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Soppressione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e istituzione dell'Agenzia interregionale per le erogazioni in agricoltura. Onorevoli Senatori. -- La politica agricola è uno dei pilastri dell'Unione europea. L'Unione europea sostiene la produzione agricola dei Paesi membri attraverso l'erogazione, ai produttori, di aiuti, contributi e premi. Tali erogazioni, finanziate dal FEAGA (Fondo europeo agricolo di garanzia) e dal FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), vengono gestite dagli Stati membri attraverso gli organismi pagatori. Nel corso dell'esercizio finanziario 2012 (16 ottobre 2011-15 ottobre 2012) gli organismi pagatori hanno erogato complessivamente 4.574.209.766,71 euro a valere sul FEAGA ed 1.316.425.799,66 euro a valere sul FEASR. La riforma della Politica agricola comune (PAC) per gli anni 2014-2020 mette a disposizione fondi per l'agricoltura che ammontano a circa 373 miliardi di euro, che corrispondono al 38,8 per cento del bilancio europeo; il nostro Paese usufruirà di circa 33,2 miliardi di euro fra pagamenti diretti (24,03 miliardi) e sviluppo rurale (9,27 miliardi). La struttura di ogni organismo pagatore è configurata in base a quanto dispone il regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006, e si articola su tre unità organizzative funzionali: 1) autorizzazione dei pagamenti che consiste, in sintesi, nel determinare l'importo da pagare ai richiedenti; 2) esecuzione dei pagamenti che consiste, in sostanza, nell'impartire le istruzioni per il pagamento agli istituti «cassieri»; 3) contabilizzazione dei pagamenti che consiste nella registrazione dei pagamenti eseguiti nei «libri contabili» e nella predisposizione di sintesi periodiche di spesa ai fini della consuntivazione alla Commissione, tramite l'organismo di coordinamento. La gestione in via esclusiva con l’Unione europea dei rapporti finanziari è affidata all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) che svolge le funzioni di indirizzo e controllo sulla rendicontazione finanziaria di tutti gli organismi pagatori operanti sul territorio nazionale. Con il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, viene soppressa l'Azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA) e istituita AGEA per lo svolgimento delle funzioni di organismo di coordinamento e di organismo pagatore. L'AGEA, quale organismo di coordinamento, è, tra l'altro, incaricata della vigilanza e del coordinamento degli organismi pagatori ai sensi del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005, di verificare la coerenza della loro attività rispetto alle linee guida europee, di promuovere l'applicazione armonizzata della normativa europea e delle relative procedure di autorizzazione, erogazione e contabilizzazione degli aiuti europei da parte degli organismi pagatori, monitorando le relative attività. L'AGEA è anche l'organismo pagatore italiano che ha competenza per l'erogazione di aiuti, contributi, premi ed interventi europei previsti dalla normativa dell'Unione europea, non attribuita ad altri organismi pagatori. Gli organismi pagatori sono oggetto di costante supervisione da parte dell'autorità competente che, ogni tre anni, comunica i risultati di tale monitoraggio alla Commissione europea. Ad oggi sono undici gli organismi pagatori riconosciuti, di cui otto operanti a livello regionale, due operanti a livello nazionale in relazione a specifiche misure (riso ed esportazioni) e l'AGEA che svolge tale ruolo per le regioni che non hanno un proprio organismo pagatore. In Italia gli organismi pagatori sono: ARTEA per la regione Toscana; AGREA per la regione Emilia-Romagna; AVEPA per la regione Veneto; ARCEA per la regione Calabria; ARPEA per la regione Piemonte; SAISA -- Agenzia delle dogane per le restituzioni alle esportazioni; Ente nazionale risi per il riso; Regione Lombardia agricoltura per la regione Lombardia; provincia autonoma di Bolzano -- Alto Adige; APPAG Trento; AGEA per tutte le funzioni non attribuite agli altri organismi pagatori. Vi sono intere aree dell'Italia che non hanno saputo gestire affatto le risorse provenienti dall'Unione europea. Le regioni del Nord, invece, impiegano nel migliore dei modi tutti i fondi destinati agli agricoltori mentre in altre zone dell'Italia ogni anno si devono distribuire a pioggia i fondi, o peggio, non si controlla la regolarità delle pratiche e delle dichiarazioni, per non vedersi decurtare le risorse dall'Unione europea. Per questo motivo il presente disegno di legge, che si compone di cinque articoli, vuole sopprimere, con l'articolo 1, l'AGEA sostituendola con l'Agenzia interregionale per le erogazioni in agricoltura, con sede legale in Roma, che si articolerà in dipartimenti interregionali (articolo 2, comma 3), a cui capo ci sono i consigli direttivi composti dagli assessori regionali delle regioni che sono comprese nei bacini territoriali omogenei che verranno realizzati in base alle condizioni socio-economiche della popolazione, lo sviluppo delle attività agricole, le caratteristiche geomorfologiche del territorio, al fine di difendere le produzioni agricole, le imprese, le famiglie ed il territorio. A nostro avviso istituire un'Agenzia interregionale che conosce le realtà territoriali e le aziende che vi operano è la migliore soluzione per difendere le proprie produzioni e le proprie eccellenze nell'ottica della tutela del territorio, per salvaguardare l'imprenditoria del settore primario e per riconoscere le specificità di produzioni agricole e zootecniche di ogni singola regione. La nuova Agenzia subentrerà all'AGEA, che viene posta in liquidazione, in tutti i rapporti attivi e passivi, nonché nella qualifica di organismo pagatore. Inoltre, con il presente disegno di legge, stabiliamo che sarà il Ministero delle sviluppo economico ad avere il potere di indirizzo e vigilanza (articolo 2, comma 2) sulla nuova Agenzia. La scelta di attribuire al Ministero delle sviluppo economico e non più al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali questo potere è giustificata anche da un nostro disegno di legge (atto Senato n. 761, Stucchi) con il quale prevediamo la soppressione del suddetto Ministero trasferendo tutte le funzioni proprio al Ministero dello sviluppo economico. La ratio di tale proposta scaturisce dal fatto che, alla luce delle tante trasformazioni avvenute in capo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dei due referendum abrogativi, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rimangono residuali funzioni, dall'esigenza di una razionalizzazione delle stesse tramite un accorpamento per materia necessario per superare inutili quanto dannose sovrapposizioni nelle competenze, nonché da quelle di contenimento della spesa pubblica e dei costi della politica. Ogni regione dovrà indicare al Ministero dello sviluppo economico se utilizza l'Agenzia interregionale quale organismo pagatore o se istituisce un proprio organismo pagatore, restando comunque confermati gli organismi pagatori regionali già istituiti (articolo 2, comma 5).