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Noi qui siamo stipendiati dal popolo italiano, quindi è giusto salvare vite nei Paesi a noi vicini, ma abbiamo anche il dovere di fare l'interesse nazionale italiano e far cessare la guerra il prima possibile significa salvare posti di lavoro in Italia. (Applausi) . Pace significa lavoro. Quando qualcuno, anche in quest'Aula, rinnova l'invito a inviare altre armi e al massimo gli operai italiani tireranno la cinghia, io non ci sto. Noi siamo assolutamente, orgogliosamente e felicemente ancorati ai valori, ai diritti e alle libertà conquistate in Occidente. Noi stiamo con la democrazia, mai con la guerra. Noi stiamo con i popoli, mai con le aggressioni. A riprova di quanto sto dicendo e del fatto che abbiamo delle radici e delle identità e che non nasciamo dal nulla, provammo a inserire nella Costituzione europea, nella Carta fondante dell'Europa, le radici giudaico-cristiane. Peccato che qualcuno a sinistra per il politicamente corretto si oppose. Siamo probabilmente molto più europeisti di qualcuno che dice Europa, quando si alza la mattina, ma si dimentica di cosa volevano i Padri fondatori dell'Europa. (Applausi) . Ricordo, ad esempio - e poi vado a fare qualche proposta, perché ho sentito tante analisi, ma la pace poi non va solo desiderata, ma anche costruita e cercata - un grande assente, l'ONU. Faccio notare che l'anno scorso l'ONU ha approvato una ventina di risoluzioni contro i Paesi canaglia. Ebbene, la maggioranza assoluta di quelle risoluzioni - 14 su 20 - è stata approvata non contro le repressioni in Cina, in Corea del Nord, in Arabia Saudita, in Turchia o in altri Paesi, ma contro Israele. Non si può essere però per la democrazia, i diritti e le libertà a giorni alterni. (Applausi) . Chi vuole cancellare Israele dalla faccia della terra è un nemico della democrazia, dell'Occidente e della libertà: 14 risoluzioni su 20 approvate dall'Assemblea generale dell'ONU contro Israele ci dicono che qualcosa non funziona. Veniamo a noi. Anche oggi il Santo Padre, ricevendo i nuovi ambasciatori, ha detto che bisogna cercare la pace. Mi spiace che qualche ignorante in quest'Aula rumoreggi quando si cita il Santo Padre, che è uomo di Stato, oltre che uomo di fede (Applausi) , che avrebbe da insegnare a molti, a me in primis . I borbottii riservateli a qualcun altro, possibilmente. Come ho detto, la pace va cercata, ma va costruita. Presidente Draghi, lei è sicuramente il più autorevole per portare avanti qualsiasi ipotesi di cessate il fuoco. Tre suggerimenti concreti e immediati. Ha parlato della crisi alimentare. Ci sono decine di Paesi africani che dipendono dal grano prodotto ed esportato in Russia e in Ucraina. Ci sono tonnellate e tonnellate di grano fermo; ci sono 200 milioni di cittadini africani in Senegal, in Egitto, in Kenya e nella Repubblica Centrafricana che rischiano di morire durante quest'estate, se non si sblocca l'invio di grano e se non si torna a seminare, perché questo è il momento della semina ed è chiaro che, se adesso si bombarda e non si semina, a settembre difficilmente si raccoglierà qualcosa. Presidente Draghi, lei ha detto che sarebbe bello che Biden chiedesse a Putin... Lo chieda lei. Chieda lei lo sblocco delle navi, lo sblocco dei porti e il ritorno all'esportazione e alla produzione di grano e di mais ai Paesi africani. Sono convinto che alla sua richiesta arriverà una risposta positiva. (Applausi) . Si faccia promotore di questo piccolo, grande gesto. Ho sentito lei, anche in quest'Aula, dire giustamente di essere orgoglioso della comunità italiana, delle famiglie italiane e delle associazioni italiane, cattoliche e non, che stanno aprendo le loro porte e le loro parrocchie a 116.000 donne e bambini in fuga dall'Ucraina, che sono nostri figli e nostre sorelle. Attenzione, però: questi sono donne e bambini che scappano da bombe vere e da guerre vere, che non vanno assolutamente confusi con quelli che la guerra ce la portano in Italia e non scappano da nessuna guerra. (Applausi) . Non mettiamo sullo stesso piano chi scappa dalla guerra vera e chi la guerra vera ce la porta in Italia. (Applausi) . Quindi, uno: chiedere lo sblocco della produzione e delle esportazioni di grano direttamente alla Russia. Lei ha detto che occorre tenere aperto il dialogo con la Russia: giustissimo. Secondo me, potrebbe esserci una risposta positiva. Due: per Expo 2030 sono candidate Mosca, Odessa e Roma. Presidente Draghi, provi a fare questo tentativo: chiedere a Mosca di ritirare la sua candidatura e appoggiare quella di Odessa come sede di Expo 2030. Sono convinto che potrebbe avere una risposta positiva e sarebbe un bellissimo gesto di distensione per il futuro di questo Paese da ricostruire. (Commenti. Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Mirabelli, per cortesia. Vogliamo ascoltare anche noi. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Tre: un cessate il fuoco non vago, ma di quarantott'ore con Italia, Francia, Germania e Santa Sede pronte a essere garanti dell'avvio di negoziati che oggi non ci sono. Chieda un cessate il fuoco di quarantott'ore per sedersi intorno a un tavolo e sono convinto che verrà ascoltato con attenzione. (Applausi) . Che l'Italia sia promotrice di pace e di dialogo. Non lo dico perché mi ha chiamato Putin questa notte (vedo i sorrisini di qualcuno a sinistra); lo dico perché la pace non si ottiene andando in piazza, sventolando la bandiera della pace. La pace si ottiene lavorando seriamente, con tutte le persone con cui bisogna lavorare. (Applausi) . Quanto al tema dell'energia, spero sia finita e ringrazio il ministro Cingolani per il suo equilibrio, a differenza di qualche altro Ministro seduto in quei banchi, che dovrebbe distendere i rapporti diplomatici e che invece dà dell'animale a qualcuno con cui poi dovremo sederci intorno a un tavolo, il che non mi sembra il massimo dell'iniziativa diplomatica. (Applausi) . Sarò poco lungimirante, però se vuoi dialogare con uno e gli dai del cane è difficile che questo poi si sieda tranquillamente a dialogare con te. Ringrazio invece il ministro Cingolani per l'equilibrio, perché finalmente i professionisti del no (no ai termovalorizzatori, no al nucleare, no al gas, no al carbone, no a tutto) hanno capito che senza un'indipendenza energetica saremo sempre al servizio e alle dipendenze di qualcuno. Che questa sia per l'Italia l'occasione dei sì. (Applausi) . Abbiamo bisogno di energia pulita, nostra, veloce e a basso costo. Un esempio: in questo giovedì mattina, mentre siamo qui, ci sono scienziati degli Stati Uniti, dell'Unione europea (Italia compresa), della Russia e della Cina che stanno lavorando al progetto ITER (International thermonuclear experimental reactor) in Francia, che è il grande progetto per un reattore a fusione nucleare: