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Tabella 1.5 - Scheda delle informazioni sintetiche sulla programmazione delle attività di movimentazione e gestione dei materiali Parte di provvedimento in formato grafico Capitolo 2 - Caratterizzazione e classificazione dei materiali dell'area di escavo di fondali marini 2.1. Percorsi di caratterizzazione Sulla base della tipologia dell'area di escavo di cui al Capitolo 1 deve essere seguito uno dei due percorsi di indagine seguenti: • Percorso I che prevede una caratterizzazione COMPLETA • Percorso II dove può essere eseguita una caratterizzazione SEMPLIFICATA Vengono di seguito riportate le indicazioni tecniche comuni ad entrambi i percorsi, evidenziando nei riquadri le specifiche per ciascun percorso. --------------------------------------------------------------------- Rientrano nel Percorso I: • le aree interne ai porti anche parzialmente industriali, commerciali, di servizio passeggeri, pescherecci (paragrafo 1.1.1); • le aree poste all'esterno dell'imboccatura dei porti e/o le aree soggette a ostruzione ricorrente o accidentale del passo marittimo di accesso per volumi annui complessivi di materiale uguali o superiori a 40.000 m³. --------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------- Rientrano nel Percorso II: • le aree costiere non portuali; • le aree di foce fluviale non portuale; • le aree interne ai porti esclusivamente turistici; • le aree poste all'esterno dell'imboccatura dei porti e/o le aree soggette a ostruzione ricorrente o accidentale del passo marittimo di accesso per volumi annui complessivi di materiale inferiori a 40.000 m³ --------------------------------------------------------------------- 2.1.1. Disegno di campionamento La strategia ottimale di campionamento deve consentire una caratterizzazione rappresentativa dell'intera superficie e del volume di materiale da sottoporre a movimentazione. --------------------------------------------------------------------- Percorso I • Strategia di campionamento per aree portuali Aree unitarie Sono previste tre tipologie di aree unitarie, da posizionare a ridosso dei manufatti interni al porto (Tipologia 1), nelle zone centrali del porto (Tipologia 2) e presso le zone all'ingresso dei porti (Tipologia 3). • Tipologia «1» Lungo la perimetrazione interna caratterizzata dalla presenza di manufatti, quali ad esempio pontili, darsene e banchine, all'area da sottoporre a escavo deve essere sovrapposta una griglia a maglia quadrata di 50 m x 50 m. Eventuali aree residue, risultanti dal frazionamento nei lotti di 2.500 m², possono essere tralasciate se di superficie inferiore a 1.500 m² (figure 1 - 4). • Tipologia «2» Nelle zone interne a distanze dai manufatti superiori a 50 m, all'area da sottoporre a dragaggio deve essere sovrapposta una griglia a maglia quadrata di lato pari a 100 m. Tale griglia di aree unitarie deve essere posizionata in contiguità con le eventuali aree unitarie di tipo «1» e «3». Eventuali aree residue, risultanti dal frazionamento nei lotti di 10.000 m², possono essere tralasciate se di superficie inferiore a 5.000 m² (figure 1-2). • Tipologia «3» Nell'ambito delle imboccature portuali, delle zone esterne al porto a esso adiacenti, lungo le dighe di protezione esterna e le barriere frangiflutto, all'area da sottoporre a dragaggio deve essere sovrapposta una griglia a maglia quadrata di lato pari a 200 m. Tale griglia di aree unitarie deve essere posizionata in contiguità con le griglie di aree unitarie «1» e «2» ove presenti. Eventuali aree residue, risultanti dal frazionamento nei lotti di 40.000 m², possono essere tralasciate se di superficie inferiore a 10.000 m² (figura 2). --------------------------------------------------------------------- Parte di provvedimento in formato grafico Figura 1 - Esempio di posizionamento delle aree unitarie di tipologia 1 e 2. Parte di provvedimento in formato grafico Figura 2 - Esempio di posizionamento delle aree unitarie di tipologia 1, 2 e 3. Parte di provvedimento in formato grafico Figura 3 - Esempio di posizionamento delle aree unitarie di tipologia 1 in canali di larghezza superiore a 100 m. Parte di provvedimento in formato grafico Figura 4 - Esempio di posizionamento delle aree unitarie di tipologia 1 in canali di larghezza inferiore a 100 m. --------------------------------------------------------------------- Percorso II • Strategia di campionamento per aree costiere non portuali e aree di foce fluviale non portuale Aree unitarie In aree di foce fluviale, nelle zone da sottoporre a dragaggio deve essere sovrapposta una griglia a maglia quadrata di lato fino a 100 m; in aree costiere deve essere sovrapposta una griglia a maglia quadrata di lato fino a 200 m. Eventuali Aree Unitarie residue possono essere tralasciate se di superficie inferiore al 50% della misura adottata. • Strategia di campionamento per porti turistici o aree di accesso al porto Deve essere seguita la medesima "Strategia di campionamento per aree portuali" di cui al Percorso I. --------------------------------------------------------------------- Stazioni di campionamento All'interno di ciascuna area unitaria (maglia quadrata di campionamento) e per tutte le tipologie deve essere individuato un punto di campionamento, rappresentativo dell'area unitaria, posizionato in funzione del volume di materiale da dragare, della morfologia del fondale e della distanza dal punto delle aree unitarie contigue. In caso di superficie di escavo limitata ad una o due aree unitarie, il numero delle stazioni per l'intera area da sottoporre a dragaggio non deve essere comunque inferiore a 3, con la facoltà di ricorrere alla costituzione di campioni compositi accorpando le aliquote delle medesime sezioni del sedimento. 2.2. Modalità di prelievo, conservazione ed analisi dei campioni Campionamento La tecnica di campionamento da utilizzare è prioritariamente quella del carotaggio. Nel caso di indagini riguardanti strati maggiori di 50 cm, l'altezza di ciascuna carota deve essere almeno pari allo spessore di materiale da asportare previsto nel punto di campionamento, minimizzando rimescolamenti o diluizioni della matrice solida del sedimento. Nel caso di indagini limitate ai primi 50 cm del fondale possono essere utilizzate anche altre tecniche, quali benne o box-corer. Le carote di sedimento devono essere preventivamente decorticate della parte più esterna a contatto con le pareti interne al liner o al carotiere, per evitare la contaminazione da trascinamento. Le attrezzature utilizzate che prevedono il contatto con il sedimento devono essere accuratamente pulite prima del loro reimpiego. Per ciascuna carota devono essere individuate sezioni di 50 cm, 100 cm o 200 cm, o sezioni residue di almeno 20 cm rappresentative del livello più profondo, secondo le seguenti modalità: • le carote fino a 1 m di altezza devono essere suddivise in due sezioni, di cui la prima di 50 cm a partire dalla sommità; • per carote con altezza superiore ai 1 metro e fino a 2 m, oltre alle 2 sezioni di cui al punto precedente, deve essere individuata almeno una sezione rappresentativa del metro successivo al primo; • per carote con altezza superiore ai 2 m, oltre alle 3 sezioni di cui ai punti precedenti, deve essere individuata una sezione rappresentativa di ogni successivo intervallo di 2 m;