[pronunce]

che tale ultima norma è stata dettata, peraltro, in un contesto diverso, ossia quello riguardante l'accesso ai mutui agevolati per l'acquisto di alloggi; che dopo l'entrata in vigore della legge provinciale n. 13 del 1998, invece, le pensioni di invalidità vengono calcolate per intero in ordine alla determinazione del canone di locazione; che a questo riguardo non hanno pregio, secondo la Provincia, le argomentazioni dell'ordinanza di remissione, secondo cui tale ricomprensione nel reddito sarebbe contraria ai principi costituzionali; che la disciplina provinciale - in base all'art. 7 del d.P.G.p. n. 51 del 1999 - esclude dal calcolo della capacità economica soltanto quelle somme (indennità di accompagnamento, assegno per l'assistenza a domicilio, borse di studio, pensioni di guerra e rendite INAIL) che costituiscono una sorta di «minimo esistenziale» di cui gli aventi diritto devono poter godere senza detrazioni, mentre la pensione di invalidità civile, avente funzione in larga misura reddituale, viene del tutto ragionevolmente tenuta in considerazione, benché esente dall'IRPEF; che, in particolare, la Provincia sottolinea la differenza tra la capacità contributiva di cui all'art. 53 Cost. e la determinazione degli indici economici rilevanti ai fini della determinazione del canone di un alloggio di edilizia agevolata, la cui valutazione spetta alla Provincia stessa; d'altra parte, la pensione di invalidità non può essere posta sullo stesso piano dell'indennità di accompagnamento o della pensione di guerra; che la Provincia di Bolzano osserva, infine, che le sentenze della Corte di cassazione e della Corte dei conti citate nell'ordinanza di remissione non hanno, in realtà, alcuna attinenza diretta con l'ipotesi in questione, e sottolinea l'estensibilità alla normativa pregressa delle ragioni di infondatezza della questione. Considerato che il Tribunale di Bolzano, in composizione monocratica, solleva, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale rispettivamente: (a) con riguardo alla normativa applicabile alla parte più risalente del rapporto controverso dedotto in giudizio, del quarto comma dell'art. 6-bis della legge della Provincia di Bolzano 2 aprile 1962, n. 4, come modificato dall'art. 6, lettera b), della legge della Provincia di Bolzano 20 dicembre 1993, n. 27, e (b) per quanto concerne la disciplina applicabile al rapporto per il periodo successivo all'entrata in vigore della citata legge provinciale n. 13 del 1998, degli artt. 112, comma 3, della medesima legge e dell'art. 7, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Giunta provinciale di Bolzano 15 settembre 1999, n. 51, in quanto entrambe le discipline susseguitesi nel tempo includono la pensione d'invalidità civile nel reddito rilevante ai fini della determinazione della misura del canone esigibile nei confronti degli assegnatari di alloggi dell'edilizia abitativa agevolata; che entrambe le questioni sono manifestamente inammissibili in quanto hanno ad oggetto atti non aventi forza di legge; che, infatti, quanto al primo periodo, l'art. 6-bis della legge provinciale n. 4 del 1962, come modificato dalla legge provinciale n. 27 del 1993, non é dettato per la determinazione del reddito ai fini della fissazione della misura dei canone per gli alloggi dell'edilizia abitativa agevolata, bensì in materia di mutui agevolati; che la norma suindicata in tanto è applicabile nei giudizi aventi ad oggetto la determinazione del canone locatizio e quindi nel processo a quo in quanto richiamata dal d.P.G.p. di Bolzano 14 gennaio 1986, n. 1, contenente il regolamento di esecuzione della legge provinciale 23 maggio 1977, n. 13; che, come questa Corte ha più volte affermato, qualora nella disciplina di determinati rapporti sia stata adottata la tecnica del rinvio da una fonte normativa ad altra di per sé inapplicabile ai rapporti stessi, «il dubbio di costituzionalità si incentra sulla norma di rinvio piuttosto che su quella oggetto del rinvio, proprio perché è questa tecnica a determinare l'applicabilità di una disciplina al di fuori della materia e delle garanzie tipiche di essa» (v. sentenza n. 239 del 1997, nonché ordinanza n. 359 del 1997 e sentenza n. 26 del 1998); che, pertanto, all'intera normativa applicabile ratione temporis alla prima parte del rapporto, compreso l'art. 6-bis, quarto comma, della legge n. 4 del 1962, come disposizione richiamata nei sensi suindicati dall'atto regolamentare citato, non va attribuita efficacia di legge nel giudizio a quo; che, di conseguenza, la normativa stessa, mentre può essere sottoposta al sindacato proprio dei giudici comuni, non può essere oggetto di scrutinio di legittimità costituzionale; che a identica conclusione deve pervenirsi per quanto concerne la questione avente ad oggetto l'art. 112, comma 3, della legge provinciale n. 13 del 1998 e l'art. 7, comma 1, lettera b), del d.P.G.p. di Bolzano n. 51 del 1999, dal momento che è quest'ultima disposizione, non avente efficacia di legge, a non escludere dal reddito dell'assegnatario ai fini suindicati la pensione d'invalidità civile; che, per quanto concerne tale complesso normativo, la questione è anche proposta dichiaratamente a scopi cautelativi, in forma perplessa riguardo alla stessa sua ammissibilità, al fine di ottenere l'avallo di questa Corte in ordine a una determinata ipotesi ricostruttiva della disciplina stessa e quindi con motivazione incongrua; che, quindi, anche sotto tale ultimo profilo il sindacato di legittimità costituzionale non può essere ammesso.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 6-bis, quarto comma, della legge della Provincia di Bolzano 2 aprile 1962, n. 4 (Norme per favorire l'accesso del risparmio popolare ad un'abitazione), nel testo modificato dall'art. 6 della legge della Provincia di Bolzano 20 dicembre 1993, n. 27, nonché dell'art. 112, comma 3, della legge della Provincia di Bolzano 17 dicembre 1998, n. 13 (Ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata), e dell'art. 7, comma 1, lettera b), del d.P.G.p. 15 settembre 1999, n. 51, sollevate, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Bolzano con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 giugno 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 giugno 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA