[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 12 della legge della Regione Basilicata 31 gennaio 2002, n. 10 (Disciplina del bilancio di previsione e norme di contenimento e di razionalizzazione della spesa per l'esercizio 2002), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 29 marzo 2002, depositato in cancelleria il 6 aprile successivo ed iscritto al n. 31 del registro ricorsi 2002. Visto l'atto di costituzione della Regione Basilicata; udito nell'udienza pubblica del 20 gennaio 2004 il Giudice relatore Paolo Maddalena; udito l'avvocato dello Stato Massimo Mari per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso depositato il 6 aprile 2002, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 della legge della Regione Basilicata 31 gennaio 2002, n. 10 (Disciplina del bilancio di previsione e norme di contenimento e di razionalizzazione della spesa per l'esercizio 2002), in riferimento agli artt. 3, 117, secondo comma, lettere o) e m), e 120, secondo comma, della Costituzione. L'art. 12 della citata legge prevede, per i lavoratori assunti presso la Regione con le modalità di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981. Provvedimenti organici per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti), e successivamente inquadrati nel ruolo regionale, l'equiparazione al lavoro subordinato del periodo di servizio antecedente all'immissione nei ruoli. Il ricorrente sostiene che la suddetta disposizione concerne la materia della “previdenza sociale”, rientrante, ex art. 117, secondo comma, lettera o), della Costituzione, nell'ambito della competenza legislativa esclusiva dello Stato. Il Presidente del Consiglio dei ministri assume, altresì, il contrasto della norma censurata con gli artt. 3, 117, secondo comma, lettera m), e 120, secondo comma, della Costituzione, in quanto inciderebbe sulla determinazione dei livelli delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti in ugual modo al fine di assicurare, a livello nazionale, la “tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica”. 2. - La Regione Basilicata, costituitasi in giudizio, chiede che la questione venga dichiarata non fondata. La Regione sostiene che il censurato art. 12 non violi l'art. 117, secondo comma, lettera o), della Costituzione, poiché non regolerebbe la “previdenza sociale”, di esclusiva competenza statale, ma disciplinerebbe lo stato giuridico del personale dipendente dalla Regione, materia di esclusiva competenza regionale. La Regione afferma, infatti, che la norma censurata, senza innovare in materia previdenziale, si limiterebbe a riconoscere i caratteri del rapporto di lavoro subordinato a prestazioni svolte da dipendenti regionali, in base alla legge n. 219 del 1981, antecedentemente alla loro immissione in ruolo. La resistente sostiene, poi, che non sarebbero violati neppure gli artt. 3, 117, secondo comma, lettera m), e 120, secondo comma, della Costituzione, in quanto dette norme presupporrebbero un intervento legislativo che definisca il minimo delle prestazioni in questione. Sicché in assenza di tali norme non sarebbe ipotizzabile un superamento delle competenze proprie della Regione.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 della legge della Regione Basilicata 31 gennaio 2002, n. 10 (Disciplina del bilancio di previsione e norme di contenimento e di razionalizzazione della spesa per l'esercizio 2002), in riferimento agli artt. 3, 117, secondo comma, lettere o) e m), e 120, secondo comma, della Costituzione. La questione non è fondata. Per ben comprendere il caso in esame, occorre ricordare che lo Stato, con la legge 14 maggio 1981, n. 219 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981. Provvedimenti organici per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti), autorizzò le Regioni e gli enti locali ad avvalersi di personale convenzionato per le esigenze della ricostruzione a seguito degli eventi sismici degli anni 1980 e 1981 (art. 60) e che, con la successiva legge 28 ottobre 1986, n. 730 (Disposizioni in materia di calamità naturali), dispose l'immissione di detto personale, già in servizio alla data del 31 maggio 1986, nei ruoli da istituirsi presso le amministrazioni ove gli interessati stessi avevano prestato servizio (art. 12). La Regione Basilicata si uniformò a dette disposizioni statali, avvalendosi di personale in regime di convenzione, e, con la legge regionale 4 luglio 1989, n. 17 (Sistemazione del personale pervenuto alla Regione in forza dell'art. 60 della legge n. 219 del 1981), istituì il ruolo speciale ad esaurimento del personale in questione (art. 1), prevedendone l'inquadramento “nelle qualifiche funzionali corrispondenti ai livelli retributivi in godimento”, su domanda da presentarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa (art. 3); il trattamento economico era fissato in “quello iniziale del livello di inquadramento rideterminato sulla base di una anzianità pari al periodo di servizio prestato” (art. 5). Successivamente, con la legge regionale 25 gennaio 2001, n. 5 (Riconoscimento ai fini contributivi del periodo pregresso personale assunto legge n. 219/1981), la Regione Basilicata ha disposto la piena equiparazione al lavoro subordinato del periodo di “servizio antecedente all'immissione nei ruoli della Regione”, beneficio che, con la citata legge n. 5 del 2001, è stato limitato al personale in servizio alla data di entrata in vigore della legge stessa e, con l'art. 12 della successiva legge n. 10 del 2002, è stato esteso anche al personale non più in servizio (l'espressione contenuta nella prima legge, “e attualmente in servizio”, è dalla seconda legge espunta dal testo). La censura dell'Avvocatura generale dello Stato investe la seconda disposizione nel suo complesso e pone in risalto la sua presunta illegittimità costituzionale soprattutto per avere disciplinato una materia, quella della previdenza sociale, che è di competenza esclusiva dello Stato.