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Si vuole, così facendo, imporre un obbligo alle pubbliche amministrazioni senza dare loro le risorse necessarie ! Pensiamo anche ai piccolissimi comuni che hanno solo due o tre dipendenti da controllare con zero euro a disposizione ! Risulta assurdo poi il controllo anche sui dirigenti: come si può verificare la loro presenza se devono svolgere attività fuori sede o se per esempio prestano servizio in più enti contemporaneamente ? Il principio da perseguire è quello per cui il controllo deve essere eseguito non tanto sulla presenza ma sull'attività svolta, sia dal punto di vista qualitativo che di efficienza. L'articolo 3 riguarda lo sblocco del trattamento accessorio del personale. Ben venga lo sblocco dei salari accessori, a patto che sia condizionato a incrementi della produttività individuale e collettiva e che non si limiti a distribuire le stesse in misura proporzionale sulla base della sola presenza in servizio di tutto il personale interessato. L'articolo 4 concerne lo sblocco del turnover , eccetto per i Corpi di polizia, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il comparto della scuola e le università, per i quali si applica la normativa del settore. Sono quindi esclusi, e le risorse ad essi dedicate nella legge di bilancio sono davvero esigue per comparti che necessitano veramente di incrementare l'organico. Viene rilevata la necessità di procedere a nuove assunzioni per la pubblica amministrazione, visto il blocco stabilito per legge negli anni precedenti. Si intende procedere ad assunzioni di giovani visto che l'età media dei dipendenti pubblici supera i 50 anni e - come ha asserito il sottosegretario di Stato – si avverte pertanto il bisogno di avere competenze diverse: « esperti in materia di digitalizzazione, razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi ». Facciamo notare come sia inefficace procedere ad assunzioni prima di effettuare quei procedimenti di semplificazione di cui abbiamo parlato sopra e di cui si avverte l'esigenza, tanto che il Ministro ne ha già fatto annuncio, ma soprattutto facciamo presente al sottosegretario di Stato che delle due l'una: o i processi di semplificazione vengono ridisegnati a livello locale (così come si evince dalle sue parole), oppure vengono stabilite centralmente e le amministrazioni locali si devono adeguare così come si evince dal disegno di legge. Inoltre assumere esperti in informatica in qualsiasi zona e in qualsiasi ente dove non sono previste adeguati infrastrutture e strumenti è un controsenso. L'articolo 5 si riferisce al risarcimento da parte dello Stato alle pubbliche amministrazioni i cui dipendenti non hanno potuto usufruire dei buoni pasto emessi dalla società emettitrice « Qui ! Group » perché fallita nel frattempo. Vengono messi a disposizione delle amministrazioni 17 milioni di euro che Consip dovrebbe escutere quale cauzione dalla società « Qui ! Group » e 3 milioni di euro con istituzione di apposito fondo. Nulla per i pubblici esercizi, player indispensabili nel processo di erogazione del servizio sostitutivo di mensa, che hanno subìto il danno economico derivante dall'inadempimento prima e dall'insolvenza poi dell'aggiudicatario fallito. Nonostante si sapesse della criticità della società ora fallita, Consip non è intervenuta tempestivamente. Vi sono moltissimi esercenti che rischiano per questo il fallimento. Il sottosegretario di Stato, in sede di replica in Commissione, si è limitato ad invitare i pubblici esercizi ad insinuarsi nel fallimento. E credo sappia bene che come creditori chirografari non piglieranno nulla ! Vergogna: ancora una volta le aziende private sono abbandonate da questo Governo. All'articolo 6 viene fatto riferimento all'articolo 117 della Costituzione, coinvolgendo in modo imperativo le regioni, i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale e gli enti locali, proseguendo con quel disegno di accentramento sulle competenze e relativi controlli a livello nazionale. Conclusioni Le risorse destinate sono poche e insufficienti. Non vi è una ratio con cui si porta avanti una visione organica della pubblica amministrazione che si vuole e che verrà. Si legge nel documento di accompagnamento al disegno di legge che ne beneficeranno in maniera indiretta le piccole e medie imprese, perché avranno rapporti con un'amministrazione più efficiente. Ma dove si dimostra che i provvedimenti in oggetto porteranno ad un'amministrazione più efficiente ? E soprattutto le piccole e medie imprese otterranno dei vantaggi essenzialmente se vi sarà uno sgravio degli adempimenti burocratici. Ora tutto questo non c'è e il Governo non ha saputo cogliere le priorità. In ogni caso come minoranza abbiamo presentato degli emendamenti migliorativi. Ma, in sede di Commissione, nulla è stato accolto. Ci dispiace che anche per un simile provvedimento non sia stato possibile incidere con almeno qualche modifica, segno di capacità di ascolto, di un dialogo democratico che speriamo di ritrovare oggi in quest'Aula. Toffanin relatrice di minoranza.