[pronunce]

che dunque, nell'ordinanza di rimessione, andavano indicate le ragioni per le quali, ad avviso del giudice a quo, dovrebbe estendersi ai contratti pluriennali di affitto di azienda il peculiare regime dell'imposta di registro previsto esclusivamente per le locazioni pluriennali di immobili urbani, in base al quale l'imposta – in deroga al disposto dell'art. 43, primo comma, lettera h), del d.P.R. n. 131 del 1986 – è «assolta […] annualmente sull'ammontare del canone relativo a ciascun anno» e non sull'ammontare pattuito per l'intera durata del contratto (primo periodo del denunciato comma 3 dell'art. 17, quale modificato dall'art. 21, comma 18, lettera a, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che sostanzialmente conferma il primo periodo del comma 4 dello stesso art. 17, nella formulazione anteriormente vigente, nella quale era stato trasfuso il citato art. 34-bis del d.P.R. n. 634 del 1972); che non potrebbe addursi, in contrario, che il secondo periodo del censurato comma 3 del vigente art. 17 del d.P.R. n. 131 del 1986 avrebbe introdotto, sotto il profilo fiscale, elementi di somiglianza tra contratti pluriennali di locazione di immobili urbani e contratti pluriennali di affitto di azienda, accordando ai contraenti delle suddette locazioni immobiliari la facoltà di optare per il pagamento del tributo in unica soluzione, con riferimento al corrispettivo pattuito per l'intera durata contrattuale; che, infatti, tale disposizione non modifica il carattere annuale del tributo relativo alle indicate locazioni di immobili urbani, perché, come risulta dai lavori preparatori della legge n. 449 del 1997, il legislatore ha introdotto l'opzione di pagamento in unica soluzione solo per consentire all'erario di incamerare anticipatamente gli importi dell'imposta dovuti per ciascun anno e, a questo fine, ha previsto un «meccanismo incentivante» detta opzione, consistente nella riduzione del tributo stesso nella misura della «percentuale pari alla metà del tasso di interesse legale moltiplicato per il numero delle annualità» (nota I – introdotta anch'essa dalla legge n. 449 del 1997 – all'art. 5 della Parte prima della tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986); che, anzi, la norma censurata, subordinando il diritto al rimborso dell'imposta di registro alla duplice condizione della risoluzione anticipata del contratto nonché del pagamento del tributo in unica soluzione, presuppone il carattere annuale di tale tributo; che, in conclusione, il rimettente non ha fornito alcuna motivazione né sull'asserita omogeneità di fattispecie che il legislatore ha disciplinato in modo diverso né, in particolare, sulla sussistenza anche per l'affitto pluriennale di azienda della speciale ratio giustificatrice posta a base della normativa fiscale derogatoria relativa alle sole locazioni pluriennali di immobili urbani. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 17, comma 3, del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Approvazione del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 53 e 97 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Ferrara con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 dicembre 2006. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 dicembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA