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per fare questo è indispensabile attivare un vero e proprio piano industriale di lungo periodo - questione sulla quale tornerò, signor Sottosegretario - che rilanci e sviluppi l'azienda, garantendo piena occupazione e dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Apro e chiudo una breve parentesi, rivolgendomi ai colleghi che conoscono il territorio, in particolare di Fiumicino, e le tante famiglie di lavoratori di questa grande azienda che tra Roma e Fiumicino risiedono: per quanti anni i lavoratori di Alitalia sono stati considerati lavoratori privilegiati, pieni di bonus, come la macchina che li andava a prendere e li riportava, le ore di riposo e addirittura la possibilità che qualche familiare li raggiungesse durante i lunghi, lunghissimi pernotti e permanenze all'estero? È un privilegio, secondo voi, poter gestire la propria vita privata o non guidare l'auto, dopo aver lavorato diciotto ore, mentre tutti i passeggeri dormivano? No, non lo sono. Probabilmente quest'argomento è stato un errore, fomentato volutamente contro i lavoratori e spesso usato anche contro i sindacati, gli unici ad aver difeso i lavoratori del comparto del volo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,58) ( Segue CIRINNÀ). Ragioniamo su questo, perché la dignità del lavoro dipende anche da come le leggi tutelano i lavoratori. Certamente vanno anche potenziati gli ammortizzatori sociali, non la tengo come seconda opzione, ma in primo luogo c'è sempre e solo la difesa del lavoro, che deve rimanere una priorità, lavorando per il rilancio. Il sostegno dell'occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Alitalia può rappresentare un costo per la collettività? Sì, ma si tratta di un costo sacro come l'articolo 1 della Costituzione: «l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» perché il lavoro è dignità per le persone. È un bene, allora, che la Camera abbia emendato il testo del decreto-legge, prevedendo che il piano di risanamento debba per forza tener conto dei livelli occupazionali. Rispetto alla prima versione presentata alla Camera, si è intervenuti su un aspetto del decreto-legge che, secondo me, è davvero fondamentale: il tempo, sul quale non ho sentito dire molto negli interventi che mi hanno preceduta. Pensiamo davvero, signor Sottosegretario, che sei mesi siano un tempo adeguato per consentire alla gestione commissariale di organizzare un efficace piano di risanamento, usando le risorse messe a disposizione dal testo al nostro esame? Siamo proprio sicuri che sia economicamente ragionevole fissare un termine a maggio? Come sapete, vengo da un'esperienza agricola. I contadini, in Toscana, dicono che dopo Ferragosto c'è Natale, ma dopo Natale c'è di nuovo Ferragosto: cosa possiamo fare da oggi fino a maggio, con queste risorse stanziate e con un piano di risanamento di così corto respiro? Penso che il Governo debba mettere mano con coraggio a tale termine e dare un respiro più lungo a questo decreto-legge. Sei mesi non bastano: metteteci mano nel milleproroghe; se ne fanno tante di proroghe inutili, facciamo questa, che invece sarebbe utile. Sono stati fissati comunque alcuni passi importanti: uno su tutti, il passaggio al commissario unico: penso che sia giusto averlo, ma adesso bisogna dare ad Alitalia il respiro e per farlo - come ho già detto - bisogna avere tempo. Credo però che ci sia un altro punto da sottolineare: se ci vuole tempo e abbiamo investito denaro pubblico, non dobbiamo abdicare alla funzione di controllo di gestione. Questo non lo devono fare né il Ministro, né il Ministero, né il Governo, ma neanche noi. Avendo investito denaro pubblico, dobbiamo dare un controllo di gestione. Questo per me è un punto fondamentale: è necessario vigilare con grandissima attenzione sulle strategie di riduzione dei costi e, in particolare, sul numero di aeromobili e sui rischi di esuberi. Colleghi, davvero, non drammatizziamo il tema del personale, ne ho già parlato prima. Vi racconto che ho fatto un altro lavoro: mi sono fatta dare le buste paga di un lavoratore di Air France, di uno di Lufthansa e di uno di Alitalia. I nostri lavoratori costano meno di quelli delle altre compagnie europee, quindi fate sì che il costo del lavoro non sia una scusa per gli esuberi. (Richiami del Presidente) . Signor Presidente, so di avere dieci minuti, abbia un attimo pazienza con me. Il tema vero è quindi l'efficienza di Alitalia, senza buttare colpe sulle spalle dei lavoratori. Pur con il rispetto e l'amicizia che ho per i colleghi De Vecchis e Rufa, che da tempo conoscono il lavoro che si fa a Fiumicino e gli atti del Consiglio comunale e delle Commissioni, dico loro sommessamente che, se non gradivano i commissari nominati dal PD, avendo governato per un anno e mezzo, avrebbero potuto dirlo ai loro ex colleghi di maggioranza e che li volevano cambiare. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Non si poteva fare. CIRINNA' (PD) . Avevate addirittura un primo ministro che voleva i pieni poteri, potevate almeno riuscire a cambiare due commissari. (Commenti dei senatori De Vecchis e Rufa) . Comunque, va bene così. Riprendo senza polemiche: l'azienda va risanata e rilanciata, sostenendo gli investimenti. L'obiettivo non può essere solo quello di renderla appetibile per una vendita o una svendita. Diciamocelo chiaro, sottosegretario Buffagni: non sono sicura che il commissario unico che avete nominato sia un bravo tecnico delle questioni aerospaziali. Mi sembra che anche la compagnia in cui ha lavorato prima sia in difficoltà: occhi aperti quindi e vigiliamo, ma non prepariamo la svendita, perché su questo il Parlamento vigilerà. Suppongo che sia possibile - e questo è un suggerimento che lascio in conclusione, ringraziando il Presidente - che al Ministero possa essere affiancato un organo terzo, dotato delle professionalità opportune, che monitori costantemente il lavoro della governance . Abbiamo messo tanti soldi pubblici e la governance può ottenere risultati, ma pensiamo ad un controllo di gestione, di cui potrebbe farsi carico il Consiglio dei lavori pubblici, che ha competenze in materia di trasporti. Spero di sbagliarmi sul giudizio sulla governance, di essere smentita dal tempo e che si possa fare un risanamento di Alitalia. Ricordo che Alitalia su alcune tratte garantisce la continuità (e penso ai colleghi sardi e ad alcuni siciliani). Le tratte interne non sono appetibili per le grandi compagnie straniere, quindi la funzione di Alitalia, anche nel garantire la continuità, va rispettata: è la bandiera del turismo dell'Italia nel mondo e comunque un importante tratto del nostro essere cittadini dell'Europa e del mondo. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lupo) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) .