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nel merito delle procedure concorsuali, praticamente la totalità delle segreterie generali della compagine sindacale di categoria, hanno indirizzato al ministro della giustizia e al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ai direttori generali del personale e delle risorse e della formazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, numerose missive volte a conoscere le motivazioni di un simile incomprensibile ritardo delle procedure concorsuali, sollecitando il Governo e i vertici dell'amministrazione penitenziaria a verificare i motivi di tali inadempienze, richiedendo di attivare iniziative legislative e/o procedure amministrative condivise, attraverso l'istituzione di appositi tavoli tecnici, volte a porre rimedio ad una palese violazione dei diritti soggettivi del personale coinvolto nelle procedure concorsuali che li vedono, ancora oggi, penalizzati sotto il profilo personale, familiare ed economico con evidente preclusione delle legittime aspettative di carriera. Il personale di Polizia penitenziaria che ha partecipato alle procedure concorsuali che, si ricorda, aver avuto inizio il 15 giugno 2008, a distanza di quasi 11 anni da allora, vanta un'età di servizio di almeno 20/25 anni con un'età anagrafica fra i 45 e i 55 anni e che, non avendo potuto oltremodo aspettare il termine delle procedure concorsuali ha, nel frattempo, dovuto operare scelte di vita importanti e radicali (si pensi alla decisione di avere un figlio o all'acquisto dell'abitazione) che non consentono più loro di poter affrontare un eventuale trasferimento in altra sede, distante anche centinaia di chilometri, subendo ora, dopo il danno economico e professionale degli inspiegabili e reiterati ritardi, anche la beffa di dover scegliere fra stravolgere la propria vita familiare e affettiva o rinunciare, dopo tanti sacrifici, all'accrescimento professionale ed al miglioramento delle proprie condizioni economiche derivanti all'inquadramento nel nuovo ruolo; il personale di Polizia penitenziaria che ha partecipato alle procedure concorsuali, dichiarato vincitore del concorso interno con decreto del direttore generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del 30 novembre 2017, proviene per il 35 per cento circa dal ruolo sovrintendenti con qualifica attuale di sovrintendente capo e per il restante 65 per cento circa dal ruolo agenti/assistenti con qualifica attuale di assistente capo coordinatore e che, proprio a causa della cronica carenza del personale appartenente al ruolo ispettori, negli ultimi 11 anni, ha svolto mansioni di coordinatore dei reparti detentivi e sorveglianza generale, quindi, con impiego in mansioni di gran lunga superiori a quelle previste per il ruolo di appartenenza e con assunzione di responsabilità eccedenti quelle normalmente attribuibili, poiché richiedono un livello di preparazione professionale adeguato. Mansioni che avrebbero potuto svolgere con altrettanta abnegazione, ma con una preparazione professionale adeguata e il giusto riconoscimento professionale ed economico, poiché già inquadrati nel ruolo ispettori del corpo di Polizia penitenziaria, se il concorso si fosse concluso in tempi ragionevoli; con l'entrata in vigore del decreto legislativo 95 del 2017, meglio conosciuto come "Riordino delle Carriere", sono state modificate in modo sostanziale le procedure di progressione di carriera di tutti i ruoli delle forze di Polizia prevedendo, nelle norme transitorie, procedure speciali per gli appartenenti ai vari ruoli che avranno termine nell'anno 2026 e che vedono oggi il personale di Polizia penitenziaria, vincitore del concorso bandito nel 2008, ancora una volta penalizzato a causa del ritardo nelle procedure; infatti a questo personale è stata, di fatto, preclusa la possibilità di progredire nella carriera, poiché nel 2026, data del termine delle norme transitorie, gli stessi non avranno maturato l'anzianità nel ruolo prevista per poter accedere alle qualifiche apicali del ruolo di ispettori del corpo di Polizia penitenziaria con le procedure semplificate previste dalle norme transitorie, nonostante avere di fatto espletato mansioni superiori negli ultimi 11 anni; il personale di Polizia penitenziaria, vincitore del concorso indetto con P.C.D. 3 aprile 2018, in data 16 febbraio 2018 si è costituito in un comitato denominato "CoIsp1232", con il fine di ottenere il riconoscimento del danno subito a causa dell'eccessivo ritardo nelle procedure concorsuali: in prima istanza per ottenere di essere ascoltati dai vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Governo per contribuire costruttivamente ad individuare possibili soluzioni normative che possano riconoscere agli stessi la retrodatazione della decorrenza giuridica della qualifica di vice ispettore ed il loro rientro in sede alla fine del corso e dare l'opportunità a quanti desiderassero di chiedere l'assegnazione ad una sede a loro più confacente; in ultima istanza, ove rimanessero inascoltate le loro proposte, ad ottenere il giusto risarcimento economico, si chiede di sapere: quali iniziative, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di restituire ai futuri ispettori quella serenità professionale e familiare che meritano, dopo la perdita di un'opportunità determinata da un ritardo di 11 anni ascrivibile integralmente all'amministrazione; se abbia intenzione di intervenire in modo definitivo affinché si ponga rimedio alle ingiustizie che il personale, vincitore del concorso interno per la nomina alla qualifica iniziale di vice ispettore del corpo di Polizia penitenziaria, indetto con P.C.D. 3 aprile 2008, pubblicato nel Bollettino del Ministero della giustizia del 15 giugno 2008, ha subito e continua a subire da ormai troppi anni. Atto n. 4-00654 GAUDIANO GALLICCHIO L'ABBATE ANGRISANI URRARO CASTELLONE MANTOVANI GUIDOLIN ORTIS GIANNUZZI FEDE DE FALCO LOMUTI CORBETTA Al Ministro della salute Premesso che: i cani possono soffrire di epilessia, ovvero quella condizione neurologica che equivale a una perdita di coscienza e convulsioni. Questa sorta di black out a livello neurologico può risultare temporaneo, sporadico, transitorio o ricorrente, ovvero, una conseguenza degli impulsi che arrivano al cervello possono risultare incontrollabili; la reazione è quasi sempre riconducibile alla convulsione, cioè allo svuotamento fisico e violento, ma quest'ultimo non sempre può indicare uno stato epilettico; la causa che scatena l'epilessia spesso è ignota e le motivazioni quasi sempre riconducibili a problematiche differenti, ma la patologia è identificabile, perché quasi sempre porta a malattie progressive intracraniche; dato che questa patologia affligge numerosi cani ed è in continua espansione, i possessori a vario titolo di questi sfortunati amici dell'uomo, in molti casi non riescono più a farsi carico del costo dei medicinali atti alla cura di detta patologia; fino a qualche tempo fa, la patologia era tenuta sotto controllo, somministrando ai cani il Gardenale in capsule da 100mg. , oppure il Luminale, farmaci di uso umano facilmente reperibili in farmacia, previa prescrizione medico-veterinaria e acquistabili a prezzi accessibili;