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E come non ricordare poi come in molte Regioni del Paese, per incapacità e logiche clientelari, e dunque per precise responsabilità politiche e amministrative locali, il ciclo rifiuti segna una carenza del servizio della raccolta differenziata e la mancanza, in taluni casi totale, di impiantistica che spesso porta all'emergenza. Non esistono termovalorizzatori, non esistono impianti di recupero, di compostaggio e di pretrattamento dei rifiuti. La gestione dei rifiuti è invece, in quelle parti del Paese, fortemente dipendente da discariche, spesso abusive, che oggi si trovano in esaurimento, e dal sistematico e dispendioso conferimento dei rifiuti fuori Regione, spesso nel Nord Italia. Presidente, mi avvio alle conclusioni. Riassumendo, la Commissione di inchiesta è, dunque, uno strumento potente che può certamente contribuire a rispondere alle richieste di giustizia in merito agli eco reati. La Commissione avrà un importante ruolo nel riferire alle Camere con delle relazioni territoriali o su temi specifici quando giungerà al termine delle inchieste avviate oppure ogniqualvolta ne ravvisi la necessità. Le relazioni, presentate al Parlamento, che metteranno in evidenza sicuramente problematiche, criticità e patologie, con delle risoluzioni dovranno costituire uno stimolo sia per il Parlamento, per innovare adeguatamente le nuove leggi e modificare quelle esistenti, sia per il Governo, per risolvere le gravi questioni evidenziate e per procedere ad azioni più efficaci, come - ad esempio - per la gestione delle operazioni di bonifica dei siti di interesse nazionale inquinati, fondamentali ai fini della riconversione industriale delle aree contaminate del Paese, fondamentali anche per ridurre il consumo di suolo vergine. Sottolineo, però, come il Parlamento e il Governo abbiano il dovere non solo di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini, ma anche di garantire il diritto delle imprese sane e rispettoso della legge, che sono l'assoluta maggior parte, di poter fare impresa in un mercato senza la concorrenza sleale. La Lega in questa battaglia non farà mancare il proprio deciso contributo. Nell'augurare il buon lavoro ai commissari che faranno parte della Commissione di inchiesta, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore di questo disegno di legge. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esso correlati svolge, fin dalla sua originaria istituzione nella XIII legislatura - come è stato ricordato - un ruolo fondamentale di verifica, di indagine e di controllo sugli affari illeciti che ruotano intorno alle attività di gestione, di raccolta, di stoccaggio e di smaltimento dei rifiuti che, se non individuate e fermate, potrebbero creare - come già hanno creato e stanno continuando a creare - pericolosissime conseguenze in termini sanitari e ambientali, con pesantissime ripercussioni sulla salute dei cittadini e sul patrimonio ambientale del Paese intero. La ricostituzione della Commissione bicamerale d'inchiesta, anche nell'attuale legislatura, rappresenta, quindi, un momento davvero importante della vita del nostro Parlamento, perché il compito di vigilare e intervenire è una delle prerogative fondamentali del ruolo di noi tutti chiamati a lavorare per il bene comune. Il rapporto sulle ecomafie 2018, recentemente presentato da Legambiente - come è stato ricordato nel corso degli interventi - fotografa la situazione del nostro Paese e mette in luce in maniera chiarissima quanto il settore dei rifiuti sia quello dove si concentra di più la piaga degli illeciti. Il rapporto - ahimè - ci ricorda che il fatturato delle ecomafie è arrivato a crescere del 9,4 per cento, raggiungendo la cifra iperbolica di 14 miliardi di euro, derivanti principalmente dal ciclo dei rifiuti nelle filiere agroalimentari e nel racket animale. Questo business , ovviamente, oltre a causare danni economici, ambientali e sanitari, rallenta e compromette - questa è il dispiacere più grande - la realizzazione di economie virtuose per il nostro Paese, che sono presenti e che vanno, per contro, valorizzate e sostenute. Ecco perché, a tal proposito, Forza Italia - e spero anche altri Gruppi che ci sosterranno - ha presentato un emendamento per consentire alle aziende che si occupano di end of waste , oggi bloccate, di ricevere le autorizzazioni necessarie a far funzionare i loro impianti di riciclo in un momento di passaggio legislativo e normativo rispetto alle attribuzioni di chi è preposto a concederle. Tornando alla nostra Commissione d'inchiesta, questi dati confermano ancora di più quanto sia importante averne in essere una che operi in maniera concreta per verificare e contrastare il fenomeno. Sappiamo bene purtroppo che il Mezzogiorno è l'area in cui maggiormente si innestano le mafie connesse agli illeciti sulla gestione dei rifiuti, pur rimanendo però il fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale. Una cosa è certa, com'è stato ricordato: la necessità di tenere alta, altissima la guardia su un tema tanto delicato e d'investire sempre di più nella cultura della legalità. È per questo che, come Gruppo Forza Italia, stiamo predisponendo un disegno di legge sull'istituzione delle ore di educazione ambientale nelle scuole e un altro sulle gite scolastiche dedicate all'ambiente da parte degli studenti. Una novità presente nel testo, che lo rende differente dalla legge della scorsa legislatura, è quella che prevede che la Commissione verifichi anche lo stato di attuazione delle operazioni di bonifica dei siti inquinati, esercitando il potere d'inchiesta anche sull'attuazione delle normative vigenti in materia ambientale. Un'importantissima novità nel testo, che denota l'attenzione di Forza Italia sui temi ambientali, è stata l'approvazione alla Camera dell'emendamento dell'onorevole Labriola, del Gruppo di Forza Italia, riguardante il rilevantissimo tema dell'amianto. Si tratta di un articolo fondamentale che Forza Italia ha fortemente voluto e che consentirà di avviare un'azione incisiva nei confronti di un'emergenza spesso colpevolmente trascurata. Infatti, sottolineo che, a ventisei anni di distanza dalla messa al bando dell'amianto in Italia, la pericolosissima fibra continua a minacciare l'ambiente in cui viviamo e la nostra salute: sono oltre 370.000 le strutture del Paese in cui è ancora presente, 20.000 delle quali sono siti industriali non ancora bonificati, 50.000 edifici pubblici e oltre 210.000 quelli privati. È inconcepibile. Tra i filoni d'inchiesta legati ai compiti della Commissione, particolare attenzione dovrà avere il fenomeno degli incendi dei depositi di stoccaggio. Si stima che negli ultimi due anni gli episodi siano stati quasi 300, mettendo a rischio la vita degli abitanti e compromettendo l'ambiente. Si tratta di un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti e contro il quale è urgente intervenire, con l'auspicio che questa Commissione d'inchiesta, una volta istituita, dia subito un forte segnale in tal senso.