[massime]

SENT. 249/06 A. CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO - RICORSO DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO NEI CONFRONTI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI - ECCEPITA INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO PER MANCANZA DI UNO SPECIFICO 'PETITUM' - NEGAZIONE DELLA SUSSISTENZA DEI PRESUPPOSTI DI CUI ALL'ART. 68, COMMA PRIMO, COST. E CONSEGUENTE DENUNCIA DI INTERFERENZA NELLE ATTRIBUZIONI DELL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA - SUFFICIENZA - OMESSA INDICAZIONE DELLE NORME COSTITUZIONALI A TUTELA DELL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA - IRRILEVANZA - REIEZIONE DELL'ECCEZIONE.. Nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri sollevato dalla Corte d'appello di Milano, seconda sezione penale, in relazione alla deliberazione 23 gennaio 2002 con la quale la Camera ha dichiarato che i fatti per i quali un deputato è stato ritenuto colpevole del reato di cui all'art. 292 cod. pen. dal Tribunale di Como, concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, deve essere disattesa l'eccezione sollevata dalla difesa della Camera dei deputati secondo cui manca l'indicazione di uno specifico petitum . Infatti, con l'atto introduttivo, la ricorrente nega che la delibera di insindacabilità sia fondata sui presupposti richiesti dall'art. 68, primo comma, Cost., e conseguentemente denuncia un'illegittima interferenza nelle attribuzioni dell'autorità giudiziaria e ciò è sufficiente ad esplicitare la sostanza della pretesa che il giudice confliggente introduce nel giudizio. > >- Secondo sentenza n. 28/2005, citata, si deve ritenere necessaria e sufficiente "qualsiasi espressione idonea a palesare, in modo univoco e chiaro, la volontà del ricorrente di richiedere la decisione della Corte su un determinato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato". > >- V., citata, sentenza n. 246/2004.