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si riscontravano inoltre l'assenza di campanelli nelle celle di detenzione, il non funzionamento del sistema di aerazione e dei servizi igienici, le finestre sigillate, il sistema fognario compromesso, la mancanza di uno spaccio interno, il non utilizzo degli spazi comuni, infine l'assenza di una calendarizzazione delle attività ricreative, sociali e religiose, in violazione dell'art. 4, lett. h) , del regolamento CIE; in relazione ai servizi erogati dall'ente gestore cooperativa sociale onlus EDECO, si constatava che, durante tutta la visita, il medico della struttura era assente ed irreperibile, nonostante fosse in corso un'emergenza sanitaria, ciò in contrasto con la tabella dotazione personale di cui all'allegato A dello schema di capitolato di appalto per la fornitura di beni e servizi relativi al CPR di Gradisca, in base alla quale l'ente gestore assicura la presenza del medico di turno in struttura per un tempo pari ad 8 ore al giorno; nell'arco dell'intera giornata era presente un unico infermiere che, come riportato dalla dottoressa Annalisa Carraro, vice-direttrice della cooperativa sociale, svolge turni sulle 24 ore per 4 o 5 giorni a settimana, ciò in violazione di ogni normativa a tutela dei lavoratori; il buono economico pari al valore di 5 euro ogni due giorni, dovuto dall'ente gestore ai soggetti trattenuti, come da regolamento CIE art. 4, lett. g) , non viene erogato ed i pasti vengono consumati all'interno delle celle di detenzione e non nei luoghi specificamente indicati dall'art. 4, lett. d) , del Regolamento CIE 2014 così come non viene operata l'affissione e consegna ai soggetti trattenuti dei documenti informativi di cui all'art. 2 e allegato 1.a) del regolamento in lingua a loro comprensibile; alla luce di ciò, in data 21 giugno 2022 le parlamentari hanno inoltrato istanza di accesso agli atti ex artt. 22 e 25 della legge n. 241 del 1990 indirizzata al dottor Mario Fazioli, della Divisione polizia amministrativa sociale e dell'immigrazione della Questura di Gorizia, terza sezione C.P.R., e al prefetto di Gorizia dottor Ricciardi, chiedendo di acquisire atti amministrativi relativi al trattenimento di 11 persone, documentazione di cui all'art. 20, comma 2, il registro presenze di cui all'art. 24, comma 1, i fogli firma ex art. 25, comma 4, lett. b) , e copia del registro di erogazione buono economico di cui all'art. 25, comma 4, lett. a) , dello schema di capitolato di appalto; il 22 e 24 giugno la Divisione polizia amministrativa sociale e dell'immigrazione della Questura ha risposto fornendo documentazione, a giudizio degli interroganti lacunosa ed insufficiente, consistente nei soli verbali di espulsione e trattenimento relativi ad 11 soggetti trattenuti, si chiede di sapere quali siano le risultanze delle attività di monitoraggio e controllo svolte nel CPR di Gradisca d'Isonzo dal prefetto di Gorizia e comunicate al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno sulla gestione del centro da parte dell'ente gestore e sugli interventi di manutenzione della struttura e degli impianti di cui all'art. 8 del regolamento CIE; quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, anche attraverso una pronuncia della commissione per l'accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per garantire l'effettiva attuazione del regolamento CIE, dello schema di capitolato d'appalto, della normativa e contrattazione collettiva in materia di lavoro da parte dell'ente gestore del CPR di Gradisca d'Isonzo. Atto n. 4-07260 RONZULLI Licia DAMIANI BOCCARDI Al Ministro della salute Premesso che: la Guardia di finanza del Comando provinciale di Lecce ha eseguito, nell'ambito della sanità pugliese, alcune misure cautelari personali, emesse dal GIP di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce, nei confronti di 11 persone (dei quali cinque agli arresti domiciliari, quattro sono destinatari dell'obbligo di dimora, uno del divieto di dimora e un divieto di esercitare attività imprenditoriale), indagate per ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici; le condotte delineate durante lo sviluppo delle attività operative si sarebbero sostanziate nella promessa di posti di lavoro da parte di alcuni pubblici ufficiali, in cambio di plurime utilità (anche sessuali), nel collocamento di persone in posizioni strategiche di svariati Enti pubblici e in fatti gravi commessi proprio nel settore della sanità pugliese; le indagini sembrano aver disvelato un modus operandi grazie al quale alcuni indagati avrebbero posto in essere una serie di comportamenti ispirati all'arricchimento personale, attraverso una gestione personalistica del presidio sanitario della regione Puglia; tali fatti fanno eco ad altre iniziative giudiziarie assunte dalla Procura di Bari, che hanno riguardato corruzione e appalti anch'essi in materia di sanità regionale con l'emissione di misure cautelari nei confronti di importanti dirigenti di diretta collaborazione con il Presidente della Regione, misure ancora in corso di esecuzione; dai fatti riportati, tutti recenti, emerge, ad avviso degli interroganti, un quadro drammaticamente preoccupante per la gestione della sanità pugliese, caratterizzata da notevoli inefficienze: pronto soccorso definiti "gironi infernali", liste di attesa interminabili, ospedali chiusi, reparti in sovraffollamento irrazionale, ambulanze in coda per ore, in una situazione eufemisticamente definibile "emergenziale", si chiede di sapere alla luce dei gravi fatti riportati in premessa se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per porre fine a quella che agli interroganti appare come una complessiva mala gestio della sanità pugliese, eventualmente valutando la sussistenza dei presupposti per iniziative di carattere ispettivo. Atto n. 4-07261 MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: da giorni il vice sindaco di Pisa, avvocato Raffaella Bonsangue, e i sindacati di polizia FSP Polizia di Stato, Lo Scudo e SAP esprimono forte preoccupazione per il ridimensionamento, a livello nazionale, del progetto "Strade sicure" e la conseguente decisione di sopprimere il presidio fisso dei militari davanti alla torre di Pisa, alla stazione e all'aeroporto; il progetto Strade sicure è un'operazione a supporto delle forze dell'ordine avviata in Italia nel 2008 dal Governo Berlusconi IV con la legge 24 luglio 2008, n. 125, e prorogata più volte nel corso degli anni, che prevedeva la possibilità di impiego di personale militare appartenente alle forze armate per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità e di contrasto al terrorismo fondamentalista, in aree metropolitane o densamente popolate; a partire dal mese di luglio 2022, il numero dei militari impegnati nell'operazione e che presidiano i siti del territorio nazionale è passato da 7.000 a 5.000;