[resaula]

la vicenda dell'ecomostro abusivo, che si trova quindi in una zona ad alto rischio di dissesto idrogeologico, è stata denunciata anche in un articolo del "Corriere della Sera" di Gian Antonio Stella il 9 novembre, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano assumere, ciascuno per la propria competenza, per evitare che nella zona di Bagheria, così come in altre zone della Sicilia ad alto rischio di dissesto idrogeologico, avvengano nuove possibili sciagure, a causa del mancato rispetto dei vincoli previsti dalle leggi contro l'abusivismo edilizio; quali iniziative intendano assumere per verificare quali parti dell'immobile siano abusive e per sollecitarne la demolizione; quali iniziative intendano assumere per verificare la destinazione dell'immobile a fini di utilità pubblica, iniziativa promessa proprio dallo stesso sindaco di Bagheria, che durante la campagna elettorale si era impegnato ad utilizzare per tale scopo gli immobili abusivi, abbandonati o di particolare impatto ambientale. Atto n. 3-00383 PAGANO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il valore del settore logistico italiano è di circa 110,8 miliardi di euro; per ragioni di natura sia economica che organizzativa, da oltre 20 anni, il mondo della logistica è caratterizzato da una diffusa esternalizzazione delle attività di magazzino, attraverso contratti di appalto e di distribuzione, ma anche contratti di trasporto nei confronti soprattutto di aziende italiane e multinazionali, che si avvalgono di appalti con cooperative di lavoro e ditte di trasporto; l'esigenza di maggiore flessibilità organizzativa e migliore qualità del servizio spinge le imprese della logistica ad esternalizzare parte della propria attività; parallelamente alla crescita di tale fenomeno, hanno iniziato ad intensificarsi forme di proteste violente da parte di sindacati autonomi non appartenenti alle organizzazioni sindacali confederate e quindi neppure firmatarie dei contratti collettivi nazionali; alcune aziende hanno subito fino anche a 25 giorni di proteste violente ed illegali in meno di due anni promosse da tali organizzazioni con la partecipazione di soggetti estranei all'impresa, subendo danni enormi; al contrario i giorni di sciopero promossi, invece, dai sindacati confederati (firmatari del contratto collettivo nazionale di categoria) nelle medesime aziende, nello stesso periodo, sono stati al massimo due; il protrarsi di tali forme di protesta, che contravvengono ad ogni forma di regolamentazione del diritto di sciopero, costituisce una seria minaccia per il settore, non solo per le aziende, che perdono progressivamente reputazione e clienti, ma soprattutto per i lavoratori; tali condotte illecite hanno altresì causato ingenti danni economici alla produttività aziendale; tale situazione mina gravemente lo sviluppo economico del Paese perché blocca un'attività, quella logistica, sinergica e determinante lo sviluppo stesso; il Governo ha, con un maxiemendamento finale al decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata", deciso di tornare indietro sul reato di blocco stradale, depenalizzandolo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative volte a tutelare il diritto di impresa ed il diritto al lavoro, rendendo penale il reato di blocco stradale, particolarmente in corrispondenza di attività produttive, producendo, quindi, un deterrente efficace in chi commette tali reati; se intenda adottare provvedimenti per verificare l'effettiva capacità delle tante associazioni di rappresentanza sia dei lavoratori che delle imprese e se intenda adottare misure per ripristinare la legalità e riformare il sistema delle cooperative di lavoro. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00853 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2018 un bambino malato aveva necessità di essere trasferito da Capri (Napoli) a Napoli ma l'elicottero è risultato guasto; ancora una volta, a distanza di appena cinque giorni dal precedente caso, l'isola di Capri non ha potuto contare sull'intervento dell'elisoccorso per un caso di emergenza sanitaria; la settimana precedente ad incappare nella rete dei disservizi fu una giovane partoriente; stavolta, invece, è toccato a un bambino di 8 anni, in gravi condizioni e in preda a convulsioni, per il quale era stato richiesto l'intervento urgente dell'eliambulanza tramite la "Core" (la centrale operativa regionale che gestisce la rete dell'emergenza) per un trasferimento immediato in piena notte a Napoli; l'ambulanza con a bordo il piccolo paziente, avute le autorizzazioni, è partita verso l'eliporto di villa Damecuta ma all'improvviso è giunta la comunicazione che ha raggelato tutti: problemi tecnici hanno impedito all'elicottero di decollare; ritornati all'ospedale "Capilupi" il bimbo è stato stabilizzato e sottoposto una terapia specifica ed è stata allertata l'idroambulanza attraverso la quale, grazie alle condizioni ottimali del mare, il piccolo è stato poi trasferito sulla terraferma; il 118 in Campania dispone di un solo elicottero nelle ore serali e notturne, mentre il secondo velivolo che ha base a Pontecagnano Faiano (Salerno) è autorizzato ai voli solo nelle ore di luce naturale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga necessario accertare i motivi del secondo diniego in pochi giorni ad operazioni di elisoccorso ed eventuali responsabilità del disservizio che continua a mettere a rischio vite umane; se sia a conoscenza che per oltre una settimana sono state fuori uso anche le linee telefoniche ed è stato impossibile effettuare o ricevere le telefonate, con il personale che ha dovuto ricorrere ai telefoni cellulari per le comunicazioni ufficiali. Atto n. 4-00854 MARSILIO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'interrogante ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-00483 del 7 agosto 2018 relativo all'accordo culturale bilaterale fra Italia e Slovenia dell'8 marzo 2000 circa la disparità di trattamento dei cittadini italiani da parte slovena in sede d'erogazione di borse di studio e ricerca per un importo di soli 296 euro al mese; nella risposta del sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Di Stefano del 17 ottobre si comunica che il ridotto importo della borsa avrebbe compensazione con alcuni benefit particolarmente circa la gratuità dell'alloggio (per un valore di 200 euro al mese) ed i buoni pasto (per un importo di 50 euro al mese) che sarebbero assicurati ai borsisti italiani; sulla scorta dei dati in possesso dell'interrogante, tali informazioni, presumibilmente acquisite per il tramite della rappresentanza diplomatica slovena in Italia, appaiono trascurare l'effettiva disparità di trattamento da parte slovena in danno dei borsisti italiani rispetto al trattamento riservato ai borsisti sloveni in Italia;