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Ho ascoltato con attenzione la sua informativa, scritta dai suoi uffici, dove c'è prima la descrizione delle manifestazioni. Ma si è dimenticata di dire la cosa più importante: lei, signor Ministro, non è stata in grado di dividere gli studenti, coloro che erano in piazza a manifestare per una causa giusta, come la morte del loro amico, del loro studente, dai centri sociali, dai provocatori, dagli infiltrati. Vede, signor Ministro, il suo compito dovrebbe essere quello di prevenire e di fare in modo che in queste piazze a pagare non siano gli studenti, perché quelle facce piene di sangue ricadono sul suo operato, signor Ministro. Il fatto di mettere le Forze dell'ordine, in balia di tutti e di nessuno è una sua responsabilità, perché lei è al vertice di quel Ministero, è l'anello ultimo della catena di comando. È inutile che oggi, oltre alla sua incapacità e al suo immobilismo, ci venga a far percepire che in fondo poi un capro espiatorio lo troverà. Ma non lo dovrà trovare nelle Forze dell'ordine, che noi difendiamo e difenderemo sempre per il loro operato. Le Forze dell'ordine fanno capo a lei, signor Ministro, ed è lei che ne ha la responsabilità. Anche questa volta le manifestazioni le sono scappate di mano, perché non ha saputo prevenire. Che ci siano i centri sociali, che ci siano i provocatori in ogni manifestazione è ormai evidente; l'abbiamo visto nelle manifestazioni contro il green pass , dove c'erano le famiglie con i passeggini, ma c'erano anche i centri sociali e gli infiltrati. (Applausi) . E la sua risposta qual è? Lei fa sempre e comunque di tutta l'erba un fascio; questo non è più possibile. Signor Ministro, se fossimo in altri Stati, in Francia, nel Regno Unito, in Austria, anche in Romania, lei oggi non sarebbe più seduta su quella poltrona; sarebbe stata mandata a casa, perché troppe sono state le circostanze che l'hanno vista incapace di svolgere il suo ruolo. Le vorrei soltanto ricordare il disastro che ha fatto quando in occasione dell'assalto alla CGIL, lei non riuscì a fermare un signore, Giuliano Castellino, che era un sorvegliato speciale con obbligo di residenza e divieto di partecipare alle manifestazioni. Consideri oltretutto che lo stesso signore - si fa per dire - da piazza del Popolo un'ora e diciassette minuti prima disse: andiamo tutti alla CGIL a prenderci quello che è nostro. Lei ha risposto che non poteva fare niente, perché se l'avesse fermato sarebbe successo qualcosa di peggio. Il peggio però non poteva essere, perché lei, signor Ministro, ha raggiunto il peggio dell'operato del suo Ministero. Le vorrei ricordare il rave party avvenuto ad agosto nel viterbese, con 10.000 fattoni arrivati da tutta l'Europa. Lei è stata l'unica a non essersene resa conto e li ha lasciati occupare 30 ettari per giorni, lasciando sul campo un morto, decine di ricoverati per overdose, stupri. Eppure non è stata nemmeno capace di cacciarli: se ne sono andati. (Applausi) . Le vorrei poi ricordare che da quando lei riveste questo importante ruolo le nostre frontiere sono diventate un colabrodo. Nel suo mandato lei non è stata in grado di difendere i confini dell'Italia, che solo i confini dell'Europa. Gli sbarchi sono aumentati e siamo arrivati a oltre 60.000 rispetto i 10.000 di due anni fa. Lei si fa qualche domanda o sa solo leggere ciò che i suoi uffici le presentano per venire in Parlamento a dire cose che rimarranno nella storia di questa Nazione, come quando in quest'Aula, alla domanda precisa su cosa faceva quell'agente in borghese quando spingeva quel furgone, sempre nel corso dell'assalto alla CGIL, lei rispose che stava verificando la forza ondulatoria esercitata sul mezzo? Per quanto tempo dovremo ancora sentire queste risposte in un'Aula delle istituzioni? Lei pensa veramente che noi siamo ciechi e sordi? Lei pensa veramente che se dei Ministri in altri Paesi avessero avuto il tuo comportamento oggi sarebbero ancora seduti su quella poltrona? Signor Ministro, le dico con pacatezza ed educazione che nella vita ci vuole coraggio e lei ha un'occasione per dimostrare di averlo andando a dimettersi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, ringrazio la Ministra per l'informativa. Dico subito, prima di entrare nel merito dell'audizione, che fa bene a rivendicare il fatto di aver garantito, in una fase tanto difficile come quella in cui siamo e come quella che abbiamo alle spalle, lo svolgimento pacifico della stragrande maggioranza delle manifestazioni, sapendo quanta tensione c'è stata e continua a esserci nel Paese. Detto questo, credo però, signora Ministra, che sia giusto fermarsi a riflettere su quanto successo nelle manifestazioni di cordoglio e di protesta per la morte di Lorenzo. Credo sia giusto farlo. Dobbiamo farlo perché questi episodi non si ripetano più e questa discussione è utile se serve a ragionare su questo. Se invece serve all'ennesimo attacco gratuito contro la Ministra dell'interno, contro il Governo, totalmente gratuito, facendo finta di dimenticare quali sono le diverse responsabilità che ci sono sulla gestione delle piazze, francamente questa discussione rischia di non servire a nulla. (Applausi) . Signor Ministro, cercheremo di intervenire consci che lei ha detto tre parole importanti: prudenza, equilibro, responsabilità. Credo che questi siano davvero i principi cui dobbiamo ispirare la nostra riflessione e la nostra azione politica. Condivido, lo dico subito, anche la preoccupazione per le frequenti presenze di gruppi organizzati che si infiltrano nelle manifestazioni, condizionandole. La nostra condanna è totale, la nostra solidarietà alle Forze dell'ordine è totale di fronte agli attacchi di queste persone. Questo non è in discussione. Chi usa la violenza, va fermato e allontanato dai cortei. Signora Ministra, detto questo però, come lei sa meglio di me, perché ha lavorato per questo, occorre garantire la libertà e la sicurezza di chi vuole manifestare. (Applausi) . Occorre garantire la possibilità, per chi vuole, di manifestare pacificamente. Questo è il compito dello Stato, delle Istituzioni e delle Forze dell'ordine, evitando di coinvolgere, come purtroppo accaduto, giovani inermi negli scontri. La presenza di gruppi di facinorosi, di gruppi organizzati, non può giustificare quanto successo e che ha coinvolto giovani inermi. Insisto: lo Stato deve garantire la possibilità di manifestare in sicurezza. Non siamo riusciti a creare le condizioni in alcune - ha ragione - poche manifestazioni. Questo però non vuol dire che non dobbiamo porci il problema; non si sono create le condizioni per consentire una manifestazione serena e pacifica a chi voleva farla. Su questo serve ragionare e capire. Su questo, mi pare l'abbia accennato quando ha parlato della consegna alla magistratura dei filmati, vanno accertate le responsabilità. Nel caso vanno presi provvedimenti anche rispetto a errori di valutazione che chi aveva la responsabilità della piazza doveva prendere. La nostra preoccupazione è che non si considerino questi incidenti di percorso o danni collaterali.