[resaula]

È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, sottosegretario Sileri, onorevoli colleghi, l'intervento odierno si è reso necessario per parlare di un decreto adottato nell'ambito della complessa gestione della curva epidemiologica nel nostro Paese. Apprezzo con piacere che, anche su questo tema, il Governo Draghi si è mostrato e continua a mostrarsi in continuità con il Governo Conte. In continuità nel senso che ha proseguito e dato seguito a quanto fatto sin dalle fasi iniziali della pandemia, con la differenza che nel marzo del 2020 andavamo incontro all'ignoto mentre oggi conosciamo meglio il nemico e disponiamo anche di armi più efficaci per combatterlo. Mi preme sottolineare anche altri aspetti di continuità tra Governo Conte e Governo Draghi, nella misura in cui il secondo esiste solo grazie ai traguardi conseguiti dal primo. A tal riguardo, non posso non citare il fondo garantito dal bilancio dell'Unione europea. Al netto delle false motivazioni presentate lo scorso inverno, magicamente sparite dal dibattito politico e dai rulli delle agenzie, appare chiare che l'intento di gran parte dell'emiciclo parlamentare era quello di poter gestire gli oltre 200 miliardi ottenuti da Giuseppe Conte e di potersene prendere i meriti. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, colleghi. Mi pare giusto e corretto, nonostante la narrazione interessata tenti di disorientare. Ma tant'è: ribatteremo con caparbietà e tenacia per rivendicare la bontà del nostro lavoro. Ancora, sono già numerosi gli annunci e i proclami da parte di Ministri e Sottosegretari, che non hanno perso tempo ad annunciare la partenza di progetti finanziati proprio grazie ai fondi ottenuti solo per merito della caparbietà di Conte e del MoVimento 5 Stelle e non mi risulta difficile pensare che questa sarà la tendenza, almeno fino alle elezioni del 2023. D'altronde il Governo Draghi, di fatto, si sta occupando del ritorno alla normalità, con i contagi sotto controllo, sebbene in lieve crescita, e dell'attuazione del PNRR e quindi, in sostanza, sta costruendo sulle solide fondamenta poste dal precedente Esecutivo, senza le quali oggi l'Italia non avrebbe questa grande occasione di rilancio. Onorevoli colleghi, neanche il decreto-legge in discussione fa eccezione. D'altronde non è passato molto tempo da quando sono intervenuto in quest'Aula annunciando la necessità, in favore di cittadini e imprese, di procedere senza esitazioni a nuove riaperture, soprattutto una volta terminati gli effetti dei ristori, ed è proprio questo che si prefigge il decreto-legge in esame. Con tale provvedimento, infatti, che introduce nuove disposizioni all'interno del decreto-legge n. 52 del 2021, il cosiddetto decreto riaperture, è stato finalmente possibile procedere alla riapertura al 100 per cento della capienza, sia all'aperto che al chiuso, in zona bianca, di teatri, sale da concerto, cinema, luoghi di cultura, locali di intrattenimento e musica dal vivo, ma anche di sale da ballo e discoteche, al 75 per cento all'aperto e al 50 per cento al chiuso, e siamo anche tornati a riempire palazzetti e stadi. Si tratta di numeri e percentuali che non rendono l'idea di cosa significhi esattamente questo provvedimento. Pensate che in molti casi si tratta di attività rimaste chiuse sin dall'inizio della pandemia: cito, ad esempio, il caso più eclatante, quello delle discoteche e delle sale da ballo, che sono rimaste chiuse per quasi venti mesi, praticamente senza soluzione di continuità. Parliamo di circa 3.000 attività e oltre 100.000 posti di lavoro e dunque non dobbiamo soltanto pensare al fine ludico di chi ne fruisce, ma alle migliaia di famiglie che vivono grazie a queste attività e che per tutto questo tempo sono rimaste prive di lavoro, nonché della loro fonte di reddito. Del tutto inopinatamente, dal decreto-legge era rimasto escluso il settore fieristico e congressuale, l'unico che soggiace ancora ai limiti di capienza del 50 per cento. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo deciso di dare immediato riscontro alle loro istanze e durante l'esame in Commissione, insieme ai senatori Croatti e Toninelli, pur ritirando l'emendamento 1.15 e i testi successivi, con cui si intendeva portare al 100 per cento la capienza consentita per convegni e congressi in zona bianca, abbiamo ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno vincolante - lo ripeto: vincolante - che recepisce tale istanza, che va risolta entro il 30 novembre. Per quanto riguarda le fiere, in questo ordine del giorno approvato si consente il loro svolgimento in presenza anche su aree pubbliche, tanto in zona bianca, quanto in zona gialla, senza restrizioni in termini capienza, purché nel rispetto dei protocolli e delle linee guida. Al fine di consentire la piena partecipazione agli eventi fieristici, viene inoltre garantito il libero ingresso dall'estero nel territorio nazionale, fermi restando gli obblighi previsti in relazione al territorio di provenienza. Il provvedimento in esame, però, non può e non deve essere considerato avulso dal concreto andamento della curva epidemiologica e degli altri parametri di allerta in grado di determinare il grado di rischio per ciascuna Regione. Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad una crescita dei contagi, che non va sottovalutata. Bene dunque le riaperture, ma non si abdichi ai controlli, che devono essere ancora maggiori, per garantire il rispetto delle misure precauzionali rimaste a scongiurare in tutti i modi nuove restrizioni. Con l'auspicio, per tutti noi, di non doverci più trovare a discutere di questo genere di decreti e di poter finalmente dedicare la totalità dei nostri lavori alla crescita economica e al rilancio dell'Italia, si continui dunque con la legge di bilancio a trovare soluzioni per i cittadini, senza dimenticare il superbonus, che sta subendo attacchi immeritati. Complicare le cose semplici pare un'attività che va per la maggiore, ma il MoVimento 5 Stelle, con l'aiuto dei portatori di buonsenso, non lo permetterà e si impegnerà a rendere comprensibile una misura che tanto sta facendo per l'efficientamento e il miglioramento delle case degli italiani. Grazie e buon lavoro a tutti noi, con particolare riguardo ai portatori di buonsenso. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signor Presidente, ci troviamo di fronte alla conversione in legge del decreto-legge n. 139, che è stato chiamato decreto capienze, ma in realtà soltanto un articolo può riferirsi al titolo del provvedimento, che ha modificato, aumentandolo, l'accesso ai luoghi pubblici sia all'aperto, sia al chiuso, per quello che riguarda lo spettacolo, sia esso riconducibile all'intrattenimento, alla cultura o allo sport. In realtà, il decreto capienze parla di tutt'altro e la prima considerazione e il primo rilievo critico che avanzo a nome mio personale - ma che sono sicuro siano condivisi da tutto il Gruppo - riguardano il metodo che è stato utilizzato per parlare di tanti altri argomenti all'interno di questo provvedimento, che solo casualmente può definirsi decreto capienze.