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A tutto quello che il collega ha già detto aggiungo però la telemedicina, perché mi sembra una misura di grande civiltà soprattutto rispetto ai Comuni montani, quelli più abbandonati e più difficili da gestire. Ma ce ne sono alcune di importanza e rilievo come quelle per le abitazioni, e le cifre sono significative e importanti. Ribadisco che questo è l'inizio di un percorso che dovrà approdare a qualcosa di diverso. Va tutto bene? No, voglio essere sincero. Penso che il tema della giustizia - ad esempio - forse sarebbe stato meglio affrontare in un provvedimento autonomo, come è emerso molto spesso nel dibattito, ma si è lavorato decentemente. C'è un problema strutturale, però, che voglio denunciare in conclusione, che merita una riflessione autonoma: come legislatori abbiamo posto in essere una normativa emergenziale a cui non sempre è stata data dalla burocrazia sottostante una risposta all'altezza delle nostre aspettative, perché in alcuni casi c'era una forma mentis non adeguata. Nel libro «Il dopo» di Ilaria Capua c'è un bel passaggio in cui dice che dopo il virus dovremo comunque cambiare la nostra mappa mentale. Di questo sono profondamente convinto. Mi sembra che come legislatori abbiamo cercato di essere all'altezza delle nuove sfide a cui siamo chiamati, di cui dovremo dimostrare di essere veramente all'altezza a partire dal ristori cinque, che dovrà rappresentare un salto di qualità, portandoci a un livello di sistematizzazione, di organicità della trattazione di tutte queste materie di cui c'è assolutamente bisogno e di cui sono convinto saremo all'altezza. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Ferrero. FERRERO, relatrice di minoranza . Onorevoli colleghi, ho ascoltato attentamente i vostri interventi e soprattutto quelli di maggioranza - a me piace ascoltare - e ho colto tante lodi a questo provvedimento, tanta autocelebrazione e poche critiche devo dire -a parte qualche caso. Vi ricordo, colleghi, che l'opposizione ha assunto un atteggiamento costruttivo, non ostruzionistico, senatore Dell'Olio. Abbiamo presentato tanti emendamenti - rispondendo alla critica del senatore Fenu, li riteniamo davvero tutti importanti - cercando di correggere per quanto possibile un provvedimento che - ribadisco - secondo il nostro punto di vista è disorganico e senza visione. Contestiamo in origine la struttura e la ratio del provvedimento. Per tale ragione, noi relatori di minoranza siamo qui proprio per commentare il decreto ristori con una voce diversa e fortemente critica nei suoi confronti. Contestiamo quindi il ricorso al calcolo del contributo a fondo perduto con il rapporto aprile 2020 su aprile 2019. Contestiamo il ricorso ai codici Ateco, che ha escluso ingiustamente tante categorie fortemente colpite dalle chiusure. Per noi era giusta una logica di filiera, era quella la logica da adottare. Contestiamo le proroghe arrivate troppo tardi, oppure non arrivate. Contestiamo le tante, troppe anomalie e contraddizioni, segnalate dal nostro Gruppo e un po' da tutta l'opposizione, che sono rimaste però inascoltate. Sapete - ad esempio - che nel tanto martoriato settore della ristorazione l'IVA al tavolo è al 10 per cento e l'IVA per l'asporto al 22 per cento? L'ultimo pronunciamento dell'Agenzia delle entrate dice che l'asporto rimane con l'IVA al 22 per cento. Conoscete anche voi queste distorsioni. Perché non avete accolto - ad esempio - il nostro emendamento sull'armonizzazione dell'IVA per l'asporto? Non voglio pensare che si voglia far cassa sulla pelle dei ristoratori e sugli ignari cittadini. Per quanto riguarda - ad esempio - la lotteria degli scontrini, continuo a battere sul punto perché i commercianti sono in grave difficoltà. Noi, assieme a tutte le forze di opposizione, abbiamo presentato un emendamento, ma non solo: lo ha presentato anche qualche forza di maggioranza, a firma addirittura del capogruppo del Partito Democratico in Commissione bilancio. Il nostro emendamento ha ricevuto un voto contrario e quindi, paradossalmente, anche le forze di maggioranza hanno votato contrariamente al loro stesso emendamento. Si trattava di un emendamento che non costava niente e avrebbe sollevato i nostri commercianti già in grave crisi da un'ulteriore incombenza. Evidentemente però l'avvocato degli italiani aveva già pronta la pubblicità ministeriale per incitare gli italiani al gioco, a tentare la fortuna. Permettetemi, signori: questa mi sembra davvero una vergogna. È dall'inizio della crisi che noi chiediamo a gran voce un anno bianco fiscale e solo ora la maggioranza sembra ascoltarci. Cito le parole pronunciate ieri dal capo politico del MoVimento 5 Stelle: «È una misura fondamentale a cui stiamo lavorando anche grazie a una seria collaborazione istituzionale con le opposizioni». Colleghi, per carità, va tutto bene, ma ormai è tardi: dovevate darci retta magari qualche mese fa. Non ci vuole tanto a capire che, prima di elargire le mancette e l'elemosina agli italiani, bisogna in primis non farli pagare; è una misura di buon senso. Vorrei fare, in conclusione, qualche riferimento alla collaborazione, questa sconosciuta. Abbiamo collaborato con i relatori, con il sottosegretario Guerra, che è sempre stato presente, e apprezzo l'impegno di tutta la Commissione. La collaborazione, però, in una crisi di siffatta portata vuol dire scrivere i provvedimenti coinvolgendo le opposizioni, o almeno consultandole. La collaborazione è rendere edotte le opposizioni dei verbali del comitato tecnico-scientifico. (Applausi) . Sul punto mi dispiace contraddire il collega Presutto, ma collaborazione vuol dire non utilizzare logiche distributive dei fondi, a mio parere assurde. Se noi pensiamo che, su 18 miliardi impegnati, ai parlamentari si sono lasciati da gestire 601 milioni, possiamo dire che sono briciole, sono un contentino; questo non per noi dell'opposizione, bensì per tutto il Parlamento. Non è una questione che riguarda soltanto la minoranza. I nostri emendamenti che abbiamo presentato erano tutti lodevoli, ma il Governo ci ha trattato come se ci avesse dato un lascito ridicolo, inesistente. Questa dovrebbe rappresentare la nostra attività di legislatori, di eletti, e invece, veniamo mortificati da provvedimenti governativi quasi per niente modificabili dal Parlamento. Il mio appello, al netto del nostro giudizio negativo sul provvedimento in sé, è ancora una volta quello che avevo fatto qualche mese fa in quest'Aula. Ascoltateci, ascoltate le nostre proposte perché l'Italia ha bisogno di interventi seri (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice di minoranza . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, dalla discussione in Aula è emerso che molteplici sono le criticità del decreto-legge in esame, a partire dai codici Ateco, dalla loro applicazione, dalla proroga delle scadenze fiscali così come è stata declinata, dal fatto che temi importanti come quello della giustizia siamo entrati in un provvedimento sui ristori per le attività economiche.