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inoltre, i componenti e i funzionari della Commissione non possono essere nominati o reclutati tra dipendenti di amministrazioni pubbliche, se non in una prima fase, in ossequio alla citata risoluzione n. 48/134 del 1993. La Commissione è costituita da tre componenti: un presidente e due membri. I membri sono eletti rispettivamente dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati. Il presidente è nominato congiuntamente dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati tra esperti altamente qualificati in materia, indipendenti e d'esperienza pluriennale. L'incarico, della durata di quattro anni è rinnovabile una sola volta, non è compatibile con altri incarichi pubblici o presso enti privati. Nell'articolo 3 sono previsti i compiti che la Commissione svolge, con riferimento alle principali convenzioni internazionali ratificate dall'Italia nel campo dei diritti umani; in prospettiva essa potrebbe sviluppare i suoi compiti anche in funzione di altri organismi che dovessero essere istituiti per l'attuazione di adempimenti internazionali di cui al comma 4, come quello previsto dal Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984. I compiti principali della Commissione riguardano quattro grandi aree di attività -- sensibilizzazione, vigilanza, proposta e rapporti istituzionali -- e tra essi si segnalano: -- promuovere la cultura dei diritti umani, in particolare mediante le istituzioni scolastiche, presso le singole amministrazioni e le categorie professionali; -- curare il monitoraggio del rispetto dei diritti umani in Italia nonché l'attuazione delle convenzioni e degli accordi internazionali ratificati dall'Italia in materia; -- formulare pareri, raccomandazioni e proposte al Governo su tutte le questioni concernenti i diritti umani; -- collaborare per lo scambio di esperienze e la migliore diffusione di buone prassi con gli organismi internazionali preposti alla tutela dei diritti umani, come sopra ricordato; -- valutare le segnalazioni in materia di violazioni o limitazioni di diritti umani, provenienti dagli interessati o dalle associazioni che li rappresentano, ai fini del successivo inoltro agli uffici competenti della pubblica amministrazione, qualora non sia già stata adita l'autorità giudiziaria; -- promuovere gli opportuni contatti con le autorità, le istituzioni e gli organismi pubblici, quali i difensori civici, cui la legge attribuisce, a livello centrale o locale, specifiche competenze in relazione alla tutela dei diritti umani. Al comma 8 del medesimo articolo 3 è prevista l'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per disciplinare l'organizzazione interna ed il funzionamento, l'ordinamento ed il trattamento economico del personale. È previsto, inoltre, che l'ufficio della Commissione, al fine di consentire l'avvio delle attività amministrative si avvalga, in sede di prima applicazione, di personale proveniente dalla pubblica amministrazione collocato fuori ruolo, in numero massimo di sei unità, selezionate fra il personale in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità ed esperienza necessari. Il successivo comma 9 stabilisce che, con apposita delibera, adottata dalla Commissione nella prima seduta, siano definite le procedure di formazione e di adozione degli atti nonché l'articolazione della struttura. Con l'articolo 4 è sancito l'obbligo della Commissione di presentare rapporto all'autorità giudiziaria competente ogniqualvolta venga a conoscenza di fatti che possano costituire reato. L'articolo 5 istituisce la struttura di supporto all'attività della Commissione, che risponde solo a quest'ultima. È prevista la creazione di un ufficio, a capo del quale è posto un direttore nominato dalla Commissione per un periodo corrispondente alla durata in carica della Commissione stessa. Il comma 2 del medesimo articolo 5 prevede l'istituzione del ruolo organico del personale dipendente dalla Commissione, la cui composizione è fissata in dieci unità, di cui un dirigente di seconda fascia, sei funzionari esperti, tre tra amministrativi e tecnici. All'articolo 6 viene istituito il Consiglio per i diritti umani e le libertà fondamentali, costituito da non più di quaranta componenti, in rappresentanza di istituzioni ed organizzazioni della società civile, nonché esperti individuati dalla Commissione. È previsto, tra l'altro, che due tra i componenti siano scelti tra i garanti regionali dei diritti dei detenuti. L'articolo 7 stabilisce i compiti e le funzioni del Consiglio: esso collabora con la Commissione nell'esame delle questioni connesse alla protezione e alla promozione dei diritti umani, approva ogni anno le linee generali di attività e assiste nell'opera di raccordo con le istanze della società civile e di coordinamento con le istituzioni statali, gli enti territoriali e tutti gli organismi competenti in materia. L'articolo 8 riconosce la facoltà della Commissione di avvalersi del contributo di università e centri di studio e di ricerca nonché di tutte quelle organizzazioni non governative, sociali o professionali che operano nel campo della promozione e della tutela dei diritti umani. L'articolo 9 sancisce l'obbligo al segreto d'ufficio in capo ai componenti della Commissione e alle persone di cui la stessa si avvale. Al fine di assicurare un confronto costante e continuo col Parlamento, l'articolo 10 dispone la presentazione, da parte della Commissione, entro il 30 aprile di ogni anno, di una relazione annuale sull'attività svolta nell'anno precedente. Gli articoli 11 e 12, infine, provvedono circa le spese di funzionamento della Commissione e la relativa copertura finanziaria.. Art. 1. (Princìpi generali) 1. La presente legge detta disposizioni generali in materia di promozione e protezione dei diritti umani cui l'Italia si ispira secondo i principi contenuti nella Costituzione e nelle convenzioni internazionali delle quali è parte. 2. Al fine di assicurare l'attuazione dei princìpi di cui al comma 1, l'ordinamento riconosce un ruolo specifico in materia alle amministrazioni dello Stato e, in tema di rapporti internazionali, per le particolari funzioni ad esso attribuite dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, al Ministero degli affari esteri, presso il quale opera il Comitato interministeriale dei diritti umani che assicura il raccordo tra le amministrazioni pubbliche, nonché tra queste, gli organismi internazionali e la Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani di cui all'articolo 2 della presente legge. Art. 2. (Istituzione e composizione della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani) 1. È istituita, ai sensi della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite n. 48/134 del 20 dicembre 1993, la Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani, di seguito denominata «Commissione», con lo scopo di promuovere e di tutelare i diritti fondamentali della persona, riconosciuti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali di cui l'Italia è parte. 2. La Commissione opera con indipendenza di giudizio e di valutazione nonché in piena autonomia decisionale, gestionale e finanziaria;