[pronunce]

che il petitum oscuro dovrebbe determinare l'inammissibilità delle questioni; che le questioni non sarebbero comunque fondate, perché il Tribunale rimettente ha censurato il trattamento penitenziario riservato ai condannati per il delitto di cui all'art. 609-quinquies cod. pen. , frutto di una valutazione discrezionale del legislatore e come tale sindacabile soltanto ove trasmodi nella manifesta irragionevolezza o nell'arbitrio; che la fattispecie dell'art. 609-bis, terzo comma, cod. pen . sarebbe strutturalmente diversa da quella dell'art. 609-quinquies cod. pen. e dunque inidonea a fungere da parametro di riferimento ai sensi dell'art. 3 Cost. Considerato che il Tribunale di sorveglianza di Bari dubita, con riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 4-bis, comma 1-quater, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), sia nella parte in cui non equipara al delitto previsto dall'art. 609-bis del codice penale, attenuato ai sensi del terzo comma del medesimo articolo, quello di cui all'art. 609-quinquies cod. pen. , qualora venga «ritenuto, alla luce della pena inflitta dal giudice della cognizione, di minore gravità», sia nella parte in cui richiede che, per poter usufruire dei benefici penitenziari, «il condannato sia sottoposto ad osservazione scientifica della personalità condotta per almeno un anno anche nel caso di condanna per il delitto di cui all'art. 609 quinquies, cp, ritenuto, alla luce della pena inflitta dal giudice della cognizione, di minore gravità»; che la prima questione è relativa al secondo periodo del comma 1-quater dell'art. 4-bis della legge n. 354 del 1975, e che il giudice rimettente, per escludere la necessità dell'osservazione scientifica della personalità ai fini della concessione dei benefici penitenziari richiesti, ha denunciato, con riferimento all'art. 3 Cost., la mancata equiparazione del delitto dell'art. 609-quinquies cod. pen. , nei casi di minore gravità (da individuare «alla luce della pena inflitta dal giudice della cognizione»), al delitto dell'art. 609-bis cod. pen. , attenuato ai sensi del terzo comma del medesimo articolo; che la seconda questione, invece, concerne il primo periodo del comma 1-quater, dell'art. 4-bis della legge n. 354 del 1975, nella parte in cui richiede che, per usufruire dei benefici penitenziari, «il condannato sia sottoposto ad osservazione scientifica della personalità condotta per almeno un anno anche nel caso di condanna per il delitto di cui all'art. 609-quinquies» cod. pen. , norma che sarebbe costituzionalmente illegittima perché, secondo il giudice rimettente, nei casi di minore gravità, contrasterebbe con l'art. 27, terzo comma, Cost., in quanto sacrificherebbe irragionevolmente le finalità rieducative della pena; che, come appare evidente, questa seconda questione riguarda una parte diversa del comma impugnato e fa riferimento a un diverso parametro costituzionale; che il giudice rimettente ha prospettato quindi, con un petitum ancipite, due questioni di legittimità costituzionale alternative, senza porle in un rapporto di subordinazione, sicché, per costante giurisprudenza di questa Corte, se ne deve dichiarare la manifesta inammissibilità (ordinanze n. 207 e n. 41 del 2015). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 4-bis, comma 1-quater, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, dal Tribunale di sorveglianza di Bari, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 novembre 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giorgio LATTANZI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 febbraio 2016. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI