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il piano regolatore portuale del porto di Livorno, approvato nel marzo 2015 dalla Regione Toscana ai sensi dell'articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e s.m.i., prevede la realizzazione di un'importante opera di grande infrastrutturazione, denominata "Darsena Europa", con tempistiche poi aggiornate dal nuovo piano regolatore approvato il 3 ottobre 2017; trattasi della porzione marittima di un progetto più ampio di nodo intermodale, denominato "Piattaforma Europa", del quale fanno parte importanti interventi di ammodernamento su infrastrutture di collegamento del porto con le reti nazionali stradale e ferroviaria; il progetto rappresenta un'opera di enorme rilevanza strategica anche a livello internazionale, essendo il porto inserito tra gli snodi principali del cosiddetto Core Network delle reti trans-europee di trasporto (TEN-T); l'importanza dell'opera è riconosciuta anche dal fatto che la Regione Toscana ha già stanziato 200 milioni di euro per la sua realizzazione, dal suo inserimento nell'Accordo di programma per il rilancio competitivo dell'area costiera livornese, firmato l'8 maggio 2015, che ha previsto lo stanziamento di 50 milioni di euro da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE). Da ultimo, con decreto del Ministro delle infrastrutture 13 agosto 2020, n. 353, al progetto "Darsena Europa" è stato assegnato un finanziamento di ulteriori 200 milioni di euro a valere sul Fondo infrastrutture; una porzione di mare adiacente l'attuale porto commerciale di Livorno, e destinata ad essere il bacino portuale della Darsena Europa, è attualmente Sito di interesse nazionale (SIN) ai fini delle attività di dragaggio dei fondali. In considerazione del fatto che il monitoraggio degli ultimi 20 anni ha dato risultati confortanti dal punto di vista ambientale, nel giugno 2020 l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (ASPMTS) ha richiesto all'allora Ministero dell'ambiente l'eliminazione del SIN, al fine di poter applicare alla movimentazione dei sedimenti durante l'esecuzione dei lavori per la realizzazione dell'opera le più agevoli metodologie e procedure ammesse per gli ambiti non-SIN; nel corso dell'istruttoria per la de-perimetrazione del SIN, è stato rilevato che negli ultimi due anni di monitoraggio si sono ottenuti valori di benzopirene di poco superiori ai livelli ammessi per l'esclusione dell'area dal SIN per soltanto una delle sei stazioni di rilevazione (con l'utilizzo dell'organismo rivelatore mytilus galloprovincialis ); poiché la zona in esame non è attualmente interessata da traffico marittimo, risulta verosimile che l'eventuale fonte di inquinamento sia esterna alle attività portuali, ipotesi peraltro avvalorata dalla circostanza che un campione inquinato è stato rinvenuto anche al di fuori del perimetro del SIN; l'ASPMTS ha da poco avviato una nuova campagna di monitoraggio della durata di sette settimane al fine di fornire agli istituti di ricerca ausiliari del Ministero elementi aggiornati per decidere sulla richiesta di de-perimetrazione del SIN in sede di Conferenza dei servizi; è infine utile puntualizzare la destinazione dei sedimenti da movimentare, cioè il riempimento di vasche di colmata per la realizzazione di infrastrutture portuali, e l'assenza di pregio ambientale del sito, attualmente avamporto e in futuro bacino portuale interessato da traffico marittimo, oltre alla mancanza di rischi sanitari per la catena alimentare, considerato che nel sito non è consentita la pesca, né lo sarà una volta convertito il bacino, si chiede di sapere: se la valutazione dell'analisi dei risultati del campionamento terrà conto dei dati in maniera pedissequa oppure se, considerata l'importanza strategica dell'opera, sarà tenuto conto degli elementi di contesto esposti in premessa; se, nel caso in cui il dato dell'inquinamento sia confermato solo in una ristretta area, si lascerà alle procedure più rigorose solo quest'ultima, procedendo con celerità alla de-perimetrazione parziale del resto del SIN. Atto n. 4-05180 DE PETRIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: da qualche giorno è iniziato l'abbattimento di 40 pini all'interno del complesso ospedaliero San Camillo-Forlanini di Roma. Gli esemplari abbattuti sarebbero già circa 15; non è chiara la ragione di tale intervento, considerando in primis che tali alberi e l'area interessata costituiscono un importante rifugio per i rapaci notturni e, in secondo luogo, che in questo momento sono in corso molte nidificazioni, che verrebbero pesantemente danneggiate dall'operazione; l'abbattimento non sembra infatti giustificato, né dall'età anagrafica delle piante, né da certificate irrisolvibili criticità: la documentazione inviata ad alcune associazioni dimostra infatti come tali alberi appaiano in buona salute; la cura delle alberature nei contesti urbani è di grande rilevanza anche in connessione con i cambiamenti climatici in corso. Gli alberi della Capitale sono, inoltre, parte integrante del patrimonio naturale, storico e culturale della città e non possono essere considerati come mero oggetto di coltivazione, come dimostra la crescente mobilitazione dei cittadini per la tutela della biodiversità urbana, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire per verificare quali siano le ragioni dell'intervento di cui in premessa, sospendendo nell'immediato e sino alla conclusione del periodo di nidificazione qualsiasi intervento di abbattimento e potatura. Atto n. 4-05181 ASTORRE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: con legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021) è stato previsto uno stanziamento dedicato al finanziamento del cosiddetto "bonus idrico"; il comma 61 dell'art. 1 della legge di bilancio stabilisce una dotazione del fondo pari a 20 milioni di euro per l'anno 2021, al fine di perseguire l'obiettivo di generare un risparmio del consumo della risorsa idrica; il successivo comma 62 riconosce alle persone fisiche residenti in Italia, nel limite di spesa citato e fino ad esaurimento delle risorse, un bonus idrico pari a 1.000 euro per ciascun beneficiario da utilizzare, entro il 31 dicembre 2021, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d'acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari; il bonus idrico è utilizzabile per finanziare determinate tipologie di spese, tra cui: a) la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti; b) la fornitura e l'installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua; il comma 65 demanda ad apposito decreto ministeriale, da emanarsi entro sessanta giorni dall'approvazione della citata legge di bilancio, la definizione delle modalità e dei termini per l'ottenimento e l'erogazione del beneficio in questione;