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Considerando un prezzo al consumo della pasta di semola pari a 1,31 euro al chilo nel 2021, gli agricoltori hanno percepito 0,49 euro per chilo di granella prodotta, i molini 7 centesimi per chilo di semola, i pastifici 0,38 euro per chilo di pasta e la distribuzione 0,36 euro a chilo. Su un chilo di pane, venduto a 3,28 euro nel 2021 il valore più elevato è quello spettante alla distribuzione al dettaglio, pari a 1,66 euro per chilo, invece, il valore più basso è attribuito alla seconda trasformazione, l'industria molitoria, che su un chilo di pane ottiene un ricavo di solo 0,05 euro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di doversi attivare immediatamente affinché la commissione unica nazionale abbandoni la fase sperimentale e diventi effettiva; quali iniziative si intenda adottare per scongiurare l'aumento inflattivo dei costi delle materie prime cerealicole, alla stregua di quanto avvenuto per l'aumento dei costi energetici; se non si ritenga di dover intervenire per calmierare i prezzi al consumo dei prodotti di prima necessità visto che, mentre si può prevedere un rientro dei prezzi delle materie prime, non risulta altrettanto scontato l'abbassamento dei prezzi di pane e pasta per il consumatore finale. Atto n. 4-06715 BONINO RICHETTI MASINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: lo scorso 28 febbraio 2022 il procuratore della Corte penale internazionale de L'Aja ("CPI"), Karim A.A. Khan QC, ha annunciato ufficialmente di aver aperto un'indagine per "crimini di guerra" in Ucraina, dopo aver ricevuto il via libera da 39 Stati, sulla base delle precedenti conclusioni del suo ufficio emerse dall'esame preliminare; come emerge dalla stessa dichiarazione ha ricevuto segnalazioni sulla situazione in Ucraina dai seguenti 39 Stati parti della CPI: Repubblica d'Albania, Commonwealth d'Australia, Repubblica d'Austria, Regno del Belgio, Repubblica di Bulgaria, Canada, Repubblica di Colombia, Repubblica di Costa Rica, Repubblica di Croazia, Repubblica di Cipro, Repubblica ceca, Regno di Danimarca, Repubblica di Estonia, Repubblica di Finlandia, Repubblica francese, Georgia, Repubblica federale di Germania, Repubblica ellenica, Ungheria, Repubblica d'Islanda, Irlanda, Repubblica italiana, Repubblica di Lettonia, Principato del Liechtenstein, Repubblica di Lituania, Granducato del Lussemburgo, Repubblica di Malta, Nuova Zelanda, Regno di Norvegia, Regno dei Paesi Bassi, Repubblica di Polonia, Repubblica del Portogallo, Romania, Repubblica slovacca, Repubblica di Slovenia, Regno di Spagna, Regno di Svezia, Confederazione svizzera, Regno unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord; questi deferimenti consentono alla Corte di procedere con l'apertura di un'indagine sulla situazione in Ucraina dal 21 novembre 2013 in poi, comprendendo così nel suo ambito qualsiasi accusa passata e presente di crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidio commessi in qualsiasi parte del territorio dell'Ucraina da qualsiasi persona; le indagini attive da parte della CPI sarebbero notevolmente accelerate se uno Stato parte dello statuto di Roma dovesse deferire la situazione all'ufficio, come previsto dall'articolo 14 dello statuto; la raccolta delle prove è già iniziata; come noto, i costi dell'effettivo funzionamento della Corte sono indubbiamente sostanziali e che, secondo quanto stabilito nello statuto agli articoli 115 e 116, le risorse finanziarie della Corte e dell'Assemblea degli Stati parte provengano da contributi degli Stati parte, da risorse finanziarie delle Nazioni Unite e da contributi volontari, si chiede di sapere quali misure intenda intraprendere il Governo al fine di cooperare con le strutture della Corte penale internazionale nello svolgimento dell'indagine avviata rispetto all'aggressione russa all'Ucraina, agevolandone il lavoro, anche relativamente al sostegno finanziario necessario a tale iniziativa, perché la CPI possa svolgere il proprio ruolo di raccolta delle prove, per un lasso di tempo così ampio, e procedere, sulla base di questa raccolta, all'incriminazione per crimini di guerra. Atto n. 4-06716 ROJC Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: la "casa albergo" di Osoppo (Udine), gestita dalla cooperativa "Confienza", appartenente al consorzio Reses (residenze sociali e sanitarie) è situata in un edificio di proprietà comunale; dal mese di novembre 2021 i 20 dipendenti della struttura non ricevono più lo stipendio, pur continuando a svolgere correttamente il proprio lavoro, con turni spesso anche pesanti di 12 ore, e mossi solo dal senso di responsabilità nei confronti di anziani non autosufficienti; l'Azienda sanitaria universitaria del Friuli centrale ha chiesto infatti di spostare dalla casa di riposo di Osoppo ad altra struttura 17 anziani, dei 35 anziani ospitati, ritenendola non adeguata ad assistere i non auosufficienti; ad oggi, solo 3 di loro sono stati trasferiti e, in una nota, la CISL udinese sostiene che "purtroppo non è facile trovare in questo momento altre strutture per ricevere e assistere queste persone e ciò in buona parte per le famiglie implica dei costi maggiori rispetto alle rette, anche per quel motivo i tempi si stanno allungando"; da parte della cooperativa era stato in precedenza comunicato che "con la riduzione degli ospiti non è più possibile garantire i servizi sul fronte economico"; il Comune di Osoppo ha fatto sapere che è contrario alla rescissione del contratto che scade nel 2023; la società Reses è presente in molte regioni italiane; si tratta di una cooperativa sociale consortile nata dalla volontà delle sue consorziate di unire i rispettivi saperi per aggiudicarsi appalti pubblici; ora, il consorzio Reses è oggetto di un'indagine da parte della Procura di Arezzo, che lo scorso giugno 2021 ha chiesto la misura cautelare del carcere per tre persone con l'accusa di non aver corrisposto all'Erario 26 milioni di euro; si trovano soggetti a misure cautelari restrittive il presidente di Reses Daniele Mazzetti e gli stretti collaboratori Letizia Beoni e Alessandro Corsetti, ai quali sono stati sequestrati 500.000 euro, come riportato dal periodico "Il Friuli" del 7 giugno 2021; così anche la "casa albergo" di Osoppo è finita nel mirino della Guardia di finanza di Arezzo, secondo cui "avrebbe partecipato a gare pubbliche per l'affidamento di servizi tramite il Consorzio", per poi affidare la gestione a cooperative riconducibili ai 3 indagati; il 21 febbraio 2022 i lavoratori della casa di Osoppo hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, all'assessore regionale per la salute, Riccardo Riccardi, al direttore generale dell'Azienda sanitaria universitaria del Friuli centrale, Denis Caporale, e al sindaco di Osoppo, Luigino Bottoni, senza ancora aver ricevuto un minimo riscontro; la segretaria della funzione pubblica della CISL di Udine, Fiorella Luri, ha dichiarato al "Messaggero Veneto":