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E ciò è tanto vero che oggi in questo provvedimento, oltre a prorogare lo stato di emergenza fino al 15 ottobre, non si fa altro che coordinare una serie di leggi e decretazioni emanate negli ultimi mesi di fronte a una pandemia drammatica mai vissuta nel nostro territorio e a livello mondiale; una pandemia che comunque doveva essere tenuta sotto controllo e lo si è fatto con provvedimenti che sono riusciti in parte a tenere insieme tutto il comparto sanitario, che ha vissuto una situazione davvero drammatica. Discutiamo di un decreto-legge che tra l'altro esaurirà la sua efficacia il 15 ottobre - quindi non stiamo parlando di chissà quando - e che è già stato determinato: dal 31 gennaio, data in cui è stata dichiarata l'emergenza, al 15 ottobre. Ci sono decreti e provvedimenti che sono stati messi in atto che vedranno la loro naturale scadenza il 15 ottobre: di questo si sta parlando e di null'altro. Tra l'altro - come potete vedere - il virus non è scomparso, è ancora fra noi, e lo abbiamo già visto. Peraltro, possiamo ancora permetterci di parlarne e di decidere come affrontare e migliorare determinate situazioni, perché lo stiamo controllando. Guardate solo all'apertura delle scuole: al di là di tutte le criticità che possono essere emerse, anche l'apertura delle scuole ci ha dato un grande risultato perché il virus è stato tenuto sotto controllo. Sono state alzate polemiche sui banchi ma, a tutt'oggi, non abbiamo avuto grandi emergenze. Questa è la cosa più importante. Si ritorna al capo primo: la salute è la cosa più importante da tenere in considerazione. Negli altri Paesi, tutti i giorni si vede l'aumento del trend dei contagi, in controtendenza rispetto a ciò che sta da noi succedendo. A tale proposito, anche se mi dispiace tanto - ad esempio - per i cittadini francesi, devo dire che, nonostante il Governo sembri lontano da tali prese di posizione, si sta tornando a pensare che ai cittadini che arrivano nel nostro Paese dalle zone a rischio bisogna fare i tamponi. Si tratta di un controllo ulteriore per contenere i contagi. Non parliamo poi dei Paesi oltre l'Oceano Atlantico che si stanno davvero trovando in situazioni imbarazzanti dato che, purtroppo, alcun provvedimento è stato preso, a differenza di quanto ha fatto il nostro Paese, con tutte le polemiche relative alla mancanza di libertà e sulle mascherine; polemiche che, purtroppo, sono oggetto di una eccessiva attenzione anche mediatica, considerando il fatto che ci sono tanti cittadini molto bravi - questo lo dobbiamo dire - che si comportano civilmente anche nelle situazioni più normali della vita quotidiana, mettono la mascherina, rispettano le distanze richieste e mantengono le accortezze necessarie a evitare il contagio. Sappiamo che i provvedimenti presi sono stati efficaci perché la nostra situazione è positiva rispetto a quella degli altri Paesi. Ritengo che tutti i provvedimenti che abbiamo portato all'attenzione del Parlamento - come è stato detto molto bene prima dai miei colleghi - come aver dato la possibilità di assumere specializzandi, di aver aggiunto nuovi posti letto nelle terapie intensive, aver implementato le cosiddette USCA, cioè le unità speciali di continuità assistenziale sui territori, abbiano davvero dato esito positivo. Stiamo dunque parlando di qualcosa che è già avvenuto, che abbiamo già messo in pratica e che ha dato gli effetti di cui oggi tutti possiamo essere contenti. Il provvedimento al nostro esame, quindi, non andrà a scardinare chissà cosa. È un provvedimento che concluderà, con la sua giusta efficacia, quanto è stato messo in campo negli ultimi mesi. Anche la presa in carico delle delibere da parte delle Regioni ha prodotto in alcune di esse effetti positivi, mentre in altre effetti negativi (l'effetto della riapertura delle discoteche in Sardegna credo sia sotto gli occhi di tutti), e comunque ha dato la possibilità ai territori di interagire direttamente con normative che davano un input a livello nazionale e che poi si potevano migliorare, anche se spesso, purtroppo, sono state peggiorate. Tutte le polemiche degli ultimi mesi non hanno avuto effetti rilevanti dal punto di vista legislativo ma anche sugli equilibri tra maggioranze e minoranze. Abbiamo sentito le polemiche, abbiamo visto gente in piazza manifestare contro l'uso delle mascherine, i cosiddetti negazionisti. Ho partecipato ad alcune iniziative - come sapete - in ambito sanitario relative a persone aventi problemi di immunodepressione e che devono essere tenute davvero lontane dal contagio. Devo dire che le persone, quando manifestano contro una norma che tutela la salute, andando contro l'opinione pubblica, dovrebbero riflettere - come per il tema dei vaccini - e pensare a coloro i quali non possono scegliere e sono obbligati a una certa condizione. Non devono manifestare contro l'uso della mascherina solo perché vogliono essere liberi, perché indossarla rappresenta una forma di rispetto nei confronti di chi non può decidere e deve obbligatoriamente proteggersi per tutelare la propria salute. Se si riesce a tutelare quelle persone grazie alle attenzioni di tutti gli altri, credo che questo possa davvero rappresentare il grande senso civico della popolazione. La cosa più pericolosa che si può fare in questo momento è abbassare la guardia e dire che, in virtù della libertà, si può fare quel che si vuole. No: ribadisco che la salute viene prima di tutto. Credo che una proroga dei tempi dell'emergenza - ribadisco, con efficacia fino al 15 ottobre - sia importante, anche perché dovremo riprendere la nostra vita normale. Devo dire che stiamo arrivando alla quasi normalità: se pensiamo che tutti portiamo ormai ogni giorno la mascherina e ci laviamo frequentemente le mani, un cambiamento è già avvenuto. Devo dire davvero «grazie» anche a tutto il comparto della scuola, ma soprattutto ai ragazzi e ai bambini, che davvero si stanno comportando diligentemente, dando un esempio importantissimo. Quindi, abbiamo fatto benissimo a riaprire le scuole, pur con tutte le criticità. Bisogna anche cercare di capire che era essenziale farlo, perché il nostro Paese, attraverso la scuola e l'educazione, può fare passi grandi, perché il futuro viene da quei ragazzi che oggi vanno a scuola in maniera diligente. Credo che questo sia davvero un passaggio importante che noi dobbiamo fare, sul quale - lo ribadisco - non ci sono ripensamenti, perché non c'è bisogno di discutere di niente rispetto al provvedimento. Del resto, i provvedimenti che perderanno efficacia stanno scemando pian piano. Oltre alle tantissime cose importanti che non menziono, perché sono state ricordate sia dalla relatrice che da altri colleghi intervenuti, è stata tenuta in considerazione anche la possibilità di svolgere in presenza - è uno dei punti discussi anche nei passaggi successivi - i convegni per medici e personale sanitario. Ritengo infatti molto importante - è uno dei tanti bisogni che abbiamo - l'aggiornamento dei professionisti in sanità, perché dai primi mesi in cui è scoppiata l'epidemia sono cambiate tantissime cose e, quindi, l'aggiornamento del personale sanitario (i medici in primis , ma anche infermieri ed altri) è importante. Come avete visto, anche nella comunità scientifica vi è stato un cambiamento in corso d'opera. Sono state tenute in considerazione tante tematiche importanti e, quindi, questo provvedimento - a mio parere - deve essere approvato, perché ormai stiamo andando verso la scadenza del 15 ottobre. PRESIDENTE.