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il diritto di elettorato attivo per gli iscritti al partito e, ove lo preveda lo statuto, per i sostenitori, e di elettorato passivo per tutti i cittadini (articolo 15); la nomina, da parte della direzione centrale del partito e delle direzioni delle articolazioni territoriali competenti, rispettivamente della commissione elettorale centrale e di quelle territoriali, nonché la predisposizione, ad opera della direzione centrale, del regolamento per lo svolgimento delle primarie (articolo 16); la competenza delle commissioni elettorali territoriali per l'individuazione delle sedi di seggio elettorale presso cui gli elettori sono chiamati a votare, e per la verifica delle liste degli aventi diritto al voto (articolo 17); il deposito presso la cancelleria del tribunale delle relative liste (articolo 18); la competenza dei collegi dei probiviri a pronunciarsi sui ricorsi avverso l'esclusione dalle liste degli elettori (articolo 19); le procedure per la presentazione delle candidature, per la loro verifica e per i ricorsi contro l'eventuale cassazione delle stesse (articoli 20, 21 e 22). Si prevede poi che i regolamenti determinino i criteri per lo svolgimento delle attività preparatorie e le modalità per le operazioni di voto e si definiscono le procedure di voto, di scrutinio e di proclamazione dei designati. Si stabilisce altresì che copia del verbale di proclamazione dei candidati designati dalle elezioni primarie debba essere depositata presso l'ufficio elettorale competente unitamente alla dichiarazione di presentazione delle candidature (articoli 23, 24 e 25). La decisione sui ricorsi avverso le operazioni di voto o la proclamazione dei designati spetta al collegio dei probiviri centrale (articolo 26). Le disposizioni del capo III, relative alla selezione dei candidati di coalizione, contemplano due procedure alternative. In una prima ipotesi, entro il settantesimo giorno precedente la data delle elezioni primarie i partiti della coalizione determinano i collegi uninominali, le cariche monocratiche e il numero dei candidati nelle liste proporzionali comuni, di spettanza di ciascun partito; per la scelta del relativo candidato si applicano le norme previste dal capo II con riferimento al partito cui quella carica monocratica o quelle candidature sono state assegnate (articolo 27). In alternativa viene prevista una procedura di designazione dei candidati attraverso primarie cui partecipino tutti gli iscritti e i sostenitori dei partiti facenti parte della coalizione (articolo 28). * * * Il titolo III reca le disposizioni sui bilanci dei partiti politici, sui controlli, sui finanziamenti e le norme tributarie. La trasparenza della gestione si basa sull'obbligo della tenuta delle scritture contabili nelle forme e nei modi previsti per gli imprenditori commerciali. Tali rilevazioni contabili si devono poi esprimere in un bilancio annuale, da presentare entro la fine del mese di maggio di ciascun anno alla Commissione di garanzia (articolo 29). Il bilancio, il cui contenuto è mutuato dalle norme in materia di società per azioni, contiene anche un rendiconto, in quanto le entrate ed uscite dei partiti politici rivestono particolare rilevanza nella gestione degli stessi. Le strutture dello stato patrimoniale, del conto economico, della nota integrativa e del rendiconto sono state definite in modo tale da consentire una rappresentazione largamente comprensibile del patrimonio e dei movimenti economici e finanziari in genere, del partito politico. Il principio generale della redazione del bilancio è quello della rappresentazione veritiera e corretta, ed ove le norme applicate alla fattispecie non lo consentano, è prevista facoltà di deroga, in analogia con il terzo e il quarto comma dell'articolo 2423 del codice civile. È previsto che lo statuto di ciascun partito stabilisca la quota delle entrate ordinarie messe a disposizione delle articolazioni periferiche e di quelle destinate alle iniziative volte ad accrescere la partecipazione delle donne alla politica (articolo 30). Con l'articolo 31 si prevede la pubblicazione, sia sul giornale di partito, ove esistente, sia su un quotidiano a diffusione nazionale, del bilancio, a cura dei segretari amministrativi dei partiti. Con l'articolo 32 vengono vietati contributi da parte di soggetti pubblici ai partiti, ai loro candidati, ai membri del Parlamento nazionale ed europeo, ai consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali. I divieti sono estesi anche ai gruppi parlamentari, ferme restando le norme previste dai regolamenti interni delle Camere. L'articolo 33 prevede la libertà di effettuare erogazioni in favore di partiti registrati. Le erogazioni liberali delle società debbono essere disposte dall'organo sociale competente e regolarmente iscritte in bilancio, allegando anche i nomi dei beneficiari. Le erogazioni possono essere effettuate anche a favore di candidati dei partiti registrati, limitatamente al periodo elettorale. All'articolo 34 viene stabilito, in caso di un'erogazione liberale di denaro o di beni, forniture o servizi, per un importo o valore che superi la cifra di 10.000 euro (che sarà rivalutata annualmente secondo gli indici ISTAT), l'obbligo di una dichiarazione da parte del soggetto che la riceve, da depositare presso la Commissione di garanzia. Con l'articolo 35 viene riconosciuto ai partiti politici registrati un rimborso per le spese elettorali pari a 0,50 euro per ogni voto ricevuto alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali. L'ammontare dei rimborsi per le spese elettorali riconosciuti dal presente disegno di legge è nettamente inferiore a quelli previsti a carico del bilancio dello Stato dalla legge n. 157 del 1999, attualmente vigente, come viene evidenziato nella parte di questa relazione che illustra la norma di copertura. Ci è parso infatti opportuno ridurre la quota del finanziamento pubblico e allargare, invece, l'importo e la sfera dei contributi volontari detraibili, per incentivare le erogazioni liberali, favorendo il finanziamento volontario della politica. A tal fine, agli articoli 36 e 37, viene confermata la detrazione dall'imposta lorda di un importo pari al 19 per cento per le erogazioni liberali in favore dei partiti registrati, ma si innalza il tetto massimo detraibile. Inoltre la possibilità di detrazione viene estesa (sia pure per un importo inferiore) anche alle erogazioni effettuate a favore dei candidati in occasione delle elezioni. All'articolo 38 è altresì prevista la possibilità per ciascun contribuente di destinare, all'atto della dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche, una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito al finanziamento di un partito politico registrato. Per garantire il carattere volontario di tale contribuzione è chiarito che ai singoli partiti sarà devoluto solo l'importo corrispondente alle indicazioni preferenziali espresse dai singoli contribuenti. L'articolo 39 prevede tutta una serie di agevolazioni, sia per i partiti sia per i loro candidati, subordinate all'avvenuta registrazione dello statuto da parte della Commissione di garanzia. Fra queste, l'accesso ai mezzi di informazione, secondo quanto disposto dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28.