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Vorrei rilevare, solo a titolo esemplificativo, facendo riferimento al mio territorio, che è quello che conosco meglio, che guardando una cartina della Sardegna con lo stato delle ferrovie, ci si rende conto anzitutto che non c'è elettrificazione. Pensate solo a questo. Inoltre metà della Sardegna, tutta la sua parte orientale, non ha ferrovie. Vivo in un capoluogo di provincia, un piccolo paese, paesone diciamo, di 37.000 abitanti, dove c'è una ferrovia a scartamento ridotto. Stiamo battagliando e cercando, anche attraverso i fondi del PNRR, o comunque attraverso fondi europei che pare ci siano, di metterci alla pari con il resto d'Italia anche sotto il profilo della rete ferroviaria. Ecco, quando parlo di svantaggi dei nostri territori, parlo di questo. Oggi stiamo andando avanti. Ringrazio tutti quanti voi, anche per la volontà che avete dimostrato, per la condivisione di questo importante provvedimento e annuncio ovviamente il voto favorevole da parte del Gruppo di Italia Viva-Partito Socialista Italiano. Sento davvero, in questo momento, di voler chiudere, ancora una volta, con un motto che non è solo del Partito Sardo d'Azione. Il nostro collega, Carlo Doria, lo ripete ad ogni suo intervento e questa volta credo che sia davvero utile chiudere il mio intervento con quel grido che era della Brigata Sassari, che è costato la vita a tanti giovanissimi, ma che riunisce tutti i sardi che si sentono davvero tali all'interno però di un'Italia coesa: Fortza Paris . (Applausi) . LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, siamo alla terza lettura di questo provvedimento di iniziativa popolare che ci porta alla modifica dell'articolo 119 della Costituzione, inserendo un concetto molto importante: il diritto di tutti i cittadini che vivono nelle isole di avere le stesse possibilità e condizioni di vita che hanno i cittadini che vivono sul Continente. Non posso allora che ribadire fondamentalmente quanto abbiamo già detto durante la prima lettura in quest'Aula a novembre del 2021. Questo è un atto importante, che riconosce a questi cittadini la difficoltà di vivere in questi territori, seppur bellissimi. Penso quindi che il provvedimento in discussione possa di fatto sancire i diritti paritetici che devono avere, come quello all'istruzione, alla salute e soprattutto il diritto di poter svolgere la propria attività lavorativa e di vita come gli altri cittadini. Sappiamo che sussistono ancora forti elementi di discriminazione sul piano sostanziale nei confronti delle comunità delle isole, però dobbiamo anche sottolineare che all'interno di tali comunità isolane ci sono condizioni differenti. Mi riferisco a chi vive nelle isole maggiori, come la Sicilia e la Sardegna, rispetto ai cittadini che invece vivono nelle isole minori. Sappiamo quali sono le criticità che si propongono con maggiore frequenza, che credo siano ben note a tutti: i trasporti, l'approvvigionamento idrico, l'assistenza sanitaria, l'istruzione, condizioni abitative e smaltimento dei rifiuti, dissesto idrogeologico e anche la desertificazione demografica, solo per citare le più eclatanti. Se, dunque, si vuole arrestare questo processo di desertificazione delle nostre isole (mi riferisco in particolare a quelle minori, ma comunque ci sono difficoltà soprattutto per i giovani anche per le isole maggiori), dobbiamo attuare degli interventi diretti, concreti. Al riguardo mi chiedo, per esempio, che fine ha fatto la legge quadro sulle isole, che è stata approvata in Commissione e che ancora non mi sembra sia stata attuata concretamente. Pertanto, sicuramente la modifica all'articolo 119 della Costituzione va in questa direzione, ma dobbiamo essere fattivi nel redigere atti amministrativi che aiutino tutti i cittadini che vivono in queste isole e quindi predisporre azioni concrete per rilanciare l'economia. Questo, colleghi, non deve essere considerato un privilegio per questi cittadini, ma l'unico rimedio per compensare le difficoltà di chi vive nelle isole, dove i costi di produzione sono molto più alti che nel resto d'Europa a causa della carenza di infrastrutture; pertanto all'interno di questi territori deve essere attuato anche un piano di progettazione infrastrutturale. Vorrei altresì ribadire un aspetto che ho citato prima. Credo che per onestà intellettuale occorra evidenziare che all'interno dell'insularità ci sono delle differenziazioni tra chi vive nelle due isole maggiori. Ho sentito i miei colleghi della Sardegna e della Sicilia parlare con enfasi di questo, ma dobbiamo pensare anche a chi vive nelle isole minori. Parliamo di circa 150.000 abitanti dispersi in circa 40 isole, perché questa è la configurazione geografica della nostra Nazione. Da questo punto di vista dobbiamo avere un ulteriore occhio di riguardo, perché molto spesso nelle isole minori mancano anche servizi essenziali, scuole, ospedali, pronti soccorso e reti per l'acqua potabile. Credo che, anche grazie al provvedimento in esame, forse ci sarà una maggiore attenzione, che però deve sostanziarsi in atti concreti, con investimenti e con risorse che vadano in queste direzioni. Ciò detto, signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, annuncio il voto favorevole del Partito Democratico al presente disegno di legge di riforma costituzionale, perché per noi si tratta di un atto importante. Dato che siamo in seconda lettura, cercherò di riassumere le ragioni che rendono il percorso parlamentare di questo provvedimento speciale e significativo. Non soltanto siamo dinanzi a una riforma costituzionale, ma per la prima volta siamo di fronte ad una modifica costituzionale che rispecchia interamente i contenuti di una proposta di legge di iniziativa popolare, nata da un comitato promotore che ha fatto pressione in senso positivo sul Parlamento ed è riuscito a portare all'attenzione del Parlamento una questione indubbiamente rilevante. Noi dobbiamo sapere che oggi, in qualche maniera, colmiamo una lacuna e ripariamo quello che può essere definito un torto. Nella riforma costituzionale del 2001, quando fu cambiato il Titolo V, venne tolto qualsiasi riferimento al principio di insularità, che invece era presente nella formulazione originaria della nostra Costituzione, all'articolo 119. Ed era giustamente presente. Quel torto oggi viene sanato. Secondo me, è importante che sia sanato ed è importante che sia sanato nel modo in cui lo facciamo con questa riforma, con la formulazione del nuovo articolo 119, e anche sulla base della discussione che abbiamo fatto per arrivare a tale formulazione. Quel che mi preme dire è che, nella formulazione del nuovo articolo 119, noi non riconosciamo il principio di insularità soltanto perché le isole hanno una particolare vulnerabilità e sono portatrici di svantaggi. Riconosciamo il principio di insularità perché le isole sono portatrici di peculiarità rilevanti, che fanno parte della storia del nostro territorio e della nostra cultura.