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Però questo è stato fatto in una fase emergenziale, che nessuno nega essere stata emergenziale. Oggi quell'emergenza non c'è. Lei oggi ha riepilogato i numeri e ha detto che l'Italia insieme alla Germania, nella scaletta dei Paesi coinvolti, è a numerose lunghezze dalla Spagna e dagli altri Paesi più coinvolti. Oggi quell'emergenza non c'è e quindi basta decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Servono percorsi normali; ripristiniamo la gerarchia delle fonti. E poi basta con la proroga dell'emergenza. Non c'è emergenza o, perlomeno, non c'è un'emergenza tale da giustificare gli stessi strumenti. ( Il microfono si disattiva automaticamente ). Bisogna prendere in considerazione i mutamenti del virus e analizzare la storia di ciò che abbiamo fatto, di quanto accaduto, le conseguenze di quanto abbiamo fatto con riferimento alla presenza del virus nella comunità nazionale. Lei è il Ministro della salute e parlo con lei di sanità. C'è un'interposizione fittizia di cui ho parlato all'inizio; se ci fosse stata il ministro Azzolina, avrei parlato della scuola per altri dieci minuti; se ci fosse stato il presidente Conte, avremmo parlato di ben altro. Ministro, la sanità ha bisogno di provvedimenti di sistema. Noi oggi abbiamo cominciato ad analizzare il decreto agosto, i cui effetti si esauriranno a fine anno. Non è possibile continuare a mettere in campo provvedimenti che hanno un respiro di due o tre mesi: la sanità ha bisogno di provvedimenti di sistema anche alla luce dell'emergenza che c'è stata. Questi provvedimenti di sistema... ( Il microfono si disattiva automaticamente ). Ministro, senza avere l'affanno e l'assillo dell'emergenza che incombe, cominciamo ad affrontare seriamente quanto accaduto con la lucidità che serve e che è obbligatoria per l'accaduto e per ciò che potrebbe verosimilmente accadere se non adottassimo questo tipo di provvedimenti di sistema. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, ringrazio il Ministro per le importanti comunicazioni odierne rispetto alle nuove normative per affrontare l'emergenza Covid. L'interlocuzione è ormai continua perché l'ultima volta - l'ha citato anche lei prima - ci siamo visti il 10 agosto. Da allora ha dovuto affrontare altri interventi, come ha ricordato. Relativamente al nostro tasso di incidenza, di cui ci ha riferito, rispetto agli altri Paesi, bisogna essere orgogliosi di quanto fatto. Un minimo di orgoglio bisogna avercelo. Se, infatti, come giustamente ha detto, negli altri Paesi ci sono tassi di incidenza notevoli e il nostro è agli ultimi posti, una volta tanto il fatto che l'Italia sia agli ultimi posti mi fa essere orgogliosa. Ciò significa che, nonostante tante polemiche e critiche e grazie alla buona volontà dei nostri cittadini, siamo riusciti a contenere il fenomeno, anche se non come volevamo perché pensavamo che il virus se ne fosse andato. Purtroppo non è così perché circola ancora fra di noi, ma con modalità completamente diverse, come in effetti abbiamo visto. Lei diceva che l'età si è abbassata notevolmente. Effettivamente ventinove anni è un'età molto bassa e ciò, se non mi fa stare contenta, mi fa pensare che, poiché sono cittadini molto giovani e - mi auguro - in buona salute, non sono come i nostri cittadini che purtroppo non ci sono più e che presentavano una comorbilità che ha portato al decesso di troppe persone per questa emergenza. Devo riconoscere che è aumentato - anche grazie ai provvedimenti presi - il numero dei tamponi che si stanno eseguendo, elevando così la possibilità di tracciare e diagnosticare meglio la positività laddove il virus si sta muovendo. È questa un'altra azione positiva messa in campo dal Governo. Sempre facendo comparazioni con gli altri Paesi, non siamo nella stessa situazione perché abbiamo ottenuto ulteriori miglioramenti, considerato che abbiamo un sistema sanitario che si sta un po' riprendendo dalla pressione importante che ha avuto nei primi mesi dell'anno. Dobbiamo sempre ringraziare per quanto si sta facendo, perché oltre al Servizio sanitario nazionale, sappiamo adesso che, in funzione di tutti i nuovi provvedimenti, anche le dirigenze sanitarie devono riorganizzare un intero sistema che sta cambiando paradigma. Come abbiamo detto prima, il paradigma sta cambiando perché non c'è più un paradigma centrato sull'ospedale, ma c'è un paradigma che sposta sul territorio una prevenzione che è importante. Devo dire che il Covid ha accelerato tutte le titubanze e le ritrosie accumulate negli anni e nel tempo per accelerare delle innovazioni. Questo sì; pensiamo infatti anche all'accelerazione nell'ambito del lavoro per mettere in pratica lo smart working , messo in pratica con tanta titubanza da parte delle amministrazioni pubbliche e private. Adesso abbiamo dovuto accelerare e stiamo mettendo in pratica cose che prima si pensava non avessero la stessa efficacia. Abbiamo trovato invece efficacia anche in questi sistemi e non meno nei sistemi innovativi della telemedicina. Anche questo è un paradigma cambiato: pensiamo al telemonitoraggio, alla televisita, alle ricette elettroniche e addirittura all'utilizzo dei sistemi di applicazione dei nostri cellulari. Quindi, come vedete, ci sono delle accelerazioni che devono essere rese strutturali. Ciò è importante perché - penso alla teledidattica - bisogna renderle strutturali laddove è necessario. Penso che in questo caso abbiamo fatto passi avanti, ma dobbiamo anche prendere spunto dalle cose che sono da criticare rispetto a quanto si faceva nei tempi passati. Va benissimo quindi tutto quello che si sta facendo. Va anche bene il fatto che lei, signor Ministro, abbia preso in mano una situazione che si stava aggravando ulteriormente, tenendo in considerazione che le Regioni hanno un punto importante, sono attori importantissimi e principali dell'interlocuzione con il Ministero della salute. Ha fatto bene, a mio parere, ad emettere le due ordinanze di cui ci ha parlato; l'una relativa ai test obbligatori per chi entra ed esce dal nostro Paese, essendosi quindi recati all'estero, con l'elenco delle Nazioni che avevano notevoli problemi, come ad esempio la Spagna, in cui abbiamo visto un tasso di incidenza molto più elevato del nostro, e l'altra relativa all'obbligo di indossare le mascherine dopo le ore 18. Credo che tutti siamo stati in vacanza e abbiamo potuto constatare che nei luoghi turistici vi era stata una certa tranquillità nel liberarsi dai dispositivi di sicurezza, che ha portato purtroppo ad un innalzamento dei contagi. Ha fatto altresì bene, sul tema dell'ordinanza da lei applicata, a dire che prima le Regioni erano libere. Penso soprattutto alla questione delle discoteche. Vorrei rilevare un'ultima questione molto importante. Va bene la comparazione con gli altri Paesi per quanto riguarda le linee guida per la scuola. Prioritariamente e giustamente io sono d'accordo sul fatto che debba riaprire, avendo però un'interlocuzione a livello europeo per lo meno per sapere che cosa fanno gli altri Paesi. Noi ci siamo mossi in una certa maniera per tutelare e garantire la sicurezza delle nostre famiglie. Lo hanno fatto anche gli altri Paesi, ma abbiamo visto quanti di essi sono dovuti ritornare sui loro passi.