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Disposizioni per favorire la coesione e la solidarietà sociale mediante la promozione di azioni a corrispettivo sociale. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge si prefigge di collegare l'erogazione di una prestazione del sistema integrato, tesa a garantire un diritto sociale, all'attivazione da parte del soggetto destinatario della prestazione, nei termini di un impegno sociale a vantaggio della collettività, secondo la prospettiva del welfare generativo. Tale prospettiva prevede il superamento del welfare tradizionale, fondato sulla funzione della raccolta e della redistribuzione delle risorse, in favore di un modello di welfare incentrato sull'investimento delle risorse attraverso la loro rigenerazione, la loro messa a rendimento e la responsabilizzazione dei soggetti attuatori e dei soggetti destinatari nel perseguimento di obiettivi di benessere e di sviluppo sociale. Si tratta di un disegno di legge che guarda alla società nel suo insieme (in termini di coesione, di sviluppo dello spirito solidaristico e di generazione di risorse per il welfare ) e alle singole persone destinatarie di interventi di sostegno sociale (valorizzando l'apporto che esse possono offrire al perseguimento del bene comune). Gli attori istituzionali (Stato, regioni, province autonome e comuni), ognuno per le proprie competenze e funzioni, sono i primi responsabili dell'attuazione della legge, in un sistema di collaborazione aperto a tutti gli attori del territorio. Gli strumenti del welfare generativo sono le azioni a corrispettivo sociale (ACS), attività che coinvolgono, su base volontaria, i percettori di forme di sostegno al reddito, proposte a livello locale da enti attuatori pubblici e privati, nell'ambito di progetti valutati e monitorati dalle istituzioni. Il disegno di legge, sulla base del sistema già sperimentato nell'ambito del servizio civile nazionale, prevede compiti, procedure e modalità attuative in grado di valorizzare il potenziale rigenerativo delle ACS nell'ambito dei sistemi di welfare locali, gli esiti prodotti sulle persone coinvolte e l'impatto sociale determinato nel territorio di riferimento. Lo sviluppo del welfare generativo permette di superare la visione assistenzialistica del welfare come spesa a perdere, innescando circuiti virtuosi di reinvestimento e rigenerazione delle risorse economiche e personali impiegate nei percorsi di aiuto. Tutto ciò, senza produrre nuovi oneri, ma utilizzando in modo diverso le risorse esistenti, così da renderle produttive di plusvalore sociale ed economico. Con il presente disegno di legge si offre una nuova prospettiva di integrazione tra la dimensione personalista e quella solidarista sancita nella Carta costituzionale, propria della garanzia dei diritti sociali e del raggiungimento dell'uguaglianza sostanziale. Limitare le diseguaglianze esistenti e assicurare la pari dignità sociale sono obiettivi che non possono essere perseguiti soltanto sul versante dei diritti, ma anche su quello dei doveri, in particolare, del dovere di solidarietà. Favorire il «pieno sviluppo della persona umana» e la sua «effettiva partecipazione» presuppongono la valorizzazione e l'impegno attivo di ciascuno per contribuire «al progresso materiale o spirituale della società», nella prospettiva più volte indicata dall'articolo 4 della Costituzione. Finalità e definizioni (articoli 1 e 2) Le finalità della presente proposta sono: «perseguire il bene comune mediante l'incremento della coesione e della solidarietà sociali»; «favorire il pieno sviluppo della persona e l'espressione delle sue capacità valorizzando l'apporto che può offrire al perseguimento del bene comune»; «realizzare il principio di solidarietà inteso come apporto responsabile di tutti alla costruzione del bene comune», «promuovere lo sviluppo di soluzioni che valorizzino e incrementino le risorse disponibili per un nuovo sistema di welfare ». La definizione di welfare generativo stabilita dall'articolo 2 fa riferimento all'insieme delle modalità di rigenerazione e di rendimento delle risorse. Sono definite ACS quelle attività che comportano il coinvolgimento attivo e la responsabilizzazione dell'attore: si tratta di attività finalizzate a rafforzare i legami sociali, a favorire le persone deboli e svantaggiate nella partecipazione alla vita sociale, a promuovere a vantaggio di tutti il patrimonio culturale e ambientale delle comunità; in generale, ad accrescere il capitale sociale locale e nazionale. Princìpi costituzionali di riferimento (articolo 3) Il primo principio costituzionale cui il disegno di legge intende dare attuazione è il principio di solidarietà sociale di cui all'articolo 2 della Costituzione. Le azioni richieste ai destinatari delle prestazioni sociali (che da «assistiti» divengono «attori») sono infatti espressione di tale principio, per il quale, come affermato dalla Corte costituzionale in una celebre sentenza, «la persona è chiamata ad agire non per calcolo utilitaristico o per imposizione di un'autorità, ma per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa» (sentenza n. 75 del 1992). Tale principio deve essere letto insieme con l'articolo 4, secondo comma, della Costituzione, per il quale «ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società». La solidarietà richiede una collaborazione attiva da parte di ciascuno per concorrere allo sviluppo sociale. Tale collaborazione può realizzarsi sia mediante un'attività di tipo lavorativo o professionale sia mediante un'attività extralavorativa, come previsto dal presente disegno di legge. Il secondo principio costituzionale a cui si dà attuazione è quello sancito dall'articolo 2 della Costituzione («La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo»). Il contributo che la persona destinataria di interventi sociali offre al perseguimento del bene comune produce valore non soltanto per i destinatari dell'attività svolta, ma anche per la persona stessa che realizza quell'attività a vantaggio di altri: si tutela il diritto di chi riceve una prestazione sociale aiutandolo a realizzare un'attività a beneficio di altri. Il disegno di legge intende infine dare concreta attuazione anche al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 118, quarto comma, della Costituzione: per il quale «Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà». Livelli essenziali (articolo 4) La competenza statale a intervenire in questa materia, sulla base dell'assetto delle competenze legislative sancito dall'articolo 117 della Costituzione si fonda sull'interpretazione autorevolmente affermata dalla Corte costituzionale, nell'ambito della previsione costituzionale relativa alla definizione dei livelli essenziali [articolo 117, secondo comma, lettera m) ], i quali devono considerarsi non soltanto quali prestazioni da rendere, ma anche modalità mediante le quali dette prestazioni possono essere garantite. Il disegno di legge disciplina una modalità del procedimento di erogazione delle prestazioni sociali, e in quanto tale ben può costituire il livello essenziale che deve essere garantito su tutto il territorio nazionale. Restano ferme le competenze regionali, come stabilito dal comma 2.