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ORARIO SETTIMANALE DELLE LEZIONI ===================================================================== | | Ore settimanali | | | |------------------------| Prove | | MATERIE D'INSEGNAMENTO | I | II | III | di | | |Classe |Classe | Classe | esame | |-------------------------------------------------------------------| | | | | | | |A) Insegnamenti obbligatori: | | | | | | I. Religione (1) | 1 | 1 | 1 | - | | II. italiano | 6 | 6 | 6 | s. o. | | III. Sloveno | 6 | 6 | 6 | s. o. | | Storia ed educazione civi-| | | | | |ca e geografica | 4 | 4 | 4 | o. | | IV. Lingua straniera | 2 | 3 | 3 | s. o. | | V. Matematica | 3 | 3 | 3 | s. o. | | Osservazioni ed elementi di| | | | | |scienze naturali | 2 | 2 | 3 | o. p. | | VI. Educazione artistica | 2 | 2 | 2 | g. o. p. | | VII. Applicazioni tecniche | 2 | - | - | - | | VIII. Educazione musicale | 1 | - | - | - | | IX. Educazione fisica | 2 | 2 | 2 | p. | | |------------------------------------| | | 31 | 29 | 28 | - | | | | | | | |B) Insegnamenti facoltativi: | | | | | | X. Latino | - | - | 4 | s. o.(2) | | XI. Applicazioni tecniche | - | 2 | 3 | - | | XII. Educazione musicale | - | 1 | 1 | - | | | | | | | | TOTALE GENERALE (3) | 31 | 29-30 | 28-29 | - | | | | 31-32 | 31-32 | - | | | | | 33-35 | - | | | | | 36 | - | ===================================================================== (1) Con la particolare disciplina di cui alla legge 5 giugno 1930, n. 824. (2) La prova di esame è obbligatoria solo per coloro che intendono iscriversi al liceo classico. (3) Il totale generale dell'orario settimanale di lezioni sarà per l'alunno diverso a seconda che segua o non l'insegnamento di materie facoltative. Avvertenze: s=scritta; o=orale; p=pratica; g=grafica. PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO ITALIANO L'insegnamento dell'italiano tende a promuovere la maturazione della personalità dell'alunno mediante l'espressione linguistica, in cui conseguono chiarezza i contenuti culturali offerti dalle singole discipline. Ciò si ottiene con l'attenta osservazione della realtà accompagnata da adeguate esercitazioni espressive orali e scritte, con la lettura quanto più ampia possibile, anche in connessione con le vive esperienze dell'alunno, diretta ad aprire più larghi orizzonti spirituali e culturali; con lo studio della grammatica intesa non come apprendimento di schemi, ma come consapevolezza dei fatti linguistici. Il programma vuole essere soltanto indicativo allo scopo di assicurare la più ampia libertà didattica all'insegnante. Per questo non si sono poste barriere cronologiche alle letture, in quanto la modernità non è sempre legata al dato cronologico; è lasciata all'insegnante eguale possibilità di scelta tra scrittori dell'antichità classica o stranieri - in buone traduzioni italiane - e scrittori italiani, in modo che la ricerca dei valori artistici, culturali ed educativi si estenda in una più ampia area umana. Per la medesima ragione, non sono stati nominati nel programma nemmeno quei poemi e quelle opere che pure tradizionalmente hanno sollecitato la fantasia e l'interesse degli allievi - come, ad esempio, i poemi omerici - o che potrebbero essere efficacemente presentati anch'essi in forma episodica, alla scolaresca - come la Chanson de Roland, Cantar de mio Cid, Nibelungenli ed Orlando Furioso, Gerusalemme Liberata, ecc. - e la stessa Divina Commedia che, opportunamente spiegata, non offre - in molti episodi - difficoltà maggiori di quelle presentate dai poemi classici. Si e voluto impedire che una semplice esemplificazione acquistasse carattere normativo. Di proposito non sono state graduate le letture classe per classe. Nel graduarle, toccherà all'insegnante, il compito di interpretare i vivi interessi degli alunni, saggiamente conciliandoli con le esigenze della cultura e di quella unità di insegnamento cui si ispira la nuova scuola. Solo si tenga presente che, oltre all'illustrazione linguistica (tenuta nei limiti necessari all'intelligenza del testo) ed artistica gioverà, ogni volta che sia necessario, un minimo di ambientazione storica e che la lettura di opere ed episodi di opere non deve mirare all'apprendimento contenutistico delle loro trame, ma a saper leggere, a sviluppare cioè la capacità di penetrare nell'intimo significato di quel che si legge. L'apprendimento a memoria di poesie e di brani di prosa sarà il naturale coronamento della piena comprensione dei testi. La lettura antologica dovrà essere accompagnata, secondo le indicazioni dei programmi, da quella di un'opera narrativa moderna. Comunque è da tener presente che, a soddisfare il bisogno e talora l'ansia di leggere proprio di questa età non può bastare il libro "comune" di classe, ma dovrà ampiamente contribuire la lettura "individuale" da intendersi non come ameno e marginale diversivo, ma come bisogno che nasca dal vivo della scuola e ad essa si raccordi. Sulle letture domestiche individuali di libri della biblioteca di classe o di altari libri consigliati o liberamente scelti l'insegnante disporrà periodicamente conversazioni in classe, mediante le quali ogni alunno si abituerà a dare ordine ai suoi pensieri e quindi a perfezionare le sue capacità espressive. Con l'aiuto di dischi, magnetofoni, ecc. sia molto curata anche la dizione, allo scopo di eliminare gli errori di pronuncia e le cadenze regionali tipiche. Cure non meno attente saranno dedicate agli esercizi di composizione. Questi, prima semplici e brevi, poi sempre più ampi e complessi, trarranno argomento dal mondo esterno sul quale si aprono gli occhi dell'alunno o dal suo mondo inferiore, e assumeranno, di volta in volta la forma di descrizione, relazione, cronaca, diario, ecc. fino ad elevarsi lentamente al piano di veri e propri componimenti (quali, s'intende, sono consentiti dall'età dell'alunno) con l'espressione di pensieri e sentimenti personali, Non si esclude che la revisione degli esercizi di composizione avvenga anche con la collaborazione degli alunni i quali, lavorando a gruppi, potranno correggersi reciprocamente. L'insegnante dovrà avviare in classe discussioni e ricerche anche collettive d'ordine lessicale, in guisa da arricchire quanto più possibile il patrimonio linguistico degli alunni, sia dal punto di vista quantitativo sia per quel che riguarda l'approfondimento dei significati e delle loro sfumature. La lingua non deve essere presentata come qualcosa, di fatto una volta per sempre ma come qualcosa che si è andata facendo via via nei secoli, e che ogni giorno si trasforma; cioè, anche lo studio linguistico deve concorrere alla formazione del senso storico.