[massime]

Ambiente - Riforma della disciplina delle procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di verifica di assoggettabilità a VIA - Ricorso della Provincia autonoma di Trento - Lamentata violazione dell'autonomia statutaria nell'attuazione delle direttive europee e dell'autonomia amministrativa delle Province autonome - Insussistenza - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale, promosse dalla Provincia autonoma di Trento in riferimento agli artt. 8, nn. 1), 3), 5), 6), 11), 13), 14), 16), 17), 18), 20) e 21), 9, nn. 3), 9) e 10), e 16 dello statuto, all'art. 19-bis del d.P.R. n. 381 del 1974, all'art. 7 del d.P.R. n. 526 del 1987, agli artt. 117, terzo, quarto e quinto comma, anche in relazione all'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001, 118 e 120, secondo comma, Cost. - degli artt. 5, 22, commi 1, 2, 3 e 4, e 26, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 104 del 2017 che riformano le competenze in materia di VIA e di assoggettabilità a VIA. Le disposizioni impugnate sono state adottate nella materia di competenza esclusiva statale "tutela dell'ambiente" e "dell'ecosistema" e devono essere qualificate quali norme di riforma economico-sociale, capaci di limitare le competenze statutariamente attribuite alle Province autonome. Ne consegue che non viene in considerazione la potestà di queste ultime di dare diretta attuazione, nelle materie di loro competenza, alle direttive dell'Unione europea, né si verte in un caso di chiamata in sussidiarietà, né, ancora, trova applicazione l'art. 4 del d.lgs. n. 266 del 1992.