[pronunce]

che nei giudizi iscritti al r.o. n. 598/1999 e n. 689/1999 l'Avvocatura generale dello Stato ha depositato memorie, per illustrare ulteriormente e ribadire le conclusioni già formulate con gli atti di intervento. Considerato che la Corte dei conti, sezione del controllo, con un primo provvedimento emesso in sede di esame e pronuncia sul visto e sulla registrazione del d.P.R. 21 dicembre 1998, con il quale è stato emanato il regolamento recante disposizioni in materia di formazione professionale, ha sollevato questione di legittimità costituzionale: a) dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge 24 giugno 1997, n. 196 (Norme in materia di promozione dell'occupazione), in riferimento agli artt. 117 e 119 della Costituzione (l'art. 119 in relazione al comma 1, lettera d); b) dell'art. 9, commi 3, 3-bis e 4 del d.-l. 20 maggio 1993, n. 148 (Interventi urgenti a sostegno dell'occupazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, in riferimento agli artt. 117 e 119 della Costituzione; c) degli artt. 7 e 142, commi 1, lettere c), e) e f) 2 e 3 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), per violazione dell'art. 76 della Costituzione in relazione alla mancata attuazione e alla violazione degli artt. 1, 2 e 3 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa) [quanto alla lettera f), subordinatamente alla dichiarazione di incostituzionalità delle norme di cui al punto b) che precede]; che la stessa Corte dei conti, sezione del controllo, con un secondo provvedimento ugualmente emesso in sede di esame e pronuncia sul visto e sulla registrazione del d.P.R. 3 settembre 1999 con il quale è stato emanato il regolamento di semplificazione dei procedimenti relativi alla composizione e al funzionamento delle commissioni provinciali per l'artigianato nonché all'iscrizione, modificazione e cancellazione nell'albo delle imprese artigiane, a norma dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59, ha sollevato, in riferimento all'art. 117 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 20, comma 2, della stessa legge n. 59 del 1997 e del suo allegato 1, n. 96), facenti riferimento: a) alla procedura di costituzione delle commissioni provinciali per l'artigianato previste dall'art. 10 della legge 8 agosto 1985, n. 443; b) all'emanazione degli atti di competenza delle commissioni; c) al procedimento per ottenere l'iscrizione all'albo delle imprese artigiane; d) al procedimento per la modificazione e la cancellazione dall'albo; che, infine, la Corte dei conti, sezione del controllo, con un terzo provvedimento ugualmente emesso in sede di esame e pronuncia sul visto e sulla registrazione del d.P.R. 4 febbraio 2000 con il quale è stato emanato il regolamento per la semplificazione e l'armonizzazione delle procedure dichiarative, delle modalità di controllo e degli adempimenti nel settore vitivinicolo, a norma dell'art. 14 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'art. 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 3, del suddetto decreto legislativo n. 173, in riferimento agli artt. 70, 76, 117 e 118, primo comma, della Costituzione; che, per la comune prospettazione da parte della Corte dei conti di censure di incostituzionalità di diverse disposizioni legislative in quanto queste autorizzano l'emanazione di norme di rango secondario - secondo il meccanismo della delegificazione - in materie attribuite alla competenza delle regioni, si rende opportuna la trattazione congiunta delle tre questioni sollevate, per definirle con unica pronuncia; che, successivamente alla proposizione delle sopraddette questioni di costituzionalità, è entrata in vigore una modificazione dell'art. 20, comma 2, della legge n. 59 del 1997, disposta dall'art. 1, comma 4, lettera a), della legge 24 novembre 2000, n. 340 (Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi), a seguito della quale l'art. 20, comma 2, citato, già modificato dall'art. 2 della legge 8 marzo 1999, n. 50 ("In sede di attuazione della delegificazione, il Governo individua, con le modalità di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, i procedimenti o gli aspetti del procedimento che possono essere autonomamente disciplinati dalle regioni e dagli enti locali"), è stato ulteriormente modificato nel senso che "nelle materie di cui all'art. 117, primo comma, della Costituzione, i regolamenti di delegificazione trovano applicazione solo fino a quando la regione non provveda a disciplinare autonomamente la materia medesima"; che l'anzidetta modificazione legislativa, da un lato, costituisce specificamente jus superveniens rispetto alla seconda delle sopraindicate questioni di costituzionalità e, dall'altro, stabilendo una diversa efficacia giuridica dei regolamenti nei confronti delle autonomie regionali, modifica sostanzialmente il quadro normativo nel quale le presenti questioni di costituzionalità, tutte originate dal controllo di atti regolamentari che sotto vari profili, diretti o indiretti, sono stati ritenuti lesivi di tali autonomie, sono state sollevate dalla Corte dei conti; che pertanto per l'anzidetta innovazione legislativa, in via preliminare rispetto a ogni problema di ammissibilità delle questioni proposte, si rende necessario restituire gli atti alla Corte dei conti.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi; Ordina la restituzione degli atti alla Corte dei conti, sezione del controllo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 marzo 2001. Il Presidente: Vari Il redattore: Zagrebelsky Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 23 marzo 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola