[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 3, commi 1 e 2, 4, 6 e 18 della legge della Regione Siciliana 29 luglio 2021, n. 21 (Disposizioni in materia di agroecologia, di tutela della biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione tecnologica in agricoltura. Norme in materia di concessioni demaniali marittime), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 4 ottobre 2021, depositato in cancelleria il 12 ottobre 2021, iscritto al n. 60 del registro ricorsi 2021 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 45, prima serie speciale, dell'anno 2021. Udito nell'udienza pubblica del 7 giugno 2022 il Giudice relatore Francesco Viganò; udito l'avvocato dello Stato Emanuele Feola per il Presidente del Consiglio dei ministri; deliberato nella camera di consiglio dell'8 giugno 2022.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso notificato il 4 ottobre 2021 e depositato il 12 ottobre 2021, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato l'art. 3, commi 1 e 2, nonché gli artt. 4, 6 e 18 della legge della Regione Siciliana 29 luglio 2021, n. 21 (Disposizioni in materia di agroecologia, di tutela della biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione tecnologica in agricoltura. Norme in materia di concessioni demaniali marittime). 2.- Viene in primo luogo censurato l'art. 3, commi 1 e 2, della legge regionale citata, per contrasto: - con l'art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione a) all'art. 24 del regolamento (UE) n. 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, e b) agli artt. 81 e 88 del regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi; nonché: - con l'art. 17 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), in relazione all'art. 15 della legge 6 agosto 2013, n. 97 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013), «in applicazione dell'art. 117, comma 3 Cost.». 2.1.- La disposizione impugnata vieta - in una serie di ambiti territoriali dalla stessa individuati - «l'utilizzo di biocidi diversi da quelli consentiti in agricoltura biologica, sulla base del regolamento (CE) 30 maggio 2018, n. 2018/848/UE e dall'allegato 2 del decreto ministeriale 18 luglio 2018, n. 6793» (comma 1), determinando la conseguente sanzione amministrativa in caso di sua violazione (comma 2). L'Avvocatura generale dello Stato osserva anzitutto che i biocidi non sono in nessun caso consentiti in agricoltura, essendo ammessi, per il trattamento delle avversità delle piante e per il diserbo, unicamente i prodotti fitosanitari autorizzati dal Ministero della salute ai sensi del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE. Il regolamento (UE) n. 2018/848, in particolare il suo art. 24, così come l'Allegato 2 del decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo 18 luglio 2018, n. 6793, recante «Disposizioni per l'attuazione dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e n. 889/2008 e loro successive modifiche e integrazioni, relativi alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici. Abrogazione e sostituzione del decreto n. 18354 del 27 novembre 2009», disciplinerebbero invece ambiti che presentano pochi e marginali punti di contatto con la materia dei biocidi, «con la conseguenza che devono ritenersi inesistenti o estremamente sporadici i biocidi consentiti in agricoltura biologica sulla base di tali fonti normative». Pertanto, l'art. 3, vietando «in una serie di ambiti territoriali che di fatto ricomprendono il complesso del territorio pubblico siciliano» l'utilizzo di biocidi diversi da quelli consentiti in agricoltura biologica, finirebbe per vietare «l'utilizzo pressoché totale dei biocidi negli spazi pubblici», ponendosi in tal modo in contrasto con la normativa comunitaria, e in particolare con il regolamento (UE) n. 528/2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso di biocidi. L'art. 88 di tale regolamento consente invero all'autorità competente di ciascuno Stato membro designata ai sensi dell'art. 81 - che sulla base di nuove prove «abbia validi motivi per ritenere che un biocida, seppure autorizzato conformemente al presente regolamento, costituisca un grave rischio, immediato o nel lungo periodo, per la salute dell'uomo, in particolare dei gruppi vulnerabili, o degli animali o per l'ambiente» - di adottare «adeguate misure provvisorie», da comunicare alla Commissione, che le può autorizzare per un periodo di tempo determinato oppure può chiederne la revoca. Secondo l'Avvocatura generale dello Stato, tuttavia, «dalla legge regionale de qua non si evince nessuno dei presupposti previsti dall'articolo 88, né il rispetto delle relative procedure di adozione delle misure», che spetterebbero in ogni caso esclusivamente allo Stato e non alle Regioni, con conseguente violazione di tale disposizione. Di qui l'allegato contrasto con l'art. 117, primo comma, Cost., in relazione tanto all'art. 24 del regolamento (UE) n. 848/2018, quanto agli artt. 81 e 88 del regolamento (UE) n. 528/2012. 2.2.- La disposizione impugnata contrasterebbe inoltre con l'art. 17 dello statuto della Regione Siciliana, in relazione all'art. 15 della legge n. 97 del 2013 «in applicazione dell'art. 117, comma 3 Cost.». Rileva l'Avvocatura generale dello Stato che, in attuazione dell'art. 81 del regolamento (UE) n. 528/2012, l'art. 15 della legge n. 97 del 2013 ha individuato nel Ministero della salute l'«autorità competente» per gli adempimenti previsti dal regolamento stesso, nonché per le procedure di controllo sui biocidi immessi sul mercato.