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l'assenza di una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali tra Italia e Perù ha creato problemi di potestà impositiva e di doppia tassazione per le numerose collettività di emigrati, lavoratori e pensionati e ha compromesso e limitato anche l'avvio di attività economiche e finanziarie di imprese italiane e peruviane con l'applicazione incerta o penalizzante di norme che, se invece fossero regolate da una convenzione, eliminerebbero le doppie imposizioni sui redditi e sul patrimonio dei residenti e contrasterebbero l'elusione e l'evasione fiscale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, venuti a cadere i presupposti ostativi, non ritengano necessaria ed urgente la stipula di una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali tra Italia e Perù e a tal fine quali iniziative intendano adottare per avviare al più presto i negoziati con la controparte peruviana. Atto n. 4-07132 SAPONARA Maria Al Ministro della cultura Premesso che: sulla base di notizie giornalistiche apparse su tutti i quotidiani nazionali a partire dall'8 giugno 2022, a seguito di un'ispezione disposta dalla Ragioneria generale dello Stato attraverso il Ministero dell'economia e delle finanze, è emersa una situazione di presunte irregolarità o quantomeno anomalie di carattere statutario e amministrativo relativamente al "Piccolo teatro" di Milano (teatro d'Europa); si tratta di uno dei maggiori teatri stabili a livello europeo e incarna una storia che, a partire dall'immediato secondo dopoguerra, è profondamente legata a quella della città di Milano, non disgiunta dall'elevato livello qualitativo della sua proposta artistica e culturale; atteso che: la Regione Lombardia è socio fondatore della fondazione Piccolo teatro e, proprio in qualità di socio fondatore, non ha mai mancato di dimostrare la propria sensibilità nei confronti di questa prestigiosissima istituzione culturale, erogando in modo continuativo un finanziamento annuale, che rientra nel contributo di gestione e che ammonta a quasi 2 milioni di euro; nel 2018 e poi nel 2019 la Regione è intervenuta con finanziamenti straordinari erogati al Piccolo teatro con il deliberato obiettivo di scongiurarne il default e vedere pertanto il Piccolo deprivato della qualifica di "teatro d'Europa", si chiede di sapere quali misure intenda mettere in atto il Ministro in indirizzo e quali posizioni intenda assumere nei confronti della fondazione e dello stesso Piccolo teatro (teatro d'Europa), per fronteggiare una situazione così drammatica e così preoccupante per il presente e il futuro di una prestigiosa istituzione culturale e teatrale, quale quella emersa negli ultimi giorni dagli organi di stampa. Atto n. 4-07133 PERGREFFI Simona Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: da un paio di settimane il portale dell'automobilista, ovvero "il portale di servizi di e-government del Dipartimento per i Trasporti e la Navigazione, dove cittadini, operatori professionali e imprese possono consultare informazioni e accedere ai servizi online a loro dedicati", risulta non accessibile per molte ore al giorno; come evidenziato da diverse segnalazioni di utenti, in particolare operatori di scuole guida e di agenzie di pratiche automobilistiche, e come riportato da alcuni organi di stampa, la piattaforma del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili non permette di concludere le pratiche che spaziano dalla prenotazione degli esami per chi deve fare la patente ai rinnovi, dalle visite mediche ai duplicati; le scuole guida di tutta Italia denunciano l'impossibilità di svolgere un pubblico servizio visto che da due settimane è tutto bloccato. Si attendono ore e ore per un funzionamento di pochi minuti, e a rendere ancora più grave la situazione è il fatto che ad oggi l'80 per cento circa del lavoro d'ufficio svolto dalle autoscuole dipende proprio da queste pagine virtuali; sul sito, nella home page , è specificato che, a seguito di un aumento significativo ed imprevisto del volume di accessi, sul canale internet , ai servizi erogati dal portale, continuano a verificarsi rallentamenti che possono comportare la temporanea indisponibilità dei servizi stessi; alcuni interventi sono stati eseguiti durante la notte tra giovedì e venerdì 10 giugno 2022, ma già poche ore dopo il sito è tornato pressoché inaccessibile; nella giornata di venerdì 10 giugno, inoltre, sul sito si leggeva che, allo scopo di consentire la regolarizzazione delle situazioni pendenti causate da possibili rallentamenti dei servizi, sarebbe stato temporaneamente possibile, anche per le operazioni di rinnovo patente, inserire gli esiti di visita medica effettuata in data anteriore a quella dell'inserimento della pratica; secondo gli operatori delle scuole guida e delle agenzie automobilistiche il portale avrebbe dovuto snellire le pratiche e facilitare il lavoro ma di fatto la sua operatività dipende dal funzionamento di internet ; in molti uffici della motorizzazione, soprattutto del Nord, a causa della mancanza di personale i tempi di attesa per lo svolgimento delle prove di teoria e ancor di più di pratica, così come le revisioni dei mezzi pesanti, sono ancora molto lunghi, e possono richiedere anche un anno, si chiede di sapere: a che punto sia l'aggiornamento del portale dell'automobilista; quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di recuperare i pesanti arretrati di domande di esaminandi accumulatisi durante questi ultimi anni; se non sia ormai inderogabile procedere ad un aumento degli organici in forza agli uffici della motorizzazione locali. Atto n. 4-07134 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'interrogante ha già presentato sul caso che andrà a esporre altre interrogazioni. L'ultima è la 4-01039 pubblicata il 19 dicembre 2018, a cui il Ministro della giustizia non ha mai dato risposta. Si tratta del caso della dottoressa M.C.M., che, nel breve periodo in cui è stata direttrice della filiale n. 7 Unicredit di via Gattalupa a Reggio Emilia, si è accorta che i pacchetti obbligazionari che era costretta a vendere perdevano circa il 20 per cento, mentre Unicredit li presentava alla clientela come sicuri. Nei 10 mesi di permanenza nella filiale, la dottoressa M. si è anche accorta che le gestioni in fondi azionari erano piene di titoli e operazioni in derivati ad altissimo rischio; alla luce di queste anomalie, la direttrice ha sollevato ripetutamente il problema in direzione, sostenendo che la composizione dei pacchetti doveva essere stata falsificata dall'alto attraverso l'inserimento dei titoli "spazzatura" nei pacchetti dei clienti. Dopo ripetute segnalazioni, si è sentita rispondere che il suo ruolo era quello di venditrice e non di investigatrice, e che pertanto doveva pensare solo a vendere, senza sollevare problemi; poco dopo, il 9 settembre 2009, la dottoressa M. è stata costretta dalla banca a dimettersi perché accusata di aver forzato un'operazione a beneficio di un grande industriale, consistita nel trasferimento nel conto dell'imprenditore di ben 5 milioni di euro. Dunque, un trasferimento di una cifra ragguardevole non verso un proprio conto corrente, ma verso quello di un cliente sconosciuto;