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Presidente Conte, colleghi della maggioranza, ribadiamo che tutto il male che pensate della Commissione europea e dei dieci anni di rigore, noi lo pensiamo moltiplicato per due, per tre, per cinque o per dieci volte, perché la politica che ha seguito l'Europa nell'ultimo decennio è stata la politica della sordità rispetto al fatto che il ceto medio si è impoverito. La Commissione europea, composta da euroburocrati, è stata sorda rispetto al dolore dei ceti sociali colpiti dalla globalizzazione. Ci attendevamo però qualcosa di diverso. Signor Presidente del Consiglio, se ci avesse chiesto - glielo ricordiamo ancora una volta - un impegno per il taglio delle tasse, per le famiglie, per i lavoratori e per le imprese, per uno shock fiscale, se ci avesse chiesto il nostro impegno e il nostro aiuto per un piano straordinario di investimenti, sia pubblici che privati, per la manutenzione del nostro Paese, per investimenti ad alta tecnologia, che sono il futuro dell'Italia, saremmo stati al vostro fianco fino all'ultimo respiro. Il problema è che, dopo mesi di battaglie annunciate, di guerre giornalistiche e poi di ritirate sufficientemente vergognose, tutto questo caos che avete creato, al di là degli effetti sullo spread , sui risparmi e sulla borsa, serviva ed è servito ad un unico obiettivo politico: garantire al MoVimento 5 Stelle il reddito di cittadinanza e garantire quindi la possibilità di sventolare una bandiera elettorale, per quanto ormai logora e bucherellata, perché il reddito di cittadinanza non sarà certamente quello promesso in campagna elettorale. Questa è la semplice e triste verità. Tutto l'impegno che avete profuso per una finta guerra con l'Unione europea serviva semplicemente e solo a poter annunciare dal balcone di Palazzo Chigi - beati voi! - la cancellazione e l'abrogazione per legge della povertà e per poter annunciare dagli schermi televisivi la consegna di sei milioni di tessere prepagate per il reddito di cittadinanza, da consegnare ad altrettanti cittadini ed elettori. Vi siete assunti la responsabilità di trasformare la legge di bilancio del settimo Paese più industrializzato del mondo in una meschina operazione elettorale: non c'è niente di più. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Non c'è niente di più in questa manovra, anche se naturalmente la controlleremo ai raggi X, appena ne avremo la possibilità. Signor Presidente, devo ricordare che qualche giorno fa, a un convegno organizzato da una fondazione di destra, il sottosegretario Giorgetti, probabilmente voce dal sen fuggita, ha detto che il reddito di cittadinanza piace all'Italia che non gli piace. Il problema è che voi, alla fine, lo voterete e noi non lo voteremo. Lo voterete nonostante siate assolutamente consapevoli dei danni che provocherà, sia in termini sociali che in termini economici, per i suoi effetti recessivi. Dov'è finita la manovra espansiva, primo ministro Conte e ministro Tria? Facciamo davvero fatica a vederla. Dove sono finiti il taglio delle tasse e la flat tax ? Per favore, non raccontateci che la flat tax è l'aumento del regime forfettario, che riguarda poche centinaia di migliaia di persone, a fronte di milioni e milioni di partite IVA e di imprenditori che vedranno le tasse aumentare. Potremmo parlare a lungo delle promesse che avete squadernato in questi mesi, di cui non c'è traccia in questa manovra. Signor presidente Conte, le chiedo ancora una volta: dov'è la manovra espansiva? Noi vediamo soltanto un cortocircuito, fatto da più tasse, meno investimenti, un PIL che cresce in maniera striminzita, più debito e, soprattutto, più sfiducia da parte dei consumatori e delle imprese. Il fatto più grave, anche se è il più difficile da spiegare ai cittadini e a chi ci ascolta, è la vostra decisione di sottoscrivere le clausole di salvaguardia, che valgono 50 miliardi di euro nei prossimi due anni. Rispetto a queste, quelle previste dai Governi Renzi e Gentiloni Silveri sono acqua fresca. Presidente Conte, credo che lei si renda conto che voi avete deciso di commissariare il nostro Paese. Vi siete autocommissariati, perché chiunque avrà l'avventura di governare l'Italia nel dicembre dell'anno prossimo si troverà a partire da meno 23 miliardi di euro, a cui facilmente dovrà aggiungere il mancato gettito derivante dalle dismissioni dei beni pubblici. Infatti, in Italia - lo sanno anche i bambini - tutto quello che di pubblico si poteva vendere è già stato venduto, mentre quello che è rimasto non si vende per la semplice ragione che nessuno lo vuole comprare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . In più, dovete anche aggiungere il fatto che le risorse stanziate per il prossimo anno per il reddito di cittadinanza coprono nove mesi, mentre per il 2020 la previsione è di dodici mesi. Quindi, è facile immaginare che chiunque governerà l'anno prossimo partirà da meno 25-30 miliardi di euro, pari a 2 punti di PIL da recuperare soltanto in questa direzione. Quindi, altro che manovra sovranista, ritorno all'autonomia nazionale e primo passo di cinque anni di Governo. Con i vincoli che avete sottoscritto non ci sarà più possibilità di fare alcunché nei prossimi anni, perché chiunque governerà non potrà avere la minima libertà fiscale, né sociale. Il prossimo bilancio lo scriveranno i funzionari del Ministero, perché, una volta coperte le spese obbligatorie e correnti, non ci saranno più soldi per nulla. La narrazione politica con cui ci avete ossessionato negli ultimi anni - quota 100 e reddito di cittadinanza - non descrive l'Italia vera. Sembra che l'Italia sia divisa tra chi vuole andare in pensione, legittimamente, in anticipo e smettere di lavorare e chi non ha nemmeno voglia di cominciare a lavorare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Ma questa non è l'Italia. L'Italia è un'altra cosa, è fatta dalle imprese, da chi lavora, si sacrifica, si alza presto la mattina, studia, ha un futuro e compete nei mercati internazionali. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . A questa Italia voi non parlate, perché sembra non vi interessi. Siete preoccupati di distribuire la ricchezza, che però va prima creata. La vostra è una manovra che ha come orizzonte temporale il maggio 2019, come se il giorno dopo l'Italia non ci fosse più. Avete pensato ai bisogni, ma in questo Paese ci sono anche i meriti. Per rispondere ai bisogni occorre ricorrere alla politica sociale e non all'assistenzialismo. È etico regalare una pensione di cittadinanza a chi non ha mai versato un euro, togliendo i soldi a chi ha una pensione di 1.000 euro dopo quarant'anni di versamenti? È questa la novità della politica sociale del Governo del cambiamento? (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Signor Presidente, mi avvio a concludere. Visto che abbiamo atteso fino all'una di notte per intervenire, penso che mi concederà un altro minuto di tempo perché ce lo meritiamo. Ci tengo a dire una cosa in conclusione.