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l'estensione dell'applicazione della misura al dicembre 2022 prevista per i condomini dal decreto-legge n. 59 del 2021, sebbene mostri l'attenzione del Governo al tema, non appare del tutto sufficiente a sbloccare le iniziative, in particolare per gli interventi più complessi, come quelli che riguardano edifici condominiali, per i quali con l'approssimarsi della scadenza dei benefici potrebbe crescere il rischio di contenziosi tra committenti e imprese per i lavori, che non dovessero terminare in tempo utile ad usufruire degli incentivi. Come segnalato da ANCE, nella documentazione depositata in sede di audizione presso le Commissioni riunite VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati, la procedura per poter beneficiare del Superbonus in questi mesi di applicazione ha mostrato che per un intervento su un condominio è necessario svolgere fra trenta e quaranta procedure amministrative o tecniche, di cui circa i due terzi prima di avviare i lavori, per riuscire a rispettare tutte le condizioni previste per l'accesso all'agevolazione. Ne consegue che in un condominio, il tempo complessivo richiesto dall'inizio delle procedure al termine dei lavori è mediamente di circa diciotto-venti mesi, tenuto anche conto che per presentare la pratica di cessione del credito sulle piattaforme dedicate a tale finalità è necessario trasmettere circa quaranta documenti predetti; anche il coinvolgimento del settore bancario nel ruolo di acquirente dei crediti fiscali e soggetto finanziatore delle iniziative è messo a rischio dall'orizzonte temporale limitato della norma, poiché gli istituti bancari decidono se acquistare il credito o finanziare le imprese concedendo un fido per anticipo fatture solo se hanno la ragionevole certezza che l'intervento possa concludersi entro la scadenza prevista dalla norma; va altresì segnalato che le complessità della procedura non sono dovute solo ad aspetti tecnici e burocratici, ma anche all'interpretazione disomogenea e frammentata che è stata data alle disposizioni in materia: ad oggi relativamente all'applicazione del Superbonus occorre tenere presenti i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate, le "FAQ" pubblicate sul sito di ENEA, le "FAQ" pubblicate dal Ministero dello sviluppo economico e, infine, una specifica sezione dedicata sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile. Tale complessità, e parziale sovrapposizione delle informazioni, ha fatto sì che, rispetto alla potenziale platea di interessati, solo una piccola parte delle richieste di informazioni da parte dei cittadini si siano trasformate in preventivi per lavori e soltanto una parte minoritaria delle imprese abbia già avviato interventi agevolabili; considerato inoltre che: secondo le proiezioni e gli studi effettuati da alcune associazioni di categoria, quali, a solo titolo di esempio l'ANCE, nonché da Unioncamere-Infocamere, qualora il Superbonus fosse prorogato sino al 2023 porterebbe un incremento di centomila posti di lavoro all'anno, nel settore dell'edilizia e in tutto l'indotto, con un impatto sul PIL di oltre 1 punto percentuale e un giro d'affari di 63 miliardi di euro, tenuto conto che tra luglio e settembre 2020, grazie all'effetto trainante del Superbonus, sono nate quasi cinquemila imprese, soprattutto piccole realtà individuali, che svolgono attività artigianali, di impiantistica e di finitura degli edifici; affinché l'agevolazione del Superbonus riesca a produrre tutti i suoi effetti, è stata manifestata l'esigenza non solo di estenderne la durata, ma anche l'ambito applicativo, poiché molti soggetti, nonché diverse tipologie di edifici, ne rimangono tuttora esclusi. Sarebbe, dunque, auspicabile estendere la misura all'intero patrimonio immobiliare, senza limitazioni legate alla tipologia dell'immobile e alla sua destinazione, in considerazione della finalità della misura di riqualificare ed efficientare l'intero patrimonio immobiliare nazionale; il Superbonus è uno strumento fondamentale anche per accelerare la ricostruzione post sismica nel centro Italia e per migliorare ulteriormente la sicurezza sismica e l'efficienza energetica di decine di migliaia di edifici che devono ancora essere ricostruiti, in quanto è possibile utilizzarlo in concorso virtuoso con il contributo per la ricostruzione post sisma, previsto dall'articolo 5 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189. L'Agenzia delle entrate ed il commissario straordinario alla ricostruzione hanno messo a punto e pubblicato una guida operativa per l'uso combinato del Superbonus e del contributo di ricostruzione concesso dallo Stato, che snellisce le procedure di rendicontazione e fatturazione degli interventi e semplifica le possibilità di accesso alle detrazioni fiscali, ammesse anche nel caso di lavori già avviati; come emerso nel corso dell'audizione dello scorso 6 maggio 2021, svoltasi presso le Commissioni riunite VIII e X della Camera dei deputati, del commissario straordinario del Governo per il sisma 2016, Giovanni Legnini, sulla base delle norme emanate, con l'ordinanza commissariale n. 111/2020 e del parere del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è stato previsto che: il Superbonus e ogni altro incentivo fiscale spetta per l'importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione, nonché per le spese sostenute non solo per tutti gli interventi edilizi, ammessi alla predetta detrazione, di riparazione o di ricostruzione in sito disciplinati dalle ordinanze commissariali, ma anche per gli interventi di ricostruzione degli edifici danneggiati per i quali si sia resa obbligatoria la ricostruzione in altro sito (cosiddetta delocalizzazione obbligatoria); è possibile redigere un progetto unitario dell'intervento e un unico computo metrico estimativo per accedere al Superbonus, nonché ai contributi per la ricostruzione post sisma, ferma restando la chiara riferibilità, nell'ambito del computo metrico, delle spese finanziate con il contributo e quelle eccedenti ammesse al Superbonus; preso atto che: il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito delle comunicazioni rese al Senato in vista della trasmissione alla Commissione europea del piano nazionale di ripresa e resilienza, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento RRF (UE) 2021/241, ha affermato che: "Per il Superbonus al 110 per cento sono previsti, tra PNRR e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente Governo. Non c'è alcun taglio. La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari. È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l'ambiente. Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell'ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione quest'anno, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e di sicurezza degli edifici". Il Presidente, nell'ambito delle medesime Comunicazioni rese alla Camera dei deputati, ha altresì aggiunto che: