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L'importo varierà naturalmente -- nei limiti stabiliti con decreto ministeriale -- per il caso di morte, invalidità permanente parziale o totale. La corresponsione dell’indennizzo è esclusa (o, se concessa, revocata) qualora il beneficiario -- inteso sia come vittima che come familiare -- abbia concorso a commettere il reato di cui è rimasto vittima, oppure reati connessi. Non sono comunque erogabili benefici a favore di persone nei confronti delle quali -- siano esse le vittime dirette o i familiari -- è in corso un procedimento o è stata pronunciata sentenza di condanna per un delitto non colposo, ovvero condanna a pena detentiva superiore a mesi dieci e giorni venti di reclusione per delitto colposo, o nei confronti dei quali è in corso un procedimento per l'applicazione di una misura di prevenzione. Sono, quindi esclusi, benefici a familiari di appartenenti a organizzazioni criminali di stampo mafioso. Si prevede per il fondo una dotazione iniziale finanziata con la legge istitutiva mediante riduzione del fondo per gli interventi strutturali di politica economica. A regime, si delinea invece un sistema di alimentazione mediante una pluralità di fonti: tra queste un contributo fisso dello Stato, determinato annualmente dalla legge di stabilità, comunque in misura non inferiore ad un determinato importo; i proventi delle sanzioni derivanti dal processo penale e dalla cessione, da parte dello Stato, dei crediti vantati nei confronti di coloro che sono stati condannati in via definitiva a pene pecuniarie; i proventi derivanti dalla confisca e vendita dei mezzi utilizzati per l'esecuzione dei reati; i proventi derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie e delle somme versate per la multa o per l'ammenda a titolo di responsabilità civile; gli introiti derivanti dalla specifica destinazione di quota parte delle ritenute operate sulle retribuzioni dei condannati ammessi al lavoro, ai quali dovrebbe spettare una retribuzione, conforme al principio di uguaglianza, tale da consentire a ciascun detenuto il pagamento delle spese del procedimento e il concorso integrale alle spese di mantenimento; tutte le contribuzioni volontarie, le donazioni e i lasciti da chiunque effettuati. In caso di condizioni economiche disagiate la provvisionale può avere natura anticipatoria, prevedendosi procedure di recupero in ragione dell'esito del procedimento penale. La richiesta può essere presentata non solo a seguito di sentenza di non luogo a procedere in presenza di una causa di estinzione del reato, come la morte del reo o la prescrizione, ma anche per intervenuta amnistia o in presenza del decreto di archiviazione per mancanza di una condizione di procedibilità. Quota parte del fondo dovrà essere utilizzata per la promozione e lo sviluppo di presìdi e di servizi pubblici di accoglienza, orientamento e sostegno sul territorio a favore della vittima del reato, in modo che il sostegno non sia puramente economico ma si concretizzi, attraverso l'utilizzo delle strutture e del personale esistenti, in una rete di informazione per quanti sono titolati a proporre l'istanza relativa ai propri diritti e alle procedure richieste per farli valere. A tal fine si prevede anche la promozione di adeguate forme di pubblicizzazione dei servizi offerti e delle strutture di accoglienza presenti sul territorio. Dal momento che il presente disegno di legge si muove lungo binari già consolidati ed ampiamente elaborati nella presente e nelle passate legislature, e che esso trova fondamento nel richiamato dibattito parlamentare conclusosi con la votazione di appositi atti di indirizzo presso la Camera dei deputati nel maggio 2014, se ne augura un celere e positivo esame, congiuntamente alle proposte analoghe giù depositate e alle altre che, auspicabilmente, vorranno aggiungersi.. 1 (Diritti delle vittime dei reati dolosi violenti) 1 Le vittime dei reati dolosi violenti di cui all’articolo 3, comma 2, hanno diritto ad ottenere assistenza, sostegno psicologico e servizi di orientamento da parte delle strutture pubbliche esistenti sul territorio, con particolare riferimento ad ogni informazione relativa: a alla propria situazione giuridica, anche al fine di poter esercitare i conseguenti diritti procedurali, compreso il diritto al patrocinio dello Stato; b alle possibilità di assistenza legale e di essere informate sullo stato del procedimento; c alle possibilità e modalità di ottenere un risarcimento da parte dello Stato nonché ai relativi modelli applicativi. 2 Le vittime dei reati dolosi violenti di cui all’articolo 3, comma 2, che non abbiano potuto conseguire il risarcimento del danno patrimoniale o non patrimoniale cagionato dal reato medesimo o la rifusione delle spese e degli onorari di costituzione di parte civile e di difesa, hanno diritto a un ristoro per i danni subiti, secondo le condizioni e le modalità stabilite dalla presente legge, nei seguenti casi: a quando il responsabile è deceduto; b quando il responsabile, successivamente alla sentenza di condanna, si è sottratto all'adempimento delle obbligazioni civili; c quando il responsabile è ignoto; d quando il responsabile stato prosciolto per intervenuta prescrizione. 3 I soggetti di cui al comma 1 hanno, altresì, diritto ad accedere al gratuito patrocinio legale a carico del fondo di cui all'articolo 2 della presente legge, qualora ne facciano richiesta e nei loro confronti non si applichino i limiti di reddito previste dal testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 4 A decorrere dal secondo esercizio del fondo di cui all’articolo 2, con il decreto di cui al medesimo articolo 2, comma 3, lettera e) , possono essere individuate ulteriori fattispecie di reato, anche non intenzionali, ed ulteriori categorie di soggetti titolati ad accedere al fondo. Il decreto definisce altresì le ulteriori modalità ed eventuali limitazioni poste all'accesso al fondo medesimo. 2 (Fondo per le vittime dei reati dolosi violenti) 1 Per i fini di cui all'articolo 1 è istituito, presso il Ministero dell'interno, un fondo per le vittime dei reati dolosi violenti, di seguito denominato «fondo», con una dotazione iniziale di 15 milioni di euro. 2 Restano salve le specifiche disposizioni a tutela delle vittime di reati già previste dalla legislazione vigente. 3 Il fondo di cui al comma 1 è alimentato da un contributo fisso dello Stato, determinato annualmente dalla legge di stabilità in proporzione alla dotazione complessiva del fondo stesso, comunque in misura non inferiore a 10 milioni di euro, nonché da: a quota parte dei proventi delle sanzioni irrogate in sede di applicazione della pena e dalla cessione, da parte dello Stato, dei crediti vantati nei confronti di coloro che sono stati condannati in via definitiva a pene pecuniarie, mediante l'applicazione di una aliquota obbligatoria, fissata annualmente, con proprio decreto, dal Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;