[pronunce]

che tale circostanza risulterebbe peraltro avallata dalla giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenza n. 69 del 1980) così come il principio per cui la parità di trattamento dei contribuenti non è inciso «da norme che condizionano i provvedimenti di definizione agevolata dei rapporti con il fisco (fino ad una eventuale esclusione dei medesimi) ad atti amministrativi già intervenuti al momento dell'entrata in vigore della legge che li contempla (sentenza n. 148 del 1967, sentenza n. 96 del 1980 e sentenza n. 119 del 1980)» (sentenza n. 294 del 1997), richiamabile nel caso di specie, dal momento che la norma censurata (aggiunta al testo dell'art. 1 del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 143, dalla legge di conversione 1° agosto 2003, n. 212) è stata emanata in data successiva alla scadenza del termine per la consegna dei ruoli, fissata al 30 giugno 2001; che – evidente l'inconferenza del richiamo, effettuato dal giudice a quo, all'amnistia ovvero al condono penale (posto che la norma denunciata di incostituzionalità non introdurrebbe un atto di clemenza per comportamenti illeciti, ma la possibilità di una transazione estintiva del credito mediante il pagamento spontaneo ed immediato di una parte di esso) – l'Avvocatura generale rileva come l'eventuale pronuncia di illegittimità costituzionale invocata dalla Commissione tributaria rimettente non potrebbe che riguardare tutte le altre disposizioni della legge n. 289 del 2002 che, analogamente a quella censurata, prendono a riferimento l'avvenuta emissione di atti di accertamento o verbali (art. 15), le controversie pendenti (art. 16) o, infine, le ipotesi in cui non siano già stati notificati accertamenti (art. 9). Considerato che la Commissione tributaria provinciale di Torino dubita, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 2-ter, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), laddove prevede la possibilità di estinguere, mediante il pagamento immediato di una quota parte, unicamente i debiti fiscali relativi «ai carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali e affidati ai concessionari del servizio nazionale della riscossione dal 1° gennaio 2001 al 30 giugno 2001», e ciò sia sotto il profilo della ragionevolezza dell'individuazione di un criterio temporale puramente casuale e non oggettivo, sia sotto il profilo del pari trattamento dei cittadini davanti alla legge, in quanto detto criterio è inidoneo a porre tutti gli interessati nella identica condizione di fruibilità del beneficio; che la questione è manifestamente inammissibile in quanto, da un lato, il giudice rimettente trascura totalmente di esaminare la questione – oggetto della domanda principale della parte ricorrente – della asserita radicale nullità della cartella esattoriale impugnata ed in quanto, dall'altro lato, non evidenzia le ragioni per le quali – fermi i principî enunciati da questa Corte con la sentenza n. 294 del 1997 – sarebbe costituzionalmente obbligato il criterio temporale proposto dal rimettente, peraltro a titolo esemplificativo, in alternativa a quello – definito «puramente casuale e non oggettivo» – individuato dalla norma censurata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 2-ter, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2003), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 gennaio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'8 febbraio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA