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Tuttavia, la mancata ratifica dell'Accordo in questione ha indotto la Commissione europea ad avviare, il 2 dicembre 2021, la procedura di infrazione n. 2021/2243, poiché da tale mancata ratifica ne consegue la formale perdurante vigenza degli effetti di tre trattati bilaterali d'investimento conclusi tra il 1967 e il 2000 dall'Italia con Bulgaria, Slovenia e Malta. La problematica della incompatibilità dei TBI con i Trattati UE si era posta soprattutto con gli allargamenti dell'Unione del 2004, del 2007 e del 2013 a dodici Paesi dell'Europa orientale e a Malta. Tra gli Stati già membri e molti di questi nuovi Paesi erano legittimamente in vigore accordi a tutela dei reciproci investimenti. Ma, una volta entrati nell'Unione, la Corte di giustizia è dovuta intervenire per dichiararne l'incompatibilità con il diritto dell'Unione. In particolare, nella cosiddetta "sentenza Achmea ", del 6 marzo 2018 (causa C-284/16, Slowakische Republik contro Achmea BV ), la Corte ha stabilito che le clausole compromissorie per le controversie tra investitori e Stati, contenute nei TBI in essere tra Stati membri dell'Unione europea, sono in contrasto con i Trattati dell'Unione e pertanto inapplicabili a decorrere dalla data in cui l'ultima delle Parti del trattato bilaterale di investimento interno all'Unione è divenuta Stato membro della stessa. La motivazione della Corte risiede nel fatto che gli articoli 267 e 344 del TFUE stabiliscono la competenza esclusiva della Corte di giustizia dell'UE sulle controversie relative all'interpretazione o all'applicazione del diritto dell'Unione. Nel caso di specie, gli investimenti esteri tra Stati membri riguardano certamente anche il diritto dell'Unione e, pertanto, le eventuali controversie che ne nascono non possono essere assegnate a un collegio arbitrale, ma devono essere sottoposte al sistema giurisdizionale stabilito dai Trattati, che vede la competenza del giudice ordinario nazionale a demandare alla Corte di giustizia europea, in via pregiudiziale, le questioni relative all'interpretazione o all'applicazione del diritto europeo. Per questo motivo, la clausola compromissoria è tale da rimettere in discussione, oltre al principio della fiducia reciproca tra gli Stati membri, la salvaguardia del carattere proprio del diritto dell'Unione, garantita dal procedimento di rinvio pregiudiziale di cui all'articolo 267 TFUE, e non è, pertanto, compatibile con il principio di leale cooperazione enunciato all'articolo 4, paragrafo 3, primo comma, del TUE, e pregiudica l'autonomia del sistema giuridico dell'Unione sancita, in particolare, dall'articolo 344 TFUE. Nel 2020, proprio per dare piena attuazione alla sentenza Achmea è stato adottato l'Accordo sull'estinzione dei trattati bilaterali di investimento tra Stati membri dell'Unione europea, oggetto del disegno di legge di ratifica in esame. L'Accordo nasce quindi dall'esigenza di garantire l'autonomia, il primato e l'efficacia del diritto dell'Unione europea, conformando gli ordinamenti nazionali alla giurisprudenza della Corte di Giustizia, che ha stabilito l'incompatibilità delle clausole compromissorie contenute con il diritto dell'UE. L'Accordo in ratifica, composto da 18 articoli, dopo aver offerto un quadro delle definizioni dei termini utilizzati (articolo 1), dichiara l'estinzione dei trattati bilaterali di investimento tra gli Stati membri e della eventuale clausola di caducità, che ne estendeva la vigenza per un ulteriore periodo di tempo (articoli 2 e 3), stabilisce che le clausole compromissorie, che prevedono l'arbitrato per la risoluzione delle controversie, sono in contrasto con i Trattati dell'Unione e sono quindi inapplicabili (articolo 4), ribadisce che non possono essere avviati nuovi procedimenti arbitrali sulla base delle clausole compromissorie presenti nei trattati bilaterali oggetto di estinzione (articolo 5), fa salvi i procedimenti arbitrali conclusi e le composizioni amichevoli di controversie promosse prima del 6 marzo 2018 (articolo 6), e obbliga le Parti contraenti di un trattato bilaterale di investimento a informare i collegi arbitrali di procedimenti arbitrali pendenti a tale data o di nuovi procedimenti arbitrali, delle conseguenze giuridiche derivanti dalla sentenza Achmea (articolo 7). Ulteriori disposizioni disciplinano le misure applicabili ai processi arbitrali pendenti, consentendo alle Parti contraenti interessate e all'investitore di concordare altre forme di risoluzione delle controversie, compresa la composizione amichevole e il dialogo strutturato, e conferendo all'investitore la possibilità di accesso ai mezzi di ricorso giurisdizionale previsti dal diritto interno anche oltre la scadenza prevista dall'ordinamento nazionale per esperire l'azione (articoli 8, 9 e 10). L'Accordo in ratifica prevede altresì che il segretario generale del Consiglio dell'Unione europea sia il depositario dell'Accordo e che questo abbia il compito di effettuare le notifiche previste alle Parti contraenti (articolo 11), identifica gli allegati all'accordo come parte integrante di quest'ultimo affermando che nell'allegato B sono compresi gli accordi estinti per i quali può essere ancora applicata la clausola di caducità (articolo 12), stabilisce che non sono ammesse riserve all'accordo (articolo 13), che le controversie riguardanti l'applicazione o interpretazione dell'Accordo debbano essere composte in via amichevole e che, qualora entro 90 giorni non sia stato possibile pervenire alla composizione amichevole, ogni Parte possa sottoporre la controversia alla Corte di giustizia (articolo 14). Infine, si stabilisce che l'Accordo entra in vigore decorsi trenta giorni dal deposito del secondo strumento di ratifica e che le Parti contraenti hanno la facoltà di applicare l'Accordo a titolo provvisorio (articoli 15, 16 e 17). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo e l'ordine di esecuzione. L'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione dell'Accordo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che a eventuali oneri addizionali derivanti dai procedimenti relativi agli arbitrati pendenti, si provvederà mediante apposito provvedimento legislativo. L'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge il giorno successivo a quello della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Relatore, ritenendo che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e consente l'archiviazione della citata procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, presenta un conferente schema di parere favorevole. Su richiesta della senatrice GIANNUZZI ( Misto ) e del senatore LICHERI, il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.