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Passiamo all'esame dell'articolo 13, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. MANTERO, relatore . Signor Presidente, esprimo naturalmente parere favorevole sull'emendamento 13.101 e contrario sui restanti emendamenti. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G13.100, esprimo parere favorevole a condizione che siano eliminate le premesse e che l'impegno sia riformulato come segue: «impegna il Governo a valutare la possibilità di assumere iniziative anche normative volte a potenziare le strutture scolastiche e ad apportare miglioramenti sul piano organizzativo e delle risorse». Con questa riformulazione e senza le premesse l'ordine del giorno può intendersi accolto. GAVA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore, anche per quanto riguarda l'ordine del giorno, che è accoglibile espunte le premesse e con la riformulazione dell'impegno. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 13.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico si è approcciato a questo provvedimento con una modalità molto costruttiva. Io non faccio parte della 13 a Commissione; ne ho seguito in parte i lavori e devo dire che mi hanno fatto male le parole del presidente Moronese questa mattina. Infatti, se avessimo voluto non interessarci della questione, non avremmo presentato neppure - e riguarda questo articolo - l'emendamento 13.100, che io considero molto misurato, per quanto riguarda le misure finalizzate al sostegno del sistema scolastico nelle piccole isole. In realtà noi sappiamo benissimo (ma volevamo venire incontro anche al Governo) che la prima, vera, grande azione sarebbe stata quella di potenziare in maniera ancora più forte il sistema di messa in rete di tutte le scuole, in modo da facilitare le lezioni online e da assicurare a queste scuole le connessioni più efficienti. Sappiamo benissimo, infatti, che spesso uno dei problemi di questi ragazzi è non poter seguire le lezioni, perché l'insegnante non riesce a raggiungere l'isola per via delle condizioni del tempo o a causa di malattie o perché, delle volte, questi ragazzi si trovano in ambienti estremamente ristretti. Nella scorsa legislatura - lo ricordo all'Assemblea - con il Piano nazionale Scuola digitale abbiamo investito un miliardo di euro, che è stato destinato anche all'innovazione delle scuole delle piccole isole, ben consapevoli che, nonostante il miliardo, che riguardava giustamente la scala nazionale e quindi comprendeva anche le scuole situate in aree disagiate, fosse necessario un intervento ancora più specifico. Tuttavia, per venire incontro ai lavori che sono stati portati avanti dalla Commissione, il Partito Democratico ha cercato di ripresentare quell'emendamento che, in realtà, era già parte del testo iniziale (la Presidente potrà confermarlo e il primissimo testo è agli atti); esso prevedeva quelle misure che oggi noi ribadiamo con questo emendamento e che mirano soprattutto a salvaguardare la continuità didattica. Mi spiace dire che la continuità didattica non viene, invece, salvaguardata con il testo che voi oggi presentate in questa sede, perché dite che quei posti, in quelle zone, devono essere assegnati a chi vi risiede. È giustissimo, perfetto, ma questo significa che, dai vostri calcoli, ci sono insegnanti che, per ogni singola materia, per ogni singolo ambito, per ogni singola disciplina, risiedono in quei territori. Ora, capite bene che questo non è possibile, perché vuol dire che noi dovremmo trovare e avere insegnanti di fisica, insegnanti di matematica, insegnanti di inglese, tutti residenti lì. È giusto che questi abbiano la precedenza; io non metto in discussione questo principio, anzi lo sposo, ma dico che è poco fattibile. Per questo abbiamo proposto di aggiungere alla vostra richiesta, che noi da quel punto di vista accettavamo, una serie di elementi che voi stessi avevate posto nella prima stesura. Tali elementi aiutavano a garantire che gli insegnanti che avessero intenzione di andare a insegnare lì potessero avere in qualche modo delle agevolazioni. Magari non sono insegnanti di ruolo, ma perché non garantire loro, per esempio, una triennalità, visto che in questo caso fanno la scelta specifica di andare a insegnare in luoghi che non sono sicuramente semplici? Abbiamo elencato tutte queste agevolazioni, proprio perché volevamo poter costruire una sorta di tessuto comune, visto che, anche negli interventi di questa mattina, sembra che tutti considerino la scuola un elemento prioritario, ma poi, quando si arriva al sodo, non troviamo invece elementi che possano aiutare. Come seconda opzione, abbiamo previsto delle agevolazioni sui costi dei biglietti per gli insegnanti che si recano sul posto, esattamente come succede per i cittadini residenti. Nello stesso tempo, abbiamo voluto mettere l'accento su un problema reale: queste scuole spesso, sulla base della legge vigente, rischiano il dimensionamento. Ciò significa che possono non esistere più da un momento all'altro, a seconda del numero degli alunni, che possono diminuire. Noi allora chiedevamo di garantire il fatto che queste scuole rimanessero come sedi stabili. Forse uno sforzo in più andava fatto in questa direzione, signor Presidente e signor relatore, perché in maniera costruttiva e non ideologica abbiamo provato a offrirvi il nostro contributo. (Applausi dal Gruppo PD) . MORONESE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, il nostro voto su questo emendamento sarà contrario, ma non tanto nel merito, perché concordo con la senatrice Malpezzi sul fatto che vi sia la necessità di provvedere in maniera più incisiva per quanto riguarda i problemi scolastici. Tuttavia non era possibile inserire tali misure in questo provvedimento, che è una legge quadro con cui noi diamo degli indirizzi generali. Sicuramente potrà farlo il Ministero competente e poi potremo insieme migliorare ulteriormente tali misure. Vorrei inoltre precisare meglio quanto detto stamattina. Io non ho affermato che i colleghi non hanno partecipato; anzi, tutti i colleghi delle Commissioni hanno dato il loro contributo. Io ho detto di fare particolare attenzione all' iter regolamentare, parlamentare e procedurale, perché alcuni emendamenti, che possono essere validi nel merito, devono quantomeno prevedere una copertura finanziaria per poter essere valutati. Questo emendamento, ad esempio, non prevede alcuna copertura finanziaria, tant'è che su di esso è stato espresso parere contrario dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.100, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.101. MANTERO, relatore .