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il comma 2 dell'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, dispone che: "Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato"; la drammatica condizione in cui versa Patrick Zaki e il regime di detenzione cui è sottoposto nel carcere di massima sicurezza di Tora, noto, come denunciato ripetutamente da diverse organizzazioni internazionali, per le condizioni inumane e i continui abusi ai danni dei reclusi, unitamente alle ripetute e precedentemente citate violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime egiziano ai danni dei dissidenti politici configurano come di tutta evidenza il ricorrere di un eccezionale interesse del nostro Paese a riconoscere tempestivamente la cittadinanza italiana al ricercatore egiziano, impegna il Governo: 1) ad intraprendere con urgenza tutte le dovute iniziative affinché a Zaki sia riconosciuta la cittadinanza italiana ai sensi del comma 2 dell'articolo 9 della citata legge n. 91 del 1992; 2) ad adoperarsi con maggiore vigore in tutte le sedi europee e internazionali, perché l'Egitto provveda senza ulteriori indugi al rilascio di Patrick George Zaki. Atto n. 1-00330 ROMANO CASTELLONE MARINELLO PISANI Giuseppe QUARTO MATRISCIANO TURCO NOCERINO CAMPAGNA MAIORINO CORBETTA NATURALE VACCARO GALLICCHIO FERRARA MANTOVANI PUGLIA LEONE LANZI GAUDIANO DELL'OLIO AUDDINO RICCIARDI TRENTACOSTE FEDE PELLEGRINI Marco MONTEVECCHI DE LUCIA FENU PRESUTTO EVANGELISTA L'ABBATE DONNO PAVANELLI SANTANGELO SANTILLO PIRRO ANASTASI - Il Senato, premesso che: quella da COVID-19 è una delle più gravi pandemie della storia dell'umanità, con circa 110,6 milioni di eventi morbosi e oltre 2,4 milioni di morti registrati al 20 febbraio 2021, che ha innescato una crisi sanitaria senza precedenti nel mondo moderno; la comparsa di nuove varianti del COVID-19 comprova che la pandemia in atto non potrà cessare sino a quando la malattia epidemica non sarà arginata su scala globale; le conseguenze socioeconomiche legate alla pandemia sono destinate ad essere devastanti, se le vaccinazioni non subiranno una rapida accelerazione a livello globale, atteso che i sistemi sanitari sono già ampiamente in sofferenza e l'applicazione delle sole disposizioni precauzionali (distanziamento fisico, limitazione dei contatti sociali, restrizioni negli spostamenti e intensificazione dei test diagnostici) non sono di per sé sufficienti a contenere e sconfiggere la pandemia a un anno dalla loro prima applicazione; è evidente la necessità di aumentare in maniera rapida ed esponenziale la produzione e l'offerta di vaccini, ma ciò richiede una maggiore condivisione delle tecnologie brevettate, oltre che del know how , dei dati e delle risorse, specialmente con riguardo ai Paesi in via di sviluppo, come, peraltro, evidenziato nell'appello del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità; considerato che appare quanto mai utile sostenere la proposta di sospensione temporanea di alcune obbligazioni dell'accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS), al fine di facilitare la condivisione di tutta la proprietà intellettuale e del know how , superando i monopoli di proprietà intellettuale e assicurando una maggiore e più proficua collaborazione per aumentare e accelerare la disponibilità e l'accessibilità, anche economica, dei vaccini, dei test e dei trattamenti COVID-19 a livello globale; ritenuto che: il prezzo di vite umane, oltre che economico e psicologico, pagato dalle nostre società a causa della pandemia è altissimo, mentre ingenti risorse pubbliche sono già state destinate all'innovazione tecnologica per una rapida ed efficace risposta sanitaria al COVID-19; è nell'interesse comune lavorare in modo sinergico per garantire una campagna vaccinale quanto più rapida e diffusa possibile a livello globale, rimuovendo qualsiasi ostacolo di natura privatistica, impegna il Governo ad attivarsi per sostenere la proposta di sospensione di alcune obbligazioni dell'accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS), al fine di garantire la massima tutela dei diritti alla vita e alla salute, oltre che un'esistenza dignitosa all'intera popolazione mondiale. Atto n. 1-00331 AIMI CANGINI SCHIFANI GASPARRI MALAN BINETTI PAGANO GALLONE BARBONI CALIENDO FERRO TOFFANIN CALIGIURI PEROSINO CESARO BERARDI RIZZOTTI DE SIANO SICLARI MASINI MINUTO DAMIANI STABILE - Il Senato, premesso che: dai dati dell'ultimo annuario statistico pubblicato il 18 dicembre 2020 dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sono 2.204 i cittadini detenuti in istituti penitenziari che si trovano fuori dal territorio italiano, di cui circa l'80 per cento in Europa, il 10 per cento circa nel continente americano e la parte rimanente distribuita negli altri continenti; gli enti italiani che si occupano della protezione dei detenuti all'estero sono principalmente le ambasciate e i consolati, i quali godono di una serie di poteri da esplicare per garantire che ai detenuti vengano riconosciute le minime garanzie di tutela dignitosa; la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963 e la Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate del 1983 costituiscono il quadro normativo di riferimento in base al quale si dovrebbe garantire la protezione, disciplinando nella fattispecie i compiti dei consolati, l'estradizione e il trasferimento dei condannati. La mancanza di vincoli e soprattutto il fatto che non tutti gli Stati abbiano sottoscritto gli accordi citati rendono evidente la debolezza del diritto internazionale; in Venezuela tra i circa 400 prigionieri politici vi sono 3 cittadini italiani: Juan Planchart e Juan Marrufo Capozzi sono detenuti, con gravi problemi di salute, nelle carceri venezuelane dal 2019, mentre Hugo Marino risulta scomparso dopo essere stato sequestrato; Hugo Marino, intermediario governativo italo-venezuelano, nel giugno 2013 ha coordinato le operazioni di ritrovamento di un bimotore precipitato il 4 gennaio dello stesso anno al largo dell'arcipelago di Los Roques, in Venezuela, su cui viaggiavano 4 persone, Vittorio Missoni, la moglie Maurizia Castiglioni, Pralboino Guido Foresti ed Elda Scavenzi; il 20 aprile 2019 Hugo Marino sbarcato all'aeroporto Simon Bolivar di Caracas, secondo alcune testimonianze, subito dopo aver effettuato una chiamata telefonica alla madre, per informarla del suo arrivo, è stato prelevato da uomini della Direcion general de contrainteligencia militar; i familiari di Hugo Marino, dopo essere stati informati del fermo, si sono recati nella sede della DGCIM per avere informazioni circa il loro parente detenuto, e fornirgli ciò che avrebbe potuto alleviare il suo stato, viste le condizioni disumane in cui versano le carceri venezuelane.