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Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, anche associati, possono avvalersi di agenzie per la casa da essi appositamente istituite ovvero di analoghe agenzie pubbliche o private convenzionate, o di apposita società consortile a responsabilità limitata, al fine di promuovere l'accesso di persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, alle locazioni e all'acquisto di immobili a uso di abitazione e di terreni per microaree e di unità abitative mobili, nonché al fine di favorire la mediazione sociale e i buoni rapporti di vicinato e l'integrazione fra politiche abitative e politiche lavorative. Art. 31. (Promozione dell'accesso alle attività lavorative e di impresa) 1. La Repubblica, in attuazione degli articoli 4, 35, 36, 37, 41, 44, 46 e 47 della Costituzione, favorisce le pari opportunità delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia nell'accesso al lavoro subordinato, autonomo ed imprenditoriale e tutela le attività economiche e produttive tipiche della tradizione culturale dei Rom e dei Sinti. 2. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, in materia di formazione e riqualificazione professionale, progettano ed attuano, anche in collaborazione con le associazioni rappresentative dei Rom e dei Sinti, apposite iniziative destinate a favorire la formazione professionale dei giovani rom e sinti. 3. I centri per l'impiego, anche in collaborazione con le agenzie autorizzate per il lavoro e con le associazioni rappresentative della minoranza dei Rom e dei Sinti, elaborano e attuano apposite iniziative destinate all'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro, con specifica attenzione alle condizioni lavorative e alle qualifiche delle persone appartenenti alla minoranza. 4. Sono considerate cooperative sociali, ai sensi della legge 8 novembre 1991, n. 381, anche quelle che esercitano attività finalizzate al regolare inserimento lavorativo delle persone residenti in Italia e prive di una regolare occupazione che appartengano alla minoranza dei Rom e dei Sinti; a tal fine, le suddette persone hanno diritto a ricevere il trattamento previsto dalla legislazione vigente a favore delle persone svantaggiate. 5. Acquisiscono la qualifica di impresa sociale, ai sensi del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, anche le organizzazioni che esercitano attività di impresa al fine dell'inserimento lavorativo di persone residenti in Italia e prive di una regolare occupazione che appartengano alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 6. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, in collaborazione con le università, con le agenzie per l'impiego e con le associazioni rappresentative dei Rom e dei Sinti, in attuazione delle raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2009 sulla situazione sociale dei Rom e su un loro miglior accesso al mercato del lavoro nell'Unione europea: a) predispongono e attuano borse lavoro e altre iniziative che promuovano e motivino il ritorno dei laureati appartenenti alla minoranza dei Rom e Sinti alle rispettive comunità e l'occupazione regolare degli appartenenti a tale minoranza all'interno e nell'interesse delle stesse comunità rom e sinte; b) favoriscono e incentivano gli imprenditori che ospitano nelle loro imprese stage , tirocini e iniziative formative nel mondo del lavoro e dell'artigianato destinati a soggetti non in possesso di qualifiche, compresi quelli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, e offrono formazione ed opportunità di acquisire esperienza pratica direttamente sul posto di lavoro; c) utilizzano i fondi dell'Unione europea per preservare e proteggere le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti e per favorirne l'accesso ai programmi di formazione professionale; d) favoriscono iniziative bancarie finalizzate ad offrire microcredito alle attività lavorative, commerciali, artigianali, culturali e dello spettacolo svolte da appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; e) favoriscono l'occupazione delle donne appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, anche tramite sistemi di sostegno sociale che tengano conto delle esigenze occupazionali e tramite adeguati percorsi formativi e professionalizzanti, che consentano di conciliare la vita familiare e quella lavorativa; f) favoriscono tra le persone appartenenti alle minoranze dei Rom e dei Sinti l’esercizio di arti e mestieri tradizionali che possono contribuire a preservare le specificità culturali della stessa minoranza e a migliorarne le condizioni materiali e il livello di integrazione sociale. Nei regolamenti comunali sui mestieri girovaghi non può essere posta nessuna distinzione o condizione restrittiva nei confronti di quei mestieri che sono tradizionalmente svolti da appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; g) favoriscono l'accesso al credito agevolato delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti per lo svolgimento delle attività economiche ed imprenditoriali, incluse quelle di tipo artigianale ed agricolo; h) promuovono e attuano iniziative di sostegno all'esercizio di attività artigiane e di supporto all'autoimprenditoria delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, favorendone l'accesso a forme di credito e microcredito e l'acquisizione delle licenze necessarie per l'esercizio regolare di tali attività. 7. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, e gli altri enti pubblici favoriscono l'impiego di persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti negli uffici pubblici che svolgono compiti e funzioni direttamente riguardanti le comunità sinte e rom, quali gli istituti scolastici, le istituzioni sanitarie, i servizi sociali e socio-assistenziali, i servizi demografici, le forze di polizia statali e locali. 8. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stipula con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano accordi relativi alla progettazione e alla realizzazione di programmi di intervento in materia di inserimento lavorativo destinato alle comunità rom e sinte presenti in Italia, da attuarsi anche in collaborazione con università, enti, cooperative sociali ed associazioni, incluse quelle rappresentative della minoranza. I suddetti programmi sono volti in particolare a: a) favorire l'applicazione del principio di parità di trattamento senza distinzione di razza e di origine etnica; b) prevenire fenomeni di emarginazione sociale e lavorativa delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; c) favorire l'incontro tra servizi all'impiego ed enti ed associazioni che operano per l'integrazione sociale dei lavoratori appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; d) valorizzare le potenzialità del lavoro femminile; e) incrementare l'accesso di ragazze e ragazzi rom e sinte alla formazione professionale; f) sostenere e incrementare esperienze lavorative già in corso, quali cooperative avviate o ancora in fase avanzata di costituzione, e lavoratori rom o sinti a rischio di espulsione dal mercato del lavoro; g) creare nuovi percorsi di inserimento per giovani e donne, anche di tipo auto-imprenditoriale, sostenuti da un'adeguata formazione professionale;