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sarebbe inoltre da rivedere la possibilità di utilizzare i numeri di telefonia fissa o mobili entro i 30 giorni intercorrenti dal prestato consenso all'utilizzo dei propri dati alla iscrizione nel registro delle opposizioni: l'iscrizione dovrebbe avere efficacia ex tunc e produrre immediatamente i propri effetti inibitori nei confronti di chi voglia fare dei numeri telefonici (sia fissi che mobili) un uso improprio e teso a una evidente violazione della privacy , si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda adottare relativamente alla questione, anche al fine di eliminare la discrasia che emerge dal diritto alla riservatezza e alla privacy rispetto al vero e proprio business derivante dall'illecita vendita di dati sensibili. Atto n. 3-00301 BOLDRINI Al Ministro dell'interno Premesso che: il comma 288 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017) reca: "Per assicurare la piena efficienza organizzativa del dispositivo di soccorso pubblico del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche in occasione di situazioni emergenziali, è autorizzata l'assunzione dal mese di maggio del 2018 nei ruoli iniziali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di 400 unità, a valere sulle facoltà assunzionali del 2018 relative al 100 per cento delle cessazioni avvenute, nei ruoli operativi dei vigili del fuoco, nell'anno 2017, attingendo dalla graduatoria relativa al concorso pubblico a 814 posti di vigile del fuoco indetto con decreto del Ministero dell'interno n. 5140 del 6 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4a serie speciale - n. 90 del 18 novembre 2008. Le residue facoltà assunzionali relative all'anno 2018, tenuto conto delle assunzioni di cui al presente comma, sono esercitate non prima del 15 dicembre 2018"; il Governo, più precisamente nella persona del Ministro dell'interno, si è spesso pronunciato, a mezzo stampa, a favore di una stabilizzazione del personale precario dei Vigili del fuoco, nonché di un aumento dello stanziamento di risorse per il Corpo; ad oggi, nonostante le scadenze contenute nella legge di bilancio citata e nonostante gli annunci dell'Esecutivo, non si è data attuazione alla risoluzione di un problema annoso come quello dei discontinui e dei precari dei Vigili del fuoco, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi urgente dare attuazione alle norme già previste dal Governo pro tempore Gentiloni e contenute nella legge di bilancio per il 2018, come citato in premessa. Atto n. 3-00302 BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: con decreto ministeriale 10 agosto 2018, recante "Limiti massimi di spesa per l'erogazione dei prodotti senza glutine, di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, recante: «Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia»", il Ministero della salute ha introdotto modifiche ai limiti di spesa mensili a carico dello Stato, cui hanno diritto le persone celiache; il decreto specifica che: "È opportuno rendere uniformi le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale"; il decreto prevede anche l'aggiornamento del registro nazionale che dovrà avvenire entro 6 mesi e le Regioni dovranno adeguarsi entro tre mesi. Ai fini dell'erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale sono inclusi nel registro nazionale, istituito presso la Direzione generale per l'igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della salute, gli alimenti rientranti nelle seguenti categorie: "a) pane e affini, prodotti da forno salati; b) pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta; c) preparati e basi Pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini; d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari; e) cereali per la prima colazione"; il decreto inserisce nuove fasce di età e una divisione tra i imiti di spesa per gli uomini e per le donne. In generale, rispetto al vecchio decreto ministeriale del 2006, la differenza più marcata sono limiti di spesa più elevati per i minori e tetti più bassi per gli adulti (per gli adulti prima il rimborso era di 140 euro al mese, mentre oggi, con i nuovi tetti si va dai 90 euro per le donne ai 110 euro per gli uomini e i tetti sono ancora più bassi per gli anziani); il 26 settembre 2018 il Ministero ha diffuso una circolare che, ignorando le disposizioni di legge, ha anticipato i tempi di applicazione dei tetti di spesa ridotti, senza rivedere preventivamente il registro nazionale, che elenca gli alimenti senza glutine erogabili a spese del Servizio sanitario nazionale; secondo l'Associazione italiana celiachia (AIC) queste disposizioni stanno creando confusione nelle Regioni, dove i pazienti ricevono trattamenti differenti; a tutt'oggi a rimetterci sono i pazienti, che, senza essere stati informati del repentino anticipo del taglio, scoprono di non avere più diritto alla stessa esenzione del mese precedente, mentre altri ricevono i buoni invariati per l'intero anno successivo e in alcuni casi sono gli esercenti, su indicazione delle loro ASL, a correggere i buoni dei pazienti. Ma anche gli operatori, quindi farmacisti, grande distribuzione e negozi, ignari della repentina, inattesa e retroattiva corsa all'applicazione dei tetti ridotti; secondo le evidenze di AIC, dare precedenza al passaggio contemporaneo in tutte le Regioni dai buoni di acquisto cartacei a quelli digitali semplificherebbe e farebbe risparmiare, in base alle stime, 20 milioni di euro all'anno, si chiede di sapere per quale motivo la circolare di applicazione dei tetti di spesa sia stata emanata in tempi così brevi e se il Ministro in indirizzo non reputi urgente favorire ed attuare in tempi brevi la digitalizzazione dei buoni di acquisto, uniformando le procedure su tutto il territorio nazionale, con indubbio vantaggio, non solo economico, sia per i cittadini celiaci che per il sistema sanitario. Atto n. 3-00303 BOLDRINI Al Ministro della difesa Premesso che: la pratica illegale e immorale del bracconaggio ittico sta progressivamente depauperando le acque di moltissimi fiumi e canali in tutta la pianura Padana, mettendo a repentaglio la vita acquatica dell'intera area di bacino del fiume Po e sta compromettendo le prospettive di sviluppo turistico e di fruizione diffusa dell'intero fiume; in data 26 luglio 2018 il Governo rispondeva all'interrogazione 3-00053, relativamente alla richiesta di informazioni da parte dell'interrogante sui tempi di emanazione di un decreto ministeriale che avrebbe dovuto istituire, ai sensi della legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017), un fondo antibracconaggio con una dotazione di un milione di euro per ciascuno degli anni del triennio 2018-2020, ad integrazione dell'art. 40 della legge n. 154 del 2016, in materia di contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne;