[massime]

Misure di prevenzione - Prescrizioni nei confronti dei prevenuti - Prescrizione al sorvegliato speciale di «non dare ragione di sospetti» - Sanzione, in caso di inosservanza - Prospettato contrasto con il principio di determinatezza e tassatività in materia penale - Difetto di rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, in relazione all'art. 5, secondo comma, della stessa legge, sollevata in riferimento all'articolo 25, secondo comma, della Costituzione nella parte in cui "sanziona la condotta di chi abbia violato la prescrizione della misura di prevenzione di ‘non dare ragione di sospetti’". Non risultando, infatti, il profilo evocato pertinente al caso di specie, la questione sollevata finisce per essere priva di rilevanza agli effetti delle determinazioni che il giudice 'a quo' è chiamato ad adottare, altra essendo la "prescrizione" della cui applicazione in concreto si tratta: la quale, in quanto riconducibile al paradigma dell''honeste vivere', non è qualificabile, al pari di altre prescrizioni di "genere", alla stregua di specifici "obblighi" penalmente sanzionati.