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Ulteriori provvedimenti sono successivamente intervenuti riducendo la spesa statale dal 2015: il citato decreto-legge n. 78 in attuazione dell'intesa del 26 febbraio 2015 e, successivamente, l'intesa in data 23 dicembre 2015 hanno abbassato la spesa statale per il 2015 a 109,715 miliardi di euro. Per il 2016, il livello, già ulteriormente ridotto a 113,092 miliardi di euro per tenere conto del predetto taglio di 2,35 miliardi, è stato rideterminato in 111 miliardi dalla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015, articolo 1, comma 568). L'ammontare del fabbisogno sanitario nazionale per gli anni 2017 e 2018, come stabilito nell'intesa dell'11 febbraio 2016, è stato inoltre determinato, rispettivamente, in 113,063 miliardi e 114,998 miliardi di euro. Successivamente, la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016, articolo 1, comma 392) ha rideterminato, ancora in diminuzione, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale, portandolo a euro 113 miliardi per il 2017 e 114 miliardi per il 2018. Per il 2019 il livello del finanziamento è stato fissato in 115 miliardi di euro. In ultimo, il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 5 giugno 2017, a causa del mancato contributo delle autonomie speciali agli obiettivi di finanza pubblica, ha nuovamente rideterminato il livello del fabbisogno sanitario nazionale, stabilendo ulteriori riduzioni di 423 milioni di euro per il 2017 e 604 milioni di euro a decorrere dal 2018. Pertanto, il Fondo sanitario nazionale risulta pari a 113.936 milioni di euro nel 2018 e a 114.396 milioni di euro nel 2019 (invece dei 114.000 milioni e dei 115.000 milioni stabiliti dalla legge di bilancio 2017). Si ricorda, da ultimo, che la legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017), all'articolo 1, comma 435, ha disposto un incremento del livello di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato finalizzato all'aumento dei fondi contrattuali per il trattamento economico accessorio della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, per un importo pari a 30 milioni di euro nel 2019, 35 milioni nel 2020, 40 milioni nel 2021, 43 milioni nel 2022, 55 milioni nel 2023, 68 milioni nel 2024, 80 milioni nel 2025 e 86 milioni a decorrere dal 2026. A tal fine il comma 1 dell'articolo 2 del presente disegno di legge dispone che per l'anno 2018 il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è rideterminato in 114.998 milioni di euro, in coerenza con quanto indicato dall'intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dell'11 febbraio 2016 (Rep. Atti n. 21/CSR), in attuazione dell'articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Per gli anni 2019 e 2020 il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato è rideterminato rispettivamente in 116.500 milioni di euro e in 118.000 milioni di euro. Alla copertura degli oneri che derivano da tale disposizione, pari a 998 milioni di euro per l'anno 2018, 1.500 milioni di euro per l'anno 2019 e 3.000 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede attraverso quota parte delle maggiori entrate rivenienti: 1) dalla riduzione all'82 per cento della quota di interessi passivi ammessi in deduzione ai fini dell'IRES e dell'IRAP nel settore creditizio e finanziario (banche, assicurazioni, SGR, SIM); 2) a decorrere dal 1° gennaio 2020, dalla rimodulazione della percentuale del prelievo erariale unico sui giochi, e in particolare sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. La prima fonte di copertura determina la riduzione della quota di interessi passivi deducibile: – dal 100 per cento all'82 per cento per le banche ai fini IRES ed IRAP; – dal 96 per cento all'82 per cento per le assicurazioni e i fondi di investimento (SGR) ai fini IRES ed IRAP; – all'82 per cento per le SIM. Elaborando i dati indicati nelle relazioni tecniche, gli effetti di maggior gettito sull'IRES possono essere indicati in circa 2 miliardi di euro nel 2018 e in 2,5 miliardi di euro a decorrere dall'anno 2019. La seconda fonte di copertura, da cui deriva un gettito di 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020, prevede che la percentuale del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a) , del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come rideterminata dall'articolo 6, comma 1, del decreto-legge n. 50 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2017, sia fissata in misura pari al 20 per cento dell'ammontare delle somme giocate, mentre oggi è fissata al 19 per cento. Allentamento dei vincoli per l'assunzione del personale sanitario Sempre all'articolo 2 della presente proposta si interviene per conseguire un allentamento dei vincoli per l'assunzione del personale sanitario. Come più volte discusso con il Dipartimento della funzione pubblica e con il Ministero dell'economia e delle finanze e dagli stessi riconosciuto, alcuni dei vincoli imposti al personale dipendente con l'intento di contenere la spesa complessiva producono effetti perversi sulla spesa del Servizio sanitario nazionale perché costringono le aziende a ricorrere a personale esterno (ad esempio attraverso l'acquisizione di personale con l'intermediazione di società interinali o attraverso l'acquisto di servizi dall'esterno) il cui costo unitario è superiore – a parità di qualifica e di impegno lavorativo – a quello per il personale dipendente. Ne è riprova la forte e continua riduzione della spesa per il personale dipendente (che dal 2010 al 2016 si è ridotta di 2,3 miliardi rispetto al 2009, anno con il massimo numero di occupati nella sanità pubblica; a fine 2015 risultavano impiegati 40.000 lavoratori in meno), riduzione di fatto in parte controbilanciata dall'aumento della spesa per l'acquisto di servizi dall'esterno e per l'acquisizione di lavoro precario. È pertanto necessario rivedere alcuni vincoli, puntando più al governo della spesa complessiva che a quello della spesa per il personale dipendente, nel rispetto di alcuni princìpi generali che vanno definiti con il Ministero dell'economia e delle finanze. Si ricorda, a titolo di esempio, che per rispettare le direttive europee sui turni di lavoro si stima che bisognerebbe assumere circa 15.000 infermieri.. 1 (Abolizione del cosiddetto « Superticket »)