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in questo quadro, l'articolo 33 della Costituzione, che al quarto comma stabilisce che "La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole statali", è in questi ultimi anni sempre più disatteso; lo conferma anche l'atteggiamento del Governo, che non si prende la responsabilità di agevolare l'assunzione di coloro che negli ultimi anni, pur essendo in possesso del diploma magistrale e avendo prestato il loro insegnamento presso le scuole paritarie, sono esclusi dalle graduatorie ad esaurimento per l'inserimento in ruolo; l'adunanza plenaria del Consiglio di Stato, con le sentenze n. 4 e n. 5 del 2019, ha deliberato infatti che coloro che sono in possesso del diploma magistrale e hanno concluso gli anni di studio entro il 2001/2002, sono fuori dalle graduatorie ad esaurimento; in base all'accordo di maggioranza raggiunto nei giorni scorsi sembrerebbe che il concorso straordinario per l'assunzione dei precari sarà differito presumibilmente a dopo l'estate, determinando ancora una volta un avvio dell'anno scolastico con un quarto dei docenti nella condizione di precari, l'avvicendamento di supplenti ed enormi disagi per le famiglie e gli alunni; il concorso dovrebbe svolgersi con procedure e impostazione diverse basate su una prova scritta con domande a risposta aperta in luogo dei quiz inizialmente previsti, a cui seguiranno la formazione e la prova orale selettiva; tale procedura, se confermata, genererà un inevitabile allungamento dei tempi, in un momento in cui il Paese necessiterebbe di un sistema snello e veloce in grado di garantire un avvio e una conduzione sereni del nuovo anno scolastico; in attesa dello svolgimento del concorso, si dovrebbe procedere con l'aggiornamento delle graduatorie d'istituto e l'assunzione a tempo determinato, dal 1° settembre 2020, di 32.000 precari che saranno immessi in ruolo, quando la situazione emergenziale lo renderà possibile, solo dopo la selezione con la procedura menzionata (prova scritta, formazione, colloquio finale e assunzione retrodatata); il Governo continua ad assumere iniziative senza un previo confronto con le parti sociali e senza tener conto delle proposte provenienti dalle forze di opposizione in Parlamento, ma soprattutto non prestando la dovuta attenzione alle istanze provenienti dal mondo della scuola, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per consentire un sereno e ordinato avvio anche alle scuole pubbliche paritarie e se non intenda adoperarsi affinché le procedure selettive per l'immissione in ruolo dei docenti sia garantita a tutti coloro che hanno lo stesso titolo senza distinzioni sul piano formativo per aver prestato servizio nelle scuole statali o in quelle pubbliche paritarie; quali iniziative intenda assumere per garantire ai precari della scuola una prospettiva di lungo termine che porti a stabilizzare i docenti e a garantire una continuità didattica più che mai necessaria in questo momento di crisi; se non ritenga di assumere urgenti iniziative per garantire agli studenti un supporto ed un sostegno psicologico adeguato, anche prevedendo l'istituzione di una figura ad hoc che possa fornire un supporto alle fragilità derivanti dalla presente emergenza. Atto n. 3-01622 IANNONE CIRIANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: la "mobilità studentesca internazionale" è un programma che permette agli alunni italiani dell'istruzione secondaria superiore di compiere esperienze di studio all'estero considerate parte integrante dei percorsi di formazione e istruzione (come riportato dalla circolare ministeriale n. 181 del 17 marzo 1997 del Ministro della pubblica istruzione e come precisato dalla nota prot. n. 843 del 10 aprile 2013 del medesimo Ministero); lo scorso anno sono stati 10.200 gli studenti che hanno frequentato il quarto anno di scuola superiore all'estero (secondo il rapporto 2019 dell'osservatorio nazionale sull'internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca della fondazione "Intercultura"), con l'obiettivo non solo di apprendere una lingua ma di fare un'esperienza di studio internazionale che implichi un coinvolgimento delle risorse cognitive, affettive e relazionali dello studente e che contribuisca a sviluppare competenze di tipo trasversale; le famiglie con figli aderenti a tali programmi per l'anno 2020/2021, le cui partenze sono previste per l'estate 2020, sono molto disorientate, considerata la diffusione dell'epidemia coronavirus a livello mondiale e considerato che molti dei Paesi esteri, scelti come destinazione, hanno adottato rigide misure restrittive, e taluni la chiusura delle frontiere; l'adesione ai soggiorni di studio richiede una lunga programmazione, che viene avviata un anno prima della partenza e dunque, per la mobilità dell'anno scolastico 2020/2021, sono già state versate ingenti rate di pagamento o si è proceduto addirittura al versamento dell'intera somma; considerato che: dall'osservazione del contesto pandemico, e alla luce della previsione confermata da tutti i virologi di una probabile recrudescenza del virus in autunno, sarà, di fatto, impossibile o, quanto meno, sconsigliabile, effettuare la mobilità studentesca internazionale in termini di sicurezza della salute e non solo, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di ragazzi minorenni ospitati in famiglie o in istituti collegiali; proprio per queste ragioni l'INPS ha sospeso il bando per il 2020/2021 del programma "Itaca" che prevede il rilascio delle borse di studio per i soggiorni scolastici all'estero, perché, si legge sul sito istituzionale, non si è "in grado di assicurare la partenza degli studenti in totale sicurezza, considerato il rischio sanitario connesso agli spostamenti e alle limitazioni disposte dalle autorità nazionali e internazionali"; le famiglie sono state lasciate sole nella scelta se proseguire o meno il programma di mobilità, peraltro sollecitate perentoriamente dalle agenzie di intermediazione a decidere tra pagare altissime penali di recesso, anche superiori al 40 per cento del costo del viaggio, o accettare, in alternativa, voucher , che per la natura del programma dedicato agli studenti del quarto anno saranno di fatto inutilizzabili per gli stessi scopi formativi; in ogni caso il voucher è uno strumento di rimborso inadeguato, trattandosi non di turisti ma di studenti, che peraltro vantano altissimi meriti scolastici necessari per accedere agli stessi programmi, e le cui famiglie hanno sostenuto enormi sacrifici di ordine economico per concedere loro un'esperienza culturale estremamente formativa; è indispensabile e doveroso mettere tempestivamente un punto fermo sulla questione per togliere dall'incertezza i ragazzi per il loro futuro prossimo e per aiutare famiglie e operatori anche sotto il profilo negoziale, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per ovviare alle criticità segnalate che gravano sulle famiglie degli studenti;