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Un importante punto, lungo il quale il provvedimento si snoda, riguarda la lotta alla criminalità mafiosa e non è un caso se il provvedimento arriva all'esame dell'Assemblea dopo l'approvazione della legge sul voto di scambio politico‑mafioso, a dimostrazione che questo Governo e il Ministro dell'interno vogliono concretamente combattere la mafia, impedendo che essa si insinui nelle istituzioni e che possa adottare quegli atteggiamenti che è sempre stata molto brava ad assumere, non sempre trovando la giusta lotta e la giusta forza da parte dello Stato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Che cosa prevede il cosiddetto decreto Salvini? Anzitutto, potenzia l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ampliando la platea dei soggetti che possono partecipare alle gare e acquistare beni, ampliando anche la platea dei beni che possono essere sottratti alla mafia, nonché prevedendo una dislocazione dell'Agenzia più ramificata sul territorio nazionale. Il provvedimento prevede altresì una più efficace circolarità delle informazioni tra le istituzioni, in modo che tutti sappiano tutto. Ad esempio, è previsto che vengano comunicati al questore e alla Direzione investigativa antimafia non soltanto le sentenze irrevocabili di condanna, ma anche i provvedimenti ablativi e restrittivi. Si prevede, inoltre, che il privato che impugna le misure a carattere patrimoniale in sede di appello possa essere condannato al pagamento delle spese processuali anche in caso di accoglimento parziale dell'impugnazione. Il provvedimento aumenta altresì le pene per i subappalti illeciti, passando - colleghi, fate attenzione - da una pena da sei mesi a un anno a una pena da uno a cinque anni. Si prevedono inoltre un monitoraggio importante sugli appalti rilevanti, con una comunicazione al prefetto, nonché delle misure per quanto riguarda i Comuni. E qui mi permetto di parlare anche da sindaco, non soltanto da senatore, rispetto ad alcuni interventi che mi hanno preceduto: con queste previsioni i sindaci non si sentono affatto commissariati in toto , non si sentono affatto privati dei loro poteri, ma si sentono rassicurati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mi riferisco alla previsione della nomina di un commissario ad acta anche laddove non ci sono le condizioni per lo scioglimento del consiglio comunale, ma ci sono gravissime irregolarità che fanno presagire o comunque fanno temere che il percorso nel quale il Comune si è insinuato sia tutt'altro che rassicurante. Il decreto-legge prevede inoltre un incremento delle risorse per le commissioni che vengono nominate nei Comuni sciolti per mafia. Veniamo ora ai princìpi sui quali questo decreto-legge si sorregge e sui quali si sorregge l'azione politica della Lega e di questo Governo: la legalità. La legalità è un valore, è vero, ma non basta declinarlo come valore e non basta relegarlo in un bel libro di poesie. Occorre che la legalità non venga soltanto predicata, così come in tanti hanno fatto per tanto tempo, ma che venga praticata. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Il valore aggiunto di questo decreto-legge sta proprio qui, sta nel punto in cui mette in atto una legalità di cui gli italiani hanno bisogno e di cui gli italiani fanno richiesta quotidianamente. Vorrei fare poi un'altra riflessione sul binomio sicurezza e libertà, sul quale l'ex ministro Minniti ha detto delle cose tristi, delle cose clamorose. A proposito, invito il Partito Democratico a chiarirsi, perché Minniti dice che c'è troppa sicurezza e voi dite che non c'è alcunché in termini di sicurezza in questo decreto-legge. E cosa dice Minniti? Dice che Salvini vorrebbe scambiare la sicurezza con la libertà. Beh, io sono felice che l'abbia detto, perché rimarca la differenza tra noi e loro. Non si tratta infatti di scambiare sicurezza con libertà, ma si tratta di asserire un principio in base al quale un Paese più è sicuro e più è libero. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Questo è l'obiettivo più importante che si prefigge di raggiungere questo decreto-legge. Infatti, se una ragazza può ritirarsi tranquillamente la sera tardi, il Paese è più sicuro e più libero; se un bambino può stare tranquillamente in un parco giochi con i genitori o magari con degli amichetti, il Paese è più sicuro e più libero; se gli spacciatori della morte spariscono, per esempio, davanti agli istituti scolastici, il Paese è più libero e più sicuro. Per concludere voglio dire, ritenendo di interpretare il pensiero di tutti i colleghi della Lega, che noi non sosteniamo questo provvedimento per dovere di partito, ma lo sosteniamo con orgoglio, perché ha la mano forte di un Ministro che fa quello che promette e ha la condivisione di un Governo che fa quello che promette. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ci sarà il nostro sostegno, anche perché si passa, come il ministro Salvini ci ha insegnato, dalle parole ai fatti e anche perché finalmente si chiarisce una cosa in Italia, dopo che un'ombra buia e triste ha colorito questo aspetto da parte sinistra: le Forze dell'ordine stanno dalla parte buona del Paese e non dalla parte cattiva del Paese. I cattivi sono altrove. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, signori del Governo e colleghi, se fosse adeguato qualificare un atto legislativo come si qualificano a volte alcuni disturbi comportamentali seri delle persone, mi verrebbe da qualificare questo decreto-legge come un provvedimento autolesionista, come nel caso di quelli che si tagliano per disturbi mentali. Questo è un decreto-legge masochista e autolesionista, che nel suo svolgersi contraddice esattamente il titolo che si è dato. Questo non è un decreto-legge per la sicurezza, questo è un decreto che aumenterà l'illegalità e quindi l'insicurezza. Cari colleghi, siamo d'accordo che nel nostro Paese ci sono circa 500.000 irregolari? Questo non può essere smentito. In un roboante impegno da campagna elettorale, l'attuale Ministro dell'interno disse: «Li espelleremo tutti». Dopo le elezioni, passando un attimo al suo Ministero, tra una manifestazione e l'altra, qualcuno gli deve aver spiegato che questi 500.000 irregolari non si possono espellere. E non si possono espellere perché servono degli accordi bilaterali di accoglienza dai Paesi di origine. Ora, noi ne abbiamo quattro, di questi accordi, con Tunisia, Marocco, Egitto (antico e inadeguato) e Nigeria, e le espulsioni nel 2017 sono state 6.000. Siamo o non siamo d'accordo, come dato di partenza, che questi 500.000 non si possono espellere? Ditemi voi come volete fare. Neanche l'evacuazione di Dunkerque ha evacuato 500.000 persone, si è fermata a 250.000. Se questi sono gli irregolari nel nostro Paese, per i motivi più svariati e diversi, che volete fare di questo esercito di irregolari?