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Il fatto che la pregiudiziale vada oltre l'incostituzionalità, colleghi, sta dentro al fatto che, quando si vuole discutere di crescita di un Paese, non lo si può fare senza prevedere un grande piano per la manifattura, un grande piano industriale, un grande piano di transizione ecologica, un grande piano di investimenti pubblici e privati sul green . Perché queste cose mancano? Perché ancora dieci minuti fa il capitano era in diretta Facebook a dire che manderà bacioni all'Europa se non ci vuole far ridurre le tasse e che ci penseranno loro? In questo provvedimento non dite agli italiani che prendete i soldi dell'Alitalia: 650 milioni su 900 milioni dentro le bollette elettriche. Quando noi abbiamo messo una prelievo nelle bollette elettriche è stato per ridurre il canone e far pagare meno agli italiani. Eppure, avete il coraggio di raccontare che con questo provvedimento si accompagna la crescita e si riducono le tasse. Sul decreto crescita l'Europa non ha alcuna responsabilità e non pone alcun vincolo. Si potevano trovare i soldi diversamente e invece sapete cosa si fa? Si riducono i soldi di Industria 4.0 e li si mettono a favore dei Comuni in dissesto e predissesto. Questo produrrà la crescita che state raccontando al Paese, quando non c'è minimamente traccia delle richieste del mondo produttivo del Paese? Non c'è un provvedimento su una semplificazione. Guardate - lo dico anche ai colleghi della Lega Nord - che, quando partecipate alle iniziative e alle assemblee del mondo produttivo e vi chiedono di competere in mare aperto, si riferiscono non ai navigator , ma a misure per aumentare la competitività delle imprese, altrimenti non vi capite. (Applausi dal Gruppo PD) . Ieri qualcuno, durante i nostri lavori, ha avuto l'ardire - e anche l'ardore - di annoverare una bella conquista del nostro Paese come le Olimpiadi del 2026 fra i provvedimenti per la crescita. Io non scomoderò e non mi permetterò di fare ironia sui commenti dei sindaci di Roma e di Torino che hanno accompagnato quell'accadimento; anzi, voglio difendere chi in queste ore accusa il MoVimento 5 Stelle di perdere la propria identità: no, sono nati da un comico e i piedi nella comicità mantengono con forza, senza ambiguità. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S) . Guardate, noi fin qui - ed è il motivo per cui voteremo questa questione pregiudiziale - vi abbiamo preso sul serio e abbiamo cercato nei provvedimenti il contenuto dei loro titoli. Abbiamo cercato nel decreto sicurezza misure per una maggiore sicurezza per gli italiani; abbiamo cercato nel decreto crescita misure che accompagnassero le imprese, lo sviluppo e l'occupazione; abbiamo cercato nel decreto dignità qualcosa che parlasse alla dignità dei lavoratori. Abbiamo fatto, Presidente, una ricerca in verticale e invece oggi, che è una giornata molto triste e non solo per le vicende che riguardano questa Assemblea, ma per ciò che sta accadendo sulle coste italiane e vicino alle coste italiane, abbiamo compreso che quei decreti si leggono non in verticale, ma in orizzontale. C'è sicurezza nella crescita della dignità di questa maggioranza? Temo che la risposta sia ancora no. (Applausi dal Gruppo PD) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta siamo qui costretti a porre questioni pregiudiziali sulla costituzionalità dei provvedimenti che vengono posti all'attenzione di questa Assemblea. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 16,58) ( Segue PAGANO). Ci spiace dirlo, ma è divenuta una prassi per noi. La verità è che purtroppo questo Governo giallo-verde, che doveva rappresentare quello che mi pare abbiate definito il cambiamento, purtroppo non cambia un bel nulla. Se vi erano delle cattive abitudini nelle passate legislature, per cui i provvedimenti legislativi, in particolare i decreti-legge, diventavano di fatto omnibus , questo vizietto purtroppo voi non lo avete perso; anzi, lo avete - se vogliamo dircela tutta - persino aggravato. Il provvedimento che oggi è all'esame di questa Assemblea, purtroppo, ancora una volta risulta essere viziato da profili di incostituzionalità. Lo hanno già detto altri prima di me, ma è giusto sottolineare ancora una volta i difetti e i contrasti con la nostra Carta costituzionale, che sono evidenti anche in questo provvedimento. Il carattere omnibus del provvedimento è evidente: è stato inserito all'interno del cosiddetto decreto crescita di tutto e di più. La farraginosità di numerosi articoli di non immediata applicazione certifica, ancora una volta, il fatto che un decreto-legge di siffatta fattura non può essere portato con questo tipo di soluzione legislativa. La eterogeneità, quindi, delle materie in un decreto-legge determina certamente un utilizzo improprio della decretazione d'urgenza e soprattutto genera - ed è questo l'aspetto che da noi senatori deve essere considerato importante e fondamentale - di fatto il depauperamento della competenza legislativa propria delle Camere. La volontà del Governo di realizzare il proprio programma o il cosiddetto contratto - come lo avete definito voi - e di rendere operative con immediatezza le proprie decisioni non può diventare prevalente sulla natura peculiare del decreto-legge. Giova, infatti, ricordare che la verifica del criterio di omogeneità costituisce uno dei perni fondamentali sui quali la Corte costituzionale - quindi, non il sottoscritto o i senatori che hanno posto la questione pregiudiziale - ha da sempre fondato i percorsi argomentativi legati alla presenza o all'assenza del rispetto degli indispensabili requisiti di straordinaria necessità e urgenza richiesti dal summenzionato articolo costituzionale per la legittima adozione dei decreti-legge. Ebbene, nel provvedimento in esame, ancora una volta, non cambiando assolutamente le cattive abitudini del passato ma - come spiegavo prima - aggravandole, tutto questo non si rinviene. Gli articoli, in particolare, dall'1 al 22 - ad esempio - con riguardo al principio e alla questione della eterogeneità, pur concernenti disposizioni riconducibili alla materia fiscale che viene presa in considerazione nel provvedimento, affrontano questioni tra loro completamente diverse. In taluni casi, nelle norme del decreto-legge è anche difficile rinvenire quel soddisfacimento del principio di necessità e urgenza proprio del decreto-legge. Considerato, inoltre, che durante il voto dell'esame dell'Assemblea presso la Camera dei deputati, nella seduta del 20 giugno, il relatore di maggioranza per la 5 a Commissione ha comunicato l'esigenza, segnalata dal Governo, di apportare alcune modifiche al testo del decreto-legge ai fini della successiva bollinatura e - come evidenziato dai rappresentanti delle opposizioni nel corso della seduta - si è trattato non di semplici correzioni di drafting , ma di questioni ben più rilevanti, come il cosiddetto emendamento Sud, che, di fatto, crea le condizioni affinché alcuni provvedimenti, che si riteneva fossero di competenza del Ministero del Sud, venissero invece attribuiti alle Regioni. A tal proposito, giova ancora evidenziare che la prassi che si è andata consolidando in questo anno di Governo giallo-verde fa registrare una pericolosa deriva del nostro ordinamento in senso monocamerale.