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è noto, infatti, che i nostri produttori non riescono a conservare la titolarità dei cosiddetti «diritti secondari». L'attuazione della citata legge n. 122 del 1998 ha prodotto effetti positivi, consentendo lo sviluppo di un settore produttivo ed industriale come quello della fiction , che ha saputo misurarsi anche con la necessità di proporre al pubblico contenuti di qualità rappresentando, pur con visioni diverse e articolate, talvolta anche parziali, la nostra società contemporanea. Di contro, l'impatto delle stesse norme sull'industria cinematografica e audiovisiva indipendente non è stato altrettanto soddisfacente, non avendo raggiunto il principale obiettivo perseguito da quella legge, ovvero la realizzazione dell'alleanza necessaria tra due parti dello stesso sistema. A parità di condizioni, oggi, il settore della produzione non accede ai flussi di valore realizzati e realizzabili con la trasmissione e lo sfruttamento commerciale delle opere. Questa distorsione nell'attuazione delle norme della legge n. 122 del 1998 produce riflessi condizionanti sulle libertà di impresa, come anche sul pluralismo dell'offerta dei contenuti, sulle libertà creative ed editoriali e sulla possibilità di assicurare la massima diffusione alle opere prodotte. Risulta allora difficile, a questo punto, immaginare un rilancio ed uno sviluppo dell'intera filiera cinematografica senza il sostegno di una iniziativa pubblica, che proponga nuove tutele ed incentivi e dia l'opportunità di conciliare la qualità del prodotto con le esigenze di mercato. Il presente disegno di legge intende centrare questo obiettivo, rafforzando e consolidando l'industria cinematografica mediante il concorso dinamico dei soggetti che vi operano, sollecitandoli alla competizione e assicurando il pluralismo dell'offerta cinematografica ed audiovisiva, in Italia e all'estero. A un intervento significativo dello Stato e degli enti di governo territoriali, si ritiene debba affiancarsi un'azione orientata allo sviluppo della produzione culturale da parte di soggetti imprenditoriali che operano nel settore. L'obiettivo del presente provvedimento è quello di costruire le condizioni per la coesione tra i soggetti pubblici e quelli privati intorno all'obiettivo comune dello sviluppo dell'industria cinematografica e audiovisiva. Ciò premesso il disegno di legge si articola in 42 articoli contenuti a loro volta in titoli e capi. Nello specifico il titolo I reca i presupposti e le finalità della legge. L'articolo 1 detta i princìpi fondamentali per il sostegno pubblico del cinema e dell'audiovisivo che sono mezzi di espressione culturale unitaria e nel contempo hanno un ruolo economicamente rilevante per l'economia e lo sviluppo industriale del nostro Paese. L'articolo 2 precisa l'ambito di applicazione della presente legge, i compiti dello Stato e reca le definizioni contenute nella proposta di legge, quali opera cinematografica e audiovisiva, lungometraggio, cortometraggio, opere filmiche o audiovisive di nazionalità italiana, sala ed esercizio cinematografico, film e sala d’essai , prezzo d’ingresso e impegni di programmazione cinematografica. Il titolo II riguarda il Centro nazionale del cinema e delle espressioni audiovisive. Gli articoli dal 3 all'8 si riferiscono all'istituzione del Centro nazionale del cinema e delle espressioni audiovisive, ente di diritto pubblico, dotato di autonomia regolamentare, amministrativa, organizzativa, patrimoniale, finanziaria, contabile, di riscossione e di bilancio. Il Centro svolge una serie di compiti indicati nell'articolo 4, acquisendo le competenze esercitate dalla direzione generale del cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sulle società partecipate dallo Stato e dagli altri enti pubblici nel settore del cinema e delle espressioni audiovisive. Inoltre, gli organi del Centro sono: il presidente, il consiglio di amministrazione, il direttore, il comitato direttivo, il collegio dei revisori dei conti. Il presidente presiede il consiglio di amministrazione e svolge i compiti indicati dalla legge. Il direttore dirige il Centro e coordina le attività degli uffici dirigenziali. Il Centro è composto da direzioni che fanno capo al direttore e che svolgono funzioni di sostegno; presso il Centro sono istituite commissioni di esperti nelle materie. Gli articoli dal 9 al 13 indicano le modalità di reperimento delle risorse. Lo Stato partecipa e sostiene le attività del Centro, sia con lo stanziamento annuale di risorse in apposito fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (per l'anno 2015, sono assegnati al fondo 5 milioni di euro), sia con la quota parte del Fondo unico dello spettacolo spettante alle attività cinematografiche entro il 31 di marzo di ciascun anno. Si istituisce poi un prelievo di scopo sul prezzo d'ingresso alle proiezioni nelle sale cinematografiche, indipendentemente dal metodo di trasmissione e dalla natura del supporto delle opere o dei contenuti cinematografici o audiovisivi che sono rappresentati. Ciò avverrà progressivamente nei successivi tre anni di applicazione dall'entrata in vigore della presente legge. Si istituisce, altresì, un prelievo di scopo per ogni editore di servizi televisivi che abbia sede in Italia ed abbia trasmesso, nel corso del precedente anno civile, una o più opere audiovisive o cinematografiche, nonché per ogni distributore di servizi televisivi con sede in Italia. Si prevede che il Centro rediga una relazione annuale sull'andamento e sulle previsioni dei prelievi di scopo e degli altri proventi ricevuti o a esso assegnati, e trasmetta tale relazione alle Camere entro il 15 ottobre di ciascun anno. Si indicano quali sono i tributi assegnati al Centro, le modalità di calcolo e di riscossione. Il titolo III concerne il Registro del cinema dell'audiovisivo. Gli articoli dal 14 al 17 recano disposizioni in merito alla trasparenza degli atti iscritti nel Registro, e sui ricavi e proventi derivanti dall'uso commerciale e dall'esportazione di opere cinematografiche e audiovisive. Sono definiti inoltre i compiti del responsabile del Registro. Il titolo IV è sulle professioni, attività e imprese. L'articolo 18 definisce i principi generali sulla concentrazione d'impresa in ambito cinematografico e audiovisivo. L'articolo 19 riguarda l'autorizzazione ad esercitare la professione di gestore di sale cinematografiche. L'articolo 20 reca disposizioni per l'installazione e la costruzione di strutture cinematografiche nonché per l’adeguamento tecnologico delle sale. La creazione, l'estensione e la riapertura al pubblico delle strutture cinematografiche devono soddisfare i requisiti di diversità dell'offerta cinematografica, sviluppo culturale del territorio, tutela dell'ambiente e qualità della pianificazione urbanistica e dei sevizi offerti. L'apertura di una nuova sala cinematografica o la ristrutturazione dovranno tenere in considerazione il complessivo impatto sul territorio, in quanto possono influenzarne lo sviluppo non solo economico, ma anche quello legato alla crescita culturale. Gli articoli 21 e 22 riguardano l'omologazione delle sale e gli impegni di programmazione cinematografica. L'articolo 23 definisce l'organizzazione del controllo dei ricavi.