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Tutti questi problemi non hanno trovato adeguata risposta neanche nel decreto legislativo recentemente approvato dal Governo, recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, e che si limita a definire una disciplina transitoria nell'ambito della formazione iniziale e del reclutamento che non risulta aver individuato con chiarezza la riserva di posti da dedicare al personale precario, ed individuando un sistema fortemente complesso soprattutto per le università, che si troveranno a dover attivare nuovi corsi sia nei percorsi di laurea che per il tirocinio formativo, a reclutare i tutor ed a stabilire le convenzioni con le scuole o le reti. Di più. La sentenza della terza sezione della Corte di giustizia dell'Unione europea del 26 novembre 2014, relativa al divieto della reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre i trentasei mesi, ha deciso nel senso che «La clausola 5, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (...) deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale (...) che autorizzi, in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti, nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l'espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e per detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo». Inoltre la Corte costituzionale, con la sentenza 12 luglio 2016, n. 187, ha dichiarato «l'illegittimità costituzionale dell'articolo 4, commi 1 e 11, della legge 3 maggio 1999, n. 124, nella parte in cui autorizza, in mancanza di limiti effettivi alla durata massima totale dei rapporti di lavoro successivi, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza che ragioni obiettive lo giustifichino». Quello che sta accadendo nel nostro Paese è fuori da ogni logica: lo Stato continua ad aggirare le direttive e le sentenze comunitarie, ma anche quelle della Corte di cassazione sulla mancata assunzione dopo trentasei mesi di servizio, e adesso, sotto la minaccia di un'infrazione da parte delle autorità europee, è chiamato a pagare il conto. Come ribadito a fine marzo 2017 a Bruxelles da Cecilia Wikström, Presidente della commissione per le petizioni del Parlamento europeo (che ha formulato al governo italiano la richiesta di spiegazioni sull'abuso di precariato), quello assunto dall'Italia è un comportamento «non degno di uno Stato membro dell'Unione europea». Il fenomeno del precariato compromette la qualità complessiva della scuola e potrà essere pienamente superato solo attraverso una più articolata ad autonoma organizzazione del lavoro scolastico, rendendo immediatamente disponibili per l'immissione a tempo indeterminato tutti i posti attualmente coperti con incarico annuale, sia per posto comune che per sostegno, avviando, in prospettiva, un piano pluriennale di stabilizzazioni e garantendo, inoltre, un costante equilibrio tra immissioni dalle graduatorie e nuovo reclutamento, come previsto dall'articolo 1 del presente disegno di legge. Altro vulnus inferto dalla legge n. 107 del 2015 è la previsione del potere discrezionale dei dirigenti scolastici per la chiamata diretta dei docenti, che ha di fatto introdotto condizioni per le quali non esistono requisiti reali, oggettivi, trasparenti e verificabili per l'assegnazione dei docenti, con rischi di tensioni e conflitti che possono determinare confusione e incertezza alla scuola e alla didattica, oltre a minare la libertà d'insegnamento, e che con l'articolo 2 della presente proposta si vuole abrogare. La stessa legge n. 107 del 2015 non ha inoltre previsto l'organico di potenziamento nella scuola dell'infanzia, l'unica ad essere risultata esclusa dal «potenziamento» previsto dalla legge stessa e nel cui ambito permangono sacche di precariato intollerabili. Un atto grave e ingiustificato che sembra mettere in discussione il ruolo educativo e didattico di tale ordine di scuola, dove possono essere messi a punto interventi pedagogici che permettano di colmare alcune lacune strutturali legate al ceto di provenienza, una questione che si cerca di risolvere con la disposizione di cui all'articolo 3 del presente disegno di legge. Con l'articolo 4 della proposta si cerca invece di porre fine ai continui e soprarichiamati contenziosi che stanno minando la continuità didattica, inserendo definitivamente nelle GAE i docenti muniti di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 ed i soggetti di cui all'articolo 15, comma 17, del regolamento ministeriale n. 249 del 2010, sulla base del quale coloro che hanno superato l'esame di ammissione alle scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, che si sono iscritti e hanno in seguito sospeso la frequenza delle stesse, conseguono l'abilitazione per le classi di concorso per le quali era stata effettuata l'iscrizione attraverso il compimento del tirocinio formativo attivo senza dover sostenere l'esame di ammissione e con il riconoscimento degli eventuali crediti acquisiti: solamente così verrebbe attribuito il giusto riconoscimento delle professionalità e competenze maturate in anni di servizio precario, nonché dei titoli acquisiti con la frequentazione di corsi professionalizzanti ed a pagamento.. 1 (Piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato nelle scuole di ogni ordine e grado) 1 All’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il comma 108 sono inseriti i seguenti: « 108-bis . Fatto salvo quanto previsto dal comma 108, al fine di procedere ad un complessivo processo di riforma del reclutamento del personale scolastico e di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, predispone un piano pluriennale di assunzioni, da attuare a partire dall’anno scolastico 2017–2018, per la copertura dei posti vacanti e disponibili di tutti gli insegnamenti, ivi compreso il sostegno, delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado di istruzione, che preveda anche la sostituzione integrale e costante del turn over mediante assunzioni a tempo indeterminato di personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario, anche in deroga alle limitazioni di contingente delle dotazioni organiche di cui all'articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni. 108-ter .