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Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani residenti all'estero e delega al Governo per l'introduzione del voto elettronico per l'esercizio del diritto di voto all'estero. Onorevoli Senatori. – Con il presente disegno di legge si intende intervenire sul sistema di voto degli italiani all'estero nell'ottica non di stravolgerne la disciplina, bensì per cercare di apportare quei correttivi che, a partire dal dibattito antecedente all'approvazione della legge n. 459 del 2001 nonché a seguito delle sue prime applicazioni, sono apparsi necessari agli occhi di molte forze politiche, di giuristi ed operatori che si sono trovati, con non poche difficoltà, a rendere effettivo il voto al di fuori dei confini italiani. Le principali linee di intervento che si propongono con il presente disegno di legge sono riassumibili come segue. Innanzitutto si propone di introdurre il cosiddetto sistema di opzione inversa. L'attuale disciplina legislativa consente il voto per corrispondenza dall'estero a tutti i cittadini ivi residenti, ai quali è rimessa la possibilità di esercitare l'opzione per esprimere il diritto di voto tornando in Italia. Ciò significa che devono essere svolte complesse ricerche anagrafiche con invio dei plichi elettorali a tutti gli aventi diritto. Stiamo parlando di oltre 4 milioni di cittadini italiani residenti all'estero (per la precisione 4.230.854 elettori secondo i dati delle ultime elezioni della Camera dei deputati) a fronte di una partecipazione che si è assestata intorno al 30 per cento (dati della Camera dei deputati delle ultime elezioni del 4 marzo 2018: 29,84 per cento con 1.262.422 di votanti). Con il presente disegno di legge si vuole invertire l'opzione nel senso che, per poter esprimere il voto per corrispondenza dall'estero, si chiede all'avente diritto al voto all'estero di inviare una comunicazione – preferibilmente per via telematica – al comune di ultima residenza. Per ragioni di semplificazione della disciplina e delle procedure amministrative, le stesse modalità di invio dell'esercizio dell'opzione sono stabilite anche per i cittadini temporaneamente domiciliati all'estero (che si trovino all'estero tra uno e dodici mesi per ragioni di lavoro, studio o cure mediche). Attraverso il sistema dell'opzione inversa si perviene, quindi, ad un triplice risultato: a) in primo luogo si chiede ai cittadini italiani residenti all'estero di attivarsi e manifestare il permanere del legame con la comunità politica e sociale italiana; b) in secondo luogo si semplifica il lavoro degli uffici consolari che non devono più impiegare risorse per cercare di reperire gli aventi diritto al voto (poiché al momento dell'esercizio dell'opzione deve ovviamente essere indicato il proprio indirizzo di residenza) e così riuscire a concentrare ogni sforzo e risorsa nella fase di controllo delle operazioni pre- e post-elettorali; c) in terzo luogo, inviando il materiale elettorale ed i plichi solo a chi ha esercitato l'opzione si risparmiano, evidentemente, anche risorse economiche (partendo dal dato secondo il quale le ultime elezioni politiche all'estero sono costate circa 28 milioni di euro). Al contempo si ritiene che almeno una parte del risparmio in termini di spese (postali, stampa materiale, eccetera) debba essere destinato a coprire i costi necessari a garantire maggiore trasparenza, maggiore controllo e sicurezza delle operazioni di voto. In quest'ottica tali risorse, rivenienti dal risparmio di spesa, dovranno essere investite nell'implementazione delle altre innovazioni che si propongono con il presente disegno di legge, ossia per l'introduzione di sistemi di codici a barre o comunque di codici a lettura ottica o di decifrazione sui plichi elettorali (così da monitorarne il percorso ed avere certezza in ordine alla effettiva consegna al destinatario/elettore) nonché sui tagliandi del certificato elettorale. Dotare i seggi elettorali di appositi strumenti di lettura ottica dei codici permetterebbe, pertanto, di assicurare maggiore celerità e regolarità delle operazioni di voto e di scrutinio (a Roma), nonché una maggiore sicurezza, in quanto l'utilizzo di tali codici sui plichi e sui tagliandi del certificato elettorale scongiura il rischio di duplicazione del voto. Nella medesima direzione appena prospettata, e sempre al fine di semplificare le operazioni di scrutinio presso l'ufficio centrale per la circoscrizione Estero, si ritiene utile creare, in luogo di un unico seggio elettorale, quattro sedi dell'ufficio centrale, una per ogni ripartizione, in ciascuna delle quali è costituito un seggio elettorale da un minimo di 3.000 a un massimo di 5.000 elettori. Sarà cura del Ministero dell'interno l'individuazione in Roma delle strutture idonee a ospitare tali quattro sedi. A ciò si aggiunga che, al fine di garantire la più alta partecipazione possibile, dovrà essere svolta una capillare campagna di informazione – a cura degli uffici consolari – sulle nuove modalità di esercizio del voto; per tale ragione, è previsto di posticipare l'entrata in vigore delle disposizioni che disciplinano il nuovo sistema di opzione un anno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale . Infine, con la presente iniziativa legislativa, poiché si ritiene indispensabile che anche le consultazioni elettorali vengano svolte grazie all'ausilio di nuovi strumenti tecnologici, si propone di conferire una delega legislativa al Governo, al fine di introdurre, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un sistema di voto e di scrutinio elettronico limitatamente alle consultazioni di cui alla legge n. 459 del 2001. Il voto elettronico, difatti, è in grado di offrire, oggi, maggiori garanzie di trasparenza rispetto alle operazioni elettorali tradizionale e, allo stesso tempo, semplifica le operazioni di voto per gli aventi diritto (come ad esempio gli errori involontari che invalidano l'espressione della volontà dell'elettore) ma anche in sede di scrutinio (annullando i margini di interpretazione delle schede nulle ed automatizzando lo spoglio dei voti espressi senza la necessità di verifica di ogni singolo voto). I princìpi ed i criteri direttivi all'interno dei quali deve essere esercitata tale delega sono in sostanza, i seguenti: tutelare la segretezza del voto; garantire la chiarezza e la comprensibilità del sistema di voto; valutare prioritariamente l'introduzione di un sistema di voto attraverso l'utilizzo della piattaforma cosiddetto blockchain , oppure, in caso di impossibilità di utilizzo di tale sistema tecnologico e informatico, introdurre un sistema di voto da remoto per permettere all'elettore di esprimere il voto tramite una qualsiasi macchina connessa alla rete, previa identificazione e autenticazione. Illustrazione dell'articolato Nel dettaglio le proposte di modifica che si avanzano con il presente disegno di legge sono le seguenti: