[sommcomm]

richiamati i contenuti delle memorie depositate da rappresentanti del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, dell'Agenzia delle entrate, della Guardia di finanza, dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, di Assonime (Associazione fra le società italiane per azioni), nonché di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), nell'ambito delle audizioni svoltesi sul medesimo provvedimento; tenuto conto di quanto rilevato dai soggetti auditi, che hanno messo in evidenza come,con riferimento al settore delle imprese di costruzione, le disposizioni recate dall'articolo 1, comma 1, dello schema, le quali dispongono l'applicazione della deducibilità limitata degli interessi passivi anche ai mutui contratti per la costruzione o ristrutturazione di immobili alla cui produzione e scambio è diretta l'attività dell'impresa, rischino di penalizzare le imprese edili, per le quali il ricorso all'indebitamento costituisce un aspetto fisiologico dell'esercizio dell'attività; considerato che lo schema non sembra recepire la facoltà prevista all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva, di dedurre gli oneri finanziari eccedenti fino a 3.000.000 di euro, nonché tutti gli oneri finanziari eccedenti qualora il contribuente sia un'entità indipendente, ancorché si tratti di semplificazioni per i casi in cui la deducibilità è a minore, se non nullo, rischio di elusione; rilevata la necessità di chiarire, all'articolo 1, comma 3, dello schema, che gli interessi attivi riferiti a strumenti rappresentativi di capitale assumono rilevanza nella misura in cui concorrono, anche parzialmente, alla determinazione della base imponibile; rilevato come l'articolo 1 dello schema non rechi una specifica disciplina delle eccedenze degli interessi passivi maturate in vigenza della tassazione di gruppo, né disponga in ordine alla libera circolabilità delle stesse eccedenze nell'ambito del consolidato; considerata la necessità, all'articolo 2 dello schema, di garantire la compatibilità della normativa secondaria vigente che lo schema intende confermare con le disposizioni di attuazione delle norme proposte; considerata l'esigenza, con riferimento all'articolo 3 dello schema, di disciplinare anche l'ipotesi di trasferimento di asset dalla casa madre estera ad una stabile organizzazione in Italia, qualora lo Stato di provenienza non perda la potestà impositiva sugli asset trasferiti; rilevato che, sempre con riferimento all'articolo 3 dello schema, appare necessario precisare l'ambito soggettivo di applicazione della disciplina dell' entry tax ; considerato che, in relazione al combinato disposto dei commi 5 e 11 dell'articolo 167 del TUIR, novellati dall'articolo 4 dello schema, appare necessario alleggerire l'onere della prova a carico del contribuente in ordine all'esistenza di motivi non fiscali, nonché precisare il regime di validità dell'atto impositivo, qualora vi sia carenza di motivazione nell'avviso di accertamento; rilevato come appaia necessario allineare il testo dell'articolo 167, modificato dall'articolo 4 dello schema, alla previsione dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera a), della direttiva ATAD, che fa riferimento non solo alle cessioni ma anche agli acquisti di beni, nonché alle prestazioni di servizi rese e ricevute con valore economico aggiunto scarso o nullo, per individuare l'esistenza di elementi reddituali che determinano l'applicazione della disciplina CFC; considerata la necessità, ancora in relazione ai disallineamenti da ibridi, di precisare che, ai fini delle norme proposte, rileva fiscalmente il solo disallineamento concretamente verificatosi, nonché di consentire al contribuente di fornire la prova contraria della legittimità del proprio operato con riferimento alle operazioni infragruppo e di introdurre l'obbligo di motivazione rafforzata negli atti impositivi emanati nell'alveo della disciplina anti-ibridi; considerato quanto sottolineato nel corso delle audizioni circa il fatto che la regolamentazione anti-ibridi della direttiva cosiddetta ATAD 2 è disciplina cogente per tutti gli Stati UE, i suoi precetti sono vincolanti ed il loro eventuale inadempimento è sanzionabile e pertanto il contribuente dovrebbe disporre di adeguati strumenti giuridici che gli consentano di dimostrare che i tipici effetti dei fenomeni ibridi non si sono in concreto verificati; rilevato come sia emersa nel corso delle audizioni l'opportunità di chiarire se debbano o meno considerarsi intermediari finanziari anche gli intermediari finanziari non residenti che operino in Italia mediante una stabile organizzazione, tenuto conto che l'articolo 152 del TUIR impone alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti di redigere un rendiconto d'esercizio con le stesse modalità di redazione del bilancio seguite dai soggetti residenti aventi le medesime caratteristiche; nella medesima sede è emersa anche l'opportunità di chiarire, se la nozione fiscale di "società con partecipazione finanziaria" si applichi o meno anche nei confronti delle holding bancarie, nonché di intervenire sulle norme proposte per mantenere inalterato l'ambito soggettivo degli operatori finanziari che hanno l'obbligo di inviare le comunicazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi all'Anagrafe tributaria; considerato che in relazione alla normativa transitoria di cui all'articolo 13 dello schema, è emersa l'opportunità di: precisare il regime transitorio dei proventi e oneri finanziari che concorrono alla determinazione del "ROL fiscale"; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: a) con riferimento all'articolo 1 del provvedimento in esame che sostituisce l'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, valuti il Governo l'opportunità di estendere la nuova disciplina in materia di deducibilità di cui all'articolo 1 anche agli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione per le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare, di cui all'articolo 1, comma 36, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché agli interessi per spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari, di cui all'articolo 32, comma 13, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134; b) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 1, alinea articolo 96, comma 3, sopprimendo la parola "integralmente", al fine di chiarire che gli interessi attivi assumono rilevanza nella misura in cui concorrono, anche parzialmente, alla determinazione della base imponibile; c) valuti il Governo l'opportunità di modificare il medesimo articolo 1, alinea articolo 96, comma 14, inserendo dopo la parola "soggetto" le parole ", ad esclusione di quella generatasi in periodi d'imposta anteriori all'ingresso nel consolidato nazionale,", per chiarire la disciplina delle eccedenze degli interessi passivi con riferimento alla tassazione di gruppo; d) valuti il Governo l'opportunità di modificare il medesimo articolo 1, inserendo dopo il comma 1, il seguente comma 2: