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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 233 Presidenza del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,33). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 giugno. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Ha chiesto di intervenire il presidente Borghesi per riferire sui lavori della 1 a Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 1812. Ne ha facoltà. BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei informare l'Assemblea che la 1 a Commissione deve ancora iniziare l'esame degli emendamenti; da pochi minuti abbiamo ricevuto il parere della Commissione bilancio, quindi in questo momento non siamo in grado di portare il provvedimento all'esame dell'Assemblea e immagino che occorrerà ancora tutto il pomeriggio per poter concludere l'esame del decreto-legge. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei semplicemente dire che per le vie brevi tra i Gruppi si sta considerando la possibilità di convocarci direttamente domattina, come forse lei immaginava. PRESIDENTE . Apprezzate le circostanze, rinvio la discussione del disegno di legge n. 1812 ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, approfitto della presenza del senatore Faraone, che vedo ancora in Aula, perché vorrei leggergli un tweet . PRESIDENTE. Senatore Pillon, lei non si può rivolgere al senatore Faraone. Parli con il Presidente e con l'Assemblea. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Ospite d'eccezione è un signore che si chiama Dario Ballini e che scrive su Twitter quanto segue: «Qui vi spiego perché la cosa che fa più schifo è che a difendere l'istigazione a delinquere contro le persone LGBT+ sia la Conferenza episcopale italiana. Stanno difendendo il diritto di qualcuno di organizzare i pestaggi delle persone LGBT+. E ne sono consapevoli». Questo signore è dipendente del Gruppo Italia Viva del Senato della Repubblica. Tecnicamente questa è una diffamazione aggravata; che a compierla, ai danni della Conferenza episcopale italiana, sia un dipendente del Gruppo Italia Viva del Senato è qualcosa che vorrei fosse accertato dai poteri della Presidenza, quindi la prego di farsi parte attiva per questo. Auspico inoltre che si possa poi arrivare a stabilire le responsabilità e anche le opportune sanzioni. Signor Presidente, noi saremo sempre per la libertà di parola, senza che la cosa diventi diffamatoria verso chicchessia. (Applausi) PRESIDENTE . Sulla libertà di parola quando non è diffamatoria concordo pienamente con lei, senatore. DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE . Ne ha facoltà. Non è ancora però l'anniversario della strage di Ustica, su cui lei vuole parlare. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, so che non siamo ancora all'anniversario della strage di Ustica, però prima che inizi il carosello delle celebrazioni, il più delle volte inutili, forse vale la pena intervenire quest'oggi. PRESIDENTE . Non mi sembra corretto parlare di carosello, altrimenti anche questa dichiarazione fa parte del carosello. DI NICOLA (M5S) . Presidente, so quel che dico e, a sua volta, lei dovrebbe mostrare delicatezza per i parlamentari che intervengono, non mettendo preclusioni e non presentando gli interventi con il taglio che a lei più piace. PRESIDENTE. Intervenga, faccia il suo intervento. DI NICOLA (M5S) . Spero che il tempo a mia disposizione per svolgere l'intervento parta da questo momento. Sono qui, onorevoli colleghi, a reclamare giustizia, chiedendo al Governo di promuovere tutte le azioni necessarie, superando le reticenze e le complicità sulla tragedia di Ustica, consumatasi il 27 giugno 1980, quando un DC-9 dell'Itavia con 81 persone a bordo venne inabissato in uno scenario di guerra. (Brusio). Mi piacerebbe, Presidente, se potesse intervenire sull'Assemblea perché il brusìo non consente di parlare. PRESIDENTE . L'ho già fatto e lo faccio ancora. Vi pregherei di prestare attenzione al senatore Di Nicola. Chi non è interessato può uscire tranquillamente. È un intervento di fine seduta, non siete per nulla obbligati ad ascoltarlo, ma non potete disturbarlo. DI NICOLA (M5S) . Magari trattandosi della tragedia di Ustica, si potrebbe. PRESIDENTE . No, non c'è un obbligo. DI NICOLA (M5S) . Di questa tragedia si conoscono i soggetti nazionali presenti sulla scena del delitto e la dinamica, manca solo il passo finale per individuare l'assassino, l'autore materiale e l'esecutore della strage. Una situazione assurda che solo uno Stato debole può accettare e tollerare, dimenticando il dovere primario che ha di tutelare la propria sovranità, a cominciare da quella degli spazi aerei. Ci sono sentenze dei tribunali italiani che condannano lo Stato, in particolare i Ministeri della difesa e dei trasporti, a risarcire i familiari delle vittime del disastro di Ustica e la compagnia Itavia per non aver garantito le condizioni di sicurezza lungo l'aerovia che il DC-9 percorreva per andare da Bologna a Palermo la notte del 27 giugno di quarant'anni fa.