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Art. 3 R e q u i s i t i 1. Il sale alimentare deve corrispondere ai seguenti requisiti: a) contenere non meno del 97%, calcolato sulla sostanza secca, di cloruro di sodio; b) contenere non più dello 0,5%, calcolato sulla sostanza secca, di sostanze insolubili in acqua; c) contenere non più dello 0,3%, calcolato sulla sostanza secca, di sostanze insolubili in acido clori-drico 0,1 M; d) non contenere contaminanti in quantità tali da costituire pericolo per la salute del consumatore. In particolare per i seguenti contaminanti non possono essere superate le quantità sotto riportate: arsenico: non più di 0,5 mg/kg, espresso come As; rame: non più di 2 mg/kg, espresso come Cu; piombo: non più di 2 mg/kg, espresso come Pb; cadmio: non più di 0,5 mg/kg, espresso come Cd; mercurio: non più di 0,1 mg/kg, espresso come Hg. 2. Il sale alimentare può contenere come costituenti secondari naturali, in quantità variabili in funzione, dell'origine e del metodo di produzione, solfati, carbonati e bromuri di calcio, di potassio di magnesio e di sodio, nonché cloruri di calcio, potassio e magnesio. 3. Nella produzione di sale alimentare possono essere impiegati gli additivi previsti dal decreto ministeriale 27 febbraio 1996, n. 209. 4. Il controllo del sale alimentare immesso al consumo nel territorio nazionale, nonché di quello presentato all'importazione viene effettuato sulla base di un piano predisposto congiuntamente dal Ministero della sanità con il Ministero delle finanze e aggiornato annualmente. 5. Il prelevamento dei campioni di sale alimentare e le determinazioni analitiche di verifica dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 sono effettuati secondo i metodi di campionamento e di analisi indicati nella norma del Codex Alimentarius "STAN 150-1985". Detti campionamenti e metodi di analisi sono periodicamente sottoposti ad aggiornamenti.