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Con riferimento ai contributi ai Comuni previsti dalla legge di stabilità per il 2018, le Commissioni riunite hanno poi previsto che, nel caso di mancato rispetto dei termini e delle condizioni ivi previste, il Ministero dell'interno non proceda al recupero del contributo nei casi nei quali il mancato rispetto dei termini sia stato determinato dall'instaurazione di un contenzioso in ordine alla procedura posta in essere dal Comune. Per i contributi assegnati per l'anno 2018, il recupero non si applica agli enti beneficiari del medesimo contributo che hanno posto in essere, entro i termini previsti, le attività preliminari all'affidamento dei lavori rilevabili attraverso il sistema di monitoraggio, a condizione che l'affidamento avvenga entro il 31 dicembre 2019. Integrazione alla relazione orale della senatrice Faggi sul disegno di legge n. 1248 Per l'attuazione degli interventi di immediata necessità, il provvedimento ha istituito un apposito Fondo per la ricostruzione, con una dotazione iniziale di 275,7 milioni di euro per il quinquennio 2019-2023, da assegnare alle contabilità speciali intestate ai due Commissari straordinari, secondo la ripartizione indicata nel provvedimento (articolo 8). Con particolare riferimento alla ricostruzione privata, le disposizioni del decreto: - prevedono, innanzitutto, la concessione di contributi per la ricostruzione e il ripristino degli immobili privati distrutti o danneggiati, secondo priorità stabilite dai commissari sulla base dell'entità del danno subito; specificano le tipologie di intervento, di danno e di immobili ammissibili al finanziamento, che può arrivare a coprire il 100 per cento delle spese, individuando i soggetti beneficiari e disciplinando la procedura per la richiesta e la concessione dei contributi (articoli 9, 10 e 12), e - stabiliscono che la concessione dei contributi ha come finalità: (i) il finanziamento degli interventi volti a riparare, ripristinare, demolire, ricostruire o delocalizzare e assoggettare a trasformazione urbana gli immobili di edilizia privata ad uso abitativo e non abitativo, ad uso produttivo e commerciale, ad uso agricolo e per i servizi pubblici e privati, compresi quelli destinati al culto, che siano stati danneggiati o distrutti dall'evento sismico. Limitatamente agli interventi di riparazione e ripristino, l'intervento di miglioramento o di adeguamento sismico deve conseguire il massimo livello di sicurezza compatibile in termini tecnico-economici con la tipologia dell'immobile; (ii) il finanziamento degli interventi sugli immobili definiti «di interesse strategico» in base alle norme vigenti e su quelli ad uso scolastico, prevedendo che per tali tipologie di immobili debba essere conseguito l'adeguamento sismico ai sensi delle vigenti nonne tecniche per le costruzioni; (iii) finanziamento degli interventi sugli immobili soggetti alla tutela del codice dei beni culturali, conseguendo il massimo livello di sicurezza compatibile con le concomitanti esigenze di tutela e conservazione dell'identità culturale del bene stesso (articolo 11). Le Commissioni riunite hanno esteso il divieto di concessione dei contributi, già previsto dal decreto-legge nel caso di immobili danneggiati oggetto di ordine di demolizione o ripristino impartito dal giudice penale, ai casi in cui il provvedimento di demolizione o ripristino sia stato impartito dall'autorità amministrativa. Hanno inoltre disposto che - per gli interventi sugli edifici di interesse storico-artistico - all'istanza di concessione dei contributi debba essere allegata la documentazione attestante il possesso, da parte dell'impresa affidataria dei lavori, di competenze tecniche commisurate alla tipologia di immobile e alla tipologia di intervento. Con particolare riferimento alla ricostruzione pubblica, le disposizioni del decreto-legge prevedono innanzitutto il finanziamento, sempre nei limiti delle risorse disponibili sulla contabilità speciale e sulla base di appositi piani adottati dai commissari, degli interventi per la ricostruzione degli edifici pubblici, delle chiese e degli edifici di culto di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti e dei beni del patrimonio artistico e culturale danneggiati dal sisma, nonché degli interventi volti ad assicurare la funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture; si prevede un piano di interventi sulle aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, con priorità per dissesti che costituiscono pericolo per centri abitati ed infrastrutture, sentito il Commissario per il dissesto idrogeologico e nei limiti delle risorse disponibili in contabilità speciale (articolo 13, commi 1 e 2). Le disposizioni del decreto-legge inoltre: - stabiliscono che la realizzazione degli interventi pubblici che siano stati individuati nei piani predisposti dai commissari come essenziali ai fini della ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici costituisce il presupposto per l'applicazione della procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara di cui all'articolo 63, comma 1, del codice dei contratti pubblici. Nell'applicare tale procedura agli appalti aggiudicati dal Commissario straordinario (il ricorso alla quale è stato reso facoltativo dalle Commissioni riunite), l'invito è rivolto, sulla base del progetto definitivo, ad almeno cinque operatori economici che risultino iscritti nell'Anagrafe antimafia degli esecutori, istituita ai sensi dell'articolo 30 del decreto-legge n. 189 del 2016 e richiamata dall'articolo 16 del testo in esame. I lavori sono poi affidati sulla base della valutazione delle offerte effettuata da una commissione giudicatrice costituita ai sensi dell'articolo 77 del codice dei contratti pubblici (articolo 13, comma 3); - dispongono che le regioni e gli enti locali procedano all'espletamento delle procedure di gara relative agli interventi sugli immobili di loro proprietà e che i Commissari straordinari provvedano alla diretta attuazione degli interventi relativi agli edifici pubblici di proprietà statale, ripristinabili con miglioramento sismico (articolo 13, commi 4 e 5); - individuano i soggetti attuatori degli interventi per la ricostruzione pubblica e stabiliscono che essi o i comuni interessati, sulla base delle priorità stabilite dai Commissari, possano ricorrere, per la predisposizione dei progetti e per l'elaborazione degli atti di pianificazione e programmazione urbanistica, all'affidamento di incarichi agli operatori economici ammessi a partecipare alle procedure per l'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria in base all'articolo 46 del codice dei contratti pubblici, ma che tale possibilità sia consentita esclusivamente nel caso di indisponibilità di personale in possesso della necessaria professionalità (articolo 13, comma 7, e articolo 14); - attribuiscono ai Commissari straordinari la competenza per l'approvazione definitiva dei progetti esecutivi presentati dai soggetti attuatori, previa verifica della loro congruità economica, nonché per l'adozione del decreto di concessione dei contributi, che vengono erogati in via diretta (articolo 13, commi 8 e 9). Le Commissioni riunite hanno previsto: