[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 317-bis del codice civile promosso dal Tribunale di Arezzo nel procedimento vertente tra T. F. e l'Agenzia del territorio, Ufficio provinciale di Arezzo, con ordinanza del 23 marzo 2011, iscritta al n. 172 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 36, prima serie speciale, dell'anno 2011. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 14 dicembre 2011 il Giudice relatore Alessandro Criscuolo.. Ritenuto che il Tribunale di Arezzo, con l'ordinanza indicata in epigrafe, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3 e 30, terzo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo 317-bis del codice civile «nella parte in cui non prevede che il decreto emesso dal Tribunale per i minorenni in esito a tale procedimento e contenente un obbligo di pagamento di somme di denaro per il mantenimento di figli naturali costituisca titolo per iscrivere ipoteca giudiziale ex art. 2818 c. c.»; che, come il rimettente premette, T. F. ha proposto reclamo, ai sensi degli artt. 2674-bis cod. civ. e 113-ter delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, avverso il provvedimento con cui l'Agenzia del territorio, Ufficio provinciale di Arezzo, in persona del Conservatore delegato, ha iscritto con riserva ipoteca giudiziale in base al decreto emesso in data 11 novembre 2009 dal Tribunale per i minorenni di Firenze, contenente l'obbligo, a carico del genitore di un figlio ancora in età minore, di versare un contributo economico a titolo di mantenimento per quest'ultimo; che, prosegue il giudice a quo, ad avviso della reclamante, a seguito della novella di cui alla legge 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli), e dell'ordinanza della Corte di cassazione, sezione prima civile, 3 aprile 2007, n. 8362, i decreti pronunciati dal tribunale per i minorenni, contenenti obblighi di pagamento di somme di denaro per il mantenimento di figli naturali, hanno natura di titoli esecutivi e dovrebbero essere sorretti dalla garanzia patrimoniale del debitore, cui è finalizzata l'ipoteca giudiziale prevista dall'art. 2818 cod. civ. , al pari dei provvedimenti decisori adottati dal tribunale ordinario per i figli di genitori coniugati; che, come aggiunge il rimettente, nel costituirsi in giudizio l'Agenzia del territorio, in persona del Conservatore delegato, ha rilevato che, ai sensi dell'art. 2818, secondo comma, cod. civ. , la natura di titolo ipotecario può essere riconosciuta soltanto ai provvedimenti cui sia espressamente attribuita dalla legge, senza possibilità di estensione analogica ad altri, quand'anche essi abbiano efficacia di titolo esecutivo e, pur prospettando una possibile illegittimità costituzionale dell'art. 317-bis cod. civ. nella parte in cui non prevede che il decreto emesso dal tribunale per i minorenni in esito a tale procedimento costituisca titolo per iscrivere ipoteca giudiziale in base al citato art. 2818, ha ribadito la sussistenza di gravi e fondati dubbi in ordine alla possibilità d'iscrivere ipoteca giudiziale in forza di un provvedimento cui la legge non riconosce la valenza di titolo idoneo alla detta iscrizione; che il Tribunale di Arezzo, richiamato il contenuto dell'ordinanza della Corte di cassazione, sezione prima civile, 3 aprile 2007, n. 8362, rileva che, in effetti, in virtù dell'art. 317-bis cod. civ. , come interpretato dalla citata ordinanza, il tribunale per i minorenni è competente ad adottare i provvedimenti di carattere economico in favore della prole naturale con decreti che, pur integrando titoli esecutivi, non consentono l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale ai sensi dell'art. 2818, secondo comma, cod. civ. , in mancanza di una espressa previsione legislativa che riconosca tale effetto legale ai suddetti provvedimenti giudiziali; che, ad avviso del giudice a quo, la mancanza di garanzia patrimoniale per i crediti in questione integra una macroscopica ed irragionevole disparità di trattamento dei figli naturali rispetto ai figli legittimi nati da coppie coniugate - in relazione ai quali costituiscono titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale non soltanto le sentenze di separazione e divorzio ma anche, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 186 del 1998 (recte: 1988), i decreti di omologazione delle separazioni consensuali - con conseguente violazione dell'art. 3 Cost. e dell'art. 30, terzo comma, Cost. nella parte in cui prevede che «la legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale»; che, pertanto, ritenuta la rilevanza della questione sulla base delle considerazioni svolte, il rimettente dubita della legittimità costituzionale del menzionato art. 317-bis cod. civ. , in riferimento ai parametri sopra indicati, nella parte in cui non prevede che «il decreto emesso dal tribunale per i minorenni in esito a tale procedimento e contenente un obbligo di pagamento di somme di denaro per il mantenimento di figli naturali costituisca titolo per iscrivere ipoteca giudiziale ex art. 2818 c.c.»; che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha spiegato intervento nel giudizio di legittimità costituzionale con atto depositato il 13 settembre 2011, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile o manifestamente infondata; che, in primo luogo, la difesa erariale ritiene non configurabile la denunciata disparità di trattamento tra figli naturali e figli legittimi, perché, anche in relazione a questi ultimi, non tutte le misure di carattere economico sono supportate dalla garanzia dell'ipoteca giudiziale, non ammessa quando le misure stesse siano contenute nei provvedimenti adottati dal presidente del tribunale in sede di comparizione personale dei coniugi e nei provvedimenti successivi disposti dal giudice istruttore, nonché nei casi di revoca o modifica dei medesimi;