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Misure per contrastare l'incremento degli importi delle rate mensili dei mutui ipotecari e per potenziare gli strumenti finalizzati a favorire l'acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, nonché per sostenere le imprese che hanno subito un incremento degli importi delle rate dei mutui e dei prestiti. Onorevoli Senatori . – Nel corso degli ultimi mesi migliaia di famiglie sono rimaste coinvolte dal repentino e consistente aumento delle rate mensili dei mutui ipotecari, in particolare per quelli a tasso variabile, di importo talmente significativo da non consentire, in numerosi casi, di potervi fare fronte con il reddito a disposizione. Per comprendere la dimensione del problema è sufficiente ricordare che il valore complessivo dei mutui per l'acquisto di abitazioni ammontava, a fine marzo 2023, a 425,5 miliardi di euro, in crescita di circa 50 miliardi rispetto a fine 2017. I mutui a tasso variabile ammontano a circa 140 miliardi di euro. Sul totale di 25,7 milioni di famiglie italiane, quelle che hanno un mutuo per l'acquisto della casa sono circa 3,5 milioni. Fra queste, circa un milione di famiglie hanno stipulato un mutuo a tasso variabile per l'acquisto dell'abitazione e, pertanto, risultano le più esposte agli effetti negativi dell'aumento del costo del denaro, dei tassi d'interesse e dell'inflazione. In termini pratici, per i mutui a tasso variabile, tali incrementi si traducono allo stato attuale, per un prestito da 150.000 euro della durata di 20 anni, in una rata mensile di 1.134 euro, ben 469 euro in più (+70,5 per cento) rispetto a quella di un anno fa, quando era pari a 665 euro. Su base annua, l'incremento complessivo può superare pertanto, in tal caso, l'ammontare di 5.600 euro. Le prospettive per il futuro non prefigurano una inversione di tendenza. Al contrario, alla luce della recente decisione della Banca centrale europea (BCE) di innalzare, dal prossimo 27 luglio, i tassi d'interesse dal 4 per cento al 4,25 per cento, in ragione dell'esigenza di contrastare gli effetti dell'inflazione, le rate dei mutui a tasso variabile e dei nuovi mutui a tasso fisso sono destinate a salire ulteriormente anche nei prossimi mesi. Per far fronte alla situazione, con il presente disegno di legge si propongono; 1) due misure finalizzate a « sterilizzare » l'aumento in atto delle rate dei mutui ipotecari per l'acquisto dell'abitazione principale, tra cui il rafforzamento delle disposizioni già vigenti sulla rinegoziazione del mutuo ipotecario e il potenziamento della capacità d'intervento del Fondo di solidarietà mutui « prima casa », cosiddetto « Fondo Gasparrini »; 2) un intervento per aiutare i mutuatari maggiormente colpiti dall'incremento delle rate mensili del mutuo ipotecario, a cui è riconosciuto un apposito credito d'imposta. L'agevolazione si applica esclusivamente, nei limiti della dotazione finanziaria prevista, sull'eccedenza dell'onere sostenuto in relazione alle rate mensili del piano di rimborso del mutuo, limitatamente al periodo intercorrente tra il 1° luglio 2022 e la data di rinegoziazione o di sospensione del mutuo; 3) due interventi che guardano al futuro e che estendono le possibilità di poter stipulare un mutuo ipotecario per l'acquisto di una abitazione anche in una situazione come quella attuale. Il primo intervento prevede il potenziamento del Fondo di garanzia per la prima casa, mentre il secondo rafforza le vigenti agevolazioni fiscali per l'acquisto della casa di abitazione ampliando la platea degli attuali beneficiari anche ai soggetti fino a 40 anni di età, ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, ai conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, qualora abbiano un ISEE fino a 40.000 euro. Nel merito, l'articolo 1 del disegno di legge, al fine di sostenere i soggetti colpiti dall'incremento dell'importo delle rate mensili dei mutui ipotecari, prevede che al mutuatario che abbia stipulato, o si sia accollato anche a seguito di frazionamento, un contratto di mutuo ipotecario di importo originario non superiore a 400.000 euro (in luogo degli attuali 200.000 euro), per l'acquisto o la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, a tasso e a rata variabile per tutta la durata del contratto, è riconosciuto il diritto di ottenere dal finanziatore la rinegoziazione del mutuo a condizioni più favorevoli, qualora al momento della richiesta presenti un'attestazione, rilasciata da soggetto abilitato, dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 40.000 euro (in luogo degli attuali 35.000 euro). La rinegoziazione del mutuo assicura al mutuatario che ne faccia richiesta: a) l'applicazione di un tasso annuo nominale fisso non superiore al tasso che si ottiene in base al minore tra l' Interest Rate Swap (IRS) in euro a 10 anni e l'IRS in euro di durata pari alla durata residua del mutuo ovvero, se non disponibile, la quotazione dell'IRS per la durata precedente, riportato alla data di rinegoziazione alla pagina dell' International Swaps and Derivatives Association2 (ISDAFIX 2) del circuito Reuters , maggiorato di uno spread pari a quello indicato, ai fini della determinazione del tasso, nel contratto di mutuo; b) l'allungamento del piano di rimborso del mutuo per un periodo massimo di sei anni, purché la durata residua del mutuo all'atto della rinegoziazione non diventi superiore a trent'anni, o di cinque anni in caso di mutui con piano di rimborso con durata di trenta anni; c) il mantenimento delle garanzie ipotecarie già prestate a fronte del mutuo oggetto di rinegoziazione; d) che la modifica del piano di ammortamento per l'allungamento delle rate di rimborso del mutuo ipotecario non possa configurarsi come un ritardo nel pagamento del debito e come possibile classificazione in default del mutuatario; e) ai fini dell'equivalenza finanziaria, il riconoscimento al mutuatario di una detrazione aggiuntiva dall'imposta lorda, d'importo pari alla quota dei maggiori oneri sostenuti in termini di interessi derivanti dall'allungamento del piano di rimborso delle rate.