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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince. Onorevoli Senatori. – Il 10 aprile 1991, intorno alle ore 22,25, il traghetto Moby Prince di proprietà della Nav. Ar. Ma, partito dal porto di Livorno con direzione Olbia, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo dell'armatore pubblico SNAM, ufficialmente ferma nella rada del Porto di Livorno. Ne scaturì un incendio nel quale persero la vita centoquaranta delle centoquarantuno persone imbarcate. Sulla vicenda ha indagato la procura di Livorno, dal 1991 al 1994 e dal 2006 al 2010, e si sono espressi il tribunale di Livorno nel 1997, il giudice per le indagini preliminari (GIP) nel 1998, la Corte d'appello di Firenze nel 1999, il GIP nel 2010. Dall'insieme dell'attività di indagine è emersa una ricostruzione dell'evento legata all'errore umano del comando del traghetto, dovuto ad una nebbia da avvezione che avrebbe coperto la sola petroliera Agip Abruzzo. Sono stati imputati nei vari gradi di giudizio: il marinaio di leva alla postazione radio al momento dell'incidente, il vicecomandante della Capitaneria di porto di Livorno e l'ufficiale di Guardia della Capitaneria di porto di Livorno, operativi nei primi trenta minuti successivi alla collisione e il terzo ufficiale della petroliera Agip Abruzzo per la mancata attivazione dei segnali antinebbia. Tutti gli imputati sono stati assolti in primo grado perché il fatto non sussiste. In forza dell'inchiesta privata sostenuta dai familiari delle vittime Moby Prince, il 22 luglio 2015 il Senato della Repubblica ha votato all'unanimità l'istituzione di una Commissione di inchiesta monocamerale. La Commissione ha concluso i suoi lavori nel dicembre 2017 e ha pubblicato la sua relazione finale, votata all'unanimità, il 22 gennaio 2018. La relazione tratteggia una ricostruzione dell'evento che evidenzia diverse incongruenze rispetto a quanto emerso in sede processuale: a) il traghetto Moby Prince parrebbe essere arrivato a collidere per una turbativa della navigazione; b) la petroliera Agip Abruzzo era in zona di divieto ancoraggio e pesca; c) la nebbia presumibilmente era assente dalla scena e comunque non avrebbe avuto ruolo nella collisione; d) la perizia medico-legale prodotta per la Commissione di inchiesta cita per alcune vittime una sopravvivenza di ore e la sopravvivenza della vittima Antonio Rodi fino al mattino successivo; e) rimangono ancora da chiarire ed accertare le ragioni per le quali la Capitaneria di porto di Livorno e il Dipartimento marittimo Maridipart-La Spezia mancarono di coordinare il soccorso agli imbarcati sul traghetto; f) l'accordo armatoriale tra i rappresentanti di Nav. Ar. Ma spa, Snam spa, Agip spa e i loro assicuratori, tra cui il pagatore finale The Standard Steamship Owners Ltd Bermuda , sottoscritto il 18 giugno del 1991 in presenza di posizioni ancora non definite, ebbe una certa influenza nello svolgimento delle indagini; g) il traghetto Moby Prince al momento della collisione era protetto da una polizza prodotta dalla Unione mediterranea di sicurtà per « rischi guerra » e da una polizza gemella corpo e macchine in forza della quale l'armatore fu indennizzato al valore di polizza e non di perizia per 20 miliardi, realizzando una plusvalenza pari a circa tre volte il valore del traghetto. Il lavoro della commissione d'inchiesta, pregevole per impegno, non è riuscito a dare evidenza, presumibilmente a causa dello scarso tempo a disposizione, di tutti gli obiettivi posti in sede di istituzione tra cui l'approfondimento di un eventuale ruolo del comando militare americano, della NATO e della compagnia Shifco, i cui natanti erano presenti in rada o in porto a Livorno la notte della strage. Prima della fine dei lavori la Commissione d'inchiesta ha deliberato la trasmissione degli atti alla procura di Livorno e alla procura di Roma. Al momento risulta che la procura di Livorno abbia aperto un fascicolo per atti relativi centrato sugli atti della Commissione di inchiesta, con particolare riferimento all'accordo assicurativo e al documento del Servizio segreto militare italiano (SISMI), desecretato dalla Commissione di inchiesta sui rifiuti l'8 febbraio 2017, che, secondo quanto riportato nell'articolo de Il Fatto Quotidiano del 7 settembre 2019 dal titolo « Moby Prince, ora l'incidente è diventato “strage”. Ma ancora senza colpevoli », inserisce « l'incidente in una rete di traffici paralleli (armi, scorie, rifiuti tossici) che collega l'Iraq 1990-91, con la fine della guerra del Golfo, l'Italia e la Somalia ». In data 2 novembre 2020 il tribunale civile di Firenze ha depositato le motivazioni della sentenza con la quale non ha riconosciuto il diritto al risarcimento ai familiari delle vittime, in quanto il caso sottoposto alla sua ricognizione « deve ritenersi prescritto per il decorso del termine di due anni dalla data della sentenza della corte di appello penale di Firenze divenuta irrevocabile ». Questi avevano infatti sollecitato un giudizio in merito al mancato coordinamento dei soccorsi, avendo appreso solo con la pubblicazione della relazione finale della Commissione di inchiesta che i loro familiari sopravvissero sicuramente oltre i trenta minuti successivi alla collisione. Nelle motivazioni della sentenza si legge inoltre come il tribunale di Firenze abbia considerato le conclusioni della Commissione di inchiesta come un mero « atto politico che non supera quanto è stato già accertato a livello penale ». Le associazioni « familiari delle vittime 140 » e « 10 aprile », costituite dai familiari delle vittime, hanno promosso, con il supporto del coordinamento informale #iosono41, una mobilitazione permanente per chiedere verità e giustizia per la strage di Livorno. I presidenti delle associazioni, Loris Rispoli e Luchino Chessa, hanno lanciato un appello alle più alte cariche dello Stato affinché possano unirsi a tale percorso. Tra le modalità di sostegno l'istituzione di una nuova Commissione di inchiesta. Per le ragioni sopra espresse, con il presente disegno di legge si intende procedere all'istituzione di una nuova Commissione di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince con il compito di proseguire ed integrare l'attività svolta dalla Commissione di inchiesta istituita nel corso della XVII legislatura e con l'obiettivo di accertare le eventuali responsabilità sui fatti accaduti.. 1 (Istituzione, compiti e poteri) 1 È istituita, per la durata della XVIII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince, di seguito denominata « Commissione », con il compito di: a verificare eventuali elementi che possono integrare le conoscenze acquisite dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del traghetto Moby Prince, istituita nel corso della XVII legislatura; b accertare eventuali ulteriori responsabilità sui fatti di cui alla lettera a) riconducibili ad apparati, strutture e organizzazioni, comunque denominati, ovvero a persone a essi appartenenti o appartenute;