[resaula]

nell'esercizio gli alunni devono individuare il verbo che non si adatta al soggetto: più specificamente, tra i verbi relativi alle attività della "mamma" l'alunno deve scegliere tra "cucina", "stira" e tramonta" mentre per il "papà" le opzioni sono "lavora", "legge" e "gracida". Non considerato che per entrambi i genitori il terzo verbo è palesemente errato, appare evidente come le altre due scelte connotino fortemente due stereotipi di genere che svalutano le attività femminili, riducendole unicamente a quelle domestiche e riservando invece il termine "lavoro" alle attività maschili; questa impostazione didattica, al di là del fatto che l'ambito domestico può rappresentare una scelta libera ed autonoma a cui deve essere riconosciuta piena dignità, può veicolare negli alunni pregiudizi di genere discriminanti soprattutto in ambito lavorativo, proponendo cliché che riducono i ruoli maschili e femminili rispettivamente al lavoro esterno ed interno alla famiglia e svalutano il lavoro domestico poiché solo quello maschile viene indicato come "lavoro"; da un lato questi preconcetti relegano la donna alla casa , dall'altro svalutano le attività domestiche poiché solo l'uomo "lavora" e quindi vengono proposti ai bambini e alle bambine, in un testo scolastico. modelli che alimentano i pregiudizi di genere, anziché attenuarli, considerando un "non lavoro" quello femminile; secondo recenti indagini la metà della popolazione è ancora d'accordo nel ritenere che "gli uomini siano meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche" e questo tipo di materiale formativo rischierebbe di rafforzare questi preconcetti anacronistici; da quanto si apprende la casa editrice ha annunciato che eliminerà le pagine suddette ma ciò non è sufficiente per scongiurare il rischio che anche altri volumi didattici in dotazione alle scuole possano contenere esempi di questo tipo; il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha fissato alcune caratteristiche a cui devono conformarsi i libri di testo, in particolare per quanto riguarda gli aspetti pedagogici; l'adozione dei libri di testo va poi deliberata dal collegio docenti di ogni istituto nella seconda decade del mese di maggio, per tutti gli ordini e gradi scuola; ai rispettivi dirigenti scolastici spetta il compito di vigilare, affinché le adozioni siano deliberate nel rispetto della normativa vigente, e di assicurare che le scelte siano espressione della libertà di insegnamento e dell'autonomia professionale dei docenti; considerato che: la parità fra uomo e donna è tutelata, in ogni aspetto ed in ogni contesto, dalla Costituzione italiana e dalla normativa dell'Unione europea; l'Unione europea, nel corso degli anni, ha infatti rafforzato questi indirizzi, in particolare con il Trattato di Amsterdam del 1997 e con la Carta delle donne del 2012; il Consiglio d'Europa ha poi adottato nel novembre 2013, una "Strategia sulla parità di genere 2014-2017", con l'obiettivo di conseguire il progresso e l'emancipazione delle donne e quindi l'effettiva realizzazione dell'uguaglianza di genere nei propri Stati membri; la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2017 sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea ha ribadito la necessità di perseguire politiche anche nazionali per ottenere una reale ed efficace parità di genere; con la legge n. 77 del 2013, l'Italia ha ratificato la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica "Convenzione di Istanbul" che ha introdotto un nuovo paradigma nel definire la violenza contro le donne e ha dato impulso a politiche pubbliche di contrasto. In particolare ha fatto emergere la correlazione tra l'assenza della parità di genere e il fenomeno della violenza e la necessità di politiche antidiscriminatorie che favoriscano l'effettiva parità fra i sessi al pari di misure atte alla prevenzione e al contrasto alla violenza; l'articolo 14 della Convenzione impegna le parti a intraprendere le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto; il comma 16 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015 stabilisce che: "il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119"; tale comma dà attuazione ai princìpi fondamentali di pari dignità e non discriminazione di cui all'articolo 2 e, soprattutto, 3 della Costituzione Italiana, princìpi che trovano espressione e completamento in altri precetti costituzionali e nei valori costitutivi del diritto costituzionale ed europeo che proibisce la discriminazione per ragioni connesse anche al genere, si chiede di sapere: se il ministro in indirizzo non ritenga che l'esercizio presente nel libro di testo scolastico non rischi di veicolare negli alunni pregiudizi di genere invece del rispetto della dignità di entrambi; quali iniziative urgenti intenda assumere, coerentemente con le norme vigenti in materia di autonomia scolastica, al fine di evitare che pregiudizi sui ruoli di genere possano essere presenti nel materiale didattico degli studenti. Atto n. 3-00687 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: l'orticaria cronica spontanea (CSU) è una malattia autoimmune che assume caratteri di severità tale da interferire pesantemente con la qualità di vita del paziente causandone un deterioramento progressivo; i pazienti presentano angioedemi e pomfi su tutto il corpo, hanno difficoltà a respirare, limitazioni funzionali che non rispondono alla somministrazione di antistaminici, anche se assunti ad alte dosi; in Italia i malati oscillano tra lo 0,5 e l'1 per cento della popolazione; si tratta di una patologia che colpisce sia bambini che adulti e anziani; i pazienti, dal 2015, sono stati trattati con Omalizumab, farmaco privo di effetti avversi di rilievo e in grado di determinare la regressione completa della manifestazione clinica nel 70 per cento dei casi; la loro vita è cambiata grazie a tale farmaco poiché hanno recuperato libertà di lavorare e di svolgere normali mansioni quotidiane; l'AIFA, a differenza di autorità di altri Paesi europei ed extra europei, ha previsto nel decreto del 31 luglio 2015 un piano terapeutico che include solo 11 infusioni per tale farmaco, pur non esistendo alternative farmacologiche in termini di pari efficacia e sicurezza; dagli studi nazionali e internazionali e dai dati " real life ", i pazienti che recidivano all'interruzione del trattamento sono oltre il 60 per cento, per cui, se non trattati, ripiombano nel drammatico iter di ospedalizzazioni, con ripetuti accessi al pronto soccorso;