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Mi rivolgo a voi, che volete rappresentare il popolo e siete - di fatto - coloro i quali pensano in modo drammatico al popolo italiano e non al dramma del popolo italiano e alla povertà. Pensate che gli italiani siano un popolo di corrotti, questa è la verità. Nel dubbio, avete costruito la minaccia e un sistema - oggi la senatrice Bonino lo ha detto chiaramente - in cui la separazione dei poteri non esiste perché il Governo, la maggioranza e i padroni del vapore (voi siete mentalmente ancora nell'Ottocento) vogliono esercitare anche una funzione giudiziaria in questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è il dramma che l'Italia sta vivendo oggi. Ebbene, mi avvio verso la conclusione del mio intervento, che non modificherà in alcun modo la storia dei discorsi parlamentari e non avrà di per sé impatto nel dibattito. Credo che voi abbiate avuto un'occasione, che avete però sprecato. Penso ad un fatto piccolissimo e marginale, che pure è contenuto nella legge di bilancio: l'introduzione della cedolare secca per le locazioni non abitative, commerciali e per i piccoli esercizi. Una misura che, come Forza Italia, abbiamo sostenuto e rispetto alla quale abbiamo anche una paternità. Il governo Berlusconi è stato infatti il primo Governo che nel 2011 ha introdotto questa misura, che ha consentito di risolvere un problema, anzi di diminuire l'area dell'elusione fiscale, recuperando alle casse dello Stato circa un miliardo in poco più di sei anni. Parlo della cedolare secca per quanto riguarda le abitazioni. L'introduzione che voi fate oggi è invece assolutamente inefficace perché è prevista solamente per il 2019, solo per un anno, quindi non può spiegare effetti; non la prevedete inoltre per tutti i contratti di locazione, ma solo per quelli nuovi. È quindi una misura inefficace ed inutile. Credo che sia una misura che dimostra il fatto che nella sostanza il Governo dei sostantivi è pavido e lo è anche nell'introduzione di una misura che non poteva e non può che far bene alle casse del Paese e alle tasche degli italiani. Neanche quello siete stati in grado di pensare. Non so lei, Sottosegretario, a quale partito appartenga; penso al MoVimento 5 Stelle, non alla Lega, che comunque c'è ed è qui al mio fianco, con la quale governiamo delle Regioni ed abbiamo importanti responsabilità. È anche vero che il vice premier Salvini, parlando proprio di situazioni legate alla fiscalità immobiliare, ha detto che avrebbero tolto l'IMU e le tasse sui negozi sfitti. Tutto questo non si è visto. Tutto questo non l'avete fatto. Tutto questo, cari amici della Lega, purtroppo, devo appuntarvelo, è stata una promessa annunciata, tradita e mancata. Non si tratta di un ammontare straordinario di soldi, ma semplicemente di circa 170 milioni di euro l'anno, ampiamente recuperabili nel corso del tempo, ma con effetti benefici e di giustizia sociale. Credo che, parlando del settore immobiliare, il Governo del cambiamento avrebbe dovuto cambiare la politica che è nata dal 2011 in poi. Mi spiace non sia presente in Aula il presidente Monti, ma è dal suo Governo e dall'idea secondo la quale l'Italia aveva la tassazione più bassa nel settore immobiliare che si è costruita la tassazione ed un carico vessatorio, quasi espropriativo e predatorio per le abitazioni e per gli italiani. Vi ricordo che il 90 per cento degli italiani sono proprietari della loro abitazione ed è lì il fondamento della ricchezza. Non siete riusciti ad immaginare nemmeno come contrastare quella politica che da Monti in poi... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, senatore Dal Mas. Ha terminato il tempo. DAL MAS (FI-BP) . Presidente, ha perfettamente ragione. Concludo nell'auspicio che ci sia qualche ripensamento, ma non credo che sia possibile; avete deciso di andare avanti in questo modo attraverso un'intesa che non fa bene all'Italia e agli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, siamo qui questa sera, a quest'ora, per difendere la dignità del Parlamento. Siamo qui a discutere di una manovra bis , diversa da quella che è stata approvata con la fiducia alla Camera pochi giorni fa, senza neanche avere in mano il testo del maxiemendamento su cui verrà posta la fiducia. Infatti, non essendo stata posta la fiducia, non sappiamo nulla di quello che eventualmente potrà essere recuperato di quanto discusso, mai votato, mai valutato, mai approfondito nella Commissione bilancio, che per una settimana ha lavorato - «lavorato» è una parola grossa - su dei testi in totale mancanza di una previsione concreta di quello che poteva essere accettato, accettabile, discusso, reale e concreto. Guardate, non lo dico solo per noi dell'opposizione, ma anche a beneficio di voi della maggioranza, perché questa roba qui sarà passata sopra la nostra testa, ma è passata anche sopra la vostra testa: perché così come noi l'abbiamo imparata oggi guardando i giornali, ve la siete letta anche voi sui giornali. Per un attimo avevo pensato: ma qual è il progetto? C'è un Ministro per la democrazia diretta, e qui andate proprio diretti: non passate neanche dal Parlamento per fare le cose. È questa la democrazia diretta? (Applausi dal Gruppo PD) . Ma se noi nella scorsa legislatura avessimo fatto una cosa del genere, presidente Taverna, sottosegretario Santangelo (Cioffi, dove sei? Senatore Lucidi?), sareste lì nei banchi del Governo, non perché governavate, ma perché avreste occupato i banchi e gli scranni, per protestare con la massima forza che avreste potuto avere. Vi abbiamo visto qui con le mani sporche di nero a protestare contro cose che non condividevate, ed ora spalmate i fanghi! È questa la democrazia? Oggi ci superate, ci passate sopra. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Questo è il Parlamento che dovevate aprire come una scatoletta e oggi neanche la diretta televisiva! Non si può vedere cosa si fa qui; è vero: è roba che non si può vedere. Il Presidente della 5 a Commissione oggi è venuto qui a dirci delle cose per le quali non ho parole. Quelle cose che ha detto non so dove le ha pescate. È venuto a dirci che ci sarebbero voluti parecchi giorni in Commissione. Io spero parecchi prima del 31 dicembre, e non parecchi giorni andando oltre il 31 dicembre, altrimenti sarebbe scattato l'esercizio provvisorio. La verità è che questa manovra è un esercizio provvisorio (Applausi dal Gruppo PD) , perché non sta in piedi. È un esercizio provvisorio perché provvisoriamente oggi la votiamo, ma non avrà la forza di resistere a niente. Perché il Paese ha bisogno di altro, ha bisogno di un altro equilibrio composto di azioni che non sono minimamente contenute in questa manovra. Il Paese ha bisogno di investimenti, di favorire il lavoro attraverso gli investimenti, che qui non ci sono; anzi, li tagliate e la chiamata rimodulazione. Parliamo delle ferrovie: due miliardi di euro in meno di investimenti. E fate una manovra bis che riesce a recuperare in qualche modo delle condizioni in Europa.