[ddlpres]

Nuove disposizioni in materia di Consiglio generale degli italiani all'estero. Onorevoli Senatori. – L'attuale sistema di rappresentanza degli italiani all'estero è giunto a definizione a seguito di quarant'anni di battaglie sul riconoscimento dell'appartenenza, a pieno titolo, al popolo italiano degli italiani all'estero e del conseguente esercizio degli stessi diritti, e adempimento degli stessi doveri, dei cittadini residenti in Italia, come stabilito dalla normativa vigente, ferme restando le differenze derivanti da quella applicabile in alcune materie specifiche (ad esempio in relazione all'imposta municipale propria (IMU) o alla pensione sociale). Il mondo dell'emigrazione italiana si è arricchito di nuove espressioni di mobilità rispetto a quello in cui furono istituiti organi quali i Comitati degli italiani all'estero (COMITES), il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) e le circoscrizioni estere. Nel ribadire la necessità di mantenere i tre livelli di rappresentanza, bisogna dare vita a un processo di riforma che li renda più efficienti e consoni alle mutate condizioni, tenendo conto: – delle politiche di internazionalizzazione del sistema Paese, di cui gli italiani all'estero sono fattore fondamentale; – delle diverse esigenze degli italiani all'estero in un'ampia gamma di realtà economiche, politiche e sociali: dall'Unione europea con i diritti di cittadinanza europea e libera circolazione, a Paesi che garantiscono la residenza attraverso visti rinnovabili, a Paesi che concedono permessi di breve durata con restrizioni lavorative, a Paesi emergenti con normative sfavorevoli all'ingresso di stranieri; – dei parlamentari eletti dagli italiani all'estero, potenzialmente residenti in Italia, con la necessità di prevedere meccanismi che assicurino unità di intenti e complementarietà di interventi; – delle risorse da assegnare alle attività di CGIE e COMITES affinché possano tenere le riunioni per espletare tutti i compiti fissati dalla legge; – di uso delle nuove tecnologie di comunicazione (ove fruibili, viste le differenze di fuso orario) integrativo delle riunioni previste per i due organismi e della loro interazione con i parlamentari. Il CGIE, istituito con legge 6 novembre 1989, n. 368, successivamente modificata dalla legge 18 giugno 1998, n. 198, è l'organismo di rappresentanza, raccordo e sintesi fra gli altri due livelli (COMITES e parlamentari eletti all'estero), in parte elettivo (consiglieri eletti all'estero in elezioni di secondo grado), in parte nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri (consiglieri di nomina governativa). Il CGIE agisce con funzioni: conoscitive; consultive a Governo, Parlamento e regioni; propositive a livello nazionale e internazionale; programmatorie, attraverso la relazione annuale, da presentare tramite il Governo al Parlamento, e la Conferenza Permanente Stato-regioni-province autonome-CGIE. Ha funzione di sintesi generale di istanze e suggerimenti che provengono dal mondo per proporre soluzioni idonee a risolvere i problemi che riguardano tutti gli italiani all'estero. È organismo di rappresentanza di tutte le comunità nei rapporti con il Governo, il Parlamento, le regioni e di tutti gli organismi che pongono in essere politiche che hanno ricadute sugli italiani all'estero sul loro rapporto con l'Italia. Per questa ragione si ritiene importante che nella composizione del CGIE sia confermata la componente di nomina governativa e, pertanto, che l'elezione dei consiglieri del CGIE che rappresentano le comunità estere rimanga di secondo grado. Nell'ottica dell'attribuzione di maggiori poteri e più precisi incarichi al CGIE, alla luce dei cambiamenti avvenuti nel tessuto delle comunità, si propongono le seguenti funzioni aggiuntive: – organismo di rappresentanza delle comunità italiane all'estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che interessano le comunità all'estero; – organismo inquadrato nell'ambito della politica estera dell'Italia, in funzione di una valorizzazione di esperienze sociali, economiche e culturali presenti in ogni continente, condizione che permette al nostro Paese di esaltare e mantenere vivi i rapporti con i cittadini italiani residenti all'estero e di fruire delle loro eccellenze; – organismo ausiliario dello Stato, come organismo autonomo, in parte eletto all'estero in parte di nomina governativa, che ha un rapporto dialettico con le istituzioni, interlocutore di Parlamento, Governo e regioni per la promozione esterna dell'Italia attraverso il coordinamento delle azioni e degli interventi delle comunità, e con possibile, futura, dignità costituzionale; – organismo di consulenza di regioni ed enti territoriali attraverso: presenza nella Conferenza Stato-regioni; presenza nella Conferenza permanente Stato-regioni-province autonome-CGIE; rapporto diretto con l'Unione province italiane (UPI) e l'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI); – organismo di raccordo e di sintesi di proposte e richieste di COMITES e associazioni per la definizione dei progetti e disegni di legge che hanno ricadute per l'Italia e per le comunità all'estero, quindi organo di consulenza specifica dei parlamentari eletti dagli italiani all'estero e interlocutore privilegiato di Governo, Camera dei deputati e Senato della Repubblica, in particolare in materia di emigrazione.. 1 1 È istituito il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE). 2 Il CGIE è l'organismo di rappresentanza delle comunità italiane all'estero presso gli organismi che si occupano di politiche di interesse per le comunità medesime. 2 1 Nell'ambito della promozione all'estero degli interessi italiani attraverso il coordinamento delle azioni e degli interventi delle comunità italiane, il CGIE è organo ausiliario dello Stato e svolge attività di consulenza al Parlamento e al Governo. 2 Il CGIE è, inoltre, organo di consulenza delle regioni e degli enti territoriali, attraverso la Conferenza di cui all'articolo 21 e la Conferenza permanente Stato-regioni-province autonome-CGIE. 3 Il CGIE è organo di raccordo e sintesi delle indicazioni dei Comitati degli italiani all'estero (COMITES) e delle associazioni operanti nell'ambito della circoscrizione consolare, per la definizione di proposte legislative in materie di interesse per le comunità italiane e gli italiani all'estero, ed esercita funzioni di consulenza specifica ai parlamentari eletti dagli italiani all'estero, anche attraverso il tavolo di lavoro di cui all'articolo 22 e incontri istituzionali con le Commissioni affari esteri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. 4 Il CGIE, ai sensi degli articoli 3 e 35 della Costituzione, ha altresì il fine di agevolare l'integrazione dei cittadini italiani nei Paesi che li accolgono, con particolare riferimento agli esponenti della nuova emigrazione, allo sviluppo delle condizioni di vita, alla tutela dei diritti e al mantenimento dell'identità culturale e linguistica degli italiani e delle comunità italiane all'estero, nonché di rafforzare il collegamento con la vita politica, culturale, economica e sociale dell'Italia, favorendo la realizzazione di iniziative commerciali anche in collaborazione con l'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), le camere di commercio e altre forme associative dell'imprenditoria italiana, facilitando anche il coinvolgimento delle comunità italiane residenti nei Paesi in via di sviluppo nelle attività di cooperazione allo sviluppo. 3 1 Ai fini di cui all'articolo 2, il CGIE provvede a: