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Un messaggio di vicinanza deve essere poi rivolto ai tanti sfollati, a chi ha perso le proprie cose, al mondo agricolo, che ancora una volta si trova di fronte all'ennesima sfida, e che, purtroppo, molte volte, nella fase post- alluvione, deve fare i conti con i danni e con il fatto che nulla viene riconosciuto, a causa di lacci e lacciuoli sistematicamente posti dagli enti di riferimento. Lavoreremo compatti perché la gestione del dopo sia condivisa - come giustamente diceva la collega - e perché le istituzioni garantiscano, a partire dalla dichiarazione dello stato di emergenza, tutto il sostegno e gli strumenti necessari perché nessuno sia lasciato solo, anche alla luce della presenza del presidente Conte ieri sera in prefettura ad Alessandria con il presidente Cirio. I danni provocati dall'acqua in questi giorni e le conseguenze dei fenomeni temporaleschi sarebbero certamente stati ancor più gravi se nella gestione dell'emergenza non avessimo potuto contare sulla Protezione civile - che ormai sta diventando veramente un perno fondamentale del nostro Paese - le Forze dell'ordine così come i Vigili del fuoco, i volontari e gli amministratori che, con abnegazione e senso di comunità, hanno lavorato senza sosta per gestire le ore più difficili di questa emergenza. A loro non può che andare il più sentito e profondo ringraziamento. Se c'è una cosa che il maltempo delle ultime ore dimostra è quanto le questioni ambientali debbano essere al centro della nostra attenzione: i fenomeni meteorologici sempre più intensi e la scarsità di risorse alle quali sono costretti gli amministratori stanno diventando una condizione strutturale sulla quale è obbligatorio intervenire. Senza contare le difficoltà di intervento sulla pulizia dei fiumi. I disastri provocati dal maltempo sono evidenti a tutti: autostrade e treni bloccati tra Genova, Torino e Milano dimostrano quanto il basso Piemonte sia centrale per i collegamenti tra la Liguria, la Lombardia, il Nord del Paese e l'Europa. Qualsiasi iniziativa, qualsivoglia intervento deve dunque dare priorità a questo snodo naturale e fondamentale per il Paese. L'intervento sul breve periodo per far fronte all'emergenza deve dunque essere accompagnato da un piano di ampio respiro sulle infrastrutture e sui corsi d'acqua, specie i più piccoli, che sempre di più si confermano incapaci di far fronte ai fenomeni temporaleschi gravi e ormai strutturali che toccano i nostri territori. Di fronte a eventi come quelli che hanno coinvolto i nostri territori e i nostri concittadini è necessario che la politica si dimostri alla loro altezza e che dia seguito ad azioni concrete e rapide. (Applausi della senatrice Pinotti). AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è l'anniversario della battaglia di El Alamein. Il 23 ottobre 1942, alla sera, circa 1.000 cannoni delle forze britanniche e alleate aprivano il fuoco sulle linee italiane, e da lì ebbe inizio quella terribile battaglia. Morirono oltre 5.000 ragazzi, che avranno per sempre diciotto, venti, trent'anni. Fu una tragedia immane. Ho voluto appositamente ricordarli in questa sede istituzionale perché non fossero dimenticati, perché non fosse dimenticato il loro sacrificio. Credo sia doveroso da parte di quest'Assemblea. Realizzarono una strenua resistenza: le truppe italiane si distinsero davvero per valore, in particolare le divisioni Folgore, Pavia, Ariete, Littorio, Trieste. Agirono con grande coraggio. Combatterono addirittura a mani nude quando finirono le munizioni e cercarono di bloccare l'avanzata dei mezzi corazzati apponendo le mine anticarro con le proprie mani, appiccicandole con il grasso che avevano prelevato dai motori. In quella battaglia non possiamo non ricordare la Regia Aeronautica, quello che fece e il suo valore. Ricordo anche che io non sarei qua se non ci fosse stato mio padre, che era ufficiale pilota d'assalto. È per questo che voglio onorare in questo momento i caduti di quella disperata resistenza. Si difendeva - lo voglio ricordare - non solo una buca, ma, tra le sabbie roventi del deserto e con gli occhi e la bocca pieni di polvere, l'onore e l'Italia, indipendentemente da ogni valutazione di carattere politico. El Alamein è stato ed un simbolo sacro della nostra storia. Credo che non solamente io, in maniera personale, e il nostro Gruppo, ma tutta l'Assemblea faccia bene a ricordare quella gioventù, ragazzi che combatterono con una inimmaginabile resistenza. Churchill ebbe parole di encomio per quei ragazzi, dicendo: «Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di ciò che rimane dei leoni della Folgore (...)». La sera alla BBC si dichiarò che gli ultimi superstiti della Folgore erano stati raccolti esamini nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno. Ora lì sono a presidiare nel sacrario di El Alamein per l'eternità, non ora la gloria della nostra patria. Ricordo che quando si perdono le virtù militari, si rischia di perdere anche quelle civili e spesso, conseguentemente, anche la libertà. Non dimentichiamolo mai. (Applausi dei senatori Cangini e Pinotti) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, comunico che mercoledì 30 ottobre il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Di Maio ha dato la sua disponibilità, dalle ore 10 alle ore 12, per rendere comunicazioni in relazione alla Siria. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 29 ottobre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 29 ottobre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,13) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bogo Deledda, Bossi Umberto, Bruzzone, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Crimi, De Poli, Di Piazza, Faggi, Fregolent, Fusco, Galliani, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Modena, Monti, Napolitano, Ortis, Ortolani, Papatheu, Pianasso, Pillon, Ronzulli, Segre, Sileri, Tesei, Turco, Vitali e Zaffini. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Giro e Rossomando, per attività di rappresentanza del Senato.