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è interesse del territorio e dei cittadini calabresi che venga ricostruita in maniera puntuale tutta la vicenda della telecronaca della tappa, e che si appuri quali sono state le fonti di informazione utilizzate, nonché i motivi per i quali, considerata la gravità della questione, vi sia stato un approccio così superficiale, si chiede di conoscere: se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per appurare quanto accaduto, e individuare le precise responsabilità, nel corso della diretta dell'evento sportivo; quali misure intendano assumere, sulla base del contratto di servizio in essere con Rai Sport, per risarcire il territorio calabrese, a tutela della sua dignità a della sua economia, in considerazione della gravissima disinformazione, cui si è stati costretti ad assistere e che, proprio a causa della larga risonanza dell'evento sportivo, si è diffusa ben oltre i confini nazionali. Atto n. 4-00129 BARBARO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 9 maggio 2018, si è tenuto un esame congiunto fra "distribuzione centro sud" (Ipercoop) e gruppo AZ, ai sensi dell'art. 47 della legge n. 428 del 1990, relativo alla cessione del punto vendita Ipercoop di Avellino, in via Pescatori, dove sono occupati 139 lavoratori; la realtà acquirente, gruppo AZ di Catanzaro, ha già comunicato il proponimento di chiudere 5 reparti (bar, macelleria, elettronica, panetteria e parafarmacia) e tale provvedimento potrebbe riguardare circa 60 lavoratori della precedente gestione, nel presupposto che tali unità siano da considerarsi non necessarie, visto il format di vendita al pubblico esclusivamente di prodotti confezionati; i lavoratori della Ipercoop di Avellino sono in agitazione dal 10 maggio ed attualmente sono in sciopero, con presidio permanente notturno e diurno all'ingresso del punto vendita; le istituzioni locali non hanno ancora prodotto atti significativi per far fronte alla grave situazione, peraltro aggravata dalla condizione di sofferenza di una piccola città dell'entroterra meridionale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda descritta e se abbiano preso i necessari provvedimenti o intendano prenderne, al fine di scongiurare i licenziamenti e gli esuberi paventati, a seguito della cessione del punto vendita; quali iniziative intendano adottare, qualora dovesse verificarsi l'effettivo esubero di decine di lavoratori della Ipercoop di Avellino, per l'immediato ricollocamento nel mercato dei dipendenti licenziati, le cui famiglie traggono dal loro reddito l'unica fonte di sostentamento. Atto n. 4-00130 LANZI ORTOLANI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che; in data 2 agosto 2017, per la concessione di stoccaggio di gas già in essere "San Potito e Cotignola" (in provincia di Ravenna) concessa con decreto ministeriale del 24 aprile 2009, la Edison SpA ha presentato al Ministero dello sviluppo economico una richiesta di autorizzazione a condurre prove di iniezione in sovrappressione nel giacimento BB1 di San Potito, finalizzate all'ampliamento della capacità di stoccaggio. Attualmente per la richiesta è in corso la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (VIA) presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; secondo quanto riportato nella domanda stessa, il giacimento BB1 si sarebbe di fatto dimostrato inadeguato allo stoccaggio, presentando livelli di pressione più alti rispetto ai valori attesi e le ulteriori indagini effettuate con prove di iniezione terminate il 10 luglio 2017 hanno dimostrato in via definitiva che prestazioni di stoccaggio accettabili possono essere raggiunte solo se, in fase di iniezione, si può operare con pressioni dinamiche di fondo superiori all'originaria pressione statica del giacimento; il concessionario sembrerebbe dunque rilevare la presenza di un acquifero, sottostimato in una prima analisi, che, nella domanda e nella relazione di studio del giacimento depositata presso i Ministeri interessati, viene attualmente definito molto attivo, unico, di dimensioni infinite e di spinta molto forte. Questo acquifero che ora si vuole tentare di spiazzare ha invaso completamente anche alcuni pozzi del giacimento BB1; la richiesta di autorizzazione della Edison sembrerebbe pertanto non rispondere ad una reale potenzialità del giacimento ma prendere le mosse dalla necessità economica dell'azienda di aumentare in maniera forzata il rendimento del giacimento BB1 senza tenere adeguatamente conto dei rischi connessi, dato che questa zona è caratterizzata da sorgenti sismogenetiche superficiali a soli 2,5 chilometri di profondità circa, da subsidenza, rischio idrogeologico e liquefazione dei suoli; si rileva in particolare la pericolosità dell'operazione dal momento che lo stoccaggio insiste proprio nell'area epicentrale del disastroso terremoto del 1688, e ciò nonostante la struttura geologica tridimensionale del sottosuolo non è stata ricostruita adeguatamente, come si evince nelle sezioni geologiche allegate al progetto dove non sono rilevate le faglie sismogenetiche che hanno causato lo stesso terremoto, ubicate sia a diversi chilometri di profondità, anche alla profondità a cui si trova la struttura geologica in cui va stoccato il metano; la normativa attualmente in vigore distingue, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, tra uno stoccaggio di gas in giacimenti e uno stoccaggio di gas in unità geologiche profonde (acquiferi o cavità saline); tale distinzione sarebbe arbitraria secondo il parere di eminenti scienziati tra cui il professor Enzo Boschi, che ha chiarito a mezzo stampa (come si può leggere in un articolo di Jacopo Giliberto, "Così la scienza contesta il parlamento", su "Il Sole-24 ore" del 29 gennaio 2016, e in un suo articolo, "Tutti i depositi di gas in Italia vanno chiusi. Per legge!", su "Il Foglietto della Ricerca" del 9 marzo 2017), che acqua e gas sempre si contendono lo spazio nelle rocce o nelle sabbie che impregnano e che, anche nel caso di giacimenti vuotati dal gas e non ancora riutilizzati come stoccaggio, l'acqua negli anni di inattività va ad occupare lo spazio lasciato libero dal gas estratto, quindi anche un giacimento depleto può tornare ad essere un acquifero profondo; l'attuale concessione di Edison è rilasciata per stoccaggio in giacimento ma, stante la difformità rilevata dal concessionario rispetto all'autorizzazione in essere e la novità dell'importante presenza dell'acquifero, a parere dell'interrogante la richiesta avanzata dall'azienda non può più configurarsi come ampliamento della capacità di stoccaggio di una concessione vigente ma, piuttosto, come di una nuova richiesta di concessione in unità geologica profonda; l'articolo 70 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 ("collegato ambientale"), delega il Governo all'adozione di uno o più decreti legislativi per l'introduzione di un sistema di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali (PSEA):