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Attualmente l'incarico dei direttori, della durata massima di quattro anni, può essere rinnovato una sola volta. Con la modifica, la durata massima rimane pertanto di quattro anni per il primo incarico più un massimo complessivo di ulteriori quattro anni, prevedendo al contempo la possibilità che vi siano più provvedimenti successivi di rinnovo dell'incarico, anziché uno solo. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, il titolo del decreto-legge in esame è stato integrato per dar conto di tali disposizioni. L'articolo 1- bis , inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, introduce una disposizione di coordinamento, prevedendo che le disposizioni del decreto-legge n. 19 del 2020 si applichino nei limiti della loro compatibilità con quanto stabilito dal decreto-legge n. 33 del 2020. Deve essere infatti verificato il coordinamento di alcune misure di contenimento dell'epidemia adottabili ai sensi del decreto-legge n. 19 con le misure previste dal decreto-legge n. 33, di ambito e di portata più circoscritta, posto che il provvedimento proroga al 15 ottobre l'applicabilità degli interventi previsti da entrambi i decreti. A tale proposito si ricorda che l'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 19 prevede che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di attuazione delle misure previste dall'articolo 1, le Regioni possano adottare unicamente misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle vigenti, mentre l'articolo 1, comma 16, del decreto-legge n. 33 consente alle Regioni di introdurre misure sullo svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali, sia più restrittive, sia ampliative, rispetto a quelle statali. L'articolo 2, modificato dalla Camera, prevede la clausola di invarianza degli oneri finanziari, disponendo che all'attuazione del presente decreto si provveda nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Infine, l'articolo 3 dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Ha inizio la discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) esprime alcune perplessità in merito al provvedimento. In primo luogo, rileva che il Governo continua a ricorrere allo strumento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, disattendendo così l'impegno assunto nei mesi precedenti di introdurre eventuali ulteriori restrizioni alla libertà personale solo attraverso norme di rango primario. Critica, inoltre, l'estensione fino al 15 ottobre dello stato di emergenza, a fronte di una situazione sanitaria che, nonostante l'incremento dei casi nella seconda metà del mese di agosto, resta comunque sotto controllo. Sottolinea, inoltre, che la norma sul rinnovo dell'incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza non è omogenea al testo. Chiede inoltre un chiarimento sulla portata delle disposizioni riguardanti i lavoratori fragili, che sarebbero ampiamente insufficienti se si limitassero a prorogare il termine per la fruizione dei permessi ex legge n. 104 del 1992. Sarebbe opportuno altresì precisare se è prorogata la norma che doveva consentire agli enti locali di utilizzare per le proprie esigenze le risorse derivanti dalle sanzioni per la violazione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Non essendovi altre richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. Il sottosegretario MALPEZZI precisa che sulla questione dei lavoratori fragili il Governo è in attesa di una relazione tecnica da parte dell'INPS. Eventualmente, si potrebbe inserire attraverso un'apposita proposta emendativa l'ampliamento delle tutele previste dal cosiddetto decreto agosto. Assicura che in tal senso l'orientamento del Governo è favorevole. Si riserva, inoltre, di fornire chiarimenti sul trasferimento nelle casse comunali degli introiti delle sanzioni comminate ai trasgressori delle misure per evitare la diffusione del virus. Il PRESIDENTE propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti per le ore 18 di domani, mercoledì 9 settembre. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1924) D-l 103/2020 - consutazioni 2020 in sicurezza DDL 1924 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 103, recante modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020 (Esame e rinvio) La relatrice MANTOVANI ( M5S ) riferisce sul decreto-legge 14 agosto 2020, n. 103, recante modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020. Il provvedimento, composto da sei articoli, intende prevenire i rischi di contagio e garantire il pieno esercizio del diritto di voto anche agli elettori positivi al Covid-19, collocati in quarantena ospedaliera o domiciliare e a tutti coloro che si trovano in isolamento fiduciario. In particolare, l'articolo 1 prevede che, limitatamente alle consultazioni elettorali e referendarie del 2020, l'elettore provveda a inserire personalmente la scheda nell'urna, in deroga alla normativa vigente, che dispone invece la consegna della scheda al presidente di seggio per l'inserimento nell'urna. Per le elezioni suppletive di Camera e Senato (anche se non sono previste elezioni suppletive per la Camera) restano invece ferme: - la disposizione di cui all'articolo 31, comma 6, del testo unico delle leggi elettorali della Camera (decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957) che prevede che ogni scheda sia dotata di un apposito tagliando antifrode; - le ulteriori disposizioni di cui all'articolo 58, quarto comma, del medesimo testo unico, che prevedono la consegna della matita al presidente di seggio, la constatazione da parte del presidente della chiusura della scheda, la verifica dell'identità dell'elettore, il distacco da parte del presidente del tagliando antifrode e l'inserimento della scheda nell'urna. L'articolo 2 dispone in ordine alla costituzione di apposite sezioni elettorali negli ospedali in possesso di determinate caratteristiche che ospitino reparti Covid-19. In particolare, il comma 1, lettera a ), prevede che anche negli ospedali con un numero di posti-letto compresi tra 100 e 199 siano costituite le sezioni elettorali attualmente previste per gli ospedali con un numero di posti-letto superiore a 200, in ragione di una sezione per ogni 500 letti o frazione di 500. Alla lettera b ) si dispone che le sezioni elettorali istituite negli ospedali con reparti Covid-19 raccolgano anche i voti dei pazienti affetti da Covid-19 ricoverati nelle strutture sanitarie con meno di 100 posti-letto. Le medesime sezioni sono deputate a raccogliere anche i voti effettuati a domicilio ai sensi dell'articolo 3.