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«La vittima, palesemente non armata, dopo essere stata bloccata a terra, è stata ripetutamente percossa, anche con un corpo contundente, nonostante le insistenti e supplichevoli manifestazioni di pentimento, ed è stata colpita da distanza ravvicinata con un fucile caricato con proiettili ad elevata capacità offensiva al torace» e più avanti: «Entrambi gli imputati hanno agito con il preordinato proposito non già di bloccare i ladri, ma di dar loro una lezione», si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno ritenga di aver rispettato il principio di autonomia e di indipendenza della magistratura e se condivida la necessità di rispettare le sentenze da essa emesse; se il Ministro della giustizia ritenga indiscutibile la verità processuale evidenziata dalla magistratura o se concordi con l'atteggiamento del Ministro dell'interno. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01306 CASTIELLO Ai Ministri della salute, dello sviluppo economico, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'utilizzazione inadeguata dei telefoni cellulari, comportando l'esposizione di parti sensibili del corpo umano ai campi elettromagnetici, può avere effetti nocivi per la salute, in quanto agente possibilmente cancerogeno; i rischi sono particolarmente accentuati con riguardo ai soggetti più giovani e quindi più vulnerabili, potendo dall'esposizione ai campi elettromagnetici ricavare gravi pregiudizi al loro sviluppo psico-fisico; nulla è stato fatto per limitare gli effetti potenzialmente nocivi per la salute dei telefoni cellulari con la conseguenza che è mancata la pur necessaria opera di sensibilizzazione degli utenti in ordine ad un uso più consapevole degli apparecchi di telefonia mobile, al fine di salvaguardare il diritto alla salute; non sono state eseguite campagne informative aventi ad oggetto l'indicazione dei rischi per la salute connessi all'uso di telefoni cellulari, in violazione dell'art. 12, comma 1, della legge n. 36 del 2001, relativa alla disciplina degli obblighi di informazioni, che i fabbricanti di dispositivi generanti campi elettromagnetici sono tenuti a fornire agli utenti, mediante apposite etichettature o schede informative; l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, nel 2011, ha individuato nei campi elettromagnetici in radiofrequenza la natura di agente possibilmente cancerogeno per l'uomo (Categoria 2 B); il Consiglio Superiore di Sanità, nel parere del 15 novembre 2011, tenuto conto della posizione assunta dall'Istituto Superiore di Sanità, pur premesso che allo stato delle conoscenze scientifiche non è certo il nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, ha tuttavia evidenziato che l'ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare, suggerendo la necessità di una campagna di informazione al pubblico, al fine di promuoverne un uso responsabile, soprattutto in relazione ai giovani; il T.A.R. Lazio, con sentenza n. 8373/2018, pubblicata in data 15 gennaio 2019, ha disposto che i Ministeri dell'ambiente, della salute, dell'istruzione, e dello sviluppo economico attuino una campagna informativa sui rischi per la salute e per l'ambiente connessi ad un uso improprio dei telefoni cellulari accordando ai Ministeri stessi un termine massimo di mesi sei per la campagna stessa; appare opportuno a giudizio dell'interrogante dare immediato avvio alla campagna di informazione, apparendo trasmodante il termine di 6 mesi prescritto dal T.A.R. Lazio, in quanto l'Istituto Superiore di Sanità ed il Consiglio Superiore di Sanità, come si è visto sin dal 15 novembre 2011, aveva rappresentato l'esigenza dell'avvio di una campagna di informazione al pubblico diretta a scoraggiare un uso inappropriato del telefono cellulare; risulta, inoltre (circostanza questa non resa oggetto della sentenza del T.A.R. Lazio), che sarebbero in commercio dispositivi utili al filtraggio e all'abbattimento delle onde elettromagnetiche, facilmente apponibili ai telefoni cellulari e di costo moderato, tra i quali quello testato dall'Università di Trento, si chiede di conoscere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere ai fini dell'immediato avvio della campagna di informazione al pubblico diretta a promuovere ed incoraggiare un uso responsabile del telefono cellulare, soprattutto per i bambini che tendono a far uso del telefono stesso in età sempre più precoce; quali iniziative intendano assumere ai fini della promozione dell'utilizzo di dispositivi di filtraggio delle onde elettromagnetiche da applicare ai telefoni cellulari. Atto n. 4-01307 RAMPI Al Ministro della giustizia Premesso che secondo la relazione, relativa all'anno 2018, presentata dalla presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, Giovanna Di Rosa, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2019, permane nel distretto una preoccupante carenza del personale, sia per quel che riguarda i magistrati, sia per quel che riguarda, soprattutto, il personale amministrativo; quanto all'organico della magistratura, senza entrare nel dettaglio che nella relazione ben descrive il disagio sopportato nel periodo preso in esame (dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018) con scoperture che sono arrivate anche al 30 per cento, la situazione attuale è caratterizzata dalla mancanza di due magistrati all'Ufficio di Sorveglianza di Milano; a questa scopertura vanno aggiunte le assenze dal servizio extraferiali, dovute a motivi di salute od altro, assenze anche per lunghi periodi; quanto al personale amministrativo, l'organico ha registrato il passaggio da una iniziale carenza di 12 posti su 45 complessivi (corrispondente a circa il 27 per cento) ad una carenza più ridotta, pari al 20 per cento, a seguito dell'arrivo di quattro assistenti giudiziari di nuova nomina, vincitori dell'ultimo concorso espletato dal Ministero della giustizia, i quali hanno portato a 36 le presenze effettive (su 45 posti), tenendo sempre in conto le riduzioni di personale che si registrano per malattia, per i benefici dovuti alla legge n. 104 del 1992 (7 unità) e di riduzione dell'orario di lavoro per part time (1 unità); oltre alla cronica insufficienza di risorse umane, il Tribunale di sorveglianza di Milano deve fare i conti anche con la logistica e, quindi, con una grave carenza di risorse materiali, che riguardano innanzitutto gli spazi assegnati, di ampiezza del tutto insufficiente e non conformi a criteri di adeguatezza e decoro e ciò riguarda anche le sedi degli uffici di sorveglianza di Pavia e Varese; a questo disagio si aggiunge la gravissima insufficienza di fondi per la gestione degli automezzi sia in termini di manutenzione che per l'acquisto del carburante; considerato che: il Tribunale di sorveglianza di Milano è fra i più importanti d'Italia in termini di carichi di lavoro in quanto ben 13 istituti penitenziari ricadono nella giurisdizione dei tre uffici di sorveglianza del distretto: Milano, con gli istituti di Bollate, Opera, San Vittore, Monza e Lodi; Pavia, con gli istituti di Vigevano, Pavia e Voghera;