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Lei sa benissimo che questo normalmente sarebbe un argomento da affrontare a fine seduta; le sto invece dando il tempo perché non voglio fare polemica su una questione che non merita polemiche. Ripeto, credevo che avesse concluso. PARRINI (PD) . Non avevo concluso, lo farò molto presto. Vorrei dire ai colleghi, a tutta l'Assemblea e all'opinione pubblica che noi pretendiamo chiarezza; i cittadini italiani la pretendono, e questa chiarezza riguarda questioni fondamentali, di interesse nazionale. Parliamo della collocazione internazionale del nostro Paese. In questo momento è riunito il Copasir, dove il nostro rappresentante chiederà approfondimenti sulla tematica. Il Copasir è presieduto dal presidente Urso, che fa parte di questo Senato. Abbiamo il diritto di sapere se le forze che aspirano al Governo di questo Paese stanno con o contro l'Occidente (Applausi dal Gruppo PD) , se stanno con o contro la linea dell'Unione europea, se stanno con o contro la tradizionale collocazione internazionale dell'Italia. Abbiamo il diritto di sapere se, in partiti che aspirano a governare questo Paese e che non riescono a smentire una notizia così grave, ci sia la volontà di non avere alcuna condiscendenza e subalternità nei confronti degli interessi e delle mire di un regime, come quello di Putin, che ha portato sul suolo europeo spargimenti di sangue, migliaia di morti e la più grave guerra in decenni. In questo Senato, già nel 2019 presentammo un disegno di legge per istituire una Commissione di inchiesta; i colleghi lo ricorderanno perché già allora si erano avute notizie molto preoccupanti e inquietanti sui rapporti tra la Lega e il regime di Putin. Quello che sappiamo oggi aggrava la nostra preoccupazione, esige una grandissima chiarezza e quest'Assemblea se ne deve occupare. Presenteremo iniziative e interrogazioni, ma spero soprattutto che si avrà la forza di dire che non c'è alcuna delle ragioni che noi temiamo ci siano per preoccuparci di subalternità nei confronti di Putin. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi stiamo con l'Occidente, con l'Europa, con la collocazione internazionale dell'Italia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Più che un intervento sull'ordine dei lavori mi è sembrato un comizio elettorale, per la verità. Tuttavia, non faremo un dibattito su questo tema; do esclusivamente la parola - poiché me l'ha chiesta in anticipo - al senatore Romeo. Se altri vorranno intervenire sull'argomento, lo faranno a fine seduta. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, capisco che a sinistra siano molto rammaricati e non si siano ancora ripresi dalla notizia di ieri che il centrodestra ha trovato l'accordo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Loro speravano che ci fosse divisione e, invece, questa unità li ha messi in seria difficoltà. Sinceramente non penso - lo dico al compagno Parrini - che le invenzioni giornalistiche debbano essere smentite. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). È iniziata la campagna elettorale. Facciamo tutte le Commissioni di inchiesta, mettiamo a disposizione tutti gli atti e facciamo tutto quello che volete. Sappiamo benissimo che sarà una campagna improntata, soprattutto a sinistra, a vedere i brutti e i cattivi, con Salvini che dice che bisogna dialogare con Putin. A tal proposito, ricordo che più volte Salvini ha detto che l'Alleanza atlantica non è assolutamente in discussione. Inoltre, che bisogna dialogare con Putin lo dice il signor Macron, idolo della sinistra nostrana, e anche il signor Scholz, Presidente di un Governo socialdemocratico di cui voi vi vantate di essere i principali protagonisti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Quindi, alla fine non stiamo dicendo niente di diverso da quello che hanno detto due importanti leader dell'Europa, che naturalmente hanno assolutamente chiaro che bisogna guardare anzitutto agli interessi dell'Europa, che devono venire prima. Visto che citate sempre gli imprenditori, vi invito ad andare a parlarci (non con quelli di cui leggete sui giornali) e vi assicuro che non ne troverete uno che non dica che questa guerra deve finire il prima possibile. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Noi puntiamo su questo, altrimenti i danni che si prospettano per il futuro sono veramente tanti. Se oggi dipendiamo così tanto dal gas della Russia, con tutte le conseguenze che ci sono, dobbiamo ringraziare - lo dico al compagno Parrini - il vostro segretario Letta che è stato il Presidente del Consiglio ad aver stipulato i maggiori accordi per renderci dipendenti dalla Russia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI. Commenti). (Il senatore Di Nicola fa ripetutamente segno di voler intervenire). PRESIDENTE . Colleghi, non intendo aprire un dibattito ultroneo. Chi vuole intervenire lo può fare a fine seduta, come previsto dal Regolamento. Per evitare polemiche, ho consentito a un esponente del Gruppo PD di prendere la parola, nonostante l'intervento non avesse nulla a che fare con l'ordine dei lavori. Ho dovuto fare la stessa cosa - mi pare ovvio - per il Gruppo Lega, che era stato chiamato in causa. Ora torniamo al rispetto del Regolamento e al prosieguo dei lavori. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2646 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Santillo. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, ringrazio ancora i colleghi della Commissione per il prezioso lavoro svolto, che ha contribuito, in un clima molto particolare e abbastanza familiare, a portare a casa in maniera positiva risultati importanti su diversi emendamenti e temi affrontati nel provvedimento, in un momento molto difficile. Infatti, ricordiamo che il decreto-legge è nato quando c'era un Governo, mentre adesso abbiamo lavorato con un Esecutivo dimissionario. Da qui, il mio ringraziamento al vice ministro Morelli perché ha gettato il cuore oltre l'ostacolo, così come hanno fatto tanti componenti della Commissione. Il mio ringraziamento va anche all'altro relatore, senatore Paroli, che oggi non è in Aula con me, e al forte senso di responsabilità di tutte le forze politiche che hanno risposto all'appello del Governo, che ci ha chiesto di convertire questo decreto-legge. Devo annunciare, come i colleghi si saranno accorti, che non è ancora disponibile il fascicolo degli emendamenti e quindi non posso procedere con la comunicazione dei pareri. Sono pertanto costretto a chiedere la sospensione dei lavori. PRESIDENTE . Infatti non le è ancora stato chiesto dipronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. Sull'ordine dei lavori DI NICOLA (Ipf-CD) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Senatore Di Nicola, stia tranquillo. Non è per lei, ma se dobbiamo aprire un dibattito su un'indiscrezione di stampa tutte le volte che esce un articolo, lo possiamo fare, ma a fine seduta, secondo quanto previsto dal Regolamento.