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Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene ingiustificabile la dichiarazione di improponibilità per estraneità della materia di proposte che riguardano il coinvolgimento dei livelli istituzionali regionali all'esame dei disegni di legge sulle materie di loro competenza, di cui all'emendamento 2.7; la modifica dell'articolo 58 della Costituzione, sull'età per l'elettorato attivo e passivo per il Senato, di cui all'emendamento 2.0.1; la modifica della composizione del collegio per l'elezione del Presidente della Repubblica, di cui all'emendamento 3.0.1. A suo avviso, la decisione della Presidenza è criticabile e provocatoria e inasprisce inutilmente il dibattito. Si sarebbe potuto consentire l'esame dei pochi emendamenti presentati e concludere in modo disteso l'esame del testo, senza svilire il ruolo della Commissione e comprimere l'ambito del confronto democratico. Il senatore ZANDA ( PD ) ritiene che la pronuncia delle inammissibilità sia coerente con un disegno politico, volto a ridurre gli spazi del confronto e sminuire la democrazia rappresentativa. Del resto, anche in Commissione bilancio, le opposizioni hanno più volte contestato i criteri adottati per l'espressione del parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione al quale, sui disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, consegue la declaratoria di improponibilità. In tale contesto, a suo avviso, si pongono i disegni di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari e sulla consultazione referendaria. Il senatore LA RUSSA ( FdI ) sottolinea di aver sollevato anche in altre occasioni la questione del giudizio di ammissibilità degli emendamenti. A suo avviso, infatti, la facoltà riconosciuta dall'articolo 97 del Regolamento è conferita solo al Presidente del Senato, come dimostra la collocazione del medesimo articolo all'interno del Capo XII, relativo alla discussione in Assemblea. Pertanto, sarebbe opportuno sottoporre la questione alla Presidenza del Senato, che potrà consultare a tale proposito la Giunta per il Regolamento. Del resto, ritiene che non possa considerarsi consolidata la prassi che attribuisce un potere simile anche ai Presidenti delle Commissioni, considerata la recente modifica del Regolamento del Senato. Il PRESIDENTE rileva che le improponibilità ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento potranno essere nuovamente valutate dalla Presidenza del Senato in occasione dell'esame in Assemblea del provvedimento. In ogni caso, respinge con forza le critiche sulla limitazione del dibattito, essendo stati puntualmente illustrati i motivi alla base della decisione sulle improponibilità. Pertanto, pur comprendendo la differenza di opinioni e dando atto dell'atteggiamento costruttivo finora dimostrato dalle opposizioni, conferma la propria valutazione sugli emendamenti improponibili e invita a passare alla fase della illustrazione. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra l'emendamento 1.1, che prevede una riduzione non a 400 ma a 530 del numero dei deputati, di cui dieci, anziché otto, eletti nella circoscrizione Estero. Infatti, se si considera il rapporto tra numero di deputati e abitanti, l'Italia già oggi si colloca in una posizione mediana rispetto ai principali Paesi europei, ovvero Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Del resto, ritiene che la riduzione del numero dei parlamentari non debba essere ispirata solo da obiettivi di risparmi di spesa, né è di per sé garanzia di maggiore efficienza. L'emendamento 2.1 propone di ridurre il numero dei senatori a 265, di cui cinque eletti nella circoscrizione Estero. Infine, con l'emendamento 3.0.2, ancorché dichiarato improponibile, si intendeva riequilibrare l'incidenza dei delegati regionali in sede di elezione del Presidente della Repubblica, riducendone il numero da tre a due per Regione. Il senatore PARRINI ( PD ) osserva che gli emendamenti presentati dal suo Gruppo hanno l'intento di migliorare la riforma costituzionale proposta, mantenendo il carattere puntuale della modifica ma cercando al tempo stesso di correggere le criticità più evidenti, segnalate anche dai costituzionalisti auditi. Non sono stati affrontati, peraltro, temi importanti quali il bicameralismo perfetto, la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione o la riforma elettorale, proprio per evitare di ampliare in modo improprio il tema del dibattito. Con l'emendamento 1.2 si intende evitare la riduzione dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, in quanto diventerebbero espressione di aree geografiche troppo estese, con relativa perdita di rappresentanza. L'emendamento 2.4 è volto a modificare l'articolo 57, terzo comma, della Costituzione, prevedendo, come il testo del relatore, un minimo di quattro senatori per Regione, ma lasciando inalterato il numero dei senatori eletti in Molise, attualmente pari a due, che invece si vuole ridurre a uno. Inoltre, con l'emendamento 2.6 si prevede che il Trentino-Alto Adige abbia sei senatori, per rispettare l'accordo con l'Austria. Si sofferma anche sugli emendamenti del proprio gruppo dichiarati improponibili: con il 2.7 si intendeva assicurare ai Presidenti delle giunte regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano di partecipare con diritto di voto all'esame dei provvedimenti su alcune materie di competenza regionale; l'emendamento 2.0.1 era volto a parificare l'età per l'elettorato attivo e passivo del Senato a quella prevista per la Camera dei deputati; l'emendamento 3.0.1, infine, proponeva di ridurre a due il numero dei delegati per Regione che partecipano all'elezione del Presidente della Repubblica. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) richiama in particolare l'attenzione sull'emendamento a propria firma 2.2, con cui si prevede che alle Province autonome di Trento e di Bolzano siano assegnati tre senatori ciascuna, per garantire una rappresentanza equilibrata di tutte le comunità linguistiche della Regione, nel rispetto dell'accordo con l'Austria attuato, in materia elettorale, dalla legge n. 422 del 1991. Avverte che, qualora i seggi fossero portati a cinque, si introdurrebbe anche una disparità tra le Province autonome di Trento e Bolzano, benché abbiano una consistenza demografica simile. Il senatore VITALI ( FI-BP ) precisa di non aver presentato emendamenti, ritenendo condivisibile il testo presentato dal relatore, nel quale è confluito anche il disegno di legge n. 214, d'iniziativa del senatore Quagliariello. Auspica, tuttavia, un'approfondita riflessione sull'emendamento 2.6, al fine di garantire un'adeguata rappresentanza politica alla componente di lingua italiana, minoritaria in Alto Adige.