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Ciò si accompagna a una perdita di raccolto intorno al 18-20 per cento, ossia circa 34.000 tonnellate, dovuta a eventi atmosferici avversi come piogge eccessive e gelate. Il danno risulta maggiore (20-25 per cento della produzione) tra gli operatori commerciali indipendenti, che rappresentano circa l'82 per cento della produzione, rispetto a quelli riuniti in organizzazioni di produttori o cooperative (dove il danno scende al 10-15 per cento) Non particolarmente vivace è apparsa la campagna dei mandarini, che con 133.137 tonnellate (+6,1 per cento), quasi tutte canalizzate sui circuiti del fresco, hanno ottenuto solo quotazioni medie ordinarie (0,40-0,42 euro/kg). Evidenzia come, sia per le arance, sia per le clementine, sia per i mandarini, si registri sui mercati internazionali una forte e aggressiva concorrenza da parte della Spagna, che negli ultimi anni ha fortemente investito nel settore agrumicolo. I limoni, negli ultimi anni, hanno migliorato notevolmente i livelli qualitativi. I volumi raccolti, pari a 418.102 tonnellate (-4 per cento rispetto all'anno precedente) sono stati realizzati prevalentemente in Sicilia (88 per cento). Il mercato è apparso interessato, con una rivalutazione dei prezzi all'origine a circa 0,53 euro/kg e addirittura fino a 1,50 euro/kg per i "verdelli". Per il bergamotto, coltivato in Calabria su 1.500 ettari, l'annata del 2017 ha registrato una flessione, con 18.750 tonnellate (-49,6 per cento) di raccolto, destinato quasi interamente alla produzione del tradizionale e pregiato olio essenziale. Non si registrano particolari novità per i pompelmi che, con un volume di 4.833 tonnellate, non sono in grado di coprire il fabbisogno interno, soddisfatto per oltre il 90 per cento tramite importazioni dall'estero, soprattutto da Sudafrica, Israele e Spagna. In ambito biologico segnala l'ulteriore aumento della superficie agrumicola complessiva (in conversione e a regime) che, secondo il Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica (SINAB), nel 2017 ha raggiunto 39.656 ettari (+9,8 per cento), con 20.951 ettari di aranceti (+15 per cento); mentre il mercato conserva la sua posizione sia per quanto riguarda il volume degli scambi che per le quotazioni. Fa poi presente che i prodotti dell'industria agrumaria italiana sono sempre molto richiesti dai mercati, in particolare quelli internazionali, dove hanno realizzato nel 2017 un saldo attivo di 220,5 milioni di euro (114,5 milioni per succhi e 106 milioni per oli essenziali). Malgrado questi e altri segnali positivi, rileva però come permanga una situazione di grave crisi nel comparto, con una riduzione netta della produzione (-3,6 per cento nell'ultimo anno, secondo la nota integrativa allegata al disegno di legge di bilancio 2019 per il MIPAAFT). Oltre ai problemi di mercato, continua a preoccupare l'aspetto fitosanitario. Infatti, dopo l'emergenza del virus "Tristeza", che ha colpito circa 45.000 ettari di agrumeti in Sicilia, si sta avendo una recrudescenza della patologia fungina del "mal secco", soprattutto in Sicilia (siracusano, messinese e catanese), ma anche in altre regioni. Segnala che la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017), all'articolo 1, comma 131, ha istituito, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, un Fondo per favorire la qualità e la competitività delle imprese agrumicole e dell'intero comparto agrumicolo, con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2018 e di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, che vengono erogati nel regime degli aiuti de minimis nel settore agricolo dell'Unione europea. Ricorda infine che il MIPAAFT ha convocato, in data 5 novembre 2018, la prima riunione della filiera agrumicola. Tra le esigenze segnalate da parte degli operatori, cita la realizzazione del catasto agrumicolo nazionale, la riconversione varietale accompagnata dalla ricerca, il rafforzamento dei contratti di filiera, azioni di promozione e informazione dei consumatori, attenzione agli scambi commerciali con i paesi esteri a condizioni di reciprocità delle regole produttive. Conclusivamente, sottolinea come il comparto agrumicolo in Italia, pur avendo enormi potenzialità, sia sempre più in crisi, sia per i danni causati dagli eventi atmosferici avversi, sia per le dinamiche di mercato, che stanno spingendo molte aziende ad abbondare l'attività. Auspica quindi che, attraverso l'affare assegnato in esame si possa contribuire a individuare possibili soluzioni, invitando i colleghi a trasmettere proposte per audizioni conoscitive, anche dei soggetti responsabili dei centri di ricerca agronomici. Il presidente VALLARDI osserva che il settore agrumicolo, come purtroppo altri in agricoltura, sta attraversando da anni una crisi profonda. Auspica che, attraverso uno sforzo comune di tutti gli attori della filiera, si possano trovare soluzioni per superare i problemi. Richiama quindi il decreto-legge sulle emergenze in agricoltura preannunciato dal Governo, che secondo alcune anticipazioni della stampa potrebbe contenere anche misure a sostegno del comparto agrumicolo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16.