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Si tratta del sovrintendente Calogero Emilio Todaro, tra i primi ad intervenire sul luogo del crimine, la notte dell'attentato ad Antoci, in qualità di responsabile della sezione di Polizia giudiziaria del commissariato di Sant'Agata di Militello e l'assistente capo Tiziano Granata, che la notte dell'agguato era l'autista a sua volta di Daniele Manganaro, l'allora vicequestore di Sant'Agata Militello che sventò l'attentato ad Antoci; i due poliziotti sono morti a distanza di poche ore: Granata, il 1° marzo 2018 per arresto cardiocircolatorio e Todaro, l'indomani, a seguito di una leucemia fulminante. La relazione della Commissione Antimafia, in particolare, lascia intravedere qualche incertezza rispetto alla "ovvia" morte di Todaro e Granata. Per queste morti, la Commissione, che ha cercato di approfondire i numerosi interrogativi lasciati aperti dal decreto di archiviazione disposto dal gip di Messina sul caso Antoci, ha chiesto che vengano riaperte le indagini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avviare urgenti iniziative, volte ad accertare i fatti narrati, con riferimento, sia all'attentato ad Antoci, sia alle morti dei poliziotti Todaro e Granata. Atto n. 4-02279 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che: il 14 settembre 2018 la professoressa Anna Genovese, nominata commissario Consob con decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 2014, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Matteo Renzi, ai sensi dell'articolo 6 del regolamento di organizzazione Consob, ha assunto la carica di Presidente vicario della Consob, in qualità di commissario con maggiore anzianità di istituzione, a seguito delle dimissioni del presidente dottor Mario Nava; incarico di vicario che aveva già ricoperto nel periodo intercorso tra le dimissioni del presidente Vegas e l'assunzione della carica da parte del presidente Nava (dal dicembre 2017 ad aprile 2018); l'atto di sindacato ispettivo 4-01211 a firma di diversi senatori del Gruppo Movimento Cinque Stelle ha sollevato gravi dubbi e profili di criticità inerenti ad un presunto conflitto di interessi da parte della professionista, membro della Commissione nazionale per le società e la borsa, premettendo che all'atto della sua nomina a commissario, la stessa: "È stata oggetto di valutazione, da parte degli organi competenti, come previsto dalla legge n. 216 del 1974, con riferimento alla sua compatibilità con tale carica, ma tale valutazione è stata condotta avendo a riguardo la qualifica di commissario, che prevede poteri e compiti diversi (e inferiori) da quelli del presidente, il quale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, del regolamento di organizzazione e funzionamento della Consob, "sovraintende all'attività istruttoria" (lett. b)), "convoca la Commissione, stabilisce l'ordine del giorno, ne dirige i lavori e vigila sull'attuazione delle deliberazioni della stessa" (lett. c)) e "dà istruzioni sul funzionamento degli uffici e direttive per il loro coordinamento" (lett. e))"; attingendo a "notizie pubblicate da mezzi di informazione nonché ricavate dal curriculum vitae della prof.ssa Genovese", esponenti del M5S, tra i quali alcuni ministri del Governo Conte II hanno asserito che "prima di tale incarico la prof.ssa Genovese risultava titolare di docenza come professore ordinario presso l'università di Verona, nonché svolgeva la propria attività professionale di avvocato presso lo studio legale dell'avvocato Andrea Zoppini di Roma, con sede in piazza di Spagna; dalle stesse notizie pubblicate dai mass media è emerso che tale studio legale avrebbe patrocinato, e continuerebbe a patrocinare per conto di propri clienti, molti procedimenti di competenza della Consob". Ciò, sempre per il M5S, richiamando "l'art. 3, comma 1, del regolamento di organizzazione della Consob", che "prevede che, all'atto della loro nomina, i membri della commissione rilascino una dichiarazione di insussistenza di situazioni di conflitto di interessi, assumendosi la responsabilità di non versare in alcuna delle situazioni di incompatibilità di cui all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge n. 95 del 1974, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 216 del 1974, e successive modifiche e integrazioni". Vengono richiamate, sul caso, alcune pronunce Anac ed il decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 2013, recante "Regolamento codice di comportamento dei dipendenti pubblici", che "stabilisce all'art. 7 l'obbligo di astensione in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza"; rimarcando quindi "una vasta normativa volta ad evitare conflitti di interessi, che prende lo spunto proprio dalla legge istitutiva della stessa Consob"; il Movimento Cinque Stelle ha richiesto al precedente Esecutivo "l'attivazione di procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, al fine di meglio accertare i profili di propria competenza", si chiede di sapere se siano stati avviati accertamenti sul caso e se vi sia la volontà di intraprendere eventuali procedure atte alla sostituzione del membro Consob. Atto n. 4-02280 PAPATHEU Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che a quanto risulta all'interrogante: i dati forniti da Formedil (Ente per la formazione e l'addestramento professionale nell'edilizia) a seguito di una simulazione sulle performance del Pil e del valore della produzione del settore costruzioni-immobiliare nel Sud fra il 2007 e il 2018, hanno rilevato come "la stagnazione dell'economia del Mezzogiorno è interamente dovuta alla crisi del comparto costruzioni-immobiliare". Costruzioni e Sud diventano così negli anni 2000 due "determinanti scomodi", sottovalutati e penalizzati, che invece giocano un ruolo centrale nello scenario che caratterizza il modello di sviluppo oggi debole e squilibrato dell'intero Paese; in particolare, il settore costruzioni-immobiliare, compreso l'indotto, ha registrato una perdita del 33 per cento. La stima della produzione totale ammonta per il Cresme (Centro di ricerche di mercato, servizi per chi opera nel mondo delle costruzioni e dell'edilizia) a 114,5 miliardi nel 2007 e 12 anni dopo, nel 2018, è arretrato, in valori correnti, a 76,6 miliardi. Queste due dinamiche dell'economia meridionale, il crollo delle costruzioni e le difficoltà di tutta l'economia, rappresentano le due facce della stagnazione del Pil al Sud, che ha avuto un arretramento annuo dello 0,1 per cento con una media da 380 miliardi a 393 miliardi. Ciò si evince da un'ampia ricerca su "squilibri, ritardi e opportunità", nella quale si evince che "l'Italia non può ripartire senza le costruzioni e il Sud";