[massime]

REGIONE TOSCANA - EDILIZIA E URBANISTICA - MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D’USO DEGLI IMMOBILI - ASSOGGETTAMENTO AD ATTESTAZIONE DI CONFORMITÀ, ANZICHÉ A CONCESSIONE, CON CONSEGUENTE INAPPLICABILITÀ DELLE SANZIONI PENALI - PROSPETTATO CONTRASTO CON IL REGIME DI CONCESSIONE PREVISTO DALLA LEGISLAZIONE STATALE, CON DISPARITÀ DI TRATTAMENTO DEGLI IMMOBILI SITI NELLE RESTANTI REGIONI E VIOLAZIONE DELLA RISERVA DI LEGGE STATALE IN MATERIA PENALE - SOPRAVVENUTA NUOVA NORMATIVA - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL GIUDICE RIMETTENTE.. Restituzione degli atti al giudice rimettente in ordine alla questione di legittimità costituzionale - sollevata in riferimento agli artt. 3 e 25 della Costituzione - concernente l'art. 4, comma 1 lettera e), comma 2, lettera d), nn. 1 e 2, e comma 5, della legge della Regione Toscana 14 ottobre 1999, n. 52, e l'art. 25, ultimo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, nella parte in cui, rispettivamente, assoggettano ad attestazione di conformità i mutamenti di destinazione d'uso degli immobili e gli interventi di ristrutturazione edilizia volti alla trasformazione degli stessi in organismi edilizi diversi dal precedente e nella parte in cui attribuiscono alle regioni la competenza di stabilire quali mutamenti di destinazione d'uso degli immobili possano essere eseguiti, previa concessione o autorizzazione. La sopravvenuta modifica del quadro normativo di riferimento, intervenuta ad opera dell’ art. 1, comma 12, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e dell’ art.13 commi 7 e 8, della legge 1° agosto 2002, n. 166, di quest’ultimo modificativo, impongono infatti un nuovo esame dei termini della questione e della sua perdurante rilevanza.