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innanzitutto dire agli amici alleati, ai migliori alleati, gli americani, di non semplificare una cosa complessa come la vicenda ucraina e poi di non regalare la Russia alla Cina. Ebbene, se non capiamo che il 22 febbraio il presidente Putin ha scelto di non affrontare, di non approfondire, di non rivendicare quelle tesi, ma ha preferito le bombe e i bombardamenti, se per tutti noi quello non è uno spartiacque, rischiamo di non comprenderci. Dico con estrema franchezza che l'Europa, il mondo intero, la comunità internazionale hanno avuto il proprio momento di appeasement , di ammorbidimento verso la Russia quando hanno tollerato l'annessione della Crimea. La Russia non ha sparato neanche un colpo e se l'è annessa: eravamo tutti convinti che avrebbe fermato le sue mire espansionistiche. E questo è il risultato. Mi avvio alla conclusione del mio intervento, richiamando alcune tesi, frutto più del tritacarne e della vanità che dell'elaborazione di un pensiero. Negli ultimi quattro mesi abbiamo assistito a tanti, troppi talk show in cui si sono dette delle cose francamente infondate: qualcuno, dopo appena una settimana dall'aggressione, ci indicava, come l'oracolo di Delfi, che la via d'uscita era quella di uscire dall'Unione europea e dalla NATO e nessuno gli ha chiesto cosa stava dicendo. Noi avremmo dovuto denunciare i trattati di alleanza con gli americani e con l'Unione, perché dovevamo intraprendere un percorso da soli, in solitaria, in solitudine. Con chi? Andando da chi? Questo, poi, è diventato elemento di dibattito; sono queste le tesi che vengono propugnate nei programmi televisivi. Signor Presidente del Consiglio, l'aggettivo più garbato che le hanno rivolto è che lei è asservito al potere degli Stati Uniti; uso l'aggettivo «asservito», ma, come lei saprà, ne hanno usato un altro. Per chi ci ascolta, questo Presidente del Consiglio è colui che da Presidente della BCE ha salvato l'euro - guarda caso - contro gli interessi di un'altra moneta che si chiama dollaro. Quando parlate, ragionate, fate collegamenti, invece di fare speculazione. Quello delle armi, poi, è un falso tema, perché l'alternativa a non aiutare gli ucraini, dal primo all'ultimo, è far prevalere la Russia. Quel popolo merita la nostra solidarietà, perché il primo come l'ultimo cittadino, i suoi generali, i suoi funzionari pubblici, il suo Premier, non sono scappati, non si sono fatti corrompere, ma stanno difendendo la loro sovranità. (Applausi) . Per questo siamo qui oggi al loro fianco. Signor Presidente, concludo il mio intervento con un pensiero. Abbiamo parlato di giovani; ho due figli giovani, che guardo e a cui avrei voluto donare la pace, garantire la pace per il loro futuro, peraltro un privilegio di cui noi abbiamo goduto e ci siamo anche dimenticati come l'abbiamo ottenuto. Forse i nostri ragazzi avranno capito due cose: la prima è che la pace e la libertà non sono beni che si possono trasmettere, ma vanno curati e conquistati giorno dopo giorno; il secondo insegnamento è quello di aver detto loro che nella vita mai e poi mai può prevalere il prepotente e soprattutto il violento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Airola. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, abbiamo sentito parlare di problemi economici, abbiamo sentito porre dei problemi, ma non abbiamo sentito delle soluzioni, se non superficiali intenzioni, rispetto a un grandissimo problema, un macigno che si scaglia sulla nostra società nazionale ed europea: la più grande crisi economica degli ultimi cent'anni. Ignorando i dati allarmanti di recessione e di inflazione dell'Istat, si continua con la politica dello struzzo, facendo finta che tutto andrà bene, così da sottovalutare gli interventi e le misure che il Paese avrebbe dovuto già fare da tempo e prepararsi a un lungo periodo in cui dovremo decidere se ci riscaldiamo o se mangiamo, perché le risorse per entrambi i nostri bisogni primari non ci saranno per tutti. Allora le chiedo, presidente Draghi, quali sono le misure economiche previste per sostenere le nostre imprese e i nostri lavoratori, peraltro in parte già indicate dall'Europa. Quali sono gli interventi per dare risposte alla miseria incipiente dei cittadini e delle famiglie? Quali sono gli interventi per aiutare le micro e piccole imprese a rinnovarsi, a investire in ricerca, a trovare soluzioni per svecchiarsi ed affrontare, contrastandolo, l'aumento del costo dell'energia e la siccità, che sta letteralmente prosciugando il Paese? Come aiutare il 92 per cento del sistema produttivo nazionale di piccole e medie imprese cui oggi il sistema bancario ha enormi difficoltà a concedere il credito? Già sapevamo che entrare nel conflitto russo ucraino avrebbe pregiudicato l'approvvigionamento energetico, con gli effetti devastanti di sanzioni e contro sanzioni sulle nostre imprese e sul popolo italiano. E come ha risposto a questa emergenza? Ha risposto riducendo gli interventi a favore delle misure di accesso al credito, anticipando - noi unici in Europa, presidente Draghi - l'eliminazione graduale di un sistema di incentivazione come quello del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, rischiando di far chiudere definitivamente i rubinetti delle erogazioni di finanziamenti già asfittici. È solo grazie al sostegno dello Stato all'accesso al credito, con il fondo di garanzia, che si possono far sopravvivere il lavoro e il sistema produttivo italiano, come fece il Governo Conte- bis con il decreto liquidità: lezione che evidentemente lei non ha imparato. (Applausi) . Le soluzioni proposte sono nuove misure a sostegno di una vera, seria ricapitalizzazione delle micro e piccole imprese italiane, magari utilizzando i meccanismi semplici, con controlli adeguati, e obbligando chi investe a lasciare più denaro sul mercato domestico e a dirottarne meno su quello internazionale. Un vero aiuto può arrivare da investitori istituzionali che oggi, grazie a rendimenti importanti, investono all'estero la maggior parte dei nostri risparmi, sostenendo le economie di tutto il mondo e molto meno quella italiana, che quei risparmi ha loro affidati. Un piccolo inciso sul superbonus per lei e il ministro Franco: avete tagliato la testa all'unico provvedimento che ha fatto rialzare, dopo dieci anni di crisi, il settore dell'edilizia, aumentando il PIL, nel 2021 sul 2022, del 6,6 per cento. Rischiamo, così, di vedere 30.000 imprese sul lastrico. Un consiglio: rimettete in circolo i crediti di imposta e svuotate i cassetti fiscali di imprese con l'acqua alla gola. (Applausi) . Signor Presidente, abbiamo già visto cosa succede a Paesi che si impoveriscono e distruggono il loro tessuto sociale ed economico mentre si è circondati da tensioni internazionali incommensurabili. È dalla Seconda guerra mondiale che dovremmo aver capito cosa significa perdere il controllo di tutte le fonti energetiche e che fine si fa a non seguire gli indirizzi di riconversione energetica rinnovabile indicati da anni dall'Europa. Quello che succede oggi è già successo nella storia.