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al sesto giorno di beat forsennati e percussioni a tutto volume, i raver hanno cominciato a lasciare l'area intorno al laghetto di Mezzano. Nel frattempo la Procura ha individuato il reato (art. 633 del codice penale, invasione di terreni o edifici) da contestare ai raver , che andranno identificati, mentre gli inquirenti sono ancora in attesa degli esami tossicologici effettuati dal medico legale su Gianluca Santiago, il 24enne inglese, ma residente a Reggio Emilia, annegato dentro il lago il 15 agosto in circostanze ancora da chiarire; considerato infine che: nei giorni precedenti all'inizio del raduno nel viterbese, la questura di Alessandria aveva sventato il tentativo di organizzare un rave party nel territorio tra Sesia e Po, nei comuni di Morano sul Po, Casale, Frassineto Po e Ticineto. In particolare, già l'11 agosto erano stati fatti allontanare camper di giovani dalla strada per Valenza, successivamente sono stati sgombrati camion e veicoli provenienti da Francia e altre parti d'Europa. Pertanto alla luce di questi movimenti sospetti si sono intensificati i servizi di vigilanza e di monitoraggio dell'area con servizi interforze coordinati dalla Questura di Alessandria e con il contributo altresì della Polizia locale di Casale Monferrato, nonché della Polizia stradale, Polizia ferroviaria e Polizia postale; oltre alla questione del disturbo alla quiete pubblica si aggiunge il pericolo che questi assembramenti possano generare dei pericolosi focolai di COVID-19, visto che l'Italia vive tuttora lo stato di emergenza a causa della pandemia, purtroppo ancora in atto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di coloro che avrebbero dovuto impedire un tale assembramento, e che invece hanno deciso di non intervenire e addirittura "scortare" fino a destinazione le migliaia di raver , diversamente da quanto era già avvenuto in Piemonte nei giorni precedenti; che cosa intenda fare per evitare che episodi del genere si ripetano in futuro. Atto n. 4-05991 PAVANELLI PRESUTTO DONNO CROATTI TRENTACOSTE VANIN MANTOVANI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che il Comune di Montefalco (Perugia) presenta, ad oggi, una gravissima situazione finanziaria, come rilevato dalla Corte dei conti, che si è originata nello scorso decennio e progressivamente deteriorata a causa della gestione contabile da parte delle amministrazioni succedutesi negli ultimi anni; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: allo stato, numerose sono le irregolarità emerse nella gestione dell'ente: costante e reiterato mancato rispetto di tutti i piani di rientro a partire dall'annualità 2016; incremento progressivo del disavanzo, che nel rendiconto 2019 ha raggiunto l'ammontare di oltre 4,2 milioni di euro, per il quale continua a mancare l'effettivo piano di rientro; mancato rispetto della diffida prefettizia del 10 gennaio 2021, in cui si chiedeva la deliberazione dello stato di dissesto finanziario dell'ente; tentativo di avviare la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale in mancanza del fondamentale requisito della regolare approvazione di tutti i bilanci; inoltre, il bilancio di previsione 2020-2022 non è stato approvato entro i termini di legge, ma soltanto il 7 maggio 2021 e, peraltro, dopo che il commissario ad acta , appositamente nominato per la predisposizione dello schema di bilancio 2020-2022 ha dichiarato che lo stesso schema non poteva essere predisposto a causa della presenza di uno squilibrio di bilancio non sanabile con mezzi ordinari; non è stata effettuata la salvaguardia degli equilibri di bilancio per l'anno 2020, in scadenza il 30 novembre 2020. In data 30 dicembre 2020, il Consiglio comunale ha approvato la delibera n. 40, tramite la quale la maggioranza ha dato atto della non sussistenza degli equilibri di bilancio, nonché di uno squilibrio di bilancio non sanabile attraverso strumenti di gestione ordinaria; ne consegue il mancato rispetto nel bilancio di previsione 2020-2022 sia del principio contabile n. 5 di cui all'allegato 1 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come segnalato dal collegio dei revisori, secondo il quale non sono stati forniti analisi o studi preliminari per sostenerne la veridicità ed attendibilità, sia del paragrafo 9.11.7 del principio contabile applicato della programmazione di bilancio (allegato 4/1 al decreto), anch'esso rilevato dal collegio dei revisori, dal momento che non sono stati esplicitati le cause che hanno determinato il disavanzo e gli interventi da assumere; alle suddette anomalie si aggiungono: a) l'iscrizione per l'annualità 2020 di entrate per oltre un milione di euro dal fondo di rotazione, per il quale tuttavia manca il provvedimento di concessione; b) la previsione in entrata nelle annualità 2021 e 2022 di stanziamenti relativi all'imposta di soggiorno, nonostante tale imposta non sia mai stata istituita dall'ente; per scongiurare il rischio concreto che a pagare le conseguenze di tale gestione siano i cittadini di Montefalco, è necessario vigilare sul rispetto scrupoloso delle norme e ripristinare le condizioni di ordinata gestione contabile e di trasparenza amministrativa, si chiede di sapere quali siano le ragioni per cui non sia stata applicata la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale prevista dalla legge e quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di accertare la situazione economico-finanziaria del Comune di Montefalco e ristabilire una gestione finanziaria scrupolosa e rispettosa della legislazione vigente. Atto n. 4-05992 GARAVINI SBROLLINI Al Ministro dell'interno Premesso che: il Consiglio comunale di Venezia ha approvato, con deliberazione n. 11 del 26 febbraio 2019, il "regolamento per l'istituzione e la disciplina del Contributo di accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica del Comune di Venezia e alle altre isole minori della laguna". Il regolamento è stato modificato con deliberazione di n. 19 del 28 marzo e n. 57 del 24 ottobre 2019. Con deliberazione n. 96 del 18 dicembre 2020 il Consiglio comunale ha stabilito che l'entrata in vigore del regolamento sarà il 1° gennaio 2022; sulla base del regolamento, il contributo di accesso ha un costo giornaliero che varia tra i 3 e i 10 euro ed è applicato in via alternativa all'imposta di soggiorno e deve essere corrisposto da ogni persona fisica che, utilizzando qualsiasi vettore, acceda alla città antica del comune di Venezia o alle altre isole minori della laguna, salvo alcuni soggetti esclusi o esenti; sono esentati dal pagamento del contributo di accesso, tra gli altri, i residenti nella città metropolitana di Venezia e i parenti o affini fino al 3° grado di residenti nella città antica di Venezia o nelle isole minori; considerato che: gli iscritti all'AIRE possono esercitare il diritto di voto presso il Comune italiano nei quali risultano iscritti; gli iscritti all'AIRE del Comune di Venezia sono oltre 17.000;