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L'articolo 60 contiene una delega al Governo per l'emanazione di un testo unico che riunisca e coordini tutte le norme vigenti sui partiti politici e sulla propaganda elettorale. L'articolo 61 abroga quindi le norme in contrasto con il presente disegno di legge, o da esso assorbite. L'articolo 62 reca la quantificazione degli oneri conseguenti all'attuazione delle misure contenute nel disegno di legge e indica i relativi mezzi di copertura. Tenuto conto dei prevedibili tempi dell' iter parlamentare di esame del disegno di legge e della necessità che le disposizioni di carattere tributario abbiano efficacia con l'inizio dell'esercizio finanziario, è previsto che le norme esplichino la loro piena efficacia a partire dal 1º gennaio 2014, salvo la norma relativa alla Commissione di garanzia, di cui all'articolo 12, che ha efficacia a partire dal 1º ottobre 2013 (articolo 63). La copertura finanziaria è quindi prevista in riferimento agli esercizi 2013 (solo per la parte di spesa prevista per l'insediamento e il funzionamento della Commissione di garanzia), 2014 e 2015. La copertura della spesa è stata calcolata a carico delle autorizzazioni di spesa previste dalla normativa vigente, della quale viene disposta l'abrogazione. Nel merito, è opportuno sottolineare che l'approvazione del disegno di legge comporterà una riduzione della spesa a carico del bilancio dello Stato, senza peraltro che ciò comprometta la situazione finanziaria dei partiti politici. La razionalizzazione del finanziamento e delle misure di agevolazione, delle quali peraltro si prevede un significativo ampliamento, unitamente ad una migliore disciplina della propaganda elettorale, permetteranno, infatti, di compensare la riduzione delle erogazioni dirette di denaro pubblico ai partiti politici. Passando all'analisi delle singole disposizioni che comportano spesa, per quanto riguarda l'articolo 12, che prevede l'istituzione della Commissione di garanzia, il relativo onere può essere stimato in 12 milioni di euro per ogni anno. A detta stima si è pervenuti sulla base della spesa sostenuta per l'impianto e il funzionamento dell'ufficio del Garante della privacy . Quindi, per il 2013 si prevede la spesa per un solo trimestre (da ottobre a dicembre), pari a 3 milioni di euro. L'onere per i rimborsi delle spese elettorali sostenute dai partiti per le elezioni della Camera dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali, previsti dall'articolo 35, è stato quantificato, con una riduzione rispetto allo stanziamento attuale, in euro 39.068.000 per il 2014 e in euro 37.442.000 per il 2015. Gli articoli 36 e 37 prevedono di elevare dagli attuali euro 100.000 a euro 120.000 i limiti previsti per le erogazioni liberali ai partiti politici e di estendere tale beneficio anche ai loro candidati, prevedendo un limite massimo di euro 10.000. Considerando le erogazioni a favore dei candidati corrispondenti ad un decimo di quelle fatte a favore dei partiti, si è calcolato che detti articoli comportino una minore entrata per lo Stato, per ognuno degli anni 2014 e 2015, pari a euro 3.760.000. L'onere rappresentato dall'articolo 38, che prevede la destinazione volontaria del 5 per mille dell'IRPEF al partito politico prescelto dal dichiarante, è stato quantificato in euro 23.700.000 per ciascuno degli anni 2014 e 2015. A tale cifra si è pervenuti ritenendo che il 3 per cento del gettito IRPEF possa ricadere fra quello destinato dai cittadini al finanziamento dei partiti. Tale valutazione scaturisce dalla considerazione che una cifra lievemente superiore al 3 per cento è stata destinata allo Stato nelle indicazioni espresse in sede di dichiarazione dei redditi sulla base della disposizione contenuta nell'articolo 47 della legge 20 maggio 1985, n. 222. Comunque l'andamento del gettito dovrà essere monitorato anno per anno per eventuali correzioni legislative. I commi 3 e 4 dell'articolo 39 riproducono il contenuto dell'articolo 18 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, e pertanto al relativo onere si fa fronte a carico dell'autorizzazione di spesa di cui al citato articolo 18. Per quanto riguarda le esenzioni per le unità immobiliari dei partiti utilizzate esclusivamente come loro sedi (articolo 39, comma 6) il relativo onere si può stimare in 500.000 euro per ciascuno degli esercizi 2014 e 2015. La previsione degli oneri per il referendum appare difficilmente quantificabile allo stato, in quanto non è prevedibile se e quanti referendum saranno effettuati nei prossimi anni. Tuttavia l'articolo 40 dispone la riduzione a 0,516 euro del contributo previsto per ciascuna delle firme raccolte dai Comitati promotori di referendum e fissa nella somma di 1 milione di euro il tetto massimo del contributo; tetto che verrebbe applicato anche in relazione alla raccolta di firme per i referendum previsti all'articolo 138 della Costituzione. Per quanto riguarda le affissioni si è previsto un onere per i comuni, che trova copertura nell'apposito fondo costituito presso il Ministero dell'interno, per un ammontare massimo di 2.000.000 di euro. Per le agevolazioni contenute nei commi 1 e 4 dell'articolo 5 della legge n. 157 del 1999, confermate dal presente disegno di legge, si provvede a carico delle relative autorizzazioni di spese di cui alla predetta legge n. 157 del 1999 e confermate nel presente disegno di legge. L'insieme degli oneri così quantificati risulta nettamente inferiore all'autorizzazione di spesa prevista dalla normativa vigente. Le economie sono evidenti. Al riguardo si è previsto che i conseguenti risparmi che verranno realizzati siano destinati alla riduzione del debito pubblico. * * * Onorevoli senatori, il disegno di legge che proponiamo alla vostra attenzione è sicuramente perfettibile e i proponenti stessi si augurano che nel corso del dibattito parlamentare vi siano apportati opportuni miglioramenti e utili correzioni. Quello che riteniamo di dover sottolineare è che è giunto il tempo di definire la natura giuridica dei partiti, introdurre l'istituto delle elezioni primarie, superare l'attuale sistema di finanziamento pubblico per avviarci verso forme di finanziamento volontario della politica. E ciò perché, per dirlo con le parole pronunciate in Senato il 6 marzo 1980 da Giovanni Spadolini, «riteniamo che i partiti debbano essere difesi nella loro funzione essenziale di tramite dell'esercizio di quella sovranità popolare, secondo il criterio base della Costituzione, che affida ai partiti compiti essenziali e insurrogabili e che impone quindi ai partiti stessi di rimanere sempre nella loro vita di ogni giorno degni della fiducia che il Paese ha accordato loro». Se a sessantacinque anni dall'entrata in vigore della Carta costituzionale il Parlamento saprà finalmente dare organica risposta al problema del ruolo dei partiti nel nostro ordinamento -- quel problema che i Costituenti affrontarono, ma non risolsero -- darà anche un essenziale contributo al superamento della confusa transizione italiana e alla realizzazione di una compiuta democrazia dell'alternanza..