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Il comma 2 proroga dal primo gennaio 2019 i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, ossia gli atti emessi dall'Agenzia delle entrate e dall'INPS. Le disposizioni contenute nei commi da 3 a 5 dispongono la sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione, senza applicazione di sanzioni e di interessi, dal primo gennaio 2021. In particolare, l'ambito oggettivo per tale sospensione interessa complessivamente 138 Comuni terremotati, così come individuati dalla legislazione vigente. La norma in esame prevede poi il versamento delle somme oggetto di temporanea sospensione mediante una rateizzazione delle seguenti caratteristiche: fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, mancata applicazione di sanzioni e interessi, decorrenza dei versamenti dal primo gennaio 2021. Anche in questo caso, in caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate, ovvero dell'unica rata, si prevede l'iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati, nonché, in tal caso, delle relative sanzioni e interessi, prevedendosi che la relativa cartella sia notificata, pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell'unica rata o del periodo di rateizzazione. L'iscrizione a ruolo non è invece eseguita se il contribuente si avvale dell'istituto del ravvedimento. Il comma 6 modifica l'articolo 2- bis , comma 24, del decreto-legge n. 148 del 2017, intervenendo sulla sospensione dei pagamenti delle fatture e delle utenze relative ai servizi di erogazione di energia elettrica, acqua e gas, nonché per i settori delle assicurazioni e della telefonia. In particolare viene stabilito che la sospensione sia differita fino al primo gennaio 2019 per coloro i quali dichiarino con apposita autocertificazione l'inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda. Mi soffermo quindi sui percorsi contenuti nel decreto-legge, che nasce come proroga di adempimenti fiscali e tributari. Vorrei fornire un quadro sintetico dei numeri riferiti alla gestione dell'emergenza forniti dal capo del Dipartimento della Protezione civile, dottor Borrelli, e dal commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, dottoressa Paola De Micheli, che ringrazio per i contributi che hanno fornito alla Commissione, al fine di evidenziare le problematiche che rendono necessarie, a distanza di quasi due anni dal sisma, alcune modifiche del quadro normativo. Per quanto riguarda le forme di assistenza alla popolazione, il Capo della Protezione civile, in audizione presso la Commissione speciale, ha riferito che all'indomani del 30 ottobre 2016, il numero delle persone che non hanno potuto far rientro nella propria casa è aumentato in modo considerevole; si è passati dai 4.800 assistiti di inizio settembre, a più di 30.000 persone assistite nella prima settimana di novembre, fino ad arrivare alla data odierna a complessive 50.157 persone, di cui 38.668 beneficiari del contributo per autonoma sistemazione (CAS), 7.125 nelle soluzioni abitative di emergenza (SAE), 2.341 in alberghi, 781 nei moduli abitativi provvisori rurali di emergenza (MAPRE), 722 nei moduli container e nei camper forniti dalla Protezione civile, nonché 520 in altre strutture. I dati che ho citato danno la dimensione della tragedia che queste zone hanno dovuto subire e soprattutto la prosecuzione nel tempo di eventi sismici che hanno causato danni su danni a edifici che già avevano subito la prima scossa. Vorrei inoltre ricordare, come riportato dalla relazione sul sisma del Centro Italia 2016-2017 del Commissario straordinario del Governo, che gli eventi sismici hanno interessato un territorio di quasi 8.000 chilometri quadrati, di cui 2.000 chilometri quadrati inseriti in aree protette o parchi naturali, ed abitato da circa 600.000 persone. Gli edifici esistenti nel territorio delle quattro Regioni sono 185.541, di cui 162.991 con destinazione residenziale, per un totale di abitazioni pari a 340.000, il 30 per cento delle quali sono vuote o occupate da non residenti. Mi soffermo, infine, sui dati relativi ai controlli effettuati sul patrimonio edilizio interessato dagli eventi sismici, evidenziando che si è proceduto ad effettuare oltre 250.000 controlli sulla stabilità degli edifici: 4.600 sugli edifici pubblici, 5.800 sulle chiese e sui beni culturali e la restante parte sul patrimonio edilizio privato. Sono stati accreditati, per il censimento dei danni, oltre 6.500 tecnici, a cui va il mio personale ringraziamento e credo quello di tutta l'Assemblea. I dati numerici poc'anzi riportati mostrano chiaramente come fosse imprescindibile, nel corso dell'esame del provvedimento, procedere ad un'analisi che andasse anche oltre gli ambiti di intervento del decreto-legge, così come adottato del precedente Governo, tenuto conto che, oltre alla questione della sospensione dei versamenti tributari e contributivi, diverse sono le questioni legate alla ricostruzione di assoluto rilievo per le popolazioni coinvolte. A tal fine, pure in tempi ristretti, si è provveduto a svolgere un ciclo di audizioni, durante il quale sono stati auditi il Capo del Dipartimento di Protezione civile, il Commissario straordinario, i sindaci di alcuni Comuni delle Marche e dell'Abruzzo, i sindaci di alcuni Comuni dell'Isola d'Ischia, le organizzazioni delle imprese e delle attività professionali e alcuni esperti tecnici del settore. È emersa da più parti la necessità di prorogare la struttura commissariale e lo stato di emergenza dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2020, di creare aree attrezzate per i proprietari di seconde case per un periodo coincidente con il completamento degli interventi di ricostruzione sugli immobili originari, di prorogare le scadenze di sospensione dei mutui, di prorogare le misure di sostegno al reddito - la cosiddetta cassa in deroga - di esentare le imprese dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico per la ricostruzione, almeno nei centri storici e nelle zone rosse, di finanziare gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio e igienico-sanitaria, nonché gli interventi di adeguamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche, di accelerare le procedure per la ricostruzione leggera. La fase di ricostruzione post-sisma risulta essere rallentata non solo dal protrarsi delle scosse, ma anche da lievi difformità urbanistiche ed edilizie sugli immobili tali da impedire il prosieguo del procedimento di concessione dei contributi.