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Signor Presidente, chiedo solo qualche minuto per ringraziare per il provvedimento al nostro esame, che è stato sottoscritto da tutti i colleghi della Lega e anche da diversi altri colleghi senatori. Si tratta sicuramente di un provvedimento importante per il mondo dell'agricoltura e per tutti quelli che nel nostro Paese vorranno cimentarsi nel fare, creare, produrre e soprattutto vendere i prodotti della tradizione. È un provvedimento di cui vado orgoglioso. Ricordo infatti che la Regione Veneto aveva iniziato questo percorso dieci anni fa, poi adottato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. Oggi è una giornata importante perché il provvedimento sarà a disposizione di tutte le Regioni del nostro Paese. Ringrazio soprattutto i colleghi della Commissione agricoltura che per due volte l'hanno approvato all'unanimità e anche in quest'Aula è stato già espresso un voto favorevole all'unanimità. Questo significa che c'è del buono, soprattutto in un momento in cui l'agricoltura ha forte bisogno di attenzione (Applausi) anche per i tristi eventi che abbiamo visto. Il pensiero va chiaramente a quello che sta succedendo in Ucraina, che ci ha fatto aprire gli occhi sul fatto che in Italia l'agricoltura forse ha commesso in passato qualche errore; non siamo più autosufficienti e lo abbiamo capito dal momento che importiamo il 60 per cento del grano. Non siamo autosufficienti perché abbiamo visto che, per il settore lattiero-caseario, tre contenitori di latte su quattro, se guardiamo bene, provengono dall'estero; tutto ciò dopo che abbiamo fatto chiudere le nostre stalle e che abbiamo sequestrato i conti correnti a diversi allevatori. In conclusione, signor Presidente, serve molta più attenzione al settore dell'agricoltura, servono molti più soldi di quelli che abbiamo messo a disposizione; servono molte più risorse soprattutto nel settore dell'irrigazione, su cui nel PNRR abbiamo stanziato solo un miliardo di euro. Sapete che sono in atto i cambiamenti climatici e per produrre serve acqua ai nostri terreni. Un miliardo è assolutamente poco, anche perché in un anno non siamo stati in grado di trovare più di un miliardo, ma in un giorno abbiamo trovato 10 miliardi di euro per gli armamenti. (Applausi) . LEONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, il disegno di legge n. 728-B che stiamo per votare, recante norme per la valorizzazione della piccola produzione agroalimentare di origine locale, con particolare attenzione anche al comparto ittico, va a tracciare una via più breve tra produttori e consumatori, riduce le filiere, che perciò diventano anche più controllabili e più trasparenti per i consumatori. Le piccole produzioni locali (PPL) sono molto apprezzate dai consumatori, perché alla salubrità del cibo si aggiunge anche la soddisfazione di sostenere progetti e aziende del territorio. L'Italia è un territorio in cui ogni città e ogni paese ha le sue peculiarità alimentari, che raffinate pratiche di conservazione e di preparazione lungo i secoli hanno trasformato in cibi tipici del luogo. Il disegno di legge in esame ha l'ambizione di dare un contributo decisivo nel raccordare la produzione del cibo con la tradizione dei luoghi in cui è prodotto, cioè ha lo scopo di coniugare il fattore economico con il fattore culturale. Si tratta di un provvedimento che dà finalmente una cornice normativa a quanto già emerso durante gli anni di privazione a cui ci ha sottoposto la pandemia, che comunque ci ha fatto riscoprire l'economia di prossimità, ovvero il locale. Sono sempre più numerosi i casi di ragazze e ragazzi, magari con una o due lauree, che dalla città tornano nei luoghi dei nonni e li rivitalizzano coniugando tradizione e innovazione, approfittando semmai delle opportunità del mercato globale. Concludo il mio intervento dicendo che il provvedimento in discussione accorcia la filiera e contribuisce al mantenimento e alla creazione di un mercato alternativo a quello proposto dalle multinazionali al consumo di massa. Il MoVimento 5 Stelle, attraverso la mia persona, esprime convintamente il suo parere favorevole a questo provvedimento, perché lo trova coerente e in sintonia con i propri principi, lo riconosce rispettoso e riconoscente verso la parte produttiva e imprenditoriale dei cittadini attivi che tutelano salute, tradizione ed economia del nostro Paese. (Applausi) . Signor Presidente, chiedo di allegare al Resoconto della seduta odierna la restante parte del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto e l'autorizza in tal senso. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione dalla sede redigente del disegno di legge: Doc 878 Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero o utile Deputato GALLINELLA ed altri. - (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero e di quelli provenienti da filiera corta PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 878. Il relatore, senatore Bergesio, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. BERGESIO, relatore . Signor Presidente, il provvedimento in esame arriva all'esame dell'Assemblea dopo un periodo particolarmente complicato e difficile come il lockdown, che ha cambiato le abitudini di consumo degli italiani, rafforzando in loro soprattutto la sensibilità verso i temi della salute e della sicurezza, dell'origine e della sostenibilità dei prodotti alimentari acquistati. Oggi, infatti, le statistiche evidenziano come negli ultimi mesi gli italiani abbiano fatto scelte molto più salutari, orientandosi verso cibi di maggiore qualità e più sicuri, in termini sia di provenienza sia di metodi di produzione. Ci tengo, infatti, a precisare che questo provvedimento è diverso dal precedente, che trattava di piccole produzioni locali per la vendita. Questa è la vendita a chilometro zero o a chilometro utile, per cui si parla di 70 chilometri dal luogo di produzione o comunque di trasformazione. Le vendite dirette, soprattutto vicine al chilometro zero, sono diventate delle scelte da parte dei consumatori. Il 22 per cento dei consumatori dichiara di aver incrementato gli acquisti di queste categorie; il 28 per cento ha cominciato ad acquistare prodotti alimentari provenienti da filiere corte proprio durante il periodo del Covid-19 e speriamo che continuino nel periodo post Covid-19.