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Abbiamo depositato qui in Senato due interrogazioni, la prima a febbraio 2020 e la seconda a febbraio 2021, chiedendo al Ministro della salute di porre fine a questo scempio e di sollecitare l'aggiornamento dell'accordo collettivo nazionale. Alla Camera il nostro Gruppo parlamentare ha discusso in Aula un'interpellanza e in Regione Campania la nostra vice presidente Valeria Ciarambino si batte al fianco di questi operatori sanitari da un anno, attraverso atti depositati in Commissione sanità e chiedendo anche il passaggio a contratti stabili per questi medici che sono precari storici. Oggi però, come dicevo, finalmente il decreto-legge in esame prevede il riscatto di questi medici, perché, grazie a un nostro emendamento approvato in Commissione bilancio, non dovrà più essere restituita l'indennità finora percepita (Applausi) . Confido che questo emendamento sia inserito nel testo definitivo del decreto-legge e sia accolto con favore da tutte le forze politiche, perché le battaglie per i diritti devono essere di tutti. Altre battaglie e sfide dobbiamo combattere assieme per riscattare tutti i nostri eroi, tutto il nostro personale sanitario che - lo voglio ricordare - quest'anno è candidato al premio Nobel per la pace (mi riferisco al personale sanitario italiano). Tra gli eroi da riscattare ci sono, ad esempio, i dottorandi, ai quali purtroppo non siamo riusciti a garantire il raggiungimento del minimale contributivo INPS; ci sono gli operatori sociosanitari, che, dopo aver lavorato nella gestione di tutte e tre le fasi pandemiche, continuano a ricevere lettere di licenziamento. Ci sono i medici di comunità e cure primarie, specialisti che si sono formati per la gestione delle cure primarie e della medicina di comunità e per operare nell'ambito della medicina generale. Eppure, nonostante due decreti interministeriali prevedano che come ambito di azione per questi medici ci sia la medicina generale, questo ancora non è permesso. Avevamo provato a sanare questo vulnus con due emendamenti, che purtroppo hanno avuto parere contrario, nonostante la carenza dei medici di medicina generale in questo Paese e la necessità di strutturare le case di comunità, che sono proprio i luoghi in cui questi specialisti dovranno operare. Il mio invito, colleghi, è allora davvero quello di unirci per portare avanti battaglie che vadano nella direzione di valorizzare tutto il nostro personale sanitario (penso alla riforma della formazione medica e a quella dell'emergenza-urgenza territoriale), perché tutelare i nostri operatori sanitari significa tutelare il diritto alla salute dei cittadini italiani. A tutti gli operatori sanitari vanno la mia e la nostra gratitudine; siamo - e continueremo a essere - al vostro fianco. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghi e colleghe, prima di tutto voglio ringraziare i nostri relatori per l'ottimo lavoro svolto, sia il collega Manca, sia la collega Toffanin. Il provvedimento che ci apprestiamo a discutere e a votare è il frutto del lavoro di settimane, con cui abbiamo cercato di dare ascolto alle richieste di aiuto che ci provengono ormai da tutte le categorie. Come rappresentanti delle istituzioni, siamo chiamati a fare tutto il necessario per fornire supporto e sostegno a tutte le categorie colpite, a fronte di una crisi che veramente ha colpito tutti indistintamente. Possiamo e dobbiamo ancora fare molto, ma credo che fino a questo momento abbiamo compiuto un buon lavoro, prima con i decreti rilancio e ristori e ora con il decreto sostegni, al quale a breve seguirà un decreto sostegni due. Questi provvedimenti sono la chiara dimostrazione del fatto che la crisi non è passata. Siamo ancora in emergenza pandemica e stiamo cercando di rialzarci, anche con l'importante lavoro fatto nel campo delle vaccinazioni, per poter dare un po' di sollievo alle attività economiche che sono in sofferenza da troppo tempo, ma anche per poter tornare finalmente a respirare un po' di normalità. Abbiamo lavorato in questa direzione e gli importanti emendamenti approvati ne sono una chiara dimostrazione: l'esenzione integrale del canone RAI per il 2021; ma anche la possibilità, per i datori di lavoro che abbiano integralmente fruito del trattamento ordinario di integrazione salariale, dell'assegno ordinario, nonché del trattamento di integrazione salariale in deroga, previsti dalla legge di bilancio 2020-2021; la possibilità di anticipare la decorrenza della fruizione dei trattamenti previsti dal decreto sostegni, al fine appunto di consentire la continuità con i precedenti periodi. Vi è poi la concessione di un contributo a favore dei concessionari di aree demaniali marittime, per le attività di acquacoltura, pesca e ripopolamento attivo e passivo, che hanno la necessità più che mai di essere rilanciate. Queste sono solo alcune misure contenute nel decreto che ci apprestiamo a votare, misure che, come Italia Viva-PSI, abbiamo fortemente voluto e su cui abbiamo canalizzato il nostro impegno nel lavoro di queste settimane in Commissione (ne approfitto per ringraziare tutti i colleghi e le colleghe delle Commissioni competenti). Come Capogruppo in Commissione istruzione e cultura, però, penso anche alle misure che riguardano il settore della cultura e dello sport, forse tra le categorie maggiormente colpite dalle restrizioni adottate per contenere il virus. In questo importante lavoro, Italia Viva-PSI ha giocato un ruolo centrale e decisivo. Pensiamo infatti che far ripartire la cultura e il mondo dell'intrattenimento significhi in parte far ripartire la vita e la normalità. È stato approvato il nostro emendamento a favore degli operatori dello spettacolo (qui ringrazio come primo firmatario Riccardo Nencini): si tratta di agevolazioni per le spese sostenute nel 2020 per la realizzazione di attività culturali, anche se si sono utilizzati sistemi digitali per la trasmissione di opere dal vivo, come rappresentazioni teatrali, concerti e balletti. Abbiamo messo in campo fondi utilizzabili come credito di imposta pari al 90 per cento quale contributo straordinario: è senza dubbio una misura importante, soprattutto perché si tratta di un contributo che è compatibile anche qualora le imprese abbiano beneficiato di altri finanziamenti, a carico del Fondo unico per lo spettacolo. Poi lo sport, che non è stato lasciato indietro, ma era ed è davvero in ginocchio; è un tema su cui ci siamo sempre battuti come Italia Viva-PSI. È stato infatti approvato un altro importante emendamento, che porta la mia prima firma, con cui viene ulteriormente rifinanziato un fondo previsto dal decreto-legge ristori, con uno stanziamento di 50 milioni di euro, per il periodo 2020-2021, per il sostegno alle associazioni e società sportive dilettantistiche. È un importante passo in avanti e vigileremo affinché il decreto attuativo della norma preveda che tali risorse siano effettivamente destinate ad associazioni e società che non hanno potuto accedere al contributo a fondo perduto in quanto non titolari di partita IVA. Nello stesso senso va anche la misura, sempre voluta dal nostro Gruppo, che consente il rimborso per gli abbonamenti relativi all'accesso a impianti sportivi di ogni tipo.