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1 acque minerali; 2 fanghi sia naturali, sia artificialmente preparati, muffe e simili; 3 stufe naturali e artificiali". - La legge 26 aprile 1983, n. 136, reca: "Biodegradabilità dei detergenti sintetici". Gli articoli 5 e 7 così recitano: "Art. 5. - Ferme restando le funzioni attribuite al sindaco, come autorità sanitaria locale, dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833 , e dal decreto-legge 30 dicembre 1981, n. 801, convertito, con modificazioni, nella legge 5 marzo 1982, n. 62, l'esercizio di stabilimenti di produzione, preparazione e confezionamento di detersivi è subordinato ad apposita autorizzazione sanitaria rilasciata, su domanda degli interessati, dal sindaco dopo aver accertato l'adozione di idonee cautele per la salvaguardia dell'ambiente. Il sindaco dà notizia alla autorità regionale ed al Ministro della sanità del provvedimento di autorizzazione. I contravventori alla disposizione del primo comma del presente articolo sono puniti con una sanzione amministrativa da L. 3.000.000 a L. 30.000.000 da irrogare nelle forme e con il procedimento di cui alla legge 24 novembre n. 1981, n. 689. Le domande presentate anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'art. 9 del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1974, n. 238, sono valide a tutti gli effetti e vengono trasmesse al sindaco per il seguito dell'istruttoria. Il Ministro della sanità può procedere in qualunque momento, a mezzo di propri tecnici, ad ispezioni e prelievi di campioni di detersivi". "Art. 7. - I detersivi confezionati debbono riportare sulle confezioni o su etichette appostevi, le seguenti indicazioni in lingua italiana, a caratteri leggibili, visibili ed indelebili: a) la denominazione del prodotto; b) il nome o la ragione sociale e la sede o il marchio depositato del responsabile dell'immissione in commercio; c) il grado di biodegradabilità e, nei detersivi per il bucato, il tenore dei composti di fosforo, espresso in P.; d) indicazioni e istruzioni sull'impiego. I detersivi venduti sfusi debbono essere contenuti in recipienti con le stesse indicazioni di cui al comma precedente. Le stesse indicazioni debbono, altresì, figurare sui documenti di accompagnamento degli stessi qualora trasportati alla rinfusa. I contravventori sono puniti con una sanzione amministrativa da L. 500.000 a L. 5.000.000 da irrogare nelle forme e con il procedimento di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689". - La legge 29 maggio 1974, n. 256, reca: "Classificazione e disciplina dell'imballaggio e dell'etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi. - Il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, reca: "Attuazione della direttiva 93/32/CEE concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose.