[pronunce]

l'onorevole Benvenuto era, all'epoca, Presidente della Commissione finanze della Camera dei deputati, ed era presente al convegno proprio in tale sua istituzionale qualità; che le aspre critiche del dottor Berardo, pertanto, non lo colpivano personalmente, ma colpivano, con lui, la sua carica e l'Istituzione di appartenenza; che la replica dell'onorevole Benvenuto non poteva dunque in alcun modo essere considerata come una sorta di autodifesa personale, bensì una difesa delle ragioni politiche di una ben precisa riforma fiscale approvata dal Parlamento (e poi ulteriormente definita da decreti legislativi del Governo), caratterizzandosi, di conseguenza, proprio come un episodio (sia pure avvenuto extra moenia) di un dibattito tipicamente politico-parlamentare, in quanto tale sottratto all'interferenza di qualunque altro potere dello Stato; che, in data 4 ottobre 2005, la ricorrente Corte d'appello di Torino ha effettuato il deposito del ricorso, con la prova della notificazione eseguita, come previsto dall'art. 26 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale; che, in prossimità della camera di consiglio, la difesa della Camera dei deputati ha depositato una memoria nella quale, oltre a ribadire le conclusioni già rassegnate, ha eccepito l'improcedibilità del conflitto a motivo del fatto che il deposito del ricorso è avvenuto oltre il termine di venti giorni dalla data di notificazione. Considerato che la Corte d'Appello di Torino, sezione III civile, ha presentato ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in ordine alla delibera della Camera dei deputati approvata in data 18 settembre 2002, con la quale è stato affermato che i fatti per i quali è in corso un procedimento civile presso il predetto ufficio giudiziario a carico del deputato Giorgio Benvenuto costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, e, pertanto, sono coperte da insindacabilità ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione; che il conflitto è stato dichiarato ammissibile con ordinanza n. 330 del 2005, con la quale è stata disposta la notifica del ricorso introduttivo del giudizio, unitamente alla predetta ordinanza, alla Camera dei deputati, entro il termine di sessanta giorni; che la Corte d'appello di Torino ha provveduto a notificare l'ordinanza di ammissibilità del conflitto, unitamente al ricorso introduttivo del giudizio, alla Camera dei deputati in data 23 agosto 2005, depositando, poi, gli atti notificati nella cancelleria della Corte costituzionale il successivo 4 ottobre; che la Camera dei deputati ha eccepito l'improcedibilità del conflitto, per l'inosservanza, da parte del giudice ricorrente, del termine di venti giorni dalla notificazione fissato dall'art. 26, comma 3, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale per il deposito del ricorso; che tale eccezione è fondata e deve dunque essere accolta; che, in conformità alla costante giurisprudenza di questa Corte (v., tra le molte, la sentenza n. 247 del 2004, le ordinanze n. 325 del 2006 e nn. 327, 326, 308, 290 e 76 del 2005), il deposito oltre il termine di venti giorni dall'avvenuta notificazione deve considerarsi tardivo, essendo detto termine da ritenere perentorio; che non varrebbe in ogni caso invocare, in senso contrario, la sospensione del decorso dei termini processuali nel periodo feriale di cui alla legge 7 ottobre 1969, n. 742 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale), trattandosi di disciplina inapplicabile ai giudizi davanti a questa Corte (v., le sentenze n. 88 del 2005, n. 35 del 1999 e n. 233 del 1993, nonché le ordinanze n. 304 del 2006 e n. 126 del 1997); che, pertanto, il conflitto deve essere dichiarato improcedibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara improcedibile il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato proposto dalla Corte d'Appello di Torino, sezione III civile, nei confronti della Camera dei deputati, con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 dicembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA