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Oggi noi siamo chiamati a capire solo e semplicemente se vogliamo posticipare questi bandi o attuarli per come era previsto. I malintesi stanno a zero - come si suol dire perché, se ci sono stati in passato, oggi c'è la possibilità di sanarli. Se non si vogliono sanare, allora non erano malintesi ma erano opinioni diverse, che si vogliono mascherare in quest'Aula perché non si ha il coraggio, ma non da parte nostra, di dire la verità. ((Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.9, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori, fino alle parole «quindici giorni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.10 a 1.193. Gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5 e 1.6 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7. COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, intervengo nuovamente sul tema delle periferie perché quello che abbiamo ascoltato poco fa merita qualche altra chiosa, oltre quella che ha già fatto il senatore Casini. È inutile, infatti, che ci nascondiamo dietro alle accuse e dietro ai: «Non l'avete capito» o «L'avete votato tutti». Quest'Assemblea ha votato all'unanimità in precedenza un emendamento perché tutti avevano inteso qualcosa che, evidentemente, era diverso. Neppure l'ANCI aveva colto che si stavano cancellando i fondi per il bando periferie. In più, nell'impianto che è stato dato alla modifica di quell'articolo, che ha cancellato quelle risorse, si dice che così si danno soldi a tutti i Comuni e non solo ai 96 beneficiari di quel bando. Ma se andiamo a guardare cosa sono quei 140 milioni che sono dati come ulteriori spazi finanziari ai Comuni per poter applicare ulteriore avanzo, vediamo che stiamo parlando di elemosina. Se dividiamo per 8.000 Comuni, parliamo di una cifra ridicola; se dividiamo in proporzione alla popolazione, stiamo parlando di cifre comunque contenute. In più, liberando queste risorse nel mese di settembre, sappiamo bene che esse non potranno essere utilizzate entro la fine dell'anno, perché bisogna avviare un progetto esecutivo e metterlo a bando. Quindi queste risorse dovranno essere rimandate in avanzo di amministrazione al prossimo anno, quando sarà approvato il consuntivo, verosimilmente nell'aprile del 2019, e solo dopo potranno essere applicate al bilancio e agli investimenti nei Comuni. Quindi inviterei i colleghi senatori che dicono che non possiamo dare un beneficio a così pochi Comuni, ma lo dobbiamo dare a molti altri, a ragionare su questi elementi, perché stiamo parlando di aria fritta, stiamo parlando di ben poca cosa rispetto agli interventi importanti che invece sarebbero effettuati da chi ha vinto il bando periferie. In più, viene introdotto in questo modo nel nostro sistema un principio aberrante, per il quale io credo che diversi Comuni poi faranno ricorso. Se si fa un bando pubblico, dove lo Stato mette delle risorse, e ci sono poi ravvedimenti da parte dello Stato e quelle convenzioni vengono di fatto cancellate, annullate o sospese, questa cosa non va bene. Qualsiasi bando, dai territori all'Unione europea, ha dei vincitori. Quei vincitori hanno diritto di vedere riconosciute le risorse che il bando aveva messo a disposizione. Siamo ancora in tempo a metterci una pezza; pensateci, senatori. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.194, presentato dai senatori Iannone e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dai senatori Iannone e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.2. COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, questo per noi è l'ultimo ed estremo tentativo che facciamo per far ragionare questa maggioranza sul tema delle periferie. Vedete, il problema non è tanto quello che abbiamo votato noi, ma quello che avete votato voi, perché, se anche non votavamo, la cosa passava lo stesso. Quindi è la vostra volontà che deve essere chiarita (Ilarità dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Applausi dal Gruppo PD) , perché state governando questo Paese, lo state governando voi. I cittadini, i sindaci, tutti vogliono sapere che cosa volete fare voi quando governate. In queste settimane non è che non ce l'avete fatto capire; come dire, avete detto prima delle cose e poi ne avete dette delle altre, però non siete arrivati mai a chiarirle nel modo con il quale si chiariscono le cose in Parlamento, cioè mettendole nero su bianco. Ci sono stati degli incontri, ci sono state delle repliche in Aula, c'è stato un incontro dell'ANCI con il Presidente del Consiglio, sono state fatte delle rassicurazioni; ma c'è questa ostinata negazione a fare un ordine del giorno che chiarisca la volontà politica del Governo su questo tema. Questo è il punto. Se noi in Commissione ci siamo messi tutti a parlare per cercare di recuperare del tempo, era anche per fare in modo che il Governo ragionasse su questo punto; dare tempo a questa maggioranza per arrivare ad esprimere la propria volontà in modo chiaro con un ordine del giorno che non deve essere necessariamente il nostro: riformulatelo, usate le parole del Presidente del Consiglio, trovate voi un modo per scrivere di recuperare l'insieme dei discorsi fatti. Siamo a questo punto. Il nostro ordine del giorno oggi ha allora il senso di creare questo spazio che voi dovreste cogliere, ma non perché dovete dire delle cose contro di noi o noi dobbiamo dire delle cose contro di voi. Voi state governando e la volontà di chi governa deve essere esplicitata rispetto a queste cose. Se invece la volontà è quella di dire «demoliamo tutto quello che è stato fatto prima; azzeriamo il mondo intero; dobbiamo fare tabula rasa ; dobbiamo ripartire da zero», abbiamo visto in tante occasioni come poi va a finire: azzerate il mondo, ma certe volte ripresentate come una novità le cose che avevamo già fatto prima. Questo sta anche funzionando dal punto di vista comunicativo: complimenti, siete bravi; però a noi oggi interessa anche la sostanza, e la sostanza su questo tema interessa le città, i sindaci, i cittadini. Si tratta di città, sindaci, cittadini e periferie che sono governate oggi da forze politiche di tutto il Parlamento; non sono i nostri sindaci o i vostri sindaci: sono i nostri Comuni, nel senso che sono i Comuni di tutti.