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b) svolgere nel territorio dello Stato ogni attività lecita, salvo quelle che la legge espressamente vieta allo straniero o comunque riserva al cittadino; c) accedere ai servizi ed alle prestazioni erogate dalla pubblica amministrazione, salvo che sia diversamente disposto; d) partecipare alla vita pubblica locale, esercitando anche l'elettorato quando previsto dall'ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992. 5. Nei confronti del titolare della carta di soggiorno l'espulsione amministrativa può essere disposta solo per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza nazionale, ovvero quando lo stesso appartiene ad una delle categorie indicate dall'art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituito dall'art. 2 della legge 3 agosto 1988, n. 327, ovvero dall'art. 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall'art. 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646, sempre che sia applicata, anche in via cautelare, una delle misure di cui all'art. 14 della legge 19 marzo 1990, n. 55. ". Note all'art. 2, comma 3, lettera a): - Per il testo dell'art. 9 del decreto legislativo n. 286 del 1998, si veda nelle note all'art. 2, comma 1. Note all'art. 2, comma 3, lettera b): - Il testo dell'art. 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, recante "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori" (in Gazzetta Ufficiale 17 maggio 1983, n. 133, S.O.), è il seguente: "Art. 44. - I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al primo comma dell'art. 7: a) da persone unite al minore, orfano di padre e di madre, da vincolo di parentela fino al sesto grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori; b) dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge; c) quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo. L'adozione, nei casi indicati nel precedente comma, è consentita anche in presenza di figli legittimi. Nei casi di cui alle lettere a) e c) l'adozione è consentita, oltre che ai coniugi, anche a chi non è coniugato. Se l'adottante è persona coniugata e non separata, il minore deve essere adottato da entrambi i coniugi. In tutti i casi l'adottante deve superare di almeno diciotto anni l'età di coloro che intende adottare. ". - Il testo dell'art. 6, comma 1, della legge 9 dicembre 1977, n. 903 recante "Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro" (in Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 1977, n. 343), è il seguente: "Art. 6. - Le lavoratrici che abbiano adottato bambini, o che li abbiano ottenuti in affidamento preadottivo, ai sensi dell'art. 314/20 del codice civile, possono avvalersi, semprechè in ogni caso il bambino non abbia superato al momento dell'adozione o dell'affidamento i sei anni di età, dell'astensione obbligatoria dal lavoro di cui all'art. 4, lettera c), della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e del trattamento economico relativo, durante i primi tre mesi successivi all'effettivo ingresso del bambino nella famiglia adottiva o affidataria.". - Il testo dell'art. 39-quater, primo comma, lettera a), della citata legge n. 184 del 1983, è il seguente: "Art. 39-quater. - 1. Fermo restando quanto previsto in altre disposizioni di legge, i genitori adottivi e coloro che hanno un minore in affidamento preadottivo hanno diritto a fruire dei seguenti benefici: a) l'astensione dal lavoro, quale regolata dall'art. 6, primo comma della legge 9 dicembre 1977, n. 903, anche se il minore adottato ha superato i sei anni di età;". Nota all'art. 2, comma 4: - L'art. 13, secondo comma, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, recante "Tutela delle lavoratrici madri" (in Gazzetta Ufficiale 18 gennaio 1972, n. 14), recita testualmente: "Alle dipendenti dalle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, dalle regioni, dalle province, dai comuni e dagli altri enti pubblici si applica il trattamento economico previsto dai relativi ordinamenti salve le disposizioni di maggior favore risultanti dalla presente legge. ". Nota all'art. 2, comma 6: - Per il testo dell'art. 66 della citata legge n. 448 del 1998, si veda nelle note alle premesse. Nota all'art. 3, comma 1: - Il decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1403 recante "Disciplina dell'obbligo delle assicurazioni sociali nei confronti dei lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, nonché dei lavoratori addetti a servizi di riassetto e di pulizia dei locali" è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 aprile 1972, n. 94.