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diversi studiosi continuano a sostenere che dal punto di vista metodologico la lingua latina non è solo una lingua antica, ma innanzitutto è esercizio del pensiero, favorisce il miglioramento della conoscenza della lingua italiana, la formazione della personalità complessiva degli alunni e ne allena il senso critico; rispetto alle perplessità degli studenti e di diversi genitori, lo studio della lingua latina dovrebbe essere non solo un'occasione di riflessione sulla lingua italiana, ma soprattutto uno stimolo ad interpretare il mondo classico in chiave moderna, analizzando il pensiero degli antichi per comprendere meglio il confronto tra culture e i mutamenti culturali, cui la nostra società va quotidianamente incontro; recentemente il Ministro dell'istruzione inglese, Gavin Williamson, ha comunicato che l'insegnamento della lingua latina verrà inserito in 40 scuole secondarie statali, per i ragazzi dagli 11 ai 16 anni a partire da settembre 2022 e con un investimento di oltre 4 milioni di sterline da parte del Governo, per contrastare la reputazione elitaria dello studio della lingua classica, innalzare gli standard scolastici e assicurare che tutti gli studenti abbiano accesso ad un curriculum ampio e ambizioso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia valutare la possibilità di reintrodurre l'insegnamento della lingua latina nelle scuole secondarie di primo grado, non solo alla luce delle sollecitazioni di diversi studiosi, ma soprattutto riconoscendo il grande valore formativo di questa disciplina, funzionale al perfezionamento della comunicazione nella lingua italiana e alle competenze interpersonali, sociali e di cittadinanza, fondamentali per il percorso di crescita dei nostri studenti. Atto n. 4-06028 GARAVINI MAGORNO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che l'Italia, nel 2019, si e? collocata al primo posto della classifica europea per valore aggiunto agricolo, superando ancora una volta la Francia (31,3 miliardi di euro). Su un totale stimato per la UE pari a 188,7 miliardi di euro, l'Italia ha contribuito per il 16,8 per cento, la Francia per il 16,6 per cento, la Spagna per il 14,1 per cento e la Germania per l'11,2 per cento; rilevato che: in data 3 settembre 2021 la Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica dal titolo "Agricoltura biologica - registri e dichiarazioni degli operatori (specifiche)" con chiusura 1° ottobre 2021; la materia mira a prescrivere regole dettagliate riguardo alla richiesta all'operatore agricolo o gruppo di operatori agricoli di dichiarazioni, nonché le richieste tecniche per ottenere i certificati compatibili con il regolamento (UE) 2018/848 del Consiglio e del Parlamento europeo; tale consultazione fa riferimento ad un progetto di regolamento di esecuzione unicamente in lingua inglese ("Progetto di regolamento di esecuzione - Ares(2021)5444645 inglese") discriminando il mondo agricolo italiano e ponendolo di fatto e di diritto nell'impossibilità di partecipare alla consultazione; ricordato che: il multilinguismo rappresenta uno dei valori fondanti dell'Unione europea come si legge nella risoluzione del Consiglio del 21 novembre 2008; infatti, "la diversità linguistica e culturale [è] parte intrinseca dell'identità europea e (...) allo stesso tempo un retaggio condiviso, una ricchezza, una sfida e una risorsa per l'Europa (...) il multilinguismo rappresenta una questione trasversale di grande portata poiché abbraccia i settori sociale, culturale, economico e dunque educativo". Questo concetto è profondamente ancorato alle radici democratiche di un'Europa dei cittadini, in cui ciascuno deve essere in grado di comprendere ed interpretare le disposizioni normative emanate dall'Unione, in quanto esse costituiscono diritto nazionale di ciascun Paese membro; con l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea è l'italiano la terza lingua madre più parlata dopo tedesco e francese, mentre l'inglese oggi è unicamente la seconda lingua ufficiale di Irlanda e Malta (ossia delle ex colonie britanniche con appena 6 milioni di abitanti), le quali, peraltro, non hanno finora mai chiesto di soppiantare il gaelico o il maltese con l'inglese, come prevede l'articolo 1 del regolamento (UE) n. 1/1958, si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda promuovere il Ministro in indirizzo per assicurare la partecipazione del mondo agricolo italiano alla consultazione suddetta e ad eventuali prossime consultazioni concernenti l'agricoltura italiana. Atto n. 4-06029 URRARO GRASSI Al Ministro della salute Premesso che: da notizie di stampa si apprende che il COVID hospital di Boscotrecase, nosocomio creato nella prima fase della pandemia con la riconversione dell'ex ospedale "Sant'Anna e SS. Madonna della Neve", unico ospedale COVID di tutta la ASL Napoli 3 Sud, che copre 57 comuni da Nola a Sorrento, rischia la chiusura della terapia intensiva e di conseguenza della subintensiva, per penuria di anestesisti-rianimatori; la paventata chiusura sopraggiunge a poco più di un anno dall'inaugurazione avvenuta nel maggio 2020 del reparto di rianimazione, aperto ex novo con 13 posti letto e apparecchiature all'avanguardia, e dopo che durante la terza ondata l'ospedale è arrivato ad accogliere fino a 130 pazienti, risultando così un fondamentale COVID center ; considerato che: la scelta obbligata è stata assunta dal direttore sanitario dopo l'allarme lanciato dal primario del reparto che ha segnalato rischi per la sicurezza dei pazienti ricoverati determinati dalla mancanza di anestesisti. Il numero dei medici da marzo scorso si è, infatti, dimezzato, essendo presente al momento un solo anestesista per la copertura di un intero turno, a fronte dei due per turno presenti nei mesi scorsi. Tale situazione rischia di causare gravi problemi, dal momento che l'unico anestesista presente dovrebbe garantire l'assistenza nel reparto di terapia intensiva, non potendo quindi intervenire tempestivamente in caso di emergenza negli altri reparti; al momento nella terapia intensiva è presente un solo paziente ricoverato, che dovrà essere trasferito. Non si comprende, però, ancora dove, poiché c'è una penuria di posti complessiva in tutta la Campania, ed inoltre le condizioni di salute del paziente sono molto gravi; nel nosocomio sono presenti diverse aree specialistiche, come chirurgia generale e vascolare, ortopedia, nefrologia, emodinamica, ponendosi, dunque, come struttura che presenta tutte le caratteristiche per divenire un polo specialistico. Con la chiusura del reparto di rianimazione si mette in discussione il futuro ruolo dell'ospedale, che ricopre un bacino di centinaia di migliaia di persone, anche, e soprattutto, in vista della quarta ondata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente procedere ad adottare gli opportuni interventi per evitare la chiusura del reparto di rianimazione, al fine di scongiurare gravi danni per l'ospedale di Boscotrecase e per tutto il territorio. Atto n. 4-06030 LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: Marco Carrai è un finanziere che lavora prevalentemente alla City di Londra.