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Credo, quindi, che sia un bel gesto che questa Assemblea oggi compie attraverso l'approvazione di questa risoluzione, che dà ancora più forza a quelle battaglie portate avanti, come dicevo inizialmente, dal Ministro per le pari opportunità, che sin dall'insediamento ha attivato lo sblocco di 30 milioni per quella rete di centri antiviolenza che oggi la risoluzione chiede di potenziare e che ha messo in campo anche un meccanismo di controllo per l'uso corretto di queste risorse, prevedendo progetti di microcredito per donne vittime di violenza, investendo anche risorse che questa Assemblea chiede all'unisono di aumentare: per il momento due milioni di stanziamento. È lo stesso Ministro che ha convocato una cabina di regia proprio per la presa in carico dei diversi casi di violenza, in modo tale che anche da parte dei diversi uffici e delle diverse amministrazioni ci possa essere la messa in campo di concrete misure proprio al fianco delle donne vittime di violenza. Ad esempio, nel corso del lockdown , è stata proficua la collaborazione con il ministro dell'interno Lamorgese per individuare alloggi aggiuntivi da mettere a disposizione, alla luce dei tanti casi di violenza, spesso consumati in famiglia, riscontrati proprio a causa delle condizioni di ristrettezza legate al lockdown. A questo si aggiungano le diverse misure messe in campo a favore dell'imprenditoria femminile o anche di ricalibratura dei congedi parentali, tutte misure puntuali volte a favorire l'indipendenza anche economica della donna, la ripresa del lavoro, per cercare di rompere quel circolo vizioso della sudditanza economica, che spesso fa sì che si creino quelle situazioni di rassegnazione e dunque di mancata denuncia e di mancata riuscita nell'emancipazione dalla violenza a cui facevo cenno poco fa. È quindi un atto che dà valore e prestigio a questo Parlamento, per il quale il Gruppo Italia Viva non può che esprimere convintamente il voto favorevole. (Applausi) . NUGNES (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi tutti ringraziamo la Commissione per questo importante lavoro che ci consegna una relazione fondamentale e sicuramente voteremo a favore della risoluzione che accoglie le osservazioni contenute nella stessa. Questo lavoro è importante perché, come è stato detto, le leggi servono ma non bastano. Ci vogliono attenzione e focalizzazione, studio e analisi sui fatti, così com'è avvenuto. È un fenomeno di una gravità immane: alla data del 23 marzo di quest'anno il 48 per cento di tutti gli omicidi avvenuti in Italia era rappresentato da femminicidi. È un dato estremamente allarmante, che è stato aggravato dal lockdown , come abbiamo detto, perché la convivenza forzata ha reso le difficoltà esistenti estremamente più complicate. Naturalmente non ci troviamo di fronte a violenze occasionali che trascendono, anche questo è stato detto molto bene. Si tratta dello scontro con un mondo di matrice patriarcale, che perpetua la subordinazione e l'assoggettamento fisico e psicologico di genere fino alla schiavitù e alla morte. Il dato è gravissimo perché, se la rivoluzione culturale di cui si parla non avverrà, non ne usciremo mai fuori. Quello che la Commissione chiede e la proposta di risoluzione accetta si sostanzia in più risorse, meno burocrazia e più omogeneità territoriale: si mette chiaramente a frutto il fatto che al centro della rete di contrasto alle violenze sulle donne vi siano certamente i centri antiviolenza e le case di accoglienza, ma questi non sono al momento sufficienti. Anche da questo punto di vista, infatti, la mancanza di fondi e i ritardi che si vengono a creare determinano un gap culturale importante: non c'è sufficiente professionalità e succede che spesso, all'interno di quei centri che dovrebbero accogliere con attenzione individuale le donne, si viene a perpetuare una seconda fase di discriminazione, una vittimizzazione secondaria, com'è stata definita, perché non c'è abbastanza cultura negli operatori. È necessario quindi che si faccia un lavoro per il rafforzamento di queste strutture, che sono a sostegno, ma che si incida soprattutto nella prevenzione, facendo un lavoro di accoglienza dell'uomo violento, di diffusione della conoscenza e della cultura, partendo dalle scuole, dagli operatori e anche dalle Forze dell'ordine, perché altrimenti, come sempre avviene per le donne, da una violenza si passa ad altre successive che si perpetuano per il loro disagio. Siamo assolutamente convinti che la relazione di cui oggi stiamo discutendo rappresenti un grande lavoro di sensibilizzazione, anche questo è stato detto: è la prima volta che una Commissione lavora su questo tema in questo modo e siamo assolutamente e fermamente grati per quanto è stato portato alla luce. Per questo il nostro voto sarà favorevole. (Applausi) . FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Presidente della Commissione femminicidio, credo che quello di cui stiamo discutendo oggi non sia affatto il risultato di un'indagine qualsiasi. Mi permetto dunque di rivolgermi a lei, presidente Calderoli, per chiederle di farsi tramite nei confronti della Presidenza del Senato affinché la relazione e il lavoro della Commissione, che hanno visto uno straordinario impegno unitario di tutte le forze politiche, senza primogenitura - io sono d'accordo su questo, perché questo è il grande lavoro fatto dalla Commissione - diventino di tutto il Parlamento. Le chiedo quindi di fare avere il rapporto e i risultati dell'analisi e dell'indagine della Commissione anche alla Camera dei deputati. Mi permetto di sottolineare un ulteriore aspetto e mi rivolgo anche al Presidente della Commissione e a tutte le componenti e i componenti, oltre che a lei, Presidente, e al ministro Bonetti. Nella scorsa legislatura abbiamo dovuto scegliere di istituire questa Commissione solo monocamerale, ma il disegno di legge che ne proponeva l'istituzione chiedeva invece una Commissione bicamerale. Infatti, come si è dimostrato con lo straordinario lavoro che avete fatto, questa Commissione svolge un ruolo di indagine per cogliere costantemente i cambiamenti, l'attuazione delle nostre leggi ma anche le necessarie implementazioni, come previsto dalla Convenzione di Istanbul, nonché dalla legge dello Stato italiano n. 77 del 2013, per realizzare ciò che si determina necessario. Il lavoro che avete svolto ha uno straordinario valore. Mi piacerebbe poter nominare, a partire dal presidente Valente, ciascuna e ciascun componente, perché vi siete presi la responsabilità di fare un lavoro che serve al Parlamento, al Governo, ma soprattutto a tutto il Paese. Ciò che è emerso, e che la relazione del Presidente a mio avviso mette particolarmente in luce, è di straordinaria innovazione ed è frutto di una capacità di lettura della storia e della realtà dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Quanto emerge da questa indagine è un punto di straordinaria innovazione e importanza, ma poi bisogna essere conseguenti; lo dico in questa sede al Ministro che, intervenendo prima, si è assunta la responsabilità dell'attuazione. È un obiettivo che in questo Paese non è presente nemmeno nel dibattito pubblico, né nell'azione politica del Parlamento e del Governo: