[massime]

Processo civile - Giudizi di competenza delle sezioni stralcio - Tentativo di conciliazione - Convocazione delle parti - Comunicazione al convenuto contumace del provvedimento che dispone la convocazione - Omessa previsione - Asserita lesione dei principî del giusto processo e di legalità, nonché del diritto di difesa - Possibilità di una interpretazione atta a superare il dubbio di costituzionalità - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 2, della legge 22 luglio 1997, n. 276, sollevata in riferimento agli artt. 24, secondo comma, 101, secondo comma, e 111, primo comma, nella parte in cui tale norma - non prevedendo la notificazione ('recte': comunicazione) al convenuto contumace del provvedimento che dispone la convocazione delle parti per l'esperimento del tentativo di conciliazione - comporterebbe la lesione del principio del giusto processo, di quello di legalità e del diritto di difesa. Contrariamente all'avviso espresso dal rimettente, deve infatti ritenersi che l'art. 292 cod. proc. civ., contenente l'elencazione tassativa degli atti che devono essere comunicati al contumace, sia stato tacitamente modificato dalla norma denunciata e sia, conseguentemente, integrabile con la previsione di un ulteriore atto da comunicare al contumace, rappresentato dal provvedimento di convocazione delle parti per l'esperimento del tentativo di conciliazione. - Sull'onere, per il rimettente, di ricercare interpretazioni adeguate o conformi a Costituzione, v. sentenza n. 242/1999 e ordinanze n. 3 e n. 158/2000, nonché sentenza n. 200/1999 (qui citate).