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da una parte hanno l'obbligo di dover sorvegliare gli alunni fino al subentro di una persona maggiorenne (in caso di incidente occorso a studenti durante il ritorno a casa «in autonomia», alcune sentenze della Cassazione hanno infatti condannato gli insegnanti), e dall'altra i genitori che hanno interesse a che i propri figli (indipendentemente dall'età, dalla disabilità e dalla distanza casa-scuola) possano tornare a casa da soli. Nessuno vuole prendere una decisione ferma perché, stando alla pura applicazione della legge, nemmeno gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado potrebbero tornare a casa da soli. Esiste dunque una sorta di «zona grigia», un vuoto legislativo che non consente di risolvere il problema, in quanto non è specificato da nessuna parte (legge, CCNL, e così via) quando termina l'obbligo di vigilanza sugli alunni da parte dei docenti. La citata sentenza della Cassazione n. 3074 del 1999 parla di termine al subentro reale o potenziale dei genitori o di persone incaricata, ma anche questa sentenza lascia il dubbio sul termine «potenziale» senza specificarne il significato. Il problema riguarda tutte le scuole del Paese: ci sono scuole che nel loro regolamento accettano le «liberatorie» (illegittime secondo tutte le sentenze della Cassazione e i pareri di diversi uffici scolastici regionali) e scuole che, applicando alla lettera la legge, si sono ritrovate con una denuncia da parte dei genitori per sequestro di persona (come avvenuto tempo fa a Ponte San Pietro Bergamo). Lo scopo del presente disegno di legge, che consiste in un unico articolo, è quello di colmare questa «zona grigia» modificando il citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, e in particolare l'articolo 10, comma 3, lettera a) , ai sensi del quale il consiglio di circolo o di istituto ha potere deliberante, tra l’altro, in materia di adozione del regolamento interno del circolo o dell'istituto che deve, fra l'altro, stabilire le modalità per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la vigilanza degli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita dalla medesima, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio ai sensi dell'articolo 42. Noi crediamo che il regolamento di circolo e di istituto debba esplicitamente regolamentare l'uscita dalla scuola degli alunni, e per quanto riguarda quali soluzioni adottare demandiamo volentieri la scelta alle singole esigenze territoriali, rispettando la filosofia politica che da sempre contraddistingue il Movimento Lega Nord che mi onoro di rappresentare in questa sede. Proponiamo quindi la seguente soluzione al problema: una volta verificato che il regolamento di circolo o d'istituto è stato pienamente rispettato dagli insegnanti dell'ultima ora, questi saranno esentati a norma di legge da qualsiasi responsabilità civile e penale nei confronti degli studenti, ponendo così fine alla «zona grigia» di cui abbiamo parlato in precedenza.. Art. 1. 1. L'articolo 10, comma 3, lettera a) del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente: « a) adozione del regolamento interno del circolo o dell'istituto che deve fra l'altro, stabilire le modalità per il funzionamento della biblioteca e per l'uso delle attrezzature culturali, didattiche e sportive, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio ai sensi dell'articolo 42 e per la vigilanza degli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita dalla medesima. Il rispetto del regolamento interno del circolo o dell’istituto esenta i docenti da qualsiasi responsabilità civile o penale nei confronti degli studenti».