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Art. 8 Fino alla data di entrata in vigore della riforma tributaria, le plusvalenze realizzate da soggetti non tassabili in base a bilancio mediante l'alienazione di beni relativi all'impresa, non concorrono a formare il reddito imponibile agli effetti dell'imposta di ricchezza mobile, ferma restando l'applicazione dei tributi locali. L'agevolazione prevista dal precedente comma è sottoposta alla condizione che le plusvalenze siano reinvestite entro il secondo anno successivo in ((nuovi)) beni strumentali per l'esercizio dell'attività dell'impresa e si applica nei confronti dei soggetti che, ai sensi dell'art. 104 del testo unico delle leggi sulle imposte dirette approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1958, n. 645, chiedano di essere assoggettati a tassazione in base a bilancio per l'anno in corso e per almeno tre anni successivi. Il reinvestimento dev'essere effettuato in conformità alle direttive che saranno emanate ai sensi dell'art. 62 del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito nella legge 18 dicembre 1970, n. 1034. Non oltre tre mesi dalla data di presentazione delle domande dovrà essere redatto e vidimato l'inventario in conformità alle disposizioni dell'art. 2217 del codice civile nonché il prospetto dei cespiti ammortizzabili, entrambi con riferimento alla data della domanda. ((Qualora le condizioni di cui ai precedenti commi non risultino realizzate, le imposte afferenti le somme non reinvestite in conformità alle direttive anzidette saranno iscritte in un ruolo speciale riscuotibile in unica soluzione, da emettere entro il secondo anno successivo a quello in cui se ne sono verificati i presupposti. Sulle imposte di cui al comma precedente si applicano una soprattassa pari ad un terzo dell'imposta e un interesse di mora pari all'8 per cento annuo)).