[ddlpres]

In ogni azienda è istituito il collegio di direzione, che concorre alla pianificazione strategica delle attività e degli sviluppi gestionali e organizzativi, alla definizione di linee guida per l'attività diagnostico-terapeutica, all'individuazione degli indicatori di efficienza e dei requisiti di appropriatezza e di qualità delle prestazioni, alla valutazione interna dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati, nonché alla programmazione e alla valutazione delle attività tecnico-sanitarie e di alta integrazione sanitaria. Il collegio di direzione esprime parere obbligatorio al direttore generale sull'attività aziendale, sui programmi di ricerca e di formazione, sugli obiettivi della contrattazione integrativa aziendale e sul piano aziendale di formazione del personale medico e sanitario. 2. Le decisioni del direttore generale in contrasto con il parere del collegio di direzione sono adottate con provvedimento motivato. 3. La regione disciplina l'attività e la composizione del collegio di direzione, prevedendo la partecipazione di diritto del direttore sanitario e amministrativo e, ove esistente, del coordinatore sociale, nonché la partecipazione di rappresentanti dei direttori di distretto, di presidio e di dipartimento, dei direttori di unità operativa complessa che non siano anche direttori di dipartimento, dei dirigenti medici, degli infermieri e, solo nelle aziende sanitarie locali, dei medici veterinari, eletti all'interno delle rispettive categorie. Nelle aziende ospedaliero-universitarie, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, all'interno del collegio di direzione è assicurata la rappresentatività paritaria della componente medico-ospedaliera e di quella universitaria». 2 (Sperimentazioni istituzionali per la gestione unificata dell'assistenza sanitaria e sociale) 1 Dopo l'articolo 9- bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è inserito il seguente: «Art. 9- ter. – (Sperimentazioni istituzionali per la gestione unificata dell'assistenza sanitaria e sociale). – 1. Il Governo, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, provvede all'attuazione di programmi di sperimentazione aventi ad oggetto la gestione unificata, attuata da un'apposita azienda pubblica in ambiti territoriali omogenei, delle prestazioni sanitarie, delle prestazioni sociosanitarie di cui all'articolo 3- septies del presente decreto, nonché delle prestazioni sociali di cui all'articolo 22 della legge 8 novembre 2000, n. 328, garantendo anche per i servizi sociali una gestione manageriale». 3 (Disposizioni in materia di trattamento economico dei direttori generali, sanitari e amministrativi) 1 All'articolo 3- bis , comma 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il terzo periodo è sostituito dai seguenti: «Il trattamento economico del direttore generale è stabilito dalla regione con riferimento al trattamento economico massimo complessivo, esclusa la retribuzione di risultato, previsto dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro per le posizioni apicali della dirigenza medica, incrementato del 20 per cento. Il suddetto trattamento economico è integrato di un'ulteriore quota, fino al 20 per cento dello stesso, previa valutazione da parte della regione dei risultati di gestione ottenuti e della realizzazione degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi assegnati annualmente. Il trattamento economico del direttore sanitario e del direttore amministrativo è definito nella misura dell'85 per cento di quello spettante al direttore generale, ivi compresa la quota del 20 per cento, previa valutazione da parte del direttore generale sulla realizzazione degli obiettivi annualmente assegnati. Le regioni aggiornano i trattamenti economici definiti ai sensi del presente comma con le stesse decorrenze stabilite per i contratti collettivi nazionali di lavoro della dirigenza medica». 4 (Parere obbligatorio del sindaco o della conferenza dei sindaci sui provvedimenti del direttore generale) 1 Al comma 14 dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il sindaco o la conferenza dei sindaci esprime pareri obbligatori sui provvedimenti del direttore generale, prima della loro adozione. Il sindaco o la conferenza dei sindaci può, ai fini di cui al periodo precedente, avvalersi della consulenza di esperti, che abbiano i requisiti richiesti per la nomina a direttore generale, o di rappresentanti delle associazioni dei cittadini maggiormente rappresentative a livello locale. Le valutazioni riguardano anche l'attuazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e dei livelli essenziali di assistenza sociale (LEAS)». 5 (Revoca del direttore generale) 1 Al comma 5 dell'articolo 2 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nei casi previsti dal presente comma, il sindaco e la conferenza dei sindaci hanno facoltà di iniziativa nei confronti della regione». 6 (Distretti dell'azienda sanitaria locale) 1 All'articolo 3- quater del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 4-bis . Per il personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale la convenzione stabilisce le forme e le modalità per un inserimento più efficace e organico dei professionisti nell'organizzazione del distretto, nonché per la formazione obbligatoria e continua nelle strutture di cura dell'azienda sanitaria locale». 7 (Integrazione sociosanitaria) 1 All'articolo 3- septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 8-bis . Il Governo, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, definisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i LEAS, in analogia a quanto previsto per i LEA». 8 (Aziende ospedaliere e presìdi sanitari) 1 All'articolo 4 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « 13-bis . Ai policlinici universitari si applicano le disposizioni previste per le aziende ospedaliere universitarie integrate di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b) , del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517. In caso di disequilibrio di bilancio del policlinico universitario, la regione, d'intesa con l'università, nomina un commissario per la gestione della fase transitoria, fino alla trasformazione in azienda ospedaliera universitaria integrata». 9 (Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale) 1 Il Governo, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede a dare completa attuazione a quanto previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, in materia di fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale.