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Il problema, dunque, prima ancora di affrontare nuovi interventi legislativi, è quello di far sì che le norme esistenti trovino applicazione, cosa che non sempre accade perché continua a sussistere la paura della firma. Il "modello Genova" già esiste, è contenuto nell'articolo 2 del decreto-legge "semplificazioni", ma viene applicato molto raramente, nonostante le sollecitazioni rivolte dal Ministero delle infrastrutture alle stazioni appaltanti. Se si mettono insieme il decreto "sblocca cantieri", il decreto "semplificazioni" e la legge europea, ci si renderà conto che, di fatto, il codice dei contratti pubblici è già sospeso. È dunque necessario abbandonare ogni presa di posizione pregiudiziale e fare invece un lavoro concreto di cesello, come del resto si è impegnato a fare il ministro Giovannini, sebbene, almeno in una prima fase, con riferimento alle opere che ricadono nel PNRR. È auspicabile che quest'operazione, che è stata definita dallo stesso Ministro di "reingegnerizzazione" dei processi, piuttosto che di mera semplificazione, proceda in armonia con il disegno di legge europea. Il senatore CIOFFI ( M5S ) ritiene che si debba definitivamente sfatare il luogo comune che ricollega la lentezza nella realizzazione delle opere pubbliche ai tempi di gara. La gara rappresenta solo una parte di un processo molto più articolato, che ricomprende anche la progettazione, l'acquisizione dei pareri e l'esecuzione. Sono queste le fasi che dovrebbero essere semplificate e velocizzate e ciò, in linea di massima, non richiede interventi ulteriori sul codice dei contratti pubblici. Con riferimento al "modello Genova", ricorda che la ricostruzione del ponte Morandi costituisce un caso con caratteristiche molto particolari difficilmente replicabili in altri contesti. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) osserva che i responsabili del procedimento continuano ad avere paura di assumere decisioni perché troppo spesso vengono sottoposti ad indagini da parte della magistratura. Anche nei numerosi casi in cui alla fine non emerga alcun tipo di responsabilità in capo ai RUP, il procedimento ne risulterà grandemente rallentato. Non ritiene condivisibile la decisione di affidare l'opera di revisione della normativa in materia di appalti ad una commissione composta da magistrati del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, in quanto essi dovrebbero, a valle, verificare il rispetto delle leggi e non intervenire a monte nella scrittura delle leggi stesse. Propone quindi la creazione di una cabina di regia sugli appalti, di cui facciano parte il Ministro delle infrastrutture, coadiuvato dai tecnici del Ministero, e i presidenti delle Commissioni parlamentari competenti. Il PRESIDENTE si riserva di valutare la richiesta di indire un ciclo di audizioni sulla materia degli appalti, anche alla luce dell'attività istruttoria che la Commissione politiche dell'Unione europea delibererà di compiere sul provvedimento in esame. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta termina alle ore 9,25. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2144 La Commissione, esaminato per quanto di propria competenza il disegno di legge in titolo, premesso che: il decreto-legge in esame, introduce, in relazione all'emergenza da Covid-19, misure urgenti per il sostegno alle imprese e agli operatori economici nonché in materia di lavoro, salute e servizi; gli interventi previsti nei 43 articoli del decreto-legge si articolano in cinque ambiti principali, che corrispondono ai titoli del provvedimento; il Titolo I contiene le misure per il sostegno delle imprese e degli operatori economici in relazione ai danni subiti a seguito dell'emergenza. Con riferimento alle materie che interessano la competenza della 8ª Commissione, assumono rilievo gli articoli 5, comma 15, e 6, comma 5, che prevedono rispettivamente: a) una proroga dei termini per il versamento dell'imposta sui servizi digitali, spostando il termine di versamento dell'imposta - fissata ad un'aliquota pari al 3 per cento dei ricavi - dal 16 febbraio al l6 maggio dell'anno solare successivo a quello in cui sono prodotti i ricavi derivanti dai servizi prestati, mentre il termine di presentazione della relativa dichiarazione è posticipato dal 31 marzo al 30 giugno del medesimo anno. Inoltre è previsto che, in sede di prima applicazione, il termine di versamento dell'imposta, con riferimento alle operazioni imponibili nel 2020, slitti dal 16 marzo al 16 maggio 2021 e che le relative dichiarazioni debbano essere presentate entro il prossimo 30 giugno, invece che entro la fine di aprile; b) la riduzione del 30 per cento, per il 2021, dell'importo del canone speciale di abbonamento RAI dovuto dalle strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico. Pertanto vengono stanziati 25 milioni di euro da utilizzare per riconoscere un credito di imposta del 30 per cento a coloro che abbiano già proceduto al versamento del canone prima dell'entrata in vigore della disposizione in esame ovvero per compensare la RAI delle minori entrate conseguenti all'applicazione della misura agevolativa; il Titolo II, che reca interventi in materia di lavoro e per il contrasto alla povertà, sempre con riferimento alle materie di più diretto interesse per la Commissione, all'articolo 9, comma 3, prevede che le prestazioni integrative del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo - che garantiscono ai lavoratori delle imprese di trasporto aereo, di gestione aeroportuale e del sistema aeroportuale l'erogazione di un trattamento complessivo pari all'80 per cento della retribuzione lorda - trovino applicazione anche in relazione ai trattamenti di integrazione salariale in deroga con causale COVID previsti dall'articolo 8 del decreto-legge in esame, richiesti dalle imprese che abbiano integralmente fruito della cassa integrazione straordinaria di cui al decreto legislativo n. 148 del 2015. A tal fine, viene disposto uno specifico finanziamento del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo dell'importo di 186,7 milioni di euro per il 2021; il Titolo IV, recante una serie di misure per il sostegno degli enti territoriali all'articolo 29 incrementa di 800 milioni di euro per il 2021 il Fondo istituito dall'articolo 200 del decreto-legge n. 34 del 2020 ("Rilancio") per compensare gli operatori dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale di passeggeri, sottoposti ad obblighi di servizio pubblico, per la riduzione dei ricavi tariffari provocata dall'emergenza; il periodo di riferimento in relazione al quale calcolare le compensazioni - che potranno essere riconosciute alle imprese di trasporto pubblico locale e regionale, alla gestione governativa della ferrovia circumetnea, alla concessionaria del servizio ferroviario Domodossola confine svizzero e alla gestione governativa navigazione laghi - è prolungato fino al termine dell'applicazione delle limitazioni sulla capienza dei mezzi di trasporto;