[massime]

Sanità pubblica - Norme della Regione Toscana - Autorizzazione e accreditamento di strutture socio-sanitarie - Requisiti - Ricorso del Governo - Denunciata violazione dei principi fondamentali in materia di tutela della salute e di leale collaborazione - Erroneità della premessa interpretativa - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale, promosse dal Governo in riferimento agli artt. 5, 117, terzo comma, 118 e 120 Cost., dell'art. 2 della legge reg. Toscana n. 21 del 2017, che indica i requisiti per l'accreditamento delle strutture socio-sanitarie. Contrariamente all'erronea premessa interpretativa del ricorrente, lo scopo cui dichiaratamente risponde l'impugnata legge regionale è quello di uniformare progressivamente i due sistemi di accreditamento sanitario e sociale, per cui il suddetto art. 2, che sostituisce l'art. 3 della legge reg. Toscana n. 82 del 2009, correttamente letto nel suo complessivo contesto, individua non già i requisiti in senso tecnico, ma piuttosto i "criteri" - non difformi dai principi per l'accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e socio-sanitarie sanciti dall'evocato parametro interposto di cui all'art. 8-quater del d.lgs. n. 502 del 1992 - ai quali attenersi per la determinazione dei requisiti generali e dei requisiti specifici, oggetto di futura determinazione regionale, i quali non è escluso che possano riferirsi anche ai criteri generali uniformi stabiliti dalla legge statale; dal che l'insussistenza della violazione dei parametri costituzionali, peraltro non tutti motivatamente evocati.