[ddlpres]

5) per quanto concerne il tribunale di Lodi, sia disposto l'accorpamento dei comuni di San Donato Milanese, Peschiera Borromeo e Pantigliati (per una popolazione complessiva di 404.390 abitanti), in luogo dei comuni della sezione di Cassano d'Adda, collegati a Milano con autostrada, treno e metropolitana, mentre non vi sono collegamenti, se non con mezzi privati, con Lodi; 6) i comuni della sezione distaccata dì Palmanova siano mantenuti nel circondario del Tribunale di Udine e non accorpati al Tribunale di Gorizia, per evidenti ragioni di natura logistica e funzionale; 7) i comuni di Deruta e Marsciano vengano inseriti nel circondario del tribunale di Perugia anziché di quello di Spoleto in ragione del principio di continuità territoriale, mentre i comuni, di Paciano, Città della Pieve, Piegaro qualora non venisse istituita la sezione distaccata di Orvieto, vengano accorpati al tribunale di Perugia anziché a quello di Terni; 8) nel circondario del tribunale di Cassino siano inseriti i comuni di Castelforte, Spigno Saturnia, Santi Cosimo e Damiano, Variano, Pietravairano, Tora e Piccilli, Caianello, Marzano Appio, Roccamonfina, Conca Campania. Gli altri comuni della soppressa sezione distaccata di Gaeta siano inseriti nel circondario di Latina; 9) i comuni afferenti alla sezione staccata di Pontremoli siano accorpati al tribunale di La Spezia in luogo del tribunale di Massa; f) a prevedere che, nelle sedi dei tribunali soppressi, siano istituite sezioni distaccate o, comunque, uffici giudiziari dei tribunali accorpanti per la trattazione dei procedimenti civili e penali, o quantomeno di tutti i procedimenti civili che appartenevano alla competenza del tribunale soppresso. Analoga soluzione sia adottata per le soppresse sezioni distaccate di Ischia, Lipari e Portoferraio; g) ad introdurre una disposizione di interpretazione autentica dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 155 del 2012 nel senso indicato in premessa; h) a disporre la soppressione del comma 3 dell'articolo 11 del decreto legislativo n. 155 del 2012 e, il riferimento agli uffici del distretto della Corte di Appello di L'Aquila contenuto nella tabella A annessa al menzionato decreto legislativo». Eccezion fatta per il ripristino delle sezioni disaccate di Ischia, Lipari e Portoferraio (per il cui ripristino il ministro Orlando ha provveduto con i decreti di cui al comunicato 9 maggio 2014 del Ministero della giustizia), occorre prendere atto che anche il tentativo di apportare alcune correzioni ai decreti legislativi 7 settembre 2012, n. 155 e 156, in sede di decreti correttivi, è fallito: i pareri resi sono stati nella sostanza ignorati dal Governo. La soluzione ai gravi problemi applicativi rimasti non può quindi che consistere nel riportare la questione a livello di normazione legislativa primaria, operando sulla delega originaria con una vera e propria specificazione di rango sopra ordinato dei criteri che le forze politiche, in modo pressoché unanime, hanno finora cercato di dettare al Governo. Con salvezza degli effetti già prodotti in via definitiva dai sudetti decreti legislativi n. 155 e 156 del 2012 (sentenze pronunciate dalle relative sedi, accorpate), ciò può avvenire riaprendo la delega (entrata in vigore il 17 settembre 2011, con scadenza originaria ad un anno), al fine di dare puntuale attuazione ai contenuti dei pareri approvati dalla Commissione Giustizia del Senato della Repubblica e dall'altro ramo del Parlamento, e conseguentemente la riviviscenza degli uffici giudiziari soppressi in difformità ai citati pareri. Il criterio dettato è tratto dall'ordine del giorno approvato dalla Commissione giustizia l'anno scorso in tema di revisione della geografia giudiziaria; si coglie poi l'occasione per prevedere, in luogo del criterio dei tre tribunali per Corte d'appello, un vero e proprio riordino della geografica giudiziaria anche per gli uffici giudiziari di secondo grado, tale da consentire razionalizzazioni ed accorpamenti anche tra piccole regioni. Quanto alla possibilità di mantenere i tribunali di pace a carico dell'ente locale, ciò consente di valorizzare la «giustizia di prossimità» mediante una presa in carico da parte degli enti locali, sul modello di quanto già previsto per il giudice di pace, ferma restando la competenza centrale -- amministrazione della giustizia e Consiglio superiore della magistratura -- in ordine agli organici ed alle assegnazioni dei magistrati.. 1 1 Il Governo, anche ai fini del perseguimento delle finalità di cui all'articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, con l'osservanza dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a), c), d), e), g), h), i), l), m), n), o), p) e q) della legge 14 settembre 2011, n. 148, nonché dei seguenti: a ridefinire, anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi, l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, del tasso d'impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane. Non può comunque risultare soppresso il tribunale che abbia un bacino di utenza superiore ai 100.000 abitanti ed un carico di lavoro con una media nel periodo 2006-2012, di oltre 4.000 sopravvenienze. Le spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia per il tribunale di comune non capoluogo di provincia che, all'esito delle operazioni di cui ai periodi primo e secondo, non risulti soppresso, sono poste a carico degli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, aventi competenza sul relativo circondario, ivi incluso il costo di manutenzione della sede ed il fabbisogno di personale amministrativo, restando a carico dell'amministrazione giudiziaria unicamente l'organico del personale di magistratura professionale di tali sedi nonché la formazione del personale amministrativo; b ridurre gli uffici giudiziari di secondo grado, assicurando che: 1 le corti d'appello abbiano sede soltanto nel comune capoluogo di regione; 2 le circoscrizioni di corte d'appello coincidano con il territorio della relativa regione; 3 le circoscrizioni di corte d'appello nelle quali, in seguito all'applicazione dei numeri 1) e 2), risulti un numero di residenti inferiore a un milione, siano accorpate in un’unica corte d’appello con quella di una regione limitrofa;