[pronunce]

che, ciò premesso in ordine all'oggetto dell'iniziativa assunta dai rimettenti, deve ribadirsi come i parametri costituzionali dai medesimi complessivamente evocati consistano negli artt. 2, 3, 13, 16, 23, 24, 27, 111, 113 e 134 della Costituzione, giacché il riferimento all'art. 25 – pure contenuto nelle ordinanze emesse dai Giudici di pace di Parma (r.o. n. 745 del 2004) e Porretta Terme (r.o. n. 825 del 2004) – deve ritenersi frutto di un lapsus calami, posto che tali giudici a quibus hanno inteso evidentemente riferirsi – come reso nuovamente palese dagli argomenti dagli stessi utilizzati – alla previsione dell'art. 27 della Carta fondamentale; che deve, innanzitutto, evidenziarsi – passando all'esame alle singole censure avanzate dai diversi rimettenti – come i Giudici di pace di Chiavenna (r.o. nn. 873 e 874 del 2004) e Cerignola (r.o. nn. 1002 e 1037 del 2004) siano i soli ad ipotizzare il contrasto tra la disposizione impugnata e l'art. 2 della Costituzione; che per il primo di tali rimettenti il comma 2 dell'art. 126-bis del codice della strada violerebbe il suddetto articolo della Costituzione in quanto questo ultimo, nell'esigere da ciascun consociato «di assoggettarsi a quei doveri inderogabili che formano la base stessa del vivere sociale», escluderebbe «a contrario (...) che un cittadino possa essere sottoposto ad obblighi cui, per loro natura, non sempre sia possibile adempiere», evenienza ipotizzabile, viceversa, nel caso di specie, allorché «il proprietario del veicolo non ricordi, o addirittura non abbia mai saputo, chi si trovava alla guida del veicolo al momento in cui l'infrazione è stata accertata»; che – per il secondo dei due giudici a quibus summenzionati – l'art. 2 Cost. sarebbe, invece, leso nella misura in cui risulta «violato il diritto fondamentale del cittadino dì non subire sanzioni personali, quand'anche amministrative, senza essere responsabile dell'infrazione contestata», posto che, in caso di mancata identificazione del conducente autore della violazione amministrativa, la decurtazione del punteggio dalla patente di guida è destinata ad operare nei riguardi del proprietario del veicolo; che le argomentazioni addotte a sostegno della denunciata violazione dell'art. 3 della Costituzione – censura prospettata dai Giudici di pace di Parma (r.o. n. 745 del 2004), Legnago (r.o. n. 751 del 2004), Olbia (r.o. n. 762 del 2004), Pordenone (r.o. n. 763 del 2004), Vergato (r.o. n. 764 del 2004), Siena (r.o. nn. 772 e 847 del 2004), Livorno (r.o. nn . 773 e 774 del 2004) , Modena (r.o. n. 820 del 2004), Torino (r.o. n. 823 del 2004), Porretta Terme (r.o. n. 825 del 2004), Verolanuova (r.o. n. 834 del 2004), Sulmona (r.o. n. 835 del 2004), Cortona (r.o. n. 848 del 2004), Rimini (r.o. n. 875 del 2004), Castel di Sangro (r.o. n. 876 del 2004), Lugo (r.o. nn. 877 e 879 del 2004), Guastalla (r.o. n. 880 del 2004), Erba (r.o. n. 888 del 2004), Milano (r.o. n. 932 del 2004), Arcidosso (r.o. n. 963 del 2004) , Cesena (r.o. nn. 964 e 965 del 2004), Pisa (r.o. n. 966 del 2004), Codogno (r.o. n. 968 del 2004), Pescara (r.o. n. 981 del 2004), Palermo (r.o. n. 982 del 2004), Cerignola (r.o. nn. 1002 e 1037 del 2004), Montepulciano (r.o. n. 1004 del 2004), Cervignano del Friuli (r.o. n. 1005 del 2004), Massa (r.o. n. 1017 del 2004) , Portogruaro (r.o. n. 1020 del 2004), Urbino (r.o. n. 1022 del 2004), Bologna (r.o. n. 1036 del 2004) e Castelfiorentino (r.o. nn. 1049 e 1050 del 2004) – appaiono riconducibili a due fondamentali indirizzi; che, in primo luogo, si censura la natura di sanzione «eventuale ed intermittente» che connoterebbe la misura della decurtazione dei punti dalla patente, e dunque la disparità di trattamento che la sua applicazione determinerebbe a carico di certe categorie di soggetti; che, in particolare, viene prospettata l'esistenza di una discriminazione in danno dei soggetti muniti di patente, rispetto a coloro che ne siano privi, in tal senso pronunciandosi i rimettenti di Pordenone (r.o. n. 763 del 2004), Modena (r.o. n. 820 del 2004), Porretta Terme (r.o. n. 825 del 2004), Sulmona (r.o. n. 835 del 2004), Siena (r.o. nn. 772 e 847 del 2004), Lugo (r.o. nn. 877 e 879 del 2004), Guastalla (r.o. n. 880 del 2004), Cesena (r.o. n. 965 del 2004), Pisa (r.o. n. 966 del 2004), Codogno (r.o. n. 968 del 2004), Pescara (r.o. n. 981 del 2004), Cerignola (r.o. nn. 1002 e 1037 del 2004) e Bologna (r.o. n. 1036 del 2004); che, del pari, si ipotizza una disparità di trattamento – tale è la censura dei Giudici di pace di Legnago (r.o. n. 751 del 2004), Vergato (r.o. n. 764 del 2004) e Massa (r.o. n. 1017 del 2004) – tra le persone fisiche e quelle giuridiche (ambedue proprietarie del veicolo a mezzo del quale venne commessa l'infrazione stradale), e ciò in base all'assunto che la decurtazione dei punti dalla patente operi esclusivamente nei riguardi delle prime, trovando invece applicazione, a carico delle seconde, la sanzione pecuniaria – richiamata nella disposizione censurata – di cui all'art. 180, comma 8, del medesimo codice della strada; che assumono, infine, che l'impugnato art. 126-bis, comma 2, del d.lgs. n. 285 del 1992 operi entrambe le illustrate discriminazioni (in danno delle persone fisiche, nonché, all'interno di tale categoria, dei soli proprietari muniti di patente) i Giudici di pace di Parma (r.o. n. 745 del 2004), Olbia (r.o. n. 762 del 2004), Siena (r.o. n. 772 del 2004), Livorno (r.o.