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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 241 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,33). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Corte costituzionale, composizione PRESIDENTE . In data 13 luglio 2020, il Presidente di sezione delegato dal Presidente della Corte dei conti ha inviato la seguente lettera: «Signor Presidente, a norma dell'articolo 2, ultimo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, mi onoro comunicarLe che il Collegio previsto dal primo comma, lettera c) dello stesso articolo, il 12 luglio 2020, ha eletto Giudice della Corte costituzionale il presidente Angelo Buscema, in sostituzione del presidente Aldo Carosi, che cesserà dalla carica per decorso novennio dalla nomina il 13 settembre 2020. F.to Raffaele Dainelli». A nome di tutto il Senato e dell'Assemblea, auguriamo buon lavoro al neoeletto presidente Angelo Buscema. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1874 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1874, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri il presidente Pesco ha riferito sui lavori della Commissione, ha avuto luogo la discussione generale e il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1874, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, altro decreto-legge, altra fiducia: da questo meccanismo non si esce. Questa volta però è stato ancora più brutto delle altre, poiché il decreto-legge aprile tanto promesso dal Premier , come già è stato detto molte volte ieri, tra pochi giorni sarà pronto e decadrà sabato 18 luglio. E così, i 266 articoli che erano presenti sono diventati un po' di più, 342, senza contare i commi aggiuntivi e tutto quello che ne è uscito. Com'è stato detto, è un provvedimento omnibus , che ha spaziato ovunque. Purtroppo però, per quanto si cerchi di riempirlo con questo o quello, ha dimenticato diverse categorie, che ancora non vedono una minima soluzione e una minima uscita da questo stato di crisi importante. L'esame del provvedimento è stato svolto esclusivamente alla Camera dei deputati, dove i nostri colleghi hanno lavorato bene e prodotto molte proposte. È bene ricordare che in Parlamento succede questo: le opposizioni presentano emendamenti contenenti soluzioni reali e miglioramenti del testo; ma, come sempre, soltanto 52 emendamenti della Lega sono stati approvati e tutti gli altri bocciati o ritirati, perché non avrebbero avuto futuro. Ciò che ha colpito è stata l'incredibile lentezza: pare che il Governo Conte II non tenga mai conto della variabile tempo, che - l'ho già detto tante volte - soprattutto in un momento di grandissima crisi ed emergenza, diventa cruciale. Sarebbe allora forse stato meglio predisporre un provvedimento molto meno completo, ma più rapido (o magari due o tre, ma velocemente), per arrivare dove c'era bisogno: famiglie, imprese, sanità e tante super emergenze. Voglio raccontare una cosa, perché i più non la conoscono, ma desidero che si sappia: lunedì scorso il provvedimento è stato incardinato in Commissione bilancio e ha avuto inizio la discussione generale, che è proseguita martedì mattina; è poi iniziata la seduta di Assemblea e martedì sera, alle ore 20, la Commissione bilancio era pronta per l'esame dei 1.500 emendamenti. Noi per primi, come Lega, abbiamo detto che, trattandosi questa volta di una rappresentazione, li avremmo ripresentati tutti. Ho pregato il Presidente di non stampare il fascicolo, perché sarebbe stato uno spreco totale. Ci siamo quindi ritrovati in Commissione, dove c'è stato il momento della verità. Il collega Manca ha preso la parola per dire: signori, i tempi sono questi; non nascondiamoci dietro un dito, possiamo metterci a discutere e votare gli emendamenti, ma sappiamo tutti benissimo che non ci sarà possibilità del benché minimo cambiamento. Sì, è uno strappo, ma cosa facciamo? Ovviamente il collega Pichetto Fratin e io eravamo indignati, perché è una regola che tale non dovrebbe essere, quella dell'esame di un provvedimento in un solo ramo del Parlamento e dell'approvazione nell'altro ramo con fiducia secca. Ci siamo indignati e abbiamo fatto i nostri interventi. Ho chiesto a tutti i Gruppi di esprimersi su questa cosa e lì è partito il momento della consapevolezza e della contrizione, al quale ha partecipato anche il vice ministro Misiani. C'è chi è alla prima legislatura e chi - come molti tra noi - ne ha già fatte altre: tutti abbiamo concordato nel ritenere un abominio questo modo di procedere. Dopo questo momento diffuso di contrizione, abbiamo detto: chiudiamola qua, si va senza relatore e la discussione avverrà solamente in Aula. Tuttavia, pur avendo rapporti di stima e amicizia con i colleghi della Commissione, temo che ciò si ripeterà. Sembrava di essere di fronte a una vignetta in cui tutti eravamo contriti e poi, da oggi, si ricomincia. Da che parte ripartiamo? Dal decreto semplificazioni, in esame al Senato, che tanto alla Camera verrà votato subito con la fiducia senza esame. Non va bene, stiamo facendo veramente a pezzettini il nostro Parlamento ed è una cosa inaccettabile. (Applausi) .