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il blocco dei veicoli rischia di rappresentare una soluzione inefficace, nonché paradossalmente dannosa nel periodo di pandemia, in quanto rischia di spingere molta utenza, soprattutto nelle grandi città, ad usare i mezzi pubblici "sovraccaricando nuovamente bus e tram che sono tra i luoghi più a rischio di contagio" come riferito dal presidente della Regione Piemonte nell'esternare malumore per la mancata deroga del Governo al blocco, come chiesto dalle Regioni del bacino padano, che avrebbe risparmiato ulteriori disagi in una situazione di estrema difficoltà per la popolazione; da quanto riferito dall'assessore Marnati, la Giunta sta studiando una soluzione alternativa da proporre al Ministro in indirizzo per il bacino padano, basato sulla misurazione delle concentrazioni in atmosfera anche di ossidi di azoto e solo delle particelle; anche il direttore di ARPA Piemonte ha dichiarato che l'inquinamento atmosferico della regione è determinato da molteplici fattori e che è in corso con la Regione una valutazione dell'opportunità di incrementare i parametri e i dati da prendere in considerazione per la misurazione dello smog ; imporre ulteriori limiti al Piemonte, tra le prime regioni ad essere stata dichiarata "zona rossa", con i conseguenti e importanti limiti agli spostamenti tra comuni e all'interno degli stessi, rappresenta un'ulteriore penalizzazione delle attività industriali e lavorative dei cittadini piemontesi, senza un evidente beneficio ambientale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che nella situazione attuale sia del tutto intempestivo e dannoso l'utilizzo del "semaforo ambientale" per regolare il traffico del Piemonte e del bacino padano e se non ritenga opportuno prevedere meccanismi di deroghe ai blocchi anti inquinamento; se stia valutando di considerare anche altri indicatori e parametri di misurazione dell'inquinamento da traffico nelle città della pianura Padana. Atto n. 4-04474 ALESSANDRINI PITTONI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: le prove INVALSI, almeno per il momento, sono state confermate per l'anno scolastico 2020/2021, ma tutto dipenderà dall'evoluzione della pandemia; si ricorda che lo scorso anno, nonostante il loro svolgimento fosse requisito di ammissione all'esame di maturità, le prove INVALSI sono state cancellate a causa della pandemia; l'ufficialità arriverà solo con il provvedimento con cui il Ministero dell'istruzione comunicherà i requisiti per la partecipazione all'esame di fine corso di studi; purtroppo da marzo gli studenti sono stati catapultati, da un giorno all'altro, in una realtà mai sperimentata prima, sono provati psicologicamente, visto che non si parla di altro che non sia tamponi, quarantena, distanziamento, turni, mascherine, didattica sostitutiva; patiscono, inoltre, la mancanza di incontri con i compagni in orario extrascolastico, per chi ha la fortuna di stare a scuola in presenza, per gli altri di assenza totale di contatti; sotto un altro aspetto non meno importante, la pandemia ha fatto aumentare la non equità del sistema scolastico che, a sua volta, ha generato un significativo aumento della disuguaglianza sociale. I più recenti dati ISTAT disponibili dicono che il 33,8 per cento delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa e solo il 6,1 per cento degli studenti vive in famiglie in cui ciascun componente ha a disposizione un proprio computer , quindi una consistente quota di alunni non ha potuto partecipare ad alcun tipo di insegnamento a distanza; questo preoccupante fenomeno di esclusione, che in Italia investe un numero di studenti oscillante tra 800.000 e 2 milioni, non è distribuito equamente tra i ceti sociali, dal momento che sono proprio le famiglie più povere a non disporre di dispositivi e connettività; in questo contesto emerge la necessità di conoscere l'effettivo impatto della "perdita di apprendimento" ( learning loss ) prodotta dalla pandemia, al fine di valutare la situazione, per ogni scuola e per ogni classe, del livello di apprendimento nelle principali aree disciplinari; un ulteriore aspetto riguarda le indicazioni su come sarà possibile, vista l'attuale situazione, completare le ore di alternanza scuola lavoro previste dal programma, si chiede di sapere: se e quando verrà emanato il provvedimento ministeriale citato; se il Ministro in indirizzo intenda contestualmente dare indicazioni in merito allo svolgimento delle prove INVALSI, vista la notevole diversità di situazioni logistiche (didattica in presenza o didattica a distanza) che influiscono in modo ragguardevole sulla didattica e sulla preparazione degli studenti, non trascurando di tenere in debita considerazione tutte quelle situazioni psicologiche che questo stravolgimento di abitudini causato dalla pandemia sta producendo sui ragazzi in termini di divario digitale ( digital divide ) che si traduce in nuova ed ulteriore forma di disuguaglianza sociale. Atto n. 4-04475 AUGUSSORI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: per far fronte alle esigenze urgenti legate all'emergenza sanitaria da COVID-19, dall'inizio della pandemia sono stati stanziati dal Governo circa 100 miliardi di euro; le risorse sono state stanziate per la quasi totalità con decreti-legge, vista l'urgenza e la necessità di interventi immediati di sostegno, ma per l'erogazione sono stati previsti più di 200 decreti attuativi; secondo il monitoraggio dell'ufficio per il programma di governo della Presidenza del Consiglio dei ministri, ne sarebbero stati attuati solo 64, per un totale di 76,8 miliardi di euro, pertanto circa un quarto delle risorse risultano inutilizzate; l'emergenza sanitaria che il nostro Paese sta affrontando ha avuto effetti drammatici sull'economia nazionale e le ripercussioni sui cittadini sono state e continuano ad essere purtroppo devastanti: la pandemia ha causato quest'anno una perdita di 410.000 posti di lavoro, nel 2021 i minori occupati saranno 230.000, numeri che fra l'altro tengono conto dell'estensione per tutto l'anno della cassa integrazione e del blocco per legge dei licenziamenti; a fronte della crisi economica e sociale, è inaccettabile che circa 23 miliardi di euro siano ancora inutilizzati per ritardi nell'emanazione dei decreti ministeriali, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga doveroso, come atto di responsabilità nei confronti dei tanti cittadini che a causa dell'emergenza sanitaria hanno perso il lavoro o comunque hanno subito un calo drastico delle proprie attività, provvedere immediatamente ad una ricognizione puntuale delle risorse stanziate e non ancora erogate per mancanza di decreti attuativi, e destinarle quanto prima ad interventi di sostegno per le categorie maggiormente colpite nel corso dell'anno 2020. Atto n. 4-04476 AUGUSSORI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: a partire dalla dichiarazione dello stato di emergenza per i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, il Governo è intervenuto con una serie di provvedimenti di rango primario e secondario per limitare il contagio fra la popolazione, arrivando addirittura a sospendere libertà costituzionalmente garantite;