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ma i Governi precedenti non facevano i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri al posto dei decreti-legge, non volevano falcidiare il Parlamento e nessun ideologo dei partiti dei Governi precedenti ha mai detto, come ha detto Casaleggio, che il Parlamento andrà superato e abolito. Questo ci preoccupa. Cominciate a rispondere alle interrogazioni. Il Presidente del Consiglio dei ministri, che sta facendo una delle sue interminabili conferenze stampa (purtroppo non possiamo seguirla e dunque non sappiamo le cose che dice agli altri perché dobbiamo andare avanti con l'esame dei provvedimenti), non ci dice una cosa sui famosi banchi di scuola, che sono bellissimi: quanto sono stati pagati e da chi sono stati comprati? (Applausi) . Sono stati comprati da ditte fantasma di Ostia? Adesso dicono di no, dicono che il contratto è stato annullato. Sono stati comprati dalla Cina, da altri prestanomi, da gente che fa le creste dell'80 per cento? Quel contratto, che poi ci hanno raccontato essere stato annullato, comporta dei banchi acquistati a 247,78 euro. Li trovate in modo facilissimo su Internet; su Amazon, su Alibaba, su Taobao li trovate anche a 26 euro l'uno. Prendiamo il più caro: non vogliamo il banco da 26 euro, vogliamo il banco da 92,55 euro, che è quello più caro che trovate. (Applausi) . Sapete quant'è lo spreco su due milioni e mezzo di banchi? 360 milioni di euro, cioè l'equivalente di sei anni del presunto risparmio per il taglio e l'"amputazione" della democrazia e della rappresentanza democratica! (Applausi) . Il Governo risponda allora ai cittadini; ai diciottenni che andranno su quei banchi forse interessa di più sapere dove sono stati comprati e a quanto i banchi su cui si siederanno che votare con una legislatura di anticipo al Senato. Queste sono le cose serie; ma purtroppo si viene meno alle cose serie per fare gli spot . Se si vuol fare allora una riforma costituzionale seria, la si fa tutta insieme; l'ha fatta la maggioranza di centrodestra nel 2003-2005 e l'ha fatta la maggioranza guidata dal Partito Democratico di Renzi. Gli italiani hanno detto no, con il 62 per cento, la prima volta e no con il 60 per cento, la volta successiva. Adesso si prende un pezzo solo di quelle riforme, quasi identiche, pensando che gli italiani questa volta se lo mangino e se lo digeriscano. Non funziona così, perché, se anche funziona, lo squilibrio che si crea nelle istituzioni poi rischia di arrivare nelle piazze. Io preferisco allora qualche discussione in più e qualche ora persa (che in realtà non è tale) in più al Senato per discutere. «Conoscere per deliberare» diceva qualcuno, forse un tantino più saggio di chi fa queste riforme. Ebbene, conoscere per deliberare: è meglio perdere qualche ora di discussione in più che poi avere chi non si sente rappresentato, chi si sente escluso, chi si sente sotto un Governo autoritario e decide di scendere nelle piazze. Noi vogliamo che il confronto democratico avvenga pacificamente e avvenga qui, ma rispettando le regole; e il primo che deve rispettare le regole è il Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio per l'ascolto che vorrete dare alle mie parole e saluto i rappresentanti del Governo. Ho già ascoltato alcune cose molto interessanti e molto condivisibili questa sera. Effettivamente non posso che essere d'accordo con quanto diceva prima la senatrice Modena e non posso che essere d'accordo con alcuni passaggi del senatore Malan, i quali rilevano che questo modo di procedere è molto inconsueto. Non posso che essere d'accordo anche con quanto diceva prima il senatore Calderoli: il fatto che questo disegno di legge costituzionale emerga dalla memoria proprio adesso, in dirittura d'arrivo di un referendum costituzionale che incide sulla stessa materia, cioè sulla rappresentanza, non può non essere sospetto. I cittadini devono sapere perché, a differenza dei pessimi tentativi complessivi - su questo punto sono in disaccordo con alcuni - fatti nel passato, per esempio dal Governo Renzi, in questo caso stiamo assistendo al posizionamento di vari piccoli tasselli apparentemente innocui o apparentemente tecnici, uno dietro l'altro, che sembra vadano a comporre un disegno. Avevamo intravisto tale disegno e lo avevamo temuto, senatore Malan, già quando abbiamo firmato per il referendum costituzionale. Adesso questo disegno si va chiarendo, così come si va chiarendo l'intenzione di omologare totalmente o quasi totalmente, come lei diceva bene questa mattina, Camera e Senato. Bene: noi invece di omologare dovremmo evidenziare le differenze, anche tenendo conto del fatto che in Italia - grazie a Dio - aumentano l'età media della popolazione e il numero degli anziani, cioè delle persone mature che hanno maturato esperienze, e noi rischiamo di togliere loro rappresentanza in quest'Aula. Quindi stiamo dicendo che a fronte dell'aumento dell'età media della popolazione ce ne freghiamo e togliamo loro rappresentanza, al limite attraverso la diluizione del voto, dando la facoltà di voto anche ai diciottenni. Dunque si va componendo un disegno che, mano a mano, si specifica non già come revisione costituzionale ma si può a giusto titolo temere che sia un disegno di eversione costituzionale. Alla fine ci troveremo, come diceva la mia collega Elena Fattori, come la rana bollita che non ha più la forza di fare lo scatto per uscire dall'acqua bollente. Ci troveremo nella condizione di capire tutto quando sarà troppo tardi. Per me non è accettabile la riduzione dell'età dell'elettorato passivo, ma non è accettabile nemmeno la diluizione e quindi l'abbassamento dell'età dell'elettorato attivo. Qualcuno dice di fare attenzione perché non c'è un disegno, non c'è una capacità di disegno così complessa. Qualcun'altro dice che abbiamo a che fare soltanto con l'intenzione di interferire nel referendum costituzionale. Non è accettabile né l'una, né l'altra prospettiva. Anche in questo caso abbiamo il dovere di astenerci. Sono stati indetti i comizi elettorali, non possiamo intervenire su questa materia. Questa materia andava correttamente almeno rinviata al dopo. Attenzione perché abbiamo già anche un altro disegno di legge relativo alla territorializzazione. In sostanza si vuole che il senatore non abbia più alcun contatto col territorio perché se noi avremo delle circoscrizioni che corrisponderanno, a questo punto, a territori enormi, più ampi della Regione stessa, il senatore non sarà più collegato con il territorio, quindi sarà debitore della candidatura esclusivamente al gruppo oligarchico del partito o del movimento. Questo è il punto. Tale circostanza non deve farci stare tranquilli. È preoccupante perché significa che non avremo più la possibilità di avere dei senatori liberi. Avremo dei dipendenti di partito, neanche dei quadri, ma dei funzionari o degli impiegati che prenderanno disposizioni dalle segreterie. E allora sì che si completerà un disegno eversivo, nel momento in cui tutto questo mostrerà la propria inutilità.