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Il potere cautelare riconosciuto ai giudici tributari, a norma del comma 1, è dagli stessi esercitato secondo le disposizioni contenute nel capo II del libro IV. 14 (Poteri cognitori del giudice tributario) 1 Il giudice tributario conosce e risolve in via incidentale ogni questione da cui dipende la decisione delle controversie oggetto di giudizio, che appartengono in via principale alla stessa giurisdizione tributaria o ad altre giurisdizioni, fatta soltanto eccezione per le questioni in materia di querela di falso e sullo stato o la capacità delle persone, diversa dalla capacità di stare in giudizio. È applicabile l'articolo 295 del codice di procedura civile. 2 Il giudice tributario, se ritiene illegittimo un regolamento o un atto generale rilevante ai fini della decisione, non lo applica in relazione all'oggetto dedotto in giudizio, indipendentemente dall'eventuale impugnazione dell'atto stesso principalmente proposta davanti al giudice cui spetta il potere di pronunciarne l'annullamento. 15 (Poteri istruttori del giudice tributario) 1 Il giudice tributario pone a fondamento della sentenza i fatti allegati dalla parte che non siano stati oggetto di specifica contestazione dalla controparte costituita in giudizio, ai sensi dell'articolo 115, comma 1, del codice di procedura civile. 2 Salvo quanto previsto al comma 1, il giudice tributario, nei limiti dei fatti allegati dalle parti e al fine di verificarne la verità, esercita tutti i poteri istruttori di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e di chiarimenti che la legge riconosce ai soggetti che hanno emesso gli atti oggetto d'impugnazione. 3 Sono ammessi la testimonianza, l'interrogatorio formale, il giuramento, decisorio e suppletorio, nonché ogni mezzo di prova legale, senza alcuna limitazione, per il rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente. 4 Il giudice tributario, se lo ritiene indispensabile per la decisione, anche d'ufficio, può richiedere informazioni scritte sui fatti di causa alle parti e ai terzi, comunicando ad essi, tramite la segreteria, apposito modulo di richiesta di informazioni, cui il destinatario è tenuto a rispondere, restituendo, anche a mezzo posta, all'ufficio che l'ha inviato, il modulo stesso, con firma gratuitamente autenticata da notaio, da segretario o cancelliere di qualsiasi ufficio giudiziario o da segretario comunale. Le risultanze acquisite sono liberamente valutate dal giudice tributario. 5 Il giudice tributario, se le ritiene rilevanti, può liberamente valutare le informazioni di terzi fornite dalle parti, per quanto possibile, nelle forme di cui al comma 4. 6 Il giudice tributario, quando occorre acquisire elementi conoscitivi di particolare complessità, ritenuti indispensabili per la decisione, può nominare consulenti tecnici, ai quali, e per i compiti ad essi affidati, si applica la disciplina prevista dal codice di procedura civile. 7 È ammesso l'accertamento tecnico preventivo, ai sensi degli articoli 696 e 696- bis del codice di procedura civile. 8 Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate. 9 L'inutilizzabilità è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del processo. V AUSILIARI DEL GIUDICE TRIBUTARIO 16 (Ausiliari dei giudici tributari) 1 Le attività svolte nel processo civile dai cancellieri o dagli ufficiali giudiziari sono affidate nei processi davanti ai giudici tributari di primo e di secondo grado al personale dei relativi uffici di segreteria, secondo le specifiche competenze interne di ognuno di essi. 2 Nello svolgimento delle attività di cui al comma 1 il personale delle segreterie dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie collabora con i rispettivi presidenti e con tutti i giudici che ne fanno parte. II DELLE PARTI E DEI LORO DIFENSORI 17 (Le parti del processo tributario) 1 Sono parti del processo tributario l'autore dell'atto impugnato e chiunque ne sia destinatario. 2 È parte del processo tributario anche chi succede ad uno dei soggetti indicati nel comma 1. 3 Sono parti, altresì, coloro che nel processo tributario intervengono volontariamente, su istanza di una delle parti originarie o per ordine del giudice, nei casi previsti dalla legge. 4 Non è ammesso l'intervento di enti esponenziali che si ergano a tutela di una generica e indefinita categoria di contribuenti. 18 (Capacità di stare in giudizio) 1 Chi ha emesso l'atto impugnato sta in giudizio nella persona del suo legale rappresentante o di soggetto da esso generalmente o specificamente delegato, secondo le disposizioni del proprio ordinamento interno. 2 Le parti diverse da quelle indicate nel comma 1 possono stare in giudizio anche mediante procuratore generale o speciale. 19 (Difensori delle parti e difesa personale) 1 Le parti diverse dalle agenzie fiscali, dai comuni e dagli altri soggetti ai quali sia riconosciuta per legge la facoltà di difendersi autonomamente, anche attraverso l'Avvocatura dello Stato o altri uffici interni previsti dai rispettivi ordinamenti, devono essere difese in giudizio da un difensore abilitato. 2 Sono abilitati alla difesa davanti ai giudici tributari di primo e di secondo grado, se iscritti nei rispettivi albi, gli avvocati, i dottori commercialisti ed i consulenti del lavoro non dipendenti da pubbliche amministrazioni. 3 Tutte le controversie di valore inferiore a 3.000 euro possono essere instaurate direttamente dalle parti interessate, che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza assistenza tecnica. Per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. I giudici tributari possono tuttavia ordinare alla parte di munirsi di assistenza tecnica, fissando un termine perentorio entro il quale la stessa è tenuta, a pena di inammissibilità, a conferire l'incarico ad un difensore abilitato. 4 I soggetti abilitati alla difesa davanti ai giudici tributari possono stare in giudizio personalmente. Ai difensori l'incarico è conferito dalla parte con atto pubblico o con scrittura privata autenticata. L'incarico può essere conferito anche mediante apposita procura in calce o a margine di un qualsiasi atto del processo, nel qual caso la sottoscrizione autografa è certificata dallo stesso difensore incaricato. All'udienza pubblica l'incarico può essere conferito oralmente, dandosene atto a verbale. 5 L'incarico al difensore può essere sempre revocato dalla parte che l'ha conferito e il difensore può sempre rinunciare ad esso con dichiarazione scritta depositata in segreteria o a verbale. 6 La revoca e la rinuncia non hanno effetto per le altre parti finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore, a norma del comma 4. 20 (Doveri delle parti e dei loro difensori) 1 Le parti e i difensori devono comportarsi con lealtà e probità. 2 Se i difensori delle parti non ottemperano al dovere di cui al comma 1, il giudice tributario deve riferirne alle autorità che esercitano il potere disciplinare o di controllo su di essi.