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Il congedo spetta al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto. Art. 38- quater . – (Trattamento economico e normativo) – 1. Per i periodi di congedo parentale di cui all'articolo 38- bis , a ciascun genitore lavoratore spetta il trattamento economico ordinario. 2. Per il periodo di prolungamento oltre sei mesi del congedo di cui all'articolo 38- ter , è dovuta alle lavoratrici e ai lavoratori un'indennità pari all'80 per cento della retribuzione. 3. I periodi di congedo parentale per morte del figlio sono computati nell'anzianità di servizio, compresi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia. 4. Si applica quanto previsto dall'articolo 22, commi 4, 6 e 7, e dall'articolo 34, comma 5. Art. 38- quinquies . – (Trattamento previdenziale) – 1. I periodi di congedo parentale di cui all'articolo 38- bis che danno diritto al trattamento economico e normativo di cui all'articolo 38- quater , commi 1 e 2, sono coperti da contribuzione figurativa. Si applica quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 25. 2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 35, commi 3, 4 e 5. Art. 38- sexies . – (Affidamenti) – 1. Il congedo parentale di cui al presente capo spetta anche nel caso di affidamento. Art. 38- septies . – (Sanzioni) – 1. Il rifiuto, l'opposizione o l'ostacolo all'esercizio dei diritti di assenza dal lavoro di cui al presente capo sono puniti con la sanzione amministrativa da euro 516 a euro 2.582 e, ove rilevati nei due anni antecedenti alla richiesta della certificazione della parità di genere di cui all'articolo 46- bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, o di analoghe certificazioni previste dalle regioni e dalle province autonome nei rispettivi ordinamenti, impediscono al datore di lavoro il conseguimento delle stesse certificazioni ». 2. All'articolo 35, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, dopo le parole: « congedo parentale, » sono inserite le seguenti: « ivi incluso il congedo previsto in caso di morte di figlio, ». Art. 2. (Modifiche alla legge 8 marzo 2000, n. 53, in materia di permesso retribuito per morte di figlio) 1. All'articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 - bis . La lavoratrice e il lavoratore che hanno subito la morte di un figlio hanno diritto ad un permesso retribuito di quindici giorni lavorativi all'anno ». Art. 3. (Svolgimento dell'attività lavorativa in modalità agile) 1. Per i lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno subito la perdita di un figlio, il datore di lavoro assicura lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l'adibizione a diversa mansione compresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi di lavoro vigenti, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni dei relativi contratti collettivi nazionali di lavoro, ove più favorevoli. Art. 4. (Istituzione del Fondo di assistenza per i genitori che hanno subito la perdita di figli) 1. Al fine di garantire un supporto adeguato ai genitori hanno subito la perdita di figli, nello stato di previsione del Ministero della salute è istituito il « Fondo di assistenza per i genitori che hanno subito la perdita di figli » di seguito denominato « Fondo », con una dotazione pari a 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, destinato al finanziamento di specifici percorsi di assistenza psicoterapeutica volti a favorire l'elaborazione del lutto da parte dei genitori e degli altri familiari, con particolare riguardo ai fratelli e alle sorelle del defunto. 2. Il Ministro della salute, con proprio decreto, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce le modalità di attuazione del presente articolo, nonché i criteri di ripartizione delle risorse. 3. Al fine di potenziare l'offerta di servizi di assistenza qualificata a favore dei nuclei familiari colpiti dalla perdita di un figlio, il Ministero della salute finanzia, a valere sulle risorse del Fondo, appositi percorsi formativi per psicologi, medici e altre figure professionali specializzate nella prestazione di supporto psicoterapeutico. A tal fine, il Ministero della salute è autorizzato a stipulare accordi o convenzioni con istituti di istruzione, anche universitaria, con associazioni del Terzo settore, con altri enti di formazione e con gli ordini professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione di operatori specializzati. Il Ministero della salute, in raccordo con il Ministero dell'istruzione e del merito e il Ministero dell'università e della ricerca, definisce, con proprio decreto, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri e le modalità di accreditamento dei corsi e degli enti formatori. Art. 5. (Linee guida per la comunicazione del decesso da parte delle Forze dell'ordine) 1. Il Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'interno, definisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida alle quali il personale delle Forze dell'ordine, gli operatori sanitari e socio-sanitari e il personale scolastico devono attenersi nella comunicazione ai genitori della morte di un figlio. Art. 6. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 1 e dell'articolo 4, pari, rispettivamente a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024 e a 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede: a) quanto a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2024, stabilendo che ai fini del concorso delle amministrazioni centrali dello Stato al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2024, le dotazioni di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri, con esclusione nell'ambito delle medesime delle spese destinate ai nuclei familiari e al sociale, alle pensioni, all'occupazione, all'istruzione e alla previdenza, sono ridotte in misura lineare per un ammontare di 500 milioni a decorrere dall'anno 2024. Su proposta dei Ministri competenti, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro il 31 dicembre 2024, le predette riduzioni di spesa possono essere rimodulate in termini di competenza e di cassa nell'ambito dei pertinenti stati di previsione della spesa, fermo restando il conseguimento dei risparmi di spesa realizzati in termini di indebitamento netto della pubblica amministrazione e a invarianza di effetti sui saldi di finanza pubblica;