[normattiva_dump]

a. le politiche e i processi impiegati per identificare le priorità degli eventi; b. le fasi di attuazione dei piani; c. i ruoli e le responsabilità del personale; d. i flussi di comunicazione e reportistica; e. il raccordo con il CSIRT italiano. 3. Esiste un documento aggiornato recante l'elenco delle attività di istruzione, formazione ed esercitazione svolte. 3.4.5 PR.IP-12: Viene sviluppato e implementato un piano di gestione delle vulnerabilità 1. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica almeno: a. le politiche di sicurezza adottate per gestire le vulnerabilità; b. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza. 3.5 Manutenzione (PR.MA): La manutenzione dei sistemi informativi e di controllo industriale è fatta in accordo con le politiche e le procedure esistenti. 3.5.1 PR.MA-1: La manutenzione e la riparazione delle risorse e dei sistemi è eseguita e registrata con strumenti controllati ed autorizzati 1. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica, anche in relazione alla categoria ID.AM, almeno: a. le politiche di sicurezza adottate per la registrazione della manutenzione e riparazione delle risorse e dei sistemi; b. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza. 2. Esiste un registro aggiornato delle manutenzioni e riparazioni eseguite. 3. In base all'analisi del rischio, ogni aggiornamento dei software ritenuti critici, fatte salve motivate esigenze di tempestività relative alla sicurezza, dovrà essere verificato in ambiente di test prima dell'effettivo impiego in ambiente operativo e il relativo codice oggetto dovrà essere custodito per almeno 24 mesi. 3.5.2 PR.MA-2: La manutenzione remota delle risorse e dei sistemi è approvata, documentata e svolta in modo da evitare accessi non autorizzati 1. La manutenzione delle risorse e dei sistemi (ivi incluse le attività relative alle funzioni di sicurezza) svolta da remoto è eseguita nel rispetto delle misure di cui alla sottocategoria PR.AC-3 e dei seguenti punti. 2. Tutti gli accessi eseguiti da remoto da personale di terze parti dovranno essere autorizzati dall'organizzazione di cybersecurity e limitati ai soli casi essenziali. 3. Sono adottati stringenti meccanismi di protezione per l'autenticazione, l'identificazione e per il tracciamento degli eventi. 4. Sono adottati meccanismi di gestione e controllo delle utenze privilegiate, in termini di limitazioni di natura temporale e delle funzionalità amministrative disponibili. 5. Tutti i log relativi alle sessioni di comunicazione remota e alle attività eseguite sui sistemi remoti, dovranno essere prodotti e custoditi su sistemi separati da quelli oggetto di intervento e non accessibili dalle utenze remote. 6. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno, i processi e gli strumenti tecnici impiegati per realizzare i punti 2, 3, 4 e 5. 3.6 Tecnologie per la protezione (PR.PT): Le soluzioni tecniche di sicurezza sono gestite per assicurare sicurezza e resilienza di sistemi e asset, in coerenza con le relative politiche, procedure ed accordi. 3.6.1 PR.PT-1: Esiste ed è attuata una policy per definire, implementare e revisionare i log dei sistemi 1. I log sono conservati in modo sicuro, possibilmente centralizzato, per almeno 24 mesi. 2. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica almeno: a. le politiche di sicurezza adottate per la gestione dei log dei sistemi; b. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza con particolare riguardo all'integrità e alla disponibilità dei log. 3.6.2 PR.PT-4: Le reti di comunicazione e controllo sono protette 1. I sistemi perimetrali, quali firewall, anche a livello applicativo, sono presenti, aggiornati, mantenuti e ben configurati. 2. Sistemi di prevenzione delle intrusioni (intrusion prevention systems - IPS) sono presenti, aggiornati, mantenuti e ben configurati. 3. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1 e 2 concorrono al rispetto delle politiche di cui alla categoria ID.AM, ID.GV, ID.SC, PR.AC e PR.DS. 4. l'aggiornamento, manutenzione e configurazione degli strumenti tecnici di cui ai punti 1 e 2 sono effettuati nel rispetto delle politiche di cui alla categoria PR.AC, PR.DS, PR.IP e PR.MA. 5. Gli strumenti tecnici di cui ai punti 1 e 2 sono impiegati anche per i fini di cui alla funzione DE. 6. Esiste un documento aggiornato che descrive almeno i processi e gli strumenti tecnici impiegati per realizzare i punti 1, 2, 3 e 4. 3.6.3 PR.PT-5: Sono implementati meccanismi (es. failsafe, load balancing, hot swap) che permettono di soddisfare requisiti di resilienza sia durante il normale esercizio che in situazioni avverse 1. In relazione ai piani previsti dalla sottocategoria PR.IP-9: a. sono adottate architetture ridondate di rete, di connettività, nonché applicative; b. esiste un sito di disaster recovery. 2. Esistono meccanismi per garantire la continuità di servizio, nel rispetto delle misure di sicurezza qui elencate. 3. Esiste un documento aggiornato che descrive, almeno: a. le politiche di sicurezza adottate in relazione ai punti 1 e 2; b. i processi, le metodologie e le tecnologie impiegate che concorrono al rispetto delle politiche di sicurezza. 4. RILEVAMENTO (DETECT) 4.1 Anomalie e eventi (DE.AE): Le attività anomale sono rilevate e il loro impatto potenziale viene analizzato. 4.1.1 DE.AE-3: Le informazioni relative agli eventi sono raccolte e correlate da sensori e sorgenti multiple 1. Ai fini di rilevare tempestivamente incidenti con impatto soggetti alla notifica obbligatoria, sono adottati gli strumenti tecnici e procedurali per: a. acquisire le informazioni da più sensori e sorgenti; b. ottenere tempestivamente eventi, occorsi a carico di dipendenze interne o esterne, con impatti, anche potenziali, sul bene ICT; c. ricevere e raccogliere informazioni inerenti alla sicurezza dei beni ICT rese note dal CSIRT italiano, da fonti interne o esterne al soggetto; d. analizzare e correlare, anche in maniera automatizzata, i dati e le informazioni di cui alle lettere a), b) e c), per rilevare tempestivamente eventi di interesse. 2. Le attività di analisi e correlazione di cui al punto precedente sono monitorate e registrate. La relativa documentazione, anche elettronica, è conservata per almeno 24 mesi. 3. Esiste un documento aggiornato di dettaglio che indica almeno: a. le politiche applicate per individuare i sensori e le sorgenti di cui al punto 1, lettera a); b. le procedure e gli strumenti tecnici per ottenere le informazioni di cui al punto 1, lettere a), b) e c); c. le politiche, i processi e gli strumenti tecnici per l'analisi e la correlazione di cui al punto 1, lettera d). d. i processi e gli strumenti tecnici per il monitoraggio e la registrazione di cui al punto 2. 4.2 Monitoraggio continuo per la sicurezza (DE.CM):