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nonostante il decreto abbia reso possibile in alcune situazioni, pur con tutte le norme di sicurezza del caso inclusi pannelli di plexiglass e divieto di contatto fisico, riaprire in alcune realtà e casi alle visite dei parenti, risulta evidente l'insufficienza di tali modalità per gli ospiti delle RSA ed i loro parenti, soprattutto tenendo conto che le forti limitazioni alle visite perdurano ormai da moltissimi mesi; soprattutto per le situazioni più compromesse e di maggiore fragilità anche emotiva vedere i propri parenti dietro il plexiglass o attraverso il tablet risulta chiaramente straziante per gli ospiti delle residenze, che patiscono lo stesso parlare a distanza perché in molti casi l'udito risulta compromesso e il fatto di non poter scambiare una carezza o un abbraccio con i propri cari, con ovvie conseguenze anche sulla salute complessiva degli stessi ospiti; preso atto che: nonostante il decorso non ancora tranquillizzante dell'emergenza da COVID-19 si è in questi mesi trovato un punto di equilibrio tra necessità di sicurezza e di tutela della salute e quella di una vita che recuperi gradualmente i canoni di una qualche normalità: così è avvenuto sul posto di lavoro, nei locali bar e di ristorazione, nelle spiagge e ora anche nelle scuole, per le quali giustamente si è recuperato un quadro, se non di normalità, almeno di vivibilità e un livello di attività accettabili; per quanto concerne le RSA la situazione è ancora quanto mai bloccata e purtroppo molto differenziata tra regione e regione: in Piemonte, ad esempio, sono possibili solo visite su appuntamento in sale dedicate, e solo previo tampone nei giorni precedenti con esito negativo; in Veneto è stata di fatto lasciata autonomia alle singole strutture, pur avendo previsto linee guida che prevedono tamponi, misurazione della temperatura corporea, scaglionamenti all'entrata, spazi dedicati e anche distanziamento con plexiglass . Sostanzialmente ogni Regione ha individuato un suo percorso, ma la situazione è ben lontana da una parvenza di normalità; rilevato che: il personale di cura ed i responsabili delle residenze stanno svolgendo ogni giorno un lavoro eccezionale, anche appesantito dal venir meno dell'importantissimo ruolo di supporto che svolgevano i volontari che operavano nelle strutture, e del sostegno degli stessi parenti che in occasione delle visite collaboravano alla vita delle persone ospiti, e stanno nonostante tutto garantendo anche nella quotidianità la cura di un minimo di relazioni interpersonali e di conforto; nonostante tutto questo impegno profuso la situazione in tantissime strutture, soprattutto per le situazioni più fragili, è ormai allo stremo e lo stesso modello delle RSA rende purtroppo, come tutti i modelli sotto stress , sempre più evidenti le debolezze della stessa risposta residenziale accorpata; inoltre, dalle stesse famiglie e dagli ospiti ed anche dalle strutture arriva sempre più forte la richiesta di linee guida chiare ed univoche per garantire una graduale riapertura in sicurezza, ma che permetta nei fatti un graduale ritorno a possibilità di "cura" anche delle componenti emotiva e relazionale degli ospiti, ormai da troppo tempo di fatto in isolamento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza nelle singole regioni e nelle RSA di quali siano le situazioni che ad oggi stanno gradualmente andando verso la normalità ed in quante di fatto sia invece ancora bloccata; se non intenda sollecitamente predisporre, in accordo con Regioni e Province autonome, linee guida univoche per definire puntualmente modalità e mezzi per riaprire gli spazi di incontro, contatto umano e socializzazione tra ospiti delle strutture sanitarie assistenziali e loro cari, anche per garantire al meglio il loro benessere generale, nella consapevolezza della necessità di salvaguardare le misure di prevenzione, ma anche nella consapevolezza che la responsabilità non può essere lasciata sulle spalle dei soli direttori sanitari delle strutture. Atto n. 4-04126 LONARDO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la strada statale 372 "Telesina" rappresenta per la città di Benevento, e per tutto il Sannio, ma anche per regioni come la Puglia e la Basilicata, il principale collegamento stradale verso Roma e parte del Paese; i circa 70 chilometri che collegano Benevento a Caianello, e dunque all'autostrada A1, sono un elemento essenziale alla mobilità territoriale sannita, ma ne costituiscono anche un limite storico. La struttura dell'arteria, a due sole corsie, da sempre caratterizzata da un intenso traffico veicolare, anche pesante, da condizioni del manto stradale e da una segnaletica carenti, da una serie di autovelox che rendono ulteriormente disagevole la percorrenza dell'arteria, senza produrre risultati in termini di sicurezza stradale e diminuzione dei sinistri, è attualmente costellata anche da numerosi semafori, a causa di lavori in corso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei lentissimi tempi di percorrenza della tratta tra Benevento e Caianello che creano esasperanti disagi e notevole pericolo; se non ritenga di accelerare i lavori sulla strada statale 372 "Telesina", indicando quando finalmente termineranno. Atto n. 4-04127 CIRIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il " bonus bici", o " bonus mobilità", istituito dall'articolo 2 del decreto-legge n. 111 del 2019 ("decreto clima"), è lo strumento, mai pienamente attuato, introdotto in via sperimentale con la finalità di riduzione delle emissioni climalteranti; l'articolo 44 del decreto rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020) ha previsto un ulteriore incentivo, nella forma di credito d'imposta, per l'acquisto di monopattini elettrici, biciclette elettriche o muscolari, abbonamenti al trasposto pubblico e servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile, istituendo in particolare in fondo della dotazione di 190 milioni di euro per contributi per il 60 per cento della spesa sino a 500 euro a persona, la cui erogazione è ricompresa nel periodo tra il 4 maggio e il 31 dicembre 2020; conseguentemente, recenti rilevazioni di Confindustria ANCMA (Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori) hanno evidenziato un incremento delle vendite di circa 200.000 pezzi venduti solo nel mese di maggio (il 60 per cento in più rispetto al 2019) per le bici tradizionali e a pedalata assistita: una percentuale significativa che comunque non include, né tiene conto delle vendite di mezzi alternativi inclusi nella tipologia di prodotti al cui acquisto è possibile applicare il bonus mobilità (ad esempio monopattini e hoverboard ), il che genera una forte tendenza ad orientare i consumi verso questa tipologia di mezzi; il mercato degli hoverboard e dei monopattini elettrici è dominato da produttori stranieri (Xiaomi detiene il 39 per cento del mercato, seguita da Segway, acquisita nel 2015 dalla cinese Ninebot) e, per quanto stia aumentando la quota delle e-bike prodotte in Italia, i prodotti di importazione continuano a pesare molto sul totale dei mezzi venduti sul mercato italiano, si chiede di sapere: