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In penisola Sorrentina pericoli a la Pignatella e allo scoglio della Tartaruga di Vico Equense. Oltre punta Campanella verso sud pericoli e divieti nei pressi della marina di Vietri, a Cetara centro, ad Amalfi nei pressi del porto, a Maiori, a Minori, Positano nei pressi del porto e a Conca dei Marini. E ancora più a sud interdizioni in località Ficocelle-cala Fetente, a Marinella spiaggia delle Ossa in località Palinuro del comune di Centola. E ancora in località cala delle Vipere-Cascarella-Garagliano del comune di San Giovanni a Piro e in località canale di Mezzanotte del comune di Sapri, si chiede di sapere: quali azioni il Governo intenda realizzare per mettere in sicurezza un territorio fragile, ma che ha una straordinaria vocazione turistica legata al mare; se sia intenzione del Governo, e attraverso quale strategia, tutelare l'incolumità di tanti turisti fruitori dei punti di costa menzionati, che spesso disattendono i divieti sottovalutando il rischio; se si ritenga necessario, in attesa di realizzare progetti di messa in sicurezza, rafforzare dotazioni di uomini e mezzi da destinare alla sorveglianza e alla prevenzione nella stagione estiva. Atto n. 4-00442 IANNONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: l'universiade, o olimpiade universitaria, è una manifestazione sportiva multidisciplinare rivolta ad atleti universitari provenienti da ogni parte del mondo. Seconda solo ai giochi olimpici per importanza e numero di partecipanti ed anzi ritenuta, nella sua versione estiva ( summer universiade), equivalente se non superiore alle olimpiadi invernali, questo evento nel corso degli anni ha assunto sempre più i connotati di un vero e proprio festival internazionale dello sport e della cultura. Il termine "universiade" infatti, frutto della combinazione tra le parole "università" e "olimpiade", racchiude in sé uno dei concetti alla base di ogni forma di sport: l'universalità; l'universiade, nella sua forma moderna e attuale, fu ideata dal dirigente sportivo italiano Primo Nebiolo che ne organizzò la prima edizione a Torino nel 1959; con il sostegno del Governo nazionale, che ha accompagnato la candidatura, e alla collaborazione con le università italiane e campane, il CUSI (Centro universitario sportivo italiano) e il CONI (Comitato olimpico nazionale italiano), la Regione Campania ha ottenuto per la città di Napoli, lo scorso 5 marzo 2016, la designazione da parte della Federazione internazionale sport universitari a ospitare l'edizione estiva dell'Universiade che si terrà dal 3 al 14 luglio 2019; Napoli è la terza città italiana per dimensioni demografiche ed è conosciuta nel mondo per la sua storia e per le ricchezze culturali, storiche e naturalistiche del territorio che la circonda. Napoli e la Campania in generale vantano inoltre una grande tradizione sportiva che ha dato vita negli anni a molte eccellenze in numerose discipline e che permea ormai la cultura e la vita quotidiana dei suoi cittadini; manca meno di un anno alla celebrazione dell'evento che avrà un ricaduta d'immagine internazionale e le continue contrapposizioni tra il presidente della Regione della Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, stanno rischiando di compromettere irreparabilmente la piena riuscita dell'evento in quanto il dissidio ha generato gravi ritardi organizzativi, come riferiscono allarmanti notizie di stampa sullo stato delle strutture che dovrebbero ospitare le gare e le scelte ancora da concretizzare circa la sistemazione degli atleti partecipanti, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga che i ritardi accumulati, nonostante i roboanti annunci sull'importanza dell'evento che si susseguono dal 2016, siano recuperabili; se sia intenzione del Governo assumere con decisione il comando delle operazioni ed evitare che le universiadi 2019 diventino la storia di un flop annunciato, di cui il Governo del cambiamento diventerebbe compartecipe. Atto n. 4-00443 FATTORI GIARRUSSO TRENTACOSTE EVANGELISTA LANNUTTI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il secondo rapporto sulle agromafie e crimini agroalimentari in Italia di Eurispes mostra come da un'attenta analisi della catena del valore in agricoltura emerge che in Italia negli ultimi decenni si è verificato, soprattutto nel settore agroalimentare, un sospetto e preoccupante aumento di intermediari tra il produttore e il consumatori; un numero crescente di soggetti presenti nella realizzazione del prodotto finale che ha di fatto determinato un allungamento della filiera produttiva con pesanti ricadute sulla competitività; uno studio realizzato nel 2012 da Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), sulla catena del valore riguardante i prodotti finali dell'agricoltura e quella relativa ai prodotti finali nell'industria alimentare, mostra uno squilibrio evidente tra i diversi soggetti della filiera: nel 2009 per ogni 100 euro spesi dalle famiglie in prodotti agricoli destinati al consumo fresco e negli altri beni e servizi della branca, 7 euro sono stati spesi in prodotti finali agricoli esteri, 20 nella branca agricola produttrice, mentre oltre il 70 per cento (73 euro) è stato destinato sia al settore commerciale, distributivo e del trasporto che al pagamento delle imposte sul consumo; anche nel 2016 le associazioni di categoria hanno rilevato una crescente asimmetria tra prezzo al produttore e prezzo finale con un rincaro del 300 per cento sul prezzo al consumatore per i prodotti di stagione come albicocche, meloni, angurie e insalata, dove tuttavia solo un quarto del prezzo finale corrisponde alla remunerazione del produttore con distorsioni provocate dall'allungamento della filiera; la "guerra del grano" del luglio 2016 ha portato nel giro di un anno le quotazioni del grano duro destinato alla pasta a perdere il 43 per cento del valore, con un prezzo di 18 centesimi al chilo, mentre quelle del frumento tenero (adoperato per la panificazione) sono calate del 19 per cento arrivando a 16 centesimi al chilo con i compensi per gli agricoltori che sono tornati ai livelli di 30 anni fa. Secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) "Risulta che enormi quantità di grano italiano sono state esportate nel Nord Africa, insieme all'arrivo, in contemporanea con i raccolti di navi piene di frumento provenienti da Paesi terzi", come pubblicato online su "la Repubblica" il 17 luglio 2016. In altre parole, l'abbinamento di importazione selvaggia e distorsione della filiera ha causato un danno sia ai produttori che ai consumatori: mentre i primi si sono trovati costretti a svendere il loro prodotto di qualità, i secondi hanno visto aumentare i prezzi dei prodotti finiti a scapito della qualità e dell'origine garantita; a parere degli interroganti il problema è rappresentato dall'asimmetria contrattuale: in un Paese fatto per lo più di piccole e medie imprese la grande concentrazione della distribuzione nelle mani della grande distribuzione organizzata genera elementi di distorsione.