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Per l'attuazione delle misure sono assegnati in questa fase 385 milioni di euro. Sempre alla Camera, è stato poi approvato un emendamento della Lega che prevede per il settore agrituristico che le garanzie siano concesse a soggetti di età compresa tra i diciotto e i quarant'anni. Esiste un fondo rotativo per le imprese con 180 milioni e, in modo particolare, si prevede un incremento, anch'esso disposto alla Camera, di ulteriori 100 milioni per il fondo sul turismo. Esiste un credito d'imposta per un altro settore del comparto molto messo in difficoltà, quello dei tour operator, per i costi sostenuti in relazione agli investimenti in attività di sviluppo digitale. Vorrei ora fare alcune considerazioni, signor Presidente. Intanto è una buona notizia l'esistenza del Ministero del turismo, che non è più un di cui, di qualcos'altro o di qualcun altro, ma un Dicastero con una sua dignità: finalmente qualcuno può battere i pugni sul tavolo del Consiglio dei ministri per dire che esiste un comparto che fa 13 punti di PIL che si chiama turismo, all'interno del quale ci sono imprese che fanno parte di questo tessuto fondamentale del nostro Paese, che sono le piccole e medie imprese. Come dicevo prima, vedere finalmente nero su bianco l'istituzione di una sezione speciale per il turismo, per chi si occupa di turismo da una vita e viene da una famiglia che ha lavorato in tale ambito per una vita è qualcosa che riempie il cuore, dà fiducia e speranza - anzi, direi ottimismo - perché non so se parlare di speranza in questo momento porti così tanto bene, in realtà. In quest'ottica, le risorse del PNRR sono fondamentali. Finalmente c'è un'idea, signor Presidente, una visione, un progetto, un qualcosa, un inizio; certo, siamo nella fase iniziale, però con questo provvedimento vogliamo consentire a questo comparto di essere più di qualità, più efficiente, più competitivo, più accessibile e soprattutto più esperienziale. Quando un turista viene in Italia si aspetta di fare un'esperienza vera, vuole trascorrere le sue vacanze magari al mare, in montagna o nelle nostre città d'arte o fare il percorso dei nostri piccoli borghi, quella miriade di posti fantastici pieni di cultura e di tradizione che sono i nostri piccoli Comuni. In questo modo possono scoprire il nostro made in Italy, come diceva prima la senatrice Tiraboschi, tutto ciò che veramente è una nostra eccellenza, magari sapientemente descritta dalla professionalità sempre fantastica delle nostre guide turistiche. Signor Presidente, credo che mai come in questa fase storica, alla luce della pandemia e di tutte le difficoltà che il settore ha dovuto sostenere, le misure adottate nel decreto-legge in esame risultino fondamentali. Signor Presidente, nella parte conclusiva del mio intervento mi sia consentito fare due considerazioni e parlare di due cose a me molto care. Come si diceva, tutto il lavoro che è stato svolto fino ad oggi e probabilmente quello che si svolgerà successivamente è fondamentale per la sopravvivenza di questo comparto, che ha subito davvero un colpo quasi mortale. Chi, come me, viene da una famiglia di commercianti non può che provare a esortare questo Governo ad aumentare davvero gli sforzi per il commercio, specie per i piccoli negozi, la piccola ristorazione, per coloro che per trecentosessantacinque giorni all'anno, con ogni clima, con ogni avversità e - mi viene da dire - con ogni pandemia, tengono vivo un tessuto sociale fatto di servizi. Infatti, laddove non ci sono il piccolo commercio o un piccolo ristorante, non c'è neanche l'albergo funzionale a quella situazione, a quel momento e a quella comunità. Non ci sarebbero quindi i piccoli Comuni, né quartieri e città e l'abitudine di andare al ristorante o dal nostro commerciante di fiducia verrebbe meno. Non vorrei che tutto si tramutasse in un click , che mi sembra la cosa peggiore che ci possa capitare. Concludo con una riflessione che mi sta molto a cuore, su quello che sta accadendo alle 30.000 imprese italiane del settore balneare. Una sentenza del Consiglio di Stato pone questo comparto in una situazione di fortissima incertezza per il futuro. Tale sentenza, a mio modesto parere, va un po' al di là di un mero giudizio giuridico. La politica, che è stata più volte richiamata ad assumersi le proprie responsabilità - voglio far presente che si sono succeduti tanti Governi, da quando si è posta la questione balneare - in realtà lo ha fatto, con la legge n. 145 del 2018, che disegnava un percorso, concordato con l'Europa, che avrebbe messo in sicurezza quelle 30.000 imprese e le loro famiglie. La politica è ora chiamata in qualche modo a dare una risposta in questo senso e la risposta, signor Presidente, può essere una sola: compensare l'incuria di questi due anni passati, in cui non si è dato seguito alla citata legge n.145, dando veramente seguito a questo provvedimento. Tale legge era infatti scritta bene ed era stata, per l'appunto, concordata con l'Europa. Ciò al fine di riprenderci il ruolo di legislatori, senza demandarlo ai giudici e trovando il coraggio di fare quello che siamo chiamati a fare, ovvero le leggi e le norme. (Richiami del Presidente) . Signor Presidente, concludo ringraziando il ministro Garavaglia, perché il giorno 28 incontrerà tutte le associazioni di categoria, per poter definire davvero un percorso funzionale, affinché le nostre imprese balneari possano avere un futuro, come avevamo scritto nella legge n. 145 del 2018. Mi auguro dunque che, nell'incontro del 28, tutte le associazioni parlino con una voce sola, dicendo che la legge c'è e che occorre darvi seguito. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il provvedimento in esame è fondamentale per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che non è solo il piano nazionale di questo Governo, ma è il piano di rilancio di tutto il nostro Paese e spetta quindi a tutti noi - politici, funzionari, imprenditori e parti sociali - contribuire alla sua giusta realizzazione, in modo rapido ed efficiente. Parlo di rapidità, perché è necessaria: sappiamo infatti che abbiamo solo cinque anni per investire in Italia 191,5 miliardi di euro e dobbiamo investirli nel modo giusto, con progetti che siano ecosostenibili. Tali fondi serviranno quindi a ridurre i divari territoriali, generazionali e di genere e quindi ad accelerare la transizione, sia digitale sia ecologica, ma anche a migliorare la scuola, a rafforzare la sanità, a riformare in modo profondo l'economia e quel modello economico che probabilmente finora forse ha fallito, a rilanciare la produttività, a semplificare la burocrazia, a favorire l'innovazione e a diminuire la disoccupazione e dare lavoro ai nostri giovani, perché restino in Italia. Nel provvedimento in esame ci sono diverse norme che riguardano il Sud e anche il mio territorio, la Puglia, con tematiche di tipo ambientale.