[massime]

Imposte e tasse - Imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse - Individuazione dei soggetti passivi - Equiparazione, con norma di interpretazione autentica, tra gestore per conto terzi (titolare di ricevitoria) e gestore per conto proprio (bookmaker), compresi quelli privi di concessione - Traslazione, con riferimento ai rapporti precedenti al 2011, del carico tributario dal titolare della ricevitoria al bookmaker - Impossibilità - Lesione del principio di capacità contributiva - Illegittimità costituzionale parziale.. È dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione de principio della capacità contributiva di cui all'art. 53 Cost., l'art. 3 del d.lgs. n. 504 del 1998 e l'art. 1, comma 66, lett. b ), della legge n. 220 del 2010, nella parte in cui prevedono che - nelle annualità d'imposta precedenti al 2011 - siano assoggettate all'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse le ricevitorie operanti per conto di soggetti privi di concessione. Tale scelta tiene conto della circostanza che il rapporto tra il titolare della ricevitoria che agisce per conto di terzi ed il bookmake r è disciplinato da un contratto dal quale sono regolate le stesse commissioni dovute al titolare della ricevitoria per il servizio prestato, che consente al titolare della ricevitoria di trasferire il carico tributario sul bookmaker per conto del quale opera. Tuttavia, con riferimento alle annualità fiscali antecedenti all'entrata in vigore della disciplina interpretativa del 2010, la disposizione censurata si applica, in mancanza di una regolazione degli effetti transitori, anche ai rapporti negoziali già perfezionati, senza che possa aver luogo la traslazione dell'imposta, giacché l'entità delle commissioni pattuite fra ricevitore e bookmaker si era già cristallizzata sulla base del quadro regolatorio, anche sotto il profilo tributario, precedente alla legge interpretativa.