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un merito che questo Governo può senz'altro rivendicare in materia di interventi atti a ristorare le migliaia di lavoratori danneggiati dal Covid-19 sono i 5 miliardi di euro destinati «alla cultura e al turismo», secondo quanto recita la formula, salvo constatare che alla prima ne va uno solo e al secondo quattro. Dalla sistematica sottovalutazione della cultura discende anche lo stato precario delle nostre infrastrutture di settore, già in sofferenza per carenza di personale - penso ai benedetti concorsi - e di risorse prima della pandemia, che ora offre alibi a molti. Chi non griderebbe allo scandalo se oggi, 24 giugno, fossero invece ancora chiusi i porti o bloccate le autostrade o semplicemente sbarrate le porte degli stadi? Eppure molti archivi e biblioteche, che sono le principali infrastrutture del sistema culturale italiano, insieme ai musei e alle gallerie, non hanno ancora riaperto. La mia città, ad esempio, Crotone, ha due musei nazionali, entrambi inaccessibili e Vibo Valentia lo stesso. Negli ultimi giorni, gli allarmi di archivi e biblioteche al riguardo si sono moltiplicati. Penso alla lettera del Coordinamento delle società storiche del 22 maggio ai ministri Franceschini e Manfredi, seguita dall'appello di un gruppo nutrito di docenti universitari, dottorandi, assegnisti, bibliotecari e ricercatori indipendenti. Mi permetto di fare loro eco in quest'Aula e di aggiungere la mia a tante voci, anche molto autorevoli, che denunciano la paralisi alla quale gli italiani che si dedicano alla ricerca di ambito umanistico sono stati condannati, ben oltre la fine della fase 2. Non è il numero degli utenti diretti a fare la necessità, ma il valore e l'insostituibilità del servizio offerto. Che senso ha continuare a costringere i dipendenti della pubblica amministrazione allo smart working o assoggettare ad assurde quarantene documenti e libri? La cultura rischia di pagare il prezzo più alto solo perché archivi, biblioteche, musei e gallerie non hanno alle spalle quei gruppi di pressione capaci di condizionare le scelte dell'Esecutivo al pari delle compagnie aeree, delle società di calcio e dei proprietari di discoteche. Su tutto questo si stende il silenzio ostinato del Ministro della cultura, non scalfito neppure dall'improvvisa scomparsa del magistrato Paolo Giorgio Ferri, campione della lotta all'esportazione illecita di reperti archeologici e opere d'arte fuori dai nostri confini, al quale hanno fatto cavalleresco omaggio... PRESIDENTE. Concluda, senatrice, siamo al quarto minuto. CORRADO (M5S) . Concludo. Dicevo che gli hanno fatto cavalleresco omaggio perfino gli avversari di sempre, i musei statunitensi, che costrinse a restituire qualcosa del bottino frutto del saccheggio del patrimonio culturale italiano e che, ad esempio, nelle argenterie ellenistiche di Morgantina, appena rientrate in Sicilia, ha una delle prove più eclatanti della gestione di un settore di altissima valenza identitaria non proprio conforme a quello che dovrebbe essere. (Applausi) . ABATE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ABATE (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghi, oggi prendo la parola dai banchi del Senato per sottoporre alla vostra attenzione la folle e denigratoria descrizione della Calabria presente fino a qualche ora fa sul sito della compagnia aerea anglo-svizzera Easy Jet, raccontata come un meraviglioso posto da visitare in sicurezza, in ragione dell'evidente assenza di turisti, a causa della sua storia di attività mafiosa e terremoti. In sostanza, se un turista che volesse venire a passare le vacanze in Calabria visitasse la sezione «Ispirami» del sito ufficiale di Easy Jet, in cui si descrivono le città e le Nazioni in cui fanno scalo i suoi aerei, si imbatterebbe in una scheda surreale, in cui la Regione, culla della Magna Grecia viene rappresentata in una maniera tanto offensiva, quanto fuori luogo. La cito integralmente, per far capire bene a chi ascolta i termini usati: «Per un assaggio autentico della vivace vita italiana, niente di meglio della Calabria. Questa Regione soffre di un'evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti e della mancanza di città iconiche come Roma o Venezia, capaci di attrarre i fan di Istagram». Sembrerebbe una fake news , ma purtroppo non è così. Lo sdegno per quanto scritto in questa scheda informativa, oggetto della denuncia, ha fatto il giro dei social e dei giornali. Nel frattempo, la società si è anche scusata e ha creduto di aver rimediato inserendo un'altra descrizione - surreale anche questa volta, se non offensiva - di Lamezia Terme, come se chi progetta un viaggio in Calabria lo facesse solo per visitare questa e non anche tutte le altre meravigliose città che offre: Sibari, con il suo Parco archeologico di circa 70 ettari; Reggio Calabria, con i suoi Bronzi di Riace; passando per Crotone, città di Pitagora; Catanzaro e Vibo; le spiagge meravigliose, l'enogastronomia, i beni culturali e l'accoglienza delle persone. Nella nuova narrazione incentrata su Lamezia Terme, chi ha prodotto il testo ignora addirittura, il fatto che la città si componga storicamente di tre paesi, uniti già da molti anni e il nome Sambiase viene storpiato in Siambiase. La situazione, in realtà, è molto diversa: basterebbe ricordare alla compagnia di viaggio anglo-svizzera che, solo nei primi tre mesi del 2019, la Calabria ha registrato un incremento di turisti pari al 40 per cento rispetto al 2018, un vero e proprio boom di presenze, che la collocano tra le prime tre Regioni in Italia per trend di crescita. In questa Regione è possibile avere un mix fatto di turismo culturale, religioso ed enogastronomico. In Calabria si può fare il bagno la mattina, per poi fare un'escursione sulla Sila, luogo riconosciuto per la purezza dell'aria, sull'Aspromonte o sul Pollino, e, di pomeriggio e di sera, gustare piatti tipici a base di carne o pesce, con una versatilità senza eguali - consentitemi di dirlo - in tanti altri posti. É una pubblicità negativa, quella messa in campo da Easy Jet, che la Calabria non merita. Anzi, è proprio da questa prestigiosa sede che preannuncio la presentazione di un'interrogazione parlamentare, con la speranza che il Ministro per i beni e le attività culturali e l'assessore regionale di competenza si attivino sin d'ora, nelle opportune sedi, per riparare al danno subito dai calabresi e da tutte le sane attività produttive e turistiche che la Calabria conta. (Applausi) . ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo e colleghi, pongo due questioni di grande rilevanza per il nostro Paese, con particolare riferimento all'Umbria. La prima riguarda i test rapidi sierologici: il 17 aprile, il commissario Arcuri ha indetto una gara per l'acquisto di 150.000 kit da distribuire gratuitamente in tutto il Paese, per eseguire test rapidi su un campione di individui.