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Il nostro Governo si è impegnato, ha inserito una norma specifica che prevede un commissario che avrà poteri sostitutivi per accelerare le procedure, in modo da poter saltare le pastoie burocratiche, che tengono bloccate alcune centinaia di milioni di euro destinati a progetti per la disastrosa viabilità siciliana. (Applausi dal Gruppo M5S) . PARAGONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARAGONE (M5S) . Signor Presidente, vorrei leggere alcuni passaggi di una lettera drammatica che Riccardo Morpurgo, un ingegnere di sessantaquattro anni, imprenditore edile di Senigallia, ha scritto per dire addio ai suoi cari. Si è suicidato. È un imprenditore che si è tolto la vita e che forse avrebbe potuto avere un po' più di attenzione da parte del mondo politico e del mondo giornalistico in generale, anche perché in un certo senso lo ha scritto lui stesso, laddove il senso del suo gesto drammatico potesse essere recepito come un urlo. Alcuni passaggi, però, ve li voglio leggere: «Mi sono umiliato sin dove non avrei mai creduto di dovere, potere e saper fare, ancora progettato, ancora relazionato, ancora umiliato, ho financo ipotecato il futuro mio e della mia famiglia, ed inutilmente ho ancora proposto ciò che avrebbe positivamente risolto, solo lo si fosse voluto». E ancora: «Faccio scoppiare fragorosa la bomba, fiducioso che finalmente venga recepito il mio urlo, disperato». È per questo che mi permetto di leggere la sua lettera in quest'Aula. Continua: «Tanti sono gli errori che ho commesso nella mia vita (...) ma mai sono venuto meno ai dettami di correttezza ed onestà. Me ne vado dunque con la faccia pulita della persona per bene. (...) Con il tragico, e certo insensato, gesto, spero finalmente di riuscire a risvegliare coscienze intorpidite ed animi accecati: mi rivolgo dunque ai responsabili, assolutamente irresponsabili, degli istituti di credito, ma anche ai pubblici amministratori e a chi, abusando del suo infimo potere, si arroga il diritto, tralignando la verità, di divertirsi giocando con la necessità, le ansie, le emozioni del prossimo, senza capacitarsi (FORSE) che il suo divertimento può essere recepito tragicamente da chi lo subisce, ed ancora a coloro che subiscono questa iniqua situazione avvolti nella loro assordante apatia ed indifferenza o, peggio, a coloro che la aggravano con la loro cinica e supponente cupidigia». Era importante che portassi il senso di questa drammatica lettera perché tutti noi si possa riflettere su quello che i media stanno facendo scomparire dalle proprie pagine ma che noi non possiamo assolutamente far scomparire. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, a Trieste, a margine della proiezione del film «Red land», dedicato alle vittime delle foibe, un signore ha distribuito dei volantini di carattere molto volgare e triviale, con i quali invitava i ragazzi a non partecipare alla proiezione, definendo il film in maniera che qui non si può riferire. Il problema, Presidente, è che quello non era un signore qualsiasi, ma il docente di quei ragazzi: il professore dell'Istituto nautico di Trieste invitato alla proiezione del film. Vorrei dirlo in maniera molto franca, Presidente, e me ne assumo la responsabilità: quel professore è indegno di rimanere professore della scuola italiana. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Fantetti) . Non si tratta di libertà di educazione o di libertà di pensiero, ma di capire se una persona è adeguata o meno a rivestire il ruolo di educatore e questa persona evidentemente non lo è. Due mesi fa a Basovizza, di fronte alla foiba che raccoglie migliaia e migliaia di cittadini italiani di ogni fede politica, infoibati solo perché italiani, tutte le forze politiche presenti (ed erano presenti tutte le forze politiche) hanno detto «mai più morti di serie A e di serie B», «mai più negazionismo», «mai più giustificazioni alla tragedia del confine orientale». Ma c'è qualcuno che non si arrende e non si arrende di fronte a nulla, neanche al dolore, al sangue, alle lacrime dei morti, dei loro parenti e dei loro discendenti. Non si ferma neppure di fronte alla tragedia di una povera ragazza ventenne, Norma Cossetto, che fu rapita, torturata, stuprata e infine gettata ancora viva nella foiba. Di fronte a queste persone mi domando: cosa sarebbe successo se un volantino del genere fosse stato distribuito a margine della proiezione di un film dedicato alla Shoah o alle vittime del terrorismo? Presidente, il tempo è concluso. Voglio soltanto dire che questo signore, che non voglio neanche citare perché gli darei troppa importanza, doveva scegliere se fare il professore e quindi l'educatore, oppure diventare un miserabile propagandista di odio. Credo che abbia scelto la sua strada e pertanto invito il ministro Bonisoli a cacciarlo dalla scuola italiana. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Fantetti) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, c'è stato un disguido tra me e la Presidenza, nel pomeriggio, e non sono riuscito ad intervenire. Lo faccio adesso con parole sincere e sentite, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, per esprimere alla grande famiglia di Radio Radicale il nostro cordoglio e la nostra vicinanza per la perdita di Massimo Bordin. Tanti di noi anche in quest'Aula, negli ultimi decenni hanno potuto seguire l'attività parlamentare (e non solo) attraverso la sua voce. Massimo ci ha accompagnato per anni con i suoi interventi sui quotidiani e in voce, le sue appassionati conversazioni domenicali con Marco Pannella, la sua inconfondibile rassegna stampa. Impeccabile nella panoramica quotidiana, polemica, sapientemente ironica, ma sempre caratterizzata da un punto di vista originale, espresso talvolta con un necessario commento, una chiosa sferzante, una battuta o uno di quei caratteristici e inconfondibili colpi di tosse, più o meno sofferti, che valevano quasi sempre più di un lungo editoriale. Ci mancherà questa voce, diventata ormai bandiera dell'universo radicale e pannelliano, voce e penna tagliente pure con la rubrica quotidiana che ogni giorno alimentava sulla carta stampata, non sempre condivisibile anche da parte di chi vi parla, ma tuttavia preziosa ed elemento di ricchezza per il nostro pluralismo informativo, ahimè ancora troppo carente, inadeguato rispetto alle attese dei cittadini. Ci associamo perciò alle parole della senatrice Emma Bonino con quest'ultimo ricordo e omaggio al giornalista e collega Massimo Bordin, perché ne resti in quest'Aula il prezioso ricordo e l'augurio che la terra gli sia eternamente lieve. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Bernini) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Di Nicola. La Presidenza e tutta l'Assemblea si uniscono al cordoglio.