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Art. 7 Revoche e sanzioni 1. Al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti, il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono effettuare in qualsiasi momento, nei limiti temporali di cui all'articolo 6, ulteriori verifiche. A tali fini essi possono avvalersi dell'apporto della Guardia di finanza. 2. La revoca dell'indennizzo è disposta qualora: a) il soggetto beneficiario eserciti, anche in qualità di socio di società di persone, attività commerciale al dettaglio cosiddetta di vicinato di cui all'articolo l nei tre anni successivi alla data di presentazione della domanda di richiesta di indennizzo; b) sia accertata in qualsiasi momento l'insussistenza delle condizioni previste per l'accesso al beneficio dichiarate dall'impresa in fase di richiesta di indennizzo; c) il soggetto beneficiario abbia usufruito di altre agevolazioni concesse in relazione alla cessazione della medesima attività per la quale è stato concesso l'indennizzo previste da leggi nazionali, regionali, delle province autonome di Trento e Bolzano o da norme comunitarie. 3. Nei casi di restituzione dell'indennizzo per rinuncia formale del beneficiario, l'importo da restituire all'Amministrazione è maggiorato di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data di concessione dell'indennizzo. Nei casi di revoca di cui al comma 2, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 9, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123. Nota all'art. 7: - Il testo dell'art. 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, è il seguente: "Art. 9 (Revoca dei benefici e sanzioni). - 1. In caso di assenza di uno o più requisiti, ovvero di documentazione incompleta o irregolare, per fatti comunque imputabili al richiedente e non sanabili, il soggetto competente provvede alla revoca degli interventi e, in caso di revoca dal bonus fiscale, ne da immediata comunicazione al Ministero delle finanze. 2. In caso di revoca degli interventi, disposta ai sensi del comma 1, si applica anche una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a quattro volte l'importo dell'intervento indebitamente fruito. 3. Qualora i beni acquistati con l'intervento siano alienati, ceduti o distratti nei cinque anni successivi alla concessione, ovvero prima che abbia termine quanto previsto dal progetto ammesso all'intervento, è disposta la revoca dello stesso, il cui importo è restituito con le modalità di cui al comma 4. 4. Nei casi di restituzione dell'intervento o in conseguenza della revoca di cui al comma 3, o comunque disposta per azioni o fatti addebitati all'impresa beneficiaria, e della revoca di cui al comma 1, disposta anche in misura parziale purché proporzionale all'inadempimento riscontrato, l'impresa stessa versa il relativo importo maggiorato di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell'ordinativo di pagamento, ovvero alla data di concessione del credito di imposta, maggiorato di cinque punti percentuali. In tutti gli altri casi la maggiorazione da applicare è determinata in misura pari al tasso ufficiale di sconto. 5. Per le restituzioni di cui al comma 4 i crediti nascenti dai finanziamenti erogati ai sensi del presente decreto legislativo sono preferiti ad ogni altro titolo di prelazione da qualsiasi causa derivante, ad eccezione del privilegio per spese di giustizia e di quelli previsti dall'art. 2751-bis del codice civile e fatti salvi i diritti preesistenti dei terzi. Al recupero dei crediti si provvede con l'iscrizione al ruolo, ai sensi dell'art. 67, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, delle somme oggetto di restituzione, nonché delle somme a titolo di rivalutazione e interessi e delle relative sanzioni. 6. Le somme restituite ai sensi del comma 4 sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per incrementare la disponibilità di cui all'art. 10, comma 2".