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Pertanto, Presidente, chiedo formalmente di voler sollecitare le Commissioni competenti ad accelerare l' iter di discussione di tale proposta, in modo da poterla contemplare nel prossimo piano ambientale che sarà redatto a seguito dell'accordo, siglato nel 2020, tra ArcelorMittal e Invitalia. In un contesto più generale, poi, siamo d'accordo nella necessità di promuovere un Piano nazionale della siderurgia che, confermando l'orientamento del Governo Conte II di partecipazione dello Stato nel settore, oltre a salvaguardare la riconversione green e la diversificazione produttiva dell'impianto ex Ilva di Taranto, contempli soprattutto orizzonti mai sperimentati in questo settore produttivo dal nostro Paese. Ci riferiamo alla prospettiva che la società siderurgica pubblica che si andrà a costituire possa operare e produrre acciaio italiano anche all'estero, sul modello Eni, con la partecipazione delle più importanti aziende pubbliche che utilizzano acciaio. In questo modo, si potranno valutare di cogliere le possibili opportunità tecnologiche, produttive, di localizzazione e di mercato, oltre che garantire autonomia di approvvigionamento al nostro manifatturiero, convenienza economica al settore e redditività al Paese. Taranto, in questa nuova prospettiva, unitamente a sperimentare nuove produzioni innovative e sostenibili, si candiderebbe a diventare l' hub della siderurgia pubblica, specializzandosi nella logistica dell'acciaio anche prodotto all'estero, nelle lavorazioni per la cantieristica e nella produzione di semilavorati e infrastrutture, risolvendo così definitivamente il problema del ricatto occupazionale e degli esuberi. Quanto sarà programmato e realizzato sul sito siderurgico di Taranto, poi, non può prescindere dal continuare quel processo di riconciliazione sociale con la città e di riconversione economica e culturale del territorio, iniziato nel 2019 con il progetto strategico "Cantiere Taranto", che ha raggiunto importanti ed evidenti risultati, ma che oggi rischia di fermarsi. La mancanza di continuità e di decisioni da parte dell'attuale Governo sta generando: incertezze sul territorio; utilizzo continuo della cassa integrazione; ritardi nei pagamenti a favore dell'indotto (ad oggi, le fatture scadute e non pagate ammontano ad oltre 35 milioni di euro); tensioni nei relativi pagamenti degli stipendi dei lavoratori; rischi di incidenti in fabbrica, divenuti sempre più frequenti ; conflitti sindacali, ultimo di questi il licenziamento di un lavoratore per aver condiviso un semplice post di una fiction sul suo profilo Facebook, a cui va la mia piena solidarietà. Concludo Presidente, ricordando che le possibili decisioni su tale impianto, ripeto unico rimasto a ciclo integrale a carbon coke, non possono e non devono prescindere dal fatto che su tale impianto pende: un ricorso per la chiusura dell'area a caldo al Consiglio di Stato, che verrà discusso il prossimo 13 maggio e con una sentenza del TAR Lecce che ha decretato la sua chiusura; - un rischio di confisca legato al processo "ambiente svenduto", che dovrebbe andare a sentenza nel corso del 2021; - una sentenza di condanna all'Italia emessa, il 24 gennaio 2019, dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, in violazione degli articoli 8 e 13, per la mancata adozione di misure volte a tutelare il diritto degli individui a vivere in un ambiente salubre, compromesso dalle continue emissioni inquinanti provenienti dall'impianto siderurgico. Nella recente riunione dell'1l marzo 2021 sull'attuazione della sentenza di Strasburgo, unico dato che il Comitato dei ministri ha valutato positivamente è stato proprio l'abolizione dell'immunità penale e amministrativa concessa con i decreti "salva-llva", estesa anche ai nuovi gestori dello stabilimento, finalmente cancellata dal Governo Conte II e che oggi Fratelli d'Italia chiede assurdamente di ripristinare. Abolire l'immunità penale è stato un atto di civiltà di uno Stato che si è riappropriato del suo ruolo di tutela dei lavoratori c dei cittadini e di rispetto di quanti all'interno di quell'impianto c a causa della sua produzione hanno perso la loro vita. Chi oggi, poi, chiede il suo ripristino dimentica anche che già la Corte costituzionale era stata interessata dalla sua legittimità costituzionale, sollevata dal giudice del tribunale di Taranto, dottor Benedetto Ruberto, che a febbraio 2019, aveva persino sollevato la questione di legittimità costituzionale, ritenendo che violasse ben sette articoli della Costituzione. Sugli altri aspetti della sentenza europea di Strasburgo, l'Italia è stata dichiarata inadempiente e rischia di incorrere in procedimento di infrazione sia per la mancata attuazione del piano di risanamento ambientale, i cui lavori principali avrebbero dovuto essere completati entro il 2021, sia per l'omessa adozione di misure di valutazione dell'impatto delle emissioni sulla salute pubblica, oltre che per non aver provveduto al ripristino di un livello di qualità ambientale accettabile nelle zone inquinate. Concludo Presidente, dicendo che Taranto ha il diritto di non essere più prigioniera dell'impianto siderurgico e non si possono ancora accettare scelte emergenziali. Non possiamo più sottrarci dallo scrivere una nuova e diversa storia per lo stabilimento di Taranto, per la città, per i suoi cittadini e per il Paese. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: MOZIONE 1-00325 SULLA REALIZZAZIONE DI UN PIANO STRATEGICO PER LA SIDERURGIA: sull'ordine del giorno G1, il senatore Turco avrebbe voluto esprimere un voto di astensione. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Abate, Accoto, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Botto, Briziarelli, Caliendo, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cirinna', De Poli, Di Marzio, Endrizzi, Fazzolari, Floridia, Galliani, Giacobbe, Iwobi, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Rizzotti, Ronzulli, Sbrana, Sciascia, Segre e Sileri. Sono assenti per incarico avuto dal Senato il senatori Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Borghesi, Castaldi, Castiello, Giannuzzi, Mininno, Pizzol e Romano. Alla ripresa pomeridiana sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente; Arrigoni, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Alla ripresa pomeridiana è considerata in missione la senatrice Moronese, per partecipare a una conferenza internazionale. Alla ripresa pomeridiana sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: