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Dato a Roma, addì 30 gennaio 2015 Il figlio maggiorenne che subisce il cambiamento o la modifica del proprio cognome a seguito della variazione di quello del genitore da cui il cognome deriva, nonché il figlio nato fuori del matrimonio, riconosciuto, dopo il raggiungimento della maggiore età, da uno dei genitori o contemporaneamente da entrambi, hanno facoltà di scegliere, entro un anno dal giorno in cui ne vengono a conoscenza, di mantenere il cognome portato precedentemente, se diverso, ovvero di aggiungere o di anteporre ad esso, a loro scelta, quello del genitore. "; 3) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Le dichiarazioni di cui al comma 2 sono rese all'ufficiale dello stato civile del comune di nascita dal figlio personalmente o con comunicazione scritta. Esse vengono annotate nell'atto di nascita del figlio medesimo. "; f) all'articolo 42, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) alla rubrica, la parola: "naturali" è sostituita dalle seguenti: "nati fuori del matrimonio"; 2) al comma 1, la parola: "naturale" è sostituita dalle seguenti: "nato fuori del matrimonio"; 3) al comma 2, la parola: "incestuosi" è sostituita dalle seguenti: "nati da persone tra le quali esiste un vincolo di parentela in linea retta all'infinito o in linea collaterale nel secondo grado, ovvero un vincolo di affinità in linea retta, ai sensi dell'articolo 251 del codice civile"; g) all'articolo 43, comma 1, la parola: "naturale" è sostituita dalle seguenti: "nato fuori del matrimonio"; h) all'articolo 45, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, la parola: "naturale" è sostituita dalle seguenti: "nato fuori del matrimonio" e la parola: "sedici" è sostituita dalla seguente: "quattordici"; 2) al comma 2, la parola: "sedici" è sostituita dalla seguente: "quattordici"; i) all'articolo 46, comma 1, la parola: "naturale" è sostituita dalle seguenti: "nato fuori del matrimonio"; l) all'articolo 47, comma 1, la parola: "naturale" è sostituita dalle seguenti: "nato fuori del matrimonio"; m) all'articolo 48, comma 3, la parola: "naturale" è soppressa; n) all'articolo 49, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, alla lettera k), le parole: "di filiazione naturale" sono sostituite dalle seguenti: "del figlio nato fuori del matrimonio"; 2) al comma 1, la lettera n) è soppressa; 3) al comma 1, alla lettera o), le parole: "la filiazione legittima" sono sostituite dalle seguenti: "che il figlio è nato nel matrimonio"; 4) i commi 2 e 3 sono abrogati; 5) al comma 4, le parole: "ai commi 1, 2 e 3" sono sostituite dalle seguenti: "al comma 1"; o) all'articolo 50, la parola: "potestà" è sostituita dalle seguenti: "responsabilità genitoriale"; p) all'articolo 64, comma 2, la parola: "naturali" è sostituita dalle seguenti: "nati fuori del matrimonio"; q) all'articolo 98, il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. L'ufficiale dello stato civile provvede con le stesse modalità di cui al comma 1 nel caso in cui riceva, per la registrazione, un atto di nascita relativo a cittadino italiano nato all'estero nel matrimonio ovvero relativo a cittadino italiano riconosciuto come figlio nato fuori del matrimonio ai sensi dell'articolo 262, primo comma, del codice civile, al quale sia stato imposto un cognome diverso da quello ad esso spettante per la legge italiana. Quest'ultimo cognome deve essere indicato nell'annotazione. ". 2. Dall'attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 30 gennaio 2015 Il Presidente del Senato della Repubblica nell'esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 86 della Costituzione GRASSO Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Alfano, Ministro dell'interno Orlando, Ministro della giustizia Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali Visto, il Guardasigilli: Orlando Registrato alla Corte dei conti il 9 marzo 2015 Interno, foglio n. 565 Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'Amministrazione competente per materia, ai sensi dell'articolo 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 5 della legge 10 dicembre 2012, n. 219 (Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2012, n. 293: «1. Con regolamento emanato, su proposta delle amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 2 della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto o dei decreti legislativi di cui al citato articolo 2 della presente legge, sono apportate le necessarie e conseguenti modifiche alla disciplina dettata in materia di ordinamento dello stato civile dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.». Il testo del decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 (Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell'articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 gennaio 2014, n. 5. Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214: «1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: