[massime]

Reati e pene - Reati tributari - Omesso versamento delle somme dovute, attraverso compensazione di crediti non spettanti o inesistenti - Fatti commessi sino al 17 settembre del 2001 - Soglia di punibilità pari a euro 50.000, anziché 103.291,38, per ciascun periodo d'imposta - Ius superveniens - Necessità di una nuova valutazione da parte del giudice rimettente in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza delle questioni - Restituzione degli atti.. Sono restituiti ai rimettenti gli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 10- quater del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, impugnato, in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui, con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011, punisce l'omesso versamento delle somme dovute, utilizzando in compensazione crediti non spettanti o inesistenti, per un ammontare superiore ad euro 50.000 per ciascun periodo d'imposta, anziché ad euro 103.291,38. Successivamente alle ordinanze di rimessione è, infatti, intervenuto il d.lgs. n. 158 del 2015, che ha apportato un ampio complesso di modifiche al sistema sanzionatorio tributario, tanto penale che amministrativo, incidendo in modo significativo su alcune delle disposizioni prese in considerazione dal rimettente per ravvisare la denunciata violazione. Alla luce di tali innovazioni sistematiche spetta ai rimettenti una nuova valutazione in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza della questione sollevata.