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Colleghi, secondo quanto già concordato, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16, con la discussione del disegno di legge delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo. (La seduta, sospesa alle ore 12,02, è ripresa alle ore 16,04) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 2318 Delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2318. I relatori, senatori Catalfo e Rampi, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Catalfo. CATALFO, relatrice . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Italia negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una diminuzione degli investimenti pubblici nel settore dello spettacolo e per i lavoratori che ne fanno parte. Questa attenzione ridotta, purtroppo, si è tradotta nel tempo in un basso livello di tutele, di remunerazione e di welfare e la crisi pandemica, purtroppo, ne ha messo in risalto le fragilità. Abbiamo ancora negli occhi le manifestazioni, pacifiche e giustissime, dei lavoratori dello spettacolo nelle principali piazze italiane, con i propri bauli vuoti. Sentivamo il dovere di dare una risposta a tutti loro che si traducesse in misure strutturali e non destinate ad esaurirsi in poco tempo. Ci siamo riusciti, lavorando molto e in silenzio. Oggi compiamo un passo decisivo verso un nuovo assetto del lavoro dello spettacolo, che ne riconosca le peculiarità e sappia tutelarne le fragilità. Le istanze, le proposte e le richieste pervenute dagli artisti, dai professionisti e da quanti operano nel mondo della cultura hanno fornito contributi essenziali per il miglioramento del testo. Vorrei ringraziare le associazioni di categoria, con cui abbiamo lavorato costantemente, in stretto contatto, in questi mesi. Un ringraziamento ai rappresentanti delle arti e dei mestieri, ai tanti coordinamenti di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo di ogni comparto, da "Attrici attori uniti" a "Sarte di scena". Attraverso loro, vorrei mandare un pensiero a tutti i lavoratori della cultura e dello spettacolo. Non abbiamo lasciato cadere nel vuoto le richieste di ascolto e di aiuto che ci hanno posto durante la pandemia ed oggi compiamo un passo decisivo per garantire al settore il sostegno e le tutele che da tempo erano invocate. Con l'approvazione di questo importante provvedimento si pongono le fondamenta per una vera riforma strutturale. Il testo, infatti, è stato modificato e ampliato in modo significativo nel corso del suo esame in Commissione, grazie alla proficua collaborazione tra Commissione lavoro e Commissione cultura. Ringrazio, a tal proposito, il collega senatore Rampi, relatore insieme a me del provvedimento, il presidente Nencini e la presidente Matrisciano, i senatori delle Commissioni competenti, le consigliere, i funzionari e il personale delle due Commissioni, il Ministro della cultura e il Ministro del lavoro. Il disegno di legge delega si pone l'obiettivo di migliorare l'assetto normativo, di riordinare e rivedere gli ammortizzatori sociali, di introdurre nuovi sistemi di tutele per i lavoratori dello spettacolo. Promuove e sostiene i lavoratori professionisti dello spettacolo, riconosce il ruolo sociale dei lavoratori e dei professionisti dello spettacolo come strumento indispensabile per lo sviluppo della cultura e strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell'arte italiana in Europa e nel mondo. Riconosce la flessibilità, la mobilità e la discontinuità quali elementi propri delle professioni dello spettacolo e adegua a tali condizioni le tutele per i lavoratori del settore al fine di renderle effettive. Tra i più importanti risultati, per cui voglio ringraziare ancora tutta la Commissione, vi è appunto il riconoscimento della discontinuità dell'attività lavorativa. In questo settore, infatti, il rapporto di lavoro è strutturalmente discontinuo. Il provvedimento riconosce la specificità delle prestazioni di lavoro nel settore dello spettacolo, anche se rese in brevi intervalli di tempo. Riconosce la rilevanza dei periodi di preparazione e di prova, che costituiscono ore di lavoro ad ogni effetto nella carriera dei lavoratori e dei professionisti dello spettacolo. Istituisce il registro nazionale dei professionisti operanti nel settore, l'osservatorio dello spettacolo, il sistema nazionale rete degli osservatori, gli osservatori regionali e il tavolo permanente per lo spettacolo. Riconosce la professione di agente o rappresentante per lo spettacolo dal vivo e istituisce il registro nazionale degli agenti per lo spettacolo dal vivo. Riconosce i live club e istituisce Il portale INPS e servizi per i lavoratori dello spettacolo, oltre che lo sportello unico per lo spettacolo. Tanto di quanto sopra esposto è stato inserito in sede referente. Riguardo agli interventi di più stretto interesse lavoristico inseriti all'interno della delega, vi è l'importante introduzione della definizione di nuove norme in materia di contratti di lavoro nel settore; il riconoscimento delle specificità del lavoro e del carattere strutturalmente discontinuo delle prestazioni lavorative, indipendentemente dalla qualificazione autonoma o subordinata del rapporto di lavoro; il riconoscimento dell'indennità giornaliera, quale elemento distinto e aggiuntivo del compenso o della retribuzione, in caso di obbligo per il lavoratore di assicurare la propria disponibilità su chiamata o di garantire una prestazione esclusiva; la previsione di specifiche tutele normative ed economiche per i casi di contratto di lavoro intermittente o di prestazione occasionale di lavoro; la previsione di tutele specifiche per l'attività preparatoria e strumentale all'evento o all'esibizione artistica. Vi è anche un'ulteriore importante modifica che riguarda l'equo compenso per i lavoratori autonomi dello spettacolo e l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di remunerare ogni prestazione di lavoro autonomo nello spettacolo che derivi da bandi e procedure selettive. Il lavoro di proficua collaborazione all'interno delle Commissioni riunite e il continuo confronto con i lavoratori e i loro rappresentanti, oltre che la costruttiva interlocuzione con il Ministero della cultura e con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ci ha consentito in sede referente di ampliare le tutele a tutti i lavoratori dello spettacolo, quindi anche a coloro che sono inseriti nel cosiddetto gruppo B, introducendo l'indennità di discontinuità quale indennità strutturale e permanente che riconosce il carattere discontinuo della prestazione dei lavoratori del settore, e ci ha consentito di definire i criteri della stessa riconoscendo tra l'altro, oltre che l'indennizzo, anche le giuste tutele previdenziali. Si tratta di una importante conquista che conferma, anche dal punto di vista normativo, che l'attività dei lavoratori dello spettacolo non si ferma quando vengono spente le luci del palcoscenico. In particolare si prevedono, in ragione del carattere discontinuo delle prestazioni lavorative: il limite massimo annuo di reddito riferito all'anno precedente e solare; il limite minimo di prestazioni lavorative effettive nell'anno solare;