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La politica attiva, fatta di gesti concreti, per mettersi al servizio delle persone, con uno spiccato senso civile e di umanità, che andava ben oltre il suo ruolo istituzionale. La chiarezza delle parole era lo strumento per consentire a tutti di comprendere: lo ha fatto da giornalista e lo ha fatto da politico. Ha usato parole ferme per difendere e favorire il progetto di integrazione europea e le sue istituzioni democratiche, per promuovere i valori di dignità e solidarietà, perché nessuno è al sicuro da solo, per chiedere sempre più democrazia, per denunciare il superamento dei confini tra umanità e disumanità, con la costruzione di quei muri che non poteva permettere, per impedire la salvezza ad esseri umani fragili che chiedono riparo, per denunciare il rigorismo che impedisce di combattere le disuguaglianze, perché il sommo dovere delle Istituzioni, la loro ragion d'essere, è proteggere i più deboli, senza aggiungere dolore al dolore, per promuovere la conoscenza come mezzo di emancipazione sociale ed economica, perché la speranza siamo noi, quando non alziamo muri e non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno e combattiamo le ingiustizie. È un segno che l'ultimo grande atto politico della sua Europa sia stato il Next generation EU, il primo passo della ricostruzione europea nella direzione di una maggiore integrazione, solidarietà e sostenibilità sociale. Con la scomparsa di David perdiamo un amico, ma la marea di amore, rispetto, sincero cordoglio e stima di queste ore scalda il cuore, perché offre un segno molto preciso della sua umanità e della grandezza di ciò che ha seminato. David è un patrimonio del nostro partito, ma oggi scopriamo che è un patrimonio comune: una marea di affetto che non sorprende chi lo conosceva o aveva lavorato con lui. La nostra comunità, il nostro Paese, l'Europa ne sentiranno la mancanza perché lascia un vuoto enorme. Ne sentiremo molto la mancanza noi, e fa male sapere che abbia dovuto affrontare un periodo così doloroso. A David però continuavano a brillare gli occhi e dentro quel luccichio c'erano la passione per la politica e la sincera empatia nei confronti degli altri. David era tutto questo e molto altro; un grande italiano, europeo, democratico, antifascista. Quando si è insediato come Presidente del Parlamento europeo aveva detto: «sono figlio di un uomo che a venti anni ha combattuto contro altri europei e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie. Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie e so che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della storia». La nostra vicinanza alla sua famiglia, alla moglie Alessandra e ai figli, Livia e Giulio, ai suoi amici, ai collaboratori, ai colleghi europarlamentari. David, ci mancherai. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, Presidente del Consiglio, esponenti del Governo, onorevoli colleghi, abbiamo perso un amico, un politico dal cuore grande, attento ai bisogni della gente e dotato di una spiccata simpatia umana. David Sassoli ha impostato la sua vita al rispetto della verità e al senso delle Istituzioni, prima come giornalista, poi come politico. Da sempre difensore dei diritti e attento ai bisogni dei più deboli. Lo era stato sin dall'inizio della sua carriera giornalistica, quando si era dedicato all'impegno sindacale e alla difesa dei colleghi con minori tutele, indipendentemente dai prestigiosi incarichi via via ricoperti. Anche di recente, nella sua qualità di Presidente del Parlamento europeo, non aveva esitato ad intervenire con coraggio, senza timore di ritorsioni, per denunciare i casi di palesi violazioni dei diritti civili in Russia, ad esempio; attività per la quale era stato inserito nella lista nera delle persone sgradite al regime. Convintamente europeista, Sassoli è stato un leale interprete del sentimento di solidarietà e condivisione che è alla base dell'Unione europea, riuscendo a presiedere il Parlamento europeo con grande lucidità ed intelligenza anche negli anni più difficili per l'Europa, quelli segnati dalla pandemia; anni nei quali l'Unione europea, che ha oggettivamente rischiato di implodere, ha saputo invece, anche grazie alla visione e al polso del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, trasformare la più grave crisi dal Dopoguerra ad oggi in una straordinaria occasione di rilancio per tutto il Continente. David si è dedicato con grande passione alla costruzione di un'Europa dei popoli e parallelamente si è sempre posto come un argine contro qualsiasi deriva sovranista e populista, senza mai alzare i toni, ma sempre con la fermezza di chi sa di essere nel giusto e con il coraggio delle proprie idee, delle proprie battaglie, anche a rischio di portarle avanti in solitudine. David era così, un uomo umile, corretto, gentile, generoso nell'esercizio del suo impegno politico, integro, risoluto nella difesa dei sani valori in cui credeva. Di David porteremo con noi il ricordo del costante buon umore, la sua capacità di reagire sempre con un sorriso aperto e luminoso anche nelle situazioni difficili. Un sorriso che arrivava ad abbracciare e a scaldare chi aveva di fronte. Impossibile non ricordare con affetto il suo modo di porsi, la sua capacità di fermarsi a parlare con tutti. Non si è mai sottratto al confronto, anzi, lo vedeva come uno stimolo. Un uomo famoso, arrivato già da decenni, ma che non si è mai sentito al di sopra di nessuno e si è sempre reso disponibile all'ascolto; una dote rara che lo ha fatto apprezzare ed amare. Curioso, di profonda cultura, si è impegnato per un'Europa in cui non rimanesse indietro nessuno e, così facendo, ha fatto sentire l'Unione più vicina alle persone normali. Anche per queste sue doti profondamente umane oggi lo piangiamo. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nelle Istituzioni italiane ed europee e in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di percorrere un pezzo di strada insieme. In uno dei suoi ultimi interventi al Parlamento europeo, solo poche settimane fa, David ha sostenuto che l'Europa, per uscire dal Covid-19, deve continuare ad operare insieme con politiche comuni. Nessuno deve sentirsi appagato di quanto raggiunto. Tutti siamo chiamati a continuare ad innovare e a superare uniti le difficoltà causate dalla pandemia. Ebbene, credo che il modo migliore per onorare David Sassoli sia prendere questo suo appello molto sul serio, come testamento politico, e farlo nostro per seguirlo anche nei mesi a venire. E sappiamo che David sarà al nostro fianco. Grazie David. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, commemorare un parlamentare, un Presidente dell'Assemblea europea, che si è conosciuto e si è apprezzato, dà sempre una forte emozione, un'emozione che tutta l'Assemblea credo oggi condivida.