[massime]

Straniero e apolide - Espulsione - Divieto di espulsione del convivente 'more-uxorio' di donna in stato di gravidanza o con prole di età inferiore a sei mesi - Mancata previsione - Lamentata lesione dei diritti inviolabili della persona, del dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, nonché dei principi di uguaglianza e di tutela della famiglia naturale - Mancata indicazione di un elemento essenziale della fattispecie (cittadinanza del ricorrente nel giudizio 'a quo') - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, comma 2, lettera d ), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, censurato, in riferimento agli artt. 2, 3, 29, 30 e 31, «nella parte in cui non estende al padre naturale, cittadino extracomunitario, il beneficio della sospensione del provvedimento di espulsione in ipotesi di convivente in stato di gravidanza ovvero in presenza di prole dall'età infrasemestrale». Invero, il rimettente ha omesso di specificare un elemento essenziale della fattispecie e cioè la cittadinanza del soggetto ricorrente nel giudizio a quo , che risulta determinante ai fini dell'individuazione del regime giuridico applicabile nel caso concreto, atteso che il d.lgs. n. 286 del 1998 - come esplicitamente stabilisce l'art. 1 - si applica solo «ai cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea».