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Art. 1 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Vista la legge 29 maggio 1939, n. 1208, con la quale venne approvato il piano regolatore generale della città di Napoli; Vista la legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni ed integrazioni; Vista l'autorizzazione rilasciata in data 20 ottobre 1967, n. 3112 al comune di Napoli per lo studio di una variante al piano regolatore suddetto concernente la zona compresa tra il fascio dei binari ferroviari, il corso Malta e la via nuova Poggioreale, per la creazione di un centro direzionale e l'ubicazione del nuovo palazzo di giustizia; Ritenuto che il comune, in relazione all'autorizzazione di cui sopra ha adottato uno schema di progetto contenente un'ipotesi di soluzione per lo studio della variante di che trattasi; che tale schema di progetto è stato esaminato preventivamente dal Consiglio superiore dei lavori pubblici che si è espresso in merito con voto n. 365 del 14 marzo 1968; che in relazione alle indicazioni contenute nel menzionato voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici n. 365 il comune di Napoli, con deliberazione di giunta n. 1 del 17 maggio 1968, approvata dal consiglio comunale con deliberazione n. 2 del 19 luglio 1968, approvata dalla giunta provinciale amministrativa il 9 agosto 1968, n. 5734, ha adottato il progetto definitivo della variante di che trattasi; Ritenuto che il procedimento seguito è regolare e che, a seguito della pubblicazione degli atti, sono state presentate n. 31 osservazioni nei termini ed una fuori termine, in ordine alle quali il comune di Napoli, su proposta della giunta comunale in data 8 gennaio 1969, n. 143, ha controdedotto con deliberazione consiliare n. 2 del 14 marzo 1969; Ritenuto che con tale deliberazione il comune di Napoli a parziale accoglimento di alcune osservazioni, ha approvato modifiche alle previsioni normative e grafiche del progetto per il rione Luzzatti; che, con deliberazione di giunta n. 3 del 1 aprile 1969, sono stati approvati i grafici ed il testo delle norme modificati in conseguenza dell'accoglimento delle osservazioni; Ritenuto che il progetto di variante prevede la creazione di un centro direzionale commerciale su area compresa tra il fascio dei binari, corso Malta e la via nuova Poggioreale destinata dal piano regolatore generale vigente a zona industriale nonché l'ubicazione del nuovo palazzo di giustizia; Considerato che il progetto di variante in esame appare convenientemente impostato in relazione alle esigenze ed alle finalità che il comune intende perseguire ed è redatto in aderenza alle direttive ed ai criteri precisati in sede di autorizzazione preventiva e che pertanto esso appare di massima meritevole di approvazione; Considerato che appare necessario comprendere nel perimetro della variante le aree edificate costituite dai quartieri Ascarelli e Luzzatti, nonché la fascia compresa tra la via Poggioreale e la ferrovia Nola-Baiano (incluso l'attuale carcere giudiziario, sia al fine di prevedere nel nuovo centro le attrezzature di quartiere di cui le anzidette residenze sono sprovviste, sia al fine di promuovere un rinnovamento spontaneo di quella edilizia; che, per assicurare il perseguimento di tali finalità, occorre assegnare alle aree ed alla fascia suddetta, non la cubatura attuale ma quella corrispondente alla densità territoriale prevista dalla variante (4,5 mc/mq): ciò servirà ad incoraggiare l'inserimento delle aree stesse in ampie lottizzazioni comprendenti anche le zone di nuova edificazione; Considerato che, ai fini del calcolo della cubatura complessivamente realizzabile nell'ambito della variante, non deve tenersi conto né della superficie delle strade di circolazione primaria - che saranno ristrutturate ed ammodernate con appositi provvedimenti - né di quelle della striscia marginale della sede ferroviaria, che conserva la sua attuale destinazione; che, pertanto, il volume totale realizzabile nell'ambito della variante, può indicarsi, in via assolutamente orientativa, in mc. 6.379.330, di cui mc. 998.874 (mq. 221.972 X mc. 4,5) nelle zone rosa e mc. 5.380.456 (mq. 1.197.657 X mc. 4,5) nella rimanente superficie del comprensorio; che, per quanto riguarda il volume realizzabile nella zona rosa, la densità territoriale indicata può considerarsi come densità fondiaria; Considerato che la finalità cui è preordinata l'attribuzione a tutte le aree di un indice di edificabilità non differenziato - e cioè l'equa ripartizione degli oneri e dei vantaggi - indurrebbe ad individuare nella costituzione di un consorzio obbligatorio fra tutti i proprietari delle aree lo strumento più idoneo per il perseguimento della finalità medesima; che, tuttavia, allo scopo di semplificare l'attuazione degli interventi previsti appare accettabile il ricorso a più lottizzazioni convenzionate a condizione, però, che ciascuna di esse rispetti le seguenti condizioni: a) la cubatura prevista dovrà essere commisurata alla estensione delle aree incluse nel piano di lottizzazione, secondo l'indice di densità territoriale sopra indicato; b) gli oneri relativi alle opere di urbanizzazione dovranno essere attribuiti a ciascun piano in funzione della cubatura consentita; Considerato che per conseguire una equa ripartizione degli oneri posti a carico dei proprietari delle aree destinate a nuova edilizia per funzioni terziarie e di tipo residenziale e misti, gli oneri stessi dovranno preventivamente essere determinati dal comune in occasione della stipula delle convenzioni relative alle singole lottizzazioni, essi saranno posti a carico dei proprietari delle relative aree fabbricabili in base al rapporto tra la volumetria concessa nella lottizzazione e quella globalmente ammessa per la variante; qualora, alla data della stipula delle singole convenzioni le opere siano state in tutto o in parte già eseguite sarà dovuta al comune la somma corrispondente alla quota delle opere a carico della relativa lottizzazione previa rivalutazione monetaria; Considerato che, per conseguire un assetto articolato del previsto insediamento, appare indispensabile prescrivere che le lottizzazioni convenzionate si basino su piani volumetrici, ciascuno dei quali costituisca una soluzione organica dal punto di vista urbanistico e consenta di realizzare - sempre nel rispetto del rapporto in precedenza indicato - una equilibrata distribuzione dei volumi globalmente ammessi dalla variante; che, ai fini dell'attuazione della variante, non appare indispensabile che le aree facenti parte di un piano di lottizzazione siano necessariamente "accorpate"; che appare, quindi, ammissibile l'asservimento di aree non "accorpate" sempre però che queste: a) facciano parte del comprensorio della variante; b) siano incluse, a tutti gli effetti, nel perimetro del piano di lottizzazione; c) abbiano, insieme alle altre; una superficie complessiva esattamente corrispondente, in base all'indice di edificabilità territoriale, alla quantità di edificazione prevista nel piano di lottizzazione; d) rispondano, per quanto riguarda la loro distribuzione ed articolazione, a criteri di funzionalità ed organicità, dovendosi, in ogni caso, escludere che le aree asservite ed incluse in un piano di lottizzazione siano formate da diversi appezzamenti disseminati nell'ambito del comprensorio e privi di qualsiasi continuità: