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c garantire il funzionamento del Centro nazionale per le malattie rare istituito ai sensi dell'articolo 8; d garantire l'attuazione degli interventi di formazione e di informazione sulle malattie rare previsti dall'articolo 10; e garantire l'accesso dei pazienti affetti da malattie rare ai farmaci orfani; f garantire l'attuazione delle azioni e dei programmi individuati dal Piano nazionale per le malattie rare di cui all'articolo 5; g consentire la defiscalizzazione degli oneri relativi alla ricerca industriale sui farmaci orfani ai sensi dell'articolo 11. 2 Il Fondo è gestito dal Ministro della salute, d'intesa con il Comitato nazionale per le malattie rare istituito ai sensi dell'articolo 4 e con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 3 (Istituzione del Fondo per la cura e il sostegno dei pazienti affetti da malattie rare) 1 È istituito, nello stato di previsione del Ministero della salute, il Fondo per la cura e il sostegno dei pazienti affetti da malattie rare, di seguito denominato «Fondo terapia», con una dotazione pari a 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, allo scopo di: a consentire la tempestiva prestazione delle cure idonee e la costante assistenza terapeutica dei pazienti; b garantire ai pazienti l'erogazione dei medicinali, dei dispositivi medici e dei servizi diagnostici, assistenziali e riabilitativi necessari; c agevolare la reperibilità e la disponibilità dei dispositivi e servizi di cui alla lettera b) presso le strutture del Servizio sanitario nazionale. 2 Il Fondo terapia è gestito dal Ministro della salute, d'intesa con il Comitato nazionale per le malattie rare istituito ai sensi dell'articolo 4 e con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 4 (Comitato nazionale per le malattie rare) 1 Con decreto del Ministro della salute è istituito il Comitato nazionale per le malattie rare, di seguito denominato «Comitato», composto, oltre che dallo stesso Ministro della salute, con funzioni di presidente, e dal presidente dell'Istituto superiore di sanità, che svolge funzioni di vice presidente, da ventitré membri individuati con le seguenti modalità: a un rappresentante per ognuno dei seguenti Ministri: 1 Ministro della salute; 2 Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca; 3 Ministro dello sviluppo economico; 4 Ministro delegato per le pari opportunità; b sette membri tecnici, di cui tre provenienti dall'Istituto superiore di sanità e indicati dal presidente del medesimo Istituto, e quattro nominati dal Ministro della salute sulla base delle specifiche competenze e della validità curriculare; c cinque membri designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, scelti tra gli assessori regionali; d tre membri indicati dalle associazioni dei pazienti affetti da malattie rare e due membri indicati dalle associazioni per la tutela dei diritti dei malati scelti sulla base delle specifiche competenze e della validità curriculare tra i soggetti che negli otto anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente legge hanno intrapreso iniziative per promuovere l'adozione di interventi legislativi in favore della ricerca sulle malattie rare; e un rappresentate dell'Agenzia italiana del farmaco; f un revisore contabile per la gestione del Fondo e del Fondo terapia, designato dal Ministro dell'economia e delle finanze. 2 Il Comitato ha compiti di indirizzo tecnico e programmatico nei settori sanitario e sociale di specifica rilevanza per i cittadini affetti da malattie rare e per le loro famiglie, con particolare riguardo alla formulazione degli obiettivi del Piano nazionale per le malattie rare di cui all'articolo 5, nonché di gestione del Fondo e del Fondo terapia. 3 Per realizzare i compiti di cui al comma 2 del presente articolo, il Comitato può avvalersi delle competenze tecnico-scientifiche del Centro nazionale per le malattie rare istituito ai sensi dell'articolo 8. 4 Il Comitato propone criteri di priorità per l'attività finanziata dal Fondo in base: a alle esigenze socio-assistenziali connesse all'attuazione delle disposizioni previste dall'articolo 7, commi 3, lettere e) , f) e g) , 4 e 6 d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tenendo conto della previsione programmatica delle medesime esigenze; b alle esigenze scientifiche determinate dalle scarse conoscenze sulle malattie rare ai fini di un adeguato intervento socio-sanitario. 5 Il Comitato elabora, altresì, d'intesa con il Centro nazionale istituito ai sensi dell'articolo 8, i criteri per la redazione delle linee guida previste dall'articolo 6, comma 1, lettera f) . 6 Il Comitato dispone l'assegnazione ai pazienti delle somme del Fondo terapia, al fine di consentire la tempestività delle cure necessarie. 7 Il Comitato dispone l'assegnazione delle somme del Fondo e ne verifica l'utilizzo al fine di garantire il funzionamento del Centro nazionale istituito ai sensi dell'articolo 8. 5 (Piano nazionale per le malattie rare) 1 Il Governo, su proposta del Ministro della salute, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, le quali si esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione dell'atto, e tenuto conto dalle proposte presentate dalle regioni, entro il medesimo termine, predispone il Piano nazionale per la malattie rare, di seguito denominato «Piano». A decorrere dal secondo anno di adesione al Piano, le regioni presentano le loro proposte entro il 31 luglio dell'ultimo anno di vigenza del Piano precedente. 2 Il Governo, ove si discosti dal parere delle Commissioni parlamentari espresso ai sensi del comma 2, è tenuto a darne motivazione. 3 Il Piano è adottato ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 gennaio 1991, n. 13, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 4 Il Piano ha durata triennale ed è adottato dal Governo entro il 30 novembre dell'ultimo anno di vigenza del Piano precedente. 5 Il Piano può essere modificato nel corso del triennio con la procedura di cui ai commi 1, 2 e 3. 6 Il Piano persegue i seguenti obiettivi: a assicurare la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi tempestiva, il trattamento e la riabilitazione dei pazienti affetti da malattie rare; b garantire ai pazienti affetti da malattie rare un equo accesso ai servizi socio-sanitari esistenti nel territorio nazionale; c migliorare la qualità della vita delle persone affette da malattie rare e dei loro familiari. 7 Il Piano individua: