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Questo, però, diventa un suicidio anche economico perché è evidente che queste limitazioni, probabilmente in qualche caso giuste e legittime, rappresentano un discapito per l'economia. Il pregiudizio che ne deriva fa sì che un sistema come quello italiano, già compromesso dall'appartenenza a un sistema monetario unico che ha rafforzato le economie già più forti e ha indebolito quelle che purtroppo, come la nostra, erano più deboli, ne risulterebbe ulteriormente pregiudicato. È fondamentale, pertanto, che la tutela dell'ambiente vada di pari passo con lo sviluppo economico e con una sostenibilità che deve essere fattuale e non solo a parole. A mio avviso, la dimostrazione più evidente di questo è nell'esempio fatto sempre dal collega intervenuto prima di me. Si lamentava della constatazione - non l'ho riscontrata ma non ho motivo di dubitare che sia così - che nessuno dei grandi della terra sia arrivato al G20 a bordo di una macchina elettrica. Ricordo ai colleghi che, quando si parla di emissione di gas climalteranti (non necessariamente inquinanti), la produzione di un kilowatt di capacità di stoccaggio di una batteria immette in atmosfera 176 chilogrammi di anidride carbonica. Quindi produrre una macchina alimentata a energia elettrica significa partire da un più 17,5 tonnellate di immissione in atmosfera di anidride carbonica rispetto a quello che invece è necessario per la produzione di una macchina alimentata a motore termico. Non sto dicendo che dobbiamo stimolare quella produzione; visto però che comunque ci sono centinaia di milioni di veicoli circolanti e visto che è dimostrato che la produzione di biocarburante potrebbe portare allo stesso risultato auspicato con la mobilità elettrica, alimentando i motori già esistenti con i biocarburanti, facciamo in modo che la tutela dell'ambiente sia fattuale e non solo contenuta nelle norme, perché - come dicevo prima - diventerebbe purtroppo un suicidio politico ed economico. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signora Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, sicuramente il nostro pianeta è in crisi. Ormai è chiaro che il nostro ambiente è degradato e noi ne siamo consapevoli. È per questo che abbiamo le nostre COP26, questi summit mondiali ai quali dovrebbero partecipare tutti i capi di Stato. Io ci sono stata due anni alla COP e ogni volta torno un po' delusa, perché credo di essere d'accordo con quello che ci ha detto Greta: praticamente i leader sono fuori, i ragazzi sono lasciati fuori e non entrano. Infatti sono loro i leader , perché questa Terra non appartiene più a noi, ma appartiene ai nostri figli, ai nostri ragazzi, a quelli che verranno. (Applausi) . E noi li lasciamo fuori e noi capi di Stato siamo lì a parlare. Non voglio discutere sul tipo di auto, però alla fine, anche se cerchiamo di fare dei trattati e parliamo di finanza sostenibile, i risultati raggiunti sono sempre pochi. Non dico che sono proprio completamente deludenti, però non c'è più tempo. Abbiamo bisogno di qualcosa in più, abbiamo bisogno di andare avanti. Sicuramente la notizia positiva che ho appreso sono questi 12 miliardi di dollari di fondi pubblici che saranno stanziati per ripristinare le foreste (per fortuna). Però vorrei ricordarvi che un accordo di questo tipo è stato già preso e non mi sembra che in questi anni le cose siano andate bene. Saranno aggiunti anche 7,2 miliardi di investimenti privati. Noi parliamo, parliamo, ma i fatti purtroppo ci dicono qualcos'altro. È giusto quello che finalmente oggi stiamo portando qui in Parlamento, cioè che l'ambiente vada in Costituzione. È giusto prima di tutto perché noi italiani abbiamo deciso di fare una cosa che non è strana; su 193 costituzioni, 149 di esse al loro interno portano già i principi e valori della tutela dell'ambiente e degli animali. Noi no, noi siamo un po' in ritardo. Quindi è giusto che anche noi ci uniformiamo a coloro che forse hanno saputo fare qualcosa di meglio e hanno già capito che questa è la strada giusta. Noi del MoVimento 5 Stelle l'abbiamo capito con il nostro Ministero della transizione ecologica, che devo dire sta lavorando benissimo, perché sta portando avanti una serie di decreti attuativi. Ci sono già dei piani chiari, ci sono 600 milioni per i progetti faro dell'economia circolare, che alla fine sono progetti per ridurre la CO 2 in modo indiretto. Come anche tutti gli altri progetti: l'ecobonus ad esempio cosa fa? Riduce la CO 2 anche in modo diretto, perché va ad agire sulle nostre case, riducendo i consumi di energia. Questa è una cosa che dovremmo tutelare: è vero infatti che ci sono le rinnovabili, ma è vero anche che dobbiamo ridurre gli sprechi di energia e di materia. A questo proposito, ho sentito parlare il collega di alcuni dati sulle auto. Prima di venire qui, il mio lavoro era quello di fare le certificazioni ambientali, quindi le valutazioni di impatto ambientale. Tutta la letteratura attualmente sta dicendo che il problema principale della CO 2 in atmosfera sono i combustibili fossili. Parlando agli studenti, dicevo loro che già tre o quattro anni fa una rivista come «Nature» diceva che, per evitare l'aumento di 2 gradi della temperatura dell'atmosfera, avremmo dovuto lasciare il carbone attualmente esistente nel sottosuolo. Noi invece abbiamo continuato a estrarlo. Sto parlando di «Nature», sto parlando di tutta la letteratura scientifica che ci dice che dobbiamo assolutamente eliminare tutto quello che è a base di carbone, perché è da lì che viene fuori la CO 2. Posso capire il metano come transizione e lo dico perché il potere calorifico attualmente sviluppato dalle fonti rinnovabili non ce la fa; facciamo attenzione, però, perché è una transizione e "i soldini" e gli investimenti pubblici - poi parlerò di quelli privati - del Piano nazionale di ripresa e resilienza devono stare sulle rinnovabili. Nel nostro stesso mercato, che è molto attento perché fa anche business , gli investimenti privati stanno andando sulle rinnovabili perché si è capito che quello è il futuro. Tornando al provvedimento che stiamo discutendo oggi in Aula, vogliamo inserire in Costituzione la tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi nell'interesse delle future generazioni: è questo ciò che vogliamo scrivere. Per concludere, voglio esprimere la mia soddisfazione per questo disegno di legge, che ha visto, oltre alla mia iniziativa, anche quella del collega Perilli. Sicuramente è stato fatto un lavoro lodevole, non solo dal Gruppo politico MoVimento 5 Stelle, ma veramente da tutto il Parlamento. Questo è importantissimo perché non ci sarà un futuro, se non cominciamo a capire che si deve lavorare insieme. Sono rimasta colpita quando l'anno scorso ho ascoltato il Capo di Stato delle isole Fiji, uno di quegli arcipelaghi che, se continuerà ad aumentare il livello del mare, non esisterà più. Ebbene, quel Capo di Stato, che non si preoccupava tanto del discorso economico, ma della vita delle sue isole, continuava a parlare in modo anche concitato di multilateralismo e cooperazione. È questo il futuro, a livello locale, nel nostro Parlamento, ma anche a livello mondiale.