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secondo i dati riportati dall'inventario dei fenomeni franosi in Italia (IFFI) realizzato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dalle Regioni e Province autonome, l'Italia è uno dei Paesi europei maggiormente interessati da fenomeni franosi, in quanto presenta, secondo dati aggiornati nel corso degli ultimi 15 anni, 620.808 episodi di frane, su un totale di circa 900.000 frane censite a livello europeo, che interessano un'area di circa 23.700 chilometri quadrati, pari al 7,9 per cento del territorio nazionale, concentrati principalmente lungo l'arco appenninico; nell'ambito della nuova "mosaicatura nazionale della pericolosità da frana dei piani di assetto idrogeologico (PAI)", pubblicata nel dicembre 2017, al fine di ottenere una mappa della pericolosità da frana sull'intero territorio nazionale, l'ISPRA ha elaborato una classificazione sulla pericolosità basata su 5 classi, che tengono conto di magnitudo e frequenza probabile dei fenomeni franosi: pericolosità molto elevata, elevata, media, moderata e aree di attenzione; secondo i dati dell'IFFI, il comune di Lettomanoppello (Pescara) presenta una situazione assai delicata, in quanto il 28,6 per cento della popolazione, il 24,5 per cento degli edifici e il 42 per cento delle imprese risultano collocati in un'area a pericolosità molto elevata; a causa di tale situazione, che nel corso degli anni ha visto verificarsi eventi particolarmente drammatici a danni della popolazione residente, il servizio difesa del suolo della Regione Abruzzo ha provveduto nel corso degli anni, nell'ambito delle proprie competenze in tema di mitigazione del rischio idrogeologico, a trasferire risorse economiche all'amministrazione comunale per la realizzazione di opere infrastrutturali atte a contrastare la progressione della frana, ivi incluse risorse previste nella programmazione FSC 2014-2020 e dal piano stralcio 2019, per un totale di 2,5 milioni di euro; tra le priorità individuate dal Comune di Lettomanoppello e del servizio difesa del suolo della Regione, vi è la realizzazione di un sistema di monitoraggio del movimento franoso che interessa il territorio necessario alla realizzazione di una galleria drenante da collocare a monte dell'abitato, il cui costo è stimato in 10 milioni di euro; nell'ottobre 2021, il capo del Dipartimento della protezione civile ha comunicato al servizio difesa del suolo di essere impossibilitato a intervenire per la realizzazione di tale sistema di monitoraggio, in quanto, ai sensi dell'articolo 7 del codice della protezione civile, di cui al decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, il movimento franoso non costituisce un'emergenza di rilievo nazionale connessa con eventi calamitosi di origine naturale o derivante dall'attività dell'uomo; per tale ragione, il 23 febbraio 2022 il servizio regionale ha richiesto al Ministero della transizione ecologica di intervenire a favore di un rafforzamento del sistema di sorveglianza attivo, posto in essere dal Comune di Lettomanoppello, attraverso i fondi che si renderanno disponibili nell'ambito del piano operativo per l'attuazione del sistema di monitoraggio integrato, di cui alla missione 2, componente 4, investimento 1.1, del piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal decreto del Ministro della transizione ecologica 29 settembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 20 ottobre 2021, n. 251, con aggiudicazione degli appalti prevista entro dicembre 2023; il servizio difesa del suolo ha inoltre richiesto, in ragione delle caratteristiche evolutive del versante, di provvedere tempestivamente al reperimento delle risorse economiche occorrenti per la realizzazione delle opere strutturali necessarie per mitigare le attuali condizioni di rischio, stimate in un importo non inferiore a 6 milioni di euro; a causa dell'impossibilità di interventi da parte della protezione civile dovuta alla peculiare natura dei fenomeni franosi che investono Lettomanoppello, la popolazione residente e le imprese risultano particolarmente vulnerabili e svantaggiate e dovrebbero essere, pertanto, oggetto di una particolare attenzione da parte delle istituzioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario dare atto alle istanze provenienti da parte della Regione Abruzzo, provvedendo alla destinazione delle risorse richieste e adottando ogni altra iniziativa utile al rafforzamento del monitoraggio e della mitigazione dei fenomeni franosi che mettono a rischio la vita e il benessere della popolazione del comune di Lettomanoppello. Atto n. 3-03138 D'ALFONSO PITTELLA COMINCINI LAUS GRIMANI LANNUTTI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: nella mattina dello scorso 13 febbraio 2022, le pessime condizioni in cui versava il ponte Guastacconcio sulla strada provinciale 97, nei pressi del comune di Paglieta (Chieti), ne hanno causato il crollo; già il 14 dicembre 2021 la Provincia di Chieti ne aveva predisposto l'immediata chiusura, in relazione alle lesioni strutturali dell'infrastruttura, costituite dall'abbassamento della sede stradale nella parte superiore del ponte, in conseguenza delle piene del fiume Sangro, dell'abbassamento del letto fluviale causato dai prelievi di materiale, dall'usura causata dal passaggio di mezzi pesanti; l'amministrazione comunale di Paglieta aveva già annunciato l'affidamento per l'incarico per il consolidamento del pilone centrale, che aveva subito un notevole abbassamento, e per il quale era stato ricevuto un finanziamento di circa 2 milioni di euro per la demolizione e ricostruzione; considerato che: il ponte, costruito nei primi anni del Novecento per unire e collegare le due sponde del fiume Sangro, era stato danneggiato e poi ricostruito nell'immediato dopoguerra, assumendo anche il nome che evoca la distruzione e la ricostruzione; il ponte costituisce un'arteria di collegamento tra il versante nord e la parte meridionale della val di Sangro, dove insiste la zona industriale che è sede delle più importanti attività artigianali e industriali della regione Abruzzo; l'opera viaria rappresentava uno dei tre punti di collegamento principale dell'intera area industriale della val di Sangro, area che ospita aziende di importanza strategica per l'economia nazionale e locale, e dove trovano occupazione circa 25.000 lavoratori, nonché innumerevoli attività collegate all'indotto industriale; nel 2018 "Legambiente" aveva inserito l'infrastruttura nel dossier "SOS infrastrutture sicure", volta ad accendere i riflettori sulle infrastrutture a rischio in tutta Italia; rilevato che: la chiusura del ponte a causa delle criticità riscontrate e il crollo avvenuto lo scorso 13 febbraio sta creando nel territorio enormi disagi alla comunità costretta da settimane ad effettuare percorsi più lunghi e scomodi per raggiungere altre località, oltre a danni per tutta l'economia di un distretto industriale che risulta essere il più importante di tutto il Centro-Sud Italia;