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L'insegnante consideri come fonte e stimolo della progressiva conquista della lingua parlata, e successivamente scritta, le intuizioni, osservazioni, scoperte, esperienze che soprattutto nella fase iniziale del processo educativo trovano i più vivi elementi di sviluppo nei giochi individuali e collettivi, nel gioco-lavoro, nelle libere attività creative (mimica e drammatizzazione, disegno spontaneo, manifestazioni pittoriche, plastiche, ecc.). Il disegno spontaneo sia sempre considerato la naturale forma di scrittura per immagini, che il bambino ha già usato liberamente come gioco per esprimere i suoi desideri e i suoi sentimenti ancora prima di frequentare la scuola. L'insegnante avrà cura di interpretare tale scrittura, che procede e si perfeziona per gradi e che rispecchia lo sviluppo spirituale di ogni fanciullo. Egli dovrà favorire con simpatia le spontanee manifestazioni grafiche e pittoriche degli alunni, lasciandoli liberi di esprimersi a loro modo sugli argomenti che più li interessano, coi mezzi a loro più graditi (matite nere e colorate, pastelli, gessetti colorati, acquerelli, carte colorate a strappo e a ritaglio, ecc). Li inviterà di volta in volta a spiegare con la parola, e appena possibile anche con lo scritto, il significato delle loro espressioni grafiche e pittoriche. L'eventuale correzione dei disegni si ottenga non con cancellature o rifacimenti, oppure con suggerimenti intempestivi ed inopportuni che scoraggerebbero il piccolo disegnatore, ma per processo di chiarificazione interiore, cioè, col guidare ogni alunno all'amorosa e sempre più attenta osservazione, alla riflessione e all'autocorrezione in riferimento a quanto egli ha inteso esprimere. Sono da evitare i ricalchi e le copie perché soffocano la spontaneità infantile e favoriscono la insincerità e il cattivo gusto. Partendo dalle diverse attività finora accennate, si incoraggi al massimo la conversazione con l'insegnante e degli alunni tra di loro per abituarli a parlare quanto più chiaramente e correttamente è possibile. L'insegnante dia sempre l'esempio del corretto uso della lingua materna e, pur accogliendo le prime spontanee espressioni dialettali degli alunni, si astenga dal rivolgere loro la parola in dialetto. L'acquisizione della scrittura e della lettura sia il risultato di una personale scoperta dello scolaro. A tal fine dovranno essergli offerti in libero uso, e sotto forma di gioco, tutti quei comuni sussidi didattici (alfabetieri murali e mobili, cartelloni con disegni, schede illustrate, ecc.), che favoriscono lo interesse per l'iniziale distinzione e il possesso degli elementi grafici essenziali. Dai primi ideogrammi o disegni spontanei lo scolaro passi alla formulazione di pensieri (frasi e parole) e li trascriva a integrazione ed illustrazione di quanto ha voluto esprimere col disegno. Le prime letture e le prime spontanee esercitazioni scritte concluderanno questa fase fondamentale. Non appena possibile gli alunni siano avviati alle libere letture, all'auto-dettatura, all'apprendimento e recitazione di facili artistiche poesie, alla spontanea drammatizzazione di favole, raccontini, scherzi, giochi. L'insegnante, accerti sempre che ogni alunno abbia chiaramente compreso il significato delle parole e delle frasi, incoraggiando le necessarie richieste di spiegazioni. L'usuale esercizio del parlare corretto, del leggere e dello scrivere, anche sotto dettatura, miri ad assicurare, senza esercizi artificiosi, la padronanza delle più comuni norme ortografiche. Sia diligentemente curata l'ortoepia, anche per le sue naturali connessioni con la correttezza dello scrivere. La scrittura, fin dal principio, non sia considerata un fatto meramente meccanico, anche se implica talvolta l'adeguamento al modello, ma una delle espressioni della personalità. Essa deve quindi tendere alla semplicità, alla chiarezza, all'ordine, al decoro. Si consiglia di iniziare gli alunni anche alla lettura e scrittura dei caratteri lapidari nella loro forma più semplice e a finì pratici (intastazioni di quaderni, cartelli e avvisi, biglietti di augurio, ecc.). Molta Importanza va data al canto corale all'unisono di facili motivi, in lingua o in dialetto, appropriati all'estensione vocale del fanciullo e accompagnati, se possibile, da interpretazioni mimiche o ritmiche. Scopo del canto è di contribuire all'elevazione spirituale e alla socialità; all'educazione dello orecchio, della voce, della retta pronuncia; all'addestramento motorio. Può Inserirsi in questo insegnamento l'ascolto di brani musicali adatti all'età. Le attività manuali e pratiche saranno incoraggiate come gioco-lavoro, per appagare anche questo naturale bisogno di esprimersi, di costruire, proprio dell'età. A tale scopo possono essere adoperate materie di facile lavorazione, come sabbia, plastillina, argilla, caria, rafia, ecc. Il lavoro sarà anche rivoto a vantaggio della comunita scolastica, con piccole prestazioni volontarie per il mantenimento dell'ordine e decoro dell'ambiente, per il giardinaggio, ecc, Le bambine siano lasciate ai loro giochi preferiti (cura della bambola, sua pulizia, vestizione, acconciatura, ecc.) o vengano addestrate alle più semplici e più facili attività della casa. LINGUA ITALIANA L'insegnamento della lingua italiana abbia inizio, fin dalla prima classe, con l'acquisizione degli elementi grafici necessari e proceda progressivamente dalle forme espressive più Semplici ed elementari, sempre in relazione diretta con l'osservazione e con l'esperienza personale dell'alunno, sino allo apprendimento dell'abituale esercizio del parlare corretto, della scrittura e della lettura. Il primo compito del maestro sarà quello di far parlare I bambini, invitandoli a raccontare, e cercherà di sopperire alla loro insufficienza di espressioni suggerendo il termine senza forzarlo. Egli adoperi un parlare semplice e corretto con una dizione chiara e precisa anche nello scopo di suscitare un processo di imitazione. Parallelamente all'apprendimento pratico dell'ortografia, si curi pure l'esattezza dell'ortoepia, tenendo sempre presenti le difficoltà che derivano dallo studio contemporaneo di due lingue. In particolare si tenga conto delle seguenti Indicazioni: conversazioni brevissime di carattere intuitivo, denominazione di oggetti e delle loro qualità, denominazione di azioni indicate nell'atto che si compiono. Esercizi di denominazione di cose, forme, colori, fatti su disegni del fanciullo e anche su oggetti da lui portati a scuola, su materiale predisposto dal maestro e su tutto ciò che il fanciullo vede in casa e fuori. Uso dell'alfabetiere illustrato e degli altri sussidi didattici per l'apprendimento del leggere e dello scrivere. Esercizi progressivi di formazione di brevi frasi su argomenti offerti sia dall'esperienza familiare e scolastica sia dai giochi. Dettatura e autodettatura di parole e di brevi frasi risultanti dalle conversazioni. Recitazione di facili poesie adatte all'età ed alle cognizioni linguistiche del fanciullo. Letture da un libro di testo. Canto in lingua italiana, collegato a movimenti ritmici e a giuochi infantili.