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In Italia tale percentuale corrisponde a 1.525.975 elettori di ogni singola lista, ma nel 2009, in realtà, sono stati esclusi dalla rappresentanza 4.037.313 elettori, corrispondenti pressappoco ai 4.040.516 complessivi abitanti di Slovenia, Estonia e Cipro, Stati che nel 2009 hanno eletto 19 europarlamentari. La rappresentatività del Parlamento europeo è pertanto seriamente minacciata, e l'uguaglianza tra i cittadini non è affatto assicurata, poiché il peso del loro voto, e quindi della loro rappresentanza politica, varia a seconda del luogo di residenza. Nel caso concreto italiano, con l'introduzione della soglia di accesso, sono stati, inoltre, esclusi dal Parlamento europeo, nelle elezioni del 2009, interi partiti (PSI, VERDI, PRC-PdCI) affiliati a partiti a livello europeo (PSE, VERDI Europei, Sinistra Unita Europea), indebolendo, così, la loro funzione riconosciuta dall'articolo 10, paragrafo 4 del Trattato sull’Unione europea. Ancora, la soglia di accesso per le elezioni europee è contraria all'articolo 48 della Costituzione così come interpretato dalla Corte costituzionale con la sentenza 10 luglio 1968, n. 96, che ha testualmente statuito che in materia di elettorato attivo l'articolo 48, secondo comma, della Costituzione ha carattere universale e i principi, con esso enunciati, vanno osservati in ogni caso in cui il relativo diritto debba essere esercitato. Tale soglia è, altresì, in contrasto con il principio di uguaglianza dei cittadini dell'Unione europea, così come enunciato dalla Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea (Preambolo e articoli 20, 23), dal Trattato UE (Preambolo capoverso 2 e articoli 2, 9, 10, paragrafo 3) e dal TFUE (articoli 8, 10, 18, 20); si rischia perciò che gli organi giurisdizionali aditi dall'onorevole Bessotri -- il tribunale, la Corte d'appello, quali organi giurisdizionali ordinari, il TAR e il Consiglio di Stato, quali giudici amministrativi, oltre, ovviamente, alla Corte di cassazione quale giudice di legittimità, e anche la stessa Corte costituzionale, quale organo di natura giurisdizionale -- effettuino con successo il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia al fine di ottenere una pronuncia sull'interpretazione o sulla validità della norma europea, il che avviene quando tale pronuncia sia necessaria per risolvere la controversia di cui risultino investite. La questione da sottoporre alla Corte di Giustizia può essere sollecitata dalle parti o rilevata d'ufficio dal tribunale. Il giudice nazionale deve specificare, nella motivazione dell'ordinanza di rinvio pregiudiziale, perché l'interpretazione richiesta è ritenuta necessaria ai fini della decisione della causa. Il rinvio pregiudiziale può avere lo scopo di verificare, con riferimento al diritto comunitario, la legittimità di una legge nazionale, di un atto amministrativo o una prassi amministrativa. Vi sono anzi anche gli estremi per l'applicazione del procedimento pregiudiziale accelerato ai sensi dell'articolo 104- bis del regolamento di procedura della Corte di giustizia europea. Non vi è perciò alcun dubbio che per la delicatezza degli argomenti trattati e per l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio 2014, data fissata per l'elezione del nuovo Parlamento europeo, legittimino la celere rimozione dall'universo giuridico dell'aberrante previsione della soglia del 4 per cento, cosa che il presente disegno di legge si propone di conseguire con la massima celerità.. Art. 1. 1. La legge 20 febbraio 2009, n. 10, è abrogata. 2. L’articolo 21 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, riacquista efficacia nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della legge 20 febbraio 2009, n. 10. 3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .