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Viene poi semplificato l' iter per l'approvazione delle proroghe della dichiarazione di pubblica utilità e del vincolo preordinato all'esproprio in scadenza su progetti approvati dal CIPE, prevedendo che vi provveda direttamente il soggetto aggiudicatore. Sono infine rafforzati gli obblighi informativi del CIPE verso il Parlamento. L'articolo 45 proroga al 31 dicembre 2020 il termine per la restituzione del finanziamento di 400 milioni di euro concesso ad Alitalia con il decreto-legge n. 137 del 2019. L'articolo 46 integra la disciplina delle zone economiche speciali (ZES), specificando le funzioni affidate al Commissario di Governo che presiede il Comitato di indirizzo che amministra l'area ZES, riducendo alcuni termini procedurali e differendo al 31 dicembre 2020 il termine entro il quale i Comitati di indirizzo potranno proporre la perimetrazione di zone franche doganali intercluse. L'articolo 48 reca semplificazioni relative alle procedure di autorizzazione delle opere da realizzare nelle aree portuali, ai dragaggi e alla riperimetrazione dei siti di interesse nazionale rientranti nei limiti territoriali di competenza delle Autorità di sistema portuale. Esso reca inoltre precisazioni sulle finalità degli interventi per la digitalizzazione della logistica, con particolare riferimento ai porti, agli interporti, alle ferrovie e all'autotrasporto e autorizza il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti a ridefinire la convenzione con la società UIRNet per la gestione della piattaforma logistica nazionale. L'articolo in esame consente inoltre alle navi da crociera iscritte nel registro internazionale di effettuare, fino al 31 dicembre 2020, servizi di cabotaggio anche in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente, per svolgere esclusivamente servizi di crociera. Vengono infine introdotte precisazioni in relazione all'applicazione dell'IVA per la prestazione dei servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili a breve termine di imbarcazioni da diporto. L'articolo 49 prevede l'adozione di apposite linee guida per la programmazione e l'esecuzione delle attività di indagine sullo stato di conservazione, nonché per l'esecuzione delle ispezioni e la programmazione degli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza delle gallerie esistenti, rispettivamente, sia lungo le strade statali o autostrade gestite da ANAS o da concessionari autostradali che lungo le altre infrastrutture stradali, diverse da queste. È poi novellata la disciplina sul monitoraggio dinamico sulla sicurezza di ponti, viadotti, cavalcavia e opere similari su strade e autostrade, già previsto dalla legislazione vigente, e sono introdotte differenti linee guida anche per la valutazione della sicurezza e la gestione del rischio di tali infrastrutture. L'articolo disciplina, infine, la titolarità, in caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade appartenenti a enti diversi, delle strutture che realizzano l'opera d'arte principale del sottopasso o sovrappasso. L'articolo 50 apporta una lunga serie di modifiche alla disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA) contenuta nel codice dell'ambiente, volte a perseguire principalmente l'accelerazione delle procedure, soprattutto tramite una riduzione dei termini e la creazione di una disciplina specifica per la valutazione ambientale, in sede statale, dei progetti necessari per l'attuazione del PNIEC (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima). Diverse modifiche sono inoltre finalizzate ad allineare la disciplina nazionale a quella europea al fine di superare la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia per non conformità alla normativa europea in materia di VIA. Ulteriori modifiche riguardano: la definizione dei contenuti del progetto e dello studio di impatto ambientale; il coordinamento tra le procedure di VIA e VAS per quanto concerne i progetti di opere e interventi da realizzare nell'ambito del Piano di sviluppo aeroportuale; la fase di avvio del procedimento di VIA; la disciplina degli Osservatori ambientali per le verifiche di ottemperanza al provvedimento di VIA; la formazione del personale di supporto della Direzione generale del Ministero dell'ambiente competente in materia di valutazioni e autorizzazioni ambientali. Con l'articolo 51 sono introdotte disposizioni finalizzate a snellire la procedura di VIA per gli interventi urgenti - da individuare con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - finalizzati al potenziamento o all'adeguamento della sicurezza delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche esistenti, nonché a prolungare la durata dell'efficacia dei provvedimenti assunti con riferimento alle medesime categorie progettuali, prevedendo che la durata dell'efficacia del provvedimento di VIA non possa essere inferiore a 10 anni e quella dell'autorizzazione paesaggistica sia pari a 10 anni. L'articolo 52 integra il codice dell'ambiente al fine di ampliare e semplificare, nei siti oggetto di bonifica, la realizzazione di interventi che non pregiudichino né interferiscano con l'esecuzione e il compimento della bonifica, né determinino rischi per la salute dei lavoratori. L'articolo 53 introduce, con riferimento ai siti di interesse nazionale, una procedura preliminare che consente di effettuare le indagini preliminari nel sito oggetto di bonifica e, solo qualora si riscontri un superamento delle contaminazioni, procedere alle successive fasi di caratterizzazione, analisi di rischio e redazione del progetto di bonifica. Si prevede, altresì, un iter alternativo per la bonifica dei SIN, che unifica le fasi della caratterizzazione e dell'analisi di rischio, al fine di giungere al progetto di bonifica e ridurre i passaggi amministrativi intermedi. Si prevede poi il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica anche per la sola matrice suolo (escludendo le matrici del sottosuolo e delle acque), secondo determinate condizioni, e l'erogazione delle risorse per le bonifiche dei cd. siti "orfani". L'articolo 54 introduce semplificazioni in materia di interventi contro il dissesto idrogeologico. Prevede in particolare che, nel corso del procedimento di rilascio delle autorizzazioni, l'autorità procedente possa convocare la Conferenza di servizi, ove lo ritenga necessario, e fissa il termine per il rilascio del parere in 30 giorni. Ai fini della predisposizione del Piano di interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico consente inoltre, fino al 31 dicembre 2020, lo svolgimento di Conferenze di servizi con modalità telematiche. Nelle more dell'adozione dei piani stralcio contro il dissesto idrogeologico (PAI), attribuisce infine alcune facoltà alle Autorità distrettuali di bacino. L'articolo 55 apporta una serie di modifiche alla legge quadro sule aree protette, con particolare riferimento alle disposizioni sulla nomina del Presidente e del Direttore dell'Ente parco, alle procedure di approvazione del regolamento del parco e del piano parco, agli interventi di natura edilizia nelle zone di promozione economica e sociale e all'utilizzo beni demaniali in concessione da parte degli enti gestori delle aree protette. L'articolo 56 reca disposizioni volte a semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili.