[ddlpres]

Disposizioni finanziarie concernenti il Club alpino italiano e il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha lo scopo razionalizzare le numerose disposizioni di legge che autorizzano un contributo in favore del Club alpino italiano (CAI) e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) del CAI stesso. Il Club alpino italiano, fondato nel 1863, è un’associazione costituita da circa 320.000 soci, articolata in 21 raggruppamenti regionali (di cui 2 provinciali), che coordinano l'attività di 496 sezioni e 308 sottosezioni. All'interno dell'ordinamento giuridico italiano, la struttura centrale del CAI si configura come un «ente pubblico non economico», mentre tutte le sue strutture periferiche (sezioni, raggruppamenti regionali e provinciali) sono soggetti di diritto privato. La legge n. 91 del 1963, nel definire il riordino del CAI, ne ha indicato i compiti, tra cui, il tracciamento, la realizzazione e la manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche (articolo 2, lettera b) ), nonché l'organizzazione di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e per il recupero dei caduti (lettera g) ). Poiché la legge n. 91 del 1963 ha autorizzato la concessione di un contributo annuale dello Stato al CAI, anche in virtù dei numerosi compiti di rilevanza pubblica che esso gestiva -- pur trattandosi di un’associazione --, il CAI conseguentemente è rientrato tra gli enti sottoposti alla vigilanza della Corte dei conti (ai sensi della legge n. 259 del 1958), successivamente ricompreso nella tabella allegata alla legge n. 70 del 1975 sul riordino degli enti pubblici, e quindi inserito tra gli enti sottoposti al regime di tesoreria unica (legge n. 720 del 1984). Trattandosi di un ente pubblico non economico, ad esso si applicano le disposizioni previste dall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 in tema di disciplina del pubblico impiego. Pur non essendo ricompreso nell'elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, individuate annualmente dall'ISTAT, ai sensi della legge n. 196 del 2009, il CAI è tuttavia assoggettato alle disposizioni in materia di finanza pubblica in quanto l'articolo 1, comma 2, della legge n. 196 del 2009 fa riferimento alle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico è una sezione nazionale del CAI, esso è composto da oltre 7.000 tecnici, tutti soci CAI, che operano prevalentemente lungo l'arco alpino e la dorsale appenninica con un ricambio annuale di 400-500 unità. Il Corpo opera nell'ambito del «sistema sanitario 118» e fa parte del sistema della Protezione civile. La struttura territoriale si compone di 21 Servizi regionali, articolati in 31 delegazioni alpine con 242 stazioni e in 16 delegazioni speleologiche con 27 stazioni di soccorso. L'attività addestrativa si svolge seguendo programmi consolidati messi a punto dalle scuole nazionali alle quali è demandata la formazione dei vari operatori tecnici. Nel 2013 sono stati compiuti 8.023 interventi, soccorrendo 7.670 persone ed impegnando 23.648 volontari. Si è fatto ricorso all'impiego complessivo di 3.337 elicotteri, nella maggioranza dei casi si è trattato di mezzi del Sistema sanitario nazionale (118), presso le cui basi di elisoccorso dell'arco alpino è sempre presente un tecnico del soccorso alpino (nel periodo invernale anche una unità cinofila da ricerca in valanga). L'utilizzo dell'elicottero è aumentato considerevolmente negli anni, contribuendo a salvare numerosi infortunati grazie alla tempestività dell'intervento. Circa il 92 per cento delle persone soccorse non era soci del CAI. Per quanto riguarda il CAI, la legge n. 91 del 1963, nel definirne il riordino e indicarne i compiti, all'articolo 5 ha autorizzato, a decorrere dall'esercizio finanziario 1962-63, a favore del Club alpino italiano la concessione di un contributo di 80 milioni di lire, poi aumentato a 160 milioni di lire a decorrere dal 1º gennaio 1971 dalla legge n. 79 del 1971, a 250 milioni di lire a decorrere dal 1º gennaio 1974 dalla legge n. 704 del 1974, a 500 milioni di lire a decorrere dall'anno finanziario 1980 dalla legge n. 816 del 1980 e a 2 miliardi di lire a partire dall'esercizio finanziario 1984 dalla legge n. 776 del 1985. Da ultimo l'articolo 2 della legge 24 luglio 2007, n. 119 ha incrementato il contributo in favore del CAI nella misura di 220.000 euro annui a decorrere dall'anno 2007 (salvo una assegnazione di soli 60.000 euro per il 2008). In sostanza, nell'anno 2007 i trasferimenti in favore del CAI (allora allocati al capitolo 865 dello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri) risultavano pari a 1.201.268 euro. Per quanto riguarda il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS), non era previsto inizialmente uno specifico contributo al CNSAS, in quanto la legge n. 91 del 1963, come già ricordato, ha previsto tra i compiti assegnati al CAI l'organizzazione di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e per il recupero dei caduti. Una prima norma di finanziamento diretto al CNSAS è stata prevista con la legge n. 162 del 1992 («Provvedimenti per i volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e per l'agevolazione delle relative operazioni di soccorso»). In particolare sono state stanziate risorse destinate a compensare i membri del soccorso alpino (o i loro datori di lavoro) del mancato reddito per la giornata spesa in attività di soccorso (articolo 1), nonché un contributo annuo a carico dello Stato di 900 milioni di lire, da destinare, quanto, a 600 milioni di lire al pagamento dei premi per l'assicurazione contro i rischi di morte, invalidità permanente e responsabilità civile verso terzi, ivi compresi gli altri soccorritori, dei volontari del Corpo impegnati nelle operazioni di soccorso o nelle esercitazioni e quanto a 300 milioni di lire alla realizzazione e gestione, presso la sede centrale del CAI di un centro di coordinamento delle attività del CNSAS (articolo 3). Con la legge finanziaria per il 1999 fu disposto in tabella D un finanziamento in conto capitale di 800 milioni di lire per il solo 1999 quale contributo per il CNSAS.