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rilevato che: lunedì 6 settembre con una semplice e-mail l'azienda ha comunicato il trasferimento di tutti i 23 lavoratori del sito di Caserta in Sardegna, annunciando la chiusura del sito campano; come scrivono le sigle sindacali in un loro comunicato del 7 settembre: "Ad oggi, dopo varie rassicurazioni da parte dell'assessore regionale Marchiello e varie lettere inviate al Mise, al vice Ministro Todde e a Jabil, nessuno è stato in grado di richiamare Orefice Generators alle proprie responsabilità ed al rispetto degli accordi", si chiede di sapere: se e come i Ministri intendano attivarsi per fare luce su quanto accaduto; se non ritengano necessario intervenire per evitare che si continuino a regalare soldi alle aziende senza avere conferma degli investimenti in una continua desertificazione industriale del territorio di Caserta; se siano in atto iniziative volte a prestare attenzione alle finte reindustrializzazioni da parte di aziende che utilizzano incentivi pubblici e privati e poi alla fine abbandonano i territori quando il loro atto speculativo è ormai irreversibile; se e come intendano attivarsi per la tutela dei diritti dei lavoratori vittime di questo sopruso predatorio. Atto n. 4-05979 CONZATTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: ci sono lavori che, più di altri, risultano particolarmente pesanti e logoranti per chi li svolge. La legge è intervenuta più volte, a questo proposito, per tutelare i lavoratori che compiono le mansioni più usuranti, per esempio in materia di sistema pensionistico; si tratta dunque di lavori che vengono espletati in particolari situazioni, anche rischiose, che richiedono un impegno psicofisico maggiore a livello sia di quantità di tempo che a livello di intensità; chi ha svolto durante la sua vita lavori gravosi e professioni faticose, per un determinato periodo di tempo e secondo le condizioni stabilite dalla normativa vigente, ha diritto, per legge, ad alcune agevolazioni relativamente alla pensione; gli impianti a fune hanno la delicata funzione di trasportare persone e cose tra luoghi di partenza e arrivo che presentano forti dislivelli e ostacoli ambientali, evitando percorsi ripidi o accidenti. Gli impianti di trasporto sono di notevole importanza, anche in funzione turistica, specialmente per le regioni montane del nostro Paese; nel comparto degli impianti a fune molte attività sono svolte in quota, spesso a temperature invernali proibitive, con numerosi sbalzi di altitudine e con lavorazioni pesanti su piloni che possono raggiungere altezze elevate; i circa 7.000 lavoratori degli impianti a fune auspicano di veder riconosciuto il loro lavoro come usurante: un obiettivo che se raggiunto permetterebbe anche di ringiovanire l'età media del settore evitando l'aumento di malattie professionali ed infortuni dovuti all'elevata età anagrafica degli addetti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adottare urgenti provvedimenti al fine di inserire, tra le attività gravose o usuranti, le attività svolte in quota ed in condizioni climatiche avverse ribadendo così quanto contenuto nell'avviso comune sottoscritto in occasione del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro 2019-2022 (all. 9). Atto n. 4-05980 TOSATO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: ai sensi dell'articolo 1, comma 10, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), in caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato o di trasformazioni di un contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, effettuate nel corso degli anni 2021 e 2022, al datore di lavoro è riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali pari al 100 per cento, per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione non abbiano compiuto 36 anni di età; l'esonero contributivo è riconosciuto per un periodo massimo di 48 mesi ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna; il successivo comma 14 precisa altresì che il beneficio è concesso nei limiti e alle condizioni di cui alla sezione 3.1 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final, del 19 marzo 2020, recante un "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19", ed è subordinato all'autorizzazione della Commissione europea; nella circolare INPS n. 56 del 12 aprile 2021, a tal proposito, l'istituto ha precisato che "le istruzioni per la fruizione della misura di legge in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro" saranno emanate una volta ricevuto l'orientamento della Commissione europea; la decontribuzione introdotta con le disposizioni richiamate è strategica, in quanto finalizzata a favorire l'occupazione stabile dei giovani attraverso la riduzione del cuneo fiscale, con un'attenzione particolare verso le aree del Paese maggiormente caratterizzate da tassi di disoccupazione giovanile; è pertanto indispensabile che le disposizioni diventino efficaci prima possibile; al momento, l'autorizzazione da parte della Commissione europea non risulta essere stata concessa, si chiede di sapere a che punto sia l' iter di autorizzazione, presso la Commissione europea, della decontribuzione e quando si prevede che le norme siano concretamente operative ed applicabili. Atto n. 4-05981 DE VECCHIS Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'improvviso abbassamento del limite di velocità da 60 a 50 chilometri orari, da parte di ANAS, nel viadotto dell'aeroporto di Fiumicino, ha sollevato numerose proteste da parte degli utenti, colpiti da una raffica di contravvenzioni; in assenza di un'adeguata e preventiva informazione del cambio improvviso di segnaletica e del conseguente adeguamento dell' autovelox , le contravvenzioni sono state indirizzate a tantissimi cittadini che da anni percorrono quotidianamente la tratta; a moltissimi utenti sono state comminate anche più multe insieme con un costo che va dai 30 euro, per chi ha appena sfiorato il limite, fino a 500 euro per chi lo supera di oltre 40 chilometri orari; si tratta di un onere che rischia di impattare in maniera seria sulla vita dei cittadini, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica e sociale; il Comune nonostante le proposte che sono state fatte a livello locale, in particolare dalla Lega Fiumicino, ancora non ha offerto risposte o soluzioni al crescente malcontento dei cittadini, ingiustamente colpiti da questa decisione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare la legittimità e la correttezza del comportamento tenuto in questa circostanza da ANAS che, improvvisamente e senza un'adeguata informazione, ha deciso di abbassare il limite di velocità da 60 a 50 chilometri orari sulla tratta;