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Le acque delle sorgenti, tramite la fossa fiorentina vanno ad alimentare il Lago di Porta, area umida di particolare pregio naturalistico posto subito a valle della discarica (…) Per la particolarità dell'area l'eventuale estensione delle tipologie di rifiuti da smaltire in discarica dovrebbe avvenire solo per comprovate necessità dei territori di Lucca e Massa-Carrara e su materiali di cui sia certa la provenienza e la composizione e comunque inerti dal punto di vista chimico e ambientale"; considerato che: ad oggi sono in corso i lavori per portare l'abbancamento dei rifiuti fino a quota 98 metri, ossia al fine vita: progetto che permetterebbe così di lavorare nel sito fino probabilmente al 2028, con una grave e irreparabile compromissione del medesimo sito e dei territori limitrofi; molteplici risultano essere le implicazioni di certo interesse pubblico di una revisione del progetto, in un'ottica di tutela ambientale e della salute pubblica di oltre 50.000 abitanti del comprensorio, ed anche in ossequio al principio di precauzione; l'impianto è, inoltre, sprovvisto di parere igienico-sanitario obbligatorio, così come della valutazione di impatto ambientale postuma, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di accogliere le istanze delle comunità locali, convocando un tavolo interistituzionale rivolto a scongiurare l'aggravarsi della già preoccupante situazione; quali iniziative di competenza, alla luce delle criticità rilevate, intenda adottare affinché si provveda all'interruzione immediata al conferimento dei rifiuti e siano stabilite le modalità di chiusura della discarica, dando seguito a quanto approvato dal Consiglio regionale della Toscana con la votazione all'unanimità della mozione citata. Atto n. 3-00463 MAGORNO Al Ministro dell'interno Premesso che: a causa dell'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto all'interno della legge 1° dicembre 2018, n. 132, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, detto "decreto sicurezza", in data 30 novembre 2018, presso il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto (Crotone), 24 migranti in possesso di permesso umanitario sono stati espulsi e costretti a passare la notte per strada; tra le persone espulse vi erano anche una giovane coppia di origine africana e la loro bambina di cinque mesi, insieme ad altre quattro donne vittime di tratta, successivamente ospitate fortunatamente dalla Croce rossa e dalla Caritas di Crotone; nei prossimi giorni è previsto che circa altre 200 persone saranno costrette a lasciare la stessa struttura; chi non è riuscito a trovare accoglienza tramite i canali di volontariato e dell'associazionismo operante nel terzo settore è stato costretto a rifugiarsi presso le tendopoli nei pressi delle campagne calabresi già utilizzate dai braccianti agricoli vittime del caporalato e di imprenditori senza scrupoli; tra questi Suruwa Jaiteh, un ragazzo appena diciottenne che da poco aveva ottenuto la protezione umanitaria, in attesa di proroga per ulteriori sei mesi, era ospite dello Sprar di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) dove aveva iniziato il suo percorso d'integrazione e dove aveva iniziato a frequentare la scuola ed una squadra di calcio. Nella notte tra il 1° e il 2 dicembre, a causa della famigerata norma, dopo essere stato espulso dalla struttura ha dovuto cercare rifugio presso la baraccopoli di San Ferdinando dove, a causa di un incendio causato da una stufa usata per riscaldarsi durante la notte, ha trovato invece la morte; considerato che: all'interno della stessa maggioranza parlamentare sono state messe in luce diverse posizioni di contrarietà rispetto all'utilità e all'efficacia che il decreto si prefissava di produrre rispetto alla gestione dei migranti presenti in Italia; ponendo la questione di fiducia, il Governo, non solo ha dimostrato di non avere dalla sua parte una maggioranza parlamentare coesa, anzi, ha così dimostrato di volerla mettere a tacere ogni qualvolta questa abbia da esprimere un parere di contrarietà rispetto alle azioni intraprese; le opposizioni parlamentari, assieme alle associazioni che operano giorno per giorno nel settore dell'accoglienza, avevano fatto presente al Governo già prima che la legge venisse approvata che l'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari avrebbe messo a rischio di povertà estrema, marginalità e devianza ben 140.000 persone nei prossimi anni, oltre al fatto che avrebbe scardinato l'effettivo funzionamento del sistema d'accoglienza senza offrire alcuna soluzione alternativa; l'appello rimasto inascoltato sta dimostrando sin da subito la sua drammatica veridicità, ad oggi si stima che a partire dal prossimo gennaio saranno tra i 20 ed i 40.000 gli immigrati che vedranno improrogabilmente scadere il proprio permesso di soggiorno temporaneo e che saranno costretti ad uscire dal sistema dell'accoglienza e si ritroveranno così costretti a riversarsi per le strade in cerca di rifugi di fortuna; queste persone si ritroveranno così in un palese stato di clandestinità costretti a lasciare il Paese senza che però siano stati messi a disposizione delle varie amministrazioni e dei vari enti locali gli strumenti per affrontare una gestione di questo tipo; inoltre, si crea un vulnus giuridico sotto il punto di vista della tutela della condizione dello straniero prevista dall'articolo 10 della nostra Costituzione, nonché dalle norme del diritto umanitario previste dalla Convenzione di Ginevra; si è di fronte ad un'emergenza sociale e di sicurezza di vasta proporzione, dato che, in assenza di soluzioni alternative, abolendo il permesso di soggiorno per motivi umanitari, viene messa a rischio la vita di migliaia di persone, tra le quali migliaia di bambine e bambini, poiché, in vista dell'inverno le migliaia di persone che verranno espulse si troveranno a dover fronteggiare il freddo e le intemperie senza avere un posto dove poter essere accolte o rifugiarsi, ponendo seriamente in difficoltà le amministrazioni, gli enti locali e tutte le associazioni che lavorano nel settore dell'accoglienza, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda affrontare la grave situazione di insicurezza nella quale si ritroveranno le migliaia di persone che saranno espulse dai centri di accoglienza, tra cui molti minori, ma anche la grave insicurezza generata nei confronti degli operatori del settore, nonché delle varie amministrazioni ed enti locali, nella condizione di assoluta incapacità nel gestire il settore dell'accoglienza. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00986 PAPATHEU ZAFFINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la Figc, Federazione italiana giuoco calcio, si avvale in Italia dal 27 agosto 1911 per la direzione degli incontri di calcio in Italia dell'Associazione italiana arbitri, che si occupa del reclutamento, della formazione, della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani; l'Associazione conta attualmente su oltre 33.500 associati, tra i quali quasi 3.000 donne.