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b) l' ambushing di sfruttamento, ovvero il tentativo da parte di un marchio di associarsi direttamente ad una proprietà o ad un evento vantando un rapporto legittimo ma non necessariamente sancito in un accordo di sponsorizzazione ufficiale; c) l' ambushing in violazione di marchio registrato/figurativo, ovvero l'uso intenzionale non autorizzato della proprietà intellettuale protetta. Tali proprietà possono includere i loghi delle squadre o eventi, o l'uso di riferimenti non autorizzati a tornei, squadre o atleti, parole e simboli; d) l' ambushing graduato o auto- ambushing , riguardante le attività di marketing da parte di uno sponsor ufficiale al di là di ciò che è stato concordato nel contratto di sponsorizzazione. Un caso di ambushing graduato di un evento sportivo può ravvisarsi, ad esempio, nella distribuzione gratuita di magliette di uno sponsor a fini promozionali senza l'autorizzazione della lega sportiva che supervisiona l'evento. Lo sponsor ufficiale infatti potrebbe aver già sfruttato gli spazi dove si tiene l'evento coprendoli con i suoi segni e marchi distintivi, oppure la lega sportiva o le stesse squadre partecipanti potrebbero aver stipulato un precedente accordo -- anche esclusivo -- al fine di affidare ad un brand diverso la distribuzione gratuita di merchandise promozionale. In entrambi i casi, il fenomeno di ambushing graduato di fatto crea confusione in merito agli spazi disponibili per il commercio, sfrutta le squadre partecipanti e la lega sportiva organizzatrice in misura maggiore di quanto consentito, nonché impedisce la piena visibilità dei marchi degli sponsor ufficiali, comprese persino le altre iniziative di ambushing (da qui il termine alternativo di «auto- ambushing »). In secondo luogo, nell'ambito dell' ambushing indiretto è possibile distinguere tre tipologie: a) l' ambushing per associazione, l'uso cioè di immagini o di terminologia non protetto da leggi di proprietà intellettuale al fine di creare l'illusione che un'organizzazione abbia collegamenti con un evento sportivo o con una data proprietà intellettuale. Tale forma si differenzia sia dall' ambushing di sfruttamento, in quanto non esiste alcuna legittima connessione tra sponsor non ufficiale e l'evento/proprietà, sia dall' ambushing in violazione di marchio registrato/figurativo in quanto lo sponsor non ufficiale non dispone di alcun diritto di proprietà intellettuale sulle immagini o sulle parole che creano tale illusione promozionale; b) l' ambushing per apprezzamento del valore, posto in essere da uno sponsor non ufficiale facendo riferimento agli stessi valori o alle stesse tematiche di un certo evento e della relativa campagna pubblicitaria, in modo che il pubblico dell'evento e di tale campagna sia ugualmente attratto anche verso quanto promosso dallo sponsor non ufficiale. Tale tipologia di ambushing si differenzia dall' ambushing per associazione in quanto la strategia di imboscata è posta in essere già con l'osservazione preliminare della campagna promozionale dello sponsor ufficiale per poi proseguire con l'interferenza nei confronti di questa, al fine di creare nuovi e non autorizzati contenuti tematici con la speranza che il pubblico sia indotto ad associarli con la campagna promozionale ufficiale; c) l' ambushing per distrazione, tramite il porre in essere una presenza a scopi commerciali intorno o presso l'evento, pur senza farvi specifico riferimento, al fine di attirare l'attenzione del pubblico circostante. È un vero e proprio fenomeno di « free riding » al fine di sfruttare le esternalità positive generate dall'evento stesso, alla stregua di quanto avviene nel caso dell' ambushing per saturazione nell'ambito del cosiddetto ambushing incidentale. La terza e ultima categoria è appunto quella dell' ambushing incidentale, la quale ricomprende al suo interno due differenti tipologie: a) l' ambushing involontario, nel caso in cui i media diano risalto involontariamente ad un marchio utilizzato da parte dell'atleta nel suo equipaggiamento o nel suo abbigliamento oppure da parte del personale tecnico di un evento o persino da un membro del pubblico. Sebbene la maggior parte di coloro che vengono interessati da ambushing involontario siano in grado di comprendere che tale marchio citato non sia uno sponsor ufficiale, è possibile che altri subiscano tale pubblicità gratuita e che siano indotti a credere che si tratti di una campagna pubblicitaria ufficiale dell'evento cui partecipano; b) l' ambushing per saturazione, nel caso in cui gli sponsor non ufficiali aumentino intenzionalmente la frequenza delle loro campagne pubblicitarie in occasione dell'avvicinarsi di un evento, ma senza farvi diretti riferimenti al fine di evitare associazioni per immagini o comunque un collegamento. Si tratta di un tipo particolare di ambushing per distrazione che interessa principalmente i mezzi televisivi e i loro pubblico.. 1 (Tutela dei segni distintivi. Definizioni) 1 Ai fini della presente legge costituiscono «segni distintivi» di proprietà dei soggetti organizzatori di un evento, anche per attività esercitate da soggetti che siano enti economici o non economici, delle società aventi fini di lucro e non, delle società sportive, degli enti sportivi, delle federazioni sportive e del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), al fine di trarne un profitto economico e ricavarne visibilità, mediante esposizione televisiva, mediatica, presentazione a spettatori, vendita di prodotti: i marchi, i loghi, le denominazioni, determinati termini linguistici, le locuzioni o le associazioni di parole, i simboli, i colori sociali e i trofei che contraddistinguono l'attività d'impresa di ciascuno dei predetti soggetti, compresi quelli che non hanno il requisito della novità ai sensi dell'articolo 12 del codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e che appartengono in via esclusiva, anche in deroga a quanto stabilito dal medesimo articolo 12, a ciascuno dei suddetti soggetti, anche qualora gli stessi segni non siano stati utilizzati dai soggetti medesimi fin dall'inizio della loro attività ma da sempre associati a tale attività anche se non sono stati registrati. 2 I segni distintivi di cui al comma 1, in riferimento alle società sportive, agli enti sportivi, alle federazioni sportive e al CONI non possono costituire oggetto di registrazione come marchio da parte di soggetti diversi dalle società sportive, dagli enti sportivi, dalle federazioni sportive e dal CONI cui rispettivamente appartengono, per qualsiasi classe di prodotti o di servizi, ad eccezione dei casi in cui siano oggetto di espressa richiesta e di autorizzazione scritta. 3 Il divieto di cui al comma 2 si applica anche ai segni distintivi che contengono, in qualsiasi lingua, parole, numeri o riferimenti diretti comunque a richiamare i segni distintivi di cui al comma 1 e i relativi eventi o che, per le loro caratteristiche oggettive, possano indicare un collegamento con l'organizzazione o con lo svolgimento delle manifestazioni dei soggetti come individuati ai sensi dei commi 1 e 2. 4 Ai fini della presente legge, si intendono per: a «attività d'impresa»: le attività commerciali connesse o non connesse all'evento organizzato e gestito da soggetti che siano enti economici o non economici autorizzati dai soggetti organizzatori dell'evento; le attività agonistico-sportive; le attività commerciali connesse o non connesse a quelle agonistico-sportive; le attività di licenza d'uso dei predetti segni distintivi e di merchandising , le sponsorizzazioni; b «licenza di marchio»: