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Il presente disegno di legge finalizzato ad una virtuosa gestione dei prodotti e dei rifiuti originati da essi in un'ottica di sostenibilità ambientale e di coesione sociale si colloca, infatti, in continuità con la proposta di revisione delle procedure di valutazione ambientale (valutazione di impatto ambientale-VIA, valutazione ambientale strategica-VAS e autorizzazione integrata ambientale-AIA), atto Camera n. 53, e parte anch'esso dalla necessità di adeguamento alle direttive e ai princìpi dell'Unione europea più recenti, collocando la gestione dei rifiuti nel tessuto ambientale e sociale umano. Vengono sviluppati in questo disegno di legge i concetti di sostenibilità ambientale e di metodo dell'analisi del ciclo di vita (meglio conosciuto come life cycle assessment – LCA) già introdotti nel citato atto Camera n. 53. Attualmente il criterio della «sostenibilità economica» della gestione dei rifiuti finisce per diventare un pretesto per non mettere in pratica tutte le possibili soluzioni di prevenzione e di gestione ottimale: noi intendiamo prevedere un'effettiva responsabilità estesa del produttore, introducendo il principio della responsabilità condivisa fra tutti gli attori della filiera produttiva causa di un rifiuto. Nel disegno di legge sono altresì istituiti i centri di ricerca e di riprogettazione, che si dovranno occupare di studiare i prodotti e i processi industriali causa dei rifiuti ed eliminare gli errori che ne hanno causato la produzione. Si dispone la separazione della raccolta dallo smaltimento, in quanto attualmente moltissime società partecipate si occupano sia della raccolta che dello smaltimento dei rifiuti, e tale circostanza pone queste ultime in uno stato di conflitto di interessi perché gestendo, ad esempio, una discarica (e incamerando risorse da questa) tali aziende non hanno nessun interesse a spingere per la raccolta differenziata. Allo stesso modo e per lo stesso motivo è necessario separare tutte le operazioni finalizzate alla prevenzione dei rifiuti da quelle legate alla loro gestione, come indicato anche dalle linee guida europee. Il presente disegno di legge istituisce, altresì, i centri di riparazione e di riuso, dove i materiali in entrata non sono classificati come rifiuti. Il MoVimento 5 stelle intende chiedere al Governo di emanare criteri precisi di conteggio dei rifiuti per fare in modo che si sappia effettivamente quanti rifiuti vengono prodotti, anche per predisporre una rete di impianti di trattamento adeguata alle effettive esigenze, e non irrazionale e sovradimensionata come l'attuale. Il disegno di legge prevede obiettivi di prevenzione e di riduzione della produzione dei rifiuti nonché un aggiornamento degli obiettivi di raccolta differenziata. Il vigente articolo 205 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevedeva obiettivi di raccolta differenziata solo fino al 2012, ma riteniamo opportuno estenderli almeno fino al 2025. Il disegno di legge ha inoltre l'obiettivo di migliorare la terminologia e di aggiornare le definizioni: nel decreto legislativo n. 152 del 2006 sono infatti presenti termini aleatori come «condizioni ragionevoli», «congruo termine» e altri, che intendiamo sostituire con termini oggettivi che non lascino spazio a interpretazioni. Vogliamo anche aggiornare le definizioni di cui all'articolo 183 del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, introducendo nuovi termini quali «riparazione», «riprogettazione», «residuo», «catena (o filiera) produttiva», «tariffa puntuale», «obsolescenza programmata o pianificata», «sottoriciclaggio», «decostruzione o disassemblaggio», «analisi del ciclo di vita» e «responsabilità estesa del produttore». La pianificazione nel settore della prevenzione e della gestione dei rifiuti mostra diverse lacune, una su tutte la mancanza di un efficiente coordinamento a livello nazionale (ricordiamo che in base all'articolo 117 della Costituzione la legislazione in materia di tutela ambientale è compito esclusivo dello Stato), con il risultato che le regioni si trovano con dati di partenza sostanzialmente dissonanti l'una con l'altra e ovviamente partire da dati non univoci non facilita alcun tipo di pianificazione. Per questo si rende necessario introdurre obiettivi di pianificazione più precisi e stringenti, come ad esempio il piano di dismissione di inceneritori e discariche. Con il presente disegno di legge si intende, inoltre, introdurre il sistema del «vuoto a rendere» al fine di promuovere la restituzione e la riutilizzazione degli imballaggi in vetro, in plastica e in alluminio destinati all'uso alimentare, coinvolgendo i produttori, gli utilizzatori, gli utenti finali e i consumatori dei citati imballaggi.. 1 (Modifiche all'articolo 177 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ) 1 All'articolo 177 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. La presente parte reca misure volte a proteggere l'ambiente e la salute umana, riducendo gli impatti complessivi dell'uso delle risorse, migliorandone l'efficacia e prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, promuovendo l'occupazione sostenibile, in osservanza delle finalità perseguite dall'Unione europea, con particolare riferimento alla comunicazione COM(2014)398 della Commissione, del 2 luglio 2014, “Verso un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti” e alla direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, in materia di rifiuti»; b al comma 2 sono premesse le seguenti parole: «La prevenzione e» e la parola: «costituisce» è sostituita dalla seguente: «costituiscono»; c al comma 4, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: « c-bis) prevenendo ogni rischio per la salute umana, attraverso il monitoraggio e l'adozione di interventi finalizzati a ridurre il rischio di malattie collegate alla gestione dei rifiuti, con particolare riferimento a cause di morbilità determinate dall'esercizio dell'impiantistica in ogni fase di gestione dei rifiuti»; d al comma 5: 1 dopo le parole: «in materia di» sono inserite le seguenti: «prevenzione e»; 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli accordi, i contratti di programma o i protocolli d'intesa di cui al presente comma sono soggetti a pubblicazione obbligatoria, nel rispetto dei princìpi di trasparenza e di totale accessibilità». 2 (Modifiche all'articolo 178 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 All'articolo 178 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, dopo le parole: «fattibilità tecnica ed economica» sono inserite le seguenti: «e responsabilità estesa del produttore del prodotto»; b dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: « 1-bis.