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Prosegue soffermandosi sulla proposta emendativa 17.9, finalizzata all'aumento dei contributi previsti per l'acquisto degli strumenti necessari alla memorizzazione e alla trasmissione. Il senatore BUCCARELLA ( Misto ) illustra l'emendamento 17.0.6, volto al ripristino della previgente disciplina sanzionatoria, abrogata nel 2011, recante pene detentive per dichiarazione fraudolenta mediante fatture relative a operazioni inesistenti. Tutte le altre proposte emendative all'articolo 17 sono date per illustrate. Nessuno chiedendo di intervenire in riferimento all'articolo 18, si passa all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 19. Il senatore SCIASCIA ( FI-BP ) illustra l'emendamento 19.1, facendo riferimento alla scadenza delle concessioni per l'utilizzo degli apparecchi per il gioco. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) illustra l'emendamento 19.0.3, sottolineando la specificità delle rendite erogate dall'INAIL alle vittime di infortuni e malattie professionali rispetto ai redditi. All'emendamento 19.0.3 aggiungono le rispettive firme i senatori SCIASCIA ( FI-BP ) e DE BERTOLDI ( FdI ). Le rimanenti proposte emendative all'articolo 19 sono date per illustrate. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 20. La senatrice CONZATTI ( FI-BP ), riepilogate le ragioni alla base dell'emanazione delle disposizioni in materia di estensione dell'istituto del gruppo IVA ai Gruppi Bancari Cooperativi, recate dall'articolo 20, auspica il dovuto approfondimento sui contenuti degli emendamenti recanti articoli aggiuntivi riguardanti l'assetto del credito cooperativo. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) considera imprescindibile una revisione dell'assetto del credito cooperativo risultante dalla recente riforma, stante la necessità di preservare le residue componenti del sistema bancario italiano ancora non acquisite da soggetti stranieri rispetto alla possibilità di partecipazioni al capitale che inevitabilmente consentirebbero il controllo dell'intero Gruppo Bancario Cooperativo a fronte della frammentazione della proprietà della parte più ampia del capitale. Prosegue soffermandosi sull'emendamento 20.0.49, volto a un'equa modulazione delle sanzioni per i casi di evasione e di irregolarità formale nelle dichiarazioni IVA, nonché sull'emendamento 20.0.38 finalizzato all'abolizione dell'addizionale erariale sulla tassa automobilistica. Il sottosegretario BITONCI invita al ritiro dell'emendamento 20.38, il cui oggetto, come rilevato in precedenza, dovrebbe essere più correttamente inquadrato nell'ambito della trattazione del disegno di legge di bilancio. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) interviene sull'emendamento 20.9, rilevando l'opportunità di disporre di modelli alternativi di banca operanti sul territorio, tutelando la specificità del credito cooperativo. Prosegue illustrando l'emendamento 20.0.65, riguardante la sanzione dal regime IVA delle associazioni sportive dilettantistiche minori. Illustra infine l'emendamento 20.0.66, con il quale si intende introdurre una misura di semplificazione rispetto alla normativa antiriciclaggio a beneficio degli intermediari non bancari che erogano credito su pegno. Il senatore PEROSINO ( FI-BP ) illustra l'emendamento 20.0.43, teso all'introduzione di una disciplina fiscale specifica per il settore della raccolta di prodotti selvatici non legnosi. Richiama quindi l'attenzione sull'esigenza di una diversa modulazione delle accise sui prodotti alcolici, esprime il proprio favore rispetto agli emendamenti recanti modifiche alla recente riforma del credito cooperativo, in quanto funzionali a evitare assorbimento degli istituti da parte di soggetti di maggiori dimensioni. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) interviene sull'emendamento 20.0.16, in materia di contrasto all'evasione dei tributi degli enti locali. Illustra inoltre la proposta 20.0.31, volto a prevedere che la sede di incardinamento del processo tributario sia determinata dalla sede del soggetto attivo d'imposta. Il presidente BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) interviene in qualità di presentatore di emendamenti nella materia delle banche di credito cooperativo, rivendicando in premessa la responsabilità di definire scelte politiche in un comparto nel quale la regolazione a forte caratura tecnica ha potuto fare velo, in passato, all'imputazione politica sugli effetti delle riforme introdotte nel 2016. Nel merito, rimarca la facoltà di non aderire al Gruppo bancario cooperativo, che origina dalla consapevolezza che la coralità manifestata negli anni scorsi non corrisponde alle attuali aspettative di settori importanti del credito cooperativo: la propria parte politica ritiene quindi opportuno farsi carico del disagio che si è manifestato, prefigurando misure di garanzia. A suo parere, infatti, è più che opportuno che emerga la consapevolezza - nella politica e da parte degli attori che, a vario titolo, partecipano al confronto su tale materia - che la trasformazione in atto non corrisponde alle aspettative dell'intero comparto. Tale considerazione peraltro non impedisce ai promotori della riforma di proseguire nel loro cammino, nello spirito di un dialogo con tutti i protagonisti che sarebbe stato certamente facilitato se ci fosse stata una moratoria nell'attuazione della riforma, come da lui stesso sollecitato nei mesi scorsi. Chiarisce poi con nettezza che la stabilità del comparto è un obiettivo fondamentale e mai messo in dubbio rispetto alle proposte emendative in commento. Dopo aver segnalato la criticità emergente dalla mancata concessione del diritto di recesso per i soggetti che non avevano partecipato alle assemblee di adesione al Gruppo, ripercorre gli effetti della disciplina recata dalla riforma del 2016, con particolare riguardo alle banche di credito cooperativo operanti nelle province di Trento e Bolzano, facendo presente che la costituzione di un gruppo cooperativo autonomo in tale ultima provincia originava dalla volontà di dotarsi di strumenti di autogoverno in grado di meglio tutelare l'operatività delle singole realtà. Diversamente si sono orientate le banche operanti nella provincia di Trento. In tale contesto non nega la fondatezza di coloro che ritengono lo strumento del decreto-legge poco flessibile rispetto a una discussione di tale ampiezza, attesa la solidità e la generale resilienza in termini economico-finanziari del comparto. Occorre tuttavia valutare con attenzione i rischi che alcuni prospettano in conseguenza della costituzione di un unico gruppo, in termini di snaturamento del carattere mutualistico e di revisione del modello di business . A tal proposito, è sembrato opportuno indicare in una vigilanza ulteriore sul carattere mutualistico dell'attività bancaria uno strumento adeguato a tale fine; nella stessa direzione, va l'emendamento concernente l'applicazione della MiFid2 alle quote associative. Conclude, sottolineando la organicità e chiarezza della proposta, pur non escludendo un approfondimento ulteriore delle tematiche in discussione, al fine di poter contemperare le diverse sensibilità emerse. Tutte le altre proposte emendative riferite all'articolo 20 sono date per illustrate. La seduta, sospesa alle ore 15,45 riprende alle ore 16,30.