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La concessione di aree viene effettuata direttamente ai richiedenti titolari dell'autorizzazione di cui all'articolo 5, senza ricorso ad esperimenti di asta ed a sorteggi. Art. 10. (Promozione dell'attività circense) 1. Le istituzioni scolastiche, nell'esercizio dell'autonomia loro conferita, promuovono la conoscenza del circo anche attraverso l'effettuazione di attività didattiche e formative, che comunque non comprendano l'effettuazione di spettacoli presso le istituzioni stesse da parte di operatori del circo. 2. Le aziende unità sanitarie locali e le aziende ospedaliere promuovono iniziative a favore dei degenti di strutture ospedaliere, con particolare attenzione per le strutture pediatriche, in collaborazione con i circhi. 3. Fermo restando il riconoscimento ed il sostegno finanziario del Ministero per i beni e le attività culturali all'attività didattica e professionale svolta dall'Accademia del Circo, le regioni promuovono specifiche iniziative di formazione professionale per operatori del circo. A tal fine si applicano le disposizioni che disciplinano, rispettivamente, il contratto di formazione e lavoro, l'apprendistato e i tirocini formativi e di orientamento. 4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è istituito un ente di cultura e formazione denominato «Centro nazionale per le arti del circo» con il compito di formare ed aggiornare le professionalità artistiche, tecniche ed organizzative degli operatori circensi, secondo princìpi di scambio con altre forme artistiche e di ricerca, con apertura alle tendenze della formazione circense internazionale. 5. Le regioni promuovono la costituzione di residenze di creazione circense, nonché di poli regionali per le arti circensi. Art. 11. (Norme sugli animali) 1. Nei circhi non possono essere utilizzati animali di qualsiasi specie in spettacoli traumatici per gli animali stessi o lesivi per la loro incolumità. 2. La disposizione di cui all'articolo 6, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni, per l'identificazione degli animali pericolosi, non si applica ad animali che, per essere nati da più generazioni e vissuti in cattività nel circo con costanti interrelazioni con gli operatori circensi ed il pubblico, hanno perso le originali caratteristiche di pericolosità per la salute e l'incolumità pubblica. 3. È vietato ai circhi: a) acquisire esemplari vivi allo stato selvatico di animali appartenenti alle specie indicate negli allegati da A a C del Regolamento CE 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, e successive modificazioni; b) acquisire esemplari vivi allo stato selvatico di mammiferi e rettili che costituiscono pericolo per la salute e l'incolumità pubblica. Le specie predette sono identificate ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modificazioni, e dal decreto del Ministro dell'ambiente in data 19 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 3 ottobre 1996. 4. Chiunque contravviene ai divieti di cui ai commi 1 e 3, ferme restando le eventuali altre sanzioni previste dalle norme vigenti, è punito con la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività circense per sei mesi, con l'ammenda da lire 258,23 euro a 1549,37 euro e, in caso di recidiva, con l'arresto sino a sei mesi e con l'ammenda da 5164,57 euro a 25822,84 euro nonché con la confisca dell'animale. 5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, emana, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, apposito regolamento di attuazione del presente articolo. In particolare, il regolamento prevede: a) le modalità per la tempestiva comunicazione al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, da parte dei circhi, della detenzione degli esemplari di cui al comma 2, con specificazione del numero, sesso, età e precedente provenienza; b) le modalità ed i parametri tecnici per assicurare le idonee condizioni di vita e trasporto per gli animali e per la loro stabulazione; c) idonee forme di verifica dei requisiti di idoneità delle persone responsabili dell'utilizzazione degli animali, stabiliti al sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera f) . Art. 12. (Disposizioni finanziarie) 1. Agli oneri finanziari di cui all'articolo 6, quantificati in un milione di euro annui, si provvede mediante riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali. Art. 13. (Disposizioni finali) 1. La presente legge si applica altresì alle arene equestri e ginnastiche, nonché alle strutture finalizzate alle esibizioni acrobatiche di moto ed auto. 2. La legge 18 marzo 1968, n. 337, è abrogata limitatamente alle disposizioni riferite ai circhi equestri. 3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .