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Art. 52 Servizio di vigilanza sui beni dell'Amministrazione penitenziaria 1. Il personale del Corpo di polizia penitenziaria che esplica, qualora direttamente connessi ai servizi di istituto, compiti di vigilanza armata ad immobili dell'Amministrazione penitenziaria diversi dagli istituti penitenziari o a materiali di proprietà della stessa osserva le norme di cui agli articoli 27, 31 e 42 del regolamento sul servizio territoriale e di presidio approvato con decreto del Ministro della difesa del 19 maggio 1973, e successive modificazioni, salvo diverse direttive emanate ai sensi dell'articolo 20. Nota all'art. 52: - Il testo degli articoli 27, 31 e 42 del decreto del Ministro della difesa 19 maggio 1973 (Regolamento sul servizio territoriale e di presidio), è il seguente: "Art. 27 (Nomenclatura). - 1) Consegna: compito particolare della guardia, integrato dalle prescrizioni per disimpegnarlo. 2) Sentinella: militare armato di fucile, moschetto o arma automatica, che personifica e assicura la continuità del servizio affidato alla guardia. 3) Muta: gruppo degli uomini designati per ogni turno di servizio delle sentinelle (normalmente due ore, alternate a quattro di riposo). 4) Guardia: drappello di militari, di entità e composizione variabili, destinato a disimpegnare un servizio di vigilanza armata. Viene suddivisa in tre mute. 5) Guardia rinforzata: guardia costituita da più di tre mute, sia per poter prolungare il servizio oltre le normali 24 ore, sia per assicurare servizi particolarmente gravosi. 6) Distacco della guardia: complesso delle operazioni per controllare uomini, armi e materiali della guardia, distribuire le cartucce e dare le necessarie istruzioni per lo svolgimento del servizio. E effettuato sotto la sorveglianza di un ufficiale incaricato, secondo le disposizioni di ciascuna Forza Armata. 7) Cambio della guardia: complesso delle operazioni svolte al posto di guardia, per lo scambio della consegna tra la guardia montante e quella smontante. 8) Posto di guardia: complesso dei locali, dei materiali e degli impianti occorrenti per assicurare il servizio della guardia, compreso quello delle sentinelle. 9) Corpo di guardia: locale dove risiede il personale di truppa della guardia, quando non è in servizio di sentinella. 10) Identificazione: qualsiasi procedimento usato da un reparto o da un uomo isolato, allo scopo di assicurarsi della natura (amico o nemico) o delle intenzioni (amichevoli od ostili) di un'altra unità o di un altro uomo isolato. La replica ad una richiesta di identificazione è una "risposta". 11) Formula di riconoscimento: comprende la richiesta di identificazione e la "risposta": per esempio: nocciola parola), vino (controparola). 12) Parola d'ordine: parola o suono caratteristico avente carattere di segrezza, utilizzata quale richiesta di identificazione. 13) Controparola: parola o suono caratteristico, avente carattere di segretezza, utilizzata per rispondere a una richiesta di identificazione. 14) Distanza di riconoscimento: limite che non deve essere oltrepassato da estranei alla guardia prima di essere identificati. Essa è normalmente compresa nella zona di vigilanza affidata a una o più sentinelle e precisata nella consegna delle guardie che hanno compiti di particolare importanza o delicatezza e indicata praticamente con tabelle, visibili anche di notte e, ove necessario, con recinzioni. 15) Limite di sicurezza: limite che deve garantire la sentinella da azioni di sorpresa e non deve essere oltrepassato da estranei alla guardia. Deve essere: materializzato in modo evidente; segnalato con chiare tabelle di divieto che ammoniscano altresì gli estranei dei gravi rischi ai quali si espongono oltrepassandolo; indicato chiaramente nelle consegne. Limite e tabelle devono essere visibili anche di notte. 16) Posto di riconoscimento: luogo stabilito dalla consegna per la identificazione di estranei alla guardia. 17) Giornale della guardia: (allegato n. 7): registro sul quale debbono essere annotati gli avvenimenti di rilievo verificatisi durante il servizio. 18) Rapporto ordinario della guardia: (allegato n. 8): documento con il quale il comandante della guardia notifica al comando del presidio, al termine del servizio, gli avvenimenti registrati nel giornale della guardia. 19) Rapporto sull'ispezione: (allegato n. 9): documento con il quale chi compie l'ispezione riferisce sull'ispezione effettuata". "Art. 31 (Sentinella). ­ 1) La sentinella è inviolabile; pertanto: a) deve essere rispettata da tutti, in qualsiasi circostanza; b) chiunque, civile o militare, commetta i reati di forzata consegna, resistenza, minaccia o ingiuria a sentinella, violenza a sentinella, è passibile di arresto se colto in flagrante; c) attorno ad essa, per un raggio di almeno cinque metri, non può soffermarsi nessun estraneo al servizio di guardia o di ispezione; d) deve essere salutata: dai militari di truppa di qualsiasi Forza Armata; dai civili che le passano davanti per entrare nella caserma o nel posto di guardia, ovvero per uscirne; e) non può ricevere ordini che dal comandante della guardia o dal graduato di muta; il superiore che debba rivolgerle la parola deve prima farle dare il cambio. 2) Doveri generali della sentinella. La sentinella: a) ha il compito di osservare e fare osservare a qualunque costo la consegna ricevuta; b) vigila attentamente ed ininterrottamente in qualunque circostanza e con qualunque tempo; la sorpresa non giustifica ma aggrava la sua responsabilità; c) può entrare nella garitta solo in caso di pioggia battente, neve, vento o sole eccessivo; deve, in ogni caso, uscirne, specie di notte, quando veda avvicinarsi qualcuno o senta rumori comunque sospetti; d) non deve allontanarsi, per alcun motivo, dal posto fissato nella consegna fino a quando non sia stato rilevato a cura del graduato di muta o del comandante della guardia e sostituito da altro militare, salvo diverse disposizioni contenute nella consegna stessa; e) non deve abbandonare l'arma nemmeno un istante; quando è ferma, sta normalmente con l'arma in posizione di riposo. In movimento non deve mai portare l'arma a tracoll'arm; f) non può comunicare con alcuno, ad eccezione del comandante della guardia o del graduato di muta; se interrogato chiama il comandante della guardia o il graduato di muta, semprechè non sia disposto diversamente dalla consegna; g) mantiene contegno irreprensibile; durante tutto il servizio non deve mangiare, fumare o sedersi. Nessuna causa di malessere può giustificare la più lieve inosservanza dei suoi doveri. In caso di malessere o di altre esigenze improvvise di carattere personale, provoca, nei modi stabiliti dalla consegna l'intervento del graduato di muta o del comandante della guardia che, se necessario, provvede a farla sostituire; h) per i reati di cui al precedente par. 1 b), dà l'allarme per chiamare il graduato di muta o il comandante della guardia, i quali devono accorrere armati e accompagnati da almeno un soldato di guardia armato;