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(Applausi. Commenti). Il Paese lo deve sapere; deve sapere chi sta parlando; deve sapere chi si deve difendere e deve sapere come andrà avanti questa storia. (Applausi). Ministro, noi faremo di tutto per darle sostegno. Parleranno le leggi, questo è vero: l'Assemblea farà questa giornata; c'è stato questo dibattito, ma le leggi rimarranno, salvo che qualcuno, come è già accaduto, non tenterà di ricancellarle come avete fatto con il finanziamento dei partiti. (Applausi). Ha il coraggio di parlare anche la Lega? Desse spiegazioni sui 49 milioni di euro perché i cittadini italiani vogliono sapere. (Commenti. Applausi). Date delle spiegazioni sull'emendamento Arata; date spiegazioni su come avete condotto questi Governi con Forza Italia, quando avete abolito e cercato di abolire tutte le leggi che i magistrati antimafia cercavano disperatamente di portare avanti. Avete fatto un bel connubio, una grande alleanza. Su questo, però, non dite una parola. Senatore Salvini, lei non dice nulla su questo? Questa è la realtà. La realtà è unica: il ministro Bonafede ha il diritto, se non altro, di essere rispettato e queste illazioni non fanno solo male a un Ministro, ma a un Paese, a tutti colori i quali si vedono rappresentati in questo Governo. (Prolungati applausi). *QUAGLIARIELLO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. QUAGLIARIELLO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Presidente del Consiglio, non credo personalmente di aver bisogno di lasciare agli atti di quest'Aula la distanza siderale che dal punto di vista culturale e politico mi separa da lei, Ministro del processo "senza fine" e del sospetto come anticamera della decrescita infelice. Però, signor Ministro, c'è un però. La mozione di sfiducia che ha innescato questo dibattito prende spunto dalle dichiarazioni di un pm, che ha avanzato a mezzo TV ipotesi e ricostruzioni volte a opinare la scelta di affidare a persona diversa da lui la guida del DAP. La mozione sembra avallare il sindacato di un rappresentante di un altro potere circa l'esercizio delle prerogative di Governo. Anche sul dottor Di Matteo, come su di lei, Ministro, ho un giudizio molto chiaro e non lo cambio, ma non è questo il punto. La questione è che la sola idea che il potere giudiziario possa sindacare le scelte dell'Esecutivo inficia secoli di civiltà edificata da Montesquieu in poi sul principio di separazione. Sicché, signor Ministro, se a lei si può contestare qualcosa in questo frangente, è di aver balbettato con imbarazzo di fronte a quelle accuse improprie che, invece, avrebbe dovuto rispedire al mittente invocando l'intervento del CSM, come giustamente ha fatto il Presidente del Senato. La mozione di sfiducia, dunque, non ci ha visto d'accordo e l'intenzione era di non votarla. Con una sola forte remora, perché in politica qualsiasi scelta è empirica e approssimativa. Si sceglie approssimativamente l'appartenenza a un Gruppo; figuriamoci il voto a una mozione. La remora era sottrarre il nostro voto a un'iniziativa che avrebbe potuto mettere in crisi un Governo che, a nostro parere, sta facendo il male dell'Italia in un momento molto difficile. La mozione presentata dalla senatrice Bonino ci ha tolto da questo imbarazzo. Contro il ministro Bonafede abbiamo oggi una mozione non garantista e una mozione garantista. E, oltre al dato di principio, per la ferrea logica dei numeri, dobbiamo anche rilevare che, semmai lei, Ministro, dovesse cadere - è ovviamente un'ipotesi del terzo tipo -, sarebbe più facile che ciò avvenisse per la seconda che non per la prima mozione. È un bene che sia così, per evitare che se ci sarà un Governo diverso da questo, come noi auspichiamo, il pubblico ministero di turno possa avanzare pretese circa le prerogative di altri poteri e citare a suo sostegno un precedente molto imbarazzante. Per queste ragioni, più ancora che un dissenso, esprimo una dichiarazione di voto anche a nome dei colleghi Massimo Berutti e Paolo Romani, annunziando la non partecipazione al voto delle componenti IDeA e Cambiamo! del Gruppo Forza Italia sulla mozione non garantista e un convinto voto favorevole sulla mozione garantista. CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, la vicenda del Ministro della giustizia è purtroppo la dimostrazione evidente dell'ipocrisia di questo Governo e della sua assoluta incapacità di offrire risposte serie ai bisogni dei cittadini. Si doveva fare la lotta alle mafie e si sono scarcerati i boss mafiosi, così come del resto si doveva fare la lotta ai poteri forti e si sono confermati manager o presunti tali come Descalzi e Arcuri, solo per fare alcuni esempi. Per non parlare di quanto è stato fatto sulla TAP e sul TAV, gli F-35, i condoni ad Ischia di cui non parla più nessuno, o ancora lo scempio ambientale nella mia amata Puglia con il taglio inutile e criminale di migliaia e migliaia di splendidi ulivi secolari e millenari, per non parlare dello scempio dell'Ilva. Sulla questione del ministro Bonafede siamo nel grottesco: Di Matteo, simbolo del MoVimento 5 Stelle e della lotta contro le mafie, che viene umiliato e mortificato a vantaggio di un anonimo funzionario, peraltro parente del ministro Speranza. Il giustizialismo che sconfessa sé stesso, che vale solo per gli altri e che quindi non vale niente. Le scarcerazioni dei boss sono uno scandalo vergognoso: si sono dimessi sia il direttore della DAP, sia il capo di gabinetto. A parti inverse, se a ricoprire la carica di Ministro della giustizia fosse stato un collega di Forza Italia, della Lega o di Fratelli d'Italia, il deputato Bonafede sarebbe andato sin sul tetto di Montecitorio per sventolare la bandiera dell'antimafia e chiedere a squarciagola le dimissioni, ovviamente con una diretta Facebook orchestrata dal solito Casalino. Sinceramente provo disgusto per tutto questo. Credo che per coerenza e rispetto istituzionale il ministro Bonafede avrebbe dovuto dimettersi immediatamente. (Commenti) . PRESIDENTE. Senatrice, la vuole smettere di urlare? Mi pare che quando ha parlato il senatore Perilli vi sia stato un silenzio tombale. (Commenti). Non mi piace che ci siano due pesi e due misure. CIAMPOLILLO (Misto) . Grazie, Presidente. Come dicevo, credo che per coerenza e rispetto istituzionale il ministro Bonafede avrebbe dovuto dimettersi immediatamente; non lo ha fatto perché evidentemente, ai suoi occhi la poltrona di Ministro vale molto di più della dignità e del rispetto dei cittadini. Mi dispiace molto. Per queste ragioni voterò per la sfiducia. BONINO (Misto-PEcEB) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.