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il protocollo prevede numerose azioni volte al miglioramento della sicurezza e della legalità nell'isola mediante numerose iniziative da porre in essere attraverso l'attivazione di una "cooperazione interistituzionale in attività mirate alla semplificazione dell'attività amministrativa e snellimento delle procedure"; tra gli altri progetti finanziati con le risorse europee, si prevede la realizzazione di impianti di videosorveglianza nell'agglomerato industriale di Carini (Palermo), nella zona industriale di Catania e nel settore nord e nord-est di Gela (Caltanissetta); nel programma si prevede altresì la realizzazione di impianti di videosorveglianza in aree agricole e, attraverso le risorse del "PON Cultura 2014-2020", analoghi interventi in luoghi qualificati, quali attrattori culturali; inoltre, tra le azioni previste, se ne prevedono anche in relazione all'accoglienza dei migranti, volte, tra l'altro, al contrasto del fenomeno del caporalato; considerato che: a quanto risulta all'interrogante a seguito di interlocuzioni con i membri dell'Assemblea regionale siciliana, nonostante le ripetute offerte di supporto da parte del Ministero dell'interno, la Regione ancora non ha provveduto alla presentazione dei progetti necessari all'avvio delle opere; l'utilizzo dei fondi europei, storico "tallone d'Achille" delle amministrazioni italiane, continua, di programmazione in programmazione, a far perdere risorse che spettano ai cittadini italiani e che potrebbero contribuire allo sviluppo e alla sicurezza di vaste aree del Paese; considerato infine che tra pochi mesi, nell'ambito delle proprie competenze, le Regioni saranno chiamate ad attuare quanto previsto dal piano nazionale di ripresa e resilienza, al fine di garantire il rilancio economico e sociale del Paese, fondamentale per colmare il gap Nord-Sud e per garantire che le misure d'emergenza adottate nel corso della pandemia da COVID-19 non si trasformino in un insopportabile fardello per le generazioni future, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se non ritengano opportuno approfondire le ragioni che non hanno consentito alla Regione Siciliana di presentare, da tre anni a questa parte, i progetti per la costruzione dei sistemi di videosorveglianza finanziati dall'Unione europea; se non ritengano altresì opportuno sollecitare le amministrazioni regionali al rispetto delle tempistiche, anche e soprattutto nell'ottica della futura partecipazione di queste ultime all'implementazione del piano nazionale di ripresa e resilienza; se non ritengano opportuno porre in essere azioni sostitutive al fine di sopperire alle forme di inerzia, garantendo altresì che le risorse destinate alla Sicilia e ai siciliani non vengano perse. Atto n. 4-05675 PAROLI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: nel settore dei trasporti, l'idrogeno blu rappresenta una fonte di energia pulita di straordinaria rilevanza nello sviluppo della mobilità sostenibile (trasporto pesante, ferroviario, marittimo, movimentazione dei materiali), in quanto è considerata una fonte alternativa efficace e strategica per sostenere il processo di decarbonizzazione e per accelerare la riduzione delle emissioni di anidride carbonica al 2025, in linea con le politiche energetiche e ambientali europee; al riguardo, il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, nel corso del suo intervento al Parlamento lo scorso aprile, relativo alle comunicazioni in vista della trasmissione alla Commissione europea del piano nazionale di ripresa e resilienza, ha evidenziato che le linee guida prevedono lo stanziamento complessivo pari a 3,6 miliardi di euro per lo sviluppo dell'idrogeno (le cui risorse risultano significativamente superiori rispetto ai 2 miliardi di euro della Francia e 1,6 miliardi di euro della Spagna); l'interrogante evidenzia che, all'interno del quadro degli interventi indicati dal PNRR, finalizzati a sostenere il settore "infrastrutture per la mobilità", attraverso l'utilizzo dell'idrogeno, occorre affiancare a tali misure ulteriori iniziative in grado di incrementare i livelli di crescita e di sviluppo nel settore dei trasporti e della mobilità sostenibile, in particolare quello stradale e ferroviario, che scontano gravissimi ritardi in termini di competitività ed efficienza dei servizi, rispetto ai principali Paesi europei; l'introduzione di un fondo presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, finalizzato alla realizzazione d'infrastrutture ad idrogeno lungo le autostrade e le strade di interesse nazionale (in grado di consentire una mobilità a zero emissioni tramite mezzi pesanti e leggeri di trasporto di merci e persone con veicoli a cella combustibile) e il finanziamento di specifici progetti sperimentali, connessi all'aumento progressivo della mobilità a zero emissioni legati all'utilizzo dell'idrogeno nel trasporto ferroviario nazionale e regionale (destinati alla conversione delle tratte da diesel a idrogeno, in grado di realizzare treni a celle combustibili, nonché l'acquisto di materiale rotabile ferroviario a idrogeno), costituiscono, ad avviso dell'interrogante, interventi urgenti e necessari, in grado di accelerare le linee guida indicate nella strategia nazionale ad idrogeno, nonché il ruolo che l'idrogeno può occupare nel percorso nazionale di decarbonizzazione, in conformità al piano nazionale integrato per l'energia e il clima, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se condivida le osservazioni richiamate, finalizzate all'introduzione di iniziative nell'ambito dei trasporti e della mobilità sostenibile, in particolare stradale e ferroviaria a zero emissioni, in grado di realizzare un sistema infrastrutturale più moderno, sostenibile ed in linea con gli interventi già adottati dagli altri Paesi europei; quali iniziative di competenza intenda intraprendere al fine di attribuire un ruolo primario all'idrogeno nel trasporto stradale e ferroviario, nella convinzione che tale fonte di energia può svolgere un ruolo determinante nel miglioramento della qualità dell'aria e del sistema dei trasporti nazionale. Atto n. 4-05676 FAZZONE Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: i servizi adibiti al trasporto pubblico non di linea di persone in conto terzi sono assoggettati alla legge di settore n. 201 del 1992, e con decreto-legge n. 135 del 2018, detta legge ha subito sostanziali modifiche ai principi che dettavano le norme per decine di migliaia d'imprese esercenti il servizio di noleggio con conducente; dette modifiche, dettate dall'art. 10 -bis del citato decreto-legge, sono state dall'AGCM e dall'ART definite palesemente contrastanti con l'ordinamento vigente, presentando queste notevoli profili di criticità, sotto il profilo sia costituzionale e comunitario che concorrenziale;