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Colleghi, vi invito a prendere posto, dovendo procedere alla votazione dell'ultimo emendamento. Colmo una lacuna perché, per la prima volta nel dibattito sul sisma, vi siete dimenticati di nonna Peppina cui vanno un mio augurio e un gentile ricordo. (Alcuni senatori del Gruppo Lega indicano il senatore Arrigoni) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.3 (testo 2), presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Il Senato ha approvato all'unanimità. (Vivi, prolungati, generali applausi). Prima di passare alle dichiarazioni di voto finali, ricordo a tutti che a seguire è iscritta all'ordine del giorno la discussione delle mozioni su Radio Radicale. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, nel preannunciare che il Gruppo per le autonomie esprimerà un voto di astensione motivato dall'approvazione della clausola di salvaguardia per le autonomie speciali, ringrazio la maggioranza per la sensibilità mostrata verso la nostra autonomia. Dal nostro punto di vista, non è negativa la sospensione di alcune parti del codice degli appalti; crediamo tuttavia che in questo provvedimento le ombre siano più delle luci. L'Italia soffre di due gravi malattie: la burocrazia e l'assenza di certezza del diritto. Il provvedimento avrebbe dovuto spingere su questo, perché non si tratta solo di sbloccare i cantieri, ma di incentivare i privati e anche i fondi stranieri a investire in Italia. Come autonomisti avevamo presentato una serie di emendamenti che andavano in questa direzione, misure di buonsenso a costo zero che nascevano dal confronto con gli operatori nei nostri territori. Purtroppo queste nostre proposte, come la maggior parte delle altre che sono state esaminate in Commissione, non sono state accolte. Mi dispiace soprattutto per una proposta che abbiamo fatto noi a prima firma del senatore Durnwalder, ma avanzata anche dai colleghi di Forza Italia e anche dalla maggioranza, sui Vigili del fuoco per certe semplificazioni sugli appalti che erano molto importanti e che noi ritenevamo molto utili. Ancora una volta, nonostante l'impegno dei relatori e di tutti i componenti delle Commissioni, il lavoro è stato accidentato, viziato da un conflitto politico che non ha favorito la ricerca della qualità complessiva. Per questa maggioranza è diventato un modus operandi che però spoglia le Commissioni delle proprie prerogative, non conferisce loro quella serenità per poter esaminare con calma tutte le proposte e vagliarle nel loro merito. Ogni tanto mi dispiace anche per i Presidenti di Commissione, che troppo spesso devono fungere da parafulmini (mi riferisco in primis alla Commissione bilancio). Il Parlamento non può quindi svolgere quella funzione di miglioramento fattivo che i decreti-legge richiedono quasi sempre, in particolare quando si tratta di materie così complesse. Sono mesi che denunciamo questo modo di procedere. Pensavamo che dopo la legge di bilancio, al netto delle fibrillazioni interne alla maggioranza, si stabilisse un nuovo modo di lavorare, come auspicato anche dal Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno, ma la musica purtroppo non è cambiata. Questo modo di fare non ha portato a sintesi virtuose, ma quasi sempre a compromessi pasticciati e tutto questo è aggravato dal costante inserimento di norme che snaturano i provvedimenti, fino a dare la sensazione di avere davanti provvedimenti omnibus o mille proroghe. Adesso la maggioranza dica se i venti di crisi sono superati o se quella di queste ore è la classica quiete che precede la tempesta, dica come vuole rispondere all'Europa, se ci sarà una manovra di aggiustamento e dove andranno reperite le risorse; dica come vuole costruire la prossima legge di bilancio; dica come intende sterilizzare le clausole di salvaguardia; dica soprattutto quale sarà la sua politica per contrastare la stagnazione economica nella quale è caduto il nostro Paese. Infatti, due decreti-legge, per quanto abbiamo anche elementi positivi, non sono certo la risposta. Ci vuole una chiara politica di indirizzo, quella che fino ad ora è mancata e che ha trascurato le richieste di intervento e di attenzione che venivano dal mondo produttivo. Non c'è più tempo da perdere, come avete detto tutti negli scorsi giorni. Allora siamo d'accordo con voi, ma si passi dalle parole ai fatti, perché su questi temi l'Italia è ferma, non dalla campagna elettorale, ma dall'inizio della legislatura. Noi attendiamo, ma soprattutto è l'Italia che attende (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e del senatore De Bertoldi) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «San Pietro in Casale di Galliera», in provincia di Bologna, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1248 DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, annuncio subito il voto contrario dei senatori di LeU e di molti altri del Gruppo Misto su un provvedimento che fin dall'inizio a noi è sembrato molto pericoloso. Devo dire che nello stesso lavoro di Commissione, per le parti che erano certamente più delicate non si è voluto assolutamente tenere conto, se non in minima parte, delle questioni, dei problemi delle proposte portate avanti dall'opposizione. Ma fino a qui rientriamo ancora nell'ordinario. Il problema è che ancora una volta il provvedimento in discussione e il lavoro di settimane e settimane all'interno della Commissione sono diventati l'oggetto dell'ennesimo psicodramma, dell'ennesima operazione fatta di provocazioni, passi indietro e poi mediazione a cui ormai la maggioranza ci ha abituato. Tutto questo, tra l'altro, arrecando ancora una volta un grandissimo danno non tanto generico al Paese, ma non comprendendo fino in fondo - e neanche all'inizio - le questioni vere da cui far ripartire l'Italia e su cui è assolutamente necessario stabilire le priorità. Parliamoci chiaro: ieri, tra le altre cose, ho posto all'interno della discussione anche la questione dei cambiamenti climatici. Pensate veramente che cambiando le regole ogni anno - di questo stiamo parlando - si sblocchino i cantieri? Pensate veramente che, dopo tutto il lavoro fatto sul codice degli appalti (non a caso, come ha giustamente riferito anche il senatore Nencini ieri, in una prima fase vi è un blocco, perché ci si deve abituare alle nuove norme), la scelta migliore sia rimettere di nuovo tutto in discussione, con frasi ad effetto, come faceva il maxiemendamento della Lega, arrivando ad annunciare la sospensione del codice degli appalti? Peraltro non era neanche così, perché è stato ulteriormente cambiato. Non penso assolutamente - e lo vedremo nei fatti - che queste norme produrranno alcunché in termini di accelerazione sui lavori. Qui il problema non sono i generici appalti e i generici lavori, ma è capire su che cosa reimpostiamo le priorità di intervento dal punto di vista strategico del Paese. Quali sono le opere necessarie e prioritarie: