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Istituzione d’una zona franca nei comuni marchigiani compresi nei crateri sismici individuati negli allegati 1 e 2 al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. Onorevoli Senatori. -- Il terremoto ha duramente colpito le Marche, lasciandosi alle spalle paesi completamenti distrutti, se non spazzati via. I centri storici non esistono più, così come alcune periferie. Il tessuto culturale è stato stracciato, quello socio-economico devastato. Il territorio dovrà essere governato in modo diverso per garantire un futuro ai marchigiani, alle Marche, al Paese intero. Il territorio marchigiano ha antiche attitudini imprenditoriali, e le zone più duramente colpite dal terremoto sono quelle in cui si concentra l'essenza della civiltà marchigiana. Civiltà creata dalla gente, anche quella più umile, che possiede una spiccata sensibilità per il bello, per l'eleganza, per il fatto bene, i tre pilastri che hanno ispirato la popolazione a intraprendere le proprie attività in tante piccole aziende, ad esempio di ebanisteria, di calzature, di abbigliamento, di tutto quell'artigianato che costituisce la ricchezza e l'orgoglio di questa terra. Gente attaccata alle proprie radici, che spinge i figli a laurearsi nelle università della regione per farli poi lavorare sul territorio, magari affidando loro la propria azienda. Aziende che, negli ultimi anni, nonostante la crisi economica in atto, sono state capaci di rimanere sul mercato. Piccoli imprenditori, ma dinamici, che hanno preso subito dimestichezza con internet e con i tablet . Parlando di questa terra si potrebbero citare anche i tanti castelli, le ville, i fortilizi, le città murate, i chiostri e i teatri di cui ogni comune può menar vanto. L'amore per il popolo e la terra dei Monti Sibillini ci spinge a soffermarci ancora sul lavoro di questa gente. La montagna non ha mai consentito grandi allevamenti e grandi appezzamenti di terreno coltivato come in pianura quindi vi si trovano solo piccole aziende destinate ad allevare bestiame o piccoli proprietari impegnati nella coltivazione di una terra ancora fertile, ma ricca di pietre, in cui coltivare eccellenze agroalimentari come la lenticchia e altri legumi, le patate rosse, o la vite per la produzione di vini di eccellenza. La gente investita dal sisma è abituata a lottare, è fiera e non si arrende facilmente, ma ha bisogno di segnali concreti, ha bisogno di non sentirsi abbandonata. Questo popolo è costituito da gente che custodisce la montagna per potere offrire i prodotti migliori, quelli che si mantengono meglio perché non conoscono la chimica, quelli che rispettano la tradizione nei processi di lavorazione come nella conservazione. Ma sono anche quelli che hanno fatto a gara con la natura per migliorare il paesaggio e soprattutto per tutelarlo e anche le loro case di pietra non disturbano mai il panorama. E oggi, che sono letteralmente «torturati» dal sisma, si sono rimboccati le maniche, cominciando ad aiutarsi l'un l'altro, ad ospitare nella propria casa rimasta integra gli amici che l'hanno persa. Si sono riaperti i primi bar, magari sotto le tende, per non far mancare una bibita calda ai compaesani e chi poteva ha riattivato il negozio di frutta e verdura o la macelleria. Lo Stato ha promesso la sospensione delle tasse che, terminata l'emergenza, si dovranno comunque pagare. Questa gente martoriata, però, dovrà pagare tasse e imposte «vecchie» a cui si aggiungeranno quelle «nuove». Per queste piccole aziende ciò rappresenterà un ulteriore terremoto. Per questo motivo si presenta questo disegno di legge, per definire una misura di equità, ovvero l'esenzione di imposte, tasse, contributi, per un periodo congruo, un triennio, durante il quale si spera che l'opera di ricostruzione possa ripristinare quanto perduto. L'istituzione di una zona franca per consentire ai lavoratori autonomi ed alle piccole e micro imprese, localizzati nei comuni del cratere, è fondamentale perché consentirà loro di beneficiare di agevolazioni fiscali per far ripartire la vita, l'economia, la normalità. Si propone quindi l'esenzione dalle imposte sui redditi derivanti dallo svolgimento dell'attività svolta dall'impresa nella zona franca a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell'importo di 200.000 euro; l'esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive nel limite di euro 500.000 euro per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta; l'esenzione dalle imposte municipali proprie per gli immobili siti nella zona franca, posseduti e utilizzati per l'esercizio dell'attività economica. Il disegno di legge mira a completare e migliorare gli interventi previsti dal Governo per la riparazione, ricostruzione e assistenza alla popolazione e per la ripresa economica nei territori interessati dagli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia a partire dal 24 agosto. Questa ci appare una misura efficiente ed efficace, oltre che doverosa, per dare un supporto adeguato a chi ha subito gravi perdite e si troverà ad operare nel prossimo futuro in una situazione di estrema difficoltà. In questo modo i piccoli centri colpiti dal sisma potranno rinascere perché non è sufficiente ricostruire le case se contemporaneamente non si propongono norme specificamente dedicate a garantire il lavoro e i lavoratori, facendo sì che le nuove case possano ancora ospitare i residenti. Ciò sarà possibile solo garantendo loro misure in grado di assicurare future prospettive di lavoro. Infatti, sostenere le realtà produttive, con esenzioni fiscali adeguate, rappresenta una misura fondamentale non solo per la ricostruzione ma, soprattutto, per evitare lo spopolamento delle zone tanto duramente colpite dalla natura.. 1 1 Nei comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 nel territorio della regione Marche, come individuati negli allegati 1 e 2 al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, è istituita la zona franca ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296. I lavoratori autonomi e le macro imprese localizzate, o in via di localizzazione, nei comuni del cratere di cui ai citati allegati possono beneficiare, nei limiti complessivi di 500 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, delle seguenti agevolazioni: a esenzione dalle imposte sui redditi derivanti dallo svolgimento dell'attività d'impresa nella zona franca di cui al presente comma fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell'importo di 200.000 euro; b esenzione dalle imposte regionali sulle attività produttive del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell'attività d'impresa svolta nella zona franca di cui al presente comma nel limite di 500.000 euro per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta; c esenzione dalle imposte municipali proprie per gli immobili siti nella zona franca di cui al presente comma, posseduti e utilizzati dai soggetti di cui al presente articolo per l'esercizio dell'attività economica.