[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 148 e 149, della legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), promosso dalla Corte d'appello di L'Aquila, sezione civile, nel procedimento vertente tra Condominio G. e A. M. srl e altri, con ordinanza del 14 febbraio 2024, iscritta al n. 54 del registro ordinanze 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 15, prima serie speciale, dell'anno 2024. Visti gli atti di costituzione di A. M. srl e Condominio G., nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udita nell'udienza pubblica del 16 ottobre 2024 la Giudice relatrice Emanuela Navarretta; uditi gli avvocati Anna Rossi per Condominio G., Rosario Panebianco per A. M. srl, nonché l'avvocato dello Stato Massimo Santoro per il Presidente del Consiglio dei ministri; deliberato nella camera di consiglio del 16 ottobre 2024.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ordinanza del 14 febbraio 2024, iscritta al n. 54 del registro ordinanze 2024, la Corte d'appello di L'Aquila, sezione civile, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 148 e 149, della legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), per violazione degli artt. 3, 24 e 41, commi secondo e terzo, della Costituzione. 2.- Il rimettente riferisce che la società A. M. srl e i suoi soci avevano convenuto in giudizio il Condominio G., innanzi al Tribunale ordinario di L'Aquila, al fine di ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla «revoca», ritenuta «illegittima», di un incarico professionale. Questo era stato conferito sulla base di un contratto inizialmente stipulato con i progettisti e poi ceduto alla A. M. srl con il consenso del Condominio stesso; il contratto aveva a oggetto lo svolgimento delle attività propedeutiche e di quelle necessarie a ottenere un contributo pubblico per la riparazione dell'edificio condominiale, danneggiato dal sisma del 2009. La società di ingegneria presentava al Condominio un progetto, ma questi, adducendo inadempienze contrattuali, «deliberava la revoca dell'incarico», sicché la società A. M. e i suoi soci, nel contestare tale assunto, chiedevano il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Nel corso del giudizio di primo grado, il Condominio eccepiva, in via preliminare, la nullità del contratto, in quanto contrario al divieto previsto dalla legge 23 novembre 1939, n. 1815 (Disciplina giuridica degli studi di assistenza e di consulenza) e successive modifiche. Tale divieto - a detta del Condominio - sarebbe venuto meno solo con l'entrata in vigore della legge 12 novembre 2011, n. 183, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012)». 2.1.- Il rimettente riporta che il Tribunale di L'Aquila escludeva la nullità del contratto, in linea con il principio di diritto affermato da una sentenza della Corte di cassazione del 2022 (sezione seconda civile, sentenza 18 luglio 2022, n. 22534), e riconosceva la fondatezza della pretesa risarcitoria fatta valere dalla A. M. srl e dai suoi soci. 2.2.- Il rimettente espone che avverso la sentenza di primo grado il Condominio proponeva appello, sostenendo, anzitutto, l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, commi 148 e 149, della legge n. 124 del 2017 e la conseguente nullità del contratto d'opera intellettuale intercorso con la A. M. srl. 3.- La Corte d'appello di L'Aquila ha, dunque, sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 148 e 149, della legge n. 124 del 2017, in riferimento agli artt. 3, 24 e 41, commi secondo e terzo, Cost. 3.1.- A sostegno della rilevanza delle questioni, il rimettente precisa che la sentenza di primo grado, oggetto di gravame, ha escluso la nullità del contratto di cui si controverte, attribuendo natura di norme di interpretazione autentica alle previsioni di cui alla legge n. 124 del 2017; natura della quale la Corte d'appello dubita, ritenendo, pertanto, di non poter definire il giudizio «indipendentemente dalla risoluzione della questione di legittimità costituzionale della normativa medesima». 3.2.- Quanto alla non manifesta infondatezza, il giudice a quo premette una ricostruzione della normativa che ha regolato nel tempo la materia, richiamando: l'iniziale divieto di svolgere attività professionale in forma societaria disposto dall'art. 2 della legge n. 1815 del 1939; la sua abrogazione ad opera dell'art. 24, comma 1, della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi urgenti per l'economia); il rinvio operato dall'art. 24, comma 2, della medesima legge a un apposito regolamento per l'individuazione dei requisiti per l'esercizio delle attività professionali in forma societaria. Dalla mancata adozione di tale regolamento il rimettente desume «l'impossibilità di fatto, da parte delle società di ingegneria, di operare nei confronti dei privati» (in proposito, cita le sentenze della Corte di cassazione, sezione seconda civile, 22 marzo 2017, n. 7310 e sezione terza civile, 18 aprile 2007, n. 9236). Anche i successivi provvedimenti che richiama (il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante «Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale», convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n. 248, e il decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, recante «Misure urgenti in materia di semplificazione normativa», convertito, con modificazioni, nella legge 18 febbraio 2009, n. 9) non avrebbero consentito alle società di ingegneria costituite nelle forme delle società di capitali o cooperative di esercitare attività professionale. A parere del giudice a quo, solo con l'art. 10 della legge n. 183 del 2011 sarebbe stato abrogato il divieto di svolgere attività professionale tecnica in forma societaria. Pertanto, la legge n. 124 del 2017 avrebbe avuto l'effetto di far retroagire all'entrata in vigore della legge n. 266 del 1997 la validità dei contratti conclusi con privati dalle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative.