[resaula]

La scuola faceva così parte del nostro paesaggio quotidiano, che non ci rendevamo più conto di quanto fosse importante, nello scandire le nostre vite e quelle dei nostri figli. È bello che i campi scuola riaprano, ma sarà ancora più bello quando comincerà il prossimo anno scolastico. Si faccia davvero tutto il possibile per far sì che le scuole non debbano mai più chiudere, come ci chiedono tutte quelle famiglie che oggi faticano a conciliare lavoro e vita privata. Riformiamo con intelligenza e con coraggio il sistema scolastico perché, se non l'abbiamo capito fino ad ora, il Covid ce l'ha insegnato. Mi riferisco alla digitalizzazione, ma anche a nuovi sistemi didattici e a nuove competenze, che saranno essenziali ai nostri giovani, per imporsi in un mondo globalizzato. Signor Presidente, lavoriamo fin da oggi su quello che ci toccherà nei prossimi mesi e anni. Sarà una sfida difficile, ma deve diventare una sfida entusiasmante, per fare davvero dell'Italia un Paese più libero, più semplice e più forte. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Faraone. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente del Consiglio, la ringrazio per le questioni che ha posto con il suo intervento. Parto da una considerazione iniziale, che fa riferimento a quello che è accaduto ieri in quest'Aula. Se ieri fosse stata approvata la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della giustizia Bonafede, probabilmente oggi non saremmo qui a svolgere questa informativa; lei sarebbe andato al Quirinale, si sarebbe aperta una crisi di Governo e avremmo certificato una distanza siderale fra la comunità politica e i cittadini. Lo dico perché i giornali nazionali e internazionali avrebbero titolato di una crisi incomprensibile, in un momento in cui il Paese vive già una crisi economica. Il Paese e i cittadini, a causa del coronavirus, vivono già una condizione di difficoltà. Signor Presidente, ieri abbiamo dimostrato, con senso di responsabilità, che per noi vengono prima gli interessi del Paese e poi le considerazioni che abbiamo svolto nei confronti del Ministro della giustizia. (Commenti). Signor Presidente, penso che magari i colleghi si agiteranno ancora di più per quello che dirò più avanti e, quindi, se già si agitano per il nulla che ho detto fino a ora... (Commenti). Io non ho detto chi! PRESIDENTE. Colleghi, facciamo continuare il senatore Faraone. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, avrei considerato incomprensibile una crisi di Governo, in questo momento così delicato e così particolare per il nostro Paese, anche se a guida del Governo ci fosse stato un esponente politico rappresentante di coloro che oggi sono all'opposizione. Signor Presidente del Consiglio - come ha detto ieri il senatore Renzi, quando ha parlato di spirito patriottico - credo che valga la pena mettere davanti a tutto l'Italia e ritengo che questa scelta di responsabilità sia stata utile, anche per quegli italiani che hanno firmato e votato le mozioni di sfiducia contro di lei. Credo infatti che mettere davanti l'interesse del Paese sia una considerazione, un'idea che debba appartenere a tutti i rappresentanti delle forze politiche. Purtroppo non è stato così, tanto che ieri ho visto alcuni senatori votare indistintamente mozioni di sfiducia garantiste e giustizialiste, perché l'obiettivo politico era semplicemente mandare a casa il Governo. Se anche lei magari avesse detto che Bonafede doveva andare a casa, il senatore La Russa - come ha detto ieri candidamente - avrebbe presentato una mozione di fiducia nei confronti del Ministro della giustizia, pur di mandarla a casa. Credo che la scelta di ieri - una scelta fatta quando gli italiani si aspettano da noi provvedimenti sulla cassa integrazione a sostegno dei lavoratori che sono stati costretti a stare a casa; si aspettano aiuti alle imprese, aiuti alle famiglie e bonus per i professionisti - debba essere la stella polare di chi oggi guida il Paese, ma anche di chi oggi svolge un ruolo di opposizione. Noi scontiamo un paradosso, signor Presidente: quello di chi tra le forze politiche sovraniste ci ha spiegato in tutti questi anni che l'Europa è un'Unione dalla quale l'Italia deve stare distante anni luce; che l'Europa non è utile, è matrigna nei confronti del nostro Paese e ci vuole male; dopodiché queste persone sono le stesse che oggi dicono che lei, signor Presidente del Consiglio, ha ottenuto troppo poco dall'Europa. Penso che sia paradossale che si inneschino un meccanismo e un ragionamento di questo tipo nei confronti dell'Europa, decisiva per consentire al nostro Paese di stare in piedi. Se non avessimo avuto l'Europa, se non avessimo avuto la Banca centrale europea - anche in quel caso i sovranisti ci hanno spiegato che la Banca centrale europea era uno strumento killer nei confronti del nostro Paese - lo spread dell'Italia sarebbe andato alle stelle e noi saremmo in difficoltà e non avremmo neanche potuto immaginare gli strumenti economici che lei oggi ci ha rappresentato. Credo che il senatore Bagnai e l'onorevole Borghi dovrebbero proprio inginocchiarsi sui ceci e guardare cento volte per punizione «La corazzata Potëmkin» (Commenti) per quello che hanno detto dell'Europa nei mesi passati, così come gli stessi scienziati che hanno criticato l'asse franco-tedesco, quando si riuniva per andare incontro alle esigenze poste dal nostro Paese, semplicemente con uno stolto nazionalismo. Sono convinto che guidare forze di opposizione essendo contro l'Europa, contro le banche centrali, contro l'asse franco-tedesco sia contro l'Italia, Presidente. Queste stesse persone il prossimo 2 giugno manifesteranno per la Festa della Repubblica. Signor Presidente, non voglio citare esattamente ciò che disse il senatore Salvini sulla Festa della Repubblica: disse che non c'era niente da festeggiare, ed elimino una parolaccia che invece fu utilizzata allora da Salvini, perché altrimenti farei la fine del collega Giarrusso e finirei nelle moviole del Senato. Oggi vediamo queste stesse persone organizzare una manifestazione per la Festa del 2 giugno, come se lì ci fossero i repubblicani e qui ci fossero coloro che producono provvedimenti in disprezzo al Paese. Io chiedo anche ai colleghi di Forza Italia, ai senatori di Forza Italia, di non seguire le forze politiche estremiste su questa impostazione che li allontana da un processo di costruzione in un momento nel quale c'è bisogno per il Paese di unità. Lo dico anche rispetto alla foto cui è stato costretto Tajani: Salvini ha organizzato una riunione in un terrazzino che aveva la dimensione di una cabina telefonica per non consentirgli la fuga nel momento di fare la foto in opportunity . Presidente, sono convinto che abbiamo da fare tante cose. Non possiamo ascoltare nemmeno chi all'interno della maggioranza - ne abbiamo anche dentro la maggioranza - pensa che dobbiamo diventare la ventitreesima provincia della Repubblica popolare cinese.