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Il voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia che si propone d'istituire s'ispira al modello di successo del Chèque emploi service universel (CESU), realizzato in Francia a partire dalla legge n. 841 del 26 luglio 2005. In seguito alla riforma dei CESU, gli occupati nell'intero settore dei servizi alla persona in Francia sono nel 2011 oltre due milioni (330.000 nuovi occupati dal 2005), 4 milioni di famiglie utilizzano i servizi alla persona (il 17 per cento del totale), sono state accreditate quasi 29.000 imprese e associazioni fornitrici dei servizi e il valore aggiunto di questo settore è aumentato dell'11 per cento . Il modello francese dei CESU è stato adattato alle specifiche caratteristiche del sistema di welfare italiano e sono state ampliate alcune agevolazioni fiscali già esistenti nel nostro Paese. In particolare sono stati unificati in un unico titolo di credito i due tipi di CESU introdotti in Francia, il Cesu bancario ( Cesu Déclaratif ) utilizzato dalle famiglie e il Cesu pre-finanziato ( Cesu préfinancé ) o cofinanziato dalle imprese, semplificando ulteriormente il sistema. Gli altri due principali elementi di differenziazione sono l'estensione dell'utilizzo del voucher anche per l'acquisto di servizi erogati fuori dal domicilio della famiglia (asili nido, centri diurni per anziani, eccetera) e l'integrazione del voucher nell'ambito delle misure di welfare aziendale già esistenti, consentendo così un'ulteriore ampliamento dei servizi di assistenza offerti ai lavoratori che non si limitano a favorire la conciliazione ma affrontano gli altri bisogni che si manifestano nel ciclo di vita. Infine, l'elemento decisivo di sostenibilità finanziaria del sistema basato sul voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia è rappresentato, come è stato sottolineato anche dalla Commissione europea, dal saldo tra il minor gettito determinato dalle agevolazioni fiscali a favore delle famiglie e il maggior gettito soprattutto contributivo e fiscale determinato dall'emersione del lavoro non regolare e da altri fattori. Tale saldo consente di contenere in una dimensione accettabile gli oneri a carico della finanza pubblica per l'istituzione del voucher universale. Come è emerso dall'indagine del Censis prima citata, in Italia si osserva un'ampia area di lavoro totalmente irregolare pari al 27,7 per cento dei collaboratori e di «grigio» (37,8 per cento). Si stima che in Europa la quota di «lavoro non dichiarato» nei settore dei servizi alla famiglia sia pari al 19 per cento , con punte più alte in Italia, ma soprattutto in Germania dove si stima che «il 90-95 per cento di tali attività siano svolte in modo informale» . Ma gli effetti economici positivi dei sistemi basati sul voucher per i servizi alla persona e alla famiglia sono molto più ampli e possono essere esaminati a partire dal modello utilizzato in Belgio che è l'unico paese che pubblica annualmente un rapporto che contiene, fra l'altro, anche una analisi molto dettagliata del saldo tra i costi e i ritorni economici diretti e indiretti del sistema basato sui titres-services . Nel Belgio, che ha il più generoso e costoso sistema di voucher per i servizi alla famiglia, i ritorni economici si possono riassume in tre gruppi: 1) effetti diretti: aumento degli occupati nelle imprese che offrono servizi alla persona pagati con i voucher ; 2) effetti indiretti di 1º livello: creazione di nuove imprese dei servizi alla persona e aumento del personale amministrativo; 3) effetti indiretti di 2º livello: diminuzione dei disoccupati, aumento delle persone che lavorano grazie al minor costo dei servizi di conciliazione, crescita degli anziani non autosufficienti che possono restare più a lungo a casa in alternativa ai servizi di assistenza residenziali, maggiori consumi da parte dei lavoratori delle imprese di servizio. Il costo netto annuale del sistema dei titres-services in Belgio nel 2011 è molto alto (superiore a quello sostenuto, in proporzione, in Francia per l'analogo sistema): 1.655,3 milioni di euro. È costituito dalle seguenti voci di spesa (vedi illustrazione dell'articolo 3): -- contributo statale sul valore dei voucher : 1.421,1 milioni di euro; -- amministrazione del sistema: 13,3 milioni di euro; -- deduzioni fiscali: 220,9 milioni di euro. A questi costi si aggiunge la spesa per i buoni-servizio gratuiti alle lavoratrici autonome che riprendono a lavorare dopo il parto. Per quanto riguarda gli effetti diretti, la creazione di occupazione aggiuntiva determina tre effetti positivi sulla finanza pubblica: 1) riduzione dei costi dell'indennità di disoccupazione federale (-200,7 milioni di euro); 2) aumento dei contributi sociali (307,3 milioni di euro); 3) aumento dell'imposta sulle persone fisiche (148 milioni di euro). Il ritorno economico degli effetti indiretti di primo livello è costituita da: 1) aumento delle imposte sulle società (34,3 milioni di euro); 2) aumento delle imposte sulle persone fisiche e dei contributi sociali del personale amministrativo delle nuove società di servizi (44,5 milioni di euro); 3) riduzione dell'indennità di disoccupazione del personale amministrativo delle nuove società di servizi (9,2 milioni di euro). Il ritorno economico degli effetti indiretti di secondo livello è costituita da: 1) riduzione dei costi delle indennità di disoccupazione per sostituzione dei posti precedentemente occupati (da --106,1 a --212,3 milioni di euro); 2) altre economie sulle indennità di disoccupazione (da --8,6 a --17,2 milioni di euro); 3) aumento dei consumi e dell'IVA (da 9,8 a 34,3 milioni di euro); 4) aumento delle imposte sulle persone fisiche e dei contributi sociali degli utilizzatori dei servizi che, grazie al minor costo dei servizi di conciliazione, possono lavorare (259,5 milioni di euro). Il saldo tra i costi e i recuperi derivanti dagli effetti diretti e indiretti del sistema dei titres-services in Belgio nel 2011 è pari a circa 911 milioni se non si prendono in considerazione gli effetti indiretti di secondo livello (55,1 per cento del totale della spesa) e di 458 milioni (27,6 per cento del totale della spesa) se si conteggiano anche questi effetti economici positivi. Di conseguenza, il costo sostenuto dallo Stato per ciascuno dei 150.000 lavoratori presso le imprese che offrono servizi alla persona è pari a 3.520 euro. È un valore relativamente basso se si prendono in considerazione i valori medi degli incentivi all'assunzione che, peraltro, non sempre garantiscono una effettiva occupazione aggiuntiva. Lo stesso rapporto sul sistema belga riporta le seguenti valutazioni conclusive sui punti di forza e di debolezza del sistema dei titres-services: -- sistema dei voucher è un importante generatore di nuovi posti di lavoro, soprattutto per le persone non qualificate e gli stranieri (nel 2011, 149.827 lavoratori erano attivi nel sistema); -- diminuisce, di contro, il numero di lavoratori svantaggiati assunti dalle imprese che forniscono servizi; -- il sistema dei voucher è radicato nelle abitudini degli utenti (nel 2011, 834.959 persone hanno utilizzato quasi 110 milioni di voucher : 1 su 10 abitanti di oltre 20 anni); -- il profilo degli utenti evolve nel corso degli anni: aumentano le persone anziane non autosufficienti; -- il mercato dei voucher si è stabilizzato, ma è sempre più rappresentato da imprese private commerciali rispetto a quelle pubbliche;