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È inoltre modificata la lettera o) in materia di messa in sicurezza permanente, inserendo tra le fonti inquinanti anche il riferimento ai rifiuti stoccati. In tal caso si applicano le norme tecniche, finanziarie e amministrative e le garanzie previste dalla normativa vigente per il controllo e per la gestione delle discariche dopo la chiusura. Inoltre, la lettera l) , con riferimento alle misure di riparazione, è soppressa. All’articolo 242, dopo il comma 7 è inserito il comma 7- bis che dispone che i progetti di messa in sicurezza operativa, di messa in sicurezza permanente e di bonifica devono essere presentati completi di tutti gli elaborati progettuali relativi alle opere e alle attività previste dagli stessi. Al fine di accelerare le procedure di approvazione degli interventi di bonifica, l'analisi di rischio e i progetti di messa in sicurezza operativa, di messa in sicurezza permanente e di bonifica possono essere presentati, con le modalità di cui al periodo precedente, congiuntamente alla presentazione dei risultati della caratterizzazione e in coerenza con la stessa; nell’ambito del procedimento è acquisita anche la valutazione di impatto ambientale da parte delle amministrazioni competenti, se necessaria. Al comma 9, è soppresso il riferimento all’autorizzazione agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e delle reti tecnologiche. È introdotto, infine, il comma 13- bis che prevede che nei siti contaminati, in attesa degli interventi di bonifica e di riparazione del danno ambientale, possono essere effettuati tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di infrastrutturazione primaria e secondaria, nonché quelli richiesti dalla necessità di adeguamento a norme di sicurezza e, più in generale, tutti gli altri interventi di gestione degli impianti e del sito funzionali e utili all'operatività degli impianti produttivi e allo sviluppo della produzione. La realizzazione di tali interventi deve essere preventivamente comunicata all'autorità titolare del procedimento di bonifica al fine di verificare che gli interventi non pregiudichino in alcun modo gli obiettivi di tutela sanitaria e di riparazione delle matrici ambientali; a tal fine detta autorità definisce le condizioni e le attività di messa in sicurezza, bonifica e monitoraggio alle quali è subordinata la realizzazione di detti interventi. Il nuovo articolo 242- bis del codice dell’ambiente semplifica le procedure di bonifica o di messa in sicurezza e mira a consentire all’operatore di affrontare gli oneri connessi alle suddette procedure senza attendere che l’intero sito sia stato bonificato, consentendogli di prendere l’iniziativa e di avere a disposizione un percorso procedimentale dai tempi ravvicinati, senza pregiudicare le esigenze di tutela sanitaria. L’articolo 18, comma 2, prevede che le disposizioni sopra illustrate in materia di VIA e VAS si applichino anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore delle medesime, fatta eccezione per quelle modificative all’articolo 20, comma 2, del codice dell’ambiente, le quali non si applicano ai procedimenti in corso alla medesima data, per i quali gli avvisi sono stati effettuati ai sensi della normativa previgente. L’articolo 19 contiene alcune importanti modifiche in materia di procedure concernenti la gestione dei rifiuti. In particolare, sostituisce il comma 14 dell’articolo 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006. La nuova norma ha la finalità di chiarire il rapporto tra AIA e autorizzazione unica per la gestione dei rifiuti, semplificando la procedura attraverso lo svolgimento di una sola conferenza dei servizi. L’attuale formulazione dell’articolo 6, comma 14, del decreto legislativo n. 152 del 2006 potrebbe infatti dare luogo ad un aggravio del procedimento, dal momento che sembra richiedere per ogni impianto soggetto ad AIA (anche se non gestisce rifiuti) la preventiva convocazione, da parte della regione competente, di una distinta conferenza di servizi ai sensi dell’articolo 208, comma 6. Il nuovo comma 14 dispone che per gli impianti di smaltimento o di recupero dei rifiuti ricompresi in un’installazione per cui è necessaria l’autorizzazione integrata ambientale, quest’ultima costituisce anche autorizzazione alla realizzazione o alla modifica degli stessi. L’autorizzazione, inoltre, sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori. A tal fine: a) la partecipazione alla conferenza di servizi di cui all’articolo 29- quater , comma 5, per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale è estesa ai partecipanti alla conferenza di servizi di cui all’articolo 208, comma 3, ovvero la conferenza convocata ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti; b) la regione, o l’autorità da essa delegata, specifica in conferenza di servizi le garanzie finanziarie da richiedere ai sensi dell’articolo 208, comma 11, lettera g) , ovvero quelle che devono essere prestate solo al momento dell'avvio effettivo dell'esercizio dell'impianto e quelle per la gestione della discarica, anche per la fase successiva alla sua chiusura, da prestare a favore della regione, o dell’autorità da essa delegata alla gestione della materia; c) i contenuti dell’AIA sono integrati con i seguenti elementi: 1) i tipi ed i quantitativi di rifiuti che possono essere trattati; 2) per ciascun tipo di operazione autorizzata, i requisiti tecnici con particolare riferimento alla compatibilità del sito, alle attrezzature utilizzate, ai tipi ed ai quantitativi massimi di rifiuti e alla modalità di verifica, monitoraggio e controllo della conformità dell'impianto al progetto approvato; 3) le misure precauzionali e di sicurezza da adottare; 4) la localizzazione dell'impianto autorizzato; 5) il metodo da utilizzare per ciascun tipo di operazione; 6) le disposizioni relative alla chiusura e agli interventi ad essa successivi che si rivelino necessarie; 7) le garanzie finanziarie richieste, che devono essere prestate solo al momento dell'avvio effettivo dell'esercizio dell'impianto; le garanzie finanziarie per la gestione della discarica, anche per la fase successiva alla sua chiusura, dovranno essere prestate conformemente a quanto disposto dall'articolo 14 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36; 8) la data di scadenza dell'autorizzazione; 9) i limiti di emissione in atmosfera per i processi di trattamento termico dei rifiuti, anche accompagnati da recupero energetico. Si aggiunge, inoltre, il comma 4- bis all’articolo 318 del decreto legislativo n. 152 del 2006. La norma intende favorire le imprese che adottano sistemi di gestione ambientale (EMAS, Uni En Iso 14001) consentendo la riduzione delle garanzie finanziarie e assicurative.