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il mandamento dell'ufficio del giudice di pace comprende: Sant'Anastasia (con 31.000 abitanti), Somma Vesuviana (con 35.000 abitanti), Pollena Trocchia (con 14.000 abitanti), Massa di Somma (con 6.000 abitanti), San Sebastiano al Vesuvio (con 11.000 abitanti), Cercola (con 20.000 abitanti) e Volla (con 24.000 abitanti), per un totale, all'anno 2017, di circa 140.000 abitanti; la riforma delle circoscrizioni prevedeva l'accorpamento dell'ufficio del giudice di pace di Pomigliano d'Arco, che ha formulato istanza di mantenimento della sede a carico del Comune e che consta dei paesi di Pomigliano d'Arco, Castello di Cisterna e Casalnuovo di Napoli, per un numero di abitanti pari a circa 100.000. Qualora, pertanto, l'ufficio del giudice di pace di Pomigliano non mantenga la gestione comunale, l'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia raddoppierebbe quasi il bacino di utenza; nell'anno 2015, presso l'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia vi erano 13 giudici di pace di ruolo; pendevano circa 25.000 processi; venivano pubblicate mediamente circa 3.800 sentenze annue e la pianta organica era composta da un direttore amministrativo, un cancelliere, 2 operatori giudiziari e un ausiliario; alla data del 30 ottobre 2020, l'ufficio è retto da un direttore amministrativo, distaccato dal Tribunale di Nola per provvedimento dell'ufficio di presidenza; un cancelliere, distaccato dal tribunale di Nola per provvedimento dell'ufficio di presidenza; un operatore giudiziario; un assistente giudiziario; un ausiliario; l'ufficio necessita di almeno un'unità quale cancelliere, oltre all'unità già presente; due assistenti giudiziari F4; tre operatori giudiziari F2, oltre all'unità già presente; la carenza di personale ormai cronica ha determinato un arretrato numericamente considerevole in termini di pubblicazione delle sentenze: alla data odierna vengono pubblicate le sentenze depositate nel mese di gennaio 2020, con un ritardo consistente in almeno 1.500-1.600 sentenze da pubblicare; tenuto conto del contenzioso ormai consistente di opposizione ex art. 615 del codice di procedura civile nei confronti dell'Agenzia delle entrate, tale ritardo espone il cittadino, in pendenza della pubblicazione della sentenza, a provvedimenti di fermo amministrativo o a pignoramenti mobiliari e presso terzi, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo ritenga opportuno intraprendere al fine di implementare la pianta organica dell'ufficio del giudice di pace di Sant'Anastasia e di conseguenza per garantire il buon funzionamento dell'ufficio stesso. Atto n. 4-04505 DE BONIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'interno Premesso che: da fonti di stampa si apprende che la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sta conducendo un'indagine, denominata "Farmabusiness", che ha svelato gli intrecci tra mafia e politica riguardo al business delle biomasse; l'inchiesta ha portato, il 19 novembre 2020, all'arresto di 19 persone, tra le quali il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Mimmo Tallini, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio; l'affare della " green economy " è una delle tante attività che permette alle cosche del crotonese di reinvestire il denaro proveniente da attività illecite. Un mercato che permette di far guadagnare alla 'ndrangheta fino a 300.000 euro al mese; da numerosi articoli di stampa si apprende che il business delle biomasse sarebbe in mano alla cosca Grande Aracri di Cutro, intenzionata ad ottenere il monopolio del mercato; ai Grande Aracri, nello specifico a due nipoti diretti del boss Nicolino Grande Aracri, fanno capo alcune società attive nel trasporto del cippato, la materia legnosa utilizzata per produrre energia nei vari impianti di biomasse presenti nella provincia di Crotone, come quelli di Cutro e Strongoli; dalle intercettazioni effettuate dalla DDA di Catanzaro emerge che il cippato destinato a biomassa, specialmente quello di Cutro, non sarebbe legno vergine, ma sarebbe mischiato con sabbia, palme, foglie di olivo, ossia residui vegetali non consentiti; il quantitativo di cippato "corretto" con sostanze non ammesse supererebbe poi i controlli e arriverebbe alle biomasse grazie a dipendenti infiltrati appartenenti alle stesse famiglie e cosche crotonesi; considerato che: a gennaio 2018 un'altra inchiesta, denominata "Stige", ha portato all'arresto di 169 persone, presunte appartenenti alla 'ndrangheta, e ha scoperchiato un calderone di affari illeciti di diversa natura, tra cui il business delle biomasse; il business delle ecomafie e delle biomasse costituisce un affare milionario a danno del patrimonio boschivo, e non solo, calabrese che ha arricchito i clan alla pari degli altri traffici illegali; le infiltrazioni mafiose nelle biomasse costituiscono un pericolo per il corretto funzionamento del mercato e per la tutela delle imprese e dei lavoratori calabresi, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; se non siano del parere che vada supportata l'azione dei magistrati, coadiuvando l'attività investigativa con misure e provvedimenti aventi significative ricadute pratiche e simboliche, di contrasto alla criminalità organizzata; quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprendere per effettuare controlli circa il corretto funzionamento del mercato delle biomasse e, in caso affermativo, quali siano gli esiti di tali controlli; quali urgenti iniziative di competenza intendano intraprendere per scongiurare il business illegale delle biomasse e porre così termine agli affari sporchi e illeciti delle cosche calabresi. Atto n. 4-04506 DE BONIS Al Ministro della salute Premesso che: nel mese di aprile 2020, nel pieno della pandemia da COVID-19 l'emiro del Qatar ha donato all'Italia due ospedali da campo per l'emergenza, uno destinato al Nord Italia (Padova) e uno per il Sud Italia; inizialmente la scelta era ricaduta su Policoro (Matera), successivamente si è optato per Matera e Potenza, cosicché sono stati stanziati 469.000 euro per le installazioni; a distanza di ben 7 mesi, purtroppo, la situazione che è emersa, grazie al video inchiesta di Rosario Sardella per "TV2000" e dall'articolo de "il Fatto Quotidiano", è la seguente: mentre la prima struttura destinata a Schiavonia (Padova) è stata montata in tempo record e sarebbe già in funzione, mancando, ad oggi, solo alcune attrezzature per completarla, le altre due destinate al Sud Italia risultano essere solo tende vuote, con tutti i dispositivi di cura e prevenzione, quali ventilatori, mascherine, guanti chiusi e ammassati da una parte; in questi ospedali da campo la Regione Basilicata prevedeva ben 500 posti letto per malati di COVID-19, precisamente 300 pazienti per Potenza e 200 per Matera;