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Previa verifica del numero legale, la Commissione approva quindi la proposta di parere del relatore. A.G. n. 42 - Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1164 recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno come modificata dalla direttiva (UE) 2017/952 recante modifica della direttiva (UE) 2016/1164 relativamente ai disallineamenti da ibridi con i paesi terzi Doc n. 42 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1164 recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno come modificata dalla direttiva (UE) 2017/952 recante modifica della direttiva (UE) 2016/1164 relativamente ai disallineamenti da ibridi con i paesi terzi La relatrice PIRRO ( M5S ) illustra lo schema di decreto in titolo segnalando che esso è assegnato alla Commissione finanze per il parere sul merito e alla Commissione bilancio per il parere sui profili finanziari. Il termine per l'espressione del parere è fissato al prossimo 9 ottobre. Preliminarmente, ricorda che la direttiva 2016/1164 ( Anti Tax Avoidance Directive - ATAD 1) mira a porre fine a disallineamenti e distorsioni con l'obiettivo di creare un livello minimo di protezione del mercato interno in settori specifici. A tal fine, con disposizioni di carattere generale che gli Stati membri sono chiamati ad implementare adattandole alle specificità dei regimi nazionali, la direttiva introduce limiti alla materia della deducibilità degli interessi passivi, interviene sulla disciplina dell'imposizione fiscale in uscita, reca una norma generale antiabuso, interviene sulla disciplina delle società controllate estere (cosiddette CFC) ed introduce azioni di contrasto ai disallineamenti da ibridi, così da evitare lo spostamento di base imponibile dai Paesi ad alta fiscalità verso altri con pressione fiscale bassa o nulla. In merito ai profili di interesse finanziario, in termini generali evidenzia che la contabilizzazione degli stessi è ascrivibile essenzialmente alle nuove norme in materia di deducibilità degli interessi passivi che sono suscettibili di dar luogo ad un recupero di gettito in coerenza con il carattere più restrittivo della nuova regolamentazione, fatta eccezione per il 2020, in relazione al quale la relazione tecnica ipotizza minori entrate in termini di cassa (- 17,1 milioni di euro). In proposito, se da un lato le maggiori entrate sono destinate ad incrementare il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica-FISPE (per 53,1 milioni di euro per il 2021 e 26,1 milioni di euro dal 2022 a regime), di contro, l'onere per il 2020 di 17,1 milioni di euro è coperto con la corrispondente riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea. Nel dettaglio, per quanto di competenza, rappresenta che l'articolo 1dello schema di decreto riscrive il vigente articolo 96 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 (Testo unico delle imposte sui redditi-TUIR) in materia di deducibilità degli interessi passivi, al fine di recepire l'articolo 4 della direttiva all'esame con il quale vengono disposte limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi. Al riguardo, chiede conferma dell'ipotesi, assunta in Relazione tecnica, dell'applicazione del tasso dell'1 per cento sui crediti e debiti commerciali che consentirebbe di definire la quota di interessi, rispettivamente attivi e passivi, impliciti nelle transazioni commerciali funzionali all'attività aziendale e dell'ipotesi, parimenti assunta in Relazione tecnica, che una quota pari al 5 per cento della voce relativa agli incrementi di immobilizzazioni per lavori interni rappresenti la quota di interessi passivi capitalizzati sui quali applicare la nuova disciplina della limitazione della deducibilità degli interessi passivi. Un ulteriore approfondimento riguarda il possibile effetto negativo che la modifica del calcolo del reddito operativo lordo (ROL) potrebbe produrre in termini di gettito IRES. Altresì, chiede un chiarimento sulla possibilità che l'incremento delle variazioni in aumento dovute alla valutazione fiscale delle voci di costo aumenti le imposte anticipate (cosiddette deffered tax asset - DTA), con la conseguenza di un possibile ampliamento del valore di credito di imposta usufruibile, a determinate condizioni, da parte dei contribuenti. Si tratta di una implicazione che avrebbe impatto in termini di variazioni finanziarie di breve periodo dovute allo sfasamento temporale nel pagamento effettivo delle imposte. Infine andrebbe confermato se nella Relazione tecnica si sia tenuto conto degli eventuali riflessi finanziari derivanti dalle disposizioni transitorie connessi alle modifiche contenute nell'articolo in esame. In merito poi all'articolo 2, che sostituisce il vigente articolo 166 del TUIR in materia di trasferimento all'estero della residenza fiscale di soggetti che esercitano imprese commerciali, e all'articolo 3, che sostituisce il vigente articolo 166- bis del TUIR concernente il trasferimento nel territorio dello Stato di soggetti esteri, chiede un supplemento istruttorio sulla metodologia di stima utilizzata, sul numero dei soggetti per tipologia di contribuente, sui valori che hanno assunto le plusvalenze che rappresentano la base imponibile della cosiddetta exit tax ; sull'aliquota media di imposta sui redditi (IRES/IRPEF) applicabile ad ogni tipologia di contribuente, nonché sui dati relativi alle opzioni per la tassazione separata da parte dei soggetti individuali e delle società di persone. Andrebbe poi dato conto dell'eventuale effetto finanziario dovuto alla modifica del criterio di determinazione delle plusvalenze e degli effetti derivanti sia dall'eliminazione dell'opzione per la sospensione d'imposta, sia dalla riduzione dei tempi di rateizzazione che passano da sei a cinque rate; tale circostanza potrebbe, infatti, riflettersi sui saldi contabilizzati a legislazione vigente per effetto della modificazione dei flussi finanziari da un anno all'altro. In merito all'articolo 4che riscrive il vigente articolo 167 del TUIR in materia di imprese estere controllate non residenti ( Controlled Foreign Companies , CFC), sarebbe utile un approfondimento istruttorio riguardante la parte in cui la relazione tecnica afferma il carattere preponderante dell'impatto del nuovo criterio in materia di passive income , così come l'acquisizione di indicazioni quantitative circa il possibile incremento dei soggetti dovuto all'inclusione delle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, nonché alla nuova nozione di soggetti controllati non residenti. Con riferimento all'articolo 5che novella diversi articoli del TUIR in tema di dividendi e plusvalenze relativi a partecipazioni in soggetti non residenti, recependo le modifiche - apportate con il nuovo comma 2 dell'articolo 167 del TUIR - alla nozione di controllo societario rilevante ai fini dell'imputazione per trasparenza dei redditi derivanti da soggetti controllati esteri, chiede un approfondimento sul numero dei contribuenti che potrebbero essere interessati dall'applicazione della nuova disciplina, così come elementi informativi sui valori delle partecipazioni, sugli utili percepiti e sulle plusvalenze maturate a legislazione vigente e riportate nelle dichiarazioni dei redditi.