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Signor Presidente, colleghi senatori, rappresentante del Governo, un Governo che ritiene così importante questa riforma manda un - sia pur rispettabilissimo - Sottosegretario. Non è presente infatti alcun altro membro del Governo: evidentemente hanno tutti altro da fare. Può succedere anche ai parlamentari di avere altro da fare. Se però i parlamentari sono in numero sufficiente, possono essere rappresentati ugualmente. Invece questo fondamentale passaggio - come ci viene fatto credere - viene completamente snobbato dal Governo. Peraltro, noto che anche le tribune della stampa, che poi magari ci diranno qualche gentilezza in proposito, sono deserte. Chiariamo subito una questione sul risparmio, supponendo che parlare di risparmio sia il termine più appropriato quando si parla di democrazia; ci sono Paesi che risparmiano moltissimo abolendo il Parlamento e instaurando una dittatura. Il risparmio è totale. (Applausi dai Gruppi FI-BP e Misto) . Non si possono fare i conti, più 100 o meno 50, le spese sono azzerate e così il Paese è felice. Secondo questa teoria, tutti i Paesi dittatoriali sono felici. Comunque tornando al risparmio, ove si approvasse il provvedimento al nostro esame, esso si aggirerà intorno a 50 milioni di euro all'anno. Poi naturalmente si favoleggia: in dieci anni saranno 500 milioni, in cento anni saranno 5 miliardi. Visto però che si va a guardare lontano, faccio notare che non in cinquecento anni, ma nei tredici mesi di lavoro dell'attuale Governo, si sono persi 750 milioni solo perché impegnato a fare pasticci - nella migliore delle ipotesi - sulle autostrade, si è dimenticato in tale arco temporale di indire le gare per le concessioni autostradali scadute. Ciò fa perdere allo Stato - attraverso l'automobilista che paga per un servizio che non ha e per investimenti che non vengono fatti perché, essendo la concessionaria scaduta, non vi è possibilità neppure di farli - 750 milioni, tirati fuori dalle tasche dei cittadini, da chi lavora, da chi circola per le strade, una volta tanto per diporto, ma soprattutto per lavorare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci mangiamo così già i primi quindici anni di riduzione del numero dei parlamentari. Anche noi, quindi, guardiamo lontano. Ci sarebbero poi tante altre voci da sottolineare, tra cui un fatto scaturito dalle creative dichiarazioni di qualcuno. Ne bastano pochi, non c'è bisogno di 1000 parlamentari per combinare guai. Le dichiarazioni inappropriate di alcune composizioni chiave dal punto di vista delle finanze e dell'economia del nostro Paese, che sicuramente rimarrebbero anche dopo la riduzione del numero dei parlamentari, hanno fatto sì che i tassi d'interesse che lo Stato si impegna a pagare sui titoli che colloca giorno per giorno, o quantomeno settimana per settimana, siano aumentati, sempre nei soli tredici mesi di Governo, di 8 miliardi rispetto alla media del 2017, che era non il mondo perfetto, ma quello in cui si pagava una certa somma di interessi. Solo i titoli emessi negli ultimi tredici mesi di questo illuminato Governo comportano impegni per i cittadini pari a 8 miliardi. Qui andiamo sul pesante, perché essi corrispondono a centosessanta anni di risparmi per la riduzione del numero dei parlamentari. Vorrei poi citare qualche numero; addirittura ho sentito dire che in tal modo si ritorna allo spirito dei Costituenti; portare il Parlamento a un numero molto inferiore a quello che i Costituenti hanno previsto vuol dire essere nel loro spirito. Guardate che nessuno dubitava nel 1947 che la popolazione italiana aumentasse. Era aumentata dal 1861 e c'era stato poi un freno, che non ha mai raggiunto i livelli attuali; ci sono stati, infatti, più nati durante la Seconda guerra mondiale che negli ultimi anni ed era chiaro che la popolazione sarebbe aumentata. Oggi, al di là dei giochini che ho sentito, la riforma comporterebbe un Senato di 300 persone e una Camera di circa 700 persone, come è stato già detto. Noi abbiamo votato fino in fondo la riforma del 2005, che riduceva i parlamentari a circa 500 alla Camera e 250 al Senato: una misura che ritenevamo ragionevole nell'ambito di una redistribuzione dei compiti fra le Camere. Abbiamo anche tentato la scorsa legislatura di portare avanti una riforma ma, quando il quadro ci fa dire che si va nella direzione sbagliata, non possiamo che dissociarci da un simile progetto. Abbiamo già sentito tante volte nella scorsa legislatura la favola, la menzogna e il falso consapevole del dire che abbiamo un numero di parlamentari esorbitante rispetto agli altri Paesi. Nel Regno Unito, al di là dei giochini che si fanno, ce ne sono più che da noi. La Germania, invece, è l'unico Paese che ha un rapporto tra parlamentari e cittadini inferiore al nostro, ossia ha meno parlamentari rispetto al numero dei cittadini. Va anche detto che la Germania, all'interno dell'Unione europea, è il Paese più popoloso, per cui è normale - come ben sa Luigi Di Maio che prende esempio dalla popolazione della Cina - che ci siano numeri più grandi. Non dovremmo però dimenticare - e non dovrebbe dimenticarlo il relatore, che in passato era a favore del federalismo - che la Germania è uno Stato federale. Mentre l'Italia ha circa 800 consiglieri regionali, che comunque hanno un potere inferiore rispetto a quelli di un consigliere di Land - la Germania è un Paese federale - in Germania ci sono 1.850 consiglieri di Land che corrispondono grossomodo ai nostri consiglieri regionali: hanno più potere e hanno paghe più alte dei parlamentari italiani. La Baviera, che è il Land tedesco più vicino all'Italia, ha 200 membri del consiglio del Land , ciascuno con dotazioni più o meno pari al doppio di quello che ha un senatore della Repubblica italiana. Per cui non raccontiamo balle e la Germania - a quanto pare - non se la passa male. Poi c'è il solito paragone con gli Stati Uniti: anche qui bisognerebbe o essere in buona fede o studiare. La metto in positivo, perché si potrebbe anche dire che bisogna o essere in malafede o essere ignoranti. Bisogna studiare o essere in buona fede; se si è in buona fede e/o si studia, si dovrebbe sapere che gli Stati Uniti sono un Paese federale - guarda un po' - e che il totale dei deputati degli Stati Uniti è 5.969 - si devono contare anche i deputati statali - e il totale dei senatori non è dato dai 100 che ci sono a Washington, ma è 2.113, perché 49 dei 50 Stati degli Stati Uniti sono bicamerali. Tra l'altro, l'unico Stato monocamerale ha solo il Senato, tanto per darvi un'informazione. Pertanto, si ha un rapporto di eletti rispetto ai cittadini, pur essendo quello un Paese molto più grande, simile al nostro: circa 40.000 cittadini per ogni eletto, sia a livello di Stato che a livello nazionale, che è all'incirca ciò che abbiamo noi, pur essendo il nostro territorio molto più piccolo. Poi ho sentito parlare di razionalizzare e velocizzare i lavori in Parlamento. Che cosa vogliamo di più veloce del fatto di approvare la legge finanziaria in ventiquattr'ore, dovendo votare tutto a scatola chiusa? (Applausi dal Gruppo FI-BP) .