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Tutt'ora relegata essenzialmente in un dipartimento dell'azienda sanitaria locale, è facilmente comprensibile quanto poco interesse abbia a fare prevenzione un erogatore, anche se pubblico, che ha nel suo core la produzione, se non vengono inseriti meccanismi di remunerazione e di negoziazione che disincentivino l'inappropriatezza prescrittiva ed erogativa, e al contrario favoriscano la sicurezza e la protezione delle cure. È quindi necessario intervenire e contrattualizzare la prevenzione primaria e secondaria, nonché rimarcare in maniera netta la distinzione tra controllore e controllato. In questa prospettiva si sviluppano le seguenti direttrici dell'articolato, con misure, anche di tipo congiunturale, agganciate al periodo di attuazione del PNRR e andando a incidere sulle storture amplificate dal contesto emergenziale: – istituzione della rete territoriale di « Salute Globale » (cosiddetta One Health ) dei medici del ruolo unico di assistenza primaria, definita secondo standard e parametri collegati al numero di assistiti, oltreché in ragione dei volumi di prestazioni correlate ai LEA di promozione della salute, di prevenzione, assistenza e cura attesi e predefiniti per classi di età e di fragilità; – modello di presa in carico basato sulla condivisione di azioni, obiettivi e risultati di prevenzione e di cura, nella forma mono o pluriprofessionale, opportunamente aggiornato per tutti i professionisti, definito privilegiando il rapporto di convenzione nonché sviluppando i parametri fondamentali assunti a contenuto minimo assistenziale del nuovo sistema di garanzia dei LEA di prevenzione e medicina territoriale, in una rete di cure di prossimità effettivamente integrata; – fermo restando la libera scelta del medico da parte dell'assistito e il rapporto fiduciario che così si instaura, previsione di un parametro minimo di impegno professionale settimanale dedicato alle attività di studio e alle cure domiciliari, che si completa con le progettualità individuate dell'ASL territorialmente competente, secondo le priorità individuate quale patto di governance finalizzato al rafforzamento della medicina territoriale nel suo complesso. Nelle Case della Comunità, riprogettate adeguatamente, vengono collocate le sedi di riferimento del servizio di continuità assistenziale, promuovendo altresì modelli sperimentali che tengano conto della stratificazione della popolazione per classi di fragilità, investendo in medicina predittiva e personalizzata e qualificandola anche con l'opzione, per il cittadino, di accedere a medici di famiglia esperti delle fragilità geriatriche, nel solco di una visione altamente professionalizzante e vocata ai bisogni dell'età e della non autosufficienza, non solo pediatrica ma anche geriatrica, nonché di strutturale integrazione tra i medici del ruolo unico di assistenza primaria e gli specialisti di riferimento per le aggregazioni funzionali territoriali (AFT).. 1 (Rete di medicina territoriale « Salute Globale » (One Health) di promozione della salute, prevenzione e continuità di assistenza e cura) 1 È istituita la Rete di medicina territoriale « Salute Globale » ( One Health ), di seguito denominata « Rete », composta dai medici del ruolo unico di assistenza primaria, operanti nelle forme di cui al comma 3. Ciascun medico del ruolo unico di assistenza primaria, in forma singola, associata o aggregata, è garante della continuità di cura dell'assistito secondo principi di prevenzione e di promozione della salute individuale e di cura appropriata. 2 La Rete è integrata con la partecipazione dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali interni e delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale (SSN) nonché con il Dipartimento di prevenzione per gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, correlati ai cambiamenti climatici e all'inquinamento atmosferico, e con il Dipartimento di salute mentale per i programmi di screening nell'età evolutiva, inclusa la diagnosi precoce delle difficoltà cognitive del bambino e della depressione maggiore tra i ragazzi nella fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni, a sostegno delle famiglie e delle scuole, e le azioni specifiche e gli interventi di prossimità rispetto ai nuovi bisogni e le fragilità emergenti a supporto e tutela delle persone maggiormente a rischio. La Rete aggiorna i modelli e gli standard di assistenza distrettuale indicati dal regolamento di cui al decreto del Ministro della salute del 23 maggio 2022, n. 77, secondo quanto previsto dalla presente legge. 3 La Rete è organizzata a livello distrettuale tramite forme organizzative monoprofessionali, denominate « aggregazioni funzionali territoriali » (AFT), che condividono, in forma strutturata, obiettivi e percorsi assistenziali, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, linee guida e procedure di verifica, nonché tramite le Case della Comunità, che erogano prestazioni assistenziali infradistrettuali tramite il coordinamento e l'integrazione dei professionisti delle cure primarie e del sociale a rilevanza sanitaria, quali medici del ruolo unico di assistenza primaria, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali, tenuto conto della peculiarità dei territori afferenti il distretto sanitario quali aree metropolitane, aree disagiate o a bassa densità di popolazione e isole minori. La Rete garantisce l'attività assistenziale per l'intero arco della giornata, per tutti i giorni della settimana e per tutti gli assistiti dei medici, singoli, associati o aggregati. A tal fine, l'apertura degli studi dei medici del ruolo unico di assistenza primaria e dei pediatri di libera scelta deve essere articolata in modo da garantire, all'interno della AFT di riferimento, l'attività assistenziale dalle ore 8 alle ore 20, dal lunedì al venerdì, per tutti gli assistiti dei medici e pediatri di libera scelta, singoli o associati. La disponibilità dalle ore 20 alle ore 24 è garantita dal medico del ruolo unico ad attività oraria e dal pediatra di libera scelta presso la Casa della Comunità, sede di riferimento dell'AFT, o presso altra sede messa a disposizione dell'azienda sanitaria. Il suddetto modello organizzativo, sulla base di puntuale monitoraggio di garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA) della medicina generale e dell'effettività della continuità assistenziale per tutti i cittadini e da personale medico del distretto sanitario, rappresenta lo standard minimo di appropriatezza erogativa delle prestazioni assistenziali per quanto riguarda l'accessibilità e la continuità, sia nella prevenzione che nella cura. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito della programmazione regionale di un sistema strutturalmente integrato emergenza urgenza, continuità assistenziale e medicina territoriale, assicurano nelle Case della Comunità la continuità dell'assistenza dalle ore 24 alle ore 8, nel fine settimana e nei giorni festivi, anche in ulteriori sedi appositamente individuate. 4 La Rete si integra con il sistema di continuità assistenziale NEA 116117. Le centrali NEA 116117 operano in integrazione con i servizi territoriali di cure primarie secondo principi di appropriatezza, e forniscono al medesimo sistema le informazioni necessarie sull'accesso ai servizi territoriali o alla centrale di telemedicina.