[massime]

Ordinamento penitenziario - Benefici penitenziari - Restrizioni introdotte dalla legge n. 251 del 2005 concernenti le misure alternative alla detenzione - Divieto di concessione per più di una volta ai condannati dichiarati recidivi reiterati, per reati commessi prima dell'entrata in vigore della novella - Sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata - Necessità di riesame della rilevanza delle questioni - Restituzione degli atti ai giudici rimettenti.. Va ordinata la restituzione degli atti nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 58- quater , comma 7- bis , della legge 26 luglio 1975, n. 354, aggiunto dall'art. 7, comma 7, della legge 5 dicembre 2005, n. 251, censurato, in riferimento all'art. 27 Cost., nella parte in cui vieta la concessione per più d'una volta delle misure alternative alla detenzione ai soggetti riconosciuti recidivi reiterati con il titolo in esecuzione, senza tenere conto del grado di rieducazione raggiunto dall'interessato. Invero, successivamente alle ordinanze di rimessione, la Corte, con la sentenza n. 79 del 2007, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, per violazione dell'art. 27, terzo comma, Cost., dell'art. 58- quater , commi 1 e 7- bis , della legge n. 354 del 1975, introdotti dall'art. 7, commi 6 e 7, della legge n. 251 del 2005, nella parte in cui non prevedono che i benefici in essi indicati possano essere concessi, sulla base della normativa previgente, nei confronti dei condannati che, prima dell'entrata in vigore della citata legge n. 251 del 2005, abbiano raggiunto un grado di rieducazione adeguato ai benefici richiesti, sicché appare necessaria una nuova valutazione della rilevanza delle sollevate questioni. - Negli stessi termini, v., citate, ex multis , ordinanze nn. 266, 219 e 217/2007.