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considerato che, come riportato dagli organi di stampa, il 26 settembre 2018 si è riunito, su impulso del prefetto di Isernia, Fernando Guida, un tavolo di confronto tra le Province di Isernia e Chieti per l'esame delle infrastrutture viarie che collegano i comuni dell'alto Molise e l'Abruzzo dopo la chiusura del viadotto Sente conseguente alle verifiche effettuate dopo il terremoto del 14 agosto 2018 con epicentro a Montecilfone (Campobasso) che hanno evidenziato la mancanza di sicurezza per un pilone in particolare; considerato altresì che: il Governo, dopo il crollo del viadotto Polcevera nel cuore di Genova, ha posto in primo piano il tema della sicurezza delle grandi opere infrastrutturali, soprattutto di quelle che hanno una vita di servizio superiore a 50 anni; per queste costruzioni in cemento armato l'obsolescenza strutturale richiede l'individuazione, da parte degli enti gestori, di scenari di contingenza e, nello stesso tempo, la predisposizione di piani di intervento capaci di garantire funzionalità nel tempo ed elevati livelli di sicurezza; nell'ultimo decennio l'assetto normativo è indiscutibilmente evoluto rispetto alla pericolosità sismica: da ultimo, il terribile terremoto che ha colpito L'Aquila nel 2009 ha dato impulso al rinnovamento del quadro normativo relativo alle costruzioni antisismiche. Ciononostante, appare ancora oggi poco chiaro come sia necessario operare nella fase intermedia tra la costruzione e la dismissione di un'opera; si ritiene opportuno, pertanto, promuovere una nuova metodologia che preveda, da parte degli enti gestori, una periodica analisi delle condizioni di deterioramento dei manufatti in grado di nutrire il "fascicolo della manutenzione", ossia un registro composto da apposite schede contenenti la catalogazione di tutti gli elementi geometrici, strutturali e funzionali, da integrare ogni qualvolta si effettuano monitoraggi ispettivi e con i dati relativi agli interventi di ripristino realizzati nel corso della vita di servizio. Il tutto coordinato da un responsabile della sicurezza, appositamente nominato, che, nel corso della vita utile, assicuri la gestione ottimale del bene; si auspica, inoltre, che nello spirito dell'impiego ottimale delle risorse economiche, venga reso obbligatorio per gli enti gestori delle opere l'inserimento di una voce di bilancio dedicata, in relazione alla metodologia indicata, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda adottare per garantire un piano di intervento che assicuri funzionalità nel tempo ed elevati livelli di sicurezza dei viadotti e dei ponti ubicati sull'intero territorio nazionale che possiedono la massima priorità di intervento, come il viadotto Sente; se gli obiettivi di ripristino, funzionalità e sicurezza di ponti e viadotti possano essere conseguiti attraverso una costruttiva revisione dell'impianto normativo vigente, che introduca l'obbligo per l'ente gestore di una periodica analisi delle condizioni di deterioramento dei manufatti mediante la realizzazione di un "fascicolo della manutenzione" o di analogo strumento, allo scopo di assicurare la gestione ottimale del bene a tutela della pubblica incolumità. Atto n. 3-00242 EVANGELISTA PUGLIA LANZI LOMUTI URRARO TRENTACOSTE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: le casse edili sono enti paritetici costituiti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro nel settore dell'edilizia. La prima cassa edile venne istituita il 1° aprile 1919 a Milano, per garantire l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria per gli operai edili; esse svolgono un ruolo di rilievo nell'assicurare ai lavoratori l'attuazione del contratto di lavoro e degli accordi collettivi, garantendo il rispetto e la corretta applicazione dei trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione di settore (ferie, gratifica natalizia e anzianità professionale edile), oltre ad erogare prestazioni previdenziali ed assistenziali integrative a carattere mutualistico, finanziate tramite il versamento dei contributi in parte posti a carico del datore di lavoro ed in parte a carico dello stesso lavoratore; l'istituzione degli uffici è avvenuta in forza della contrattazione di 2° livello con i contratti integrativi provinciali; essi sono, pertanto, per loro natura territoriali ed assicurano il controllo ed il presidio delle attività locali attraverso il rapporto diretto e personale con imprenditori e lavoratori, costituendo un riferimento normativo e gestionale, fonte di risparmio e assistenza; la costituzione delle casse edili in ambito provinciale, ha consentito, tra gli altri, la creazione dell'anagrafe dei lavoratori, di una banca dati delle imprese e delle ore lavorate per impresa, che ha permesso di riconoscere anche ai lavoratori edili lo "scatto di anzianità" denominata APE (anzianità professionale edile) pagata in occasione del 1° maggio (festa dei lavoratori); le casse si reggono attraverso una contribuzione stabilita provincia per provincia a carico dei lavoratori per 1/6 e delle imprese per 5/6, oltre che dalle quote di accantonamento salari (da restituire integralmente ai lavoratori ogni sei mesi), dal contributo per la scuola edile (a carico dell'impresa), a quello per la sicurezza igiene ed ambiente di lavoro (anch'esso a carico dell'impresa), al contributo destinato all'erogazione dell'anzianità professionale edile, alle quote di servizio provinciali e nazionali dovute in maniera paritaria da operai ed imprese. Le aliquote da applicare sugli imponibili salariali dei lavoratori sono stabilite a livello provinciale, tranne le quote di servizio nazionali e le quote di accantonamento salari, che vengono fissate da Roma; nel corso del tempo le funzioni svolte dalle casse si sono arricchite, attualmente esse svolgono attività di assistenza contrattuale previste dal contratto nazionale (quali l'erogazione di una integrazione in caso di malattia e/o infortunio del lavoratore pari a circa il 50 per cento del salario non percepito, le restanti quote sono pagate da INPS e INAIL), ed attività di assistenza extracontrattuale (quali, per esempio, l'erogazione di sussidi in caso di matrimonio, nascita figlio) concepite a livello territoriale e legate alla disponibilità di bilancio delle singole casse; di particolare rilievo la funzione pubblica svolta dalle casse edili, riconosciuta col decreto legislativo n. 276 del 2003, emanato in attuazione della legge n. 30 del 2003, che ha previsto che tutte le imprese edili, per lavori pubblici e privati, debbano essere in regola con i versamenti contributivi, sia nei confronti di INPS e INAIL, che nei confronti della cassa edile e che detta regolarità debba essere certificata mediante un unico documento di regolarità contributiva (DURC) rilasciato anche dalle casse edili; considerato che: il 18 luglio 2018 è stato siglato l'accordo per il rinnovo del CCNL edili, in cui si è dato atto che dall'inizio della crisi (2008) la perdita complessiva degli addetti nel settore è pari al 46,5 per cento.