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Allegato 8 RESISTENZA AGLI AGENTI ESTERNI 1. Resistenza agli agenti atmosferici 1.1. Procedura - Per ciascuna prova si utilizzano due campioni (unità campione, vedere paragrafo 2.1.2 di questo Regolamento). Un campione deve essere conservato in un ambiente scuro e secco per poter essere usato successivamente come "Campione di riferimento non esposto". Il secondo modello deve essere esposto ad una fonte di illuminazione in accordo con la norma ISO 105-B02-1978, paragrafo 4.3.1. Il materiale retro riflettente deve essere esposto fino a quando la degradazione prodotta sul campione standard blu No. 7 è uguale al grado 4 della scala dei grigi. Il materiale fluorescente è esposto fino a quando la degradazione prodotta sul campione standard blu No. 5 è uguale al No. 4 della scala dei grigi. Dopo questa prova, il campione deve essere lavato con una soluzione diluita di detergente neutro, asciugato e quindi esaminato per controllare la conformità delle prescrizioni dei paragrafi dall'1.2 all'1.4. 1.2. Esame visivo - Nessuna parte del campione esposto deve mostrare segni di incrinamento, rigonfiamenti, distorsioni, rugosità, crateri, delaminazioni dello strato superficiale, sfarinamento, macchie o corrosioni. Non deve rilevarsi restringimento superiore allo 0.5% in alcuna direzione, scollamenti ai bordi o distacchi del materiale di supporto. 1.3. Solidità del colore - I colori dei modelli esposti devono continuare a soddisfare le prescrizioni delle tabelle 1, 2 e 3 dell'Allegato 6. 1.4. Effetto sul coefficiente specifico di intensità luminosa del materiale retroriflettenti: 1.4.1. Per questo controllo si procede ad una misura sotto un angolo di osservazione di 20' e ad un angolo di illuminazione di 5o secondo il metodo indicato nell'Allegato 7, 1.4.2. Il coefficiente specifico di intensità luminosa R' del campione esposto, dopo asciugatura, non deve essere inferiore all'80% del valore indicato nell'Allegato 7, tavola 1. 1.4.3. Il campione è successivamente esposto a pioggia simulata e il suo coefficiente specifico di intensità luminosa R' in queste condizioni non deve essere inferiore al 90% del valore ottenuto nella misura effettuata sul campione asciugato secondo la procedura illustrata nel paragrafo 1.4.2. 2. Resistenza alla corrosione (norma ISO 3768) 2.1 Un provino ricavato dall'unità campione è sottoposto all'azione di una nebbia salma per 48 ore comprendendo due periodi di 24 ore ciascuno, intervallate da un tempo di due ore durante il quale il provino può asciugare. La nebbia salina è prodotta atomizzando ad una temperatura di 35 ± 2oC una soluzione salina ottenuta sciogliendo 5 parti (in peso) di cloruro di sodio in 95 parti di acqua distillata che non contenga più dello 0,02% di impurità. 2.2. Immediatamente dopo la fine di questa prova, il provino non deve mostrare segni di corrosione che potrebbero diminuire l'efficacia del dispositivo. 2.2.1. Dopo un periodo di riposo di 48 ore il coefficiente specifico di intensità luminosa R' delle parti retroriflettenti misurato secondo le prescrizioni del paragrafo 1 dell'allegato 7, sotto un angolo di osservazione di 20' e di illuminazione di 5o non deve risultare inferiore ai valori indicati nella tabella 1 dell'allegato 7. Prima di procedere alle misure bisogna aver cura di pulire la superficie dai residui salini. 3. Resistenza ai carburanti Da una unità campione si ricava un provino di lunghezza non inferiore a 300 mm e lo si immerge per un minuto in una miscela costituita dal 70% in volume di n-eptano e dal 30% di toluolo. Dopo la estrazione dal bagno, la superficie viene asciugata con un panno morbido e all'esame non deve mostrare nessun cambiamento visibile che possa diminuire l'efficienza del dispositivo. 4. Adesione al materiale di supporto (nel caso di materiali adesivi) 4.1. Si determina l'adesione dei prodotti retroriflettenti e fluorescenti. 4.2. I prodotti, qualunque sia la metodologia con la quale sono stati applicati, non devono poter essere staccati senza utensili o senza essere danneggiati. 4.3. I prodotti adesivi per essere staccati dal materiale di base devono essere sollecitati con uno sforzo superiore a 10 N per ogni 25 mm di larghezza, applicato ad una velocità di 300 mm al minuto. 5. Resistenza all'acqua Da una unità campione si ricava un provino di lunghezza non inferiore a 300 mm e lo si immerge per 18 ore in acqua distillata a temperatura di 23±5oC; successivamente, dopo estrazione dal bagno, viene fatta asciugare per 24 ore in condizioni normali di laboratorio. Alla fine della prova il provino viene esaminato e, a partire da 10 mm dal bordo tagliato, non deve aversi nessun segno di deterioramento suscettibile di ridurre l'efficienza del dispositivo. 6. Resistenza agli urti (ad eccezione dei materiali retroriflettenti prismatici in plastica). Si fa cadere da due metri di altezza una sfera omogenea di acciaio del diametro di 25 mm sulle superfici dei materiali retroriflettenti e fluorescenti di un provino rappresentativo dell'unità campione mantenuto sospeso in un ambiente alla temperatura di 23±2oC. Il materiale sottoposto ad urto non deve presentare screpolature o separazione dal supporto all'esterno di un intorno di 5 mm dalla zona dell'impatto. 7. Pulizia Un provino ricavato dall'unità campione imbrattato con una miscela di olio lubrificante detergente o di grafite deve poter essere pulito facilmente senza danno alle superfici retroriflettenti e fluorescenti. La pulizia è normalmente effettuata con solvente alifatico debole tipo n-eptano seguito da lavaggio con detergente neutro e risciacquo.