[pronunce]

che, infine, la Provincia autonoma rileva che la norma, nella parte in cui riserva allo Stato il maggior gettito della quota dell'Imu (che è entrata "erariale") relativa a certi terreni e a certi Comuni, si pone in contrasto con l'art. 75, lettera g), dello statuto, che attribuisce alla Provincia «i nove decimi di tutte le altre entrate tributarie erariali, dirette o indirette, comunque denominate», nonché col principio di ragionevolezza, che ridonda in ulteriore lesione indiretta dell'autonomia legislativa e finanziaria della Provincia (di cui agli artt. 80 e 81 dello statuto); che si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che l'intero ricorso sia dichiarato inammissibile e comunque infondato; che, con atto depositato il 20 gennaio 2015 e ritualmente notificato, la Provincia autonoma di Trento - in ottemperanza all'accordo concluso con il Governo in data 15 ottobre 2014, il quale al punto 15 prevede l'impegno di ritirare i ricorsi promossi contro lo Stato innanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi o di atti consequenziali in materia di finanza pubblica - ha rinunciato alla impugnazione, tra gli altri, anche dell'art. 22, comma 2, del d.l. n. 66 del 2014; che, con atto depositato il 17 marzo 2015, l'Avvocatura generale dello Stato ha comunicato che, nella seduta del 10 febbraio 2015, il Consiglio dei ministri ha deliberato di accettare tale rinuncia. Considerato che - riservata a separate pronunce la decisione sulle altre questioni proposte dalla Provincia autonoma di Trento nello stesso ricorso -, conformemente alla giurisprudenza costante di questa Corte (ex plurimis e da ultimo, sentenze n. 124 e n. 65 del 2015; ordinanze n. 224, n. 213, n. 208 e n. 203 del 2015), la rinuncia all'impugnazione della parte ricorrente, accettata dalla resistente costituita, determina l'estinzione del processo, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione delle ulteriori questioni di legittimità costituzionale promosse dalla Provincia autonoma di Trento, con il ricorso indicato in epigrafe; dichiara estinto il processo relativo alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 22, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 23 giugno 2014, n. 89. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 2 dicembre 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Paolo GROSSI, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 dicembre 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI