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Art. 5 1. Ad ogni nucleo periferico è preposto un funzionario designato, d'intesa con il direttore generale del lavoro marittimo e portuale, dal capo dell'Ispettorato tecnico, con profilo professionale dell'area naval-meccanica di livello non inferiore al settimo, appartenente al ruolo del Ministero dei trasporti e della navigazione, che ha la direzione e la responsabilità del nucleo. 2. Il responsabile del nucleo periferico ha le seguenti attribuzioni: a) predispone i progetti, previa acquisizione di tutte le autorizzazioni richieste dalla normativa vigente e dirige i lavori di escavo nell'ambito territoriale di competenza; b) predispone le perizie di manutenzione e riclassifica dei mezzi assegnati al nucleo cui è preposto; c) provvede agli acquisti urgenti nei limiti delle somme ricevute in anticipazione; d) cura tutta l'attività necessaria alla gestione amministrativa del nucleo avvalendosi a tal fine di apposita struttura amministrativa; e) è responsabile delle somme ricevute in anticipazione ai sensi dell'art. 2, lettera i), e ne rende il conto ai sensi degli articoli 60 e seguenti del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, come modificato dall'art. 32 della legge 28 febbraio 1986, n. 41. Nota agli articoli 5 e 6: - Il R.D. n. 2440/1923 reca nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato. Il testo degli articoli 60 (come modificato dall'art. 32, comma 8, della legge 28 febbraio 1986, n. 41) e 61 di tale decreto è il seguente: "Art. 60. - Ogni semestre, o in quegli altri periodi che fossero stibiliti da speciali regolamenti, e, in ogni caso, al termine dell'esercizio, i funzionari delegati devono trasmettere i conti delle somme erogate, insieme con i documenti giustificativi, alla competente amministrazione centrale per i riscontri che ritenga necessari. Tali riscontri possono essere affidati a uffici provinciali e compartimentali di controllo, mediante decreto ministeriale, da emanarsi di concerto col Ministro delle finanze (ora col Ministro del tesoro per effetto del D.Lgt. 22 giugno 1944, n. 154, n.d.r.) e nel quale saranno stabiliti i limiti e le modalità dei riscontri medesimi. I rendiconti sono trasmessi alla ragioneria centrale, la quale, eseguiti i riscontri contabili ed eseguite le occorrenti registrazioni nelle proprie scritture, ne cura l'invio alla Corte dei conti per la revisione definitiva. La Corte nell'eseguire i riscontri di sua competenza ha facoltà di limitarli a determinati rendiconti. Il rendiconto per le aperture di credito di cui al n. 8 dell'art. 56 è reso al temine della fornitura o del lavoro ed è unito agli atti per l'emissione dell'assegno di saldo. È però reso in ogni caso al termine dell'esercizio, se il pagamento del saldo non sia disposto nell'esercizio stesso. I rendiconti delle spese da pagare all'estero e di quelle per le navi viaggianti fuori dello Stato sono presentati nei modi e termini stabiliti dai regolamenti. I funzionari che non osservino i termini stabiliti per la presentazione dei conti sono passibili, indipendentemente dagli eventuali provvedimenti disciplinari, di pene pecuniarie nella misura e con le modalità da determinarsi dal regolamento, fermo restando l'eventuale giudizio della Corte dei conti ai termini del successivo art. 83. Art. 61. - Le somme riscosse da funzionari delegati sulle aperture di credito e che non siano state erogate alla chiusura dell'esercizio possono essere trattenute per effettuare pagamenti di spese esclusivamente riferibili all'esercizio scaduto. La giustificazione di tali pagamenti è compresa in un rendiconto suppletivo da presentarsi non oltre il 30 settembre, ferme le disposizioni speciali relative alle spese per l'esecuzione di opere pubbliche. Le somme non erogate alla chiusura del rendiconto suppletivo sono versate in tesoreria. Al termine dell'esercizio le aperture di credito fatte ai singoli funzionari vengono ridotte alla somma effettivamente prelevata". Il termine del 30 settembre, di cui al secondo comma dell'art. 61 soprariportato, è stato implicitamente sostituito dal termine del 31 marzo, per effetto dell'ultimo comma dell'art. 5 della legge 1 marzo 1964, n. 62, che ha così disposto: "I termini relativi agli adempimenti connessi direttamente o indirettamente con la formazione e la gestione del bilancio di previsione, nonché con la resa dei conti ed il rendiconto generale, previsti da disposizioni legislative o regolamentari, generali e speciali, di contabilità dello Stato - o ad esse collegate o che ad esse facciano sempre riferimento - sono spostati in corrispondenza dei nuovi termini fissati con la presente legge (la quale ha, fra l'altro, stabilito, a modifica delle disposizioni originarie, che l'anno finanziario debba iniziare il 1 gennaio e terminare il 31 dicembre, n.d.r.)".