[pronunce]

che, in tal modo, il giudice a quo richiede a questa Corte un intervento additivo del tutto eccentrico rispetto alle coordinate generali del sistema, giacché l'ordinamento penale risulta improntato alla regola secondo la quale l'istituto della querela è proprio dei soli delitti, mentre per le contravvenzioni si procede sempre d'ufficio; che, nella specie, il reato di cui all'art. 660 cod. pen . , a prescindere da ogni considerazione circa le caratteristiche del bene giuridico tutelato, risulta inserito nel paragrafo I della Sezione I del Capo I del Libro III del codice penale, dedicato alle «contravvenzioni concernenti l'inosservanza dei procedimenti di polizia e le manifestazioni sediziose e pericolose», condividendo quindi tale natura; che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 660 del codice penale sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale per i minorenni di Ancona con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 novembre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Maria Rita SAULLE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 novembre 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA