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Situazioni del genere costituirebbero un serio pericolo anche per la solidità economica di tutte le società fornitrici, tra le quali i consorzi, che dovrebbero sostenere esborsi, anche di importi elevati, per rimborsare cifre di cui non hanno più disponibilità, avendole versate a suo tempo all'amministrazione e trovandosi, successivamente, costretti ad affrontare problemi per il loro recupero; in un momento storico di profonda crisi economica del Paese, che ha impattato severamente su gran parte delle imprese italiane, l'immediata disponibilità di liquidità assume un'importanza senza precedenti per consentire di attivare investimenti e creare le necessarie condizioni di rilancio; la restituzione di 3,4 miliardi di euro di accise sull'energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dalla Stato, rappresenta una priorità che si dovrebbe perseguire con la massima urgenza, impegna il Governo ad adottare misure urgenti al fine di attribuire al fornitore, limitatamente alle sole addizionali provinciali pagate per gli anni 2010 e 2011, la legittimazione a raccogliere le istanze di rimborso dei propri clienti, valutare quelle degli effettivi aventi diritto e procedere al rimborso delle somme indebitamente versate a fronte dell'acquisizione di un corrispondente credito d'imposta da recuperare nel tempo presso l'amministrazione finanziaria ovvero l'ente locale percipiente, nonché ad adottare analoghe misure anche ai soggetti consumatori finali che sono altresì soggetti obbligati. Atto n. 1-00249 SBROLLINI FARAONE BONIFAZI COMINCINI CONZATTI CUCCA GARAVINI GINETTI GRIMANI MAGORNO MARINO NENCINI PARENTE RENZI SUDANO VONO - Il Senato, premesso che: l'obesità rappresenta ormai un problema rilevantissimo di salute pubblica e di spesa per i sistemi sanitari nazionali, che diverrà insostenibile se non saranno adottate politiche di prevenzione adeguate, non disgiunte da programmi di gestione della malattia in grado di affrontare il fardello delle comorbidità, cioè la situazione nella quale si verifica in uno stesso soggetto una sovrapposizione e un'influenza reciproca di più patologie, in questo caso connesse all'obesità (diabete, ipertensione, dislipidemia, malattie cardio e cerebrovascolari, tumori, disabilità); secondo stime recenti dell'Istat in Italia vi sono circa 21 milioni di soggetti in sovrappeso, mentre il numero degli obesi è di circa 6 milioni, con un incremento percentuale di circa il 10 per cento rispetto al 2001; è sovrappeso oltre una persona su 3 (36 per cento, con preponderanza maschile: 45,5 per cento rispetto al 26,8 per cento nelle donne) e obesa una su 10 (10 per cento), e oltre il 66,4 per cento delle persone con diabete di tipo 2 è anche in sovrappeso o obesa; l'incremento dell'obesità è attribuibile soprattutto alla popolazione maschile, in particolare nei giovani adulti di 25-44 anni e tra gli anziani; sovrappeso e obesità affliggono principalmente le categorie sociali svantaggiate che hanno minor reddito e istruzione, oltre a maggiori difficoltà di accesso alle cure; l'obesità riflette e si accompagna dunque alle disuguaglianze, innestandosi in un vero e proprio circolo vizioso che coinvolge gli individui che vivono in condizioni disagiate, i quali devono far fronte a limitazioni strutturali, sociali, organizzative e finanziarie che rendono difficile compiere scelte adeguate relativamente alla propria dieta e all'attività fisica; nel nostro Paese tra gli adulti con un titolo di studio medio-alto la percentuale degli obesi si attesta intorno al 5 per cento (per le persone laureate è pari al 4,6 per cento, per i diplomati è del 5,8 per cento), mentre triplica tra le persone che hanno conseguito al massimo la licenza elementare (15,8 per cento); lo stigma sull'obesità, ovvero la disapprovazione sociale, come rilevato dalla World obesity federation, è una delle cause che, attraverso stereotipi, linguaggi e immagini inadatte, finisce per ritrarre l'obesità in modo impreciso e negativo; lo stigma del peso si riferisce ai comportamenti e agli atteggiamenti negativi che sono rivolti verso le persone unicamente a causa del loro peso; esistono dati a livello globale di discriminazione basata sul peso in molte fasi della vita lavorativa, come nell'orientamento professionale, nei colloqui e nelle procedure di selezione, nelle disparità salariali, nei minori avanzamenti di carriera, nelle azioni disciplinari più severe e nel più elevato numero di licenziamenti; il bullismo sui giovani con obesità è uno dei fattori presenti nell'ambiente scolastico; l'alimentazione in gravidanza e nei primi anni di vita è fondamentale per uno sviluppo armonico dei bambini, per il contenimento della generazione delle cellule adipose e per lo sviluppo del sistema immunitario, come numerosi studi riportano in relazione all'importanza dei primi "mille giorni di vita", comprendendovi anche la gestazione, e come lo stesso Dipartimento per la prevenzione del Ministero della salute ha sottolineato affermando che "le evidenze scientifiche disponibili confermano che i primi mille giorni di vita sono fondamentali per un adeguato sviluppo fisico e psichico"; accade spesso che i bimbi, anche di pochi mesi e comunque entro i "mille giorni", siano nutriti presso strutture comunitarie, asili nido per esempio, strutture sul territorio nazionale ove si privilegia una dieta che giornalmente prevede proteine in eccesso, in particolare di origine animale. Risulta carente la cultura in merito alla possibile assunzione degli aminoacidi essenziali anche solo sommando nello stesso pasto legumi e cereali. Numerosi studi riferiscono all'eccesso di proteine animali, in particolare nei primi anni di vita, lo sviluppo di obesità e patologie metaboliche, in crescita nel nostro Paese. Vi sono evidenze di un'associazione tra lo squilibrio di nutrienti della dieta nelle prime fasi della vita e il rischio aumentato di sviluppare obesità e " non communicable disease " nelle epoche successive; presso queste stesse strutture comunitarie i bambini di solito assumono un solo pasto al giorno: senza una dovuta educazione nutrizionale delle famiglie dei bimbi si corre il rischio che essi assumano proteine animali più volte al giorno; senza contare che la produzione di proteine animali è correlata a circa il 10 per cento delle emissioni di gas serra in Italia; la nutrizione non è sufficientemente integrata nell'educazione medica, indipendentemente dal Paese esaminato o dall'anno accademico; è stato istituito con decreto ministeriale 18 gennaio 2019 presso il Ministero della salute il "tavolo di lavoro per la prevenzione e il contrasto del sovrappeso e dell'obesità"; l'obesità desta particolare preoccupazione per l'elevata comorbidità associata, specialmente di tipo cardiovascolare, come ad esempio il diabete tipo 2, in genere preceduto dalle varie componenti della sindrome metabolica (ipertensione arteriosa e dislipidemia aterogena), con progressione di aterosclerosi e aumentato rischio di eventi cardio e cerebrovascolari; sono sufficienti pochi dati per valutare la dimensione del problema: