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Nel Lazio la tendenza indica 2.853 medici in uscita e soli 707 in entrata nei prossimi 7 anni, dati che dimostrano come l'emergenza vada ben oltre i confini locali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione descritta e se nell'ambito delle proprie competenze, oltre all'immediata riposta, ma comunque da considerare temporanea, che consiste nell'aumentare il numero di assistiti per ogni medico di medicina generale passando dagli attuali 1.500 a 1.800, visto il progressivo indebolimento dell'offerta sanitaria pubblica nell'area di competenza del comune di Aprilia e di tutta la provincia di Latina, non intenda porre in essere tutti gli atti necessari al fine di invertire tale deriva e potenziare le strutture sanitarie pubbliche nel territorio. Atto n. 4-06347 PRESUTTO RUOTOLO PELLEGRINI Marco GALLICCHIO CASTALDI CAMPAGNA PUGLIA D'ANGELO DONNO VACCARO Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Area est di Napoli è stata oggetto di diverse interrogazioni parlamentari da parte del primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo a causa dei numerosi episodi di violenza che hanno coinvolto la zona generando un clima di paura, incertezza e preoccupazione tra la popolazione residente; da tempo, infatti, la zona è teatro di una sanguinosa guerra di camorra tra bande rivali: attentati, esplosioni, stese, regolamenti di conti, un 'escalation che non sembra arrestarsi nonostante gli sforzi profusi dalle Forze dell'ordine; l'ultimo episodio, in ordine di tempo, è avvenuto pochi giorni fa nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, dove un giovane di 30 anni è stato gambizzato in pieno giorno; una guerra senza fine, che coinvolge soprattutto i giovani del quartiere, che delinquono anche per la difficoltà nel trovare alternative valide per il proprio futuro; un fenomeno questo, che riguarda non solo l'area est, ma buona parte della città, fino a divenire, purtroppo, endemico in un tessuto economico e sociale minato dalle fondamenta; la difficile crisi economica che imperversa nel nostro Paese è sentita ancora più forte nelle aree lontane dal centro cittadino, che offrono alle nuove generazioni un panorama socio economico privo di prospettive. Quartieri dove l'assenza di funzioni direzionali e di insediamenti qualificati, la carenza di servizi sociali, l'assenza di spazi verdi e parchi ricreativi e il deperimento degli spazi pubblici hanno prodotto gravi forme di esclusione sociale; il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, intervenuto di recente al convegno "La città e la camorra - Napoli e la questione criminalità", tenutosi presso l'Università Federico II, ha sottolineato come spesso di fenomeni criminali di grande rilievo e complessità, come la camorra, "sia fornita una rappresentazione banalizzante e fuorviante. Una banalizzazione che riduce la questione criminale a una questione di ordine e sicurezza pubblica relegandola negli angusti confini della repressione, deresponsabilizzando il complesso delle politiche pubbliche che invece sono chiamate a fare da argine"; la verità, secondo Melillo, è che la dicitura "infiltrazione mafiosa" appare ''fuorviante, perché fornisce alla questione un carattere puramente emergenziale quando, al contrario, il fenomeno ha ormai assunto connotazioni strutturali economiche e sociali nella città di Napoli, in tutta la regione Campania ma anche in gran parte del territorio nazionale"; la camorra, infatti, riveste ormai il pericoloso ruolo di mediatore dell'ordine sociale ed economico di Napoli e non solo, strutturandosi a tutti i livelli della società civile. Un gigante del malaffare che ha spesso agito in modo indisturbato mentre, da più parti, ci si è occupati di promuovere un'immagine diversa della città; Don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, è più volte intervenuto sulla questione, proponendo un "patto educativo" per la città di Napoli, ferita dalla "questione criminale" che coerentemente descrive come questione educativa, comunitaria, sociale, che riguarda tutti e rispetto alla quale nessuno può voltarsi dall'altra parte; una questione che deve "partire dal territorio", dalla necessità di avviare una reale rigenerazione urbana da un punto di vista economico, infrastrutturale, culturale, sociale, ambientale e residenziale per un concreto rilancio di Napoli, classificata penultima nel recente rapporto sulla Qualità della Vita in Italia 2021, e non solo; appare evidente che un efficace intervento, in grado di contrastare la criminalità endemica, debba avvenire contemporaneamente a livello locale e a livello governativo, attraverso una interazione funzionale tra Governo centrale e Comune, che dovrà riprendersi quel ruolo di primo presidio di legalità dell'intero territorio cittadino, facendo leva innanzitutto sulle nuove generazioni e il loro diritto allo studio; un'azione efficace non può prescindere da uno stanziamento adeguato di risorse: nella regione Campania, al momento, saranno nove i progetti ammessi ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dei quali solo due destinati al Comune di Napoli; risorse attualmente non sufficienti che dovranno necessariamente essere integrate per fungere da volano per una reale ripartenza di tutto il tessuto urbano, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; come intenda intervenire per garantire un concreto ed efficace rilancio di Napoli, condizione imprescindibile affinché si compia una reale rigenerazione urbana e si gettino le fondamenta per una nuova concezione del rapporto con il territorio, affinché lo stesso non continui ad essere presidiato dalla criminalità organizzata. Atto n. 4-06348 SALVINI Matteo Al Ministro dell'interno Premesso che: pochi giorni fa, il programma di approfondimento del telegiornale RAI "Tg2 Post" ha trasmesso un contributo video sull'imminente apertura a Milano, prevista per la prossima primavera, della moschea dell'associazione "Milli Gorus", attenzionata in Europa e inserita in Germania nella lista nera dell'estremismo islamico; il sindaco di Milano, intervistato a margine del servizio, ha commentato dicendo che i milanesi non sono né interessati, né preoccupati della cosa, e che l'argomento su cui in città si discute ed è aperto un dibattito è invece lo stadio, sminuendo che cosa rappresenta l'apertura di una nuova moschea, anche alla luce dell'attuale contesto migratorio e della sicurezza internazionale connessa anche al ritorno al potere dei talebani in Afghanistan, considerato che per la cultura islamica non si tratta solo di un luogo di culto, ma del centro dell'attività commerciale e politica della comunità, un punto di aggregazione che può facilmente diventare centro di possibile reclutamento da parte dell'estremismo religioso islamico;