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Art. 46 1. Al comma 1 dell'art. 123 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, sono apportate le seguenti modifiche: a) la lettera e) è sostituita dalla seguente: " e) gli articoli 5 e 6 della legge 21 dicembre 1978, n. 843;". b) la lettera q) è sostituita dalla seguente: " q) l'art. 11, commi 1 e 1-bis, limitatamente alle disposizioni concernenti comuni, province e comunità montane, e l'art. 21 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68; Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 11 giugno 1996 SCALFARO PRODI, Presidente del Consiglio dei Ministri NAPOLITANO, Ministro dell'interno CIAMPI, Ministro del tesoro VISCO, Ministro delle finanze Visto, il Guardasilli: FLICK Note all'art. 46: - Il testo dell'art. 123 del citato D.Lgs. n. 77/1995, come modificato dal presente articolo, è il seguente: "Art. 123 (Abrogazione di norme). - 1. Sono abrogate le seguenti norme: a) gli artt. da 166 a 174 e gli artt. da 179 a 181 del Regolamento approvato con regio decreto 12 febbraio 1911, n. 297; b) gli artt. 96 e 147 del testo unico della legge comunale e provinciale approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383; c) l'art. 1, comma 4, è l'art. 12, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 1977, n. 946, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1978, n. 43; d) l'art. 2 del decreto-legge 10 novembre 1978, n. 702, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 gennaio 1979, n. 3; e) gli artt. 5 e 6 della legge 21 dicembre 1978, n. 843; f) il decreto del Presidente della Repubblica n. 421 del 19 giugno 1979; g) l'art. 15 del decreto-legge 28 febbraio 1981, n. 38, e l'art. 5, comma 1, della legge di conversione 23 aprile 1981, n. 153; h) l'art. 1-quater, dal comma 3 al comma 11, l'art. 3, comma 6, e l'art. 3-bis del decreto-legge 28 febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni dalla legge 26 aprile 1983, n. 131; i) l'art. 1-bis del decreto-legge 1 luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488; l) l'art. 1, comma 1, l'art. 1-bis e l'art. 9 del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 359, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 440; m) l'art. 4, commi 9 e 10, del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1989, n. 155; n) l'art. 22, comma 1, l'art. 23, l'art. 25 e l'art. 27 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989, n. 144; o) l'art. 1, comma 2, e l'art. 13, commi 1, 2 e 2-bis, del decreto-legge 28 dicembre 1989, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 38; p) l'art. 6-quinquies, commi 1, 2, 4, 5 e 6, l'art. 8-bis, l'art. 12-bis, commi 4, 5, 6 e 7, e l'art. 13 del decreto-legge 12 gennaio 1991, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 80; q) l'art. 11, commi 1 e 1-bis, limitatamente alle disposizioni concernenti comuni, province e comunità montane, e l'art. 21 del decreto-legge. 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68. 2. Sono da intendersi abrogate tutte le disposizioni non compatibili con i principi e le norme contenute nel presente decreto legislativo". - Il testo degli articoli 5 e 6 della legge n. 853/1978 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria) è il seguente: "Art. 5. - Tutti gli istituti autorizzati ad effettuare operazioni di mutuo nei confronti degli enti locali sono tenuti, anche in deroga a quanto previsto dai loro statuti, a far decorrere l'ammortamento dall'anno successivo a quello in cui è stato perfezionato il contratto di mutuo. Gli eventuali interessi di preammortamento saranno corrisposti dagli enti locali unitamente alla prima annualità di ammortamento del mutuo cui si riferiscono ed il loro importo sarà gravato degli ulteriori interessi, al medesimo tasso, sulla somma dovuta dalla data di inizio dell'ammortamento a quella di scadenza della prima rata dello stesso. ". "Art. 6. - A partire dall'anno 1979 l'indebitamento per anticipazioni di tesoreria dei comuni, delle province e delle loro aziende di trasporto non può superare il limite dei tre dodicesimi delle entrate accertate nell'anno precedente, afferenti per i comuni e le province, ai primi tre titoli dell'entrata e, per le aziende di trasporto, alle entrate proprie. Per le altre forme di indebitamento valgono le limitazioni disposte dall'art. 1 del decreto-legge 29 dicembre 1977, n. 946, convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 1978, n. 43. Per l'anno 1979 e per gli anni successivi il limite alla contrazione di nuovi mutui da parte delle province resta fissato a quello calcolato per l'anno 1978 qualora risulti superiore a quello determinato in applicazione del comma precedente. ". - Il testo dei commi 1 e 1-bis dell'art. 11 del D.L. n. 8/1993, già citato, è il seguente: "Art. 11 (Esecuzione forzata a danno degli enti locali). - 1.