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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 106 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente LA RUSSA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla situazione in Venezuela ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, ieri il presidente Casini è intervenuto sulla situazione in Venezuela, che sta peggiorando. Purtroppo questa notte è stata fermata e detenuta per qualche ora Mariela Magallanes, la deputata venezuelana che alcuni di noi hanno incontrato nelle settimane scorse anche a Roma. Mariela è anche cittadina italiana, quindi, a maggior ragione, chiediamo che intervenga subito il ministro degli esteri Moavero Milanesi. Ieri sono accadute due cose: dopo che il tribunale supremo di giustizia ha destituito Guaidó, gli è stata anche tolta l'immunità parlamentare; in generale, e questa notte in particolare con la conferma dell'arresto all'aeroporto di Caracas di Mariela Magallanes, il regime sta mettendo in atto un'azione di repressione nei confronti dei deputati dell'opposizione, proprio nel momento in cui l'attenzione della comunità internazionale viene meno. Non si rispetta più l'immunità parlamentare, un istituto che serve soprattutto a tutelare le opposizioni: è una conferma ulteriore che ci si accanisce nei confronti di chi sta facendo opposizione in Venezuela e che mostra il vero volto di Maduro, il quale purtroppo ha trovato tolleranza e sponde anche all'interno del Parlamento italiano. Penso che non ci siano più scuse e alibi per non condannare con fermezza il regime di Maduro e per non schierarsi a difesa della comunità venezuelana, che vede nell'arresto e nella detenzione di una parlamentare venezuelana ma con cittadinanza italiana - poi fortunatamente liberata questa mattina - la conferma delle nostre preoccupazioni. Chiediamo quindi al Ministro degli affari esteri di intervenire in maniera molto netta e chiara a tutela di una cittadina italiana. Mi sembrava giusto questa mattina riconfermare il nostro orientamento e attirare anche questa mattina l'attenzione del Parlamento su quanto sta accadendo in Venezuela. (Applausi dal Gruppo PD) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, anche io mi associo a questa richiesta. Non credo che si possa restare indifferenti di fronte a questa situazione che noi prevedevamo da settimane, quando si scelse di non approvare alcune mozioni, tra le quali quella di Forza Italia che chiedeva l'esplicito riconoscimento di Juan Guaidó come Presidente provvisorio, e di conseguenza colui al quale doveva essere affidata la possibilità di convocare le elezioni. Sappiamo bene che Maduro, prima di tutto, non è un legittimo Presidente (lo dicono anche esponenti del Governo, salvo poi non essere conseguenti); in secondo luogo, indipendentemente dalla legittimità della presidenza di Maduro, quest'ultimo non è intenzionato a convocare le elezioni, ma anzi intende mettere in atto un'azione apertamente ostile nei confronti del Parlamento in quanto tale. La cancellazione delle prerogative e, di conseguenza, del Parlamento dimostra chiaramente che non c'è alcuna possibilità di avere delle elezioni in Venezuela se non attraverso la convocazione da parte di qualcuno che non sia Maduro. E questo qualcuno non può che essere Juan Guaidó. Il Governo non può continuare a tenere una posizione che davanti alla comunità internazionale e ai venezuelani, in particolare ai tanti italiani che risiedono in Venezuela, ci fa apparire come un Governo che sta dalla parte di Maduro, sia pur con tutte le ambiguità del caso. È una cosa inaccettabile e non possiamo restare indifferenti. PRESIDENTE . La Presidenza si fa carico di trasmettere al Governo le richieste avanzate dai senatori. Seguito della discussione dei disegni di legge: Doc 844 Disposizioni in materia di azione di classe Deputato SALAFIA ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 583 Disposizioni in materia di azione di classe RICCARDI. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 844 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 844, già approvato dalla Camera dei deputati, e 583. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Girotto. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, vorrei contestualizzare brevemente il tema che stiamo trattando. Tutti ricorderanno lo scandalo Dieselgate nel quale si appurò che Volkswagen... (Brusio). PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Girotto. Colleghi, i lavori dell'Assemblea sono iniziati. Permettete cortesemente che vengano svolti in un clima di silenzio. Vi ringrazio. Prego, senatore Girotto, prosegua. GIROTTO, relatore . Grazie, signor Presidente. Come dicevo, tutti ricordano lo scandalo Dieselgate nel quale emerse come Volkswagen truccava i dati facendo risultare che le emissioni inquinanti delle proprie auto e i consumi fossero addirittura del 50 per cento più bassi rispetto a quelli reali. Quindi una truffa pazzesca perpetrata in danno di centinaia di migliaia di clienti-consumatori. Anche FCA per alcuni modelli dichiarava il 18 per cento di emissioni in meno rispetto alla realtà. Ebbene, queste class action sono ancora in corso e sono molto al di là dal concludersi, e ciò perché l'attuale norma che regolamenta la class action - che, lo ricordiamo, è del 2005 - prevede una procedura lunga e farraginosa.