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Credo che sarebbe il compimento di una politica che non rivendica in maniera sterile la territorialità, ma che dia veramente il senso di una Nazione che nel suo complesso è capace di sentirsi unita e di esprimere, da Nord a Sud e da Sud a Nord, la qualità della sua socialità. De Coubertin diceva che l'importante è partecipare, ma noi dobbiamo avere ben presente che può vincere soltanto chi ha l'opportunità di esprimersi. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Messina Assuntela. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, il nostro Paese attraversa una fase complessa e articolata della sua storia; una fase in cui l'azione e la responsabilità, da intendersi come spazi di elaborazione e proposta, assumono su di sé la funzione di colmare la necessaria distanza tra ciascuno di noi. In un momento in cui l'azione e la responsabilità sono elementi fondamentali per la vita della comunità, il provvedimento in discussione concretizza un obiettivo, un'idea-forza, un vettore sociale che determina spinte propulsive, riaccende una speranza, una fiaccola democratica in luoghi vivi. La legge olimpica va letta come una straordinaria occasione per ridare forza e vitalità alle nostre comunità. Dopo le necessarie rinunce, dopo aver sperimentato un modo di vivere lontano dalle nostre consuete abitudini, le Olimpiadi invernali 2026, insieme alle finali ATP di Torino, ci permettono di guardare al futuro vedendolo migliore. Oggi lanciamo un ulteriore importante segnale per la ripartenza del nostro Paese e una prospettiva vitale anche per il mondo dello sport, che ha vissuto con grande sacrificio questo periodo. Il blocco delle attività, oggi finalmente in via di graduale ripresa, ha privato milioni di cittadini e migliaia di associazioni e società sportive della possibilità di svolgere il proprio ruolo, che è anche un ruolo sociale, che non è stato possibile esercitare fino in fondo. È soprattutto a loro, dunque, che dobbiamo dedicare questo traguardo. L'assegnazione di questi due grandi eventi sportivi, i Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e le finali ATP di tennis che saranno ospitate a Torino a partire dal 2021 fino al 2025, sono motivo di grande fiducia e di grande orgoglio per l'Italia e il vederli realizzati nei territori più pesantemente colpiti dalla pandemia lo sarà ancora di più. L'organizzazione di manifestazioni di assoluto livello come queste mette la politica di fronte a una grande sfida: l'impegno di far ritornare il nostro Paese epicentro dello sport mondiale, con l'intento di ricucire il tessuto di un territorio lacerato, dal punto di vista economico senz'altro, ma anche sociale, ambientale, culturale e umano; un rammendo del territorio, per dirla con Renzo Piano, ma anche sociale, quanto mai necessario hic et nunc , che appunto ricuce, tiene insieme e rilancia, nell'ottica di una rigenerazione complessiva che conserva innovando, con un'importante piano delle infrastrutture e dei trasporti. Eventi sportivi di tale portata - quelli di cui stiamo parlando - avranno indiscutibilmente questo compito e, se è vero che ogni scelta della politica si compie e si realizza nella specificità di un settore - in questo caso lo sport - è anche vero che l'atto normativo assume su di sé vera forza e sostanza nell'ampiezza di una visione olistica, complessiva, che armonizza i diversi piani della comunità e diventa vettore di civiltà, motore di rilancio economico, quanto mai necessario in questo periodo per il nostro Paese. Già in Sottocommissione pareri, in qualità di relatrice ho evidenziato come la programmazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026 si ispiri a un paradigma tutto nuovo, che ha snellito e sburocratizzato l'organizzazione, rendendola più flessibile rispetto alle condizioni, alle necessità e alle prospettive dei territori, permettendone lo sviluppo all'insegna dell'eredità e della sostenibilità, princìpi di responsabilità nel presente, che tracciano una linea stabile e connotano l'orizzonte del futuro. La stessa previsione di costituire la società pubblica Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, cui è affidato il compito di realizzare le opere previste per lo svolgimento della manifestazione sportiva, in coerenza con le indicazioni del comitato organizzatore e l'operatività della fondazione, mira a garantire appunto la sostenibilità delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi sotto diversi importanti profili, rendendo le strutture effettivamente fruibili e quindi accessibili, anche grazie alla prevista massiccia eliminazione delle barriere architettoniche. Allo stesso modo è apprezzabile - mi rivolgo anche a lei, signor Ministro - l'istituzione del Forum per la sostenibilità e l'eredità olimpica, che ha il fondamentale compito - come dicevamo - di tutelare l'eredità olimpica, cioè promuovere iniziative per l'utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i giochi, nonché per consentire il perdurare dei benefici sociali, economici e ambientali sui territori, anche con riferimento alle esigenze della pratica sportiva da parte dei soggetti con disabilità; ciò nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità e in coerenza con i riferimenti statuiti dalla Carta olimpica. Una visione di ampio e lungo respiro che, con il diretto accoglimento e coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, raccogliendo e interpretando pienamente l'indirizzo del green new deal, asse portante della nostra sensibilità e del nostro impegno, programma interventi che non vengono subiti dall'ambiente, ma mantenuti e conservati nel rispetto dello stesso. Sostenere l'eredità olimpica e paraolimpica significa far sì che le opere realizzate e, quindi, le risorse impegnate possano continuare in futuro a costituire un valore economico e non solo per l'intero territorio coinvolto e per la comunità che lo vive. Penso, soprattutto, alle tante opportunità di sviluppo e di lavoro, a partire dal turismo, che potranno essere colte negli anni successivi ai giochi. Questa eredità vuol dire anche trasmettere alle future generazioni la centralità di un principio etico sociale, laddove l'attività sportiva si declina sempre nella tutela dei diritti, nel mantenimento di un ambiente sano e, soprattutto, nella nobile accezione di un'eredità olimpica quale strumento insostituibile di coesione umana e sociale tra le persone e le generazioni, svuotando così quella cultura dello spreco e del consumo che allontana dai principi etici e programmando, piuttosto, una visione che si fondi sul principio della conservazione in itinere . La seconda parte di questo decreto riguarda il grande tennis in casa nostra: l'assegnazione alla sede di Torino dimostra ancora una volta che l'Italia è un Paese leader nel mondo del tennis e, soprattutto, un Paese affidabile e arriva a coronamento degli eccellenti obiettivi conseguiti dal tennis italiano con i risultati agonistici dei nostri migliori atleti, oltre a premiare i grandi successi delle organizzazioni degli Internazionali d'Italia al Foro italico e da qualche anno al Next Gen ATP di Milano. La manifestazione produrrà un indotto economico di circa 500 milioni di euro in cinque anni con rilevanti effetti diretti e indiretti.