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Disposizioni in materia di riordino e aggiornamento della disciplina in materia di procedimento per la denuncia e la verifica di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di impianti elettrici di protezione contro i contatti diretti e indiretti e di impianti elettrici in aree con rischio di esplosione. Onorevoli Senatori . – Un moderno ambiente di lavoro, come ogni altro locale nel quale si svolge la nostra vita lavorativa e sociale, risulta oggi inimmaginabile privo di energia elettrica e di un impianto tecnologico per distribuirla ed utilizzarla. La capillarità con la quale l'energia elettrica viene distribuita, e la facilità di utilizzo che la tecnologia oggi ci consente, portano con sé molteplici fattori di rischio che, uniti alla caratteristica di essere generalmente impercettibile ai sensi umani se non nel momento nel quale si crea il contatto con essa, rendono il rischio elettrico una minaccia particolarmente temibile. Gli impianti ed i dispositivi di protezione contro i rischi di natura elettrica hanno raggiunto livelli di complessità e di efficacia assai considerevoli, salvo progettarli, installarli, mantenerli ed utilizzarli nel modo corretto e secondo quanto previsto da norme tecniche, leggi e regolamenti. A tutela dell'utenza risulta fondamentale, quindi, implementare sistemi di controllo e vigilanza sempre più puntuali ed efficienti al fine di garantire che cittadini e lavoratori possano aver le opportune e doverose garanzie di sicurezza. In tale contesto e nella conseguente direzione si orienta il presente disegno di legge che si propone di razionalizzare e ottimizzare quanto attualmente esistente in termini di regolamenti per l'omologazione e il controllo degli impianti e dei dispositivi per la protezione contro i rischi di origine elettrica andando ad intervenire con determinazione sulle criticità che si sono palesate negli ultimi anni A tal fine, il disegno di legge in oggetto stabilisce gli ambiti di applicazione, le modalità per la messa in esercizio e l'omologazione degli impianti, le verifiche ordinarie e straordinarie, i requisiti dei soggetti abilitati all'installazione e al controllo, gli obblighi del datore di lavoro e gli aspetti economici per garantire una costante ed efficace azione di controllo e di verifica. Il presente disegno di legge abroga il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, andando ad affrontare le criticità e le lacune che si sono palesate nel corso di questi diciotto anni di applicazione. L'articolo 1, per far fronte ad incertezze e cattive interpretazioni avvenute negli ultimi anni, estende l'ambito di applicazione sia in termini di attività che in termini di ambienti di lavoro al fine di fornire una più appropriata garanzia di sicurezza e fornisce un allineamento al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, naturale contesto del presente provvedimento. Sempre l'articolo 1 ribadisce la titolarità del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, relativamente alle tematiche legate alla sicurezza sul lavoro e ne definisce chiaramente le funzioni in collaborazioni con altri dicasteri e altre istituzioni dello Stato. L'articolo 4 va a riformare sostanzialmente il regime delle fondamentali verifiche periodiche dei dispositivi fornendo al datore di lavoro un quadro più omogeneo a quelli che sono gli standard presenti nella moderna normativa tecnica internazionale di riferimento. L'attuale regime di verifica periodica è risultato, infatti, spesso inefficace rispetto ad ambenti di lavoro particolarmente dinamici, come, ad esempio, nel settore edile e, invece, ridondante ed eccessivamente oneroso per alcuni ambienti di lavoro di tipo cosiddetto ordinario. L'articolo 4 entra nel merito anche di uno degli aspetti più controversi e delicati di tutta l'architettura legislativa legata alle attività di verifica e controllo. Negli ultimi decenni lo Stato ha, in generale, progressivamente delegato in numerosi campi le proprie funzioni di vigilanza e controllo ad organismi privati individuati da procedure di abilitazione e di notifica più o meno complesse e accurate. All'interno dell'attuale decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001 questi processi hanno visto momenti di effettiva confusione e di incertezza che hanno dato luogo ad una sostanziale inefficacia rispetto la doverosa garanzia di terzietà e competenza che lo Stato deve assicurare. Tale scenario di mercato, scarno di regole e spesso confuse, non ha neanche consentito a quelle organizzazioni strutturate e professionalmente qualificate di poter esprimere tutto il loro potenziale, al servizio del pubblico e in nome e per conto dello Stato, dovendo spesso confrontarsi con realtà di molto più modesta organizzazione e svincolate, di fatto, da severi codici etici, professionali e vincoli di carattere economico relativamente, ad esempio, all'inquadramento contrattuale del personale tecnico preposto alle verifiche. L'articolo 4, commi da 3 a 6, unito all'articolo 6, entrano, appunto, nel merito e forniscono una regolamentazione chiara e stringente andando anche a definire dettagli fondamentali e forieri di processi virtuosi, come, ad esempio (vedi comma 2, articolo 6), l'obbligatorietà da parte degli organismi accreditati di svolgere le attività oggetto del presente disegno di legge esclusivamente con personale dipendente, iscritto al libro matricola ed al libro paga. All'interno del contesto del già richiamato decreto legislativo n. 81 del 2008, il presente disegno di legge ridefinisce gli obblighi del datore di lavoro fornendo un quadro molto più chiaro e semplificato. Ciò in ordine alle esigenze del modo produttivo di regole chiare e rispondenti effettivamente alle reali necessità di tutele costituzionalmente stabilite. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 4, l'articolo 7 completa lo scenario degli obblighi del datore di lavoro e, partendo dal presupposto che trattasi di un pubblico servizio (come esplicitato dal comma 6 dell'articolo 6), definisce il contesto e le procedure all'interno delle quali si devono svolgere le attività richieste dal presente disegno di legge. La necessità di quanto stabilito dall'articolo 7 (e non solo) nasce dalla inconsapevolezza del contesto legislativo legato ad attività ispettive frequentemente rilevata nella condotta sia di taluni organismi accreditati che, soprattutto, di datori di lavoro. Ciò aumenta esponenzialmente il rischio che le verifiche degli impianti e dei dispositivi vengano condotte in maniera parziale e approssimativa con l'inevitabile risultato di essere sostanzialmente un inutile dispendio di risorse che non risponde alla doverosa garanzia di sicurezza richiesta e alle fondamentali funzioni di controllo oggetto del presente disegno di legge come del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 462 del 2001. Intimamente legato a quanto asserito in merito all'articolo 7 è quanto stabilito dall'articolo 8. Infatti, essendo un servizio pubblico delegato a strutture private, la definizione di un tariffario ufficiale calmiera profondamente e radicalmente quelle dinamiche di mercato che spesso sono elemento di disturbo rispetto le funzioni di terza parte che, come è noto, richiedono invece una radicale estraneità da interessi particolari e/o individuali che risultano in conflitto come, ad esempio, quelli di tipo economico.