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quali ulteriori azioni diplomatiche con i Paesi di origine dei migranti siano state intraprese, o si intenda intraprendere, al fine di bloccare e respingere le partenze e, conseguentemente, gli sbarchi sulle coste italiane; quali misure di rimpatrio urgente si intenda altresì adottare, anche al fine di evitare che l'Italia continui ad essere considerata il "ventre molle" dell'Europa: una semplice entità geografica in cui tutto è permesso. Atto n. 4-03376 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il "decreto liquidità", decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, reca misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali; il decreto prevede per le piccole e medie imprese e le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, la cui attività d'impresa è stata danneggiata dall'emergenza COVID-19, la possibilità di richiedere un finanziamento fino a 25.000 euro garantito al 100 per cento dal fondo centrale di garanzia (per un importo massimo comunque non superiore al 25 per cento dei ricavi del soggetto beneficiario); i finanziamenti garantiti al 100 per cento di importo fino a 25.000 euro non possono essere erogati per compensare o rimborsare prestiti già accesi in precedenza (per prestiti si intende sia lo scoperto di conto corrente sia altre forme di prestito). La garanzia pubblica pari al 100 per cento viene concessa su nuovi finanziamenti erogati da banche di durata massima di 6 anni, con preammortamento minimo di 24 mesi ed una durata massima di 72 mesi; nonostante l'ABI abbia chiarito che i prestiti del decreto liquidità non possano andare a copertura di altri prestiti già in atto o a copertura di scoperti, non mancano tuttavia le anomalie, sottolineate dall'associazione italiana dottori commercialisti, che "ha ricevuto molte segnalazioni in merito a comportamenti nei quali, ad esempio, vengono richieste fideiussioni personali a garanzia del finanziamento, la selezione domande viene esaminata non in ordine cronologico, ma sulla base del merito del rating o vi sono richieste di compensazione parziale dell'erogazione del finanziamento con posizioni pregresse e sofferenti, in alcuni casi con esplicite note nei siti aziendali", nonostante la circolare ABI che appunto esclude espressamente tali pratiche; per le imprese, dunque, l'accesso al credito del decreto liquidità appare piuttosto complicato e procede con lentezza, con un iter pieno di problemi, a fronte di banche che invece userebbero lo strumento a proprio vantaggio; gli operatori economici afflitti, a causa dell'emergenza, da gravi difficoltà nel pagamento di affitti, bollette, investimenti non possono così accedere a quei fondi previsti, che peraltro sono già di per se stessi un prestito da restituire e non un'erogazione di somme a fondo perduto, così come era auspicabile per non gravare di altri futuri debiti chi è già in crisi; e nel caso di tali finanziamenti fino a 25.000 euro la condizione è che il prestito venga concesso per un importo non superiore al 25 per cento dell'ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall'ultimo bilancio depositato o dall'ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia: cosa impossibile per imprese aperte nel 2020, come ristoranti o bar, che pure però avevano iniziato l'attività e hanno spese e difficoltà economiche come le altre imprese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei ritardi in atto nelle procedure di erogazione delle somme, se siano state altresì previste o poste in essere misure di controllo delle procedure di accesso al credito per gli operatori economici e se in particolare risultino casi (come segnalato da diversi utenti) di compensazione parziale dell'erogazione delle somme per posizioni pregresse e sofferenti. Atto n. 4-03377 BERARDI GASPARRI MASINI Al Ministro della giustizia Premesso che: nel mese di febbraio 2019 è stata indetta la procedura concorsuale relativa a 754 posti di allievo agente del Corpo di Polizia penitenziaria maschile e femminile; a quanto risulta agli interroganti, la procedura selettiva avrebbe portato alla formazione di una graduatoria, pubblicata in data 18 ottobre 2019, composta da circa 1.500 concorrenti, alcuni dei quali sono ancora in attesa delle visite di seconda istanza, rimandate a causa della pandemia; il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, detto "cura Italia", prevede la sospensione delle procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego, compresa la loro indizione, per 60 giorni; lo stato di emergenza dovuto all'epidemia da COVID-19 ha riguardato, e riguarda tuttora, il delicato settore delle carceri che versava già in condizioni emergenziali dal punto di vista del sovraffollamento e della carenza di organico di Polizia penitenziaria; a quanto risulta agli interroganti, il divario tra organico previsto e organico in forza nella Polizia penitenziaria sarebbe di circa il 20 per cento, mentre il rapporto tra detenuti e agenti sarebbe di circa l'1,67 per cento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali siano le sue considerazioni in merito; se non ritenga opportuno prevedere l'incremento dei posti messi a disposizione e l'inserimento in organico di coloro i quali sono risultati idonei ai quiz procedendo con lo scorrimento della graduatoria. Atto n. 4-03378 PAPATHEU Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: si è appreso da notizie stampa del 22 gennaio 2020 che, nell'ambito del dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti, predisposto dal comando provinciale della Guardia di finanza di Padova, i baschi verdi della compagnia, in collaborazione con il servizio veterinario e del SIAN (servizio igiene, alimenti e nutrizione), hanno sequestrato, presso un magazzino di ingrosso alimentare a Padova, 9.420 chilogrammi di carni suine di origine cinese, in quanto la relativa importazione è vietata sulla base di un provvedimento del Ministero della salute finalizzato a scongiurare la diffusione in Italia dell'epidemia di peste suina africana che di recente ha colpito la Cina; dall'esame dei prodotti di origine animale si è appurato che si trattava proprio di carni suine provenienti dalla Cina, altamente pericolose per il grave rischio di contaminazione della malattia virale che ha devastato le mandrie di maiali di diversi Paesi e che imperversa soprattutto negli allevamenti del continente asiatico. La società oggetto del blitz della Guardia di finanza, tra l'altro, veniva considerata uno dei maggiori player nel Nord-Italia nelle forniture all'ingrosso di prodotti etnici destinati alla ristorazione orientale. Il controllo è scaturito da una preliminare attività di analisi e approfondimento dei flussi di importazione delle merci dalla Cina, con particolare riguardo a quello alimentare;