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Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede. Onorevoli Senatori. – La disciplina dell'assistenza spirituale alle Forze armate, nell'ambito nel codice dell'ordinamento militare, risulta attualmente ancora quella operata con il riassetto delle disposizioni della legge 1° giugno 1961, n, 512, che, in materia, ha dato attuazione al previgente regime concordatario. Si tratta degli accordi sottoscritti fra la Santa Sede e l'Italia l'11 febbraio del 1929, cui è stata data esecuzione con la legge 27 maggio 1929, n. 810, recante « Esecuzione del Trattato, dei quattro allegati annessi e del Concordato, sottoscritti in Roma, fra la Santa Sede e l'Italia, l'11 febbraio 1929. ». Il presente disegno di legge reca la ratifica dell'intesa tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, ai sensi dell'articolo 11, comma 2, della legge 25 marzo 1985, n. 121, di ratifica dell'accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che ha apportato modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929. Il citato articolo 11 dispone che l'assistenza spirituale sia assicurata da ecclesiastici nominati dalle autorità italiane competenti su designazione dell'autorità ecclesiastica e secondo lo stato giuridico, l'organico e le modalità stabiliti d'intesa fra tali autorità. L'intesa tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica in materia di assistenza spirituale alle Forze armate è stata negoziata da una Commissione paritetica che ha operato presso la struttura permanente della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Servizio per i rapporti con le confessioni religiose e per le relazioni istituzionali. Dopo la conclusione del negoziato, avvenuta il 18 dicembre 2017, il Consiglio dei ministri del Governo pro tempore ha approvato l'intesa nella seduta dell'8 febbraio 2018. L'intesa è stata, poi, firmata dalle due Parti il 13 febbraio 2018. L'intesa è volta a mettere al passo della contemporaneità la disciplina dell'assistenza spirituale alle Forze armate e lo status dei cappellani militari alla luce dell'evoluzione storica, politica e normativa intervenuta negli anni e che ne ha condizionato i motivi ispiratori. Contestualmente alla ratifica vengono apportate le conseguenti modifiche al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Data la specificità delle funzioni svolte per l'assistenza religiosa alle Forze armate, resta fermo il rapporto organico che lega i cappellani alle strutture militari, soprattutto per consentire loro la piena agibilità di spazi e luoghi nell'ambito della concreta organizzazione militare, ma è stato ridefinito il concetto di assimilazione ai gradi rispetto al precedente rapporto con le strutture e le funzioni militari. Cosi, i cappellani militari non sono più militari tra i militari, soggetti in tutto alle leggi e alla disciplina militare, ma vengono recuperate più nettamente le funzioni spirituali e pastorali proprie che ne fanno una figura peculiare e autonoma. Viene, inoltre, ridotto l'organico che passa dalle attuali 204 unità a 162 unità. L'intesa dedica, quindi, una prima parte a individuare e a valorizzare le funzioni svolte dai cappellani a favore dei militari cattolici e delle rispettive famiglie, nonché i mezzi e gli strumenti che sono messi a loro disposizione per l'assolvimento delle funzioni stesse, Inoltre, l'intesa delinea lo stato giuridico dei cappellani come figura autonoma rispetto all'organizzazione militare, essi, infatti, hanno piena libertà di esercizio del loro ministero e risiedono in una delle sedi di servizio loro assegnate, ma accedono ai gradi militari per assimilazione, senza che questo comporti identificazione con la struttura e l'organizzazione militare. Ne consegue che, in ragione di detta assimilazione, il cappellano non possa esercitare poteri di comando o direzione e avere poteri di amministrazione nell'ambito delle Forze armate; i cappellani non portano, altresì, armi, e indossano, di regola, l'abito ecclesiastico loro proprio, salvo situazioni speciali nelle quali sia necessario indossare la divisa. Un ulteriore profilo innovativo riguarda il trattamento economico. In particolare, la retribuzione iniziale è ridotta rispetto alla retribuzione degli ufficiali in servizio permanente effettivo; inoltre, l'accesso limitato al grado di tenente colonnello (non più di dieci unità complessive), comporta il limite massimo della retribuzione al grado di maggiore, Viene, poi, esclusa ogni forma di retribuzione per le attività espletate fuori dell'orario di servizio, fermi restando gli oneri assicurativi connessi, Infine, sono ridotte le indennità riconosciute al cappellano militare, nel senso che sono riconosciute soltanto quelle conseguenti alla funzione svolta, con esclusione di ogni altra che non sia riferibile alla funzione effettivamente svolta. In particolare, mediante un'operazione di riassetto normativo, la nuova disciplina recata dall'intesa, che è composta da 14 articoli, viene introdotta nel codice, nel titolo III (Personale religioso), Capo I (Personale del servizio di assistenza spirituale), del libro V (Personale civile e personale ausiliario delle Forze armate) già sede della materia, agli articoli da 1533 a 1625 (a esclusione del Capo II Religiose in servizio presso gli stabilimenti sanitari militari – articolo 1620). La tabella sottostante riporta l'indicazione, per ogni articolo dell'intesa, dell'articolo del codice dell'ordinamento militare in cui è stato operato il riassetto. TABELLA DI CORRISPONDENZA INTESA CODICE DELL'ORDINAMENTO MILITARE Art. 1, comma 1 Art. 17, comma 1 Art. 1, commi 2 e 3 Art. 1533 -bis , comma 1 Art. 1, comma 4 Art. 1533 -bis , comma 1, secondo periodo Art. 1, comma 5 Art. 1533 -bis , comma 2 Art. 2, comma 1 Art. 17, comma 2 Art. 2, comma 2 Art. 1533 -bis , comma 5 Art. 3, comma 1 Art. 1533 -bis , comma 3 Art. 3, comma 2 Art. 1533 -bis , comma 4 Art. 4, comma 1, primo e secondo periodo Art. 1533, comma 1, primo periodo e comma 3 Art. 4, comma 1, terzo periodo Art. 1534 Art. 4, comma 1 e comma 2, primo periodo Art. 1533, comma 1 Art. 4, comma 2, secondo periodo Art. 1534 -bis , comma 1 Art. 4, comma 2, terzo periodo Art. 1534 -bis , comma 2 Art. 4, comma 2, quarto periodo Art. 1534 -bis , comma 2 Art. 4, comma 3, primo periodo Art. 1533, comma 5 Art. 4, comma 3, secondo periodo Art. 1533, comma 6 Art. 5, comma 1 Art. 1547, comma 2