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l'Avvocatura dello Stato si è costituita nei giudizi pendenti senza contestare la natura abilitante del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, ma sostenendo che lo stesso non sarebbe sufficiente per l'inserimento nelle GAE in quanto l'immissione nelle soppresse graduatorie permanenti avrebbe richiesto anche il superamento di un pubblico concorso, senza considerare che le GAE rappresentano già un pubblico concorso per soli titoli; nonostante l'univoca e ormai consolidata posizione, la VI sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 364/2016, ha disposto la remissione all'adunanza plenaria del medesimo Consiglio della sola "questione della riapertura delle graduatorie ad esaurimento, per i possessori di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002"; l'adunanza plenaria, con la sentenza n. 11/2017, ha rigettato l'appello di coloro che sono in possesso di diploma magistrale, nonostante, a quanto risulta agli interroganti, la loro lesiva esclusione sia avvenuta per l'orientamento incoerente del Ministero che si è più volte contraddetto nell'emanazione dei propri decreti; se si dovesse dare un'applicazione generalizzata alla sentenza n. 11/2017, ben 55.000 diplomati si troverebbero non solo cancellati dalle GAE, dove avevano ottenuto l'inserimento con riserva, ma anche nell'impossibilità di lavorare sia nelle scuole pubbliche che in quelle paritarie, posto che l'affermata assenza di abilitazione precluderebbe loro qualsiasi attività di insegnamento; inoltre, la generale applicazione della sentenza n. 11/2017 condurrebbe al licenziamento di 6.669 insegnanti già assunti con contratti a tempo indeterminato e confermati in ruolo dopo il superamento dell'anno di prova; infine, condurrebbe alla revoca di 23.356 incarichi al 30 giugno o 31 agosto e di 20.110 supplenze brevi conferite ai possessori di diploma magistrale; la disparità di trattamento tra insegnanti nella medesima condizione sostanziale è peraltro aggravata dal fatto che il Ministero ha consentito l'accesso alle graduatorie permanenti ad esaurimento, se non addirittura al ruolo, senza che fosse loro richiesto il superamento di alcuna procedura concorsuale per titoli ed esami, a cittadini in possesso di un titolo di abilitazione equiparabile al diploma di maturità magistrale, conseguito in altri Stati dell'Unione europea, in particolare in Romania; la decisione dell'adunanza plenaria è stata contestata con un reclamo collettivo al Consiglio d'Europa, con un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, nonché attraverso la presentazione di un ricorso per Cassazione per eccesso di potere giurisdizionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di emanare un provvedimento d'urgenza prima del 30 giugno 2018 per garantire la continuità didattica e il regolare avvio dell'anno scolastico 2018/2019, attraverso la riapertura delle graduatorie ad esaurimento a tutto il personale docente in possesso di un'abilitazione all'insegnamento, nonché al fine di evitare sperequazioni tra i lavoratori della scuola pubblica italiana. Atto n. 4-00112 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'amministrazione comunale di Rovereto (Trento) ha presentato ed approvato nell'anno 2017 le varie fasi di un progetto di riqualificazione che prevedeva il rifacimento del marciapiede e della pista ciclabile del lato est del viale Trento, con il conseguente abbattimento dei 45 alberi storici che adornavano il viale e che determinavano la mitigazione degli effetti antropici sull'ambiente urbano nonché un notevole beneficio ai residenti in termini di vivibilità; l'alberatura a doppio filare su viale Trento risale all'Ottocento come documentato da immagini d'epoca, da ampia letteratura storico-architettonica e dalla mappa catastale del 1859, nella quale viale Trento è rappresentato fiancheggiato da degli alberi stilizzati; la cittadinanza, venuta a conoscenza del progetto tramite articoli apparsi sui quotidiani locali nel periodo estivo, ha subito contestato il progetto ritenuto non necessario; nel mese di luglio 2017, si è costituito il comitato spontaneo "Salviamo gli alberi di viale Trento" che da subito ha chiesto all'amministrazione comunale chiarimenti riguardo alle linee guida progettuali e di effettuare un controllo preventivo sulla spesa pubblica e sui potenziali danni ambientali; l'amministrazione ha risposto asserendo la necessità dell'abbattimento degli alberi dichiarandoli pericolosi per la comunità, in quanto ammalati e potenzialmente a rischio di schianto, avvalendosi per questo di una relazione redatta dal dottor Giorgio Maresi della fondazione "Mach" di San Michele all'Adige (Trento) datata 6 luglio 2016 (relazione menzionata nella delibera della Giunta comunale n. 199/2017); il comitato spontaneo, avviando una colletta popolare come modalità di autofinanziamento, ha richiesto una perizia sugli alberi interessati dal progetto al dottor Marco Corzetto, agronomo (iscrizione all'albo n. 25 collegio Genova-La Spezia), già perito tecnico del tribunale di Genova, che ha redatto una meticolosa perizia comprensiva della tomografia sonica di ogni pianta del viale; tale relazione è stata presentata pubblicamente alla cittadinanza e ai rappresentanti dell'amministrazione comunale in data 5 settembre 2017 nel corso dell'assemblea circoscrizionale ed è stata menzionata anche nella delibera di Giunta comunale n. 237/2017; risultava che le patologie sofferte dalle piante non mettevano a rischio né la sicurezza del viale Trento né della popolazione, ma più semplicemente erano necessarie manutenzione e cure adeguate; successivamente, sulla scorta della perizia specialistica, il comitato, affiancato da alcuni consiglieri comunali e circoscrizionali di Rovereto di diversa estrazione politica, ha promosso ogni iniziativa legittima prevista da norme statutarie e regolamentari inclusa la richiesta di referendum popolare, con l'obiettivo di salvaguardare la preziosa e storica alberatura del viale, riscontrando ferma indisponibilità della Giunta comunale a considerare le istanze della popolazione e a rivedere le proprie determinazioni amministrative; i rappresentanti del comitato hanno anche promosso un ricorso straordinario al Capo dello Stato, sottoscritto a vario titolo anche da molti cittadini e componenti di organi istituzionali della città, individuando profili di illegittimità e notificato al Comune di Rovereto il 20 aprile 2018 come da relata di notifica dell'ufficiale giudiziario;