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L'articolo 3, in particolare, modifica i criteri per il rilascio delle concessioni relative alle rivendite di tabacchi ed è finalizzato alla chiusura del caso EU-Pilot 8002/15/GROW. L'articolo 11, nell'ambito del Capo VII dedicato alla tutela dell'ambiente, è finalizzato a garantire la corretta attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), superando i rilievi che la Commissione europea ha formulato sul decreto legislativo n. 49 del 2014 attuativo della norma europea. La misura introdotta ha l'obiettivo di evitare la chiusura negativa del caso EU-Pilot 8718/16/ENVI e l'apertura di una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese. Analogamente, l'articolo 12, relativo allo smaltimento degli sfalci e delle potature del verde urbano, è finalizzato alla chiusura del caso Eu-Pilot 9180/17/ENVI, e al superamento dei rilievi della Commissione europea in ordine alla non corretta trasposizione di alcune norme della direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti. Richiama, infine, altri articoli del disegno di legge in esame che presentano aspetti di qualche interesse per la nostra Commissione, in particolare gli articoli 4, 8 e 9. L'articolo 4, che concerne la materia della cooperazione giudiziaria penale internazionale, prevede l'applicazione delle disposizioni della legge n. 69 del 2005 in materia di mandato di arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri, anche ai rapporti tra l'Italia e la Norvegia e tra l'Italia e l'Islanda. La disposizione risulta in attuazione dell'Accordo del 2006 tra l'Unione europea e l'Islanda e la Norvegia relativo alla procedura di consegna di persone e cose, semplificata rispetto ai tradizionali strumenti di estradizione, fra questi Paesi. Il perfezionamento di tale Accordo sul piano internazionale è previsto possa compiersi solo con la notifica alle altre Parti contraenti della conclusione delle procedure richieste per l'espressione del consenso dell'Unione europea ad essere vincolata dall'Accordo medesimo. Nel novembre 2014 il Consiglio dell'Unione europea, con l'adozione della decisione 2014/835/UE, ha definitivamente espresso il consenso dell'Unione europea ad essere vincolata dall'Accordo del 2006. Senza entrare nel merito dei meccanismi di cooperazione giudiziaria in esso contemplati, che afferiscono alla materia della giustizia, il relatore evidenzia come da allora l'Italia non abbia ancora provveduto a recepire l'Accordo, tanto da essere stata sollecitata lo scorso 16 luglio dal Consiglio dell'Unione europea a trasmettere, al più presto, le proprie dichiarazioni e notificazioni al fine di rendere pienamente operativa la procedura nelle relazioni di cooperazione giudiziaria internazionale individuate dal testo internazionale. Con il richiamato articolo 4 si provvede, dunque, a superare tale inadempienza, prevedendo espressamente che le disposizioni di cui alla legge n. 69 del 2005 costituiscano attuazione dell'Accordo internazionale, anche in relazione al mandato di arresto, nel rispetto dei principi dell'ordinamento costituzionale in tema di diritti e libertà fondamentali. Il relatore richiama, per il riferimento indiretto agli obblighi internazionali per l'Italia, anche l'articolo 8, che reca disposizioni relative alla partecipazione alle aste delle quote di emissioni dei gas a effetto serra, garantendo la piena attuazione al Regolamento (UE) n. 1031/2010 che disciplina i tempi, la gestione e gli altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. Rammenta che il Sistema europeo di scambio delle emissioni ( European Union Emissions Trading Scheme - EU ETS ) è il sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni nei settori maggiormente energivori nell'Unione europea e che dal 2013 l'assegnazione delle quote agli impianti avviene a titolo oneroso attraverso piattaforme d'asta gestite da mercati regolamentati. La materia richiama dunque gli obblighi internazionali più generali in materia di lotta ai cambiamenti climatici che l'Italia ha sottoscritto nel corso degli anni, in particolare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), a partire dalla firma nel 1998 del Protocollo di Kyoto, alla ratifica nel 2016 dell'emendamento di Doha al protocollo di Kyoto, fino alla sottoscrizione dell'Accordo di Parigi del dicembre 2015. La lotta ai cambiamenti climatici costituisce peraltro anche uno degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel settembre 2015 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2016. Anche l'articolo 9, che reca disposizioni in materia di diritto d'autore, nell'attuare la direttiva (UE) 2017/1564 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 settembre 2017, risulta indirettamente in attuazione del Trattato di Marrakech, documento sottoscritto da parte dell'Unione europea nell'aprile 2014. L'Accordo internazionale, in particolare, ha imposto l'adattamento del diritto dell'Unione mediante l'introduzione di una eccezione obbligatoria e armonizzata del diritto d'autore e dei diritti connessi, per gli utilizzi da parte delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, delle opere pubblicate. Successivamente, il relatore dà conto della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2018, essendo stata presentata lo scorso gennaio dall'Esecutivo Gentiloni, sconta, inevitabilmente, il limite di non rappresentare gli orizzonti programmatici del Governo attualmente in carica, tanto da essere definita dagli estensori stessi come un "esercizio a sovranità limitata". Ciononostante, il testo merita un esame approfondito, almeno per le parti di più stringente interesse per la Commissione, stante l'ampia ricognizione che è in grado di offrire su numerosi aspetti che costituiscono altrettante sfide e opportunità per il nostro Paese nell'ambito del processo di integrazione europea. Il Documento illustra i contenuti e gli obiettivi politici attesi dal precedente Esecutivo, per l'anno 2018, in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Esso è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al quadro istituzionale e al processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Nell'ambito delle questioni istituzionali, la Relazione rimarca la necessità di rilanciare il progetto di integrazione europea, per realizzare un'Europa sicura, prospera e sostenibile, mantenendo peraltro l'impegno all'attuazione dell'Accordo istituzionale "Legiferare meglio" del 2016. Sarà altresì necessario, secondo gli estensori della Relazione, continuare a lavorare perché il negoziato in vista del recesso del Regno Unito dall'Unione avvenga riducendo al minimo gli effetti negativi sui cittadini e sull'economia.