[massime]

Sanità pubblica - Servizio sanitario nazionale - Ripiano dei disavanzi sanitari delle Regioni con efficacia retroattiva mediante subentro statale - Ricorso delle Regioni Veneto e Lombardia - Lamentata irragionevole penalizzazione delle Regioni virtuose e disparità di trattamento - Conseguente ritenuta violazione del diritto della salute, dei principi di buon andamento del Servizio sanitario nazionale, di capacità contributiva e di «riserva di legge» in materia tributaria - Censure non ridondanti in lesione di competenze regionali - Inammissibilità delle questioni.. Sono inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 2 del testo originario del decreto-legge 20 marzo 2007, n. 23 (Disposizioni urgenti per il ripiano selettivo dei disavanzi pregressi nel settore sanitario, nonché in materia di quota fissa sulla ricetta per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale), e dell'art. 1 del medesimo decreto-legge n. 23 del 2007, come modificato dalla legge di conversione 17 maggio 2007, n. 64, promosse, in relazione agli artt. 3, 23, 32, 53 e 97 della Costituzione, per lamentata irragionevole penalizzazione delle Regioni virtuose, disparità di trattamento nonché per conseguente ritenuta violazione del diritto della salute, dei principi di buon andamento del Servizio sanitario nazionale, di capacità contributiva e di «riserva di legge» in materia tributaria. Si tratta infatti dell'evocazione di parametri diversi da quelli ricavabili dal titolo V della parte seconda della Costituzione non attinenti specificamente alla produzione di fonti normative, poiché la loro evocazione non risulta, prima facie , destinata a far valere una menomazione delle attribuzioni costituzionalmente spettanti alle ricorrenti. - In senso analogo, v. le citate sentenze nn. 401/2007, 116/2006; 383/2005; 287, 196 e 4/2004; 274/2003.