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ritenuto che la verifica del rispetto dell'obbligo vaccinale prescinde dall'accesso sul luogo di lavoro e compete agli organi deputati ad accertare e contestare l'eventuale illecito amministrativo, previsto dall'articolo 4- sexies del decreto-legge n. 44, come introdotto dall'articolo 1 del decreto-legge n. 1 del 2022, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto disposto dall'INPS con il messaggio n. 721 del 14 febbraio 2022, in merito al presunto dovere dei datori di lavoro di verifica del rispetto dell'obbligo vaccinale da parte del personale dipendente ultra cinquantenne, in violazione del dettato normativo e delle indicazioni in materia di protezione dei dati personali, e quali iniziative intendano adottare per impedire condotte irregolari e illecite da parte del medesimo Istituto e dei datori di lavoro. Atto n. 3-03119 D'ALFONSO LAUS PITTELLA GRIMANI Al Ministro dell'istruzione Atto n. 3-03120 MARCUCCI MANCA Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica Premesso che: l'articolo 119, comma 8 -ter , del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("decreto rilancio"), come introdotto dall'articolo 1, comma 28, lettera f) , della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio per il 2022), prevede che "per gli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, la detrazione per gli incentivi fiscali di cui ai commi 1-ter, 4-ter e 4-quater (cosiddetto "Superbonus") spetta in tutti i casi disciplinati dal comma 8-bis, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura del 110 per cento"; i citati commi 1 -ter , 4- ter e 4- quater del decreto-legge n. 34 del 2020 prevedono, rispettivamente, che: nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici, l'incentivo di cui al comma 1 spetta per l'importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione; in determinati comuni, i limiti delle spese ammesse alla fruizione degli incentivi fiscali "eco bonus" e "sisma bonus", sostenute entro il 30 giugno 2022, sono aumentati del 50 per cento per gli interventi di ricostruzione riguardanti i fabbricati danneggiati dal sisma; nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, gli incentivi di cui al comma 4 spettano per l'importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione; considerato che: la risoluzione n. 8/E dell'Agenzia delle entrate del 15 febbraio 2022 ha stabilito che la predetta disposizione "si applica alle spese sostenute per gli interventi ammessi al Superbonus per i quali sia prevista anche l'erogazione di contributi per la riparazione o ricostruzione a seguito di eventi sismici", e che i contributi sono esclusi nei casi in cui "il danno sia preesistente all'evento sismico in seguito al quale è stato dichiarato lo stato di emergenza, per cui non sussiste il nesso di causalità diretta" e "il livello del danno non sia tale da determinare l'inagibilità del fabbricato (scheda AeDES con esito di agibilità corrispondente ad A, D, F)", con la conseguenza che la disposizione "non si applica nel caso di interventi effettuati su edifici che seppure ubicati nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici richiamati dalla norma non hanno, tuttavia, subìto danni derivanti da tali eventi"; la risoluzione, inoltre, chiarisce che, nel rispetto dello spirito del citato articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020, sono esclusi dalle predette misure gli "immobiliari riconducibili ai cosiddetti 'beni relativi all'impresa' (articolo 65 del TUIR) o a quelli strumentali per l'esercizio di arti o professioni (articolo 54, comma 2, del TUIR)"; i limiti posti dalla risoluzione dell'Agenzia delle entrate, come denunciato dalle istituzioni locali e dai cittadini interessati dalla misura, appaiono estremamente penalizzanti in ragione di un'erronea interpretazione delle norme in esame, che se seguita escluderebbe ab origine la possibilità di ottenere i superbonus in assenza di danni provocati all'edificio dal sisma, addirittura per gli interventi eseguiti prima dell'intervento normativo di proroga, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; se non ritenga che la risoluzione n. 8/2022 adottata dall'Agenzia dell'entrate sia eccessivamente penalizzante per i soggetti interessati e viziata da una erronea interpretazione dell'articolo 1, commi 1- ter e 4- quater del decreto-legge n. 34 del 2020 e che alla luce di una corretta interpretazione degli stessi la proroga sia effettiva, come riportato dall'articolo 119, comma 8- ter , del medesimo decreto-legge, per gli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009, dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza. Atto n. 3-03122 CIRINNA' MALPEZZI MIRABELLI ROSSOMANDO BITI D'ARIENZO FERRARI MARCUCCI Al Ministro della giustizia Premesso che: l'articolo 1 della legge 26 novembre 2010, n. 199, dispone, in via generale, che "la pena detentiva non superiore a diciotto mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, è eseguita presso l'abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza, di seguito denominato 'domicilio'"; la medesima disposizione individua i casi nei quali l'esecuzione della pena presso il domicilio del condannato non è ammessa, ovvero i casi nei quali alla detenzione domiciliare devono applicarsi particolari cautele, come nel caso di condannato che sia alcoldipendente o tossicodipendente; in considerazione dell'impatto dell'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di COVID-19 in ambito penitenziario, l'articolo 30 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, ha ulteriormente esteso l'applicabilità dell'articolo 1 della legge n. 199 del 2010; l'efficacia della disposizione, dapprima temporalmente circoscritta al 31 luglio 2021, è stata successivamente prorogata al 31 dicembre 2021 e infine, per effetto dell'articolo 16, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, al 31 marzo 2022; la preferenza del legislatore va pertanto con chiarezza nella direzione di privilegiare il ricorso alla detenzione domiciliare nell'ultimo periodo di esecuzione della pena;