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del comitato di coordinamento istituito nell'ambito dell'intesa Stato-regione Lombardia di cui al paragrafo III del "Pi- ano quinquennale di disinquinamento del bacino idrografico dei fiumi Lambro, Olona e Seveso" allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 luglio 1988, n. 363. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. - L'art. 17 della legge n. 400/1988 recante disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è così formulato: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) l'organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali. 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". Note all'art. 1: - Il testo dell'art. 2, comma 1, lettera a), della legge n. 349/1986 (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale), è il seguente: "1. Il Ministero esercita: a) le funzioni già attribuite al Comitato interministeriale previsto dall'art. 3 della legge 10 maggio 1976, n. 319, e quelle attribuite dalla stessa legge e dalle successive modifiche ed integrazioni al Ministero dei lavori pubblici". - Il testo dell'art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 217/1988 (Attuazione della direttiva CEE n. 86/280 concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva CEE n. 76/464, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183) è il seguente: "3. L'indicazione di ulteriori elementi può essere prescritta, in via generale, con decreto del Ministro dell'ambiente". - Il testo degli articoli 10, 11, 13 e 14 del predetto D.P.R. n. 217/1988 è il seguente: "Art. 10 (Competenze del Ministero dell'ambiente). - 1. Il Ministero dell'ambiente: a) stabilisce i programmi specifici di cui all'art. 14; b) ha funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività connesse all'applicazione del presente decreto; c) definisce le procedure tecniche per la vigilanza ed il controllo sugli scarichi; d) cura l'organizzazione dei dati conoscitivi forniti dalle regioni". "Art. 11 (Modifiche e integrazioni dei valori limite e degli allegati tecnici). - 1. Le modificazioni, le integrazioni e le sostituzioni delle disposizioni specifiche relative alle sostanze pericolose, disposte da direttive del Consiglio delle Comunità europee, sono apportate con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 2. In caso di modifica delle conoscenze scientifiche relative principalmente alla tossicità, alla persistenza ed alla accumulazione delle sostanze negli organismi viventi e nei sedimenti o in caso di perfezionamento dei migliori mezzi tecnici disponibili, con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, possono essere modificati i valori limite o fissati nuovi valori limite di cui all'allegato III". "Art. 13 (Funzioni ispettive). - 1. Le amministrazioni dello Stato, le regioni e gli enti locali esercitano, nell'ambito delle rispettive competenze, le funzioni di controllo ispettive per l'applicazione del presente decreto, avvalendosi degli organi tecnici di cui all'art. 12. 2. Gli ispettori possono accedere agli impianti e sedi di attività e richiedere i dati, le informazioni ed i documenti necessari per l'espletamento delle loro funzioni. Sono muniti di documento di riconoscimento rilasciato dall'autorità che li ha nominati e sono ufficiali di polizia giudiziaria in relazione all'espletamento delle connesse funzioni ispettive". "Art. 14 (Programmi specifici). - 1. Per le sostanze oggetto di specifica disciplina, di cui all'allegato III, con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della sanità e con gli altri Ministri interessati, sono stabiliti programmi specifici per ridurre, evitare od eliminare l'inquinamento derivante da fonti significative di queste sostanze, comprese le fonti multiple e diffuse, diverse dalle fonti di scarichi soggette al regime dei valori limite di cui al presente decreto. 2. Il decreto che approva i programmi di cui al comma 1 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. 3.