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Il disegno di legge (articolo 6) disciplina la responsabilità delle associazioni in ordine alla veridicità delle dichiarazioni rese con il certificato di rilevanza storico-collezionistica, prevedendo che qualora risulti iscritto ad un registro dell’associazione un veicolo falsamente certificato come di interesse storico e collezionistico, l’autorità competente ne ordina all’associazione la cancellazione ed il veicolo decade con effetto immediato dai benefici di legge. In tal caso l’associazione è punita con sanzioni amministrative pecuniarie che da euro 500 ad euro 5.000 nel caso di prima violazione, può giungere fino alla sanzione da 2.000 a euro 20.000, e con la pena amministrativa accessoria della cancellazione dal registro dell’amministrazione, se la condotta è più volte reiterata; inoltre l’associazione responsabile di una falsa certificazione è responsabile della reintegrazione all’Erario delle minori somme corrisposte per il periodo in cui il veicolo certificato è stato illegittimamente iscritto nel registro dell’associazione stessa, comprensive degli interessi legali ed eventualmente in solido con il proprietario del veicolo, ove ne sia stato dimostrato il dolo. È inoltre espressamente prevista la responsabilità per fatto illecito delle associazioni che, con abuso di potere, procedano alla cancellazione dal proprio registro di un veicolo ivi iscritto. Proprio al fine di garantire il pagamento dell’eventuale sanzione amministrativa pecuniaria, del reintegro delle maggiori somme eventualmente dovute all’Erario ovvero della obbligazione pecuniaria nascente da fatto illecito, le associazioni sono tenute a stipulare apposita polizza assicurativa. Sono inoltre disciplinati (articolo 7) una serie di obblighi di informazione posti in capo alle associazioni, anche al fine di permettere l’espletamento di idonea attività di vigilanza e controllo da parte dell’Amministrazione. È pertanto previsto che le associazioni comunichino all’Amministrazione l’iscrizione nel proprio registro di ogni veicolo, entro il termine di venti giorni dalla data di rilascio del relativo certificato di interesse storico e collezionistico e che, nel termine di due mesi dalla stessa data, trasmettano copia dell’intera documentazione riguardante il veicolo certificato. Obblighi di comunicazione sono posti anche con riferimento ad ogni variazione che faccia venir meno una delle condizioni o dei requisiti minimi richiesti per la costituzione di nuove associazioni: per tale ipotesi, con provvedimento dell’Amministrazione, è assegnato un termine entro il quale l’associazione deve comunicare l’avvenuto reintegro dei requisiti e delle condizioni di legge; diversamente resta sospesa dall’attività di rilascio del certificato di interesse storico e collezionistico a tempo indeterminato, e comunque fino alla revoca del provvedimento di sospensione, che può essere adottato alla comunicazione del ripristino dei requisiti o delle condizioni minime richieste. Nell’espletamento dell’attività di controllo l’Amministrazione può accedere alla documentazione concernente l’organizzazione e l’attività delle associazioni e può anche effettuare ispezioni: è disciplinato il procedimento di contestazione di irregolarità all’associazione. Con riferimento all’immatricolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico (articolo 8), è essenziale l’esibizione del certificato di interesse storico e collezionistico. Nel caso, poi, di reimmatricolazione di veicoli già iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o a richiesta del precedente proprietario, è ammessa la facoltà del richiedente di poter ottenere, a proprie spese, targhe e carta di circolazione conformi a quelle rilasciate al momento della prima immatricolazione, così come è prevista la possibilità, per i veicoli provenienti dall’estero, di conservare le targhe d’origine: da tale previsione restano esclusi i veicoli che risultano demoliti ai sensi della normativa vigente in materia di contributi statali alla rottamazione. All’atto dell’iscrizione di un veicolo in uno del registri delle associazioni, è rilasciata una targa supplementare di identificazione recante la lettera «H» ( historicum ): tale targa consente alle forze dell’ordine di prontamente identificare il veicolo come di interesse storico e collezionistico, al fini dell’applicazione della diversa disciplina che la legge garantisce, anche in materia fiscale. È rimessa alle associazioni l’attività di produzione delle targhe e delle carte di circolazione conformi a quelle di prima immatricolazione, nonché della targa supplementare: è fatto rinvio ad un decreto applicativo per la disciplina delle competenze e delle procedure per il rilascio delle targhe e della carta di circolazione, nonché le procedure per l’annotazione del veicoli in parola nell’Archivio nazionale del veicoli. Per gli stessi è comunque prescritto l’obbligo di iscrizione al PRA entro il termine di sessanta giorni dalla data della immatricolazione o reimmatricolazione. La circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico (articolo 9) è subordinata al possesso delle caratteristiche e i requisiti tecnici richiesti al momento della costruzione, salvo le modifiche effettuate in relazione alle esigenze della sicurezza della circolazione stradale. Qualora abbiano subìto importanti e documentate modifiche, ovvero siano stati reimmatricolati, i veicoli di interesse storico e collezionistico possono essere riammessi alla circolazione solo a seguito dell’approvazione da parte degli uffici della motorizzazione civile del Ministero dei trasporti, da effettuarsi secondo procedure rinviate all’adozione di apposito regolamento. La revisione viene disposta ogni quattro anni sulla base di specifici criteri individuati con apposito decreto del Ministro dei trasporti. È punita con sanzione amministrativa pecuniaria la circolazione di un veicolo non conforme alle prescrizioni di legge o regolamentari. L’articolo 10 reca le necessarie modifiche al Codice della strada ed al relativo regolamento di esecuzione, conseguenti alla circostanza che, con l’introduzione delle norme di cui al disegno di legge in commento, la categoria del veicoli di interesse storico e collezionistico non è più da definirsi afferente ai veicoli atipici, ma trova una sua puntuale disciplina. È infine prevista l’adozione di un regolamento recante disposizioni applicative (articolo 11), con particolare riferimento alla natura e l’entità delle modifiche o sostituzioni ammissibili sul veicoli di interesse storico e collezionistico che, in ogni caso, non possono superare una percentuale di incidenza, rispetto all’originalità del veicolo e procedure per la verifica dell’idoneità alla circolazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico alla circolazione su strada ed i relativi costi. In materia di tasse automobilistiche, l’articolo 12 espressamente prevede l’applicabilità del beneficio dell’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica (articolo 63, comma 3, della legge n. 342 del 2000) ai veicoli in parola: si precisa inoltre che la proprietà di un veicolo di interesse storico e collezionistico non costituisce elemento indicativo di capacità contributiva.