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Adelina Sejdini l'abbiamo conosciuta in parecchi in questa sede, perché venne a portare la sua testimonianza nel corso dell'indagine conoscitiva sul fenomeno della prostituzione in 1 a Commissione e venne nonostante le sue precarissime condizioni di salute, nonostante un tumore invasivo di tipo C3, nonostante la chemioterapia cui era sottoposta e nonostante la mastectomia bilaterale che aveva appena subito al momento della sua presenza qui. Venne perché - sono le sue parole - «fino al mio ultimo respiro darò il mio contributo alla lotta alla tratta perché provengo da quello che definisco l'inferno della prostituzione». Chi era Adelina Sejdini non lo apprendiamo dai giornali, ma dalle sue vive parole e dalla sua testimonianza. «All'età di diciassette anni e mezzo venni sequestrata con la forza ed ero ancora come mia madre mi aveva fatto. Fui costretta a salire su una macchina e portata in un bunker , di quelli sotterranei che si usano nei Paesi in cui c'è la guerra, dove venni violentata da un gruppo di persone. Fatto questo, mi portarono poi in una casa, poi in un campeggio e mi hanno venduta di banda in banda con destinazione "prostituzione in Italia", dove sono arrivata a bordo di un gommone, sul quale c'erano tantissime altre ragazze. Prima di arrivare al gommone però, voglio ricordare il campeggio delle torture. In quel campeggio c'erano tantissime ragazze che venivano torturate e violentate, tutte destinate allo stesso gommone. Su quel gommone c'era anche la Polizia albanese che, dandoci pacche sulle spalle, ci raccomandava di fare tanti bei soldi al nostro arrivo in Italia. Io sono finita a prostituirmi nel Varesotto. Ho subito l'inferno delle torture e delle botte, tant'è che tutt'oggi porto le cicatrici sul mio corpo: ne ho una sulla gamba destra che mi hanno fatto aprendomi un taglio profondo con il coltello e mettendoci del sale dentro, per poi legarmi e farmi infine una doccia ghiacciata. La Polizia del Varesotto tutti i giorni veniva a chiedermi chi mi avesse messo lì e a dirmi che potevano aiutarmi, ma io avevo paura di fidarmi di loro perché associavo la loro divisa a quella della Polizia albanese. Un giorno, però, decisi di farlo, ribellandomi a un inferno di schiavitù e torture, ma lo feci solo dopo quattro anni. Grazie alla mia denuncia sono state liberate dieci ragazze, 40 sono stati gli arrestati, 80 i denunciati e tutti sono stati condannati a una pena dai quindici ai vent'anni di carcere. Così mi sono detta: visto che la vita è tanto bella, soprattutto se si è libere di scegliere e di fare quello che si vuole, allora tantissime altre ragazze potevano essere libere di scegliere. Ne ho, quindi, fatto una missione e, in collaborazione con le Forze dell'ordine, ne ho salvate numerose. La prostituzione sul nostro territorio - dico nostro anche se non sono nata in Italia, ma mi sento italiana e parte della società italiana - vede più di 120.000 donne vittime di tratta. Posso dirlo sia da ex vittima del racket della prostituzione sia da attivista. Bisogna fermare la domanda e rivolgo questa mia richiesta e questa supplica a chi ha il potere di fare qualcosa. Come fermare la domanda? Ad esempio, sanzionando i clienti. Per quanto riguarda la prostituzione sul territorio italiano, nessuna donna si può prostituire da sola, neanche se lo vuole. C'è chi parla di legalizzare i bordelli e le cosiddette zone rosse. Se oggi fossi ancora schiava, avrei paura che qualcuno mettesse una bomba a casa mia contro i miei familiari e io starei dentro a quel bordello. Così i miei sfruttatori prenderebbero i soldi, mentre lo Stato incasserebbe le tasse. Io, come qualsiasi altra donna, mi aspetto da chi rappresenta lo Stato - mi riferisco alle istituzioni, al Governo e a chi ha potere - di offrirmi opportunità dignitose. Io non tifo per alcun partito - lo giuro davanti a Dio - ma vi dico che modificare la cosiddetta legge Merlin eliminando il reato di favoreggiamento alla prostituzione vuol dire dare libertà alla criminalità organizzata. Infatti, se gli angeli in divisa - così chiamo i poliziotti e, in generale, tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine - riescono ad avviare una prima indagine per inchiodare i delinquenti che sfruttano migliaia di ragazze è proprio grazie al reato di favoreggiamento della prostituzione. Quindi, dico un forte no all'apertura dei bordelli e all'abrogazione del reato di favoreggiamento della prostituzione. Concludo, Presidente Adelina dice ancora: «Mi rivolgo con forza a chi ha il potere di fare qualcosa per queste ragazze. Prostituirsi in Italia già non è reato. Che cosa si vuole legalizzare? La schiavitù? Chi vuole prostituirsi da danni può andare a pagare le tasse, ma non lo fa. In conclusione, giuro davanti a Dio che se sono qui oggi è per dirvi che personalmente ho subito tutti i tipi di torture e quelle che ho subito io le stanno subendo tutte le ragazze. Fate qualcosa per queste ragazze, non permettete che venga legalizzata la schiavitù della prostituzione e vengano aperti i bordelli. Se domani il mio medico mi dovesse dire che sto per morire e mi chiedesse di esprimere un ultimo desiderio, direi che il mio desiderio è fermare la domanda di prostituzione che genera la tratta di esseri umani. Non lo dico tanto per dire, ma lo penso veramente. Bisogna fermare la domanda con sanzioni ai clienti, perché sono consapevoli». Questo è l'appello di Adelina Sejdini. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 16 novembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 16 novembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 13,27) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (2401) (V. nuovo titolo) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (2401) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato, con modificazioni al testo del decreto-legge, il disegno di legge composto del solo articolo 1. ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 1.