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Adrano, Catania, Linguaglossa, Mazzarrone, Randazzo, Riposto, Tremestieri Etneo, in provincia di Catania; Centuripe e Leonforte, in provincia di Enna; Barcellona Pozzo di Gotto, Ficarra, Galati Mamertino, Giardini Naxos, Itala, Messina, Motta Camastra, Santa Domenica Vittoria, Sant'Alessio Siculo, Taormina, Terme Vigliatore, Villafranca Tirrena, in provincia di Messina; Belmonete Mezzagno, Caccamo, Partinico, Piana degli Albanesi e Ustica, in provincia di Palermo; Modica, Monterosso Almo, Pozzallo e Scicli, in provincia di Ragusa; Avola, Pachino, Rosolini in provincia di Siracusa; risultano, invece, in dissesto i Comuni di: Aragona, Casteltermini, Favara e Porto Empedocle (Agrigento); Mussomeli, Sommatino, Giarre, Mirabella Imbaccari, Palgonia, Scordia e Vizzini (Catania); Barrafranca (Enna); Brolo, Mazzarà Sant'Andrea, Milazzo, Scaletta Zanclea, Tortorici (Messina); Bolognetta, Borgetto, Carini, Casteldaccia, Cefalù, Cerda, Monreale (Palermo); Agate (Ragusa); Augusta, Cassaro e Lentini (Siracusa); se le citate municipalità non riusciranno a ridurre drasticamente le uscite e a rispettare i piani di riequilibrio, per loro si attiveranno le procedure di fallimento, con conseguenze nefaste per il personale, i cittadini e i creditori e con riflessi altamente negativi sulla popolazione residente, che sarà costretta a subire un incremento delle imposte e dunque della già gravosa tassazione a proprio carico; la Regione Siciliana sta facendo la propria parte e, anche a seguito di un confronto con una delegazione di sindaci, l'Esecutivo regionale ha inteso procedere alla creazione di un apposito fondo, che mobilita 20 milioni di euro a favore dei Comuni in dissesto. La finanza locale, tuttavia, è materia di competenza dello Stato e pertanto non è più rinviabile anche un intervento del Governo centrale per evitare che gli enti siciliani vadano in default . Ad aggravare ulteriormente la situazione, nel corso degli ultimi anni, la drastica riduzione dei trasferimenti statali verso i Comuni e un prelievo forzoso per le ex Province regionali che quest'anno è stato quantificato in 277 milioni di euro. Pertanto, soltanto con un valido e collaborativo concorso dell'Esecutivo nazionale il problema può essere affrontato e risolto; nella condizione di grave sofferenza economico-finanziaria in cui versa la quasi totalità degli enti locali siciliani, si ravvisa a parere dell'interrogante l'esigenza non rimandabile di misure correttive e provvedimenti urgenti atti a porre rimedio ad una condizione alla quale concorre l'insostenibilità per i Comuni di far fronte ad imposizione di tasse elevate ad aliquote massime, servizi ormai ridotti all'osso, perduranti ritardi nel pagamento degli stipendi del personale e centinaia di migliaia di euro di debiti nei confronti di altri enti ed imprese fornitrici di beni e servizi, si chiede di sapere: se il Governo intenda convocare con urgenza un tavolo di confronto con il Governo regionale siciliano, al fine di concorrere alla previsione immediata di misure finalizzate a consentire e sostenere il risanamento dei Comuni in predissesto e dissesto, determinando in tal modo le condizioni essenziali per il riequilibrio ed il rilancio del tessuto economico della Sicilia; se, nella redigenda legge di bilancio per il 2019, intenda individuare nell'ambito delle misure per il Sud un apposito fondo "salva Comuni" con un sostegno economico per la salvaguardia ed il consolidamento degli equilibri di bilancio degli enti locali siciliani. Atto n. 4-00975 ZAFFINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: i dirigenti scolastici dell'Umbria si sono visti recapitare, in questi giorni, una lettera a firma del dirigente dell'Ufficio scolastico regionale che, facendo riferimento al "Progetto di ricerca sul bullismo omofobico", invita i dirigenti scolastici a somministrare agli studenti delle classi III e IV della scuola secondaria di secondo grado un questionario che dovrebbe fornire dati utili all'indagine sul bullismo omofobico promossa con il progetto medesimo; il progetto è nato dalla collaborazione tra "Omphalos", associazione LGBTI di riferimento per la comunità lesbica, gay , bisessuale, trans e intersex a Perugia e in Umbria, la Regione Umbria, l'Ufficio scolastico regionale e il dipartimento FISSUF dell'università di Perugia, e pertanto si teme che fra gli autori del questionario ci siano, in realtà, anche soggetti non titolati alla redazione di un questionario che, visto l'impatto drammatico del problema sulle vite degli adolescenti e delle loro famiglie, ci si aspetta che sia stato redatto da un pool altamente specializzato di pedagogisti e psicanalisti dell'adolescenza; il questionario, che nelle intenzioni dichiarate dovrebbe rilevare il livello di bullismo omofobico nelle scuole, oltre che di altre forme di bullismo e discriminazione nella popolazione studentesca umbra, sembra all'interrogante in realtà avere tutt'altra finalità: la totale assenza di domande aperte mostra la pari assenza di qualsiasi reale intento conoscitivo del fenomeno del bullismo e dei problemi degli studenti rispetto ad esso; l'esclusiva presenza di domande a scala, di cui ben 98 su orientamento politico, orientamento religioso, orientamento sessuale, uomini gay , donne lesbiche, adozioni da parte di persone dello stesso sesso, matrimoni gay e soltanto 18 sui fenomeni di bullismo, a giudizio dell'interrogante la dice lunga sulle reali intenzioni di chi ha stilato il questionario, con la volontà, piuttosto, di dimostrare non si capisce bene quale semplicistico e riduttivo teorema religione-politica-discriminazione cercando di incasellare il sentire degli adolescenti in risposte già date e alimentando proprio i pregiudizi; a giudizio dell'interrogante si pretende di chiedere ad adolescenti anche di 13 anni di pronunciarsi su questioni come i matrimoni omosessuali e le adozioni omosessuali che hanno lacerato e tuttora lacerano il dibattito non solo politico, con una crocetta su risposte già scritte a domande estremamente complesse, cosa che oltretutto non consente nemmeno di verificare se l'intervistato abbia compreso correttamente la domanda; stessa cosa si dica per il sistema riduttivo e semplicistico con cui adolescenti anche di 13 anni vengono chiamati a esprimersi sul fenomeno dei migranti cui sono dedicate soltanto 21 domande; il modulo per il consenso informato che i genitori dovrebbero sottoscrivere non fa riferimento alcuno ai contenuti del questionario, con la volontà, quindi, a parere dell'interrogante, di "estorcerlo" a genitori ignari di che cosa si chieda ai loro figli con lo stesso questionario. A tal proposito si rammenta che la nota n. 19534 del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 20 novembre 2018 prevede tra l'altro che "la partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio (…) è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni (…)