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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, per la durata della XIX legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione. Nello specifico si ritiene doveroso proseguire con il lavoro svolto non solo nella passata legislatura, ma anche in tutte le precedenti in cui le Camere hanno istituito una Commissione parlamentare che, sulla base dei poteri definiti dalla rispettiva legge istitutiva, ha analizzato le strategie messe in atto dalle diverse organizzazioni mafiose operanti in Italia per infiltrarsi nella vita sociale, politica ed economica, radicandosi sempre più in aree diverse da quelle di tradizionale insediamento e utilizzando sempre più il metodo corruttivo in aggiunta all'uso della forza. L'inchiesta parlamentare sulla materia è stata svolta con sistematicità e stabilizzata nel corso delle legislature passate, approfondendo le conoscenze nella prevenzione delle attività criminali e della illegalità. Per questi motivi è necessario che, anche per il futuro, sia costituita e che sia all'altezza delle sfide poste dal continuo cambiamento delle organizzazioni criminali di tipo mafioso, adeguandosi con tutti i suoi mezzi, così come è avvenuto in passato. Nonostante i numerosi interventi legislativi di prevenzione e contrasto, da una parte, le mafie nel corso degli anni hanno subìto un significativo depotenziamento che ha portato alla riduzione del consenso sociale, dall'altra, purtroppo i gruppi criminali italiani e stranieri continuano ad esercitare un ruolo rilevantissimo, ormai non solo nella società italiana ma anche in Europa e nel mondo. Il disegno di legge scaturisce dalla evidenza della gravità dei fenomeni degli scioglimenti delle amministrazioni locali per infiltrazioni della criminalità organizzata e dalla preoccupante capacità della criminalità organizzata di estendere la propria sfera d'influenza in numerosi settori dell'economia legale (dalle costruzioni, alla ristorazione, alla sanità, ai trasporti, alla gestione dei rifiuti, al gioco d'azzardo e alle scommesse, al comparto immobiliare), reinvestendo così gli ingentissimi profitti ricavati dal traffico degli stupefacenti e da altre attività illecite. Con il testo in esame si intende proseguire l'attività di analisi e prevenzione delle attività criminali e dell'illegalità, approfondendo ulteriormente le conoscenze finora acquisite e verificando in modo puntuale l'effettiva adeguatezza degli strumenti previsti dall'ordinamento, delle strutture esistenti e delle risorse attualmente disponibili nell'azione di contrasto alle mafie. Per queste ragioni riteniamo auspicabile una tempestiva ricostituzione della Commissione anche in questa legislatura, proseguendo lo sforzo compiuto dall'ultima Commissione. Nello specifico il testo si compone di otto articoli. L'articolo 1 oltre a istituire la Commissione per la durata della XIX legislatura, ne indica in dettaglio i compiti, in linea con quanto sancito nella XVIII legislatura. L'articolo 2 dispone la composizione tra deputati e senatori scelti rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. L'articolo 3 istituisce i Comitati, stabilendo che la Commissione possa organizzare i suoi lavori attraverso uno o più comitati, mentre l'articolo 4 dispone in merito alle audizioni. L'articolo 5 dispone in merito alla richiesta di atti e documenti, stabilendo che la Commissione può ottenere, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. L'articolo 6 stabilisce l'obbligo del segreto per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti di cui all'articolo 5, commi 2 e 6, per i componenti della Commissione, i funzionari e il personale di qualsiasi ordine e grado addetti alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con la Commissione o compie o concorre a compiere atti di inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio. L'articolo 7 inerisce l'organizzazione interna, mentre l'articolo 8 ne dispone l'entrata in vigore.. 1 (Istituzione, compiti e poteri della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XIX legislatura, una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, di seguito denominata « Commissione ». La Commissione ha i seguenti compiti: a verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali, indicando le iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rafforzarne l'efficacia; b verificare l'attuazione delle disposizioni del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, del decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, della legge 13 febbraio 2001, n. 45, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'interno 23 aprile 2004, n. 161, e della legge 11 gennaio 2018, n. 6, riguardanti le persone che collaborano con la giustizia e le persone che prestano testimonianza, indicando le iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rafforzarne l'efficacia; c verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni della legge 7 marzo 1996, n. 108, della legge 23 febbraio 1999, n. 44, del decreto- legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 febbraio 2014, n. 60, in materia di tutela delle vittime di estorsione e di usura, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie per rendere più coordinata e incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali; d verificare l'attuazione e l'adeguatezza della normativa in materia di tutela dei familiari delle vittime delle mafie, indicando eventuali iniziative di carattere normativo o amministrativo che ritenga necessarie;