[ddlpres]

2 I servizi di mobilità di cui al comma 1 possono essere esercitati da soggetti privati, sia persone fisiche che giuridiche, e dai titolari di licenza taxi-più a seguito del deposito di un progetto illustrativo dell'attività presentato al comune ovvero alla città metropolitana che, valutata la documentazione e accertato il pubblico interesse per il servizio anche in relazione alla diffusione e alla copertura territoriale dello stesso, rilascia a titolo oneroso l'autorizzazione amministrativa allo svolgimento dell'attività. 3 Ai fini di cui al presente articolo, i comuni ovvero le città metropolitane, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge: a definiscono gli oneri connessi al rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 2, sulla base dei criteri individuati dall’Autorità di regolazione dei trasporti. Le relative entrate sono destinate alle finalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) , numero 2; b approvano una apposita Carta dei diritti dell'utente nella quale sono definiti gli standard minimi di qualità e sicurezza dei servizi di cui al comma 1. È fatto salvo il potere sanzionatorio esercitabile nei confronti dei soggetti sottoposti a regolazione ai sensi dell'articolo 37, comma 3, lettera m) , del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 4 L'efficacia dell'autorizzazione di cui al comma 2 è assoggettata al rispetto dei contenuti della Carta dei diritti di cui al comma 3, nonché al rispetto dei contratti collettivi di lavoro, delle norme a tutela dei lavoratori e dei requisiti di regolarità contributiva e fiscale da parte dei soggetti di cui al comma 2. 5 I corrispettivi applicabili per i servizi di cui al comma 1 sono definiti nella misura massima nel progetto di cui al comma 2. Il corrispettivo per i servizi di cui al comma 1 deve essere pattuito dalle parti prima dell'utilizzo del servizio, non può superare la tariffa massima prevista nel progetto di cui al comma 2, deve essere comunicato con mezzi elettronici all'utente e svolto previo assenso dello stesso. I veicoli di cui al comma 1 devono essere muniti di sistema elettronico o telefonico per il pagamento del corrispettivo del servizio. Per il servizio di cui al comma 1 è obbligatorio il rilascio all'utente, anche in formato elettronico, della ricevuta fiscale contenente la data, l'orario e il corrispettivo del servizio. 10 (Servizi di mobilità condivisa) 1 Sono definiti servizi di mobilità condivisa quelli che, mediante l'ausilio di piattaforme tecnologiche, consentono agli utenti di condividere, in forma singola o associata, il veicolo di trasporto per soddisfare una determinata prestazione di mobilità. 2 I servizi di mobilità condivisa non sono sottoposti al rilascio di autorizzazione amministrativa. I soggetti pubblici e privati che intendono svolgere i servizi di cui al comma 1 sono tenuti esclusivamente ad informare il comune ovvero la città metropolitana. 3 Il corrispettivo del servizio di cui al comma 1 è determinato esclusivamente dalla condivisione della piattaforma tecnologica e non può riguardare in nessun caso il servizio di trasporto. 4 I comuni promuovono lo sviluppo dei servizi di cui al comma 1 al fine di ampliare all'interno del proprio territorio l'offerta della mobilità per i cittadini, di natura complementare ai trasporti pubblici di linea, al servizio taxi-più e ai servizi di trasporto organizzati e svolti da soggetti privati. III DISPOSIZIONI FINALI 11 (Abrogazione di norme) 1 Decorso il periodo transitorio di cui all'articolo 3, la legge 15 gennaio 1992, n. 21, è abrogata.