[pronunce]

che, infine, ulteriori censure sono formulate ai sensi degli artt. 27 e 24 della Costituzione, evidenziandosi – da un lato – come «la decurtazione dei punti ad un soggetto diverso dall'autore della violazione risulterebbe applicata a titolo di responsabilità oggettiva» (e dunque in forza di un «istituto estraneo al vigente diritto sanzionatorio penale ed amministrativo»), nonché – dall'altro – come l'obbligo di denuncia posto a carico del proprietario del veicolo (per giunta quando gli organi di polizia non siano riusciti ad identificare l'autore dell'illecito amministrativo) appaia limitativo del «diritto di difesa del cittadino». Considerato che il Giudice di pace di Gravina in Puglia ed il Giudice di pace di Dolo hanno sollevato questione di legittimità costituzionale – ipotizzando il contrasto con gli artt. 3, 24 e 27 della Costituzione – dell'art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all'esito della modifica apportata dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214; che, attesa la sostanziale identità delle questioni sollevate, deve essere disposta la riunione dei relativi giudizi; che questa Corte, chiamata medio tempore a giudicare della conformità a Costituzione dell'art. 126-bis, comma 2, del d.lgs. n. 285 del 1992, ha già concluso nel senso dell'illegittimità costituzionale di tale disposizione, affermando in particolare che essa «dà vita ad una sanzione assolutamente sui generis, giacché la stessa – pur essendo di natura personale – non appare riconducibile ad un contegno direttamente posto dal proprietario del veicolo e consistente nella trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale» (sentenza n. 27 del 2005); che questa Corte ha, quindi, già riconosciuto che «la peculiare natura della sanzione prevista dall'art. 126-bis» (e segnatamente la sua incidenza sulla «legittimazione soggettiva alla conduzione di ogni veicolo») «fa emergere l'irragionevolezza della scelta legislativa di porre la stessa a carico del proprietario del veicolo che non sia anche il responsabile dell'infrazione stradale» (così nuovamente la citata sentenza n. 27 del 2005); che, alla stregua di tale circostanza si impone, pertanto, la restituzione degli atti ai giudici rimettenti, affinché gli stessi valutino se la sollevata questione di legittimità costituzionale possa ritenersi ancora rilevante alla luce di tale sopravvenuta decisione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Giudice di pace di Gravina in Puglia ed al Giudice di pace di Dolo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 marzo 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 marzo 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA