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A differenza della fattispecie istituita e disciplinata nel presente disegno di legge, quella disciplinata nella norma testé citata riguarda l'utilizzazione occasionale, dietro regolare retribuzione e contribuzione previdenziale, del lavoro di titolari del trattamento di integrazione salariale da parte qualsiasi soggetto, anche imprenditore e anche in funzione di attività lucrative. L'articolo 7, infine, stabilisce che gli articoli da 1 a 5 entrino in vigore decorsi trenta giorni dalla pubblicazione della legge, demandando al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il compito di adottare immediatamente le misure necessarie per la massima diffusione possibile della conoscenza delle nuove disposizioni: passaggio indispensabile, questo, perché queste ultime possano fecondare il tessuto sociale e produttivo del Paese. La possibilità di attivare uno dei due meccanismi descritti è tanto più rilevante nell'attuale condizione economico-finanziaria del Paese, in cui i vincoli di bilancio imposti allo Stato e agli enti territoriali sovente non consentono di finanziare servizi alla persona, alla famiglia o alle collettività locali, dei quali pure ci sarebbe una forte richiesta. Sono numerosissime le attività che potrebbero essere promosse per questa via: apertura con orari prolungati di biblioteche e musei, manutenzione ordinaria di edifici scolastici, manutenzione del verde e dell'arredo urbano, servizi di trasporto per i disabili e gli anziani, pulizie straordinarie della città o di altri spazi, potenziamento di uffici giudiziari o di ispettorati mediante affiancamento di assistenti agli ispettori, vigilanza serale o notturna nelle strade, servizi di coaching da parte di lavoratori maturi nei confronti di giovani in fase di ingresso nel tessuto produttivo, e cosi via. Dovrà essere in ogni caso garantito che le attività rientranti nei progetti Lavoro per la città abbiano carattere temporaneo e rientrino fra quelle che non avrebbero comunque potuto essere attivate altrimenti in forme ordinarie. A questa iniziativa legislativa è stato obiettato che essa rischierebbe di generare attese di immissione in ruolo dei lavoratori interessati presso le amministrazioni pubbliche. A nostro avviso questo rischio può e deve essere evitato impedendo che la cassa integrazione guadagni venga utilizzata in sostituzione del trattamento di disoccupazione, in situazioni nelle quali non vi è ragionevole prospettiva di ripresa effettiva del lavoro presso l'impresa datrice di lavoro. A questo tendono in modo inequivoco le disposizioni contenute nella legge 28 giugno 2012, n. 92, cui dovrà essere data attuazione rigorosa, se necessario rafforzandone la portata effettiva. Un'altra obiezione riguarda invece il rischio che i lavoratori cassintegrati vengano utilizzati da cooperative sociali od organizzazioni non lucrative di utilità sociale in funzione sostitutiva rispetto all'assunzione di personale di ruolo. Va però osservato, a questo proposito, che delle due ipotesi previste nel disegno di legge (quella di cui all'articolo 1 e quella di cui all'articolo 4) solo la prima contempla la possibilità di utilizzazione di lavoratori cassintegrati da parte di soggetti di diritto privato, quali cooperative od ONLUS; e la prevede a condizione che l'utilizzazione stessa avvenga mediante distacco da parte dell'impresa che sospende temporaneamente dal lavoro una parte del proprio personale, la quale si obbliga al pagamento di una parte dell'integrazione salariale o quantomeno garantisce il pagamento stesso. Appare dunque poco probabile che un'impresa industriale possa prestarsi a questa operazione, accollandosene i costi non irrilevanti, soltanto per consentire un abuso a una cooperativa sociale o a una associazione non lucrativa. Al fine di neutralizzare del tutto questo rischio, il comma 1 dell'articolo 3 pone un limite massimo alla durata del distacco di tre mesi, prorogabili per una sola volta di altri tre mesi. * * * Relazione tecnica Sul piano finanziario la normativa proposta comporta, a parità di richiesta di ore di cassa integrazione da parte delle aziende: a) un risparmio per l’INPS nel caso di attivazione del progetto del primo tipo; b) nessuna variazione nell'entità delle prestazioni erogate dall'INPS. La valutazione del quantum del risparmio previsto nell’ipotesi a) dipende da molte variabili difficilmente stimabili: quante aziende opteranno per questo progetto e quanti dipendenti accetteranno di svolgere mansioni nel contesto del progetto stesso. In via prudenziale pertanto non si formulano stime di risparmi.. Art. 1. (Piano aziendale per l'utilizzazione di lavoratori in iniziative di utilità pubblica o sociale) 1. L'imprenditore può allegare alla presentazione della domanda di intervento ordinario o straordinario della cassa integrazione guadagni, o presentare in un momento successivo, un piano per l'utilizzazione in una attività di pubblica utilità dei lavoratori disponibili, nel corso del periodo di sospensione della prestazione contrattuale ordinaria, mediante distacco dei lavoratori stessi. Il piano deve prevedere: a) l'attivazione presso l'impresa di un centro per la raccolta di richieste di personale volontario provenienti da enti pubblici, cooperative sociali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, enti religiosi, soggetti portatori di handicap grave o persone non autosufficienti, recanti l'indicazione del tipo di mansioni e della relativa collocazione ed estensione temporale; b) la raccolta presso lo stesso centro delle disponibilità volontarie per lo svolgimento temporaneo delle prestazioni di lavoro di cui alla lettera a) da parte di personale dipendente dall'imprenditore, che sarebbe altrimenti interessato dalla sospensione dal lavoro; c) l'impegno dell'imprenditore datore di lavoro a corrispondere un'integrazione salariale alle persone impegnate nelle prestazioni di lavoro di cui alla lettera a) , non inferiore a un quarto dell'importo corrisposto mediante l’intervento di cassa integrazione guadagni e non superiore all'importo necessario affinché la persona interessata percepisca un reddito di lavoro pari a quello precedente alla sospensione dal lavoro. Art. 2. (Procedimento di attivazione del piano aziendale) 1. Qualora la domanda di intervento della cassa integrazione guadagni sia stata accolta, l'organo competente per disporre l'intervento stesso, constatata la conformità del piano per l'utilizzazione dei lavoratori disponibili in attività di pubblica utilità ai requisiti di cui all’articolo 1, ne dà conferma all’imprenditore interessato e dispone la riduzione di un quarto dell'integrazione salariale corrisposta col trattamento di cassa integrazione alle persone impegnate nello svolgimento temporaneo delle prestazioni volontarie. Art. 3. (Distacco dei lavoratori partecipanti all'iniziativa) 1. A seguito della conferma di cui all'articolo 2, l'imprenditore provvede al distacco del dipendente che abbia accettato di svolgere le prestazioni di pubblica utilità presso l'ente o il soggetto richiedente. Il distacco presso soggetti di diritto privato non può avere durata superiore a tre mesi, prorogabili una sola volta di ulteriori tre mesi. 2. La parte dell'integrazione salariale corrisposta al dipendente da parte dell’impresa datrice di lavoro non è soggetta a contribuzione previdenziale; il relativo periodo di integrazione rimane coperto dalla stessa contribuzione figurativa di cui il dipendente stesso avrebbe goduto in caso di sospensione del lavoro con integrazione salariale interamente a carico della cassa. 3.