[massime]

Processo penale - Giudizio abbreviato - Sentenza di condanna - Esclusione dell’impugnazione del pubblico ministero - Lamentata irragionevolezza, nonché asserito contrasto con il principio di parità delle parti del processo, con il valore della certezza del diritto, i diritti inviolabili della persona, il diritto di difesa, l’obbligatorietà dell’azione penale - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 443, comma 3, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 111, secondo comma, e 112 della Costituzione, nella parte in cui non consente al pubblico ministero di proporre appello contro le sentenze di condanna pronunciate nel giudizio abbreviato. Infatti: a) il principio di parità delle parti non comporta necessariamente l'identità tra i poteri processuali del pubblico ministero e quelli dell'imputato, essendo invece ragionevole il limite all'appello della parte pubblica in funzione della rapida e completa definizione dei processi svoltisi con il rito abbreviato; b) il potere di impugnazione del pubblico ministero non costituisce una estrinsecazione necessaria dei poteri inerenti all'esercizio dell'azione penale; c) sono inconferenti i parametri concernenti i diritti inviolabili della persona e del diritto di difesa. - V. citate ordinanze n. 347/2002 con riferimento ai parametri 3 e 111, secondo comma, Cost. e n. 421/2001, con riferimento al solo art. 111; e n. 347/2002, con riferimento all'art. 112 Cost.