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Le aree individuate dalla pianificazione urbanistica come sedi di installazioni per impianti emittenti possono essere occupate d'urgenza. 3. Gli impianti di trasmissione radiotelevisiva devono essere previamente autorizzati con concessione edilizia. 4. I comuni, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, approvano i regolamenti per il rilascio delle concessioni in materia di impianti fissi di emittenza radio e televisiva. 5. I comuni, acquisiti previamente e obbligatoriamente i pareri dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) ed il nulla osta sanitario dell'azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio, rilasciano la concessione edilizia per l'installazione degli impianti per l'emittenza radiotelevisiva, tenuto conto dei limiti di esposizione individuati dalla normativa statale vigente, delle reali e verificate esigenze di copertura del servizio nel territorio, degli strumenti di pianificazione urbanistica, delle risultanze dei piani di individuazione delle aree sensibili e delle aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi di cui all’articolo 4, e dei piani comunali di localizzazione di cui all'articolo 7. 6. I comuni, all'atto del rilascio della concessione di cui al comma 5 del presente articolo, al fine di rendere condivisibile la decisione con la comunità locale, valutato il grado di criticità sociale provocato dalla richiesta di installazione degli impianti oggetto della concessione, avviano una procedura decisionale partecipata, secondo le modalità previste all'articolo 6 della presente legge. Art. 9. (Impianti per emittenza radiotelevisiva preesistenti) 1. Gli impianti esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati alle norme dalla stessa previste. 2. Al fine di cui al comma 1, entro due mesi dalla data di approvazione dei piani di localizzazione di cui all'articolo 7, i gestori di impianti per emittenza radiotelevisiva già installati richiedono ai comuni territorialmente competenti la concessione di cui all'articolo 8. Qualora gli impianti in questione non risultino idonei alla concessione ai sensi della presente legge, i gestori presentano un piano di delocalizzazione. In tal caso viene attribuita priorità, nel rilascio della concessione, ai gestori di impianti già esistenti da delocalizzare rispetto alle istanze di installazione di nuovi impianti. Il procedimento deve comunque essere concluso nel termine di un mese dalla presentazione della domanda completa di tutti i documenti richiesti. 3. In tutti i casi di non conformità degli impianti alle disposizioni di cui alla presente legge diversi da quelli previsti dal comma 2, i gestori presentano ai comuni territorialmente competenti piani di risanamento con l'indicazione delle modalità e dei tempi di intervento. 4. I piani di risanamento ed i piani di delocalizzazione di cui al presente articolo sono approvati dal comune, previa acquisizione dei pareri obbligatori dell'ARPA, dell'ISPESL e dell'ASL competente per territorio. 5. Il gestore comunica al comune l'avvenuta realizzazione degli interventi di adeguamento ai limiti di esposizione fissati dalla presente legge, entro un mese dalla loro realizzazione;8 in ogni caso, gli interventi di adeguamento e di delocalizzazione devono essere completati entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 6. In tutti i casi di non adeguamento degli impianti alle disposizioni di cui alla presente legge o comunque di inottemperanza alle indicazioni e alle prescrizioni del comune, di cui agli articoli 8 e 9, il sindaco, previa diffida ad adempiere entro un mese, ordina la sospensione dell'attività di emittenza da due a sei mesi. Nel caso di ulteriore inadempienza, ordina la revoca della concessione di cui all'articolo 8. Art. 10. (Regolamento comunale per gli impianti per la telefonia mobile) 1. I comuni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano il regolamento di cui all'articolo 8, comma 6, della legge 22 febbraio 2001, n. 36, ai sensi dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione, del principio di precauzione di cui all'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell'articolo 1 della legge 22 febbraio 2001, n. 36. 2. Il regolamento di cui al comma 1, allegato allo strumento generale di pianificazione territoriale comunale di cui costituisce parte integrante, disciplina l'installazione, la modifica, l'adeguamento e l'esercizio degli impianti per la telefonia mobile, al fine di: a) minimizzare l'esposizione della popolazione, in particolare delle persone più sensibili, ai campi elettromagnetici, secondo il principio di precauzione; b) assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti; c) assicurare l'adozione delle migliori tecnologie disponibili, al fine di contenere le emissioni elettromagnetiche e di ridurre l'impatto urbanistico, estetico ed ambientale degli impianti. Art. 11. (Piani comunali per la telefonia mobile) 1. Contestualmente al regolamento di cui all'articolo 10, i comuni approvano il piano di organizzazione del sistema di telefonia mobile, di seguito denominato «piano comunale», all'interno del quale sono individuate e localizzate le aree sensibili e le aree a rischio sanitario per concorso di agenti pericolosi, di cui all’articolo 4. 2. In sede di approvazione del piano comunale, è valutata la situazione degli impianti esistenti, in vista di adeguamenti, modifiche o delocalizzazioni, necessari al fine di minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. 3. Il piano comunale indica: a) i criteri localizzativi, le fasce di rispetto e gli obiettivi di qualità per le aree di cui all’articolo 4, gli standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili; b) le modalità per perseguire la minimizzazione del campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico nel breve, medio e lungo periodo attraverso l'utilizzo di tecnologie e metodologie di risanamento, al fine di minimizzare il rischio per l'insieme della popolazione e per le fasce di persone più sensibili. 4. Le concessioni per nuovi impianti di telefonia mobile sono subordinate, oltre che all'approvazione del piano comunale, all'approvazione del regolamento di cui all'articolo 10. 5. Il piano comunale è sottoposto a verifica ed eventuale variazione almeno ogni tre anni. 6. Qualora il comune non provveda entro il termine di cui all'articolo 10 all'approvazione del regolamento di cui allo stesso articolo 10 e del piano comunale, la regione territorialmente competente diffida l'amministrazione comunale a redigere il piano entro due mesi. In caso di inottemperanza, la regione nomina un commissario ad acta entro un mese dalla scadenza del termine della diffida di cui al primo periodo. Art. 12. (Procedimento autorizzativo) 1. L'installazione, la modifica e l'adeguamento degli impianti per la telefonia mobile, nonché la modifica delle caratteristiche tecniche dei medesimi, sono subordinate al rilascio del provvedimento autorizzativo, comprensivo del permesso di costruire e del parere favorevole degli organismi di partecipazione, consigli di quartiere o municipalità, previsti dallo statuto comunale. 2.