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è della reclusione da quattro a dodici anni, se dal fatto deriva una condanna superiore a cinque anni; ed è della reclusione da sei a venti anni se dal fatto deriva una condanna all'ergastolo.». «Art. 378 (Favoreggiamento personale). - Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce la pena di morte o l'ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell'autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni. Quando il delitto commesso è quello previsto dall'art. 416-bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni. Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a euro 516. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto.». «Art. 379 (Favoreggiamento reale). - Chiunque fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648, 648-bis, 648-ter, aiuta taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato, è punito con la reclusione fino a cinque anni se si tratta di delitto, e con la multa da euro 51 a euro 1.032 se si tratta di contravvenzione. Si applicano le disposizioni del primo e dell'ultimo capoverso dell'articolo precedente.». - Il capo II del libro II, titolo III del codice penale reca: «Dei delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie». - Il testo dell'art. 390 del codice penale è il seguente: «Art. 390 (Procurata inosservanza di pena). - Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, aiuta taluno a sottrarsi all'esecuzione della pena è punito con la reclusione da tre mesi a cinque anni se si tratta di condannato per delitto, e con la multa da euro 51 a euro 1.032 se si tratta di condannato per contravvenzione. Si applicano le disposizioni del terzo capoverso dell'art. 386.». - Il titolo VII del libro II del codice penale reca: «Dei delitti contro la fede pubblica». - Il capo I, del titolo VII, del libro II del codice penale reca: «Della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo». - Il testo dell'art. 453 del codice penale è il seguente: «Art. 453 (Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate). - È punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 516 a euro 3.098: 1. chiunque contraffà monete nazionali o straniere, aventi corso legale nello Stato o fuori; 2. chiunque altera in qualsiasi modo monete genuine, col dare ad esse l'apparenza di un valore superiore; 3. chiunque, non essendo concorso nella contraffazione o nell'alterazione, ma di concerto con chi l'ha eseguita ovvero con un intermediario, introduce nel territorio dello Stato o detiene o spende o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate; 4. chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve, da chi le ha falsificate, ovvero da un intermediario, monete contraffatte o alterate.». - Il capo II, del libro II, titolo VII del codice penale reca: «Della falsità in sigilli o strumenti o segni di autenticazione, certificazione o riconoscimento». - Il titolo VIII del libro II del codice penale reca: «Dei delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio». - Il capo I, del titolo VIII, del libro II del codice penale reca: «Di delitti contro l'economia pubblica». - Il testo dell'art. 499 del codice penale è il seguente: «Art. 499 (Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali, ovvero di mezzi di produzione). - Chiunque, distruggendo materie prime o prodotti agricoli o industriali ovvero mezzi di produzione, cagiona un grave nocumento alla produzione nazionale o fa venir meno in misura notevole merci di comune o largo consumo, è punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa non inferiore a euro 2.065.». - Il capo II, del libro II, titolo VIII, del codice penale, reca: «Dei delitti contro l'industria e il commercio.». - Il testo dell'art. 513-bis del codice penale è il seguente: «Art. 513-bis (Illecita concorrenza con minaccia o violenza). - Chiunque nell'esercizio di un'attività commerciale, industriale o comunque produttiva, compie atti di concorrenza con violenza o minaccia è punito con la reclusione da due a sei anni. La pena è aumentata se gli atti di concorrenza riguardano un'attività finanziata in tutto o in parte ed in qualsiasi modo dallo Stato o da altri enti pubblici. ». - Il titolo XI, libro II, del codice penale, reca: «Dei delitti contro la famiglia». - Il capo I del titolo XI del codice penale, reca: «Dei delitti contro il matrimonio». - Il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 aprile 1942, n. 81. - Il regio decreto 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazine finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52) è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 marzo 1998, n. 71, supplemento ordinario.