[ddlpres]

Al comma 5 si precisa, inoltre, che il valore orario del lavoro breve è esente da qualsiasi imposizione fiscale, non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore o sugli indicatori di reddito ed è computato ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Il comma 6 del medesimo articolo vieta il ricorso a prestazioni di lavoro breve nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi, con particolare riferimento ai cantieri edili, fatte salve le specifiche ipotesi individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentite le parti sociali. Al fine di incrementare l'occupazione, all'articolo 2 del disegno di legge si apportano delle modifiche alla disciplina del lavoro intermittente prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, stabilendo che il contratto di lavoro intermittente è il contratto, anche a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente. In ogni caso, con l'eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il ricorso ad esso è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nell'arco di tre anni solari, superato il quale il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Si stabilisce altresì che nei periodi di mancato utilizzo della prestazione, il lavoratore non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilità a rispondere alle chiamate (spettandogli l'indennità di disponibilità prevista dall'articolo 16 del summenzionato decreto legislativo n. 81 del 2015). L'articolo 3 disciplina la responsabilità solidale del committente negli appalti. Alla lettera a) del comma 1 si conferma la facoltà di azione diretta nei confronti del committente, la cui responsabilità, nel rispetto delle previsioni di cui all'articolo 1667 e seguenti del codice civile, è limitata al corrispettivo residuo dovuto dal committente all'appaltatore. Alla lettera b) del comma 1 si chiarisce che, nell'ambito della responsabilità solidale, l'azione di recupero deve essere avviata e condotta nei confronti sia del committente che del datore di lavoro appaltatore o subappaltatore. Diversamente si concretizza la nullità degli atti prodotti. Al committente è riconosciuta specifica legittimazione ad intervenire, sia nelle azioni giudiziarie che nelle azioni amministrative. Si introduce, in coerenza con la disciplina degli appalti pubblici, la facoltà per il committente di potersi sostituire ad appaltatore e subappaltatore nel debito verso organi ispettivi e lavoratori, compensando quanto corrisposto, con effetto liberatorio completo (espromissione del debito). Al contempo, per prevenire fenomeni di abuso, si introduce la facoltà del soggetto espromesso di potersi rivalere in via diretta nei confronti del proprio creditore che abbia abusato della solidarietà, con la previsione legislativa delle medesime sanzioni previste per il recupero inerente le omissioni contributive. Significativa è la disposizione con cui si introduce, come previsto in campo fiscale, la possibilità di escludere la responsabilità solidale per il committente laddove egli adempia a specifici obblighi di controllo e di verifica documentale prescritti con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in relazione ai quali la mancata disponibilità da parte dell'appaltatore e subappaltatore permette la sospensione del corrispettivo pattuito. Si tratta di una sorta di diritto-dovere del committente, il cui ambito verrà definito con certezza affinché siano circoscritte e rese non di meno certe le responsabilità dei soggetti interessati che non devono mai essere «oggettive» ma sempre riconducibili a specifici comportamenti. L'articolo 4 stabilisce che il decreto di cui all'articolo 29, comma 2- quater , del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, come sostituito dall'articolo 3 del presente disegno di legge, è adottato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le parti sociali, entro due mesi dalla data di entrata in vigore.. 1 (Lavoro breve) 1 Ai fini della presente legge, per «lavoro breve» si intendono le prestazioni lavorative che non danno luogo, per ciascun committente, a compensi superiori a 900 euro nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. I percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito possono svolgere lavori brevi nel limite complessivo di 2.000 euro di compenso per anno civile, rivalutati ai sensi del primo periodo. Il lavoro breve è regolato esclusivamente dalle disposizioni del presente articolo. 2 Il committente di una prestazione di lavoro breve comunica, su idonea piattaforma dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché, almeno sessanta minuti prima dell’effettuazione della prestazione, il luogo, l’ora di inizio e di fine della prestazione medesima. La comunicazione comprende l'accreditamento dei contributi previdenziali dovuti all'lNPS nella gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per cento del valore orario minimo e, per fini assicurativi contro gli infortuni, all'lNAIL in misura pari al 7 per cento del valore orario minimo. Nel caso di prestazioni di lavoro breve rese ad un nucleo familiare, il premio assicurativo contro gli infortuni è determinato nella misura del 4 per cento. 3 Il valore orario del lavoro breve è fissato in 10 euro, comprensivo degli oneri previdenziali ed assicurativi. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto, aggiorna il valore orario del lavoro breve sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati nonché fissa le modalità di attuazione del presente articolo prevedendo procedure semplificate e tenendo conto anche di modalità di iscrizione massiva. 4 Il prestatore di lavoro breve percepisce il proprio compenso dal committente con modalità tracciabili. 5 Il valore orario del lavoro breve è esente da qualsiasi imposizione fiscale, non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore o sugli indicatori di reddito ed è computato ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. 6 È vietato il ricorso a prestazioni di lavoro breve nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o di servizi, con particolare riferimento ai cantieri edili, fatte salve le specifiche ipotesi individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentite le parti sociali. 2 (Sostituzione dell’articolo 13 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, in materia di lavoro intermittente) 1 Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, l'articolo 13 è sostituito dal seguente: «Art. 13. -- (Definizione di lavoro intermittente). -- 1 .