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a) richiamo; b) sospensione dell'autorizzazione; c) revoca dell'autorizzazione. 3-ter . Le sanzioni di cui al comma 3- bis sono applicate dalla Commissione di cui all'articolo 38, previe contestazione degli addebiti e fissazione di un termine non inferiore a trenta e non superiore a cinquanta giorni per controdedurre »; i all'articolo 32, comma 1, dopo la parola: « dichiara » sono inserite le seguenti: « , senza ritardo e in ogni caso entro il termine di trenta giorni, »; l dopo l'articolo 32 è inserito il seguente: « Art. 32 -bis. – 1. L'adozione pronunciata all'estero è immediatamente efficace in Italia e produce gli effetti di cui all'articolo 27. 2. Con il provvedimento di adozione, il minore straniero adottato da un cittadino italiano acquista la cittadinanza ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 91. 3. La Commissione di cui all'articolo 38, ricevuta formale comunicazione della pronuncia di adozione e del rilascio del visto d'ingresso di cui all'articolo 32, comma 4, dispone la trascrizione del provvedimento straniero nei registri dello stato civile, dandone immediata comunicazione al tribunale per i minorenni che ha emesso il decreto di idoneità. 4. Ricevuta la comunicazione di cui al comma 3 del presente articolo, il tribunale per i minorenni competente incarica i servizi socio-assistenziali degli enti locali di compiere le attività previste dall'articolo 34, comma 2 »; m all'articolo 35, i commi 1, 2 e 3 sono abrogati; n l'articolo 38 è sostituito dal seguente: « Art. 38. – 1. Ai fini indicati dall'articolo 6 della Convenzione è costituita presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale la Commissione per le adozioni internazionali. 2. La Commissione è composta da: a) un presidente nominato dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nella persona di un magistrato avente esperienza nel settore minorile ovvero di un ambasciatore avente specifica esperienza in ambito di adozioni internazionali; b) un vicepresidente nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri tra i dirigenti del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri; c) due rappresentanti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; d) un rappresentante del Ministero dell'istruzione con competenze in materia di adozione e di tematiche legate all'inserimento di alunni o studenti adottati e alle relative problematiche; e) un rappresentante del Ministero della giustizia; f) un rappresentante delle Forze di polizia con competenze in ambito minorile; g) un rappresentante del Ministero della salute con competenze in materia di accoglienza sanitaria del bambino adottato all'estero; h) un rappresentante della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; i) due rappresentanti designati, sulla base di apposito decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da associazioni familiari a carattere nazionale, almeno uno dei quali designato dal Forum delle associazioni familiari. 3. I componenti della Commissione per le adozioni internazionali non devono trovarsi in conflitto di interesse né avere alcun rapporto con gli enti autorizzati di cui all'articolo 39- ter . 4. Il presidente dura in carica quattro anni e l'incarico può essere rinnovato una sola volta. 5. I componenti della Commissione rimangono in carica quattro anni. 6. La Commissione si avvale di personale dei ruoli del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, nonché di altre amministrazioni pubbliche. 7. Presso ogni ufficio delle rappresentanze italiane nei Paesi aderenti alla Convenzione ovvero che abbiano stipulato accordi bilaterali con l'Italia in materia di adozioni internazionali può essere designato, ove necessario, un funzionario quale referente per le attività di adozione internazionale che collabora con gli enti autorizzati ai sensi dell'articolo 39- ter e che svolge le attività proprie della Commissione per le adozioni internazionali per le quali abbia ricevuto specifica delega »; o all'articolo 39 -ter : 1 al comma 1, dopo la lettera g) sono aggiunte le seguenti: « g-bis) avere personalità giuridica riconosciuta ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361; g-ter) rispettare l'obbligo di certificazione annuale del bilancio da parte di un revisore dei conti ai sensi della legislazione vigente; g-quater) fornire contestualmente i servizi di formazione e di accompagnamento degli adottanti previsti dagli articoli 29 -bis , comma 4, 31, comma 3, e 34, comma 2; g-quinquies) adottare criteri di trasparenza nell'accesso alle informazioni contabili e procedurali della pratica adottiva; g-sexies) garantire liste di attesa consultabili, chiare e aggiornate ogni quindici giorni, al fine di indicare, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, anche la data del conferimento del mandato per ciascun soggetto in lista di attesa e gli abbinamenti effettuati; g-septies) operare un effettivo controllo sulla pratica adottiva per assicurare il rispetto di procedure corrette e non discriminatorie; g-octies) verificare tutte le informazioni relative allo stato di salute fisico e psicologico dei minori da adottare e comunicarle agli aspiranti all'adozione, provvedendo a inserire tali informazioni nel mandato sottoscritto da entrambe le parti; g-novies) prevedere un sostegno post-adottivo per i soggetti che hanno concluso positivamente la procedura adottiva che favorisca un accompagnamento qualificato durante la fase di ingresso del minore in Italia »; 2 dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: « 1-bis . Per la verifica della permanenza dei requisiti di cui al comma 1, gli enti autorizzati sono sottoposti ad almeno un controllo ispettivo annuale. 1-ter . In caso di revoca dell'autorizzazione da parte della Commissione per le adozioni internazionali, le procedure di adozione già avviate dal medesimo ente sono trasferite alla competenza di un componente della citata Commissione che provvede, senza aggravio di costi e tempi, a portarle a termine ». 2 Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede ad apportare le necessarie modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2007, n. 108, al fine di adeguarlo a quanto disposto dal comma 1 del presente articolo. 2 (Disposizioni in materia di requisiti minimi di servizi e costi, nonché di trasparenza) 1 Con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale di concerto con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, sentita la Commissione per le adozioni internazionali, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti: a le linee guida per la definizione dei requisiti minimi dei servizi e dei costi degli enti autorizzati di cui all'articolo 39- ter della legge 4 maggio 1983, n. 184; b i criteri per la semplificazione delle forme di sostegno in favore delle coppie adottive;