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Inoltre, viene inserito il comma 2- bis per disciplinare la conclusione della procedura di VIA per i progetti di cui all'articolo 7- bis , comma 2- bis , prevedendo che la Commissione PNIEC si esprima entro centosettanta giorni dalla pubblicazione della documentazione di cui all'articolo 23 del decreto legislativo n. 152 del 2006 predisponendo lo schema di provvedimento di VIA. Entro i successivi trenta giorni, viene adottato il provvedimento di VIA con provvedimento del direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare competente per materia, previo concerto del competente direttore generale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo entro il termine di quindici giorni decorso il quale il concerto si intende acquisito, ai sensi dell'articolo 17- bis della legge 7 agosto 1990, n. 241. In caso di inerzia nella conclusione del procedimento, il titolare del potere sostitutivo, acquisito il parere dell'ISPRA entro trenta giorni qualora la Commissione PNIEC non si sia pronunciata, provvede al rilascio del provvedimento entro i successivi trenta giorni. Infine, in conformità con la modifica sopra introdotta all'articolo 5 del decreto legislativo n. 152/2006, che modifica la definizione di « condizione ambientale », si provvede a modificare il contenuto del provvedimento di VIA di cui all'articolo 25, comma 4, che prevede: « 4. Il provvedimento di VIA contiene altresì le eventuali e motivate condizioni ambientali che definiscono: a ) le condizioni per la realizzazione, l'esercizio e la dismissione del progetto, nonché quelle relative ad eventuali malfunzionamenti; b ) le misure previste per evitare, prevenire, ridurre e, se possibile, compensare gli impatti ambientali significativi e negativi; c) le misure per il monitoraggio degli impatti ambientali significativi e negativi, anche tenendo conto dei contenuti del progetto di monitoraggio ambientale predisposto dal proponente ai sensi dell'articolo 22, comma 3, lettera e) . La tipologia dei parametri da monitorare e la durata del monitoraggio sono proporzionati alla natura, all'ubicazione, alle dimensioni del progetto ed alla significatività dei suoi effetti sull'ambiente. Al fine di evitare una duplicazione del monitoraggio, è possibile ricorrere, se del caso, a meccanismi di controllo esistenti derivanti dall'attuazione di altre pertinenti normative europee, nazionali o regionali ». Si prevede, pertanto, inserendo la lettera a-bis) , che il provvedimento di VIA contenga anche « le linee di indirizzo da seguire nelle successive fasi di sviluppo progettuale delle opere per garantire l'applicazione di criteri ambientali atti a contenere e limitare gli impatti ambientali significativi e negativi o incrementare le prestazioni ambientali del progetto ». Con riferimento alla lettera n) , sono state introdotte modifiche all'articolo 27 del decreto legislativo n. 152 del 2006, per facilitare l'applicazione del provvedimento unico in materia ambientale (PUA) e incentivarne l'utilizzo, con una riduzione dei tempi procedimentali e la previsione di una conferenza dei servizi che opera in modalità simultanea. In particolare, al comma 4 si riduce il termine da quindici a dieci giorni per la verifica da parte dell'autorità competente dell'avvenuto pagamento del contributo e dell'eventuale ricorrere della disciplina in materia di consultazioni transfrontaliere, inoltre vengono sostituiti i commi 6, 7 e 8. Con riferimento alla lettera o) , sono state introdotte modifiche all'art. 27- bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 per agevolare e rendere più efficace l'applicazione del provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR), in virtù delle criticità emerse dall'esperienza di applicazione dell'istituto da parte delle eegioni e delle province autonome. Al comma 2 si riduce da quindici a dieci giorni il termine entro cui l'autorità competente verifica l'avvenuto pagamento del contributo e l'eventuale sussistenza delle condizioni per le consultazioni transfrontaliere, in coerenza con le modifiche apportate all'articolo 23, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006. Al comma 4, ultimo periodo, si riduce il termine da sessanta a quarantacinque giorni. Con riferimento alla lettera p) si rappresenta quanto segue. L'articolo 28 del decreto legislativo n. 152 del 2006 ha previsto che, in fase di decreto di compatibilità di via positiva, possano essere previsti osservatori ambientali composti da rappresentanti delle istituzioni pubbliche coinvolte nel procedimento di via al fine di assicurare la conoscibilità delle verifiche di ottemperanza. Tale previsione è, tuttavia, molto lacunosa con l'effetto che gli osservatori sono stati istituiti in questi anni secondo modalità disomogenee e senza seguire una precisa logica, affidandogli compiti non sempre coerenti con la generica finalità imposta dal legislatore. L'effetto di tale confusione normativa è che, in taluni casi, gli osservatori, anziché fungere da strumenti di conoscibilità e pubblicità delle ottemperanze poste in essere dalle imprese esecutrici delle opere, sono divenuti cause di ritardo dei lavori, non comprendendosi la logica di funzionamento e gli obiettivi. La norma proposta intende chiarire il punto rinviando a uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare il compito di definire le modalità di composizione e funzionamento degli osservatori secondo una metodica omogenea così da uniformare le previsioni attualmente contraddittorie contenute in diversi decreti ministeriali e decreti di direttori generali. Tale decreto dovrà basarsi sui seguenti criteri: a) designazione dei componenti dell'osservatorio da parte di ciascuna delle amministrazioni e degli enti individuati nel decreto di valutazione di impatto ambientale; b) nomina dei due terzi dei rappresentanti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare tra soggetti estranei ai ruoli del Ministero e dotati di significativa competenza e professionalità per l'esercizio delle funzioni; c) previsione di cause di incandidabilità, incompatibilità e conflitto di interessi; d) temporaneità dell'incarico, non superiore a quattro anni, non rinnovabile e non cumulabile con incarichi in altri Osservatori; e) individuazione degli oneri a carico del proponente, fissando un limite massimo per i compensi dei componenti dell'Osservatorio e del segretario della struttura di supporto. Le modifiche introdotte alle lettere q) e r) sono volte a rispondere ai rilievi formulati dalla Commissione europea in sede di procedura di infrazione n. 2019/2038. Il comma 2 prevede che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del primo decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di cui all'articolo 28 del decreto legislativo n. 152 del 2006, come modificato dal presente articolo, gli osservatori ambientali già costituiti sono rinnovati nel rispetto delle modalità fissate dal medesimo decreto, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il comma 3 precisa che le disposizioni introdotte dall'articolo in esame si applicano alle istanze presentate a partire dal trentesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del provvedimento.