[ddlpres]

Nelle more della definizione dei requisiti di cui all'articolo 20, comma 1- bis , ai fini della certificazione delle condizioni di cui al comma 1 del presente articolo e dell'acquisizione dell'assenso da parte dell'amministrazione competente, fermo restando il rispetto degli altri requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente, il tecnico progettista abilitato è autorizzato ad asseverare la conformità del progetto alle norme igienico-sanitarie nelle seguenti ipotesi: a) locali con un'altezza minima interna inferiore a 2,70 metri fino al limite massimo di 2,40 metri; b) alloggio monostanza, con una superficie minima, comprensiva dei servizi, inferiore a 28 metri quadrati, fino al limite massimo di 20 metri quadrati, per una persona, e inferiore a 38 metri quadrati, fino al limite massimo di 28 metri quadrati, per due persone. 5 - ter . L'asseverazione di cui al comma 5- bis può essere resa ove sia soddisfatto il requisito dell'adattabilità, in relazione alle specifiche funzionali e dimensionali, previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, e sia soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni: a) i locali siano situati in edifici sottoposti a interventi di recupero edilizio e di miglioramento delle caratteristiche igienico-sanitarie; b) sia contestualmente presentato un progetto di ristrutturazione con soluzioni alternative atte a garantire, in relazione al numero degli occupanti, idonee condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio, ottenibili prevedendo una maggiore superficie dell'alloggio e dei vani abitabili ovvero la possibilità di un'adeguata ventilazione naturale favorita dalla dimensione e tipologia delle finestre, dai riscontri d'aria trasversali e dall'impiego di mezzi di ventilazione naturale ausiliari. 5 - quater . Restano ferme le deroghe ai limiti di altezza minima e superficie minima dei locali previste a legislazione vigente”; c-ter) all'articolo 31, comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il termine di cui al primo periodo può essere prorogato con atto motivato del comune fino a un massimo di duecentoquaranta giorni nei casi di serie e comprovate esigenze di salute dei soggetti residenti nell'immobile all'epoca di adozione dell'ordinanza o di assoluto bisogno o di gravi situazioni di disagio socio-economico, che rendano inesigibile il rispetto di tale termine” »; alla lettera d): al numero 1), le parole: « previo parere » sono sostituite dalle seguenti: « previa acquisizione degli assensi, concerti o nulla osta comunque denominati »; al numero 2), le parole: « previo parere » sono sostituite dalle seguenti: « previa acquisizione degli assensi, concerti o nulla osta comunque denominati », le parole: « da parte dell'acquirente delle opere abusive » sono sostituite dalle seguenti: « delle opere abusive da parte dell'acquirente » e le parole: « dall'agenzia del territorio » sono sostituite dalle seguenti: « dai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate »; dopo la lettera d) è inserita la seguente: « d-bis) all'articolo 32, comma 3, il secondo periodo è soppresso »; alla lettera f): al numero 1): al capoverso 1- bis: alla lettera a) , le parole: « dal titolo abilitativo » sono sostituite dalle seguenti: « nel titolo abilitativo »; dopo la lettera d) è aggiunta la seguente: « d-bis) del 6 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile inferiore ai 60 metri quadrati »; al capoverso 1- ter è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Gli scostamenti di cui al comma 1 rispetto alle misure progettuali valgono anche per le misure minime individuate dalle disposizioni in materia di distanze e di requisiti igienico-sanitari »; al numero 4): al capoverso 3- bis , secondo periodo, dopo le parole: « Tale attestazione, » sono inserite le seguenti: « riferita al rispetto delle norme tecniche per le costruzioni vigenti al momento della realizzazione dell'intervento, fermo restando quanto previsto dall'articolo 36- bis , comma 2, », le parole: « corredata dalla documentazione » sono sostituite dalle seguenti: « corredata della documentazione » , la parola: « previsto » è sostituita dalla seguente: « previste » e la parola: « costituiscano » è sostituita dalla seguente: « costituiscono »; al capoverso 3- ter , i periodi secondo, terzo e quarto sono soppressi; dopo la lettera f) è inserita la seguente: « f-bis) dopo l'articolo 34- bis è inserito il seguente: “Art. 34- ter . (L) – (Casi particolari di interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo) – 1. Gli interventi realizzati come varianti in corso d'opera che costituiscono parziale difformità dal titolo rilasciato prima della data di entrata in vigore della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e che non sono riconducibili ai casi di cui all'articolo 34- bis possono essere regolarizzati con le modalità di cui ai commi 2 e 3, sentite le amministrazioni competenti secondo la normativa di settore. 2. L'epoca di realizzazione delle varianti di cui al comma 1 è provata mediante la documentazione di cui all'articolo 9- bis , comma 1- bis , quarto e quinto periodo. Nei casi in cui sia impossibile accertare l'epoca di realizzazione della variante mediante la documentazione indicata nel primo periodo, il tecnico incaricato attesta la data di realizzazione con propria dichiarazione e sotto la propria responsabilità. In caso di dichiarazione falsa o mendace si applicano le sanzioni penali, comprese quelle previste dal capo VI del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 3. Nei casi di cui al comma 1, il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile possono regolarizzare l'intervento mediante presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività e il pagamento, a titolo di oblazione, di una somma determinata ai sensi dell'articolo 36- bis , comma 5. L'amministrazione competente adotta i provvedimenti di cui all'articolo 19, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, anche nel caso in cui accerti l'interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione delle opere. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 36- bis , commi 4 e 6. Per gli interventi di cui al comma 1 eseguiti in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica resta fermo quanto previsto dall'articolo 36- bis , comma 5- bis . 4 .