[resaula]

Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 26 novembre 2018, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che adatta la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'efficienza energetica [modificata dalla direttiva (UE) 2018/XXX] e il regolamento (UE) 2018/XXX del Parlamento europeo e del Consiglio [Governance dell'Unione dell'energia], a motivo del recesso del Regno Unito dall'Unione europea (COM(2018) 744 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto, già deferito per i profili di merito, è deferito alla 14ª Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 21 gennaio 2019. Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea (InCE), variazioni nella composizione della delegazione parlamentare italiana Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea (InCE) il senatore Ciriani, in sostituzione del senatore Fazzolari, dimissionario. Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Piarulli, Rauti, De Poli, Arrigoni e Marti hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00042 della senatrice Giammanco ed altri. Le senatrici Messina Assuntella, Cirinnà, Parente, Pinotti, Rojc e Sbrollini hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00051 del senatore Marcucci ed altri. I senatori Santillo, Giuseppe Pisani, Coltorti, Lannutti, Angrisani, Trentacoste, Lucidi, Mautone, Donno, Moronese, Romano, Sileri, Naturale, Di Girolamo, Croatti, Ortis, Presutto, Giannuzzi, Airola, Mininno, Crucioli e Lupo hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00054 della senatrice Maiorino ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Iori, Patriarca e Manca, hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00389 della senatrice Boldrini. La senatrice De Petris e il senatore Balboni hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00405 della senatrice Unterberger. I senatori Mauro Marino, Malpezzi, Taricco, Collina, D'Alfonso, Ginetti, Vattuone, Patriarca, Laus, Biti e Iori hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00907 del senatore Parrini ed altri. Mozioni Atto n. 1-00056 DE PETRIS ERRANI GRASSO LAFORGIA SEGRE BONINO BUCCARELLA MARTELLI NENCINI Il Senato, premesso che: il 25 novembre si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne sulla base di una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999; il 7 aprile 2011 l'Italia ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, del Consiglio d'Europa; la Convenzione è stata successivamente ratificata con la legge 27 giugno 2013, n. 77, suscitando aspettative sull'apertura di una proficua riflessione sul tema; il dibattito politico e parlamentare si è però concentrato sulla valutazione relativa alla possibilità di configurare il reato di femminicidio, senza considerare la complessità dei fenomeni che conducono alla visione stereotipata dei ruoli di genere che caratterizza la società contemporanea; il termine "femmicidio" nacque per indicare gli omicidi della donna "in quanto donna". Non si tratta soltanto degli omicidi di donne commessi da parte di partner o ex partner , ma anche delle ragazze uccise dai padri, perché rifiutano il matrimonio che viene loro imposto o il controllo ossessivo sulle loro vite, sulle loro scelte sessuali; sono molte le criticità che ancora oggi governano il dramma del femminicidio: rapporti possessivi confusi con un sentimento forte, una vera e propria persecuzione (oggi reato di stalking) interpretata come malessere legato alla chiusura di una relazione, una sbagliata valutazione del rischio, l'abbandono da parte delle istituzioni; l'elenco delle donne uccise tra il 2016 e il 2017 dall'attuale o da un precedente compagno ha raggiunto livelli drammatici: più di 116 donne, un numero spaventoso e in continua crescita che richiede di attivare, senza più ritardi o giustificazioni, ogni intervento utile da parte delle istituzioni. Sono 7 milioni, secondo dati ISTAT, le donne vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita: un numero parziale, date le difficoltà oggettive delle donne a denunciare i comportamenti violenti dei propri compagni; le stesse modalità di aggressione nei confronti delle donne, sfregiate dall'acido, date alle fiamme, manifestano una volontà di annientamento della persona; è una questione troppe volte manipolata e approcciata da parte delle istituzioni in modo approssimativo, contraddittorio, miope verso le reali dinamiche e sordo alle richieste provenienti da chi si occupa quotidianamente del problema; la diagnosi che spesso viene diffusa è che questo tipo di reati scaturisce da un fattore culturale ed educativo. Ci sono uomini che non sono alfabetizzati al rapporto con le donne, che non riescono a concepire la donna come una persona, all'interno di fenomeni più generali di incomprensione radicale; all'articolo 14 della Convenzione di Istanbul si legge: "Le Parti intraprendono, se del caso, le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all'integrità personale, appropriati al livello cognitivo degli allievi"; ad oggi, non sono state prese iniziative significative in materia da parte del Governo, con la conseguente permanenza di un vuoto normativo su un tema di grande rilievo per la società, al centro di continui e tragici fatti di cronaca; il rispetto della parità di genere e delle differenze è, in primo luogo, un tema culturale e come tale va affrontato in tutte le sedi adeguate; già nella legge 13 luglio 2015, n. 107, la "Buona scuola", i commi 7 e 16 dell'articolo unico stabiliscono che i piani triennali dell'offerta formativa (che ciascuna scuola deve approvare) devono prevedere lo spazio per l'educazione civica, alla cittadinanza attiva, al rispetto dei diritti e alla lotta alle discriminazioni di genere o basate sull'orientamento sessuale. L'attuazione di queste disposizioni già sarebbe una buona pratica amministrativa;