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Mi riferisco agli atenei di Bergamo, in particolare, e di Venezia, che avrebbero avuto bisogno almeno di una proroga al 31 dicembre, cosa che magari chiederemo al Governo con un ordine del giorno che presenteremo alla Camera dei deputati. Senza voler assolutamente entrare nell'ambito dell'autonomia di ogni singolo ateneo, chiediamo però che venga riconosciuta agli atenei in difficoltà la possibilità di mettere in atto tutte le procedure necessarie per arrivare a un rinnovo delle cariche e degli incarichi al fine di garantire un corretto avvio dell'anno accademico. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.20 (testo 4), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il decreto che andiamo a convertire oggi fa parte di tutta quella serie di provvedimenti utili a prendere atto del permanere di una situazione pesante dal punto di vista dell'emergenza epidemiologica, che impone comunque delle variazioni per quanto riguarda la tempistica - in questo caso delle elezioni - in altri momenti diversi della vita quotidiana. Quando approviamo provvedimenti di questa natura, il pensiero va sicuramente alla riconquista di una normalità che ancora appare lontana, ma che deve essere il tratto dominante della nostra azione di parlamentari, ma soprattutto dell'azione quotidiana del Governo. Pensiamo, infatti, a tutto il percorso della vaccinazione che oggi stiamo concretamente avviando e si sta anzi accelerando, che è ciò che veramente più interessa ai cittadini, perché è lo strumento che insieme a tutte le misure di contenimento può veramente determinare la svolta per il Paese e far sì che i provvedimenti che andiamo ad approvare oggi siano qualcosa da dimenticare in fretta. Speriamo che in questo caso il rinvio delle elezioni, che non è sicuramente il tema che hanno in mente gli italiani, sia uno degli ultimi provvedimenti che mettiamo in campo per rinviare qualcosa e per far fronte al permanere di un'emergenza comunque alta in termini di contagio e purtroppo di decessi, che sono ancora molto alti e lasciano il Paese in un clima mesto e di dolore. Il provvedimento in esame sostanzialmente - come abbiamo sentito già negli interventi precedenti e dalla relazione del relatore - rinvia la data del turno elettorale ordinario che ci sarebbe stato tra aprile e giugno per quanto riguarda le elezioni amministrative, le eventuali suppletive per i collegi di Camera e Senato; il rinnovo di alcune sezioni di precedenti elezioni comunali invalidate; i Consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa; i Consigli comunali sciolti per altri motivi, per dimissioni dei sindaci, per impedimento permanente, per il venir meno della maggioranza nei Consigli comunali; insomma per tutte quelle vicende che hanno determinato l'interruzione della vita di alcuni Consigli comunali e quindi la decadenza dei sindaci. In pratica, si sposta il turno elettorale nel periodo che va dal 15 settembre al 15 ottobre, per consentire lo svolgimento delle elezioni in condizioni di sicurezza, chiaramente con un occhio di riguardo nei confronti dei cittadini che si recano alle urne, nonché per consentire a chi deve lavorare in quel contesto - prefetture e personale degli enti locali - di poterlo fare in una condizione di maggiore sicurezza. A settembre-ottobre avremo sicuramente un quadro migliore dal punto di vista della tenuta del Paese, perché avremo sicuramente un livello molto alto di vaccinazione e, quindi, di immunizzazione. Il provvedimento al nostro esame - nella dichiarazione di voto è giusto fare delle considerazioni di carattere politico - è stato migliorato con un occhio di riguardo alla vita delle amministrazioni comunali. Credo sia stato questo - come già evidenziato in molti interventi - un punto importante, con tutti gli emendamenti approvati, tesi a ridurre gli adempimenti e a dare dignità - come prima è stato detto - a situazioni in cui vengono presentate, ad esempio, singole liste per le elezioni comunali, abbassando al 40 per cento il quorum dei partecipanti al voto come elemento fondamentale per poter rendere valida l'elezione. Sono stati introdotti elementi migliorativi per la vita dei sindaci, di fatto eliminando le sanzioni per una presentazione tardiva della relazione di fine mandato, che hanno l'obiettivo di prendere atto di una situazione di emergenza che ricade anche sulla vita delle amministrazioni locali, che sono veramente il polmone più vicino alla vita dei cittadini. Oggi il nostro dovere è rendere le amministrazioni comunali - e comunque le istituzioni - più vicine ai cittadini, rendere la loro vita più semplice per consentir loro di avere un rapporto con i cittadini più improntato alla soluzione dei problemi, alla vicinanza quotidiana per risolvere i problemi, piuttosto che obbligarle a star dietro a questioni burocratiche che invece allontanano la percezione del Comune, dell'ente locale, dalla vita delle persone. È inutile rimanere abbarbicati in una rigidità eccessiva su questioni meramente tecniche, come la relazione di fine mandato o altri adempimenti, e sottrarre tempo alle amministrazioni locali, che invece devono essere il primo sportello per i bisogni dei cittadini. Tanti amministratori che ora sono senatori o che lo sono stati sanno bene tutto questo, come tra l'altro ha detto benissimo prima la collega Pirovano. Credo quindi che sia stata prestata un'attenzione per cercare di migliorare il provvedimento in esame, anche se non tutti gli emendamenti sono stati approvati. Ritengo che in questo senso ci sia da prendere altro di un aspetto. Oggi con il decreto-legge in discussione andiamo a creare le condizioni per consentire ai cittadini di avere un voto tranquillo, in maggiore sicurezza. Tuttavia, da questo provvedimento dovranno prendere spunto tutte quelle iniziative che devono consentire al Paese di tornare alla normalità. Questo è l'obiettivo che, come classe politica, dobbiamo avere di fronte a noi: licenziare nella maniera più rapida possibile questi che sono dei provvedimenti tampone, che cercano di rendere normale ciò che non lo è più; nello stesso tempo, però, come Parlamento dobbiamo dare la spinta e un incentivo forte all'attività del Governo per mettere in campo altri provvedimenti importanti che devono sostenere la vita economica del nostro Paese. In questi giorni in Senato è in corso l'esame del decreto-legge sostegni, un testo importante che non risolve da solo il problema di tutta quella parte di popolazione che fa libera impresa e che con le chiusure è costretta, purtroppo, a vedere le proprie condizioni economiche in una fase di grande decadimento. Noi dobbiamo essere pronti a dare risposte, che devono essere caratterizzate da un sostegno economico ancora più rilevante di quello che già c'è, e soprattutto dare una prospettiva ordinaria di riapertura a questo Paese. Non si deve creare il partito di chi vuole aprire contro quello di chi vuole chiudere, ma occorre tracciare una strada caratterizzata da programmazione, per vedere quale può essere la via d'uscita, senza creare in questo senso contrapposizioni che non servono a nessuno, che possono alimentare i talk show, e non danno risposta a chi fa impresa, a chi deve pagare le bollette e i canoni degli affitti.