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Art. 6 1. Per gli esercenti arti e professioni che si sono avvalsi del regime forfetario di cui alle disposizioni dell'art. 2, comma 10, del decreto-legge n. 853 del 1984, ai quali non è applicabile la disposizione di cui all'art. 50, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi, le spese indicate alle lettere da a) a c) del predetto comma 10 sostenute o erogate nel quadriennio 1985-1988 sono deducibili nel periodo d'imposta in cui avviene la registrazione, escluse quelle i cui termini di registrazione, agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, venivano a scadenza entro il 31 dicembre degli anni 1985, 1986, 1987 e 1988, nonché quelle che, pur non essendo deducibili in base al criterio della registrazione di cui all'art. 2, comma 11, del decreto-legge n. 853 del 1984, sono state dedotte per cassa. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, addì 27 settembre 1989 Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, addì 27 settembre 1989 Il Ministro: FORMICA Visto, il Guardasigilli: VASSALLI Registrato alla Corte dei conti, addì 26 ottobre 1989 Registro n. 52 Finanze, foglio n. 301 Note all'art. 6: - Il testo dell'art. 2, comma 10, del D.L. n. 853/1984 è il seguente: "Per ciascuno degli anni 1985, 1986 e 1987 il reddito di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni è determinato in misura pari all'ammontare dei compensi conseguiti, al netto dell'imposta sul valore aggiunto, ridotto delle percentuali stabilite nell'allegata tabella B e ulteriormente diminuito: a) dei compensi per lavoro dipendente, compresi i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e le quote di indennità di quiescenza e previdenza maturate nel periodo di imposta; b) dell'84 o del 79 per cento secondo che corrisposti ai soggetti di cui al n. 40 o a quelli di cui al n. 41 della tabella B, dei compensi per prestazioni d'opera intellettuale relative all'attività propria dell'arte o professione esercitata; c) delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio, purché la durata dei relativi contratti, diversi da quelli aventi per oggetto beni immobili, non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento, relativi a beni strumentali ammortizzabili in più di tre anni, deducibili a norma dell'art. 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, e del comma 1 dell'art. 3 del presente decreto". - L'art. 50, comma 7, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D P.R. n. 917/1986, prevede che: "Se l'ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta precedente non è superiore a 18 milioni di lire, il reddito è determinato, in deroga alle disposizioni dei precedenti commi, applicando all'ammontare dei compensi il coefficiente di redditività dell'82 per cento. Se nel corso del periodo d'imposta l'ammontare dei compensi percepiti supera i 18 milioni di lire, il reddito imponibile, determinato ai sensi dei commi da 1 a 6, non può essere, in ogni caso, inferiore all'82 per cento di 18 milioni. Il contribuente può non avvalersi della presente disposizione optando per la determinazione del reddito nei modi ordinari nella dichiarazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa al periodo d'imposta precedente e, per l'anno d'inizio dell'attività, nella dichiarazione d'inizio dell'attività relativa alla predetta imposta. L'opzione ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del quale è esercitata, fino a quando non è revocata e, in ogni caso, per almeno un triennio". - Per il testo dell'art. 2, comma 11, del D.L. n. 853/1984 si veda nelle note all'art. 1.