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Il provvedimento dà risposte a coloro che hanno subìto danni indiretti dall'attacco sciagurato della Russia all'Ucraina e dalla conseguente crisi bellica. Potenzia le garanzie per la liquidità delle imprese: Servizi assicurativi del commercio estero (SACE), risorse a fondo perduto alle piccole e medie imprese, crediti d'imposta per potenziare l'attività estera delle imprese. Il provvedimento prevede altresì fondi per l'accoglienza delle persone che stanno vivendo sulla loro pelle morte e distruzione nel loro Paese. Vengono date risposte fiscali, come molta parte di questo Governo chiede da tempo, con la possibilità di compensare i crediti verso la pubblica amministrazione e, come ha chiesto Italia Viva, di rateizzare fino a 72 rate le cartelle, per un ammontare massimo di 120.000 euro. Ho scelto di elencare queste risposte molto importanti che vengono date per dimostrare come questo sia un provvedimento fondamentale che risponde a molti bisogni dei cittadini e che merita di essere votato con convinzione. Si può certamente sostenere che esso non sia sufficiente a far fronte a tutte le necessità del Paese ed è così. Il Governo, infatti, si è già impegnato ad adottare un importantissimo decreto a fine luglio per contrastare l'inflazione e sostenere il potere di acquisto di lavoratori e pensionati. Sicuramente non si può dire che 20 miliardi non siano ossigeno. Sicuramente non si può votare no; non si può votare no, si deve votare sì. Abbiamo un Governo serio, abbiamo un Presidente del Consiglio capace e autorevole, che sa guidare l'Italia e l'Europa attraverso grandissime difficoltà e che merita tutta la nostra fiducia. Qualcuno sta definendo irresponsabile chi non lo sostiene, ma credo sia qualcosa di ancora più grave: credo che si tratti di malafede. Non sostenere questo Governo significa non sostenere l'Italia, nemmeno in un contesto geopolitico delicatissimo. Noi sosteniamo il Governo e l'Italia e chiediamo ai colleghi di continuare a farlo. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, spero che siamo alla fine delle comiche e spero che questa situazione, che ormai gli italiani hanno compreso essere portata avanti solamente per interesse forse di qualcuno di noi, ma non certo del popolo italiano, sia arrivata alla conclusione. Mi rivolgo allora prima di tutto ai partiti del centrodestra, ma in generale a tutto il Parlamento e a tutte le forze politiche, affinché si abbia il coraggio finalmente di dire: punto, è finita l'esperienza di un Governo che ha cercato per troppo tempo di unire tutto e il contrario di tutto e l'estrema sinistra a chi crede nella meritocrazia, nei valori liberali e nell'autonomia. I risultati quali sono stati? Sono quelli che vediamo nelle piazze e nei numeri e che leggiamo nelle fonti oggettive, non nelle parole di un rappresentante dell'opposizione. Tanto per cominciare - e mi rivolgo alla stimata e corregionale amica e collega che mi ha preceduto, la senatrice Conzatti - da irresponsabili è continuare con questo Governo, che - lo dobbiamo sottolineare - ha visto aumentare di 12 miliardi il debito della pubblica amministrazione verso le imprese, per citare un numero. Quindi il cosiddetto "Governo dei migliori" non è stato capace nemmeno di ridurre l'impatto del debito che sta penalizzando il sistema imprenditoriale, perché l'ente pubblico non paga. Non solo non lo ha ridotto - e con un banchiere del livello del professor Draghi qualche speranza ce l'avevamo anche noi, che eravamo e rimaniamo all'opposizione - ma lo ha addirittura aumentato di 12 miliardi. Quello che è peggio, cari colleghi, riguarda le risposte che si potevano dare in un decreto-legge che, secondo me, ha l'arroganza oggi di chiamarsi decreto aiuti (dopo spiegherò perché parlo di arroganza). Si poteva utilizzare la moneta fiscale, che poteva essere una pronta e immediata risposta alle imprese che non vengono pagate dalla pubblica amministrazione; poteva essere una pronta risposta alle imprese che sono in difficoltà perché lo Stato, le Regioni e i Comuni non le pagano. A quelle imprese che, grazie al Governo Draghi, hanno visto aumentare di 12 miliardi l'esposizione si potevano riconoscere crediti d'imposta a scadenza, anche quinquennale, permettendo però a tali crediti di circolare, che è esattamente quello che non state permettendo ai bonus edilizi. Finalmente - voglio prenderlo in parola - il MoVimento 5 Stelle decide oggi (sembra) di non partecipare al voto, cioè di non dare la fiducia al Governo, su un tema come i bonus edilizi, sul quale il Governo sta prendendo in giro gli italiani. Anche nel decreto-legge in esame, come i colleghi sanno benissimo, sul tema della cessione dei crediti d'imposta e della moneta fiscale non si sta facendo l'interesse del Paese; si stanno semplicemente seguendo le cose che vengono dette sotto dettatura al di fuori di questo Paese, probabilmente da Bruxelles e dalle società finanziarie che hanno interesse a mantenere un certo tipo di rating per il nostro Paese, che hanno interesse a che il nostro Paese non cresca e magari a che le società finanziarie del nostro Paese, non perché sono meno brave, ma perché hanno un rating più basso, non possano competere nella gestione del risparmio con quelle provenienti dal di fuori del nostro Paese, magari tedesche e francesi. In questo modo, il nostro risparmio non viene gestito e utilizzato in Italia, ma all'estero. Queste sono dunque le risposte che il Governo e il professor Draghi devono dare non a Fratelli d'Italia, che lo sta chiedendo, ma agli italiani, che meritano di ascoltarle. Credete davvero che l'articolo 14 del decreto-legge aiuti risolva, ad esempio, il problema di 60.000 imprese italiane che stanno per fallire per l'incongruente e perseverante posizione del Governo sul tema del superbonus? Il Governo, infatti, da una parte, sembra dare un'apertura e dire di riaprire la circolazione dei crediti, permettendo alle banche con l'articolo 14 di fare una cessione in più alle partite IVA. Si permette quindi alle banche (che non comprano più crediti, per questo le imprese sono azzoppate e i cittadini sono disperati) di liberare il proprio cassetto fiscale e quindi di ricominciare. Questa sarebbe la logica che ciascun benpensante potrebbe avere. Invece questo Governo, da una parte, inserisce l'articolo 14, ma dall'altra, guarda caso, contemporaneamente esce una circolare dell'Agenzia delle entrate (chissà da chi ispirata) secondo la quale il cessionario, cioè l'imprenditore che dovrebbe acquistare il credito, è corresponsabile della bontà del credito stesso. Capite benissimo che, prima di tutto, questa è una previsione che non serve, perché a monte c'è un visto di conformità dei professionisti, quindi l'attività delle banche e delle assicurazioni che hanno ovviamente verificato tutto;