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una manovra che ha deciso di investire innanzitutto sulle persone, quelle stesse persone da cui in questi anni sono giunte istanze sociali del tutto inascoltate da chi ci ha preceduto. Faccio sommessamente notare che mentre discutiamo la legge di bilancio, diverse esigenze sociali stanno esplodendo sotto i nostri occhi in altri Paesi europei, come in Francia. La legge ha il pregio di aver intercettato prima e meglio di altri queste esigenze, approfittando di misure ad altissimo impatto sociale come il reddito di cittadinanza, quota cento, aumento delle pensioni minime e i risarcimenti per i risparmiatori truffati dalle banche. La risoluzione e l'azzeramento delle ormai famose quattro banche, che ha ricordato nel suo intervento il collega Lannutti ha colpito in maniera consistente anche l'economia ed i cittadini del mio territorio, le Marche. Il fallimento di Banca Marche ha provocato l'azzeramento dei risparmi di una vita per migliaia di persone in una triste e cupa domenica pomeriggio di novembre del 2015. Permettetemi di portarmi questa testimonianza, in quanto ho ascoltato e visto da vicino le storie e le sofferenze di queste persone; piccoli azionisti e obbligazionisti, pensionati e piccoli artigiani che, investendo nella propria banca di paese, credevano di sostenere se stessi e l'economia del proprio territorio, non volevano speculare o arricchirsi, ma solo salvaguardare i propri risparmi per una vecchiaia serena e spensierata. Le attese di queste persone sono state deluse e tradite da uno Stato che non solo non li ha né tutelati né difesi, controllando in maniera doverosa e opportuna l'operato dei grandi manager e i bilanci delle banche, ma che di fatto li ha pugnalati alle spalle, azzerando con un decreto-legge tutti i loro risparmi, scaricando su di loro il fallimento degli istituti di credito e le ruberie di un'intera classe dirigente. Le tragiche storie dei risparmiatori, le loro lacrime e le loro proteste sono delle ferite ancora aperte. Colleghi, la maggioranza non si è solo limitata ad ascoltare queste persone, ma una volta arrivata al Governo ha considerato l'indennizzo e il rimborso di queste persone come un'impellenza e un obiettivo primario. Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle mantiene le promesse fatte in campagna elettorale, nonostante i vincoli europei e le ristrettezze di bilancio. Questo Governo ha stanziato 1,525 miliardi in tre anni per i truffati dalle banche del Centro Italia e delle banche venete, andrà a semplificare le procedure di rimborso attraverso i rimborsi diretti e, in via prioritaria, le famiglie con redditi più bassi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Includeremo gli obbligazionisti fino ad oggi esclusi dai rimborsi, a causa della complessità dei meccanismi di ristoro precedenti. Incrementeremo fino al 95 per cento il ristoro per gli obbligazionisti. Per quanto riguarda gli azionisti, finalmente potremo alleviare le loro ingiuste perdite patrimoniali attraverso un rimborso iniziale del 30 per cento, fino a 100.000 euro, per coprire la più vasta platea possibile. Una platea, però, che non contempla i grandi azionisti, i manager , i dirigenti e tutti coloro che avevano incarichi in consigli di amministrazione e di controllo, né tantomeno le fondazioni. Ma - ribadisco - il rimborso risarcisce solo i più deboli e gli indifesi. Ed eccoci qui a discutere e votare questa legge di bilancio, con la piena consapevolezza che, pur non cancellando totalmente i drammi e le ingiustizie passate, rappresenta la ferma volontà delle istituzioni di non permettere più che rimangano indifferenti e inermi di fronte a queste vicende. Mai più. Uno Stato e una politica di nuovo al proprio fianco, che tuteli i più deboli e che consideri la coesione sociale come la bussola della propria attività politica. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei intervenire innanzitutto rispetto a quanto successo in 5 a Commissione, anche in qualità di Vice Presidente. Sinceramente penso che molte fasi siano state fatte e non è giusto far emergere che la 5 a Commissione non ha fatto niente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Ci siamo riuniti di giorno, le sere; abbiamo lavorato tutti nei rispettivi Gruppi anche le notti e c'è stato un lavoro preparatorio che nessuno dei colleghi di maggioranza e minoranza può negare. (Commenti del senatore Faraone) . Questo lo dico per riprendere quanto già detto un'altra volta: che non funziona screditare l'intera categoria, l'intera Commissione; non ha senso. Si è verificata una situazione anomala? È vero. Avremmo voluto evitarla? Certamente. Avremmo di gran lunga preferito poter svolgere i lavori come quasi sempre è avvenuto, perché di intoppi - non come questo - ce ne sono stati sempre tanti. Ci sono state tante fiducie. Insomma, nessuno di noi è nato ieri e il più giovane qui ha quarant'anni, quindi non scandalizziamoci. Però questo lavoro è stato fatto. Soprattutto - ci tengo a dirlo perché fa parte anche questo del grande lavoro che, se vogliamo, è molto più faticoso di quello vero e proprio della Commissione - c'è stata l'interlocuzione con tutte le forze politiche presenti nella Commissione, alla presenza del sottosegretario Castelli, ma soprattutto del sottosegretario Garavaglia che ha dimostrato, come sempre, un'incredibile disponibilità e non solo una grandissima competenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Tant'è vero che non manca mai che qualcuno, della minoranza e non dalla maggioranza, non gli faccia i complimenti proprio per la schiettezza, la chiarezza, la competenza con la quale interviene. Questo lo dico per tutte le persone che, sentendo qualche collega che dice che non abbiamo fatto niente, ci crede. E no, signori, siamo qui da settimane - ripeto - giorno e notte. E fa parte del nostro lavoro, non stiamo a fare gli eroi. Fa parte del nostro lavoro quando affrontiamo certi tipi di provvedimenti. C'è stata una discussione generale, tranquilli; c'è stata una fase di illustrazione degli emendamenti, che si è organizzata per argomenti e che si è conclusa prima, durante la quale il Governo è stato ad ascoltare e ha preso nota di tutto quanto è stato detto. Quindi queste fasi ci sono state. Avremmo potuto tranquillamente iniziare a votare - come era stato anche preso in considerazione - tutte le proposte che sapevamo essere marginali e che sarebbero state sfoltite. Ci eravamo detti tutti: sappiamo che la tempistica è molto stretta (perché lo sapevamo prima, certamente si è partiti in ritardo), quindi vediamo di contenere gli emendamenti. Ebbene, quasi 3.500 emendamenti, da parte di tutti. Allora abbiamo detto di lavorare meglio sui temi più importanti, sui quali tra l'altro siamo riusciti a trovare anche una modalità di interlocuzione e di costruzione.