[massime]

Previdenza - Avvocati iscritti alla Cassa nazionale forense, titolari anche di pensione di vecchiaia nella gestione INPS - Obbligo di versamento contributivo non utile al trattamento previdenziale - Denunciata violazione del principio di capacità contributiva - Insufficiente motivazione a supporto della censura - Inammissibilità della questione.. È dichiarata inammissibile, per insufficiente motivazione a supporto della censura, la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal Tribunale di Palermo in riferimento all'art. 53, primo comma, Cost. - dell'art. 10 della legge n. 576 del 1980, nella parte in cui prevede l'ordinario obbligo contributivo per l'avvocato titolare di pensione di vecchiaia nell'assicurazione generale obbligatoria della gestione INPS, anche se iscritto alla Cassa forense in età avanzata, sì da rendere altamente improbabile il raggiungimento dei presupposti per conseguire la pensione di vecchiaia o di anzianità. Il rimettente, infatti, deduce soltanto la mera circostanza fattuale della ritenuta eccessiva onerosità del contributo previdenziale, circostanza che attiene alle peculiarità del caso, e non svolge una adeguata censura di carattere generale sul complessivo sistema di provvista della Cassa nazionale forense in raffronto alle prestazioni erogate, che tenga conto che l'obbligazione contributiva dell'assicurato iscritto alla Cassa nazionale forense trova fondamento nella prescritta tutela previdenziale del lavoro in generale ( Precedenti citati: sentenze n. 173 del 2016 e n. 88 del 1995 ).