[pronunce]

che l'ordinanza di rimessione risulta, infatti, perplessa e contraddittoria in punto di rilevanza in quanto il rimettente ritiene che da un lato l'accoglimento della questione travolga gli atti amministrativi sottoposti al suo giudizio e, dall'altro, che, in tutti gli altri casi diversi dal procedimento a quo, debba trovare applicazione il principio di continuità dell'ordinamento, secondo cui l'illegittimità costituzionale delle norme sulla composizione o sull'elezione dei componenti di un organo non inficia la validità degli atti da questo compiuti, quando esso sia costituito in conformità alla legge vigente; che risulta, quindi, incoerente che diversi atti di un medesimo organo, di cui si postula la rilevanza costituzionale, possano talora mantenere validità in nome del principio di continuità dell'ordinamento e talaltra essere colpiti dagli effetti della declaratoria di illegittimità costituzionale; che la presente decisione di inammissibilità non determina alcun vuoto di tutela costituzionale, ben potendo sussistere ipotesi in cui le questioni di legittimità costituzionale del citato art. 11, comma 8, assumono rilevanza nel giudizio amministrativo a quo, come avvenuto nel caso deciso da questa Corte con la sentenza n. 16 del 2011, in cui la questione è stata sollevata dal medesimo TAR del Lazio investito del ricorso avverso il decreto che indiceva le elezioni per la nomina dei rappresentanti dei magistrati nel Consiglio di presidenza della Corte dei conti. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 11, comma 8, della legge 4 marzo 2009, n. 15 (Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti), sollevate, in relazione agli artt. 3, 100, 101, 103, 104 e 108, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione prima, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 aprile 2014. F.to: Gaetano SILVESTRI, Presidente Marta CARTABIA, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 aprile 2014. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI