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1 È fatto divieto di indossare nei luoghi pubblici, aperti al pubblico o esposti al pubblico, indumenti o qualunque altro accessorio, ivi inclusi quelli motivati da precetti religiosi o etnico-culturali che celano, travisano ovvero rendono irriconoscibile il viso impedendo l'identificabilità della persona senza giustificato motivo. 8 (Particolari deroghe al divieto dell'uso di indumenti che impediscano l'identificazione nei luoghi pubblici) 1 Fatto salvo il divieto di cui all'articolo 7, costituiscono giustificato motivo le ipotesi previste o autorizzate da disposizioni legislative o regolamenti, da condizioni di salute esplicitamente certificate o motivi professionali, da ragioni motivate da manifestazioni di carattere sportivo, feste, manifestazioni artistiche o tradizionali, autorizzate dalle autorità di pubblica sicurezza. 9 (Sanzioni per il mancato rispetto del divieto dell'uso di indumenti che impediscano l'identificazione nei luoghi pubblici) 1 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il contravventore alle disposizioni di cui all'articolo 7 è punito con l'ammenda da 150 a 300 euro. 2 Il tribunale può altresì disporre che l'ammenda sia commutata nell'obbligo di prestare un’attività non retribuita a favore della collettività per finalità sociali e culturali destinate al raggiungimento di obiettivi di integrazione. 3 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell'interno determina, con proprio decreto, le modalità di svolgimento dell'attività non retribuita a favore della collettività per finalità sociali e culturali destinate al raggiungimento di obiettivi di integrazione di cui al comma 2. 10 (Aggravanti per il mancato rispetto del divieto dell'uso di indumenti che impediscano l'identificazione nei luoghi pubblici) 1 Dopo l'articolo 612- bis del codice penale è inserito il seguente: «Art. 612- ter. -- (Aggravanti per il mancato rispetto del divieto dell’uso di indumenti che impediscano l’identificazione nei luoghi pubblici) -- Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con una pena pari ad un anno di reclusione e 30.000 euro di ammenda, chiunque costringa uno o più individui all'occultamento del volto o all’utilizzo di indumenti che, pur non occultando il volto, ledano la dignità della persona sulla base di precetti religiosi o ideologici, con minacce, molestie o in modo tale da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura o da ingenerare fondato motivo per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici. La pena è aumentata se il fatto è commesso a danno di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104». 11 (Revoca della cittadinanza) 1 All'articolo 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «2- bis. Nei primi dieci anni dall'acquisto della cittadinanza avvenuta ai sensi dell’articolo 5, in caso di condanna passata in giudicato dello straniero, ovvero del cittadino appartenente a uno Stato membro dell'Unione europea, per i reati di cui all’articolo 414.1 del codice penale, la cittadinanza è revocata. 2- ter. La revoca della cittadinanza ai sensi delle disposizioni di cui al presente articolo comporta l'immediata espulsione». III DISPOSIZIONI VOLTE A SEMPLIFICARE LE PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATUS DI RIFUGIATO 12 (Modifiche al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25) 1 Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 5, comma 1- bis , le parole: «può individuare periodicamente i» sono sostituite dalle seguenti: «trasmette l'elenco predisposto con cadenza trimestrale dal Ministero dell'interno, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, dei Paesi di origine o parte di tali Paesi considerati sicuri, ai sensi dell'articolo 37 e dell'allegato I della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, ai fini dell'articolo 28- bis della presente legge e dei»; b all'articolo 23- bis : 1) al comma 1, alle parole: «la Commissione territoriale» sono premesse le seguenti: «la domanda è esaminata e rigettata qualora rientri nei casi di cui all'articolo 28- bis , mentre negli altri casi»; 2) al comma 2, le parole: «dodici mesi» sono sostituite dalle seguenti: «un mese» e le parole da: «ad esame preliminare ai sensi dell’articolo 29, comma 1- bis » fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «alla procedura di cui all'articolo 28- bis se presentata dopo nove mesi dalla dichiarazione di estinzione»; c all'articolo 28- bis , comma 2, dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti: « c-bis) il richiedente proviene da un Paese di origine sicuro a norma dell'articolo 5, comma 1- bis ; c-ter) il richiedente ha indotto in errore le autorità presentando informazioni o documenti falsi od omettendo informazioni pertinenti o documenti relativi alla sua identità o alla sua cittadinanza che avrebbero potuto influenzare la decisione negativamente; c-quater) è probabile che, in mala fede, il richiedente abbia distrutto o comunque fatto sparire un documento d'identità o di viaggio che avrebbe permesso di accertarne l'identità o la cittadinanza; c-quinquies) il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente incoerenti e contraddittorie, palesemente false o evidentemente improbabili che contraddicono informazioni sufficientemente verificate sul Paese di origine, rendendo così chiaramente non convincente la sua asserzione di avere diritto alla qualifica di beneficiario di protezione internazionale ai sensi della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011; c-sexies) il richiedente è entrato illegalmente nel territorio dello Stato o vi ha prolungato illegalmente il soggiorno e, senza un valido motivo, non si è presentato alle autorità o non ha presentato la domanda di protezione internazionale entro 120 giorni dal suo ingresso»; d all'articolo 28- bis , comma 3, le parole: «fatti salvi i termini massimi previsti dall'articolo 27, commi 3 e 3- bis . Nei casi di cui al comma 1, i termini di cui all'articolo 27, commi 3 e 3- bis , sono ridotti ad un terzo» sono sostituite dalle seguenti: «per un massimo di ulteriori sette giorni». 2 All'articolo 19 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 4, lettera d) , le parole: «lettera c) » sono sostituite dalle seguenti: «lettere c), c-bis) , c-ter) , c-quater) , c-quinquies) e c-sexies) »;