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Per il periodo di proroga valgono gli impegni e le condizioni della previgente concessione, in misura proporzionata alla durata della proroga stessa. Art. 17. (Cessione della concessione) 1. Qualora il concessionario intenda cessare le sue attività prima della data di scadenza della concessione, la concessione medesima può essere trasferita, esclusivamente entro due anni dalla data di scadenza, solo ad un soggetto dotato dei requisiti necessari ai sensi della normativa vigente, e previo assenso dell’Autorità procedente. L’Autorità procedente provvede ad individuare il nuovo concessionario mediante selezione pubblica caratterizzata, comunque, da idonee forme di pubblicità, trasparenza e tutela della concorrenza. 2. Il concessionario entrante è tenuto a corrispondere a quello uscente le quote proporzionali degli investimenti non ammortizzati ai sensi dell'articolo 15, comma 1. 3. Il concessionario cedente non ha diritto a corrispettivi per la cessione ad esclusione di quelli di cui al comma 2. Art. 18. (Divieto di sub-concessione) 1. È vietata la sub-concessione di beni e servizi a terzi, salvo che per lo svolgimento di attività accessorie e strumentali alla realizzazione delle attività economiche consentite nel bando di gara che non abbiano, in ogni caso, una redditività, rapportata a quella della concessione principale, e valutata in relazione ai valori di mercato, superiore ad una percentuale da determinarsi con il decreto legislativo di cui all'articolo 24. 2. Il comma 1 non si applica nel caso di sub-concessioni ad organizzazioni ed enti senza scopo di lucro di cui all'articolo 6. Art. 19. (Divieto di costituzione di ipoteca) 1. Al concessionario è fatto divieto di costituire ipoteca o trasferire qualsiasi diritto sulle opere da lui costruite sui beni demaniali oggetto di concessione, nonché su ogni bene affidato in concessione di cui è, a tutti gli effetti, consegnatario. Art. 20. (Revoca della concessione) 1. Costituiscono cause di revoca obbligatoria della concessione il mancato rispetto: a) degli impegni assunti in sede di affidamento della concessione; b) delle normative igienico-sanitarie europee, nazionali e regionali in materia di prodotti agricoli e caseari. 2. Il decreto legislativo di cui all'articolo 24 individua, in ottemperanza ai principi di proporzionalità, efficacia e deterrenza, le fattispecie di reato di cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, nonché gli illeciti amministrativi di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, il cui accertamento comporta l'immediata revoca della concessione. 3. Le revoche di cui al presente articolo non danno diritto alla corresponsione di alcuna forma di indennizzo. Art. 21. (Copertura assicurativa) 1. Prima dell'inizio della propria attività il concessionario fornisce all’Autorità procedente un'autocertificazione attestante il possesso delle coperture assicurative necessarie allo svolgimento delle attività consentite sui beni oggetto di concessione e sulle rispettive pertinenze, parametrate alla tipologia della concessione, anche a copertura della responsabilità civile. Art. 22. (Divieto di alienazione) 1. È fatto divieto di alienazione delle aree demaniali della concessione e dei beni immobili su di esse insistenti. Art. 23. (Sistema informativo) 1. Al fine di garantire l'efficiente, efficace ed economica gestione delle concessioni, nonché una corretta azione di vigilanza e controllo sulle stesse, presso l'Agenzia del Demanio è istituito il Sistema informativo del demanio agricolo (SIDA), al quale affluiscono in modo uniforme, continuo, sistematico e permanente tutte le informazioni e i dati afferenti alle concessioni e alla riscossione dei relativi canoni. 2. Al SIDA possono accedere le regioni, gli enti locali e le altre Amministrazioni competenti in materia, nonché l'Agenzia delle Entrate. Capo III DELEGA LEGISLATIVA IN MATERIA DI DISCIPLINA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI A CARATTERE AGRICOLO Art. 24. (Delega al Governo per la disciplina delle concessioni demaniali a carattere agricolo) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo volto a disciplinare le concessioni, in conformità all'ordinamento dell'Unione europea e ai princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 25. Art. 25. (Princìpi e criteri direttivi) 1. Nell’esercizio della delega di cui all’articolo 24 il Governo si attiene ai princìpi desumibili dal capo I della presente legge, nonché ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) libertà di stabilimento di cui all'articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea; b) libertà di prestazione di servizi di cui all'articolo 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea; c) principio di concorrenza di cui all'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea; d) principio di non discriminazione di cui all'articolo 18 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea; e) principio di pubblicità, trasparenza, imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, in osservanza dei criteri di efficacia, efficienza e di economicità; f) tutela del cittadino o dell’utente fruitore dei beni prodotti sui terreni interessati; g) tutela dell'ambiente. Art. 26. (Procedura di adozione ed emanazione) 1. Il decreto legislativo di cui all'articolo 24 è adottato su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale, delle infrastrutture e dei trasporti. 2. Lo schema del decreto legislativo di cui all'articolo 24 è trasmesso, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione. 3. Lo schema di decreto legislativo di cui all'articolo 24, anche in assenza del parere della Conferenza unificata è trasmesso, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, corredato della relazione per l'analisi tecnico-normativa e della relazione per l'analisi di impatto della regolamentazione, alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica affinché siano espressi, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine, il decreto legislativo può essere comunque adottato. 4. Le disposizioni del decreto legislativo di cui all’articolo 24 entrano in vigore a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Art. 27. (Contenuto del decreto legislativo) 1. Il decreto legislativo di cui all'articolo 24 stabilisce: a) le disciplina di raccordo tra le varie Amministrazioni coinvolte, specificando le procedure e gli obblighi che competono a ciascuna Amministrazione;