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introdurre una revisione profonda delle tax expenditure ; introdurre una prima fase della flat tax , che non fa arrabbiare nessuno introducendo una no tax area per mantenere la progressività dell'imposta e diminuendo le due aliquote più basse in modo da aiutare subito, urgentemente, le classi sociali più in difficoltà in questo momento. È stato fatto tutto questo? No, naturalmente; assolutamente niente. Si è persa la grandissima occasione di fare politica, cioè di imprimere una visione di futuro su questo decreto; si è persa la grandissima occasione di introdurre degli strumenti per andare incontro a quella che voglio chiamare la spina dorsale di questo Paese, cioè coloro che creano beni, servizi e posti di lavoro. Mancando la visione politica, noi ci siamo dedicati in maniera ordinata, come hanno detto i colleghi, a suggerire degli emendamenti ordinari a un decreto fiscale ordinario che forse sarebbe meglio chiamare omnibus . E lo abbiamo fatto principalmente in cinque modi. Abbiamo fatto notare che è stata data la possibilità di condonare i processi verbali di constatazione, gli avvisi di accertamento, le liti pendenti: è stata quindi data la possibilità di condonare a coloro che non avevano versato. L'unica cosa che non è stato possibile fare è stato dare la possibilità a quelli che avevano regolarmente versato, e che hanno commesso degli errori formali o non hanno potuto versare le imposte per difficoltà, cioè i beneficiari - diciamo così - di avvisi bonari, di condonare. Questo non è stato possibile farlo. Non è stato possibile nemmeno uniformare il trattamento di chi aderiva alla rottamazione- ter . Si sono fatte delle finestre random , temporali, che differenziano contribuenti che sono nelle stesse identiche situazioni. Manca quindi coerenza. Poi ci si era dimenticati completamente del settore pubblico, delle imposte degli enti pubblici, della Tari, dell'IMU. Abbiamo suggerito un emendamento, che è stato recepito dal Governo. Sulle liti fiscali si era persa la bussola del realismo, perché è realistico pensare che il contribuente sia parzialmente vittorioso in una contesa con il fisco? Noi abbiamo dato la possibilità di definire anche queste posizioni. Poi abbiamo dato la possibilità di definire l'unica cosa che si doveva fare, cioè le violazioni alle dichiarazioni che non incidevano sui tributi, cioè di coloro che hanno versato tutto, ma che hanno commesso degli errori meramente formali. Questo ora è possibile farlo. Abbiamo lottato - questo devo dirlo - invano, drammaticamente, per evitare l'allungamento dei termini di accertamento. Perché un condono che è stato presentato come nobile strumento di pacificazione fiscale deve provocare erga omnes un allungamento dei termini di accertamento? Questo è inaccettabile nel ristabilire un equo rapporto tra fisco e contribuente. Però, come ha detto il collega, abbiamo lavorato bene, con il presidente, con il Governo, con i colleghi. Abbiamo lavorato bene, ci siamo capiti, ci siamo umanamente sostenuti in questa battaglia, nell'interesse - almeno da parte nostra - dei contribuenti, per evitare che questa visione in cui il contribuente è solo un evasore passasse del tutto. Noi non siamo d'accordo su questa visione. Ciò su cui ci siamo assolutamente trovati d'accordo è la fatturazione elettronica. La fatturazione elettronica non può essere un archetipo di uno strumento per fare cassa su chi produce. PRESIDENTE. Senatrice, la invito a concludere il suo intervento. CONZATTI, relatrice di minoranza . Grazie, signor Presidente. È l'idea sui generis che questo Governo ha del mondo produttivo, che gli nega l'importanza e la dignità di essere veramente la spina dorsale di questo Paese. Una fatturazione elettronica che non ha aiutato eliminando le sanzioni per tutto il 2019, che non ha spostato il termine di introduzione della fatturazione elettronica per i soggetti più piccoli, che non ha nemmeno agevolato l'acquisto di strumentazione software e che non ha agevolato la formazione del personale. Come può uno Stato pretendere di introdurre un obbligo a carico dei contribuenti quando esso stesso non è compliant ? PRESIDENTE. Senatrice, concluda il suo intervento. CONZATTI, relatrice di minoranza . Non è compliant perché non vi sono reti informatiche che permettano a tutti i contribuenti di spedire in tempo la fatturazione elettronica allo SDI, che è la piattaforma di interscambio Molto peggio di tutto questo - lo ripeto - è la parte omnibus , che evidenzia ciò su cui non siamo d'accordo, cioè il mancato rispetto della centralità del Parlamento: non si revisionano e non si stravolgono i decreti fiscali per emendamento. La centralità è del Parlamento. Noi lottiamo contro chi non condivide questa idea di futuro, aspirando a una decrescita infelice, e lavoriamo per costruire un'altra Italia, seria e lungimirante. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori D'Arienzo e Giannuzzi) . PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, senatore D'Alfonso, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore D'Alfonso. D'ALFONSO, relatore di minoranza . Signor Presidente, ringrazio lei e l'Assemblea per l'attenzione che viene riservata a questo argomento, che non è un argomento qualsiasi. È l'argomento in ragione del quale il nostro sistema-Paese provvede al potenziamento delle risorse finanziarie o almeno dovrebbe essere questa la rubrica della norma. La denominazione del decreto-legge ci fa pensare che questo strumento dovrebbe essere quello che consente al sistema-Paese di avere certezza fiscale, funzionalità tributaria e provvista di gettito, per far sì che le decisioni, i diritti, le opportunità e le comodità trovino - come mi piace dire - copertura. Ecco come si configura in Italia il sistema tributario, in questo momento, cioè prima della vigenza del decreto-legge di cui ci occuperemo, spero con crescente attenzione: 40.716.548 contribuenti, 30.700.000 dei quali pagano le tasse, pari al 76 per cento della platea degli italiani che hanno dovere e diritto; 840 miliardi sono la raccolta tributaria e contributiva. Nel 2017 le azioni del nostro sistema-Paese hanno portato a un recupero di evasione fiscale pari a 20 miliardi di euro. Siccome parlo a un'Assemblea che ha forza normativa e capacità di giudizio politico cito le fonti: parlo del dossier di Camera e Senato che riporta la cifra di 20 miliardi di euro quale esito fruttuoso della lotta all'evasione. Abbiamo anche determinato una riduzione della pressione fiscale pari a - 1,1 per cento. Qual è il problema aggiuntivo da fronteggiare con lo strumento denominato in passato decreto-legge fiscale? Fare in modo che continui la lotta all'evasione, poiché c'è ancora un margine di lavoro possibile pari a 120 miliardi di euro. Abbiamo fatto le audizioni, cari colleghi, non per abbellire il tempo del non lavoro in Commissione, ma perché sono servite per aumentare elementi, capacità conoscitiva e robustezza delle nostre decisioni: abbiamo audito la Corte dei conti, nella figura del Presidente (non il centro studi privato, ma il presidente della Corte dei conti Buscema); l'Agenzia delle entrate a livello nazionale, quella che avete rinnovato;