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2 Entro un mese dalla conclusione del trattamento nutrizionale artificiale domiciliare, le unità operative sono tenute a trasmettere la documentazione completa del trattamento cessato ai centri di coordinamento per le relative elaborazioni statistiche. 8 (Obblighi dei pazienti) 1 I pazienti devono seguire il trattamento nutrizionale artificiale domiciliare in conformità alle metodiche apprese durante il corso di cui all'articolo 4, comma 1, lettera f) . 2 Ai pazienti non è consentito apportare variazioni al trattamento intrapreso senza che queste siano state preventivamente concordate con l'unità operativa, alla quale i pazienti sono tenuti a segnalare qualsiasi modificazione che sopravvenga nel corso del trattamento praticato. 3 I pazienti sono altresì tenuti al corretto uso e alla diligente e appropriata conservazione degli apparecchi e dei materiali ricevuti nonché alla loro restituzione, unitamente ai materiali rimasti eventualmente inutilizzati, al termine della terapia. 9 (Ruolo delle aziende sanitarie locali) 1 Il responsabile del servizio farmaceutico dell’azienda sanitaria locale competente per territorio è tenuto a fornire al paziente i nutrienti e i materiali necessari per il trattamento nutrizionale artificiale domiciliare sulla base delle prescrizioni formulate dalle unità operative. 2 Nel caso siano richieste sacche nutrizionali per la nutrizione parenterale, il responsabile del servizio farmaceutico deve acquisire la richiesta predisposta dalle unità operative e inviarla alle farmacie cliniche individuate da ciascuna regione o provincia autonoma come idonee al confezionamento delle sacche nutrizionali. Non appena le miscele sono state confezionate, lo stesso responsabile ne deve curare il ritiro e la conservazione ottimale fino alla consegna al paziente. 3 Il centro di assistenza domiciliare dell’azienda sanitaria locale di appartenenza del paziente è autorizzato a concedere il suo personale per i corsi teorici e pratici sulla nutrizione artificiale di cui all’articolo 4, comma 1, lettera f) . 10 (Ruolo dei centri di coordinamento) 1 Ai centri di coordinamento di cui all'articolo 2, comma 2, sono attribuiti i seguenti compiti: a stimolare, nell'ambito dell'attività delle varie unità operative, l'uso di protocolli di valutazione e di trattamento della nutrizione artificiale, il più possibile omogenei; b coordinare nell'ambito regionale e delle province autonome l'attività di diffusione dell'informazione del piano regionale a livello delle aziende sanitarie locali, delle strutture di ricovero e dei medici di base; c raccogliere le informazioni e redigere un rapporto semestrale da inviare all'assessore alla sanità della regione o della provincia autonoma e a tutte le unità operative; d attivare e gestire, insieme alle unità operative, corsi di addestramento e perfezionamento sulle tecniche della nutrizione artificiale per medici, infermieri e farmacisti di tutte le aziende sanitarie locali, in modo che ogni struttura sanitaria del territorio regionale o delle province autonome possa disporre di personale in grado di collaborare alla realizzazione della nutrizione artificiale. 11 (Partecipazione di società di servizi o strutture private convenzionate) 1 In caso di assoluta necessità e urgenza non altrimenti superabile, le aziende sanitarie locali, al fine di somministrate il trattamento nutrizionale artificiale domiciliare, possono avvalersi, sulla base di un’apposita convenzione, di società di servizi che forniscono il servizio di assistenza domiciliare per l'esercizio presso le abitazioni 2 Una convenzione analoga a quella di cui al comma 1 può essere stipulata con case di cura convenzionate che siano in grado di fornire il personale e i materiali necessari al trattamento nutrizionale artificiale domiciliare in alternativa al ricovero ospedaliero. 3 Le regioni e le province autonome provvedono ad adottare appositi schemi di convenzione in conformità alle disposizioni della presente legge. 12 (Campagne di informazione) 1 Il Ministero della salute, d'intesa con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, promuove nel triennio 2017-2019 la realizzazione di campagne istituzionali di comunicazione destinate a informare i cittadini sulle modalità e sui criteri di accesso alle prestazioni e ai programmi di assistenza in materia di nutrizione artificiale connessi alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, delle farmacie pubbliche e private nonché delle organizzazioni private senza scopo di lucro impegnate nella tutela dei diritti in ambito sanitario ovvero operanti sul territorio. 13 (Reti nazionali per le cure palliative e per la nutrizione artificiale) 1 Al fine di consentire il costante adeguamento delle strutture e delle prestazioni sanitarie alle esigenze del malato, in conformità agli obiettivi del Piano sanitario nazionale e comunque garantendo i livelli essenziali di assistenza di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il Ministero della salute attiva una specifica rilevazione sui presìdi ospedalieri e territoriali e sulle prestazioni assicurati e in ciascuna regione dalle strutture del Servizio sanitario nazionale nel campo della nutrizione artificiale, al fine di promuovere l'attivazione e l'integrazione delle reti per le cure palliative e per la nutrizione artificiale a livello regionale e nazionale e la loro uniformità su tutto il territorio nazionale. 2 Con accordo stipulato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro della salute, sono individuate le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo della nutrizione artificiale, anche per l'età pediatrica, con particolare riferimento ai medici di medicina generale e ai medici specialisti in anestesia e rianimazione, geriatria, neurologia, oncologia, pediatria, ai medici con esperienza almeno triennale nel campo della nutrizione artificiale, agli infermieri, agli psicologi, ai dietisti e agli assistenti sociali nonché alle altre figure professionali ritenute essenziali. Con il medesimo accordo sono altresì individuate le tipologie di strutture nelle quali le reti di cui al comma 1 si articolano a livello regionale, nonché le modalità per assicurare il coordinamento delle reti a livello nazionale e regionale. 3 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro della salute, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, mediante intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sono definiti i requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l'accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e di nutrizione artificiale domiciliari presenti in ciascuna regione, al fine di definire la rete per la nutrizione artificiale, con particolare riferimento ad adeguati standard strutturali qualitativi e quantitativi, a una pianta organica adeguata alle necessità di cura della popolazione residente e a una disponibilità adeguata di figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo della nutrizione artificiale, anche con riguardo al supporto alle famiglie.