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Le spese ammissibili sono quelle legate al raggiungimento di alcuni obiettivi di efficienza, risparmio energetico, minor impatto ambientale, utilizzo di tecnologie emergenti e processi di innovazione aperta, cosiddetti open innovation , con verifica ex post in linea con gli obiettivi europei. L'elenco delle attività ammissibili sarà delineato da un decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che l'investimento effettuato abbia fatto raggiungere gli obiettivi previsti dalla misura. L'articolo 2 prevede misure a supporto della transizione energetica delle piccole e medie imprese (PMI). Il processo di digitalizzazione dell'economia è senza dubbio uno dei principali cambiamenti tecnologici del nostro tempo. L'integrazione dei sistemi digitali nelle aziende porta a un'intensa innovazione in settori quali la gestione operativa e del personale, i processi industriali, le relazioni commerciali, la cooperazione interaziendale o la commercializzazione, cosiddetta marketing . Inoltre, le capacità di gestione ed elaborazione dei dati, così come le tecnologie di intelligenza artificiale, stanno trasformando tutti i settori economici, guidando l'emergere di start-up innovative e, soprattutto, generando nuove opportunità legate alla scala delle operazioni e all'internazionalizzazione. L'Italia presenta importanti vantaggi in questa nuova rivoluzione tecnologica, grazie alla solida rete di connettività e alle infrastrutture digitali, ai progressi raggiunti nella digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e all'esistenza di un tessuto imprenditoriale diversificato, con grandi aziende trainanti avanzate nella digitalizzazione e leader nei settori futuri, nonché un vivace ecosistema di start-up innovative. Tuttavia, tutti i rapporti indicano il basso livello di digitalizzazione e di competenze digitali delle piccole imprese, delle microimprese e dei lavoratori autonomi come principali ostacoli che impediscono di sfruttare appieno il potenziale economico delle nuove tecnologie. L'Italia, infatti, presenta un livello incipiente di incorporazione delle soluzioni digitali nel tessuto produttivo delle piccole imprese, delle microimprese e dei lavoratori autonomi, caratterizzati da dimensioni ridotte e, quindi, con minori opportunità di aumentare la propria produttività e creare qualità e occupazione. La digitalizzazione delle piccole imprese, delle microimprese e dei lavoratori autonomi costituisce, quindi, una delle principali leve della modernizzazione dell'economia spagnola e del potenziale di crescita a medio termine, consentendo di migliorare la produttività di tutti i lavoratori, aumentare le proprie dimensioni, internazionalizzare e rafforzare la sicurezza informatica. Il voucher « Italia digitale » mira a concedere aiuti alle piccole imprese, alle microimprese e ai lavoratori autonomi per l'adozione delle soluzioni di digitalizzazione disponibili sul mercato. I beneficiari riceveranno gli aiuti in base alle loro dimensioni, misurati in base al numero di dipendenti. Per la gestione del programma è prevista la partecipazione di tre tipi di agenti: (1) le aziende beneficiarie (d'ora in poi i beneficiari), che riceveranno aiuto per incorporare le soluzioni digitali, (2) gli abilitatori, che forniranno i servizi corrispondenti o installeranno le soluzioni corrispondenti digitali e (3) i certificatori, che collaboreranno alla gestione dell'aiuto. Il beneficiario, per utilizzare l'aiuto concesso, sceglie una o più soluzioni di digitalizzazione tra quelle disponibili in una piattaforma nazionale chiamata « Catalogo digitale » dove si trovano la fornitura di soluzioni di digitalizzazione degli abilitatori affiliati. A tal fine, il Catalogo offrirà meccanismi per elaborare le richieste dei soggetti che vogliono svolgere il ruolo di abilitatori affinché possano pubblicare in modo trasparente il riferimento alla loro offerta di soluzioni di digitalizzazione in modo che siano accessibili ai beneficiari. Tra le soluzioni di digitalizzazione ammissibili: ampliamento presenza su internet del commercio elettronico, della gestione dei social network , della digitalizzazione delle relazioni con i clienti, dei processi e degli strumenti per l'analisi dei dati aziendali, cosiddetti business intelligence , e dell'analisi dei dati aziendali, cosiddetta analytics , dell'automazione dei processi, dell'implementazione della fatturazione elettronica, dei servizi e degli strumenti per uffici virtuali, delle comunicazioni sicure, della sicurezza informatica e delle soluzioni di intelligenza artificiale. Gli aiuti per l'adozione di soluzioni di digitalizzazione possono essere utilizzati per sostituire soluzioni già adottate dal beneficiario purché rappresentino un miglioramento funzionale. Per ottenere il voucher « Italia digitale » il beneficiario deve compilare un sistema di autovalutazione del livello di digitalizzazione dell'azienda, presente nella piattaforma « Catalogo digitale », che offrirà proposte di soluzioni personalizzate sui bisogni dell'azienda. Le soluzioni offerte devono consentire ai beneficiari di migliorare il proprio livello di maturità digitale e la propria competitività attraverso la digitalizzazione. I beneficiari devono possedere i seguenti requisiti: essere una piccola impresa, una microimpresa o un lavoratore autonomo secondo le definizioni di cui all'allegato I del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014; non essere considerata impresa in crisi; essere in regola con i pagamenti degli adempimenti fiscali e previdenziali; non essere soggetto a nessun altro dei divieti previsti dalla legge generale sui sussidi; non essere soggetto a un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione europea; non superare il limite dell'aiuto de minimis , oltre ad avere la valutazione del Livello di Maturità Digitale secondo il test diagnostico disponibile sulla piattaforma « Catalogo Digitale ». Al fine di garantire l'efficace erogazione dei servizi, è stabilito che, in generale, gli abilitatori devono possedere i seguenti requisiti: fatturato cumulato di almeno 100.000 euro nei due anni precedenti a decorrere dal momento della presentazione della domanda di adesione, ovvero 50.000 euro nell'anno precedente, a progetti analoghi a quelli da sviluppare per i beneficiari di una qualsiasi delle categorie di soluzioni di digitalizzazione. Allo stesso modo, tra i suoi obblighi c'è quello di impegnarsi a creare in Italia l'occupazione necessaria per la fornitura di servizi; e mantenere la propria sede fiscale e sede per la prestazione di attività soggette a sovvenzione nell'Unione Europea. Le soluzioni proposte dagli Abilitatori per l'inserimento nel Catalogo dovranno anche ottenere l'autorizzazione dei Certificatori, che sono entità pubbliche o private che supportano i Beneficiari nella valutazione delle proprie competenze digitali e gli Abilitatori nel validare le loro offerte da inserire nella piattaforma « Catalogo digitale ». Le modalità tecniche di erogazione del voucher , di realizzazione della piattaforma « Catalogo Digitale », la lista dei Certificatori e le modalità per la loro compensazione saranno dettagliate in un successivo decreto ministeriale emanato dal Ministero delle imprese e del made in Italy entro novanta giorni dalla data di approvazione di questa legge.