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la prova scritta si è svolta il 18 ottobre 2018, in violazione dell'art. 5 del decreto dipartimentale del 24 luglio 2018, con cui si pubblicava l'elenco degli ammessi "Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni, per i soli vizi di legittimità, ovvero ricorso giurisdizionale al T.A.R. Lazio entro 60 giorni decorrenti dalla pubblicazione sul sito internet del Ministero"; non solo non sono stati rispettati i tempi (120 giorni) per il ricorso al Presidente della Repubblica, ma neanche quelli per il ricorso al Tar (60 giorni), perché si deve tener conto del periodo di sospensione dell'attività giudiziaria (mese di agosto); gli elaborati della prova scritta inviati alle commissioni esaminatrici erano identificati con codici alfanumerici e codici fiscali. Tali codici erano facilmente associabili ai nomi dei concorrenti e non hanno reso anonime le prove; non sono stati resi chiari i criteri di attribuzione degli elaborati alle commissioni e vi sono state continue sostituzioni dei componenti delle commissioni esaminatrici; ci sono state grandi diversità nelle percentuali rese idonee dalle varie commissioni a seconda delle regioni: Abruzzo 40 per cento, Basilicata 34 per cento, Calabria 27,35 per cento, Campania 29,3 per cento, Emilia-Romagna 46 per cento, Friuli-Venezia Giulia 47,5 per cento, Lazio 39,7 per cento, Liguria 49 per cento, Lombardia 48 per cento, Marche 43 per cento, Molise 61 per cento, Piemonte 48 per cento, Puglia 35,5 per cento, Sardegna 59 per cento, Sicilia 29 per cento, Toscana 50,6 per cento, Umbria 56 per cento, Veneto 45 per cento. I dati statistici evidenziano delle disparità non compatibili con la correzione random che avrebbe dovuto fornire oscillazioni al massimo entro il 3 per cento. La risultante delle operazioni di correzione produce delle oscillazioni che arrivano a superare il 30 per cento, con la costante delle regioni del Sud fortemente penalizzate rispetto alle regioni del Nord, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti esposti in premessa e quali iniziative intenda adottare con urgenza verificare quanto descritto; se sia a conoscenza dei motivi per i quali ad oggi non vi è stata la pubblicazione della graduatoria con l'attribuzione dei relativi punteggi degli ammessi alla procedura orale, che è invece precisa responsabilità di un organo che manca gravemente ai propri obblighi d'ufficio apparentemente senza motivazioni; se non ritenga che questi fatti rappresentino un modo di procedere inqualificabile con il quale si mortifica il diritto, violando il principio di imparzialità. Atto n. 4-01625 ROJC Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a seguito delle vicende legate al crollo del cavalcavia della strada provinciale 49 sulla strada statale 36 in località Annone di Brianza (Lecco) nell'ottobre 2016, cui è seguita una sostanziale paralisi nel rilascio delle autorizzazioni per il trasporto eccezionale da parte degli enti proprietari delle strade, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha deciso di emanare nuove "linee guida" per il settore, al fine di superare le difficoltà applicative delle norme sui trasporti eccezionali; sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28 luglio 2017 è stata pubblicata la direttiva in materia di autorizzazioni alla circolazione dei veicoli eccezionali e dei trasporti in condizioni di eccezionalità (prot. n. 293 del 15 giugno 2017) ; tale direttiva non ha ottenuto l'effetto desiderato, la situazione di criticità è rimasta immutata perché nessun ente si vuole assumere responsabilità in materia di accatastamento, anzi la stragrande maggioranza degli enti territoriali è ben lungi dalla realizzazione di un "catasto delle strade" che indichi i transiti più sicuri e, inoltre, gli oneri per l'effettuazione delle opportune e preliminari verifiche confliggono, spesso, con le disponibilità economiche degli enti territoriali stessi; da ciò è derivato un maggiore irrigidimento delle procedure e la richiesta sistematica di osservazioni dello stato delle infrastrutture a carico delle imprese richiedenti l'autorizzazione al transito; considerato che: a seguito di una circolare Anas del 10 aprile 2019, i titolari di autorizzazioni periodiche con massa autorizzata superiore a 44 tonnellate devono inviare, dal 15 aprile 2019, prima di ciascun viaggio, un preavviso di transito tramite il portale "Teweb" Anas, mentre le comunicazioni relative alla data e all'ora di inizio e fine viaggio devono essere trasmesse tramite una specifica applicazione da installare sul cellulare; la medesima circolare Anas ha introdotto inoltre un preavviso di transito, così motivato: "almeno 48 ore prima dell'inizio di ciascun viaggio dovranno provvedere all'invio del preavviso tramite il portale ANAS TEWeb. La ricevuta del preavviso costituisce parte integrante dell'autorizzazione, che non viene ritenuta valida in sua assenza"; si tratta di un nuovo obbligo per i trasporti eccezionali che di fatto crea numerosi problemi alle imprese di autotrasporto, impedendo loro un lavoro ordinato e tempestivo; tenuto conto che: secondo il presidente della Confartigianato del Friuli-Venezia Giulia, "la circolare Anas costringe le nostre imprese a non lavorare, poiché spesso questa tipologia di viaggi è commissionata il giorno prima se non addirittura il giorno stesso"; gli autotrasportatori pur condividendo il fine della circolare Anas, ovvero la salvaguardia della stabilità delle infrastrutture, ritengono però che le modalità con cui raggiungere questo obiettivo possano essere diverse, quali ad esempio l'utilizzo di strumenti come il Gps, videocamere e apparecchiature che elimino l'eccesso di burocrazia che appesantisce il lavoro degli stessi autotrasportatori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda sospendere l'applicazione di questa procedura, in attesa di trovare soluzioni che riescano a garantire la sicurezza senza penalizzare le imprese; se non intenda avviare un chiarimento e un riordino della normativa esistente, procedendo anche all'attuazione delle parti disapplicate; in particolare se intenda attivarsi affinché sia istituito l'archivio e l'anagrafe nazionale delle strade (art. 226 del codice della strada) in modo tale da consentire alle imprese di individuare agevolmente e preliminarmente percorsi percorribili in sicurezza in funzione della massa complessiva dei veicoli utilizzati e delle caratteristiche tecniche delle strade così come individuate e segnalate dagli enti proprietari; se ritenga che gli enti proprietari delle strade vengano messi nelle condizioni di rispettare le prescrizioni contenute nella direttiva ministeriale citata.