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Nello specifico, l'articolo 1 del disegno di legge prevede l'inserimento dell'articolo 229- bis del codice penale militare di pace, il quale punisce le molestie sessuali consistenti in comportamenti a sfondo sessuale, posti in essere a danno di altro militare non consenziente. È apparsa opportuna l'introduzione di questa fattispecie criminosa proprio a tutela dello specifico contesto militare in cui la situazione di convivenza obbligata richiede la necessità di improntare a maggiore rigore e correttezza i comportamenti dei consociati e di evitare abusi agevolati dalla stretta vicinanza o dalla superiorità in grado o in comando. Inoltre, si è ritenuto necessario stabilire la punibilità anche a querela del reato di cui all'articolo 229- bis del codice penale in quanto i reati militari puniti con la pena della reclusione fino a sei mesi, in base all'articolo 260 del codice penale militare di pace, sono sottoposti alla richiesta di procedimento del comandante di corpo. È quindi necessario introdurre come condizione di procedibilità concorrente anche la querela se non si vuole che sia attribuita solo al comandante di corpo la scelta se punire penalmente il colpevole e che il soggetto passivo sia di fatto espropriato della possibilità di richiedere il procedimento penale per fatti commessi ai propri danni. Un valore aggiunto apportato dal presente disegno di legge, oltre all'introduzione delle suddette fattispecie criminose nel codice penale militare, è l'istituzione, prevista dall'articolo 2 del disegno di legge, di un corso di formazione in tema di prospettiva di genere con la finalità di sviluppare la coscienza dell'uguaglianza di genere in ambito militare. Il medesimo si attuerà attraverso la partecipazione a corsi organizzati dalle varie componenti istituzionali interessate al settore, compreso il mondo accademico. Una corretta analisi di genere, compresa la violenza di genere, tramite adeguata formazione non è solo necessaria sotto il profilo etico, ma anche allo scopo di rafforzare la consapevolezza delle potenziali ripercussioni sull'operatività dello strumento militare, in particolare nelle aree di crisi dove sono dispiegati i nostri contingenti, nonché sulla percezione che le popolazioni hanno nei confronti delle forze militari che operano sul territorio.. 1 (Introduzione dei reati di molestie sessuali, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori nel codice penale militare di pace) 1 Al libro secondo, titolo IV, capo III, del codice penale militare di pace, dopo l'articolo 229 sono aggiunti i seguenti: « Art. 229- bis. – (Molestie sessuali) – Il militare che pone in essere, con il dissenso anche non espresso di altro militare, atti, espressioni verbali, gesti a connotazione sessuale o qualsiasi forma di discriminazione basata sul sesso, in modo da offenderne l'onore e la dignità, è punito con la reclusione fino a sei mesi. Il reato è punibile anche a querela della persona offesa. Si applica la reclusione fino ad un anno se il fatto è commesso con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti alla qualità di superiore gerarchico o in comando. Art. 229- ter. – (Violenza sessuale) – Il militare che, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe altro militare a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione militare da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace il militare che induce altro militare a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. La pena è della reclusione militare da sei a dodici anni se il fatto è commesso: 1) con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 2) da persona travisata o che simuli la qualità di superiore gerarchico; 3) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale; 4) nei confronti di una donna in stato di gravidanza; 5) nei confronti di persona della quale il colpevole sia coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente un terzo. Art. 229- quater. – (Violenza sessuale di gruppo) – La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all'articolo 229- ter . Il militare che commette atti di violenza sessuale di gruppo a danno di altro militare è punito con la reclusione militare da sei a dodici anni. La pena è aumentata se concorre taluna delle circostanze previste dal terzo comma dell'articolo 229- ter. La pena è diminuita di un terzo per il militare la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato. La pena è altresì diminuita di un terzo per il militare che sia stato determinato a commettere il reato da un superiore. Art. 229- quinquies. – (Atti persecutori) – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione militare da otto mesi a sei anni il militare che, con condotte reiterate, minaccia o molesta altro militare in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all'articolo 612, secondo comma, del codice penale ». 2 (Istituzione del corso di formazione in tema di prospettiva di genere) 1 Al fine di sensibilizzare il personale delle Forze armate di ogni livello e grado è istituito il corso di formazione in tema di prospettiva di genere. 2 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, definisce con proprio decreto le modalità per l'istituzione e la partecipazione al corso di cui al comma 1. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.