[resaula]

Anzi, per noi di Fratelli d'Italia dovremmo andare oltre e sostituire la dicitura « made in Italy » con la dicitura «prodotto italiano» per rafforzare ancora di più la nostra unicità. Tuttavia Fratelli d'Italia è sicura che finalmente la linea politica della nuova Europa dopo il 26 maggio andrà in questa direzione. Entrando nel merito, permettetemi di spendere alcuni minuti sulla struttura del provvedimento che vede, come al solito, la cattiva abitudine di questo Governo di mischiare elementi completamente diversi e non omogenei nello stesso decreto-legge, distanziandosi anche dall'invito della stessa Presidenza del Senato a cercare di rendere gli atti il più omogenei possibile. Ricordo il cosiddetto decreto-legge Genova, dove le problematiche di quella città venivano trattate solo in parte e poi la discussione virava sul condono per Ischia e sui fanghi derivanti dalla depurazione da adoperare in agricoltura. Mi riferisco, signor Presidente, all'articolo 12, relativo ad interventi urgenti a favore dell'ex stabilimento chimico Stoppani ed al completamento della sua bonifica. Il provvedimento nei suoi commi va dal disciplinare i compiti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al definire i poteri del prefetto di Genova, alla definizione di un soggetto attuatore, all'aumento di personale e risorse alla prefettura per il compimento della sua azione; in sintesi, cerca di fornire gli strumenti necessari per chiudere una dolorosa ferita ambientale e sanitaria alla città di Genova. Niente in contrario, anzi siamo perfettamente d'accordo nella sostanza, ma mi domando cosa centri tutto ciò con il rilancio delle aziende agricole. Mi chiedo con quale consapevolezza della materia la 9 a Commissione abbia potuto esaminare questo articolo (ed infatti non è stato esaminato). Forse questo tema avrebbe meritato una diversa e più approfondita valutazione e sicuramente un disegno di legge specifico. Ripeto ancora che siamo favorevoli alla bonifica e a tutto quello che consenta di farla bene e velocemente, ma non gradiamo questo metodo. Uno dei punti principali che affronta il decreto-legge in esame è la crisi del settore relativo alla produzione del latte ovino. Le manifestazioni dei pastori sardi ed il loro gesto estremo di protesta hanno per giorni riempito le cronache dei giornali e gli schermi televisivi. Si tratta di un intervento che, da una parte, prevede lo stanziamento di fondi per il miglioramento del latte e, dall'altra, un contributo come rimborso dei costi sostenuti per gli interessi sui mutui bancari contratti entro il 31 dicembre del 2018. Mi chiedo - e vi chiedo - per quale motivo non abbiamo fatto rientrare in questi parametri anche quelle aziende che hanno stipulato mutui fino ad oggi, fino all'entrata in vigore del provvedimento in discussione. Interessanti sono poi le norme sul monitoraggio della produzione, sia di latte che casearia. Al riguardo mi soffermerei sul fatto che manca un più approfondito esame sul rispetto delle norme dei disciplinari per la produzione dei prodotti con marchio IGP, DOP, eccetera. Occorrono più controlli e sanzioni più severe per chi produce e commercializza prodotti tutelati senza rispettare le regole. È un atto dovuto, non solo per salvaguardare i produttori e i trasformatori onesti, ma anche per colpire chi lede e reca così danno all'immagine dei nostri prodotti di qualità. Questo non lo possiamo permettere. Sempre per rimanere nel settore lattiero, l'articolo 4, di fatto, ripropone l'annosa questione delle multe relative alle quote latte. In particolare sospende e rinvia la riscossione coattiva. È giusto che vengano presi provvedimenti per chi non ha rispettato le regole. Ma mi chiedo anche cosa dovremmo fare per impedire che, a causa del pagamento coattivo di queste sanzioni, molte aziende vengano messe nella condizione di chiudere, peggiorando così la già critica situazione del comparto. Speriamo sia un rinvio che possa poi mettere la parola fine a questa vicenda, che negli anni è stata gestita malissimo sul piano politico e, soprattutto, lasciate sulle spalle delle aziende che hanno risentito di tutto ciò. Quanto al tema delle gelate, le risorse messe a disposizione dal Fondo nazionale di solidarietà sono sicuramente importanti e necessarie per una Regione come la Puglia, dove è concentrato oltre il 50 per cento dell'intera produzione nazionale dell'olio di oliva. Ma non possiamo scordarci le altre Regioni, dove gli eventi atmosferici hanno provocato ingenti danni alle produzioni agricole. Inoltre, teniamo presente le responsabilità della Puglia e di chi amministra questa Regione, che non ha saputo gestire, non solo questa emergenza, ma anche quella della xylella, che da anni, ormai, sta distruggendo le piante salentine. Oggi siamo riusciti a trovare soluzioni drastiche, ma necessarie per la distruzione delle piante infette. Chi doveva agire, e aveva gli strumenti per farlo, non lo ha fatto. Il maggior colpevole di quella che poteva essere una crisi circoscritta, ma che oggi sta diventando una emergenza nazionale, è la regione Puglia. Adesso c'è uno stanziamento di somme rilevanti per rigenerare il settore olivicolo della Puglia, ma auspichiamo che si metta la massima attenzione nella distribuzione di queste risorse e nel controllo della effettiva rigenerazione del tessuto produttivo pugliese. Non vorremmo ritrovarci, fra qualche anno, ad avere investito tante risorse e non avere neanche una nuova pianta di olivo. Una cosa che abbiamo apprezzato, finalmente, è di aver ufficializzato la determinazione da parte di ISMEA dei costi medi di produzione. I produttori saranno maggiormente tutelati rispetto a chi potrebbe imporre prezzi di acquisto bassi e al di sotto dei costi di produzione, innescando così un meccanismo di tutela nei confronti di pratiche commerciali sleali, salvaguardando in tal modo l'intera filiera. Bene la promozione e le campagne di comunicazione, che, a nostro avviso, devono andare in due direzioni. La prima nella promozione dei prodotti e l'altra nell'educazione dei consumatori per una alimentazione sana e di più alta qualità. Infine, possiamo esprimere una soddisfazione maggiore relativamente alle modifiche sulle sanzioni nell'ambito della pesca, nate dall'accoglimento degli emendamenti di Fratelli d'Italia durante la discussione in Commissione alla Camera. Mi riferisco ad emendamenti nati da un disegno di legge specifico presentato dal nostro partito nella scorsa legislatura, con lo scopo di alleggerire la pressione sanzionatoria sui nostri pescatori che spesso, anche per oggettività del tipo di pesca, incorrevano in sanzioni spropositate. Sulla pesca, però, avremmo apprezzato più coraggio. Occorre più determinazione per rilanciare un settore con enormi potenzialità. Oggi in Italia, su ogni cento chili di pesce, solo venti sono frutto del lavoro dei nostri pescatori. Su questo dobbiamo ancora lavorare: su nuove regole, su investimenti e agevolazioni per le aziende. Segnalo, infine, che nonostante la bocciatura dell'intero pacchetto degli emendamenti proposto da Fratelli d'Italia, attraverso il lavoro in Commissione, il nostro Gruppo è riuscito quantomeno ad ottenere degli impegni, grazie alla conversione di quattro dei nostri emendamenti in altrettanti ordini del giorno, tutti accolti dal Governo;