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Bene, ma con la stessa capacità ci chiede oggi di affrontare la realtà: dovete farlo senza avere come mira la convenienza che il perdurare dell'emergenza coronavirus agevoli la permanenza del Governo. Questo calcolo non l'abbiamo fatto quando il rischio era grave: non fatelo voi adesso, quando - al contrario - è molto, ma molto minore e bastano le normali precauzioni. Non si capisce, poi, signor Ministro, perché non sia venuto il presidente Conte: forse è impegnato a occuparsi dei servizi segreti o scappa dalla realtà, non si sa. Forse vuole mantenere incongruenze, penso a quelle che riguardano gli stadi: si può andare al cinema e a teatro, ma non si possono aprire neanche parzialmente i campi di calcio. Perché? Non sono di sinistra, i campi di calcio? Sono di destra? Non lo so. Mi avvio a concludere, signor Presidente, ringraziandola per il minuto in più che mi ha concesso. Siamo assolutamente convinti che bisogna affrontare davvero insieme quest'evenienza, sia quando occorre massima severità, sia adesso, in un momento in cui non è più assolutamente nella disponibilità del Governo fare tutto da solo secondo i propri usi, le proprie convenienze e le proprie non accettabili priorità. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi e colleghe, devo dire di essere un po' disorientata dall'intervento del collega che mi ha preceduta, il senatore La Russa. Settembre è un mese di riapertura per lavoro, scuola e università: le famiglie si riorganizzano, per comprare gli zaini e con riferimento agli orari della scuola. Adesso, dopo la pausa estiva, dobbiamo convivere con un virus diffuso in tutto il mondo. Almeno costruiamo un terreno comune e oggettivo, per il periodo in cui stiamo vivendo. Il virus c'è, è diffuso e le famiglie italiane in queste ore e in questi giorni stanno discutendo di come possono organizzarsi, di come la scuola ripartirà e del fatto che, ad esempio, probabilmente non potranno più avere l'aiuto e il supporto dei nonni, per timore che i ragazzi e i bambini possano contagiarli. È questo che stanno vivendo le famiglie italiane e dobbiamo essere loro vicini. Il provvedimento sul bonus babysitting del Governo, ad esempio, va in questa direzione: cerca di sostenere le famiglie rispetto a questo problema sociale, come lo è la questione della famiglia allargata, grazie ai nonni che aiutano con i bambini. Questo stiamo vivendo. Sono particolarmente contenta, signor Ministro, che abbia ricordato il dibattito che abbiamo fatto il 10 agosto in quest'Aula, durante il quale ha portato alcuni dati. Anche su questi, che sono incontrovertibili, cerchiamo di costruire un terreno comune: ne risultava che in Italia il numero dei contagi era bassissimo. Nelle ultime settimane di agosto, ci siamo trovati, come ricordava, con una diffusione del virus che ha reso necessarie le sue due ordinanze dello stesso periodo. La prima è quella che ha ricordato, che ha preso provvedimenti sui tamponi da fare ai nostri concittadini che erano andati in Croazia, Spagna, Grecia e Malta: lo si sta facendo sempre di più e si è fatto ogni giorno. Ha ringraziato più volte il personale sanitario e anche in questa fase dobbiamo ringraziare il personale che sta realizzando i tamponi nei porti, negli aeroporti e nei drive-in ; se c'era qualcuno che aveva diritto di fare le ferie in questo periodo era il personale sanitario, che è stato fortemente preso da un lavoro immane, ma molti hanno dovuto interrompere le proprie ferie per essere presenti sul posto di lavoro e realizzare tamponi e test ai nostri concittadini che sono rientrati dalle ferie trascorse in questi Paesi. Penso che quest'ennesima esperienza debba farci capire che non possiamo più trovarci nella condizione di non attivare subito efficaci e immediati tamponi sui nostri concittadini che fanno viaggi verso Paesi notoriamente a rischio, perché - lo ribadisco - sappiamo tutti che il virus è presente in altri Paesi europei. Tutta l'Assemblea dovrebbe essere contenta di quello che lei, signor Ministro, ha riferito sulla riunione del prossimo 4 settembre con i Ministri della salute. Credo sia fondamentale arrivare a una comunità europea che non si disturbi per i tamponi reciproci tra Paesi, che devono essere invece all'ordine del giorno, perché l'epidemia si combatte insieme. Dobbiamo anche riflettere sui tamponi rapidi, cui lei, signor Ministro, ha accennato nel suo discorso. Probabilmente esistono tamponi rapidi di qualità, che molti autorevoli esponenti del mondo scientifico dicono funzionare, e ciò è importante per garantire serenità alle famiglie in questi momenti di rientro dalle ferie. Se all'interno di una famiglia c'è qualcuno contagiato e qualcun altro no (ad esempio il figlio sì e il padre no), è quindi molto importante proseguire nell'utilizzo di tamponi rapidi per tranquillizzare le comunità familiari immediatamente. La seconda ordinanza che ha ricordato, signor Ministro, riguarda le discoteche. Sul punto sarei drastica: teniamo ancora chiuse le scuole e le università, abbiamo vietato gli spettacoli dal vivo e chiuso teatri, cinema e musei, ma alcune Regioni hanno derogato alla normativa nazionale che ha ricordato, consentendo la riapertura delle discoteche. Penso che tutta l'Italia debba riflettere su questo punto. Ha dovuto adottare un'ordinanza nella quale si specifica che su questo punto non sono ammesse deroghe per le Regioni, se non di carattere più restrittivo. Si tratta quindi di un principio diverso da quello dell'iniziale normativa nazionale. Penso che dobbiamo fare tesoro di questa brutta esperienza. Sono convinta che dobbiamo fare appello, come ha fatto più volte, al senso di responsabilità dei giovani, che possono continuare a divertirsi, ma in sicurezza. Ho parlato di giovani che devono essere complici delle norme e delle decisioni che assumiamo, però dobbiamo riflettere su questo punto, su cui tornerò infine. Bene, quindi, il tracciamento che stiamo realizzando. Ho sentito, anche più volte, prendere posizione pubblica da parte del Vice Ministro qui presente, senatore Sileri, sulla necessità di aumentare i tamponi ancora più di quanto stiamo facendo. Dobbiamo arrivare a un sistema di tracciamento diffuso e preventivo. Penso che questa sia l'unica arma che abbiamo per isolare e tracciare l'epidemia, soprattutto in vista dell'inizio dell'attività delle scuole e delle università. A tal proposito, desidero porre un tema: perché non i test anche ai ragazzi e alle ragazze? Li stiamo facendo agli insegnanti: credo che dovremmo fare uno sforzo in più, coinvolgendo anche i giovani. Visto che l'età media di chi è colpito dal virus si è abbassata, occorre fare i test anche ai giovani; sia che frequentino la scuola, sia che frequentino l'università. La comunità scolastica ha bisogno di serenità e quindi, a mio avviso, occorre incentivare il ricorso ai test e alla misurazione della febbre. Avverto che il dibattito su quest'ultimo punto è un po' difficile: