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Disposizioni in materia di tutela giurisdizionale nel procedimento elettorale preparatorio per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge riproduce il testo dell'atto Senato n. 2390, sottoscritto dai rappresentanti di tutti i Gruppi nella Commissione Affari costituzionali e approvato da questo ramo del Parlamento nella XVIII legislatura. Lo scopo è quello di porre rimedio a un indiscutibile vuoto di tutela presente nell'ordinamento italiano in materia di procedimento preparatorio per le elezioni politiche, introducendo un apposito rito nel codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. L'iniziativa della XVIII legislatura costituiva l'esito dell'affare assegnato n. 802, avente ad oggetto l'esame della sentenza della Corte costituzionale n. 48 del 2021, depositata il 26 marzo 2021. Con tale pronuncia, il Giudice delle leggi ha rilevato la mancanza di una disciplina legislativa che assicuri l'accesso tempestivo alla tutela giurisdizionale nei confronti di decisioni potenzialmente lesive del diritto di elettorato passivo nelle elezioni politiche nazionali, quali i provvedimenti di ricusazione di liste o di incandidabilità, e ha perciò invitato il legislatore a porre in essere un necessario intervento. Sulla base delle indicazioni emerse in sede di audizione nel corso della passata legislatura, si è convenuto, per coerenza ordinamentale, di riservare la giurisdizione al giudice amministrativo, già titolare dei ricorsi in materia elettorale a norma degli articoli 126 e seguenti del codice del processo amministrativo, ambito nel quale, nel decennio circa di vigenza delle relative norme, si sono formate ormai una giurisprudenza e una prassi consolidate. L'articolo 1 modifica l'articolo 126 del codice del processo amministrativo, ampliando la definizione dell'ambito di giurisdizione sul contenzioso elettorale posto in capo al giudice amministrativo. Nel rispetto dell'articolo 66 della Costituzione, vi si prevede che tale ambito, per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, sia limitato al solo procedimento elettorale preparatorio. L'articolo 2, cuore del provvedimento, inserisce un nuovo capo I- bis nel titolo VI del libro quarto del codice, dedicato al rito relativo al procedimento elettorale preparatorio per le elezioni politiche. Il capo è composto del solo articolo 128- bis , che disciplina il giudizio avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni politiche. Il testo riprende in larga misura quanto predisposto nel 2010 dalla commissione istituita presso il Consiglio di Stato per redigere il codice del processo amministrativo, che aveva previsto, nella bozza sottoposta al Governo, due articoli, uno per il giudizio di primo grado e uno per quello di appello. Le relative disposizioni non solo non rientrarono nel testo definitivo, ma non furono nemmeno incluse dall'Esecutivo – che decise di non esercitare, sul punto, la delega – nello schema sottoposto alle Camere per il parere. Le motivazioni addotte erano che l'articolo 61 della Costituzione prevede un tempo massimo di settanta giorni tra la fine delle precedenti e l'elezione delle nuove Camere, il che rendeva difficoltoso introdurre ulteriori forme di ricorso, stante anche l'inopportunità di sopprimere il procedimento di ricorso presso l'Ufficio centrale nazionale. Ciò tuttavia ha determinato il permanere di una situazione asimmetrica e del rilevato vuoto di tutela. Quanto alla prima obiezione, l'argomento « prova troppo » poiché, anche per le altre elezioni, pur nel silenzio della Carta costituzionale, le leggi ordinarie prevedono termini stringenti. Quanto alla seconda, poiché lo scopo è aumentare il livello di tutela, il ricorso giurisdizionale al giudice amministrativo può tranquillamente aggiungersi ai ricorsi amministrativi in essere, come già accade per gli atti delle altre competizioni elettorali. La procedura prevede un termine – unico per tutti gli atti del procedimento preparatorio – per l'impugnazione presso il TAR del Lazio, sede di Roma, di due giorni dalla pubblicazione, con celebrazione dell'udienza entro i successivi due giorni e pubblicazione della decisione nello stesso giorno. I termini per l'appello dinanzi al Consiglio di Stato sono identici, sicché è possibile definire l'intero giudizio entro otto giorni dalla pubblicazione del provvedimento impugnato. Il testo elaborato nel 2010 prevedeva, similmente ai testi unici per le elezioni della Camera e del Senato, termini ad horas (48 ore), che permetterebbero, oltre che un'ulteriore accelerazione, di non incorrere nella proroga di diritto al primo giorno seguente non festivo di cui all'articolo 155, terzo comma, del codice di procedura civile: per simmetria con l'altro ricorso analogo già previsto dall'articolo 129 del codice del processo amministrativo si è preferito computarli in giorni e non in ore, ma non si può escludere, in sede di esame, l'opportunità di un intervento di coordinamento introducendo termini ad ore anche per il rito già in essere. Nel silenzio della disciplina introdotta resta fermo il principio per cui l'atto impugnato deve avere carattere di definitività, e perciò deve essere già stato impugnato in sede amministrativa, in particolare presso l'Ufficio centrale nazionale istituito presso la Corte di cassazione. L'articolo 3 opera alcuni necessari interventi sui termini per gli adempimenti preelettorali previsti dai testi unici per le elezioni della Camera e del Senato, al fine di evitare che l'introduzione del nuovo ricorso giurisdizionale conduca a decisioni definitive troppo ravvicinate rispetto alla data delle elezioni. Nello specifico, tutti i termini, a partire da quello minimo per l'indizione delle elezioni, che è portato da quarantacinque a cinquanta giorni, sono anticipati di cinque giorni. Si riduce inoltre a 24 ore il termine per impugnare alcuni atti presso l'Ufficio centrale nazionale. In questo modo, rispetto alla disciplina attuale che consente di avere un provvedimento definitivo a 27 giorni dalle elezioni, questo, pur aggiungendo due gradi di giudizio, si avrebbe a 25 giorni dalle stesse (24 se un temine per il ricorso presso il giudice amministrativo scade in giorno festivo), in tempo utile per gli adempimenti conseguenti a un'eventuale sentenza di accoglimento. Si tratta peraltro di un'uniformazione pedissequa ai termini già previsti dalla legge n. 18 del 1979 per gli adempimenti relativi alle elezioni europee. L'articolo 4 detta alcune disposizioni di coordinamento, che intervengono modificando l'articolo 129 del codice del processo amministrativo in materia di tutela anticipata avverso gli atti di esclusione dal procedimento preparatorio per le elezioni comunali, provinciali, regionali e del Parlamento europeo: da un lato, i termini per le impugnative e la celebrazione delle udienze sono ridotti da tre a due giorni, come nel nuovo rito per le elezioni politiche introdotto dall'articolo 2 del disegno di legge; dall'altro, si elimina il desueto riferimento alla notifica del ricorso via fax , non previsto dal nuovo rito che si propone di introdurre.