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Propongo dunque di dare a tutti gli italiani copia delle prime tre pagine del rendiconto di gestione dello Stato degli ultimi anni, per consultarle e comprenderle, a cui aggiungerei anche una quarta pagina, contenente i report della Banca l'Italia sul debito pubblico. A questo punto avremmo dato agli italiani la rappresentazione certa di una situazione finanziaria sistematicamente deficitaria e negativa, quella con la quale oggi ci stiamo confrontando. (Applausi dal Gruppo M5S) . È quello il parametro del successo mancato delle politiche economiche adottate negli ultimi anni, quella che avete portato avanti voi, che oggi pensate di essere maestri della nostra politica economica. Non ho visto politiche economiche propositive e positive e, come me, tanti milioni di italiani. Francamente, se prendo il conto economico di gestione dell'Italia - torno nel tecnicismo - trovo oltre 500 miliardi di euro di entrate e poi - guarda caso - per avere maggiori entrate per coprire le spese - è il problema di prima - lo Stato deve accendere prestiti, allora capisco che quei prestiti serviranno a restituire altri prestiti. Ecco perché lo spread spaventa: diciamolo ad alta voce. Lo spread spaventa perché, negli ultimi vent'anni, l'Italia è stata fortemente indebolita dal punto di vista patrimoniale e in modo particolare da quello finanziario, con una crescita del debito spaventosa, minimamente contenuta solo negli ultimi anni, in conseguenza di regole europee che vanno bene solo per un Paese che non ha però un debito pubblico come quello italiano. Bisognerebbe, quindi, in tanti chiedere scusa agli italiani. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ma chi ha ridotto il Paese in queste condizioni? Chi ha aumentato il debito pubblico? Ora per quale motivo per ripianare debito pubblico, con miglioramenti millesimali, si mette in discussione lo Stato sociale a tutti i livelli, oltre che la sopravvivenza stessa dei cittadini e delle imprese? Stiamo dunque lavorando con un atto di coraggio ed è più che giustificata la confusione in cui ci troviamo, perché - da un lato - abbiamo ereditato una condizione di grande precarietà nazionale a tutti i livelli sociali, dalla sanità alle pensioni, dalle scuole ai disoccupati, alle casalinghe e alle imprese, mentre - dall'altro lato - siamo chiamati a fare fronte e a muoverci all'interno di regole europee che sono state previste per Paesi sicuramente meno gravati dal debito pubblico rispetto all'Italia. Ma chi lo ha creato questo debito pubblico? (Applausi dal Gruppo M5S) . Quando leggo che il debito pubblico è migliorato e dovrei esserne felice, mi chiedo: a quale prezzo? Nell'ultimo rendiconto di gestione, per il quale sono stato relatore, ho trovato passività finanziarie solo in aumento. Abbiamo un debito pubblico che è dopato anche quando migliora da un sistema finanziario che finisce con istigare il sistema fiscale a essere iperaggressivo nei confronti dei cittadini e, siccome non riesce a intercettare i contribuenti più importanti e più ricchi, si accanisce sui restanti, la massa, la quale non è in grado a volte di pagare. (Applausi dal Gruppo M5S) . In tutto questo, perché abbiamo residui attivi, che sono soldi che abbiamo tutto il diritto di recuperare, che non vengono incassati? I ruoli aumentano sempre più di numero e vanno ad aggiungersi a un'evasione fiscale che si aggira intorno ai 210 miliardi di euro. Ecco allora che quelli che vengono intercettati vengono anche aggrediti dal fisco. Mi rendo conto che il sistema è malato, ma, da semplice ignaro, direi che tutto ciò che c'è di sbagliato è stato fatto in precedenza e viene testimoniato in maniera inequivocabile non dalle mie parole, ma da due elementi più che negativi: il debito pubblico e le passività finanziarie, aggravate dall'incapacità dello Stato di riscuotere i tributi. È stato fatto bene? No, non è stato fatto bene finora. Allora è giusto andare a rivedere il sistema Paese nel suo complesso ed è giusto andare a recuperare il rapporto con l'Europa, che ha delle regole certamente molto stringenti, ma che bisogna rispettare nel momento in cui ne facciamo e continueremo a farne parte, anche se l'Europa non si fida dell'Italia o, meglio, non si fida di come essa è stata governata negli ultimi decenni. (Applausi dal Gruppo M5S) . A fronte di questo dobbiamo fare un'azione di forza con dei risultati che potranno pure non essere del tutto certi - come è normale che sia per le politiche economiche - ma una certezza ce l'abbiamo ed è rappresentata dal rendiconto di gestione dello Stato 2017 e del report della Banca d'Italia, che hanno evidenziato in maniera inequivocabile il fallimento delle vostre politiche economica finora attuate. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ora tocca a noi provare altro e, a dispetto dei dubbi del caso, l'Italia ci chiede di cambiare rotta e noi la stiamo cambiando. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, vorrei ricordare al collega Presutto che siamo a dicembre del 2018 e che al Governo - lo ricordo a lui, ai colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega - c'è non più la maggioranza di sinistra, ma la maggioranza composta dal MoVimento 5 Stelle e dalla Lega. Con lei, senatore Presutto, si stanno congratulando tutti, ma il discorso che ha fatto poteva farlo - e sicuramente lo avete fatto lei o alcuni suoi colleghi - uno, due o tre anni fa e non a fronte della manovra economica che voi avete realizzato in questo Parlamento e che aggrava tutto quello che lei ha detto, peggiorando la situazione e il rapporto con l'Europa. E ciò avviene non solo perché siamo stati due mesi a contrattare su una manovra fittizia, a cui poi vi siete arresi, colleghi della Lega, non dopo 12 letterine, ma dopo una letterina di Natale. Avete dichiarato la resa dopo una letterina Natale in un contesto, che ancora non è stato esaminato a sufficienza e che riguarda il Consiglio europeo. La trattativa infatti è stata fatta durante il Consiglio europeo. Mi rivolgo al collega del MoVimento 5 Stelle che è prima intervenuto dicendo che nel Consiglio europeo il Governo Conte-Di Maio ha accettato, anzi ha subìto tutti i Diktat della Germania e dell'Asse del Nord. Li ha subiti per quanto riguarda - per esempio - il fondo salva Stati, che nella nuova formulazione diventa solo una rete di sicurezza per le banche dei Paesi del Nord Europa. Collega Presutto, ha capito? Avete accettato una riforma del fondo salva Stati, che è una rete di protezione solo per le banche del Nord Europa. Ciò è avvenuto nel Consiglio europeo di pochi giorni fa e non tre, quattro o cinque anni fa; è accaduto nel vostro Governo. Nello stesso Consiglio europeo avete accettato una riforma che rende meno appetibili i titoli pubblici italiani. Avete capito? Avete barattato questa manovrina del 2 per cento svendendo i titoli pubblici italiani. Avete accettato nello stesso Consiglio europeo un nuovo bilancio della zona euro che di fatto finanzierà solo i Paesi che sono in regola con i vincoli europei e, quindi, non l'Italia.