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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 243 GIROTTO La seduta inizia alle ore 16,30. AFFARI ASSEGNATI Affare sulle questioni relative alla fruizione degli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici Doc n. 1205 Questioni relative alla fruizione degli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1 e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) Il relatore presidente GIROTTO ( M5S ) ricorda che la Commissione ha convenuto, nell'Ufficio di presidenza di martedì 14 giugno, sulla necessità di chiedere il deferimento di un affare sulla fruizione degli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici, con l'obiettivo di approvare una specifica risoluzione, onde risolvere alcune criticità degli strumenti esistenti. Presenta e illustra quindi uno schema di risoluzione sull'affare assegnato in titolo, pubblicato in allegato, precisando che ha inteso inserire impegni snelli, al fine di indicare degli indirizzi al Governo, già interpellato per le vie brevi. Propone pertanto di votare la risoluzione nella seduta di domani. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) domanda se sia possibile inserire un richiamo al ruolo di Cassa depositi e prestiti. Il senatore MARTELLI ( Misto-IpI-PVU ) chiede di sapere se, con l'allargamento della platea dei beneficiari, sia disponibile una quantificazione dei crediti che possono essere ceduti. In particolare, al secondo impegno, propone di sopprimere le parole da "derivanti" fino a "2005". Il senatore LANZI ( M5S ) sottolinea l'importanza di sbloccare quanto prima la cessione dei crediti. Il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) risponde anzitutto al senatore Ripamonti sottolineando che, oltre alla Cassa depositi e prestiti, anche Poste potrebbe avere un ruolo importante. Precisa pertanto di aver preferito un'impostazione meno puntuale, tanto più che la materia della cessione dei crediti rientra in maniera prevalente nelle competenze della Commissione finanze. Replica altresì al senatore Martelli, evidenziando che attualmente risultano bloccati circa 5 miliardi di crediti, ma la filiera, secondo le associazioni di categoria, sarebbe in grado di assorbirli. La finalità dello schema di risoluzione è quella di sostenere le proposte emendative presentate, presso la Camera dei deputati, al decreto-legge n. 50 del 2022. Puntualizza poi che l'ampliamento della platea dei beneficiari rappresenta una delle possibili soluzioni e che le banche attualmente possono cedere i crediti solo ai clienti professionali. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) prende atto delle precisazioni del Presidente relatore, concordando sulla possibilità di votare domani. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza DDL 2434 Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (Esame e rinvio) Riferisce il relatore COLLINA ( PD ), rammentando che la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge in titolo, recante delega al Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, un decreto legislativo per la riforma organica della disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, e al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347. Illustra quindi in dettaglio i principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega, finalizzati anzitutto a: introdurre un'unica procedura di amministrazione straordinaria, con finalità conservative del patrimonio produttivo, diretta alla regolazione dell'insolvenza di singole imprese ovvero di gruppi di imprese che, in ragione della loro notevole dimensione, assumano un rilievo economico-sociale di carattere generale, anche sotto il profilo della tutela occupazionale; individuare i presupposti di accesso alla procedura, con riguardo all'esistenza congiunta di uno stato di insolvenza, di un rilevante profilo dimensionale, da quantificare sulla base della media del volume di affari degli ultimi tre esercizi, di un numero di dipendenti pari ad almeno 250 unità per la singola impresa e ad almeno 800 unità, da calcolare cumulativamente, in caso di contestuale richiesta di ammissione alla procedura di più imprese appartenenti al medesimo gruppo di imprese nonché di concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali e di salvaguardia della continuità produttiva e dell'occupazione diretta e indiretta. La delega, prosegue il relatore, è volta anche a stabilire che l'intero procedimento si svolga, su domanda del debitore, dei creditori, del Ministero dello sviluppo economico o del pubblico ministero, dinanzi al tribunale sede della sezione specializzata in materia di impresa, all'esito di un'istruttoria improntata alla massima celerità, nonché a disciplinare l'operatività di misure protettive analoghe a quelle previste per il concordato preventivo. Occorre altresì prevedere che il tribunale dichiari lo stato di insolvenza e disponga l'apertura della procedura per l'ammissione all'amministrazione straordinaria, nominando un giudice delegato. Fa presente poi che il provvedimento prevede l'istituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, dell'albo dei commissari straordinari per l'amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza; tra i requisiti per l'iscrizione nell'albo il testo menziona l'essere iscritto nell'albo dei dottori commercialisti o degli avvocati o dei consulenti del lavoro, con specifica esperienza almeno quinquennale nella gestione di crisi di impresa, e l'avere svolto funzioni di amministrazione o funzioni direttive nell'ambito di imprese di notevoli dimensioni o nell'ambito di procedure concorsuali di natura conservativa o l'avere maturato specifica esperienza e professionalità nel campo della ristrutturazione delle imprese in crisi. Dopo avere accennato all'esigenza di stabilire, nel rispetto dei criteri di trasparenza ed efficienza, la periodicità almeno triennale dell'aggiornamento dell'albo, evidenzia la necessità che il Ministro dello sviluppo economico nomini con tempestività il commissario straordinario ovvero, nei casi di eccezionale complessità, tre commissari straordinari, ai quali sono attribuite l'amministrazione e la rappresentanza dell'impresa insolvente.