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bancarotte non se ne prescrivevano. Parliamo della prescrizione. Quando ho sentito quelle sue parole pronunciate in Commissione giustizia, avevo capito che lei avesse già letto tutti i dati statistici del Ministero, i quali dicono che più della metà degli uffici giudiziari del nostro Paese ha una prescrizione quasi pari a zero. E allora si è chiesto perché la prescrizione si concentra in alcuni uffici giudiziari, in particolare in cinque corti d'appello? E se lo ha fatto, si sarà dato una risposta e sono certo che la risposta corretta ce l'ha. La risposta è che avrebbe dovuto, prima di fare una riforma processuale di diritto sostanziale, qual è la prescrizione, verificare se in quegli uffici c'era necessità di strutture e di organici. Essendoci necessità di organico, giustamente lei pensa di assumere 600 magistrati, ma ne toglie 15 in Cassazione, quando la Cassazione già è oberata. Si rende conto? L'anno scorso abbiamo dovuto, con il mio voto contrario, introdurre i cosiddetti ausiliari, magistrati in pensione che vanno a lavorare presso la sezione tributaria. Qui invece ragionano secondo i criteri della giustizia di Giarrusso, che dice che dobbiamo avere il «sospetto». Ma vi rendete conto? Dobbiamo sentire che il Daspo fa paura ai politici. A chi fa paura? A me fa paura il semplice fatto che un giurista usi la parola Daspo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . VALENTE (PD) . Bravo! CALIENDO (FI-BP) . A me fa paura chi non capisce di diritto e viene a parlare di cose di cui non dà nemmeno la sensazione di capire. Qualcuno ha ricordato prima Mani pulite: io c'ero a quei processi d'appello, ma da allora, signor Ministro, si è fatto quello che i magistrati dicevano? Non si è fatto, o lo si è fatto ad anni alterni. Qual era l'indicazione? La prevenzione. La corruzione nel nostro Paese non si scardina con pene più alte o con i processi: si scardina con la prevenzione. Qualcosa si è fatto ad anni alterni, ma poi abbiamo avuto un'altra stagione. Lei lo sa meglio di me, essendo della passata legislatura e, se non ricordo male, anche lei era contrario e, come me, alla Camera votava contro la riforma Orlando. E votava contro perché sapeva benissimo che alzare le pene, fino a ventinove anni, per i reati contro la pubblica amministrazione significava non combattere quei reati, ma garantire maggiore impunità, e non creava deterrenza. Lei, come me, votò contro la sospensione della prescrizione dopo il processo di primo grado e dopo il processo di appello, perché voleva che ci fosse un accertamento immediato della responsabilità. Solo l'accertamento nel più breve tempo possibile porta alla deterrenza. Tuttavia, convinto di queste cose - e le ha dette anche in quella riunione in Commissione giustizia - poi si è tradito e ha presentato un provvedimento spazza giustizia che era sbagliato, introducendo al suo interno la prescrizione. Perché ha contraddetto se stesso? Devo ritenere probabilmente per una rincorsa tra le due componenti che formano la maggioranza e per la possibilità di un maggiore consenso ha portato avanti anche la prescrizione. Non credo che avrete maggiore consenso, perché i cittadini hanno difeso la Costituzione. Lei è andato in giro come me a fare comizi per difendere la Costituzione, ma non può tradirla. Non può tradirla perché, nel momento in cui introduce la pena accessoria perpetua, tradisce la Costituzione. La Costituzione vuole che ci sia la possibilità di redenzione. La funzione educativa della pena bisogna capirla e bisogna fare in modo che nel nostro Paese il delinquente possa redimersi e finalmente non commettere più reati. Invece no: lei vuole cristallizzare il delinquente. Vuole addirittura ritornare a teorie lombrosiane nel momento in cui introduce pene accessorie che valgono in eterno. È sbagliato! Lei sa meglio di me, in quanto lo avrà studiato all'università, che già l'ergastolo è una pena grave, ma che è stata ritenuta legittima in un certo sistema. Quando vi è il cosiddetto doppio binario, lei non può trattare reati che sono meno gravi allo stesso modo di mafia e terrorismo. Altrimenti - è quanto non capisce Giarrusso e lei mi auguro lo capisca - più si allarga l'applicazione di quelle norme ad altri tipi di reati che non hanno la stessa gravità, più la lotta alla mafia e al terrorismo viene diminuita. Ascolti un consiglio: venga più spesso in Parlamento. Vi era la possibilità di trovare una soluzione anche sull'agente sotto copertura. PRESIDENTE. Concluda, senatore. CALIENDO (FI-BP) . Concludo, Presidente. Il mio emendamento sostitutivo proponeva di applicare all'agente sotto copertura l'attuale legge, inserendo tutti i reati contro la pubblica amministrazione. È stato espresso un parere contrario. Perché? Devo dedurre che quella formulazione successiva, nell'attuale norma, significa che avete intenzione di rendere possibile un'interpretazione corretta o non corretta che faccia in modo che l'agente sotto copertura possa essere valutato come agente provocatore. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Valente) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, questa mattina ho ascoltato i colleghi Cucca, del Partito Democratico, e Caliendo, di Forza Italia, che sto imparando ad apprezzare in Commissione, lamentarsi del fatto che i loro emendamenti non sarebbero stati ascoltati e poi approvati o presi in considerazione. Questo comportamento avrebbe svilito la funzione della Commissione e dell'intero Parlamento. Voglio dirvi, senza la minima polemica, che non è così. La questione è molto più semplice e banale: semplicemente non siamo d'accordo. Siamo agli antipodi rispetto alla vostra visione su questi temi. Voi, infatti, non avete proposto degli emendamenti costruttivi, ma avete presentato 250 emendamenti, tutti del tipo: all'articolo 1, sopprimere l'articolo; all'articolo 1, comma 1, sopprimere il comma. Di fatto il dialogo non si può instaurare con modalità del genere. Siamo agli antipodi. Con gli amici del PD ci separano alcuni aspetti. Avete sempre detto di voler combattere la corruzione e di voler affrontare il tema, ma poi, nei fatti, non avete mai dato gli strumenti concreti affinché la corruzione fosse veramente debellata. Allo stesso modo non avete avuto il coraggio, pur dopo aver presentato un emendamento a firma Casson e Cucca nel 2016, di portare avanti le norme che avrebbero riformato la prescrizione, fermandola dopo il primo grado, e quindi impedito a condannati in primo grado di andare esenti da responsabilità. Ci separa, invece, dagli amici di Forza Italia una visione ancora più profonda. Questa mattina ho sentito il senatore Caliendo sostenere semplicemente che il problema della corruzione in Italia non esiste. Evidentemente per voi va bene così, ma per noi no; anzi, si può dire che noi grillini - come ci definite - noi parvenu della politica siamo qui proprio per portare avanti provvedimenti come quello in esame. Personalmente aspettavo un provvedimento serio da anni e, come me, tanti italiani;