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Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Il Ministero dell'economia e delle finanze, ove necessario, può disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione è effettuata con l'emissione di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa. Articolo 42- bis . (Disposizioni finali) 1. Al fine di tutelare la concorrenza e di assicurare la massima trasparenza delle voci di costo sostenute dai consumatori, nelle fatture per i consumi di energia elettrica e di gas, emesse nei mesi successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, cui si applicano le disposizioni concernenti la riduzione delle aliquote relative agli oneri generali di sistema nel settore del gas e il bonus sociale elettrico e gas previste dal presente decreto, dal decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 2021, n. 171, e dalla legge 30 dicembre 2021, n. 234, sono riportate, rispettivamente, le seguenti diciture: « Importi rideterminati a seguito di intervento del Governo e del Parlamento » e « Bonus sociale ». Articolo 42- ter . (Clausola di salvaguardia) 1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Articolo 43. 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. ________________ N.B. Per gli Allegati A e B si rinvia all'Atto Senato 2588 (pagg. 148-213). EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO NON PRESI IN CONSIDERAZIONE A SEGUITO DELLA POSIZIONE DELLA QUESTIONE DI FIDUCIA SULL'ARTICOLO UNICO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 151-BIS DEL REGOLAMENTO Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2588 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo con la seguente osservazione: - all'articolo 15, comma 1, sarebbe opportuno prevedere, per l'adozione del decreto ministeriale ivi previsto, un coinvolgimento della Conferenza unificata: l'articolo 7 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, successivamente abrogato dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, e ora parzialmente ripreso nel contenuto dalla disposizione in esame, aveva infatti previsto, per analogo decreto ministeriale, l'espressione dell'intesa in quella sede. Esaminati altresì i relativi emendamenti esprime i seguenti pareri: - sull'emendamento 9.1 parere non ostativo condizionato alla soppressione delle seguenti parole: "e regionale"; - sui restanti emendamenti patere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, alla luce della relazione tecnica aggiornata di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, parere non ostativo, con 1a seguente osservazione: - in relazione all'articolo 22- bis , l'introduzione del limite di un quindicennio dalla conclusione del progetto ai fini del computo dei diritti di regia da versare allo Stato, pur non determinando un impatto diretto sui saldi di finanza pubblica, appare comunque suscettibile di rappresentare un mancato risparmio per lo Stato, in considerazione del fatto che i rientri delle somme erogate ai sensi della legge n. 808 del 1985 sono riassegnati e destinati alla concessione di finanziamenti per le medesime finalità, con il rischio che questi ultimi vengano configurati come aiuti di Stato. Testo integrale dell'intervento del senatore Santillo nella discussione generale del disegno di legge n. 2588 Presidente, colleghe, colleghi e componenti del Governo. Intervengo in discussione generale per sottolineare quanto finalmente abbiamo appena iniziato a fare per sostenere imprese e famiglie contro il caro dell'energia, ma anche ad evidenziare quanto avremmo dovuto fare, osando molto di più, specie in un decreto-legge che riporta il nome di quello in corso: contenimento dei costi energia e gas. Sembra infatti ovvio che per poter contenere i costi di energia e gas, al di là dell'annullamento degli oneri generali di sistema applicati alle utenze elettriche e alla riduzione dell'aliquota IVA sulle forniture di gas metano, occorra invece ridurre l'utilizzo dell'energia prodotta da fonti fossili e limitare la dipendenza energetica dell'Italia, e questo può farsi in un unico modo: aumentando la produzione di energia da fonti rinnovabili! E a chiedercelo sono italiani che non riescono più a pagare la bolletta, come per esempio, tra i tanti, la signora Caterina di Trastevere, pensionata e con figlio ancora a carico, che assieme al 15 per cento delle famiglie e delle imprese non è riuscita a pagare le bollette energetiche nell'ultimo bimestre! Ma vorrei comunque ricordare che in Italia già prima della pandemia e della crisi energetica il 15 per cento degli italiani viveva in povertà energetica: una percentuale destinata drammaticamente ad aumentare se oltre al sostegno economico, non si mira ad una politica veramente improntata allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Per capire bene l'impatto attuale dell'energia proveniente da fonti rinnovabili in Italia e quindi gli ampi margini possibili di intervento, basta dare un'occhiata al Bilancio Energetico Nazionale 2020 disponibile sul sito del Ministero della transizione ecologica. Oggi le fonti rinnovabili soddisfano il 20 per cento del fabbisogno energetico nazionale, e per lo più sono destinate all'uso civile. La parte preponderante spetta invece al Metano e al Petrolio. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo fortemente contribuito a migliorare questo decreto-legge: estendendo la possibilità di installare impianti di energia da fonti rinnovabili, come la procedura abilitativa semplificata per installare impianti solari fotovoltaici fino a 10 MW in modalità flottante, cioè galleggiante, su specchi d'acqua di invasi e bacini idrici, compresi quelli nelle cave dismesse o sui canali di irrigazione; stabilendo che l'Autorità di Regolazione dell'Energia debba rendicontare l'effettivo utilizzo delle risorse destinate a contenere gli effetti degli aumenti delle bollette di elettricità e gas; avviando un'apposita Strategia nazionale contro la povertà energetica che preveda e attui misure strutturali e di lungo periodo per non lasciare nessuno indietro. Ma tutto questo non basta, e lo sappiamo tutti.