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In riferimento all'articolo 9, posto che ai sensi del nuovo articolo 29- bis , la domanda reiterata, presentata nella fase di esecuzione di un imminente allontanamento è considerata inammissibile, non è chiaro l'ambito di applicazione delle nuove lettere d) ed e) del comma 2 dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 25 del 2008, poiché tale articolo concerne il diritto a rimanere nel territorio durante il periodo di esame della prima domanda, nella fase antecedente l'adozione della decisione finale da parte della Commissione territoriale, che potrebbe anche decidere in favore della concessione della protezione. Le disposizioni del Titolo III non presentano profili in contrasto con il diritto dell'Unione europea. Va, tuttavia, ricordato che, in base all'articolo 3 del trattato UE, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima sono obiettivi dell'Unione e che la lotta alla criminalità organizzata costituisce una competenza condivisa tra l'Unione europea e gli Stati membri. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta termina alle ore 14,00. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL PROGETTO DI ATTO LEGISLATIVO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM(2018) 460 DEFINITIVO PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL PROGETTO DI ATTO LEGISLATIVO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM(2018) 460 DEFINITIVO La Commissione, esaminato l'atto in titolo, considerato che: - la proposta di regolamento che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, si inserisce nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e riunisce in sé l'11° Fondo europeo di sviluppo (FES - regolamento (UE) 2015/322) - che attualmente risulta essere il principale strumento di cui dispone l'UE per fornire assistenza ai Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e ai Paesi e territori d'oltremare, finanziato al di fuori del bilancio dell'Unione (prossimo alla scadenza di fine 2020 ) - e gran parte degli strumenti di azione esterna dell'Unione che attingono alla rubrica "Ruolo dell'Europa nel mondo" del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, quali: lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI - regolamento (UE) n. 233/2014), lo strumento di partenariato (PI - regolamento (UE) n. 234/2014), lo strumento europeo di vicinato (ENI - regolamento (UE) n. 232/2014), lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR - regolamento (UE) n. 235/2014), lo strumento per contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP - regolamento (UE) n. 230/2014), oltre al Fondo di garanzia per le azioni esterne (regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009) e al Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD - regolamento (UE) 2017/1601); - gli obiettivi della proposta sono quelli di affermare e promuovere i valori e gli interessi dell'Unione in tutto il mondo e di perseguire gli scopi e i principi dell'azione esterna dell'Unione, tra cui il consolidamento e la promozione della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani, e di rispondere rapidamente a situazioni di crisi, di instabilità e di conflitto; - per l'attuazione del regolamento è prevista una dotazione finanziaria, nel periodo 2021-2027, pari a 89.200 milioni di euro (a prezzi correnti) erogata attraverso programmi geografici, programmi tematici e azioni di risposta rapida; valutato che: - la base giuridica della proposta è correttamente individuata nell'articolo 209 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea) sulla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, nell'articolo 212 del TFUE sulla cooperazione con i Paesi terzi diversi da quelli in via di sviluppo e nell'articolo 322 del TFUE concernente la formazione e l'esecuzione del bilancio dell'Unione. Inoltre, l'articolo 8 del Trattato sull'Unione europea consente all'Unione di sviluppare relazioni privilegiate con i Paesi limitrofi al fine di creare uno spazio di prosperità e di buon vicinato fondato sui valori dell'Unione e caratterizzato da relazioni strette e pacifiche basate sulla cooperazione; - la proposta rispetta i principi di sussidiarietà e proporzionalità, in quanto gli obiettivi prefissati dal regolamento, per la portata e gli effetti dell'azione, possono essere realizzati in modo più efficace a livello di Unione e le misure proposte si limitano a quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi; - in questo senso, la presenza nel mondo dell'Unione europea, quale entità sovranazionale, unitamente ad una sua consolidata e riconosciuta competenza in materia di cooperazione internazionale, le consentono di mantenere un dialogo tra pari con le altre organizzazioni internazionali e regionali, e la pongono al contempo in una posizione privilegiata nei rapporti con i Paesi terzi; - dal punto di vista finanziario, l'Unione può fornire un valore aggiunto in termini di volume di risorse da impegnare e di prevedibilità delle stesse sul periodo del quadro finanziario pluriennale; - l'azione dell'Unione si pone, inoltre, in modo complementare rispetto a quella degli Stati membri, per affrontare situazioni particolarmente onerose o sopperire alla scarsa presenza degli Stati membri in settori quali la difesa dei diritti umani o le missioni di osservazione elettorale; valutata la relazione del Governo, presentata ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge n. 234 del 2012, formula, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni: - come rilevato nella citata relazione del Governo, le conseguenze dell'inclusione del Fondo europeo di sviluppo (FES) nel bilancio europeo non permettono di prevedere gli effetti sulle dotazioni delle varie voci di bilancio e dei singoli programmi di spesa perché frutto di un negoziato politico appena avviato, così come non sono prevedibili, sul piano politico, le conseguenze di una eventuale rimodulazione della dotazione di bilancio per l'azione esterna dell'Unione europea. Si auspica pertanto che, in fase di negoziato sul quadro finanziario pluriennale, vengano garantiti incrementi per gli attuali livelli di assistenza ai Paesi terzi e alle regioni di maggiore interesse strategico per l'Italia come il Mediterraneo e la regione africana del Sahel; - a riguardo si ritiene essenziale che sia assicurata  attraverso la presentazione di relazioni periodiche della Commissione europea al Parlamento europeo e al Consiglio  la totale trasparenza della destinazione dei fondi dell'azione esterna dell'UE, con particolare riguardo ai flussi finanziari verso i Paesi dell'Africa, dei Caraibi, del Pacifico (ACP) e dei Paesi e territori d'oltremare, alla stregua del monitoraggio sul conseguimento degli obiettivi raggiunti previsto dall'art. 31 del Regolamento;