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il sindaco Francesco Mancini ha emesso delle ordinanze d'interdizione al traffico della viabilità compromessa ed ha ordinato lo sgombero di abitazioni e di alcune attività commerciali. Lo scivolamento del terreno ha provocato ''gravi ed estese lesioni alle infrastrutture urbane (strade, marciapiedi, muretti di protezione), alle murature portanti di alcune abitazioni ed a locali ubicati a ridosso della strada'', riporta la relazione tecnica; anche la Giunta regionale della Basilicata si è riunita a Potenza il 4 febbraio ed ha deliberato, su proposta dell'assessore per le infrastrutture e la mobilità di richiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri "per il tramite del Dipartimento nazionale della Protezione civile" la dichiarazione dello stato di emergenza per il territorio del Comune; nel provvedimento viene ricordato che "la Regione Basilicata ha già provveduto allo stanziamento di un importo di 160 mila euro, per far fronte alle prime spese relative al soccorso alla popolazione". "Valutati i risultati dei sopralluoghi effettuati che hanno messo in evidenza - è specificato nella delibera - l'ampiezza e complessità del fenomeno in atto" la Giunta regionale, su sollecitazione anche del sindaco di Pomarico ha stabilito di inoltrare la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza, affinché vengano disposti "immediati interventi per la messa in sicurezza dell'area interessata dal vasto movimento franoso"; nella stessa seduta, la Giunta ha richiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione di stato di emergenza per il territorio regionale colpito "da avversità atmosferiche". "Le eccezionali nevicate verificatesi a partire dal 24 gennaio, è spiegato nella delibera di Giunta, hanno interessato gran parte del territorio regionale ed in particolare le zone nord occidentali e provocato l'interruzione di servizi pubblici essenziali, con grave disagio per le popolazioni interessate, con interruzioni in molti punti della rete viaria statale e provinciale, con significativi blocchi della circolazione stradale e ferroviaria sulla linea Potenza-Foggia e Appulo-Lucana e con l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica che ha interessato per diversi giorni circa 30.000 utenze"; viene sottolineato anche che la Regione "per garantire un primo parziale ristoro" di parte delle spese sostenute per i vari interventi "ha provveduto ad individuare risorse finanziarie pari a 150 mila euro". Resta, però, necessaria la dichiarazione di stato di emergenza "per disporre immediati interventi per la messa in sicurezza delle aree interessate"; il 2 febbraio si è recato sul posto anche il capo Dipartimento nazionale di protezione civile, Angelo Borrelli, per fare un sopralluogo nell'area interessata dai crolli e per incontrare le autorità locali di protezione civile, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere al fine di riconoscere lo stato di emergenza in favore del Comune di Pomarico, attivando la Commissione nazionale grandi rischi per porre in sicurezza il centro abitato e promuovere interventi di consolidamento del territorio, nonché per riconoscere misure di ristoro danni per i soggetti interessati. Atto n. 4-01209 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, da diverso tempo il sindaco di Castelnuovo di Porto (Roma) era stato avvisato dalle autorità competenti della chiusura del Cara; il decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, recante "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili", ha previsto lo stanziamento di 600 milioni di euro per i Cara e risulta che a Castelnuovo siano arrivati circa 900.000 euro negli ultimi 2 anni; i consiglieri di minoranza hanno presentato alcune interrogazioni per accedere alla documentazione della Prefettura, con cui si comunicano le linee guida per spendere tali fondi; a quanto risulta, il sindaco avrebbe risposto di non essere in possesso di tale documento e avrebbe giustificato la spesa di 450.000 euro all'anno per pagare le utenze del Comune, si chiede di sapere: se quanto risulta all'interrogante corrisponda a realtà; quali siano le linee guida inviate dalla Prefettura al Comune di Castelnuovo di Porto; come siano stati spesi eventualmente i fondi e se il modo rispetti dette linee guida. Atto n. 4-01210 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nel corso dell'audizione dei rappresentanti della Consob nell'ambito dell'istruttoria sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 1 del 2019, recante misure urgenti a sostegno della banca Carige SpA, Cassa di risparmio di Genova e Imperia, il presidente vicario della medesima Consob Anna Genovese ha fornito dichiarazioni a giudizio dell'interrogante poco trasparenti in relazione al risanamento dell'istituto ligure, ed in particolare sulla natura dei crediti deteriorati e il peso dei crediti multimilionari rispetto ai mutui di modesta entità; durante l'intervento, a seguito della domanda posta dall'interrogante in merito all'attività svolta, non ha mostrato sufficiente chiarezza nel fugare qualsiasi dubbio riguardo a possibili conflitti di interessi nella gestione della delicata vicenda Carige, che potrebbero coinvolgerla; a giudizio dell'interrogante, risulta indispensabile che pervengano rassicurazioni oggettive ed esplicite da parte del soggetto decisionale, in un momento in cui il vertice della Consob deve ancora essere nominato dal Governo, non avendo peraltro alcuna garanzia dei componenti della Commissione, considerata soprattutto la situazione attuale particolarmente delicata, in tema di autorità di controllo sui mercati finanziari e sugli istituti bancari, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se sia a conoscenza di eventuali rapporti tra la professoressa Genovese e lo studio legale Zoppini, precedenti alla sua nomina, considerato che tra i clienti di tale studio vi sono molte tra le principali società quotate e i principali intermediari oggetto di controllo da parte della Consob; se non ritenga che ciò costituisca una situazione di potenziale conflitto di interessi che imporrebbe, e avrebbe dovuto imporre, alla professoressa Genovese di astenersi ogni qual volta la Commissione, di cui fa parte dal 2014, ha votato relativamente a pratiche o istruttorie nelle quali una parte è o era rappresenta dallo studio Zoppini; se non ritenga, altresì, che tale situazione sia aggravata dalla circostanza che, in qualità di presidente vicario della Consob, la professoressa Genovese sovraintende all'attività istruttoria, coordina gli uffici dell'Autorità e fissa l'ordine del giorno delle riunioni della Commissione che presiede, elemento di incompatibilità con la nomina a presidente della Consob, trovandosi quindi nella condizione di influenzare sensibilmente proprio le decisioni dalle quali si dovrebbe astenere;