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In futuro noi vogliamo ripristinare il carabiniere ed il poliziotto di quartiere, ma l'operazione Strade sicure, operata da militari dell'Esercito e di altre Forze armate, è stata utile come forma di deterrenza e come presenze ed è ancora in corso in tante città. Servono altre 10.000 unità, al fine di arrivare a 170.000. Questa è una necessità, come quella di dover salvaguardare competenze tecnologiche avanzate. Bisogna ampliare l'avvio degli arruolamenti con la ferma volontaria, perché abbiamo anche un problema di età media delle Forze armate. L'apporto di nuove generazioni contribuirà ad avere un organico con una età media più bassa, perché non sfugge a nessuno che l'esperienza serve in questi campi, ma poi serve anche l'energia. Quindi, mettere dei giovani accanto agli esperti è importante. Con questo ordine del giorno, dunque, riteniamo di sottolineare le cose che si dovranno fare. Ad esempio, chi perde l'idoneità deve essere escluso dal computo degli organici e dall'idoneità al servizio. Altrimenti, quando si chiede quanti siano i marinai o i membri dell'Esercito in servizio, in realtà molti di loro, per ragioni fisiologiche, non svolgono servizio attivo e lavorano nei ranghi civili. Non devono perdere il loro lavoro, questo è chiaro. Svolgeranno altri compiti, ma non sono più idonei a quel tipo di servizio, che richiede integrità fisica assoluta. Leviamoli, però, dal computo degli organismi militari. Vadano agli affari civili e ripristiniamo gli organici, altrimenti, risulta che in organico vi sia un determinato numero di soggetti, quando in realtà alcuni non ci sono, perché non possono svolgere determinati servizi. Dobbiamo, quindi, guardare ad alcuni aspetti concreti relativi alla situazione del personale. Nell'ordine del giorno abbiamo concordemente inserito il riferimento a una recente delibera del Cocer. Stanno arrivando le associazioni sindacali militari, ma intanto ci sono ancora i Cocer , che hanno fatto riferimento ad alcune vicende, quali le iniziative per il compenso degli straordinari, che vanno verificate e aggiornate. Citavo Strade sicure che, come altre operazioni, richiedono adeguati stanziamenti. Serve un tavolo negoziale sulla previdenza. Nella legge di stabilità di questo anno sono stati appostati dei soldi per la previdenza integrativa, ma non li abbiamo ancora utilizzati perché serviva una legge. Con la presidente Pinotti e altri colleghi, con lo stesso spirito con cui abbiamo tutti firmato l'ordine giorno di cui sono primo firmatario, abbiamo firmato la proposta di legge, di cui la presidente Pinotti è prima firmataria, sui temi della previdenza. È nell'agenda. Ci sono gli stanziamenti: sono parziali, non sufficienti. Tuttavia dobbiamo avviare il tema della previdenza integrativa per il comparto sicurezza e difesa, perché è un'esigenza sociale fondamentale, al fine di evitare che persone che iniziano a lavorare oggi vadano in pensione domani con quattro euro. E che cosa dovrebbero fare? Dopo trent'anni e più di servizio, dovrebbero cercarsi un lavoro? (Applausi) . È un tema concreto, inserito in agenda. C'è nella legge di stabilità attuale e ci sarà in quella futura. Ci sono poi i problemi dei trattamenti accessori del personale dirigente; c'è il tema della riforma delle casse previdenziali, anche per il ruolo dei graduati; ci sono altre questioni concrete. Sottosegretario Mulè, lei, approvando sia in Commissione che in Aula questo ordine del giorno, che tanti hanno citato e li ringrazio, arricchisce l'approvazione di questo disegno di legge con questi impegni, che non sono un manifesto elettorale, ma un impegno del Parlamento e del Governo. Cambiano i Governi, cambiano i Parlamenti, ma queste sono le istituzioni e, come le iscrizioni affisse sulle pareti ci ricordano, esse durano oltre le contingenze, oltre le persone. Quello di oggi, quindi, è un voto di approvazione a questa legge, è un voto di sostegno alle Forze armate, ma è un modo per prevedere anche ulteriori incrementi di risorse e rispettare quegli stanziamenti che l'Italia ha sottoscritto. Ci sono stanziamenti che vanno incrementati e impegni internazionali da rispettare. Questo è un voto a favore delle Forze Armate del presente, delle Forze Armate del futuro e anche un'ulteriore occasione per ringraziare l'intero popolo in divisa del comparto sicurezza e difesa. (Applausi) . CANDURA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDURA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rivolgo un saluto a lei e a tutte le onorevoli colleghe e ai colleghi. Innanzitutto, quando si parla di Forze armate, il primo pensiero è l'espressione di gratitudine a quanto stanno facendo le donne e gli uomini in divisa per il Paese, a quanto hanno fatto e a tutto quello che faranno. Questo è il mio primo pensiero. (Applausi) . Riguardo al provvedimento in esame, faccio un pensiero alla prima missione delle Forze armate: la protezione della vita e della libertà dei cittadini entro i confini della Nazione. Abbiamo avuto un esempio molto recente di questo: l'impegno delle Forze armate durante la pandemia, non solo per la funzione di ordine pubblico, ma soprattutto per l'appoggio della sanità militare alla sanità civile in quel periodo - in particolare nel 2020 - di grande paura e di grande incertezza per tutto il Paese e per tutti i nostri concittadini. Non a caso, l'articolo 9 del provvedimento in esame menziona esplicitamente un rafforzamento del personale della sanità militare. La necessità di questo provvedimento, come già ricordato dalla Presidente, deriva da una legge, la n. 244 del 2012, che si inseriva in un contesto, l'austerity e i tagli lineari, che non fecero danni solo alle Forze armate, ma proprio anche alla sanità. Se nel 2020 l'Italia ha affrontato l'emergenza sanitaria non dico con difficoltà ma certamente con grande fatica, con una sanità italiana affaticata, ciò è dovuto all'eredità di sconsiderati tagli lineari, richiesti da una mentalità di politica economica che personalmente non condividevo allora e non condivido tuttora. Arriva quindi la legge di iniziativa parlamentare; ringrazio per questo il collega deputato Ferrari, uno dei primi firmatari alla Camera dei deputati e ringrazio il Parlamento, non solo la nostra Commissione e la Presidente, ma tutto il Parlamento nelle sue due Camere, perché voglio ricordare che è dal Parlamento che viene questo provvedimento. Viene dal Parlamento perché è una necessità del Paese rafforzare lo strumento di difesa. Non ripeterò quanto già detto benissimo da tanti colleghi, però voglio ricordare a tutti la necessità di pensare alle Forze armate come a un investimento per evitare perdite future, esattamente come per la sanità: sono investimenti che si fanno a protezione dei nostri cittadini. D'altra parte, considerati la cronaca e il periodo storico che stiamo vivendo, penso che questo sia chiaro anche alle persone più chiuse di mentalità, diciamo così, su questo fronte.