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Modifiche al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e alla legge 21 aprile 1962, n. 161, in materia di attività cinematografiche ed istituzioni culturali. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge reca disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, di riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche, e della legge 21 aprile 1962, n. 161, sulla revisione cinematografica (cosiddetta «legge censura»), nonché disposizioni per il sistematico riordino del sistema di erogazione dei contributi statali alle istituzioni culturali. In particolare, l'articolo 1, comma 1, reca modifiche al citato decreto legislativo n. 28 del 2004, conosciuto anche come «legge cinema», che -- in attuazione della legge delega 6 luglio 2002, n. 137 -- ha sostituito e in gran parte riformato il quadro normativo del sostegno pubblico statale al cinema (basato fino ad allora sulla legge 4 novembre 1965, n. 1213), ridefinendone le linee direttrici in senso più efficiente e coerente con la realtà del mercato, nel tentativo di ottimizzare l'attribuzione ed erogazione delle risorse statali. A distanza di circa sei anni dalla data di entrata in vigore della nuova «legge cinema» (che è stata attuata attraverso l'emanazione, nel biennio 2004-2005, di undici decreti ministeriali di natura tecnica non regolamentare), è stato possibile registrare un bilancio piuttosto positivo, con una netta diminuzione degli sprechi nell'assegnazione delle risorse pubbliche e la definizione di una procedura di sostegno più trasparente e rapida che in passato. Tuttavia, com'era prevedibile e naturale, sono anche emersi -- sia sulla scorta di riflessioni e approfondimenti «sul campo» condotti dal Ministero per i beni e le attività culturali, sia sulla base degli input , opportunamente vagliati, provenienti dalle associazioni di categoria e dagli addetti ai lavori -- vari punti di criticità: talune disposizioni hanno presentato difficoltà applicative, altre, invece, si sono rivelate suscettibili di miglioramenti e perfezionamenti sotto il profilo tecnico, altre ancora non appaiono più necessarie o utili in relazione alle funzioni e ai compiti che si ritiene lo Stato debba svolgere in questo settore. Le disposizioni introdotte al comma 1 dell'articolo 1, infine, adeguano il contenuto del decreto legislativo n. 28 del 2004, alla sentenza della Corte costituzionale n. 285 del 19 luglio 2005, che ha dichiarato la illegittimità costituzionale di alcune disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, nella parte in cui non prevedono il coinvolgimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il comma 2 dell'articolo 1 reca, inoltre, interventi di modifica della citata legge n. 161 del 1962, con particolare riferimento alle soglie di età in relazione alle quali le commissioni di revisione appongono gli appositi divieti di ammissione alla proiezione dei film a tutela dei minori. Soglie di età che ad oggi non appaiono adeguate in relazione alle esigenze di protezione della fase infantile e preadolescenziale. Vengono, infine, introdotte disposizioni finalizzate a consentire la nuova revisione di un film già sottoposto all'esame delle commissioni di revisione entro il termine di dodici mesi dal rilascio del nulla osta cinematografico. L'articolo 2 del disegno di legge, invece, reca disposizioni volte a valorizzare il sistema delle istituzioni culturali di rilievo nazionale e a razionalizzare i meccanismi di contribuzione e sostegno statale, prevedendo, di fatto, una riduzione degli oneri a carico della finanza pubblica. Infatti, l'aver focalizzato solo sulle istituzioni culturali di rilievo nazionale il sistema di sostegno statale comporterà, da subito, una riduzione delle realtà istituzionali finanziate oggi individuate sulla base dell'attuale tabella di cui all'articolo 1 della legge 17 ottobre 1996, n. 534. Il presente disegno di legge, pertanto, non prevede oneri a carico della finanza pubblica. Occorre ricordare che nella passata legislatura -- in data 24 agosto 2010 -- il disegno di legge in oggetto fu presentato su iniziativa del Governo (AS 2324) e discusso congiuntamente con altri disegni di iniziativa parlamentare (AS 87 Vittoria Franco e altri; AS 1422 Cagnin e altri; AS 1429 Asciutti e altri; AS 1553 D'Alia e altri) nella 7ª Commissione permanente in sede referente, ed esaminato nelle sedute del 21 settembre, 6 ottobre, 27 ottobre, 2 novembre e 10 novembre 2010. Nel corso della discussione, intervenendo nella qualità di Sottosegretario ai Beni culturali, comunicai che l'intenzione del Governo era quella di sottoporre ulteriori spunti di riflessione al Parlamento, evidenziando che il testo presentato era il frutto di un attento confronto con gli operatori del settore, centrato soprattutto sugli incentivi fiscali, con particolare riferimento al rinnovo del tax credit (credito d'imposta) e del tax shelter (detassazione degli utili reinvestiti) per il triennio 2011-2013. Ciò nella convinzione da parte del Ministero, che tali agevolazioni fossero strettamente legate ad una revisione dei criteri di assegnazione della quota del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) destinata al cinema, volta a favorire le opere prime e seconde e a modificare il sistema di classificazione delle imprese e il relativo reference . Nella seduta del 10 novembre 2010, il Ministro in carica Bondi evidenziò che il contesto politico e sociale caratterizzato dalle ricadute negative di una crisi economica generale, che aveva imposto tagli dolorosi ma inevitabili, non sembrava essere tra i più favorevoli all'introduzione di una nuova riforma di sistema del sostegno pubblico alle attività cinematografiche. Come testimoniato dalle univoche e forti indicazioni provenienti dallo stesso mondo del cinema, il sostegno pubblico doveva e deve mirare soprattutto alle incentivazioni fiscali, perché sono quelle più coerenti, da un lato, con le condizioni odierne di oggettiva difficoltà economica generale e, dall'altro, con un approccio liberale, che favorisce l'iniziativa privata e premia la qualità, evitando assistenzialismi obsoleti e contributi «a pioggia». Di seguito, si espongono nello specifico le singole modifiche proposte, articolo per articolo. L'articolo 1 reca: a) modifiche all'articolo 2 del decreto legislativo n. 28 del 2004 L'articolo 2 del decreto legislativo contiene le definizioni normative atte a delimitare gli ambiti oggettivi e soggettivi di concessione dei finanziamenti e degli altri benefici di legge. La modifica proposta mira ad abolire ogni forma di automatismo, ai fini dell'ammissione ai benefici del decreto legislativo, in materia di film d' essai , sulla base di un sistema che ha dato luogo a numerose criticità in questi anni, soprattutto con riferimento all'attribuzione de iure della qualifica d' essai ai film riconosciuti di interesse culturale.