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Per questo acquista ancora maggior peso l'impegno che il Governo ha assunto nei nostri confronti approvando un ordine del giorno di Italia Viva, fatto proprio anche dalle altre forze politiche, con cui si prevede che già nell'imminente legge di bilancio vengano stanziati aiuti specifici per le vittime degli incendi estivi, risorse che devono quindi servire innanzitutto ad assegnare i contributi a chi ha subito danni materiali dagli incendi. Serviranno poi a prevedere la sospensione del versamento dei tributi per chi vive nelle aree colpite, a rifinanziare il fondo regionale per la Protezione civile e a destinare ulteriori risorse a Regioni e Province autonome per l'acquisizione di nuovi mezzi operativi, sia terrestri che aerei. L'obiettivo è rendere possibile l'acquisto di strumenti innovativi satellitari, anche radar, videocamere, droni dotati di sensori, così da potenziare i sistemi di sorveglianza e di monitoraggio, perché l'innovazione al servizio dell'ambiente è la strada del futuro, se vogliamo tutelare il nostro patrimonio naturale; una strada che iniziamo ad intraprendere con questo decreto-legge. Nell'apprestarmi a concludere, signor Presidente, vorrei fare ancora un breve riferimento ad alcune considerazioni critiche che sono emerse durante la discussione generale in merito alla cosiddetta legge Madia dell'allora Governo Renzi. Pensare che gli incendi di quest'estate siano stati provocati dall'accorpamento del Corpo forestale sotto l'Arma dei carabinieri vuol dire prendere lucciole per lanterne e trattare i problemi del cambiamento climatico come se fossero un pranzo di gala. Certo che è sempre complesso razionalizzare e semplificare l'apparato pubblico, ma l'esperienza di numerosi altri Paesi europei dimostra che la lotta agli incendi è efficace ed è fattiva anche nella totale assenza di un Corpo forestale dello Stato. Signor Presidente, questo è il provvedimento meno opportuno per fare polemiche e strumentalizzazioni; serve invece compattezza delle forze politiche e del Paese per contrastare un fenomeno, quello degli incendi, di estrema gravità e complessità. Noi vogliamo cogliere l'occasione del voto di oggi per esprimere in modo corale la nostra più sentita gratitudine a tutto il Dipartimento della protezione civile e al Corpo dei vigili del fuoco che, con grande spirito di abnegazione e senso dello Stato, si dedicano quotidianamente alla tutela del paesaggio messo in pericolo dagli incendi, senza risparmiarsi e senza esitare a mettere talvolta a rischio la loro stessa vita per il bene comune. Anche a loro oggi noi dedichiamo la votazione di questo provvedimento e lo facciamo nel modo più condiviso possibile. (Applausi) . NASTRI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, i mutamenti climatici, la siccità, la desertificazione, i record negativi di pioggia che ci sono stati nei mesi scorsi erano delle avvisaglie di ciò che sarebbe potuto succedere. Non serviva sicuramente uno scienziato per capire che l'Italia sarebbe andata a fuoco, non a metà, ma tutta. Sono due i fattori che mancano e di cui il Governo non si è mai fatto carico: uno è sicuramente la prevenzione e l'altro è la manutenzione. Quanto alla prevenzione, avete smantellato i presidi sui territori e avete dimenticato soprattutto di coinvolgere i cittadini, che fanno una campagna attiva di controllo. Per quanto riguarda invece la manutenzione, la stessa non può essere fatta nei momenti di emergenza; avrebbe dovuto essere fatta anche dal Corpo forestale dello Stato, che il Governo ha pensato bene di smantellare. Tutto questo si aggiunge al fatto che in Italia si bruciano i boschi soprattutto per creare discariche. Questo lo fa principalmente la mafia. Si bruciano discariche per creare altre discariche abusive. Ciò che fa rabbia e desta sconcerto è la sistematica impreparazione del Governo di far fronte a tutte le emergenze che capitano in Italia. Per quanto riguarda gli incendi, sappiamo che il 99 per cento di essi sono dolosi ed organizzati più o meno dalla criminalità. Non dobbiamo dimenticarci però anche in questa fase quella che purtroppo è stata la gestione dei terremoti, spesso usati per creare strutture commissariali, i cui risultati, almeno per certi versi, sono dubbi. Non possiamo sorvolare anche sui continui disastri derivati dai fenomeni del dissesto idrogeologico, che hanno causato molti morti, coinvolgendo anche intere popolazioni e Comuni. Se il Governo - questa è la richiesta, signor Presidente - impegnasse un decimo dell'energia che impegna per risolvere le lotte intestine avremmo, soprattutto in questa fase, una buona risoluzione dei problemi dei nostri concittadini. Sugli incendi che hanno devastato quest'estate l'Italia, ricordo che sono andati distrutti interi ettari di bosco e ci vorranno sicuramente molti anni prima che i terreni possano tornare ad essere di nuovo utilizzati. Per non parlare poi delle perdite, che non sono soltanto economiche, ma anche affettive della nostra comunità. Purtroppo la vastità del fenomeno ha manifestato, in maniera anche plateale, il fallimento. Ci sono stati infatti, signor Presidente, sicuramente dei fallimenti nell'organizzazione dell'Antincendio boschivo messo in campo sia dalla Protezione civile nazionale che da quella regionale. Il sistema degli appalti privati delle Regioni e anche soprattutto della Protezione civile governativa non solo è stato fallimentare, ma sappiamo che ha avuto anche costi davvero esorbitanti. È stato sicuramente un crimine depotenziare negli anni le flotte aeree dei Vigili del fuoco, della Polizia, della Guardia di finanza, dei Carabinieri, della Forestale, dell'Esercito, della Marina e anche della stessa Aeronautica. Il vero problema è che non soltanto è stata depotenziata l'organizzazione, che appare chiaro essere inefficiente, ma lo Stato si è privato altresì di un asset strategico. Il Gruppo Fratelli d'Italia aveva denunciato da tempo la mancanza di un certo tipo di organizzazione e anche di alert preventivi adeguati. Ciò per noi sarebbe stato importante. Così come a più riprese abbiamo sottolineato la carenza dei Vigili del fuoco, dotati di pochissimi mezzi e, tra l'altro, con scarsa manutenzione. Perché abbiamo aspettato così tanto e perché devono verificarsi continuamente tragedie per assumere i cosiddetti Vigili del fuoco precari? Abbiamo dei Vigili del fuoco che oggi sono pronti, formati e con una grandissima esperienza. È necessario quindi assumerli. Si tratta di circa 15.000 persone che possono dare una mano, che potrebbero uscire dal precariato ed arrivare ad un posto degno di quello che il loro ruolo richiede. Signor Presidente, il Governo dovrebbe quindi farsi carico della loro assunzione, perché sicuramente sono persone che hanno capacità dal punto di vista organizzativo, nonché una grandissima esperienza. Viene da chiedersi, soprattutto in questo periodo, se la manovra che in questi giorni sta impegnando il Governo e la maggioranza in una difficoltosa trattativa prenderà in considerazione questa drammatica situazione. Sentiamo parlare di ulteriori stanziamenti per una misura che si è dimostrata fino ad oggi fallimentare ed anche puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza.