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Lo abbiamo fatto evidentemente a causa della pandemia, ma questa diventa anche un'occasione per molte realtà sportive di poter migliorare il proprio impegno e il proprio lavoro. Vorrei ricordare che non solo abbiamo dato 370 milioni di euro per l'indennità ai lavoratori sportivi, ma abbiamo messo a disposizione, a fondo perduto, 150 milioni di euro, di cui quasi il 50 per cento è stato già erogato e l'altra parte verrà sicuramente anch'essa messa a disposizione. Infatti, man mano che evolve la situazione, cerchiamo anche di finalizzare questo stanziamento a fondo perduto in base alle esigenze che emergono. Per fare un esempio, molte associazioni e società sportive si sono lamentate del fatto che non hanno più accesso alle palestre delle scuole, che invece sono il luogo dove, in molte realtà in cui manca un impianto sportivo, è possibile esercitare un'attività di base per i ragazzi e per le ragazze. Noi, d'accordo con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e con il ministro Azzolina, invieremo una circolare nei prossimi giorni a tutti i dirigenti scolastici per invitarli a concedere le palestre, ma soprattutto metteremo a disposizione di associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e società sportive dilettantistiche (SSD) risorse, a fondo perduto, per la igienizzazione delle palestre e di tutti gli spazi che verranno usati dalle società sportive. Questo infatti è il vero motivo per cui in questo periodo le scuole non sono più state messe a disposizione. Abbiamo stanziato 90 milioni di euro per il credito d'imposta per le sponsorizzazioni; questa misura investe soprattutto una fascia medio-medio alta dei club sportivi. Cerchiamo quindi di raccogliere veramente la complessità delle richieste, così come la senatrice interrogante rappresentava, dal mondo dello sport di base al mondo di più alto livello professionistico. Ovviamente queste sono le misure che abbiamo adottato a livello emergenziale nella prima fase; intanto ho già inviato al ministro dell'economia e delle finanze Gualtieri le mie proposte per il disegno di legge di bilancio che discuteremo nel prossimo Consiglio dei ministri. Sono certo che, anche nella prossima manovra di bilancio, saranno previste misure molto importanti per il mondo dello sport. Per quello che riguarda le competizioni, penso che, al momento, i protocolli in vigore, sia per la serie A di calcio, sia per le associazioni e le società sportive, siano validi. L'importante è che vengano rispettati. Se c'è qualcuno che non li rispetta, a ogni livello, più alto o più basso, ovviamente si creano i casi che leggiamo nella cronaca. Mi auguro quindi che i protocolli possano essere rispettati; se lo saranno e se la situazione generale del Paese lo consentirà, ovviamente, da Ministro dello sport, mi auguro che tutti i campionati, di ogni ordine e grado, possano continuare a svolgersi nel migliore dei modi, nell'interesse dei calciatori, di tutte le persone che lavorano in questo mondo, ma anche di tutti gli appassionati di sport in Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Biti, per due minuti. BITI (PD) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per la risposta, che è stata articolata e molto precisa su alcune parti, soprattutto su quelle economiche, che anch'io avevo ricordato. È stato già fatto molto e credo che si debba lavorare ancora, come lei ha già preannunciato, in occasione della legge di bilancio: noi saremo attenti su questo fronte. Alcune risorse che sono state individuate nell'emergenza; noi riteniamo che debba essere dato un impianto strutturale, anche economico, importante al mondo dello sport, dallo sport di base, ai dilettanti, fino al professionismo, in tutte le discipline che, ribadisco, davvero sono importanti per la formazione di tanti, dai bambini ai più grandi, nel nostro Paese. Noi le chiediamo - e il Partito Democratico in questo è con lei, signor Ministro - che faccia sentire la sua voce, che sia presente e costantemente vicino a tutte le società e a questo mondo, che in questo momento davvero sta soffrendo, e tanto, per l'impossibilità di organizzare molte manifestazioni. Non è soltanto una speranza, signor Ministro. Credo che non si debba solo sperare che i protocolli funzionino. Certo, chi non li rispetta sbaglia sempre; questo lo diciamo tutti e ne siamo convinti. Ma non c'è solo la speranza, perché noi dobbiamo far sì che venga garantito lo svolgimento dello sport, per quanto possibile in questo momento. Noi le chiediamo questo e il Partito Democratico c'è. (Applausi) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, ogni giorno sempre più scuole richiedono una piattaforma di videoconferenze, ad esempio per gli incontri tra genitori e insegnanti o per la didattica digitale, che tuteli i dati e la privacy degli utenti, siano essi allievi, docenti o familiari. Come sappiamo, le piattaforme dei colossi sovranazionali del web non garantiscono tali tutele. La Corte di giustizia europea ha invalidato il privacy shield , ovvero l'accordo largamente diffuso con cui grandi organizzazioni e multinazionali potevano, fino ad ora, legittimare il trasferimento di dati personali tra Europa e Stati Uniti. La legislazione americana non pone, infatti, limitazioni alla portata e alla durata della raccolta, né garantisce ai cittadini stranieri alcun diritto nei confronti delle autorità statunitensi azionabile dinanzi ai giudici. Il regolamento generale sulla protezione dei dati europeo prevede, invece, che la raccolta e il trattamento siano esplicitamente definiti e limitati nello scopo e nel tempo e che l'interessato possa reclamare, richiedere la correzione o la cancellazione dei dati e opporsi al loro trattamento. A rischio sono anche i dati dei minori. Il Garante della privacy è intervenuto nella Commissione per l'infanzia e l'adolescenza e ha chiarito come sia stata posta all'attenzione del Ministro dell'istruzione l'esigenza di una svolta nel ricorso alle piattaforme in generale, ritenendo come fosse più prudente utilizzare il registro elettronico rispetto alla piattaforma di una multinazionale di cui non si sa nulla. Sarebbe, quindi, meglio nel presente, ora che la scuola è in piena attività, dare indicazioni chiare perché le scuole ricorrano tutte le volte che è possibile al registro elettronico. Il Garante ha ribadito, quindi, come il tema vero e più importante sia quello di una piattaforma pubblica italiana che si faccia carico di mettere insieme risorse e competenze. È bene che l'Italia si doti di una sua infrastruttura, auspicabilmente nell'ambito di una cooperazione anche europea. Presidente, colleghe e colleghi, rispetto ai tempi passati oggi abbiamo una nuova possibilità: tra le sfide strategiche che il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano dovrà affrontare vi è quella che riguarda la transizione digitale. In questo senso le risorse Next generation EU possono davvero essere utilizzate.