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a tal proposito, giova sottolineare le perplessità espresse dalla stessa Associazione nazionale Comuni d'Italia nel corso dell'audizione presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, il 28 maggio, riguardo al fondo di sostegno alle perdite di gettito degli enti locali: istituito di recente con il decreto rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020), tramite una dotazione di 3,5 miliardi di euro per il 2020 in favore di Comuni, Province e Città metropolitane, esso pone seri interrogativi per quanto attiene al perimetro di riferimento del calcolo delle sofferenze di ciascun ente, che non dovrebbe limitarsi alle sole "funzioni fondamentali", rilevando piuttosto la puntuale analisi degli effettivi costi e delle perdite subite; ad aggravare il quadro descritto vi sono gli oneri derivanti dalla partecipazione dei Comuni alle risorse del Fondo di solidarietà comunale, che rischiano di minare le basi della stabilità finanziaria degli enti, nonché le mancate aperture di molti esercizi commerciali ovvero di attività economiche che avrebbero consentito una più celere ripresa economica del tessuto produttivo; tale necessità andrebbe contemperata con le notizie più recenti riguardanti numerosi e preoccupanti episodi di movida e di assembramenti non regolari che hanno interessato diverse zone di tutta Italia, così come testimoniato da diversi filmati portati all'attenzione dell'opinione pubblica tramite web , e che rischiano di compromettere la salute delle persone e di rendere vani tutti i preziosi sforzi svolti nei precedenti mesi; considerato che: durante la mattinata di martedì 9 giugno 2020, nel corso della videoconferenza con i sindaci delle città metropolitane, il Ministro in indirizzo avrebbe preso atto della grave situazione in cui versano tali realtà, sottolineando altresì la necessità di proseguire la collaborazione con le amministrazioni locali e le forze di polizia, anche al fine di sensibilizzare quanto più possibile i cittadini nel mantenere comportamenti responsabili finalizzati ad evitare una nuova ondata di contagi, annunciando nondimeno misure a supporto degli agenti di polizia nonché l'adozione di un "pacchetto sicurezza urbana" mirato a porre un freno ai reati di microcriminalità; da quanto si apprende, inoltre, nel corso della videoconferenza avrebbe altresì annunciato nuove e specifiche disposizioni di legge volte a garantire la sospensione dei termini per i Comuni sotto piano di rientro, nonché il dissesto guidato per i Comuni che hanno dovuto già dichiarare il dissesto finanziario, si chiede di sapere: quali specifici interventi il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di agevolare la flessibilità finanziaria e di bilancio degli enti locali, anche prevedendo l'eliminazione della sanzione prevista per il mancato raggiungimento del 36 per cento dei costi per i servizi a domanda individuale, nonché rifinanziando le risorse originariamente erogate dall'ordinanza del Dipartimento della protezione civile del 29 marzo 2020 e sospendendo altresì per il 2020 i versamenti al Fondo di solidarietà comunale, allo scopo di mettere in atto tutti gli interventi possibili per contenere i disastrosi effetti sociali che l'epidemia ha causato sin dagli scorsi mesi; quali urgenti iniziative normative intenda adottare al fine di rimuovere il divieto di ordinanza dei sindaci, soprattutto per ciò che attiene alla più celere riapertura delle attività sociali, economiche e commerciali indispensabili per una ripresa efficace del normale svolgersi della vita sociale. Atto n. 3-01677 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI NUGNES Al Ministro dell'interno Atto n. 3-01678 CORRADO ANGRISANI MORRA MONTEVECCHI DE LUCIA VANIN Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, a parere degli interroganti: pur decantata con enfasi dai media compiacenti, la riforma della struttura del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, avviata dal ministro Franceschini nel 2014 e proseguita negli anni seguenti, ha prodotto notevoli disfunzioni; risultano particolarmente penalizzati gli uffici territoriali di tutela, riorganizzati in due tempi da soprintendenze settoriali in soprintendenze unificate archeologia, belle arti e paesaggio (SABAP) ma lasciati, di fatto, senza indirizzi e senza fondi, dopo averne reciso il legame con il territorio separandoli dai musei che ne raccoglievano le testimonianze, con archivi e depositi rimasti anch'essi prigionieri dei nuovi istituti autonomi; la ridistribuzione delle zone di pertinenza, legata alla riduzione o, a seconda dei casi, all'incremento del numero delle soprintendenze SABAP, che di volta in volta mortifica o soddisfa le velleità campanilistiche dei politici locali, spesso convinti di potersi intromettere nell'organizzazione ministeriale (esemplare il caso del Comune e della Provincia di Catanzaro, che hanno fatto ricorso al TAR del Lazio contro l'assegnazione a Crotone della nuova SABAP di Catanzaro e Crotone), accentua però le criticità operative prodotte dal grave disallineamento tra pensionamenti e assunzioni che oggi vede il Ministero in difetto di quasi 10.000 unità; considerato che: in Piemonte, caso esemplare ma tutt'altro che raro, il quadro è dei più problematici: delle due SABAP di nuova istituzione, quella per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, con sede a Novara, è stata diretta, nel triennio 2016-2019, da Manuela Salvitti, oggi in Liguria gravata dell'abnorme peso di due SABAP e del segretariato regionale; contestualmente, alla SABAP per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, con sede ad Alessandria, era preposta Egle Micheletto, fino alla messa a quiescenza; a fine luglio 2019, la SABAP di Novara è stata assegnata ad Alessandra Quarto, funzionario dell'accademia di Brera per il quale si è fatto ricorso al comma 6 dell'art. 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, mentre quella di Alessandria era attribuita ad Andrea Muzzi; l'inopinato annullamento, da parte del direttore generale ABAP nominato a settembre 2019, degli interpelli "estivi", ha rimescolato ancora le carte, sì che a dicembre è stata designata ad interim , per la SABAP di Novara, Antonella Ranaldi, direttore con incarico triennale dell'omologo ufficio di Milano città, mentre la SABAP di Alessandria veniva attribuita, anch'essa ad interim , a Luisa Papotti, dirigente di Torino città da circa un decennio, come la collega "milanese"; tali scelte sono risultate entrambe penalizzanti per le nuove sedi, poiché le dirigenti di Torino e Milano, già oberate di lavoro nei rispettivi territori, non hanno potuto assicurare agli uffici temporaneamente affidati loro la continuità di presenza e l'attenzione dovuti; recentemente, l'ex polo museale del Piemonte, oggi Direzione regionale dei musei, è stato attribuito ad interim ad Enrica Pagella, direttrice dei musei reali di Torino, in attesa che l'interpello bandito in maggio consenta di trovare un dirigente cui assegnare l'incarico pieno, mentre si procedeva alla nomina di un nuovo segretario regionale, dopo l' interim di quello della Lombardia;