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Il riconoscimento del diritto di voto e le sue caratteristiche, enunciate nel secondo comma dell'articolo 48 della Costituzione, concorrono pertanto alla definizione dello Stato come Stato democratico. Attraverso di esso si realizza, infatti, il principio di organizzazione che caratterizza ogni democrazia, in forza del quale ogni decisione deve essere direttamente o indirettamente ricondotta alle scelte compiute dal popolo, detentore della sovranità. Il principio fondamentale della rappresentanza elettorale sancito nella nostra Costituzione è garantito anche dal diritto dell'Unione europea. Il Trattato di Lisbona infatti ha riunito in un apposito titolo II del Trattato sull'Unione europea (TUE) le « disposizioni relative ai principi democratici », ossia le disposizioni tese a conferire maggiore visibilità al principio democratico insito nel funzionamento dell'Unione. Tale principio viene affermato e specificato nelle sue diverse configurazioni: la democrazia come rappresentanza e la democrazia come partecipazione all'attività pubblica. Ad oggi inoltre queste considerazioni sono suffragate dalla presa di posizione netta espressa dalla stragrande maggioranza dei cittadini il 4 dicembre 2016 quando in modo chiaro, bocciando le riforme costituzionali nel loro complesso, hanno manifestato la loro contrarietà ad una modalità di elezione indiretta o di secondo livello dei propri rappresentati. Inoltre, è ovvio che a seguito dell'esito del referendum costituzionale la legge Delrio, che prevedeva quale giustificazione dell'intervento attraverso legge ordinaria la previsione dell'entrata in vigore della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione con la relativa soppressione delle province, presenti un vuoto normativo che se non verrà sanato con un intervento del legislatore sarà oggetto di un giudizio della Corte costituzionale. Il presente disegno di legge si prefigge quindi lo scopo di ripristinare la legalità costituzionale mediante la reintroduzione dell'elezione diretta a suffragio universale del presidente e dei consiglieri della provincia e la previsione dell'elezione diretta a suffragio universale per il sindaco e i consiglieri metropolitani, entrambi con il sistema previsto precedentemente per le elezioni provinciali dal testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. L'articolo 4 del presente disegno di legge in oggetto interviene inoltre anche in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, con una modifica all'articolo 72 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In tali comuni, al primo turno ad oggi è proclamato eletto sindaco il candidato alla carica che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Nel caso in cui nessun candidato abbia conseguito la maggioranza prescritta, si procede ad un turno di ballottaggio tra i due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti. Obiettivo della modifica proposta all'articolo 4 è consentire che l'elezione al primo turno sia consentita al candidato che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi, purché questi abbia conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi. In tal modo, si evita il ballottaggio in presenza di candidati che, al primo turno, abbiano già ottenuto una percentuale di voti elevata e quindi godano di una legittimazione popolare sufficiente, come avviene in particolare nella regione Sicilia ai sensi della normativa attualmente vigente. Il ballottaggio, infatti, comporta inevitabili costi per lo Stato e registra una sempre minore partecipazione da parte degli elettori, con la conseguenza che molti sindaci sono eletti al secondo turno con una partecipazione popolare molto ridotta e, quindi, con ripercussioni negative sulla loro legittimazione.. 1 (Elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale) 1 Il presidente della provincia e il consiglio provinciale sono eletti a suffragio universale e diretto con il sistema elettorale previsto dagli articoli 74 e 75 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 2 All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, i commi da 58 a 78 sono abrogati. 2 (Elezione diretta del sindaco metropolitano e del consiglio metropolitano) 1 Il sindaco metropolitano e il consiglio metropolitano sono eletti a suffragio universale e diretto con il medesimo sistema elettorale previsto per le province, di cui all'articolo 1 della presente legge. 2 All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, i commi 19, 22 e da 25 a 39 sono abrogati. 3 (Indennità del presidente della provincia e del sindaco metropolitano e gettoni di presenza dei consiglieri provinciali e dei consiglieri metropolitani) 1 L'indennità spettante al presidente della provincia e al sindaco metropolitano non può superare quella del sindaco del comune capoluogo della stessa provincia. 2 I consiglieri provinciali e metropolitani percepiscono un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. In nessun caso l'ammontare percepito mensilmente da un consigliere può superare l'importo pari a un sesto dell'indennità massima prevista per il rispettivo presidente della provincia o sindaco metropolitano. 4 (Modifica all'articolo 72 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione al primo turno del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti) 1 All'articolo 72 del testo unico di cui al citato decreto legislativo n. 267 del 2000, il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . È proclamato eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi, a condizione che abbia conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi. Qualora due candidati abbiano entrambi conseguito un risultato pari o superiore al 40 per cento dei voti validi, è proclamato eletto sindaco il candidato che abbia conseguito il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti, è proclamato eletto sindaco il candidato collegato con la lista o con il gruppo di liste per l'elezione del consiglio comunale che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. A parità di cifra elettorale, è proclamato eletto sindaco il candidato più anziano di età ». 5 (Clausola di salvaguardia) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione.