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È vietato ai mezzi di informazione, comunicazione e divulgazione pubblicitaria diffondere pubblicità che offrono rappresentazioni discriminatorie di uomini e donne. 2. È vietato utilizzare l'immagine della donna a fini pubblicitari in modo vessatorio, discriminatorio, sessista o, comunque, lesivo della sua dignità». 4 (Pubblicità sessista come pratica commerciale scorretta e nociva) 1 L'uso di pubblicità sessiste e discriminatorie nelle pratiche commerciali e nella promozione dei propri prodotti o servizi da parte di soggetti pubblici o privati, persone fisiche o giuridiche, in violazione del divieto di cui all'articolo 1- bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, introdotto dall'articolo 3 della presente legge, è in contrasto con l'articolo 41, secondo comma, della Costituzione e costituisce una tipologia di pratica commerciale scorretta e nociva ai sensi della parte II, titolo III, capo II, del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, come da ultimo modificato dal presente articolo. 2 Alla parte II, titolo III, capo II, del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, dopo l'articolo 26 è aggiunto il seguente: «Art. 26- bis. - (Pratiche commerciali lesive della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e del processo formativo dei minori). – 1. È considerata lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori la pubblicità che: a) utilizza la figura femminile come strumento passivo di esaltazione di tipologie di prodotti di cui le donne stesse siano, implicitamente o esplicitamente, indicate come dirette consumatrici o responsabili dell'acquisto; b) utilizza la figura femminile come elemento puramente accessorio e decorativo di altre immagini nella promozione di prodotti destinati ad altri soggetti, e in particolare ai consumatori di sesso maschile; c) inserisce la figura femminile in contesti nei quali essa è un soggetto passivo diretto da voci fuoricampo, in prevalenza maschili; d) propone la figura della donna come oggetto di sfruttamento o come soggetto destinato a svolgere ruoli umilianti e lesivi della sua dignità; e) propone immagini parziali e disumanizzanti del corpo femminile, rendendolo un oggetto analogo a quelli di cui si promuove la vendita; f) mostra figure femminili sottoposte a violenza, sopraffatte dalla forza fisica o psicologica di altri o vittime di abusi; g) allude alla sessualità femminile come merce o come mezzo di sollecitazione al consumo di merci; h) si rivolge ai minori esponendoli a messaggi di contenuto violento, razzista, xenofobo, erotico o pornografico, o ha caratteristiche di ossessivo incitamento ai consumi o sminuisce le figure familiari e sociali di riferimento per minori o adolescenti; i) si serve dei minori, o a loro si rivolge, per pubblicizzare beni e servizi che non li riguardano direttamente. 2. Sono considerate, in ogni caso, lesive della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nocive per il corretto sviluppo dei minori le pubblicità che recano comunque offesa alla dignità di uomini e donne». 5 (Competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato) 1 Le attività di monitoraggio e di controllo sull'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge, nonché la titolarità del procedimento istruttorio e sanzionatorio per la violazione delle medesime disposizioni, sono conferite, in via esclusiva, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, di seguito denominato «Autorità». 2 L'articolo 10, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, è sostituito dal seguente: « 2. L'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è organo collegiale costituito dal presidente e da sette membri, nominati con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il presidente è scelto tra persone di notoria indipendenza che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilità e rilievo. Quattro dei sette membri sono scelti tra persone di notoria indipendenza tra magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei conti o della Corte di cassazione, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche, avvocati iscritti nell'albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori, ed effettivamente patrocinanti da almeno cinque anni, e personalità provenienti da settori economici dotati di alta e riconosciuta professionalità; i rimanenti tre membri sono scelti tra professori universitari ordinari, di prima o seconda fascia, specialisti in problematiche di genere, di scienza dell'educazione e della formazione, di scienze della comunicazione, di psicologia sociale, di psicologia dello sviluppo o di sociologia». 3 L'Autorità, entro trenta giorni dal suo insediamento nella composizione derivante dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2, adotta un apposito regolamento per la regolamentazione della procedura istruttoria in materia di pubblicità sessista, lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori. 4 Nell'ambito delle finalità di cui all'articolo 1, l'Autorità ha il potere di adottare provvedimenti impeditivi o interruttivi della diffusione di pubblicità, nonché sanzionatori, nei confronti dei soggetti che pongono in essere pratiche commerciali sessiste, lesive della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nocive per il corretto sviluppo dei minori, realizzando, utilizzando o veicolando, con qualsiasi mezzo di informazione e di comunicazione, le pubblicità di cui all'articolo 2. 5 L'Autorità monitora il settore pubblicitario a fini commerciali, riceve e decide reclami e segnalazioni inviati da singoli cittadini consumatori, da soggetti portatori di interessi diffusi in materia di tutela dei diritti dei minori e di tutela dei diritti e della dignità della donna, costituiti in associazioni o in comitati, nonché da ogni pubblica amministrazione che vi abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali. 6 L'Autorità ha, altresì, il compito di: a adottare ogni utile iniziativa affinché il sistema dei media e radiotelevisivo, pubblico o privato, svolga un'azione di sensibilizzazione al rispetto della diversità di genere e della dignità delle donne, finalizzata a una corretta rappresentazione della figura e del ruolo delle donne medesime e alla rimozione di stereotipi sessisti o comunque lesivi della loro dignità; b curare l'istituzione e la pubblicazione di un annuario delle aziende sanzionate per violazioni alle disposizioni di cui alla presente legge; c promuovere la cooperazione tra le associazioni di categoria, le organizzazioni femminili e le organizzazioni non governative operanti all'interno dell'Unione europea nel settore della pubblicità e dei mezzi di comunicazione per la diffusione e per l'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge; d certificare, su richiesta degli autori o delle imprese in favore delle quali la pubblicità è realizzata, la conformità della stessa pubblicità alle disposizioni di cui alla presente legge, mediante il conferimento di un apposito segno distintivo. 7