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4 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi di cui alla presente legge e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive. 2 (Revisione della disciplina degli organi delle province e delle città metropolitane) 1 Nell'ambito della delega di cui all'articolo 1, si provvede ad adottare disposizioni per l'istituzione di una giunta metropolitana e di una giunta provinciale, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione che la giunta metropolitana sia organo collaborativo del sindaco metropolitano nel governo dell'ente, operi attraverso deliberazioni collegiali per lo svolgimento di atti che non siano riservati dalla legge al consiglio metropolitano o alla conferenza metropolitana; b previsione che la giunta metropolitana sia composta dal sindaco metropolitano, che la presiede, e da un numero di assessori, stabilito dallo statuto e comunque non superiore a quattro, nominati dal medesimo sindaco, da quantificare in via progressiva, in relazione alla popolazione e nel rispetto del principio dell'equilibrio di genere; c previsione che il sindaco metropolitano nomini, tra i componenti della giunta, un vicesindaco, che ne esercita le funzioni in caso di impedimento e di cessazione dalla titolarità dell'incarico, oltre ad esercitare le funzioni a lui direttamente delegate; d previsione di un incremento del numero dei consiglieri provinciali sino ad un massimo di ventiquattro consiglieri nelle province in relazione alla popolazione di ciascuna provincia, con contestuale determinazione, nell'ambito di tale numero, di un quoziente massimo di consiglieri provinciali eletti nei comuni capoluogo da determinare in via progressiva rispetto alla popolazione della provincia, anche in caso di surroga di consiglieri decaduti; e previsione che la giunta provinciale sia organo collaborativo del presidente della provincia e sia composta da un numero di assessori, tra cui un vicepresidente della provincia, comunque non superiore a quattro, nominati dal medesimo presidente, da quantificare in via progressiva, in relazione alla popolazione, nel rispetto del principio dell'equilibrio di genere; f previsione dell'attribuzione ai componenti della giunta metropolitana e della giunta provinciale di un'indennità di funzione, in misura comunque non superiore al 50 per cento di quella prevista per gli assessori del comune capoluogo della città metropolitana e della provincia. 3 (Revisione della disciplina in materia di fusioni tra comuni) 1 Nell'ambito della delega di cui all'articolo 1, si provvede alla revisione della disciplina in materia di fusioni tra comuni, valorizzando, al fine di garantire l'adeguatezza degli enti e l'effettività dell'esercizio, gli strumenti e le procedure di concertazione istituzionale per la definizione di princìpi e criteri comuni per la disciplina del procedimento di fusione, salva restando la potestà legislativa regionale in materia. 4 (Revisione della disciplina in materia di controllo sugli organi) 1 Nell'ambito della delega di cui all'articolo 1, in considerazione della sentenza della Corte costituzionale n. 195 del 24 luglio 2019, si provvede alla revisione della disciplina del controllo sugli organi, prevedendo, nel rispetto dei princìpi di autonomia degli enti locali e di leale collaborazione, misure volte a ricondurre alla normalità l'attività amministrativa dell'ente locale se, all'esito dell'accesso ispettivo, non sono emersi gli elementi sintomatici del condizionamento mafioso di cui all'articolo 143, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, richiesti per l'adozione del provvedimento dissolutorio, ma sono state evidenziate gravi e reiterate illiceità tali da compromettere il buon andamento dell'attività dell'ente, con pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati, conseguente all'interruzione o dall'alterazione dei livelli minimi essenziali delle prestazioni e del funzionamento dei servizi pubblici, secondo le modalità di cui alla legge 5 giugno 2003, n. 131. 2 Nell'ambito della delega di cui all'articolo 1, si prevedono altresì: a disposizioni finalizzate a consentire ai componenti delle commissioni, nominate ai sensi degli articoli 143 e 146 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la possibilità di rappresentanza e difesa in giudizio all'Avvocatura dello Stato per i casi derivanti dalla gestione commissariale, previa richiesta al Ministro dell'interno; b disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione delle modalità di organizzazione e funzionamento della commissione straordinaria e del comitato di sostegno e monitoraggio di cui all'articolo 144 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e ulteriori disposizioni per la razionalizzazione e il supporto della funzionalità degli enti, i cui organi sono rinnovati al termine del periodo di scioglimento; c disposizioni volte a consentire lo scioglimento, nelle ipotesi di cui all'articolo 146 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, relativamente alle aziende sanitarie e ospedaliere, attraverso modalità idonee al mantenimento della funzionalità e alla prevenzione dalle infiltrazioni mafiose. 5 (Armonizzazione della disciplina in materia di organizzazione e ordinamento degli uffici e del personale degli enti locali) 1 Nell'ambito della delega di cui all'articolo 1, si provvede ad adottare disposizioni volte all'armonizzazione dell'ordinamento degli uffici e del personale degli enti locali, ivi compresi i dirigenti e i segretari comunali e provinciali, con la disciplina contenuta nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a con riferimento ai segretari comunali, provinciali e delle città metropolitane: 1 revisione del regime giuridico dei segretari comunali e degli enti di area vasta, anche con riferimento al potenziamento del loro contingente numerico, delle funzioni e dei compiti assicurando l'indipendenza funzionale a garanzia del buon andamento e dell'imparzialità dell'amministrazione dell'ente, anche attraverso il rafforzamento degli uffici di supporto del Ministero dell'interno; 2 riorganizzazione delle carriere dei segretari salvaguardandone la specialità, anche attraverso l'individuazione di peculiari percorsi selettivi e formativi in linea con l'elevata qualificazione giuridica ed economica, in ragione delle competenze attribuite dall'ordinamento agli enti locali; 3 abilitazione alla funzione a seguito di concorso pubblico e successiva iscrizione in apposito albo, articolato su base regionale, gestito dal Ministero dell'interno; b con riferimento alla figura del direttore generale, individuazione della soglia demografica al di sopra della quale prevedere il ricorso alla relativa figura, con contratto a tempo determinato, al di fuori della dotazione organica e secondo criteri stabiliti dal regolamento degli uffici e dei servizi; obbligatorietà di analoga figura apicale nelle unioni aventi maggiore dimensione demografica e volumi di bilancio, con compiti di coordinamento e di monitoraggio; revocabilità dell'incarico in caso di mancato assolvimento ai richiamati compiti di monitoraggio;