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Nella perdurante assenza di una legislazione statale ad hoc (non essendo sufficienti le sole leggi di esecuzione delle convenzioni internazionali per l'eccessiva genericità dei loro contenuti), le regioni si sono mosse in ordine sparso, dando luogo a un quadro normativo estremamente composito e fortemente disorganico. Il presente progetto di legge intende colmare questa grave lacuna del nostro ordinamento, adeguandolo ai princìpi del diritto internazionale ed europeo, orientando la legislazione statale e regionale del settore e rispondendo a fondamentali esigenze della comunità nazionale. Il testo si compone di 18 articoli, suddivisi in due parti (capo I -- Disposizioni generali, dall'articolo 1 all'articolo 7 ; capo II -- Misure di salvaguardia, dall'articolo 8 all'articolo 18), che di seguito si illustrano sinteticamente. L'articolo 1 indica le finalità della legge, che tutte le istituzioni della Repubblica sono chiamate a perseguire, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione e nel rispetto dei vincoli derivanti dal diritto dell'Unione europea e dagli obblighi internazionali sulla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. L'articolo 2 enuncia i princìpi fondamentali della materia, ricavabili dalla Costituzione, dalla Convenzione UNESCO 2003 e dagli altri strumenti internazionali vigenti sulla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, il riconoscimento e la garanzia dei diritti culturali, la protezione e la promozione delle diversità culturali e lo sviluppo del dialogo interculturale. Esso contiene inoltre una clausola volta a garantire la compatibilità delle azioni di salvaguardia del patrimonio con i diritti umani e con altre primarie esigenze della collettività. L'articolo 3 fornisce una definizione del patrimonio culturale immateriale modellata su quella dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO 2003, con alcune precisazioni volte ad adattarla al contesto italiano. La formula generale del comma 1, comprensiva di tutte le forme di espressione culturale presenti nel territorio italiano o connesse a tradizioni italiane, anche per effetto di insediamenti e scambi, viene quindi declinata in dieci categorie, con valore esemplificativo e non esaustivo, riferite ai principali ambiti in cui si articola il patrimonio culturale immateriale del nostro Paese. Esso contiene infine due clausole miranti a coordinare la nuova normativa con le disposizioni di legge statale e regionale vigenti in materia. L'articolo 4 distingue le attività di cui si compone la funzione di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale ed elenca una serie di misure che lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze e in reciproco coordinamento, devono adottare al fine di realizzare gli obiettivi della legge. Esso contiene inoltre una clausola mirante a coordinare la nuova normativa con le disposizioni vigenti in materia di tutela della proprietà intellettuale, in quanto applicabili alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. L'articolo 5, in coerenza con le previsioni degli articoli 8, 9 e 10 della Convenzione del Consiglio d’Europa 2005, impegna la Repubblica a garantire la sostenibilità del patrimonio culturale immateriale, assicurando un equilibrio dinamico tra tradizione e innovazione e un rapporto dialettico tra identità e diversità culturali («sostenibilità interna») e a promuoverne la salvaguardia quale strumento per uno sviluppo sostenibile («sostenibilità esterna»). Esso elenca quindi una serie di misure che lo Stato, le regioni e gli enti locali devono adottare per raggiungere questi obiettivi. L'articolo 6, nel rispetto del fondamentale diritto di ogni persona a partecipare liberamente alla vita culturale della comunità (articolo 27, Dichiarazione universale dei diritti umani, New York, 10 dicembre 1948; articolo 15, Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, New York, 16 dicembre 1966) e in attuazione del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118, quarto comma, della Costituzione, del principio di partecipazione alla gestione del patrimonio culturale di cui all'articolo 15 della Convenzione UNESCO 2003 e del principio di responsabilità individuale e collettiva nei confronti del medesimo patrimonio ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione COE 2005, impegna la Repubblica a garantire la più ampia partecipazione della società civile alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, assicurando il coinvolgimento di comunità, gruppi, organizzazioni non governative rilevanti e individui nelle relative attività e incoraggiandoli a prendere parte alla riflessione e al dibattito pubblico sull'argomento. Esso fornisce quindi una definizione di tali soggetti, in linea con le più autorevoli elaborazioni scientifiche, accolte anche in sede internazionale. L'articolo 7, in conformità alle previsioni dell'articolo 118, primo, secondo e terzo comma, della Costituzione, ripartisce le funzioni amministrative tra lo Stato (che le esercita per mezzo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), le regioni e gli enti locali in materia di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Al fine di garantirne l'esercizio unitario, incoraggia la stipulazione di accordi e intese tra le amministrazioni interessate, stabilendo che, in mancanza, le regioni sono tenute ad assicurare la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale presente nel proprio territorio, in conformità alle previsioni del piano di cui all'articolo 10 e fatte salve, in ogni caso, le competenze della Commissione nazionale italiana per l'UNESCO. L'articolo 8 prevede l'istituzione di un Osservatorio nazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale con funzioni di studio, ricerca, analisi, monitoraggio, consulenza e proposta nell'ambito della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, della protezione e promozione delle diversità culturali e dello sviluppo del dialogo interculturale. L'Osservatorio esercita le proprie funzioni anche in collaborazione con università e istituti di ricerca competenti, con la partecipazione di esponenti qualificati della società civile e in coordinamento con gli Osservatori regionali per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che dovranno essere istituiti in ciascuna regione. L'articolo 9 prevede l'istituzione presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di un inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale, nel quale confluirà in via telematica tutta la documentazione relativa agli elementi del patrimonio culturale immateriale contenuta in inventari, liste, registri e atlanti dello Stato, delle regioni e degli enti locali. L'inventario, realizzato e aggiornato in forma partecipata con l'ausilio di strumenti digitali interattivi e reso accessibile al pubblico, costituirà la base per l'elaborazione del piano di cui all'articolo 10 e per la stesura del rapporto di cui all'articolo 17 e dovrà contribuire a sensibilizzare comunità, gruppi e individui sui contenuti, i significati e il valore del patrimonio culturale immateriale, coinvolgendoli direttamente nei processi di identificazione, definizione e descrizione dei suoi elementi.