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Ne ha facoltà. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il decreto semplificazioni oggi in esame dovrebbe essere un provvedimento necessario per dare al nostro Paese strumenti essenziali per uscire dalle difficoltà in cui versa, e cioè procedimenti amministrativi più rapidi, semplici e digitalizzati; procedure più snelle che non si incaglino nelle fitte maglie della burocrazia, pur senza rinunciare ai controlli atti a garantire la correttezza e la legalità dell'operato degli operatori istituzionali e privati. Senza dubbio il decreto semplificazioni è un passo in questa direzione, in quanto nei suoi capi si affrontano i temi della semplificazione in materia di contratti pubblici e di edilizia, della semplificazione procedimentale e della responsabilità erariale, della semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale e della semplificazione in materia di attività di impresa, ambiente e green economy . Nel corso dei lavori di Commissione si è dibattuto con la maggioranza dei temi cardine del decreto-legge e ci si è confrontati, nel rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione, su quelle che per il nostro Gruppo erano delle migliorie necessarie da apportare al testo. Siamo soddisfatti che siano stati accolti dalla maggioranza alcuni nostri suggerimenti, come - ad esempio - quelli nell'ambito del codice degli appalti, in merito al superamento del divieto che fino ad oggi aveva precluso l'accesso agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici realizzati su aree dismesse, sulla semplificazione in materia di ricostruzione nel cratere del terremoto all'interno delle aree sottoposte a vincolo, o in materia di aiuto degli enti locali. Queste sono solo alcune delle proposte effettuate dal Gruppo della Lega e presentate a seguito dell'ascolto delle istanze dei cittadini e del mondo professionale e imprenditoriale. (Applausi). Tuttavia, se da un lato - come appena detto - il decreto-legge semplificazioni rappresenta un passo in avanti sulla via della sburocratizzazione delle procedure - e siamo contenti che alcune delle istanze siano state accettate - dall'altro lato, alla maggioranza è mancato forse il coraggio di adottare soluzioni più nette in alcuni ambiti. Ci rammarichiamo infatti che alcune delle proposte emendative, anche quelle più semplici dal punto di vista ordinamentale, non siano state accolte. Mi riferisco - ad esempio - a quella che chiedeva di tenere conto del diverso livello di sviluppo infrastrutturale delle linee digitali nelle aree del nostro territorio nazionale ai fini dell'entrata in vigore degli obblighi di digitalizzazione a carico delle imprese e dei cittadini. (Applausi) . Ancora non sono state accolte le nostre istanze nell'ambito della giustizia. I nostri componenti della competente Commissione si sono fatti promotori di alcune proposte emendative di buon senso, stimolate anche da quanto emerso nel corso delle audizioni in materia. Ad esempio, in ambito di responsabilità erariale, i nostri commissari hanno proposto di eliminare il termine di applicazione temporale della nuova responsabilità erariale, così come modificata dall'articolo 21 del decreto-legge oggi in esame. Tale proposta è stata formulata anche sulla base dell'audizione della Corte dei conti, che ha sottolineato chiaramente che l'applicazione temporale limitata, prevista dal provvedimento al nostro esame, e cioè dalla sua entrata in vigore fino al 31 luglio 2021, rischia di non perseguire l'obiettivo prefissato. Rimanda invece ulteriori problemi interpretativi in virtù del fatto che anche la giurisdizione di contabilità è soggetta al principio di legalità, dal quale la giurisprudenza costituzionale ha tratto il principio di retroattività, di tassatività e determinatezza della legge. In pratica, le osservazioni della Corte dei conti ci dicono che anche i precetti della responsabilità contabile devono trovare fonte in una previsione di legge entrata in vigore prima che il fatto reato sia stato commesso perché chiunque, con riguardo al fondamentale principio della colpevolezza, deve essere preventivamente posto in grado di adeguare il proprio comportamento alla legge, conoscendo in anticipo le conseguenze che discenderanno dalla violazione della condotta prevista dalla norma. Invece la formulazione del secondo comma dell'articolo 21 del decreto-legge pone in luce la problematica della rispondenza ai principi costituzionalmente garantiti e dalle ipotesi di condotte rilevanti sotto il profilo della responsabilità in un certo tempo, non più tali per un periodo definito (quello previsto dalla citata norma del decreto-legge semplificazioni) e nuovamente rilevanti per un periodo successivo. Osservazioni sono anche da fare in materia di abuso d'ufficio. La norma del decreto-legge al nostro esame lascia seri dubbi sulla sua efficacia e tanto risulta anche dal dibattito che si è svolto in Commissione giustizia, dove l'originario relatore di maggioranza si è dimesso, non avendo potuto approfondire a sufficienza la materia, e il Gruppo Misto-Liberi e Uguali si è astenuto dal voto sul parere consultivo, esprimendo perplessità sulla formulazione del testo proposto, soprattutto nella parte in cui fa riferimento a non ben specificate regole di condotta, sostenendo che la formulazione proposta non risolve i problemi che il Governo dichiarava di voler dirimere. (Applausi). Ci rammarichiamo quindi che il suggerimento di abrogazione della norma che riformula il reato di abuso d'ufficio non sia stata accolta. E ce ne rammarichiamo a maggior ragione in quanto anche il procuratore nazionale antimafia, dottor Cafiero De Raho, ha sottolineato che la nuova formulazione proposta dal decreto-legge semplificazioni si può tradurre in una sostanziale deresponsabilizzazione dei pubblici funzionari e che la norma così formulata avrebbe effetti abrogativi che dispiegherebbero conseguenze anche sulle condotte accertate con sentenza già passata in giudicato. Infine, assolutamente incomprensibile è apparso il rifiuto, da parte della maggioranza che sostiene e promuove la digitalizzazione, di accettare l'emendamento che semplifica la procedura di conferimento digitale della procura al difensore, in un'ottica di implementazione del processo telematico. Concludendo, sebbene alcuni passi in avanti in materia di semplificazione siano stati fatti, ritengo che anche questa volta sia mancato alla maggioranza il coraggio di assumere delle scelte politiche più incisive, che in questo particolare periodo, invece, sono assolutamente necessarie per il rilancio dell'economia e del benessere di imprese e cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, il decreto-legge che oggi ci apprestiamo a trasformare in legge introduce misure di semplificazione e di innovazione digitale per alleggerire i procedimenti burocratici che troppo spesso hanno impedito al nostro Paese di guardare avanti nei settori strategici dei contratti pubblici, dell'edilizia, dell'amministrazione digitale, dell'attività di impresa, dell'ambiente e della green economy , e per procedere al passo non solo con i tempi, ma anche con la normale evoluzione della società.