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Sezione II – Disposizioni per la tutela dei cittadini italiani L'articolo 14 è finalizzato a introdurre nella legislazione nazionale una specifica norma transitoria finalizzata, in caso di « no deal », a regolamentare le modalità di permanenza, sul territorio nazionale, dei cittadini del Regno Unito e dei loro familiari anche stranieri, preservando i diritti acquisiti nel corso della loro pregressa e continuativa residenza in Italia da almeno un quinquennio, alla data del recesso del Regno Unito dall'UE. La norma, in conformità con le iniziative ventilate dalla parte britannica e illustrate nei documenti di indirizzo della Presidenza del Consiglio dei ministri, prevede il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell'articolo 9 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (TUI), di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, per cittadini del Regno Unito e i loro familiari in possesso del requisito della residenza quinquennale alla data del recesso del Regno Unito dall'UE. La richiesta del titolo di soggiorno potrà essere presentata previo assolvimento del pagamento del contributo di soggiorno, previsto dall'articolo 5, comma 2- ter , del TUI. Il conferimento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo consente al titolare di usufruire di un trattamento analogo a quello riconosciuto al cittadino italiano e di mantenere i diritti già riconosciuti. Diversamente, per coloro che siano regolarmente iscritti in anagrafe o soggiornanti in Italia alla data del recesso del Regno Unito dall'UE da più di tre mesi ma da meno di cinque anni si prevede un « regime transitorio di favore », ricorrendo all'articolo 13 della direttiva 109/2003/CE, che, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, consente agli Stati di membri di rilasciare permessi di soggiorno permanenti o di validità limitata a condizioni più favorevoli, fermo restando che tali permessi non conferiscono il diritto di stabilirsi in altri Stati membri come consentito ai titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Tale soluzione determina il rilascio di un nuovo permesso di soggiorno elettronico denominato « per residenza », valido cinque anni, rinnovabili alla scadenza, e che, in via straordinaria, consente al possessore la fruizione, in Italia, dei medesimi diritti riconosciuti dalle autorità italiane ai titolari dello status di soggiornante di lungo periodo (conferito ai sensi del richiamato articolo 9 del TUI), nonché di continuare a godere di prerogative di cui beneficiava, nel nostro Paese, in considerazione della precedente condizione di cittadino dell'Unione europea. In particolare, il comma 1 prevede che i cittadini del Regno Unito iscritti in anagrafe e i loro familiari, non aventi la cittadinanza di uno Stato dell'Unione e in possesso della carta di soggiorno, possono richiedere il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai sensi dell'articolo 9, commi 1 e 2, del TUI. Nella norma è prevista la possibilità, per i cittadini del Regno Unito, di regolarizzare la propria posizione entro un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2020 (cosiddetto « periodo di grazia »), come è stato suggerito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nelle citate « linee guida ». Il comma 2 prevede che tale titolo sia rilasciato ai cittadini del Regno Unito e ai loro familiari che risultino continuativamente presenti in Italia da almeno cinque anni alla data del recesso. Il riconoscimento di tale status determina, come previsto al comma 3, un trattamento, in diversi settori, analogo a quello riconosciuto al cittadino italiano, consentendo il mantenimento di diritti già conferiti dalle autorità italiane. II comma 4 prevede, per i cittadini del Regno Unito e per il loro familiari, regolarmente iscritti in anagrafe o soggiornanti in Italia da più di tre mesi ma da meno di cinque anni, che non possono ottenere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, il rilascio di un nuovo permesso « per residenza », in formato elettronico, valido cinque anni, rinnovabile alla scadenza, al fine di conferire al titolare, in Italia, gli stessi diritti riconosciuti al lungo soggiornante, ai sensi del comma 12 dell'articolo 9 del TUI. In particolare, il titolo consente a tali soggetti di: – fare ingresso nel territorio nazionale in esenzione di visto e circolare liberamente sul territorio nazionale; – svolgere nel territorio dello Stato ogni attività lavorativa subordinata o autonoma salvo quelle che la legge espressamente riserva al cittadino o vieta allo straniero; – usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale, di quelle relative ad erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale, di quelle relative all'accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico, compreso l'accesso alla procedura per l'ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica, salvo che sia diversamente disposto e sempre che sia dimostrata l'effettiva residenza dello straniero sul territorio nazionale; – partecipare alla vita pubblica locale, con le forme e nei limiti previsti dalla vigente normativa. Il comma 5 prevede la facoltà per i cittadini del Regno Unito titolari di permesso di soggiorno di cui al comma 4, che abbiano maturato i cinque anni di regolare e continuativa « residenza » in Italia, entro la data del recesso, di richiedere il rilascio del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Il comma 6 stabilisce il termine a decorrere dal quale la carta di soggiorno in possesso dei familiari del cittadino del Regno Unito non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea cessa di avere validità e non potrà più essere esibita quale documento attestante il regolare soggiorno, prevedendo altresì specifiche sanzioni. Le medesime sanzioni saranno applicate anche ai cittadini del Regno Unito che, decorso il termine previsto, non hanno provveduto a richiedere il rilascio del permesso di soggiorno. Si richiama, in proposito, l'articolo 6, comma 3, del TUI, per l'applicazione della sanzione prevista dal legislatore per lo straniero in regola con il soggiorno che non ottempera, senza un giustificato motivo, all'ordine di esibizione del documento, ritenendo maggiormente afflittivo il richiamo al reato previsto dall'articolo 10- bis del medesimo TUI, alla luce delle eventuali conseguenze correlate al pronunciamento della sentenza di condanna, in considerazione del pregresso diritto di stabilimento e di libera circolazione, riconosciuto a tale categoria di persone. Il comma 7 stabilisce il termine a decorrere dal quale i cittadini del Regno Unito e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea non potranno più regolarizzare la loro presenza, per soggiornare in Italia, secondo la procedura più favorevole individuata dalle presenti norme, ma saranno considerati stranieri extra -UE, rientranti nell'ambito di applicazione del citato testo unico in materia di immigrazione.