[ddlpres]

Il parere scientifico, pubblicato in una relazione tecnica dell'EFSA del 17 settembre 2020 « Risk to human health related to the presence of perfluoroalkyl substances in food », indica la nuova soglia di sicurezza per le principali sostanze perfluoroalchiliche, o PFAS, presenti negli alimenti e che si accumulano nell'organismo umano. Le conseguenze sulla salute della popolazione esposta rendono dunque estremamente urgente il risanamento delle matrici ambientali contaminate, poiché solo risanando l'ambiente dal quale la popolazione attinge le risorse è possibile eliminare gli effetti nocivi sulla salute. Tuttavia, per poter risanare l'ambiente devono prima essere fissati i limiti sulle matrici ambientali. Il presente disegno di legge, che ripropone il testo dell'atto Senato n. 2392 presentato nel corso della XVIII legislatura a prima firma della senatrice Moronese e sul quale si era registrato un consenso trasversale, è dunque necessario per adeguare la normativa italiana in materia di tutela delle acque e in materia di scarichi (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152). L'articolo 1 mira a ridurre l'immissione nell'ambiente attraverso gli scarichi di sostanze poli e perfluoroalchiliche. Prevede un periodo transitorio di adeguamento alle misure di regolamentazione degli scarichi di acque reflue industriali per gli impianti già autorizzati. Tali aspetti sono definiti all'interno di un'apposita tabella (tabella 5- bis ), introdotta a integrazione dell'allegato 5 del citato decreto legislativo n. 152 del 2006. È altresì prevista, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro della salute, l'istituzione di una cabina di regia per la delimitazione di un quadro nazionale dell'entità dell'estensione della contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche. All'ISPRA è assegnato il compito di costituire uno specifico Osservatorio PFAS che si avvale del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA), di cui all'articolo 12 della legge 28 giugno 2016, n. 132. Al riguardo si ricorda che il 23 dicembre 2020 è stata pubblicata la direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, con particolare riferimento ai « PFAS - totale » e « somma di PFAS », fissando valori limite di emissione con un fattore di diluizione 1:10 (in accordo con quanto previsto dalle Linee guida dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per l'applicazione del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, in particolare la « Guidance on information requirements and Chemical Safety Assessment (Chapter R.16: Environmental exposure assessment) ». Una delle novità più rilevanti della direttiva è di aver introdotto limiti di cncentraziione: 0,5 microgrammi al litro per « PFAS totale », cioè per la totalità delle sostante poli e perfluoroalchiliche, e 0,1 microgrammi al litro per « somma di PFAS », cioè la somma di tutte le sostanze poli e perfluoroalchiliche ritenute preoccupanti per le acque destinate al consumo umano di cui all'allegato III, parte B, della direttiva. In attuazione della citata direttiva (UE) 2020/2184 è stato adottato il decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, che contiene disposizioni in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano. L'articolo 2 del presente disegno di legge, inoltre, stabilisce misure in materia di controlli degli scarichi delle sostanze poli e perfluoroalchiliche comprese nei parametri « PFAS - totale » e « somma di PFAS », nelle more dell'emanazione delle linee guida tecniche della Commissione europea sulla stessa materia. Si prevede a tal fine l'adozione delle metodiche previste nel Rapporto ISTISAN 19/7, la previsione di sostanze per le quali sia disponibile uno standard analitico di controllo, nonché l'implementazione di un piano di sicurezza dell'acqua, previsto dall'articolo 2 del citato decreto legislativo n. 18 del 2023.. 1 (Misure urgenti per la riduzione dell'inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS) da scarichi di acque reflue) 1 All'articolo 101 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 2, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente: « d-bis) nella tabella 5- bis per gli scarichi interessati dalla presenza di sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS) e per le tipologie ivi indicate »; b dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: « 2 - bis . Nel perseguire l'obiettivo di limitazione delle sostanze poli e perfluoroalchiliche, con caratteristiche di persistenza, bio-accumulabilità e tossicità, nei cicli produttivi e negli scarichi, le autorità competenti possono definire limiti allo scarico più restrittivi di quelli riportati alla tabella 5- bis , a seguito della valutazione della qualità dei corpi idrici recettori ovvero attraverso l'adozione delle migliori tecniche disponibili, valutandone la perseguibilità tecnico-economica. 2 - ter . Il soggetto responsabile di uno scarico contenente PFAS, di cui alla tabella 5- bis , è tenuto a comunicare al soggetto competente al controllo, secondo specifiche modalità fornite dallo stesso, i dati relativi alle analisi periodiche di controllo allo scarico dei PFAS. »; c al comma 4, dopo le parole: « della tabella 5 » sono inserite le seguenti: « e delle sostanze della tabella 5- bis ». 2 All'allegato 5 della parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo la tabella 5 è inserita la tabella 5- bis di cui all'allegato A alla presente legge. 3 Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 entrano in vigore con le seguenti modalità: a il giorno successivo alla pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale in caso di nuova autorizzazione allo scarico la cui istruttoria, finalizzata al rilascio dell'autorizzazione stessa, sia stata avviata dopo la data di pubblicazione della presente legge; b entro due anni dalla pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale per gli scarichi già autorizzati; il titolare dell'attività da cui origina lo scarico presenta domanda di rinnovo dell'autorizzazione all'autorità competente che dovrà essere concesso, in modo espresso, entro e non oltre sei mesi dalla data di presentazione del rinnovo stesso; trascorso inutilmente tale termine, lo scarico dovrà cessare immediatamente;