[massime]

SENT. 176/05. PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - DICHIARAZIONI ASSERITAMENTE DIFFAMATORIE RESE DA UN SENATORE - PROCEDIMENTO PENALE A SUO CARICO - DELIBERAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ADOTTATA DALLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE TRA POTERI DELLO STATO DEL GIUDICE PER L’UDIENZA PRELIMINARE DEL TRIBUNALE DI PERUGIA - ESCLUSIONE DEL NESSO FUNZIONALE TRA LE DICHIARAZIONI E LA FUNZIONE PARLAMENTARE - NON SPETTANZA AL SENATO DELLA REPUBBLICA DELLA POTESTÀ CONTESTATA - ANNULLAMENTO DELLA DELIBERA DI INSINDACABILITÀ.. Non spetta al Senato della Repubblica affermare che le opinioni espresse da un proprio componente, per le quali pende procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata, costituiscono opinioni espressa da un membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell’art. 68, primo comma, della Costituzione e, conseguentemente va annullata la deliberazione di insindacabilità adottata dal Senato della Repubblica nella seduta del 31 gennaio 2001, la quale, in violazione dell’art. 68, primo comma, della Costituzione, lede le attribuzioni dell’autorità giudiziaria ricorrente. Infatti, come la giurisprudenza costituzionale ha da tempo chiarito, le dichiarazioni rese da un membro del Parlamento fuori della sede parlamentare sono coperte dalla garanzia di insindacabilità solo se collegate da un nesso funzionale con atti già posti in essere dal loro autore nell’esercizio delle sue funzioni di membro del Parlamento; mentre, nella specie, non si rinvengono atti tipici del parlamentare alla cui divulgazione possano riferirsi le dichiarazioni per le quali pende il suindicato procedimento penale. - Sentenze citate nn. 10 e 11/2000; 120, 246, 298, 347, 348/2004; 28/2005.