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il provvedimento trae origine dal decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, ed in particolare dall'articolo 4, comma 4, lettera b) , che prevede, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che siano apportate le necessarie modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 208 del 22 marzo 2001, con specifico riferimento alla revisione delle funzioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, anche in attuazione dell'articolo 18, comma 5, del decreto legislativo 7 agosto 2016, n. 177; l'intervento regolatorio dà, quindi, attuazione alle sopra elencate disposizioni, attualizzando la struttura organizzativa delle questure e ridisegnando l'articolazione delle funzioni di supporto tecnico-logistico a livello territoriale, con l'obiettivo di allinearne l'organizzazione tenendo conto della revisione dell'assetto ordinativo delle pertinenti Direzioni centrali, visto che: l'articolo 3, comma 2, lettera b) , del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, come modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , dello schema di decreto in esame, prevede che nell'ambito dell'ufficio polizia anticrimine operi il "gabinetto provinciale di polizia scientifica", deputato alle attività di sopralluogo e segnalamento foto-dattiloscopico, agli accertamenti tecnici di specifica competenza e all'effettuazione di riprese audio, video e fotografiche, anche nei servizi di ordine pubblico; l'articolo 3, comma 2, lettera d) , del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, come novellato dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , dello schema di decreto in esame, definisce i compiti e le attribuzioni della "Squadra Mobile" con riferimento allo svolgimento delle attività investigative  di iniziativa o su delega dell'Autorità giudiziaria  in materia di criminalità comune e organizzata, per la repressione dei reati in ambito provinciale e per la ricerca e cattura dei latitanti, considerato che: le modifiche apportate al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, dallo schema di decreto in esame sono volte a migliorare i livelli di efficienza ed efficacia delle articolazioni periferiche attraverso soluzioni organizzative ispirate a criteri di flessibilità e correlate alle specifiche esigenze operative e di contesto dei territori di riferimento, superando taluni elementi di rigidità dell'attuale organizzazione; la funzione dei gabinetti provinciali di polizia scientifica è quella di supporto per i servizi di ordine pubblico  compresi i cosiddetti «grandi eventi» -, per i servizi di polizia giudiziaria e per le esigenze connesse al fenomeno dell'immigrazione irregolare; le metodologie e le procedure tecniche impiegate dalla polizia scientifica per il sempre più importante e trasversale concorso nelle attività istituzionali della Polizia di Stato devono rispondere a standard di qualità definiti a livello internazionale e che l'attività dei gabinetti provinciali di polizia scientifica viene svolta in stretto coordinamento tecnico con strutture specialistiche regionali o interregionali di polizia scientifica, a loro volta raccordate dal Dipartimento della pubblica sicurezza, di modo che sia assicurata l'uniformità operativa; l'assetto delle squadre mobili previsto dal citato articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 238 del 2007 non fa menzione delle strutture specializzate di contrasto alla criminalità organizzata, oggi costituite dalle sezioni "criminalità organizzata e catturandi" esistenti presso le Questure dei capoluoghi di distretto di Corte d'appello, istituite con decreto del Ministro dell'interno 5 giugno 1998, n. 234, in attuazione dell'articolo 12, comma 1, del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203; la criminalità organizzata, con particolare riferimento a quella di stampo mafioso, si è evoluta, nel corso degli anni, lungo due principali direttrici: la mimetizzazione delle strutture illecite e la progressiva assunzione di sembianze dell'impresa legale, nell'intento, da un lato, di conservare, avvalendosi della caratteristica forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, il monopolio dei mercati illegali e, dall'altro, di reimpiegare i proventi illeciti in attività legali; il contrasto al crimine organizzato, dunque, richiede una efficace evoluzione organizzativa e funzionale degli apparati di sicurezza, sia di livello centrale che periferico, connotati da una spiccata vocazione investigativa dell'associazionismo criminale e dei correlati fenomeni collusivi, unitamente a un continuo aggiornamento e raffinamento delle tecniche d'indagine; la presente proposta di riordino delle strutture centrali e periferiche del Dipartimento potrebbe costituire la premessa per una successiva revisione settoriale, mediante modifica del citato decreto del Ministero dell'interno del 5 giugno 2008, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dell'articolazione dei predetti servizi interprovinciali, nell'ambito della quale potrebbe prevedersi anche il rafforzamento dell'asse funzionale con il Servizio centrale operativo, istituito per effetto del citato articolo 12 del decreto legge n. 152 del 1991 e le cui competenze sono fissate dall'articolo 17 del decreto adottato dal Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze il 16 maggio 2017, esprime parer favorevole con le seguenti osservazioni: a) valuti il Governo l'opportunità, attese l'elevata specializzazione e la versatilità d'impiego che li connota, di far dipendere direttamente i gabinetti provinciali di polizia scientifica dai gabinetti regionali e interregionali di polizia scientifica, valutando altresì l'utilità di modificare l'attuale denominazione dei suddetti gabinetti provinciali, al fine di valorizzarne la dimensione territoriale operativa; b) valuti il Governo l'opportunità di procedere ad una revisione della struttura e delle articolazioni dei servizi interprovinciali determinati con il decreto del Ministro dell'interno 5 giugno 1998, prevedendo l'istituzione di strutture investigative, a competenza territoriale interprovinciale o interregionale, cui sia attribuita competenza in materia di contrasto delle organizzazioni più radicate e complesse di criminalità organizzate, nell'ambito dei delitti previsti dall'articolo 51, comma 3- bis , del codice di procedura penale. e che costituiscano articolazioni periferiche del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato.