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1 (Finalità e princìpi) 1 Al fine di concorrere al perseguimento degli obiettivi di equità, eguaglianza sociale, benessere e salute, attraverso il miglioramento delle condizioni di vita degli esseri viventi, nonché della qualità, sicurezza e fruibilità collettiva del territorio, sia nelle aree urbane che in quelle naturali e agricole, la presente legge introduce norme finalizzate alla gestione rispettosa degli ecosistemi e delle risorse primarie, alla riduzione del consumo di suolo, alla tutela dei territori aperti, alla realizzazione di un nuovo modello urbano da realizzare mediante la conservazione della natura, la gestione prudente degli ecosistemi e delle risorse primarie, la tutela e la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico, artistico e culturale, la qualificazione degli spazi urbani, dell'architettura, delle infrastrutture. A tali fini gli obiettivi di conservazione, tutela e valorizzazione devono essere parte integrante di ogni intervento suscettibile di incidere sulle condizioni dell'ambiente urbano, delle aree agricole, del paesaggio e del patrimonio naturale e culturale. 2 Le decisioni relative alla conservazione e alla trasformazione del territorio sono informate ai seguenti princìpi: a prevalenza dell'interesse generale su quello particolare e dell'interesse pubblico su quello privato; b attribuzione alla risorsa ambientale di un valore primario per la collettività; c promozione dell'uso del territorio come bene comune e risorsa finita, finalizzando ogni intervento pubblico o privato a favorire l’equità e ad estendere l'esercizio della democrazia attraverso la partecipazione informata ai processi decisionali, preservando il suolo da un consumo improprio che produca effetti nocivi sull'ecosistema; d priorità dell'utilizzo di aree già edificate, degradate o scarsamente dotate di verde e servizi, attraverso interventi di trasformazione ecocompatibili, di miglioramento della qualità dell'ambiente urbano e di ampliamento delle dotazioni territoriali, del verde e dei servizi di trasporto. 3 La presente legge impegna a: a promuovere la qualità della vita degli abitanti attraverso: 1 l'offerta di spazi e servizi che soddisfino bisogni individuali e favoriscano relazioni sociali; 2 la riduzione del tempo destinato agli spostamenti individuali e collettivi; 3 la tutela della salute attraverso la riconversione dei fattori che producono agenti inquinanti; b sviluppare il senso e il valore della cura, della cultura e dell'identità dei luoghi; c proteggere gli ecosistemi e i paesaggi da ogni tipo di intervento che ne determini la frammentazione, assicurando la loro funzione di servizi ecosistemici; d affermare il valore imprescindibile dell'unità del territorio nella globalità di significati ecologici, storici, culturali e sociali. 2 (Definizioni) 1 Ai fini di cui alla presente legge, si intende per: a «suolo»: lo strato superiore della crosta terrestre, sistema integrato che svolge funzioni fondamentali di ospitalità e di nutrimento per gli ecosistemi e le produzioni agricole, di sequestro di anidride carbonica, di raccolta e filtraggio delle acque meteoriche, di supporto fisico e morfologico per le attività antropiche e di componente essenziale per la caratterizzazione del paesaggio. Per suolo si intende anche la superficie di terreno che, nelle aree urbanizzate, non è coperta da manufatti e non fa parte dell'area di pertinenza degli edifici; b «consumo di suolo»: la riduzione di superficie naturale, agricola, urbana e periurbana per effetto di interventi di impermeabilizzazione, urbanizzazione, infrastrutturazione ed edificazione; c «superficie agricola»: i terreni qualificati come tali dagli strumenti urbanistici, le aree di fatto utilizzate a scopi agricoli indipendentemente dalla destinazione urbanistica, nonché le aree, comunque libere da edificazioni e infrastrutture, suscettibili di utilizzazione agricola; d «impermeabilizzazione»: l'azione antropica che ha come conseguenza la copertura permanente o semi-permanente del suolo; e «sostenibilità ambientale»: la conservazione del capitale naturale, attraverso misure e controlli tesi a: 1 evitare che il tasso di consumo delle risorse materiali rinnovabili, di quelle idriche e di quelle energetiche ecceda il loro tasso di ricostituzione assicurato dai sistemi naturali, nonché evitare che il tasso di consumo delle risorse non rinnovabili superi il tasso di sostituzione delle risorse rinnovabili sostenibili; 2 impedire che il tasso di emissione degli inquinanti superi il tasso di assorbimento e trasformazione dell'atmosfera, dell'acqua e del suolo; 3 favorire e promuovere la conservazione della biodiversità, della salute umana e delle qualità dell'atmosfera, dell'acqua e dei suoli a livelli sufficienti a sostenere nel tempo la vita e il benessere degli esseri umani, nonché degli animali e dei vegetali; f «impronta ecologica»: l'indicatore aggregato che consente di associare le diverse forme di impatto umano sull'ecosfera riconducendole ad un denominatore comune, ovvero alla superficie direttamente o indirettamente impiegata dalle attività antropiche, al fine di valutare gli effetti ambientali dei consumi di energia e di materia e della produzione dei rifiuti. L'impronta ecologica esprime la superficie in ettari necessaria alla produzione delle risorse utilizzate per il sostentamento di una determinata comunità e all'assorbimento dei rifiuti da essa prodotti, al fine di garantire la sostenibilità ecologica delle attività antropiche. 3 (Consumo di suolo naturale e agricolo) 1 La salvaguardia del territorio non urbanizzato è parte della tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera s) , della Costituzione. 2 I comuni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvedono a definire il perimetro del centro edificato e delle eventuali frazioni e nuclei sparsi. Il perimetro è tracciato con linea continua aderente ai lotti degli edifici esistenti posti sul limite dell'area agricola e naturale. 3 L'area esterna al perimetro di cui al comma 2 non può essere soggetta a nuove edificazioni e a impermeabilizzazioni che non siano legate alle attività agricole, alle funzioni previste all'interno della cintura verde di cui al comma 4 o non siano giustificate da motivato interesse pubblico, fintanto che le regioni non abbiano definito i criteri di riduzione progressiva dell'edificabilità nei territori naturali e agricoli, in funzione delle risultanze emerse dal censimento del patrimonio immobiliare inutilizzato di cui all'articolo 14. 4 Attorno al perimetro del centro edificato di cui al comma 2, i comuni individuano una «cintura verde» con funzioni agricole, ecologico-ambientali, ricreative, coerenti con la conservazione degli ecosistemi, ai sensi dell'articolo 6 della legge 14 gennaio 2013, n. 10, finalizzata a favorire l'assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall'atmosfera tramite l'incremento e la valorizzazione del patrimonio arboreo, l'efficienza energetica, l'assorbimento delle polveri sottili, nonché a ridurre l'effetto isola di calore, favorendo al contempo una regolare raccolta delle acque piovane.