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Se voi voleste usare lo strumento del DPCM, vi consiglierei di usarlo per un piano vaccinale, allora in quel caso, financo noi di Fratelli d'Italia, potremmo anche essere d'accordo. Continuiamo infatti a parlare di chiusure, a penalizzare coloro che chiedono solo di lavorare in sicurezza e invece non possono farlo perché i vaccini e il piano vaccinale non ci sono. Pertanto, anziché dire tante parole, cari colleghi, bisognerebbe darsi da fare. Noi accogliamo finalmente il cambio, che avevamo chiesto da tanto tempo, e la cacciata di Arcuri, con l'arrivo di una persona sicuramente competente e capace, come il generale Figliuolo. Tuttavia vi chiediamo, veramente, di andare avanti con i vaccini, perché se nella nostra Nazione non si fanno rapidamente, non soltanto non salveremo le vite, ma saremo il fanalino di coda della ripresa, perché perderemo ancora competitività. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,20) ( Segue GARNERO SANTANCHE'). I Paesi che usciranno prima da questa pandemia potranno guardare con slancio concreto al futuro. Attualmente, citando i dati di ieri sera, siano i quartultimi in Europa per i vaccini! Vi rendete conto che, dietro di noi, ci sono nazioni, che non sono certi grandi come la nostra Patria. Vi chiedo allora di smetterla di dire parole, di preoccuparvi di comprare i vaccini e di fare un piano vaccinale, che nella nostra Nazione ancora manca. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento che oggi abbiamo in esame reca alcune misure in materia di contenimento e prevenzione dell'emergenza epidemiologica, che ancora oggi non molla la presa, e di svolgimento delle elezioni per l'anno 2021. È stata fatta un'ulteriore aggiunta all'articolo 1, rispetto alla versione del decreto-legge del 14 gennaio, che ha modificato e prorogato fino al 27 marzo le eventuali altre disposizioni, ha aggiornato le misure dirette ad imporre limitazioni e spostamenti ai fini del contenimento e della gestione dell'epidemia e ha inserito la denominazione delle zone bianca, gialla e arancione, che oggi vediamo essere molto prese in considerazione, perché l'epidemia, come detto, sta purtroppo avanzando in maniera preponderante. Quindi, rispetto al provvedimento in esame, prendiamo atto - lo dico ai colleghi che prima hanno parlato molto più del DPCM, che del decreto che stiamo convertendo in legge - che sono due cose che vanno avanti con passaggi diversi. Oggi convertiamo in legge il decreto e il DPCM è già in vigore: credo che siano due cose sulle quali dover riflettere. Il Governo, tra l'altro sia quello guidato dal presidente Conte, sia quello guidato dal presidente Draghi, attraverso il ministro Speranza ha illustrato al Parlamento in diverse occasioni, le ragioni per le quali si sono rese necessarie queste disposizioni. È sotto gli occhi di tutti il dilagare, ahimè in maniera preponderante, delle varianti inglese, sudafricana e brasiliana, che stanno purtroppo attanagliando ancora di più la nostra popolazione. Anche in questo caso è in corso un cambiamento, che purtroppo vede il coinvolgimento non più delle generazioni più avanti con l'età, ma anche dei giovani, che si stanno ammalando. È un altro notevole problema, che stiamo affrontando in questo momento. Anche il tema della scuola sta emergendo in maniera forte. So quanto il ministro Bianchi, che ringrazio per la sua attività e a cui auguro buon lavoro, tiene all'apertura delle scuole, ma di fronte alle evenienze dobbiamo trovare dei provvedimenti adeguati. Mi auguro che le cose migliorino, anche grazie alla campagna vaccinale, che purtroppo vedo sta andando a rilento - poi entrerò molto meglio nel merito delle questioni - e che spero possa avere presto una maggiore accelerazione. È vero che alcuni cambiamenti sono stati fatti: penso all'arrivo di un nuovo Commissario straordinario. A tal proposito vorrei rivolgere un ringraziamento a chi c'è stato prima, il dottori Arcuri, che non conoscendo quale fosse la strada da tracciare, si è trovato di fronte a molti problemi e a molti ostacoli, non sapendo come uscirne. Ovviamente adesso qualcosa c'è, il terreno è stato tracciato e quindi auguro buon lavoro al nuovo commissario Figliuolo. L'emergenza, come detto in precedenza, continua comunque ad essere molto insistente e quindi credo che, come hanno detto ieri sera nella trasmissione televisiva del Festival di Sanremo, occorre ancora tenere alta la guardia. I livelli di precauzione sono quelli che conosciamo: la mascherina e i comportamenti volti ad evitare gli assembramenti sono ancora delle armi importanti che dobbiamo mantenere, per sconfiggere la pandemia. Al nuovo Governo, ovviamente, è stata indicata come priorità proprio quella di sconfiggere la pandemia e quindi i provvedimenti in corso riflettono questo tipo di atteggiamento. Dunque, dobbiamo assolutamente attenuare il rischio della pandemia, che altrimenti potrebbe diventare incontrollata, anche perché l'aggravarsi della situazione nelle strutture sanitarie rappresenta un altro grido d'allarme. Le strutture sanitarie, in questo momento, sono sempre di più sotto pressione e questo ce lo dicono i professionisti della salute, che non hanno mai abbandonato la presa da ormai un anno, come abbiamo ricordato anche nella giornata a loro dedicata. Ma veniamo alla parte più preponderante del provvedimento, riguardante la sanità che è l'articolo 3. L'articolo 3, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, istituisce una piattaforma informativa nazionale per agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione e il relativo tracciamento. Questa piattaforma, come abbiamo detto, è gestita dal Commissario straordinario (che ora è il generale Figliuolo), che, in coordinamento con il Ministero della salute e il Ministero degli affari regionali e le autonomie, informa periodicamente la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome sullo stato di attuazione del Piano strategico vaccinale, che già c'è da tempo, ma è in corso di modifica. Le diverse fasi delle vaccinazioni sono affidate quindi alle Regioni e alle Province autonome, che si avvalgono dei propri sistemi informativi vaccinali in qualità di titolari del trattamento. Tuttavia, qualora il sistema informativo vaccinale di una Regione o di una Provincia autonoma non risulti adeguato, su istanza del medesimo ente la piattaforma esegue, in regime di sussidiarietà, come previsto tra l'altro dall'articolo 120 della nostra Costituzione, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni e di registrazione delle somministrazioni dei vaccini. Questo viene fatto in maniera sussidiaria attraverso una piattaforma nazionale che qui viene istituita. A parole tutto bene, ma purtroppo non è così nei fatti. Ricordo ai colleghi che la legge che istituiva l'Anagrafe nazionale dei vaccini è lontana nel tempo (il disegno di legge n. 119 del 2017) e che un decreto attuativo la istituiva nel 2018 (il decreto n. 73 del 2018). Ma qui sorgono i primi problemi e ce ne sono due molto importanti: