[pronunce]

Abruzzo n. 34 del 2019 per violazione degli artt. 3 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 24 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE. La disposizione impugnata ha inserito, dopo la lettera c) del comma 2 dell'art. 8 della legge reg. Abruzzo n. 96 del 1996, la lettera c-bis), la quale individua un'ulteriore condizione per l'attribuzione di punteggi al fine della formazione della graduatoria di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. In particolare, questa ulteriore condizione consiste nella «situazione connessa all'anzianità di residenza in Comuni della regione Abruzzo» e prevede l'attribuzione di un punto «per ogni anno di residenza a partire dal decimo anno di residenza e fino ad un massimo di 6 Punti». In altre parole, la norma impugnata porrebbe un «requisito aggiuntivo regionale» rispetto ai punteggi attribuiti in relazione alle condizioni soggettive e oggettive del concorrente e del suo nucleo familiare, nonché rispetto ai criteri di priorità riferiti al livello di gravità del bisogno abitativo. Secondo il ricorrente l'art. 4, comma 1, della legge reg. Abruzzo n. 34 del 2019 si porrebbe in contrasto con l'art. 3 Cost., poiché non sussisterebbe «alcuna ragionevole correlabilità tra tale requisito e lo stato di bisogno riferito alla persona in quanto tale che, per la sua stessa natura, non tollera distinzioni basate su particolari tipologie di residenza». La norma impugnata avrebbe un carattere discriminatorio «non soltanto nei confronti di cittadini italiani che risiedono nella Regione Abruzzo da meno di dieci anni, ma anche dei cittadini degli altri Stati membri dell'U.E., che versano nella medesima situazione, ai quali è attribuita la parità di trattamento con i cittadini degli Stati membri in cui risiedono ai sensi dell'art. 24 della direttiva 2004/39/CE [...] recepita con d.lgs. 30/2007». Per le ragioni anzidette sarebbe violato anche il principio di uguaglianza e di non discriminazione di cui all'art. 3 Cost. 1.4.- Infine, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l'art. 8, comma 3, della legge reg. Abruzzo n. 34 del 2019 per violazione degli artt. 3 e 117, secondo comma, lettere g) e h), Cost. La disposizione in esame ha sostituito il testo delle lettere e-ter) ed e-quater) all'art. 34, comma 1, della legge reg. Abruzzo n. 96 del 1996, introducendo due ulteriori cause di decadenza dall'assegnazione dell'alloggio. In particolare, dopo l'entrata in vigore della norma impugnata, tale decadenza è pronunciata dal sindaco del Comune territorialmente competente anche nei casi in cui l'assegnatario «e/o uno dei componenti del suo nucleo familiare, successivamente all'assegnazione, abbia riportato condanne penali passate in giudicato per uno dei reati previsti dagli articoli 51, comma 3-bis e/o 380 del codice di procedura penale, dell'articolo 73, comma 5, del Testo Unico approvato con D.P.R. 309/1990, nonché per i reati di usura, favoreggiamento e/o sfruttamento della prostituzione, gioco d'azzardo, detenzione e/o porto abusivo di armi, traffico di armi, riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite» (lettera e-ter), e nei casi in cui l'assegnatario «abbia ospitato stabilmente presso l'alloggio uno o più soggetti colti in flagranza di reato, per uno dei reati previsti dagli articoli 51, comma 3-bis e/o 380 del codice di procedura penale, dell'articolo 73, comma 5, del Testo Unico approvato con D.P.R. 309/1990, nonché per i reati di usura, favoreggiamento e/o sfruttamento della prostituzione, gioco d'azzardo, detenzione e/o porto abusivo di armi, traffico di armi, riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite» (lettera e-quater). In sostanza, la norma impugnata amplia il novero dei reati per i quali è prevista la decadenza dall'assegnazione riproducendo il nuovo elenco dell'art. 2, comma 1, lettera g-bis), della legge reg. Abruzzo n. 96 del 1996, introdotto dall'art. 1, comma 1, lettera d), della legge reg. Abruzzo n. 34 del 2019, oggetto della prima questione di legittimità costituzionale promossa con l'odierno ricorso. Anche l'art. 8, comma 3, della legge reg. Abruzzo n. 34 del 2019 incorre - secondo il ricorrente - nel vizio di irragionevolezza, già lamentato in relazione all'art. 1, comma 1, lettera d), della medesima legge. In particolare, sarebbe irragionevole l'aver previsto, quali cause di decadenza, l'avvenuto arresto di un soggetto stabilmente ospitato presso l'alloggio - e quindi a prescindere dall'accertamento definitivo della sua colpevolezza - (lettera e-quater) e, al contempo, la condanna penale passata in giudicato per l'assegnatario e/o per uno dei componenti del suo nucleo familiare (lettera e-ter). Alla luce di questo quadro normativo, l'assegnatario conserverà l'alloggio nel caso in cui egli stesso o un componente del suo nucleo familiare dovessero essere sottoposti ad arresto in flagranza di reato, mentre lo perderà se l'arresto dovesse riguardare un soggetto da lui stabilmente ospitato. L'irragionevolezza della norma impugnata deriverebbe anche dalla mancata considerazione del possibile esito assolutorio del conseguente giudizio e dal far dipendere da «un evento posto al di fuori della responsabilità e del controllo del beneficiario, conseguenze decadenziali per lo stesso beneficiario». La norma di cui alla lettera e-quater) - «non solo per la tipologia di informazioni in parola [relative all'arresto in flagranza], ma altresì per il sottinteso meccanismo di comunicazione delle stesse» - violerebbe, inoltre, la competenza legislativa statale in materia di «ordine pubblico e sicurezza» di cui all'art. 117, secondo comma, lettera h), Cost. E ancora, «[i]l generico riferimento ai soggetti "colti in flagranza di reato" e, soprattutto, le concrete modalità tramite le quali il sindaco verrebbe a conoscenza della [...] causa di decadenza dall'assegnazione dell'alloggio si prest[erebbero] altresì ad una difficile e dubbia applicazione». In proposito, la difesa statale sottolinea come la flagranza di reato sia uno status normativamente determinato (art. 382 cod. proc. pen.), in presenza del quale sorgono obblighi (art. 380 cod. proc.