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In particolare, la giurisprudenza contabile ha escluso «la giurisdizione della Corte dei conti nei confronti di magistrato per il danno recato direttamente allo Stato o ad un altro ente pubblico nell'esercizio di attività giudiziaria, in quanto nei confronti del medesimo che, nell'esercizio della funzione giurisdizionale medesima non è legato da rapporto di impiego o di servizio ma è soggetto soltanto alla legge, non possono trovare applicazione le norme che disciplinano la responsabilità amministrativa per danno dei pubblici dipendenti, mentre la responsabilità dei magistrati resta circoscritta alle ipotesi prese in considerazione dalla legge n. 117 del 1988 che prevede, da una parte, una limitata azione di rivalsa dello Stato per il danno arrecato a terzi e, dall'altra, la responsabilità diretta nella sola ipotesi di danni derivanti da reato, la cui conoscenza è riservata al giudice ordinario» (si veda Corte dei conti, sezione giurisdizionale regionale per la Sicilia, sentenza n. 394 del 6 dicembre 1995, Catalano -- si trattava di una fattispecie relativa a un magistrato chiamato a risarcire il danno arrecato a un ente locale per aver, erroneamente, emanato un decreto ingiuntivo per una somma maggiore di quella indicata nella fattura annessa all'istanza di ingiunzione -- e, sostanzialmente nello stesso senso si è espressa anche la Corte dei conti, sezione giurisdizionale regionale per la Calabria, sentenza n. 490 del 29 maggio 2003). Le modifiche proposte, come già rilevato, sono volte pertanto, da un lato, a rendere più incisiva l'azione di rivalsa prevedendo inoltre che la stessa sia devoluta alla giurisdizione contabile e, dall'altro, ad estendere l'applicabilità della disciplina in tema di responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici a tutte le ipotesi ricadenti nell'articolo 2 della legge n. 117 del 1988, nonché nell'articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, mentre oggi l'ambito di operatività della predetta disciplina in tema di responsabilità amministrativa è circoscritto -- come sopra evidenziato -- alle sole ipotesi di fatti costituenti reato commessi dal magistrato nell'esercizio delle sue funzioni (articolo 13 della citata legge n. 117 del 1988). Va inoltre aggiunto che dall'intervento in questione esulano le ipotesi in cui il magistrato non esercita funzioni giudiziarie bensì funzioni amministrative anche se strumentali alla giurisdizione. Per tali fattispecie rimane immutata la situazione attualmente esistente in quanto, in questi casi, già sulla base della normativa vigente deve trovare applicazione la normativa generale in tema di responsabilità amministrativa dei pubblici dipendenti (in tale senso si veda Corte dei conti, sezione giurisdizionale regionale per la Lombardia, sentenza n. 1091 del 13 maggio 1996 e Corte dei conti, sezioni riunite, sentenza n. 726 del 24 settembre 1991; sul piano normativo si veda inoltre, per le liquidazioni e per i pagamenti ordinati dai magistrati, l'articolo 172 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115). L'articolo 8 contiene, infine, le disposizioni di carattere transitorio.. Art. 1. 1. Al capo XIII del titolo I delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo l'articolo 176 è aggiunto, in fine, il seguente: «Art. 176- bis. -- (Commissione per le domande di riparazione degli errori giudiziari). -- 1. Presso ciascun distretto di corte di appello è istituita una commissione composta: a) da due magistrati, il più anziano dei quali la presiede, nominati dal consiglio giudiziario tra i propri componenti; b) da un professore universitario in materie giuridiche e da un avvocato nominati, tra i componenti del consiglio giudiziario, dal Consiglio universitario nazionale e dal Consiglio nazionale forense con le modalità di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25, e successive modificazioni. 2 . I componenti della commissione di cui al comma 1 cessano dalla carica con la cessazione dalla carica di componenti dei consigli giudiziari ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25. L'incarico di componente della commissione è svolto a titolo gratuito e alle sedute della stessa non si applica la disposizione di cui all'articolo 14 del citato decreto legislativo n. 25 del 2006. 3 . La domanda prevista dall'articolo 645 del codice è presentata alla commissione di cui al comma 1 istituita presso il distretto di corte di appello in cui ha sede il giudice competente, ai sensi dell'articolo 11 del codice, a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati del distretto in cui si è svolto il procedimento nel quale è stata pronunciata la condanna oggetto di revisione di cui all'articolo 643 del codice. 4 . Nel procedimento davanti alla commissione di cui al comma 1 si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni dell'articolo 127 del codice. 5 . La domanda di riparazione, con il provvedimento che fissa l'udienza, è comunicata al pubblico ministero ed è notificata, a cura della cancelleria, al Ministro dell'economia e delle finanze presso l'avvocatura dello Stato che ha sede nel distretto presso il quale è istituita la commissione e a tutti gli interessati, compresi gli aventi diritto che non hanno proposto la domanda. 6. Gli interessati che, dopo aver ricevuto la notificazione prevista dal comma 5, non formulano le proprie richieste nei termini e nelle forme previsti dall'articolo 127, comma 2, del codice, decadono dal diritto di presentare la domanda di riparazione successivamente alla chiusura del procedimento stesso. 7. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto gli atti e i provvedimenti della commissione di cui al comma 1». Art. 2. 1. All’articolo 2, comma 2, della legge 24 marzo 2001, n 89, le parole. «il giudice valuta» sono sostituite dalle seguenti: «la commissione di cui all’articolo 3 valuta».rticolo 645 del codice di procedura penale sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «, che la trasmette senza ritardo alla commissione di cui all'articolo 176- bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie». 2. L'articolo 646 del codice di procedura penale è abrogato. Art. 3. 1. All’articolo 2, comma 2, della legge 24 marzo 2001, n 89, le parole. «il giudice valuta» sono sostituite dalle seguenti: «la commissione di cui all’articolo 3 valuta». Art. 4. 1. L'articolo 3 della legge 24 marzo 2001, n. 89, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 3. -- (Procedimento). -- 1.