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Norme per la valorizzazione e la salvaguardia dell'area della Magna Grecia. Onorevoli Senatori. – Tra l'VIII e il VII secolo a.C., coloni provenienti dalla Grecia cominciarono a stabilirsi, fondandovi diverse città, sulle coste dell'Italia meridionale e insulare, in corrispondenza delle attuali regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, da cui successivamente i siracusani si spinsero fino alle Marche e al Veneto. Verso il III secolo a.C. le colonie greche dell'Italia meridionale cominciarono a definirsi come facenti parte della cosiddetta « Magna Grecia » (Megàle Hellàs). Il riferimento si presume sia stato coniato nelle colonie stesse per mostrare la loro grandezza verso la madrepatria. Il termine « Magna Grecia » si riferisce quindi alle popolazioni e alle civiltà insediatesi in quelle aree, piuttosto che a una definita entità territoriale e politica. In virtù di ciò il termine si è esteso più genericamente – anche se non è sempre appropriato dal punto di vista storico – a indicare sia l'Italia meridionale grecizzata sia la Sicilia. Le colonie, a loro volta, a partire dal IV secolo a.C. fondarono in Italia altre città. Tali città greche mantennero le loro caratteristiche fino all'età romana e la grecità persistette fino all'età tardoantica e bizantina, quando la Calabria, la Puglia e la Sicilia erano parte dell'impero bizantino. L'arte, la letteratura, la lingua, la scienza e la filosofia greche influenzarono in modo decisivo la vita di queste colonie e dei popoli limitrofi. In particolare, le poleis della Magna Grecia divennero centri culturali dove si raggiunse un livello di ingegneria, di istruzione e di progresso culturale e sociale in generale pari a quello della madrepatria. I coloni greci, dopo essersi insediati, per lo più pacificamente, nella cosiddetta area della Magna Grecia, fondarono fiorenti città con sontuose biblioteche e centri di studi che formarono i più abili filosofi, letterati, medici e scienziati di tutto il bacino del Mediterraneo, permettendo a quelle popolazioni di vivere un'epoca d'oro. Questo immenso patrimonio storico e archeologico non ha ancora trovato, a tutt'oggi, un'adeguata valorizzazione a causa della mancanza di un approccio unitario orientato alla promozione di tale capitale « naturale » – allocato in buona parte nel Sud d'Italia, ma esteso anche al Centro e al Nord – in grado di valorizzarne l'interregionalità e i forti legami con tutto il mare Mediterraneo. Oggi la riscoperta del Mare Nostrum , le potenzialità turistiche dei territori interessati, il rinnovato impegno a favorire lo sviluppo del Mezzogiorno suggeriscono al Parlamento di prevedere un intervento organico che, con la collaborazione delle regioni e degli enti locali, recuperi un tessuto di fruibilità degli inestimabili tesori esistenti, riportandoli al loro antico splendore, alla loro giusta collocazione storico-culturale e alla loro piena accessibilità pubblica. Il presente disegno di legge reca dunque disposizioni volte a favorire la concretizzazione di interventi finalizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione culturale, linguistica, storica, archeologica, museale e turistica dell'antica area della Magna Grecia, in grado di coadiuvare la destinazione di risorse dell'Unione europea alle regioni del Mezzogiorno. A tal fine, si prevede innanzitutto l'individuazione geografica dei territori ricompresi, per ciascuna regione, nella denominazione « area della Magna Grecia » (articolo 2). Con riferimento a tali territori si individua un insieme di interventi (articolo 3), finalizzato alle seguenti attività prioritarie: a) finanziamento, anche in concorso con le regioni e con i comuni interessati, degli interventi per il recupero degli edifici di interesse storico, artistico e ambientale e dei beni storico-testimoniali esistenti sul territorio, per il completamento e per la manutenzione delle strutture già esistenti e per la creazione di nuove strutture ricettive e turistiche, nell'ambito di progetti di valorizzazione e di promozione turistiche di specifiche aree; b) valorizzazione delle zone archeologiche, anche ai fini del miglioramento delle condizioni di pubblica fruizione, con particolare riguardo al completamento degli interventi già avviati; c) sostegno agli interventi di potenziamento dell'attività museale e documentale che abbiano una diretta relazione con la lingua e la cultura greca bizantina, medievale e moderna o con le comunità greco-albanesi insediatesi in Sicilia (XV-XVI secolo), in Calabria e, in genere, nella Magna Grecia; d) realizzazione di interventi di indagine, manutenzione, conservazione, messa in sicurezza e incremento dell'accessibilità alla pubblica fruizione dei beni di interesse culturale, storico, artistico o ambientale esistenti sui territori interessati, di proprietà di enti pubblici, enti ecclesiastici, imprese, privati cittadini o enti morali; e) sostegno alle attività di studio, informazione e comunicazione, realizzate anche attraverso la produzione di materiale cinematografico, multimediale e teatrale, e diffusione dei relativi prodotti culturali ai fini della promozione turistica e culturale del mare Mediterraneo; f) finanziamento, anche in concorrenza con le regioni e con i comuni interessati, dei programmi di formazione, riqualificazione e valorizzazione della forza lavoro locale ai fini dello svolgimento delle attività previste nella legge, con particolare riguardo ai lavoratori precari già impiegati da almeno due anni presso gli enti pubblici e le amministrazioni degli enti territoriali interessati, con specifico riferimento alle attività di sorveglianza delle aree archeologiche e di ampliamento dell'accessibilità alla pubblica fruizione dei siti turistici e degli impianti museali; g) sostegno alle attività turistiche e di promozione sportiva purché connesse alla valorizzazione ambientale, storica e archeologica dei siti della Magna Grecia; h) finanziamento di attività e interventi che mirano al recupero, alla promozione, alla valorizzazione e alla divulgazione della cultura, materiale e immateriale, dell'area della Magna Grecia, a proteggere le minoranze linguistiche ellenofone e a incoraggiare la traduzione in lingua italiana di opere greche ed ellenofone inedite relative ai rapporti fra la « Magna Grecia » e la Grecia in età antica, bizantina e moderna, nonché lo studio delle origini e della evoluzione dell'identità territoriale come risorsa strategica e come elemento di eccellenza del territorio. Tale finanziamento è finalizzato altresì a sostenere attività di ricerca scientifica delle strutture storico-sociali e culturali in cui le opere artistiche, religiose, letterarie, documentali e linguistiche dei territori con cui la « Magna Grecia » è entrata in contatto e si è sviluppata attraverso le epoche, nonché delle modalità di loro trasmissione e ricezione; i) sostegno alla realizzazione di un percorso di formazione professionalizzante in ambito universitario che fornisca adeguate conoscenze e abilità per lo svolgimento delle attività e degli interventi suddetti, volti ad incoraggiare e a sostenere i rapporti culturali, scientifici ed economici fra l'aerea della Magna Grecia e la Grecia, includendo il potenziamento del turismo tematico e del commercio di importazione e di esportazione.