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Disciplina dell'attività, riconoscimento della qualifica e istituzione del registro nazionale dei pizzaioli professionisti. Onorevoli Senatori . – Il mondo della pizzeria, in Italia, rappresenta circa il 50 per cento del fatturato della ristorazione tradizionale. La Confederazione dell'artigianato e della piccola e media impresa (CNA) ha condotto una ricerca di settore su dati di Infocamere e Infoimprese. Dai dati raccolti risultano essere quasi 127.000 le aziende che vendono pizza sul territorio italiano. Dallo studio di settore sulle pizzerie in tutta Italia emerge che la produzione giornaliera nel nostro Paese ammonta a 8 milioni di pizze. Si tratta di un ramo della ristorazione che può vantare un fatturato annuo di 15 miliardi di euro, con un business totale che va oltre i 30 miliardi di euro. In Italia sono circa 100.000 gli impiegati nelle attività delle pizzerie, un numero che raddoppia se si considerano i fine settimana. I lavoratori italiani sono 70.000 e quelli stranieri sono 30.000. In trecento giorni lavorativi le pizzerie producono oltre un miliardo di pizze. Vi è tuttavia l'insoddisfazione per la situazione in essere e la volontà, motivata e giustificata, di tutti i pizzaioli italiani, di conseguire il riconoscimento ufficiale della qualifica di pizzaiolo, in quanto attività professionale prevista dall'ordinamento nazionale. Attualmente, infatti, la qualifica di « pizzaiolo », a livello nazionale, non esiste: oggi esso rappresenta un « lavoratore fantasma », privo di titoli giuridicamente efficaci dal punto di vista professionale, anche se in realtà soddisfa i requisiti professionali di un operatore particolarmente specializzato, in grado di svolgere attività dirette alla preparazione di pizze, calzoni e focacce presso pizzerie e ristoranti. A tal proposito, il presente disegno di legge è volto a sanare il vuoto legislativo creatosi nel corso degli anni, prevedendo da un lato il riconoscimento della qualifica di pizzaiolo e dall'altro istituendo un apposito registro nazionale dei pizzaioli professionisti. Questo provvedimento, oltre a colmare la suddetta lacuna, ha l'obiettivo di garantire la salvaguardia e la tutela del consumatore, inserendosi direttamente nel quadro del « Food Act », di cui al Protocollo d'intesa per la valorizzazione all'estero della cucina italiana di qualità, firmato alla Farnesina il 15 marzo 2016 dai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli affari esteri e della cooperazione istituzionale, permettendo così al settore di promuovere, formare e diffondere il corretto metodo di produzione della pizza italiana. Il disegno di legge si compone di nove articoli. L'articolo 1 reca le finalità della legge che è volta al riconoscimento della qualifica professionale di pizzaiolo previa frequentazione di uno specifico corso, al superamento di un esame teorico-pratico e all'ottenimento del Diploma di Stato Professionale Pizzaiolo Europeo (DSPPE). L'articolo 2 reca modifiche al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 24 maggio 2018, n. 92, prevedendo che gli istituti professionali possano integrare il profilo formativo di cui all'allegato 2-G, indirizzo « Enogastronomia e ospitalità alberghiera ». L'articolo 3 reca le modalità attraverso le quali si riconosce il DSPPE, mentre l'articolo 4 stabilisce i requisiti in base ai quali si può ottenere il DSPPE, previo esercizio della professione per almeno diciotto mesi, frequenza di un apposito corso di specializzazione e superamento di un esame teorico-pratico. L'articolo 5 riguarda la registrazione della qualifica di pizzaiolo che deve essere effettuata, a cura delle associazioni nazionali, in un elenco tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura territorialmente competente. L'articolo 6 prevede l'istituzione del registro nazionale dei pizzaioli professionisti che è condizione necessaria per l'esercizio dell'attività professionale, con la qualifica di pizzaiolo professionista, mentre l'articolo 7 stabilisce i requisiti per l'iscrizione al medesimo registro per i pizzaioli professionisti in possesso della succitata qualifica e i maestri pizzaioli in grado di documentare almeno dieci anni di attività o che dirigono scuole di settore composte da almeno tre collaboratori. L'articolo 8 prevede l'erogazione di un contributo economico da parte degli iscritti ai corsi di aggiornamento professionale e sanitario e alla tenuta del registro, che sono tenuti a versare annualmente. Il contributo è fissato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine Pizzaioli Professionisti (CNOPP), in modo da assicurare la copertura dei costi relativi alle funzioni svolte sia dal CNOPP sia dai collegi professionali territoriali. Infine l'articolo 9 reca l'entrata in vigore che avviene il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale .. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge è volta al riconoscimento della qualifica professionale di pizzaiolo professionista, mediante l'ottenimento del Diploma di Stato Professionale Pizzaiolo Europeo (DSPPE), all'istituzione del registro nazionale dei pizzaioli professionisti e alla istituzione di appositi elenchi dei pizzaioli professionisti presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e gli uffici di collocamento e lavoro. 2. Ai fini della validazione delle competenze relative alla qualifica professionale di cui al comma 1, nell'ambito del sistema nazionale di certificazione delle competenze di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, nonché ai fini dell'inserimento della qualifica di pizzaiolo professionista nel repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, previsto dall'articolo 8 del citato decreto legislativo n. 13 del 2013, le funzioni di enti pubblici titolari sono attribuite al Ministero delle imprese e del made in Italy e alle regioni. Nell'esercizio di tali funzioni, il Ministero delle imprese e del made in Italy accredita come enti titolati, secondo criteri stabiliti con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, oltre al Consiglio Nazionale dell'Ordine Pizzaioli Professionisti (CNOPP) di cui all'articolo 6, comma 3 della presente legge, le associazioni professionali di pizzaioli e di pizzerie e le stesse costituite in federazioni, le scuole statali e del settore, le università e le accademie in grado di offrire i corsi di formazione di cui all'articolo 3. 3. Il professionista può scegliere la forma in cui esercitare la propria professione riconoscendo l'esercizio di questa o in forma individuale o associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente. 4. All'articolo 5 del decreto legislativo 9 novembre 2007 n. 206, al comma 1, lettera l- bis) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « nonché per quella di pizzaiolo professionista ». Art. 2. (Modifiche al regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 24 maggio 2018, n. 92) 1.