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Istituzione del conto unico della pubblica amministrazione per la compensazione dei debiti e dei crediti verso le pubbliche amministrazioni. Onorevoli Senatori . – L'emergenza epidemiologica ha gravemente inciso sull'attuale situazione economica del nostro Paese, rendendo necessari interventi strutturali e operativi, finalizzati a garantire una ripresa socioeconomica di ampio respiro, equa e duratura. A questo scopo, il presente disegno di legge intende eliminare le inefficienze e i limiti che pervadono l'attuale sistema di compensazione dei crediti e dei debiti vantati verso le pubbliche amministrazioni, introducendo al tempo stesso uno strumento innovativo, finalizzato ad accelerarne e a semplificarne l'attuazione. Solo ridando certezza e stabilità alle regole fiscali, eliminandone gli eccessivi adempimenti e limiti si può, infatti, migliorare il rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria, recuperando, così, quella fiducia nello Stato, come soggetto impositore, che è il presupposto per un rilancio della crescita e della competitività del Paese. Tali esigenze sono alla base dell'istituzione del conto unico della pubblica amministrazione, quale strumento volto a semplificare gli adempimenti fiscali e a razionalizzare il prelievo, tramite la compensazione dei crediti e dei debiti, maturati a qualsiasi titolo, nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Con l'articolo 1 del presente disegno di legge si interviene, all'interno del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, inserendo gli articoli 17- ter e 17- quater quali norme destinate a operare non solo a favore del contribuente, ma anche dell'erario, garantendo, così, l'interesse pubblico a una più rapida ed efficace percezione dei tributi. Con il comma 1 dell'articolo 17- ter del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, introdotto dall'articolo 1 del presente disegno di legge, è istituito, a partire dal 1° gennaio 2021, lo strumento del conto unico della pubblica amministrazione, all'interno del quale sono registrati i debiti e i crediti vantati a qualsiasi titolo dal contribuente nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Al fine di estendere l'ambito di applicazione del presente strumento e di agevolare il pagamento delle somme dovute tramite compensazione, viene utilizzata la nozione « allargata » di pubblica amministrazione, identificandola, al comma 2, con tutte le amministrazioni indicate all'articolo 17- ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, escludendo le sole società quotate e non controllate al 100 per cento. Tale ampliamento è imprescindibile nell'attuale contesto economico, ove la lista degli enti che non rispettano le tempistiche dei pagamenti include all'incirca 6.482 amministrazioni pubbliche (si veda la nota di aggiornamento del Ministero dell'economia e delle finanze relativa al pagamento dei debiti commerciali 2019 delle pubbliche amministrazioni). Per garantire un agevole monitoraggio dell'attività svolta, il comma 3 attribuisce al contribuente la possibilità di essere titolare di un solo conto, tramite il quale compensare i debiti e i crediti vantati a qualsiasi titolo nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Con il comma 4 è attribuita all'Agenzia delle entrate competente per territorio la gestione del suddetto conto, stabilendo che, in sede di apertura, l'Agenzia medesima assegna ad ogni conto un codice alfanumerico composto dal codice dell'ambito territoriale in cui opera l'Agenzia delle entrate, seguito dal numero di codice fiscale del contribuente, necessario ai fini della relativa identificazione. Il comma 5 attribuisce all'Agenzia delle entrate, nella qualità di gestore del conto, il compito di compensare i debiti e i crediti vantati, a qualsiasi titolo, dal contribuente verso le pubbliche amministrazioni, secondo le modalità e le condizioni indicate nell'articolo 17- quater . Va da sé che la compensazione può avvenire, come chiarito oltre, solo su richiesta del titolare del conto unico. Al fine di garantire un costante monitoraggio dell'attività svolta, con il comma 6 si rimette all'Agenzia delle entrate l'obbligo di aggiornare il conto entro il mese successivo all'avvenuta compensazione e di inviare ai rispettivi titolari, entro il mese successivo, un estratto conto da cui risultino le relative movimentazioni. Per evitare il crearsi di situazioni di incertezza, la suddetta comunicazione può essere inviata al più tardi entro il mese di gennaio di ogni anno, così da rendere edotto il titolare delle movimentazioni avvenute nell'anno precedente. Con il comma 7, per dare la massima flessibilità allo strumento del conto unico della pubblica amministrazione, viene rimessa al contribuente la scelta di chiudere o mantenere aperto il suddetto conto. Qualora, il contribuente decida di non volersi più avvalere dello strumento in esame, potrà inviare un'apposita comunicazione all'Agenzia delle entrate in cui manifesta la sua volontà di chiudere il conto, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell'articolo 2 del presente disegno di legge. Il comma 8 introduce l'obbligo di integrare i sistemi informativi degli uffici dell'amministrazione finanziaria; ciò garantisce agli uffici competenti un costante monitoraggio sullo stato di riscossione dei debiti verso le pubbliche amministrazioni. Sempre nell'ottica di agevolare l'estinzione dei debiti tributari e commerciali vantati verso le pubbliche amministrazioni, sono ampliate e semplificate le modalità e le condizioni in presenza delle quali è possibile procedere alla compensazione, eliminando le attuali limitazioni qualitative e quantitative e incentivandone il ricorso tramite lo strumento del conto unico della pubblica amministrazione. A questo scopo, con l'intento di allargare il perimetro delle partite debitorie e creditorie compensabili, con il comma 1 dell'articolo 17- quater, si è deciso di attribuire al contribuente la possibilità di utilizzare i crediti derivanti dalle imposte, dai contributi dovuti all'INPS e dalle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali e locali per il pagamento di qualunque debito tributario, previdenziale e assistenziale, anche se iscritto a ruolo, derivante da atti esecutivi, dovuto in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario. Nello specifico, i crediti utilizzabili in compensazione sono quelli relativi: – alle imposte sui redditi, alle relative addizionali e alle ritenute alla fonte riscosse mediante versamento diretto ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602; per le ritenute di cui al secondo comma del citato articolo 3, resta ferma la facoltà di eseguire il versamento presso la competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato; in tal caso non è ammessa la compensazione; – all'imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e quella dovuta dai soggetti di cui all'articolo 74 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica;