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Istituzione di una zona economica speciale nelle aree territoriali della regione Friuli Venezia Giulia confinanti con l'Austria e la Slovenia. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge è finalizzato all'istituzione di una zona economica speciale (ZES) nelle aree territoriali della regione Friuli Venezia Giulia confinanti con l'Austria e la Slovenia. L'idea alla base di una ZES nelle suddette aeree territoriali è che essa può essere in grado di stimolare una rapida crescita economica non solo della regione, ma dell'intero Paese. Una ZES è una zona delimitata all'interno di uno Stato in cui sono applicate specifiche leggi finanziarie ed economiche. Le leggi sono redatte con l'obiettivo di attrarre investitori stranieri che potrebbero essere interessati a produrre, scambiare e commerciare in una zona dove ricevono un trattamento di favore sia dal punto di vista fiscale e burocratico sia dal punto di vista logistico. All'interno della ZES le tasse sono ridotte e le aziende che vi si insediano pagano tariffe più basse. La ZES che si intende istituire nelle aree territoriali della regione Friuli Venezia Giulia confinanti con l'Austria e la Slovenia, presenta i seguenti vantaggi economici per le imprese: a) incentivi per la realizzazione degli investimenti iniziali; b) agevolazioni doganali; c) riduzione dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell'imposta sul reddito delle società (IRES), dell'imposta municipale propria (IMU), della tassa sui rifiuti (TARI) e di altre imposte o tasse; d) riduzione degli oneri sociali sulle retribuzioni; e) disponibilità di terreni a canoni di locazione ridotti e utenze a tariffe agevolate. L'introduzione delle predette agevolazioni specifiche non può essere liberamente decisa dal Governo nazionale: essa rimane subordinata alla notifica alla Commissione europea per la verifica di coerenza con le normative europee, in particolare con l'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che, in materia di aiuti di Stato, prevede che sono compatibili con il mercato comune: gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita è anormalmente basso o si registra una grave forma di sottoccupazione; gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo o a porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro; gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di alcune attività o regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse. Occorre precisare che le eventuali agevolazioni non solo favorirebbero il rilancio di un'area economicamente in via di impoverimento industriale, ma permetterebbero anche di consolidare le attività di transhipment , che comunque rimangono il motore primario di tutto lo sviluppo economico dell'area, favorendo la capacità dei porti di Monfalcone e di Trieste di competere con i porti dell'Adriatico, dei Paesi europei, ovvero con Paesi extra -europei. La ZES appare dunque la ricetta ideale per rilanciare gli investimenti diretti esteri (FDI) in Italia, catalizzando l'interesse dei grandi gruppi internazionali che oggi non sono in Italia e creando, dunque, occupazione e sviluppo economico. Come ampiamente dimostrano le ZES presenti in tutto il mondo, e anche in Europa e in particolare in Polonia, i benefìci attesi sono in misura nettamente superiore alle perdite che l'erario dovrebbe sostenere per realizzare il sistema di incentivazione dal momento che si tratta di entrate fiscali oggi inesistenti. In altre parole, se si considerano soltanto i benefici e gli oneri marginali che derivano dall'istituzione di una ZES nelle aree territoriali della regione Friuli Venezia Giulia confinanti con l'Austria e la Slovenia, il saldo rimane di gran lunga favorevole.. 1 (Istituzione di una zona economica speciale nelle aree territoriali della regione Friuli Venezia Giulia contermini con l'Austria e la Slovenia) 1 A decorrere dal 1º gennaio dell'anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge e per un periodo sperimentale di dieci anni, è istituita una zona economica speciale (ZES), previa verifica ai fini della sua compatibilità con l'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nelle aree territoriali della regione Friuli Venezia Giulia contermini o contigue con l'Austria e la Slovenia. 2 Alla delimitazione territoriale della ZES si provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su indicazione della regione Friuli Venezia Giulia. 2 (Soggetto gestore della ZES) 1 La gestione della ZES è affidata a un soggetto giuridico di capitale misto pubblico e privato, promosso dalla regione Friuli Venezia Giulia, ferme restando le competenze che la normativa nazionale ed europea attribuiscono all'autorità doganale o ad altre autorità. 2 Al soggetto giuridico di cui al comma 1 sono affidati i seguenti compiti di gestione: a la predisposizione di un piano delle attività consentite nella ZES; b la costituzione di uno sportello unico che assicuri il confronto con le imprese e con i potenziali investitori; c la definizione delle procedure semplificate per l'insediamento di nuove imprese; d la definizione dei requisiti amministrativi e tecnici necessari per l'ammissione di un'impresa nella ZES; e la definizione dei termini per la concessione o per la vendita di aree coperte o scoperte per nuove iniziative; f la lottizzazione dei terreni nella ZES; g la progettazione e la costruzione di nuove infrastrutture funzionali allo sviluppo della ZES; h la progettazione e la realizzazione di opere di pubblica utilità e di servizi essenziali nella ZES; i la promozione sistematica nei confronti dei potenziali investitori esteri; l la supervisione amministrativa, ambientale e sanitaria dell'attività nella ZES. 3 (Attività consentite) 1 Le imprese che si insediano nella ZES devono operare in conformità alle disposizioni nazionali vigenti e agli apposti regolamenti adottati per il funzionamento della stessa ZES. 2 Nella ZES sono ammesse imprese che svolgono attività di natura logistico-distributiva o di natura industriale nonché imprese di servizi. In particolare, nella ZES sono consentite le attività di importazione di merci, di deposito di merci, di confezionamento di merci, di trasformazione di merci, di assemblaggio di merci e di riesportazione di merci. 3 Nella ZES sono vietati la produzione e lo stoccaggio di materiali radioattivi, la produzione di sostanze chimiche che possono avere un impatto negativo sull'ambiente, la fabbricazione di armi e la produzione di tabacco. 4 All'interno della ZES non sono consentiti insediamenti o unità produttive o di trasformazione delle merci il cui ciclo di lavorazione è in contrasto con le disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale o di salvaguardia del territorio. 4 (Agevolazioni e benefici in favore delle imprese operanti nella ZES) 1 Le imprese che iniziano una nuova attività economica nella ZES nel periodo compreso nei tre anni successivi alla costituzione della medesima possono fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse stabilite: a riduzione del 30 per cento dell'importo dovuto per l'imposta sul reddito delle società (IRES) per i primi otto periodi di imposta.