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conseguentemente, nella seduta del 10 giugno 2021 la commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni ha scritto una lettera al Ministro in indirizzo, riconoscendo il ruolo dei distretti del cibo quali "strumenti efficaci per promuovere lo sviluppo territoriale e favorire la coesione e l'inclusione sociale" e sollecitando l'attivazione di tutti i programmi presentati incrementando quindi le risorse stanziate, anche "al fine di evitare lo svilimento dell'iniziativa e la perdita di questo importante strumento di sviluppo per l'inconsistente sostegno"; ha dichiarato il presidente nazionale di CIA-Agricoltori italiani, Dino Scanavino: "il finanziamento dei Contratti di distretto è un segnale concreto di ripartenza per tutto il Paese e di attenzione verso il settore agricolo e agroalimentare. Inoltre, è un'opportunità per rispettare il cronoprogramma che il Governo si è dato per il 2021, visto che i progetti sono già stati valutati positivamente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e sono immediatamente cantierabili. Sarebbe inspiegabile rinunciare o ridurre i programmi di investimento per carenza di fondi. Ricordiamo, infatti che nelle linee programmatiche presentate dal Ministro Patuanelli e inserite nel Pnrr, i Contratti di filiera e di distretto sono indicati come strategici per lo sviluppo del settore agroalimentare e destinatari di risorse finanziarie adeguate", si chiede di sapere quali siano le intenzioni del Ministro in indirizzo in relazione a quanto esposto e rispetto alla corretta erogazione dei finanziamenti per tutti i progetti vincitori del bando pilota per i distretti del cibo, così come disposto dall'avviso protocollare n. 10898 del 17 febbraio 2020. Atto n. 4-05873 CAUSIN Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 26 luglio 2021 è stata resa nota un'inchiesta che ha evidenziato un gravissimo episodio di caporalato che riguarda una società che svolge servizi in modo continuativo presso la società Grafiche Venete S.p. A. di Trebaseleghe (Padova); la società in accomandita semplice, dalle notizie di stampa, costituita da cittadini pakistani, attraverso i responsabili ha operato con modalità che vanno ben oltre lo sfruttamento. Sembra infatti che i lavoratori fossero oggetto di vessazioni, sequestri, minacce ai familiari, percosse e sottoposti ad orari di lavoro ben oltre quanto previsto dal contratto di lavoro, a fronte di una remunerazione di 4,50 euro lordi all'ora, si chiede di sapere: quali controlli stia operando il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nei confronti delle società di servizi di lavoro che svolgono prestazioni continuative presso terzi; se esistano dei criteri di priorità nelle verifiche da effettuare, al fine di dare precedenza alle costituzioni più recenti e alle società condotte da cittadini stranieri; se si ritenga opportuno che nei contratti continuativo di fornitura di servizi anche al committente sia data facoltà di acquisire i DURC e la documentazione relativa ai rapporti di lavoro in essere dei fornitori. Atto n. 4-05874 SBRANA Al Ministro della cultura Premesso che: la biblioteca universitaria pisana (BUP) ha un patrimonio librario di circa 600.000 volumi, conservati nei locali del palazzo della Sapienza, oltre ad avere in dotazione anche la raccolta di ben 16.000 volumi "galileiani" conservati nella "Domus galileiana". Questo patrimonio culturale di Pisa e della nazione italiana è venuto a formarsi nella sua completezza a cominciare dal 1743, grazie al lascito voluto dal giurista e fisico sperimentale Giuseppe Averani, il quale, con testamento, nel 1736 dispose il lascito di circa 2.000 volumi della sua libreria a favore dell'università di Pisa, dove aveva insegnato per oltre 50 anni, con la condizione che venissero resi pubblici a beneficio di studiosi, professori e studenti dell'università, tra le donazioni è da menzionare anche quella che nel 1879 fece l'insigne penalista lucchese Francesco Carrara della sua biblioteca, costituita da circa 7.000 edizioni di carattere prevalentemente giuridico, con la clausola che rimanesse permanentemente nella biblioteca universitaria pisana e che i volumi fossero e rimanessero tutti collocati nello stesso ambiente comune, senza venire dispersi, per mantenere l'uniformità della raccolta donata; dal 29 maggio 2012, a seguito della scossa di terremoto in Emilia, che ha fatto sentire i suoi effetti anche a Pisa, dopo una serie di sopralluoghi successivi e valutazioni, si è stabilita la chiusura al pubblico del palazzo della Sapienza, sede della biblioteca, e il blocco di tutte le attività in esso svolte, anche nella considerazione dell'incidenza del peso dei 600.000 volumi della BUP sulla resistenza della struttura; in conseguenza la BUP è stata smantellata ed il suo patrimonio librario è stato ricollocato in parte presso un immobile del complesso di San Matteo in Soara (2014), una parte considerevole presso l'archivio di Stato di Lucca ed altre parti in spazi diversi affittati nella città di Pisa, con relativo aggravio di oneri finanziari; le biblioteche dei vari atenei di collocazione dei libri della BUP sono aperte e consultabili solo dagli iscritti e comunque non rappresentano quell' unicum culturale proprio ed esclusivo della BUP che integrava ampiamente il complesso bibliotecario pisano, supportando anche una biblioteca comunale lontana dal centro della città, con poche dotazioni ed abitualmente chiusa; inoltre la biblioteca universitaria pisana risulta essere l'unica in Italia titolare "per diritto di stampa" a ricevere tutto ciò che viene pubblicato, dal saggio poetico al trattato, dalla rivista alle monografie, mettendo così a disposizione del pubblico un'enorme messe di conoscenza e di sapere; è evidente quindi il valore sociale e culturale che questo storico ente rappresenta per la comunità, mentre, attualmente, la sua fruizione da parte del pubblico è impedita; vale comunque rimarcare che esiste l'impegno di persone che con passione si dedicano a continuare la storia e a programmare potenzialità funzionali ed operative per quando la BUP sarà restituita alla sua collocazione originaria, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se intenda intervenire, quale autorità preposta alla tutela e alla conservazione del patrimonio culturale italiano, di cui la BUP fa parte a pieno titolo, nel tentativo di salvare e recuperare un insostituibile patrimonio storico e culturale della comunità pisana e nazionale, restituendolo alla sua storica e prestigiosa collocazione che merita. Atto n. 4-05875 TRENTACOSTE CROATTI DI GIROLAMO FERRARA LOREFICE MAUTONE MONTEVECCHI PRESUTTO VACCARO VANIN Al Ministro della cultura Premesso che: nella Sicilia interna, a circa 10 chilometri a nord-ovest di Piazza Armerina, in provincia di Enna, si trova la località Montagna di Marzo. Sulla porzione sommitale del rilievo, un altopiano che si estende per circa 15 ettari, si trovano i considerevoli resti di un abitato databile, dai frammenti ceramici e dalle monete ivi rinvenuti, tra l'età protostorica e l'età tardo antica;