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Istituzione dell'Autorità indipendente per la tutela del risparmio e delega al Governo per la redazione di un testo unico per la tutela del risparmio. Onorevoli Senatori. -- Le recenti polemiche tra le Autorità di vigilanza dei mercati finanziari nel corso delle audizioni presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario rappresentano un campanello d'allarme sulle carenze normative ed istituzionali per quanto concerne la tutela del risparmio. Il quadro emerso dalle audizioni è desolante. È composto di autorità che non si parlano, che si trincerano dietro ai cavilli procedurali per difendere il proprio operato e scaricare sull'altra autorità la responsabilità di quanto accaduto. E chi ci va di mezzo è il risparmiatore. Ci troviamo in un sistema dove la trasparenza è sempre messa in secondo piano. Prima vengono la riservatezza e il rispetto formalistico delle regole. Sarebbe ora di superare questo approccio, passando a uno che punti di più alla protezione sostanziale del risparmiatore. Questa richiederebbe un maggiore spirito di collaborazione tra le diverse autorità, una trasmissione tempestiva e chiara ai risparmiatori delle informazioni rilevanti, nonché severe limitazioni ai prodotti finanziari da collocare al dettaglio. Come messo in luce dagli economisti Luigi Guiso e Luigi Zingales in un loro articolo del gennaio 2016: «la sfiducia è la risposta agli inganni finanziari direttamente sperimentati o osservati tramite i media . Ma rischia di essere accresciuta dalla consapevolezza che in Italia nessuna autorità è preposta specificamente alla protezione del risparmiatore. Non lo è Consob che accanto alla "Tutela degli investitori", annovera la "Stabilità e il buon funzionamento del sistema finanziario". Ancor meno lo è Banca d'Italia che ha come mandato principale la stabilità del sistema bancario. La Consob, ad esempio, eliminò l'obbligo di riportare nei prospetti delle emissioni obbligazionarie le probabilità dei vari scenari, che allertano i risparmiatori del rischio specifico di ogni strumento. Questa decisione fu giustificata con l'esigenza di favorire il ricorso delle banche al mercato. Il potenziale rischio di abusi fu ignorato perché non essendoci nessuna istituzione che avesse il compito di ergersi a protezione dei risparmiatori era più facile cedere alla pressione delle banche. Questo non vuol dire che a queste due istituzioni, in particolare alla Consob, non siano stati assegnati vari compiti a difesa dei risparmiatori. Ma significa che entrambe non hanno la difesa dei risparmiatori nel loro Dna. Sarebbe sciocco pensare di poter risolvere questo problema semplicemente rimpiazzando i vertici dei due istituti. È la cultura di entrambe queste istituzioni che andrebbe cambiata. Ma non è possibile cambiarla senza cambiare la loro missione fondamentale e questo sarebbe pericoloso. Il buon funzionamento dei mercati finanziari e la stabilità del sistema bancario sono obiettivi essenziali, che non possono essere eliminati e vanno anzi rafforzati. Ergo la necessità di una nuova istituzione unicamente dedicata alla difesa dei risparmiatori». Gli autori richiamano l'istituzione del Consumer financial protection bureau negli Stati uniti dopo la crisi del 2008, la cui funzione è di «rendere le regole più efficaci, farle rispettare in modo coerente ed equo, e di ... mettere i consumatori nelle condizioni di prendere un maggiore controllo sulla loro vita economica». A tal fine il detto bureau fa sì che «i prezzi siano esibiti in modo cristallino, che i rischi siano ben visibili e che niente sia sepolto nelle postille di moduli e prospetti cosicché nessun venditore di prodotti finanziari possa usare pratiche abusive, scorrette o ingannevoli». L'Ufficio per la protezione dei consumatori (CFPB) è un'agenzia indipendente responsabile della protezione dei consumatori nel settore finanziario. La giurisdizione della CFPB include banche, fondi d'investimento e altre società finanziarie operanti negli Stati Uniti. La creazione della CFPB è stata autorizzata dalla legge di riforma e protezione dei consumatori, il Dodd-Frank Act , la cui approvazione nel 2010 è stato una risposta legislativa alla crisi finanziaria del 2007-08 e alla successiva grande recessione. La riforma di Wall Street nota come Dodd-Frank Act è un complesso intervento voluto dall'amministrazione di Barack Obama per promuovere una più stretta e completa regolazione della finanza statunitense incentivando al tempo stesso la tutela dei consumatori e del sistema economico statunitensi. Uno degli interventi più importanti del Dodd-Frank Act riguarda il consolidamento di diverse agenzie nella Consumer Financial Protection Agency , che ora fa riferimento al Dipartimento del tesoro, e ha il compito di proteggere i consumatori tramite il monitoraggio e la regolazione dei settori delle carte di credito, del debito e dei mutui immobiliari. Per cui Guiso e Zingales concludono: «avere un singolo obiettivo rende un'istituzione più efficace e più politicamente responsabile. Più efficace perché è più facile gestire un'organizzazione quando c'è un singolo e ben identificato obiettivo. Più politicamente responsabile perché è immediata l'identificazione della responsabilità rendendo impossibile lo scaricabarile tra istituzioni cui si assiste quando le funzioni sono condivise o sovrapposte». Non si può che concordare. Riacquistare la fiducia dei cittadini è la priorità, come ha rilevato Roberto Napoletano, il direttore del Sole24Ore: «Si finisca con il costruire pietra dopo pietra, tra manone finanziarie interessate, manine superficiali e prese di posizione politiche emotivo-mediatiche, quasi sempre immotivate e non meditate, un muro di paure e di dubbi ingiustificati capace di abbattere il “cemento armato” di un patrimonio che non ha pari al mondo, il risparmio degli italiani, e che ha nel credito e nella fiducia i suoi capisaldi». Prevediamo dunque l'istituzione di un’Autorità indipendente per la tutela del risparmio (articolo l), per superare le attuali falle del sistema dei controlli, sul modello dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Pertanto chiediamo l'abolizione dell'inutile Commissione per la tutela del risparmio (articolo 1, comma 9). Anche per il personale dell'Autorità (articolo 2) ci ispiriamo a ciò che prevede la legge 10 ottobre 1990, n. 287, (all'articolo 11 di tale legge), salva la previsione (di cui all'articolo 3, comma 1, lettera f)) che l'Autorità possa avvalersi anche del supporto di dipendenti della Banca d'Italia, della CONSOB, dell'IVASS, della COVIP e delle altre amministrazioni pubbliche. Diamo poi una delega al Governo (articolo 3) per redigere un Testo unico per la tutela del risparmio e per modificare ed integrare il testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo n. 58 del 1998, nonché il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, al fine di definire le funzioni dell'Autorità per la tutela del risparmio attribuendo le i poteri di vigilanza e di indagine necessari anche modificando le attuali competenze in materia di vigilanza delle attività finanziaria della Banca d'Italia, della CONSOB, dell’IVASS e della COVIP.