[pronunce]

d.P.R. n. 670 del 1972 e all'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009. Il ricorso è analogo a quello proposto dalla Regione Trentino-Alto Adige (reg. ric. n. 155 del 2012) e svolge le medesime censure. 8.- Con un secondo ricorso notificato il 27 febbraio 2013 e depositato il 5 marzo 2013 (reg. ric. n. 35 del 2013) , la Provincia autonoma di Trento ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 118, della legge n. 228 del 2012, in riferimento agli artt. 75, 79, 104 e 107 del d.P.R. n. 670 del 1972 e all'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009. La ricorrente svolge le medesime censure proposte nel precedente ricorso (reg. ric. n. 156 del 2012) avverso l'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012. 9.- Con ricorso notificato il 15 ottobre 2012 e depositato il 19 ottobre 2012 (reg. ric. n. 159 del 2012) , la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012, in riferimento agli artt. 3, 116 e 119 Cost., agli artt. 49, 63 e 65 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia) e al principio di leale collaborazione. La medesima Regione ha poi impugnato l'art. 16, comma 9, del d.l. n. 95 del 2012, in riferimento agli artt. 4, comma 1-bis, e 51 dello statuto. La ricorrente, con riguardo all'art. 16, comma 3, impugnato, premette che i rapporti finanziari tra Stato ed autonomie speciali sono retti dal principio dell'accordo, in conformità al quale è stato approvato l'art. 1, commi 152 e 156, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2011). Quest'ultima disposizione, perciò, regola già il concorso della Regione alla finanza pubblica, e non potrebbe essere modificata in via unilaterale dal legislatore statale. L'art. 16, comma 3, sarebbe, pertanto, lesivo del principio di leale collaborazione e degli artt. 63 e 65 dello statuto, posto che le sole modifiche consentite all'accordo andrebbero introdotte con il procedimento di revisione statutaria o di adozione della normativa di attuazione. Sarebbe violato anche l'art. 49 dello statuto, perché l'accantonamento disposto a carico della compartecipazione regionale ai tributi erariali priva la Regione di entrate assicurate dalla previsione statutaria, senza che ricorrano i presupposti richiesti a tale scopo dall'art. 4 del d.P.R. 23 gennaio 1965, n. 114 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia in materia di finanza regionale), quanto alla riserva all'erario di determinati tributi. Né gioverebbe il rinvio operato dalla norma impugnata alla normativa di attuazione statutaria, posto che l'accantonamento ha efficacia immediata e considerato che l'art. 16, comma 3, introdurrebbe un vincolo di contenuto per le norme di attuazione, tale da rendere fittizio il rinvio alla fonte concertata. L'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012 sarebbe in contrasto con tali parametri anche nella parte in cui adotta un criterio di riparto del contributo tra le autonomie speciali non pattuito con queste ultime, e nella parte in cui prescrive un contributo alla finanza pubblica privo di limite temporale. La ricorrente aggiunge che l'art. 16, comma 3, contrasta anche con gli artt. 3, 116 e 119 Cost. e con l'art. 48 dello statuto sotto molteplici profili. Anzitutto, esso non terrebbe conto della speciale autonomia finanziaria della Regione Friuli-Venezia Giulia, ed anzi le imporrebbe un trattamento deteriore rispetto alle Regioni ordinarie. In secondo luogo, il sacrificio richiesto alla Regione sarebbe manifestamente irragionevole, perché gravoso. In terzo luogo, spetterebbe allo Stato dimostrare che tali interventi sono compatibili con il corretto esercizio delle funzioni assegnate al sistema regionale, anzitutto valutando il fabbisogno di spesa regionale: nel caso di specie, tale valutazione è stata omessa, ciò che avrebbe comportato il paventato effetto in danno del regolare adempimento delle funzioni pubbliche regionali. Viene poi impugnato l'art. 16, comma 9, del d.l. n. 95 del 2012, in riferimento agli artt. 4, comma 1-bis, e 51 dello statuto. Tale disposizione vieta alle Province di assumere personale a tempo indeterminato nelle more dell'attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione di tali enti. La ricorrente ritiene che la norma impugnata non le sia applicabile, in forza della clausola di salvaguardia di cui all'art. 24-bis del d.l. n. 95 del 2012. In caso contrario, la Regione ritiene la disposizione illegittima, in ragione dell'incostituzionalità delle procedure di razionalizzazione indicate dall'art. 17 del d.l. n. 95 del 2012, impugnato con l'odierno ricorso. In ogni caso si tratterebbe di disposizione «specifica e puntuale», tale da ledere la competenza regionale in materia di ordinamento degli enti locali (art. 4, comma 1-bis, dello statuto, non richiamato espressamente) e di finanza locale (art. 51 dello statuto, non richiamato espressamente). 10.- Con un secondo ricorso notificato il 27 febbraio 2013 e depositato il 4 marzo 2013 (reg. ric. n. 32 del 2013) , la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 118, della legge n. 228 del 2012, in riferimento agli artt. 3, 116 e 119 Cost., agli artt. 49, 63 e 65 della legge costituzionale n. 1 del 1963 e al principio di leale collaborazione. La ricorrente svolge le medesime censure proposte nel precedente ricorso (reg. ric. n. 159 del 2012) avverso l'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012. 11.- Con ricorso notificato il 12 ottobre 2012 e depositato il 19 ottobre 2012 (reg. ric. n. 160 del 2012) , la Regione autonoma Sardegna ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 16, commi 3 e 4, e 24-bis del d.l. n. 95 del 2012, in riferimento agli artt. 117 e 119 Cost., agli artt. 6, 7 e 8 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) e al principio di leale collaborazione.