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Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020. Onorevoli Senatori . – Il decreto reca alcune misure necessarie ed urgenti nei settori di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali. L'articolo 1, intervenendo sul tema dei rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato presso le fondazioni lirico-sinfoniche, mira a garantire la prosecuzione delle loro attività istituzionali (di rilevante impatto economico per il nostro Paese) e un rilancio in termini di programmazione e di sviluppo, adeguando, con urgenza, il sistema legislativo nazionale relativo al lavoro a tempo determinato nelle fondazioni lirico-sinfoniche (enti di diritto privato) con le norme dell'Unione europea. L'intervento si rende necessario e urgente a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 25 ottobre 2018 (causa C-331/17), che ha rilevato una situazione di inottemperanza dell'ordinamento italiano, in particolare delle norme in materia di contratto a tempo determinato nelle fondazioni lirico-sinfoniche, rispetto a quanto stabilito dalla clausola 5 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999. Il comma 1 interviene operando modifiche sull'articolo 29 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 ( Jobs Act ). Al citato articolo sono aggiunti i commi 3- bis e 3- ter . Le nuove disposizioni sono volte a consentire alle fondazioni lirico-sinfoniche di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, di predisporre una programmazione dell'attività artistica adeguata, definendo meglio la propria dotazione organica, allo scopo di rafforzarla – ove occorre e sia sostenibile – e valorizzarla in modo appropriato. L'intervento assolve alla funzione di formalizzare lo stretto legame tra il livello di personale a disposizione di ciascun ente e gli standard qualitativi e quantitativi della produzione artistica da esso realizzata. Si intende impedire la predisposizione di programmazioni artistiche di carattere ordinario che si manifestino da principio come incompatibili con le risorse umane di cui la fondazione può avvalersi. Al contempo si intende addivenire a dare vita ad un implicito obbligo di assicurare livelli qualitativi e quantitativi della produzione commisurati al personale stabilmente impiegato dall'ente. Il comma 3- bis riconosce che particolari e specifiche esigenze determinate dalla eterogeneità delle produzioni ovvero dalla sostituzione temporanea di altri lavoratori possano, in effetti, giustificare l'instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato da parte delle fondazioni, purché con contratto scritto sotto pena di nullità. Detta norma prescrive altresì che il contratto di lavoro a termine riporti in modo espresso, sempre a pena di nullità, le ragioni giustificatrici dell'assunzione come tipizzate dalla norma. La disposizione estende tali condizioni di ricorso al tempo determinato anche ai casi di rinnovo o proroga dei contratti del medesimo tipo, fissando altresì, ai sensi della clausola 5, n. 1, lettera a) , dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, la durata massima di 48 mesi totale dei contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato successivi. La norma riconosce l'autonomia delle parti sociali, in conformità con la clausola 5, n. 1, lettera b) citata (e in analogia con l'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81), nel fissare una diversa durata massima dei contratti di lavoro successivi. Si ribadisce, infine, l'opportunità di conservare un regime di carattere derogatorio per le attività stagionali, per le quali il carattere della eccezionale transitorietà della prestazione è da ritenersi presunto ope legis . Il comma 3- ter esplicita con finalità ricognitive una regola già desumibile dal comma 19 dell'articolo 11 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, e dall'articolo 40, comma 1- bis , del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69. Detta regola presidia la necessità inderogabile di garantire l'effettiva corrispondenza tra l'assunzione del personale (di qualunque categoria, artistica e non) e il fabbisogno necessario all'esercizio di funzioni pubbliche di interesse nazionale da parte delle fondazioni, riconoscendo espressamente che la violazione di norme inderogabili riguardanti la costituzione, la durata, la proroga o i rinnovi di rapporti di lavoro subordinato da parte delle fondazioni lirico-sinfoniche, ivi comprese le ipotesi di mancata o inadeguata indicazione delle esigenze riconosciute nel comma 3- bis , di mancata indicazione del termine o di superamento dello stesso, nonché di assenza della forma scritta, non comporta in ogni caso la trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato ma dà causa soltanto al risarcimento del danno. Il comma 2 interviene operando modifiche sull'articolo 22 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367. Al citato articolo è sostituito il comma 2 e sono aggiunti i commi da 2- bis a 2- decies . Tali regole fissano il regime applicabile all'atto di costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato da parte delle fondazioni, in conformità agli scopi di rilevante interesse pubblico perseguiti da questi enti, dotati di forma privatistica ancorché di natura peculiare. Il nuovo comma 2 dell'articolo 22 esplicita che le fondazioni sono tenute al previo esperimento di procedure selettive pubbliche, nel rispetto di quanto stabilito dai principi nazionali ed euro-unitari di cui anche all'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Mediante l'adozione di appositi provvedimenti, le fondazioni stabiliscono criteri e modalità per il reclutamento, conformi ai menzionati principi. In caso di mancata adozione dei provvedimenti generali di disciplina delle procedure assunzionali è prescritta la diretta applicabilità del citato articolo 35, comma 3. Ai provvedimenti in parola si applica un regime di pubblicità sul sito istituzionale dell'ente assistito da misure sanzionatorie. Il comma 2- bis sanziona con la nullità di pieno diritto i contratti di lavoro stipulati in difetto dei provvedimenti, dei principi e delle procedure ora richiamate. Il comma 2- ter stabilisce il procedimento per l'adozione delle dotazioni organiche da parte di ciascuna fondazione lirico-sinfonica.