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ecco perché l'estensione del cosiddetto - non ho mai amato particolarmente l'espressione, però rende bene l'idea e lo sappiamo bene - Daspo per i corrotti, cioè l'estensione dei casi di interdizione in seguito a sentenza definitiva di condanna, è un altro probabilmente utile; ecco perché trovo ragionevolezza nel testo con riferimento a questa figura. Voglio spendere anche un'altra parola su un argomento che mi pare non abbia destato particolare attenzione, però l'ha suscitata in me, forse perché riguarda la terra da cui provengo, il Salento, interessato da una questione delicata e anche un po' dolorosa che ha a che fare con un gasdotto, che sembra stia per approdare da quelle parti. Nell'articolo 1, alla lettera o) , si modifica l'articolo 322- bis del codice penale estendendo la sanzionabilità per i reati di corruzione - questa è la novità - anche ai membri di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e sovranazionali, nonché ai funzionari delle corti internazionali. Perché è importante questa norma che estende anche ai membri delle assemblee parlamentari internazionali la punibilità per fatti di corruzione? La recente cronaca giudiziaria ha visto o vede un ex parlamentare coinvolto in fatti di corruzione. So che è stato assolto per il reato di riciclaggio; non so bene se è per corruzione. Il procedimento è già concluso. Parlo dell'onorevole Luca Volontè, membro del Consiglio d'Europa, e della vicenda per finanziamenti di probabile natura corruttiva provenienti da un Paese straniero interessato indirettamente alla realizzazione di quella infrastruttura che si chiama TAP. La procura di Milano si è interessata del caso e il gup ha sollevato la questione della insindacabilità e dell'immunità per la condotta di quel deputato in virtù del noto articolo 68 della Costituzione. Il pronunciamento è stato ribaltato successivamente dalla Corte di cassazione, che ha detto che, se è vero che non si può essere perseguiti per le opinioni e i voti espressi nell'esercizio del proprio mandato parlamentare, questa immunità non si può estendere fino al fatto corruttivo stesso. Il voto in quel caso avveniva al Consiglio d'Europa per evitare che l'Azerbaijan ricevesse una mozione di condanna per violazione dei diritti umani e questo avrebbe comportato delle conseguenze che esulano dall'oggetto della discussione odierna, in quel caso però il consorzio promotore non avrebbe potuto attingere dai finanziamenti della Banca europea per gli investimenti in caso di condanna per violazione dei diritti umani. Probabilmente se questa norma fosse esistita già pochi anni fa non sarebbe quantomeno passato molto tempo perché la giurisdizione nazionale - la Corte di cassazione in questo caso - si pronunciasse anche per il membro di un'Assemblea parlamentare di un organismo internazionale. In quel caso il principio valse per il Consiglio d'Europa, ma immagino valga anche per le Assemblee parlamentari dell'OCSE e di altri organismi parlamentari. Evidentemente quella norma comporterà che l'insindacabilità e il sacrosanto scudo della libertà di opinione e di voto dei parlamentari non si potrà estendere neanche in quella sede quando quel voto è stato frutto e oggetto di fatti di corruzione. Per questo motivo, pur essendo in discussione generale, ma non potendo intervenire domani in sede dichiarazione di voto, anticipo fin da ora il mio voto favorevole alla questione di fiducia che ha posto il Governo. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, buon pomeriggio. Io ho la sensazione, ma forse è qualcosa di più, che probabilmente tutti, o molti di noi, si stiano facendo turlupinare dal dito quando dietro c'è la luna. Capisco il tema, Ministro, e prendo atto del vostro punto di vista, che ovviamente non condivido. Già l'annuncio di voto del collega che mi ha preceduto mi fa capire che sto bene dall'altra parte: sono dei segnali importanti che talvolta plasticamente si manifestano anche in quest'Aula. State facendo vedere il dito, ma la luna è dietro. Dico questo a causa del vostro concetto di giustizia e dell'approccio alla stessa che voi avete in mente, di come essa si applica e si vive; peraltro, probabilmente, predicando bene, ma razzolando male. Mi viene in mente infatti che se il ministro Di Maio con la questione dei rimborsi fosse stato consigliere regionale l'avrebbero già indagato quattro volte. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per quanto riguarda l'agente provocatore o sotto copertura, secondo me avete già fatto un esperimento; quando avete inviato l'avvocato Lanzalone in giro per l'Italia, prima a Livorno e poi in quel di Roma, probabilmente avete fatto una prova per vedere cosa sarebbe accaduto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il 5 marzo prossimo mi sembra però che ci sarà un procedimento penale. Questo è il vostro punto di vista; volete avere un controllo totale, come peraltro avete sui vostri Gruppi parlamentari. Nessuno infatti può muovere un braccio perché altrimenti viene punito o cacciato; nessuno può avere un'opinione diversa. Voi vorreste che tutto il sistema nazionale, i cittadini e le imprese fossero in qualche modo bloccati con l'impronta precisa che voi volete dare alla giustizia italiana. Non parlo per sentito dire. Abbiamo sentito parlare avvocati, giuristi e accademici. Io ho fatto per quindici anni e mezzo, quasi sedici, l'imputato di professione. Sono stato prelevato la mattina del 31 gennaio 2006 a casa, davanti ai miei figli; sono stato arrestato e ho trascorso trentanove giorni in carcere. Come se non bastasse, ho fatto anche centoventi giorni di arresti domiciliari, indagato per 51 reati. Tutto questo perché facevo il sindaco. Probabilmente il Movimento 5 Stelle questo problema non ce l'ha, ma gli altri Gruppi che hanno gli amministratori in giro sanno perfettamente che un abuso d'ufficio non si nega a nessuno. Ebbene mi hanno arrestato una mattina, sono rimasto sotto processo per quindici anni e poi assolto e successivamente per un reato prescritto ho rifiutato la prescrizione e sono stato assolto in Cassazione. Sulla questione della prescrizione non voglio quindi spendere tempo perché qualcuno lo ha fatto prima di me. Dopo questa vicenda, mi sono reso conto che il problema della giustizia non è la prescrizione, Ministro. Il problema della giustizia non lo risolvete nemmeno voi questa volta. Voi volete dare un esempio facendo tutta una serie di provvedimenti legati alla sicurezza, alla dignità, alla concretezza, parlando di spazza corrotti e utilizzando titoli altisonanti. Guardate però che i cittadini li fregate una volta e poi non più. Essi si rendono infatti conto che quando questi provvedimenti vanno avanti non portano a casa niente, nient'altro che chiacchiere e discorsi. L'unico problema è quello sulla giustizia. L'unico problema è proprio questo: voi non risolvete le questioni; non date nuovi edifici per i tribunali, non date nuove macchine per le aliquote di polizia giudiziaria.