[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 647 del codice di procedura civile promossi con ordinanze emesse il 21 febbraio 2000 dal Tribunale di Napoli e il 18 ottobre 2000 (n. 2 ordinanze) dal Tribunale di Ancona, sezione distaccata di Fabriano, rispettivamente iscritte ai nn. 609, 813 e 814 del registro ordinanze 2000 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 44, 1ª serie speciale, dell'anno 2000 e n. 1, 1ª serie speciale, dell'anno 2001. Visti gli atti di costituzione di Pietroluongo Anna, della Banda Musicale Città di Staffolo, dell'Italprint S.r.l. nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 18 dicembre 2001 il giudice relatore Annibale Marini; Uditi gli avvocati Guido Belmonte per Pietroluongo Anna, Arturo Alfieri per la Banda Musicale Città di Staffolo e l'avvocato dello Stato Giuseppe Fiengo per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Napoli, con ordinanza del 21 febbraio 2000, ha sollevato, in riferimento all'art. 24, secondo comma, della Costituzione, "questione di legittimità costituzionale del primo e del secondo comma dell'art. 647 c.p.c. , nella parte in cui prevedono che il decreto ingiuntivo debba essere dichiarato definitivamente esecutivo, e l'opposizione non possa più essere proseguita, anche qualora la mancata costituzione dell'opponente sia dipesa da caso fortuito o forza maggiore". Riferisce il rimettente che l'opponente non aveva potuto rispettare il termine abbreviato per la costituzione in giudizio in quanto, come attestato dall'Ufficio Notifiche presso la Corte d'appello di Napoli, l'originale della citazione, necessario per la costituzione, gli era stato restituito, a causa di "disguidi d'ufficio", quando il termine per la costituzione era già scaduto. Ad avviso dello stesso rimettente, una volta ammessa - nei limiti risultanti dalla sentenza di questa Corte n. 120 del 1976 - la possibilità della opposizione tardiva, non vi sarebbe alcuna ragione per negare alla parte che non si sia potuta costituire nei termini, sempre per caso fortuito o forza maggiore, la possibilità della costituzione tardiva. E ciò in quanto sia nel caso della mancata opposizione nei termini che in quella della mancata o tardiva costituzione la conseguenza sarebbe la medesima: e cioè l'esecutorietà del decreto ingiuntivo con conseguente compromissione, in danno della parte incolpevole, del diritto di difesa. 2. - Si è costituito nel giudizio il creditore opposto nel giudizio a quo il quale ha concluso, in via principale, per la inammissibilità e, in subordine, per la infondatezza della questione. Osserva anzitutto la parte privata che l'accoglimento della questione comporterebbe un complesso ed articolato intervento normativo rimesso in quanto tale alla discrezionalità del legislatore. Aggiunge la difesa della stessa parte che, diversamente da quanto ritenuto dal rimettente, l'art. 165, ultimo comma, cod. proc. civ. a tenore del quale, nel caso di citazione notificata a più persone, il termine per la iscrizione a ruolo decorre dalla prima notificazione mentre l'originale della citazione deve essere inserito nel fascicolo entro dieci giorni dall'ultima notificazione, confermerebbe che la iscrizione a ruolo può avere luogo indipendentemente dal deposito dell'originale della citazione. Secondo l'opposto, poi, la mancata restituzione dell'originale dell'atto notificato in nessun caso potrebbe integrare l'ipotesi di forza maggiore o di caso fortuito mentre, sempre sotto l'aspetto della rilevanza della questione, avendo l'opponente iscritto la causa a ruolo non il giorno della restituzione dell'originale ma il giorno successivo, la tardività della costituzione sarebbe da imputarsi alla negligenza dell'opponente medesimo. Inoltre, non essendo alla data di restituzione dell'originale della citazione ancora scaduto il termine per proporre opposizione, l'opponente, una volta resosi conto che non era più in termini per la tempestiva costituzione in giudizio, avrebbe potuto utilmente rinnovare l'opposizione. Sicché, anche per tale motivo, la questione sarebbe priva di rilevanza e, quindi, inammissibile. 3. - È intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello Stato, concludendo nel senso della inammissibilità della questione e, comunque, della sua infondatezza. Rileva, anzitutto, la parte pubblica che l'accoglimento della questione comporterebbe un intervento ampiamente manipolativo onde contemperare le esigenze del debitore opponente con quelle del creditore opposto; intervento precluso, quindi, a questa Corte e riservato alla discrezionalità del legislatore. Ritiene nel merito l'interveniente che la norma impugnata in ogni caso non escluderebbe, ricorrendo il caso fortuito o la forza maggiore, la possibilità della tardiva costituzione in giudizio dell'opponente, con conseguente infondatezza, per erroneità del presupposto interpretativo, della questione. 4. - In prossimità dell'udienza, il creditore opposto ha depositato memoria illustrativa ribadendo sostanzialmente gli argomenti difensivi svolti nella memoria di costituzione e concludendo per la declaratoria di manifesta inammissibilità e in subordine di infondatezza della questione. 5. - Sempre nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Ancona, con due ordinanze di identico contenuto, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 647, secondo comma, cod. proc. civ. nella parte in cui, in caso di mancata o intempestiva costituzione dell'opponente in giudizio, preclude la possibilità di riproporre l'opposizione a decreto ingiuntivo anche nel caso in cui sia ancora pendente il termine per l'opposizione e l'improcedibilità non sia stata dichiarata. Il rimettente muove dalla considerazione che, mentre la esecutorietà del decreto ingiuntivo non opposto (o con opposizione improcedibile) presuppone un provvedimento del giudice, la sua efficacia di giudicato si determina automaticamente al verificarsi dei presupposti (cioè: mancata opposizione nel termine ovvero mancata costituzione in giudizio dell'opponente). Prosegue l'ordinanza osservando che, a differenza di quanto previsto dagli artt. 358 e 387 cod. proc. civ. , rispettivamente per l'appello e per il ricorso per cassazione, la norma censurata, stante l'automatico determinarsi della preclusione, non consente che sia riproposta l'opposizione, a fronte di una improcedibilità non dichiarata, ancorché ancora non sia scaduto il termine di cui all'art. 641 cod. proc. civ.