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Atto n. 4-04993 PIRRO CASTELLONE PELLEGRINI Marco MATRISCIANO VANIN TRENTACOSTE ROMANO L'ABBATE CROATTI ANASTASI GAUDIANO DONNO PIARULLI GUIDOLIN TAVERNA PAVANELLI Al Ministro della salute Premesso che: il piano strategico per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 ha individuato come categorie prioritarie gli operatori sanitari e sociosanitari, il personale e gli ospiti dei presidi residenziali per anziani, gli anziani over 80, le persone dai 60 ai 79 anni, la popolazione con almeno una comorbidità cronica; così come previsto dal piano approvato nel dicembre 2020 sono state apportate modifiche e aggiornamenti per quanto concerne le raccomandazioni su gruppi target a cui offrire la vaccinazione, in particolare relativamente ai fattori di rischio e sulla protezione da forme gravi da malattia; l'aggiornamento prevede che nella "fase 2" dovrà essere considerata, oltre all'età, la presenza di condizioni patologiche che rappresentano le variabili principali di correlazione con la mortalità per COVID-19, tra cui malattie respiratorie, fibrosi cistica, malattie autoimmuni e immunodeficienze primitive; considerato che: è necessario identificare e mappare i soggetti maggiormente a rischio affetti da patologie polmonari, tra cui figurano i pazienti con patologia polmonare acclarata, i soggetti in età pediatrica o adulta con fibrosi cistica, i pazienti affetti da micobatteriosi non tubercolare (NTM-PD), le persone immunodepresse, qualunque sia la causa della loro immunodepressione, e le persone immunodeficienti; in particolare, sono tra le categorie a rischio le persone con malattia polmonare da micobatteri non tubercolari, una rara e grave infezione che colpisce prevalentemente gli individui al di sopra dei 50 anni, sottoposti a terapie immunosoppressive, e le persone affette da patologie polmonari quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le bronchiectasie, la fibrosi cistica; il tasso di incidenza e di mortalità delle malattie NTM-PD è in aumento e le difficoltà in fase diagnostica, sommate alla peculiare resistenza al trattamento antibatterico da parte dei micobatteri non tubercolari, rendono particolarmente arduo stabilire un percorso di gestione della malattia, che deve essere personalizzato paziente per paziente; l'incidenza di queste malattie nel mondo è decisamente aumentata negli anni e con essa anche i costi di ospedalizzazione dei pazienti e, purtroppo, il tasso di mortalità. La corretta identificazione precoce dell'agente infettivo è il punto di partenza di una buona diagnosi; i pazienti affetti da NTM-PD sperimentano una sintomatologia che comprende febbre, tosse, astenia (stanchezza psicofisica generalizzata), disturbi gastrointestinali, un quadro sovrapponibile alla sintomatologia da COVID-19; la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari, così come tutte le altre patologie polmonari, rientra nei fattori ad altissimo rischio in caso di contagio da COVID-19, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di integrare la lista delle patologie respiratorie che prevedono l'ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare nella fase 2, inserendo anche i pazienti affetti da NTM-PD, prevedendo la sottomissione prioritaria al vaccino di tutte le categorie fragili come le persone immunodepresse, affette da malattie rare nonché tutti i caregiver . Atto n. 4-04994 PELLEGRINI Marco PIRRO L'ABBATE TRENTACOSTE PISANI Giuseppe GALLICCHIO PAVANELLI ROMAGNOLI ABATE ANASTASI VACCARO VANIN TURCO DONNO LOMUTI FEDE Al Ministro della giustizia Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: i consulenti tecnici d'ufficio (CTU) sono nominati dal giudice in sede di giudizio e svolgono la funzione di ausiliari del giudice stesso. È attribuito loro un compito di fondamentale importanza nella ricerca della verità giudiziaria in quanto forniscono, attraverso le perizie, un apporto indispensabile per la risoluzione di controversie che richiedono precipue competenze tecniche di cui il giudice è sfornito; il compenso del consulente tecnico è liquidato dal giudice sulla base della normativa stabilita dal decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, recante "testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia"; l'art. 50 demanda la misura degli onorari spettanti ai consulenti tecnici d'ufficio a specifiche tabelle approvate con decreto del Ministro della giustizia; a tal fine è intervenuto il decreto ministeriale 30 maggio 2002, recante "Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizioni delle autorità giudiziarie in materia civile e penale", il quale prevede tabelle che distinguono 4 tipologie di onorari: fissi, variabili da un minimo ad un massimo, variabili a percentuale, variabili a tempo; la normativa prescrive che tali tabelle debbano essere aggiornate all'aumento del costo della vita con cadenza triennale. Più precisamente, l'art. 54 del testo unico prevede che: "La misura degli onorari fissi, variabili e a tempo, è adeguata ogni tre anni in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatisi nel triennio precedente con decreto del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze"; a ben vedere tale adeguamento non è mai intervenuto e l'attesa perdura ormai da ben 15 anni; concentrando l'attenzione sulle tariffe legate alle variabili tempo, che trovano applicazione in via residuale, si rileva che l'importo previsto per le cosiddette vacazioni orarie (pari a due ore lavorative) è fissato in 14,68 euro per la prima vacazione e ridotto a 8,15 euro per le vacazioni successive. L'importo, già di per sé modesto, non ha mai subito alcuna modifica. Ciò nonostante l'adeguamento delle tariffe al costo della vita non richiedesse valutazioni discrezionali né la verifica di condizioni di bilancio, ma al contrario fosse un obbligo imposto dal testo unico; dal mancato adeguamento deriva la conseguenza che i giudici, nel liquidare i compensi dei CTU, si trovino ad operare scelte del tutto irragionevoli, senza che sia loro consentita alcuna interpretazione costituzionalmente orientata per adeguare i compensi. Ciò anche in considerazione degli eventuali profili di responsabilità contabile, connessi alla quantificazione dei compensi liquidati agli ausiliari, che coinvolgerebbero i giudici qualora liquidassero un compenso superiore rispetto a quanto previsto dal decreto ministeriale 30 maggio 2002, atteso che il meccanismo risulta vincolato dal testo unico ai sensi dell'art. 50. Anche al fine di palesare i suddetti profili di irragionevolezza, si vuole in questa sede precisare che se l'adeguamento prescritto fosse intervenuto, tenendo conto delle variazioni ISTAT accertate ogni triennio, i compensi liquidati avrebbero subito un aumento del 28 per cento;