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Ratifica ed esecuzione del Trattato tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare cinese, in materia di reciproca assistenza giudiziaria penale, fatto a Roma il 7 ottobre 2010. Onorevoli Senatori. -- I. Premessa Il Trattato di cui al presente disegno di legge si inserisce nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione e regolamentazione puntuale e dettagliata dei rapporti di cooperazione posti in essere dall'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, così perseguendo l'obiettivo di migliorare e rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto al fenomeno della criminalità. Con tale Trattato viene avviato un processo di sviluppo estremamente significativo e importante delle relazioni bilaterali italo-cinesi, consentendo, nel campo della cooperazione giudiziaria penale, l'attuazione e l'operatività in concreto di una stretta e incisiva collaborazione tra i due Paesi. L'adozione di norme che disciplinino e regolamentino in modo preciso e accurato il settore dell’assistenza giudiziaria penale è stata imposta dall'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estesi rapporti tra i due Stati in qualsiasi settore (economico, finanziario, commerciale, dei flussi migratori, eccetera). L'incontestabile conseguenza del crescente ambito di rapporti tra i due Paesi comporta inevitabilmente una comune esigenza di reciproca assistenza giudiziaria penale. II. Previsioni generali L'ampiezza degli intenti perseguiti con il Trattato è esplicitata nelle norme generali, laddove le Parti s'impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori. L'assistenza giudiziaria potrà riguardare, tra l'altro, la notificazione degli atti giudiziari; l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni (tra cui anche l'assunzione di interrogatorio di indagati ed imputati); l'assunzione e la trasmissione di perizie; le attività di acquisizione documentale; l'invio di documenti, atti ed elementi di prova; la ricerca e identificazione di persone; il trasferimento di persone detenute al fine di rendere testimonianza o di partecipare ad altri atti processuali; l'esecuzione di ispezioni giudiziarie o l'esame di luoghi o di oggetti; l'esecuzione di indagini, perquisizioni, congelamenti, sequestri e confische di beni pertinenti al reato. Inoltre, è previsto lo scambio di informazioni di carattere penale e sulla legislazione, nonché qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione della Parte richiesta (articolo 1). L'assistenza giudiziaria potrà essere rifiutata dalla Parte richiesta, oltre che nei consueti casi ormai consolidatisi nelle discipline pattizie internazionali (cioé quando si procede per un reato politico e per un reato militare, quando si hanno fondati motivi per ritenere che la richiesta di assistenza possa essere strumentale a perseguire, in qualsiasi modo, una persona per motivi di razza, religione, nazionalità, opinioni politiche, eccetera, ovvero che la posizione di detta persona possa essere pregiudicata per tali motivi; quando l'accoglimento della richiesta di assistenza giudiziaria possa compromettere la sovranità, la sicurezza e l'ordine pubblico o altri interessi nazionali della Parte richiesta; eccetera), anche quando il fatto per cui si procede nella Parte richiedente non sia previsto come reato dalla legislazione della Parte richiesta (cosiddetto Principio della doppia incriminazione) ovvero se la persona nei cui confronti si procede è già stata indagata e giudicata per lo stesso fatto dalla Parte richiesta (cosiddetto Principio del ne bis in idem ). Infine, la richiesta di assistenza giudiziaria potrà essere negata qualora la sua esecuzione possa determinare conseguenze contrastanti con i principi fondamentali dell'ordinamento e della legislazione della Parte richiesta (ad esempio quando la persona nei cui confronti procede la Parte richiedente può essere assoggettata alla pena di morte ovvero a trattamenti illegali o disumani ai sensi della legislazione della Parte richiesta) - (articolo 3). Il Trattato disciplina dettagliatamente quale debba essere la forma e il contenuto della richiesta di assistenza giudiziaria (articolo 4) e stabilisce che la stessa sia trasmessa per via amministrativa attraverso autorità centrali appositamente designate nei rispettivi Ministeri della giustizia delle Parti contraenti. Le autorità centrali, inoltre, dialogheranno direttamente tra loro anche per ogni questione attinente alla richiesta di assistenza giudiziaria (articolo 2). Sotto il profilo operativo, le Parti si impegnano a collaborare tempestivamente in conformità alla legislazione della Parte richiesta, ma è anche prevista la possibilità di eseguire la domanda di assistenza secondo modalità particolari indicate dalla Parte richiedente sempre che ciò non contrasti con la legislazione della Parte richiesta. Inoltre, è prevista l'eventualità del ricorso a collegamenti in videoconferenza per l'assunzione di testimonianze o dichiarazioni, previo accordo specifico tra le Parti e compatibilmente alla rispettiva legislazione (articolo 5). Viene, anche, prevista la possibilità di consentire a soggetti indicati dalla Parte richiedente di essere presenti all'esecuzione della richiesta e di essere autorizzati a rivolgere domande in relazione alle attività di assistenza giudiziaria, tramite le autorità competenti della Parte richiesta (articolo 8, paragrafo 5). Il Trattato prevede, poi, una serie di garanzie in favore della persona interessata dalla richiesta di assistenza giudiziaria. La persona chiamata a testimoniare e a rendere dichiarazioni potrà rifiutarsi di rendere testimonianza o dichiarazione quando ciò sia previsto indifferentemente dalla legislazione della Parte richiesta o della Parte richiedente (articolo 9). In caso di assunzione probatoria nel territorio della Parte richiedente, è stabilito che il testimone (da intendersi in senso lato, ossia come dichiarante) o il perito non può essere indagato, perseguitato, arrestato o sottoposto a misura privativa della libertà personale dalla stessa Parte richiedente in relazione a fatti commessi precedentemente al suo ingresso in detto territorio; tale garanzia viene meno allorquando la presenza del dichiarante nel territorio della Parte richiedente non è più connessa alla assunzione probatoria che forma oggetto della richiesta di assistenza e, quindi, sia assolutamente volontaria (cosiddetto Principio di specialità). Del pari, il testimone o il perito non potrà essere obbligato a partecipare, nel territorio della Parte richiedente, a procedimenti diversi da quello indicato nella richiesta di assistenza giudiziaria, salvo il consenso della Parte richiesta e dello stesso dichiarante. Infine, il rifiuto di testimoniare o di partecipare ad atti processuali non è sanzionabile (articolo 12). Le Parti contraenti, inoltre, si impegnano a mantenere la riservatezza con riferimento al contenuto della richiesta di assistenza giudiziaria, alla documentazione giustificativa e ai risultati della esecuzione della domanda (articolo 6). III. Previsioni specifiche Una disciplina di dettaglio è prevista per specifiche attività di assistenza giudiziaria. In particolare, sono singolarmente regolamentate: la notifica degli atti del procedimento (articolo 7); l'assunzione probatoria nel territorio della Parte richiesta (articolo 8);