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La Conferenza dei Capigruppo ha altresì convenuto sulla sconvocazione delle Commissioni già convocate per domani per il rinnovo delle cariche vacanti dei rispettivi Uffici di Presidenza. Ora, colleghi, per consentire di prepararci per la diretta televisiva sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 19,15. (La seduta, sospesa alle ore 19,13, è ripresa alle ore 19,16) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1586 STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la politica difetta spesso di memoria, quindi quasi non si ricorda che questa legge di bilancio è nata per togliere prima di tutto un'ipoteca sugli italiani di 23 miliardi lasciata dai precedenti Governi. L'aumento dell'IVA avrebbe spinto un'economia stagnante in una nuova fase di recessione, dando un durissimo colpo alle realtà produttive e agli esercizi commerciali anche delle zone di confine. Questo risultato viene raggiunto prevalentemente attraverso un confronto con l'Europa e con misure di recupero di quell'evasione fiscale che è una questione di giustizia sociale non più rimandabile perché, come ha ricordato il Presidente della Repubblica, «è davvero un'indecenza. Una somma enorme, 119 miliardi, che consentirebbe di abbassare le tasse per chi le paga, di aumentare gli stipendi e le pensioni: chi non paga non capisce che si vive insieme». Ecco, credo che sia giusto ribadire che il significato di questa manovra sia soprattutto in questi elementi e nell'inizio di un percorso per ridurre il costo del lavoro, che dovrà continuare anche nei prossimi anni, se si vuole davvero creare un beneficio tangibile per quel ceto medio che, da un lato, ha pagato le difficoltà del quadro macroeconomico e, dall'altro, non ha beneficiato delle misure redistributive di questi anni, dagli 80 euro al reddito di cittadinanza. Una cornice condivisibile, pur sapendo, con la stessa onestà, che guarda molto timidamente ai problemi strutturali del nostro Paese e della nostra economia: la bassa produttività del sistema imprenditoriale, la troppa burocrazia, l'eccessiva pressione fiscale. Ci vorranno quindi i prossimi mesi per giudicare il Governo sulle sue reali intenzioni in economia; ci vorrà sicuramente la verifica di gennaio preannunciata per vedere se la nuova agenda saprà indicare un percorso convincente in tal senso. Tengo comunque a sottolineare alcune migliorie che sono state apportate durante l'esame in Commissione. La principale è la correzione della tassa sulla plastica che, nelle versioni iniziali, rischiava di penalizzare fortemente le imprese. La riconversione ecologica deve essere socialmente sostenibile, attraverso un percorso che accompagni imprese e cittadini e che non si basi solo sulla leva fiscale. Questa semmai deve essere il punto d'approdo di un percorso, ma non di certo un punto di partenza, altrimenti la questione green verrà percepita solo come un pretesto per fare cassa. Un piccolo ma concreto esempio è nel nostro emendamento, recepito nel testo, per l'aggiunta dei veicoli a idrogeno a quelli alimentati a natura elettrica o ibrida per i nuovi acquisti di automobili nella pubblica amministrazione. Bene anche la stretta sul gioco, a condizione, anche in questo caso, che si mettano in campo strumenti più forti contro la ludopatia e per un gioco responsabile. Gli italiani spendono nel gioco quanto lo Stato spende per il servizio sanitario nazionale. C'è un problema sociale che deve essere aggredito da tutti i punti di vista. Molto bene la revisione dell'articolo 10 del decreto crescita, che va incontro agli artigiani e alle piccole e medie imprese che operano nei settori delle ristrutturazioni edilizie e dell'efficientamento energetico. Già nell' iter di quel decreto-legge, come autonomisti, avevamo presentato un emendamento per chiederne la soppressione, perché il rischio di generare crisi di liquidità per le piccole imprese era davvero molto concreto. Per quel che invece riguarda i nostri territori, questo disegno di legge recepisce alcune nostre richieste. Importante è l'emendamento sulla deducibilità dell'IMI nella Provincia autonoma di Bolzano, che armonizza ed estende le norme nazionali sulle detrazioni introdotte con il decreto crescita. Di grande rilievo per l'Alto Adige-Südtirol è la norma che esclude le imprese dalla contribuzione aggiuntiva per i lavori stagionali, sanando un'ingiustizia fiscale contro settori che, per la loro stessa natura, non possono di certo procedere alla stabilizzazione dei lavoratori e quindi, per questo, non possono vedersi fiscalmente colpiti. Ma penso anche alla proroga a fine 2023 sulle concessioni idroelettriche, che allinea Trento e Bolzano alla scadenza nazionale, garantendo così l'accesso al mercato delle realtà del settore. In questo caso si tratta di emendamento presentato dalle opposizioni, in particolare la Lega, che in Commissione abbiamo fortemente sostenuto. Molto importante è anche l'emendamento che interessa la Valle d'Aosta: 15 milioni di euro per tre anni, da destinare alla salvaguardia dell'ambiente alpino, il cui ecosistema è di fondamentale importanza per tutto il Paese. Sul fronte sociale, c'è l'accoglimento della proposta che semplifica di gran lunga la burocrazia per il Corpo volontario dei vigili del fuoco con l'esclusione dall'applicazione del codice degli appalti. Questa norma ha il merito di riconoscere il valore e quindi di agevolare quel volontariato che svolge una fondamentale funzione di difesa e di protezione del territorio; un tema di straordinaria importanza, in un Paese che, sempre più spesso, mostra la sua fragilità e che quindi necessita del contributo e dello straordinario lavoro dei Vigili del fuoco e di tutti quei soggetti che, a titolo volontario, operano per la protezione civile. Relativamente ai commi 611 e 612, sulle modifiche alle discipline statali sui tributi che potrebbero avere ripercussioni sulle finanze locali, mi rammarica che il testo da me proposto e approvato all'unanimità (maggioranza e minoranza) dalla Commissione bilancio non abbia ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato. Soprattutto fatico a vedere il problema tecnico, a meno che non ci sia dell'altro che alla tecnica non attiene. Apprezzo, però, la volontà politica espressa in Commissione. Apprezzo altresì la volontà, sempre politica, di non voler mettere in discussione gli articoli 79 e 104 dello Statuto speciale d'autonomia così come era definito dall'accordo tra Stato e Provincia autonoma di Bolzano del 2014. Questa misura può comunque essere considerata un punto di partenza - spero utile - nel confronto bilaterale tra Stato e Provincia in materia di finanza pubblica, che dovrà prossimamente essere avviato. Una riflessione a parte merita il discorso sul rinnovo della concessione dell'autostrada del Brennero, la A22. Abbiamo avuto col Governo un confronto molto serrato affinché fosse superata la norma di revisione dei criteri d'ammortamento dei beni devolvibili allo Stato a fine concessione, che avrebbe fortemente compresso la progettualità legata alla nuova concessione. Di questo sono grato al Governo, con il quale abbiamo trovato anche un accordo per prorogare di ulteriori sei mesi la concessione.