[massime]

ORD. 415/05. PROCESSO PENALE - PROCEDIMENTO DINANZI AL GIUDICE DI PACE - AVVISO ALL'INDAGATO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI - MANCATA PREVISIONE - LAMENTATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO ALL'IMPUTATO DINANZI AL GIUDICE ORDINARIO E LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA E DEL DIRITTO DELLA PERSONA ACCUSATA DI ESSERE INFORMATA, NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE, DELL'ACCUSA ELEVATA A SUO CARICO - QUESTIONE ANALOGA AD ALTRE GIÀ DICHIARATE MANIFESTAMENTE INFONDATE - MANIFESTA INFONDATEZZA.. E’ manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, terzo comma, della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale - sollevata nel corso di un procedimento penale davanti al giudice di pace - dell'art. 15 del d.lgs. n. 274 del 2000, nella parte in cui prevede che il pubblico ministero, ricevuta la relazione di cui all'art. 11 del citato decreto legislativo, «se non richiede l'archiviazione, esercita l'azione penale» senza l'obbligo di notificare all'indagato l'avviso della conclusione delle indagini preliminari di cui all'art. 415-bis cod. proc. pen. Infatti il procedimento davanti al giudice di pace configura un modello di giustizia non comparabile con il procedimento per i reati di competenza del tribunale, che verrebbe ad essere snaturato dall'innesto dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, posto che tale procedura incidentale appare incompatibile con le finalità di snellezza, semplificazione e rapidità che connotano questa particolare forma di giurisdizione penale. - Su analoghe questioni, concernenti il procedimento davanti al giudice di pace, v. citate ordinanze n. 85/2005, n. 349 e n. 201/2004.