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E allora a chi bisogna credere? Credo che per la prima volta il Presidente delle Marche Ceriscioli abbia non solo parlato, ma anche detto la verità. A lui va buona parte della responsabilità di questa condizione; ha avuto ruoli commissariali; ha taciuto per due anni e mezzo e incredibilmente ora parla e parla con la forza di chi rappresenta un territorio non tutelato dalle istituzioni, proprio nel momento in cui il suo partito si trova al Governo. Questo è un paradosso di cui non riesco a darmi una spiegazione, che probabilmente ha a che vedere con le vicende interne al Partito Democratico. Ma per una volta onore al governatore delle Marche Ceriscioli, che si è ricordato, a distanza di oltre tre anni dai fatti sismici del 2016, di essere il rappresentante delle Marche, di avere ruoli operativi nella gestione del terremoto e ha detto la verità: ha detto che questo provvedimento non è affatto dannoso - come qualcuno ha voluto attribuire al giudizio delle opposizioni - e ci sono molte cose giuste, che abbiamo evidenziato nella relazione di minoranza; semplicemente ne mancano troppe e la fretta - come è stato detto - non è un optional , è un dovere. Sarebbe un dovere di questo Governo, se avesse lo spirito adatto, cioè l'obiettivo di risolvere i problemi nei tempi giusti, e invece l'obiettivo è onorare le regole e così non si onora la quotidianità dei cittadini. PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto «Stella Maris» di Anzio, in provincia di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1631 PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato del Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 1631, di conversione in legge del decreto-legge 24 ottobre 2019, n 123, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento della ricostruzione in corso nei territori colpiti da eventi sismici, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 123, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,39, è ripresa alle ore 12,01) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Per la discussione sulla fiducia, si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto alle quali seguirà la chiama. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1631 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1631, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. NUGNES (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, questo provvedimento ci piace o non ci piace? Non ci può piacere, perché è un provvedimento di emergenza. Anzi, è un provvedimento che proroga un'emergenza. Ma è un provvedimento doveroso, che proroga di un anno situazioni non risolte per il terremoto di tre anni fa nell'Italia centrale. Ed è anche un provvedimento che, comunque, provvede a molte situazioni. Si prevede - per esempio - che l'Ufficio speciale possa avvalersi del personale in house delle Regioni per un supporto specialistico. Si prevedono programmi straordinari di ricostruzione. Si prevedono interventi anche per Venezia, per Matera, per il comune di Ischia e ancora per L'Aquila. Si prevedono piani per la gestione delle macerie e si estende la misura "Resto al Sud" anche ai territori del cratere, con incentivi finanziari e fiscali doverosi per i trasferimenti a favore di chi trasferisce la propria residenza o dimora nei Comuni con meno di 5000 abitanti nell'area del cratere. Quest'azione contro lo spopolamento di quelle aree è estremamente importante. Ci sono anticipazioni ai professionisti - fortunatamente - e proroghe dei termini di carattere finanziario e contabile, come - per esempio - differimenti di pagamenti di rate in scadenza e di mutui; riduzione del 40 per cento dei tributi; riduzione delle ritenute fiscali e proroghe ai pagamenti delle fatture; agevolazioni alle imprese agricole e boschive per mutui; esenzione per l'imposta IMU dei territori colpiti dal terremoto del 2012. Non finiamo di risolvere un'emergenza per un sisma che ne sopravviene un altro. C'è anche un ordine del giorno, che ho sottoscritto, che riconosce che non possano rientrare nel modello Isee l'edificio inagibile, perché chiaramente non fa più reddito, e la sospensione dei mutui agli edifici danneggiati. Ma c'è un "ma" e va detto anche ai territori che chiedono sempre maggiore deregulation , maggiori misure di semplificazione, perché si basa su un equivoco, cioè quello che la fretta, come ha detto il collega - non ha nemmeno usato il termine più appropriato, che è velocità - sia positiva. La fretta è male perché fa fare male le cose necessarie. Non si può barattare la necessità di far presto; la necessità di sburocratizzare che è doverosa, con una mancanza di controllo e un gioco al ribasso sulla qualità, con la svendita delle opere di progettazione, benché urbanistiche. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . Non si può svalutare la progettazione col criterio del prezzo più basso. Ricordiamoci che in Sicilia, qualche anno fa, è stato pagato un piano urbanistico un euro e mai questo sarà garanzia di qualità. La qualità è anche garanzia di controllo dei costi e dei tempi. Non si può barattare la certificazione di conformità edilizia urbanistica con un controllo della situazione precedente e non si possono caricare sui professionisti questi accertamenti.