[ddlpres]

Queste distinzioni permetteranno l'approvazione da parte dell'autorità centrale italiana dei soli provvedimenti che non si manifestino contrari alle norme nazionali in materia di protezione dell'infanzia e, più in generale, alle regole dell'ordine pubblico nazionale. Per questa via sarà possibile provvedere al riconoscimento e alla regolamentazione dei differenti provvedimenti per renderli compatibili con quelli previsti nell'ordinamento interno, al fine di proteggere i minori conformemente al loro superiore interesse. Sotto questi aspetti al presente disegno di legge dovrà seguire una dettagliata regolamentazione che provveda alla regolamentazione dell'Autorità centrale competente e del suo ruolo ai sensi della Convenzione e dovrà essere emanato ogni altro provvedimento necessario a regolare i rapporti tra gli istituti di protezione dell'infanzia dei Paesi con tradizioni giuridiche differenti e gli istituti interni al nostro Paese. L'esperienza acquisita dalla Commissione per le adozioni internazionali in materia di protezione dei minori stranieri e la necessità di creare un coordinamento tra le attività previste dalla Convenzione del 1996 e quelle della Convenzione del 1993 in materia di adozioni internazionali rendono opportuna la scelta del Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della Giustizia quale autorità centrale ai fini della Convenzione stessa. L’Autorità centrale si avvarrà della collaborazione di un comitato interministeriale che coinvolgerà i Ministeri della giustizia, dell'interno e degli affari esteri, nonché il Dipartimento per le pari opportunità.. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, conclusa all'Aja il 19 ottobre 1996, di seguito denominata «Convenzione». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena e intera esecuzione è data alla Convenzione, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 61 della Convenzione medesima. Art. 3. (Clausola di salvaguardia) 1. L'attuazione delle norme di cui alla presente legge avviene in conformità agli accordi internazionali sottoscritti e ratificati dall'Italia e nel pieno rispetto delle norme interne vigenti in materia di protezione dei minori. Art. 4. (Abrogazione e rinvio di norme) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della Convenzione, cessano di avere applicazione le disposizioni della Convenzione sulla competenza delle autorità e sulla legge applicabile in materia di protezione dei minori, adottata a L'Aja il 5 ottobre 1961, ratificata e resa esecutiva dalla legge 24 ottobre 1980, n. 742, incompatibili con la Convenzione. 2. I riferimenti alla Convenzione adottata a L'Aja il 5 ottobre 1961 contenuti nella legge 31 maggio 1995, n. 218, si intendono sostituiti dai riferimenti alla Convenzione. Art. 5. (Autorità centrale) 1. In attuazione delle disposizioni previste dall'articolo 29 della Convenzione, l'Italia designa come Autorità centrale il Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della giustizia, che si avvale della collaborazione di un comitato interministeriale specializzato sulle tematiche minorili istituito presso il Ministero della giustizia, con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il comitato interministeriale è composto da rappresentanti dello stesso Ministero della giustizia, del Ministero degli affari esteri, del Ministero dell'interno e della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le pari opportunità. 2. La richiesta di approvazione del collocamento di un minore ai sensi dell’articolo 33 della Convenzione deve essere trasmessa dall’Autorità centrale di cui al comma 1 alla Commissione per le adozioni internazionali di cui all’articolo 38 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, quando riguarda minori in stato di adottabilità o in kafala . In questi casi l’approvazione del collocamento da parte dell’Autorità centrale di cui al comma 1 è subordinata al consenso della Commissione. In ogni caso, il collocamento è approvato nel rispetto delle norme alla legge 4 maggio 1983, n. 184. 3. Il Ministro competente per le politiche della famiglia, di concerto con i Ministri della giustizia, degli affari esteri, dell'interno e per le pari opportunità, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad adottare un regolamento volto a definire, ai fini previsti dalla Convenzione, la composizione, l'organizzazione e il funzionamento dell’Autorità centrale di cui al comma 1, nonché le modalità di collaborazione della stessa con altre amministrazioni. Con il medesimo regolamento sono altresì determinati le modalità e i criteri numerici per l'utilizzo del personale comandato da altre amministrazioni, enti e istituzioni da assegnare all’Autorità centrale di cui al comma 1 e alla Commissione per le adozioni internazionali. Art. 6. (Tutela dei minori che vivono fuori dalla propria famiglia d'origine) 1. A integrazione di quanto stabilito dall'articolo 34 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, il minore che ha fatto ingresso nel territorio dello Stato italiano sulla base di un provvedimento straniero di protezione del minore stesso rientrante nell'ambito di applicazione della Convenzione e che vive fuori dalla propria famiglia d'origine gode, dal momento dell'ingresso nel territorio italiano, di tutti i diritti attribuiti al minore italiano in affidamento familiare. 2. Dal momento dell'ingresso sul territorio italiano e per almeno un anno, ai fini di una corretta integrazione familiare e sociale, i servizi socio-assistenziali degli enti locali assistono i nuclei familiari in cui vivono i minori di cui al comma 1. Art. 7. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 8. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .