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Nuove disposizioni in materia di gioco d'azzardo. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende affrontare organicamente la disciplina concernente il gioco d'azzardo e, segnatamente, regolamentare severamente le sue possibili distorsioni, criminali ed illecite sempre più rilevanti. Anche su impulso della Commissione parlamentare Antimafia, nel corso della XVI legislatura, sono stati esaminati dalle Commissioni 2ª e 6ª riunite in sede referente numerosi disegni di legge, il cui esame è sfociato in un testo unificato, ampio ed esaustivo, che si intende in parte riproporre. La Commissione Antimafia aveva, infatti, chiaramente evidenziato come il settore del «gioco» costituisca il punto di incontro di plurime, gravi distorsioni dell'assetto socio-economico quali, in particolare, l'esposizione dei redditi degli italiani a rischio di erosione; l'interesse del crimine organizzato; la vocazione «truffaldina» di taluni concessionari che operano, sovente, in regime di quasi monopolio; il germe di altri fenomeni criminali come usura, estorsione, riciclaggio; infine, la sottrazione di ingenti risorse destinate all'erario. Peraltro, nei periodi di crisi economica si denota ancor più tale fenomeno degenerativo in quanto, nella impossibilità di un aumento della tassazione, si accentua il ricorso ad incentivazioni della «malattia del gioco», un meccanismo che, quanto più cresce, tanto più è destinato a favorire forme occulte di prelievo dalle tasche dei cittadini, mascherando tale prelievo con l'ammiccante definizione di gioco, divertimento e intrattenimento. Nel merito il testo si articola in tre capi il primo dei quali reca disposizioni sanzionatorie, sia di tipo amministrativo che di tipo penale, sul gioco, precisamente nell'articolo 1. Una novità significativa è contenuta nell'articolo 2 il quale introduce e sanziona il divieto di gioco presso operatori non abilitati. L'articolo 3 interviene in materia di pubblicità in favore di operatori di gioco non autorizzati e di pubblicità ingannevole, mentre l'articolo 4 reca modifiche all'articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. L'articolo 5 concerne le sanzioni penali per omessa dichiarazione ed evasione tributaria. Le disposizioni del Capo II riguardano le concessioni dei giochi. Con esse si interviene sia sulle procedure di rilascio anche di rinnovo delle concessioni stesse, nonché ad una revisione delle concessioni di convenzioni già in essere. Il Capo III è volto a garantire una maggiore tracciabilità dei flussi finanziari. Di particolare rilievo risulta essere l'articolo 14 nella parte in cui prevede l'istituzione di un registro di scommesse e concorsi pronostici. In definitiva, attraverso una opportuna razionalizzazione della disciplina, l'inasprimento del regime sanzionatorio e la regolamentazione di istituti sinora non codificati, seppur preminenti, il presente disegno di legge mira a limitare severamente le infiltrazioni criminali in un settore, come quello del gioco, divenuto prepotentemente uno dei più redditizi del Paese. Per tali motivi si auspica un celere e favorevole iter del presente disegno di legge.. Capo I DISPOSIZIONI RECANTI SANZIONI AMMINISTRATIVE E PENALI IN MATERIA DI GIOCO Art. 1. (Esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa) 1. L'articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 4. -- (Esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa). -- 1. Chiunque esercita, anche a distanza, in qualunque modo, attività di scommesse, sportive o non sportive, anche come intermediario di terzi, in mancanza della prescritta autorizzazione o licenza ai sensi dell'articolo 88 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ovvero con autorizzazione o licenza inefficace, è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 20.000 a 50.000 euro. La stessa pena è applicata a chiunque, privo della suddetta autorizzazione o licenza, svolge in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l'accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettati in Italia o all'estero. 2. Chiunque esercita, anche a distanza, in qualunque modo, attività di scommesse, sportive o non sportive, anche come intermediario di terzi, in mancanza della prescritta concessione rilasciata dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 10.000 a 30.000 euro. La stessa pena è applicata a chiunque, privo di concessione, svolge in Italia qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l'accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettati in Italia o all'estero. 3. Gli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che accertano uno dei reati di cui ai commi 1 e 2 procedono alla immediata chiusura dell'esercizio e al sequestro delle attrezzature ivi contenute, destinate all'esercizio dell'attività di scommessa. In caso di condanna per uno dei reati di cui ai commi 1 e 2 le attrezzature sono confiscate. 4. Chiunque esercita abusivamente l'organizzazione del giuoco del lotto o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Le stesse sanzioni si applicano a chiunque venda sul territorio nazionale, senza autorizzazione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, biglietti di lotterie o di analoghe manifestazioni di sorte di Stati esteri, nonché a chiunque partecipi a tali operazioni mediante la raccolta di prenotazione di giocate e l'accreditamento delle relative vincite e la promozione e la pubblicità effettuate con qualunque mezzo di diffusione. Fuori dei casi di cui ai commi 1 e 2, è punito altresì con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque organizza, esercita e raccoglie a distanza, senza la prescritta concessione, qualsiasi gioco istituito o disciplinato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Chiunque, ancorché titolare della prescritta concessione, organizza, esercita e raccoglie a distanza qualsiasi gioco istituito o disciplinato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli con modalità e tecniche diverse da quelle previste dalla legge è punito con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da 500 a 5000 euro». Art. 2. (Divieto di gioco presso operatori non abilitati) 1.