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È curioso che invece, quando si assiste ad un nuovo Governo che si presenta come un «Governo del cambiamento» (di cui fa parte un partito che annunciava di volere aprire con l'apriscatole la scatoletta rappresentata dal Parlamento), l'assestamento passi con tre emendamenti. Uno - udite, udite - di mezzo milione di euro; una cifra riferita ad un maggiore stanziamento verso il Fondo per lo sviluppo sostenibile. Poi c'è un altro emendamento di 10 milioni, con cui si muovono dei fondi all'interno del bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali per spostarli dalla tutela del paesaggio verso il FUS, sul capitolo dello spettacolo dal vivo. Il terzo emendamento - pensate un po' - è il cambio di denominazione di una tabella. Se questo è tutto il coraggio che avete, oggi il MoVimento 5 Stelle e la Lega approveranno il bilancio di Gentiloni Silveri e Padoan, perché quest'ultimi non avrebbero potuto portare in Aula un assestamento diverso da questo. Noi diamo il beneficio delle poche settimane, del poco tempo a disposizione per il nuovo Governo. Quindi, nessuno si aspetta miracoli, ad eccezione di chi li promette. Noi che siamo più realisti, però, non ci attendiamo miracoli e ci chiediamo: non era possibile spostare un miliardo magari dalle politiche sull'immigrazione verso le politiche della sicurezza, o destinare qualche risorsa in più per risolvere alcuni problemi e definanziare spese che reputiamo e abbiamo reputato non importanti anche insieme ad alcuni amici? Noi, infatti, abbiamo condiviso con la Lega la campagna elettorale e un programma di Governo da presentare al Paese e, nel nostro programma, c'erano altre priorità rispetto a quelle che sono state presentate nei bilanci e nell'azione dei Governi Gentiloni Silveri, Renzi e Letta. Non c'è un solo intervento di cambiamento. Non è mostrato in questo assestamento di bilancio quel minimo coraggio per dire che almeno su una questione, sulla quale abbiamo le idee chiare e su cui in pochi mesi si può cambiare l'indirizzo politico economico e pratico del Paese, noi interveniamo. Niente! Vi presentate qui in Aula, leggendo i compitini preparati dal Servizio studi, affermando che il bilancio ha assestato più o meno questo e più o meno quello; sono aumentati gli avanzi e sono diminuiti i disavanzi. Insomma, questo leggiamo nelle relazioni tecniche. Politicamente, invece, vorremmo capire dalla maggioranza se il Governo intende davvero cambiare passo. E qui vi annuncio che avete sprecato un decimo di legislatura, perché un assestamento corrisponde a sei mesi di bilancio e una legislatura che dura cinque anni è fatta di dieci semestri. Ebbene, il primo semestre lo avete bruciato così. Voi arriverete al 31 dicembre continuando a spendere i soldi secondo le priorità e gli appostamenti che il Governo Gentiloni Silveri ha preparato lo scorso anno e sui quali, in perfetta continuità, state andando a governare il Paese, almeno fino al 31 dicembre! (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Ferro) . Attenderemo poi la prossima settimana o quando sarà pronto il nuovo bilancio, sul quale ci confronteremo, e vedremo che cosa sarete in grado di presentare. Noi speriamo positivamente, perché siamo per il bene della Nazione e del popolo italiano. Quindi, facciamo il tifo perché ci sia un Governo capace di rispondere alle esigenze della Nazione e del popolo. E speriamo di vedere qualcosa di molto meglio rispetto ai rendiconti che ci sono stati presentati e rispetto ai quali gli interventi trionfalistici del Partito Democratico sono a dir poco surreali. Ma come si fa a vantare la diminuzione del carico fiscale, quando viene presentato solo l'ultimo anno, dal 42,7 al 42,5 per cento: addirittura 0,2 in meno? (Applausi della senatrice Rizzotti) . Ma conteggiamo anche il bonus degli 80 euro come politica fiscale. Si scende -udite, udite - al 41,9: quindi, ben 0,8 punti di diminuzione della pressione fiscale. Con questo ritmo ci vorranno ottantasette anni per arrivare a quella pressione tra il 25 e il 30 per cento che un cittadino e un'impresa normale percepiscono come congrua, giusta, equa da pagare e che, quindi, crea una società più civile e più equilibrata. Dico però alla maggioranza di non aver la faccia di affermare, magari fra una settimana o due, dopo aver presentato in pompa magna la rivoluzione della flat tax e della nuova rivoluzione fiscale - come annunciano alcuni ambienti e io spero vengano smentiti - che il primo passo sarà la riduzione di un punto di IRPEF, perché questo lo promettevano pure Gentiloni Silveri e Padoan. Non c'era bisogno di fare la rivoluzione per presentarci un tentativo modesto di riduzione di un punto di IRPEF, magari su uno scaglione solo! (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Possiamo utilizzare lo stesso argomento per il debito pubblico. Anche in questo caso, di nuovo, il dato è dello 0,2 per cento in meno di rapporto tra debito e PIL e volete anche l'applauso. Vengono letti i soli dati relativi all'ultimo anno. Ma, se leggiamo il complesso del rendiconto di tutta la stagione di Governo del Partito Democratico, dal 2014 al 2017 il rapporto tra debito e PIL 131,8 era e 131,8 è rimasto. Noi, cioè, abbiamo avuto quattro anni di Governo passati inutilmente, durante i quali si è affamata la metà del popolo italiano, incrementando la povertà per fasce che non avevano mai conosciuto il problema di arrivare alla fine del mese, mantenendo uguali il rapporto tra debito e PIL, l'indebitamento del Paese e la sua vulnerabilità rispetto agli attacchi speculativi, che arriveranno. Adesso, infatti, che finiscono il quantitative easing della Banca centrale europea e i tassi a zero e torna ad aumentare il costo del denaro - e quindi anche il costo del debito - vedrete che cosa succederà con lo spread . Questo succede perché ci sono carichi di debito che nessuno ha mai voluto affrontare e che sono la vera priorità del Paese. Per mettere il Paese in sicurezza e al riparo dagli attacchi speculativi, dobbiamo abbattere il debito e non farne di nuovo. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Dobbiamo fare politiche che incrementino la produzione e il prodotto interno lordo, così da diminuire il rapporto, altrimenti l'attacco della speculazione ci sarà. Noi saremo sempre pronti a difendere il nostro Paese. Lo abbiamo fatto quando, negli anni 2009, 2010 e 2011, la speculazione ha buttato giù un Governo legittimo e qualcuno si fregava le mani e andava in giro per l'Europa tutto contento che questo accadesse. (Applausi della senatrice Rizzotti) . Da parte nostra non troverete atteggiamenti irresponsabili, perché il bene della Nazione viene sempre prima di tutto. (Richiami del Presidente). Concludo e non aggiungo altro, perché accolgo l'invito alla sintesi del Presidente e cerco di aiutarlo a mantenere un dibattito disciplinato. Dichiaro pertanto il voto contrario del Gruppo Fratelli d'Italia sia sul rendiconto che sull'assestamento. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . MISIANI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE.