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Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e devo constatare che la discussione sui contenuti di merito del disegno di legge di conversione è già stata svolta, quindi mi verrebbe da fare una battuta: votiamo direttamente il disegno di legge, visto che abbiamo già esaurito la trattazione nel merito. (Applausi dal Gruppo M5S) . Io invece vorrei soffermarmi unicamente sulla questione di pregiudizialità costituzionale che in questa sede, anche per l'oggetto all'ordine del giorno a me sembra degna di attenzione. Tutti noi conosciamo la nota sentenza della Corte costituzionale n. 171 del 2007, la quale ha chiarito che i presupposti di necessità ed urgenza non devono solo essere indicati dal Governo dal punto di vista soggettivo, ma devono sussistere dal punto di vista oggettivo. Vero, giusto. La Corte costituzionale, però, tra le righe e in più occasioni ha anche chiarito che questa valutazione dei presupposti da un punto di vista oggettivo non deve essere fatta secondo categorie astratte, ma deve essere svolta in concreto. Ciò significa che la riorganizzazione dei Ministeri con un decreto-legge in qualche frangente, in qualche occasione storica, potrebbe effettivamente essere priva dei presupposti costituzionali indicati dall'articolo 77; la valutazione in concreto, invece, impone di andare a guardare il contesto, la situazione politica del momento. Ebbene, noi tutti sappiamo che questa maggioranza intende perseguire nuovi e diversi obiettivi politici, segnando un profondo cambiamento rispetto alla politica degli anni precedenti. Noi sappiamo anche che, per raggiungere determinati fini, sono necessari, indispensabili gli opportuni strumenti e sappiamo anche che non vi è margine per un ritardo in ordine all'inizio dell'attività politica di una nuova legislatura, non siamo stati eletti certo per partire qualche mese dopo rispetto all'inizio della legislatura. Ne deriva che, se è necessario ed urgente iniziare subito l'attività politica da noi indicata nel programma di Governo, e altresì necessario ed urgente dotarsi degli strumenti per raggiungere quegli obiettivi. È abbastanza facile, dunque, comprendere che quei requisiti di necessità ed urgenza sussistono eccome, perché senza la struttura organizzativa noi non possiamo partire. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Sotto questo profilo, dunque... FARAONE (PD) . Ma di che parli? (Commenti dai Gruppi M5S e L-SP). PRESIDENTE. Senatore Faraone, faccia il bravo, lasci parlare gli altri. Stia tranquillo! GRASSI (M5S) . Colleghi, vi prego, per cortesia... AIROLA (M5S) . Perché non parli l'italiano! (Commenti del senatore Faraone). PRESIDENTE. Senatore Faraone, per cortesia. Senatore Faraone, e tre! Prego, senatore Grassi. Iniziamo coi richiami, così apriamo una nuova stagione anche con gli ammoniti, per poi passare agli espulsi? GRASSI (M5S) . Voglio solo aggiungere a livello personale che non me la prendo, perché è giusto che l'opposizione faccia il suo mestiere: è opposizione e lo comprendo, altrimenti che opposizione è? VOCE DAL GRUPPO PD. Bravo! GRASSI (M5S) . In realtà, ritengo che il mio intervento sia concluso. Volevo sottolineare che non vi è alcuna preoccupazione da parte del Governo e da parte di questa maggioranza sulla insussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza, anzi colgo l'occasione per ribadire che questa maggioranza svolgerà la sua azione politica nel pieno rispetto dei fondamentali principi costituzionali. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Colleghi, non voglio correggere nessuno, ma rispetto a tutti gli interventi segnalo che i presupposti di costituzionalità al Senato non ci sono: ci sono le pregiudiziali e i presupposti di necessità, di urgenza e di costituzionalità sono stati aboliti nel nuovo Regolamento e si giudicavano solo in Commissione. Ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dal senatore Marcucci e da altri senatori (QP1) e dal senatore Pagano e da altri senatori (QP2), riferita al disegno di legge n. 648. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Prima di passare agli interventi di fine seduta, mi auguro, poiché la fine dei lavori è fissata per le ore 20 e gli interventi previsti sono sette, che ciascuno si autocontingenti, perché alle ore 20 la seduta si deve comunque concludere. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, negli anni Sessanta si avvia il processo di industrializzazione del territorio nazionale. La mitica Cassa del Mezzogiorno sfornava opportunità per imprese e imprenditori da tutto il Nord Italia. Cassino e la provincia di Frosinone rappresentano il lembo più appetibile e invitante per investire: poco a Sud di Roma, viene percepita come il Nord del Sud, dove è possibile prendere in maniera molto facile finanziamenti da parte della Cassa del Mezzogiorno. È la provincia più a Nord della Cassa del Mezzogiorno, per cui molti si tuffano per prendere, più che per intraprendere. Si assiste, parallelamente, a uno stravolgimento in questi anni di questo lembo di terra, di questa Valle del Sacco, che è meglio conosciuta in Italia come Ciociaria. Abbiamo uno stravolgimento di questo territorio, che ha avuto sempre una vocazione agricola e pastorale, che diventa, invece, irrimediabilmente industriale. Si assiste, però, anche a un incremento del tenore di vita, dei costumi e dell'economia. Si registra una grandissima concentrazione di fabbriche, tanto da farla diventare una terra ad altissima concentrazione industriale, tra le più alte d'Europa. Finita però la Cassa del Mezzogiorno e finita con essa l'era del consociativismo democristiano, socialista, comunista e sindacale, abbiamo oggi, invece, purtroppo una fase di deindustrializzazione molto grande; rimangono chilometri quadrati di capannoni abbandonati da Cassino ad Anagni, imprese fallite, migliaia di disoccupati, fiumi e valli inquinate. All'epoca dei fatti, subito dopo gli anni Sessanta, non esisteva nemmeno il reato di danno ambientale. Con ciò voglio dire che, purtroppo, l'industrializzazione selvaggia ci ha lasciato un territorio pieno di problemi. Il Sacco, che è il fiume che attraversa tutta la Valle del Sacco e la provincia di Frosinone, secondo alcuni studi risulta essere tra i fiumi più inquinati d'Europa, anche per la presenza di beta-esaclorocicloesano, che è uno scarto di lavorazione del lindano, necessario per la produzione di DDT, prodotto a Colleferro. Chiediamo al Governo e al ministro Costa di intervenire con urgenza sulla questione del Sacco che, all'interno della regione Lazio, comprende territori che arrivano a 700.000 abitanti.