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Il decreto legislativo n. 509 vieta però che le casse privatizzate ricevano finanziamenti pubblici diretti o indiretti, a esclusione "di quelli connessi con gli sgravi e la fiscalizzazione degli oneri sociali". Ciò significa che i soli soldi che possono arrivare dallo Stato devono essere legati alla riduzione delle aliquote contributive a carico dei datori di lavoro, per esempio per incentivare le assunzioni: questi precedenti dimostrano, dunque, come sia di fatto possibile. Atto n. 3-02625 CALANDRINI Al Ministro della giustizia Atto n. 3-02626 TARICCO BITI FEDELI D'ARIENZO LAUS STEFANO ASTORRE FERRAZZI VERDUCCI CIRINNA' BOLDRINI D'ALFONSO IORI GIACOBBE ROJC MANCA Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la patente di guida italiana è un'autorizzazione amministrativa della Repubblica italiana necessaria per la conduzione su strade pubbliche di veicoli a motore, che viene rilasciata dopo l'accertamento di requisiti psicofisici e attitudinali della persona; con decreto legislativo n. 59 del 2011 si è recepita la direttiva 2006/126/CE che ha permesso di rilasciare la "patente di guida europea", adottata dai Paesi dell'Unione, rendendo così omogenee le informazioni contenute nel documento; in Italia, il conseguimento della patente prevede sia un esame teorico (prova quiz ) sia un esame pratico, e dal 3 gennaio 2011 la modalità del quiz informatico non viene più prevista in multilingue ma solo in lingua italiana, francese e tedesca (queste ultime per le comunità, rispettivamente, della Valle d'Aosta e dell'Alto Adige), di fatto limitando le possibilità di ottenimento del documento di guida da parte di tutti coloro i quali, pur disponendo di regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese, e pur conoscendo la lingua italiana in modo sufficiente alla conduzione ordinaria, all'impegno lavorativo, e alle varie funzioni vitali, sono privi della necessaria conoscenza approfondita della stessa lingua italiana per rispondere a tutti i 40 quiz a risposta multipla con un massimo di 4 errori; precedentemente il candidato aveva la possibilità di scegliere la lingua tra italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, arabo e cinese, con o senza il supporto audio; il possesso di una patente di guida debitamente riconosciuta dallo Stato membro ospitante è in grado di favorire la libera circolazione e la libertà di stabilimento delle persone, anche alla luce del fatto che malgrado i progressi compiuti in materia di armonizzazione delle norme relative alle patenti di guida, sussistono ancora divergenze significative, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi necessario valutare un'analisi delle modalità di conseguimento della patente italiana, vagliando la possibilità di inserimento anche della lingua inglese (lingua ufficiale all'interno dell'Unione europea), tenendo conto dell'importanza dei mezzi di trasporto sia a livello individuale, sia per esigenze lavorative. Atto n. 3-02627 GRANATO ANGRISANI CORRADO CRUCIOLI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'art. 1, comma 5, lett. b) della legge n. 190 del 2012, cosiddetta "legge anticorruzione", prevede l'obbligo della rotazione per i dirigenti e i funzionari dello Stato, al fine di prevenire od ostacolare la corruzione; l'allora direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, oggi capo dipartimento del Ministero dell'istruzione, con nota 8207 del 2020, evidenziò la necessità di applicare alla procedura di conferimento degli incarichi ai dirigenti scolastici il principio della rotazione; la nota evidenziava che "tale principio corrisponde anche ad un più generale principio dell'ordinamento sulla rotazione degli incarichi dopo un congruo periodo di permanenza, principio richiamato anche dalle vigenti disposizioni in materia di prevenzione e contrasto alla corruzione"; le istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 33 -ter del decreto-legge n. 179 del 2012, sono qualificate alla stregua di stazioni appaltanti e sono regolarmente iscritte all'anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA); le nuove disposizioni introdotte per effetto del PNRR prevedono che le istituzioni scolastiche gestiranno appalti regolati in via esclusiva dal Codice degli appalti; l'incremento dei fondi che saranno gestiti dai dirigenti scolastici aumenta, conseguentemente, il rischio del verificarsi di episodi corruttivi; il Ministero dell'istruzione, con nota del 9 giugno 2021 prot. 17877, avente per oggetto: "Operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2021 - Indicazioni" ha omesso di informare i direttori generali degli uffici scolastici regionali degli obblighi previsti dall'art. 1, comma 5, lett. b) della legge n. 190 del 2012; la suddetta nota, difatti, reca soltanto le disposizioni previste nel CCNL dell'area V circa la mobilità dei dirigenti scolastici; l'art. 2, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001 stabilisce la nullità della clausola negoziale difforme rispetto alle norme di legge cogenti e imperative e la sostituzione della predetta clausola difforme con la norma di legge con cui contrasta; l'art. 40, comma 1, del citato decreto legislativo consente l'esercizio dell'autonomia negoziale in materia di mobilità solo entro i vincoli previsti dalle norme di legge; l'art. 1, comma 5, lett. b) della legge n. 190 del 2012 è norma cogente e imperativa proprio in materia di mobilità; l'art. 11, comma 5, del contratto collettivo nazionale dell'area V, il quale dispone la conferma sulla stessa istituzione scolastica dei dirigenti scolastici il cui incarico scadrà il 31 agosto prossimo, deve ritenersi nullo, dunque, per contrasto con l'articolo 1, comma 5, lett. b) della legge n. 190 del 2012; valutato che: le conferme nella stessa sede dei dirigenti scolastici con incarico in scadenza al 31 agosto 2021 potrebbe ingenerare la responsabilità penale in capo ai direttori generali degli uffici scolastici regionali competenti per territorio, stante gli obblighi di cui alla più volte citata legge "anticorruzione" del 2012; i dirigenti scolastici interessati alle sedi nelle quali gli attuali dirigenti scolastici titolari di incarico saranno confermati avrebbero titolo a presentare denunce/esposti alla procura della Repubblica competente per territorio, con conseguente avvio di procedimenti penali a carico dei direttori generali dei locali uffici scolastici regionali; le circolari amministrative sono atti diretti agli organi interni e agli uffici periferici, non aventi valore normativo o provvedimentale, in quanto pacificamente ritenute "fonti interne". Per la dottrina e la giurisprudenza più recenti non sono classificabili tra le fonti del diritto. Secondo il Consiglio di Stato (sez. IV