[resaula]

Lo faccia valere per ottenere per l'Italia rassicurazioni sul MES e sulla futura unione bancaria. Non svendiamo il voto dell'Italia, diamogli il giusto peso, che è quello di un Paese fondatore e tra i principali finanziatori dell'Unione. Cerchiamo di coordinare le trattative e si lavori affinché il nostro Paese tragga il massimo beneficio dalla sua appartenenza a questa Istituzione. L'Europa diventi davvero fonte di opportunità per il nostro Paese e non sia più una realtà da guardare con diffidenza e da accettare a malincuore. Integrazione all'intervento del senatore Pellegrini Marco nella discussione generale del disegno di legge n. 1659 Ora vorrei esaminare velocemente le modifiche che ritengo più significative. Si interviene sull'articolo 114 c.p.p. che estende il regime di divieto di pubblicazione a tutte le intercettazioni non acquisite al procedimento. E questo costituisce davvero un deciso passo in avanti a tutela della privacy del cittadino. Si modificano i casi di utilizzo del captatore ambientale, meglio conosciuto come trojan , che potrà essere utilizzato anche nei delitti commessi da incaricati di pubblico servizio nei confronti della pubblica amministrazione. In precedenza, tale possibilità era riferita ai soli pubblici ufficiali. Inoltre, i reati contro la pubblica amministrazione sono esclusi da quelli per i quali è necessario indicare in che luoghi e per quale durata può essere attivato il trojan . È del tutto evidente che tali estensioni consentiranno un più efficace contrasto ai fenomeni corruttivi che flagellano il nostro Paese e per i quali gli organismi internazionali - da anni - chiedono all'Italia adottare misure che limitino il dilagare del fenomeno e che consentano di perseguirlo in maniera più efficace e dissuasiva. Altra parte della riforma Orlando che viene modificata è quella in cui si demandava, a una valutazione discrezionale della Polizia Giudiziaria, la scelta di cosa trascrivere e di cosa annotare di quanto ascoltato nelle intercettazioni. Tale previsione aveva destato allarme e forte scetticismo in larga parte della pubblica opinione e anche nell'avvocatura considerata l'astratta possibilità di ledere il diritto di difesa. Ora, invece, la selezione delle intercettazioni rilevanti per le indagini viene affidata al Pubblico Ministero e, inoltre, quest'ultimo ha l'obbligo di vigilare affinché nei verbali non siano riportate espressioni lesive della reputazione delle persone o quelle che riguardano dati personali sensibili, salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini. Inoltre, si statuisce che le registrazioni irrilevanti o inutilizzabili restino custodite in archivio digitale, a seguito del provvedimento di stralcio, e viene eliminato il divieto di trascrizione. In merito alla custodia, si prevede che gli atti dovranno essere conservati nell'archivio gestito dal Procuratore della Repubblica e, per l'effetto, viene eliminata la previsione di segretezza di tali atti. E ancora. Si sancisce che la documentazione afferente intercettazioni non rilevanti al procedimento può essere distrutta su disposizione del giudice, a richiesta delle parti, a tutela della riservatezza. Un aspetto importantissimo - e che è stato oggetto di ampio dibattito anche nelle ultime ore - è la possibilità che le intercettazioni possano essere utilizzate in procedimenti diversi e per reati diversi dai quali esse erano state disposte inizialmente se, però, dette intercettazioni siano rilevanti e indispensabili per l'accertamento di reati per i quali sia previsto l'arresto in flagranza e per i delitti di cui all'articolo n. 266 comma 1 cpp, cioè reati gravi, che destano allarme sociale, quali: a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'articolo 4; b ) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'articolo 4; c ) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope; d ) delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive; e ) delitti di contrabbando; f ) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono; f - bis ) delitti previsti dall'articolo 600- ter, terzo comma, del codice penale anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600- quater 1 del medesimo codice, nonché dall'articolo 609 undecies ; f- ter ) delitti previsti dagli articoli 444, 473, 474, 515, 516, 517 quater e 633 secondo comma, del codice penale f- quater ) delitto previsto dall' articolo 612- bis del codice penale. Questa possibilità di utilizzo, a nostro parere, è una norma di buon senso che semplifica le procedure, ottimizza il lavoro degli uffici giudiziari perché non impone duplicazioni di atti e, inoltre, produce un risparmio di tempo e risorse e, soprattutto, non disperde importanti notizie per accertare e perseguire reati gravi. E ancora, non sussiste più l'obbligo trasmettere al GIP per l'adozione di eventuali misure cautelari. E anche questo snellirà la procedura. D'altro canto, invece, se il PM non ha precedentemente effettuato il deposito, c'è l'obbligo per lo stesso di indicare - interloquendo con la difesa - le intercettazioni che ritiene rilevanti per il procedimento, una volta concluse le indagini preliminari. In caso di contrasto tra PM e difensori, deciderà il giudice. Per ciò che riguarda l'avviso di conclusione delle indagini, questo deve contenere anche l'indicazione che l'indagato e il difensore hanno facoltà di ascoltare le registrazioni, di esaminare i flussi di comunicazioni e di estrarre copia di quanto è parte di ciò che è stato ritenuto rilevante dal PM. Però il difensore ha la facoltà di depositare l'elenco di ulteriori registrazioni - ritenute non rilevanti dal Pm - e di cui chiede copia. E anche questo va nella direzione della maggior garanzia per i difensori. E, ancora, si prevede l'abrogazione degli articoli della riforma Orlando che riguardano il procedimento di stralcio e di trascrizione delle intercettazioni in fase dibattimentale. Concludendo, questo intervento normativo si fonda sui pilastri della esigenza di giustizia e di utilizzo delle intercettazioni nel contrasto di reati che destano particolare allarme sociale, si fonda, altresì, sui pilastri della segretezza e della tutela della privacy , dell'incentivazione della digitalizzazione della macchina delle intercettazioni, della regolamentazione delle modalità di accesso e della sicurezza. A questo ultimo proposito si demanda a un Decreto del ministero della Giustizia la definizione dei requisiti tecnici dei cosiddetti trojan , che dovranno essere caratterizzati, appunto, da sicurezza, inviolabilità, affidabilità. Siamo certi che con questo provvedimento abbiamo dato un contributo significativo al bilanciamento tra le esigenze di giustizia e quelle di garanzia e dei diritti dei cittadini e, dall'altro canto, siamo certi di aver snellito e razionalizzato le procedure.