[resaula]

Per questo non possiamo non dirci innamorati non solo di questa bellezza, ma dell'Italia intera, che è un paradiso di bellezza incommensurabile. Maria Luigia, che veniva da un mondo di elevatissima cultura - era stata educata alla corte di Vienna e aveva un amore straordinario per il balletto e la musica - ebbe allora un'intuizione, capendo che il teatro del 1689 non avrebbe potuto soddisfare le esigenze della popolazione parmigiana che si affacciava alla cultura. Decise dunque la realizzazione di quest'opera straordinaria, iniziata nel 1821 - pensate che lo scorso anno sono stati festeggiati i duecento anni - e conclusa nel 1829 con l'apertura del Teatro. Ma Parma rappresenta davvero una bellezza straordinaria e davvero bisogna avere, anche come politici, l'umiltà di affrontare queste cose con quella delicatezza necessaria quando si accarezzano temi così importanti. Ho avuto l'avventura in questi giorni di conoscere due persone importanti, Angela Spocci, che è stata sopraintendente al Teatro Lirico di Cagliari e presidente del Teatro Regio di Parma, e Massimo Tannoia, primo violoncello del Regio di Parma, una figura straordinaria, che collabora tutt'ora con il San Carlo di Napoli, con La Fenice di Venezia e con Roma. Certo, il Teatro Regio di Parma non è sicuramente il teatro più importante d'Italia, e lo abbiamo detto - sappiamo che ci sono teatri importanti come La Scala di Milano e La Fenice di Venezia - ma è sicuramente un luogo di eccellenza per la grande tradizione operistica italiana. È un teatro che ospita 1.800 posti - immaginate cosa significasse all'epoca - costato una cifra esorbitante, ma che ancora oggi dimostra come quello nella cultura sia uno degli investimenti più straordinari e importanti che si possano realizzare. Quando si investe un euro sulla cultura esiste un moltiplicatore, che è 4. Io credo che il Teatro Regio di Parma, che viene da così lontano, abbia moltiplicato ancora di più la possibilità di introiti per la città stessa. Agli inizi c'era un clima del tutto particolare: basti pensare che si tenevano spettacoli non solamente di musica lirica, di balletto e di declamazione di poesie, ma addirittura di funambolismo, spettacoli nei quali - ad esempio - venivano date dimostrazioni di prove ginniche o scientifiche, addirittura di illusionismo. In quegli anni in cui non c'erano né il cinema, né ovviamente la televisione, era quindi diventato un momento di cultura. Oggi è molto bello pensare che il Regio di Parma abbia questo ruolo. La sua bellezza, nello stile neoclassico, nella sua facciata gialla, si distingue in una città meravigliosa. Tra l'altro, in questo teatro si sono esibiti personaggi straordinari della musica mondiale, dalla divina Callas, a Luciano Pavarotti, José Carreras. Voglio ricordare ancora Mario Del Monaco, Carlo Bergonzi, Renata Tebaldi, Katia Ricciarelli, la modenese Mirella Freni e Rajna Kabaivanska, nomi illustri della musica mondiale. C'è un episodio molto simpatico che vorrei raccontare in Aula. Alla fine del 1800 ci fu una crisi economica - ricorda un po' questi tempi - e allora si decise di non finanziare i teatri. Cominciarono a chiudere i più importanti teatri italiani; eravamo nel 1892, in una crisi che durò fino al 1894. A Parma ci fu una ribellione: i cittadini di Parma fecero un referendum - immaginate quindi la sensibilità, per dire cos'è la parmigianità - per aprire il teatro; un teatro che ha un'atmosfera unica e straordinaria. Chi avrà la ventura di andare a visitarlo, vedrà non un lampadario ma un astrolampo realizzato a Parigi, poco dopo il 1850, che dà una illuminazione tutta particolare. Vorrei ricordare il sogno che i due protagonisti della storia del Regio di Parma che ho citato all'inizio vorrebbero realizzare, che davvero porterebbe ad avere un unicum in Europa: riuscire ad avere la dichiarazione di monumento nazionale anche per il Teatro Magnani di Fidenza e il Giuseppe Verdi di Busseto. (Applausi) . Se noi riuscissimo in questa operazione, avremmo un unicum in Europa e sarebbe davvero qualcosa di straordinariamente importante. Peraltro, qualche tempo fa, insieme a oltre 40 senatori del Gruppo cui appartengo, ho sottoscritto un progetto per la rivitalizzazione delle orchestre sinfoniche in Italia. Vorrei solo ricordare che in Italia abbiamo solamente una trentina di orchestre sinfoniche, mentre in altri Paesi sono addirittura più di cento. Dobbiamo investire nella cultura e per questa ragione credo sia importante la dimostrazione che diamo oggi: un'Assemblea unita e vicina ai grandi interessi della cultura nazionale, segnatamente a quella di Parma, che rappresenta qualcosa di unico e sublime anche nel panorama italiano. (Applausi) . SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, con la dichiarazione a monumento nazionale del Teatro Regio di Parma si vuole raggiungere un traguardo prestigioso per Parma e per la sua tradizione culturale, storica e musicale. E questo perché il Teatro Regio non è solo un edificio in stile neoclassico di grande valore artistico e architettonico, realizzato all'inizio dell'Ottocento, ma è tanto di più. Andiamo quindi a vedere perché è così importante per Parma. Se ripercorriamo nel tempo la sua storia, vediamo che il Teatro Regio fu concepito all'interno di un programma di riqualificazione e valorizzazione durante il governo di Maria Luigia d'Asburgo, duchessa del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, dal 1816 al 1847. La duchessa voleva fare di Parma una città all'altezza delle capitali europee; un'ambizione molto alta, perseguita da una sovrana illuminata quale ella fu che, con il suo buon governo, seppe dare a Parma un volto nuovo, di cui ancora oggi i parmigiani e i turisti possono godere. E se pensiamo che tale piano fu concepito ben duecento anni fa, con risultati che diedero a Parma il volto di una città di alta civiltà e cultura, oggi non possiamo fare altro che prendere esempio, cercando di essere lungimiranti e con le nostre azioni e decisioni, nonché con i mezzi a nostra disposizione, realizzare nei nostri territori opere che li valorizzino e possano essere godute dai cittadini: il Teatro Regio, quindi, come esempio di buon governo a cui abbiamo il dovere di rendere onore e ispirarci. Il Teatro Regio, inoltre, fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1829, è stato uno dei luoghi dove sono state scritte pagine importanti della storia di Parma e del suo territorio. E tutto questo non dobbiamo perderlo né dimenticarlo, perché è sempre restando attaccati alle nostre origini e alla nostra storia che possiamo dare valore al nostro presente. In esso si sono celebrati eventi musicali di altissimo livello, grazie soprattutto a quella tradizione lirica legata a Giuseppe Verdi, che proprio a Parma e nella natia Busseto trova la sua massima commemorazione.