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legge 1° aprile 2021, n. 44, anche al fine di garantire maggiore trasparenza e semplificazione nella conclusione della procedura concorsuale. Atto n. 4-05429 TOTARO Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che, con raccomandazione n. 1412/1999, il Parlamento e il Consiglio europeo, pur ribadendo l'impegno per la libertà di coscienza e di religione, invitavano i Governi degli Stati membri a istituire o sostenere centri indipendenti nazionali o regionali d'informazione sui gruppi di natura religiosa, esoterica e spirituale e a favorire la creazione di organizzazioni non governative per le vittime e le famiglie delle vittime di gruppi abusanti. Lo stesso Parlamento europeo raccomandava al comitato dei ministri di prevedere azioni specifiche volte a istituire un osservatorio europeo su tali gruppi, onde rendere più facile lo scambio di informazioni tra i centri nazionali; considerato che: a quanto risulta, a tutt'oggi, a nessuno dei precetti della raccomandazione è stata data attuazione, nonostante ripetuti solleciti mediante atti di sindacato ispettivo nelle precedenti legislature; il silenzio delle istituzioni risulta ancora più ingiustificato a fronte dell'azione, in particolar modo in questo delicato momento di emergenza sanitaria e di conseguente disorientamento dei connazionali, di controversi gruppi del potenziale umano, di aggregazioni di tipo cospirazionista e negazionista, di gruppi di natura pseudo-terapica e pseudo-medica, che continuano ad operare indisturbati, ottenendo persino riscontri in sede istituzionale e infiltrandosi nelle stesse aule universitarie; il dottor Luigi Corvaglia, uno dei più autorevoli esperti europei di dinamiche coercitive e membro del comitato scientifico della Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo (FECRIS), evidenziava su "L'Espresso" del 24 marzo 2021 l'attuale diffusione sul territorio di culti e movimenti che mescolano deliranti teorie del complotto a pericolose ideologie fasciste; si rileva inoltre il proseguimento dell'attività di grave discredito, unita a molestie e minacce nei confronti dei rappresentanti delle associazioni di tutela delle vittime delle cosiddette sette operanti sul territorio nazionale, in particolare in danno della dottoressa Lorita Tinelli e dello stesso dottor Luigi Corvaglia, due delle voci più autorevoli nel settore, nonché dei rappresentanti dell'Associazione dei familiari delle vittime delle sette (FAVIS). Anche in questo caso, tali esecrabili e reiterate condotte risultano poste in essere non solo da ignoti, ma anche da studiosi apologeti dei culti, nonché da soggetti che operano all'interno delle istituzioni o in ambito universitario. Tale violenta offensiva rischia di tacitare gli scienziati veri, gli studiosi, i giornalisti, i volontari e tutti quei soggetti fattivamente impegnati nell'attività di informazione preventiva, con effetti devastanti per la società; rilevato infine che la cassazione del reato di plagio nel 1981 ha determinato voragini di assenza di tutele certe e assorbimenti forzati sotto altre fattispecie di reato che di fatto non colpiscono le condotte manipolative, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario adottare tempestivamente un piano nazionale di informazione e prevenzione di tali fenomeni; se non si reputi opportuno istituire un organismo analogo alla missione interministeriale francese "MIVILUDES", con funzioni di vigilanza delle cosiddette derive settarie; se non si reputi necessario, per quanto di competenza, approfondire dette vicende al fine di garantire adeguate misure di sicurezza dei professionisti e dei cittadini coinvolti; se non si ritenga altresì urgente adottare misure di carattere normativo volte a fornire un'efficace tutela giuridica dell'integrità fisica e psichica dei soggetti vulnerabili inseriti in contesti gruppali coercitivi. Atto n. 4-05430 ZULIANI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: le operazioni doganali di importazione e di esportazione con Paesi terzi di determinati prodotti agroalimentari, rientranti nell'organizzazione comune dei mercati agricoli, sono subordinate al rilascio di un titolo di importazione o di esportazione emesso dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; i titoli hanno natura di vera e propria licenza, il cui possesso è determinate per lo svolgimento delle attività di importazione ed esportazione, soprattutto per quelle imprese dell'agroalimentare che ricavano gran parte del profitto da tali attività; da notizie pervenute all'interrogante, la tempistica per il rilascio della documentazione da parte del Ministero risulta estremamente lunga, rappresentando un ostacolo allo svolgimento delle attività di impresa, ed esponendo il settore dell'agroalimentare ad una possibile perdita di competitività; nel 2020 il totale delle esportazioni agroalimentari italiane è stato di 46,1 miliardi di euro, in crescita dell'1,9 per cento rispetto al 2019. Il valore delle esportazioni dimostra come l'agroalimentare rappresenti uno dei settori trainanti del Paese; la modalità di lavoro intelligente, se pure adottata in molti settori del comparto pubblico ai fini del contenimento della pandemia da COVID- 19, dovrebbe essere organizzata in modo tale da far sì che non si accumulino dei ritardi nella gestione delle pratiche, specie quando si tratta del rilascio di documenti da cui dipende la continuità lavorativa di intere filiere produttive del Paese; se è doveroso garantire la sicurezza dei lavoratori all'interno della pubblica amministrazione, facilitando il ricorso al lavoro intelligente, allo stesso tempo è importante tutelare il diritto degli imprenditori interessati di beneficiare di un servizio tempestivo ed efficiente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire sulla questione e quali correttivi intenda apportare sulle modalità di organizzazione lavorativa degli uffici interni del Ministero, al fine di rispondere in maniera più efficiente alle esigenze delle filiere agroalimentari che svolgono prevalentemente attività di esportazione. Atto n. 4-05431 STABILE Al Ministro della salute Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: con lettera del 16 aprile 2021 sottoscritta da 15 medici internisti del DAI (dipartimento ad attività integrata) di medicina dell'ospedale di Cattinara (Trieste) si segnala la mancanza di una rigorosa separazione di percorsi e aree COVID e non COVID con il conseguente rischio clinico derivante dalla "commistione" tra pazienti COVID e non COVID o sospetti tali nello stabilimento ospedaliero; in particolare, i medici firmatari della lettera hanno segnalato che: a) la medicina interna (piano 9 e 10 torre medica), unico reparto medico COVID free (cosiddette degenze bianche) accoglie anche malati con sintomi compatibili con il COVID ma con un primo tampone effettuato in pronto soccorso negativo (cosiddetti pazienti grigi), per cui nello stesso reparto convivono pazienti non COVID e pazienti sospetti tali;