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Si consuma -- come sappiamo -- la tragedia che per settimane sembra scuotere le coscienze e fa indignare tantissime persone, ben oltre i confini italiani, fino a far vacillare il nuovo regime mussoliniano. Inizia la storia del «mito Matteotti». Ma oltre l'aura del mito c'è davvero molto di più. Oggi dobbiamo convincerci della necessità di tornare a Matteotti non soltanto come a un'icona del Polesine, del socialismo e dell'antifascismo, ma come a una figura realmente «a tutto tondo» da studiare e da approfondire. Un dirigente politico di sorprendente modernità, come abbiamo detto all'inizio. Una figura complessa, fautrice di un riformismo esigente, con tratti di radicalità, lungimirante nell'analisi del fascismo, capace di riflettere criticamente sulle contraddizioni della propria parte e di incarnare le aspirazioni migliori del socialismo italiano. Questa è l'eloquenza più profonda di Matteotti, l'eloquenza di una testimonianza fortissima che abbiamo il dovere di ricordare e di onorare. Un patrimonio umano, politico e morale del Polesine e dell'Italia. Onorare la memoria di Giacomo Matteotti significa adoperarsi per conoscere e far conoscere veramente tutti gli aspetti di una vita e di un'esperienza unica. Oggi la Casa Museo in Fratta Polesine permette di immergersi nella vicenda umana e politica di questo straordinario protagonista della storia italiana del Novecento, ambiente a cui è anche legato per la maturazione del suo primo impegno politico. Il Museo è infatti ricavato all'interno di quella che fu, a partire da fine Ottocento, la residenza della famiglia Matteotti. Gli interventi di restauro e ristrutturazione di villa Matteotti hanno rappresentato un lavoro complesso, nato dal desiderio dei figli di Giacomo di conservare la casa nella sua struttura originale, con il carico di ricordi e memorie di cui essa è impregnata. Punto di partenza il lascito del bene effettuato da Matteo, Giancarlo e Isabella Matteotti all'Accademia dei Concordi di Rovigo e al comune di Fratta. Già con la legge 5 ottobre 2004, n. 255, recante «Disposizioni per la commemorazione di Giacomo Matteotti e per la tutela della sua casa natale a Fratta Polesine», al comune di Fratta Polesine era stato assegnato un contributo «per interventi di restauro e manutenzione straordinaria della casa natale di Giacomo Matteotti e del parco annesso». Inoltre, come recita la legge, all'articolo 2, comma 1, per la commemorazione dell'ottantesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti era autorizzata la concessione di un contributo per l'anno 2004 «agli enti Fondazione Pietro Nenni e Fondazione Giacomo Matteotti per il finanziamento delle seguenti manifestazioni e iniziative culturali: a) allestimento di una mostra che illustra l'opera di Giacomo Matteotti come sindacalista, amministratore locale e parlamentare assiduamente impegnato in difesa dei valori della libertà, della democrazia, della pace e della giustizia sociale; b) raccolta, conservazione, manutenzione e restauro dei documenti fruibili mediante la lettura, l'ascolto e la visione relativi all'attività di Giacomo Matteotti e al contesto sociale e politico in cui ha vissuto e ha svolto la propria opera, da destinare sia all'allestimento di mostre e alla consultazione da parte dei soggetti interessati, sia alla produzione di un filmato da proiettare nelle scuole del secondo ciclo di istruzione e nelle università». La volontà di riconoscere la Casa Museo in Fratta Polesine come monumento nazionale si lega, oggi, al doveroso omaggio a un luogo ricco di storia e di memoria, un luogo fondante -- potremmo dire -- per la nostra democrazia parlamentare, e alla valorizzazione di una figura che rimane centrale per la vicenda del movimento operaio e democratico e per la storia del nostro Paese.. 1 1 La Casa Museo Matteotti in Fratta Polesine, provincia di Rovigo, è dichiarata monumento nazionale.