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È prevista la possibilità di escludere l'esperimento dell'autopsia laddove la famiglia vi si opponga motivatamente, attraverso il deposito di una istanza al pubblico ministero competente. In tal senso si intende, altresì, allineare l'ordinamento nazionale ad altri ordinamenti europei, più moderni. L'articolo 2 del presente disegno di legge è invece dedicato all'istituzione di uno sportello di consulenza legale presso ciascuna delle strutture detentive indicate dall'articolo 59 della legge 26 luglio 1975 n. 354 al fine di introdurre un presidio legale che possa offrire ai detenuti informazioni legali circa i loro diritti. È consentita la fruizione dei servizi dello sportello secondo una turnazione che garantisca almeno un appuntamento a settimana a ciascun detenuto. Ai fini dell'erogazione dei servizi, gli sportelli legali possono avvalersi della collaborazione di associazioni, patronati e altri enti operanti nel campo dell'assistenza legale. Le norme concernenti l'organizzazione e il funzionamento dello sportello legale sono adottate con decreto del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio nazionale forense, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. L'articolo 3 reca la copertura finanziaria.. Art. 1. (Modifica al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, in materia di autopsia obbligatoria in caso di morte avvenuta in carcere o altra struttura detentiva) 1. Alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo l'articolo 116 è inserito il seguente: « Art. 116- bis. – (Autopsia obbligatoria in caso di morte avvenuta in carcere o altra struttura detentiva) – 1 . Se la morte di una persona è avvenuta in una delle strutture detentive di cui all'articolo 59 della legge 26 luglio 1975 n. 354, il procuratore della Repubblica accerta la causa della morte e, senza ritardo, ordina l'autopsia secondo le modalità previste dall'articolo 360 del codice di procedura penale ovvero fa richiesta di incidente probatorio, dopo aver compiuto le indagini occorrenti per l'identificazione. Se si tratta di persona sconosciuta, inoltre, ordina che il cadavere sia esposto nel luogo pubblico a ciò designato e sia sempre fotografato; descrive nel verbale le vesti e gli oggetti rinvenuti con esso, assicurandone la custodia. Nei predetti casi la sepoltura non può essere eseguita senza l'ordine motivato del procuratore della Repubblica. 2 . Con istanza motivata al procuratore della Repubblica competente, i parenti entro il quarto grado possono opporsi all'esperimento dell'autopsia. Nel caso in cui il procuratore della Repubblica ritenga di procedere comunque, decide il giudice per le indagini preliminari con decreto motivato non impugnabile. 3. Il disseppellimento di un cadavere può essere ordinato, con le dovute cautele, dall'autorità giudiziaria se vi sono indizi di reato. ». Art. 2. (Introduzione di un presidio di consulenza legale nelle strutture detentive) 1. Presso ciascuna struttura detentiva di cui all'articolo 59 della legge 26 luglio 1975, n. 354, è istituito uno sportello di informazione legale sui diritti dei detenuti denominato « Sportello legale » al fine di offrire ai detenuti informazioni legali circa i loro diritti. 2. L'accesso ai servizi offerti dallo Sportello legale è consentito, a richiesta, a tutti i detenuti, secondo una turnazione che ne consenta la fruizione nella misura di almeno un appuntamento a settimana. 3. Ai fini dell'erogazione dei servizi di cui al presente articolo, gli sportelli legali possono avvalersi della collaborazione di associazioni, patronati e altri enti operanti nel campo dell'assistenza legale e della tutela dei diritti umani. 4. Le norme concernenti l'organizzazione e il funzionamento dello sportello legale sono definite con decreto del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio nazionale forense, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 3. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, n. 328. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.