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insediatasi alla direzione dell'Asp cosentina, con determinazione n. 15/2020 del 17 gennaio 2020 recante "Costituzione Segreteria Ufficio del Commissario" e previa selezione intuitu personae , Saitta ha affidato l'incarico di collaborazione a un commercialista, già in rapporti professionali con azienda del gruppo iGreco, proprietario di cliniche convenzionate con l'Asp medesima, e a un avvocato, entrambi estranei all'organico dell'azienda sanitaria, con la motivazione di destinare alle originarie mansioni il personale della stessa Asp, "rimasto sottratto agli uffici di originaria appartenenza", benché per effetto del Dca n. 117/2017, di approvazione dell'atto aziendale dell'Azienda medesima, tra gli uffici di diretta collaborazione del direttore generale sia previsto l'ufficio di Segreteria, composto da personale interno; a parere dell'interrogante nella summenzionata fattispecie parrebbe profilarsi, peraltro, danno erariale; con propria deliberazione, n. 199/2020 del 14 febbraio 2020, la stessa Saitta ha conferito alla figlia, sua collaboratrice presso il proprio studio commerciale, un incarico di collaborazione all'interno dell'Asp di Cosenza; la suddetta deliberazione è stata subito ritirata in autotutela; stando alla citata deliberazione n. 199/2020, pare che la commissaria Saitta abbia continuato a esercitare la libera professione di commercialista, benché il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 maggio 2001 abbia stabilito che il rapporto di lavoro del direttore generale (a cui anche dall'Anac è assimilato quello di commissario aziendale, come da deliberazione della stessa Autorità n. 66 del 2 settembre 2015) di un'azienda pubblica della salute, e? esclusivo; con nota del 20 gennaio 2020, che ad oggi non ha ricevuto risposta, l'on. Francesco Sapia richiedeva ai commissari della sanità calabrese di annullare la riferita determinazione n. 15/2020; considerato che si apprende da recenti notizie di stampa che in data 19 febbraio 2020 il commissario straordinario Daniela Saitta ha rassegnato le dimissioni, formalizzate con una lettera inviata al commissario ad acta , a causa di "condizioni ambientali che non consentono di proseguire con serenità e pienezza di poteri nello svolgimento dell'incarico" ("corrieredellacalabria", del 19 febbraio 2020), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se, nei limiti delle rispettive attribuzioni, non ritengano di intervenire in merito all'inerzia e alle modalità di scelta poste in essere dal commissario ad acta ; se non ritengano necessario e urgente adoperarsi perché sia disposta la sostituzione del menzionato commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro del disavanzo sanitario calabrese. Atto n. 4-02955 MORRA Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: dal 2010 la Calabria è commissariata per il rientro dal disavanzo sanitario; all'articolo 5 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2019, n. 60, è previsto che il commissario straordinario di ciascuna azienda del Servizio sanitario regionale (SSR) verifichi la gestione aziendale e per gravi, reiterate irregolarità nei bilanci proponga al commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria dell'ente interessato, a cui in via separata sono imputate le entrate di competenza e le obbligazioni assunte fino al 31 dicembre 2018; l'articolo prevede la gestione in capo a un commissario straordinario di liquidazione nominato, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, dal commissario ad acta e scelto anche fra gli iscritti nell'albo dei commercialisti; l'onere per il compenso del commissario straordinario di liquidazione è a carico della massa passiva dell'ente in gestione straordinaria, cui si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del titolo VIII della parte II del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: con determinazione n. 15/2020, per la segreteria direzionale, intuitu personae , la commissaria straordinaria dell'Azienda sanitaria provinciale (Asp) cosentina ha affidato un incarico di collaborazione a un commercialista, già in rapporti professionali con azienda del gruppo "iGreco", proprietario di cliniche convenzionate con l'Asp medesima, e a un avvocato, entrambi esterni all'azienda sanitaria, benché nell'atto aziendale sia previsto personale interno per l'ufficio di segreteria; con nota del 4 febbraio 2020, la commissaria dell'Asp cosentina ha chiesto agli uffici interni di reperire i documenti reclamati dalla Guardia di finanza circa pagamenti aziendali a un erogatore privato; in un articolo dell'8 giugno 2019 sul "Corriere della Calabria" si riassume la pesante situazione contabile dell'Asp reggina, in particolare relativamente alla mancata definizione della massa debitoria da parte dell' advisor contabile Kpmg, negli anni costato milioni di euro alla Regione; il tavolo interministeriale di verifica del rientro, di cui fanno parte il direttore della programmazione sanitaria nazionale e il commercialista Andrea Urbani, ha ricevuto periodicamente il conto economico delle aziende del SSR; un articolo del 7 giugno 2019 pubblicato su "strettoweb" riporta che la commissione straordinaria dell'Asp reggina ha chiesto il dissesto finanziario dell'ente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se abbiano contezza dell'ammontare del debito delle singole aziende del servizio sanitario calabrese; se, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano verificare l'operato del dirigente ministeriale apicale responsabile della vigilanza sull'attuazione del piano di rientro. Atto n. 4-02956 MALLEGNI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la notte tra sabato 1° febbraio e domenica 2 febbraio 2020 a Stone Town (Zanzibar), una macchina con al volante un uomo in completo stato di ebrezza ha travolto Stefano Casamenti, cittadino di Pontassieve (Firenze) in trasferta di lavoro; le condizioni del giovane sono apparse subito gravi e le strutture sanitarie del luogo erano molto poco preparate al tipo di trauma subito. Dopo le prime 48 ore i familiari, presenti nell'isola in visita, hanno chiesto e ottenuto il trasferimento di Stefano, tramite elisoccorso a proprie spese, a Nairobi (Kenya), in una clinica privata dove risulta a tuttora degente; a causa della scarsa competenza e delle fatiscenti strutture ospedaliere del posto, le sue condizioni si sono aggravate e Stefano si trova ancora in terapia intensiva senza sensibilità agli arti inferiori e nessuna autonomia respiratoria; i familiari sono in costante contatto con l'ambasciata italiana in Kenya per cercare un modo per tornare in Italia e affidare Stefano alle cure dell'ospedale Careggi di Firenze;