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il monitoraggio domiciliare anche attraverso l'uso di un applicativo di telefonia mobile (c.d. app Immuni ) al fine di migliorare la diagnosi precoce e di coordinare al meglio i servizi d'assistenza necessari ai pazienti; - l'integrazione delle USCA con la figura degli assistenti sociali; - la previsione di attivare specifiche strutture residenziali territoriali laddove per applicare le misure di isolamento domiciliare e di quarantena, o per ospitare pazienti dimessi dagli ospedali, sia necessario disporre temporaneamente di immobili alternativi al domicilio privato, fondamentali ad impedire il contagio intrafamiliare; b) per gli ospedali: - la previsione di istituire e/o di incrementare stabilmente nella rete ospedaliera i Covid- Hospital , strutture ad alto valore aggiunto in termini di innovazione, tecnologia e competenze, dedicati esclusivamente ai pazienti affetti da Covid-19; - il consolidamento di 3.500 posti in terapia intensiva tra i nuovi fin qui istituiti e l'incremento stabile di 4.225 posti letto di terapia semintensiva, di cui il 50 per cento prontamente convertibile in terapia intensiva; - la ristrutturazione e la riorganizzazione dei Pronto Soccorso e l'acquisto delle Covid Ambulance ad alto biocontenimento; c) per il personale: - l'incremento delle risorse per straordinari, indennità contrattuali, produttività e risultato del personale ospedaliero; - le risorse per ulteriori assunzioni in ambito ospedaliero e del SSN; - l'incremento di 4.200 borse di specializzazione in area medica, con particolare riferimento alle borse in anestesia e rianimazione, medicina d'urgenza, pneumologia, malattie infettive e loro specialità equipollenti; d) per la ricerca: - aiuti alle imprese per la ricerca e lo sviluppo in materia di COVID-19; il Governo e il Parlamento hanno inoltre istituito un apposito fondo, previsto dall'articolo 22-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, destinato all'adozione di iniziative di solidarietà a favore dei familiari di medici, personale infermieristico e operatori socio-sanitari, deceduti nell'ambito del loro impegno nelle azioni di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Nel decreto-legge c.d "Rilancio" le suddette iniziative sono state estese a tutti gli esercenti le professioni sanitarie; premesso inoltre che: dalle audizioni svolte nell'ambito dell'affare assegnato sui profili sanitari della cosiddetta fase due - nell'attesa di un vaccino o di un farmaco antivirale efficaci per uso di massa o di una notevole attenuazione della virulenza del virus - è emersa la necessità che la fase 2 sia improntata a logiche di flessibilità nell'adottare ed, eventualmente, implementare le misure di isolamento con preparazione del Dipartimento di Prevenzione delle ASL e con l'attivazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nel segnalare casi sospetti; di coordinazione a livello regionale, europeo ed internazionale nella gestione e nel contrasto della malattia, nonché di preparazione delle strutture ospedaliere e delle RSA, utilizzando in primis lo strumento del monitoraggio attivo; considerato che: le priorità da perseguire in questa fase devono essere: la sicurezza degli ospedali (percorsi di accesso, flussi separati), il rafforzamento del territorio per le attività sanitarie per i cronici e le attività sociosanitarie utilizzando anche tecnologie innovative per remotizzare processi e servizi (conseguente riduzione di accessi in ospedale, luogo da dedicare alle acuzie), la creazione di strutture intermedie/alberghiere per persone in condizione di fragilità/non autosufficienza con forme di Covid-19 non grave (sintomatologia non da ospedale), nonché il potenziamento dell'assistenza a domicilio ai soggetti con disabilità che necessitano di interventi presso il proprio domicilio; solo così sarà possibile affrontare e gestire in modo appropriato un periodo, la cui durata è al momento del tutto incerta, di "convivenza" con il virus ; occorre quindi riorganizzare il sistema sanitario affinché possa rispondere in modo pronto e sempre più adeguato a questa enorme sfida, investendo in primis sulla ricerca scientifica e sulla medicina territoriale, con setting domiliciliari e l'impiego della medicina digitale; riguardo la medicina territoriale occorre rivedere il rapporto fra ospedale e territorio finalizzata ad una gestione più tempestiva, flessibile e diversificata dei pazienti che non necessitano di ricovero. Occorre valorizzare e diffondere le strutture residenziali sanitarie, già previste dalla programmazione e con ruoli precisi nelle fasi non COVID, quali gli ospedali di comunità, come sedi per il trattamento di casistiche intermedie, per le quali l'isolamento domiciliare e il ricovero non rappresentino le soluzioni adeguate. Le strutture intermedie possono rappresentare le sedi ove già i medici di medicina generale svolgono parte delle loro attività e che, in occasioni epidemiche, con il supporto delle USCA possono accogliere ed assistere adeguatamente i pazienti e costituire un punto di riferimento per le comunità. In tale contesto riveste rilievo fondamentale il rafforzamento del ruolo clinico dei medici di base e la formazione dei diversi attori del sistema all'utilizzo della telemedicina; considerato che: un monitoraggio efficace richiederà test molecolari per verificare il livello delle infezioni da eseguire prevalentemente su tecnologia aperta (per superare il problema della dipendenza dai reagenti), test sierologici affidabili per monitorare il livello di immunità, testing capillare nel territorio ripetuto ad intervalli regolari e un uso esteso del " contact tracking and tracing "; sarà necessario l'investimento in tecnologie adeguate per l'effettuazione e la refertazione dei tamponi rinofaringei, da eseguire in elevata quantità. Solo un numero di tamponi adeguato consentirà di ottimizzare l'utilizzo del contact tracing ; molta attenzione dovrà altresì essere dedicata allo studio di sieroprevalenza, da effettuarsi con kit diagnostici ad elevata sensibilità e specificità, poiché ciò consentirà di ottenere informazioni importanti sulla diffusione del virus in Italia e nelle diverse Regioni. Sarà così possibile definire in modo più compiuto il numero di soggetti asintomatici o paucisintomantici venuti a contatto con il virus e lo stesso tasso di letalità sarà spiegato in modo più corretto in rapporto alla diffusione del virus ; considerato che: rispetto agli investimenti edilizi, essi andranno realizzati rivedendo le procedure secondo un principio di essenzialità in modo da ridurre al minimo i tempi, avendo a riferimento le modifiche richieste per garantire standard , di dotazione, logistici (percorsi, spazi in grado di garantire distanziamento, impianti, isolamento), di copertura territoriale, che tengano conto delle misure idonee a ridurre il rischio di trasmissione di COVID-19 e di potenziamento dell'assistenza territoriale. Anche le strutture residenziali e semiresidenziali per non autosufficienti andranno valutate applicando gli stessi principi;