[pronunce]

La fattispecie sottoposta nell'occasione alla Corte di Lussemburgo, in realtà, riguardava l'istituzione di un ente di diritto pubblico di gestione dei finanziamenti volti ad orientare l'interesse generale del settore agroalimentare tedesco, laddove la disposizione regionale oggi impugnata si limita a definire la zona di provenienza dei prodotti agroalimentari. Secondo la Regione Piemonte sussisterebbe, invece, analogia tra l'odierna questione e quella decisa dalla sentenza n. 213 del 2006 della Corte costituzionale, concernente una norma della Regione Abruzzo che prevedeva misure di promozione del prodotto ittico locale. In particolare, precisa la resistente, la sentenza citata avrebbe precisato che la previsione di misure per la promozione di certificazione di qualità di prodotti del territorio regionale non viola l'art. 117, primo comma, Cost., trattandosi di misure di sostegno ad attività economica localizzata sul territorio stesso. 2.2.- Risulterebbe priva di fondamento, a parere della difesa regionale, anche la censura prospettata in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, Cost., avente ad oggetto l'art. 7, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 10 del 2011. Con la predetta disposizione, in ragione delle gravi difficoltà finanziarie provocate dalla crisi economica, si è istituito un aiuto alle aziende agricole, finalizzato a coprire il periodo necessario per l'erogazione del contributo comunitario. L'aiuto è infatti finanziato con fondi regionali, è calcolato sulla base del regime del pagamento unico di cui agli artt. 1, 2, 3 e 4 del Titolo III del regolamento (CE) n. 73/2009, e non interferisce sulle procedure che saranno applicate dall'ARPEA nell'ambito del predetto regime di sostegno comunitario. La stessa difesa precisa, inoltre, che il contributo regionale alle aziende agricole è concesso in regime de minimis, ai sensi e per gli effetti del regolamento (CE) 20 dicembre 2007, n. 1535/2007 (Regolamento della Commissione relativo all'applicazione degli artt. 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli), e pertanto non ricade nel divieto previsto dall'art. 87, paragrafo 1, del Trattato. Nella specie, non si tratterebbe di un sostegno concesso ad imprese che abbiano conseguito nell'arco dei tre anni fiscali aiuti de minimis di importo eccedente i 7.500,00 euro. 2.3.- Quanto alla censura, prospettata in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., avente ad oggetto l'art. 8, comma 2, della legge reg. Piemonte n. 10 del 2011, nella parte in cui introduce l'art. 29-bis nella legge reg. Piemonte n. 70 del 1996, la difesa della resistente evidenzia che la disposizione non riguarda gli animali selvatici per i quali è previsto un programma speciale di protezione ai sensi della direttiva 92/43/CEE, recepita dal d.P.R. n. 357 del 1997. In ogni caso, prosegue la stessa difesa, l'intervento di contenimento delineato dalla norma regionale impugnata avverrebbe nel rispetto delle norme statali - è richiamato l'art. 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) - e comunitarie, presupponendo una valutazione tecnico-scientifica da parte dell'ISPRA ed una preventiva verifica dei metodi, in conformità con quanto già previsto dall'art. 29, comma 4, della legge reg. Piemonte n. 70 del 1996. 2.4.- Non sussisterebbe infine, a parere della Regione Piemonte, il prospettato contrasto tra il comma 5-bis dell'art. 13 della legge reg. Piemonte n. 24 del 2002 - introdotto dall'art. 26, comma 2, della legge reg. Piemonte n. 10 del 2011 -, e l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., tramite l'interposizione dell'art. 205, comma 1-bis, del d.lgs. n. 152 del 2006. La disposizione impugnata prevede che la Giunta regionale possa, a determinate condizioni, consentire ai Comuni montani e a quelli ad alta marginalità con popolazione inferiore ai 1.500 abitanti una deroga al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, là dove la normativa statale richiamata esige l'autorizzazione ministeriale, previa stipula di accordo con la Regione e gli enti locali interessati. In realtà, secondo la difesa della resistente, posto che gli obiettivi della raccolta differenziata sono oggetto di programmazione a livello regionale, e che l'art. 205 del d.lgs. n. 152 del 2006 prevede il rispetto di percentuali minime di raccolta differenziata da parte di ogni ambito territoriale ottimale, la normativa statale consentirebbe alla Regione di agevolare i piccoli Comuni, una volta che rimanga inalterata la percentuale complessiva di raccolta differenziata riferita all'ambito territoriale di appartenenza. 3.- In data 22 maggio 2012, la Regione Piemonte ha depositato memoria con la quale ha formulato istanza di cessazione della materia del contendere in riferimento alle questioni collegate ai primi due motivi di ricorso, essendo state abrogate o modificate le disposizioni oggetto di impugnazione. In particolare, la difesa della resistente ha evidenziato che con l'art. 39, commi 1 e 2, della legge della Regione Piemonte 4 maggio 2012, n. 5 (Legge finanziaria per l'anno 2012), è stato abrogato l'art. 2, comma 7, della legge reg. n. 10 del 2011, istitutivo del marchio di valorizzazione dei prodotti agroalimentari regionali, ed è stato sostituito l'art. 7, comma 1, che prevedeva la concessione di anticipazioni sugli aiuti comunitari in favore delle imprese agricole regionali, con una disposizione che, allo scopo, istituisce un aiuto in regime de minimis. 4.- All'udienza di discussione, la difesa regionale ha ribadito la richiesta di declaratoria di cessazione della materia del contendere con riguardo alle questioni aventi ad oggetto gli artt. 2, comma 7, e 7, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 10 del 2011. Analoga richiesta è stata formulata per la questione avente ad oggetto l'art. 8, comma 2, della medesima legge, in ragione della intervenuta abrogazione, ad opera dell'art. 40 della legge reg. Piemonte n. 5 del 2012, dell'intera legge reg. Piemonte n. 70 del 1996, e dunque anche dell'art. 29-bis introdotto dall'impugnato art. 8, comma 2.