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Con il disegno di legge si vuole, altresì, semplificare l'articolo 4 della legge n. 91 del 1992; si assegna con una dichiarazione espressa di volontà la cittadinanza allo straniero o l'apolide, del quale padre o la madre o uno dei discendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini di nascita. I sottoscrittori di questo disegno di legge inoltre rimandano ad uno specifico testo la tematica dell'acquisto della cittadinanza italiana per gli stranieri nati e residenti in Italia con l'auspicio che l'Italia possa apparire un Paese più moderno sia agli italiani che vivono entro confine che per un pezzo di Italia che vive all'estero. Poiché le procedure di riacquisto della cittadinanza rientrano già nelle competenze amministrative dei comuni e dei consolati, non si prevedono costi aggiuntivi per l'applicazione della presente legge.. Art. 1. 1. Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti: «1- bis . È cittadina la donna che è stata cittadina per nascita e ha perduto la cittadinanza in quanto coniugata con cittadino straniero, anche quando il matrimonio è stato contratto prima del 1° gennaio 1948. 1- ter . È cittadino il figlio della donna di cui al comma 1- bis nato anteriormente al 1° gennaio 1948». b) l'articolo 4, è sostituito dal seguente: «Art. 4. - 1. Lo straniero o l'apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana». c) l'articolo 13, è sostituito dal seguente: «Art. 13. - 1. Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista se dichiara di volerla riacquistare. 2. Non è ammesso il riacquisto della cittadinanza a favore di chi l'abbia perduta in applicazione dell'articolo 3, comma 3, nonché dell'articolo 12, comma 2. 3. Il riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con decreto del Ministro dell'interno, per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione può intervenire entro il termine di un anno dal verificarsi delle condizioni stabilite». d) all'articolo 17, il comma 1, è sostituito dal seguente: « 1 . Chi ha perduto la cittadinanza in applicazione degli articoli 8 e 12 della legge 13 giugno 1912, n. 555, o per non aver reso l'opzione prevista dall'articolo 5 della legge 21 aprile 1983, n. 123, la riacquista a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione se effettua una dichiarazione in tale senso».