[ddlpres]

Disciplina e organizzazione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge riprende l'atto Senato n. 1588 presentato nel 2007, durante la XV legislatura, dall'allora Governo Prodi, con alcuni, necessari, adeguamenti e aggiornamenti. Del resto, il disegno di legge risponde a un'esigenza ancora più attuale di riformare il servizio pubblico, la stessa di quindici anni fa, ossia creare un servizio pubblico televisivo scevro dalle dinamiche partitiche, verso un'azienda in grado di competere a livello internazionale e di fornire un vero e proprio servizio pubblico nei confronti dei cittadini. La RAI deve riacquistare competitività e lo può fare solo conquistando una reale autonomia. L'intreccio tra RAI e partiti è ritenuto talmente inevitabile da essere spesso tollerato come un male minore, ma non è così. La sua degenerazione finisce per rendere difficile il funzionamento stesso dell'azienda. Il pluralismo, ragione fondamentale di esistenza del servizio pubblico, rischia di scadere in un sistema che non mette al centro il cittadino, ma l'invadenza dei partiti. La RAI deve conquistare il massimo di autonomia e di autentico pluralismo. La RAI deve funzionare con efficienza. Oggi la lottizzazione va di pari passo con il massimo di instabilità di vertice e di impossibilità di decisione strategica. Nessuna azienda di comunicazione, chiamata a decidere sul futuro, può funzionare nel contesto attuale di precarietà permanente. Mandati troppo brevi, scarsa autonomia decisionale e organizzativa del vertice, impossibilità di inserimento di risorse professionali giovani e qualificate: sono i sintomi di una malattia che mette in forse l'avvenire del servizio pubblico. La RAI deve fondarsi su regole di funzionamento societario che consentano scelte strategiche. Il presente disegno di legge affida a una Fondazione la proprietà e la scelta delle strategie e dei vertici operativi della RAI. La Fondazione è dunque garante dell'autonomia del servizio pubblico dal Governo e della sua qualità. Il consiglio di amministrazione della Fondazione è designato assicurando il massimo possibile di autonomia dalla politica e dal potere economico. La Fondazione si connota per la prevalenza del carattere pubblicistico dei suoi compiti e delle sue attività. Il vertice operativo potrà agire con efficienza e con stabilità. Alla Fondazione è altresì attribuito il compito di riorganizzare la RAI al fine di renderla meno dipendente dalla pubblicità e meno affine ai modelli della televisione commerciale. Per queste ragioni auspichiamo che il Parlamento esamini e approvi il disegno di legge attuando una delle riforme chiave del nostro sistema di informazione e al fine di ottenere una nuova declinazione del concetto di servizio pubblico.. Art. 1. (Definizione dei compiti del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale) 1. Il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, di seguito denominato « servizio pubblico radiotelevisivo », è affidato per concessione alla Fondazione di cui all'articolo 2, che lo svolge, per il tramite della società RAI-Radiotelevisione Italiana Spa, di seguito denominata « RAI Spa », e delle società controllate dalla stessa, sulla base della Carta del servizio pubblico di cui all'articolo 8. La concessione ha durata di dodici anni dalla data di entrata in vigore della presente legge ed è rinnovabile. 2. Il servizio pubblico radiotelevisivo garantisce: a) la promozione della libera espressione delle opinioni e la garanzia dell'accesso ai soggetti politici e sociali; b) la diffusione dei princìpi costituzionali, la consapevolezza dei diritti di cittadinanza e la promozione della dignità delle persone; c) la tutela del più ampio pluralismo informativo, nel rispetto del diritto alla corretta informazione, secondo un approccio libero, aperto e dialogante; d) la valorizzazione della lingua e della cultura italiane e la promozione delle conoscenze; e) la valorizzazione del ruolo delle regioni e della pluralità linguistica e culturale; f) la crescita del senso di appartenenza dei cittadini italiani all'Unione europea; g) la produzione autonoma di contenuti, lo sviluppo della multimedialità, la qualità tecnica dei servizi e un alto livello di audience . 3. Il soggetto al quale è affidato mediante concessione il servizio pubblico radiotelevisivo può svolgere, attraverso società controllate dallo stesso, attività commerciali ed editoriali, connesse alla diffusione di immagini, suoni e dati, nonché altre attività correlate, purché esse non risultino di pregiudizio al migliore svolgimento dei pubblici servizi concessi e concorrano all'equilibrata gestione aziendale. Art. 2. (Istituzione della Fondazione) 1. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituita la Fondazione RAI, di seguito denominata « Fondazione », per l'esercizio del servizio pubblico radiotelevisivo. Il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato, allo scopo, a esperire le procedure di istituzione previste dall'ordinamento, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 1, il Ministero dell'economia e delle finanze trasferisce alla Fondazione le azioni della RAI Spa. Art. 3. (Finalità generali e statuto della Fondazione) 1. Fermi restando i poteri e le attribuzioni conferiti dall'ordinamento vigente alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, di seguito denominata « Commissione parlamentare », e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di seguito denominata « Autorità », la Fondazione garantisce la prestazione del servizio pubblico radiotelevisivo. 2. La Fondazione garantisce l'autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo dal potere politico ed economico; verifica il valore pubblico della programmazione; assicura la gestione efficiente della RAI Spa e delle società controllate dalla stessa e svolge ogni altro compito o attività previsti dal proprio statuto ai sensi della presente legge. 3. Lo statuto della Fondazione definisce l'assetto organizzativo della Fondazione, prevede l'attribuzione al consiglio di amministrazione della Fondazione, di cui all'articolo 5, della competenza in ordine alla determinazione delle linee generali di intervento, delle priorità e degli obiettivi della Fondazione stessa e in ordine alla verifica dei risultati conseguiti e disciplina i compiti e il funzionamento del collegio sindacale di cui all'articolo 6. Lo statuto iniziale della Fondazione è adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previo parere favorevole della Commissione parlamentare, espresso a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Art. 4. (Patrimonio della Fondazione) 1. Il patrimonio della Fondazione è costituito: a) dalla quota di partecipazione al capitale sociale della RAI Spa; b) dai beni immobili e mobili, dai valori mobiliari e dalle elargizioni eventualmente successivamente conferiti; c) dai contributi provenienti da enti e da privati; d) dai contributi attribuiti al patrimonio dall'Unione europea, dallo Stato, da enti territoriali o da altri enti pubblici; e) dalle somme derivanti e prelevate dai redditi della Fondazione che il consiglio di amministrazione della Fondazione delibera di destinare a incrementare il patrimonio. 2.