[pronunce]

sia quando enuncia la ricordata differenza fra dichiarazioni esterne anteriori e posteriori alla chiusura del procedimento di cui all'art. 68, secondo comma, della Costituzione, senza tuttavia addurre al riguardo alcuna motivazione; sia, soprattutto, quando accomuna in una valutazione indifferenziata e priva di specificità le posizioni dei cinque parlamentari querelati, senza considerare che le loro dichiarazioni erano state rese in momenti distinti, avevano contenuti disomogenei e la loro insindacabilità era stata dichiarata da cinque diverse deliberazioni, quattro della Camera e una del Senato. Manca pertanto nel ricorso quella valutazione specifica della posizione di ciascun parlamentare, e delle singole dichiarazioni a lui contestate, che è indispensabile per verificare se esse possano o meno dirsi collegate ad atti di esercizio delle funzioni parlamentari. 3. – In conclusione la tesi del ricorrente – secondo cui le delibere parlamentari impugnate hanno erroneamente dichiarato incensurabili le dichiarazioni in questione – per un verso è impostata in modo contraddittorio e per altro verso difetta di specificità, e quindi deve ritenersi insufficientemente motivata. Ne consegue l'inammissibilità del ricorso.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma nei confronti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica con l'atto indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 gennaio 2005. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 gennaio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA