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con ordinanza n. 57 del 14 marzo 2013, il capo del Dipartimento della protezione civile, ha disposto che la Regione Calabria - Assessorato alle Politiche Ambientali, subentrasse al commissario straordinario per la gestione dei rifiuti, individuandola quale amministrazione competente al coordinamento delle attività necessarie al completamento degli interventi da eseguirsi nel contesto di criticità nel settore dei rifiuti solidi urbani nel territorio della medesima regione; l'emergenza rifiuti in Calabria è tutt'altro che risolta, tanto che il Presidente della Regione ha emesso l'ennesima ordinanza contingibile e urgente della sua legislatura, la n. 246 del 7 luglio 2019, che sancisce il totale fallimento dell'attuale gestione; ai sensi dell'art. 191 del decreto legislativo n. 152 del 2006 (Testo unico Ambiente), detti provvedimenti possono essere emessi solo quando si verificano situazioni di eccezionale e urgente gravità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente e solo quando non si possa altrimenti provvedere; con l'ordinanza n. 246, la Regione, richiamando una presunta quanto discutibile situazione di emergenza e in deroga alla normativa in materia, ha autorizzato la società "Sovreco" a proseguire la coltivazione della discarica di proprietà della stessa, sita in località Columbra del Comune di Crotone, sino al 30 giugno 2020, ovvero sino al raggiungimento della volumetria di 120.000 tonnellate di rifiuti conferiti, per ospitare i rifiuti provenienti da tutta la Regione, ciò a causa dei ritardi accumulati dai soggetti competenti nell'individuazione dei siti pubblici e nella realizzazione delle relative discariche; che non si tratti di situazione di eccezionale e urgente gravità, ma di situazione ben nota, e da tempo, all'Assessorato alle politiche ambientali della Regione Calabria, si evince chiaramente dal tenore della stessa ordinanza contingibile e urgente, che descrive la situazione delle discariche ubicate nella regione e i motivi che ne impediscono il loro utilizzo, a causa dei ritardi accumulati, a cui solo ora e all'ultimo momento si cerca di porre rimedio, ordinando agli ATO di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria di fare "in via d'urgenza", quanto non fatto per anni, paventando l'eventualità dell'attivazione dei poteri sostitutivi anche mediante la nomina di commissari ad acta ; l'ammissione della pregressa conoscenza dello stato di emergenza igienico-sanitaria per lo smaltimento dei rifiuti in Calabria, facilmente prevedibile perché ricorrente e a scadenza fissa, esclude, a parere degli interroganti, il carattere dell'urgenza e della gravità posta alla base dell'ordinanza e rappresenta la totale incapacità ovvero la mancanza di volontà da parte degli enti preposti a risolvere una volta per tutte lo stato di emergenza ambientale; l'autorizzazione concessa alla società "Sovreco", di continuare nell'abbanco nella sua discarica di ulteriori 120.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta la regione, rappresenta essa stessa un'emergenza ambientale, atteso che la discarica privata di Columbra, tra l'altro ormai esaurita, avendo ospitato già oltre 2.000.000 di tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, è ubicata nelle immediate vicinanze della città di Crotone e in particolare della frazione Papanice, nonché a ridosso dei Comuni di Cutro e Scandale, tanto che da tempo la cittadinanza e i comitati che si sono formati, ne chiedono l'immediata chiusura, a causa degli insopportabili e nauseabondi miasmi che ne promanan, penalizzando la qualità della vita degli abitanti, tra i quali si registra, peraltro, una elevato incremento di decessi per patologie tumorali; non tranquillizza di certo la provvisorietà e la temporaneità cui fa riferimento la suddetta ennesima e pretesa ordinanza contingibile e urgente emessa dal Presidente della Regione Calabria, perché, considerata la situazione descritta e i pregressi disastrosi risultati della gestione dei rifiuti nella regione Calabria, c'è da aspettarsi che, alla scadenza dei termini previsti, la situazione sarà tristemente invariata per la popolazione residente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione in cui versa la gestione dei rifiuti in Calabria e quali iniziative intenda adottare, per quanto di sua competenza, per superare il cronico stato di emergenza in cui versa la Regione e scongiurare che il problema venga rinviato sino all'emanazione della prossima ordinanza contingibile e urgente. Atto n. 4-02267 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: per quanto risulta all'interrogante nel comune di Arzano (Napoli), le amministrazioni locali, a seguito dei sopraggiunti scioglimenti per mafia del 2008, 2015 e 2019, sono risultate controllate dalla camorra; le intimidazioni a giornalisti e forze dell'ordine ormai debordano nelle consuetudinarie minacce rivolte a quanti non si rassegnano alla subalternità ossequiosa verso il potere clientelar - camorristico; a finire nel mirino di anonimi il 18 settembre 2019, i giornalisti Giuseppe Bianco (del quotidiano "Roma"), Domenico Rubio e l'Arma dei carabinieri, raggiunti da una missiva contenente minacce di morte con in calce una stella rossa; questi comportamenti si vanno diffondendo fino al punto di creare una vera e propria coltre di intimidazione diffusa sul territorio contro chi cerca di raccontare e riportare alla luce verità evidentemente scomode; nell'attività di giornalisti, Bianco e Rubio hanno più volte preso posizione antitetica nei confronti dell'ex amministrazione con articoli il più delle volte critici e denunziando una gestione sospetta e quanto meno non regolare della cosa pubblica con presunti collegamenti camorristici che hanno determinato lo scioglimento per mafia a maggio del 2019 e le ingerenze di alcuni agenti della Polizia municipale sull'apparato burocratico dell'ente comunale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo ennesimo gravissimo episodio e quali iniziative intenda realizzare per tutelare l'incolumità dei giornalisti. Atto n. 4-02268 IANNONE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il pubblico e privato insieme possono fare un lavoro davvero importante di valorizzazione e tutela del patrimonio culturale; il premio "Civitas", fin dalla sua nascita agli inizi degli anni '90, ha concentrato i suoi sforzi ed il suo impegno nella promozione e valorizzazione della città di Pozzuoli (Napoli) e dell'intero territorio flegreo: un territorio all'epoca profondamente ferito dalla crisi bradisismica degli anni '80, che con enorme fatica provava a rialzarsi e da qui l'idea di dare un contributo a questo processo di rinascita, attraverso l'organizzazione di eventi che vedevano come protagonisti importanti personaggi della cultura, della musica, della scienza, del cinema e dello spettacolo, che diventavano ambasciatori nel mondo di questa terra; di particolare rilievo fu l'edizione del 2005, che vide il ritorno a Pozzuoli della immensa Sophia Loren; nel 2014 fu deciso di accendere i riflettori sul "Macellum - Tempio di Serapide", un sito archeologico di rilevanza mondiale a cui però non era dedicata l'attenzione che meritava: