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anche l'associazione dei comuni è coinvolta nell'opera di formazione e informazione dei cittadini. L'articolo 4 riorganizza le funzioni del SIPC in modo da realizzare la piena collaborazione fra Stato, regioni, province e comuni nell'opera sia di prevenzione sia di gestione delle emergenze. L'articolo 5 modifica la legge 24 febbraio 1992, n. 225 in ordine alla delibera dello stato di emergenza in caso di eventi calamitosi e regola altresì il ricorso a commissari delegati, onde evitare gli eccessi di potere delegato realizzatisi negli anni scorsi. L'articolo 6 dispone l'abrogazione di norme in contrasto con la nuova legge. L'articolo 7 dispone che il Governo adotti, entro sei mesi dall'approvazione della legge, un testo unico di norme in materia di protezione civile; viene anche regolata la ricostruzione delle zone colpite da eventi calamitosi, stabilendo i criteri in base ai quali i cittadini possono richiedere il contributo alla ricostruzione, il livello minimo di danno risarcibile, eccetera. L'articolo 8 dispone la facoltà per le regioni di finanziare progetti di messa in sicurezza del territorio superando i vincoli del patto di stabilità.. 1 (Istituzione del sistema integrato di protezione civile) 1 È istituito il Sistema integrato di protezione civile, di seguito denominato «SIPC», già denominato Servizio nazionale di protezione civile - SNPC, al fine di tutelare la vita, l'integrità fisica delle persone, i beni, l'ambiente e i valori identitari delle comunità territoriali dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali o da catastrofi. 2 Il SIPC è composto dalle amministrazioni centrali dello Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli enti pubblici di ricerca, dalle università pubbliche, dai soggetti e dagli organi di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, ed opera, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, di solidarietà, di collaborazione delle popolazioni interessate e delle associazioni di volontariato, per lo svolgimento delle attività di riduzione del rischio e di pianificazione e gestione dell'emergenza. 3 I soggetti di cui al comma 2, ed in particolare quelli di cui all'articolo 2, provvedono, ciascuno secondo le proprie competenza, a dotarsi delle strutture, degli organi e degli strumenti idonei all'esercizio delle funzioni del SIPC. 4 Tutti i riferimenti al Servizio nazionale della protezione civile, contenuti nella legislazione vigente, si intendono effettuati al SIPC. 2 (Compiti delle amministrazioni centrali dello Stato) 1 Le amministrazioni centrali dello Stato di cui all'articolo 1, comma 2, svolgono funzioni di protezione civile in relazione ai compiti istituzionali ad esse affidati. Con apposito decreto il Presidente del Consiglio dei ministri individua le amministrazioni dello Stato che debbono organizzarsi, in forma permanente e continuativa, per concorrere all'attività del SIPC. 2 Il concorso di cui al comma 1 si esplica attraverso l’organizzazione e lo svolgimento di attività concernenti la prevenzione e la pianificazione dell'emergenza. Tali attività sono sviluppate in stretto coordinamento con il SIPC e con le regioni. 3 Al verificarsi degli eventi di cui all'articolo 3, o nella previsione di essi, le amministrazioni di cui al comma 1, cooperano alle operazioni in emergenza, secondo quanto previsto dallo specifico piano -- nell'ambito del coordinamento delle funzioni affidato al SIPC -- nonché alla messa in sicurezza ed alle attività di ripristino dei territori interessati. 4 Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per le attività di protezione, coordina le attività di soccorso tecnico urgente di cui all'articolo 3, comma 4, della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco assume altresì il comando di Cratere operativo nella prima fase della calamità di origine naturale o antropica. 3 (Diritto di informazione e partecipazione) 1 I cittadini hanno diritto a essere informati del livello di rischio a cui sono esposti ed a partecipare alle scelte attinenti agli assetti territoriali che possono ridurne le conseguenze. A tal fine il SIPC rende pubbliche le informazioni relative ai rischi, promuove la costituzione di ambiti di comunicazione e diffonde le istruzioni riguardanti i comportamenti singoli e collettivi rivolti a prevenire i rischi e ad affrontare le emergenze. Superata la prima emergenza, l'autorità comunale convoca pubbliche assemblee per discutere le scelte e gli indirizzi da seguire nel ripristino di accettabili condizioni di vita e, nelle successive fasi di ricostruzione, di sviluppo del territorio e ritorno alla normalità. 2 All'Associazione nazionale comuni italiani viene demandato il compito di formazione ed informazione dei cittadini utile alla diffusione del concetto di resilienza. Dette attività sono curate in accordo con le regioni e con le amministrazioni pubbliche per uniformare gli standard di informazione e formazione del proprio personale. 3 Con l'intento di assicurare un articolato sistema di garanzie nella contingenza determinata dal verificarsi di eventi calamitosi, il Governo è delegato ad emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la «Carta dei diritti del cittadino colpito da calamità». 4 (Riorganizzazione delle funzioni centrali del Sistema integrato di protezione civile) 1 Il SIPC si realizza in forma di coordinamento tra i soggetti di cui dell'articolo 1, comma 2. La responsabilità della realizzazione e dell'efficacia di tale coordinamento è affidato ad un’apposita amministrazione dello Stato, che opera quale struttura di supporto all'iniziativa del Presidente del Consiglio dei ministri. 2 All’apposita amministrazione di cui al comma 1 sono trasferite le funzioni e i compiti tecnico-operativi in materia di protezione civile attribuiti al Dipartimento per la protezione civile, che viene soppresso alla data di entrata in vigore della presente legge. 3 In materia di pianificazione e gestione dell'emergenza, il SIPC svolge le funzioni e i compiti relativi a: a l'acquisizione di elementi valutativi sulla intensità e l'estensione degli eventi calamitosi per la proposta di dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225; b le attività, in relazione agli eventi calamitosi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c) , della legge 24 febbraio 1992, n. 225, concernenti: 1 l'approvazione, d'intesa con le regioni e gli enti locali, dei piani di emergenza e la loro attuazione, compreso il coordinamento per l'utilizzazione delle organizzazioni di volontariato; 2 la predisposizione delle ordinanze di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225; 3 la rilevazione dei danni e l'approvazione di piani d'intervento volti al superamento delle emergenze e alla ripresa delle normali condizioni di vita, da attuare d'intesa con le regioni e gli enti locali interessati;