[ddlpres]

Il datore di lavoro nel documento di valutazione dei rischi deve compiere un'analisi dei posti di lavoro, per rilevare i rischi per la vista e per gli occhi; i problemi legati alla postura e all'affaticamento fisico o mentale; le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. Successivamente deve disporre le misure idonee ad eliminare o ridurre questi rischi, tenendo conto della somma ovvero della combinazione della incidenza dei rischi riscontrati. Il lavoratore che utilizza videoterminali in modo sistematico ha il diritto ad usufruire di una interruzione della sua attività attraverso delle pause o cambiamento di attività. Normalmente i contratti di lavoro contengono delle disposizioni che riguardano le modalità di effettuazione delle pause, le quali devono consistere in almeno 15 minuti ogni 2 ore trascorse di fronte ad un videoterminale. I lavoratori non possono rinunciare alle pause e le stesse non possono essere cumulate e poi godute alla fine della giornata lavorativa. Se poi il lavoratore presenta delle patologie particolari all'apparato visivo accertate dal medico competente, potrà concordare con l'azienda dei tempi di interruzione diversi oppure concordare di effettuare una « pausa attiva », cioè lo svolgimento di un'altra attività lavorativa senza l'impiego di videoterminale (VDT), senza il movimento continuo delle braccia e delle mani, e senza l'assunzione di una postura uguale a quella tenuta lavorando ad un videoterminale. Prima di essere destinati a svolgere un lavoro con attrezzature munite di VDT, i lavoratori devono essere sottoposti a visita medica. La normativa prevede inoltre che un lavoratore addetto ai VDT debba essere sottoposto a visita medica di controllo ogni 2 anni se presenta delle limitazioni o se ha un'età superiore ai 50 anni, invece ogni 5 anni in condizioni di normalità visiva o con età inferiore ai 50 anni. Il lavoratore può anche richiedere personalmente di essere sottoposto a visita di controllo, qualora lo ritenga opportuno. Il presente disegno di legge, composto da quattro articoli, introduce disposizioni che vanno da un lato a tutelare i lavoratori dai rischi di sviluppare forme di maculopatie e, dall'altro, ad inserire nei livelli essenziali di assistenza la maculopatia degenerativa miopica e senile In particolare, l'articolo 1 reca modifiche all'articolo 176 del più volte citato decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in modo da precisare che gli accertamenti sanitari dei lavoratori che utilizzano videoterminali comprendono obbligatoriamente gli esami del fondo oculare e della retina, sulla base della considerazione – avallata anche da numerosi studi scientifici – per cui l'uso continuato di videoterminali comporta uno stress per l'occhio ed un conseguente rischio di sviluppare malattie degenerative del fondo oculare e della retina. Ciò anche perché, da questo tipo di controllo, si può venire a conoscenza di eventuali maculopatie e quindi curarle prima che degenerino irrimediabilmente. L'articolo 2 prevede invece l'inserimento, tramite la procedura prevista dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208, della maculopatia degenerativa miopica e senile nei nuovi livelli essenziali di assistenza. L'articolo 3 stabilisce che la maculopatia degenerativa miopica e senile debba essere accertata nel paziente mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura della maculopatia degenerativa miopica e senile che ne attesti l'effetto invalidante. L'articolo 4 reca disposizioni in tema di copertura finanziaria.. 1 (Modifiche all'articolo 176 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) 1 All'articolo 176 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Gli accertamenti di cui al comma 1 comprendono obbligatoriamente gli esami del fondo oculare e della retina ». 2 (Inserimento nei livelli essenziali di assistenza della maculopatia degenerativa miopica e senile) 1 Con la procedura di cui all'articolo 1, comma 554, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede all'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficial e n. 65 del 18 marzo 2017, al fine dell'inserimento della maculopatia degenerativa miopica e senile, nelle forme e nelle modalità individuate dall'articolo 3 della presente legge. 3 (Accertamenti diagnostici) 1 Per le finalità di cui all'articolo 2, la maculopatia degenerativa miopica e senile deve essere accertata nel paziente mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura della maculopatia degenerativa miopica e senile che ne attesti l'effetto invalidante. 4 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto ai fini del bilancio triennale 2019-2021 nell'ambito dello stanziamento del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019 allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.