[sommcomm]

Il miglioramento del saldo netto da finanziare che si determina nelle previsioni assestate, in termini di competenza, rispetto alle previsioni iniziali è dovuto ad un decremento delle spese finali per 2,2 miliardi di euro (che passano da 624.554 a 622.332 milioni di euro), parzialmente compensato da una riduzione delle entrate finali di quasi 1 miliardo di euro (che scendono, con il disegno di legge di assestamento, da 579.462 a 578.490 milioni di euro). Per quanto riguarda le variazioni per atto amministrativo, fa presente che esse determinano un peggioramento del saldo netto da finanziare di 1,2 miliardi in termini di competenza, derivante da un incremento delle spese finali (+1,3 miliardi). Per quanto concerne gli altri saldi, osserva che il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un miglioramento rispetto alla previsione iniziale, attestandosi a 3,7 miliardi. I dati relativi al ricorso al mercato (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un impatto positivo sul saldo, per complessivi 4,8 miliardi, passando da circa -272,9 miliardi di euro a circa -268,1 miliardi. Con riguardo alle proposte di variazioni formulate con il disegno di legge di assestamento, fa presente che le stesse vanno distinte tra quelle concernenti le entrate e quelle relative alle spese. Per quanto concerne le entrate finali, rileva che il disegno di legge di assestamento reca una proposta di riduzione per 1.120 milioni di euro. Per quanto concerne le spese finali  che, come detto, diminuiscono complessivamente di 2,2 miliardi  osserva che le variazioni proposte dal provvedimento determinano una riduzione di 3.570 milioni di euro. Tale riduzione interessa esclusivamente le spese correnti, che diminuiscono di 4.210 milioni di euro, nel cui ambito si registra una significativa proposta di diminuzione di quelle per interessi (-3.171 milioni), legata, per 2.271 milioni, alle minori esigenze relative al pagamento di interessi sui titoli pubblici, nonché, per 900 milioni, alle minori esigenze per gli interessi sui conti correnti di tesoreria. La spesa in conto capitale registra invece un incremento di 640 milioni. Fa inoltre presente che, nel corso dell'esame alla Camera, sono stati approvati tre soli emendamenti al disegno di legge di assestamento 2018. Si tratta dell'emendamento Tab.2.3 (Governo), che ha destinato 500.000 euro al programma 12.2 del MEF di sostegno allo sviluppo sostenibile, dell'emendamento Tab.13.1 (Governo), finalizzato a rifinanziare per 10 milioni di euro il settore dello spettacolo dal vivo, di cui al Programma 1.1 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, e dell'emendamento Tab. 12.100 che ha sostituito la denominazione della Tabella n. 12 con la seguente: "Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo", e, conseguentemente, della Tabella n. 13 con la seguente: "Ministero per i beni e le attività culturali". Il presidente PESCO , per quanto concerne il regime di ammissibilità delle proposte emendative, ricorda che il disegno di legge di approvazione del rendiconto è sostanzialmente inemendabile, nel senso che sono ammissibili soltanto le proposte emendative volte ad introdurre nel medesimo disegno di legge modifiche di carattere meramente tecnico o formale. Per quanto riguarda, invece, il disegno di legge di assestamento, fa presente innanzitutto che, ai fini dell'ammissibilità, le proposte emendative devono essere riferite alle unità di voto parlamentare (tipologia di entrata o programma di spesa) e possono avere ad oggetto tanto le previsioni di competenza quanto quelle di cassa. Non possono invece avere ad oggetto l'ammontare dei residui iscritti nelle predette unità di voto, in quanto essi derivano da meri accertamenti contabili. Segnala che gli emendamenti riferiti alle previsioni di entrata sono ammissibili soltanto se fondati su valutazioni tecnico-finanziarie adeguatamente documentate, tali da comprovare la necessità di modificare le previsioni di entrata di competenza e/o di cassa. In ogni caso, le proposte emendative non possono comportare un peggioramento dei saldi di finanza pubblica e pertanto, ove risultino onerose, devono essere compensate mediante l'utilizzo di risorse iscritte in altre unità di voto parlamentare, anche se facenti parte di altra missione o di altro stato di previsione. Evidenzia che è considerata emendabile la sola dotazione dei programmi di spesa non riferibile agli oneri inderogabili di cui all'articolo 21, comma 5, lettera a), della legge di contabilità e finanza pubblica. È comunque esclusa la possibilità di compensare l'incremento di stanziamenti di spesa di parte corrente mediante riduzione di stanziamenti di spesa di conto capitale. Infine, per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa, occorre considerare che essi sono emendabili a condizione che, nel caso di emendamenti volti ad incrementare l'autorizzazione di cassa, lo stanziamento derivante dall'emendamento non superi la cosiddetta "massa spendibile" costituita dalla somma dello stanziamento di competenza e dei relativi residui passivi. Propone, quindi, di fissare alle ore 19 di oggi il termine per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti riferiti ai disegni di legge in titolo. La Commissione conviene. Il sottosegretario BITONCI mette a disposizione dei senatori una nota della Ragioneria generale dello Stato, che fornisce risposta alle richieste di chiarimento avanzate dal relatore sul disegno di legge di assestamento. In ordine agli ipotizzati effetti sui saldi di quanto disposto dall'articolo 2, comma 1, rileva che l'incremento del limite degli impegni di SACE di durata superiore a ventiquattro mesi che possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato non ha effetti sul fabbisogno e indebitamento netto in quanto, trattandosi di garanzie cosiddette "non standardizzate", la contabilizzazione delle operazioni a peggioramento dei predetti saldi è eventuale, nel caso in cui le garanzie fossero effettivamente escusse: pertanto non si sconta alcun effetto sui predetti saldi. Inoltre, segnala che la relazione tecnica relativa al disegno di legge di assestamento non necessita dell'aggiornamento previsto, ai sensi del comma 4- septies dell'articolo 33 della legge n. 196 del 2009, all'atto del passaggio del provvedimento tra i due rami del Parlamento, in quanto gli emendamenti approvati non mutano il quadro contabile già rappresentato al momento della presentazione del disegno di legge in esame. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale congiunta. Il senatore TURCO ( M5S ), con riguardo al rendiconto, osserva che i criteri di redazione del conto del patrimonio risalgono ormai al 1996 e risultano ormai obsoleti, essendo stati successivamente aggiornati dal regolamento SEC 2010, che ha introdotto, a livello europeo, il nuovo sistema dei conti nazionali. A tale proposito, segnala che la redazione del conto del patrimonio, sulla base dei criteri aggiornati, avrebbe dato risultati diversi rispetto ai dati che emergono dal provvedimento in esame.