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Se c'è un tentativo di riprenderseli in qualche modo e anche quando non vengono assegnati o vengono lasciati deperire, quello è un altro elemento simbolico della sconfitta dello Stato. Perciò bisogna difenderli, tutelarli", si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, intenda adottare al fine di prevenire e contrastare le minacce, le intimidazioni, le ritorsioni e le subdole attività criminali di boicottaggio nei confronti della masseria Antonio Esposito Ferraioli; se ritenga di assumere iniziative urgenti come la tutela interforze permanente con monitoraggio e vigilanza con presidio fisso presso la masseria e l'attivazione della videosorveglianza o avviare un accertamento per comprendere le ragioni e se esistano responsabilità dell'"inerzia amministrativa" del Comune di Afragola; se ritenga di patrocinare la realizzazione della casa di accoglienza per donne e minori vittime di violenza e così tutelare un presidio di legalità ed un esempio di buona gestione dei beni confiscati, importantissimo per la città di Afragola e tutto il suo circondario; se non ritenga opportuno disporre, ex articolo 143 del testo unico degli enti locali (di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000), la nomina, da parte del prefetto, di una commissione d'accesso agli atti del Comune di Afragola, al fine di garantire la piena trasparenza e la corretta azione amministrativa dell'ente locale. Atto n. 4-04170 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il sindacato di Polizia penitenziaria, Sappe, aveva fatto richiesta di utilizzo di una sala per conferenza stampa presso gli istituti penali di Reggio Emilia per il giorno 1° ottobre 2020; il capo ufficio stampa del Ministero della giustizia ha negato il nulla osta per l'utilizzo di una sala, nonché l'ingresso agli operatori della stampa; in alternativa è stata concessa una sala nella sede del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, a Roma; tale scelta appare assolutamente inadeguata, in quanto avrebbe costretto gli agenti, ma soprattutto i giornalisti, molti dei quali appartenenti alla stampa locale, a raggiungere Roma esclusivamente per lo svolgimento della conferenza stampa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa vicenda e se non ritenga assolutamente inopportuna la decisione del capo ufficio stampa del Ministero che, di fatto, concedendo una sala a centinaia di chilometri di distanza, impedisce che ci siano le condizioni per lo svolgimento di una legittima conferenza stampa; quali siano le ragioni per le quali tali spazi non sono stati concessi, a differenza di quanto abitualmente avviene; se non ritenga di dover prendere ogni iniziativa di sua competenza nei confronti di un gesto lesivo della libertà dell'associazione sindacale e della stampa. Atto n. 4-04171 RIZZOTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: secondo notizie apparse sulla stampa la Presidenza del Consiglio dei ministri avrebbe stipulato tre contratti, resi pubblici solo mesi dopo la firma, per forniture di gel e prodotti disinfettanti, con l'azienda Cerichem Biopharm; l'azienda, all'inizio della pandemia, è stata oggetto di un sequestro, da parte della Guardia di finanza, proprio di 4.000 flaconi del gel igienizzante che produceva perché i flaconi riportavano la dicitura "sanitizzante" senza essere in possesso della necessaria autorizzazione del Ministero della salute o della UE e perché dunque non potevano essere distribuiti sul mercato; una parte del capitale dell'azienda inoltre era stata sequestrata conservativamente dal tribunale di Foggia su richiesta della direzione provinciale di Foggia dell'Agenzia delle entrate in seguito alla sentenza sfavorevole per titolari emessa dalla commissione tributaria di Foggia. Il fisco dunque reclamava dagli azionisti di quella società tasse che non erano state pagate, e per questo aveva sequestrato le quote sociali; il comma 4 dell'articolo 80 del decreto legislativo sul codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 50 del 2016) stabilisce che "Un operatore economico è escluso dalla partecipazione a una procedura d'appalto se ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni quelle che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse superiore all'importo di cui all'articolo 48- bis , commi 1 e 2- bis , del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Costituiscono violazioni definitivamente accertate quelle contenute in sentenze o atti amministrativi non più soggetti ad impugnazione. Costituiscono gravi violazioni in materia contributiva e previdenziale quelle ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), di cui al all'articolo 8 del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero delle certificazioni rilasciate dagli enti previdenziali di riferimento non aderenti al sistema dello sportello unico previdenziale. Un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione a una procedura d'appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione ai sensi rispettivamente del secondo o del quarto periodo. Il presente comma non si applica quando l'operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l'estinzione, il pagamento o l'impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande", si chiede di sapere se corrisponda al vero quanto esposto e quali provvedimenti si intenda assumere per verificare, in nome del principio di trasparenza e del rispetto delle regole, cui la pubblica amministrazione deve attenersi in ogni sua attività, quali procedure la Presidenza del Consiglio dei ministri abbia utilizzato per la stipula di contratti per la fornitura di gel e prodotti sanificanti con un'azienda le cui parti di quote sono state sottoposte a sequestro, e i cui prodotti non sono registrati al Ministero della salute quale presidio medico chirurgico. Atto n. 4-04172 BATTISTONI Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 settembre 2020 (allegato 15) prevede che sui mezzi di trasporto pubblici sia prevista una presenza di passeggeri limitata all'80 per cento della capienza massima del mezzo consentita dalla rispettiva carta di circolazione; l'azienda di trasporti della capitale, ATAC, ha previsto invece la chiusura di circa un quarto dell'autobus attraverso una catenella che ha lo scopo di tenere lontano il guidatore dai passeggeri.