[massime]

Imposte e tasse - Imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) - Area fabbricabile rilevante per l'applicazione dell'imposta - Norma di interpretazione autentica intesa ad estendere la relativa nozione anche all'ipotesi di mancata adozione dei necessari strumenti attuativi del piano regolatore generale - Ritenuta incompatibilità del significato attribuito alla disciplina interpretata rispetto a quello desumibile dal testo originario - Conseguente asserita violazione dei principi di ragionevolezza, non contraddittorietà, logicità e affidamento dei cittadini nella certezza giuridica - Riconducibilità della disposizione denunciata nell'ambito dell'area semantica della disposizione interpretata - Manifesta infondatezza della questione.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 36, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, censurato in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, nonché ai princípi di ragionevolezza, razionalità, non contraddizione e di affidamento dei cittadini nella certezza giuridica, in quanto la disposizione censurata, nello stabilire che un'area è da considerare fabbricabile, ai fini dell'ICI, «se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo», sarebbe dotata di efficacia retroattiva ed inciderebbe, pertanto, sulla precedente definizione di area fabbricabile rilevante ai fini dell'ICI e contenuta nell'art. 2, comma 1, lettera b ), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. Infatti, la disposizione censurata, avendo natura di interpretazione autentica dell'art. 2, comma 1, lettera b ), di tale decreto legislativo, si limita ad attribuire alla disposizione interpretata uno dei significati già ricompresi nell'area semantica della disposizione stessa e, pertanto, sotto tale profilo, non può ritenersi irragionevole. - In tal senso, v. le citate ordinanza n. 400/2007 e le sentenze n. 234/2007, n. 274, n. 135 e n. 39/2006, n. 291/2003, n. 374/2002. - Sulla legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti dei contribuenti), v. citate ordinanze n. 180/2007, n. 428/2006 e n. 216/2004.