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Per molti questo è poco e noto con piacere che molti colleghi si sono - diciamo - divertiti a demolire questo punto. Per alcuni il risparmio è addirittura ininfluente (il senatore Mirabelli), mentre al senatore Malan, visto che si è agitato molto sulla questione citando anche il Mahatma Gandhi, vorrei dire che noto questa sua inquietudine, rispondendo alla sua citazione, e gli ricordo che «serenità è quando ciò che dici, ciò che pensi e ciò che fai sono in perfetta armonia». Per lei è così, senatore Malan? Per noi è perfetta armonia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per noi è perfetta armonia. Sempre per fare riferimento alla perfetta armonia, devo notare che anche lei, presidente La Russa, nel suo discorso ha praticamente demolito a parole questo provvedimento e poi ha annunciato il voto favorevole quasi per ripicca, come ha fatto anche il senatore Quagliariello, che ha definito questa vicenda come una delle più squallide però poi ha annunciato il voto positivo perché è un'apertura di credito. Mi fa piacere e credo comunque che all'interno di questo dibattito sia rispettabile anche la vostra opinione. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Caliendo) . Iniziamo dunque da qui, dal Senato, e ne siamo particolarmente lieti, colleghi. Iniziamo il percorso di questa legge costituzionale che, in caso di sua definitiva approvazione, centrerà un obiettivo storico - lo vedremo in seguito - più volte mancato nelle precedenti legislature. Noi lo interpretiamo come un atto di assoluta autonomia, di indipendenza e di libertà del quale - colleghi - anche voi un giorno andrete fieri; voi del Partito Democratico grazie a noi, ma va bene comunque, sarete fieri anche voi di questa diminuzione. L'importante è raggiungere l'obiettivo. (Applausi dal Gruppo M5S) . È un segnale forte che diamo al Paese, oltre che la realizzazione perfetta e puntuale del nostro programma in materia di riforme costituzionali, che non sono segrete. Ho sentito dire da molti colleghi che la nostra strategia di riforme costituzionali è stata invisibile. Vorrei capire qual è il vostro concetto di invisibilità dal momento che è presente, nero su bianco, nel contratto di Governo. All'inizio di questa legislatura, infatti, sono state depositate delle proposte che sono state annunciate in sede di conferenza stampa. Avete un concetto molto singolare dell'invisibilità. Detto questo, noi pensiamo di ridisegnare un Parlamento che sia più aperto, moderno, che sappia guardare a se stesso, rimettersi in discussione, guardare alle sue funzioni, ragionare sulle proprie funzioni, a partire proprio dalla sua composizione, libero da condizionamenti di sorta e da interessi di parte. Diversamente si profilerebbe l'immagine, avvilente, e direi anacronistica, di un Parlamento ripiegato su se stesso, che si chiude alle esigenze che provengono da fuori di quest'Aula e, in maniera molto sospetta, si potrebbe interpretare questo ripiegamento come una protezione dei propri interessi che, guarda caso, in questa circostanza coincidono con la difesa delle poltrone. (Applausi dal Gruppo M5S) . Comunque, non è su questo, colleghi, che noi vogliamo convincervi. Noi vogliamo convincervi attraverso una riforma puntuale e perfettamente attuabile che non è stata mai condotta in porto perché noi crediamo che le riforme costituzionali non si possano basare sulle prove di forza e neanche su una prova di coraggio. Esiste una condivisione, esiste un esame ragionato delle reciproche ragioni ma alla fine non può essere un braccio di ferro; per cui non è sulla vostra paura, che potrebbe essere interpretata come esercizio di autoconservazione di quest'Aula, ma è proprio sul ragionamento, su quello che vi portiamo all'esame che puntiamo. I vostri ragionamenti nel merito, i vostri attacchi non aiutano in questo senso perché crediamo che senza condivisione una riforma costituzionale non possa andare in porto. Si è visto l'ottimo contributo che alla Camera si è registrato in materia di referendum propositivo, in merito alla questione del quorum approvativo, che è senz'altro un passo in avanti. Inspiegabilmente in quest'Aula, con motivazioni che molti riconducono al benaltrismo (questa categoria per cui si ritiene che sia «ben altro» quello che impedisce questa riforma), voi vi opponete alla riduzione del numero dei parlamentari, che è la linea che unisce una serie di legislature e di studi ai quali anche voi avete partecipato. Ma è ben altra la ragione per la quale vi opponete. Colleghi, entriamo nel merito di questa riforma che, come si è detto, rende il Parlamento più efficiente e più snello? Voi sostenete che non è così e che questo in qualche modo scatena una controriforma dei Regolamenti e dell'organizzazione e il blocco delle Commissioni. Tutto ciò non è vero, bisogna ritornare alla realtà e capire quello che si sta facendo. In questo momento in cui noi stiamo ricostruendo il Paese, abbiamo chiesto spesso un esercizio e un esame di coscienza a molti cittadini su misure che richiedono degli sforzi nell'interesse del bene collettivo. Io vorrei sapere perché, chiedendo questo agli altri cittadini, non siamo capaci di farlo per noi stessi. Se riteniamo che un organismo pubblico sia troppo numeroso e dispendioso, noi provvediamo a ridurlo. Colleghi, perché questo esame non lo possiamo fare su noi stessi? (Applausi dal Gruppo M5S) . Perché non possiamo farlo su noi stessi? Qual è la ragione che crea delle verità altre e fuori di quest'Aula e delle verità specifiche per quest'Assemblea (Applausi dal Gruppo M5S) . Se la coerenza è la stessa a guidare le scelte, se il criterio della giustizia è lo stesso, bisogna saperle attuare anche in questa sede e così si recupera la credibilità, quel distacco che c'è tra la politica e la società che sta qua fuori. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi lo abbiamo ridotto di molto e sapete perché? Perché abbiamo avvicinato la nostra vita parlamentare a quella dei cittadini che sono qui fuori: abbiamo ridotto le nostre indennità, abbiamo abolito i vitalizi (cosa che non è mai avvenuta prima) e adesso tagliamo le poltrone dove siamo seduti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quale esempio più alto e fuori da ogni sospetto è quello di privarsi della poltrona sulla quale si è seduti? Non c'è alcuna critica che si può muovere, non c'è alcun sospetto di conflitto di interessi, non c'è alcun interesse personale che si può anteporre. È illuminata la bontà e l'onestà intellettuale di chi fa questa scelta. Dicevo però che non è sulla paura che vorrei insistere o sul vostro atteggiamento, perché sono consapevole che questo passaggio - voi ve ne rendete conto - desta un grande interesse per tutti quanti i cittadini che ci ascoltano. Nelle precedenti legislature sapete che in due occasioni (nel 2006 e nel 2016) sono state approvate delle riforme fino all'ultimo gradino, ovvero il referendum popolare confermativo. Ebbene, i cittadini dissero di no (questo per riprendere un discorso che è stato avanzato da voi), ma perché lo fecero?