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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 28 VALLARDI La seduta inizia alle ore 8,55. IN SEDE REDIGENTE Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale DDL 728 Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 20 novembre. Il presidente VALLARDI informa che i senatori Patriarca, Malpezzi, Garavini, D'Arienzo e Ferrazzi hanno dichiarato di aggiungere la loro firma ai seguenti emendamenti presentati al disegno di legge n. 728 in esame: 1.2, 1.5, 1.6, 1.8, 1.10, 2.5, 2.7, 2.10, 3.1, 3.3, 4.1, 4.5, 4.6, 8.3, 10.3, 10.4, 10.5, 10.6, 10.7 e 10.0.2. Informa altresì che sono pervenuti i pareri sul testo e sugli emendamenti delle Commissioni giustizia e affari costituzionali, mentre si è ancora in attesa di ricevere i prescritti pareri delle Commissioni bilancio e politiche dell'Unione europea. Al riguardo, ritiene pertanto realistico che il seguito della discussione possa riprendere nelle prossime settimane, al termine della sessione di bilancio, che inizierà a breve in Senato. Il seguito della discussione è quindi rinviato. ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare Doc COM (2018) 173 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del documento dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 ottobre. La relatrice ABATE ( M5S ) illustra uno schema di risoluzione sulla proposta di direttiva in esame (pubblicato in allegato). Precisa che tale schema ricalca la risoluzione approvata lo scorso 26 settembre dalle Commissioni riunite X e XIII della Camera dei deputati, con due importanti differenze: in primo luogo, ha ritenuto opportuno confermare, come previsto dal testo originale della proposta di direttiva, che la tutela contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare sia limitata alle piccole e medie imprese, in quanto sono normalmente quelle più vulnerabili ed esposte ad abusi, mentre le grandi imprese hanno già i mezzi e le capacità per difendersi. In secondo luogo, lo schema di risoluzione contiene un impegno aggiuntivo al Governo a individuare, in sede di attuazione della direttiva, l'autorità di contrasto nell'attuale Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha già una specifica competenza nel settore. Tuttavia, come emerso anche nell'audizione dei rappresentanti dell'Autorità, in questi anni tale competenza non si è potuta esercitare in maniera efficace sia per problemi di carattere normativo, sia soprattutto per la mancanza di adeguate risorse di personale. Per tale ragione lo schema di risoluzione impegna anche il Governo a garantire congrue risorse all'Autorità, anche mediante il ricorso a forme di mobilità di figure professionali dotate di adeguata qualificazione e specializzazione da altre amministrazioni pubbliche, che siano magari in situazione di esubero. Si riserva comunque di valutare eventuali integrazioni al testo tese a precisare meglio determinati aspetti, anche alla luce delle osservazioni che dovessero pervenire dai colleghi. Il presidente VALLARDI , in considerazione dell'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, propone di rinviare alla seduta pomeridiana il seguito dell'esame e la votazione sullo schema di risoluzione proposto dalla relatrice, sottolineando l'esigenza che la stessa avvenga nella giornata odierna, anche in relazione ai tempi ormai ravvicinati di chiusura della procedura di esame della proposta di direttiva presso le istituzioni europee. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,20. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DOCUMENTO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2018) 173 DEFINITIVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DOCUMENTO DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2018) 173 DEFINITIVO La Commissione, esaminata, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare (COM (2018) 173 definitivo); richiamata la risoluzione espressa in data 26 settembre 2018 dalle Commissioni riunite X e XIII della Camera dei deputati; tenuto conto delle risultanze delle audizioni svolte dalla Commissione, nonché della relazione presentata al Parlamento europeo dal relatore della proposta di direttiva, Paolo De Castro, sulla cui base lo scorso 25 ottobre 2018 è stato conferito il mandato ad avviare i negoziati interistituzionali (cosiddetti "triloghi"); preso atto che la legittimazione giuridica dell'intervento viene indicata negli articoli del Trattato sul funzionamento dell'unione europea (TFUE) che definiscono gli ambiti e le finalità della politica agricola comune (PAC), e, in particolare, nell'articolo 39, che pone tra gli ambiti di intervento della politica agricola quello di «contribuire ad assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola» e nell'articolo 40 dello stesso Trattato, secondo il quale l'organizzazione comune dei mercati deve escludere qualsiasi discriminazione fra i produttori; considerato che il richiamo di tale base giuridica rende evidente che l'intervento normativo si basa sul presupposto che i produttori agricoli sono particolarmente vulnerabili alle pratiche commerciali sleali, in quanto mancano spesso di un potere contrattuale equivalente a quello di coloro che acquistano i loro prodotti; preso atto che tale presupposto è indicato nella relazione illustrativa dalla stessa Commissione europea e motivato in ragione del fatto che le alternative di cui i produttori agricoli dispongono per far giungere i loro prodotti ai consumatori sono limitate; apprezzati i contenuti della proposta in oggetto; preso atto che l'articolo 1, nel definire l'ambito di applicazione del provvedimento, fa riferimento alla sola filiera alimentare, escludendo, in tal modo, i prodotti agricoli non alimentari, nonché i servizi relativi a tali prodotti, che dovrebbero, invece, essere assoggettati alla medesima tutela; ritenuta condivisibile la scelta della proposta di direttiva laddove fornisce tutela ai soli fornitori che rientrano nella categoria delle piccole e medie imprese, rilevando che gli operatori più piccoli sono, in generale, più soggetti a pratiche commerciali sleali, a causa del loro scarso potere contrattuale rispetto ai grandi operatori della filiera;