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Atto n. 3-01688 PEROSINO Al Ministro della giustizia Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03656 DE POLI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: nel 2008 la Provincia, il Comune e l'università degli studi di Padova, la Regione Veneto, l'Azienda ospedaliera e l'Azienda unità locale sociosanitaria n. 16 hanno costituito la "fondazione museo di Storia della medicina e della salute" per raccogliere, custodire e valorizzare le testimonianze di una cultura medica e scientifica padovana che, ieri come oggi, rappresenta un'eccellenza a livello internazionale. Nobile scopo che ha visto dare i natali al museo di Storia della medicina (MUSME), inaugurato nel giugno 2015, con sede nella città di Padova presso l'ospedale di "San Francesco Grande", noto per essere stato la sede del primo ospedale padovano in cui nella prima metà del '500, per la prima volta al mondo, gli studenti di medicina iniziarono a imparare la pratica clinica direttamente al letto dei malati, gettando le basi del moderno approccio didattico in medicina; il MUSME è museo di nuova generazione che utilizza sistemi tecnologici all'avanguardia tali da raccontare la medicina da disciplina antica a scienza moderna; vincitore del premio "eContent Award Italy" per i migliori contenuti e servizi in formato digitale nella sezione "eLearning & Science"; polo di eccellenza in Italia per la cultura e punto di riferimento per le scolaresche, registra circa 50.000 visitatori all'anno; tenuto conto che: si apprende da fonti giornalistiche l'ipotesi di non riapertura del museo a causa dei disagi sofferti a seguito dell'emergenza COVID-19; emergenza che, se ha visto la medicina padovana dimostrare di aver raggiunto il più alto grado di eccellenza, ha contemporaneamente minato l'esistenza del polo museale che della stessa può definirsi emblema. La chiusura del MUSME è un danno per la cultura, per la città di Padova, per i giovani appassionati di scienza e medicina, nonché per i lavoratori del museo e le loro famiglie; quanto previsto dall'articolo 183, comma 3, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, "decreto rilancio", relativamente agli enti museali e ai danni da essi subiti per le mancate entrate da bigliettazione per l'adozione delle misure di contenimento del COVID-19, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa prevedere un aumento significativo e adeguato delle risorse già previste nel "decreto rilancio", al fine di assicurare realmente il funzionamento dei musei e dei luoghi di cultura e di impedirne la chiusura, in modo particolare del MUSME, in quanto emblema dell'eccellenza della medicina padovana in Italia ed in Europa. Atto n. 4-03657 BERGESIO CASOLATI FERRERO MONTANI PIANASSO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la strada statale 28 del colle di Nava, da Fossano (Cuneo) a Imperia, è spesso interessata da incidenti stradali (4 soltanto nelle ultime settimane) e da anni richiederebbe importanti interventi di manutenzione al fine di migliorarne la fruibilità e la sicurezza per gli utenti della strada; tra i principali progetti di ammodernamento, di cui si parla dagli inizi degli anni '90 del secolo scorso, vi è quello che riguarda la variante fra Pieve di Teco (Imperia) e Ormea (Cuneo), quale tratto di maggiore asperità dell'intero tracciato. Si tratta, in particolare, di 8 tunnel e 7 viadotti da realizzare, per circa 9,2 chilometri, che consentirebbero di tagliare 144 curve e di ridurre a una decina di minuti il tempo di percorrenza fra Pieve di Teco e Ormea; tra gli interventi da realizzare spicca quello per il traforo tra Armo (Imperia) e Cantarana (Cuneo) di 2.970 metri di lunghezza; il costo complessivo degli interventi per la variante ammonta a 300 milioni di euro; nel gennaio 2020 è stato approvato il progetto definitivo di ANAS per i lavori sulla variante e serve ora che siano stanziate le risorse necessarie affinché possano prendere avvio i lavori previsti; a tal proposito, la Regione Piemonte e la Regione Liguria hanno chiesto che tali interventi siano inclusi tra quelli prioritari di ANAS; considerato che: la strada statale 28 del colle di Nava è un'arteria strategica di collegamento tra i territori e le economie liguri e piemontesi, il cui ammodernamento e messa in sicurezza sono da tempo attesi da popolazione, imprenditori e operatori economici; la realizzazione dei lavori previsti per la variante fra Pieve di Teco e Ormea porterà un sostanziale miglioramento dei collegamenti tra il basso Piemonte, l'imperiese, il savonese, tutto il ponente ligure e la vicina Costa azzurra, incrementando considerevolmente potenzialità e funzionalità di un corridoio strategico che collega l'Europa al Mediterraneo; i lavori previsti per la variante sono frutto di un'attenta progettazione, che garantirà riduzione dei tempi di percorrenza, aumento della sicurezza e della capacità dei flussi di traffico di persone e merci, riduzione dei consumi e tutela della naturalità del paesaggio e dell'ambiente idrico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi, con sollecitudine, affinché siano stanziate le risorse necessarie alla realizzazione degli interventi per la variante fra Pieve di Teco e Ormea; se e quali azioni di sua competenza intenda attivare per l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada statale 28 del colle di Nava. Atto n. 4-03658 CAMPARI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: sono stati segnalati casi in cui un privato cittadino si è visto notificare sanzioni pecuniarie per aver usufruito di prestazioni occasionali da parte di un dipendente pubblico, senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza, nonostante il pagamento della prestazione dietro presentazione di regolare fattura; l'obbligo di esclusività è disposto dal testo unico di cui al decreto legislativo n. 165 del 2001, recante le norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, in particolare dall'articolo 53, in tema di disciplina l'incompatibilità, il cumulo di impieghi e gli incarichi; il comma 7 stabilisce che i pubblici dipendenti non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, indicando, al comma 6, le condizioni in cui non rientrano tali incompatibilità, tra cui la situazione di dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno, dei docenti universitari a tempo definito, e altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali; il comma 9 stabilisce che gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza;