[resaula]

Sarebbe stato un intervento minimo, ragionevole, che potevamo discutere e accogliere con un emendamento, da cui avrebbero potuto avere beneficio due importanti principi: sia lo Stato di diritto, che per noi conta molto (per voi forse di meno) nell'equilibrio tra garanzia e legalità sia la tutela dei diritti fondamentali. Il voto di fiducia non consente emendamenti e blinda questo testo: un testo pessimo e anticostituzionale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Malan) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lomuti. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, era il 17 febbraio 1992 quando veniva arrestato Mario Chiesa; da lì iniziò Mani pulite, cioè quella serie di inchieste che portò alla luce un sistema fraudolento che coinvolgeva politica e imprenditoria. Da quel momento l'Italia capì di avere un vero e proprio problema sociale: la corruzione. Oggi, a distanza di ventisei anni, è a dir poco drammatico realizzare che la situazione è cambiata nei minimi termini. Oggi, a distanza di ventisei anni, con la sua incidenza sul PIL nazionale di circa 10 miliardi di euro l'anno, la corruzione produce ancora più danno economico di allora. E, se studiamo il fenomeno corruzione in Italia, data la sua stretta connessione con il mondo politico, non fosse altro perché è la politica a dare i mezzi per combattere il fenomeno e magari a reprimerlo, per forza di cose ci si deve porre una domanda unica e semplice: cosa ha fatto la politica in tutti questi anni? (Applausi dal Gruppo M5S) . Oggi arriva la risposta. Oggi noi, con questa legge, dimostriamo cosa deve fare una forza di maggioranza, cioè il contrario di quello che ha fatto, o meglio che non ha fatto, la politica degli ultimi vent'anni, quella che immediatamente dopo Mani pulite, immediatamente dopo le stragi di mafia, invece di dotarsi di un sistema efficace di leggi per debellare mafia e corruzione, non ha fatto altro che portarci in una condizione peggiore rispetto a quella di quegli anni Novanta. Lo testimoniano le notizie di cronaca e i dati economici di un Paese che vede, tra gli ostacoli alla crescita, proprio quello il malaffare. A nulla sono valse le indicazioni del Consiglio d'Europa e i richiami dell'OCSE. È strano che, quando si tratta di applicare le politiche di austerity , «ce lo chiede l'Europa»; quando invece si tratta di fare una legge seria contro la corruzione, non ce lo chiede l'Europa. Eppure ce lo chiede da tempo. (Applausi dal Gruppo M5S) . È sotto gli occhi di tutti che qualcosa non funziona: bisogna intervenire subito. Il sistema di corruzione vigente nel nostro Paese si fonda su tre pilastri, ovvero: poche possibilità che questo tipo di reato venga scoperto; la bassissima possibilità di essere puniti, grazie all'intervento della prescrizione; la certezza di non scontare la pena anche in caso di avvenuta condanna. Con il disegno di legge al nostro esame smantelliamo questi tre pilastri, grazie all'uso di agenti infiltrati, collaboratori, intercettazioni e custodia cautelare in carcere. Il blocco della prescrizione dopo il primo grado darà la certezza di giungere a una sentenza definitiva, visto che nessuno avrà più interesse a rinviare alle calende greche il proprio processo, non potendo più contare proprio sulla prescrizione. Le pene più alte, infine, renderanno reale l'eventualità di non restare impuniti. Con il disegno di legge al nostro esame interveniamo anche sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti, in modo che i cittadini sappiano chi finanzia quale partito. Oggi si mette la parola fine a quella che è diventata ormai una prassi di degenerazione spirituale e morale, di vera depravazione, che porta effetti devastanti sull'economia del Paese, non soltanto per ciò che riguarda il PIL, ma anche sul costo degli appalti e sul trend degli investimenti esteri, che da sempre mostra un segno negativo. Si tratta di effetti, che si riversano inesorabilmente su tutti gli altri comparti, a iniziare dal lavoro, con la fuga all'estero dei giovani, che non vedono futuro in un Paese in cui vanno avanti i furbi e vengono penalizzati i cittadini onesti. Sono un cittadino lucano e la Basilicata è la mia terra. Oggi, con una Giunta regionale indagata per abuso d'ufficio, con un presidente sospeso, prima agli arresti domiciliari, oggi sottoposto a divieto di dimora nel capoluogo di Potenza, è una Regione tra le più corrotte in Europa. Questo è il responso severo dato dal Quality of government institute della facoltà di Scienze politiche dell'università svedese di Göteborg, che periodicamente effettua rilevazioni sulla qualità della pubblica amministrazione europea, analizzandola sotto tre aspetti: qualità, imparzialità e (indovinate un po'? ) corruzione. Non a caso, signor Presidente, in Basilicata si muore di tutto, dall'inquinamento alla disoccupazione, dai cattivi servizi alla mancanza di infrastrutture. Il risultato è che la mia Regione, in dieci anni, ha perso il 10 per cento della popolazione, in maggioranza giovani. Ecco cosa produce la corruzione. Dovreste applaudire questo disegno di legge e non contestarlo. In questo provvedimento trova infatti spazio tutto quello che da anni viene chiesto dai cittadini e dovremmo votarlo tutti insieme, maggioranza e opposizione, perché il suo oggetto riguarda una questione etica, morale e di civiltà. (Applausi dal Gruppo M5S) . Concludo, signor Presidente, ricordando a tutti i colleghi dell'Assemblea, indipendentemente dal colore politico, che senza legalità non ci potrà mai essere sviluppo nei territori. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . «Quanto la pena sarà più pronta e più vicina al delitto commesso, ella sarà tanto più giusta e tanto più utile»; «(…) il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati (…)» è «di condannare i deboli innocenti»; «ogni atto di autorità di uomo a uomo che non derivi dall'assoluta necessità è tirannico». Ebbene, il disegno di legge in esame contraddice tutti e tre questi principi (Applausi dal Gruppo FI-BP) perché la pena avviene lontanissima dalla commissione del delitto, con processi infiniti, i deboli innocenti vengono afflitti tanto e più dei robusti scellerati, perché un innocente deve aspettare decenni per avere la giusta sentenza, mentre al colpevole conviene benissimo aspettare: meglio aspettare, anche perché, giustamente, prima di una condanna definitiva non si può finire in carcere se non per le misure cautelari, che dovrebbero essere limitate il più possibile. Pertanto qui si tutelano i colpevoli e si condannano gli innocenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Infine, l'altro principio: ogni atto di autorità che non derivi dall'assoluta necessità è tirannico.