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Le politiche che metteremo in campo a partire da questo provvedimento si dovranno rivolgere certamente alla prevenzione, alla protezione, al perseguimento dei reati ma, ancora e sempre di più, a promuovere quella libertà e quella dignità che dobbiamo restituire a tutte le donne del nostro Paese e che solo una piena parità di genere potrà realmente tutelare e garantire. Sia oggi questo un punto di partenza ulteriore per un percorso da fare tutti insieme come istituzioni e come Paese. (Applausi) . PRESIDENTE . Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo formulato dalla Commissione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . LONARDO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,57) ( Segue LONARDO). È molto importante che il Senato la celebri con l'approvazione da parte dell'Assemblea del disegno di legge recante disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere. Ringrazio la Commissione tutta, la sua Presidente e in particolare... (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, chi deve uscire lo faccia subito, per cortesia, così consente alla senatrice Lonardo di intervenire. Mi rivolgo anche a chi sosta nella zona dell'emiciclo. LONARDO (Misto) . La ringrazio, Presidente. Come dicevo, ringrazio la Commissione, a cominciare dal suo Presidente fino alla relatrice. Condivido tutto il lavoro svolto e ogni articolo di questo provvedimento. Desidero soffermare l'attenzione di noi tutti sull'encomiabile obiettivo che si pone l'indagine della relazione vittima-autore, di cui all'allegato A del disegno di legge, rispetto a tutti i reati elencati al comma 3 dell'articolo 5, poiché è mia opinione che questo Parlamento, con il presente disegno di legge, possa fare la differenza, ovvero segnare un punto importante verso una maggiore emersione del fenomeno. È stata più volte citata la Convenzione di Istanbul, che fa riferimento alle tre P (prevenire, proteggere, perseguire) per addivenire a una quarta P, quella relativa alle politiche. Per prevenire bisogna anche proteggere, e mi rifaccio ai centri antiviolenza, ottima intuizione della politica, sperando che non restino senza fondi adeguati. Come dicevo, proprio con particolare attenzione alla relazione vittima-autore, svolgono un ruolo insostituibile i centri antiviolenza, che da sempre si pongono l'obiettivo di accogliere, ascoltare, protegge e, non da ultimo, orientare le donne vittime di violenza. È sui centri antiviolenza che le istituzioni devono puntare, fornendo tutto il supporto necessario poiché rappresentano lo strumento senza il quale molte donne non riuscirebbero neanche a trovare il coraggio per rompere le catene che le legano ai propri carnefici. È all'interno di tali centri che donne abusate psicologicamente prendono coscienza di ciò che hanno vissuto, perché non dimentichiamoci che quando si subiscono cooptazioni psicologiche si rinuncia persino al proprio punto di vista pur di sopravvivere e si arriva a pensare che ciò che si subisce è normale. È proprio attraverso percorsi mirati ad incrementare l'amor proprio e l'autostima che queste donne realizzano il male subito e smettono di compiacere, finanche giustificandolo, il proprio carnefice. Non bisogna fermarsi, ma perseguire nell'intento di creare tutte le occasioni necessarie per combattere il fenomeno. La politica è presente ed anche il disegno di legge di oggi lo dimostra, ma per creare le condizioni e per cercare di limitare il fenomeno tutti devono fare la propria parte. Quest'anno è senz'altro una ricorrenza che assume un significato ancora più forte: siamo infatti nell'era della pandemia da coronavirus e questa ha impattato pesantemente sul fenomeno della violenza domestica sulle donne e sulle ragazze, che sta letteralmente esplodendo proprio in ragione del lockdown . Nell'anno della pandemia incredibilmente diminuiscono gli omicidi, ma i femminicidi continuano la loro impennata, triplicati nei giorni del lockdown . I numeri ufficiali della polizia criminale raccontano che il 75 per cento delle vittime dei delitti compiuti in famiglia è composto da ragazze, mogli ed ex fidanzate. La pandemia ha abolito la socialità, ma non certo la violenza sulle donne: l'ha solo confinata ancor più dentro le loro case. Siamo davanti ad un'emergenza nell'emergenza che cresce all'interno delle nostre abitazioni, è vero, ma che corre anche e soprattutto sul web . Proprio quel web deve essere la prossima imminente mira di questo Parlamento. C'è un forte bisogno di renderlo sicuro e controllato; a noi il compito di essere responsabilmente gli strumenti normativi a disposizione per stringere anche intorno alla rete quelle stesse viti che stiamo stringendo oggi con questo disegno di legge. È proprio da quella rete che sovente oggi escono i mostri che entrano dentro le case delle donne, delle ragazze e non solo; è cosa nota infatti che reati come lo stalking , ad esempio, trovino il loro incipit proprio sul web , così come attraverso il web si consumano reati come il revenge porn , una tra le più vigliacche forme di violenza, che statisticamente vede come vittime principali le donne. Esso può ritenersi purtroppo un fenomeno in crescita esponenziale negli ultimi anni nel nostro Paese, dove gli episodi di vendetta pornografica e i ricatti sessuali hanno talvolta assunto contorni drammatici, risolvendosi nella morte delle vittime esasperate dalla situazione creatasi a seguito della diffusione dei propri video o scatti privati. Non sono pochi i casi che si possono ricordare di donne violate sul filo del web , i cui video hard sono circolati in rete, su WhatsApp e sui social . Non sono quindi pochi questi casi di donne esauste dal dolore; proprio così, perché siamo nel campo delle cosiddette violenze invisibili, ferite che non perdono sangue, perché l'anima è l'unica ad essere colpita. Attraverso quel web il distacco emotivo del carnefice rispetto alla vittima è massimo, come se attraverso quello schermo passassero le immagini, passassero le parole digitali, ma mai le emozioni.