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(Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Io ho ascoltato con molto interesse gli interventi di coloro che mi hanno preceduto, anche gli interventi di quelli che non hanno votato la fiducia al presente Governo. Questo perché ho sempre avuto il massimo rispetto per le minoranze. Sono sempre stato convinto che esse hanno, forse sì, un ruolo demagogico, ma di sprone, e che dovrebbero spingere la maggioranza a lavorare meglio. Oggi, però, di minoranza ne ho vista poca. Ho visto tanta opposizione: ruolo legittimo, per carità, ma, a mio avviso, del tutto inutile. È un'opinione personale, evidentemente, ma ritengo, comunque, che non ci sia utilità nel far impiegare a quest'Aula quarantacinque minuti di tempo per approvazione dei verbali. Tra l'altro, con il pretesto di pronunciarsi su un tema che non aveva nessuna attinenza con l'oggetto della votazione! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Dai banchi del PD ho sentito, poi, un richiamo alla nostra Costituzione e questo mi ha reso impossibile non pensare all'articolo 1 della nostra Costituzione: «L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro». Se penso, però, a quale tipo di lavori sono stati tutelati fino ad ora, qualche dubbio mi viene: forse il lavoro dello scafista è stato tutelato nel recente passato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Individui che venivano pagati per trasportare delle persone da una sponda all'altra del Mediterraneo venivano sollevati da questo onere dopo poche miglia, perché il 90 per cento del lavoro lo facevamo noi. Se fosse stato un lavoro regolare, l'Unione europea ci avrebbe sanzionato per violazione delle norme sulla concorrenza. Non è l'unico lavoro, però, che è stato tutelato fino al recente passato. Nella malaugurata ipotesi che avessi ricevuto la visita di uno scassinatore, mi ero sempre riproposto di aprirgli la porta per evitare che, se questi si fosse fatto male rompendosi un unghia, magari nel tentativo di scassinarla, io sarei stato tenuto addirittura a risarcire i danni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È per questo che noi pensiamo che la difesa sia sempre legittima. Perché chi cerca ristoro dal lavoro degno, dal lavoro con cui mantiene la propria famiglia, deve avere il diritto ad essere sicuro in casa propria. Ora, però, vorrei passare al provvedimento in discussione, perché vedo che il mio tempo è praticamente esaurito. Ci sono misure a favore di diverse tipologie di lavoro, tutte finalizzate all'attuazione del nostro programma, che prevede di ridare dignità agli italiani a prescindere dal colore della pelle che hanno. È un programma che prevede la possibilità per tutti di ricostruirsi un futuro. Senza la possibilità di programmare la propria vita, infatti, senza certezze, senza tutte quelle opportunità che intendiamo attribuire con questo decreto-legge, poi non ci lamentiamo se continueremo ad essere un Paese in declino, un Paese che perde tutte le proprie possibilità. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, si consuma oggi, in questo pomeriggio d'agosto, l'epifania in questa Assemblea del decreto dignità. Un decreto-legge sul quale il vice premier Di Maio, presente questo pomeriggio in Aula, ha inteso costruire un primissimo annuncio a saldo degli impegni elettorali generosamente elargiti in una campagna elettorale, che ancora oggi non trova soluzione di continuità. È arrivato all'esame dell'Assemblea, insomma, il primo pagherò, in quota 5 Stelle, di questo Governo del cosiddetto cambiamento. Senza troppi giri di parole il decreto-legge in esame, complice forse anche il caldo nel suggerirlo, è un miraggio e un grande abbaglio. Cari colleghi della maggioranza, oggi leggiamo infatti a chiare lettere lo iato tra la vostra comunicazione, o meglio, la vostra propaganda , e la ricaduta reale dei vostri provvedimenti e ciò ha misure gigantesche. A pesare come un macigno sul decreto-legge in esame c'è la vostra fretta, un vero e proprio peccato originale, che inficia profondamente anche questa iniziativa del Governo. Si tratta infatti di un decreto-legge che presenta gli elementi della fretta, di un altro spot , e non i requisiti della necessità e urgenza, come vorrebbe la Costituzione. Nella indifferibile ricerca di guadagnare un po' di posto al sole - dato che Salvini fa un po' troppa ombra - avete messo in piedi questo provvedimento. L'avete battezzato con il termine, abbastanza impegnativo, di dignità, prendendo in prestito un po' gli usi propri del romano Pontefice in fatto di encicliche, ma soprattutto per cavalcare il cavallone della retorica estiva. Come in una foto di scarsa qualità, però, più abbiamo letto questo testo - e noi lo abbiamo letto - più sono emerse, in modo nitido, contraddizioni e problematiche, che avranno essenzialmente un unico terminale di sfogo: i lavoratori e/o i futuri ex lavoratori, o meglio i neodisoccupati. In quest'Aula, oggi, avendoci negato la possibilità di svolgere il nostro lavoro in Commissione, continuiamo a denunciare le contraddizioni tra quello che dite e quello che poi fate. La vostra fretta è stata così cieca che non vi ha fatto leggere le relazioni tecniche, in cui vengono riportati più volte i saldi negativi delle disposizioni contenute nel provvedimento in esame, impegnati nella caccia alle streghe, anzi alle "manine", quando i numeri diventavano seri e perciò preoccupanti anche per voi. Così, al limite della farsa, posso affermare che con il decreto Di Maio si è deciso di aumentare sia il costo dei contratti a tempo determinato che il costo dei contratti a tempo indeterminato, per cui la domanda che rivolgo alla maggioranza è tanto semplice quanto banale: come fate a ritenere accettabile una cosa del genere e immaginare che ciò si tradurrà in un aumento dell'occupazione? La simmetria massimalista e di fatto punitiva di questo combinato disposto normativo è tutt'altro che logica, è veramente qualcosa di insano. Come fate a non vedere che lo sfondo su cui avete costruito queste norme vira verso due opzioni tutt'altro che accettabili e antitetiche alla dignità del lavoro, quali sono, per l'appunto, la non assunzione o il lavoro in nero? Questo decreto-legge, che promette dignità a destra e manca, di fatto farà aumentare solo i disoccupati, ai quali, come se non bastasse, sarà corrisposto pure un sussidio di disoccupazione più basso, perché il calcolo della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) si fa sugli anni di lavoro svolto e, se si abbassano i termini per il rinnovo, automaticamente si abbassano anche il premio e la durata della NASPI. È solo mia la sensazione che vi siete incartati e che vi siete avvitati in una spira pericolosissima? Tutto questo in un solo decreto-legge. Come diceva stamane il collega Ferrari, incompetenza, arroganza, ambiguità come cifra del decreto milleproroghe.