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(Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e PD) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Mallegni. Va bene così, perché è corretto verso gli altri non abusare del tempo. Non per lei, ma era quasi al doppio dei minuti che aveva. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, il decreto-legge che stiamo trattando contiene molti articoli volti ad affrontare alcune delle criticità infrastrutturali del Paese. Si tratta di articoli che affrontano alcune delle numerose emergenze che saremo chiamati ad affrontare in un prossimo futuro, come il Giubileo, le problematiche delle dighe, l'ammodernamento delle infrastrutture delle capitanerie di porto, della Guardia costiera, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, misure per il trasporto di passeggeri e merci nella laguna di Venezia, disposizioni per la funivia di Savona, disposizioni per il trasporto aereo, per la sicurezza e la circolazione stradale e le relative infrastrutture; misure per il trasporto pubblico locale, per il funzionamento del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Siamo ormai alla chiusura della legislatura, è il momento di tirare le somme del lavoro svolto rispetto a quello che il Movimento si proponeva all'inizio del suo mandato. Infatti, sebbene i media trascurino il MoVimento 5 Stelle e cerchino di polarizzare l'attenzionesui leader politici, in particolare, in questo momento, tra destra e sinistra, il Movimento ha sempre posto l'attenzione sui temi. Questo decreto-legge segue l'agenda che il Movimento si era posto e che è stata in parte realizzata. Abbiamo trovato un Paese arretrato, dove la corruzione e l'inciucio dominavano il quadro politico. Tutti ricorderanno come è iniziata la legislatura: il crollo del ponte Morandi. Le indagini in corso dimostrano che era legato alla mancanza di manutenzione, che i concessionari non avevano realizzato. Abbiamo iniziato, con il Governo Conte, a investire in monitoraggio e sicurezza e nell'adeguamento della rete infrastrutturale. Abbiamo ridato soldi ai Comuni, che erano stati strangolati per anni e avevano visto i propri introiti deviati verso le casse dello Stato, sempre più assorbenti e disperdenti. Abbiamo dunque restituito denaro a Comuni e Province anche per l'adeguamento delle strade provinciali, dopo anni di incuria. In questo decreto-legge abbiamo affrontato una delle criticità che stanno esplodendo in questa estate, cioè la carenza idrica. L'articolo 2 è dedicato al trasferimento del registro italiano dighe nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, cioè dello Stato, di cui viene incrementato il personale, con particolare incentivazione per funzioni tecniche di alta specializzazione, destinata a ingegneri e geologi. Ma vorrei chiarire che le dighe non costituiscono l'unica soluzione al problema della carenza idrica. Sappiamo che la rete idrica è dispersiva e, malgrado il problema sia noto da decenni, gli interventi al riguardo si sono concretizzati solo negli ultimi anni. Ci sono Regioni in cui la carenza idrica è elevatissima e l'acqua in estate viene razionata, dove sono stati in passato stanziati fondi ingenti per la realizzazione di dighe, che però non sono state completate o, in taluni casi, hanno una bassa capacità di invaso perché il fondo è colmo di sedimenti. In alcuni Paesi dove la carenza idrica è elevata sono decenni che si interviene cercando di valorizzare la risorsa idrica, recuperandola il più possibile. L'acqua deve essere immagazzinata in cisterne al di sotto di ogni palazzo, come avviene da anni in alcune regioni degli Stati Uniti: quando si fa una nuova costruzione bisogna prevedere che ci sia una cisterna, che potrà essere utilizzata per irrigare il giardino, mentre ora spesso si utilizza acqua minerale. Per irrigare il giardino si pompano da centinaia di metri di profondità acque minerali e si riversano nei fiumi per garantire il deflusso minimo vitale. Ma questo è un massacro delle nostre risorse. Bisogna evitare l'evapotraspirazione e, dunque, come si opera nei Paesi aridi, l'immagazzinamento dell'acqua deve essere fatto il più possibile nel sottosuolo, anche nelle pianure alluvionali. È ovvio che nelle pianure alluvionali, creando degli sbarramenti appositi, l'evapotraspirazione è praticamente ridotta. Questa è la soluzione che hanno adottato nei Paesi aridi. Ovviamente si deve intervenire in agricoltura con tecnologie di irrigazione non dispersive, come troppo spesso oggi osserviamo nelle nostre Regioni. Dunque irrigazione a goccia, irrigazione sotterranea. Prendiamo esempio dai Paesi aridi, perché noi stiamo diventando un Paese arido a tutti gli effetti. L'acqua, come tante altre risorse, non è infinita e va dunque utilizzata con parsimonia. È una delle risorse più importanti che abbiamo e dobbiamo imporre limiti al suo utilizzo, perché sta finendo, non è infinita. (Applausi dal Gruppo M5S) . Deve essere avviata quanto prima una programmazione a lungo termine di questo bene, che il nostro ministro Patuanelli stava approntando, senza purtroppo riuscire a portarla a termine. Torniamo al programma del Movimento. Abbiamo sempre sostenuto il rispetto della laguna di Venezia. In questa legislatura è stato limitato l'accesso alla laguna - non ce lo dimentichiamo - delle grandi navi, che destabilizzavano i canali, cioè una delle risorse più importanti e patrimonio dell'umanità per eccellenza a Venezia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Siamo riusciti a togliere le grandi navi dal canale di San Marco. In questo provvedimento si interviene per garantire anche la presenza di moli adeguati nell'area di Porto Marghera e persino nell'area di Chioggia per permettere dunque un approdo alle navi più grandi per poi giungere alla laguna. Siamo nuovamente intervenuti - il Ministero ovviamente, ma noi del Movimento lo abbiamo sostenuto - su Savona, che è un'area critica per le problematiche associate al crollo della funivia, incrementando la realizzazione di questa funivia, ma anche di aree circostanti che possono fungere come volano per l'economia del territorio. (Applausi) . Ringrazio i colleghi della Lega che hanno portato avanti questa battaglia. Il tempo a nostra disposizione è quasi finito, ma ricordo che abbiamo iniziato a cambiare il Paese modificando la priorità degli interventi e cercando il più possibile di realizzare interventi sostenibili. Abbiamo lavorato senza sosta per la transizione ecologica e la lotta al cambiamento climatico. (Applausi dal Gruppo M5S) . Dobbiamo renderci conto che questa è una delle priorità che dovrà affrontare il Paese. La parola d'ordine è risparmio energetico. Abbiamo bisogno di un cambiamento del modello di sviluppo, perché quello che abbiamo non è sostenibile e ce lo sta dimostrando la crisi climatica in corso. Abbiamo fatto il possibile noi del MoVimento 5 Stelle per realizzare dei cambiamenti epocali: siamo su quella strada e spero che il Paese continui a operare in questa direzione sulla transizione ecologica. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) .