[normattiva_dump]

"La zona tipica di produzione comprende il territorio della provincia di Parma posto a sud della via Emilia a distanza da questa non inferiore a cinque chilometri, fino ad una altitudine non superiore a 900 metri, delimitato ad est dal corso del fiume Enza e ad ovest dal corso del torrente Stirone". - L'art. 1 della legge n. 26/1990, come sostituito dall'art. 60 della legge 19 febbraio 1992, n. 142, è così formulato: "Art. 1 (Denominazione del prodotto). - 1. La denominazione di origine 'Prosciutto di Parmà riconosciuta ed utilizzata ai sensi delle norme comunitarie e nazionali relative alle denominazioni di origine, indicazioni geografiche e attestazioni di specificità dei prodotti agricoli ed agro-alimentari, è riservata esclusivamente al prosciutto, munito di contrassegno atto a consentirne in via permanente la identificazione, ottenuto dalle cosce fresche di suini nazionali nati, allevati e macellati nelle zone indicate nel regolamento di esecuzione della presente legge, prodotto secondo le prescrizioni della presente legge e stagionato nella zona tipica di produzione per il periodo minimo di cui agli articoli seguenti". - Il comma 1 dell'art. 4 della legge n. 26/1990 prevede che: "Le razze, l'allevamento e l'alimentazione dei suini da cui provengono le cosce fresche di cui al precedente art. 1, devono essere conformi alle prescrizioni, una volta divenute operanti, emanate dall'organismo abilitato di cui al successivo art. 11 (per il testo dell'art. 11 si veda in nota all'art. 32, n.d.r.), ed approvate dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di concerto con il Ministro dell'agricoltura e delle foreste e con il Ministro della sanità". - Per il testo dell'art. 23, comma 1, lettera g), della legge n. 26/1990 si veda in nota alle premesse.