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Con questo provvedimento, invece, svolgiamo anche un'opera di sensibilizzazione e di educazione, soprattutto nei confronti dei più giovani, con la previsione di apposite misure. Ciò ci porta, di fatto, ad avviare un percorso di diffusione dell'educazione all'ambientalismo, alla pulizia e all'antinquinamento. Con questo provvedimento arriviamo finalmente a qualcosa di più concreto, che, una volta che il processo sarà avviato, sono sicuro produrrà effetti assolutamente positivi. Toccherà poi a noi far applicare la norma in maniera adeguata e decente, affinché davvero si possa arrivare a un mare pulito in tutto il Mediterraneo. Pertanto, confermo il voto favorevole di Italia Viva-Partito Socialista Italiano su questo provvedimento, che davvero reputiamo molto importante. (Applausi) . NASTRI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, secondo le stime delle Nazioni Unite, i rifiuti di plastica presenti in mare ogni anno si aggirano all'incirca sulle 8 milioni di tonnellate. Chiaramente i rifiuti rappresentano soltanto la punta dell' iceberg . Il mare è letteralmente invaso dalle plastiche, che poi vanno a degradarsi e a danneggiare la fauna ittica. L'obiettivo di questo disegno di legge, di cui abbiamo parlato tantissimo nelle Commissioni, ormai quasi da due anni, è quello di contribuire al risanamento dell'ecosistema e alla promozione dell'economia circolare e, chiaramente, di favorire il recupero dei rifiuti accidentalmente pescati, com'è stato detto prima, per la pulizia del mare. Infine, uno degli aspetti importanti è la sensibilizzazione della collettività con la diffusione di modelli comportamentali rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono di rifiuti. Non dimentichiamo che l'Italia è bagnata per due terzi dal mare, pertanto chi meglio di noi dovrebbe avere a cuore l'emergenza dei rifiuti marini? A Fratelli d'Italia piace molto quando i progetti sono ambiziosi. Ci affascinano molto meno quando questi progetti, che in teoria potrebbero essere ambiziosi, non sfruttano al meglio la loro potenzialità. Questo è sicuramente stato un handicap del disegno di legge al nostro esame, pertanto definirlo oggi salva mare è un discreto esercizio di comunicazione politica. Sicuramente, però, non rappresenta la realtà e, soprattutto, la verità. Potremmo definirlo, come ho detto spesso in Commissione, un "pulisci mare". Noi, proprio perché eravamo consapevoli dell'importanza di questo provvedimento, avevamo presentato diversi emendamenti. Proprio per accelerare l' iter , una parte degli emendamenti era stata ritirata. Fratelli d'Italia aveva presentato questo emendamento proprio per migliorare tutte le contraddizioni che c'erano - e che ci sono - all'interno del disegno di legge. Tra l'altro, voglio ricordare un punto importante, vista anche la presenza del signor Sottosegretario. Nella legge di bilancio è stata posticipata al 2023 l'applicazione della plastic tax . Bisognerebbe capire, intanto, qual è l'orientamento del Governo: plastica sì o plastica no? Non bisogna ragionare sempre in una logica punitiva attraverso tassazione, perché sicuramente questo non aiuta. Inoltre, volevo dire ai colleghi che la normativa posta in essere crea un grande paradosso, ossia che i pescatori devono pagare per lo smaltimento dei rifiuti che trovano in mare. Noi, invece, avevamo predisposto in Commissione un emendamento, insieme al collega Iannone, per stabilire un incentivo, soprattutto nei confronti degli imprenditori ittici, che potesse agevolare il recupero dei rifiuti in mare. Avevamo proposto la cifra di 40 euro per ogni quintale di rifiuti: soldi recuperati, ma non siamo stati ascoltati. Questo perché, quando si propongono soluzioni serie, chiaramente vengono bocciate. Invece di rafforzare i controlli su chi scarica abusivamente in mare, fate ricadere, come sempre, i costi sulla fiscalità generale. Bisognava trovare un sistema alternativo per la copertura dei costi relativi alla gestione dei rifiuti recuperati in mare. Perché la pulizia del mare non deve rientrare nell'obiettivo strategico del PNRR? In qualsiasi caso, si dice che bisogna sensibilizzare e che bisogna educare. Quello che viene detto in questo disegno di legge è che dobbiamo informare gli utenti e anche la popolazione. Facciamolo, allora, ma in maniera seria. Se si intende difendere effettivamente il discorso dell'ambiente, bisogna essere anche un po' coraggiosi e soprattutto presidenti lungimiranti nei provvedimenti legislativi. Noi speravamo che questa fosse l'occasione per risolvere i problemi dei rifiuti, ad esempio quelli abbandonati sulle spiagge o sulle coste, che poi vengono risucchiati in mare, ma così non è stato. Si parla sistematicamente di trovare una sinergia e anche un connubio con il mondo produttivo per il rilancio delle tematiche ambientali. Ci eravamo illusi che fosse la volta buona, ma così non è stato. Per tutti questi motivi, il nostro sarà un voto di astensione, perché è mancata la lungimiranza, ma soprattutto una strategia per poter aiutare effettivamente, con questo disegno di legge, tante persone che ne avevano bisogno. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, finalmente siamo arrivati all'ultimo passaggio - questo forse è il quinto - di un disegno di legge che ha incontrato, purtroppo, una serie di ostacoli, ma che, a mio avviso, è un atto dovuto, possiamo definirlo così. Nei fatti, è un atto dovuto, che si fa carico di tutti i problemi del nostro mare, di cui abbiamo parlato tante volte, e li risolve? Assolutamente no, ma dà un contributo concreto e mette in collaborazione le istituzioni, i pescatori e coloro che si occupano del mare (penso anche al grande lavoro delle associazioni). Il SalvaMare dà un contributo per fare un passo in avanti rispetto a una questione cruciale. Non ci rendiamo conto di quanto sia enorme e forte la pressione sul nostro mare, sul Mediterraneo, di quanto i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente (la relatrice lo sa bene) i processi in corso che, se continuiamo a non fare nulla, rischiano di essere totalmente irreversibili. Vi è poi il tema delle plastiche. In questa sede non stiamo parlando dell'isola gigantesca di rifiuti che si è creata (cui sempre si pensa), ma dobbiamo fare i conti con quello che avviene nel Mediterraneo, che è un mare molto delicato, non solo perché tutti i Paesi che vi si affacciano esercitano una pressione enorme, ma per il danno veramente grande, come affermano tutti gli studi, dell'impatto delle plastiche e dei rifiuti in particolare sul Mediterraneo. Noi continuiamo a non comprendere che tutto quello che noi facciamo agli ecosistemi ci torna indietro. Noi pensiamo di vivere in un mondo in cui l'uomo può fare, disfare e manipolare, come se vivesse in un altro pianeta, come se poi i danni che produce all'ambiente non avessero dei ritorni immediati.