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a causa dell'innalzamento del rischio sanitario connesso alla diffusione dell'epidemia da COVID-19, aggravata dal dilagare della variante B117, si sono rese necessarie nuove chiusure e, di conseguenza, anche molte attività amministrative hanno subito dei ritardi nel rilascio dei pareri obbligatori per legge, al fine del finanziamento dei progetti, pregiudicandone l' iter ; a causa del periodo che il Paese sta attraversando e del rallentamento degli iter burocratici necessari, diversi finanziamenti hanno subito nuove proroghe dei termini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda prorogare nuovamente il termine per la proposta di aggiudicazione degli interventi, di cui al Fondo normativa antisismica a valere sul fondo ex protezione civile - Annualità 2018/2021, di cui al decreto del Ministero dell'istruzione n. 392 del 30 aprile 2019, anche alla luce della finalità delle risorse finanziarie investite, le quali serviranno per la messa in sicurezza degli istituti scolastici che gli studenti, presto, torneranno a frequentare ininterrottamente. Atto n. 4-05420 LANZI MANTOVANI CROATTI MONTEVECCHI PAVANELLI VACCARO DONNO FERRARA VANIN ANASTASI CASTELLONE Ai Ministri della transizione ecologica e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la disastrosa alluvione per rottura d'argine del fiume Secchia del gennaio 2014, seguita dall'alluvione per rottura d'argine del fiume Panaro nel dicembre 2020, rappresentano due eventi di estrema gravità attribuibili alla totale assenza di manutenzione delle infrastrutture territoriali modenesi, fatta eccezione per qualche intervento di natura emergenziale effettuato da AIPO (Agenzia interregionale per il fiume PO); i due fiumi costituiscono il cuore del nodo idraulico modenese e sono caratterizzati dalla loro "pensilità" dovuta al continuo depositarsi attraverso i secoli di sedimenti nel loro letto. Nel corso dei secoli, tale fenomeno è stato contrastato tramite l'innalzamento delle arginature con la conseguenza che oggi durante le piene il livello dell'acqua sovrasta di circa dieci metri in altezza le piazze dei centri abitati che essi attraversano; considerato che: negli ultimi quarant'anni i letti dei due fiumi si sono ristretti di circa due terzi e tutti i ponti che li sovrastano hanno perso l'agibilità di due arcate su cinque. Peraltro, all'elevazione del fondo dei fiumi corrisponde la drastica perdita di capacità delle golene e delle casse di espansione, le quali funzionalmente hanno il compito di trattenere le enormi masse d'acqua dovute alle piene, che si può calcolare in un buon 30 per cento; il degrado del sistema idraulico ha come diretta conseguenza una riduzione della velocità di transito dell'acqua, con conseguente aumento dei tempi che impiega una piena per defluire (oggi sono necessari fino a 20 giorni, a fronte dei 3 giorni necessari 30 anni fa). L'estrema lentezza di deflusso dell'acqua comporta che, anche a fronte di modesti fenomeni atmosferici, possano determinarsi grosse piene. Infatti si è passati da una media di una piena all'anno (negli anni '80) ad oltre 10 piene attuali; oltretutto, la pressione dell'acqua esercitata sugli argini dall'interno verso l'esterno assume valori elevatissimi durante una piena, stressando argini antichi spesso già al limite della loro tenuta (con conseguente aumento del pericolo di rottura dell'argine) e sono numerosi ormai i segnali inequivocabili in questo senso: trafilamenti ai piedi dell'argine, fontanazzi, permanenza dell'acqua nei campi d'intorno anche non golenali; considerato altresì che: gli interventi effettuati negli anni dall'Agenzia interregionale per il fiume PO sono stati connotati dall'esigenza di tamponare emergenze contingenti e non hanno riguardato il necessario adeguamento del sistema fluviale del Secchia (o del Panaro) per garantire lo smaltimento delle piene con periodo di ritorno pari a 200 anni. Nonostante le numerose istanze provenienti da comitati cittadini spontanei e la presenza nel medesimo territorio di un'eccellenza scientifica altamente specializzata in materia quale l'Università di Modena e Reggio Emilia - Facoltà di Ingegneria Idraulica, non è stato mai avviato uno studio di fattibilità in tal senso; diverse simulazioni dal vero hanno dimostrato che in caso di rottura d'argine del Secchia a nord di Modena il centro della città verrebbe sommerso in appena 8 ore; considerato inoltre che: con gli ultimi lavori di AIPO, in corso di ultimazione, l'intero impianto fluviale si assesterà ad un TR20 (tempo di ritorno 20 anni), anziché come preconizzato dalla comunità scientifica internazionale ad un TR200 (si pensi che una diga o un ponte vanno conformate ad un TR500 o addirittura TR1000); un'occasione per mettere in sicurezza l'intero decorso dei fiumi, potrebbe concretizzarsi tramite l'utilizzo delle risorse provenienti dal "Recovery Fund", che prevede uno stanziamento pari a circa 15 miliardi di euro nell'ambito della tutela del territorio e della risorsa idrica. Il rischio della perdurante assenza di manutenzione, infatti, associato al cambiamento climatico in atto potrebbe avere effetti devastanti per l'intero territorio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle gravi condizioni in cui versano i fiumi Secchia e Panaro; se, per quanto di propria competenza, intendano intervenire affinché si provveda a realizzare un'attività di programmazione o uno studio di fattibilità volti a mettere in sicurezza le suddette infrastrutture fluviali, che tengano in considerazione non solo la gestione dell'emergenza, ma anche gli interventi migliorativi di routine e la manutenzione programmata; se non ritengano che le risorse destinate con il "Recovery Fund" debbano essere utilizzate per risolvere le gravi problematiche che affliggono i territori, in particolare quello modenese, relativamente alla sicurezza idraulica nonché al rischio alluvioni, e, di conseguenza, come intendano intervenire al riguardo. Atto n. 4-05421 DE BONIS DE FALCO Ai Ministri della giustizia e della salute Premesso che: il microbiologo professor Andrea Crisanti, direttore dell'Istituto di microbiologia dell'Università di Padova, è indagato dalla Procura di Padova in seguito ad una segnalazione da parte dell'Azienda Zero, un nuovo ente della Regione Veneto, che risponde alle finalità di unificare e centralizzare le funzioni di programmazione, attuazione sanitaria e socio-sanitaria, nonché di coordinamento e governance del sistema sanitario, riconducendo ad esso le attività di gestione tecnico-amministrativa su scala regionale; secondo tale azienda le critiche dello scienziato mosse al sistema di prevenzione della pandemia da COVID, in particolare all'uso generalizzato dei test rapidi, avrebbe gettato discredito sulla sanità veneta; il fascicolo è stato aperto all'inizio di marzo e vede i magistrati procedere per l'ipotesi di diffamazione. A presentare l'esposto è stato il direttore generale di Azienda Zero, Roberto Toniolo;