[resaula]

la classe di concorso A-19 è accessibile a laureati magistrali che abbiano incluso nel proprio percorso di studi un maggior numero di crediti in discipline storiche rispetto a quanto richiesto dalle classi di concorso A-11 (discipline letterarie e latino), A-12 (discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado), A-13 (discipline letterarie, latino e greco), alle quali tuttavia viene riservato l'insegnamento di storia e geografia al 1° biennio dei licei oppure storia negli istituti tecnici e professionali; a quanto si apprende, nell'anno 2021, le convocazioni relative alla classe di concorso A-19 sono state irrisorie e un quantitativo ingente di iscritti alle graduatorie provinciali per le supplenze sotto tale rubrica si è ritrovato a lavorare nel sostegno; premesso inoltre che i laureati magistrali in Scienze filosofiche possono accedere, tramite la classe di concorso A-19, con le dovute integrazioni di crediti, all'insegnamento della storia nel secondo biennio e quinto anno dei licei, ma non all'insegnamento della storia e della geografia al primo biennio dei licei oppure della storia negli istituti tecnici e professionali, in quanto le classi di concorso A-11, A-12, A-13, A-19, A-21, A-22 e A-23 non sono accessibili a tali laureati magistrali; considerato che l'insegnamento della filosofia è essenziale a formare il pensiero critico di cittadini consapevoli e, grazie all'apporto di discipline quali l'epistemologia e la storia del pensiero scientifico, può valorizzare ulteriormente l'insegnamento della storia in tutti gli istituti secondari di secondo grado; considerate infine le recenti dichiarazioni pubbliche del Ministro in indirizzo a favore di una crescita dell'insegnamento della filosofia e al riconoscimento della sua fondamentale funzione orientativa in questo tempo di crescente complessità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno: a) ai fini di garantire l'accesso agli insegnamenti della storia a tutti i livelli ai laureati magistrali con un percorso più incentrato sulle discipline storiche e, limitatamente ai licei, garantire una maggiore continuità didattica e una più semplice gestione dell'organico da parte degli istituti scolastici, estendere gli indirizzi di studi accessibili tramite la classe di concorso A-19 ai licei e agli istituti tecnici e professionali; b) al fine di valorizzare le competenze acquisite dai laureati magistrali in Scienze filosofiche, garantire la possibilità a tali laureati magistrali di accedere, con le dovute integrazioni di crediti, alle stesse classi di concorso accessibili ai laureati magistrali in Scienze storiche; c) al fine di garantire l'allocazione ottimale dei candidati alle posizioni vacanti, qualora nelle graduatorie relative a una data classe di concorso non si trovino aspiranti alla stipula del contratto, consentire la selezione di candidati, dotati dei requisiti necessari, appartenenti a graduatorie relative a classi di concorso affini; d) al fine di dotare le nuove generazioni di tutti gli strumenti necessari per comprendere e vincere le sfide del mondo contemporaneo, promuovere un'integrazione dell'insegnamento della storia negli istituti tecnici e professionali con l'insegnamento della filosofia, a quadri orari vigenti e con votazione finale unica, adeguando di conseguenza le norme sulle classi di concorso. Atto n. 3-02997 RAMPI MARILOTTI CERNO IORI ROJC FERRAZZI STEFANO Al Ministro della cultura Premesso che: i diritti universali, accolti come fondamento giuridico delle moderne legislazioni e per loro intrinseca natura orientati all'inclusione, non possono che declinare la loro inalienabilità se non applicandosi alle persone e ai loro bisogni, dunque a diversità e a specificità; tra chi si vede negare i propri diritti, il riconoscimento della propria differenza, ed è maggiormente vulnerabile perché non può rivendicare da sé il proprio diritto, ma ha bisogno che altri lo facciano al suo posto, c'è il mondo dell'infanzia; pure se, in apparenza, la nostra è un'epoca che dedica grande attenzione al bambino, l'infanzia è massimamente sacrificata: tutelata nei diritti contenuti nelle convenzioni e nelle dichiarazioni, eppure ancora privata delle cure, costretta al lavoro, affamata e spesso pure uccisa; costruita sugli stilemi dell'adulto, la condizione del bambino è di fatto negata; la violenza nei confronti del suo modo d'essere si affida ai simboli: il bambino viene disciplinato e reso prevedibile; ordine, ubbidienza e diligenza, ecco il bravo scolaro. Prodotto di un modello educativo basato sull'isolamento, la competizione e il rendimento. Eccellenza diviene l'abusato lemma; il suo immaginario, ovvero quanto dovrebbe infinitamente poter generare e rigenerare (l'immaginario non è un serbatoio, ma una matrice generativa), gli viene sottratto, viene standardizzato; la fantasia viene così messa al servizio del consumo, come uno spazio di felicità surrogata, come una fabbrica di desideri fine a sé stessa; sterilizzata l'immaginazione, veicolo della speranza e dell'utopia che sempre ha aperto al cambiamento, l'addomesticazione è compiuta, si giunge all'accettazione passiva del presente; essere giusti con l'infanzia, rispettarne i diritti, significa per gli interroganti "essere giusti" con l'immaginario infantile; questo è il lavoro che numerose associazioni, commissioni, aggregazioni territoriali, motori della cultura ambientale e socio-politica diffuse in Italia da molti anni stanno portando avanti lavorando alla tutela degli spazi di poeticità dell'infanzia; questi gruppi si sono sentiti accomunati da una prospettiva, un metodo e un approccio di lavoro che può essere riassunto nell'espressione "laboratorio", del quale il lavoro della commissione Cultura alternativa di Carate Brianza e della Befana sul Lambro può rappresentare un punto di riferimento a livello di prassi e di elaborazione teorica; in questo senso, una vera e propria rete di rapporti e collaborazioni, che si è sviluppata in un'esperienza pluridecennale, ha condiviso l'idea che nessuno di questi centri propulsivi dovesse appropriarsi dei concetti di "luogo dell'immaginario" o di "spazio di poeticità" che in quanto spazio generativo di produzione poetica non può essere requisito e collocato in uno specifico luogo e tempo; alcuni Comuni o enti pubblici locali hanno preteso di autodefinirsi paesi o luoghi in cui situare in modo univoco alcune importanti figure (ad esempio "il paese della Befana" o di "Babbo Natale"). Queste sono figure immateriali, che non possono essere sottratte al magico e al mistero; per questo è fondamentale che si sia sancita l'inappropriabilità dei luoghi dove questi miti si compiono; ad Agliate, la Befana sul fiume Lambro, è chiamata a gran voce dai bambini, dai fuochi e dai suoni. Arriva in virtù di un rito che si avvera, ma il suo è solo un passaggio, un'apparizione. Non abita il luogo, non ne ha stabile domicilio: