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se il Ministro in indirizzo non reputi necessario farsi promotore di un'indagine ufficiale che chiarisca finalmente i termini e le responsabilità nella vicenda della cessione "fantasma", negli anni 2006-2008, degli Archivi Legali Modigliani alla ex Soprintendenza Archivistica del Lazio e le ragioni della mancata dichiarazione di interesse culturale così come dell'omessa apposizione di un vincolo storico-relazionale; se non ritenga doveroso chiarire definitivamente che l'insieme dei circa 6.000 reperti costituenti la memoria di uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi ha carattere storico ed è di interesse nazionale, ragione per intervenire nelle sedi più opportune, italiane ed estere, affinché si provveda celermente al recupero degli Archivi Legali Modigliani in qualsiasi parte del mondo si trovino e perseguire chiunque sia responsabile della loro sottrazione allo Stato; se non creda opportuno, una volta che detto materiale sia rientrato nel nostro Paese (e sia stata eseguita la cernita per estrapolare gli eventuali falsi di cui Mondini e Loiodice sospettano la presenza), consentire al Comune di Livorno, città natale del Maestro, di custodirli ed esporli, in modo da sottrarli alle speculazioni di privati che ancora oggi tentano di utilizzare il nome e l'opera di Modigliani a fini illeciti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03598 PEROSINO Al Ministro della giustizia Premesso che: a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sono state adottate delle norme di prevenzione che dispongono anche per i tribunali il distanziamento sociale; molti tribunali non hanno, però, locali sufficientemente ampi per garantire la sicurezza dei dipendenti e degli utenti; alcuni sono altresì stati oggetto di richiamo da parte dell'Ispettorato per la funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri sull'applicazione e sull'osservanza delle norme anti COVID; a causa della emergenza si viene ad avvertire l'esigenza, che potrebbe diventare stabile anche nel lungo periodo, di maggiori spazi dove esplicare l'amministrazione della giustizia e le funzioni giurisdizionali; sarebbe opportuno a tal fine adottare provvedimenti attraverso i quali giungere, in tempi quanto possibilmente brevi, alla riapertura dei tribunali soppressi, prevedendo intanto, l'utilizzo dei loro palazzi al servizio dei tribunali accorpanti; tra l'altro, tali provvedimenti potrebbero essere emanati sulla scorta dell'articolo 8 comma 4 -bis del decreto legislativo n. 155 del 2012 in forza del quale, in via sperimentale, il Ministro della giustizia può disporre che vengano utilizzati, per il tempo necessario, gli immobili adibiti a servizio degli uffici giudiziari periferici e delle sezioni distaccate soppressi per l'esercizio di funzioni giudiziarie nelle relative sedi, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di assicurare che nell'ordinario svolgimento dell'amministrazione della giustizia e delle funzioni giudiziarie vengano rispettati i protocolli di prevenzione COVID-19 e se non sia il caso di applicare l'art. 8, comma 4 -bis del decreto legislativo n. 155 del 2012 al fine di riaprire i tribunali soppressi, prevedendo intanto, l'utilizzo dei loro palazzi al servizio dei tribunali accorpanti. Atto n. 4-03599 PAVANELLI CORRADO MOLLAME LANNUTTI DONNO CROATTI ANGRISANI PRESUTTO DI GIROLAMO TRENTACOSTE VANIN ACCOTO FEDE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: sono giunte agli interroganti segnalazioni di cittadini incorsi nella sfortunata circostanza di avere acquistato o costruito una casa prima della realizzazione del raccordo autostradale RA6 Perugia-Bettole, il cui tracciato è finito per essere prospiciente alle loro case, da cui la condizione di rumore e inquinamento da traffico veicolare, intenso e costante per ventiquattrore al giorno; a conferma delle segnalazioni pervenute, soprattutto riguardo alla situazione in località Ellera, nel Comune di Corciano, al chilometro 57+330, si riscontrano due rapporti tecnici di ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) Umbria contenenti i risultati delle misurazioni effettuate rispettivamente: nel primo rapporto tecnico dal 15 al 28 giugno 2012 e nel secondo dal 25 ottobre al 5 novembre 2018 e dal 12 novembre al 19 novembre 2018, in cui è scritto, nelle "Conclusioni", che "i livelli di immissione di rumore (diurno e notturno) prodotti dal traffico veicolare del RA6 Perugia-Bettolle ? sono superiori ai valori limite di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004 n. 142 sia nel periodo diurno sia in quello notturno"; dalle misurazioni effettuate da ARPA Umbria risultava che nell'arco di sei anni e mezzo la situazione di emissioni acustiche oltre i limiti di legge non era cambiata. In data 31 marzo 2020 la prima firmataria del presente atto presentava esposto ad ANAS SpA - Struttura territoriale Umbria, inviando per conoscenza i suddetti rapporti tecnici e chiedendo se fossero state previste delle opere di abbattimento del rumore da traffico veicolare nel tratto di raccordo interessato; considerato che nella risposta inviata da ANAS, in data 22 aprile 2020, venivano fornite le seguenti informazioni: "il tratto in oggetto è ricompreso nella area di intervento di risanamento acustico denominata AI 100015; sulla base dell'indice di priorità, calcolato come stabilisce il D.M 29 novembre 2000 (numero di persone esposte in quel tratto di strada e livello di superamento acustico), tale area risulta collocata in Graduatoria Nazionale alla posizione 4527; gli interventi previsti consistono nella realizzazione di pavimentazione fonoassorbente in entrambe le carreggiate del RA 06; l'anno previsto di intervento successivo all'approvazione del P.C.AR. da parte della Conferenza unificata Stato-Regioni (art. 5 comma 2 del decreto ministeriale) è il 13°"; considerato infine che: nella citata risposta ANAS SpA - Umbria aggiungeva: "Si rappresenta, inoltre, che l'art. 2 comma b.3 del decreto ministeriale citato prevede che gli obiettivi di risanamento previsti nel Piano debbano essere conseguiti tutti entro il 15° anno dall'approvazione dello stesso da parte della Conferenza Unificata Stato Regione con conseguente reperimento delle risorse economiche necessarie"; ANAS scriveva inoltre che: "Nell'ambito dell'Accordo Quadro in preparazione, è prevista la realizzazione degli interventi di risanamento presenti nelle posizioni più alte della graduatoria del Piano di Contenimento e Abbattimento del Rumore ANAS. Per gli interventi in ordine successivo di graduatoria, che saranno comunque realizzati nell'ordine previsto dalla graduatoria stessa, non è al momento prevedibile l'effettiva data di esecuzione. Si fa presente che al momento non risulta ancora sia stato emesso il decreto di approvazione del PCAR ANAS da parte del Ministero dell'Ambiente", si chiede di sapere: quali azioni di competenza intendano intraprendere i Ministri in indirizzo affinché: sia valutato di emettere il decreto di approvazione del Piano di contenimento e abbattimento del rumore ANAS;