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XII- quinquies , n. 33). Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Cosma Francesco Paracchini da Verolanuova (Brescia), a nome del Comitato Europeo Massofisioterapisti, chiede la modifica dell'articolo 1, comma 537, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in materia di continuità e funzionalità dei servizi sanitari (Petizione n. 448, assegnata alla 12 a Commissione permanente); il signor Eugenio Bernardi da Sissa Trecasali (Parma) e numerosissimi altri cittadini chiedono modifiche alla normativa in materia di concessione per il gioco mediante apparecchi da intrattenimento, nonché disposizioni a tutela del comparto dei gestori e proprietari degli apparecchi da gioco AWP (Amusement with prizes) (Petizione n. 449, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede: disposizioni in materia di sicurezza stradale (Petizione n. 450, assegnata alla 8 a Commissione permanente); disposizioni a tutela del territorio, del verde e del suolo (Petizione n. 451, assegnata alla 13 a Commissione permanente); interventi urgenti di bonifica, di manutenzione del sistema idrico e di rifacimento del manto stradale nel Comune di Cancello ed Arnone e nei territori confinanti del Basso Volturno (Petizione n. 452, assegnata alla 8 a Commissione permanente); il signor Luca Marco Comellini da Cerveteri, a nome del Sindacato dei Militari, chiede l'adozione di un nuovo codice penale militare di pace e la conseguente abrogazione di quello attualmente vigente di cui al Regio decreto 20 febbraio 1941, n. 303 nonché la razionalizzazione dell'ordinamento giudiziario militare (Petizione n. 453, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 2 a e 4 a ); il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede: modifiche sostanziali al Meccanismo europeo di stabilità (MES) (Petizione n. 454, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 6 a e 14 a ); la nazionalizzazione temporanea dell'impresa ILVA al fine della salvaguardia dei lavoratori e dell'indotto (Petizione n. 455, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 10 a e 13 a ); il signor Alessandro Pachera da San Giovanni Lupatoto (Verona) chiede che il costo relativo alla tassa di iscrizione all'albo professionale del personale infermieristico del comparto sanità pubblica venga sostenuto dalle aziende del servizio sanitario nazionale; in subordine, chiede modifiche alla normativa di riferimento al fine di consentire lo svolgimento della libera professione al personale infermieristico alle medesime condizioni previste per la professione medica nelle modalità intra ed extra muraria (Petizione n. 456, assegnata alla 12 a Commissione permanente). Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 22 novembre al 3 dicembre 2019) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 47 BOTTO ed altri: sulla presenza di segni di deterioramento presso il viadotto Bisagno a Genova (4-01966) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) DE PETRIS: sul trasferimento d'ufficio della direttrice della biblioteca comunale di Todi (Perugia) (4-00221) (risp. DADONE, ministro per la pubblica amministrazione ) FARAONE: sulla classificazione del comune di Castellana Sicula (Palermo) negli elenchi Istat (4-00726) (risp. DADONE, ministro per la pubblica amministrazione ) GINETTI, GRIMANI: sui lavori di completamento lungo la E45 ed il raccordo Perugia-Bettolle (4-01876) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) IORI ed altri: sul trasferimento d'ufficio della direttrice della biblioteca comunale di Todi (Perugia) (4-00315) (risp. DADONE, ministro per la pubblica amministrazione ) Interrogazioni Atto n. 3-01256 MANTOVANI MORRA LANNUTTI CAMPAGNA ENDRIZZI Al Ministro della giustizia Premesso che: da notizie a mezzo stampa, si apprende che un grave episodio è accaduto nel carcere di Parma ("L'Espresso" del 29 novembre 2019); nella cella del detenuto Giuseppe Gallo, detto "Peppe o pazzo", capo del clan Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase, condannato in diversi processi, che ad oggi sta scontando 20 anni di carcere ed è sottoposto al regime detentivo previsto dall'art. 41- bis (cosiddetto "carcere duro") della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario), sono stati trovati tre telefoni che il camorrista custodiva nascosti. Tutti i telefoni sarebbero perfettamente funzionanti e dotati di schede sim, sulle quali sono state avviati accertamenti. La scoperta è stata fatta dagli agenti del Gruppo operativo mobile (Gom) della Polizia penitenziaria e da quelli del Nucleo investigativo centrale (Nic), e di questo rinvenimento è stata informata la Procura nazionale antimafia; secondo quanto riportato, il camorrista Gallo avrebbe utilizzato quasi quotidianamente il cellulare, che potrebbe essere stato messo a disposizione anche di altri detenuti; considerato che: il caso descritto sarebbe uno dei primi in cui un detenuto, sottoposto al regime speciale previsto dal citato art. 41- bis , viene scoperto in possesso di tali strumenti di comunicazione; tale regime speciale si contraddistingue per l'applicazione di misure volte a ridurre drasticamente i contatti del detenuto con il mondo esterno e a limitare le occasioni di socialità all'interno del carcere (art. 41- bis , comma 2- quater della legge n. 354 del 1975); la funzione primaria della suddetta è infatti quella di recidere qualsiasi forma di collegamento tra la persona detenuta e l'organizzazione criminale di riferimento, sul presupposto che gli affiliati a taluni gruppi criminali (specie se di stampo mafioso) siano in grado di mantenere intatto il proprio vincolo associativo anche durante il periodo di detenzione; a parere degli interroganti, il fatto accaduto nel carcere di Parma viola fortemente la normativa vigente e rischia di svuotare di contenuto tale regime speciale, che costituisce una misura indispensabile nella lotta alle mafie, perché interrompe il flusso di comunicazione tra i boss mafiosi detenuti in carcere e l'esterno; tale episodio rischia, inoltre, di avere pesanti conseguenze per la sicurezza dei cittadini del territorio dell'Emilia-Romagna, a forte rischio di infiltrazioni criminali, in particolare da parte della 'ndrangheta , ma anche di altre organizzazioni quali la camorra e la mafia; nel carcere di Parma si sono registrati nel corso del tempo altri disagi dovuti al sovraffollamento dei detenuti;