[ddlpres]

Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità. Onorevoli Senatori . – l'impresa sociale di comunità è un nuovo modo di organizzare la produzione in forma continuativa e professionale di beni e servizi di interesse di una determinata comunità, fondato sulla partecipazione diretta degli abitanti di un determinato luogo, i quali si riconoscono in obiettivi comuni di sviluppo e rigenerazione di asset riferibili ad uno specifico territorio. Le imprese di comunità, dunque, si contraddistinguono essenzialmente per due caratteristiche: il beneficio per la comunità di riferimento, creato attraverso un'attività d'impresa finalizzata al contrasto di fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico e la partecipazione dei suoi membri, destinatari ultimi del beneficio. In questo senso, l'impresa di comunità è aperta e orientata allo sviluppo, garantendo a tutti i suoi membri l'accesso non discriminatorio ai beni e servizi che essa stessa produce, nell'ottica del bene comune. L'idea di impresa di comunità rimanda a iniziative dal basso, che vedono la compartecipazione di più soggetti che svolgono attività durature nel tempo e che pongono al centro della propria mission il benessere esclusivo della propria comunità. Quando i membri vivono vicini e lavorano insieme per la comunità, infatti, ne costruiscono una più salda e, mano a mano che le persone si incontrano per lavorare le une con le altre su progetti locali, cresce anche il capitale umano. Al fine di ridare un senso di appartenenza alla nostra società e far riemergere l'importante ruolo sociale delle comunità, il presente disegno di legge mira a riconoscere e sostenere le imprese di comunità, in particolare introducendo alcune modifiche al decreto legislativo n. 112 del 2017 sull'impresa sociale, che definisce una categoria di imprese a cui quelle di comunità – pur non citate nel testo attuale – naturalmente appartengono sia per gli obiettivi perseguiti che per i vincoli e gli obblighi cui la legge le sottopone e che già prevede una serie di incentivi del tutto applicabili anche alle imprese di comunità. L'intervento legislativo è necessario anche perché il testo attuale non prevede che le imprese sociali possano svolgere una serie di attività che sono invece tipiche delle imprese di comunità e non ne norma alcune peculiarità che invece si ritiene debbano essere ben definite. L'intervento legislativo avrebbe, inoltre, il vantaggio di non isolare normativamente le imprese di comunità e di mantenerle sia nella più ampia categoria delle imprese sociali che all'interno del Terzo settore. Il presente disegno di legge, dunque, mira a riconoscere e sostenere le imprese di comunità, necessarie per lo sviluppo sociale, economico ed umano dei territori in cui operano. A tal proposito, l'articolo 1 del presente disegno di legge introduce alcune modifiche al decreto legislativo 112 del 2017 sull'impresa sociale. In particolare, per ampliare le attività in cui sono impegnate o potrebbero impegnarsi, si stabilisce che le imprese di comunità realizzano prevalentemente attività di interesse generale volta al contrasto di fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico, purché nell'esclusivo interesse della comunità e in un ambito territoriale ben definito nell'atto costitutivo. Tale impresa deve, infatti, operare prevalentemente sul territorio in cui è stabilità la sede legale. L'articolo 2 introduce delle modifiche al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo n. 117 del 2017, inserendo all'articolo 88 l'applicazione dell'agevolazione regionale sull'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) in favore degli enti del Terzo settore, nei limiti dei regolamenti euro-unitari sul cosiddetto « de minimis ». L'articolo 3, che modifica il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, stabilisce che anche le imprese di comunità rientrano tra i soggetti a cui è garantita una prelazione di acquisto dei beni confiscati alla criminalità organizzata. All'articolo 4, al fine di dare reale attuazione al presente disegno di legge, la dotazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca è incrementata di 10 milioni di euro. Infine, con l'articolo 5 viene allargato l'oggetto dell'attività delle cooperative sociali di comunità al settore delle filiere del commercio equo e solidale. In materia di cooperative sociali si prevede che la potestà legislativa regionale possa intervenire nell'individuazione delle categorie di persone svantaggiate di cui all'articolo 4 della legge 381 del 1991. L'articolo 6 reca la copertura finanziaria.. 1 (Imprese sociali di comunità) 1 Al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, comma 2, dopo le parole: « l'elenco delle attività d'impresa di interesse generale di cui al comma 1 » sono inserite le seguenti: « e al comma 5- ter »; b all'articolo 2, dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti: « 5-bis. Ai fini del presente decreto, si considera altresì di interesse generale l'attività d'impresa svolta al fine di contrastare fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico, da un'impresa sociale di comunità che stabilisca la propria sede legale ed operi prevalentemente: a) in uno o più comuni individuati nella strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, di cui all'articolo 1, comma 13, della legge 27 dicembre 2013, n. 147; b) in uno o più comuni rientranti in una delle tipologie di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 6 ottobre 2017, n. 158; c) in aree urbane degradate ai sensi dell'articolo 1, comma 431, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 5-ter. Nelle aree di cui al comma 5- bis , le imprese di comunità devono in ogni caso svolgere, in via principale ai sensi del comma 3, una o più delle attività di cui all'articolo 2, e uno o più dei seguenti servizi, nell'interesse generale della comunità e del territorio: a) interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento e adeguamento dei beni pubblici o beni privati di valore storico o artistico ovvero che assolvono ad un interesse pubblico, volti al miglioramento della qualità del decoro urbano ovvero alla riduzione della marginalità e del disagio; b) interventi finalizzati alla realizzazione e gestione di reti a banda larga per le aree grigie e bianche e alla conseguente digitalizzazione dei cittadini e delle imprese; c) attività e servizi finalizzati alla autoproduzione e autoconsumo di energia rinnovabile; d) attività di recupero e valorizzazione, ai sensi del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, di terreni abbandonati o incolti ovvero di aree edificate, ad uso industriale, artigianale, commerciale e turistico-ricettivo, in stato di abbandono e che siano a titolarità comunale;