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Quest'ultima consente di attribuire i seggi non assegnati ai candidati della medesima lista in altre circoscrizioni. Quindi, alla Camera quel lavoro è stato fatto perché ci si è trovati nelle medesime condizioni - sempre per gli amici del MoVimento 5 Stelle - e in quel caso si è potuto fare ricorso agevolmente alla legge elettorale della Camera, quindi, assegnare il seggio in altre circoscrizioni perché la ripartizione avviene su base nazionale. Qui non può essere perché, richiamando per l'ennesima volta il contenuto dell'articolo 57 della Costituzione, non si può assolutamente ricorrere a candidati di altre circoscrizioni perché altrimenti si avrebbe una palese violazione. L'ordine del giorno G4 propone pertanto che il Senato deliberi di concludere in difformità dalla decisione adottata - lo ricordo ancora una volta - dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari a maggioranza, affinché l'attribuzione del seggio vacante sia decisa nel rigoroso rispetto della legge elettorale del Senato che, come ho detto, vieta espressamente, all'articolo 17 -bis , comma 2, di attribuire i seggi non assegnati ai candidati della medesima circoscrizione a candidati «pescati» in altre circoscrizioni (nel caso di specie, nella Regione Umbria). L'ordine del giorno G6 fa riferimento in maniera dettagliata al contenuto dell'articolo 57 della Costituzione. Il discorso è un po' più complesso perché di fatto il relatore ha richiamato il principio della sovranità popolare, sancito dall'articolo 1 della Costituzione, che imporrebbe di fare eleggere comunque un candidato del MoVimento 5 Stelle - secondo quella proposta - che si sia presentato, ma che non sia stato eletto, in una Regione diversa dalla Sicilia. Ebbene, a questo punto ritengo opportuno ricordare che l'articolo 1 della Costituzione italiana afferma che la sovranità è esercitata dal popolo nelle forme e nei limiti previsti in Costituzione. E allora, per giustificare una scelta che, come detto, è dettata semplicemente dalla volontà di occupare un posto che non può essere occupato dal rappresentante di un'altra Regione, non si può fare ricorso al concetto della sovranità popolare, se è vero - come lo è innegabilmente - che, operando in questo modo, ci sarebbe una violazione. Infatti, poiché la sovranità popolare dev'essere esercitata sempre nei limiti e nell'ambito dei principi costituzionali, anche in questo caso bisognerebbe far ricorso all'articolo 57, uscendo quindi da quei limiti che lo stesso articolo 1 impone. Di fatto, quindi, il problema di cui oggi ci stiamo occupando riguarda esclusivamente gli elettori siciliani, non il seggio vacante né quella suprema volontà a mio parere indebitamente richiamata dal relatore. I voti dei siciliani verrebbero utilizzati per eleggere il candidato di un'altra circoscrizione, quindi fuori dal dettato costituzionale, cosa che non mi stancherò mai di ripetere. (Applausi della senatrice Rojc). L'ordine del giorno G6, pertanto, dispone e delibera di concludere in difformità dalla decisione adottata a maggioranza dalla Giunta delle elezioni nel pieno rispetto dell'intero dettato dell'articolo 57 della Costituzione. Questo - lo ricordo per l'ennesima volta - impone l'elezione del Senato su base regionale, escludendo la possibilità di attribuire il seggio ricorrendo a candidati di altre circoscrizioni; richiede un organo costituzionale il cui plenum sia di 315 senatori; enuncia il principio della rappresentanza territoriale, sulla base del quale alla Sicilia dev'essere riconosciuto il numero di seggi previsto nel riparto statuito dalla legge. Non può quindi esserle tolto un seggio senatoriale per attribuirlo a un'altra Regione che non ha diritto ad averlo, salvo decidere, ancora una volta, di disprezzare il contenuto della Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, farò una dichiarazione di voto molto breve, perché mi pare di aver già illustrato abbondantemente sia in fatto sia in diritto qual è il problema. Ribadisco che l'unica soluzione in linea con la Costituzione e i precedenti di quest'Assemblea è non assegnare il seggio per l'intera legislatura, senza che questo comporti alcun vulnus . Il Senato infatti può deliberare validamente - come abbiamo fatto finora - anche con numeri inferiori al plenum dei 315 senatori prescritto dall'articolo 57, comma 2, della Costituzione, così com'è avvenuto in passato e come continua ad avvenire anche oggi. Alla maggioranza chiediamo un atto di responsabilità, se ne è capace: al Movimento 5 Stelle, di riconoscere l'errore e di non pretendere un senatore in più; alla Lega, di non piegarsi alla richiesta degli alleati e di non consumare sulla Costituzione l'ennesimo scambio per mantenere in vita il Governo. Per tali motivazioni, annuncio il voto favorevole di Liberi e Uguali all'ordine del giorno da me presentato. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, desidero segnalare che non ha funzionato la mia tessera. Voglio dunque dichiarare il mio voto favorevole - come mi pare ovvio - all'ordine del giorno da me presentato, il G1, perché non è risultato sul tabellone. Chiedo alla Presidenza di prenderne atto. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G2. GINETTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, questa è l'ultima occasione che abbiamo per richiamare l'attenzione su un voto estremamente importante, a conclusione di un iter che ha visto una lunga istruttoria, durata oltre nove mesi, durante la quale ci siamo interrogati, nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, circa il principio normativo da utilizzare per risolvere una questione importante: l'aggiudicazione del seggio in Sicilia, resosi vacante al Senato per mancanza di candidati nella lista del MoVimento 5 Stelle. Abbiamo verificato che in passato ci sono stati casi simili, che peraltro non hanno ricevuto risposta, anche in presenza di leggi elettorali diverse, e quindi il plenum non è stato raggiunto, proprio per mancanza di riferimenti che consentissero questo passaggio. Oggi la maggioranza - e a colpi di maggioranza - decide che, pur di arrivare al plenum , si giunge a violare non soltanto la legge elettorale, ma un principio e una norma costituzionale, dando vita in questo modo a un precedente pericolosissimo: la Giunta e poi l'Assemblea, con un voto politico di maggioranza, possono stracciare in un secondo le fondamenta giuridiche di un ordinamento costituzionale e di uno Stato di diritto e liberale, che si fonda proprio sul rispetto della Costituzione.