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non è più rinviabile l'adozione di un piano di gestione della fauna selvatica che abbia l'obiettivo di rendere compatibile la presenza dei lupi e degli ungulati con le attività agricole esercitate dall'uomo, contemplando anche la possibilità di adottare le limitazioni necessarie a garantire la sicurezza delle persone, nelle campagne così come nei centri abitati, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover quanto prima adottare le necessarie iniziative di modifica della legge n. 157 del 1992, che prevedano l'adozione di specifici piani di monitoraggio e contenimento, anche tramite abbattimento, delle specie selvatiche, al fine di rendere la loro presenza compatibile con le attività umane, nel rispetto del mantenimento del giusto equilibrio dei rapporti tra fauna, uomo e ambiente circostante. Atto n. 4-04140 TOTARO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: Sercop è un'azienda consortile di servizi alla persona alla quale i Comuni del rhodense hanno affidato la gestione dei servizi sociali; Sercop procede all'affidamento di minori attraverso post su "Facebook" con lo stesso stile con il quale si cerca una famiglia per un animale abbandonato, piuttosto che con corsi di formazione per le famiglie affidatarie; vi sarebbero dettagliate e documentate segnalazioni in merito al pessimo operato di Sercop; l'aumento del costo dei servizi è il risultato del mancato rispetto persino dell'unico criterio al quale Sercop dichiara di affidare la scelta degli appalti, cioè i criteri di economicità; nel 2016 l'amministrazione comunale di Rho risultava essere fortemente indebitata con Sercop per 2 milioni di euro, rispetto ai 3 milioni di euro precedenti; la consulente formatrice psicologa Barbara Di Tommaso dello studio APS Srl ha svolto presso Sercop corsi di formazione agli assistenti sociali, dal suo curriculum risulta che la stessa abbia tenuto anche per i Comuni della val d'Enza corsi formativi per le assistenti sociali, si chiede di sapere: quanto costi al Comune di Rho la presa in carico di un minore e quale sia stato l'aumento di spesa dei Comuni negli ultimi 10 anni per il servizio minori; se vi sia differenza di costi per i Comuni per la presa in carico di minori beneficiari della legge n. 104 del 1992; quanti minori seguiti da Sercop risultino beneficiari della legge n. 104, con quali invalidità e in che percentuale rispetto ai minori seguiti; se siano mai stati eseguiti accertamenti sull'operato dell'UOMPIA di Rho; se risultino casi in cui nelle relazioni cliniche dei neuropsichiatri infantili dell'UOMPIA di Rho siano state segnalate drastiche riduzioni del quoziente intellettivo o modifiche della diagnosi, e soprattutto quale sia la motivazione in base alla quale viene drasticamente dimezzato il QI in base al destinatario, come risulta essere avvenuto in almeno 2 occasioni; quali e quanti controlli siano stati fatti dalle amministrazioni comunali sull'operato e sui costi di Sercop e con quali risultati; quali segnalazioni o esposti alla magistratura e ai vari ordini professionali risultino essere stati fatti da parte dei cittadini nei confronti dei servizi resi da Sercop negli ultimi 10 anni; quanti minori abbiano smesso di essere seguiti da Sercop, perché non ne avevano più bisogno, negli ultimi 10 anni e quale sia la causa della cessazione della presa in carico; quanti minori e in che percentuale abbiano continuato ad essere seguiti da Sercop dopo i 18 anni e con quale motivazione; quale sia il dato dei tentati suicidi e suicidi nei comuni che hanno affidato i servizi sociali a Sercop e quale sia la percentuale complessiva dell'area Sercop rispetto al dato nazionale per anno e negli ultimi 10 anni; quanti minori seguiti da Sercop abbiano abbandonato gli studi, negli ultimi 10 anni, in che percentuale e a quale età; quanti minori seguiti da Sercop risultino aver compiuto atti di autolesionismo negli ultimi 10 anni; quali e quanti servizi di Sercop vengano affidati in subappalto e a chi; inoltre, se i componenti del consiglio di amministrazione di Sercop abbiano ricevuto finanziamenti per le loro campagne elettorali e da chi; quali azioni e quali verifiche si stiano intraprendendo per evitare un eccessivo indebitamento delle amministrazioni comunali nei confronti di Sercop e se risultino segnalazioni alla Corte dei conti o interventi della stessa; se non si ritenga doveroso avviare un'indagine complessiva sull'operato di Sercop richiedendo anche un accertamento da parte della Corte dei conti e dell'INPS. Atto n. 4-04141 PAVANELLI BOTTO L'ABBATE CROATTI GALLICCHIO NOCERINO ANGRISANI GRANATO DONNO VANIN FERRARA TRENTACOSTE Al Ministro della salute Premesso che: sono giunte agli interroganti plurime segnalazioni da parte di consiglieri comunali in merito al fatto che da molti anni in gran parte dei 54 comuni, i cui ambiti territoriali e popolazione residente di circa 400.000 unità sono assegnati alla competenza dei servizi sanitari dell'Unità sanitaria locale Umbria 2, le persone con disabilità cognitivo-comportamentali con patologie psichiatriche non sarebbero prese in carico dai servizi di psichiatria territoriali nei centri di salute mentale (CSM); è stato segnalato inoltre che, dinnanzi ad episodi psicotici rilevanti, ai soggetti con tali disturbi risulterebbe sostanzialmente precluso l'accesso al servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC); tale preclusione riguarderebbe anche persone affette da disturbo dello spettro autistico, in base all'ultima revisione del manuale statistico e diagnostico (DSM-5), nonostante tale tipologia di disturbo a livello scientifico e giuridico sia ormai inserita anche tra i disturbi di tipo psichiatrico; inoltre, a differenza di molte altre realtà territoriali, anche i soggetti over 64, affetti da tali tipologie di disturbi, verrebbero esclusi dai servizi territoriali pubblici di psichiatria; considerato che: la mancata presa in carico da parte dei servizi per adulti delle persone con le disabilità cognitivo-relazionali costringerebbe le famiglie a rivolgersi dapprima al medico di famiglia e, successivamente, a servizi specialistici di professionisti privati, al fine di avere un piano terapeutico ed eventualmente un percorso farmacologico necessario, tutto ciò a pagamento con ingenti esborsi monetari che possono mettere in pericolo l'equilibrio economico delle famiglie; tale situazione determinerebbe una discriminazione sociale in base alle possibilità economiche delle famiglie, in violazione dell'articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute ed alle cure necessarie, potenzialmente esponendo anche l'ente locale coinvolto a possibili controversie legali e richieste di risarcimento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere al fine di verificare se, nei servizi sanitari di cui è responsabile la USL 2 Umbria, vi siano situazioni tali da ostacolare o addirittura impedire la garanzia del diritto alla salute e di accesso alle cure alle persone affette da disturbi cognitivi e relazionali, soprattutto nei riguardi dei soggetti appartenenti alle fasce di reddito più basse.