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inoltre, sono da considerare anche le persone in età avanzata e in uno stato di disagio economico, perché privi di altri redditi all'infuori del modesto pro rata erogato dallo Stato estero, dove hanno lavorato per pochi anni; l'Inps sostiene che l'incompatibilità del pro rata estero con l'Ape sociale trova il suo fondamento nel comma 167 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017), che esclude la possibilità di ottenere l'Ape per coloro che siano già titolari di un trattamento pensionistico diretto; nella circolare applicativa e interpretativa n. 100 del 2017, l'Inps ha stabilito che non possono conseguire l'Ape sociale i titolari di un trattamento pensionistico diretto conseguito in Italia o all'estero e che ai fini del perfezionamento dell'anzianità contributiva minima dei 30-36 anni, richiesta per l'accesso al beneficio, non possono essere totalizzati i periodi assicurativi maturati in Paesi dell'Unione europea, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l'Italia; se da una parte è logico e comprensibile introdurre l'incompatibilità dell'Ape sociale con un trattamento pensionistico diretto italiano, appare, invece, ingiusto e illogico negare l'Ape sociale a quanti soddisfano tutti i requisiti e le condizioni richiesti, pure se titolari di una prestazione estera di poche decine di euro. Al riguardo, giova ricordare che la prestazione estera è inevitabilmente modesta, perché gli interessati hanno lavorato tutta una vita in Italia, dai 30 ai 36 anni; nella XVII Legislatura il Governo, in risposta a specifiche interrogazioni su questa problematica, aveva fatto salva la possibilità di assumere una posizione più aperta una volta superata la fase di prima applicazione della nuova normativa, al fine di favorire nelle ulteriori fasi di monitoraggio l'ingresso di potenziali beneficiari con contribuzione e prestazioni estere, valutando, dunque, la possibilità di consentire il perfezionamento, sia del requisito contributivo minimo per l'Ape sociale, totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, sia il cumulo di una prestazione estera con l'Ape sociale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda valutare la possibilità di chiedere all'Inps di modificare l'interpretazione restrittiva esposta nella circolare n. 100 del 16 giugno 2017, consentendo invece il cumulo dell'Ape sociale con una prestazione estera, al fine di garantire un'adeguata tutela alle esigenze di centinaia di cittadini italiani residenti in Italia in possesso dei requisiti per perfezionare il diritto all'Ape sociale, ma esclusi a causa di una valutazione molto restrittiva dell'Inps; se non ritenga, altresì, opportuno consentire la totalizzazione dei contributi italiani ed esteri, ai fini del perfezionamento contributivo minimo richiesto dalla normativa sull'Ape sociale, adeguandosi così a quanto disposto, in materia di perfezionamento dei diritti previdenziali, da tutte le convenzioni bilaterali e multilaterali di sicurezza sociale stipulate dall'Italia. Atto n. 3-01050 LA MURA CASTELLONE FERRARA TRENTACOSTE CORRADO LUCIDI MONTEVECCHI ANGRISANI VANIN PUGLIA GAUDIANO MAUTONE ORTOLANI URRARO GIANNUZZI RICCIARDI PRESUTTO DE LUCIA MARILOTTI LOMUTI NATURALE MANTERO MORONESE NUGNES LANNUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: con delibera n. 124 del 20 marzo 2012 la Regione Campania ha approvato il progetto preliminare del grande progetto "Completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno" (grande progetto Sarno) del POR Campania FESR 2007-2013, volto alla riduzione del rischio idrogeologico e alla riqualificazione ambientale del fiume, compresa la rete dei canali e degli affluenti allo stesso connessi, di importo complessivo pari a 217.472.302,30 euro; con decreto dirigenziale n. 177 del 2 dicembre 2013 la Regione Campania ha espresso parere favorevole di valutazione di impatto ambientale, su conforme giudizio espresso dalla commissione VIA, VAS e VI, formulando, tuttavia, talune prescrizioni, conseguenti al riscontro, in sede di istruttoria, di una serie di criticità connesse al grave stato di inquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno (e dettagliate nel modello IV, contenente le conclusioni istruttorie, in 42 pagine); nel 2017 il grande progetto è stato ritirato e successivamente rifinanziato con risorse del POR FESR 2014-2020 per un importo pari a circa 401.000.000 euro; con delibera n. 144 del 13 marzo 2018 la Giunta regionale ha definito il "Programma degli interventi di mitigazione del rischio idraulico di interesse regionale afferenti il bacino idrografico del fiume Sarno"; all'esito del raffronto del programma di interventi con quello di cui alla delibera del 2012, emerge che il progetto originario avrebbe subito rilevanti variazioni. In particolare, sono stati inseriti interventi nuovi, finanziati con somme considerevoli; inoltre, taluni interventi, già previsti, sarebbero stati rimodulati anche sotto il profilo finanziario; quanto ai primi, si fa riferimento agli interventi "vasche di laminazione vesuviane", "rifunzionalizzazione canale Conte di Sarno", "intervento di manutenzione straordinaria delle vasche pedemontane del Vesuvio, Pianillo e Fornillo", rispettivamente di importo pari a 33.811.274 euro, 13.800.000 euro e 18.460.659,86 euro, e compresi nel lotto 3, nonché all'intervento denominato "interventi di bonifica e rimozione dei sedimenti inquinati nonché di sistemazione idraulica del bacino idrografico del fiume Sarno, limitatamente al tratto finale compreso tra la traversa di Scafati e la foce del fiume Sarno", il cui importo ammonta a 46.581.762,27 euro; quanto, poi, alla rimodulazione anche sotto il profilo finanziario, si rileva innanzitutto che l'intervento "opere di riqualificazione ambientale Torre Annunziata" risulta finanziato con 19.670.809,21 euro a fronte di un finanziamento originario pari ad 4.315.513,50 euro; inoltre, risulta che per gli altri interventi rimodulati, anch'essi già previsti nel progetto originario, il finanziamento sia maggiorato rispetto a quanto risulta dalla delibera del 2012; con decreto dirigenziale n. 75 del 10 giugno 2019 la Regione Campania ha disposto la proroga di 5 anni dell'efficacia del decreto dirigenziale n. 177 del 2 dicembre 2013; considerato che: il grande progetto Sarno nella versione del 2018 appare profondamente diverso dal progetto risalente al 2012. Innanzitutto, il relativo finanziamento è innalzato di poco meno di 200.000.000 euro; inoltre, il programma degli interventi, e per aspetti finanziari, e per consistenza, risulta modificato in maniera significativa;