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è arduo accettare che l'uso di un mezzo pubblico e storico come il treno debba essere, ancora oggi, costellato di impedimenti e disagi di varia natura, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se intenda assumere le opportune iniziative di competenza affinché le criticità possano essere al più presto eliminate e si provveda a un congruo e organico intervento di ristrutturazione della stazione che versa in condizione di assoluta inadeguatezza, con l'assenza dei servizi indispensabili. Atto n. 4-01839 CASINI URSO ALFIERI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: da oltre 80 giorni, il cittadino italo-venezuelano Juan Planchart risulta essere sotto sequestro del Sebin, i servizi segreti venezuelani, il braccio armato del regime di Nicolas Maduro; sebbene non vi siano notizie ufficiali, Planchart sarebbe ritenuto colpevole dalle autorità venezuelane di riciclaggio, per aver finanziato suo cugino Juan Guaidò, e di terrorismo, in quanto accusato di far parte di un'organizzazione terroristica guidata da Roberto Marrero, capo dello staff di Guaidò e anch'egli sequestrato dal Sebin; finora, le autorità venezuelane si sono rifiutate di fornire chiarimenti e il concittadino continua ad essere privato dei suoi diritti; ai suoi familiari è stato concesso di vederlo una sola volta dopo settimane di detenzione, mentre i suoi avvocati, in quasi tre mesi, lo hanno potuto vedere solo in due occasioni, si chiede di sapere se e in che modo il Governo italiano intenda intervenire a tutela e in difesa del cittadino italo-venezuelano Juan Planchart, al fine di ottenere informazioni ufficiali da parte del Governo venezuelano relativamente ai capi d'accusa contestatigli e agli elementi di prova connessi, senza la formalizzazione dei quali la sua detenzione è da ritenersi del tutto illegittima, ma anche per garantirgli ogni forma necessaria di assistenza consolare, nonché l'esercizio del proprio diritto alla difesa. Atto n. 4-01840 LANNUTTI LEONE DONNO Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nei territori del basso Lazio, in particolare a Formia, Gaeta, Minturno, Itri, Fondi, Terracina, Sperlonga, la camorra domina incontrastata con la presenza dei clan Bardellino, Esposito-Giuliano, Mallardo, Moccia, Bidognetti, Fabbrocino, Gaglione, Ascione, Nuvoletta, Zagaria, Maiale. Già nell'udienza del 3 marzo 2003 del processo "Spartacus", il boss di Mondragone, Augusto La Torre, confermò la presenza criminale nei territori sud-pontini: "Nella zona di Formia, oltre a Guido Coppola, il clan dei casalesi poteva utilizzare Gennaro De Angelis e Armando Puoti. Che in passato aveva appoggiato il clan Bardellino". L'appartenenza al clan dei Casalesi degli operanti nel basso Lazio era stata già confermata da Carmine Schiavone nell'interrogatorio davanti al pubblico ministero Luigi De Ficchy il 22 marzo 1996 presso la Direzione nazionale antimafia a Roma; come riporta diffusamente un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 27 aprile 2019, l'illegalità è presente anche nel Comune di Sperlonga. Il sindaco Cusani, plurinquisito per gravi reati, già arrestato, è stato coinvolto nella nuova operazione "Tiberio 2" del settembre 2018, che coinvolge gli imprenditori Pietro Ruggeri ed il figlio Francesco, titolari della società "Dr Costruzioni", che è riuscita a vincere numerosi appalti pubblici corrompendo un tecnico comunale. Il sindaco Cusani, nonostante i precedenti, risulta essere tuttora al suo posto. L'associazione nazionale antimafia "A. Caponnetto" ha denunciato il profilarsi di un nuovo caso "Fondi bis". In particolare, un'informativa dei Carabinieri di Latina inviata nel 2016 alla Direzione distrettuale antimafia di Roma, a seguito di un esposto dell'associazione, dimostrerebbe come la Direzione distrettuale antimafia ritenga evidente l'interesse speculativo nel "piano integrato" della cittadina da parte di soggetti collegati alla criminalità organizzata campana. Informativa che la Procura di Latina ha chiesto di depositare agli atti del processo in corso contro Cusani + 2 per lottizzazione abusiva (proc. n. 3529/15). Nell'informativa risulterebbero decine di nomi di imprenditori, alcuni collegati al boss Carmine Alfieri, altre legate a Gabriele Brusciano, legato al pluripregiudicato Giuseppe Setola, affiliato al clan dei Casalesi o società direttamente legate al clan Moccia. La criminalità organizzata ha beneficiato dei collegamenti locali con l'imprenditore immobiliare Pierluigi Faiola, che realizzava e commerciava immobili nell'ambito del piano integrato, in affari con l'imprenditore Gaetano Salzillo, vicino al clan "Belforte". L'infiltrazione criminale si è avvalsa anche di Nicola Pagano, personaggio accostato al clan Zagaria, che tramite la società "Kronos Srl" ed altre campane è riuscito ad acquistare preventivamente terreni necessari per realizzare la speculazione edilizia. L'operazione ha visto impegnati i vertici della Banca popolare di Fondi con investimenti di 60 milioni di euro, mentre le indagini della Procura di Latina si sono concentrate sui reati edilizi, trascurando eventuali collusioni di politici, affaristi e speculatori locali, ovvero la sussistenza di reati associativi (ordinanza del giudice per le indagini preliminari Mattioli del 4 maggio 2018 proc. n. 288/16 mod. 44 gip n. 1814/17 R.G.) , benché l'informativa della Direzione distrettuale antimafia faccia emergere un disegno criminale attorno al piano integrato, con una conseguente ipotesi di riciclaggio dei proventi illeciti dei clan campani; anche il Comune di Gaeta desta seria preoccupazione, con politici, funzionari, tecnici locali attualmente sotto la lente della magistratura, e con la presenza della criminalità organizzata campana, nel settore dei rifiuti dove opera la società Ecocar colpita da interdittive antimafia. La Direzione distrettuale antimafia di Roma, dopo un esposto dell'associazione Caponnetto, ha aperto il procedimento penale n. 56190/14/21 RGNR, trasferito per competenza alla Procura di Cassino, con accuse che vanno dall'associazione a delinquere, a concussione, corruzione, turbativa d'asta. Si adombra la presenza della criminalità organizzata anche nello scandalo delle sanatorie edilizie, con 11 persone indagate tra politici, amministratori, funzionari e personaggi accostati o sospettati di essere prestanomi del clan dei Casalesi nel basso Lazio. Un caso esplicito, riportato dall'associazione "Caponnetto" sul sito "comitato-antimafia", ha riguardato la realizzazione di una struttura edilizia da parte dell'imprenditore Arcangelo Purgato, titolare della A&PP Group Srl; azienda con sede a Itri, paese in cui Purgato vanterebbe amicizia con un graduato dei Carabinieri del locale comando, che risulterebbe imparentato con l'ingegnere di Casapesenna, Antonio Magliulo, finito in inchieste di camorra, perché considerato organico agli interessi del boss Zagaria;