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se il Ministro della cultura intenda modificare gli indicatori di valutazione e i requisiti d'accesso al finanziamento, al fine di consentire un'equa distribuzione degli stanziamenti; se ritenga che la tabella che include le istituzioni culturali da ammettere al contributo ordinario possa essere sottoposta anche al parere dell'Associazione nazionale comuni italiani, in aggiunta al parere delle Commissioni parlamentari competenti e del Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05770 GRANATO ANGRISANI CORRADO CRUCIOLI DE BONIS GIARRUSSO GIANNUZZI ORTIS MININNO Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale e dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: in un recente articolo di stampa di Gianfranco Viesti, intitolato "Beffa Recovery per il Sud. 80 miliardi per il Sud ma nel testo non c'è traccia" nel quotidiano "Il Mattino" del 6 luglio 2021, si sostiene che le risorse allocate per il Sud, nel PNRR italiano e nel fondo complementare, ammontino (per la quota certa) a 22 miliardi di euro (e non ad 80 miliardi, pari al 40 per cento), cioè il 10 per cento del totale, con la possibilità di arrivare, al massimo, fino a 35 miliardi di euro (il 16 per cento del totale); nell'articolo si sostiene, in relazione ai progetti inseriti all'interno delle missioni di cui si compone il documento, che non essendoci l'indicazione ex ante , in termini finanziari, dell'allocazione territoriale del riparto delle risorse è probabile che la quota più ampia delle medesime finisca irrimediabilmente per essere "attratta" verso i territori economicamente più sviluppati (come nel caso, ad esempio, dei 19 miliardi di euro previsti per gli investimenti delle imprese in "Transizione 4.0", dove l'impatto più rilevante, in termini di allocazione territoriale, è presumibile che sia rivolto principalmente al Nord); in numerosi progetti inseriti all'interno del PNRR italiano, dunque, non è stata prevista un'allocazione territoriale predefinita delle risorse assegnate, ragion per cui non è via alcuna certezza, allo stato vigente e al di là di dichiarazioni o intenzioni espresse, sull'effettiva entità delle risorse che saranno utilizzate sui singoli territori; con molta probabilità si può supporre, dunque, che la maggior parte degli investimenti principali del PNRR sarà rivolta verso territori (ad ogni livello: comunale, provinciale e regionale) il cui tessuto economico e produttivo è già in uno stadio più avanzato e sviluppato; ritenuto, infine, che, secondo quanto sostenuto da molti giuristi, economisti e giornalisti, vi è un rischio concreto, fattuale, che la quota di risorse del PNRR che sarà utilizzata per il Sud Italia sia notevolmente inferiore rispetto alla quota prospettata genericamente dal Governo, pari a circa 80 miliardi di euro, si chiede di sapere se non si reputi opportuno chiarire in quale modo si intenda assicurare il rispetto rigoroso di una quota di investimenti per il Sud Italia che ammonti a circa 80 miliardi di euro (pari al 40 per cento del totale), dal momento che, al livello progettuale all'interno delle singole missioni del PNRR, l'allocazione territoriale predefinita delle risorse in favore del Sud Italia raggiunge, al massimo, il 16 per cento del totale (pari a circa 35 miliardi di euro). Atto n. 4-05771 CASTIELLO Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: il primo dei bandi del PNRR, 21 maggio 2021, nel destinare 700 milioni di euro alle scuole dell'infanzia e agli asili nido, prevede l'attribuzione di un punteggio di favore ai Comuni che partecipano al finanziamento; così facendo si avvantaggiano i Comuni ricchi, prevalentemente al Nord, che hanno queste disponibilità finanziarie, laddove i Comuni del Sud restano per lo più penalizzati trovandosi, in ampio numero, in condizioni di predissesto se non di dissesto finanziario vero e proprio; tutto ciò accentua il divario tra Nord e Sud, mettendo molti Comuni appartenenti alle 8 regioni meridionali in gravi difficoltà, costituendo le scuole dell'infanzia e gli asili nido l'infrastruttura sociale di cui maggiormente si avverte la carenza nel Mezzogiorno; per la gestione dei fondi del "recovery plan" il precedente Governo, nella persona del Presidente del Consiglio dei ministri, si era impegnato in Parlamento a destinarli per il 50 per cento minimo al Sud. L'attuale Governo ha lasciato cadere questo impegno. La quota riservata al Mezzogiorno, anche a giudicare da quanto accaduto per le scuole dell'infanzia e per gli asili nido, si è sensibilmente ridotta ma ciò ridonda in violazione dell'art. 119 della Costituzione che fa obbligo di colmare il divario tra regioni ricche e regioni povere, destinando a queste ultime adeguate risorse con finalità perequative; quanto accaduto per le scuole dell'infanzia e per gli asili nido mal si concilia, inoltre, col fondamentale principio di diritto europeo di cui all'art. 174 del Trattato sull'Unione europea che, analogamente a quanto prescritto dall'art. 119 della Costituzione italiana, fa obbligo, su scala continentale, di rimuovere i divari tra regioni sviluppate e regioni in attesa di sviluppo garantendo la coesione territoriale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli inaccettabili criteri di finanziamento di cui al bando citato e quali iniziative intenda assumere, nell'ambito di un'efficace ed incisiva politica meridionalista, per assicurare il rispetto degli articoli 119 della Costituzione e 174 del Trattato sull'Unione europea. Atto n. 4-05772 LEONE TRENTACOSTE CROATTI PAVANELLI VANIN DE LUCIA Al Ministro dell'interno Premesso che: Arianna Virgolino, ex agente di Polizia di 32 anni in forza alla sottosezione di Guardamiglio (Lodi) della Polizia stradale, è stata allontanata dalla Polizia di Stato nel 2019 perché, si legge nella decisione del Consiglio di Stato, causerebbe "nocumento all'immagine della Polizia" a causa di "demeriti estetici"; il "nocumento" si ravviserebbe nella cicatrice al polso della giovane ragazza per la rimozione di un piccolo tatuaggio a seguito di 9 sedute laser , molto invasive e molto dolorose, alle quali la Virgolino si era sottoposta successivamente alle prove preselettive del concorso; considerato che: in particolare, al momento delle preselezioni per entrare in Polizia il tatuaggio non era stato eliminato del tutto in quanto occorrevano le citate numerose sedute per rimuoverlo completamente con il laser , ma l'amministrazione della Polizia di Stato ha deciso ugualmente di escludere la Virgolino ritenendola inidonea per la presenza pur parziale del tatuaggio; la poliziotta allora ha impugnato la decisione dell'amministrazione della Polizia di Stato rivolgendosi al TAR del Lazio, il quale le ha dato ragione sospendendo il provvedimento e concedendole la riammissione alla scuola di Polizia;