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Da ultimo, oggi, con dichiarazioni anche abbastanza nette, il professor Caruso, presidente della Società italiana di virologia, dice che in questo momento fare una quarta dose di vaccino anti-Covid-19 con farmaci vecchi di almeno due anni e indirizzati a contrastare un ceppo virale che ormai non è più presente nel mondo è una cosa assurda dal punto di vista teorico. Il professor Caruso si chiede anche se questa vicenda sia legata a un momento di difficoltà dell'industria farmaceutica, cioè quella di non fornirci un vaccino di seconda generazione; oppure, in maniera più cattiva, se dobbiamo immaginare che ci siano depositi da svuotare. Signor Ministro, che esistano depositi da svuotare è legittimo sospettarlo, visto che, ancora pochi minuti fa, ho estratto dal sito della Commissione europea la conferma della circostanza che sono stati acquistati 4,2 miliardi di dosi di vaccino, su una popolazione europea che non arriva a mezzo miliardo di persone. Sono all'incirca 10 dosi di vaccino (del vecchio vaccino, evidentemente) a testa, che non si capisce bene a cosa dovrebbero servire. Oggi un quotidiano importante, "Il Fatto", scrive che la quarta dose serve a smaltire le giacenze di Pfizer. Al di là di quello che possa essere il controverso mondo della comunità scientifica - e non la invidio, signor Ministro, nel dover interpretare messaggi assolutamente contrastanti - bisogna dire che questo ramo del Parlamento ha approvato un ordine del giorno, su parere favore del Governo, il 7 gennaio scorso, che sollecitava la necessità di effettuare uno screening anticorpale prima di procedere alla quarta dose, quindi la seconda dose booster , al fine di valutare se il soggetto al quale viene inoculata abbia già un suo patrimonio anticorpale immunizzante. Qualora questo screening generale e complessivo avesse delle difficoltà, soprattutto in termini temporali e di costi, sarebbe assolutamente importante, signor Ministro, rivedere la strategia, garantendo almeno che quest'analisi individuale venga effettuata a richiesta del soggetto, specialmente per quelle categorie che dovessero essere sottoposte ad obbligo vaccinale. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio gli interroganti per aver posto un tema molto importante, su cui, tra l'altro, c'è stata una riunione martedì a livello di Ministri della salute. Mi sia permesso, intanto, proprio in questo giorno particolare, il 31 marzo, l'ultimo del nostro stato di emergenza, di esprimere gratitudine al generale Figliuolo e in modo particolare al comitato tecnico-scientifico (CTS), per il contributo importante che hanno dato in questi mesi. (Applausi) . I numeri della campagna italiana sono straordinari e ci collocano tra i primi Paesi del mondo: siamo al 91,37 per cento di prime dosi, all'89,83 per cento di seconde dosi e oltre 38.807 milioni hanno fatto anche il booster . Sono proprio questi numeri che ci hanno consentito di evitare nel nostro Paese chiusure che, ahimè, ci sono state anche in questi mesi dell'autunno e dell'inverno. Come si diceva, è aperta una discussione sulla quarta dose. Alcuni Paesi europei hanno già iniziato a dare indicazioni. La Germania ha dato un'indicazione di quarta dose sopra i settant'anni; la Francia sopra gli ottant'anni; la Gran Bretagna sopra i settantacinque anni. Nelle ultime ore, anche negli Stati Uniti si è data una indicazione, attraverso la Food and drug administration (FDA), di quarta dose sopra i cinquant'anni. Alla riunione dei Ministri della salute di martedì ho fatto una proposta, nel primo intervento durante la discussione su questa materia. Ho chiesto ai miei colleghi europei di non procedere in ordine sparso, ma di valutare, sulla base dell'evidenza scientifica, un solo orientamento da tenere in tutti i Paesi europei. Infatti, una differenza tra i Paesi europei, che sinceramente non appare essere comprensibile, non ci aiuta a dare un messaggio positivo rispetto a questa campagna di vaccinazione. Alla mia proposta ha risposto positivamente larghissima parte dell'Unione e la riunione si è chiusa con un mandato alla Commissaria europea di sentire l'European centre for disease prevention and control (ECDC) e l'European medicines Agency (EMA) per arrivare in un tempo breve, possibilmente sette giorni, ad una proposta unitaria su questa materia. È una proposta che chiaramente dovremmo valutare chiaramente sul piano scientifico, perché ribadisco che queste scelte non sono di natura politica, ma di natura scientifica. Quanto alla vicenda della risposta anticorpale, ho visto con attenzione il lavoro fatto anche in Senato, però desidero segnalare che il nostro CTS ha più volte espresso un'opinione secondo cui non è sufficiente il titolo anticorpale per valutare la risposta immunitaria di una singola persona e sarà evidentemente un tema su cui dovremo ancora confrontarci con la nostra comunità scientifica. In conclusione, desidero ribadire che la campagna di vaccinazione è e resta lo strumento decisivo con cui affrontare questa fase diversa del Covid e anche in questa sede vorrei invitare tutte le persone che non hanno ancora fatto la terza dose nel nostro Paese a farla, perché è particolarmente importante per avere un livello più alto di protezione. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Zaffini, per due minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, non abbiamo una grande fiducia in quello che potrà decidere l'Europa e, nel mio modesto ruolo, ho anche poca fiducia in quello che può uscire dal CTS, visto quanto è accaduto negli ultimi due anni. Mi preme tuttavia puntualizzare che le strade sono due, non ce ne sono di più: o scegliamo di lasciar circolare liberamente il virus, posto che da più parti viene sospettato che ormai si sia endemizzato, come mi sembra stiamo facendo, visto che il numero dei tamponi si è abbattuto e abbiamo mollato le barriere di ingresso, oppure l'altra strada è quella di continuare a vaccinare la popolazione per ostacolare l'insorgere del virus nell'organismo. Tuttavia, dobbiamo farlo con vaccini di seconda generazione, che ad esempio garantiscono una memoria cellulare polmonare, come da più parte viene sollecitato. Il vecchio vaccino è assolutamente inutile: la seconda dose ha avuto una durata molto inferiore rispetto alla prima, la terza (booster) ne ha avuta una di sette-dieci settimane nella copertura virale e la quarta sarebbe ancora meno immunizzante. Signor Ministro, portiamo avanti lo studio e sollecitiamo l'elaborazione del nostro vaccino, quello dell'Istituto superiore di sanità, che agisce sulla proteina N; come sa, ne abbiamo parlato e anche a questo proposito abbiamo provato un ordine del giorno. Ho avuto un colloquio col dottor Brusaferro dal quale non ho ricavato tutto questo entusiasmo. Servono, signor Ministro, una maggiore consapevolezza e un maggior protagonismo da parte sua. In quest'ultimo periodo di gestione del virus, probabilmente in limine mortis della pandemia, signor Ministro, riuscirà a farci riscoprire un po' di speranza. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Bagnai ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03220 sulla procedura di monitoraggio addizionale sui prodotti vaccinali contro il Covid-19, per tre minuti. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) .