[pronunce]

In ricorso viene dedotto che l'atto impugnato sarebbe stato adottato senza l'assenso regionale e sulla base di richiesta dell'Ente Parco delle Madonie priva di efficacia perché annullata dalla regione ed, infine, senza la preventiva determinazione della Commissione paritetica. Il provvedimento statale impugnato interferirebbe nell'esercizio delle potestà regionali e si porrebbe in contrasto con le previsioni dell'ordinamento regionale, in violazione degli articoli 43, 14, lettere p) e q), 36 dello statuto della regione Siciliana, e della correlata norma di attuazione, nonché degli articoli 116 e 119 della Costituzione. 2. - Il ricorso è fondato. Giova preliminarmente chiarire che il trasferimento del personale in contestazione non è collegato al trasferimento di funzioni e dei relativi mezzi finanziari da Stato a regioni, ma opera in un quadro generale di mobilità e di trasferimento di dipendenti pubblici eccedenti, ai cui principi non si sottraggono le regioni, in quanto diretti - in una manovra complessiva di riduzione delle assunzioni con riassorbimento di personale superfluo in talune amministrazioni - all'efficienza ed allo snellimento dell'apparato pubblico. Di conseguenza è del tutto estraneo alla presente tipologia di trasferimenti per mobilità il richiamo, effettuato dalla regione, alla previsione dell'art. 43 dello statuto della regione Siciliana approvato con regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, e convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, in quanto questa disposizione si riferisce al passaggio di personale dallo Stato alla regione collegato al contemporaneo passaggio di uffici e di funzioni. Il profilo, invece, per cui il ricorso deve essere accolto, è quello secondo cui lo Stato non può procedere a singoli trasferimenti alle regioni ed agli enti regionali di personale appartenente ad amministrazioni statali in senso allargato, se non con il consenso dell'ente regionale, espresso in conformità con l'ordinamento regionale: nella specie, in conformità con il controllo della regione in ordine alle assunzioni di personale, anche in relazione al bilancio dell'ente, dipendente esclusivamente dalla finanza regionale. Nella specie la richiesta-consenso dell'Ente (regionale) Parco delle Madonie è stata dichiarata illegittima dalla regione Siciliana nell'esercizio di poteri di controllo, anteriormente al provvedimento impugnato. Di conseguenza l'impugnato provvedimento di trasferimento, che, tra l'altro, dispone non solo il collocamento nei ruoli dell'Ente parco, ma anche la conservazione dell'anzianità maturata e del trattamento economico ove più favorevole, viene ad incidere sulla sfera di competenze regionali, disconoscendo l'avvenuto esercizio dei poteri regionali di controllo e le potestà ordinamentali relative al personale della regione, con riflessi negativi, anche finanziari, per il richiamato carattere del bilancio dell'ente parco dipendente esclusivamente dalla finanza regionale. Pertanto, sussiste la lesione della sfera di competenza regionale costituzionalmente garantita a causa delle modalità del trasferimento di personale di amministrazione pubblica nei ruoli dell'ente strumentale Parco delle Madonie della regione Siciliana, deciso dallo Stato senza aver ottenuto l'assenso della regione nell'esercizio del potere di controllo sull'atto di consenso dell'ente parco; di conseguenza deve essere disposto l'annullamento del decreto impugnato.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara che non spetta allo Stato disporre il trasferimento di dipendenti dell'Ente Poste nei ruoli di ente strumentale della regione Siciliana senza l'assenso della regione stessa, espresso in conformità dell'ordinamento regionale; conseguentemente annulla il decreto impugnato con il ricorso in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 luglio 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 12 luglio 2001. Il cancelliere: Fruscella