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L'autorità di bacino, con la collaborazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti -- Magistrato alle acque, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che si avvale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), della regione Veneto, dell'autorità portuale di Venezia e dei comuni di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti, svolge attività di studio, ricerca e controllo sulla laguna e gli ecosistemi sensibili, anche in riferimento: a) alla realizzazione delle opere di regolazione delle maree alle tre bocche di porto; b) alla definizione del sistema di previsione delle maree; c) alla rilevazione dei flussi di traffico di tutti i mezzi acquei lagunari; d) all'individuazione di condizioni e limiti della mobilità lagunare sostenibile, anche favorendo la sperimentazione di nuovi mezzi di trasporto acqueo a basso impatto ambientale. 2. Al fine di consentire la razionale gestione e il necessario coordinamento delle attività di monitoraggio, metodiche di campiona mento, misure, analisi, banche dati, strumentazioni, strutture, mezzi, dotazione di sicurezza, personale e risorse finanziarie, con le disposizioni della presente legge l'autorità di bacino coordina: a) il servizio informativo, attualmente gestito dal Consorzio Venezia nuova; b) il centro sperimentale di Voltabarozzo; c) l'istituzione centro previsioni e segnalazioni maree del comune Venezia; d) l'ufficio tecnico per l'antinquinamento della laguna di Venezia del Magistrato alle acque (ex sezione antinquinamento -- SAMA); e) il centro di simulazione della navigazione. 3. Nello svolgimento delle proprie funzioni, l'autorità di bacino si avvale della collaborazione dell'ISPRA e dell'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV) per quanto riguarda gli aspetti relativi al monitoraggio ambientale nel bacino scolante, nella laguna di Venezia e nel mare antistante. 4. Nell'ambito di tali attività di studio e ricerca, l'autorità di bacino opera a favore di tutti gli enti pubblici che intervengono nell'area lagunare, avvalendosi anche del polo degli atenei veneziani e dell'università di Padova, nonché di altri centri di ricerca esistenti, eseguendo ricerche e sperimentazioni anche in tema di sviluppo sostenibile. I rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche sono regolati attraverso apposite convenzioni e accordi di programma. 5. Ai fini di una corretta gestione del distretto idrografico della laguna di Venezia, la regione Veneto provvede alla progettazione e realizzazione della rete di telecomunicazioni dell'intero territorio che costituisce il distretto idrografico, affinché le amministrazioni competenti possano avvalersi di un sistema complesso e unitario per la raccolta, l'implementazione e la gestione dei dati. La regione Veneto può procedere anche mediante l'istituto della finanza di progetto. 6. Le attività disciplinate dal presente articolo sono svolte dai soggetti competenti nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 6. (Comitato istituzionale) 1. Le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo degli interventi previsti nella presente legge sono demandate al Comitato istituzionale per Venezia e la sua laguna, che le esercita mediante la definizione di un quadro generale di coordinamento e la ripartizione delle risorse e degli stanziamenti autorizzati. Il Comitato esercita le funzioni di cui all'articolo 4, comma 4. 2. Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, su sua delega, da un sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed è costituito: a) dal Ministro per le infrastrutture e trasporti; b) dal Ministro per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare; c) dal Ministro dello sviluppo economico; d) dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo; e) dal Ministro dell'economia e delle finanze; f) dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali; g) dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione; h) dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca; i) dal Ministro della difesa; l) dal Presidente della regione Veneto; m) dal presidente della provincia di Venezia; n) dal sindaco del comune di Venezia; o) dal sindaco del comune di Chioggia; p) dal sindaco del comune di Cavallino-Treporti; q) dai sindaci di due dei comuni della gronda lagunare all'uopo designati. 3. Il Presidente del Magistrato alle acque è segretario del Comitato. Egli assicura altresì, con le strutture dipendenti, la funzione di segreteria del Comitato stesso. 4. Il Comitato si riunisce almeno due volte all'anno e trasmette al Parlamento, entro il 30 settembre di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi previsti dalla presente legge. Art. 7. (Rivitalizzazione e recupero socio-economico) 1. La rivitalizzazione e lo sviluppo socio-economico e produttivo delle città di Venezia, Chioggia e Cavallino-Treporti, della laguna di Venezia e della provincia di Venezia per le proprie competenze sono perseguiti attraverso: a) l'agevolazione dello sviluppo di attività imprenditoriali, con particolare riferimento all'imprenditoria giovanile, commerciali e artigianali, privilegiando le attività esistenti, quelle caratteristiche e quelle ad alto contenuto innovativo, nonché i servizi consortili finalizzati al sostegno delle stesse attività; b) la realizzazione di fondaci, quali luoghi di interrelazioni culturali, di scambio di merci, di produzione culturale e artigianale, con l'utilizzazione di siti produttivi dismessi, di complessi immobiliari o aree demaniali; c) lo sviluppo del comparto fieristico e ricettivo-congressuale a fini culturali anche attraverso l'utilizzo sinergico delle strutture della Stazione marittima, dell'Arsenale, dell'aeroporto Nicelli, del VEGA (Parco scientifico tecnologico di Venezia) e della Fondazione San Servolo; d) la predisposizione di un piano di incentivazione della residenza nel centro storico, nei limiti delle risorse derivanti dall'attuazione dell'articolo 15, comma 9, attraverso: 1) la previsione di contributi per il recupero e il restauro del patrimonio immobiliare privato; 2) la concessione in locazione a canone moderato, e comunque non superiore a quello concertato ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, di un numero di almeno 1.500 alloggi entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge con priorità per i residenti e per le famiglie residenti neocostituite; 3) la concessione di contributi per l'acquisto della prima casa, prioritariamente per le giovani coppie; 4) l'integrazione del canone di locazione per i redditi bassi, prioritariamente per le giovani coppie; e) la manutenzione urbana, l'esecuzione di opere di consolidamento e di sistemazione di ponti, canali e fondamenta all'interno del centro storico e delle isole; f) la gestione programmata e controllata dei flussi turistici sostenibili per la città, anche attraverso la quantificazione dell'ammontare dei contributi dovuti ai sensi dell'articolo 15, comma 8; g) il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e museale;