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Fermo restando il diritto del soggetto discriminato ad agire contro la discriminazione ai sensi della legge 1° marzo 2006, n. 67, la lettera f) del comma 1 introduce all'articolo 9 della legge n. 4 del 2004 una sanzione amministrativa per l'inosservanza degli obblighi previsti, aggiungendo che, nei casi di particolare gravità o di recidiva, i limiti minimo e massimo della sanzione sono raddoppiati. L'inosservanza delle disposizioni è accertata e sanzionata dall'AgID. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689. Se a seguito dell'istruttoria l'AgID ravvisa violazioni, fissa il termine per l'eliminazione delle infrazioni stesse da parte del trasgressore. In caso di inottemperanza alla diffida, l'AgID applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5 per cento del fatturato. Il comma 2 reca modifiche all'articolo 1, commi 489 e 491, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Il citato comma 489 ha previsto l'istituzione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di un Fondo per l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità, finalizzato alla copertura finanziaria di interventi per l'innovazione tecnologica di strutture, contrassegno e segnaletica per la mobilità delle persone con disabilità, di cui all'articolo 381 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. A seguito di interlocuzioni con le amministrazioni e gli enti indicati dall'articolo 1, comma 491, della legge n. 145 del 2018, finalizzate a circoscrivere l'ambito degli interventi possibili e finanziabili con il citato Fondo, è stato individuata, come intervento prioritario, la realizzazione di una piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni. La predetta piattaforma sarà istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell'ambito dell'archivio nazionale dei veicoli previsto dall'articolo 226 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per consentire la verifica delle targhe associate ai permessi di circolazione rilasciati ai sensi dell'articolo 381, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. La piattaforma è volta ad agevolare la mobilità delle persone titolari dei predetti contrassegni, su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alla circolazione stradale nelle zone a traffico limitato e nelle particolari strade e/o corsie dove vigono divieti e limitazioni. Ad oggi, l'accesso è garantito nelle zone e strade del comune di residenza della persona titolare del contrassegno, mentre negli altri comuni è necessario richiedere autorizzazioni preventive o comunicazioni posteriori per evitare di incorrere in sanzioni improprie. Con la costituzione della piattaforma è possibile verificare, sull'intero territorio nazionale, che la targa associata a un contrassegno è abilitata a circolare ed accedere nelle zone a traffico limitato. La proposta normativa, quindi, individua e specifica l'intervento di innovazione tecnologica per agevolare la mobilità delle predette persone, nel rispetto delle misure e delle garanzie previste in tema di trattamento dei dati personali, con specifico riferimento ai principi di cui agli articoli 5 e 9, paragrafo 2, lettera g ), del regolamento (UE) n. 679/2016, nonché degli articoli 2- sexies e 2- septies del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Dal punto di vista attuativo, si precisa che nella piattaforma confluiranno informazioni che sono già detenute dai comuni, che rilasciano i permessi di sosta e di transito nelle zone a traffico limitato comunali per le persone con disabilità. La lettera b) del comma 2 demanda a un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro dell'interno, sentite le associazioni delle persone con disabilità comparativamente più rappresentative a livello nazionale, e previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, l'individuazione delle procedure per la gestione della piattaforma, previo parere del Garante e nel rispetto delle prescrizioni adottate ai sensi dell'articolo 2- quinquiesdecies del codice. Nella medesima lettera b) del comma 2 è prevista la possibilità di avvalersi, per l'implementazione del sistema, della società di cui all'articolo 83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, attraverso la stipula di apposite convenzioni. Articolo 30. ( Misure di semplificazione in materia anagrafica) La norma interviene in materia anagrafica introducendo misure di semplificazione volte ad accelerare l'attuazione dell'Agenda digitale e la trasformazione digitale del Paese. A tal fine vengono apportate modifiche al codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 – CAD) e al regolamento anagrafico della popolazione residente (decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223). In particolare, viene modificata l'attuale disciplina sulla certificazione dei dati anagrafici, contenuta nel CAD, e si prevede la realizzazione di un servizio, offerto in via diretta ai cittadini tramite l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), che consente la produzione dei certificati anagrafici in modalità telematica, accessibile da remoto. In tal modo si riduce sensibilmente la necessità di uno spostamento fisico dei cittadini per ottenere le certificazioni anagrafiche. Il servizio sarà immediatamente disponibile per i comuni già transitati in ANPR e, progressivamente, per quelli che vi transiteranno. Si precisa che, ad oggi, su 7904 comuni ne sono già transitati 5933. Il comma 1, lettera a) , con le modifiche apportate al comma 3 dell'articolo 62 del CAD prevede la realizzazione, attraverso la piattaforma dell'ANPR, di un sistema di certificazione anagrafica online per il cittadino. Tale sistema garantisce, tramite il sigillo elettronico qualificato, la certezza dell'ANPR quale sorgente autoritativa emanante i certificati anagrafici. L'ANPR, inoltre, attesta la sicurezza della fonte del dato, la sua integrità e l'opponibilità a terzi del certificato, secondo le previsioni del regolamento (UE) n. 910/2014, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno. Il sistema, quindi, offre la possibilità al cittadino di ottenere direttamente il rilascio del certificato anagrafico digitale, possibilità finora riservata esclusivamente ai comuni. Viene, inoltre, prevista l'attribuzione a ciascun cittadino di un codice identificativo unico in ANPR.