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Signor Presidente, mi lasci aggiungere, da militante della Lega da oltre trenta anni, da quando ero un ragazzo, che la Lega ha sempre rappresentato il ceto produttivo, il ceto che ha sempre creato ricchezza. La Lega si è sempre contraddistinta per essere il sindacato delle imprese, il sindacato dei professionisti, il sindacato delle partite IVA. Questo era trent'anni fa e questo è tutt'oggi. E questa ne è la dimostrazione. (Applausi) . Signor Presidente, i tempi sono difficili per la nostra economia. Il benessere dei territori passa attraverso la creazione di lavoro, lavoro, lavoro e lavoro. Per una ripresa davvero valida, è necessaria la semplificazione delle procedure di acquisto, per realizzare infine le necessarie infrastrutture per il rilancio dell'attività edilizia, entrambi aspetti essenziali per la ripresa a seguito della pandemia e della guerra purtroppo in corso. Colleghi, la Lega è al Governo per il bene delle imprese e dei suoi professionisti. Se non ci fossimo, non potrebbero essere portate a compimento idee e richieste in grado di dare risposte, certezze e programmazione per il futuro dei nostri concittadini. È per questo che ci battiamo e siamo presenti a testa alta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paroli. Ne ha facoltà. PAROLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, stiamo affrontando effettivamente un'eccezione, che però dovrebbe essere la normalità. Anche il collega che mi ha preceduto ha sottolineato come, quasi finalmente, ci troviamo ad affrontare una terza lettura. In passato era normale la terza lettura: guai quasi che non ci fosse. Nella normalità di provvedimenti importanti quale questo al nostro esame, c'era la possibilità di avere anche una quarta e una quinta lettura, senza che nessuno si scandalizzasse, perché era quello il ruolo del Parlamento. Non c'è molto da aggiungere, proprio per il fatto che già abbiamo affrontato questo provvedimento. Pochi minuti, dunque, solo per ribadire la nostra posizione e la bontà del lavoro svolto, in modo costruttivo, tra Commissione e Governo. Ci eravamo impegnati ad approvare questa delega entro giugno ed è quello che stiamo facendo. Ora il Governo ha sei mesi di tempo per elaborare un testo, che tutti ci auguriamo possa essere in grado di far affrontare, adeguatamente al Paese le sfide del PNRR. Devo ribadire che, dentro un lavoro ben svolto, rimane, in quanto è una costante dall'inizio di questa legislatura, una difficile interpretazione del rapporto Governo-Parlamento. La sensazione è quasi che il Parlamento debba disturbare il meno possibile il lavoro del Governo. Questo non ci piace e credo che non vada nella direzione giusta di un rapporto serio, costruttivo e positivo, e soprattutto che non sia coerente con quello che è il compito del Parlamento. Abbiamo un dovere: il compito di fare in modo che semplificazione e velocizzazione della procedura degli appalti possano aiutare le strutture del nostro Paese a fare in modo che si possa affrontare una capacità di spesa che per noi non è usuale. Ricordo ai colleghi che dovremmo essere in grado, per onorare il PNRR, di esplicare una capacità di spesa - l'ho già detto e lo ripeto - da cinque a dieci volte superiore rispetto alla normale spesa per investimenti che il nostro Paese affronta annualmente, che pure già ci mette in affanno e in difficoltà. Vorrei dire alla vice ministro Bellanova, che so impegnata e della quale abbiamo apprezzato il lavoro in Commissione su questo tema, che sarà fondamentale come si scriveranno i testi di questa delega, perché se non saremo in grado di spendere e di dare alle nostre amministrazioni la possibilità di appaltare i lavori per le infrastrutture necessarie e indispensabili in modo che i tempi siano coerenti con le scadenze che abbiamo, corriamo l'enorme rischio di una spesa inutile e di dover restituire risorse che invece sono quanto mai necessarie. Nella delega al nostro esame vediamo con favore l'aggiornamento dei prezzi, la valorizzazione delle piccole imprese, la limitazione al minimo del metodo del sorteggio. Adesso tutto ciò deve diventare norma con la quale confrontarsi. Ci aspettano sei mesi nei quali la delega che si darà al Consiglio di Stato, che scriverà i decreti attuativi, darà la risposta e la soluzione a questi temi. In questo senso sarà fondamentale come affronteremo il rapporto tra Governo e Consiglio di Stato e mi sento di dire tra Parlamento, Governo e Ministero, perché anche al di là dell'ufficialità, è fondamentale - lo dico anche ai colleghi della Commissione, ma non solo - che la collaborazione del Parlamento con il Governo per la stesura di questi testi continui, che non ci si risenta fra sei mesi per scoprire che cosa si è scritto, ma che ci sia una collaborazione da parte degli organismi deputati perché si possa davvero fare un ottimo lavoro, quello che serve al Paese. I prossimi sei mesi daranno quindi la cifra di questa capacità di collaborazione e come sempre Forza Italia farà la propria parte. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Pergreffi. PERGREFFI, relatrice . Signor Presidente, desidero soltanto specificare a questa Assemblea che per quanto riguarda il massimo ribasso, che è stato oggetto dell'intervento del senatore De Bertoldi, all'interno della legge delega è stato chiarito che ci sarà un'individuazione delle ipotesi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere ad automatismi nella valutazione e tipizzazione dei casi in cui si può ricorrere al solo criterio del prezzo o del costo, con la possibilità di escludere comunque le offerte anomale e prevedendo, in ogni caso, che i costi della manodopera e della sicurezza debbano essere sempre scorporati dagli importi soggetti a ribasso. Penso che una previsione più chiara di questa non si possa scrivere all'interno di una legge delega, quindi mi sembra che siano tutelate da questo punto di vista le preoccupazioni del senatore De Bertoldi. Anche per quanto riguarda l'esclusione dalle gare d'appalto, si è lavorato molto all'interno della Commissione al Senato ancora razionalizzando e semplificando le regole, che devono essere chiare e certe per l'individuazione delle fattispecie che configurano l'illecito. Pertanto, anche da questo punto di vista penso che si possa essere soddisfatti di come ha lavorato il Parlamento e nella fattispecie il Senato. Ricordo anche che tutto quello che riguarda il codice degli appalti è necessario, a maggior ragione oggi che ci troviamo di fronte a delle sfide, così come è stato ribadito in alcuni interventi. Auspichiamo veramente che i passaggi burocratici possano essere semplificati e ricondotti a tempi certi, come chiedono le imprese; peraltro, tale richiesta non proviene soltanto dalle aziende, ma anche dalle nostre amministrazioni, penso soprattutto ai Comuni più piccoli. Occorrono tempi certi per quanto riguarda la burocrazia, senza dimenticarci che la ripresa economica dell'Italia passa senz'altro dai grandi interventi, ma anche dai piccoli interventi che ci saranno sul nostro territorio.