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– 476 unità di magistrati tributari mediante concorso (articolo 4 del decreto legislativo n. 545 del 1992 come modificato dal presente disegno di legge), articolati in 68 unità per ciascuno degli anni 2024, 2025, 2026, 2027, 2028, 2029 e 2030 (comma 9); – per l'anno 2023, 75 unità di personale non dirigenziale da inquadrare nell'Area funzionari e 50 unità di personale da inquadrare nell'Area assistenti, da destinare agli uffici di segretaria delle commissioni tributarie (comma 10, lettera c) ). Tali assunzioni si rendono necessarie tenuto conto dei numerosi pensionamenti registrati nell'ultimo quinquennio, che stanno rendendo gravoso il supporto alla funzione giurisdizionale, col rischio, in taluni casi, di chiusura delle sedi per mancanza di personale, e inevitabili ritardi nella definizione dei giudizi; – per l'anno 2022, 20 unità di personale dirigenziale non generale, di cui 18 unità da destinare alla direzione di uno o più uffici di segreteria di commissioni tributarie e 2 unità da destinare alla Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze (comma 10, lettera a) ); – per l'anno 2022, 25 unità di personale non dirigenziale da inquadrare nell'Area funzionari, di cui 15 unità da destinare agli uffici della Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze e 10 unità da destinare al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (comma 10, lettera b) ). Tali assunzioni sono giustificate dalle nuove competenze, previste dall'intervento normativo in esame, relative ai procedimenti amministrativi da gestire connessi alle assunzioni dei magistrati tributari e ai nuovi Uffici (ispettivo e del massimario) istituti presso l'organo di autogoverno della giustizia tributaria. Per far fronte a tali esigenze il comma 10 istituisce, a decorrere dal 1° ottobre 2022, anche due uffici dirigenziali di livello non generale della Direzione della giustizia tributaria aventi funzioni, in particolare, in materia di status giuridico ed economico dei magistrati tributari e di organizzazione e gestione delle procedure concorsuali per il reclutamento degli stessi, nonché 18 unità da destinare alla direzione di uno o più uffici di segreteria di commissioni tributarie. Per le assunzioni del contingente di personale di cui al comma 10 il Ministero dell'economia e delle finanze può procedere in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali e anche mediante l'utilizzo di vigenti graduatorie di concorsi pubblici. Al fine di far fronte all'esigenza di attuare la riforma, il comma 11 prevede che il personale non dirigenziale in posizione di comando alla data di entrata in vigore della legge presso l'ufficio di segreteria del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria che, entro trenta giorni dalla predetta data di entrata in vigore, non abbia optato per la permanenza presso l'amministrazione di appartenenza è inquadrato nell'ambito della dotazione organica del personale non dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze, a valere sulle facoltà assunzionali vigenti. Il comma 12 prevede che per le procedure relative alla progressione in carriera di cui all'articolo 11 del decreto legislativo n. 545 del 1992, bandite e non concluse alla data di entrata in vigore della legge, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti alla data del bando. Il comma 13 prevede che, entro il 31 gennaio 2023, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria individua le sedi delle commissioni tributarie dove non è possibile assicurare l'esercizio della funzione giurisdizionale a seguito dell'abbassamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera l) , numero 2.2), del presente disegno di legge, dell'età massima per il pensionamento dei componenti delle commissioni tributarie (da 75 a 70 anni), al fine di assegnare d'ufficio alle predette sedi, in applicazione non esclusiva, giudici tributari appartenenti al ruolo unico di cui all'articolo 4, comma 39- bis , della legge 12 novembre 2011, n. 183. A tali giudici spetta una indennità di funzione mensile pari a 100 euro lordi, aggiuntiva del compenso fisso di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo n. 545 del 1992. Art. 2. – Disposizioni in materia di processo tributario L'articolo 2 del presente disegno di legge mira ad introdurre un nuovo articolo nel codice di procedura civile e alcune modifiche al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, relative rispettivamente alla competenza per valore del giudice monocratico, alla fase istruttoria con l'introduzione della prova testimoniale, alla possibilità per il giudice tributario di proporre alle parti la conciliazione della lite e, infine, al rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione. Con riferimento alle disposizioni del presente articolo relative al ricorso del Procuratore generale presso la Corte di cassazione volto alla pronuncia, nell'interesse della legge, di un principio di diritto nella materia tributaria e al rinvio pregiudiziale, si deve precisare che, in piena coerenza con gli obiettivi del PNRR, tali misure normative hanno lo scopo di contribuire alla soluzione – durevole nel tempo – della crisi della funzione nomofilattica della Suprema corte di cassazione nella materia tributaria. Va tuttavia rilevato pregiudizialmente che tali misure scontano inevitabilmente la consapevolezza della necessità di un consistente alleggerimento del carico delle pendenze attuali gravanti sulla sezione specializzata, onde aumentarne le chance di successo sia in relazione ai tempi di durata del processo sia in ordine alla qualità e alla coerenza della giurisprudenza tributaria di legittimità. In altri – ancor più chiari – termini risulta evidente che i prospettati interventi normativi debbano essere accompagnati e integrati con incisive disposizioni legislative per la definizione agevolata delle controversie pendenti avanti la sezione specializzata, pur limitandole allo stretto necessario per raggiungere una « soglia critica » di deflazione immediata che consenta, de residuo , l'impostazione di un programma triennale di smaltimento dell'arretrato e di stabilizzazione operativa con ragionevoli probabilità di successo. Con questa – doverosa – precisazione, il complesso delle misure proposte mira dunque a restituire alla Corte di cassazione la funzione ordinamentale centrale che le spetta ai sensi dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario, anche nel delicato e strategico settore delle liti fiscali. La funzione nomofilattica della Corte di cassazione è un valore essenziale dell'ordinamento e una garanzia fondamentale per il cittadino perché assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge e l'unità del diritto oggettivo nazionale (articolo 65 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12).