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La senatrice D'ANGELO ( M5S ) sottolinea la riformulazione dell'emendamento 1.31, di identico, sottoscritto dal senatore Dell'Olio. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che il tema è stato oggetto di approfondimento e confronto. Ricorda quindi che anche il corso di laurea in scienze economiche e aziendali prevede lo studio del diritto tributario. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) si sofferma quindi sulle proposte 1.75 (testo 2) e 1.76, in materia di Ufficio ispettivo, ritenendo quest'ultimo più idoneo a garantirne l'autonomia. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) ricorda che comunque tale Ufficio non può agire in maniera indipendente. Il sottosegretario FRENI assicura che con l'emendamento 1.75 (testo 2) si raggiungerebbe l'intento desiderato dalla senatrice Rossomando. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) evidenzia la portata dell'emendamento 2.1, identico agli emendamenti 2.2, 2.3 e 2.4, ritenendo che l'effetto deflattivo sarebbe più facilmente ottenibile con l'emendamento 2.7 sul principio di diritto. Il sottosegretario Anna MACINA evidenzia che la deflazione sarà comunque assicurata perché il principio di diritto è contenuto nella riforma del diritto civile. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) chiede dei chiarimenti sull'emendamento 2.0.11 (testo 2). Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene più opportuno che sui dati del contenzioso prenda la parola il sottosegretario Freni. Il sottosegretario FRENI ricorda in premessa che tra gli obiettivi del PNRR rientra l'abbattimento del contenzioso presso la Corte di cassazione e fornisce quindi i dati, con riferimento al numero delle cause, al loro valore economico e agli esiti in giudizio. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) giudica l'emendamento inutile, in quanto difficilmente il contribuente vittorioso in primo e secondo grado chiederà una definizione agevolata, visto che perderebbe quanto già versato e che sarebbe anche chiamato a pagare un ulteriore 5 per cento. Sul punto intervengono il sottosegretario FRENI, i senatori CALIENDO ( FIBP-UDC ), CUCCA ( IV-PSI ) e FENU ( M5S ), e il PRESIDENTE , che ricorda come un intervento legislativo sul punto sia stato ritenuto necessario dagli esperti chiamati in audizione. I senatori Roberta TOFFANIN ( FIBP-UDC ), PILLON ( L-SP-PSd'Az ), che si associa alle parole del senatore Cucca, e MARINO ( IV-PSI ) chiedono una modifica del testo dell'emendamento. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) riterrebbe più utile tornare alla formulazione originaria dell'emendamento. Replica il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) ritiene ci sia il rischio di varare solo una norma manifesto, che non abbatterà i contenziosi pendenti in Cassazione. Il sottosegretario FRENI ipotizza una modifica del comma 9. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) si associa, perché la possibilità di vedersi restituire le somme già versate avrebbe davvero un effetto deflattivo. Condivide il senatore DE BERTOLDI ( FdI ), che ipotizza anche la trasformazione delle somme già versate e da avere indietro in crediti di imposta. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA invita a considerare che in Cassazione il contribuente perde nel 52 per cento dei casi, quindi una definizione agevolata avrebbe sempre una sua attrattività. Ad ogni modo avverte che la modifica del comma 9 potrebbe richiedere una copertura, allungando così i tempi di esame. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) considera più idoneo allo scopo il testo base dell'emendamento. Rileva che è opportuno un ulteriore confronto politico sulle riformulazioni proposte dal Governo. Anche per il senatore FENU ( M5S ) sarebbe opportuno tornare alla prima versione dell'emendamento. Giudica quindi necessario, ai fini deflattivi, prevedere la definizione agevolata per tutti i gradi di giudizio. Il sottosegretario FRENI ricorda che il primo obiettivo della riforma è la riduzione del contenzioso e non la deflazione dei ricorsi, fermo restando che i due intenti possono procedere congiuntamente. Il PRESIDENTE sottolinea che oltre al caso di chi ha vinto in primo e secondo grado c'è anche quello di chi ha vinto in uno solo dei due, quindi la proposta potrebbe comunque raggiungere il suo scopo. Il relatore OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) chiede al senatore Bagnai se accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal rappresentante del Governo. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) la respinge, in quanto l'intento della propria parte politica è di ridurre contemporaneamente il contenzioso e il numero dei ricorsi futuri. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) chiede ai rappresentanti dei Governo dati sul numero di cause aventi valore sopra e sotto i 100.000 euro e sull'effettiva esigibilità delle somme richieste. Il senatore FENU ( M5S ) a sua volta sollecita il Governo a fornire i dati sulle percentuali di successo in Cassazione di chi ha vinto nei primi due gradi di giudizio. Replica il sottosegretario FRENI. Alla luce della discussione, rinvia alla successiva seduta la riformulazione di un emendamento relativo alla definizione delle liti pendenti. Si considera ritirato il 2.0.10 (testo 2) e sarà riesaminato il 2.0.11 (testo 2) nel testo riformulato. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) ripropone il tema dell'Ufficio ispettivo e solleva quelli del ruolo del personale amministrativo e delle materie del tirocinio. Replica il PRESIDENTE . Sui titoli di accesso al concorso interviene il senatore MARINO ( IV-PSI ). Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) invita il Presidente a procedere con maggiore approfondimento al fine di permettere una valutazione più attenta delle riformulazioni proposte dal Governo. Il PRESIDENTE riconosce la necessità sollevata dal senatore Pillon. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) informa che alle 21 è prevista una riunione del proprio Gruppo, quindi chiede di non procedere con i lavori oltre quell'orario. Richiama poi i temi del trasferimento dal MEF alla Presidenza del Consiglio e i compiti di organizzare e gestire la giustizia tributaria e della denominazione delle commissioni tributarie regionali e provinciali. Il sottosegretario FRENI chiarisce che sul primo tema c'è un problema di copertura, perché il transito del personale avrebbe un costo, mentre sul secondo non c'è competenza del Ministero dell'economia, bensì di altro Ministero. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) richiama la questione della definizione agevolata delle liti pendenti sollecitando un ripensamento sul parere contrario all'estensione di tale possibilità anche nei giudizi di primo e secondo grado. Il PRESIDENTE prende atto.