[pronunce]

Infatti, il mancato riconoscimento ai vincitori del concorso per uditore giudiziario riservato alla Provincia autonoma di Bolzano del "diritto a scegliere, ove possibile la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio", ove assistano con continuità "un parente od un affine entro il terzo grado handicappato" (articolo 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992), sull'intero territorio nazionale, sarebbe in contrasto con la comunanza di ruolo e di status tra i vincitori dei diversi concorsi per uditore giudiziario. Dal momento che il conflitto tra il terzo comma dell'art. 33 del d.P.R. n. 752 del 1976 e il comma 5 della legge n. 104 del 1992 non può essere risolto in via interpretativa tramite il criterio della successione delle leggi nel tempo, poiché il d.P.R. n. 752 del 1976 è una norma di attuazione di uno statuto speciale e possiede quindi una particolare forza di resistenza dinanzi a leggi o atti con forza di legge, l'unica via disponibile resterebbe l'istanza di dichiarazione di illegittimità costituzionale del terzo comma dell'art. 33 del d.P.R. n. 752 del 1976. 2. - È intervenuta nel presente giudizio, presentando due memorie, la Provincia autonoma di Bolzano. Questo intervento appare giustificato in relazione all'oggetto del giudizio di costituzionalità, relativo ad una norma di attuazione dello statuto regionale, adottata secondo la speciale procedura di cui all'articolo 107 dello statuto e relativa ad una disposizione finalizzata alla stabilità degli uffici giudiziari della Provincia autonoma di Bolzano, composti in modo da tutelare la presenza di tutti i gruppi linguistici presenti nella provincia e da garantire il bilinguismo nell'attività giudiziaria (conformemente si vedano l'ordinanza n. 277 del 1997, con allegata ordinanza letta nell'udienza pubblica del 20 maggio 1997, e la sentenza n. 353 del 2001). 3. - L'Avvocatura dello Stato e la Provincia autonoma di Bolzano hanno sollevato quattro diverse eccezioni di inammissibilità: la prima riferita alla affermata tardività del ricorso al Tribunale amministrativo regionale presentato dall'interessata, poiché non avrebbe impugnato la prima, ma solo la seconda delibera del Consiglio superiore della magistratura, che sarebbe meramente ricognitiva della prima; la seconda, riferita alla asserita mancata convivenza dell'interessata con la madre, condizione che renderebbe inapplicabile il comma 5 dell'articolo 38 della legge 104 del 1992; la terza, riferita al fatto che la norma da impugnare da parte di un vincitore del concorso per uditore giudiziario avrebbe dovuto essere non l'art. 38 del d.P.R. n. 752, ma l'art. 37 che si riferisce alla destinazione agli uffici giudiziari della Provincia autonoma di Bolzano dei vincitori dei concorsi per uditore; la quarta, riferita al fatto che il Tribunale amministrativo regionale avrebbe potuto risolvere la questione in via interpretativa. Le eccezioni di inammissibilità non possono essere accolte. La prima, in quanto l'eccezione di tardività del ricorso è stata esaminata dal tribunale rimettente e risolta nel senso dell'infondatezza. La seconda, perché, a prescindere dalle diverse ricostruzioni della situazione di fatto, il comma 5 dell'articolo 33 della legge n. 104 del 1992 non impone più, per la sua applicabilità, la convivenza dell'interessato con la "persona handicappata", dal momento che l'art. 19 della legge 8 marzo 2000 n. 53 (Disposizioni per il sostegno della maternità e paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi della citta) ha esplicitamente soppresso questa condizione per l'applicabilità del comma 5 dell'articolo 33. La terza, perché l'articolo 37 del d.P.R. n. 752 del 1976 si riferisce alle varie modalità di copertura dei posti vacanti negli uffici giudiziari della Provincia autonoma di Bolzano, mentre è l'articolo 38 che determina alcune regole speciali relative allo stato giuridico di questi giudici. La quarta, perché il Tribunale amministrativo regionale rimettente appare pienamente convinto dell'interpretazione da dare all'articolo 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, salva l'insuperabile preclusione derivante appunto dalla disposizione dell'articolo 38, quinto comma, del d.P.R. n. 752 del 1976, riferibile anche alle prime assegnazioni dei vincitori del concorso, norma rispetto alla quale, non a caso, il Tribunale amministrativo regionale solleva questione di legittimità costituzionale. 4. La questione non è fondata. La legge n. 104 del 1992 ha sicuramente un particolare valore, essendo finalizzata a garantire diritti umani fondamentali, come ha più volte avuto occasione di affermare questa Corte anche con specifico riferimento all'art. 33, comma 5 (cfr. sentenza n. 406 del 1992, n. 325 del 1996, n. 246 del 1997, n. 396 del 1997). Peraltro né l'istituto di cui all'articolo 33, comma 5, è l'unico idoneo a tutelare la condizione di bisogno della "persona handicappata", né la stessa posizione giuridica di vantaggio prevista dalla disposizione in parola è illimitata, dal momento che, anzi, la pretesa del parente della persona handicappata a scegliere la sede di lavoro più vicina è accompagnata dall'inciso "ove possibile". Nel caso di specie, la possibilità di applicare questa disposizione sull'intero territorio nazionale e non limitatamente al territorio della Provincia autonoma di Bolzano è preclusa dalla particolare normativa relativa ai vincitori del concorso per uditore giudiziario previsto dall'art. 35 della stessa norma di attuazione (d.P.R. n. 752 del 1976), ma anche dall'art. 20 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398 (Modifica alla disciplina del concorso per uditore giudiziario e norme sulle scuole di specializzazione per le professioni legali a norma dell'art. 17, commi 113 e 114 della legge 15 maggio 1997 numero 127), quale modificato dall'articolo 11, comma 2a) della legge 13 febbraio 2001, n. 48 (Aumento del ruolo organico e disciplina dell'accesso in magistratura). Tale insieme di disposizioni configura una disciplina legislativa speciale per questo tipo di concorso, ma anche uno stato giuridico in parte differenziato per coloro che lo vincano, pur all'interno di un unico ruolo nazionale dei magistrati (l'unicità del ruolo è resa palese da quanto previsto dal secondo comma dell'art. 38 del d.P.R. n. 752 del 1976, oltre che dalla trasferibilità dei magistrati vincitori del concorso a sedi giudiziarie estranee al territorio della Provincia di Bolzano, seppure dopo almeno 10 anni). Pur in presenza di un ruolo unico a livello nazionale possono, infatti, esservi normative specifiche per la tutela di rilevanti interessi collettivi, che in varia misura limitano l'espletamento dell'attività lavorativa a determinate sfere territoriali.