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se intenda e in che modo, con riferimento alle condizioni riportate in premessa, adoperarsi affinché non si verifichino disparità tra Regioni che penalizzino in particolare quelle del Mezzogiorno, armonizzando gli interventi di differenziazione con un progetto che, pur nel rispetto delle maggiori autonomie regionali, preveda innanzitutto l'inderogabile preventiva definizione dei LEP, come previsto dalla legge n. 42 del 2009, garantendo su tutto il territorio nazionale, in modo uniforme, tutti i servizi e le prestazioni necessarie per un omogeneo e diffuso benessere del Paese, nel rispetto degli articoli 3 e 5 della Costituzione. Atto n. 3-03243 BERNINI BOCCARDI GALLIANI GALLONE GIAMMANCO MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI RONZULLI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BERARDI BINETTI CALIENDO CALIGIURI CANGINI CESARO CRAXI DAL MAS DAMIANI DE BONIS DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MESSINA Alfredo MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TIRABOSCHI TOFFANIN VITALI VONO Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: ai sensi dell'articolo 44, comma 15, del decreto-legge n. 34 del 2019, il Ministro per il Sud e la coesione territoriale deve presentare, tra l'altro, una relazione al CIPESS sullo stato di attuazione del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 al 31 dicembre 2021, fornendo anche una valutazione circa il potenziale conseguimento delle obbligazioni giuridicamente vincolanti (OGV), la cui scadenza è prevista al 31 dicembre 2022; la citata disposizione prevede come scadenza dell'adempimento il 31 marzo di ogni anno; essendo tale data decorsa, ed approssimandosi il termine di scadenza delle OGV del 31 dicembre 2022, l'istruttoria finalizzata all'acquisizione di quei dati è certamente definita e le risultanze con ogni probabilità nella disponibilità del Ministro; fermo restando il rispetto delle competenze del CIPESS, organo cui è destinata la relazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di fornire una valutazione complessiva circa lo stato di attuazione del FSC 2014-2020, con particolare riguardo all'area di rischio connessa al non conseguimento delle OGV al 31 dicembre 2022; se intenda delineare, con i suoi uffici e la Ragioneria generale dello Stato, un percorso di azioni condivise finalizzato alla riduzione del rischio dovuto al mancato conseguimento dell'OGV alla loro scadenza. Atto n. 3-03244 DI PIAZZA CROATTI FERRARA LEONE SANTANGELO TRENTACOSTE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: oltre 500 lavoratori che gestivano le chiamate dei call center Alitalia di Palermo sono in attesa di una nuova occupazione; dovevano transitare nella società Covisian, aggiudicataria della gara per il servizio clienti di ITA Airways; la società vincitrice dell'appalto aveva sei mesi di tempo per poter rinunciare alla commessa; come emerge dall'articolo del 1° aprile 2022 pubblicato sul quotidiano "la Repubblica", intitolato "Call center ex Alitalia, la denuncia dei sindacati: 'Nessun accordo con Ita, a rischio 500 lavoratori'", in data 31 marzo 2022 la società Covisian ha comunicato che non avrebbe portato avanti l'accordo raggiunto presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali; considerato che la fuoriuscita di oltre 500 occupati in una città già lavorativamente depressa avrebbe conseguenze gravissime sul tessuto economico e sociale; considerato inoltre che: dalle rilevazioni dei centri di distribuzione della Caritas di Palermo, nel 2021 risultano assistite circa 15.000 famiglie (11.500 famiglie nel tessuto urbano e 3.800 nelle zone limitrofe) per un totale di 45.500 persone (34.038 persone nella zona urbana e 11.496 extraurbana); è cresciuto l'indice di povertà assoluta tra gli occupati, arrivando al 7,3 per cento; la percentuale di persone che ha un reddito inferiore al 50 per cento della media nazionale si aggira tra il 30 e il 40 per cento; le persone in cerca di occupazione a Palermo superano le 60.000 unità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della grave situazione sociale in cui versa la città di Palermo, in particolar modo dopo la crisi pandemica che ha colpito, oltre che da un punto di vista sanitario, anche economicamente le fasce della popolazione più deboli; quali urgenti iniziative intenda assumere affinché gli oltre 500 lavoratori degli ex call center Alitalia vengano integrati in altre società e non siano lasciati in uno stato di precarietà e indigenza. Atto n. 3-03245 FARAONE Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rappresenta il principale strumento a disposizione degli Stati membri dell'Unione europea per contrastare gli effetti economici e sociali della pandemia da COVID-19 nell'ambito dell'iniziativa Next generation EU. Il piano nazionale di ripresa e resilienza italiano è stato inviato alla Commissione europea il 30 aprile 2021 e approvato dal Consiglio europeo il 13 luglio 2021; il piano si sviluppa intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. Il PNRR dell'Italia prevede investimenti e riforme a cui sono associate risorse europee per 191,5 miliardi di euro oltre a 30,6 miliardi provenienti dal fondo complementare nazionale istituito con il decreto-legge n. 59 del 2021, e successive modifiche, per un totale di 222,1 miliardi di euro; la "clausola del 40 per cento", introdotta in sede di conversione del decreto-legge n. 77 del 2021 all'art. 2, comma 6 -bis , della legge n. 108 del 2021 (allegato parte 1), prevede che le amministrazioni centrali coinvolte nell'attuazione del PNRR assicurino che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle Regioni del Mezzogiorno. Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri deve verificare il rispetto di tale obiettivo relazionando periodicamente alla cabina di regia appositamente costituita per l'attuazione del piano; considerato che: le risorse destinate al Mezzogiorno si attestano a 86 miliardi di euro, cioè il 40,8 per cento dei 211,1 miliardi che possono essere ripartiti territorialmente (ulteriori 11 miliardi hanno valenza territoriale). Si è dunque sostanzialmente in linea con il 40 per cento minimo fissato dal Governo con il decreto-legge n. 77 del 2021 richiamato; il rischio che le amministrazioni meridionali non presentino in tempo utile progetti adeguati per assorbire il 40 per cento delle risorse è più che reale, e altrettanto concreto è il pericolo che, in assenza di un meccanismo di salvaguardia della quota destinata al Sud, vada in frantumi l'obiettivo della coesione territoriale che è uno dei pilastri del piano Next generation della Commissione europea;