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Un'opportunità non a caso affiancata a un asset strategico della nostra bilancia commerciale, come il made in Italy e il settore agro-alimentare, e una visione secondo la quale il fenomeno del turismo non si collega solo alla conoscenza e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico, ma anche al paesaggio agrario. La presenza di turisti stranieri nelle aree rurali e il consumo da parte loro dei prodotti delle imprese agricole contribuiscono al riequilibrio della bilancia agricola e alla riscoperta del mondo rurale e della sua cultura attraverso la valorizzazione dei prodotti locali tipici. Non a caso la legge n. 96 del 2006 (Tutela e valorizzazione delle attività agrituristiche esercitate dall'impresa agricola) favorisce il ruolo multifunzionale dell'agricoltura, fortemente sostenuto anche dall'Unione europea come elemento essenziale del cosiddetto modello di agricoltura europeo. Significativa - la voglio citare - è una testimonianza riportataci alcuni giorni fa durante un'audizione in Commissione agricoltura: alla Fiera del tartufo di Alba si vende circa 20 milioni di prodotto e si crea un circuito turistico indotto di circa 120 milioni. Una prova di come spesso l'agroalimentare sia un volano positivo per i flussi turistici. Non solo; secondo il rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, circa il 45 per cento dei turisti, contro il 21 per cento del 2016, ha fatto un viaggio in Italia con la motivazione di godere delle bellezze del paesaggio e dell'esperienza enogastronomica ad esso legata; nell'ultimo anno il settore agricolo e quello turistico hanno registrato una crescita importante, contribuendo a fornire una visione di un sistema Italia che ambisce a rappresentare in tutto il mondo le sue eccellenze e specificità. Dati questi elementi, ci domandiamo, al di là delle nostre posizioni sulla questione: quali sono stati i dati oggettivi che hanno dimostrato che l'accorpamento del turismo con l'agricoltura non abbia funzionato? Non ce ne sono. Ed è per questo che in Commissione agricoltura abbiamo espresso un voto contrario a questa ipotesi. In quella circostanza, anzi, ho invitato ad attendere almeno i dati di questo anno di lavoro, per capire se questo nuovo assetto avesse prodotto elementi positivi o no, se l'andamento del settore fosse in crescita o no. Invito non accettato. L'unica cosa che ci resta da sperare è che la politica di promozione turistica, di cui tornerà ad essere responsabile il MIBACT, valorizzi, magari di concerto con il Ministero dell'agricoltura, anche la promozione del paesaggio agrario, delle tradizioni storico-culturali, del recupero delle sapienze contadine e del valore che l'alimentazione assume in determinati contesti. Ma perché tutta questa fretta? Quali sono i piani del Governo? Non lo sappiamo. Non sappiamo niente. Nessun piano, nessuna strategia. Noi di Fratelli d'Italia, invece, riteniamo auspicabile che si ragioni all'istituzione di un Ministero ad hoc del turismo, proprio con l'obiettivo di rafforzare il legame tra le eccellenze enogastronomiche della nostra Nazione, il territorio ed il turismo. Non a caso abbiamo presentato un disegno di legge specifico. La proposta di legge più Italia indica nel turismo una leva per risolvere l'economia della nostra Nazione. Si prevede, appunto, l'istituzione di un Ministero del turismo più agile, autonomo, dotato di risorse proprie, di un fondo per il sostegno dell'offerta turistica e l'istituzione di una scuola nazionale di alta formazione per il miglioramento dell'offerta formativa degli istituti professionali di Stato del settore. Infine, mi rivolgo direttamente alla Presidenza. Constatiamo, purtroppo, il protrarsi di una cattiva abitudine nata nello scorso Governo: quella di includere in un disegno di legge specifico come questo, argomenti di materie molto diverse tra loro. Ricordo, in questo senso, l'invito proprio della Presidenza al Governo precedente di scrivere disegni di legge con all'interno articoli relativi a materie omogenee. Inviterei a chiedere nuovamente maggiore attenzione su questo tema. Vorremmo evitare che ricapitino situazioni in cui doversi sentire in imbarazzo nel non votare misure che consideriamo giuste, come nel caso di questo provvedimento, del quale riteniamo positive - anche se non pienamente soddisfacenti - le azioni volte a finanziare le Forze di polizia e le Forze armate per il lavoro straordinario fatto dagli uomini e dalle donne nell'operazione Strade sicure, mentre giudichiamo negativamente, come già spiegato, la transumanza di deleghe tra un Ministero e l'altro. In conclusione, assistiamo ad un provvedimento senza alcuna strategia e senza alcuna visione futura, ma con un solo chiaro obiettivo: provare ad accontentare tutti per far sopravvivere questo Governo e con lo scopo di non tornare a far votare i cittadini per impedire la vittoria del centrodestra. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto scolastico comprensivo «Alessandro Manzoni» di Amorosi, in provincia di Benevento, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 IORI (PD) . Signor Presidente, colleghi, tra i primi atti del precedente Governo, con il decreto-legge n. 86 del 2018, si è scelto di modificare le competenze di alcuni Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei ministri. Tra queste modifiche, vorrei qui sottolineare la decisione, già commentata da interventi precedenti, difficilmente comprensibile sul piano culturale ed economico, oltre che strategico, di trasferire al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, le funzioni in materia di turismo che erano esercitate dal MIBACT. Si è trattato di una scelta che non vedeva nella valorizzazione dei beni artistici e culturali un elemento di crescita del Paese. Infatti, la ratio sottesa alla norma risultava poco motivabile, considerato che con quella scelta veniva reciso il legame, fondamentale per il nostro Paese, tra turismo e cultura. Ora la lettera T è tornata al suo posto naturale: il MIBACT, appunto. Ed è giusto che sia così, poiché il turismo è cresciuto enormemente negli scorsi anni e crescerà ancora dato che l'Italia è la prima meta desiderata di viaggio per tutti i turismi del mondo. La ragione per cui mettere insieme cultura e turismo, in Italia, forse non c'è nemmeno bisogno di spiegarla o almeno non dovrebbe esserci bisogno. La cultura è la nostra identità, è il valore aggiunto decisivo che possiamo mettere nella competizione globale in ogni tipo di turismo. Nessuno nel mondo ha la possibilità culturale di legare ad altre forme di turismo un patrimonio architettonico, museale e pittorico come il nostro, che rende enormemente più competitivo, sotto questo aspetto, il nostro Paese rispetto alla concorrenza internazionale. Risultava, infatti, decisamente poco credibile definire il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali «Ministero del made in Italy », come veniva indicato nella relazione illustrativa del decreto. Se l'intenzione del precedente Governo era quella di inserire il turismo tra le materie strategiche per lo sviluppo economico del Paese, il Ministero di riferimento non doveva essere quello delle politiche agricole alimentari e forestali, ma tant'è.