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p sostegno all'occupazione degli abitanti non occupati anche attraverso l'inserimento nel ciclo lavorativo del programma; q programma di manutenzione e gestione economico ed efficiente ad intervento concluso. 4 Ciascuna regione può, con proprio provvedimento, ulteriormente precisare e definire i requisiti minimi degli ecoquartieri. Le regioni stabiliscono altresì, con propri provvedimenti, modalità di realizzazione dei controlli atti a garantire la corrispondenza dei progetti ai requisiti fissati dalla regione stessa in ottemperanza alle disposizioni dei commi 1, 2 e 3, finalizzati alla verifica delle condizioni di accessibilità ai finanziamenti provenienti da fonti regionali, statali, europee, a questi destinati. 8 (Princìpi generali in materia di perequazione urbanistica e priorità del riuso) 1 I comuni, nella predisposizione del piano urbanistico generale, provvedono ad individuare e perimetrare gli ambiti entro i quali applicare lo strumento della perequazione urbanistica. 2 La realizzazione degli interventi edilizi e infrastrutturali deve accompagnarsi alla contestuale realizzazione della città pubblica, degli spazi aperti e destinati ai servizi, nonché degli standard urbanistici di cui all’articolo 4, comma 2, lettera b) . A tal fine la legge regionale assicura che i comuni, nella formazione dei piani urbanistici generali, provvedano ad applicare lo strumento della perequazione urbanistica negli ambiti costituiti da aree investite da processi di edificazione, inutilizzate o suscettibili di rigenerazione, recupero, riqualificazione, da aree interessate alla localizzazione di nuovi investimenti produttivi e infrastrutturali e da aree destinate ai suddetti standard urbanistici e ai parchi urbani. 3 L'ambito della perequazione urbanistica può essere costituito altresì da aree fra loro separate ovvero da aree oggetto di trasformazione urbanistica non confinanti con le aree destinate a verde e a servizi pubblici dal piano urbanistico generale, al fine di consentire la cessione gratuita delle aree agli standard urbanistici previsti dal comma 2 e il loro attrezzamento. 4 Per l'attuazione della perequazione urbanistica le leggi regionali si adeguano ai seguenti criteri: a le trasformazioni urbanistico-edilizie consentite devono essere condizionate alla cessione al comune di aree destinate a verde e a servizi come individuati dallo strumento urbanistico; b le volumetrie previste nelle aree edificabili devono essere realizzate nelle medesime aree nelle quali sono previste dal piano, ma teoricamente distribuite nelle aree destinate a servizi pubblici e cedute gratuitamente al comune; c i volumi previsti devono rimanere invariati sia nella localizzazione che nelle quantità; d le aree suscettibili di trasformazione, che con destinazioni diverse sono inserite nell'ambito definito dal piano, devono avere gli stessi indici teorici di edificabilità; conseguentemente i vantaggi economici derivanti dall'edificabilità contenuta nel piano devono essere distribuiti equamente fra le aree soggette a trasformazione e le aree destinate a servizi anche soggette ad esproprio inserite nel medesimo ambito; e in caso di aree già edificate soggette a ristrutturazione urbanistica o a piani di recupero deve aggiungersi, nel calcolo della distribuzione degli indici attribuiti a ciascuna area a diversi usi destinata, il valore attribuito agli immobili esistenti. 5 La priorità del riuso e della rigenerazione edilizia del suolo edificato esistente, rispetto all'ulteriore consumo di suolo inedificato, costituisce principio fondamentale della materia del governo del territorio. Gli atti di pianificazione e programmazione comunale devono essere improntati alla priorità del riuso e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, sia attraverso l'intervento sul singolo edificio, per dotarlo di fonti energetiche rinnovabili, per ridurre la dispersione termica e favorire l'uso di materiali eco-compatibili, sia attraverso gli interventi di riqualificazione urbana nei quali all'abbattimento e alla ricostruzione di altri edifici corrisponda una nuova configurazione finalizzata all'aumento della superficie permeabile, del verde arboreo, degli spazi pubblici collettivi, della dotazione di servizi, della qualità della forma degli edifici e degli spazi aperti non edificati. Gli interventi di riuso del tessuto edificato debbono avvenire nel rispetto dei criteri indicati all'articolo 6. 6 Al fine di cui al comma 5, i comuni procedono al censimento delle aree del territorio comunale già interessate da processi di edificazione, ma inutilizzate o suscettibili di rigenerazione, recupero, riqualificazione. Procedono altresì, all'interno delle aree censite, alla costituzione e alla tenuta di un elenco delle aree suscettibili di prioritaria utilizzazione a fini edificatori di rigenerazione urbana e di localizzazione di nuovi investimenti produttivi e infrastrutturali. 7 Il censimento e la formazione dell'elenco di cui al comma 6, sono effettuati entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Decorso tale termine senza che il censimento sia stato concluso o senza che l'elenco sia stato redatto, è vietata la realizzazione, nel territorio del comune inadempiente, di interventi edificatori, sia pubblici sia privati, residenziali, di servizi e di attività produttive comportanti, anche solo parzialmente, consumo di suolo inedificato. L'elenco è aggiornato annualmente. 8 Nel caso siano presenti nell'area oggetto di trasformazione edifici vincolati ai sensi di leggi statali e regionali vigenti o da piani e regolamenti comunali, o che nel corso della perimetrazione appaiano degni di tutela, è fatto obbligo di segnalarli. Nella fase di trasformazione dell'area, sono salvaguardate le preesistenze architettoniche di pregio, i manufatti e gli elementi naturalistici, quali corsi d'acqua, antichi alvei, essenze arboree di particolare interesse storico-ambientale. 9 (Riconversione ecologica della pianificazione) 1 In materia di governo del territorio, la normativa regionale deve prevedere: a che la pianificazione comunale si articoli in due livelli: 1 il piano generale di assetto del territorio, con durata decennale, che: delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo per il governo del territorio comunale dando priorità agli aspetti ecologici e di sostenibilità ambientale; individua le destinazioni delle aree, ma non determina la conformazione dei diritti edificatori né ha carattere vincolistico rispetto alle aree preordinate all'esproprio; prefigura le invarianti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica; 2 il piano operativo che, in coerenza e in attuazione del piano generale: individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e di trasformazione del territorio; programma in modo contestuale la realizzazione degli interventi, il loro completamento, i servizi connessi, gli spazi verdi e le infrastrutture per la mobilità, assicurando la qualità estetica della forma degli spazi urbani. Il piano operativo ha carattere prescrittivo e conformativo, ed ha durata di cinque anni, scaduti i quali decadono tutte le previsioni in esso contenute, che non siano oggetto di azioni conformi al piano già intraprese, di atti autorizzativi o convenzioni sottoscritte e operanti.