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Credo che nessuno qui presente possa negare il principio oggettivo che la scuola è servizio educativo, crescita culturale e sociale, inclusione, solidarietà e tolleranza. Sfido chiunque a dire che questi elementi caratterizzanti non siano parte fondante dell'assetto normativo che si evidenzia nel testo. È vero, forse si poteva fare di più nella direzione della stabilizzazione della precarizzazione, però bisogna avere anche la lucidità di dire che molto è stato fatto in tanti punti fondamentali ed essenziali della didattica. Replico anche a chi ci ha criticato in maniera strumentale; ad esempio, garantire un ordinato d'avvio del prossimo anno scolastico non significa surrogare la carenza di insegnanti con misure emergenziali, bensì con opportuni interventi strutturali, garantendo princìpi di equità, trasparenza e meritocrazia per il reclutamento e l'immissione in ruolo, garantendo altresì la continuità didattica, in particolare con gli insegnanti di sostegno, visto che lo scenario che affiora dall'emergenza sanitaria li penalizza in maggior misura e penalizza ancora di più le disabilità più gravi, fino alle diverse problematiche che afferiscono ai disturbi specifici dell'apprendimento e ai bisogni educativi speciali. Siamo comunque riusciti ad evitare contrazioni di organico e abbiamo dato la possibilità, per chi ha tre anni di servizio sul sostegno, di specializzarsi in modo da sopperire alla carenza di docenti specializzati. Ricordo inoltre a chi ci accusa di essere stati superficiali che abbiamo tutelato il merito opponendoci al sei politico. Alcuni di voi hanno sottovalutato questa forte sottolineatura del principio meritocratico. In una drammatica condizione che ha devastato la vita civile e sociale degli ultimi tre mesi sarebbe stato molto facile evitare forme di valutazione più approfondita e giusta - come quelle che si evidenziano nel testo e che ci apprestiamo a votare - e rifugiarsi comodamente in una promozione egualitaria senza merito e senza le imprescindibili differenze di valori. Non l'abbiamo fatto; abbiamo scelto la strada più difficoltosa, ma più giusta per i nostri studenti. Voglio ribadire a tutti voi che il punto saliente del provvedimento è proprio il merito, è ciò che il momento storico ci impone, è ciò che i giovani che credono nel cambiamento ci chiedono. Non potevamo permetterci di non dare al Paese un segnale importante. Le risposte che diamo con questo provvedimento sono emblematiche del concetto che la meritocrazia e la preparazione non saranno mai messe in secondo piano, men che meno nell'ambito scolastico e men che meno per ciò che concerne gli insegnanti. Il superamento di una prova di una valutazione oggettiva che attesti il livello di preparazione degli insegnanti è sempre stata una priorità sulla quale non possiamo permetterci di transigere. Con questo testo vogliamo ridurre il precariato per dare più stabilità alla scuola e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito, anteponendo il principio della qualità del nostro sistema di istruzione e, di conseguenza, l'efficienza del servizio reso agli studenti che poi ne sono i principali protagonisti. Si ritornerà a scuola a settembre in piena sicurezza, cari colleghi; vi assicuro che si sta lavorando per trovare tutte le soluzioni in relazione alle varie fasce d'età degli studenti, alle singole strutture scolastiche e anche alle specificità delle diverse realtà territoriali. Le scelte che facciamo oggi avranno infatti ripercussioni nei prossimi anni. Abbiamo 78.000 insegnanti da assumere nel primo e secondo ciclo, tra concorsi ordinari e concorso straordinario e tra gli aspiranti ci sono migliaia di giovani che si preparano da tempo e vogliono avere la loro occasione per cominciare ad insegnare. Alcuni punti saranno sicuramente migliorabili e sicuramente nei prossimi provvedimenti, a partire dal decreto rilancio, si prevedono fiduciosamente delle disposizioni che contemplano la riorganizzazione delle classi, ad esempio garantendo la distanza sanitaria o altre forme di miglioramento e riduzione del rischio futuro. Tuttavia, mi preme dire che, nonostante tutto e nonostante questo momento sia difficilissimo, abbiamo un'occasione unica per rimettere la scuola al centro, trasformando questa tragedia in un'opportunità. Dopo aver rilevato tutta una serie di problemi annosi già presenti, ci saranno nel decreto rilancio misure espansive che interverranno in vari punti, cercando di sistemare carenze strutturali del nostro sistema scolastico. Voglio ricordarvi, ad esempio, che assumeremo 16.000 docenti in più rispetto ai 62.000 già previsti da due concorsi in arrivo, 8.000 posti in più per ciascuno dei due bandi. Portiamo così a 78.000 i nuovi assunti che inizieranno a entrare nella scuola già a partire da settembre. Presenteremo, con il decreto rilancio, anche misure per i docenti di sostegno in possesso del TFA. Questa disposizione tiene conto dell'estrema selettività dei percorsi ordinamentali in essere, pur lasciando inalterate le procedure concorsuali ordinarie, prevedendo la possibilità di inserimento e di aggiornamento dei punteggi con cadenza biennale, poiché la copertura annuale dei ruoli sul sostegno rappresenta ogni anno scolastico una particolare area di criticità. Ci saranno nuove misure presenti, come il finanziamento di acquisto di servizi professionali, di formazione, di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la didattica a distanza, per l'assistenza medico-sanitaria, finanzieremo l'acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l'igiene individuale e degli ambienti, interventi a favore della didattica degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e bisogni educativi speciali, acquisteremo e metteremo a disposizione in particolare degli studenti meno abbienti dispositivi digitali individuali per la necessaria connettività di rete. Finanzieremo l'acquisto di strumenti editoriali e didattici innovativi e inoltre stanzieremo 150 milioni di euro per le scuole paritarie, di cui 70 per le primarie e secondarie e 80 per i servizi da 0 a 6 anni. Dobbiamo avere tutti l'onestà di riconoscere, al di là delle logiche di posizionamento politiche, che sono numeri importanti e questo lo dobbiamo fare al più presto. La scuola ha bisogno di stabilità e programmazione. In passato tutto questo è mancato e quindi è tempo di voltare pagina, di farlo subito e farlo meglio, lo dobbiamo fare per i nostri figli e lo dobbiamo fare meglio ancora per salvaguardare il nostro futuro nell'interesse dei nostri ragazzi, ricordandoci che la scuola siamo noi. (Applausi). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 10,45) PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. DE CRISTOFARO, sottosegretario di Stato per l'istruzione . Signor Presidente, ringrazio le senatrici e i senatori anche per gli interventi che ci sono stati nella giornata di ieri nella discussione generale e naturalmente per il lavoro che è stato fatto nel corso di questi giorni in Commissione. Vorrei partire proprio dal ringraziamento a tutti quanti voi, alla maggioranza e all'opposizione, anche per i contributi secondo me molto importanti che sono arrivati a questa discussione. Credo che, in questa fase così difficile e così complessa, senza precedenti, che vive il nostro Paese, questa sia addirittura l'esigenza più sentita: