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Quindi il tema vero, quello del riuso, è stato lasciato in penombra, se non totalmente disconosciuto. Diciamo quindi una banale affermazione di buon livello di raccolta differenziata asserito, ma poi, andando a vedere quanta di questa raccolta differenziata veniva indirizzata al riuso, la Commissione ha registrato che questo avviene in maniera assolutamente minimale e non rispecchia la necessità di un profondo riuso dei materiali oggetto di raccolta differenziata. Attualmente a mio avviso il sistema è al collasso; la necessità di chiusura del ciclo attraverso l'impianto di termovalorizzazione è avvertita perfettamente anche nel piano regionale dei rifiuti tuttora vigente, ma è non stata attuata; (Brusio. Richiami del Presidente) tale acclarata necessità di chiusura del ciclo, riconosciuta anche dai documenti elaborati dalla vecchia maggioranza, non ultimo il piano regionale dei rifiuti tuttora vigente, non è mai approdata alla decisione - mi rendo conto difficile - di individuare un sito per la termovalorizzazione della frazione secca, come auspicato dal piano vigente, e quindi è rimasta assolutamente incompiuta. Oggi la realtà vede la nuova maggioranza dover affrontare questo tema ripartendo da zero; io auspico che, anche in esito a questa indagine, si possa utilizzare il documento da essa prodotto, che cerca ovviamente di evidenziare luci ed ombre (non vedo quali siano le luci, ma vedo perfettamente con tutta chiarezza le ombre), e che scatta una fotografia che dovrà essere a supporto del nuovo piano regionale dei rifiuti che noi già stiamo sollecitando e di cui la nuova maggioranza regionale già si sta facendo carico in termini di ascolto dei territori e di registrazione dei livelli ormai assolutamente precollasso dei conferimenti in discarica. L'andamento delle tariffe ha seguito la sciatteria che prima registravo; peraltro le tariffe delle utenze nell'ambito regionale sono caratterizzate da grande disparità: ci sono amministrazioni, come quella del capoluogo, fortemente gravate da tariffe esorbitanti evidentemente a carico dei cittadini e tutto questo produce un diffuso livello di malcontento che poi ha determinato il risultato delle recenti elezioni regionali. Colleghi, non è stata la sanità a determinare quanto è accaduto e che inevitabilmente prima o poi doveva accadere in Umbria; in realtà a mio avviso è stato proprio il sistema di gestione dei rifiuti e l'incapacità della vecchia maggioranza di governo dell'Umbria di determinare una visione chiara e un percorso a tappe che mettesse in regola l'intero sistema e chiudesse le discariche. Noi più volte abbiamo ribadito che il sistema basato sul conferimento in discarica è abbandonato ormai in tutta Europa sicuramente dai Paesi più virtuosi, ma anche in Italia dalle Regioni più capaci e virtuose, mentre in Umbria continua imperterrito con discariche colme, come ho detto prima, ripetutamente ampliate sia in orizzontale che in verticale. La morale della favola è che questa Commissione ha prodotto un buon documento. Noi vorremmo che si concludesse con una risoluzione che impegni il Ministero ad occuparsi dell'Umbria con l'elaborazione di progetti mirati alla sistemazione del ciclo e la Regione a elaborare un nuovo piano sanitario regionale che preveda la chiusura del ciclo, che non può essere con il conferimento in discarica e, soprattutto, asserisce o comunque attribuisce a chi ce l'ha - e non è certo il centrodestra - le responsabilità di quello che sta accadendo e della situazione precollasso ampiamente emergenziale del ciclo integrato dei rifiuti della Regione Umbria. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, la relazione che è stata consegnata al Senato per quanto riguarda la Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in Umbria ci consente di fare un'analisi direi più completa rispetto ad alcune considerazioni che ho ascoltato poc'anzi. (Brusio). PRESIDENTE . Mi scusi senatore Grimani. Tutti parlate con tutti e quindi il livello di rumore è veramente eccessivo, si fa fatica a sentire cosa dice il senatore Grimani. Non è obbligatorio stare in Aula, e bisognerebbe consentire ai colleghi di intervenire. Prego, senatore. GRIMANI (IV-PSI) . Dicevo che questa relazione apre una riflessione sulla politica dei rifiuti in Umbria di questi anni. Emergono sicuramente delle criticità, nessuno vuole nasconderle, ma sicuramente questa Commissione nasceva con intenti diversi da quelli di una semplice analisi della politica dei rifiuti umbra. Ci trovavamo in una fase in cui si avvicinavano le elezioni regionali, le elezioni in alcune città importanti dell'Umbria e quindi una certa dose di strumentalità secondo me si avverte nel motivo istitutivo di questa Commissione. Questa è una valutazione politica doverosa, ma che finisce qui, perché poi i numeri che sono all'interno della relazione evidenziano alcune criticità importanti dal punto di vista dell'analisi della gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria. Nella mia Regione ci sono dei problemi considerevoli dal punto di vista della conclusione del ciclo dei rifiuti. Le discariche sono in una condizione di quasi massimo assorbimento possibile, i numeri che sono alla base di questo problema, cioè quelli della raccolta differenziata, sono emblematici, nel senso che poi si è a livelli del 2018 del 63 per cento, ma gli obiettivi erano ben più alti: nel 2020 era previsto l'obiettivo del 73 per cento. Gli obiettivi di conferimenti in discarica erano di un terzo inferiori ai numeri attuali. Nel 2012 i documenti parlavano di 60.000 tonnellate l'anno di rifiuti in discarica, siamo praticamente al triplo. Ci sono quindi dei problemi strutturali e non c'è dubbio che la Regione è stata governata da un ciclo politico ben chiaro in questi anni, ma dobbiamo dire che questi dati ci forniscono, da un lato, un'analisi chiara di quella che è stata fino ad oggi la gestione dei rifiuti in Umbria, e, dall'altro degli elementi per costruire una pianificazione futura che spetta alla Regione e alla nuova maggioranza che da ottobre governerà l'Umbria. Non c'è dubbio che le problematiche si sono sommate: non solo c'è una raccolta differenziata che non offre ancora quei risultati che si pensavano nei documenti programmatici, ma c'è anche il problema, ad esempio, del combustibile solido secondario (CSS), cioè una parte di rifiuti dovrebbe essere oggetto di combustione in grado di produrre del combustibile. Questo è un altro dei temi di cui si parla da tanti anni in Umbria. I documenti già dal 2015 prevedevano che si dovesse partire con la produzione di CSS, ma questo non è mai avvenuto e ciò significa maggiori rifiuti in discarica rispetto a quelli programmati. C'è il problema della qualità della raccolta differenziata, come dicevo prima, che mostra problemi notevoli dal punto di vista, ad esempio, della stabilizzazione di parte del rifiuto organico della raccolta differenziata, che non è come i propositi programmatici prevedevano; c'è il problema di una parte del residuo secco della raccolta indifferenziata, la plastica.