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le richieste di fusione dei Comuni pervenute per il 2019 risultano circa 100, per un importo di oltre 76 milioni di euro, superiore di oltre 30 milioni rispetto alla dotazione del fondo dedicato; l'importo di un milione di euro stanziato per le fusioni dei Comuni, nel decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, era previsto solamente per le annualità 2017 e 2018; considerato inoltre che: il finanziamento del Fondo di solidarietà comunale, introdotto limitatamente al triennio 2014-2016 dalla legge di stabilità per il 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147), è stato consolidato a partire dal 2016; a decorrere dal 2018 ai Comuni risultanti da fusione o da fusione per incorporazione spetta un contributo pari al 60 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010, nel limite massimo di 2 milioni di euro del contributo per ciascun beneficiario; la legge di bilancio per il 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha inoltre previsto che siano destinate ad incremento degli stanziamenti finalizzati all'erogazione dei contributi a favore delle fusioni dei Comuni le somme accantonate sul Fondo di solidarietà comunale, e non utilizzate, per gli eventuali conguagli ai Comuni; tenuto conto che l'esperienza delle unioni fino al 2009 riguardava pochissimi Comuni in Italia, mentre nel corso del 2018 sono state approvate 19 fusioni di Comuni, di cui una per incorporazione, per un totale di 42 Comuni soppressi. Il numero complessivo dei Comuni italiani è diminuito di 24 unità, passando da 7.978 a 7.954, si chiede di sapere se il Governo intenda finanziare adeguatamente la dotazione del Fondo di solidarietà comunale destinato in favore delle unioni e delle fusioni di Comuni rispetto alle richieste pervenute per il 2019. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00879 VALENTE MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI STEFANO COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RAMPI RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI ZANDA Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: nella giornata di venerdì 31 maggio 2019, l'azienda multinazionale Whirlpool, durante un incontro con alcune organizzazioni sindacali, convocato per un aggiornamento del piano industriale 2019-2021, ha reso nota la propria volontà di procedere alla riconversione del suo sito produttivo di Napoli e alla cessione del ramo d'azienda ad una società terza; lo stabilimento industriale napoletano è specializzato nella produzione di lavatrici ad alta tecnologia e conta attualmente la presenza di 420 operai, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto; questa decisione della proprietà è arrivata, in maniera unilaterale, dopo che il 25 ottobre 2018 Whirlpool aveva annunciato un piano industriale di 250 milioni di euro di investimenti da distribuire tra il 2019 e il 2021, alcuni dei quali da realizzare nello stabilimento di Napoli, ottenendo così, nell'accordo firmato dal Governo italiano presso il Ministero dello sviluppo economico, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare proprio il piano di investimenti; a quanto è dato sapere, l'annuncio della cessione del sito è stato dato senza che né il Ministero dello sviluppo economico, con cui Whirlpool aveva firmato l'intesa nello scorso mese di ottobre, né il Governo tutto fossero informati o coinvolti in alcun modo; considerato che: dal mese di aprile sono giunte al Governo, da parte delle organizzazioni sindacali, richieste congiunte di confronto, rimaste del tutto inascoltate, affinché fosse riaperta l'interlocuzione con la proprietà della società multinazionale presso il Ministero competente in modo da seguire da vicino l'andamento e l'applicazione del piano di rilancio degli stabilimenti Whirlpool; nel 2015 lo stesso gruppo multinazionale prima aveva annunciato la chiusura dello stabilimento di Carinaro (Caserta), e poi, grazie ad una lunga e non semplice trattativa condotta dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dello sviluppo economico pro tempore , decise di recuperare lo stabilimento campano convertendolo in piattaforma logistica a servizio di tutto il gruppo, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di salvaguardare uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell'intero Mezzogiorno e gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla chiusura dello stabilimento; se e mediante quali iniziative e quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell'accordo con Whirlpool, abbia monitorato l'andamento del piano di investimenti annunciato; quali iniziative intenda assumere affinché l'accordo siglato con Whirlpool venga rispettato nei termini indicati nell'ottobre 2018, compresi quelli che riguardano il sito produttivo di Napoli. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01739 FARAONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la strada statale 640, nota impropriamente anche come strada a scorrimento veloce Agrigento-Caltanissetta, è una strada statale italiana che collega Porto Empedocle (Agrigento) allo svincolo di Caltanissetta sull'autostrada A19, e costituisce uno dei maggiori assi viari della Sicilia, ove giornalmente transitano migliaia di mezzi, tra automobili, camion e pullman ; alcuni mesi fa, in occasione del passaggio della "talpa", la gigantesca fresa meccanica utilizzata per scavare i tunnel della Agrigento-Caltanissetta, la ditta Cmc, verificando le criticità del viadotto all'altezza di Porto Empedocle, ha improvvisato una sorta di "messa in sicurezza" artigianale, senza alcuna successiva comunicazione alle autorità preposte; a seguito dell'allarme lanciato dall'associazione "Mare Amico", l'ANAS è intervenuta predisponendo sistemi di carotaggio ma, ad oggi, non è dato conoscere i risultati di detta indagine; la situazione determinatasi è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza; tenuto conto che la dorsale viaria rappresenta un asse stradale strategico per il collegamento diretto tra le province di Agrigento, Caltanissetta e la A19 Palermo-Catania. Quest'ultimo è considerato un anello viario molto importante per l'isola, costituito dalle autostrade di Palermo, Catania e Messina.