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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla ricostruzione della città dell'Aquila e degli altri paesi colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009. Onorevoli Senatori. -- Il sisma di magnitudo 5,9, che il 6 aprile 2009 ha colpito la città dell'Aquila e 160 comuni abruzzesi, ha provocato la morte di 309 persone, 1.600 feriti e oltre 67.000 sfollati, la quasi completa distruzione del centro storico della città e gravissimi danni strutturali, in particolar modo nei 57 comuni del cosiddetto «cratere sismico». Ad oltre sei anni da quel giorno la situazione del centro storico dell'Aquila rimane pressoché invariata, in particolar modo nella cosiddetta zona rossa, e più di un terzo degli sfollati non ha visto migliorare la propria condizione abitativa. Alcuni dei numerosi crolli hanno provocato ancor più sconcerto e sono stati percepiti come inspiegabili perché in luoghi simbolo della città, come il crollo della Casa dello studente, dell'ospedale cittadino e della Prefettura. Le conseguenze di questo tragico evento sono ancora oggi sotto l'occhio attonito di tutti i cittadini italiani, ed in primo luogo di quelli aquilani. Moltissimi i procedimenti giudiziari aperti, sia per quanto riguarda le responsabilità nella costruzione di fabbricati datati e realizzati senza il rispetto delle più elementari regole dell'edilizia, sia per quanto concerne la ricerca di responsabilità nella gestione poco chiara di tutto ciò che riguarda le fasi immediatamente successive al terremoto e quelle relative alla ricostruzione. Le parole di chi quella notte già immaginava di lucrare sulle conseguenze del sisma, pregustando lauti guadagni, e rimbalzate su tutti i mezzi di informazione, sono rimaste impresse nella mente di tutti come tragicamente premonitrici. Il cantiere della ricostruzione delle zone terremotate è stato, e probabilmente è ancora, il più grande cantiere d'Europa e le risorse messe in campo per una soluzione rapida sono state e sono tutt'ora considerevoli. Secondo la ricognizione delle risorse operata dal Ministero per la coesione territoriale, conclusasi nella relazione dal titolo «La ricostruzione dei comuni del cratere aquilano» del 16 marzo 2012, le risorse finanziarie destinate alle aree colpite dal sisma mostrano un volume complessivo di stanziamenti per gli interventi post terremoto pari a circa 10,6 miliardi di euro di cui 2,9 miliardi relativi agli interventi per l'emergenza e i restanti 7,7 miliardi destinati agli interventi per la ricostruzione. Le risorse destinate agli interventi di emergenza hanno riguardato le spese per la prima emergenza -- per complessivi 680 milioni di euro -- le spese per il progetto di complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili -- pari a circa 883 milioni di euro -- le spese per il progetto di moduli abitativi provvisori -- pari a circa 284 milioni di euro -- le spese per la realizzazione di moduli provvisori ad uso scolastico -- pari a circa 82,8 milioni di euro. Le risorse destinate alla ricostruzione hanno invece riguardato gli interventi per la ricostruzione di edifici privati, attraverso la concessione di contributi ai soggetti privati e quantificabili in circa 6 miliardi, per la ricostruzione di edifici pubblici, relativamente ad interventi approvati dal CIPE e riguardanti opere pubbliche per circa 408 milioni di euro, per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per complessivi 226 milioni di euro, e per il ripristino e la messa in sicurezza delle reti stradali e ferroviarie, per complessivi 300 milioni di euro. Con il decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, sono stati concessi contributi ai privati per la ricostruzione di immobili per un importo pari a 197,2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 a al 2019. Con la legge di stabilità per il 2014, legge 27 dicembre 2013, n. 147, è stato previsto un rifinanziamento di 300 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2014 e 2015 per gli interventi di ricostruzione di immobili pubblici e privati ed un contributo straordinario per assicurare la continuità del servizio di smaltimento di rifiuti solidi urbani di 31 milioni di euro per il comune dell'Aquila, gli altri comuni del cratere sismico e la provincia dell'Aquila, che vanno ad aggiungersi ai 35 milioni di euro stanziati per la medesima finalità con la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per il 2013). Il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, il cosiddetto «sblocca Italia», ha disposto il rifinanziamento degli interventi di ricostruzione, nella misura di 250 milioni di euro, in termini di sola competenza. Con la legge di stabilità per il 2015, legge 23 dicembre 2014, n. 190, si è previsto infine un rifinanziamento di 5 miliardi e 100 milioni di euro di cui 200 milioni di euro per il 2015, 900 milioni per il 2016. È evidente quanto gli interessi in gioco siano di fatto enormi. Gli interventi realizzati sono numerosi: 19 « new town », 185 edifici del progetto CASE, ovvero moduli abitativi provvisori e complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili, per un totale di 4.500 alloggi in grado di ospitare circa 15.000 persone. Per soddisfare le ulteriori necessità di abitazioni si è resa necessaria anche la realizzazione, in numerose frazioni del comune dell'Aquila, di 1.273 moduli abitativi provvisori (MAP). La realizzazione di queste unità abitative è stata gestita dal Dipartimento della protezione civile che, con delega del Governo, ha appaltato, mediante affidamenti diretti, i relativi lavori a varie imprese. Ma già nell'aprile 2013 un centinaio di moduli abitativi provvisori (MAP), realizzati nelle frazioni di Cansatessa, Tempera, San Vittorino e Assergi, sono stati posti sotto sequestro a seguito di un'inchiesta della Procura dell'Aquila perché costruiti con materiali non idonei e scadenti ed il 14 settembre 2014 il crollo di un balcone di un appartamento del progetto CASE a Cese di Preturo, frazione ovest dell'Aquila, ha dato avvio ad un'indagine, durata oltre un anno e conclusasi il 19 ottobre 2015 con 37 indagati. L'inchiesta, portata avanti dagli agenti del Corpo forestale dello Stato dell'Aquila, del Nipaf (nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale) e della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura, ha portato al sequestro di 800 balconi in 494 appartamenti, su un totale di 4.500, nelle 19 new town che ancora ospitano diverse migliaia di sfollati. Alle criticità relative alla regolarità degli appalti concessi per le opere di ricostruzione va poi a sommarsi un numero ingente di sprechi. I certificati di agibilità delle ventiquattro scuole dell'Aquila, riaperte nel settembre del 2009, sono costati 600.000 euro a fronte di un preventivo di 24.000 euro.