[normattiva_dump]

La situazione ambientale è aggravata dal fatto che gli inquinanti presenti sono dilavati dalle acque superficiali, che scorrono lungo le numerose piccole incisioni dell'area, e si infiltrano nel terreno raggiungendo la falda idrica subsuperficiale, avente una circolazione di modesta entità. Principali caratteristiche ambientali. Morfologicamente l'area in oggetto è costituita da una fascia di raccordo tra i rilievi collinari su cui sorge l'abitato di Guglionesi e il fondovalle del fiume Biferno. Le pendenze sono modeste e non sono presenti fenomeni di instabilità dei versanti. I terreni affioranti sono argillosi - sabbiosi - conglomeratici. Dal punto di vista litologico si tratta di una facies decisamente rimaneggiata ed alterata del substrato, affiorante lungo i retrostanti rilievi collinari e costituito da alternanze di sabbie argillose giallastre ed argille marmose grigio-azzurrognole. Tali terreni presentano un ridotto valore della permeabilità qualora risultino in posto e non alterati; i loro prodotti di alterazione, invece, sono caratterizzati da una permeabilità più elevata e sono frequentemente sede di circolazione idrica sotterranea. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati cosi stimati: - bonifica 4,000 miliardi di lire - monitoraggio 0,060 " Totale 4,060 " Piano di caratterizzazione. Nel 1990 furono eseguite dal PMP di Campobasso analisi chimiche su campioni di fanghi provenienti da industrie extra regionali, utilizzati all'interno dell'impianto; le analisi evidenziarono la presenza di quantità anomale di cromo e mercurio, in concentrazioni superiori a quelle riportate nella tabella 1.1 della deliberazione C.I. 27/7/84 (classificazione: rifiuti tossico-nocivi). Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stato elaborato un progetto di messa in sicurezza del sito, consistente nella realizzazione di un diaframma plastico perimetrale continuo, composto da palancole in HDPE giuntate longitudinalmente e messe in opera all'interno di un cavo realizzato con progetto, ed immettendo a fondo cavo, prima della posa delle palancole, prodotti impermeabilizzanti quali resine, argilla o prodotti similari. L'intervento dovrebbe essere completato da una contemporanea copertura dell'area occupata dai rifiuti con uno strato di terreno impermeabile compattato e con un successivo strato di uguale spessore di terreno sabbioso, vegetale, opportunamente piantumato con essenze autoctone. Durante l'intervento è previsto un piano di monitoragio e controllo consistente nella realizzazione di 14 piezometri lungo il perimetro esterno al diaframma impermeabile e nel prelievo ed analisi chimica di campioni di aria, suolo e acque superficiali e sotterranee. PIEMONTE Comune - Località. Torino - Località Basse di Stura. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale della zona del parco fluviale contaminata dallo smaltimento abusivo di rifiuti industriali. Perimetrazione del sito. L'area, che ha un'estensione di circa 135 ettari, è compresa in una zona di parco fluviale (riva destra del fiume Stura di Lanzo) ed è praticamente interna al tessuto urbano della città di Torino. Essa si trova nella periferia nord della città, all'interno di un quadrilatero definito dalla sponda destra del fiume Stura di Lanzo a nord, dalla superstrada per Caselle a est, da via Reiss Romoli a sud e dalla strada dell'aeroporto a ovest. L'area è stata oggetto di smaltimento abusivo di rifiuti industriali e non fin dal secondo dopoguerra. Le principali tipologie di rifiuti sono riconducibili alle attività siderurgiche, come sali da rifusione dell'alluminio e scorie di fonderia. Altre tipologie di rifiuti sono costituite da fanghi e morchie oleose, idrocarburi, etc. Le molte cave disseminate lungo il corso del fiume hanno comportato un notevole degrado generale nonché facilitato l'interramento abusivo di rifiuti. Principali caratteristiche ambientali. La zona si colloca all'interno del conoide della Stura di Lanzo; si tratta di una struttura costituita dalla sovrapposizione dei depositi di origine fluviale e fluvioglaciale di età quaternaria separati da scarpate di terrazzo. I depositi a quote più elevate sono costituiti da sedimenti fluvioglaciali mentre quelli a quote inferiori corrispondono ai depositi alluvionali recenti ed attuali dei corsi d'acqua. Litologicamente i depositi sono costituiti da sabbia e ciottoli in matrice medio - fine con locali lenti e livelli limoso - argillosi intercalati a livelli sabbiosi. In profondità sono presenti depositi marini pliocenici caratterizzati da litotipi sabbiosi, argillosi e marnosi. I depositi alluvionali superficiali, di spessore variabile tra 20 e 40 m, hanno permeabilità elevata e sono sede di una falda freatica collegata all'idrografia superficiale. Sotto i depositi grossolani sono situati limi e argille intercalati a livelli sabbioso - ghiaiosi, sede di falde in pressione. La soggiacenza media della falda freatica è di circa 7 m dal p.c., con escursioni annuali di 1-3 m. La direzione di flusso delle acque sotterranee è prevalentemente disposta lungo la direttrice NW - SE. Il fiume Lanzo di Stura funge quindi da collettore principale delle acque sotterranee. L'attuale morfologia è il risultato di una serie di interventi antropici, quali estrazione di ghiaia, realizzazione di insediamenti industriali e di discariche industriali collegate sia a stabilimenti interni alle Basse di Stura sia ad attività produttive esterne. L'estensione dell'area, la sua rilevanza ambientale, la prossimità a centri abitati ad elevata densità di popolazione, la pericolosità degli inquinanti, la vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali portano a ritenere la situazione ambientale dell'area ad elevato rischio sanitario ed ambientale. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati così stimati: - bonifica 56,88 miliardi di lire - finanziamento già accordato 20,00 " - importo richiesto 36,88 " Piano di caratterizzazione. In passato sono state effettuate analisi dei suoli e delle acque sotterranee, che hanno evidenziato valori di contaminazione significativi sia per i terreni (Cr, Ni, Cu, Cd, Co, Pb e Zn) che per la falda (Cr, Ni e cloruri). Altre sostanze inquinanti, rilevate dalle analisi di campioni prelevati nell'area, sono costituite da idrocarburi, ammoniaca, fluoruri, nitriti, nitrati e naftalene. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare per i restanti 36,88 mld. PUGLIA Comune - Località. Bari - Fibronit. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale area industriale dismessa. Perimetrazione del sito. Lo stabilimento di cemento - amianto Fibronit di Bari si estende per circa 100.000 mq nel cuore della città di Bari ed ha svolto la propria attività per circa 50 anni. A seguito della cessazione dell'attività nell'anno 1985, lo stabilimento non ha subito alcun intervento di risanamento o di conservazione.