[ddlpres]

Pertanto, in assenza di una norma generale di incriminazione suppletiva che stabilisca una clausola di equivalenza tra il non interrompere gli effetti di un reato e la sua realizzazione commissiva, non sembra giuridicamente possibile, in quanto lesivo del principio costituzionale di legalità in materia penale, imputare un soggetto per non aver interdetto la protrazione dell'offesa al bene giuridico. Ma vi è di più. La responsabilità per omesso impedimento del reato presuppone che questo non sia stato già consumato, circostanza che, nell’ hate speech online , si realizza, per granitica giurisprudenza, nel momento in cui l'autore delle espressioni illecite attiva il collegamento. Tale evidenza normativa impone di intervenire ex post , con la previsione in capo ai gestori dei siti internet e social media di obblighi di collaborazione, di inibizione e di rimozione dei contenuti illeciti a seguito di segnalazione, escludendo la possibilità di ravvisare una partecipazione del provider – ancorché nella forma omissiva – alla condotta d'odio. Infine, considerata la portata sociologica e culturale del fenomeno trattato, si avverte la necessità di orientare l'azione legislativa non solo in ottica repressiva, ma anche preventiva, mediante l'avvio di un percorso educativo all'interno delle istituzioni scolastiche, allo scopo di informare e sensibilizzare i più giovani e le loro famiglie sui rischi della rete e sui cybercrime . In coerenza con quanto sopra esposto, il presente disegno di legge consta di quattro articoli. L'articolo 1 chiarisce le finalità del disegno di legge in oggetto che, in attuazione della decisione quadro 2008/913/GAI e in ossequio alla risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013, si pone l'obiettivo di prevenire, contrastare e sanzionare il fenomeno dell’ hate speech , ampliando il novero delle categorie meritevoli di tutela. Il comma 2 del medesimo articolo 1, per la definizione di « gestori dei siti internet » , opera un espresso rinvio all'articolo 1, comma 3, legge 29 maggio 2017, n. 71. L'articolo 2 interviene sugli articoli 604- bis e 604-ter del codice penale – senza, tuttavia, modificare la qualificazione del reato in quanto già ritenuta idonea a garantire un perfetto bilanciamento tra le contrapposte libertà costituzionali coinvolte – ampliando il novero delle categorie bersagliate dai discorsi d'odio ed introducendo all'articolo 604- bis del codice penale, mediante la lettera d) del comma 1, la circostanza aggravante nel caso in cui le condotte in rilevo siano commesse a mezzo web , ovvero in occasione di manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico. La ratio è quella di prevedere un inasprimento di pena nel caso in cui la condotta d'odio sia posta in essere con mezzi ovvero in contesti tali da ampliare in modo esponenziale la portata offensiva del fenomeno discriminatorio. L'articolo 3 si compone di quattro commi; il comma 1, sulla scorta di recenti interventi legislativi, legittima i gestori dei siti internet e dei social media , a seguito di apposita segnalazione, ad impedire l'accesso ai siti o a rimuovere i contenuti o espressioni rientranti nell'ambito di previsioni di cui all'articolo 604- bis del codice penale, come novellato dalla presente legge. Il comma 2 detta una procedura alternativa qualora il gestore non provveda alla rimozione o inibizione, prevedendo la possibilità di rivolgere analoga istanza di cui al comma 1 all'autorità giudiziaria competente e all'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori. Il comma 3 sancisce l'obbligo dei gestori di comunicare alle Forze di polizia tutte le informazioni utili all'individuazione degli autori degli illeciti e di adottare, a seguito di provvedimento dell'autorità giudiziaria procedente, le misure dirette ad impedire l'accesso ai contenuti dei siti o a rimuovere i contenuti medesimi. Il comma 4, infine, prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria nel caso in cui i gestori dei siti internet e dei social media non provvedano all'adempimento degli obblighi di cui al comma 3. L'articolo 4, da ultimo, in ottica di prevenzione, stabilisce che le risorse economiche scaturenti dall'eventuale applicazione della sanzione amministrativa di cui all'articolo 3, comma 4, della presente legge, confluiscano nel fondo di cui all'articolo 12 della legge 18 marzo 2008, n. 48, e siano stanziate per il finanziamento di progetti educativi qualificati di contrasto agli illeciti penali di cui all'articolo 604- bis del codice penale, come novellato dalla presente legge, da attuare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.. 1 (Finalità e definizioni) 1 La presente legge, in attuazione della decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, e in ossequio alla risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 sul rafforzamento della lotta contro il razzismo, la xenofobia e i reati generati dall'odio, si pone l'obiettivo di prevenire e contrastare l'utilizzo e la diffusione di espressioni e contenuti diretti a propagandare idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale, etnico, religioso o di genere, ovvero ad istigare alla commissione di atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o di genere, ovvero fondati sull'orientamento sessuale o sulla disabilità, in particolare mediante la rete internet , i social network o altre piattaforme telematiche, ovvero nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. 2 Ai fini della presente legge, per gestori dei siti internet si intendono i soggetti di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 29 maggio 2017, n. 71. 2 (Modifiche agli articoli 604- bis e 604- ter del codice penale) 1 All'articolo 604- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale, etnico o di genere, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o di genere, ovvero fondati sull'orientamento sessuale o sulla disabilità »; b al primo comma, lettera b) , le parole: « o religiosi » sono sostituite dalle seguenti: « , religiosi o di genere, ovvero fondati sull'orientamento sessuale o sulla disabilità »; c al secondo comma, le parole: « o religiosi » sono sostituite dalle seguenti: « , religiosi o di genere, ovvero fondati sull'orientamento sessuale o sulla disabilità »; d dopo il secondo comma è inserito il seguente: « La pena è aumentata fino alla metà se le condotte di cui ai commi precedenti sono commesse mediante la rete internet , i social network o altre piattaforme telematiche ovvero nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ». 2 All'articolo 604- ter , primo comma, del codice penale, le parole: « o religioso » sono sostituite dalle seguenti: