[massime]

Bilancio e contabilità pubblica - Attuazione della legge delega n. 42 del 2009 in materia di federalismo fiscale - Meccanismi premiali e sanzionatori nei confronti di Regioni ed enti locali - Scioglimento del Consiglio regionale e rimozione del Presidente della Giunta, in conseguenza della fattispecie di "grave dissesto finanziario" - Rinvio espresso della norma impugnata all'art. 2, comma 77, della legge n. 191 del 2009, che definisce il campo applicativo del decreto legislativo impugnato e stabilisce in quali casi la Regione sia tenuta ad elaborare un piano di rientro - Ricorsi delle Regioni Emilia-Romagna ed Umbria - Asserita abrogazione della legge delega ad opera della legge n. 191 del 2009 - Asserita violazione del principio della certezza del diritto - Insussistenza - Non fondatezza delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 149 - disposizione che descrive una fattispecie di «grave dissesto finanziario» in materia sanitaria - impugnato dalle Regioni Emilia-Romagna ed Umbria in riferimento all'art. 76 della Costituzione ed al principio della certezza del diritto, in quanto la legge delega n. 42 del 2009 sarebbe stata parzialmente abrogata, e comunque modificata, dalla legge n. 191 del 2009 (art. 2, commi 77 e seguenti), ovvero dal testo normativo cui la norma impugnata rinvia espressamente per definire il proprio campo applicativo e inoltre perché la legge n. 191 del 2009 avrebbe direttamente formulato previsioni sovrapponibili all'art. 2 del d.lgs. n. 149 del 2011, introducendo in tal modo una revoca parziale della delega originariamente conferita. L'art. 2 della legge n. 191 del 2009 non si pone in linea di collisione con la legge delega e con la norma impugnata, ma definisce i presupposti di applicabilità di quest'ultima, perché stabilisce in quali casi la Regione sia tenuta ad elaborare un piano di rientro e le condizioni in presenza delle quali il Governo possa procedere a nominare il Presidente della Giunta commissario ad acta per l'attuazione del piano. La norma impugnata ne recepisce il contenuto; la circostanza che l'art. 2 del d.lgs. n. 149 del 2011 operi un costante rinvio all'art. 2 della legge n. 191 del 2009 dimostra che tra i due assetti normativi non vi è conflitto, ma continuità. Alla luce del rapporto di integrazione tra le norme in questione, e comunque della alterità dei piani su cui esse intervengono, deve escludersi, pertanto, che si sia verificata l'eventualità prospettata dalle regioni ricorrenti.