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Anche nel PNRR, però, ci sono interventi per alcune tratte della Salerno-Reggio Calabria, come sappiamo, e una parte della Brescia-Vicenza-Padova è già in esecuzione, come ricordato recentemente anche da Ferrovie dello Stato. Per ciò che concerne la Sardegna, che pure non è oggetto dell'interrogazione, le stiamo prestando un'attenzione particolare nel PNRR; ci sono alcuni interventi sui cosiddetti treni storici, ma evidentemente non sono quelli di cui si voleva parlare. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Malan, per due minuti. MALAN (FIBP-UDC) . La ringrazio, signor Ministro, per le rassicurazioni e i tempi di cui ci ha parlato. Ha aggiunto anche il tema delle nomine per determinate società, che sono fondamentali per la realizzazione di quanto il nostro Paese necessita. Conto che tali nomine siano fatte con il criterio della competenza e della condivisione della necessità, per il nostro Paese, di completare queste opere, che - come ho detto - sono indispensabili per crescere in tutti i settori economici e anche per una politica dei trasporti più razionale e più rispettosa dell'ambiente. Per quanto riguarda l'attraversamento dello Stretto di Messina, lei ha parlato di attraversamento stabile e di attraversamento dinamico. Sarei stato più rassicurato se avesse detto la parola "ponte"; però, se la sostanza è quella, va bene. Sappia che su questo dovrebbe esserci una grande convergenza nel Paese, perché sono opere che interessano a tutti. Sappiamo bene com'è cambiato il modo di muoversi e siamo consapevoli del miglioramento delle possibilità economiche, degli scambi e degli spostamenti nelle zone del nostro Paese che sono state toccate dall'alta velocità ferroviaria, oltre naturalmente alla necessità di provvedere anche negli altri settori delle infrastrutture. PRESIDENTE . Il senatore Corti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02530 sulla programmazione dell'attività di sorveglianza e ispezione dei viadotti autostradali, per tre minuti. CORTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per l'attenzione. Come noto, nell'aprile 2020 sono state emanate le linee guida del Consiglio superiore dei lavori pubblici in materia di sorveglianza di ponti e viadotti, che costituiscono il riferimento per l'adozione, da parte di Anas e dei concessionari autostradali, delle azioni da porre in essere in ordine all'approfondimento e alla frequenza delle ispezioni, alla programmazione temporale degli interventi, nonché agli eventuali provvedimenti di limitazione del traffico. Tuttavia, sappiamo che i ritardi burocratici incidono molto sulla programmazione e sull'esecuzione degli interventi di manutenzione obbligatoria a cui devono essere sottoposti i viadotti in base ai parametri stabiliti dalle linee guida in questione. Quindi, considerato che le ispezioni da parte del personale del Ministero possono determinare la chiusura immediata di intere tratte autostradali che presentano criticità a causa di ritardi nella manutenzione - come citato poc'anzi - e che questo meccanismo può creare vere e proprie distorsioni, anche con l'adozione improvvisa di provvedimenti di limitazione del traffico in seguito a sopralluoghi da parte del Ministero e di Aspi (com'è accaduto nel caso del viadotto di Valle Ragone, che abbiamo sentito esporre poc'anzi da un altro senatore interrogante), dobbiamo tuttavia ricordare in quest'ambito che i sindaci dell'area inerente al viadotto di Valle Ragone avevano già chiesto e segnalato più volte ad Autostrade per l'Italia la necessità di un controllo della zona relativa. Questo è avvenuto anche nel febbraio 2021. È stato risposto a questi sindaci, che lavoravano in sinergia, che i controlli sono trimestrali e quindi non è stato seguito un approccio costruttivo nei confronti dei sindaci del territorio (questo è motivo di rammarico). Considerato che ormai sono passati tre anni dalla tragedia del ponte Morandi, purtroppo non esiste ancora un piano che garantisca una compatibilità tra gli interventi di messa in sicurezza delle opere e le esigenze di imprese e cittadini. Queste misure di blocco improvviso penalizzano infatti soprattutto i trasporti eccezionali, creando grandi danni economici a tutti gli operatori del settore. Tale situazione però rischia soprattutto di sfavorire tutti i cittadini e le imprese che usufruiscono del trasporto su gomma, causando code e rallentamenti dovuti allo spostamento obbligato dei mezzi pesanti sulla viabilità ordinaria. Tutto ciò premesso, con quest'interrogazione sollecitiamo il Governo per sapere quali iniziative di propria competenza intenda adottare per modificare questo meccanismo di chiusura improvvisa di autostrade importanti, chiarendo anche il criterio in base al quale sono scelte le arterie oggetto di ispezione, al fine di garantire una compatibilità tra gli interventi di messa in sicurezza delle infrastrutture e l'esercizio di tutte le attività economiche, compresa quella dei trasporti eccezionali. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, professor Giovannini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . Signor Presidente, l'interrogazione certamente tratta un tema molto rilevante, come abbiamo sentito anche poco fa. Dobbiamo però renderci conto che nei prossimi anni l'Italia dovrà impegnare rilevantissime risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture, in un'ottica di prevenzione dei rischi, considerati il prevedibile impatto dei cambiamenti climatici, ma soprattutto la vetustà di alcune opere. Personalmente nel 2009 guidai, all'OCSE, un gruppo di ricerca che mostrò come, intorno agli anni 2020-2030, tutti i Paesi industrializzati che avevano costruito le proprie infrastrutture nel Secondo dopoguerra avrebbero dovuto fronteggiare problemi e soprattutto spese molto rilevanti per metterle in sicurezza. Ovviamente, una delle iniziative fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese, ma anche in chiave di sostenibilità, è la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, che devono corrispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini. Non a caso, il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede, proprio per questo settore, un investimento senza precedenti, a cui si sommano anche gli investimenti sui fondi nazionali. Naturalmente, nel breve termine i disagi ci sono. Venendo alla rete stradale e autostradale ligure, sono in corso diversi interventi di riqualificazione e adeguamento, incentrati particolarmente su viadotti, ponti, gallerie, barriere e protezioni acustiche. È su questi temi che il Ministero ha fornito linee guida molto rilevanti e verifica che i concessionari le mettano in pratica. Su specifica richiesta del Ministero, i gestori hanno avviato indagini per accrescere la conoscenza dello stato delle singole infrastrutture e per una migliore programmazione degli interventi di manutenzione, così da ridurre al massimo il disagio all'utenza. Proprio per questo, dopo l'evento che lei ha citato, è stato attivato un tavolo di coordinamento con gli enti territoriali e le principali associazioni di categoria, nell'ambito del quale si condividono i programmi di intervento e le misure di ottimizzazione del traffico.