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(Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, innanzitutto una premessa: molti colleghi giustamente hanno evidenziato il problema che non è stato possibile per il Senato discutere su un provvedimento così corposo e così importante. Il problema è serio ed è giusto non sottovalutarlo; ragioniamo pure su eventuali modifiche regolamentari, ma io credo - lo voglio dire perché lo penso - che, a partire dal Governo, ci debba essere uno sforzo per organizzare i lavori, insieme alle due Camere, al fine di assicurare il contributo del Parlamento. Per la verità, come anche diversi colleghi dell'opposizione sanno, chi ha tentato di fare, prima che l'esame del disegno di legge arrivasse in Aula alla Camera, un ragionamento anche con le opposizioni, magari per riuscire a spacchettare questo provvedimento, non è riuscito, né nella maggioranza, né nell'opposizione, a trovare un'intesa. Penso quindi che, oltre al lavoro sul Regolamento, tutti (Governo, maggioranza e opposizione) dobbiamo provare a trovare - credo sia possibile - un modo per organizzare i lavori parlamentari che consenta il contributo del Parlamento. Sarebbe una cosa utile al Governo e più che sacrosanta per le prerogative del Parlamento. Se poi vogliamo essere obiettivi, ormai purtroppo un monocameralismo materiale è in corso da diverso tempo. Diciamoci la verità, colleghi: nessuno di noi in quest'Aula può alzare l'indice contro gli altri, perché nel passato ci siamo trovati di fronte (non voglio ricordare l'approvazione del primo bilancio di questa legislatura) a situazioni simili. Se vogliamo provarci, occorre uno sforzo di responsabilità di tutti, in primis del Governo e, come direbbe Eduardo, in proporzione: la prima responsabilità del Governo e della maggioranza, ma una responsabilità anche dell'opposizione. Ho un'altra considerazione politica da fare. Colleghi, mi è chiarissima la dialettica tra maggioranza e opposizione: ribadisco sempre che è il sale della democrazia. Sento parlare di provvedimento «assistenziale». Ho ascoltato attentamente il dibattito di ieri e di oggi, con tante proposte da parte dell'opposizione, ma per la verità, dopo aver sentito parlare di un provvedimento assistenziale e di soldi a pioggia, ho sentito avanzare una richiesta di ulteriori risorse a pioggia. Lo capisco, perché siamo in questa situazione, ma poi sento parlare di elezioni e allo stesso tempo ascolto le giuste preoccupazioni - che condivido - in relazione alla situazione economica del Paese. Siamo molto preoccupati per settembre e per le conseguenze di quello che accadrà a settembre, ma vi domando: ha senso parlare in questo momento di elezioni. È del tutto legittimo, perché le elezioni sono il punto più alto della democrazia, ma ha davvero senso parlare di elezioni di fronte a un Paese che si avvia a superare il 150 per cento - o forse di più - di debito sul PIL? Oppure bisognerebbe fare qualche altra valutazione, decidere che c'è un pezzo di strada che bisogna provare a fare insieme per evitare quei conflitti sociali di cui siamo preoccupati? Infine, altra considerazione e altra domanda: davvero su questi provvedimenti non c'è nulla che vada bene? Davvero possiamo pensare che sia tutto un disastro? È il messaggio giusto che stiamo dando al Paese? Francamente credo di no. Ho ascoltato Bagnai che ci ha accusato di aver fatto esattamente, in seconda battuta, una serie di cose che proponeva la Lega. Intendiamoci: noi sul tema della cassa integrazione e sul tema del sostegno alle partite IVA stiamo facendo una cosa che non si è mai fatta in questo Paese. Mai la dimensione della protezione e della tutela ha avuto uno spettro così ampio. È assistenzialismo? Colleghi, non è assistenzialismo; se non avessimo avuto la possibilità di dare la cassa integrazione anche alle imprese sotto i cinque dipendenti e al commercio, se non avessimo aiutato le partite IVA, dove saremmo oggi? Quali sarebbero i dati sull'occupazione? Quale sarebbe la pressione e la crisi sociale? Ci sono delle criticità? Sì, certo, milioni, ma noi lo riconosciamo. Noi dobbiamo riconoscere le criticità delle situazioni per le quali la cassa integrazione non è stata ancora attivata, ma voi dovete almeno riconoscere che c'è uno sforzo enorme e inedito. Questo, colleghi, dovreste riconoscerlo anche voi, perché non usciremo da questa crisi se non gestendo l'emergenza e costruendo un impianto strategico per questo Paese e sarebbe importante che all'impianto strategico, nella dialettica delle posizioni, partecipassero in modo costruttivo tutte le forze politiche, se davvero vogliamo mettere l'Italia davanti e prima dei sondaggi, degli interessi elettorali e delle strumentalizzazioni che troppo spesso pervadono il nostro dibattito. In questo provvedimento ci sono tanti interventi corposi; ne voglio citare due, uno dei quali viene del tutto sottovalutato. La moratoria sui prestiti ha un valore di 286 miliardi di euro: vi sembra qualcosa di poco conto? Risolve tutti i problemi? No. Ma vi sembra qualcosa di poco conto? Insomma, a me piacerebbe che ci fosse la critica, la più aspra, ma che ci fosse anche il riconoscimento di uno sforzo che oggettivamente questo Paese sta facendo con uno scostamento significativo. Ci sono misure importantissime, come l'ecobonus, l'intervento che abbiamo fatto sulle mascherine (grazie a un nostro emendamento, ma anche altri colleghi avevano presentato proposte analoghe), la questione degli affitti (che pure non è risolta). Ci sono interventi importanti - voi dite a pioggia o assistenziali - che cercano di dare una mano a una situazione sociale veramente grave e molto complicata. Concludo con una considerazione circa il prossimo scostamento: dovremo ancora affrontare situazioni critiche, prima fra tutte il turismo che si trova in un momento di gravissima emergenza, e non serve forse più rincorrere. Penso sia fondamentale un fondo importante per la riqualificazione turistica che possa dare ai nostri operatori una risposta sul futuro e sulla prospettiva, perché, senza questa scelta, limitarsi a rincorrere l'emergenza non ci consentirà di fare un salto di qualità. Per queste ragioni diamo il nostro voto di fiducia e auspico che con il nuovo scostamento sia possibile affrontare quelle questioni delle quali non è stato possibile occuparci con questo provvedimento. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, sottosegretario Misiani, onorevoli colleghi, non c'è dubbio che la pandemia ha travolto i saldi di finanza pubblica. Se alziamo per un attimo lo sguardo alle previsioni contenute nella legge di bilancio ci accorgiamo che quei saldi sono ormai un relitto del passato e che guardando ad esempio alcuni numeri - pochi ma significativi - possiamo comprendere immediatamente che il Governo sta affrontando una fase emergenziale molto difficile.