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Dopo la fase di razionalizzazione ed accelerazione del processo d'individuazione e caratterizzazione dei siti inquinati sarà necessario procedere alla progettazione degli interventi, utilizzando a tal fine tutti gli strumenti disponibili per un accurata diagnosi e tutela del territorio. Concomitanti attività di progettazione nel settore degli scarichi e della gestione dei rifiuti dovranno bloccare nuovi inquinamenti. PITELLI Comune - Località. La Spezia (località Pitelli), Lerici (La Spezia), Arcola. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di discariche di rifiuti pericolosi, di siti industriali e area marina antistante. Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: discariche di rifiuti urbani speciali e pericolosi illegalmente utilizzata per lo smaltimento di rifiuti altamente pericolosi (Ruffino - IPODEC); aree di smaltimento abusivo di rifiuti industriali (area "Tiro al Piattello" e "Campetto"; area Enel di produzione energia elettrica; siti di stoccaggio (carbonili) della centrale a carbone dell'Enel (1.200 MW); area industriale Oto Breda per la produzione di armi; area industriale PBO per la produzione di ossidi di piombo; area Pertusola, dismessa da circa 30 anni, per la produzione di piombo; area cantieri navali dove, prima degli anni '80, venivano effettuate, tra l'altro, scoibentazioni di materiali a base di amianto. La superficie delle aree private è di circa 168 ettari, mentre quella delle aree pubbliche è di 1.715 ettari. I rifiuti abbancati dall'inizio dell'attività della discarica sono costituiti da varie tipologie di rifiuti industriali classificabili come pericolosi, quali intermedi di lavorazione dei silani, residui di catalizzatore di nichel esausto. I rifiuti sono stati altresì rinvenuti in un'area adibita a parcheggio dei mezzi per la raccolta dei rifiuti. Tale situazione ha comportato un inquinamento, non solo del suolo e sottosuolo, ma anche delle falde acquifere superficiali e profonde dove si è rilevata la presenza di alte concentrazioni di metalli pesanti (mercurio, piombo, cadmio, cromo e nichel), oltre che inquinanti di origine organica. Il sito, già oggetto di indagini dell'Autorità giudiziaria che, a partire dal 1994, hanno portato ad avvisi di garanzia e incriminazioni di tecnici e amministratori, è stato posto sotto sequestro nell'ottobre 1996 e successivamente dissequestrato nel 1999. Le indagini preliminari disposte dalla Magistratura hanno riscontrato, nelle acque sotterranee del sito, alte concentrazioni di piombo, di rame, di arsenico ed inoltre emissioni spontanee di gas ammoniacale e miscele gassose di metano ed acetilene e di glicole etilenico. La Procura della Repubblica di La Spezia ha disposto, inoltre, una perizia per incidente probatorio attuato da un collegio peritale che ha effettuato indagini di caratterizzazione dei rifiuti rinvenuti. Il Ministero dell'ambiente si è costituito parte civile nel procedimento penale aperto presso il Tribunale di La Spezia. Principali caratteristiche ambientali. L'area in esame, ubicata nella parte orientale del territorio del comune di La Spezia e per una piccola porzione nel comune di Lerici, fa parte del promontorio del Golfo di La Spezia. I litotipi in affioramento sono costituiti da rocce prevalentemente a bassa permeabilità, con conseguente circolazione idrica sotterranea non ben definita ed assenza di sorgenti di consistenza significativa. Nel sottosuolo del sito è possibile distinguere due complessi idrogeologici a comportamento diversificato: substrato lapideo a permeabilità scarsa - media per fratturazione, complesso sedimentario costituito da depositi attuali prevalentemente alluvionali (alvei minori) ed in parte dalle alluvioni fluvio-lacustri di fondovalle. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica sono stati stimati pari a circa 75 miliardi di lire. Piani di caratterizzazione. Nel novembre 2000 è stato presentato il piano di caratterizzazione dell'area ex IPODEC. Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. Nel novembre 2000 è stato presentato un progetto preliminare per la messa in sicurezza della discarica Ruffino-Pitelli. BALANGERO Comune - Località. Balangero e Corio. Tipologia dell'intervento. Messa in sicurezza e bonifica miniera di estrazione amianto, discariche annesse, vasche di decantazione fanghi, e stabilimento industriale. Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: zona di estrazione; stabilimento ed impianti per la lavorazione dell'amianto; due discariche lapidee; vasche di decantazione fanghi. La superficie dell'area perimetrata è pari a circa 310 ettari. Nella miniera S. Vittore di Balangero è stato estratto amianto di serpentino a partire dagli anni `20 sino al 1990, anno del fallimento della società Amiantifera di Balangero S.p.a. Tale produzione ha comportato la messa a dimora nei siti limitrofi ai bacini di coltivazione di circa 40 milioni di metri cubi di materiali (di cui 800.000 metri cubi di amianto in fibra libera), proveniente dal processo di arricchimento del minerale) e roccia a basso tenore di minerale e terreni di copertura). Le discariche insistenti sul versante Corio hanno un notevole impatto visivo non essendo per nulla rivegetate ed avendo un'inclinazione media degli accumuli decisamente superiore a quella delle discariche sul lato Balangero. La situazione del versante orientale della discarica è critica in quanto, mancando il gradone di contenimento, il versante è soggetto a fenomeni di instabilità che hanno prodotto lo scivolamento verso valle di almeno 500.000 metri cubi di materiale. Principali caratteristiche ambientali. L'area si estende sui due versanti di una dorsale montuosa che si snoda nella direzione ovest-est e si articola in tre cime. Tra la prima e la seconda cima è localizzato il bacino di coltivazione della ex miniera avente un'area di circa 50 ettari (oggi divenuto un lago di 10 ettari circa); tra la seconda e la terza, lungo una vasta area quasi pianeggiante, e a valle di questa, a nord verso Corio e a sud verso Balangero, è localizzata l'area di discarica. Gli stabilimenti di lavorazione ed i depositi si trovano a sud del bacino di coltivazione, sul lato Balangero. La stratigrafia dei terreni può essere cosi schematizzata (dal basso verso l'alto): substrato roccioso di rocce metamorfiche a bassa permeabilità; terreni sedimentari a bassa e media permeabilità; strati di ricopertura di sterili di cava e di lavorazione. Attualmente le discariche ubicate sul versante Balangero presentano problemi di carattere idrologico, in quanto, nel corso degli anni, la rete di raccolta delle acque superficiali, già sottodimensionata all'origine, ha perso la sua efficienza dando origine a fenomeni erosivi che in alcuni settori hanno causato instabilità anche severe se pur localizzate. Recenti indagini geognostiche (gennaio 1999) hanno evidenziato strati di ricopertura di sterili di cava e di lavorazione maggiori di 15 metri rispetto alla cartografia esistente.