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Come ho detto, ci sarebbe voluto coraggio e invece è prevalsa la paura del cambiamento, o forse sarebbe meglio dire la convenienza a difendere gli interessi dei singoli partiti della maggioranza. Così si è sacrificata nuovamente la scuola come istituzione, anche nel suo ruolo di formazione. Signor Presidente, termino dicendo che abbiamo anche il timore che sul disegno di legge di conversione del decreto-legge il Governo purtroppo ci riservi un'amara sorpresa finale, e cioè la posizione della questione di fiducia, che servirebbe a superare la difficoltà interne alla maggioranza, vanificando i nostri emendamenti, tutti finalizzati a superare le storture create dal decreto-legge e dall'arrogante azione del Ministro. Il ricorso al voto di fiducia è gravissimo: è un colpo di grazia alla scuola italiana; un crimine ai danni di alunni, famiglie, dirigenti scolastici, personale docente e non docente ed è una scelta che, nuovamente, impedisce all'opposizione di contribuire con i propri emendamenti al miglioramento del provvedimento in esame. Colleghi, non avete assolutissimamente a cuore non soltanto la scuola italiana, ma anche tutti gli studenti e docenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Sottosegretario, mi sono chiesta se il Parlamento sia stato coinvolto in tempo utile per la conversione di questo decreto-legge. Nel titolo del provvedimento leggo «ordinato avvio dell'anno scolastico». Va bene, ma dove è scritto? Nessun articolo si occupa della questione della riorganizzazione e del recupero degli apprendimenti persi. L'avvio è un concetto che non riguarda soltanto una data, ma anche un sistema complesso, che ha molte ripercussioni sulla vita degli studenti. Avete notato nel testo del decreto-legge il numero di volte in cui vengono citati gli insegnanti, i precari e quante volte invece gli studenti? Vi sembra normale che in tutta Europa i bambini, i ragazzi e gli adolescenti siano tornati sui banchi di scuola e in Italia no? Capisco che il tema della stabilizzazione degli insegnanti sia importante e che elettoralmente paghi. Ma come pensate di organizzare il rientro in classe degli studenti? Ancora con ordinanze, escludendo il Parlamento? Oppure prendendo spunti da come state organizzando i centri estivi? Io mi rifiuto di pensare che voi siate così incapaci. Credete davvero che la didattica a distanza, con un tablet o un video, possa sostituire un insegnamento frontale, fatto di socialità, di interazione, di confronto e di emozioni reali? Sicuramente avrete verificato che gli insegnanti siano preparati adeguatamente per la docenza a distanza; sono sicura che lo avete fatto. E allora, con quale criterio scientifico - visto che la scienza o pseudo tale sembra andare di moda - avete misurato questa efficacia (perché l'avrete misurata)? Molti di voi che hanno figli avranno sicuramente notato che i bambini non ne possono più di stare a casa: vogliono tornare a scuola, rivedere i propri compagni, i propri insegnanti, ritornare alla normalità. Qualcuno sta valutando l'impatto psicologico di questo danno immenso? Chi di voi se ne assumerà la responsabilità? (Applausi) . Lo sapete che un adolescente su tre è depresso? Che cosa fa il Governo di fronte a questo allarme? Quando pensate di occuparvi della salute psicofisica dei più piccoli? Ah già, forse loro sono troppo piccoli e non votano. (Ilarità. Applausi). In questi mesi i genitori si sono sostituiti agli insegnanti. Avrete sicuramente parlato con vostri amici con figli in età scolare; avrete sentito le difficoltà che hanno incontrato. E voi pensate di risolvere tutto con un contributo per l'acquisto dei tablet . Riportiamo i ragazzi in classe, strutturiamo veramente le scuole, investiamo in tecnologie e digitalizzazione, per essere pronti nel caso in cui serva, anche per la didattica a distanza; ma prima di tutto pensiamo agli studenti, a far loro recuperare il tempo perso e le nozioni fondamentali, per una scuola di qualità, per una società che guardi al futuro di tutti. Parliamo delle scuole paritarie, ad esempio: so che per alcuni di voi il pluralismo scolastico non è un valore, ma 150 milioni di euro sono sufficienti per le 12.547 scuole paritarie? Lo sapete che le scuole paritarie fanno risparmiare milioni di euro allo Stato e, in alcune Regioni, sono l'unica risposta per i bambini? Se le scuole paritarie non saranno in grado di riaprire a settembre e di sostenere i costi di gestione, credete davvero che il sistema scolastico sia in grado di farsi carico di tutti gli studenti? Non c'è solo l'ideologia nelle scelte che si fanno, ma soprattutto il futuro dei ragazzi. (Applausi) . Nelle audizioni svolte in Commissione sanità ci è stato riferito che i bambini da zero a dieci anni, per le evidenze riferibili ad oggi, non sono esposti al virus. Sulla base di quali evidenze scientifiche state pensando di limitare il numero dei bambini nell'organizzazione delle classi? È una soluzione che potrebbe anche essere condivisa, se l'obiettivo fosse anche migliorare la didattica. (Richiami del Presidente). Concludo, Presidente. Quali sono, quindi, le soluzioni su cui state riflettendo? E se le scarse basi che guideranno le vostre scelte dovessero rivelarsi infondate, chi pagherà il danno sociale subito in questi mesi e nel prossimo futuro? Uno dei due comitati tecnici di cui il Ministro si avvale? Membri del Governo, onorevoli colleghi, rimettiamo gli studenti al centro; riapriamo le scuole con metodo e organizzazione; costruiamo dei percorsi di recupero per i mesi in cui gli studenti non sono andati a scuola; mettiamo gli enti locali nelle condizioni di potersi organizzare strutturalmente per garantire il diritto allo studio in condizioni di sicurezza, senza dover rinunciare al rapporto con gli altri. Ne va del futuro della nostra società, se non lo avete capito. Se ci tenete davvero al pluralismo scolastico, ad aiutare le famiglie e agli studenti, accogliete il nostro emendamento atto a istituire immediatamente un fondo per le scuole paritarie e gli asili nido privati. Dimostrate, almeno una volta, di pensare davvero alle famiglie. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, tra i tanti deprecabili e funesti demeriti, il Covid-19 ha però avuto il merito di riportare all'attenzione generale i temi della scuola, del sistema formativo e dell'istruzione. Devo dire che non sono d'accordo con il collega Pillon quando afferma che il dibattito sulla scuola è di basso livello e non guarda al futuro. Io credo che da tempo non si discuteva più in modo approfondito della scuola, il cui miglioramento, sotto il profilo normativo, organizzativo, dell'innovazione e dell'efficienza, è decisivo per il futuro del nostro Paese.