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Insisto però, perché abbiamo fatto molte audizioni. Lei ha detto che il Parlamento si deve esprimere. Il mio è quindi un appello. Speriamo che la maggioranza si chiarisca al suo interno e non prenda tempo all'appuntamento della decisione concreta. Sono quattro mesi che in Commissione continuiamo a discutere. Prendiamo allora atto della volontà di condivisione del Governo e facciamo un appello alla maggioranza affinché si chiarisca al suo interno. Le dichiarazioni all'interno della maggioranza sono infatti di segno opposto sia da parte della Lega che da parte del MoVimento 5 Stelle; c'è chi è contrario e chi è favorevole. Ciò è importante, perché siamo di fronte allo sviluppo di un prodotto innovativo che ha delle ricadute economiche importanti. Ci sono aziende strategiche che da mesi, se non almeno da un anno, hanno preparato piani industriali, addirittura quinquennali, e ci sono in ballo circa 2.000 posti di lavoro, con una prospettiva di crescita e questa incertezza crea una grande confusione. Pertanto noi insisteremo in Commissione, anche alla luce delle sue affermazioni di condivisione, affinché si decida in tempi brevi. PRESIDENTE . La senatrice Saponara ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00211 sull'incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto, in provincia di Parma, per tre minuti. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, sinceramente avrei voluto fare a meno di portare alla sua attenzione quanto sto per esporre, ma il fatto accaduto il 21 maggio scorso presso lo stabilimento militare di ripristini e recuperi di munizionamento di Noceto, in provincia di Parma, mi obbliga per coscienza a sottoporle una delicata questione. In quella data un operaio di trentasette anni è rimasto ferito in modo grave per un incidente sul lavoro avvenuto nel detto stabilimento. Un incidente che solo per miracolo non ha avuto conseguenze tragiche, ma che ha comunque avuto conseguenze che non sarà facile cancellare. L'uomo, infatti, è stato investito da un'esplosione di un ordigno bellico di natura artigianale - una bomba carta - mentre stava attuando operazioni per renderlo inerte. La situazione è apparsa subito gravissima e agli occhi degli operai suoi colleghi si è presentato uno spettacolo tremendo. Tutti, naturalmente, hanno temuto il peggio per l'uomo. Sul posto sì sono immediatamente mobilitati i medici del 118, i Vigili del fuoco e i Carabinieri. La macchina del soccorso si è messa subito in moto e l'operaio ferito è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Parma con diverse ferite profonde, tra cui una grave lesione ad un arto. Dopo qualche giorno di coma l'uomo si è lentamente ripreso, ma il percorso di cura e riabilitativo si prospetta ancora lungo per lui e, di conseguenza, per la sua famiglia. Nonostante i tempi ristretti a mia disposizione mi corre l'obbligo di ricordare che lo stabilimento militare di Noceto è gestito dall'Agenzia industrie difesa (AID), in cui è confluita buona parte dell'area tecnico-industriale appartenente alle Forze armate al dichiarato scopo di accrescerne l'efficienza, alleggerendo parallelamente gli oneri a carico del bilancio del Dicastero militare. Detto stabilimento, a suo tempo fabbrica che produceva proiettili, ospita attualmente un impianto di distruzione di esplosivi e residuati bellici al quale sono addetti circa cinquanta dipendenti civili e una decina di militari. Una volta disinnescati gli ordigni, le parti che li compongono vengono rimesse e rivendute sul mercato, mentre la polvere da sparo viene bruciata in un apposito forno. La struttura da sempre dà e ha dato lavoro a molte famiglie del territorio, arrivando a impiegare fino a 2.300 persone, ma questo incidente, preceduto da un altro simile a gennaio del 2015, obbliga a chiedere al Governo quali misure intenda assumere per prevenirne altri, garantendo efficacemente la sicurezza di coloro che vi prestano la propria delicata attività lavorativa e ricordando, infine, che in questo stabilimento lavorano tanti padri e madri di famiglia, oltre che molti giovani. Signor Ministro, confido nella sua disponibilità e sensibilità. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, dottoressa Trenta, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRENTA, ministro della difesa . Signor Presidente, sull'evento dello scorso 21 maggio avvenuto presso lo stabilimento di Noceto, che ha portato al ferimento di un operaio, è in corso un'indagine giudiziaria per determinarne le cause oltre che le responsabilità. È necessario precisare che l'episodio non ha riguardato una linea di produzione attiva, ma la fase precedente l'avvio di tale linea ovvero il «collaudo». Ovviamente, è massimo l'impegno profuso dall'Agenzia industrie difesa nell'individuazione dei possibili interventi migliorativi a integrazione del complesso di misure preventive già adottate nel tempo, nell'ottica di ridurre i rischi per l'incolumità del personale ai fini della tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro presso le unità produttive affidate in gestione, in ottemperanza alla vigente normativa. In particolare, a seguito dell'accaduto tale impegno si è tradotto di fatto in una serie di azioni con tempistiche diverse. Nell'immediato, oltre alla sospensione delle attività di demilitarizzazione di alcuni manufatti militari, l'AID ha incaricato una ditta specializzata affinché intervenga per remotizzare e automatizzare alcune fasi del processo, avviando parallelamente un riesame dei processi consolidati in atto per identificare le azioni di miglioramento, intervenendo sui cicli di lavoro ovvero acquisendo nuove specifiche attrezzature per incrementare il grado di automazione. Inoltre, si è provveduto a concentrare le risorse umane e finanziarie, oltre che strumentali, dello stabilimento sulle attività necessarie a demilitarizzare quantità notevoli di materiali della stessa tipologia da realizzarsi anche con attrezzature specifiche remotizzabili e automatizzabili, nonché a esternalizzare tali attività limitatamente ai manufatti in piccola entità o estremamente particolari. È in atto la prima fase (definizione del requisito) di un progetto per la realizzazione di un ambiente di lavoro innovativo, che consenta di eseguire in remoto e in totale sicurezza per gli operatori attività anche complesse di manipolazione, integrazione e scomposizione di manufatti esplosivi (sistema worksafe ). È stata tra l'altro attivata la funzione centrale di coordinamento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, preposta al coordinamento delle attività dei responsabili dei servizi prevenzione e protezione locali, il supporto alle unità produttive e l' auditing sulle misure di prevenzione e protezione in atto. Nel quadro degli interventi di miglioramento continuo rientra evidentemente anche l'aggiornamento professionale del personale dello stabilimento, permanente e in somministrazione. Prima dell'inizio di ogni attività vi è un'imprescindibile fase di informazione e di aggiornamento.