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tale decisione è stata giustificata tramite l'attivazione dell'articolo 80 della Costituzione, in base al quale "in caso di pericolo imminente che minacci le istituzioni della Nazione e la sicurezza e indipendenza del paese e ostacoli il regolare funzionamento dei pubblici poteri, il presidente della Repubblica può adottare le misure richieste da tale situazione eccezionale"; sempre secondo la Costituzione, al termine dei 30 giorni previsti sarà la Corte Costituzionale del Paese, entro 15 giorni, a verificare se persiste la situazione di eccezionalità alla base della decisione; considerato che: la situazione economica del Paese è fortemente compromessa, e la nuova ondata della pandemia ha contribuito ad aggravare tale situazione, oltre che ad acuire l'emergenza sanitaria già in corso; il Presidente del Parlamento, sollevato dai poteri per i prossimi 30 giorni, è Rachid Ghannouchi, leader del partito islamico "Ennahda"; nei giorni precedenti alla decisione del Presidente Saied si sono registrate diverse manifestazioni di protesta nei confronti del Governo e del partito "Ennahda" nelle principali città tunisine; attualmente si registrano disordini tra chi supporta "Ennahda" e la popolazione che appoggia la decisione del Presidente Saied, e diversi osservatori vedono con estrema preoccupazione la polarizzazione dello scontro politico nel Paese, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di tutelare la sicurezza delle tante imprese e cittadini italiani presenti in Tunisia; se intenda riferire al Parlamento riguardo alla delicata situazione nel Paese nordafricano. Atto n. 4-05885 GIROTTO VANIN ROMANO GUIDOLIN ENDRIZZI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che a quanto risulta agli interroganti la Grafica Veneta S.p. A. di Trebaseleghe (Padova), maggiore stampatore italiano di libri, è attualmente coinvolta in un'inchiesta per grave sfruttamento dei lavoratori e caporalato; considerato che: come riportato da diversi organi di informazione, l'indagine ha avuto inizio nel maggio 2020 quando, a Piove di Sacco (Padova), è stato trovato un cittadino pakistano legato con le mani dietro la schiena, che presentava lesioni sul corpo, chiaramente derivanti da pregresse percosse. Successive segnalazioni giunte alle centrali operative dei Carabinieri di Padova e Mestre (Venezia) indicavano la presenza di altri stranieri provenienti dallo stesso Paese, che chiedevano aiuto asserendo di essere stati percossi, derubati dei documenti e dei loro averi, per essere quindi abbandonati per strada. Infine, altri 5 cittadini pakistani si erano presentati all'ospedale di Padova, riferendo un'analoga situazione. Gli accertamenti avviati dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cittadella hanno consentito di appurare che le situazioni facevano capo ad un unico evento che si era consumato tra i comuni di Trebaseleghe (Padova) e Loreggia (Padova), nella giornata del 25 maggio 2020; le vittime erano tutte dipendenti della B.M. Services Sas, società con sede in Lavis (Trento) attiva nel campo del confezionamento e finissaggio di prodotti per l'editoria, di proprietà di due cittadini italiani di origine pakistana, che forniva manodopera ad alcune aziende di grosse dimensioni ubicate nel Nord; le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Padova avrebbero rivelato come i titolari della B.M. Services Sas, assumessero connazionali per brevi periodi, stipulando regolari contratti di lavoro ( part-time e full-time ). In realtà, però, questi operai sarebbero stati sfruttati per molte ore al giorno (anche 12), senza alcuna pausa per riposarsi, senza ferie, né alcuna tutela oltre che sottoposti a sistema estorsivo, finalizzato a sottrarre loro gran parte dello stipendio e costretti a pagare l'affitto per un posto letto ricavato all'interno di abitazioni dove vivevano anche in più di 20 persone ammassate. Inoltre, risulterebbe che le intimidazioni si estendessero anche alle famiglie dei lavoratori nel Paese di origine, anche con la complicità della locale Polizia, grazie ai rilevanti contatti politici di cui i titolari della B.M. Services Sas godevano in Pakistan; il rapimento e le sevizie del 25 maggio 2020 sarebbero avvenute a seguito della volontà dei lavoratori di rivolgersi a un sindacato per tutelare i propri diritti; considerato altresì che: nella fattispecie, le vittime, durante quel periodo, lavoravano alla società Grafica Veneta S.p. A. di Trebaseleghe (Padova) e, sempre dalle attività investigative, risulterebbe che almeno una parte delle attività descritte avvenissero con piena coscienza da parte della stessa Grafica Veneta S.p. A., in particolare del suo amministratore delegato, Giorgio Bertan, e del suo direttore dell'Area tecnica, Giampaolo Pinton, entrambi al momento agli arresti domiciliari. Sembra, infatti, che l'azienda fosse pienamente consapevole almeno delle condizioni di lavoro che le persone impiegate dalla B.M. Services Sas presso la propria sede erano costrette a sopportare, dato che risultavano in possesso delle timbrature e che, come risulta dalle intercettazioni, avrebbero cercato di non consegnarle agli organi investigativi, addirittura arrivando a cercare di cancellare i dati. Dalle medesime intercettazioni, risulterebbe che l'amministratore delegato, parlando con uno dei titolari della B.M. Services Sas, avrebbe definito i lavoratori che cercavano tutela dei propri diritti tramite il sindacato come "quelli che vi rompono le scatole"; i vertici della stessa azienda Grafica Veneta S.p. A. erano già balzati agli onori della cronaca qualche anno fa per alcune dichiarazioni del presidente Fabio Franceschini, che denunciava di non riuscire a reperire il personale da assumere con queste parole: ''Mi domando che razza di Paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione, ma si rifiuta il lavoro. Su 25 posti aperti ne ho coperti in 3 mesi solo 4. La situazione è particolarmente critica nella fascia d'età dei ragazzi giovani. Qualche ragazzotto che dà la disponibilità c'è ma poco dopo rinuncia per via dei turni. "Troppo pesante con i turni", dicono. Su cinque assunti, uno solo è un ventenne, gli altri sono trenta-quarantenni''. Parole che rilette oggi acquisiscono tutto un altro significato, si chiede di sapere: se e quali ulteriori azioni di contrasto allo sfruttamento in ambito lavorativo i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, abbiano intenzione di intraprendere, a partire da quelle di tutela dei diritti sindacali e della sicurezza sul lavoro, in particolare con riguardo a casi come quello richiamato, nei quali grandi o medie aziende subappaltano attività a società o cooperative terze cosiddette "spurie", dando vita ad un'economia del sommerso e dell'illegalità; se non si ritenga opportuno creare un organismo consultivo che veda la partecipazione dei rappresentanti delle comunità dei migranti maggiormente esposte allo sfruttamento e all'illegalità in ambito lavorativo;