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Il PRESIDENTE precisa che gli interventi dei senatori del Gruppo del Partito Democratico hanno comunque riguardato il merito del provvedimento. Il senatore GRASSI ( M5S ), nel convenire con la senatrice Pirovano, concorda sull'impossibilità di concludere in tempi ragionevoli l'esame del provvedimento in titolo. Il senatore PARRINI ( PD ) esprime rammarico per l'impossibilità di un confronto aperto in Commissione, nel corso del quale si sarebbe potuto evidenziare la ragionevolezza di alcune misure. Tuttavia, il Governo e la maggioranza si sono resi indisponibili non solo ad accogliere le modifiche proposte, ma anche a valutarle nel merito. Esprime altresì valutazioni molto critiche sulle considerazioni della senatrice Pirovano a proposito degli interventi dei senatori del Gruppo PD per l'illustrazione degli emendamenti, sottolineando la necessità che nel dibattito vi sia un reciproco rispetto, pur nella differenza delle posizioni politiche. Stigmatizza la volontà della maggioranza di accelerare irragionevolmente l' iter del decreto-legge, mortificando il ruolo del Parlamento e violando i diritti delle opposizioni, nonostante che le nuove norme regolamentari del Senato prevedano diversi strumenti per approvare speditamente i provvedimenti a cui la maggioranza annette particolare importanza. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ritiene grave che non sia stato possibile esaurire il dibattito, pur nell'ambito della normale dialettica parlamentare. A suo avviso, si sarebbe potuto consentire la conclusione ordinata dei lavori, con l'approvazione di un ordine del giorno che richiamasse quanto meno gli impegni assunti dal Governo sulla questione dell'assegnazione delle risorse per la riqualificazione delle periferie. Tuttavia, l'Esecutivo ha mostrato un atteggiamento di totale chiusura, che ha impedito un confronto costruttivo. Il senatore PERILLI ( M5S ) ritiene eccessive le critiche del senatore Parrini nei confronti della senatrice Pirovano, considerato tra l'altro che anche alcuni senatori del Partito Democratico hanno fatto ricorso a un linguaggio inappropriato, per esempio qualificando come vergognose le tesi della maggioranza. Ritiene legittimo l'uso dell'espediente retorico, da parte delle opposizioni, per prolungare i lavori della Commissione. Tuttavia, era evidente che in questo modo sarebbe stato impossibile concludere l'esame in sede referente del provvedimento. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) stigmatizza l'atteggiamento di totale chiusura del Governo e della maggioranza, indisponibili a qualsiasi confronto, peraltro dopo avere imposto tempi irragionevolmente serrati per il dibattito. Ritiene che in tal modo sia stato mortificato il ruolo delle Commissioni, che invece, nel nuovo Regolamento del Senato, sono riconosciute come sede di approfondimento e riflessione. La senatrice Malpezzi ( PD ) si rammarica per l'impossibilità di discutere sulle modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Su questi temi, infatti, non è stato possibile acquisire la posizione del Governo e della maggioranza, del tutto indisponibili al confronto. Inoltre, essendo noto che il decreto doveva essere convertito in legge entro il 23 settembre, sarebbe stato opportuno modulare in modo differente i tempi per l'esame del provvedimento, tenendo conto anche della pausa estiva. Chiede di proseguire la discussione, per spiegare ulteriormente la posizione del Gruppo sulle nuove norme introdotte dall'altro ramo del Parlamento. Il senatore Laus ( PD ) concorda con le considerazioni del senatore Parrini: gli interventi in sede di illustrazione degli emendamenti erano volti a precisare le ragioni delle proposte di modifica avanzate. Tuttavia, non è stato possibile svolgere una riflessione approfondita, in assenza di un confronto con la maggioranza e il Governo, nonostante le continue sollecitazioni a svolgere un dibattito costruttivo, affrontando il merito delle questioni coinvolte. Il senatore VITALI ( FI-BP ) precisa che il Gruppo di Forza Italia ha preferito svolgere una opposizione seria e costruttiva, rinunciando alle pratiche ostruzionistiche poste in atto dal Partito Democratico. Ricorda, inoltre, che nella scorsa legislatura il ruolo del Parlamento fu mortificato dal ripetuto ricorso alla questione di fiducia. Sottolinea che, qualora vi fosse la disponibilità di tutti i Gruppi, si potrebbe concludere l'esame del provvedimento in tempo per l'esame in Assemblea. La senatrice BINI ( PD ) esprime valutazioni molto critiche per l'impossibilità di approfondire nel merito le modifiche apportate dalla Camera dei deputati, sia per la decisione della maggioranza e del Governo di non partecipare al dibattito, sia per la scelta di limitare in modo stringente il dibattito. A suo avviso, in questo modo si ledono le prerogative delle opposizioni, violando i principi della democrazia rappresentativa. Respinge le critiche del senatore Vitali circa l'utilizzo di pratiche ostruzionistiche, in quanto gli interventi sul complesso degli emendamenti erano volti a precisare la posizione del Gruppo sui temi in discussione. Il PRESIDENTE precisa che la proposta di concludere anticipatamente l'esame del provvedimento, senza votare il mandato al relatore a riferire in Assemblea, discende dalla constatazione che non resta tempo sufficiente per completare la fase di illustrazione e procedere alla votazione di 414 emendamenti e 84 ordini del giorno. Sottolinea, inoltre, di aver consentito un ampio dibattito su tale proposta - sebbene il Regolamento preveda che possa esprimersi al massimo un rappresentante per ogni Gruppo. La proposta è quindi posta in votazione. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia che i senatori del Gruppo PD, al termine della seduta, resteranno comunque in Commissione a illustrare le restanti proposte di modifica. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, è approvata la proposta di concludere anticipatamente l'esame in sede referente. Il PRESIDENTE annuncia che riferirà in Assemblea sull'esito dei lavori. La seduta termina alle ore 11,50.