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Chi è proprietario, in tutto o in parte, chi ha poteri di responsabilità e chi tratta affari in un esercizio di attività di pompe funebri o di trasporto funebre, chi opera all'interno di obitori, depositi di osservazione, servizi mortuari di strutture sanitarie pubbliche e private, deve possedere gli stessi requisiti di moralità per l'assunzione del pubblico impiego. 10 . Presso ciascuna regione è istituito un elenco delle imprese autorizzate dai comuni. Tale elenco deve essere consultabile con strumenti di ricerca telematici. 11 . Nell’esercizio dell’attività funebre, fatta salva la promozione commerciale e da ricorrenza mediante oggettistica di valore trascurabile, chiunque proponga direttamente o indirettamente provvigioni, offerte, regali di valore o vantaggi di qualsiasi tenore per ottenere informazioni tese a consentire la realizzazione di uno o più servizi è punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 euro a 50.000 euro. In caso di recidiva è altresì sospeso da uno a sei mesi, con effetto immediato, dalla possibilità di esercitare ulteriormente l’attività funebre e per casi particolarmente gravi può essere disposta la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività stessa. 12 . Ogni esercente l'attività funebre è tenuto ad implementare il sistema di gestione, organizzazione e controllo secondo le disposizioni in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e della associazioni anche prive di personalità giuridica, di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. 9 (Modifiche all'articolo 344 del testo unico delle leggi sanitarie) 1 All'articolo 344 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, le parole: «, la polizia mortuaria» sono soppresse; b il secondo comma è sostituito dal seguente: «Nel rispetto delle disposizioni contenute nel presente testo unico i comuni, singoli o associati, disciplinano le attività funebri, cimiteriali, necroscopiche e di polizia mortuaria attraverso apposito regolamento»; c il terzo comma è sostituito dal seguente: «Con i regolamenti di cui al secondo comma, sono stabiliti gli importi delle sanzioni applicabili in casi di violazione, che non possono essere inferiori a 750 euro, né superiori a 9.000 euro. In assenza dell'individuazione della sanzione da parte dell'atto normativo dell'ente locale, il comune applica una sanzione da 3.000 euro a 9.000 euro». 10 (Modifiche alla legge 30 marzo 2001, n. 130) 1 L'articolo 3 della legge 30 marzo 2001, n. 130, è sostituito dal seguente: «Art. 3. - (Princìpi fondamentali in materia di cremazione e di trattamento delle ceneri). 1 -- Le regioni disciplinano la cremazione e il trattamento delle ceneri sulla base dei seguenti princìpi fondamentali: a) il forno crematorio consegna l'urna al coniuge, al convivente, ad altro familiare avente diritto o suo delegato, all'esecutore testamentario o al rappresentante legale dell'associazione riconosciuta che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, i quali, nel rispetto della volontà del defunto possono disporre la tumulazione dell'urna al cimitero, l'affidamento personale dell'urna ad un familiare o se del caso al convivente more uxorio . L'urna è sigillata e conservata in modo da consentire in ogni caso l'identificazione dei dati anagrafici del defunto, ai sensi della lettera l) . L'affidatario dell'urna deve esprimere consenso scritto sottoscrivendo apposito verbale di custodia. Possono altresì disporre la trasformazione delle ceneri e la dispersione delle ceneri; b) la dispersione delle ceneri è consentita, nel rispetto della volontà del defunto, unicamente in aree a ciò appositamente destinate all'interno dei cimiteri, o in natura, o in aree private; c) la dispersione delle ceneri all'interno dei cimiteri è disciplinata dai comuni che individuano le apposite aree cimiteriali. Tali aree possono essere sostitutive del cinerario comune previsto dal comma 6 dell'articolo 80 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285; d) la dispersione delle ceneri in natura avviene all'aperto, è libera ed è consentita nel rispetto delle seguenti condizioni: 1) in montagna, a distanza di oltre 200 metri da centri e da insediamenti abitativi; 2) in mare ad oltre mezzo miglio dalla costa; 3) nei laghi, ad oltre 100 metri dalla riva; 4) nei fiumi, nei tratti liberi da manufatti e da natanti; e) la dispersione in aree private deve avvenire all'aperto e con il consenso dei proprietari, e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro; f) la dispersione delle ceneri è in ogni caso vietata nei centri abitati, come definiti dalla legislazione vigente; g) in caso di affidamento personale, l'ufficio comunale competente annota nel registro previsto dall'articolo 52 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, le generalità della persona cui è stata consegnata l'urna ai sensi della lettera a) del presente comma e quelle del defunto. Se l'affidatario intende, per qualsiasi motivo, rinunciare all'affidamento dell'urna è tenuto a conferirla, per la conservazione, presso un cimitero di sua scelta, facendosi carico dei relativi oneri. L'affidatario è tenuto a comunicarlo al comune di partenza e di destinazione per le necessarie registrazioni. L'affidatario conserva l'urna in locale idoneo, teca o similare, che abbia destinazione stabile e sia garantito da ogni profanazione; h) nel caso di trasformazione delle ceneri l'affidatario deve inoltre adottare le necessarie cautele atte a scongiurare i rischi di profanazione o di sottrazione dell'esito trasformativo; i) l'autorizzazione all'affidamento e alla dispersione non è soggetta a specifica tariffa; l) al fine di assicurare l'identità certa delle ceneri è adottato un sistema identificativo da applicare sulla bara prima della cremazione, allo scopo di certificare la diretta relazione tra le ceneri da consegnare agli aventi diritto e la salma; m) il trasporto delle urne cinerarie non è soggetto a misure precauzionali igieniche e in generale non necessita di apposita autorizzazione; ogni eventuale trasferimento deve essere accompagnato da dichiarazione effettuata dall'affidatario e dalla dichiarazione di affido o di dispersione. Il trasporto può essere effettuato dall'affidatario, da familiari, da impresa di pompe funebri o da qualsiasi altro vettore. Nei casi particolari, quali il trasferimento dell'urna cineraria dal cimitero ove è deposta, o il suo trasferimento all'estero su richiesta del comune di destinazione, o altre circostanze, su richiesta degli interessati, il comune dove si trova l'urna rilascia l'autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e nella lingua del Paese di destinazione. L'autorizzazione deve recare le generalità del de cuius , la data di morte e quella di cremazione.