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La delega dovrà infatti occuparsi dei procedimenti amministrativi riguardanti la valutazione del personale, "valorizzando" - si cita testualmente - "i criteri meritocratici, in modo da assicurare la trasparenza e la rapidità nel conferimento delle promozioni". Si tratta di una formulazione che raccoglie le sollecitazioni espresse anche dal senatore Mininno, e che appare più adeguata Sottolinea poi che il testo è formulato in modo da rispettare il principio di equiordinazione con le forze di polizia. Viene anche riformulato il punto che riguarda la formazione del personale, in un'ottica di contenimento dei costi ma soprattutto di valorizzazione della professionalità del personale civile e militare. Viene infine riformulata la previsione che consente al Governo di svolgere un'attività di codificazione, cioè di inserimento nel codice di norme che riguardano l'ordinamento militare ma non sono attualmente ricomprese nel codice. Nessuno chiedendo di intervenire, la presidente GARAVINI propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti per mercoledì 8 luglio, alle ore 17. La Commissione conviene con la proposta da ultimo formulata dalla Presidente. Apprezzate le circostanze, la presidente GARAVINI propone di convocare la Commissione già nella giornata di domani, al termine della seduta dell'Assemblea, per proseguire l'esame del provvedimento. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE (991) Riabilitazione militari Prima Guerra mondiale DDL 991 Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 12 maggio. Interviene la senatrice MINUTO ( FIBP-UDC ), rilevando che, su iniziativa del proprio Gruppo, il prescritto numero di senatori è in procinto di presentare la richiesta di riassegnazione alla sede referente del disegno di legge, ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento. La presidente GARAVINI prende atto e, apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione del provvedimento. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA La PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata per un'ulteriore seduta domani, mercoledì 8 luglio, al termine della seduta dell'Assemblea. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,25. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 425 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 425 ( DOC . XXIV, n. 22) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del regolamento, dell'Affare assegnato sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare della Difesa; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte; premesso che: il patrimonio immobiliare della Difesa comprende una vasta tipologia di siti e infrastrutture, sparsi su tutto il territorio nazionale, tra cui caserme, basi, arsenali, aeroporti, forti, depositi di mezzi e di materiali, fari, ponti radio, alloggi di servizio e altro. Alcuni di questi immobili hanno un rilevante valore storico-artistico. Il predetto parco infrastrutturale comprende, inoltre, le basi militari nei teatri operativi all'estero ove operano i contingenti impegnati nelle missioni internazionali; una delle caratteristiche di tale patrimonio è però la sua vetustà, considerando che quasi il 50 per cento delle infrastrutture risale a prima del 1915 e soltanto il 10 per cento è stato costruito dopo il 1945; la Direzione dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE) cura la progettazione, la realizzazione e la manutenzione degli immobili, provvede all'acquisizione, amministrazione, alle dismissioni e alienazioni dei beni militari ed è competente in materia di servitù e di vincoli di varia natura. In tale ambito rientrano non solo gli interventi finanziati dallo Stato su infrastrutture nazionali, ma anche quelli finanziati dalla NATO per infrastrutture presenti sul territorio nazionale. Tra le sue attività rientrano anche gli interventi infrastrutturali sulle basi nei teatri operativi all'estero; Difesa Servizi S.p. A., società di in house istituita nel 2009,totalmente partecipata dal Ministero della Difesa, cura invece la gestione economica di beni, anche immateriali, e servizi derivanti dalle attività istituzionali che non siano direttamente correlate alle attività operative delle Forze armate. In particolare, il Dicastero si avvale della predetta società per l'acquisto di beni e servizi occorrenti per lo svolgimento dei compiti istituzionali, attraverso le risorse finanziarie derivanti dalla citata gestione economica. Al momento, Difesa Servizi S.p. A. detiene nel proprio portafoglio 131 immobili (circa il 3 per cento dell'intero patrimonio immobiliare della Difesa), di cui 65 dell'Esercito, 38 della Marina e 28 dell'Aeronautica. La società, inoltre, detiene in portafoglio anche 151 immobili destinati alla valorizzazione energetica, di cui 121 dell'Esercito, 16 della Marina e 14 dell'Aeronautica. Nel 2019, la gestione complessiva degli immobili da parte di Difesa Servizi ha generato ricavi per 4,88 milioni di euro (pari al 16 per cento del suo fatturato), al netto degli investimenti di rigenerazione, recupero e ristrutturazione a carico dei terzi concessionari; rilevato che: il patrimonio immobiliare del Ministero della difesa costituisce un grande valore in termini non solo economici, ma anche funzionali, in quanto lo stato delle infrastrutture e quindi la loro efficienza condizionano significativamente la capacità operativa delle Forze armate; la Difesa ha avviato, negli ultimi anni, un processo di razionalizzazione del proprio patrimonio immobiliare, anche per la progressiva contrazione del personale in servizio e per le mutate esigenze operative e logistiche dei reparti militari; tale processo ha portato da un lato a una significativa attività di dismissioni (vendite e soprattutto trasferimenti ad altre amministrazioni o enti territoriali) e dall'altro ad un opera di efficientamento delle infrastrutture "strategiche", adeguandole alle esigenze dei moderni assetti militari in termini di funzionalità, economia di gestione, esigenze e bisogni del personale e rispondenza ai nuovi standard ambientali ed energetici; le Forze armate hanno intrapreso una serie di progetti per l'ammodernamento delle infrastrutture, e in particolare: - per l'Esercito il progetto "Caserme verdi", con investimenti per 1.500 milioni di euro e che comprende 28 sedi su tutto il territorio nazionale; - per la Marina il progetto "Basi Blu", con investimenti per 555 milioni di euro e che comprende l'ammodernamento delle capacità di supporto delle basi navali; le opere di ammodernamento degli arsenali previste dal cosiddetto "Piano Brin" (per un investimento complessivo di 146 milioni di euro), ed il programma di adeguamento e ammodernamento delle capacità alloggiative (per un valore complessivo di 181 milioni di euro);