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In attesa dell'entrata in vigore delle norme di cui al comma 8, lettera c), il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previsto dall'art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, è emanato anche nelle more della costituzione della Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari di cui all'art. 6 della medesima legge. 11. Con il disegno di legge di cui al comma 1, il Governo propone annualmente al Parlamento le norme di delega ovvero di delegificazione necessarie alla compilazione di testi unici legislativi o regolamentari, con particolare riferimento alle materie interessate dalla attuazione della presente legge. In sede di prima attuazione della presente legge, il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all'art. 4, norme per la delegificazione delle materie di cui all'art. 4, comma 4, lettera c), non coperte da riserva assoluta di legge, nonché testi unici delle leggi che disciplinano i settori di cui al medesimo art. 4, comma 4, lettera c), anche attraverso le necessarie modifiche, integrazioni o abrogazioni di norme, secondo i criteri previsti dagli articoli 14 e 17 e dal presente articolo. ". - Il regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 novembre 1923, n. 275, reca: "Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato". Il decreto, emanato in virtù della legge di delegazione di poteri 3 dicembre 1922, n. 1601, sostituisce il regio decreto 17 febbraio 1884, n. 2016 (Gazzetta Ufficiale 20 marzo 1884, n. 68). - Per i riferimenti al regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, si veda nelle note all'art. 7 ed all'art. 9. - Per i riferimenti alla legge 9 dicembre 1928, n. 2783, si veda nelle note all'art. 9. - Per i riferimenti alla legge 3 marzo 1951, n. 193, si veda nelle note all'art. 9. - Il decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 febbraio 1967, n. 44, supplemento ordinario, reca: "Ordinamento dell'Amministrazione degli affari esteri". Si riporta il testo dell'art. 172: "Art. 172 (Commissione permanente di finanziamento). - La Commissione permanente di finanziamento, istituita presso il Ministero degli affari esteri per l'esame del trattamento economico del personale in servizio all'estero, fa proposte ed esprime il proprio parere sulle questioni ad essa deferite dalla legge e su quelle su cui il Ministro per gli affari esteri ritiene di interpellarla. La Commissione effettua annualmente, prima dell'inizio del-l'esercizio finanziario, un esame della situazione generale delle indennità di servizio all'estero e fissa i criteri di massima per la revisione dei coefficienti. La Commissione procede altresì, entro il primo trimestre di ogni esercizio finanziario, alla valutazione delle necessità di stanziamento di bilancio per l'esercizio successivo in materia di indennità di servizio. La Commissione, nominata con decreto del Ministro, è composta del Ministro, del direttore generale del personale e dell'amministrazione, dell'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero, di due funzionari diplomatici di cui uno della direzione generale del personale e uno della direzione generale delle relazioni culturali, del funzionario preposto al coordinamento degli uffici di cui all'art. 61, di un magistrato della Corte dei conti, del direttore capo della Ragioneria centrale, di un funzionario della Ragioneria generale dello Stato e di un funzionario della direzione generale del Tesoro. La Commissione è presieduta dal Ministro, o per sua delega da un Sottosegretario di Stato, o dal direttore generale del personale o dal vice direttore generale del personale. Per ciascun membro della Commissione può essere nominato un sostituto. Il presidente può chiamare a partecipare alle sedute della Commissione, per consultazioni, anche funzionari di speciale competenza. Le funzioni di segretario sono espletate da un funzionario della direzione generale del personale e dell'amministrazione. ". - Il decreto-legge 8 maggio 1981, n. 208, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 maggio 1981, n. 131, e convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 1 luglio 1981, n. 344 (Gazzetta Ufficiale 7 luglio 1981, n. 184), reca: "Misure urgenti in materia di assistenza sanitaria ai cittadini italiani all'estero ed al personale navigante". - Per i riferimenti alla legge 6 febbraio 1985, n. 15, si veda nelle note all'art. 8 ed all'art. 9. - Il decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1986, n. 429, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 agosto 1986, n. 178, reca: "Adeguamento della normativa sui servizi espletati dagli uffici periferici del Tesoro in materia di stipendi, pensioni e altre spese fisse all'evoluzione della tecnologia e alle esigenze di utilizzazione dei sistemi di elaborazione automatica dei dati; semplificazione delle relative procedure; definizione delle specifiche responsabilità amministrative dei dirigenti e del personale delle direzioni provinciali del Tesoro e degli organi del sistema informativo". Si riporta il testo dell'art. 22: "Art. 22 (Pagamento delle pensioni a favore di titolari residenti all'estero). - 1. I titolari di pensioni e assegni congeneri che risiedono all'estero possono riscuotere in via continuativa i loro emolumenti in Italia, sia avvalendosi di procuratori, sia usufruendo delle agevolazioni di cui agli articoli 20 e 21, salvo quanto previsto dal comma 2 del presente articolo. 2. Nei confronti dei beneficiari di trattamenti pensionistici a carico delle casse gestite dalla direzione generale degli istituti di previdenza, l'emissione degli assegni di conto corrente postale di serie speciale è subordinata ad accertamenti in merito alla cittadinanza italiana, da eseguirsi di volta in volta mediante apposita certificazione, in relazione agli ordinamenti che regolano tale categoria di pensioni. 3. I titolari di pensioni e di trattamenti congeneri di cui al comma 1 possono chiedere, ferma restando l'esigenza degli accertamenti in ordine alla cittadinanza italiana per la categoria citata al comma 2, di riscuotere i propri assegni in valuta estera nel Paese di residenza. In tale caso le relative partite sono assunte in carico dall'apposito ufficio istituito presso la direzione provinciale del Tesoro di Roma, il quale segnala i necessari dati al sistema informativo con le modalità previste dall'art. 4.