[massime]

Ambiente - Codice dell'ambiente (d.lgs. n. 152 del 2006) - Disciplina concernente le competenze dello Stato in tema di gestione dei rifiuti - Adeguamento alle direttive, alle decisioni ed ai regolamenti dell'Unione europea - Ricorsi delle Regioni Toscana e Marche - Ritenuta incidenza della disposizione denunciata in ambiti di competenza regionale (promozione delle forme di cooperazione fra gli enti locali e servizi pubblici locali) - Esclusione - Riconducibilità della disposizione denunciata ai princìpi fondamentali, spettanti alla competenza legislativa statale, in materia, di competenza concorrente, "governo del territorio", nonché alla competenza dello Stato ad attuare la normativa comunitaria - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 195, comma 1, lettere p ) e t) , del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, concernente l'attribuzione allo Stato della competenza ad indicare i criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti (lettera p ), nonché ad adeguare la parte quarta del decreto in esame alle direttive, alle decisioni ed ai regolamenti dell'Unione europea (lettera t ). Da un lato, la determinazione dei criteri generali per l'individuazione delle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti non risulta lesiva di alcuna competenza regionale, costituendo esercizio della competenza statale a dettare i principi fondamentali in tema di governo del territorio (lettera p ), dall'altro, il compito di adeguare le norme della parte quarta del decreto impugnato alla normativa comunitaria non può che spettare allo Stato, nell'esercizio delle proprie competenze.