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Disposizioni in materia di affondamento di navi radiate dai ruoli del naviglio militare per il ripopolamento della fauna ittica e la promozione del turismo subacqueo. Onorevoli Senatori. -- Sono poco note alcune conseguenze a lungo termine dell'affondamento nel Mar Ligure della petroliera Haven dalla quale, tra l'11 e il 14 aprile 1991, fuoriuscirono ingenti quantità di greggio. All'epoca si trattò di un sinistro simbolo dei danni che l'uomo può infliggere all'ambiente in cui vive e dal quale trae parte delle risorse indispensabili alla propria esistenza. A distanza di molti anni, invece, il relitto della Haven è considerato dai subacquei «la regina del Mediterraneo». Ne ha tratto giovamento principalmente il comune ligure di Arenzano che ha sviluppato nel tempo un'adeguata offerta di servizi a supporto di coloro che vanno ad ammirare i resti, a 80 metri di profondità, del più grande relitto accessibile del Mediterraneo. La Haven è divenuta, altresì, un'importante oasi di ripopolamento della fauna ittica. Quello della Haven non è un caso isolato: recentemente, ad esempio, l'associazione ecologista «Fareverde Calabria» si è pronunciata sul suo sito internet contro la rimozione del relitto del cargo Tevfik Kaptain 1, colato a picco nelle acque prospicienti Torre Vado e giacente su un fondale a 24 metri di profondità, e in favore della sua valorizzazione come elemento di richiamo del turismo subacqueo. La medesima associazione ricorda, altresì, come nelle Isole Bermuda, a dispetto della presenza di ben 53 relitti di epoca storica oggetto di visite guidate, sia recentemente avvenuto l'affondamento di un'unità navale di origine militare al fine di aumentare l'offerta turistica locale. Non si vede, quindi, per quale ragione l'erario dovrebbe sobbarcarsi l'onere dello smantellamento di alcune navi già in forza alla sua Marina militare, quando esiste la possibilità di farne gli elementi principali di altrettanti parchi subacquei e zone di ripopolamento della fauna ittica. In occasione dell'esame da parte del Parlamento del disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla protezione del patrimonio. culturale subacqueo adottata a Parigi il 2 novembre 2001 (atto Camera n. 2411- B , poi approvato, legge n. 157 del 2009), nel suo parere reso il 21 luglio 2009 alla Commissione Affari esteri, la Commissione Difesa raccomandò di valutare l'opportunità di predisporre un'iniziativa legislativa per autorizzare la Marina militare ad affondare le navi radiate dai ruoli del naviglio militare, ovviamente bonificate da qualsiasi residuo tossico o pericoloso, al fine di incrementare il patrimonio culturale subacqueo e, nel lungo periodo, le riserve ittiche e il turismo di coloro che amano le immersioni. La presente proposta raccoglie l'invito formulato dalla Commissione Difesa della Camera. Essa consta di un unico articolo che autorizza il Ministero della difesa, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con le regioni territorialmente competenti, a elaborare un piano per l'affondamento di navi appartenute alla Marina militare con la finalità di farne zone di ripopolamento ittico e di richiamo turistico. È altresì affidato alla Marina militare, previa la certificazione da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dell'avvenuta bonifica delle navi, il compito di procedere all'affondamento delle navi dismesse. Attesa la rilevanza dell'interesse tutelato, si raccomanda la sollecita approvazione della presente proposta.. 1 1 Il Ministero della difesa è autorizzato a definire, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con le regioni territorialmente competenti, un piano di affondamento delle navi radiate dai ruoli del naviglio militare con l'obiettivo di costituire zone di ripopolamento ittico, di incrementare il patrimonio culturale sommerso e di incentivare il turismo subacqueo. 2 Gli affondamenti di cui al comma 1 sono eseguiti dalla Marina militare previa bonifica delle navi, dalle quali sono asportati tutti gli elementi potenzialmente inquinanti e i materiali ritenuti pericolosi. 3 Il perfezionamento della bonifica deve essere certificato dalle competenti autorità del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.