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Per tutto questo, fin troppo buoni, ci asterremo dal votare il disegno di legge in esame, sperando che abbiano presto fine sia gli scricchiolii, che i troppi tweet del Governo e si torni a una politica del fare. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . ANGRISANI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANGRISANI (M5S) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, oggi siamo qui riuniti per dare attuazione finale e procedere alla votazione definitiva di questo provvedimento, che consente di evitare al nostro Paese di incorrere nelle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea o per effetto di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione. Si tratta di una normativa che ha un'importanza legislativa decisamente rilevante e prioritaria per il nostro Paese. Infatti, la legge europea, insieme alla legge di delegazione europea, è uno dei due strumenti predisposti dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, al fine di adeguare periodicamente l'ordinamento nazionale a quello dell'Unione europea. Tale adeguamento riguarda disposizioni abrogative o modificative di leggi statali vigenti in contrasto con gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, nonché disposizioni necessarie per dare attuazione o assicurare l'applicazione di atti dell'Unione europea e disposizioni occorrenti per dare esecuzione ai trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea. Le disposizioni contenute nella norma, dunque, modificano o integrano la disciplina vigente nell'ordinamento nazionale per adeguarne i contenuti al diritto europeo e far fronte alle suddette procedure d'infrazione, componendosi, come ben sapete, di norme aventi natura eterogenea che intervengono in campi ben diversi tra loro. I settori interessati dal disegno di legge in esame sono la libera circolazione di persone, servizi e merci, la giustizia e la sicurezza, i trasporti, la fiscalità, le dogane, gli aiuti di Stato, il diritto d'autore e la tutela della salute umana e dell'ambiente. L'eterogeneità e la diversificazione anche concettuale degli argomenti trattati la rendono una norma atipica, che presenta dei caratteri giuridici anomali, in quanto omnicomprensivi di fattispecie regolatrici. Tuttavia, la sua natura particolare non ne sminuisce il valore complessivo o la sua imprescindibile necessità normativa. Il disegno di legge in esame, licenziato dal Governo il 6 settembre 2018 e approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 5 dicembre, con modifiche rispetto alla prima versione governativa, è stato poi votato nell'altro ramo del Parlamento il 12 marzo scorso. Per effetto delle modificazioni e integrazioni apportate in prima e seconda lettura, rispettivamente dal Senato e dalla Camera dei deputati, il testo si compone ora di 22 articoli con i quali si affrontano ben sei procedure di infrazione e quattro casi EU-Pilot. Inoltre, si risolvono due casi di aiuti di Stato illegali, si attuano due direttive già scadute, si adegua l'ordinamento nazionale a cinque regolamenti europei e si dà esecuzione a un accordo internazionale in materia di mandato di arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri. L'aspetto peculiare del disegno di legge di cui si discute e che intendo rendere evidente nel poco tempo che mi è concesso in quanto è interessante porvi attenzione è che molte di queste norme regolatrici recano in sé una visione sociale delle problematiche per riequilibrare le condizioni di disparità sociale che meritano ogni tutela possibile e ogni intervento di tipo solidale e altruistico auspicabile. Di particolare rilevanza, ad esempio, sotto l'aspetto della solidarietà civica, è a mio avviso l'attuazione della direttiva 1564/2017, contenuta nell'articolo 15 del disegno di legge in esame, che mira a garantire che le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, abbiano accesso ai libri e ad altri tipi di pubblicazioni, compresi gli spartiti musicali. Si tratta di una disposizione che ha un chiaro carattere agevolatore e facilitatore in favore di persone con bisogni educativi speciali. Inoltre, è di sostanziale portata innovativa, tra le altre, anche l'attuazione della direttiva 1572/2017 contenuta nell'articolo 16 del disegno di legge, oggi al voto dell'Assemblea, che disciplina le buone prassi di fabbricazione dei medicinali per uso umano. Questa direttiva impone, per i medicinali importati dall'estero, nonché per quelli sperimentali, il rispetto dei principi e delle linee guida fissati sul territorio nazionale per la produzione di medicinali per uso umano, al fine di garantire la conformità delle operazioni alle buone prassi di fabbricazione e la piena attuazione del più rigido ed efficiente sistema di garanzia della qualità farmaceutica. Non mi dilungherò comunque oltre sulla mera elencazione dei tanti ed apprezzabili interventi normativi regolatori. Mi preme invece soffermarmi sul lato umano delle attività che sono alla base della stesura di questa legge, per quanto di nostra competenza, di spettanza parlamentare. Mi riferisco alle attività della Commissione di cui mi onoro essere membro. Certo, cari colleghi, il lato umano, quello che viene spesso trascurato, non evidenziato o non contemperato, quando si parla di norme che adeguano discipline, di leggi che sanano altre leggi, di processi normativi che fermano altri procedimenti sanzionatori. È per questo motivo che voglio fare encomio pubblico del lavoro della Commissione per le politiche europee e di ogni suo componente per l'impegno profuso e per il senso di responsabilità manifestato nel suo incarico istituzionale e nelle sue funzioni, durante tutto l' iter che l'ha riguardata, fino al voto di oggi. (Applausi dal Gruppo M5S) . La Commissione per le politiche europee svolge le sue incombenze con la massima laboriosità, perizia ed efficacia, oltre che con i più nobili propositi etici ed è per questo che ringrazio, in primis , i colleghi di opposizione, che fanno il loro legittimo dovere nel pieno rispetto del ruolo politico delle parti in gioco. Ringrazio i nostri colleghi di maggioranza, sempre leali e pronti a fornirci il loro abile supporto, i colleghi del Movimento, straordinari «compagni d'armi» e ringrazio, infine, il Presidente per la competenza e l'imparzialità con le quali dirige i lavori. Siamo arrivati al voto finale dopo un lungo e duro lavoro di mediazione legislativa e dopo una serie di certosine valutazioni politiche che pongono al centro del focus solo ed esclusivamente gli interessi dei cittadini italiani e dei loro bisogni sociali. Questa normativa va nella direzione giusta: fa in modo che l'intervento, qualche volta in passato troppo invasivo dell'Europa, sia dunque indirizzato alla tutela e alla salvaguardia delle esigenze collettive del popolo italiano, tenendo presente le necessità delle sue specifiche, minoritarie e settoriali componenti sociali e le loro problematiche quotidiane. È solo questo che la maggioranza ha veramente nel cuore e in testa: ridare all'Europa il grande peso che merita nel processo decisionale, esecutivo e normativo dei suoi Paesi membri, ma sempre e comunque contemperando il rispetto delle specificità territoriali e sociali.