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secondo quanto riportato nell'ottava edizione del volume "I numeri del cancro in Italia" pubblicato nel 2018, a seguito della collaborazione tra AIOM (Associazione italiana di oncologia Medica) ed AIRTUM (Associazione italiana dei registri tumori) nel 2018 i dati riportati relativi all'incidenza di tumori in Italia parlano di 373.000 nuovi casi diagnosticati. La mortalità relativa all'anno 2015 è stata di 178.000 decessi; secondo la pubblicazione, "i dati relativi ai trend temporali di questi indici, standardizzati per età (calcolati al netto dell'invecchiamento della popolazione) indicano una diminuita incidenza di tumori, pur in presenza di un miglioramento delle capacità diagnostiche. Questo è vero in particolare per le neoplasie del tratto gastro-intestinale. Tale andamento positivo è certamente da ascrivere alle campagne di screening e prevenzione messe in atto dal SSN, che pertanto devono essere mantenute ed implementate"; tuttavia, in Italia ci sono notevoli disparità di trattamento dovute alle diverse gestioni all'interno delle singole Regioni, che determinano tempi e qualità della prestazione profondamente diversi: le differenze che si osservano sono la spia di un deficit assistenziale nelle Regioni meridionali che si aggiunge alla minore speranza di vita generale che pure si osserva nelle Regioni del Sud quale epifenomeno delle condizioni di maggiore svantaggio socio economico di quest'area; inoltre, secondo quanto riportato nella pubblicazione, il settore oncologico, soprattutto sul versante diagnostico e terapeutico, ha dei costi "insostenibili". la prevenzione è un aspetto fondamentale che richiede strategie di comunicazione condivise e capaci di convincere la popolazione ad affrontare con responsabilità gli screening oncologici offerti dai LEA; gli stili di vita hanno in questa prospettiva un'importanza fondamentale e, in questo senso, sono necessarie politiche rivolte alla promozione della dieta mediterranea, dell'attività fisica, alla lotta contro il fumo e l'alcool e gli altri fattori di rischio; il documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro 2011-2013 (piano oncologico nazionale) rappresenta, sicuramente, un contributo di apprezzabile livello tecnico programmatico che, oltre a descrivere l'epidemiologia delle patologie neoplastiche in Italia, ha indicato le azioni programmatiche da intraprendere per la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle patologie oncologiche alla luce delle più moderne conoscenze; un limite assai rilevante del piano 2011-2013 è stato quello di non avere fissato, per ciascuna azione programmata, o almeno per quelle di maggiore impatto, obiettivi misurabili attraverso predefiniti indicatori, che le Regioni avrebbero dovuto raggiungere; in coerenza con gli obiettivi stabiliti dal Gruppo interparlamentare, impegna il Governo: 1) a garantire l'adozione di un nuovo piano oncologico basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico, in cui sia inserito un sistema di indicatori delle performance a livello regionale; 2) a dare effettiva attuazione alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e al registro tumori nazionale; 3) a dare continuità al dialogo e al confronto con le istituzioni sanitarie per favorire la messa a punto e l'adozione di protocolli diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per le diverse forme di cancro, prevedendo il coinvolgimento ed il contributo permanente delle associazioni dei pazienti di riferimento per specifica patologia neoplastica, stakeholder imprescindibili del percorso, e a garantire loro l'accesso permanente presso i tavoli istituzionali di riferimento nel campo dell'onco-ematologia; 4) a promuovere a livello territoriale l'approccio multidisciplinare e il lavoro di équipe con la presenza di diversi specialisti con l'obiettivo di garantire e migliorare il benessere psicofisico del paziente oncologico ed onco-ematologico; 5) a favorire l'istituzione nelle Regioni del centro accoglienza e servizi (CAS), inizio del percorso diagnostico-terapeutico del paziente oncologico; 6) a mantenere un adeguato e sostenibile finanziamento del fondo per i farmaci oncologici innovativi; 7) a favorire la diffusione e l'accesso ai test diagnostici molecolari che permettono di accedere a terapie target personalizzate utilizzando in modo appropriato le risorse del SSN; 8) a diffondere informazioni chiare e puntuali sulla ricerca clinica e facilitare l'accesso agli studi clinici da parte dei pazienti oncologici e onco-ematologici con l'obiettivo di favorire l'approvazione e la disponibilità tempestiva delle terapie più innovative; 9) a riconoscere la psico-oncologia come professione sanitaria; 10) ad adoperarsi affinché si completi l'istituzione in tutta Italia delle "breast unit" il cui termine è scaduto nel 2016; 11) a porre in essere campagne di comunicazione più efficaci per promuovere l'adesione agli screening oncologici garantiti dai LEA; 12) a promuovere un nuovo piano di comunicazione per la prevenzione come "Guadagnare Salute"; 13) a contrastare il fenomeno delle fake news sul cancro e diffondere ai pazienti un'informazione certificata alla luce delle conoscenze scientifiche validate a tutela della salute. Atto n. 1-00091 BERNINI MALAN GALLIANI GALLONE GIAMMANCO LONARDO MALLEGNI MANGIALAVORI MOLES RIZZOTTI RONZULLI PICHETTO FRATIN VITALI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BATTISTONI BERARDI BERUTTI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CANGINI CARBONE CAUSIN CESARO CONZATTI CRAXI DAL MAS DAMIANI DE POLI DE SIANO FANTETTI FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MASINI MESSINA Alfredo MINUTO MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO ROMANI ROSSI SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TESTOR TIRABOSCHI TOFFANIN - Il Senato, premesso che: negli ultimi mesi si sono susseguite, a mezzo stampa, dichiarazioni da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, in relazione al futuro di infrastrutture e grandi opere, molte delle quali già avviate; l'eventuale ritrattazione degli accordi già assunti da parte del Governo su opere strategiche comporterebbero costi ulteriori a carico di cittadini e imprese; questa superficiale gestione da parte del Ministro, che si lega ad una convulsa attività di comunicazione per dimostrare l'operatività del suo dicastero, si scontra con la realtà dei fatti che dimostrano come a distanza di quasi dieci mesi dal suo insediamento, il Ministro si sia distinto solo per infortuni, dichiarazioni avventate e gaffe , tra le quali si ricordano quelle relative: al tunnel del Brennero; alle promesse di ricostruzione in pochi mesi del cosiddetto ponte Morandi; alla nomina e subito dopo alla revoca nonché alle dimissioni di alcuni componenti della commissione ispettiva sul crollo; ai numerosi post pubblicati sui social network anche a seguito di eventi drammatici, che denotano l'assoluta sfrontatezza e superficialità nello svolgimento delle prerogative istituzionali a lui attribuite;