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il fallimento della Thomas Cook è certamente il caso più drammatico, che ha fatto registrare una grave perdita di fatturato per il settore alberghiero italiano che, solo in termini di mancati pagamenti, ammonta ad oltre 100 milioni di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente adottare misure concrete ed efficaci di supporto al settore alberghiero, anche ipotizzando, attraverso lo strumento della decretazione di urgenza, di indirizzare, per un periodo di 12 mesi, quota parte delle risorse ricavate dalla tassa di soggiorno a compensazione dei danni subiti dalle aziende medesime per contrastare gli effetti del fallimento di Thomas Cook, prima, e adesso dell'emergenza legata alla diffusione dell'epidemia da "coronavirus". Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01370 PAROLI TOFFANIN Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), ai commi 458, 459 e 460 autorizza l'Inps a stipulare convenzioni prorogabili, per il conferimento di incarichi di 35 ore settimanali per 820 medici, chiamati a sostituire i dipendenti andati in pensione, per svolgerne le medesime funzioni, inseriti quindi stabilmente nell'organizzazione dell'attività lavorativa dell'Istituto previdenziale con evidenza di subordinazione gerarchica, che con la propria attività, contribuiranno a determinare gli incentivi dei dipendenti stessi; l'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al comma 5- bis stabilisce che: "È fatto divieto alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. I contratti posti in essere in violazione del presente comma sono nulli e determinano responsabilità erariale. I dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente comma sono, altresì, responsabili ai sensi dell'articolo 21 e ad essi non può essere erogata la retribuzione di risultato. Resta fermo che la disposizione di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, non si applica alle pubbliche amministrazioni"; lo stesso articolo 7, al comma 6, stabilisce che: "Fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis, per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, possono conferire esclusivamente incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria in presenza dei seguenti presupposti di liceità", ed alla lettera c) che "la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata, non è ammesso il rinnovo: l'eventuale proroga del contratto originario è consentita in via eccezionale al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore"; la medicina fiscale rientra nelle attività previdenziali ma, a differenza di tutte le altre attività previdenziali ed assistenziali affidate all'INPS, è disciplinata da leggi speciali: il decreto-legge 13 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, che ha istituito le liste speciali dei medici fiscali, i successivi decreti ministeriali 18 aprile 1996, 12 ottobre 2000 e 8 maggio 2008 che hanno definito la disciplina della medicina fiscale ed il rapporto di collaborazione dei medici fiscali, la legge cosiddetta blocca-liste/priorità, articolo 4, comma 10- bis , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, come modificato dall'articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha trasformato le liste speciali in liste speciali ad esaurimento con priorità di servizio, il decreto legislativo n. 75 del 2017, Riforma Madia, Polo unico della medicina fiscale, e l'atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni dei medici fiscali, decreto ministeriale 2 agosto 2017, che hanno uniformato il servizio di accertamento fiscale del settore pubblico e privato e che prevedono esclusivamente i medici fiscali per i quali è richiesto un ruolo di terzietà a tutela della salute dei lavoratori, e quindi non possono essere fidelizzati e inseriti nell'asseto organizzativo dell'Istituto come i medici convenzionati esterni; la riforma Madia ha assegnato all'INPS l'organizzazione degli accertamenti medico-legali sugli assenti per malattia, ma ha ribadito l'autonomia libero-professionale del medico fiscale, che è un pubblico ufficiale che opera per conto dello Stato, secondo direttive ministeriali; nella nota di variazioni 2020-2022 bilancio per azioni, al capitolo "Accertamenti medico legali sulle assenze dei dipendenti pubblici" nel totale previsioni integrato 2021-2022, alle risorse stanziate per il convenzionamento degli 820 medici esterni, pari a 7,2 milioni di euro, sono state accomunate le risorse, pari a 50 milioni di euro, stanziate con la Riforma Madia per combattere l'assenteismo, vincolate alle visite fiscali da effettuarsi esclusivamente dai medici fiscali, di cui all'atto di indirizzo, decreto ministeriale 2 agosto 2017, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga non conforme alla disciplina vigente quanto previsto dall'articolo 1, commi 458, 459 e 460, della legge 27 dicembre 2019, n.160 (legge di bilancio per il 2020), che autorizza l'INPS a stipulare convenzioni prorogabili per rapporti di lavoro di fatto subordinati, finalizzati alla sostituzione dei dipendenti andati in pensione, e quindi non per uno specifico progetto, anziché regolari concorsi di assunzione, nonostante quanto disposto dalla normativa italiana ed europea sui rapporti di lavoro; se ai sensi di quanto previsto nei commi citati e con la nota di variazione 2020-2022-bilancio per azioni, s'intenda autorizzare l'INPS all'utilizzo delle risorse stanziate dalla riforma Madia, pari a 50 milioni di euro, e vincolate alle visite fiscali che devono essere svolte in via esclusiva dai medici fiscali, in modo improprio nel settore dell'invalidità civile, dove sono previsti incentivi, autorizzando i medici convenzionati esterni allo svolgimento delle visite fiscali, nonostante siano incompatibili e non rientrino nella Riforma Madia, con conseguente rischio di depotenziamento del servizio e danno erariale, e in caso contrario come intenda operare al fine di evitare arbitrarie interpretazioni dell'articolo 1 e della nota di variazione nel futuro atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni dei medici convenzionati esterni. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02871 DE VECCHIS Ai Ministri dello sviluppo economico, della difesa e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: