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Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 1829, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 276 Senatori votanti 275 Maggioranza 138 Favorevoli 156 Contrari 119 Il Senato approva. (Applausi). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 23. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per portare all'attenzione dell'Assemblea quanto accaduto in merito alle comunicazioni e alle informazioni del Governo sul rischio Covid nelle varie Regioni d'Italia, che ha interessato l'Umbria. Si è trattato di un vero e proprio scandalo, che ha visto non solo un errore, ma anche perseverare il Governo su una comunicazione che ha creato danni gravissimi alla Regione Umbria. Nella giornata del 14 maggio, consapevolmente, sono stati distribuiti dati riferiti al 26 aprile che collocavano l'Umbria fra le tre Regioni più a rischio della nostra penisola, e ciò ha arrecato un danno grave anche alla campagna di informazione avviata dalla Regione Umbria, volta invece a sottolineare come il territorio fosse sicuro. Al danno si è aggiunta la beffa, perché mentre in Europa questo veniva riconosciuto, tanto che il "Telegraph" in quei giorni consigliava l'Umbria come meta e Regione più sicura di Europa, erano proprio il Governo e l'Istituto superiore di sanità a mettere in difficoltà un territorio che stava cercando di risollevarsi. Sono stati tantissimi gli interventi compiuti non solo da parte della presidente Tesei e degli assessori, ma anche delle associazioni di categoria, che hanno segnalato non solo un ritardo nei dati utilizzati, ma anche un errore di fondo, che a tutt'oggi permane nel meccanismo di calcolo. Calcolare la percentuale dell'aumento dei casi in una Regione in cui già da giorni il numero è vicinissimo allo zero è proprio errato sul piano statistico e delle regole più elementari. Ebbene, a tutt'oggi, di quei 21 parametri, l'Rt (R con t) rimane quello più pesante e più importante. Allora noi siamo qui con forza a chiedere che nella cabina che finalmente è stata costituita si rivedano i parametri, soprattutto nelle situazioni limite. Quando lo stesso studio dice che l'errore in cui si può incorrere è superiore a 1 e il dato che si deve misurare è fra 0 e 1, l'unica risoluzione che si può adottare è dire che: in questa Regione non si può tener conto di uno studio che abbia siffatti parametri. Ora anche l'Umbria farà parte della cabina di regia. Noi chiediamo però che il Governo per primo - e tutti ricordiamo gli scontri e le contraddizioni fra i ministri Speranza e Boccia, che pervicacemente hanno voluto difendere questo meccanismo errato - metta mano al calcolo, perché si gioca con la salute, il lavoro e il futuro non sono dell'Umbria, ma di tutte le Regioni che ora, nella fase 2, potrebbero veder modificati, anche di poco, il numero dei casi che, se calcolati in questa maniera, avrebbero un danno irreparabile sul piano dell'immagine e del rilancio. (Applausi) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, l'inchiesta di Perugia sul sistema Palamara, racchiuso in 60.000 pagine di intercettazioni trascritte, ha messo in luce illeciti accordi, un vero mercimonio tra le correnti della magistratura per l'assegnazione delle funzioni direttive importanti, dimostrando così una gestione equivoca della funzione giudiziaria, fatta anche di regolamento di conti tra stessi magistrati (taluni da punire, perché rei di voler indagare sui potenti di turno, altri da premiare), che ha leso il prestigio dei giudici e la fiducia dei cittadini nella giustizia. L'ultima indagine Eurispes sulla fiducia degli italiani nelle istituzioni vede le Forze dell'ordine al 73 per cento e la magistratura al 36 per cento. Non è possibile che i cittadini vedano recapitarsi avvisi di garanzia a mezzo stampa da parte di solerti operatori dell'informazione - ne è fulgido esempio il capitolo riguardante i giornalisti di giudiziaria, adusi a enfatizzare le soffiate, oppure a sminuirle, perfino a censurarle a seconda dell'orientamento editoriale di quelle testate - con noti magistrati certi dell'impunità correntizia del CSM, ossia quei sodalizi che si spartiscono col Cencelli promozioni, incarichi, trasferimenti, progressione di carriera, direzioni di procura, a prescindere dal merito, ossia quelle correnti definite dal compianto giudice Imposimato il «cancro della magistratura». Non si può tollerare l'operato di alcuni magistrati, platealmente schierati, che utilizzano la loro funzione giudiziaria nel tentativo di intimidire le prerogative parlamentari con l'apertura di indagini, in violazione dell'articolo 68 della Costituzione, nel porto delle nebbie della procura di Roma, sul perché un senatore ha osato presentare atti di sindacato ispettivo sull'operato di un chiacchierato direttore AGCOM, abusando della polizia giudiziaria, ossia la Guardia di finanza in servizio presso la stessa Autorità. L'inchiesta di Perugia vede anche fascicoli aperti, che in molti casi a distanza di anni restano vuoti, non contenenti alcuna indagine effettuata e dal chiaro stampo intimidatorio. Rappresenta uno scandalo la singolare interpretazione delle norme sull' insider trading - com'è accaduto nella speculazione di borsa a colpo sicuro su alcuni titoli con guadagni di 600.000 euro dopo la soffiata a un ex Premier sulla riforma delle Popolari - poi portate al Consiglio dei Ministri, o com'è accaduto alla procura di Roma, gestione Pignatone, che, invece di indagare l'ex Premier e l'editore Carlo De Benedetti, portò a processo il broker Bolengo, reo di aver eseguito l'ordine impartito. Signor Presidente, è stato affermato che lo stesso carrierismo sfrenato, che ha consentito di decidere e mediare negli anni d'oro circa mille incarichi in favore dei fortunati appartenenti alla corrente, si muove al pari della più becera politica, perché questa è la logica della spartizione di potere, ovvero il mercimonio degli incarichi. Palamara, che ha anche accusato la politica di delegare troppo alla magistratura, non farà altri nomi; se dovesse farne, la maggior parte di quei magistrati che hanno avuto bende e prebende rischierebbe il posto, forse anche qualche procedimento penale. Alla fine tutti si metteranno d'accordo. Chiudo veramente, signor Presidente e la ringrazio.