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Doc 257 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 MARCUCCI ed altri. - Doc 702 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 MONTEVECCHI ed altri. - (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, in un testo unificato, con il seguente titolo: Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 257 e 702. Il relatore, senatore Alfieri, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. ALFIERI, relatore . Signor Presidente, riusciamo oggi a portare all'attenzione dell'Assemblea il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro di Faro dopo un lungo iter nel corso del quale si è cercato di recepire delle preoccupazioni avanzate da alcuni Gruppi e in particolare dalla Lega, con un parere espresso dalla 1 a Commissione permanente. Ciò dovrebbe tranquillizzare chi ha in qualche modo sollevato delle preoccupazioni sul fatto che una Convenzione quadro di questo tipo, elaborata all'interno del Consiglio d'Europa, potesse in un certo senso contenere dei profili tali da comprimere la sovranità del nostro Paese sul suo immenso patrimonio culturale, architettonico e storico. Arriviamo quindi a proporre l'approvazione della ratifica e dell'esecuzione della Convenzione quadro, unificando due testi. E ringrazio in particolare i colleghi senatori Marcucci e Montevecchi per aver spinto per l'approvazione di questo strumento innovativo. La Convenzione nasce purtroppo in un contesto di guerra. A metà degli anni Novanta il Continente europeo è stato scosso da una guerra che ha insanguinato i Balcani e proprio in quell'occasione i Ministri della cultura dei diversi Paesi europei che aderivano al Consiglio d'Europa si sono posti un interrogativo: può anche il patrimonio storico, artistico e culturale dei nostri Paesi essere un elemento che, attraverso la conoscenza reciproca, può aiutare il non ripetersi di eventi bellici nel cuore del Continente europeo? Da lì è partito un gruppo di lavoro che ha elaborato una Convenzione, avviata nel 2001 e poi approvata a Faro nel 2005. Oggi sono 18 i Paesi che hanno ratificato la Convenzione quadro all'interno del Consiglio d'Europa, un organismo che mette in campo strumenti di questo genere proprio per aumentare la consapevolezza e la collaborazione tra i diversi Paesi europei su temi sensibili. Da questo punto di vista, 40 Stati europei si sono posti il problema di costruire una convenzione innovativa, che non solo ponesse il tema - come storicamente facevano altri strumenti di questo tipo - di mettere al centro la tutela e la difesa del patrimonio artistico e culturale, ma che provasse anche a utilizzare l'eredità culturale come un aspetto qualificante, quasi fosse un vero e proprio diritto umano e, in quanto tale, meritevole di tutela da parte delle convenzioni che tutelano i diritti umani, e quindi come strumento di conoscenza reciproca che garantisse una maggiore integrazione. La conoscenza dei popoli avviene attraverso le proprie tradizioni, la conoscenza della lingua, della storia, delle tradizioni e del patrimonio storico: quando visitiamo le città europee e ammiriamo i loro monumenti, apprendiamo la storia dei Paesi e in qualche modo, imparando a conoscerci, diminuiscono i conflitti identitari. Questo è il salto di qualità fatto dalla Convenzione in esame, che si pone alcuni temi, come la possibilità delle persone, attraverso la conoscenza della propria comunità, del proprio patrimonio storico, di crescere culturalmente, di essere un elemento di pace, di miglioramento dei rapporti reciproci. Pertanto, da questo punto di vista, la Convenzione rappresenta veramente un'innovazione e la sua ratifica una risposta importante al Consiglio d'Europa, un luogo in cui persone che hanno storie e sensibilità diverse si incontrano e provano a dare risposte alle sfide che si hanno davanti. In questa sede presento il risultato del nostro lavoro, non dimenticando il fatto che, nel proporre la ratifica della Convenzione in esame, abbiamo apportato da ultimo in Commissione due modifiche: una è proprio il recepimento del parere della 1 a Commissione - come accennavo in premessa - e quindi l'idea che la Convenzione non possa ledere gli articoli della Costituzione che si riferiscono proprio alla difesa del nostro patrimonio storico e più, in generale, le leggi vigenti in materia, con l'aggiunta - di cui ringrazio la vice presidente Montevecchi - di un giusto riconoscimento e di una giusta preoccupazione per la salvaguardia delle notevoli professionalità ed eccellenze che si occupano di tutelare e difendere il nostro patrimonio storico e culturale. La Convenzione che proponiamo di approvare, composta da un preambolo e da 23 articoli suddivisi in cinque parti, rimarca all'articolo 1 il valore potenziale del patrimonio culturale, sottolineando l'importanza della sua conservazione, il suo ruolo nella costruzione di una società pacifica e democratica, l'idea cioè che la conoscenza reciproca del nostro patrimonio culturale può essere veramente di antidoto a ulteriori conflitti bellici; una conoscenza reciproca che evita l'insorgere di motivi di conflittualità. Il punto II della Convenzione si riferisce al patrimonio culturale come insieme delle risorse ereditate dal passato, riflesso dei valori e delle credenze. Vi è l'idea che la conoscenza del nostro patrimonio storico e la sua tutela abbiano a che fare con un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Ai punti IV e V della Convenzione, viene trattato il tema della partecipazione, come noi aumentiamo la consapevolezza e la conoscenza, ma anche la maggiore fruibilità e la possibilità di partecipare ad attività che facciano conoscere sempre più il nostro patrimonio storico. Il disegno di legge di ratifica, infine, che è frutto dell'esame congiunto dei due disegni di legge che ho richiamato in premessa, l'Atto Senato 257, a prima firma del senatore Marcucci, e l'Atto Senato 702, della senatrice Montevecchi, si compone di cinque articoli che riguardano rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica, l'ordine di esecuzione, le misure attuative della Convenzione, la copertura finanziaria e l'entrata in vigore. Per tutti i motivi sopra detti, per la capacità innovativa di uno strumento di questo genere, che va oltre la mera, seppur nobile, tutela e difesa del patrimonio artistico, promuovendo una nuova consapevolezza nel definire l'eredità culturale un vero e proprio diritto umano e uno strumento fondamentale per la conoscenza reciproca, propongo all'Assemblea di ratificare il provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi PD e Misto-LeU ) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo artistico paritario «Ugo Foscolo» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) .