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I magistrati in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, alla cessazione del mandato parlamentare nazionale, del mandato parlamentare europeo, del mandato amministrativo o dell'incarico di governo, nonché alla cessazione della carica di assessore comunale o provinciale, su loro richiesta: a) sono ricollocati in ruolo con il vincolo di esercizio di funzioni collegiali per un periodo non inferiore a tre anni e con il divieto di ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi per il periodo di un anno; b) sono destinati ad un ruolo autonomo dell'Avvocatura dello Stato; c) sono destinati al Ministero della giustizia, anche in soprannumero; d) sono destinati a svolgere il servizio presso enti od organismi internazionali, in cui si richieda la presenza di magistrati italiani; e) sono collocati a riposo, con possibilità di riscatto figurativo, a totale carico del richiedente e senza oneri per il bilancio dello Stato, fino ad un massimo di anni cinque di servizio, in aggiunta ai periodi già riscattati e salvo in ogni caso il limite degli anni di contribuzione per il trattamento pensionistico di anzianità. Art. 13. (Abrogazioni) 1. Sono abrogate tutte le norme incompatibili con le disposizioni della presente legge. Art. 1. (Candidabilità alle cariche elettive e assunzione di incarichi di assessore negli enti locali) 1. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, inclusi quelli collocati fuori dal ruolo organico, non possono candidarsi per l'elezione alle cariche di parlamentare europeo e parlamentare nazionale, se prestano o hanno prestato servizio presso sedi o uffici giudiziari con competenza ricadente, in tutto o in parte, nel territorio della regione ricompresa, in tutto o in parte, nella circoscrizione elettorale per la quale intendono presentare la loro candidatura. I medesimi soggetti non possono candidarsi per le elezioni alle cariche di presidente della provincia e consigliere provinciale o ricoprire l'incarico di assessore provinciale, se prestano o hanno prestato servizio presso sedi o uffici giudiziari del distretto di Corte d'appello in cui è ricompresa la provincia per la quale intendono candidarsi o accettare la nomina. I soggetti medesimi non possono, altresì, candidarsi per l'elezione alle cariche di sindaco, consigliere comunale e consigliere circoscrizionale o ricoprire l'incarico di assessore comunale, se prestano o hanno prestato servizio presso sedi o uffici giudiziari con competenza ricadente, in tutto o in parte, nel territorio della provincia in cui è ricompreso il comune per il quale intendono candidarsi o accettare la nomina. 2. Fermo quanto previsto dal comma 1, non sono in ogni caso candidabili i magistrati che, all'atto dell'accettazione della candidatura, non si trovino in aspettativa da almeno sei mesi in caso di scadenza naturale della legislatura, del consiglio provinciale o del consiglio comunale, ovvero non si trovino in aspettativa all'atto dell’accettazione della candidatura in caso di cessazione anticipata della legislatura, di elezioni suppletive, di scioglimento anticipato del consiglio provinciale o del consiglio comunale. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non hanno effetto qualora gli interessati abbiano cessato le loro funzioni per dimissioni o collocamento a riposo entro i sei mesi antecedenti il termine ultimo per la presentazione delle liste elettorali o il giorno di assunzione dell'incarico di assessore provinciale o comunale. 4. In caso di cessazione anticipata della legislatura o di scioglimento anticipato del consiglio provinciale o del consiglio comunale, le disposizione di cui ai commi 1 e 2 non hanno effetto qualora gli interessati abbiano cessato le loro funzioni per dimissioni o collocamento a riposo entro trenta giorni dalla cessazione o dallo scioglimento. Art. 2. (Aspettativa per incarichi di governo e di assessore negli enti locali) 1. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari non possono ricoprire la carica di Ministro, viceministro o sottosegretario di Stato, di assessore provinciale o comunale se, all'atto dell'accettazione della nomina, non siano collocati in aspettativa. Art. 3. (Dichiarazione di non versare in condizioni di incandidabilità) 1. La dichiarazione di accettazione della candidatura è corredata di una dichiarazione in cui il candidato, a pena di incandidabilità e fatte salve le violazioni di natura penale, attesta di non versare in nessuna delle condizioni di incandidabilità previste dalla legge. Art. 4. ( Status dei magistrati in costanza di mandato) 1. L'aspettativa è obbligatoria per l'intero periodo di svolgimento del mandato o dell'incarico di governo, sia nazionale che locale, e comporta il collocamento fuori ruolo del magistrato. I magistrati in aspettativa conservano il trattamento economico in godimento, senza possibilità di cumulo con l'indennità corrisposta in ragione della carica. È comunque fatta salva la possibilità di optare per la corresponsione della sola indennità di carica. Il periodo trascorso in aspettativa è computato a tutti gli effetti ai fini pensionistici e dell'anzianità di servizio. Art. 5. (Ricollocamento dei magistrati candidati al Parlamento europeo e nazionale) 1. I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, candidati e non eletti al Parlamento nazionale o europeo, sono ricollocati nel ruolo di provenienza, ma non possono esercitare le funzioni né essere a qualsiasi titolo assegnati ad un ufficio ricadente nella regione in cui hanno presentato la candidatura o che la ricomprenda all'interno della propria circoscrizione elettorale. I magistrati già in servizio presso la Corte di cassazione, il Consiglio di Stato, la Corte dei conti centrale e la Corte militare d'appello sono ricollocati per almeno cinque anni presso un ufficio giudiziario di grado inferiore con sede e competenza in una regione diversa dal Lazio ed in ogni caso diversa da quella in cui hanno presentato la candidatura. 2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche ai magistrati eletti, alla cessazione del mandato parlamentare. 3. Il ricollocamento in ruolo ai sensi dei commi 1 e 2 avviene nella funzione giudicante, con vincolo di funzioni collegiali per cinque anni. 4. Una volta ricollocati in ruolo, i magistrati non possono, in ogni caso, ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi per un periodo di cinque anni. Art. 6. (Princìpi fondamentali in materia di candidabilità dei magistrati alle elezioni regionali e di incompatibilità dei magistrati a ricoprire l'incarico di assessore regionale) 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 costituiscono princìpi fondamentali in materia di candidabilità dei magistrati alle elezioni regionali e di incompatibilità degli stessi a ricoprire l'incarico di assessore regionale. Art. 7. (Ricollocamento dei magistrati con incarichi di governo) 1. I magistrati nominati Ministri o viceministri o sottosegretari di Stato o capi di gabinetto di un Ministro, alla cessazione della carica, sono ricollocati nel ruolo di provenienza. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5. Art. 8. (Ricollocamento dei candidati non eletti in elezioni amministrative) 1.