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Sulla base delle esperienze più avanzate nel settore della salute delle donne in ambito internazionale l'ostetrica di famiglia e di comunità diventa anche punto di raccordo con le altre strutture del distretto e ospedaliere nei quali risulta attivato l'ambulatorio di gravidanza fisiologica (AGF) gestito in autonomia dall'ostetrica. Il modello organizzativo del « percorso nascita » che promuove interventi appropriati e diversificati per grado di rischio con l'attivazione di un sistema di controllo in cui le gestanti identificate a basso rischio ostetrico (BRO) sono attentamente monitorate e, sulla base della valutazione clinico-laboratoristica e strumentale, passano dall'assistenza di base all'assistenza addizionale o specialistica, secondo quanto previsto dall'OMS e dalle Linee di indirizzo per la definizione e l'organizzazione dell'assistenza in autonomia da parte delle ostetriche alle gravidanze a basso rischio ostetrico emanate dal Ministero della salute il 23 ottobre 2017. La Giunta della regione Veneto ha approvato l'attivazione di un progetto pilota riguardante la gestione della gravidanza a basso rischio da parte del personale ostetrico. Il progetto, avviato nel 2015, ha interessato inizialmente tre unità locali socio-sanitarie pilota per diventare poi un modello attuato a livello di tutta la regione, ai sensi della deliberazione della Giunta regionale n. 568 del 21 aprile 2015 relativa alla « Gestione della gravidanza a basso rischio: approvazione del Progetto pilota », pubblicata nel Bollettino Ufficiale della regione Veneto dell'8 maggio 2015. Per l'implementazione della figura dell'ostetrica di famiglia e di comunità le aziende sanitarie locali, sulla base di un fabbisogno regionale, possono ricorrere a diverse modalità contrattuali, per avvalersi della professionalità ostetrica sul territorio che, in autonomia o in collaborazione con altri professionisti, risponda con appropriatezza ai bisogni di salute della donna, della coppia e della comunità.. 1 1 È istituita la figura professionale dell'ostetrica di famiglia e di comunità con la finalità di realizzare un sicuro presidio di assistenza continua e una costante interfaccia con le diverse organizzazioni pubbliche e del privato sociale per il rafforzamento della presa in carico integrata di donne, minori e nuclei familiari, con l'obiettivo di accrescerne il potenziamento, la consapevolezza e il benessere di tutti gli individui, migliorando il benessere di comunità. 2 L'ostetrica di famiglia e di comunità: a è responsabile della gestione dei processi assistenziali ostetrici, ginecologici e neonatali in ambito preventivo, curativo e riabilitativo, operando anche in collaborazione con équipe multidisciplinari, al fine di favorire la soddisfazione dei bisogni di salute della donna, in tutte le fasi del ciclo biologico, sessuale e riproduttivo, nonché delle famiglie e della comunità; b conduce analisi finalizzate all'individuazione dei bisogni della popolazione femminile e dei fattori di rischio socio-sanitari. Accompagna la donna e la famiglia nel loro progetto di salute, di genitorialità e di vita, nell'ottica della prevenzione e dell'individuazione in fase precoce di malattie o situazioni di rischio sanitario e sociale; c come agente di promozione della salute, in autonomia o in collaborazione con altri operatori, promuove e favorisce stili di vita sani e la riduzione dei fattori di rischio per la salute nella comunità, anche con interventi di alfabetizzazione sanitaria; d promuove l'attivazione delle reti solidali socio-sanitarie della comunità, con i servizi territoriali, le reti interprofessionali, i servizi di prevenzione e assistenza primaria, nonché di cura a media e alta intensità, per l'ottimizzazione degli interventi di rete e il rafforzamento della presa in carico integrata delle donne, dei minori e dei nuclei familiari; e è responsabile e si rende garante della presa in carico della donna, dei minori e dei nuclei familiari lungo l'intero percorso assistenziale, nonché della continuità delle cure, promuovendo la cooperazione tra gli operatori coinvolti nel percorso di prevenzione, di assistenza e di cura; identifica gli effetti dei fattori socio-economici sulla salute della donna e della famiglia e attiva l'intervento o l'inserimento nella rete dei servizi territoriali, anche in collaborazione con il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta o il consulente medico specialista, sostenendo l'integrazione delle attività di altri operatori sanitari e socio-sanitari e avviando interventi di educazione sanitaria e di sviluppo della donna, della famiglia e della comunità; f è responsabile della gestione dei processi assistenziali, sanitari e socio-sanitari, in ambito ostetrico, ginecologico e neonatale nell'ambito della comunità, con attenzione agli aspetti preventivi, curativi e riabilitativi clinico-assistenziali e psico-educativi, anche in una prospettiva multidisciplinare. Promuove l'ottimizzazione del monitoraggio dell'assistenza alla gravidanza, anche con sistemi innovativi ed è responsabile della promozione, protezione e tutela della salute della donna in tutte le fasi della sua vita biologica, sessuale e riproduttiva, dalla pubertà al periodo della menopausa, passando attraverso la prevenzione delle patologie oncologiche dell'apparato genitale riproduttivo e delle ghiandole annesse, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e la contraccezione, la maternità e la paternità responsabile, la presa in carico della gravidanza, la promozione, la protezione e il sostegno all'allattamento, nonché la prevenzione e la riabilitazione delle disfunzioni pelvi-perineali; g definisce e attua i piani assistenziali, svolge le attività clinico-assistenziali e di promozione della salute autonomamente nelle strutture territoriali individuate o in modo complementare a quelle già svolte dalle ostetriche presenti nel consultorio familiare con interventi rivolti alle donne, alle famiglie e alla comunità. 3 La figura dell'ostetrica di famiglia e di comunità ha specifiche competenze acquisite con la formazione successiva alla laurea nella professione sanitaria di ostetrica, incentrata su obiettivi e programmi di tutela della salute in grado di abilitare il professionista a svolgere funzioni con assunzione diretta di elevate responsabilità più complesse e specialistiche rispetto a quelle previste dal profilo professionale disciplinato dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 14 settembre 1994, n. 740. 4 Il rapporto di lavoro può svolgersi in regime di dipendenza con il Servizio sanitario nazionale (SSN), o in regime di libera professione, previo specifico accordo nazionale unico ai sensi dell'articolo 48 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Il trattamento economico e le modalità lavorative dell'ostetrica di famiglia e di comunità sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche in deroga alla modalità oraria di lavoro, prevedendo a tal fine il lavoro per progetti e obiettivi.