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ho interrotto prima la senatrice Rojc e devo interrompere necessariamente anche lei. Lasci eventualmente il testo agli atti. BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, credo che oggi dovremmo cogliere questa occasione per ricordare le vittime del comunismo. Il comunismo è stato, per tutto il XX secolo, un terribile incubo e i popoli che l'hanno conosciuto hanno sperimentato sangue e macerie: 100 milioni di vittime, secondo il libro nero del comunismo. Per questo, a nome di Fratelli d'Italia, voglio dire chiaro e forte che non condividiamo quest'opera di mistificazione della storia, tra l'altro con i soldi dello Stato italiano. (Applausi) . È una vergogna che siano stati stanziati 400.000 euro per ricordare un partito che, per oltre mezzo secolo, è stato agli ordini dell'Unione Sovietica. Un fedele esecutore degli ordini di Mosca, a cominciare addirittura dal sostegno al patto Molotov-Ribbentrop, per passare, anche dopo la fine della guerra, a posizioni nettamente allineate con Mosca su fatti tragici della storia europea. Del resto, come ha dimostrato uno storico importante come Valerio Riva - ovviamente dimenticato dalla compiacente storiografia di sinistra e dagli eredi legittimi di quel Partito Comunista - con centinaia di documenti inconfutabili tratti dagli archivi di Mosca, tutti sanno che il Partito Comunista Italiano, dal 1945 fino a tutti gli anni Novanta, ha ricevuto oltre 500 milioni di euro (1000 miliardi di vecchie lire) dall'Unione Sovietica. Evidentemente rispondeva ai disegni di una potenza che - lo voglio ricordare - era nemica dell'Italia e dell'Occidente. Questo è stato il comunismo in Italia: nessuna diversità del Partito Comunista Italiano, esattamente il contrario, e di questo oggi finalmente si dovrebbe parlare senza mistificazioni e senza apologie di un passato che tutti quanti dobbiamo sperare non torni mai più. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, nel caso in cui dovesse esaurirsi il tempo a mia disposizione prima che abbia concluso il mio intervento, chiedo di allegare al resoconto il testo integrale. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, se guardiamo all'interesse che in questi giorni ha suscitato l'anniversario della nascita del Partito Comunista, credo sia evidente a tutti - non al senatore Balboni, ma non ne sono sorpreso - l'importanza del ruolo del Partito Comunista e al tempo stesso la sua particolarità, la sua originalità. Questo è il frutto di un percorso. Anche un cieco non può non vedere il ruolo che il Partito Comunista ha avuto nella costruzione della democrazia italiana, non solo nella politica, non solo nella Resistenza, non solo nell'Assemblea costituente. Mi riferisco alla capacità di coinvolgere milioni di uomini e di donne, di ricostruire un rapporto delle masse popolari con le istituzioni e la democrazia, dopo la tragedia criminale del fascismo. Non vedere queste cose è uno sforzo intellettuale che non rispetta l'intelligenza e la storia. Non intendo in questa sede ripercorrere la vicenda del 1921; ha ragione il senatore Nencini nel dire che nel 1921 Gramsci non ha assolutamente un ruolo da protagonista nella rottura e nella scissione; è nel 1926, al congresso di Lione, che arriva il ruolo fondamentale di Gramsci. Io credo che non potrebbe esistere la storia e l'originalità del Partito Comunista Italiano senza Antonio Gramsci e senza la sua capacità di innervare la storia, la rilettura del Risorgimento, della letteratura italiana con Manzoni, del diciannovismo; senza di essa non esisterebbe il Partito Comunista e poi il partito nuovo di Togliatti. Tanto meno voglio negare la contraddizione oggettiva tra la via italiana e il rapporto con l'Unione Sovietica. Non lo voglio negare ed è una contraddizione oggettiva, ma d'altra parte non si può certo negare... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Mi dispiace, ma è così. AIMI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, oggi c'è poco da celebrare. Oggi il comunismo italiano compie cento anni e si vedono tutti. Noi però non possiamo comprendere la storia di quel partito se non incominciamo a valutare il suo collegamento a livello internazionale. Sto parlando di un Partito Comunista che faceva parte dell'Internazionale comunista che, come è stato ricordato in quest'Aula, ha provocato oltre 100 milioni di morti. Inoltre, mentre si chiudevano i lager, si aprivano i gulag (questa è una verità assolutamente incontrovertibile), dove morivano anche tragicamente tantissimi ebrei. Non si può quindi - come ho sentito fare in quest'Aula - augurare lunga vita al comunismo, un bandito appostato sulla strada della civiltà occidentale. Questa è la verità. Il comunismo italiano deve fare ancora i conti con i rubli arrivati da Mosca, con l'oro di Mosca; deve fare i conti con il cosiddetto triangolo della morte, una pagina di storia che dobbiamo ancora scrivere per quello che si è verificato; deve fare ancora i conti con il dramma delle foibe, con Tito e tutte le correlazioni a livello internazionale. Il Partito Comunista Italiano contribuiva a dare asilo a Praga ai rifugiati che avevano commesso gravissimi delitti. È un fallimento totale e lo è stato in economia, contro la proprietà privata, contro i valori, contro la famiglia; la religione è sempre stata considerata un oppio dei popoli e ritengo che sia di questo che dovremmo parlare. Per questo noi oggi celebriamo le vittime del comunismo. Vorrei anche ricordare gli alpini che vennero abbandonati, la nostra Armata italiana in Russia (Armir), di cui Togliatti sapeva. Vorrei altresì ricordare che «l'Unità», il quotidiano del Partito Comunista Italiano, il 6 marzo del 1953 titolava: «la luttuosa notizia» «onore al grande Stalin!» «gloria eterna all'uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell'umanità». Sì, il comunismo internazionale ha liberato dalla vita centinaia di milioni di persone, come in Cina e in Cambogia; ha operato la distruzione dei principi più sacri, a partire da quello alla vita. Io credo che un partito onesto, una forza politica onesta, debba avere il coraggio di uscire completamente da questa trattazione al latte e miele per dire finalmente la verità. Forza Italia non può assolutamente stare da questa parte e, da anticomunista, continuerà in questa battaglia di verità. (Applausi) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, nel caso in cui dovesse esaurirsi il tempo a mia disposizione prima che abbia concluso il mio intervento, chiedo di allegare al resoconto il testo integrale. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. LANNUTTI (M5S) . La storia, maestra di vita, non ha mai scolari.