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L'articolo 11, recante disposizioni in materia di personale e di nomine degli enti del Servizio sanitario nazionale, prevede che, a decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale delle Regioni non può superare il valore della spesa sostenuta nell'anno 2018. I predetti valori sono incrementati annualmente a livello regionale di un importo pari al 5 per cento dell'incremento del fondo sanitario regionale rispetto all'esercizio precedente. Si sopprime la norma che dispone il blocco automatico del turnover del personale del servizio sanitario regionale per le ipotesi di mancata adozione dei provvedimenti necessari per il ripianamento del disavanzo di gestione. La seconda parte dell'articolo riguarda la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale e degli istituti zooprofilattici sperimentali. Si prevede, nell'ambito dell'elenco nazionale dei direttori generali, l'istituzione di un'apposita sezione dedicata ai soggetti idonei alla nomina di direttore generale presso gli istituti zooprofilattici sperimentali con l'elenco di una serie di requisiti richiesti. Si modifica la disciplina sui criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie locali e ospedaliere e degli altri enti o aziende del servizio sanitario regionale. Si prevede, nelle more di una revisione a regime dei suddetti criteri, che per un periodo di tempo di diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto la rosa dei candidati sia proposta dalla competente commissione secondo una graduatoria di merito. L'articolo 12 interviene in materia di formazione sanitaria di medici di medicina generale. In particolare, proroga al mese di luglio 2021 l'entrata in vigore del nuovo esame di abilitazione a medicina, al fine di consentire agli atenei una migliore organizzazione degli esami di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di medico-chirurgo. Dispone che siano ammessi alle procedure concorsuali per l'accesso alla dirigenza del ruolo sanitario i medici in formazione specialistica, nonché i medici veterinari iscritti all'ultimo anno e, qualora abbia durata quinquennale, al penultimo anno del corso. L'assunzione a tempo indeterminato è comunque subordinata al conseguimento del titolo di specializzazione. Consente fino al 31 dicembre 2021 ai laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio professionale e già risultati idonei al concorso di ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale che hanno già maturato un'esperienza con incarichi convenzionali per almeno ventiquattro mesi anche non continuativi negli ultimi dieci anni di accedere, attraverso una graduatoria riservata, al corso di formazione specifica in medicina generale senza borsa. Dà la possibilità di prevedere, senza ulteriori nuovi oneri, un incremento del massimale degli assistiti a carico di ogni medico di medicina generale nell'ambito delle forme organizzative multiprofessionali. L'articolo 13 interviene in tema di carenza di medicinali e di quota premiale in sede di riparto del Fondo sanitario nazionale. Il capo III reca le disposizioni finanziarie transitorie e finali. L'articolo 15 reca le disposizioni finali e dispone che le disposizioni di cui al capo I si applicano per diciotto mesi dall'entrata in vigore del presente decreto-legge. L'articolo 15- bis specifica che le disposizioni si applicano alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome, compatibilmente con i rispettivi Statuti e con le relative norme di attuazione. L'articolo 16 dispone l'entrata in vigore del presente decreto-legge. PRESIDENTE. La relatrice di minoranza, senatrice Boldrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza. BOLDRINI, relatrice di minoranza . Signor Presidente, dalla relazione della collega, senatrice Castellone, abbiamo sentito parlare di un decreto-legge che si occupa di tutte le problematiche sanitarie presenti nella Regione Calabria per quanto riguarda la formazione e il reclutamento di personale. Fin qui sembra essere tutto a posto, certo, però noi dobbiamo porre la nostra attenzione su alcuni aspetti emersi sia alla Camera che al Senato, durante l'esame del decreto-legge. Innanzitutto noi, come minoranza, vogliamo porre l'attenzione sul fatto che abbiamo presentato una pregiudiziale di incostituzionalità perché si mettono insieme due tematiche non omogenee: la salute dei cittadini della Calabria, cui teniamo tantissimo e siamo d'accordo sul fatto che sia necessario intervenire in materia, ma anche il capo II che potrebbe essere addirittura un secondo decreto-legge. Quindi, attenzione a mettere insieme argomenti disomogenei. Questo è il nostro primo appunto. Poi, per quanto riguarda il cosiddetto decreto Calabria, c'è una sorta di provvisorietà, perché si prevede di mettere in ordine in diciotto mesi tutto ciò che non era stato rimesso insieme in tanti anni. Benissimo perché bisogna provarci, ma ci sembra che lo si stia facendo con un atteggiamento molto inquisitorio: il commissario ad acta , il commissario straordinario, la commissione di crisi, una pletora di persone che andrà ad esaminare i piani di rientro, perché stiamo parlando di un piano di rientro. Infatti, solo grazie agli emendamenti presentati in Commissione alla Camera dai nostri colleghi si è sentito parlare di un monitoraggio dei LEA, che sono la cosa più importante da tenere in considerazione quando si vanno a toccare, dal punto di vista economico, i servizi in questione. Questo aspetto non è mai stato tenuto in considerazione. Noi abbiamo presentato degli emendamenti che ovviamente, come ho detto anche in Commissione, sono stati tutti bocciati. Li ripresenteremo per discuterli anche in Aula, perché riteniamo che su certi punti e su certe tematiche sia necessario entrare nel merito delle questioni, cosa che, invece, non siamo riusciti a fare perché, lo ribadisco, gli emendamenti sono stati tutti bocciati. Poi non abbiamo sentito parlare di riorganizzazione oltre che di reclutamento del personale. Tutte le persone in servizio nelle aziende sanitarie e territoriali della Calabria si sono date molto da fare, quindi, su questo punto, sicuramente c'è il nostro appoggio nei loro confronti, ma è necessario aggiungere un fondo in più per dette persone. Noi stiamo tentando di trovare finanziamenti aggiuntivi per la contrattazione, anche se sappiamo che questa proposta sarà bocciata. Si creerà quindi un problema di riorganizzazione dei servizi, senza tener conto che da più parti si cerca di recuperare personale in quiescenza. Nel frattempo si pensa a quota 100, e quindi a far andare in pensione persone che abbiano trentotto anni di anzianità e che vogliono uscire dal mondo del lavoro. Ieri è stato pubblicato un articolo secondo il quale determinati servizi si svuoteranno. Inoltre, si recuperano anche i commissari in quiescenza e non riusciamo a capire perché. C'è una logica duplice che ci lascia attoniti. Non meno importante il fatto che si preveda la deroga di norme previste nella precedente legislatura, come, ad esempio, fare un elenco in cui andare ad individuare direttori generali e direttori sanitari, affinché la politica non debba intervenire in questo campo. È stata fatta la legge, sono stati presentati gli emendamenti; le norme e gli elenchi previsti ci sono.