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quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere per gratificare e premiare l'impegno e le competenze delle professionalità richiamate e per assicurare loro un dovuto e congruo adeguamento economico. Atto n. 4-04511 LANNUTTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: da quando è stata approvata la "legge sulla concorrenza" (legge n. 77 del 2007), che ha liberalizzato il mercato elettrico italiano, è cresciuto a dismisura il numero degli operatori del settore, passati da 135 ai 723 attuali, un numero esorbitante se confrontato con i 60 operatori attivi in Gran Bretagna o con i 200 in Francia; tale enorme crescita ha provocato negli anni problemi all'intero sistema dell'energia italiano. Basti pensare alle conseguenze dovute ai fallimenti di alcune decine di operatori, come ad esempio Gaia Energia Srl, Eviva (ex Energetic Source) o Metaenergia SpA, che hanno lasciato buchi di mancati pagamenti alle società di distribuzione per diverse centinaia di milioni di euro, e che hanno provocato gravi ripercussioni sull'intera filiera della produzione e della distribuzione dell'energia elettrica; la legge sulla concorrenza, in realtà, aveva previsto il modo per prevenire tali distorsioni. Prevedeva infatti l'istituzione di un "elenco dei venditori" (EVE) in cui sono definiti i requisiti tecnici, finanziari e di onorabilità che ogni impresa deve possedere e mantenere nel tempo se vuol esercitare l'attività di vendita di energia e gas. Successivamente, anche la nuova legge sulla concorrenza (legge n. 124 del 2017, art. 1, commi 80-81) ha previsto che tutti i venditori di energia elettrica, per lo svolgimento della propria attività, debbano necessariamente essere iscritti all'elenco dei venditori di energia elettrica, istituito con decreto dal Ministero dello sviluppo economico, perché la mancanza di controllo e quindi di autorizzazione per l'esercizio del servizio di vendita e la mancanza di specifici requisiti ha fatto sì che negli anni il mercato crescesse a dismisura, senza quei requisiti di trasparenza necessari a tutelare i consumatori; considerato, inoltre, che: in un articolo del 22 novembre apparso sul "Corriere della Sera" dal titolo "Gas e luce, la carica dei 723 rivenditori. Ma l'albo ufficiale ancora non c'è", si denunciano "le tante forme di pressione scorretta", e in alcuni casi persino "truffaldina" di diversi gestori che, con diversi stratagemmi, cercano di accaparrarsi nuovi clienti, arrivando addirittura a "fotografare il contatore per poi fare un cambio di fornitore" o a "promettere sconti esorbitanti sulla bolletta"; dal 1° gennaio 2021 circa 125.000 piccole imprese si troveranno fuori dalla protezione sui prezzi previsti dal meccanismo della "maggior tutela" e pertanto dovranno stipulare nuovi contratti, e da gennaio 2022 entreranno sul libero mercato dell'energia oltre 16 milioni di clienti, vale a dire i nuclei familiari presenti in Italia; la presenza di un elenco di rivenditori, con i suoi criteri tecnici e deontologici di ammissione (o di esclusione) diventa l'unico mezzo per ovviare alle conseguenze di un mercato di energia e gas poco trasparente e quindi per tutelare i consumatori di elettricità e gas; come sottolinea l'articolo, "l'EVE è in avanzata fase di elaborazione, con un documento già pronto", che prevede "l'estensione a tutte le società che operano nel settore della vendita dell'energia e del gas precisi requisiti di onorabilità e solvibilità, il rispetto della puntualità dei pagamenti versi i distributori e Terna (gestore della rete) e la messa in opera di una adeguata struttura gestionale e organizzativa delle aziende" e, quindi, "la creazione di un sistema di esclusione e di sanzioni per prevenire i comportamenti scorretti". Un documento che, come sottolinea il quotidiano, "attende soltanto di essere trasformato in legge", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti, che caratterizzano ormai da anni il mercato della vendita di elettricità e gas; come intenda adoperarsi per ovviare all'assenza di un albo dei venditori, senza il quale il mercato dell'elettricità è oggettivamente poco trasparente e finisce per provocare anche danni al consumatore, e quindi alle aziende e alle famiglie italiane; quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per accelerare la messa in campo di iniziative a tutela del consumatore e per evitare che questi sia addirittura vittima di società di distribuzione di elettricità e gas senza scrupoli. Atto n. 4-04512 LANNUTTI GALLICCHIO CROATTI LANZI TRENTACOSTE CORRADO VANIN VACCARO ENDRIZZI ROMANO ABATE DELL'OLIO PISANI Giuseppe LOMUTI ANGRISANI ACCOTO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: venerdì 20 novembre 2020, i vertici di RAI3 hanno deciso di annullare la partecipazione alla trasmissione "Titolo Quinto" del presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Nicola Morra. Il senatore avrebbe dovuto parlare della questione Calabria e dell'arresto del presidente del Consiglio regionale calabrese Domenico Tallini, esponente di Forza Italia, risultato il più votato alle elezioni regionali del 26 gennaio scorso. Prima delle elezioni, Tallini, posto ai domiciliari il 19 novembre 2020 su ordine dei magistrati, con l'accusa di "concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso", venne segnalato come "impresentabile" proprio dalla Commissione antimafia; in questi anni la televisione di Stato ha ospitato diversi personaggi discutibili anche in trasmissioni di punta. Il 17 novembre 2020 ha consentito a uno dei suoi conduttori, Bruno Vespa, di pubblicizzare il suo ultimo libro, "Perché l'Italia amò Mussolini", al programma di RAI3 "Agorà", dove l' anchorman ha parlato delle presunte "virtù" di Benito Mussolini, incurante del fatto che in quell'elenco di "buone opere" si potrebbe ravvisare l'apologia di fascismo; finanziata principalmente attraverso il canone che ogni anno i cittadini pagano attraverso le bollette dell'elettricità (secondo il bilancio di esercizio relativo al 2019, la televisione pubblica ha avuto ricavi per 2,483 miliardi di euro, con un incremento del 3,2 per cento sul 2018), composti da 1,798 miliardi di canone, con un incremento del 2,3 per cento, 540,2 milioni di raccolta pubblicitaria, con un calo dell'1,8 per cento, e 144,4 milioni di altri ricavi, con un incremento del 49,8 per cento, relativi a compensi per i doveri di servizio pubblico), la RAI è tra le aziende italiane più lottizzate. Spesso è stata richiamata per il mancato rispetto dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo nell'esercizio del servizio pubblico di informazione, come dimostrano le numerose multe che le sono state comminate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM); durante una trasmissione televisiva, il senatore Morra ha commentato così l'ignobile censura: