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Tutto questo avverrà certamente in un contesto di assoluta compatibilità con la protezione delle denominazioni d'origine, con le indicazioni geografiche protette e con le specialità tradizionali garantite, nonché con regolamenti comunitari che sovraintendono la materia. È quindi evidente che la definizione delle piccole produzioni locali contenuta in questo provvedimento rappresenta certamente un primo passo fondamentale, ineludibile per garantire il sostegno ai prodotti autoctoni e alle piccole produzioni locali, ma non pienamente sufficiente per sostenere e garantire settori così limitati. Esprimo dunque convintamente il voto favorevole a nome del Gruppo Italia Viva-PSI, auspicando che si possa rimettere presto mano a questo importante tema, con un investimento economico degno di nota, anche attraverso processi di politiche fiscali adeguate ad un settore così rilevante della nostra economia. Dichiarazione di voto della senatrice Caligiuri sul disegno di legge n. 728-B Il lavoro delle ultime settimane parlamentari in materia di agricoltura è decisamente corposo. Solo due settimane fa quest'Aula ha approvato in via definitiva il disegno di legge sull'agricoltura biologica. È importante parlare di agricoltura, traino del nostro prodotto interno lordo e dell'export e questo ulteriore provvedimento, volto a promuovere la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale è parte di un lavoro di squadra importante che abbiamo svolto con la Commissione agricoltura con un unico obiettivo: tutelare i nostri agricoltori. Sono loro i custodi delle nostre terre e delle nostre eccellenze e, soprattutto quando si parla di produzioni locali, diventa essenziale il loro ruolo di custodi di tradizioni del territorio, parte integrante della sua storia, e che altrimenti andrebbero perse. La loro normazione appare quindi essenziale per tutelare la qualità e la originalità del prodotto anche alla luce della spiccata diversificazione che esiste tra produzioni locali intorno alle quali si è costruito un vero e proprio universo fatto di filiere specifiche e associazionismo che concorrono alla loro produzione, anche collegandosi alla valorizzazione delle culture locali. È però essenziale, affinché si possa realmente parlare di tutela e normazione, circoscrivere e definire in maniera chiara di cosa si parla quando ci si riferisce alle piccole produzioni locali - ovvero prodotti che derivano esclusivamente da produzioni primarie proprie, che rispettano gli standard di igiene, sicurezza e di etichettatura, l'istituzione di un apposito marchio da esporre - ciò proprio a tutela sia dei consumatori, i quali devono essere certi di consumare prodotti certificati, e soprattutto per i produttori che svolgono la loro attività nel rispetto delle regole e, per questo motivo, devono poter operare in un mercato dove le pratiche sleali da parte dei competitor possano essere così ridotte. Al fianco di questo e altri provvedimenti è importante incidere sempre di più su una valorizzazione delle produzioni Made in Italy nella fase di commercializzazione delle stesse in modo da tutelare quel valore aggiunto che dovrebbe rimanere all'anello più debole della catena, cioè il produttore, e che spesso invece è incamerato da altri. Di conseguenza, riconoscendo l'importanza di tale provvedimento, che concorrerà a promuovere la produzione di prodotti locali incentivandone l'immissione nel mercato - e perché no anche nei mercati stranieri - annuncio il voto favorevole di Forza Italia evidenziando la necessità di collocare tale provvedimento in una grand strategy per i nostri borghi, patrie di questi prodotti, in modo da creare quella filiera che dal campo alle tavole faccia conoscere tutto ciò che di bello e buono - ed è tanto - abbiamo nella nostra splendida Italia. Integrazione alla dichiarazione di voto della senatrice Leone sul disegno di legge n. 728-B Cibi tipici che hanno contribuito a mantenere determinate caratteristiche dei luoghi e a sostenere microeconomie, perlopiù aziende familiari che si sono trasmesse pratiche e segreti attraverso lunghe generazioni e che hanno alla fine costruito civiltà alimentari variegate da Nord a Sud, dal versante appenninico tirrenico a quello adriatico, isole comprese. Un'infinità di meticciati alimentari e di pratiche agricole che si sono fuse con apporti orientali , africani, mitteleuropei ma che alla fine risultano italiani. Ma entriamo nel merito di questo disegno di legge. Esso si struttura in 12 articoli nei quali vengono precisati finalità, messa in rete delle varie PPL, modalità di etichettatura, luoghi e spazi per la vendita dei prodotti, formazione degli operatori, specie nel sistema di autocontrollo HACCP, ed infine individua gli organi a cui spetta il controllo. Il provvedimento dà finalmente una cornice normativa a quanto già emerso durante questi anni di privazioni a cui ci ha sottoposto la pandemia e che comunque ci ha fatto riscoprire l'economia di prossimità, il Locale. Ma il provvedimento è una misura quanto mai opportuna ai nostri tempi, specie se consideriamo il clima di austerità e di scarsità che paventiamo a causa della guerra in corso e del conseguente andamento isterico delle Borse. Questi fattori hanno svelato tutta la fragilità del mercato globale, e l'eccessiva fiducia con cui lo abbiamo accolto in questi ultimi decenni. Ma per fortuna un'atavica diffidenza contadinesca (che è anche una antica e saggia virtù italica e delle sue genti) non ha mai ceduto del tutto alle lusinghe del mercato globale e con caparbietà ha continuato le vecchie pratiche tramandate da nonni e nonne e vi ha aggiunto le preziose innovazioni fornite dalla tecnologia. Ed infine, dà un quadro normativo entro cui migliaia di piccole realtà imprenditoriali, costrette a districarsi tra difficoltà gestionali e sfavorevoli congiunture economiche sono comunque state capaci di resistere, dando prova di resilienza, producendo e commercializzando prodotti di alta qualità, rispettosi dell'ambiente della tradizione dei luoghi e più a contatto con il consumatore finale che in un cibo riscopre pure la sua cultura, un tratto identitario. Testo integrale della relazione del senatore Bergesio sul disegno di legge n. 878 Si tratta del disegno di legge recante norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 17 ottobre 2018. Il testo è stato esaminato dalla Commissione agricoltura in sede redigente, dove l'esame si è concluso il 10 marzo 2022 con l'approvazione di una serie di modifiche. Il provvedimento si compone di 8 articoli. L'articolo 1 individua le finalità del provvedimento, che consistono nella valorizzazione e promozione della domanda e dell'offerta dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero e di quelli a filiera corta, favorendo il consumo e la commercializzazione, nonché un'adeguata informazione ai consumatori. Le Regioni e gli enti locali possono adottare le iniziative di loro competenza per la realizzazione delle suddette finalità, fermo restando il vincolo dell'invarianza di spesa. L'articolo 2 contiene le definizioni.