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Conversione in legge del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13, recante misure urgenti per il contrasto alle frodi e per la sicurezza nei luoghi di lavoro in materia edilizia, nonché sull'elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge è volto alla conversione in legge del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13, recante misure urgenti per il contrasto alle frodi e per la sicurezza nei luoghi di lavoro in materia edilizia, nonché sull'elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili, come di seguito illustrato. Art. 1 – (Misure di contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche) La disposizione di cui al comma 1 abroga l'articolo 28 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, che, in materia di contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche, ha vietato ai cessionari dei crediti di cui agli articoli 121 e 122 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 (cosiddetto « decreto rilancio »), di operare ulteriori cessioni. Tenuto conto dei meccanismi di sorveglianza cui sono sottoposti gli intermediari finanziari, le disposizioni di cui al comma 2, lettere a) , numeri 1) e 2), e lettera b) , consentono due ulteriori cessioni dei crediti di cui agli articoli 121 e 122 del citato decreto rilancio qualora la cessione avvenga in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari iscritti all'albo previsto dall'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ovvero società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all'albo di cui all'articolo 64 del predetto testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, ovvero imprese di assicurazione. Si precisa, inoltre, che gli intermediari finanziari autorizzati ad operare cessioni successive alla prima restano comunque vincolati al rispetto di quanto previsto dall'articolo 122- bis , comma 4, del decreto rilancio, vietando, pertanto, agli stessi l'acquisto del credito qualora sussistano gli obblighi previsti dagli articoli 35 e 42 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. Il comma 2, lettera a) , numero 3), inserisce il comma 1 -quater all'articolo 121 del decreto rilancio; viene previsto che, a seguito dell'esercizio dell'opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura, comunicato all'Agenzia con le modalità previste dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate di cui al comma 7 del richiamato articolo 121, non è possibile la cessione parziale del credito. Con il medesimo provvedimento sono stabilite le modalità per l'attribuzione ai crediti inseriti nell'apposita piattaforma dell'Agenzia di un codice identificativo univoco. Tali ultime disposizioni si applicano alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all'Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022. Con il comma 3 viene aggiornato l'elenco dei tributi contemplati dall'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, al fine di prevedere che l'imposta sulle transazioni finanziarie, di cui all'articolo 1, commi da 491 a 500, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, possa essere versata utilizzando crediti in compensazione tramite modello F24. Il comma 4, lettera a) , interviene sull'articolo 1, comma 8, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, al fine di allineare la disciplina del credito d'imposta per le imprese turistiche a quella prevista per i bonus edilizi, prevedendo, anche in tal caso, la possibilità di consentire due ulteriori cessioni dei crediti. Il comma 4, lettera b) , modifica l'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, al fine di allineare la disciplina del credito d'imposta per la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e dei tour operator a quella prevista per i bonus edilizi, prevedendo, anche in tal caso, la possibilità di consentire due ulteriori cessioni dei crediti. Art. 2. – (Misure sanzionatorie contro le frodi in materia di erogazioni pubbliche) Con la previsione di cui al comma 1, lettera a) , si provvede ad estendere la cosiddetta « confisca per sproporzione » di cui all'articolo 240- bis del codice penale alle fattispecie delittuose di truffa aggravata in danno dello Stato, di altro ente pubblico o dell'Unione europea (640, secondo comma, n. 1, del codice penale) e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L'ampliamento dell'alveo applicativo della norma codicistica risponde all'esigenza di approntare un più efficace strumento di contrasto all'illecito accumulo di capitali attraverso la depredazione di risorse pubbliche, esigenza particolarmente avvertita nell'attuale frangente storico, anche e soprattutto con riferimento alla tutela dei rilevanti interventi finanziari previsti dal PNRR. Va rammentato che la confisca per sproporzione è già utilizzabile in riferimento alla contigua fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, prevista dall'articolo 316 -ter del codice penale e che, nei confronti dei soggetti indiziati del delitto di cui all'articolo 640- bis del codice penale, è parimenti già consentito il ricorso alla confisca cd. di prevenzione (si veda l'articolo 16, comma 1, lettera a) , in relazione all'articolo 4, comma 1, lettera i- bis ), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159), connotata da caratteristiche strutturali e funzionali fortemente analoghe a quelle proprie della misura ablatoria in questione. Sotto diverso profilo, deve altresì farsi rilevare che, relativamente alle condotte delittuose che offendono gli interessi finanziari dell'Unione europea, l'introduzione di detta misura è imposta dall'articolo 10 della direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (cosiddetta « direttiva PIF »), che richiama la direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, sulla cui base gli Stati membri sono tenuti ad adottare le misure necessarie a consentire la confisca dei beni strumentali e dei proventi di reato sia per equivalente (articolo 4, paragrafo 1), sia per sproporzione (articolo 5, paragrafo 1). La disposizione del comma 1, lettera b) , interviene sull'articolo 316- bis del codice penale (« Malversazione a danno dello Stato »).