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per lo sviluppo delle nostre aziende ma anche per ognuno di noi, per le famiglie, per chi ci abita, per avere un futuro, per i nostri giovani. Sono stati portavoce di questa battaglia sindaci, amministratori locali, persone di tutte le categorie economiche, associazioni, comitati di cittadini di tutti i colori, non di appartenenze partitiche ma di tutti i colori di quel territorio. Il territorio dove incide la strada regionale 10 è particolarmente colpito da una grave crisi economica e occupazionale ed è fondamentale completare quest'opera per attrarre investimenti, per far arrivare nuove aziende e far sì che quelle attuali non chiudano ma possano avere un futuro. Per riqualificare le zone industriali e artigianali della Bassa Padovana, che è stata dichiarata, purtroppo, area di crisi non complessa (distretto, ad esempio, del mobile di Casale di Scodosia, dell'agroalimentare del Montagnanese ), è fondamentale, direi essenziale, aggiungere quei sette chilometri. Altrettanto fondamentale è che il Ministero acceleri l' iter del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che sembra si sia fermato al Consiglio superiore dei lavori pubblici per poi arrivare alle Commissioni di competenza. La Regione Veneto ha chiesto la rimodulazione del contratto di programma ANAS, chiedendo proprio, in modo particolare, la realizzazione del primo stralcio funzionale della SR10. La Regione Veneto, attraverso il presidente Zaia, ha già messo le risorse per l'intervento del progetto sia preliminare sia esecutivo in tutte le sue parti. PRESIDENTE. Deve concludere, senatore. DE POLI (FI-BP) . Quindi, è solo un intervento affinché il piano passi all'ANAS come riqualificazione e al contempo si dia la priorità. Caro Ministro, no alla linea TAV veneta, che è un piccolo intervento, no alla Pedemontana Veneta, altro piccolo intervento, no alla strada regionale 10, un minuscolo intervento, un «microbo», se così possiamo definirlo, però fondamentale per lo sviluppo di quel territorio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringrazio anzitutto il senatore De Poli. Come evidenziato dal senatore stesso, la revisione denominata «Rientro strade» si è resa necessaria alla luce delle forti asimmetrie territoriali conseguenti alla riclassificazione derivante dalla riforma Bassanini, nonché dei fallimentari effetti della riforma Delrio sulle Province. (Commenti dal Gruppo PD). Il decreto del Presidente del Consiglio del 21 Luglio 2017, in applicazione dell'articolo 1, comma 140, della legge di stabilità del 2016, ha stanziato nel Fondo infrastrutture 440 milioni destinati a interventi di riclassificazione della rete stradale. Successivamente, nel 2018 il Fondo è stato ulteriormente rifinanziato per oltre 640 milioni di euro. Ad oggi, quindi, per gli investimenti sui tratti stradali trasferiti dalle Regioni ad ANAS sono stanziate risorse pari ad oltre un miliardo di euro. Il decreto con cui la Regione Veneto ha trasferito circa 700 chilometri di strade ad ANAS risulta attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ; quindi, abbiamo terminato l' iter . Nel prosieguo dell' iter in corso, il Ministero porrà la massima attenzione per un'opera strategicamente importante per lo sviluppo della Bassa Padovana come la strada regionale 10 Padana inferiore, senza escludere di prendere in considerazione il progetto preliminare già commissionato da Veneto Strade. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Poli, per due minuti. DE POLI (FI-BP) . Signor Presidente, se è reale e concreto l'impegno del Ministro qui presente nel far sì che intanto l' iter diventi applicativo - a me risulta che sia ancora fermo al Consiglio superiore dei lavori pubblici, salvo le indicazioni del Ministro - benissimo. Se questo è già confermato in tutti i suoi aspetti, vediamo se concretamente le risorse verranno date al Veneto, e di conseguenza come priorità alla strada regionale 10, passando, nel caso specifico, a strada statale 10, proprio per dare risposte a tutti quei cittadini e alle imprese di quel territorio che aspettano da decenni la conclusione dei lavori da Carceri fino all'imbocco dell'autostrada, e fino a Montagnana, almeno per quanto riguarda la Provincia di Padova. Credo e spero, signor Ministro, che le sue parole siano reali, perché le ha pronunciate qui, all'interno dell'Aula del Senato, quindi le considero valide. Spero però che questa non sia una delle tante promesse che poi, ancora una volta, diventano un "no" a un'opera fondamentale e piccola. Lei diceva prima di fare le piccole opere; io dico di fare le grandi opere e di fare anche le piccole opere (su questo condivido quanto lei diceva), per dare quelle risposte oggi essenziali, nel caso specifico, con il completamento della SR10 nel territorio della Bassa Padovana. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Il senatore Stefano ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00671 sull'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a Statuto ordinario, per tre minuti. STEFANO (PD) . Signor Ministro, ad oggi 13 Regioni a statuto ordinario su 15 hanno avviato la procedura per il riconoscimento di maggiore autonomia rispetto allo Stato centrale. Paradossalmente, però, sulla nutrita schiera di richieste grava l'assenza di quella che dovrebbe essere la bussola di questi processi: mi riferisco alla definizione di criteri uniformi che presiedano alla singola valutazione e di procedure idonee a conseguire un accordo complessivo con tutte le Regioni a statuto ordinario sugli strumenti di perequazione delle risorse. Ma non basta. A corredo di queste due marchiane assenze, ci sono ulteriori criticità. La prima è quella che investe il ruolo e la funzione del Parlamento, che non può continuare ad essere il convitato di pietra delle intese. La seconda invece riguarda il troppo fumoso precipitato degli esiti di questi differenti iter di differenziazione. Riguardo al primo punto, signora Ministro, mi limito a ricordare la ratio del comma 3 dell'articolo 116, dove le ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia possono essere attribuite con legge dello Stato. Capisco che volete ormai farci abituare al progressivo svuotamento della funzione legislativa in capo al Parlamento; lo abbiamo visto con la legge di stabilità e ce lo avete riproposto con il decreto milleproroghe e "mille rivoli". Ma le leggi dello Stato devono quantomeno essere lette, eventualmente emendate, e poi, solo poi, approvate dalle due Camere. Nella giornata di ieri è arrivato l'appello di 30 costituzionalisti, inviato al presidente Mattarella e ai Presidenti di Camera e Senato, nel quale viene ribadita questa forte preoccupazione per le modalità di attuazione finora seguite e per il rischio concreto di una marginalizzazione del Parlamento, che è - lo ricordo - l'unico luogo di tutela degli interessi nazionali.