[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 24, comma 2, e dell'art. 49, comma 1, lettera f), della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 16 [recte, n. 15] (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002), promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri notificato il 4 ottobre 2002, depositato in Cancelleria il 14 successivo ed iscritto al n. 71 del registro ricorsi 2002. Visto l'atto di costituzione della Regione Campania; udito nell'udienza pubblica del 25 marzo 2003 il Giudice relatore Piero Alberto Capotosti; uditi l'Avvocato dello Stato Massimo Mari per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avv. Vincenzo Cocozza per la Regione Campania.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 4 ottobre 2002, depositato il successivo 14 ottobre, solleva questione di legittimità costituzionale dell'art. 24, comma 2, e dell'art. 49, comma 1, lettera f), della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 16 [recte, n. 15] (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002) - pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania del 7 agosto 2002, n. 38 - in riferimento agli artt. 3, 117, secondo comma, lettere l) ed e) [recte, s)], 119, secondo comma, della Costituzione. 2. — Il ricorrente, in ordine alla prima delle due norme impugnate, deduce che l'art. 24, comma 2, della legge della Regione Campania n. 15 del 2002, stabilendo la proroga dei termini per il recupero delle tasse automobilistiche spettanti alla Regione, reca una disposizione che si porrebbe in contrasto con gli art. 3, 119, secondo comma, e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, in quanto realizzerebbe una discriminazione rispetto alla totalità dei contribuenti, in violazione dei principi di coordinamento del sistema tributario, modificando il codice civile ed interferendo nella disciplina della prescrizione, così da vulnerare la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile. Nella memoria depositata in prossimità dell'udienza pubblica, la difesa erariale sostiene che dagli artt. 119, 117, terzo comma, e 120 della Costituzione risulta che il sistema delle entrate tributarie regionali costituisce oggetto della competenza legislativa regionale, che però deve essere esercitata «nell'ambito di un indirizzo generale proprio di una produzione normativa di tipo "concorrente”, quale è quella parallelamente prevista per altre materie» dal terzo comma dell'art. 117 della Costituzione, affinché siano garantiti «la coerenza del sistema finanziario» ed il «coordinamento del sistema tributario». Pertanto, anche l'applicazione delle «tasse automobilistiche regionali» deve essere effettuata nel rispetto dei criteri stabiliti in linea generale dalle norme statali, allo scopo di scongiurare eventuali discriminazioni tra i contribuenti in riferimento al recupero della tassa. A detti criteri è riconducibile la disposizione recata dall'art. 5, commi 39 e 40, del d.l. 30 dicembre 1982, n. 953, convertito nella legge 28 febbraio 1983, n. 53, richiamata nell'art. 25, comma 1 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, la quale, stabilendo che l'azione per il recupero di detta tassa si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento, reca un principio fondamentale che non potrebbe essere derogato dalla legge regionale. 2.1. — Secondo il ricorrente, la seconda delle due norme impugnate, prevedendo, per diverse specie, la proroga dell'esercizio della caccia sino all'ultimo giorno di febbraio violerebbe l'art. 16 [recte, 18] della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), che recepisce le norme comunitarie che disciplinano la materia della caccia. In particolare, la norma si porrebbe in contrasto con il principio primario e prevalente - desumibile da quest'ultima legge (sentenza n. 282 del 2002)- della protezione della fauna, recando vulnus alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, materia attribuita alla competenza esclusiva dello Stato (art. 117, secondo comma, lettera s), ancor più in quanto nel concetto giuridico di ambiente elaborato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 169 del 1999) rientrerebbe anche la tutela della fauna quale elemento determinante della qualità della vita. Inoltre, sostiene la difesa erariale nella memoria depositata in prossimità dell'udienza pubblica, la Corte, con la sentenza n. 536 del 2002, nel decidere la questione di legittimità costituzionale avente ad oggetto una norma regionale simile a quella impugnata, ha espressamente affermato che «la delimitazione temporale del prelievo venatorio disposta dall'art. 18 della legge n. 157 del 1992 è rivolta ad assicurare la sopravvivenza e la riproduzione delle specie cacciabili e risponde all'esigenza di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema per il cui soddisfacimento l'art. 117, secondo comma, lettera s), ritiene necessario l'intervento in via esclusiva della potestà legislativa statale». 3. — La Regione Campania, in persona del Presidente della Giunta regionale, si è costituita nel giudizio, chiedendo che la Corte dichiari il ricorso inammissibile e comunque infondato. Relativamente alle censure concernenti la prima delle due norme impugnate, la resistente, nell'atto di costituzione e nella memoria depositata in prossimità dell'udienza pubblica, premette che essa rinvia il termine per il recupero delle tasse automobilistiche per il 1999, che il d.l. 30 dicembre 1982, n. 953, convertito nella legge 28 febbraio 1983, n. 53, fissa entro il terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il pagamento. La relazione alla legge puntualizza che detto termine - scadente il 31 dicembre 2002 - è inidoneo a permettere la messa a punto dei dati informatici concernenti la tassa automobilistica regionale, che sono incompleti e non aggiornati, anche a causa del mancato trasferimento da parte dell'ACI dei dati di pagamento e di scadenza relativi al 1998. La norma mira, quindi, a porre rimedio a questa particolare situazione, che rischia di vanificare il tributo relativo all'anno in questione. Secondo la resistente, non sussisterebbe la violazione dell'art. 3 della Costituzione, poiché l'autonomia della Regione in materia di entrate, costituzionalmente garantita, le permetterebbe di disciplinare la tassa in esame, anche al fine di correggere situazioni particolari che possano influire sul tributo. Si tratta, quindi, di una vicenda concernente il territorio regionale e che interessa un tributo regionale;