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a tutto ciò occorre aggiungere che, secondo quanto riferito dai componenti della stessa famiglia, il console italiano non si sarebbe mai prodigato per fornire un aiuto concreto alla loro causa, anzi risulterebbe indagato relativamente ad affari immobiliari poco chiari, e solo recentemente la famiglia Olivieri avrebbe avuto dal nuovo ambasciatore italiano forti rassicurazioni sulla sua disponibilità al sostegno della causa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della complessa vicenda e se, per quanto di competenza, possa attivarsi per sostenere i nostri connazionali al tavolo delle trattative che si instaurerà con le autorità della Repubblica di Capo Verde. Atto n. 4-05582 FATTORI NUGNES Al Ministro della salute Premesso che: varie Regioni italiane stanno organizzando da qualche settimana iniziative di " open day" per la somministrazione del vaccino AstraZeneca e da poco anche di Johnson&Johnson; hanno già aderito tra le altre: l'Alto Adige, che dal 20 maggio ha aperto le vaccinazioni con AstraZeneca a tutte le fasce d'età dai 18 anni in su; la Sardegna, dove dopo il successo dell' open day per gli over 40 sono stati organizzati altri open day , di cui uno riservato agli over 18; la Sicilia, che attiverà la vaccinazione con AstraZeneca o Johnson&Johnson per 35.000 studenti, che a giugno sosterranno l'esame di maturità e la Liguria dove, dal 24 maggio, i cittadini over 18 hanno potuto prenotarsi per Astrazeneca o Johnson&Johnson; i posti si sono rapidamente esauriti ovunque suscitando entusiastici commenti sulla stampa e la promessa che l'esperienza sarà ripetuta; considerato che: nonostante AstraZeneca possa essere considerato un vaccino efficace, è stato dimostrato come vi sia il rischio di trombosi venosa trombocitopenica indotta da vaccino (VITT), un raro ma grave effetto collaterale che si presenta a distanza di 5-15 giorni dalla vaccinazione e può avere esito fatale in circa il 30 per cento dei casi, colpendo di preferenza la fascia di età dai 20 ai 55 anni, e in particolare le donne giovani; questa complicanza, che non è provocata dai vaccini a RNA, è stata classificata come molto rara e stimata dai primi studi con un'incidenza di uno su 100.000; l'analisi dei dati forniti dall'Agenzia del farmaco e dal Servizio sanitario inglesi (1,2) suggerisce però un'incidenza della complicanza e dei decessi ben maggiore. Addirittura la nota informativa del vaccino AZ riporta che la VITT, come possibile effetto indesiderato, può interessare fino a una persona su 10.000; a metà maggio, quando il 5 per cento degli under 40, cioè un milione di persone, era stato vaccinato in Inghilterra, i casi di VITT risultavano essere 68, con 15 morti; non sono accessibili i dati sulle percentuali di vaccinati con i diversi vaccini, ma anche se tutti (un milione) avessero ricevuto AstraZeneca, si avrebbe comunque nei soggetti sotto i 40 anni 6,8 casi e 1,5 morti su 100.000. Si consideri da marzo nel Regno Unito non si vaccinano con AstraZeneca gli under 30 (e ora neanche gli under 40); nei farmaci e nei vaccini è sempre necessario considerare il rapporto tra rischio e beneficio: la VITT a seguito di vaccinazione con AstraZeneca rappresenta negli under 40 sani un rischio più alto del COVID-19. Infatti, in questa fascia di età la letalità per COVID-19 in Italia è vicina allo zero e rarissima è l'ospedalizzazione; nei soggetti sopra i 40 invece il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte per COVID-19 supera il rischio di VITT; considerato inoltre che: a fronte di questo quadro generale, il vaccino AstraZeneca non è mai stato approvato dall'Agenzia del farmaco statunitense (FDA) ed è stato eliminato dal programma di vaccinazioni di vari Paesi europei, come Austria, Norvegia e Danimarca; altri hanno messo delle limitazioni all'uso: per esempio, in Italia è stato raccomandato l'uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni, in Francia negli over 55; anche in Inghilterra, come detto, da marzo AstraZeneca non è più proposto ai soggetti sotto i 30 anni e la limitazione è stata ora estesa agli over 40. A chi ha avuto AstraZeneca come prima dose, per la seconda viene utilizzato un vaccino a RNA; in Germania, i cittadini possono scegliere il loro vaccino e chi ha avuto come prima dose AstraZeneca può scegliere un vaccino a RNA per la seconda; segnalazioni arrivano da diverse realtà territoriali del Paese, tra cui il Gruppo medici volontari vaccinatori di Genova e le Scienziate per la società, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere affinché vengano bloccati o almeno riparametrati gli open day AstraZeneca senza restrizioni di età, per non mettere in ulteriore pericolo le fasce giovani; quali azioni intenda intraprendere affinché la volontà di riprendere una vita sociale come era precedentemente alla pandemia non sia maggiore della consapevolezza dei rischi che i giovani corrono nell'effettuare il vaccino AstraZeneca. Atto n. 4-05583 MALAN Al Ministro della salute Premesso che: il Ministero della salute di Israele ha segnalato nei giorni scorsi 275 casi di miocardite a seguito della somministrazione del vaccino Pfizer contro il COVID-19, la cui grande maggioranza riguarda maschi tra i 16 e 29, soprattutto fra i 16 e i 19 anni; il CDC degli USA (Centers for disease control and prevention), agenzia del Dipartimento della salute, il 28 maggio ha segnalato che fin dal mese precedente vi era stato un aumento dei casi di miocardite e pericardite dopo le vaccinazioni a mRNA, Pfizer e Moderna, particolarmente in adolescenti e giovani adulti, con prevalenza dei casi tra giovani maschi dai 16 anni in su, mentre non si è riscontrato alcun fenomeno analogo con il vaccino Johnson & Johnson; l'Istituto superiore di sanità segnala che nei primi 15 mesi di pandemia in Italia i "deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2" in Italia, sono stati 14, di cui 8 maschi, nella fascia d'età tra i 10 e i 19 anni, e 59, di cui 37 maschi, tra i 20 e i 29; come è stato più volte specificato anche dalle autorità competenti, si tratta di morti "con COVID", non necessariamente "di COVID"; miocarditi e pericarditi hanno un'ampia tendenza a cronicizzarsi; le reazioni avverse al vaccino non si limitano a miocarditi o endocarditi e quelle a medio e lungo termine o le conseguenze sulla procreazione sono inevitabilmente sconosciute, dati i tempi brevissimi trascorsi dalla fase sperimentale, per quanto i produttori e gli enti appositi non le ritengano probabili, si chiede di sapere quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo sul bilanciamento dei rischi e dei benefici nella vaccinazione dei giovani e dei giovanissimi. Atto n. 4-05584 TOTARO Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: