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Allo stato, tale aliquota ridotta del 5 per cento risulta inferiore a quella prevista per le stesse tipologie di pagamenti nei trattati stipulati dalla Cina con i principali Paesi europei, in cui la riduzione massima si attesta al 6 per cento. L'articolo 13 riguarda il trattamento delle plusvalenze da alienazione di beni mobili, beni mobili registrati e beni immobili, in base al quale alcune tipologie di plusvalenze sono imponibili in modo esclusivo nello Stato di residenza del percipiente, altre invece sono imponibili secondo un criterio concorrente. Il paragrafo 1 stabilisce che le plusvalenze percepite da un residente di uno Stato contraente derivanti dall'alienazione di beni immobili situati nell'altro Stato contraente possono essere tassate in tale ultimo Stato. A norma del paragrafo 2, le plusvalenze derivanti dall'alienazione di beni mobili appartenenti ad una stabile organizzazione o ad una sede fissa d'affari sono imponibili anche nello Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa d'affari. In base al paragrafo 3, invece, le plusvalenze derivanti dall'alienazione di navi o aeromobili utilizzati in traffico internazionale ovvero di beni mobili strumentali all'utilizzo di tali navi o aeromobili sono imponibili in modo esclusivo nello Stato contraente di residenza dell'impresa alienante. Al paragrafo 4, è prevista la potestà impositiva anche dello Stato in cui sono situati i beni immobili, nel caso di plusvalenze derivanti dall'alienazione di azioni o partecipazioni, qualora tali diritti abbiano derivato più del 50 per cento del loro valore, direttamente o indirettamente, da quei beni immobili. Con riferimento alle partecipazioni qualificate con un livello minimo del 25 per cento, il paragrafo 5 prevede la tassazione concorrente sulle plusvalenze derivanti dall'alienazione di tali partecipazioni. La categoria residuale di cui al paragrafo 6 prevede invece la tassazione esclusiva nello Stato di residenza dell'alienante. Tale disposizione risulta più favorevole rispetto a quella contenuta nel precedente Accordo del 1986, che prevedeva la tassazione concorrente. L'articolo 14, in materia di professioni e lavoro autonomo, prevede quale principio generale l'imposizione esclusiva nello Stato di residenza del percettore di tali redditi. È disciplinata tuttavia un'eccezione nei casi in cui il percettore abbia disponibilità di una base fissa, utilizzata per l'esercizio della professione o dell'impresa, nello Stato presso il quale egli presta la propria attività o se detto soggetto soggiorna in tale ultimo Stato per un periodo o periodi pari o superiori a 183 giorni in un periodo di dodici mesi. In tali casi è prevista l'imposizione concorrente. Il paragrafo 2 contiene un'elencazione esemplificativa di cosa si intenda per « professional services » ricomprendendovi attività scientifiche, letterarie, artistiche o educative nonché le prestazioni di figure come avvocati, medici, ingegneri, contabili e dentisti. L'articolo 15 disciplina il trattamento fiscale delle remunerazioni derivanti da lavoro subordinato. Esso prevede, al paragrafo 1, la tassazione esclusiva nello Stato di residenza del lavoratore, salvo che l'attività lavorativa non venga prestata nell'altro Stato contraente, nel qual caso la potestà impositiva diviene concorrente. Nonostante tale principio generale, ed in linea con il corrispondente principio del modello OCSE di Convenzione, il paragrafo 2 prevede la tassazione esclusiva nello Stato contraente di residenza del percipiente, nel caso in cui ricorrano congiuntamente i seguenti criteri: a) permanenza nell'altro Stato contraente per un periodo non superiore ai 183 giorni in un periodo di dodici mesi che inizia o termina nel corso dell'anno fiscale considerato; b) pagamento delle remunerazioni da, o per conto di, un datore di lavoro che non è residente dell'altro Stato; c) l'onere delle remunerazioni non è sostenuto da una stabile organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha nell'altro Stato. Il paragrafo 3 prevede che la remunerazione del lavoratore dipendente, che presti la propria attività a bordo di navi o aeromobili operati in traffico internazionale, sia imponibile esclusivamente nel suo Stato di residenza, al fine di evitare potenziali comportamenti elusivi. Il paragrafo 4 disciplina il trattamento di fine rapporto ed altri pagamenti « lump sum » di natura analoga, attribuendo la potestà impositiva esclusiva allo Stato erogante tali somme, accumulate durante il periodo in cui il ricevente ha ivi prestato attività lavorativa. L'articolo 16 prevede l'imponibilità concorrente dei compensi dei membri dei consigli di amministrazione o di supervisione. L'articolo 17 stabilisce in via generale l'imponibilità, ancorché non esclusiva, dei redditi di artisti e sportivi nello Stato contraente in cui l'attività viene prestata. Al fine di evitare possibili manovre elusive, il paragrafo 2 dell'articolo prevede che, anche qualora il reddito per la prestazione di un artista o di uno sportivo sia attribuito ad altri soggetti, tale reddito possa essere tassato nello Stato contraente in cui l'attività è stata prestata. Il paragrafo 3, in deroga alle disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2, prevede il criterio di tassazione esclusiva nello Stato di residenza del prestatore, nel caso in cui le attività che generano tali redditi siano totalmente o principalmente finanziate da fondi pubblici ovvero siano svolte nell'ambito di un piano di scambio culturale tra i Governi degli Stati contraenti. In materia di pensioni, il principio generale previsto dall'articolo 18, paragrafo 1, è quello della tassazione esclusiva nello Stato di residenza del percettore, analogamente al principio contenuto nella corrispondente disposizione del modello OCSE di Convenzione. Il paragrafo 2 dell'articolo in esame prevede il criterio della tassazione esclusiva nello Stato della fonte per le pensioni ed altri pagamenti analoghi effettuati nel quadro di un sistema pubblico di previdenza. Nel caso di pensioni erogate dall'Italia, tale espressione ricomprende sia le pensioni pagate ai sensi della legislazione sulla previdenza sociale a fronte di versamenti di contributi obbligatori per legge, sia le prestazioni garantite dallo Stato al fine di perseguire obiettivi generali di solidarietà (ad esempio, le pensioni di invalidità). L'articolo 19 detta una disciplina di carattere speciale per quanto concerne salari, stipendi ed altre remunerazioni, nonché pensioni, derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche, in linea con il modello OCSE di Convenzione. Il paragrafo 1, lettera a) , prevede che salari, stipendi ed altre remunerazioni siano imponibili soltanto nello Stato che li eroga. Tuttavia, ai sensi della lettera b) , le remunerazioni sono imponibili esclusivamente nell'altro Stato contraente, qualora i servizi siano resi in detto altro Stato e la persona fisica sia ivi residente ed abbia la nazionalità di tale Stato, oppure non sia divenuta residente di detto Stato al solo scopo di rendervi i servizi.