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Il Governo e la maggioranza parlamentare hanno però deciso di non considerare questi due aspetti e, soprattutto sul secondo provvedimento, ci si trincera dietro al tema della non attinenza. Un'occasione persa, anzi, una duplice occasione persa perché, sia la mancata possibilità di avviare sin dal 1° luglio la fatturazione elettronica, sia la possibilità di consentire un beneficio ai cittadini consumatori evidenziano le colpevoli distrazioni che caratterizzano l'operato della maggioranza giallo-verde su questo come su altri provvedimenti. Quando si esce dalla propaganda mediatica fissa sui soliti temi e si va sul terreno delle scelte concrete non si vedono né entusiasmi, né successi, come già si vede, peraltro, anche sul cosiddetto decreto-legge dignità (avremo modo di parlarne a tempo debito). Da parte sua, il Partito Democratico vigila e vigilerà anche su questi temi e denuncia e denuncerà le carenze di chi governa il Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rufa. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge che esaminiamo oggi in quest'Aula non è semplicemente una proroga di obbligo burocratico. Il provvedimento, infatti, pur rinviando al 1° gennaio 2019 la decorrenza dell'obbligo della fatturazione elettronica per la vendita di carburante, non soltanto ha il fine di uniformare il commercio di questo comparto a quanto previsto dalla normativa generale sulla fatturazione elettronica tra privati, ma soprattutto vuole evitare un impatto negativo sulla competitività delle imprese che gestiscono gli impianti di rifornimento carburanti. L'obbligo è stato introdotto dalla legge di bilancio 2018, anticipando l'obbligo per il settore dei carburanti per autotrazione, rispetto al più generale obbligo che scatterà nel 2019. Le numerose e complesse implicazioni che derivano dall'applicazione della suddetta legge, unite allo stato della rete dei punti di vendita italiana, estremamente diversificata e frammentata, rischiavano di avere un negativo impatto sulla competitività delle imprese che gestiscono gli impianti di rifornimento carburanti. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 18,18) ( Segue RUFA). Il legislatore si è quindi trovato di fronte alla scelta di mantenere l'obbligo di fatturazione elettronica e venire incontro alle esigenze del comparto. Da un lato la fatturazione elettronica è ritenuta uno strumento di lotta all'evasione. La fattura elettronica, oltre a prevedere un quadro normativo e tecnologico adeguato ed unificato, atto a gestire il sistema di fatturazione e controllo fiscale, genera risparmio, aumenta l'efficienza dei controlli all'evasione, crea minori costi per stampa e spedizione, completa l'automazione ed integrazione dei processi tra le parti e crea minori rischi di falsi e duplicazione. Essa determina inoltre una riconciliazione automatica dei dati, una riduzione nei tempi e nei pagamenti, una tracciabilità e un controllo frodi IVA, una riduzione impiego, stampa, imbustamento e del costo dell'archivio cartaceo, nonché una riduzione di tempo e strutture organizzative migliori per un adeguamento al piano Industria 4.0. Se da un lato, quindi, la fatturazione è ritenuta uno strumento di lotta all'evasione, a tale esigenza si contrappone, però, quella di un settore, quello che si sporca le mani, delle piccole e medie imprese, non ancora pronto alla ricezione dei nuovi obblighi. Il mercato della distribuzione di carburanti ha un ruolo strategico per l'economia del Paese: vale circa 45 miliardi di euro all'anno di fatturato complessivo e ingloba circa 80.000 lavoratori fra titolari, collaboratori e dipendenti, occupati presso 22.000 impianti nella rete ordinaria e circa 450 aree di servizio autostradali. Si rendeva dunque doveroso intervenire, al fine di dare la possibilità agli operatori del settore di avere il giusto tempo per potersi adeguare. Una scomoda verità, però, è che gli strumenti di digitalizzazione che accompagnano la fatturazione elettronica non sono totalmente adeguati e compresi; sarebbe interessante capire il perché. Perché in dieci anni pochi investimenti culturali e materiali proprio a favore di chi si sporca le mani? Altri interessi, altri investimenti? Ma non lo sapevate? Noi perciò siamo obbligati a recuperare il tempo perduto. E lo faremo, lasciandoci alle spalle commenti e sorrisi ipocriti. (Applausi dal Gruppo L-SP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Biasotti. Ne ha facoltà. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, la legge di bilancio per il 2018 ha disposto che, dal 1° gennaio 2019, la fatturazione elettronica diventi obbligatoria per tutti e ha anticipato tale obbligo al 1° luglio di quest'anno per le vendite di carburante. La prima osservazione su questo decreto-legge di proroga per questo settore è che esso non è stato fatto di spontanea volontà, ma sotto la pressione e la minaccia di uno sciopero. Questo mi fa pensare che anche il 1° gennaio dell'anno successivo, quando la norma entrerà in vigore per tutti, ci saranno enormi problemi. Le problematiche sono già state ben descritte dal collega De Bertoldi e da altre persone. Io vorrei solo portare all'Assemblea altri piccoli contributi. Su questa vicenda si sono espressi, con forte criticità, soprattutto i rappresentanti delle medie e piccole imprese. Parlo dell'Associazione delle piccole imprese (API) e parlo della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (CNA), che ha addirittura istituito una commissione di 19 esperti in tutti i settori economici e ha verificato che questo sarebbe veramente un fatto gravissimo. Considerate anche che l'entrata in vigore della norma sulla fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° gennaio, in un periodo di feste, di preoccupazione per le piccole imprese e di chiusura, renderà probabilmente impossibile l'applicazione di questa legge. Pertanto, noi abbiamo presentato tre emendamenti, che specificano e chiedono al Governo una moratoria. Noi chiediamo due cose. In primo luogo, chiediamo di fare un anno di prova, con un doppio binario e senza multe o penali, perché creeremmo costi su costi e disagi su disagi. Ricordo all'Aula che ieri, in un'intervista rilasciata a una televisione, il ministro Di Maio ha dichiarato che lui vorrebbe la semplificazione delle imprese. Vorrei fargli notare che questa non è una semplificazione per le imprese, ma è un processo lungo, come quando sono nati i telefonini; ci vogliono anni e anni di abitudine, soprattutto per i piccoli, per quelli che hanno disagio. Ma voi ce lo vedete un artigiano o un commerciante? Il collega Bergesio, che mi ha stimolato, ha parlato degli agricoltori. Ma pensate cosa accadrebbe a tantissime attività, i cui titolari a malapena fanno la fattura, se rendessimo obbligatoria la fatturazione elettronica. Secondo me accadrà il contrario: diventeranno tutte attività in nero, perché altrimenti non ti fanno la prestazione. Questo è un fatto matematico. Un'altra considerazione.