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Disposizioni in materia di riconoscimento e regolamentazione delle professioni relative alle attività motorie, nonché delega al Governo per l'istituzione della figura di insegnante specializzato in attività motorie. Onorevoli Senatori. – Di recente l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha adottato le nuove linee guida per una strategia sull'attività fisica nella regione europea per il periodo 2016-2025, elaborata alla luce degli obiettivi volontari attualmente stabiliti a livello mondiale dal Global action plan far the prevention and control of non communicable diseases 2013-2020 (Piano di azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013-2020) dell'OMS, adottato nel maggio 2013 dalla sessantaseiesima assemblea mondiale della sanità. La strategia è fondata sull'attività fisica quale fattore trainante per la salute e il benessere della regione europea, con particolare attenzione all'incidenza di malattie non trasmissibili associate a livelli insufficienti di attività fisica e a comportamenti sedentari. I benefici per la salute derivanti dall'attività fisica, ampiamente dimostrati dall'evidenza scientifica, comprendono un minor rischio di contrarre malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete. L'attività fisica svolge un ruolo importante nella gestione di talune affezioni croniche e produce effetti positivi anche sulla salute mentale riducendo le reazioni da stress, ansia e depressione. L'attività fisica rappresenta un fattore determinante per il dispendio energetico ed è quindi essenziale ai fini dell'equilibrio energetico e del controllo del peso. Nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza, l'attività fisica è necessaria allo sviluppo di capacità motorie essenziali ed è menzionata anche nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n.176. In età adulta, l'attività fisica mantiene il tono muscolare e migliora la salute dell'apparato cardiorespiratorio e di quello osseo. In età avanzata, l'attività fisica aiuta a mantenersi sani, agili e autosufficienti a livello funzionale e favorisce la partecipazione sociale. Può inoltre aiutare a prevenire le cadute e facilitare i percorsi di riabilitazione per chi è affetto da malattie croniche, divenendo una componente importante di una vita sana. Alla fine degli anni Novanta, con la legge 15 maggio 1997, n. 127, è stato introdotto nell'ordinamento giuridico italiano il termine «Scienze motorie», confermato poi con l'istituzione della laurea in scienze motorie quale evoluzione del Diploma dell'istituto superiore di educazione fisica (I.S.E.F.). Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, le discipline caratterizzanti i corsi di studio in scienze motorie sono sia teoriche, afferenti oltre che all'ambito motorio, ai settori biomedico, giuridico, economico, della metodologia didattica e psicopedagogico, sia pratiche, afferenti ai settori motorio e sportivo. La laurea in scienze motorie prevede un primo ciclo di tre anni ed un secondo magistrale di due anni, articolato in diversi indirizzi di approfondimento. Il corso di studi di primo livello consente ai laureati di acquisire le competenze necessarie per operare in ambiti pubblici e privati finalizzati al mantenimento della migliore efficienza fisica nelle varie fasi della vita, alla preparazione fisica nelle discipline sportive, praticate a livello amatoriale ed agonistico, e allo sviluppo delle capacità e delle competenze motorie in età evolutiva e adulta. Il laureato in scienze delle attività motorie e sportive si configura dunque come esperto del movimento, come studioso del corpo e della motricità e, se messo nelle giuste condizioni per farlo, può rivestire un ruolo fondamentale nella definizione dei programmi di prevenzione primaria, rappresentando così un punto di riferimento per interventi di educazione sanitaria sul territorio. Il percorso di laurea magistrale prevede l'acquisizione di competenze in merito alla progettazione, conduzione e gestione delle attività motorie nonché di competenze manageriali che rendono il laureato magistrale particolarmente adatto alla supervisione delle attività di enti di promozione sportiva ed al loro coordinamento. Un inquadramento normativo chiaro, che miri a coinvolgere personale qualificato nelle strutture dove si praticano a vario titolo attività motorie e sportive, combina la necessità di veder maggiormente tutelato il diritto alla salute attraverso la garanzia del corretto svolgimento delle attività fisico-motorie con l'esigenza conseguente di evitare che l'abuso di una professione così importante permetta a persone non qualificate di svolgere attività che potrebbero compromettere, anche seriamente, la salute di chi vi si affida. La figura del laureato in scienze motorie, da sempre impegnato nella promozione della prevenzione della salute, è ad oggi ancora senza riconoscimento professionale. Il presente disegno di legge mira dunque a identificare i laureati in scienze motorie quali professionisti dell'esercizio fisico nell'ambito della prevenzione e della salute, prevedendo il riconoscimento professionale delle competenze acquisite durante il percorso universitario ed individuando le attività e gli ambiti nei quali è necessario impiegare personale appositamente formato. Il disegno di legge prevede quindi l'istituzione di diverse figure professionali, disciplinate sulla base delle diverse competenze acquisite durante i differenziati percorsi universitari. In primo luogo viene istituita la figura del chinesiologo di base, per la quale è necessario aver conseguito la laurea in scienze motorie di primo livello. In secondo luogo si prevede l'istituzione della figura professionale del chinesiologo sportivo e del manager dello sport, rispettivamente regolamentate sulla base delle conoscenze acquisite durante il corso di laurea magistrale in scienze e tecniche dello sport e in management dello sport. Considerazioni ulteriori devono invece riguardare l'indirizzo magistrale relativo alle scienze motorie preventive e adattate, il quale consente ai laureati di secondo livello di utilizzare avanzati strumenti culturali metodologici e tecnico-pratici con ampi poteri decisionali e di autonomia. Le competenze acquisite con questo specifico indirizzo di laurea magistrale permettono a chi la consegue di progettare, gestire ed attuare programmi specifici dove l'esercizio fisico è concepito a fini rieducativi per il mantenimento delle migliori condizioni di benessere psico-fisico e dello stato ottimale di salute, anche quale coadiuvante nel trattamento di specifiche patologie croniche che possono trarre beneficio dall'attività sportiva. In questo senso il laureato magistrale in scienze motorie preventive e adattate è in grado di svolgere un ruolo fondamentale all'interno di un’ equipe riabilitativa multidisciplinare che, comprendendo varie professionalità, ha come fine condiviso la costruzione di un progetto terapeutico riabilitativo che tenga conto di tutti gli aspetti del ripristino delle funzionalità motorie. Un’ equipe che, interagendo nelle diverse fasi del trattamento, non dimentichi la fase post rieducativa e di ri-atletizzazione. Si prevede quindi l'istituzione, nell'ambito delle professioni sanitarie, della professione del chinesiologo clinico cui possono accedere coloro che abbiano conseguito la laurea magistrale in scienze motorie preventive e adattate, o titoli equipollenti.