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La Camera ha introdotto due articoli di buonsenso, con riferimento alla necessità di andare a controllare le analisi dei campioni. Come vi dicevo, da dove nasce il pasticcio può interessare o meno, però il punto fondamentale è che è stato presentato un decreto-legge, quindi con la massima urgenza, per evitare che questa filiera di tracciabilità, importantissima per la prevenzione, non venisse meno. Credo che di questo si debba tener conto, visto e considerato che si è trattato di un'azione fatta con immediatezza e con altrettanta immediatezza la Camera dei deputati ha poi approvato il medesimo provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rufa. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Governo, colleghi, dedico questi minuti non solo all'ennesimo regolamento da applicare, ma ai produttori italiani che devono esercitarlo, a loro che devono sempre rispettare ciò che viene chiesto dalla politica italiana e soprattutto europea. Nel comunicare questa opportuna variazione legislativa, faccio notare che per gli operatori del settore alimentare e mangimistico, all'articolo 1- bis sono reintrodotte le garanzie in materia di analisi dei campioni e si tornano ad applicare le norme che danno la possibilità agli operatori di partecipare con un esperto all'esecuzione della prova delle analisi. All'articolo 1- ter finalmente si introduce l'istituto della diffida in materia di sicurezza alimentare, che permette agli operatori del settore alimentare di sanare violazioni dovute a semplici errori o omissioni formali. All'articolo 3 si richiede la pubblicazione di caratteristiche, modalità e risultati in un piano di controllo nazionale pluriennale, atti a valutare l'efficacia e l'efficienza anche della pubblica amministrazione. Agli articoli 7 e 8 si danno indicazioni per l'applicazione dell'istituto della controperizia e controversia documentale e analitica. Nel nostro Paese queste non sono tutte una novità, ma vanno a sostituire la ripetizione del parametro difforme, gli esami microbiologici e le analisi di revisione e analisi chimiche. Tutto questo a favore del consumatore. Il decreto-legge in esame, reintroducendo azioni sanzionatorie di carattere penale e amministrativo nei confronti dei produttori e trasformatori, mette al centro la sicurezza degli alimenti e la tutela della salute del consumatore e, per essere sufficientemente determinanti e deterrenti, le sanzioni pecuniarie saranno superiori al vantaggio indebito che deriva da pratiche fraudolente e ingannevoli. Inquadrare i reati alimentari nella sfera penale è una scelta italiana molto rilevante, rispettosa per il consumatore. Reputo doveroso perciò ricordare che l'Italia è il Paese più bello del mondo anche e soprattutto per il nostro cibo, frutto della nostra terra, del nostro clima e della nostra passione. Abbiamo perciò il dovere di rispettare i sacrifici delle famiglie italiane che ogni giorno coltivano con amore, cura e fatica i prodotti che portiamo a tavola. Abbiamo il dovere di rispettare le tradizioni che tutto il mondo ci invidia; ci invidia così tanto da volercele declassare, distruggere, rubare o copiare. Abbiamo il dovere di rispettare tutte le tasse che i produttori pagano per far crescere l'Italia. Oggi dall'Europa si impone una disciplina delle abrogazioni, introdotta dal decreto legislativo n. 27 del 2021, che ha il giusto fine di evitare che rilevanti settori di produzione e vendita delle sostanze alimentari e bevande restino prive di una corretta e doverosa tutela sanzionatoria e amministrativa con pregiudizio, come detto, della salute dei consumatori, che troppo spesso però pretende che vengano rispettati dei regolamenti molto condizionanti, qualitativamente e quantitativamente, mettendo in discussione la storia e la serietà del prodotto italiano. (Applausi) . C'è anche lo zampino di qualche burocrate potente, ignorante o servile, che rivendica corrette alcune ridicole scelte, come nel caso del nutri-score che qualche blasonato tecnico italiano, che stranamente passa da ruoli primari in salute a quelli in agricoltura, forse invidiando chi passa dall'economia all'Organizzazione mondiale della sanità, un tecnico che vuole regolamentare il nutri-score per evidenze scientifiche. Non capisce veramente un «cavolo» - è proprio il caso di dirlo in questo caso - o non ricorda nemmeno con quale cibo siano cresciuti lui e i suoi genitori, oppure faccia crescere i suoi figli con tarme essiccate, cibi indefiniti prefritti e bibite gassate. In Italia abbiamo altro, come ad esempio i produttori di lardo di Colonnata, che già da tempo l'Europa voleva mettere in discussione. In Europa però di sicuro non hanno la fortuna di avere la vallata carrarese di Colonnata e non hanno avuto l'intuito di posare il lardo in conche di marmo strofinate con aglio e arricchite di spezie e poi coperte per sei mesi o due anni con un coperchio sempre di marmo. Tuttavia la stessa Europa, che prima ha provato a bandire il prodotto, dichiarando il metodo antigenico, ora dichiara che l'alto contenuto calorico, che era benzina per i lavoratori delle cave, dovrebbe essere un problema proprio per la tabella francese del nutri-score. È uno dei tanti cibi poveri che diventa invece eccellenza: questo è ciò che ci invidiano l'Europa e il mondo, ma non credo che dovremmo sempre dare retta ai burocrati europei, che consigliano poi di fare colazione con una tazza di latte ai piselli e biscotti alla farina di vermi. Non credo che dovremmo dare retta all'Europa che accetta una bistecca senza carne o un tonno vegetale e che, dopo averci chiesto la lunghezza delle banane, la curvatura dei cetrioli o la lunghezza delle vongole, oggi ci chiede addirittura il vino annacquato. (Applausi) . Ma si annacquassero veramente la testa e si rinfrescassero bene, perché non è certo questa la svolta green , così come non lo è il nutri-score, se qualifica alcune schifezze alimentari come cibo di serie A, mentre la dieta mediterranea sarebbe un problema. Quando l'Europa chiede agli italiani di tradire l'Italia deve farsi una ragione del fatto che ciò non accadrà mai. Ci sarà sicuramente qualche membro scientifico che cede ai meccanismi europei e alle multinazionali, ma sicuramente non i nostri coltivatori, che non permetteranno mai di cambiare alimentazione ai propri figli. Invece di inventare fesserie, è fondamentale che vengano imposte regole per non far eludere la corretta produzione, come nel caso del pomodoro cinese a tripla concentrazione, che diventa italiano perché - esso sì - innacquato in Italia. Ancora più necessario è che l'Europa ci aiuti a combattere l' italian sounding . La stessa Europa deve garantire che non arrivi sulla tavola cibo trattato in condizioni igieniche adeguate, in condizioni lavorative disumane oppure ottenuto dallo sfruttamento di uomini, donne e bambini o da animali non controllati e allevati in maniera irregolare. L'Europa deve essere compatta affinché il cibo abbia una filiera sicura e garantita dall'uso di conservanti e diserbanti, dall'uso di concimi e di acqua inquinante e dai terreni dove si produce fino alle fabbriche.