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coerenti nella battaglia che abbiamo condotto in campagna elettorale in occasione delle elezioni politiche ed europee, quella di essere un movimento politico alternativo al sistema di potere che c'è in Europa. Purtroppo questa è un Europa senz'anima, che basa la propria esistenza solo su numeri e parametri; in un'Europa così costruita noi non ci riconosciamo. E non siamo stati complici dell'elezione del nuovo rappresentante di Governo, che invece è stato votato da tutte le altre forze politiche. Anche questa è coerenza; l'abbiamo dimostrata con i fatti, non a parole in campagna elettorale. E rivendichiamo con orgoglio questa coerenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Noi andiamo avanti su questa strada, perché riteniamo che sia quella giusta. Abbiamo finalmente un Governo coraggioso, che non ha rinunciato alla giustizia sociale. Faccio riferimento - se permettete - anche ai truffati delle banche, che il Partito Democratico aveva abbandonato e che noi stiamo cercando di tutelare con risorse vere, con quel miliardo e mezzo stanziato che non esisteva nelle manovre del Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Questo è un Governo che fa giustizia sociale, un tema tanto caro alla sinistra di un tempo, che tuttavia oggi lo ha completamente abbandonato. Ha abbandonato chi doveva essere difeso; ha abbandonato famiglie e cittadini in difficoltà economica e lavoratori di aziende che rischiano di chiudere. Oggi i paladini della sinistra sono i comandanti delle navi che collaborano con gli scafisti e speronano le imbarcazioni della Guardia di finanza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lannutti) . I paladini della sinistra sono la grande finanza e i burocrati europei. A ognuno le proprie scelte, a ognuno le proprie priorità: per noi sono gli italiani. L'Italia - ne siamo consapevoli - sta attraversando un periodo difficile e complicato. La sfida è sicuramente complessa, ma abbiamo la convinzione di essere sulla strada giusta, nell'interesse di questo Paese, delle nostre comunità, delle famiglie, delle imprese e dei nostri cittadini. Per questi motivi, signor Presidente, esprimiamo un voto favorevole sul decreto-legge in esame. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). DAMIANI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, rappresentanti del Governo, ci ritroviamo anche oggi in quest'Aula a discutere dell'ennesimo provvedimento di finanza pubblica varato dal Governo, necessario però per correre ai ripari in seguito ai danni causati da precedenti decisioni economiche assunte sempre da questo Esecutivo e da questa maggioranza; decisioni sulle quali noi di Forza Italia abbiamo sempre manifestato tutte le nostre perplessità. Sia ieri come anche pochi minuti fa ho sentito ancora una volta autorevoli esponenti di questa maggioranza politica dire che il provvedimento in esame rappresenta una sfida vinta con l'Europa. Se noi oggi siamo in quest'Aula a varare una manovra correttiva di bilancio, è perché voi siete stati bacchettati dall'Europa; siete stati messi in castigo dietro alla lavagna ed è stata chiesta una correzione dei conti e, pertanto, siete corsi con il cappello in mano in Europa a varare una manovra correttiva. Sia ben chiaro che a noi il provvedimento in esame fa comodo e va nella direzione da noi chiesta anche tempo fa, perché finalmente rende i conti pubblici del nostro Paese sicuramente più sostenibili. Noi, però, non condividiamo assolutamente le politiche economiche varate da questo Governo, tant'è che oggi ritorniamo in Assemblea perché subiamo un'imposizione correttiva sulla manovra di bilancio varata sei mesi fa. Veniamo allora ai dati e vediamo se gli impegni presi nei confronti degli italiani sono stati mantenuti. La denominazione stessa del provvedimento come decreto salvaconti ci dice che qualcosa non va bene: significa che sicuramente i conti non erano a posto e, quindi, oggi in questa sede variamo una manovra che serve a salvarli, ma da cosa? Vediamo allora cosa contiene realmente il decreto salvaconti, che reca modifiche al decreto-legge n. 4 del 2019 e alla manovra finanziaria finalizzate a realizzare il miglioramento dei saldi della finanza pubblica attraverso risparmi che ancora oggi non sono quantificati. Il Governo ha parlato di circa 1,5 miliardi, ma non lo sappiamo ancora: queste sono cifre ancora aleatorie ed è stato anche scritto dal Servizio del bilancio che oggi non possono assolutamente essere decise. Vedremo il 15 settembre, quando l'INPS certificherà realmente e comunicherà i risparmi, come vengono definiti. Per il momento abbiamo un dato aleatorio e allora cerchiamo di capire realmente cosa accade rispetto a questi provvedimenti, che sia un miliardo e mezzo di risparmi o siano 3 miliardi. Dobbiamo ricordare a questo Parlamento e a tutti quanti noi che il reddito di cittadinanza e quota 100 sono stati e sono i provvedimenti bandiera del Governo. Avete fatto campagne di comunicazione e di propaganda dando numeri assolutamente strabilianti, dicendo che quelle misure avrebbero determinato uno shock economico per il Paese; che i consumi sarebbero aumentati e il PIL sarebbe cresciuto. Nulla di tutto questo è accaduto e vi siete persino spinti a dire che con questi provvedimenti avreste abolito la povertà: una frase che sicuramente resterà nella comicità italiana, più che nella storia istituzionale del nostro Paese (Applausi dal Gruppo FI-BP) . In realtà è accaduto che gli italiani hanno respinto al mittente questi provvedimenti e lo vediamo con dati certi, perché oggi gli italiani sono stufi dell'assistenzialismo fine a se stesso. Gli italiani oggi ci chiedono il lavoro serio, quello che si crea attraverso gli aiuti alle imprese. Gli italiani ci credono sgravi fiscali, una tassazione più sostenibile per famiglie e aziende. Con il provvedimento in esame voi oggi certificate nero su bianco il fallimento delle vostre misure. È questa la verità del decreto-legge che oggi noi andiamo a varare. E ce lo ha detto pochi giorni fa, venendo in audizione in Commissione bilancio, il professor Tridico, presidente dell'INPS, che ha portato dati inoppugnabili che adesso esamineremo. Per quanto riguarda ad esempio quota 100, secondo il monitoraggio che sta conducendo l'INPS, abbiamo circa 154.000 domande, di cui ne sono state accolte soltanto 74.000, e cioè il 50 per cento. Le previsioni del Governo parlavano circa di 307.000 domande. Se entro l'anno tutto va bene e verranno accolte tutte le domande presentate , avremo allora al massimo 160.000-170.000 domande accolte, e cioè il 50 per cento in meno delle vostre previsioni. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, poi, ancora meglio: al 31 maggio scorso risultano circa un 1,372 milioni di domande, di cui 737.000 approvate, con circa 2 milioni di persone coinvolte, che ruotano intorno al reddito cittadinanza, per un importo medio di reddito erogato di circa 490 euro mensili. Ricordiamo tutti quali sono state le previsioni di esponenti di Governo in merito al reddito cittadinanza: