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1-bis . Non è considerato legittimo l'appalto consistente in mere prestazioni di lavoro, salvo che l'appaltatore eserciti il potere organizzativo e direttivo esclusivamente nei confronti di lavoratori in possesso di competenze specialistiche e diverse da quelle dei lavoratori alle dipendenze del committente, tali da generare un evidente incremento di produttività e di risultati. 1-ter . In assenza dei requisiti di cui al comma 1- bis , la cui prova è posta a carico del committente, i lavoratori sono considerati alle dipendenze del medesimo committente »; b il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. In caso di subentro di un nuovo appaltatore si applicano le disposizioni dell'articolo 2112 del codice civile, salvo che tra i due contratti di appalto vi siano evidenti elementi di discontinuità con riguardo ai mezzi strumentali utilizzati e al contenuto dell'attività svolta; in tale ultima ipotesi i lavoratori hanno comunque diritto al reimpiego da parte del nuovo appaltatore senza peggioramento delle condizioni economiche e normative »; c il comma 3- bis è abrogato; d dopo il comma 3- ter è aggiunto il seguente: « 3-quater . Il committente che stipula contratti di appalto di opere o di servizi, compresi lavori di facchinaggio, di pulizia e di manutenzione ordinaria degli impianti da eseguire all'interno delle aziende con organizzazione e gestione propria dell'appaltatore, è tenuto in solido con quest'ultimo a corrispondere ai lavoratori utilizzati nell'appalto un trattamento minimo economico e normativo non inferiore a quello spettante ai lavoratori alle dipendenze del medesimo committente ». 9 1 All'articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Per la durata del distacco, i lavoratori hanno diritto, a parità di mansioni svolte, a un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dei lavoratori di pari livello alle dipendenze del soggetto che ne utilizza le prestazioni »; b dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2-bis . Il soggetto che utilizza le prestazioni del lavoratore distaccato è obbligato in solido con il datore di lavoro a corrispondere al medesimo lavoratore il trattamento retributivo e al versamento dei contributi previdenziali maturati nel periodo del distacco, fatto salvo il diritto di rivalsa verso il datore di lavoro »; c al comma 4- bis , le parole: « il lavoratore interessato può chiedere, mediante ricorso giudiziale a norma dell'articolo 414 del codice di procedura civile, notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest'ultimo. In tale ipotesi si applica il disposto dell'articolo 27, comma 2 » sono sostituite dalle seguenti: « i lavoratori distaccati sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze del soggetto che abbia utilizzato le loro prestazioni. In tale ipotesi, i pagamenti corrisposti dal datore di lavoro che ha effettuato il distacco, a titolo di retribuzione o di contribuzione previdenziale, valgono a liberare il soggetto che utilizza le prestazioni del lavoratore distaccato dal debito corrispondente fino a concorrenza della somma pagata. Per il periodo del distacco tutti gli atti compiuti dal datore di lavoro che ha effettuato il distacco per la costituzione o per la gestione del rapporto si intendono compiuti dal soggetto che utilizza le prestazioni del lavoratore distaccato ». 10 1 All'articolo 50, comma 1, primo periodo, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, dopo le parole « 15 giugno 2015, n. 81 » sono aggiunte le seguenti: « , e comunque di condizioni non peggiorative rispetto a quelle previste dalla contrattazione collettiva applicata dall'impresa cessante ». 11 1 All'articolo 1 del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8, dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4-bis . La disposizione del comma 1 non si applica alle condotte di cui all'articolo 18, commi 1, 2 e 5- bis , del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e all'articolo 38- bis del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 ». 2 All'articolo 18 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole: « con la pena dell'ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro » sono sostituite dalle seguenti: « con la pena dell'ammenda da euro 50 a euro 300 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego fino a trenta giorni di lavoro effettivo, da euro 100 a euro 600 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego da trentuno fino a sessanta giorni di lavoro effettivo e da euro 200 a euro 1.200 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego oltre sessanta giorni di lavoro effettivo »; b al comma 2, le parole: « si applica la pena dell'ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione » sono sostituite dalle seguenti: « si applica la pena dell'ammenda da euro 50 a euro 300 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego fino a trenta giorni di lavoro effettivo, da euro 100 a euro 600 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego da trentuno fino a sessanta giorni di lavoro effettivo e da euro 200 a euro 1.200 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego oltre sessanta giorni di lavoro effettivo »; c al comma 5- bis , le parole: « sono puniti con la pena della ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione » sono sostituite dalle seguenti: « sono puniti con la pena dell'ammenda da euro 50 a euro 300 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego fino a trenta giorni di lavoro effettivo, da euro 100 a euro 600 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego da trentuno fino a sessanta giorni di lavoro effettivo e da euro 200 a euro 1.200 per ogni lavoratore occupato in caso di impiego oltre sessanta giorni di lavoro effettivo ».