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Lo stesso Di Nardo ha ricordato l'impegno di Unacma verso politiche di sostegno agli agricoltori per favorire il rinnovo dei macchinari, nonché il progetto di recupero dei mezzi obsoleti destinati ai paesi in via di sviluppo (come si legge sull'articolo citato), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano provvedere quanto prima all'adozione del decreto attuativo in questione e se ritengano di assumere tutte le misure necessarie a rafforzare la rete delle officine meccaniche certificate. Atto n. 3-00430 RAUTI CIRIANI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che : il 10 e l'11 dicembre 2018 si terrà a Marrakech (Marocco) la conferenza intergovernativa per l'adozione del "Global compact for safe, orderly and regular migration" ed i Governi del mondo saranno chiamati a firmare il "Global compact", ovvero il "Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare", presentato come iniziativa strategica di revisione dei flussi migratori e della loro gestione; il Global compact, nella sostanza, è un'iniziativa volontaria di adesione a un insieme di principi giuridici e nasce dalla volontà di promuovere flussi continui, utilizzando motivazioni sia economiche sia demografiche; esso farà cadere ogni distinzione tra chi è profugo e chi è migrante economico, garantendo qualunque tipo di migrazione e al di là delle politiche degli Stati ed in nome di un mondo dai confini aperti, creando obblighi crescenti verso gli Stati in ordine ai servizi da fornire agli immigrati, anche a prescindere dal loro status di rifugiato, impedendo di perseguire penalmente chi fornisce assistenza indebita all'immigrazione; contro l'approccio immigrazionista ed a favore della sovranità nazionale, si sono già schierati: Stati Uniti, Ungheria, Australia e Austria e, più recentemente, la Repubblica Ceca, secondo cui il testo "non stabilisce una netta differenza tra migrazione legale e illegale"; la sottoscrizione del complesso reticolato di impegni del Global compact comporta un'inaccettabile cessione di sovranità sul tema migratorio secondo un'impostazione ideologica che sancisce, di fatto, una sorta di "diritto a migrare"; l'Italia, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, costituirebbe il "molo naturale" per le rotte che provengono dall'Africa, divenendo la "porta di accesso" al mondo occidentale, al suo stile di vita, ai suoi diritti e ai suoi doveri, segnando una vera e propria mutazione genetica della dimensione funzionale del confine, il limes degli antichi romani, inteso non solo come linea di demarcazione dell'ambito territoriale nel quale si esercita la sovranità di uno Stato ma anche come linea di demarcazione tra civiltà diverse, con i rispettivi tratti caratteristici e le naturali differenze; considerato che: in merito alla sottoscrizione da parte dell'Italia del Global compact si registrano dichiarazioni contrastanti e contraddittorie da parte di esponenti della maggioranza e all'interno del Governo; la Lega ha presentato alla Camera dei deputati una risoluzione in III Commissione permanente (Affari esteri e comunitari), con la quale si impegna il Governo a non firmarlo e, dopo lunghe giornate di silenzio, due giorni fa, il 27 novembre, il vice premier e Ministro dell'interno Matteo Salvini, in conferenza stampa alla Camera, si è dichiarato "assolutamente contrario al global compact", poiché non ritiene opportuno "delegare ad organismi sovranazionali scelte che spettano ai singoli Paesi", mettendo "sullo stesso piano i migranti cosiddetti economici e i rifugiati politici", si chiede di sapere quale sia la posizione ufficiale del Governo circa la firma del Global compact alla Conferenza di Marrakech del 10 e 11 dicembre 2018 e, in ogni caso, quali ulteriori elementi nuovi di valutazione ritenga di dover fornire rispetto a quanto già dichiarato nei giorni scorsi in merito alla volontà favorevole espressa. Atto n. 3-00431 CASINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Atto n. 3-00432 MONTEVECCHI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: i fatti di cronaca recentemente accaduti, in particolare la fuga di gas che si è prodotta nell'archivio di Stato di Arezzo il 20 settembre 2018 causando la morte di due dipendenti, hanno riportato l'attenzione sulla necessità di garantire la sicurezza all'interno dei luoghi e istituti della cultura e del patrimonio culturale nazionale; sul tema il Ministro in indirizzo è intervenuto in più sedi affermando l'impegno del Governo per dare priorità alla sicurezza e all'integrità dei luoghi della cultura e dello stesso patrimonio nazionale, al fine di tutelare anche l'attività dei dipendenti e garantire ai visitatori una fruizione priva di rischi; facendo seguito a queste dichiarazioni il Ministero ha stanziato 109 milioni di euro per la messa in sicurezza e la formazione antincendio di tutti i siti italiani; si tratta di un investimento di notevole portata rispetto al quale lo stesso Ministro ha affermato: "non c'è mai stato un investimento maggiore per la sicurezza nella storia di questo ministero. Si tratta della più ampia programmazione di interventi nel settore della sicurezza antincendio, compresa la formazione, mai realizzata dal Mibac"; per dare ulteriore concretezza agli impegni presi e al fine di favorire la semplificazione burocratica e operativa in materia di sicurezza dei beni culturali, il Ministero ha proceduto inoltre a rendere operativa l'Unità per la sicurezza del patrimonio culturale del Ministero, istituita nel 2017 e mai entrata in funzione. L'Unità ha il compito di unificare le diverse strutture che si occupavano di sicurezza al fine di un migliore coordinamento delle competenze. La struttura si muoverà nell'ambito sia della prevenzione che delle emergenze e per gli interventi ordinari, si chiede di sapere quali ulteriori e concrete azioni il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di dare effettiva attuazione al piano di messa in sicurezza e formazione antincendio di tutti i siti italiani per la salvaguardia di lavoratori, visitatori e opere. Atto n. 3-00433 RUFA PEPE MONTANI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: l'area archeologica di Sibari (Cosenza) è stata la prima colonia fondata dagli Achei sulla costa ionica della Calabria; data la protezione naturale costituita dalle foci di due fiumi e la fertilità della pianura in cui venne fondata, a sud del golfo di Taranto, la colonia in breve tempo divenne ricca e famosa, riconosciuta come la più potente delle città magnogreche, tanto da ricoprire una posizione egemonica su un vastissimo territorio, tale da essere considerata "impero" sotto il controllo di Sibari; le profonde modifiche sul territorio di Sibari, quali l'avanzamento della linea di costa, dovuto ai depositi fluviali del Crati e del Coscile e le modifiche degli alvei dei due fiumi, avevano nei secoli reso difficile la ricerca archeologica; l'esplorazione scientifica del territorio di Sibari ha avuto inizio nel 1879 e si sono avute importanti scoperte, quali la necropoli ellenistica di Thurii, la necropoli enotria ed un insediamento del periodo del bronzo-ferro (XII-VIII sec. a.C.) nell'area di torre Mordillo;