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Anche qui c'è la necessità di un cambiamento, perché ci sono due modi di dire: si può perdere tempo - e spesso il milleproroghe nella storia del Parlamento è stata l'occasione di perdere tempo per non decidere - ma si può anche guadagnare tempo per costruire quelle risposte che fino ad ora non sono state date. Questa è la sfida: guadagnare tempo e dare risposte; anche nel merito è quello che abbiamo fatto. Si tratta di un provvedimento partito a cavallo fra i due Governi e le due maggioranze, ma responsabilmente come Lega abbiamo cercato di dare delle risposte. È stato detto: dovremmo vivere in un Parlamento e in un Paese in cui il milleproroghe non dovrebbe nemmeno esistere. È vero, speriamo sia l'ultimo, ma presenta una grande differenza rispetto a tutti gli altri provvedimenti che portano questo nome: non è un caso se numerosissimi suoi articoli (18, 19, 20 e 22) riguardano misure legate al Covid. Questo sicuramente richiede di guadagnare tempo, perché è una situazione del tutto nuova e ci fa anche vedere quali sono le criticità che il nostro Paese finora non ha affrontato. Se ci può stare un articolo relativo al personale, alla selezione, alla possibilità di dare risposte immediatamente, ce ne sono alcuni emblematici: penso a un articolo relativo ai collegamenti digitali per le scuole e gli ospedali. Sicuramente emergono una difficoltà e un ritardo con i quali convivevamo, ma non possiamo più convivere. Una gran parte degli articoli riguarda la proroga di misure legate al Covid e su questo - permettetemi di farlo presente, visti gli interventi un po' critici che pensano sempre a quello che si può fare meglio, ma non guardano a quello che si è fatto bene - non si poteva sicuramente procedere diversamente. Un altro esempio lo vorrei dedicare - permettetemelo - a tutte quelle misure che prorogano degli interventi fondamentali per un pezzo della nostra popolazione che vive comunque due crisi e due emergenze. Mi riferisco alle popolazioni dell'area del cratere del terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016-2017. Anche in questo caso serviva tempo per dare risposte strutturali su argomenti di assoluta giustizia; era assolutamente impensabile che si potesse riprendere a pagare le bollette relative a immobili inagibili. Considerate che un cittadino che abita nel cratere delle quattro Regioni, qualora non avessimo previsto una proroga, avrebbe subito l'ingiustizia di vedere il suo immobile ancora inagibile inserito nel calcolo dell'ISEE per ricevere i servizi. Tenuto conto del fatto che una parte della responsabilità per il ritardo nella ricostruzione deriva dalle lungaggini burocratiche che ancora affliggono questi aspetti, prorogare una tale possibilità anche per il 2021 e il 2022 è un atto di giustizia e non una furberia o una strizzatina d'occhio. Lo stesso si può dire per l'esenzione dal canone della pubblicità per le attività economiche, un'esenzione tuttavia - badate bene - che prevede il ristoro delle minori entrate per le amministrazioni comunali; si tratta quindi di una scelta giusta, che non scarica su nessun altro la responsabilità. Certo, sappiamo bene che non basta una proroga di pochi giorni per l'invio delle cartelle esattoriali, ma come Lega auspichiamo che quei giorni siano utilizzati per trovare una soluzione prima ponte e poi definitiva, sicuramente con maggior respiro. Dopodiché non dobbiamo nasconderci che ci sono alcune cose buone che potevano essere fatte meglio. Va benissimo la proroga degli sfratti per chi non può permettersi di pagare a causa della crisi; sicuramente negativo è il fatto che tale proroga possa essere sfruttata anche da chi invece avrebbe questa possibilità, ma non paga gli affitti, scaricando in questo caso il costo sui proprietari, che subiscono un danno, perché magari con quegli affitti si mantengono e ci devono pure pagare - ironia della sorte - le tasse. Positiva è anche la proroga di un anno, fino al 2025, del gruppo di lavoro presso il Ministero dell'ambiente per lo studio dei decreti end of waste , purché vedano la luce, perché sicuramente si poteva fare di più rispetto a quello che è stato fatto dal Ministro precedente. Ci auguriamo che l'anno in più che viene concesso permetta di recuperare i ritardi accumulati. Rimanendo in tema ambientale, visto che sono state richiamate, che ci sia la seconda proroga della moratoria per la sospensione dei permessi di ricerca (le famose trivellazioni) può anche star bene; del resto, è una proroga dal 13 agosto al 30 settembre (forse si pensava che gli uffici non avrebbero potuto lavorare in estate). Va benissimo se arriverà il Piano nazionale, ma ci auguriamo che questa misura non si trasformi in un ennesimo no a quelle imprese che stanno investendo, che potrebbero investire e dare risposte al nostro Paese per quanto riguarda il fabbisogno energetico. Serve responsabilità, ma serve anche coraggio per dare quelle risposte, quel coraggio che serve a guidare il Paese e non a inseguire i sondaggi. Per poterlo fare le risorse ci sono, a cominciare dai 32 miliardi disponibili; lo dobbiamo a chi sta stringendo i denti, ma anche a chi non c'è più. È lungo l'elenco di quegli imprenditori che si sono tolti la vita perché non avevano e non vedevano risposte alla crisi; lo dobbiamo a loro. Per farlo serve uno scatto che non è solo nei termini. Questo Parlamento deve essere in grado di approvare non il quinto decreto ristori, ma il primo decreto indennizzi (Applausi) , che risponda alle esigenze delle aziende, le tenga in piedi e permetta agli imprenditori di fare quello che vogliono fare da una vita: lavorare per creare ricchezza per le loro famiglie e il nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marinello. Ne ha facoltà. MARINELLO (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, gentili colleghi, il provvedimento oggi all'esame dell'Aula contiene un corposo insieme di norme riguardanti il settore della sanità. Non potrebbe essere altrimenti: la pandemia da Covid-19 ha investito il nostro Paese, come tutto il mondo, e ovviamente i riflessi di tale sconvolgente avvenimento hanno riguardato ogni settore della nostra società. Il Governo prima e la Camera dei deputati successivamente bene hanno fatto a inserire una serie di misure che intendono intervenire concretamente in materia di sanità. Nel testo, infatti, è prevista la proroga di alcuni termini correlati ai provvedimenti seguiti alla dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, con la previsione che le relative disposizioni vengono attuate nel limite delle risorse disponibili autorizzate a legislazione vigente. A tal proposito, è utile e opportuno porre l'attenzione sulla proroga dei termini che riguardano il potenziamento delle reti di assistenza territoriale. Su questa materia ritengo sia doveroso fare una riflessione di carattere generale. In questa legislatura è evidente come il Governo e le componenti parlamentari abbiano profuso un notevole impegno per colmare le lacune accumulate negli ultimi anni. L'assistenza territoriale rappresentava la parte debole del nostro Servizio sanitario nazionale. Sono numerosi gli interventi in questa legislatura. Innanzitutto evidenzio la svolta che si è data con l'istituzione della figura dell'infermiere di famiglia, vera pietra miliare per la sanità italiana del futuro.