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La protezione dalle inondazioni deve essere quindi garantita da dighe in tutto il sito. Il livello degli argini al 2011 era solo di 0,15 metri superiore al DBF (design basis flooding), ovvero il livello di piena di riferimento. Tale livello è stato stabilito in seguito all'analisi degli eventi di piena del periodo 1908-2000. L'isola nucleare e le apparecchiature di nuova installazione hanno un livello di protezione più elevato, ma la protezione è comunque insufficiente soprattutto perché i cambiamenti climatici impongono di rivedere drasticamente le valutazioni sui rischi di inondazioni, anche alla luce degli eventi meteorologici estremi e delle inondazioni che a partire dal 2005 si sono verificati in tutta l'Europa centrale, ultimo solo in ordine di tempo quello che a metà luglio 2021 ha sconvolto la Germania; la necessità di una nuova valutazione generale dei rischi sulla centrale è giustificata da due ordini di ragioni: 1) la circostanza per cui tutte le strutture del reattore sono state sottoposte per circa 40 anni al bombardamento neutronico determinato dalla reazione di fissione, che non solo "attiva" i materiali, ma nel corso del tempo li "infragilisce". Una conseguenza del bombardamento neutronico è che l'effetto distruttivo della "risonanza" tra le componenti in frequenza delle onde sismiche che impattano sulla centrale e le frequenze proprie di vibrazione delle strutture del reattore, possa essere facilitato dall'infragilirsi delle strutture esposte al bombardamento; 2) con riferimento alle inondazioni, appare mancante la valutazione dell'impatto dell'onda di piena con i manufatti della centrale, che ebbe drammatica evidenza in Italia, a causa dell'esondazione della Dora nell'impianto nucleare di Saluggia (Vercelli); considerato che: riprendendo il quotidiano "Primorski Dnevnik", il sito on line dell'ICE, Agenzia per la promozione dell'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, il 16 luglio 2021 ha pubblicato la notizia: "Raddoppio della centrale nucleare di Krsko", informando sull'adozione da parte dei deputati dell'Assemblea nazionale slovena di una risoluzione sulla strategia del Paese per il clima, che prevede per la Slovenia l'uso a lungo termine dell'energia nucleare. Secondo i dati di progetto, l'impianto si sarebbe dovuto chiudere nel 2023, ma la Slovenia ne ha richiesto una proroga all'esercizio fino al 2043 e prevede il suo raddoppio con la costruzione di un secondo reattore per una spesa stimata in circa 5 miliardi di euro nello stesso sito; in seguito alla decisione dell'Assemblea nazionale, il Ministero delle infrastrutture ha rilasciato l'autorizzazione alla costruzione del nuovo reattore che, in base ai progetti preliminari dell' utility Gen Energija, dovrebbe avere una capacità di circa 1.100 megawatt e basarsi sulla tecnologia dell'acqua pressurizzata (la stessa dell'esistente unità Westinghouse da 700 megawatt); tali decisioni presuppongono il rispetto della "Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero, fatta a Espoo il 25 febbraio 1991", in virtù della quale le parti devono applicarne i termini, ovvero il "Paese di origine" deve coinvolgere i "Paesi potenzialmente colpiti" prima di ogni decisione di proroga della durata della propria unità nucleare, in quanto tale decisione riguarda un'attività che potrebbe avere un impatto ambientale negativo transfrontaliero. Tale convenzione è stata applicata anche nel 2020 dalla Francia successivamente alla decisione di prolungare la vita di alcuni reattori nucleari; i rischi e i pericoli che potrebbero essere causati dal prolungamento della vita dell'impianto e la costruzione della centrale hanno generato forti preoccupazioni nella popolazione del Friuli-Venezia Giulia, nelle istituzioni di rappresentanza territoriale e nelle associazioni ambientaliste, che chiedono forme di garanzie per la protezione e la tutela della salute umana oltre all'interruzione delle iniziative, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto, se vi sia stato, e a quale livello, il coinvolgimento del Governo italiano, degli enti territoriali e delle popolazioni direttamente interessate nelle procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica transfrontaliere, ai sensi della convenzione di Espoo del 1991; se intendano promuovere, direttamente e attraverso la diplomazia dell'Unione europea, un'azione di " moral suasion " nei confronti del Governo sloveno, perché non proceda con la realizzazione del "raddoppio" della centrale di Krsko. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05828 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della cultura Premesso che: il 15 luglio 2021 il Consiglio dei ministri ha deciso di designare rispettivamente come amministratore delegato e presidente della RAI Carlo Fuortes e Marinella Soldi; tali indicazioni erano state anticipate da comunicati stampa sin da venerdì 9 luglio; venerdì 16 luglio il consiglio di amministrazione della RAI, in occasione della prima riunione, ha indicato in Carlo Fuortes l'amministratore delegato e in Marinella Soldi il presidente. Quest'ultima indicazione, ai sensi della legge n. 220 del 2015, dovrà essere validata da un parere favorevole espresso dalla maggioranza di due terzi della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi; Fuortes è tuttora sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma, confermato in tale ruolo dal consiglio di indirizzo del teatro il 9 aprile 2020; l'incarico di sovrintendente era stato conferito a Fuortes nel dicembre 2013 e confermato più volte, quindi è una posizione che egli occupa da 8 anni; appresa la notizia della propria designazione quale amministratore delegato della RAI, la principale azienda culturale del Paese, Fuortes non ha ritenuto di dare le dimissioni da sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma; la mattina di martedì 20 luglio 2021 l'amministratore delegato della RAI, in qualità di sovrintendente, ha partecipato alla presentazione della stagione 2021-2022 del teatro dell'Opera; in tale occasione il sovrintendente del teatro dell'Opera, che è al contempo amministratore delegato della RAI, ha inteso ringraziare proprio la RAI per la visibilità data al lavoro del teatro, mettendo in evidenza, a parere dell'interrogante, un'incredibile confusione di ruoli, si chiede di sapere: se nell'indicazione di Fuortes quale amministratore delegato della RAI sia stato tenuto conto dell'incarico, in chiaro conflitto di interesse, di sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma e della sua intenzione di non rinunciarvi; quali siano le caratteristiche del profilo di Fuortes e di Soldi, che hanno indotto a designarli come amministratore delegato e come presidente della RAI; se corrisponda al vero che inizialmente, in considerazione di trascorsi maggiormente manageriali di Soldi, quest'ultima dovesse essere designata quale amministratore delegato e Fuortes quale presidente della RAI;