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Infatti sottolineiamo che l'insularità non è semplicemente uno svantaggio naturale delle isole, ma una peculiarità delle stesse e soprattutto vogliamo impegnare la Repubblica, lo Stato, il Governo ad adottare misure concrete per superare i numerosi gap che riguardano le isole, specialmente quelli infrastrutturali. A questo proposito, voglio ricordare che la Sardegna ha bisogno di importanti interventi sotto questo profilo e che abbiamo ancora strade molto pericolose. Non abbiamo una ferrovia statale in tutta la costa est dell'isola; infatti, la ferrovia statale attraversa soltanto l'altra parte dell'isola e questo rappresenta un notevole gap per i nostri cittadini. Ma i gap per le isole sono anche altri: abbiamo un paesaggio naturale da tutelare, con ecosistemi molto fragili. Quindi, attenzione anche all'ambiente. Questo provvedimento vuole sollecitare lo Stato ad adottare misure che siano davvero strutturali: non soltanto la necessaria compensazione economica, con oneri che poi sono sempre a carico dei cittadini, ma anche veri e propri investimenti. A questo proposito voglio ricordare che l'ultima legge di bilancio, quella per il 2022, ha previsto 100 milioni di euro per le isole, ma naturalmente non basteranno; ogni anno bisognerà stanziare dei fondi per superare questi svantaggi. Voglio concludere, signor Presidente, ringraziando tutti coloro che se ne sono occupati, in particolare i senatori, e auspicando che davvero il principio di insularità venga declinato dal nostro legislatore con interventi concreti. Non basta soltanto l'intervento statale, ma auspichiamo anche una normativa europea in questo senso. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,02) PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Papatheu. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, mi preme ringraziare innanzitutto chi oggi ci ha permesso di arrivare qui, ovvero i cittadini, i sindaci e chi si è fatto promotore di questa iniziativa, che ha raggiunto le 200.000 firme: un risultato importante, cui ovviamente hanno contribuito anche le forze politiche presenti, che oggi voglio ringraziare in maniera particolare. In effetti, nella vita reale, quando esco, vado al bar, viaggio, sono per strada, la mia condizione di siciliana suscita in me grande fascinazione. Questo naturalmente grazie alla storia della mia Sicilia, che vanta insediamenti greci, che hanno scelto proprio la Sicilia come prima colonia, ma anche grazie alla letteratura: voglio evidenziare che la maggior parte della letteratura è siciliana. Eppure questi elementi di fascinazione e di orgoglio diventano spesso, invece, motivo di umiliazione e a volte di difficoltà. Quando entro nelle Commissioni, il fatto di essere meridionale, di lavorare e vivere al Sud e, ancor di più, di essere isolana, con tutto quanto ne consegue, mi fa sentire in uno stato di difficoltà, quasi con il cappello in mano. Tuttavia, oggi quello che è stato riconosciuto dai nostri Padri costituenti, dall'Europa e dall'Italia tutta si traduce in un provvedimento importante. Quelle stesse persone che fuori mi apprezzano e magari in qualche Commissione, invece, soffrono la mia presenza solo perché sono meridionale e quindi difendo sempre le ragioni del Meridione, mi sembra che vivano in uno stato confusionale, perché l'insularità è un dato di fatto. Mi preme ringraziare in particolare i colleghi del Gruppo di Forza Italia, cui veramente posso dire orgogliosamente di appartenere, che hanno la maggiore responsabilità di questo risultato, a cominciare dalla nostra presidente, Anna Maria Bernini (Applausi) che è stata per noi, insieme al senatore Floris e anche alla presidente Casellati ovviamente, la protagonista di questo provvedimento. L'insularità, come hanno espresso bene i miei colleghi, è un diritto che è stato riconosciuto anche grazie a studi nazionali, non siciliani o sardi, o delle isole minori, che hanno confermato che per noi isolani il costo vita è più elevato del 20 per cento, con un costo annuo che va dai 3.000 ai 5.000 euro per ognuno di noi. Questo provvedimento quindi è importante e spero venga accolto dal Governo anche come un monito a porre attenzione a quelli che saranno da oggi in avanti i provvedimenti che verranno presi, soprattutto per portare in Europa quelli che permettono la vera coesione sociale. Oggi queste differenze sono legate a dei dati importanti, perché rappresentano gli interessi di 6,5 milioni di italiani che vivono nelle isole, il dato più importante a livello di Unione europea dopo la Brexit. Oggi abbiamo la possibilità di far approvare questo testo e di tornare alla volontà dei Padri costituenti, cioè un'uguaglianza tra Nord e Sud, ma a questo punto aggiungo "isole comprese". (Applausi) . Le peculiarità sono evidenti: dalle infrastrutture all'energia, dalle reti alla sanità, e soprattutto il grave problema dello spopolamento, visti i tassi di immigrazione che nelle isole sono i più alti di tutti. Riconoscimento dell'insularità significa quindi riduzione degli oneri derivanti da tale discontinuità territoriale, con persone e merci che potranno muoversi finalmente con minori costi. Spero che il Governo faccia valere questa posizione anche in Europa e che la faccia valere anche a livello nazionale, da un punto di vista economico ma anche fiscale. L'obiettivo non è, come è stato finora per tutti noi meridionali isolani, andare sempre col cappello in mano, ma pretendere il riconoscimento di un diritto. Oggi questo diritto ci viene riconosciuto ed è per questo che ringrazio il Governo e voglio citare il testo dell'articolo 1, che all'articolo 119 della Costituzione, dopo il quinto comma, inserisce il seguente: « La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità ». Questo porterà un importante cambiamento per chi ci ascolta. Le Regioni insulari presentano caratteristiche geografiche, economiche, demografiche e sociali specifiche che comportano sfide uniche nel quadro dell'applicazione delle politiche europee: dimensioni ridotte, quindi superficie, popolazione, economia, mercato locale ridotti (con conseguenti grandi difficoltà a realizzare economie di scala), costi di trasporto elevati, relazioni industriali molto complicate che non consentono uno sviluppo come quello del Nord, deficit di competenza imprenditoriale, di infrastrutture e di offerta di servizi per le imprese rispetto al Nord, compressione dei servizi sociali e formativi ai cittadini, che di recente subiscono - quelli delle isole mediterranee - il fenomeno migratorio in termini più massicci. A questo punto penso di non dover ripetere quello che è già stato detto, ma voglio evidenziare che questo provvedimento ha avuto il consenso di tutte le forze politiche, con i voti favorevoli sia in prima lettura che in seconda fra Camera e Senato e per questo ringrazio, perché abbiamo dimostrato che la politica non fa schifo come spesso sentiamo. Non siamo qui per prendere like o per aumentare il numero dei nostri follower come degli influencer : siamo qui per fare una politica che metta al centro i problemi dell'Italia tutta, da Nord a Sud, isole comprese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Doria. Ne ha facoltà. DORIA (L-SP-PSd'Az) .