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2 Le amministrazioni pubbliche, nell'ambito delle proprie competenze, promuovono la formazione e la specializzazione di tutti gli operatori del settore, ivi compresa la formazione dei giudici al fine di rafforzare le loro competenze. 4 (Educazione scolastica contro la violenza e la discriminazione di genere) 1 Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nei limiti degli stanziamenti di bilancio disponibili a legislazione vigente, promuove l'educazione alla relazione contro la violenza e la discriminazione di genere nell'ambito dei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di sensibilizzare, informare, formare gli studenti e prevenire la violenza nei confronti delle donne, anche attraverso un'adeguata trattazione della tematica nei libri di testo. L'educazione alla relazione è volta a favorire il rapporto con l'altro ed è fondata su una cultura delle pari opportunità. 2 Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nei limiti degli stanziamenti di bilancio disponibili a legislazione vigente, promuove l'istituzione, nei consigli d'istituto e nei collegi dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, del referente altamente specializzato per l'educazione alla relazione, preposto alla sollecitazione di misure educative a favore delle pari opportunità tra i generi e della promozione della soggettività femminile. 3 Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, adottato, di concerto con il Ministro competente per le pari opportunità, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le misure di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2. III TUTELA DELLE VITTIME DI VIOLENZA E DIFFUSIONE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE 5 (Nuclei specializzati in ambito forense e psicologico per l'assistenza delle vittime di violenza) 1 Le aziende ospedaliere e le aziende sanitarie locali assicurano l'attivazione di almeno un nucleo specializzato in ambito forense e psicologico per i problemi correlati alla violenza nei confronti delle donne. 2 Il nucleo specializzato di cui al comma 1, al fine di assicurare assistenza integrata alle vittime di violenza, garantisce l'intervento di personale sanitario adeguatamente formato per l'accoglienza, l'assistenza e la cura delle vittime di violenza. Il personale sanitario deve avere una specifica preparazione in campo forense e possibilmente anche in campo psicologico. L'assistenza richiesta garantisce, oltre agli interventi per la cura della vittima, l'adeguata effettuazione di esami, prelievi e refertazioni, che possono essere utilmente prodotti come prove della violenza in un'eventuale fase giudiziaria. 3 Il personale sanitario operante presso il nucleo specializzato di cui al comma 1 segue corsi di formazione appositamente organizzati. 4 Le aziende ospedaliere, con particolare attenzione alle strutture ospedaliere di pronto soccorso, e le aziende sanitarie locali assicurano che almeno una parte del personale sia adeguatamente formato per l'accoglienza, l'assistenza integrata e la cura delle vittime di violenza sessuale, maltrattamenti, stalking . Con decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali, sono stabilite le modalità per la formazione del personale di cui al primo periodo attraverso seminari organizzati da esperti specializzati nella prevenzione della violenza di genere e sostegno alle vittime provenienti dai consultori pubblici, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Nella rete dei consultori pubblici o nelle unità sanitarie è possibile individuare le professionalità adeguate agli scopi della presente legge. 5 Il personale specializzato, secondo quanto previsto dal decreto di cui al comma 4, può predisporre piani di organizzazione annuale e di aggiornamento, richiedere l'appoggio di professionalità esterne al servizio pubblico come le organizzazioni non governative e le case e i centri delle donne. 6 (Programmi di riabilitazione destinati agli autori di violenze di genere, di abusi sessuali o maltrattamenti in famiglia) 1 È assicurato lo sviluppo e l'attivazione di azioni di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenze di genere, di abusi sessuali o maltrattamenti in famiglia. Si tratta di interventi per l'ascolto e la riabilitazione psicologica, su base volontaria, degli autori di tali violenze. 7 (Diffusione e rafforzamento su tutto il territorio nazionale dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza) 1 Le case e i centri destinati all'accoglienza, all'ospitalità o alla residenza temporanea, i centri d'ascolto, di accoglienza, di consulenza legale e psicologica, di raccolta dati, di informazione e di ricerca, di seguito denominati «case e centri delle donne», che agiscono senza fini di lucro e sono autonomi nelle metodologie, nei progetti, nella gestione e nelle modalità di rapporto con le istituzioni pubbliche o private, assicurano sostegno e solidarietà ad ogni donna, cittadina italiana o straniera, presente sul territorio italiano. 2 Le case e i centri delle donne si avvalgono di competenze appositamente acquisite e maturate nelle pratiche e nell'esperienza dell'accoglienza. 3 Al fine di offrire solidarietà ed accoglienza a tutte le donne che a essi si rivolgono e ai propri figli minori, è d'obbligo la diffusione e il rafforzamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza su tutto il territorio nazionale. Un terzo dei Fondi disponibili deve essere riservato all'istituzione di nuovi centri e di nuove case rifugio. IV MISURE DI CARATTERE PENALE E DI PREVENZIONE 8 (Modifiche al codice penale) 1 Dopo l'articolo 610 del codice penale è inserito il seguente: «Art 610- bis . - (Violenza psicologica) . – Chiunque con violenza o minaccia compromette seriamente l'integrità psicologica di una persona è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se la condotta è riconducibile a taluno dei delitti di cui all'articolo 572 la pena è aumentata». 9 (Modifiche al codice di procedura penale) 1 Al comma 2 dell'articolo 442 del codice di procedura penale, dopo le parole: «In caso di condanna,» sono inserite le seguenti: «eccetto che per taluno dei delitti di cui all'articolo 572 del codice penale,». 2 Al comma 1- bis dell'articolo 444 del codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e quelli di cui all'articolo 572 del codice penale». 10 (Previsione di programmi di riabilitazione da parte dell'amministrazione penitenziaria)