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dalla pochezza della forza politica che rappresento, chiedo uno sforzo al Governo di porre fine ad una modalità che anticipa i provvedimenti, ossia le conferenze stampa delle 20, dopo il telegiornale, a cui ormai avete preso gusto; comprendo che raccontano e creano l'elemento del gradimento e del consenso, sentimento dal quale immagino che il Premier si faccia accarezzare, ma si tratta di una prassi profondamente sbagliata. È stata sbagliata quando si è anticipata l'iniziativa dei 600 euro per le partite IVA, senza aver messo a fuoco una procedura che funzionasse. È stato sbagliato, anche se di grande effetto, anticipare il sabato sera, con le famiglie a tavola e peraltro con scarso rispetto per chi è davvero in prima linea, vale a dire i sindaci di questo Paese, la misura di sostegno dei Comuni, che era una tecnicalità - e lei potrebbe spiegarlo molto meglio di me, signor Sottosegretario - cioè l'anticipo di un fondo di risorse già dei Comuni. Va benissimo comunicare con i cittadini, è fondamentale in una fase come questa, ma quando si è in grado di dire ai cittadini che cosa prevede la misura, quali criteri sono previsti, quali requisiti servono e dove ci si rivolge. Allo stesso modo è profondamente sbagliato quanto accaduto due sere fa quando, al di là delle cifre, di questa rincorsa sciocca, stupida e inconcludente ai numeri delle risorse, si dice che si farà un'iniezione poderosa di liquidità senza avere concluso il provvedimento, senza aver spiegato come si ottengono e quali sono i tempi. Poi giustamente gli imprenditori e non solo, ma chiunque sia interessato alle misure, questa mattina sui giornali legge che il presidente dell'Associazione bancaria italiana (ABI) Patuelli, in un'intervista molto sobria e molto rispettosa, anche con apprezzamento per l'indirizzo che si è utilizzato, dichiara che non sarà possibile fare arrivare alle aziende in tempi da sprint la liquidità assistita dalle garanzie pubbliche varate con il decreto-legge approvato lunedì dal Governo Conte. In sostanza, non vi dico di smettere di comunicare, ma fatelo una volta che i provvedimenti sono conclusi, altrimenti noi stiamo utilizzando - e lo dico senza accusa - una fase nella quale le persone impaurite, soprattutto le più fragili, hanno una propensione ad affidarsi, grazie al cielo, anche alle istituzioni, per costruire una base di fiducia e di consenso che saranno scritti sulla sabbia. Dall'altro lato, comprendo anche come l'atteggiamento delle opposizioni oggi più significative del Parlamento, quelle della destra parlamentare, sia quello di chi anche in questa occasione non rinuncia alla spregiudicatezza, fino all'irrispettoso fare leva sui sentimenti più profondi - penso a quelli legati alla fede religiosa delle persone - per l'ennesima iniezione di antieuropeismo e di sovranismo d'accatto. (Applausi dal Gruppo Misto). Se, infatti, fossimo tutti sinceri con questo Paese, diremmo che il problema dell'Europa è che stanno prevalendo i sovranismi e gli egoismi, che non consentono all'Europa di fare l'Europa, altro che storie. Da questo punto di vista, siccome inter pares mi metto in questa discussione, noi abbiamo proposto come azione alcuni emendamenti. Il ministro Gualtieri ci ha chiesto di rimanere nel perimetro del decreto cura Italia e lo abbiamo fatto: sulla cassa integrazione avevamo chiesto l'equiparazione tra ciò che riceveranno i lavoratori dipendenti e le partite IVA e così non sarà. Alcune cose sono state recepite, anche se molto poche. Io credo che si stia proseguendo in un atteggiamento troppo autoreferenziale e troppo chiuso. La invito dunque, signor Sottosegretario, ad utilizzare le prossime ore per fare ciò che è necessario, vale a dire costruire uno spazio di confronto vero nella definizione dei provvedimenti perché altrimenti, con la sola dinamica parlamentare, non ce la faremo. E poiché io leggo e ascolto - ho visto che il segretario del Partito Democratico propone un decreto ad hoc sulla semplificazione e che quello sulla liquidità non è quello di aprile - questa decretazione così frammentata non consente a nessuno di mettere sul tavolo tutti i problemi che lei conosce bene, forse meglio di tanti di noi, che riguardano il sistema economico attuale. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 14,55) ( Segue RICHETTI). Ciascuno di noi sta ricevendo telefonate molto concrete. Scusate, che cosa succede all'obbligo di ricapitalizzazione delle imprese? Vi segnalo che viviamo in un Paese nel quale chi chiude gli esercizi finanziari in perdita anche quest'anno è obbligato alla ricapitalizzazione, cioè a metterci soldi, in un sistema nel quale i soldi non ci sono e stiamo costruendo forme di approvvigionamento che funzionano male ad oggi. Ci sarà quindi il problema di sospendere questa modalità, come ci sarà quello di affrontare in via complessiva tutto ciò che il mancato fatturato comporta: il mancato fatturato e la mancata produzione non sono solo questioni risolte una volta sospesi i mutui alle banche, le tasse allo Stato e con i lavoratori in cassa integrazione, perché ci sono le penalità, c'è il mancato guadagno, ci sono le logiche di magazzino, oltre al deperimento delle materie. Penso, signor Sottosegretario, che serva una sede unica e unitaria nella quale poter dare questo contributo. Non lo faccio in termini rivendicativi: adesso è una scelta vostra. Adesso è una scelta vostra se continuare o no a intendere l'unità delle forze politiche come i bilaterali Conte-Salvini; abbiamo già visto cosa producono i Conte-Salvini in questo Paese: quota 100, reddito di cittadinanza e altre robe che non mi paiono edificanti. Se volete aprire una stagione di unità vera allora fatelo chiamando le migliori competenze del Paese, comprese quelle della politica. Non farlo da soli ma assieme, avrebbe la valenza di dire agli italiani che tutti sono chiamati alla ricostruzione, al ripensamento del nostro Paese, perché lavorare in Italia, studiare in Italia, muoversi in Italia non sarà più come prima. Per avere una chiamata autorevole serve una chiamata dell'unità delle forze politiche. Tutte le volte che Azione sarà chiamata a dare il proprio contributo in questo senso, non lo farà mancare. (Applausi dei senatori Conzatti e Quagliariello). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, il provvedimento che oggi andremo ad approvare reca un complesso di misure necessarie per fronteggiare l'emergenza collegata alla diffusione del coronavirus, incrementando la dotazione di personale, strumenti e mezzi a disposizione del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e delle Forze di polizia, prevedendo altresì una serie di interventi per affrontare l'impatto economico dell'emergenza sui lavoratori, sulle famiglie e sulle imprese. Il provvedimento reca anche una serie di misure sia per il comparto ortofrutticolo sia per la pesca, settori che, in questo momento, unitamente al settore della sanità, sono strategici. Come prassi consolidata, oramai la Commissione agricoltura ha lavorato anche in questa circostanza tenendo in considerazione le istanze di tutte le forze politiche e presentando emendamenti che, al di là della firma, sono stati condivisi dalla maggioranza.