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Credo di aver detto un po' tutto e soprattutto ho cercato di cogliere gli aspetti che in futuro dovranno essere tenuti in considerazione per valutare sempre di più il bilancio del Senato in relazione agli obiettivi di qualità del lavoro che dev'essere sviluppato, anche attraverso i Regolamenti. Penso addirittura che gli stessi Regolamenti in futuro possano essere corretti in funzione delle verifiche che verranno fatte sul campo. Ancora, un ringraziamento va rivolto a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questa legislatura: dai commessi a tutti i dipendenti, che hanno assicurato manutenzione al nostro lavoro e ai nostri spazi. Da ultimo, toccherei anch'io la questione dei collaboratori parlamentari, che citiamo tutte le volte e che alla fine non siamo riusciti a sbloccare, perché credo che - giustamente - sia un tema da affrontare di concerto con la Camera. Non è immaginabile che in questa sede ci sia un regime di gestione e di collaborazione differente da quello in vigore alla Camera dei deputati. Credo quindi che il Consiglio di Presidenza debba portare a termine il lavoro per la prossima legislatura insieme al Collegio dei Questori e unitamente alla Camera dei deputati. Ormai è consapevolezza comune, tutti lo sottolineano e, anche a seguito delle verifiche e delle valutazioni sul funzionamento del Senato con il nuovo Regolamento, credo che il tema possa essere finalmente affrontato con compiutezza. (Applausi dal Gruppo PD) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, faccio una considerazione molto breve e, se mi consente, anche di carattere esistenziale. Anzitutto, rispetto al bilancio di questa legislatura dal punto di vista dell'amministrazione del Senato, dobbiamo veramente dire che i nostri Questori, il Presidente del Collegio dei Questori e gli altri hanno svolto un lavoro egregio, perché sono stati terminale dell'amministrazione e terminale dei parlamentari, e questo non è poco. Si sono fatti carico dei nostri problemi e dei problemi dell'amministrazione e hanno lavorato per saldare e superare le frizioni che a volte si sono determinate tra la politica e l'amministrazione. Questo è un punto fondamentale ed è il ruolo dei Questori: ne ho visti tanti in questi anni e devo dire che sono stati veramente tra i migliori che il Parlamento ci ha dato. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT,UV) e dei senatori Binetti e Tosato) . Naturalmente la politica siamo noi, per cui saluto il vice presidente Calderoli e la presidente Casellati, che sono stati i nostri terminali, perché noi li abbiamo eletti. Vorrei ora parlare dell'amministrazione e vorrei anch'io ringraziare la Segretaria generale e i Vice Segretari generali: anch'essi sono stati molto puntuali nello svolgere un lavoro di supporto al Parlamento e questo vale per tutto il personale dell'amministrazione. Voglio fare una considerazione, ma consentitemi un tono quasi affettuoso: ricordo quando entrarono in Senato qualche anno fa alcuni movimenti, ad esempio i colleghi dei 5 Stelle, con i quali negli anni abbiamo imparato ad apprezzarci reciprocamente; noi abbiamo visto le loro doti e loro le nostre, quando c'erano, evidentemente. Ebbene, all'inizio sono entrati in quest'Aula quasi con la sensazione che fossimo tutti nemici e che i funzionari fossero i terminali del nemico. Credo che loro siano stati i primi a capire che i funzionari sono il segno della terzietà che ci dev'essere in quest'Aula. La politica non può chiedere fedeltà, noi non chiediamo e non possiamo chiederla, perché la fedeltà si chiede ai cani, non alle persone. La fedeltà si chiede agli animali, può avere aspetti positivi, ma in realtà non è da nobilitare. Noi chiediamo lealtà e terzietà e dai funzionari dell'amministrazione del Senato abbiamo avuto lealtà e terzietà, così come dagli assistenti parlamentari e da tutto il personale del Senato. Voglio terminare dicendo una cosa: se questi presupposti sono veri, allora che cosa dimostrano? Dimostrano che bisogna amare il Parlamento: conoscendolo, se ne capisce il valore, anche pedagogico. (Applausi) . In quest'Aula ci si può arrivare, infatti, anche con intendimenti "rivoluzionari" (questo fa parte della politica, non ci possiamo scandalizzare), ma, quando si è in questa sede, c'è una grande lezione pedagogica che il Parlamento riesce a impartire e questa lezione serve, perché quando si sta in Parlamento, quando anche le forze più antisistema stanno in Parlamento, esse non stanno in piazza e non favoriscono l'eversione fuori dal Parlamento. (Applausi). Ecco perché il Senato e la Camera dei deputati devono essere a pieno titolo considerati la casa di tutti gli italiani, perché siamo il riflesso del Paese, nel bene e nel male. Ovviamente, faccio gli auguri a tutti i colleghi. Abbiamo sentito anche dall'onorevole Carbone quanta passione e quanto affetto ci siano nel legame che si è consolidato in questi anni. (Applausi). DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi senatori, ringrazio il Collegio dei senatori Questori, il presidente De Poli e i senatori Bottici e Arrigoni, per il lavoro egregio che è stato svolto in questa legislatura. Lo testimoniano i dati inconfutabili nel momento in cui oggi viene presentato, com'è stato fatto negli anni passati, il bilancio interno: sono numeri che testimoniano l'impegno concreto di questo ramo del Parlamento e dell'amministrazione in una gestione rigorosa e attenta delle risorse pubbliche; tutto questo, non soltanto per quest'anno, ma anche negli anni passati, in un momento difficile per il nostro Paese, così come per le istituzioni e il Senato. I numeri che vengono sottoposti oggi alla nostra attenzione sono il frutto del lavoro efficace ed efficiente di razionalizzazione della spesa del bilancio interno del Senato. Soprattutto, è anche il frutto di un lavoro di riordino di tutta l'attività amministrativa del Senato. Se guardiamo a qualche dato, vediamo che il rendiconto delle spese per l'esercizio finanziario del 2021, al netto degli accantonamenti, riporta una diminuzione delle spese rispetto agli anni passati, che - possiamo dirlo chiaramente - va a beneficio di tutta la collettività, trattandosi di risorse che possono essere comunque impiegate per altre finalità di pubblico interesse. Parlando in termini molto diretti, il Senato ha chiesto meno soldi allo Stato, in quanto la dotazione di risorse che è stata chiesta in questi anni è stata minore; ciò significa che abbiamo lasciato nelle casse dello Stato più risorse per i cittadini. La dotazione si è ridotta di circa 21,6 milioni di euro all'anno dal 2011 e ciò significa che è stata fatta un'azione strutturale di contenimento delle spese, quindi non esclusivamente episodica e relativa a questa legislatura. Accanto al risparmio generato dalla minore dotazione, ci sono poi altri risparmi: si tratta di economie di spesa per il periodo in questione, che va dal 2013 al 2022, per complessivi 128 milioni di euro circa. Inoltre, sono già previste ulteriori riduzioni per quanto riguarda il funzionamento della macchina amministrativa, che derivano anche dalle integrazioni funzionali già introdotte tra le amministrazioni del Senato e della Camera.