[pronunce]

da ultimo l'ordinanza n. 75 del 2002) che il riconoscimento espresso del principio di imparzialità nell'art. 111, secondo comma, della Costituzione nulla aggiunge alla consistenza che il principio già aveva, né comporta ricadute sul modo di intendere quel particolare aspetto dell'imparzialità correlato all'esigenza che il giudice non subisca la "forza della prevenzione" derivante da precedenti valutazioni relative alla stessa res iudicanda; che - nella medesima prospettiva per cui si ritiene che, autorizzando l'azione di responsabilità, il giudice delegato non esprime alcuna valutazione sull'oggetto di essa (cfr. la citata ordinanza n. 176 del 2001) - ad analoga conclusione deve pervenirsi relativamente all'azione, strumentalmente collegata a quella di merito, avente ad oggetto le misure cautelari, con riferimento sia al momento dell'adozione inaudita altera parte, sia a quello della loro conferma, modifica o revoca in contraddittorio. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 146 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) e dell'art. 51, primo comma, n. 4, del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento all'art. 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Messina, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 aprile 2002. Il Presidente: Vari Il redattore: Bile Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 7 maggio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola