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se parliamo di economia, le clausole di salvaguardia e l'annuncio della flat tax per l'impatto di miliardi sul bilancio hanno un'attinenza che fa parte del quadro d'insieme. Ho esaminato riassuntivamente gli argomenti del decreto-legge in discussione. Penso che su alcune questioni, come Alitalia e Roma Capitale, l'italiano medio di una cittadina o di un paesino che legge i quotidiani, da tempo, da anni pensi che si debbano prendere certe decisioni. Per me, Alitalia - mi dispiace - è fallita a suo tempo. Swissair è stata lasciata fallire, ma l'indomani è ripartita ed oggi è gestita; la Svizzera ha fatto fallire la propria compagnia di bandiera. L'ipertutela sindacale in ambito Alitalia e le difficoltà che ha sempre avuto, essendo dislocata come hub in un certo punto geografico, fanno sì che Alitalia non potrà mai rendere per come viene gestita. Io butterei via la chiave o la cederei a qualcuno. Per quanto riguarda Roma Capitale, è vero che è una questione di dignità da un lato, ma è anche vero che chi ha gestito Roma l'ha gestita male. È disdicevole e pazzesco pensare che anche i turisti si abituino alla sporcizia, alle strade rotte e che il bilancio della città sia fatto di poste che vengono nascoste sotto il tappeto da anni. Credo che non piaccia all'italiano medio che si continui a pagare per Roma Capitale, anche con il fondo per il concorso al pagamento dei debiti delle altre Città metropolitane, attraverso l'intervento pubblico. Mi sono perso due argomenti che credo siano stati espunti. Sarà una mia ignoranza ma li cito: l'Ilva e le concessioni autostradali. Stiamo attenti a toccare certi argomenti, perché poi bisogna pagare. Ci sono alcune norme, come ad esempio la detassazione dal 2020 dei canoni non percepiti sui contratti di locazione, che sono una scelta ragionevole. La riduzione dei premi INAIL, purtroppo dal 2023, può avere un effetto psicologico. La deducibilità Imu sui beni strumentali, per gradi, fino al cento per cento nel 2023, può avere effetti benefici. È poi previsto il contraddittorio con il contribuente. L'esenzione Tasi - molto richiesta dai costruttori, ma a ragione - dal 2022 per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita è una cosa buona. Il contrasto dell'evasione nel settore turistico per locazione breve è da perseguire anche rispetto ai principi della concorrenza per chi è in regola. A riguardo degli enti locali, c'è una norma che è da valorizzare: il subordinare alla verifica del pagamento dei tributi locali il rilascio delle licenze a cura dei Comuni. Credo sia un esame che possa essere svolto. In un articolo è poi previsto che gli enti territoriali possano cedere immobili pubblici: credo che questo faccia parte del Fondo salva Italia, che può essere costituito su base regionale, come dicono Panerai su «Milano Finanza» e Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che è disposto a investire miliardi su questo. Questo è lo shock per l'economia. (Richiami del Presidente). Mi avvio a concludere. Buono è l'articolo 30 e buone sono le norme sulla legge Sabatini, che era un deputato della mia Provincia. I risparmi da reddito di cittadinanza e quota 100 teneteli da parte, perché potrete averne bisogno. Noi siamo troppo deboli sul mercato finanziario internazionale. Se la bolla finanziaria europea - causa Germania, derivati, perdita della Deutsche Bank e della Commerzbank - scattasse, possiamo accendere le candele. Comunque attacchiamo il debito pubblico, altrimenti il debito pubblico attaccherà noi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, la prima volta che il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge crescita, lo scorso 4 aprile, lo ha fatto con la formula «salvo intese», riservandosi così la possibilità di ritoccare il testo in un secondo momento, dopo l'entrata in vigore, che poi è avvenuta effettivamente il 1° maggio, dopo l'approvazione di un nuovo testo da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta il 23 aprile. Da quel momento in poi, sappiamo che si sono susseguiti una miriade di emendamenti, proposti da Lega e MoVimento 5 Stelle, che hanno tenuto bloccato il provvedimento per circa un mese in Commissione, alla Camera dei deputati. Ora si arriva in Senato contando i minuti con l'orologio, perché il 29 giugno il decreto-legge scade e, se non viene convertito, decade. L'urgenza di un nuovo pacchetto crescita italiano, oltre che dalla minaccia della procedura di infrazione da parte dell'Unione europea, è evidenziata anche dai dati dell'Istat e dalle stime sull'andamento economico del Paese. Nel primo trimestre dell'anno i dati sulla crescita economica si sono aggirati attorno a percentuali irrisorie. Stando alle nuove stime, l'Italia chiuderà l'anno toccando un più 0,3 per cento del PIL, la metà di quanto raggiunto nel 2018, circa un sesto del risultato del 2017. A fine marzo è stato sancito che l'1 per cento di crescita del PIL previsto dal Governo per il 2019 non aveva alcun fondamento. Ciò ha dimostrato che le più importanti misure bandiera del Governo Lega-5 Stelle, a cominciare da quota 100 e reddito di cittadinanza, non avrebbero prodotto effetti sulla situazione di stallo nella quale versa il Paese da quando questo Governo è in carica. La situazione economica credo sia chiara a tutti: la vediamo quasi ogni settimana, con i dati di Istat e di altri agenzie internazionali. Proprio quest'oggi l'Istat ha certificato, ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno, il totale fallimento dell'azione di questo Governo. Di fronte a tante promesse arrivano i dati, i numeri, la realtà. La pressione fiscale - è stato sancito - è cresciuta nel primo trimestre di 0,3 punti rispetto al primo trimestre dello scorso anno: siamo al 38 per cento, non accadeva dal 2015. L'Istat ha registrato anche che nei primi tre mesi del 2019 la quota di profitto è al 40,7 per cento, in calo di 0,6 punti percentuali, rispetto al trimestre precedente. Si tratta, in questo caso, del valore più basso registrato nell'attuale serie storica di riferimento, avviata nel 1999. Da che l'orientamento iniziale del provvedimento in esame esprimeva la volontà di avere un focus ben preciso sulle strategie di crescita economica, il disegno di legge è ora arrivato a racchiudere le soluzioni più urgenti per i problemi che affliggono Comuni, Regioni, istituti ed enti: una sorta di decreto omnibus , che poco o nulla ha a che fare con la necessità del Paese di crescere. Salva Roma, salva Comuni, salva banche, salva Mercatone Uno, salva INPGI, scivolo aziendale per i prepensionamenti, taglio dell'Ires, questione degli scontrini elettronici. Fatemi dire che questo mi sembra uno degli elementi più eclatanti: