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È un fatto indiscutibile che apre casomai il tema della qualità della rappresentanza, tema antico come la filosofia greca, ma che non può essere affrontato, purtroppo, se si vuole - come noi vogliamo - restare in ambito democratico. Se un cittadino ritiene, liberamente e in piena coscienza, di sentirsi rappresentato da un soggetto impreparato, o che non abbia mai dato nulla alla società prima, è libero di farlo sapendo che le conseguenze delle scelte che verranno compiute da chi lo rappresenta saranno prima di tutto sue. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (PD) . Signor Presidente, come hanno detto molti miei colleghi, con grande dispiacere ieri non abbiamo potuto ascoltare la relazione del senatore Calderoli: sarebbe stato importante perché questa è l'Assemblea del Senato, all'interno della quale ci dovremo confrontare (maggioranza e minoranza) su un provvedimento così importante per la vita stessa della democrazia. Vogliamo davvero capire fino in fondo quale modello di Stato e di democrazia volete costruire, perché sinceramente siamo stati abituati - anche nelle scorse legislature - a confrontarci in una dialettica democratica dove la centralità del Parlamento era un punto fondamentale. Adesso - devo dire con grande dispiacere - assistiamo a una deriva che ci preoccupa moltissimo: un Governo sempre più autoritario, che vuole smantellare il confronto, la dialettica, la mediazione - parti fondamentali della democrazia - e non assistere più neanche a un dibattito, non solo in Aula, ma neanche dedicandovi il tempo necessario all'interno delle Commissioni, dove ancora di più si svolge il lavoro di ogni singolo parlamentare. (Applausi della senatrice Malpezzi). È ovvio che avete in mente un'idea chiara, ovvero quella di cancellare le prerogative della democrazia rappresentativa, quindi del Parlamento. Continuate a fare becera propaganda, riducendo tutta la discussione a una mera diminuzione del numero dei parlamentari, e questo è veramente avvilente e umiliante, ma dovrebbe umiliare anche voi della maggioranza il non sentire più la responsabilità del ruolo che avete e che dovreste esercitare ogni giorno nelle Aule parlamentari, e non solo sui social . Ognuno di noi fa il suo mestiere e sa benissimo quali sono le prerogative del parlamentare. Sappiamo bene quali impianti costituzionali e quali riforme - nelle legislature precedenti - si è cercato di portare avanti, con Governi sia di centrodestra che di centrosinistra, ma c'era un'idea: l'idea di una riforma organica; non c'era soltanto la propaganda, la demagogia. Noi avremmo voluto fare questo; avremmo voluto costruire un modello di efficienza: un bicameralismo differenziato dove finalmente i ruoli di Camera e Senato fossero più chiari, con procedure più snelle, con un lavoro quotidiano del parlamentare in grado di dare risposte più rapide a una società che cresce e che chiede velocità. Nulla di tutto questo abbiamo trovato nelle vostre parole e nei vostri documenti. Qui si vuole soltanto attuare una strategia: quella della piattaforma Rousseau. D'altra parte, siete stati abituati a discutere solo sui social , pensando che tutto il mondo si esaurisca lì. Eppure, la democrazia è qualcosa di diverso: è un esercizio quotidiano fatto di un confronto fra le parti, di mediazione, per cui tanti provvedimenti presentati dalla maggioranza si discutono, si affrontano, magari a volte si migliorano, come abbiamo cercato di fare in passato anche noi. Qui non c'è nulla di tutto questo, però certamente in questi nove mesi di Governo avete prodotto un risultato e cioè quello di aver lacerato il Paese, di averlo reso più fragile, di aver minato le istituzioni che voi stessi dovreste rappresentare (Applausi della senatrice Malpezzi) con l'orgoglio di appartenere a questo Paese. Invece no: ci avete portato a conflitti permanenti anche nel resto dell'Europa, non solo all'interno del nostro Paese, mettendo gli uni contro gli altri, pensando così di rendere tutto più facile e magari anche di manipolare le coscienze e la buona fede dei cittadini e di poterli controllare meglio. Questo sì è un piano ed è una strategia che mi pare sia stata ben chiarita anche durante l'esame della legge di bilancio, approvata senza un confronto fra le parti e senza avere neanche un momento di discussione nelle Commissioni competenti. Guardate però che l'Italia è altro e, prima o poi, anche voi farete i conti con questa realtà. Il nostro è un grande Paese, fatto di competenze, di intelligenze, di professionalità e di responsabilità importanti. Non avete sentito neanche il bisogno di confrontarvi con i costituzionalisti e di cercare in tutti i modi di avviare una discussione, non solo dentro le Aule parlamentari - che sarebbe stato il minimo - ma anche nel Paese, perché vi interessava soltanto mantenere un costante impegno nella campagna elettorale permanente e dimostrare ogni giorno che il Paese non ha bisogno di costruire credibilità e dignità, ma soltanto di propaganda e demagogia. Certamente avete ottenuto questo risultato, ma penso che prima o poi, anche in tempi molto brevi, qualcuno vi chiederà il conto. Ve lo chiederanno tutti quei cittadini che sono abituati a ragionare con la propria testa, che sono abituati a confrontarsi e che vanno in giro nei territori, perché molti colleghi della maggioranza non siamo neanche abituati a vederli nei territori, quando torniamo dalle settimane di lavoro parlamentare. Penso che continueremo a svolgere il nostro ruolo in maniera propositiva, perché crediamo che questo sia un tema serio e fondamentale per la democrazia. Anche noi vogliamo maggiore efficienza e avevamo inserito nella riforma costituzionale la riduzione del numero dei parlamentari, ma per l'appunto differenziando il ruolo della Camera dei deputati da quello del Senato. Signor Presidente, mi dispiace dover parlare in un'Aula quasi vuota, perché si è preferito andare avanti. Mi auguro però che questa giornata possa servire quantomeno a non ripetere un dibattito così povero, miserabile e umiliante per l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatrice, ma non so se l'Aula sia vuota perché siamo andati avanti o per una fisiologica minore presenza durante la fase della discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, non credo sia pensabile che il vuoto sia fisiologico, perché sono sicuro che i colleghi di maggioranza che hanno deciso di affrontare questa discussione di rango costituzionale hanno intenzione di prestare tutto il loro tempo, tutta la loro intelligenza e tutta la loro profondità a questo argomento. Mi sembra non vi sia alcuna fretta di approvare questo provvedimento, quindi vogliamo approfondirlo. Sono certo che in queste settimane i colleghi lo avranno approfondito e proprio per questo sono sicuro che in queste ore e anche nelle notti insonni, pensando di toccare la Costituzione italiana, saranno tornati nelle loro letture a quei brani di Platone, del «Politico» e delle «Leggi», che parlavano della demagogia e di come la democrazia rischia facilmente di decadere in demagogia. Vedete, è quello che sta accadendo in Italia, e non da oggi;