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Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatrice Bellanova, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BELLANOVA, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, voglio anzitutto ringraziare tutti gli operatori della filiera agroalimentare, la filiera della vita, che ha garantito anche nella fase più drammatica della pandemia il necessario e costante approvvigionamento di cibo. (Applausi) . È vero: durante questo periodo abbiamo assistito all'aumento del prezzo di alcuni prodotti. Su questa evidenza che si traduce in danno per i cittadini, soprattutto quelli più fragili, come sul rischio speculazioni, sono intervenuta più volte e contro le pratiche sleali ho provveduto a far aprire sul sito del Ministero un'apposita casella di posta elettronica per segnalazioni, prese in carico dal nostro ispettorato controlli. Certamente la mancanza di manodopera contribuisce al rialzo dei prezzi e, se non si interviene subito, all'emergenza sanitaria rischiano di sommarsi quella alimentare e lo spreco per i tanti prodotti invenduti a causa del blocco del segmento dell'Horeca ( hotellerie-restaurant-café ) e delle difficoltà dell' export e per i tanti raccolti che rischiano di marcire nei campi. Questo non possiamo permetterlo: dobbiamo agire subito per impedire carenza nell'approvvigionamento di cibo. Se non fosse garantita la stagione dei raccolti, l'aumento dei prezzi sarebbe una conseguenza, come già rivelato dall'Istat nei giorni scorsi, e graverebbe sui cittadini già notevolmente provati. Per questo ho sollecitato più volte il ministro Catalfo, perché da subito chiunque voglia dare disponibilità al lavoro agricolo abbia dove e come candidarsi. Con quale formazione e in quali territori? Un meccanismo trasparente e pubblico - che varrà per tutti, lavoratori italiani e stranieri, cassaintegrati e percettori di sussidi - consentirà allo stesso tempo alle imprese agricole e alle organizzazioni di indicare fabbisogni e incrociare la domanda e l'offerta di lavoro. Oggi le priorità sono evidenti: assicurare alle imprese e ai lavoratori l'accesso ai dispositivi di sicurezza sanitari per lo svolgimento in sicurezza delle attività nei campi. Vanno garantiti legalità e rispetto dei diritti delle imprese e dei lavoratori. L'incrocio trasparente di domanda e offerta toglie alibi a chi prosegue lo sfruttamento del lavoro, danneggiando con la concorrenza sleale migliaia di imprese oneste. A loro tutela serve un rafforzamento eccezionale delle difese e dei controlli, soprattutto in alcune aree di crisi. La piena attuazione del rafforzamento del piano di contrasto al caporalato è indispensabile; la regolarizzazione dei lavoratori agricoli dal mio punto di vista andrebbe a completare il pacchetto di azioni che sono urgenti. Per questo motivo assicuro il massimo impegno del mio Ministero nella prosecuzione dei lavori, a partire dal piano dei fabbisogni e dal calendario delle colture, sul quale il lavoro è stato già avviato. Allo stesso tempo credo sia utile verificare in tempi rapidi tutte le questioni aperte e anche la disponibilità di soluzioni alloggiative per i lavoratori stagionali che rientrano nei diversi progetti approvati con fondi europei e nazionali. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Faraone, per due minuti. FARAONE (IV-PSI) . Signor Ministro, la ringrazio per la puntuale risposta e grazie per il lavoro che sta facendo, che è assolutamente utile per il nostro Paese, per i nostri prodotti e per i nostri imprenditori agricoli. Se non mi sbaglio il numero di braccianti che mancano nei campi non se lo è inventato lei, ma gliel'ha detto Coldiretti e le organizzazioni che voi vi vantate di voler rappresentare; ma vi chiedo: ascoltatele. State qui a elencarci tutti i nomi e i cognomi degli agricoltori che incontrate, dopodiché non siete neanche in grado di leggere un'agenzia di Coldiretti che ci chiede 350.000 braccianti che vadano a raccogliere nei campi! (Applausi) . Leggete le agenzie, almeno quelle. Così come, Presidente, signor Ministro, chiedono il "corridoio verde"; stia attenta, perché appena farà il corridoio verde, si ritroverà a dover rispondere in question time al senatore leghista che le dirà che con l'epidemia in atto si fa venire tutta questa gente dal Nord-Est a contagiarci. Per cui, occhio Ministro, perché qualunque cosa lei fa sbaglia, perché per i sovranisti è sempre così. Mi dispiace che il senatore Centinaio abbandoni il campo per protesta. Io sto esprimendo la mia opinione, così come l'hanno espressa loro. (Commenti) . PRESIDENTE. Parli con me. FARAONE (IV-PSI) . Io parlo con lei, se non sento sbraitare alla mia sinistra e se non vedo ex Ministri - per fortuna, ex Ministri - che mi mandano a quel Paese abbandonando l'Aula. (Commenti) . Per cui, Presidente, credo che il Ministro debba andare avanti con determinazione e bisogna farlo subito, perché gli imprenditori ci chiedono di intervenire subito, perché quei prodotti stanno andando a male adesso, non fra qualche settimana. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore D'Alfonso ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01577 su iniziative per sviluppare servizi e competenze digitali nella pubblica amministrazione italiana, per tre minuti. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per la sua presenza, poiché possiamo oggi sollevare una grande questione come reazione alla pandemia che ha rotto e bloccato la normalità della nostra vita. L'Italia, per quanto riguarda la competitività digitale, è al ventiquattresimo posto su ventotto, prima di Polonia, Grecia, Romania e Bulgaria. Anche per quanto riguarda la connettività, che è uno degli elementi della misurazione della competitività digitale, noi siamo in una condizione migliore rispetto al 2018 quanto alla banda larga, ma siamo in difficoltà rispetto alla banda ultraveloce. Dobbiamo fare in modo che i Comuni collaborino con il programma di velocizzazione delle informazioni e delle comunicazioni, anche superando quella conflittualità che normalmente si pone tra il soggetto realizzatore e il possidente del sito stradale. Per quanto concerne il capitale umano che caratterizza l'Italia (differentemente dall'Europa), abbiamo infatti soltanto il 44 per cento degli italiani tra sedici e settantaquattro anni che possiede competenze digitali, a fronte invece di una media europea collocata sul 57 per cento. Soltanto l'1 per cento dei laureati riguarda le competenze ICT, cioè innovazione, tecnologia e comunicazione. Abbiamo il 33 per cento delle famiglie che non dispone di dispositivi di utilizzo della Rete, e nel Mezzogiorno arriviamo a punte del 44 per cento. Soltanto il 10 per cento dei dipendenti della pubblica amministrazione fa formazione dedicata e verificata. Abbiamo un problema riguardante l'età media della pubblica amministrazione: in Italia tocca cinquantadue anni ed è l'età media più alta della media dell'OCSE. Così come abbiamo un problema riguardante la domanda di connettività dal punto di vista delle imprese: soltanto il 10 per cento realizza vendite online .