[resaula]

Da questo punto di vista saluto in maniera positiva il contributo che è stato dato oggi dai colleghi perché ci permette di parlare di Cuba, del contributo importante che hanno dato al Paese in un momento di difficoltà, delle esigenze di superare l'embargo e anche di una riflessione più generale da fare in prospettiva con strumenti diversi e coinvolgendo gli organismi competenti sul sistema delle sanzioni. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, penso che la mozione in esame sia molto importante e non solo - come ha giustamente ricordato il collega Alfieri - quale atto di ringraziamento e di gratitudine al popolo cubano, ai medici e agli operatori sanitari che ci hanno aiutato nel momento più difficile per noi, quello del primo impatto. Ricordo a tutti che noi siamo stati il Paese su cui il virus ha impattato per primo, con tutte le situazioni drammatiche che ricordiamo nel Nord Italia. Quegli operatori sono arrivati e hanno operato bene nella città di Crema e a Torino. Tra l'altro, non soltanto la sindaca di Crema ma anche oggi le istituzioni piemontesi, e soprattutto torinesi, hanno ringraziato il Governo e il popolo cubano per l'aiuto che è stato prontamente dato; ricordo che il ringraziamento è un atto dovuto. Nel periodo della pandemia continuare con provvedimenti come quello dell'embargo - a mio avviso assolutamente antistorici - è un grave danno. Come tutti gli embarghi, è un danno nei confronti dei cittadini cubani, che ha prodotto in tutti questi anni grande sofferenza. In questo periodo di pandemia, capite bene che la cosa è ancora ancora più grave. Non è un caso che nella mozione si cita l'appello che è stato lanciato dallo stesso Pontefice, che riguardava tutti gli embarghi nei confronti dei Paesi perché, in un momento così difficile, l'embargo viene a esercitarsi anche su quelle che sono le strumentazioni sanitarie e tutto ciò che serve. Quindi, è giusto, in questo momento più di altri, far sì che finalmente si esca da provvedimenti di tal genere, soprattutto nei confronti di chi li subisce da molti anni. Vorrei ricordare, poi, che non è una novità. Infatti uno degli impegni è a «continuare» in quella che è sempre stata, da parte dell'Italia, una politica di collaborazione e di cooperazione con un Paese amico. Inoltre, come sapete e come ricordava ora il vice ministro Sereni, l'Italia si è sempre adoperata, anche durante le assemblee generali dell'ONU, votando a favore della rimozione dell'embargo nei confronti di Cuba. Vorrei ricordare anche che durante l'Amministrazione Obama erano stati fatti grandi passi in avanti e una parte dell'embargo era stata rimossa. Ci siamo poi ritrovati, con l'Amministrazione Trump, a un passo indietro. Quella rimozione di una parte dell'embargo aveva prodotto una spinta, anche molto forte, del processo di riforme, sia economiche sia politiche, all'interno di Cuba. Il periodo della Presidenza Trump ha riportato indietro quel processo che pure era stato avviato, così come accaduto per altre questioni (penso all'accordo di Parigi). Oggi confidiamo che, con la nuova Amministrazione Biden e nell'ambito dei nostri rapporti con gli Stati Uniti, si possa riprendere quel percorso verso un rapporto diverso e di collaborazione, soprattutto per arrivare alla sospensione - e io dico alla rimozione - dell'embargo. In questo momento è particolarmente urgente operare in tal senso, perché la maggior parte dell'economia e quindi del PIL di Cuba si fonda sul turismo, come tutti sanno. Siamo ormai praticamente all'anno zero; ciò riguarda anche l'Italia, in cui pure il turismo ha un peso notevole, ma non quanto in un Paese come Cuba. Capite bene che l'embargo, anche dal punto di vista economico, produce una situazione veramente drammatica per le popolazioni. Credo quindi che l'ordine del giorno G1 sia importante e spero che il Governo si adopererà per proseguire in questo impegno, anche in sede europea. Tra l'altro, il rapporto tra Cuba e l'Unione europea è da molti anni su una strada di cooperazione molto importante e credo che il lavoro dell'Italia all'interno dell'Unione europea e di altri organismi, come l'Assemblea generale dell'ONU, sia molto importante per arrivare a un processo di rimozione dell'embargo. Occorre innanzitutto rafforzare i rapporti di cooperazione. Ha fatto bene il Pontefice a rivolgere un appello a tutti i governanti del mondo, facendo seguito a quello del Segretario generale dell'ONU, per far sì che siano sospese tutte le sanzioni, che danneggiano, in un momento difficile come questo, soprattutto i popoli e i cittadini. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole dei senatori del Gruppo Misto-LeU e di altri senatori del Gruppo Misto sull'ordine del giorno G1. (Applausi) . AIMI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, ho sentito in quest'Aula riecheggiare più volte un riferimento alla nuova Amministrazione Biden. Mi permetto di inviare immediatamente un telegramma a chi lo ha fatto, non per congelare il pensiero e un sentimento - che immagino alberghi nel cuore di ciascuno di noi - finalizzato a cercare di guardare al meglio del popolo cubano. Voglio però ricordare che lo stesso Biden pochi giorni fa ha dichiarato che il problema delle sanzioni a Cuba non è una priorità del Governo americano. È fin troppo ovvio che Forza Italia considera ogni gesto di solidarietà, come quello che si è verificato nell'ultimo anno a Crema e a Torino, da parte dei medici e degli infermieri che provengono da Cuba, come un atto di amicizia e sicuramente di benevolenza nei confronti del popolo italiano. Non possiamo però sottacere, visto che abbiamo l'occasione di parlarne, la situazione drammatica che vive in questo momento Cuba. Evidenziamo immediatamente che Forza Italia è vicina al popolo cubano. Sono stato a Cuba qualche tempo fa; è un Paese del quale mi sono innamorato. Dico subito che sono andato con mia moglie, affinché non si generino equivoci, dato che è una realtà in cui l'economia un tempo purtroppo - lo devo dire - si basava sui sigari, la canna da zucchero e qualcos'altro che qui non cito per correttezza. È una realtà meravigliosa, con gente molto mite e incredibilmente buona, ma c'è un Governo comunista e militare ormai da sessantadue anni che ha oppresso quel popolo e dobbiamo prendere in considerazione anche questi aspetti. Ricordo il primo incontro che feci. Era intorno al 1985 e venni invitato per la presentazione di un libro. L'autore era un poeta e scrittore cubano, Armando Valladares. Il suo libro si intitolava «Contro ogni speranza». Era stato incarcerato all'età di ventitré anni, perché contrario al regime castrista, e ne ha passati ventidue nei gulag del regime castrista. È stato torturato; ha cercato più volte la fuga. È una sorta di «Papillon», ma nessuno ne ha mai parlato e sarebbe un libro consigliabile a tanti che oggi ascoltano e sanno perfettamente che quel regime ha commesso nefandezze inenarrabili.