[pronunce]

È solo in tale momento che nell'ordinamento della scuola secondaria di primo grado viene istituito uno specifico corso di studi ad indirizzo musicale e viene appositamente introdotta la classe di concorso 77/A. Ciò è indicativo della specificità di tale insegnamento in questi percorsi didattici, non solo in considerazione del diverso grado di maturazione e di consapevolezza espressiva dei discenti, ma anche e soprattutto per la preminenza che la didattica dedicata allo strumento musicale ha assunto all'interno di tale indirizzo. Di converso, nelle scuole secondarie superiori l'insegnamento dello strumento musicale era previsto esclusivamente negli istituti magistrali, con carattere facoltativo ed in funzione soltanto ausiliaria di altre discipline, pur attinenti alla musica (si veda la circolare del Ministro della pubblica istruzione 17 settembre 1938). Ciò esclude la prospettata equipollenza tra gli insegnamenti svolti nei diversi ordini di scuole secondo modalità necessariamente diverse. 2.3.- La parte privata costituita evidenzia la possibilità, in concreto verificatasi nell'istituto scolastico in cui ha prestato servizio, che siano realizzati progetti sperimentali di didattica musicale nell'esercizio dell'autonomia riconosciuta a singoli istituti. Nell'ambito di questa sperimentazione, lo studio dello strumento può assumere, come è avvenuto nel caso dell'appellante, rilievo preminente. Si può d'altra parte osservare che è la stessa natura sperimentale della didattica dello strumento musicale in alcuni istituti scolastici superiori ad indicarne il carattere non ordinario e a confermare che, in via generale, tale insegnamento non era previsto dai programmi curriculari della scuola superiore. Del resto, si deve presumibilmente all'assoluta specialità del servizio in concreto prestato in questo progetto sperimentale se la stessa amministrazione, in via di autotutela, ha ammesso il ricorrente a partecipare al corso di abilitazione dal quale era stato inizialmente escluso. Con la conseguenza che, nei limiti della fattispecie che interessa il ricorrente, la disposizione censurata non ha comportato la diversità di trattamento che egli denuncia. 2.4.- Resta, e va rilevata, la natura eccezionale e derogatoria della disciplina dell'ammissione ai corsi speciali abilitanti. Il d.l. n. 97 del 2004, come convertito, ha introdotto alcune disposizioni di carattere speciale per consentire agli insegnanti precari della scuola statale di conseguire, attraverso percorsi agevolati, l'abilitazione all'insegnamento, necessaria per l'immissione nei ruoli e la stabilizzazione del rapporto di impiego. La selezione operata dalla disposizione censurata non attiene, infatti, ad una procedura concorsuale, ma all'accesso ad un percorso abilitativo semplificato e più rapido dell'ordinario. Essa si rivolge, dunque, ad un numero limitato di destinatari individuati (anche) in funzione di specifiche esperienze didattiche compiute in precedenza. Da tale connotazione di specialità discendono la mancata estensione dei criteri selettivi espressamente stabiliti ai fini dell'ammissione al corso abilitante e la non equiparazione del servizio rispettivamente prestato in due differenti classi di concorso. In definitiva, non è né irragionevole, né discriminatoria, l'individuazione degli insegnanti legittimati al percorso abilitativo speciale soltanto tra coloro che abbiano già in concreto prestato quella stessa attività didattica per la quale aspirano ad abilitarsi. Il trattamento riservato dalla disposizione censurata agli insegnanti con altre esperienze di servizio risulta ragionevolmente differenziato in funzione della esigenza di selezionare - in modo efficiente e con la dovuta tempestività - i docenti da destinare all'insegnamento dello strumento musicale nella scuola secondaria inferiore.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 4-bis, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito, con modificazioni, nella legge 4 giugno 2004, n. 143, sollevata dal Consiglio di Stato, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 febbraio 2018. F.to: Giorgio LATTANZI, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 marzo 2018. Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA