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L'obiettivo è finalmente quello di raggiungere la funzionalità del comparto giustizia, ormai gravato da annose inefficienze divenute croniche e purtroppo endemiche. Viene prevista l'assunzione a tempo indeterminato per il triennio di un numero massimo di 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale, onde evitare una sostanziale paralisi del sistema giustizia. Chi opera nel settore sa quale carenza di organico i tribunali siano costretti a sopportare e conosce l'importanza rivestita dalla categoria dei soggetti che si intendono assumere. Ricordiamoci che purtroppo a rimetterci per le inefficienze del comparto è sempre e soltanto il cittadino. Inoltre, l'organico della magistratura ordinaria viene aumentato di 600 unità. Unitamente a ciò, il Ministero bandirà annualmente per il triennio un concorso annuale per un massimo di ulteriori 200 posti. Le assunzioni sono state predisposte anche per il settore della giustizia amministrativa, dell'Avvocatura dello Stato e della giustizia contabile, altri settori essenziali. A nostro modo di vedere, importante è l'autorizzazione di spesa, in relazione alla riqualificazione del personale dell'amministrazione giudiziaria. L'incremento dei fondi destinati alle vittime di reati violenti e di quello di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti, nonché agli orfani dei crimini domestici rappresenta una vittoria per questo Parlamento. Ricordo ancora le difficoltà provenienti dall'attuazione delle deleghe scaturenti dalla legge n. 103 del 2017, assolutamente distoniche rispetto a un efficace trattamento rieducativo del condannato. Il lavoro istruttorio compiuto dalla Commissione giustizia in sinergia con il Ministero ha favorito un'elaborazione compiuta dei testi dei vari decreti legislativi, allineando il trattamento rieducativo del reo a una maggiore sicurezza sociale. Fondamentali, al fine di garantire efficienza al sistema, sono anche le assunzioni di personale di Polizia penitenziaria ed i futuri progetti di edilizia penitenziaria sia nell'ambito dei lavori di ristrutturazione straordinaria degli impianti esistenti sia nella costruzione di nuovi. Questo mira a riallineare il sistema penitenziario italiano alle molteplici pronunce in ambito CEDU (Corte europea dei diritti dell'uomo), che hanno inesorabilmente condannato il nostro Paese a risarcimenti cospicui nei confronti di condannati detenuti in esecuzione di pena in condizioni inumane e degradanti, a causa della mancanza di spazio vitale nei luoghi in cui sono ristretti. In bilancio sono stati stanziati fondi per riuscire a implementare finalmente riforme organiche dei sistemi processuali, senza tralasciare il lavoro portato avanti sulla giustizia minorile. Con l'entrata in vigore dell'ordinamento penitenziario minorile viene rafforzato l'assetto delle misure alternative alla detenzione. Ne derivano sia notevoli vantaggi sul piano del contenimento della recidiva sia un abbattimento dei maggiori costi derivanti dagli oneri connessi alla gestione dei detenuti. La riforma del processo penale ormai è obiettivo improcrastinabile di questa maggioranza, finalizzato al raggiungimento di quell'efficienza che tutti gli standard internazionali ed europei ci impongono, dal punto di vista sia della ragionevole durata sia della certezza della pena, unitamente a un procedimento di reinserimento del reo nella società, una volta avvenuta la sua riabilitazione. La riforma del processo civile avrà come obiettivo lo snellimento delle procedure e soprattutto lo svecchiamento di istituti ormai obsoleti, utili soltanto al rallentamento del procedimento, senza allo stesso tempo ingenerare garanzie ulteriori nei confronti di chi nel processo è impegnato. Solo per enunciare i provvedimenti attualmente pendenti presso la Commissione giustizia, cito i processi telematici e la giustizia telematica che, anche attraverso l'utilizzo dello strumento della PEC, renderanno le notificazioni più snelle ed efficaci; l'implementazione dell'informatizzazione degli uffici e la relativa formazione del personale; il contrasto ai cosiddetti matrimoni forzati, l'orrenda pratica purtroppo ancora molto diffusa nel mondo, un fenomeno assolutamente da stroncare; e ancora, una compiuta riforma delle liti cosiddette temerarie, in linea con una giustizia equa che vuole colpire chi strumentalmente la utilizza. In ambito internazionale, purtroppo, ci troviamo in un momento storico dove la minaccia globale dettata dal terrorismo rappresenta la criticità più importante da risolvere. Per questo motivo un lavoro scrupoloso, proficuo e sinergico è stato portato avanti tra i Paesi dell'Unione europea e i Paesi terzi, assicurando un rafforzamento della cooperazione giudiziaria e una presenza costante ai diversi negoziati europei e internazionali. Questa è l'azione riformatrice del Governo del cambiamento in materia di giustizia. Questo è quello che ci prefiggiamo di fare, ovvero una compiuta riforma della giustizia, che sia più in linea con la ragionevole durata dei processi e soprattutto più vicina ai cittadini: di questo la ringrazio, signor Ministro. Perseguendo questa strada, che è quella giusta, annuncio pertanto il voto favorevole alla proposta di risoluzione n. 2 presentata dalla maggioranza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Prima di passare alle votazioni, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le proposte di risoluzione saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Chiedo ai proponenti se intendono espungere dal testo della risoluzione i punti sui quali il Governo ha espresso parere contrario e accettare le riformulazioni, nel qual caso la proposta di risoluzione nel suo complesso avrebbe il parere favorevole del Governo. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei andare un po' al di là della sua richiesta, a cui, tuttavia, rispondo subito dicendo «no», perché il valore della nostra risoluzione è unitario e comprende anche le premesse e alcune parti del dispositivo sulle quali il Governo ha espresso parere negativo. Non intendiamo rinunciare ad alcune parti significative del ragionamento complessivo che è stato esposto anche nei nostri interventi. Vorrei capire però se possiamo procedere nel modo seguente: il Governo ha fatto un lavoro di dettaglio, cercando di esprimere pareri specifici sui diversi impegni. Su alcuni punti, contenuti in tutte le risoluzioni, è stato espresso parere favorevole; su altri è stato espresso un invito alla riformulazione, mentre su altri ancora è stato espresso parere contrario. Se questo lavoro è stato fatto nello spirito di lasciare agli atti di quest'Assemblea un elenco di osservazioni alla relazione del Ministro e, quindi, se decidessimo di votare per parti separate e alcune di esse sono quelle su cui il Ministro ha dato parere favorevole, possiamo considerare il voto su quella parte un'osservazione - vale per la nostra, come per le altre risoluzioni - che va a unirsi in un elenco di osservazioni che quest'Assemblea lascia agli atti? Lo dico in modo più brutale: abbiamo espresso un giudizio e chiediamo di votare per parti separate. Sull'impegno n. 1 ovviamente voteremo favorevolmente e il Governo ha espresso parere favorevole.