[pronunce]

che, a fronte di questo articolato quadro normativo, il giudice rimettente ha censurato solo l'art. 37, comma 8, della legge n. 448 del 1998, chiedendo una pronuncia additiva che ne modifichi il contenuto, senza motivare in alcun modo in ordine al suo ritenuto carattere retroattivo e all'ipotizzata sua applicabilità ad una fattispecie di indebito interamente maturata, come quella oggetto del giudizio a quo, ben prima della sua entrata in vigore; che l'insufficiente motivazione sull'applicabilità della disposizione censurata nel giudizio a quo comporta la manifesta inammissibilità della questione stessa; che infine - quanto all'ulteriore questione posta nei confronti dell'art. 1, comma 260, della legge n. 662 del 1996, e dell'art. 52, comma 2, della legge n. 88 del 1989 - il rimettente pone a confronto la disciplina dell'indebito assistenziale e quella dell'indebito previdenziale; che a tal proposito questa Corte (ordinanza n. 448 del 2000) ha già ritenuto che non sussiste un'esigenza costituzionale che imponga per l'indebito previdenziale e per quello assistenziale un'identica disciplina, atteso che - pur operando in questa materia un principio di settore, onde la regolamentazione della ripetizione dell'indebito è tendenzialmente sottratta a quella generale del codice civile - rientra però nella discrezionalità del legislatore porre distinte discipline speciali adattandole alle caratteristiche dell'una o dell'altra prestazione; che nessun argomento nuovo o diverso, rispetto a quelli già vagliati da questa Corte, è stato prospettato nell'ordinanza di rimessione, sicché la questione proposta è manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 37, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 38, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Terni con l'ordinanza indicata in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 260, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) , e dell'art. 52, comma 2, della legge 9 marzo 1989, n. 88 (Ristrutturazione dell'INPS e dell'INAIL), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 38, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Terni con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA