[resaula]

Tuttavia, è necessario sottolineare l'importanza di un altro argomento, che è quello della ricerca, dell'eccellenza e della competitività, perché l'attività di ricerca non può prescindere dalle risorse umane. Questo è un nodo cruciale, perché solo con le risorse umane impiegate e con il rafforzamento del ruolo dei ricercatori nella previsione di un percorso che possa portare una loro stabilizzazione in termini di contratto potremo avere ricerca. È noto infatti che i ricercatori, se hanno un contratto che non è stabile e ricevono migliori offerte, vanno all'estero e a rimetterci è il nostro Paese, che non è più innovativo. Sul punto, quindi, noi del Partito Democratico abbiamo presentato proposte, anche se non in questo provvedimento, perché ci siamo adeguati a un volere più importante (a tal proposito, devo ringraziare tutti i colleghi della Commissione e la relatrice): portare a casa un provvedimento che sapevamo essersi chiuso, perché aveva un altro percorso, quello dei decreti attuativi, che doveva terminare entro il 31 dicembre, quindi ci siamo in qualche maniera adeguati, pur sapendo che qui sono necessarie le risorse. Per questo non abbiamo presentato emendamenti, anche se personalmente li ho presentati in molti altri provvedimenti, ma purtroppo sempre a causa delle invarianze finanziarie non hanno avuto buon esito. Questo però è un altro tema importante da sottoporre per l'ennesima volta all'attenzione del Governo - quello che sarà, perché attualmente siamo in dismissione - nella speranza che venga tenuto in considerazione. Non possiamo lasciare disatteso quest'obiettivo di rafforzare la ricerca anche attraverso l'assunzione dei nostri ricercatori con contratti stabili: non possiamo ricordarci di loro solo in momenti come quello durante la pandemia, quando sono stati raggiunti risultati e tutti li abbiamo incensati. Ce ne dobbiamo ricordare tutti i giorni, perché il percorso della ricerca è lungo e duraturo e dev'essere programmatico. Dobbiamo fare qualcosa di più e rendere il loro percorso sicuro, in modo da dare orizzonti certi al loro sbocco professionale, perché credo che non dobbiamo abbandonarli. Anche per quanto riguarda l'ambito degli investimenti in ricerca, abbiamo un investimento in risorse pari all'1,4 per cento del PIL: dovremo accrescerlo molto e credo che questo sia un obiettivo importante, che dobbiamo porci. È per questo che noi, come Partito Democratico, votiamo a favore di questo provvedimento, nella speranza che tutto quello che ho detto avvenga il più presto possibile. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio molto la relatrice, senatrice Binetti, per il contributo che ha dato a questo provvedimento. La riforma degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico oggi all'esame dell'Assemblea del Senato è un importante passo avanti nel potenziamento e nella razionalizzazione della ricerca in campo biomedico. Purtroppo, questo ramo del Parlamento non ha potuto che prendere atto dell'importante lavoro svolto dai colleghi alla Camera. Noi avremmo voluto fare qualche passo in più - come ha ricordato la senatrice Boldrini - rispetto ad esempio alla stabilizzazione dei ricercatori precari, che da troppo tempo aspettano risposte certe. Sono loro, questi uomini e queste donne, che dobbiamo trattenere, perché rappresentano una forza inestimabile del tessuto sanitario italiano. È per non farli scappare che dobbiamo garantire la presenza sul territorio nazionale di eccellenze come gli IRCCS. Ringrazio il Governo per aver accettato un ordine del giorno presentato a nome mio e della senatrice Stabile, proprio per la stabilizzazione dei precari. (Applausi) . In questi due anni abbiamo appurato la straordinaria capacità che ha avuto la ricerca nella ricerca di un vaccino in grado di salvare molte vite umane. La caratteristica comune di questi istituti e di queste istituzioni mediche è la stretta correlazione tra ricerca di base e pratica clinica, con uno sforzo per evitare tempi morti tra la scoperta scientifica e la sua utilizzazione pratica in corsia. Questo approccio, detto traslazionale, è riassunto dal motto anglosassone bench to bedside : dai banchi del laboratorio direttamente al letto del paziente. I gruppi di medicina traslazionale degli IRCCS lavorano con un occhio costantemente rivolto all'applicazione clinica delle loro scoperte nel più breve tempo possibile, ma in una logica di comunicazione bidirezionale. I ricercatori trasmettono ai clinici i risultati delle loro ricerche, ma ricevono anche costantemente i feedback provenienti dai reparti ospedalieri presenti nell'istituzione medesima. La riforma degli IRCCS è una costola del Piano nazionale di ripresa e resilienza e avrà piena attuazione soltanto quando saranno stati adottati i decreti delegati previsti dal provvedimento stesso. L'intervento normativo si propone di rafforzare il ruolo degli istituti e di rivedere la procedura per il riconoscimento del carattere scientifico di un istituto ospedaliero e anche le procedure di revoca o di conferma. Si prevede che gli istituti richiedano la conferma del riconoscimento ogni quattro anni e non più ogni due (come oggi previsto), perché la ricerca può avere tempi un po' più lunghi. Ai fini del riconoscimento, sarà valutato il criterio della localizzazione territoriale dell'istituto e quella del bacino minimo di riferimento per ciascuna area tematica di intervento, ma verrà assicurata ai pazienti la piena accessibilità all'istituto, a prescindere dal loro luogo di residenza. Certamente, tra i punti più salienti del provvedimento c'è l'esigenza di coordinare in modo più efficace la direzione generale e la direzione scientifica dell'ente ospedaliero, per rendere più efficaci gli aspetti traslazionali del rapporto tra ricerca e clinica. Il disegno di legge prevede che l'attività di ricerca sia svolta nel rispetto dei criteri di trasparenza e di research integrity , ossia nel rispetto dei valori etici e dei doveri deontologici propri di coloro che effettuano ricerca, e di open science , ossia dei principi di riproducibilità, collaborazione, accessibilità e rigore riconosciuti a livello internazionale. Purtroppo, il provvedimento non è in grado di impegnare nuove e maggiori risorse pubbliche nell'ambito della ricerca biomedica; la speranza è che gli investimenti privati possano supplire alla necessaria prudenza contabile espressa dalla norma. Ripeto che un sostegno economico, soprattutto ai giovani ricercatori, finalizzato anche alla stabilizzazione dei loro contratti, potrebbe limitare la diaspora, talvolta senza ritorno, dei nostri ragazzi più brillanti, in questa e in tante altre professioni. (Applausi) . Concludo confermando il voto favorevole di Forza Italia, con un auspicio, che spero talvolta sia ascoltato, rispetto ai tantissimi decreti legislativi attuativi che in questi anni il Ministero della salute non ha emesso. Fate in fretta, perché questa volta a pagare non sarà solo il duro e faticoso lavoro dei ricercatori italiani e neanche solo i pazienti, che attendono con speranza le nuove cure. Questa volta a pagare sarà il Paese intero, perché perderebbe l'ennesima grande occasione di rendere la sanità italiana il sistema migliore al mondo. (Applausi) . MARIN (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.