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Questa sarebbe una soluzione assolutamente inaccettabile per i sindaci. Andatelo a dire ai sindaci: per il 33 per cento di questi bandi tutte le procedure sono già iniziate. Le procedure per le gare sono già state avviate; il 9 per cento di queste migliaia di progetti hanno già i cantieri aperti. Innumerevoli Comuni hanno già chiesto l'anticipazione, come previsto dal bando, del 20 per cento delle risorse. Di cosa stiamo parlando? Vogliamo farci un giro per i Comuni e per le periferie, dove ci sono i comitati dei cittadini, soprattutto quelli più indifesi e in difficoltà che aspettavano con ansia, finalmente, il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza di quelle aree? (Applausi dal Gruppo PD) . Quella sicurezza di cui questo Governo e questa maggioranza si sono riempiti la bocca in campagna elettorale e che ora, nel primo provvedimento ufficiale, tarpano e tagliano. Vi conviene forse alimentare il disagio per trarne un lucro dal punto vista elettorale? Vogliamo risolvere i problemi o vogliamo chiacchierare? (Applausi dal Gruppo PD . Alcuni sindaci presenti nelle tribune si levano in piedi ed indossano fasce tricolori. Applausi dal Gruppo PD all'indirizzo delle tribune). PRESIDENTE . Senatore Ferrazzi, le faccio concludere l'intervento appena è riportato l'ordine in Aula. (Commenti dal Gruppo PD). La prego di concludere l'intervento. Conoscete meglio di me le regole dell'Aula del Senato: non sono permesse manifestazioni nelle tribune. (Commenti dal Gruppo PD) . Sto mantenendo l'ordine nell'Aula del Senato e vi chiedo di collaborare nel rispetto anche del vostro collega, che deve concludere l'intervento. MALPEZZI (PD) . Presidente, lasci stare il tricolore. FERRAZZI (PD) . Presidente, qui è successo ciò che state facendo come Governo: state cacciando i sindaci, le comunità locali. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi riempite la bocca di provvedimenti e di attenzioni ma mettete sulle spalle di costoro i vostri debiti. Volete di fatto sottrarre... PRESIDENTE. Senatore, c'è un Regolamento per la gestione dell'Aula del Senato, del quale la prego di prendere visione. FERRAZZI (PD) . Non entro nel merito del Regolamento, Presidente, io parlo del provvedimento. Esso dice che di fatto avete tolto 1,6 miliardi di euro per le periferie per utilizzarli per il reddito di cittadinanza. Questo dice il vostro provvedimento, per mantenere le vostre promesse elettorali. Noi rappresentiamo tutti i 20 milioni di cittadini che hanno diritto a questo finanziamento perché i progetti di cui stiamo parlando riguardano 326 Comuni, tra cui i Comuni più grandi del nostro Paese, per un totale di 20 milioni di cittadini. Un cittadino su tre viene privato del finanziamento. Questo è inaccettabile. Presidente, il nostro appello è naturalmente rivolto a tutti. I sindaci, nel momento in cui vincono le elezioni e si apprestano a governare i territori, non hanno colore politico: rappresentano i territori, i cittadini e, in particolare, quelli che sono in difficoltà. Il nostro appello oggi è: dare risposta a tutti i sindaci, che siano della Lega del MoVimento 5 Stelle o di altri colori politici. Il nostro interesse è che con il provvedimento in questione si risponda finalmente e adeguatamente alla questione delle periferie. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Damiani per illustrare la mozione n. 43. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, colleghi senatori, ringrazio il Gruppo politico Forza Italia per la possibilità che mi dà di illustrare in Aula la nostra mozione sul cosiddetto bando per le periferie. Il bando è stato istituito con la legge di stabilità del 2016, che prevede un programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei Comuni capoluogo di Provincia. Con il bando si è previsto inizialmente uno stanziamento di 500 milioni di euro proprio per realizzare interventi urgenti di rigenerazione urbana, che oggi è un argomento all'attenzione di tantissimi Comuni del nostro Paese e anche di questo Parlamento perché sono notevoli gli approfondimenti che in queste Aule facciamo di continuo, settimana dopo settimana, sullo sviluppo della rigenerazione urbana nel nostro Paese. Questo bando prevedeva non soltanto progetti di rigenerazione, ma anche di mobilità sostenibile, di sviluppo di pratiche urbane, di modelli di welfare metropolitano e tutto ciò che poteva servire per ridare non soltanto decoro urbano alle nostre città, ma anche decoro sociale. Ripercorriamo i passaggi di questo di questo bando e, quindi, di quanto accaduto in questi ultimi due anni. Il 1° giugno 2016 sulla Gazzetta Ufficiale viene presentato il bando e vengono stabilite le modalità. Successivamente, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 dicembre 2016 vengono presentati tutti i progetti e sono in pratica 120 i progetti di Comuni capoluogo di Provincia che fanno domanda per ottenere questo finanziamento; e i primi 24 sono quelli subito utili in graduatoria per ottenere appunto i primi stanziamenti, i famosi 500 milioni di euro. Il 6 marzo 2017 i primi 24 Comuni sono chiamati a Palazzo Chigi, dove vanno a sottoscrivere le convenzioni direttamente con il Governo. Si prevede già, in quel momento particolare, un ampliamento della possibilità (perché tutti i progetti vengono ammessi e si rendono quindi finanziabili) di trovare le risorse che poi servono a continuare lo scorrimento della graduatoria e a portare a compimento tutti i 120 progetti. Ne restano fuori 96, che vengono poi finanziati con 800 milioni di euro previsti dalla legge di bilancio successiva (quella per il 2017) e con un altro finanziamento di circa 800 milioni di euro sul Fondo per lo sviluppo e coesione 2014-2020. Per completare tutti questi progetti, si stanziano quindi e vengono messi a disposizione dei Comuni che si sono aggiudicati questo bando circa 1,6 miliardi di euro. Successivamente, con un altro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del maggio 2017 (e relative delibere CIPE) viene perfezionato il percorso di massima, proprio per poter oggi finanziare e portare a compimento tutti i progetti, anche i residui 96. Dopodiché cosa accade? Con il pretesto (perché lo riteniamo sicuramente tale) di dare attuazione a una sentenza della Corte costituzionale del 13 aprile 2018, con una dichiarazione di illegittimità riferita soltanto a una parte, in cui si prevedeva che bisognava stipulare o trovare comunque un'intesa sui territori proprio in materia di competenza regionale (quindi, come si è detto anche in altri interventi su interrogazioni che abbiamo presentato in precedenza, basterebbe un'intesa con i Comuni per poter sbloccare questi finanziamenti), viene presa questa decisione, che noi riteniamo del tutto arbitraria e sproporzionata, che lede la collaborazione tra Governo ed enti locali.