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Un capitolo - prosegue la relatrice - è dedicato all'aiuto umanitario italiano, dove viene sottolineato come negli ultimi anni si sia assistito al progressivo aumento di risorse stanziate disponibili a tale scopo. Dopo aver toccato il picco minimo di 19,5 milioni di Euro nel 2012, le risorse sono progressivamente aumentate arrivando a raggiungere lo stanziamento di 119 milioni di euro nel 2017e 131,5 milioni di euro nel 2018. Quanto alla ripartizione geografica degli interventi, la priorità è stata assegnata al continente africano e al Medio Oriente (90 per cento circa). Gli interventi sono stati indirizzati principalmente a fronteggiare alcune delle crisi umanitarie più acute, in Siria, in Iraq, in Libia, nella Repubblica Centrafricana, in Yemen, in Myanmar e nelle regioni del Corno d'Africa, del Sahel e del Lago Ciad. È, inoltre, sottolineato come anche con riferimento al triennio 2019-2021 la Cooperazione Italiana continuerà a sostenere l'azione degli operatori umanitari nel quadro dei rispettivi piani di riposta umanitaria, ma anche per la prevenzione delle crisi umanitarie, con iniziative volte a ridurre il rischio da disastri e a far adattare la popolazione ai cambiamenti climatici. Con riferimento alle priorità tematiche della cooperazione italiana, il Documento sottolinea come nel triennio l'obiettivo di azione che ci si prefigge sarà quello di contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e di specifici Target, concentrando almeno il 75 per cento delle risorse nelle aree tematiche di intervento prioritario, articolate attorno ai 5 Pilastri dell'Agenda 2030 (le cosiddette 5 "P"), ovvero persone, prosperità, pianeta, partenariati e pace. Ogni iniziativa conterrà l'indicazione degli OSS e dei Target di riferimento e riporterà - da quest'anno - i codici OCSE-DAC, indicatori di Rio per l'Ambiente e indicatori di Policy OCSE-DAC, utilizzati per la rendicontazione annuale all'OCSE-DAC dei flussi di cooperazione allo sviluppo. In tale quadro, è previsto che a partire dal 2019 anche la Relazione annuale riporti i dati e le informazioni sulle attività realizzate e sui progressi verso la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e relativi Target e l'indicazione dei codici OCSE-DAC e degli altri indicatori, al fine di verificare la rispondenza delle azioni svolte rispetto agli obiettivi attesi. Con riferimento al primo pilastro, quello delle Persone, il Documento sottolinea gli obiettivi della lotta alla fame, del raggiungimento della sicurezza alimentare, della promozione del benessere per tutti e a tutte le età, nonché di un'istruzione di qualità, equa ed inclusiva. Ulteriori obiettivi sono rivolti alla protezione e alla salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e naturale, alla promozione dell'inclusione sociale, economica e politica e a porre le condizioni per una migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile. Proprio la questione migratoria rimane al centro delle azioni in materia di politica estera e di cooperazione allo sviluppo, e del dialogo in ambito bilaterale, europeo, regionale e multilaterale, puntando ad un approccio integrato "migrazione-sviluppo-sicurezza" che mira ad affrontare le cause strutturali della migrazione forzata, a rafforzare il ruolo dei migranti regolari come attori di sviluppo, a fornire assistenza a quanti si trovano in condizione di vulnerabilità, e a rafforzare le capacità dei Paesi partner nella gestione dei flussi migratori e nel contrasto al traffico di migranti. In questa ottica è previsto che gli interventi si concentrino nei Paesi prioritari del Fondo Africa, nei Paesi limitrofi e nelle aree di maggiore provenienza dei flussi, con attenzione particolare a Costa D'Avorio, Eritrea, Ghana e Nigeria. Con riferimento al secondo pilastro, quello relativo al Pianeta, il Documento sottolinea gli obiettivi della lotta al cambiamento climatico, dell'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. Il terzo pilastro, quello della Prosperità, è previsto venga declinato attraverso l'obiettivo di incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e un lavoro dignitoso per tutti, da realizzarsi anche attraverso il contributo fattivo del settore privato. Con riferimento al quarto pilastro, quello relativo alla Pace, gli obiettivi individuati puntano a promuovere l'inclusione sociale, economica e politica di tutti, a favorire società pacifiche e inclusive, ad offrire accesso alla giustizia per tutti. A tal proposito, il Documento segnala che nel triennio sarà avviato, fra gli altri, un programma del valore di 8 milioni di euro per interventi di sostegno alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, in Paesi, quali, ad esempio, Iraq, Siria e Nigeria. Da ultimo, in relazione al quinto pilastro, relativo ai Partenariati, il Documento individua gli obiettivi della mobilitazione delle risorse domestiche, dell'aumento dei fondi da destinare ai Paesi meno avanzati (fino ad almeno lo 0,15-0,20 per cento del CPS/RNL) e del sostegno ai Paesi in via di sviluppo per il raggiungimento della sostenibilità del debito a lungo termine attraverso politiche coordinate volte a favorire il finanziamento del debito, nonché la riduzione e la ristrutturazione del debito. La scheda offre a tal riguardo approfondimenti sulle iniziative italiane per la conversione del debito nel triennio 2019-2021 nei confronti della Tunisia, e su quelle in via di discussione con la Giordania ed il Libano, nonché sugli accordi per la cancellazione del debito che l'Italia intende ulteriormente valutare - in particolare con riguardo al Sudan, alla Somalia e all'Eritrea - dopo le 28 intese bilaterali già sottoscritte con altrettanti Paesi. Ulteriori obiettivi con riferimento al quinto pilastro sono quelli della promozione della cooperazione triangolare, dei partenariati fra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, e il rafforzare delle le capacità statistiche dei Paesi interessati. Il Documento individua quindi 22 Paesi prioritari per la cooperazione italiana, 10 dei quali classificati come Paesi meno Avanzati, quali il Burkina Faso, il Senegal, il Niger, l'Etiopia, la Somalia, il Sudan, il Sud Sudan e il Mozambico in Africa, l'Afghanistan e il Myanmar in Asia. Fra i Paesi prioritari molti sono quelli che ricadono nel Mediterraneo allargato, come l'Egitto, la Tunisia, la Giordania, il Libano, la Palestina, l'Iraq, l'Albania e la Bosnia Erzegovina. Nel testo si sottolinea come l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), che opera nei Paesi prioritari attraverso le proprie sedi all'estero, procederà nel triennio ad una riorganizzazione della propria rete - che porterà anche alla chiusura di propri uffici non inclusi nella lista dei Paesi prioritari come la Bolivia e il Vietnam - tenendo conto di una più efficiente allocazione delle risorse umane e finanziarie disponibili e degli aspetti relativi alla sicurezza.