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che tutti gli spazi interni, eccettuati i parcheggi e le rampe di accesso ai cantinati, dovranno essere sistemati a giardino con percorsi pedonali studiati allo scopo di consentire di raggiungere tutti gli edifici senza creare interferenze con il traffico veicolare che dovrà, pertanto, svolgersi unicamente sulle vie esistenti e previste dal piano regolatore; Considerato, per quanto riguarda la variante ai piani particolareggiati n. 95 e n. 152 che si ritiene ammissibile che oltre al citato nuovo viadotto ferroviario ed il nodo stradale con la via Angelo Emo, sia stato previsto lo spostamento di alcune zone a villini; che si ritiene necessario il vincolo di rispetto previsto sulle aree comprese tra il nuovo tracciato ferroviario e quello esistente sulla linea Roma-Viterbo, vincolo che opportunamente è stato esteso anche alle adiacenti aree; Considerato, per quanto riguarda la variante al piano particolareggiato n. 60, che si ritengono ammissibili le modifiche apportate alla esistente rete viaria dalla variante stessa; che, tuttavia, è da prescrivere che nel tratto tra il cavalcavia della via Aurelia e il nodo attrezzato della Valle Aurelia, tutta la edilizia sia arretrata dal filo stradale della via Olimpica, mantenendo da quest'ultima un distacco non inferiore a m. 10 mentre, per quanto riguarda il tratto della stessa arteria che attraversa la zona di cui alla volumetria speciale B, tale arretramento può essere ridotto a m. 6; che, per quanto riguarda l'assetto edilizio delle aree comprese tra il cavalcavia della via Aurelia e la via Gregorio VII, le sistemazioni previste sono da ritenere accettabili, salvo che per quanto riguarda la soluzione della zona a volumetria speciale B, nella quale, al fine di diminuirne la densità, si ritiene necessaria l'abolizione dei corpi di fabbrica interni nei due isolati a sud, adiacenti alla predetta via Gregorio VII e l'abolizione di uno dei corpi di fabbrica trasversali negli altri due isolati, consentendo in tal modo di realizzare più ampi spazi liberi; che, tanto per la sistemazione della zona a volumetria speciale A, quanto per l'altra a volumetria speciale B, allo scopo di aderire meglio alle effettive esigenze della realizzazione, si può consentire che in sede esecutiva del piano siano introdotte lievi varianti alla forma degli edifici, nonché eventuali lievi spostamenti, in relazione a, motivate esigenze di carattere distributivo ed architettonico, purché non venga variato il numero e la disposizione dei singoli edifici come sopra, definiti, e sempre che la cubatura complessiva delle costruzioni non superi quella consentita con l'approvazione del piano; Considerato, per quanto riguarda le opposizioni, che l'opposizione Amministrazione dei Beni della Santa Sede (1) deve essere respinta per quanto riguarda la richiesta di estensione del vincolo di rispetto alla zona a villini, mentre non dà luogo a provvedere per le altre richieste in essa contenute, in quanto relative ad aree ricadenti fuori dei limiti del piano particolareggiato e delle varianti di che trattasi; che le opposizioni Ricci Vittorio ed Elena (2), Soc. edilizia terreni via Aurelia (3), Argenti Giulio, Adriano ed altri (4), non possono essere accolte per i motivi addotti nelle controdeduzioni comunali con le quali si concorda; Considerato che il piano particolareggiato e le varianti in questione apportano modificazioni al piano regolatore di massima del 1931; Considerato che per la loro adozione si ritiene opportuno fissare il termine di anni cinque decorrente dalla data del presente decreto; Vista la nota del comune di Roma del 28 luglio 1962, n. 45367, con cui il Comune stesso si è pronunciato in merito alle prescrizioni e modifiche di cui sopra la cui sostanza non porta innovazioni sostanziali al piano comunale; Visto il decreto interministeriale 2 agosto 1961, numero 16170, n. 61/126, con il quale è stato approvato il piano finanziario; Visti i voti n. 742 e 757 espressi dalla Commissione per il piano regolatore di Roma nell'adunanza del 18 ottobre 1961 e del 1 agosto 1962; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per i lavori pubblici; Decreta: Sono approvati, con le prescrizioni di cui in narrativa, il piano particolareggiato n. 156 di esecuzione della zona compresa fra il viale Vaticano, permetri dei piani particolareggiati n. 152, n. 95 e n. 88 e limite della zona con caratteristiche speciali, nonché le varianti VI al piano particolareggiato n. 60, IV al p. p. n. 88, V al p. p. n. 95, bis al p. p. n. 121, bis al p. p. n. 152, vistati dal Ministro per i lavori pubblici in una planimetria in scala 1: 5.000, in una planimetria in scala, 1: 1.000, in una planimetria in scala 1: 500 costituente l'allegato A, in una planimetria in scala 1: 1.000 costituente l'allegato B, in una relazione tecnica, in un elenco delle proprietà interessate, e nella lettera 9 agosto 1961, contenente le controdeduzioni alle opposizioni presentate, nonché nella lettera 28 luglio 1962, n. 45367, contenente le proposte comunali in ordine all'assetto urbanistico delle zone di che trattasi. L'opposizione Amministrazione dei Beni della Santa Sede (1) è respinta per quanto riguarda la richiesta di estensione del vincolo di rispetto sulla zona a villini, e non dà luogo a provvedere per quanto riguarda le altre richieste; le opposizioni Ricci Vittorio ed Elena (2), Soc. edilizia terreni via Aurelia (3), Argenti Giulio, Adriano ed altri (4), sono respinte. Per l'attuazione del piano particolareggiato e delle varianti sopra descritte è fissato il termine di anni cinque a decorrere dalla data del presente decreto. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 17 settembre 1962 SEGNI FANFANI - SULLO Visto, il Guardasigilli: BOSCO Registrato alla Corte dei conti, addì 7 gennaio 1963 Atti del Governo, registro n. 161, foglio n. 51. - VILLA