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Art. 1 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto lo statuto dell'Università degli studi di Bologna, approvato con regio decreto 14 ottobre 1926, numero 2170 e modificato con regio decreto 13 ottobre 1927, n. 2227, e successive modificazioni; Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, numero 1592; Veduto il regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071, convertito nella legge 2 gennaio 1936, n. 73; Veduto il regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, e successive modificazioni; Veduta la legge 11 aprile 1953, n. 312; Vedute le proposte di modifiche dello statuto formulate dalle autorità accademiche dell'università anzidetta; Riconosciuta la particolare necessità di approvare le nuove modifiche proposte; Sentito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione; Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione; Decreta: Lo statuto dell'Università degli studi di Bologna, approvato e modificato con i decreti sopraindicati, e ulteriormente modificato nel senso che gli articoli dal 43 al 49, relativi alla facoltà di scienze politiche, sono abrogati e sostituiti dai seguenti con il conseguente spostamento della successiva numerazione. TITOLO V Facoltà di scienze politiche Art. 43. - La facoltà di scienze politiche conferisce la laurea in scienze politiche. Art. 44. - La durata del corso degli studi per la laurea in scienze politiche è di quattro anni. È titolo di ammissione il diploma di maturità classica o di maturità scientifica. Il curriculum di studi si distingue in un biennio propedeutico comune ed un biennio progredito corrispondente agli indirizzi determinati dalla facoltà. Superato l'esame di laurea, lo studente consegue il titolo di dottore in scienze politiche con l'indicazione dell'indirizzo prescelto. All'inizio di ogni anno accademico, il consiglio di facoltà stabilisce e rende noto agli studenti quali insegnamenti verranno impartiti durante l'anno, nonché la durata annuale o semestrale dei corsi ed il loro carattere obbligatorio ovvero opzionale. Art. 45. - Nel biennio propedeutico comune sono previsti i seguenti corsi obbligatori: 1) Sociologia; 2) Economia politica; 3) Storia moderna; 4) Diritto costituzionale italiano e comparato; 5) Istituzioni di diritto pubblico; 6) Statistica; 7) Storia delle dottrine politiche; 8) Filosofia della politica; 9) Storia contemporanea. Ciascuno studente deve sostenere, al più tardi alla fine del biennio propedeutico, due prove di esami dalle quali risulti la sua capacità di leggere correntemente l'inglese ed un'altra lingua moderna scelta fra francese, portoghese, russo, spagnolo o tedesco. Lo studente potrà aggiungere ai nove insegnamenti obbligatori sopra elencati del biennio propedeutico non più di un insegnamento del biennio progredito a scelta fra quelli indicati nello statuto ed in corrispondenza all'indirizzo prescelto. L'insegnamento così anticipato è detratto dal numero degli insegnamenti del biennio di specializzazione. - Art. 46. - Alla conclusione del primo biennio, ogni studente ha un colloquio orientativo con una commissione di facoltà per esaminare le modalità del proseguimento dei suoi studi e per la scelta dell'indirizzo. All'inizio di ogni anno accademico il consiglio di facoltà determina nell'ambito degli insegnamenti previsti negli elenchi seguenti, l'elenco delle materie non superiori a 15 corsi annuali per ogni indirizzo che saranno impartiti durante l'anno stesso. Ogni studente può chiedere al consiglio di facoltà la approvazione di un piano di studi con materie di due o più indirizzi, semprechè il numero di unità annuali di insegnamento non sia inferiore a 10: questo piano è concordato con le direzioni di tutti gli indirizzi tra i quali lo studente sceglie le materie che lo interessano. Equivale alla frequenza di un corso non obbligatorio la ripetizione di un altro corso, quando il consiglio di facoltà, su proposta della direzione dell'istituto, in considerazione delle innovazioni introdotte nel programma, lo autorizzi. Agli effetti del computo complessivo delle unità di insegnamento, due unità semestrali equivalgono ad una annuale. Art. 47. - All'inizio del 4° anno di corso lo studente deve depositare nella segreteria il titolo della dissertazione di laurea concordata con uno dei docenti della facoltà, sia che si tratti di materia obbligatoria sia che si riferisca a materia tra quelle elencate nei rispettivi indirizzi. Sulla dissertazione scritta si svolgerà una discussione atta a comprovare la capacità del candidato. La commissione è composta di 11 membri, essendo relatori oltre il professore di cui sopra un altro docente di materia affine della facoltà. Art. 48. - Coloro che sono in possesso di altra laurea o diploma di studi superiori sono ammessi dal consiglio di facoltà ad un anno di corso da stabilirsi caso per caso. In tali casi il consiglio di facoltà indica allo studente il piano di studi da ulteriormente seguire. Art. 49. - La facoltà prevede i seguenti indirizzi di specializzazione: A) Storico-politico; D) Politico-sociale; C) Politico-amministrativo; D) Politico-economico. A ciascun indirizzo corrisponde un istituto. Gli istituti hanno ciascuno il proprio regolamento proposto dal consiglio direttivo ed approvato dal consiglio di facoltà e dagli organi accademici. Art. 50. - Per essere ammessi all'esame di laurea, gli studenti debbono aver seguito i corsi e superato gli esami relativi a non meno di 21 corsi annuali, compresi quelli di lingue. Qualora vengano istituiti corsi semestrali o trimestrali, il consiglio di facoltà stabilisce il valore da assegnare ai corsi stessi, in relazione al raggiungimento del numero di corsi necessario per l'ammissione all'esame di laurea. Nel caso di corsi pluriennali di una stessa materia, ogni esame annuale viene computato ai fini del raggiungimento del numero minimo dei corsi stabilito al comma primo del presente articolo. Art. 51. - L'indirizzo storico-politico è articolato in dieci unità di corso annuali complessive e in due gruppi di ricerca. Sei unità di corso annuali sono scelte dallo studente in accordo con la direzione dell'istituto e il responsabile del lavoro di tesi. Ogni anno il consiglio di facoltà, sentite la direzione dell'istituto, rende obbligatorio per tutti gli studenti dell'indirizzo un numero di corsi, non superiore a quattro, da scegliersi tra quelli contenuti nell'elenco che qui segue: Corsi dell'indirizzo storico-politico 1) Storia delle istituzioni politiche; 2) Scienza della politica; 3) Storia della Chiesa; 4) Dottrine giuridiche; 5) Storia moderna; 6) Metodologia della ricerca storica; 7) Politica comparata; 8) Relazioni internazionali; 9) Filosofia politica; 10) Storia ed istituzioni dei paesi afro-asiatici; 11) Storia dei trattati e delle relazioni internazionali; 12) Storia delle dottrine economiche; 13) Storia dei movimenti e partiti politici;