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Appena letti i giornali, ho chiesto subito di acquisire informazioni presso l'ufficio interessato proprio per le ragioni che lei diceva, informazioni che sembravano alludere a una compressione seria dei diritti di difesa. In realtà, immediatamente per le vie brevi l'ufficio interessato mi ha fornito i chiarimenti richiesti, consentendo di escludere la fondatezza di quella notizia, cioè di escludere che la cancelleria della procura abbia chiesto alle parti la somma di 750.000 euro. È vero, come abbiamo detto, che la mole degli elementi probatori è enorme e che è stato approntato un software appositamente per poter accedere ed utilizzare tutta questa mole di documentazione raccolta anche tramite il personale della Guardia di finanza, tuttavia le parti del processo hanno avuto la possibilità di consultare ed estrarre copia di tutta la documentazione raccolta e riversata nel fascicolo del pubblico ministero secondo i costi e le vigenti tariffe dei diritti di copia, che ammontano a 323 euro per ogni supporto informatico su cui è stata riversata la documentazione. Ciò significa che il costo massimo sostenuto da una delle parti che aveva chiesto l'acquisizione integrale della documentazione è stato pari complessivamente a 7.000 euro, che certo è una somma considerevole, ma ben lontana da quei 750.000 euro che avete riportato nella vostra interrogazione secondo quanto emerso dalla stampa. A quel punto, ci siamo chiesti quale fosse l'origine di una cifra così diversa. In proposito, non abbiamo delle evidenze chiare, ma la possibile spiegazione che ci è stata fornita dalla procura di Genova è che quella cifra possa corrispondere alla stima effettuata da una società informatica di cui si è avvalso uno degli imputati per analizzare il complessivo volume dei dati informatici, dunque non si tratta dei diritti di copia, ma corrisponderebbe ad un costo ipotizzato dal consulente informatico di uno degli imputati per analizzare la documentazione. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Evangelista, per due minuti. EVANGELISTA (IV-PSI) . Sono molto soddisfatta della risposta della Ministra. Apprendiamo che la notizia non era vera, o meglio abbiamo appreso i termini reali in cui questa cifra è stata richiesta. Naturalmente mi unisco alla Ministra nell'abbraccio, nella solidarietà e nella vicinanza alle vittime di questo enorme disastro. PRESIDENTE . La senatrice D'Angelo dovrebbe illustrare l'interrogazione 3-03438. Vedo però che non è in Aula, non me ne ero accorto. Non capita spesso. Passiamo all'interrogazione successiva. GRANATO (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, premetto che per quanto risulta all'interrogante, il questore di Caserta ha avviato due procedimenti disciplinari per la destituzione, cioè il licenziamento, a carico di Antonio Porto, agente scelto della Polizia di Stato, il quale nel periodo gennaio-marzo 2022, nella qualità di segretario generale provinciale di Caserta dell'organizzazione sindacale «Libertà e Sicurezza Polizia di Stato», su mandato della sua segreteria nazionale, ha rilasciato interviste, redatto volantini e messo in atto numerose iniziative a difesa del diritto al lavoro e della libera scelta degli appartenenti alla Polizia di Stato di non sottoporsi alla vaccinazione obbligatoria anti-Covid-19 con relativa sospensione del diritto a svolgere l'attività lavorativa come previsto dall'articolo 4- ter del decreto-legge del 1° aprile 2021, n. 44. Considerato che, nonostante venga riconosciuto che Antonio Porto si sia sempre presentato in qualità di segretario generale, per la provincia di Caserta, del sindacato «Libertà e Sicurezza Polizia di Stato» e che sia sempre apparso con il nickname «Antonio Porto LeS-Polizia di Stato», il questore di Caserta ha deciso di avviare i procedimenti disciplinari citati per la destituzione a seguito dell'attività sindacale effettuata dal signor Porto. Occorre valutare che nel periodo in questione Antonio Porto era sospeso dal diritto a svolgere attività lavorativa senza aver diritto alla retribuzione, né altro compenso o emolumento comunque denominati e che tale periodo, dunque, non era utile ai fini previdenziali, di anzianità di servizio e per la maturazione di classi o scatti economici o per l'avanzamento, non concorrendo peraltro alla maturazione del congedo ordinario, con il ritiro della tessera di riconoscimento, della placca dell'Arma in dotazione individuale e manette. L'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 737 del 1981 stabilisce che l'appartenente ai ruoli dell'amministrazione della pubblica sicurezza che viola i doveri specifici e generici del servizio e della disciplina indicati dalla legge, dai regolamenti o conseguenti all'emanazione di un ordine, qualora i fatti non costituiscano reato, commette infrazione disciplinare ed è soggetto alle seguenti sanzioni: richiamo orale, richiamo scritto, pena pecuniaria, deplorazione, sospensione dal servizio, destituzione. Le predette sanzioni devono essere graduate. Si chiede pertanto di sapere se, ad avviso del Ministro in indirizzo, possano essere avviati i procedimenti disciplinari descritti dal momento che il lavoratore, a seguito dell'avvio di altro procedimento disciplinare, risultava, alla data delle contestazioni, sospeso dal servizio; se il questore di Caserta potesse avviare i medesimi procedimenti disciplinari a carico di un soggetto che ha espresso le proprie opinioni; se non si reputi opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di emanare una circolare di indirizzo alle competenti autorità amministrative volta a ribadire i principi giuridici di cui alle sentenze della Corte di cassazione n. 11436 del 1995 e seguenti, secondo cui il dipendente rappresentante sindacale si trova in posizione paritetica con il datore di lavoro quando esercita il suo diritto di critica nei limiti della continenza, ragion per cui l'espressione di una libertà costituzionalmente garantita dall'articolo 39 non può essere sanzionata disciplinarmente. PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, gli onorevoli interroganti chiedono chiarimenti in merito all'instaurazione di due procedimenti disciplinari, tuttora in corso, a carico di un agente scelto della Polizia di Stato in servizio presso la questura di Caserta. L'agente in questione, nell'ambito di un programma trasmesso in diretta radio, TV, web e social network , dopo essersi qualificato quale segretario generale provinciale, per la Provincia di Caserta, del sindacato di polizia «Libertà e Sicurezza Polizia di Stato» ha reso dichiarazioni pubbliche in relazione ai provvedimenti adottati dal Governo per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid gravemente in contrasto con i doveri cui è tenuto il personale della Polizia di Stato, esprimendo nella circostanza considerazioni lesive dell'onore del Presidente del Consiglio dei ministri e dei membri dell'Esecutivo e del Parlamento. Per questi fatti il questore di Caserta, in data 18 febbraio 2022, ha instaurato un procedimento disciplinare con contestazione della sanzione disciplinare e della destituzione dal servizio.