[pronunce]

Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri, la ricorrente sarebbe pienamente consapevole del contenuto del decreto e delle modalità della regolazione finanziaria da esso operata, trattandosi di atto frutto della concertazione con la medesima Regione siciliana, in quanto adottato a seguito dell'intesa del 3 marzo 2011 raggiunta in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. Infine, prosegue il resistente, la partecipazione regionale all'iter formativo del decreto escluderebbe altresì il pregiudizio alle disponibilità regionali di cassa ed il conseguente impedimento all'erogazione delle prestazioni sanitarie, ragioni addotte dalla ricorrente a sostegno dell'istanza di sospensione dell'esecuzione senza fornire prova del fumus boni iuris e del periculum in mora, ossia della grave alterazione del rapporto tra complessivi bisogni regionali e l'insieme dei mezzi per farvi fronte (si citano al riguardo le sentenze della Corte costituzionale n. 29 del 2004, n. 138 del 1999 e n. 222 del 1994). Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri, da ciò deriverebbe anche l'infondatezza dell'istanza cautelare.1. - La Regione siciliana ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze (rectius: del Direttore generale delle finanze e del Ragioniere generale dello Stato) 2 aprile 2012 (Determinazione del maggior gettito della tassa automobilistica da riservare allo Stato, al netto del minor gettito dello stesso tributo da riconoscere alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, per gli anni 2006 e 2007, ai sensi dell'articolo 1, commi 235 e 322, della legge 27 dicembre 2006, n. 296), emanato di concerto con il Ministro delle infrastrutture (rectius: con il Capo del Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione (rectius: con il Capo del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 25 luglio 2012, n. 172. Ad avviso della ricorrente, il decreto in questione violerebbe le competenze ad essa attribuite dagli articoli 36, primo comma, del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), e 2, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1965, n. 1074 (Norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia finanziaria), anche in combinato disposto con gli artt. 17, lettera c), e 20 dello statuto della Regione siciliana. La Regione si duole in primo luogo dell'acquisizione da parte dello Stato della differenza tra il maggior gettito della tassa automobilistica (dovuto all'aumento delle relative tariffe, disposto dall'art. 1, comma 321, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per il bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2007») ed il minor gettito della stessa (dovuto alle esenzioni dalla tassa medesima disposte dall'art. 1, commi 226 e 236, della stessa legge n. 296 del 2006 per l'acquisto di veicoli meno inquinanti, i cosiddetti ecoincentivi). Tale riserva violerebbe gli artt. 36, primo comma, dello statuto della Regione siciliana e 2, primo comma, del d.P.R. n. 1074 del 1965, in quanto sarebbe stata disposta in mancanza del presupposto della specifica destinazione dell'incremento di gettito alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalità contingenti o continuative dello Stato, presupposto che avrebbe consentito di derogare al generale regime statutario di integrale spettanza alla Regione siciliana di tutte le entrate tributarie erariali riscosse nell'ambito del suo territorio, dirette o indirette, comunque denominate. In secondo luogo, la ricorrente si duole del fatto che il meccanismo di indebita acquisizione allo Stato del maggior gettito netto, mediante equivalente decurtazione - in caso di mancato spontaneo versamento del dovuto - dei trasferimenti erariali di finanziamento della spesa sanitaria regionale, le precluderebbe l'erogazione delle prestazioni sanitarie, risultando così violati, unitamente ai parametri poc'anzi citati ed in combinato disposto con essi, anche gli artt. 17, lettera c), e 20 dello statuto della Regione siciliana, che attribuiscono al Presidente ed agli Assessori regionali le funzioni esecutive ed amministrative in materia di «assistenza sanitaria». 2. - Il Presidente del Consiglio dei ministri eccepisce l'inammissibilità del conflitto, per non essere stata impugnata in via principale la legge di cui il decreto sarebbe mera attuazione, e, nel merito, nega di aver riservato a sé il maggior gettito netto della tassa automobilistica - in quanto formalmente percepito dalle Regioni - salva la soggezione di queste ultime alla riduzione dei trasferimenti per il corrispondente ammontare. A suo dire, il particolare regime statutario della Regione siciliana avrebbe indotto lo Stato a prevedere che la stessa subisca suddetta decurtazione solo in caso di mancato spontaneo versamento di quanto dovuto. Ciò non pregiudicherebbe l'erogazione regionale delle prestazioni sanitarie, in difetto di compiuta prova al riguardo. 3. - L'eccezione d'inammissibilità sollevata dalla difesa dello Stato è fondata. 3.1. - Questa Corte ha già sottolineato l'inammissibilità dei ricorsi per conflitto di attribuzione proposti contro atti meramente consequenziali (confermativi, riproduttivi, esplicativi, esecutivi, etc.) rispetto ad atti anteriori, non impugnati, con i quali sia già stata esercitata la competenza contestata. In questi casi viene, infatti, a determinarsi la decadenza dall'esercizio dell'azione, dal momento che non può essere consentita, attraverso l'impugnazione dell'atto meramente consequenziale della norma non impugnata, la contestazione di quest'ultima, in ordine alla quale è già inutilmente spirato il termine fissato dalla legge (sentenze n. 207 del 2012 e n. 369 del 2010). Nella fattispecie in esame, l'art. 1, comma 321, della legge n. 296 del 2006, determinando un incremento di gettito relativo alle tasse automobilistiche attraverso l'aumento delle relative tariffe, ha espressamente previsto, all'ultimo periodo, che: «I trasferimenti erariali in favore delle regioni o delle province autonome di cui al periodo precedente sono ridotti in misura pari al maggior gettito derivante ad esse dal presente comma». Detta disposizione si riferisce in modo indifferenziato (così come il successivo comma 322 dello stesso articolo) sia alle «regioni» che alle «province autonome», con incontrovertibile implicita inclusione degli enti territoriali dotati di autonomia speciale come la ricorrente.