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se corrispondano al vero le notizie di stampa che evidenziano interventi diretti, tra il 22 e il 31 dicembre 2018, del Presidente del Consiglio dei ministri sull'azionista di riferimento di Banca Carige Vittorio Malacalza, avversario di Raffaele Mincione, il terzo azionista della Banca che nei mesi precedenti aveva tentato di ottenere il controllo dell'istituto genovese con altri due azionisti, rappresentati dal professor Guido Alpa; se intenda chiarire quali siano stati i contenuti e le motivazioni delle tre conversazioni che sarebbero avvenute, sempre secondo notizie di stampa, tra il 22 e il 31 dicembre 2018 con l'azionista di riferimento di Banca Carige Vittorio Malacalza, e se non ritenga che tale intervento, avvenuto con un atto di natura informale rivolto ad una sola delle parti in causa, prefiguri una grave interferenza del Presidente del Consiglio dei ministri su questioni bancarie e una grave asimmetria dal punto di vista informativo nei confronti di altri azionisti di Banca Carige; se intenda impegnarsi in futuro, nel rispetto di quanto previsto dalla legge n. 215 del 2004, recante norme in materia di risoluzione di conflitti d'interesse, a non partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri ogni qual volta vi siano all'esame argomenti su cui incombono interessi personali o professionali in contrasto con l'imparzialità richiesta ad un Presidente del Consiglio dei ministri. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01144 NISINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: all'esito di un accertamento tecnico sulle strutture del viadotto "Puleto", il 16 gennaio 2019, la Procura di Arezzo ha disposto la chiusura, in entrambe le direzioni, della superstrada E45, che attraversa la valle del Savio al confine fra la Toscana e l'Emilia-Romagna, temendo un collasso dell'intera costruzione; dai media si apprende che l'ANAS sta fornendo ai periti della Procura tutti gli elementi conoscitivi tecnici per inquadrare le condizioni dell'infrastruttura e la consistenza dei lavori di manutenzione già avviati a dicembre, al fine di consentire una veloce riapertura al traffico ed evitare i gravi disagi attualmente creati alla circolazione; tutto il volume del traffico a lunga percorrenza è stato deviato su percorsi alternativi in condizioni pessime e già interessati da movimenti franosi; la grave situazione della viabilità crea allarme alla popolazione, innumerevoli disagi agli autotrasportatori e cospicue perdite economiche alle imprese coinvolte; a conclusione di un incontro presso il municipio di Cesena, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna, è stato redatto il documento "Piattaforma per la gestione dell'emergenza" in ordine alle azioni da intraprendere per far fronte all'emergenza, condiviso con gli enti territoriali della Romagna e della Toscana, nonché con associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali, si chiede di sapere: quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda adottare per risolvere la grave situazione della viabilità creatasi nella valle del Savio, che ha praticamente diviso a metà il Paese, a garanzia dell'incolumità della popolazione; se intenda riferire sulla reale situazione strutturale del viadotto Puleto e degli altri viadotti sulla E45, di cui sono in corso i lavori di manutenzione straordinaria e di riqualificazione, nonché sui tempi che si prevedono e le risorse finanziarie necessarie per il ripristino della circolazione e la messa in sicurezza e riqualificazione sia dell'asse viario della E45 sia della viabilità alternativa della ex strada statale Tiberina 3bis, tra Pieve Santo Stefano e Canili, di cui urge la riassegnazione delle competenze all'ANAS, e sia delle altre strade provinciali che subiranno danni dalle deviazioni su di esse del traffico. Atto n. 4-01145 BONINO Al Ministro dell'interno Premesso che: è in corso in questi giorni lo svuotamento del CARA di Castelnuovo del Porto (Roma), gestito dalla cooperativa "Auxilium" dal 2014, in vista della chiusura definitiva il 31 gennaio 2019; da quanto si apprende dalla stampa, nel centro venivano ospitati richiedenti asilo, beneficiari di protezione internazionale e di protezione umanitaria: i primi stanno raggiungendo altre strutture (CAS) fuori regione per proseguire l'accoglienza fino alla risposta da parte della commissione territoriale, i beneficiari di protezione internazionale sono stati trasferiti in seconda accoglienza in altre strutture, mentre i beneficiari di protezione umanitaria sono stati invitati a lasciare il centro senza l'offerta di un'altra sistemazione; vi sono poi alcuni nuclei familiari in procinto di essere trasferiti in altre regioni nonostante i minori fossero iscritti e frequentassero le scuole di Castelnuovo; tra questi, risultano esserci alcune donne segnalate come vittime di tratta e prese in carico dalla rete romana di associazioni antitratta nonché alcune persone vulnerabili poiché vittime di tortura e seguite dai servizi di assistenza del territorio; la chiusura del centro produce inoltre, come effetto collaterale, un problema occupazionale per circa un centinaio di persone tra assistenti sociali, psicologi, medici, operatori e mediatori, si chiede di sapere: quali siano i numeri e le destinazioni finali delle persone trasferite in base alla loro condizione giuridica; quante siano le persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari a cui è stata revocata l'accoglienza; quali siano i tempi e le modalità di notifica all'ente gestore del CARA di Castelnuovo del Porto della decisione della chiusura e i tempi e le modalità di notifica dei trasferimenti e delle destinazioni agli ospiti del centro da parte del Ministero dell'interno; in base a quali criteri si sia scelta la destinazione delle persone trasferite; se si sia tenuto conto dei percorsi scolastici dei minori nella scelta della destinazione per i nuclei familiari; quali sistemazioni siano state trovate alle persone segnalate come vulnerabili e prese in carico da associazioni e servizi del territorio; se non sia opportuno, prima di effettuare lo svuotamento dei centri di grandi dimensioni in vista della loro chiusura, accertare con largo anticipo le necessità dei singoli richiedenti e, in base al quadro emerso, individuare la sistemazione più adeguata, in particolar modo nel caso di nuclei familiari o situazioni di vulnerabilità. Atto n. 4-01146 IANNONE Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: in data 29 ottobre 2018 il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno ha decretato lo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori del concorso a 893 posti di allievo agenti di Polizia elevato a 1.182 posti, di cui alla lettera a) dell'art. 1 del decreto del 18 maggio 2017, valorizzando i sacrifici di quanti hanno già partecipato alle prove concorsuali e attendono, legittimamente, di offrire il proprio contributo per la sicurezza del territorio;