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3.e) l'istituzione di un sistema di monitoraggio della qualità dell'acqua una volta depurata e re-immessa in circolo nelle fonti naturali, al fine di tutelare quegli operatori che prelevano direttamente la risorsa per le proprie attività produttive (ad esempio agricoltori per attività di irrigazione) e se ne assumono quindi la responsabilità; 3.f) la creazione di un sistema di incentivi per innovare le partnership tra società di ricerca tra pubblico e privato e incentivo agli studenti per approfondire i propri studi presso società organizzate e certificate (tirocini durante gli anni scolastici presso aziende); 3.g) la promozione della cultura dell'acqua all'interno delle istituzioni scolastiche; 3.h) un programma di prevenzione e di governo dei processi di degrado del territorio, badando alla relazione tra sistema acqua e presenza antropica; 3.i) l'introduzione attenta e dettagliata di una piano di manutenzione informatizzata delle infrastrutture del "Ciclo Integrato delle Acque", gestita in parte anche dall'utente medesimo che ha fatto richiesta al fine di sgravare un costo alla pubblica amministrazione, potendo al tempo stesso avvalersi di tecnologie innovative ed efficaci per l'esecuzione delle opere e la manutenzione, ma capaci al contempo di mitigare l'impatto ambientale, implementando anche norme tecniche, codici per la progettazione e gli interventi, metodologie per la verifica, linee guida e tipologiche delle opere, revisione dei prezziari, formazione, percorsi progettuali ed esecutivi premianti e validati; 3.l) l'impegno a certificare i bacini idrici, insediamenti produttivi, enti gestori della risorsa acqua, ciclo integrato delle acque secondo uno standard credibile e riconosciuto per la sostenibilità idrica, per comprendere il loro uso e impatto sull'acqua e per lavorare in modo collaborativo e trasparente per la gestione sostenibile delle risorse idriche all'interno di un contesto di raccolta attraverso 4 fondamentali principi: bilancio idrico sostenibile; buona qualità dell'acqua; aree sane importanti legate all'acqua (siti e valori); buon governo dell'acqua; 4) a favorire la riqualificazione degli edifici anche dal punto di vista idrico attraverso: 4.a) l'incentivazione alla sostituzione e/o all'ammodernamento degli impianti idraulici; 4.b) la creazione di sistemi di incentivazione fiscale per la costruzione di "tetti verdi", ovvero soluzioni rientranti nella categoria di sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS), per ridurre fino al 90 per cento la dispersione idrica delle piogge, calmierando il loro potenziale impatto nei luoghi altamente urbanizzati, e per contenere gli sbalzi termici e le emissioni inquinanti dell'edificio; 4.c) la formazione di pompe di calore con estrazione e restituzione completa delle acque nel sottosuolo al fine di creare energia nell'edificio. Interrogazioni Atto n. 3-01890 CORRADO NATURALE TRENTACOSTE ANGRISANI DE LUCIA Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: risulta all'interrogante che il 3 agosto 2020 il "Corriere della Sera" abbia dato notizia della vendita al magnate ucraino Olexandr Boguslayev dell'isola Gallinara, situata a distanza di circa 1,5 chilometri dalla costa ligure all'altezza di Albenga e Alassio (Savona), tra Capo S. Croce e la punta di Vadino; l'attenzione e la preoccupazione subito montate e rilanciate dai media dipendono dal timore che un luogo di grande valore naturalistico e storico sia ulteriormente sottratto alla fruizione pubblica e, nonostante la vincolistica stringente, possa diventare oggetto di speculazioni immobiliari che ne stravolgano la fisionomia, fino a minare l'integrità dei suoi ecosistemi terrestri e marini tuttora incontaminati; rileva in particolare, il fatto che la piccola isola (metri 470 per 450; altitudine massima metri 87 s.l.m.), staccatasi dalla terraferma durante il Quaternario, coincida con la "Riserva naturale regionale dell'isola Gallinara" (istituita ex legge regionale 26 aprile 1989 n. 11 in attuazione della legge regionale n. 40 del 1977; riclassificata con legge regionale n. 12 del 1995, modificata con legge regionale n. 32 del 1995), interdetta perciò alla caccia e sede, sulle scogliere del versante sud, di un'imponente colonia di gabbiani reali, nonché sito di interesse comunitario che, come altri 125 in Liguria, ai sensi della direttiva Habitat della Commissione europea è anche Zona speciale di conservazione (ZSC, codice IT324908S); dal 1991 è inoltre compresa nell'area marina protetta "Santuario dei cetacei"; quanto alla cennata importanza storica, basti ricordarla rifugio temporaneo/occasionale di santi e papi fin dall'alto Medioevo, ma soprattutto sede del monastero di san Martino, fondato dai monaci colombaniani e diventato poi abbazia benedettina, che nei secoli VIII-XIV ebbe ampi possedimenti sulla terraferma, da Sanremo a Finale Ligure e persino in Provenza e Catalogna. Nel 1842, l'isola e il monastero, abbandonati dai religiosi fin dal secolo precedente, furono venduti ad un privato dal Vescovo di Albenga; considerato che: in merito alla suddetta vendita avvenuta il 17 luglio 2020 e resa nota all'inizio di agosto 2020, il Comune di Albenga, gestore della riserva fino all'insediamento dell'Ente Parco del Finalese, non sarebbe senza responsabilità; nelle previsioni della già richiamata legge regionale n. 11 del 1989, infatti, il comune, qualora non fosse riuscito a stipulare una convenzione con i proprietari, avrebbe potuto procedere finanche all'espropriazione per pubblica utilità (art. 5) delle aree e degli immobili necessari ad attuare i programmi della Riserva, volti a "a) garantire la tutela e la riqualificazione dell'ambiente naturale dei valori storico - culturali e delle caratteristiche paesaggistiche del territorio interessato con particolare riguardo al patrimonio zoologico botanico archeologico e geomorfologico; b) promuovere la fruizione a fini scientifici culturali e didattici dei beni ambientali in forme compatibili con la loro tutela" (art. 3); perdurando l'immobilismo comunale, i comproprietari della Gallinara (poco meno d'una decina di famiglie liguri e piemontesi di industriali e banchieri che l'acquistarono sul finire degli anni '70, affidandone la sorveglianza alla Gallinaria S.r.l. di Novara) , hanno ora ceduto alle offerte della società di Montecarlo "Galinette", che farebbe capo al Bugoslayev, residente nel Principato, ma cittadino della caraibica Grenada; la cifra offerta ammonterebbe a circa 10 milioni di euro; considerato inoltre che: