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«essendo stato condannato con sentenza definitiva per i reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a) , del codice di procedura penale» sono sostituite dalle seguenti: «avendo il pubblico ministero competente esercitato l'azione penale ai sensi dell'articolo 405 del codice di procedura penale per i reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a) , del medesimo codice». 12 (Disposizioni in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale) 1 Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'alinea del comma 3 dell'articolo 27, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi»; b al primo periodo del comma 2 dell'articolo 35- bis , le parole: «trenta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «dieci giorni» e le parole: «sessanta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «venti giorni»; c al comma 13 dell'articolo 35- bis : 1 al primo periodo, le parole: «Entro quattro mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Entro trenta giorni»; 2 al settimo periodo, le parole: «entro sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «entro trenta giorni». 13 (Sezioni specializzate in materia di immigrazione) 1 Il Governo, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede all'istituzione di sezioni specializzate in materia di immigrazione presso le procure della Repubblica. 14 (Istituzione del Registro pubblico delle moschee e disposizioni in materia di imam ) 1 Al fine di assicurare il rispetto delle esigenze di trasparenza e di sicurezza è istituito presso il Ministero dell'interno il Registro pubblico delle moschee presenti nel territorio nazionale, di seguito denominato «Registro». 2 Coloro che esercitano la funzione di imam o sono comunque responsabili della direzione del luogo di culto chiedono al Ministro dell'interno l'iscrizione della moschea nel Registro, mediante apposita domanda presentata alla prefettura–ufficio territoriale del Governo competente per il territorio in cui è ubicato il luogo di culto, secondo le modalità stabilite dal presente articolo. 3 Nelle moschee e in qualunque altro luogo in cui si svolgono sermoni è obbligatorio l'uso della lingua italiana. 4 Chi intende esercitare la funzione di imam o comunque di guida spirituale all'interno delle moschee o di altri luoghi, anche occasionalmente, adibiti al culto, è altresì tenuto a comunicare immediatamente l'inizio dell'attività alla prefettura–ufficio territoriale del Governo competente per il territorio in cui è ubicato il luogo di culto. 5 Chi già esercita le funzioni di cui al comma 4 è tenuto alla comunicazione ivi prevista entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 6 La violazione delle disposizioni dei commi 4 e 5 è punita con la reclusione fino a otto mesi e con la multa da 800 a 1.500 euro. 7 Per esigenze di pubblica sicurezza, il prefetto può in qualsiasi momento disporre ispezioni nelle moschee e in qualunque altro luogo, anche occasionalmente, adibito a culto. 8 Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le procedure e le modalità di attuazione del presente articolo. 15 (Disciplina sulla presenza delle popolazioni nomadi e di etnia tradizionalmente nomade o seminomade nel territorio italiano) 1 Ferma restando la competenza regionale in materia di interventi per le popolazioni nomadi e seminomadi, sono ammessi all'assegnazione di aree nei campi di sosta o di transito i soggetti nomadi e seminomadi che: a sono cittadini italiani o di uno Stato aderente all'Unione europea in possesso di un documento idoneo ad attestare l'identità personale del titolare, ai sensi dell'articolo 35 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e dell'articolo 66 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; b sono stranieri in possesso di documenti idonei a comprovare il regolare soggiorno nel territorio dello Stato in base alla normativa vigente. 2 I comuni nel cui territorio insistono i campi di sosta o di transito disciplinano con proprio regolamento: a le modalità per l'ammissione al campo di sosta assegnato; b le modalità di utilizzo del campo di sosta assegnato, delle attrezzature e dei servizi presenti nonché le modalità di compartecipazione degli utenti ai costi di utilizzo dello stesso campo; c l'istituzione di un comitato di gestione al quale sono affidati i compiti di cura del campo di sosta, di vigilanza sul rispetto delle norme regolamentari, di verifica delle condizioni di sicurezza del campo e di promozione di interventi per garantire l'assolvimento dell'obbligo scolastico da parte dei minori di età. Al comitato partecipano dirigenti e funzionari designati dall'amministrazione comunale. Il comitato effettua controlli periodici anche in collaborazione con le Forze dell'ordine, con i vigili del fuoco e con la polizia locale; d le fattispecie che comportano l'allontanamento dal campo di sosta. 3 Fermo restando quanto disposto dai commi 1 e 2, la permanenza all'interno dei campi di sosta è prevista per la durata massima di sei mesi. In caso di mancato rispetto di tale limite è assicurato l'allontanamento forzato dal campo.