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Ai giovani di età compresa fra i diciannove e i trentacinque anni, che stipulano un contratto di locazione regolarmente registrato ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, per l'unità immobiliare da destinare a propria abitazione principale, sempre che la stessa sia diversa dall'abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di legge, spetta per i primi cinque anni una detrazione pari a 600 euro, se il reddito complessivo non supera i 25.000 euro». Art. 6. (Cedolare secca sui redditi da locazione ai giovani) 1. A decorrere dall'anno 2014 il canone relativo ai contratti di locazione stipulati da giovani di età compresa fra i diciannove e i trentacinque anni, con reddito annuo complessivo non superiore a 25.000 euro annui, per unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, può essere assoggettato, in base alla decisione del locatore, ad un'imposta, operata nella forma della cedolare secca, sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione, in ragione di un'aliquota del 20 per cento. La cedolare secca può essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l'obbligo di registrazione. Per i contratti stipulati secondo le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 3, e 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni, relativi ad abitazioni ubicate nei comuni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, l'aliquota della cedolare secca calcolata sul canone pattuito dalle parti è ridotta al 18 per cento. 2. I requisiti anagrafici e reddituali devono essere posseduti dal locatario al momento della stipulazione del contratto di locazione e non rilevano in sede di proroga o rinnovo del contratto stesso. Il regime impositivo di cui al comma 1 si applica al locatore per tutta la durata del rapporto contrattuale, ivi inclusi i periodi di proroga e rinnovo del contratto originario di locazione. 3. L'opzione per il regime impositivo di cui al presente articolo si intende alternativa all'applicazione del regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. 4. A decorrere dall'anno 2014, il gettito derivante dalla cedolare secca di cui al presente articolo è attribuito ai comuni, relativamente agli immobili ubicati nel loro territorio e con le modalità di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23. Art. 7. (Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa) 1. Al fine di consentire l'accesso dei giovani alla casa, è istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2014, il fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa, destinato alla prestazione di garanzie sui contratti di mutuo stipulati ai sensi del presente articolo. 2. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'economia e delle finanze stipula una convenzione con l'Associazione bancaria italiana per l'erogazione, da parte delle banche, di mutui agevolati per l'acquisto, l'autorecupero e l'autocostruzione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale. I mutui sono concessi a un tasso pari all'1 per cento. Gli oneri relativi alla differenza tra il tasso di mercato e quello agevolato sono posti a carico del fondo di cui al comma 1. 3. Per i contratti di mutuo stipulati ai sensi del presente articolo il mutuatario può chiedere la sospensione del pagamento delle rate per non più di tre volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell'esecuzione del contratto. In tal caso, la durata del contratto di mutuo e quella delle garanzie per esso prestate è prorogata di un periodo eguale alla durata della sospensione. Al termine della sospensione, il pagamento delle rate riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni del contratto medesimo. Gli oneri relativi alla sospensione sono posti a carico del fondo di cui al comma 1. 4. Possono accedere alle misure di cui al presente articolo i soggetti che rispondono ai seguenti requisiti: a) non avere superato, alla data di presentazione della domanda di mutuo, il trentacinquesimo anno di età; b) non essere proprietari di altro immobile sull'intero territorio nazionale; c) non fruire di agevolazioni previste da normative nazionali o regionali ovvero da provvedimenti di enti locali per le medesime finalità; d) non avere percepito nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di concessione del beneficio, un reddito complessivo annuo imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche superiore a 25.000 euro. 5. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti criteri, condizioni di accesso e modalità di funzionamento del fondo di cui al comma 1. 6. Le agevolazioni concesse ai sensi del presente articolo cessano a decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo a quello nel quale il beneficiario dichiara un reddito annuo lordo superiore a 25.000 euro o entra in possesso di un'altra proprietà immobiliare situata nel territorio nazionale. Capo III DIRITTO ALLO STUDIO Art. 8. (Borse nazionali di merito per il diritto allo studio) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, entro il 31 marzo di ogni anno il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca emette un bando per l'assegnazione di borse di studio per l'iscrizione e la frequenza di corsi universitari di laurea, di laurea magistrale e di dottorato di ricerca riservate a studenti meritevoli, con priorità per gli appartenenti alle famiglie meno abbienti, che frequentano rispettivamente l'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, di un corso di laurea o di un corso di laurea magistrale. 2. I partecipati al bando di cui al comma 1 sono posti, per ciascuna tipologia, in un'unica graduatoria nazionale di merito sulla base rispettivamente: a) della media scolastica complessiva ottenuta negli scrutini finali del penultimo e terzultimo anno della scuola secondaria di secondo grado e negli scrutini intermedi dell'ultimo anno effettuati entro la data di scadenza del bando, per quanto riguarda gli studenti dell'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado; b) della media dei voti riportati in tutti gli esami universitari del proprio corso di studio superati entro la data di scadenza del bando, per quanto riguarda gli studenti dell'ultimo anno dei corsi di laurea e dei corsi di laurea magistrale. 3.