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A seguire, secondo le linee definite dal Piano di sviluppo delle capacità (CDP), gli Stati, con l'aiuto del Servizio dell'azione esterna, dell'Agenzia europea della difesa e dello Stato maggiore UE, avviano una progettazione cooperativa per colmare le lacune esistenti, evitare duplicazioni e sprechi di risorse, attraverso gli strumenti della Cooperazione strutturata permanente (PESCO); - dopo i primi interventi per favorire i trasferimenti intra-comunitari e l'armonizzazione delle regole del procurement , a partire dal giugno del 2017 la Commissione ha poi adottato anche un pacchetto di misure di finanziamento diretto dell'industria della difesa, articolato in due diverse fasi; - per la prima fase, che copre il periodo 2017-2020, sono stati istituiti, con risorse già presenti nel bilancio, due principali programmi di sostegno: uno dedicato alla ricerca, con una dotazione finanziaria di 90 milioni, (l'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa, PADR); e uno rivolto allo sviluppo dei progetti, con una dotazione di 500 milioni (il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, EDIDP); - con la recente elezione dei progetti vincitori del bando del 2019, l'Azione preparatoria ha concluso i suoi tre cicli di programmazione annuale, che stanno finanziando una serie di progetti, cui partecipano ovviamente anche aziende italiane, talvolta in posizione di direzione, come per il progetto Ocean 2020; - il programma EDIDP, che si rivolge alla fase dello sviluppo dei prodotti e alla definizione dei prototipi, si articola in due cicli di programmazione. Il bando del 2019 è scaduto lo scorso settembre. Il bando per il 2020 è stato invece appena pubblicato, con una scadenza prevista per il 1 dicembre 2020 (a meno di proroghe dovute all'emergenza Covid-19) e un budget complessivo di oltre 160 milioni di euro. Oltre ai bandi annuali, sono previste due iniziative da sostenere attraverso finanziamenti diretti, per il progetto del velivolo europeo a pilotaggio remoto, EURODRONE (con 100 milioni di euro, sostenuto da Francia, Germania, Spagna e Italia) e per lo sviluppo del sistema di comunicazioni per la difesa ESSOR (finanziato con 37 milioni); - per la seconda fase, per il periodo dal 2021 al 2027, la Commissione ha proposto uno strumento più strutturato e dotato di maggiori risorse, un vero e proprio Fondo europeo per la difesa, da finanziare con le risorse del nuovo Quadro finanziario pluriennale. Il procedimento per l'approvazione del regolamento del nuovo Fondo si è sostanzialmente concluso nella primavera del 2019, con l'accordo tra Parlamento e Consiglio. Resta però ancora da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo e su tale questione potrebbe incidere negativamente l'impatto economico conseguente alla crisi epidemiologica causata dal Covid-19; - resta però da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo. La proposta iniziale della Commissione, sostenuta dal Parlamento europeo, ipotizzava risorse molto significative, cioè 13 miliardi di euro complessivi per il periodo 2021/2027. Le proposte di compromesso presentate in Consiglio tra dicembre 2019 e febbraio 2020 avevano già ridotto di molto le ambizioni finanziarie del nuovo Fondo. L'emergenza Covid-19 ha poi stravolto le priorità della programmazione finanziaria Ue dei prossimi anni, per l'esigenza di dirottare quante più risorse possibili alle misure di sostegno alle economie nazionali; - nella proposta della Commissione presentata lo sorso 27 maggio, i fondi per la difesa ammontano a 10,7 miliardi di euro, di cui circa 9 destinati al Fondo europeo per la difesa e circa 1,7 alla mobilità militare; - per quanto riguarda la Cooperazione strutturata permanente (PESCO), su un totale di 46 progetti, l'Italia è capofila in 9 progetti, e partecipa ad altri 16; - le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce chimiche e biologiche o emergenze sanitaria, come il Covid-19. Nel bando EDIDP per il 2020, tra le azioni finanziabili, figura, ad esempio, un capitolo specifico per la componente di protezione NBC.Anche nell'ambito della PESCO, non mancano iniziative in grado di rafforzare, direttamente o indirettamente, le capacità militari europee di risposta a crisi di salute pubblica come il progetto della mobilità militare che ha loscopo di facilitare la mobilità degli assetti militari nel territorio europeo (dunque anche in caso di calamità o di emergenze sanitarie); il "Pacchetto per il dislocamento della capacità di soccorso militare nelle emergenze", di cui è capofila l'Italia; il Poligono di addestramento per la difesa CBRN e il progetto Sorveglianza CBRN; considerato che: - il processo di integrazione della difesa europea coinvolge ampiamente l'industria italiana; - nel settore della difesa l'Italia vanta eccellenze industriali di primo piano, competitive a livello mondiale, sia con grandi aziende che con una rete di piccole e medie imprese; - con riferimento ai programmi in ambito EDIDP, aziende italiane, con il supporto del Ministero della difesa, hanno partecipato a 14 dei 40 progetti complessivamente presentati in risposta al bando per il 2019, in 5 casi con un'industria nazionale a capo del consorzio; - due progetti italiani sono risultati vincitori del bando: uno relativo alla progettazione di sistemi di supporto all'addestramento per i piloti di aerei e l'altro relativo alla progettazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per l'osservazione della terra. Entrambi i progetti citati vedono un consorzio, per un totale di finanziamenti attesi pari a 11,5 milioni di euro; - sono risultati vincitori del bando EDIDIP 2019 anche altri 7 progetti cui partecipano aziende italiane, tra cui il progetto di ricevitori di posizionamento satellitare Galileo/PRS e il progetto Future Naval Platform per lo sviluppo di unità navali di futura generazione, con fondi complessivi per circa 123 milioni di euro; rilevato infine che: - anche gli operatori economici nazionali individuano nella frammentazione, sia sul fronte della domanda che dell'offerta, il principale fattore di debolezza dell'industria Europea della difesa; - nell'attuale contesto, appare imprescindibile la necessità di sfruttare appieno le opportunità offerte dai diversi progetti, piani e fondi dell'Unione europea, che sono però generalmente improntati al principio del co-finanziamento, e richiedono dunque un adeguato impegno finanziario da parte dei Paesi partecipanti; - un deciso sostegno, economico e organizzativo, delle progettualità più promettenti nell'ambito della PESCO, permetterebbe al nostro Paese di risultare un potenziale riferimento nel contesto collaborativo; - per l'accesso ai finanziamenti del Fondo europeo per la Difesa, che possono essere richiesti per gli stessi progetti Pesco, la possibilità di successo dei bandi da parte delle aziende nazionali e dello Stato italiano, è del pari legata al supporto economico e alle certezze programmatiche che potrà essere loro offerto;