[pronunce]

La Regione Emilia-Romagna, con ricorso notificato il 24 febbraio 2004 e depositato il successivo 4 marzo 2004, ha anche sollevato questione di legittimità costituzionale in ordine a numerose disposizioni della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2004), tra le quali l'art. 4, comma 204, deducendo la violazione degli artt. 117 e 119 della Costituzione. 2.- Le impugnazioni di cui innanzi vengono trattate separatamente rispetto alle altre questioni proposte con i medesimi atti introduttivi e, per omogeneità di materia, devono essere decise, previa riunione in parte qua dei relativi ricorsi, con la medesima sentenza. 3.- Le questioni di legittimità costituzionale sollevate con i ricorsi in epigrafe, per i profili qui in esame, riguardano, da un lato, alcuni aspetti della disciplina dell'attività sportiva dilettantistica e della utilizzazione di impianti sportivi, contenuta nell'art. 90, commi 17, 18, 20, 21, 22, 24, 25 e 26 della legge n. 289 del 2002; dall'altro lato, concernono la destinazione della somma di 1 milione di euro per l'anno 2004 agli enti di promozione sportiva, per consentire loro lo svolgimento dei propri compiti istituzionali, nonché per il finanziamento e il potenziamento dei programmi relativi allo sport sociale, prevista dall'art. 4, comma 204, della legge n. 350 del 2004. 4.- Successivamente alla proposizione dei ricorsi, l'art. 90 della legge n. 289 del 2002 è stato modificato dal decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72 (Interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di opere dell'ingegno, nonché a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo), convertito, con modificazioni, nella legge 21 maggio 2004, n. 128, sicché si pone la questione degli effetti dello ius superveniens in relazione all'odierno giudizio. In particolare, l'art. 4 del d.l. n. 72 del 2004, nel testo risultante dalla relativa legge di conversione, ha modificato il comma 17, lettera c), dell'art. 90; ha sostituito il comma 18, aggiungendo anche i commi 18-bis e 18-ter; ha abrogato i commi 20, 21 e 22; nessuna modificazione è stata apportata ai commi 24, 25 e 26 del medesimo art. 90. 5.- La Regione Toscana, proprio in considerazione delle intervenute modifiche normative, ha rinunciato al ricorso. Il Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite dell'Avvocatura generale dello Stato, ha accettato detta rinuncia. Ai sensi dell'art. 25, comma 1, secondo periodo, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, qualora sia accettata, produce l'effetto di estinguere il giudizio. 6.- In ordine alle restanti impugnazioni occorre verificare se, nella specie, la modifica, ad opera del d.l. n. 72 del 2004, come convertito, con modificazioni, nella legge n. 128 del 2004, di alcune delle norme sospettate di illegittimità costituzionale, abbia determinato il venir meno dell'oggetto del contendere in rapporto al contenuto dei ricorsi proposti. In proposito, occorre ricordare come questa Corte abbia avuto modo di affermare (cfr. , tra le molte, sentenza n. 533 del 2002) che solo ove dalla disposizione legislativa sopravvenuta sia desumibile una norma sostanzialmente coincidente con quella impugnata nel ricorso, la questione – in forza del principio di effettività della tutela costituzionale delle parti nei giudizi in via di azione – deve essere trasferita sulla nuova norma. La disposizione normativa contenuta nel comma 18 è stata sostituita e sono stati aggiunti i commi 18-bis e 18-ter. Nel nuovo comma 18 è venuto meno ogni riferimento all'esercizio della potestà regolamentare statale – previsto dall'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) – individuandosi direttamente, in modo autonomo, e con riferimento a specificazioni non del tutto coincidenti con quelle dell'originario comma 18, i contenuti dello statuto e dell'atto costitutivo delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche. I successivi commi 18-bis e 18-ter, da un lato, hanno ripreso (comma 18-bis) parte del contenuto dell'originario comma 18, dall'altro, hanno previsto (comma 18-ter) disposizioni transitorie. Considerato che il nucleo fondamentale della disciplina contenuta nell'originario comma 18 – oggetto di impugnazione da parte di tutte le Regioni ricorrenti – era costituito dalla previsione dell'emanazione di una normativa regolamentare governativa, per l'attuazione delle nuove disposizioni; considerato che le Regioni ricorrenti si dolgono in via principale proprio della suddetta previsione, in quanto relativa all'esercizio della potestà normativa regolamentare statale in violazione dell'art. 117, sesto comma, della Costituzione (che riserva, invece, nelle materie oggetto di potestà legislativa concorrente, l'adozione di regolamenti esclusivamente alle Regioni); considerato il complesso delle osservazioni innanzi indicate, nonché la circostanza della insussistenza di una, sia pur parziale, coincidenza tra le precedenti e le nuove disposizioni (tale da giustificare il trasferimento della questione di costituzionalità sulle nuove norme) ed il fatto che, comunque, le norme impugnate non hanno avuto alcuna attuazione; tutto ciò premesso può ritenersi che si sia determinata la cessazione della materia del contendere, in parte qua, dei ricorsi indicati in epigrafe per intervenuto ius superveniens. D'altronde in tal senso hanno concluso sia la Regione Emilia-Romagna, sia la difesa dello Stato. Alla luce delle considerazioni che precedono, quindi, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, in ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 90, comma 18, della legge 289 del 2002, sollevata dalla Regione Valle d'Aosta e dalla Regione Emilia-Romagna con i ricorsi indicati in epigrafe. 7.- I commi 20, 21 e 22 dell'art. 90 hanno previsto l'istituzione presso il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) del «registro delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche» nel quale iscrivere tutte le associazioni e le società sportive dilettantistiche ivi indicate (comma 20), hanno disciplinato le modalità di tenuta del suddetto registro (comma 21) ed hanno previsto che «per accedere ai contributi pubblici di qualsiasi natura, le società e le associazioni sportive dilettantistiche devono dimostrare l'avvenuta iscrizione nel registro» stesso (comma 22). Le Regioni Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna hanno denunciato l'illegittimità costituzionale delle indicate disposizioni sotto il profilo della violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione, in ragione della lesione dell'autonomia legislativa regionale. Anche su tali questioni di legittimità costituzionale deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.