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Il nostro relatore di minoranza, senatore De Carlo, ha ricordato però il tema dei costi fissi: non si è parlato assolutamente del modo attraverso il quale correggerli, non si è parlato delle moratorie per i mutui e per i leasing, né dei canoni, dello stralcio degli addebiti e soprattutto del blocco delle utenze. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa intervenendo in questa direzione, affinché le società possano avere risposte importanti. Mi avvio a concludere, signor Presidente, facendo due ultime considerazioni. Siamo opposizione responsabile e, quando parliamo di responsabilità, sappiamo anche vedere quello che di buono all'interno di un provvedimento è stato fatto, non tanto nella prima stesura, quanto nella fase emendativa. In questa circostanza, abbiamo ritenuto opportuno sottoscrivere due emendamenti della maggioranza, uno del centrodestra, che ha differito l'entrata in vigore del decreto sul lavoro sportivo al dicembre 2023, e un altro importante, a prima firma del senatore Errani, che ha circoscritto gli effetti della concessione dei voucher . Si tratta di un provvedimento importante; mi verrebbe in mente - citando una frase del senatore Agnelli - che solo la sinistra può fare cose di destra. (Applausi) . Nel caso specifico, la sinistra si è ricordata dei datori di lavoro, cercando di andare a trovare quell'equilibrio all'interno del decreto tra lavoro e azienda, tra lavoro e impresa. Bene, sono atteggiamenti da opposizione responsabile, che continuerà a segnalare a questo Governo, in termini di vigilanza, cosa dovrà essere fatto, senza trascurare la possibilità di convergere su ciò che è giusto e su ciò... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signora Presidente, cari colleghi, vorrei provare a soffermarmi sul senso che hanno queste misure, che rappresentano anche un'evoluzione rispetto ai decreti ristori uno, due, tre e quattro e che cercano di rispondere a una domanda che si leva nel Paese da parte delle vittime economiche della pandemia, cioè di coloro che sono inghiottiti già ora nelle sabbie mobili della povertà. Vorrei provare ad avanzare questo ragionamento, anche perché penso che il mio partito, il Partito Democratico, debba essere innanzitutto quello dei non garantiti nella nostra società. Vedete, cari colleghi, la pandemia ha inasprito di molto la contrapposizione, nel nostro Paese, tra settori e ceti non toccati, solo sfiorati o persino avvantaggiati dalla pandemia e coloro i quali ne sono stati invece tramortiti. Solo nel 2020 ci sono state circa 300.000 imprese del commercio in meno, 240.000 delle quali sono sparite esclusivamente a causa della pandemia. I settori più colpiti vanno evidenziati, perché non è che la pandemia abbia colpito indistintamente tutti: turismo, tempo libero, intrattenimento, cultura, ristorazione, oreficeria, gioco legale e altri. Si tratta di categorie di cittadini e di lavoratori; penso alle donne, la cui occupazione è crollata con la pandemia, alle famiglie povere con bambini, ai lavoratori giovani e agli immigrati. Di fronte a tutto questo, le Commissioni congiunte finanze e bilancio hanno reso un buon servizio al Paese, con il contributo determinante del Partito Democratico. Gli emendamenti approvati al decreto sostegni rappresentano infatti un passo importante verso le piccole imprese più penalizzate dalle chiusure e un motivo di soddisfazione per tutto il nostro Gruppo politico. Per tutto ciò, sottolineando il lavoro svolto, desidero ringraziare i due relatori, la senatrice Toffanin e il senatore Manca, i presidenti Pesco e D'Alfonso, tutti i componenti della maggioranza, la disponibilità attenta e costante del Governo e la posizione non pregiudiziale dell'opposizione. Ribadisco le misure ricordate dal collega Daniele Manca: l'esenzione totale dal pagamento della prima rata dell'IMU, della tassa per l'occupazione di suolo pubblico, dell'Irpef sui canoni di locazione non percepiti e del canone RAI, la proroga del prelievo erariale unico (Preu), e l'avvio della discussione sulla proroga delle concessioni per il settore del gioco legale sono una prima risposta dello Stato alla crisi delle piccole e medie imprese. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,35) ( Segue PITTELLA). Una risposta che riduce i costi fissi di attività chiuse e in perdita, dietro cui ci sono persone in carne ed ossa, imprenditori, lavoratori e famiglie. Un pacchetto ampio, che si collega a quello che verrà nelle prossime settimane, al decreto sostegni- bis , che interverrà in maniera ancora più focalizzata sul tema dell'impresa; che si collega anche al piano vaccinale, che sta andando avanti in maniera spedita, e al Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è stato appena inviato a Bruxelles. Tutto ciò ci deve far guardare con più fiducia al futuro, senza facili ottimismi, ma con misurata e determinata positività. Parafrasando Churchill, confesso che ci stiamo avviando verso giorni migliori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, la conversione in legge del decreto-legge del 22 marzo 2021, n. 41, all'attenzione del Senato oggi, rappresenta l'occasione per ribadire la necessità di operare scelte concrete e veloci nell'interesse del Paese, che ha subito ulteriori rallentamenti in termini di crescita e di occupazione a causa della pandemia. Sono stati mesi difficilissimi per le partite IVA e, in particolare, per le piccole imprese impegnate nel turismo, nella ristorazione, nel commercio. Le misure del lockdown imposte dal Governo per contenere il contagio da Covid-19 hanno messo in ginocchio tante piccole aziende, alcune delle quali non ce l'hanno fatta a sopportare il carico senza introiti e hanno gettato la spugna e abbassato le saracinesche definitivamente. Il calo dei consumi delle famiglie, la cassa integrazione, lo smart working hanno inciso profondamente sui fatturati delle piccole attività, che sono crollati. Per questo ho apprezzato che siano stati inseriti dei correttivi: la cancellazione della prima rata IMU per le attività che hanno registrato un calo di fatturato di almeno il 30 per cento rispetto all'anno precedente e l'istituzione di un fondo per ristorare i Comuni per i mancati introiti, cosa molto, molto giusta per assicurare i servizi essenziali ai cittadini. È stata saggia anche la scelta di rinviare al 30 settembre il pagamento dell'IRAP da parte delle aziende ed è stata azzerata anche la tassa sull'occupazione del suolo pubblico, fino al 31 dicembre 2021, per gli esercizi pubblici come bar e ristoranti. Si tratta chiaramente di una boccata di ossigeno, non della soluzione definitiva al problema, per le imprese impegnate nella somministrazione di cibi e bevande che in questi mesi sono state costrette a lavorare solo con l'asporto (e per molti non è stato neppure possibile).