[pronunce]

Considerato che il Tribunale di Torino, in funzione di giudice del lavoro, dubita, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, della legittimità costituzionale dell'art. 2 del decreto-legge 28 settembre 2001, n. 355 (Disposizioni urgenti in materia di lavoro supplementare nei rapporti di lavoro a tempo parziale e di opzione sui sistemi di liquidazione delle pensioni, nonché di regolarizzazione di adempimenti tributari e contributivi per i soggetti colpiti dal sisma del 13 e del 16 dicembre 1990 in talune province della regione siciliana), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2001, n. 417, per violazione del principio di ragionevolezza e del principio dell'affidamento dei cittadini nella sicurezza giuridica in materia previdenziale; che il remittente, mentre in motivazione accenna, come concausa della irragionevolezza della normativa censurata, alla sua introduzione mediante decreto-legge, manca poi di evocare il parametro dell'art. 77 Cost., determinando così una contraddizione tra motivazione e delimitazione della questione; che la censura posta dal giudice a quo si fonda sulla convinzione che la norma impugnata – nel limitare la possibilità di opzione per la liquidazione della pensione col sistema contributivo ad una parte soltanto dei lavoratori ai quali era originariamente consentita – abbia in realtà, qualificandosi come norma interpretativa, arbitrariamente introdotto modifiche retroattive tali da ledere il principio dell'affidamento; che siffatta convinzione è errata perché il legislatore, approvando la disposizione censurata, si è fatto carico, al comma 2 dell'art. 2 in oggetto, di salvare le opzioni già esercitate entro la data di entrata in vigore del decreto-legge, con ciò escludendo la possibilità di lesione di diritti acquisiti; che la norma, quindi, stabilisce soltanto un diverso regime previdenziale a partire da una certa data; che, pertanto, l'ordinanza di rimessione è viziata dall'erronea valutazione del quadro normativo; che le censure si sostanziano nella denuncia di meri inconvenienti di fatto, per ovviare ai quali il giudice a quo invoca una sentenza manipolativa di questa Corte che fissi un termine per avvalersi dell'opzione; che l'accoglimento della questione comporterebbe, quindi, l'esercizio di una discrezionalità estranea ai poteri della Corte stessa, non essendovi alcun criterio obbligato cui collegare la fissazione di un termine; che la questione, pertanto, è manifestamente inammissibile per diverse, concorrenti ragioni.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 del decreto-legge 28 settembre 2001, n. 355 (Disposizioni urgenti in materia di lavoro supplementare nei rapporti di lavoro a tempo parziale e di opzione sui sistemi di liquidazione delle pensioni, nonché di regolarizzazione di adempimenti tributari e contributivi per i soggetti colpiti dal sisma del 13 e del 16 dicembre 1990 in talune province della regione siciliana), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2001, n. 417, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, dal Tribunale di Torino, in funzione di giudice del lavoro, con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 aprile 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 maggio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA