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Una disposizione relativa al congedo di maternità o paternità in favore del genitore singolo o, in via alternativa o cumulativa, in favore di uno dei componenti della coppia, è contenuta nell'articolo 6, che dispone che sia riconosciuta agli stessi soggetti, in via alternativa o cumulativa, la facoltà di usufruire di parte del congedo anche nel periodo antecedente la nascita. In ogni caso, il periodo da fruire dopo la nascita non potrà, comunque, essere inferiore a tre mesi. L'articolo 7 reca disposizioni concernenti l'atto di nascita, i rapporti futuri e la revoca del consenso. Al comma 1 si prevede che i nati a seguito della gravidanza per altri solidale e altruistica hanno lo stato di figli delle persone singole o in coppia coniugate, conviventi o unite civilmente, che abbiano una età compresa tra i diciotto e i cinquant'anni e che non possano condurre una gravidanza o portarla a termine per ragioni medico-fisiologiche, clinicamente accertate. In particolare si stabilisce, al comma 3, che spetta alle parti decidere se mantenere reciproci contatti dopo il parto dei nati, nel rispetto e ai fini della tutela del benessere psico-fisico dei nati medesimi. Al comma 4 si stabilisce invece che, nel caso di gravidanza per altri solidale e altruistica, in nessun caso i registri dello stato civile possono contenere dati dai quali siano desumibili le circostanze del concepimento e della gestazione. Al comma 5 si prevede che il consenso espresso e non revocato prima del trasferimento in utero dell'embrione non può essere revocato da parte della persona singola o della coppia, escluso il caso in cui la gravidanza non sia confermata. Chi ha prestato il consenso non può esercitare alcuna azione di disconoscimento o di negazione del rapporto di filiazione. Il comma 6 prevede che Il consenso espresso e non revocato prima del trasferimento in utero dell'embrione può essere revocato dalla gestante se la gravidanza non è confermata o se è confermata, quando la gestante decide di accedere all'interruzione volontaria di gravidanza. L'articolo 8 prevede, al comma 1, l'istituzione, con decreto del Ministro della salute, presso l'Istituto superiore di sanità, e nell'ambito del registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, di cui all'articolo 11 della legge n. 40 del 2004, di un Registro nazionale delle gestanti, al quale si applicano le disposizioni della normativa vigente in materia di tracciabilità e di sicurezza relativa al trattamento dei dati conservati negli istituti dei tessuti, stabilendo, al comma 3, l'obbligo dell'iscrizione a tale registro per le gestanti. Tale registro ha la finalità di garantire il rispetto delle disposizioni dell'articolo 5 in materia di requisiti delle gestanti, controlli medici e luogo della gestazione, di organizzare campagne informative sulla gravidanza per altri solidale e altruistica e di raccogliere le istanze e le dichiarazioni di interesse delle donne che intendono diventare gestanti, indicando loro le strutture più vicine al loro luogo di residenza presso le quali si svolgono procedure mediche di fecondazione in vitro . Il comma 4 stabilisce il dovere, per le strutture dove si svolgono le procedure mediche di fecondazione in vitro per la gravidanza per altri altruistica e solidale, di adempiere agli obblighi di comunicazione e di informazione nei confronti degli osservatori epidemiologici regionali e dell'Istituto superiore di sanità, al fine di salvaguardare il principio di trasparenza, nonché di verificare l'applicazione e il rispetto dei limiti previsti in materia di accesso a tale gravidanza. L'articolo 9 prevede una modifica all'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, concernente i requisiti soggettivi per accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, prevedendo che tale accesso sia consentito anche alle persone singole o dello stesso sesso o unite civilmente, come previsto dall'articolo 3, comma 1, del presente disegno di legge. L'articolo 10 prevede una modifica all'articolo 600 del codice penale, al fine di di garantire la massima tutela dell'autodeterminazione della gestante che liberamente decide di portare avanti una gravidanza per altre persone. L'articolo 600 del codice penale, introdotto con la riforma del 2003, prevede già che « Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all'accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni ». La modifica introdotta estende la punibilità, con la reclusione da otto a vent'anni, per chi costringe qualcuno a portare avanti una gravidanza per altri.. Art. 1. (Finalità e oggetto) 1. Fermi restando i divieti generali e le sanzioni di cui all'articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, ai fini della presente legge per « gravidanza per altri solidale e altruistica » si intende un percorso di fecondazione assistita senza corresponsione di compenso, nel quale la gestante si impegna a ospitare nel proprio utero un embrione ottenuto attraverso le tecniche di fecondazione in vitro e senza l'utilizzo dei propri gameti, a favorirne lo sviluppo fino alla fine della gravidanza e a partorire. Sono fatti salvi i costi di cui all'articolo 3, comma 4. Art. 2. (Procedura ai fini del percorso di gravidanza per altri solidale e altruistica) 1. Presso l'Istituto superiore di sanità (ISS) è istituita, con decreto del Ministro della salute, la Commissione nazionale sulla gravidanza per altri solidale e altruistica, di seguito denominata « Commissione », composta da: a) tre medici esperti in infertilità, ginecologia e ostetricia; b) due biologi esperti in tecniche di procreazione assistita; c) due psicologi specializzati nelle problematiche che possono emergere durante il percorso di procreazione assistita. 2. I membri della Commissione di cui al comma 1 sono scelti tra i professionisti dei maggiori centri regionali di procreazione assistita inseriti nel registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, istituito presso l'ISS, ai sensi dell'articolo 11 della legge 19 febbraio 2004, n. 40. 3. Le persone singole, la coppia e la gestante che intendono accedere al percorso di fecondazione assistita di cui all'articolo 4 si rivolgono alla Commissione, che procede a valutare i presupposti e i requisiti di cui al comma 4 del presente articolo. 4. La Commissione accerta l'autenticità dei presupposti della volontà solidale e altruistica nonché la documentazione che attesta la presenza dei requisiti di cui agli articoli 3 e 5 e informa le parti degli effetti giuridici correlati ai rispettivi ruoli, accertando, altresì, che la volontà espressa è frutto di una scelta pienamente consapevole, maturata a conclusione di un adeguato percorso di informazione e di supporto psicologico. 5.