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La discussione su questo tema inizia addirittura con la Commissione Bozzi, ma è una richiesta che negli anni è sempre più cresciuta. Voglio ringraziare anche tutti coloro, di varie forze politiche e anche delle passate legislature, che hanno presentato disegni di legge costituzionali simili a quello in esame per inserire la tutela dell'ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità nella nostra Costituzione. E abbiamo voluto fortemente che fosse inserita, com'è giusto, nella prima parte della Costituzione, lì dove si sancisce il valore più alto dei nostri principi costituzionale, dove si regge il patto repubblicano. Dico una cosa con molta chiarezza. Ci sono state critiche perché abbiamo voluto apportare delle modifiche puntuali - come ha detto giustamente la relatrice - alla Parte I della Costituzione, ma non è stata una manomissione. Questo è il punto. Anzi, andando a rileggere il dibattito in seno all'Assemblea costituente, si comprende che è stato un proseguo del lavoro che i Padri e le Madri costituenti hanno fatto con la scrittura del mirabile articolo 9 della Costituzione, che è stato un punto di riferimento. Erano però altri tempi e avevano punti di riferimento legati più al valore del paesaggio e alla stessa legge di tutela del 1939. Insomma, era un mondo diverso. È importante fare oggi questa discussione e votare in terza lettura il provvedimento, contemporaneamente allo svolgimento a Glasgow della COP26, dove l'urgenza e l'emergenza di salvare la vita sul pianeta, darsi degli obiettivi vincolanti e fermare i cambiamenti climatici sono tutti temi di cui stanno discutendo non solo i Capi di Governo, ma anche tutte le associazioni, i movimenti e i giovani che negli ultimi anni - e negli ultimi mesi, in particolare - ci hanno chiesto in modo pressante di intervenire. Noi interveniamo sull'articolo 9 della Costituzione, integrando la difesa e la tutela del paesaggio e dei beni culturali, che sono la nostra identità, con la tutela dell'ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità, che sono fondamentali. Possiamo vivere ed essere in armonia con il creato solo e unicamente se ampliamo tutto il sistema di tutela. L'uomo non è il padrone del creato e dell'universo e quindi la tutela, non solo, genericamente, della biodiversità, ma anche di tutte le specie animali è una cosa centrale. Certamente serve un cambio culturale, con un approccio diverso, ma cruciale e fondamentale. L'inserimento della modifica nella Parte I della nostra Costituzione rende precettivo e perentorio l'agire. Dobbiamo fare qui, nel nostro Paese, la parte che spetta a tutti noi al fine di agire, preservare, tutelare e fermare quella che rischia di essere una catastrofe apocalittica. Ricordo che la giurisprudenza costituzionale ha interpretato bene e in modo ampio - e meno male - l'articolo 9 della Costituzione, ma era assolutamente necessario che la tutela entrasse all'interno della Carta costituzionale per la garanzia e la tutela dei diritti collettivi e individuali. Dico anche un'altra cosa. Noi abbiamo avuto cura di recepire tutte le opinioni che sono state espresse durante le moltissime audizioni svolte. Molti costituzionalisti ci hanno giustamente suggerito di intervenire anche sull'articolo 41 della Costituzione per fare in modo che l'iniziativa privata e anche quella pubblica, dal punto di vista economico, non rechino danno alla salute e all'ambiente. Capite quanto ciò sia cruciale. Alla responsabilità sociale dell'impresa si aggiunge quella ambientale. Si tratta di una questione assolutamente cruciale oggi. Il nostro Paese fa un grande passo in avanti da questo punto di vista e quello attuale è, quindi, un momento storico importante. Arriviamo dopo molti altri Paesi, perché le Costituzioni della maggior parte dei Paesi europei prevedono già la tutela dell'ambiente. C'è chi lo ha previsto all'inizio, al momento di costruire il Patto costituzionale, e chi lo ha fatto dopo. Pensiamo alla Costituzione tedesca, che già nel 1994 ha introdotto un altro concetto oggi cruciale, ossia la tutela dell'ambiente, degli ecosistemi e delle biodiversità anche per future generazioni. Capite? Questo è un elemento che - a mio avviso - ogni giorno i giovani in piazza nelle espressioni ci chiedono perché ci dicono di agire. L'ho messo in connessione con la COP26 e c'era l'urgenza di fare e di adeguare la nostra Costituzione. Qualcuno ha detto che non vi era o che non crede produrrà chissà quali effetti. L'urgenza c'era perché il tempo sta scadendo, se non è scaduto. La modifica costituzionale serve a richiamare a noi stessi e ai cittadini il senso dell'emergenza che i fatti oggettivi e i dati scientifici ci indicano. Nel G20 si è raggiunto un accordo sul mantenere l'aumento della temperatura entro un grado e mezzo. Purtroppo, ho la vaga impressione che abbiamo già superato tale aumento, che ci dobbiamo attrezzare a contenerlo entro i due gradi. Ma, se continuiamo così, rischiamo di avere - come ci dicono i dati dell' Intergovernmental panel on climate change (IPCC) - un aumento della temperatura di 2,7 gradi. Pensate cosa ciò significherebbe per il nostro Paese e per le future generazioni. Richiamo anche l'urgenza di un grande coinvolgimento politico e culturale. La modifica costituzionale è importante perché la tutela, la lotta contro i cambiamenti climatici e l'emergenza davanti a noi non si possono affrontare pensando che la tecnologia risolverà tutto. La tecnologia ci aiuterà, ma serve un grande cambiamento culturale. Papa Francesco per primo ce lo ha ricordato perché nell'Enciclica «Laudato si'» ci dà una nuova interpretazione del mondo, una nuova visione dell'armonia del costruire, del non essere più i padroni dell'universo e di ricreare un sistema di armonia, visto come abbiamo maltrattato il creato e l'universo. La vita potrà proseguire su questo pianeta solo e unicamente se saremo capaci di ricostruire l'armonia con l'ambiente e con le specie viventi. Modificando l'articolo 41 facciamo anche un'altra operazione: costituzionalizziamo un diritto collettivo e della persona. Per questi motivi votiamo più che convintamente il disegno di legge costituzionale che davvero stavamo aspettando in molti nel nostro Paese da tantissimo tempo. (Applausi) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, abbiamo votato per questo disegno di legge costituzionale che modifica la nostra Costituzione già il 9 giugno scorso. In quell'occasione ebbi occasione di prendere la parola e di dire ciò che pensavo a titolo personale intervenendo in discussione generale. Oggi il mio Gruppo ha affidato a me la possibilità di intervenire a nome di tutti e, quindi, sento su di me naturalmente anche la responsabilità di parlare anche a nome dei miei colleghi. Per questo devo ringraziare la presidente Anna Maria Bernini e tutti i colleghi che mi hanno attribuito questo onore. In occasione del terzo voto di modifica sento fino in fondo la responsabilità di essere un parlamentare della Repubblica - in Senato siamo 315 e gli italiani sono 60 milioni - anche se non sempre lo stesso senso di responsabilità è presente in alcuni di noi.