[pronunce]

che la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo si giustifica, invece, soltanto in presenza di “comportamenti” – nella specie, la realizzazione di un'opera pubblica – che «costituiscono esecuzione di atti o provvedimenti amministrativi (dichiarazione di pubblica utilità e/o di indifferibilità e urgenza)» e che siano quindi riconducibili all'esercizio, ancorché viziato da illegittimità, del pubblico potere dell'amministrazione (sentenza n. 191 del 2006); che, alla luce dei principi sopra esposti, questa Corte ha ritenuto che «deve ritenersi conforme a Costituzione la devoluzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo delle controversie relative a “comportamenti” (di impossessamento del bene altrui) collegati all'esercizio, pur se illegittimo, di un pubblico potere, laddove deve essere dichiarata costituzionalmente illegittima la devoluzione alla giurisdizione esclusiva di “comportamenti” posti in essere in carenza di potere ovvero in via di mero fatto» (citata sentenza n. 191 del 2006); che, pertanto, alla luce delle considerazioni che precedono, gli atti vanno restituiti ai giudici rimettenti affinché valutino se le sollevate questioni di legittimità costituzionale siano tuttora rilevanti.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale dell'Abruzzo, sezione distaccata di Pescara e al Tribunale di Udine. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 luglio 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA