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Disposizioni per la ricerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge, che è in buona parte frutto del lavoro portato avanti dalla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati nel corso della XVII legislatura, si propone di disciplinare la raccolta, la ricerca, la coltivazione e la commercializzazione del tartufo, uno dei prodotti più pregiati della nostra agricoltura e anche uno dei più particolari, viste le sue caratteristiche e proprietà, le modalità di raccolta e la rarità del prodotto. Obiettivo del disegno di legge è anche quello di valorizzare l'attività di ricerca del tartufo che può essere essa stessa considerata patrimonio nazionale, una vera e propria cultura, tramandata da generazioni, che deve essere conservata e sostenuta. Il disegno di legge consta di quattro capi e diciotto articoli che vanno dalle disposizioni generali fino alle misure fiscali previste dalla legge. In particolare, l'articolo 1 descrive l'oggetto e le finalità della legge, tra le quali la promozione della tutela dell'ambiente tartufigeno e la valorizzazione dei tartufi, nonché il riconoscimento dell'attività di ricerca del tartufo come patrimonio culturale nazionale. L'articolo 2 stabilisce le competenze, mentre l'articolo 3 definisce, tra le altre cose, le differenti tipologie di tartufaia, da quella naturale a quella controllata, a quella coltivata. L'articolo 4 prevede che le regioni elaborino un censimento delle tartufaie presenti sul loro territorio, al fine di avere una mappatura di tutto il Paese. Prevede altresì i divieti di danneggiamento delle tartufaie e di estirpazione degli apparati produttivi. L'articolo 5 disciplina il riconoscimento dei generi e delle specie di tartufi destinati al consumo da freschi che compete al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, mentre gli articoli 6, 7 e 8 riguardano, rispettivamente, il riconoscimento delle tartufaie controllate e coltivate, nonché le proprietà sui tartufi e la delimitazione delle tartufaie controllate e coltivate e i consorzi volontari. Il capo II, dall'articolo 9 all'articolo 12, disciplina nel dettaglio la raccolta dei tartufi, le modalità di abilitazione a praticare la raccolta, la tracciabilità del prodotto e, infine, i calendari di raccolta. Gli articoli da 13 a 15 intervengono sulle disposizioni fiscali nel settore della «raccolta di prodotti selvatici non legnosi», in particolare all'articolo 13 si prevede che, limitatamente alla raccolta occasionale, i prodotti siano assoggettati ad una imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali. All'articolo 14, si attribuisce il compito di vigilare sul rispetto della normativa in materia di tutela dei tartufi, al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri nonché alle guardie venatorie provinciali, gli organi di polizia locale urbana e rurale, le guardie giurate designate da cooperative, consorzi, enti e associazioni che abbiano per fine istituzionale la protezione della natura e la salvaguardia dell'ambiente. Si stabilisce, inoltre, all'articolo 15, la disciplina delle sanzioni pecuniarie per la violazione della legge. Gli ultimi tre articoli prevedono disposizioni finanziarie e finali. In particolare, si stabilisce che le regioni sono autorizzate ad istituire una tassa di concessione regionale per il rilascio dell'abilitazione a praticare la raccolta di tartufi.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge reca disposizioni sulla ricerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi freschi e conservati destinati al consumo, al fine di perseguire l'obiettivo di promuovere la tutela dell'ambiente tartufigeno naturale e la valorizzazione dei tartufi, nonché la conservazione e la diffusione delle provenienze autoctone dei tartufi e delle piante ospiti e il miglioramento e lo sviluppo della tartuficoltura, ispirandosi a criteri di qualità ed eccellenza, anche a tutela dei consumatori. 2 L'attività di ricerca del tartufo è riconosciuta come patrimonio culturale nazionale. 2 (Competenze) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a disciplinare con propria legge la ricerca, la raccolta, la coltivazione e la commercializzazione dei tartufi freschi o conservati, nel rispetto dei princìpi fondamentali e dei criteri stabiliti dalla presente legge. 2 Al fine di conservare l'ambiente tartufigeno naturale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano i piani regionali del tartufo e coordinano le attività di gestione locale delle tartufaie naturali. 3 Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con proprio decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dispone i contenuti e le modalità di redazione dei piani regionali di cui al comma 2. 3 (Definizioni) 1 Ai fini dell'applicazione della presente legge, si intendono per: a raccolta controllata: l'insieme delle operazioni che comprendono la ricerca e il prelievo dei corpi fruttiferi dei tartufi, nonché il trasporto degli stessi nei e dai luoghi naturali di produzione; b tartufaia naturale: qualsiasi formazione vegetale di origine naturale che produce spontaneamente tartufi, ivi comprese le piante singole; c tartufaia controllata: la tartufaia naturale sita su fondi interessati da operazioni di miglioria del sito produttivo tartufigeno, anche con la messa a dimora di piante tartufigene; d tartufaia coltivata: la piantagione in cui la produzione di tartufi è conseguente alla diretta coltivazione di piante inoculate esclusivamente con le specie di tartufi di cui all'articolo 5 e mantenute produttive con idonee cure all'apparato radicale ed epigeo della pianta micorizzata; e tartufi coltivati: i corpi fruttiferi ricavati dalle tartufaie coltivate. 4 (Misure generali di tutela) 1 Sono vietati l'estirpazione e il danneggiamento degli apparati e dei sistemi produttivi tartufigeni, fatta salva la raccolta controllata. 2 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono la cartografia delle aree tartufigene, il censimento dei terreni produttivi e i piani regionali del tartufo di cui all'articolo 2, comma 2. 5 (Generi e specie di tartufi) 1 Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono elencati i generi e le specie di tartufo destinati al consumo da freschi e, per ciascun tipo, sono definite le caratteristiche micologiche ed organolettiche. È vietato il commercio di qualsiasi tipo di tartufo non ricompreso nell'elenco di cui al decreto medesimo. 2 L'esame per l'accertamento delle specie può essere fatto a vista in base alle caratteristiche illustrate nel decreto di cui al comma 1. In caso di dubbio o contestazione, le singole regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano individuano le strutture specializzate ove eseguire l'esame microscopico delle spore mediante rilascio di certificazione scritta.