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se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere per verificare le decisioni prese dall'USR per il Veneto; se, alla luce di quanto descritto, ritenga di avviare un'indagine che coinvolga l'intero territorio nazionale, visto l'imminente avvio dell'a.s. 2022/2023. Atto n. 4-06977 ORTIS ABATE BOTTO GIANNUZZI LANNUTTI ANGRISANI LEZZI MORRA NUGNES MORONESE VANIN GRANATO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: mercoledì 6 aprile 2022, presso la Prefettura di Campobasso, presenti il prefetto e l'assessore ai trasporti della Regione Molise, si è tenuto un tavolo di confronto tra i lavoratori dell'impresa di trasporto pubblico regionale (ATM - Azienda trasporti molisana), e l'amministratore delegato della società. Tale incontro faceva seguito a quello, precedente, del 10 giugno 2021, durante il quale la dirigenza aveva sottoscritto un'intesa con le organizzazioni sindacali per ovviare alle numerose criticità lamentate in questi anni dai lavoratori; l'accordo citato era composto da undici impegni: a dieci mesi dalla sua sottoscrizione, però, non si è potuto purtroppo far altro che constatare che tutti questi erano stati disattesi dai vertici dell'azienda. L'intesa, quindi, è stata rescissa; nonostante la basilarità delle istanze sindacali, infatti, la dirigenza non si è dimostrata comunque in grado di soddisfare tale richieste; e ciò, nonostante le risorse assegnate mensilmente dalla Regione. Si chiedeva infatti semplicemente di assicurare, tra le altre cose, la regolarità nel pagamento delle retribuzioni nei confronti di tutti i lavoratori dell'impresa; tempestivi versamenti all'istituto di previdenza complementare delle somme trattenute in busta paga (ammonterebbe a ben 500.000 euro la somma non versata dalla società); e la consegna di nuove divise ai dipendenti, che indossano gli stessi indumenti dell'ultima fornitura del 2010 ("Trasporto pubblico regionale- Sindacato: "170 dipendenti vessati e ricattati. Chi continua a proteggere ATM e imprenditore Larivera?", in "altomolise", 8 aprile 2022), si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo, i Ministri in indirizzo abbiano intenzione di intraprendere al fine di attivare efficienti sistemi di audit volti a monitorare le erogazioni effettuate dalle Regioni verso privati, potenziando i sistemi preesistenti o istituendone di nuovi; ciò, al fine di garantire l'efficienza produttiva delle gestioni dei servizi pubblici locali, soprattutto per quel che concerne il trasporto pubblico, vitale per le aree interne del nostro Paese. Atto n. 4-06978 LICHERI FENU LOMUTI Ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 dicembre 2021 è istituita, ai sensi dell'art. 4, comma 5, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, una Zona economica speciale (ZES) nella regione Sardegna, nei termini di cui al Piano di sviluppo strategico presentato dalla Regione Sardegna e allegato al citato decreto; considerato che: risultano già istituite sette zone economiche speciali dislocate in Calabria, Campania, Abruzzo, Puglia-Basilicata (Ionica), Molise-Puglia (Adriatica), Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale; il 2 dicembre 2021, in sede di Conferenza unificata, lo schema di decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di concerto con il Ministro per il sud e la coesione territoriale, ha ricevuto l'intesa per la ripartizione di 630 milioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per interventi volti a favorire la competitività e lo sviluppo economico delle ZES; la ZES Sardegna, definita nei documenti come di imminente istituzione, ha visto l'assegnazione di soli 10 milioni di euro, a fronte dei 62,9 assegnati alla ZES Abruzzo, dei 136 della ZES Campania, degli 83 della ZES Molise-Puglia, dei 108 della ZES Basilicata-Puglia, dei 117 della ZES Calabria, dei 61,4 della ZES Sicilia Orientale e dei 56,8 di quella Occidentale; atteso inoltre che oltre all'esigua posta finanziaria riservata alla ZES Sardegna, ad oggi non risulta essere stato adottato alcun procedimento attuativo, si chiede di sapere se risultino ragioni ostative alla concreta realizzazione della Zona economica speciale nella Regione Sardegna e, nel caso, quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere affinché siano garantite le procedure necessarie per l'organizzazione e la gestione della ZES Sardegna. Atto n. 4-06979 FARAONE Ai Ministri dell'istruzione e dell'economia e delle finanze Premesso che: il sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, istituito in attuazione dell'art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e riorganizzato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 gennaio 2008 con la forma giuridica delle fondazioni di partecipazione (Fondazioni Istituti Tecnici Superiori - ITS), ha tra i suoi obiettivi quello di assicurare, con continuità, l'offerta di tecnici superiori a livello post -secondario con profili che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro in aree strategiche per lo sviluppo economico del Paese; dai dati del monitoraggio nazionale del 2021 di INDIRE (Istituto nazionale Documentazione Innovazione Ricerca educativa) sugli ITS, risulta che l'80 per cento dei diplomati presso tali istituti trova lavoro entro un anno dall'acquisizione del titolo conclusivo del percorso di studi e, nel 92 per cento dei casi, trova occupazione in un'area coerente col proprio percorso di studi; rilevato che: le fondazioni ITS possono rappresentare un modello formativo trainante per diffondere nuove ed elevate competenze tecniche, per promuovere i processi di innovazione tecnologica e per favorire politiche attive del lavoro finalizzate ad un'occupazione qualificata dei giovani, sia direttamente che tramite la costituzione di nuove imprese; rafforzare il sistema ITS significa aumentare il numero dei giovani occupati e contrastare con efficacia il fenomeno dei "NEET"; il sistema Paese dovrebbe, infatti, sviluppare il settore dell'alta formazione tecnica non universitaria costituita dalle fondazioni ITS sia per i risultati occupazionali già raggiunti, sia per allinearsi agli altri Paesi europei (come Germania, Francia, Svizzera) e extraeuropei (Canada, USA); considerato che: il PNRR ha previsto all'interno della missione M4, componente C1, che riguarda il potenziamento dell'offerta e dei servizi di istruzione, l'obiettivo di incrementare il numero di iscritti e di diplomati negli ITS attraverso un investimento di 1,5 miliardi di euro;