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professionisti abbandonati, che non hanno ricevuto fondi; madri, che hanno dovuto lasciare il lavoro per seguire i propri figli, prese in giro da un inutile bonus baby-sitter in periodo di pandemia e contagio, né possono lavorare in smart working , perché hanno i bambini da accudire; dirigenti scolastici, sui quali avete scaricato tutte le responsabilità di una scuola che è stata l'ultimo dei vostri pensieri. Forse sarebbe stato meglio che non l'aveste pensata proprio, se la vostra pensata è quella di affidare la sicurezza della riapertura al commissario Arcuri, "mister mascherine", che non è mai entrato in una classe, sennò saprebbe che la scuola e il distanziamento sociale sono un ossimoro e basta dividere i banchi per garantire uno spazio adeguato, come si fa quando ci sono i compiti in classe. Per fortuna, almeno alla Camera bassa ci avete concesso qualche spicciolo in più per le scuole paritarie che tanto odiate, visto che la libertà vi indispettisce. Ancora, non possiamo darvi la fiducia per rispetto dei docenti non stabilizzati e degli insegnanti di religione dimenticati; del mondo agricolo, cui non avete concesso neanche i voucher per far lavorare gli italiani, per i quali non versate lacrime (per non parlare delle piaghe dimenticate, come la xylella, i cinghiali, la cimice asiatica e i disastri metereologici); dei lavoratori, che tra pochi giorni dovranno pagare le tasse, mentre chi non lavora prende i soldi; per rispetto della libertà d'impresa e dei datori di lavoro, che hanno anticipato la cassa integrazione che a molti non è ancora arrivata e hanno messo in sicurezza le proprie aziende e le sedi delle proprie attività usando, tra l'altro, separatori in plexiglass , distributori di disinfettanti in plastica e porzioni monouso di alimenti nelle mense, confezionati con imballaggi in plastica. Si tratta della stessa plastica per la quale avete solo rimandato l'odiosa plastic tax , al posto di concentrarvi su incentivi strutturali e fiscalità ambientale mirata, senza rendervi conto che, senza gli operatori ecologici e gli impianti e le aziende di raccolta, avremmo rischiato la tragedia nella tragedia. Non possiamo darvi la fiducia per rispetto del settore dell' automotive , del trasporto turistico e scolastico privato, dell'edilizia, del turismo, della moda, dello spettacolo e degli eventi, che sono paralizzati, e con loro tutta una filiera di attività collaterali; per rispetto di tutti i commercianti, che hanno dovuto abbassare le serrande e ai quali non avete concesso neanche la cedolare secca sugli affitti commerciali. Per rispetto degli artigiani, che non potranno permettersi il credito d'imposta di un ecobonus per l'efficientamento energetico, che ancora manca di certezze nell'attuazione, non voteremo la fiducia al Governo che, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ha bloccato il Paese senza avere il suffragio del Parlamento, che sarebbe arrivato in un paio di giorni. Non possiamo darvi la nostra fiducia, perché siete inadeguati e non si può governare senza avere neanche un po' di rispetto e di educazione istituzionali: neanche nell'emergenza avete avuto l'umiltà di condividere e trovare il tempo per ascoltare chi vi porta le istanze dei territori. Non possiamo darvi la nostra fiducia, perché non c'è un programma: quel programma nazionale di riforme che l'Europa attende non potrà essere solo un libro dei sogni, ma dovrà essere un concreto piano di investimenti, né potrà essere un piano di mero assistenzialismo, basato sulla spesa corrente, per cui il debito non potrà mai essere saldato. Uscite dalle piattaforme e dagli schermi, parlate alla gente occhi negli occhi e forse capirete che, dietro la grande dignità del popolo italiano, si nascondono drammi quotidiani terribili. Come ho già detto ieri, e concludo, il 18 agosto si aprirà la stagione dei licenziamenti e allora la miccia sotto il barile dell'esplosivo sociale si accenderà. Ora arriverà forse il decreto semplificazione: ecco, semplificate la vita alla gente e andate a casa, cortesemente. (Applausi) . L'Italia vuole rialzarsi: è un Paese magnifico e lotteremo perché possa ripartire, ridando al popolo la libertà che gli avete tolto e quella fiducia che, qua dentro, non vi daremo mai. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la settimana scorsa, com'è sicuramente noto, abbiamo approvato, con voto pressoché unanime, un nuovo LEA relativo alla cefalea, qualificandola come malattia sociale. Ebbene, devo fare ammenda, perché mi sono dimenticata - imperdonabilmente - di far rientrare fra le nuove patologie il poliformismo, dal quale sono stati contagiati in forma acuta il Presidente del Consiglio e molti dei suoi onorevoli ministri, che ne danno evidenza nei comportamenti quotidiani e soprattutto nelle quasi mille pagine del disegno di legge convertendo, tra emendamenti e testo base. Ora, non so quanti di voi abbiano dovuto studiare 1.000 pagine in cinque giorni. L'Esecutivo ci sopravvaluta, perché negli ultimi tempi è del tutto inutile prendere in esame e leggere le prime versioni dei provvedimenti adottati dall'Esecutivo, prima di essere costretti ad un'approvazione necessitata, spesso salvo intese, il che consentiva di modificarli, stravolgerli e talvolta cambiarne il senso, fino all'ultima stesura. Nel caso dei decreti-legge vale l'esasperazione del concetto, essendo spesso interessati da modifiche in corsa, in forza di meccanismi di decretazione d'urgenza, sopravvenuta prima della loro conversione, ravvisandovi palesi sintomi di poliformismo. Fra le innumerevoli proposte che abbiamo presentato, statisticamente succede che ve ne siano di buone, ma ufficialmente non ne avete accolta nessuna, salvo appropriarvene sempre e solo in parte e senza ammetterlo, talvolta stravolgendone i contenuti, al punto di sviarne completamente l'impianto complessivo, non solo rendendoli di difficile applicazione, con ciò dando contezza quindi di una situazione assolutamente inqualificabile, soprattutto per ciò che riguarda il tema dell'analisi e dei controlli. Insomma, non vi è nulla d'innovativo, quando d'innovazione ci sarebbe tanto bisogno. Di conseguenza, in un momento nel quale vi sono risorse che potrebbero essere spese ben pianificando, ecco che allora ci troviamo nella condizione di registrare che andiamo in direzione assolutamente contraria al centrare l'obiettivo. Per esempio, abbiamo perso il treno per la costruzione delle gigafab nelle batterie dell'auto: si sarebbe potuto almeno promuovere in norma la facilitazione per la loro rigenerazione e il loro riciclo. Mi accingo verso le conclusioni, signor Presidente, sottolineando, come ho avuto modo di fare in Commissione, che andate dicendo che non prendere le risorse del MES sarebbe ed è imperdonabile, ma nel piano nazionale di riforma, laddove quantificate il fabbisogno di interventi in 32 miliardi, parrebbe che abbiate preso per buona una ricognizione del 2018, che li spalmava però a tutto il 2045 e non già da spendere in due anni.