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Nel conferimento del mandato al relatore si è addirittura raggiunta l'unanimità. L'intervento riformatore ha equiparato l'omicidio e le lesioni colpose stradali a quelle relative alla navigazione marittima. Era, infatti, illogico, da un punto di vista sanzionatorio, in relazione ai principi di proporzionalità e adeguatezza della sanzione, punire in maniera differente condotte pressoché identiche, compiute in contesti assimilabili. Sebbene per strada sia molto più semplice e frequente essere coinvolti in una collisione tra veicoli, il bene giuridico tutelato è il medesimo: la vita umana e la sicurezza della circolazione. L'uguale comportamento che comporta la morte di una persona, in base alla normativa vigente, può essere, in caso di omicidio stradale, punito con la pena della reclusione fino a un massimo di diciott'anni, invece, in caso di omicidio avvenuto in relazione alle norme relative alla navigazione, con una pena assolutamente più modesta. Non è prevista nel nostro ordinamento una fattispecie penale ad hoc . Infatti, chi pone in essere una condotta spericolata, in spregio delle regole di prudenza e di navigazione, ad esempio avvicinandosi a tutta velocità e in stato di ebbrezza in motoscafo alla costa piena di bagnanti, al punto da prefigurarsi la possibilità di uccidere, allo stato attuale non può essere punito con la stessa norma dell'omicidio stradale, se non attraverso una serie di complicate valutazioni giuridiche in ordine all'elemento psicologico del reato, con cui la pena potrebbe essere aumentata. Per questo era ed è urgente l'adeguamento dell'omicidio nautico a quello stradale. Un ulteriore aspetto che intendo segnalare è la previsione dell'aggravante in caso di omicidio e lesioni stradali o nautici commessi in stato di alterazione, dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti ovvero in stato di ebbrezza da assunzione di alcolici. Anche questo tema è stato ricompreso nel disegno di legge. Concludendo, è compito del legislatore tutelare la circolazione delle persone in tutte le modalità in cui essa avvenga, proprio a tutela della incolumità pubblica e del singolo individuo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione. Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti, che invito i presentatori ad illustrare. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo brevemente per dare contezza dell'emendamento 1.2, che mira a sostituire, ovunque sia riportata, l'espressione «unità da diporto» con l'espressione «natante, imbarcazione o nave». Questo perché, facendo riferimento esclusivamente alle unità da diporto, verrebbero escluse le unità che hanno finalità commerciali e ci sarebbe un'ingiustificabile esenzione rispetto alla pena. Con la definizione generica di «natante», che, come noto, è l'unità fino a 10 metri, di «imbarcazione», che, come noto, è l'unità da 10 a 24 metri, e «nave», che è la definizione giuridica di unità oltre i 24 metri, noi abbiamo abbracciato tutto quanto è da considerarsi unità navale, sia essa commerciale o da diporto. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. CUCCA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.2. SISTO, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . L'emendamento 1.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Pillon. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. EVANGELISTA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo della petizione lanciata su Change.org, che ha raccolto più di 130.000 firme, così recita: «Il 19 giugno 2021 due ragazzi erano in barca a Salò, di sera, come tante persone al lago di Garda e in tutti i laghi e mari italiani. Erano tranquilli e si godevano la serata estiva e mai avrebbero pensato che un motoscafo potesse letteralmente passargli sopra uccidendo Umberto sul colpo e sbalzando Greta in acqua, provocandole numerose fratture e causandone la morte per annegamento». L'incidente è quello di Umberto Garzarella e Greta Nedrotti, trentasette e venticinque anni rispettivamente, due amici travolti da un motoscafo di proprietà di due manager tedeschi la notte del 19 giugno del 2021 sul lago di Garda, nei pressi di Salò. Credo sia importante partire da qui, signor Presidente, colleghi, non solo dalla tragedia, purtroppo non la sola, ma anche dalla richiesta, gridata a gran voce, di fare qualcosa affinché simili fatti possano trovare una risposta sanzionatoria adeguata. Oggi, in quest'Aula, stiamo finalmente per concludere un percorso molto travagliato, durato anni, che ha visto il tentativo da parte di questo Parlamento, già dalla scorsa legislatura, di colmare un vuoto normativo con riferimento alla fattispecie di omicidio nautico. Parlare di lacuna normativa che deve essere colmata è una scelta obbligata, vista la necessità di tutelare il bene primario che il nostro ordinamento è chiamato a proteggere, ossia la vita e l'integrità fisica. Il legislatore ha il compito di approntare un'adeguata tutela al bene della vita. Nel caso specifico, ha il compito di farlo quando una condotta violativa delle regole che governano la navigazione marittima ha come conseguenza la morte o le lesioni di una persona. Nel caso di specie, non è pensabile mutuare, come è stato fatto finora, la disciplina e il trattamento sanzionatorio dell'omicidio colposo semplice, quello di cui all'articolo 589 del codice penale, che prevede una pena da sei mesi a cinque anni. Pene troppo basse che, infatti, all'epoca, per il fatto che ho citato prima, non consentirono il fermo del signore tedesco.