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Una innovazione riguarda l'istituzione dei centri sportivi scolastici, che avranno la funzione di coinvolgere in maniera strutturata e più definita rispetto a quanto accade i dirigenti scolastici, i docenti, ma anche gli studenti e i loro genitori per la realizzazione di progetti ed iniziative nello sport. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,15) ( Segue PIARULLI). I centri sportivi scolastici potranno affidare lo svolgimento delle discipline sportive esclusivamente a laureati in scienze motorie o a diplomati presso gli ex Istituti superiori di educazione fisica, cioè a specialisti, e saranno aperti alle comunità locali coinvolgendo in maniera diretta tutte le associazioni sportive che insistono sul territorio per poter sviluppare al meglio quei progetti considerati quanto più possibile inclusivi. Fino ad oggi lo sport era solo per chi se lo poteva permettere, non per tutti. Questa riforma mira a dare la possibilità a tutti i ragazzi di partecipare alle attività formative. Un'attenzione importante riguarda anche la sicurezza degli impianti sportivi, provvedendo alla ristrutturazione di quelli esistenti ma anche costruendo impianti ex novo , tenendo presente che a tutt'oggi ci sono plessi scolastici senza palestre o con palestre inagibili. Per quanto riguarda la pari opportunità, poi, proprio la lettera h) dell'articolo 1 sostiene che la partecipazione e la rappresentanza delle donne nello sport debbano avvenire in conformità ai principi del codice di pari opportunità, garantendo, quindi, la parità di genere nell'accesso alla pratica sportiva a tutti i livelli. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle al provvedimento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno VITALI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per sollecitare la risposta a numerosissime interrogazioni, che datano anche più di un anno, alle quali il Governo non ha mai dato riscontro. Sono precisamente le interrogazioni 3-00008 , 3-00009 , 3-00262 , 3-00443 , 3-00533 , 3-00835 , 3-00985 , 3-01005 , 3-01047 , nonché, a risposta scritta, le interrogazioni 4-00114 , 4-00219 , 4-00256 , 4-00543 , 4-00636 , 4-00637 , 4-00919 , 4-01089 , 4-01561 , 4-01594 , 4-01685 , 4-01745 , 4-01820 e 4-02002 . URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, non vorrei interrompere questo clima festaiolo di fine stagione, ma devo farlo per evidenziare all'Assemblea un dramma sociale che si sta verificando nell'insipienza del Parlamento, in questo caso del Senato. Mi riferisco alla notizia apparsa oggi sui giornali, secondo cui vi è il boom di immobili pignorati. Vengono messe all'asta 836 case al giorno che, se moltiplicate per trecentosessantacinque giorni, fate il conto di quante siano: circa 300.000 case in un anno. È un dramma sociale di cui mi sembra strano che proprio questa maggioranza non tenga conto. Perché non ne tiene conto? Signor Presidente, ho presentato una proposta di legge il 2 aprile di quest'anno, l'Atto Senato 1191, che attende ancora di essere esaminata e consentirebbe a questi cittadini che hanno la casa all'asta (ripeto: sono 836 al giorno) di poterla riscattare invece di essere defraudati. Nello stesso tempo evidenzio all'Assemblea che è ancora in attesa di essere esaminata l'altra mia proposta di legge del 4 ottobre 2018, l'Atto Senato 788, che consentirebbe il salvataggio del sistema industriale italiano. Proprio oggi i privati (mi riferisco al fondo Prelios) hanno raggiunto un accordo con Banca Intesa Sanpaolo - lo riferisco ai parlamentari della Lega e del MoVimento 5 Stelle - per intervenire nel salvataggio del sistema industriale italiano. Il fondo Prelios insieme a Banca Intesa Sanpaolo hanno concordato di salvare quelle imprese, il cui credito è stato definito deteriorato, riacquistandolo loro. Pensate un po', i privati, i pescecani italiani (perché parliamo del più grande nome: Fabrizio Palenzona) scendono in campo con Banca Intesa per fare quello che il Parlamento si rifiuta di fare: è esaminare da un anno una proposta di legge che consentirebbe a chi ha il proprio credito deteriorato di riscattarlo e tornare in bonis . Il Parlamento, questo Parlamento e questa maggioranza, se ne fregano; quindi scendono in campo le banche e i fondi privati per fare quello che dovrebbero fare la politica e lo Stato. (Applausi dal Gruppo FdI) . PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, il 6 agosto 1863, centocinquantasei anni fa, vi fu l'eccidio di Pietrarsa, nel comune di Portici, dove sono nati i nonni dei miei nonni. Lo si ricorda proprio oggi. Sui libri di storia ci hanno insegnato a celebrare il 1° maggio, data simbolica per indicare quella che venne definita la festa dei lavoratori, in memoria dei fatti accaduti a Chicago nel 1886 e conosciuti come la rivolta di Haymarket. I lavoratori decisero in quell'occasione di manifestare fuori dalla loro fabbrica e la polizia sparò sui rivoltosi uccidendone due: un fatto accaduto in America nel 1886. Quello che non tutti sanno è che tredici anni prima a Napoli, in particolare a Portici, avvenne un fatto simile e ben più grave. Siamo a Pietrarsa, l'opificio borbonico voluto da Ferdinando II di Borbone. Questo opificio, prima che si unificasse la Nazione, contava circa 1.200 operai, di cui 800 specializzati: era l'industria più proficua dell'intera Nazione. Con l'unificazione, per opera dei regnanti dell'epoca, la fabbrica venne privatizzata e venduta all'ingegner Bozza per pochi soldi. Inutile dire che in pochi mesi furono ridotti i lavoratori e i salari e aumentati gli orari: da 1.200, ad esempio, divennero 800 e in seguito 600 e poi ancora meno. Il malcontento era così diffuso che il 6 agosto 1863 gli operai decisero di fermare le macchine e suonare la sirena in segno di protesta. Il capo contabile Zimmerman chiamò il questore Nicola Amore - futuro sindaco di Napoli - che prima inviò la polizia e poi fece intervenire i bersaglieri. Questi ultimi spararono sugli operai, uccidendone quattro: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso, Aniello Olivieri.