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Come ha già detto il presidente Coltorti, sono state settimane molto impegnative ma anche molto proficue per la maggioranza, che ha lavorato con compattezza e senza sosta per settimane intere, ma anche con i commissari di tutte le opposizioni e questo ci fa molto piacere. Abbiamo lavorato in un clima molto sereno, nonostante divergenze di vedute su alcuni temi molti importanti e devo dire che abbiamo trattato talmente tanti aspetti che siamo stati anche redarguiti per il fatto che forse abbiamo lavorato troppo. Sentirmi dire che abbiamo lavorato troppo e che abbiamo fatto troppe cose non può che far piacere non solo a me personalmente, ma parlo per tutta la maggioranza di Governo. Penso anche al sottosegretario Galli, che è stato costantemente presente alle sedute delle Commissioni; ringrazio quindi lui e altri Sottosegretari ora non sono presenti che ci hanno aiutato molto. Abbiamo toccato temi importantissimi; altri si è deciso, di comune accordo, di lasciarli fuori dai lavori delle Commissioni, perché necessitano di ulteriori approfondimenti e perché sono troppo importanti: mi riferisco ad esempio alla questione del codice degli appalti. Quello che è giusto che sappiano i cittadini e le associazioni di categoria è che i temi che non sono stati trattati e che non saranno esaminati oggi dall'Assemblea non sono stati ritenuti poco importanti o non degni di nota, anzi probabilmente sono considerati talmente importanti da avere necessità di uno o più provvedimenti specifici. Questo vale per il codice degli appalti, ma non solo. A questo punto lascerei la parola all'Assemblea. Ovviamente, il presidente Coltorti ed io siamo a disposizione per eventuali repliche. Si potrà entrare nel merito di ogni argomento quando si tratteranno i singoli emendamenti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, senatore D'Arienzo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore D'Arienzo. D'ARIENZO, relatore di minoranza . Signor Presidente, all'inizio del mio intervento mi associo anche io ai ringraziamenti ai due relatori, ai Presidenti di Commissione e al Sottosegretario per il lavoro che è stato svolto: non era infatti scontato quanto è stato detto rispetto al rapporto che si è tenuto nel corso dei lavori delle Commissioni. Per quanto ci riguarda, come Gruppo Partito Democratico abbiamo seguito la nostra cultura politica, quindi abbiamo messo in campo la nostra esperienza, la nostra intelligenza, ma soprattutto il rispetto per i diversi ruoli che ognuno di noi esercita all'interno del Senato della Repubblica: chi ha il dovere di governare e chi ha il diritto-dovere di controllare e di fare le proprie proposte. Per quanto riguarda, invece, il merito del provvedimento, se il decreto-legge in esame intendeva superare situazioni di criticità che rilevo dal titolo (le dinamiche dei rapporti del mercato con la pubblica amministrazione, le criticità riscontrate nella realtà sociale quale il sovraffollamento delle strutture carcerarie, la carenza dei medici di medicina generale, e così via), siamo convinti che questi obiettivi, pur lodevoli, non siano stati raggiunti, anzi possiamo dire che vi è un fallimento rispetto all'obiettivo iniziale. Questo perché non solo non si colgono le soluzioni, ma perché il decreto-legge è stato di fatto stravolto con una serie di emendamenti, che solo in parte sono stati respinti per inammissibilità o ritiri spontanei dopo cruente contrapposizioni all'interno della maggioranza che hanno ritardato non poco la conclusione dei lavori delle Commissioni riunite. Nell'assalto che c'è stato, fanno certamente rumore alcuni aspetti, rispetto alla propaganda che abbiamo sentito in questi mesi. Vi sono cioè delle proposte che sono esattamente il contrario di quanto è stato ripetuto in ogni dove nel nostro Paese. Ne elenco alcune, in modo che gli italiani possano comprendere bene la differenza con la realtà. Ad esempio, è stata curiosa la decisione di acquistare quote della Banca europea degli investimenti; si tratta di una banca particolare, ma è pur sempre una banca, peraltro dell'odiatissima Europa: questa inversione di tendenza ovviamente a noi non può che far piacere. È stucchevole l'ennesimo condono nel settore dei contributi non versati da imprese e da lavoratori autonomi, che di fatto deprime e va a scapito di quelle imprese e di quei lavoratori autonomi onesti, che hanno rispettato le leggi. Colpisce poi quel mirato emendamento ad personam , che incarica il commissario straordinario per Genova, il sindaco della città, a scegliere quello che riteniamo un certo e ben conosciuto operatore della logistica (lo ritroveremo poi nell'emendamento). C'è poi l'esilarante inno ad Equitalia, sempre avversata, ma che avete deciso di potenziare, per incrementare le entrate all'erario del Paese. Vanno poi rilevati il favore che fate agli odiatissimi concessionari autostradali, nel momento in cui concedete una deroga fino a dicembre di quest'anno per l'applicazione del codice degli appalti, oppure la pericolosa deroga all'adeguamento degli impianti antincendio nelle scuole italiane: si prevedono ancora tre anni per adeguarsi. Quindi, per finanziare il reddito di cittadinanza, togliete soldi alla sicurezza dei nostri figli. Va poi ricordato il favore che fate alle assicurazioni, contro gli interessi degli assicurati, che saranno costretti a subire ulteriori costi nel momento in cui dovranno disinstallare le scatole nere ad ogni cambio di assicurazione. È anche esilarante la possibilità dell'acquisto di auto blu di grossa cilindrata, maggiore rispetto a quanto è attualmente consentito, ma su questo punto torneremo. Una nota positiva è certamente, invece, l'approvazione della proposta, a prima firma del Capogruppo del Partito Democratico, il senatore Marcucci, con la quale è stato finalmente corretto un grande errore, quale era l'aumento dell'IRES al terzo settore, che è stato definito "tassa sulla bontà": un risultato evidente della nostra azione politica e della nostra contrarietà. In sincerità, è stato assurdo anche solo pensare tale norma e, quindi, il fatto che vi sia stato un ripensamento da parte della maggioranza, che certamente ridarà serenità all'intero comparto, è un fatto che abbiamo apprezzato e che è in linea con quel rapporto corretto che abbiamo stabilito nei lavori della Commissione. Dunque, al termine del lavoro della Commissione è emerso un prodotto deforme rispetto alla volontà iniziale, anzi, come anche altri colleghi hanno evidenziato - in particolare il collega Schifani - si pone una seria valutazione sullo stravolgimento successivo di un decreto-legge rispetto alla volontà iniziale. Si tratta di un fatto che, in casi simili, in passato, è stato già stigmatizzato dalla Corte costituzionale. Auspichiamo che ci sia anche in questa tornata una valutazione della Presidenza, perché va bene il richiamo alle regole per tutti, ma poi, nel momento in cui vengono avanzate proposte che nulla hanno a che vedere con il testo originario, come molti degli emendamenti presentati, si pone un problema di rispetto delle prerogative, non solo della Presidenza, ma anche di quanto stabilito dalla Corte costituzionale.