[pronunce]

Ma ciò, coerentemente, in relazione al solo profilo della (non esclusa) operatività di detta normativa «anche con riferimento alle condanne "patteggiate" antecedenti alla entrata in vigore della L. n. 94/2009»; non dubitando, per il resto, della legittimità della scelta del legislatore del 2009 di rendere la misura del diniego o revoca della patente di guida immediatamente applicabile nei confronti di soggetti condannati, in via ordinaria, per reati in materia di stupefacenti, sulla base di sentenze anche anteriori alla entrata in vigore della legge stessa. 3.1.- Tale seconda questione - formulata in via subordinata, e non alternativa, e, per tal profilo, quindi, ammissibile (ordinanze n. 22 e n. 21 del 2008, n. 449 del 2007) - è, nei limiti della sua prospettazione, fondata. Con riguardo alle sentenze pronunciate ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. (equiparate «a una pronuncia di condanna» dal successivo articolo 445, comma 1 bis, secondo periodo), questa Corte ha già avuto, infatti, occasione di precisare che «la componente negoziale propria dell'istituto del patteggiamento, resa evidente anche dalla facoltà concessa al giudice di verificare la volontarietà della richiesta o del consenso (articolo 446, comma 5, del codice di procedura penale), postula certezza e stabilità del quadro normativo che fa da sfondo alla scelta compiuta dall'imputato e preclude che successive modificazioni legislative vengano ad alterare in pejus effetti salienti dell'accordo suggellato con la sentenza di patteggiamento» (sentenza n. 394 del 2002). Il nuovo testo dell'art. 120, commi 1 e 2, come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge n. 94 del 2009, con riguardo ai reati di cui agli artt. 73 e 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), ha innovato la disciplina che l'imputato aveva avuto presente nel ponderare l'opportunità di addivenire al patteggiamento, ed ha retroattivamente attribuito al consenso a suo tempo prestato l'ulteriore significato di una rinunzia alla patente di guida. E ciò, appunto, ne comporta il denunciato contrasto con il diritto di difesa, sia per l'inadempimento, che ne consegue, rispetto al negozio (processuale) ex art. 444 cod. proc. pen. , sia per il vulnus all'affidamento qualificato dell'imputato circa gli effetti delle proprie scelte. Va pertanto dichiarata l'illegittimità costituzionale del predetto art. 120, commi 1 e 2, del nuovo codice della strada, nella parte in cui opera con riferimento a sentenze pronunziate ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. , anche antecedenti all'entrata in vigore della legge 15 luglio 2009, n. 94.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all'entrata in vigore della legge n. 94 del 2009; 2) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 120, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 285 del 1992, come sostituito dall'art. 3, comma 52, lettera a), n. 94 del 2009 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per l'Umbria, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 novembre 2013. F.to: Gaetano SILVESTRI, Presidente Mario Rosario MORELLI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 novembre 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI