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Il Governo, pertanto, già dai prossimi giorni e sulla scorta dei dati epidemiologici deve iniziare a programmare le riaperture delle attività economiche. Per questo è necessario rivedere al più presto il decreto-legge che ha disposto le ultime chiusure e permettere alle attività delle aree meno esposte al contagio di riprendere il proprio sacrosanto lavoro. È questo il primo passo che va verso una ripartenza graduale, che deve completarsi nel minor tempo possibile. Confortano in tal senso le indiscrezioni secondo cui il Governo, già a partire dal 20 aprile, potrebbe considerare la possibilità di riaprire bar, ristoranti, palestre, centri estetici, esercizi commerciali e altre attività simili. Al contempo però bisogna fare di più sui sostegni alle imprese. I ristori approntati finora sono solo una goccia in quell'incendio di disagio in cui si dibattono tutti gli operatori economici. La disperazione sociale monta sempre di più e il Parlamento e il Governo non possono far finta di niente. L'Italia deve ripartire al più presto e bisogna metterla nelle condizioni di farlo. È evidente ormai che tutti dopo un anno di lockdown siamo in un'altra fase e, pur tutelando la salute pubblica, adesso la priorità è scongiurare una nuova epidemia, quella economica. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 8 aprile 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 8 aprile, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 20,01) . Pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2120 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, acquisiti gli elementi istruttori forniti dal Governo, da cui risulta che: viene confermato, in relazione all'estensione dei tempi di votazione anche al lunedì, che i membri degli uffici preposti alla proclamazione degli eletti e i componenti dei seggi ricevono, ai sensi della legge 13 marzo 1980, n. 70, come modificata dalla legge 16 aprile 2020, n. 62, un onorario fisso forfettario del tutto indipendente dalla durata della votazione, nella misura, rispettivamente di 150 euro per il Presidente e di 120 euro per gli scrutatori; viene confermato che le spese per il lavoro straordinario del personale dell'Amministrazione civile del Ministero dell'interno, impegnato nelle prefetture, nel pomeriggio e nella sera di lunedì sono compensate dal venir meno del turno per lo scrutinio nella notte tra domenica e lunedì e che lo svolgimento eventuale nella giornata del martedì evita gli ulteriori oneri che potrebbero derivare dal prolungamento delle operazioni di spoglio in orario notturno, nella notte tra il lunedì e il martedì. Si precisa al riguardo che sugli oneri complessivamente derivanti non sarà calcolato, nel caso in esame, l'incremento, pari al 50 per cento, concernente lo svolgimento delle attività in orario notturno e festivo, circostanza che si verificherebbe se le elezioni si svolgessero in una sola giornata, con avvio dello spoglio nella notte di domenica; per le elezioni comunali, viene precisato che, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 aprile 1976, n. 136, le spese per l'organizzazione tecnica e l'attuazione delle elezioni sono a carico degli enti ai quali i consigli appartengono: Restano comunque a carico dello Stato alcune specifiche spese indicate ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, che sono del tutto indipendenti dalla durata della votazione; con riferimento alle attività di vigilanza, che risulta ampliata dalla estensione dei tempi di votazione anche nella giornata di lunedì, viene specificato che è stato stimato l'utilizzo di circa 18.000 operatori di polizia per un costo complessivo unitario pari a euro 1.164,08, comprensivo dell'indennità di ordine pubblico, con pernottamento per quattro giorni, per un complessivo di spesa pari a circa 20.953.440. Tale onere è circa il doppio rispetto a quello che si sostiene in caso di votazione in una sola giornata; pertanto, l'onere aggiuntivo ammonta a circa 10 milioni di euro. Tutti gli altri oneri sostenuti in occasione delle elezioni amministrative dalle amministrazioni competenti (Ministero dell'interno, Ministero dell'economia e delle finanze e Ministero della Giustizia) sono del tutto indipendenti dalla durata della votazione. In conclusione, l'estensione di un giorno del periodo di votazione comporta oneri aggiuntivi solo in relazione alle spese di vigilanza dei seggi: considerato che per consultazioni elettorali che si svolgono in una sola giornata, l'articolo 2 del decreto interministeriale del 15 aprile 2020, recante i limiti massimi di spesa per le consultazioni, prevede per 16.074 sezioni un costo complessivo pari a circa 30 milioni di euro, e che la norma in esame comporta un onere aggiuntivo di 10 milioni di euro, l'onere complessivo, pari a 40 milioni di euro, è coperto, ai sensi dell'articolo 4 del provvedimento in titolo; dalle risorse disponibili a legislazione vigente sul capitolo 3020 ("Fondo da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento europeo e dall'attuazione dei referendum "), iscritto nello Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, che reca uno stanziamento per il 2021 pari ad euro 300.000.000, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. In relazione agli emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.6, 3.1, 3.2, 3.3, 3.5, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.3, 3.0.4, 3.0.100, 3.0.8, 3.0.9, 3.0.10, 3.0.11, 3.0.14, 3.0.15 e 3.0.19. Il parere è di semplice contrarietà sull'emendamento 3.4. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento 3.4, riferito al disegno di legge in titolo, a rettifica del parere reso il 30 marzo scorso, esprime per quanto di propria competenza parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al provvedimento in titolo approvati dalla 1 a Commissione e trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo.