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dai bollettini del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e dell'ISS infatti, nonostante molte sollecitazioni, si conoscono i dati complessivi per regione, mentre per le province solo i casi totali, quindi non gli attualmente positivi, i deceduti, i guariti; anche la fondazione "Gimbe" ha più volte sostenuto, con particolare riferimento agli operatori sanitari, che i dati pubblicati dall'ISS non hanno consentito in questi mesi delle analisi sistematiche in quanto venivano forniti in maniera parziale e occasionale; in data 5 maggio, il presidente dell'Istituto superiore di sanità è stato audito in 12a Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato, e ha fatto riferimento allo studio "Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale", elaborato dall'ISS e dalla fondazione "Bruno Kessler", che non è mai stato pubblicato ufficialmente; in quell'occasione egli ha affermato che avrebbe fatto pervenire ai senatori il documento in questione, ma questo non è mai stato trasmesso, nonostante sia stato sollecitato; sullo studio, che presentava, in caso di riaperture più ampie, scenari catastrofici con fino a 150.000 ricoverati in terapia intensiva a metà giugno, si sono basate le decisioni del Governo per la "fase 2", si chiede di sapere quali siano i motivi che hanno portato alla mancata diffusione e pubblicazione dello studio "Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale" e se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover intervenire al fine di far conoscere ai cittadini il testo completo. Atto n. 3-01761 IANNONE CIRIANI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: dalle bozze del "decreto semplificazioni" circolate in questi giorni, è emersa l'intenzione del Governo di nominare Domenico Arcuri, già commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, commissario anche per la ripartenza in sicurezza delle scuole; egli dovrebbe occuparsi della fornitura di gel , mascherine e di "ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l'eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali" oltre che, probabilmente, della gestione della somministrazione dei test sierologici a tutto il personale scolastico e non; considerato che: a giudizio degli interroganti la sua gestione complessiva dell'emergenza fino ad oggi si è già rivelata, per molti aspetti, fallimentare, soprattutto se si considera l'inadeguatezza delle procedure di approvvigionamento e fornitura dei dispositivi di protezione individuale; il ruolo che ora egli dovrebbe assumere è essenziale ed ancora più delicato in quanto si tratta di garantire la massima sicurezza e la tutela della salute di minori, in uno scenario per il quale permangono ancora molte incertezze e difficoltà; come denunciato più volte anche da Fratelli d'Italia, si è già ampiamente in ritardo sull'organizzazione delle fasi e delle procedure necessarie a garantire un avvio ordinato e in piena sicurezza dell'anno scolastico; a ridosso oramai della pausa estiva, infatti, si è già perso molto tempo prezioso, lasciando peraltro inascoltati anche i numerosi appelli del settore e, in particolare, dei dirigenti scolastici che si trovano, da soli, ad affrontare decisioni importanti e complesse, in un quadro già strutturalmente in affanno, con tutte le conseguenze che ne derivano, anche in termini di responsabilità; Fratelli d'Italia, nel corso dell'esame degli ultimi provvedimenti, sia alla Camera che al Senato, in uno spirito costruttivo e di ampio confronto, aveva presentato una serie di proposte emendative che andavano proprio nella direzione di fornire un supporto al mondo della scuola che, già provato dalle politiche restrittive e fallimentari di questi anni, si troverà da settembre a gestire una situazione difficile; il Governo, anche in questa occasione, ha mostrato una forte chiusura, decidendo di non confrontarsi, non condividendo alcuna delle proposte presentate e anzi determinandone, di fatto, la sostanziale bocciatura; il testo del "decreto semplificazioni", approvato l'altra notte dal Consiglio dei ministri, con l'oramai consueta formula "salvo intese", che testimonia la mancanza di condivisione da parte della stessa maggioranza, non è ancora disponibile, si chiede di sapere: se, nel testo approvato, sia confermato l'inserimento della norma che prevede la nomina di Arcuri a commissario per la ripartenza in sicurezza delle scuole e, in caso affermativo, per quali motivazioni si sia optato per tale scelta, nonostante le gravi inefficienze già emerse nel corso della sua gestione dell'emergenza sanitaria, e non piuttosto per una gestione diretta da parte del Ministero stesso dell'istruzione, al quale si sarebbero potuti assicurare poteri e forme di semplificazione e di velocizzazione di tutte le procedure necessarie ad esempio per l'acquisto e la distribuzione almeno degli arredi scolastici; in ogni caso, secondo quali procedure e tempistiche opererà il commissario Arcuri al fine di assicurare l'avvio ordinato dell'anno scolastico nei tempi previsti e nella massima sicurezza. Atto n. 3-01762 BERNINI MALAN PEROSINO CALIENDO DAL MAS GHEDINI MODENA MALLEGNI VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sono state adottate delle norme di prevenzione che dispongono anche per i tribunali il distanziamento sociale; molti tribunali non hanno, però, locali sufficientemente ampi per garantire la sicurezza dei dipendenti e degli utenti; alcuni sono altresì stati oggetto di richiamo da parte dell'Ispettorato per la funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri sull'applicazione e sull'osservanza delle norme anti COVID; a causa dell'emergenza si avverte l'esigenza, che potrebbe diventare stabile anche nel lungo periodo, di maggiori spazi dove esplicare l'amministrazione della giustizia e le funzioni giurisdizionali; sarebbe opportuno a tal fine adottare provvedimenti attraverso i quali giungere, in tempi per quanto possibile brevi, alla riapertura dei tribunali soppressi, prevedendo, intanto, l'utilizzo dei loro locali al servizio dei tribunali accorpanti;