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1 La presente legge reca disposizioni per migliorare lo stato idromorfologico dei corsi d'acqua ricadenti nel territorio nazionale, afferenti al reticolo idrografico principale e minore, al fine di mitigare il rischio alluvionale e migliorare lo stato ecologico dei corsi d'acqua. 2 Per le finalità di cui al comma 1, la presente legge stabilisce i princìpi di riferimento per l'esecuzione di interventi di carattere preventivo, al fine di garantire una corretta gestione dei corsi d'acqua e dei relativi bacini idrografici coerentemente con quanto disposto dalle direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, rispettivamente del 23 ottobre 2000 e del 23 ottobre 2007. 2 (Interventi) 1 Gli interventi di cui alla presente legge sono diretti a migliorare la funzionalità idromorfologica dell'alveo fluviale, compreso l'alveo di piena, e sono mirati al miglioramento della sua capacità di deflusso, alla creazione e rispetto di fasce di pertinenza fluviale, adottando come principale strumento d'intervento il corretto uso del territorio, in accordo con le procedure e i metodi indicati dal Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d'acqua, denominato « IDRAIM », elaborato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). 2 Gli interventi sono, in particolare, finalizzati a: a ripristino, anche parziale, della connettività laterale dell'alveo con la piana inondabile, tramite interventi di rimozione o arretramento di difese spondali e arginature esistenti; b mantenimento o ripristino dell'equilibrio sedimentario e vegetazionale dei corsi d'acqua; c conservazione o miglioramento dello stato ecologico dei corsi d'acqua; d rimozione di opere di attraversamento critiche, qualora insufficienti per le portate di piena oppure a rischio di occlusione da parte di sedimenti e materiale legnoso trasportato durante eventi alluvionali, quali tombinature, ponti con pile in alveo aventi luci inadeguate e ponti con franco di sicurezza insufficiente; e rimozione di opere trasversali come briglie e soglie che non adempiano più una funzione di stabilizzazione dell'alveo strategica per l'uso attuale del territorio o che per vetustà e scarsa manutenzione rappresentino un elemento aggiuntivo di pericolosità durante eventi alluvionali. Le opere trasversali ritenute ancora rilevanti per la mitigazione del rischio alluvionale ma impattanti per la continuità longitudinale dei corsi d'acqua sono, dove possibile, trasformate in rampe, ancorché limitatamente ad una porzione della loro sezione trasversale; f delocalizzazione di edifici e di infrastrutture potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, purché accompagnata dal recupero della dinamica fluviale. 3 Gli interventi di cui al comma 2, lettere b) ed e) , possono essere autorizzati solo se previsti all'interno del programma di gestione dei sedimenti di bacino di cui all'articolo 117, comma 2- quater, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che si basa sulla conoscenza della dinamica fluviale come la traiettoria evolutiva degli alvei fluviali e del bilancio di sedimenti di cui al Sistema IDRAIM. Gli altri interventi devono comunque essere realizzati in coerenza con il programma di gestione dei sedimenti. I programmi di gestione dei sedimenti sono redatti secondo specifiche linee guida dell'ISPRA. 4 Al fine di accelerare la redazione dei piani di gestione dei sedimenti di bacino, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, una parte del Fondo sviluppo e coesione (FSC) del Piano operativo per l'ambiente è destinata alla costituzione di tavoli di lavoro presso le autorità di distretto e al potenziamento delle risorse umane dedicate, nonché a finanziare il coordinamento tecnico-scientifico delle stesse attraverso un gruppo di ricerca coordinato dall'ISPRA. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono disciplinate le modalità attuative del presente comma. 3 (Procedure) 1 In via sperimentale e per un periodo di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il presidente della regione o della provincia autonoma può autorizzare, in via d'urgenza, previo parere dell'autorità di distretto, gli interventi di cui all'articolo 2. 2 Le autorizzazioni di cui al comma 1 sono rilasciate entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda all'autorità idraulica competente, corredata della relativa documentazione tecnica da parte dei soggetti pubblici o privati interessati. 3 Se l'intervento prevede l'asportazione di sedimenti dall'alveo, la documentazione di cui al comma 1 deve contenere il progetto, la planimetria catastale con evidenziata l'area oggetto della richiesta, i certificati catastali, il rilievo topografico, la relazione tecnica che illustra le modalità di sistemazione dell'area, la documentazione fotografica, la relazione idraulica sulla preesistente configurazione dell'alveo, nonché la stima della quantità del materiale da estrarre. Il progetto deve essere redatto sulla base delle procedure e dei metodi indicati dal Sistema IDRAIM e deve contenere, in particolare: a la definizione delle condizioni del regime del trasporto solido nel corpo idrico di interesse, la tendenza evolutiva passata e attuale dell'alveo ovvero aggradazione, incisione ed equilibrio; b la valutazione degli effetti, sia locali che a scale spaziali maggiori, che l'intervento di asportazione determina a breve, medio e lungo termine sul bilancio di sedimenti e sull'evoluzione morfologica del corso d'acqua; c la valutazione delle conseguenze che le operazioni possono determinare rispetto all'ecosistema, alle matrici ambientali esistenti e allo stato di qualità del corso d'acqua. 4 Le domande presentate e i provvedimenti di autorizzazione sono pubblicati nel sito internet istituzionale della regione e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Eventuali richieste di interesse concorrente, in caso di domande presentate da parte di soggetti privati, devono pervenire entro quindici giorni dalla pubblicazione della domanda nel sito internet istituzionale della regione. È privilegiata la richiesta che comporta maggiori benefici per l'interesse pubblico. 4 (Norme di finanziamento) 1 Gli interventi di cui all'articolo 2 e le relative attività progettuali sono finanziate nell'ambito della ordinaria programmazione statale per la mitigazione del rischio idrogeologico di cui all'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e attraverso l'istituto della compensazione secondo le norme vigenti. 2 Eventuali spese sostenute dagli enti locali per la realizzazione degli interventi di cui alla presente legge sono escluse dai saldi contabilizzati ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .