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il gasdotto TAP, la cui realizzazione è prevista nell'accordo intergovernativo tra i Governi italiano, greco e albanese del 13 febbraio 2013 ratificato dal Parlamento italiano con legge 19 dicembre 2013 n. 153, sarà connesso alla rete nazionale dei gasdotti; le relative opere di connessione sono state autorizzate, in capo a SNAM, con decreto 21 maggio 2018; di recente, in occasione della visita ufficiale in Azerbaijan, sia il Presidente della Repubblica che il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale hanno confermato che l'Italia manterrà, e nei tempi previsti, l'impegno alla completa realizzazione dell'opera per consentire l'arrivo del gas in Italia entro l'anno 2020; da parte della Regione Puglia è stata ufficialmente assunta una posizione che, pur confermando la condivisione circa la realizzazione dell'opera in funzione della progressiva differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico dell'Italia e dell'Europa, ritiene possibile e necessario lo spostamento "più a nord", in un'area di minor pregio ambientale e con destinazione industriale, del gasdotto medesimo; permane viceversa la radicale opposizione alla realizzazione del gasdotto da parte di alcuni degli enti territoriali della provincia di Lecce ed in particolare del Comune di Melendugno, oltre a movimenti ed associazioni territoriali e organizzazioni politiche e partiti nazionali; ancora di recente, peraltro, il Ministro per il Sud, in esplicita e diretta polemica con il presidente della Regione Michele Emiliano, ha dichiarato di confermare l'impegno del Movimento 5 stelle, a nome del quale ha dichiarato di parlare, per il blocco dei lavori e per il definitivo abbandono del progetto; considerato che: la situazione (oggettivamente e anche al di là delle intenzioni e della volontà di autorevoli rappresentanti istituzionali che, mentre l'opera è in corso di esecuzione ne mettono in discussione il completamento prospettando anche, in particolare il Ministro dell'ambiente e la tutela del territorio e del mare, l'esistenza di irrisolte criticità quanto all'idoneità degli atti autorizzativi in essere) determina una situazione di incertezza e rischia di alimentare fenomeni di tensione sociale; la situazione, peraltro, offre una rappresentazione assai discutibile della volontà del Governo non solo di rispettare gli atti amministrativi adottati ma, più in generale, di tener fede agli impegni assunti, con formale ratifica del Parlamento, sul piano internazionale, si chiede di conoscere se siano in corso procedure o verifiche finalizzate all'eventuale revoca degli atti assunti, sia nella prospettiva più radicale dell'abbandono definitivo della realizzazione dell'opera sia in quella, prospettata dalla Regione Puglia, di una possibile modifica del punto di approdo. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00137 PARRINI MISIANI MIRABELLI VERDUCCI COLLINA Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 17 aprile 2018, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione a risposta scritta (4-00042) indirizzata al Ministro della giustizia, successivamente trasformata in interrogazione a risposta orale (3-00041) in data 26 giugno 2018; successivamente, in data 19 giugno 2018, il senatore Misiani ha presentato, a sua prima firma, l'interrogazione a risposta orale 3-00025, indirizzata ai Ministri dell'interno e della giustizia; in data 10 luglio 2018, il primo firmatario del presente atto ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione con carattere d'urgenza (3-00065), indirizzata al Ministro della giustizia; in data 18 luglio 2018, di nuovo il primo firmatario del presente atto ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione con carattere d'urgenza (3-00104), indirizzata ai Ministri dell'interno e della giustizia; a tutt'oggi, il Ministro in indirizzo non ha fornito alcuna risposta ad alcuna di queste interrogazioni, nonostante sollecitazioni in tal senso rivoltegli ripetutamente, tramite la Presidenza del Senato, da parte di alcuni senatori del Gruppo del Partito democratico nel corso dei lavori dell'Assemblea; premesso inoltre che: in data 26 luglio 2018, il Ministro dell'interno, Salvini, ha risposto alle interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto Question Time), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento; in risposta all'interrogazione 3-00126, il Ministro dell'interno che, come tale, è colui che dirige e coordina le forze incaricate di far rispettare le leggi e le sentenze nel nostro Paese, ha risposto alle domande del sen. Parrini attaccando la sentenza del Tribunale penale di Genova del 24 luglio 2017 e il correlato decreto di sequestro preventivo, immediatamente esecutivo, emesso il 4 settembre successivo, sempre dal Tribunale penale di Genova, con il quale è stato ordinato alla Lega di restituire allo Stato 49 milioni di euro; il Ministro dell'interno ha detto: "C'è un unico precedente di confisca a un partito politico senza una sentenza in via definitiva: arriva dalla Turchia. Non so se sia il suo modello di riferimento, ma non è il mio modello di riferimento. Siamo prontissimi a rispondere quando ci sarà la conclusione di un iter giudiziario che, fino a prova contraria, è in corso tra ipotesi e controipotesi. Sono curioso e spero che facciano in fretta, perché stanno usando denaro pubblico per approfondire tutte queste numerose ipotesi investigative. Quando ci sarà una sentenza, sarò il primo a rispettarla"; in realtà ci sono già delle sentenze (quella già richiamata del Tribunale penale di Genova del 24 luglio 2017 e quella della Cassazione del 12 aprile 2018 che sancisce che le risorse oggetto della truffa accertata dalla predetta sentenza devono essere recuperate ovunque si trovino somme riferibili alla Lega) e decisioni giudiziarie esecutive (il già richiamato decreto di sequestro preventivo del 4 settembre 2017); non sapendo che altro dire, il Ministro dell'interno ha provato a rispondere, citando un brano di un'intervista rilasciata a un quotidiano dall'ex procuratore di Venezia Carlo Nordio; premesso inoltre che, a giudizio degli interroganti: compito primario del Ministro dell'interno, anche se egli è a capo di un partito, è quello di adoperarsi per garantire l'applicazione e l'esecuzione delle sentenze, non certo quello di delegittimarle; è desolante per gli interroganti dover ricordare al Ministro della giustizia che uno dei suoi doveri è quello di tutelare il principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico, oltre che la onorabilità e la dignità della funzione giudiziaria, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito alle dichiarazioni del Ministro dell'interno rese al Senato della Repubblica il 26 luglio 2018 che gli interroganti considerano imbarazzanti;