[sommcomm]

la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI), la quale ha ribadito, come già nell'audizione svolta nel 2017, che è necessario garantire la salute e il benessere degli animali, nonché la salute pubblica, e ha sottolineato di volere adottare in tal senso un approccio scientifico mettendo a disposizione le conoscenze scientifiche acquisite in materia di rapporto uomo - animale tipico delle attività circensi tradizionali che oltre ad essere anacronistiche propongono una visione distorta del suddetto rapporto, senza tenere in considerazione il rispetto delle esigenze etologiche degli animali. La FNOVI ha richiamato inoltre l'attenzione su tutti quei fattori "stressogeni" tipici degli spettacoli circensi che influiscono notevolmente sul benessere animale e si dichiara dunque contraria alla detenzione degli animali per scopi ludici dell'uomo; l'Ente nazionale circhi ha lanciato un vero e proprio grido d'allarme richiamando l'attenzione sulla principale emergenza con la quale le imprese del settore sono chiamate a fare i conti ogni giorno: la mancanza di aree pubbliche sulle quali i circhi, con o senza animali, devono poter allestire le loro strutture, in palese violazione di una legge approvata dal Parlamento nel 1968. Ha poi evidenziato il carattere "punitivo" che assumerebbe la dismissione degli animali dai circhi, in quanto avrebbe la conseguenza di privarli anche di tutte le specie domestiche che invece potranno continuare ad essere impiegate in ogni altro contesto di spettacolo, sport, palii, esposizioni, ecc., aggiungendo che le conseguenze su un settore che impiega migliaia di addetti (fra diretti e indotto) sarebbero esiziali anche dal punto di vista economico e occupazionale, per concludere che non spetta allo Stato imporre per decreto l'offerta artistica che i circhi debbono presentare al pubblico, in quanto sarebbe una forma aberrante di "proibizionismo", inconciliabile non solo con la libertà di impresa e di espressione artistica costituzionalmente garantite, ma anche con la cultura democratica che permea di sé ogni ambito della vita del nostro Paese; esaminati i contributi scritti pervenuti da altri soggetti non auditi direttamente dalla 7a Commissione, quali: la Federazione europea detentori animali esotici (FEDEA), la quale si è dichiarata a favore del mantenimento dell'utilizzo degli animali nei circhi attraverso una corretta regolamentazione e dando agli operatori del settore la possibilità di gestire i Centri di recupero degli animali dismessi e/o anziani. In linea generale FEDEA ha chiesto una regolamentazione del settore circense attraverso una collaborazione costruttiva con gli imprenditori del settore; il Club amici del circo (CAdEC), che si è espresso a favore di un percorso di crescita e progresso in materia di animali nei circhi basato su criteri scientifici e oggettivi e finalizzato "a regolamentare senza vietare individuando i modi adeguati per lavorare con gli animali in funzione del loro benessere, rifiutando il pregiudizio "addestramento=maltrattamento"; il Sindacato italiano veterinari liberi professionisti (SIVELP), che ha posto l'attenzione sulla necessità di valutare il benessere degli animali presenti nei circhi sulla base di parametri metabolici e sull'osservazione oggettiva e in tempi giusti; una valutazione libera da condizionamenti ideologici e convinzioni personali che deve tenere conto del legame affettivo che viene a crearsi tra uomo e animale nonché delle conseguenze, in termini di benessere fisico e psicologico, generate dalla separazione. SIVELP, invitando a non confondere il benessere animale con la reazione psicologica che alcuni spettatori possono avere di fronte allo spettacolo che impiega animali, ha messo in luce come sia del tutto evidente che se gli animali nei circhi fossero in uno stato di stress cronico e quindi di malessere, avrebbero come conseguenza una ridotta durata della vita; ritenuto dunque che occorra incentivare il circo in tutte le sue espressioni e declinazioni, ma che siano particolarmente urgenti interventi mirati a garantire condizioni dignitose di attendamento per i complessi - con e senza animali - e lo spettacolo viaggiante, necessitando di spazi idonei e attrezzati; ricordato che in Europa le esperienze più avanzate di promozione e sviluppo del circo non hanno la pretesa di indirizzare la tipologia di spettacolo (con o senza animali) ma di assicurare standard di qualità e professionalità, e che anche il caso più emblematico di circo contemporaneo, il Cirque du Soleil , ha più volte ribadito che la decisione di non utilizzare gli animali non ha altre motivazioni se non quelle artistiche; impegna il Governo: in attesa di provvedimenti normativi che, dopo la mancata approvazione dei decreti legislativi che avrebbero dovuto essere adottati entro dodici mesi dalla entrata in vigore della legge 22 novembre 2017, n. 175, affrontino in maniera organica il futuro del circo in Italia, a valutare, nell'ambito di un processo di revisione dei criteri di assegnazione dei contributi del FUS, l'opportunità di favorire misure finalizzate ad incentivare il benessere degli animali regolarmente presenti nei circhi italiani attraverso la predisposizione di aree attrezzate in applicazione della legge n. 337 del 1968.