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a public health and policy perspective», è emersa la necessità di creare un database globale sui disturbi dello spettro autistico, attraverso l'istituzione di una rete scientifica ed epidemiologica europea, con registri nazionali in Italia e negli altri Paesi. Si è evidenziata la necessità di istituire un protocollo multi-osservazionale, accompagnato da programmi di formazione specifici per intercettare precocemente l'emergere di anomalie comportamentali nei bambini, per fornire una diagnosi provvisoria a 18 mesi e una diagnosi stabile a 24 mesi di età. Tali azioni consentirebbero di predisporre interventi precoci che possano modificare la storia naturale dei soggetti con disturbo dello spettro autistico ; parte integrante di questo database dovrebbero essere anche le misure abilitative riabilitative che con il tempo si confermassero come particolarmente efficaci, impegna il Governo: 1) a promuovere la ricerca nel campo delle patologie del neuro-sviluppo, con particolare attenzione all'autismo, alle sue cause, alla sua diagnosi e alle diverse misure di tipo abilitativo-riabilitativo, didattico e terapeutico; 2) a garantire la diffusione di campagne nazionali d'informazione e sensibilizzazione circa la promozione del benessere del bambino, con particolare riguardo al neuro-sviluppo, e a favorire la conoscenza dei disturbi dello spettro autistico, dei sintomi precoci che lo caratterizzano e delle nuove opportunità che ci sono per questi soggetti, dall'infanzia all'età adulta; 3) a garantire la piena attuazione della legge n. 134 del 2015 in materia di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone con disturbo dello spettro autistico, di assistenza alle loro famiglie, garantendo in tutte le Regioni i LEA, come definiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, mediante la destinazione delle risorse economiche necessarie per la sua attuazione; 4) ad assumere iniziative per incrementare il fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, istituito presso il Ministero della salute, e ad assumere iniziative per implementare il fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, istituito con la legge n. 112 del 2016; a favorire la sperimentazione di progetti di vita indipendente, così da dare piena attuazione all'articolo 14 della legge n. 328 del 2000; 5) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per favorire un potenziamento in termini di risorse umane dei servizi di neuropsichiatria infantile e dei dipartimenti di salute mentale, al fine di definire adeguate équipe multidisciplinari, come previsto dalla legge n. 134 del 2015, e garantire non solo una corretta diagnosi ma anche un trattamento precoce e tempestivo, per migliorare la prognosi; 6) a supportare il mondo associativo e del volontariato, organizzato dai familiari delle persone autistiche, con il loro pieno coinvolgimento, per realizzare progetti di vita indipendenti, assumendo iniziative per la semplificazione delle procedure per l'assegnazione di beni confiscati alla mafia o di proprietà degli enti locali, quali immobili o terreni, che favoriscano la realizzazione di attività socio-educative e sportive, come sono le fattorie sociali, ma anche laboratori artistici, musicali, eccetera; 7) a promuovere progetti finalizzati all'inserimento lavorativo di soggetti adulti con disturbi dello spettro autistico, al fine di valorizzarne le capacità a supporto dell'autonomia della persona. Per questo occorre sostenere, anche sul piano economico, progetti terapeutici-riabilitativi e socio-educativi in collaborazione con enti del terzo settore, finalizzati alla ricollocazione sociale, ambientale e lavorativa del paziente autistico, nell'ambito di progetti di vita indipendente. Interpellanze Atto n. 2-00027 MISIANI MANCA MARINO STEFANO ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BOLDRINI CIRINNA' COLLINA COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI IORI LAUS MALPEZZI MARGIOTTA MESSINA Assuntela NANNICINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI TARICCO VATTUONE VERDUCCI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il Documento di economia e finanza è lo strumento centrale del ciclo di programmazione economica e finanziaria e di bilancio, con il quale si descrive l'andamento dell'economia e delle finanze pubbliche registrato negli esercizi precedenti e si predispongono, in chiave programmatica, le politiche economiche e di bilancio per quelli successivi. La presentazione del Documento di economia e finanza è un obbligo previsto dall'art. 7 della legge n. 196 del 2009, che il Governo è tenuto ad assolvere per rispettare le scadenze del "semestre europeo". Il DEF, nel rispetto delle regole comunitarie, si inquadra al centro del nuovo processo di coordinamento ex ante delle politiche economiche degli Stati membri della UE ed è presentato al fine di consentire alle Camere di esprimersi con proprie deliberazioni sugli obiettivi programmatici di politica economica in tempo utile per l'invio al Consiglio della UE e alla Commissione europea del programma di stabilità (PS) e del programma nazionale di riforma (PNR). Il prossimo DEF dovrà essere depositato alle Camere entro il 10 aprile 2019; l'articolo 10 della legge n. 196 del 2009 stabilisce che il DEF si compone di tre sezioni. La prima sezione reca il programma di stabilità, ovvero gli elementi e le informazioni richieste dai regolamenti della UE vigenti con specifico riferimento agli obiettivi programmatici macroeconomici e di finanza pubblica da conseguire e per accelerare la riduzione del debito pubblico. La seconda sezione contiene l'analisi e le tendenze della finanza pubblica. La terza sezione reca lo schema del programma nazionale di riforma, ovvero gli elementi e le informazioni previsti dai regolamenti dell'Unione europea, lo stato di avanzamento delle riforme avviate e le politiche macroeconomiche e settoriali da attuare in risposta alle raccomandazioni comunitarie e il loro stato di avanzamento. La definizione del nuovo quadro programmatico macroeconomico e di finanza pubblica rappresenta il punto centrale del DEF. I dati del nuovo quadro programmatico evidenziano, in una prospettiva di medio-lungo termine, gli effetti delle politiche economiche che si intende adottare per favorire la crescita economica e gli impegni che il Governo intende perseguire sul piano del consolidamento strutturale dei conti pubblici; l'attuale scenario economico internazionale risulta condizionato da nuove incertezze e rischi. Lo slancio espansivo dell'economia mondiale ha di recente subito un rallentamento, in un contesto di incertezze di natura geopolitica e di vulnerabilità nei mercati emergenti. Il commercio mondiale ha subito una decelerazione a fine 2018 a seguito di rilevanti rischi connessi a tensioni commerciali irrisolte e di un rallentamento della crescita nelle economie emergenti. Nell'area euro, i dati più recenti indicano un'evoluzione più debole rispetto alle attese per via del rallentamento della domanda estera, a cui si sono aggiunti altri fattori specifici. Nel complesso, la prospettiva di crescita nell'area euro è orientata al ribasso per via delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla Brexit e alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari.