[massime]

Agricoltura e foreste - Interventi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale - Potere del ministro di definire le linee di indirizzo e coordinamento - Ricorso della provincia di trento - Prospettata carenza dei requisiti formali e sostanziali per l’esercizio della funzione - Non fondatezza della questione.. Diversamente da quanto la denominazione impiegata («linee di indirizzo e coordinamento») potrebbe indurre a ritenere, la disposizione dell'art. 2, comma 4, della legge 23 dicembre 1999, n. 499, se letta in connessione con il comma 5, mostra chiaramente come il Ministro delle politiche agricole e forestali sia chiamato a svolgere attività, le quali sono inserite in un articolato percorso procedimentale che sfocia in un atto non qualificabile come atto di indirizzo e coordinamento. Sicché le linee di indirizzo ministeriali per gli interventi da realizzare nei settori agricolo, agricoloindustriale, agroalimentare e forestale, lungi dal comportare vincoli diretti nei confronti delle amministrazioni regionali - salvo l'onere di uniformarsi ai criteri dettati per l'omogenea redazione dei programmi regionali - rappresentano soltanto una fase di un procedimento complesso, destinato a concludersi con la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica. Pertanto non può trovare ragione la censura relativa al difetto nella predetta disposizione dei requisiti di forma e di sostanza, ai quali è subordinato l'esercizio della funzione di indirizzo e coordinamento, e non è fondata la relativa questione di costituzionalità sollevata dalla Provincia di Trento. - In tema di legittimo esercizio della funzione di indirizzo e coordinamento, sentenze citate n. 63/2000, n. 169/1999, n. 408/1998; n. 121/1997, n. 359/1991.