[massime]

Impiego pubblico - Retribuzione - Maggiorazioni della retribuzione individuale di anzianità - Norma di interpretazione autentica, relativa alla anzianità maturata ai fini dell’attribuzione del diritto - Lamentata incidenza sulla funzione giurisdizionale, nonché ingiustificata disparità di trattamento, violazione del principio di giusta retribuzione e della tutela dell’affidamento del cittadino - Questione già oggetto di esame - Assenza di profili nuovi - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 51, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, denunziato, in riferimento agli artt. 3, 24, 36, 97, 101, 102, 103, 104, 108 e 113 della Costituzione, nella parte in cui interpreta autenticamente l'art. 7, comma 1, del d.l. n. 384 del 1992, a proposito della maturazione delle anzianità di servizio, prescritte ai fini delle maggiorazioni della retribuzione individuale di anzianità. La questione è stata infatti già dichiarata manifestamente infondata e non presenta profili nuovi che possano condurre la Corte a differenti conclusioni. - V., l'ordinanza n. 263/2002, quale precedente richiamato.