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Questo Governo è intervenuto immediatamente, una volta che ci si è resi conto che c'era una situazione di emergenza da affrontare. Dal punto di vista sanitario il Parlamento ha prontamente risposto, votando la scorsa settimana la conversione in legge del decreto-legge alla Camera; oggi accadrà lo stesso al Senato. Presidente, colleghi, è del tutto evidente che tutto ciò non è sufficiente perché le conseguenze di una crisi di questo tipo hanno anche delle ricadute forti dal punto di vista economico. Ebbene, anche in questa direzione non stiamo fermi: il Parlamento e il Governo non sono fermi; bisogna intervenire su due livelli dal punto di vista economico, arginare la crisi già iniziata e, contemporaneamente, intervenire sul rilancio degli investimenti. Quindi, si tratta di spesa e investimento contemporaneamente. È aperta una discussione con i provvedimenti che stanno per arrivare - è una questione di giorni - relativamente a 9 miliardi che verrebbero immessi nel sistema nazionale. Oggi si parla di quasi 4 miliardi di euro. È in corso una discussione - il Governo l'ha portata a livello dell'Unione europea - per un piano di emergenza europeo e globale, all'interno del quale c'è anche una rivisitazione della flessibilità, necessaria per affrontare l'emergenza, sul rapporto tra deficit e PIL con almeno lo 0,2 per cento in più. Ci sono poi delle ipotesi che già stanno trasformandosi nel secondo e nel terzo decreto di natura economica che sono di grande impatto dal punto di vista del sostegno dell'economia. Sono previste misure di sospensione, proroghe e moratorie nelle zone colpite con riferimento ai settori economici e, in particolare, a quello turistico, culturale, della ristorazione e dei trasporti, ma anche misure che riguardano il sostegno all'occupazione. Ci sono poi facilitazioni al credito per le imprese e le famiglie, semplificazioni delle procedure, blocco dei pagamenti e via dicendo. Sono tutte questione di cui si sta discutendo diffusamente e che non sono state studiate nel segreto degli uffici dei Ministeri o del Presidente del Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha ritenuto, infatti, di allargare la responsabilità a tutte le forze parlamentari in questo momento, a prescindere che si tratti di maggioranza o minoranza. Presidente, vengo all'ultimo punto assolutamente fondamentale. Il quadro all'interno del quale si devono muovere questi provvedimenti (l'urgenza sanitaria, il piano per il rilancio dell'economia e il contenimento della crisi economica) non può reggere se non c'è una grande valenza di unità nazionale di fronte alla crisi. Il nostro Paese ha bisogno di fiducia, di coesione, di capacità di fare squadra, di coraggio, ha bisogno di capire che in momenti come questi le forze politiche devono immaginare e mettere in atto il fatto che c'è il bene comune, che va oltre il particolare e il consenso di breve periodo. Tutti insieme dobbiamo essere consapevoli del grande valore della nostra Nazione. Dobbiamo lasciare da parte chi vuole dividere, speculare, impaurire e costruire insieme un progetto e un disegno di rilancio per rendere l'Italia più forte anche attraverso questa crisi che stiamo affrontando e che dobbiamo velocemente lasciarci alle spalle. Presidente, vengo da una città e da una Regione fortemente colpita. Abbiamo perfettamente presente il quadro del disagio e della paura. Girando per Venezia, come per Roma, si vedono l'assenza del turismo, la crisi economica, dei locali, del commercio, degli imprenditori, delle aziende, degli autonomi e dei liberi professionisti, ma alla paura si risponde responsabilmente con azioni mirate, unità nazionale e coraggio. Presidente, il voto di oggi può andare in questa direzione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, ieri sera, come capita a ciascuno di noi presenti in questa Aula, ho girato per Roma ed era triste e impaurita. Se è triste e impaurita Roma, lo è anche l'Italia. Questo non possiamo permetterlo assolutamente né con i sentimenti, né tantomeno con le azioni politiche. Intanto, vorrei fare una premessa in questa Aula, perché mi pare che in una parte dell'emiciclo, quello sinistro, non sia molto chiaro che, se questo decreto-legge si appresta a diventare legge in tempi celerissimi, è perché le opposizioni sono state responsabili e hanno consentito la sua conversione immediatamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Diciamolo. Diciamoci le verità, tutte le verità, soprattutto in momenti difficili. Come non possiamo nascondere, per esempio, che questo Governo, il Governo Conte II, è stato un Governo lento, un Governo balbuziente, un Governo incosciente. Vi dico anche perché. È stato lento perché, quando, a fine gennaio, qualcuno aveva suonato la campanella, dicendo al presidente Conte: svegliati, non sottovalutare questo fenomeno, controlla i confini adotta le misure idonee, il Governo Conte II ha dormito. Si è svegliato soltanto il 21 febbraio. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È stato balbuziente, perché ha creato caos. C'è stata una disinformazione totale, complessiva, sia per quanto riguarda l'operatività sui territori, sia per quanto riguarda la prevenzione. Io sono sindaco. Grazie a Dio, in questo caso dico: un sindaco del Sud. Ho toccato con mano questo caos, questa confusione, che ha regnato nel Governo Conte II. Non si sapeva cosa fare e come comportarsi. Alcuni sindaci chiudevano le scuole, altri facevano ordinanze, comminando sanzioni a coloro i quali non osservavano l'impegno a comunicare la provenienza dalle zone rosse o, comunque, da zone del Nord. La confusione, perché il Governo non sapeva cosa dire e non sapeva dove andare a parare. Un Governo balbuziente; e poi è stato un Governo incosciente, perché, cari colleghi, cari signori del Governo, di per sé, nel suo ruolo, un capo del Governo deve tendere ad unire il Paese, a compattarlo. Questo obiettivo diventa un dovere, quando ci sono momenti di sofferenza. Ma il premier Conte ha fatto l'esatto contrario. Doveva trovare, in ogni occasione, un capro espiatorio per la sua incapacità. Prima ha attaccato alcuni sindaci. Poi ha attaccato i medici e il personale sanitario, a cui va invece tutta la nostra solidarietà. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per finire, ha attaccato anche alcuni governatori, a cominciare da Zaia, passando per Fontana, i governatori più bravi della nostra Nazione! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È del tutto incomprensibile! Un Presidente del Consiglio che si rispetti non crea conflitti sociali o conflitti istituzionali. Dialoga, collabora, propone, ascolta. Io, da uomo del Sud, cari colleghi, mi faccio e vi faccio una domanda. Se quei focolai, invece che in Veneto e in Lombardia, fossero nati altrove, cosa sarebbe successo in Italia? Cosa sarebbe successo in Italia? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Piedi per terra, allora.