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in relazione a tale ingiustificata esclusione è stato proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale interessato e promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali un tavolo di interlocuzione con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero per la pubblica amministrazione, evidenziando come la vicenda abbia aperto un problema di "obiettiva sperequazione" nei confronti dei dipendenti delle agenzie a cui si applica il contratto collettivo dei Ministeri, nonché un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali dell'INL, con l'impegno di promuovere un intervento normativo teso a sanare la disparità di trattamento, quale soluzione giusta e necessaria di più immediata realizzazione rispetto all'ipotesi di più ampia portata relativa all'applicazione del contratto delle agenzie fiscali, come sostenuto dallo stesso Ministero del lavoro e delle politiche sociali nella risposta all'interrogazione in 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) al Senato del 28 aprile 2022; da notizie apprese da fonti sindacali e dagli organi di stampa, nel mese di maggio i dipendenti dell'INL si sarebbero visti modificare sui cedolini stipendiali la voce dell'indennità di amministrazione che da "Ministero Lavoro" è diventata "INL-ANPAL", mentre il personale assunto nel corrente anno avrebbe mantenuto la voce "Indennità di amministrazione Ministero Lavoro" e percepito quanto dovuto al personale del citato Ministero a titolo di armonizzazione dell'indennità di amministrazione; considerato che non appare normativamente né contrattualmente prevista una "indennità INL-ANPAL", si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto descritto e quali iniziative intendano intraprendere per favorire il ripristino della corretta dicitura, ovverosia come da contratto collettivo applicato in virtù del disposto di cui all'art. 6, comma 1, del decreto legislativo n. 149 del 2015, nonché l'eliminazione dell'iniquità perpetrata nei confronti del personale dirigenziale e non dirigenziale di ruolo dell'Ispettorato nazionale del lavoro con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2021. Atto n. 4-07079 BOLDRINI Paola RAMPI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: con decreto ministeriale 9 maggio 2017, n. 259, sono state ridefinite le classi di concorso per l'insegnamento negli istituti secondari di primo e secondo grado e i relativi titoli di accesso; in particolare, per l'accesso alla classe di concorso A-26, che riguarda l'insegnamento della matematica nelle scuole secondarie di secondo grado, sono previste come requisito, tra le altre, le lauree specialistiche LS-28 (ingegneria civile) e LS-38 (ingegneria per l'ambiente e il territorio); lo stesso non accade per l'accesso alla classe di concorso A-28, che riguarda l'insegnamento di matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado; in tale ultimo caso, infatti, viene annoverata tra le lauree che consentono di accedere alla classe solo la laurea specialistica LS-38 (ingegneria per l'ambiente e il territorio) e non anche la LS-28 (ingegneria civile); considerato che: le due lauree specialistiche ricordate, pur differenziandosi nell'orientamento specialistico, condividono il medesimo percorso formativo di base e, in particolare, analoga formazione in matematica, fisica e chimica e, pertanto, appaiono egualmente abilitanti, nella sostanza, ai fini dell'insegnamento di matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado; per il medesimo motivo, appare irragionevole escludere la LS-28, che già abilita all'insegnamento della matematica nelle scuole secondarie di secondo grado, dall'insegnamento di matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado, con la conseguenza paradossale che persone abilitate all'insegnamento di materie sostanzialmente analoghe nel corso di studi immediatamente superiore siano escluse dall'accesso alla classe di concorso relativa al ciclo inferiore; l'estensione dell'accesso alla classe di concorso A-28 anche ai soggetti in possesso della LS-28 (ingegneria civile) consentirebbe di reperire con maggiore facilità insegnanti di matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado, così facendo fronte alle carenze di organico, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per consentire anche alle persone in possesso di laurea specialistica in ingegneria civile (LS-28) di accedere alla classe di concorso A-28 (matematica e scienze nelle scuole secondarie di primo grado) e, in particolare, se ritenga di intervenire mediante apposita revisione della tabella di cui all'allegato A del decreto ministeriale 9 maggio 2017, n. 259. Atto n. 4-07080 RUSSO Loredana PERILLI UNTERBERGER Julia TRENTACOSTE NATURALE Gisella AGOSTINELLI Donatella MAIORINO Alessandra MININNO DE PETRIS Loredana STABILE Laura MAUTONE SBRANA Rosellina LA MURA Virginia CIRINNÀ Monica Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la direttiva 2009/147/CE, direttiva "Uccelli", tutela l'avifauna sul territorio dell'Unione europea e prevede che gli Stati membri adottino tutte le misure necessarie per mantenere o adeguare le popolazioni delle specie di uccelli selvatici ad un livello di conservazione soddisfacente; in base alla direttiva comunitaria, la caccia in Europa può svolgersi solo se non arreca danno alla conservazione degli uccelli e se è effettuata entro determinati e specifici limiti; tra i principali limiti vi è il divieto assoluto di cacciare durante il periodo della riproduzione e della migrazione prenuziale degli uccelli; la direttiva è stata recepita in Italia principalmente attraverso la legge quadro n. 157 del 1992 che tutela la fauna selvatica e disciplina la caccia; nel 2006 la Commissione europea ha avviato contro la Repubblica italiana la procedura di infrazione 2006/2131 ex art. 226 del Trattato CE per non conformità alla direttiva; la procedura di infrazione è stata accompagnata da un parere motivato di oltre 60 punti che recano le molte contestazioni mosse dalla Commissione, tra cui il cattivo sistema italiano di deroghe di caccia, l'assenza nella legge italiana del divieto di cacciare durante la riproduzione e la migrazione prenuziale degli uccelli e la mancanza di una norma esplicita, sempre nella legislazione nazionale, che preveda l'impegno di Stato e Regioni ad adottare ogni misura necessaria per il buono stato di conservazione degli uccelli, ai sensi della legge comunitaria 2009, in recepimento della direttiva europea, l'Italia ha inserito nella legge n. 157 del 1992 il divieto di caccia nei periodi di migrazione e riproduzione degli uccelli e l'obbligo per Stato e Regioni di mantenere in buono stato di conservazione gli uccelli selvatici, rispondendo in parte alla procedura di infrazione; nel luglio 2010 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha comunque condannato la Repubblica italiana in merito alla procedura 2006/2131 per non aver ottemperato per tempo e del tutto agli obblighi comunitari; le date di inizio della migrazione prenuziale e del periodo della riproduzione sono individuate attraverso i cosiddetti key concept ;