[resaula]

mi riferisco allo Stato assoluto, allo Stato come fine, allo Stato sovrano, allo Stato che è sottratto alla legge: questa è la visione che in qualche modo viene portata alla nostra attenzione. Lo Stato a cui noi pensiamo è lo Stato di diritto, lo Stato in cui prevale la tutela della persona e dei suoi diritti fondamentali. Secondo me, quindi, quello che siamo chiamati ad esprimere è un voto che riguarda anche la visione che abbiamo dello Stato e se questo aspetto non viene sottolineato opportunamente sarà ancor più grave il voto che ci accingiamo ad esercitare domani. In quei giorni si sono concretizzati una serie di errori e di omissioni notevoli e si è perso il senso dello Stato di diritto: 177 persone private dei diritti civili e politici sanciti dalle convenzioni internazionali sull'asilo, sulla vita delle persone. In quei giorni si è giocata una contrattazione politica molto cinica tra Governo italiano e Unione europea, senza spazio per le mediazioni diplomatiche che avrebbero potuto produrre molto di più e molto meglio e, soprattutto, si è voluta in quel modo esercitare una pressione sull'Unione europea sul tema delle politiche dell'immigrazione, quando invece sappiamo bene che l'unica soluzione per la gestione condivisa dei flussi migratori è la riforma del Regolamento di Dublino e non delle attività scenografiche utili solo per la propaganda e per il soddisfacimento dei follower e di coloro che poi sui social sono pronti a mettere un «mi piace» che non costa nulla. Appare evidente, quindi, che queste riflessioni sono rimaste sicuramente a margine delle decisioni della maggioranza; è prevalsa una subalterna fedeltà a uno scellerato contratto di Governo piuttosto che ai principi costituzionali che preordinano anche il nostro ruolo di rappresentanti delle istituzioni. Ammettetelo senza reticenze: procedere alla negazione dell'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini non è altro che uno scambio sul piano della sopravvivenza del Governo. Nei miei appunti avevo scritto che vi era uno scambio tra il no al processo a Salvini e il "ni" alla TAV, perché di quello si è trattato. Andate avanti così, per accordi momentanei su questioni che riguardano l'attività di Governo e lo fate a danno dell'Italia. Un Paese dovrebbe essere governato con decisioni chiare e non con uno scambio continuo, che avviene tra voi che esercitate alternativamente la funzione di minoranza e maggioranza: un giorno viene sostenuto un provvedimento che è più favorevole alla Lega, e magari c'è il finto contrasto del MoVimento 5 Stelle, la volta dopo il MoVimento 5 Stelle ha un provvedimento da sbandierare e la Lega fa una finta opposizione interna. Facendo così svilite il ruolo delle istituzioni, anteponendo l'accordo di Governo al rispetto dei principi di legalità e libertà costituzionalmente garantiti. Mi rivolgo soprattutto al MoVimento 5 stelle, del quale non conosciamo il pensiero in merito a questo tema, perché non ho ascoltato nessun loro intervento in merito. Capisco l'imbarazzo, ma ci vuole rispetto per il Parlamento e credo sia giusto fornire il vostro punto di vista. Come potete guardare alla vostra storia senza avere un po' di imbarazzo? Nel 2014 Di Maio diceva che in Italia l'immunità è sempre stata uno scudo per la politica e mai una garanzia. (Applausi dal Gruppo PD) . Beppe Grillo parlava di Parlamento pulito come punto d'arrivo di ogni impegno politico nel nostro Paese. Con un voto voi butterete a mare tutto il vostro incessante richiamo alla onestà e alla legalità. Faccio appello alle coscienze dei parlamentari affinché si superi l'appartenenza acritica a un accordo di Governo, in ragione della suprema funzione istituzionale che ci deve spingere al rispetto delle leggi e alla tutela delle libertà individuali da queste previste. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Messina Assuntela. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, ciò che è accaduto lo scorso agosto e ciò che stava accadendo in queste ore apre una ferita profonda nel cuore dei sacri e altissimi valori posti a fondamento del nostro Paese e della nostra comunità. Ancor prima della violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali suscita sgomento la grave profanazione di quei principi universali che affermano, al di sopra di ogni ragione di Stato, la difesa dei fondamentali diritti di tutti gli esseri umani. Un oltraggio dinanzi al quale non si può restare silenti. («per amore del mio popolo non tacerò», per amore del nostro popolo non taceremo, ci incalzano le parole di Isaia; del popolo che mette al centro la dignità e la libertà delle persone). Un tradimento del principio di eguaglianza e di pari dignità di tutti gli uomini, del rispetto e dell'amore per il prossimo, della pratica della solidarietà: valori cui la nostra Costituzione si ispira e che devono sempre illuminare l'agire delle istituzioni del nostro Paese. Il caso della nave Diciotti rimarca un grande dilemma etico e morale che attiene alla coscienza di ognuno: impedire lo sbarco di 177 esseri umani, tra cui 29 bambine e bambini, e lasciarli in mare per giorni e giorni per usarli come leva nelle negoziazioni con gli altri Paesi europei è un atto che travalica ogni ragionamento giuridico, politico e di pura umanità, che non ci rappresenta e che rinnega la storia, lo spirito e il decoro del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Quelle drammatiche giornate sono state l'emblema di un uso rovesciato della forza, esercitata solo nei confronti dei più deboli e mai nelle sedi opportune; di chi realizza il proprio potere per violare senza alcuna giustificazione le leggi dello Stato e le libertà fondamentali che la nostra Costituzione riconosce a tutti indistintamente; di chi si rifugia dietro il pretesto dell'ordine pubblico per alimentare la macchina della propaganda. Signor Presidente, ho l'onore e l'onere di sedere nella Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e, alla luce di queste vicende, mi chiedo: quale credibilità istituzionale può avere questa Commissione se un membro del Governo tratta i diritti umani come merce di scambio? Qual è il valore del ruolo mio e delle onorevoli senatrici e senatori, che dedicano parte della loro esperienza e delle loro energie a questioni così delicate e urgenti per entrare nel merito delle stesse al fine di costruire e rimarcare la linea della responsabilità comune traducendole in scelte politiche conseguenti, se poi l'Esecutivo, con i suoi atti, si dimostra difforme e arbitrario nelle decisioni, svuotando in questo modo il principio della reciprocità politica e dilatando i confini dell'azione di Governo ben oltre le coordinate istituzionali? La vicenda Diciotti sarà a lungo ricordata come uno dei momenti più bui della storia del nostro Paese, un episodio che ci auguriamo resti isolato. In quest'Assemblea potrebbe andare in scena il secondo atto di questo dramma. A voi tutti - perché a noi è già chiaro - il compito di decidere se a un membro del Governo può o no essere concesso di agire elevandosi al di sopra della legge, smarcandosi dal dovere di realizzare, nel concreto di ogni specifica circostanza, il peso fecondo dei principi morali.