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Inoltre, ci possiamo ritenere soddisfatti per l'approvazione dell'emendamento in difesa delle nostre aziende per quanto riguarda le esportazioni dei rottami, con cui viene ampliato il numero dei soggetti obbligati a trasmettere l'informativa di esportazione al Ministero dello sviluppo economico, che potrà effettuare un monitoraggio chiaro per tutte le imprese che vogliono esportare, incluse quelle estere. Questa è un'iniziativa che serve per tutelare le nostre realtà produttive da pratiche di mercato scorrette che metterebbero in seria difficoltà interi settori, dall'edilizia alle acciaierie, con conseguenze pesanti per le nostre imprese e ricadute sociali e occupazionali. Un'altra risposta concreta agli imprenditori che faticano ancora a riprendersi dall'emergenza sanitaria ed economica e che ci chiedono con forza di non essere lasciati soli nella ripartenza post pandemica è l'approvazione dell'emendamento che permette - per esempio - ai bar, ai ristoranti e ai pubblici esercizi in generale, già ritenuti idonei, a continuare, previo pagamento, a usufruire di tavoli e sedie all'aperto per tutta la stagione estiva, senza dover produrre alcuna nuova richiesta e senza che le amministrazioni comunali possano negarlo. Questo servirà anche per alleggerire le stesse amministrazioni comunali, oltre che per lo sviluppo delle nostre attività. Siamo orgogliosi di questi e di tantissimi altri risultati, frutto di trattative con la maggioranza di Governo, sulla quale sono certo non avremmo potuto incidere restando all'opposizione. Presidente, vorrei concludere questo mio intervento su una questione che da cittadino pugliese mi interessa direttamente e mi sta a cuore, che riguarda l'ex Ilva. Non è possibile - lo dico ai compagni di questo percorso di Governo di larghe intese - che il PD assecondi una iniziativa del MoVimento 5 Stelle, cercando di votare quell'emendamento sull'ex Ilva in Commissione, che per fortuna non è passato, con il parere contrario da parte del Ministero dello sviluppo economico, solo per pura demagogia, come appare chiaro dalle notizie di stampa delle ultime ore, di ieri e oggi. È evidente che i ritardi sulle operazioni di bonifica - è bene chiarirlo - delle aree dell'ex Ilva sono addebitabili a chi ne ha la competenza, e cioè alla gestione commissariale, che non abbiamo messo noi. I fondi a questo destinati ci sono, i soldi per le bonifiche ci sono, ma i commissari non stanno portando avanti il progetto e tutto va molto a rilento. La norma approvata nel decreto è stata ampiamente discussa con la Presidenza del Consiglio e con tutti i partiti di questa maggioranza presenti nella cabina di regia. Obiettivo del Governo e del ministro Giorgetti è dare una accelerazione al processo di decarbonizzazione, che si rende necessaria nell'interesse della città di Taranto, finalizzata a una produttività efficiente di un settore chiave della nostra economia, soprattutto in questo periodo storico, con l'aumento dei prezzi e la mancanza di materie prime. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il decreto-legge n. 21 al nostro esame viene chiamato anche decreto Ucraina e questo mi dà lo spunto per parlare brevemente di Ucraina, di cosa ne pensano gli italiani secondo i sondaggi, ma soprattutto le persone che noi che siamo qui frequentiamo. Mi pare di poter dire, sintetizzando al massimo, che gli italiani pensano che Biden in queste ore dia ordini a Draghi, che Stoltenberg dia ordini a Zelensky dicendogli di non mollare la Crimea, ma l'Ucraina non fa parte della NATO. Mi pare che l'Occidente voglia entrare in guerra a tutti i costi e nessuno parla di diplomazia - ricordo quella di Kissinger, segreta ma efficace - ad eccezione del Papa. L'Occidente mi pare impazzito, e lo dico in quest'Aula con profonda convinzione e timore. Tanto si è cercato di fare in questo decreto per aiutare tutte le categorie colpite dagli aumenti che sono semplicemente pazzeschi: riduzione temporale e parziale delle accise; crediti d'imposta per le imprese con crediti negoziabili, che però diventano debito pubblico; possibilità di chiedere ai gestori la rateizzazione delle bollette in ventiquattro mesi, ma purtroppo, dopo qualche mese, invece di avere una sola bolletta se ne hanno due. Le accise sulle quali si paga l'IVA vengono sterilizzate in parte, ma sono il problema dei problemi. Penso che bisognerebbe tentare - lo dico modestamente e sommessamente al Governo - di sterilizzare le accise per un anno - secondo i miei calcoli, il costo è di 15 miliardi - e ciò andrebbe fatto subito con uno scostamento, perché lo scostamento prima o dopo andrà fatto, in maniera che i prezzi siano ridotti alla fonte e non si debbano erogare dei sussidi dopo. Si deve pensare a una riduzione dei costi e dei prezzi o a un minor aumento dei prezzi, perché forse non si tornerà mai più ai prezzi di prima. Occorre sterilizzare per un anno le accise, con tutto quello che ne deriva, perché in economia bisogna raffreddare, allungare i tempi, dare delle certezze. Il famoso bonus del 110 per cento per le villette unifamiliari e per raggiungere il 30 per cento viene prorogato dal 30 giugno al 30 settembre e forse è ancora poco: se tutti compriamo gli stessi articoli, poi a causa delle speculazioni, delle difficoltà di fabbricazione o del contesto internazionale, i prezzi aumentano in percentuali che non possiamo neanche dire o ripetere. Il mio consiglio è di avere il coraggio di fare una manovra. Come possono risparmiare i Comuni sulle bollette dell'illuminazione pubblica? Ci sono dei tentativi per spegnere alcuni lampioni, ma questo marchingegno avrebbe un costo superiore al risparmio. Si propone di consentire di utilizzare l'avanzo di amministrazione per pagare le bollette, ma come farebbe chi non lo ha? I modesti ristori che sono stati attribuiti - modesti perché non si può fare di più - sono un tanto per abitante; ad esempio, il decreto-legge n. 17 stanzia circa 5 o 6 euro per abitante, ma i piccoli Comuni da 100 abitanti non possono ricevere 300 o 400 euro. L'articolo 23 del decreto-legge in esame tratta della revisione prezzi, un tema che mi sta molto a cuore. Innanzitutto c'è un problema su cui bisogna mettersi d'accordo: la revisione dei prezzi riguarda i lavori che sono in corso, per i quali le imprese aggiudicatrici dell'appalto fanno presente che c'è stato un incremento superiore all'8 per cento. Tuttavia, per i lavori che sono in progettazione esecutiva, e quindi chiaramente in pre-appalto, non è prevista e le stazioni appaltanti non possono andare avanti. Bisogna quindi prevederla anche in questo caso. Io avevo presentato degli emendamenti che riguardavano i prezziari, con la richiesta di sospensione per un anno e di proroga del fine lavori per un anno, ma mi è stato opposto un diniego con delle giustificazioni che condivido soltanto in parte. Signor Presidente, la senatrice Gallone mi cede due minuti.