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l'articolo 50 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi ("decreto crescita"), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2019, al comma 2, lettera h) , prevede la riduzione di 100 milioni di euro per l'anno 2019 dell'autorizzazione di spesa per il bonus cultura per i diciottenni; questa riduzione di spesa si aggiunge a quella di 50 milioni di euro per l'anno 2019 prevista dall'ultima legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, commi 604, 616 e 803, della legge 30 dicembre 2018, n. 145), dopo che la legge di stabilità per il 2016, la legge di bilancio per il 2017 e la legge di bilancio per il 2018 avevano, di volta in volta, autorizzato la spesa di 290 milioni di euro all'anno per coloro che hanno compiuto i 18 anni nel 2016, nel 2017, nel 2018 e nel 2019 (per gli ultimi due anni intervenendo direttamente nello stato di previsione del Ministero); quindi, a seguito della riduzione prevista dalla legge di bilancio per il 2019, l'autorizzazione di spesa destinata al bonus cultura è passata da 290 a 240 milioni di euro per l'anno 2019 per essere ridotta ulteriormente dal "decreto crescita" a 140 milioni di euro per l'anno 2019; fra l'altro, non è stato ancora emanato il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, previsto dall'articolo 1, comma 604, della legge di bilancio per il 2019, che avrebbe dovuto essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, con cui definire gli importi nominali da assegnare nell'ambito delle risorse disponibili, i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo del bonus cultura; premesso inoltre che: l'11 luglio 2018, il ministro Bonisoli, in risposta a un'interrogazione (3-00031), a prima firma della sen. Malpezzi, riguardante le dichiarazioni che, in merito alla "18 app ", aveva rilasciato in un'intervista al "Corriere della Sera" del 16 giugno 2018, "Vale 200 milioni... Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe", disse: "Il bonus cultura verrà rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine tali da stimolare la ricerca di cultura fra i giovani, non solo diciottenni, ed evitare le distorsioni verificatesi nel passato. Alla predisposizione delle necessarie modifiche provvederà un'apposita commissione di esperti che, partendo dall'analisi di come i fondi sono stati utilizzati e dopo aver recepito le esigenze di tutte le persone e i soggetti coinvolti, individuerà i correttivi indispensabili per assicurare al bonus cultura un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura tra i giovani"; solo sei mesi più tardi, in palese contraddizione con quanto affermato dal ministro Bonisoli, l'autorizzazione di spesa del bonus cultura è stata ridotta di 50 milioni di euro e, quattro mesi dopo, di altri 100 milioni di euro; considerato che: il presidente Ricardo Franco Levi dell'Associazione italiana editori (AIE), il 2 maggio 2019, secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa, avrebbe affermato in merito che si tratta di "un grave errore che chiediamo di correggere (...) Siamo increduli, in una notte sono scomparsi 100 milioni per la cultura. Si pensa a un decreto crescita tagliando proprio sulla cultura e quindi sul futuro dei giovani: il bonus cultura 18 app ha aiutato le famiglie italiane dimostrandosi un investimento utile, che ha contribuito in modo rilevante alla crescita del Paese e, in particolare, al settore librario. Tra l'altro è stato largamente utilizzato dalle famiglie per acquistare i libri di testo per l'università, svolgendo un ruolo simile ai fondi destinati all'acquisto dei testi scolastici in favore degli alunni delle scuole dell'obbligo". "Per questo, ha concluso Levi, è più che mai necessario per sostenere la domanda di cultura degli italiani. Siamo certi che il Ministro Bonisoli in primis , l'intero Governo e il Parlamento sapranno trovare la modalità per ricostituire il fondo nella sua interezza"; in un tentativo incerto e vago di rimediare a questo grave danno, il vice ministro dell'economia, Laura Castelli, e il ministro Bonisoli, secondo quanto riportato da alcune agenzie del 2 maggio 2019, avrebbero affermato che "rassicuriamo tutti: il bonus cultura non sarà toccato, ai ragazzi nati nel 2000 non sarà tolto un solo euro. Sono stati solo ed esclusivamente anticipati 100 milioni di euro per il decreto crescita: una misura indispensabile per la ripresa economica del Paese. I fondi saranno stanziati di nuovo tra qualche settimana"; si tratta a giudizio degli interroganti di un atteggiamento quantomeno ondivago e incoerente, se solo si pensa che, nel corso dell'esame dell'ultima legge di bilancio, il 12 dicembre 2018, in sede consultiva presso la 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) il Governo ha accolto l'ordine del giorno del sen. Rampi ed altri (G/981 sez I/3/7 (testo 2) con cui si impegnava lo stesso "a valutare gli effetti applicativi del provvedimento in esame, al fine di verificare, attraverso opportune iniziative anche normative, la sussistenza di risorse ulteriori da stanziare per la card Cultura"; dal 25 settembre 2018 presso la 7ª Commissione permanente del Senato si stanno svolgendo audizioni sul bonus cultura in quella che, alla luce dei fatti, appare quantomeno come una totale "dissociazione" di intenti; la previsione della riduzione del bonus cultura di ben 100 milioni di euro all'interno del provvedimento noto come "decreto crescita" appare a giudizio degli interroganti una contraddizione in termini, considerato che non può esserci crescita senza cultura; questo nuovo taglio si configura, di fatto, come l'abolizione del bonus cultura, nonostante il successo avuto da questa misura presso i giovani, al di là delle più rosee aspettative, segno dell'interesse dei ragazzi nei confronti della cultura, qualora incentivati a usufruirne e nonostante il fatto che detta misura sia presa come modello anche da altri Paesi europei, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo, in coerenza con quanto affermato il 2 maggio 2019, intenda adottare al fine di ripristinare il bonus cultura quantomeno nella misura prevista dalla legge di bilancio per il 2019. Atto n. 3-00815 BITI MARCUCCI MARGIOTTA MALPEZZI STEFANO D'ARIENZO ASTORRE VALENTE VATTUONE FEDELI RAMPI BELLANOVA SBROLLINI ROJC FARAONE SUDANO D'ALFONSO BOLDRINI PARRINI MANCA COLLINA IORI GARAVINI PATRIARCA TARICCO ALFIERI GINETTI PITTELLA MESSINA Assuntela LAUS ROSSOMANDO NANNICINI FERRAZZI MAGORNO GIACOBBE VERDUCCI BINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: