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i centri di competenza nazionali hanno quindi dimostrato di essere strumenti efficaci per raggiungere gli obiettivi della transizione digitale con particolare riferimento alle piccole e medie imprese ed hanno sviluppato un'offerta di servizi qualificati (formazione, orientamento alle imprese, laboratori per test , eccetera) unica sul territorio nazionale; considerato che: la transizione digitale è condizione imprescindibile per il rilancio e la ripresa del sistema economico e sociale e i centri di competenza, se consolidati, possono proseguire efficacemente l'azione di sostegno alle imprese ed alla pubblica amministrazione, anche al fine di favorire la sostenibilità ambientale delle produzioni e dei processi; nel piano nazionale di ripresa e resilienza ed in particolare nell'ambito della missione 4, componente 2.2, investimento 2.3 "potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria", è confermato l'obiettivo di sostenere, anche attraverso un processo di riorganizzazione e razionalizzazione, la rete dei centri di competenza incaricati dello sviluppo di progettualità, dell'erogazione alle imprese di servizi tecnologici avanzati e di servizi innovativi e qualificanti di trasferimento tecnologico. L'obiettivo del processo di semplificazione e razionalizzazione dei centri auspicato dalla misura è quello di aumentare i servizi tecnologici avanzati a beneficio delle aziende focalizzandosi su tecnologie e specializzazioni produttive di punta. Il PNRR assegna all'intervento, implementato dal MISE, risorse per 350 milioni di euro; le tempistiche di attuazione e raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR suggeriscono di valorizzare gli strumenti già attivati, come i centri di competenza, al fine di consolidarne e ampliarne l'azione su tutto il territorio nazionale; preso atto che i centri di competenza stanno per concludere le attività oggetto del finanziamento concesso ai sensi del decreto ministeriale menzionato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda consolidare e potenziare l'azione degli 8 centri di competenza attivi sul territorio nazionale attraverso la concessione di ulteriori risorse finanziarie a valere sul PNRR e in caso affermativo quali siano le tempistiche e le modalità per procedere a tale eventuale rifinanziamento. Atto n. 4-06878 SAPONARA Al Ministro della cultura Premesso che: il Consiglio di Stato ha posto la parola fine ad una contesa che si trascina da circa 30 anni, tra il Comune aretino di Monterchi e il Ministero per i beni culturali, in merito alla collocazione del dipinto "La Madonna del Parto" di Piero della Francesca, che per i giudici amministrativi dovrà ritornare nella chiesa di Santa Maria Momentana nel medesimo comune; l'amministrazione monterchiese aveva coinvolto la Regione Toscana e la Soprintendenza per allestire un museo nelle aule dell'ex scuola media di via Reglia nel centro del borgo, dove l'opera è stata collocata nel 1992, anno del cinquecentenario della morte dell'artista. A maggio 2021 i giudici del TAR della Toscana avevano deciso di spostare l'affresco rinascimentale dalla scuola, per portarlo nella chiesa di Santa Maria Momentana, dove fu realizzato. La chiesa originaria però nel 1785 fu demolita, come si legge nella sentenza del TAR che ne spiegava il motivo: "per costruirvi un cimitero e da allora l'affresco è rimasto in una cappella situata dentro al cimitero, attualmente in proprietà del Comune"; dopo il restauro del 1992 si aprì un dibattito sulla collocazione dell'affresco tra il Ministero, il Comune di Monterchi e la diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, sfociato in un contenzioso civile innanzi al Tribunale di Firenze; dopo la pluriennale battaglia per la collocazione, portata avanti tra Comune e la curia vescovile di Arezzo, era stato raggiunto un accordo per custodire la Madonna del Parto nell'area dell'ex convento delle benedettine, poco lontano dalla sede attuale, in cui il Comune ha allestito un museo con un percorso artistico e audiovisivi per i turisti, situato sempre nel centro di Monterchi, mentre la chiesa di Santa Maria Momentana è più periferica, sorge ai margini della provinciale; lo spostamento non è mai stato avallato dal Ministero; dopo la sentenza del TAR, il sindaco di Monterchi aveva deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato perché la chiesa avrebbe avuto bisogno di ristrutturazioni imponenti che il Comune non poteva permettersi di finanziare. Il ricorso però è stato respinto dal massimo giudice amministrativo, che ha confermato la pronuncia del TAR, per cui l'affresco va spostato; per il sindaco di Monterchi la decisione è "sconcertante", perché a Momentana le condizioni per il ritorno del capolavoro non ci sono più, trattandosi di un luogo ristretto che non tiene conto dei criteri di luce e spazio per un'opera di tal portata, si chiede di sapere se il Ministero in indirizzo intenda intervenire, direttamente oppure attivando i propri istituti provinciali, per risolvere la problematica esposta. Atto n. 4-06879 BARBARO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'isola di Vivara, sita nell'arcipelago napoletano e collegata con Procida, nel cui comune ricade, è tra i luoghi più belli ed emblematici del Mediterraneo, abitato sin dell'età del bronzo quale importante base di penetrazione della civiltà micenea; questa piccola isola, su cui sono racchiuse le tracce della successiva civiltà contadina mediterranea, era anche il luogo di caccia preferito dei sovrani Aragonesi e Borboni, circostanza che attirò la nobiltà borbonica di più alto rango a Procida arricchendola con importanti dimore e generando quel gioiello architettonico oggi universalmente apprezzato e la cui presenza ha senz'altro contribuito a farla nominare capitale italiana della cultura per il 2022; per le sue peculiarità, Vivara è internazionalmente nota ed oggetto di prestigiosi studi scientifici non solo nel campo storico-archeologico, ma anche geologico-vulcanologico e floro-faunistico, in particolare in relazione al fenomeno della migrazione di uccelli appartenenti a specie protette e non, i quali in contingenti di elevata consistenza numerica e nella maggior parte dell'anno la utilizzano come area di sosta, rifugio e alimentazione; su proposta della Regione Campania nell'ambito del programma comunitario "Natura 2000" e del relativo progetto italiano "Bioitaly" ai sensi della direttiva 92/43/CEE, l'intera isola di Vivara è sito di importanza comunitaria (SIC codice IT8030012); con decreto 24 giugno 2002 è stata istituita la riserva naturale statale dell'isola di Vivara; considerato che: sin dall'istituzione della riserva si è manifestato il grave vulnus dell'averla creata su una proprietà privata, circostanza rivelatasi incompatibile con le finalità di tutela e valorizzazione descritte nel provvedimento istitutivo; per il funzionamento della riserva è stato istituito esclusivamente un comitato di gestione, pertanto senza un direttore, il personale ed i mezzi necessari per gestire le attività; al momento, mentre Procida si accinge ad essere capitale della cultura per il 2022, Vivara versa in un inaccettabile stato di incuria in quanto resa totalmente inaccessibile dalla proprietà;