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Disposizioni per il riconoscimento della figura dell'agricoltore custode dell'ambiente e del territorio e per l'istituzione della Giornata nazionale dell'agricoltura. Onorevoli Senatori . — L'emergenza sanitaria da COVID-19 ha reso evidente il valore strategico del settore primario per l'economia del nostro Paese. L'agricoltura ha infatti avuto un ruolo cruciale nella gestione dell'emergenza riuscendo, nonostante le grandi difficoltà, a garantire in sicurezza il necessario approvvigionamento di cibo, grazie alla forza e alla tenacia di persone che silenziosamente hanno perseverato nel proprio lavoro, senza mai fermarsi. Un lavoro svolto con responsabilità e dedizione da quasi 740.000 imprese agricole, che insieme a 70.000 industrie alimentari, a 330.000 operatori della ristorazione e a 230.000 punti vendita al dettaglio, generano 538 miliardi di valore lungo la filiera e garantiscono 3,6 milioni di posti di lavoro, rendendo famoso il nostro Paese nel mondo per le sue eccellenze enogastronomiche. L'Italia possiede 313 specialità con denominazione d'origine protetta (DOP), indicazione geografica protetta (IGP) e specialità tradizionale garantita (STG) riconosciute a livello europeo, 415 vini con denominazione di origine controllata (DOC) e denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), nonché 5.155 prodotti tradizionali regionali su tutto il territorio nazionale. L'Italia ricopre, altresì, una posizione di primo piano nel settore biologico con oltre 60.000 aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. In Italia ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 francesi e 533 varietà di olive contro le 70 spagnole. Il Paese è il primo produttore in Europa di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta eccelle in molte produzioni, dalle mele e pere fresche, alle ciliegie, uve da tavola, kiwi, nocciole fino alle castagne. Centrale per l'alto valore espresso dall'intera filiera è l'operato dell'agricoltore che, oltre ad essere dedito al lavoro dei campi, svolge un ruolo fondamentale in qualità di custode del territorio, sul quale è fortemente radicato, svolgendo sulla terra un'importante azione di tutela del paesaggio, dell'ambiente e dell'ecosistema. Molte regioni sono già intervenute in questi ultimi anni per riconoscere all'agricoltore l'importantissimo ruolo di custode dell'ambiente e del territorio. L'agricoltore è una figura centrale per l'agricoltura e l'ambiente. La presenza radicata nel territorio in cui vive e lavora lo rende un punto di riferimento di primaria importanza nell'attuazione degli interventi necessari a contenere e prevenire i danni provocati ogni anno da calamità che si abbattono sul territorio. È necessario quindi delineare un quadro normativo che, sulla base delle indicazioni già emerse in alcuni consigli regionali, strutturi, in modo chiaro e univoco su tutto il territorio nazionale, la figura dell'agricoltore in qualità di custode del territorio, riconoscendo nell'attività agricola la massima espressione di questo ruolo. Per tale ragione il presente disegno di legge propone l'istituzione di una giornata per la celebrazione dell'agricoltura, settore fondamentale per il sistema Paese, in ragione dell'alto valore rivestito in termini economici, sociali e ambientali. Il ruolo fondamentale dell'agricoltore, come figura di comunione tra il lavoro dell'uomo e la terra che lo ospita, è stato riconosciuto già in passato anche da Papa Paolo VI attraverso la celebrazione della « Giornata del ringraziamento » dei coltivatori diretti, i quali furono da esso definiti « come un modello di realizzazioni, come un esempio di attività, come un vivaio di speranze per il domani ». E proprio guardando al domani, e alle nuove sfide lanciate all'agricoltura dal piano del Green new deal, appare fondamentale considerare, quale centro di questo processo di rinnovamento, la figura dell'agricoltore. Nel citato discorso di Paolo VI emergono elementi di grande attualità. « Una società che tanto deve alla gente dei campi » allora come oggi, la quale « si è voluta distinguere non solo per l'operosità, il senso del dovere, la parsimonia, l'ordine, il sacrificio, ma anche e soprattutto per il senso di Dio, la fedeltà alla Chiesa, l'animus religioso, alimentato da tradizioni sanamente familiari, dall'eredità di valori sacri, tramandata di padre in figlio come un tesoro prezioso ». Queste parole ci devono ricordare che di fronte alle sfide lanciate dal progresso verso l'agricoltura tutta, oggi ancor più di ieri, grava sull'agricoltore il compito di continuare ad alimentare il contatto diretto con la natura, e di custodire gli antichi valori tramandati, anche nel contesto della grande trasformazione in atto nel mondo di oggi, « alla quale » — diceva il pontefice rivolgendosi di nuovo agli agricoltori — « con l'umiltà e la sobrietà vostra propria, portate una collaborazione preziosa e insostituibile ». Con il fine di voler dare nuovo vigore alla tradizionale Giornata del ringraziamento, che dal 1951 viene celebrata in tutta Italia nella seconda domenica di novembre, secondo l'iniziativa promossa dalla Conferenza episcopale italiana per rendere grazie per il raccolto nei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori, il presente disegno di legge fissa dunque, all'articolo 1, proprio nella seconda domenica di novembre, la Giornata nazionale dell'agricoltura, al fine di farne conoscere il ruolo fondamentale quale essenza stessa della vita e presupposto per il raggiungimento del benessere economico e sociale del Paese. Per tale finalità, sono promosse su tutto il territorio nazionale e nelle scuole di ogni ordine e grado, iniziative dedicate alla celebrazione della Giornata nazionale. L'agricoltura fin dai tempi dell'antichità ha rivestito un ruolo importante all'interno della società. Cicerone considerava questa arte come la migliore fra le occupazioni romane, non solo per i suoi profitti. La stessa, infatti, veniva identificata all'interno della società come vero e proprio stile di vita della classe elitaria, oltre che un bisogno primario per la sopravvivenza dell'uomo. Lo stesso Catone individuava la superiorità dell'agricoltura sul piano sociale, morale ed educativo e anche su quello del profitto economico, rispetto alle altre attività. Ed è proprio il titolo del trattato « De agricoltura » di Catone a ispirare l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri del premio al merito agli agricoltori che si sono distinti per avere operato nell'osservanza delle migliori pratiche agricole. Tale premio consiste nell'assegnazione della somma di 20.000 euro per il finanziamento di progetti che mirino alla rivisitazione della cultura tradizionale agricola in una veste creativa e innovativa, con lo scopo di contribuire ad aumentare la competitività del settore agricolo nazionale.. 1 (Finalità)