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Soprattutto, vogliamo ricordare che abbiamo contribuito, risultando decisivi, in alcune occasioni, l'autorizzando - per esempio - lo stanziamento delle risorse che si sono rese necessarie per affrontare la crisi in atto, votando tre scostamenti di bilancio che hanno prodotto ulteriori 100 miliardi di deficit per il solo 2020 e più di 500 miliardi dal 2020 al 2032, portando il rapporto tra debito pubblico e PIL a sfiorare il 160 per cento, tetto che probabilmente sfonderemo con la prossima manovra. Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità e perché abbiamo ritenuto indispensabile utilizzare tutti gli strumenti possibili per far fronte alla crisi economica più grave della storia della Repubblica italiana. Abbiamo ritenuto giusto che lo Stato si facesse carico delle difficoltà delle famiglie, dei lavoratori, degli imprenditori e degli enti locali che ogni giorno devono garantire, comunque, i servizi essenziali ai propri cittadini. Non l'abbiamo fatto di certo per vedere le città invase da sfreccianti monopattini - emblema di una maggioranza totalmente sconnessa dalle reali esigenze dei cittadini - per consentire mediazioni transattive tra Stato e specifiche Regioni o per favorire l'adozione di micro interventi affatto risolutivi che hanno sostanzialmente dissipato lo sforzo economico che abbiamo chiesto alle prossime generazioni. ( Applausi ). Prima il collega Manca parlava di distinzione tra debito buono e debito cattivo della produttività della pubblica amministrazione - che secondo me - è una delle sfide più grandi. Io penso che tutti coloro che hanno uno stipendio garantito - parlo della pubblica amministrazione, ma anche di noi - dovrebbero fare propria la frase che pronunciò John Fitzgerald Kennedy: non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese. (Applausi) . Ecco tutti dovrebbero pensare a essere più seri, a fare di più. Faccio un esempio: in molti uffici della pubblica amministrazione si fa smart working e c'è una resistenza a ritornare negli uffici, anche in presenza di tutti i dispositivi e delle garanzie di sicurezza. Ora, io ho raccolto più di una volta testimonianze di cittadini che mi hanno detto di aver bisogno di parlare per risolvere un problema, ma di non riuscire a contattare al telefono le persone. L'unica volta che un cittadino è riuscito a parlare con un addetto gli è stato risposto di chiamare in un altro momento perché era impegnato a fare la spesa. Ma siamo impazziti? Quelle persone devono lavorare per i cittadini. (Applausi) .Quindi, non vedo perché chi lavora nei Comuni e tanti professionisti debbano essere in prima linea - e lo sono stati anche durante il periodo peggiore - mentre altri ormai dicano di fare lo smart working perché più moderno e fa più comodo. Eh no, signori, siamo tutti al servizio dei cittadini. (Applausi) . Ma soprattutto dobbiamo deciderci: semplificare. Non è possibile avere dei residui così importanti e non riuscire a spendere; vuol dire che non siamo efficienti. Bisogna aumentare la produttività e la produttività la si ottiene con i numeri; i premi di produttività vanno dati non perché bisogna darli, ma a fronte di un reale lavoro di efficienza. Questa è la differenza, altrimenti troppe persone pensano di non essere coinvolte nel dibattito e nella ripresa. Resilienza vuol dire essere flessibili e adattarsi, ma anche capire il proprio dovere; ci deve essere un senso civico che purtroppo nella maggior parte dei casi non esiste. Al contrario - scusatemi - la piccola, media e micro impresa e gli artigiani comunque rischiano in proprio perché rischiano il proprio capitale. Io conosco artigiani che si trovano sull'orlo del fallimento perché non licenziano i propri operai - è avvenuto anche in passato - perché sono la grande risorsa della piccola impresa artigiana, ma ormai anche parte di una famiglia, e questo è il lato umano che li pungola comunque a resistere. Perché non esiste questo atteggiamento anche nella pubblica amministrazione? Non si tratta solo dei lavoratori: sono un pezzo dello Stato. Forse questo è un concetto che molti proprio non conoscono. Faccio un ultimo esempio. Io capisco che in certe parti d'Italia possa esserci persino il doppio degli impiegati - parlo per esempio degli enti locali - piuttosto che il solito discorso sui forestali. Ci siete, c'è un supporto, c'è un aspetto assistenzialistico, ma il lavoro dovrebbe essere perfetto; i conti dovrebbero essere perfetti; i servizi ai cittadini dovrebbero essere perfetti; i boschi dovrebbero essere puliti; l'assetto idrogeologico dovrebbe essere anche quello supercontrollato. Invece c'è solamente un approfittarsi, un atteggiamento di menefreghismo che non poteva essere accettato prima e a maggior ragione è inaccettabile in questo momento di crisi dove a tutti viene richiesta maggiore responsabilità. Per questi motivi, noi dichiariamo convintamente il nostro voto contrario. (Applausi) . PRESUTTO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PRESUTTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, i provvedimenti che oggi siamo chiamati a votare, il rendiconto di gestione per l'anno 2019 e l'assestamento per l'anno 2020, rappresentano il più importante passaggio legislativo per verificare che lo Stato, da un punto di vista gestionale, abbia effettivamente riscosso le entrate previste ed eseguito le spese autorizzate nei termini stabiliti in fase previsionale con la legge di bilancio. È un passaggio importante. In termini finanziari viene fissato, approvando il risultato della gestione annuale del bilancio, il flusso della gestione dei conti statali, al fine di consentire il passaggio dalla precedente legge di bilancio a quella successiva; un passaggio a dir poco decisivo - colleghi - viste le sfide imposte dalla pandemia e l'importanza che l'imminente legge di bilancio per il 2021 andrà ad assumere, soprattutto in combinato disposto con il recovery fund . Nella composizione dell'imminente manovra, infatti, per continuare a garantire protezione al nostro tessuto economico e produttivo e imprimere una svolta politica di investimenti nel Paese, si profila l'assunzione di impegni di spesa che saranno finanziati dalle risorse del recovery fund nel corso del 2021. Il rendiconto di gestione necessità di un'analisi approfondita e di una particolare attenzione, in quanto esprime, attraverso la potenza di numeri, la reale capacità dello Stato di mantenere una sana e proficua interazione con i cittadini, intesi sia come contribuenti sia, soprattutto, come coloro che usufruiranno dei servizi pubblici. Purtroppo, la politica su questo argomento appare da tempo un po' distratta. A volte sembra più facile programmare che entrare nel dettaglio di quello che poi realmente si riesce a concretizzare anno dopo anno. Non ci si chiede mai se le entrate attese siano state riscosse o se le spese autorizzate siano state eseguite. Per non parlare, poi, delle valutazioni che riguardano lo stato patrimoniale del bilancio consuntivo, dove, dal valore dei crediti e da quello dei debiti, si può capire la condizione di salute generale finanziaria dello Stato.