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Dopo ogni caduta, con il manichino sospeso a fermo nella posizione finale di equilibrio, si misura l'angolo a che l'asse dorsale del manichino forma con la verticale. Il risultato della prova è giudicato positivo: se nel corso della prova comprendente quattro cadute il manichino è costantemente trattenuto dall'imbracatura; e se, contemporaneamente, dopo ogni caduta, a manichino fermo, risulta minore del 50%. Sul certificato di prova vanno riportati distintamente i risultati delle quattro cadute. ------- (*) È utilizzabile, ad esempio, un manichino conforme alla norma francese NF-R-10-101 ovvero di caratteristiche confrontabili. 2. ORGANO DI TRATTENUTA CON FRENO INCORPORATO. È l'organo flessibile, fornito di freno incorporato, provvisto alle due estremità di dispositivo di collegamento (moschettone, gancio...), mediante il quale l'imbracatura viene collegata all'organo d'ancoraggio scorrevole dell'attrezzatura. Il freno ha lo scopo di assorbire e dissipare parte dell'energia cinetica acquistata dal corpo in caduta libera, in modo da contenere entro limiti prefissati la sollecitazione trasmessa nella fase d'arresto della caduta. Il freno può essere realizzato sfruttando soluzioni diverse quali: la scucitura progressiva di un nastro, l'allungamento elastoplastico di un elemento, la frenatura meccanica di una corda (ottenuta per es. forzandone il passaggio attraverso un foro calibrato). In ogni caso l'intervento del freno per l'arresto di una caduta comporta un allungamento (delta l) dell'organo di trattenuta, interpretabile come spazio di frenata. 2.1. Prescrizioni concernenti i materiali. 2.1.1. L'organo di trattenuta deve essere realizzato con un tratto di corda per alpinismo ovvero con un nastro ottenuti impiegando fibre sintetiche resistenti alle muffe ed alle sollecitazioni dinamiche, poco sensibili ai fenomeni d'invecchiamento, quali quelle ricavate da poliammidi e poliesteri. È invece da escludere l'impiego di fibre ricavate dalle pollolefine, in quanto soggette ad un rapido invecchiamento. La corda ed il nastro devono resistere senza rompersi ad un carico di trazione di 20 kN applicato staticamente e mantenuto applicato per due minuti. 2.1.2. Il freno, quale che sia la sua realizzazione, deve superare le prove di qualificazione di cui ai paragrafi 2.3.1. ; 2.3.2. 2.1.3. Gli accessori metallici (quali i dispositivi di collegamento-ganci, moschettoni...) devono risultare resistenti o protetti contro la corrosione. Quelli con funzione portante devono inoltre essere realizzati impiegando materiali e tecnologie costruttive che garantiscono ai prodotti finiti un'adeguata resistenza alle sollecitazioni d'urto. 2.2. Requisiti costruttivi. 2.2.1. Il freno deve essere incorporato nell'organo di trattenuta in modo da non risultare distaccabile da quest'organo se non danneggiandolo e rendendolo conseguentemente inutilizzabile, ovvero impiegando un attrezzo speciale. Sollecitando a trazione l'organo di trattenuta, il freno non deve intervenire sotto carichi minori di 1,5 kN. Il freno, inoltre, deve risultare posizionato in prossimità dell'imbracatura e deve presentare peso ed ingombro contenuti, in modo da consentire l'attività lavorativa senza apprezzabile fastidio. 2.2.2. I dispositivi di collegamento (ganci, moschettoni...) devono essere provvisti di chiusura di sicurezza che ne impediscano lo sganciamento accidentale e, nelle condizioni di normale impiego, devono inoltre resistere, eventualmente deformandosi ma senza perdere la presa, ad uno sforzo di trazione di 20 kN applicato staticamente e mantenuto applicato per due minuti. 2.2.3. Le connessioni dei vari componenti devono essere eseguite a regola d'arte con sistemi e materiali che garantiscano la resistenza delle connessioni stesse alle massime sollecitazioni dinamiche ipotizzabili nell'uso. Le parti terminali delle corde e dei nastri devono essere trattate in modo da evitare aperture e/o sfilacciamenti (possono ad es. essere fuse a caldo o saldate chimicamente). 2.2.4. La lunghezza complessiva (l) dell'organo di trattenuta con freno incorporato e provvisto alle estremità di dispositivi di collegamento non deve superare 2 m. 2.3. Prove di qualificazione e criteri di valutazione dei risultati. 2.3.1. Prova di trazione statica. La prova viene condotta come segue. In primo tempo l'organo di trattenuta con il freno incorporato, completo dei dispositivi terminali di collegamento, viene sollecitato staticamente a trazione con carichi lentamente e progressivamente crescenti, per individuare il carico minimo (F1) a partire dal quale il freno comincia ad intervenire. Successivamente si prosegue la prova di trazione riprendendo ad applicare carichi lentamente e progressivamente crescenti all'organo di trattenuta (che in queste condizioni si allunga progressivamente sia per l'intervento del freno sia per gli allungamenti elastoplastici che subisce la corda o il nastro) fino a raggiungere uno sforzo di trazione (F2) di 20 kN. Questo sforzo viene mantenuto applicato per due minuti. Infine si porta a rottura l'organo di trattenuta rilevando il carico di rottura (R). Il risultato della prova è giudicato positivo se risulta: (F1 maggiore o uguale a 1,5 kN) e se inoltre l'organo di trattenuta con freno incorporato, nell'intervallo di tempo di due minuti durante il quale il carico viene mantenuto costante, resiste senza rompersi al carico F2 = 20 kN. La prova deve essere effettuata su due campioni nuovi completi. Sul certificato di prova devono essere riportati i risultati (F1; tenuta al carico costante di 20 kN; R) delle due prove. 2.3.2. Prova dinamica per l'accertamento della capacità protettiva dell'organo di trattenuta con freno incorporato. L'attrezzatura di prova comprende: a) una massa rigida (M) di 100 + 0,1 kg; b) una struttura metallica rigida che consente: b.1) l'ancoraggio dell'organo di trattenuta (A) tramite un trasduttore di forza (T1) per la rilevazione dei valori istantanei della forza F(t) trasmessa nella fase di frenatura e d'arresto della massa (M) al termine della caduta libera verticale; b.2) la sospensione della massa M ad un dispositivo di trattenuta e di sgancio (D1); b.3) la caduta verticale guidata, con trascurabile resistenza d'attrito, della massa M per un'altezza di caduta per quanto possibile prossima al valore Hc = 2 lo (avendo indicato con lo la lunghezza complessiva iniziale dell'organo di trattenuta con freno incorporato, completo di dispositivi terminali di collegamento); b.4) l'ulteriore corsa verticale guidata dalla massa M corrispondente allo spazio di frenata; c) una "catena di misura" che consente la misura e la registrazione, senza distorsione, della forza F(t) e cioè dello spettro di forze compreso tra una forza di trazione continua e forze di trazione di caratteristiche impulsive di frequenza variabile fino a 100 Hz (corrispondenti a picchi di durata uguale o superiore a 0,01 secondo).