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Voi conoscete l'approccio che ho sempre avuto, dall'inizio di questa legislatura, nei confronti di una fase patologica del sistema democratico del nostro Paese, ma in una situazione come quella che abbiamo vissuto non era possibile agire secondo lo schema del parlamentarismo tradizionale. Le leggi approvate con disegno di legge parlamentare sono davvero poche; si è agito quasi esclusivamente per decreto-legge, però devo dire che questa sorta di monocameralismo sui generis che si è generato da questo periodo patologico del nostro sistema democratico ha di fatto garantito comunque la possibilità che almeno una delle due Camere, quella a cui veniva assegnato il provvedimento, potesse modificare il decreto-legge e migliorarlo. Si è fatto sì che i parlamentari si sentissero non utili ma partecipi di un procedimento legislativo, che non dovessero semplicemente approvare il decreto-legge a scatola chiusa, in quanto frutto, prodotto di un'attività parlamentare in questo caso affidata alla Camera dei deputati. Noi qui in Senato possiamo soltanto apprezzare il lavoro svolto dal Governo, ma anche dalla Camera, che ha introdotto modifiche al nostro giudizio assolutamente utili. Concludo il mio intervento auspicando che un periodo come quello che abbiamo vissuto sia di monito affinché in futuro non si commettano gli errori che talvolta sono stati fatti in passato. Noi possiamo solo essere favorevoli al decreto-legge in discussione, così come modificato dalla Camera dei deputati. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Marin. Ne ha facoltà. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, riassumo alcuni punti che identificano il provvedimento in esame. Con una modifica approvata presso la Camera dei deputati, l'obbligo di indossare le mascherine, in specifico di tipo FFP2, è stato posticipato dal 30 aprile al 15 giugno sui mezzi di trasporto, anche scuolabus. L'articolo 8 stabilisce l'obbligo di vaccinazione per i soggetti di età pari o superiore a cinquant'anni fino al 15 giugno, con l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che, viste le ultime sentenze di risarcimento, metto in seria discussione. Fino al 15 giugno gli ospiti in eventi sportivi che si svolgono al chiuso devono indossare la mascherina e anche questa è una stortura senza senso e senza rigore di logica. Inoltre, il tasso di positività è in costante discesa. Ciò nonostante, i nostri bambini sono ancora costretti a sopportare la mascherina per ore in una situazione climatica che sta rendendo impossibile la tolleranza. È da tempo che la Lega sta chiedendo riscontro su questo tema, ma per ragioni incomprensibili i nostri bimbi dovranno arrivare a fine anno scolastico per liberarsi di questo castigo. Veniamo poi ai 19 milioni di persone non vaccinate o con ciclo non completato. Questo dato rimarrà pressoché costante, perché rappresenta quella parte di popolazione che, al di là di ogni raccomandazione, sanzione o imposizione, ha già deciso di non vaccinarsi e con grande probabilità non si vaccinerà mai, meno ancora oggi, che non siamo più in stato di emergenza. L'incongruenza emerge tuttavia, in particolar modo, agli articoli 10 e 12, in cui si predispongono proroghe dei contratti, assunzione di personale medico ed infermieristico, una categoria che, nei momenti più bui della pandemia, in maniera molto ingenua è stata definita... PRESIDENTE. Senatrice Marin, mi spiace interromperla, ma devo ricordarle le disposizioni interne dei Senatori questori, secondo cui in Aula c'è l'obbligo della mascherina. La invito quindi cortesemente ad indossarla. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Mi scusi, signora Presidente. PRESIDENTE. Si figuri, eravamo assolutamente in tema. Prego, senatrice, prosegua pure il suo intervento. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Tornando al personale medico e infermieristico, sono stati definiti angeli. No signori, non sono angeli e medici non si nasce, si diventa, con un percorso formativo universitario. Sono lavoratori terreni preparati e responsabili per gli interventi di loro specifica competenza che, con grande responsabilità e ben conoscendo i rischi del mestiere, si sono presentati al fronte sanitario non appena è stato richiesto il loro lavoro. La fase emergenziale si è chiusa il 31 marzo e la legge nazionale prevede la possibilità di stabilizzare il personale che abbia svolto almeno diciotto mesi di attività in emergenza Covid. Pertanto, parte di questi angeli viene in sostanza licenziata dai reparti per essere rigettata nel calderone del precariato. I sopravvissuti delle corsie, nonostante l'enorme esperienza acquisita sul campo in situazioni estreme, per dodici, sedici o diciassette mesi e mezzo, non rientrano nel piano di stabilizzazione. Adesso più che mai dovremmo rivedere i parametri. Si continua a denunciare carenza di personale sanitario, in maniera particolare ora che il sistema sanitario soffre nella gestione del pregresso, trascurato da più di due anni di pandemia. Dinanzi alla mancanza di medici e infermieri, soprattutto in ambiti specifici (psicologi, fisioterapisti, medici di medicina generale, medici e infermieri del pronto soccorso) si dovrebbe individuare un sistema che valorizzi maggiormente le competenze, non relegandole ad una durata temporale. Non bastano le proroghe dei contratti, occorre una stabilizzazione delle posizioni, al fine di ridurre il precariato e andare ad abbattere le carenze di sanitari negli ospedali, prevedendo dunque misure straordinarie di intervento. Concludo ringraziando lei, signora Presidente, e i colleghi per l'attenzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, credo che il disegno di legge con cui oggi definiamo conclusa la fase emergenziale debba essere considerato un momento di serena soddisfazione da parte di tutti noi, che abbiamo vissuto questi anni in maniera molto faticosa sotto tanti punti di vista. E la fatica non è soltanto legata ai numeri che, con una certa costanza, prima quotidiana, adesso settimanale, ci vengono somministrati per dirci di volta in volta quanti sono i contagi, quanti i tamponi, quante le persone ricoverate in terapia intensiva e quelle che ci hanno lasciato definitivamente. Siamo stati abituati a giocare intorno a queste quattro cifre per cercare di capire quale fosse la tendenza di questa pandemia. Ora finalmente ci dicono che la pandemia è finita e lo stato di emergenza si è concluso. È chiaro che uno dei principali indicatori della fine di questo stato di emergenza è il fatto che il commissario Figliuolo è tornato ad altre occupazioni, suppongo né più semplici, né più facili. Certamente un grande ringraziamento va da parte di tutti noi al commissario Figliuolo, che ha saputo gestire in questi quasi due anni la intensissima campagna di vaccinazione, che è stata davvero il muro di difesa rispetto alla pressione del virus. È stata la difesa, anche se questo virus si sta mostrando più furbo del previsto, per cui le sue continue mutazioni ci mettono in uno stato di allarme nella prospettiva del prossimo vaccino, che molti di noi sono decisi a fare, probabilmente intorno a settembre, se sarà configurato in modo da tener conto delle varianti.