[pronunce]

per un verso, la possibilità di inquadrare le opinioni in questione, benché indirizzate nei confronti del segretario comunale (inteso, peraltro, come proiezione istituzionale dello Stato centrale), nella "dimensione politico-parlamentare" delle tematiche autonomistiche; per un altro verso, la piena corrispondenza delle dichiarazioni in oggetto con l'atto ispettivo espletato dall'on. Borghezio mediante l'interrogazione del 17 ottobre 1996: ciò che renderebbe incontrovertibile la natura puramente riproduttiva delle dichiarazioni stesse, rispetto all'attività parlamentare. La difesa della Camera evidenzia che una diversa lettura di tali circostanze - quale quella prospettata nell'atto di conflitto - limiterebbe l'insindacabilità ai soli atti compiuti all'interno del Parlamento, secondo un criterio inaccettabile perché restrittivo. Quanto alle espressioni che avrebbero integrato la ipotizzata minaccia, la difesa resistente evidenzia come le stesse si iscrivessero in un più ampio "contesto polemico-argomentativo", che traeva origine dalla richiesta, avanzata dal deputato Borghezio nella interpellanza citata, di "immediata rimozione dalla carica di segretario comunale di Novara del dott. Luigi Tennirelli" per una sua incompatibilità ambientale. Dunque, anche tali dichiarazioni, costituirebbero - a parere della Camera - "coerente esplicazione della ... attività parlamentare di difesa degli interessi del partito della lega nord". 5. - Con memoria depositata in prossimità della udienza, la Camera dei deputati ha sollevato eccezione di improcedibilità del ricorso per mancata osservanza, da parte del ricorrente, del tempestivo adempimento del deposito della copia del ricorso e della ordinanza di ammissibilità notificati al Presidente della Camera a norma dell'art. 26, terzo comma, delle norme integrative. Ad avviso della Camera, infatti, il deposito dell'originale del ricorso "ossia dell'unico atto in grado di attestarne la provenienza dal soggetto legittimato e l'avvenuta effettuazione delle richieste notificazioni", non potrebbe essere in alcun modo surrogato (come è avvenuto nella specie) dalla trasmissione di una semplice copia fotoriprodotta, che sarebbe priva di tale valore probatorio. Allo stesso modo si contesta la ritualità della successiva spedizione in originale dell'atto introduttivo a mezzo del servizio postale, non potendo tale formalità valere come equipollente del formale deposito, in assenza di una specifica disposizione che ciò autorizzi. Posto quindi - conclude il resistente - che il ricorso (alla luce della giurisprudenza di questa Corte) è improcedibile anche qualora l'affidamento del plico al servizio postale fosse avvenuto prima della scadenza del termine utile per il deposito, se ne deve dedurre la irrituale introduzione della "seconda fase del giudizio sul conflitto": con la conseguente inammissibilità di quest'ultimo. In via subordinata, la Camera ha, nella sostanza, ribadito le argomentazioni già svolte in sede di costituzione, tanto nel merito che per quanto attiene alle "ulteriori ragioni di improcedibilità sollevate nella memoria di costituzione".1. - Il presente conflitto di attribuzione è stato promosso dal Tribunale di Novara nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla delibera del 27 ottobre 1999, con la quale la stessa Camera ha dichiarato che le opinioni manifestate dall'on. Borghezio - e per le quali pende procedimento penale per i reati di diffamazione a mezzo stampa e di minaccia - dovevano ritenersi espresse nell'esercizio della funzione parlamentare, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Nel caso di specie, in data 18 ottobre 1996, il deputato Borghezio aveva formulato - sia ai giornalisti di alcune testate televisive locali di Novara, sia nel corso di una successiva manifestazione pubblica - delle accuse nei confronti del segretario comunale di Novara, dott. Luigi Tennirelli, a causa del comportamento da questi tenuto in una seduta del Consiglio comunale di Novara, affermando: "... rispondiamo come governo della Padania alla provocazione antidemocratica del solito terronaccio paracadutato dal governo di Roma, con il suo sguardo occhialuto, a controllare e ad inficiare le libere determinazioni dell'autonomia locale; ... questo termine terronaccio è un termine eufemistico ... tra militanti duri e puri della vecchia guardia leghista avrei usato sicuramente un termine molto più appropriato ai modi di fare antidemocratici, incivili, beceri di un rappresentante del potere centrale dello Stato, che ogni giorno non perde occasione di mostrare il suo volto razzista ... attraverso personaggi gauleiter". Inoltre, nelle stesse circostanze di tempo e di luogo, l'on. Borghezio aveva aggiunto: "... non è igienico che l'ex segretario comunale innominabile di Novara si presenti alla prossima seduta del Consiglio comunale. Per usare il vostro linguaggio, mafiosi di Roma, questo è un avvertimento!". Secondo il Tribunale di Novara, non sussisterebbe alcuna connessione della condotta contestata al deputato Borghezio con la sua attività parlamentare, in particolare con la interrogazione da lui presentata alla Camera il 17 ottobre 1996 (ossia il giorno precedente rispetto alle dichiarazioni contestate): le dichiarazioni incriminate non rappresenterebbero, infatti, la mera divulgazione della suddetta interrogazione , ma si tradurrebbero in una condotta autonoma, ancorché riconducibile alla medesima vicenda. 2. - La Camera dei deputati ha sollevato, in via preliminare, eccezione di inammissibilità del ricorso sotto un duplice profilo. Un primo rilievo, asseritamente preclusivo rispetto all'esame del merito, riposerebbe, infatti, sulla circostanza che l'atto introduttivo risulta contenere esclusivamente la sottoscrizione del presidente del collegio e non quella di ciascuno dei componenti dell'organo, come invece sarebbe richiesto - a parere della Camera resistente - dall'art. 26 delle norme integrative per i giudizi davanti a questa Corte. La Camera sottolinea al riguardo come l'esigenza di tale requisito formale derivi dal fatto che soltanto il collegio, nella sua interezza, può essere qualificato organo "competente a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartiene": sicché l'assenza di una completa sottoscrizione integrerebbe una causa di inammissibilità del ricorso, "anche sotto il profilo della carenza di legittimazione in capo al preteso ricorrente". Un secondo vizio dell'atto introduttivo deriverebbe dalla irritualità della relativa notifica, in quanto, trattandosi nella specie di ordinanza e non del ricorso - come affermato nella pronuncia di ammissibilità - "mancherebbe quell'elemento indispensabile a tale scopo che è l'ordine del giudice alla cancelleria di procedere alla notificazione stessa". Nella memoria depositata in prossimità della udienza, infine, la Camera dei deputati ha eccepito la improcedibilità del ricorso, stante "la radicale inidoneità delle modalità utilizzate dal Tribunale di Novara per la trasmissione del ricorso stesso, a dar luogo all'apertura della seconda fase del giudizio sul conflitto".