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Quindi, nella seduta del 26 giugno 2019 la Giunta, su conforme proposta del relatore che ha riassunto gli esiti dell'istruttoria condotta dal Comitato, ha deliberato all'unanimità di accogliere il ricorso del signor Stefano Corti e di dichiarare pertanto contestata l'elezione del senatore Edoardo Patriarca. Lo svolgimento della seduta pubblica il 16 luglio 2019 ha avuto poi come conseguenza la riunione in camera di consiglio da parte della stessa Giunta, che ha quindi deliberato l'annullamento dell'elezione del senatore Edoardo Patriarca in Emilia-Romagna. Nel merito va rimarcato che la deliberazione della Giunta di proporre l'annullamento dell'elezione del senatore Patriarca discende esclusivamente dal risultato di accertamenti numerici derivanti dall'applicazione del principio basilare - prima citato - rappresentato dal favor voti diretto a salvaguardare la validità dei voti contenuti nella scheda ogni qualvolta possa desumersi la volontà effettiva dell'elettore. L'esito di questo complesso lavoro istruttorio ha determinato un risultato numerico di per sé oggettivo, immediatamente segnalato dal ricorrente alla Giunta. Accertata, quindi, la fondatezza dalla stessa Giunta mediante l'istituzione di un apposito Comitato, che - come già segnalato - ha operato una revisione di tutte le schede nulle, bianche e contestate assegnate dall'ufficio elettorale regionale, la proposta della Giunta conferma, con la sua relazione, la contestazione dell'elezione del senatore Edoardo Patriarca. PRESIDENTE . Prima di proseguire, vorrei precisare al senatore Crucioli, che ha continuato ad alzare la mano, che - secondo l'articolo 92, secondo comma, del Regolamento - soltanto un oratore contro e uno a favore possono parlare dopo il proponente. Avendo lei parlato contro e il senatore Balboni a favore, non ho potuto più ridarle la parola. Ho tenuto a precisarlo poiché ho visto che ha continuato a insistere. CRUCIOLI (M5S) . Chiedevo di intervenire per fatto personale, Presidente. PRESIDENTE. In tal caso potrà farlo a fine seduta. CUCCA (PD) . Signor Presidente, il ragionamento che è stato fatto in seno alla Giunta è stato già ampiamente ed esaustivamente illustrato dal relatore Paroli. Ci sono, tuttavia, da fare alcune precisazioni. I lavori del Comitato - del quale anche chi vi parla faceva parte - si sono svolti in maniera assolutamente tranquilla e il risultato è quello che vi è stato illustrato. C'è, piuttosto, da mettere in discussione quanto è accaduto durante la seduta pubblica. In effetti, siamo arrivati all'istituzione del Comitato a seguito di un risultato delle elezioni oggettivamente molto ballerino: soltanto 38 voti di scarto. Oggi stiamo esaminando la questione su uno scarto di soli 55 voti, all'esito dei lavori del Comitato. Di fatto, abbiamo constatato che gli errori commessi nel corso delle operazioni di spoglio erano assolutamente grossolani e, quindi, riteniamo che sarebbe stato e sarebbe utile un approfondimento. Peraltro, si tratta di errori poi consacrati: come ho detto anche in precedenza, per la difficoltà di interpretazione della legge elettorale c'è stata un'interpretazione maldestra, con diversità e difficoltà oggettive che hanno condotto a quel risultato. C'è stata poi la revisione delle schede contestate e di quelle bianche - con un aggiustamento credo doveroso che ha consentito anche l'esame delle schede bianche - per cui siamo arrivati a una differenza di soli 55 voti. Ebbene, nella seduta pubblica del 16 luglio il senatore Patriarca si è trovato costretto a leggere personalmente la memoria preparata dal suo avvocato non potendo avvalersi delle competenze tecniche - in quel caso è ammessa la difesa tecnica - in quanto è stata rigettata l'istanza, corredata da un certificato medico, e quindi per un impedimento legittimo del difensore, con cui si era chiesto il rinvio della seduta. Questo rappresenta evidentemente un grave vulnus al diritto di difesa del senatore Patriarca. A questo riguardo, in maniera molto rapida voglio richiamare la sentenza della Corte di cassazione n. 18256, a sezioni unite, intervenuta il 7 luglio scorso, che in maniera definitiva ha dichiarato che gli organi dell'autodichia sono organi giurisdizionali e per ciò stesso vanno applicate ad essi le regole della giurisdizione. Il senatore Patriarca aveva in quella sede diritto ad avere una difesa tecnica, una difesa che spiegasse in maniera compiuta i motivi per i quali era necessario fare ricorso e quindi accogliere l'istanza di revisione delle schede elettorali, considerata - come dicevo - anche l'esigua differenza di 55 voti (praticamente come i 38 che avevano indotto alla formazione del Comitato). Si è chiesto quindi, in via principale, la revisione di tutte le schede di quel collegio o, in subordine, un controllo a campione di una percentuale che avrebbe dovuto essere decisa. L'istanza è stata rigettata e crediamo che questo rappresenti veramente una violazione dei diritti di difesa del senatore Patriarca, che non ha potuto avvalersene, anche se consentito dalla legge, perché si è anche detto che si tratta di una potestà: se lo è, il senatore Patriarca intende avvalersene. Era corretto che davanti a un organo giurisdizionale pretendesse la presenza del difensore, cosa che è stata illegittimamente impedita, come ho già avuto modo di dire. Per questi motivi, abbiamo presentato la richiesta di questione sospensiva in discussione, ritenendo essenziali un nuovo controllo e una revisione di tutte le schede elettorali, anche alla luce delle irregolarità riscontrate. Si chiede pertanto, in considerazione di questi argomenti, che il Senato sospenda la discussione del documento in esame fino alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla questione sospensiva presentata si svolgerà una discussione nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. Poiché nessuno chiede di intervenire, ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva QS1, presentata dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Ricordo ai colleghi che, ai sensi dell'articolo 135- ter , comma 2, del Regolamento, fino alla chiusura della discussione, almeno venti senatori possono formulare proposte in difformità dalle conclusioni della Giunta mediante la presentazione di ordini del giorno motivati. In mancanza di tali proposte l'Assemblea non procederà a votazione, intendendosi senz'altro approvate le conclusioni della Giunta. GINETTI (PD) . Signor Presidente, a seguito delle elezioni per il Senato del 4 marzo 2018, l'ufficio elettorale regionale dell'Emilia-Romagna, dopo aver determinato la cifra elettorale individuale conseguita da ciascun candidato negli otto collegi uninominali della Regione, ha proclamato eletto il candidato in ciascun collegio, tra i quali il senatore Edoardo Patriarca.