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A Trieste nei quaranta giorni di terrore a seguito dell'occupazione da parte delle milizie di Tito, migliaia di persone vennero infoibate (nuovo verbo) e i loro corpi si misurarono in volumi, in metri cubi: Basovizza ospitava 500 metri cubi di cadaveri, in pratica 2.500, più o meno. La loro unica colpa era quella di essere italiani della Venezia Giulia o della Dalmazia o solo quella di essere stati fedeli servitori delle istituzioni, come i finanzieri ed i carabinieri (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le procedure dell'infoibamento le conoscete: si utilizzava filo di ferro e pochi proiettili per risparmiare piombo. L'eccidio degli italiani della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia è stato il più deplorevole dopo l'Unità d'Italia. In quegli anni Stati, Governi e politici sono stati tutti complici dei carnefici e con la ridistribuzione dei confini sono stati la causa principale dell'esodo di 350.000 italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, costretti ad abbandonare i propri affetti, la propria terra, le proprie radici per diventare esuli del mondo, esiliati e svenduti proprio da coloro che invece avrebbero dovuto proteggerli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . Per questo la Lega ha presentato un disegno di legge recante disposizioni concernenti la concessione dell'opzione di acquisto di beni del Demanio e del patrimonio pubblico dello Stato in favore dei titolari dei beni, dei diritti ed interessi abbandonati nei territori ceduti alla Jugoslavia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il leader del Partito comunista italiano Palmiro Togliatti, in una lettera a Vincenzo Bianco, suo uomo a Trieste, scrisse che quanta più parte dell'Italia sarebbe diventata Jugoslavia, più parte dell'Italia sarebbe stata libera. Così, in quei luoghi che fino a poco prima erano Italia, le proprietà venivano nazionalizzate e date a persone di etnia slava. Sono tantissime le testimonianze di quanto accaduto; so con certezza che molti di voi qui oggi le hanno ascoltate direttamente dai propri parenti, protagonisti di quelle drammatiche vicende. Nel testo che è stato presentato nel settembre lo scorso anno, un'importante risoluzione del Parlamento europeo ha acceso ancora una volta e ha fatto doverosamente luce sulla storia del Novecento, equiparando i crimini dei regimi comunisti a quelli del nazismo ed è per questo che il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione ha presentato una mozione per il ritiro della onorificenza conferita al maresciallo Tito dalla Repubblica Italiana. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . Personalmente sono convinta che la pacificazione possa fondarsi solo sul riconoscimento della sofferenza, rielaborando il passato per costruire positività. Proprio in tal senso, invito coloro che ancora cercano di trasformare questo capitolo di storia in una psicosi collettiva a venire a Basovizza o a Monrupino alla foiba 149 (non la terza), a inginocchiarsi e a chiedere scusa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio per le sue parole di oggi e per le parole che ieri, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni della Repubblica, ha pronunciato in quest'Aula. Signor Presidente, noi sapevamo, ma tanti, troppi, negavano. Andavamo in tanti, anche quarant'anni fa, sull'altipiano di Basovizza col tricolore, per rendere omaggio a quella storia. Nel dopoguerra, ci sono voluti trentacinque anni perché Basovizza fosse dichiarata monumento di interesse nazionale, nel 1980. Ci vollero quarantasei anni perché un Presidente della Repubblica, Cossiga, si inchinasse davanti ai morti di Basovizza, nel 1991. Ci vollero cinquantanove anni perché fosse approvata la legge istitutiva del Giorno del ricordo, nel 2004, e ci vollero quarantasette anni perché il monumento di Basovizza fosse dichiarato, nel 1992, monumento nazionale. Quanto ci vorrà perché scompaiano quelle «sacche di deprecabile negazionismo militante»? Sono parole di Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ci vorranno altri decenni? Si imbrattano lapidi: ciò è grave, come altre scritte e altre lapidi imbrattate. L'indignazione, però, a volte scatta in maniera diversa. Abbiamo visto anche qualcuno che, a Lecce, ha parlato di «presunte foibe», parlando della già citata Norma Cossetto. Ringrazio il Comune di Roma, che oggi ha deciso, con un voto contrario, di cui mi meraviglio, di dare la cittadinanza onoraria di Roma a Norma Cossetto, ovviamente alla memoria. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Si tratta di una scelta saggia. Credo allora che si debba vincere l'indifferenza, anche della scuola, perché nelle scuole si deve dire di più (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) e lo dico salutando gli studenti e i docenti. Oggi la Commissione di vigilanza Rai ha deciso all'unanimità di chiedere al presidente Barachini, che siede in questa Assemblea come senatore, di scrivere una lettera al servizio pubblico radiotelevisivo, perché il minimalismo è stato esagerato: si parli anche in prima serata del giorno del ricordo e non su Rai Movie o su altri canali! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . La Commissione di vigilanza è stata unanime, oggi, nel chiedere al presidente Barachini di scrivere una lettera di sollecito alla Rai. Questa «sciagura nazionale» - così si è espresso Mattarella - chiede verità: verità sulle complicità nello sterminio e verità su capitoli da conoscere, come la strage di Vergarolla, che dovrebbe essere ricordata. Ricordiamo, come disse Mattarella, «tanti innocenti, colpevoli solo di essere italiani e di essere visti come un ostacolo al disegno di conquista territoriale e di egemonia rivoluzionaria del comunismo titoista». «L'aggressività» ha detto Mattarella, «del nuovo regime comunista» costrinse gli italiani «con il terrore e la persecuzione, ad abbandonare le proprie case, le proprie aziende, le proprie terre. Chi resisteva, chi si opponeva, chi non si integrava nel nuovo ordine totalitario» ha detto il Presidente della Repubblica «spariva, inghiottito nel nulla». Noi sapevamo e chi negava sapeva come noi. Ha detto ancora il Capo dello Stato che «il braccio violento del regime comunista si abbatteva furiosamente cancellando storia, diversità, pluralismo, convivenza, sotto una cupa cappa di omologazione e di terrore».