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In considerazione della differenziazione nella composizione e nelle funzioni del Senato -- che è svincolato dal rapporto di fiducia con il Governo e si configura come una Camera permanente a rinnovazione parziale -- il progetto di legge interviene altresì sull'articolo 88 della Costituzione relativo al potere presidenziale di scioglimento, specificando che soltanto «in casi straordinari di necessità connessi al buon andamento del procedimento legislativo, su richiesta motivata del Governo, il Presidente della Repubblica può, sentito il parere dei Presidenti delle due Camere e dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, nonché quello della Commissione bicamerale di cui all'articolo 71, quarto comma, sciogliere il Senato della Repubblica. In tal caso si procede contestualmente all'elezione di tutti i senatori. Lo scioglimento anticipato non è possibile se nei dodici mesi successivi è previsto il rinnovo dei Consigli di almeno un terzo delle Regioni e delle Provincie autonome». Si sono rese infine necessarie alcune modifiche alla Costituzione per garantire il coordinamento della Carta con la nuova configurazione del Senato quale Camera di secondo grado rappresentativa delle autonomie nella prospettiva europea. Pertanto si prevede l'abrogazione del secondo comma dell'articolo 83 della Costituzione, relativo alla partecipazione dei delegati regionali all'elezione del Presidente della Repubblica e si sopprime il riferimento agli stessi delegati all'articolo 85, in materia di convocazione del Parlamento in seduta comune; è eliminata la Commissione parlamentare per le questioni regionali, di cui all'articolo 126, primo comma, della Costituzione. 2. Superamento del bicameralismo paritario La diversa composizione del Senato si riflette sulla distribuzione delle competenze tra le due Camere: con la riforma proposta si realizza il definitivo superamento del bicameralismo paritario. Superamento vero, ma non semplicistico né improvvisato. La diversa funzione di rappresentanza assolta da un Senato eletto in secondo grado implica infatti una necessaria ridefinizione delle competenze delle due Assemblee, diretta sia a garantire una accresciuta stabilità e piena efficacia dell'azione di Governo sia il raccordo tra lo Stato, le autonomie e l'Europa, nonché forme necessarie e corrette di tutela e garanzia delle minoranze. I diritti non si cancellano, ma si introducono regole perché nessuno -- Governo e maggioranza -- possa sottrarsi alla diretta responsabilità per il mancato adempimento dei propri doveri, primo tra i quali l'attuazione del programma di Governo. Il nuovo articolo 55 della Costituzione attribuisce pertanto alle due Camere funzioni differenziate: alla Camera dei deputati la titolarità formale ed esclusiva del rapporto di fiducia con il Governo, la funzione legislativa, di indirizzo politico e di controllo; al Senato le funzioni legislativa, di controllo e di rappresentanza delle minoranze e delle autonomie territoriali, funzionali e sociali all'interno del sistema «multilivello» venutosi a creare in seguito all'adesione all'Unione Europea ed alla riforma del Titolo V della Costituzione. È proprio attraverso il nuovo ruolo del Senato nell'ordinamento della Repubblica che si realizza il superamento del bicameralismo paritario. Coerentemente, alla Camera Alta sono attribuiti poteri e funzioni differenziati rispetto alla Camera dei deputati. Il Senato, non più legato al rapporto di fiducia con il Governo, si caratterizzerà per una maggiore indipendenza ed imparzialità rispetto all'azione dell'esecutivo: conseguentemente, l'articolo 55 della Costituzione gli attribuisce la funzione di controllo dell'operato del Governo e il potere di verifica sull'attuazione delle leggi statali e di valutazione d'impatto, anche territoriale, delle politiche pubbliche. A fronte di una maggiore incidenza del potere ispettivo del Senato, il potere legislativo gli viene pienamente riconosciuto soltanto relativamente alle leggi che incidono sui princìpi fondamentali della Costituzione ovvero quelle necessarie per il funzionamento dell'ordinamento, espressamente e tassativamente indicate in Costituzione. In particolare, il disegno di legge si propone di attuare un sistema bicamerale differenziato attraverso: a) la semplificazione del procedimento legislativo, con la marcata centralità della Camera dei deputati per tutta la legislazione, tranne quella concernente la determinazione dei livelli essenziali dei diritti civili e sociali e dei princìpi fondamentali nelle materie di legislazione concorrente dove, in coerenza con il principio di sussidiarietà, le autonomie possono e debbono essere protagoniste, sia nella responsabilità sia nella decisione; b) il rafforzamento dei poteri di controllo e verifica del Senato, anche a livello di nomine e raccordo con Autorità indipendenti e organismi di garanzia, espressione dei princìpi di trasparenza e pubblicità dell'azione di tutte le Istituzioni; c) il raccordo tra autonomie territoriali ed Europa: il Senato non come «sentinella dell'Europa» ma come «sentinella in Europa», per la tutela degli interessi nazionali e territoriali, offrendo un'immagine di compattezza e forza delle diverse realtà di fronte ai propri interlocutori. A. Semplificazione del procedimento legislativo Il superamento del bicameralismo paritario è realizzato, in primo luogo, attraverso la razionalizzazione del procedimento legislativo. Le modifiche proposte agli articoli 70 e 71 della Costituzione attribuiscono in via generale, salvo specifiche eccezioni, alla Camera dei deputati -- titolare del rapporto di fiducia -- il potere di deliberare in via definitiva sui disegni di legge ordinaria. Secondo una formula derivata dall'ordinamento tedesco, il nuovo articolo 70 della Costituzione, al secondo comma, prevede un numero ristretto di leggi bicamerali necessarie (o cosiddette a consenso necessario), ovvero: -- le leggi di revisione costituzionale e leggi costituzionali; -- le leggi di cui agli articoli 6, 7, secondo comma, ultimo periodo, 8, terzo comma, 10, terzo comma, 32, secondo comma, 48, terzo e quarto comma, 52, secondo comma, 75, ultimo comma, 116, terzo e quarto comma, 117, secondo comma, lettera p) , quinto comma e nono comma, 120, terzo comma, 122, primo comma della Costituzione; -- le leggi in materia elettorale e in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; -- le altre leggi per le quali la Costituzione lo preveda espressamente; -- le leggi che incidono prevalentemente sui diritti civili e politici; -- le leggi che la Costituzione definisce organiche (ad esempio la legge che stabilisce le norme per l'elezione dei senatori ai sensi del nuovo articolo 58 della Costituzione). Tutte le leggi bicamerali «necessarie» -- che indicano il perimetro dell'agibilità democratica come patrimonio necessariamente e indefettibilmente comune e da condividere senza distinzioni di parte e ancora di più senza distinzione tra maggioranze e minoranze -- sono approvate nello stesso testo dal Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati: solo per questo numero ristretto di provvedimenti normativi resta quindi ancora valido il principio della cosiddetta doppia deliberazione conforme, in ragione delle materie fondamentali oggetto di tali leggi, per cui risulta prevalente l'esigenza di garanzia rispetto a quella di semplificazione del procedimento legislativo.