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l'interrogante ritiene che il Priore, naturalista, sia stato imposto dal Ministro in indirizzo, a discapito dell'opinione della maggioranza dei cittadini del territorio della Val d'Agri, aggirando, di fatto, il parere necessario ai sensi di legge della Regione Basilicata sulla nomina del Presidente del Parco; la portata del gesto sconsiderato è gravissima, tenuto conto non solo degli storici rapporti tra Italia e Gran Bretagna, ma anche perché proprio con il Governo Johnson fino all'altro ieri il Ministero dell'ambiente lavorava per organizzare la CoP 26 delle Nazioni Unite sul clima di Glasgow e gli eventi preliminari, in particolare la CoP 26 dei giovani di Milano; il suo comportamento pubblico indecoroso rappresenta, ad avviso dell'interrogante, indegnamente la carica ricoperta, recando danno all'Ente Parco, al Ministero vigilante ed al Paese tutto nell'ambito di una drammatica crisi internazionale; peraltro, giova ricordare che Johnson si è quasi certamente contagiato andando in giro per ospedali e andando a trovare gli ammalati da COVID-19, diversamente da quanto fatto dal Presidente del Consiglio dei ministri Conte e dagli altri membri di Governo, totalmente assenti nelle Regioni più colpite, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare con urgenza un provvedimento di revoca del Priore Giuseppe dalla carica di commissario straordinario del Parco Nazionale della Val d'Agri. Atto n. 4-03133 BARBARO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'INPS, con la circolare n. 47 del 28 marzo 2020, ha illustrato le modalità di erogazione degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18; per quanto riguarda la disciplina dell'assegno ordinario, erogato attraverso il Fondo di integrazione salariale (FIS), la circolare precisa che: "durante il periodo di percezione dell'assegno ordinario non è erogata la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare"; a giudizio dell'interrogante si tratta di una conclusione che non trova immediato riscontro nel dato normativo e profondamente ingiusta nel merito; ai lavoratori beneficiari dell'assegno ordinario non spetta espressamente l'assegno per il nucleo familiare, a differenza di quanto accade per i beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale ai sensi dell'articolo 3, comma 9, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148; nondimeno, l'articolo 30 del medesimo decreto legislativo, nel disciplinare l'istituto dell'assegno ordinario, stabilisce che al medesimo si applica, per quanto compatibile, la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie; il dato normativo testuale non esclude pertanto che anche ai percettori dell'assegno ordinario possa essere accordato l'assegno per il nucleo familiare, tanto più che risulta irragionevole che l'INPS penalizzi proprio coloro che hanno figli a carico, eventualmente con disabilità, si chiede di sapere: quale sia la corretta interpretazione delle disposizioni normative richiamate; qualora il Ministro in indirizzo ritenga conforme alla legge la prassi seguita dall'INPS, quali iniziative di propria competenza intenda assumere al fine di rimuovere la discriminazione operata nei confronti dei percettori dell'assegno ordinario, così come da circolare n. 47 del 28 marzo 2020, e consentire che anche a tali soggetti vengano erogati gli assegni familiari. Atto n. 4-03134 NISINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che negli ultimi anni si sta assistendo ad un crollo delle vendite dei giornali, con conseguente crisi del settore della carta stampata, dovuto soprattutto all'utilizzo, sempre più ampio della rete internet come principale canale d'informazione; considerato che: il periodo di emergenza causato dalla pandemia da COVID-19 e le misure di contenimento basate sull'isolamento hanno acuito, di molto, i già gravi problemi della carta stampata e stanno causando un'ulteriore contrazione del mercato, anche a causa della chiusura temporanea di numerose edicole; anche gli introiti pubblicitari hanno subito una drastica riduzione di incassi a causa dell'interruzione dell'attività della gran parte delle attività produttive, commerciali e dei servizi, nonché dell'attività istituzionale e pubblica spesso legata ad annunci a pagamento; ritenuto che: il calo delle vendite e degli introiti e le conseguenti strategie adottate rischiano di generare una preoccupante crisi occupazionale, in quanto molti editori, per cercare di tamponare la situazione, stanno riducendo la foliazione delle edizioni o, addirittura, prevedendo la loro temporanea sospensione, proponendo ai lavoratori del comparto di utilizzare tutte le ferie e i permessi ancora a disposizione anche in attesa di ricorrere ad eventuali procedure di cassa integrazione; è necessario sostenere il comparto ed evitare un impoverimento, anche solo temporaneo, dell'offerta che non risparmia neppure pubblicazioni consolidate, che da decenni svolgono un'importante funzione di informazione di fatto difficilmente fungibile, soprattutto nel caso delle testate locali, così come accaduto in questi giorni al Corriere di Siena, la cui pubblicazione, dal 6 aprile scorso, è temporaneamente sospesa proprio a causa delle difficoltà contingenti dovute all'emergenza Coronavirus, si chiede di sapere: se il Governo, attraverso il dipartimento competente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, intenda aprire un Tavolo di confronto con gli operatori del settore al fine di trovare proposte alternative per la soluzione della crisi, per scongiurare il ricorso al licenziamento di giornalisti e collaboratori, conseguente al calo delle vendite dei quotidiani e periodici nelle edicole, visto l'aggravamento avvenuto negli ultimi giorni, di una crisi, già pesante del comparto, anche al fine di tutelare la funzione fondamentale di informazione e di garanzia del pluralismo; se il Governo nei prossimi provvedimenti rivolti a fronteggiare le emergenze da COVID-19 nei vari settori produttivi, non ritenga urgente proporre soluzioni normative per fronteggiare e risolvere la crisi del settore editoriale. Atto n. 4-03135 DE BONIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'articolo on line di "Leggo" del 3 aprile 2020, riporta dell'impegno di "Facebook" e "WhatsApp" contro le fake news sul Coronavirus. Presto, infatti, partirà un progetto pilota, nell'ambito dell'iniziativa di co-regolamentazione definita dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) per affrontare la sfida della disinformazione sul Coronavirus attraverso le piattaforme digitali; il servizio, spiega un comunicato stampa di "Facebook" Italia, si basa sulla partnership con Facta, il nuovo progetto di Pagella Politica, firmataria dei «Poyinter international fact checking principles», che è partner di Facebook in Italia dal 2018, nell'ambito del programma globale di fact-checking dell'azienda. Questo servizio permetterà agli utenti di WhatsApp di inviare a Facta messaggi condivisi sulla piattaforma riguardanti il COVID-19, in modo che il fact-checker possa verificarne l'accuratezza;