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Come dicevo, per quanto la Russia abbia riaperto i rubinetti, la legge è quella di mercato e quindi la Cina risponde al fatto che esiste una forbice tra offerta e domanda di 4-5 punti percentuali. Risponde anche al fatto che sta attingendo alle riserve. Durante il periodo del Covid-19 non ci sono stati investimenti e questo è un altro elemento da attenzionare. Voi considerate che, prima di quel periodo, gli investimenti erano nell'ordine di 850 miliardi all'anno; durante il periodo del Covid sono scesi a 300 miliardi e oggi sono risaliti a 500 miliardi, ma la situazione non è ancora in equilibrio. L'energia all'Italia costa 4-5 volte di più di quello che costa agli Stati Uniti. La nostra industria è estremamente energivora e produciamo molta CO 2 , dovendo pagare anche le giuste tasse per le emissioni, i cosiddetti oneri di sistema. Tutto questo l'ho voluto dire, perché è vero che il Governo non ha fatto tutto quello che poteva fare, ma noi paghiamo - su questo non posso non dar ragione al relatore - le conseguenze di una mancata pianificazione che dura oramai da tantissimi anni. Purtroppo le cose non si improvvisano dalla sera alla mattina: ci vuole tempo per approntare gli investimenti, per dare una risposta strutturale in termini di mix energetico, e affrontare seriamente la transizione ecologica ed energetica. (Applausi) . Non sottovalutiamo la relazione abbastanza preoccupante di McKinsey che stima che, nei prossimi vent'anni, per una utility media, il danno da mancati ricavi e da costi di ricostruzione dovuti a eventi atmosferici estremi potrebbe essere nell'ordine di un paio di miliardi. Dico questo perché tutte le infrastrutture sono state progettate e costruite in epoche in cui le crisi climatiche e tutti gli eventi estremi che stiamo registrando nel corso degli ultimi dieci anni non esistevano e, quindi, saranno poste sotto stress in maniera significativa. Immaginate quali investimenti bisognerà fare e come questi si ripercuoteranno necessariamente sul prezzo finale che dovrà pagare l'utente. Sono eventi non trascendentali, ma effettivamente accaduti; ricorderete cos'è successo a luglio in Germania e un anno fa in Texas, quando quella crisi energetica ha portato allo spegnimento delle luci per un arco significativamente lungo di ore. Alcune azioni vanno previste in anticipo e non si può più arrivare all'ultimo momento. Così come non si può essere ancora in ritardo su una dipendenza energetica che il nostro Paese ha dall'estero. È esattamente la stessa dipendenza energetica che ha anche l'Europa, come ha ricordato correttamente il collega di Fratelli d'Italia. Ursula von der Leyen ha detto che il 90 per cento del gas naturale consumato in Europa viene importato e questo non è più sostenibile. Bisogna assolutamente pianificare in termini strategici gli approvvigionamenti e l'autosufficienza. (Applausi) . Chiaramente tutto questo va di pari passo con una revisione del metodo di calcolo delle bollette e quindi con tutto il discorso degli oneri generali di sistema. Ho sentito questa mattina il collega Damiani dire che sarà un argomento portato all'interno del disegno di legge di bilancio, quindi considerato dentro la fiscalità generale. E allora, con un atto di grande coraggio, secondo me, il nostro Governo, guidato dal nostro autorevole Premier , dovrebbe avviare, anche a livello di Commissione europea, il confronto sulla tariffa unica. Finché non arriviamo alla tariffa unica tutto quello che ho raccontato, in termini di autonomia del sistema energetico europeo, non può essere conseguito. Faccio un'altra piccola riflessione, collegandomi al prossimo disegno di legge di bilancio, sulla crescita economica. Sappiamo che la crescita economica è seriamente compromessa e questo va detto. Chiedo attenzione su un tema che non è stato ancora discusso all'interno del Gruppo Forza Italia (ma arriverà a brevissimo la manovra e credo che ci sarà occasione per farlo). Chiederei un'attenzione particolare sugli 8 miliardi di euro che sono stati assegnati al capitolo fiscale, proprio per agire seriamente sul cuneo fiscale. Bisogna infatti abbassare il costo del lavoro in capo ai datori di lavoro e dare più salario netto ai lavoratori, altrimenti, nel corso del 2022, per quanto il Governo cerchi di tamponare gli aumenti dei prezzi, non riusciremo a sostenere la domanda interna, perché necessariamente, con meno soldi, i consumi domestici deflettono. Un'ultima considerazione, dopo che il relatore ha fortemente espresso le sue critiche sul nucleare. Questa mia considerazione si rivolge al sistema universitario. Qualche giorno fa abbiamo sentito il coordinatore di tutti i rettori, il professor Resta, esortare a considerare l'università come un'organizzazione a fianco dello Stato e dei privati, in un momento estremamente complicato, in cui stiamo attraversando due importanti transizioni, quella ecologica e quella digitale, che - lo voglio ripetere ancora - si ibridano e che sono argomenti estremamente complessi, non di facile comprensione per tutti noi e per la comunità in generale. Perché non affrontare in termini molto seri il tema del nucleare? Il relatore ci ha detto che non esiste la tecnologia di quarta generazione. Io leggo, invece, che esiste e addirittura che l'Europa la sdoganerà per una forte pressione della Francia. (Applausi) . Chiedo quindi che il sistema universitario, attraverso la ricerca, l'innovazione e tutte le competenze, presenti e future, e con una grande opera di formazione dei futuri ingegneri, dei futuri biologi e dei futuri scienziati, ci aiuti a capire (perché la politica deve solo capire e poi deve assumersi la responsabilità delle scelte) se il nucleare deve essere considerato o no. (Applausi) . Per quel poco che ho letto, il nucleare deve essere assolutamente considerato e affrontato in termini non ideologici, altrimenti non potremo mai arrivare alla neutralità, alle emissioni zero, con l'attuale livello di tecnologia. Resterà sempre e solo un grande sogno. (Applausi) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in pochi mesi è la seconda volta che il Governo interviene per mitigare il caro energia. A maggio l'aumento del 30 per cento dei prezzi del gas legato alla ripresa delle economie e l'aumento dei prezzi di emissioni della CO 2 per effetto della decarbonizzazione imposta dalla UE hanno portato il Governo a stanziare 1,2 miliardi per contenere per il terzo trimestre l'incremento al 9,9 per cento della bolletta della luce, che diversamente sarebbe stato del 20 per cento. Le quotazioni, però, della CO 2 e soprattutto del gas hanno continuato impetuosamente a crescere e da settembre si sono impennate. Dalla burrasca ci siamo trovati nella tempesta perfetta: il gas nell'ultimo anno è a più 400 per cento e ha spinto i prezzi elettrici a livello record . Il Governo, intervenendo con questo decreto, stanziando 3,5 miliardi, ha consentito in questo quarto trimestre di ridurre l'impatto del 30 per cento per l'elettricità e del 14,4 per cento per il gas. In assenza della misura, gli aumenti sarebbero stati rispettivamente del 45 per cento e del 30 per cento.