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Parlate di sblocca cantieri, ma noi dovremmo sapere quanti posti di lavoro potrebbero crearsi se investissimo nel risanamento del territorio, nel preservare la risorsa acqua e tutto quanto ha fatto grande e bellissimo il nostro paesaggio, nella tutela e nella conservazione. Questo era il nostro sbloccacantieri per fare un'operazione che non possiamo più rimandare. Invece, ancora una volta, si tratta la questione come se fosse ordinaria, ma questo non è più il modo di andare avanti. Non è una questione ordinaria. È necessario, lo ripeto, un'assunzione di responsabilità per tracciare un piano preciso. Invece, nella mozione di maggioranza è tutto edulcorato. Sono nove mesi che stiamo discutendo nelle Commissioni ambiente e agricoltura di un disegno di legge per azzerare il consumo del suolo, per ridurre il consumo del suolo e nella mozione di maggioranza troviamo l'utilizzo responsabile del suolo. Questo per farvi capire quanto è inadeguata la risposta che viene data dalla maggioranza alle questioni poste. Perché abbiamo chiesto che sia dichiarato lo stato di emergenza? Lo ha fatto un Paese come la Gran Bretagna - è stata approvata una mozione - perché siamo in emergenza. Fate commissari straordinari per tutte le opere e non vi rendete conto che bisogna dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale. Fate i commissari straordinari per le opere e non vi assumete la responsabilità di fare in modo che tutte le energie del Governo e delle istituzioni siano impiegate per fronteggiare questa emergenza e quindi si attivino per intervenire rapidamente. Tante cose si possono sicuramente fare. È necessario cambiare il modello produttivo, i modelli di consumo, il modello di mobilità. Non è più il tempo della sola e generica sostenibilità. Ce lo vogliamo mettere in testa o no? Serve un cambiamento radicale e per questo motivo abbiamo presentato anche una mozione che sostiene una cosa semplice. Siamo in emergenza e dobbiamo dichiarare lo stato di emergenza. Presidente, so che lei è molto sensibile all'argomento. Come ho detto in sede di illustrazione della mozione, molti si sono illusi in tutto questo tempo che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale impattassero, magari, sulle Maldive, che sarebbero state sommerse, o sulle isolette; impattano, invece, direttamente sulla culla della civiltà, pesantemente e più direttamente sul Mediterraneo, con tutto quanto comporta: l'aumento, ad esempio, dei profughi ambientali, che continuano a non essere nominati. I cambiamenti climatici impattano fortemente sul nostro Paese. Qual è, nel Mediterraneo, il Paese che avrà l'impatto maggiore? L'aumento di temperatura registrato nell'area del Mediterraneo, dell'1,58 superiore alla media planetaria, significa che noi siamo il Paese più a rischio, anche per come ci inseriamo all'interno di quest'area; siamo i più esposti, considerata l'estensione delle nostre coste. A maggior ragione, credo che sia assolutamente necessario non solo prendere coscienza del fenomeno, come tutti fanno finta di fare, ma anche assumere le relative decisioni, proclamare lo stato di emergenza e fare almeno un atto: tagliamo i sussidi ai fossili, per dimostrare che facciamo sul serio, per emanciparci definitivamente e incamminarci verso un'economia che non sia dipendente dai combustibili fossili. Per tutti questi motivi, voteremo a favore della nostra mozione e della mozione a prima del senatore Ferrazzi. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . NASTRI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia, pur non avendo presentato una propria mozione, è del tutto consapevole del grave problema costituito dai cambiamenti climatici di origine antropogenica. Molte cose sono state dette e scritte nelle mozioni oggi in esame. I principi enunciati sono sicuramente condivisibili e, del resto, i dati scientifici sono ormai largamente condivisibili. Sono stati sottoscritti in questi anni tanti protocolli internazionali per il contenimento delle emissioni climalteranti, ma dal punto di vista del Gruppo Fratelli d'Italia è ora importante porre un punto fermo, con una dichiarazione di principio che fissi le priorità per un percorso di riduzione sostenibile delle emissioni. All'interno di questo processo, è importantissimo porre l'accento sul tema della sovranità. Troppo spesso accordi internazionali al ribasso legano le mani alla nostra Nazione, l'Italia, che dal punto di vista dell'efficienza energetica e dei processi produttivi è sicuramente leader in Europa. Occorre rilevare che le regole europee, che necessariamente devono mediare tra le Nazioni più virtuose e le Nazioni che invece basano la propria generazione elettrica sulle fonti fossili, possono solo deprimere le iniziative delle Nazioni più virtuose, come in questo caso l'Italia. Considerando ciò, il Gruppo Fratelli d'Italia, consapevole di coniugare ambiente e sviluppo, voterà a favore della mozione a prima firma della senatrice Gallone, si asterrà su quella presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori nonché su quella a prima firma della senatrice L'Abbate e voterà contro la mozione a prima firma della senatrice De Petris. FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, trovo curioso ascoltare in Assemblea ciò che ho ascoltato qualche minuto fa. In primo luogo, credo che ci sia un punto di serietà di un Paese che ha partecipato alla costruzione dell'Agenda 2030 dell'ONU e che l'ha firmata nel settembre del 2015 con un contributo trasversale. Abbiamo altresì partecipato - insisto, come Paese, come Parlamento e come Governo - in modo attivo alla definizione della COP21 a Parigi. L'affidabilità, la serietà e l'autorevolezza di un Paese sono esattamente anche questo: sapere che quando si prendono degli impegni a livello europeo e internazionale bisogna saperli portare avanti. In particolare, sul tema del clima vorrei chiedere, banalmente, se c'è qualcuno che può pensare che il clima lo si possa chiudere nei confini nazionali. (Applausi dal Gruppo PD) . Io credo che questo sia impraticabile come visione, come ragionamento e come attesa. C'è un dato della logica, sì, ma c'è anche un altro dato, che è il modo in cui abbiamo partecipato, con serietà e impegno e con le mediazioni necessarie, a costruire quelle agende. La seconda riflessione di questa natura, dalla quale voglio partire, è che avendo partecipato e sottoscritto quegli impegni, si è aperto nel nostro Paese da tempo un rapporto con tutti i soggetti dell'economia, i soggetti istituzionali, dell'impresa, del lavoro, dei servizi, della formazione e dell'istruzione pubblica. Noi abbiamo aperto, di conseguenza, una riflessione e ci siamo assunti un impegno. Nella nostra economia - ricordo che la nostra è la seconda manifattura europea e quindi una realtà importante - è stato chiesto impegno alla politica, quello di agire e di affrontare il tema degli investimenti sulla transizione.