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Abbiamo poi visto arrivare in Parlamento questa proposta di riforma costituzionale e un'altra alla Camera sul referendum propositivo, che presenta tratti agghiaccianti e inquietanti, in quanto rappresenta un tentativo non di migliorare il modo in cui funziona il rapporto tra Parlamento e popolo, ma di svuotare il Parlamento, in nome di un falso omaggio alla sovranità popolare e di una falsa democrazia diretta. Poi ci sono i provvedimenti annunciati: quello sul quorum nel referendum abrogativo, quello sul superamento del divieto di mandato imperativo. Niente - per esempio - è stato proposto su un elemento fondamentale come la garanzia della democrazia all'interno dei partiti. Certamente non può proporre una riforma costituzionale che attua l'articolo 49 un binomio di forze - soprattutto una - che ha una gestione interna dittatoriale. (Applausi dal Gruppo PD) , che in ogni suo atto nega la democrazia non soltanto nel rapporto con il Parlamento ma anche per come vive internamente. Allora è evidente che la proposta che oggi ci viene fatta e che discutiamo non rappresenta un atto giudicabile in sé, perché è parte di un disegno chiaro di demolizione della democrazia rappresentativa in questo Paese attraverso - in primo luogo - lo svuotamento e l'umiliazione del Parlamento. Diciamo questo oggi all'Aula e lo diremo in continuazione alle cittadine e ai cittadini italiani perché ci pare un fatto non trascurabile. E - lasciatemelo dire - anche quel misto di arroganza, di spocchia e di sufficienza con cui il provvedimento è stato portato in Parlamento e non presentato all'Aula è un'espressione di arroganza illiberale. Fin nei comportamenti minimi negate che sia vostra intenzione rispettare l'equilibrio tra i poteri dello Stato e questo non è un fatto eludibile. Poi c'è, ovviamente, quello che è stato detto da parte di altri, la ricerca di un diversivo: avete bisogno di un'arma di distrazione di massa per risollevare i sondaggi? Sì, può darsi, soprattutto - credo - per nascondere i fallimenti in campo economico, la cosa più grave che sta avvenendo oggi in Italia. Siamo un Paese in recessione, dove stanno andando in fumo decine di migliaia di posti di lavoro e questo avviene essenzialmente per colpa vostra. Oggi la Commissione europea ha detto che nel 2019 l'economia italiana crescerà dello 0,2 per cento. Quando siete andati a fare la pagliacciata sul balcone, parlavate dell'1,5; quando avete fatto il colpo di mano della legge di bilancio dicevate 1 per cento; dopo un mese e mezzo siamo all'0,2, cinque volte meno di quanto avete stimato e questo significa che ogni vostra previsione è scritta sull'acqua, che aprirete un buco nei conti dello Stato, che dovrete ricorrere a una manovra correttiva per non tradire gli impegni presi con l'Unione europea. Avete bisogno di nascondere tutto questo. Poi andate a incontrare i gilet gialli invece di incontrare i lavoratori della Pernigotti. Vergogna! Vergogna! Dieci volte vergogna! (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo dicendo che noi, al momento, non sappiamo - non abbiamo avuto il piacere di udire la vostra voce in quest'Aula, e penso lo avremo presto - quale accoglienza sarà riservata ai nostri emendamenti. Ma noi vi sfidiamo con quegli emendamenti, perché la riduzione del numero dei parlamentari e anche il referendum propositivo hanno fatto parte di un tentativo di riforma che è una cosa di cui noi, ancora oggi, siamo convinti, che abbiamo presentato, che non ha passato l'esame del referendum , ma che ha rappresentato un punto alto del riformismo in questo Paese. Quindi, sul tema in sé del numero dei parlamentari e anche del referendum propositivo, noi non abbiamo nessuna preclusione, ma diciamo no agli spot e alle buffonate. I nostri emendamenti hanno lo scopo di provare a vedere se siete disposti a passare dalla pagliacciata elettoralistica, dalla presa in giro propagandistica a una riforma seria con un intervento minimo. Sapete quanti articoli della Costituzione toccano i nostri emendamenti? Ne toccano soltanto sette. Ho visto che un esponente della maggioranza ha detto che noi vogliamo fare un gran calderone. Sette articoli, collega: leggi, leggi gli emendamenti prima di parlare, studia, fa bene. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti della senatrice Lupo) . Fa bene. Anche se non porta a risultati immediati, lo studio migliora la capacità di migliorarsi, aumenta il potenziale di crescita in futuro. Sette articoli soltanto: altro che gran calderone! Non possiamo trascurare il fatto, se si interviene sul numero dei senatori, che siamo l'unico Paese dell'Unione europea dove un ramo del Parlamento eletto direttamente non è eletto a suffragio universale. Ve lo ripeto: l'unico Paese dell'Unione europea dove c'è un ramo del Parlamento a elezione diretta che non è eletto a suffragio universale, perché le persone di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni sono escluse dal diritto di voto. Cosa impedisce di dire che i diciottenni possono votare per l'elezione del Senato? (Applausi dal Gruppo PD) . Cosa impedisce di differenziare le funzioni delle due Camere? Sapete quanti Paesi nel mondo ci sono con il bicameralismo paritario e perfetto? Ce ne sono soltanto tre: l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Non devo spiegarvi come mai la Svizzera e gli Stati Uniti non possono essere per noi un esempio da prendere. Quindi, questa differenziazione va fatta e penso anche che dovremmo ragionare su come debba modificarsi la platea che elegge il Presidente della Repubblica se modifichiamo il numero dei senatori e dei deputati. Sono tre proposte serie, aspettiamo una risposta. Se ci direte di no, noi non possiamo essere corresponsabili e complici di una cosa di così basso livello che di una riforma non è nemmeno lontana parente. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Cerno, che però non vedo in Aula. Si intende pertanto che vi abbia rinunciato. (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Se non c'è... (Proteste dal Gruppo PD) . Non chiedete neanche la sostituzione? Almeno la cortesia in questi casi di dire che interviene al suo posto un altro senatore.. È iscritto a parlare il senatore Moles. Ne ha facoltà. Se nel frattempo arriva, potrà parlare anche il senatore Cerno. FARAONE (PD) . Come è buono, Presidente! Se non ci fosse lei! PRESIDENTE. Può dirlo forte. MOLES (FI-BP) . Signor Presidente, ero molto indeciso se intervenire o meno in questa discussione generale, perché la gran parte delle cose dette dai miei colleghi sono più che condivisibili e condivise. Potrei rinnovare il fatto che fin dall'inizio il nostro movimento ha lavorato per rinnovare il nostro sistema e lo ha fatto con rispetto per le istituzioni democratiche. Rispetto è una parola che non ho usato a caso, perché solo chi non ha rispetto per le istituzioni può pensare di ridurre la questione della democrazia rappresentativa a un puro calcolo economico o al numero di teste da far cadere.