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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 51 GIROTTO La seduta inizia alle ore 17,15. IN SEDE REDIGENTE Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e altre disposizioni per il contrasto dell'obsolescenza programmata dei beni di consumo DDL 615 Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e altre disposizioni per il contrasto dell'obsolescenza programmata dei beni di consumo (Discussione e rinvio) Il relatore RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) illustra il disegno di legge in titolo che mira a contrastare una prassi scorretta dei produttori di beni di consumo che programmano l'invecchiamento del prodotto così da renderlo quasi inutile dopo un determinato periodo. Lo scopo è quello di fare in modo che un prodotto debba essere sostituito a scadenza, in modo da impedire un calo delle vendite. Ricorda che il primo caso di obsolescenza programmata risale all'inizio del XX secolo, quando i produttori di lampadine a incandescenza (Philips e General Electric) fecero cartello e decisero di ridurre la durata della luce, portandola da 2500 a 1000 ore. Attraverso l'obsolescenza programmata si amplia il mercato in senso intensivo e si genera un consumo più rapido, perpetuando la logica del bene di consumo «usa e getta», generando prodotti più scadenti e quindi provocando un costante incremento di rifiuti di varia natura, molti dei quali di difficile smaltimento. Contro la pratica dell'obsolescenza programmata esistono regolamenti comunitari e nazionali: la Commissione UE, ad esempio, è fautrice della direttiva sull'ecodesign (direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia), con la quale impegna i produttori a utilizzare in fase di progettazione delle tecniche che mirino all'aumento della vita media dei prodotti e ne facilitino le operazioni di riparazione. Passando all'esame del provvedimento, composto di 9 articoli, si definisce all'articolo 1 il concetto di obsolescenza programmata, mentre l'articolo 2 stabilisce i diritti del consumatore. Con l'articolo 3 si individuano obblighi e divieti per il produttore; l'articolo 4 introduce tra gli obblighi generali anche la durata di vita dei beni di consumo. L'articolo 5 amplia i contenuti informativi generali concernenti i beni di consumo, mentre l'articolo 6 aumenta la validità della garanzia legale (per difetti o vizi di conformità) dei beni di consumo. L'articolo 7 stabilisce regole generali sulla fornitura delle parti di ricambio e l'articolo 8 prevede che il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU) promuova studi, ricerche e conferenze sulle conseguenze derivanti dalla pratica dell'obsolescenza programmata. Da ultimo, l'articolo 9 stabilisce le sanzioni. Il presidente GIROTTO dichiara aperta la discussione generale. Il senatore BIASOTTI (FI-BP), pur condividendo la ratio del provvedimento sul quale si riserva di intervenire anche in un secondo momento, si interroga sulla possibilità che il costo dei beni di consumo possa subire un sensibile aumento di prezzo. Il senatore CASTALDI (M5S) condivide le perplessità testé espresse e augura che un lavoro congiunto di maggioranza e opposizione possa portare all'approvazione di un testo unanimemente condiviso. Il seguito della discussione è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e per l'emergenza nello stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto DDL 1249 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e per l'emergenza nello stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto (Parere alla 9ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore LANZI (M5S) illustra il disegno di legge in titolo, teso a sostenere alcuni settori agricoli in situazione di crisi (settore lattiero-caseario, agrumicolo, olivicolo e saccarifero), nonché a superare lo stato di emergenza ambientale dello stabilimento Stoppani. In particolare, l'articolo 1 dispone misure per il settore del latte ovino, prevedendo risorse finanziarie per l'ammodernamento tecnologico e interventi strutturali per il rilancio del settore, con una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2019. L'articolo 6 consente l'accesso agli interventi previsti per le imprese agricole, ubicate nella Regione Puglia, per favorire la ripresa economica e produttiva delle medesime a seguito dei danni subiti dalle gelate verificatesi nel 2018. Secondo la relazione tecnica, il numero dei potenziali soggetti beneficiari è di circa 25 mila unità. Con l'articolo 6-bis si riconosce per il 2019 un contributo in conto capitale ai frantoi oleari, comprese le cooperative di trasformazione nel settore oleario, ubicati nei territori della regione Puglia, che, a causa delle gelate eccezionali nel 2018, hanno interrotto l'attività molitoria e hanno subìto un decremento del fatturato. Il contributo è finalizzato a favorirne la ripresa produttiva. In base all'articolo 10-quater sono disciplinati i rapporti commerciali nell'ambito delle filiere agroalimentari: il comma 3 prevede che la mancanza di almeno una delle condizioni richieste dall'articolo 168, paragrafo 4 del regolamento (UE) n. 1308/2013, nel caso in cui sia fissato dall'acquirente un prezzo significativamente inferiore ai costi medi di produzione, costituisce in ogni caso una pratica commerciale sleale. Il comma 4 dispone che la previsione di clausole contrattuali in violazione della determinazione del prezzo comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico dell'impresa acquirente fino al 10 per cento del fatturato realizzato nell'ultimo esercizio precedente all'accertamento. Il comma 5 prevede che l'Autorità garante della concorrenza e del mercato provveda all'accertamento delle violazioni di cui al presente articolo e concluda il procedimento inderogabilmente entro 90 giorni, prevedendo l'intervento dell'Associazione di categoria a cui sia iscritta l'imprenditore cessionario. Da ultimo, l'articolo 12 disciplina una serie di misure volte al completamento degli interventi urgenti necessari a favore dello stabilimento Stoppani, sito nel comune di Cogoleto in provincia di Genova, individuato quale sito di interesse nazionale (SIN) per le procedure di bonifica ambientale.