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La quarta parte, infine, è dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo alle attività del Comitato interministeriale per gli affari dell'UE (CIAE), nonché agli adempimenti di natura informativa del Governo al Parlamento e agli Enti territoriali, tra cui l'attività di "informazione qualificata" sulle proposte legislative europee. Infine, si dà conto anche del contenzioso dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE e di quanto fatto per dare soluzione alle procedure di infrazione. Nell'ambito degli sforzi volti a dare attuazione al diritto dell'UE nell'ordinamento italiano e a ridurre il numero delle procedure di infrazione aperte, si deve sottolineare con favore il risultato di riduzione del numero di infrazioni al minimo storico  a fine 2017 - di 62 procedure aperte, un dato maggiormente in linea con gli altri Stati membri. Attualmente (ottobre 2018), il numero delle procedure a carico del nostro Paese è salito a 64, di cui 56 per violazione del diritto dell'Unione e solo 8 per mancato recepimento di direttive. L'Italia resta dunque lo Stato membro con il minor numero di procedure di infrazione aperte per mancato recepimento rispetto a tutti gli altri Stati membri, anche se il dato delle procedure per violazione del diritto europeo ci riporta ad una posizione intorno alla media europea. Preoccupazione destano le 10 procedure aperte ai sensi dell'articolo 260 del TFUE, ovvero per mancata attuazione di una precedente sentenza di condanna, che sono quelle suscettibili di infliggere al nostro Paese sanzioni pecuniarie. La Relazione, infine, è completata da cinque allegati. I primi tre concernono i Consigli dell'UE e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2017 e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. Il quarto allegato, come per l'anno precedente, contiene un elenco delle risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera nel 2017, su proposte legislative europee, e per ognuna di esse vi è il rimando alla parte del testo della Relazione che tratta del seguito dato dal Governo all'atto di indirizzo. L'ultimo allegato reca l'elenco degli acronimi. Il senatore Bossi introduce anche l'esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2018, presentata al Parlamento il 22 gennaio di quest'anno in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Anch'essa, il 2 ottobre 2018, è stata deferita per l'esame generale in sede referente alla 14ª Commissione. Diversamente dalla Relazione consuntiva, la Relazione programmatica assume una valenza maggiormente politica, poiché comprende la visione generale del Governo in carica sulle prospettive future dell'Unione europea e indica le sue intenzioni politiche sui singoli dossier europei. Per questo motivo, è opportuno tenere conto anche di altri documenti programmatici concernenti la partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferiti all'attuale Governo, come per esempio la risoluzione di maggioranza, adottata dal Senato il 27 giugno scorso, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, o quella adottata oggi in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Come per la Relazione consuntiva, ai sensi dell'articolo 144- bis del Regolamento del Senato, la Relazione programmatica può essere discussa congiuntamente con il disegno di legge europea. L'esame della Relazione in Commissione si conclude, poi, con la predisposizione di una relazione generale per l'Assemblea, alla quale saranno allegati i pareri delle altre Commissioni, e in Assemblea potrà eventualmente essere adottata una risoluzione. Il testo della Relazione programmatica per il 2018 è strutturato in cinque parti. La prima parte, che riguarda lo sviluppo del processo di integrazione europea e le questioni istituzionali, riporta l'azione che il Governo intendeva assumere per un rilancio dell'integrazione politica europea e un rilancio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, nonché in merito al futuro Quadro finanziario pluriennale, alle problematiche inerenti la Brexit e al coordinamento delle politiche macroeconomiche. La seconda parte è dedicata alle priorità da adottare nel quadro delle politiche orizzontali e settoriali dell'Unione, tra cui le politiche per il mercato unico, le strategie in materia di migrazione, le politiche per l'impresa, o le politiche per sulla giustizia e affari interni. La terza parte, rivolta al tema della dimensione esterna dell'Unione, illustra gli orientamenti governativi in materia di politica estera e di sicurezza comune nonché in materia di allargamento, politica di vicinato e di collaborazione con Paesi terzi. La quarta parte è dedicata alle strategie di comunicazione e di formazione del Governo in merito all'attività dell'Unione europea e alla partecipazione italiana all'Unione europea. Infine, la quinta parte è dedicata al ruolo di coordinamento delle politiche europee, svolto dal Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) e al tema dell'adeguamento del diritto interno al diritto dell'Unione europea, con la consueta finestra sulle attività di prevenzione e soluzione delle procedure di infrazione. Completano il testo quattro appendici con specifici riferimenti al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2018, al Programma del Trio di Presidenze del Consiglio dell'Unione europea estone, bulgara e austriaca, e a un prospetto dedicato alle risorse del bilancio dell'Unione europea per il 2017. In materia di posizione italiana nei consessi europei, il relatore ricorda la risoluzione del 27 giugno 2018per quanto riguarda i temi che sono stati trattati dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018, in cui ci sono precise indicazioni politiche in tema di migrazione, di sicurezza e difesa, di lavoro, sviluppo e competitività, di questioni relative al Quadro finanziario pluriennale, di relazioni esterne. E va anche ricordata la risoluzione approvata in Assemblea nella seduta odierna. Il PRESIDENTE apre quindi la discussione generale. Il seguito dell'esame congiunto è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA d.l. 113/2018 - sicurezza pubblica DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, introduce l'esame del provvedimento, che si compone di 40 articoli, suddivisi in quattro Titoli concernenti: immigrazione e protezione internazionale ; sicurezza pubblica e lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata ; organizzazione dell'amministrazione del Ministero dell'interno e dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata; disposizioni finanziarie e finali. Dopo aver illustrato sinteticamente le singole disposizioni del decreto-legge, si sofferma sugli aspetti di maggiore attinenza alle competenze della 14 a Commissione.