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se gli ultimi bilanci di gestione di Coni Servizi e della società satelliti che ricadono sotto l'influenza del Coni, almeno a partire dal 2014, siano compatibili con i principi contabili che derivano dal passaggio agli IAS/IFRS, nel rigoroso rispetto dei paradigmi contabili ed i criteri di valutazione previsti dai principi contabili internazionali; se la mancata pubblicità sul proprio sito dei compensi ai vertici di Coni Servizi non rappresenti una grave omissione, quali siano i compensi effettivamente erogati pro capite ed il totale corrisposto nell'ultimo triennio; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione dello sport italiano e del Coni, certamente bisognosi di nuovi manager e di un ricambio gestionale, in grado di supportare il "vento" di maggiore trasparenza. Interrogazioni Atto n. 3-00440 BOLDRINI BELLANOVA STEFANO GARAVINI CIRINNA' ROSSOMANDO SBROLLINI FEDELI IORI VATTUONE PATRIARCA D'ARIENZO CUCCA MALPEZZI BINI MESSINA Assuntela LAUS MAGORNO FERRAZZI MANCA ROJC VALENTE COLLINA GIACOBBE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta agli interroganti: nelle settimane scorse, presso la Regione Emila-Romagna si è svolto un incontro tra l'assessore alle attività produttive, Palma Costi, gli amministratori ed i rappresentanti istituzionali dei comuni di Modena, Cento e della città metropolitana di Bologna, territori in cui sono presenti stabilimenti del gruppo FCA, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, in vista degli incontri che si terranno a Torino a fine novembre sulla presentazione del piano industriale; l'incontro, resosi necessario per conoscere le prospettive degli stabilimenti emiliani del gruppo FCA, in particolare Maserati, VM Motori e di Magneti Marelli (la cui cessione ha complicato la situazione), era molto atteso, sia dai lavoratori della Maserati (azienda nella quale vi è un'area progettazione in espansione ed un'area produttiva invece in sofferenza, con aumento costante dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali), che dai lavoratori della VM Motori di Cento, azienda che è entrata a far parte del gruppo FCA nel 2013 e che attualmente vede 821 lavoratori (su 1.200) con contratto di solidarietà e da quelli della Magneti Marelli, per l'assenza di un piano industriale post vendita; per la VM nel primo semestre del 2019 è previsto il lancio del nuovo motore V6, che verrà inizialmente montato sul pickup Ram, destinato al mercato americano, ma ciò non pare dare una prospettiva stabile alla produzione, a fronte comunque dell'incertezza sul futuro dei motori diesel ; in Emilia-Romagna, quello dell' automotive è da sempre un settore strategico per l'elevato grado di competenze professionali esistenti e lo sarà sempre più nei prossimi anni, a fronte dei rilevanti cambiamenti tecnologici e di innovazione che interesseranno progettazione e produzione: il futuro della mobilità è legato, infatti, allo sviluppo di motori sempre più ecocompatibili ed alla guida assistita; la Regione Emilia-Romagna ha già richiesto al Ministro dello sviluppo economico di convocare un incontro nazionale tra i vertici di FCA, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di tutte le Regioni, ove hanno sede stabilimenti del Gruppo FCA; i sindaci presenti all'incontro hanno condiviso la proposta di istituzione di un Tavolo di confronto regionale, dato che il gruppo FCA conta in Regione circa 8.700 dipendenti ed un rilevante indotto occupazionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi urgente istituire un Tavolo nazionale con i rappresentanti di tutte le Regioni, ove hanno sede stabilimenti del gruppo FCA, al fine di stabilire una strategia nazionale per l' automotive , con lo scopo di salvaguardare e rilanciare i siti produttivi del gruppo FCA e soprattutto i livelli occupazionali. Atto n. 3-00441 CANGINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nella serata del 15 marzo 2018 Anas SpA, area compartimentale Umbria, disponeva, dandone comunicazione pubblica sul proprio sito istituzionale, la chiusura della strada statale 73-bis di "Bocca Trabaria" in località San Giustino (Perugia), dal chilometro 14,000 al chilometro 16,800, a causa di una frana; il giorno seguente i sindaci di San Giustino e di Borgo Pace (Pesaro-Urbino) sollecitavano, con lettera, l'intervento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle Regioni e Province interessate, delle Prefetture e di Anas, per ripristinare, quanto prima ed in tempi certi, il transito dei veicoli su detta arteria stradale, di fondamentale importanza in quanto unico collegamento tra la vallata dell'Alto Metauro e la Valtiberina. La lettera evidenziava l'enorme disagio che la frana e la conseguente chiusura del tratto stradale recava alle aziende e ai cittadini delle vallate; in data 28 marzo veniva convocato nella Prefettura di Perugia un tavolo tecnico costituito dai prefetti di Perugia e Pesaro, dai rappresentanti delle Regioni, delle Province, dell'Unione montana e dei sindaci dei comuni interessati. In quella sede: a) venivano individuate le soluzioni che permettevano, grazie all'intervento delle Province, di garantire in via eccezionale, attraverso una piccola strada comunale ad una sola corsia con fondo in macadam , un collegamento tra i comuni di Mercatello sul Metauro e di San Giustino; b) veniva chiarito il ruolo di Anas SpA in merito alla progettazione e al reperimento delle risorse finanziarie necessarie; c) si dava conto delle difficoltà di intervento derivanti dall'essere l'evento franoso ancora in evoluzione; Anas provvedeva, in circa 90 giorni, a concludere quanto di sua competenza, sino all'appalto dei lavori, che avevano inizio i primi giorni di luglio, con la previsione di terminarli entro la metà del mese di ottobre 2018, salvo imprevisti; il 13 agosto i lavori venivano interrotti per il rinvenimento di due ordigni bellici. Questi venivano fatti brillare in data 19 agosto. La specifica normativa sui residuati bellici prevede un'accurata bonifica di tutta l'area interessata e l'affidamento della medesima esclusivamente a ditte specializzate; i lavori proseguivano a settembre, ma venivano quindi nuovamente interrotti a causa del ritrovamento di ulteriori 3 ordigni, con un livello di pericolosità elevatissimo trattandosi di mine antiuomo e anticarro strutturate a grappolo. Dopo la rimozione dei tre ordigni, avvenuta il 9 di ottobre, iniziava la bonifica che si concludeva nell'arco di due settimane; ad oggi, senza conoscerne le motivazioni, i lavori non sono ripresi;