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due consiglieri comunali di Palermo, due funzionari del Comune, un architetto e due imprenditori sarebbero accusati, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione per l'esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico; al fine di accertare il condizionamento delle organizzazioni criminali sull'ente locale, il Ministro dell'interno nomina un'apposita commissione di indagine prefettizia tenuta a verificare l'esistenza di collegamenti diretti o indiretti tali da poter compromettere il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione comunale e il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati; lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata è stato introdotto nel 1991 ed è disciplinato dagli articoli 143 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali): si tratta di una misura di prevenzione straordinaria, che si applica quando esiste il reale pericolo che l'attività di un Comune o di un'altra amministrazione locale sia piegata agli interessi dei clan mafiosi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia già provveduto a nominare la commissione di indagine prefettizia per consentire l'accesso ispettivo presso il Comune di Palermo, al fine di verificare la sussistenza di elementi comprovanti la condizionabilità dell'ente locale da parte della criminalità organizzata. Atto n. 4-02996 CORTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il quotidiano "Il Resto del Carlino", nella cronaca di Modena, del 28 febbraio 2020 riporta il comunicato stampa del sindacato di Polizia SIULP, secondo il quale il Ministero dell'interno avrebbe disposto l'invio di 10 agenti di pubblica sicurezza quali rinforzi per tutta la provincia e che la Questura di Modena non potrebbe essere elevata alla fascia "A"; l'amministrazione della pubblica sicurezza a livello territoriale è disciplinata dalle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 208 del 2001, adottato ai sensi dell'art. 6 della legge n. 78 del 2000. L'organizzazione territoriale è basata su uffici con funzioni finali (questure, commissariati di pubblica sicurezza, distretti, ispettorati, eccetera) e uffici, centri e istituti con funzioni strumentali e di supporto; gli organici della Questura di Modena sono ancora allineati alle 350 unità previste in base a un decreto ministeriale che risale al 1989, ma come anche evidenziato dal sindaco "in trent'anni il territorio provinciale è profondamente cambiato e quell'organico non può soddisfare le esigenze di un territorio provinciale con oltre 700.000 abitanti e le esigenze di cittadini e imprese; le criticità aumentano se si considera che sul personale della Questura si concentra anche la mole di lavoro necessaria al rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e alla pratiche per i richiedenti asilo"; i dati forniti dalla Questura sul piano di potenziamento degli organici 2019-2020, che però non compensano pensionamenti e trasferimenti, parlano invece di una decina di agenti (due a dicembre, gli altri ad aprile) aggiuntivi per questura e commissariati; due per la Polizia stradale; uno (ad aprile) per la Polizia postale; il quadro dei dati sui reati fornito dalla Prefettura di Modena, seppur rilevando una complessiva diminuzione dei delitti nel 2018, che per la città di Modena si attesta sul 2,8 per cento, evidenzia che i reati predatori pesano per il 60 per cento. Considerando il 2020 e focalizzando l'attenzione sugli " street crime " nel territorio comunale, confrontando i 12 mesi luglio 2017-agosto 2018 con l'analogo periodo 2018-2019 emerge che, pur in diminuzione del 5 per cento, il numero dei furti resta alto (circa 7.500); in diminuzione anche i reati di ricettazione (da 88 a 68), mentre aumentano di quasi il 5 per cento i reati legati agli stupefacenti (da 190 a 199), del 5 per cento le rapine (da 150 a 185), del 13 per cento le estorsioni (da 36 a 41) e restano pressoché invariate le truffe (circa 500). Il sindaco ha dunque osservato che i furti hanno "hanno un carattere statisticamente prevalente nel quadro dei reati predatori rappresentando il fattore di maggiore allarme sociale"; considerato che un sensibile incremento degli organici della Polizia di Stato, unitamente a quello di altre forze dell'ordine, pur non essendo decisivo, avrebbe una ricaduta in termini di prevenzione e repressione dei reati di certo positiva, si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo o regolamentare, stante il disposto del decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 2019, il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di disporre l'elevazione della Questura di Modena alla fascia "A". Atto n. 4-02997 STEFANI Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: a seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017, è stato intrapreso un percorso per il riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione; dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari con il Governo a febbraio 2018, il negoziato è proseguito ampliando l'esame delle domande di autonomia differenziata che a giugno 2018 sono state estese ad ulteriori materie da trasferire rispetto a quelle previste nelle preintese; prima delle dimissioni del Governo Conte I, dopo il grande lavoro svolto dal Dipartimento per gli affari regionali e supportato dalla delegazione composta da studiosi istituito dal Ministro, il Presidente del Consiglio dei ministri aveva scelto di seguire personalmente le fasi finali della trattativa per limare gli ultimi punti su cui ancora non si era raggiunta l'intesa; il nuovo Ministro per gli affari regionali, nel corso dell'audizione sulle linee programmatiche del 17 ottobre 2019, ha evidenziato l'intenzione del Governo di ripartire dal lavoro svolto in precedenza ed ha preannunciato la presentazione in Parlamento di un'iniziativa legislativa volta a definire una cornice normativa unitaria per gli interventi di attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione; inspiegabilmente, nonostante il lavoro fosse arrivato già ad una fase finale con il precedente Ministro, e nonostante il Presidente del Consiglio dei ministri si fosse impegnato in prima persona per raggiungere le intese, nonostante il nuovo Ministro abbia dichiarato di voler andare avanti, ad oggi sembra che il progetto sull'autonomia, chiesta con il referendum in Lombardia e Veneto e negoziata in Emilia-Romagna, sia completamente immobile; sul sito del Dipartimento si legge che in data 3 dicembre 2019 è stata istituita una nuova commissione di studio, dopo quella che già aveva lavorato col precedente Governo, ma non c'è traccia di come stia procedendo il lavoro della commissione, tanto meno è stato presentato un lavoro preliminare sull'iniziativa legislativa che dovrebbe essere presentata in Parlamento;