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Nell'elezione del Parlamento europeo, il territorio, benché l'assegnazione dei seggi avvenga sul piano nazionale, è diviso in più circoscrizioni pluriregionali e dunque il voto nel seggio che spetterebbe in base al domicilio, in sostituzione di quello previsto in base alla residenza, potrebbe portare l'elettore a esprimere il voto per candidati diversi, incidendo così sul rapporto di rappresentanza e sull'eguaglianza del voto. I sistemi elettorali in vigore per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica prevedono che un terzo dei seggi siano assegnati attraverso collegi uninominali, secondo una formula maggioritaria, e due terzi siano assegnati attraverso collegi plurinominali, secondo una formula proporzionale; e che per l'elezione del Senato, la ripartizione proporzionale dei seggi dei collegi plurinominali avviene su scala regionale mentre alla Camera su base nazionale. L'esercizio del voto nel comune di domicilio (ad esempio, Milano) in luogo di quello di residenza (ad esempio, Pescara) determina un cambio di collegio e dunque anche un'alterazione della rappresentanza e in particolare del principio di eguaglianza del voto. Per le consultazioni europee e per quelle politiche – se si vuole evitare di incidere in modo potenzialmente sensibile sul principio di eguaglianza del voto nell'esercizio del diritto di elettorato attivo e passivo – occorre dunque che l'elettore a cui è consentito votare fuori del proprio comune di residenza (alle condizioni e con le modalità previste dal presente disegno di legge) possa votare per i candidati o le liste di candidati presentati nel proprio comune di residenza. A differenza di quanto era stato ipotizzato nella XVIII legislatura nell'Atto Camera n. 1714, il presente disegno di legge prevede che ciò possa avvenire attraverso il cosiddetto « voto anticipato presidiato ». L'istituto del voto anticipato presidiato – come emerge dal libro bianco, redatto dalla Commissione di esperti istituita nella scorsa legislatura per studiare la possibile riduzione dell'astensionismo e l'agevolazione al voto – sembra infatti offrire maggiori garanzie per quanto riguarda la segretezza, la personalità e quindi la libertà del voto, rispetto all'istituto del voto per corrispondenza (attualmente utilizzato per il voto dei cittadini italiani che risiedono all'estero o che si trovano temporaneamente all'estero per motivi di lavoro, di studio o di cura).. 1 (Disposizioni generali sull'esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza) 1 In occasione dello svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica e dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia ovvero in occasione dello svolgimento di consultazioni referendarie, coloro che, per motivi di studio, di lavoro o di cura, hanno temporaneamente domicilio in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti possono esercitare il diritto di voto nel comune in cui sono domiciliati. 2 Gli elettori che intendono avvalersi della possibilità di esercitare il diritto di voto, ai sensi del comma 1, in un comune diverso da quello di residenza devono presentare domanda per via telematica, tramite identificazione mediante il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), almeno quarantacinque giorni prima della data prevista per lo svolgimento della votazione. 3 Alla domanda, presentata per via telematica ai sensi del comma 2, l'elettore deve allegare: a il certificato di iscrizione presso un'università la cui sede centrale si trovi in una regione diversa da quella in cui è situato il comune di residenza dell'elettore, se la richiesta è presentata per motivi di studio; b una copia del contratto di lavoro o una certificazione rilasciata dal datore di lavoro, da cui risulti lo svolgimento dell'attività lavorativa in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di residenza dell'elettore, se la richiesta è presentata per motivi di lavoro; c un certificato medico che attesti la presenza, per ragioni sanitarie, in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di residenza dell'elettore, se la richiesta è presentata per motivi di cura. 4 A seguito della presentazione della domanda di cui al comma 2, il sistema telematico ne rilascia ricevuta all'elettore. Per i fini di cui all'articolo 2, comma 2, il comune competente trasmette altresì all'elettore la comunicazione di accettazione della domanda, con l'indicazione della sezione elettorale di pertinenza, secondo le modalità e nei termini stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 6. 5 Per i degenti in ospedali e case di cura continuano ad applicarsi le disposizioni dell'articolo 51 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. 2 (Modalità di esercizio del voto nelle consultazioni referendarie) 1 I cittadini iscritti nelle liste elettorali che si trovano nelle condizioni di cui all'articolo 1 possono votare, in occasione di consultazioni referendarie, in una sezione elettorale del comune in cui sono temporaneamente domiciliati, indicata nella comunicazione di accettazione della domanda di cui al medesimo articolo 1, comma 4. 2 Nel caso previsto dal presente articolo, l'elettore, al momento dell'esercizio del voto, deve presentare al seggio, oltre alla tessera elettorale e a un documento di identità, la ricevuta attestante l'avvenuta presentazione della domanda di cui al comma 2 dell'articolo 1, nel termine ivi previsto, e la comunicazione di accettazione della domanda stessa, con l'indicazione del seggio di pertinenza rispetto al proprio domicilio. 3 (Modalità di esercizio del voto per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia) 1 Dopo l'articolo 3 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, è inserito il seguente: « Art. 3- bis . – 1. I cittadini iscritti nelle liste elettorali che per motivi di studio, di lavoro o di cura abbiano temporaneo domicilio in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti possono chiedere di esercitare il diritto di voto, in un giorno antecedente a quello previsto per la votazione nel territorio nazionale, in seggi appositamente allestiti nel comune in cui sono domiciliati. 2. La domanda di cui al comma 1 è presentata, secondo modalità stabilite con regolamento adottato con decreto del Ministro dell'interno, al comune nelle cui liste è iscritto l'elettore, almeno quarantacinque giorni prima della data prevista per lo svolgimento della consultazione elettorale, per via telematica, tramite identificazione mediante il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), allegando: a) il certificato di iscrizione presso un'università la cui sede centrale si trovi in una regione diversa da quella in cui è situato il comune di residenza dell'elettore, se la richiesta è presentata per motivi di studio;