[pronunce]

In ragione di quanto detto, la legge n. 190 del 2014 all'art. 1, commi da 576 a 581, avrebbe recepito quanto previsto dall'art. 18 del Patto per la salute per il triennio 2014-2016 («Intesa, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente il nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016», sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 10 luglio 2014), il quale, al fine di garantire l'effettiva e completa attuazione della riforma del 2012 su tutto il territorio nazionale, ha previsto l'attribuzione al Ministro della salute del potere di nomina di un commissario, in sostituzione dell'organo di amministrazione e gestione dell'ente, nel caso in cui le Regioni e le Province autonome non provvedano, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge medesima, a emanare le leggi regionali di adeguamento alla normativa statale di riorganizzazione. Al fine di non precludere l'esercizio delle competenze regionali, l'operatività dell'organo di nomina ministeriale è limitata al periodo di inattività delle Regioni, dal momento che, in base «all'art. 1, comma 577 [recte: 578]», della legge n. 190 del 2014, il commissario svolge le funzioni di amministrazione e gestione dell'ente esclusivamente nelle more dell'emanazione dei predetti provvedimenti regionali. Nel perseguimento delle medesime finalità, connesse all'esigenza di assicurare l'effettiva attuazione della normativa di riordino, i commi 579 e 580 del citato art. l disciplinano l'ipotesi in cui le Regioni, emanate le disposizioni di adeguamento, non portino a compimento i procedimenti di costituzione dei nuovi organi istituzionali. In tali casi, decorso inutilmente il termine di sei mesi dall'entrata in vigore delle leggi regionali di attuazione, il Ministro della salute può procedere, in relazione all'Istituto coinvolto, alla nomina di un commissario, investito della titolarità dell'organo vacante limitatamente al periodo di vacanza. Le disposizioni richiamate, pertanto, rientrerebbero nella competenza legislativa dello Stato in merito all'istituzione di una gestione commissariale che, in caso di inerzia regionale, garantisca l'effettivo passaggio al riassetto istituzionale e consenta il superamento delle criticità connesse alla possibilità di una proroga indeterminata per gli organi attualmente in carica. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha quindi concluso per la non fondatezza della questione promossa.1.&#8210; La Regione Campania ha promosso, tra le altre, questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 580, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)», in riferimento agli artt. 5, 118 e 120 della Costituzione. Secondo la ricorrente, la disposizione impugnata, la quale prevede che, in caso di mancato rispetto del termine di sei mesi stabilito per la costituzione dei nuovi organi degli Istituti zooprofilattici sperimentali (d'ora in avanti: Istituti), il Ministro della salute provvede alla nomina di un commissario, violerebbe il principio di leale collaborazione sancito dagli artt. 5, 118 e 120 Cost., in quanto «la coesistenza di vari livelli di governo sul territorio comporta la necessità di individuare forme di collaborazione e di concertazione, al fine di evitare l'insorgenza di conflitti sul piano amministrativo». L'esercizio del potere sostituivo da parte dello Stato dovrebbe compiersi secondo procedure che garantiscano i principi di sussidiarietà e di leale collaborazione in quanto «rivolto a favorire l'applicazione della legge da parte del soggetto ordinariamente competente»: donde, peraltro, il carattere cedevole degli atti sostitutivi. 2.&#8210; Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, il quale ha concluso per la non fondatezza del ricorso. Secondo la difesa statale, la norma impugnata avrebbe recepito l'art. 18 del Patto per la salute 2014-2016 («Intesa, ai sensi dell'art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente il nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016», sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 10 luglio 2014). Al fine di soddisfare l'esigenza di assicurare l'effettiva attuazione della normativa di riordino, i commi 579 e 580 dell'art. 1 della legge n. 190 del 2014 disciplinerebbero l'ipotesi in cui le Regioni, emanate le previste disposizioni di adeguamento, non portino a compimento i procedimenti di costituzione dei nuovi organi istituzionali. In tali casi, decorso inutilmente il termine di sei mesi dall'entrata in vigore delle leggi regionali di attuazione, il Ministro della salute può procedere, in relazione all'Istituto coinvolto, alla nomina di un commissario, investito della titolarità dell'organo limitatamente al periodo di vacanza. Le disposizioni richiamate, per quanto esposto, rientrerebbero nella competenza legislativa dello Stato in merito all'istituzione di una gestione commissariale che, in caso di inerzia regionale, garantisca l'effettivo passaggio al riassetto istituzionale e consenta il superamento delle criticità connesse alla possibilità di una proroga indeterminata per gli organi attualmente in carica. 3.&#8210; Riservata a separate pronunce la decisione sulle altre disposizioni contenute nella legge n. 190 del 2014, viene qui in esame la questione di legittimità costituzionale relativa al citato art.1, comma 580. 3.1.&#8210; La questione non è fondata. Il decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106 (Riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della salute, a norma dell'articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183), ha, per quanto di particolare interesse in questa sede, provveduto alla riorganizzazione degli Istituti zooprofilattici sperimentali. Obiettivo principale dell'intervento è la semplificazione e lo snellimento dell'organizzazione di tali enti al fine di assicurare una maggiore efficienza, efficacia ed economicità dell'attività degli stessi, nonché un contenimento della spesa pubblica (art. 10). In particolare, il riassetto è stato compiuto prevedendo: a) la riorganizzazione degli Istituti, fermo restando il riconosciuto valore strategico, sia attraverso una riduzione dei componenti degli organi, sia attraverso una razionalizzazione e ottimizzazione, demandata alla competenza regionale, dei centri di costo, delle strutture e degli uffici di livello dirigenziale generale; b) l'individuazione di una specifica professionalità dei componenti del consiglio di amministrazione e del direttore generale, con la previsione per quest'ultimo della disciplina del relativo rapporto di lavoro; c) l'esplicita previsione di forme di vigilanza e controllo da parte del Ministero della salute e delle Regioni e Province autonome;