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Per i lavoratori dello spettacolo il requisito della annualità di contribuzione, da valere ai fini degli articoli 6 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1420, si considera soddisfatto con riferimento a 120 contributi giornalieri per le categorie indicate dal n. 1 al n. 14 dell'art. 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947. n. 708, ratificato, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e con riferimenio a 260 contributi giornalieri per le altre categorie previste dal medesimo articolo". - L'art. 11 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) così recita: "Art. 11 (Età per il pensionamento di vecchiaia). - 1. La tabella A allegata al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, è sostituita dalla tabella A allegata alla presente legge. TABELLA A ETÀ RICHIESTA PER IL PENSIONAMENTO DI VECCHIAIA Periodo di riferimento Uomini Donne -- -- -- Dal 1 gennaio 1994 al 30 giugno 1995 61 anno 56 anno Dal 1 luglio 1995 al 31 dicembre 1996 62 anno 57 anno Dal 1 gennaio 1997 al 30 giugno 1998 63 anno 58 anno Dal 1 luglio 1998 al 31 dicembre 1999 64 anno 59 anno Dal 1 gennaio 2000 in poi 65 anno 60 anno". - L'art. 12 della legge n. 1450/1956, come modificato dall'art. 13 della legge 11 dicembre 1962, n. 1790, così recita: "Art. 12. - In caso di risoluzione del rapporto di lavoro con le aziende, di cui all'art. 5, senza diritto a pensione, l'iscritto ha facoltà di conservare la sua iscrizione al Fondo purché ne faccia domanda entro il termine perentorio di un anno dalla data di cessazione dal servizio e sempre che soddisfi alle condizioni seguenti: a) possa far valere almeno un anno di effettiva iscrizione al Fondo; b) non sia soggetto, per altro rapporto di lavoro, all'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti o ad un altro trattamento di previdenza sostitutivo dell'assicurazione stessa; c) effettui a proprio carico un versamento annuo pari all'ammontare dei contributi obbligatori per lui corrisposti in relazione agli ultimi dodici mesi di servizio. L'iscritto che alla cessazione dal servizio abbia compiuto almeno quindici anni di iscrizione al Fondo mantiene i diritti relativi anche se non si avvalga della facoltà di cui al primo comma. Colui che sia stato autorizzato alla contribuzione volontaria può sospenderla a decorrere dalla data in cui abbia raggiunto il predetto requisito d'iscrizione. L'iscritto può chiedere che l'ammontare del contributo volontario sia stabilito in misura corrispondente al 25 per cento, o al 50 per cento, o al 75 per cento di quello che egli dovrebbe corrispondere a norma della precedente lettera c). Qualora si faccia luogo alla riduzione del contributo volontario, il periodo di contribuzione volontaria viene valutato, ai fini del diritto a pensione, rispettivamente 1/4, 1/2 o 3/4 del periodo di tempo per cui risulta versato il contributo, mentre ai fini della misura della pensione si considera in ogni caso la retribuzione corrispondente all'intero contributo". - Il comma 2 dell'art. 2 del D.Lgs. n. 503/1992, è il seguente: "2. In fase di prima applicazione i requisiti di cui al comma 1 sono stabiliti in base alla tabella B allegata". - La lettera c) del primo comma dell'art. 28 della legge n. 1450/1996, ora abrogata dal presente decreto, così recitava: "Qualora l'iscritto abbia cessato di prestare servizio dipendenze delle aziende indicate nell'art. 5 senza aver raggiunto il diritto a pensione e non si sia avvalso della facoltà di continuare volontariamente l'iscrizione al Fondo a norma dell'art. 12, ovvero ne sia decaduto ai sensi del n. 2) dell'art. 13, oppure non abbia potuto raggiungere il diritto predetto per effetto della sospensione prevista dal comma primo del citato art. 13, si provvede: a)-b) (omissis); c) al rimborso, senza interessi, dell'eventuale eccedenza".