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(Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dal senatore Crucioli e da altri senatori, n. 2, dalla senatrice Fattori, n. 3, dal senatore Paragone e da altri senatori, n. 4, dal senatore Ciriani e da altri senatori, e n. 5, dai senatori Stefano, Lorefice, Candiani, Giammanco, Marcucci, Ginetti, Bonino, Masini, Unterberger e De Petris. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il presidente del Consiglio dei ministri, professor Draghi. DRAGHI, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, onorevoli senatori, più che rispondere su singoli punti, farò qualche commento su quello che mi pare il motivo unificatore di tutti gli interventi. Devo ringraziare il Senato per il sostegno ad aiutare l'Ucraina a difendere la libertà e la democrazia, a continuare con le sanzioni contro il Paese invasore, a sostenere il potere d'acquisto degli italiani, a preparare con tutti gli altri la ricostruzione dell'Ucraina, a sostenere lo stato di candidato dell'Ucraina all'Unione europea, a ricercare una pace duratura che rispetti i diritti, la volontà e la libertà dell'Ucraina, a cercare di fare di tutto per evitare la tragedia della crisi alimentare nei Paesi più poveri del mondo, a continuare - insomma - sulla strada disegnata dal decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14. Ringrazio perché il sostegno è stato unito e l'unità, come molti di voi hanno osservato, è essenziale, specialmente in questi momenti. Ringrazio infine per un altro motivo, direi quasi personale. In questi momenti, in cui il Paese è - sia pure indirettamente - coinvolto in una guerra, le decisioni che si devono prendere sono molto complesse e profonde e hanno risvolti anche morali. Pertanto, avere il sostegno del Senato nel prendere queste decisioni è molto, ma molto importante per me. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. AMENDOLA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere contrario sulle proposte di risoluzione nn. 1, 2, 3 e 4. Esprimo parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 5. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, la Lettonia, che ha meno abitanti di Milano, ha inviato all'Ucraina più aiuti militari dell'Italia ed altri Paesi hanno fatto molto più e meglio di noi. Dubito che se l'Italia dovesse far venir meno il suo modesto contributo militare, riesca a far sedere attorno a un tavolo russi e ucraini; tentativo che è già stato fatto da tutti i Paesi europei senza successo e che non è riuscito neppure sul grano. Pertanto, dire che in Parlamento siedono forze che lavorano per la pace mentre altre hanno solo in mente la guerra è la solita buffonata dei populisti. Collega Romeo, anche noi siamo per la diplomazia, non siete solo voi che avete buon senso. Tutta questa discussione è semplicemente nociva, ci indebolisce agli occhi dei nostri partner ed è lo sviluppo che Putin cerca di alimentare. Conosce l'effetto psicologico delle immagini di morte e devastazione nei Paesi che sostengono l'Ucraina e vuole trasformare il più grande valore delle democrazie liberali, ossia il rispetto di ogni vita umana, nella sua principale debolezza. In più, la guerra sta facendo crescere l'inflazione mettendo a dura prova l'economia e mettendo pressione sui Governi che dipendono dall'energia russa. L'entusiasmo iniziale per il patriottismo ucraino sta scemando e quindi sempre più spesso sentiamo dire che sarebbe meglio finire la guerra per porre fine alle sofferenze, per non pagarne il conto economico. Ma quella di cui parlano non è la pace: si chiama resa o capitolazione; si chiama vittoria della prevaricazione. Semmai è vero il contrario: solo una forte resistenza sul piano militare può costringere Putin al tavolo dei negoziati e impedire che altri Paesi diventino vittima del suo folle disegno imperialista. Presidente Draghi, al Consiglio europeo di questa settimana è in gioco il destino dell'Ucraina. Si deciderà, per la prima volta nella storia europea, di concedere lo status di candidato a un Paese in piena guerra. Noi speriamo in una scelta convinta da parte di tutti. Questo Paese martoriato ha bisogno di un simbolo per credere nel proprio futuro, e dovremmo essere orgogliosi che lo abbia trovato nella bandiera dell'Unione. Per tutte queste ragioni, il Gruppo Per le Autonomie sostiene convintamente la linea del suo Governo. Abbiamo ancora negli occhi l'immagine che la portava con Scholz e Macron a Kiev e sappiamo ciò che lei ha rappresentato e continua a rappresentare sul sostegno non solo militare alle vittime di questa aggressione. Sappiamo e apprezziamo lo sforzo per una politica comune sul gas per tenere il punto sulle sanzioni. Tutto questo perché lei ha ben chiara la posta in gioco: non i sondaggi, non le prossime elezioni, ma la difesa dei valori e della civiltà europea. Oggi l'Italia è forse il Paese dove si addensano le maggiori simpatie per Putin e in cui l'invio delle armi interroga una parte dell'opinione pubblica. Eppure, chi prova a indossare la maglietta della pace dopo aver professato per una vita che andavano armati pure i benzinai e i farmacisti non raccoglie consensi. Questo non lo dicono solo i sondaggi, ma anche il voto di nove giorni fa. Il Paese apprezza la coerenza tra parole e azioni, l'idea che un Governo agisca in base alle convinzioni e non alle convenienze. Vada avanti allora, signor Presidente del Consiglio, noi autonomisti siamo con lei. (Applausi) . DESSI' (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DESSI' (CAL-Alt-PC-IdV) . Presidente Draghi, comincio da dove lei ha finito. Purtroppo, devo annotare per l'ennesima volta una scorrettezza semantica: gran parte del Senato è con lei, Presidente, ma io e il mio Gruppo e gran parte del popolo italiano che rappresentiamo non lo siamo. (Applausi) . Non siamo con lei, con le sue politiche guerrafondaie, con queste logiche NATO e UE che vogliono un'Italia schiacciata come colonia all'angolo delle realtà internazionali. Lei, Presidente, si è distinto in questi anni, come nella sua lunga carriera, per non avere alcuna sensibilità politica. Mi deve perdonare i modi un po' diretti, ma l'unica cosa che le riconosco dal punto di vista della sua azione è di essere un grande chef , un uomo che sazia appetiti, i peggiori, anche se raffinati. (Applausi) . Lo ha sempre fatto. PRESIDENTE.