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Vorrei però soffermarmi sull'articolo 24 della Costituzione, che sancisce il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi e statuisce che la difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Voglio citare inoltre l'articolo 111 della Costituzione, che stabilisce che la giurisdizione è attuata mediante il giusto processo e dispone che la legge assicuri la ragionevole durata del processo. Nelle questioni pregiudiziali viene rilevato quanto emerso nel corso delle audizioni svoltesi durante l' iter parlamentare presso l'altro ramo del Parlamento: la procura della Repubblica di Bari ha sottolineato, in particolare, che l'adozione del decreto-legge non è affatto priva di oneri. Viene correttamente osservato che le cancellerie si troveranno costrette a predisporre almeno 60.000 notifiche, al fine di convocare le nuove udienze, senza considerare i costi inutilmente sostenuti per consulenze e intercettazioni: tutte attività che vengono messe nel nulla e sono relative a processi, che non arriveranno certamente a conclusione. La stima di 60.000 notifiche determinerà anche un allungamento dei processi e un costo - il Ministero parla già di una task force , che dovrà essere poi impegnata alla ripresa dell'attività - e segna anche un allungamento dei termini di prescrizione, con conseguenze opposte in relazione agli obiettivi che si spera si intendano perseguire. Quindi, concludendo, le disposizioni del decreto-legge in esame presentano evidenti profili di incostituzionalità, con particolare riguardo agli articoli 2, 3 e 24 della Costituzione, posto che si tratta di una sospensione dei termini, ovvero di una evidente lesione del principio di legalità. Inoltre il decreto-legge in esame si riferisce a procedimenti penali pendenti, senza specificare a quale data gli stessi procedimenti debbano risultare tali. Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento, al fine di fare chiarezza sul punto, perché anche l'indeterminatezza, di questi tempi, genera perplessità e profili di incostituzionalità. Non ci si può limitare a parlare di «procedimenti penali pendenti», ma bisogna specificare che si tratta di processi pendenti alla data di emanazione del decreto-legge, ovvero al giugno scorso. Per questi motivi preannuncio il voto favorevole del Gruppo Liberi e Uguali alle questioni pregiudiziali poste in votazione (Applausi dal Gruppo Misto) . STANCANELLI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò ora esclusivamente sulla pregiudiziale di costituzionalità; nel caso in cui non dovesse essere approvata, mi riservo di intervenire anche in sede di discussione generale. Voglio svolgere pertanto solo pochissime considerazioni in merito alla costituzionalità del provvedimento in esame. Anche se in questo momento non è presente in Aula, mi rivolgo al Ministro, che ho apprezzato in occasione della sua audizione in Commissione, perché ha dimostrato disponibilità all'ascolto, come è stato detto in precedenza. Siccome egli appartiene a una forza politica che della Costituzione ha fatto la sua bandiera, legittimamente, vorrei che il Ministro facesse qualche riflessione su questa vicenda, che sembra piccola, ma che ha una sua importanza fondamentale per la salvaguardia dei principi costituzionali. Si tratta infatti di un decreto-legge che interviene sostanzialmente non sull'edilizia giudiziaria, ma su un principio sacrosanto nel nostro ordinamento giuridico, contenuto nell'articolo 3 e nell'articolo 25 della Costituzione, ovvero i principi riguardanti l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e la certezza della pena, in relazione alla considerazione, ormai consacrata dalla giurisprudenza costituzionale, secondo cui il decorso della prescrizione non è un termine processuale, ma un principio sostanziale. La Corte costituzionale si è espressa tante volte nel definire la prescrizione un elemento della punibilità. È principio generale quello per cui nulla poena sine lege, quindi se non è prevista al momento della commissione del reato, quella determinata pena, quella determinata punizione non è possibile irrogarla. Queste considerazioni, in base a quanto disposto dall'articolo 3, dall'articolo 25 e dall'articolo 111 della Costituzione richiamato dagli altri oratori, ci spingono a sperare che il Governo, nella persona del Ministro, che è giurista e avvocato, ci ripensi sulla necessità di approvare il decreto-legge in oggetto che nulla risolve in relazione alla situazione gravissima di Bari, che non si è verificata 2, 3 o 4 mesi fa ma è conosciuta dagli operatori del diritto da dieci o quindici anni. Ritengo pertanto che anche la norma sulla invarianza finanziaria non risponda al vero, perché è stato detto anche nelle audizioni svolte alla Camera come almeno 60.000 notifiche vadano fatte, il che comporta un esborso. Tutte queste considerazioni ci fanno ritenere, e per questo voteremo a favore della questione pregiudiziale, che il decreto-legge in esame non possa proseguire il proprio iter ; se, per avventura, il Parlamento a maggioranza decidesse che invece il provvedimento è costituzionale, ci riserviamo di entrare anche nel merito per annunziare la nostra opposizione. (Applausi dal Gruppo FdI) . VALENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, è stato già detto (e io desidero partire proprio da questo punto) che il decreto-legge in discussione arriva nell'Aula del Senato dopo aver avuto un iter tanto breve quanto assurdo. Si è arrivati al punto che il 12 luglio il ministro Bonafede è dovuto correre in fretta e furia in Aula alla Camera per cercare, tra le altre cose, di spiegare perché fosse stato soltanto un giornale a fare gli accertamenti necessari e dovuti che il Governo avrebbe dovuto fare in maniera del tutto autonoma a tempo debito. Vorrei ricordare a tal proposito che se non fosse stato per le richieste del Partito Democratico e delle altre opposizioni il ministro Bonafede quel giorno non sarebbe andato molto oltre qualche post o qualche tweet . Ciò per dire innanzitutto quanto il Governo tenga in considerazione il ruolo del Parlamento. Lo vorrei ricordare senza polemica: il Governo sbaglia a offendersi se il Parlamento pone dei problemi su un provvedimento che, tramite un decreto-legge, sospende i termini di un processo penale. Lo ripeto: tramite un decreto-legge sospende i termini di un processo penale. (Brusìo) . PRESIDENTE. Colleghi, cortesemente lasciate i Sottosegretari liberi di ascoltare gli interventi in Aula. VALENTE (PD) . Si tratta, come è evidente, di una scelta a dir poco abnorme. Non può offendersi allora il Governo se dalle opposizioni viene un'offerta di aiuto per togliersi, con ogni evidenza, da una situazione di palese difficoltà in cui lo stesso Governo è andato a infilarsi. Non può valere la difesa del Parlamento quando si è opposizione e il suo svilimento quando si diventa maggioranza. Invece è quello che, ahimè, abbiamo visto accadere fino ad oggi, fino a questo momento. Per ciò innanzitutto chiediamo al Governo un atteggiamento diverso nel considerare i problemi oggettivi che il decreto-legge pone.