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ci avete parlato di banchi di legno da dividere in due, e poi sono arrivati quelli con le rotelle. Abbiamo messo l'Esercito a scaricare i banchi delle scuole come se fosse un'emergenza naturale. (Applausi) . Ma quale emergenza? La scuola cominciava: lo dovevate sapere e vi dovevate organizzare. E allora scuole, trasporti, impennata di contagi, contagi di ritorno, ritardi sui tamponi: insomma si tratta di innumerevoli questioni e di domande che pone il Paese prima dell'Aula; domande che aspettano una risposta perché dalle relative decisioni, dalle decisioni che il Governo non prende e non comunica, dipende la vita quotidiana delle persone. Riteniamo quindi che l'assenza di oggi del Presidente del Consiglio sia una mancanza di responsabilità. Riteniamo la sua assenza una fuga, anche perché non è una questione di impegni. Questa assenza si contestualizza con tutto il resto; si contestualizza con quanto è accaduto ieri alla Camera, con la dittatura sanitaria con la quale si prolungano i termini dell'emergenza; si contestualizza con la richiesta continua di voti di fiducia: ieri sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, venerdì sul decreto semplificazioni. In conclusione, Presidente, se noi contestualizziamo l'assenza di risposte con il modo di procedere del Governo, privo di un metodo politico razionale e anche di comune buon senso, resta da dire che il Governo e il Presidente si nascondono al Parlamento e al Paese; non ci dicono - per esempio - qualcosa sul famoso report , già noto a febbraio e di cui il Governo non ha dato contezza. Fratelli d'Italia ha chiesto la pubblicazione del cento per cento dei testi in possesso della Presidenza del Consiglio dei ministri, relativi a tutto quanto ha riguardato l'emergenza Covid e al suo passaggio dall'epidemia alla pandemia. Bisogna fare chiarezza. I cittadini italiani hanno diritto di sapere e bisogna cominciare a rispondere in Aula e non nascondersi. L'assenza del Presidente conferma ulteriormente che, dopo aver ascoltato tante, troppe non verità, adesso siamo alla fuga rispetto alle responsabilità, davanti a un Paese in ginocchio dal punto di vista economico per la pandemia e lungamente provato. (Applausi) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta avanzata dai rappresentanti dei Gruppi Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia che chiedono di modificare il calendario sostituendo le comunicazioni del ministro Speranza con le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte il quale, a loro dire, è chiamato a rispondere a molte questioni rimaste irrisolte, non solo relative alla pandemia. Si riferiscono all'utilizzo del MES, alla desecretazione dei verbali e degli allegati del Comitato tecnico-scientifico, alle questioni degli immigrati e della scuola. Chiedono, inoltre, che il voto finale sul decreto semplificazioni sia spostato da venerdì a lunedì prossimo. Non è approvata. È stata richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte, anche delle tribune. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, volta ad inserire nella prossima settimana il dibattito sull'abolizione del CNEL. Non è approvata. È stata richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte, anche delle tribune. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Ciampolillo, volta ad inserire la discussione del disegno di legge sulla cannabis presentato dal senatore Mantero. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal Gruppo Fratelli d'Italia, volta ad inserire all'ordine del giorno della prossima seduta la discussione del disegno di legge per la destinazione del 5 per mille alle Forze dell'ordine e ai Vigili del fuoco, nonché la discussione del disegno di legge recante l'istituzione della Giornata delle vittime degli errori giudiziari. Non è approvata. È stata richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. Discussione del disegno di legge: Doc 1883 Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1883. I relatori, senatori Garruti e Sudano, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Sudano. SUDANO, relatrice . Signor Presidente, ci apprestiamo in una contingenza particolare a esaminare in Aula un provvedimento importante. (Brusio) . PRESIDENTE. Un po' di silenzio per cortesia, non riesco a sentire nulla. Prego, senatrice Sudano. SUDANO, relatrice . Se già in circostanze diverse trattare della conversione di un decreto che riguarda i temi più disparati, tutti rilevanti e soprattutto destinati a incidere in maniera significativa sulla vita e l'agire quotidiano di cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche richiederebbe attenzione e partecipazione, ciò diventa ancora più indispensabile nel delicato momento che il Paese sta attraversando. È infatti con questo spirito che, prima di addentrarmi su considerazioni di merito, voglio ringraziare tutti i colleghi e le colleghe, i rappresentanti del Governo, la Presidenza del Senato, i presidenti di Commissione Coltorti e Parrini e tutti gli Uffici del Senato e dei Gruppi parlamentari che, con la consueta competenza e dedizione, ci hanno assistiti per aver svolto, nel pieno della stagione estiva, un attento lavoro di esame, di verifica e miglioramento del testo che oggi ci apprestiamo a discutere in Aula dopo un articolato dibattito nelle Commissioni. (Brusio) . Presidente, così non riesco a intervenire. PRESIDENTE. Senatrice, prosegua. Chi non è interessato a sentire la relazione può uscire dall'Aula in modo da non disturbare la relatrice. SUDANO, relatrice . Il decreto-legge che stiamo esaminando, infatti, pur arrivando in una fase che - non c'è bisogno di dirlo - è ancora pesantemente contrassegnata dall'emergenza sanitaria e dalle sue pesanti ricadute sociali ed economiche, segna una nuova fase della risposta che le istituzioni sono chiamate a dare alla pandemia in termini legislativi. Per mutuare un'espressione impiegata in altro senso e contesto, inizia la fase 2, e cioè siamo al passaggio dalla fase della doverosa risposta all'emergenza a quella della ripartenza, al momento cioè in cui siamo chiamati ad offrire al Paese gli strumenti per tornare a guardare al futuro con ottimismo. Lo spirito della semplificazione è quello che ha ispirato il Governo nel formalizzare il decreto-legge. (Brusio) . Presidente, mi gridano dietro all'orecchio e non riesco a parlare.