[pronunce]

– Con ordinanza n. 54 del 2006, questa Corte ha dichiarato, in sede di prima e sommaria delibazione, ammissibile il conflitto, sussistendone i presupposti soggettivi ed oggettivi, riservando espressamente alla fase del merito, nel contraddittorio delle parti, ogni ulteriore decisione, anche relativa all'ammissibilità del ricorso. 3. – Preliminarmente deve essere dichiarato ammissibile l'intervento spiegato dalla CGIL. e da Sergio Cofferati. Anche se, di regola, nei giudizi per conflitto di attribuzione non è ammesso l'intervento di soggetti diversi da quelli legittimati a promuovere il conflitto e a resistervi, tuttavia può verificarsi che l'oggetto del conflitto sia tale da coinvolgere, in modo diretto e immediato, situazioni soggettive di terzi il cui pregiudizio o la cui salvaguardia dipendono imprescindibilmente dall'esito del conflitto. In tali casi questa Corte ritiene ammissibile l'intervento di soggetti che sarebbero incisi senza possibilità di far valere le loro ragioni all'esito del giudizio relativo al conflitto (sentenze n. 305 e n. 195 del 2007, n. 386 del 2005 e n. 154 del 2004). È questa la situazione che si riscontra nel presente giudizio, in quanto il suo oggetto incide sulla definitiva affermazione o negazione dello stesso diritto delle parti intervenienti di agire nel giudizio comune. 4. – Il ricorso è inammissibile. La difesa della Camera dei deputati ha eccepito la mancanza, nel ricorso, di una compiuta descrizione dei fatti rilevanti e ha osservato che l'atto introduttivo del giudizio non riporta testualmente frasi propriamente ed esattamente attribuibili al predetto deputato, mancando alcun elemento dal quale si possa desumere che si tratti di citazioni testuali. Il ricorrente, pur dando conto del fatto che il deputato in questione aveva rilasciato all'Agenzia di stampa ADN Kronos alcune dichiarazioni relative all'omicidio del prof. Biagi, poi contestate in giudizio dalla CGIL e da Sergio Cofferati, tuttavia non le riporta puntualmente, ma indica frasi e parole ascrivibili al ricorrente o agli istanti nel giudizio civile. Mancherebbero, in definitiva, nel ricorso, citazioni testuali attribuibili al parlamentare, come sarebbe assente un rinvio alla descrizione dei fatti contenuta nella Relazione della Giunta per le autorizzazioni presentata alla Presidenza della Camera dei deputati il 30 gennaio 2003 (a prescindere dalla possibilità di una descrizione dei fatti per relationem). Sul punto, va osservato che, secondo la giurisprudenza costituzionale, la mancanza di una compiuta esposizione dei presupposti di fatto del conflitto di attribuzione preclude alla Corte di accertare se sussista il nesso funzionale tra le frasi pronunciate e gli eventuali atti parlamentari tipici di cui le frasi stesse potrebbero costituire la divulgazione esterna (sentenze n. 236 del 2007, n. 336 del 2006, n. 79 del 2005). Si tratta, allora, di stabilire quando possa ritenersi mancante tale esposizione. Al riguardo, questa Corte ha sottolineato la esigenza che le dichiarazioni di cui si tratta siano riferite compiutamente nella loro obiettività (sentenza n. 383 del 2006), avendo quindi il ricorrente l'onere di riportare nell'atto introduttivo del giudizio le espressioni ritenute offensive (sentenze n. 52 e n. 13 del 2007). In particolare, nella recente sentenza n. 305 del 2007, relativa al conflitto (dichiarato inammissibile) sollevato dallo stesso Tribunale investito della domanda di risarcimento danni da parte dei medesimi soggetti nei confronti di altro deputato, in riferimento a dichiarazioni analoghe a quelle contestate al deputato Taormina, la Corte ha rilevato la mancanza di una condizione di autosufficienza del ricorso per conflitto di attribuzione, e cioè la riproduzione delle dichiarazioni del parlamentare in questione. Ed infatti, il ricorrente aveva riportato, in modo parziale, solo alcune delle dichiarazioni che gli attori del giudizio a quo attribuivano al parlamentare. La mancanza nel testo del ricorso della puntuale riproduzione delle dichiarazioni medesime determina il difetto di un requisito essenziale del ricorso che lo rende inammissibile, non potendo soccorrere a colmare detta lacuna gli atti del procedimento e non avendo il ricorrente neanche fatto esplicito richiamo, per tale aspetto, alla relazione della Giunta per le autorizzazioni. Questa Corte ha infatti affermato che è nel solo atto introduttivo e negli eventuali documenti ad esso allegati che vanno rinvenuti gli elementi identificativi della causa petendi e del petitum del conflitto (ordinanza n. 264 del 2000). Ad analoghe conclusioni deve pervenirsi con riguardo al conflitto all'attuale esame, ove si consideri che effettivamente dal ricorso risulta impossibile risalire alle testuali dichiarazioni rese dal deputato in questione, e ciò a prescindere dal tenore della lettera aperta dallo stesso inviata a Sergio Cofferati, allo scopo di chiarire il proprio pensiero, ed il cui contenuto è riportato nella relazione di maggioranza della Giunta per le autorizzazioni (Doc. IV-quater n. 51), relativa all'applicabilità, nella specie, dell'art. 68, primo comma, Cost. È pur vero che, come sottolineato nella memoria depositata nell'interesse della CGIL e di Sergio Cofferati, intervenuti nel giudizio innanzi alla Corte, la relazione di minoranza, contraria all'approvazione di detto documento, riporta il contenuto delle dichiarazioni attribuite al deputato: ma, a prescindere dalla considerazione che manca nel ricorso alcun richiamo a tale relazione, si tratta, pur sempre, di affermazioni riproduttive di quelle contenute nell'atto di citazione in giudizio del deputato, che è atto di parte. Quanto precede si traduce nel difetto di un requisito essenziale del ricorso che, conseguentemente, deve essere dichiarato inammissibile.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 ottobre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 novembre 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA