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9 Le menzioni «passito» o «vino passito» sono attribuite alle categorie dei vini DOCG, DOC e IGT tranquilli, compresi i «vini da uve stramature» e i «vini ottenuti da uve passite», ottenuti dalla fermentazione di uve sottoposte ad appassimento naturale o in ambiente condizionato. La menzione «vino passito liquoroso» è attribuita alla categoria dei vini IGT, fatto salvo per le denominazioni preesistenti. 10 La menzione «vigna» o i suoi sinonimi, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale può essere utilizzata solo nella presentazione o nella designazione dei vini con denominazione di origine controllata ottenuti dalla superficie vitata che corrisponde al toponimo o al nome tradizionale, purché sia rivendicata nella denuncia annuale di produzione delle uve prevista dall'articolo 28 e a condizione che la vinificazione delle uve corrispondenti avvenga separatamente e che sia previsto un apposito elenco tenuto e aggiornato dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano mediante procedura semplificata che ne comporta la pubblicazione. La gestione dell'elenco può essere delegata ai consorzi di tutela riconosciuti ai sensi dell'articolo 33, comma 4. È consentito l'uso dei marchi commerciali registrati o acquisiti con l'uso, preesistenti al 1º agosto 2011, contenenti la menzione vigna o i suoi sinonimi. 11 I vini con denominazione di origine e i vini con indicazione geografica possono utilizzare in etichettatura nomi di vitigni o loro sinonimi, menzioni tradizionali, riferimenti a particolari tecniche di vinificazione e qualificazioni specifiche del prodotto. 12 I vini DOCG e DOC, ad esclusione dei vini liquorosi, dei vini spumanti e dei vini frizzanti, devono indicare in etichetta l'annata di produzione delle uve. 13 Le specificazioni, menzioni e indicazioni di cui al presente articolo, fatta eccezione per la menzione vigna, devono essere espressamente previste negli specifici disciplinari di produzione, nell'ambito dei quali possono essere regolamentati le ulteriori condizioni di utilizzazione e parametri maggiormente restrittivi rispetto a quanto indicato dal presente articolo. II PRODUZIONE DI UVA E SCHEDARIO VITICOLO 9 (Varietà utilizzabili per la produzione di vino) 1 Possono essere impiantate, reimpiantate o innestate per la produzione di vino soltanto le varietà di viti per uva da vino menzionate, nella classificazione di cui all'accordo tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano 25 luglio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 212 del 10 settembre 2002, come varietà idonee alla coltivazione o come varietà in osservazione, escluse le viti utilizzate a scopo di ricerca e di sperimentazione. 2 Le superfici piantate con varietà di viti per la produzione di vino non menzionate nella suddetta classificazione devono essere estirpate. Sono escluse le superfici non eccedenti i 1000 mq la cui produzione è destinata interamente al consumo familiare dei viticoltori. 10 (Schedario viticolo e inventario del potenziale produttivo) 1 Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali istituisce uno schedario viticolo contenente informazioni aggiornate sul potenziale produttivo viticolo, ai sensi del citato regolamento (UE) n. 1308/2013. 2 Ogni unità vitata idonea alla produzione di uva da vino deve essere iscritta allo schedario viticolo. 3 Sulla base dello schedario viticolo, entro il 1º marzo di ogni anno l'amministrazione competente presenta alla Commissione europea un inventario aggiornato del potenziale produttivo. 4 Ai vigneti regolarmente iscritti allo schedario viticolo può essere attribuita l'idoneità alla produzione di uve atte a dare vini DOCG, DOC e IGT attraverso: a l'attribuzione automatica delle idoneità sulla base degli elementi tecnici delle unità vitate quali anno d'impianto, varietà di vite, sistema di allevamento, sesto d'impianto, conduzione irrigua, e della loro collocazione territoriale, fatte salve le disposizioni dell'articolo 31, comma 3; b la richiesta del produttore e previa verifica e validazione da parte dell'organismo incaricato. 5 Le regioni e le province autonome, in base ai disciplinari di produzione, individuano la modalità di attribuzione delle idoneità, anche provvisorie, e se necessario stabiliscono le procedure di verifica ed individuano l'organismo di controllo incaricato di effettuarla. 6 Lo schedario viticolo di cui al comma 1 è gestito dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano secondo modalità concordate nell'ambito dei servizi del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) sulla base dei dati riferiti al fascicolo aziendale agricolo costituito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1º dicembre 1999, n. 503. Le regioni e le province autonome rendono disponibili i dati dello schedario agli organi preposti ai controlli, compresi altri enti e organismi autorizzati preposti alla gestione e al controllo delle rispettive DOCG, DOC e IGT, nonché ai consorzi di tutela riconosciuti ai sensi dell'articolo 33 della presente legge in riferimento alle singole denominazioni di competenza. 7 Il sistema di autorizzazioni per gli impianti vitati di cui al titolo I, capo III, del regolamento (UE) n. 1308/2013, è gestito nell'ambito dei servizi del SIAN. 8 I dati presenti nello schedario viticolo, se validati dalle regioni e dalle provincie autonome, non potranno essere oggetto di ulteriori attività di controllo e modifica grafica alfanumerica salvo i casi di errore evidente o colpa grave. L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e gli organismi pagatori, di concerto con le regioni e le province autonome, adeguano le procedure di gestione e controllo, nonché quelle di periodico aggiornamento degli usi del suolo nell'ambito del Sistema informativo geografico (GIS), affinché i dati relativi alle superfici vitate non vengano compromessi. Eventuali modifiche allo schedario viticolo effettuate dall'amministrazione e non espressamente richieste dal produttore, anche se non hanno effetto su pagamenti o sanzioni, devono essere a questi notificate ai fini del corretto aggiornamento dei massimali di produzione delle uve atte a dare vini DOCG, DOC e IGT. 9 Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sono determinate le procedure informatiche per la gestione del sistema di autorizzazioni prevedendo semplificazioni e automatismi in caso di reimpianto, nonché per la gestione dei dati contenuti nello schedario stesso ai fini della rivendicazione produttiva. III PRODUZIONE DEI PRODOTTI VITIVINICOLI E DEI SOTTOPRODOTTI DELLA VINIFICAZIONE I NORME GENERALI 11 (Planimetria dei locali) 1 Ai fini della presente legge si intendono per cantine o stabilimenti enologici i locali e le relative pertinenze destinati alla produzione o alla detenzione dei prodotti del settore vitivinicolo, definiti dalla vigente normativa dell'Unione europea, nonché dei vini aromatizzati, bevande aromatizzate a base di vino e cocktail aromatizzati a base di prodotti vitivinicoli, ad eccezione degli stabilimenti in cui tali prodotti sono detenuti per essere utilizzati come ingredienti nella preparazione di altri prodotti alimentari.