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Per l'esecuzione degli atti richiesti dalla Corte, si applicano le norme del codice di procedura penale, salva l'osservanza di modalità e forme espressamente richieste dalla Corte, che non siano contrarie ai princìpi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato. 3. Il Ministro della giustizia, sentito il Ministro della difesa quando la Corte procede per reati commessi da militari italiani in servizio o considerati tali o in danno di militari italiani in servizio o considerati tali, può concordare con la Corte le modalità di esercizio dei poteri e delle funzioni che la stessa intende esercitare o svolgere nel territorio dello Stato e altresì le modalità di esercizio dell'attività investigativa. 4. Le richieste della Corte sono redatte per iscritto in conformità a quanto previsto dall'articolo 87, paragrafo 2, dello Statuto. Le richieste e la documentazione allegata sono accompagnate da una traduzione nella lingua italiana. 5. Gli atti e i documenti trasmessi alla Corte, in esecuzione di una richiesta di cooperazione, sono accompagnati da una traduzione in una delle lingue di lavoro della Corte. Art. 5. (Competenze dell'autorità giudiziaria militare) 1. Per i reati militari commessi da militari italiani in servizio o considerati tali, le funzioni conferite dalla presente legge alla corte di appello di Roma, al presidente della corte di appello di Roma e al procuratore generale presso la corte di appello di Roma sono attribuite, rispettivamente, alla corte militare di appello, al presidente della corte militare di appello e al procuratore generale presso la corte militare di appello di Roma. Capo II CONSEGNA DI PERSONE ALLA CORTE Art. 6. (Applicazione di misura cautelare ai fini della consegna) 1. Quando la richiesta della Corte ha per oggetto la consegna di una persona nei confronti della quale è stato emesso un mandato di arresto ai sensi degli articoli 58 e 91 dello Statuto ovvero una sentenza di condanna a pena detentiva, il procuratore generale presso la corte di appello di Roma, ricevuti gli atti, chiede alla corte d'appello di Roma l'applicazione della misura della custodia cautelare nei confronti della persona della quale è richiesta la consegna. 2. La corte di appello di Roma provvede con ordinanza, contro cui è ammesso ricorso per cassazione. 3. La Corte è informata di ogni richiesta formulata dalla persona nei cui confronti è stata eseguita la misura, a norma dell'articolo 59, paragrafo 5, dello Statuto. 4. Il presidente della corte di appello di Roma, al più presto e comunque entro cinque giorni dalla esecuzione della misura, provvede all'identificazione della persona e ne raccoglie l'eventuale consenso alla consegna, facendone menzione nel verbale. Il verbale che documenta il consenso è trasmesso al procuratore generale per l'inoltro al Ministro della giustizia. Si applica l'articolo 717, comma 2, del codice di procedura penale. Art. 7. (Revoca della misura cautelare ai fini della consegna) 1. La misura cautelare è revocata: a) se dall'inizio della sua esecuzione sono decorsi i termini di cui all'articolo 714, comma 4, del codice di procedura penale, senza che la corte di appello di Roma si sia pronunciata sulla richiesta di consegna; b) se la corte di appello di Roma ha pronunciato sentenza contraria alla consegna; c) se è decorso il termine indicato nell'articolo 8, comma 5, senza che il Ministro della giustizia abbia emesso il decreto con cui è disposta la consegna; d) se sono decorsi quindici giorni dalla data fissata per la presa in consegna da parte della Corte, senza che questa sia avvenuta. Il termine per la consegna può essere prorogato su richiesta della Corte nei limiti temporali indicati nella lettera a) . Art. 8. (Procedura per la consegna) 1. Il procuratore generale presenta senza ritardo le sue conclusioni in ordine alla consegna. La requisitoria è depositata nella cancelleria della corte di appello di Roma unitamente agli atti. Dell'avvenuto deposito è data comunicazione alle parti con l'avviso della data dell'udienza. 2. La corte di appello di Roma decide con le forme di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale, se del caso previa assunzione delle informazioni e acquisizione della documentazione di cui all'articolo 91, paragrafo 2, lettera c) , dello Statuto. All'udienza può partecipare un rappresentante della Corte. 3. La corte di appello di Roma pronuncia sentenza con la quale dichiara che non sussistono le condizioni per la consegna quando ricorre una delle seguenti ipotesi: a) non è stato emesso dalla Corte un provvedimento restrittivo della libertà personale o una sentenza definitiva di condanna; b) non vi è identità fisica tra la persona richiesta e quella oggetto della procedura di consegna; c) per lo stesso fatto e nei confronti della stessa persona è stata pronunciata nello Stato sentenza irrevocabile, salvo quanto stabilito nell'articolo 89, paragrafo 2, dello Statuto. 4. Avverso la decisione della corte d'appello di Roma può essere proposto ricorso per cassazione anche per il merito. Il ricorso sospende l'esecuzione della sentenza. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 714, comma 4, del codice di procedura penale. 5. Il Ministro della giustizia provvede con decreto sulla richiesta di consegna, entro quarantacinque giorni dalla ricezione del verbale che dà atto del consenso della persona la cui consegna è richiesta, ovvero dalla notizia della scadenza del termine per l'impugnazione di cui al comma 4, ovvero dal deposito della sentenza della Corte di cassazione, e prende accordi con la Corte circa il tempo, il luogo, e le modalità della consegna. Se la consegna riguarda militari italiani in servizio o considerati tali, il Ministro della giustizia ne dà comunicazione al Ministro della difesa. 6. Il provvedimento di consegna perde efficacia se, nel termine fissato, comunque non superiore a quaranta giorni, la Corte non provvede a prendere in consegna la persona richiesta. 7. Quando ricorrono cause di forza maggiore che impediscono la consegna nei termini previsti dai commi precedenti, il Ministro della giustizia ne sospende l'esecuzione ed informa immediatamente la Corte. 8. Quando sussistono circostanze urgenti ed eccezionali per ritenere che la consegna può mettere in pericolo la vita della persona, il Ministro della giustizia, in considerazione anche della gravità dei reati per i quali la Corte procede, può, con decreto motivato, sospendere l'esecuzione della consegna, dandone immediata notizia alla Corte. 9. Nei casi di cui ai commi 6, 7 e 8, venuta meno la ragione della sospensione, il Ministro della giustizia concorda con la Corte una nuova data di consegna. I termini previsti per la consegna decorrono dalla nuova data concordata. 10. In caso di impugnazione del decreto di consegna dinnanzi agli organi della giurisdizione amministrativa, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 23- bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034. Art. 9. (Rinvio della consegna o consegna temporanea) 1.