[resaula]

se non ritenga di volersi attivare per accertare la natura delle pellicole pittoriche intaccate e, ove mai si trattasse di rivestimenti di qualche valenza storica, chi abbia autorizzato un'iniziativa condotta a rischio di deturpare o danneggiare gli strati pittorici, sempre che un'autorizzazione al riguardo, oltre a quella per l'ancoraggio delle sedute alle pareti, sia stata effettivamente richiesta alla sede catanese della Soprintendenza e da questa accordata. Atto n. 3-01994 CORRADO DE LUCIA ANGRISANI MORRA GRANATO PRESUTTO Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e della giustizia Premesso che: risulta agli interroganti, grazie ad un puntuale resoconto pubblicato da Marilena Pirrelli su "Il Sole-24 ore" il 30 maggio 2020, dal titolo "Mibact davanti ai giudici USA in difesa della testa di barbaro", che nel febbraio 2018 la Safani gallery Inc. di New York sia stata teatro del sequestro di una testa in marmo di età augustea, danneggiata e lacunosa dell'estremità superiore, che si suppone rappresenti un barbaro, a lungo erroneamente indicata come "testa di Alessandro Magno come Helios"; il sequestro è stato disposto dal viceprocuratore distrettuale di Manhattan, Matthew Bogdanos, capo dell'unità "traffico illecito di antichità" della procura distrettuale dello Stato di New York, ma il gallerista vittima del sequestro, Alan Safani, per il tramite dell'avvocato David Schoen, l'11 novembre 2019 ha citato l'Italia in giudizio davanti al tribunale federale, perché dimostri la proprietà dell'opera, sequestrata in base alla contestazione, da parte italiana, di furto e illecita esportazione di un proprio bene culturale in violazione della legge n. 364 del 1909; si suppone infatti che la testa, alta 36,5 centimetri, sia scomparsa dall' antiquarium forense di Roma un po' prima del 1960 ma diversi decenni dopo il ritrovamento, avvenuto nel 1910 durante gli scavi del Palatino condotti da Giacomo Boni e poi Alfonso Bartoli, in specie quelli della basilica Aemilia lungo la via Sacra (iniziati da Bartoli a settembre 1909), adorna di statue raffiguranti i barbari Parti, tra le quali doveva figurare anche la statua in questione, di cui esiste documentazione fotografica una volta entrata in museo; il giorno seguente alla citazione in giudizio della Repubblica italiana, 12 novembre 2019, nell'udienza già fissata presso il tribunale di Manhattan per deliberare sulla richiesta di restituzione all'Italia avanzata dal pubblico ministero, il giudice, pur confermando la propria competenza giurisdizionale a decidere sulla proprietà del manufatto e sull'eventuale restituzione ( ex art. 450.10 del codice penale dello stato di New York), non ha potuto pronunciarsi a causa della contromossa di Safani. Se la corte federale dovesse archiviare il caso, questo tornerebbe alla corte penale statale e al viceprocuratore Bogdanos; considerato che: la scultura, dopo che per anni se ne erano perse le tracce, riapparve una prima volta ad un'asta nel 1974, venduta per 650 dollari appena, e di nuovo nel 2011, quando, stimata 10-15.000 dollari, fu battuta da Sotheby's e aggiudicata per quasi 100.000 dollari. La galleria Safani l'ha in fine comprata nel giugno 2017, per poco più di 150.000, e presentata al Tefaf Maastricht dal 10 al 18 marzo 2018; la dottoressa Patrizia Fortini, allora direttrice coordinatrice del sito dei Fori e del Palatino, l'ha identificata (e segnalata ai Carabinieri) il 19 febbraio 2018 grazie ad immagini pubblicitarie della nota fiera olandese di antichità, il che ha permesso all'Italia, denunciato il furto il 22 marzo, di chiederne immediatamente la restituzione agli USA; per paradossale che possa sembrare, la tutela dei diritti del proprietario originario è più garantita nei Paesi detti di common law , come gli USA, dov'è invalso il principio per cui non è possibile trasferire la proprietà di un bene mobile a non domino ( nemo dat quod non habet ), che in quelli di civil law , come l'Italia, dove "il possesso vale titolo" è norma generale, limitata in via eccezionale dalla proprietà statale. In giudizio, dunque, l'avvocato Schoen tenta di indurre la Repubblica italiana a desistere dalle sue pretese proprio in ragione dell'acquisto in buona fede avvenuto dopo diversi passaggi pubblici in occasione dei quali lo Stato non ha rivendicato la proprietà del reperto, e per conto del suo cliente ha chiesto la restituzione dell'oggetto, o l'equivalente del suo valore di mercato, più le spese legali e gli interessi. L'Italia si oppone a tali pretese tramite il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, affidandosi ad un avvocato dello Stato, si chiede di sapere: se il Ministro per i beni culturali intenda riferire su quanto occorso in sede giudiziale dopo il 30 maggio 2020 nonché in merito a quanto è stato messo in campo, finora, per tentare di perorare le ragioni dell'Italia presso la corte federale e ogni altro tribunale degli USA chiamato a decidere della restituzione della testa di barbaro sottratta in circostanze ignote al patrimonio artistico di Roma; se, in considerazione della mole di lavoro che grava sulla nostra diplomazia culturale e delle difficoltà che ciascun caso comporta anche a causa del disallineamento delle legislazioni dei singoli Paesi in materia di sottrazione ed esportazione di beni culturali, non si reputi necessario rafforzare sia gli uffici esportazione sia il comitato per le restituzioni, inserendovi altre professionalità di alto livello, motivate e con adeguata esperienza in materia, che forniscano assistenza giuridica e tecnica (storico-artistica) alle Procure distribuite sul territorio; se il Ministro della giustizia, vista la complessità della materia relativa alla sicurezza e alla salvaguardia del patrimonio culturale nazionale, non ritenga opportuno e urgente attivarsi per istituire una procura nazionale dedicata, sull'esempio di quella newyorkese dell'ADA di Matthew Bogdanos, per ora unica al mondo, che sia all'altezza del livello di efficienza ed efficacia raggiunto, sul fronte investigativo, dai Carabinieri del comando tutela patrimonio culturale (TPC) in mezzo secolo di attività. Atto n. 3-01996 RAUTI LA PIETRA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 3-01997 MODENA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: tre anni fa furono approvate dal Parlamento le norme sull'equo compenso, fortemente volute dal Consiglio nazionale forense e dal suo presidente Andrea Mascherin, quindi fatte proprie dall'allora guardasigilli Andrea Orlando; il 28 settembre 2020 è stato pubblicato, da parte del Ministero dello sviluppo economico, un bando per la selezione di "21 componenti del Gruppo di esperti di alto livello per l'elaborazione di un Libro Bianco sul ruolo della comunicazione nei processi di trasformazione digitale", esperti a cui si chiede "comprovata esperienza" e "professionalità" ma ai quali "non spetta alcun compenso, indennità di carica, corresponsione di gettoni di presenza";