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g esaminare, in particolare, come lo Stato italiano si sia uniformato al disposto degli articoli 2 e seguenti della CEDAW e dell'articolo 5, paragrafo 2, della Convenzione di Istanbul, con particolare riferimento ai seguenti interventi: 1 inserire una prospettiva di genere nell'applicazione e nella valutazione dell'impatto delle disposizioni della Convenzione di Istanbul nonché promuovere e attuare politiche efficaci volte a favorire la parità tra le donne e gli uomini e l'emancipazione e l'autodeterminazione delle donne ai sensi dell'articolo 6 della medesima Convenzione; 2 adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per predisporre e attuare politiche nazionali efficaci, globali e coordinate, comprendenti tutte le misure adeguate destinate a prevenire e combattere ogni forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul e fornire una risposta globale alla violenza contro le donne, in modo da coinvolgere tutti i soggetti pertinenti ai sensi dell'articolo 7 della medesima Convenzione; 3 riconoscere, incoraggiare e sostenere a tutti i livelli il lavoro delle associazioni della società civile attive nella lotta alla violenza contro le donne, instaurando un'efficace cooperazione con tali organizzazioni ai sensi dell'articolo 9 della Convenzione di Istanbul; 4 raccogliere a intervalli regolari i dati statistici disaggregati, sostenere la ricerca e realizzare indagini sulla popolazione a intervalli regolari, su questioni relative a qualsiasi forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul, ai sensi dell'articolo 11 della medesima Convenzione; 5 adottare le misure necessarie per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali delle donne e degli uomini, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata sull'idea dell'inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini, nonché di incentivare tutti i membri della società, e in particolar modo gli uomini e i ragazzi, a contribuire attivamente alla prevenzione di ogni forma di violenza che rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul, vigilando affinché la cultura, gli usi e i costumi, la religione, la tradizione o l'onore non possano essere in alcun modo utilizzati per giustificare nessuno degli atti di violenza che rientrano nel campo di applicazione della stessa Convenzione ai sensi dell'articolo 12 della medesima Convenzione; 6 modificare gli schemi e i modelli di comportamento socio-culturale degli uomini e delle donne per giungere all'eliminazione dei pregiudizi e delle pratiche consuetudinarie o di altro genere basati sulla convinzione dell'inferiorità o della superiorità dell'uno o dell'altro sesso o sull'idea di ruoli stereotipati degli uomini e delle donne, al fine di far sì che l'educazione familiare contribuisca alla comprensione che la maternità è una funzione sociale e che uomini e donne hanno responsabilità comuni nella cura di allevare i figli e di assicurare il loro sviluppo, restando inteso che l'interesse dei figli è in ogni caso la considerazione principale ai sensi dell'articolo 5 della CEDAW; 7 eliminare la discriminazione nei confronti delle donne al fine di assicurare loro gli stessi diritti degli uomini per quanto concerne l'educazione e, in particolare, per garantire, su basi uguali tra l'uomo e la donna, l'eliminazione di ogni concezione stereotipata dei ruoli dell'uomo e della donna a tutti i livelli, incoraggiando l'educazione mista e altri tipi di educazione che tendano a realizzare tale obiettivo, in particolare rivedendo i testi e i programmi scolastici e adeguando i metodi pedagogici ai sensi dell'articolo 10 della CEDAW; 8 promuovere o mettere in atto, regolarmente e a ogni livello, campagne o programmi di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza e la comprensione da parte del vasto pubblico delle varie manifestazioni di tutte le forme di violenza oggetto della Convenzione di Istanbul e delle loro conseguenze sui bambini, nonché della necessità di prevenirle ai sensi dell'articolo 13 della medesima Convenzione; 9 intraprendere le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici, appropriati al livello cognitivo degli allievi, su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all'integrità personale, nonché per promuovere tali princìpi nelle strutture di istruzione non formale, nei centri sportivi, culturali e di svago e nei mezzi di informazione ai sensi dell'articolo 14 della Convenzione di Istanbul; 10 fornire o rafforzare un'adeguata formazione delle figure professionali che si occupano delle vittime o degli autori di tutti gli atti di violenza che rientrano nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul in materia di prevenzione e individuazione di tale violenza, fondata sui princìpi di uguaglianza tra le donne e gli uomini nonché sui bisogni e sui diritti delle vittime e su come prevenire la vittimizzazione secondaria anche attraverso una cooperazione coordinata interistituzionale, al fine di consentire una gestione globale e adeguata degli orientamenti da seguire ai sensi dell'articolo 15 della medesima Convenzione; 11 istituire o sostenere programmi rivolti agli autori di atti di violenza domestica per incoraggiarli ad adottare comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali, al fine di prevenire nuove violenze modificando i modelli comportamentali e di prevenire la recidiva, in particolare per i reati di natura sessuale, in stretto coordinamento con i servizi specializzati di sostegno alle vittime ai sensi dell'articolo 16 della Convenzione di Istanbul; 12 incoraggiare il settore privato, il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e i mezzi di informazione, nel rispetto delle loro indipendenza e libertà di espressione, a partecipare all'elaborazione e all'attuazione di politiche nonché alla definizione di linee guida e di norme di autoregolazione per prevenire la violenza contro le donne e la violenza domestica e per rafforzare il rispetto della loro dignità, anche al fine di sviluppare e promuovere la capacità dei bambini, dei genitori e degli insegnanti di affrontare un contesto dell'informazione e della comunicazione che presenta anche contenuti degradanti potenzialmente nocivi a carattere sessuale o violento ai sensi dell'articolo 17 della Convenzione di Istanbul;