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Signor Presidente, senatrici e senatori, Governo, intervengo per esprimere una valutazione positiva del Gruppo Italia Viva sul provvedimento in esame per tutte le ragioni espresse nei precedenti interventi, visto che il disegno di legge è stato ampiamente condiviso durante i lavori di Commissione. È stato condiviso soprattutto dal punto di vista dei lavori e dell'obiettivo finale, perché era ed è un tema, quello degli enti locali, che trattato in questo modo non può che vederci uniti. È infatti una questione di esercizio reale della democrazia, come veniva detto prima, dal momento che l'articolo 1 prevede l'abbassamento del quorum nel caso in cui venga presentata una sola lista. Questo non è un tema che vuole semplificare le elezioni di un sindaco; meglio, vuole far quello perché in molti casi, laddove non si trovano delle candidature e non si riesce a creare una contrapposizione tra due o più liste, vi è la necessità di salvaguardare la possibilità che anche una sola lista possa portare all'elezione del sindaco, riducendo il quorum di partecipazione. Prima era del 50 per cento, ora viene spostato al 40, sottraendo agli iscritti i residenti all'estero iscritti all'AIRE che non partecipano al voto, così consentendo di sottrarre quei Comuni dal possibile commissariamento. Avere un commissario o avere un sindaco, infatti, non è la stessa cosa, come sanno bene i cittadini che si trovano nelle condizioni di doversi rapportare con un commissario e non con un sindaco. Il secondo articolo, relativo alle firme di sottoscrizione delle liste, va ugualmente nella direzione di consentire l'abbassamento del numero delle firme necessarie, per consentire ugualmente la possibilità di presentare liste, laddove ci siano delle difficoltà a farlo, e di eliminare quanto previsto dalla legge n. 81 del 1993: cioè che, nei Comuni con un numero di abitanti inferiore a mille, non era necessario presentare firme di sottoscrizione. Di fatto si rafforza un principio democratico, perché si evita la possibilità che arrivino all'ultimo minuto, come avviene normalmente, liste costruite in altri territori solo per marcare una presenza. In tal modo, mettendo un numero simbolico di 5-10 firme, si evita di sottrarre totalmente a quella comunità la possibilità di esercitare democraticamente un controllo anche sulla presentazione delle liste, prevedendo quindi un minimo di firme possibili. È un provvedimento su cui non bisogna dire molto altro. Va valorizzato lo spirito che ci ha portato ad essere insieme nella definizione di queste norme, perché, quando si parla di enti locali, deve esserci la necessaria volontà di trovare soluzioni comuni. Oggi vediamo come il mestiere del sindaco sia quello più complesso. Come diceva prima il senatore Augussori, il Comune è sicuramente il principale sportello di riferimento per i cittadini. Quindi, noi dobbiamo assolutamente creare le condizioni per rendere più agevole la vita agli amministratori locali nonché l'esercizio democratico dell'elezione dei primi cittadini. Questo è ciò che ha animato lo spirito comune del lavoro in Commissione. Per quanto ci riguarda, un ringraziamento va alla relatrice, al Governo e in particolar modo al sottosegretario Scalfarotto, che ha contribuito, nel lavoro di Commissione, a trovare soluzioni comuni e a portare a un punto più avanzato questo disegno di legge. Ribadiamo, dunque, il nostro voto favorevole all'approvazione del disegno di legge in esame. (Applausi) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole di Fratelli d'Italia a questo provvedimento, in quanto riteniamo si tratti certamente di un provvedimento migliorativo, di un passo in avanti rispetto ad un problema che abbiamo segnalato anche noi da diverso tempo. Non lo reputiamo ottimo, perché a nostro giudizio sarebbe stato molto più semplice e lineare, come proponeva in origine anche l'ANCI, prevedere la soglia dei voti riportati al 20 per cento dal candidato, in modo da non dover fare un arzigogolato calcolo per le situazioni al limite. Riteniamo, però, sia un compromesso accettabile quello che è stato trovato e ci permettiamo, in questa sede, dove l'analisi tecnica all'articolo è molto stringata, di richiamare l'attenzione del Governo e di tutte le forze politiche ai problemi che vivono i cittadini delle comunità più piccole, soprattutto quelle delle aree interne, che soffrono di un problema di disantropizzazione. Tali comunità hanno trovato difficoltà non solo nell'esprimere una rappresentanza, ma anche nella loro vita quotidiana. L'Italia rischia di perdere tanti Comuni, tante identità, tante ricchezze che rappresentano l'anima della nostra Nazione. Rivolgo quindi un appello al Governo affinché ci siano politiche che vadano in direzione di assicurare l'uguaglianza di cittadini, con gli stessi doveri e gli stessi diritti, e non cittadini di serie A e di serie B, visto che tutti pagano le tasse allo stesso modo. Parimenti, ritengo che, in occasione dell'esame dello scorso decreto-legge in materia elettorale, abbiamo perso l'opportunità di chiarire alcuni aspetti riguardanti le prossime elezioni che, a nostro avviso, non avrebbero dovuto essere rimandate. Non si può, infatti, mandare in lockdown anche la democrazia, visto che si è votato in tutte le realtà europee; realtà alle quali molto spesso vi richiamate. Solo in Italia questo non è stato possibile e aspettiamo ancora una data individuata all'interno della finestra. Speriamo che la decisione possa essere presa al più presto, ma certamente senza alleggerire nella maniera più assoluta - e lo diciamo da destra, da partito della legge - le procedure che certificano la moralità dei candidati. Procedure che avrebbero dovuto essere alleggerite anche alla luce delle condizioni in cui versano ancora gli uffici pubblici. Voglio ringraziare la Commissione, la relatrice, il gruppo di lavoro per questo che riteniamo un passo avanti, e confermo il voto favorevole di Fratelli d'Italia. (Applausi) . VALENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, voglio dire subito che è sempre una buona notizia quando l'attenzione del Parlamento si rivolge, come stiamo facendo oggi, a quelle comunità locali che solitamente usiamo definire piccoli Comuni. Questi Comuni non rappresentano soltanto una fetta consistente e numericamente importante nel novero complessivo di tutti i Comuni italiani, ma rappresentano qualcosa di più, sia nella storia sociale e civile del Paese sia - credo - nel futuro diverso che oggi, dopo oltre un anno di pandemia, possiamo e dobbiamo immaginare. Su questo obiettivo il Partito Democratico c'è sempre stato e sempre continuerà a esserci. Ecco perché abbiamo lavorato a questo provvedimento nell'obiettivo di rendere il testo davvero in grado di affrontare le tante questioni che molto spesso gli amministratori ci chiedono di risolvere. La prima è data, come è stato detto, dalle attuali modalità di elezioni per i Comuni fino a 15.000 abitanti, dove pesa particolarmente l'incidenza degli iscritti all'AIRE per raggiungere il famoso quorum nel caso di una sola lista.