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In quest'ottica risulta fondamentale individuare canoni e parametri comuni che permettano di uniformare alcuni aspetti fondamentali quali i criteri di selezione, la formazione, l'addestramento, gli equipaggiamenti e le varie dotazioni. L'uniformare alcuni aspetti della vita operativa delle polizie locali non significa tuttavia voler cancellare il loro profondo legame con il territorio, che va anzi salvaguardato. È per questo che alcune di queste funzioni (selezione, formazione e addestramento) vanno assegnate alle regioni, le quali dovranno dotarsi di accademie di polizia locale entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge. Le scuole già esistenti si dovranno ovviamente uniformare a tale legge. Il presente disegno di legge, in fine, tiene a salvaguardare profondamente il carattere municipale e provinciale che queste polizie rivestono, soprattutto per quanto concerne il comando e il controllo delle stesse.. I PRINCIPI GENERALI 1 (Oggetto) 1 La presente legge disciplina, ai sensi dell'articolo 118, terzo comma, della Costituzione, il coordinamento tra lo Stato, le regioni e gli enti locali nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera h) , della Costituzione. 2 La presente legge detta altresì disposizioni per le Forze di polizia locale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p) , della Costituzione. 3 Le attività di coordinamento tra lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze e sulla base degli accordi di cui all'articolo 4, concorrono a realizzare politiche integrate per la sicurezza delle persone e delle comunità. 2 (Politiche locali e integrate per la sicurezza) 1 Ai fini della presente legge si intendono: a per politiche locali per la sicurezza, le azioni volte al conseguimento di un’ordinata e civile convivenza nelle città e nel loro territorio esercitate attraverso le competenze proprie dei comuni, delle province e delle regioni; b per politiche integrate per la sicurezza, le azioni volte a integrare le politiche locali per la sicurezza con le politiche di contrasto della criminalità e di ordine pubblico. II FUNZIONI DELLE AMMINISTRAZIONI REGIONALI E LOCALI 3 (Promozione delle politiche integrate per la sicurezza) 1 Il sindaco e il presidente della provincia, nell'ambito delle rispettive attribuzioni: a promuovono, ai fini della realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza, gli accordi di cui all'articolo 4, commi 1 e 2; b dispongono, su richiesta motivata dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza, la collaborazione delle Forze di polizia locale municipale e provinciale con le Forze di polizia statali per specifiche operazioni o a seguito degli accordi di cui all'articolo 4, comma 3. 2 Compete alla regione, ai fini della realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza, promuovere gli accordi di cui all'articolo 4, comma 3, e il loro coordinamento nel territorio regionale. 4 (Accordi locali e regionali in materia di coordinamento e di politiche integrate per la sicurezza) 1 Le province e i comuni, anche in forma associata, possono stipulare accordi locali con le autorità provinciali di pubblica sicurezza, finalizzati alla collaborazione della polizia locale, nei seguenti campi di intervento: a scambio informativo e realizzazione di sistemi informativi integrati; b interconnessione, a livello territoriale, delle sale operative delle Forze di polizia locali con le sale operative delle Forze di polizia statali; c collaborazione tra le Forze di polizia statali e le Forze di polizia locale ai fini del controllo del territorio, anche mediante l'integrazione degli interventi di emergenza; d coordinamento tra attività di polizia locale e attività di prevenzione della criminalità, anche attraverso specifici piani di intervento; e formazione e aggiornamento professionale integrati tra operatori delle Forze di polizia locale, delle Forze di polizia statali e di altri operatori pubblici che cooperano allo sviluppo delle politiche di sicurezza. 2 Gli accordi di cui al comma 1 possono altresì riguardare i seguenti campi di intervento: a cooperazione per la partecipazione a iniziative e progetti promossi dall'Unione europea; b coordinamento tra politiche di programmazione e gestione del territorio e politiche di prevenzione della criminalità; c comunicazione pubblica; d ogni altra attività ritenuta utile ai fini delle politiche integrate di sicurezza. 3 Le regioni, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà e di adeguatezza, stipulano accordi regionali con lo Stato nei campi di intervento di cui ai commi 1 e 2. 5 (Conferenze provinciali e regionali per l'attuazione di politiche integrate per la sicurezza) 1 La legge regionale disciplina, ai fini della realizzazione delle politiche integrate per la sicurezza di cui all'articolo 2, l'istituzione della conferenza regionale per la sicurezza. 2 La conferenza regionale è composta dal Presidente della regione che la presiede, dai sindaci dei comuni capoluogo di provincia e dai presidenti delle province, dai rispettivi comandanti della polizia locale, dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, dal comandante regionale e dai comandanti provinciali dell'Arma dei carabinieri, dal comandante regionale e dai comandanti territoriali del Corpo della guardia di finanza. La conferenza è convocata, in seduta plenaria, almeno due volte all'anno, e può essere convocata per aree territoriali subregionali, dal Presidente della regione, su ordine del giorno concordato con il prefetto del capoluogo regionale. La conferenza è sede di confronto per la definizione e la verifica degli accordi regionali di cui all'articolo 4. 3 Le conferenze di cui al presente articolo possono riunirsi in sessione con i rappresentanti degli uffici giudiziari per esaminare, in connessione con le problematiche della sicurezza, i problemi di funzionalità operativa delle strutture giudiziarie e penitenziarie della regione. 4 Alle conferenze possono essere invitati altri soggetti pubblici o associativi, interessati ai singoli oggetti in discussione. 6 (Attività di informazione a livello territoriale) 1 Nelle materie di cui all'articolo 2, lo Stato, le regioni e gli enti locali, anche al di fuori degli accordi di cui all'articolo 4, sono tenuti a trasmettere reciproche informazioni sui principali aspetti delle attività di propria competenza. Per le medesime finalità i sindaci e i presidenti delle province possono attivare incontri con i responsabili delle Forze di polizia statali, competenti per territorio. 2 Ai fini di cui al comma 1: a il Presidente della regione, il presidente della provincia e il sindaco possono richiedere, alle autorità di pubblica sicurezza e alle Forze di polizia statali competenti per territorio informazioni sugli andamenti qualitativi e quantitativi dei fenomeni criminosi, nonché sull'organizzazione, sulle risorse e sui programmi di attività delle Forze di polizia statali; b le autorità di pubblica sicurezza possono richiedere alla regione, alla provincia e al comune competenti per territorio informazioni sulle caratteristiche degli illeciti e dei fenomeni che generano insicurezza, rilevati sul territorio, nonché sull'organizzazione, sulle risorse e sui programmi della polizia amministrativa locale. 7 (Destinazione territoriale delle Forze di polizia statali)