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Modifiche alla disciplina della governance della RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a.. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge ha un obiettivo ambizioso ma quanto mai necessario e attuale, quello di liberare la RAI - Radiotelevizione italiana S.p.a. dalle ingerenze del governo di turno, a tutela del pluralismo. Il servizio pubblico, alla luce anche del recente regolamento (UE) n. 2024/1083 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, sulla libertà e indipendenza della libertà dei media, il cosiddetto « European Media Freedom Act » , per assolvere alla sua funzione di fornire a tutti i cittadini imparzialità e completezza d'informazione e tutela delle varie componenti della società, ha necessità di essere reso indipendente dalle ingerenze politiche attraverso due fondamentali accorgimenti. Il primo riguarda il neutralizzare le cosiddette « porte girevoli », ovvero la possibilità che soggetti che abbiano ricoperto nel recente passato ruolo e incarichi politici a vari livelli trovino spazio all'interno del consiglio di amministrazione della RAI. Il secondo è quello che, attraverso la previsione di entrate economiche certe, slega il servizio pubblico dalla dipendenza economica dall'esecutivo del momento. L'articolo 1 interviene sulla modifica della governance , tra l'altro prevedendo la nomina del presidente da parte del Presidente della Repubblica, che lo sceglie tra persone di riconosciuta onorabilità, prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti, che si siano distinte in attività relative all'informazione, alla cultura o all'intrattenimento. Dispone che l'amministratore delegato venga nominato dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea, tra una rosa di cinque nomi candidati redatta dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che verifica il possesso dei requisiti richiesti, a seguito di un invito a presentare candidature provviste di curriculum vitae del candidato e di un documento che illustri le proposte e i piani aziendali che il candidato vorrebbe perseguire durante il suo mandato. Prevede che i tre membri nominati dal Parlamento in seduta comune a maggioranza dei due terzi per scrutinio segreto vengano scelti da una rosa di cinque nomi redatta per sorteggio dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni tra candidati dotati di particolari competenze e che, qualora il Parlamento non completi la procedura entro trenta giorni, l'Autorità proceda con un nuovo sorteggio alla nomina degli stessi. Aumenta, infine, il numero dei consiglieri eletti dai dipendenti RAI del Consiglio di amministrazione, disciplinando le modalità di voto. Per evitare le cosiddette « porte girevoli » è previsto altresì che la carica di membro del consiglio di amministrazione non può essere ricoperta, a pena di ineleggibilità o decadenza, anche in corso di mandato, da coloro che, negli ultimi dieci anni: a) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di Ministro, vice Ministro o Sottosegretario di Stato; b) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di cui all'articolo 7, primo comma, lettera c) , del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361; c) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di cui all'articolo 1, comma 54, lettera a) , della legge 7 aprile 2014, n. 56; d) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di consigliere regionale; e) ricoprano o abbiano ricoperto ruoli all'interno degli organi direttivi o esecutivi di partiti politici. Inoltre il presidente, l'amministratore delegato e i membri del consiglio di amministrazione, al termine dell'incarico o a seguito di loro revoca, non possono ricoprire ruoli all'interno di governi nazionali per due anni. La composizione del consiglio di amministrazione è definita favorendo la presenza di entrambi i sessi e tenendo conto dell'autorevolezza richiesta dall'incarico, l'assenza di conflitti di interesse o di titolarità di cariche in società concorrenti. L'articolo 2 determina le modalità di finanziamento del servizio pubblico con uno stanziamento di entrate statali non inferiore a tre miliardi di euro annuali unitamente all'affidamento della concessione, tenuto conto del tasso di inflazione programmato e delle esigenze di sviluppo tecnologico, prevedendo conseguentemente l'abolizione del canone. L'articolo 3 introduce il monitoraggio di cui al citato regolamento (UE) n. 2024/1083, che viene affidato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ne pubblica i risultati con cadenza annuale. L'articolo 4 rende vincolante il parere espresso dalla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi allo schema di contratto di servizio, adottato a maggioranza dei due terzi dei commissari.. Art. 1. (Modifiche alla disciplina della RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a. in materia di governance ) 1. All'articolo 63 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 9 è sostituito dal seguente: « 9 . Il consiglio di amministrazione della RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a. è composto da un presidente e da sei membri. Il consiglio, oltre a essere organo di amministrazione della società, svolge anche funzioni di controllo e di garanzia circa il corretto adempimento delle finalità e degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo »; b) il comma 10 è sostituito dal seguente: « 10 . Possono essere nominati membri del consiglio di amministrazione i soggetti aventi i requisiti per la nomina a giudice costituzionale ai sensi dell'articolo 135, secondo comma, della Costituzione o, comunque, persone di riconosciuta onorabilità, prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti, che si siano distinte in attività economiche, scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali. Ove siano lavoratori dipendenti vengono, a richiesta, collocati in aspettativa non retribuita per la durata del mandato. Il mandato del presidente e dei membri del consiglio di amministrazione dura sei anni senza possibilità di rielezione »; c) il comma 12 è sostituito dal seguente: « 12 . La carica di membro del consiglio di amministrazione non può essere ricoperta, a pena di ineleggibilità o decadenza, anche in corso di mandato, da coloro che, negli ultimi dieci anni: a) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di Ministro, vice Ministro o Sottosegretario di Stato; b) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di cui all'articolo 7, primo comma, lettera c), del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361; c) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di cui all'articolo 1, comma 54, lettera a), della legge 7 aprile 2014, n. 56; d) ricoprano o abbiano ricoperto la carica di consigliere regionale; e) ricoprano o abbiano ricoperto ruoli all'interno degli organi direttivi o esecutivi di partiti politici »;