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Di fronte a tutto questo, è vergognoso che partiti di centrodestra e di centrosinistra, indistintamente, anche se poi a livello locale, nei Comuni, dicono di essere contrapposti e parlano di servizi pubblici, votino tutti compatti a favore di questo provvedimento vergognoso, che scassa i principi stessi, il principio del pubblico che fino ad oggi conoscevamo. Ve lo dico togliendomi questa museruola, che ha veramente stufato: questo provvedimento fa schifo e noi voteremo contro. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, con il disegno di legge che regola il mercato e la concorrenza siamo chiamati ad approvare oggi, un impegno importante in termini di riforme che abbiamo assunto con il PNRR. Entro il 2026 ci siamo impegnati a raggiungere 527 obiettivi in termini di interventi, di investimenti e, appunto, di riforme. Il raggiungimento di tali impegni è condizione essenziale per ottenere le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In particolare, entro giugno ci siamo impegnati ad approvare il codice degli appalti, la riforma fiscale e la legge sulla concorrenza. È giustificata e comprensibile quindi la preoccupazione del Governo affinché i tempi di approvazione di questa legge fossero rispettati; in ballo ci sono infatti i 24 miliardi della rata semestrale. È però necessario anche dire che il metodo scelto per il lavoro parlamentare di conversione della legge sulla concorrenza ha reso molto complicato l' ite r di approvazione. Abbiamo spesso criticato il bicameralismo alternato, ma l'inaugurazione del bicameralismo alternato per articoli è veramente un'esperienza da non ripetere. Nonostante questo, il Senato ha dato prova di grande competenza e di merito nell'affrontare le questioni e di capacità di rispettare i tempi previsti. Abbiamo affrontato temi che da tempo aspettavano delle risposte, come il tema del rinnovo delle concessioni delle aree demaniali e portuali, di quelle del gas naturale e poi temi di valenza strategica, come quelli dell'energia. Abbiamo parlato del rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche, affrontando e risolvendo anche temi conflittuali come quello delle concessioni demaniali turistico-ricettive. Va dato atto alla Commissione, al presidente Girotto, ai relatori, senatori Collina e Ripamonti e al vice ministro Pichetto Fratin, di un grande lavoro di pazienza e di cucitura di cui bisogna sicuramente ringraziarli. Allo stesso tempo, va ricordato all'altra Camera che entro giugno il provvedimento va approvato. Restano ancora da affrontare temi importantissimi come quello del TPL, dei taxi, degli NCC, delle comunicazioni e delle infrastrutture. La Sottosegretaria conosce bene l'importanza dei temi che devono essere affrontati. Il disegno di legge concorrenza non è importante solo perché è un obiettivo del PNRR, ma lo è perché la tutela e la promozione della concorrenza sono valori fondamentali per l'efficienza economica, per la giustizia sociale, per la qualità dei servizi pubblici; temi che, a loro volta, sono collocabili nel più ampio tema della tutela dell'occupazione, degli investimenti, dell'innovazione in termini di ambiente, di sicurezza e di salute dei cittadini. È per questo che abbiamo dedicato molto tempo ad approfondire le soluzioni migliori per l'Italia. Ciò non è stato semplice perché dal punto di vista normativo, la normativa nazionale, che pure costituisce il nucleo della costituzione economica, si intreccia, si integra e si interfaccia e a volte si scontra con la normativa europea, come è successo ad esempio sulle concessioni turistico-demaniali. Avevamo una legge nazionale che imponeva e chiedeva una proroga a medio termine automatica delle concessioni, incompatibile con l'articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, ma anche con l'articolo 12 della direttiva servizi. Era quindi indispensabile, dal punto di vista giuridico, ripristinare il rispetto del diritto europeo. Al contempo, la direttiva servizi, una normativa di liberalizzazione e non di armonizzazione, chiedeva proprio di rimuovere quegli ostacoli che a livello nazionale rendevano impossibile la creazione dei presupposti per la concorrenza. Nonostante la tendenza a rispondere a questi principi che noi riconoscevamo, dovevamo allo stesso tempo tenere conto della situazione di fatto nazionale, tener conto che il settore turistico-ricettivo è uno dei principali settori economici del nostro Paese e che quindi bisognava bilanciare in un certo senso i principi europei, come pure abbiamo fatto, con il legittimo affidamento degli attuali concessionari. Per tale ragione, come Italia Viva, abbiamo operato nel metodo, cercando sempre di tendere verso l'accordo e nel merito, cercando di dare uno dei suggerimenti cruciali, che poi ha portato all'accordo su questo emendamento. Mi riferisco al calcolo dell'indennizzo con criteri omogenei sul territorio nazionale che fossero definiti dai decreti attuativi. Di questo ovviamente siamo orgogliosi come Italia Viva. La sfida resta alle amministrazioni locali che dovranno fare la mappatura e mettere a gara le concessioni e agli imprenditori balneari che ancora una volta dovranno approcciare questa nuova programmazione e questa nuova modalità di investimento nell'idea di valorizzare il patrimonio costiero. Il tema che mi sta più a cuore, quello che considero fondamentale tra le questioni che abbiamo affrontato, riguarda il rinnovo delle grandi concessioni di derivazione idroelettrica. L'Italia, del resto, sta attraversando un momento di crisi energetica che impatta pesantemente su tutti i valori macroeconomici, quindi era un tema che necessitava una riflessione attenta. Da più parti ci è stato detto e ci è stato chiesto di tenere presente che a rischio c'era il controllo di asset strategici, così come l'autonomia energetica dell'Italia, perché il settore idroelettrico è un settore nazionale, a grande controllo pubblico, che ha tutta la filiera delle componenti nazionali, a differenza per esempio dell'eolico e del solare; è un settore che produce il 20 per cento dell'energia elettrica nazionale, una percentuale che sale al 40 per cento se consideriamo quella prodotta dalle sole fonti rinnovabili. Si tratta, inoltre, di un tipo di energia programmabile e non intermittente rispetto alle altre energie rinnovabili, quindi è un settore di straordinaria importanza per l'Italia. Per questo noi di Italia Viva abbiamo fatto delle proposte che tenevano conto di tutto questo, prima tra tutte un emendamento approvato in questo provvedimento, che è stato poi recepito nel cosiddetto decreto-legge taglia prezzi, riguardo all'inserimento delle concessioni idroelettriche nella normativa sulla golden power, estendendo i poteri speciali dello Stato anche ai casi in cui, all'esito delle procedure di affidamento di tali concessioni, la tutela degli interessi essenziali dello Stato non fosse adeguatamente garantita. Abbiamo inoltre cercato di privilegiare il partenariato pubblico-privato come modalità di riassegnazione, perché secondo noi permette maggiore innovazione tecnologica, maggiore sostenibilità, maggiori investimenti nel rispetto dell'ambiente.