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il mancato rispetto dell'A.I.A., insieme a tutte le motivazioni descritte nel parere negativo al rilascio di P.A.U.R. determina altresì l'incompatibilità ambientale dell'impianto industriale a svolgere l'attività nell'attuale ubicazione, in zone sottoposte ai vincoli elencati e troppo vicina a dei centri abitati, rendendo necessaria ed evidente una sua urgente delocalizzazione in zona adeguata a svolgere tale tipologia di produzione, considerando anche la sua classificazione, di impresa insalubre di prima classe; l'impresa Agri Flor Srl ha impugnato la determinazione dirigenziale della Regione Umbria n. 11915 del 22 novembre 2019, presentando nuovo ricorso al T.A.R. dell'Umbria (n.r.g. 953/2019), che in data 15 gennaio 2020 ha emesso un'ordinanza in cui: a) sospende l'efficacia del provvedimento impugnato, b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l'udienza pubblica del 9 giugno 2020; per effetto dell'ordinanza l'impresa ha ritenuto di poter continuare l'attività produttiva e di conseguenza persistono le nauseabonde emissioni odorigene, il traffico di mezzi pesanti e tutte le altre situazioni di incompatibilità ambientale, condizione che potrebbe protrarsi per molto tempo ancora, data la sospensione dell'attività dei tribunali a causa dell'emergenza sanitaria in atto; ritenuto che le circostanze descritte provochino ormai da troppi anni pesantissimi disagi nella popolazione residente, costretta a convivere tutti i giorni con emissioni ambientali nauseabonde, prodotte dal deposito e trattamento dei rifiuti accumulati, e con il traffico degli automezzi pesanti, che condizionano fortemente lo svolgimento delle normali attività quotidiane, provocando un gravissimo stress psico-fisico, con grave pregiudizio per la salute pubblica e l'ambiente, si chiede di sapere, sulla base di quanto esposto, quali azioni di competenza, considerando anche l'attuazione del principio di precauzione, i Ministri in indirizzo intendano intraprendere a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, valutando la possibilità di un'ordinanza di revoca dell'A.I.A. rilasciata nel 2015, per mancato adeguamento alle prescrizioni in essa contenute, ovvero, in subordine, la sospensione dell'attività produttiva nei confronti dell'impresa Agri Flor Srl. Atto n. 4-03272 LA MURA Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta all'interrogante: con ordinanza n. 39 del 25 aprile 2020 il Presidente della Regione Campania ha consentito, con decorrenza dal 27 aprile, le attività conservative e di manutenzione, di pulizia e sanificazione nei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive, ancorché sospese per effetto della vigente disciplina statale o regionale, ivi comprese le attività relative alla manutenzione, conservazione e lavorazione delle pelli; nel bacino idrografico del fiume Sarno è presente il distretto conciario di Montoro-Solofra, che rappresenta circa il 14 per cento delle attività manifatturiere dell'intera area, con più di 100 aziende addette alla preparazione e alla concia del cuoio, nonché alla fabbricazione di pelletteria; l'industria conciaria ha un forte impatto sull'ambiente, per la produzione di acque reflue e fanghi contenenti materiali chimici e organici delle fasi di lavorazione. Nel processo produttivo dell'attività conciaria sono utilizzate sostanze altamente inquinanti. Si tratta di sostanze inorganiche, come i sali di cromo, la calce idrata, il solfuro di sodio, il cloruro di sodio denaturato, i sali di alluminio e zirconio, il solfidrato di sodio, il solfato e cloruro di ammonio, acidi cloridrico e solforico, il carbonato e bicarbonato di sodio, il solfato di magnesio, il solfito, il bisolfito, il caolino, e di prodotti organici di sintesi, come resine, coloranti, emulsionanti, tannini sintetici o sintani; tali sostanze sono spesso smaltite illecitamente, con gravi danni per gli ecosistemi naturali e per la salute dei cittadini che vivono nel bacino idrografico del fiume Sarno; considerato che: a seguito del temporaneo arresto delle attività produttive, in ottemperanza alle disposizioni governative per l'emergenza epidemiologica da COVID-19, si è assistito ad un miglioramento dello stato delle acque del fiume Sarno, come risulta dalle immagini pubblicate da diversi giornali on line , tra cui "Il Mattino" del 1° aprile 2020; tale miglioramento è strettamente connesso all'interruzione delle attività produttive, tra cui quelle del distretto conciario di Montoro-Solofra, posto che il fiume Sarno e i suoi affluenti hanno continuato a ricevere le acque reflue urbane; considerato, inoltre, che: il Ministro in indirizzo ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Abbiamo attivato una task force costituita da Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie, insieme ad Ispra ed Arpa […] per procedere con controlli serrati sul territorio e cercare di individuare le situazioni di maggiore criticità. Un'iniziativa nata dalla constatazione che in questo periodo, a produzione ferma, abbiamo potuto notare come mari, corsi d'acqua, laghi stiano tornando trasparenti. La natura si sta riappropriando dei propri spazi, e sta a noi individuare il modo di proteggerla, nella consapevolezza che quando tutto ripartirà dovrà farlo secondo una logica diversa" (notizia dell'agenzia "Agi" del 25 aprile 2020); dalla dichiarazione emerge l'impegno a garantire un'intensa attività di controllo, al fine di evitare che riprendano condotte illecite e siano vanificati gli effetti positivi per l'ambiente derivanti dalla sospensione delle attività produttive; il Ministro ha incaricato l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale di predisporre il master Plan del bacino del fiume Sarno al fine di definire un piano di misure per fronteggiare le criticità presenti e delineare un percorso di riqualificazione e rigenerazione dell'area del bacino del Sarno; considerato, altresì, che a parere dell'interrogante, è fondamentale potenziare i controlli relativi al distretto conciario di Montoro-Solofra anche nella fase attuale, in cui la produzione non è ancora ripresa, al fine di conservare gli effetti ambientali positivi e prevenire condotte illecite, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere, nei limiti delle sue competenze, affinché non siano vanificati gli effetti positivi che il lockdown ha determinato in relazione agli ecosistemi naturali del bacino idrografico del fiume Sarno. Atto n. 4-03273 CANDURA FUSCO PEPE PUCCIARELLI Al Ministro della difesa Premesso che: