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Articolo 2. Non possono, inoltre, destinate all'esportazione verso l'Italia le carni ottenute: 1) da animali macellati d'urgenza; 2) da animali nei quali sia stata constatata una qualsiasi forma di tubercolosi sia la presenza di uno o più cistercerchi; 3) da animali trattati con antibiotici (limitatamente all'ultima settimana prima della macellazione), con sostanze ad azione ormonale o antiormonale naturali o di sintesi a scopo zootecnico o terapeutico, con inteneritori, calmanti, arsenicali antimoniali o altre sostanze nocive o suscettibili di rendere eventualmente il consumo delle carni pericoloso o nocivo per la salute dell'uomo. È parimenti vietata l'esportazione di: parti di carcasse o delle frattaglie che presentino lesioni traumatiche nonché malformazioni e le alterazioni di cui alla precedente lettera e); carni di colore, odore, sapore e consistenza anormali; carni immature; carni trattate con sostanze coloranti e conservanti, con radiazioni ionizzanti o raggi ultravioletti o comunque con sostanze che influiscono sulle loro caratteristiche organolettiche o sulla loro conservabilità, o contenenti residui di pesticidi superiori a quelli previsti dalla legislazione italiana; carni insudiciate o comunque in condizioni igieniche di conservazione non ineccepibili.