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Al tempo stesso, viene fatta salva la dipendenza del solo Comando per la tutela agroalimentare dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, in merito alle specifiche funzioni espressamente riconducibili alle attribuzioni del medesimo Dicastero. Vengono, in ogni caso, preservate le possibilità di avvalimento da parte del Ministro della transizione ecologica del Comando per la tutela agroalimentare per lo svolgimento delle funzioni riconducibili alle attribuzioni del medesimo Ministero e da parte del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari per lo svolgimento delle funzioni riconducibili alle attribuzioni del medesimo Ministero. Tale disposizione si rende necessaria alla luce dell'attività svolta dai militari del Comando, afferente principalmente alle competenze del Ministero della transizione ecologica. Peraltro si evidenzia che l'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ha già previsto il trasferimento delle funzioni e dei compiti attribuiti al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in materia di polizia forestale ambientale; tuttavia, la predetta previsione non ha avuto effettiva attuazione. L'articolo così modificato si pone in linea con l'articolo 174 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (recante il codice dell'ordinamento militare), che descrive l'organizzazione mobile e speciale dell'Arma. Inoltre, il decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2021, n. 55, ha disposto – tra l'altro – il cambio di denominazione di alcuni Ministeri, prevedendo il riassetto delle competenze del neoistituito Ministero della transizione ecologica. Parallelamente, l'Arma dei carabinieri ha avviato una conseguente rivisitazione organizzativa di alcuni comandi di specialità, tra cui il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFA). In tale quadro è emersa la necessità di collocare il comandante del CUFA in posizione soprannumeraria rispetto all'organico dei generali di corpo d'armata previsto dal codice dell'ordinamento militare, garantendo la copertura dei relativi oneri con la riduzione di un'unità del ruolo ispettori e di tre unità del ruolo sovrintendenti prevista dal comma 3, lettera a) . Nel dettaglio, l'esigenza nasce dalla necessità imperativa di coprire le 13 posizioni di impiego da generale di corpo d'armata nell'Arma, per le quali oggi sono previsti in organico solo 12 generali di corpo d'armata (compreso il Comandante generale). L'incarico di comandante del CUFA, istituito nel 2017 all'indomani dell'assorbimento del Corpo forestale dello Stato, comporta l'assorbimento di un'unità della dotazione organica del grado di generale di corpo d'armata, senza che – per contro – sia stato mai previsto alcun incremento organico in tale grado. In tale quadro, la posizione richiesta dall'Arma (che ha una forza organica pari a 119.788 unità) appare congrua rispetto ai volumi organici dei generali/dirigenti generali delle altre Forze di polizia, che – di fronte a numeri in tali casi maggiori – hanno di contro una minore forza organica complessiva. Articolo 4. – (Misure di accelerazione delle attività dei Commissari in materia ambientale) Al comma 1 viene novellato l'articolo 10, comma 2- ter , del decreto-legge n. 91 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 116 del 2014, prevedendo la nomina, da parte del Commissario in materia ambientale, di un soggetto attuatore a cui sono conferiti i medesimi poteri e le deroghe del Commissario; il relativo compenso, determinato nella misura e con le modalità di cui all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è posto a carico del quadro economico degli interventi. Viene, inoltre, individuata la disciplina da applicare nel caso in cui il soggetto attuatore sia un dipendente della pubblica amministrazione. Con riferimento ai commi da 2 a 4 si rappresenta quanto segue. Una delle principali carenze della governance in materia di interventi per il contrasto al dissesto idrogeologico deriva dal fatto che i Commissari straordinari previsti a legislazione vigente non sono stati dotati di risorse umane aventi expertise nello specifico settore e impiegati a tempo pieno, cosicché, di fatto, i Commissari hanno utilizzato gli uffici regionali in aggiunta alle attività ordinarie loro devolute. La definizione di una struttura di supporto per ciascun Commissario costituisce un elemento qualificante del provvedimento, nel solco di analoghi uffici istituiti presso altri Commissari in materia ambientale, quali il Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive, dotato di una struttura di supporto formata da un numero massimo di 12 componenti provenienti da pubbliche amministrazioni, ovvero il Commissario unico per la realizzazione degli interventi di depurazione, collettamento e fognatura dotato di una segreteria fino a 6 membri. In particolare, al comma 2 si prevede che presso ogni Commissario è istituito un contingente di personale non dirigenziale, nel numero massimo complessivo di 200 unità, ripartite come da tabelle 1 e 2 allegate al decreto, in base ai criteri previsti dall'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2016, recante « Approvazione dell'indicatore di riparto su base regionale delle risorse finalizzate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico ». Ai sensi del comma 3, il Ministero della transizione ecologica è autorizzato per l'anno 2021 a reclutare, secondo le modalità semplificate previste all'articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, nonché mediante scorrimento di vigenti graduatorie di concorsi pubblici, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di durata complessiva anche superiore a trentasei mesi e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026, un contingente massimo di 150 unità da inquadrare nell'Area terza, posizione economica F1 – Comparto Funzioni centrali, e da assegnare funzionalmente ai Commissari secondo il riparto indicato nella tabella 1 allegata al decreto. In base al comma 4, il restante contingente da assegnare ai Commissari è costituito, fino a un massimo di 50 unità e nel limite di spesa complessivo ivi indicato, come ripartite sulla base della tabella 2 allegata al decreto, da soggetti in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione di architetto, geologo, ingegnere civile e ambientale, pianificatore territoriale, biologo, dottore commercialista e avvocato, appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche, con esclusione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche, nonché del personale delle Forze Armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, collocati fuori ruolo o in posizione di comando o altra analoga posizione prevista dagli ordinamenti di appartenenza.