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Signor Presidente, vorrei evidenziare in Senato un caso emblematico di dissesto idrogeologico che ha raggiunto la ribalta nazionale e desta forti preoccupazioni: la riattivazione di una grande frana, situata sul versante sudorientale del Monte Saresano, nei pressi di Tavernola Bergamasca sul lago d'Iseo. Si tratta di una frana di scivolamento planare che interessa un versante con calcari marnosi stratificati a franapoggio, interessato da un fronte di cava non più attivo, incombente sulla strada litoranea del lago d'Iseo. Il volume mobilizzato è enorme, pari a circa due milioni di metri cubi. La frana è in progressivo rallentamento e adesso si muove a una velocità inferiore a un centimetro al giorno, dopo aver toccato punte di quasi quattro centimetri al giorno alla fine di febbraio. Sono stati valutati i possibili scenari. In quello peggiore, la frana si propagherebbe fino al lago d'Iseo, generando così un'onda anomala. che potrebbe potenzialmente raggiungere le aree limitrofe dell'abitato di Tavernola Bergamasca, la costa orientale del monte Isola, oltre ad altre località rivierasche. È tuttavia presumibile che un evento di tale portata sia preceduto da un'accelerazione dei movimenti rilevabili dal monitoraggio in atto, garantendo un sufficiente preavviso per le necessarie procedure di protezione civile. Purtroppo, il dissesto idrogeologico in Italia interessa il 91 per cento dei Comuni, con alluvioni quotidiane e 620.808 frane censite (i due terzi di tutte quelle europee). Le cause del dissesto idrogeologico sono molteplici: le condizioni geologiche, l'errato uso del suolo, il degrado del reticolo idrografico minore, il continuo consumo di suolo e, negli ultimi tempi, il cambiamento climatico. La causa principale è tuttavia di natura sociale e culturale: la scarsa attenzione dedicata al problema, la memoria corta sugli eventi disastrosi e l'insufficiente educazione in materia sono tutti fattori che hanno portato inevitabilmente a distorsioni nella pianificazione dello sviluppo del territorio. Il problema si risolve con una scaletta di priorità magica: conoscenza, pianificazione, gestione e manutenzione del territorio. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi riallaccio all'intervento fatto questa mattina dal collega Bagnai sulla chiusura del canale YouTube di Byoblu; si tratta di un canale che ha trasmesso migliaia di video, con centinaia di migliaia di persone che lo seguono, e che è stato chiuso da YouTube per motivi ideologici, per questioni di opinioni. Questo colosso multinazionale, più potente di molte ditte manifatturiere, decide cosa si può vedere e cosa non si può vedere. La logica secondo la quale questo sarebbe come un club privato, dove ciascuno decide chi può parlare e chi non può, non regge. Oltre naturalmente alla RAI, anche le televisioni private sono tali, eppure le leggi sulla par condicio - quella più nota, la n. 28 del 2000, ma anche la n. 515 del 1993 - stabiliscono il tipo di accesso che devono concedere; anche le televisioni private mettono limiti, impediscono spot che parlino di politica e impongono, per l'appunto, la par condicio specialmente in periodi elettorali. Quindi, se si può imporre alle televisioni private, si può - e a questo punto si deve - imporre una disciplina di salvaguardia del libero dibattito anche a questi colossi del web, che tra l'altro, in pratica evadono le tasse nel nostro Paese, anche quando gli inserzionisti sono italiani, si rivolgono a un pubblico italiano e si allacciano a video italiani. Mi associo a quello che tanti hanno detto, da tante provenienze politiche, ideologiche e professionali diverse: bisogna che ci sia un'iniziativa - mi appello al Presidente del Senato, che so essere sensibile al riguardo, per aver sottolineato la gravità della cancellazione degli account di un senatore o forse più di uno - perché è davvero importantissimo che continui a essere garantita la libertà di espressione a tutti, quali che siano le loro opinioni. (Applausi) . PRESIDENTE . Grazie, senatore Malan. In effetti è un tema che abbiamo toccato più volte e speriamo di poterne accogliere la trattazione in qualche provvedimento futuro. MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, la scorsa settimana abbiamo celebrato la Giornata mondiale dell'acqua quale bene fondamentale per la vita dell'uomo, in quanto elemento che dobbiamo difendere con tutte le nostre forze dagli sprechi e dall'inquinamento. Quando penso a questi temi non posso non collegarli al mio territorio, dal quale ho raccolto le ennesime preoccupazioni di molti cittadini residenti nel basso Piemonte e sugli appennini liguri. Ho quindi depositato la terza interrogazione sulla questione grandi opere, in particolare Terzo valico, una linea merci che dovrebbe collegare il porto di Genova con Tortona alla modica cifra di 6,8 miliardi di euro per 53 chilometri di rotaie e gallerie. Com'è noto, siamo sempre stati contrari a quest'opera, che però, secondo un'analisi costi-benefici, doveva andare avanti. Abbiamo quindi deciso di dover pretendere che tutto venisse svolto nel pieno rispetto delle regole ambientali e della tutela, della salute e sicurezza dei lavoratori. Quando si parla di grandi opere, si parla sempre di grandi benefici economici e lavorativi per i territori; a me, però, duole constatare che tutto ciò non sta avvenendo, anzi. Non stanno avvenendo né il rispetto dell'ambiente, né la difesa delle fonti appenniniche e delle falde acquifere. La scorsa estate interi paesi sono rimasti senza acqua potabile, i residenti tra i Comuni di Novi Ligure, Pozzolo Formigaro e Rivalta Scrivia hanno visto le loro cantine allagate, a distanza di mesi dagli eventi alluvionali, perché in entrambi i casi pare che i lavori abbiano intercettato la falda, prosciugandola nel primo caso e ostruendola nel secondo. Non si stanno tutelando adeguatamente i lavori all'interno dei cantieri del Terzo valico; si contano infatti diversi morti e molti incidenti gravi, che hanno portato a mutilazioni e invalidità permanenti; l'ultimo si è verificato proprio venerdì scorso, quando un operaio schiacciato da un'escavatrice ha perso la gamba destra, e i medici stanno lottando per salvargli almeno l'arto sinistro da probabile amputazione. Per non parlare delle aziende dell'indotto che hanno aperto procedure di licenziamenti: quindi, si parla di lavoro per il territorio, però questo lavoro sta finendo. Non si stanno verificando i benefici economici per i territori coinvolti: nel 2018 siamo riusciti a far destinare due milioni di euro per la progettazione del nuovo parco smistamento merci di Alessandria, opera collegata sempre al Terzo valico, e qui chiedo come siano state destinate quelle somme o se nel frattempo siano state utilizzate, perché ad oggi non è dato sapere. Spero di riuscire a ottenere qualche risposta con le tre interrogazioni depositate. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE .