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Atto n. 3-00545 CIRINNA' PARENTE CUCCA MAGORNO GIACOBBE SBROLLINI GARAVINI LAUS MALPEZZI D'ARIENZO MARINO TARICCO MARGIOTTA FEDELI ROSSOMANDO SUDANO MANCA BELLANOVA MESSINA Assuntela GINETTI STEFANO D'ALFONSO VATTUONE BITI VALENTE FERRAZZI PATRIARCA Ai Ministri dell'interno e della difesa Premesso che, a giudizio degli interroganti: a partire dal 17 gennaio 2019, e fino al 22 gennaio, sono in corso, nei comuni di Anzio e Nettuno (Roma), le manifestazioni celebrative del 75° anniversario dello sbarco delle forze alleate sul litorale laziale, preludio della liberazione di Roma e dell'Italia centrale dalle forze di occupazione nazista; l'organizzazione dell'evento, finanziato dai Comuni coinvolti e dalla Regione Lazio, è stata affidata, per il tramite dell'università civica di Nettuno, a Pietro Cappellari, ricercatore della fondazione RSI, fondazione dichiaratamente neofascista e revisionista; lo stesso Cappellari, in prossimità delle celebrazioni, si rendeva autore di dichiarazioni di chiaro stampo revisionista, fino a farsi fotografare di fronte ad un carroarmato, pubblicando poi la foto accompagnata dalla dichiarazione "Arrivano i camerati germanici a liberarci"; considerato che: le rievocazioni della liberazione dal nazifascismo costituiscono uno dei momenti più alti di celebrazione dell'identità e della memoria della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza antifascista e antinazista; l'apporto delle forze alleate alla liberazione del Paese rappresenta ancora oggi un patrimonio storico da salvaguardare e preservare da ogni mistificazione e strumentalizzazione, si chiede di sapere: se e quali iniziative intenda adottare il Comune di Nettuno per revocare l'incarico degli eventi all'università civica, responsabile dell'organizzazione delle manifestazioni celebrative; quali misure intendano assumere i Ministri in indirizzo per assicurare che, in futuro, l'organizzazione di questa e consimili manifestazioni venga messa al riparo da ogni rischio di strumentalizzazione revisionistica. Atto n. 3-00546 FERRAZZI BELLANOVA MIRABELLI MESSINA Assuntela SUDANO PITTELLA TARICCO D'ARIENZO RICHETTI NANNICINI ASTORRE COMINCINI GARAVINI BOLDRINI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 13 novembre 2018 il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha votato e adottato il pacchetto energia pulita per tutti gli europei. Fanno parte del pacchetto tre importanti dossier legislativi relativi all'efficienza energetica, alle energie rinnovabili e alla governance dell'Unione sull'energia; gli Stati membri, tra cui l'Italia, avrebbero dovuto presentare all'Unione entro il 31 dicembre 2018 la proposta di piano nazionale integrato per l'energia e il clima 2030 (PNEC), ma solo l'8 gennaio 2019 è stata resa nota la proposta di PNEC da parte dell'Italia e inviata a Bruxelles dal Ministero dello sviluppo economico in concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con quello delle infrastrutture e dei trasporti; il documento sarà oggetto di discussione in sede europea nei prossimi mesi, per arrivare a una versione definitiva entro la fine del 2019; considerato che: il PNEC contiene gli obiettivi per l'energia e il clima che gli Stati membri si impegnano a raggiungere entro il 2030. Il documento dovrebbe altresì indicare gli strumenti (le politiche, le misure e le relative coperture economiche) attraverso i quali, in concretezza, si intende raggiungere tali obiettivi; per la parte del sistema delle emissioni (ETS) l'obiettivo a livello europeo al 2030 consiste in una riduzione delle emissioni del 43 per cento rispetto al 2005. Con le misure del piano si avrebbe invece, secondo le stime del Governo, uno scenario con una riduzione del 55,9 per cento. Mentre per la parte ESR (condivisione degli sforzi) l'obiettivo 2030 indicato per l'Italia dalla UE è pari a un taglio delle emissioni del 33 per cento sempre rispetto al 2005. Con le misure del piano, sempre secondo le stime del Governo, si avrebbe invece uno scenario di riduzione del 34,6 per cento; la riduzione complessiva delle emissioni nazionali di gas serra risulterebbe così pari al 37 per cento, distanti quindi dal 40 per cento quale valore medio fissato a livello europeo. Tale valore peraltro non è in sintonia con l'obiettivo di contenimento dell'innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, stabilito dall'accordo di Parigi; per le rinnovabili al 2030 lo scenario prevede di raggiungere il 30 per cento dei consumi finali lordi: un valore inferiore all'obiettivo europeo del 32 per cento e lontano da quel 35 per cento che l'attuale Governo aveva sostenuto, prima dell'estate, nel corso della trattativa europea sulla nuova direttiva rinnovabili (RED II); per quanto riguarda l'efficienza energetica, il piano al 2030 prevede una riduzione dei consumi finali di energia del 40 per cento rispetto allo scenario tendenziale definito prima della crisi (Primes 2007): una performance migliore dell'obiettivo europeo del 32,5 per cento posto dalla nuova direttiva sull'efficienza energetica (EED II), che comporterebbe una riduzione dei consumi finali dagli attuali 116 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) a poco più di 100 Mtep nel 2030; pur di fronte a scenari previsti di riduzione dei consumi finali da fonti rinnovabili (un Mtep in più ogni anno) e ad una riduzione dei consumi finali di energia del 40 per cento, le proposte formulate sono presentate per lo più in maniera aggregata senza le specifiche per ogni singola misura. Senza la quantificazione di tutte le misure specifiche e delle relative coperture economiche quando necessarie, non è possibile valutare l'effettiva adeguatezza degli strumenti indicati in relazione agli obiettivi indicati, si chiede di sapere: se si intenda integrare la proposta di piano prima della consultazione con l'Unione europea introducendo misure finalizzate alla rimozione della distanza accertata tra gli obiettivi perentori stabiliti nel PNEC e quelli previsti dal piano italiano; se si intenda fornire ulteriori ed articolate specifiche per ogni singola misura; se nella fase di consultazione, si intenda prevedere target più avanzati visto che, entro il 2020, vi sarà una revisione al rialzo dei target europei e quindi nazionali per allinearli alle traiettorie dell'accordo di Parigi. Atto n. 3-00547 LA PIETRA Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la recente bocciatura da parte del Parlamento britannico della proposta di accordo sulla Brexit con l'Unione europea rischia di determinare gravi conseguenze economiche nell'intera area UE, ed in particolare in Italia;