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FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, colleghi senatori, rispondo all'interrogazione sulla base degli elementi comunicati dargli uffici del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Com'è noto, l'Accordo di Parigi del dicembre 2015 ha quale obiettivo di lungo termine il contenimento dell'aumento della temperatura globale tra 1,5 e 2 gradi centigradi, rispetto ai livelli preindustriali. Lo special report del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dello scorso ottobre ritiene ancora possibile limitare il riscaldamento a 1,5 gradi, ma solo con una riduzione immediata e progressiva delle emissioni per raggiungere un loro livello netto pari allo zero in ambito globale, intorno alla metà del secolo. La preparazione della Conferenza COP24 si è focalizzata soprattutto sul completamento delle regole operative necessarie a rendere applicabile in maniera effettiva l'Accordo di Parigi, a partire dal 2020. In tale contesto, l'Italia non solo è già in linea con gli obiettivi al 2020, ma conta di superarli considerevolmente, garantendo allo stesso tempo opportunità di crescita per le aziende e maggiore salvaguardia dell'ambiente. A tal fine, il nostro Paese sta lavorando al Piano nazionale energia e clima che, in una prospettiva estesa fino al 2030, mira a definire le azioni necessarie per realizzare gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni e di aumento delle energie rinnovabili. Più nello specifico, gli obiettivi principali del Piano consistono nell'eliminazione del carbone nella produzione energetica entro il 2025, nella riduzione di almeno il 40 per cento delle emissioni entro il 2030, nel raggiungimento del 32 per cento di energie rinnovabili sui consumi complessivi al 2030, nella riduzione dei consumi di energia primaria del 32,5 per cento e nella riduzione dei consumi finali dello 0,8 per cento annuo nel periodo 2021-2030. Tali obiettivi potranno essere raggiunti attraverso l'autoconsumo, la progressiva estensione dell'obbligo di quota minima di fonti rinnovabili negli edifici esistenti e la sburocratizzazione delle procedure, il maggiore utilizzo delle pompe di calore e ristrutturazioni edilizie profonde, la riconversione del patrimonio edilizio esistente a partire da quello pubblico e misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano. Un ruolo importante va inoltre riconosciuto al settore dei trasporti, nel quale si prevede la riduzione del traffico veicolare privato a favore di quello collettivo, la conversione del parco autobus in elettrico o ad idrogeno, la promozione dell'uso dei biocarburanti e altri carburanti rinnovabili nonché una forte spinta all'auto elettrica. Dal punto di vista della fiscalità, si punterà a prevedere incentivi alle fonti rinnovabili, detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica e il recupero del patrimonio edilizio esistente e il conto termico per l'incentivazione delle rinnovabili termiche e degli interventi di efficientamento energetico nelle pubbliche amministrazioni. Infine si segnala che l'Italia è tra i principali donatori della finanza per il clima per realizzare azioni di mitigazione e adattamento nei Paesi più vulnerabili (in particolare Africa, isole del Pacifico e caraibiche) ed è in tale spirito di riconoscimento del ruolo chiave del Fondo per l'adattamento che il Ministero intende continuare, nel prossimo futuro, a sostenere il Fondo con ulteriori 7 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice L'Abbate, per due minuti. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro della risposta che mi ha fornito che ha ampiamente soddisfatto le questioni che ho sollevato. Aggiungo solo una piccola riflessione: spesso con le nostre interrogazioni discutiamo di problemi locali o regionali e magari il riscaldamento globale, a volte, può sembrare un problema lontano dalla vita di tutti i giorni. Dimentichiamo, però, che il globale è strettamente collegato al locale. Il nostro ecosistema è complesso e si creano una serie di anelli di retroazione positivi e negativi tali che, ad esempio, l'anidride carbonica di natura antropica, emessa in un'atmosfera fortemente industrializzata, può sommergere una città come Brindisi o far scomparire un'isola nel Pacifico come le Isole Cook. A tale proposito vi riporto una frase che ho ascoltato a Katowice da uno dei delegati delle isole del Sud Pacifico, quando ero lì a sentire i vari discorsi. Si tratta di un appello ad agire subito: «Le scelte sono ciò che divide gli uomini dal regno animale e questa, poi, non è una scelta è un dovere». Un altro momento molto bello è stato quando un gruppo di bambini polacchi, chiamati ad esprimere il loro punto di vista, hanno detto: «I Governi di tutto il mondo devono preparare e mettere in atto un'agenda collettiva. Potremo passare alla storia come la generazione che è riuscita a cancellare l'egoismo dell'uomo?». (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE . Il senatore Steger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00560 sulla mancata corresponsione agli ufficiali giudiziari delle quote di introiti erariali loro spettanti, per tre minuti. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, premesso che l'articolo 122, comma 1, punto 2 del decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959 n. 1229 prevede che gli ufficiali giudiziari siano retribuiti anche con una percentuale sui crediti recuperati dall'erario sui campioni civili, penali ed amministrativi e sulle somme introitate dall'erario per effetto della vendita dei corpi di reato in ragione del 15 per cento. Tale percentuale è comprensiva anche delle quote di spettanza degli aiutanti e ufficiali giudiziari. Con una nota recente indirizzata al Ministero della giustizia, i funzionari dell'ufficio unico notificazioni, esecuzioni e protesti di Bolzano e gli ufficiali giudiziari del distretto di Trento, con riferimento alla retribuzione prevista in percentuale di cui all'articolo 122 citato, lamentano la mancata corresponsione degli emolumenti relativamente al primo, secondo, terzo e quarto bimestre 2018. Considerato che la mancata corresponsione degli emolumenti in percentuali è lamentata anche da molti funzionari dell'ufficio unico notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP) di altre sedi di corti d'appello del Paese, si chiede di sapere quali siano le ragioni di tali ritardi e se non sia il caso di assumere al più presto iniziative volte alla fattiva soluzione del problema. PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia .