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Art. 7 1. Possono essere ammessi a quotazione i titoli emessi dagli enti in possesso dei seguenti requisiti: a) per i soggetti indicati nell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e per i consorzi a cui si applicano le norme degli enti locali, l'ultimo rendiconto della gestione, corredato della relazione di cui all'art. 73 del citato decreto n. 77/1995, deve essere certificato dall'organo di revisione economico-finanziaria con le modalità di cui all'art. 105, comma 1, lettera d), dello stesso decreto legislativo; b) per i consorzi tra enti locali territoriali aventi rilevanza economica e imprenditoriale, l'ultimo bilancio approvato deve essere certificato da una società di revisione iscritta all'albo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136. 2. Per l'ammissione a quotazione i titoli devono avere i seguenti requisiti: a) libera trasferibilità; b) idoneità ad essere oggetto di liquidazione di borsa; c) essere emessi a fronte di un prestito il cui ammontare residuo sia non inferiore a cinque miliardi di lire; d) avere una sufficiente diffusione all'atto dell'ammissione alla quotazione, che si presume realizzata quando gli stessi siano ripartiti, per almeno il venticinque per cento dell'ammontare del prestito, tra un numero di obbligazionisti non inferiore a duecento. 3. I titoli convertibili in azioni o con warrant possono essere ammessi a quotazione a condizione che le azioni attribuibili in conversione o quelle di compendio siano precedentemente o contestualmente ammesse alla quotazione ufficiale. 4. La condizione di cui al comma 3 è derogabile qualora l'ente si impegni a porre in essere una costante diffusione di informazioni relative alla società emittente le azioni di conversione o di compendio, in modo tale da consentire ai portatori di titoli una adeguata valutazione dell'investimento. Note all'art. 7: - Si riporta il testo dell'art. 1, comma 2, e dell'art. 105, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 25 febbraio 1995, n. 77, già citato: "Art. 1 (Ambito di applicazione), comma 2. - L'ordinamento stabilisce per le province, i comuni, le comunità montane, le città metropolitane e le unioni di comuni i principi contabili che si applicano alle attività di programmazione finanziaria, di previsione, di gestione, di rendicontazione, di investimento e di revisione, nonché alla disciplina del dissesto". "Art. 105 (Funzioni), comma 1, lettera d). - L'organo di revisione svolge le seguenti funzioni: a)-c) (omissis); d) relazione sulla proposta di deliberazione consiliare del rendiconto della gestione e sullo schema di rendiconto entro il termine, previsto dal regolamento di contabilità e comunque non inferiori a 20 giorni, decorrente dalla trasmissione della stessa proposta approvata dall'organo esecutivo. La relazione contiene l'attestazione sulla corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione nonché rilievi, considerazioni e proposte tendenti a conseguire efficienza, produttività ed economicità della gestione". - Il D.P.R. 31 marzo 1975, n. 136, reca norme sul controllo contabile e certificazione dei bilanci delle società per azioni quotate in borsa.