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2 Non è consentita la rielezione per più di due mandati consecutivi alla carica di presidente o segretario generale della medesima associazione. 3 Non possono assumere cariche direttive delle associazioni i militari che: a hanno riportato condanne, ancorché non definitive, per delitti non colposi, a meno che sia intervenuta sentenza di riabilitazione ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale; b sono sottoposti a misure cautelari limitative della libertà personale o a misure interdittive; c sono in stato di sospensione dall'impiego. 4 Il delegato sindacale cessa anticipatamente dal mandato sindacale per una delle seguenti cause: a cessazione dal servizio; b sopravvenienza di una delle circostanze di cui al comma 3, lettere a) , b) e c) ; c dimissioni. 6 (Facoltà e limiti del mandato) 1 Ai rappresentanti delle associazioni sono riconosciuti: a distacchi sindacali nel numero stabilito con il regolamento di cui all'articolo 12, assegnati sulla base dell'effettiva rappresentatività del personale; b permessi sindacali nel numero di giorni stabilito con il regolamento di cui all'articolo 12, assegnati sulla base dell'effettiva rappresentatività del personale. 2 Dal computo dei giorni di assenza riconosciuti ai componenti degli organismi direttivi delle associazioni sono escluse le riunioni ordinarie dell'associazione di appartenenza. 3 Le cariche direttive delle associazioni possono intrattenere rapporti, anche a titolo personale, con organismi estranei alle Forze armate e ai Corpi di polizia ad ordinamento militare per un migliore assolvimento del proprio incarico e partecipare a convegni e assemblee sulle materie di competenza. 4 I rappresentanti delle associazioni, concordando la presenza con i comandanti interessati, possono visitare le strutture e i reparti militari nell'ambito di riferimento e compatibilmente con le locali esigenze non altrimenti assolvibili. 5 Le associazioni possono organizzare assemblee del personale in orario di servizio concordandone l'organizzazione con i comandanti di riferimento e compatibilmente con le esigenze operative. I militari interessati possono partecipare nel limite di dieci ore annue individuali. Le assemblee si svolgono all'interno di locali militari messi a disposizione dalle amministrazioni di appartenenza. 7 (Tutela e diritti del delegato e delle associazioni) 1 I militari che ricoprono le cariche direttive delle associazioni non sono perseguibili disciplinarmente per le opinioni e gli atti compiuti nell'espletamento dei compiti connessi con lo specifico mandato di delegato. 2 Sono vietati tutti gli atti diretti a condizionare o limitare l'esercizio del mandato di componenti degli organismi delle associazioni. Tali atti costituiscono grave mancanza disciplinare. 3 I militari che assumono cariche direttive delle associazioni non possono essere trasferiti ad altra sede se non a richiesta dei militari medesimi. 4 Le associazioni sono legittimate a promuovere il ricorso avanti agli organi giurisdizionali militari per la tutela dei diritti degli organismi sindacali. 8 (Rapporti con il Parlamento, con il Governo e gli enti locali) 1 Nelle materie di rispettiva competenza le associazioni possono: a formulare pareri, proposte e richieste ai Ministeri; b chiedere di essere audite dalle Commissioni parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati competenti che, ove lo ritengano, vi provvedono secondo le norme dei rispettivi regolamenti; c avviare rapporti e collaborazioni con gli enti locali e pubblici. 9 (Competenze delle associazioni) 1 Le associazioni possono: a chiedere alle autorità di riferimento riunioni informative in merito ai provvedimenti da adottare; b presentare osservazioni e proposte sugli schemi di disegni di legge del Governo, di decreti legislativi e di regolamenti sulle materie di competenza; c esercitare attività di vigilanza sull'attuazione del contratto e su tutte le materie oggetto di contrattazione e concertazione, mediante la presentazione di osservazioni direttamente all'autorità di riferimento; d esercitare attività di tutela e di conciliazione individuale e collettiva sulle materie di competenza; e avvalersi di consulenti esterni; f richiedere alle autorità di riferimento riunioni informative per l'approfondimento delle questioni per le quali è prevista l'espressione del parere; g attivare scambi di informazione nelle materie di propria competenza con gli altri organismi rappresentativi e sindacali interessati alle attività di contrattazione e concertazione, nonché partecipare a incontri, convegni e seminari di studio organizzati da tali organismi e attivare rapporti con organismi similari degli Stati membri dell'Unione europea; h audire soggetti ritenuti idonei al fine di acquisire informazioni utili per la trattazione delle materie di interesse; i promuovere iniziative finalizzate al benessere dei militari nel tempo libero. 2 Le associazioni sono, inoltre, adeguatamente informate dall'autorità di riferimento in ordine agli intendimenti e agli orientamenti dell'amministrazione sulle materie oggetto di contrattazione e di concertazione. 3 In rappresentanza del personale militare alle associazioni sono riconosciute prerogative e competenze in materia di vigilanza sulla gestione degli enti previdenziali e assistenziali. A tal fine, entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono modificati ed aggiornati gli statuti di tutti gli enti previdenziali ed assistenziali del personale militare. 4 Sono oggetto di contrattazione per le Forze armate le materie stabilite dall'articolo 5 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e per i Corpi di polizia ad ordinamento militare le materie di cui all'articolo 4 del medesimo decreto legislativo. Formano, inoltre, oggetto di contrattazione: a l'articolazione dell'orario di lavoro; b le attività assistenziali, culturali, ricreative e di promozione sociale, anche a favore dei familiari; c i provvedimenti volti a introdurre incentivi e a favorire la meritocrazia; d gli atti amministrativi di carattere generale concernenti lo stato giuridico, previdenziale e assistenziale del personale militare, l'integrazione del personale femminile, la salute e la sicurezza sul lavoro, l'alloggiamento del personale, i servizi erogati dalle sale di convegno e dalle mense, le condizioni igienico-sanitarie, la qualificazione del personale anche attraverso la sua formazione continua; e le condizioni, il trattamento, la tutela giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale, materiale e morale del personale militare; f la gestione degli enti di assistenza e dei fondi pensione. 5 Forma oggetto di concertazione l'impiego del personale, nonché i criteri generali relativi ai trasferimenti di autorità del personale, alle licenze, alle aspettative e ai permessi. 6 Allo scopo di favorire e rendere costruttivo il sistema delle relazioni sindacali, le rispettive amministrazioni militari informano le associazioni in merito alla determinazione dei criteri generali inerenti: a la definizione delle piante organiche; b l'introduzione di nuove tecnologie, l'organizzazione degli uffici e ogni provvedimento volto a migliorare l'efficienza dell'organizzazione del lavoro che abbiano effetti generali su di essa; c i criteri generali relativi ai trasferimenti a domanda del personale. 10 (Esclusione)