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Il primo passo deve essere la razionalizzazione della spesa militare in Europa, la cui distribuzione è inefficiente. Nel mio recente intervento al Parlamento europeo di Strasburgo ho lanciato la proposta di una conferenza europea che abbia l'obiettivo di iniziare un coordinamento per i nostri investimenti in sicurezza. (Applausi) . Migliorare le nostre capacità di difesa non basta per costruire una pace duratura e una coesistenza pacifica. Come dichiarato dal presidente Mattarella, nel lungo termine servirà anche uno sforzo creativo per arrivare a una conferenza internazionale sul modello degli Accordi di Helsinki del 1975. Una volta ottenuto il cessate il fuoco e conclusi i negoziati tra Kiev e Mosca, occorrerà costruire un quadro internazionale rispettoso e condiviso (per usare le sue parole). Questa conferenza dovrà avere l'obiettivo, come fu per Helsinki, di avvicinare i Paesi che oggi sono distanti e rendere duraturo il processo di distensione. Tra i principi di Helsinki c'erano il rispetto del diritto all'autodeterminazione dei popoli, il non ricorso alla minaccia o all'uso di forza contro l'integrità territoriale e l'indipendenza politica di qualunque Stato: sono valori con cui l'Italia si identifica pienamente e che vogliamo vedere al centro della vita del continente europeo e del mondo. Il Governo ha intenzione di continuare a impegnarsi per far fronte anche alle altre crisi che derivano e sono aggravate dalla guerra in Ucraina. Il conflitto ha messo in luce le fragilità della politica energetica degli ultimi anni e reso ancora più evidente la necessità di diversificare i nostri fornitori. Ci siamo mossi rapidamente per ridurre la quota di gas naturale che importiamo dalla Russia, che nel 2021 è stata circa il 40 per cento del totale. Il nostro obiettivo è non solo incrementare le forniture di gas naturale, che importiamo e di cui abbiamo bisogno come combustibile di transizione - insisto sul concetto di transizione - ma anche investire in questi Paesi per aumentare la produzione di energie rinnovabili. L'intesa che abbiamo firmato ad aprile con l'Algeria, ad esempio, prevede un sostegno allo sviluppo di energia rinnovabile e di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio. (Applausi) . Prevede, inoltre, lo sviluppo di progetti di reti di trasmissione dell'energia elettrica in Algeria e di interconnessione elettrica tra l'Algeria e l'Italia. Il Governo si è poi mosso con la massima determinazione per eliminare i vincoli burocratici che limitano l'espansione delle rinnovabili in Italia. L'energia rinnovabile resta infatti l'unica strada per affrancarci dalle importazioni di combustibili fossili e per raggiungere un modello di crescita davvero sostenibile. (Applausi) . Il Governo continuerà a compiere ogni sforzo per rendere questi investimenti più rapidi, per smontare e distruggere le barriere burocratiche che impediscono gli investimenti. Oggi sono solo quelle. (Applausi) . Le stime del Governo indicano che potremo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024. I primi effetti di questo processo si vedranno già alla fine di quest'anno. Durante la mia visita a Washington ho condiviso con il presidente Biden la strategia energetica italiana. Ci siamo detti d'accordo sull'importanza di preservare gli obiettivi sul clima, un impegno che l'Italia intende mantenere. Il Governo ha adottato misure molto significative per tutelare le imprese e le famiglie dai rincari energetici. I provvedimenti ammontano a circa 30 miliardi di euro solo per quest'anno per mitigare gli aumenti dei prezzi dei carburanti e ridurre le bollette. Abbiamo destinato i nostri aiuti soprattutto alle fasce più vulnerabili della popolazione, in particolare alle famiglie a basso reddito, e abbiamo aiutato i settori produttivi più in difficoltà come le imprese ad alta intensità energetica e ora è importante che si trovino a livello europeo soluzioni strutturali che superino le distorsioni presenti nei mercati dell'energia. La Commissione europea ha presentato ieri il piano Repower EU, che sarà al centro del prossimo Consiglio europeo straordinario. C'è bisogno di risposte immediate e coraggiose per alleviare l'impatto della crisi sulle nostre economie. Dobbiamo poi agire con la massima urgenza per evitare che il conflitto in Ucraina provochi crisi alimentari. Durante la mia recente visita negli Stati Uniti, ho discusso con il presidente Biden dell'urgenza di un'azione coordinata, un tema sollevato anche dalla Presidenza tedesca del G7. Al Presidente ho chiesto sostegno per una iniziativa condivisa tra tutte le parti che sblocchi immediatamente i milioni di tonnellate di grano bloccato nei porti del Sud dell'Ucraina. (Applausi) . In altre parole, occorre che le navi che portano questo grano siano lasciate passare e se i porti sono stati, come si dice, minati dall'esercito ucraino, siano sminati a questo scopo. Tutte le parti in causa dovrebbero in questo momento aprire una parentesi di collaborazione, per evitare una crisi umanitaria che farebbe morire milioni e milioni di persone nella parte più povera del mondo. (Applausi) . L'Italia ha promosso un dialogo ministeriale con i Paesi del Mediterraneo, in collaborazione con la FAO, per delineare le misure di intervento nella regione; analoghe iniziative sono state intraprese dalla Francia, dalla Germania e dagli Stati Uniti, ma forse la cosa più urgente è fare quello che dicevo prima. Voglio ringraziarvi - il Parlamento, la maggioranza e anche la principale forza di opposizione - per il sostegno che avete dato al Governo nell'affrontare questa crisi. (Applausi) . La risoluzione approvata a larghissima maggioranza ha impegnato il Governo, tra l'altro, a sostenere dal punto di vista umanitario, finanziario e militare l'Ucraina, a tenere alta la pressione sulla Russia, anche attraverso sanzioni, a ricercare una soluzione negoziale. Essa ha guidato in modo molto chiaro l'azione di Governo e ha rafforzato la nostra posizione a livello internazionale. Il Governo intende muoversi e continuare a muoversi nel solco di questa risoluzione. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Presidente del Consiglio dei ministri. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, vogliamo la pace. Siamo contrari all' escalation militare. Vogliamo tornare a una partnership NATO-Russia. Non vogliamo rialzare il Muro di Berlino. Non vogliamo il ritorno alla guerra fredda. Il riarmo è pericoloso. Io credo che queste affermazioni a livello di principio ci trovino tutti uniti in quest'Aula, dal presidente Draghi all'ultimo dei nostri senatori. Questa opinione è indisponibile, cioè è un'opinione fondante, che si fonda sulle nostre regole di convivenza civile e anche sulla Carta costituzionale. Tutti dunque siamo d'accordo su queste affermazioni, ma cominciamo ad avere qualche dubbio quando sono prodromiche ad altre, che avanzano nell'opinione pubblica e che vengono in qualche modo sollecitate da forze politiche e anche da espressioni della cultura italiana. Allora facciamo il passo successivo. La Russia in fondo - dicono questi - è stata un po' provocata dalla NATO. E ancora: