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le immagini al vaglio degli inquirenti racchiudono scene raccapriccianti, come bambini abusati sessualmente e torturati fino all'uccisione, con il progredire delle sevizie legate a pagamenti di somme in criptovalute sempre maggiori da parte degli spettatori collegati on line su siti del " dark web "; le ultime perquisizioni sono state eseguite nei confronti di due minorenni piemontesi, un ragazzo e una ragazza di 17 anni, ed hanno fatto affiorare una dimensione criptata dove circolano immagini di efferata violenza, anche in situazioni live , in cui agli utenti viene consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti; le immagini sequestrate riguardano video pedo-pornografici autorealizzati da minorenni, che si riprendono nudi o nel pieno compimento di atti sessuali, video realizzati da adulti, relativi ad atti sessuali e violenze compiuti da soggetti minorenni, anche di sesso femminile, ai danni di minori, anche in tenerissima età (2-4 anni), nonché video contenenti richiami a simboli nazisti, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo vogliano assumere al fine di evitare che immagini cruente e raccapriccianti possano essere trasmesse, in fascia protetta, presso piattaforme televisive a pagamento e, più in generale, che iniziative intendano adottare per proteggere i minori dal rischio di essere coinvolti nelle atrocità descritte. Atto n. 4-03972 NISINI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: la fondazione Enasarco, Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio, ha disposto, ai sensi dell'articolo 33 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, la sospensione dell' iter di rinnovo dei propri organi e delle relative votazioni previste per il periodo 17-30 aprile 2020, al pari di altre casse di previdenza; i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze con diverse note, in particolare con nota del 15 giugno e del 30 giugno 2020, hanno dapprima invitato la fondazione a completare le procedure elettorali entro il 10 agosto 2020, ricordando che "fino a tale data, codesta fondazione dovrà adottare esclusivamente atti di ordinaria amministrazione", per poi diffidarla imponendo il più stringente termine del 31 luglio, attribuendo tale anticipazione a un'intervenuta comunicazione pervenuta dalla procura della Corte dei conti; il 26 giugno e il 13 luglio 2020 la fondazione Enasarco ha depositato rispettivamente ricorso e istanza cautelare monocratica innanzi al TAR Lazio per l'annullamento, previa sospensione, dell'efficacia delle note dei Ministeri vigilanti; in data 15 luglio 2020 il Tar Lazio ha accolto l'istanza e sospeso l'efficacia delle note, ritenendo altresì che la nota del Ministero del lavoro del 30 giugno abbia carattere lesivo delle prerogative dell'ente, e fissato la camera di consiglio per il 4 agosto 2020; Enasarco ha quindi convocato per il 21 luglio una seduta straordinaria del proprio consiglio di amministrazione per deliberare in ordine al ripristino del procedimento elettorale, dandone apposita informativa ai Ministeri e alla Corte dei conti, seduta nella quale, a maggioranza qualificata, è stata deliberata la ripresa dell' iter elettorale a far data dal 1° agosto 2020, fissando il periodo delle votazioni tra il 24 settembre e il 7 ottobre 2020; la delibera n. 73 del 21 luglio 2020, in pari data, è stata trasmessa ai Ministeri vigilanti; in data 29 luglio l'Avvocatura dello Stato ha depositato memoria difensiva innanzi al TAR, allegando ulteriori documenti, dei quali Enasarco non ha precedentemente avuto visione, come ad esempio la comunicazione pervenuta dalla Corte dei conti (posta a sostegno della diffida ministeriale inviata con nota del 30 giugno 2020) che, ad avviso dell'interrogante erroneamente, ritiene applicabile a Enasarco la prima parte dell'articolo 33 del decreto-legge n. 23 del 2020 e non la seconda relativa agli enti di natura associativa tra cui, pacificamente, la fondazione rientra; dalla documentazione, inoltre, emerge chiaramente che il Ministero del lavoro ha ritenuto di non "entrare nel merito della questione relativa all'applicabilità o meno della norma", vale a dire dell'articolo 33 citato, "agli enti di previdenza obbligatoria"; emerge che è rimasto inascoltato l'invito del Ministero dell'economia di "considerare un termine meno stringente di quello proposto per il completamento della procedura in argomento tenuto conto degli adempimenti connessi e di una compiuta campagna elettorale" e, anzi, risulta che il Ministero del lavoro ritenga che "qualsiasi considerazione in merito al limitato svolgimento della campagna elettorale a causa dell'impossibilità di incontri programmati a fini elettorali" non trovi fondamento, tanto da proporre in più occasioni il commissariamento della fondazione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che la fondazione Enasarco, al pari delle altre casse previdenziali private e privatizzate, goda di autonomia organizzativa e gestionale ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509; se non ritengano l'esercizio di voto un diritto costituzionale da espletare in modo pieno e consapevole, consentendo a una platea di oltre 215.000 agenti e oltre 53.000 imprese preponenti di godere di tutti i sistemi informativi che caratterizzano una campagna elettorale; quale sia la motivazione per la quale, nonostante il lasso di tempo intercorso, non abbiano fornito alcun riscontro in merito alla delibera della fondazione Enasarco n. 73 del 21 luglio 2020; se stiano volutamente e strumentalmente temporeggiando in attesa della trattazione collegiale da parte del TAR, prevista per il 4 agosto 2020, in spregio alle norme di legge, statutarie e regolamentari applicabili alla fondazione Enasarco, al fine di riattivare l' iter necessario al commissariamento dell'ente senza alcuna considerazione della piena applicazione della facoltà riconosciuta agli enti aventi natura associativa, ai sensi dell'articolo 33 del decreto-legge n. 23 del 2020. Atto n. 4-03973 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 11 luglio 2020 Camilla Signorini, una madre di famiglia, di professione avvocato, ha partecipato alla manifestazione "#restiamoliberi", organizzata dalle "Sentinelle in piedi", per esprimere disappunto contro l'approvazione della proposta di legge Zan sull'omotransfobia; lo stesso giorno l'avvocato ha reso noti sui suoi profili sui social network i motivi della sua contrarietà all'approvazione della legge e, in particolare, ha ribadito di essere contraria a pratiche quali l'utero in affitto e l'insegnamento " gender " nelle scuole; in seguito a queste dichiarazioni, l'avvocato Signorini è stata contattata privatamente, insultata e minacciata da uno sconosciuto attivista LGBT, dichiaratosi gay ed educatore;