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a parere degli interroganti le lodevoli finalità della norma sono state, almeno in parte, vanificate da un sistema di rendicontazione degli acquisti incapace di intercettare i comportamenti fraudolenti di quei docenti che, aggirando le regole, hanno inteso dirottare risorse pubbliche destinate al potenziamento della professionalità dei docenti e al conseguente miglioramento dell'offerta formativa nel suo complesso, sull'acquisto di elettrodomestici e altri beni di consumo, diversi da quelli previsti dalla normativa, che con la valorizzazione delle competenze professionali, la cultura e la qualità dell'insegnamento poco o nulla hanno a che fare; a denunciare gli abusi, sulla scia di un consistente numero di segnalazioni, sono stati enti come il Codacons, i sindacati e il telegiornale satirico "Striscia la Notizia", che ha svelato, attraverso i propri servizi, in particolare con quello andato in onda il 9 ottobre 2017, le modalità, relativamente semplici, attraverso le quali è possibile mettere in atto quella che è un'autentica frode; il cliente acquista, infatti, uno dei prodotti inclusi nell'elenco dei beni e servizi acquistabili attraverso la carta per poi restituire il prodotto ricevendo in cambio un buono spesa dello stesso valore. Il buono spesa potrà a questo punto essere utilizzato liberamente per l'acquisto di un qualunque prodotto venduto dall'esercente anche se diverso da quelli consentiti; inoltre, sono stati recentemente portati all'attenzione pubblica altri casi per i quali è più che fondato il sospetto di un possibile impiego distorto o fraudolento del bonus docenti. È stato, in particolare, segnalato come alcuni primari operatori del settore crocieristico accettino la carta del docente per il pagamento integrale di crociere, giustificando l'impiego della carta attraverso l'organizzazione di un corso di aggiornamento della durata di 30 ore, tenuto a bordo della nave. A parere degli interroganti, pare lecito domandarsi quale sia la reale quota di costo imputabile al corso di aggiornamento e se tale espediente non rappresenti un bizzarro artificio atto a camuffare quello che è il vero prodotto acquistato dal cliente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se non ritengano opportuno attivare, secondo le rispettive prerogative e i propri poteri, le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di sanzionare chi utilizza la carta dei docenti in modo non conforme; se non ritengano opportuno adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di utilizzare i 500 euro destinati al bonus per la formazione professionale di docenti e dirigenti scolastici su questioni specifiche quali i disturbi specifici dell'apprendimento. Atto n. 3-01042 NUGNES LA MURA DE PETRIS FATTORI ALDERISI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per il Sud Premesso che: nell'area dell'attuale sito di interesse nazionale di Bagnoli-Coroglio fin dai primi anni del '900 si è individuata un'area di sviluppo industriale altamente impattante per la salute e l'ambiente, un'intensa attività incentrata sulla produzione di acciaio tramite la società Ilva-ltalsider e sulla produzione di cemento e amianto tramite le società Eternit e Cementir; le produzioni di acciaio, di cemento, di amianto, sviluppatesi nel corso del 1900, erano foriere di un alto tasso d'inquinamento del sottosuolo, del suolo, dell'aria, dei fondali marini e del mare; a seguito della chiusura, nel 1994, dello stabilimento Italsider, a causa di accordi con l'Europa su le quote di produzione dei Paesi afferenti alla comunità economica, hanno avuto inizio le controverse e note vicende giudiziarie inerenti alla dismissione e alla bonifica; com'è noto la magistratura ha recentemente (aprile 2013) dichiarato la bonifica effettuata nell'area ex industriale realizzata a mezzo della Bagnoli spa, già Bagnoli Futura, causa di "un disastro ambientale"; il il 6 ottobre 2017 il processo ha visto, in primo grado, la condanna di molti soggetti, anche pubblici; nel 2014 il Governo Renzi nel decreto-legge n. 133 del 2014, "sblocca Italia", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014, ha inserito l'art. 33 che definisce il comprensorio Bagnoli-Coroglio "un'area di rilevante interesse nazionale" attribuendo ad un commissario ed ad un ente attuatore (Invitalia) la bonifica del SIN e la rigenerazione urbana delle aree, si chiede di sapere: perché i Ministri in indirizzo non abbiano ritenuto opportuno attivarsi al fine di rivedere le disposizioni di cui all'art. 33 del decreto-legge n. 133 del 2014, che individua nel comprensorio Bagnoli-Coroglio "un'area di rilevante interesse nazionale" attribuendo ad un commissario ed ad un ente attuatore (Invitalia) la bonifica del SIN e la rigenerazione urbana delle aree, il trasferimento delle aree, nonché il procedimento di formazione, approvazione e attuazione del programma di riqualificazione ambientale e di rigenerazione urbana, contro cui il Movimento 5 stelle, di cui gli stessi Ministri sono espressione politica, si era aspramente opposto nella XVII Legislatura; considerato che l'area flegrea è inserita nella zona rossa per rischio vulcanico, come stabilito dal piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei, e che Bagnoli, nel piano di emergenza vulcanica, è parte centrale della zona rossa flegrea (in allerta gialla), quali valutazioni abbiano ritenuto di fare in merito all'approvazione del Programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana che prevede 1.798.000 metri cubi di nuove cubature, di cui 198.000 residenziali, oltre 200.000, di conservazione del borgo di Coroglio, senza calcolare le sottocubature per servizi, vista l'inedificabilità per civile abitazione in zona rossa vesuviana (non in allerta) di cui alla legge regionale n. 21 del 2003, e se si sia valutato l'impatto urbanistico di tale dimensione volumetrica in un'area già così densamente urbanizzata, visto che il rischio vulcanico è connesso alla possibilità di invasione di flussi piroclastici distruttivi, e che l'evacuazione preventiva della popolazione è l'unico modo per garantire la sicurezza dei cittadini. In una situazione simile è evidente che non si possono realizzare nuovi edifici per ospitare nuovi residenti che incrementerebbero il rischio e la difficoltà consecutiva dell'evacuazione; se alla luce del recente dissequestro del 13 luglio 2019 dei terreni del SIN da parte della III Sezione della Corte di appello di Napoli, quando si presuma che partirà la bonifica, se saranno rivisti l'ordine e le tempistiche del crono-programma degli interventi, se si abbia contezza dei costi complessivi e delle coperture; secondo quale criterio si sia deciso di iniziare con il procedere alla rimozione dell'amianto interrato, per soli 2 metri superficiali, considerato che esso non è biodisponibile e, quindi, non percola in falda ed è nocivo solo in fibre disperse nell'aria se rimosso, con conseguente aggravi economici, ambientali e della gestione (scavo e movimentazione, ricerca nuova discarica a deposito);