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Ho visto verbalizzanti che, dopo anni, sono stati costretti a ripercorrere tutte le fasi delle indagini, senza poter semplicemente confermare le complesse informative già rese in istruttoria, salvo naturalmente richiesta di ulteriori approfondimenti da parte degli operatori della giustizia. Non dimentichiamo che attualmente costruiamo due processi: da una parte c'è un processo con gli atti garantiti, nell'istruttoria e nell'indagine, nel caso in cui l'imputato voglia ricorrere ai riti abbreviati o al rito immediato. Se però non si percorre quella strada, lei sa benissimo, signor Ministro, che si va al dibattimento, si annulla tutto e si deve rifare tutto da capo. Sarebbe allora necessaria una scelta strutturale quanto epocale: o un processo inquisitorio garantito o un processo tutto basato sull'oralità, prendendo però tutto l'impianto del processo anglosassone, senza creare qualcosa che prende l'uno e l'altro modello e che naturalmente allunga i tempi del processo. Sarebbe infine necessaria, una volta per tutte, una revisione delle impugnazioni, non solo a livello di secondo grado, ma anche a livello di Cassazione. Concludo con un tema che mi è particolarmente caro: negli ultimi decenni sono stati inferti colpi notevolissimi alle organizzazioni mafiose, ma poiché la criminalità organizzata - come ha detto lei stesso, signor Ministro - mostra doti eccezionali di duttilità, di capacità di adeguamento ai tempi e di sfruttamento di nuove opportunità, l'evoluzione del metodo mafioso tra intimidazione, corruzione ed area grigia deve essere attentamente seguita, per prevenirne gli effetti. Ciò anche sul piano della cooperazione giudiziaria internazionale, che vede ancora non portate ad attuazione alcune Convenzioni sulla criminalità organizzata, come quella del 2000, che addirittura fu firmata a Palermo e che fu voluta da Giovanni Falcone. Quella Convenzione è stata abbandonata e la sua attuazione sarebbe il modo per rivalutare un'attività proficua svolta da magistrati eccellenti, che ancora sono ricordati in tutto il mondo. La prevenzione consapevole, il monitoraggio, l'adeguamento della legislazione antimafia diventano quindi irrinunciabili e strategici. La lotta alle mafie non deve restare uno slogan per le campagne elettorali, deve essere una priorità per il Governo e il Parlamento. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Sergio Cosmai» di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, abbiamo ascoltato con attenzione la sua relazione, che sicuramente era corposa e che immagino lei abbia un po' tagliato, rispetto a quello che era tutto il complesso delle pagine. Io non voglio utilizzare il mio intervento per ribadire quello che molti probabilmente ribadiranno oggi, cioè la questione del cosiddetto spazzacorrotti, che noi chiamiamo spazzagiustizia, e la questione della prescrizione. Vorrei piuttosto concentrare l'attenzione dell'Aula e naturalmente del Ministro, che ha svolto la relazione, su alcune questioni che seguono quel provvedimento e che si collegano poi alle prospettive che pare darsi questo Ministero. La riforma della prescrizione, così come immaginata, dovrebbe entrare in vigore fra un anno, perché - questo almeno è stato dichiarato in tutte le sedi - entro un anno il Ministro e il Governo ritengono di poter fare le assunzioni necessarie per far funzionare la macchina della giustizia. Il Ministro ha fornito alcuni dati, che sono poi abbastanza noti, con riferimento a un leggero miglioramento delle cause pendenti che però non si sa se sia dovuto al fatto che le cause si siano ridotte perché uno non chiede più di andare dal magistrato oppure per altri motivi. Il cuore del problema sono le assunzioni e a noi e al Paese è stato detto che tutto può funzionare nel momento in cui le piante organiche previste per i magistrati vengono colmate e quindi si parte con la politica delle assunzioni. Ora, signor Ministro, noi abbiamo dei dubbi di carattere numerico che sono seri e che rischiano di inficiare tutto il disegno che lei porta all'attenzione dell'Assemblea e soprattutto del Paese, perché la scopertura delle piante organiche è pari a circa l'11,45 per cento, quindi parliamo all'incirca di 1.136 posti vacanti. Ora, non è che lei - in questo momento sto interloquendo con lei, ma mi rivolgo a tutto il Governo - va a riempire le piante organiche, perché noi avremo un aumento del 15 per cento delle tabelle, ma questo non significa che poi i posti saranno tutti riempiti. Lo dico per la semplice ragione che oggi abbiamo un concorso in atto da 330 posti, nel 2017 i posti erano stati 320 ed erano stati 360 nei due anni precedenti e poi, nei prossimi due anni, da quanto si legge nella legge di bilancio (che sappiamo come è stata approvata), i posti saranno solo 200, quindi, in realtà, rimarremo allo stesso livello di oggi, con dei posti in più da coprire all'interno delle piante organiche. Perché ho fatto questo ragionamento? Non per buttarmi in un ragionamento matematico, che non è mai stato la mia passione o la mia forza, ma per dire che il programma che lei ha in testa, rispetto alle riforme che si devono fare, non ha alcuna possibilità di andare in porto e rischia anzi di creare dei danni, per il semplice motivo che questi organici non sono riempiti sulla base di quello che noi leggiamo nella legge di bilancio. Si tratta di una questione sostanziale, dal momento che la giustizia non funziona perché non ci sono abbastanza magistrati, cancellieri e assistenti. Ho sentito l'idea di fare un ufficio di prossimità: francamente, signor Ministro, io prima metterei a posto i magistrati, i cancellieri e anche i magistrati onorari. Li chiamiamo onorari, ma sono un problema che va risolto, perché si tratta di risorse a disposizione, senza le quali potremmo inorridire al pensiero di quello che ci aspetta alla luce delle riforme fatte. Signor Ministro, l'altra questione che voglio sottoporre alla sua attenzione, perché importante, riguarda l'esigenza di una visione globale. Per cortesia, chiudiamo la fase degli interventi come quello di ieri nelle Commissioni riunite 1ª e 8ª, dove ci siamo trovati a esaminare, nell'ambito del decreto semplificazioni, norme sulla donazione, che toccano il diritto di legittima. Lei ci ha detto che state lavorando alla riforma del processo civile e del processo penale: come si fa a inserire all'interno di un decreto di urgenza, volto a semplificare, norme corpose in materia di donazione, che toccano la pelle viva della gente? Invito la maggioranza a consentire un approfondimento di natura diversa su questo aspetto, visto che si tratta di una modifica del codice civile, tralasciando quanto abbiamo visto in tema di modifica del codice penale, di cui magari si parlerà. Non so se a pensare queste cose sia lei, il Governo o altri; spero non le pensi proprio lei, ad ogni modo presumo che lei si assuma una responsabilità e le chiedo: