[resaula]

La legge, approvata dal Parlamento il 22 dicembre 2017, prevedeva di apportare notevoli benefici alla ricerca sui tumori pediatrici. Tutt'ora, signori Sottosegretari e signori Ministri, non sono ancora stati emanati i decreti attuativi. Com'è possibile? (Applausi) . Giusta la battaglia, giusto tutto l'impegno. Io ringrazio il Ministero per tutto quanto è stato fatto nella lotta al Covid-19 e per tutto quello che continuate a fare. Colleghi, non esiste, però, solo il Covid-19. Si muore per tante altre patologie e sono tanti i bambini che avrebbero bisogno di quei decreti attuativi. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, nella valutazione di questo provvedimento, che oggi l'Assemblea sta discutendo e che approverà, non si può non considerare il fattore temporale, cioè la collocazione nel momento esatto in cui esso è stato programmato e deciso dal Governo. Ovviamente, in quel momento la situazione epidemiologica della pandemia - come già ribadito da molti - le curve dei contagi e i tassi di occupazione delle nostre terapie intensive e dei posti letto Covid-19 nelle strutture ospedaliere davano, nell'insieme, segnali molto preoccupanti ed estremamente differenti da quelli attuali. Essi, nell'insieme, non lasciavano intravedere quel graduale e progressivo miglioramento della situazione generale che, al momento attuale, ci pone in uno stato di relativa tranquillità e permette - da un lato - un progressivo e un graduale allentamento delle misure di contenimento precedentemente adottate; dall'altro, di guardare con fiducia al futuro e alla fine dello stato di emergenza, previsto per il 31 marzo 2022. Dalla valutazione oggettiva dei dati rilevati e della realtà epidemiologica nelle diverse ondate epidemiche, nelle fasi di acutizzazione e nelle risalite dei contagi non si può non riconoscere il ruolo fondamentale svolto, in senso estremamente positivo, dal progredire della campagna vaccinale. I diversi provvedimenti adottati, pur con le ovvie e oggettive difficoltà generali, collegate alla situazione economica, sociale e sanitaria del nostro Paese, hanno seguito una logicità e un percorso fondato sui dati scientifici e sui suggerimenti della cabina di regia, dopo aver fatto le opportune valutazioni politiche. La stessa adozione del green pass è stato sia uno strumento di protezione, per i soggetti vaccinati, sia - al tempo stesso - un mezzo per tutelare coloro che non si sono vaccinati, gli esitanti e i riottosi. L'adesione responsabile alla campagna vaccinale sicuramente ha ricevuto un notevole impulso dall'adozione di questa misura. Voglio credere che le campagne informatrici e di sensibilizzazione, sempre più capillari e soprattutto capaci di motivare, abbiano spazzato via molte delle perplessità e delle titubanze dei tanti incerti e restii a vaccinarsi; quasi che le tante decine di migliaia di vite spezzate dalla violenza e dalla aggressività del virus fossero solo un cattivo sogno o quasi una situazione surreale. Al contrario esse sono state e costituiscono tuttora una tristissima e cruda realtà. L'obbligo del green pass ha dato senza dubbio una spinta importante alla campagna vaccinale - lo ribadisco - permettendo di reclutare i cittadini indecisi e non recettivi alle indicazioni scientifiche. L'importante era raggiungere la percentuale più ampia possibile di vaccinati e ciò è stato fatto. Attualmente circa il 90 per cento dei soggetti ha completato il ciclo vaccinale e ci stiamo avviando verso l'immunità di gregge o di comunità. Questi dati pongono il nostro Paese ai primi posti nel mondo per percentuale di popolazione vaccinata. In quest'ottica la misura dell'obbligo vaccinale per i soggetti di età pari o superiore a cinquant'anni, norma prevista in questo decreto-legge, con le ovvie esclusioni in via temporanea o definitiva, a seconda dei casi che comprendono i soggetti in cui sussistono controindicazioni cliniche alla vaccinazione e per quelli che hanno contratto precedentemente il Covid-19, vuol essere un ulteriore mezzo per proteggere quelle fasce di età in cui, secondo dati statistici evidenti ed oggettivi, gli effetti deleteri della virulenza e della patologia da Covid sono molto più gravi, progressivi e, a volte, inarrestabili. La rapida progressione della malattia si osserva essenzialmente nei non vaccinati o quando sussistono condizioni patologiche concomitanti più o meno conosciute. I dati riportati sulle percentuali dei posti occupati nelle terapie intensive Covid dedicate fotografano con chiarezza la realtà e sono incontestabili, con un rapporto dell'80 per cento circa dei soggetti non vaccinati e del 20 circa di quelli vaccinati (questi ultimi sempre con patologie gravi concomitanti). Vorrei inoltre ricordare che le forme sintomatiche sono capaci di far sentire le loro ripercussioni cliniche sulla qualità della vita dei pazienti anche negli anni successivi con la sindrome long Covid, entità patologica riconosciuta e sempre più frequente. Come tutti sappiamo, a fine marzo terminerà lo stato d'emergenza, come ha già sottolineato il presidente Draghi. Come ha ribadito anche il nostro presidente Conte, questo risultato è il frutto degli sforzi e della resilienza di tutti i cittadini e della nostra collettività. Abbiamo attraversato momenti difficili, con un percorso di grande sofferenza; ora guardiamo al futuro con fiducia e alla prospettiva di un ritorno alla normalità. Occorre avviare un piano per allentare gradualmente tutte le misure, un piano complessivo di revisione dei provvedimenti anti-Covid, alla luce - come già detto - del miglioramento della curva epidemiologica e dell'alleggerimento della pressione sulle strutture sanitarie. Se siamo arrivati a questo punto, non si può comunque non riconoscere l'efficacia delle misure adottate. In questa nuova fase occorrono modifiche e iniziative che contemplino il giusto bilanciamento del diritto alla salute con il diritto al lavoro, consentendo un'efficace e decisa ripartenza economica insieme a un graduale ritorno alla vita sociale e culturale. Non abbiamo bisogno però di brusche accelerazioni, che potrebbero successivamente comportare altrettante rapide frenate. Si deve attuare una progressione graduale, che - da un lato - guardi, alle giuste richieste delle attività imprenditoriali, commerciali, economiche e produttive del nostro Paese e, in generale, alle necessità di socialità sollecitate da tutti i cittadini, ma che - dall'altro - tenga sempre conto dei suggerimenti della scienza e delle valutazioni della realtà epidemiologica nel suo stato attuale e nella prospettiva futura. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 13,35) ( Segue MAUTONE). In quest'ottica va la richiesta di un confronto globale da parte del presidente Conte e di tutto il MoVimento 5 Stelle, che comprenda anche la revisione del green pass , con un piano graduale per l'eliminazione del suo utilizzo. (Applausi) . Non si tratta di essere più o meno aperturisti o di far passare il messaggio - sbagliato, secondo me - del liberi tutti; occorre essere semplicemente realisti ed equilibrati. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre mostrato, nella gestione pur difficile e, a volte, controversa della pandemia, coerenza, senso di responsabilità, lealtà e impegno, nel solo interesse dei cittadini.