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Per quanto riguarda poi le problematiche attinenti all'articolo 25 del decreto-legge, il senatore D'Arienzo ribadisce come la sua parte politica sia assolutamente contraria ad intervenire con misure di condono, ritenendo che queste non possano mai costituire una soluzione rispetto a situazioni emergenziali. Conclude auspicando infine la massima attenzione da parte del Governo circa le conseguenze dei gravi eventi atmosferici verificatisi nelle ultime settimane - fa presente che soltanto in Veneto parrebbero esservi danni per l'ammontare pari a circa 1 miliardo di euro - e sottolineando la necessità di interventi tempestivi finalizzati, tra l'altro, a sostenere imprese e lavoratori e ad assicurare misure di sospensione della tassazione analogamente a quanto accaduto in passato per situazioni di questo tipo. Interviene il senatore MARTELLI ( Misto ) illustrando i motivi sottostanti la presentazione di un emendamento soppressivo dell'articolo 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione. Premesso che la normativa e la giurisprudenza sui fanghi stratificatasi nel corso del tempo non consente in ogni caso soluzioni quali quelle prospettate dall'articolo 41, fa presente che la sentenza della Cassazione intervenuta in materia pone due punti di riferimento: che dallo spandimento dei fanghi sui terreni non deve comunque derivare un peggioramento dello stato fisico e chimico del suolo; che lo spandimento dei fanghi deve in qualche modo apportare un cambiamento positivo allo stato del terreno. Segnala che il limite di concentrazione relativo agli idrocarburi di 1.000 mg/kg tal quale, previsto dall'articolo 41, è stato per la prima volta individuato dalla normativa comunitaria e che, qualora i fanghi di depurazione vengano considerati rifiuti, ciò comporta l'attribuzione della relativa competenza alle Regioni. Evidenzia come in presenza di fanghi il cui limite di concentrazione degli idrocarburi è pari a 1.000 mg/kg tal quale è possibile il loro spargimento nei campi, mentre in presenza di una concentrazione leggermente maggiore, anche di appena 1 mg/kg, si rende necessario il conferimento in discarica: appare evidente pertanto come tale situazione non si risolva con le modalità e i limiti previsti dalla norma in commento. Segnala inoltre i rischi in cui si incorre qualora si decida di normare la presenza nei fanghi di alcune sostanze escludendone altre che presentano comunque livelli di pericolosità. Quale alternativa alla soppressione dell'articolo 41, il senatore Martelli illustra un'ulteriore proposta emendativa volta a prevedere l'azzeramento del valore presente nei fanghi di depurazione di alcune sostanze. Anche con riferimento all'articolo 25, dedicato al condono nell'Isola d'Ischia, illustra le motivazioni sottostanti ad una propria proposta di soppressione. Se l'intendimento dell'articolo 25 è fornire una risposta a quei cittadini ischitani che hanno fatto istanza di condono senza ottenere una risposta dalle amministrazioni competenti, si domanda polemicamente per quale motivo non debba seguirsi lo stesso procedimento per sbloccare tutte le pratiche di carattere analogo che non hanno avuto un seguito in tutte le pubbliche amministrazioni di tutto il Paese. Altro problema che l'articolo citato viene a creare è la deroga all'applicazione della normativa vigente al momento della presentazione della domanda di condono, costituendo un gravissimo precedente per tutte le pratiche di condono pendenti in Italia. Ritiene peraltro che, se non fosse proprio possibile stralciare l'intero articolo, venga almeno eliminata tale previsione stabilendo viceversa l'obbligo di applicare la vigente normativa pro tempore . Illustra infine un'ulteriore proposta emendativa che prevede l'indicazione di un termine per le ordinanze di demolizione, da portare a conclusione obbligatoriamente entro sei mesi dalla conclusione della definizione delle pratiche di condono. Interviene il senatore SANTILLO ( M5S ) rivendicando la ragionevolezza di quanto previsto dall'articolo 25. Precisa anzitutto che la disposizione si applica soltanto agli edifici danneggiati dal sisma che ha colpito l'Isola d'Ischia nell'agosto del 2017, in quanto soltanto tali immobili rientrano nella situazione emergenziale presa in considerazione dal decreto-legge. Dopo aver puntualizzato che trovarsi in presenza di un abuso edilizio non significa necessariamente che l'immobile sia privo dei requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione, plaude all'iniziativa del Governo che si è adoperato per fronteggiare il disagio di quei cittadini che non sono riusciti ad ottenere risposte soddisfacenti dalle amministrazioni interessate. A chi paventa rischi per la sicurezza degli immobili, ricorda infine che sarà comunque necessaria una asseverazione tecnica da parte di qualificati soggetti specializzati per l'accoglimento delle istanze di condono. Il senatore PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ) puntualizza in primo luogo che, contrariamente a quanto affermato da alcuni esponenti dell'opposizione, il provvedimento presenta i necessari presupposti di necessità e di urgenza anche con riferimento a quelle parti dell'articolato concernenti i territori dell'Italia centrale colpiti dai recenti fenomeni sismici, considerato come certe problematiche sono tuttora presenti e pressanti in quelle aree e per quelle popolazioni. Segnala i rischi in cui si incorre qualora, procedendo ad un progetto di ricostruzione per aggregato, ci si trovi in presenza anche di un solo immobile che, magari per una lievissima difformità, non presenti tutte le caratteristiche necessarie ai fini della ricostruzione: si domanda pertanto se, in tali ipotesi, appaia corretto bloccare l'intero iter della ricostruzione con tutte le ripercussioni negative che ciò comporta. Affronta quindi il caso delle modifiche alla volumetria degli immobili che, secondo alcuni, non dovrebbero in nessun caso essere sanabili: ricorda in primo luogo come in molte ipotesi tali modifiche non incidono comunque sulla staticità degli edifici; in secondo luogo, che molto spesso si è in presenza di minime modifiche della volumetria effettuate peraltro in situazione di necessità. Si chiede pertanto se anche in tali circostanze, in cui l'abuso riveste carattere irrisorio, sia logico impedire un intervento di ricostruzione complessivo. Prosegue contestando la tesi secondo cui un intervento in sanatoria aprirebbe la strada a molteplici altre ipotesi di condono, affermazione non vera se si considera che spesso, se ci si trova in presenza di immobili che presentano difformità, ciò deriva anche da oggettive situazioni di necessità del cittadino trovatosi nell'impossibilità di agire diversamente. Conclude esprimendo piena condivisione all'intervento in materia proposto dal Governo nel provvedimento, ribadendo che quello previsto non è in nessun caso qualificabile come condono e che vengono comunque fissati criteri generali di carattere oggettivo che saranno validi per tutti i cittadini. La senatrice NUGNES ( M5S ) intende preliminarmente precisare che quanto previsto dall'articolo 25 non è assolutamente qualificabile come un condono e che è nel pieno diritto dei cittadini ischitani ottenere risposte alle istanze di sanatoria a suo tempo presentate. Si tratta pertanto di un intervento assolutamente doveroso.