[pronunce]

che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione venga dichiarata non fondata. Considerato che il TAR per la Sicilia, sezione staccata di Catania, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165 (Attuazione delle deleghe conferite dall'articolo 2, comma 23 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dall'articolo 1, commi 97, lettera g, e 99, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché del personale non contrattualizzato del pubblico impiego), nella parte in cui, ai commi 1 e 2, non prevede la possibilità del collocamento in ausiliaria di tutto il personale appartenente alle forze di polizia a ordinamento civile non soggetto al regime pensionistico contributivo di cui alla legge n. 335 del 1995, ovvero nella parte in cui, al comma 7, non estende il beneficio dell'incremento del montante contributivo agli appartenenti alle forze di polizia che, per ragioni di anzianità di servizio, sono assoggettati al regime pensionistico interamente retributivo e non a quello contributivo; che lo stesso remittente, nel medesimo giudizio, aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del d.lgs. n. 165 del 1997, senza tener conto della disposizione di cui al comma 7 dell'articolo medesimo, che prevede il beneficio pensionistico suindicato dell'incremento del montante contributivo, sicché questa Corte, con l'ordinanza n. 387 del 2002, l'aveva dichiarata manifestamente infondata; che ora lo stesso TAR censura la mancata previsione del collocamento in ausiliaria del personale non militare della polizia di Stato, ma nel contempo impugna anche il comma 7 dello stesso art. 3, nella parte in cui limita la fruizione del beneficio pensionistico suddetto al personale non militare assoggettato al regime contributivo; che il remittente, quindi, solleva in modo alternativo due diverse questioni di legittimità costituzionale, l'una avente ad oggetto i commi 1 e 2 dell'art. 3 del d.lgs n. 165 del 1997, l'altra il comma 7 dello stesso articolo; che la prima questione è di per sé da ritenere manifestamente inammissibile, non solo in quanto è sostanzialmente analoga a quella già decisa, nel merito, con l'ordinanza n. 387 del 2002 di questa Corte, ma anche per altre concorrenti ragioni; che, infatti, la proposizione di questioni di legittimità costituzionale formulate in via alternativa le rende entrambe manifestamente inammissibili (ex plurimis, tra le più recenti, ordinanze n. 192 del 2004, n. 215 del 2005 e n. 9 del 2006); che, inoltre, la motivazione sulla non manifesta infondatezza delle questioni è carente, perché, da un lato, non tiene alcun conto delle sostanziali differenze esistenti tra il regime pensionistico contributivo e quello retributivo, dall'altro, mentre afferma che per il ricorrente nel giudizio di merito vale il regime retributivo, non specifica se il globale trattamento di fine rapporto stabilito per coloro cui esso si applica non presenti vantaggi tali da compensare l'esclusione dall'applicazione delle norme relative al collocamento in ausiliaria; che non è, pertanto, univoco il riferimento all'asserita parificazione dei sistemi pensionistici dei militari a quello dei non militari, in quanto il remittente non precisa se ha riguardo al sistema contributivo o a quello retributivo; che le questioni, pertanto, devono essere dichiarate manifestamente inammissibili.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165 (Attuazione delle deleghe conferite dall'articolo 2, comma 23, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dall'articolo 1, commi 97, lettera g), e 99, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché del personale non contrattualizzato del pubblico impiego), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 marzo 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 aprile 2007. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA