[pronunce]

n. 158 del 2015); che le modifiche normative sopravvenute hanno reso "inattuale" lo stesso petitum dei giudici rimettenti; che la soglia di punibilità dell'omesso versamento dell'IVA è stata innalzata, infatti, come detto, a 250.000 euro per ciascun periodo d'imposta, mentre quella della dichiarazione infedele è stata elevata a 150.000 euro (art. 4 del d.lgs. n. 158 del 2015); che - secondo quanto già più volte affermato dalla Corte di cassazione (per tutte, con riguardo all'omesso versamento dell'IVA, Corte di cassazione, sezione terza, 11 novembre 2015-1° aprile 2016, n. 13217; con riguardo alla dichiarazione infedele, Corte di cassazione, sezione terza, 11 novembre 2015-13 gennaio 2016, n. 891)- il predetto aumento delle soglie di punibilità, traducendosi in una modifica di segno favorevole al reo, è destinata ad operare, ai sensi dell'art. 2 del codice penale, anche in rapporto ai fatti antecedenti alla riforma (compresi quelli commessi sino al 17 settembre 2011); che, di conseguenza - ove pure, in ipotesi, le censure del giudici a quibus fossero fondate - il richiesto innalzamento della soglia di punibilità dell'indebita compensazione alla minor somma di euro 103.291,38 non varrebbe ad assicurare l'omologazione del trattamento della fattispecie considerata a quello previsto per i tertia comparationis; che, nella suddetta prospettiva, la stessa limitazione del petitum ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011 perderebbe di senso, valendo le nuove e più elevate soglie di punibilità dell'omesso versamento dell'IVA e della dichiarazione infedele per tutti gli illeciti, sia antecedenti che successivi alla novella del 2015; che, alla luce di quanto precede, va quindi disposta la restituzione degli atti ai giudici a quibus, per una nuova valutazione in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza delle questioni sollevate alla luce del mutato quadro normativo. Visto l'art. 9, commi 1 e 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti ai Tribunali ordinari di Lecce e di Palermo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 aprile 2016. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Giuseppe FRIGO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 maggio 2016. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA