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Disciplina delle attività di tatuaggio, piercing e scarificazione. Onorevoli Senatori. – L'arte del tatuaggio ha origini antiche. La testimonianza più antica giunge dal confine italo-austriaco dove, nel 1991, sulle Alpi Ötztal, viene rinvenuto il corpo di un uomo che gli scienziati ritengono sia vissuto circa 5.300 anni fa. È nel 1769 che il capitano inglese James Cook, approdando a Tahiti, osservando e annotando le usanze della popolazione locale trascrive per la prima volta la parola Tattow (poi Tattoo ), derivata dal termine « tau-tau », onomatopea che ricordava il rumore prodotto dal picchiettare del legno sull'ago per bucare la pelle. Il tatuaggio è una delle più antiche tecniche di decorazione corporea permanente. Consiste nell'iniettare pigmenti colorati nello strato superiore della pelle, in modo tale da formare disegni, simboli e lettere. Quando osserviamo un tatuaggio, ne vediamo il disegno attraverso l'epidermide, il primo strato della pelle. Il pigmento colorato risiede nel derma, che è il secondo strato della pelle. Le cellule del derma sono più stabili di quelle dell'epidermide e il pigmento del tattoo rimane fissato per tutta la vita di una persona, con una dispersione minima del colore. Il tatuaggio è una pratica sicura, a patto che nello studio professionale vengano rispettate regole sanitarie adeguate. A questo riguardo, il Ministero della sanità e le regioni italiane, a tutela del cittadino, negli ultimi anni hanno preso provvedimenti atti a regolare le attività di estetica, tatuaggio e piercing , stabilendo efficaci requisiti igienico-sanitari e prevedendo che l'operatore sia adeguatamente formato e che operi in ambienti strutturalmente idonei. L'attività di piercing invece prevede la foratura di parti del corpo a scopo ornamentale con la inserzione di gioielli o monili di diverso genere e fattura. Da ultimo, si intende dettare una disciplina circa la scarificazione, una tecnica piuttosto cruenta che ha origini antiche e appartiene alla cultura tribale. Tale tecnica consiste nella incisione o sollevatura o bruciatura a fuoco o a ghiaccio della pelle per far sì che la comparsa di cicatrici prenda la forma del disegno realizzato ad ornamento del corpo. Le linee guida per l'esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, adottate dal Ministero della sanità nel 1998, riguardano più aspetti: norme igieniche inerenti al luogo dove esercitare l'attività; caratteristiche e tipologie dei materiali usati e sistemi di protezione degli operatori; requisiti professionali degli operatori stessi; sistemi di sterilizzazione e di smaltimento dei rifiuti. La pratica di piercing , tatuaggi e scarificazione, se effettuata in condizioni precarie da un punto di vista igienico-sanitario, può comportare il rischio di contrarre infezioni e di sviluppare patologie anche molto gravi quali epatiti B e C. Per prevenire questi rischi si raccomanda alle persone che decidono di sottoporsi a piercing o tatuaggi di rivolgersi esclusivamente a laboratori dove gli operatori siano in possesso dei requisiti previsti dalle linee guida. La materia è stata già oggetto della risoluzione ResAP (2008)1 del Consiglio d'Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente, volta alla tutela della salute pubblica, cui dovrebbero uniformarsi le legislazioni dei singoli Stati. La risoluzione, adottata il 20 febbraio 2008, raccomanda l'introduzione di una legislazione specifica sui prodotti destinati al tatuaggio permanente nonché di una disciplina amministrativa sulle norme d'igiene da osservare. È compito della Repubblica creare le condizioni grazie alle quali le persone possano esercitare il diritto ad ottenere la tutela della propria salute. Proprio in virtù della grande importanza della tutela della salute è necessario che il Parlamento garantisca una tutela adeguata a quelle attività rischiose come l'esercizio dell'attività di tatuatore e di piercer , investendo su una formazione adeguata ai fini dello svolgimento di questa professione. La risoluzione ResAP (2008)1 del 20 febbraio 2008 indica requisiti e criteri per la valutazione della sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente. La risoluzione disciplina diversi aspetti: – etichettatura e composizione dei prodotti per tatuaggio e trucco permanente; – rischi delle sostanze impiegate nella composizione degli inchiostri; – condizioni igieniche necessarie per la pratica del tatuaggio e del trucco permanente; – obbligo di divulgazione dei rischi sulla salute che i tatuaggi e il trucco permanente possono comportare. La risoluzione contiene anche una lista di sostanze vietate negli inchiostri e un elenco di restrizioni per altri componenti. La tutela del consumatore sui prodotti utilizzati è assicurata dalla corretta applicazione del codice del consumo (di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206) che rende cogente la ResAP (2008)1 e consente la sorveglianza su tutto il territorio nazionale. La competenza statale concorrente pone i princìpi generali e rimanda alla normativa regionale di settore, secondo quanto previsto dall'articolo 117 della Costituzione. La normativa statale e regionale è integrata e richiama le linee guida del Ministero della salute.. 1 (Finalità e definizioni) 1 In attuazione e nel rispetto degli articoli 32 e 117 della Costituzione, la presente legge disciplina le attività di esecuzione del tatuaggio, del piercing e della scarificazione. 2 Per « tatuaggio » si intendono le metodiche volte ad ottenere la colorazione permanente di parti del corpo, attraverso l'introduzione o la penetrazione sottocutanea e intradermica di pigmenti mediante aghi o taglienti a seconda della tecnica di riferimento. 3 Per « piercing » si intende la perforazione di una qualsiasi parte del corpo umano al fine di inserire anelli o decorazioni in metallo, monili o altri materiali, diversi per forma e fattura. 4 Per « scarificazione » si intendono: a la pratica della bruciatura e della contestuale cauterizzazione della pelle con un macchinario apposito; b il cutting, consistente nell'incisione e nel taglio della pelle in modo profondo e marcato; c lo skinning o peeling, consistente nella rimozione di veri e propri lembi di pelle; d il branding , consistente nella bruciatura della pelle mediante l'utilizzo di uno strumento apposito; e il marchio di ghiaccio, consistente nella bruciatura della pelle mediante l'utilizzo dell'azoto liquido. 5 L'attività di piercing al lobo dell'orecchio è disciplinata ai sensi dell'articolo 7. 2 (Corsi di formazione e qualificazione) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale e territoriale delle categorie interessate, provvedono ad attivare i corsi di formazione e qualificazione obbligatori per gli operatori che effettuano le attività di cui all'articolo 1.