[pronunce]

che il giudice rimettente censura la norma nella parte in cui non prevede l'applicazione dell'aliquota ridotta dell'1 per cento agli acquisti aventi ad oggetto fabbricati o porzioni di fabbricato che siano effettuati da società che svolgano l'attività di acquisto e di rivendita di beni immobili, qualora dette società acquistino gli immobili da soggetti privati non sottoposti a IVA; che, nel descrivere la fattispecie sottoposta al suo esame, il giudice rimettente si limita a riferire che l'Agenzia delle entrate, con l'avviso di liquidazione impugnato nel giudizio principale, aveva revocato l'agevolazione in quanto il soggetto che effettuava la cessione del fabbricato era un soggetto privato non sottoposto a IVA e, quindi, mancava una delle condizioni di applicabilità dell'agevolazione stessa; che, come rilevato dall'Avvocatura generale dello Stato, l'ordinanza di rimessione non precisa se il fabbricato per la cui registrazione la società Urbania s.r.l. richiede l'applicazione dell'aliquota dell'1 per cento rientri nella tipologia di immobili previsti nell'articolo 10, primo comma, numero 8-bis), del d.P.R. n. 633 del 1972, richiamato dalla disposizione censurata e che costituisce la prima condizione per l'applicazione del trattamento agevolato, né indica se nell'atto di acquisto l'acquirente abbia dichiarato che intende trasferire l'immobile acquistato entro tre anni; che, come più volte precisato dalla giurisprudenza costituzionale, l'omessa o l'insufficiente descrizione della fattispecie, impedendo a questa Corte di verificare l'applicabilità della norma impugnata nel giudizio a quo, si traduce in un'insufficiente motivazione sulla rilevanza della questione (ex multis, ordinanze n. 336, n. 203 e n. 101 del 2011); che, pertanto, la questione è manifestamente inammissibile. Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, sesto periodo, della Parte Prima della Tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro), sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Trapani con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 novembre 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 novembre 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI