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tuttavia, nonostante l'adozione di tali atti, il trend dell'aumento dei contagi regionali è in costante aumento, a dimostrazione che la chiusura anticipata delle istituzioni scolastiche non ha inciso in alcun modo sull'andamento decrescente della curva epidemiologica regionale; in Campania, dunque, l'attività didattica in presenza è stata sostanzialmente sospesa a partire dal 4 marzo 2020 e le scuole sono rimaste aperte per poco più di una decina di giorni nei mesi di settembre ed ottobre 2020: la chiusura dei plessi scolastici, tuttavia, non solo non si è dimostrata una misura utile ai fini del contenimento dell'emergenza epidemiologica, essendo state perse le tracce su eventuali casi di positività (con gli studenti che potevano circolare liberamente, non essendo obbligati a restare a casa), ma, soprattutto nei contesti più fragili, caratterizzati da povertà economiche, educative e culturali, ha determinato l'alto rischio di un consistente, ed irrecuperabile, aumento della dispersione scolastica; le scuole, alla data odierna (11 novembre), restano ancora chiuse, con l'attivazione della didattica a distanza, a partire dal 15 ottobre, nonostante anche nelle più recenti misure assunte dal Governo per il contenimento della diffusione del virus COVID-19 tale regione non sia considerata tra quelle a più alto rischio (zona arancione o zona rossa), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non reputino opportuno acquisire i dati della Regione Campania sulla base dei quali è stata assunta la decisione di chiudere le scuole primarie e secondarie, disponendo la sospensione dell'attività didattica in presenza già dal 15 ottobre 2020; se non reputino prioritario richiedere ragguagli sull'eventuale strategia per la riapertura delle scuole, e dell'attività in presenza, in Campania. Atto n. 3-02092 MALAN Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti riveste un ruolo fondamentale nel settore delle concessioni autostradali; ad esso spetta il compito di difendere gli interessi dello Stato e dei cittadini rispetto alle agguerrite controparti private su partite miliardarie, dal punto di vista non solo finanziario, ma anche della sicurezza; tutte le autostrade, che siano date in concessione o meno, sono proprietà dello Stato; ciò comporta la necessità di verificare che vengano mantenute in buono stato e attrezzate nel rispetto delle norme, sia per garantire la sicurezza dei milioni di viaggiatori, sia per tutelare il patrimonio pubblico costituito da tali infrastrutture, la cui costruzione e manutenzione è stata pagata nel corso dei decenni con le centinaia di miliardi di euro o equivalenti versati con i pedaggi; nella giornata dell'11 novembre 2020, gli organi di informazione hanno dato grande rilievo a misure cautelari, tra cui 3 arresti, disposti nei confronti di 6 dirigenti ed ex dirigenti di Autostrade per l'Italia (ASPI); i dirigenti dell'azienda che gestisce metà della rete autostradale italiana hanno diritto ad essere considerati presunti innocenti fino a quando i tribunali non dovessero eventualmente stabilire la loro colpevolezza; tuttavia, da quanto viene pubblicato si desumono gravi carenze per quanto riguarda la manutenzione e la sicurezza, in particolare a proposito del "ponte Morandi" di Genova; due dirigenti sono stati colti in una conversazione 50 giorni prima del crollo, da cui emerge che erano consapevoli della corrosione dei cavi; anche le barriere antivento ed altro erano gravemente carenti e la manutenzione , si legge nelle trascrizioni delle intercettazioni, era trascurata per aumentare gli utili; nel corso della XVII Legislatura, il 1° giugno 2017, rispondendo all'atto di sindacato ispettivo dell'interrogante 3-03533, in cui si chiedeva se e come fosse stata realizzata presso il Ministero la rotazione degli incarichi dirigenziali prevista dall'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, la cui importanza è stata ribadita dall'ANAC nel piano anticorruzione del 2016, il sottosegretario pro tempore rispondeva che presso il Ministero tutti gli incarichi vengono ciclicamente posti ad interpello e assegnati a domanda degli interessati, il che non significa rotazione, ma che la situazione della direzione sulla vigilanza delle concessionarie autostradali presenta delle particolarità e in un primo momento, nel 2012 il Ministro pro tempore valutava la necessità di garantire la continuità dell'azione amministrativa, nominando direttore colui che svolgeva le medesime funzioni presso l'ANAS, si chiede di sapere: se negli anni precedenti agli eventi di agosto 2018 sia stata svolta un'attività di controllo sulla manutenzione e la sicurezza della rete gestita da ASPI, e con quali esiti; come mai sia del tutto sfuggita la precarietà del ponte Morandi; quali misure siano state prese rispetto alla riduzione degli interventi di manutenzione. Atto n. 3-02093 BINETTI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che la graduatoria del concorso di specializzazione in medicina di quest'anno non è stata ancora pubblicata. In una nota delle ore 12 del 5 ottobre 2020, il Ministero dell'università e della ricerca aveva reso noto che la comunicazione ufficiale che oltre 22.000 aspiranti specialisti in tutta Italia attendevano da giorni era sospesa a causa dei numerosi ricorsi ricevuti. Di fatto era la prima volta che i punteggi definitivi non venivano trasmessi nella data stabilita. Solo pochissimi giorni fa, dopo oltre un mese dalla data prevista, la graduatoria è stata resa nota, anche se ha carattere provvisorio; la graduatoria dei vincitori del concorso per specializzandi (23.756 candidati) oggi c'è, ma il concorso non si può considerare chiuso. Il Ministero non è in grado di definire con esattezza quali e quanti giovani medici saranno ammessi alle scuole di specializzazione. Il Ministero ha pubblicato, infatti, una graduatoria non definitiva, visibile nell'area riservata del sito "Universitaly" da ogni candidato. Il paradosso è che la classifica dei partecipanti tiene conto, come dice il comunicato ministeriale, "delle pronunce del Tar Lazio e del Consiglio di Stato". Si tratta però di direttive tra loro opposte; il concorso per le borse di specializzazione in medicina si è tenuto il 22 settembre 2020, con un ritardo di due mesi a causa del coronavirus. Il numero dei posti da assegnare era stato aumentato dal Ministero della salute e quello dell'università, passando da 8.776 a 14.395, con l'obiettivo di avere più occupati nel settore per risolvere uno dei maggiori problemi del sistema sanitario italiano, evidenziati in modo particolare proprio durante la pandemia, cioè la mancanza di specialisti; come è noto in Italia infatti i laureati in medicina non mancano, ma non ci sono gli specialisti. La capacità di formazione specialistica post lauream è inferiore sia rispetto al numero dei laureati sia rispetto al reale fabbisogno di medici specialisti; tra il numero degli studenti iscritti al primo anno in medicina e quelli che si laureano la percentuale si avvicina al 90 per cento. Mentre tra coloro che si laureano e i posti disponibili nelle scuole di specializzazione ci sono circa 6.000 laureati in medicina "in esubero".