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Qualora, a seguito dell'avvenuto abbattimento dei capi, l'autorità sanitaria competente disponga la distruzione di attrezzature fisse o mobili o, in quanto non adeguatamente disinfettabili, di mangimi, di prodotti agricoli e di prodotti zootecnici contaminati, al proprietario o al soccidario, in ragione degli accordi stipulati con il soccidante, è concessa una indennità pari all'80 per cento del valore attribuito in sede di stesura del verbale di distruzione (per la quale è stata richiesta una nota esplicativa e mai giunta in ordine all'influenza aviaria). L'indennità viene maggiorata della percentuale di compensazione stabilita, per gruppi di prodotti, con decreto ministeriale ai fini del regime speciale IVA per i produttori agricoli (di cui al comma 1 dell'articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972), nel caso in cui il proprietario degli animali, di cui sia stato disposto l'abbattimento, o il soccidario, sia un produttore agricolo che non abbia esercitato l'opzione di applicazione dell'IVA nei modi ordinari. In conclusione, la soccida è una forma surrettizia di contratto associativo che introduce vincoli incompatibili con il libero mercato e dal chiaro effetto anticoncorrenziale (accordi esclusivi, assoggettamenti e abusi di dipendenza economica, barriere all'entrata, limitazione e controllo produzione, controllo degli investimenti, ripartizione del mercato, discriminazione prezzi a valle, effetti restrittivi sull'ambiente) e, di fatto, maschera rapporti di lavoro subordinato con rapporti associati, favorendo altresì comportamenti elusivi, abusivi del diritto e volti esclusivamente a realizzare vantaggi fiscali, con aggravi per il fondo sanitario nazionale e per la salute pubblica (aumento antibiotico-resistenza), e aiuti di Stato erogati sempre agli stessi gruppi. Non a caso, il Programma di sviluppo rurale (PSR) è entrato nel mirino dell'antifrode europea proprio a causa di bandi contestati, i cui indicatori agevolavano le soccide Il presente disegno di legge ha una triplice valenza: è una norma antielusiva che ha il pregio di aumentare sensibilmente il gettito fiscale per le casse dell'erario, genera effetti pro-concorrenziali nel mercato e riequilibrio socio-economico nel territorio, aumenta la tutela del contraente debole, della salute e dell'ambiente. Per tale motivo, con il disegno di legge si prevede l'abrogazione dei contratti di soccida (articolo 1); la riconversione degli stessi (articolo 2) ai sensi della normativa prevista dall'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, che ha lo scopo di permeare di equità i rapporti di integrazione verticale in agricoltura, e ai sensi della normativa di cui all'articolo 6- bis della legge n. 91 del 2015, che ha lo scopo di garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali e nella rilevazione dell'andamento dei prezzi di mercato, fermo restando il divieto di accordi preventivi per la determinazione dei prezzi imposto dai regolamenti dell'Unione europea; il riequilibrio (articolo 3) a favore dei contraenti deboli, della concorrenza e dell'ambiente; l'eliminazione dei benefici (articolo 4) per tutte quelle cooperative collegate a società di capitali aventi fini di lucro, in contrasto alla funzione sociale e con le quali costituiscono un'unica entità economica sotto il profilo antitrust .. 1 (Abolizione dei contratti di soccida al settore zootecnico) 1 Al fine di favorire la corretta integrazione tra le diverse componenti delle filiere zootecniche e una più equa distribuzione del valore aggiunto all'interno delle stesse, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge i contratti di soccida in essere cessano di essere applicabili. 2 Dalla dati di entrata in vigore della presente legge sono abrogati gli articoli da 2170 a 2186 del codice civile. 2 (Introduzione di nuovi modelli contrattuali da utilizzare nella stipula dei contratti di allevamento) 1 All'interno delle filiere zootecniche maggiormente rappresentative del sistema agricolo-alimentare i rapporti tra la fase agricola e quelle a monte e a valle di essa sono regolate attraverso la normativa speciale prevista dall'articolo 62 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e dall'articolo 6- bis del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, in linea con gli orientamenti dell'Unione europea in materia di organizzazione comune dei mercati. 3 (Agevolazioni a favore del riequilibrio ambientale e socio-economico) 1 Le entrate derivanti dal nuovo gettito fiscale dovuto all'abolizione dei contratti di cui all'articolo 1 confluiscono in un apposito Fondo, istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, denominato Fondo speciale perequativo. 2 Il Fondo di cui al comma 1 è impiegato per misure di carattere strutturale tese a contrastare le derive oligopolistiche in atto nelle varie filiere zootecniche, incentivare nuova concorrenza, eliminare barriere all'entrata nei relativi mercati, avvicinare la produzione al consumo, recuperare immobili preesistenti idonei all'attività delle filiere zootecniche, ridurre i problemi ambientali legati al trasporto su lunghe distanze e alle emissioni di anidride carbonica (C0 2 ), all'inquinamento da nitrati nelle acque nelle zone vulnerabili e al consumo di suolo. 3 Ai fini di cui al comma 2 sono concessi incentivi e sgravi fiscali solo per le attività relative alle filiere zootecniche che avvicinano la produzione e la trasformazione al consumo, riducono le emissioni di C0 2 , delocalizzano nelle aree del Paese in cui la produzione è inesistente o insufficiente a soddisfare i consumi e che operano in conformità alla direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, ad esclusione delle deroghe sopraggiunte. 4 I beneficiari delle misure di cui al comma 1 non devono possedere nel mercato di riferimento nazionale una quota di produzione che superi il 10 per cento della produzione del fattore a monte, il 10 per cento del fattore intermedio e il 10 per cento del fattore a valle, in ogni filiera zootecnica. Ai fini della presente legge, per « fattore a monte » si intende il mangime; per « fattore intermedio » si intende la produzione zootecnica; per « fattore a valle » si intende il prodotto finito. 5 Le agevolazioni e gli incentivi di cui al presente articolo sono altresì estesi a tutte le misure di trade marketing e di comunicazione necessarie ad affermare nuovi brand e a creare nuove reti commerciali e punti vendita, relativi alle filiere zootecniche, presentate da associazioni che non presentano le soccide, da statuto. 4 (Esclusione dai benefici agevolativi per società cooperative agricole collegate a società di capitali) 1 Le società cooperative agricole collegate ad entità economiche verticalmente integrate, a monte e a valle, riconducibili ad un unico gruppo di società di capitali, non caratterizzato da una funzione sociale, ma da scopi di lucro, perdono la mutualità prevalente e non godono di nessuna agevolazione di carattere tributario e previdenziale.