[resaula]

negli atti del procedimento penale, peraltro, vengono proiettate ombre assai significative sulla posizione del Sindaco allora in carica, poi riconfermato, Giuseppe Falcomatà; più in dettaglio, al primo cittadino viene contestata la violazione dell'art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960 (il T.U. delle elezioni comunali), nella parte in cui stabilisce che in caso d'impedimento del presidente di seggio, il quale sopraggiunga in condizioni tali da non consentire la surrogazione normale, assume la presidenza il Sindaco stesso, ovvero un suo delegato; sennonché, nella vicenda si sarebbero verificate, stando alle risultanze del procedimento penale, almeno tre anomalie: l'individuazione come delegato del consigliere comunale Castorina, soggetto candidato alla tornata del 20 e 21 settembre, e dunque in conflitto d'interessi rispetto al ruolo; la sub-delega operata da Castorina verso soggetti terzi, evidentemente non consentita dall'art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960; la ratifica finale da parte del Sindaco, che, avvedutosi dell'illegittimità del procedimento seguito per la sostituzione dei presidenti di seggio, e sebbene avvertito dalle segreterie circa le irregolarità sin da subito riscontrate, ha nondimeno fatto proprie e confermato le designazioni operate da Castorina; nel complesso, dalla vicenda esposta, al di là dell'accertamento delle responsabilità individuali che avverrà in sede penale, emergono profili d'illegittimità di rilevanza tale da inficiare, ove confermati, l'intero procedimento elettorale e i suoi esiti; il numero e la specie delle irregolarità e dei vizi dedotti, infatti, ben potrebbero aver alterato in misura decisiva l'espressione della volontà popolare, anche considerando che Castorina è risultato il candidato più votato di tutto il centrosinistra con oltre 1.500 preferenze, decisive per consentire alla coalizione di superare la soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza; in ogni caso, i fatti riportati sin da subito rifluiscono, danneggiandola, sulla legittimazione democratica e sul prestigio di tutte le principali istituzioni comunali, imponendo con urgenza chiarimenti per i cittadini reggini, si chiede di sapere: quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo, fermi gli accertamenti in corso in sede penale e per quanto di competenza, al fine di verificare i fatti di cui alla premessa, anche attivando i propri poteri ispettivi; quali iniziative e provvedimenti intenda adottare, là dove le irregolarità riscontrate fossero confermate, al fine di assicurare la legittimità e la legittimazione delle istituzioni comunali. Atto n. 4-04716 FAZZOLARI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: «Formez PA - Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle P.A.» è l'associazione in house alla Presidenza del Consiglio dei ministri disciplinata dal decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 285 e dal successivo decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 69 e sottoposta al controllo, alla vigilanza, ai poteri ispettivi della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica funzione di supporto delle riforme e di diffusione dell'innovazione amministrativa; tra le funzioni istituzionali ad essa attribuite, l'articolo 2, comma 1, lettera b) , punto 3) del citato decreto legislativo n. 69 del 2010, le attribuisce il compito di «fornire assistenza tecnica, supporto e contenuti alle pubbliche amministrazioni al fine di migliorare la comunicazione tra le amministrazioni pubbliche e verso cittadini e imprese»; ai sensi dell'articolo 3 del medesimo decreto, il Presidente è nominato dal Ministro per la pubblica amministrazione, mentre ai sensi del successivo articolo 4, il Ministro per la pubblica amministrazione approva il piano triennale presentato dal Presidente di Formez PA, che prevede le eventuali misure di riorganizzazione interna dell'Istituto e le attività strategiche per il raggiungimento delle finalità istituzionali; con proprio decreto del 18 dicembre 2019, il Ministro della pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, nominava alla presidenza di Formez PA il professor Alberto Bonisoli, a soli due mesi dalla fine del mandato da Ministro per i beni e le attività culturali (incarico ricoperto nel Governo Conte I), e con successivo provvedimento, lo scorso 29 aprile, come riportato dalla stampa, il medesimo Ministro adottava una delibera che stabiliva un incremento del compenso del Presidente di Formez PA, determinato in 172.000 euro annui, di cui 30.000 di rimborsi; al conseguente (e peraltro, discutibile) incremento del costo della governance di FormezPA, non sembra comunque essere corrisposto un adeguato processo di semplificazione burocratica e miglioramento delle performance dell'associazione, specie per quanto attiene ai livelli di trasparenza e pubblicità dell'azione amministrativa e semplificazione delle procedure di accesso agli atti, che nel nostro ordinamento, vale la pena ricordarlo, costituiscono il principale strumento di controllo democratico sull'azione della pubblica amministrazione, di cui dispongono i cittadini, nonché il presidio imprescindibile per l'esercizio del diritto-dovere civico di partecipazione democratica; risulta infatti all'interrogante, che a fronte di varie richieste di accesso documentale formalmente presentate ai sensi del « Freedom of Information Act » (decreto legislativo n. 97 del 2016, di seguito «FOIA»), da parte di cittadini interessati e titolari di un interesse qualificato, in quanto partecipanti a procedure selettive indette da Formez PA, l'associazione richieda il previo versamento di somme a titolo di rimborso dei «costi di riproduzione e dei costi fissi di ricerca», legittimando tale richiesta sulla base di una specifica previsione del regolamento per l'accesso ai documenti formati o detenuti da Formez PA; una simile previsione, associando la richiesta di somme per non meglio precisati «costi fissi di ricerca», peraltro difficilmente giustificabili data la forma digitale della corrispondenza, di fatto appare atta a scoraggiare o disincentivare l'accesso agli atti da parte di cittadini aventi diritto, comprimendo significativamente il pieno e libero esercizio del diritto di accesso civico, come disciplinato dall'articolo 6, comma 4, del FOIA, che stabilisce espressamente il principio della gratuità del rilascio di dati o documenti in formato elettronico o cartaceo, salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto e documentato dall'amministrazione per la riproduzione di supporti materiali; la circostanza, sulla quale è opportuno effettuare i dovuti rilievi, descrive un quadro amministrativo e gestionale orientato a principi evidentemente molto distanti da quei criteri di semplificazione burocratica e amministrativa, che dovrebbero essere il cardine dell'azione di un Governo democratico e trasparente, nonché dalla prospettiva di favorire la più ampia diffusione di ogni forma di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche;