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1055 - ter . Il credito di imposta di cui al comma 1055- bis spetta anche per le spese sostenute per la realizzazione della diagnosi energetica, cosidetto audit energetico, funzionale all'individuazione delle caratteristiche energetiche dell'impresa, la rimozione dell'amianto nonché per l'acquisto e l'installazione di sistemi di accumulo dell'energia elettrica integrati agli impianti. 1055 - quater . Il credito d'imposta di cui ai commi 1055- bis e 1055- ter spetta per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2025 e fino al 30 giugno 2026, ovvero entro il 31 dicembre 2026, a condizione che entro la data del 30 giugno 2026 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. 1055 - quinquies . Il credito d'imposta di cui ai commi 1055- bis e 1055- ter si applica nel limite massimo di costi ammissibili complessivi pari a 2 milioni di euro e secondo le seguenti aliquote: a) per impianti di auto-produzione da fonti di energia rinnovabile fino a 50 kilowatt (kW), l'aliquota è pari all'80 per cento della spesa complessiva sostenuta; b) per impianti di auto-produzione da fonti di energia rinnovabile da 51 a 100 kW, l'aliquota è pari all'65 per cento della spesa complessiva sostenuta; c) per impianti di auto-produzione da fonti di energia rinnovabile da 101 a 200 kW, l'aliquota è pari all'50 per cento della spesa complessiva sostenuta. 1055 - sexies . In relazione agli investimenti previsti dai commi 1055- bis e 1055- ter , le imprese sono tenute a produrre una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono le caratteristiche tecniche definite dall'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) entro il 31 dicembre 2024. 1055 - septies. Il credito d'imposta di cui ai commi 1055- bis e 1055- ter è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno di entrata in funzione dei beni ». 2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità attuative per l'accesso al beneficio di cui al comma 1 e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della spesa complessiva entro i limiti di cui al comma 3. 3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la spesa, nel limite massimo complessivo, di 250 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028. 4. Le disposizioni del comma 1 si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. Art. 5. (Credito formazione futuro) 1. Alle imprese che, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, effettuano spese per attività di formazione nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024, è attribuito un credito d'imposta, denominato « formazione futuro », per le spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione negli ambiti di cui al comma 4. 2. Nei confronti delle piccole imprese, il credito d'imposta di cui al comma 1 è riconosciuto in misura pari al 50 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro. Nei confronti delle medie imprese, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 40 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro. Nei confronti delle grandi imprese, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 30 per cento delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro. La misura del credito d'imposta è comunque aumentata per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60 per cento nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 2018, n. 49. 3. Al fine di rendere più efficace il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI, con specifico riferimento alla qualificazione delle competenze del personale, le aliquote del credito d'imposta del 50 per cento e del 40 per cento previste dal comma 2, sono rispettivamente aumentate al 70 per cento e al 50 per cento, a condizione che le attività formative siano erogate da Università, Centri di competenza ad alta specializzazione, cosiddetti Competence center , istituti tecnici superiori (ITS), centri di elevata capacità di innovazione. 4. Sono ammissibili al credito d'imposta di cui al comma 1 le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie legate alla transizione digitale e a quella ecologica. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati gli ambiti e le attività ammissibili nonché i criteri e le modalità per la certificazione dell'acquisizione o del consolidamento delle competenze da parte dei soggetti che svolgono le attività formative. 5. Non si considerano attività ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall'impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute, sicurezza sul luogo di lavoro e protezione dell'ambiente nonché a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione. 6. Il credito d'imposta di cui al comma 1 deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui sono state sostenute le spese di cui al comma 1 e in quelle relative ai periodi d'imposta successivi fino a quando se ne conclude l'utilizzo, non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed è utilizzabile a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti, esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 7.