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l'articolo 8- quater istituisce "al fine di contribuire al rilancio dell'agricoltura della Puglia e, in particolare, di sostenere la rigenerazione dell'olivicoltura nelle zone infette, esclusa la parte soggetta alle restrizioni della zona di contenimento, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un fondo per la realizzazione di un Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, con una dotazione pari a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021"; valutato che: l'articolo 8, comma 4, prevede che all'attuazione delle misure si provvede con "le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente". A tal riguardo, la relazione tecnica al decreto-legge fa espresso riferimento al piano di intervento per il rilancio del settore agricolo e agroalimentare nei territori colpiti da Xylella fastidiosa dove al totale delle risorse a disposizione, che ammontano a 100,65 milioni di euro, partecipa la Regione Puglia con ben 52,60 milioni di euro; l'art.8- quater , comma 3, specifica che agli oneri previsti per l'attuazione del piano straordinario si provvede attraverso corrispondente riduzione delle risorse disponibili, per gli anni 2020 e 2021, sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147; considerato che: il Fondo per lo sviluppo e la coesione è finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all'insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese; gli interventi del Fondo sono destinati al finanziamento di progetti strategici, sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, di rilievo nazionale, interregionale e regionale, aventi natura di grandi progetti o di investimenti articolati in singoli interventi tra loro funzionalmente connessi, si chiede di sapere: attraverso quali strumenti e iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano garantire che le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia nel piano nazionale di emergenza per la gestione della Xylella non siano utilizzate per altre finalità, in ragione della modifica apportata all'articolo 8 del decreto-legge n. 27 del 2019, ma rimangano tutte territorialmente vincolate agli interventi previsti in Puglia; attraverso quale interpretazione e secondo quali modalità intendano dar seguito all'impegno di sostenere la rigenerazione olivicola in Puglia attraverso lo stanziamento di 150 milioni di euro per il 2020 e il 2021 a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, stante la definita peculiarità della natura di queste risorse e la rigida determinazione delle loro finalità. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00870 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: risulta ad oggi ancora molto difficile per i pazienti e per i professionisti che si occupano di riabilitazione sapere che cosa contenga esattamente il decreto del Ministero della salute relativo ai criteri di appropriatezza dell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera e il suo allegato. Tutti attendevano per il 10 maggio 2019 una risposta alle molteplici sollecitazioni presentate, anche a livello parlamentare, attraverso interrogazioni e interpellanze al ministro Grillo; ad oggi vige un silenzio pressoché assoluto sui contenuti specifici del decreto e ovviamente i livelli di ansia dei pazienti e delle loro famiglie crescono in modo proporzionale, aggravando una situazione particolarmente complessa, anche sotto il profilo psicologico, che riguarda in modo concreto moltissimi malati rari. La ragione è facilmente comprensibile, se si tiene conto che per molti di questi pazienti non esistono ancora farmaci ad hoc , i cosiddetti farmaci orfani, e la riabilitazione resta l'unica risorsa efficace per affrontare la loro sintomatologia; esiste una metodologia per la definizione dei criteri e parametri di appropriatezza ed efficienza dei ricoveri di riabilitazione ospedaliera, messa a punto nell'ambito di un tavolo tecnico multidisciplinare istituito presso il Ministero della salute, al termine di un percorso di analisi lungo e complesso. La metodologia si basa sulla ricostruzione del "percorso del paziente" di riabilitazione, e individua i seguenti criteri: potenziale inappropriatezza clinica, con riferimento alla "numerosità" di ricoveri, potenziale inappropriatezza organizzativa e potenziale inefficienza, con riferimento alla "durata" dei ricoveri; tra le osservazioni fatte dal tavolo di lavoro ce ne sono due di particolare interesse: l'assistenza riabilitativa ospedaliera in regime diurno risulta particolarmente critica e necessita di criteri puntuali di standardizzazione organizzativa e gestionale e spesso l'eccessivo ricorso all'assistenza ospedaliera dei ricoveri di riabilitazione è determinato dalla carenza di soluzioni territoriali alternative all'ospedale, che consentano di evitare l'utilizzo dell'ospedale stesso da ricoveri ad elevato rischio di inappropriatezza; d'altra parte, la difformità delle soluzioni e delle risposte assistenziali regionali genera, oltre ad uno sbilanciamento dei volumi di attività e della distribuzione dei servizi fra le Regioni, anche una difficoltà di lettura del dato, di interpretazione dello stesso e, quindi, di puntuale descrizione del fenomeno; la maggior parte di queste criticità potrebbe essere superata attraverso una serie di proposte valide per tutte le Regioni e tutte le aziende sanitarie. Per esempio, istituendo una scheda di dimissione ospedaliera (SDO) specifica per la riabilitazione, considerato il diverso sistema di tariffazione e remunerazione (giornate secondo MDC, major diagnostic category e non tariffe secondo DRG, diagnosis related groups ), schede di budget per i reparti di riabilitazione condivise e proposte su tutto il territorio nazionale, dove vengono valorizzati i criteri e le specificità delle attività riabilitative (degenza media, tasso di occupazione dei posti letto e valore della giornata di degenza in primis ), la proposta di una specifica sezione dell'ICDH, classificazione internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli handicap con codici specifici per la riabilitazione o il superamento dello stesso attraverso l'utilizzo dell'ICF, classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute o dei core set già individuati per la maggior parte delle limitazioni e restrizioni; solo attraverso percorsi riabilitativi personalizzati e nello stesso tempo standardizzati si potranno superare differenze e diversità fra le regioni, che peraltro riflettono la rappresentazione di differenti modi di concepire la riabilitazione ospedaliera, il suo ruolo e le sue reali possibilità di far fronte in modo qualificato alle necessità dei pazienti; il timore diffuso tra i pazienti, soprattutto tra quelli che soffrono per una malattia rara, è che nel decreto ministeriale, di cui ad oggi non si sa ancora nulla, vengano adottate definizioni di appropriatezza che sottraggono ai pazienti quello che a tutti gli effetti è un diritto a ricevere le cure necessarie, tutelato dalla Costituzione;