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l'appaltabilità dell'opera, che inizialmente era prevista per marzo 2019, è stata aggiornata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a fine del 2019 per consentire il completamento dell' iter di valutazione di impatto ambientale richiesto ad Anas con integrazioni degli elaborati progettuali già prodotti e con ulteriori dati inerenti alle indagini archeologiche esperite nell'area di sedime dell'intervento; rilevato che: il 28 maggio 2019 il Ministero per i beni e le attività culturali avrebbe richiesto di istituire una zona di "protezione paesaggistica", vale a dire un vincolo ulteriore rispetto a quanto inizialmente preventivato, che avrebbe comportato l'interruzione da parte di Anas degli studi e dei carotaggi lungo il percorso previsto per il tunnel , ed avrebbe espresso parere negativo in merito alla possibilità che il tracciato della variante passi in galleria sotto il Podio (resti del forte della Consolata) per motivi paesaggistici, con il rischio che tali decisioni possano compromettere di fatto la chiusura della valutazione d'impatto ambientale, ultimo adempimento necessario prima del bando di gara per l'affido dei lavori; ciò nonostante da ambienti della maggioranza parlamentare sono arrivate, anche con dichiarazioni pubbliche, rassicurazioni che si tratta invece solamente di necessarie integrazioni documentali e nuovi accertamenti, che in ogni caso non comprometterebbero l'esito e la realizzazione dell'opera, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se non ritengano utile adottare urgenti iniziative al fine di chiarire e sbloccare questa situazione di "stallo del progetto", minando il lavoro di anni, e dare così avvio finalmente alla realizzazione di un'opera fondamentale per la valle Stura; se non ritengano necessario nel più breve tempo possibile intervenire con azioni per superare i disagi che la valle e tutto il mondo economico interessato riscontra quotidianamente, anche per superare la situazione che diventa ogni giorno più insostenibile, sbloccando l'iter relativo all'impatto ambientale del tunnel sotto il Podio, e garantendo al comune di Demonte, e a tutti i comuni limitrofi interessati, alle associazioni di categoria e al mondo imprenditoriale un rapido avvio dei lavori e tempi certi di conclusione dell'opera. Atto n. 3-00993 CASTELLONE MAUTONE CASTIELLO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: ai sensi dell'art. 1 della decreto legislativo n. 39 del 2013 per incompatibilità si intende l'obbligo per il soggetto cui viene conferito l'incarico di scegliere, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di quindici giorni, tra la permanenza nell'incarico e l'assunzione e lo svolgimento di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l'incarico, lo svolgimento di attività professionali ovvero l'assunzione della carica di componente di organi di indirizzo politico; l'incompatibilità risponde ai principi di imparzialità, efficienza, buon andamento e trasparenza della pubblica amministrazione, la cui ratio si rinviene nel solco dell'art. 97 della Costituzione, dell'art. 1 della legge n. 241 del 1990 e dei principi di cui alla legge n. 190 del 2012; ai sensi dell'art. 1, comma 569, della legge n. 190 del 2014 (come modificato dall'art. 25- septies del decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018) l'obbligo di scelta è stato esteso anche al presidente di Regione in termini d'incompatibilità all'affidamento e alla prosecuzione del ruolo di commissario ad acta nella predisposizione ed esecuzione dei piani di rientro dal debito; altresì, l'art. 1, comma 395, della legge n. 232 del 2016 è stato modificato dall'art. 25- septies citato, in particolare è stato soppresso il primo periodo del comma che escludeva l'applicazione della norma alle Regioni già commissariate ai sensi del decreto-legge n. 159 del 2007, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 222 del 2007; conseguentemente, il comma 3 dell'articolo 25- septies ha previsto che il Consiglio dei ministri provveda entro 90 giorni, secondo la procedura di cui all'articolo 2, comma 79, della legge n. 191 del 2009, alla nomina di un commissario ad acta per ogni Regione in cui si sia determinata l'incompatibilità del commissario, il quale resta comunque in carica fino alla nomina del nuovo commissario; nella Regione Campania la disposizione è rimasta inattuata, in quanto, nonostante il decorso del termine di 90 giorni contemplato dalla norma, non si è posto fine alla situazione di incompatibilità in cui versa il presidente della Regione, cui è anche attribuito il ruolo di commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo nel settore sanitario; osservato che: nonostante la piena vigenza delle disposizioni normative in alcune Regioni, tra cui la Campania, i presidenti di Regione incaricati del ruolo di commissario, pur incompatibili, continuano ad operare senza alcuna limitazione; la ratio della normativa consiste nell'esigenza di mantenere una separazione fra gli incarichi di natura politica e quelli tecnico-gestionali attuativi del piano di rientro; l'espletamento e la prosecuzione dell'attività amministrativa nelle condizioni d'incompatibilità configura un comportamento illecito per l'inadempimento ad un preciso obbligo di legge che impone una scelta tra le distinte funzioni "in conflitto"; la situazione di incompatibilità si riverbera sulla validità degli atti adottati dal commissario ad acta incompatibile, essendo configurabile quantomeno un vizio di legittimità per violazione di legge, se non addirittura la nullità degli atti per carenza di potere; il compimento di atti diversi da quelli di ordinaria amministrazione o d'urgenza sostanzia un vero e proprio abuso delle funzioni a fronte di un obbligo di astensione; a parere degli interroganti è pertanto necessario e opportuno intervenire al fine di rimuovere la situazione di illegittimità riscontrabile nelle Regioni in cui i presidenti incaricati del ruolo di commissario, pur incompatibili, continuano ad operare, si chiede di sapere quali siano le motivazioni che ostano all'attuazione dell'articolo 25- septies del decreto-legge n. 119 del 2018, che prevede che il Consiglio dei ministri provveda alla nomina di un commissario ad acta per ogni Regione in cui si sia determinata l'incompatibilità del commissario. Atto n. 3-00994 RAUTI ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: l'accordo del 16 dicembre 2010 adottato ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (in sede di Conferenza Stato-Regioni), ha determinato l'approvazione delle linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo; si tratta di 10 linee guida complementari e sinergiche che, nella logica del documento, avrebbero dovuto essere implementate congiuntamente a livello nazionale, regionale e locale, volte ad una serie di target specifici: