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simile la situazione per quanto riguarda il biossido di azoto (NO 2 ) che ha visto nel 2014 ben 10 capoluoghi di provincia su 93 monitorati oltre il limite normativo di 400 μg/m3 come media annua. La diffusione della microcogenerazione – grazie alle ottime performance ambientali che caratterizzano tali soluzioni – condurrebbe ad una forte riduzione di entrambi i fattori inquinanti, con un minor rischio di esposizioni e concentrazioni degli stessi particolarmente dannosi per la salute, e potrebbe evitare o ridurre le sanzioni dell’Unione europea alle regioni italiane coinvolte. Il comma 2 dell'articolo unico prevede la soppressione della licenza di officina elettrica per i microcogeneratori con potenza elettrica fino a 50 kw, licenza obbligatoria per potenze elettriche superiori a 1 kw come previsto dal testo unico di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995. L'articolo 52 del suddetto testo unico cosiddetto delle accise (TUA) prevede che l'energia elettrica (codice NC 2716) sia sottoposta ad accisa, con l'applicazione delle aliquote di cui all'allegato I, al momento della fornitura ai consumatori finali, ovvero al momento del consumo per l'energia elettrica prodotta per uso proprio. Tale accisa è pari a 0,0125 euro per kWh di energia elettrica prodotta nei locali e luoghi diversi dalle abitazioni (per i consumi mensili fino a 200.000 kwh). L'articolo 53 dello stesso TUA prevede, inoltre, che i soggetti al pagamento dell'accisa sull'energia elettrica siano gli esercenti delle officine di produzione di energia elettrica utilizzata per uso proprio. Entrambi gli articoli trovano applicazione anche nel caso di microcogeneratori alimentati a fonti non rinnovabili. Il punto 11 della tabella A allegata al TUA prevede «Aliquote specifiche relative ad alcuni prodotti energetici destinati a particolari impieghi» per la produzione diretta o indiretta di energia elettrica in impianti obbligati alla denuncia prevista dalle disposizioni che disciplinano l'accisa sull'energia elettrica. In tali casi l'accisa per il gas naturale è pari a euro 0,0004493 per m 3 . Tale agevolazione è accordata ai combustibili nei limiti dei quantitativi impiegati nella produzione di energia elettrica; in particolar modo in caso di produzione combinata di energia elettrica e calore (e, quindi, anche per la microcogenerazione), ai combustibili impiegati si applicano le aliquote previste per la produzione di energia elettrica rideterminate in relazione ai coefficienti individuati con apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico. A oggi la microcogenerazione può dunque godere di un'agevolazione sul combustibile impiegato nella produzione di energia elettrica, la cui accisa in riferimento al gas naturale è pari a euro 0,0004493 per m 3 e viene applicata a 0,22 smc di gas naturale per ogni kwh elettrico prodotto. Per godere di tale agevolazione è necessaria l'installazione di un contatore elettrico fiscale da utilizzare anche per l'accertamento e la liquidazione dell'accisa sull'energia elettrica prodotta (0,0125 euro/kwh). In particolar modo, con riguardo a quest'ultimo punto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 27 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2012, recante semplificazioni per impianti di micro-cogenerazione ad alto rendimento, all'articolo 4 prevede che: – l'accisa debba essere versata in due acconti al 16 marzo e al 16 novembre con conguaglio al marzo successivo; – sia obbligatorio contabilizzare le misure di energia elettrica su di un apposito registro, aggiornato due volte l'anno, nei mesi di giugno e dicembre, con l'indicazione delle letture dei contatori installati nell'officina. Risulta evidente che, ai fini fiscali, l'installazione di un contatore elettrico (ad un costo di circa 2000 euro per ciascuna unità installata) e gli adempimenti sopra citati pesino in maniera rilevante sugli importi necessari all'installazione di un microcogeneratore (qualche decina di migliaia di euro in media) e sui conseguenti benefici. Lo stesso decreto del Ministro dell’economia e delle finanze prevede che l'accertamento e la liquidazione dell'accisa sull'energia elettrica per officine elettriche di microcogenerazione non dotate di contatori elettrici fiscali possa avvenire comunque previa la stipula di un apposito atto di convenzione sulla base della potenza elettrica dell'impianto e delle ore di funzionamento stimate (in caso l'officina sia dotata di misuratore del combustibile dedicato e sia alimentata da gas naturale); tuttavia questa formula ridurrebbe di quasi la metà la quota parte di combustibile a cui va applicata l'accisa agevolata per la produzione diretta o indiretta di energia elettrica. Non vi è dunque alcun modo di evitare l'installazione di un contatore fiscale di energia elettrica e di mantenere allo stesso tempo l'intero beneficio dovuto all'agevolazione su combustibile per la produzione diretta o indiretta di energia elettrica. Inoltre, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze all'articolo 2 prevede che la denuncia di attivazione di officina di microcogenerazione debba contenere: – planimetria con evidenziati la linea di adduzione del combustibile e la posizione dell'inerente contatore; – schema unifilare; – schema sintetico della rete di distribuzione dell'energia termica prodotta; – schema sintetico a blocchi dei carichi termici e di quelli elettrici alimentati; – caratteristiche tecniche dell'impianto; – indicazione dei consumi dei carichi elettrici allacciati. Da tutto quanto sopra riportato, risulta evidente che gli adempimenti fiscali necessari per l'installazione di un microcogeneratore comportano costi e adempimenti eccessivi per un piccolo impianto che, per sua definizione, non supera mai la potenza elettrica di 50 kw. Per questi motivi il presente disegno di legge propone al comma 2 dell'articolo 1 l'esenzione dall'accisa sull'energia elettrica prodotta con i microcogeneratori. Quanto ai minori introiti per il bilancio dello Stato, si stima che il mercato annuo di tali macchine possa assestarsi, anche per effetto di tale semplificazione, sui 4.500 kw di nuova potenza installata annua. Considerato che l'accisa ammonta a 0,0125 euro per kwh, ipotizzando 8.700 ore di funzionamento annuo e 39.150.000 kwh di energia elettrica prodotta (8.700 x 4.500), si ottiene un valore prossimo ai 500.000 euro all'anno di minor gettito fiscale sull'energia elettrica prodotta da microcogeneratori.. 1 1 All'articolo 14, comma 2, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « b-bis) per l'acquisto e la posa in opera di unità di microcogenerazione sostenute dal 1º giugno 2017 al 31 dicembre 2021, fino a un valore massimo della detrazione di 80.000 euro.