[pronunce]

Gli stessi parametri costituzionali e il principio di leale collaborazione sarebbero inoltre violati sotto l'ulteriore profilo che gli strumenti di collaborazione previsti dalla precedente normativa non sono stati sostituiti da altri equivalenti. Il solo art. 5 del decreto-legge n. 343 del 2001 è poi impugnato - per violazione degli artt. 95, 117 e 118 della Costituzione - in quanto attribuisce esclusivamente al Presidente del Consiglio dei ministri i poteri di coordinamento in materia di protezione civile già svolti (in base all'art. 81, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 300 del 1999) dall'Agenzia, con la definizione di indirizzi approvati dal Consiglio dei ministri; e così sottrae una funzione di indirizzo (anche) delle Regioni alla sede, costituzionalmente necessaria, del Consiglio dei ministri, in violazione dei limiti costituzionali relativi alle funzioni statali di indirizzo delle attività regionali. L'art. 7 del decreto-legge n. 343 del 2001 - in base al quale “nelle materie oggetto del presente decreto restano ferme le attribuzioni di cui al decreto legislativo 12 marzo 1948, n. 804”, che disciplina il Corpo forestale dello Stato - è a sua volta censurato per violazione (quanto alla sostanza) degli artt. 5 e 118 della Costituzione e (quanto al modus procedendi) del principio di leale collaborazione: poiché le funzioni del medesimo Corpo forestale (“salvo quelle necessarie all'esercizio delle funzioni di competenza statale” in materia di protezione dell'ambiente) erano state trasferite alle Regioni da leggi successive al 1948 [art. 70, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e già ex art. 4, comma 1, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 (Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale)], la norma avrebbe inciso negativamente sulla ripartizione di competenze così operata, sulla base di procedure di cooperazione svolte in sede di Conferenza Stato-Regioni, e ripristinato parzialmente le funzioni del Corpo forestale dello Stato, per cui lo Stato si sarebbe riappropriato unilateralmente di funzioni già trasferite alle Regioni. Infine, le ricorrenti impugnano l'intero decreto-legge n. 343 del 2001, per violazione degli artt. 77, 117 e 118 della Costituzione, in quanto provvedimento assunto senza i necessari presupposti giustificativi costituzionali, non essendo valide le ragioni addotte nel preambolo dell'atto a fondamento dell'urgenza. 1.3. - La Provincia autonoma di Trento impugna, in via principale, varie norme della legge 9 novembre 2001, n. 401 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, recante disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile). Secondo la ricorrente, i commi 1, 2, e 5 dell'art. 5 del decreto-legge n. 343 del 2001, come convertito, con modificazioni, nella legge n. 401 del 2001, si porrebbero in contrasto con gli artt. 8, n. 5), n. 13), n. 17) e n. 24), 9, n. 9), 16 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); con il decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); con gli artt. 2, 3 e 4 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernente il rapporto tra atti legislativi e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); con l'art. 117 della Costituzione, in relazione all'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. La ricorrente così specifica le proprie censure: 1) l'art. 5, comma 1 - attribuendo al Presidente del Consiglio dei ministri il compito di determinare le politiche di protezione civile e conferendogli “i poteri di ordinanza” in materia di protezione civile - determina la sovrapposizione di tali compiti e poteri all'attività normativa della Provincia, sia di carattere generale che relativa al settore della protezione civile, al di là dei casi e senza l'osservanza dei modi di cui all'art. 3 del citato decreto legislativo n. 266 del 1992; 2) l'art. 5, comma 2, prevede atti di indirizzo senza deliberazione collegiale del Governo e senza il limite della produzione di meri vincoli di risultato; 3) l'art. 5, comma 5, implica una posizione di “sovraordinazione” del capo del Dipartimento della protezione civile rispetto alla Provincia. La ricorrente precisa peraltro che l'impugnazione è proposta nei confronti delle norme intese nella loro formulazione letterale, pur essendo esse suscettibili anche di una interpretazione adeguatrice. Inoltre, la ricorrente impugna l'art. 5, commi 3-ter, 4, 4-bis, e 4-ter, del decreto-legge n. 343 del 2001, come risultanti dalla legge di conversione n. 401 del 2001, espressamente precisando che l'impugnazione è proposta «in via cautelativa ed ipotetica», qualora si dovesse ritenere che l'espressa previsione delle funzioni di cui ai citati commi dell'art. 5 costituisca attribuzione allo Stato di funzioni non comprese nella formula di salvaguardia delle attribuzioni provinciali, di cui al comma 6 del medesimo articolo; ed al riguardo deduce la violazione degli stessi parametri già evocati. 1.4. - La Provincia autonoma di Bolzano impugna anch'essa, in via principale, diverse norme della legge n. 401 del 2001, deducendo la violazione dell'art. 8, comma 1, n. 5), n. 13), n. 17), e n. 24), dell'art. 9, comma 1, n. 9) , dell'art. 16 e dell'art. 52, comma 2, del d.P.R. n. 670 del 1972; degli artt. 33, 34, e 35 del decreto del Presidente della Repubblica n. 381 del 1974, degli artt. 2, 3 e 4 del decreto legislativo n. 266 del 1992; degli artt. 117 e 118 e dei «principi del titolo V della parte seconda della Costituzione, come modificati dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, in relazione al disposto all'art. 10 della medesima legge»; del principio di leale cooperazione. Le doglianze riguardano in particolare: