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Si è voluto altresì ampliare lo spazio in cui dev'essere effettuata la misurazione (aree contigue alle zone di lavoro) per un incremento delle tutele per i lavoratori e per i cittadini con una cadenza trimestrale nelle verifiche e l'obbligo di rinnovare l'indagine al verificarsi di ipotesi tassativamente previste. Anche per operazioni lavorative particolari le modifiche riguardano gli obblighi del datore di lavoro, che deve adottare tutte le misure tecnologicamente possibili sulla scorta dei principi fissati dalla Corte costituzionale. Secondo quanto previsto dall'articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si prevede un provvedimento interdittivo, adottato dagli organi di vigilanza resi edotti della sussistenza delle condizioni lavorative di cui all'articolo 55. Nel caso di lavori di demolizione o rimozione dell'amianto si prevede che il datore di lavoro predisponga un piano dettagliato con l'indicazione delle misure necessarie a garantire non solo la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche l'integrità dell'ambiente esterno. Si è voluto ampliare l'onere previsto dalla abrogata disposizione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, anche ai potenziali rischi per l'ambiente derivanti dal trattamento dei materiali. La formazione del lavoratore costituisce il presupposto per un modus operandi scevro da rischi, questa deve essere strutturata secondo i canoni di attualità, completezza, adeguatezza e condotta con periodicità minima annuale. In ragione dei riflessi delle condizioni dell'ambiente esterno sulla salute dei lavoratori questi devono essere formati anche sulla conoscenza e neutralizzazione di quei rischi diffusi nella collettività e che affettano gli spazi esterni all'ambito di lavoro. Alla sorveglianza sanitaria sono sottoposti anche i lavoratori addetti alle opere di controllo e custodia. La peculiarità delle condizioni nelle quali viene svolto il lavoro marittimo ha reso necessario il recepimento delle disposizioni di cui alla legge 23 settembre 2013, n. 113, e alla legge 26 maggio 1966 n. 538, nonché all'allegato I al decreto legislativo 5 giugno 2012, n. 93, non abrogabili in ragione della loro natura. Il titolo IV è specificamente dedicato alla disciplina della tutela della salute collettiva, al cui interno sono state individuate le prestazioni sanitarie per i soggetti ed i lavoratori esposti ed ex esposti all'amianto. I necessari controlli sanitari sono finalizzati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e, in caso di patologia, al trattamento sanitario specifico e sono posti, rispettivamente, a carico del Servizio sanitario nazionale e dell'INAIL. Qualora dalle risultanze degli esami si appuri l'esistenza di una patologia, le aziende sanitarie locali ed i medici competenti provvedono ad inviare la documentazione e le informazioni raccolte ai centri operativi regionali (COR) al fine della successiva trasmissione all'INAIL per l'inserimento nel registro dei tumori e delle malattie asbesto-correlate. Viene, inoltre, istituito, presso ogni azienda sanitaria locale, un registro dei soggetti ex esposti all'amianto, la cui iscrizione è aperta a tutti coloro che ritengono di avere avuto una pregressa esposizione di natura ambientale o professionale, corredando la richiesta della necessaria documentazione comprovante l'esposizione. I dati sono aggregati sulla base dell'anamnesi lavorativa ed ambientale ai fini epidemiologici e di prevenzione che sono messi a disposizione sia della Procura della Repubblica sia delle regioni per l'integrazione dei piani regionali e per la promozione delle campagne informative specificamente mirate alla collettività dei territori che presentano evidenze di rischio o di patologie derivanti dal medesimo contesto. In relazione ai benefici già previsti dall'articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, e al Fondo per le vittime dell'amianto, si è proceduto ad un riordino normativo per razionalizzare e superare disparità di trattamento. Il titolo VI, concerne gli incentivi per gli interventi di bonifica, e si rivolge a privati e imprese, istituzioni scolastiche e aree industriali dismesse. A sostegno dei privati e delle imprese è riconosciuta ai contribuenti che possiedono o detengono l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi di bonifica dall'amianto, una detrazione d'imposta pari al 50 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare, secondo quanto previsto in generale dall'articolo 16- bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Al fine di attuare la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 e di concorrere alla salvaguardia della salute e dell'ambiente, è attribuito ai titolari di reddito d'impresa, che effettuino dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 interventi di bonifica dall'amianto su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, un credito d'imposta pari al 50 per cento delle spese sostenute, nel limite di spesa complessivo di 5,667 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Al fine di innalzare il livello di sicurezza degli edifici scolastici, nell'ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all'articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, l'INAIL destina fino a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019 a un piano di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici e di costruzione di nuovi edifici scolastici. Il capo III è dedicato alle «Misure per la riconversione e riqualificazione delle aree industriali dismesse», cioè specifici territori a vocazione industriale, di rilevanza regionale o nazionale, soggetti a diffuso o totale abbandono produttivo, individuati da ciascuna regione d'intesa con i comuni ricadenti nel proprio territorio, con priorità per le aree in cui sono presenti edifici contenenti amianto o costituiti anche solo in parte da manufatti contenenti cemento-amianto. Il fine è quello di recuperare immobili e terreni attualmente dismessi o abbandonati attraverso progetti di promozione della bonifica, riconversione e riqualificazione dei medesimi. È istituita l'Agenzia nazionale amianto presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con compiti multidisciplinari. Una delle principali funzioni è il coordinamento, sulla base delle direttive emanate dalla stessa, della vigilanza in materia ambientale, assicurativa, previdenziale e di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. A tal fine l'Agenzia stabilisce la programmazione dell'attività ispettiva e delle relative modalità di accertamento, dettando le linee di condotta e le direttive di carattere operativo e metodologico per tutto il personale ispettivo, razionalizzando e uniformando su tutto il territorio nazionale l'attività di vigilanza, ispezione e controllo, evitando sovrapposizione e duplicazioni di interventi. Tra le altre funzioni acquisisce i dati dei censimenti, dei piani regionali amianto e della mappatura dei rischi, svolge attività di studio e di analisi sugli stessi al fine di coordinare al meglio la vigilanza