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Mi riferisco, cioè, al fatto di scrivere con chiarezza in norma primaria che il payback si deve pagare interamente, senza sconti, perché per il periodo 2019-2020 vale oltre 2,3 miliardi, che sono fondamentali per reggere l'urto pesantissimo creato dal Covid. Abbiamo fatto un altro provvedimento per rispondere a quei temi, colleghi, e qui non c'è nessuno che si mette lo scudetto nel petto. Vedete la differenza? Noi abbiamo fatto un provvedimento che consentirà, dal momento in cui il bilancio sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale , di dare alle Regioni almeno 800 milioni. Si tratta di quella parte di payback del 2019, oggi bloccata al Ministero dell'economia per il rischio di eventuali restituzioni a fronte di sentenze - in questo periodo, per fortuna, sono tutte vinte dalle Regioni - che sarà distribuita alle Regioni per consentire loro di chiudere il 2021 ed evitare così che vadano in piano di rientro e aumentino le tasse. Queste sono misure importanti che, con tutte le nostre difficoltà, siamo riusciti a porre in essere. In conclusione, dico che lo abbiamo fatto insieme. Abbiamo posizioni diverse, e ci mancherebbe. Per fortuna, a fronte della crisi della democrazia che stiamo vivendo, le abbiamo fatte insieme. Riconosciamo in modo comunitario che la politica fa qualche cosa di utile per il Paese. Ringrazio il vice ministro Castelli, i sottosegretari Guerra, Sartori, Freni e tutti coloro che hanno lavorato insieme a noi, i tecnici, i tanti vituperati tecnici. E questo voglio dirlo, perché ci sono delle vulgate che dovremmo smentire. I dirigenti del MEF e della Ragioneria hanno elaborato, in un anno e mezzo, più di cinque manovre, e ciò ha comportato problemi. Per me il Governo avrebbe dovuto fare un'altra scelta. Spero mi ascolti il ministro D'Incà, che ringrazio per il lavoro che ha svolto. Noi, però, non dovevamo mettere insieme tutte le misure che sono state approntate. Quei dirigenti, però, hanno lavorato ventiquattro ore su ventiquattro su migliaia di emendamenti, anche su quelli dei quali poi si scopre essere privi di copertura. Diciamo queste cose e mettiamole a verbale, così spieghiamo che le abbiamo capite. E dico ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che è successo a tutti di dover affrontare problemi simili. Concludo dicendo che è stato un lavoro veramente grande. Ora valorizziamolo per quello che è, senza parlare di miracoli, perché nessuno ha fatto miracoli, e facciamoci carico di quello che non abbiamo risolto. (Applausi). PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Calandrini, rinuncia ad intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. CASTELLI, vice ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, dalla discussione di questa mattina il grido più accorato è sicuramente quello della compressione dei tempi. È quello che fa più male a quest'Aula, a tutto il Parlamento e al Governo stesso, che è stato costretto a comprimere così tanto i tempi. Concordo con la relatrice Rivolta. La ricchezza del Parlamento e dei membri delle Commissioni è l'unica risorsa che permette di arrivare fino all'ultimo Comune, all'ultimo territorio di questo Paese, ed è quello che ci permette di fare le scelte, in un modo o nell'altro, ma nel modo corretto. Forse il record è stato quello di aver operato, sì, in pochi giorni, non più di quattro, cinque giorni, ma anche con una maggioranza così ampia, una maggioranza che forse questa Repubblica non ha mai visto, e che ha obbligato la stessa maggioranza ad allargarsi ancora di più, anche alle opposizioni, in uno sforzo più grande di se stessa e più grande delle ideologie dei singoli partiti, il che ha aiutato anche il Governo a collaborare in alcune partite importantissime. Senza questa collaborazione alcune risorse non sarebbero mai bastate. Quindi, lo abbiamo fatto insieme, ognuno con la propria parte di risorse a disposizione. Io spero che sia l'ultima manovra con l'emergenza Covid-19. Tutti l'abbiamo vissuta così, sperando che questo fosse l'augurio. E speriamo anche che questo sia l'ultimo modo di progettare, pensando che in futuro possa esserci un ritorno alla normalità economica e sociale del Paese, senza dover intervenire d'emergenza e con regole d'emergenza, che oggi hanno la necessità di essere riprogrammate in una normalità anche dal punto di vista normativo. Questa è stata un'altra fatica: faccio una norma d'emergenza o faccio una norma strutturale? Quante volte ce lo siamo chiesti nelle ultime settimane? Il rallentamento è dovuto anche al fatto che raggiungere l'obiettivo dei 51 obiettivi del PNRR era difficile. Ma è stato raggiunto ed è stato raggiunto con la decretazione d'urgenza, che ha ancor di più compresso tutti quelli che sono i tempi del Parlamento. Abbiamo lavorato ancora una volta con un metodo che da qualche anno vediamo, quello dei temi comuni, che ha permesso alla maggioranza di mettere insieme risorse che separatamente non avrebbe avuto. Una volta non si faceva così: si prendevano le risorse del Parlamento e i parlamentari le dividevano. A chi parla di «marchette» questo meccanismo dimostra che non è così. La maggioranza ha messo insieme quasi l'80 per cento delle risorse che aveva: penso al superbonus, al sismabonus e alla scuola, che in una gran parte era rimasta fuori, sostenuta addirittura da altre risorse del Governo, che ha dialogato in sede di esame della manovra per poterlo fare. Penso anche ai fondi non secondari destinati al mondo della sanità: a quelli per la fibromialgia, a quelli per i disturbi alimentari, di cui il Parlamento si preoccupa nel ricordare quanti ne sono vittima tutti i giorni. Penso, inoltre, ai fondi per l'autismo e il bullismo. Insomma, penso a tutti quei fondi che qualcuno potrebbe ritenere secondari e che, invece, danno delle risposte a un Parlamento, sì compresso, ma che sa benissimo che anche un fondo da 5 milioni fa la differenza. È stato un lavoro complicato e sicuramente avremmo voluto fare di più. Credo comunque che le norme approvate siano molte, anche numericamente. Gli Uffici ci hanno sostenuto e lo hanno fatto veramente con tutta la voglia di sorreggere lo sforzo della macchina dello Stato. Così è stato tutti i giorni. Non era semplice. Forse, se non fosse arrivato il Natale, ci avremmo messo qualche giorno in più, ma non si poteva fare diversamente. Mi auguro davvero che questa sia l'ultima manovra approvata nel mezzo della pandemia da Covid-19 e che la prossima possa essere ancora di più una manovra di progettazione, di visione e con investimenti pluriennali. Nel ringraziare tutti i Gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, e nel ringraziare le scelte dei temi che sono stati posti al Governo con l'impegno a risolverli, perché erano necessità, auguro a tutti buon lavoro e buone feste. (Applausi) . PRESIDENTE . La ringrazio, signora Vice Ministro. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE .