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Nell'articolo 13 si introducono le disposizioni per l'abbattimento delle emissioni in atmosfera derivanti dalle prime operazioni di raffinazione degli idrocarburi. La revisione dell'aliquota di prodotto al 50 per cento delle quantità estratte è stabilita dall'articolo 14. L'articolo 15 prevede un adeguamento dei canoni annui per i permessi di prospezione, ricerca e per le concessioni di coltivazione e stoccaggio, a modifica dell'articolo 18 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625. L'adeguamento parte dai 2.000 euro per chilometro quadrato per il permesso di prospezione, fino ai 25.000 euro per la concessione di coltivazione in proroga. Con l'articolo 16 si istituisce la tassazione delle emissioni inquinanti, con imposta sui consumi di carbone, coke di petrolio, bitume di origine naturale emulsionato con acqua e ossido di azoto emesso. L'articolo 17 esclude dal vincolo del patto di stabilità interno le risorse provenienti nei bilanci degli enti locali dalle aliquote di prodotto degli idrocarburi estratti. Con l'articolo 18 si istituisce l'Agenzia per il controllo e la sicurezza delle attività estrattive, delle risorse minerarie ed energetiche, con funzioni di monitoraggio delle attività di utilizzo delle risorse naturali, della salute e sicurezza dei lavoratori del settore e della sicurezza del ciclo delle attività estrattive. All'articolo 19 si dispone la trasmissione, da parte del Ministro dello sviluppo economico, di una relazione annuale al Parlamento con le quantità di idrocarburi estratti e le aliquote di prodotto versate dagli enti operanti nel settore. Infine, l'articolo 20 dispone la decadenza del titolo concessorio o dei permessi per gli enti che contravvengono alle disposizioni della presente legge.. I PRINCÌPI GENERALI 1 (Finalità e definizioni) 1 La presente legge reca disposizioni finalizzate a salvaguardare l'ambiente, l'acqua potabile e le sue fonti, nonché la salute pubblica, dalla presenza di sostanze tossiche associate alla prospezione, alla ricerca, alla perforazione, all'estrazione, alla desolforizzazione, alla raffinazione, allo stoccaggio, alla distribuzione e alla coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, in terra e in mare, tali da alterare la catena alimentare umana e da poter provocare neoplasie, malformazioni congenite o difetti di origine genetica e altri danni riproduttivi e sanitari. 2 Ai fini della presente legge, per «enti operanti nel settore degli idrocarburi» si intendono le imprese, gli enti e comunque tutti i soggetti che effettuano, a qualsiasi titolo, attività di prospezione, ricerca, perforazione, estrazione, desolforizzazione, raffinazione, stoccaggio, distribuzione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, in terra e in mare. II TUTELA DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE DALLE ATTIVITÀ NEL SETTORE DEGLI IDROCARBURI 2 (Obblighi di trasparenza a carico degli operatori del settore degli idrocarburi) 1 Ai fini di cui all'articolo 1, comma 1, nessuna persona operante, a qualsiasi titolo, nel settore degli idrocarburi può consapevolmente e intenzionalmente esporre altri individui a sostanze tali da costituire rischio per la catena alimentare umana e per la salute, individuate ai sensi dell'articolo 4, senza averli preventivamente informati con un avviso chiaro ed esauriente. 2 Gli enti operanti nel settore degli idrocarburi sono tenuti ad informare la popolazione degli effetti sulla salute umana, sull'ambiente, sulle coltivazioni e sugli allevamenti, associati alle attività di cui all'articolo 1, mediante pubblicazione sui principali quotidiani a tiratura nazionale, almeno sessanta giorni prima della trasmissione del progetto preliminare e dello studio preliminare ai fini della verifica di assoggettabilità ambientale ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, di un avviso nel quale si informa la popolazione della possibilità di inviare osservazioni. La medesima pubblicazione deve essere ripetuta contestualmente alla trasmissione della citata documentazione. In entrambi i casi la pubblicazione deve occupare non meno di un quarto di pagina con caratteri in evidenza. Gli enti operanti nel settore degli idrocarburi sono altresì tenuti ad inviare appositi avvisi a tutte le testate, giornalistiche e radiotelevisive, delle regioni interessate e a provvedere all'affissione di apposite informazioni nei comuni interessati, in modo da informare i cittadini ivi residenti. 3 Nello studio preliminare ambientale di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, gli enti operanti nel settore degli idrocarburi devono includere una valutazione dei rischi che includa stime di probabilità di eruzione (blowout) , stime di magnitudine massima di terremoti, stime di concentrazioni e diffusione di inquinanti e di isotopi di sostanze che possano contenere elementi di radioattività, stime quantitative della subsidenza indotta nel corso degli anni, degli effetti sulla popolazione, sull'ambiente, sulle coltivazioni e sugli allevamenti limitrofi alle zone di estrazione e produzione di idrocarburi. I medesimi enti devono indicare, sulla base del proprio capitale sociale, l'entità dei fondi, nonché la fideiussione di cui all'articolo 6, che verranno destinati per far fronte ad eventuali emergenze ambientali in caso di incidenti e le modalità di intervento per la gestione di tali emergenze. Gli stessi enti devono altresì organizzare a proprie spese un evento informativo per la popolazione territorialmente interessata, al fine di illustrare tutti i dettagli di superficie e di profondità del progetto, secondo la procedura di cui al comma 4. 4 L'autorità competente al rilascio della valutazione d'impatto ambientale (VIA) ai sensi del citato decreto legislativo n.152 del 2006 deve includere, nell'ambito del processo decisionale ai fini del rilascio dell'autorizzazione, oltre ai rappresentanti degli enti locali, i rappresentanti dei comitati portatori di interessi collettivi, esponenti del mondo accademico e chiunque vi abbia interesse. Le osservazioni alla VIA presentate da enti, cittadini o da chiunque vi abbia interesse devono essere recepite dalle regioni interessate da procedimenti di ricerca, estrazione o raffinazione di idrocarburi. 5 Le disposizioni dei commi da 2 a 4 si applicano con riferimento agli ambiti territoriali delle regioni nelle quali sono materialmente realizzati i siti e le attività legati alla filiera della produzione di idrocarburi, nonché delle regioni che condividono i bacini idrici di superficie e acquiferi di profondità, interessati dalle predette attività. 6 Nell'ambito della procedura di VIA di cui al titolo III della parte seconda del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, lo studio di impatto ambientale deve indicare espressamente le modalità e i siti per lo smaltimento di fluidi, acque di strato, scarti petroliferi e ogni tipologia di rifiuto prodotto, ivi comprese le percentuali di dispersione di sostanze chimiche, di fanghi, di liquidi e di fluidi nel sottosuolo, con particolare rilievo per le sostanze radioattive in essi eventualmente diffuse.