[pronunce]

che d'altra parte i rimettenti, pur muovendo da tale non motivato presupposto, omettono poi del tutto di esaminare il rapporto tra le due disposizioni per verificare se l'art. 38, commi 7 e 8, della legge n. 448 del 2001 - che comunque rende inapplicabile per gli indebiti previdenziali anteriori al 1° gennaio 2001 la disciplina a regime posta dall'art. 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412 - operi allo stesso modo anche sull'art. 1, commi 260 e 261, della legge n. 662 del 1996, ovvero ne comporti l'abrogazione per incompatibilità; che - ai fini di ritenere la rilevanza della questione - i rimettenti avrebbero dovuto motivare non solo sull'applicabilità dell'art. 38, commi 7 e 8, citato, anche agli indebiti previdenziali sorti prima del 1° gennaio 1996, ma altresì sulla negazione di ogni residuale operatività dell'art. 1, commi 260 e 261, citato, a seguito dell'eventuale caducazione della prima disposizione, da essi sollecitata; che sotto entrambi i profili la motivazione sulla rilevanza della sollevata questione di legittimità costituzionale si rivela carente, onde quest'ultima è manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 38, commi 7 e 8, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, dal Tribunale di Viterbo e dal Tribunale di Macerata con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 maggio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 maggio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA