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Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2341 Presidente, colleghi senatori, dalla salvaguardia dell'ambiente, alla tutela delle coltivazioni agricole fino allo sviluppo dei vaccini. Sono infinite le possibili applicazioni degli studi della genetica e della biotecnologia. Un comparto che in Italia vanta già numeri importanti, basti considerare come il numero delle imprese biotecnologiche stia aumentando nel corso dell'ultimo decennio, con un totale che oggi supera le 700 unità e investimenti oltre i 770 milioni di euro. Ecco che il voto di oggi - relativo alla ratifica dell'Accordo tra l'Italia e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) per le attività del Centro e per la sua sede a Trieste - ripartisce i costi di manutenzione in modo tale che quella ordinaria sia a carico di ICGEB e quella straordinaria a carico dello Stato italiano, attraverso uno stanziamento specifico per Area Science Park. Il testo, in linea con quanto generalmente previsto dagli accordi di sede di organizzazioni internazionali firmati dall'Italia, regola la personalità giuridica del Centro sul territorio italiano, ne definisce le responsabilità e accorda ai funzionari e agli esperti di ICGEB il regime di privilegi previsto per le agenzie delle Nazioni Unite in Italia, facendo così chiarezza su un tema su cui c'erano state in passato delle zone d'ombra. Proprio per la sua natura internazionale, la presenza di questa realtà sul nostro territorio è quindi un'occasione sia di sviluppo per la nostra ricerca sia di osmosi globale per i progetti dei nostri scienziati. Le attività del Centro, infatti, incluse le iniziative istituzionali e i progetti di ricerca scientifica e formazione condotti dalle tre sedi, sono guidate da un board composto dai rappresentanti nominati dai Governi dei Paesi membri. Un consiglio scientifico internazionale, composto a rotazione da scienziati di grande prestigio, ne ispira le attività scientifiche. Si inserisce in un quadro più che promettente per il nostro Paese. L'ICGEB è, infatti, un'organizzazione internazionale intergovernativa attiva nel campo della genetica molecolare e delle biotecnologie. Fondata nel 19871 opera come centro autonomo nel sistema comune delle Nazioni Unite. Il Centro è sostenuto da 65 Paesi e sviluppa ricerche innovative in ambito biomedico, farmaceutico e ambientale. Tre segmenti la cui importanza è più che mai attuale, come ci ricorda purtroppo la pandemia tuttora in corso. Il Centro si articola in tre componenti localizzate a Nuova Delhi, Città del Capo e appunto a Trieste, che è anche de facto la sede centrale dell'organizzazione. La struttura di Trieste è ospitata nell'Area Science Park di Padriciano, un ente pubblico nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell'università e della ricerca. Una situazione quindi favorevole per i nostri ricercatori, ma che fino ad oggi non ha ancora visto la conferma ufficiale del legislatore. Anche se non è mai stata messa in discussione, infatti, la disponibilità gratuita della sede, per la quale l'Italia si è impegnata sin dal 1984, non è ancora però stata sancita con legge dello Stato. Con la ratifica di oggi saniamo quindi opportunamente questo vulnus . Finora i rapporti tra ICGEB ed Area Science Park sono stati regolati da una convenzione bilaterale rinnovata più volte fino al 31 dicembre 2017, quando ICGEB ha contestato un sensibile aumento dei costi di manutenzione straordinaria che gli era stato richiesto da Area Science Park. Con l'accordo di ratifica diamo quindi un quadro complessivo e certo anche dal punto di vista del contributo finanziario. L'organizzazione internazionale è stata finora finanziata dall'Italia con un contributo annuale di 10.169.961 euro a carico della Farnesina. Contributo che nel 2011 fu decurtato di circa 2 milioni di euro. L'accordo di ratifica che oggi votiamo affronta anche questo aspetto economico, fissando appunto a 10 milioni di euro il finanziamento annuo che l'Italia si obbliga a versare al Centro a decorrere dal 2021. L'Accordo individua inoltre con esattezza le strutture dove è ospitato I'ICGEB e ne chiarisce la disponibilità a titolo gratuito, ln conclusione, colleghi, è stato un anno importante per le scienze italiane. Il nostro Paese ha visto riconoscere il Nobel per la Fisica a Giorgio Parisi. Solo pochi giorni fa un altro nostro scienziato, il fisico Graziano Venanzoni, è stato inserito da Nature fra i cinque scienziati di punta per il 2022. Il mondo si aspetta ancora grandi cose dagli scienziati del nostro Paese, ed è importante perseguire ogni strada e iniziativa che possa creare un terreno fertile per la ricerca italiana in qualsiasi forma e campo di applicazione. Per questo, votiamo convintamente a favore dell'accordo di ratifica. Esprimo quindi il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi. Relazione orale del senatore Ferrara sul disegno di legge n. 2342 L'Accordo in oggetto è finalizzato all'apertura di una sede in Italia dell'EPLO, un'organizzazione internazionale intergovernativa che si occupa di istruzione e formazione, di ricerca e di cooperazione tecnica nell'ambito del diritto pubblico europeo. L'Ufficio, in particolare, è stabilito a Roma, presso alcuni locali di Palazzo Altemps dove già la struttura opera sulla base di un Accordo di comodato. Segnalo all'Assemblea che l'Italia - che già ha contribuito negli scorsi anni al bilancio EPLO con contributi volontari per 50.000 euro annui e che eroga, tramite il MAECI, un contributo finanziario per borse di studio a favore di giovani studiosi italiani - si obbliga a versare un contributo annuo di 500.000 euro all'Ufficio romano dell'EPLO. L'articolo 3 del testo valuta gli oneri derivanti dal provvedimento pari a 500.000 annui a decorrere dal 2022 e ne dispone la relativa copertura. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2342 Presidente, colleghi senatori, il sapere rende liberi. Questo vale in particolar modo per il sapere giuridico, che ci assicura la conoscenza delle leggi e la capacità di vigilare sul loro rispetto. Proprio allo scopo di divulgare la cultura giuridica e la promozione dei valori europei attraverso il diritto pubblico è stata istituita l'organizzazione internazionale e intergovernativa EPLO - European Public Law Organization - l'organizzazione per la quale oggi ratifichiamo l'accordo attraverso il quale si prevede l'apertura di un suo ufficio in Italia. EPLO ha un ruolo prezioso non solo divulgativo ma anche attivo, di vero e proprio tutore del rispetto delle convenzioni giuridiche internazionali. Recentemente, infatti, ha ottenuto lo status di osservatore permanente all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, all'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), all'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO) e all'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Allo stesso tempo mantiene uffici di osservatori permanenti a New York, Ginevra e Vienna.