[pronunce]

dall'altro lato, il carattere retroattivo di tale eliminazione non contrasta con il principio di ragionevolezza – da scrutinarsi con particolare rigore nella materia elettorale –, giacché, nel caso in esame, la legge di interpretazione autentica mira a realizzare un allineamento pressoché totale della legislazione siciliana a quella nazionale, e pertanto una riduzione delle ipotesi di restrizione all'accesso alle cariche elettive in linea con il precetto di cui all'art. 51 Cost., a norma del quale “l'eleggibilità è la regola, l'ineleggibilità l'eccezione” (sentenza n. 46 del 1965; conformi, ex plurimis: sentenze n. 166 del 1972; n. 5 del 1978; n. 344 del 1993; n. 141 del 1996; n. 306 del 2003) , ed in linea, va rilevato ancora, con la esigenza di una tendenziale uniformità, sul piano nazionale, della disciplina dell'elettorato passivo (sentenze n. 438 del 1994; n. 162 del 1995; n. 276 del 1997; n. 306 del 2003). E ciò è sufficiente per escludere la violazione dell'art. 3 Cost. 2.2. – La censura fondata sulla violazione dell'art. 97 Cost. è meramente enunciata, ma è, nel ricorso, sfornita di qualsiasi supporto argomentativo.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del disegno di legge n. 702, dal titolo «Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19», approvato dall'Assemblea regionale siciliana il 13 novembre 2003, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 51 e 97 della Costituzione, dal Commissario dello Stato presso la Regione siciliana con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 novembre 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 dicembre 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA