[ddlpres]

Misure per favorire l’accesso alle vacanze per le fasce sociali più deboli. Onorevoli Senatori. -- Il buono vacanze è un mezzo per accedere ai servizi turistici e del tempo libero pensato per favorire l’accesso al turismo per tutti, con costi contenuti, distribuiti nel tempo e con garanzie qualitative standard apprezzabili. Il sistema nasce dall’esigenza di una politica di sostegno alla domanda di turismo, che coinvolga fasce di popolazione in genere escluse (anziani, diversamente abili, giovani e famiglie meno abbienti), che rappresentano una percentuale elevata della popolazione. Lo sviluppo del turismo sociale favorisce anche lo sviluppo del turismo nazionale in termini di riequilibrio tra nord e sud del Paese e tra le alte e le basse stagioni, perché allarga la platea dei turisti, incentivando la destagionalizzazione. Il buono vacanze in Italia ( chèque-vacances in Francia) è un titolo di pagamento nominativo proposto ai salariati, che possono così accantonare un budget per le vacanze mediante anche il contributo del datore di lavoro. Nei vari Paesi dove è stato avviato, il sistema dei buoni vacanze e degli altri incentivi economici al turismo sociale si è sviluppato in modo diverso, ma il principio di fondo rimane lo stesso: se è vero che il turismo è un diritto che non può essere esercitato dai meno abbienti per mancanza di risorse e di offerte specifiche, tramite buoni vacanze parzialmente o totalmente esenti da imposte e contributi sociali, o donati ai meno abbienti, si favorisce l’accesso al turismo anche di chi non eserciterebbe questo diritto. Le esperienze più significative in Europa sono quella francese, quella svizzera e quella ungherese. L’esperienza francese nasce nel 1982 e oggi lo chèque-vacances interessa oltre 6 milioni di cittadini per un importo di oltre l miliardo e 600 milioni di euro di buoni distribuiti. In Francia, ma anche negli altri Paesi, Svizzera e Ungheria, il sistema dei buoni è relativamente semplice: i lavoratori acquistano i buoni con i loro risparmi a cui si aggiungono contributi aziendali contrattualizzati; il risparmio del lavoratore e i contributi aziendali sono detassati in misura differenziata in rapporto al reddito del lavoratore dipendente e, sulla quota a carico delle imprese, non gravano gli oneri previdenziali pur essendo il contributo aziendale considerato salario a tutti gli effetti. Si calcola che per ogni euro speso in buoni vacanze corrispondano da 2 a 2,50 euro di spesa turistica effettiva. Il Governo francese calcola che il mancato gettito per le detassazioni e le decontribuzioni sia abbondantemente compensato dai maggiori gettiti fiscali e contributivi derivanti dall’incremento del fatturato turistico nazionale e dalle mancate evasioni fiscali. In Italia si è costituita, tra la FITuS (Federazione italiana di turismo sociale cui aderiscono le maggiori associazioni nazionali del settore) e Confturismo (Confcommercio), Federturismo (Confindustria) e Assoturismo (Confesercenti), l’associazione non profit «Buoni vacanze Italia» (BVI), un’associazione finalizzata a migliorare l’accesso al turismo per tutti i cittadini italiani, anche a coloro che oggi ne sono esclusi, e che pertanto risponde ad un interesse di carattere generale consistente nel promuovere il diritto di tutti alla pratica turistica. I presupposti legislativi che ne hanno permesso la nascita erano contenuti nell’articolo 10 della legge 29 marzo 2001, n. 135, Riforma della legislazione nazionale del turismo che istituiva il «Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico», prevedendo espressamente di collegarlo a un sistema di buoni vacanza, gestito a livello nazionale dalle associazioni non profit , dalle associazioni delle imprese turistiche e dalle istituzioni bancarie e finanziarie. Il codice di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, ha abrogato la legge n. 135 del 2001 e ha istituito presso il Dipartimento per lo sviluppo e competitività del turismo il «Fondo buoni vacanze», prevedendo che, con appositi decreti, siano definite le modalità per l’erogazione di buoni vacanze per soddisfare le esigenze di destagionalizzazione dei flussi turistici anche ai fini della valorizzazione delle aree che non abbiano ancora conosciuto una adeguata fruizione turistica e per destinare i buoni medesimi a interventi di solidarietà in favore delle fasce sociali più deboli. L’articolo 2, comma 193, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) ha delegato al Presidente del Consiglio dei ministri la facoltà di attivare le risorse di cui all’articolo 10 della legge n. 135 del 2001 attraverso l’erogazione di buoni vacanze a favore delle fasce sociali più deboli. Fino al 2012, in virtù della legge n. 244 del 2007 e dei successivi decreti attuativi, BVI ha gestito i buoni vacanze degli assistiti dal contributo pubblico statale (il contributo ammonta a 5 milioni di euro), senza oneri per lo stato e per i cittadini fruitori del servizio. Con decisione della Presidenza del Consiglio dei ministri del febbraio 2012, la procedura di utilizzo dei buoni vacanze è cessata al 9 settembre 2012. I contributi richiesti hanno superato i fondi disponibili per il 2012 e quindi le richieste sono state sospese e le domande inevase sono decadute. Per il 2013 non esistono disposizioni governative sulle modalità di riattivazione e accesso ai buoni vacanze. Il buono vacanze si è configurato in Italia come un «documento di legittimazione», ovvero un documento che serve ad identificare l’avente diritto alla prestazione di un servizio, presso una rete di aziende che aderiscono al sistema grazie ad una apposita convenzione e che si impegnano ad erogare servizi di standard qualitativi ed a condizioni di prezzo definiti. I buoni vacanze sono dei titoli di pagamento immediatamente spendibili realizzati in tagli differenti, emessi da BVI tramite strutture specializzate. BVI ne garantisce l’autenticità e la spendibilità agli utenti e agli esercenti attraverso un circuito bancario dedicato. I buoni vacanze danno la possibilità di acquistare un pacchetto turistico completo o servizi vari (ospitalità, ristorazione, trasporto, mostre, guide ecc.) purché scelti all’interno del catalogo realizzato da BVI e si possono spendere solo presso gli esercizi convenzionati. Come in tutti gli altri Paesi europei, però, la massiccia diffusione dei buoni vacanze può avvenire soltanto grazie ad una parziale o totale esenzione dei buoni vacanze dagli oneri contributivi e fiscali. In questo modo, da un lato si ottiene un implicito aumento del salario dei dipendenti meno pagati e dall’altro si indirizza questo maggiore reddito verso il turismo, il tempo libero e la cultura, il tutto con minori oneri per le imprese e per la collettività. I pensionati possono essere associati al progetto della BVI, prevedendo anche per loro la parziale deduzione della spesa turistica dalle imposte, sempre in rapporto al reddito. Gli obiettivi del progetto della BVI sono i seguenti: -- facilitare l’accesso al turismo per tutti (famiglie, giovani, anziani, disabili e quel 45 per cento di italiani che non va in vacanza);