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già nel marzo 2018 si sono verificati altri furti nell'abitazione dei genitori del giornalista, nella provincia di Napoli, dove lo stesso conserva molta della propria documentazione del lavoro; considerato che: nel resoconto della I Commissione permanente della Camera dei deputati del giorno 28 luglio 2016 è riportata la risposta del viceministro Filippo Bubbico all'interrogazione dell'allora deputato on. Magorno (5-06073). In particolare si legge: "con l'interrogazione all'ordine del giorno, l'onorevole Magorno, nel porre all'attenzione del Ministro dell'interno alcune intercettazioni ambientali dalle quali emergerebbero delle minacce ad opera di un boss della camorra ai danni del giornalista Nello Trocchia, chiede se siano state adottate adeguate misure di protezione nei confronti di quest'ultimo. In merito alla vicenda, informo che il nominativo del giornalista è citato nella corrispondenza allegata alla documentazione fatta pervenire alla Prefettura di Napoli il 4 luglio 2015 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, ai fini della valutazione del profilo di rischio di un magistrato-Sostituto Procuratore della Repubblica. L'esame complessivo degli atti ha messo in rilievo anche le minacce nei confronti del giornalista, collaboratore di talune testate giornalistiche. Quindi, già il successivo 10 luglio, il Questore di Napoli, previa intesa con il Prefetto, ha attivato le opportune misure di protezione presso l'abitazione del signor Trocchia. Il dispositivo in argomento è stato poi ratificato di lì a pochi giorni, nella successiva riunione tecnica di coordinamento del 14 luglio. Successivamente, i Prefetti di Roma e Milano hanno attivato la stessa misura presso il domicilio romano del giornalista e la sede de "Il Fatto Quotidiano" in cui il medesimo lavora. Soggiungo, infine, che l'esposizione al rischio del signor Trocchia è costantemente monitorata dalle competenti prefetture per ogni eventuale ulteriore provvedimento che dovesse ritenersi necessario"; nonostante le misure dichiarate nella risposta, continuano a verificarsi atti di intimidazione contro Nello Trocchia e la sua famiglia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali misure intenda adottare a tutela e protezione del giornalista Nello Trocchia; quali iniziative intenda adottare per la salvaguardia del diritto all'informazione e il diritto ad essere informati, nonché il diritto di cronaca, a protezione di coloro che grazie al proprio lavoro di inchiesta offrono un servizio pubblico ai cittadini e anche al sistema della giustizia. Atto n. 4-02004 MAGORNO Al Ministro dell'interno Premesso che: Lamezia Terme (Catanzaro) è un'importante realtà in termini di popolazione e territorio della Calabria; in questi anni ha purtroppo fatto registrare più volte casi di infiltrazioni mafiose con riflessi significativi nell'ambito dell'amministrazione pubblica; attualmente il Comune è retto dalla terna commissariale nominata dal Ministero dell'interno; considerato che: a seguito delle difficoltà gestionali per incassare i corrispettivi economici del servizio dell'acqua dai privati, e per i mancati incassi dovuti dalle situazioni di dissesto in cui versano molti Comuni, serviti anch'essi servizio di raccolta e smaltimento fornito dalla Lamezia Multiservizi, la società pubblica, con capitale pari al 90 per cento in capo al Comune di Lamezia Terme, si è trovata in una situazione debitoria talmente grave che allo stato appare di difficile soluzione, mettendo a serio rischio il posto di lavoro di centinaia di lavoratori, oltre a creare un possibile disservizio che potrebbe avere per la città ed il suo hinterland con gravi ripercussioni ambientali e dal punti di vista della salute; la situazione debitoria verso la società Lamezia Multiservizi ammonta a 21 milioni di euro di cui soltanto un milione a carico del Comune di Lamezia Terme; nonostante questa disparità nel rapporto sulla totalità del debito, il Comune in qualità di ente capofila con capitale pubblico al 90 per cento deve rispondere della situazione debitoria per tutta la parte afferente al debito anche se contratto da altri soggetti; la direzione della società, di nomina pubblica, ha attivato la richiesta al tribunale di ammissione alla procedura di concordato preventivo; l'avvio della procedura comporterebbe l'obbligo da parte del Comune di Lamezia Terme di iscrivere nel proprio bilancio una quota pari alla sua partecipazione alla società, di 19 milioni di euro, come fondo di accantonamento oltre alla somma da corrispondere a proprio carico; per il Comune tale cifra non è sostenibile e questo comporterebbe come conseguenza il dissesto finanziario in assenza di qualsiasi possibilità di coprire la spesa corrente con le disponibilità residua; la terna commissariale sembrerebbe ad oggi essersi limitata a richiedere semplicemente un parere al prefetto di Catanzaro, che a sua volta dovrebbe rivolgerla al Ministero per avere immediate delucidazioni sulle azioni da porre in essere; la società è stata fondata per impedire che la delinquenza organizzata si impadronisse della gestione dei rifiuti, dopo l'uccisione dei due operatori ecologici Cristiano e Tremonte in un agguato di mafia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative intenda assumere per scongiurare il dissesto finanziario del Comune, in particolare, nel limite e nell'ambito delle prerogative attribuite alla gestione commissariale, in merito all'incidenza debitoria della società multiservizi e per evitare che si possano determinare situazioni di criticità anche dal punto di vista ambientale e sanitario. Atto n. 4-02005 DE PETRIS NUGNES Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che a quanto risulta alle interroganti: con deliberazioni della Giunta regionale del Lazio n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007 è stato adottato il Piano territoriale paesaggistico regionale (PTPR), ai sensi dell'art. 143 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e degli artt. 21, 22, 23 della legge della Regione Lazio 6 luglio 1998, n. 24; l'art. 43 delle norme del citato PTPR tutelano "gli insediamenti urbani storici che includono gli organismi urbani di antica formazione e i centri che hanno dato origine alle città contemporanee nonché le città di fondazione e i centri realizzati nel XX secolo", stabilendo disposizioni per le strutture urbane "che hanno mantenuto la riconoscibilità delle tradizioni, dei processi e delle regole che hanno presieduto alla loro formazione; essi comprendono oltre ai tessuti storici costituiti dal patrimonio edilizio, dalla rete viaria e dagli spazi inedificati, le ville, i parchi e i giardini storici periurbani e le relative fasce di rispetto anche elementi storici isolati pertinenti alle più antiche fasi di frequentazione"; per tali insediamenti urbani storici sono sottoposti a autorizzazione paesaggistica, e a puntuali prescrizioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione, nuove costruzioni e ampliamenti al di fuori della sagoma esistente, ma anche la coloritura dei manufatti edilizi, le finiture esterne.