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quali provvedimenti urgenti si intenda adottare per evitare ennesime "Caporetto digitali" che mettono a dura prova la vita dei cittadini che avrebbero invece diritto, in un momento così difficile, ad essere aiutati e supportati con ogni mezzo; come mai si continui ad utilizzare il metodo del clic day , risultato poco efficace, invece di utilizzare l' app "Io", lanciata ad aprile, che dovrebbe diventare lo strumento con cui il cittadino dialoga con la pubblica amministrazione e che aveva dato buona prova con il bonus vacanze; quale fine abbia fatto la cabina di regia di tutti Ministeri sulle questioni digitali annunciata dal ministro Pisano l'11 novembre 2019 per evitare proprio ciò che è avvenuto; quali garanzie abbiano i cittadini di ricevere tutti il bonus richiesto. Atto n. 3-02064 CALIGIURI BATTISTONI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: al fine di contenere il diffondersi dell'epidemia da COVID-19, il Governo ha deciso di differenziare l'Italia in zone (gialle, arancioni e rosse) così da attuare un approccio differenziato alla gestione della crisi sanitaria in corso; nelle zone rosse, la produzione, diversamente dalla chiusura totale di marzo e aprile, non si fermerà, come nel resto d'Italia; ora come allora, però, ci sono e ci saranno problemi di reperimento della manodopera, sia per criticità pregresse, che per le imprescindibili ed inevitabili quarantene cautelari e per i casi di positività, comportando non poche difficoltà al settore agricolo, fra cui il rischio della compromissione del raccolto; Forza Italia, tramite emendamenti e diversi atti di sindacato ispettivo, da tempo, cerca di persuadere il Governo a introdurre i voucher in agricoltura, così da fornire la possibilità a studenti, disoccupati, cassaintegrati e percettori di reddito di cittadinanza di lavorare nei campi, per sopperire a questa mancanza di personale, a cui il Governo aveva risposto con l'inefficiente sanatoria, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano assumere iniziative volte ad adoperare lo strumento dei voucher in agricoltura al fine di mitigare il reale rischio da paralisi del raccolto. Atto n. 3-02065 CALIGIURI BATTISTONI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, riconosce, in via straordinaria e urgente, 100 milioni di euro per contributi a fondo perduto a favore delle imprese operanti nelle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura; il comma 3 rimanda ad un successivo decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l'individuazione della platea dei beneficiari e dei criteri per usufruire dei contributi, si chiede di sapere: secondo quale criterio il Ministro in indirizzo intenda ripartire le risorse di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 137; se non ritenga opportuno incrementare tali risorse, in virtù del fatto che sono circa 740.000 le aziende agricole che subiranno ingenti perdite a seguito delle misure restrittive introdotte dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 e dai successivi. Atto n. 3-02067 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono divenuti nel corso degli ultimi decenni tra i più comuni problemi di salute, soprattutto nei giovani e negli adolescenti. Si tratta di disturbi che colpiscono la popolazione alle età più disparate, dall'infanzia all'età adulta, con un picco di esordio in età adolescenziale e possono colpire la popolazione femminile, così come quella maschile; secondo l'ultimo rapporto Eurispes in Italia, oltre 2 milioni di ragazzi tra i 12 e i 25 anni soffrono di disturbi del comportamento alimentare (DCA) e, secondo i dati della Società italiana dei disturbi del comportamento alimentare (SISDCA), ogni anno ci sono 8.500 nuovi casi di persone, tra uomini e donne, colpite da questi disturbi. Tali dati allarmanti hanno sollecitato la ricerca a studiare metodi di intervento sempre più adeguati e rispondenti alle richieste; il sopraggiungere dell'emergenza sanitaria da COVID-19 e le conseguenti restrizioni imposte dal Governo hanno avuto degli effetti importanti sulla salute mentale, così come riporta Brooks &Co nella ricerca sull'impatto psicologico della quarantena, e i disturbi del comportamento alimentare rientrano tra i fattori di rischio, in quanto le persone affette sono state costrette alla sospensione dei trattamenti psicologici e comportamentali; il fattore dell'isolamento sociale, una delle prime manifestazioni di questa tipologia di patologia, nel periodo di quarantena ha inciso dunque negativamente su chi soffre di questi disturbi, prospettando un ritiro dai trattamenti anche successivo alla pandemia; al fine di gestire e prevenire quadri clinici disastrosi, per tutta la popolazione italiana sono stati istituiti numeri di emergenza ai quali riferirsi in caso di crisi, e diverse associazioni del privato sociale, associazioni di professionisti e piccole realtà locali hanno messo a disposizione forze di volontari e specialistiche per la gestione dei casi sul territorio. Tali pazienti rientrano tra coloro i quali subiscono maggiori rischi a causa della difficoltà nel chiedere aiuto e nel riconoscere i segnali prodromici rispetto ai comportamenti di buona prassi; nell'ultimo aggiornamento dei LEA vi è un paragrafo dedicato all'assistenza specifica a particolari categorie, ma i DCA non sono presenti, perché ricompresi nella categoria della salute mentale; il sito del Ministero della salute ha recentemente pubblicato il rapporto SISM 2018 sui numeri dati rispetto alle persone con diagnosi psichiatriche e sui giorni di residenza nelle strutture dedicate e dal rapporto emerge la completa assenza dei dati relativi alle persone affette da DCA. Nell'attività dei servizi psichiatrici infatti viene segnalata la durata di giornate medie presso strutture residenziali per paziente, pari a 936,5 giorni, mentre nella realtà delle persone affette da DCA, che ha la "fortuna" di accedere alle cure, nelle poche strutture residenziali dedicate, tralasciando le interminabili liste d'attesa, la durata media del ricovero non supera i 90 giorni. Infine, per quello che riguarda gli accessi psichiatrici in pronto soccorso, il rapporto indica che oltre il 74 per cento degli accessi viene poi curato a casa, mentre per i DCA il Ministero stesso ha emanato delle mere raccomandazioni a tutti i punti di pronto soccorso, denominandole "codice lilla" o "percorso lilla", fatto solo di condizionali, ma che dovrebbe implicare, oltre al riconoscimento, la presa in carico con percorsi di cura dedicati; è evidente il paradosso per cui una patologia con numeri enormi, in costante crescita sia in malati che in mortalità, con una grave carenza o assenza di percorsi di cura dedicati, non venga considerata, non solo come emergenza socio-sanitaria tanto da essere scorporata dalla macro area della salute mentale, ma nemmeno evidenziata nei rapporti annuali ufficiali e pubblici del Ministero;