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l'interruzione, protrattasi per un triennio, ha prodotto come effetto l'esclusione della costiera cilentana dai circuiti turistici nazionali ed esteri, tanto che i giornali tedeschi negli anni 2014-2016 più volte dissuasero i connazionali dal recarsi nel Cilento per le gravi criticità dei collegamenti viari; gli operatori turistici ancora lamentano i gravi danni arrecati dal protrarsi, oltre i limiti della ragionevolezza, dell'interruzione; si aggiunga che la qualità dei lavori di ripristino è risultata inadeguata, in quanto l'errato posizionamento dei raccordi sui giunti genera elevati rischi per la circolazione, provocando continui sobbalzi degli autoveicoli, in particolare dei motocicli, evidenziando lo stato estremamente critico in cui versa questa importante infrastruttura viaria, di cui non si hanno ancora i collaudi definitivi; il piano viabile è gravemente deformato su tutta l'arteria che si estende per circa 80 chilometri; sono riscontrabili, ictu oculi , gravi anomalie che riguardano l'intero tracciato; è presente una frana di un chilometro circa prima dell'uscita di Agropoli nord. È lì presente anche un sottopasso i cui muri d'ala sono staccati dal manufatto principale per oltre 50 centimetri con grave rischio per chi attraversa il sottopasso stesso; nei pressi della stazione ferroviaria di Agropoli è crollato un muro di contenimento dell'arteria per la lunghezza di circa 15 metri; è presente un'ulteriore frana all'altezza del viadotto poco prima dello svincolo di Prignano Cilento. La galleria è priva di impianto antincendio, di sistema di aerazione e di vie di fuga (versando in condizioni, quindi, di totale illegalità); i sistemi di monitoraggio dei viadotti dopo Prignano risultano, inspiegabilmente, rimossi. L'Anas, cui, fortunatamente, il 26 novembre 2018 è stata trasferita la manutenzione dell'arteria, ha chiesto alla Provincia le ragioni della mancata attivazione di tali presidi di sicurezza, senza che sia giunta sinora risposta; all'uscita della galleria di Prignano Cilento è presente un altro evento franoso, che attende, da sempre, la messa in sicurezza; in occasione dei lavori di ripristino del viadotto "Chiusa" nei pressi di Agropoli i giunti sono stati posti in opera prima della pavimentazione definitiva, risultando a una quota inferiore rispetto al piano viabile, creando gravissimo rischio alla sicurezza del traffico per i notevoli dislivelli; la galleria nei pressi di Vallo Scalo è priva di illuminazione e degli altri presidi di sicurezza previsti dalla legge. È, inoltre, interessata da caduta di calcinacci; la galleria poco prima dello svincolo di Pattano è priva di sistemi di aerazione, antincendio, vie di fuga e di adeguata illuminazione, trovandosi anch'essa in condizioni di illegalità; subito dopo Vallo della Lucania sono presenti altri due eventi franosi di cui, allo stato, non si conoscono neppure la reale gravità e l'effettivo rischio alla sicurezza della circolazione; la galleria "S. Vito" (nei pressi di Cuccaro Vetere) è, del pari, in stato di totale illegalità per i forti dislivelli del piano viario, le infiltrazioni di acqua dalla calotta, la mancanza di impianti di aerazione e antincendio, di vie di fuga, di piazzole di sosta; il tratto tra Centola e Poderia è interessato da un grave evento franoso che ha destato preoccupazione nei geologi dell'Anas che negli scorsi giorni hanno eseguito un sopralluogo. Tale tratto, già oggetto di attenzione progettuale da parte dell'Impresa Astaldi per conto della Provincia, è minacciato da una frana che interessa l'intera carreggiata, tanto che, probabilmente, il traffico dovrà essere incolonnato a senso unico alternato per consentire gli interventi di messa in sicurezza; all'altezza dello svincolo di Ceraso, la superstrada presenta un vistoso cedimento con forte restringimento della carreggiata, di cui non si è in grado di conoscere la genesi e di apprezzare l'entità del rischio. Ne è prova che l'Anas, subito dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa (26 novembre 2018), col quale ha avuto luogo il passaggio delle consegne da parte della Provincia, ha dovuto provvedere ad un intervento peritale di urgenza di cui si attende di conoscere, a giorni, l'esito; ridotte in stato di fatiscenza totale, per carente manutenzione, sono le barriere di sicurezza, del tutto fuorilegge. È allo studio dell'Anas una drastica riduzione del limite di velocità, ribassandolo a 50 chilometri orari per vasti tratti dell'arteria per consentirne la messa in sicurezza; il pessimo stato di manutenzione della Cilentana ha provocato, com'è noto, numerosi incidenti, anche mortali, di cui spesso hanno dato notizie i mass media ; dalla puntuale verifica condotta nei giorni scorsi dall'Anas è risultato che per il 90 per cento il manto bituminoso è privo del coefficiente d'attrito necessario ad assicurare la stabilità agli autoveicoli. Per questo l'Anas ha già provveduto all'avvio della ripavimentazione con la precedenza per i tratti a maggiore rischio per l'incolumità degli automobilisti, si chiede di conoscere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché siano rimosse con la dovuta necessaria tempestività le molteplici e gravi criticità al fine della salvaguardia dell'incolumità pubblica. Atto n. 4-01164 PUGLIA VACCARO SANTILLO DONNO DE LUCIA CORRADO LANZI GALLICCHIO GAUDIANO MATRISCIANO CASTELLONE ANASTASI LANNUTTI ENDRIZZI L'ABBATE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che i treni Frecciarossa e Frecciarossa 1000, gli ETR.500 ed ETR.400 rappresentano la punta di diamante della flotta alta velocità (AV) Trenitalia e nel tempo sono diventati una presenza abituale sulle principali linee ferroviarie italiane. Numerosi sono, infatti, i convogli e complessivamente milioni sono i chilometri percorsi, con prestazioni che richiedono continui e accurati controlli per garantirne l'esercizio in piena sicurezza. Conseguentemente, i mezzi di trasporto sono sottoposti a manutenzione e verifiche pressoché quotidiane, ma anche a revisioni più approfondite allo scadere di percorrenze prestabilite, effettuate in tre impianti specializzati: Vicenza per la revisione ciclica, Napoli Gianturco polo manutentivo principale, Milano Martesana impianto di manutenzione corrente (IMC) di primo livello; considerato che: l'impianto IMC-AV-Napoli è uno degli impianti di manutenzione dei rotabili più importanti, per la sua strategica posizione geografica e per il ruolo che ha assunto nel tempo. Nell'impianto, attualmente, insistono tre linee di produzione diverse. La situazione attuale sulla manutenzione prevede un sistema ibrido sbilanciato verso l'esterno, ossia le attività sono affidate a ditte esterne, le quali, da quanto risulta agli interroganti, sembrerebbero applicare contratti privi di clausole sociali, cosiddette di salvaguardia dei livelli occupazionali, nei casi di cambio d'appalto. L'esternalizzazione sembrerebbe ricoprire una percentuale pari al 75 per cento;