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IL MINISTRO PER I PROBLEMI DELLE AREE URBANE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO Vista la legge 28 giugno 1991, n. 208, recante "Interventi per la realizzazione di itinerari ciclabili e pedonali nelle aree urbane"; Visto l'art. 3, comma 1, della predetta legge che prevede la concessione di contributi in conto capitale a favore dei comuni che realizzano, completano, ampliano o ristrutturano itinerari ciclabili o ciclopedonali mirati al decongestionamento del traffico veicolare dei centri storici anche mediante interscambio con sistemi di trasporto collettivo; Visto l'art. 3, comma 2, della medesima legge che prevede l'emanazione, da parte del Ministro per i problemi delle aree urbane di concerto con il Ministro del tesoro, di apposito decreto con il quale vengono fissati i criteri per l'ammissione degli stessi al contributo statale e per la determinazione della relativa misura; Considerata l'esigenza di disciplinare unitariamente la materia, in relazione alle diverse determinazioni, fra loro connesse, da assumere ai fini dell'ammissione a contributo degli interventi; Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nella adunanza generale del 19 dicembre 1991; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri n. 41 del 16 gennaio 1992 effettuata ai sensi dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 R e q u i s i t i 1. Ai fini della concessione del contributo di cui all'art. 3 della legge 28 giugno 1991, n. 208, il programma da predisporre ai sensi dell'art. 2 della medesima legge indica: a) le tipologie dell'intervento, ai sensi dell'art. 2 del presente regolamento; b) la descrizione degli itinerari, le localizzazioni, i tracciati plano-altimetrici del percorso, le condizioni orografiche del territorio, gli eventuali passaggi sotterranei o sopraelevati ed i raccordi; c) le opere di protezione atte a garantire la sicurezza degli utenti; d) gli impianti di illuminazione e quelli per lo smaltimento delle acque meteoriche nei recapiti esistenti; e) i tempi previsti per la progettazione esecutiva e per la realizzazione dell'intervento; f) i piani economico-finanziari, con l'analisi costi-benefici; g) le modalità per la verifica dello stato di attuazione e per il collaudo delle opere; h) le misure organizzative ed eventualmente quelle di coordinamento necessarie per l'attuazione dell'intervento, anche ai sensi dell'art. 4 della legge. 2. Ai fini della ammissione ai contributi sono presi in considerazione, ai sensi dell'art. 2 della legge, soltanto gli interventi che presentano congiuntamente le seguenti caratteristiche: a) interventi urgenti che abbiano influenza nella decongestione di aree urbane ad alta intensità di traffico veicolare a motore, anche mediante interscambio con sistemi di trasporto collettivo; ovvero interventi di carattere intercomunale; b) interventi il cui rapporto tra i costi preventivati ed i benefici stimati (sommatoria di ricavi, risparmi, costi cessanti più altri elementi valutabili ai fini ambientali, paesaggistici e di disinquinamento) segni il più alto risultato dell'investimento; c) itinerari oggettivamente fruibili in relazione alle favorevoli caratteristiche orografiche del territorio, con particolare riferimento alle condizioni plano-altimetriche (pendenze non superiori al 5% e comunque per tratti complessivamente non superiori al 5% della lunghezza dell'intero itinerario). N O T E AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota al titolo: - Si trascrive il testo dell'intero art. 3 della legge n. 208/1991, recante interventi per la realizzazione di itinerari ciclabili e pedonali nelle aree urbane: "Art. 3. - 1. Esaurita la procedura di cui all'art. 2, il Ministro per i problemi delle aree urbane, entro sessanta giorni dall'approvazione del programma di cui al medesimo articolo, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di cui all'art. 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, determina le opere e gli interventi da ammettere a contributo in conto capitale, tenendo conto delle priorità determinate sulla base dell'analisi costi-benefici. Per gli anni successivi al primo, il provvedimento di ammissione ai contributi sarà emanato tenendo conto del rispetto dei tempi indicati nel programma per la realizzazione degli interventi, secondo le risultanze della relazione di cui al comma 4 dell'art. 2. 2. I criteri per l'ammissione al contributo e per la determinazione della relativa misura sono stabiliti con decreto del Ministro per i problemi delle aree urbane, di concerto con il Ministro del tesoro, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L'ammissione al contributo è disposta dal Ministro per i problemi delle aree urbane in misura non superiore all'80 per cento del costo complessivo dell'opera. 3. L'erogazione dei contributi in conto capitale previsti dal presente articolo viene disposta previa presentazione degli stati di avanzamento dei lavori ed in proporzione all'ammontare della relativa spesa". Il testo dell'art. 12 della legge n. 400/1988 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), soprarichiamato, è il seguente: "Art. 12 (Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome). - 1. È istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con compiti di informazione, consultazione e raccordo, in relazione agli indirizzi di politica generale suscettibili di incidere nelle materie di competenza regionale, esclusi gli indirizzi generali relativi alla politica estera, alla difesa e alla sicurezza nazionale, alla giustizia. 2. La Conferenza è convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri almeno ogni sei mesi, ed in ogni altra circostanza in cui il Presidente lo ritenga opportuno, tenuto conto anche delle richieste dei presidenti delle regioni e delle province autonome. Il Presidente del Consiglio dei Ministri presiede la Conferenza, salvo delega al Ministro per gli affari regionali o, se tale incarico non è attribuito, ad altro Ministro. La Conferenza è composta dai presidenti delle regioni a statuto speciale e ordinario e dai presidenti delle province autonome.