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Riduzione dell'aliquota IVA sui defibrillatori semiautomatici e altri dispositivi salvavita. Onorevoli Senatori. – Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito positivamente all'aumento dell'interesse dell'opinione pubblica e alla diffusione del presidio medico di urgenza denominato generalmente « defibrillatore ». Il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, recante « Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute », all'articolo 7, comma 11, ha disposto che « Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l'obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l'impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita ». Successivamente è stato approvato il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013, come modificato dal decreto del Ministro della salute 11 gennaio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18 gennaio 2016, recante « Disciplina della certificazione dell'attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita ». Con decreto del Ministro della salute 26 giugno 2017 sono state adottate le linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche. Nella pratica succede che molto spesso questo strumento viene però fornito o donato da comitati di cittadini, da benefattori, da fondazioni private e in ogni caso viene acquistato fuori dal perimetro di acquisto della sanità pubblica, potendolo catalogare dunque come un acquisto non fatto dall'amministrazione ma piuttosto da cittadini privati. Emerge il fatto che tali dispositivi, pur essendo oggetti essenziali per le fasi di emergenza, vengano tassati in fase di acquisto con una aliquota che li accomuna ad oggetti convenzionali e soprattutto, come poco sopra citato, questi acquisti avvengono al di fuori del circuito per così dire statale. Vista l'importanza di tali strumenti e al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano anche un'attività sportiva non agonistica o amatoriale, sarebbe opportuno ridurre l'IVA dal 22 per cento al 5 per cento. Il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, elenca nella tabella A, parte II -bis , i beni e servizi soggetti all'aliquota del 5 per cento. Il presente disegno di legge è volto a introdurre la suddetta aliquota IVA agevolata (5 per cento) sui defibrillatori semiautomatici e su eventuali altri dispositivi salvavita.. 1 (Disposizioni in materia di riduzione dell'aliquota IVA sui defibrillatori semiautomatici e altri dispositivi salvavita) 1 Alla tabella A, parte II- bis , allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 1- quater) è aggiunto il seguente: « 1- quinquies) defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita ». 2 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 45 milioni di euro anni a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.