[ddlpres]

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge prevede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, cosiddetta « Commissione antimafia », ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XIX legislatura. Tale Commissione di inchiesta rappresenta uno strumento necessario e indispensabile per il buon funzionamento della nostra democrazia. Il valore aggiunto da essa conferito risiede proprio nel ruolo di organo di proposta e di stimolo al perseguimento della legalità nei riguardi dei soggetti istituzionali a vario titolo coinvolti nel comune sforzo per il contrasto del fenomeno mafioso autoctono e straniero, che affligge il nostro Paese. La Commissione parlamentare istituita nella XVIII legislatura ha lavorato su molti profili che possono considerarsi ormai storici, legati al radicamento criminale-mafioso nel tessuto sociale, che non si riesce a debellare soltanto mediante la meritoria e infaticabile azione della magistratura e delle Forze di polizia. Non minore attenzione essa ha posto sui nuovi fenomeni dell'attività criminale nel nostro Paese che meritano necessariamente ulteriori indagini e approfondimenti, non solo per il volume di affari che viene generato da tali attività, ma anche per la complessità dell'attività tecnico-investigativa occorrente per una lettura esaustiva di questi fenomeni, anche in relazione ai rischi che possono riguardare la gestione degli ingenti fondi destinati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si constata, dunque, anche in questa legislatura la necessità di perseguire, in tutte le sedi e su tutti i fronti, una lotta alla mafia che si sviluppi di pari passo mediante un'azione legislativa – con l'aggiornamento degli strumenti di contrasto – e un'azione educativa efficace sul piano sociale. Occorre una lotta al fenomeno mafioso che ponga al centro la comprensione di esso, che ne sappia leggere le ragioni, dettate da condizioni di fatto, oggettive, specialmente da un progressivo arretramento dello Stato nella società, sotto il profilo della democrazia sostanziale prima ancora che formale. Per tali motivi riteniamo auspicabile, anche in questa legislatura, la tempestiva ricostituzione della Commissione antimafia, secondo le disposizioni del presente disegno di legge, il cui contenuto è di seguito esposto. L'articolo 1 riguarda l'istituzione, i compiti e i poteri della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XIX legislatura. L'articolo 2 disciplina la composizione della Commissione, della quale faranno parte venticinque senatori e venticinque deputati, scelti rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, mentre l'articolo 3 conferisce alla Commissione la facoltà di organizzare i propri lavori istituendo Comitati al proprio interno. L'articolo 4 disciplina le audizioni a testimonianza presso la stessa Commissione. L'articolo 5 regola le modalità e i limiti della richiesta e dell'utilizzazione di atti e documenti per le indagini e il regime di segretezza cui sono sottoposti. Gli articoli 6 e 7, da ultimo, disciplinano l'istituto del segreto e l'organizzazione interna dei lavori della Commissione.. 1 (Istituzione, compiti e poteri della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XIX legislatura, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, di seguito denominata « Commissione ». La Commissione ha i seguenti compiti: a verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rafforzarne l'efficacia; b verificare l'attuazione delle disposizioni del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, della legge 13 febbraio 2001, n. 45, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2004, n. 161, e della legge 11 gennaio 2018, n. 6, riguardanti le persone che collaborano con la giustizia e le persone che prestano testimonianza, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rafforzarne l'efficacia; c verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni della legge 7 marzo 1996, n. 108, della legge 23 febbraio 1999, n. 44, del decreto- legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 2014, n. 60, in materia di tutela delle vittime di estorsione e di usura, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rendere più coordinata e incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali; d verificare l'attuazione e l'adeguatezza della normativa in materia di tutela dei familiari delle vittime delle mafie, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie; e verificare l'attuazione delle disposizioni di cui alla legge 23 dicembre 2002, n. 279, relativamente all'applicazione del regime carcerario previsto dagli articoli 4- bis e 41- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, alle persone imputate o condannate per delitti di tipo mafioso, anche con riguardo al monitoraggio delle scarcerazioni; f acquisire informazioni sull'organizzazione degli uffici giudiziari e delle strutture investigative competenti in materia, sulle risorse umane e strumentali di cui essi dispongono, nonché sulla condivisione del patrimonio informativo al fine di una azione investigativa coordinata;