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Disciplina delle fondazioni e delle associazioni politiche. Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge in esame prende le mosse dalla constatazione del cambiamento che a partire dalla prima metà degli anni Novanta ha investito i soggetti della politica italiana: contestualmente al declino del modello organizzativo partitico tradizionale, infatti, abbiamo assistito all'emersione di nuovi attori, come i movimenti, e all'utilizzo crescente di alcuni strumenti associativi classici – come le fondazioni e le associazioni (riconosciute e non) – per sostenere l'attività di ricerca e di proposta sulle principali questioni pubbliche, ovvero per organizzare la formazione e talvolta il finanziamento dell'attività politica. La specificità del fenomeno delle fondazioni e delle associazioni politiche è legata anche alla crescita esponenziale del loro numero negli ultimi anni e al loro utilizzo da parte dei partiti, dei movimenti e, assai spesso, dei singoli protagonisti della scena politica. In molti casi è emersa infatti la tendenza a trasferire all'esterno dei partiti la dialettica che di solito prendeva forma al loro interno, trasformando le fondazioni e le associazioni politiche in luoghi sempre più importanti del dibattito infra-partitico e inter-partitico. Una ricerca effettuata nel 2015 dal centro studi «Openpolis» per Repubblica.it ha censito sessanta think tanks politici (quarantacinque fondazioni e quindici associazioni) nati dal 1950 in poi e ancora operanti, tre quarti dei quali costituiti negli ultimi quindici anni: trenta tra il 2000 e il 2009 e quindici tra il 2010 e il 2015. La maggioranza di questi soggetti ha sede nel Lazio (trentacinque) e in Lombardia (dodici). Solo quattro think tanks rendono noto l'elenco dei soci e altrettanti il bilancio. Solo uno pubblica l'elenco dei finanziatori con il relativo importo. Il presente disegno di legge intende quindi disciplinare il fenomeno delle fondazioni e delle associazioni politiche al fine di rendere trasparente il legame che queste ultime intrecciano con i partiti e i movimenti politici, soprattutto in materia di finanziamento. Si tratta, dunque, di un intervento non limitativo dell'autonomia associativa garantita dall'articolo 18 della Costituzione, ma diretto a rafforzare il regime di pubblicità cui è soggetta l'attività di associazioni e fondazioni direttamente o indirettamente impegnate in attività di natura politica. A tale fine, il disegno di legge dettaglia e sviluppa le disposizioni dell'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13. L'articolo 1 definisce l'ambito di applicazione della legge identificando tre criteri per l'individuazione delle fondazioni e delle associazioni politiche: il primo è sostanziale e si riferisce alla attività di valorizzazione delle culture politiche di riferimento che le associazioni promosse dai cittadini o dalle formazioni sociali decidono di perseguire; il secondo riguarda la governance (l'eventuale determinazione della composizione degli organi direttivi attraverso deliberazioni di partiti o movimenti politici); il terzo fa riferimento alla sfera finanziaria, estendendo il campo di applicazione della legge alle fondazioni o associazioni che erogano somme a titolo di liberalità o contribuiscono al finanziamento di iniziative o all'offerta di beni e servizi in favore di partiti, movimenti politici, membri del Governo, del Parlamento, delle giunte e dei consigli regionali. L'articolo 2 istituisce presso la Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, di seguito «Commissione», un registro pubblico delle fondazioni e delle associazioni politiche al quale le fondazioni e le associazioni devono iscriversi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge depositando copia dell'atto costitutivo e dello statuto. Ogni anno alla Commissione devono essere trasmessi il rendiconto, la relazione del revisore legale e il verbale di approvazione del rendiconto. Ai sensi dell'articolo 3 le fondazioni e le associazioni politiche che registrano proventi complessivi pari o superiori a 50.000 euro devono avvalersi di un revisore legale. L'articolo 4 detta le norme per la trasparenza delle fondazioni e delle associazioni politiche, estendendo ad esse le regole già previste per i partiti e i movimenti politici (limite di 100.000 euro annui alle erogazioni di ciascuna persona fisica o giuridica, pubblicità delle liberalità superiori a 5.000 euro annui, tracciabilità dei contributi). In deroga al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, si prevede, ai fini dell'ottemperanza agli obblighi di pubblicazione nei siti internet dell'elenco dei soggetti che hanno effettuato finanziamenti o versato contributi di importo superiore nell'anno a 5.000 euro, che non sia richiesto il rilascio del consenso scritto degli interessati. Analoga deroga è prevista per i partiti e i movimenti politici, dettagliando le informazioni che questi ultimi devono rendere disponibili nel proprio sito internet , precisando quali sono le modalità per erogare finanziamenti in favore di tali soggetti e individuando quali sono le informazioni relative ai trasferimenti finanziari che devono essere comunicate alle Presidenze della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e pubblicate on line . L'articolo 5 conferma l'applicazione del citato articolo 5 del decreto-legge n. 149 del 2013, che detta norme in materia di trasparenza per le fondazioni e per le associazioni politiche. L'articolo 6 definisce le sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alla violazione degli obblighi imposti dalla legge. L'articolo 7, infine, dispone uno stanziamento di 1 milione di euro annui in favore della Commissione, in relazione ai nuovi compiti ad essa attribuiti dalla legge, a valere sul fondo relativo al due per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche ai partiti politici e ai movimenti politici.. 1 (Ambito di applicazione) 1 La presente legge si applica alle fondazioni e alle associazioni riconosciute o non riconosciute che hanno lo scopo di valorizzare, con iniziative di studio, ricerca e comunicazione, le culture politiche di riferimento dei soci fondatori e di coloro, persone fisiche o giuridiche, che nel tempo contribuiscano al loro funzionamento o, comunque, vi aderiscano. Si applica altresì alle fondazioni e alle associazioni la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici, nonché alle fondazioni e alle associazioni che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano al finanziamento di iniziative o all'offerta di beni e servizi, anche a titolo gratuito, in favore di partiti, movimenti politici, o loro articolazioni interne, ovvero in favore di membri del Governo, del Parlamento, delle giunte e dei consigli regionali. 2 Le somme e i contributi a qualunque titolo erogati dalle fondazioni o dalle associazioni di cui al comma 1 rilevano ai fini dell'applicazione della presente legge solo se di ammontare superiore al 10 per cento dei proventi di esercizio della fondazione o dell'associazione nell'anno precedente. 2 (Istituzione di un registro pubblico delle fondazioni e delle associazioni politiche)