[sommcomm]

in altri termini in sede applicativa si dovrà chiarire se i fatti colposi commessi ante decreto-legge restino punibili alla luce della previgente fattispecie contravvenzionale oppure la restrizione dell'area della rilevanza penale alle sole ipotesi dolose, conseguente alla trasformazione del reato da contravvenzione a delitto, si riverberi anche ai fatti antecedenti alla modifica normativa. L'articolo 27 interviene, poi, sull'obbligo di trasmissione (al questore e al direttore della DIA- aggiunge il decreto-legge) delle sentenze di condanna irrevocabili a pene detentive, già esistenti per le cancellerie degli uffici giudiziari aggiungendovi anche i provvedimenti ablativi o restrittivi. L'articolo 30 modifica l'articolo 633 c.p., inasprendo le sanzioni per coloro che promuovono o organizzano l'invasione di terreni o edifici, ovvero che compiono il fatto armati. L'articolo 633 c.p. sanziona con la pena della reclusione fino a due anni e con la multa da 103 a 1.32 euro la condotta di chi "invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto". Il reato è perseguibile a querela della persona offesa (comma primo). Il secondo comma dell'articolo 633 c.p. contempla due circostanza aggravanti speciali, la cui presenza modifica il regime di procedibilità implicando la punibilità d'ufficio. La prima circostanza ricorre quando "il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata; la seconda circostanza, invece, ricorre quando il fatto è commesso da più di dieci persone, anche senza armi. Il decreto- legge in conversione introduce un ulteriore comma all'articolo 633 c.p., il quale prevede che, nelle ipotesi aggravate di cui al secondo comma, nei confronti dei promotori e organizzatori dell'invasione, nonché di coloro che hanno compiuto il fatto armati si applica la pena della reclusione fino a quattro anni congiuntamente alla multa da 206 a 2.64 euro. In proposito è opportuno rilevare che per la configurabilità dell'aggravante prevista dal secondo comma dell'art. 633, la giurisprudenza ritiene necessario che l'azione invasiva sia stata commessa collettivamente, da più persone concorrenti che agiscano riunite e siano presenti simultaneamente sul luogo del delitto per la sua consumazione. Pertanto la nuova disposizione sembrerebbe escludere dal proprio ambito di applicazione i promotori e organizzatori che pur avendo progettato l'invasione non vi hanno poi, materialmente, preso parte. Sempre in relazione al reato di cui all'articolo 633 c.p., segnala l'articolo 31 del decreto-legge, il quale inserisce la fattispecie aggravata in questione tra quelle per le quali sono ammesse le intercettazioni. Per quanto concerne il Titolo III di rilievo per la Commissione giustizia sono infine gli articoli da 36 a 38. Rileva come gli articoli 37 e 38, in realtà, rientrino solo lato sensu nell'ambito di competenza della giustizia, trattandosi di disposizioni più di carattere ordinamentale, per quanto relative all'Agenzia per i beni confiscati. Più nel dettaglio l'articolo 36 reca numerose modifiche al codice antimafia in materia di procedure di gestione e destinazione dei beni confiscati. Sinteticamente, il comma 1, modifica l'articolo 35 del codice antimafia relativo alla nomina e revoca dell'amministratore giudiziario; il comma 2 dell'articolo in esame modifica poi, l'articolo 38 del codice antimafia, consentendo all'Agenzia di individuare il coadiutore, di cui l'ente si avvale per la gestione dei beni confiscati fino all'emissione del provvedimento di destinazione, anche tra soggetti diversi da quello nominato amministratore giudiziario dal tribunale; precisando che, se diverso dall'amministratore giudiziario, il soggetto individuato debba essere comunque in possesso della specifica professionalità richiesta per gli amministratori giudiziari; il comma 3 apporta numerose modifiche all'articolo 48 del codice antimafia relativo alla destinazione dei beni e delle somme confiscate. Fra le altre, viene riscritto il procedimento di vendita dei beni confiscati, viene introdotta una specifica disciplina per la destinazione dei beni confiscati indivisi e infine è prevista una differente ripartizione dei proventi derivanti dalla vendita dei beni confiscati, i quali confluiscono nel Fondo Unico Giustizia per essere riassegnati nella quota del 20% all'Agenzia. L'articolo 37 incide, novellandole, sulle disposizioni del Codice antimafia, relative all'organizzazione e all'organico dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. La disposizione interviene in primo luogo sull'organizzazione dell'Agenzia, prevedendo la possibilità di istituire fino a 4 sedi secondarie e ridisciplinandone il procedimento di istituzione. L'articolo reca poi varie modifiche in materia di organico dell'Agenzia, fra le altre, limitando a 100 - su un totale di 170 previste  le unità di personale da reclutare per il potenziamento dell'organico dell'Agenzia attraverso procedure ordinarie di mobilità e disponendo che le restanti 70 unità possano essere reclutate mediante procedure selettive pubbliche. L'articolo 38, infine, introduce una deroga, valida fino al terzo esercizio finanziario successivo all'adeguamento della dotazione organica, alle norme della spending review con riguardo alla Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. La senatrice MODENA (FI-BP) preannuncia il proprio intervento del dibattito e la presentazione di emendamenti al testo presso la Commissione di merito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore URRARO (M5S), illustra la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che costituisce l'occasione per aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica del DEF, in relazione alla maggiore stabilità e affidabilità delle informazioni disponibili sull'andamento del quadro macroeconomico, secondo quanto previsto dal combinato disposto degli articoli 7, comma 2, lettera b) e articolo 10-bis della legge n. 196 del 2009. In via preliminare esso riveste particolare importanza in quanto trattasi del primo documento di programmazione economica del nuovo Governo. Essa viene presentata in una fase di grande cambiamento nelle relazioni economiche e politiche a livello internazionale, queste ultime provate da un lento ma progressivo rallentamento della crescita economica e del commercio mondiale. La nota di aggiornamento, al fine di conseguire una maggiore resilienza alle congiunture macroeconomiche, reca un nuovo quadro programmatico di finanza pubblica, il quale prevede la realizzazione di diversi macro obiettivi: aumentare significativamente il tasso di crescita, ridurre la disoccupazione, rilanciare gli investimenti, liberalizzare quei settori ancora caratterizzati da rendite monopolistiche di ostacolo alla concorrenza, il tutto mantenendo il rapporto debito/PIL su di uno stabile sentiero di riduzione, in direzione dell'obiettivo stabilito dai Trattati Europei.