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inoltre, le disposizioni attuative di carattere operativo rimangono attribuite ad un decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. L'articolo 13 modifica l'articolo 177 del codice della proprietà industriale prevedendo il ruolo di tutela del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, in assenza di consorzi di tutela riconosciuti ai sensi di legge (ovvero la legge n. 526 del 1999 e la legge n. 238 del 2016) così colmando una lacuna normativa relativa alla casistica di centinaia di denominazioni di origine protette e delle indicazioni protette agricole, alimentari, di vini, dei vini aromatizzati e delle bevande spiritose, già registrate al momento del deposito del marchio ai sensi dei regolamenti europei ma prive di un consorzio di tutela riconosciuto dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Al riguardo, si precisa che la costituzione del consorzio di tutela per il suo eventuale riconoscimento da parte del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è una facoltà rimessa alla decisione dei produttori iscritti al sistema di controllo, secondo i criteri stabiliti dalla legge n. 526 del 1999 o dalla legge n. 238 del 2016. Per tale richiesta di modifica la base giuridica è costituita dal regolamento (UE) n. 1151/2012, dal regolamento (UE) n. 1308/2013, dal regolamento (UE) n. 251/2014 e dal regolamento (UE) 2019/787, relativamente all'enunciazione ed all'applicazione degli stessi principi di protezione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, registrate e protette nell'Unione europea. A titolo esemplificativo, al momento sono stati riconosciuti ai sensi di legge soltanto 285 consorzi di tutela rispetto alle 875 indicazioni geografiche italiane (DOP, IGP e IG, a seconda di quanto previsto dai relativi regolamenti europei, come sopra indicato), registrate ai sensi della normativa dell'Unione europea; per queste ultime, qualora prive di consorzio, non ci sarebbero pertanto soggetti legittimati all'opposizione. L'articolo 14 modifica l'articolo 191 del codice della proprietà industriale, in materia di proroga dei termini, al fine di eliminare possibili incertezze interpretative in ordine alla scadenza del termine oggetto di proroga, stabilendo che la proroga stessa può essere concessa fino ad un massimo di sei mesi a decorrere dalla data di scadenza del termine di cui si chiede la proroga. L'articolo 15 modifica l'articolo 193 del codice della proprietà industriale prevedendo, rispetto all'istituto della reintegrazione, che consente in casi specifici la conservazione di taluni diritti di proprietà industriale, una maggiore chiarezza nella determinazione del termine entro cui può essere presentata l'istanza, così da contribuire anche a una maggiore certezza dei diritti. L'articolo 16 modifica l'articolo 207 del codice della proprietà industriale, snellendo la composizione della commissione d'esame di abilitazione all'esercizio della professione di consulente in proprietà industriale portandone i componenti da otto a cinque, anche al fine di accelerare l' iter di nomina. Si prevede inoltre la riduzione da diciotto a dodici mesi del periodo obbligatorio di tirocinio ai fini dell'ammissione all'esame di abilitazione. Capo III – NORME DI COORDINAMENTO E ADEGUAMENTO L'articolo 17 modifica l'articolo 46 del codice della proprietà industriale, prevedendo che, tra i riferimenti rispetto ai quali l'Ufficio italiano brevetti e marchi valuta la novità del brevetto, sono incluse anche le domande internazionali designanti e aventi effetto per l'Italia; si procede, in tal modo, al necessario adeguamento della normativa rispetto all'introduzione nell'ordinamento nazionale, per effetto delle modifiche all'articolo 55 del codice della proprietà industriale introdotte dal decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, della fase nazionale di esame delle domande internazionali di brevetto. L'articolo 18 modifica gli articoli 60 e 85 del codice della proprietà industriale al fine di precisare il termine finale di durata del brevetto per invenzione industriale e per modello di utilità, chiarendo che vi è incluso l'ultimo giorno corrispondente alla data di deposito della domanda, così superando un dubbio interpretativo segnalato anche dal Consiglio dell'ordine dei consulenti in proprietà industriale. L'articolo 19 interviene sugli articoli 61 e 81 del codice della proprietà industriale al fine di tener conto della circostanza che, a seguito dell'evoluzione normativa, i certificati complementari di protezione previsti dalla legge 19 ottobre 1991, n. 349, per i quali si stabiliva una durata maggiore rispetto a quella di cinque anni prevista dalla disciplina europea, non esistono più; si eliminano pertanto previsioni normative ormai superate. L'articolo 20 abroga il comma 3 dell'articolo 129 del codice della proprietà industriale, il quale prevede che, in caso di contraffazione perpetrata su prodotti esposti in fiera, le Forze dell'ordine possono procedere soltanto ad un verbale di mera descrizione delle caratteristiche dei prodotti sospetti, senza poter effettuare sequestri delle merci stesse, facendo salva solo la possibilità di ottenere sequestri di natura penale ad opera delle competenti autorità. La soppressione del predetto comma garantirebbe all'azione repressiva maggiore speditezza ed effettività, consentendo in ogni caso il sequestro che, precedendo l'eventuale procedimento penale, garantirebbe una tutela più celere anche nello spazio temporale limitato degli eventi fieristici, evitando una tutela tardiva che non avrebbe i medesimi effetti. Inoltre è opportuno considerare che nell'ambito del settore fieristico, soprattutto a seguito della pandemia, le stesse fiere sono diventate ibride, con la conseguente contemporanea presenza di cataloghi digitali unitamente a esposizioni fisiche di prodotti: se per i cataloghi digitali è possibile ottenere sequestri e inibitorie, trattandosi di contenuti messi a disposizione online in violazione dei diritti, è opportuno prevedere analoga regolamentazione per la parte fisica della fiera. L'articolo 21 modifica l'articolo 138 del codice della proprietà industriale, potenziando il sistema della pubblicità degli atti inerenti a titoli di proprietà industriale, ampliando le fattispecie soggette a trascrizione ai fini dell'opponibilità verso i terzi; si aggiungono pertanto, rispetto all'elencazione esistente, gli atti che estinguono diritti personali o reali di godimento, privilegi speciali o diritti di garanzia, e le sentenze che dichiarano il fallimento di titolari di diritti di proprietà industriale, anche ai fini del necessario raccordo con la previsione dettata dall'articolo 197, comma 2, del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019.