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18 (Incentivo al recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato e alla rigenerazione urbana) 1 Al fine di promuovere la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente, nonché la maggiore efficienza, sicurezza e sostenibilità dello stesso, i comuni possono elevare, in modo progressivo, le aliquote dell'imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) previste sulle unità immobiliari o sugli edifici che risultino inutilizzati o incompiuti da oltre cinque anni; lo stesso possono fare le regioni con l'aliquota dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). L'aliquota può essere elevata fino ad un massimo dello 0,2 per cento, anche in deroga ai limiti previsti dall'articolo 1, commi 676 e 677, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. 2 All'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il comma 9- bis è abrogato. 3 In caso di richiesta di trasformazione urbanistica e di cambio di destinazione d'uso le amministrazioni competenti agevolano e favoriscono l'attuazione delle attività richieste, nonché il recupero e il riutilizzo dei manufatti già esistenti, purché ciò non comporti un aumento di standard urbanistici che implichi nuovo consumo di suolo. 4 Per favorire gli investimenti negli ambiti di rigenerazione urbana, i comuni possono prevedere, dal 1° gennaio 2020 e per un periodo massimo di quindici anni, un regime agevolato, consistente nella riduzione del contributo di costruzione e nell'esenzione, anche per gli immobili preesistenti oggetto del piano di rigenerazione urbana, dall'IMU e dalla TASI. Per gli interventi da realizzare i comuni possono deliberare la riduzione dei tributi o canoni di qualsiasi tipo, dovuti per l'occupazione di suolo pubblico. 5 Ai trasferimenti di immobili nei confronti dei soggetti che attuano interventi di rigenerazione urbana di iniziativa pubblica o di iniziativa privata si applicano le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa. 19 (Cumulabilità degli incentivi) 1 Gli incentivi fiscali e i contributi di cui agli articoli precedenti sono cumulabili con le detrazioni di imposta previste dalle leggi nazionali per gli interventi di ristrutturazione edilizia, efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, anche con demolizione e ricostruzione, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell'intensità o dell'importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento. 20 (Manutenzione dei terreni agricoli) 1 Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti criteri e modalità ai fini dell'attribuzione del marchio di qualità dell’« agricoltore custode dell'ambiente e del territorio ». 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano riconoscono la funzione sociale e pubblica degli agricoltori custodi dell'ambiente e del territorio. IV STRUMENTI DI INTERVENTO PER IL PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA E DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 21 (Ristrutturazioni edilizie e ristrutturazione urbanistica) 1 Nell'ambito del programma di rigenerazione urbana sostenibile comunale, al fine di favorire la rottamazione degli edifici che non rispondono alle norme di sicurezza e sostenibilità, classificati nelle categorie di classe energetica E, F e G, ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, o non rispettino gli standard antisismici e idrogeologici, gli enti locali promuovono e incentivano gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) , b) , c) , d) ed f), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, purché non prevedano ulteriore consumo di suolo. 2 Gli interventi di ristrutturazione urbanistica di cui all'articolo 3, comma 1, lettera f), del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 380 del 2001 garantiscono: a la realizzazione di edifici di classe energetica A e classe di vulnerabilità sismica conforme alla zona di realizzazione; b un consumo di suolo pari o inferiore al lotto originario, comprese le opere infrastrutturali, e comunque con un consumo di suolo netto pari a zero o negativo; c il ripristino delle aree verdi presenti al momento dell'ottenimento dell'autorizzazione ai lavori; d l'abbattimento dell'edificio preesistente con la deimpermeabilizzazione e la de sigillatura del terreno e la restituzione dell'area di sedime a verde; e l'obbligo del pareggio di bilancio dei servizi ecosistemici consumati per la nuova costruzione, secondo quanto indicato dall'articolo 4, comma 6, lettera d) , nonché il recupero e la bonifica di un'area ad impermeabilizzazione reversibile così come definito dal sistema di classificazione ISPRA, tramite opere atte a riportare il suolo ad un livello di funzionalità corrispondente alla sua naturale potenzialità. 3 In caso di intervento di demolizione e ricostruzione, quest'ultima è comunque consentita nel rispetto delle distanze legittimamente preesistenti purché sia effettuata assicurando la ricostruzione all'interno dell'area di sedime e del volume dell'edificio ricostruito con quello demolito, nei limiti dell'altezza massima di quest'ultimo. 4 Gli interventi di cui al comma 2, lettera b) , possono essere realizzati mediante segnalazione certificata di inizio di attività in alternativa al permesso di costruire di cui all'articolo 23, comma 1, lettera b) , del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, qualora sussistano le previste condizioni. 5 Per gli interventi di cui alla lettera a) e b) del comma 2 tutti gli oneri, compresi quelli di urbanizzazione, e di occupazione del suolo pubblico, nei casi rispondenti ai requisiti di cui al comma 1, sono dovuti nella misura del 50 per cento. 6 Per quanto disposto dall'articolo 14 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380, per gli interventi attuati in aree industriali dismesse è ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d'uso, a condizione che il mutamento della destinazione non comporti nuovo consumo di suolo. 22 (Consumo di suolo con obbligo di pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici) 1 Sono consentiti gli interventi di nuova costruzione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e) , del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, solo ed esclusivamente garantendo il pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera ff), nonché un consumo netto di suolo uguale a zero o negativo. 2