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L'ambiente elettromagnetico e gli effetti tollerati rispecchiano una situazione in cui si registrano disturbi di lunga durata che non influenzano l'accuratezza oltre i valori critici di variazione, e in cui i disturbi passeggeri, che potrebbero causare un degrado temporaneo o una perdita di funzionalità o di rendimento ma da cui il contatore si riprenderà, non influenzano l'accuratezza oltre i valori critici di variazione. Qualora vi sia un alto rischio di fulmini o prevalgano le reti aeree di fornitura dell'elettricità, si provvede alla protezione delle caratteristiche metrologiche del contatore. 4.2. Effetti dei disturbi di lunga durata TABELLA 3 Valori critici di variazione per disturbi di lunga durata Disturbo Valori critici di variazione in % per contatori delle classi: A B C Sequenza di fase invertita 1.5 1.5 0.3 Squilibrio di tensione (solo per contatori polifase) 4 2 1 Contenuti armonici nei circuiti elettrici [*] 1 0.8 0.5 Corrente continua e armoniche nel circuito elettrico [*] 6 3 1.5 Raffiche (burst) 6 4 2 Campi magnetici; Campo elettromagnetico ad alta frequenza (radiofrequenza irradiata); Disturbi indotti da campi di radiofrequenze e immunità da onde oscillanti 3 2 1 [*] Nel caso di contatori di elettricità elettromeccanici non vengono definiti valori di variazioni critici per contenuti armonici nei circuiti elettrici e per la corrente continua e armoniche nel circuito elettrico 4.3. Effetti tollerati di fenomeni elettromagnetici passeggeri 4.3.1. Gli effetti di un disturbo elettromagnetico su un contatore di energia elettrica dovranno essere tali che durante o subito dopo il disturbo: - ogni uscita destinata a testare l'accuratezza del contatore non produca segnali o impulsi corrispondenti a un'energia oltre il valore di variazione critico e in un lasso di tempo ragionevole - recuperare la capacità di funzionamento entro i limiti dell'errore massimo tollerato, e - conservare l'integrità di tutte le funzioni di misurazione, e - consentire il recupero di tutti i dati di misurazione presenti immediatamente prima del verificarsi del disturbo, e - non indichi nell'energia registrata una variazione superiore ai valori critici. Il valore critico di variazione in kWh è pari a m Un Imax 10-6 (m = numero degli elementi di misura del contatore, Un in volt e Imax in ampere. 4.3.2. Per la sovracorrente il valore critico di variazione è 1,5%. 5. Idoneità 5.1. Al di sotto del voltaggio di funzionamento nominale, l'errore positivo del contatore non supera + 10%. 5.2. Il visualizzatore dell'energia totale ha un numero di cifre sufficienti a garantire che l'indicazione non ritorni al valore iniziale quando il contatore abbia funzionato per 4000 ore a pieno carico (I = Imax, U = Un e PF = 1), né il visualizzatore possa essere azzerato durante l'uso. 5.3. Nel caso di mancanza di energia elettrica nel circuito, le quantità di energia elettrica misurate debbono restare disponibili alla lettura per un periodo pari ad almeno 4 mesi. 5.4. Funzionamento senza carico Quando la tensione è applicata senza che nel circuito elettrico circoli la corrente (il circuito elettrico è un circuito aperto) il contatore non registra energia a tensioni fra 0,8 Un e 1,1 Un. 5.5. Avvio Il contatore inizia e continua a registrare a Un, PF = 1 (contatore polifase a carichi equilibrati) e ad una corrente pari a Ist. 6. Unità L'energia elettrica misurata deve essere visualizzata in chilowattora o in megawattora. 7. Messa in servizio a) Qualora uno Stato membro prescriva la misura dell'uso residenziale, esso consente che tale misura sia effettuata per mezzo di qualsiasi contatore della classe A. Per scopi specifici lo Stato membro è autorizzato a prescrivere qualsiasi contatore della classe B. b) Qualora uno Stato membro prescriva la misura dell'uso commerciale e/o industriale leggero, esso consente che tale misura sia effettuata per mezzo di qualsiasi contatore della classe B e/o della classe C. Per scopi specifici lo Stato membro è autorizzato a prescrivere qualsiasi contatore della classe C. c) Lo Stato membro assicura che l'intervallo di corrente sia determinato dal distributore o dalla persona legalmente designata per l'installazione del contatore, di modo che il contatore sia idoneo alla misura accurata del consumo previsto o prevedibile. ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ Le procedure di accertamento di conformità di cui all'articolo 7 tra le quali il fabbricante può scegliere sono le seguenti: B + F, B + D o H1.". Il testo dell'allegato MI-004 del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, citato nelle note alle premesse, come modificato dal presente decreto, così recita: "Allegati Specifici - Allegato VI (Art.1, comma1) CONTATORI DI ENERGIA TERMICA I requisiti pertinenti dell'allegato I, i requisiti specifici e le procedure di accertamento di conformità elencati in questo allegato si applicano ai contatori di calore di seguito descritti e destinati ad uso residenziale, commerciale e per l'industria leggera. DEFINIZIONI Un contatore di energia termica è uno strumento destinato a misurare l'energia termica che, in un circuito di scambio termico, è assorbito o rilasciato da un liquido denominato liquido di trasmissione di energia termica. Un contatore è o uno strumento completo, oppure uno strumento composto dalle sottounità «sensore di flusso», «coppia di sensori di temperatura» e «calcolatore», conformemente alle definizioni dell'articolo 2, lettera b), o ad una combinazione delle medesime. ? = la temperatura del liquido di trasmissione di energia termica; ? in = valore di ? all'ingresso del circuito di scambio termico; ? out = valore di ? all'uscita del circuito di scambio termico; ? ? = la differenza di temperatura ? in - ?out; con ?? = 0 ? max = il limite superiore di ? ai fini del corretto funzionamento del contatore entro l'errore massimo tollerato; ? min = il limite inferiore di ? ai fini del corretto funzionamento del contatore entro l'errore massimo tollerato; ? ? max = limite superiore di ?? ai fini del corretto funzionamento del contatore entro l'errore massimo tollerato; ? ? min = limite inferiore di ?? ai fini del corretto funzionamento del contatore entro l'errore massimo tollerato; q = portata del liquido di trasmissione di calore; qs = valore massimo di q consentito per brevi periodi ai fini del corretto funzionamento del contatore; qp = valore massimo di q consentito in permanenza ai fini del corretto funzionamento del contatore; qi = valore minimo di q consentito ai fini del corretto funzionamento del contatore; P = potenza termica dello scambio termico; Ps = limite superiore di P consentito ai fini del corretto funzionamento del contatore. REQUISITI SPECIFICI 1. Condizioni di funzionamento nominali Il fabbricante deve specificare i valori nominali delle condizioni di funzionamento, vale a dire: 1.1. Per la temperatura del liquido: ? max, ?