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6 concessioni sono scadute, devono essere riassegnate e sono pertanto prive di piano economico-finanziario relativo alla fase transitoria; una concessione (autostrada Asti-Cuneo) è in riscrittura; 13 piani economico-finanziari sono da aggiornare, in quanto il periodo regolatorio è pervenuto a scadenza nel 2019; i piani economico-finanziari in attesa di approvazione prevedono investimenti per un totale di circa 11 miliardi di euro, di cui 7,2 miliardi per il periodo regolatorio 2019-2029, cui si aggiungono i 4,1 miliardi di euro previsti per la realizzazione della gronda di Genova; le date previste dal decreto milleproroghe per la proposizione dei PEF e il loro perfezionamento finiscono per bloccare una quota importantissima di investimenti per lo sviluppo infrastrutturale del nostro Paese, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi al fine di pervenire, in tempi brevissimi, all'approvazione definitiva delle proposte di aggiornamento dei PEF delle società concessionarie, così da sbloccare immediatamente gli investimenti previsti nei medesimi piani, che ammontano a circa 11 miliardi di euro nell'arco di un decennio, anche alla luce dei procedimenti di revoca di talune concessioni autostradali che il Governo ha intenzione di avviare. Atto n. 3-01381 D'ARIENZO ASTORRE MARCUCCI FERRARI FERRAZZI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende anche dalla realizzazione di importanti investimenti pubblici e privati. Sulle opere pubbliche si misura la capacità di dotare il Paese di un sistema di infrastrutture moderno, connesso, integrato e capace di creare crescita; il Partito democratico ritiene, pertanto, imprescindibili gli investimenti pubblici quale volano per la crescita economica e del prodotto interno lordo; uno dei punti fondamentali del programma di Governo è rappresentato dalla nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità. Tale strategia richiede investimenti mirati all'ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione delle nuove infrastrutture, con l'obiettivo di realizzare nel nostro Paese un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro e che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere; tali obiettivi programmatici sono stati tradotti da subito nella legge di bilancio per l'anno 2020 (legge n. 160 del 2019) in una serie di interventi finalizzati, da un lato, all'istituzione di un nuovo fondo per il rilancio degli investimenti pubblici delle amministrazioni centrali dello Stato e, dall'altro, per incrementare le risorse assegnate a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e territorio; in particolare, quanto alle risorse destinate ai Comuni, la legge di bilancio ha previsto, per gli anni dal 2020 al 2024, l'assegnazione, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui, di contributi per investimenti destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile; gli stanziamenti finalizzati alla concessione di contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio sono state incrementate da 4,9 a 8,8 miliardi di euro, includendo tra le opere finanziabili anche quelle volte all'efficientamento energetico degli edifici; nello stato di previsione del Ministero dell'interno è stato istituito un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro, per investimenti nei Comuni, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034, nei settori dell'edilizia pubblica, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali; è stata prevista l'assegnazione, nel limite complessivo di 2,78 miliardi di euro per gli anni dal 2020 al 2034, di contributi destinati alla spesa di progettazione definitiva ed esecutiva per interventi di messa in sicurezza del territorio, di edifici pubblici e di strade, ponti e viadotti; quanto alle risorse destinate alle Province e alle Città metropolitane, è stata prevista la concessione di contributi, per un importo complessivo di 6,1 miliardi di euro, aggiuntivi rispetto a quanto già previsto dalla legislazione vigente, per il periodo 2020-2034, per il finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria, nonché degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza delle strade e di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole degli enti medesimi; quanto alle risorse destinate alle Regioni a statuto ordinario, la legge di bilancio ha previsto l'incremento di 2,4 miliardi di euro delle risorse per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nonché per interventi relativi alla viabilità, alla rigenerazione urbana, alla riconversione energetica e alle infrastrutture sociali; considerato che: l'ingente stanziamento di risorse previsto nella legge di bilancio per il 2020 per le opere pubbliche deve essere accompagnato nei prossimi mesi dall'adozione di provvedimenti e misure che favoriscano la progettazione e la rapida realizzazione delle opere medesime; gli ultimi dati sull'economia del Paese evidenziano la necessità di avviare investimenti che possano favorire una rapida ripresa economica e uno sviluppo al pari delle maggiori economie europee; gli investimenti nelle infrastrutture rappresentano un efficace strumento per un positivo impatto sul PIL e, quindi, sull'occupazione e sulla crescita del Paese; il Partito democratico conferma, inoltre, la necessità di escludere dal calcolo dei parametri funzionali del patto di stabilità gli investimenti infrastrutturali a sostegno dello sviluppo, dell'ammodernamento e della sicurezza delle infrastrutture italiane, liberando in tal modo ingentissime risorse, peraltro, già a disposizione, si chiede di sapere quali interventi e opere infrastrutturali potranno essere sbloccate nei prossimi mesi, per favorire la ripresa economica e l'occupazione, incentivare la crescita e lo sviluppo dell'Italia, la connettività del nostro Paese, l'ammodernamento delle reti, soprattutto al Sud, e assicurare una mobilità sostenibile e sicura per i cittadini. Atto n. 3-01382 ERRANI DE PETRIS GRASSO LAFORGIA NUGNES Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: l'articolo 116, terzo comma, della Costituzione prevede che possano essere attribuite "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia" alle Regioni a statuto ordinario (autonomia differenziata); i diritti coinvolti, in particolare, nelle materie di cui alle lettere n) ed s) del secondo e del terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione (in primo luogo: salute, istruzione, tutela e sicurezza del lavoro, tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali), sono disciplinati, a livello di principi fondamentali, dalla legge dello Stato; lo sviluppo delle iniziative in tema di regionalismo differenziato va collocato nel quadro di 20 anni di mancate risposte alle istanze dell'autonomia.