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Disposizioni concernenti la gravidanza per altri solidale e altruistica. Onorevoli Senatori. – La disciplina della gravidanza per altri solidale e altruistica è espressamente regolamentata in alcuni Paesi esteri (Regno Unito, Canada, Grecia e Portogallo), nei quali è ammesso solo il riconoscimento, in favore della gestante, di un mero rimborso avente ad oggetto le spese sostenute durante la gravidanza, e direttamente o indirettamente collegate alla stessa. A questo tipo di impostazione giuridica si contrappone il modello della gravidanza per altri a fini commerciali, ammesso in alcuni Stati degli Stati Uniti d'America, che consente alla gestante di ricevere un corrispettivo anche superiore al mero rimborso delle spese correlate alla gravidanza. In Italia, la legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di procreazione medicalmente assistita, prevede all'articolo 12, comma 6, recante divieti generali e sanzioni, quanto segue: « Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro ». Nel contempo, però, la stessa legge, all'articolo 9, tutela i nati a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita con donazione di gameti, definite di tipo « eterologo », vietate, ai sensi dell'articolo 4, comma 3, della medesima legge fino al 2014, anno in cui la Corte costituzionale ha dichiarato, con la sentenza n. 162 del 10 giugno, l'illegittimità costituzionale del divieto, così rendendo palese e manifesta la contraddizione della norma. Dal 2004 fino ad oggi, dunque, in base ai divieti della normativa vigente in Italia, la diffusione delle problematiche relative alla sterilità e all'infertilità, sia sociale sia medico-fisiologica, hanno spinto molte persone a recarsi all'estero per intraprendere un percorso di fecondazione medicalmente assistita, riconosciuto e regolamentato dalla legge, in Paesi dove è accordata una tutela piena ed effettiva alle scelte riproduttive, in relazione al primato della libertà e dell'autonomia degli individui. Il ricorso alla gravidanza per altri solidale e altruistica nei Paesi dove la stessa è consentita e regolamentata, ovvero nei Paesi dove è ammesso anche il percorso a fini commerciali, sottopone le parti coinvolte ad incontrare maggiori difficoltà dal punto di vista della distanza geografica, linguistico e spesso culturale, ma, soprattutto, impone loro di sostenere costi economicamente gravosi. La disciplina della gravidanza per altri solidale e altruistica prevista dal presente disegno di legge tutela l'autodeterminazione rispetto alle scelte procreative e fornisce contestualmente gli strumenti di tutela e di prevenzione dei rischi, consentendo di evitare che coppie o persone singole siano esposte ai rischi spesso connessi alle pratiche « low cost » o siano costrette a ricorrere a intermediari non autorizzati. Ogni soggetto ha il diritto di autodeterminarsi in relazione alle proprie scelte personali, un diritto fondamentale della persona ai sensi dell'articolo 2 della Carta costituzionale, che comprende anche la libertà nelle scelte procreative. La gravidanza per altri solidale e altruistica, come già rilevato, è un percorso ormai espressamente regolamentato, a livello legislativo, in molti Paesi europei e del mondo, dove il riconoscimento dei diritti genitoriali, in favore della persona singola o della coppia, è effettuato mediante un atto amministrativo o una procedura giudiziaria, antecedente o successiva alla nascita. Per ciò che concerne, invece, gli aspetti inerenti alla cittadinanza dei minori, diversi sono i princìpi applicabili e variabili sono le procedure da seguire, in base al Paese di nascita. Il presente disegno di legge è il frutto di una rielaborazione del lavoro svolto dall'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e si fonda anche sullo studio comparato di altre legislazioni europee, in particolare la legislazione portoghese (legge 16 dicembre 2021, n. 90), che prevede l'istituzione di un'Autorità garante delle condizioni di accesso alla tecnica di fecondazione assistita, e la legislazione greca che con le leggi n. 3305 del 2005 e n. 4272 del 2014 prevede che, per ogni gravidanza per altri, il tribunale del luogo di residenza delle persone che si rivolgono alla tecnica di fecondazione assistita dia un'autorizzazione a procedere. L'articolo 1 stabilisce le finalità e oggetto del disegno di legge. L'articolo 2 prevede la procedura ai fini del percorso di gravidanza per altri solidale e altruistica. È istituita presso l'Istituto superiore di sanità una Commissione nazionale sulla gravidanza per altri solidale e altruistica. L' équipe medica è scelta tra i professionisti dei maggiori centri regionali di procreazione assistita convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e inseriti nel registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita , istituito presso l'Istituto superiore di sanità di cui all'articolo 11 della legge 19 febbraio 2004, n. 40. La Commissione accerta l'autenticità dei presupposti della volontà solidale e altruistica e la documentazione che attesta la presenza dei requisiti delle parti, e informa le parti degli effetti giuridici correlati ai rispettivi ruoli, accertando, altresì, che la volontà espressa sia frutto di una scelta pienamente consapevole maturata a conclusione di un adeguato percorso di informazione e di supporto psicologico. Con decreto del Ministro della salute si stabiliscono le linee e le modalità del percorso di fecondazione assistita. L'articolo 3 stabilisce i requisiti per l'accesso alla gravidanza per altri solidale e altruistica, che può essere richiesto da persone singole o in coppia, coniugate, conviventi o unite civilmente, che abbiano una età compresa tra i diciotto e i cinquant'anni e che non possano condurre una gravidanza o portarla a termine per ragioni medico-fisiologiche o per ragioni cosiddette « affettive » come nel caso di coppie formate da persone dello stesso sesso. Viene prevista una polizza assicurativa e un conto corrente dedicato alla gestante. L'articolo 4 stabilisce il divieto di utilizzare il patrimonio genetico della gestante. I gameti che, a seguito di fecondazione, permetteranno lo sviluppo dell'embrione, potranno provenire dalla persona singola, dalla coppia o da donatori, con l'applicazione, in questo caso, della normativa vigente volta a garantire la sicurezza e la tracciabilità, nonché il rispetto dell'anonimato. I primi due commi dell'articolo 5 stabiliscono i criteri soggettivi relativi alla gestante. Al comma 3 si prevede, invece, che la valutazione medica cui deve sottoporsi la gestante sia effettuata presso strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, al fine di accertare l'assenza di patologie che rappresentino un rischio per la gravidanza o per la salute della stessa gestante; tale condizione deve essere attestata dalla medesima struttura mediante il rilascio di una apposita certificazione.