[massime]

Parlamento - Immunità parlamentari - Procedimento penale a carico di parlamentari per i reati di resistenza e di oltraggio a pubblico ufficiale - Deliberazioni di insindacabilità della camera di appartenenza - Ricorso della corte d'appello di milano per conflitto di attribuzione tra poteri dello stato - Illegittima interferenza della camera dei deputati nelle attribuzioni dell'autorità giudiziaria - Non spettanza alla stessa assemblea parlamentare del potere di adottare le deliberazioni di insindacabilità contestate - Conseguente annullamento delle stesse deliberazioni.. Non spetta alla Camera dei deputati deliberare che i fatti per i quali è in corso avanti alla Corte di appello di Milano procedimento penale nei confronti di alcuni deputati per i reati di oltraggio e di resistenza a pubblico ufficiale, e per il reato di oltraggio, concernono opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni a norma dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; e vanno di conseguenza annullate le deliberazioni di insindacabilità adottate dalla Camera dei deputati nella seduta del 16 marzo 1999. Non possono, infatti, essere identificate come espressione di attività parlamentari assistite dalla prerogativa sancita dall'art. 68, primo comma, della Costituzione manifestazioni verbali o comportamenti materiali di membri del Parlamento che non presentino alcun collegamento con l'esercizio delle funzioni proprie del parlamentare o alcuna corrispondenza sostanziale con atti parlamentari tipici, traducendosi perciò in una illegittima interferenza con le attribuzioni dell'autorità giudiziaria. - V. anche sentenze n. 321, n. 320, n. 58, n. 11 e n. 10/2000.