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Tutte queste cause stanno portando migliaia di cittadini a trasferirsi nelle Regioni del Nord Italia in cerca di opportunità economiche migliori e minori costi di impresa, determinando in tal modo lo spopolamento dei territori insulari, in particolare delle aree interne e io ne sono testimone diretto. Allo stesso modo, tutti noi ricordiamo il dibattito scaturito a seguito delle segnalazioni dei pendolari isolani sul caro-voli durante le festività, un problema anch'esso strutturale del nostro Paese, al quale il Governo Conte 2 tentò di porre rimedio con misure specifiche per i residenti siciliani e sardi. In particolare, con riguardo ai diritti di continuità territoriale dei siciliani, si richiese che fosse assentito un regime di riduzione del costo dei trasporti aerei e marittimi, come avviene già per la Sardegna, anche mediante la predisposizione delle necessarie risorse finanziarie. Colleghi, questo e tanti altri aspetti della vita giornaliera di ogni abitante delle isole non possono essere gravati da costi aggiuntivi che penalizzano la loro vita quotidiana. Ecco perché questi altri provvedimenti - penso anche al disegno di legge istitutivo delle zone franche montane in Sicilia, fermo in Commissione finanze del Senato anche a causa dell'indisponibilità da parte del presidente Musumeci e dell'assessore Armao ad individuare le somme da destinare a questo specifico disegno di legge - più che mai oggi rappresentano una priorità per dare ai nostri territori una prospettiva di crescita, contrastando il decremento demografico e la desertificazione economica, accelerati dall'emergenza sanitaria e, per ultimo, dall'attuale crisi geopolitica. Colleghi, oggi voglio considerare questo passaggio parlamentare come il primo atto di un percorso diretto a compensare la condizione di insularità e necessario a far fronte al divario e agli oneri occulti che gravano su ogni cittadino o impresa residente nelle isole, dando così una risposta ai cittadini italiani che affrontano difficoltà strutturali e permanenti proprie di tali territori, tali da comportare costi aggiuntivi che gravano sulle loro prospettive di crescita e su quelle delle generazioni future. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Poiché il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica, passiamo alla votazione finale. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, care colleghe e cari colleghi, cercherò di impegnare il minor tempo possibile su questo tema, anche se mi rendo conto che oggi stiamo facendo un ulteriore passo avanti per il raggiungimento di un traguardo che chi abita nelle isole - come me - e chi conosce le condizioni in cui vivono gli isolani sa essere un traguardo storico. Da anni ci si proponeva di superare gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità e oggi finalmente si intravede, appunto, la striscia del traguardo e auspichiamo che in tempi brevissimi, dopo l'approvazione odierna in Senato, si arrivi anche all'approvazione alla Camera. Credo sia doveroso associarmi ai ringraziamenti che sono stati già fatti dalla collega Evangelista in precedenza, perché questo provvedimento, auspicato da tanto tempo, oggi inizia a delinearsi nella sua interezza, e devo ammettere che lo dobbiamo alla caparbietà del compianto assessore regionale Frongia, che ha seguito passo passo l'avvio dell' iter , e anche ai suoi colleghi di partito: gli ex parlamentari Massimo Fantola e Michele Cossa, ai quali davvero tutti noi dobbiamo un ringraziamento. Ringraziamento che credo debba essere formulato da parte mia anche ai colleghi sardi che hanno seguito il provvedimento: mi riferisco in particolare all'onorevole Floris con cui ho parlato ieri sera, che, purtroppo, per motivi di salute non è presente oggi in Aula, che era tanto dispiaciuto di non poter partecipare a quello che noi sardi sentiamo come un provvedimento davvero molto importante, perché forse si stanno creando le condizioni per colmare quel divario del quale ci lamentiamo in continuazione; è diventato quasi un tormentone il fatto di piangersi addosso per il divario esistente. Noi sardi in particolare - ma è siciliani non sono da meno, e gli isolani in genere - siamo persone dal carattere forte; persone abituate a lavorare a testa bassa e a non pretendere mai troppo. E voglio sottolineare ancora questo aspetto. Inizialmente si era pensato da parte di alcuni che si stesse chiedendo una corresponsione di danaro: non si chiede questo. Si chiede semplicemente il rispetto di quelle condizioni sostanzialmente paritarie che erano state ideate dai Padri costituenti, che pensavano alla coesione nazionale e alla parità di trattamento di tutte le Regioni, dal Nord al Sud, isole comprese, come si è soliti dire. Bene, con questo provvedimento gli isolani non stanno chiedendo danaro; chiedono semplicemente di colmare quegli svantaggi con i quali abbiamo a che fare quotidianamente. Badate, dico abbiamo coinvolgendo tutti voi, perché quegli svantaggi sono gli stessi che dovete affrontare nel momento in cui decidete di venire, per esempio, in Sardegna, e sapete perfettamente - se ne parla quotidianamente sui giornali - quali sono i costi che vanno affrontati per raggiungere la Sardegna. Il problema della continuità territoriale della Sardegna - che, guarda caso, in Corsica è stato affrontato e risolto in tempi brevi - è ancora campato per aria. Crediamo che questo sia il primo vero passo perché si possa arrivare ad assicurare continuità territoriale non solo delle persone, ma anche delle merci tra la Penisola e la Sardegna, che consenta in buona sostanza lo sviluppo economico. Insomma, chiediamo di partire dalle medesime condizioni di tutte le altre Regioni d'Italia. Questo è il percorso che il provvedimento al nostro esame intende avviare ed è per questo motivo che sono molto soddisfatto. Questa mattina, quando ancora ero indeciso se intervenire o no, ragionavo che effettivamente - non mi vergogno a dirlo - è anche con un po' di emozione che affronto questo momento, che per gli isolani può definirsi davvero storico. Avere l'opportunità, grazie al mandato parlamentare che mi è stato conferito, di partecipare a questo momento mi riempie oggettivamente di soddisfazione e anche di orgoglio. Come ho già detto, i divari e le differenze sono tanti. Ovviamente, quando saremo tutti davvero sullo stesso piano grazie alle misure che lo Stato, il Paese, il Governo nazionale dovranno adottare anche nei confronti dei territori insulari per colmare i divari di cui ho parlato, toccherà a noi, alla nostra voglia di lavorare e di fare, metterci sullo stesso piano e raggiungere gli obiettivi di cui da tempo ci facciamo carico, ma che abbiamo oggettive difficoltà a raggiungere. È un momento molto particolare, ma credo che tutti quanti voi abbiate compreso l'importanza di questo ragionamento. Come detto, in nome di quella coesione nazionale che spesso sbandieriamo, ma che altrettanto spesso dimentichiamo, dovremmo invece farci carico tutti insieme e capire l'importanza del provvedimento che andiamo ad approvare. Mi auguro anche che, in tempi brevissimi, ci sia l'approvazione da parte della Camera, per poter poi partire tutti insieme per il miglioramento dell'economia, non solo locale, ma anche nazionale. Sicuramente potremo raggiungere i risultati che speriamo.