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È iscritto a parlare il senatore Toninelli. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, a cinque anni dalla sua entrata in vigore, oggi possiamo dire con certezza che la legge Madia, approvata durante il fallimentare Governo Renzi, è stata un clamoroso disastro, e andiamo a spiegare il perché. Ricordate il Corpo forestale dello Stato? Immagino di sì, anche perché esisteva dal 1822, quasi duecento anni di onorato servizio, finché non è arrivato al Governo chi decise di decapitare cotanta storia e competenza al servizio delle persone e dell'ambiente (era il 2016). La domanda è: perché lo ha fatto quel Governo? Sulla base di quale principio o valore superiore dello Stato? Udite bene: per risparmiare alcuni miseri milioni di euro; pochi, pochissimi, miserabili milioni di euro per sacrificare un corpo specializzato che salvava vite, umane e animali, e l'ambiente dagli incendi, con competenza e coraggio, presente soprattutto a terra, perché gli incendi si spengono a terra, col paradosso poi - non possiamo dimenticarlo - che, a fronte dello scioglimento del Corpo forestale dello Stato, sono rimasti in vita cinque corpi forestali delle Regioni a Statuto speciale. Abbiamo quindi un'Italia a macchia di leopardo in materia di antincendio boschivo, dove di fatto tutto o quasi è bloccato a causa della mancanza di coordinamento tra le forze interessate alla prevenzione e allo spegnimento degli incendi; dove migliaia di operatori forestali presenti sul territorio sono stati fatti confluire in talmente tante altre diverse amministrazioni pubbliche da perderne il conto: Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia dello Stato, Guardia di finanza e Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Tale frantumazione delle competenze ha portato a un sostanziale abbandono del territorio, senza dimenticare la miserabile fine che ha fatto la flotta di elicotteri antincendio in dotazione al Corpo forestale, che è stata smembrata e smantellata, proprio come i suoi piloti, che oggi non volano più, e che ha costretto lo Stato a fare affidamento ai privati, con un aggravio dei costi che urla vendetta: si parla - udite bene! - di più di 15.000 euro pagati ai privati per ogni ora di utilizzo dei Canadair per spegnere le fiamme, quando prima queste operazioni venivano eseguite dai piloti e dagli elicotteri del Corpo forestale dello Stato, con costi infinitamente inferiori. Oggi questo disastro è sotto gli occhi di tutti, con migliaia di incendi devastanti, che hanno percorso i nostri boschi, uccidendo persone, animali selvatici e ambiente, e con danni miliardari, a fronte di un risparmio di soli 30 milioni di euro, nel triennio 2017-2019, come ha rilevato recentemente la Corte dei conti. Si tratta di un risparmio che ovviamente non esiste, se valutiamo i maggiori, ingentissimi costi conseguenti all'aumento degli ettari di terreno andati in fumo. Per capire, solo per i roghi del 2021, quindi di questi mesi, si parla di danni per almeno un miliardo di euro: non so se ci rendiamo conto di ciò che è accaduto. Ovviamente pochi - o, forse, nessuno - ne parlano. O meglio, si parla e si è parlato degli incendi e dei danni che provocano, ma lo si fa come se si parlasse di eventi inevitabili, a cui ci dovremmo abituare. Invece, si sarebbero potuti limitare e questo bisogna dirlo a gran voce agli italiani. I maggiori danni provocati dagli incendi di quest'ultimo periodo sono anche la conseguenza dei ritardi negli interventi per lo spegnimento. Questi ritardi dipendono dall'eccessiva burocrazia, con conflitti di competenze tra le diverse amministrazioni, e da una generale mancanza di coordinamento. (Applausi) . Dobbiamo avere il coraggio di dire che erano incendi che si sarebbero potuti spegnere in meno tempo e quindi con meno danni. Sarebbe stata sufficiente la presenza di una polizia forestale e ambientale ben radicata sul territorio, esattamente come lo era il Corpo forestale dello Stato. Un dato su tutti è sconcertante: c'è stato un aumento dei roghi del 256 per cento (un numero catastrofico) rispetto a un anno fa. Le avvisaglie sul cambiamento climatico non sono di oggi, ma avrebbero dovuto attivare la politica su tanti ambiti già da molti anni, ad esempio aumentando esponenzialmente le risorse destinate al Corpo forestale dello Stato e non cancellandolo, come ha fatto il Governo Renzi, con la cosiddetta riforma Madia, nel 2016. (Applausi) . Tutte le forze politiche oggi devono lavorare concretamente per l'ambiente e contrastare attivamente il cambiamento climatico, seguendo l'unica via possibile, che è quella della transizione ecologica. Citiamo qualche dato ulteriore: fino al 31 dicembre 2016, il perno del sistema di coordinamento esistente in materia di antincendio boschivo era il Corpo forestale dello Stato. Lo dico piano: fino ad allora, la maggior parte degli incendi veniva spenta in un'ora. In un'ora dalla loro attivazione, la maggior parte degli incendi veniva spenta. Oggi, a distanza di pochi anni - tali però da essere sufficienti per far capire la catastrofica scelta politica di cancellare una polizia forestale ambientale civile - ci si impiega molto di più, addirittura settimane. Si è passati da un'ora a settimane, purtroppo con le conseguenze che abbiamo visto tutti. Molti più ettari di terreno vanno in fumo, milioni di animali selvatici vengono bruciati vivi e ci sono danni per miliardi di euro, per risparmiare 30 miseri milioni di euro, come ci ha detto la Corte dei conti. Se volessimo un'altra prova del disastro causato dalla cosiddetta riforma Madia - sottolineo la parola "cosiddetta" - basta vedere il decreto-legge in esame, che è stato scritto appunto per cercare di "mettere una pezza" al caos. È difficilissimo mettere una pezza a un abito che non può più essere assolutamente rammendato, ma si cerca di creare un miglior coordinamento tra tutte le forze interessate allo spegnimento degli incendi. Abbiamo visto infatti che tali forze sono divise tra tante, diverse amministrazioni, che si accavallano, bloccando e abbandonando il territorio. Dobbiamo anche essere onesti nel dire che questo decreto-legge, seppur cerca di intervenire, non può bastare a evitare che nei prossimi anni centinaia di migliaia di ettari di terreno vadano ancora in fumo. (Applausi) . Signor Presidente, l'unica strada è avere nuovamente una polizia forestale e ambientale civile e non militare, che torni ad essere presente in maniera capillare sul territorio, vicino ai luoghi degli incendi, e in grado di intervenire immediatamente. L'unica strada è questa, oltre alla lotta al cambiamento climatico. L'unica nota positiva di questo intervento è che sono state depositate diverse proposte in Parlamento; altra cosa positiva è che non sono solo del MoVimento 5 Stelle, perché ce ne sono anche di altre forze politiche.