[resaula]

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.22, presentato dal senatore Paragone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.23, 1.24. e 1.25 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.26, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dal senatore Faraone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.28 e 1.29 sono stati ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.30. MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento 1.30. Entrando nel merito della proposta, oggi la Giunta per le elezioni e per le immunità parlamentari ha una particolarità, rispetto alle altre Giunte, avendo un compito molto particolare che è quello di decidere sulla elezione di un senatore anziché di un altro in caso di elezioni contestate o quando vi sono dei ricorsi. Si tratta di decidere dell'arresto, dell'autorizzazione all'uso di intercettazioni telefoniche e altre questioni estremamente delicate. Il Regolamento oggi vigente, molto saggiamente, prevede che la Giunta per le elezioni e per le immunità parlamentari, a differenza delle altre, non possa essere un luogo dove i senatori entrano ed escono e dove ad un senatore può essere tolto l'incarico di relatore su uno di questi importanti provvedimenti, questo per evitare che la Giunta, che ha funzioni molto delicate - qualcuno dice giurisdizionali, qualcuno dice paragiurisdizionali - dove comunque non si decide in ultima istanza, perché in ultima istanza decide l'Assemblea, ma si lavora su questioni come arresti e legittimità della elezione, diventi uno strumento politico nelle mani dei Capigruppo - che hanno, ben inteso, tutta la nostra stima, a cominciare dal nostro - mentre oggi dovrebbe essere uno strumento che si basa sul diritto, sulle regole e sulla difesa delle prerogative del Senato più che del singolo senatore. Mentre ha la sua giustificazione uniformare alla disciplina delle Commissioni permanenti, ad esempio, la Giunta per il Regolamento, facendo in modo che se ci sono dei passaggi da un Gruppo all'altro la rappresentanza rispetti sempre la attuale conformazione dei Gruppi parlamentari, in questo caso il principio di rappresentare fedelmente il Gruppo parlamentare quale esso è nel complesso dell'Assemblea del Senato dovrebbe cadere, perché c'è un principio molto più forte, cioè che in quella sede si deve decidere in base al diritto. Immaginate cosa accadrebbe se un relatore che deve intervenire in merito ad un arresto non si conformasse a quanto il suo Gruppo prevede: potrebbe essere facilmente espulso dal suo Gruppo e magari poi fatto rientrare dopo una settimana, per cui il Gruppo non perderebbe neppure questo senatore, in modo da attribuire l'incarico di relatore ad un altro senatore che sia invece fedele alle indicazioni del Gruppo. Trattandosi di temi così delicati, le scelte devono essere fatte secondo scienza e coscienza e non per disciplina di Gruppo, che è cosa assai utile nella disciplina parlamentare generale. Ribadisco pertanto richiesta di voto segreto, ricordando ancora un altro dettaglio: i relatori per la elezione e la conferma dei senatori delle varie Regioni vengono scelti con un meccanismo casuale stabilito dal Regolamento. In questo modo, superiamo questa casualità che è estremamente opportuna, perché evidentemente un senatore membro della Giunta può essere di un partito o di un altro, e nelle Regioni emergono dei problemi imprevedibili ed è meglio la imprevedibilità, altrimenti rischiamo di avere anche in questo caso un pilotaggio dei relatori delle singole Regioni e questo andrebbe veramente contro i principi di terzietà, di fedeltà al diritto e alla scienza e alla coscienza che dovrebbe essere il principio cardine dell'opera della Giunta per le elezioni e le immunità. (Applausi) . FATTORI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FATTORI (Misto) . Signor Presidente, intervengo a sostegno di quanto detto dal senatore Malan, avendo proposto un emendamento simile. Siamo di fronte a un caso molto particolare, dove i componenti della Giunta possono essere ricattabili dal loro partito e possono essere espulsi e rimossi dalla Giunta, nel caso in cui magari ci sia un'autorizzazione a procedere discutibile o che riguarda qualcuno che ha la forza di ricattare il senatore nella Giunta e di farlo rimuovere. Le Giunte dovrebbero avere una configurazione diversa rispetto alle altre Commissioni parlamentari. Io invito a riflettere il MoVimento 5 Stelle, che sulle autorizzazioni a procedere è sempre stato molto fedele alla propria filosofia, secondo cui un parlamentare deve essere giudicato come un comune cittadino. Vi rendete conto che qui ci troviamo di fronte a una partitocrazia, anche per quanto riguarda la giustizia all'interno di queste Aule. Io invito a essere molto cauti quando si fanno delle modifiche ai Regolamenti, perché le maggioranze cambiano, i partiti cambiano, i capi partiti cambiano e un giorno una riforma del genere potrebbe ritorcersi contro chi l'ha proposta. Quindi accolgo la richiesta di voto segreto e accolgo le sollecitazioni a trattare i componenti della Giunta in modo diverso. Mi rivolgo in particolare ai componenti del mio ex Gruppo parlamentare, invitandoli a fare molta attenzione, perché molti di voi hanno votato delle autorizzazioni a procedere delicate, dove era facile essere ricattati. Un domani potrebbe accadere che qualcuno, che vorreste che fosse sottoposto alla giustizia (come è giusto che sia), non lo potrà essere, perché qualche senatore verrà espulso dal suo partito e quindi verrà espulso dalla Giunta. PERILLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, intervengo brevemente, perché dall'ultima dichiarazione della senatrice Fattori qualcuno potrebbe presupporre che l'argomento non sia stato trattato con tutte le osservazioni pro e contro nella Giunta, la quale invece ha fatto un lavoro in cui ha tenuto conto di tante cose, tra cui anche i princìpi costituzionali e le diverse opinioni che le diverse parti politiche hanno espresso. La formulazione attuale, quella che sostanzialmente si intende proteggere, secondo le dichiarazioni dei colleghi, è l'esatto contrario della volontà e dello spirito della Giunta. Noi abbiamo fatto delle norme anti-trasformismo, che sono alla base del male che i Parlamenti stanno vivendo in questo momento. Io chiedo a questi colleghi se è giusto che un movimento politico, un partito o una forza politica, che ha visto eleggere nelle proprie file tanti parlamentari proprio perché stessero in queste Giunte, adesso non abbia più, all'interno di queste medesime Giunte, dei parlamentari che rappresentano il popolo che li ha eletti. (Applausi) . Siamo dinanzi a una condizione e a uno stato anomalo. È proprio il contrario: