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per quanto riguarda la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, nella carta dei servizi di dicembre 2013, la più recente disponibile in rete e basata su dati del 2012, si evidenziava una mancanza di personale che coinvolge anche la polizia giudiziaria. Vi si legge: "A fronte di una pianta organica che prevedrebbe 68 unità, ne risultano effettive solo 61 delle quali solo il personale della Guardia di finanza e del Nucleo investigativo Sanità Ambientale risultano essere interamente coperte"; la suddetta previsione (68 unità) non interamente coperta (61 unità) discendeva dal fatto che, secondo la pianta organica, il personale di magistratura di Catanzaro doveva contare 42 togati (tra cui il procuratore, 2 aggiunti e 18 sostituti), ma nella realtà i sostituti erano 16 invece di 18 e i vice procuratori onorari 14 invece di 21, con un totale di 33 unità in luogo di 42. Ai 19 magistrati presenti (invece di 21), sarebbero toccate, come detto, 68 unità di polizia giudiziaria; valutato che: all'aumento dell'organico dei magistrati intervenuto da allora, tale per cui oggi la Procura di Catanzaro ne conta in totale 27 (si veda "magistrati 9" sul sito della Procura), non sembra avere tenuto dietro un incremento delle unità di polizia giudiziaria previste (81), nonostante le istanze in tal senso inviate dal procuratore; in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2020, il 1° febbraio, il procuratore aveva fatto istanza di aumento degli organici, anche in riferimento alle sezioni di polizia giudiziaria, direttamente al rappresentante del Ministro della giustizia, Mario Di Iorio, dichiarando: "Da tre anni risultano bloccate le tavole delle sezioni di polizia giudiziaria, noi a Catanzaro vantiamo uno scoperto di diciotto unità" e chiedendo di superare le diatribe in atto tra Ministero della giustizia e Ministero dell'interno per coprire quella carenza (si veda un video sul punto diffuso su "Youtube"). Aveva poi rinnovato l'appello in occasione delle audizioni svolte a Catanzaro dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere il 28 settembre 2020 ("Commissione antimafia a Catanzaro, Gratteri: 'Rinascita da novembre in Calabria'" su "lacnews24"), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo possano riferire con quale frequenza, secondo quali criteri e con quali garanzie di trasparenza ed efficienza siano definiti e gestiti i numeri del personale di polizia giudiziaria; come possano giustificare, a due anni di distanza dalle richieste esplicite del procuratore di Catanzaro, il mancato completamento della pianta organica nella sezione di polizia giudiziaria di un distretto la cui delicatezza e importanza sono perspicue, nel panorama nazionale; se non ritengano opportuno promuovere un'indagine interna volta a comprendere le ragioni di una situazione che pregiudica gravemente l'attività di polizia giudiziaria della Procura, dove tra l'altro si sta svolgendo il più significativo processo alla 'ndrangheta mai celebrato; se intendano assumere impegni precisi, quanto al personale, e garantire tempi certi per la risoluzione del problema. Atto n. 3-03011 RAUTI Al Ministro della difesa Premesso che: per celiachia si intende una malattia permanente su base infiammatoria dell'intestino tenue, causata da una reazione autoimmune al glutine; la celiachia è un disturbo sempre più comune che negli ultimi anni ha aumentato notevolmente la sua incidenza anche per via di diagnosi sempre più puntuali; premesso altresì che la celiachia è l'intolleranza alimentare maggiormente diffusa e, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, la sua prevalenza si aggira intorno all'1 per cento e la stima del numero di italiani affetti è di circa 600.000 a fronte dei 225.418 diagnosticati al 31 dicembre 2019; considerato che per il combinato disposto dell'articolo 582, comma 1, del Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010, e della direttiva tecnica del 4 giugno 2014 approvata dal Ministero della difesa, la celiachia rientra tra le allergie e le intolleranze che implicano la non idoneità all'arruolamento volontario e, di conseguenza, chi riceve tale diagnosi rimane escluso dalla possibilità di accedere al servizio militare o alle accademie militari, anche quando i sintomi manifestati non risultano gravi; considerato altresì che ai soggetti ai quali si diagnostica la celiachia successivamente all'arruolamento è riconosciuta l'idoneità al servizio, a meno che essa non sia causa di insorgenza di sintomi tanto gravi da rivelarsi invalidante, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali misure intenda adottare per rimuovere un criterio divenuto anacronistico, rispetto agli sviluppi della scienza dell'alimentazione e per eliminare un elemento discriminatorio nei confronti di chi aspira ad accedere al Servizio militare o alle Accademie militari, al fine di equiparare il trattamento tra gli arruolati affetti da celiachia e coloro che, celiaci accertati, intendano arruolarsi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06415 GRANATO Ai Ministri della salute e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il decreto-legge n. 229 del 2021 ha stabilito nuove misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria, incrementando il regime restrittivo già vigente; il decreto-legge è entrato in vigore il 31 dicembre 2021; tra le novità introdotte dalla nuova disciplina, a partire dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza (il cui termine è ignoto, essendo stato ripetutamente prorogato, da ultimo fino al 31 marzo 2022), si prevede che sia consentito esclusivamente ai soggetti in possesso del cosiddetto green pass "rafforzato" (la certificazione che si ottiene attraverso il completamento del ciclo vaccinale o la guarigione) l'accesso a molteplici servizi e attività, tra cui: alberghi e altre strutture recettive, sagre e fiere, convegni e congressi, feste conseguenti ai matrimoni, servizi di ristorazione all'aperto, impianti sciistici, piscine, centri natatori, sport di squadra e di contatto, centri benessere per le attività all'aperto, centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all'aperto; l'uso del green pass rafforzato, peraltro, è stato anche esteso per l'accesso e l'utilizzo dei mezzi di trasporto, modificando l'articolo 9 -quater del decreto-legge n. 52 del 2021; valutato che: