[pronunce]

Sardegna n. 17 del 2023, a decorrere dal 20 dicembre 2023, ha sostituito il termine «pergole bioclimatiche» proprio con quello di «pergotenda», invocato dal ricorrente «come parametro di riferimento utile ai fini dell'individuazione di interventi soggetti a edilizia libera». 3.- In vista dell'udienza pubblica, il ricorrente ha depositato memoria. In via preliminare, il Presidente del Consiglio dei ministri ha confermato l'interesse al ricorso nonostante le modifiche apportate dalla legge reg. Sardegna n. 17 del 2023 alle disposizioni impugnate, non potendosi escludere che queste ultime abbiano trovato applicazione. Nel merito, ha ribadito le difese già spiegate e aggiunto che, benché la normativa regionale non faccia rinvio espressamente al Piano casa, sostanzialmente ne rappresenta una indiretta e parziale promanazione, ma senza limiti temporali e dimensionali e senza, quindi, quel carattere di straordinarietà che lo caratterizzava.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe (reg. ric. n. 35 del 2023) , ha impugnato, tra le altre, varie disposizioni della legge della reg. Sardegna n. 9 del 2023. Riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con il medesimo ricorso, lo scrutinio deve essere qui limitato a quelle proposte con il dodicesimo e quattordicesimo motivo, con cui si censurano diversi articoli contenuti nel Capo XI (recante «Norme in materia di recupero del patrimonio edilizio e urbanistica»), in riferimento agli artt. 9, secondo comma, 117, commi secondo, lettera s), e terzo, e 120 Cost., nonché in riferimento all'art. 3 dello statuto speciale. 1.1.- In particolare, con il primo dei suddetti motivi, lo Stato impugna l'art. 123, commi da 1 a 7 e 11 (relativo agli interventi per il riuso e per il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti), l'art. 124, commi da 1 a 4 (relativo agli interventi di recupero dei seminterrati, dei piani pilotis e dei locali al piano terra), l'art. 125, comma 7 (relativo agli interventi per il riuso degli spazi di grande altezza), l'art. 126, comma 1 (relativo ad opere nelle strutture turistiche recettive), l'art. 127 (recante «Disposizioni edilizie in favore dei portatori di handicap gravi»), l'art. 128, comma 1, lettere a) e b) (che delimita l'ambito di applicazione di tutte le suddette opere edilizie), e l'art. 133 (che detta la disciplina per la «[v]alorizzazione degli immobili della borgata di pescatori di Marceddì»). 1.1.1.- Il ricorrente lamenta l'illegittimità costituzionale delle disposizioni sotto il profilo urbanistico-edilizio: sarebbero violati l'art. 117, terzo comma, Cost., nella materia «governo del territorio» e l'art. 3, primo comma, lettera f), dello statuto speciale nella materia «edilizia ed urbanistica» in relazione all'art. 41-quinquies, commi ottavo e nono, della legge n. 1150 del 1942, al d.m. n. 1444 del 1968, recepito nella Regione autonoma con il decreto assessoriale n. 2266/U del 1983, nonché agli artt. 2-bis e 14 t.u. edilizia. Le disposizioni impugnate consentirebbero - per la generalità degli immobili esistenti, in via stabile e non eccezionale - opere edilizie implicanti aumenti di cubatura con «profonda alterazione degli standard urbanistici» e «in contrasto con il principio fondamentale di pianificazione urbanistica unitaria del territorio». In particolare, le deroghe previste dalle norme regionali opererebbero a prescindere dal loro recepimento in uno strumento urbanistico di tipo attuativo come preteso, invece, dall'art. 2-bis t.u. edilizia. Quanto all'art. 126, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023 - che consente nelle strutture alberghiere la chiusura con elementi amovibili delle verande e tettoie per un periodo massimo di duecentoquaranta giorni -, oltre alla lesione dei suddetti parametri interposti, è denunciato il contrasto anche con l'art. 6, comma 1, lettera e-bis), t.u. edilizia che autorizza, senza titolo abilitativo, le opere temporanee solo se mantenute nel più ridotto periodo di centottanta giorni. 1.1.2.- Dalle doglianze di tipo urbanistico-edilizio, l'Avvocatura dello Stato inferisce la violazione degli artt. 9, secondo comma, e 117, secondo comma, lettera s), Cost.: la previsione di interventi edilizi in deroga alla pianificazione urbanistica per un tempo indefinito danneggerebbe il territorio anche nel suo aspetto paesaggistico e ambientale. 1.1.3.- Infine, sarebbe leso l'art. 120 Cost. «per mancata osservanza dell'obbligo di pianificazione concertata e condivisa». 1.2.- Con il secondo dei suddetti motivi di ricorso, il Governo ha promosso questione di legittimità costituzionale dell'art. 131 della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023 nella parte in cui inserisce il posizionamento delle «pergole bioclimatiche» tra le opere che nel territorio sardo possono essere realizzate in regime di edilizia libera, ai sensi dell'art. 15, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 23 del 1985. La norma regionale - dettata dal comma 1, lettera a), numero 1), del predetto articolo - vulnererebbe l'art. 117, terzo comma, Cost. sub «governo del territorio» e l'art. 3, primo comma, lettera f), dello statuto speciale, nella materia «edilizia ed urbanistica», per il tramite dell'art. 6 t.u. edilizia. Infatti, la norma statale consentirebbe il libero posizionamento di pergolati e pergotende, ma non di pergole bioclimatiche che, in quanto assimilabili alle tettoie, richiederebbero un apposito titolo abilitativo. 2.- In via preliminare, la Regione autonoma Sardegna ha resistito al ricorso sostenendo l'«improcedibilità» tanto del primo, quanto del secondo motivo di ricorso, nonché l'inammissibilità, per diversi profili, di alcune delle questioni promosse. 2.1.- Occorre esaminare con priorità l'eccezione di improcedibilità per intervento dello ius superveniens, tesa a precludere trasversalmente la disamina del merito. Secondo la resistente, le doglianze statali sarebbero state superate per effetto delle modifiche apportate alle disposizioni censurate dalla legge reg. Sardegna n. 17 del 2023. Nello specifico, quanto alle censure di cui al primo motivo, l'art. 4, comma 1, lettera c), numero 2), della novella, modificando l'art. 128 della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023, avrebbe «riportat[o] a sistema la regolamentazione degli standard urbanistici» per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, con tacitazione dei rilievi statali. Quanto al secondo motivo, l'art. 4, comma 2, della legge reg.