[pronunce]

La direttiva Barnier non affronta direttamente il tema del monopolio legale degli OGC nei rispettivi Paesi di origine, su cui si era pronunciata la Corte di giustizia dell'Unione europea, sezione quarta, con la sentenza 27 febbraio 2014, C-351/12, OSA, affermando, sulla base del diritto dell'Unione allora vigente, la compatibilità tra la gestione obbligatoria dei diritti d'autore e il principio di libera prestazione dei servizi. Nondimeno, i ricordati principi della direttiva gettano certamente le basi per la progressiva erosione dei monopoli legali. 6.1.2.- La normativa europea è stata recepita dal d.l.gs. n. 35 del 2017 nell'ordinamento italiano, in cui, com'è noto, la gestione del diritto d'autore è stata riservata dalla legge n. 633 del 1941 alla SIAE. Il d.lgs. n. 35 del 2017 ha distinto nettamente tra gli OGC, soggetti senza scopo di lucro detenuti o controllati dai propri membri, e le EGI, che perseguono fini di lucro e non sono né detenute né controllate, direttamente o indirettamente, dai titolari dei diritti (art. 2). Si è così previsto (art. 4, comma 2) che i titolari dei diritti possano affidare a un OGC o a una EGI di loro scelta la gestione dei loro diritti, delle relative categorie o dei tipi di opere e degli altri materiali protetti per i territori da essi indicati, indipendentemente dallo Stato dell'UE di nazionalità, di residenza o di stabilimento dell'OGC, dell'EGI e del titolare dei diritti. Era fatto salvo, però, quanto disposto dall'art. 180 della legge n. 633 del 1941, ossia la riserva alla SIAE per l'attività d'intermediazione nella gestione dei diritti d'autore. In conseguenza di ciò, la libertà di scelta da parte degli autori era limitata a OGC o EGI stabilite all'estero, che potevano operare, tuttavia, solo previo accordo con la SIAE (art. 20 del d.lgs. n. 35 del 2017). Pur affermando il principio di libertà di scelta della gestione del diritto d'autore, pertanto, il d.lgs. n. 35 del 2017 aveva mantenuto il monopolio legale della SIAE in materia. 6.1.3.- Il mantenimento del monopolio ha suscitato perplessità, emerse nel corso dell'interlocuzione con le istituzioni europee relativa alla procedura d'infrazione aperta per il mancato recepimento della direttiva Barnier, dato che il d.lgs. n. 35 del 2017 non era ancora entrato in vigore alla scadenza del termine fissato dalla stessa direttiva (10 aprile 2016). La Direzione generale UE "Reti di comunicazione e contenuti delle tecnologie" (da qui: DG CONNECT), con lettera dell'8 febbraio 2017, pronunciandosi sullo schema di quello che sarebbe poi divenuto l'art. 4 del citato decreto legislativo, ha così segnalato al Governo italiano l'opportunità di riconsiderare il regime di monopolio della SIAE in materia di gestione collettiva del diritto d'autore. Nondimeno, la normativa di recepimento è comunque entrata in vigore, dopo circa un mese da tale lettera, senza variazioni, mentre la risposta del Governo italiano è intervenuta solo il 12 settembre 2017. Ivi, come risulta dall'interrogazione a risposta immediata del 28 settembre 2017 n. 5-12302, resa nella VII^ Commissione della Camera dei deputati, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Sottosegretario di Stato per le politiche europee hanno manifestato l'intenzione di procedere a un ulteriore intervento normativo, al fine di realizzare una più compiuta liberalizzazione del settore, anticipando così i contenuti dell'art. 19 del d.l. n. 148 del 2017. In tal modo, nessuna nuova procedura di infrazione è stata aperta e il procedimento già avviato è stato archiviato il 4 ottobre 2017, a seguito sì della sola notificazione del d.lgs. n. 35 del 2017, ma anche di tale risposta del Governo italiano. 6.1.4.- Il censurato art. 19, comma l, del d.l. n. 148 del 2017, come convertito, è dunque intervenuto in tale contesto, modificando gli artt. 15-bis e 180 della legge n. 633 del 1941. In conseguenza di ciò, l'attività d'intermediazione dei diritti d'autore è stata consentita anche agli altri OGC, i quali, come finalità unica o principale, gestiscano diritti d'autore o diritti connessi ai diritti d'autore per conto di più di un titolare di tali diritti, a vantaggio collettivo di questi e che, alternativamente, siano detenuti o controllati dai propri membri ovvero non perseguano fini di lucro. Per gli OGC stabiliti in Italia, in ogni caso, l'esercizio dell'attività d'intermediazione è subordinato alla verifica, da parte dell'AGCOM, del rispetto dei requisiti previsti dall'art. 8 del d.lgs. n. 35 del 2017, la cui assenza ben potrebbe determinare l'esclusione dall'elenco degli OGC. 6.2.- Alla luce di tale ricostruzione dei fatti può affermarsi come l'intervento del legislatore non possa dirsi manifestamente privo dei presupposti di necessità e urgenza. 6.2.1.- La scelta di provvedere attraverso lo strumento del decreto-legge, infatti, può essere rinvenuta nella necessità, riconosciuta anche dal giudice rimettente, di armonizzare compiutamente la normativa interna a quella comunitaria in tema di liberalizzazione in materia di gestione collettiva dei diritti d'autore e nell'urgenza di evitare l'apertura di una procedura di infrazione. D'altronde, questa Corte ha già precisato che alla base di un decreto-legge possano esservi i ritardi connessi all'attuazione della disciplina comunitaria, specie ove caratterizzata da una lunga trattativa tra l'Italia e gli organi europei (sentenza n. 272 del 2005). Infatti, se è vero che non è stata aperta una procedura d'infrazione per censurare espressamente l'inesatto recepimento della direttiva Barnier da parte del d.lgs. n. 35 del 2017, ciò appare motivato anche dal fatto che ai dubbi sollevati dalle istituzioni europee mentre era in corso il tardivo recepimento della stessa direttiva ha fatto seguito una rapida modifica del citato decreto legislativo. La qual cosa ha evitato un'ulteriore procedura d'infrazione, essendo stati già manifestati e affrontati i potenziali profili di contrasto tra la normativa italiana e il diritto europeo, rimossi appunto dalle censurate disposizioni. In conclusione, l'urgente necessità di provvedere di cui all'art. 19 del d.l. n. 148 del 2017, a prescindere da ogni valutazione sull'applicabilità al caso di specie dell'art. 37 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea), risulta connessa all'esigenza di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per la mancata attuazione delle norme europee di settore. Esigenze già da questa Corte ritenute sufficienti a escludere la carenza evidente dei presupposti di necessità e urgenza (sentenza n. 244 del 2016).