[massime]

ORD. 271/06 B. REATI E PENE - ATTIVITÀ ORGANIZZATE PER IL TRAFFICO ILLECITO DEI RIFIUTI - DESCRIZIONE GENERICA DELLA CONDOTTA INCRIMINATA, CON INCIDENZA SULLA VALUTAZIONE DELLA SUSSISTENZA DELL'ELEMENTO PSICOLOGICO - DEDOTTA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI TASSATIVITÀ E DETERMINATEZZA DELLA FATTISPECIE PENALE E LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA - OMESSA DESCRIZIONE NELL'ORDINANZA DI REMISSIONE DELLO STATO DEL PROCESSO PRINCIPALE - CONSEGUENTE IMPOSSIBILE VALUTAZIONE PRELIMINARE SULLA RILEVANZA DELLA QUESTIONE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 53- bis del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, introdotto dall'art. 22 della legge n. 93 del 2001, trasfuso nell'art. 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, censurato, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 27 e 111 della Costituzione, nella parte in cui punisce con la reclusione da uno a sei anni "chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, cede, riceve, trasporta, o comunque gestisce abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti". Il giudice rimettente, infatti, dopo aver affermato di aver fatto applicazione della norma censurata nel giudizio a quo , non chiarisce quali provvedimenti sia ancora chiamato ad adottare sulla base della medesima disposizione, né precisa in quale fase si trovi il processo principale; omissioni, queste, che impediscono alla Corte Costituzionale di valutare la rilevanza della questione.