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È vero che poi il decreto-legge è stato modificato, prevedendo ulteriori due cessioni del credito, ma è altrettanto vero che nel frattempo il sistema si è fermato per almeno due mesi. Ora, visto il momento che siamo costretti ad attraversare, credo sia importante sostenere le imprese e quindi il lavoro. Penso sia fondamentale, visti i rallentamenti subiti, prorogare subito la scadenza del 30 giugno, per dare certezze, che sono la base di una seria programmazione. (Applausi) . Forza Italia ha portato importanti contenuti per migliorare il decreto-legge. Penso ad esempio - è già stato ricordato, ma è importante - alle remissioni degli inadempienti per problemi economici e alla rateizzazione della rottamazione- ter , a saldo e stralcio, con le dovute proroghe. È evidente infatti che non si tratta di volontà, ma di impossibilità oggettiva di versare le tasse a causa della pandemia. Anche in questo modo si tutela chi lavora e crea lavoro e si consente la sopravvivenza di attività che altrimenti sarebbero destinate a morire. Signor Presidente, tengo anche a dire che dobbiamo davvero garantire il lavoro in questo momento. Per questo sarebbe stato opportuno approvare un emendamento presentato non solo da Forza Italia, ma anche condiviso ampiamente a un tavolo della maggioranza, alla presenza delle parti sindacali, che avrebbe permesso di continuare la somministrazione a tempo indeterminato per 100.000 lavoratori. Meglio garantire il lavoro a tempo indeterminato, anche se in somministrazione, o rischiare di lasciare a casa 100.000 lavoratori? È questo il rischio ampiamente denunciato, se non si interviene subito. A proposito di lavoro, consentitemi di ricordare, a nome del Gruppo Forza Italia e della nostra capogruppo Anna Maria Bernini, che fra tre giorni ricorrerà l'anniversario della morte di Marco Biagi. (Applausi) . Vent'anni sono passati dalla sua tragica scomparsa, ma è impossibile dimenticare la sua visione del lavoro e di quella cultura del lavoro tanto attuale, che ancora e soprattutto oggi rimane fonte di ispirazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Il provvedimento su cui stiamo discutendo oggi è datato 27 gennaio e nasce per dare una risposta alle attività maggiormente colpite dalla pandemia, per dare ristoro a quelle che sono state chiuse, per contenere la diffusione del Covid e gli effetti diretti e indiretti dell'aumento dei prezzi, soprattutto quelli riferiti alle principali fonti energetiche. Il decreto-legge è stato pubblicato a gennaio, come dicevo, già in ritardo rispetto alle misure di contenimento di dicembre. Dal mio punto di vista, avrebbero dovuto essere contestuali, come ho già ribadito in un intervento precedente: quando si decide di chiudere un'attività, probabilmente sarebbe corretto anche elargirle subito il ristoro. (Applausi) . Questo provvedimento poteva dare risposte in quel contesto, ma oggi la situazione è completamente diversa. Allora si credeva - e soprattutto si sperava - che questa fosse la coda della pandemia e che, con l'arrivo della bella stagione, avremmo visto finalmente il ritorno a una pseudo-normalità, quindi il provvedimento in esame in questo momento è superato dall'ulteriore emergenza dovuta al conflitto in Ucraina, che ha decisamente peggiorato la situazione. Il caro energia, le incertezze dell'andamento dei prezzi e la crisi di approvvigionamento delle materie prime ci impongono serie valutazioni, ma soprattutto azioni importanti per calmierare l'aumento del costo dell'energia e del gas, che impatta su famiglie e imprese, nonché sull'intera filiera dell'approvvigionamento. Il costo delle materie prime e l'aumento dell'inflazione mettono a rischio la ripresa del Paese, se non la fermano addirittura. Siamo a conoscenza di acciaierie che sono state indotte a scegliere di fermare la produzione per quattro settimane, perché i costi sono insostenibili e chiaramente i dipendenti sono stati collocati in cassa integrazione. Altre aziende stanno valutando questa ipotesi ed è evidente che non possiamo permettercelo. Se l'economia si ferma, rischia di morire, portando con sé tutte le conseguenze e può addirittura mettere a rischio l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È stato detto prima che di PNRR ce ne vorrebbe un altro ed è evidente che serve una forte iniezione di liquidità. I decreti che vengono emanati in questo periodo di ulteriore emergenza trovano le risorse all'interno del bilancio, che, com'è facile comprendere, non sono inesauribili ed è evidente come sia necessario ipotizzare un suo ulteriore scostamento; valutare insieme all'Europa di mettere in campo anche nuovi strumenti, come l'eurobond; adoperarsi presso le istituzioni europee affinché il quadro temporaneo dell'Unione europea venga esteso e potenziato, anche al fine di consentire la proroga della moratoria alle micro, piccole e medie imprese relativamente all'apertura di credito e concessione di prestiti e finanziamenti. La liquidità è finita e, se non diamo ristoro a queste aziende e non le aiutiamo prorogando queste moratorie, non ce la faranno da sole, quindi ci dev'essere un impegno da parte del Governo per raggiungere quest'obiettivo. Calmierare e contenere gli aumenti di gas ed energia devono essere le azioni prioritarie di questi mesi, perché non solo produrre, ma anche trasportare le merci con questi costi non è sostenibile. Famiglie, imprese ed enti locali, con relativi servizi, sono già in difficoltà e non possiamo fare affidamento sulla loro resilienza, perché questa è già stata provata dalla pandemia. Forte è la preoccupazione e l'allarme viene anche dal mondo dell'agricoltura; per l'approvvigionamento di concimi e mangimi e per l'aumento dei costi dell'energia e della benzina e del gasolio (che serve anche per il trasporto). Si devono varare misure urgenti, perché questo serve a garantire la sopravvivenza dei prodotti made in Italy . È un comparto vitale, che, oltre all'aumento dei costi, deve affrontare il problema della diminuzione di produzione per la siccità. Tornando al provvedimento sostegni- ter , possiamo esprimere soddisfazione per gli emendamenti che prima citava il relatore Misiani: l'esenzione IMU per le abitazioni inagibili colpite dal sisma, per l'allargamento dei codici Ateco, per la riapertura dei termini per rottamazione- ter e saldo e stralcio. Come diceva prima, voglio ricordare che tanti emendamenti non erano onerosi, ma volti alla semplificazione. Chiedevamo che queste proposte emendative fossero quantomeno esaminate e che tutte avessero una risposta, perché alle volte semplificare significa anche far risparmiare i cittadini, perché la burocrazia è un costo. Quindi, il nostro lavoro era volto a fare questo, perché le risorse a disposizione dei parlamentari erano poche e ne siamo tutti consapevoli; però sulla semplificazione bisognava dare risposte più attinenti alle esigenze dei cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) .