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Tale mobilitazione, che aveva avuto risonanza a livello europeo nell'appello di Firenze per la storia dell'arte nella scuola, aveva incontrato anche il sostegno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È stata presentata anche una petizione, sottoscritta da oltre 15.000 persone, che chiede la reintroduzione delle ore di insegnamento di storia dell'arte nelle scuole secondarie di secondo grado. Gli insegnanti di storia dell'arte, promotori dell'iniziativa, sono stati affiancati nel loro importante progetto da Italia Nostra e si sono avvalsi del pregevole contributo dell'allora Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, onorevole Massimo Bray, che si è speso in prima persona alla diffusione della petizione, firmata, tra gli altri, da Anna Maria Buzzi allora direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, da Antonio Natali allora direttore degli Uffizi e da Salvatore Settis, illustre archeologo e storico dell'arte. La presenza della storia dell'arte nell'istruzione secondaria di secondo grado andrebbe tutelata anche in considerazione della rilevanza economica che il patrimonio storico, artistico e paesaggistico del nostro Paese rappresenta. La Strategia Europa 2020 riconosce che i settori della cultura e quello creativo costituiscono un'importante fonte potenziale di occupazione. Negli ultimi dieci anni l'occupazione complessiva in tali settori è cresciuta in misura tre volte superiore rispetto alla crescita occupazionale registrata dall'economia dell'Unione europea nel suo insieme. Tali dati sono contenuti in un rapporto di PricewaterhouseCoopers (PwC) che indica come l'economia turistica e il settore culturale e creativo contribuiscono al prodotto interno lordo dei principali Paesi europei in media per il 14 per cento. L'Italia, con il suo 13 per cento (circa 203 miliardi di euro), è ben lontana dal 21 per cento del best performer Spagna (225 miliardi). Considerando che l'Italia detiene la maggiore concentrazione di patrimonio culturale del pianeta, questi dati ci indicano inconfutabilmente come il nostro Paese sconta una cronica incapacità di generare valore economico dal suo straordinario patrimonio artistico e culturale. In quest'ottica, ribadire il valore formativo fondante dello studio della storia dell'arte è un atto non solo fortemente emblematico, ma indispensabile in un Paese come il nostro: il valore ascrivibile all'articolo 9 della Carta costituzionale, in cui è solennemente sancito lo sviluppo della cultura, della ricerca scientifica e tecnica nonché, segnatamente, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, mai come oggi, è da ritenere, oltre che fondamentale, di auspicabile realizzazione. Occorre porre rimedio a tale inettitudine, reintroducendo l'insegnamento della storia dell'arte e potenziando ulteriormente la possibilità di studio del nostro patrimonio artistico nel corso dell'intero periodo formativo di tutti gli studenti, favorendo il dialogo con le istituzioni territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali, con musei e gallerie pubblici e privati, promuovendo iniziative idonee ad incentivare la sensibilità e la partecipazione dei giovani nei confronti della protezione, della valorizzazione e della fruizione del patrimonio culturale per ripristinare una nuova presa di coscienza. L'Italia, non va dimenticato, è stata il primo Paese ad inserire un insegnamento obbligatorio di storia dell'arte nella scuola secondaria di secondo grado, questo è un primato che si deve conservare. In quest'ottica è assolutamente apprezzabile, quindi, quanto contenuto e previsto nel decreto legislativo 13 aprile 2017,n.60, recante promozione della cultura umanistica e valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali, che insiste sull'importanza dello studio e della conoscenza storico-critica del patrimonio culturale e delle arti; tuttavia non bastevole in quanto non struttura in maniera sistemica l'insegnamento della disciplina nel curricolo previsto dagli ordinamenti. Il disegno di legge è composto da due articoli. L'articolo 1, comma 1, intende garantire lo studio della storia dell'arte agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado disponendo l'integrazione di tale insegnamento, laddove non previsto. A tal fine prevede che siano modificate le normative vigenti che stabiliscono i programmi e le materie insegnate in ogni tipo di istituto, il monte ore totale e il numero delle ore settimanali delle materie di insegnamento previste. Il comma 2 definisce l'ambito di applicazione della legge. Il comma 3 prevede l'individuazione di percorsi scolastici triennali da integrare con l'insegnamento di due ore di storia dell'arte. Il comma 4 prevede le modalità di recepimento delle nuove disposizioni. L'articolo 2 dispone la copertura finanziarie. La spesa relativa al potenziamento dell'insegnamento della storia dell'arte nel biennio di tutte le scuole secondarie di secondo grado è stata quantificata in circa 516 milioni di euro all'anno e, in via prudenziale, è stata aumentata del 20 per cento per assorbire vari ed eventuali altri costi: quelli connessi all'aumento dell'orario di lavoro del personale amministrativo, tecnico e ausiliario dovuti al prolungamento dell'orario di apertura degli istituti scolastici, e quelli relativi ad eventuali supplenze e quelli dovuti ad eventuali aumenti del costo del personale dipendente che potrebbe verificarsi nell'arco dei prossimi anni. Pertanto, prudenzialmente, il costo totale è stato calcolato in 693 milioni di euro per ogni anno a decorrere dall'anno scolastico 2019-2020.. 1 (Disposizioni per l'integrazione dell'insegnamento della storia dell'arte) 1 Al fine di garantire l'insegnamento della storia dell'arte nelle scuole secondarie di secondo grado, a decorrere dall'anno scolastico 2019-2020, le disposizioni in materia di organizzazione scolastica previste dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, dall'articolo 64, commi 3 e 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dai regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89, sono modificate con regolamento da emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano prevedendo l'inserimento dell'insegnamento di due ore settimanali della storia dell'arte, ove non previste. 2 L'integrazione dell'insegnamento della storia dell'arte è previsto nel primo biennio di tutte le scuole secondarie di secondo grado e, per il successivo triennio, nei percorsi scolastici individuati dal decreto di cui al comma 3. 3