[pronunce]

Riceve così conferma in modo espresso ed inequivoco la prima interpretazione, che successivamente è stata fatta propria anche dalla giurisprudenza di legittimità più recente. 6. La norma censurata supera il vaglio di ragionevolezza (art. 3, primo comma, Cost.), in quanto il legislatore si è limitato ad assegnare alla disposizione interpretata un significato già contenuto e riconoscibile nel novero delle esegesi plausibili, costituendo &laquo;una delle possibili letture del testo originario&raquo; (sentenza n. 374 del 2002, cit.). Siffatta originaria plausibilità esclude anche ogni lesione degli altri evocati parametri ed anche dell'affidamento che nella stabilità dell'ordinamento giuridico possa essere nutrito dal cittadino in generale (art. 3 Cost.) e dall'imprenditore-datore di lavoro in particolare (art. 41 Cost.). Infatti - se, in via di principio, un tale affidamento è violato da disposizioni retroattive &laquo;che trasmodino in regolamento irrazionale di situazioni sostanziali fondate su leggi anteriori&raquo; (sentenza n. 446 del 2002) - ciò non accade nella materia in esame, essendo noto che l'accezione ampia del beneficio della contribuzione ridotta, idonea a comprendere, oltre alla quota di contribuzione dovuta all'INPS, anche i premi dovuti all'INAIL, era da questo Istituto decisamente contestata, onde si trattava di questione controversa, che poneva un &laquo;obiettivo dubbio ermeneutico&raquo;. Né la ragionevolezza della norma censurata può ritenersi esclusa dal rischio di ingiustificata duplicazione del premio dovuto all'INAIL, evocato dal Tribunale di Alessandria. Infatti il beneficio della contribuzione ridotta opera mediante il pagamento della contribuzione spettante all'INPS per gli apprendisti, al netto di quel premio, la cui incidenza è tenuta distinta, in termini quantitativi, dall'art. 22 della legge n. 25 del 1955. Pertanto quest'ultimo deve essere calcolato - una sola volta, e quindi senza alcuna duplicazione - secondo il regime ordinario.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 68, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge finanziaria 2001), sollevata - in riferimento agli articoli 3, primo comma, 41, 101, 102 e 104 della Costituzione - dal Tribunale di Alessandria e dal Tribunale di Taranto, e - in riferimento all'articolo 3, primo comma, della Costituzione - dalla Corte di cassazione, rispettivamente con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Franco BILE, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 agosto 2003. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA