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Solo nel 2018, infatti, grazie alle accurate verifiche condotte dalla Commissione prefettizia presieduta dal dottor Domenico Mannino (alla quale il Comune era stato affidato dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del 2017) e tese alla predisposizione di un bando pubblico per l'affidamento dei servizi aggiuntivi del "Castello", incombenza da sempre svolta dall'Ente locale, ma con concessione da ultimo prorogata alla pro loco di Le Castella senza procedura di evidenza pubblica, emerse che non solo il torrione, ma l'intera fortezza, demaniale, era stata assegnata al Ministero della cultura, non al Comune, e da questo al Polo museale ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 171 del 29 agosto 2014 e del decreto ministeriale 23 dicembre 2014. Il Ministero vi è chiamato, perciò, a garantire l'apertura con proprio personale e secondo le proprie regole di gestione, che devono anche assicurare accessibilità in sicurezza a tutto il sito e livelli uniformi di qualità della visita; considerato inoltre che: l'inattesa "novità" fu gestita al meglio, date le circostanze, facendo sedere intorno ad un tavolo, anche grazie all'impegno dell'allora Prefetto di Crotone, dottor Ferdinando Guida, tutti i soggetti aventi titolo (Agenzia del Demanio, Segretariato Regionale e Polo Museale MiC della Calabria, Commissione Prefettizia, Riserva marina e Capitaneria di Porto), per pervenire il più rapidamente possibile alla presa in carico ufficiale della fortezza da parte dell'allora Polo Museale della Calabria senza penalizzare troppo l'utenza, nelle more, tant'è che nel pur breve periodo di apertura al pubblico dell'estate seguente (16 luglio - 15 ottobre 2019) si registrarono 20.000 presenze (si veda ""Le Castella" di Isola Capo Rizzuto oltre 20.000 visitatori da luglio a ottobre 2019" su "jblasa.com"); ripristinata l'amministrazione ordinaria, il Comune e il Ministero guardandosi bene dal seguire con la dovuta diligenza e tempestività la strada già tracciata, che per tornare ad esternalizzare i servizi aggiuntivi, nel mentre si provvedeva alla indispensabile messa in sicurezza, avrebbe richiesto l'espletamento di una gara mediante CONSIP, sono riusciti ad arrivare all'estate 2020 senza ancora avere definito i rispettivi compiti e senza appaltare i lavori necessari. Così, per salvare la stagione, complici le pressioni della politica regionale, è stato disposto di non riaprire il Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna, distante pochi chilometri, per poter spostare i pochissimi dipendenti ministeriali superstiti a Le Castella, in modo da assicurare invece l'apertura della fortezza; l'atteso Accordo di valorizzazione Comune-Direzione Regionale Musei del Ministero (ex Polo Museale), che all'art. 3 consente all'ufficio ministeriale di siglare convenzioni per regolare servizi strumentali, reca la data del 1° settembre 2020 (prot. 4948-P). E in ottobre il sindaco comunicava ai media di voler avviare l' iter per l'iscrizione del "Castello" nella lista del patrimonio mondiale UNESCO (si veda "Il Castello Aragonese di Le Castella si candida a Patrimonio Unesco" su "calabria.live"); nel 2021, il Comune, certo che, sacrificando ancora Capo Colonna, il Ministero avrebbe garantito l'apertura estiva del "Castello aragonese" (limitata però, in fase post -COVID, a sola mezza giornata e a gruppi di massimo 12 persone) (si veda "Riapertura dei luoghi della cultura afferenti alla Direzione regionale Musei Calabria" su "beniculturali.it"), si è impegnato negli interventi di manutenzione degli spazi esterni all'isolotto, di sua spettanza, ma dove parte della massicciata risulta difficilmente praticabile sia di giorno sia, soprattutto, di notte, perché l'illuminazione originale è fuori uso da anni. L'Ente e la PA si sono invece ben guardati, nonostante i "contatti continui" (si veda "Il Castello Aragonese ritorna ad essere il simbolo del territorio" su "crotoneok.it"), dall'affrontare la questione dei servizi aggiuntivi, neppure in prospettiva; valutato che il quadro dei rapporti fra le amministrazioni statale e comunale non è mutato nel 2022, né sono mutate le condizioni generali di visita, ma senza che alcuna delle due parti sembri soffrirne: mancando ormai da molto tempo una seria manutenzione (ordinaria e straordinaria) del monumento, che spetta al Ministero assicurare, i visitatori dell'estate in corso hanno avuto accesso libero e gratuito alla fortezza ma, come già riferito, anche quest'anno si sono visti sbarrare l'accesso alla chiesetta cinquecentesca e ai camminamenti di ronda rivolti verso la terraferma, nonché la visita ai 3 piani del torrione (invaso dai piccioni), perché la fruizione in sicurezza è ormai compromessa. Sul lato lungo e sull'angolo del "Castello" visibili dalla costa sono stati posizionati dei riflettori, per illuminare da terra cortine e i bastioni, ma con un sistema a dir poco grossolano e visivamente impattante, si chiede di sapere: quando la Direzione regionale Musei della Calabria, a 4 anni da quando apprese di esserne responsabile in toto e poco meno da quando si è vista consegnare ufficialmente il "Castello", avvierà i lavori che le consentiranno di fare fronte all'obbligo, vigente ma disatteso, di garantire ai visitatori i livelli uniformi di qualità assicurati a tutti i siti culturali statali sul territorio italiano; quando il Ministro in indirizzo, preso atto di quello che gli interroganti considerano il fallimento delle sue politiche culturali, vorrà restituire agli uffici diffusi sul territorio la dignità derivante dalla capacità economica necessaria ad eseguire a tempo debito la manutenzione e il restauro dei monumenti, non molti anni dopo, invece di costringere il personale superstite a farsi complice dell'agonia quotidiana del sistema dissimulando, nei rapporti con le amministrazioni locali, la gravità della situazione, e facendo credere che quel vivacchiare indecoroso imposto dalle cosiddette riforme dell'attuale direzione politica del Ministero sia la cifra di una corretta ed efficiente gestione del patrimonio culturale pubblico. Atto n. 4-07389 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: risulta agli interroganti che il "Parco Archeologico dell'Appia Antica", Istituto del Ministero, goda di autonomia speciale: scientifica, finanziaria, contabile e amministrativa (si veda "https://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/chi-siamo/") e che la direzione del suddetto ufficio di livello dirigenziale non generale sia attualmente attribuita all'architetto Simone Quilici, precedentemente dirigente della Regione Lazio; tra i compiti assegnati vi sono la conservazione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale affidatogli, con obblighi di rendicontazione; considerato che: tra i beni in consegna a detto Istituto rientra lo straordinario complesso monumentale costituito dal Castrum Caetani , fortilizio che ingloba e trasforma in mastio il Mausoleo di Cecilia Metella, edificato presumibilmente tra il 27 a.C. e il 10 a.C..