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Inoltre, nei luoghi dove è presente una libera comunicazione tra spazi esterni in cui attualmente è consentito fumare e locali interni in cui vige il divieto di fumo, spesso il passaggio del fumo dall'esterno all'interno riduce significativamente la qualità dell'aria dei locali interni dove il fumo è bandito. La lettera b) del comma 1- quater prevede il divieto di fumo nelle spiagge libere e nei lidi del mare. Tale divieto è in linea con quanto deciso negli ultimi anni da molti comuni balneari italiani, che hanno adottato ordinanze tese a stabilire divieti di fumo e di abbandono di prodotti da tabacco sulle spiagge di loro competenza, a tutela non solo della salute dell'uomo ma anche dell'ambiente. Il divieto di fumare nelle spiagge e negli stabilimenti balneari, infatti, è già una realtà in molte regioni d'Italia: Veneto (Bibione), Lazio (Anzio, Ladispoli, Ponza), Abruzzo (Alba Adriatica), Marche (Pesaro, San Benedetto del Tronto, Sirolo), Sardegna (Olbia, Sassari, Stintino), Liguria (Lerici, Sanremo, Savona), Emilia Romagna (Ravenna e Rimini), Puglia (Manduria e Porto Cesareo), Sicilia (Capaci, Lampedusa, Linosa). Con il divieto di fumo nei parchi e nelle aree di gioco, previsto dalla lettera c) del nuovo comma 1- quater, si vuole salvaguardare la salute pubblica ed in particolare quella dei bambini, soggetti più vulnerabili all'esposizione del fumo. È stato ampiamente dimostrato il nesso causale tra l'esposizione passiva al fumo da parte dei bambini e la comparsa di malattie delle vie aeree (tosse, mancanza di fiato, difficoltà a respirare, asma). La lettera d) introduce il divieto di fumo nei monumenti pubblici di valore storico ed artistico. È risaputo come fumo e smog , che abbassano considerevolmente la qualità dell'aria, siano dannosi non solo per la salute dell'uomo ma anche per le opere d'arte, soggette a deterioramento a causa delle sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera. La lettera e) prevede il divieto di fumo negli stadi, arene, impianti sportivi ed altri luoghi pubblici ed aperti al pubblico durante manifestazioni e spettacoli. La UEFA ha più volte ribadito negli ultimi anni la sua campagna antifumo negli stadi, allo scopo di proteggere tifosi e personale degli stadi dal fumo passivo e per dare il buon esempio al fine di promuovere uno stile di vita sano. Il massimo organo calcistico europeo persegue l'obiettivo di adottare tutte le misure necessarie affinché, entro il 2020, in tutti gli stadi continentali e durante tutti i tornei sportivi il fumo sia off-limits sugli spalti e nei luoghi adiacenti e limitrofi. Inoltre l'Osservatorio nazionale sugli eventi sportivi, organismo del Ministero degli interni, ha introdotto il divieto di fumo sugli spalti già nel 2012; tuttavia, senza una puntuale previsione di legge non è stato possibile sanzionare le inevitabili violazioni. Il divieto vale non solo per gli stadi, arene ed impianti sportivi, ma per ogni luogo pubblico ed aperto al pubblico in cui si svolgano uno spettacolo o una manifestazione. Anche tale disposizione è in linea con quanto stabilito da diverse amministrazioni comunali che hanno stabilito il divieto di fumo durante concerti, manifestazioni e nei cinema all'aperto, al fine di evitare l'esposizione dei non fumatori al fumo passivo a cui sarebbero costretti causa la stretta vicinanza ai fumatori. La ratio appena citata sottende anche al divieto di fumo nelle banchine di attesa dei treni e alle fermate degli autobus, stabilito dall'ultima lettera f) . È risaputo come nelle stazioni italiane, all'interno delle quali è già da tempo vietato fumare, molti viaggiatori-fumatori approfittino degli spazi esterni, in particolare dei marciapiedi lungo i binari, per accendersi una sigaretta, sia prima di salire che appena scesi dai convogli. Questo comporta indubbiamente una diminuzione della qualità dell'aria, data l'elevata concentrazione di fumatori in uno spazio ristretto seppur all'aperto. Inoltre, la maggior parte dei mozziconi finisce sui binari comportando un evidente stato di degrado e sporcizia delle stazioni. Il comma 1- quinquies stabilisce che il divieto di fumo è valido anche per le sigarette a tabacco riscaldato e per quelle elettroniche. A tal proposito il CNB, nella succitata mozione dello scorso settembre, si è così espresso: « questi prodotti di nuova generazione sono reclamizzati come meno tossici, attraverso una pubblicità ingannevole. I pacchetti delle sigarette a tabacco riscaldato, ad esempio, non contengono quelle “immagini shock ” che si trovano nei pacchetti tradizionali e la disinformazione delle compagnie di tabacco sulle sigarette a tabacco riscaldato e sulle sigarette elettroniche viene definita una minaccia presente e reale. L'OMS nel suo recente rapporto sul fumo ha voluto sottolineare la nocività di questi prodotti per la salute non solo dei fumatori, ma anche dei soggetti terzi, in quanto rilasciano nell'aria composti tossici e includono additivi il cui effetto non è ancora noto. Innanzitutto non è ancora chiaro se l'uso dei prodotti di nuova generazione aiuti a smettere di fumare ». Pertanto, il CNB raccomanda espressamente di « estendere le limitazioni imposte nel nostro Paese anche alle sigarette di tabacco riscaldato e alle sigarette elettroniche ». Per quanto sopra esposto, si auspica un celere processo di approvazione del presente disegno di legge.. 1 1 All'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1 - bis. Il divieto di cui al comma 1 è esteso, appositamente segnalato, anche alle aree all'aperto di pertinenza delle istituzioni del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché alle pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, presidi ospedalieri e IRCCS e alle pertinenze esterne dei reparti delle strutture universitarie ospedaliere, dei presidi ospedalieri e degli IRCCS »; b dopo il comma 1- ter sono inseriti i seguenti: « 1 - quater. Il divieto di cui al comma 1 è altresì esteso, appositamente segnalato, agli spazi aperti di seguito indicati, fatta salva la presenza di strutture riservate ai fumatori aventi le caratteristiche indicate al comma 2: a) aree esterne di ristoranti, bar e altri esercizi commerciali adibite alla somministrazione e al consumo di alimenti e di bevande; b) spiagge libere e stabilimenti balneari oggetto di concessione demaniale; c) parchi e aree gioco; d) monumenti pubblici di valore storico e artistico; e) stadi, arene, impianti sportivi e altri luoghi pubblici e aperti al pubblico in occasione di manifestazioni o di spettacoli; f) banchine di attesa dei treni e fermate degli autobus. 1 - quinquies.