[pronunce]

Considerato che il Tribunale di Torre Annunziata - sezione distaccata di Torre del Greco - ha sollevato la questione di legittimità costituzionale relativa alla norma che prevede l'arresto obbligatorio dello straniero che non ottemperi all'ordine del questore di lasciare il territorio dello Stato – art. 14, comma 5-quinquies, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica della normativa in materia di immigrazione e di asilo) – dopo aver negato la convalida dell'arresto ed ordinato la rimessione in libertà dell'arrestato, con ciò esaurendo la propria cognizione in relazione alla norma oggetto di censura; che, per costante giurisprudenza di questa Corte, la questione di cui sopra deve essere dichiarata inammissibile per difetto di pregiudizialità (ex plurimis, ordinanze n. 370 del 2005, n. 405 del 2004 e n. 215 del 2003); che la questione di legittimità costituzionale riguardante la norma che stabilisce l'obbligatorietà del rito direttissimo – art. 14, comma 5-quinquies del d.lgs. n. 286 del 1998, come modificato dalla legge n. 189 del 2002 – non è sorretta da alcuna motivazione in ordine all'asserita irragionevole disparità di trattamento, che viene soltanto enunciata in modo apodittico; che deve, pertanto, essere dichiarata l'inammissibilità della questione di cui sopra, per carenza di motivazione sulla non manifesta infondatezza (ex plurimis, ordinanze n. 161 del 2006 e n. 212 del 2005); che la questione di legittimità costituzionale avente ad oggetto l'art. 14, comma 5-ter, del d.lgs. n. 286 del 1998, come modificato dalla legge n. 189 del 2002, concerne la configurazione del reato di trattenimento del cittadino straniero sul territorio dello Stato, in violazione del provvedimento del questore, ai sensi del comma 5-bis del medesimo articolo, in quanto la fattispecie prescinderebbe dall'effettiva conoscenza del contenuto del provvedimento da parte del destinatario, in ragione della previsione contenuta nell'art. 13, comma 7, del decreto legislativo citato, la quale stabilisce che gli atti concernenti l'espulsione siano comunicati all'interessato, «unitamente ad una traduzione in lingua da lui conosciuta, ovvero, ove non sia possibile, in lingua francese, inglese o spagnola»; che il giudice a quo ritiene che l'esatta comprensione, da parte dello straniero, del provvedimento di espulsione sia un requisito indispensabile perché possa configurarsi l'elemento psicologico del reato; che la medesima questione è stata dichiarata non fondata da questa Corte, la quale ha rilevato che spetta ai giudici di merito la valutazione in concreto dell'effettiva conoscibilità dell'atto, affermando che questi ultimi «devono verificare se il provvedimento abbia raggiunto o meno il suo scopo, traendone le dovute conseguenze in ordine alla sussistenza dell'illecito penale contestato allo straniero» (sentenza n. 257 del 2004); che, non essendovi motivi per discostarsi dalla citata decisione, la questione di cui sopra deve essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 14, commi 5-ter e 5-quinquies, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), nelle parti riguardanti l'arresto obbligatorio e l'obbligatorietà del rito direttissimo, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 13 della Costituzione, dal Tribunale di Torre Annunziata – sezione distaccata di Torre del Greco – con l'ordinanza in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5-ter, in relazione all'art. 13, comma 7, del decreto legislativo n. 286 del 1998, nella parte in cui non prescrive l'obbligatoria traduzione dell'ordine di espulsione dello straniero in una lingua conosciuta dallo stesso, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Torre Annunziata – sezione distaccata di Torre del Greco – con la medesima ordinanza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 novembre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Gaetano SILVESTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 novembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA