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Se usiamo la leva fiscale per ridurre i consumi dannosi per l'ambiente e dare più salute, penso che facciamo bene. Certo, va fatto senza penalizzare l'occupazione e la produzione, quindi è giusto quello che si è fatto, dando più tempo per favorire una transizione che riconverta produzione e tuteli il lavoro. Davvero non possiamo pensare, per trecentosessantacinque giorni l'anno, che la plastica sia il peggiore dei nemici dell'ambiente, del mare e della natura e - poi - stracciarci le vesti se si cerca di ridurla. Insomma, è una manovra utile, importante e non scontata, sicuramente diversa da quella avrebbe fatto la Lega. Infatti, per noi se si evade è colpa non delle tasse, ma di chi non le paga; per noi se si pensa all'ambiente, ci si occupa del futuro e delle future generazioni e non di consumare il più possibile; per noi le regole e la trasparenza vanno rispettate, non barattate perché conviene; per noi, signor Presidente, fare la lotta alla criminalità significa dare migliori condizioni di lavoro alle Forze dell'ordine (penso al riordino delle carriere e a qualche assunzione vera in più per le Forze dell'ordine). Questo è quello che abbiamo fatto - fatti e non chiacchiere - e questa è la nostra manovra. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fazzolari. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, questa non è la manovra di bilancio che avrebbe fatto Fratelli d'Italia, non è un mistero. Questa manovra di bilancio è tutta deficit , tasse, oppressione e manette. La nostra legge di bilancio sarebbe stata libertà di impresa, meno tasse e burocrazia, deficit solo per spese di investimento, in infrastrutture e sicurezza, messa in sicurezza del territorio, lotta ai veri evasori e non oppressione a chi cerca ancora, eroicamente, di fare impresa in Italia. Sono visioni di politica economica diverse e un modello di Stato diverso. Questa è una manovra chiaramente con una visione di sinistra; la nostra sarebbe stata una manovra chiaramente con una visione di destra. Di tutto questo, però, parleranno i miei colleghi più tardi e ne parleremo in modo più compiuto in fase di dichiarazione di voto. Voglio utilizzare il tempo a disposizione per illustrare due emendamenti presentati da Fratelli d'Italia approvati dalla Commissione bilancio, i quali, quindi, salvo sorprese, vedranno la luce insieme alla manovra di bilancio. Questi emendamenti, di cui andiamo molto fieri, dimostrano che su proposte di buon senso si può poi, alla fine, raccogliere un'ampia convergenza, in quanto sono stati approvati all'unanimità dalla Commissione bilancio. Certo, se fossero stati approvati più emendamenti presentati da Fratelli d'Italia la manovra sarebbe stata ancora migliore, ma bisogna accontentarsi. Desidero illustrarvi questi due emendamenti, a mio avviso molto importanti. Il primo è l'emendamento 31.0.3, con cui si mette finalmente un freno alle cosiddette bollette pazze. Mi riferisco a quell'odiosa prassi di imputare importi non dovuti in bolletta, per consumi non effettuati o per servizi non richiesti, da parte dei gestori dei servizi di pubblica utilità (quindi, luce, gas e telefonia). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 19,28) ( Segue FAZZOLARI). Tutto questo avviene fino a oggi - i cittadini e i consumatori lo sanno bene, perché vengono tartassati ogni giorno - in quanto non esiste alcuna penalità per gli enti che emettono queste bollette pazze. Arriva la bolletta di diverse migliaia di euro non dovuti e il cittadino deve percorrere una corsa a ostacoli (ore di battaglie e passaggi per gli uffici) per dimostrare che quegli importi non sono dovuti. Dopo lungaggini enormi, nella migliore delle ipotesi, quegli importi non dovuti vengono restituiti senza che la società che ha emesso la bolletta non dovuta paghi alcuna sanzione per l'irregolarità. Così come, ad esempio, con la prassi diffusissima dei servizi di telefonia che noi non abbiamo richiesto e che ogni volta ci vengono imputati, per poi dover avviare tutta la procedura per eliminarli. Questo perché, come dicevo prima, le società che erogano i servizi hanno solamente vantaggi ad emettere queste bollette pazze, ma nessuna conseguenza. Ebbene, come si dice in questa epoca, la pacchia è finita perché con questa norma di Fratelli d'Italia si introduce una penale concreta e in caso di emissione di bolletta pazza, l'ente che l'ha emessa è tenuto, oltre ovviamente a restituire quanto indebitamente ricevuto, anche il 10 per cento di quanto indebitamente richiesto a titolo di risarcimento al cittadino per il tempo che ha dovuto perdere dietro a questa bolletta pazza e un importo comunque non inferiore a 100 euro. Con questa norma di civiltà il Parlamento finalmente si schiera a favore dei cittadini e a favore del popolo contro un sopruso che per troppi anni ha subito. Il secondo emendamento del quale Fratelli d'Italia è veramente molto fiero è relativo ad una norma che segna una sorta di rivoluzione nel nostro modello. Si tratta dell'emendamento rivolto alla nostra comunità italiana in Venezuela. Come tutti sappiamo, il Venezuela sta subendo anni di enorme crisi economica, politica e sociale, e tutti i cittadini stanno subendo delle conseguenze drammatiche. Si stima che più di tre milioni di venezuelani stanno soffrendo letteralmente la fame. Tra i venezuelani ci sono due milioni di cittadini di origine italiana che hanno diritto alla cittadinanza italiana: persone che tentano in qualche modo di veder riconosciuta una sorta di tutela da parte della madre patria, cioè dell'Italia, decine di migliaia dei quali hanno presentato domanda di cittadinanza italiana. I tempi di risposta sono purtroppo lunghissimi; servono anni e anni per avere una risposta sulla richiesta di cittadinanza. Che cosa abbiamo fatto con l'emendamento di Fratelli d'Italia approvato dalla Commissione bilancio? Abbiamo stabilito che i cittadini venezuelani di origine italiana che hanno già fatto domanda di cittadinanza, ma che sono ancora in attesa di risposta, avranno nel frattempo il permesso di lungo soggiorno dell'Unione europea o il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie in attesa della risposta alla loro domanda di cittadinanza, in modo che questi nostri connazionali possano nel frattempo tornare in Italia e cercare qui di ricostruirsi una vita. È gente che non chiede soldi, non pretende di essere mantenuta con vitto e alloggio; altro che 35 euro al giorno per mantenerli. È solamente gente di origine italiana che chiede alla madre patria di poter tornare in patria. Grazie all'emendamento di Fratelli d'Italia questo sarà possibile ed è, a mio avviso, una misura della quale dobbiamo tutti andare molto fieri. Per completare l'emendamento abbiamo anche richiesto lo stanziamento di 500.000 euro l'anno per i prossimi due anni per accelerare le pratiche di valutazione della cittadinanza. Nel contesto di una legge di bilancio che a Fratelli d'Italia non piace, questi sono degli emendamenti che, a mio avviso, devono inorgoglire non solo noi, ma tutto il Parlamento che li ha approvati. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà.