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L'attuale interpretazione degli articoli 784 del codice di procedura civile e 1113 del codice civile, infatti, ricostruisce detto ruolo come mero diritto ad intervenire nella divisione e – nell'ipotesi in cui le parti scelgano di non evocare il creditore ipotecario – crea la concreta prospettiva che la decisione sullo scioglimento della comunione risulti poi parzialmente inutiliter data per effetto della sua inopponibilità al creditore iscritto. Si è quindi ritenuto di stabilire in via più chiara il ruolo di litisconsorte necessario dei soggetti di cui all'articolo 1113 del codice civile. La lettera e) ha lo scopo di risolvere due problemi interpretativi discendenti dall'attuale formulazione dell'articolo 785 del codice di procedura civile. Il primo riguarda l'ambito della « non contestazione » del diritto allo scioglimento della comunione e in particolare la possibilità di estendere tale presupposto anche alle ipotesi di mancata costituzione di uno o più comproprietari. Il principio – allo scopo di accelerare la definizione del giudizio e di evitare il rallentamento e i costi connessi alla necessità di provvedere con sentenza anche solo all'accertamento del diritto allo scioglimento – crea, quindi, un'ipotesi speciale di estensione del principio di non contestazione al contumace. Il secondo concerne il carattere definitivo o meno dell'ordinanza ex articolo 785 del codice di procedura civile e mira ad affermare il carattere definitivo dell'ordinanza, evitando che la mera sussistenza del diritto allo scioglimento della comunione possa in seguito essere rimessa in discussione, se non con i mezzi straordinari di impugnazione. La lettera f) si pone sulla scia della dottrina che ricostruisce il giudizio di divisione come bifasico e composto da una fase dichiarativa (avente ad oggetto l'accertamento della comunione e del relativo diritto potestativo di chiederne lo scioglimento) e di una esecutiva (volta a trasformare in porzioni fisicamente individuate le quote ideali di comproprietà sul bene comune). Si ritiene di potenziare l'effetto di scansione processuale rivestito dalla sentenza che accerti il diritto allo scioglimento della comunione all'esito di un giudizio contenzioso, conferendo alla sentenza medesima i caratteri della definitività, a partire dalla decisione sulla regolamentazione delle spese di lite. Si anticipa altresì la decisione sulla comoda divisibilità sulla vendita dei beni. La lettera g) si collega al principio espresso alla lettera f) nel subordinare l'attivazione della seconda fase (esecutiva) del giudizio di scioglimento delle comunioni alla definitiva stabilizzazione della decisione in ordine alla sussistenza del diritto allo scioglimento medesimo. Una volta attivata la fase esecutiva, viene prevista come modalità della medesima la delega delle operazioni di divisione (o della vendita del bene indivisibile – profilo già accertato in precedenza con la sentenza – e non oggetto di domande di assegnazione) ad un professionista. La delega prevede che la scelta debba cadere preferibilmente sulla persona di colui che – avendo svolto il procedimento di mediazione e avendo predisposto la relazione preliminare – si presenta come il soggetto già dotato di una specifica e accurata conoscenza della situazione ed è quindi in grado di espletare l'incarico con maggiore efficacia e celerità. Contestualmente alla nomina del delegato è prevista, ove necessario, la nomina dell'esperto ex articolo 194 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile. La lettera h) consente al professionista di procedere alle operazioni di vendita, applicando le norme del codice di rito in tema di esecuzione forzata, ma contemplando che la vendita medesima avvenga sotto il controllo del giudice. La lettera i) si correla all'orientamento giurisprudenziale secondo cui l'obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di conguaglio non costituisce condizione di efficacia della sentenza di divisione e può essere soltanto perseguito dagli altri condividenti con i normali mezzi di soddisfazione del credito. Si è ritenuto, quindi, di stabilire un meccanismo che, nel solo caso di formulazione dell'istanza di assegnazione da parte di uno o più dei condividenti, mira ad evitare che gli altri condividenti si trovino in seguito ad agire per il recupero del conguaglio nella sua interezza. La lettera l) disciplina le necessarie garanzie da assicurare alle parti nella fase esecutiva rimessa al delegato, prevedendo un meccanismo di coinvolgimento dell'organo giurisdizionale ogni volta che sorga un « incidente di esecuzione ». A seguito dell'abolizione del procedimento ex articolo 702- bis del codice di procedura civile, non risulta più possibile proseguire la scelta che era stata fatta, in relazione alle ipotesi affini, dall'articolo 791- bis (che dovrà quindi essere parimenti riallineato a quanto previsto dal principio). Si è quindi optato per l'adozione della disciplina generale dei procedimenti in camera di consiglio quale modello in grado di assicurare adeguata flessibilità e celerità, senza sacrifici per le garanzie processuali. La lettera m) mira a disciplinare la fase finale di esecuzione del giudizio di scioglimento delle comunioni, prevedendo che il professionista delegato – dopo l'eventuale vendita dei beni indivisibili non oggetto di richiesta di assegnazione – predisponga un progetto divisionale, fissando la comparizione delle parti innanzi a sé per verificare la presenza o meno di contestazioni. Allo scopo di tutelare tutti i soggetti interessati (condividenti, creditori iscritti) è previsto che il progetto divisionale sia comunicato a tutti i litisconsorti necessari, compresi coloro che sino a quel momento saranno rimasti contumaci, in modo da dare ai medesimi un'ulteriore possibilità di intervento. La lettera n) disciplina l'ipotesi in cui, in sede di comparizione innanzi al delegato, le parti non sollevino contestazioni sul progetto divisionale o comunque concordino modifiche al medesimo. In tal caso il professionista potrà trasmettere l'intero verbale delle operazioni divisionali al giudice che, verificata la complessiva regolarità delle operazioni divisionali e constatata l'assenza di contestazioni, potrà procedere alla declaratoria di esecutività del progetto con semplice ordinanza. Qualora i lotti siano eguali, il professionista, prima di trasmettere al giudice il verbale delle operazioni divisionali, procederà anche all'estrazione a sorte dei medesimi, completando in tal modo anche il verbale delle operazioni. La lettera o) concerne invece le ipotesi in cui in sede di comparizione innanzi al delegato le parti sollevino contestazioni in ordine al progetto di divisione. In tal caso è prevista la rimessione delle parti innanzi al giudice perché – eventualmente previa estrazione a sorte dei lotti – risolva tutte le contestazioni, decidendole con sentenza che, definendo la seconda fase esecutiva del giudizio di scioglimento della comunione, statuirà anche in ordine alle spese. L'articolo 11 detta princìpi in materia di arbitrato, in primo luogo imponendo al legislatore delegato di rafforzare le garanzie di imparzialità e indipendenza dell'arbitro, anche ampliando le ipotesi di decadenza previste dall'articolo 813- bis del codice di procedura civile nel caso in cui, al momento di accettazione della nomina, l'arbitro abbia omesso di dichiarare le circostanze che, ai sensi dell'articolo 815 del codice di procedura civile, possono essere fatte valere come motivi di ricusazione.