[resaula]

la trattativa in corso presenta numerosi aspetti poco chiari, primo tra tutti il costo finale che Cassa depositi e prestiti dovrebbe sopportare, probabilmente più elevato rispetto a quanto inizialmente preventivato e forse anche spropositato rispetto ad altri interventi di sostegno nella politica industriale nazionale e peraltro molto remunerativo proprio per Atlantia; le fluttuazioni dei titoli in borsa provocate dall'andamento della trattativa stanno già portando ad Atlantia notevoli e significativi guadagni tanto che su di loro aleggia qualche sospetto di aggiotaggio considerate le spesso avventate e discordanti dichiarazioni di esponenti di Governo; la composizione azionaria di Autostrade con l'ingresso dominante di Blackstone e Macquarie suscita forti perplessità, anche in merito alla governance , aggravate dalla circostanza che si tratta di due fondi speculativi, che nella loro storia hanno investito sempre pochissimo nella manutenzione, massimizzando i guadagni; intanto si stagliano preoccupanti problemi sul piano economico relativi al mantenimento o meno degli standard di manutenzione della rete autostradale, all'indice di recupero della redditività sull'automazione che potrebbe comportare un taglio di circa un migliaio di lavoratori fuori dal perimetro del gruppo, agli ulteriori incrementi dei pedaggi e al calo dei ricavi per le interruzioni forzate a causa della pandemia, si chiede di sapere come il Governo intenda uscire dall' impasse in cui versa, mantenendo gli impegni più volti ribaditi in merito alla governance pubblica della società Autostrade per l'Italia, al fine di garantire un asset strategico nazionale, tanto più conclamato dalla decisione sull'estensione della golden power , e nel contempo reperire le risorse necessarie per gli investimenti e la manutenzione, mantenendo i livelli occupazionali e garantendo il contenimento del costo dei pedaggi. Atto n. 3-02085 RAUTI Al Ministro della difesa Premesso che: al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19, il decreto-legge n. 18 del 2020 ("cura Italia") ha previsto una procedura semplificata per l'arruolamento, straordinario e temporaneo, di 320 unità di personale medico e infermieristico dell'Esercito italiano; tale reclutamento eccezionale per l'Esercito riguarda nello specifico 120 ufficiali medici, nel grado di tenente, e 200 sottufficiali infermieri nel grado di maresciallo, con ferma eccezionale di durata annuale; considerato che: il reclutamento è finalizzato a fornire alla forza armata un "serbatoio di capacità" specialistiche costituito da professionisti (medici e infermieri) in possesso delle competenze nel settore sanitario prontamente impiegabili sul territorio nazionale in considerazione del contesto di emergenza pandemica; nonostante l'elevato numero di domande pervenute e la proroga dei termini di scadenza del bando di arruolamento, le unità di personale acquisite sono risultate inferiori alle aspettative e alle necessità e si stima, infatti, che almeno il 30 per cento del reclutamento non sia andato a buon fine, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente degli esiti della "procedura di arruolamento temporaneo di medici e infermieri militari" e come e dove, ovvero in quali enti individuati dalle forze armate e con quali funzioni, il personale eccezionalmente reclutato sia stato impiegato. Atto n. 3-02086 BERNINI MALAN BIASOTTI GALLIANI RONZULLI TIRABOSCHI PICHETTO FRATIN PAGANO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la riacutizzazione dell'epidemia da COVID-19 ha generato, nel giro di poche settimane, accanto all'emergenza sanitaria, un'emergenza in termini economici e sociali senza precedenti, determinando nuovamente la sospensione della maggior parte delle attività produttive, con ricadute drammatiche su molti settori dell'economia del Paese; gli effetti altamente negativi e penalizzanti della recrudescenza del virus interessano ogni comparto del settore economico, in particolare le piccole e medie imprese, il turismo, i trasporti, il commercio, l'agricoltura e l'artigianato, con gravissime conseguenze sulla domanda e sulla tenuta dei livelli di occupazione; la crisi economica sta permeando fortemente i mercati, causando enorme incertezza; secondo quanto riportato dallo stesso Ministro in indirizzo alla Camera dei deputati durante un'informativa sulle crisi industriali, i tavoli pendenti negli ultimi 6 anni sono rimasti pressoché invariati: nel 2014 erano 160, nel 2015 erano 151, nel 2016 erano 148, nel 2017 erano 165, nel 2018 erano 144, nel 2019 erano 149; ad oggi i tavoli di crisi aperti presso il Ministero dello sviluppo economico sono più di 120, con un coinvolgimento complessivo di almeno 160.000 lavoratori, anche se il dato esatto non è più reperibile nel sito ministeriale perché sembrerebbe esserci in atto una ricognizione sui numeri; a parere degli interroganti, soluzioni dirigistiche e stataliste orientate alla nazionalizzazione delle società in crisi e alla selezione di investitori sulla base del gradimento di Cassa depositi e prestiti, oltre a determinare una riduzione degli spazi di concorrenza in importanti settori dell'economia del nostro Paese, non contribuiscono alla risoluzione del problema; le ingenti risorse dello Stato (e quindi dei contribuenti) utilizzate per gli interventi prospettati potrebbero essere meglio indirizzate a supporto degli investimenti innovativi da parte di aziende piccole, medie e grandi, e alla risoluzione di molti dei tavoli di crisi aziendali aperti presso il Ministero, che aspettano risposte concrete da parte del Governo, soprattutto a seguito dell'emergenza epidemiologica; trascurare le esigenze delle aziende e delle loro crisi, con tutto ciò che comportano in termini di impoverimento sia nelle risorse umane sia in quelle finanziarie, rischia di acutizzare ulteriormente la contrapposizione tra le istituzioni e le imprese con risvolti sociali imprevedibili; considerato che: l'azione del Ministero è istituzionalmente orientata alla salvaguardia del patrimonio produttivo di tutte le imprese, e dunque deve essere essenzialmente finalizzata a favorire la predisposizione di piani di rilancio industriale, la riconversione delle aree e dei settori in crisi e la salvaguardia dei livelli occupazionali soprattutto in una fase estremamente delicata come quella attuale; a giudizio degli interroganti, obiettivo irrinunciabile deve essere quello di sostenere le aziende, favorendone la modernizzazione e il rinnovamento nella salvaguardia occupazionale e di tutela dei risparmi degli italiani conciliando gli interventi con le necessità urgenti delle migliaia di imprese che versano in stato di sofferenza, si chiede di sapere: quanti siano, alla data odierna, i tavoli di crisi aperti presso il Ministero; quale stima abbia il Ministro in indirizzo delle nuove crisi aziendali derivate dalla situazione emergenziale pandemica ancora in corso;