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Rimaniamo inoltre fiduciosi che, nel corso di questo 2020, ulteriori misure verranno adottate e nuovi strumenti a tutela del settore saranno implementati. Come Gruppo Italia Viva continueremo a impegnarci con costanza per portare un sostegno concreto agli operatori del settore. Solo in questa maniera l' export agroalimentare potrà finalmente essere valorizzato come uno degli imprescindibili asset italiani, capace non solo di contribuire in maniera determinante alla crescita del prodotto interno lordo del Paese, ma anche di diffondere in tutto il mondo l'eccellenza dei prodotti e la cultura del benessere tipici del nostro Paese. Riteniamo inoltre che questi risultati positivi siano stati ottenuti grazie alla capacità di relazione che il Ministro ha dimostrato nei rapporti con il Segretario all'agricoltura degli Stati Uniti e soprattutto grazie alla promozione di un'azione di sistema, che vuol dire capacità e autorevolezza in Europa e presidio costante dei tavoli europei. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE . La senatrice Nugnes ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01393 sul principio di precauzione e sull'imposizione di dazi nel commercio agroalimentare con gli Stati Uniti, per tre minuti. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Ministro, siamo tutti preoccupati per la questione dei dazi imposti dagli Stati Uniti sui prodotti alimentari e non solo, ma mai vorremmo che questo fosse un ut des per cedere sul Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP). Noi sappiamo che il Segretario USA all'agricoltura, prima di venire a Roma il 29 gennaio, ha incontrato la stampa internazionale a Bruxelles e i commissari europei per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, per la salute e la politica dei consumatori e per il commercio, al fine di forzare la Commissione proprio su questo Trattato. Washington valuta che l'approccio vigente in Europa non sia accettabile, ritenendo che bisogna abbandonare il principio di precauzione per basarsi sulla solida scienza. Naturalmente questo metterebbe a serio rischio la salute, l'ambiente e anche l'eccellenza dei nostri prodotti. Negli USA, infatti, i prodotti nuovi e le sostanze vengono immessi in commercio sulla base di valutazioni fatte dalle imprese, mentre i controlli delle agenzie pubbliche scattano soltanto a seguito di ricorsi e denunce a posteriori dei cittadini. In Europa, invece, si adotta il principio di precauzione proprio per evitare che l'onere della prova ricada sui cittadini a tragedia già avvenuta. Con ciò si è riusciti a tenere fuori dal mercato europeo i pesticidi, gli organismi geneticamente modificati e gli alimenti trattati con sostanze pericolose per la salute. Il Governo statunitense chiede all'Europa pesanti concessioni: un indebolimento delle norme sanitarie e fitosanitarie e dei limiti massimi consentiti di residui pesticidi e altre sostanze chimiche nei cibi nonché il cambio della legislazione europea sugli organismi geneticamente modificati. In merito si è anche espressa la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che obbliga i prodotti di queste nuove tecniche a sottostare alle norme vigenti in tema di organismi geneticamente modificati. Quella che richiedono gli Stati Uniti è una forzatura inaudita e inaccettabile. Lo stesso Parlamento europeo ha negato alla Commissione europea il mandato di negoziare il commercio dei prodotti agricoli. L'Amministrazione Trump si è tirata fuori dall'Accordo di Parigi sul clima e questo è un fatto estremamente grave in contrasto con il Manifesto di Assisi e il green new deal , rispetto al quale abbiamo assunto un impegno. Quindi, si chiede di sapere se il Ministro ritenga di dover respingere il nuovo TTIP, salvaguardando il principio di precauzione, la salute, l'ambiente e la qualità del made in Italy . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatrice Bellanova, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BELLANOVA, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, è con ferma e continua attenzione che seguo le vicende dei dazi che, come noto, impongono un'oculata valutazione delle criticità che potrebbero colpire i prodotti rappresentativi dell'eccellenza italiana agroalimentare nel mondo. A tal fine, il 27 e 30 gennaio 2020 scorso, ho avuto due proficue riunioni con il mio omologo americano Sonny Perdue. Tali incontri hanno prodotto risultati estremamente positivi, tenuto conto che nella nota pubblicata il 15 febbraio 2020 dall'Ufficio per il commercio degli Stati Uniti d'America (USTR), relativa alla revisione della lista dei prodotti soggetti a dazi, nessun ulteriore prodotto italiano è stato colpito. Abbiamo dunque scongiurato il rischio che la revisione da parte dell'Ufficio per il commercio degli Stati Uniti d'America potesse estendersi ad altri importanti settori del nostro export sul mercato americano, come inizialmente paventato a seguito della lista pubblicata all'avvio della fase di revisione. Dal confronto tra i codici doganali riportati da tale Ufficio nelle due liste di ottobre 2019 e di febbraio 2020, non risultano modifiche con riferimento alla lista dei prodotti italiani sui quali era stato allora imposto un dazio nella misura del 25 per cento. La nuova lista prevede un aumento del dazio dal 10 al 15 per cento sui componenti fabbricati da Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna per la produzione e l'assemblaggio di aeromobili del consorzio Airbus, a partire dal prossimo 18 marzo. Non è stato oggetto di confronto - e non poteva esserlo, gentile senatrice - il tema del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) che, come noto, coinvolge rapporti internazionali tra Unione europea e Stati Uniti. In ogni caso, costituirà impegno costante del Governo il monitoraggio degli sviluppi della vicenda al fine di salvaguardare il principio di precauzione, principio del quale sono fermamente convinta. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Nugnes, per due minuti. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Ministro, la ringrazio, per noi questo è un dato estremamente importante su cui non possiamo cedere, innanzitutto - come dicevamo - per la salute e l'ambiente ma anche per la qualità del made in Italy , perché non possiamo svendere i nostri prodotti, che sono il risultato di strategie europee di grande attenzione. Su questo tengo a ricordare a lei, a tutti quanti e a me stessa, che sono 150 le organizzazioni della società civile, in Europa e negli Stati Uniti, che chiedono di interrompere i negoziati per il TTIP e che domani a Roma ci sarà un'ennesima manifestazione No-TTIP in occasione del Friday for future . Ci saranno presidi anche a Pisa e a Parigi. Su questa onda chiedo al Ministro, per la sua parte, di valutare l'opportunità che questo Trattato venga a cessare. (Applausi dei senatori De Falco e De Petris) . PRESIDENTE . Il senatore Centinaio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01395 su iniziative per contrastare gli impatti negativi sul settore agroalimentare dei nuovi dazi statunitensi, per tre minuti. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) .