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b) del 12,5 per cento dell'ammontare complessivo delle indennità, per coloro che sono titolari di pensione diretta; c) del 10 per cento dell'ammontare complessivo delle indennità, per coloro per i quali sussiste una contribuzione per altri rapporti lavorativi. 2. L'onere della contribuzione di cui al comma 1 è a carico per un terzo dell'assicurato e per due terzi del Ministero della giustizia. In ogni caso il Ministero della giustizia è tenuto al versamento di un importo non inferiore al contributo minimo soggettivo. 3. Per gli iscritti alla Cassa i versamenti effettuati ai sensi dei commi 1 e 2 si cumulano con quelli effettuati per lo stesso periodo per attività professionali e, in caso di incapienza rispetto alla misura minima dei contributi soggettivi e integrativi, l'assicurato deve provvedere al versamento della differenza, nel termine di trenta giorni dalla data di comunicazione della medesima Cassa. Sui versamenti effettuati in ritardo sono dovuti gli interessi al tasso legale. Art. 25 -quinquies. – (Diritto e misura dei trattamenti pensionistici) – 1. L'iscrizione alla Cassa o alla gestione separata INPS dà diritto alla pensione di vecchiaia, alla pensione di inabilità, all'assegno di invalidità e alla pensione ai superstiti, nonché ai supplementi e alle pensioni supplementari, alle condizioni, nei tempi, nei modi e nelle misure stabiliti dai rispettivi ordinamenti, di cui alla legge 20 settembre 1980, n. 576, e alla legge 11 febbraio 1992, n. 141, per gli iscritti alla Cassa, nonché alla legge 8 agosto 1995, n. 335, per gli iscritti alla gestione separata INPS. Art. 25 -sexies. – (Iscrizione retroattiva) – 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i magistrati onorari possono chiedere l'iscrizione retroattiva alla competente Cassa o gestione separata INPS con effetto dalla data di inizio del servizio. 2. La domanda presentata ai sensi del comma 1 deve essere corredata, a pena di decadenza, da certificazione attestante l'ammontare dei compensi riscossi e dichiarati ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche per ciascuno degli anni per cui si chiede la retrodatazione dell'iscrizione. 3. Entro sei mesi dalla data della comunicazione di accoglimento da parte della Cassa o della gestione separata INPS della domanda presentata ai sensi dei commi 1 e 2, il richiedente deve effettuare il versamento dei contributi dovuti in unica soluzione e nei modi indicati o se prevista con una dilazione del pagamento entro la data della cessazione dal servizio. Art. 25 -septies. – (Norme generali di ricongiunzione) – 1. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano, per gli iscritti alla Cassa, le norme di cui alla legge 20 settembre 1980, n. 576, e, per gli iscritti alla gestione separata INPS, le norme di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, relative alla ricongiunzione dei periodi assicurativi, senza alcun onere per l'assicurato ». 19 1 All'articolo 26 del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, lettera c), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « ridotto del 50 per cento a titolo di riduzione forfetaria delle spese »; b dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: « 1-bis. Alle indennità corrisposte ai giudici onorari di pace e ai vice procuratori onorari, si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali con l'aliquota del 15 per cento, salva opzione per l'applicazione dell'imposta nei modi ordinari. 1-ter. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalità per l'esercizio dell'opzione nonché dei versamenti ». 20 1 All'articolo 29 del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. I magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione, alla scadenza del primo quadriennio di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, o di cui all'articolo 32, comma 8, del presente decreto conservano l'incarico sino al limite di età di cui al comma 2 del presente articolo. Il Consiglio superiore della magistratura può revocare l'incarico nelle ipotesi e con le procedure di cui all'articolo 21 del presente decreto »; b il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. I magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del presente della presente disposizione che, al termine del terzo quadriennio non abbiano raggiunto l'età pensionabile in quanto iscritti alla Cassa di previdenza forense o alla gestione separata INPS, sono prorogati nelle funzioni fino al raggiungimento del limite di età che consenta il percepimento di detta pensione, così come individuato nell'articolo 2 del regolamento per le prestazioni previdenziali della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza forense ». 21 1 All'articolo 30 del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma1, l'alinea è sostituito dal seguente: « I giudici onorari di pace assegnati alle sezioni penali dei tribunali rimangono applicati presso il tribunale anche dopo il 1° gennaio 2021 e per tutta la durata dell'incarico. Il presidente del tribunale per tutta la durata dell'incarico dei giudici onorari di pace in servizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione: »; b al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) può assegnare all'Ufficio per il processo, unicamente a domanda dell'interessato, previo interpello e nel numero corrispondente nel massimo ad un quarto dei magistrati in servizio o nel numero massimo di due per sezione, con le modalità e in applicazione dei criteri di cui all'articolo 10 per i compiti di cui all'articolo 10, comma 10, i giudici onorari di pace già in servizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione, come giudici onorari di tribunale o come giudici di pace. In assenza di candidati si procede ai sensi dell'articolo 10, comma 5. In tale ipotesi il carico di lavoro non può essere inferiore al 35 per cento, né superiore al 70 per cento del numero medio nazionale di cui all'articolo 11, comma 5. In tale ipotesi deve essere garantito altresì un numero di udienze, così come definite dall'articolo 31, comma 1, proporzionale alla percentuale di carico di lavoro e che, comunque, non devono essere inferiori a due udienze a settimana »; c al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: