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o definizione della prova indiziaria e dei criteri della chiamata di correo. 4 (Intercettazioni telefoniche) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, lettera c) , il Governo provvede a riformare in modo organico la disciplina delle intercettazioni telefoniche attenendosi ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a svolgimento delle intercettazioni probatorie effettuabili nei confronti di un indiziato e loro sottoposizione a garanzie di rigido controllo giurisdizionale; b subordinazione dell'utilizzabilità delle intercettazioni, rispetto a qualunque decisione giurisdizionale, alla condizione dell'integrale trascrizione. 5 (Termini per le indagini preliminari) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, lettera d) , il Governo provvede a riformare in modo organico i termini per le indagini preliminari attenendosi ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione che il termine massimo per le indagini sia di sei mesi prorogabili fino a un anno dalla data dell'iscrizione della notizia di reato nel registro generale delle notizie di reato, che non può avvenire oltre il termine di sette giorni dal ricevimento da parte del competente ufficio della procura della Repubblica; b in caso di superamento di ognuno dei termini di cui alla lettera a) , nullità del procedimento e inutilizzabilità di tutti gli atti investigativi compiuti; c introduzione di adeguate sanzioni processuali per il ritardo nelle iscrizioni delle notizie di reato nell'apposito registro generale o per altre condotte di elusione dell'obbligo di legge di immediata iscrizione. 6 (Riforma delle impugnazioni) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, lettera e) , il Governo provvede a riformare in modo organico l'istituto delle impugnazioni attenendosi ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a al fine di impedire che il processo possa protrarsi nel tempo, prima che ne sia dichiarato un vizio, introduzione di una procedura incidentale di impugnazione in ordine ai vizi in grado di inficiare la prosecuzione del processo; b con riferimento all'appello: 1 previsione dell'ampliamento del diritto alla prova delle parti nel giudizio di appello, al fine di consentire un pieno controllo del giudizio di primo grado; 2 previsione dell'inappellabilità, da parte del pubblico ministero, della sentenza di assoluzione dell'imputato; c con riferimento al giudizio in Cassazione: 1 previsione dell'introduzione di un effettivo controllo di logicità del giudizio di merito; 2 previsione di un rigoroso controllo di correttezza argomentativa; 3 previsione di un rigoroso controllo di natura sostanziale con riferimento agli errori nella ricostruzione del fatto, ai travisamenti, alle sviste e a tutte le errate conclusioni adottate dal giudice di merito. 7 (Riforma dell'esecuzione penale) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, lettera f) , il Governo provvede a riformare in modo organico l'esecuzione penale attenendosi al seguente principio: possibilità per le persone condannate ingiustamente di proporre il procedimento di esecuzione per rimuovere le situazioni giuridiche determinate dalla sentenza ingiusta. 8 (Procedure per l'esercizio della delega) 1 I decreti legislativi di cui all'articolo 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Essi sono successivamente trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine per l'esercizio della delega, per l'espressione dei pareri delle rispettive Commissioni parlamentari competenti per materia e per gli aspetti finanziari, da rendere entro il termine di trenta giorni, decorso inutilmente il quale i decreti possono essere comunque emanati. Il termine per l'esercizio della delega è prorogato di sessanta giorni quando il termine per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari scade nei trenta giorni antecedenti la scadenza del termine per l'esercizio della delega o successivamente. 9 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione della presente legge e dei decreti legislativi da essa previsti, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ad essa si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla legislazione vigente. 2 In considerazione della complessità della materia trattata e dell'impossibilità di procedere alla determinazione degli eventuali effetti finanziari, per ciascuno schema di decreto legislativo di cui alla presente legge la corrispondente relazione tecnica evidenzia gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri, che non trovino compensazione nel proprio ambito, si provvede ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.