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Si prevede, al fine di assicurare il coordinamento delle politiche pubbliche orientate al raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile adottati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre del 2015, che il CIPE assuma la denominazione di Comitato interministeriale per la programmazione economica e per lo sviluppo sostenibile (CIPESS). A decorrere dalla medesima data, nella legge 27 febbraio 1968 n. 48 e in ogni altra disposizione vigente, qualunque richiamo fatto al Comitato interministeriale per la programmazione economica deve intendersi riferito al Comitato interministeriale per la programmazione economica e per lo sviluppo sostenibile. All'articolo 2 si chiarisce che la dotazione del fondo istituito per finanziare il «programma sperimentale buono mobilità» a cui si provvede mediante il corrispondente utilizzo, per gli anni dal 2019 al 2024, di una quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissioni di CO 2 destinata al Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare, è versata dal Gestore dei servizi energetici (GSE), tenendo conto dei limiti di dotazione del suddetto fondo. Sempre all'articolo 2 si estende l'utilizzo del buono mobilità ai servizi di mobilità condivisa e individuale. Si specifica, sempre al comma 1, che il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dello sviluppo economico, volto alla definizione delle condizioni e delle modalità per l'ottenimento dell'erogazione del bonus mobilità, vada adottato sentita la Conferenza unificata. Si specifica, inoltre, che il finanziamento di progetti relativi alla creazione, prolungamento, ammodernamento e messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, sono presentati al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dai Comuni interessati dalle procedure d'infrazione comunitaria, la n. 2147 del 2014 e la n. 2043 del 2015, aventi una popolazione superiore ai 50.000 abitanti per la realizzazione di un'unica opera. Al comma 2, ultimo periodo, si amplia il termine, da quarantacinque a novanta giorni, per l'adozione del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare volto alla definizione delle modalità e dei termini di presentazione delle domande relative ai progetti suindicati. Si stabilisce, infine, che le modalità e i termini di presentazione delle domande debbano tener conto di criteri che diano priorità ai progetti presentati dai Comuni con livelli più elevati di emissioni inquinanti. L'articolo 3 reca disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile; esso autorizza la spesa di 20 milioni di euro (10 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021) per il finanziamento di progetti sperimentali per la realizzazione o l'implementazione del servizio di trasporto scolastico da realizzarsi con mezzi di trasporto ibridi o elettrici o non inferiori a euro 6, immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019. L'articolo 4 reca disposizioni in materia di azioni per la riforestazione prevedendo il finanziamento di un programma sperimentale per le città metropolitane, per un importo di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Al comma 2 si prevede che entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione di cui al presente decreto, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono definite le modalità per la progettazione e ogni eventuale successiva variazione degli interventi da parte delle Città metropolitane; è stabilito, inoltre, il riparto dei fondi che avviene tenendo conto dei criteri di selezione della valenza ambientale e sociale dei progetti, del livello di riqualificazione e di fruibilità dell'area, dei livelli di qualità dell'aria e della localizzazione nelle zone oggetto delle procedure di infrazione europea. Si precisa che si sono ampliati i termini, passando da novanta a centoventi giorni dalla data di pubblicazione del decreto suddetto, per cui ciascuna Città metropolitana presenta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le progettazioni corredate dai programmi operativi di dettaglio con i relativi costi. È previsto altresì, al comma 4, che tra i criteri per l'affidamento della realizzazione delle opere della pulizia e della manutenzione di gestione del demanio fluviale e di contrasto al dissesto idrogeologico siano introdotti quelli relativi al rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali, con relativo piano di manutenzione laddove ritenuto necessario per prevenire il rischio idrogeologico. In seguito alle modifiche in sede referente si è introdotto, per le autorità competenti nella gestione del demanio fluviale e nella programmazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, che, nel caso in cui le autorità competenti non ritengano necessario il rimboschimento, devono motivarlo negli atti di affidamento e renderlo noto, entro trenta giorni dalla loro adozione, nella sezione "Amministrazione trasparente" del rispettivo sito Internet. Sempre all'articolo 4, il comma 4- bis introduce la possibilità, da parte delle autorità competenti, di affidare le attività di gestione del rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali agli imprenditori agricoli organizzati in forma singola o associata. Il comma 3 demanda ad un apposito decreto ministeriale la definizione delle modalità di presentazione delle domande e delle spese ammissibili al finanziamento. Tale decreto dovrà essere adottato dal Ministro dell'ambiente, sentiti i Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze. L'articolo 5, modificato in sede referente, disciplina la nomina e le attività dei commissari unici per la realizzazione degli interventi in materia di discariche abusive e di acque reflue attuativi di determinate procedure di infrazione europea. Il comma 1 consente al commissario unico per le discariche abusive la possibilità di avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, nei limiti della normativa europea vigente, dei seguenti enti: società in house delle amministrazioni centrali dello Stato; sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente; amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici. Le previste convenzioni coinvolgono i soggetti indicati nell'ambito delle rispettive aree di intervento, utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 2 prevede che il commissario unico sia scelto nei ruoli dirigenziali della pubblica amministrazione, resti in carica per un triennio e sia collocato in posizione di comando, in aspettativa o fuori ruolo, secondo i rispettivi ordinamenti. In caso di collocamento fuori ruolo, in aspettativa o in comando, come precisato in sede referente, il correlativo posto della dotazione organica dell'amministrazione di provenienza è reso indisponibile per la medesima durata, a fini di invarianza finanziaria. Al commissario è corrisposto - in aggiunta al trattamento economico fondamentale a carico dell'amministrazione di appartenenza - un compenso accessorio in ragione dei risultati conseguiti.