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Mi confermano ancor più nelle mie opinioni alcune osservazioni fatte in Aula, seppure conducano a soluzioni diverse dalla mia, ma per me egualmente insostenibili. Si tratta principalmente della considerazione che non si possono avere più eletti di quanti siano i candidati e quindi se decidi, ovviamente per tua scelta, di presentare un medesimo candidato nel collegio uninominale e in quello plurinominale, è chiaro - ripeto - che ti assumi il rischio insito in una norma vigente, ancorché non perfetta e criticabile. Condivido anche l'altra osservazione che si rifà al quarto comma dell'articolo 57 della Costituzione, che stabilisce con precisione il meccanismo di attribuzione dei seggi a ciascuna Regione: salvo il Molise e la Valle d'Aosta, l'assegnazione è proporzionale al numero degli abitanti. Perché per una scelta della maggioranza, per l'ennesimo scambio tra Lega e MoVimento 5 Stelle, si dovrebbe rompere questo equilibrio prescritto dalla Carta costituzionale e affidare a una Regione un senatore in più di quanto previsto dalla Costituzione, andando a sbilanciare il peso del voto di un cittadino umbro rispetto a quello delle altre Regioni? Stiamo davvero decidendo se aprire o meno un precedente critico, come lo ha definito il collega Errani. Il Senato è chiamato a esprimersi su una proposta chiaramente incostituzionale. Mi auguro, quindi, che rigetti la proposta formulata dalla maggioranza, disponibile a violare la Costituzione per un senatore in più. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . PRESIDENTE. Chiedo al relatore di minoranza, senatore Cucca, se intende intervenire. CUCCA, relatore di minoranza . Signor Presidente, intervengo in maniera molto breve. Le parole del presidente Grasso non possono non essere condivise. Sono preoccupato per la deriva che sta prendendo questa seduta perché stiamo calpestando realmente la Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo che per prima cosa dovremmo uniformarci al dettato costituzionale. Ho sempre stimato molto il senatore Patuanelli per la pacatezza, per come si rivolge sempre all'Assemblea e per la moderazione con cui affronta tutti i temi in un tempo che sicuramente è estremamente difficile. Senatore Patuanelli, oggi veramente non ho condiviso l'atteggiamento. E non l'ho condiviso per un motivo molto semplice, perché le leggi notoriamente si fanno e talvolta si sbagliano anche, e sicuramente in questa legge un vulnus c'è: il doppio, anzi il triplo rimando presente nella normativa pone dei problemi interpretativi, che comunque non possono essere risolti con la violazione dei principi costituzionali. (Applausi dal Gruppo PD) . Vorrei richiamare anche la sentenza emessa nel luglio scorso dalla Corte costituzionale, che assegna a tutti gli organi dotati di autodichia la natura di organo giurisdizionale e quindi, forse, con un po' più di buona volontà, avremmo potuto fare uno sforzo anche nella Giunta, rimettendo gli atti alla Corte costituzionale prima di assumere una decisione che, oggettivamente, non può non lasciare perplessi. Può essere che quella normativa abbia delle lacune e se l'interpretazione che si dà è quella, è palesemente anticostituzionale, e per quanto gli organi di autodichia abbiano dei poteri e dei margini di discrezionalità estremamente vasti, non si può fare a meno di tenere conto che comunque anche quegli organi, e quindi noi che ne facciamo parte e che siamo membri di questa Assemblea, devono necessariamente osservare il principio di legalità. (Applausi dal Gruppo PD) . Prima rispettiamo le leggi e comunque anche il rispetto di quelle leggi deve avvenire nell'ambito del rispetto della Carta costituzionale, che viene prima di qualunque altra cosa. Noi oggi, invece, la stiamo sbeffeggiando, perché è innegabile che l'articolo 57 dica che l'elezione deve avvenire su base regionale. Il presidente Grasso ha proposto una delle soluzioni possibili, ma di soluzioni ce ne sarebbero anche altre, perché ci sarebbe anche una norma interpretativa e potremmo anche interpretare la volontà del legislatore, perché quando si dice che i senatori eletti devono essere cinque in una Regione ma si consente che vengano fatte liste di quattro, vuol dire che il legislatore ha previsto che, nell'ipotesi in cui ci fosse - come è accaduto - un sostegno vasto come quello che c'è stato nella Regione Sicilia, il quinto andrebbe pescato altrove, laddove, per una scelta che è stata operata dal MoVimento 5 Stelle, ci sia stata una doppia candidatura e quindi non sia stato possibile coprire tutti i posti disponibili. Se la senatrice Catalfo, anziché essere candidata in entrambi i collegi - sia nell'uninominale che nel proporzionale - fosse stata candidata in un solo collegio e fosse stata un altro personaggio, oggi non avremmo questo problema. Questo problema, però, andrebbe risolto - ripeto - dalla lettura della norma e di soluzioni ce ne sono altre, che sicuramente non calpesterebbero la Costituzione. Per me è una notevole preoccupazione e vi chiedo di riflettere su questo fatto, perché chi conosce l'andamento dei lavori della Giunta sa che si lavora spessissimo sui precedenti e noi stiamo creando un precedente davvero assurdo. Non credo che prima d'oggi sia mai capitato che con una decisione della Giunta sia stata annullata la Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Io vi chiedo di ragionare, di provare a prendere ancora un po' di tempo. Sospendiamo questa decisione, facciamo qualsiasi cosa, che però mantenga acceso quel faro, che mantenga il nostro sguardo acceso sulla Costituzione e sui valori che in quella Carta costituzionale sono scritti, con quei principi a cui noi tutti dobbiamo attenerci nella quotidianità della nostra attività. Non possiamo, però, per assegnare un seggio in più, anche a fronte di soluzioni differenti prospettate, optare per la soluzione peggiore, perché - insisto - andiamo a creare un precedente gravissimo che sicuramente, prima o poi, sarà richiamato e obbligherà ancora una volta ad allontanarci dal dettato costituzionale. Quindi ragioniamo ancora. Vi prego, ragionate ancora. Vediamo se si può trovare una soluzione differente, ma certamente la soluzione non è andare a pescare in un'altra Regione d'Italia, perché questo va contro i principi della nostra Carta fondamentale. Non è calpestato solo quel principio perché, oltre ad avere un problema sulla regionalità, sul fatto che debba essere individuato nella Regione di appartenenza, c'è anche un altro problema. Badate che in caso di due circoscrizioni si poteva anche pescare in una differente, ma sempre nell'ambito di quella Regione, non in un'altra; inoltre, viene anche meno l'osservanza del numero dei senatori, perché la Sicilia si troverà con uno in meno e l'Umbria ne avrà uno in più e anche in questo caso si determina una violazione di un principio costituzionale. Pertanto, insisto e richiamo il contenuto della relazione di minoranza e vi chiedo ancora una volta, se non intendete non votare la proposta arrivata dalla Giunta, che è stata approvata a maggioranza, quantomeno sospendiamo la decisione per non creare un gravissimo precedente e proviamo a rivolgerci anche agli organi competenti a dirimere questo problema e troviamo una soluzione differente. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE .