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L'articolo 26 prevede un piano straordinario per il potenziamento delle sale cinematografiche utilizzando una apposita sezione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, con dotazione annua di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, con ulteriori due anni, aggiunti in Commissione, con dotazione di 20 milioni di euro per il 2020 e 10 milioni per il 2021. I contributi sono destinati a soggetti pubblici e privati per la ristrutturazione di sale dismesse, per l'apertura di nuove sale o per l'adeguamento strutturale e tecnologico di sale esistenti, per installazione, ristrutturazione, rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale. Un emendamento accolto in Commissione riconosce anche particolari agevolazioni nella concessione del contributo alle sale dei comuni con meno di 15 mila abitanti per favorire la diffusione omogenea delle sale sul territorio nazionale e con priorità per le sale dichiarate di interesse culturale. È stato inserito infine un comma aggiuntivo che ripropone una parte dell'articolo 8 del disegno di legge governativo che consente alle regioni, in sede di iniziative per la riqualificazione urbana, di introdurre, anche in deroga agli strumenti urbanistici, previsioni dirette a favorire e incentivare gli interventi di ristrutturazione e potenziamento delle sale cinematografiche. L'articolo 27 prevede un piano straordinario per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Si tratta di un contributo a fondo perduto o di finanziamenti agevolati concessi alle imprese di post-produzione italiane per la digitalizzazione. A seguito dell'esame in Commissione tra i destinatari del beneficio sono state incluse le cineteche e sono state introdotte importanti precisazioni sul materiale cinematografico e audiovisivo da digitalizzare, anche con riferimento alla rilevanza culturale del medesimo. L'articolo 27- bis , aggiunto in Commissione, introduce un importante strumento operativo per l'accesso ai benefici, utile soprattutto per le realtà più piccole, attraverso l'istituzione di una sezione speciale per l'audiovisivo nel Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese volto a finanziare le imprese che realizzano prodotti audiovisivi e cinematografici, con una dotazione di 5 milioni per il 2017 a valere sul fondo per il cinema. L'articolo 28 prevede misure per assicurare che lo Stato favorisca l'equilibrato sviluppo del mercato impedendo il formarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza nei settori della produzione, distribuzione, programmazione e dell'esercizio cinematografico. L'articolo 29, come riformulato in Commissione, prevede l'istituzione del Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive. La misura, che sostituisce l'originaria previsione di una riforma del pubblico registro previsto dalla legge sul diritto d'autore con delega legislativa, contiene misure stringenti per assicurare, attraverso il Registro, controlli efficaci e la massima trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche destinate al cinema e all'audiovisivo. La norma prevede la libera consultazione via internet di tutte le informazioni relative all'assegnazione alle opere di contributi pubblici siano essi statali, regionali, erogati da enti locali o dalle istituzioni dell'Unione europea. L'articolo 30 attribuisce al Governo una delega per la riforma delle disposizioni legislative di disciplina degli strumenti e delle procedure attualmente previsti dall'ordinamento in materia di tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive. Si tratta di importanti e urgenti misure a tutela dei minori, con un approccio che responsabilizza gli operatori partendo dalla classificazione dei contenuti. Si rivede tra l'altro disciplina vigente, risalente agli anni '60, sulla revisione cinematografica, cosiddetta censura, aggiornandola e focalizzando l'esigenza di tutelare i minori, particolarmente a rischio per la pervasività delle nuove tecnologie. L'articolo 31 prevede una delega legislativa per la riforma della promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi. Lo strumento della delega è indispensabile per assicurare il necessario raccordo con la disciplina europea, attualmente in fase di modifica, in relazione alle esigenze derivanti dalla cosìddetta convergenza tecnologica e dall'evoluzione dei servizi on line (proposta di direttiva COM(2016) 287 final del 25 maggio 2016 recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato). Importante l'introduzione, con l'articolo aggiuntivo 31- bis , di una delega legislativa per la riforma delle norme in materia di rapporti di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo. Lo scopo è dettare una disciplina sistematica e unitaria, con le opportune differenziazioni correlate allo specifico ambito di attività, del rapporto di lavoro, delle professioni e dei mestieri nel settore cinematografico e audiovisivo. Si tratta di un intervento assolutamente urgente per dare finalmente ai lavoratori del settore una disciplina adeguata evitando il protrarsi di situazioni ingiuste derivanti dalla mancanza di un quadro di riferimento chiaro e stabile che riconosca la dignità del settore e che costituisca il presupposto per le conseguenti coperture previdenziali. L'articolo 32 definisce una particolare procedura per l'adozione dei decreti legislativi comprensiva di clausole e condizioni per l'invarianza della spesa. L'articolo 33 detta disposizioni sulla vigilanza e sulle sanzioni. L'articolo 34, come si è detto, è stato stralciato e costituirà distinto disegno di legge collegato sullo spettacolo dal vivo. L'articolo 35 quantifica gli oneri e prevede la relativa copertura finanziaria. L'articolo 36 provvede ad una serie di abrogazioni espresse a partire dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 recante la riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche; Gli articoli 37 e 38 disciplinano la fase transitoria e l'entrata in vigore della legge. Nella seduta del 20 luglio 2016 la Commissione ha conferito all'unanimità mandato alla relatrice a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge in questione. Di Giorgi , relatrice. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE D’iniziativa del Governo Testo proposto dalla Commissione Disciplina del cinema, dell'audiovisivo e dello spettacolo e deleghe al Governo per la riforma normativa in materia di attività culturali Disciplina del cinema e dell'audiovisivo Titolo I Capo I DISPOSIZIONI GENERALI DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. Art. 1. (Oggetto e finalità) (Oggetto e finalità) 1. La Repubblica, in attuazione degli articoli 9, 21 e 33 della Costituzione, promuove e sostiene il cinema e l'audiovisivo quali fondamentali mezzi di espressione artistica, di formazione culturale e di comunicazione sociale ; promuove e sostiene lo spettacolo dal vivo, nelle sue diverse componenti e discipline, quale fondamentale mezzo di espressione artistica e di diffusione dell'arte musicale, teatrale e coreutica e di educazione musicale della collettività . 1.