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successivamente il pronto soccorso ostetrico e, infine, i restanti; l'assessore per la salute della Regione Siciliana, dottor Ruggero Razza, aveva assicurato la consegna dei locali e l'apertura al pubblico entro marzo 2019; tuttavia l'ex direttore generale Cantaro, in un'intervista al quotidiano "La Sicilia", mostrava perplessità circa la data di consegna, rilevando la complessità dell'opera, che consta di vari dipartimenti; ciò che è importante non è soltanto l'apertura della struttura ma che la stessa si doti del personale medico necessario per permetterne un efficiente funzionamento: l'azienda ospedaliera necessita, infatti, di una sessantina di medici e 70-80 infermieri e tecnici di radiologia; le associazioni del territorio, quali "Rete Piattaforma Librino" oltre che "Rete sociale di Librino", lamentano un'insostenibile situazione stante l'interminabile attesa di completamento dei lavori e la mancata apertura dell'ospedale entro i termini originariamente stabiliti. In tal modo, infatti, viene lasciata senza copertura sanitaria tutta la parte sud delle città di Catania, vale a dire circa 100.000 cittadini; il progetto del nuovo ospedale è stato finanziato tramite fondi europei (100 milioni di euro) e il mancato rispetto della scadenza per l'ultimazione dell'opera comporterà il pagamento di una penale; considerato che, a parere degli interroganti: è necessario monitorare l'andamento dei lavori per sancire una data certa di ultimazione; è altresì importante che, oltre al completamento dei lavori della struttura, sia aperto ogni reparto e sia dotato del personale medico necessario, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché sia garantita l'apertura dell'ospedale San Marco entro tempi certi e con la dotazione del personale sanitario necessario. Atto n. 4-01499 PELLEGRINI Marco MORONESE NATURALE PIRRO PRESUTTO ACCOTO QUARTO ORTOLANI GARRUTI GALLICCHIO DONNO MATRISCIANO MOLLAME CASTELLONE DELL'OLIO ROMANO MAUTONE PESCO URRARO LANNUTTI LOMUTI MANTERO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: la discarica di Deliceto (Foggia) (sita in contrada Catenaccio, località Masseria Campana, in agro di Deliceto) è un impianto complesso per il trattamento meccanico biologico (TMB) dei rifiuti solidi urbani, costituito da centro di selezione rifiuti, linea di biostabilizzazione, linea di compostaggio ed annessa discarica di servizio di rifiuti indifferenziati e/o residui dopo la raccolta differenziata; il sito è gestito da una società privata, la BIWIND srl (già Agecos), di proprietà dei Bonassisa; la concessione dell'utilizzo del sito per il trattamento dei rifiuti, da parte dell'Ato Foggia (ambito territoriale ottimale) in favore della società BIWIND, scade il 31 marzo 2021; attualmente, il sito è inattivo, in quanto le volumetrie utilizzabili sono esaurite al 30 ottobre 2017; la trasmissione televisiva "Striscia la notizia" (nelle puntate del 18 marzo 2019, 20 marzo 2019 e 25 marzo 2019) evidenziava che, nottetempo, si sarebbero verificati degli sversamenti di percolato in un canale naturale che scorre adiacente al suddetto impianto. Il percolato sarebbe stato aspirato da una pozza di accumulo sita all'interno dell'impianto mediante una pompa idrovora (riportante scritte adesive della società Agecos). In buona sostanza, il percolato sarebbe stato abusivamente e illecitamente sversato nel canale, invece di smaltirlo secondo legge, sostenendone i relativi non trascurabili costi; la gravità di tale comportamento è del tutto evidente, in quanto il percolato, che è un liquido, in genere, fortemente contaminato da sostanze organiche e inorganiche, dopo il suddetto sversamento nel canale, potrebbe essere defluito nel fiume Carapelle (che attraversa il Tavoliere) e aver contaminato i campi agricoli limitrofi, attraversati dal canale e dal fiume, prima che quest'ultimo sfoci a mare, nel golfo di Manfredonia; durante la suddetta puntata del 18 marzo 2017 di "Striscia la notizia" è stato trasmesso un video che descrive per immagini quanto riportato e, inoltre, è stata trasmessa un'intervista anonima a un ex dipendente dell'impianto, il quale denuncia e conferma che tali pratiche di sversamenti non autorizzati sono ricorrenti; durante la puntata del 20 marzo 2019 sono stati, altresì, mostrati verbali relativi alle attività di controllo dei pozzetti di raccolta del percolato della discarica, dai quali emergerebbe che detti pozzetti, per quasi tutto il 2017, sono rimasti "a secco" e che, pertanto, non sarebbe stato possibile effettuare l'analisi del percolato per "mancanza di acqua". Tale motivazione appare a giudizio degli interroganti singolare, atteso che l'inverno del 2017 è stato caratterizzato da precipitazioni particolarmente abbondanti; nella puntata del 25 marzo 2019, è stata trasmessa un'intervista a una persona che frequenta quei luoghi, la quale ha testimoniato di aver sentito, per lungo tempo, rumori notturni riconducibili al funzionamento di una pompa idrovora, nonché il contestuale cattivo odore proveniente dal canale e, infine, la presenza di numerosi autoarticolati in prossimità della discarica durante il fine settimana, apparentemente senza alcuna giustificazione, visto che ufficialmente il TMB è esaurito; secondo la stampa locale, l'AGER (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) e il servizio dell'AIA della Regione Puglia, starebbero effettuando controlli nel sito, in seguito al clamore mediatico suscitato dalla vicenda; precedentemente ai fatti descritti, la società BIWIND Srl srl aveva richiesto una modifica sostanziale dell'Autorizzazione integrata ambientale (AIA) rilasciata con determina dirigenziale n. 167 del 30 marzo 2009 e modificata con determina dirigenziale n.13 del 20 febbraio 2013. L'intervento proposto riguardava la realizzazione di un nuovo bacino di trattamento per rifiuti non pericolosi (per un volume complessivo di circa 492.000 metri cubi), in prossimità dell'ormai esaurito TMB. E con delibera del 17 novembre 2017 n. 1908, la Giunta della Regione Puglia stabiliva di considerare interventi di ampliamento/risagomatura della discarica per circa 500.000 metri cubi. La Giunta regionale, in tal modo, disponeva di dar mandato alla Sezione autorizzazioni ambientali della Regione Puglia, al fine di verificare la presenza dei requisiti tecnici e ambientali per il rilascio dei titoli autorizzativi. Attualmente, risulta pertanto pendente il procedimento di modifica del provvedimento AIA per la realizzazione dell'ampliamento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda adoperarsi affinché vengano appurati, attraverso le autorità competenti, giudiziarie e sanitarie, eventuali illeciti compiuti ai danni dell'ambiente, e se vi sia stato un effettivo corrompimento delle acque;