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abbiamo capito che c'è un'interdipendenza tra i Paesi nell'affrontare temi sovranazionali, e i sovranismi non sono una risposta a problemi di questa dimensione. Ecco, sul tema energetico, ma direi piuttosto sul tema ambientale e della transizione ecologica, non siamo ancora riusciti a fare questo passo. Se è vero che la pandemia ci ha fatto capire che i vaccini sono la risposta che andava presa, affrontata e portata avanti in modo comunitario, è altrettanto vero che sul tema dell'energia e della transizione ecologica questa consapevolezza ancora non l'abbiamo, e capiamo che dobbiamo fare passi importanti. Su questo voglio sottolineare un aspetto che deve essere una nostra consapevolezza: la transizione ecologica non è la transizione energetica tout court ; è la transizione del nostro sistema produttivo. Questo è il tema che dovremmo affrontare. Riconosco al MoVimento 5 Stelle di aver portato sensibilità rispetto ai temi dell'ecologia, della transizione ecologica e del rispetto del pianeta, con forza all'interno dell'istituzione; una forza che fino a quel momento non c'era ancora stata. Dopodiché, dobbiamo costruire questa transizione; abbiamo il compito di tracciare il percorso che arrivi all'obiettivo, che è la decarbonizzazione. Quell'obiettivo è da raggiungere per esserci in un pianeta vivo, ma dobbiamo arrivarci con un sistema produttivo e sociale vivo. Allora, questo deve essere il percorso che dobbiamo tracciare. Faccio solo un esempio: pochi giorni fa il capo della Volkswagen ha annunciato che ci saranno 30000 licenziamenti su 100.000 dipendenti totali nel settore automobilistico in Germania. È un annuncio che vale oggi per il prossimo anno. Costruire il percorso che dà una sostenibilità integrale alla transizione energetica significa tenere conto del complesso delle azioni che bisogna porre in essere per dare alla transizione ecologica il percorso giusto. La transizione non è un salto; il salto non è sostenibile. La transizione è il percorso che dobbiamo costruire. Il sostanziale fallimento del Consiglio europeo sui temi energetici, così come le discussioni che ci sono nella Cop26 come nel G20 stanno ponendo all'attenzione dell'Europa - penso alla Commissione, alla von der Lyen - la necessità di avanzare proposte che siano punti di sintesi che vanno nella direzione della decarbonizzazione. Da questo punto di vista dobbiamo mettere in campo una discussione e una riflessione che portino anche nel nostro Paese a una sintesi con tutti gli operatori, e non solo con gli stakeholder , ma anche con il mondo produttivo e le parti sociali. È un tema molto importante. Le risorse non sono infinite; la transizione va finanziata e sostenuta negli investimenti che devono essere fatti sia per incentivare le nuove tecnologie sia per sostenere gli investimenti di trasformazione del sistema produttivo. Sul punto dobbiamo arrivare a delle sintesi condivise. Credo che troviamo la dimensione della transizione nella capacità di individuare le varie fonti che ci devono accompagnare e devono consentirci di rendere sostenibile la transizione ecologica ed energetica. È chiaro allora che non possiamo immaginarci di arrivare al 2050 così come siamo, chiudendo tutto quello che porta aumento di CO2. In questi anni dobbiamo invece continuare ad avere competitività attraverso le fonti tradizionali mentre le andiamo a sostituire, attraverso un percorso di investimento e anche di avanzamento tecnologico, con le fonti che non danno impatto sull'atmosfera. Credo che al riguardo dobbiamo ancora fare tanta strada e ritengo che le contrapposizioni, che certe volte rilevo, non siano assolutamente produttive. Oggi abbiamo affrontato il tema del caro bollette. Pensate che se la Cina, facendo un salto importante, dovesse sostituire tutte le centrali a carbone e portarle a gas, dovrebbe assorbire il 40 per cento delle risorse mondiali del gas presenti nel pianeta. Abbiamo necessità di portare al tavolo della discussione soggetti importanti come la Cina perché, diversamente, tutti i nostri sforzi saranno non solo inutili, ma mineranno la nostra capacità di rimanere sul mercato con il sistema produttivo. Ritengo allora sia necessario fare dei passi avanti. Il provvedimento al nostro esame da un certo sollievo all'incremento dei costi, che in parte è congiunturale e, in parte, strutturale. Credo però che non dobbiamo perdere l'occasione di iniziare in modo significativo con il Governo una riflessione che ci faccia costruire il percorso sostenibile della transizione ecologica e della transizione del nostro sistema produttivo. (Applausi) . BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, gentili membri del Governo, illustri colleghi e colleghe, il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, che stiamo per convertire in legge, è sacrosanto; è uno di quei rari casi in cui evidentemente i criteri di urgenza e necessità trovano forma concreta in un intervento normativo di iniziativa governativa. La riduzione del costo delle bollette in relazione all'ultimo trimestre dell'anno in corso è stato, infatti, un intervento necessitato dalle notorie dinamiche dei prezzi delle bollette, soprattutto di elettricità e gas, dovute agli eventi - notori anch'essi - di ambito geopolitico e dei mercati internazionali dell'energia. Se le previsioni di aumento in relazione al trimestre in questione prevedevano un aumento dell'energia elettrica del 45 per cento e quello del gas del 30 per cento, grazie a questo intervento tali aumenti - purtroppo ci saranno ancora - saranno certamente attenuati dall'iniziativa legislativa. E saranno aumenti ridotti rispettivamente al 30 per cento per l'elettricità e dimezzati, cioè al 15 per cento, per il gas. È evidente che non riusciamo a eliminare completamente gli aumenti sulle bollette che cittadini e imprese andranno a pagare in relazione al trimestre in corso. Si tratta però di un intervento doveroso a cui possiamo far riferimento per dire che la politica c'è, nella misura in cui è possibile farlo. L'intervento del Governo e quello nostro parlamentare sono un atto di testimonianza e di vicinanza al tessuto imprenditoriale e alle famiglie italiane. L'abbattimento degli oneri di sistema - su cui mi soffermerò - avviene peraltro mediante una parte dei proventi delle aste delle quote di emissioni di CO₂. Sappiamo che, per quanto riguarda l'elettricità, saranno annullati sostanzialmente gli oneri di sistema per il trimestre in questione, fino a una potenza massima di 16,5 kilowatt. Per quanto riguarda il gas - come abbiamo visto - si interviene sull'IVA. Oggi l'IVA per gli usi domestici è al 10 per cento fino a un consumo annuo di 480 metri cubi; superata questa soglia, l'aliquota passa a quella ordinaria (22 per cento). Con il provvedimento in esame interveniamo stabilendo un'aliquota del 5 per cento. Anche per gli usi industriali il taglio sarà netto: dal 22 per cento attuale, fatta eccezione per alcuni settori che già oggi godono di incentivi (imprese estrattive, agricole e manifatturiere), riduciamo l'onere fiscale dell'IVA al 5 per cento, con i risparmi conseguenti.