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Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 75). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 19 ottobre 2018, ha trasmesso la deliberazione n. 20/2018/G - Relazione concernente "Sviluppo tecnologico ed interventi nel settore aeronautico". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 4 a , alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente (Atto n. 102). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della regione Friuli-Venezia Giulia concernente: "Risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete trans-europea dei trasporti (COM(2018) 277 definitivo)". Il predetto voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138 del Regolamento, alla 8 a e 14 a Commissione permanente (n. 15). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, trasmissione di atti Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, con lettera in data 24 ottobre 2018, ha trasmesso un testo di osservazioni e proposte in merito alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 103). Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Leone ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00266 della senatrice Moronese ed altri. Mozioni Atto n. 1-00048 IANNONE STANCANELLI MARSILIO LA PIETRA RAUTI RUSPANDINI URSO GARNERO SANTANCHE' Il Senato, premesso che: nello scenario economico italiano, aggravato dalle conseguenze della situazione finanziaria internazionale, continua a porsi in primo piano la questione di una nazione ancorata a due differenti velocità di sviluppo, la cui più diretta conseguenza è l'inasprimento dei divari tra le regioni settentrionali e quelle meridionali, e le diseguaglianze interne alle stesse aree del Mezzogiorno; l'obiettivo di ottenere un tasso di crescita del Mezzogiorno significativamente e stabilmente superiore a quello medio dell'Unione europea e del resto della nazione è lontano dall'essere raggiunto; la crisi economica ha inciso e sta incidendo in misura significativa sulla produzione, sui consumi, sull'attività delle piccole e medie imprese, soprattutto allocate nel Mezzogiorno d'Italia e, pertanto, si estrinseca, ogni giorno di più, l'esigenza di una rinnovata e prioritaria attenzione per il Sud rispetto alle tematiche delle infrastrutture, dell'istruzione, del welfare e del lavoro, della salute e dell'ambiente; temi impegnativi che rappresentano, però, diritti fondamentali delle persone ispirati al rispetto dei bisogni generali della nazione, e non di particolari tendenze politiche o regionali; è un dato di fatto che le regioni del Sud Italia hanno subito, con molta più forza, i segni della crisi economica, e ciò è evidenziato anche dai dati relativi alla disoccupazione giovanile e alla conseguente emigrazione, come anche da quelli relativi al reddito e alla povertà; le cause primarie possono essere rinvenute in una condizione complessiva del Mezzogiorno che è data dalle infrastrutture, dall'impianto economico produttivo, dalla crisi imprenditoriale, e che rende questi territori particolarmente vulnerabili; la distanza tra il Centro-Nord e il Sud non si limita al Pil pro capite (la quota di Pil generata nel Nord è aumentata di 1,2 punti percentuali, mentre quella del Sud e delle isole è diminuita di 0,9 punti percentuali), ma riguarda tanti altri indicatori, come la continua migrazione delle forze giovanili verso altri regioni e verso l'estero, l'elevato numero di giovani che abbandonano gli studi in ragione delle condizioni di disagio complessivamente percepite, l'irrilevante capacità di attrazione di investimenti dall'estero, il peso ancor maggiore rispetto al resto della nazione della burocrazia, dell'inefficienza istituzionale, della corruzione, della lentezza giudiziaria, dell'economia sommersa, della mancanza di strutture sanitarie adeguate; inoltre, sul mancato sviluppo delle regioni meridionali incide pesantemente la criminalità organizzata; le anticipazioni al rapporto Svimez 2018 sull'economia e la società del Mezzogiorno hanno evidenziato che "L'occupazione, nella media del 2017 nel Mezzogiorno, è di 310 mila unità inferiore al 2008 mentre nel complesso delle regioni del Centro-nord è superiore di 242 mila unità. Il tasso di occupazione è ancora due punti al di sotto del 2008 nelle regioni meridionali (44 per cento nel 2017, era 46 per cento nel 2008), mentre ha recuperato i livelli 2008 nel Centro-nord"; nell'ultimo decennio, nell'ambito del sistema infrastrutturale e dei trasporti nel Mezzogiorno si è assistito a una forte perdita di competitività, anche a causa del fatto che a fronte di un incremento della dotazione infrastrutturale nel Centro-Nord per autostrade, nel Mezzogiorno si è assistito ad una progressiva diminuzione in termini sia quantitativi sia qualitativi; inoltre, nello stesso periodo, la dotazione ferroviaria ordinaria ha registrato una contrazione concentrata nel Mezzogiorno; il Sud della nazione presenta, nel complesso, una dotazione infrastrutturale, in ferrovie e autostrade, addirittura inferiore rispetto ai Paesi dell'est dell'Europa e ciò rappresenta un formidabile freno alla possibilità di esportare, di attrarre turisti, di crescere; ai sensi della vigente normativa, in forza del criterio che lega gli investimenti pubblici ordinari da destinare alle singole Regioni alla popolazione residente, già previsto dalla legge di bilancio per il 2017, è assegnata alle Regioni meridionali una quota pari al 34 per cento di tali investimenti; tale quota appare insufficiente a recuperare il divario con la parte settentrionale della nazione; i patti per il Sud ed il masterplan per il Mezzogiorno assegnano alle città metropolitane cospicue risorse ma, a seguito della "riforma Delrio" (di cui alla legge n. 56 del 2014), tali enti si trovano, di fatto, nell'impossibilità di gestire le risorse loro assegnate; anche i profili ambientali destano maggiore preoccupazione nel Mezzogiorno: gli ultimi Governi hanno dovuto nominare diversi commissari straordinari a seguito delle pesanti pene pecuniarie inflitte dalla Corte di giustizia dell'Unione europea per il mancato rispetto della vigente normativa europea in materia ambientale; il commissario straordinario unico per la realizzazione degli interventi in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue a seguito della sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea del 31 maggio 2018, ad esempio, si occupa di impianti di depurazione situati per l'80 per cento nel Mezzogiorno;