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il progetto, che tocca interessi qualificati e sensibili (ambiente e paesaggio), verrebbe realizzato senza un adeguato e opportuno processo partecipativo, mancando il coinvolgimento dei cittadini che si vedranno investiti, senza poter portare la propria "voce" nel procedimento decisionale, dalle conseguenze che comporterà una tale opera, a discapito peraltro del commercio di prossimità già in grossa sofferenza; l'associazione "Italia nostra" ha lanciato una petizione on line , per dire no al progetto, che ha raggiunto in poche ore un record di adesioni da tutto il Veneto; ma dalle notizie di stampa si apprende che anche altre associazioni, in particolare "Ascom", hanno manifestato forti perplessità sull'opera e sottolineato la necessità di approfondire i temi e i termini del maxi insediamento che impatta su un'area strategica, già fortemente sfruttata. Ad avviso di Ascom parlare di polo Amazon è una semplificazione ad hoc , essendo in gioco un ampio polo logistico ed economico, con impatto intercomunale in un'area vasta tra comuni contermini (Preganziol, Casier, Roncade, Quarto d'Altino, Mogliano e non solo) e per questo motivo servirebbe una valutazione complessiva da parte della Regione e su più livelli; gli impatti territoriali e lo scempio ambientale che questo progetto porta con sé dovrebbero essere, ad avviso dei sostenitori del progetto e del colosso dell' e-commerce , giustificati dall'aumento dei posti di lavoro che sarebbero pari a 1.200, ma sul punto, ovviamente, non vi sono certezze, anzi vi è il rischio, conoscendo l'organizzazione di Amazon, che nel futuro i processi lavorativi saranno sempre più robotizzati; di certo vi è, invece, che si concretizzerà uno spreco di territorio inaccettabile, giustificato da una prospettiva di sviluppo insostenibile per il tessuto sociale, economico e urbano di riferimento; considerato che, di recente, anche la Corte dei conti (con la deliberazione del 31 ottobre 2019) ha invitato a ridurre il consumo di suolo, evidenziando il rapporto con i fenomeni di dissesto idrogeologico che comportano un grave impegno finanziario per il Paese. Per non parlare delle conseguenze sul cambiamento climatico, evidenziate nel rapporto ISPRA, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative, di propria competenza, intenda adottare per dare corso alle opportune verifiche; se il progetto sia compatibile con le prospettive di contenimento del consumo di suolo, nonché se, e in quale misura, sussistano le condizioni, nel caso di specie, per applicare le deroghe previste dalla legge. Atto n. 4-03673 RUOTOLO DE PETRIS NUGNES Al Ministro dell'interno Premesso che: le infiltrazioni criminali nel territorio di Fondi (Latina) sono state oggetto negli anni di molteplici attenzioni della Direzione investigativa antimafia, della Guardia di finanza, delle forze dell'ordine e della magistratura, a causa del radicamento che varie organizzazioni mafiose esercitano sul settore agroalimentare, uno dei comparti produttivi più importanti del Paese, al fine di monopolizzare i trasporti da e per il mercato ortofrutticolo (MOF) del comune dell'agro pontino; il mercato ortofrutticolo di Fondi, tra i più importanti in Europa, movimenta oltre 1,1 miliardi di chili di ortaggi e frutta provenienti da oltre 4.000 imprese agricole, soddisfacendo il fabbisogno annuale negli approvvigionamenti alimentari di oltre 4 milioni di italiani; già dall'inchiesta condotta dalla DIA di Roma e dal comando provinciale dei Carabinieri di Latina nel 2009 risulta l'influenza pervasiva nella gestione del mercato ortofrutticolo di Fondi esercitata dagli uomini della 'ndrangheta calabrese appartenenti alla nota cosca Tripodo di Reggio Calabria, la cui mediazione per l'accesso al MOF era stata svelata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nel 2007; dalle informazioni in possesso degli interroganti, altre operazioni dell'antimafia, "Sud pontino", "Store", "Gea" e "La Paganese", hanno evidenziato successivamente il controllo del trasporto ortofrutticolo attuato da un cartello di clan della camorra, della mafia e della 'ndrangheta che imponevano, di fatto, regole e tariffe a vettori e produttori nel mercato di Fondi; le indagini hanno fatto emergere un ruolo chiave nel condizionamento criminale da parte di Giuseppe D'Alterio per i suoi rapporti con la mafia calabrese e clan camorristici, in particolare quello dei Casalesi, utili per garantire che i mezzi di trasporto, oltre ai prodotti ortofrutticoli, potessero essere utilizzati anche per trasportare sostanze stupefacenti; in base a quanto risulta agli interroganti per via di un articolo pubblicato dal sociologo Marco Omizzolo per il quotidiano "il manifesto" in data 2 giugno 2020, le ultime indagini hanno fatto emergere l'isolamento in cui ha lavorato l'amministratore giudiziario de "La Suprema Srl", ex società di trasporto di D'Alterio, per mandare avanti l'azienda posta sotto sequestro, allo scopo di dare continuità al lavoro e alle commesse, prima di essere obbligato a metterla in liquidazione, mentre sarebbe stata agevolata la neonata società intestata alla moglie di D'Alterio; da quanto descritto, si evidenzia che la criminalità riesce ad insinuarsi perfettamente nella filiera del cibo, dalla produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, assicurando il riciclaggio di patrimoni illeciti che provengono dal traffico di stupefacenti, assumendo il controllo del mercato attraverso intimidazioni, estorsione, impiego di denaro illecito, concorrenza con minaccia o violenza e reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso, come risulta emblematicamente dalle vicende giudiziarie attorno al mercato ortofrutticolo di Fondi; secondo il dossier sulle agromafie di Eurispes il volume d'affari annuale delle mafie nel settore agroalimentare arriva a 24,5 miliardi di euro, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di valorizzare il prezioso lavoro degli inquirenti e delle forze dell'ordine nel territorio di Fondi e di assicurare una bonifica radicale della filiera agroalimentare da ogni condizionamento mafioso, perché si assicuri legalità e trasparenza. Atto n. 4-03674 LANNUTTI CORRADO TRENTACOSTE NATURALE ROMANO PRESUTTO GIANNUZZI Al Ministro della giustizia Premesso che: nel dicembre 2019 è stata portata a termine una maxi operazione contro la criminalità organizzata nel vibonese, in Calabria, che ha disarticolato la potente cosca dei Mancuso. La vastità dell'inchiesta, condotta dalla Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, ha messo insieme un puzzle con 416 indagati e persone fermate in 11 regioni italiane, dalla Lombardia alla Sicilia, oltre che in Germania, Bulgaria e Svizzera. Tre anni e mezzo di lavoro condotto dalla magistratura e dai carabinieri, compreso il Ros, per la "più grande operazione dopo quella che portò al maxi processo di Palermo Cosa Nostra", come l'ha definita lo stesso Gratteri, il cui processo, denominato "Rinascita Scott", potrebbe infliggere un duro colpo alla 'ndrangheta e svelare i loschi rapporti tra mafia e politica;