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Riguardo alla fruizione museale, non sarà il caso di inserire sistemi di prenotazione, al fine di evitare lunghe attese e assembramenti? Sarà possibile prevedere meccanismi automatici di screening della temperatura al momento dell'ingresso? Per il mondo dei lavoratori dello spettacolo, si ritiene davvero sufficiente, signor Ministro, l'indennità per il mese di marzo di 600 euro, ovvero la sospensione fino al 30 aprile dei termini per i versamenti delle ritenute, dei contributi e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché dell'IVA? Per lo spettacolo, il cinema, l'audiovisivo, per gli operatori dei settori, inclusi artisti, autori, interpreti ed esecutori, si ritiene congruo lo stanziamento per il 2020 di 80 e di 50 milioni di euro? È auspicabile attendersi un riavvio di rassegne estive, garantendo precedenza alle migliaia di associazioni e di imprese del settore che non hanno accesso al FUS, ed è auspicabile considerare anche la possibilità di ratificare protocolli d'intesa con i Comuni interessati? A questo proposito, signor Ministro, per gli addetti ai lavori del settore dello spettacolo, ai quali sono state riconosciute diciotto settimane di cassa integrazione, e per coloro che non sono in condizione di poter svolgere attività teatrali perché l'emergenza li ha bloccati, non sarebbe opportuno prorogare tale misura almeno fino alla fine dell'anno? Essi si trovano infatti in seria difficoltà. In tema di rimborso dei biglietti e dei titoli di accesso a spettacoli e musei, si ritiene corretta l'emissione di un voucher di importo pari al titolo di acquisto da utilizzare entro un anno dall'emissione? Per le fondazioni liriche, non ritiene di dover tutelare le fondazioni lirico-sinfoniche con un equilibrio delle risorse che va affrontato tutto a vantaggio della musica? Ecco, signor Ministro, su tali questioni attendiamo una risposta, nonché su altri possibili scenari, come ad esempio rimodulare per il 2020 i criteri di accesso alle risorse del Fondo unico per lo spettacolo e del tax credit , prevedere risorse aggiuntive... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...e dell'editoria, gli archivi, le biblioteche, i musei, compresi quelli statali e comunali, istituire un fondo con funzione di investimento sia con la Cassa depositi e prestiti, sia con l'Istituto per il credito sportivo. Non mancheremo di essere presenti, mantenendo vivo il nostro contributo. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor ministro Franceschini, l'emergenza coronavirus ha portato alla ribalta in maniera inequivocabile il dramma di milioni di cittadini precari del nostro Paese, in settori altrettanto precari. Oggi abbiamo l'occasione, signor Ministro, di confrontarci con lei su due tra i settori maggiormente colpiti dall'emergenza in corso: quello dello spettacolo e quello del turismo. In queste settimane, costretti nelle nostre abitazioni, abbiamo apprezzato con maggiore consapevolezza quanto la cultura sia fondamentale nella nostra vita, colonna portante irrinunciabile del nostro essere e meritevole della giusta attenzione anche nelle decisioni politiche. Si tratta quindi di mettere in campo politiche materiali e immateriali di elevatissimo impatto pubblico. Al mondo dello spettacolo si lega il destino di nomi prestigiosi e non, di attori, autori, musicisti, artisti, ai quali non vengono riconosciuti in nessun modo come lavoro i periodi di formazione e di preparazione. Ma vi è anche e soprattutto una vasta categoria, che lei ben conosce, di tecnici, assistenti, costumisti, macchinisti, elettricisti. Senza questi professionisti non esisterebbe alcuno spettacolo, evento, concerto, commedia e film . Sto parlando di centinaia di migliaia di lavoratori e miliardi di euro di PIL persi in queste prime settimane di fermo e sappiamo che lo stop sarà ben più lungo. Lo spettacolo, soprattutto quello dal vivo, è stato, come il turismo, tra i primi settori a fermarsi e sarà purtroppo tra gli ultimi a ripartire. La stragrande maggioranza dei lavoratori dello spettacolo ha sempre convissuto ingiustamente con un futuro incerto. Si tratta, infatti, di un mondo con un'alta percentuale di contratti precari, cosiddetti a chiamata, con retribuzioni discontinue e non di rado inadeguate, versamenti previdenziali sporadici, calendari imponderabili e copertura assicurativa a intermittenza. Il problema, quindi, è strutturale, ma il Covid - 19 ha complicato ed esasperato la situazione. L'emergenza sanitaria e il blocco conseguente hanno cancellato quasi subito le attività dello spettacolo e le forme di sostegno messe in atto si sono rivelate spesso inattivabili proprio per la precarietà delle tipologie contrattuali in essere. Per esempio, in pochissimi possono ricorrere alla cassa integrazione; altri vedranno rigettate le proprie domande per il bonus da 600 euro, in quanto i parametri previsti non tengono conto dell'intermittenza, nella migliore delle ipotesi, dei loro contratti e della precarietà a cui sono condannati da anni. Il cosiddetto decreto cura Italia ha previsto come requisito essenziale che un lavoratore dello spettacolo possa accedere al bonus se iscritto al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo per almeno 30 contributi giornalieri nel 2019. Tuttavia, molti di questi lavoratori, proprio per la situazione atipica descritta, non solo non soddisfano questo limite, ma, essendo costretti a svolgere un secondo lavoro (quasi sempre nel medesimo comparto, ma a partita IVA come prestazioni occasionali assoggettate alla gestione separata INPS), sono esclusi anche come liberi professionisti. Dobbiamo allora fare uno sforzo, in questo come in altri settori, per metterci nella condizione di "vedere", di "scoprire" questi lavoratori e, ammessa la difficoltà delle istituzioni in questo senso, confidiamo che nessuno sia lasciato indietro, come bene ha detto e sottolineato lei stesso. Come Gruppo politico abbiamo proposto degli emendamenti che sono stati accantonati nella prospettiva del nuovo decreto che lei stesso ha definito «55 miliardi». Vorrei indicare al Ministro e al Governo alcune di queste direttrici di interventi per i prossimi provvedimenti: un reddito di emergenza, almeno fino all'autunno, con l'inserimento della prestazione occasionale fra le tipologie di lavoro che danno diritto al bonus; la riduzione del limite delle trenta giornate (avevamo proposto una riduzione a quindici giornate) che parrebbe consentire il NASPI oppure la distribuzione su due anni (so che lei sta lavorando anche su questa ipotesi); la copertura dei contributi che non verranno maturati dal bonus. Per il futuro occorrerà poi porre mano a una riforma strutturale del comparto che garantisca tutele e continuità economica ai lavoratori. Un esempio potrebbe essere l'indennità di disponibilità, così come l'unificazione della contribuzione - gestione separata e fondo - per quanti si vedono costretti a svolgere secondi lavori, la copertura assicurativa per tutto il periodo in cui si è sotto contratto e non solo per i giorni in cui si è impegnati fisicamente. Signor Ministro, se il settore dello spettacolo vive una difficile situazione, quello del turismo è probabilmente il più colpito in assoluto.