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Purtroppo, a distanza di due anni dal devastante terremoto che ha colpito il Centro Italia, la ricostruzione non è stata ancora avviata e la popolazione colpita, già provata dalla perdita dei propri cari, è esasperata nel dover vivere ancora in piena emergenza; nei territori terremotati regna ancora la distruzione, il tessuto produttivo è inesistente, procedure lente, vincoli e intoppi burocratici rendono difficoltosa l'approvazione dei piani attuativi. Per avere un'idea degli effettivi ritardi in corso, basti pensare che la rimozione delle macerie non è stata ancora conclusa e che non tutte le "casette" SAE sono state ancora consegnate agli aventi diritto. D'altra parte, l'annuncio dell'arrivo di un decreto-legge sul terremoto 2016-2017 ha creato molte attese da parte di tutti, anche perché i primi testi elaborati dal Commissario per la ricostruzione, con un contenuto composto da 18 articoli, entrava nel merito di una serie di questioni urgenti segnalate dai territori terremotati. Tuttavia, il testo del decreto Gentiloni Silveri, come approvato dal precedente Consiglio dei Ministri, è di tutt'altro tenore e si limita a poche proroghe ritenute improcrastinabili: alla proroga al 16 gennaio 2019 della ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, con contestuale rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in sessanta mensili di pari importo (invece delle ventiquattro precedentemente previste) e con dilazioni dei termini per l'iscrizione a ruolo degli importi dovuti e non pagati nei termini, nonché previsione del ravvedimento; all'analoga proroga del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione a decorrere dal 31 gennaio 2019, in luogo del maggio 2018, con rateizzazione in sessanta rate, invece delle ventiquattro rate precedentemente previste; alla sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e ripresa della riscossione - senza applicazione di sanzioni e interessi - dal 1° gennaio 2021, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di ventiquattro rate mensili; alla sospensione, fino al 1° gennaio 2019 delle bollette relative alle forniture, limitatamente ai soggetti danneggiati che dichiarino l'inagibilità del fabbricato, della casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda. Pertanto, la Commissione speciale si è trovata costretta ad integrare il testo del decreto per rispondere ad una serie di rilevanti richieste di carattere tecnico segnalate dai soggetti auditi, anche se non tutti i problemi emersi hanno potuto trovare una soluzione puntuale ed esaustiva nell'ambito dell'esame in sede referente. Si segnalano soprattutto alcuni emendamenti approvati, promossi dal nostro Gruppo, e prima di tutti un intervento importante sia sulla normativa edilizia, che su quella del codice dei beni culturali e del paesaggio, diretto a permettere l'installazione di manufatti temporanei in aree di proprietà privata nei comuni terremotati, come strutture prefabbricate o amovibili, utilizzati in sostituzione dell'abitazione principale dichiarata inagibile. La norma più volte proposta e sostenuta dalla Lega durante l'esame di precedenti decreti-legge sul terremoto 2016-2017, intende risolvere le situazioni in corso conseguenti allo stato di emergenza provocato dal terremoto del Centro Italia (demolizione della casa di "nonna Peppina" e prevede anche l'inefficacia delle ordinanze di demolizione e restituzione in pristino e delle misure di sequestro preventivo già emanate, per tutti i lavori e le opere che rispettino una serie di condizioni prestabilite. Un'altra questione importante riguarda la possibilità per le diocesi di realizzare interventi fino a 500.000 euro basandosi sulle procedure previste per la ricostruzione privata, che senz'altro permetterà la celere ricostruzione di piccoli lavori nelle chiese terremotate. Una delle questioni che blocca la ricostruzione è la mancata definizione dei condoni passati - e quindi la mancanza di abitabilità e agibilità dell'edificio terremotato per carenza documentale - che tiene sospese le domande di contributo. In Commissione si è inteso risolvere tali situazioni attraverso l'unificazione dei due procedimenti amministrativi, ossia la definizione della pratica di condono esistente e la possibilità di procedere con l'accesso al contributo. Speriamo ancora che si riesca a risolvere il problema delle difformità edilizie e urbanistiche di minore rilevanza, non rientranti in domande di sanatoria, che attualmente bloccano la ricostruzione post -sisma e impediscono il prosieguo del procedimento di concessione dei contributi. Si tratta spesso di spostamenti di finestre o di pareti, irrilevanti in termini di volumetria, di cordoli e strutture antisismiche che comportano lievi incrementi di volume, di interventi minimali che tuttavia diventano rilevanti specialmente in aree vincolate come quelle colpite dal terremoto del centro Italia. Si spera che durante l'esame in Assemblea si possa risolvere anche tali questioni. Altre norme che siamo riusciti ad approvare in Commissione riguardano la deroga al raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata per i Comuni terremotati, la proroga del periodo di deposito temporaneo delle macerie, l'ampliamento delle centrali di committenza, la possibilità della ricostruzione in deroga al vincolo stradale rispettando la distanza minima precedente dalla strada, l'obbligo per il Commissario di aggiornare sul proprio sito internet linee guide sul complesso delle norme in vigore per dare certezza e trasparenza a cittadini e tecnici interessati. Non si può infatti non notare una difficoltà di lettura, evidenziata anche dai comitati dei cittadini, vista la serie di decreti-legge che hanno recato modifiche al decreto-legge n. 189 del 2016 e l'inserimento di altri articoli nuovi su altri provvedimenti legislativi, norme queste che si aggiungono alle ben 59 ordinanze emanate dal Commissario straordinario fino ad oggi. Ulteriori emendamenti approvati riguardano la proroga dello stato di emergenza al 2018, con eventualità di ulteriore proroga di altri 12 mesi mediante deliberazione delConsiglio dei Ministri, e la possibilità di creare aree turistiche attrezzate per roulotte e camper o altre unità amovibili per proprietari di seconde case danneggiate o distrutte, che, si spera, potranno incentivare il turismo e le attività commerciali nelle aree terremotate, sollecitando i turisti a ritornare nelle località tanto amate nel passato. E ancora, la possibilità di presentare i progetti degli interventi per singole unità immobiliari, allo scopo di semplificare la presentazione degli elaborati progettuali, l'innalzamento da 150mila a 258mila della soglia di importo dei lavori entro la quale le imprese affidatarie di interventi di immediata esecuzione non devono presentare l'attestato SOA, le proroghe dei termini per la compilazione e presentazione delle schede AeDES da parte dei professionisti e per la presentazione della documentazione da parte dei cittadini, il rilascio del titolo edilizio direttamente dal comune senza il passaggio dall'ufficio speciale per la ricostruzione, l'esclusione dalla VAS degli strumenti urbanistici attuativi qualora non prevedano contemporaneamente: