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Richiamo l'attenzione sull'arco temporale di cinque anni, volto a consentire alle università e agli enti di ricerca - coinvolti anch'essi - di fare una programmazione, se non altro nel medio termine. È infatti importante investire in ricerca e innovazione garantendo innanzitutto valorizzazione, stabilità, sicurezza economica a coloro che producono o che comunque sono in grado di produrre già oggi le idee migliori per il nostro futuro. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Iori, per due minuti. IORI (PD) . Ringrazio il Presidente del Consiglio per la sua risposta circostanziata e molto precisa, che conferisce grande importanza alla ricerca, e non solo per gli aspetti scientifici, ma anche per lo sviluppo concreto di tutto il nostro Paese, e quindi dal punto di vista non solo accademico, ma anche economico, culturale e sociale. In particolare, sono soddisfatta per il preannuncio del numero elevato di ricercatori (1.600 e successivi 2.500), che corrispondono a quanto proposto proprio dal Partito Democratico. Certamente i numeri non sono mai troppo elevati per la ricerca e, quindi, continueremo a chiedere di aumentarli ancora, ma credo sia un primo passaggio importante e significativo. La ricerca è uno strumento fondamentale - è stato citato il lavoro fatto dalle ricercatrici per l'isolamento del coronavirus - e certamente nel nostro Paese è un punto di vanto e di eccellenza. Ed è proprio su questo che credo dovremo continuare a lavorare. Voglio auspicare che tutto questo avvenga in tempi brevi per interrompere quanto prima la cosiddetta fuga dei cervelli e riuscire a tenere nel nostro Paese le persone che abbiamo formato. Infine, vorrei sottolineare che non è soltanto una questione di numeri, anche se dai numeri si parte ovviamente. È importante investire anche sui percorsi e sugli strumenti di ricerca per rispondere alle sfide che ci aspettano nel futuro del nostro Paese e per il suo sviluppo, e quindi su competenze trasversali in grado di rispondere a una contaminazione tra i saperi, piuttosto che a una separazione - come purtroppo ancora avviene - nelle nostre università. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE . Il senatore Bagnai ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01349 sull'accesso ai documenti relativi ai lavori dell'eurogruppo e dei vertici euro, per tre minuti. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Primo Ministro, in un poliziesco di fine anni Ottanta, un commissario, rivolgendosi all'ispettore che gli chiedeva come relazionarsi con i giornalisti desiderosi di informazione, sentenziava: «trattali come i funghi»; alla perplessità dell'ispettore, il commissario specificava: «tienili all'oscuro e coprili di letame». In economia di azienda questo principio di amministrazione si chiama mushroom management ed è il modo in cui i suoi plurimi Governi hanno trattato questo Parlamento nel suo legittimo desiderio di essere informato su cosa accade «colà dove si puote». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La risposta ricevuta è sempre stata un sostanziale «e più non dimandare». L'interrogazione che le viene sottoposta, quindi, non verte solo su atti specifici del suo Governo, sulle reticenze e sulle ambiguità che - a nostro parere - hanno viziato il negoziato sull'approfondimento dell'Unione europea con la nota vicenda del MES; per cui - come ho già rilevato in Aula - è letteralmente impossibile comprendere a quale stadio questo negoziato sia giunto. In particolare, è impossibile capire se la cosiddetta logica di pacchetto sia stata rispettata o fosse solo un suo personale espediente dilatorio. L'interrogazione verte su una domanda fondamentale soprattutto: qual è il senso di appartenere all'Unione europea? Come minimo riteniamo che il senso dovrebbe essere quello di ottenere una maggiore e non una minore tutela dei nostri diritti di cittadinanza. Tra questi è basilare il diritto alla trasparenza, tutelato dall'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali, in diretta connessione con il diritto a una buona amministrazione, stabilito dall'articolo 41 della stessa Carta che prevede, fra l'altro, l'obbligo dell'amministrazione di motivare le sue decisioni. Se ciò vale per ogni cittadino, riteniamo che ciò valga anche per i rappresentanti dei cittadini nel momento in cui desiderano, per rispetto del mandato da essi ricevuto dagli elettori - circostanza che nel suo caso non si è verificata - accertare che il mandato da essi conferito al Governo sia stato rispettato. A nostro avviso, a questa esigenza, che la legislazione nazionale tutela specificamente con l'articolo 4 della legge n. 234 del 2012, non può opporsi segretezza se non nelle circostanze specificamente normate dalla legislazione europea, quali ad esempio la confidenzialità di informazioni che possono influenzare i mercati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Contestiamo quindi la tesi sostenuta da Ministri e funzionari dei suoi plurimi Governi secondo cui l'eurogruppo opera sotto un vincolo di segretezza e sia legibus solutus in particolare quando opera come legislatore. E le chiediamo cortesemente di fornirci le fonti del diritto che a suo avviso giustificano un simile abuso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Il presidente del Consiglio dei ministri, professor Conte, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CONTE, presidente del Consiglio dei ministri . Con riguardo al tema della trasparenza e ai dubbi che sono stati avanzati attraverso questa interrogazione sui vincoli di riservatezza, in primo luogo si ricorda che i lavori dell'eurogruppo - come previsto dal protocollo 14 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - costituiscono un incontro informale di Ministri delle finanze degli Stati membri dell'area euro e che, secondo i suoi metodi lavoro, definiti nel 2008, i suoi lavori sono riservati. Pertanto, non è possibile fornire al pubblico specifici resoconti verbali delle discussioni avvenute nel corso delle sue riunioni. Il regolamento europeo n. 1049 del 2001 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione - ripeto queste specifiche istituzioni - non è direttamente applicabile all'eurogruppo. Ad ogni buon fine si rappresenta che gli esiti della riunione dell'eurogruppo sono pubblici - essi sì - e disponibili per la consultazione sul sito web del Consiglio dell'Unione europea. In riferimento agli esiti del citato dialogo con l' ombudsman O'Reilly, è stata avviata una riflessione su una possibile revisione anche della politica di trasparenza dell'eurogruppo, con l'obiettivo di raggiungere un bilanciamento ottimale tra le necessità di riservatezza e confidenzialità delle attività dell'eurogruppo e invece l'opposta necessità di informare il pubblico. Al riguardo il documento dell'eurogruppo European transparency policy review and way forward del 20 settembre 2019 cita alcune delle iniziative che l'eurogruppo intende porre in atto proprio al fine di accrescere la propria trasparenza.