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Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, oggi discutiamo un provvedimento per il riordino delle attribuzioni dei Ministeri che si inserisce in una logica fondamentale di questo Governo, quella cioè di affrontare un periodo terribile della nostra storia nazionale e globale. Mi soffermo soltanto e principalmente su tre punti, in primo luogo sull'istituzione del Ministero del turismo, che ritengo fondamentale perché, come è già stato detto in quest'Aula, questo settore della nostra economia, ma anche della nostra storia e - oso dire - anche del nostro ambiente, è quello che sta pagando il prezzo maggiore da poco più di un anno a questa parte. Pertanto, sperando di riuscire a venir fuori da questo terribile periodo, è fondamentale che ci sia un Ministero dedicato a questo straordinario comparto della nostra economia. L'altro aspetto che ritengo fondamentale è l'aver accorpato le politiche energetiche all'ex Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, oggi denominato Ministero della transizione ecologica. Negli ultimi centocinquanta anni di storia dell'umanità abbiamo stravolto il nostro pianeta e, come ricordava qualcuno poco fa, domani ricorre la celebrazione della giornata della terra. Lo abbiamo stravolto come non è mai accaduto in milioni di anni e lo abbiamo fatto fondamentalmente perché abbiamo esigenze straordinarie di energia, pertanto il nostro futuro si baserà proprio su questo argomento, su come vorremo produrre l'energia di cui abbiamo bisogno. Chiudo, Presidente, ricordando anche che, proprio a causa della pandemia, i nostri bambini, i nostri infanti stanno soffrendo parecchio ed è fondamentale avere spostato il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza nelle competenze del Primo Ministro o, in sua vece, del Ministero della famiglia. Abbiamo un dovere fondamentale, che è quello di lasciare questo mondo ai nostri figli in condizioni migliori di come l'abbiamo trovato. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, signori membri del Governo poco presenti (ma comunque va bene), colleghi senatori, come Fratelli d'Italia, fin dall'inizio dell' iter di questo provvedimento alla Camera dei deputati, avevamo sperato in qualcosa che potesse portare effettivamente una riorganizzazione in un'ottica di ottimizzazione del sistema ministeriale. Prova ne sono i tanti emendamenti presentati sia alla Camera che in questa sede, tutti diretti a migliorare l'efficienza e l'efficacia dei Ministeri. Purtroppo il corso dell' iter e la conclusione di questa prima fase che ha portato il testo in seconda lettura al Senato ci ha in gran parte deluso; questo non per la bocciatura quasi totale dei nostri emendamenti, ma per la logica che abbiamo visto guidare questa riorganizzazione, che ci è parsa più da manuale Cencelli che non ispirata a criteri di efficienza, a causa della spartizione delle competenze e dei riequilibri dei pesi e contrappesi di ogni singolo Ministero a seconda del riferimento politico del Ministro. Penso in particolare alle molte competenze attribuite al Ministero della transizione ecologica, che ha assorbito deleghe importanti, che erano fino ad oggi di competenza del Ministero dello sviluppo economico; deleghe tali che potrebbero generare problemi di efficienza, tenuto conto che dovrà occuparsi non solo dell'importante settore delle energie, ma anche dei consorzi di bonifica, di dissesto idrogeologico e di nucleare, ossia tutta una serie di competenze che hanno infatti già costretto a prevedere comitati e cabine di regia che riteniamo però di difficile gestione. Forse il pensiero era più quello di depotenziare il Ministero dello sviluppo economico che non di ottimizzare quello della transizione ecologica. D'altra parte, il Ministero della transizione ecologica, che ha sostituito - come sappiamo - il Ministero dell'ambiente, con un nome che già identifica un aspetto a mio avviso demagogico, è l'ultimo baluardo della politica grillina; anzi, più che l'ultimo baluardo direi l'ultima scusa per giustificarne l'ingresso in questo Governo. Si è passati dal «mai con Salvini» al «mai col partito di Bibbiano»; dal «mai con Berlusconi» al «mai con il banchiere Draghi»; insomma, occorreva una foglia di fico per giustificare l'ennesimo voltafaccia di un movimento che ha tradito tutto pur di rimanere incollato alle sedie del potere. Il Ministero della transizione ecologica era il giusto prezzo, ma questo è un aspetto che gli elettori sapranno valutare. Quello che ci preoccupa, invece, sono le sorti del Paese, pensando alle politiche energetiche, elemento fondamentale per il sistema economico nazionale. Tutto questo è messo in mano al partito del «no»: no al TAP, no alle trivelle, no alla TAV; no a tutto, ma sì alle poltrone. Un altro aspetto che ci ha profondamente deluso è la cancellazione del Ministero dello sport, ma abbiamo già visto - come il collega senatore Barbaro ha colto meglio di me - l'aspetto negativo di tale scelta. Mi permetto solo di sottolineare come questa scelta sia sbagliata anche alla luce di quanto sia mancata una giusta attenzione ad un settore profondamente in crisi a causa delle scelte fatte da questo Governo per contenere il contagio da Covid, ma è inopportuno anche in vista degli importanti appuntamenti di carattere mondiale che vedrà lo sport italiano impegnato in importanti sfide nel prossimo futuro. Un aspetto invece in parte positivo lo ritroviamo nella costituzione del Ministero del turismo. Dopo gli ultimi rimpalli da un Ministero all'altro, che ha visto il turismo trattato come una semplice delega da attribuire a questo o a quell'altro Ministero, finalmente si è capito che questo settore è fondamentale per l'intera economia nazionale e che doveva avere un riconoscimento e un'attenzione propria. Voglio ricordare, in questa sede, le battaglie di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni, che hanno sempre spinto in questa direzione, presentando anche disegni di legge che intervenivano in maniera determinante sulla ripartizione delle varie competenze, anche nei confronti delle Regioni. Va bene, quindi, la realizzazione di questo Ministero, ma è un peccato che lo si faccia solo parzialmente, perché purtroppo non viene dotato di indipendenza finanziaria, dal momento che si istituisce il Ministero del turismo, ma senza portafoglio. Adesso serve dare gambe alle parole e occorrono risorse vere e concrete per questo settore, che è stato messo totalmente in ginocchio. Cari colleghi, non basta più la forma - di cui i Governi Conte hanno abbondato e anche il Governo attuale sembra aver preso il medesimo vizio - di cui vi riempite la bocca. Penso infatti ai vari decreti-legge, dai nomi alquanto accattivanti, come decreto dignità, cura Italia o liquidità, in cui, entrando nel merito, si trovava però poca sostanza. Adesso siamo passati ai nomi dei Ministeri, come quello della transizione ecologica, di cui ho già parlato, o come il Ministero dei trasporti, diventatoMinistero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Cosa significa? Forse, anche in questo caso, si tratta di una mancetta all'ideologia grillina? La verità è che nella maggioranza esistono due correnti di pensiero, forse anche più di due, contrapposte e difficilmente conciliabili: da una parte c'è chi vorrebbe investire e costruire e dall'altra chi invece si oppone a tutto.