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I lavori di sviluppo della rete sul territorio sono stati affidati a Infratel Italia società in house del Ministero, il 23 gennaio 2019, con la sottoscrizione del decreto da parte del ministro Di Maio. I primi interventi stanno coinvolgendo, con un progetto dedicato, tutti i 138 Comuni colpiti dal sisma del 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nei quali sono state già avviate le attività di progettazione d'intesa con le amministrazioni locali. Il progetto "Piazza Wifi Italia" non si ferma qui, grazie al nuovo stanziamento di 45 milioni di euro sono previste nuove aree wifi gratuite in tutti i comuni italiani, ampliando la disponibilità iniziale di 8 milioni di euro; di fatto, si affida alla società cinese la fornitura di apparati tecnologici che faranno parte di una grande infrastruttura del nostro Paese, su cui passeranno miliardi di dati sensibili, commerciali, personali, economici di enorme valore e di possibile interesse per il Governo cinese; il ministro Di Maio in un recente incontro con l'ambasciatore americano a Roma avrebbe espresso la volontà di non attivare i golden power per revocare la gara, in particolare per le frequenze del 5G, annunciando invece l'intenzione di costituire una struttura ad hoc presso il Ministero per verificare che il gruppo cinese operi in Italia nel rispetto delle regole, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, comprendendo la strategicità del tema della cyber sicurezza, non intenda rivedere, anche alla luce di diverse opinioni che sembrano emergere nella maggioranza di Governo in merito alla questione specifica, la sua decisione di non attivare la golden power , indicando eventualmente tutti gli elementi di garanzia per la sicurezza del Paese a supporto della sua decisione e chiarendo, inoltre, quali elementi di garanzia abbia ottenuto o intenda ottenere per tutti gli apparati che Huawei fornisce a vario titolo per la pubblica amministrazione, ad iniziare da quelli per Infratel e le altre società controllate o partecipate dai Ministeri e dal suo in particolare. Atto n. 4-01353 DE PETRIS Ai Ministri della giustizia, dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nel centro abitato di Pescasseroli (L'Aquila) sono installati circa 50 impianti pubblicitari collocati nei tratti stradali più frequentati delle principali vie del paese; tali impianti sono stati installati in violazione dell'art. 23 del decreto legislativo n. 285 del 1992, degli artt. 46 e 56 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992, degli artt. 3 e 36 del decreto legislativo n. 507 del 1993 e dell'art. 13 del regolamento comunale per la disciplina delle affissioni: ogni impianto risulta infatti privo della prescritta targhetta metallica con l'indicazione dell'amministrazione che ha rilasciato l'autorizzazione, il soggetto titolare dell'impianto, il numero dell'autorizzazione e la data di scadenza dell'autorizzazione; la gestione e lo sfruttamento economico di tali impianti sarebbe stata affidata, a quanto risulta all'interrogante illecitamente, in via esclusiva ed a titolo gratuito alla ditta IPAS, senza alcuna procedura di rilevanza pubblica e senza il rilascio della prescritta autorizzazione comunale. È stato invece stipulato un semplice contratto di diritto comune, violando anche la disciplina relativa al pagamento annuale dei contributi, dei diritti e delle tasse per l'installazione degli impianti sul suolo pubblico e per l'occupazione dello stesso; gli impianti risultano inoltre installati senza l'adozione dei prescritti atti endoprocedimentali a salvaguardia delle bellezze naturali, ambientali e paesaggistiche (decreto legislativo n. 42 del 2004 e legge n. 394 del 1991) e senza aver consultato l'Ente parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; il responsabile del Servizio tecnico del Comune di Pescasseroli avrebbe stipulato il contratto di diritto civile con la ditta IPAS al di fuori ed in contrasto con le procedure amministrative definite dalla legge: esiste infatti attualmente un preciso divieto di rilascio di autorizzazioni per l'installazione di nuovi impianti, sino a che non risultino approvati il piano generale per l'effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni e il regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità; in data 9 marzo e 12 dicembre 2016 l'associazione VAS (Verdi ambiente società) ha inoltrato denuncia per l'accertamento di comportamenti penalmente perseguibili presso la Procura della Repubblica del Tribunale civile di Sulmona, ipotizzando reati di cui agli artt. 323 e 328 del codice penale. Tuttavia, ad oltre due anni e mezzo dalla denuncia, la Procura non si è ancora espressa in merito all'esercizio dell'azione penale; il medesimo intervallo di tempo è trascorso per altre denunce dell'associazione VAS concernenti l'abbattimento e la ricostruzione dello spogliatoio del campo sportivo, l'incendio della palestra e l'autorizzazione a costruire un'autorimessa per autobus in zona di insediamento di attività artigianali del comune di Pescasseroli, si chiede di sapere: se il Ministro della giustizia non ravvisi l'esigenza di attivarsi, al fine di appurare quali siano i motivi che abbiano ostacolato il regolare svolgimento del procedimento relativo alle denunce presentate dall'associazione VAS, verificando altresì la necessità di applicare le norme del codice di procedura penale vigenti in materia; se i Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non intendano intervenire, per quanto di loro competenza, a tutela del bene pubblico e degli interessi della collettività, affinché sia fatta chiarezza sui motivi che hanno portato alla stipula di un contratto in palese violazione del codice della strada e delle leggi a tutela dell'ambiente; se non ritengano che sussistano i presupposti affinché si proceda alla rimozione degli impianti pubblicitari abusivi che risultino privi delle targhette di autorizzazione o installati in violazione delle prescrizioni del codice della strada; se non reputino che, in assolvimento delle funzioni di indirizzo e di controllo, sia doveroso impartire direttive al prefetto della provincia dell'Aquila, affinché accerti a livello dei pubblici ufficiali competenti sulla regolarità degli impianti e delle affissioni pubblicitarie la responsabilità per la loro omessa rimozione e per la mancata elevazione delle connesse sanzioni (si veda l'art. 56 del decreto del Presidente della Repubblica n. 507 del 1992). Atto n. 4-01354 PUGLIA VACCARO DONNO LANNUTTI CORRADO PELLEGRINI Marco NATURALE MORONESE CORBETTA PISANI Giuseppe Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: alla fine dell'anno 2010 nasceva Compagnia italiana di navigazione (Cin), costituita dal gruppo Moby, gruppo MSC e gruppo Grimaldi, per rilevare Tirrenia. Nello specifico, gli armatori coinvolti intraprendevano un'iniziativa congiunta nell'ambito del processo di privatizzazione della Tirrenia, allo scopo di rilevare la compagnia marittima in liquidazione.