[resaula]

diversi e numerosi altri studi sulla sopravvivenza dei coronavirus umani hanno generalmente dimostrato che tali virus possono sopravvivere da 48 ore fino a 9 giorni a seconda del materiale su cui si depositano, della temperatura e dell'umidità. Pertanto, in via precauzionale, è stata raccomandata la pulizia e la sanificazione delle superfici al fine di arginare il diffondersi del contagio da Sars-Cov-2; nella stessa circolare del Ministero della salute del 22 maggio 2020, recante "Indicazioni per l'attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento" si afferma che "la pulizia regolare, seguita periodicamente da idonee procedure di sanificazione delle superfici e degli ambienti interni, riveste un ruolo cruciale nella prevenzione e contenimento della diffusione del virus"; prosegue: "la trasmissione delle infezioni da coronavirus, incluso il SARS-CoV-2, avviene soprattutto attraverso droplets , goccioline di diametro inferiore o uguale a 5 micrometri che originano dagli atti del respirare, parlare, tossire e starnutire. Per le loro dimensioni i droplets viaggiano nell'aria per brevi distanze, generalmente inferiori a un metro, e possono direttamente raggiungere soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, come anche depositarsi su oggetti o superfici che diventano quindi fonte di diffusione del virus. Infatti, in questo caso, le mani che sono venute in contatto con gli oggetti così contaminati possono costituire veicolo di trasmissione per contatto indiretto quando toccano le mucose di bocca, naso e occhi"; alla luce di tali evidenze occorre interrogarsi anche sull'utilizzo promiscuo di alcuni mezzi di trasporto, come i monopattini, che per loro natura sono facilmente noleggiabili e dunque ripetutamente fruibili da un vasto numero di persone; esiste infatti il rischio concreto che il virus possa resistere sull'impugnatura dei monopattini e, allo stato attuale, non vi sono informazioni dettagliate rispetto alle sanificazioni che vengono effettuate su quelli che sono, a tutti gli effetti, mezzi di trasporto. Si pensi al caso ad esempio di utilizzo con mani sudate o che magari sono entrate in contatto con mucosa infetta (fazzoletto da naso). Peraltro, date anche le notizie di recenti e gravi incidenti, anche mortali, occorsi a conducenti di monopattini, sarebbe auspicabile il loro ritiro dalla circolazione fino a che la normativa non diventerà maggiormente chiara e stringente (ad esempio in tema di utilizzo del casco e di accensione di assicurazione), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se intendano valutare il ritiro dei monopattini dalla circolazione, in attesa di fugare ogni dubbio sul potenziale rischio di contagio da COVID-19 e comunque fino a che la normativa non sarà resa maggiormente chiara in relazione al loro utilizzo, anche per evitare che i contagi vengano portati ad ulteriori conseguenze. Atto n. 4-04297 CORTI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a causa dell'emergenza epidemiologica in corso, gli istituti scolastici e le università sono state chiuse per mesi e tuttora si discute nuovamente di didattica a distanza; molte pubbliche amministrazioni hanno cessato lo svolgimento dell'attività ordinaria, vedendo fortemente ridotto il personale presente sul luogo di lavoro; sono circa 50.000 i lavoratori delle mense scolastiche fermi da febbraio 2020 in una situazione di grave difficoltà, come l'azienda "Madonna industrial bakery" di Modena, che tuttavia con grande senso civico hanno donato cibo alle strutture sanitarie durante il periodo di lockdown . Infatti solo alcune di queste aziende hanno ricevuto l'anticipo del fondo di integrazione salariale dall'azienda e da giugno a settembre 2020, è scattata la "sospensione" estiva, senza diritto alla disoccupazione, né agli ammortizzatori sociali, né al riconoscimento dei contributi figurativi per la pensione; in particolare, ci sono lavoratori che, ad oggi, hanno terminato la copertura dell'ammortizzatore sociale (FIS) con causale "emergenza Covid-19" e per i quali i sindacati stanno chiedendo alle imprese la collocazione in FIS ordinario, ricevendo positiva disponibilità solo da alcune. Molti lavoratori sono senza reddito da 3 mesi a causa dell'indisponibilità di numerose imprese a dare l'anticipo dell'assegno ordinario, del grave ritardo nella liquidazione dell'indennità da parte dell'INPS; nell'incertezza attuale, peraltro, il servizio di mensa rischia di continuare ad essere sospeso o di subire pesanti limitazioni, a causa dell'inadeguatezza dei locali, derivanti dalle misure di contenimento del contagio; è necessario lavorare a soluzioni idonee a dare continuità occupazionale e reddituale a tutti i lavoratori che svolgono servizi in appalto per le varie istituzioni scolastiche; un aiuto concreto sia in termini di proroga degli ammortizzatori sociali, che di interventi complessivi per un settore che rischia il collasso; le imprese pagano canoni demaniali e concessori alle pubbliche amministrazioni per la presenza delle macchine di distribuzione bevande ed alimenti in tali luoghi; nonostante ciò, molte pubbliche amministrazioni continuano a pretendere il pagamento dei canoni concessori e demaniali per i distributori ormai spenti da mesi; l'articolo 165 del codice degli appalti (decreto legislativo n. 50 del 2016) prevede che il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario che incidono sull'equilibrio del piano economico-finanziario può comportare la sua revisione, da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio; alla luce della disposizione, a parere dell'interrogante, il verificarsi di un evento come l'epidemia COVID-19 può comportare la revisione del canone concessorio, ma la pubblica amministrazione si oppone alla richiesta delle aziende di sospendere i canoni; occorrerebbe, quindi, un provvedimento ministeriale che, a livello nazionale, disponga la sospensione dell'obbligo di versamento dei canoni concessori da parte degli operatori del settore del vending ; tale sospensione dovrebbe essere disposta con decorrenza 15 febbraio 2020, per tutto il periodo di efficacia delle misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica, si chiede di sapere: se e quali iniziative di competenza si intenda porre in essere per trovare una soluzione ai problemi prospettati ed evitare il danneggiamento economico del settore del vending , e se si intenda adottare iniziative per sospendere l'obbligo di versamento dei canoni concessori da parte degli operatori di tale comparto in favore delle pubbliche amministrazioni; quali iniziative di competenza si intenda adottare per dare una risposta strutturale alle criticità esposte del settore delle mense scolastiche, delle mense che vivono dei pasti erogati ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, delle aziende che gestiscono le macchine di distribuzione di cibi e bevande nelle scuole e amministrazioni pubbliche, al fine di garantire la copertura straordinaria degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori del settore che subiranno riduzioni di orario, non riprenderanno a lavorare o sono in attesa di ricollocazione.