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L'Autorità definisce con proprio provvedimento generale i limiti e le modalità di accesso alla documentazione presentata dall'impresa richiedente in allegato o ad integrazione della dichiarazione confessoria sia da parte dei soggetti ai quali è contestata una violazione dell'articolo 2 della legge n. 287 del 1990 o dell'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea con provvedimento di avvio dell'istruttoria, sia da parte dei terzi. Per quanto riguarda il calcolo del fatturato rilevante per l'obbligo di comunicazione, si modifica il dettato dell'articolo 2 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, in modo da subordinare l'autorizzazione al preventivo accertamento che l'operazione non ostacoli in modo significativo una concorrenza effettiva nel mercato nazionale, in particolare a causa della creazione o del rafforzamento di una posizione dominante. Si modifica il secondo periodo dell'articolo 6, comma 1, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, al fine di integrarlo con la seguente frase: «nonché dell'evoluzione del progresso tecnico ed economico, purché essa sia a vantaggio del consumatore e non costituisca impedimento alla concorrenza». Viene modificato l'articolo 5 della legge n. 287 del 1990 mediante l'abrogazione del comma 3 e la sostituzione del comma 1, lettera c) , di modo che esso reciti « c) quando due o più imprese procedono, attraverso la costituzione di una nuova società, alla costituzione di un'impresa comune che esercita stabilmente tutte le funzioni di una entità autonoma, indipendentemente dalla sua natura concentrativa o cooperativa. Qualora un'impresa comune abbia per oggetto o per effetto il coordinamento del comportamento concorrenziale di imprese che restano indipendenti, detto coordinamento verrà valutato secondo i parametri adottati per la valutazione delle intese». Si sostituisce il comma 2 dell'articolo 16 della legge n. 287 del 1990 prevedendo che per gli enti creditizi e gli altri istituti finanziari il fatturato è sostituito dalla somma delle seguenti voci di provento al netto, se del caso, dell'imposta sul valore aggiunto e di altre imposte direttamente associate ai suddetti proventi: a) interessi e proventi assimilati; b) proventi su titoli (proventi di azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile, proventi di partecipazioni, proventi di partecipazioni in imprese collegate); c) proventi per commissioni; profitti da operazioni finanziarie; d) altri proventi di gestione. Per le imprese di assicurazioni il fatturato è sostituito dal valore di premi lordi emessi, che comprendono tutti gli importi incassati o da incassare a titolo di contratti d'assicurazione stipulati direttamente da dette imprese o per loro conto, inclusi i premi ceduti ai riassicuratori, previa detrazione delle imposte o tasse parafiscali riscosse sull'importo dei premi o sul relativo volume complessivo. Per quanto riguarda l'armonizzazione con la normativa comunitaria sulle intese, si abrogano gli articoli 4 e 13 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e si introduce il comma 3- bis all'articolo 2 della medesima legge prevedendo che le disposizioni di cui al comma 2 del citato articolo possono essere dichiarate inapplicabili a qualsiasi accordo fra imprese, decisione di associazione di imprese e a qualsiasi pratica concordata che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico, pur riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, ed evitando di: a) imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi; b) dare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi, in modo da subordinare l'autorizzazione al preventivo accertamento che l'operazione non ostacoli in modo significativo una concorrenza effettiva nel mercato nazionale, in particolare a causa della creazione o del rafforzamento di una posizione dominante. Per quanto riguarda la separazione societaria, si sostituisce il comma 2- bis , dell'articolo 8 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, prevedendo che le imprese che, per disposizioni di legge, esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale in regime di riserva, qualora intendano svolgere attività in mercati diversi, operano mediante società separate ovvero mediante costituzione di patrimoni destinati ad uno specifico affare, ai sensi degli articoli da 2447- bis a 2447- decies del codice civile. Viene sostituito il comma 2- ter dell’articolo 8 prevedendosi che l'obbligo di cui al comma 2- bis non si applichi alle imprese che esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale in regime di riserva ad esito di una procedura ad evidenza pubblica, di cui sono risultate aggiudicatarie. Si sostituisce il comma 2- quater , dell’articolo 8 della legge n. 287 del 1990, al fine di tener conto delle modifiche apportate al comma 2- bis , nei seguenti termini: «Al fine di garantire pari opportunità di iniziativa economica, qualora le imprese di cui al comma 2- bis rendano disponibili a società da esse partecipate o controllate nei mercati diversi ovvero utilizzino al fine delle attività svolte mediante costituzione di patrimoni destinati ad uno specifico affare, beni o servizi, anche informativi, di cui abbiano la disponibilità esclusiva in dipendenza delle attività svolte ai sensi del medesimo comma 2- bis , esse sono tenute a rendere accessibili tali beni o servizi, a condizioni equivalenti, alle altre imprese direttamente concorrenti». Il comma 2- quinquies , dell'articolo 8 della legge n. 287 del 1990 viene sostituito con il seguente: «L'Autorità, d'ufficio o su denuncia, procede ad istruttoria per verificare l'esistenza di infrazioni ai commi 2- bis e 2- quater . All'istruttoria si applicano le disposizioni previste dall'articolo 14». Si sostituisce altresì il comma 2- sexies all'articolo 8 della legge n. 287 del 1990, prevedendosi che nei casi di accertate infrazioni ai commi 2- bis e 2- quater , l'Autorità fissa alle imprese il termine per l'eliminazione delle infrazioni e applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 500.000 euro. In caso di inottemperanza alla diffida, l'Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino al dieci per cento del fatturato. Per quanto riguarda gli aiuti di Stato, si integra l’articolo 21 della legge n. 287 del 1990 mediante la previsione che «laddove l'Autorità, nell'ambito dell'esercizio delle sue competenze, anche ai sensi dell'articolo 21- bis , rilevi la sussistenza di sussidi concessi in violazione dell'obbligo di previa notifica in materia di aiuti di Stato, effettua una segnalazione al Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai fini del successivo inoltro alla Commissione europea».