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I segnali di pericolo devono essere installati, di norma, ad una distanza di m 150 dal punto di inizio del pericolo segnalato. Nelle strade urbane con velocità massima non superiore a quelle stabilite dall'art. 103, comma 1, del T.U., la distanza può essere ridotta in relazione alla situazione dei luoghi. 8. I segnali di prescrizione devono essere installati in corrispondenza o il più vicino possibile al punto in cui inizia la prescrizione. Muniti di pannello integrativo modello, 1 possono essere ripetuti in anticipo con funzione di preavviso. 9. I segnali DARE PRECEDENZA (art. 59) e FERMARSI E DARE PRECEDENZA (art. 60) devono essere posti in prossimità del limite della carreggiata della strada che gode del diritto di precedenza e comunque a distanza non superiore a m 25 da esso fuori dai centri abitati e m 10 nei centri abitati; detti segnali devono essere preceduti dal relativo preavviso (art. 61) posto ad una distanza sufficiente affinchè i conducenti possano conformare la loro condotta alla segnalazione, tenuto conto delle condizioni locali e della velocità predominante su ambo le strade. 10. I segnali che indicano la fine del divieto o dell'obbligo devono essere installati in corrispondenza o il più vicino possibile al punto in cui cessa il divieto o l'obbligo stesso. 11. In funzione delle caratteristiche del materiale impiegato, la dispozione del segnale deve essere tale da non dare luogo ad abbagliamento od a riduzione di leggibilità del segnale stesso. 12. I segnali installati al di sopra della carreggiata devono avere un'altezza ed un'inclinazione rispetto al piano perpendicolare alla superficie stradale in funzione dell'andamento altimetrico della strada. Per i segnali posti ad altezza di m 5,10, di norma, detta inclinazione sulle strade pianeggianti è di 3o circa versa il lato da cui provengono i veicoli (schema a). La disposizione planimetrica deve essere conforme allo schema B. 13. I segnali possono essere installati in versione mobile e con carattere temporaneo per comprovati motivi operativi o per situazioni ambientali di emergenza e di traffico, nonché nell'ambito di cantieri stradali o su attrezzature di lavoro fisse o mobili. Art. 33 (art. 13 del T.U.) Caratteristiche dei sostegni, supporti ed altri materiali usati per la segnaletica stradale 1. I sostegni ed i supporti dei segnali stradali devono essere generalmente di metallo. L'impiego di altri materiali deve essere approvato dal Ministero dei lavori pubblici. 2. I sostegni devono avere, nei casi di sezione circolare, un dispositivo inamovibile antirotazione del segnale rispetto al sostegno e del sostegno rispetto al terreno. 3. La sezione del sostegno deve garantire la stabilità del segnale in condizione di sollecitazione derivante da fattori ambientali. 4. I sostegni ed i supporti dei segnali stradali devono essere adeguatamente protetti contro la corrosione. 5. Ogni sostegno, ad eccezione delle strutture complesse e di quelle portanti lanterne semaforiche, deve portare di norma un solo segnale. Quando è necessario segnalare più pericoli o prescrizioni, nello stesso luogo, è tollerato l'abbinamento di due segnali sullo stesso sostegno. (( In caso di abbinamento di un segnale di pericolo con un segnale di obbligo, il segnale di pericolo deve essere sempre posto al di sopra del segnale di obbligo. )) 6. Le caratteristiche dei materiali da impiegare per la segnaletica stradale, ivi compresi i sostegni ed i supporti, sono stabiliti con decreto del Ministro dei lavori pubblici. Art. 34 (art. 13 del T.U.) Pannelli integrativi 1. I segnali possono essere muniti di pannelli intergrativi nei seguenti casi: a) per definire la validità nello spazio del segnale; b) per precisare il significato del segnale; c) per limitare l'efficacia dei segnali a talune categorie di utenti o per determinati periodi di tempo. 2. I pannelli integrativi sono di forma rettangolare e debbono contenere simboli od iscrizioni esplicative sintetiche e concise. 3. I pannelli integrativi sono dei seguenti modelli: modello 1 - per le distanze; modello 2 - per le estese; modello 3 - per indicare periodi di tempo; modello 4 - per indicare eccezioni o limitazioni ; modello 5 - per indicare l'inizio, la continuazione o la fine; modello 6 - per esplicitazioni o indicazioni; modello 7 - per indicare l'andamento della strada principale. 4. Il modello 1 indica la DISTANZA, espressa in metri o in chilometri, tra il segnale e l'inizio del punto pericoloso, del punto dal quale si applica la prescrizione o del punto oggetto dell'indicazione (modello 1/a, 1/b). 5. Il modello 2 indica l'ESTESA, cioè la lunghezza, espressa in metri o chilometri, del tratto stradale pericoloso o nel quale si applica la prescrizione (modello 2/a, 2/b). 6. Il modello 3 indica il TEMPO DI VALIDITÀ, cioè il giorno, l'ora o i minuti primi, mediante cifre o simboli, durante il quale vige la prescrizione (modello 3/a, 3/b, 3/c, 3/d). 7. Il modello 4 indica ECCEZIONI O LIMITAZIONI, cioè autorizza una deroga alla prescrizione per una o più categorie di utenti, ovvero ne limita la validità. Quando la prescrizione è limitata ad una o più categorie i relativi simboli sono inseriti in nero su fondo bianco (modello 4/a). Quando invece si intende concedere la deroga ad una o più categorie, i relativi simboli neri su fondo bianco saranno preceduti dalla parola "ECCETTO" (modello 4/b). 8. Il modello 5 indica: l'INIZIO, la CONTINUAZIONE, la FINE di una prescrizione, di un pericolo o di una indicazione (modello 5/a1, 5/a2, 5/a3 e modello 5/b1, 5/b2, 5/b3). L'uso del pannello INIZIO deve essere limitato ai casi in cui sia opportuno evidenziare la circostanza, essendo generalmente implicito in ciascun segnale il concetto di inizio. 9. Il modello 6 indica, mediante simboli o concisa iscrizione, la spiegazione del significato del segnale principale, ovvero aggiunge una indicazione o esplicitazione al fine di ampliare o specificare utilmente il significato del segnale stesso, in particolari casi di occasionalità o provvisorietà (modello 6/a, 6/b, 6/c, 6/d, 6/e, 6/f, 6/g, 6/h, 6/i, 6/l, 6/m, 6/n, 6/o, 6/p1, 6/p2, 6/q1). 10. I simboli da utilizzare per i pannelli integrativi modello 6, salvo altri che potranno essere autorizzati dal Ministero dei lavori pubblici, sono: