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Pur comprendendo le difficoltà del Governo, che ci sono state anche in relazione all'interlocuzione con l'Europa, mi corre l'obbligo di invitare la maggioranza e il Governo ad avere un percorso legislativo più regolare, non con questa tempistica a singhiozzo. (A pplausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Scusate colleghi, non voglio applausi. Un percorso rispettoso dell'Assemblea del Senato. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, mi ha fatto piacere la sua presa di posizione chiara. Ero rimasto perplesso prima, quando ci diceva che non capiva su cosa si stesse protestando. Mi sembra evidente su cosa si stia protestando: innanzitutto sull'atteggiamento. In ore delicate e importanti come queste, cosa avevano da fare tutti i Ministri? (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Avevano tutti da farsi la barba, in barberia alla Camera? O erano a comprare i regali? I tre Sottosegretari presenti sono sicuramente adeguati e autorevoli, ma credo che il momento sia grave per la democrazia e per la Repubblica. Però loro non avevano tempo da dedicare al Senato. Sa perché, signor Presidente? Ce lo spiega il presidente Conte, con un'agenzia che è uscita in questi minuti, alla quale forse lei dovrebbe replicare. Il Presidente del Consiglio purtroppo non controlla il Parlamento: questo ha comunicato, giustificando il fatto che non abbiamo ancora votato. (A pplausi dai Gruppi PD e FI-BP) . VERDUCCI (PD) . Vergogna! MARCUCCI (PD) . Non ha avuto il coraggio di dire che la vergogna del Governo è quella di non essere stato ancora in grado di portarci qua una manovra. (A pplausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Non abbiamo nessuna informazione sulla manovra che saremo obbligati a votare. È una vergogna e il presidente Conte a questo aggiunge la beffa, signor Presidente, che lei non può più permettere, perché il diritto di ospitalità c'è tra galantuomini e non tra persone che offendono le istituzioni. (A pplausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Signor Presidente, non è ammissibile che domani il presidente Conte venga al Senato a prenderci in giro a fare la sua conferenza stampa. (A pplausi dai Gruppi PD e FI-BP. Commenti della senatrice Malpezzi) . Lei non lo può permettere! VERDUCCI (PD) . Umiliate il Parlamento! Vergognatevi! Umiliate il Parlamento e il popolo italiano! MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, se questo dovesse avvenire, se domani il presidente Conte dovesse essere in sala Koch a vantarsi della manovra che non sarà stata ancora presentata, ci troverà ad aspettarlo. (Applausi dal Gruppo PD) . Se lo ricordi, signor Presidente, ci troverà ad aspettarlo. Che non si azzardi domani, dopo aver umiliato il Senato, a presentarsi, che non si permetta! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . È ora di farla finita di umiliare le istituzioni. È ora di farla finita. Siamo entrati, signor Presidente, nella riunione dei Capigruppo con la proposta del ministro Fraccaro - nel frattempo anche lui è andato a fare shopping perché, come tutti sappiamo, siamo vicini al Natale e non poteva essere presente con noi in Assemblea - che ci ha garantito che la manovra non sarebbe stata presentata alle 16, come previsto oggi, ma alle 8 domattina. Abbiamo posto qualche dubbio e allora ci ha garantito che sarebbe stata presentata domani mattina alle 9,30. A fronte poi di una nostra perplessità, percepita dalle nostre parole e dalle nostre espressioni, ha detto che forse l'avrebbe presentata alle 12. Poi, quando abbiamo chiesto di proporre il calendario, sono apparse le 14. Però vogliono votare domani. In sostanza, si sono presi due mesi per umiliare il Parlamento e il Paese; si sono presi due mesi per andare a Bruxelles a farsi dettare la manovra. Alle elementari però, quando si fa l'esercizio del dettato, c'è chi detta e c'è chi scrive. Il problema è che chi detta e chi scrive si devono capire e chi scrive deve sapere quello che scrive. (Applausi dal Gruppo PD) . Evidentemente il nostro Governo, che si è fatto dettare la manovra, non capisce oppure non sa scrivere, tanto che sono giorni che siamo qua ad aspettare. Allora, signor Presidente, ci hanno preso in giro e ci continuano a prendere in giro, ma hanno la pretesa che si rispettino i loro tempi, hanno la pretesa di fare in modo che il Parlamento e il Senato votino una manovra senza poterla capire, approfondire e leggere. Non possiamo permetterlo. Questo calendario è l'ennesima beffa, l'ennesima violenza alla democrazia. È la violenza che voi fate costantemente e senza vergognarvi. (Applausi dal Gruppi PD e FI-BP) . Non entro nel merito della manovra; lo faremo quando ne discuteremo. Una manovra sbagliata, pericolosa e drammatica per il nostro Paese. Non entro dentro la manovra; entro, come spesso mi capita in questa Assemblea, a difesa di questa istituzione e del Parlamento, contro il MoVimento 5 Stelle e la Lega che costantemente vogliono umiliarlo e renderlo servile. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi volete un Senato servile che ubbidisca al presidente Conte. (Commenti del senatore Airola). Taci! MARGIOTTA (PD) . Presidente, lo faccia sedere al suo posto! (Commenti del senatore Airola) . MARCUCCI (PD) . Taci. Volete un Senato servile. Dovete chiedere scusa. Vedo che non sempre... (Commenti del senatore Airola). PRESIDENTE. Così non va. Senatore Marcucci, continui il suo intervento. MARCUCCI (PD) . L'atteggiamento del MoVimento 5 Stelle e della Lega, l'atteggiamento del Governo, la violenza che ci hanno fatto anche poco fa, sono pesanti. Signor Presidente, chiediamo a lei e a tutta la Presidenza, chiediamo agli autorevoli colleghi di dire basta a questo modo di procedere. (Applausi dal Gruppo PD) . VERDUCCI (PD) . Basta! MALPEZZI (PD) . Basta! MARCUCCI (PD) . Ve lo chiediamo per favore! Abbiamo bisogno del vostro aiuto per difendere le istituzioni. Non è possibile accettare questo calendario. Noi abbiamo proposto dall'inizio una cosa semplice. Qualsiasi fosse il momento nel quale veniva presentata la manovra, ci fosse dato il tempo di leggerla e approfondirla. Le sembra troppo, signor Presidente? Le sembra troppo che il Senato abbia il tempo di votare con cognizione di causa, con scienza e coscienza? Non è troppo, è il minimo. E oggi non ci viene garantito neanche il minimo. È un attacco vergognoso alla democrazia di forze politiche che lavorano contro l'Italia e contro la democrazia. Noi voteremo no al calendario. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Giro. Congratulazioni) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo assistito, come lei sa, ad una riunione dei Capigruppo ancora una volta abbastanza speciale.