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Si è così scatenato un temporale autorigenerante V- shaped , con piogge fino a 418 millimetri in sette ore, con conseguenti esondazioni in punti già colpiti in passato. Ben ricordo l'alluvione del Misa a Senigallia del 3 maggio 2014, con tre morti e 180 milioni di euro di danni, dopo la quale ben poco è stato fatto, con un'opera di difesa degli argini incompiuta da quarant'anni. Anche allora ci fu un morto nel garage , come papà e figlio ora. Probabilmente, se avesse funzionato IT Alert, Giuseppe e Andrea avrebbero ricevuto un messaggio di pericolo sul proprio cellulare e non sarebbero scesi, mettendo in salvo la propria vita, piuttosto che l'automobile. Lo stesso messaggio forse avrebbe fatto desistere Silvia dal mettersi in auto con Mattia, il bimbo di otto anni scomparso con il terrore negli occhi. IT Alert, l' app della Protezione civile, che ci dicono già pronta e sperimentata, con tanto di spot pubblicitario, non ci avverte, lasciandoci nella nostra incapacità di discernimento e comportamento. Non avrebbe dovuto entrare in funzione il 21 giugno scorso? Concludendo, se non vogliamo che i sempre più frequenti e intensi eventi meteo si trasformino in catastrofi, la strada è obbligata: allerta e prevenzione. Fulcro della prevenzione e del rischio idrogeologico è la conoscenza e il caposaldo della conoscenza è la cartografia geologica. Concludere IT Alert e la cartografia geologica è la strada giusta, che può salvare la vita. (Applausi) . DI NICOLA (Ipf-CD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (Ipf-CD) . Signor Presidente, esprimo innanzitutto la nostra solidarietà ai cittadini delle Marche e alle famiglie colpite. Non aggiungo nulla alle parole toccanti utilizzate dal senatore Verducci e vengo al senso del mio intervento. Lasciatemi dire che è una calamità naturale, ma anche in questo caso l'imprevidenza è stata tanta. Vedo, in chi vuole oggi commemorare, una tendenza a dimenticare. Voglio dire chiaro e forte - ed è uno dei più grandi rimpianti per questa fine di legislatura - che il lavoro che andava fatto era volto alla prevenzione e, come chiesi sin dalle prime settimane della legislatura, nella famosa Commissione speciale, occorrevano una nuova mappatura del rischio idrogeologico e sismico, per vedere quanti soldi servivano, e un piano decennale - volendo, anche ventennale - per distribuire le risorse e intervenire subito. Ho scoperto in quella circostanza quanto la politica - al di là di quanto dichiara come buona intenzione - abbia il cuore duro. Minacciai di non votare un inutile provvedimento, in quella Commissione speciale, che verteva intorno al canone RAI, rispetto al quale venne imbastito un corposo intervento sull'emergenza terremoto, perché dissi che quello era il lavoro che andava fatto, se volevamo lavorare, anche perché c'era da mettere in sicurezza sismica l'80 per cento del patrimonio pubblico del Paese, a cominciare dalle scuole. Mi dissero che non c'erano i soldi e che il programma era troppo ambizioso. Ecco, non è stato fatto alcunché su questo fronte e spero che il rimpianto del sottoscritto in questo momento possa essere d'augurio - ai parlamentari che fra qualche settimana siederanno in Senato - a intervenire subito per dotare il Paese di questo strumento. Oggi è la pioggia, ma voglio ricordare a tutti che il terremoto è addirittura più impietoso e non avverte nessuno. Questo è il lascito, l'augurio, e spero che il prossimo Parlamento, unito, sappia affrontare questo tema per trovare le risorse necessarie a mettere in sicurezza il Paese. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia è vicino alla popolazione delle Marche, colpita da questo grave evento. Esprimiamo gratitudine verso tutti coloro che si sono attivati: volontari, Forze dell'ordine, la Giunta regionale, il presidente Acquaroli, che è stato sempre nella sala operativa per dare il suo apporto in questo momento difficile e imprevedibile nella sua specificità, certamente. Porgiamo le condoglianze alle famiglie di coloro che sono deceduti e ci proponiamo di essere attivamente ed efficacemente a fianco di tutta la gente, le aree e i Comuni che sono stati danneggiati. Occorre ingenerare una politica nei confronti del dissesto idrogeologico; una politica di gestione delle risorse idriche e di tutti i corsi d'acqua. Certamente, una precipitazione così concentrata in così poco tempo è in ogni caso estremamente difficile da gestire; tutto quello che può essere fatto per mitigare gli effetti di questi eventi dev'essere fatto e credo che questo sia un impegno che ci assumiamo e siamo certi di vedere che sia comune su questo fronte in ogni caso e da ogni posizione di governo, a livello nazionale e locale. Su questo, come sempre, saremo determinati e coerenti. PRESIDENTE . Prima di proseguire, a nome dell'Assemblea, la Presidenza si unisce al cordoglio delle famiglie delle vittime delle Marche. Invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). Credo che questo momento di silenzio e di dolore sia anche un'occasione di riflessione molto seria e profonda su quanto accaduto e su cosa occorre fare perché ciò non si ripeta. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, anche il Gruppo Costituzione, Ambiente, Lavoro esprime solidarietà ai cittadine delle Marche per questa immane, ennesima tragedia. Vorrei congedarmi da questa alta Assemblea segnalando, con questo ultimo intervento, l'ennesimo scandalo di una serie infinita che ha caratterizzato il "Governo dei migliori" presieduto da Draghi in questi diciotto mesi di Governo, caratterizzati da 55 voti di fiducia, a conferma dell'esproprio delle funzioni e delle prerogative che la Costituzione assegna alle Camere, con i parlamentari delle Commissioni scippati delle loro funzioni da un Esecutivo diventato terza Camera. Parlo dello scandalo Alitalia-ITA, la storica compagnia di bandiera passata dell'azionariato pubblico IRI all'amministrazione straordinaria ministeriale fino al 2009, quando la cordata dei "capitani coraggiosi" riuscì ad affossarla definitivamente; per poi arrivare al 2020, quando fu trasformata nella nuova società ITA Airways, con migliaia di lavoratori licenziati e buttati in mezzo a una strada. Siamo la patria del turismo e ci priviamo di una compagnia di bandiera. Un articolo pubblicato oggi su «Il Fatto Quotidiano» titola: «ITA: il MEF incasserà 350 milioni dai soci ma verserà 1,35 miliardi». È il solito capolavoro del professor Giavazzi e dei suoi bravi di Palazzo. Certares si propone di comprare il 51 per cento di ITA, lasciando al MEF il 49 per cento, per 950 milioni.