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Il decreto di cui al comma 3 contiene altresì: a) lo schema di domanda di progetto, volta ad ottenere i contributi di cui al comma 1, con fissazione dei relativi tempi e modalità di accesso; b) la previsione della possibilità per la lavoratrice dipendente e per la lavoratrice autonoma di poter usufruire di forme di lavoro già programmate fino al rientro dalla maternità o, comunque, di altre forme di lavoro più elastiche a partire dal quinto mese di gravidanza. 5. Ai fini di cui al comma 1 è disposta la revisione annuale del regolamento del tavolo di concertazione territoriale. 6. Il Ministro dello sviluppo economico con proprio decreto, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce l'ufficio per il coordinamento dello sviluppo dell'imprenditoria femminile e ne determina la composizione garantendo la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni imprenditoriali già presenti nel CNEL. 7. La domanda di progetto di cui al comma 4, lettera a), debitamente compilata dai soggetti interessati, deve essere inoltrata e gestita dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, tramite i comitati per l'imprenditoria femminile che provvedono a valutare la regolarità del progetto e le competenze dei soggetti interessati inviando il parere, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, all'ufficio istituito ai sensi del comma 6 che deve rispondere entro due mesi. In assenza di risposta la domanda di progetto si intende accolta. 8. Le lavoratrici autonome che usufruiscono di rapporto di lavoro a tempo parziale sono tenute, per tutto il periodo di durata di questo, al pagamento dei contributi in forma ridotta, calcolati in base al numero minimo di ore mensili necessarie. Art. 2. (Astensione per maternità) 1. Alle lavoratrici autonome è consentito un periodo di astensione per maternità corrispondente al periodo di cinque mesi con l'applicazione, nel medesimo periodo, di un regime di contribuzione previdenziale di tipo parzialmente figurativo, pari al pagamento del 50 per cento del dovuto. L'entità dell'assegno di maternità deve essere calcolata in base al valore effettivo dei contributi versati e non solo sul minimale. 2. L'astensione facoltativa può essere riconosciuta per un periodo massimo di sette mesi ai lavoratori autonomi ed alle lavoratrici autonome, con i medesimi criteri per i versamenti contributivi di cui al comma 1. Art. 3. (Congedi parentali per allattamento) 1. È possibile usufruire dei congedi per allattamento fino all'età di un anno del bambino. L'indennità per i versamenti dei contributi è calcolata in base a quanto effettivamente percepito. 2. Le lavoratrici autonome possono richiedere l'astensione anticipata in caso di gravidanza a rischio sia per la salute della madre che del figlio, così come anche per i lavori dannosi. Si applica il sistema di contribuzione figurativa ed indennità calcolata già prevista per l'astensione obbligatoria. Art. 4. (Maternità in assenza di rapporto di lavoro) 1. Alla lavoratrice autonoma che abbia avuto figli in assenza di rapporto di lavoro, è riconosciuto il periodo contributivo di maternità, ai sensi dell'articolo 25 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Art. 5. (Congedi per familiari o conviventi di portatori di handicap grave) 1. Alle lavoratrici autonome ed ai lavoratori autonomi si applica l'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni. Ai medesimi soggetti e ai conviventi che risiedono con un portatore di handicap si applicano gli articoli 33 e 42 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 novembre 2001, n. 151. Art. 6. (Assunzione di personale in caso di maternità dell'imprenditrice) 1. In caso di maternità la lavoratrice autonoma può assumere, come suo sostituto, un lavoratore o una lavoratrice, e può usufruire dello sgravio del 50 per cento sui contributi del dipendente stesso, e dello sgravio del 50 per cento dei propri contributi senza l'obbligo di totale assenza dal lavoro. Art. 7. (Casi di riconoscimento di flessibilità degli orari di lavoro) 1. Le lavoratrici e i lavoratori autonomi hanno diritto ad usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell'organizzazione del lavoro, come il rapporto di lavoro a tempo parziale, solo nei seguenti casi: a) fino all'età di cinque anni del figlio, anche in caso di affidamento; b) per grave malattia di un familiare o convivente, per un periodo non superiore ai sei mesi; c) per tutta la durata dei corsi di formazione. 2. Il versamento contributivo non deve essere inferiore al 50 per cento dell'importo dovuto. Art. 8. (Congedi per lunga degenza o malattia) 1. In caso di degenza o malattia protratta per oltre un mese del lavoratore e della lavoratrice autonoma è prevista la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali per un periodo massimo di sei mesi. Art. 9. (Sospensione mutui) 1. La lavoratrice autonoma può, in caso di maternità o malattia, chiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, eventualmente in essere, inerente alla sua attività, per un massimo di sei mesi. Art. 10. (Studi di settore) 1. Nei casi in cui è possibile la riduzione dei versamenti contributivi è possibile una revisione in diminuzione dei parametri di calcolo degli studi di settore. Art. 11. (Fondo per le misure di sostegno) 1. Per le finalità di cui all'articolo 1 è istituito un fondo per l'armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro, con una dotazione massima di 10 milioni di euro annui a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge. Alla ripartizione delle risorse di cui al primo periodo provvede il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. 2. Le regioni iscrivono le somme loro attribuite in un apposito capitolo di bilancio, nel quale confluiscono altresì eventuali risorse proprie, da utilizzare per spese destinate ad agevolare l'attuazione dei progetti inclusi di cui alla presente legge. 3. La Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, è convocata ogni anno, entro il mese di febbraio, per l'esame dei risultati conseguiti attraverso l'impiego delle risorse del Fondo di cui al comma 1 e per la definizione delle linee di intervento futuro.