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A tal proposito, ai colleghi del PD mi piacerebbe rileggere quanto scritto dall'allora premier Paolo Gentiloni Silveri e dall'allora ministro dell'economia, Padoan, nel loro ultimo Documento di economia e finanza, deliberato dal Consiglio dei ministri del 26 aprile 2018. Tracciando il quadro macroeconomico e di finanza pubblica tendenziale, Gentiloni Silveri e Padoan scrivevano testualmente che «nel 2017 la crescita del PIL è aumentata visibilmente, sospinta dalla favorevole congiuntura mondiale, dalla politica monetaria dell'eurozona»: quindi da fattori esogeni. Subito dopo scrivevano che «le prospettive restano favorevoli anche per il 2018, anno in cui si prevede una crescita dell'1,5 per cento». Peccato che poi l'Istat abbia certificato che il PIL del 2018 è cresciuto dello 0,9 per cento, altro che 1,5 per cento. Questo a proposito di chi punta l'indice oggi sulle previsioni sbagliate. Ma non finisce qui, perché sempre Gentiloni Silveri e Padoan aggiungevano quanto segue: «Va tuttavia sottolineato che a livello globale sono presenti dei rischi legati a paventate politiche protezionistiche e all'apprezzamento dell'euro. (...) L'andamento del PIL è previsto rallentare lievemente nei prossimi anni, in linea con le aspettative sul ciclo economico internazionale». Voi stessi sapevate che era in atto un rallentamento e che le vostre politiche sarebbero risultate del tutto inefficaci nel tentativo di contrastarlo. Quanto poi alla critica sugli investimenti che non ripartono, ebbene qui - mi rivolgo sempre ai colleghi del PD - da parte vostra c'è anche un po' di faccia tosta. Scusatemi se utilizzo sempre il vostro Documento di economia e finanza del 26 aprile 2018, ma proprio lì scrivevate che «gli investimenti pubblici continuano a risentire della forte riduzione degli stanziamenti in conto capitale operati negli anni più duri della crisi; per il loro pieno rilancio bisognerà continuare a insistere su più efficienti procedure di progettazione, gestione dei progetti e monitoraggio della spesa». Insomma, il vostro ultimo Documento di economia e finanza ammetteva candidamente che sugli investimenti pubblici i vostri Governi non sono stati in grado di fare nulla. COMINCINI (PD) . Leggilo bene! Non lo hai letto bene. PIRRO, relatrice sul disegno di legge n. 1388 . Io l'ho letto bene, ve lo siete dimenticato voi. Invece la Ragioneria generale dello Stato, qualche settimana fa, ci ha consegnato dati secondo i quali nel primo semestre del 2019 gli investimenti in conto capitale degli enti locali sono finalmente cresciuti del 17 per cento. Il tutto grazie allo sblocco degli avanzi di gestione, che abbiamo potuto perfezionare grazie a una sentenza della Corte costituzionale, e grazie alla norma della nostra manovra che ha stanziato 400 milioni di euro per opere di messa in sicurezza del territorio nei piccoli Comuni. «Il Sole 24 ORE», un giornale non proprio amico del MoVimento 5 Stelle, ha certificato che queste somme sono già state appaltate al 95 per cento definendolo un "miracolo", soprattutto se si considera - come ha scritto ancora «Il Sole 24 ORE» - che fino a ieri in Italia «servivano mediamente da due a otto anni per passare dal finanziamento al cantiere». (Applausi dal Gruppo M5S . Commenti del senatore Mirabelli) . E presto si aggiungeranno altri 500 milioni che abbiamo stanziato nel decreto crescita per consentire ai Comuni di mettere in cantiere opere di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile. Colleghi, tutti parlate di un insuccesso o di un fallimento del reddito di cittadinanza e di quota 100. Pensiamo di aver fatto semplicemente all'inizio delle stime prudenziali. Questi dati confermano quanto abbiamo sempre sostenuto: gli italiani non sono i fannulloni ansiosi di stare sul divano che avete cercato a tutti i costi di dipingere. Il ricorso a queste misure di sostegno e di avviamento al lavoro è stato fatto solo da parte di chi ne aveva veramente necessità e le pene e le misure previste per scoraggiare eventuali furbetti sono state sufficienti a scoraggiarli perfino dal fare domanda. Anche quota 100 ha avuto un tiraggio inferiore rispetto alle attese, perché agli italiani piace lavorare, contrariamente a quello che sostenete voi. (Commenti del senatore Comincini) . PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di interloquire con la Presidenza. Prego, concluda. PIRRO, relatrice sul disegno di legge n. 1388 . Questi risultati, al di là di ogni vostra narrazione in senso contrario, sono accompagnati da dati positivi sul lavoro. Ve li ricordo per rinfrescarvi un po' la memoria. Per la prima volta dal 1977, cioè da quando esistono le serie storiche, il tasso di occupazione non è mai stato così alto, raggiungendo il 59 per cento. Per la prima volta dal 2012, l'anno della fredda austerity inaugurata dal Governo dei tecnici e dei professori, la disoccupazione è scesa sotto la soglia psicologica del 10 per cento: siamo al 9,9 per cento. Per non parlare dello spread , che le vostre cassandre catastrofiste vedevano come il buco nero destinato a inghiottire il Paese. Il differenziale è sceso intorno ai 190 punti, con il rendimento dei titoli decennali intorno all'1,6 per cento, sotto la soglia psicologica del 2 per cento. Certo, hanno avuto un effetto benefico il ritiro da parte dell'Unione europea della procedura di infrazione, che non avrebbe avuto alcuna solida base, e le parole con cui Draghi, Presidente uscente della BCE, ha chiarito che la banca centrale è pronta a mettere in campo nuovi stimoli monetari. È altrettanto vero, però, che lo spread aveva cominciato a scendere molto prima, a dimostrazione del fatto che i mercati avevano già metabolizzato un'Italia stabile, vogliosa di riprendersi il suo spazio. (Commenti dal Gruppo PD). Allo stesso modo, ancora una volta si è visto che tutto l'allarmismo da voi sollevato sugli effetti dello spread sui mutui si è rivelato per quello che è: una bufala. L'altro giorno, infatti, sempre «Il Sole 24 Ore» ci ha ricordato che oggi i tassi dei mutui sulla casa sono ai minimi storici: quelli a tasso fisso sono in media all'1,7 per cento, mentre erano al 6 per cento nel 2012 e al 2,3 per cento nel 2016; quelli a tasso variabile hanno ora un costo medio dello 0,88 per cento, distante anni luce dal 3,7 per cento del 2012 e comunque più basso rispetto all' 1,23 per cento di tre anni fa. Insomma, fino ad oggi avete fatto operazioni cosmetiche anche sulla spending review, ottenendo risultati pari a zero, e ora puntate l'indice. (Commenti dal Gruppo PD). GINETTI (PD) . Sta andando fuori tema! PIRRO, relatrice sul disegno di legge n. 1388 . A differenza vostra, noi stiamo lavorando anche al Ministero dell'economia e delle finanze a un vasto piano di razionalizzazioni. Su questo e su altro i risultati si vedranno, non vi preoccupate. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri .