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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e l'Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO) relativo alla sede dell'organizzazione, fatto a Roma il 14 giugno 2017. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ripropone parzialmente il testo del disegno di legge di ratifica presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura (atto Senato n. 2978) che, già approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati (atto Camera n. 4609), fu esaminato ed approvato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato nelle sedute del 7 e 20 dicembre 2017, senza poter vedere completato il proprio iter di approvazione parlamentare a causa della conclusione della legislatura. Con questo disegno di legge si chiede alle Camere l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo tra l'Italia e l'Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO) relativo alla sede dell'organizzazione nel territorio italiano, a Roma. L'IDLO (International Development Law Organization) è un'organizzazione intergovernativa dedicata alla promozione dello stato di diritto e delle pratiche di buon governo nei Paesi in via di sviluppo, in transizione economica e nei Paesi in situazione post-belliche. Nato nel 1983 come organizzazione internazionale non governativa con sede nei Paesi Bassi, l'originario Istituto internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLI) si è trasformato nel 1988 (con l'Accordo internazionale per la creazione dell'Istituto internazionale di diritto per lo sviluppo, sottoscritto il 5 febbraio 1988 da otto membri, tra i quali l'Italia) in organizzazione intergovernativa trasferendo la propria sede a Roma. Nel 2002 l'IDLI ha cambiato la propria denominazione in IDLO, adottando contestualmente una prima revisione dell'Accordo del 1988. Ulteriori modifiche e integrazioni dell'Accordo istitutivo, approvate dagli Stati membri secondo le procedure previste, sono intervenute nel 2008 e, da ultimo, nel 2012. Attualmente i membri dell'IDLO sono trentaquattro (tra gli altri, oltre a numerosi Paesi membri dell'Unione europea, gli Stati Uniti d'America, la Cina, l'Afghanistan, il Kenya, l'Egitto, il Sudan, il Mozambico, le Filippine, e il Salvador). Gli organi di governo dell'IDLO (in base all'Accordo istitutivo del 1988, come successivamente emendato) sono: a) l'Assemblea degli Stati membri (Assembly of Parties) che si riunisce annualmente ed approva il programma di lavoro e il bilancio per l'anno futuro e il rapporto descrittivo e finanziario delle attività svolte dall'Organizzazione nell'anno precedente nonché adotta raccomandazioni in materia di politica e gestione dell'IDLO; b) il Consiglio consultivo (Board of advisers) , che si riunisce almeno una volta l'anno ed è costituito da esperti del settore (eletti dall'Assemblea; siedono a titolo personale) che contribuiscono alla preparazione delle decisioni dell'Assemblea e della loro attuazione da parte del Direttore generale, mediante la formulazione di « opinioni consultive »; c) lo Standing committee , che si riunisce non meno di tre volte l'anno, favorisce il collegamento tra l'Assemblea, il Consiglio consultivo e il Direttore generale, con la funzione di monitoraggio dell'attuazione delle attività di bilancio dell'Organizzazione; d) il Direttore generale (eletto dall'Assemblea per un mandato di quattro anni, rinnovabile una sola volta), che è a capo della struttura esecutiva dell'Organizzazione, assicura l'attuazione delle decisioni dell'Assemblea e prepara e presenta il bilancio annuale. L'IDLO è dell'unica organizzazione intergovernativa esclusivamente dedicata alla promozione dello Stato di diritto, ed è ormai considerata un riferimento fondamentale, a livello internazionale, nel settore della giustizia. L'IDLO svolge attività a sostegno delle comunità e dei Governi nel settore delle riforme legislative e dello sviluppo delle istituzioni al fine di promuovere pace, giustizia, sviluppo sostenibile e opportunità economiche. L'Organizzazione contribuisce allo sviluppo di società stabili e inclusive, nelle quali vi siano opportunità per tutti e dove ciascun individuo possa condurre, senza discriminazioni, un'esistenza libera dal timore e dal bisogno. Si occupa, inoltre, di attività di ricerca nel settore del diritto e sui temi della giustizia. Il lavoro svolto dall'Organizzazione integra anche le attività delle altre organizzazioni internazionali aventi sede a Roma, che operano nel campo della sicurezza alimentare e dello sviluppo dell'agricoltura sostenibile (l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura – FAO, il Programma alimentare mondiale – WFP, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo – IFAD e Bioversity International) . Lo Stato di diritto è infatti essenziale per ottenere uno sviluppo sostenibile. L'IDLO incentiva l'uso sostenibile della terra, l'energia pulita e gli investimenti a basso tenore di carbonio, partecipa alla progettazione di soluzioni per ridurre l'impatto dei cambiamenti climatici e per preservare la biodiversità. L'IDLO offre, inoltre, apprezzati contributi nel settore del diritto con riferimento al tema dell'equo accesso alla terra e alla parità tra i sessi nelle attività rurali. Attraverso le proprie rappresentanze permanenti a New York e a Ginevra (l'IDLO ha ottenuto nel 2001 lo status di osservatore presso le Nazioni Unite), l'Organizzazione partecipa alle attività dell'ONU con riferimento sia alle discussioni in corso per la definizione della nuova Agenda dello sviluppo post-2015 sia alle tematiche collegate alla promozione e alla tutela dei diritti umani. Nel novembre 2012, l’ Assemblea degli Stati membri dell'IDLO ha adottato « Strategy 2020 », il Piano strategico per gli anni 2017-2020, al fine di indirizzare il lavoro dell'Organizzazione. Tale Piano fa proprio gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell'Agenda 2030, con particolare riferimento all'Obiettivo 16 « Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l'accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli ». Per creare una « cultura della giustizia », il Piano individua tre obiettivi prioritari: 1) sviluppo e rafforzamento delle istituzioni tramite la costruzione di sistemi giudiziari solidi e credibili e la promozione di riforme legali e istituzionali, dell'efficienza, della trasparenza e dell'integrità del sistema giudiziario, supportando riforme legali e istituzionali e buone pratiche di governo, soprattutto nei Paesi con economie di transizione o che emergono da conflitti armati; 2) migliorare l'accesso alla giustizia, soprattutto per le donne e i gruppi sociali più vulnerabili; 3) facilitare approcci legali innovativi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e le opportunità economiche. L'IDLO ha accumulato un'esperienza di intervento in oltre 170 Paesi, attraverso una rete di circa 2.500 esperti ed in collaborazione con 47 associazioni indipendenti, e ha organizzato corsi di formazione per oltre 20.000 giuristi provenienti da tutto il mondo. Le attività dell'IDLO sono in rapida espansione: