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Caro Ministro, voglio credere che lei possa essere sfiduciato. Colleghi, cos'altro dovrebbe combinare il ministro Bonafede per meritare la nostra sfiducia? Perché se non la merita oggi, per la logica che il Governo deve campare, non la meriterà mai. Non mandarlo a casa oggi significa dare un salvacondotto perpetuo alle irresponsabilità. Senza la sfiducia, senza un atto di dignità da parte di quest'Assemblea, passerà un messaggio terrificante: tutti gli errori sono concessi. (Applausi). Quanto fanno o non fanno i Ministri non conta, qualsiasi cosa succeda, nulla deve essere toccato, perché l'importante è campare. Ma attenti, perché oggi gli italiani non campano più. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, lei non finisce di meravigliarmi. Infatti, appartenendo lei al Movimento 5 Stelle, quel movimento che ha fatto della difesa delle istituzioni e degli interessi della collettività la propria bandiera e il proprio cavallo di battaglia, in un momento così delicato, in cui la sua maggioranza è traballante, in un momento particolarmente delicato per il Paese, mi sarei aspettato da lei le dimissioni: un segnale che avrebbe ricompattato la sua maggioranza e fatto andare avanti questo Governo. Ma così non è stato. Per presunzione? Per arroganza? Per mancanza di consapevolezza? Per gusto del rischio? Adesso le citerò alcuni elementi per i quali il suo mandato non è stato all'altezza della situazione. Prima di entrare nel merito, voglio dire che anche per me lei è una brava persona, ma adesso stiamo facendo delle valutazioni politiche. È stato detto che la legge n. 3 del 2019, cosiddetta spazzacorrotti, che qualcuno esibisce come un totem (non si capisce bene in virtù di cosa), è stata scritta male e rischia di alimentare la corruzione. (Applausi). Non lo dico io e non lo dice Forza Italia; lo dice Cantone, che è stato il commissario anticorruzione. Infatti, caro Ministro, la sua legge spazzacorrotti è stata dichiarata parzialmente incostituzionale dalla Corte costituzionale e addirittura l'Avvocatura dello Stato, che normalmente difende gli interessi del Governo, ha preferito gli interessi del diritto a quelli della politica e ne ha chiesto la disapplicazione. (Applausi). Questo è un suo insuccesso, non di altri. Parliamo poi della prescrizione: uno strabismo legislativo (non lo dico io, lo dice Gherardo Colombo), una mostruosità (non lo dico io, lo dice Carlo Nordio), una norma che va contro l'articolo 111 della Costituzione sulla ragionevole durata dei processi, che stabilisce il processo senza fine, l'imputato senza fine. Potrei continuare con le intercettazioni, con l'agente sotto copertura che diventa agente provocatore e che quindi stimola la commissione del reato, per non parlare del trojan , che era stato istituito per i reati più gravi e che viene invece ampliato a dismisura entrando nella vita privata dei cittadini. (Applausi). Parliamo poi anche della crisi del sistema carcerario. Signor Ministro, le scarcerazioni non sono dipese dai giudici di sorveglianza, che hanno applicato la legge, e non sono dipese neanche dal capo del Dipartimento che non ha dato tempestivamente le risposte a quei giudici di sorveglianza che le avevano chieste. Le scarcerazioni dei mafiosi sono dipese da lei, signor Ministro della giustizia, che sapeva da gennaio che andavamo incontro alla pandemia e che non ha fatto nulla per tutelare la salute dei pregiudicati, sia pure mafiosi, che comunque vanno trattati dal punto di vista umano esattamente come tutti gli altri cittadini. (Applausi). Questa è una sua responsabilità. Per non parlare della diffusione del contagio all'interno delle carceri, con i poliziotti penitenziari, e all'interno dei tribunali, come quello di Milano, dove lei non è stato in grado di prevedere tempestivamente le misure a tutela dei lavoratori. È il caso dei tribunali oggi, per i quali lei non è stato ancora in grado di fare un protocollo per fissare da Aosta a Caltanissetta le stesse regole per esercitare l'attività giurisdizionale, che è un diritto dei cittadini. (Applausi). C'è poi la riforma del processo penale. Chi l'ha vista? Sempre annunciata e mai realizzata. Voglio parlare poi delle sue amicizie. Nel 2017 ha portato Luca Lanzalone a Roma, arrestato per corruzione. Ha nominato il capo dell'Ispettorato, indagato poi per corruzione, per non parlare delle dimissioni del capo del DAP e del capo di gabinetto. O lei è sfortunato - e le consiglio di farsi battezzare, di farsi cresimare, di fare qualcosa, una macumba - o lei è parte del sistema. Un ministro della Repubblica è come la moglie di Cesare: non solo deve essere trasparente, ma deve anche apparire tale. Io non so se lei lo sia, ma sicuramente non appare tale. (Applausi) . Veniamo poi alle sue gaffe : confonde il 4- bis dell'ordinamento penitenziario con il 416- bis del codice penale; lei non sa la differenza tra reati dolosi e colposi, visto che va in televisione e dice che, quando un reato non è doloso, è sicuramente colposo e la prescrizione è più breve, dimostrando di non conoscere neanche la legge che ha scritto... (Il microfono si disattiva automaticamente). Quando poi dice che non ci sono innocenti in carcere, lo sa, signor Ministro della giustizia, che ogni anno vengono processati 150.000 innocenti e 1.000 hanno patito il carcere? Lo sa o non lo sa? (Applausi) . Lei non ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità politica di dire di aver preferito Basentini a Di Matteo: io non tifo per nessuno, ma rivendico l'autorevolezza della politica a decidere. Lei non ha avuto il coraggio di fare neanche questo, cincischiando e mettendo una pezza peggiore della toppa. Lei manca di autorevolezza, prestigio, credibilità e, mi permetta, di competenza. Sarà una brava persona, ma non è in grado di fare il Ministro della giustizia. Avviandomi a concludere, voglio dirle che, prima di lei, nella prima e nella seconda Repubblica si sono dimessi Ministri importanti. Lattanzio si è dimesso perché era scappato Kappler: non era lui il carceriere di Kappler, era il Ministro della difesa e si è assunto la responsabilità. Zamberletti dopo il terremoto del Friuli-Venezia Giulia prese una decisione difficile e si dimise: «Un sindaco friulano venne arrestato per una tangente legata al terremoto, e io per questo mi dimisi dal Governo: il motivo era che avevo promesso di rispondere di ogni cosa fosse successa in Friuli, quindi non solo dei miei errori, ma anche di quelli altrui». Questo è quanto fa una persona seria e responsabile. (Applausi). Si dimetta, dunque, signor Ministro, e si assuma le sue responsabilità. Noi ci assumeremo le nostre perché, se il Movimento 5 Stelle è pervaso dal masochismo, noi no, i cittadini italiani no. Pertanto, se lei non si dimetterà - ed è ancora in tempo - noi voteremo convintamente la sfiducia nei suoi confronti. (Applausi). PRESIDENTE.