[resaula]

Governo, trasmissione di atti Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 28 maggio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6 della legge 7 marzo 2001, n. 58, la relazione sullo stato di attuazione della legge concernente l'istituzione del Fondo per lo sminamento umanitario, riferita all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . CLXXIII, n. 2). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 21, 23 e 24 maggio 2019, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: della Fondazione "La Triennale di Milano", per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 152); della Società Gestione Impianti Nucleari S.p. A. (SO.G.I.N.), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 153); della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Liberi Professionisti (CIPAG), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 154); dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti italiani "Giovanni Amendola" (INPGI), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 155). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Mollame, Corbetta e Castellone hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00133 della senatrice Lupo ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Campagna ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01671 del senatore Lannutti ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 16 al 30 maggio 2019) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 30 FREGOLENT: sulla situazione in Mozambico (4-01599) (risp. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) MALLEGNI: sul possibile conflitto di interessi in capo al vice sindaco di Carrara (4-01128) (risp. VILLAROSA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze ) MANTOVANI ed altri: su un temporaneo oscuramento dei dati sul sito web del Ministero dello sviluppo economico (4-01632) (risp. CRIPPA, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico ) PELLEGINI Emanuele ed altri: sulla scomparsa nel 1998 di un connazionale in Congo (4-01619) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) RAUTI ed altri: sul diniego da parte del "Circolo degli esteri" all'organizzazione di una conferenza celebrativa del giorno del ricordo delle foibe (4-01493) (risp. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) Mozioni Atto n. 1-00134 MAIORINO LEONE VONO DE LUCIA ANGRISANI PERILLI ROMANO ORTIS DONNO BOTTICI AIROLA LUCIDI PETROCELLI MORRA - Il Senato, premesso che: l'ingresso del personale femminile nelle forze armate, Arma dei Carabinieri compresa, nonché nella Guardia di finanza, ha costituito un evento che, nella coscienza comune, è stato, e forse viene ancora avvertito, come la conquista da parte della donna di una nuova frontiera di una società, fino a ieri, fortemente declinata al maschile; la legge 9 febbraio 1963, n. 66, recante "Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni", pur consentendo l'accesso delle donne a tutte le cariche pubbliche, confermò l'indirizzo di preclusione all'arruolamento nelle forze armate; tale anomalia è venuta meno con la legge 20 ottobre 1999, n. 380, la norma ha previsto l'emanazione di una serie di decreti legislativi e ministeriali per disciplinare il reclutamento, lo stato giuridico e l'avanzamento del personale militare femminile; ad oggi, il 5 per cento delle forze armate italiane è costituito da personale femminile. Stando all'ultima relazione sullo stato della disciplina militare trasmessa dal Governo al Parlamento, il 31 dicembre 2015 l'Italia poteva contare su 11.895 donne in divisa. L'ingresso della componente femminile nella compagine militare ha non soltanto comportato la necessità di adeguare le infrastrutture militari ma ha imposto nel contempo un radicale cambiamento soprattutto nella mentalità; considerando che: da allora, il Ministro della difesa italiano si è mostrato attento alla promozione e alla protezione dei diritti delle donne, ad esempio tramite l'emanazione della direttiva dello Stato maggiore della difesa "Linee guida in tema di parità di trattamento, rapporti interpersonali, tutela della famiglia e della genitorialità" (dicembre 2012, attualmente in fase di revisione), dove non mancano riferimenti agli atteggiamenti e le condotte devianti, fra le quali rientrano le molestie sessuali, o la partecipazione del Ministero della difesa al piano strategico per il contrasto alla violenza maschile contro le donne, in attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ovvero la cosiddetta Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77; nonostante tali tangibili progressi, da quando le donne sono entrate nelle forze armate, nell'ordinamento militare non esiste il reato di molestie sessuali. Una grave lacuna, a cui le istituzioni dovrebbero far fronte; preso atto che: le leggi in materia di parità di trattamento tra uomini e donne nell'ambiente di lavoro hanno portato a considerare la molestia come una forma di discriminazione. Per questa ragione, come disposto dall'art. 1468 del codice dell'ordinamento militare (di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66), "È vietata nei confronti dei militari ogni forma di discriminazione diretta o indiretta, di molestia anche sessuale, secondo quanto disposto dai decreti legislativi 9 luglio 2003, n. 215, 9 luglio 2003, n. 216 e 11 aprile 2006, n. 198. Nei confronti dei militari, in sede di attribuzione di incarico, di assegnazioni o di trasferimento a comandi, a enti, a reparti, ad armi o a specializzazioni, sono vietate le discriminazioni per motivi politici, ideologici, religiosi, razziali, etnici, per l'orientamento sessuale o per la differenza di genere";