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Allo stesso tempo, è intenzione del Governo introdurre misure di semplificazione, dirette a ridurre i costi per cittadini e imprese, mediante procedure amministrative telematiche uniformi sul territorio; - si opererà sui responsabili dei processi e sulle figure manageriali e dirigenziali che dovranno stimolare e promuovere il cambiamento, al fine di migliorare il sistema che la stessa dirigenza è chiamata a coordinare; - la tavola del cronoprogramma stima che la riforma sarà realizzata entro il 2019; - la Nota di aggiornamento dedica un specifico paragrafo al programma di riforme istituzionali che il Governo intende attuare. Esso consiste, in particolare, nel miglioramento della qualità delle decisioni, da realizzare attraverso l'ampliamento della partecipazione dei cittadini alla vita politica e il miglioramento dell'efficacia dell'attività del Parlamento; - il programma, nel dettaglio, prevede: potenziamento degli istituti di democrazia diretta, riconoscendo maggiori responsabilità decisionali ai cittadini, in particolare attraverso: rafforzamento dell'iniziativa legislativa popolare, con l'introduzione del referendum propositivo ; eliminazione del quorum strutturale nel referendum abrogativo ; semplificazione degli adempimenti per la raccolta delle firme ; riduzione del numero dei parlamentari, con la diminuzione del numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200; soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) ; introduzione del ricorso diretto alla Corte costituzionale sulle deliberazioni assunte dalle Camere in materia di elezioni e cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento; - un'altra priorità consiste nel completamento dei percorsi avviati dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017 in attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione concernente l'attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario; - in materia di sicurezza pubblica, il documento in esame individua quattro direttrici principali delle politiche del Governo: il contrasto dei flussi migratori irregolari, sulla base della condivisione delle responsabilità della difesa delle frontiere esterne dell'Unione europea; la lotta alle mafie e alle altre organizzazioni criminali, anche attraverso misure finalizzate ad aggredire le ricchezze accumulate illecitamente; la revisione dell'ordinamento degli enti locali, per contrastare la criminalità e la corruzione; il potenziamento dell'innovazione tecnologica e l'introduzione delle modifiche ordinamentali per la lotta alla criminalità diffusa; - per quanto riguarda il contrasto all'immigrazione clandestina, si individuano le seguenti azioni di intervento: adozione di un nuovo approccio nelle politiche di contenimento dei flussi migratori verso l'Europa, che devono essere intercettati nei Paesi di partenza e transito, attraverso una gestione europea ; ridefinizione della protezione umanitaria; riduzione della durata delle procedure di esame delle domande di asilo; riforma dei servizi di prima accoglienza riservati ai richiedenti asilo; implementazione delle misure, e delle relative risorse, per i rimpatri volontari assistiti, con il finanziamento anche di fondi europei; - con riferimento al contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie, il Governo individua come strategica l'azione di aggressione dei patrimoni illeciti attraverso le misure di prevenzione patrimoniali e la confisca allargata. In particolare, il Governo si propone di intervenire sul ruolo e sull'organico dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per semplificare le procedure in materia di gestione contabile e di sequestro e confisca dei beni; - per quanto concerne il contrasto alla criminalità diffusa, il Governo intende attuare gli strumenti normativi che sono intervenuti in materia di misure di prevenzione, testimoni di giustizia e sicurezza delle città, misurandone l'efficacia anche nell'ottica di eventuali correttivi. Al riguardo, assume un particolare rilievo la modernizzazione degli ordinamenti del personale delle Forze di polizia, i cui ruoli sono stati ridisegnati dal decreto legislativo n. 95 del 2017 ma il cui processo di attuazione è tuttora in corso, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI PARRINI, COLLINA E ZANDA SUL DOCUMENTO LVII, N. 1- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO La Commissione affari costituzionali, esaminata la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2018 ( Doc . LVII, n. 1- bis ) per le parti di competenza, premesso che: la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2018 è stata depositata alle Camere in palese ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge di contabilità pubblica. L'articolo 7, comma 2, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, infatti, stabilisce in modo perentorio che il deposito della Nota di aggiornamento debba avvenire entro il 27 settembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari. Tale ritardo, oltre ad evidenziare le difficoltà della maggioranza nel trovare una sintesi fra le diverse posizioni, comprime in modo mai verificatosi in passato l' iter di esame parlamentare del documento; la Nota di aggiornamento, diversamente da quanto previsto dall'articolo 10- bis della legge n. 196 del 2009, risulta altresì priva di alcuni elementi fondamentali. In particolare: - nel descrivere i principali ambiti di intervento della futura manovra di bilancio, non include le indicazioni quantitative di massima circa le misure di entrata e di spesa ai fini del raggiungimento degli obiettivi programmatici; - non contiene, nell'annesso relativo alla Relazione al Parlamento: a) il Piano di rientro di cui all'articolo 6, comma 3, della legge n. 243 del 2012, previsto in caso di scostamento dall'obiettivo di medio periodo (OMT), dettagliato anno per anno; b) nei presupposti della Relazione non è fatta menzione né agli eventi eccezionali né alle condizioni del ciclo economico nazionale che dovrebbero essere a fondamento della richiesta di scostamento dall'obiettivo di medio periodo (OMT); la Nota di aggiornamento al DEF e l'annessa Relazione al Parlamento, presentano poi preoccupanti profili di incoerenza rispetto al dettato dell'articolo 81 della Costituzione e della legge 24 dicembre 2012, n. 243, di attuazione del medesimo articolo. L'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, stabilisce, infatti, che scostamenti temporanei dal saldo strutturale dall'obiettivo programmatico sono consentiti esclusivamente in caso di eventi eccezionali, ossia in caso di periodi di grave recessione economica relativi anche all'area dell'euro o all'intera Unione europea o ad eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi incluse le gravi crisi finanziarie nonché le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del Paese. Tali condizioni non sono state rispettate, in quanto nei presupposti della Relazione al Parlamento annessa alla Nota di aggiornamento, non è stato esplicitato alcun tipo di evento eccezionale, né è fatta menzione delle condizioni che caratterizzano il ciclo economico nazionale;