[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguenteNel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 4 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), promosso con ordinanza emessa il 6 novembre 2000 dal Tribunale di Siena nel procedimento civile vertente tra la UST-CISL di Siena e l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), iscritta al n. 128 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell'anno 2001. Visto l'atto di costituzione dell'INAIL; Udito nell'udienza pubblica del 12 marzo 2002 il giudice relatore Franco Bile; Udito l'avvocato Adriana Pignataro per l'INAIL.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ordinanza in data 6 novembre 2000 il Tribunale di Siena ha sollevato - in riferimento agli artt. 2, 3, 18, 38 e 39 della Costituzione - la questione di costituzionalità degli artt. 4 e 9 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella parte in cui, rispettivamente, non comprendono i sindacalisti tra le "persone assicurate" e le associazioni sindacali tra i "datori di lavoro", con particolare riguardo ai lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali (provinciali o nazionali), collocati in aspettativa non retribuita ai sensi dell'art. 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), e svolgenti attività sindacale con esposizione al medesimo rischio professionale di altre categorie di lavoratori specificatamente tutelate. L'ordinanza è stata resa nel corso di un giudizio di opposizione proposto da un'organizzazione sindacale contro il decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti, sulla base di un verbale di accertamento dell'INAIL, per il pagamento di premi assicurativi non corrisposti (e delle relative sanzioni), relativamente a lavoratori collocati in aspettativa e svolgenti presso la stessa organizzazione un'attività protetta in quanto rischiosa. Il giudice rimettente rileva che l'art. 4 del d.P.R. n. 1124 del 1965 comprende nell'assicurazione, in presenza di specifici requisiti, lavoratori subordinati, lavoratori autonomi (artigiani), soci di cooperative ed altre categorie; e ritiene che non si possa in via interpretativa annoverare i sindacalisti tra le "persone assicurate" di cui al citato articolo, e le associazioni sindacali tra i "datori di lavoro" di cui all'art. 9. Peraltro, a suo avviso, la tendenza evolutiva dell'ordinamento, anche a seguito di interventi della Corte costituzionale, pone in dubbio la giustizia e la razionalità dell'esclusione dalla tutela dei lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali, per i quali non impropriamente può parlarsi di lavoro sindacale, anche considerando che essi fruiscono di un'indennità a carico dell'organizzazione, commisurata alla retribuzione già percepita. Circa la rilevanza, il giudice osserva che nella specie i lavoratori in aspettativa per mandato sindacale svolgevano nella sede provinciale dell'organizzazione sindacale un'attività, da essa retribuita, oggettivamente protetta dalla legge, in quanto facevano uso non occasionale di veicoli a motore personalmente condotti, nonché di personal computers, fotocopiatrici, macchine elettriche ed elettroniche esistenti presso l'organizzazione. Circa poi la non manifesta infondatezza della questione, la mancanza di tutela assicurativa di tali lavoratori è considerata dal rimettente in contrasto con l'art. 3 Cost., per la disuguaglianza di trattamento a fronte della tutela accordata ad altri lavoratori prestanti la propria attività in pari condizioni di rischio; con l'art. 2 Cost., per la lesione del diritto dell'individuo al pieno svolgimento della propria personalità nella forma dell'attività sindacale, e per la possibilità che l'assenza di copertura assicurativa ostacoli la scelta di impegno sindacale del lavoratore, con ulteriore violazione degli artt. 18 e 39 Cost; con l'art. 38, comma 2, Cost., che garantisce alla generalizzata categoria dei lavoratori i mezzi adeguati alle proprie esigenze di vita anche in caso di infortunio. 2. - L'INAIL ha presentato una memoria a sostegno della dichiarazione di fondatezza della questione, ove la normativa di cui agli artt. 4 e 9 del d.P.R. n. 1124 del 1965 non possa ritenersi estensibile in via interpretativa anche alla fattispecie in esame. A suo avviso, l'attività dei lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali a tempo pieno prestata sotto le direttive e per le finalità dell'organizzazione sindacale (configurabile come associazione privata non riconosciuta) riveste i caratteri della collaborazione continuativa, onde i sindacalisti devono ritenersi associati che agiscono per l'associazione, come tali coperti da garanzia assicurativa in presenza di rischio tutelato.1. - Il Tribunale di Siena solleva questione di legittimità costituzionale degli artt. 4 e 9 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), nella parte in cui non comprendono tra le "persone assicurate" ed i "datori di lavoro" rispettivamente, i lavoratori in aspettativa perché chiamati a ricoprire cariche sindacali (nazionali e provinciali) e le organizzazioni sindacali, nell'ipotesi di svolgimento, da parte dei primi, di attività comportante esposizione a rischio professionale. 2. - La questione è fondata. Nel sistema di cui al d.P.R. n. 1124 del 1965 il godimento della tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è condizionato all'esistenza congiunta di un presupposto soggettivo e di uno oggettivo. Sotto il primo profilo sono assicurati i soggetti compresi in una delle categorie specificamente enumerate dall'art. 4; sotto il secondo i soggetti così individuati devono svolgere una delle attività, protette in quanto ritenute pericolose, indicate dall'art. 1. I datori tenuti alla contribuzione sono poi individuati dall'art. 9 in quelli che esercitano le attività di cui all'art. 1 ed occupano le persone di cui all'art. 4.