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E la soluzione non è certo prevedere un porto offshore fuori dalla laguna, in una città che è sempre stata un porto di arrivo e di partenza, e non un porto di transito. Un porto offshore diventerà per forza un porto di transito: ciò significa non capire qual è la peculiarità di un porto di arrivo. E c'è tutto l'indotto che lavora dietro: i bagagli, i passeggeri, i trasporti e gli approvvigionamenti. Ciò significa mutare totalmente quella che è la vocazione di Venezia da sempre nel mondo. Questo per cosa? Per far contenti i centri sociali o qualcuno che, dopo aver visto fallire tutte le sue ideologie ottocentesche e novecentesche, oggi si ritrova solo in un finto ambientalismo, che non è nulla in confronto al conservativismo che predichiamo e abbiamo nell'animo da anni, e che in nome di tutto ciò pretende di snaturare e distruggere l'economia di una città? (Applausi) . Le soluzioni ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. Sono a Porto Marghera, con gli ormeggi diffusi nel porto commerciale, ma non solo. Sono necessari per le grandi navi, sopra le 40.000 tonnellate, la sistemazione della banchina del canale industriale Nord e la manutenzione - non dragaggio - e il livellamento del canale Vittorio Emanuele per quelle piccole. Malamocco, Petroli, canale industriale e, alla fine, Marittima: queste sono le strategie, questa è la tecnica che ci viene in soccorso, questa è una visione che custodisce e conserva Venezia: la visione veramente ecologista, di chi ha cuore prima di tutto l'ecologia e cioè il rapporto tra uomo e natura, in cui l'uomo è colui che preserva e conserva una città preziosa come Venezia e la sua economia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Margiotta. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, stiamo esaminando un decreto-legge snello, di tre articoli, più un quarto relativo soltanto ai tempi di entrata in vigore. Si tratta di un provvedimento snello - mi sentirei di dire esile - che in Commissione abbiamo provato ad arricchire e irrobustire, anche trovando attenzione nel Governo e nel sottosegretario Bellanova, che ringrazio. In realtà non ci siamo riusciti, perché molti emendamenti, soprattutto all'articolo 2, su cui sono stati presentati testi praticamente identici da diverse forze politiche, sono stati falcidiati, prima dalla improponibilità e poi ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Poi il Governo, soprattutto in relazione all'articolo 2, ha assicurato che alcuni emendamenti saranno parte di un prossimo decreto-legge, da approvare in pochi giorni, e quindi anche quelli li abbiamo ritirati. Ne era sopravvissuto qualcuno, da votare domani, ma è arrivata la scure abituale della presidente Alberti Casellati - di questo parlerò alla fine del mio intervento - e anche quelli sono stati eliminati. Si tratta di un'occasione perduta, perché nella nostra Commissione tra Governo e forze parlamentari si trova sempre il modo di lavorare bene e in concordia, ottenendo così risultati positivi. Passo velocemente a dire qualcosa sui tre articoli. L'articolo 1 è relativo alla continuità territoriale. In pratica si è resa necessaria una nuova proroga rispetto a quella precedente, che avevamo stabilito nel decreto-legge n. 34 del 2020, che aveva fissato fino a febbraio 2021 la validità della convenzione tra la Compagnia italiana di navigazione (CIN) e il Ministero. Anche in questo caso va detto che, per la verità, nel Consiglio dei ministri fu approvato già un termine fino a giugno; poi in Parlamento si è tornati a febbraio e ci si è resi conto, invece, della necessità di un'ulteriore proroga. Credo, signor Presidente, che, ogniqualvolta si stabilisce una proroga rispetto ai tempi fissati, il Parlamento e il Governo la debbano vivere un po' come una sconfitta, come una battuta d'arresto, ma a volte le proroghe sono assolutamente necessarie e questo è il caso. Tra l'altro, la Compagnia italiana di navigazione, per garantire la continuità territoriale, da febbraio ad oggi sta lavorando sostanzialmente senza copertura contrattuale. Si parla della continuità territoriale con la Sicilia, la Sardegna e le isole Tremiti; per quelle linee in cui, senza l'intervento pubblico, non si riuscirebbero a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini. L'articolo 2 contiene ancora una proroga, per cui non ripeterò quanto ho detto prima, che affronta un tema apparentemente minore, ma di assoluta necessità. Ancora una volta è stato necessario spostare dal 31 marzo al 30 giugno 2021 il termine entro cui completare le procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione e proprietà previsto da decreto legislativo n. 98 del 2017, che doveva entrare in vigore nel 2018. Sull'articolo 2, come dicevo in precedenza, sono stati presentati numerosissimi emendamenti, secondo me urgenti e importanti, in materia ad esempio di abilitazione alla guida in tempi di Covid... (Il microfono funziona in maniera intermittente). (Commenti). PRESIDENTE. Senatore, ha ragione. Non è il primo ad avere problemi con il microfono. Provi a spostarsi e vediamo se un altro funziona meglio. MARGIOTTA (PD) . Avevamo provato a inserire una serie di emendamenti relativi all'acquisizione dell'abilitazione della patente in tempi di Covid, con tutte le difficoltà aggiuntive che ci sono state. Li abbiamo poi ritirati e il Governo si è impegnato ad attuarli nel prossimo decreto e siamo certi che così avverrà. Veniamo all'articolo 3, forse quello maggiormente atteso e dibattuto. Abbiamo sentito interventi di tanti colleghi. Stiamo parlando del tema delle grandi navi a Venezia. Non userò parole - lo hanno fatto vari colleghi veneziani e non - per definire la bellezza di questa città. È così sotto gli occhi di tutti che anche parlarne, invece che essere un rafforzativo, sembra sminuire quanto si potrebbe dire su questa città. Noi dobbiamo coniugare sempre - questo è lo sforzo che il Governo ci ha chiesto... (Il microfono funziona in maniera intermittente). (Commenti) . PRESIDENTE. Non ho soluzioni da proporle, senatore. Ha ragione. Se la può consolare, anche il mio non risponde a nessun tipo di comando o interlocuzione. MARGIOTTA (PD) . La difesa dell'ambiente, la riduzione degli impatti, la minimizzazione con opere di ingegno e di ingegneria sono stati temi molto dibattuti. Tante sono state le polemiche sul Mose. Adesso funziona; non c'è più l'acqua alta a Venezia e nessuno di coloro che polemizzava dice con chiarezza che probabilmente era in errore. Questo è un caso diverso. ( Il microfono funziona in maniera intermittente ). È un decreto-legge. C'è un concorso di idee, fatto nel rispetto della legge. La prima fase è di acquisizione delle proposte e poi vi è la presentazione dei progetti di fattibilità (in un numero massimo di dieci). Il tutto è volto alla costruzione e alla gestione di un modello che consenta di superare il problema grave delle grandi navi a Venezia. C'è una posta che finanzia questo articolo. Bisogna augurarsi che sia nominata una commissione di altissimo livello che scelga davvero la migliore delle soluzioni possibili.