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Nord, Centro e Sud) comporta anche un forte disequilibrio nel mercato, poiché consente agli imprenditori che osservano la legge e che per tale motivo si fanno carico di maggiori oneri di doversi confrontare sul mercato con altri operatori che, in forza del minor onere sostenuto, sono in grado di falsare, in misura apprezzabile, il comportamento economico dell'acquirente, così attuando una pratica scorretta in violazione del codice del consumo (articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206). Va evidenziato che a partire dal 2006, anno di entrata a regime dell'obbligo di fideiussione a garanzia degli anticipi dati alle imprese da parte degli acquirenti, le famiglie coinvolte negli 8.000 fallimenti nel settore dell'edilizia residenziale sono, secondo stime attendibili e prudenziali, circa 77.000. Il danno ammonta a oltre 2 miliardi di euro. Questo grazie alla disapplicazione della normativa pari al 70 per cento delle nuove costruzioni. Ma se questo è il danno provocato alle famiglie, ben più consistente è quello provocato al sistema Paese: al credito, ai subappaltatori, ai dipendenti e agli enti locali, stimabile in oltre dieci miliardi. Il presente disegno di legge mira a eliminare le criticità evidenziate sia in ordine alla stipula della polizza fideiussoria e sia in ordine al rilascio della polizza assicurativa. Rimanendo inalterata la facoltà per l'acquirente di chiedere la nullità del contratto, si introduce, attraverso l'articolo 4- bis , l'obbligo da parte del notaio rogante di verificarne, in sede di stipula, il rilascio, e in mancanza di procedere ugualmente alla stipula ma con l'obbligo di segnalazione al comune in cui si trova ubicato l'immobile ai fini della successiva sanzione da parte dell'organo amministrativo comunale. La sanzione sarà ripartita tra l'ente locale, che in tal modo monitora costantemente il territorio, e il Fondo di solidarietà. Inoltre si aggiunge il comma 2 all'articolo 5 del decreto legislativo n. 122 del 2005, il quale stabilisce che l'acquirente non può rinunciare alle tutele previste dalla normativa introdotta dal decreto legislativo citato. Infine s'introducono due modifiche meramente di precisazione, una all'articolo 9, comma 1, ove si estende il diritto di prelazione, oltre al compratore e ai parenti di primo grado, anche al coniuge, e l'altra all'articolo 10, comma 1, che richiama le esenzioni e limiti alla deperibilità dell'azione revocatoria fallimentare, includendo nella disciplina favorevole, oltre a quella già prevista per la residenza dell'acquirente o di suoi parenti o affini entro il terzo, anche quella del coniuge.. Art. 1. 1. Al decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: «Art. 4- bis. - (Obblighi del notaio) -- 1. Il notaio verifica, in sede di stipula dell'atto di trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento di immobile, l'adempimento da parte del costruttore del rilascio della fideiussione di cui all'articolo 2 nonché dell'avvenuto rilascio della polizza assicurativa decennale postuma emessa ai sensi dell'articolo 4. In caso di mancanza della fideiussione o della polizza assicurativa il notaio segnala l'inadempimento entro dieci giorni dalla data dell'atto notarile di trasferimento al sindaco del comune in cui si trova ubicato l'immobile oggetto del contratto, precisando, nella segnalazione, il prezzo indicato nell'atto. 2. Per le violazioni di cui al comma 1, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari al 5 per cento del prezzo indicato nell'atto notarile di trasferimento. In caso di due o più violazioni, la sanzione amministrativa è aumentata di un terzo. 3. Alle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 2 si applicano le disposizioni recate dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, con le eccezioni previste dalla presente legge. La segnalazione del notaio rogante di cui al comma 1 costituisce accertamento della violazione. Il comune in cui si trova ubicato l'immobile oggetto del contratto, procede alla notificazione della violazione al trasgressore e all’irrogazione della sanzione ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 24 novembre 1981, n. 689. 4. Alla sanzione amministrativa pecuniaria emessa ai sensi della presente legge non si applica il pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 16 della legge n. 689 del 1981. 5. Avverso l'ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, è ammesso ricorso ai sensi dell'articolo 22 della legge n. 689 del 1981, da presentare al tribunale del luogo in cui è ubicato l'immobile oggetto del contratto, entro un mese dalla notifica dell'ordinanza–ingiunzione. Non può essere concessa la sospensione amministrativa dell'efficacia del provvedimento. 6. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo sono destinati per i quattro quinti ad alimentare il Fondo di solidarietà di cui all'articolo 12, e per un quinto al comune in cui si trova ubicato l'immobile oggetto del contratto. 7. L'intero importo della sanzione amministrativa è versato al comune che ha irrogato la sanzione. Il comune entro due mesi dal versamento corrisponde al Fondo di solidarietà la quota spettante.»; b) dopo il comma 1 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente: « 1 –bis. L'acquirente non può rinunciare alle tutele previste dal presente decreto; ogni clausola contraria è nulla e deve intendersi come non apposta.»; c) all'articolo 9, comma 1, dopo le parole: «per sé» sono inserite le seguenti: «, per il proprio coniuge»; d) all'articolo 10, comma 1, dopo le parole: «la residenza propria» sono inserite le seguenti: «, del proprio coniuge».