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Tali disposizioni, che recano deroghe puntuali all'articolo 71, comma 10, del TUEL, sono state introdotte nel 2021 in considerazione del permanere del quadro epidemiologico da COVID-19 complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale e a causa delle oggettive « difficoltà di movimento all'interno dei singoli Stati e fra diversi Stati » e successivamente ribadite anche per il 2022. Il comma 2 dell'articolo 1 abroga l'articolo 60 del testo unico delle leggi per la composizione e l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960. L'intervento è volto in particolare a ragioni di coordinamento normativo, tenuto conto che il predetto articolo 60, in ogni caso antecedente temporalmente al TUEL, reca una disciplina in parte sovrapponibile a quella dell'articolo 71 del TUEL, su cui interviene il comma 1 dello stesso articolo 1, come sopra descritto. Nello specifico, ai sensi del primo periodo del primo comma del citato articolo 60, qualora nei comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti (l'articolo 71 del TUEL riguarda i comuni con non più di 15.000 abitanti) sia stata ammessa e votata una sola lista, si intendono eletti i candidati al verificarsi delle seguenti condizioni: 1) che gli stessi abbiano riportato un numero di voti validi non inferiore al 20 per cento dei votanti: 2) che il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Il predetto articolo 60, al secondo periodo del primo comma, reca anche la fattispecie dell'unica lista ammessa e votata nei comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti. In tal caso le condizioni previste per la validità delle elezioni sono le seguenti: i candidati compresi nella lista devono aver riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non deve essere stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora il numero dei votanti non abbia raggiunto la percentuale richiesta, ai sensi del secondo comma l'elezione è nulla. Inoltre si stabilisce che sia parimenti nulla l'elezione nei comuni con popolazione sino a 10.000 abitanti, qualora non sia risultata eletta più della metà dei consiglieri assegnati. L'articolo 2 del disegno di legge, costituito da un unico comma, modifica la legge n. 81 del 1993, che disciplina l'elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale, novellandone l'articolo 3, riguardante il numero di sottoscrizioni per la presentazione delle liste per l'elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale. In tale ambito la disposizione introduce l'obbligo di sottoscrizione delle liste anche per i comuni con meno di 1.000 abitanti. In dettaglio, la lettera a) del comma 1 sostituisce interamente il comma 1 dell'articolo 3 della legge n. 81, confermandone l'impianto di fondo – il quale prevede che la dichiarazione di presentazione delle liste sia sottoscritta da un numero di firme che si riduce al ridursi della dimensione del comune interessato – ma modificando la formulazione vigente della lettera i) e introducendo le nuove lettere l) , m) e n) , con conseguente soppressione del comma 2 del medesimo articolo 3 della legge n. 81. La lettera i) del comma 1 e il comma 2 del citato articolo 3, nel testo vigente, prevedono, rispettivamente, che la dichiarazione di presentazione delle liste di candidati al consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di sindaco per ogni comune debba essere sottoscritta da non meno di 25 e da non più di 50 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 2.000 abitanti e che non sia necessaria alcuna sottoscrizione per le liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. Le lettere da i) a n) del comma 1 dell'articolo 3 della legge n. 81 del 1993, come modificato e integrato dall'articolo 2 del disegno di legge, richiedono che la richiamata dichiarazione di presentazione delle liste e delle collegate candidature sia sottoscritta: « i) da non meno di 25 e da non più di 50 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 2.000 abitanti; l) da non meno di 15 e da non più di 30 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 751 e 1.000 abitanti; m) da non meno di 10 e da non più di 20 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 501 e 750 abitanti; n) da non meno di 5 e da non più di 10 elettori nei comuni con popolazione sino a 500 abitanti ». Tali modifiche sono volte a rendere obbligatoria la sottoscrizione delle candidature e delle liste anche nei comuni con meno di 1.000 abitanti, a differenza di quanto è previsto dalla legislazione vigente. Resta invece ferma la restante parte dell'articolo 3, comma 1, della legge n. 81, ai sensi del quale le liste devono essere sottoscritte: « a) da non meno di 1.000 e da non più di 1.500 elettori nei comuni con popolazione superiore ad un milione di abitanti; b) da non meno di 500 e da non più di 1.000 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 500.001 e un milione di abitanti; c) da non meno di 350 e da non più di 700 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 100.001 e 500.000 abitanti; d) da non meno di 200 e da non più di 400 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 40.001 e 100.000 abitanti; e) da non meno di 175 e da non più di 350 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 40.000 abitanti; f) da non meno di 100 e da non più di 200 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti; g) da non meno di 60 e da non più di 120 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti; h) da non meno di 30 e da non più di 60 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 2.001 e 5.000 abitanti ». Conseguentemente, come accennato in precedenza, il comma 1, lettera b) , dell'articolo 2 sopprime il comma 2 del citato articolo 3 della legge n. 81, ai sensi del quale nessuna sottoscrizione è richiesta per la dichiarazione di presentazione delle liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. Per quanto attiene al rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite, si rileva come il disegno di legge sia riconducibile alla materia « legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane » compresa nell'ambito della competenza legislativa esclusiva statale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione..