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Se questi nostri emendamenti non venissero approvati, con questa riforma (considerata sia dagli interessati, che dagli amici che hanno sottoscritto il contratto di Governo penalizzante per la magistratura onoraria) noi ci troveremmo successivamente in grande difficoltà. Vorrei osservare che la tradizione italiana del giudice conciliatore, che poi si è trasformata in quella dei giudici onorari, ha reso tanta giustizia nei luoghi più sperduti del nostro Paese, a maggior ragione oggi che gli stessi magistrati ordinari dicono che senza l'attività, il sacrificio e la capacità dei magistrati onorari non si potrebbe più rendere giustizia in Italia. Per questo motivo, invito sia il relatore, che il rappresentante del Governo a rivedere la propria posizione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.3, 2.100, 2.12 e 2.15. Per quanto riguarda gli altri emendamenti riferiti all'articolo 2, invito i presentatori al ritiro altrimenti il parere è contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, per favore l'economia dei lavori, accetto l'invito del relatore e ritiro gli emendamenti riferiti all'articolo 2 che portano la firma di un senatore della Lega. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, vorrei preliminarmente ricordare a lei e all'Assemblea che esprimerò anche una dichiarazione di voto favorevole sui nostri emendamenti che riguardano le sezioni distaccate di Portoferraio e Lipari, sulle quali anche noi abbiamo presentato proposte emendative e che erano state colpevolmente dimenticate nel provvedimento milleproroghe che trattava la questione di Ischia. Entro ora immediatamente nel contenuto dell'emendamento 2.1, che riguarda la proroga del termine per l'entrata in vigore della disciplina di riforma sulle intercettazioni. La relazione al comma 1 dell'articolo 2 recita: «Proroga del termine di applica di disposizioni in materia di intercettazioni», e si riferisce ad alcune questioni strutturali di risorse e di beni. Viceversa, in questi ultimi mesi, da quando è entrato in carica il Governo, il ministro della giustizia Bonafede ha più volte dichiarato di voler cambiare completamente la disciplina delle intercettazioni. Questo provvedimento, frutto di un lavoro molto approfondito che ha coinvolto non soltanto gli operatori di giustizia, ma il mondo del giornalismo, l'avvocatura, la magistratura e l'università, tiene conto dell'importante e delicato equilibrio tra diritto alla riservatezza, ricerca della prova necessaria per assicurare i responsabili di reato e libertà di informazione. Nulla di tutto questo sembra essere oggetto del rinvio che noi teoricamente dovremmo votare. Ci saremmo aspettati, se questo era l'oggetto, che il provvedimento effettivamente se ne facesse carico. Aggiungo che questa riforma delle intercettazioni prevede anche un importante potenziamento dello strumento di indagine sui reati di corruzione. Chiedo pertanto: con questo rinvio si intende rinviare molto in là nel tempo uno strumento più efficace e stringente per colpire il fenomeno della corruzione, sul quale a parole sembra che ci si voglia molto scagliare? Oppure, invece, si vuole stravolgere un'importante riforma che affronta con molto equilibrio il tema della pubblicazione di quelle conversazioni e comunicazioni che non sono rilevanti per perseguire il reato? Vi chiedo quindi se siete sulla linea delle principali procure italiane, sulla scia delle circolari sulla base delle quali è stato forgiato e scritto il provvedimento. È un problema di come fare o se fare? Quali sono gli strumenti, al di là delle battute e delle allusioni, che abbiamo ascoltato in questi ultimi giorni? Vogliamo evitare che le indagini si trasformino in un raccoglitore cieco e pigro di informazioni di qualsiasi tipo e natura, che non servono alla repressione dei reati e potenziare invece lo strumento di indagine? Il rinvio non è in alcun modo giustificato o argomentato, perché altrimenti sarebbe stato ristretto esattamente a problemi di struttura. Ci si sarebbe adoperati al riguardo. Tra l'altro, c'è stato un iter molto articolato; tutti questi argomenti dovrebbero essere conosciuti dal Governo e, in particolar modo, dal Ministro della giustizia che ha fatto parte della Commissione giustizia e partecipato alla stesura del provvedimento, seguendo tutte le tappe che lo hanno contraddistinto. In conclusione ci chiediamo quale sia l'impostazione, ma soprattutto quale sia l'idea sulle due importanti parole che echeggiano in questi giorni: sicurezza e libertà. Quando parliamo di libertà d'informazione, di sicurezza dei cittadini e del diritto ad un'informazione libera, cosa significa? È il combinato disposto su come si impone un presidente del consiglio di amministrazione della RAI in violazione di tutte le garanzie previste dall'ordinamento? È la pubblicazione indiscriminata di qualsiasi conversazione? È il combinato disposto sulla sicurezza di lasciare soli i cittadini di fronte ad attacchi di violenza e discriminazione, come quello preannunciato sull'abolizione della cosiddetta legge Mancino? Per noi sicurezza e libertà sono inscindibilmente legate e hanno un significato preciso che, ci pare, non coincida con il vostro. (Applausi dal Gruppo PD) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei motivare il nostro voto di astensione sull'emendamento 2.1. Tutti coloro che in Commissione hanno partecipato alle audizioni dei procuratori dei maggiori uffici d'Italia, hanno potuto apprendere che attualmente gli uffici non sono in grado di implementare l'entrata in vigore della nuova disciplina delle intercettazioni. L'unica motivazione per noi è questa; non si può far entrare in vigore una disciplina nuova che non può trovare attuazione. Invitiamo pertanto il Governo e gli uffici del Ministero della giustizia a rendere possibile l'attuazione della nuova disciplina. Noi prescindiamo dalle valutazioni di altre posizioni politiche che vorrebbero modificare questa disciplina. Pertanto il mio Gruppo si asterrà dalla votazione dell'emendamento 2.1 per le motivazioni che ho illustrato. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei ritirare l'emendamento 2.4 perché assorbito dall'emendamento 2.3 della Commissione, con l'obiettivo di tenere aperto il tribunale di Portoferraio.