[pronunce]

La Provincia autonoma rileva come nell'ultimo triennio l'Azienda provinciale per i servizi sanitari abbia esperito numerosi tentativi di reclutamento del personale medico, a tempo determinato e indeterminato, secondo le procedure ordinarie. Tali procedure, secondo un trend del resto rilevabile anche a livello nazionale, non hanno tuttavia sortito gli effetti sperati, come è dimostrato dalla perdurante assenza di determinate figure professionali in alcuni presidi ospedalieri situati in centri minori, di cui viene dato ampiamente e dettagliatamente conto. Tenendo conto di questa situazione eccezionale, ma al tempo stesso cercando di limitare tali forme alternative di reclutamento del personale medico, è dato quindi comprendere, secondo la difesa della Provincia autonoma, le ragioni che hanno spinto il legislatore provinciale a prevedere la possibilità di conferire incarichi di lavoro autonomo a tempo determinato con contratti della durata massima di un anno, che sono comunque risolti in caso di utile esperimento della procedura ordinaria e che possono essere rinnovati a favore dello stesso soggetto solo nel caso in cui persistano le medesime condizioni che ne hanno fatto insorgere l'originaria necessità. Ciò premesso, la Provincia autonoma eccepisce l'inammissibilità della censura prospettata con riferimento all'art. 117, commi secondo, lettera l), e terzo, Cost., quest'ultimo con riguardo alla materia del coordinamento della finanza pubblica. Nel ricorso, infatti, manca «ogni riferimento alle ragioni per le quali il parametro costituzionale sarebbe invocabile in luogo del pertinente parametro statutario, da individuare nell'art. 8, comma 1, (recte: numero 1) per la competenza sulla organizzazione statutaria e nell'art. 79 per il coordinamento della finanza pubblica». Né potrebbe, al medesimo fine, essere ritenuto sufficiente il rapido richiamo alle norme statutarie contenuto nel ricorso introduttivo, peraltro riferito alle competenze legislative della Regione e non della Provincia autonoma resistente. Nel merito, la difesa provinciale osserva come la questione sia da ritenersi infondata con riferimento a tutti i parametri dedotti. Quanto all'invasione della sfera di competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, la Provincia autonoma rileva come, in disparte la circostanza che nel caso di specie è in discussione una competenza provinciale primaria e che il conferimento dell'incarico si colloca comunque a monte del rapporto di lavoro privatistico, è la stessa normativa statale a consentire, in situazioni eccezionali, «deroghe al principio dell'assunzione a tempo indeterminato del personale medico, funzionalizzate a garantire comunque la continuità della assistenza». Ciò sarebbe dimostrato dall'art. 9 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, nella legge 11 febbraio 2019, n. 12, relativo al conferimento di incarichi di continuità assistenziale ai medici iscritti al corso di formazione in medicina generale, come anche da analoghe disposizioni contenute nei recenti decreti-legge emanati per far fronte all'epidemia da Coronavirus (con particolare riferimento all'art. 23 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante «Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19», agli artt. 1, 4 e 8 del decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14, recante «Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19», e all'art. 102, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, concernente «Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19», convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 2020, n. 27). La norma impugnata, peraltro, si limiterebbe - a differenza di questi interventi normativi - a circoscrivere la deroga alle procedure ordinarie di reclutamento nei termini strettamente necessari a garantire l'erogazione dei servizi sanitari in modo continuativo e nel rispetto degli standard qualitativi previsti dai livelli essenziali di assistenza. Quanto alla violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica, la Provincia autonoma rimarca come tale titolo di competenza non possa essere invocato a fronte di un sistema sanitario che essa finanzia sotto la sua integrale responsabilità. In relazione, infine, alla dedotta violazione dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, la resistente osserva come la disposizione impugnata sarebbe in realtà rivolta a incrementare, anziché a ridurre, il livello di tutela, perché essa mira a consentire l'erogazione di prestazioni mediche e assistenziali che, senza di essa, non potrebbero essere garantite. 6.- Con distinte memorie, depositate in ciascuno dei giudizi in prossimità dell'udienza pubblica del 7 luglio 2020, la difesa della Provincia autonoma ha insistito, con ulteriori argomenti, nelle conclusioni a supporto dell'inammissibilità e, comunque, dell'infondatezza delle censure governative, invocando oltre a ciò la possibile cessazione della materia del contendere rispetto alle questioni riguardanti gli artt. 11 e 24 della legge prov. Trento n. 5 del 2019, siccome successivamente modificati in senso ritenuto convergente con i motivi di censura contenuti nel ricorso e dando atto della mancata applicazione di essi durante il periodo della loro vigenza. 6.1.- In prossimità dell'udienza fissata per il 7 luglio 2020, l'Avvocatura generale ha presentato memoria nell'ambito del ricorso iscritto al n. 29 del registro ricorsi 2020, insistendo nelle rassegnate conclusioni a supporto dell'illegittimità della norma impugnata, deducendo anche la violazione dell'art. 97 Cost. e del connesso principio di selettività dei concorsi pubblici.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso iscritto al n. 104 del registro ricorsi 2019, ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 7, comma 5, lettera b), 11, 24 e 46, comma 12, della legge della Provincia autonoma di Trento 6 agosto 2019, n. 5 (Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019-2021). 1.1.- Con il primo motivo di ricorso, è stato censurato l'art. 7, comma 5, lettera b), della legge prov. Trento n. 5 del 2019, il quale, modificando l'art. 21, comma 7, della legge della Provincia autonoma di Trento 3 aprile 1997, n. 7 (Legge sull'ordinamento della provincia autonoma di Trento), ha disposto che, in alternativa al reclutamento della dirigenza di ruolo, possono essere assunti dirigenti con contratto a tempo determinato per un numero di posti non superiore al venti per cento degli incarichi dirigenziali in essere presso la Provincia, tra persone in possesso dei requisiti per la partecipazione ai concorsi per l'accesso alla dirigenza di ruolo della Provincia stessa.