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Vorremmo che questi dati, se devono essere chiamati statistici, abbiano una forma di certificazione». E nella nota scritta presentata asseriva che «occorre tutelare la forte esigenza degli statistici di identificare legalmente una figura professionale di statistico, in assenza della quale, si inseriscono figure improvvisate che discreditano la materia e disincentivano l'uso e la pratica di mezzi statistici che se correttamente utilizzati inducono un vantaggio competitivo rispetto a chi non li usa». Il presidente pro tempore della società italiana degli economisti -- SIE, professore Roncaglia, si è detto contrario all'istituzione di un nuovo ordine professionale, ma ritiene necessaria una riconosciuta professionalità nel settore. L'associazione nazionale statistici -- ANASTAT in audizione ha fatto presente che: «Nel decreto legislativo n. 322 del 1989 che istituisce il sistema statistico nazionale, non è previsto chi deve dirigere un ufficio di statistica e non è stato ritenuto necessario confermare che la figura apicale dell'ufficio di statistica debba essere uno che sia o statistico e/o che abbia superato l'esame di Stato nelle discipline statistiche, requisito indispensabile ma ignorato fino al 1989, e previsto in una legge dello Stato. Però, negli altri uffici specifici della pubblica amministrazione, sono previsti professionisti iscritti all'Albo, ad esempio nell'ufficio tecnico, nell'ufficio legale, nell'ufficio stampa, nella direzione sanitaria». Pertanto è emerso l'orientamento negli interventi degli onorevoli, che più che approvare le norme per un ordine professionale degli statistici, sottolineavano la necessità di garantire l'esistenza della professione dello statistico, possibilmente certificata, auspicando quindi un albo. Il Servizio studi della Camera dei deputati in un parere sull'albo degli statistici, facendo riferimento alla Commissione europea, dice tra l'altro: «facendo seguito ad un libro verde del 22 giugno 2011, il 19 dicembre 2011 la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione (COM(2011) 883) della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali». A fronte della crescente richiesta di personale altamente qualificato, la proposta intende favorire la mobilità dei professionisti all'interno dell'Unione europea in particolare mediante: 1) l'introduzione di una tessera professionale europea per facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite nell'Unione europea; 2) un migliore accesso alle informazioni relative al riconoscimento delle qualifiche professionali mediante gli sportelli unici istituiti nel quadro della direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno; 3) un aggiornamento dei requisiti minimi di formazione (che risalgono a 20-30 anni fa) per medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari ed architetti; 4) l'introduzione di un sistema di allerta in base al quale le autorità competenti dei singoli Stati membri saranno tenute a segnalare alle proprie omologhe degli altri Stati membri i nominativi dei professionisti che lavorano in ambito sanitario cui è stato proibito di esercitare la propria attività professionale da un'autorità pubblica o un tribunale; 5) la creazione di un quadro di formazione e di verifiche professionali comuni allo scopo di estendere il riconoscimento automatico a nuove professioni. Oltre a ciò vi è la «Risoluzione del Parlamento europeo sulle regolamentazioni di mercato e le norme di concorrenza per le libere professioni», P5TA(2003)0572. Inoltre dalla Commissione europea vi è la Comunicazione sulla «Relazione sulla concorrenza nei servizi professionali» del febbraio 2004 COM(2004) 83 def. Si veda anche la Comunicazione del 5 settembre 2005 su «I servizi professionali -- Proseguire la Riforma». Da considerare anche il «codice delle statistiche europee» del 2005 e del 2011 riguardo alla richiesta di professionalità specifica nel settore statistico pubblico. Il disegno di legge che si presenta è attinente alla sola istituzione dell'albo nazionale «professionale» degli statistici e del suo funzionamento, ed ha come scopo «l'accertamento della professione degli statistici, le competenze metodologiche e specialistiche degli addetti al settore delle statistiche, l'accertamento della qualità dell'attività professionale svolta negli uffici di statistica pubblici e privati, la tutela del cittadino che deve poter fruire di dati e di analisi statistiche realizzate e certificate da una figura legalmente riconosciuta e con una professionalità statistica ammessa e tutelata dalla legge e di mettere in evidenza che le scienze statistiche non si limitano alla sola raccolta dei dati e alla loro presentazione. Pertanto tutto il complesso delle norme proposte non ha le caratteristiche operative di un ordine professionale, ma di un albo professionale governato da un regolamento, gestito da un Comitato, che prevede l'Assemblea degli associati e le relative cariche e attività associative, come la Royal Statistical Society nel Regno Unito, l' America Statistical Association negli USA e in Italia la Società italiana di statistica -- SIS, la Società Italiana di Economia, demografia e statistica -- SIEDS e l'Associazione nazionale statistici -- ANASTAT ed altre simili. Nella «Nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali» dell'ISTAT al numero 2.1.1.3.2 vi sono gli statistici, dei quali è detto: «Le professioni comprese in questa Unità Professionale conducono ricerche su concetti e teorie fondamentali della scienza attuariale e della statistica, incrementano la conoscenza scientifica in materia, applicano le relative teorie e tecniche per raccogliere, analizzare e sintetizzare informazioni, per definire modelli di interpretazione dei dati, per individuare soluzioni statistiche da adottare nei vari settori della produzione di beni e servizi e della stessa ricerca scientifica». Gli esempi professionali citati sono: attuario, esperto in ricerca operativa, statistico, statistico economico, statistico esperto in controlli di qualità, statistico metodologico, manca il demografo e lo statistico sociale. Inoltre nella detta Nomenclatura, ad un livello più basso sono previsti, al n. 3.1.1.4, i «Tecnici Statistici», i quali «assistono gli specialisti nella ricerca sperimentale, nelle indagini e in altre ricerche demografiche, epidemiologiche ed economiche; nel controllo e nell'applicazione delle procedure di ricerca e di acquisizione dei dati; nella gestione sul campo delle rilevazioni; nel controllo della qualità dei dati rilevati e nella elaborazione statistica degli stessi. L'esercizio della professione di attuario junior , compresa nella categoria, è regolata dalle leggi dello Stato». Ma non per gli statistici in senso lato ed in particolare per quelli con laurea specialistica in scienze statistiche e che con laurea triennale in statistica. Le disposizioni per l'istituzione, lo scopo e l'organizzazione dell'albo nazionale professionale degli statistici riguardano l'accertamento della professione, delle competenze metodologiche, della qualità dell'attività, della professione legalmente riconosciuta con il fine di tutelare il cittadino che fruisce dei dati. È previsto che il Ministro della giustizia istituisca una Commissione per la formazione dell'albo, che è composto nelle sezioni A e B rispettivamente sulla base delle lauree statistiche quinquennali (o quadriennali di vecchio ordinamento) e triennali. L'iscrizione all'albo, in modo personale e facoltativo, avviene previo superamento dell'esame di Stato per l'abilitazione nelle discipline statistiche o dell'accreditamento professionale.