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Il presente disegno di legge dunque appare necessario per proseguire concretamente il cammino verso la piena applicazione della Carta europea dello sport adottata dall'Italia insieme agli altri Stati membri dell'Unione europea durante la 7 a Conferenza dei Ministri europei dello Sport svolta a Rodi, tra il 13-15 maggio 1992. La Carta europea è il documento guida di indirizzo più ampio e completo sullo sport che sia mai stato prodotto e controfirmato dalla maggioranza degli Stati membri dell'Unione europea; essa contiene i principi fondamentali e le linee guida delle istituzioni pubbliche per l'applicazione di corrette politiche sportive, nel rispetto sia dello sviluppo armonico della persona e della comunità sia per proteggere e sviluppare le basi morali ed etiche dello sport, nonché la dignità umana e la sicurezza di coloro che partecipano ad attività sportive. Entrando nel dettaglio del presente disegno di legge, l'articolato, composto da nove articoli, prevede le seguenti norme: a) l'articolo 1 sancisce le finalità e gli scopi della legge, indica il riconoscimento dello sport come fondamentale fattore per lo sviluppo umano e per l'educazione dei giovani. L'articolo intende stimolare le istituzioni pubbliche a promuovere l'attività sportiva promuovendone non solo la pratica ma anche la cultura. Per questo è necessario tutelare e organizzare le persone competenti nell'impartire e organizzare l'attività sportiva e nel comunicare la filosofia olimpica. Allo stesso tempo, la legge intende tutelare gli atleti dall'abuso politico o commerciale della loro figura e delle loro prestazioni; b) l'articolo 2 introduce nell'ordinamento legislativo italiano la figura dell'educatore motorio-sportivo: a differenza di molti Paesi europei non esiste in Italia un riconoscimento vero e proprio di chi si occupa di sport e di educazione motoria dopo aver conseguito un titolo di studio. La qualità dei programmi motori impartiti è fondamentale perché si raggiungano gli obiettivi culturali, educativi e sociali previsti con lo sport. Per questo è fondamentale che ad impartire l'attività motoria sia sempre di più solo chi ha intrapreso e concluso un percorso formativo adeguato; c) l'articolo 3 introduce nell'ordinamento legislativo italiano la figura del manager dello sport: i servizi, le strutture, i programmi e le organizzazioni che si occupano di sport e di attività motoria per loro natura sono strutture complesse che intercettano diversi ambiti della sfera psichica e fisica degli utenti e di gruppi di utenti che si interfacciano con le organizzazioni stesse. Che siano studenti, sportivi, genitori di sportivi, tifosi o altri, le realtà che si occupano di sport, e quindi di tali categorie di persone, devono essere gestite da personale altamente qualificato che operi dopo aver intrapreso e concluso un percorso formativo universitario ad hoc; d) con l'articolo 4 si intendono tutelare i professionisti di cui agli articoli 2 e 3 facendo in modo che questi stessi soggetti possano costituire associazioni utili ad attestare la competenza, la qualificazione professionale tecnico-scientifica e deontologica nonché le specializzazioni degli associati. Queste realtà saranno utili non solo per veder riconosciute le figure professionali ma anche per garantire un riferimento per chi intende selezionare risorse umane qualificate nell'ambito delle scienze motorie. Con questo articolo si rende effettiva la possibilità di disciplinare determinate associazioni che senza fini di lucro e nel rispetto dei principi di democrazia possano avere una mission di formazione continua degli associati e di sviluppo tecnico-scientifico, educativo o manageriale per assicurare costantemente l'erogazione di servizi sportivi di qualità a tutta la popolazione; e) l'articolo 5 introduce nell'ordinamento la figura professionale del docente di educazione fisica e sportiva nella scuola primaria. L'attività promossa da questa nuova figura professionale ha l'obiettivo di supportare l'insegnante di classe al fine di promuovere l'attività motoria e sportiva, esaltando il valore educativo dello sport. L'articolo prevede inoltre che per esercitare questa professione sia necessario essere in possesso del diploma di laurea in scienze motorie o del diploma degli ex Istituti superiori di educazione fisica. L'articolo stabilisce infine che l'organico del personale che esercita la professione di docente di educazione fisica e sportiva sia di un docente ogni undici classi con un monte orario di ventidue ore settimanali; f) l'articolo 6 regola i rapporti e le convenzioni che possono essere stipulate tra le pubbliche amministrazioni e le associazioni sportive; g) l'articolo 7 istituisce la Giornata nazionale della cultura sportiva contro la violenza, da celebrare il 29 maggio, nel Paese e in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado in collaborazione con il CONI, le Federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e altri soggetti. Per cultura sportiva si intendono i principi enunciati nella Carta olimpica: lo sport può essere l'efficace strumento al servizio dello sviluppo armonico dell'uomo, per favorire l'avvento di una società pacifica, impegnata a difendere la dignità umana. Spirito di amicizia, lealtà, rispetto dei principi etici fondamentali universali e lotta al doping quale pericolo sia per la salute umana sia perché sleale strumento di competizione sportiva, sono i fondamentali principi sui cui è basata la cultura sportiva a livello internazionale. Le amministrazioni pubbliche e le istituzioni sportive promuoveranno percorsi di sensibilizzazione su queste tematiche anche con la collaborazione degli atleti italiani per mettere in moto un meccanismo virtuoso di emulazione e di confronto tra giovani studenti e atleti così da creare e rafforzare una diffusa cultura e un'identità basate sui principi citati; h) l'articolo 8 intende dare applicazione concreta al principio di tutela del percorso sportivo degli studenti atleti. Molti atleti anche di livello nazionale e internazionale trovano oggi difficoltà nell'allenarsi e nel partecipare a competizioni sportive a causa degli obblighi di frequenza scolastica. Il riconoscimento dell'attività sportiva di alto livello di alcuni studenti dovrebbe essere considerato un valore aggiunto al regolare e parallelo percorso formativo scolastico e per questo l'articolo prevede che il Ministro dell'istruzione e del merito agevoli gli studenti affinché possano gestire al meglio, in collaborazione con i propri allenatori, la propria preparazione per le gare e per le trasferte. Per fare sì che tali impegni legittimi non costituiscano uno svantaggio formativo per gli studenti atleti si prevede, quindi, che lo stesso Ministro istituisca dei programmi di recupero didattico senza oneri aggiunti per lo studente e per la sua famiglia; i) l'articolo 9 istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Fondo nazionale con dotazione pari a 200 milioni di euro annui per l'impiantistica sportiva scolastica.. 1 (Finalità) 1 La Repubblica riconosce lo sport come importante fattore per lo sviluppo umano, come efficace strumento educativo, di prevenzione e di riabilitazione sanitaria e sociale nonché come strumento di partecipazione, di inclusione sociale, di solidarietà e di pluralismo e garantisce il diritto di tutti all'esercizio dell'attività motoria e sportiva.