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Si tratta però solamente del primo bilancio, purtroppo annunciato nelle scorse settimane. Era chiaro che con il giuramento di Maduro le provocazioni rispetto a quella che non è l'opposizione, ma che ha vinto le elezioni ed è legittimata dal punto di vista parlamentare, ci fossero delle manifestazioni che chiedessero di rispettare l'esito parlamentare e denunciassero quanto era accaduto con le elezioni di Maduro. La reazione dei Paesi europei e dell'Unione europea è stata blanda. Il ministro Moavero si è limitato a scrivere una letterina insieme ai colleghi spagnoli e francesi per chiedere la formazione di un gruppo di contatto. Riteniamo che ciò non sia sufficiente e che sia necessaria una reazione più assertiva. È chiaro infatti che il bilancio di cui parlavo prima può aumentare. I dittatori sono soliti fare delle prove per capire che spazi hanno nella loro reazione, che può essere sanguinaria. È evidente che è il momento di dire da che parte si sta. Ho apprezzato le parole di un avversario politico, che oggi è Presidente del Parlamento europeo, che con coraggio nei giorni scorsi ha denunciato con forza quanto stava succedendo in Venezuela. Penso che altrettanto debbano fare il Parlamento e il Senato italiani senza timidezze; è il momento di dire da che parte si sta. I Paesi dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA) lo hanno fatto con estrema velocità, anche maggiore rispetto al passato. Si sa che in quei Paesi è molto importante capire cosa fanno le forze di polizia e che cosa fa l'esercito. Sono altresì sensibili a capire come si muovono anche le opinioni pubbliche del mondo occidentale ed europee. È chiaro che il Governo italiano deve compiere una scelta chiara, ma da solo probabilmente non lo farà perché nella maggioranza c'è un partito che nel recente passato, solo nell'agosto scorso, ha dimostrato un'attrazione fatale verso il modello venezuelano. Il fondatore del MoVimento 5 Stelle ha parlato infatti, durante un momento tragico per il nostro Paese, nell'agosto scorso, di espropri proletari, riferendosi al modello venezuelano. Capisco quindi l'imbarazzo del MoVimento 5 Stelle, ma oggi è il momento di decidere se si sta dalla parte della libertà o dalla parte della repressione. (Applausi dal Gruppo PD) . E stare dalla parte della libertà vuol dire dare con forza il nostro sostegno al presidente dell'Assemblea nazionale Guaidó. Da questo punto di vista penso che anche il Senato possa far sentire la propria voce e chiedere al Governo di intervenire tempestivamente per mettere in campo tutte le iniziative per garantire la sicurezza della nostra comunità italiana presente in Venezuela ma, allo stesso tempo, per dare un segnale politico qui, dentro l'Assemblea, perché il Governo lo dia all'Unione europea. L'Unione europea non può restare neutrale e deve dire anche lei che sta dalla parte dei princìpi e dei valori che sono iscritti nella Costituzione e nei trattati europei. Per questo noi chiediamo che anche questa Assemblea possa esprimersi al più presto per dire che noi stiamo dalla parte della libertà. (Applausi dal Gruppo PD) . CRAXI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRAXI (FI-BP) . Signor Presidente, da anni il Venezuela sta attraversando una grave crisi economica, umanitaria e politica; da ieri rischia anche di andare incontro a un conflitto civile, con effetti devastanti che sarebbero pagati dal popolo. Il regime di Nicolas Maduro è da tempo in guerra contro il suo popolo, cancellando tutti i diritti democratici. I venezuelani soffrono la fame per l'iper-inflazione e, come se non bastasse, ogni giorno, da mesi, muoiono persone per mancanza di cure mediche: non soltanto perché è stato smantellato il sistema sanitario nazionale, ma anche per la mancanza di attrezzature e medicine. Il 24 per cento dei bambini è a rischio di morte per la malnutrizione acuta. La violenza è allarmante. Non solo la criminalità organizzata è sotto controllo, ma la repressione governativa è sempre più violenta: si parla di oltre settemila casi di tortura, oltre settemila processi per dissidenza. Vorremmo inoltre ricordare che il Venezuela accoglie la terza comunità italiana in ordine di importanza in tutto il Sudamerica e, se si calcolano i discendenti, parliamo di oltre due milioni di persone. Il Governo italiano deve far sentire la sua voce e prestare immediatamente soccorso ai connazionali in pericolo. Chiedo, anche per questo, che il Senato costituisca da subito il Comitato per le questioni degli italiani all'estero, già costituito dalla Camera dei deputati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Nonostante una delle componenti politiche del Governo abbia fatto mesi fa un sorprendente endorsement verso il dittatore Maduro, Forza Italia sarà sempre dalla parte di chi soffre per la privazione delle libertà. Nonostante questo, un Paese serio non si divide sulla politica estera. Facciamo, maggioranza e opposizione, un appello congiunto al dialogo per evitare la guerra civile e chiediamo a gran voce che in quel Paese si ripristinino immediatamente i diritti democratici e i diritti umani. Sappia, il popolo venezuelano che l'Italia sarà sempre al suo fianco. Que viva Venezuela! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, noi vogliamo invece esprimere tutta la nostra vicinanza e il nostro pensiero per il popolo venezuelano, i bambini, e la nostra comunità nel Venezuela. Oggi non è il giorno per parlare della dichiarazione fatta da un collega del MoVimento 5 Stelle o della richiesta di costituire il Comitato per le questioni degli italiani all'estero: oggi è il giorno di pensare a cosa possiamo fare per il popolo venezuelano, a come possiamo aiutarlo, e di lasciare lavorare la diplomazia nella speranza di raggiungere una soluzione in modo democratico. (Applausi dal Gruppo M5S) . FAZZOLARI (FdI) . Vergogna! Non si vergognano! PRESIDENTE. La ringrazio della estrema sintesi. LUCIDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, ringrazio i nostri Capigruppo per avere inserito questo argomento in questo momento di pausa (e che pausa, abbiamo visto, non è). Ovviamente anche il MoVimento 5 Stelle esprime solidarietà e vicinanza alle popolazioni del Venezuela tutto e, in particolare, ai nostri concittadini che sono o residenti all'estero oppure che si trovano lì in questo momento per i motivi più disparati, tipicamente a seguito di un'emigrazione a scopo lavorativo. Credo sia importante sottolineare alcune parole e dare delle prime risposte al dibattito di questa mattina. È chiaro che questo è un momento importante per l'Italia e il Governo del cambiamento ha dato un segnale importante, anche e soprattutto in politica estera. Ritengo di parlare a nome di tutta la maggioranza e possiamo ribadire il concetto che il Governo del cambiamento ha dato un segnale di cambiamento anche in politica estera e, soprattutto, con posizioni di autorevolezza. (Commenti del senatore Urso). Colgo l'occasione - non era assolutamente preparato - per menzionare all'Assemblea... (Commenti del senatore Urso) .