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Mi viene da citare quello proposto dal senatore D'Arienzo a proposito delle piccole e medie imprese, ma ci sono anche quelli presentati e approvati su spinta e stimolo degli altri Gruppi. Insomma, secondo me abbiamo fatto un egregio lavoro, migliorabile come tutti; il vice ministro Bellanova ci ha appena detto che la Camera ci potrà lavorare, perché non arriverà un testo blindato, e probabilmente torneremo anche noi ad occuparcene. In conclusione, signor Presidente, mi consenta di fare una notazione del tutto personale. Mi sono sempre occupato di questa materia nella mia vita parlamentare, prima alla Camera e poi al Senato, come anche sul versante della mia vita privata e professionale. Si tratta di una materia fluida, scivolosa, difficile da irreggimentare e che, visto che siamo in tema di anniversari, qualche volta a me fa venire in mente una bellissima canzone di Lucio Dalla, che a un certo punto dice che il pensiero è come l'oceano: non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Anche la materia dei lavori pubblici ha tante di quelle innovazioni che riuscire a comprimerla è complicato, devo dire con grande fortuna dei bravissimi avvocati che se ne occupano durante tutti i contenziosi. Noi non avevamo l'ardire e l'ambizione di irreggimentarla; abbiamo pensato, invece, di poterla valorizzare, ordinare e implementare in massima misura a vantaggio del Paese. Siamo contenti di poter dire che il Parlamento in tale direzione ha fatto la sua parte. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Margiotta, a proposto di Lucio Dalla, in relazione all'argomento a me è venuta in mente la canzone «L'anno che verrà», invece di quella da lei citata. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, speriamo che l'anno che verrà non ci porti un'ulteriore riforma del codice degli appalti, per cui speriamo che questa sia quella giusta. È evidente che il lavoro fatto dalla Commissione sulla delega - ricordo, infatti, che il lavoro è parlamentare, ossia sono i parlamentari che conferiscono la delega al Governo - nell'indirizzare e stabilire i principi, è stato molto importante ed efficace. In questo mi associo anche io ai ringraziamenti a tutti i membri della Commissione, ai relatori e alla Vice Ministra, perché siamo di fronte all'esempio del fatto che, se si riesce a ragionare seriamente sulle questioni, si avvia una modalità di collaborazione da cui tutti quanti possiamo trarre beneficio, soprattutto in un tema come quello degli appalti pubblici. Il senatore Margiotta sa che siamo intervenuti in questa materia svariate volte, tanto che, quando sento parlare di semplificazioni, non so mai bene se si tratta di ter , quater , eccetera. Speriamo questa volta di aver messo in campo - io ne sono fiduciosa - un lavoro organico. Tutti gli interventi, che spesso sono stati non sistematici, ma asistematici, hanno prodotto una selva e una stratificazione di norme su cui si è ingenerato un numero di contenziosi che non solo ha fatto la fortuna degli avvocati, ma ha certamente prodotto dei rallentamenti impossibili nella realizzazione delle opere pubbliche e anche molta confusione per le imprese, in particolare per le piccole e le medie, che molto spesso si sono trovate in una situazione di grande difficoltà nel comprendere le norme. La previsione di tale riforma è contenuta nel PNRR, che per noi è un punto assolutamente fondamentale, e l'approvazione finale del provvedimento è stata fissata esattamente al 31 dicembre 2021, con un mandato preciso che sono - appunto - regole organiche, semplificate e coerenti con il diritto comunitario, anche per evitare altri problemi di procedure di infrazione. Penso che il lavoro fatto realizza abbastanza questo scopo ed è ancor più importante perché riuscirà a risolvere alcuni problemi applicativi che si sono riscontrati a causa della stratificazione delle norme in questo settore. Penso che si possa finalmente dare ordine a un quadro giuridico del settore che attualmente è assolutamente poco organico e chiaro. Mettiamola così: la certezza del diritto è assolutamente fondamentale in ogni campo, ma in questo settore credo sia cruciale e indispensabile per poter favorire anche la ripresa economica. Possiamo inventare tutte le norme, i contributi e le opere che vogliamo. Ma, se non riusciamo a dare certezza su come si fanno le gare e si avviano le procedure, abbiamo davvero molta difficoltà. In questa delega, ancora una volta - e giustamente, perché è un punto cruciale - si dà l'indicazione della riduzione e della qualificazione delle stazioni appaltanti. Spero che questa sia la volta buona, perché l'elemento è assolutamente cruciale: lo abbiamo affrontato varie volte ed è ancor più importante e cruciale - ce ne accorgiamo tutti e la Vice Ministra lo sa, proprio per le funzioni che svolge - proprio per l'attuazione del PNRR. Noi abbiamo un problema di qualificazione, in generale, della pubblica amministrazione e anche di capacità progettuale, di chiarezza dei progetti e di indicazione. Nel disegno di legge di delega sono stati stabiliti dei principi - a mio avviso -assolutamente fondamentali, come l'assoluta inderogabilità delle misure a tutela del lavoro, della sicurezza e del contrasto al lavoro irregolare, quindi a tutela della legalità e della trasparenza. Una ripresa economica sana - a mio avviso - può avvenire solo e unicamente se è ben chiaro il quadro di legalità e di trasparenza in cui ci si muove. Solo in questo modo verrebbero coinvolti anche i soggetti che sono fuori dalle cordate, ma che magari avrebbero la possibilità di mettere in campo il loro know how . Noi abbiamo tante piccole e medie imprese che hanno grandi possibilità, ma che spesso sono rimaste tagliate fuori a causa della mancanza di trasparenza nella gestione degli appalti. Le altre questioni che sono state - a mio avviso giustamente - inserite tra i principi fondanti sono quelle relative alla concorrenzialità, alla non discriminazione, oltre che, ovviamente, alla economicità e imparzialità. Un altro aspetto che a me sta molto a cuore riguarda il fatto che saranno introdotti vincoli volti a garantire il rispetto dei cosiddetti CAM, cioè i criteri ambientali minimi, che sono un elemento non di rallentamento, ma di forte qualificazione nel campo dell'innovazione verde e anche della capacità di avere contratti e opere all'altezza delle necessità. Vi è un'indicazione molto chiara relativamente al sistema di rendicontazione degli obiettivi energetici ambientali. Un altro elemento che saluto con grande favore è relativo alla necessità di promuovere la stabilità occupazionale, l'applicazione del contratto nazionale del lavoro e soprattutto la garanzia delle stesse tutele economiche e normative anche per i lavoratori in subappalto. Questo è stato un altro degli elementi su cui noi abbiamo lavorato molto e che costituisce davvero una garanzia importante per i dipendenti dell'appaltatore. È una norma contro il lavoro irregolare. Sono previsti la facoltà e l'obbligo, tra l'altro, per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti tutte le specifiche clausole sociali. Inoltre, l'utilizzo del massimo ribasso è assolutamente escluso se non con delle tipizzazioni molto precise, con l'esclusione di alcuni settori.