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Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema degli enti locali è uno dei più delicati nel nostro ordinamento, tanto per l'importanza attribuita ad essi nella Costituzione, quanto per i riflessi che la loro gestione ha nella vita quotidiana di tutti noi. Dobbiamo ammetterlo senza troppi giri di parole, signor Presidente: la gestione è resa ancora più difficoltosa per gli amministratori locali dal complesso quadro normativo che si è venuto a stratificare nel tempo, oltre che dalle politiche di austerità, anche in termini di cambio generazionale negli anni passati. Per il MoVimento 5 Stelle l'attenzione verso il tema degli enti locali è sempre stata massima, ma in che modo? Sicuramente mediante i numerosi interventi che abbiamo realizzato, a partire dalla legge di bilancio 2019, attraverso i quali abbiamo contribuito a chiudere il triste capitolo delle politiche di austerità e dato il via, con lo sblocco del turnover , ad un presente e ad un futuro di assunzioni nella pubblica amministrazione. Grazie alla cosiddetta norma Spagna, nata dalla prima legge di bilancio di questa legislatura, i Comuni italiani hanno potuto finanziare 8.200 interventi di edilizia pubblica, con scuole, strade e viadotti messi in sicurezza. Con il rifinanziamento della norma stessa nel decreto crescita del 2019, quegli interventi sono raddoppiati a quota 16.000. Sono state stanziate risorse per investimenti per la messa in sicurezza di opere viarie e ponti, per interventi mirati al contrasto del dissesto idrogeologico e per lavori di miglioramento di edilizia pubblica, a cominciare dalle scuole. I Comuni sono il presidio istituzionale più vicino ai cittadini; dar loro più risorse significa investire in maniera capillare sul futuro del Paese. La legge di bilancio per il 2022 va in questa direzione, con una serie di norme come l'estensione dei costi standard per le scuole e le strade anche nelle Province e nelle Città metropolitane e l'incremento del Fondo di solidarietà comunale per le funzioni sociali e per gli asili nido. I fondi del PNRR in buona parte andranno a finanziare investimenti e progetti locali, per mezzo dei quali si continueranno a ridurre le diseguaglianze territoriali. In questo quadro di attenzione per la vita degli enti locali e dunque dei cittadini si inserisce anche la proposta di legge in esame, che interviene in maniera circoscritta in tre ambiti significativi, che da un lato consentono di incrementare la trasparenza e la prevenzione del fenomeno corruttivo e dall'altro semplificano gli adempimenti burocratici per i piccoli Comuni. Il primo riguarda i requisiti di compatibilità delle cariche di vertice delle pubbliche amministrazioni; grazie a un emendamento del collega alla Camera Ficara abbiamo esteso agli enti privati di diritto pubblico l'inconferibilità degli incarichi amministrativi di vertice per chi ha subito una condanna per reati contro la pubblica amministrazione, anche se non passata in giudicato. Un ulteriore presidio di legalità e trasparenza della nostra amministrazione pubblica, in piena coerenza con l'intera storia politica del MoVimento 5 Stelle. Il secondo intervento è di natura contabile. Grazie a un emendamento della collega Baldino alla Camera semplifichiamo la vita ai Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, sgravandoli dal controllo di gestione, una complessa e articolata procedura di raccolta dati e verifica costante degli obiettivi che poco si addice ad amministrazioni di dimensioni molto ridotte. Infine il terzo intervento eleva da due a tre il limite dei mandati consecutivi per i soli sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, mantenendo il tetto dei due mandati per i Comuni di dimensioni maggiori. Questa deroga al limite dei mandati, grazie all'azione del MoVimento 5 Stelle, è stata limitata, rispetto alle intenzioni iniziali, ai soli piccoli Comuni, nella consapevolezza che non è l'aumento dei mandati dei sindaci a risolvere il problema del distacco dalla partecipazione attiva alla vita politica a cui si sta assistendo negli ultimi anni. Continuare a mettere toppe, Presidente, non risolverà il trend e la disaffezione. È chiaro che questi interventi puntuali non pongono fine all'esigenza di operare un restyling complessivo degli enti locali. Da molto tempo il Governo sta lavorando a una legge delega per la riforma del testo unico degli enti locali. In questa opera di revisione completa sarà necessario ridefinire l'assetto degli enti territoriali del nostro Paese: occorrerà ridisegnare organicamente il ruolo delle Città metropolitane e soprattutto delle Province, rimasti enti incompiuti e sospesi nell'attesa di riforme costituzionali mai avvenute, la cui operatività è stata minata negli anni da riforme miopi e contraddittorie, a cui qualcuno, facendo ammenda, dovrebbe porre rimedio. Servirà ridefinirne il ruolo in relazione ai compiti affidati ai Comuni, i quali hanno bisogno di modalità certe di esecuzione delle funzioni a essi assegnate in forma associata, in ambiti ottimali che consentano di ottenere economie di scala ed efficientamento dei servizi erogati. Il quadro che dovrebbe emergere dalla riscrittura del TUEL non dovrà fornire la percezione di una riorganizzazione degli enti territoriali solo in un quadro di riallocazione di cariche pubbliche. Per questo come MoVimento 5 Stelle ci piacerebbe consegnare al Paese una riforma del TUEL che dia un chiaro assetto dei compiti per ciascun ente territoriale, che sburocratizzi gli adempimenti per i Comuni più piccoli e che conceda ai Comuni in difficoltà economica procedure economiche per la sostenibilità finanziaria degli stessi. Al tempo stesso, ci piacerebbe evitare di vedere norme che vadano ad allargare le maglie relative all'incompatibilità fra cariche, perché essere amministratore locale è una missione istituzionale di estremo valore e rilievo per la collettività e non - o quantomeno non solo - il cursus honorum per ambire a cariche politiche più elevate. Pertanto, a tale missione andrebbe dedicata la giusta attenzione e un doveroso senso istituzionale da parte di tutti. Auspicando questo quadro generale di riforma per gli enti locali, nel frattempo annunciamo il voto favorevole su questo primo intervento normativo. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 2462, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 2242 e 2214. Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 1371 Istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini Deputato GOLINELLI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 1371, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Vattuone, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. VATTUONE, relatore .