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Per migliorare servono politiche di prevenzione larghe, che prevedano punti di riferimento a disposizione delle donne che avvertono questa difficoltà. Siamo preoccupati perché non vediamo portare avanti l'azione per attuare il piano nazionale approvato nel 2017. Siamo preoccupati perché vediamo fermi i protocolli sulla formazione, quelli già firmati e quelli per la polizia penitenziaria e la polizia municipale. Siamo preoccupati perché non vediamo passi in avanti per quanto riguarda il dialogo con il Consiglio superiore della magistratura. Su questo punto il senatore Alfieri è già stato chiaro. Siamo preoccupati perché in questa legge di bilancio il Governo sta tagliando le risorse del Piano nazionale antiviolenza, del Fondo per le politiche relative a diritti e alle pari opportunità e le disponibilità del Fondo per le misure anti-tratta. Ma voglio essere ancora più chiara e sincera: a preoccuparci di più è il tratto culturale di questo Governo e il silenzio complice di chi mai - ripeto mai - dovrebbe permettere che sulla bacheca di un Vice Premier , nonché Ministro dell'interno, vengano gettate in pasto ai leoni del web tre ragazze minorenni. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatrice, le ho dato quasi tre minuti in più. Cortesemente, deve concludere il suo intervento. VALENTE (PD) . Non avevo dieci minuti? PRESIDENTE. No, senatrice, aveva cinque minuti e gliene ho già dati otto. MARCUCCI (PD) . Erano dieci minuti. PRESIDENTE. Ho i tempi segnati e sono cinque minuti. Non volevo interrompere e sembrare inopportuna, ma sono già passati oltre tre minuti dal tempo che le era stato concesso. La prego di concludere. VALENTE (PD) . Di fronte a un Ministro che fomenta senza remore la gogna pubblica contro tre giovani che lo avevano contestato si doveva levare l'indignazione di chi ha responsabilità di Governo su questo fronte. In ogni caso, ci preoccupa di più una cultura che sta ispirando tanti dei vostri provvedimenti. Non mi riferisco soltanto a una tendenza repressiva e punitiva, ma anche a una cultura giustizialista e forcaiola, che in nome di un tribunale del popolo e della giustizia, finisce per piegare diritti individuali, garanzie, libertà, rischiando così di minare alla base i princìpi fondamentali di uno Stato di diritto. Il PD vuole tenere il tema della violenza sulle donne fuori dalla contesa e dalla legittima battaglia politica. Vogliamo costruire su questo un terreno di lavoro comune. Lo vogliamo fare a partire dalla prossima sessione di bilancio. (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. La faccio concludere, ma deve concludere, senatrice. VALENTE (PD) . Ecco perché io ho timore davvero che, guardando solo al fenomeno finale, quello su cui si interviene con la repressione quando il danno già è fatto, si commetta un grave errore; non basta per risolvere un problema, che è sociale prima ancora che penale, e non basterà aumentare le pene o inventarsi un'applicazione per mettersi il cuore in pace. Un Paese più sicuro per donne e uomini sarà un Paese dove libertà, diritti, autonomia, capacità di autodeterminazione saranno tutelate come proprie scelte di vita da parte di uno Stato non oppressore ma regolatore e garante di questi spazi di libertà. Credo che diritti e libertà delle donne misurino il grado di civiltà e progresso di un Paese. Il nostro compito è allora quello di arrestare qualsiasi tentativo di tornare indietro. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e chiediamo a tutti di farla insieme a noi. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Conzatti) . RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ricordo quando ho esordito dicendo che in quest'Aula ogni giorno è «il giorno»; ed oggi è il giorno importante per affermare e formalizzare con decisione che le donne si devono solo rispettare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Nel 1999 l'assemblea generale dell'ONU ha istituito il 25 novembre come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne; lo fece in onore delle tre sorelle Mirabal. Da uomo, da italiano e da ciociaro, quando immagino di legare il dolore di una donna a una data, non posso non pensare al 1944, quando, a seguito dello sfondamento della linea Gustav, i soldati marocchini goumier , incorporati all'esercito francese, furono ignobilmente ripagati dal generale Juin con un macabro regalo: cinquanta ore di assoluta libertà (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az) , deliberando così un vero e proprio diritto di preda, ossia il diritto di poter abusare liberamente e a piacimento di tutte le donne, di tutte le età, come fossero giocattoli di sfogo (le marocchinate). Sono date lontane, ma le ferite devono rimanere sempre aperte e indelebili, per rispetto, per capire, per non giustificare e per non dimenticare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Ancora oggi serpeggia il maledetto concetto di sudditanza, di sottomissione da imporre alle donne; una sottomissione che nasce da una cultura ignorante, cattiva, disprezzante. Disprezzo delle volontà e delle libertà di bambine costrette a sposarsi in età di pubertà; disprezzo e ignoranza religiosa e culturale, che impone mutilazioni genitali e matrimoni che debbano essere necessariamente celebrati tra connazionali. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Disprezzo per il valore della gravidanza, non più un giustificato atto voluto e desiderato coscientemente, anche a tutti i costi, ma calcolato e comprato, servendosi della povertà economica di chi vende o deve vendere il proprio utero; disprezzo che sfoga nella volgare, distorta, malata ed egoistica soddisfazione della pedopornografia (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Disprezzo, egoistico e superbo, che sfocia in violenza fisica, che troppo spesso e troppo facilmente porta a ferite indelebili, come quella dell'acido, o ad una morte che poi lascia morire i cari e i familiari (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Disprezzo che vuole giustificare offese e violenze psicologiche e spesso il mezzo di tale disprezzo è il telefonino, che si trasforma in una pistola silente, i cui proiettili micidiali ed anche mortali sono le parole, le offese, le minacce. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Nel 2017 sono stati registrati 1.827 casi di stalking e questo dato (in difetto se si considerano le resistenze, la paura, la vergogna e la bugiarda speranza del «non sia vero») impegna il Governo all'attenzione, alla correzione, al controllo di un atteggiamento della cultura del «se non sei mia non sarai di alcun altro». Si tratta di un atteggiamento malato che nel 2017 ha causato almeno 2.018 sentenze definitive di violenza sessuale e ha ucciso una donna ogni due giorni. L'85 per cento delle vittime sono familiari ed amanti.