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Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. Onorevoli Senatori. – Negli ultimi decenni si è assistito ad una progressiva e iniqua redistribuzione della ricchezza nei Paesi occidentali che, aumentando sempre più il divario tra i cosiddetti ricchi e i poveri, ha contribuito a ridurre in maniera determinante il potere d'acquisto di questi ultimi, minando le fondamenta stesse dell'odierno sistema economico. Le rilevazioni della Commissione europea del luglio 2017 ( Employment and social development , Annual Review, 2017) mostrano, sul fronte del contrasto al rischio di esclusione sociale, una situazione di vera e propria emergenza. L'Italia è tra i paesi dell'Unione europea, assieme a Estonia e Romania, ad avere maggiormente aumentato negli anni della crisi il numero dei poveri sia in termini assoluti che relativi. Le stime prese a base per la creazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile contenute all'interno del Documento di economia e finanza per l'anno 2018 tratteggiano un quadro chiaro: la seppur flebile ripresa dell'ultimo biennio si è associata ad un aumento delle disuguaglianze. I tre indicatori presi a riferimento – reddito disponibile aggiustato, indice di disuguaglianza e indice di povertà assoluta – confermano inequivocabilmente tale tendenza. Nell'attuazione di politiche sociali volte al contrasto della povertà e dell'esclusione sociale, con il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147 (Disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà), è stato istituito il Reddito di inclusione (ReI) che non costituisce un intervento adeguato alla situazione di grave emergenza sociale e, se non riformulato e potenziato, rischia di comportare mancata assistenza da parte dello Stato per milioni di cittadini in condizioni di povertà o a rischio di esclusione sociale. Gli strumenti previsti hanno la natura di interventi che costituiscono misure di politica economica volte a rilanciare l'occupazione. Il provvedimento è composto dal capo I, dal capo II e dal capo III ed è costituito da 29 articoli. Finalità delle disposizioni contenute nel capo I (articoli 1-13) è la realizzazione di un primo livello di tutela mediante l'introduzione del reddito di cittadinanza, vale a dire di misure sociali ed economiche mirate a realizzare l'obiettivo di una ridefinizione del modello di benessere collettivo. I meccanismi attraverso cui realizzare tale obiettivo vanno ricondotti ad una misura fondamentale, in grado di svolgere una tripla funzione: garantire un livello minimo di sussistenza e incentivare la crescita personale e sociale dell'individuo attraverso la libera scelta del lavoro, nonché favorire il diritto all'informazione, all'istruzione, alla formazione e alla cultura. Nel capo II (articoli 14-26) sono previste disposizioni in materia di pensione anticipata « quota 100 » e altre disposizioni pensionistiche. Nel capo III (articoli 27-29) sono previste disposizioni finali in materia di giochi e in materia finanziaria, nonché l'entrata in vigore. Capo I L'articolo 1 ( Reddito di cittadinanza ) prevede l'istituzione del reddito di cittadinanza (Rdc), quale misura fondamentale di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all'esclusione sociale, volta a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione, attraverso politiche dirette al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti a rischio di marginalità, nella società e nel mondo del lavoro. Il Rdc assume la denominazione di pensione di cittadinanza, adeguata agli incrementi della speranza di vita, per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone di età pari o superiore a 67 anni. Per la pensione di cittadinanza, i requisiti di accesso e le regole del beneficio economico sono le medesime del Rdc. L'articolo 2 ( Beneficiari ) prevede la tipologia dei beneficiari del Rdc e i relativi requisiti per accedere al beneficio. Con riferimento ai requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, il destinatario è il soggetto in possesso della cittadinanza italiana o di Paesi facenti parte dell'Unione europea, ovvero suo familiare titolare del diritto di soggiorno o di soggiorno permanente, ovvero cittadino di Paese terzo in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, nonché residenti in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Per quanto riguarda i requisiti reddituali e patrimoniali si prevede: il possesso di un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 9.360 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, incrementato in presenza di più figli e di un componente con disabilità all'interno del nucleo familiare; un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6.000 euro annui, moltiplicato per uno specifico parametro della scala di equivalenza. Il beneficio è altresì riconosciuto se, al momento della domanda, il richiedente possiede, a certe condizioni, autoveicoli e motoveicoli ed è escluso, a qualunque titolo, in caso di possesso di navi e imbarcazioni da diporto. Viene inoltre prevista, ai soli fini del Rdc, la definizione del reddito familiare determinata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 (ISEE). Non hanno diritto al Rdc i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa. È prevista la compatibilità della medesima misura con la fruizione della Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) e con altre forme di sostegno al reddito. L'articolo 3 ( Beneficio economico ) prevede la composizione del beneficio che presenta una componente ad integrazione del reddito familiare, fino alla soglia di euro 6.000 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza e una componente, ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione in locazione, pari all'ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione, dichiarato a fini ISEE, fino ad un massimo di euro 3.360 annui. Il beneficio economico in ogni caso non può essere superiore ad una soglia di euro 9.360 annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ridotta per il valore del reddito familiare. Il beneficio economico non può essere altresì inferiore ad euro 480 annui. Il Rdc decorre dal mese successivo a quello della richiesta ed è riconosciuto per il periodo durante il quale il beneficiario si trova in una delle condizioni previste e comunque per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi. Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell'erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non opera nel caso della pensione di cittadinanza.