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Passiamo all'emendamento 6.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.6, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VALENTE (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, con l'emendamento in esame, sostanzialmente, proviamo a dire che costruire una giustizia di serie A e una giustizia di serie B per i cittadini forse non è una scelta giusta in uno Stato di diritto. Va bene il beneficio vincolato al recupero degli uomini maltrattanti, ma anche in questo caso ci troviamo di fronte a un'intuizione giusta declinata però nel modo peggiore possibile. Mettere il costo di questi corsi a carico del condannato significa mettere alcuni nelle condizioni di poter avere il beneficio, e quindi di poter frequentare questi corsi, e altri che non se lo possono permettere, nella sostanziale impossibilità di poter fruire di questa opportunità. Nello Stato di diritto che abbiamo conosciuto ciò è assolutamente impensabile, per cui, in uno spirito assolutamente propositivo e costruttivo, volendo dare una mano a rendere l'intuizione giusta davvero utile in concreto, troviamo una copertura finanziaria e ve la proponiamo, per fare in modo che il costo non vada a carico del condannato che vuole frequentare questi corsi, cosicché siano gratuiti per tutti. Ebbene, in quel caso il beneficio della sospensione può essere condizionato alla frequentazione di questi corsi per il recupero e la rieducazione degli uomini maltrattanti. Il punto ancora una volta è che c'è un'intuizione giusta, declinata in modo sbagliato e pericoloso, che mina sostanzialmente, in questo caso, addirittura i principi fondamentali dello Stato di diritto. Quindi apprezziamo l'intuizione e proviamo a correggere in corso d'opera. Il nostro emendamento va esattamente ed esclusivamente in questa direzione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.7, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. EVANGELISTA, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.1, presentato dalla senatrice Ginetti e da altri senatori, fino alle parole «domestica costringe». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.2. Passiamo alla votazione dell'articolo 7. GINETTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, intervengo per sottolineare l'importanza della fattispecie contenuta nell'emendamento 7.1, che noi avevamo già proposto nella scorsa legislatura. Si tratta quindi di una proposta in cui assolutamente crediamo. Avremmo pertanto voluto che fosse approvato il nostro emendamento e gli altri emendamenti a questo articolo, perché non basta condannare chiunque, con violenza o costrizione psicologica, costringe a un matrimonio forzato, soprattutto le minori di età (spose bambine che peraltro sono costrette a subire una violenza molto più grave, ossia la violenza sessuale, anche con gravidanze precoci): era necessario introdurre delle pene accessorie che punissero gravemente chi avrebbe dovuto difendere queste spose bambine, cioè i padri, i tutori, i fratelli che spesso, al contrario, arrivano anche ad uccidere le bambine ribelli. Chiedevamo quindi pene accessorie che riguardassero la responsabilità genitoriale, come l'interdizione da qualsiasi ufficio attinente alla tutela. Questa era la nostra ipotesi: pene più severe, a tutela dei diritti delle spose bambine, per atti che consistono soprattutto nella violazione di diritti umani. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 8, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. EVANGELISTA, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.1. CIRINNA' (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, abbiamo presentato degli emendamenti sull'articolo 8, in particolare l'emendamento 8.1. Colleghi, vi chiedo un momento di attenzione per ragionare su quanto noi chiediamo in questo emendamento. Esistono dei bambini che restano orfani. Penso, ad esempio, a un incidente d'auto, a una rapina in banca o alla morte improvvisa di un genitore; nel momento in cui un bimbo resta orfano normalmente gli resta l'altro genitore. Esistono però degli orfani più orfani di tutti gli altri: gli orfani di femminicidio. Questi bambini solitamente crescono con infinito dolore perché hanno assistito alle violenze ripetute in famiglia (nei confronti, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, della madre). Sono quindi orfani di femminicidio, ma anche vittime di violenza assistita. Cosa accade a questi orfani? Accade che all'improvviso si trovano senza la mamma e, nello stesso attimo, quasi sempre automaticamente senza il padre, che viene condannato all'ergastolo o a una pena infinita, che forse non uscirà più dal carcere (e, se uscirà, si spera sia riabilitato). Ma nel frattempo questi bambini non hanno aiuti concreti se non vengono immediatamente affidati a nuove famiglie, spesso di parenti. Nello scorso mandato legislativo io ero relatrice del disegno di legge sugli orfani di femminicidio; la norma ha anche facilitato le relazioni parentali, dando la possibilità alla nuova famiglia affidataria, agli zii, ai nonni, ai cugini, a chiunque potesse aiutare questi bambini nella grande famiglia di affini o nella famiglia allargata (alla quale io credo molto) di ricevere degli aiuti.