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Signor Presidente, io ho detto che, se ora si arriva alla scelta delle Commissioni, è perché la Lega ha abbandonato la Conferenza dei Capigruppo, scegliendo un'altra proposta. PRESIDENTE . Quindi, la proposta è di mantenimento del calendario dei lavori votato dalla Conferenza dei Capigruppo. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, vorrei parlare in dichiarazione di voto sul calendario, per essere chiari. Io non capisco e non comprendo l'ilarità provocata tra i banchi del Gruppo della Lega dall'intervento del collega, presidente Faraone, perché quella che è stata fatta è corretta. E lo dimostrano le proposte avanzate dal collega Romeo. La prima proposta, pur di non votare il calendario insieme alla maggioranza, pur di distinguersi, pur di boicottare il forte tentativo di confronto che stiamo portando avanti, è stata quella relativa alla data della presenza in Senato del ministro Speranza. Noi abbiamo chiesto, come Parlamento, proprio per svolgere un ruolo centrale anche sui DPCM, che il Governo ci venga sempre ad aggiornare e a informare. Tant'è che il ministro Speranza ha avanzato esattamente la proposta di venire in Senato prima di approvare il DPCM per informare il Parlamento. Ma qui il senatore Romeo ha una questione rilevantissima: lo vorrebbe fare ventiquattr'ore prima, pur di votare contro il calendario. In aggiunta a questo, il ministro Speranza, viste le continue accuse di alcuni mezzi di comunicazione e anche di alcuni partiti politici sulla preparazione del Governo e del nostro sistema sanitario, verrà a comunicarci il piano di vaccinazione, che è pronto perché si dovrà realizzare fra poche settimane. Quindi, quella presenza è importantissima per il Parlamento, per il Senato della Repubblica. Andare a cavillare sui tempi, prima o dopo, senza centrare l'importanza di quel passaggio parlamentare, testimonia un arroccamento su posizioni che tendono a boicottare ed escludere un confronto serio e collaborativo in una situazione di emergenza per il nostro Paese. Aggiungo, sulla questione della disponibilità del ministro Gualtieri, che oggi ho sentito il senatore Romeo assurgere a difensore delle prerogative del Ministro. Il Ministro, con una lettera - per così dire - tipica, ha chiesto di venire in Parlamento, presso le Camere e, quindi, davanti ai loro organi, per fare un confronto. È già previsto un voto. Signor Presidente, su questi temi è previsto un voto, che è già stato calendarizzato. Il 9 dicembre verrà qui in Aula il presidente Conte, prima del Consiglio d'Europa, proprio per ottenere dal Parlamento un mandato preciso. Se il ministro Gualtieri dà la propria disponibilità a fare un confronto con il Parlamento; se quel confronto deve creare dei presupposti, deve creare consenso, deve servire a dare una linea di comportamento del nostro Governo, è certo che deve essere svolto in Commissione e non - come è stato chiesto stamani - in Aula, magari con interventi di cinque minuti. Noi vogliamo una cosa seria. Vogliamo parlare con franchezza e determinazione sul futuro del nostro Paese. Vogliamo avere la possibilità di approfondire i temi. Non c'è bisogno di utilizzare l'Aula del Senato per fare una conferenza stampa: per quello ci sono tante sale in Senato, di cui lei, signor Presidente, concede sempre la disponibilità. La Lega prenoti dunque una sala e faccia una conferenza stampa per sostenere la volontà della mancanza di dialogo. Credo che sia giunto davvero il momento di fare un passo in avanti e di dimostrare al Paese che l'attuale classe politica - quindi tutti noi - è in grado di gestire questa emergenza, di dare concretezza alla volontà di dialogo e di votare un calendario di buonsenso, che prevede il coinvolgimento del Parlamento nelle decisioni del Governo, che sono importanti per il nostro futuro. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, penso che in momenti come questi i cittadini ci chiedano non di dividerci su cose sicuramente secondarie - e credo che sia capitato un po' a tutti noi - ma di dare risposte certe. Per questo francamente è un po' avvilente che si debba venire in Aula a discutere di cose che forse, se si avesse la volontà di sentirsi e di ascoltarsi, parrebbero a tutti di buonsenso. Dico questo per un motivo molto semplice. Il Ministro dell'economia ha inviato una lettera, dando una disponibilità per venire a informare e a riferire al Parlamento prima della riunione dell'Ecofin del prossimo 30 novembre. Mi risulta, tra l'altro, che la Camera dei deputati abbia deciso che il Ministro riferirà in Commissione. Su questo punto io e altri Capigruppo di maggioranza ci siamo permessi di dire con molta tranquillità che delle due l'una. Da un lato, infatti, si vuole venire in Aula: per un momento si è prospettata addirittura l'ipotesi di interventi di cinque minuti. Ma ditemi voi, anche se i minuti fossero dieci, quale approfondimento e quale dibattito ci sarebbero. Ognuno verrebbe qui e farebbe la sua parte - sempre in modo che tutti possano fare in diretta o successivamente un comunicato - discutendo magari di MES e non invece di quello di cui si tratterà nella riunione dell'Ecofin, e cioè anche della riforma del MES. C'è poi l'altra opzione, che ribadisco perché mi pare seria, che è quella di sentire il Ministro e di discutere all'interno delle Commissioni competenti - magari delle due che se ne occupano - in cui i rappresentanti di tutte le forze e di tutti Gruppi parlamentari possano parlare di più, avere evidentemente più approfondimenti e risposte da parte del Ministro stesso. Tutti sappiamo infatti che un'informativa è un'informativa: non sono comunicazioni, per cui non si conclude con un voto, con una presa di posizione del Parlamento. La votazione ci sarà quando verrà il presidente del Consiglio Conte, quando chiaramente ci sarà un punto anche sul MES. Sulla questione del MES, la dobbiamo far finita con il fatto che l'Italia si presenti all'Ecofin sempre con dibattiti che onestamente rischiano di essere fuorvianti: siamo l'unico Paese in Europa che discute dalla mattina alla sera, senza approfondirla, della questione del MES. Questa era l'occasione per entrare davvero nel merito, nelle Commissioni, di come sarà questa riforma, se l'accesso al MES sarà o meno privo di condizionalità, per poi prendere le nostri decisioni. Questo è il punto: si tratta di essere seri una volta per tutte. Se invece si deve agitare la bandierina, facciamolo, tanto siete divisi voi, colleghi, come lo siamo noi: ognuno ha le proprie opzioni. Ciò che però non tollero, signor Presidente, è che con un dibattito in Aula, che rischia di essere solo propagandistico, il nostro Paese si presenti all'Ecofin con una discussione assolutamente sfilacciata e nessun tipo di approfondimento. È arrivato il momento di dare una prova di serietà. Non possiamo essere il Paese che discute solo delle riaperture o meno, del cenone e degli impianti di sci. Quanto alla presenza del Ministro in Aula o in Commissione, siamo stati aperti - poi il presidente Romeo se n'è andato dalla Conferenza - anche ad altre opzioni, ma non prendiamoci in giro: