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in sede di elaborazione di proposte per la legge di bilancio il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità aveva elaborato una proposta di adeguamento delle piante organiche che, tuttavia, non ha trovato riscontro, neppure parziale, nella legge di bilancio. Si rende pertanto necessario e non più procrastinabile l'intervento normativo proposto, che autorizza le assunzioni necessarie per la copertura della pianta organica esistente e accompagna le riforme in corso di attuazione con un incremento delle risorse di personale che consenta la corretta applicazione dei nuovi strumenti di deflazione e accelerazione del procedimento penale, pena l'ulteriore rallentamento della risposta punitiva extra moenia e la conseguente vanificazione degli obiettivi del PNRR e della ratio stessa della legge di delegazione n. 134 del 2021. CAPO II – MISURE PER L'ATTUAZIONE DEL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA IN MATERIA FINANZIARIA E FISCALE Art. 18. – (Disposizioni riguardanti le sanzioni per mancata accettazione dei pagamenti elettronici, la fatturazione elettronica e i pagamenti elettronici) L'articolo 15, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, prevede per i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, l'obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito e di credito. A seguito delle modifiche disposte dall'articolo 19- ter , comma 1, lettera b) , del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, recante « Sanzioni per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carte di debito e credito », è stata inserita un'apposita previsione sanzionatoria al comma 4- bis del citato articolo 15 del decreto-legge n. 179 del 2012. Infatti, al fine di superare il mancato allineamento normativo derivante dalla sussistenza di un obbligo, rispetto alla cui violazione mancava la relativa sanzione, il comma 4- bis prevede una specifica sanzione per la mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, con carta di debito o carta di credito. Secondo l'impianto normativo vigente, la sanzione è applicabile a « decorrere dal 1° gennaio 2023 ». La previsione di sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti effettuati con carta, oltre ad iscriversi tra le misure idonee a disincentivare comportamenti cash-based , inserendosi in una più ampia strategia di riduzione del contante e di promozione di strumenti di pagamento alternativi e digitali, rientra, per il 1° semestre 2022, nella milestone M1C1–103 del PNRR (entrata in vigore di atti di diritto primario e derivato e delle disposizioni regolamentari e completamento delle procedure amministrative per incoraggiare il rispetto degli obblighi fiscali ( tax compliance ) e migliorare gli audit e i controlli) che al punto iii) prevede « l'entrata in vigore della riforma della legislazione al fine di garantire sanzioni amministrative efficaci in caso di rifiuto da parte di fornitori privati di accettare pagamenti elettronici ». Considerata la scadenza al 30 giugno 2022 per il raggiungimento degli obiettivi fissati nella citata milestone del PNRR, il comma 1 del presente articolato interviene sulla decorrenza di applicazione delle sanzioni per mancata accettazione di pagamenti effettuati con carta, sostituendo il richiamo al « 1° gennaio 2023 » con il « 30 giugno 2022 ». Tanto al fine di adeguarne l'operatività alle previsioni del PNRR. Il comma 2 estende l'ambito applicativo dell'obbligo generalizzato di fatturazione elettronica ai soggetti esonerati ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127. La estensione dell'obbligo di fatturazione elettronica a tali categorie fa seguito alla decisione di esecuzione (UE) 2021/2251 del Consiglio, del 13 dicembre 2021, la quale, nel rinnovare la decisione di esecuzione (UE) 2018/593 che aveva autorizzato l'Italia ad introdurre un obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, ha esteso l'ambito applicativo della misura anche ai soggetti che si avvalgono della franchigia per le piccole imprese di cui all'articolo 282 della direttiva 2006/112/CE. Per dare attuazione alla nuova decisione di esecuzione, il comma 1 del presente articolo modifica l'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 127 del 2015, facendo venire meno l'esonero dall'obbligo di fatturazione elettronica precedentemente previsto per i soggetti che usufruiscono del regime di vantaggio di cui all'articolo 27, commi 1 e 2 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, i soggetti che applicano il regime forfettario di cui all'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014, i soggetti che hanno esercitato l'opzione per il regime speciale della legge n. 398 del 1991 previsto, in particolare, per le associazioni sportive dilettantistiche. L'introduzione di tale obbligo non amplia le ipotesi in cui deve essere emessa fattura, ma solo le modalità di emissione del documento; restano, inoltre, fermi i principi generali che regolano l'emissione della fattura, di cui all'articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, in base ai quali il documento è emesso dal soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio o, per suo conto e sotto la sua responsabilità, dal cessionario o dal committente ovvero da un terzo. Il comma 3 del presente articolo, tenendo conto delle difficoltà operative e tecniche che i soggetti interessati potrebbero incontrare a fronte dei nuovi adempimenti posti a loro carico, prevede un termine a partire dal quale detti soggetti passivi sono tenuti all'adempimento della fatturazione elettronica, fissato alla data del 1° luglio 2022, e stabilisce che nel primo trimestre di vigenza dell'obbligo ai soggetti ai quali il predetto obbligo di fatturazione elettronica è esteso a decorrere dal 1° luglio 2022 non si applicano sanzioni se la fattura elettronica è emessa entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Il comma 4 sopprime un riferimento nell'articolo 22, comma 5, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157. Art. 19. – (Portale nazionale del sommerso) La disposizione sostituisce il comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 che già prevedeva la istituzione di « una banca dati telematica che raccoglie le informazioni concernenti i datori di lavoro ispezionati » e in forza della quale l'Ispettorato nazionale del lavoro, l'INPS e l'INAIL hanno istituito la cosiddetta Banca dati aziende ispezionate (BDAI).