[ddlpres]

I componenti dei Consigli non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né ricoprire cariche elettive, in questo ultimo caso anche per un periodo di cinque anni dalla cessazione dall'ufficio. Art. 105. -- Spettano al Consiglio superiore della magistratura giudicante, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati giudicanti. Spettano al Consiglio superiore del pubblico ministero, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati del pubblico ministero. Il Procuratore generale della Corte di cassazione è nominato dal Presidente della Repubblica tra i magistrati del pubblico ministero con funzioni direttive superiori, scegliendolo in una terna proposta dal Consiglio superiore del pubblico ministero. Il Procuratore generale vigila sull'attività degli uffici del pubblico ministero, per salvaguardarne la conformità ai princìpi costituzionali e in particolare agli articoli 3, primo comma, 97, secondo comma, e 112. Il Procuratore generale riferisce alle Camere sull'andamento della magistratura inquirente. Art. 106. -- Le nomine dei magistrati hanno luogo in base a concorso seguito da tirocinio. La legge sull'ordinamento giudiziario prevede che siano banditi concorsi riservati a candidati forniti di specifici titoli scientifici e professionali e può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni riservate a giudici singoli. Su designazione dei rispettivi Consigli superiori possono essere nominati agli uffici giudicanti e requirenti della Corte di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano almeno quindici anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori. Art. 107. -- I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio, né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura competente, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso. Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme dell'ordinamento giudiziario».