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Conversione in legge del decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157, recante ulteriori misure urgenti connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Onorevoli Senatori . – Titolo I – Disposizioni in materia fiscale e contributiva Articolo 1. – ( Proroga del termine di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP) La norma è intesa a prorogare il termine relativo al versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019. Il comma 1 differisce il termine ordinario, in scadenza il 30 novembre 2020, al 10 dicembre 2020 per tutti i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, e che non beneficiano dei differimenti previsti dai commi successivi. Il comma 2 conferma che, per i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale, la proroga del termine di versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP resta comunque disciplinata dalle disposizioni di cui all'articolo 98 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e dall'articolo 6 del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149. Il comma 3 prevede che, per i soggetti - esercenti attività d'impresa, arte o professione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato - che hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge e che hanno subito nel primo semestre dell'anno 2020, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento, il termine relativo al versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 è prorogato al 30 aprile 2021. Il comma 4, inoltre, prevede che la medesima proroga si applichi, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi stabiliti dal comma 2, per i soggetti che operano nei settori economici individuati negli allegati 1 e 2 al decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020 (pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 275 del 4 novembre 2020) e dell'articolo 30 del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149. La medesima disposizione si applica ai soggetti che esercitano l'attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149. Il comma 5 disciplina la ripresa dei versamenti sospesi ai sensi dei commi 2 e 3, che devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 30 aprile 2021. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. Il comma 6, infine, proroga al 30 aprile 2021 il termine, prima fissato al 30 novembre 2020, per la regolarizzazione, senza applicazione di sanzioni e interessi, dei versamenti IRAP eventualmente effettuati in misura insufficiente a causa di un'erronea applicazione dell'articolo 24, comma 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, collegata ad una non corretta interpretazione delle condizioni e dei limiti previsti dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final « Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19 », e successive modificazioni. Articolo 2. – (Sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre) L'articolo prevede la sospensione dei termini dei versamenti delle ritenute alla fonte relative ai redditi da lavoro dipendente e assimilato e delle addizionali regionali e comunali, dei versamenti dell'IVA nonché dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali, in scadenza nel mese dicembre 2020. La sospensione opera per i soggetti che hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge e che hanno subito nel mese di novembre dell'anno 2020 – rispetto allo stesso mese dell'anno precedente – una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento (comma 1). Il comma 2 prevede la sospensione dei termini di versamento, di cui al comma 1, anche per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno intrapreso di recente – in data successiva al 30 novembre 2019 – la loro attività di impresa, di arte o professione. Per tali soggetti si prescinde dai parametri previsti nello stesso comma 1 data l'assenza di ricavi o compensi a novembre 2019. Il comma 3 prevede che la sospensione si applichi, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi stabiliti nel comma 1, per i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020 – quali attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali o attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò – e hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale. La sospensione opera, inoltre, per i soggetti esercenti le attività dei servizi di ristorazione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale rientranti nelle cosiddette zone rosse o zone arancioni, nonché per i soggetti che operano nei settori economici individuati nell'Allegato 2 al decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 (come alcune attività di commercio al dettaglio o di servizi per la persona), ovvero esercitano l'attività alberghiera, l'attività di agenzia di viaggio o di tour operator , e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale rientranti nelle cosiddette zone rosse.