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Analogamente si provvede con riferimento all'abbandono di rifiuti e all'attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Si prevede pertanto idonea sanzione per chiunque, in modo incontrollato o presso siti non autorizzati, abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee sostanze o rifiuti. Un intervento ancor più dissuasivo è previsto per i titolari d'imprese ed i responsabili che si rendono responsabili di tali condotte, graduando la sanzione sulla base della pericolosità dei rifiuti. Viene inoltre inasprito il trattamento sanzionatorio per chiunque effettua un'attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza dell'autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla normativa vigente nonché per chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata, prevedendo la confisca dell'area sulla quale è realizzata la discarica abusiva e gli obblighi di bonifica o di ripristino dello stato dei luoghi. Vengono parallelamente elevate le pene per le attività illecite di miscelazione di rifiuti, per il deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi, nonché per coloro che non ottemperano all'ordinanza del sindaco di rimozione dei rifiuti illegalmente abbandonati. In tal caso il beneficio della sospensione condizionale della pena deve sempre essere subordinato all'esecuzione del ripristino dello stato dei luoghi. Con riferimento alla nuova fattispecie di combustione illecita dei rifiuti, viene introdotta anche la multa, mentre in materia di inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio la pena dell'arresto e l'ammenda vengono tramutati nella previsione della reclusione e della multa, disponendo che la pena è aumentata se il fatto è commesso nell'ambito dell'attività di un'impresa o comunque di un'attività organizzata. Il medesimo articolo 15 rivede le sanzioni in materia di violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari , in materia di traffico illecito di rifiuti nonché per il settore delle emissioni (per quanto attiene ai composti organici volatili e alla combustione di materiali o sostanze in difformità alle prescrizioni di legge). Si provvede, infine, ad assicurare l'applicazione del codice dell'ambiente anche al danno in relazione al quale siano trascorsi più di trent'anni dall'emissione, dall'evento o dall'incidente che l'hanno causato. Viene abrogata la disposizione in cui si prevede la non applicazione del codice dell’ambiente al danno ambientale o alla minaccia imminente di danno causati da inquinamento di carattere diffuso, se non sia stato possibile accertare in alcun modo un nesso causale tra il danno e l'attività di singoli operatori. In tali casi rispondono del danno i soggetti amministrativamente responsabili del controllo del territorio, eventualmente in concorso tra loro, per l'omessa vigilanza e l'omissione di atti d'ufficio, salvo il caso in cui provino di aver posto in essere tutte le attività necessarie ad evitare il danno. Il capo II inoltre reca modifiche al codice penale. In materia di prescrizione, l'articolo 16 prevede che la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge aumentato della metà, e comunque un tempo non inferiore a otto anni se si tratta di delitto e a sei anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria. Parallelo aumento dei termini è previsto al quinto comma dello stesso articolo 157, novellato al fine di stabilire che quando per il reato la legge stabilisce pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria si applica il termine di cinque anni. I termini vengono raddoppiati per i reati ambientali previsti dal codice dell'ambiente e dal codice penale. In materia di decorrenza, il primo comma dell'articolo 158 viene modificato nel senso di prevedere che il termine della prescrizione decorre, per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentato, dal giorno in cui è cessata l'attività del colpevole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione; per i reati istantanei ad effetti continuati, dal momento in cui si manifestano per la prima volta gli effetti del reato. Sono conseguentemente inasprite le fattispecie dell'aggravante di associazione eco-mafiosa. Dopo il titolo VI del libro secondo del codice penale, è inserito il titolo VI- bis riguardante i delitti contro l'ambiente, destinato ad entrare in vigore sei mesi dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo previsto dal successivo articolo 22 del disegno di legge. Tra le altre, si introduce la fattispecie di inquinamento ambientale, con riferimento alla compromissione o al deterioramento delle qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell'aria, dell'ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna selvatica, prevedendo circostanze aggravanti in caso di pericolo per la vita o per l'incolumità personale. Si tipizza la fattispecie di disastro ambientale, applicando la pena dell'ergastolo se il fatto cagiona la morte di più persone, con l'effetto di rendere imprescrittibile tale delitto. Sono disciplinate le fattispecie di alterazione del patrimonio naturale, della flora o della fauna selvatica o delle bellezze naturali protette e previsti aumenti di pena se il danno o il pericolo ha per oggetto aree naturali protette o beni sottoposti a vincolo paesaggistico, idrogeologico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero se deriva dall'immissione di radiazioni ionizzanti. Viene introdotto nel codice penale il reato di traffico di rifiuti (attualmente disciplinato solo a livello di leggi speciali) con pene aggravate per i rifiuti pericolosi e quelli radioattivi, con aumento della metà se dal fatto deriva il pericolo concreto per la vita o per l'incolumità delle persone. Si introduce la fattispecie di frode in materia ambientale, commessa da colui che, al fine di commettere taluno dei delitti ambientali ovvero di conseguirne l'impunità, falsifica in tutto o in parte, materialmente o nel contenuto, la documentazione prescritta, ovvero fa uso di documentazione falsa o illecitamente ottenuta. Chi impedisce o intralcia l'attività di controllo degli insediamenti o di parte di essi da parte dei soggetti legittimati ad eseguirla è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Nel caso di delitti commessi da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti al suo ufficio, la pena della reclusione è aumentata di un terzo. Per quanto concerne i delitti colposi contro l'ambiente si prevede la diminizione delle pene di un terzo. Sono puntualmente indicate le pene accessorie (l'interdizione dai pubblici uffici, l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione), disponendo che qualora la condanna sia superiore ai cinque anni di reclusione l'interdizione sia perpetua.