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un anno in cui la pandemia ha provocato profondi sconvolgimenti sociali, ha stravolto il vivere comune e soprattutto ha determinato la più importante crisi mondiale, non solo sanitaria, che ad oggi ha causato la perdita dolorosissima, solo nel nostro Paese, di oltre 100.000 vite umane. Nessuno poteva prevedere che, dopo un anno, le complesse problematiche e la profonda crisi globale sarebbero state ancora in atto nelle loro multiformi sfaccettature e nelle loro poliedriche ripercussioni sulla vita della collettività. #Iorestoacasa era lo slogan , il messaggio che aleggiava nei nostri cieli e che rappresentava molto più di un semplice invito. Era un motivo di condivisione, di sentirsi compartecipi di una guerra, difficile e dura, da combattere contro un nemico invisibile che non fa sconti a nessuno, capace di scaricare la sua enorme aggressività e patogenicità soprattutto sulle persone più deboli e più fragili, ma al tempo stesso capace di colpire anche i giovani o gli adulti forti e resistenti. È un virus che mantiene la sua forza penetrante soprattutto per la capacità di mutare e di trasformarsi in varianti più aggressive e contagiose; un nemico capace di far sentire i suoi deleteri effetti un po' ovunque. La sua estrema aggressività e la sua rapida diffusione sono purtroppo facilitate e alimentate dai nostri comportamenti sbagliati, dal mancato rispetto delle misure di sicurezza individuali e collettive. Quest'anno è trascorso nel combattere in tutti i modi il Coronavirus, provando a trovare il giusto equilibrio tra le necessità sanitarie indifferibili e la salvaguardia della vita umana, da un lato, e le gravissime problematiche sociali ed economiche dall'altro, che hanno falcidiato il nostro tessuto sociale; tutto ciò cercando di calibrare la pesantezza e l'incidenza dei provvedimenti adottati. A un anno di distanza, la situazione generale, purtroppo, è ancora grave nella sua drammaticità e complessività. Solo un raggio di sole sta, poco alla volta, rischiarando questo cielo plumbeo: i vaccini, che la scienza e la ricerca sono riuscite ad allestire in breve tempo. Un'arma potente che, nonostante le difficoltà legate all'approvvigionamento delle dosi, non ancora sufficienti, alle diverse criticità nell'organizzazione, nella distribuzione e nella somministrazione delle stesse, con la presenza di notevoli sperequazioni tra Regione e Regione, rappresenta comunque il punto fermo da cui partire, permettendoci di infliggere un colpo mortale al Covid-19 e ai suoi deleteri effetti. Le varianti del virus impongono senso di responsabilità da parte di tutti e misure adeguate da rispettare con rigore. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è vaccinato a un anno dal primo lockdown , con compostezza, serenità e rispetto per la grave situazione che stiamo vivendo: un esempio per tutti noi e anche per i pochi indecisi sulla necessità e imprescindibilità di vaccinarsi. Un messaggio di speranza per il nostro Paese e di sacro rispetto per le oltre 100.000 vittime del Covid. (Applausi). PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo sulla transizione ecologica, un percorso che questa Nazione deve assolutamente compiere, che non nasce esclusivamente tramite il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma da azioni che questo Parlamento ha già messo in campo. Mi riferisco, ad esempio, ai tentativi che abbiamo fatto per ridurre l'inquinamento dell'aria. E qual è uno dei modi più semplici per ridurre l'inquinamento atmosferico? Aumentare il numero dei veicoli elettrici. E per aumentare il numero dei veicoli elettrici o si rottamano le macchine con motore termico oppure si trasformano. Proprio per questo abbiamo approvato due emendamenti, uno al decreto-legge agosto, l'altro alla legge di bilancio, finalizzati ad aumentare rispettivamente le trasformazioni delle macchine con motore termico in motore elettrico e il numero di rottamazioni di vecchie auto, favorendo l'acquisto di auto elettriche da parte delle famiglie con ISEE inferiore ai 30.000 euro. Ebbene, per dare attuazione a queste misure mancano i decreti attuativi previsti dalle rispettive leggi. La richiesta che faccio alla Presidenza è di trasmettere al Governo l'esortazione ad accelerare sull'approvazione di questi decreti attuativi, perché sono in ritardo e sono essenziali per cercare di ridurre l'inquinamento atmosferico. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Pesco, riferiremo immediatamente al Governo, che è presente, anche se non particolarmente attento, della sua richiesta. LANNUTTI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto) . Signor Presidente, nei giorni scorsi è stato firmato un contratto con McKinsey per la riscrittura del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che dovrà pianificare l'impiego dei 209 miliardi, ridotti a 191,5 in arrivo dall'Unione europea. Secondo i giornali, sarebbe stato il ministro Franco a contattare la società. I termini del contratto non sono noti, si sa solo che McKinsey dovrebbe ricevere 25.000 euro per lavorare al più importante progetto di politica economica del Dopoguerra; una somma irrisoria, per affidare il contratto senza alcuna gara a evidenza pubblica, tanto che la notizia è trapelata grazie a Radio Popolare. Il Tesoro ha diffuso una nota in cui precisa di essersi avvalso dell'articolo 36, comma 2 del Codice degli appalti relativo ai contratti sotto soglia, omettendo il comma 1 dello stesso articolo che recita: «L'affidamento e l'esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all'articolo 35 avvengono nel rispetto degli altri principi (articolo 30, nonché del rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti), in modo da assicurare l'effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese». E McKinsey non può essere definita piccola o media impresa, tantomeno microimpresa. McKinsey è nota per essere stata dietro numerose decisioni discutibili care ai neoliberisti, essendo stata accusata negli Stati Uniti di aver esacerbato le disuguaglianze sociali, collaborato con l'amministrazione Trump nelle politiche repressive contro l'immigrazione; condannata a pagare 472 milioni di dollari per il ruolo nell'epidemia di oppioidi che ha fatto migliaia di morti l'anno per aumentare le vendite del farmaco oppioide Oxycontin, incoraggiando i medici a prescriverlo in dosi sempre più forti anche quando non era necessario; di aver aiutato il regime saudita in un'operazione di maquillage mediatico, per individuare opinionisti e dissidenti che pubblicavano su Twitter opinioni sgradite alla corona saudita; accusata di aver creato una squadra di troll che perseguitava il giornalista ucciso Khashoggi. Nel 2015 il governo Renzi si avvalse delle analisi di McKinsey per approntare la riforma della buona scuola, contestate dai docenti, poiché basate su tesi economicistiche, che contrastavano quelle socio-pedagogiche, che avevano guidato le riforme della scuola nel Paese.