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3 (Produzione di grappe e acquaviti di frutta) 1 Le aziende possono produrre grappe ed acquaviti di frutta, nel limite complessivo annuo di 8 litri di alcol anidro, corrispondenti a 20 litri di grappa con gradazione alcolica al 40 per cento vol. per ciascuna azienda, solo a fini di autoconsumo o di degustazione gratuita. La produzione per la degustazione gratuita è destinata alla mescita e alla valorizzazione di altri prodotti tipici in locali agrituristici gestiti dal titolare dell'azienda medesima. 2 I titolari delle aziende sono tenuti ad utilizzare apparecchi di distillazione rispondenti ai requisiti igienico-alimentari di cui al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004. 3 Le aziende sono tenute ad accertare nei prodotti offerti per la degustazione gratuita la compresenza, nel rispetto dei paragrafi 6 e 9 dell'allegato 2 del regolamento (CE) n. 110/08 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, dei seguenti requisiti: a titolo alcolometrico volumico; b contenuto di alcoli superiori; c alcol metilico. 4 La produzione diretta di grappe ed acquaviti da destinare all'autoconsumo o alla degustazione gratuita, nei limiti quantitativi di cui al comma 1, è consentita in deroga alle disposizioni di cui al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. 4 (Adempimenti amministrativi) 1 Ai titolari delle aziende è consentita l'attività di cui all'articolo 1, previa presentazione della segnalazione certificata di inizio attività in forma telematica sul sito istituzionale o con posta elettronica certificata o con raccomandata con ricevuta di ritorno all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura o all'ufficio equivalente competente per territorio che, ai sensi dell'articolo 19- bis , comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, immediatamente la trasmette all'ufficio periferico dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, all'azienda sanitaria locale e all'ufficio tecnico di finanza territorialmente competenti, al fine, per quanto di rispettiva competenza, di controllare la conformità a quanto disposto nell'articolo 2, nel rispetto delle modalità previste dal comma 3 del presente articolo. 2 La segnalazione certificata di inizio attività è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, contenenti anche l'attestazione del legale rappresentante dell'azienda dell'osservanza delle prescrizioni previste nella presente legge. 3 Entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della segnalazione certificata di inizio attività da parte dell'Ispettorato provinciale dell'agricoltura o dell'ufficio equivalente competente per territorio, l'ufficio periferico dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, l'azienda sanitaria locale e l'ufficio tecnico di finanza territorialmente competenti operano in attuazione dell'articolo 19, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241. 4 Scaduti i termini di cui al comma 3 si applicano, ove ne ricorrano le condizioni, gli articoli 21- quinquies e 21- nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241. 5 I titolari dell'azienda possono avviare l'attività di cui all'articolo 1 dalla data di presentazione della segnalazione all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura o all'ufficio equivalente competente per territorio. 6 I titolari delle aziende hanno, altresì, l'obbligo di: a tenere un registro delle distillazioni, nel quale risulti, per ogni distillazione, la data, il tipo e i quantitativi di prodotto ottenuto; b sottoporre ad analisi gascromatografica, presso un laboratorio pubblico, un campione dei prodotti ottenuti da ogni distillazione e di conservare i risultati delle analisi unitamente al registro di cui alla lettera a) ; c consentire l'accesso ad ogni ispezione e controllo, finalizzati a verificare il rispetto della presente legge; d etichettare i contenitori della grappa o dell'acquavite prodotte, indicando espressamente data di produzione, tipo e provenienza della materia prima utilizzata e il nome dell'azienda distillatrice. 5 (Sanzioni) 1 Salvo la condotta non costituisca reato, il mancato rispetto delle condizioni igienico-sanitarie di cui all'articolo 3, comma 2, è punito con l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.000 euro, oltre la confisca e distruzione dei prodotti. 2 Il mancato rispetto delle quantità di cui all'articolo 3, comma 1, primo periodo, è punito con l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.000 euro, oltre la confisca e distruzione delle quantità prodotte in eccesso. 3 In caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione amministrativa pecuniaria nel suo limite massimo di cui ai commi 1 e 2 è maggiorata del 50 per cento e il soggetto responsabile decade dal compimento delle attività di cui all'articolo 1.