[ddlpres]

Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi della presente legge, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 2 e secondo la procedura di cui al presente articolo. Art. 2. (Principi e criteri direttivi) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 1 sono adottati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) accesso alle tecniche di PMA attraverso la sostituzione per donazione mitocondriale solo in caso di accertata impossibilità di rimuovere altrimenti le cause della comparsa di malattie mitocondriali durante lo sviluppo prenatale e solo per coppie di maggiorenni, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi; b) obbligatorietà della ricerca esclusivamente su donne con mutazione del DNA mitocondriale nota o anamnesi positiva per figlio affetto da malattia causata da mutazione del DNA mitocondriale, debitamente certificata dal medico genetista; c) gradualità, al fine di evitare il ricorso a interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destina tari, ispirandosi al principio della minore invasività; d) perentorietà del divieto di manipolazione del DNA nucleare dell'ovocita della donatrice e della ricevente, ivi compresa la pratica della selezione del sesso e di ogni altra caratteristica somatica del nascituro; e) non imputabilità dei tratti distintivi biologici e genetici del nascituro alla donatrice; f) anonimia della donatrice e impossibilità della sua identificazione; g) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 4; h) sorveglianza sanitaria obbligatoria del neonato mediante raccolta dati presso il Registro nazionale della procreazione medicalmente assistita dell'Istituto superiore di sanità, dalla sua nascita al compimento del diciottesimo anno di età. i) individuazione dei requisiti a cui subordinare l'espletamento, presso il Centro nazionale di sperimentazione di cui all'articolo 3 della presente legge, dell'attività di ricerca in materia di PMA attraverso la sostituzione mitocondriale in donne portatrici di mutazioni del DNA mitocondriale. Art. 3. (Individuazione del Centro nazionale di sperimentazione sulla PMA attraverso la sostituzione mitocondriale e istituzione di un tavolo tecnico) 1. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, previo parere dell'Istituto superiore di sanità, del Consiglio superiore di sanità e del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni degli enti pubblici di ricerca e altri enti pubblici a carattere nazionale, da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è individuato il Centro nazionale di sperimentazione sulla PMA attraverso la sostituzione mitocondriale in donne portatrici di mutazioni del DNA mitocondriale, di seguito denominato « Centro », tra quelli inseriti nel registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di PMA, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime di cui all'articolo 11, della legge 19 febbraio 2004, n. 40. 2. Con il medesimo decreto di cui al comma 1, presso la Direzione generale della ricerca e dell'innovazione in sanità del Ministero della salute, è istituito un tavolo tecnico con il compito di procedere alla pianificazione degli interventi di sperimentazione in materia di PMA attraverso la sostituzione mitocondriale. 3. Il tavolo tecnico è presieduto dal Ministro della salute, o da un suo delegato, ed è composto da un rappresentante designato dall'Istituto superiore di sanità, da un rappresentante designato dal Consiglio superiore di sanità, da un rappresentante designato dal Comitato etico nazionale per le sperimentazioni degli enti pubblici di ricerca e altri enti pubblici a carattere nazionale, da un rappresentante designato dalle società scientifiche maggiormente rappresentative di medicina riproduttiva, di genetica medica, di bioetica, di medicina legale, di neonatologia e pediatria, di diritto di famiglia e da tre rappresentanti designati dalle associazioni di pazienti affetti da malattie del DNA mitocondriale maggiormente rappresentative. 4. Ai lavori del tavolo tecnico possono essere invitati a partecipare, ove ritenuto opportuno, esperti delle materie trattate in seno all'adunanza. 5. La partecipazione alle attività del tavolo tecnico non dà diritto a compensi, gettoni, emolumenti, indennità o rimborsi di spese di qualunque natura o comunque denominati. Art. 4. (Consenso informato) 1. Prima del ricorso e in ogni fase di applicazione delle tecniche di PMA attraverso la sostituzione mitocondriale in donne portatrici di mutazioni del DNA mitocondriale, il medico informa in maniera dettagliata i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) , sui metodi, sui problemi bioetici e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all'applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di successo e sui rischi dalle stesse derivanti, nonché sulle relative conseguenze giuridiche per la donatrice, per i futuri genitori e per il nascituro. Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, come alternativa alla PMA. Le informazioni di cui al presente comma e quelle concernenti il grado di invasività delle tecniche nei confronti della donatrice e dei futuri genitori devono essere fornite in modo tale da garantire il formarsi di una volontà consapevole e consapevolmente espressa. 2. La volontà dei soggetti di cui al comma 1 di accedere alle tecniche di PMA attraverso la sostituzione mitocondriale è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile del Centro, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l'applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell'ovulo. 3. Il medico responsabile del Centro può decidere di non procedere alla PMA esclusivamente per motivi di ordine medico-sanitario. In tale caso, deve fornire ai soggetti coinvolti la motivazione scritta di tale decisione. Art. 5. (Relazione al Parlamento) 1. Il Ministero della salute, in base ai dati della sperimentazione raccolti dal Registro nazionale della procreazione medicalmente assistita dell'Istituto superiore di sanità, sentiti il Consiglio superiore di sanità e il Comitato etico nazionale per le sperimentazioni degli enti pubblici di ricerca e altri enti pubblici a carattere nazionale, predispone una relazione sull'attività del Centro di cui all'articolo 3 della presente legge. 2. Il Ministro della salute presenta alle Camere, entro il 30 settembre di ogni anno, la relazione di cui al comma 1. Art. 6. (Disposizioni finanziarie) 1.