[pronunce]

Il rimettente, tuttavia, non spiegherebbe - secondo l'Avvocatura - le ragioni per cui tale richiamo alla normativa della Banca d'Italia sarebbe ostativo all'interpretazione conforme, né preciserebbe in che termini sarebbe avvenuta una presunta «legificazione» della normativa sulla trasparenza. In aggiunta, la difesa dello Stato contesta al rimettente l'omessa considerazione delle linee orientative emesse dalla Banca d'Italia il 4 dicembre 2019, all'indomani della sentenza Lexitor, nelle quali si sarebbe tenuto conto di tale sentenza e sarebbe stata caldeggiata proprio l'interpretazione conforme al diritto dell'Unione europea dell'art. 125-sexies t.u. bancario. 8.2.- Nel merito, l'Avvocatura sostiene la non fondatezza delle questioni, poiché il legislatore si sarebbe indotto a intervenire per tutelare l'affidamento riposto dagli intermediari nella pregressa interpretazione dell'indicato art. 125-sexies. La sentenza Lexitor avrebbe determinato uno stravolgimento di tale precedente lettura e avrebbe esposto le società finanziarie e gli istituti creditizi a crediti restitutori di enorme entità, del tutto imprevisti. La scelta della non retroattività determinerebbe, secondo l'Avvocatura, un equilibrato contemperamento di tutti i contrapposti interessi, chiarendo per il futuro l'estensione del costo totale del credito, ma facendo salvi gli affidamenti precedenti. 9.- Sempre in data 8 marzo 2022, ha spiegato atto d'intervento B. B. spa . L'interveniente, dopo aver premesso di essere una società che «eroga finanziamenti ai consumatori attraverso lo strumento dei contratti di finanziamento rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio o della pensione o delegazione di pagamento», sostiene di avere interesse alla partecipazione al giudizio di legittimità costituzionale, in quanto le vicende connesse alla sentenza Lexitor e all'entrata in vigore dell'art. 11-octies del d.l. n. 73 del 2021, come convertito, hanno generato un ingente contenzioso, nel quale anch'essa è stata coinvolta. In particolare, B. B. spa afferma di essere parte di un processo in corso davanti al Giudice di pace di Catania, nel quale deve farsi applicazione della stessa disposizione, che forma oggetto delle questioni sottoposte al vaglio di legittimità costituzionale dal Tribunale di Torino, e che il giudice ha sospeso il giudizio in attesa della decisione di questa Corte. 10.- Infine, hanno depositato opinioni scritte in qualità di amici curiae, ai sensi dell'art. 6 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, quattro associazioni private: il 4 marzo 2022, il «Centro studi Giuridici ExparteCreditoris.it», l'8 marzo 2022, la «Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare - ASSOFIN», la «PRI.BANKS, Associazione Banche Private Italiane» e la «Associazione Unione Finanziarie Italiane - UFI». Con decreto presidenziale del 29 settembre 2022, tutte le opinioni sono state ammesse, poiché le associazioni, alla luce del loro statuto e di quanto esposto, appaiono astrattamente in grado di offrire elementi utili a una migliore conoscenza e valutazione del caso. 11.- All'udienza pubblica dell'8 novembre 2022, l'avvocato di B. B. spa ha dichiarato di non voler intervenire in udienza. Sono stati, dunque, uditi gli avvocati di V. spa e l'avvocato generale dello Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno insistito per le conclusioni rassegnate nei rispettivi scritti difensivi. In aggiunta a quanto sostenuto nell'atto di costituzione in giudizio e nella memoria, la difesa di V. spa ha eccepito in rito l'inammissibilità delle questioni per carenza di motivazione in merito alle ricadute della norma transitoria, di cui all'art. 30 della direttiva 2008/48/Ce, in ragione della quale la stessa disciplina della direttiva non troverebbe applicazione «ai contratti di credito in corso alla data di entrata in vigore delle misure nazionali di attuazione».1.- Con ordinanza del 2 novembre 2021, iscritta al n. 8 del registro ordinanze dell'anno 2022, il Tribunale ordinario di Torino, sezione prima civile, ha sollevato - in riferimento agli artt. 3, 11 e 117, primo comma, Cost. in relazione all'art. 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE, come interpretato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, nella sentenza Lexitor - questioni di legittimità costituzionale dell'art. 11-octies, comma 2, del d.l. n. 73 del 2021, come convertito, «nelle parti in cui: - prevede che alle estinzioni anticipate dei contratti sottoscritti prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto continuano ad applicarsi le disposizioni dell'articolo 125-sexies del testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993 e le norme secondarie contenute nelle disposizioni di trasparenza e di vigilanza della Banca d'Italia vigenti alla data della sottoscrizione dei contratti; [e] - limita ai contratti sottoscritti successivamente all'entrata in vigore della legge il principio, espresso nell'art. 16 par. 1 della direttiva 2008/48/CE, come interpretata dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in data 11 settembre 2019 C-383/18 e recepito nel novellato art. 125-sexies comma 1 TUB che "il consumatore che rimborsa anticipatamente, in tutto o in parte, l'importo dovuto al finanziatore ha diritto alla riduzione, in misura proporzionale alla vita residua del contratto, degli interessi e di tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte"». 2.- In punto di rilevanza, il rimettente osserva che le questioni di legittimità costituzionale condizionano la decisione «poiché il contratto oggetto di causa è stato concluso nella vigenza della direttiva 2008/48/Ce, ma anteriormente al 25 luglio 2021, ed estinto anticipatamente dal consumatore con rimborso integrale del capitale». Di conseguenza, dall'accoglimento delle censure prospettate dipenderebbe «l'esistenza del diritto alla ripetibilità pro rata temporis degli oneri upfront, che è lo specifico oggetto della domanda». Sotto il profilo della non manifesta infondatezza, l'ordinanza rileva che, in contrasto con gli artt. 11 e 117, primo comma, Cost., la disposizione censurata integrerebbe un inadempimento post factum della direttiva 2008/48/CE e violerebbe il principio dell'efficacia retroattiva delle sentenze interpretative della Corte di giustizia, in ragione del quale la norma, come interpretata, deve essere applicata dal giudice anche a rapporti giuridici sorti prima della sentenza interpretativa. In aggiunta, il rimettente lamenta un vulnus all'art. 3 Cost., in quanto la disposizione censurata realizzerebbe, in contrasto con le norme europee, una irragionevole disparità di trattamento fra contratti conclusi anteriormente e successivamente al 25 luglio 2021. 3.- In data 8 marzo 2022 si è costituita in giudizio V. spa, parte del processo principale, la quale ha sollevato molteplici eccezioni di inammissibilità e ha, comunque, dedotto il carattere manifestamente infondato delle questioni sollevate.