[ddlpres]

13 proteggere tutte le vittime da nuovi atti di violenza, garantire che esistano adeguati meccanismi di cooperazione efficace tra tutti gli organismi statali competenti, compresi le autorità giudiziarie, i pubblici ministeri, le autorità incaricate dell'applicazione della legge, le autorità locali e regionali, le organizzazioni non governative e le altre organizzazioni o entità competenti, al fine di proteggere e sostenere le vittime e i testimoni di ogni forma di violenza rientrante nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul, accertando che le misure adottate siano basate su una comprensione della violenza di genere contro le donne e della violenza domestica, si concentrino sui diritti umani e sulla sicurezza della vittima, siano basate su un approccio integrato che prenda in considerazione il rapporto tra vittime, autori, bambini e il loro più ampio contesto sociale, mirino a evitare la vittimizzazione secondaria e mirino ad accrescere l'autonomia e l'indipendenza economica delle donne vittime di violenze ai sensi dell'articolo 18 della Convenzione di Istanbul; 14 garantire che le vittime abbiano accesso ai servizi destinati a facilitare il loro recupero, quali le consulenze legali e un sostegno psicologico, un'assistenza finanziaria, alloggio, istruzione, formazione e assistenza nella ricerca di un lavoro e a quelli sanitari e sociali, che devono disporre di risorse adeguate e di figure professionali debitamente formate per fornire assistenza alle vittime e indirizzarle verso i servizi appropriati ai sensi dell'articolo 20 della Convenzione di Istanbul; 15 istituire a livello nazionale apposite linee telefoniche gratuite di assistenza continua, operanti 24 ore su 24, sette giorni alla settimana, destinate a fornire alle persone che telefonano, in modo riservato o nel rispetto del loro anonimato, delle consulenze su tutte le forme di violenza oggetto della Convenzione di Istanbul ai sensi dell'articolo 24 della Convenzione medesima; 16 garantire che le norme sulla riservatezza imposte dalla legislazione nazionale ad alcune figure professionali non costituiscano un ostacolo alla loro possibilità, in opportune condizioni, di fare una segnalazione alle organizzazioni o autorità competenti, qualora abbiano ragionevoli motivi per ritenere che sia stato commesso un grave atto di violenza che rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Istanbul o che si possano temere nuovi gravi atti di violenza ai sensi dell'articolo 28 della medesima Convenzione; 17 verificare se siano sufficienti e adeguate le misure legislative vigenti o di altro tipo che sono necessarie per fornire alle vittime adeguati mezzi di ricorso nei confronti dell'autore del reato e per fornire alle vittime adeguati risarcimenti civili nei confronti delle autorità statali che abbiano mancato al loro dovere di adottare le necessarie misure di prevenzione o di protezione nell'ambito delle loro competenze, predisponendo eventuali interventi necessari per dare attuazione alle disposizioni in materia ai sensi dell'articolo 29 della Convenzione di Istanbul; 18 verificare se siano sufficienti e adeguate le misure legislative vigenti necessarie per garantire che le vittime abbiano il diritto di richiedere un risarcimento agli autori di qualsiasi reato previsto dalla Convenzione di Istanbul o che possano avere entro un termine ragionevole un adeguato risarcimento da parte dello Stato da accordare a coloro che abbiano subito gravi pregiudizi all'integrità fisica o alla salute, se la riparazione del danno non è garantita da altre fonti, in particolare dall'autore del reato, da un'assicurazione o dai servizi medici e sociali finanziati dallo Stato. Prevedere che quanto disposto dal presente numero non precluda la possibilità di richiedere all'autore del reato il rimborso del risarcimento concesso, a condizione che la sicurezza della vittima sia pienamente presa in considerazione ai sensi dell'articolo 30 della Convenzione di Istanbul, verificando la possibilità che, a garanzia del risarcimento, si possa procedere al sequestro preventivo dei beni dell'autore della violenza e dei suoi emolumenti nei limiti di legge; 19 reprimere, in ogni sua forma, il traffico e lo sfruttamento della prostituzione delle donne ai sensi dell'articolo 6 della CEDAW; h verificare lo stato di attuazione del Piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking , approvato dal Ministro per le pari opportunità l'11 novembre 2010, e l'efficacia delle misure ivi contenute, con riferimento alle azioni ivi previste e specificamente alle aree di intervento relativo alla prevenzione, formazione e sensibilizzazione, di centri antiviolenza e ai servizi di assistenza, sostegno, protezione e reinserimento delle vittime, alla formazione, alle banche dati, alle azioni delle regioni e delle autonomie locali nonché all'attuazione e al monitoraggio del Piano; i verificare lo stato di attuazione del Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere di cui all'articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119. 2. La Commissione inoltre: a formula pareri sugli atti governativi i cui contenuti sono volti a disciplinare o a deregolamentare i settori dell'uso delle nuove tecnologie nei mezzi di comunicazione anche elettronica, della scuola, della famiglia, della salute e della sicurezza e, più in generale, i settori di interesse per la lotta e per il contrasto del fenomeno di cui al comma 1, lettera a) ; b propone soluzioni legislative e amministrative ritenute necessarie per rendere più coordinata e incisiva l'iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali e per rimuovere le disfunzioni accertate; c riferisce alle Camere, con cadenza almeno annuale e ogni volta che ne ravvisi la necessità, i risultati della propria attività. 3 Sulla base dei risultati dell'attività della Commissione, il Governo promuove ogni ulteriore iniziativa, anche nelle sedi competenti dell'Unione europea e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, volta a un maggiore ed efficace contrasto del fenomeno di cui al comma 1, lettera a) . 2 (Composizione della Commissione) 1 La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. 2 La Commissione, nella prima seduta, elegge il proprio ufficio di presidenza, costituito dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari.