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A tale riguardo, la proposta di regolamento COM(2020) 445 in esame, si pone in questa direzione, consentendo di mantenere quasi inalterato, nonostante il periodo di crisi economica conseguente al Covid-19, l'ammontare complessivo del quadro pluriennale 2021-2027, per finanziare tutte le politiche dell'Unione, tra cui quella di coesione, la PAC e l'insieme delle azioni volte a contrastare i cambiamenti climatici e finalizzate a portare l'economia europea verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. Al contempo, la proposta fissa un doppio precedente, di importanza cruciale in una prospettiva di percorso dell'Europa verso una vera Unione politica dotata di capacità finanziaria propria. Da un lato, infatti, consente l'emissione di titoli di debito europei e dall'altro autorizza la Commissione europea ad emetterli, seppure limitatamente allo scopo del recupero dalla crisi economica conseguente alla pandemia da Covid-19. Per quanto riguarda il rispetto del principio di sussidiarietà, si ritiene che solo un'azione legislativa dell'Unione stessa  Consiglio e Parlamento europeo  possa stabilire come reperire le risorse necessarie al finanziamento dell'insieme delle politiche che i Paesi europei le hanno voluto attribuire. Tale considerazione vale sia per il bilancio pluriennale ordinario da 1.100 miliardi di euro, sia per lo Strumento per il recupero, di cui si prevede il finanziamento di 750 miliardi di euro mediante il ricorso ai mercati finanziari. Inoltre, con specifico riguardo all'emissione di titoli di debito europei, va tenuto anche conto del valore aggiunto dell'azione a livello di Unione, che consente una raccolta finanziaria a condizioni più vantaggiose rispetto all'emissione di debito a livello nazionale. Per quanto riguarda il rispetto del principio di proporzionalità, per la parte relativa al bilancio pluriennale 2021-2027, la proposta aumenta i massimali di risorse proprie rispetto al reddito nazionale lordo degli Stati membri, ma a un livello tale da assicurare una dotazione finanziaria lievemente inferiore  e quindi certamente non sproporzionata  rispetto a quella contenuta nella precedente proposta, del maggio 2018 (1.100 miliardi contro 1.135 miliardi). Inoltre, con riguardo all'emissione di titoli di debito europei da parte della Commissione europea, si tratta di un potere strettamente vincolato alle finalità di recupero dalla crisi conseguente al Covid-19 e proprio questa caratteristica fuga ogni dubbio sul rispetto del principio di proporzionalità di tale azione rispetto all'obiettivo prefissato. Per quanto riguarda l'entità della somma di 750 miliardi (in prezzi 2018), questa è stabilita nelle altre proposte legislative rientranti nello Strumento per il recupero " Next Generation EU ", mentre la proposta sulle risorse proprie si limita a prevederne la copertura finanziaria. In ogni caso, l'ammontare non appare sproporzionato rispetto alle esigenze di finanziamento per il recupero dalla crisi economica e sociale conseguente alla pandemia da Covid-19. Tutto ciò premesso, ritiene quindi che la proposta COM(2020) 445 rispetti i principi di sussidiarietà e proporzionalità. Propone, pertanto, di proseguire l'esame in sede consultiva. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 13,40. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI RIFERITI AL DISEGNO DI LEGGE N. 1441 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI RIFERITI AL DISEGNO DI LEGGE N. 1441 La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, volto a favorire l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero (DAE), ricordato il parere sul testo del disegno di legge, espresso dalla Commissione l'11 febbraio 2020; ricordato che i DAE costituiscono dispositivi medici e pertanto sono soggetti all'applicazione della corrispondente disciplina europea costituita dalla direttiva 1993/42/CE, ora sostituita dal regolamento (UE) 2017/745; sottolineato che il regolamento (UE) 2020/561 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica il regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici, per quanto riguarda le date di applicazione di alcune delle sue disposizioni, modifica in più parti il regolamento del 2017, per spostare di un anno le date di applicazione di alcune disposizioni che erano previste per il 2020; valutato che gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo non presentano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 169 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 169 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di decreto è stato predisposto in forza della delega legislativa di cui alla legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) per dare attuazione alla direttiva (UE) 2018/851, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, e alla direttiva (UE) 2018/852, che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, nel rispetto anche dei criteri specifici di delega di cui all'articolo 16 della stessa legge; rilevato che, per quanto riguarda il termine per l'esercizio della delega, che verrebbe a scadere il 5 luglio 2020, esso è prorogato di ulteriori tre mesi, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del decreto-legge "cura Italia" n. 18 del 2020, che ha prorogato tutti i termini per l'adozione di decreti legislativi con scadenza tra il 10 febbraio e il 31 agosto 2020, in considerazione dello stato di emergenza nazionale dovuto al Covid-19, e che, pertanto, il termine per l'esercizio della delega verrà a scadere il 5 ottobre 2020; considerato che la direttiva (UE) 2018/851 aggiorna la direttiva rifiuti 2008/98/CE, al fine di rafforzarne gli obiettivi relativi alla transizione verso l'economia circolare, modificando tra l'altro la disciplina sulla responsabilità estesa del produttore e sulla cessazione della qualifica di rifiuto; considerato, in particolare, che resta immutato il regime europeo della direttiva rifiuti 2008/98/CE, relativo ai "rifiuti biodegradabili di giardini e parchi", che restano compresi nell'ambito dei rifiuti organici urbani, e il regime relativo all'analogo "materiale agricolo o forestale" "utilizzato nell'attività agricola, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa", che resta invece escluso dall'applicazione della normativa sui rifiuti.