[resaula]

Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.2. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, identico all'emendamento 4.200, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.1, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, se la senatrice Garnero Santanchè mi avesse dato prima quella spiegazione, forse avrei potuto anche cambiare idea. Mantengo comunque i miei emendamenti soppressivi. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, faccio un solo intervento sugli articoli 5, 6 e 7. Si tratta di aumenti di pena rispetto a reati la cui pena è stata aumentata ad agosto 2017. Su alcuni di questi noi e la Lega abbiamo votato contro nell'agosto del 2017. Mi auguro che, per coerenza, si voti contro un ulteriore aumento di pena, che diventerebbe abbastanza ridicolo. La gente è già costretta a comprare in continuazione i codici, perché un Parlamento schizofrenico, a distanza di meno di un anno, aumenta le pene. A distanza di veramente pochi mesi diventa qualcosa che non ha nemmeno la possibilità di essere sostenuto, perché non si può neanche dire che quell'aumento non abbia avuto effetti. Infatti, nessuno di noi ha alcun elemento di giudizio e di valutazione per dire se quell'aumento di pena ha avuto un'efficacia di deterrenza o meno. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori, identico all'emendamento 5.2, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.5, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, fino alle parole « lettere a)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.3. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . In terza fila, vi prego di estrarre la scheda dal dispositivo elettronico in assenza del collega. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 6. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore Caliendo e da altri senatori, identico agli emendamenti 6.2, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, e 6.200, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.9, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, fino alle parole « lettere a)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.3 a 6.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.6, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, fino alle parole « lettere b)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.8, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, è curioso notare che nella formulazione di questo articolo si faccia espresso riferimento all'equo apprezzamento del giudice; equo apprezzamento che negli altri articoli del disegno di legge si tenta di eliminare totalmente. L'articolo 7 inserisce un secondo comma all'articolo 2044 del codice civile: «Nei casi di cui all'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale, la responsabilità di chi ha compiuto il fatto è esclusa». Visto che la formulazione vigente dell'articolo 2044, primo comma, già prescrive che non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri - a nostro modo di vedere - l'introduzione risulta solo un'inutile ripetizione e sembra ribadire un concetto di punibilità, tipico della sede penale, trasferito nella sede civile. Il resto dell'articolo rimette all'equo apprezzamento del giudice l'indennità dovuta al danneggiato di eccesso colposo di legittima difesa. L'articolo 7 fa riferimento solo alla legittima difesa domiciliare, ipotesi rafforzativa che non troverà quasi mai ragione di esistere se passasse il resto della riforma. Come ha ben illustrato il senatore Ugo Grassi, il problema è adeguare le norme procedurali penali con quelle procedurali civili, e questo problema non può essere risolto dagli emendamenti presentati. Il giudice civile, sulla commissione di un fatto, si riserva sempre di poter decidere ai fini del danno, anche se quel fatto è dichiarato non punibile dal giudice penale. Quindi, sotto questo profilo, si dovrebbe rivedere quella che è la differenza tra le due procedure, penale e civile. CALIENDO (FI-BP) .