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(Statuto partecipativo delle imprese) 1. Le imprese, in qualsiasi forma costituite, che occupano più di cinquanta lavoratori, possono adottare uno statuto partecipativo che preveda forme di intervento dei lavoratori dipendenti nella gestione dell'impresa, ovvero l'attribuzione ai medesimi di strumenti finanziari che consentano la partecipazione agli utili, nelle forme e con le garanzie previste dalla legislazione vigente e dalla presente legge. Lo statuto partecipativo è adottato sulla base di un accordo sindacale stipulato con le rappresentanze sindacali firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nelle imprese medesime o con i rispettivi organi di coordinamento, ovvero, in mancanza, per effetto di una proposta aziendale, comunicata preventivamente alle organizzazioni sindacali provinciali di categoria e approvata, decorsi almeno trenta giorni dalla comunicazione, a scrutinio segreto dalla maggioranza dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Art. 4. (Contenuti dello statuto partecipativo) 1. Lo statuto partecipativo deve prevedere, anche alternativamente: a) l'istituzione di organismi congiunti, costituiti da rappresentanti dell'impresa e da rappresentanti dei lavoratori appositamente eletti o nominati dalle rappresentanze sindacali, che siano dotati di effettivi poteri di indirizzo, controllo, decisione e gestione nelle materie inerenti l'organizzazione del lavoro, le pari opportunità, la formazione professionale, la sicurezza, la salute e la salubrità degli ambienti di lavoro, il salario integrativo di partecipazione legato ai risultati dell'impresa e la regolazione e risoluzione delle controversie collettive che possono insorgere su queste materie; b) procedure formali, vincolanti e garantite di informazione e consultazione preventiva, leale e adeguata, nonché di controllo dei rappresentanti dei lavoratori in ordine alle decisioni più rilevanti dell'impresa, anche attraverso l'istituzione di organismi sindacali titolari di corrispondenti diritti. In ogni caso, i rappresentanti dei lavoratori devono essere informati e consultati: 1) sull'evoluzione recente e su quella prevedibile delle attività dell'impresa e dell'unità produttiva, nonché della situazione economica; 2) sulla situazione, la struttura e l'evoluzione prevedibile dell'occupazione nell'ambito dell'impresa e dell'unità produttiva, nonché sulle eventuali misure anticipatrici previste e, in particolare, in caso di prevedibili conseguenze negative sull'occupazione; 3) sulle decisioni suscettibili di comportare cambiamenti di rilievo in materia di organizzazione del lavoro, nonché di contratti di lavoro, comprese quelle in materia di licenziamenti collettivi e di trasferimento d'azienda; c) la distribuzione ai lavoratori dipendenti di una quota del profitto di impresa eccedente una soglia minima, senza influenza o pregiudizio alcuno sul salario o stipendio corrisposto; d) una congrua rappresentanza dei lavoratori negli organismi di amministrazione, di controllo, di sorveglianza o di gestione delle imprese in conformità alle norme contenute nel libro V, titolo V, capo V, sezione VI- bis, del codice civile. 2. Lo statuto partecipativo può prevedere, congiuntamente alla misure di cui al comma 1 del presente articolo, anche l'adozione di piani di partecipazione finanziaria, di cui all'articolo 5, da concordare con le modalità di cui all'articolo 3. Capo II NORME IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE AZIONARIA DEI LAVORATORI Art. 5. (Piani di partecipazione finanziaria) 1. I piani di partecipazione finanziaria dei lavoratori dipendenti prevedono e assicurano: a) l'attribuzione ai lavoratori, anche attraverso la distribuzione di utili, di strumenti finanziari emessi dalle imprese nelle forme di cui al presente capo, che possono essere ceduti decorso un termine stabilito dai piani medesimi e comunque non inferiore a tre anni, ovvero anche prima della scadenza del predetto termine, in pendenza di un'offerta pubblica di acquisto o di scambio avente ad oggetto gli strumenti finanziari attribuiti ai lavoratori; b) la costituzione, secondo quanto previsto dall'articolo 7, di libere associazioni di lavoratori che abbiano tra i propri scopi l'utilizzo non speculativo degli strumenti finanziari e l'esercizio delle rappresentanze collettive a livello societario, ovvero in alternativa, la costituzione, secondo quanto previsto dall'articolo 6, di un fondo comune di impresa cui assegnare collettivamente gli strumenti finanziari di cui alla lettera a) . 2. L'adesione dei lavoratori al piano è volontaria e non può essere fonte di discriminazioni; essa deve, a parità di condizioni, garantire ai singoli lavoratori la parità di trattamento e non può in alcun modo incidere sulla misura della retribuzione. 3. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo si applicano gli articoli 15, 16 e 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, gli articoli da 36 a 41 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e successive modificazioni, e l'articolo 43 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in quanto compatibili. Art. 6. (Fondo comune di impresa) 1. Il fondo comune di impresa, di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), è costituito in forma di società di investimento a capitale variabile ed emette azioni o altri strumenti finanziari da assegnare agli aderenti in proporzione alla rispettiva quota di partecipazione. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite la Banca d'Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), determina le caratteristiche dei fondi comuni di impresa. 3. Il patrimonio dei fondi comuni di impresa non può essere oggetto di operazioni di investimento e disinvestimento. È fatta salva la facoltà di investire in strumenti finanziari emessi dalle medesime imprese i dividendi e gli altri proventi percepiti dai fondi, ferma restando la possibilità della distribuzione degli stessi agli aderenti. 4. Al fondo comune di impresa si applicano le disposizioni degli articoli 2333, 2334, 2335 e 2336 del codice civile, ad esclusione di quelle relative: a) alle riserve di partecipazione agli utili da parte dei promotori, di cui al primo comma dell'articolo 2333; b) alla facoltà dei promotori di agire contro i sottoscrittori morosi, di cui al secondo comma dell'articolo 2334. Art. 7. (Associazione di partecipazione finanziaria di impresa) 1. L'associazione di partecipazione finanziaria di impresa, di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), deve: a) rispettare i requisiti previsti dalle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 141 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; b) iscriversi in un apposito elenco tenuto dalla CONSOB. Art. 8. (Raccolta delle deleghe) 1.