[massime]

Processo civile - Giudizio per risarcimento del danno - Danni causati da militari (marinai della us navy) in “libera uscita” - Esclusione della legittimazione passiva dello stato ospitato (nella specie, stati uniti d’america) - Assunta limitazione del diritto alla prova della parte danneggiata nonché disparità di trattamento, sul piano processuale, dei cittadini italiani - Genericità nella prospettazione dei termini del fatto - Insufficiente motivazione sulla rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 della legge 30 novembre 1955, n. 1335, nella parte in cui ha ratificato l’art. VIII, paragrafo 5, della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951, sollevata, in relazione agli artt. 3, 24 e 25 della Costituzione, nel corso di una controversia instaurata contro gli Stati Uniti d’America e contro tre marinai in “libera uscita”, autori materiali di un danneggiamento, per ottenere l’affermazione della responsabilità solidale dei convenuti e la loro condanna al risarcimento del danno. Infatti, l’ordinanza di rimessione indica i termini della vicenda oggetto del giudizio 'a quo' in modo del tutto generico e senza indicare a quale delle due ipotesi previste dal paragrafo 5 dell’art. 8 della Convenzione di Londra la vicenda giudicata si dovrebbe ricondurre. M.F.