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la stessa Procura che ha coordinato l'inchiesta sfociata nelle sentenze di condanna del 2017 ha aperto, ad inizio del 2018, un'inchiesta sulle ipotesi di riciclaggio di fondi riferibili alla Lega, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo riconosca e intenda rispettare, nello svolgimento del suo ruolo, il principio della divisione dei poteri sancito dalla Costituzione, fondamento dell'ordinamento del nostro Paese e salvaguardia della sfera di competenza assegnata ai tre distinti complessi di organi e, poiché la definizione di una sentenza della magistratura quale "sentenza politica" rappresenta una gravissima lesione al principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico, se sia a conoscenza di fatti che giustifichino tale dichiarazione e se, pertanto, non ritenga, nel rispetto del suo ruolo e della sua funzione, vista la gravità della portata e delle possibili conseguenze delle sue parole pronunciate come Ministro dell'interno, informarne immediatamente il Parlamento; se non ritenga doveroso, nel rispetto sue prerogative, adottare tutte le iniziative necessarie, per quanto di sua competenza in qualità di Ministro dell'interno, per dare puntuale applicazione alla sentenza della Corte di cassazione del 12 aprile scorso; se, infine, non ritenga che il suo ruolo di Ministro dell'interno, tutore della legalità e garante della sicurezza dei cittadini, sia assolutamente incompatibile con il ruolo di segretario federale del partito Lega Nord, alla luce dei molti fatti riportati in premessa che, in quanti passibili di rilevanza penale, sono in palese contrasto con l'importante compito che è chiamato ad assolvere con onore e disciplina, nel massimo rispetto del prestigio dell'istituzione che presiede. Atto n. 3-00127 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: una nota formale del 16 luglio 2018 inviata dalla presidente della Commissione nazionale per il diritto d'asilo, il prefetto dottoressa Sandra Sarti, ai presidenti delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, ha individuato in modo molto puntuale l'orientamento cui i commissari devono attenersi nelle procedure di valutazione delle domande di protezione internazionale, in particolare in merito alle domande il cui esito sia la protezione umanitaria (art. 5, comma 6, del testo unico immigrazione di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, e successive modificazioni e integrazioni); nella lettera della presidente appare del tutto evidente un indirizzo di natura prettamente politica: è presente, infatti, un esplicito riferimento alla circolare del Ministro dell'interno del 4 luglio 2018, che impone, secondo il prefetto Sarti, una modifica improrogabile e doverosa al trend del riconoscimento protezione umanitaria, su cui "si gioca il nostro livello di produttività ed efficacia"; la dottoressa Sarti stigmatizza dunque la mancata flessione nel riconoscimento della protezione umanitaria richiesto dalla circolare ministeriale, che diviene in tal modo prevalente sui fondamenti costituzionali (tra cui artt. 2, 3, 10 e 117), e sulle norme di legge nazionale (ad esempio l'art. 5, comma, 6, citato) e sovranazionale (tra cui la Convenzione europea dei diritti umani e delle libertà fondamentali) su cui si fonda la protezione umanitaria; le commissioni territoriali devono tuttavia operare in totale autonomia, come previsto dal decreto legislativo n. 25 del 2008, che parla di "indipendenza di giudizio e di valutazione", e dal codice di condotta: è dunque estremamente grave, a giudizio dell'interrogante, che un prefetto della Repubblica imponga una flessione nel riconoscimento della protezione internazionale, le cui richieste dovrebbero essere esaminate su base individuale in considerazione delle dichiarazioni del richiedente e delle specifiche informazioni sul suo Paese di origine, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda ritirare la citata nota formale, verificando altresì se sussistano le condizioni per una celere rimozione del prefetto Sarti dal suo incarico di presidente della Commissione nazionale per il diritto d'asilo. Atto n. 3-00128 PARENTE MARGIOTTA GIACOBBE ALFIERI CUCCA GARAVINI ASTORRE Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno Premesso che: il 29 maggio 2018 è entrato nel mercato italiano il quarto gestore di telefonia mobile, "Iliad", società francese proprietaria dell'operatore Free Mobile, con sede a Parigi, che fornisce servizi di telefonia fissa e mobile, accesso a internet e servizi di hosting ; Iliad è presente in Italia con due sedi principali a Roma e Milano, con solo 200 dipendenti in 12 regioni italiane, come comunicato dall'azienda stessa; la società francese offre i propri prodotti attraverso appositi distributori automatici (cosiddetto Simbox), presenti principalmente nei centri commerciali, oppure on line ; tenuto conto che le disposizioni per il contrasto del terrorismo internazionale contenute nel decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, prevedono che i gestori che operano nel territorio italiano, prima dell'attivazione del servizio, al momento della consegna o messa a disposizione della occorrente scheda elettronica (SIM) devono adottare tutte le necessarie misure affinché venga garantita l'acquisizione dei dati anagrafici riportati su un documento di identità, nonché del tipo, del numero e della riproduzione del documento presentato dall'acquirente ed assicurano il corretto trattamento dei dati acquisiti; rilevato che: secondo il rapporto Asstel 2018 il settore delle telecomunicazioni si è confermato motore della trasformazione digitale dell'economia e della società italiana, registrando una forte accelerazione degli investimenti degli operatori: nel 2017 gli investimenti sono cresciuti del 10 per cento, per un ammontare di 7,2 miliardi di euro, con un incremento del 35 per cento rispetto all'anno precedente; tali investimenti hanno avuto impatti notevoli anche sulla filiera. I ricavi lordi da rete fissa sono cresciuti del 3 per cento mentre i ricavi da rete mobile continuano a diminuire con un decremento complessivo negli ultimi 10 anni di circa 5 miliardi di euro; sempre secondo il rapporto Asstel 2018 sul fronte della rete mobile, la copertura con tecnologia LTE (4G) ha raggiunto nel primo trimestre 2018 il 98 per cento della popolazione, traguardo che colloca l'Italia tra i primi Paesi nella UE, davanti a Francia (97 per cento) e Germania (95 per cento) e subito dopo Inghilterra (99 per cento) e Spagna (100 per cento); infine, il rapporto evidenzia come il mercato del lavoro della filiera delle telecomunicazioni nel 2017 ha registrato una flessione del 5 per cento, su base annua, per quanto riguarda gli operatori, ma ha visto crescere, grazie agli investimenti degli operatori, del 4 per cento i lavoratori e le lavoratrici dei contact center e del 10 per cento i fornitori; considerato che: il sistema di vendita del gestore telefonico Iliad ha sollevato molti dubbi circa la conformità di tale modello rispetto all'attuale normativa che impone specifiche misure per l'attivazione delle SIM al fine di contrastare il terrorismo internazionale;