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Da ultimo, signor Presidente, ma non ultimo per questione di importanza, prevediamo con quest'emendamento la costituzione di un registro nazionale delle autorizzazioni, che serve nella logica non solo dell'uniformità, ma anche del benchmark per le imprese, perché consentirà di conoscere al Nord, al Sud o al Centro Italia quali sono le best practice , le migliori pratiche o le aziende innovative in un processo d'innovazione continua quale quello che stiamo costituendo. Si tratta di un grande successo per questo Governo, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Arrigoni. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, farò anch'io un breve intervento sul tema dell' end of waste , che è uno dei pilastri dell'economia circolare di cui molti parlano a sproposito. Sappiamo che la sentenza del Consiglio di Stato del febbraio dello scorso anno ha inferto una brusca battuta d'arresto nella transazione dal modello storico di economia lineare, che presuppone una scorta illimitata di materie prime, a quello dell'economia circolare, in cui la materia prima secondaria da utilizzare per i prodotti è frutto del recupero del rifiuto, un nuovo modello che ha visto nascere in Italia numerosi esempi di imprese virtuose. Ebbene, per oltre un anno e mezzo il MoVimento 5 Stelle ha sempre detto no all'emendamento storico della Lega e di altri Gruppi, presentato in diversi provvedimenti (legge di bilancio, decreto-legge semplificazione e anche in questo decreto-legge sulle crisi aziendali), un emendamento che, lo sottolineo, aveva avuto la condivisione del mondo delle imprese e l'unanimità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , unanimità che non vi è stata data su questo vostro emendamento, collega Ferrazzi. Ebbene, ora il MoVimento 5 Stelle con il nuovo alleato, il Partito Democratico, forse conscio che il Ministero dell'ambiente, a cui voleva unicamente affidare il rilascio dell'autorizzazione, è fortemente in ritardo sui decreti sull' end of waste e che il Paese è alla vigilia di un'emergenza, con il concreto rischio di blocco degli impianti, ora dunque, il MoVimento 5 Stelle dice finalmente sì alle autorizzazioni caso per caso affidate alle Regioni. Ma se si fosse detto sì subito all'emendamento della Lega, non ci saremmo risparmiati un anno e mezzo di mal di pancia e oltre un miliardo di costi aggiuntivi su famiglie e imprese? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La Lega, che ha a cuore il bene del Paese, saluta dunque positivamente questo cambio di rotta pentastellato di centottanta gradi, ma ciò che assolutamente contestiamo dell'emendamento della maggioranza approvato è l'introduzione di un meccanismo di controllo ex post affidato ad ISPRA, alle ARPA regionali e al Ministero dell'ambiente, a doppio regime, farraginoso e preoccupante, che peraltro rischia di risultare inefficace per la tutela stessa dell'ambiente e che mette in discussione - questo è vergognoso - l'operato delle Regioni, sminuite nel loro ruolo. Si tratta di controlli straordinari non proprio sul fronte dell'inquinamento (tipico delle ARPA), ma di carattere gestionale e operativo sugli impianti, che creeranno problemi organizzativi alle stesse agenzie regionali, senza contare i rischi di contenziosi in caso di revoca delle autorizzazioni e questo lo sta denunciando lo stesso mondo delle imprese. Queste, collega Moronese (che non vedo in Aula), sono le motivazioni che hanno portato la Lega ad astenersi in Commissione sul vostro emendamento. La nostra non è una posizione politica, ma il frutto di un ragionamento sensato di un movimento politico, il nostro, che da sempre ha a cuore la cultura dell'impresa (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , e che, contrariamente a quanto la collega Moronese ha dichiarato in discussione generale, vuole tutelare sia l'ambiente sia le imprese, per noi nate e sviluppate da imprenditori onesti, che producono ricchezza e posti di lavoro, imprenditori che per voi, invece, con pregiudizio, sono spesso considerati corruttori, truffatori, evasori e inquinatori. Lo dimostra la vostra assurda decisione sull'Ilva: vergogna! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per noi, lo dimostrano i fatti e i risultati delle Regioni e delle centinaia di Comuni dove storicamente la Lega è da anni al governo. Mi avvio alle conclusioni. Troverete sempre la Lega a sostenere una reale economia circolare, perché per noi l'economia circolare non è un'opzione, ma una strada obbligata, un'opportunità per il Paese non solo per tutelare e valorizzare l'ambiente, ma anche per la collettività e per la nostra industria. L'economia circolare non si persegue con l'ideologia blaterando solo di raccolta differenziata o di riparazione dei rifiuti, come afferma il sindaco Raggi, ma con serie pratiche dell' end of waste , con gli impianti di compostaggio e i termovalorizzatori, che devono essere realizzati là dove mancano in molte zone del Paese, come dice la stessa direttiva europea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Economia circolare che non si deve nemmeno colpire con tasse assurde, come quella sulla plastica, annunciata da voi in legge di bilancio per fare 2 miliardi di euro all'anno di cassa: una tassa - lo sottolineo - non sui cattivi comportamenti, ma sui prodotti. È pazzesco anche il fatto che colpisce e colpirà anche i prodotti in plastica riciclata, e che colpisce dunque il riciclo, le imprese, i lavoratori e infine i consumatori: un'altra follia del vostro Governo. Altro che serietà, collega Ferrazzi! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Angelo Poliziano» di Roma presenti in tribuna. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1476 PIRRO (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi in quest'Aula affronta un tema centrale per il nostro Paese, quello del lavoro. I cambiamenti sociali avvenuti in questi anni, le continue trasformazioni del mercato del lavoro nel nostro Paese, l'avvento della gig economy e la nascita di nuove figure e categorie di lavoratori hanno reso non più rinviabile un intervento normativo in alcuni settori dell'economia e delle relazioni industriali. Con questo provvedimento, per la prima volta, ci occupiamo di restituire dignità a un esercito di invisibili - mi riferisco ai rider , i cosiddetti ciclofattorini - costretti a lavorare per pochi euro e in assenza delle più elementari tutele previste nel nostro ordinamento giuridico e dalla Costituzione, che - ricordiamolo - è fondata sul lavoro: