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tutto quello che sto riferendo in quest'Aula oggi e che ho riferito alle Commissioni congiunte stamane, è frutto di un accordo, peraltro verbalizzato nella Conferenza unificata del 31 agosto. Ma è del tutto evidente che in alcune aree del Paese è stato più complicato fare una mappatura dei fabbisogni, perché c'è un'esigenza, negli orari di punta, radicalmente diversa dal resto della giornata. Per questa ragione, oltre a tutte le risorse che abbiamo stanziato, abbiamo chiesto fortemente a livello sia nazionale, che di istituzioni locali di attivare tavoli di moral suasion il più potenti possibile per continuare a garantire quanto c'è stato nei mesi di maggio, giugno e luglio di quest'anno, e cioè lo scaglionamento dei tempi di ingresso e di uscita, prima di tutto dal lavoro, e - poi - anche dalla scuola, in particolar modo quella superiore. Questo è un metodo ovviamente molto più potente e veloce rispetto a tutte le altre attese di utilizzo di risorse. In alcuni casi è accaduto, mentre in altri no. Concludo sulla questione dei contagi. Non ho una competenza medico-sanitaria, come immagino molti di noi, ma in questi mesi, vista la pandemia, abbiamo tutti dovuto occuparci del tema del Covid. Gli studi ai quali facciamo riferimento non dicono che esistono luoghi di trasporto o lavoro con contagio zero. Non avrei mai la presunzione di dirlo, e se leggessi uno studio di questo tipo, non ci crederei perché penso di avere un discreto realismo per non credere. Tuttavia, se ci sono dei meccanismi di protezione e organizzazione della presenza delle persone sui mezzi di trasporto, avendo il trasporto pubblico locale il grande vantaggio di una permanenza breve degli utenti, se si riesce a organizzare questa permanenza si determina un impatto minore di quanto la percezione di una persona porta a credere. Dico questo non perché il tema non sia da affrontare - anzi, è assolutamente fondamentale affrontarlo - ma la citazione di questi studi è per me importante perché è il giustificativo scientifico delle ragioni per le quali noi abbiamo deciso di consentire alle persone di esercitare il diritto alla mobilità, anche se con poche risorse (non tutti si possono comprare l'automobile). Abbiamo deciso di garantire il diritto alla mobilità proteggendo queste persone e partendo dai presupposti scientifici che ci dicono: mascherina, aereazione, sostituzione molto veloce delle persone nell'area e analisi dei sistemi di filtraggio dei mezzi che hanno un livello di aereazione inferiore. Ad ogni modo, credo che le successive interrogazioni consentiranno di integrare ulteriormente la risposta. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore D'Arienzo, per due minuti. D'ARIENZO (PD) . Signor Ministro, la ringrazio perché oggi in questa sede, la più autorevole del Paese, sono state dette parole di verità. E non lo dico per polemica. Abbiamo acquisito con chiarezza il dato per cui le scelte sulla capienza sono frutto di analisi e hanno fondamento scientifico. Abbiamo capito che tutte le Regioni (che sono molto plurali) erano d'accordo e che i fondi aggiuntivi hanno garantito l'esercizio del servizio, la continuità, il rimborso degli abbonamenti e la capacità di affrontare la riduzione dei ricavi. Abbiamo capito che i fondi per i servizi aggiuntivi erano pronti già dall'8 settembre scorso. Eppure, i cittadini sapranno valutare, nell'ambito delle realtà dove vivono, quando sono partiti i servizi aggiuntivi di competenza non dello Stato. I cittadini che oggi hanno seguito il dibattito potranno giudicare. Non è compito nostro fare le polemiche. Noi continueremo a lavorare perché il trasporto pubblico locale è per noi questione culturale, ma è bene che la verità sia sempre la strada maestra da seguire e la scelta migliore perché l'Italia lo merita, ancor di più in un momento di difficoltà come quello attuale. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Mallegni ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02031 sulle limitazioni di capacità nei mezzi di trasporto e sull'aumento dell'offerta all'utenza, per tre minuti. Invito tutti al rispetto dei tempi. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, li rispetteremo come li ha rispettati il Ministro. PRESIDENTE. Senatore Mallegni, mi dispiace fare questo invito adesso che tocca a lei. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Sono abituato. Quando tocca a me, qualcuno mi richiama prima. PRESIDENTE. Non dica così. Lo dico solo perché c'è la diretta televisiva. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Mi faccia almeno recuperare il tempo usato per le battute. PRESIDENTE. Prego, senatore Mallegni. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, lei sa che io sono sempre estremamente collaborativo e che Forza Italia si pone sempre come metodo in modo collaborativo e, seppure su posizioni diverse dal Governo, sempre nell'interesse generale del Paese. Le devo dire però che, con largo anticipo, ci avete detto che la scuola sarebbe iniziata il 14 settembre; è più o meno come ricordare che il 25 dicembre è Natale. Quindi, in qualche modo, dovevate prevedere che 9 milioni di persone sarebbero state in movimento, come ha ricordato lei stamani mattina nell' incipit del suo intervento svoltosi nelle Commissioni riunite IX della Camera e 8 a del Senato. Capisco che è divertente, ora che siamo in maggioranza nelle Regioni, dare la colpa a noi. Ci mancherebbe altro! Le devo dire però, con la massima franchezza, che quando la colpa è delle Regioni, è delle Regioni; quando facciamo il DPCM, come quello del 24 ottobre, con le Regioni contrarie, con la Conferenza delle Regioni che manda uno spiegone di tre pagine dicendo di non essere d'accordo con il Governo sulle misure che sarebbero state da lì a poco prese, il Governo non gli dà importanza, va avanti, si prende le sue responsabilità e prosegue dritto. Quindi, il fatto che le Regioni siano d'accordo non vi tange quando avete idee diverse. È vero che sono stati stanziati 300 milioni sul trasporto pubblico locale (TPL), ma - mi permetta - 120 milioni, che sono stati i primi spesi, come ci ha detto stamattina in Commissione, sono andati a finire tutti alle aziende pubbliche. Forza Italia ritiene che il Governo e, probabilmente, il Ministero che lei presiede siate particolarmente ostaggio del sistema della pubblica amministrazione. Lo capiamo, siete da quella parte, la difendete, ma ci sono le imprese che hanno i bus nei parcheggi e ancora non hanno visto un euro di ristoro per i leasing da pagare. Le segnalo che Flixbus, che fattura più di 500 milioni, in Italia non paga le tasse e il decreto che è stato precedentemente approvato dà a quella società l'opportunità e la possibilità di prendere quattrini; quindi prende quattrini e noi ovviamente lasciamo le nostre aziende a secco. Per quanto riguarda il problema dei bus turistici, lo abbiamo affrontato male e nei termini sbagliati. È stato detto poco fa che 2.000 autobus sono stati messi in servizio. Le do una notizia: una tabella del suo Ministero, che ho in mio possesso, fresca di stamani, dice che sono stati messi in servizio poco più di 1.000 autobus. Non le posso dire chi me l'ha mandata, ma mi creda, e lei sa che non le dico baggianate.