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Avendo una superficie di circa 460 chilometri quadrati, e pur essendo tutto territorio montano con comuni situati ad un'altitudine variabile dai 750 ai 1100 metri sul livello del mare, essendo incluso di una provincia, quella di Vicenza, prevalentemente di pianura, lo stesso è considerato territorio di pianura e quindi ad esso non vengono applicati i benefici previsti per i territori montani come per esempio viene fatto per i comuni della montagna bellunese, per i quali la regione ha sempre avuto un occhio di riguardo. Esempio più eclatante: a Feltre, comune sito in provincia di Belluno, ad un'altezza sul mare pari a metri 350 il gasolio da riscaldamento si paga con IVA agevolata, nei comuni dell'Altopiano situati ad un'altezza media di 1.000 metri si paga con IVA intera. Da notare che la particolare collocazione geografica crea inoltre un clima che nel periodo invernale rende l'Altopiano una delle zone abitate più fredde d'Italia. Pur contando alcune vie d'accesso alla Pianura Padana, la sua particolare collocazione lo ha sempre tenuto isolato dal resto del territorio veneto. Analisi storica I primi insediamenti umani risalgono al periodo paleolitico e mesolitico ed i primi abitanti stabili appartengono all'epoca pre-romana, Nella lingua e nella tradizione linguistica locale definita «cimbra» sono state rilevate anche particolarità che sono riconducibili ai Goti o ad altri «barbari», compresa l'influenza longobarda. È invece certo che dalla Germania meridionale sono scesi, intorno e particolarmente dopo l'anno Mille, dei gruppi di famiglie, provenienti per lo più dall'area linguistica Bavaro-Tirolese e probabilmente anche dalla Danimarca in cerca di terre da coltivare, che raggiunsero l'Altopiano per stabilirvisi conservando i propri costumi e la propria lingua, un alto tedesco, parlato ancora oggi. Gli altopianesi hanno sempre avuto un rapporto diretto con la famiglia degli Ezzelini anch'essa d'origine germanica, con cui fu stipulata un'alleanza. Con la caduta degli Ezzelini, all'inizio del 1300, le popolazioni dell'Altopiano si unirono in una federazione tra i comuni, per governare in modo il più possibile autonomo la loro vita e difendere le loro Freiheiten , privilegi o esenzioni fiscali. Secondo la tradizione, il 29 giugno 1310 fu definito lo statuto della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, il cui preambolo esaltava e suggellava come un giuramento lo spirito di solidarietà: «Il bene del popolo è il bene della Reggenza e il bene della Reggenza è il bene del popolo, Dar Wohl de Volkes ist dar Wohl de Regierung un dar Wohl de Regierung ist dar Wohl de Volkes». L'insegna che lo sosteneva e guidava recitava: «Dise saint Siben, Alte Komeun, Prudere Liben», «Questi sono i Sette Antichi Comuni, Fratelli Cari». Terminata l'epopea ezzeliniana, Vicenza tentò più volte di saccheggiare e di impossessarsi delle terre dell'Altopiano: così nel 1327 la federazione dei Sette Comuni, pur mantenendo la propria autonomia amministrativa, passò sotto l'ala protettiva degli Scaligeri di Verona, che l'affrancarono da ogni vincolo di sottomissione rivendicato dal comune di Vicenza. Nel 1387 la Reggenza passò sotto la protezione dei Visconti di Milano, che ne rispettarono lo statuto, ne assicurarono l'autonomia amministrativa, ne riconobbero le esenzioni e i privilegi, denominando gli abitanti dei Sette Comuni «i tedeschi delle montagne del distretto di Vicenza». Il 20 febbraio 1404 secondo il calendario Veneto, ma il 1405 secondo l'attuale, la federazione dei Sette Comuni fece uno spontaneo atto di dedizione alla Repubblica di Venezia. Non fu un atto di sottomissione: in cambio della fedeltà e della sorveglianza ai confini, la Serenissima permise agli altopianesi la libertà di praticare costumi e regole di vita che li rendevano diversi dagli abitanti della sottostante pianura e di mantenere la piena autonomia. Il 22 maggio 1797 il doge Ludovico Manin decretava la fine della Repubblica Serenissima. Il 22 luglio 1797 fu stipulata una convenzione, e con ciò venne evitato lo scontro diretto tra la milizia dei Sette Comuni e le truppe dell'esercito francese forti di 1.200 uomini comandati dal generale Joubert. La convenzione stabiliva la conservazione delle franchigie, l'esenzione dei dazi, il mantenimento in vita del pensionatico, cioè del diritto di pascolo nelle aree demaniali della pianura veneta, e della milizia. Con il tempo, tuttavia, andò crescendo il sospetto che i francesi non intendessero confermare la convenzione del 22 luglio e così ci fu una supplica per riavere la propria autonomia fatta pervenire ad Innsbruck, mediante il conte di Lehrbach, all'imperatore Francesco II d'Asburgo; sopraggiunse invece la pace di Campoformio. Con la cessione di vari territori all'Austria, il 24 febbraio 1798 i quattro delegati dei Sette Comuni giurarono fedeltà ed obbedienza allo stesso imperatore, che già in precedenza aveva ripristinato quattordici membri dell'antica Reggenza, in sostituzione dei ventotto municipali alla francese. Ma con la vittoria dei francesi sull'Austria, il Veneto entrò a far parte dell'Impero napoleonico. Alla Reggenza dei Sette Comuni fu tolto lo status di terra separata e quindi abolita la sua indipendenza e sovranità nel 1807 ed essa fu integrata ai territori occupati dai francesi. L'Altopiano, dunque, è sempre stato autonomo e alleato con chi gli garantiva la sopravvivenza. Analisi etnico-culturale Come già sottolineato, gli abitanti dei comuni dell'Altopiano discendono da un'etnia di popolazioni germaniche provenienti dalla Baviera discese in queste terre intorno all'anno Mille. La cultura e la lingua sono derivate da queste genti, comunemente denominate «cimbri». La lingua altopianese, il cimbro, ossia l'antico alto tedesco, era parlato da tutti gli abitanti fino all'inizio del secolo scorso; dovette essere poi abbandonata per varie cause, prima tra tutte l'imperversare della guerra e la credenza che le genti dell'Altopiano, solo perché parlavano la lingua del nemico, fossero delle probabili spie e per questo correvano il rischio di essere incarcerate. Il ventennio fascista impedì nel modo più assoluto l'uso dell'antica lingua tedesca. Al ceppo dei cimbri altopianesi appartengono anche i cimbri di Luserna e di Lavarone, nel confinante territorio trentino. Analisi socio-economica Per l'Altopiano non esistono possibilità alternative di sviluppo dovute alla sua peculiare posizione geografica, oltre l'artigianato, l'agricoltura, il commercio, il turismo ed il terziario avanzato. I comuni a valle prosperano in una situazione territoriale favorevole e sono quindi avocati ad una forma di sviluppo industriale per noi impensabile per le ragioni descritte sopra. In alcuni comuni il rapporto nati/morti è di quasi uno a cinque. In pratica per ogni nuova nascita vi sono cinque decessi: l'invecchiamento della popolazione supera di molti punti la media nazionale. Perché accade questo?