[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi per conflitto di attribuzione sorti a seguito: A) del decreto 21 maggio 1997 del Direttore generale del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze, emesso di concerto con il Direttore generale del Dipartimento del territorio, recante: “Modalità di liquidazione e di pagamento delle imposte ipotecarie e catastali, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta sostitutiva di quella comunale sull'incremento di valore degli immobili relativi alle successioni”; B) della circolare 8 luglio 1997, n. 196/E del Direttore generale delle entrate del Ministero delle finanze, recante: “Anticipo d'imposta sui trattamenti di fine rapporto. Art. 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, commi da 211 a 213, come sostituito dall'art. 2, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140”; C) della circolare 4 luglio 1997, n. 190/E del Direttore generale delle entrate del Ministero delle finanze, recante: “Chiusura delle liti fiscali pendenti dinanzi alle commissioni tributarie. Art. 9-bis del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140”, promossi con ricorsi della Regione Siciliana notificati il 27 giugno, l'11 e il 9 settembre 1997, depositati in Cancelleria il 2 luglio e il 15 settembre successivi ed iscritti ai nn. 37, 49 e 50 del registro conflitti 1997. Visti gli atti di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 26 febbraio 2002 il Giudice relatore Piero Alberto Capotosti; uditi l'avv. Francesco Castaldi per la Regione Siciliana e l'Avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. — La Regione Siciliana, con tre distinti ricorsi notificati il 27 giugno, l'11 settembre ed il 9 settembre 1997, depositati il 2 luglio ed il 15 settembre 1997 propone, in riferimento agli artt. 36 dello statuto regionale e 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia finanziaria), conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione: a) al decreto dirigenziale del Ministero delle finanze del 21 maggio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 maggio 1997, n. 120, recante “Modalità di liquidazione e di pagamento delle imposte ipotecarie e catastali, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta sostitutiva di quella comunale sull'incremento di valore degli immobili relativi alle successioni”, nella parte in cui «sottrae alla ricorrente l'importo originario» della «tassa ipotecaria (codice 7092)» oggetto dell'art. 3, ovvero «la tassa di cui alla Tabella A, n.1, annessa al D.l.vo 31 ottobre 1990, n. 247» [recte, n. 347]; b) alla circolare del Ministero delle finanze, Dipartimento delle entrate, dell'8 luglio 1997, n. 196/E, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 1997, n. 163, recante direttive in ordine all'“Anticipo d'imposta sui trattamenti di fine rapporto. Art. 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, commi da 211 a 213, come sostituito dall'art. 2, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140”, nella parte in cui «sottrae alla ricorrente l'importo delle somme versate all'Erario, al capo VI, capitolo 1050, non articolato, a titolo di acconto delle imposte da trattenere ai lavoratori dipendenti all'atto della corresponsione dei trattamenti di fine rapporto» [paragrafo 7]; c) alla circolare del Ministero delle finanze, Dipartimento delle entrate, del 4 luglio 1997, n. 190/E, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'11 luglio 1997, n. 160, recante direttive in materia di “Chiusura delle liti fiscali pendenti dinanzi alle commissioni tributarie. Art. 9-bis del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 (Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 1997)”, nella parte in cui «sottrae alla ricorrente l'importo dovuto a titolo di definizione di cui al codice 1452 denominato “chiusura lite fiscale pendente”». 2. — La Regione, nei tre ricorsi, svolge una identica premessa, deducendo che l'art. 2 del d.P.R. n. 1074 del 1965, stabilisce che, ai sensi dell'articolo 36, primo comma, dello statuto regionale, sono ad essa riservate tutte le entrate tributarie erariali, dirette o indirette, riscosse nell'ambito del suo territorio, ad eccezione di quelle connotate dalla 'novità', il cui gettito sia destinato dalla legge alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalità contingenti o continuative dello Stato, che devono essere espressamente indicate. A suo avviso, il requisito della 'novità' sussisterebbe esclusivamente per le entrate derivanti da «un atto impositivo nuovo, in mancanza del quale l'entrata non si sarebbe verificata» e mancherebbe per quelle oggetto degli atti impugnati, attuativi della clausola di riserva all'erario dello Stato recata dall'art. 14 del d.l. n. 79 del 1997, in relazione alle entrate previste da detto decreto. 2.1. — Secondo la Regione Siciliana, la tassa ipotecaria prevista dal n. 1 della tabella allegata al d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 è stata aumentata dall'art. 16, comma 1, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e dal d.l. 20 giugno 1996, n. 323, convertito dalla legge 8 agosto 1996, n. 425 e, per entrambi gli aumenti, è stata prevista la clausola di riserva allo Stato, che manca invece nel d.lgs. n. 347 del 1990, tant'è che mai l'Amministrazione finanziaria avrebbe dubitato che sia di spettanza regionale. Il primo degli atti impugnati, adottato ex art. 11, comma 6, d.l. n. 79 del 1997, nello stabilire le modalità di versamento dei tributi in esso indicati, specificando i codici-tributo (comma 1) ed i corrispondenti capitoli di imputazione al bilancio dello Stato, all'art. 3 ha disposto che l'intero gettito della tassa ipotecaria (codice 7092) debba essere versato alla Tesoreria provinciale dello Stato. A suo avviso, il decreto dirigenziale, in questa parte, sarebbe illegittimo, in quanto le modifiche introdotte dal decreto-legge n. 79 del 1997 riguarderebbero esclusivamente le modalità di riscossione e versamento del tributo e, quindi, non sarebbe “nuovo”.