[resaula]

tali limiti "informatici" (che costituiscono "errore bloccante" nell'utilizzo del programma) comportano notevoli disagi per gli interessati, quando non addirittura conseguenze discriminanti e di danno, come ad esempio: a) con testamento vengono assegnati beni diversi a distinti soggetti. Alcuni di questi, indipendentemente dalle intenzioni degli altri eredi, intendono procedere all'immediata presentazione della dichiarazione di successione (e al pagamento delle imposte) al fine di poter chiedere la consegna dei beni di cui sono beneficiari, essendo ciò indispensabile, ad esempio, per riscuotere somme presso una banca, ai sensi dell'articolo 48 del decreto legislativo n. 346; b) se sorge lite tra i coeredi in merito all'attribuzione di determinati beni, mentre per altri l'assegnazione è pacifica, non sarà possibile per questi ultimi adempiere agli obblighi tributari di pagamento delle imposte di successione fintanto che tutti gli eredi non trovino un accordo, con il rischio che si rendano applicabili per tutti, anche per coloro che erano pronti ad adempiere, le previste sanzioni per omissione o ritardo nella presentazione della dichiarazione; c) qualora in sede di presentazione della dichiarazione si fosse dimenticato un cespite, o la sua esistenza non fosse stata conosciuta, la sopravvenienza non potrà essere dichiarata con autonoma dichiarazione integrativa o correttiva (come previsto dal citato articolo 28, comma 6), ma l'intera pratica dovrà essere ripresentata, contenente nuovamente la descrizione di tutti i cespiti caduti in successione, e con l'obbligo (imposto "dal programma") che questa sia firmata dallo stesso soggetto che ha presentato la precedente (obbligo che non trova nessuna rispondenza nella legge né nella logica); considerato inoltre che il sistema così introdotto costituisce grave disagio per il contribuente, nonché un ingiustificato limite all'autonomia del singolo cittadino che voglia adempiere ai propri obblighi tributari indipendentemente da quanto vogliano fare altri interessati. Ciò pare, inoltre, anche in contraddizione con la natura informatica delle modalità, che dovrebbero favorire l'Agenzia delle entrate nell'unificare, in ogni caso, anche la documentazione presentata da soggetti ed in momenti diversi, tramite il semplice utilizzo del codice fiscale del defunto (obbligatoriamente indicato in ciascuna pratica), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative per razionalizzare il sistema introdotto al fine di renderlo coerente con le vigenti norme di legge, semplificarlo e renderlo più equo ed adeguato alle esigenze dei contribuenti. Atto n. 4-01892 CIRIANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: è di pochi giorni fa l'annuncio, riportato da una pluralità di fonti a mezzo stampa, della cessazione dell'attività produttiva dell'azienda "Safop" di Pordenone; si tratta della storica azienda fondata nel 1923, specializzata nella produzione di macchine utensili tecnicamente all'avanguardia, destinate all'impiego in diversi settori industriali, tra cui: energetico, siderurgico, cartario, petrolifero, aeronautico, navale, ferroviario e pesante; dal 2012 la società è interamente partecipata da una holding europea, denominata "Jingcheng Holding Europe GMBH", a sua volta interamente controllata da una società cinese, costituita dal Governo popolare municipale di Pechino (peraltro, tra le 500 imprese più importanti di Pechino): la "Beijing Jingchen Machinery Electric" Holding Co., la cui attività principale consiste nella produzione di macchinari; un'operazione di ricapitalizzazione da parte degli investitori cinesi, quella del 2012, considerata in un primo momento come una "svolta epocale", specie in considerazione delle garanzie che venivano fornite sul fronte degli investimenti, dello sviluppo, dell'apertura ai mercati internazionali, dell'autonomia gestionale e della preservazione dell'autonomia sul territorio; lo scenario prospettato al momento dell'acquisizione, tuttavia, non trova aderenza e riscontro rispetto alla complessa evoluzione che invece si è concretizzata sul piano reale nel corso degli anni, evoluzione passata anche attraverso una procedura di concordato avviata nel 2014 e conclusasi nel 2018, che avrebbe dovuto favorire l'avvio di un percorso di innovazione, ingegnerizzazione e ottimizzazione dei prodotti, prevedendo anche l'aggiunta di nuove professionalità aziendali e una formazione continua sul know how già esistente, capace di valorizzare le maestranze e le competenze maturate all'interno della società; tale percorso non soltanto, a distanza di più di un anno, non trova perfezionamento, ma si scontra invece con il continuo e preoccupante susseguirsi, nelle ultime settimane, di una serie di notizie critiche, quali: le dimissioni dell'amministratore delegato, sopravvenute appena lo scorso maggio, l'annuncio della mancanza di materie prime per dar seguito alle commesse ed infine, l'avvio della procedura di autofallimento; la crisi ha determinato l'impossibilità, per 76 dipendenti della società, di proseguire le attività a decorrere dal 2 luglio 2019, e determinando le giuste e conseguenti iniziative dei sindacati e delle istituzioni territoriali locali, tra cui la convocazione di un tavolo di crisi volto alla ricerca di soluzioni a tutela dell'azienda e dei lavoratori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave crisi della società Safop; quali iniziative urgenti ritenga di poter adottare, al fine di individuare soluzioni che consentano la sopravvivenza della storica società e della salvaguardia dei livelli occupazionali, evitando le ricadute negative e pesantissime che deriverebbero, per il tessuto economico e sociale del territorio interessato, dal suo fallimento. Atto n. 4-01893 BARBARO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la Jabil Circuit Italia è una multinazionale americana attiva nel settore della manifattura elettronica, presente nel nostro Paese con il suo centro di eccellenza a Marcianise (Caserta). Il 24 giugno 2019 l'azienda ha annunciato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 350 su 700 addetti dello stabilimento casertano, che dovrebbe concretizzarsi entro settembre; di conseguenza i sindacati hanno organizzato assemblee, scioperi ed altre iniziative di sensibilizzazione: Uilm, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Failms hanno proclamato uno sciopero di 8 ore, a partire dalle ore 8 del 25 giugno, durante il quale si è svolta anche un'assemblea sindacale; dopo l'annuncio dei licenziamenti, solertemente il Ministero dello sviluppo economico ha convocato il tavolo di crisi su Jabil Italy per le ore 10 del 27 giugno 2019, per discutere la situazione occupazionale e produttiva del sito di Marcianise, si chiede di sapere: quali siano gli aggiornamenti relativi alla vertenza Jabil Circuit di Marcianise; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per scongiurare i licenziamenti e, qualora dovessero comunque verificarsi, quali interventi intenda promuovere per il ricollocamento nel mercato del lavoro dei dipendenti licenziati. Atto n. 4-01894 BINETTI VITALI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: