[pronunce]

n. 266 del 1992, o dell'art. 117, quarto comma, Cost., se più favorevole ai sensi dell'art. 10 della l. cost. n. 3 del 2001. Nella prospettiva della parte ricorrente, i citati commi presenterebbero carattere analitico e di estremo dettaglio, in violazione della potestà legislativa della Provincia autonoma e della sua autonomia finanziaria, e riconoscerebbero al Ministero dell'economia e delle finanze «un potere normativo sulla Provincia». In virtù della clausola di salvaguardia, dovrebbe essere esclusa anche l'applicazione diretta dell'art. 1, commi 469 e 470, che disciplinano l'allocazione degli oneri per i rinnovi contrattuali. La tesi di un obbligo di puntuale adeguamento, propugnata dalla difesa dello Stato, renderebbe più stridente il contrasto con l'art. 79, secondo comma, dello statuto, che regolamenta la modifica delle modalità con cui la Provincia autonoma concorre al conseguimento degli obiettivi della finanza pubblica, nel rispetto della procedura delineata dall'art. 104 dello statuto, e con l'art. 79, quarto comma, della medesima fonte statutaria, che affida alla Provincia autonoma il compito di provvedere al raggiungimento delle finalità di coordinamento della finanza pubblica, enunciate da specifiche disposizioni statali. Ove si concludesse per l'estraneità della disciplina al coordinamento della finanza pubblica, bisognerebbe riconoscere la competenza della Provincia autonoma di Bolzano in base all'art. 8, numero 1), dello statuto di autonomia. Con specifico riguardo all'art. 1, comma 470, la Provincia autonoma di Bolzano ne ravvisa il contrasto con l'art. 79 dello statuto e, ove si riconduca la disciplina alla materia della sanità, con l'art. 9, numero 10), dello statuto e con l'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, nonché con l'art. 117, terzo comma, Cost., invocato in base alla "clausola di maggior favore" di cui all'art. 10 della l. cost. n. 3 del 2001. Quanto all'art. 1, commi 505 e 510, la Provincia argomenta che tali disposizioni non avrebbero alcuna incidenza sul conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e non potrebbero, pertanto, essere annoverate tra i princìpi di coordinamento della finanza pubblica. Le norme impugnate, se ritenute applicabili alle Province autonome, sarebbero lesive della competenza esclusiva attribuita alla Provincia autonoma di Bolzano in materia di ordinamento degli uffici provinciali e del personale (art. 8, numero 1, dello statuto) e dell'autonomia finanziaria della Provincia autonoma (art. 79 dello statuto). 1.4.- Nel giudizio si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, e ha chiesto di dichiarare non fondate le questioni promosse dalla Provincia autonoma di Bolzano. L'Avvocatura generale dello Stato pone l'accento sull'art. 1, comma 992, della legge n. 208 del 2015, che sancisce l'applicabilità alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano delle disposizioni della legge di stabilità per il 2016 compatibilmente con le disposizioni dei rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. La norma citata, caratterizzata da una formulazione letterale inequivocabile, perseguirebbe l'obiettivo di tutelare le prerogative della Provincia autonoma, impedendo l'applicazione di quelle discipline che contrastino con la normativa statutaria. Peraltro, le modalità operative della clausola di salvaguardia dovrebbero tener conto del contesto in cui le disposizioni impugnate si iscrivono: si tratterebbe, invero, di interventi adottati in una congiuntura di crisi eccezionale, «che non consente indugi negli interventi programmati, in nome del superiore principio di solidarietà nazionale e per evitare il grave rischio della compromissione dell'unità economica della Repubblica» e ben giustifica il discostarsi dal "modello consensualistico". Quanto alle norme in tema di criteri uniformi per gli acquisti di beni e servizi informatici e di connettività da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale e per l'aggregazione degli acquisti di beni e servizi da parte dei medesimi enti (art. 1, commi 548 e 549), non vi sarebbe alcuna lesione delle competenze provinciali. La Provincia di Bolzano, difatti, avrebbe istituito un proprio soggetto aggregatore (l'Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture) e la norma statale si limiterebbe a confermare la previsione, non impugnata, dell'art. 9, comma 3, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Quanto alle disposizioni dell'art. 1, commi 219, 236, 469, secondo periodo, 470, 505 e 510, della legge n. 208 del 2015, l'Avvocatura generale dello Stato rileva che si collocano in un contesto normativo complesso, segnato dalle previsioni del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e del citato d.l. n. 66 del 2014. Il legislatore, con tali misure, si riprometterebbe di conseguire significativi risparmi di spesa pubblica anche nell'ottica del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, razionalizzando gli acquisti da parte delle pubbliche amministrazioni, soprattutto nel settore sanitario, e rafforzando l'acquisizione centralizzata. Le previsioni impugnate si prefiggerebbero di garantire a tali previsioni «piena ed immediata applicazione da parte di tutti [i] soggetti pubblici cui le stesse sono rivolte», dettando, anche per le autonomie speciali, princìpi di coordinamento della finanza pubblica. La natura dettagliata delle previsioni citate non sarebbe incompatibile con il carattere di principio di coordinamento della finanza pubblica. Quanto all'art. 1, commi 512, 515, 516 e 517, riguardanti l'approvvigionamento di beni e servizi in materia di informatica e connettività ad opera delle pubbliche amministrazioni, l'Avvocatura generale dello Stato replica che perseguono la finalità di realizzare l'obiettivo del risparmio di spesa annuale, razionalizzando gli acquisti di beni e servizi in materia informatica e realizzando «un governo unitario e un maggior coordinamento dell'attuazione dei progetti informatici nella pubblica amministrazione, anche in linea con quanto stabilito dal codice dell'amministrazione digitale e dall'Agenda digitale italiana».