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3 La procedura è avviata mediante comunicazione scritta alla sede centrale dell'Agenzia e sottoscritta dalla persona legittimata ad agire in giudizio che reca l'indicazione della presunta lesività degli atti o dei comportamenti dell'Agenzia, con indicazione espressa dei vizi nei quali la stessa sarebbe incorsa e dei rimedi che si intendono chiedere. Entro venti giorni dal ricevimento della comunicazione, l'Agenzia, fuori da casi in cui ritenga di potere adottare i rimedi chiesti, risponde esponendo i dettagliati motivi per i quali la stessa non ritiene di potere adottare i rimedi chiesti ovvero proponendo motivatamente rimedi alternativi. Entro venti giorni dal ricevimento della risposta, la parte privata comunica all'Agenzia, se ritiene soddisfacente la risposta ovvero quali sono le dettagliate motivazioni per le quali ritiene, invece, di dovere adire l'autorità giudiziaria. 4 Nel corso della procedura la parte privata può farsi assistere da un difensore e l'Agenzia assume l'avviso dell'Avvocatura generale dello Stato. 5 Il mancato ricorso alla procedura, nonché gli atti della stessa, costituiscono elementi di valutazione del giudice ai fini della propria decisione, anche in ordine alle spese del giudizio. 6 La risposta negativa dell'Agenzia alle richieste della parte privata non costituisce atto autonomamente impugnabile. 7 Con regolamento emanato ai sensi degli articoli 7, comma 4, e 8, sono stabilite le disposizioni di attuazione del presente articolo. 28 (Gestione dei rischi connessi alle reti di gioco mediante apparecchi) 1 Al fine di promuovere l'adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle relative controversie, è istituito il regime di adempimento collaborativo fra l'Agenzia e i concessionari delle reti di raccolta dei giochi di cui all'articolo 7, comma 1, lettere a) e b) , dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi di settore, propri e dei soggetti che compongono la relativa rete di raccolta di gioco, intesi quali rischi di operare in violazione di norme in materia di gioco ovvero in contrasto con i princìpi o con le finalità del relativo quadro regolatorio. Tra i rischi di settore rientrano, in particolare, quelli di: a accesso alla pratica del gioco da parte di minori e dei soggetti maggiorenni esposti a rischi di dipendenza; b mancato rispetto delle disposizioni proibitive o limitative della pubblicità del gioco; c presenza, tra coloro che compongono la rete di raccolta del gioco, di soggetti non dotati dei necessari requisiti; d infiltrazioni da parte della criminalità organizzata; e irregolarità ed inappropriatezza dei flussi di comunicazione di dati; f inadempimento dell'obbligazione tributaria in materia di gioco ovvero di riversamento degli utili erariali derivanti dalla raccolta di gioco. 2 L'adesione al regime è volontaria, è subordinata al possesso dei requisiti di cui al comma 3, comporta l'assunzione dei doveri di cui ai commi 4, 5 e 6, nonché gli effetti di cui al comma 7. 3 L'impresa che aderisce al regime deve essere dotata, nel rispetto della sua autonomia di scelta delle soluzioni organizzative più adeguate per il perseguimento dei relativi obiettivi, di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi di settore inserito nel contesto del sistema di governo aziendale e di controllo interno. Fermo il fedele e tempestivo adempimento degli obblighi di settore, il sistema deve assicurare: a una chiara attribuzione di ruoli e responsabilità ai diversi settori dell'organizzazione dell'impresa o del gruppo di imprese; b procedure di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi di settore, compresa l'attivazione delle azioni correttive relative alle criticità riscontrate; c efficaci procedure di controllo interno volte a garantire il suo rispetto a tutti i livelli aziendali; d efficaci procedure per rimediare ad eventuali carenze riscontrate nel suo funzionamento. 4 Il sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale prevede, con cadenza almeno annuale, l'invio di una relazione agli organi di gestione per l'esame e le valutazioni conseguenti. La relazione illustra, per gli adempimenti posti in essere dall'impresa, le verifiche effettuate e i risultati emersi, le misure adottate per rimediare a eventuali carenze rilevate nonché le attività pianificate. 5 Il regime comporta per l'Agenzia i seguenti impegni: a valutazione trasparente, oggettiva e rispettosa dei princìpi di ragionevolezza e di proporzionalità, dell'idoneità del sistema adottato per le finalità di cui al comma 1, con eventuale proposta degli interventi ritenuti necessari; b pubblicazione periodica sul proprio sito istituzionale dell'elenco aggiornato delle operazioni, strutture e schemi ritenuti di pianificazione, anche commerciale, aggressiva, nonché informazione ai propri uffici degli esiti dei confronti con i concessionari e le associazioni di categoria; c relazioni con le imprese improntate a princìpi di trasparenza, collaborazione e correttezza nell'intento di favorire un contesto regolatorio di certezza e semplificazione, con disponibilità ad esaminare situazioni suscettibili di generare rischi di settore significativi; d risposta alle richieste dei concessionari nel più breve tempo possibile; e debita considerazione delle risultanze delle attività dei soggetti incaricati, in ciascun concessionario, della revisione contabile, nonché di quella dei loro collegi sindacali e dei pareri degli organismi di vigilanza. 6 Il regime comporta per i concessionari i seguenti impegni: a attuazione delle modifiche del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi di settore adottato eventualmente ritenute necessarie dalla Agenzia; b comportamento collaborativo e trasparente, mediante comunicazione tempestiva ed esauriente all'Agenzia dei rischi di settore e, in particolare, delle operazioni che possono rientrare nella pianificazione aggressiva; c risposta alle richieste dell'Agenzia nel più breve tempo possibile; d promozione di una cultura aziendale improntata a princìpi di onestà, correttezza e rispetto del quadro regolatorio di settore, assicurandone la completezza e l'affidabilità, nonché la conoscibilità da parte degli esponenti e del personale. 7 L'adesione al regime comporta la possibilità per i concessionari di pervenire con l'Agenzia a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi di settore prima dell'attuazione e dell'adozione delle scelte e delle iniziative aziendali, attraverso forme di interlocuzione costante e preventiva su elementi di fatto, inclusa la possibilità dell'anticipazione del controllo. L'adesione al regime comporta altresì per i concessionari la possibilità di fruire di procedure abbreviate di interpello preventivo in merito all'applicazione delle disposizioni regolatorie a casi concreti, in relazione ai quali l'interpellante ravvisa rischi di settore. Nella procedura abbreviata di interpello l'Agenzia verifica e conferma l'idoneità della domanda e la sufficienza della documentazione prodotta entro quindici giorni dal ricevimento della domanda. Il termine per la risposta all'interpello è di trenta giorni decorrenti dal ricevimento della domanda. I concessionari comunicano all'Agenzia il comportamento effettivamente tenuto, se difforme da quello oggetto della risposta da essa fornita.