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se non ritenga, altresì, di chiedere parere preventivo al Consiglio superiore beni culturali e paesaggistici ai sensi dell'art. 27, comma 2, lett. f) , del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, considerato che tali lavori, se realizzati, costituirebbero un precedente importante in materia di tutela delle pertinenze esterne delle architetture militari storiche. Atto n. 4-03832 PUGLIA VACCARO DONNO TRENTACOSTE ANGRISANI CROATTI PRESUTTO VANIN PAVANELLI LANZI ABATE NATURALE PIRRO FERRARA GIANNUZZI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: come già osservato nell'atto di sindacato ispettivo 3-00133 rivolto al Ministro dello sviluppo economico, le cosiddette agenzie di recapito private, risalenti ai primi del '900, hanno svolto in regime di concessione dell'allora Ministro delle poste, fino al 31 dicembre 2000, l'attività di recapito di tutti i prodotti postali in tutto il territorio nazionale; altresì si era osservato in quella sede che, allo scopo di assicurare la prestazione di un servizio postale universale, con prezzi accessibili a tutti gli utenti, con il decreto legislativo n. 261 del 1999, di recepimento della direttiva 97/67/CE, erano state revocate le concessioni alle agenzie di recapito, prevedendo l'introduzione degli istituti della licenza individuale e dell'autorizzazione generale per lo svolgimento dei servizi postali non riservati; l'articolo 23, comma 3, del citato decreto legislativo, prima della modifica apportata con decreto legislativo n. 58 del 2011, stabiliva che, in relazione a quanto disposto dal decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni del 5 agosto 1997, le concessioni di cui all'articolo 29, numero 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 156 del 1973, fossero valide sino al 31 dicembre 2000. Al comma 5 veniva, altresì, previsto che Poste italiane potesse realizzare accordi con gli operatori privati, anche dopo la scadenza delle concessioni, al fine di ottimizzare i servizi, favorendo il miglioramento della qualità dei servizi stessi anche attraverso l'utilizzazione delle professionalità già esistenti; considerato che: a seguito di questo processo si è assistito ad una progressiva e inesorabile riduzione dei livelli di occupazione all'interno delle agenzie di recapito, le quali hanno visto ridurre il loro numero da 70 nel 2000 a 10 nell'ultimo periodo; in circa 10 anni, dunque, il valore degli appalti affidati da Poste italiane, in controtendenza con l'auspicato processo di liberalizzazione del servizio, si è segnatamente ristretto, tanto che le gare bandite di recente da Poste italiane prevedono l'affidamento di servizi per un valore non superiore a 28 milioni di euro, con ricadute significative sulle imprese, anche in termini di occupazione; in questi ultimi anni, inevitabilmente, le agenzie di recapito e i lavoratori hanno tentato di reggere alla contrazione del mercato dei servizi postali, facendo ricorso anche a contratti di solidarietà, cassa integrazione guadagni straordinaria, ordinaria e infine alla mobilità; nel frattempo Poste italiane SpA ha continuato ad avvalersi in tutte le regioni, in maniera continuativa e massiccia, di lavoratori a tempo determinato per le esigenze di consegna e di lavorazione della corrispondenza; dopo una serie di vicissitudini succedutesi nel corso degli anni, da ultimo, con un accordo del 19 giugno 2018, sono stati assorbiti nell'organico di Poste italiane diversi lavoratori ex dipendenti delle agenzie di recapito, mentre non sono stati contrattualizzati, e sono tuttora disoccupati, circa 200 lavoratori appartenenti prevalentemente alle aree di Roma, Campania e Sicilia; successivamente all'atto di sindacato ispettivo citato, è stato dato l'impulso, da parte del Ministero dello sviluppo economico, all'apertura di un procedimento volto a far interagire le parti coinvolte nella vicenda; in data 24 ottobre 2018 è stato aperto, presso il Ministero stesso, un tavolo di confronto con Poste italiane per la ricollocazione degli ex lavoratori delle agenzie di recapito; in particolare nell'incontro dell'11 luglio 2019 tenutosi al Ministero, Poste italiane ha manifestato l'intenzione di procedere alla ricollocazione previa consegna di un elenco con i nominativi dei lavoratori interessati ed iscrizione nella sezione "lavora con noi" sul sito della stessa società; il 19 luglio 2019 è stato inviato l'elenco dei nominativi richiesto da Poste italiane. Tuttavia, ad oggi, non risulta essere stata attivata alcuna procedura di chiamata, fatta eccezione per 3 nominativi che non sono risultati idonei, poiché privi dei titoli di studio richiesti o per non aver superato i quiz di preselezione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dell'evoluzione dei fatti; se non ritengano di valutare l'opportunità che i lavoratori delle agenzie di recapito, rimasti senza occupazione a seguito di quanto descritto, vengano riassunti e assorbiti nell'organico di Poste italiane, anche allo scopo di non perdere le competenze e il know how da loro acquisito nel corso della propria esperienza lavorativa e, soprattutto, di salvaguardare il loro diritto al lavoro. Atto n. 4-03833 IANNONE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il settore del turismo ha subito un danno economico senza precedenti in seguito al lockdown per il COVID-19; in seguito alla riapertura dei siti archeologici e delle attività commerciali connesse le misure di sicurezza anti COVID stanno mettendo a dura prova gli operatori del settore; le misure di sicurezza sono imposte a ogni direttore dalle linee guida del Ministero per i beni e le attività culturali ed il turismo; agenzie di viaggio e tour operator , oltre a essere fermi a causa di voli interdetti e frontiere extraeuropee ancora chiuse, sono pesantemente penalizzati dalla modalità di acquisto on line dei biglietti dei siti archeologici e museali; a Pompei il biglietto si compra, pertanto, solo on line su "Ticketone", limitatamente a 10 persone e con guida compresa, così anche per il parco archeologico di Ercolano, dove il gruppo può essere massimo di 7 persone sempre guida compresa; lo stesso accade, con modalità sempre differenti da sito a sito, anche alla reggia di Caserta, a Paestum Velia, alla reggia e al museo archeologico di Capodimonte; oltre ai limiti di accesso vi sono ulteriori difficoltà legate alle fasce orarie, le quali comportano in concreto che è praticamente impossibile organizzare dei tour nei siti prima che i turisti vengano sul posto, in quanto è di fatto impossibile programmare e prenotare un viaggio turistico, danneggiando così enormemente agenzie di viaggio e tour operator , oltre agli stessi turisti; le stesse guide turistiche spesso non riescono a districarsi nella selva di regole imposte che, inoltre, variano da sito a sito; per l'effetto, enorme è anche il danno per le strutture alberghiere, i B&B, le case vacanze e le attività commerciali dell'indotto turistico; il giusto e legittimo dovere di garantire la sicurezza della salute pubblica in molti casi copre comportamenti burocratici e miopi da parte delle istituzioni competenti;