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Disciplina della figura professionale del «formatore musicale» per l'insegnamento musicale rivolto a persone con inabilità fisica o psicofisica. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge -- che ripropone l'atto Camera n. 6021 presentato nella XIV legislatura e mai esaminato -- si intende introdurre una nuova figura professionale, denominata «formatore musicale», che per specifiche e maturate competenze derivanti sia dai titoli di studio che da attività svolte, possa dedicarsi all'insegnamento musicale rivolto a soggetti con inabilità fisica o psicofisica, che non siano in grado di affrontare il percorso formativo previsto dai conservatori statali e pareggiati per il conseguimento del relativo diploma. Si chiarisce che l'attività proposta non rientra nell'ambito della musicoterapia, sia per i diversi obiettivi che essa persegue, sia per il diverso tipo di attività. Anche se le due discipline (formazione musicale e musicoterapia) possono perseguire parallelamente determinati obiettivi in un'ottica di reciproca collaborazione, esse restano, proprio per il modus operandi di approccio disciplinare, due attività distinte. Peraltro non è ammesso all'attività di insegnamento chi sta esercitando l'attività di musicoterapia essendo quest'ultima una disciplina differente e distinta per approccio alla disabilità. La musicoterapia è una disciplina di tipo terapeutico-riabilitativo e la musica e gli altri elementi musicali (suoni, ritmo e altri) sono utilizzati come mezzo per facilitare la relazione, la comunicazione, la motricità, l'espressione, con finalità di maggiore benessere fisico e mentale. La formazione musicale invece si propone di far acquisire abilità e competenze specifiche musicali relative all'apprendimento della notazione, allo studio della tecnica dello strumento e all'esecuzione concertistica. In questo tipo di attività formativa è auspicabile che il formatore musicale proceda parallelamente ad altri interventi effettuati sul disabile da esperti professionisti specializzati nell'ambito della terapia (psicologi, medici, assistenti educatori, insegnanti di sostegno e altre figure competenti) in un'ottica di sinergia, che elabori un progetto di crescita globale della persona con handicap che influisca positivamente sul suo benessere psicofisico. Nell'attività formativa determinante è il coinvolgimento attivo del genitore o del familiare del soggetto inabile che può partecipare e assistere alle lezioni musicali oltre che seguire il proprio figlio o parente a casa nell'apprendimento della musica. Compito essenziale e indissolubile del formatore musicale è la preparazione dei soggetti inabili al fine della loro esibizione in concerti pubblici, tenendo conto dei diversi gradi di difficoltà fisica o mentale nell'approccio allo studio della musica. I requisiti necessari per la creazione della figura del formatore musicale sono pertanto: a) titoli di studio: diploma di strumento conseguito presso un conservatorio statale o pareggiato. Verrà insegnata al soggetto disabile la tecnica dello strumento per il quale si è in possesso del relativo diploma. Per essere ammessi all'insegnamento della tastiera elettronica o dell'organo, occorre essere in possesso del diploma in pianoforte o di organo; b) titoli preferenziali: 1) un secondo titolo di studio (diploma di scuola media superiore, laurea o titoli equipollenti) o titoli di frequenza presso scuole di perfezionamento musicale post-diploma di rilevanza nazionale o internazionale; 2) l'attività concertistica svolta e i curricula artistici conseguiti; 3) le esperienze professionali e di volontariato maturate nell'ambito del sociale. L'insegnamento è individuale, tranne che per il diploma relativo a discipline musicali che prevedano un'attività di gruppo. L'attività di insegnamento prevede tre momenti distinti: I) attività didattica di apprendimento: riguarda l'utilizzo del linguaggio sonoro della musica e dei suoi codici, denominato «notazione» e lo sviluppo dell'apprendimento mnemonico (quest'ultimo rivolto soprattutto a soggetti non vedenti o ipovedenti o con patologie di medio-grave ritardo mentale) in una prospettiva preventiva e formativa; è fatto divieto in maniera assoluta dell'uso di strumenti e di metodi alternativi al linguaggio corrente o facilitativi; II) l'attività concertistica: fa parte integrante del processo di sviluppo cognitivo e di valorizzazione della persona inabile; è consentito l'affiancamento all'esecutore dell'insegnante durante il concerto utilizzando metodi che possano permettere una corretta esecuzione del brano; III) attività collaterali. Sono inoltre richiesti per poter accedere al titolo di formatore musicale a persone con inabilità fisica o psicofisica: a) tre anni di stage in forma di volontariato presso una struttura specializzata nell'insegnamento musicale a persone inabili, in accordo anche con altre organizzazioni culturali e sociali del pubblico e del privato; b) il superamento di una o più prove valutative annuali con un esame finale. La valutazione sarà determinata essenzialmente in base alla capacità percentuale di realizzo di quanto descritto e riguarderà pertanto: 1) il/i metodo/i di insegnamento applicato/i; 2) gli obiettivi conseguiti relativi alla capacità di apprendimento del soggetto disabile e all'attività concertistica svolta. Nella disciplina di formatore musicale, oltre alle attività di base descritte -- apprendimento della musica attraverso la notazione musicale e l'uso della memoria, preparazione dell'allievo inabile a effettuare esibizioni in concerti pubblici -- rientrano anche attività collaterali che possono essere svolte coinvolgendo anche la persona inabile, quali: 1) la produzione di opere e di composizioni musicali originali; 2) la produzione di testi poetici per composizioni musicali; 3) la produzione di testi e di opere sulla storia della musica; 4) la programmazione di saggi e di manifestazioni concertistiche e culturali attraverso l'organizzazione degli eventi e la creazione di locandine, programmi e inviti, presentazioni. L'attività individualizzata del formatore musicale sarà riconosciuta, sia all'interno di strutture specializzate culturali, che all'interno di strutture ricreative e sociali di tipo pubblico e privato. L'accesso a collaborazioni con i conservatori e con le strutture private, pubbliche (come le scuole statali di ogni ordine e grado) e sociali (cooperative sociali) non specializzate in attività di formazione musicale, potrà avvenire con il formatore medesimo, ovvero tramite accordo con organizzazioni «specializzate» e certificate nel campo dell'insegnamento individuale della musica a persone con inabilità fisica o psicofisica. Le strutture culturali e sociali pubbliche e private nonché le scuole statali e private di ogni ordine e grado possono avvalersi delle attività delle organizzazioni iscritte all'albo di cui all'articolo 7 ai fini della formazione musicale. Il formatore musicale sceglierà uno o più allievi, che hanno seguito un iter di studio pluriennale, per farli accedere a collaborare all'insegnamento della musica, alla gestione e alla segreteria organizzativa dell'attività musicale partecipando attivamente al funzionamento dell'organizzazione culturale. Costituirà titolo preferenziale la domanda del soggetto con inabilità fisica o psicofisica se viene garantito, nei limiti delle proprie capacità, un coinvolgimento diretto del familiare, o di chi ne fa le veci, sia durante la lezione che a casa, a sostegno dello studio musicale, che inoltre partecipi attivamente alle trasferte concertistiche e mostri entusiasmo e disponibilità nell'attività organizzativa.. 1 (Finalità)