rispetto alle notizie uscite sulla stampa. La Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero, unitamente alla Soprintendenza e al Comando carabinieri, comunque valuteranno, con tutta l'attenzione necessaria, gli elementi che dovessero emergere in riferimento alla trasmissione andata in onda recentemente e che siano innovativi rispetto a quanto analizzato negli anni precedenti. Aggiungo che questa mattina dovrebbe esserci stato un incontro tra il suddetto Nucleo insieme ai comandanti del gruppo della Compagnia dei carabinieri del luogo con il procuratore di Locri al fine di avviare le prime indagini riferite alla trasmissione «Le Iene» e l'autorità giudiziaria ha già chiesto la consegna dei video delle puntate per procedere ad una disamina completa di quanto emerso nel corso del programma. Ovviamente, se ci fossero elementi nuovi rilevati dalle indagini, informerò immediatamente il Parlamento. (Applausi del senatore Mirabelli) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Iannone, per due minuti. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, prendo atto della cortese risposta del Ministro. Mi permetto soltanto di sottolineare come a mio parere vada dedicata la massima attenzione a questa vicenda, nonostante l'attività di indagine già svolta negli anni passati, perché credo che questi reperti rappresentino il simbolo più importante della nostra tradizione culturale e rappresentino, inoltre, non soltanto il simbolo di una grande storia ma anche, considerato il numero dei visitatori che hanno prodotto e che il Ministero certifica in crescita esponenziale presso il museo archeologico di Reggio Calabria, il simbolo di una Regione (la Calabria), del meridione d'Italia e dell'Italia intera che vuole rinascere e tornare grande. La cultura è un frammento di eternità che ci aiuta a vivere, quindi merita la massima attenzione da parte di chi rappresenta lo Stato. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . La senatrice Iori ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01220 sulle erogazioni liberali per la cultura e il patrimonio artistico italiano, per tre minuti. IORI (PD) . Signor Presidente, nel 2014 con l'introduzione dell' art bonus si è prodotta una misura di grande valore, che consente di detrarre il 65 per cento delle donazioni che le singole persone e le imprese elargiscono a favore dei beni culturali pubblici. Parliamo di una misura ispirata alle migliori pratiche europee, in particolare alla Francia, che ha l'obiettivo di favorire e potenziare il macro-mecenatismo dei grandi sponsor, ma anche il micro-mecenatismo della cittadinanza attiva e le liberalità dei privati, sia persone fisiche sia persone giuridiche, profit e no profit, per la tutela e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio artistico. Tale misura si è rivelata efficace ed è stata poi estesa anche al sostegno allo spettacolo dal vivo, avvicinando ad esso cittadini e ricreando e rafforzando quel sentimento identitario che è alla base di un proficuo rapporto fra i beni culturali che insistono su un determinato territorio e i cittadini che lo abitano. Si tratta, dunque, di un provvedimento che ha funzionato e che è riuscito nell'impresa di conservare e tutelare molte bellezze artistiche del nostro Paese e quindi la sua identità profonda. Se esiste una criticità, forse sta nelle differenze tra il Nord e il Sud in merito alle erogazioni, nel senso che se il Nord procede con passo spedito, nel Mezzogiorno del nostro Paese si fa più fatica perché ci sono alcuni beni culturali che non hanno ancora ricevuto alcuna donazione. Certamente, infatti, non basta decidere di proporre un bene per la raccolta dei fondi, ma occorre anche stimolare i potenziali donatori e creare una strategia in questo senso. Questi aspetti positivi indicano allora che stiamo parlando di uno strumento che può essere ulteriormente migliorato, parlando della possibilità di rendere ancora più importante il suo impatto sul Paese. L'interrogazione richiede pertanto quali siano i risultati raggiunti fino a questo momento dalle erogazioni liberali e quali ulteriori iniziative il Ministro intenda adottare per potenziare il mecenatismo culturale a sostegno di quella unicità del nostro patrimonio artistico, che è davvero unico al mondo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, onorevole Franceschini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. FRANCESCHINI, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, la senatrice Iori, nell'illustrare l'interrogazione, ha già spiegato in modo efficace le ragioni - quindi non le riprendo - che nel 2014 hanno spinto il Parlamento in modo abbastanza condiviso a introdurre l' art bonus con un incentivo fiscale finalmente vantaggioso - invocato da anni - per chi intendesse fare donazioni per il restauro e la ristrutturazione del nostro patrimonio culturale e anche per attività culturali dei musei, delle fondazioni lirico-sinfoniche e di altri settori. Il bilancio è assolutamente positivo, come testimoniano i numeri. Con una misura che all'inizio era stata introdotta solo in forma sperimentale e poi progressivamente trasformata in definitiva ed allargata ad altri settori, ci sono stati 1.730 enti beneficiari, 12.860 mecenati (o donazioni), quasi 400 milioni di euro di donazioni erogate, oltre 3.300 interventi. Tutto è censibile e verificabile sul sito «artbonus.gov.it». Come vedete dai numeri, il bilancio è assolutamente positivo, purtroppo con delle differenze territoriali troppo forti nel nostro Paese, come capita anche in altri settori. Per darvi solo alcune indicazioni abbiamo avuto 149.000.000 euro di donazioni in Lombardia e 712.000 euro in Sicilia, 45.541.000 euro in Emilia-Romagna e 1.442.000 euro in Sardegna e potrei andare avanti. C'è un divario importante, che deve essere colmato attraverso campagne di comunicazione (che sono state fatte e che vogliamo potenziare), attraverso la pubblicità istituzionale, attraverso l'introduzione di iniziative territoriali (ne sono state fatte più di 150) per illustrare il funzionamento dell' art bonus e anche attraverso un premio, che abbiamo creato, per il miglior art bonus con un meccanismo molto partecipativo. I Paesi nel mondo che hanno una tradizione molto forte di filantropia o di mecenatismo nei confronti dei beni culturali - penso alla Francia, agli Stati Uniti, al Regno Unito - hanno un sistema di incentivazione fiscale molto forte, che dura da decenni.