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– (Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa nei territori interessati dalle nuove misure restrittive) La disposizione prevede che la sospensione dei versamenti dei contributivi dovuti nel mese di novembre 2020, di cui all'articolo 13 del decreto-legge n. 137 del 2020 si applichi anche in favore dei datori di lavoro privati per i settori di attività economica di cui all'allegato 1 al presente decreto su tutto il territorio nazionale. Viene precisato che tale estensione non si applica ai premi per l'assicurazione obbligatoria dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Inoltre, si prevede la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti per il mese di novembre 2020 per i datori di lavoro privati che abbiano unità produttive od operative nelle cosiddette « zone rosse » operanti nei settori economici cui all'allegato 2 al presente decreto. I contributi sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Articolo 12. – (Misure in materia di integrazione salariale) La disposizione prevede: – la proroga al 15 novembre 2020 dei termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all'emergenza da COVID-19 di cui agli articoli da 19 a 22- quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° ed il 30 settembre 2020; – la concessione dei trattamenti salariali di cui all'articolo 12 del decreto-legge n. 137 del 2020 (cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga) anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del presente decreto; – le misure finanziarie per fare fronte alle predette innovazioni. Articolo 13. – (Congedo straordinario per i genitori in caso di sospensione della didattica in presente delle scuole secondarie di primo grado) Limitatamente alle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministero della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 (cosiddette « zone rosse »), nelle quali sia stata disposta la sospensione della didattica in presenza con attivazione di quella a distanza nelle scuole secondarie di primo grado, e nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori di alunni delle suddette scuole, lavoratori dipendenti, la facoltà di astenersi dal lavoro per l'intera durata della sospensione dell'attività didattica in presenza. Nel periodo di astensione dal lavoro, la norma in esame dispone la concessione di un congedo straordinario pari al 50 per cento della retribuzione. Inoltre, tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa. Il beneficio sopra citato si applica ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado od ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura ai sensi del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020. Articolo 14. – ( Bonus baby-sitting ) A decorrere dall'entrata in vigore della disposizione in oggetto, limitatamente alle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministero della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 (cosiddette « zone rosse »), nelle quali sia stata disposta la sospensione della didattica in presenza con attivazione di quella a distanza nelle scuole secondarie di primo grado, si prevede a favore dei genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, o iscritti alle gestioni speciali dell'assicurazione generale obbligatoria (AGO), e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, la fruizione di uno o più bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 1.000 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dell'attività didattica in presenza. La fruizione del beneficio è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore. Il bonus è concesso anche in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura ai sensi del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020. Le disposizioni dell'articolo 14 trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari; il bonus non è riconosciuto per prestazioni rese da familiari. Articolo 15. – (Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore) Le misure restrittive adottate dall'autorità governativa per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica hanno generato l'impossibilità per gli enti del Terzo settore di ricorrere alle forme di autofinanziamento (attività di raccolta fondi; somministrazione di alimenti e bevande nei confronti dei propri associati o in occasione di feste, ricorrenze e celebrazioni; servizi resi nei confronti dei propri associati, e così via). Per ristorare tali enti del minor flusso finanziario in entrata si prevede l'istituzione di un apposito Fondo nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione di 70 milioni di euro, da utilizzare per l'erogazione di contributi a favore degli enti richiedenti. L'individuazione dei criteri per la ripartizione delle risorse del Fondo tra le regioni e le province autonome, anche al fine di assicurare un'applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale, è demandata ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.