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La richiesta di mutui con finalità di surroga ha incrementato costantemente il suo peso a partire dall'agosto 2022, passando dall'8 per cento di fine luglio al 36 per cento di gennaio 2023, con un aumento del 28 per cento. Rilevante per la finalità del presente disegno di legge è quanto reso noto a luglio di quest'anno dalla Federazione autonoma bancari italiani (FABI) elaborando i dati di Banca d'Italia: valgono euro 14,9 miliardi le rate di mutui e prestiti non pagate da quasi un milione di famiglie italiane. Tra le cause delle insolvenze l'aumento del costo del denaro, l'incremento dei tassi e la corsa dell'inflazione, fattori che riducono il reddito disponibile e mettono in difficoltà i clienti delle banche nel rispettare le scadenze relative ai finanziamenti. Più nel dettaglio ammontano a euro 6,8 miliardi le rate di mutui non pagati, a euro 3,7 miliardi quelle del credito al consumo e euro 4,3 miliardi gli arretrati relativi ad altri prestiti personali. Secondo la FABI euro 5,7 miliardi sono sofferenze certe, mentre euro 7,1 miliardi sono inadempienze probabili e circa euro 2 miliardi sono rate scadute. Oltre quattro quinti delle famiglie con mutuo in sofferenza, 8 su 10, ha optato per il tasso variabile. Su 960.000 famiglie in difficoltà, circa 790.000 hanno un mutuo a tasso variabile e le altre 170.000 uno a tasso fisso. Per le prime, le difficoltà sono cagionate dall'aumento dei tassi di interesse e quindi delle rate, cresciute in un anno del 70-75 per cento. Per le seconde, invece, che, avendo un contratto di prestito a tasso fisso, non hanno visto crescere la rata, le criticità vanno individuate nel generale aumento dell'inflazione: la corsa dei prezzi, infatti, tenendo conto che gli stipendi sono fermi (il potere d'acquisto in Italia è quello di 25 anni fa), ha ridotto il reddito disponibile con inevitabili ripercussioni anche sul rispetto delle scadenze bancarie. Come ricordato anche da FABI « quando una banca decide di proporre una soluzione di allungamento dei piani di rimborso del prestito sta sostanzialmente ristrutturando il debito: pertanto, è necessario fare attenzione anche a queste regole. Il rischio è che la modifica del piano di ammortamento per l'allungamento del prestito equivalga a un ritardo nel pagamento del debito e, se questo avviene, scatta un campanello d'allarme e il debitore viene successivamente classificato, al termine di un processo interno, in default . Tutto ciò con conseguenze per la banca (aumento dei crediti deteriorati e accantonamenti) e per la clientela (difficoltà di accesso a nuovo credito) ». Per cercare di superare le criticità connesse ai mutui il presente disegno di legge, al fine di sostenere le domande di mutuo per l'acquisto della casa e di calmierare l'impatto dell'incremento dei tassi di interesse sui mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale, pone, con decorrenza al 1° gennaio 2023, una soglia massima del valore del tasso variabile applicato dalla banca o da un istituto finanziario o cooperativo ai contratti di accensione di un mutuo, che non può essere superiore al 2 per cento. Il mutuo a tasso variabile è un finanziamento in cui il tasso di interesse è legato all'oscillazione di un indice finanziario di riferimento, generalmente l'Euribor. In base all'andamento del mercato finanziario, l'esito del calcolo della rata del mutuo può variare: verso l'alto quando l'Euribor sale, verso il basso quando l'indice scende. Ciò significa che l'importo della rata, nei mutui con tasso variabile, dipenderà dall'andamento del mercato riferito al periodo previsto per il pagamento della nuova rata. Spesso gli importi iniziali delle rate di un mutuo variabile risultano più contenuti rispetto a quelli di un mutuo a tasso fisso, ma in certi casi la tendenza al rialzo degli indici di mercato può essere piuttosto consistente e di conseguenza l'onere del mutuo può aumentare sensibilmente.. Art. 1. (Nuove disposizioni in materia di tasso variabile sui mutui per l'acquisto della prima casa) 1. Al fine di calmierare l'impatto dell'incremento dei tassi di interesse sui mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale, per l'anno 2023, con decorrenza al 1° gennaio 2023, la soglia massima del valore del tasso variabile applicato dalla banca o da un istituto di credito ai contratti di accensione di un mutuo non può essere superiore al 2 per cento dell'interesse del mutuo indicato nella stipula del contratto. 2. Per le finalità di cui al presente articolo il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, di cui all'articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è finanziato per l'anno 2023 anche mediante un contributo a titolo di prelievo solidaristico straordinario a carico della banca o dell'istituto di credito che rilascia il mutuo. Il contributo di solidarietà per l'anno 2023 è pari al 20 per cento del patrimonio netto della banca o dell'istituto di credito generato dall'applicazione del tasso d'interesse del mutuo nell'anno in corso, se l'incremento è superiore a euro 5.000.000. Qualora l'incremento è inferiore il contributo non è dovuto. 3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalità di applicazione del presente articolo. Le somme non impegnate nel 2023 possono essere utilizzate nell'anno successivo. Art. 2. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .