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delibera consiliare n. 45/2012 -- «Istituzione Città Metropolitana di Venezia», con la quale il consiglio comunale ha espressamente deliberato «di non aderire alla Città Metropolitana di Venezia» e «di aderire alla Regione Friuli Venezia Giulia, nell'ambito della Provincia di Pordenone in funzione del procedimento ex 132, comma 2 della Costituzione già attivato con delibera consiliare n. 45 del 31 ottobre 2005»; delibera consiliare n. 35/2015 – «Istituzione della Città Metropolitana di Venezia -- Adesione alla Regione Friuli Venezia Giulia nell'ambito della Provincia di Pordenone»). Inoltre, non sono mancate nemmeno le consultazioni referendarie, ovvero i referendum del 29 settembre 1991 e del 26-27 marzo 2006, mediante le quali i cintesi scelsero di aderire alla provincia di Pordenone. Va notato che la non adesione ad una città metropolitana genera un particolare vulnus per quei comuni che non intendano aderire al nuovo ente e che non abbiano confini con un'altra provincia della regione stessa in cui si trovi la città metropolitana. Se, infatti, a un comune che non intende aderire al nuovo ente è acconsentita l'applicazione dell'articolo 133 della Costituzione e quindi tale comune ha facoltà di essere distaccato dalla città metropolitana e aggregato ad una provincia contigua della stessa regione, i comuni che non confinino con alcuna provincia della regione di appartenenza ma solo con province di altre regioni si trovano privati della possibilità di non aderire all'ente metropolitano, a meno che non si considerasse il caso assurdo di aggregare tali comuni con una provincia molto più lontana della città metropolitana stessa. A titolo esemplificativo, risulta assurdo e illogico che il comune di Cinto Caomaggiore, in seguito all'uscita dalla città metropolitana, venga aggregato alla provincia veneta più vicina (provincia di Treviso) e diventi di fatto un' exclave trevigiana tra Friuli Venezia Giulia e città metropolitana. In funzione della posizione geografica del comune di Cinto Caomaggiore, non volendo questo aderire alla città metropolitana di Venezia, risulta ovvio che l'unica provincia, cui questo comune possa aderire, sia quella di Pordenone, nel rispetto della volontà espressa dal comune e dalla popolazione stessa nei modi e nelle forme prescritte dall'articolo 132, secondo comma. Volendo, ancora, aggiungere i principali passaggi procedurali con i quali Cinto Caomaggiore ha messo in evidenza la volontà di distacco dalla regione Veneto e l'aggregazione alla regione Friuli Venezia Giulia, si segnala che, come prescritto dall'articolo 42, secondo comma, della citata legge n. 352 del 1970, il consiglio comunale di Cinto Caomaggiore, con la delibera n. 45 del 31 ottobre 2005, avviò le procedure di referendum , formulando il seguente quesito: «Volete che il territorio del comune di Cinto Caomaggiore sia separato dalla Regione Veneto per entrare a far parte integrante della Regione Friuli-Venezia Giulia?». La Corte costituzionale, con sentenza n. 334 del 10 novembre 2004, affermò il principio secondo cui il corpo elettorale chiamato ad esprimersi sulla proposta di variazione territoriale dovesse essere individuato nei cittadini degli enti locali direttamente coinvolti nel distacco-aggregazione, così come affermato nel già citato articolo 132, secondo comma (nel testo modificato dall'articolo 9, comma 1, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), della Costituzione. Fu, quindi, indetto, nel territorio del comune di Cinto Caomaggiore, il suddetto referendum , con la convocazione dei relativi comizi per i giorni 26 e 27 marzo 2006; con il medesimo decreto vennero indetti simili referendum anche nei comuni limitrofi di Pramaggiore, Gruaro e Teglio Veneto. Al referendum parteciparono 1.956 elettori su 2.994 aventi diritto, pari al 65,3 per cento; i «sì» al quesito referendario furono 1.790, cioè il 91,5 per cento dei votanti, raggiungendo e superando il doppio quorum richiesto per la validità del referendum , nonostante la penalizzazione dovuta al tardivo avviso degli elettori residenti all'estero, iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE). In tutti gli altri tre comuni il quorum dei votanti fu raggiunto, come per Cinto Caomaggiore, ma il quorum dei «sì» mancò di poco, conseguendo così l'esito negativo dei referendum per tali comuni. L'ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, a norma dell'articolo 45, primo comma, della legge n. 352 del 1970, con verbale chiuso in data 4 aprile 2006, accertava che il risultato del referendum era favorevole al passaggio del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto al Friuli Venezia Giulia. Del risultato del referendum era data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2006 a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 45, terzo comma, della legge n. 352 del 1970, e successive modificazioni. Dalla data della predetta pubblicazione iniziavano a decorrere i sessanta giorni -- espressamente previsti dall'articolo 45, quarto comma, della legge n. 352 del 1970 -- entro i quali il Ministro dell'interno avrebbe dovuto presentare al Parlamento il disegno di legge ordinaria (come chiaramente richiesto dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, e dall'articolo 46, terzo comma, della stessa legge n. 352 del 1970) contenente la modifica dei confini delle regioni coinvolte. I termini per tale adempimento scadevano quindi il 20 giugno 2006, ed esso era da considerare come «atto dovuto». All'inerzia del Governo di allora, è seguita l'azione del comitato locale che ha sollecitato la via parlamentare al fine di provvedere alla predisposizione del disegno di legge necessario al perseguimento della procedura di distacco-aggregazione. Allo stato attuale, il procedimento ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, ha ottenuto i pareri favorevoli delle regioni interessate, con due deliberazioni: quella del 21 novembre 2006, con la quale il consiglio regionale della regione Friuli Venezia Giulia, su iniziativa del Ministro dell'interno e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, approvava, ad unanimità, il parere sul disegno di legge per il distacco-aggregazione del comune di Cinto Caomaggiore; e quella del 28 giugno 2012, con la quale il consiglio regionale del Veneto ha approvato quasi ad unanimità la risoluzione consiliare, la quale, oltre ad esprimere il proprio parere favorevole, richiedeva esso stesso «al Parlamento di legiferare in merito al distacco del comune di Cinto Caomaggiore dalla Regione Veneto e alla sua aggregazione alla Regione Friuli Venezia Giulia (articolo 132, secondo comma della Costituzione)». Inoltre, è da registrare che la provincia di Pordenone ha espresso parere favorevole all'aggregazione del comune di Cinto Caomaggiore, con l'ordine del giorno del Consiglio approvato all'unanimità nella seduta del 29 giugno 2006.