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se il Ministro della giustizia, in quanto autorità garante e "custode" dell'albo dei giornalisti, non ritenga di dover intervenire affinché non si verifichi un'ingiusta discriminazione fra giornalisti del servizio pubblico, assoggettati al diritto di accesso ai documenti, di cui alla legge n. 241 del 1990 e successive modificazioni, e gli altri giornalisti, e affinché la normativa a tutela della riservatezza delle fonti non sia pienamente rispettata; infine, quali iniziative, amministrative e, nel caso in cui lo si ritenga opportuno, legislative, i Ministri intendano promuovere per prevenire, contrastare e reprimere fatti gravi come quelli descritti. Atto n. 3-02632 BRUZZONE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la tortora selvatica, Streptopelia turtur , è specie cacciabile in Italia ai sensi della legge n. 157 del 1992 e della direttiva 147/2009/CE, denominata "Uccelli"; la Commissione europea ha approvato per questa specie un piano d'azione internazionale nel 2018, nella seduta del comitato NADEG, in cui lo Stato italiano, nelle persone dei rappresentanti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha espresso il suo accordo, con la premessa, condivisa anche da altri Stati europei, di non accettare la parte del piano contenente la proposta di moratoria sulla caccia avanzata dalla Commissione; successivamente, la Commissione ha predisposto il piano di gestione adattativa del prelievo della tortora in UE, attraverso un contratto professionale con un gruppo di lavoro scientifico; nel mese di maggio 2021 si sono conclusi gli incontri tecnici con istituzioni e portatori d'interesse, ed è stato stabilito che per l'areale che interessa l'Italia (ad eccezione di Liguria e Piemonte) la caccia può continuare nell'anno 2021, se si riduce il prelievo del 50 per cento rispetto ai dati degli anni precedenti; a questo scopo la Commissione ha inviato un questionario agli Stati membri, in cui si devono descrivere le condizioni per assicurare la riduzione del prelievo e le azioni per garantirne il rispetto. Dagli incontri, a cui hanno preso parte anche i tecnici del Ministero della transizione ecologica, sembrerebbe che sia emerso un quadro negativo delle Regioni italiane, mettendo in dubbio la loro capacità di attuare quanto richiesto dalla Commissione e aggiungendo argomenti al di fuori della materia trattata; le Regioni, come anche i gruppi di interesse, non sono state direttamente coinvolte ai fini della pianificazione della strategia per attuare la riduzione del prelievo, ma è stato semplicemente inviato loro un questionario, chiedendo di compilare alcuni campi, senza consentire alcun confronto per adempiere a quanto richiesto dalla Commissione e mantenere quindi la caccia alla specie con il carniere ridotto; sembrerebbe in atto, da parte del Ministero, un tentativo di presentare appositamente un quadro erroneamente negativo alla Commissione europea, al fine di far rigettare la possibilità di caccia alla specie per il nostro Paese, al contrario di quanto stanno facendo gli altri Stati UE, in cui la specie è cacciabile, che hanno difeso e stanno difendendo la caccia alla tortora nel loro territorio (Grecia, Bulgaria, Austria, Malta, Cipro, Romania); l'Italia è l'unico Paese dell'Unione europea in cui esiste un limite di carniere stagionale, e in cui la caccia all'inizio di settembre è consentita per un numero variabile fra una e 3 giornate; è quindi sufficiente agire su questi parametri per adempiere alla richiesta della Commissione, cioè ridurre da 20 a 10 il numero di capi abbattibili per cacciatore all'anno, e ridurre a 2-3 mezze giornate la caccia all'inizio di settembre, si chiede di sapere: quale sia il quadro complessivo presentato alla Commissione europea in relazione alla caccia alla tortora nella stagione 2021-2022; se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover coinvolgere al più presto le Regioni e i portatori d'interesse per trovare la soluzione più corretta per adempiere alla richiesta di riduzione del prelievo da parte della Commissione europea; quali siano ragioni per le quali l'Italia non ha ancora dato seguito all'approvazione del piano nazionale di gestione della tortora, rinunciando in questo modo allo strumento per i miglioramenti ambientali favorevoli alla specie, e se non ritenga che tale posizione possa essere riconducibile a scelte politiche antivenatorie. Atto n. 3-02633 MIRABELLI ALFIERI FEDELI MARGIOTTA STEFANO ROSSOMANDO Ai Ministri dello sviluppo economico e per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Premesso che: DAZN, fondato a Londra nel 2015 da DAZN group, è un servizio a pagamento di video streaming di eventi sportivi, sia in diretta che on demand , disponibile in 30 Paesi. In Italia, la piattaforma è presente dal 1° luglio 2018 per trasmettere in esclusiva tutte le partite di calcio della serie B e 3 della serie A, insieme ad altri eventi calcistici e sportivi; il 26 marzo 2021, DAZN si è aggiudicato i diritti per tutte le partite del campionato di serie A per il triennio 2021-2024, battendo Sky con la propria offerta da 840 milioni di euro a stagione, di cui 7 in esclusiva e 3 in co-esclusiva con altro operatore televisivo; considerato che: gli utenti abbonati a DAZN hanno lamentato frequenti disservizi nella visione delle partite a pagamento trasmesse in video streaming , che sono stati dovuti, secondo l'operatore, al sovraccarico della rete internet ; DAZN, per scongiurare il ripetersi di tali disservizi, avrebbe proposto alla lega calcio di serie A di trasmettere, nel triennio 2021-2024, le 10 partite di ogni turno di campionato in 10 momenti diversi; tale proposta, che non ha precedenti nella storia del campionato di calcio di serie A, oltre a sconvolgere le abitudini dei consumatori, presenta evidenti problemi di natura sportiva e logistica, con ripercussioni sull'intero movimento calcistico professionistico; DAZN è un operatore con sede legale a Londra e con autorizzazione estera, e in quanto tale non è soggetto a tutte le norme vigenti in Italia a tutela del consumatore, al contrario applicabili agli operatori nazionali. Tale situazione prefigura il rischio di una tutela non completa dei diritti degli utenti italiani di DAZN in caso di ripetuti disservizi nella trasmissione degli eventi sportivi acquisiti per il triennio 2021-2024; rilevato che: nei giorni scorsi, l'operatore Sky, in possesso dei diritti per sole 3 partite a turno di campionato, avrebbe offerto a DAZN circa 500 milioni di euro per ciascuna stagione calcistica 2021-2024, per trasmettere su "Sky Q", attraverso l' app di DAZN, e tramite un canale lineare via satellite, le partite di quest'ultima. Tale offerta non sarebbe stata in esclusiva, ma al contrario avrebbe lasciato piena libertà a DAZN di offrire le partite su altre piattaforme e ad altri operatori, assicurando così i necessari profili concorrenziali a tutto vantaggio dei consumatori; l'offerta di Sky sarebbe stata rifiutata da DAZN, senza adeguate motivazioni, con grave pregiudizio per i consumatori che vedranno restringersi, a partire dalla prossima stagione calcistica, le possibilità di scelta dell'operatore a cui abbonarsi per la visione delle partite di campionato di serie A;