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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 49 DONNO La seduta inizia alle ore 14,40. IN SEDE REFERENTE (1163) Delega al Governo in materia di ricerca tecnologica della Difesa DDL 1163 Delega al Governo in materia di razionalizzazione delle attività di ricerca tecnologica e innovazione nell'ambito della Difesa (Esame e rinvio) La presidente DONNO ( M5S ), in qualità di relatrice, illustra il provvedimento in titolo, rilevando preliminarmente che esso tiene conto del rapido mutamento del contesto internazionale, che segna il ruolo sempre più forte della tecnologia nella geopolitica e che richiede di mantenere e di migliorare la capacità nazionale di creare innovazione, anche tenendo conto delle sempre più frequenti evoluzioni in chiave duale delle tecnologie militari. Se per alcuni profili, infatti, il settore della difesa resta leader indiscusso dell'innovazione, tra i quali quello dell'aerospazio, in altri le aziende civili si modernizzano autonomamente. Anche in occasione della sessione dell'Assemblea parlamentare della NATO tenutasi nella località canadese di Halifax nel novembre 2018, si è infatti sottolineata la necessità che gli Alleati si adattino al nuovo panorama scientifico e tecnologico con iniziative, a livello nazionale, simili a quella adottata dai governi francese e tedesco, che hanno pianificato l'istituzione di specifiche agenzie per l'innovazione nell'ambito della Difesa. In questo panorama l'Italia patisce una qualità inadeguata delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi; investimenti in ricerca e sviluppo ancora insufficienti e una lenta evoluzione della domanda di innovazione da parte del settore pubblico e delle imprese. Un altro gap da colmare è poi l'oggettiva frammentazione delle tante strutture di eccellenza nazionali, non adeguatamente messe a sistema per la necessaria valorizzazione e crescita del comparto industriale, delle piccole e medie imprese (PMI) e del mondo accademico e della ricerca. Stante quanto precede, il disegno di legge istituisce un'agenzia che si occupi di innovazione tecnologica nell'ambito del comparto Difesa (ispirata al modello statunitense), e considera di interesse strategico anche le tecnologie civili d'avanguardia. Procede quindi all'esame dei tre articoli che compongono il disegno di legge. In particolare, l'articolo 1 delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, uno o più decreti legislativi finalizzati a razionalizzare i centri di test e ricerca delle Forze armate ovvero interforze all'interno del Ministero della difesa. L'obiettivo è quello di razionalizzare le risorse e creare delle necessarie sinergie. Si dovrà disegnare una realtà capace di coniugare aspetti di politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della Difesa, con l'introduzione di modelli organizzativi che assicurino una collaborazione ad ampio spettro tra la Difesa, l'industria e il mondo universitario e della ricerca L'articolo 2, al comma 1, reca invece i principi e i criteri direttivi della delega. Spicca, in particolare, la scelta di riconvertire con nuovi compiti e attività il Centro interforze studi per le applicazioni militari (CISAM) di San Piero a Grado (nell'area di Pisa). Tale scelta tiene conto dei fattori logistici, delle ricadute in termini occupazionali (tra le quali il possibile rientro di ricercatori italiani costretti a stabilirsi all'estero per mancanza di opportunità lavorative in Italia) nonché delle conseguenti potenzialità formative di cui beneficerebbero l'industria e la Difesa. Il predetto centro si evolverà pertanto nel Centro interforze per l'innovazione e le tecnologie strategiche (CINTES), con l'obiettivo di creare le condizioni indispensabili per l'attivazione di un network con le università, i centri di ricerca, le startup , la grande industria (ad esempio Leonardo) e le piccole e medie imprese. Il nuovo Centro provvederà agli studi e alle ricerche sullo sviluppo di tecnologie innovative di interesse della difesa, nonché alla verifica in fase esecutiva dei relativi contratti, per applicazioni di specifico interesse militare delle Forze armate e concorrenti allo sviluppo di sistemi di potenziale impiego in ambito civile, nell'ottica dello sviluppo prioritario di tecnologie a doppio uso, civile e militare e nel pieno rispetto della legge n. 185 del 1990. Inoltre, la nuova struttura continuerà a gestire il reattore termico sperimentale « Galilei » e la sua dismissione, nonché il condizionamento e la conservazione in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti dal medesimo e dalle strutture della Difesa, in conformità alla normativa vigente. Un ulteriore compito sarà poi quello di contribuire alla formazione tecnico-professionale del personale civile e militare della difesa e, sulla base di specifici protocolli di intesa, del personale di altre amministrazioni dello Stato. Restano di competenza del Centro anche le attività e la supervisione, nel settore della Difesa, in materia di protezione dai rischi derivanti dalle radiazioni (ionizzanti e non ionizzanti), e l'aggiornamento della normativa nel campo della compatibilità elettromagnetica e dell'optoelettronica. Il nuovo Centro si porrà quindi, a livello gerarchico, alle dipendenze del Capo di stato maggiore della difesa e, a livello funzionale, alle dipendenze del Segretario generale della difesa e Direttore nazionale degli armamenti. Avrà autonomia gestionale e di spesa, nell'ambito delle risorse a esso assegnate e delle direttive di pianificazione del Segretario generale della difesa. I criteri di delega disciplinano anche i requisiti necessari per detenere la direzione del Centro e gli aspetti correlati al mandato del direttore. Nel dettaglio, il Centro dovrebbe essere retto da un ufficiale dello stato maggiore della difesa, di grado non inferiore al generale di brigata (o grado corrispondente), avente la qualifica di direttore. Quest'ultimo sarà responsabile dell'organizzazione della struttura e della gestione delle risorse umane, finanziarie nonché dei beni strumentali. La nomina verrebbe conferita con decreto del Ministro della difesa per una durata quadriennale, rinnovabile, compatibilmente con le esigenze di impiego della Forza armata di appartenenza. Come previsto nelle attività tecnico-scientifiche del Centro saranno poi coinvolti anche altri dicasteri. Il direttore infatti, per l'espletamento dei compiti istituzionali relativi ai progetti, si avvarrà di un consiglio scientifico (da lui presieduto e che adotterà un proprio regolamento interno), composto da otto membri (uno ciascuno per Difesa, Sviluppo economico, Università e MEF, mentre tre, rappresentativi dei settori dell'industria, del mondo accademico e della ricerca, saranno nominati dal direttore tramite avviso di selezione pubblica, previo accertamento dei requisiti di sicurezza). Compito del consiglio scientifico è deliberare il programma annuale contenente gli indirizzi programmatici per i progetti da avviare e proporre al finanziamento. Il direttore del centro, sentito il consiglio scientifico, ha facoltà di sospendere lo stanziamento di fondi destinati a progetti che non abbiano raggiunto, nei tempi definiti contrattualmente dalle parti contraenti, le obbligazioni di risultato definite dal contratto stesso.