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a tale fine si potrebbero prevedere detrazioni fiscali per interventi di messa in sicurezza e di manutenzione idrogeologica, come avvenuto con il cosiddetto sisma bonus , si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda gestire le risorse del citato fondo riguardo al contrasto del dissesto idrogeologico, affinché ci sia un corretto ed efficace utilizzo di tali risorse mediante il coinvolgimento delle singole autorità competenti, e se non intenda attivarsi al fine di introdurre detrazioni fiscali per privati cittadini, agricoltori e piccole imprese che effettuano interventi per fronteggiare eventi di dissesto idrogeologico con origine in terreni di proprietà privata. Atto n. 3-00456 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 5 dicembre 2018 è apparsa la notizia della conclusione di un'importante operazione della Direzione distrettuale antimafia di Bari in materia di riduzione e mantenimento in stato di schiavitù e di sequestro di persona, consumati ai danni di giovani minorenni da destinare al mercato della prostituzione; da quello che risulta dalle indagini, in un campo nomadi di Foggia, in via San Severo, risiedevano delle minorenni, vittime di una famiglia rom, che venivano costrette a prostituirsi, vivendo segregate nelle baracche, e venivano continuamente picchiate perché non tentassero di fuggire e non parlassero con alcuno; quando si spostavano per raggiungere le strade dove venivano accompagnate in auto, fornite di preservativi e costrette a prostituirsi, erano controllate costantemente con alcuni degli aguzzini nascosti tra i cespugli; da quello che emerge, le vittime venivano costantemente e brutalmente minacciate e picchiate e gli aguzzini approfittavano delle condizioni di inferiorità fisica e psichica delle vittime connesse alla loro minore età e alla loro condizione di cittadine straniere, sole sul territorio italiano e prive di qualcuno che reclamasse la loro scomparsa, e per di più senza mezzi; le indagini hanno accertato che il capo famiglia gestiva l'intero giro, intascando almeno la metà dei proventi dell'attività di prostituzione, la cui organizzazione logistica era delegata ai figli e alle donne della famiglia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali urgenti misure intenda adottare per evitare il ripetersi di simili episodi quali la segregazione, la violenza e lo sfruttamento della prostituzione minorile. Atto n. 3-00458 GIARRUSSO Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che: sul sito "La Spia", in data 1° dicembre 2018, è stato pubblicato un articolo a firma del giornalista Paolo Borrometi, da cui si apprende che Franco Mormina detto "u Trinchiti" avrebbe inaugurato una sala scommesse, la "Genius win", a Scicli (Ragusa); è opportuno precisare che Franco Mormina, boss e capomafia sciclitano (così definito dalle relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia), è stato condannato, con sentenza, a 7 anni di reclusione, sottoposto a detenzione e rimesso in libertà, per incompatibilità con le condizioni carcerarie, per problemi d'ipertensione; tale gravissima incompatibilità non sembra aver impedito a Mormina di partecipare all'inaugurazione del locale, in cui si svolgerà l'attività aziendale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non intendano avviare le opportune interlocuzioni con la Direzione investigativa antimafia competente per territorio, al fine di valutare la regolarità delle modalità di assegnazione delle concessioni, nonché l'eventuale presenza di interposizioni personali dietro la "Genius win"; se non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, al fine di verificare l' iter istruttorio che ha portato alla concessione della scarcerazione di Franco Mormina. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00455 GIARRUSSO Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: un articolo pubblicato il 26 novembre 2018 sul sito on line "Cronache della Campania", a firma di Antonia Blasetti, riporta quanto accade relativamente alla gestione del patrimonio edilizio del Comune di Arzano (Napoli). In particolare le case di proprietà del Comune risulterebbero occupate da soggetti che non ne hanno titolo o, peggio, sospettati di appartenere alla criminalità organizzata, i quali, approfittando della lentezza burocratica nella gestione delle stesse, riuscirebbero a imporre la propria volontà nei confronti della cittadinanza tutta e, addirittura, dello stesso Comune di Arzano; nell'articolo vengono descritti numerosi abusi edilizi commessi a difesa delle proprie, non certo legali, attività, come si sarebbe verificato nel rione di via Colombo, dove sono sorti nella più tragica indifferenza muri, recinzioni, aperture di vani, e, addirittura, accorpamenti di unità immobiliari in pregiudizio della normale circolazione e fruibilità dei beni, che dovrebbe essere la caratteristica degli spazi comuni a disposizione della cittadinanza; detta situazione risulta simile nei diversi agglomerati urbani di Arzano; addirittura, nel rione di via Colombo, il solo avvicinarsi scatena l'interesse di "pali" e vedette, appostati ai lati delle due vie che intersecano l'agglomerato delle case popolari, che agirebbero incontrollati e con la totale indifferenza delle istituzioni, si chiede di sapere: se corrisponda a verità quanto riportato nel suddetto articolo e, in caso positivo, se non si intenda promuovere un'ispezione presso il citato Comune, al fine di ristabilire la legalità quanto meno nella gestione del patrimonio abitativo comunale; se non si intenda rafforzare le misure di contrasto alla criminalità che, come evidenziato dall'articolo, in quelle zone starebbe assumendo il totale controllo del territorio. Atto n. 3-00457 LAFORGIA DE PETRIS ERRANI GRASSO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: da un'analisi dei dati Istat da gennaio a settembre 2018 circa le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale, si rileva come nei primi nove mesi del 2018 i decessi sul lavoro siano aumentati; il numero complessivo delle morti sul lavoro risulta essere 834, ossia 65 in più rispetto alle 769 denunciate nello stesso periodo del 2017 (con un aumento dell'8,5 per cento); da un'analisi approfondita appare evidente come l'aumento dei casi mortali sia dovuto soprattutto all'elevato numero di decessi avvenuti lo scorso mese di agosto rispetto all'agosto 2017 (109 contro 65), alcuni dei quali causati da incidenti "plurimi", ovvero quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori; i casi di infortunio denunciati all'Inail, invece, sono stati 469.008, in diminuzione dello 0,5 per cento rispetto all'analogo periodo del 2017;