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Ebbene, a questi medici che hanno lavorato per almeno due anni negli ultimi dieci anni e hanno superato il concorso di accesso ai corsi di medicina generale noi permettiamo l'ingresso in soprannumero ai corsi di medicina generale. Inoltre, per i medici di medicina generale prevediamo la formazione di un' équipe costituita da infermiere e da psicologo, perché per noi ripartire dalla medicina territoriale è fondamentale anche per risolvere il problema dell'affollamento dei pronto soccorso. Abbiamo introdotto la questione della dirigenza sanitaria, in particolare l'allontanamento della politica dalle nomine in sanità, anche in questo caso nelle more di una revisione organica della materia in discussione con un disegno di legge qui al Senato. Nella parte finale, poi, abbiamo affrontato l'emergenza della carenza dei medicinali, prevedendo che le aziende produttrici di farmaci debbano avvisare AIFA non più due mesi in anticipo rispetto al blocco di produzione, ma quattro mesi, e bloccando le esportazioni in caso di carenza di farmaco. Questo avrebbe scongiurato - ad esempio - la carenza recente del farmaco Sinemet anti-Parkinson. Si poteva fare di più, ma la scadenza per la conversione di questo decreto-legge è il 1° luglio. Voglio sottolineare come sia stato grande il lavoro di coinvolgimento anche delle opposizioni alla Camera, come al Senato, con l'approvazione - ad esempio - dell'ordine del giorno a firma della senatrice Binetti, che impegna il Governo a valutare l'aumento delle borse di specializzazione per le specialità più carenti e a migliorare la modulazione della rete formativa, o dell'ordine del giorno del senatore Zaffini, che impegna il Governo a valutare l'assunzione di medici specialisti all'interno della rete formativa e che il progetto formativo venga deliberato dal Consiglio della scuola di specializzazione. In conclusione, desidero ringraziare tutti i miei colleghi di Commissione, con cui sono onorata di lavorare. Nella nostra Commissione si lavora sempre in maniera molto costruttiva e rispettosa delle opinioni di tutti, nella consapevolezza che il nostro lavoro si ripercuote in maniera diretta sulla salute e, quindi, sulla vita dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Binetti) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza. BOLDRINI, relatrice di minoranza . Signor Presidente, rispetto agli interventi che sono stati svolti nella discussione di ieri ed anche alla replica testé svolta dalla relatrice, la senatrice Castellone - alla quale ribadisco l'intento importante nella nostra Commissione, che non posso far altro che sottoscrivere - mi viene da dire che non abbiamo scritto noi il decreto-legge, ma l'ha scritto il Governo e quindi noi dobbiamo semplicemente apportare delle modifiche per migliorarlo. Purtroppo non ci siamo riusciti in Commissione perché, sebbene la collega abbia detto che c'è - ed è vero - condivisione di intenti ed è stato approvato un ordine del giorno, ricordo che gli ordini del giorno sono importanti ma - permettetemi di dirlo - non hanno l'efficacia legislativa di un emendamento al decreto-legge. Anche qui troviamo comunanza di intenti, ma con efficacia molto ridotta. Ritornando alla discussione svolta ieri, ovviamente i colleghi di maggioranza non hanno fatto altro che rimarcare la bontà del provvedimento, rispetto al quale invece - mi duole, ma devo dirlo anche questa volta - noi siamo molto critici, innanzitutto perché si interviene in maniera estemporanea e provvisoria, in quanto fino al 2021 si fanno dei provvedimenti che poi andranno a complicare l'esistenza delle persone che hanno già dei diritti precisi ed esigibili. Parlo - ad esempio - della formazione: si è detto anche prima che abbiamo inserito la possibilità degli specializzandi all'ultimo anno, andando a ledere il diritto di coloro che sono già specializzati e questo è un problema importante di diseguaglianza. Inoltre - come ieri ho sentito dire dal senatore Endrizzi - finalmente è stato applicato il criterio del merito nella individuazione dei commissari. Ora - e poi sarò molto più specifica sull'articolo sul quale abbiamo presentato emendamenti, come è avvenuto anche alla Camera, il cui valore non è stato colto - esiste, grazie alla legge n. 171 del 2016 - quindi, quando eravamo noi al Governo con Renzi - un elenco appropriato per andare a individuare direttori sanitari, generali e via dicendo, rendendo possibile una nomina specifica con delle caratteristiche specifiche. Si tratta di un elenco fatto grazie a una graduatoria formata dopo che le commissioni, composte da persone sempre competenti nella materia (avvocati, amministratori, magistrati), hanno valutato il curriculum delle persone all'interno di tale elenco, che ha la possibilità di diventare un elenco nazionale proprio perché le Regioni hanno criteri diversificati. Come sappiamo, ci sono infatti ventuno sistemi sanitari regionali con ognuno il proprio criterio. Ebbene, per omogeneizzare tutto si è fatta quella legge per avere un elenco unico al quale poter accedere, dando la possibilità di richiedere di entrarvi con un curriculum ben preciso per competenza ed esperienza dimostrata. Era anche previsto il limite di età di sessantacinque anni. Ottimo. Noi, però troviamo che in questo decreto-legge sono contenute delle deroghe attraverso l'aggiunta di locuzioni quali - ad esempio - «anche», per cui si può «anche» derogare, dando la possibilità di nominare persone non si sa con quali criteri e meriti e si possono addirittura superare i limiti di età. In questa mia replica, che poi riprenderò successivamente in occasione della discussione su alcuni emendamenti, dico che il provvedimento in esame, che voleva sanare una situazione per diciotto mesi, non credo lo farà. Positivo è l'intento, perché ci voleva e bisognava farlo, ma non porterà sicuramente a guarire una malattia che dura da tanti anni e non può essere guarita in maniera estemporanea. A proposito di sanità, sarebbe come assumere una pastiglia che guarisce per poco tempo, e poi la malattia ritorna. Questo non va bene, così come non va bene trovare delle soluzioni estemporanee che vanno - lo dicevo prima - a destabilizzare un diritto acquisito. Credo che questo provvedimento avrebbe dovuto essere fatto sicuramente meglio, e lo si poteva fare. Se avessimo avuto la possibilità di dare il nostro apporto anche al Senato, ci sarebbe piaciuto molto, prendendo spunto anche dalle discussioni svolte alla Camera. Non è stato però possibile. Come ho detto anche in Commissione, sarebbe stato magari più corretto - avremmo perso meno tempo in Commissione e noi tutti oggi in Aula - mettere la fiducia. Non è una parola cattiva. Ce l'avete sempre detto nella precedente legislatura: «mettete la fiducia su tutto». Laddove non si vuole cambiare niente - e infatti non volevate cambiare niente - sarebbe bastato fare questo gesto importante, ma non volevate essere tacciati di apporre l'ennesima questione di fiducia. E, quindi, siamo qui a lavorare su un decreto-legge che sarà intonso. Ma, d'altro canto, siamo abituati a una tale pratica. È un decreto del quale assolutamente non si toccherà nulla. Nella mia replica - torno a ribadirlo - voglio sottolineare che questo decreto-legge poteva essere fatto meglio e, quindi, il nostro voto sarà sicuramente contrario. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.