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b) disporre l'abrogazione della disciplina in materia di proroghe e rinnovi di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l'esercizio delle attività turistico-ricreative, nonché di quelle per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti d'ormeggio, confliggente con il diritto dell'UE; c) prevedere che, indipendentemente dal riordino del quadro normativo in tema di concessioni demaniali marittime, le Pubbliche Amministrazioni provvedano alle procedure di affidamento, tenendo conto che oltre il 31 dicembre 2023 le concessioni in essere saranno prive di effetto, - favorire la massima partecipazione delle microimprese e piccole imprese, e prestare adeguata considerazioneall'offerta che presenti elevati livelli di sostenibilità, certificata secondo la norma UNI ISO 13009:2018 e norme UNI ISO simili; - valorizzare la"tutela del paesaggio", intesa anche quale diritto alla "tutela visiva del mare", atteso che la visione del mare dalla pubblica via integra un elemento da tutelare ai fini turistici e paesaggistici, con conseguente divieto di compressione di tale diritto a causa di edificazioni continue sui beni demaniali marittimi; d) provvedere, anche mediante delega al Governo, alla riforma del sistema delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative, prevedendo l'affidamento delle concessioni sulla base di procedure selettive nel rispetto dei principi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, nonché valorizzazione di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori, della protezione dell'ambiente e della salvaguardia del patrimonio culturale, e delle ulteriori indicazioni fornite dal Consiglio di Stato nelle sentenze sopra richiamate. 11) si valuti l'opportunità di assegnare al Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili le risorse necessarie al superamento delle criticità riscontrate dalla Corte dei conti nella relazione richiamata in merito alla funzionalità del SID. In particolare, è necessario implementare e ottimizzare le funzionalità del SID, attraverso: a) la standardizzazione e semplificazione dei processi di caricamento delle informazioni, comprese quelle relative ai canoni di concessione dovuti e incassati, e quelle necessarie all'attivazione della riscossione coattiva, così da assicurare l'interrogazione dei dati da parte dei diversi enti gestori e rendere completamente automatico l'intero processo di riscossione; b) l'inserimento dei dati relativi alle caratteristiche geomorfologiche della spiaggia e delle sue componenti biologiche ai fini della sua gestione integrata e sostenibile sia per scopi turistici che di protezione della biodiversità ivi presente; c) la disponibilità di personale adeguatamente formato sia per la gestione e manutenzione del SID che per il caricamento dei dati. Allegato SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2533 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di competenza, premesso che: il disegno di legge in titolo reca un complesso di misure per il contrasto della diffusione della peste suina africana (PSA); ricordato che: nelle Regioni Piemonte e Liguria, dal 7 gennaio 2022, è stata accertata nelle popolazioni di cinghiali la presenza della PSA, con un numero di casi confermati pari a 46 alla data del 28 febbraio 2022, e che la PSA è una malattia virale, non trasmissibile all'uomo, altamente contagiosa, che colpisce i suidi, domestici e selvatici, spesso in modo letale; considerato che: l'articolo 1, prevede l'adozione di piani regionali o delle province relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della PSA nei suini da allevamento e nei cinghiali e definisce le procedure e le competenze per l'attuazione dei medesimi piani, ivi comprese le attività relative agli animali abbattuti, e demanda ad un decreto ministeriale la definizione dei parametri tecnici di biosicurezza per gli allevamenti suinicoli; i piani regionali, ai sensi del comma 4, del medesimo articolo 1, sono adottati previo parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e del Centro di referenza nazionale per la peste suina. Tali pareri devono essere resi entro venti giorni dalla richiesta dell'ente territoriale. Il medesimo comma, in considerazione dei gravi rischi di diffusione della peste suina africana e dell'esigenza di adottare con urgenza sistemi di controllo della specie cinghiale, esclude che i piani in oggetto siano sottoposti a valutazione ambientale strategica e a valutazione di incidenza ambientale; resta fermo il rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di valutazione ambientale; il comma 1, dell'articolo 2, prevede la nomina di un Commissario straordinario con compiti di coordinamento e monitoraggio delle azioni e delle misure poste in essere per prevenire e contenere la diffusione della PSA. La nomina ha luogo con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari regionali e le autonomie. i compiti del Commissario straordinario, ai sensi del comma 2, sono i seguenti: a) coordina i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio, le strutture sanitarie pubbliche, le strutture amministrative e tecniche regionali nonché gli enti territorialmente competenti per le finalità di cui all'articolo 1; b) verifica la regolarità dell'abbattimento e distruzione degli animali infetti e dello smaltimento delle carcasse di suini nonché le procedure di disinfezione svolte sotto il controllo della ASL competente; per l'esercizio dei propri compiti, ai sensi del comma 4, il Commissario straordinario si avvale del supporto dell'Unità centrale di crisi del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro malattie animali, istituito presso il Ministero della salute; l'Unità è allo scopo integrata con un rappresentante dell'ISPRA e un rappresentante del Ministero della transizione ecologica; Il Commissario straordinario si avvale altresì degli enti del Servizio sanitario nazionale e degli uffici competenti in materia di malattie animali delle pubbliche amministrazioni indicate dal comma 5; il comma 6 prevede che il Commissario straordinario, nell'ambito delle funzioni al medesimo attribuite dall'articolo in esame e al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli e far fronte a situazioni eccezionali, possa adottare con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento e del principio di proporzionalità tra misure adottate e finalità perseguite. Tali provvedimenti sono immediatamente comunicati alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome e alle singole regioni di volta in volta interessate; il Commissario straordinario opera per un periodo di dodici mesi, prorogabile con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (emanato secondo la medesima procedura prevista per il decreto di nomina) per un ulteriore periodo di dodici mesi (comma 7). Sull'attività del Commissario, il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero un Ministro da lui delegato riferisce periodicamente al Parlamento;