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Ad oggi il decreto non risulta adottato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover mettere in atto interventi urgenti per scongiurare l'eventuale diffusione della malattia, anche attraverso l'adozione di un piano nazionale, quale sommatoria di piani regionali, per la gestione, il controllo ed il contenimento selettivo delle popolazioni di cinghiali e quali siano i motivi della mancata pubblicazione dell'annunciato decreto-legge. Atto n. 3-02122 URSO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: ai primi di novembre 2020 lo scontro politico e istituzionale tra il Governo regionale del Tigray, guidato dal Tigray people's liberatin front (TPLF), e il Governo nazionale guidato dal premier Abiy Ahmed è degenerato in un conflitto militare, che ha provocato già migliaia di vittime civili e oltre 30.000 profughi nel vicino Sudan; la sera del 14 novembre tre missili terra-aria, lanciati dalle milizie del TPLF dal territorio del Tigray, hanno raggiunto la città di Asmara, capitale dell'Eritrea, con l'obiettivo dichiarato di colpirne l'aeroporto, come affermato dallo stesso Debretsion Gebremichael, leader della regione settentrionale etiope che guida la rivolta contro Addis Abeba; l'esercito etiope sembra giunto a poche decine di chilometri da Makallè, capoluogo del Tigray, con il rischio di ulteriori vittime civili e di nuove ondate di profughi nel vicino Sudan; il 20 novembre l'Unione africana ha nominato tre inviati per cercare di fermare il conflitto in corso; è noto quale sia il ruolo storico, culturale, economico e politico che l'Italia ha sempre avuto nella regione e quali siano le aspettative e le speranze che quei popoli hanno sempre avuto nei confronti del nostro Paese, si chiede di sapere: quali informazioni il Governo abbia avuto, sul piano diplomatico o dalla nostra intelligence , in merito a quanto stava per accadere in Etiopia e che cosa abbia fatto in via preventiva per evitare che la situazione degenerasse in un conflitto armato; quali iniziative abbia intrapreso nell'immediato degli eventi bellici per soccorrere gli italiani presenti a Makallè e nel Tigray, impegnati nelle loro attività produttive, che sono ormai fortemente a rischio; se risulti vero che il Governo non abbia espresso alcuna forma di condanna in merito ai missili lanciati dal territorio del Tigray verso obiettivi civili in Eritrea, come invece fatto subito da altri Paesi europei e dagli Stati Uniti e, ove ciò fosse confermato, quale sia il significato di questa mancanza che rischia di far apparire il nostro Paese estraneo a quanto accade nel Corno d'Africa e comunque lontano dal destino del popolo eritreo, proprio in una fase in cui occorre mostrare il massimo impegno per recuperare posizioni, anche in riferimento alla nota grave vicenda della scuola italiana ad Asmara; se risulti al vero che ancora oggi non vi siano stati contatti di alto livello tra il nostro Governo e il Governo etiope in merito a quanto di estremamente grave accade nell'area con immediate e pericolose ripercussioni in tutta la regione e, ove ciò fosse confermato, se tale assenza non appaia incongrua rispetto al ruolo che l'Italia ha storicamente svolto in Etiopia, e agli interessi strategici che ancora persistono nel Corno d'Africa, oltre alle giuste aspettative che i popoli e i governi di Etiopia, Eritrea e Somalia nutrono nei confronti del nostro Paese; se risulti vero che non vi siano stati contatti di alto livello neanche con il Governo della Somalia, Paese che rischia di pagare il prezzo più alto ove l'esercito etiope dovesse ritirarsi lasciando campo libero al fondamentalismo islamico e nel contempo alla penetrazione turca, la cui egemonia contrasta apertamente, non solo in quell'area, con gli interessi nazionali italiani, oltre a favorire il radicalismo islamico e, ove ciò fosse confermato, quale sia il motivo di questo disimpegno che contrasta apertamente con quanto più volte affermato in sede parlamentare e nei consessi internazionali oltre che negli incontri bilaterali; quali iniziative il Governo intenda avviare in sede bilaterale e multilaterale in sostegno dell'Etiopia e degli altri Paesi della regione per supportare la composizione pacifica dei contrasti, sopperire alla nuova crisi umanitaria che rischia di coinvolgere anche il Sudan, Paese già stremato sul piano umanitario, e per dare nuovo impulso al processo di pace che proprio il premier etiope Abiy aveva attivato e a cui Eritrea e Somalia si erano subito associati, al fine di evitare che la sollevazione del TPLF, con le probabili interferenze esterne di altri Paesi, possa invece interrompere; se non ritenga che dietro la sollevazione della classe dirigente tigrina e nello specifico del TPLF, partito espressione della etnia tigrina che aveva guidato il Paese sin dalla cacciata di Menghistu e che ora ritiene di essere stato estromesso dal potere dal nuovo corso di Abiy, possano esserci anche le mire di Paesi che si sono sentiti esclusi dal nuovo corso politico dell'Etiopia e quindi dal processo di pace che ne è seguito, con la risoluzione del pluridecennale conflitto tra Etiopia ed Eritrea e del conseguente sostegno alla stabilizzazione della Somalia. Atto n. 3-02123 NUGNES Al Ministro dell'interno Premesso che: il Comune di Marigliano è stato colpito dall'arresto del sindaco Antonio Carpino, avvenuto il 21 luglio 2020, per "scambio elettorale politico-mafioso" e "corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso", in relazione a reati che sarebbero stati commessi tra il mese di ottobre 2014 e il mese di giugno 2015; durante l'amministrazione Carpino si è resa evidente, ad avviso dell'interrogante, una crisi della gestione democratica e del rispetto della legalità, con il verificarsi a Marigliano di una serie di anomalie tra cui: un vile attentato eseguito con una bomba molotov contro l'automobile del responsabile del settore urbanistica, costretto a lasciare l'incarico; l'eliminazione delle fasce di rispetto per i Regi Lagni, i canali borbonici di raccolta delle acque piovane e sorgive, in spregio al parere del tecnico comunale; le assunzioni di decine di operai per la gestione dei rifiuti comunali che, secondo quanto risulta all'interrogante, sarebbero avvenute secondo modalità poco trasparenti e con probabili meccanismi clientelari, che non hanno tenuto conto di criteri in base al reddito e ai requisiti professionali, come denunciato da un operatore ecologico; il rinvio a giudizio di 61 dipendenti comunali ("furbetti del cartellino") tra i quali alcuni sono stati sospesi ed altri sono stati destinati ad incarichi di prestigio e responsabilità; l'arresto dell'ex sindaco Carpino è avvenuto dopo pochi giorni dalla sua dichiarazione ufficiale di ricandidatura a sindaco presso il Comune di Marigliano; in seguito all'arresto è stato nominato un commissario straordinario, che ha condotto il Comune di Marigliano alle nuove elezioni; considerato che: