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L'assegno, che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, spetta a decorrere dal nono mese di gravidanza fino al compimento del terzo anno di età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di cittadini di Stati extracomunitari residenti sul territorio nazionale da oltre dieci anni, e a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 35.000 euro annui. L'assegno di cui al presente comma è corrisposto, a domanda, dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), che provvede alle relative attività con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 2 Con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni necessarie per l'attuazione del comma 1. 5 (Carta buono famiglia) 1 È istituita la tessera elettronica prepagata denominata «carta buono famiglia», con un importo annuo di 1.000 euro, da utilizzare presso i servizi per la prima infanzia convenzionati, ivi comprese le prestazioni di assistenza e di accudimento dei bambini erogate da soggetti allo scopo accreditati. 2 La carta buono famiglia spetta ai nuclei familiari in presenza di minimo due figli, di cui uno almeno di età inferiore ai trentasei mesi. 3 La carta buono famiglia è corrisposta, a domanda dell'interessato, a decorrere dalla data della relativa richiesta e fino al compimento del terzo anno di età del bambino. 4 L'importo di cui al comma 1 è erogato dal comune di residenza del bambino. 5 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, sono stabilite, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le categorie merceologiche e le tipologie di servizi oggetto della carta buono famiglia, le percentuali di agevolazioni o di riduzione dei costi e delle tariffe, nonché le modalità e i requisiti per l'accesso al convenzionamento. 6 ( Bonus per servizi di baby-sitting ) 1 Ai bambini di età compresa fra i tre ed i trentasei mesi è riconosciuto l'accesso gratuito ai servizi socio-educativi per l'infanzia del sistema territoriale. 2 Ai fini dell'accesso ai servizi di cui al comma 1 costituisce requisito prioritario la residenza continuativa della famiglia di appartenenza del minore nel territorio in cui sono richiesti i medesimi servizi. 3 Alle famiglie che non possono accedere ai servizi di cui al comma 1 è riconosciuto un assegno, denominato « bonus servizi baby-sitting », del valore di 500 euro mensili, quale contributo alle spese necessarie all'assunzione di un'assistente materna a soggetti parimenti idonei. 4 Il contributo di cui al comma 3 spetta a decorrere dal terzo mese e fino al compimento del terzo anno di vita del bambino ed è erogato dal comune di residenza del bambino. 5 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entra sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di concessione dell'assegno di cui al comma 3. III INTERVENTI FISCALI 7 (Aliquota IVA agevolata sui prodotti di prima necessita per l'infanzia) 1 Alla tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente numero: «41- quinquies) pannolini, latte in polvere e liquido, latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti, omogeneizzati e prodotti alimentari, strumenti per l'allattamento, prodotti per l'igiene, carrozzine, passeggini, culle, lettini, seggioloni, seggiolini per automobili, girelli, destinati all'infanzia». 8 (Detraibilità delle spese matrimoniali) 1 All'articolo 15, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni, dopo la lettera i-novies) è aggiunta la seguente: «i-decies ) le spese sostenute in occasione del matrimonio nel semestre antecedente e nel semestre successivo alla data di celebrazione del medesimo per un importo complessivamente non superiore a 30.000 euro. Tra tali spese rientrano, oltre a quelle relative all'organizzazione della cerimonia nuziale, secondo gli usi prevalenti, anche quelle sostenute per la predisposizione e l'arredamento dell'abitazione in cui i nubendi hanno fissato la propria residenza. Detta detrazione è ripartita in quote costanti nell'anno in cui sono state sostenute le spese e nei quattro periodi d'imposta successivi». 2 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni recate all'articolo 15, comma 1, lettera i-decies) , del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, introdotto dal comma 1 del presente articolo. 9 (Quoziente familiare) 1 Dopo l'articolo 11 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, relativo alla determinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, è inserito il seguente: «Art. 11- bis. - (Determinazione dell'imposta attraverso il sistema del quoziente familiare). -- 1. I contribuenti appartenenti a un nucleo familiare possono determinare l'imposta applicando, in alternativa a quanto stabilito dall'articolo 11, comma 1, le disposizioni del comma 2 del presente articolo. Ai fini dell'esercizio di tale facoltà, il nucleo familiare è costituito: a) dal contribuente; b) dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato; c) dai figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro; d) dai figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, di età non superiore a ventisei anni ancora studenti o frequentanti tirocinio gratuito; e) dagli ascendenti in linea retta di entrambi i coniugi, a condizione che convivano con il contribuente e non possiedano un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, di ammontare superiore all'importo dalla pensione minima vigente alla data dell'anno di riferimento. 2.