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Vi chiedo, colleghi, se c'è un esempio più grande di educazione civica di quello dato da questo bambino e hanno fatto bene le scuole che hanno posto davanti al loro istituto una targa per ricordarlo come esempio anche per le nostre generazioni e per i nostri ragazzi troppo spesso distratti. Ma quanta maleducazione civica c'è, ministro Salvini, nel pubblicare il proprio libro con una casa editrice vicina ai neofascisti di CasaPound? (Applausi dal Gruppo PD) . Quanta maleducazione civica c'è, ministro Salvini, nella foto postata da Luca Morisi, un consulente del Governo che, nell'augurare buona Pasqua agli italiani, ritrae il Ministro dell'interno con un mitra in mano, aggiungendo: «Ci vogliono fermare, ma noi siamo armati!»? Quanta maleducazione civica c'è nell'individuare i colpevoli prima che le sentenze siano emesse o in un sindaco che toglie il cibo dalle mense ai bambini poveri, le cui famiglie non possono pagare. Quanta maleducazione c'è, signor Grillo, nel postare un video con la sagoma della presidente Boldrini e istigare al linciaggio verbale, dicendo: «Che fareste in macchina con lei?». (Applausi dal Gruppo PD) . Questo avviene nel Paese che ha la piaga enorme dei femminicidi e in cui ogni giorno una donna subisce violenza. Signori del Governo, quanta maleducazione civica c'è nello strumentalizzare senza ritegno il dolore dei bambini e delle famiglie di Bibbiano per attaccare e denigrare gli avversari politici e il Partito Democratico, che invece vuole la verità quanto e più degli altri. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo provvedimento è rivolto ai ragazzi. Diceva Walter Benjamin: "i ragazzi portano con sé l'immagine del futuro". Allora facciamo in modo di dare loro una classe dirigente in cui riconoscersi, per migliorarsi, e non invece una classe dirigente di cui debbano vergognarsi, come sta accadendo. A fronte del disastro morale e del disastro civico, oltre che economico, di cui siete responsabili, questo atto appare ed è un atto ipocrita. E, nella sua ipocrisia, appare ed è un atto offensivo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, colleghi, con questo provvedimento e con l'introduzione dell'educazione civica nelle scuole si rende finalmente organico e sistematico l'insegnamento di una materia fondamentale, dalla quale far partire poi tutte le altre discipline. Lo dico da insegnante, che ha sempre tenuto tantissimo, prima che a insegnare la propria materia, a insegnare ai ragazzi a formarsi una coscienza civica propria e libera, combattendo soprattutto l'ignoranza, che porta all'intolleranza. È fuor di dubbio infatti che l'educazione civica sta alla base della formazione proprio della coscienza critica di cui ho parlato e della crescita consapevole, basata sulla cultura, sul rispetto di sé, sul rispetto dell'altro, sul rispetto della dignità della persona umana e dell'ambiente in cui viviamo. Si riparte dalla scuola, si parte sempre dalla scuola, si deve partire sempre dalla scuola, come già cominciammo a fare nel 2008, come Forza Italia, introducendo l'insegnamento di cittadinanza e Costituzione, una base importante da attualizzare e da contestualizzare, perché in questi undici anni il mondo è cambiato; da qui, per esempio, l'introduzione nel provvedimento dell'educazione ambientale e dell'educazione digitale. Rimane però un fatto imprescindibile: la valenza pedagogica dei princìpi della nostra Costituzione rimane intatta e sempre attuale, con quella summa di princìpi e valori che abbiamo il compito, la responsabilità e il dovere di riportare al centro e di divulgare in maniera organica e sistematica, a partire dai nostri giovani (non voglio dire a partire da noi stessi), perché vorremmo fortemente che tutti noi, ma soprattutto le nuove generazioni, si riconoscessero nella nostra Carta, che la praticassero quotidianamente, affermando in maniera naturale e spontanea la centralità della persona e il pluralismo, il rispetto per la democrazia, per l'uguaglianza formale e sostanziale, per il merito e per il principio di sussidiarietà. L'obiettivo è uno e uno solo: educare al rispetto e alla consapevolezza che per ogni diritto esiste un dovere, che l'odio e l'intolleranza non devono mai trovare spazio nella nostra casa comune. Ciò vuol dire arrivare ad abolire la paura, combattendo e vincendo l'ignoranza, che è la madre di tutti i mali. Con la paura si soggiogano i popoli e si oscura la libertà, mentre la libertà è sopra a tutto. Ma sappiamo bene che gestire la libertà senza rispetto per sé e gli altri è il compito più difficile. Riscopriamo il valore irrinunciabile della centralità della persona umana all'interno dello Stato (di cui è necessario conoscere il ruolo e la funzione) e il rispetto per le istituzioni. Rispettare le istituzioni vuol dire cominciare con il rispettare i genitori, gli insegnanti e ogni figura educativa all'interno della società. C'è poi la questione dell'educazione digitale, che dobbiamo essere in grado di gestire, in quanto dentro la rete si nascondono oggi i più pericolosi attacchi alla dignità delle persone e, in questo, anche noi siamo fallaci. Per queste ragioni, l'offerta formativa dell'insegnamento dell'educazione civica si deve aprire alla cittadinanza digitale, perché essere nativi digitali non significa essere maturi digitali. Come è stato detto, il provvedimento presenta dei limiti e delle mancanze e ha qualcosa che non va, come - ahimè - siamo ormai abituati a vedere in tutti i provvedimenti che siamo chiamati a votare e sostenere. Tuttavia, come al solito, piuttosto che niente, è meglio piuttosto. Questa è una materia troppo importante per non essere sostenuta da tutti. Io avevo presentato un emendamento specifico sull'educazione ambientale, che trasformerò in ordine del giorno, perché il provvedimento tratta questo tema. Il mio emendamento era un po' più articolato, ma inviterò il Governo, che ho visto avere attenzione a questo tema. Ho cominciato a trattare il tema dell'educazione ambientale con il mio primo disegno di legge, nel 2009. Nel corso degli ultimi dieci anni il mondo è cambiato e, quindi, anche da questo punto di vista bisogna partire. Questo è il nostro dovere, il dovere dei decisori: realizzare provvedimenti che non si limitino al qui e ora, ma che producano effetti lontani nel tempo e che piantino un seme che diventerà un albero, i cui frutti saranno raccolti dai figli dei figli dei figli dei nostri figli. Ignazio Silone ha detto che la moralità non può vivere e fiorire che nella vita pratica e che noi siamo responsabili anche per gli altri. Non credo ci sia oggi un'altra maniera di salvarsi l'anima. Si salva l'uomo che supera il proprio egoismo di individuo, di famiglia e di casta e che libera la propria anima dall'idea di rassegnazione alla malvagità dell'esistente. Abbiamo un sacrosanto diritto nei confronti di chi viene dopo di noi, perché siamo noi a costruire il loro futuro. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà.