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considerato, inoltre, che, a quanto risulta all'interrogante: il Governo italiano, invece di spingere verso una soluzione diplomatica, ha deciso di inviare armamenti all'Ucraina, compiendo due atti politici ben precisi: fornire armi a un Paese in guerra (cosa vietata dal diritto internazionale) e dichiarare nei fatti guerra alla Russia, in violazione dell'articolo 11 della Costituzione; il Governo italiano, invece di trovare una soluzione alla crisi diplomatica che si sta trasformando anche in crisi economica e sociale, ha deciso di prolungare lo stato di emergenza (questa volta legandolo alla guerra), mortificando ancor di più il tessuto economico e anche sociale. Decisione che non ha precedenti nella storia recente per nessuna guerra, nemmeno per le guerre che hanno visto l'Italia coinvolta in prima persona con i propri soldati, e nemmeno per la guerra nell'ex Jugoslavia che si svolgeva a poche decine di chilometri dal confine; visto, infine, che, a quanto risulta all'interrogante: perfino la norma consolidata (anche se non scritta) che separa rigidamente la politica dallo sport è stata calpestata, portando alla decisione di escludere le squadre russe di club e nazionali, e singoli atleti, da tutte le competizioni internazionali. Tanto per mostrare l'assurdità di questa decisione, il boicottaggio sportivo non accadde nemmeno quando l'Italia andò a giocare la finale di coppa Davis nel Cile di Pinochet fresco di golpe ; l'intero consesso sportivo mondiale partecipò nel 2018 alle olimpiadi di Pyongyang, proprio nel periodo in cui la Corea del Nord era stata accusata da tutti gli organismi internazionali di violare i diritti umani e di voler scatenare una guerra globale grazie agli esperimenti nucleari che stava conducendo; le squadre e gli sportivi statunitensi e britannici non vennero esclusi da nessuna competizione dopo che quei due Paesi invasero illegalmente l'Iraq nel 2003; e più in generale una decisione del genere non è stata mai presa da nessuna federazione sportiva internazionale; il teatro alla Scala di Milano ha annullato i concerti del direttore d'orchestra russo Valerij Gergiev, reo di avere commesso un reato d'opinione. Ovvero, di non aver attaccato moralmente l'invasione russa dell'Ucraina. L'università "Bicocca" di Milano ha cancellato quattro lezioni gratuite e aperte a tutti su Dostoevskij da parte dell'autore Paolo Nori. E i boicottaggi di Gergiev e Nori sono solo due dei tanti episodi registrati nelle istituzioni culturali italiane, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga di dover recedere dalla fornitura di armi all'Ucraina, adoperandosi per soluzioni diplomatiche e per il rafforzamento del dialogo che porti alla de-escalation del conflitto, auspicato in primis da papa Francesco; se non ritenga urgente contribuire al rafforzamento del dialogo tra le parti, diretto alla cessazione della guerra, più che a decisioni atte ad inasprire le ostilità; se non ritenga giusto separare lo sport e la cultura dalla politica, facendo sì che le azioni politiche non si trasformino in una persecuzione ideologica; se non ritenga necessario far cessare lo stato di emergenza, ingiustificato sia dal punto di vista pandemico sia da quello bellico, per poter finalmente far riprendere un Paese allo stremo; se non ritenga giusto lavorare per rispettare gli accordi internazionali presi oltre 30 anni or sono, che garantivano la sicurezza della Russia attraverso il non allargamento della NATO nell'Europa dell'est. Atto n. 4-06690 BOTTO CRUCIOLI MORONESE ORTIS GIANNUZZI LANNUTTI Ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dal 1° marzo 2021, in ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 24, comma 4, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, è consentito registrarsi all'agenda passaporti, utilizzando esclusivamente il sistema pubblico di identità digitale (SPID) con la propria identità digitale, volto a consentire l'accesso a qualunque servizio con un solo PIN ( personal identification number ), universalmente accettato, in modo che il cittadino possa autenticarsi una sola volta presso uno dei gestori di identità digitali, ed utilizzare tale autenticazione con qualunque erogatore di servizi on line , pubblico e privato, italiano e dell'Unione europea; si segnala che le procedure connesse mediante il sistema elettronico in realtà non funzionano in modo efficiente, in quanto, per alcuni utenti, il sistema non consente la corrispondenza con riferimento alle province: ad esempio inserendo nel sistema la città di residenza Genova e indicando come provincia Genova il sistema produce un errore in cui la provincia non viene riconosciuta come valida, impedendo così di proseguire nella richiesta del passaporto; secondo informazioni in possesso degli interroganti, pochissimi commissariati della Polizia di Stato disponibili, spesso in comuni diversi da quelli di residenza, sono in grado di offrire il servizio e, qualora si cerchi di prenotare in queste poche strutture, il sistema informatico notifica dell'avvenuto errore in quanto si tratta di un comune diverso; inoltre si segnala che i commissariati disponibili, una volta selezionati, non comunicano quasi mai la disponibilità oppure comunicano l'eventuale possibilità a distanza di mesi; a giudizio degli interroganti, in concomitanza peraltro con la situazione drammatica legata al conflitto in corso in Ucraina, che coinvolge inevitabilmente l'Europa e il nostro Paese, le nuove disposizioni legate al diritto di accesso digitale per il passaporto appaiono fortemente inefficaci; l'interfaccia della piattaforma utilizzata appare antiquata e poco utilizzabile e non corrisponde alle regole di fruibilità comunemente utilizzate nelle piattaforme digitali di maggior diffusione (come ad esempio la piattaforma "IO", utilizzata con successo sia dell'amministrazioni locali che da quelle nazionali per la gestione di diverse pratiche che riguardano il cittadino e come sportello unico di riferimento anche per pagamenti per verso la pubblica amministrazione) come invece servirebbe attualmente, considerando la necessità di coloro che in qualche maniera sono implicati nella guerra ai confini con la Russia per motivi disparati, dai ricongiungimenti familiari a necessità di spostamenti di varia natura, che necessitano di ricevere in tempi brevi il passaporto, indispensabile per gli spostamenti internazionali; risulta indifferibile prevedere adeguate misure volte a colmare le attuali difficoltà per l'accesso alla registrazione dell'agenza passaporti e consentire ai richiedenti di ottenere in tempi rapidi l'indispensabile documento di riconoscimento, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle criticità esposte; quali iniziative di competenza urgenti e necessarie intendano assumere al fine di risolvere le difficoltà connesse alla piattaforma digitale di rilascio del passaporto ed alla disponibilità di commissariati attivi nell'erogazione, considerato che la normativa vigente concede il rilascio esclusivamente a seguito di prenotazione di appuntamento da parte dell'utente nell'agenda elettronica, le cui procedure di accesso attualmente non consentono la disponibilità a causa della carenza del servizio offerto e la cui prestazione (stanti le condizioni emergenziali che la comunità internazionale sta affrontando) risulta peraltro di estrema impellenza;