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Dico ai colleghi che su questo potremmo valutare, in sede di conversione del decreto rilancio, l'utilizzo dello strumento della attualizzazione, per anticipare risorse che la legge di bilancio per questo anno ha già previsto, sempre per incentivare la creazione di nuove ciclabili, ma dal 2022 al 2024. Peraltro, sono cifre importanti: 50 milioni di euro l'anno per 3 anni sono 150 milioni, che consentono di realizzare parecchi chilometri di piste ciclabili, per la precisione 3 migliaia di chilometri di ciclabili urbane. Quindi, se riuscissimo, anche con questi interventi di attualizzazione di risorse future, potremmo davvero dare una mano ai Comuni e alle persone che fanno questa scelta, per poter incentivare in maniera seria la mobilità sostenibile nel nostro Paese. Senza infrastrutture adeguate, infatti, è difficile poi, nel lungo periodo, poter far crescere lo sviluppo di questa modalità. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore Ruspandini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01643 sulle procedure per le bonifiche dei siti di interesse nazionale, per tre minuti. RUSPANDINI (FdI) . Signor Ministro, lei sa bene che sono circa 300 i Comuni italiani che rientrano nel perimetro della perimetrazione del SIN, i siti di interesse nazionale. Si parla troppo poco in Italia di SIN oppure soltanto quando qualche giornalista coraggioso riporta a livello nazionale quanto avviene a livello locale, cioè le decine di manifestazioni, spontanee e non, il fiorire di associazioni che implorano le istituzioni, i Governi, le Regioni di fare qualcosa, di provvedere a quella bonifica della quale si sente parlare da anni. Accade a Venezia, come a Taranto, come in Campania, la sua terra, come in Sicilia e nella Valle del Sacco, il SIN che conosco meglio perché vivo in quelle zone. Credo che sul sito di interesse nazionale (SIN) bisognerà fare una riflessione seria perché i SIN incidono fortemente nella vita delle nostre comunità. Da una parte, quindi, ci sono tutti coloro che si aspettano che qualcosa accada rispetto a questo processo di deindustrializzazione selvaggio che massacra le nostre zone anche dal punto di vista dell'emergenza sanitaria e, dall'altro, vediamo i Comuni che si trovano impossibilitati a gestire il proprio territorio. Non c'è possibilità di pianificazione a causa di normative che rimandano agli enti superiori. Tutto ciò mette a dura prova i nostri Comuni, che non riescono a pianificare e a favorire l'occupazione e lo sviluppo. Dal punto di vista delle imprese è peggio ancora, perché gli imprenditori che ricadono nel SIN non hanno la possibilità di poter intraprendere e fare impresa come si può fare in altre parti. Pertanto, chiudono o delocalizzano. Signor Ministro, alla luce di questa tragedia che ha impattato sulla nostra economia - mi riferisco al coronavirus - mi chiedo se non sia il caso di procedere verso una sburocratizzazione concreta, verso uno snellimento reale di norme e leggi che rischiano di uccidere la nostra economia nei Comuni che ricadono nel SIN. PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e delle tutela del territorio e del mare, generale Costa, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, senatore Ruspandini, lei ha colto un elemento molto significativo. Effettivamente i siti di interesse nazionale sono ancora un problema non risolto. Lo dico con molta franchezza. Non lo sono in gran parte per motivi cosiddetti burocratici e, in realtà, per inciampi di natura burocratica. Lo dico in questi termini perché attraversano tutta l'Italia, come lei ha detto giustamente, e non appartengono a una Regione piuttosto che a un'altra. Colgo dalla sua interrogazione l'elemento politico di riferimento. Nel prossimo decreto-legge semplificazione possiamo fare un lavoro interessante. Ho già abbozzato, come Ministero e come ufficio legislativo, una serie di possibili semplificazioni che sottoporrò al Parlamento in modo molto laico. Lo dico con molta franchezza. Mi fa piacere se il Parlamento potrà suggerire ulteriori semplificazioni. Faccio qualche esempio concreto: contingentare i tempi; consentire, ove nel SIN ci sia una parte di bonifica già fatta e altre parti ancora da farsi per motivi tecnici, di poter liberare già quella quota parte, cosa che adesso non è possibile fare. Sono forse - scusi il termine improprio - banalità tecniche, ma risolvono dei problemi concreti. Questa per me è semplificazione, fermo restando la necessità che si lavori in sicurezza. Questo è fuori discussione. Mi ero preparato un elenco, e penso a tutte le sistemazioni idrauliche, al rischio idraulico, alle forniture di servizio, al fotovoltaico o all'energetico (che si potrebbe fare con parcellizzazione) oppure alla valutazione del CSR-CFN, che invece non sono fatte adesso e spesso vengono fatte anche dove non ce n'è bisogno in forma di caratterizzazioni preventive, solo per timore. Secondo me, tutto questo nel decreto-legge semplificazione non lo possiamo affrontare. Io credo che il problema appartenga al Parlamento e non a una compagine di Governo. Appartiene a tutti perché è un problema trasversale di tutta Italia e solo così possiamo ottenere una norma di sistema e non una norma che sia soltanto contingente. Apprezzo ciò che lei dice in relazione al Covid-19, ma la vedo come norma di sistema che va ben oltre e che coglie l'occasione della semplificazione. La ringrazio per aver posto l'attenzione su un tema delicato che tocca, come ha detto lei, la vita di tante persone. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ruspandini, per due minuti. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, anch'io sono contento che questa valutazione possa trovare sponda in lei, che è il Ministro e sovraintende al governo di questi processi così impattanti sulla vita delle nostre collettività. Siamo disponibili a collaborare, a patto che le norme contengano elementi di grande novità rispetto al problema, altrimenti rischiamo di parlarci addosso, di leggere i soliti proclami che vediamo anche nel sito del Ministero - e me ne dispiaccio - ma di fatto sui territori non arriva nulla. Comunque la ringrazio e speriamo che si possa avviare una nuova fase. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Nugnes ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01644 sugli impegni del Governo per la lotta all'inquinamento, per tre minuti. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, esiste una solida letteratura scientifica che fa una correlazione di incidenza tra i casi di infezioni virale con le concentrazioni di percolato atmosferico e che è diventata patrimonio comune. Sappiamo tutti oramai quanto l'inquinamento incida sul nostro stato di salute e non solo sullo stato di salute del pianeta. Infatti le aree maggiormente colpite sono proprio quelle dove vi è una maggiore concentrazione di impiantistica, anche a grande impatto ambientale. Questa scoperta, comunque, non è una cosa recente. Si sa da molti anni. L'agenzia ambientale europea ce lo dice da tempo: nel 2013 sono state registrate 430.000 morti solo in Europa e in Italia 80.000 decessi.