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Signor Presidente, per consentire la trattazione degli argomenti in esame, le vorrei chiedere di poter intervenire a fine seduta per illustrare le richieste che provengono dalla Sardegna a seguito della dichiarazione dello stato di calamità che ha colpito la nostra isola in occasione degli ultimi incendi che hanno veramente devastato il territorio, creando grandi preoccupazioni. Se me lo consente, interverrò al termine della seduta, signor Presidente. PRESIDENTE . Certamente, senatore Floris; anzi, mi dà l'occasione per ricordare all'Assemblea che a fine seduta sono previsti interventi su questa gravissima calamità. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2332 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2332, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto luogo la discussione generale e il rappresentante del Governo ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 77. Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2332, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, votiamo un provvedimento difficile da raccontare in pochi minuti, perché contiene davvero tante norme e perché alla Camera è stato al centro di un dibattito ricco e articolato, fino a restituirci un testo indubbiamente migliorato. Penso in particolare all'allargamento del tavolo permanente con i rappresentanti della cittadinanza attiva e all'inclusione nella cabina di regia dei rappresentanti dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane. Penso alle migliorie apportate rispetto al controllo e alla verifica dei processi e anche ad alcune modifiche di merito, come quella che amplia il bonus del 110 per cento per scopi di utilità sociale, quali ospedali e case di cura. Tutto questo è l'ennesima conferma dell'importanza dell'attività parlamentare e della centralità che le Camere devono avere su provvedimenti così importanti. Naturalmente, lo dico anche con un po' di invidia per i colleghi della Camera e con rammarico poiché, sullo strumento che stabilisce le regole per i prossimi anni, qui in Senato ci limitiamo a un passaggio meramente burocratico; ed è un peccato, perché permane ancora una serie di nodi da sciogliere. Mi riferisco in particolare alla partecipazione delle autonomie speciali a tutti i finanziamenti del PNRR e del Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Questa deve avvenire indipendentemente dall'estensione delle tipologie di competenza che caratterizza le singole autonomie e delle relative responsabilità nel loro finanziamento. Inoltre, dando per scontato che le risorse del recovery non sono riconducibili alla fiscalità generale nazionale, la partecipazione delle autonomie a questi finanziamenti dovrà prescindere da eventuali regole e meccanismi finanziari e contabili che regolamentano i rapporti finanziari tra Stato centrale e autonomie speciali. Allo stesso tempo, nella cornice dei vincoli e degli obiettivi del PNRR, va salvaguardato il ruolo di regia e di coordinamento che le autonomie speciali svolgono rispetto ai Comuni, in ragione della competenza in materia di finanza locale. Se tutto questo non avvenisse, sarebbe semplicemente assurdo e potrebbe costituire materia per contenziosi e ritardi nell'uso delle risorse. Ci auguriamo che Governo e singoli Ministeri si attivino sulle risorse del PNRR e del PNC di propria competenza per definire criteri adeguati di accesso alle risorse o di modificare quelli attualmente applicati per garantire così una loro corretta allocazione tra tutti i territori. Siamo in un altro passaggio delicato, signor Presidente, con la crescita dei casi, il rallentamento delle vaccinazioni, i dubbi e le proteste sul green pass , nonché le scelte da compiere per una riapertura ordinata dell'anno scolastico. Come ho detto la scorsa settimana, l'unità nazionale si dimostra anche sostenendo scelte che nell'immediato possono risultare impopolari, ma che alla lunga fanno crescere la credibilità dello Stato e la fiducia verso le istituzioni. Per questo, non voglio neppure immaginare quanta sfiducia verso il sistema Paese si verrebbe a determinare se l'Italia non riuscisse a spendere gli aiuti europei. Bisogna continuare a lavorare per la semplificazione, per sciogliere i nodi che ancora permangono sulla gestione delle risorse, per le riforme strutturali, in primis la giustizia, e per sviluppare progetti credibili e utili alla crescita dei territori, motivo per cui è di vitale importanza il protagonismo anche degli enti locali. Non dobbiamo solo fare in fretta; dobbiamo anche fare bene. Questo provvedimento è il pilastro attorno al quale si possono fare entrambe le cose. Per questo, annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi) . VONO (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, senatori e senatrici, il decreto-legge governance del PNRR e semplificazioni è un provvedimento ambizioso e necessario, messo in campo per ovviare ai ritardi che potrebbero derivare da alcuni cavilli burocratici e politici, mettendo a serio rischio l'intera strategia di rilancio dell'Italia. Esso mira infatti all'effettiva digitalizzazione del Paese, con il pieno coinvolgimento dei giovani in un settore che è nelle loro corde, e a raccogliere effettivamente la sfida che abbiamo davanti, attraverso le disposizioni di inclusione, per promuovere l'imprenditoria giovanile, la parità di genere, l'assunzione dei giovani e la realizzazione di nuove infrastrutture digitali, con l'investimento efficace delle risorse previste dall'Europa e la possibilità reale di portare la fibra su tutto il territorio nazionale, riducendo di più della metà i tempi di attesa delle autorizzazioni. Cittadini e imprese finalmente potranno avvalersi di servizi digitali di migliore qualità e, con le amministrazioni pubbliche messe in condizioni di fornire prestazioni in tempi adeguati e di acquistare beni e servizi informatici in maniera rapida ed efficace, sarà più facile l'accesso dei lavoratori allo smart working e degli studenti alle attività di didattica innovativa. Il provvedimento contiene inoltre preziose misure di semplificazione delle procedure di appalto e qui è d'obbligo il richiamo al decreto-legge semplificazioni del 2020, con cui abbiamo permesso l'accelerazione delle procedure, con deroghe importanti al codice degli appalti.