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Le donne, inoltre, denunciarono trattamenti violenti e inumani nei confronti dei minori, nonché una frequenza scolastica pressoché nulla. Il 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia a pagare una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali per l'affidamento dei due bambini alla comunità. Nonostante i precedenti giudiziari e la condanna da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, esponenti — tecnici e politici — della regione Toscana, così come di numerose altre istituzioni locali e nazionali, hanno continuato a elargire fondi e riconoscimenti a « Il Forteto », elogiandone, tra l'altro, i metodi educativi e frequentando e visitando spesso la comunità. Inoltre, anche gli affidamenti sono incredibilmente proseguiti nella comunità, che sembra avere tutte le caratteristiche per potersi qualificare come una setta. Nel dicembre 2018 il Governo ha commissariato la cooperativa « Il Forteto » utilizzando i poteri nelle prerogative del Ministero dello sviluppo economico. Un commissariamento proseguito fino al giugno del 2020. Tutt'oggi compito della Commissione sarà quello di verificare la completa discontinuità de « Il Forteto » con il passato, fra governance , metodi di lavoro e rapporti organizzativi, nella ricerca della verità e per dare giustizia e verità alle vittime. Occorre istituire un'apposita Commissione parlamentare di inchiesta perché ciò che è accaduto a « Il Forteto » non accada mai più, ma anche e soprattutto per accertarsi che in tutto il territorio nazionale non siano in corso altre vicende simili. Per tale motivo, alla Commissione è affidato il compito di accertare i fatti avvenuti presso « Il Forteto » e in altri luoghi analoghi o simili in tutto il territorio nazionale, di individuare eventuali lacune nella legislazione nazionale che abbiano permesso il verificarsi e il protrarsi di fatti e situazioni contrari agli obiettivi perseguiti dalla stessa legislazione statale in materia di tutela e promozione dei minori, nonché di proporre possibili soluzioni per le criticità riscontrate.. 1 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità « Il Forteto », di seguito denominata « Commissione », con il compito di svolgere accertamenti sulle eventuali responsabilità istituzionali in merito alla gestione della comunità medesima e degli affidamenti di minori, anche al fine di prospettare l'adozione di misure organizzative e strumentali per il corretto funzionamento della struttura. 2 1 La Commissione esamina la gestione della comunità « Il Forteto » dalla sua istituzione ad oggi, con particolare riguardo all'accertamento dei fatti e delle ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità competenti interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità « Il Forteto », anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte all'interno de « Il Forteto ». 2 Al fine di impedire il riprodursi del fenomeno di inadempimenti dei princìpi di tutela delle vittime di illegalità nonché di evitare che quanto accaduto ne « Il Forteto » possa ripetersi, la Commissione ha inoltre il compito di formulare proposte in ordine: a all'adozione di nuovi strumenti di controllo delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale; b al potenziamento del sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell'affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze in capo ad essi, alle modalità con cui applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori. 3 1 La Commissione acquisisce gli atti prodotti dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità « Il Forteto » istituita ai sensi della legge 8 marzo 2019, n. 21, al fine di approfondire ulteriormente la vicenda. 4 1 La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati nominati, rispettivamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, e in modo che sia assicurata, comunque, la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno un ramo del Parlamento. 2 I componenti della Commissione dichiarano alla Presidenza della Camera di appartenenza di non avere ricoperto ruoli nei procedimenti giudiziari relativi ai fatti oggetto dell'inchiesta. 3 Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, d'intesa tra loro, entro dieci giorni dalla nomina dei suoi componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza. 4 L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto a scrutinio segreto dalla Commissione tra i suoi componenti. Per l'elezione del presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti della Commissione; se nessuno riporta tale maggioranza si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. È eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 5 Per l'elezione, rispettivamente, dei due vicepresidenti e dei due segretari, ciascun componente della Commissione scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti si procede ai sensi del comma 4, ultimo periodo. 5 1 L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa nella seduta successiva a quella di elezione dell'ufficio di presidenza. 6 1 La Commissione procede, nell'espletamento dei suoi compiti, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, per le audizioni a testimonianza davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli 366 e 372 del codice penale. 2 Per i segreti d'ufficio, professionale e bancario si applicano le norme vigenti. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124. Si applica altresì l'articolo 203 del codice di procedura penale. 3 La Commissione può richiedere, sulle materie attinenti alle finalità della presente legge, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti o a inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti. L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare la trasmissione di copia di atti e documenti richiesti con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria. Il decreto ha efficacia per sei mesi e può essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l'autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. Il decreto non può essere rinnovato o avere efficacia oltre la chiusura delle indagini preliminari. 4 La Commissione può opporre motivatamente all'autorità giudiziaria il vincolo del segreto funzionale che abbia apposto ad atti e documenti.