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Tale operazione è finalizzata a rendere coerente la norma con la disciplina di cui all'articolo 12 dello statuto -- come modificato dalla legge costituzionale n. 2 del 2001 -- che demanda ad una legge regionale (legge regionale n. 21 del 2004), approvata a maggioranza assoluta dei componenti, la disciplina dei casi di ineleggibilità e incompatibilità dei consiglieri regionali, in armonia con quanto avvenuto a livello costituzionale (articolo 122 della Costituzione, come sostituito dall'articolo 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999 n. 1) relativamente alle regioni a statuto ordinario; -- viene sostituito l'articolo 59 dello statuto speciale (articolo 7 del disegno di legge costituzionale) il quale, riprendendo l'impostazione dell'articolo 114 della Costituzione, sancisce che nella regione Friuli-Venezia Giulia l'ordinamento degli enti locali si fonda sui comuni, quali enti locali autonomi obbligatori della regione, dotati di propri statuti, poteri e funzioni, secondo i princìpi fissati dalla Costituzione e dallo statuto stesso; -- l'articolo 9 del disegno di legge costituzionale, recante le disposizioni transitorie, demanda alla legge regionale l'individuazione della decorrenza della soppressione (comma 1) e il trasferimento delle loro funzioni ai comuni o alla regione, nonché la disciplina della successione dei rapporti giuridici non esauriti (comma 2). La previsione che le province, per quanto oggetto della prevista soppressione, continuano a essere disciplinate dalla normativa previgente ha la funzione di confermare l'applicazione delle norme vigenti prima dell'entrata in vigore della modifica statutaria fino all'effettiva soppressione. Ciò in quanto dal disegno di legge costituzionale non emerge la semplice decostituzionalizzazione delle province, ma la loro necessaria soppressione, da operare con la fonte legislativa regionale. In V commissione è stato approvato un solo emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle, introduttivo dell'articolo 4, al fine di ridurre da 15.000 a 5.000 il numero delle firme necessarie per la presentazione di leggi di iniziativa popolare, avvicinando in tal modo il rapporto fra il numero degli elettori e il numero delle firme necessarie a quello delle altre regioni. Il dibattito in aula è stato ampio e articolato; sul provvedimento è emersa una convergenza trasversale, al fine di compiere un primo passo ritenuto necessario alla realizzazione della riforma del sistema regione. Sono intervenuti per dichiarazioni di voto i consiglieri Marini, preannunciando il voto favorevole del Gruppo Misto, Colautti, preannunciando il voto favorevole del Gruppo del Pdl, Shaurli, preannunciando il voto favorevole del Pd, Bianchi, preannunciando il voto favorevole del Movimento 5 Stelle, Lauri, preannunciando il voto favorevole del Gruppo Sel, Dipiazza, preannunciando il voto favorevole del Gruppo di Autonomia Responsabile, Gregoris, preannunciando il voto favorevole del Gruppo dei Cittadini. Il consiglio regionale, nella seduta antimeridiana n. 49 del 30 gennaio 2014, ha approvato all'unanimità la proposta di legge costituzionale. Il voto favorevole è stato motivato da ragioni sia politiche che economiche; in particolare, l'eliminazione del livello di governo provinciale è stata sostenuta con la finalità di porre le basi statutarie per la costruzione di un nuovo sistema regione-autonomie locali; per razionalizzare e semplificare i livelli di governo locale; per coerenza con gli impegni assunti dalle forze politiche con gli elettori; per l'esigenza di risparmio nella situazione economica attuale; in ultima analisi anche per rispondere alla richiesta di riduzione dei costi della politica proveniente dalla collettività. Si auspica che vengano considerate le aspettative della comunità regionale in ordine all'approvazione di una riforma, ormai ineludibile, che razionalizzi e semplifichi i livelli di governo locale e poiché questo obiettivo si deve necessariamente tradurre in una legge costituzionale che modifichi il vigente statuto di autonomia della regione, si confida in una sollecita e favorevole approvazione di questa iniziativa legislativa regionale. Poiché il disegno di legge costituzionale non comporta oneri finanziari, il medesimo non è corredato di una relazione tecnica ai sensi dell'articolo 17, comma 6, della legge n. 196 del 2009.. Art. 1. (Modifica all'articolo 10 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. Al primo comma dell'articolo 10 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, le parole: «, alle Province» sono soppresse. Art. 2. (Sostituzione dell'articolo 11 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. L'articolo 11 della legge costituzionale n. 1 del 1963 è sostituito dal seguente: «Art. 11. -- 1. I Comuni sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. 2. In attuazione dei principi di adeguatezza, sussidiarietà e differenziazione, la legge regionale disciplina le forme, anche obbligatorie, di esercizio associato delle funzioni comunali. 3. La Regione assicura adeguati finanziamenti per l'esercizio delle funzioni conferite». Art. 3. (Modifiche all'articolo 15 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. All'articolo 15 della legge costituzionale n. 1 del 1963 sono apportate le seguenti modifiche: a) al secondo comma le parole: «il 25º anno di età» sono sostituite dalle seguenti: «la maggiore età»; b) al terzo comma le parole: «di un Consiglio provinciale, o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a 10 mila abitanti,» sono soppresse. Art. 4. (Modifica all'articolo 27 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. Al primo comma dell'articolo 27 della legge costituzionale n. 1 del 1963 le parole: «15 mila» sono sostituite dalle seguenti: «5 mila». Art. 5. (Modifica all'articolo 51 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. Al primo comma dell'articolo 51 della legge costituzionale n. 1 del 1963 le parole: «, delle Province» sono soppresse. Art. 6. (Modifica all'articolo 54 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. Al primo comma dell'articolo 54 della legge costituzionale n. 1 del 1963 le parole: «delle Province e» sono soppresse. Art. 7. (Sostituzione dell'articolo 59 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1. L'articolo 59 della legge costituzionale n. 1 del 1963 è sostituito dal seguente: «Art. 59. -- 1. L'ordinamento degli enti locali della Regione si basa sui Comuni, quali enti autonomi obbligatori con propri statuti, poteri e funzioni, secondo i princìpi fissati dalla Costituzione e dal presente Statuto». Art. 8. (Modifica all'articolo 62 della legge costituzionale n. 1 del 1963) 1.