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Posti separatamente ai voti, sono respinti i subemendamenti 1.1000/3, 1.1000/4, 1.1000/5, 1.1000/6, 1.1000/7 e 1.1000/8. Il senatore VITALI ( FI-BP ), in assenza del proponente, fa proprio il subemendamento 1.1000/9, e invita i relatori a riconsiderare il parere contrario. Ritiene, infatti, che la proposta di modifica sia coerente con i principi ispiratori della riforma, limitandosi a richiamare i limiti di materia già previsti dall'articolo 75 della Costituzione. Il relatore GRASSI ( M5S ) conferma il parere contrario, dal momento i limiti di materia ex articolo 75, secondo comma, della Costituzione sono già compresi, seppure non esplicitamente, nella proposta dei relatori. L'unica differenza riguarda le leggi tributarie: sono ammesse, infatti, le disposizioni che incidono sulle spese e sulle entrate pubbliche, purché se ne preveda la copertura. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia il proprio voto favorevole sul subemendamento in esame, che è in linea con altre proposte di modifica a sua firma. Ritiene non convincenti le argomentazioni del relatore Grassi, poiché il testo proposto dai relatori finisce per introdurre un regime differenziato e agevolato per il referendum propositivo rispetto a quello abrogativo. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/9 è respinto. Si passa alla votazione del subemendamento 1.1000/10. Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene che la formula proposta dai relatori, secondo cui la Corte costituzionale è tenuta ad accertare se la proposta d'iniziativa popolare abbia contenuto meramente abrogativo, lascia adito a diverse interpretazioni, introducendo nell'ordinamento un elemento di incertezza. Sarebbe preferibile, invece, escludere in modo netto l'ammissibilità di disegni di legge d'iniziativa popolare aventi a oggetto l'abrogazione parziale o totale di una legge. Del resto, qualora i cittadini ritengano che una legge debba essere abrogata, possono ricorrere all'istituto già previsto dall'articolo 75 della Costituzione. Pertanto, nel respingere l'invito del relatore a ritirare il subemendamento in esame, ne chiede la votazione. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/10 è respinto. Si passa alla votazione del subemendamento 1.1000/11. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia il proprio voto favorevole sulla proposta di modifica in esame, ritenendo grave che - con riferimento ai disegni di legge d'iniziativa popolare - si intenda privare il Capo dello Stato del potere di rinvio alle Camere. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene che il subemendamento in esame sia meritevole di approvazione. Si rischia, infatti, di introdurre una evidente disparità, escludendo la prerogativa del Presidente della Repubblica di rinviare i progetti di legge popolari alle Camere, se sottoposti a referendum. A suo avviso, tale aspetto è suscettibile di censura sotto il profilo della legittimità costituzionale. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/11 è respinto. Si passa alla votazione del subemendamento 1.1000/12. Il senatore PARRINI ( PD ) ribadisce la propria contrarietà alla differenziazione dei due istituti referendari, propositivo e abrogativo. A suo avviso, bisognerebbe stabilire con chiarezza che il referendum non è ammesso per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, come già previsto dal secondo comma dell'articolo 75 della Costituzione. Vi è il rischio, altrimenti, che il nuovo istituto favorisca iniziative legislative finalizzate al mero conseguimento del consenso elettorale, che potrebbero anche causare disavanzi nel bilancio statale. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) segnala, in primo luogo, che le leggi tributarie hanno contenuto ben più complesso rispetto alla mera individuazione delle coperture finanziarie. Inoltre, ritiene contraddittorio che, da un lato, si consenta la presentazione di iniziative legislative popolari capaci di incidere sul bilancio dello Stato e, dall'altro, si introducano puntuali controlli della copertura finanziaria dei progetti di legge, attribuendo tale compito addirittura alla Corte costituzionale, che - a suo avviso - non possiede le competenze tecniche necessarie per svolgere tale verifica. Ritiene peraltro incongruo che la Corte verifichi la rispondenza all'articolo 81 della Costituzione di un disegno di legge approvato da entrambe le Camere. Auspica, quindi, una ulteriore riflessione da parte dei relatori su tali aspetti, ribadendo la necessità di parificare i due istituti referendari quanto a quorum, numero di firme e limiti di materie: saranno poi i cittadini a scegliere lo strumento più idoneo, a seconda della finalità, abrogativa o propositiva. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/12 è respinto. È quindi posto ai voti e respinto il subemendamento 1.1000/13. Si passa alla votazione del subemendamento 1.1000/14 (testo 2). La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) sottolinea che la procedura introdotta per l'iniziativa legislativa popolare rafforzata risulti eccessivamente complessa. Sarebbe preferibile, pertanto, semplificare i nuovi meccanismi, facendo riferimento a quelli già sperimentati per il referendum abrogativo. Il subemendamento in esame riduce a centomila le sottoscrizioni necessarie per attivare il giudizio di ammissibilità ex ante della Corte costituzionale, al fine di rendere meno oneroso questo passaggio per il comitato promotore. Inoltre, propone di attribuire alla Corte di Cassazione la verifica della congruenza tra il testo approvato dalle Camere e i principi ispiratori della proposta d'iniziativa popolare e alla Corte dei conti il controllo della copertura finanziaria. In questo modo, si potrebbe sollevare la Corte costituzionale di parte dei compiti che le sono stati impropriamente attribuiti con la proposta dei relatori. Il senatore VITALI ( FI-BP ) annuncia un voto di astensione. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/14 (testo 2) è respinto. A seguito di distinte votazioni, sono respinti i subemendamenti 1.1000/15 e 1.1000/16. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) non accoglie l'invito del relatore a ritirare il subemendamento 1.1000/17 e insiste perché sia posto in votazione. Il senatore VITALI ( FI-BP ) annuncia un voto di astensione. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/17 è respinto. Con distinte votazioni, sono respinti i subemendamenti 1.1000/18 e 1.1000/19. Il senatore DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), accogliendo l'invito del relatore, ritira il subemendamento 1.1000/20, con la precisazione che sarà ripresentato per l'esame in Assemblea. Posto ai voti, il subemendamento 1.1000/21 è respinto. È quindi posto ai voti e approvato l'emendamento 1.1000 dei relatori.