[sommcomm]

Il Presidente della corte di appello tiene conto delle risultanze delle dichiarazioni ai fini dell'esercizio, su tutti gli incarichi conferiti, del potere di sorveglianza di cui al regio decreto 31 maggio 1946, n. 511». Formula, altresì, la seguente osservazione: - con riferimento all'ipotesi di incompatibilità tra il singolo professionista in rapporti di amicizia, parentali ovvero di altro tipo, con il magistrato addetto all'ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l'incarico, si valuti l'opportunità di precisare che l'incompatibilità valga anche in caso del conferimento dell'incarico al collega di studio o al socio del professionista che intrattiene i suddetti rapporti. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 14 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, considerate le finalità del provvedimento in esame, volto a dare attuazione alla delega di cui all'articolo 34 della legge n. 161 del 2017, e la situazione di molte delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata, per le quali, nonostante sia stato approvato il programma di prosecuzione o ripresa dell'attività di cui all'articolo 41 del decreto legislativo n.159 del 2011, sussiste un grave rischio di fallimento, con gravi ripercussioni sui lavoratori e sulle loro famiglie, premesso che: - lo schema in esame, alla luce dei principi e criteri direttivi contenuti nella delega, introduce misure di sostegno al reddito dei lavoratori sia in costanza di rapporto di lavoro che in caso di sua cessazione, nonché misure di agevolazione volte a facilitare la valorizzazione delle aziende sottratte alla criminalità organizzata; - un chiaro, trasparente e monitorato sistema di supporto economico è essenziale per rendere competitive - e quindi far sopravvivere - le aziende sottoposte a sequestro o confisca. Non è infatti pensabile che vi siano tra esse aziende fittiziamente mantenute in attività ed è parimenti necessaria grande accortezza nelle verifiche dei meccanismi atti a garantire che soggetti non meritevoli beneficino delle agevolazioni in questione, a tutto detrimento di quanti invece dovrebbero utilmente disporne, considerato che: - sulla materia de qua sono intervenute, anche recentemente, diverse disposizioni di legge. Nel testo in esame, alcuni adempimenti vengono rinviati a decreti attuativi di natura non regolamentare, così affidando ambiti di disciplina a fonti secondarie. Analogamente si deve rilevare il rinvio a norma di rango secondario del sistema concreto di garanzia del rispetto della copertura; - con riferimento all'articolo 1, laddove si esclude che il trattamento di cui al comma 1 possa essere richiesto per determinate categorie di soggetti, appare opportuno chiarire - tenendo conto della disciplina di delega - se il riferimento a coniugi, parti dell'unione civile, parenti, affini e conviventi concerna il proposto o anche i lavoratori indagati, imputati o condannati, di cui al comma 5, lettera a ), del medesimo articolo; - con riferimento all'articolo 2 - che introduce un'indennità mensile temporanea senza copertura figurativa a favore dei lavoratori dipendenti per i quali il datore di lavoro non abbia adempiuto agli obblighi in materia di lavoro e legislazione sociale, il cui rapporto di lavoro sia stato risolto e che non abbiano i requisiti di anzianità contributiva e lavorativa per accedere al trattamento della Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego di cui al decreto legislativo n. 22 del 2015 - sembra opportuno intervenire, in prospettiva, sulla limitazione dell'indennità ai soli lavoratori di cui al precedente articolo 1, comma 2, considerato che anche i dipendenti per i quali il datore di lavoro abbia adempiuto tutti gli obblighi in materia di lavoro e di legislazione sociale ben possono rientrare nella fattispecie di risoluzione del rapporto di lavoro e di mancanza dei requisiti per il trattamento NASpI. Appare comunque ragionevole e necessario estendere da subito la misura ai casi in cui la risoluzione del rapporto sia operata - anziché dal solo amministratore giudiziario - anche dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e riconoscere l'indennità ai lavoratori in stato di disoccupazione. Dal punto di vista del drafting , occorre, nel complesso, aggiornare in più punti il testo, alla luce delle abrogazioni e delle modifiche legislative introdotte medio tempore e correggere i refusi che esso reca in taluni richiami normativi; - l'articolo 7 richiama, per la copertura delle misure introdotte, il limite degli stanziamenti già disposti dalla legge di delega, prevedendone la ripartizione tra i vari interventi mediante il successivo decreto. Il meccanismo prevede che le risorse siano gestite secondo l'ordine cronologico di presentazione delle domande o di fruizione del beneficio. Esaurite le risorse assegnate, ulteriori domande non verrebbero prese in considerazione e solo ciò garantirebbe - secondo la relazione tecnica - la sostenibilità finanziaria del meccanismo. Tali previsioni non si applicano alla concessione dei benefici di cui all'articolo 3, per i quali si provvede con le risorse già stanziate dalla legge n. 208 del 2015, mantenute in bilancio come residui. Sotto tale profilo - fermo il vincolo di procedere in questa fase nel rispetto della legge di delega - va rilevato, in generale, come sia necessario, a regime, disporre di fondi congrui a dare sostanza alle norme in esame; - con riferimento all'articolo 6, comma 1, si auspica che siano progressivamente adottati meccanismi idonei a consentire che dell'istanza volta ad ottenere i benefici di cui agli articoli 1, 2 e 3 siano posti a conoscenza anche il pubblico ministero procedente e il giudice che ha disposto il sequestro o la confisca; - in merito ai profili di quantificazione dell'articolo 7, va corretto il riferimento al duplice sistema di limitazione, in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande o di fruizione del beneficio, e dato conto che l'autorizzazione di spesa di cui al richiamato articolo 1, commi 195 e 196, della legge n. 208 del 2015, è stata incrementata, in misura pari a 10 milioni di euro per l'anno 2019, dalla legge di bilancio per il 2017, esprime parere favorevole con le seguenti condizioni: - siano corretti, alla luce dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 21 del 2018, i riferimenti normativi contenuti nell'articolo 1, comma 5, lettera a) , e nell'articolo 3, comma 1, lettera a); - all'articolo 2, comma 1, laddove si fa riferimento all'amministratore giudiziario, siano aggiunti i riferimenti all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; - all'articolo 2, comma 1, oltre alla prosecuzione, sia introdotto il riferimento alla ripresa dell'attività di cui all'articolo 41 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;