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In aggiunta si osserva ancora che i divieti ai quali abbiamo fatto riferimento si inserivano perfettamente nell'armonico quadro tracciato al riguardo dagli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione. Né, infine, sarebbe azzardato sostenere che queste pratiche rasentano il traffico d'organi. Si pensi per quanto attiene all'ambito internazionale ed europeo: alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione, 1949; alla Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) 1979; alla Conferenza mondiale sui diritti umani, Vienna 1993; alla Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo, Cairo 1994; alla Dichiarazione di Beijing e Piattaforma di azione della Quarta conferenza mondiale delle donne, Beijing 1995; ai provvedimenti e iniziative ulteriori per mettere in atto la Dichiarazione di Beijing e la Piattaforma di azione, New York 2000; al Protocollo per la prevenzione, l'eliminazione e la punizione del traffico a danno di esseri umani, in particolare donne e bambini, addizionale alla Convenzione internazionale delle Nazioni Unite contro il crimine transnazionale organizzato, Vienna 2000; alla Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza: Dichiarazione e piano d'azione, Durban 2001; alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul 2011); alla Conferenza internazionale a Parigi su abolizione utero in affitto (Febbraio 2016); alla raccomandazione 1450 (2000) sulla violenza contro le donne in Europa; alla risoluzione 1212 (2000) sullo stupro durante i conflitti armati; alla risoluzione 1247 (2001) sulle mutilazioni genitali femminili; alla raccomandazione 1523 (2001) sulla schiavitù domestica; alla raccomandazione 1555 (2002) sull'immagine della donna nei media ; alla raccomandazione 1582 (2002) sulla violenza domestica contro le donne; alla risoluzione 1327 (2003) sui cosiddetti «crimini d'onore»; alla raccomandazione 1663 (2004) sulla «schiavitù domestica»; alla raccomandazione 1681 (2004) sulla Campagna per combattere la violenza domestica contro le donne; alla raccomandazione 1723 (2005) sui matrimoni forzati e sui matrimoni in età minorile; alla raccomandazione 11 (2000) del Comitato dei ministri agli Stati membri sull'azione contro il traffico di esseri umani per sfruttamento sessuale. Date le caratteristiche dei fenomeni che si intendono prevenire possono anche richiamarsi le posizioni assunte dalla comunità internazionale in materia di prelievo e trapianto di organi consacrate in importanti strumenti internazionali quali la Convenzione del Consiglio d'Europa sui diritti dell'uomo e la biomedicina (1997, articoli 19, 21 e 22) e il successivo Protocollo addizionale relativo al trapianto di organi e di tessuti di origine umana (2002, articoli 21, 22) e d'altronde già rinvenibili quale riflesso delle posizioni giuridiche fondamentali e della dignità umana in particolare nei documenti quali la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948) e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (2000, articolo 3). La proposta in esame introduce, altresì, anche mediante la disciplina delle pene accessorie norme relative alla tutela del minore e all'esercizio della responsabilità genitoriale nell'interesse di quest'ultimo. La proposta in particolare intende intervenire su più fronti. Si opera innanzitutto con riferimento al caso in cui nessuno dei due soggetti che hanno fatto ricorso alle pratiche vietate dalla legge sia genitore biologico. In questa ipotesi la presente proposta introduce un divieto di adozione, penalmente sanzionato e comunque la revoca dell'adozione medesima se questa sia già avvenuta. Va da sé che tale previsione deve valere anche per la diversa situazione, comunque meritevole di pena, in cui uno dei due soggetti sia il genitore biologico. È chiaro, naturalmente, che la previsione della decadenza, in conformità con quanto previsto dall'articolo 39 del codice penale, dovrebbe consentire anche l'applicazione della sospensione dell'esercizio della potestà dei genitori prevista dall'articolo 288 del codice di procedura penale, quale misura interdittiva disposta nella fase cautelare. Consegue da tutto ciò che al minore, fuori ovviamente dai casi di concorso punibile, potrà essere attribuito soltanto il cognome della madre biologica la quale, dunque, previo consenso, potrà esercitare la potestà genitoriale corrispondente. Altrimenti si applicheranno le norme generali, internazionali e domestiche vigenti a tutela del minore e del fanciullo. Ulteriori profili di intervento si collegano alla circostanza che le attività di sfruttamento sono motivate dallo scopo dell'ingiusto profitto economico. Il mercato degli uteri in affitto, secondo le più recenti stime, oggi vale circa 3 miliardi di dollari. Per diretta ammissione di taluni soggetti che vi hanno fatto ricorso il costo di un utero in affitto si aggira attorno ai 170.000 euro. Dati, questi, sufficientemente indicativi della necessità di un urgente intervento legislativo. Con l'articolo 2 il presente disegno intende introdurre, in relazione ai fatti descritti dalle riformate disposizioni precedenti, un illecito amministrativo dipendente dai delitti di cui si propone l'introduzione, mediante quindi un intervento sul decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Con l'articolo 3 si intende, poi, introdurre il diritto di ogni uomo alla conoscenza delle proprie origini genetiche. Sul punto è sufficiente osservare come il diritto all'anonimato, nato a tutela delle famiglie adottive, ha subito un processo legislativo di forte ridimensionamento in virtù del riconoscimento del diritto soggettivo della persona umana a conoscere le proprie origini (si vedano in particolare le considerazioni sul diritto all'identità genetica contenute nella sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 28 marzo 2014). Si deve aggiungere che la possibilità di conoscere le proprie origini genetiche costituisce un elemento indispensabile per l'effettiva tutela del diritto alla salute di cui all'articolo 32 della Costituzione, indispensabile se si pensa alle terapie geniche che costituiscono lo sviluppo futuro della nostra medicina, ma che già oggi costituiscono un presidio indispensabile per un ampio catalogo di patologie che mediante il ricorso alla medicina tradizionale sono invece incurabili (si pensi ai casi di distrofia muscolare come ad esempio la sclerosi laterale amitrofica-SLA).. 1 (Modifiche all’articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40) 1 L'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, è sostituito dal seguente: «Art. 12. – (Divieto di surrogazione di maternità e di commercio di cellule e tessuti di origine umana). – 1 . Chiunque organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o embrioni è punito con la reclusione da 1 a 3 anni e la multa da euro 600.000 a euro 1.000.000;