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2. Collegi e circoscrizioni La presente proposta prevede la divisione del territorio nazionale in circoscrizioni elettorali, al cui interno sono individuati i collegi uninominali. Le circoscrizioni elettorali fungono da collegi plurinominali per l'elezione dei parlamentari in quota proporzionale. Alla Camera, vengono disegnate circoscrizioni elettorali di ridotte dimensioni (dai 4 agli 8 eletti), al fine di assicurare un maggior grado di rappresentanza territoriale degli eletti in quota proporzionale. Al Senato, le circoscrizioni coincidono invece con il territorio regionale, nel rispetto dell'articolo 57, primo comma, della Costituzione. Le circoscrizioni della Camera e i collegi uninominali per l’elezione di deputati e senatori saranno individuati nel rispetto, oltre che di un fondamentale criterio demografico, tale da garantire che ciascun parlamentare rappresenti un numero analogo di cittadini, anche delle caratteristiche socio-culturali, amministrative e geografiche del territorio. Inoltre, è previsto che i collegi uninominali per l'elezione dei senatori siano multipli di quelli per l'elezione dei deputati. Per la definizione delle circoscrizioni della Camera nonché dei collegi uninominali per l’elezione di entrambe le Camere è prevista una norma di delega al Governo, la quale, come avvenne per i collegi nell'ambito della riforma cosiddetta Mattarella, contiene precisi princìpi e criteri direttivi sulla scorta di quanto si è appena affermato. Il Governo è assistito per questa operazione da una commissione mista, presieduta da una figura tecnica e di garanzia (il presidente dell'Istituto nazionale di statistica) e composta sia da esperti esterni sia da parlamentari. La composizione proposta è la seguente: il presidente, cinque esperti, tre senatori, tre deputati. La presenza di parlamentari nella commissione non esclude la necessaria sottoposizione dello schema di decreto alle competenti Commissioni parlamentari. Le circoscrizioni elettorali della Camera -- stante la predefinita corrispondenza di quelle senatoriali alle circoscrizioni regionali -- sono invece individuate in una tabella da allegare al decreto legislativo stesso. 3. Quota maggioritaria In entrambe le Camere la metà dei membri, esclusi quelli eletti nella circoscrizione Estero , viene eletta in collegi uninominali, con formula plurality a turno unico: in ogni collegio, che esprime un solo seggio, risulta eletto il candidato più votato. Il sistema proposto prevede che il candidato nel collegio uninominale, all'atto della candidatura, dichiari con quali liste (tra quelle che si presentano in quota proporzionale) intenda collegarsi. Per assicurare un assetto coerente dei gruppi e partiti politici che si presentano alle elezioni, all'interno di una stessa circoscrizione il collegamento tra liste coalizzate in quota proporzionale si estende automaticamente al candidato nel collegio uninominale, in modo che, se anche il candidato dichiara il collegamento soltanto ad una delle liste coalizzate, egli risulta comunque automaticamente collegato alle altre liste della coalizione. Al fine di favorire l'instaurazione, fin dalla campagna elettorale, di un miglior rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati, la presente proposta individua anche alcune soluzioni tecniche relative al problema delle candidature multiple. Anzitutto, per entrambe le Camere non viene ammessa la candidatura multipla in più collegi uninominali di una stessa o di una diversa circoscrizione. Questione più complessa è quella che riguarda la possibilità di contestuale candidatura in un collegio uninominale in quota maggioritaria e in una circoscrizione in quota proporzionale; a questo proposito è necessario tener conto anche dell'esigenza di consentire un ampio esercizio dell’elettorato passivo, nell'ottica di favorire una larga partecipazione alla contesa elettorale. Poiché, per la Camera, la scelta è quella di disegnare circoscrizioni di ridotte dimensioni allo scopo di assicurare un maggior collegamento con il territorio, con la redazione di liste «corte» e «bloccate» di candidati, come si vedrà nel paragrafo successivo, l'ammissione di una contestuale candidatura in entrambe le quote ridurrebbe la platea di persone candidate e, aumentando le garanzie per i «pochi» candidati, frustrerebbe l'intento di favorire un'ampia partecipazione nella composizione delle liste. Ecco perché è introdotto il divieto di contestuale candidatura in entrambe le quote. La questione si pone in termini differenti al Senato, dove le circoscrizioni elettorali, coincidendo con quelle regionali, sono quasi sempre più ampie di quelle della Camera. Perciò, al fine anche di equilibrare la soluzione adottata per la Camera e di consentire così una maggiore autonomia di decisione alle forze politiche concorrenti, per il Senato non è posto l'analogo divieto di contestuale candidatura in entrambe le quote, ammettendo che siano le forze politiche a scegliere se procedere a candidature contestuali e gli elettori a valutare l'opportunità di tali scelte. L'unico vincolo, in tal caso, attiene all'obbligo per cui la candidatura contestuale in entrambe le quote avvenga nell'ambito di una stessa circoscrizione. 4. Quota proporzionale In entrambe le Camere, la metà dei membri, esclusi quelli eletti nella circoscrizione Estero, viene eletta in collegi plurinominali, con formula proporzionale, sulla base dei quozienti interi e dei resti più alti e del cosiddetto metodo Hare . Come si è visto, i collegi plurinominali della quota proporzionale corrispondono alle circoscrizioni elettorali nelle quali è diviso il territorio della Repubblica. Alla Camera tali circoscrizioni esprimono un numero ridotto di deputati, variabile dai 4 agli 8. Al Senato le circoscrizioni elettorali continuano a coincidere con le circoscrizioni regionali, con un numero di senatori espressi variabile a seconda della popolazione, fermo quanto previsto dall’articolo 57, terzo comma, della Costituzione . È mantenuto per la quota proporzionale un sistema di liste bloccate, così come accadeva per la quota proporzionale nella legge Mattarella. Le candidature avvengono quindi con la presentazione da parte delle forze politiche di liste di candidati, disposti secondo un ordine predefinito che ne determina la priorità nella distribuzione dei seggi. Riprendendo una previsione della già richiamata legge Mattarella, le liste sono formate da nomi di candidati e candidate in ordine alternato, in modo da favorire la rappresentanza di entrambi i generi, in attuazione dell'articolo 51 della Costituzione. Per le ragioni già espresse, non è ammessa la candidatura multipla in più circoscrizioni. Quanto al problema della candidatura contestuale in quota maggioritaria e in quota proporzionale si rinvia a quanto già esposto nel paragrafo precedente. 5. Scheda elettorale Al fine di rendere evidente l'omogeneità dell'assetto delle forze politiche in entrambe le quote, di favorire una coerente espressione del voto da parte dell'elettore, nonché di ridurre il numero di schede consegnate all'elettore, si prevede un'unica scheda elettorale per ciascuna Camera, ove l'elettore può esprimere il proprio voto sia per i candidati nel collegio uninominale sia per le liste concorrenti nelle circoscrizioni in quota proporzionale. La configurazione della scheda (identica per Camera e Senato) riprende la struttura di quella in uso nella Repubblica federale tedesca per l'elezione del Bundestag . Essa è divisa in tre colonne: