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Modifiche alla legge 3 agosto 2004, n. 206, e altre disposizioni in materia di benefici in favore delle vittime del terrorismo. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge trae la propria origine dal testo base adottato nella scorsa legislatura, dalla Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, su proposta del relatore, onorevole De Maria, al fine di recepire gli spunti emersi, nel corso delle audizioni, dei lavori in Commissione, degli ulteriori approfondimenti interni nonché gli sviluppi più recenti della giurisprudenza anche della Suprema Corte di cassazione in materia. Tale provvedimento, in altri termini, sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, si poneva l'obiettivo di evidenziare come l'intervento legislativo mirasse a migliorare l'efficacia della normativa vigente in materia di benefici in favore delle vittime di terrorismo, in particolare per la mancata attuazione di parte della legge 3 agosto 2004, n. 206, e porre fine ai numerosi contenziosi giudiziari delle vittime ed aventi quali controparte lo Stato. Al contempo, la presente proposta normativa, recepisce altresì le istanze dell'Associazione italiana vittime del terrorismo (AIVITER) e dell'Unione familiari vittime per stragi, prevedendo una serie di disposizioni modificative della legislazione attualmente in vigore per ovviare ad incostituzionalità, ex articolo 3, primo comma, della Costituzione, nonché delle norme di interpretazione autentica in materia di benefici economici, fiscali e pensionistici riconosciuti dallo Stato alle vittime decedute o rimaste invalide e ai loro familiari, a causa proprio degli atti terroristici avvenuti in Italia o all'estero. Seppure numerosi sono stati gli interventi normativi volti a modificare la legge 3 agosto 2004, n. 206, concernente nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, esistono ancora oggi delle differenze nell'attribuzione delle misure di ristoro e un'evidente disparità di trattamento persino tra vittime e familiari appartenenti alla stessa categoria di beneficiari, con inevitabili ripercussioni sul loro stato psicofisico, già colpito dall'evento criminoso o luttuoso ricevuto. Le vittime hanno infatti più volte chiesto una semplificazione normativa e burocratica allo scopo di prevedere una serie di interventi uniformi sugli aventi diritti, sia dal punto di vista dei benefici risarcitori che pensionistici. In altri termini, la stratificazione delle norme, le rigidità dell'interpretazione e dell'applicazione amministrativa da parte dei diversi Ministeri ed enti competenti per beneficio hanno comportato differenze nell'attribuzione delle misure di ristoro, con asimmetria e disparità di trattamento addirittura tra vittime e familiari appartenenti alla stessa categoria di beneficiari. A questo si aggiunge la frequente inosservanza degli stessi enti delle interpretazioni di legge di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 luglio 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 2 agosto 2007, emanata dal presidente Prodi, nonché, come dettagliato più avanti, della stessa relazione tecnica che ha accompagnato la legge n. 206 del 2004. Queste deficienze hanno addirittura peggiorato ulteriormente lo stato psicofisico delle stesse vittime e dei loro familiari, già gravemente colpiti dalla peculiarità dei fenomeni criminosi che hanno determinato l'evento luttuoso e dalle devastanti conseguenze psichiche e fisiche mai superate. Le vittime del terrorismo hanno ripetutamente chiesto con insistenza negli ultimi anni interventi legislativi e anche amministrativi per sopperire alle evidenti carenze del dispositivo di legge previsto dall'articolo 14 della legge n. 206 del 2004; basti pensare al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 510, il regolamento che, in totale assenza dei decreti attuativi della legge n. 206 del 2004, è stato utilizzato quale unica fonte applicativa per l'attuazione della complessa ed articolata legge n. 206 del 2004. Le vittime hanno chiesto questi interventi anche per semplificare, accelerare e facilitare i percorsi volti alla concessione e alla completa attuazione dei benefìci previsti dalle leggi al fine di tutelare, sostenere e assistere le vittime del terrorismo e i loro familiari in funzione delle loro specifiche esigenze. Detto regolamento è risultato infatti inadeguato, insufficiente, contradditorio ed obsoleto, comportando in molteplici parti la mancata attuazione e la palese inosservanza delle disposizioni previste dalla legge n. 206 del 2004 da parte dei diversi Ministeri ed enti preposti, che hanno anche ignorato sistematicamente la citata direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 luglio 2007 che li aveva invitati ad attenersi alle sue disposizioni interpretative e ad allinearsi alla giurisprudenza consolidata predisponendo i necessari ulteriori interventi legislativi correttivi. Da segnalare altresì la totale omissione dei dettami della relazione tecnica originaria alla legge n. 206 del 2004 che, come noto, è atto parlamentare dirimente e decisivo ai fini della autentica intenzione del legislatore e che, unitamente agli omessi interventi legislativi appena segnalati, avrebbero risolto positivamente alla radice diverse numerose criticità riportate nell'attuale disegno di legge fra le quali, in particolare per l'articolo 2, la disapplicazione della cosiddetta « clausola oro », ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 206 del 2004 dalla sua entrata in vigore. Più nello specifico, il presente disegno di legge è composto da 7 articoli. L'articolo 1 modifica in più punti la legge n. 206 del 2004, prevedendo correzioni interpretative e sostituzioni di norme già previste riferite a benefìci pensionistici e risarcitori e marginali estensioni dei beneficiari. Si riportano, di seguito, per alcuni di essi il relativo dettaglio: uniformare la platea dei beneficiari, semplificando ed accorciando significativamente nel contempo i tempi delle procedure attualmente previsti per la concessione dei relativi benefìci, fissandole, alle condizioni date, a quattro mesi dall'attentato terroristico ed eliminando ogni termine di prescrizione e decadenza per tutte le vittime; riconoscere i vitalizi mensili a favore di tutti i familiari aventi diritto degli invalidi dal 50 per cento ed oltre, eliminando l'attuale improvvida esclusione ai familiari degli invalidi già valutati con tale invalidità ma deceduti prima del 1° gennaio 2014 e ritenuti non destinatari del beneficio in quanto la dizione di legge dei danti causa « portatori di invalidità di invalidità permanente non inferiore al 50 per cento », per il Ministero dell'interno è stato inteso da riservarsi e circoscrivere ai soli invalidi vittime del terrorismo in vita al 1° gennaio 2014; uniformare i criteri di valutazione attraverso il riconoscimento del danno biologico e morale anche per gli invalidi a causa di attentati avvenuti e valutati successivamente alla data del 26 agosto 2004 nonché le revisioni per aggravamenti senza limitazioni; abrogare, al fine anche di uno snellimento della normativa, alcune disposizioni superate e non più applicabili riportate agli articoli 11, 12 e parzialmente modificare per attualizzare l'articolo 10;