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Governo, trasmissione di atti e documenti Il Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016 ha inviato, con lettera in data 9 ottobre 2018, la relazione sulle attività svolte dal medesimo Commissario nel periodo settembre 2017-ottobre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente (Atto n. 98). Il Ministro per gli affari europei, con lettera in data 9 ottobre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 54, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sull'attività svolta dal Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'Unione europea (COLAF), riferita all'anno 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a , alla 6 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . CCXVIII, n. 1). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 5 ottobre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6 della legge 25 luglio 2000, n. 209, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante misure per la riduzione del debito estero dei paesi a più basso reddito e maggiormente indebitati, aggiornata al giugno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . CLXXXIII, n. 1). Mozioni Atto n. 1-00046 ALFIERI PITTELLA MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI VALENTE COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI CERNO COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO Assuntela MESSINA MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI RAMPI RENZI RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI STEFANO SUDANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI ZANDA Il Senato, premesso che: il prossimo Consiglio europeo del 18 ottobre 2018 avrà ad oggetto i temi della migrazione e della sicurezza interna; in quella sede i leader dei governi dell'Unione avranno l'opportunità di discutere, a tutto campo, non solo delle questioni connesse alla gestione contingente della crisi migratoria all'interno dei Paesi membri, ma anche, e soprattutto, delle strategie comunitarie di cooperazione e partenariato indispensabili per eradicare alla base le cause della pressione migratoria, a partire dai Paesi da cui si origina; uno spazio rilevante in quel contesto dovrà essere necessariamente riservato alle politiche di partenariato e cooperazione con gli Stati dell'Africa, ai quali il "Consenso europeo in materia di sviluppo", adottato nel 2005 dalla Commissione, dal Consiglio e dal Parlamento europeo, ha previsto di assegnare almeno metà delle risorse comunitarie complessivamente destinate ai Paesi in via di sviluppo; a ribadire la rilevanza strategica del rapporto dell'Unione europea con il continente africano è stato, da ultimo, il Consiglio europeo del 28 giugno 2018. Nel documento conclusivo adottato in quella sede si afferma, tra l'altro, che: "Per affrontare alla radice il problema della migrazione è necessario un partenariato con l'Africa volto a una trasformazione socio-economica sostanziale del continente africano sulla base dei principi e degli obiettivi definiti dai paesi africani nella loro Agenda 2063"; lo stesso documento riconosce l'esigenza non solo di maggiori finanziamenti diretti, pure indispensabili per raggiungere i traguardi cui l'Europa si è vincolata, ma anche di maggiori interventi indiretti mirati a creare, nei Paesi di origine dei flussi migratori, nuove opportunità di sviluppo e contesti locali più favorevoli agli investimenti privati, africani ed europei, a partire da settori strategici quali le infrastrutture, l'istruzione e la salute; il Consiglio europeo del giugno 2018 ha quindi formulato un auspicio che deve ritenersi tuttora vincolante: "L'Unione europea e i suoi Stati membri devono essere all'altezza di questa sfida. Dobbiamo elevare a un nuovo livello la cooperazione con l'Africa in termini di portata e qualità. (...) L'Africa è un nostro vicino: lo dobbiamo affermare intensificando gli scambi e i contatti tra i popoli di entrambi i continenti a tutti i livelli della società civile. La cooperazione tra l'Unione europea e l'Unione africana è un elemento importante delle nostre relazioni. Il Consiglio europeo ne chiede lo sviluppo e la promozione ulteriori"; tali impegni fanno seguito a quanto scaturito dal 5° vertice dell'Unione africana-UE, svoltosi il 29-30 novembre 2017 in Costa d'Avorio, che ha riunito oltre 60 leader dell'Unione europea e africani e 90 delegazioni per discutere delle future relazioni UE-Africa e rafforzare i legami tra i due continenti. L'impegno in favore di un nuovo piano umanitario è stato ritenuto in quella sede decisivo per rilanciare il continente africano, offrire ai giovani africani nuove speranze di sviluppo e occupazione, limitare i flussi migratori verso l'Europa; d'altra parte, ad imporre interventi tempestivi e lungimiranti è in primo luogo la dinamica demografica mondiale: il recente rapporto dell'ONU "World population prospects" segnala come nel 2050 un quarto dell'umanità sarà nata in Africa, a fronte di una decrescita attesa della popolazione dell'Europa pari a 30 milioni di persone; nel 2035 l'80 per cento delle persone più povere al mondo vivrà in Paesi in condizioni di fragilità, a loro volta concentrati nell'Africa subsahariana (OCSE, "States of fragility 2016"). In generale, nel 2050 l'Africa avrà raddoppiato la sua popolazione e, nello stesso orizzonte temporale, la metà dei suoi abitanti avrà meno di 25 anni: i giovani africani saranno dunque 10 volte più numerosi dei giovani europei; considerato, altresì, che: i più recenti dati OCSE-DAC confermano il ruolo dell'Unione europea e dei suoi Stati membri come principale fornitore mondiale di aiuto pubblico allo sviluppo: l'impegno di spesa della UE a 19 Paesi e dei suoi Stati membri ha raggiunto nel 2017 la cifra complessiva di 75,5 miliardi di euro, che collettivamente rappresenta lo 0,51 per cento del reddito nazionale lordo dell'intera area UE. Come indicato anche nel libro bianco sul futuro dell'Europa, nel 2015 l'Unione europea e i suoi Stati membri, in un frangente in cui la loro quota economica del PIL mondiale risultava in calo del 4 per cento, contribuivano a fornire il 56 per cento di tutti gli aiuti umanitari e allo sviluppo erogati a livello planetario; in Italia, nella XVII Legislatura, i Governi di centrosinistra hanno significativamente intensificato l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS).