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usarla per provocazioni dal sapore di razzismo»... «è una cosa che Milano e i milanesi non possono accettare». Ovviamente il post è stato amplificato da vari esponenti politici, come il capogruppo del PD in Comune, che ha dichiarato: «La Lega, a corto di argomenti per la campagna elettorale, non trova di meglio che promuovere e sostenere un evento dal chiaro significato razzista». Un altro deputato del PD ha tacciato lo stesso evento come sceneggiata propagandistica di stampo razzista. Alla fine, l'autorizzazione già concessa è stata ritirata e il convegno è stato annullato. Vorrei far presente che le marocchinate non sono una bandiera politica. Vorrei far presente che non si né di destra, né di sinistra davanti a una commemorazione di vittime, soprattutto se incolpevoli. Vorrei far presente altresì che è dovere di ogni cittadino e soprattutto del politico onorare vittime innocenti: 60.000 uomini, donne, anziani, preti e bambini sono stati vittime di violenze sessuali spregianti e mortali perpetrate dai goumier , uccisi anche solo per aver cercato di difendere la vita di sorelle, spose e madri. Questa è la storia, che dev'essere ricordata senza la becera ipocrisia della politica scorretta; tutt'altro, in quanto non vi è miglior civiltà che commemorare insieme - destra e sinistra - la sofferenza di un popolo. A Sala direi anzitutto di guardare il film del 1957 «La Ciociara», diretto da De Sica, con Sophia Loren, tratto dall'omonimo romanzo di Moravia. A Sala dico di far cambiare - se riesce - il termine «marocchinate», se offende la sua sensibilità. A Sala dico soprattutto di chiedere scusa a Milano, ai milanesi e, per la sua ignoranza, a tutte le vittime innocenti di un tragico passato storico. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il 14 agosto 2018 crollava a Genova il ponte Morandi, causando 43 vittime, centinaia di sfollati e gravissimi disagi per la città di Genova, la Liguria intera e l'intero Nord-Ovest del nostro Paese, oltre a un danno per l'immagine dell'Italia all'estero. In questi giorni, si è pericolosamente vicini alla conclusione di una transazione, con l'obiettivo di mettere fuori i famosi Benetton dalla società Autostrade per l'Italia, mediante l'acquisto, da parte di Cassa depositi e prestiti (che guida una cordata di investitori che confidano nei soldi che verranno loro dai pedaggi pagati dagli italiani), delle quote in possesso della società Atlantia (i cui maggiori azionisti sono i famosi fratelli Benetton), pari all'88 per cento del totale. La spesa per quest'operazione è di 21,9 miliardi di euro. Come segnalato da me e altri colleghi in parecchie interrogazioni (per le quali sollecito la risposta), la cosa potrebbe essere risolta molto meglio e con molto meno. Infatti, anziché cambiare gli azionisti di una società che comunque non è lo Stato (per quanto lo Stato, attraverso Cassa depositi e prestiti vi partecipi), quest'ultimo potrebbe ritornare pienamente in possesso, oltre che della proprietà, che è da sempre sua, anche dei 2.850 chilometri di autostrade dati in concessione, avvalendosi del diritto di revoca previsto dall'articolo 9- bis della convenzione stipulata tra lo Stato e Autostrade per l'Italia. Utilizzando lo strumento della revoca, si potrebbero spendere soltanto 13 miliardi di euro, anziché 21,9. Spendere 8,9 miliardi in più (forse un po' di meno secondo altri calcoli), dando ancora una montagna di soldi ai Benetton, sarebbe illogico comunque, perché i regali lo Stato li deve fare a chi ne ha bisogno e non ai miliardari. Inoltre, dopo quello che è successo, è assolutamente inaccettabile. Aggiungo che lo Stato (allegherò l'elenco delle interrogazioni per le quali richiedo la risposta) sta spendendo circa 21,9 miliardi di euro per prendere un pezzo, sia pure importante, di Atlantia, quando tale società, nel suo insieme, è quotata in borsa per 13 miliardi di euro. Quest'operazione è un doppio errore, assolutamente inaccettabile, e il Governo deve riferire. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 22 giugno 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 22 giugno, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,10) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sugli emendamenti al disegno di legge n. 2207 La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminati gli ulteriori emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, riferiti al provvedimento in titolo, preso atto delle proposte ritirate, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.3, 1.11, 1.17, 1.63, 1.73, 1.74, 1,78, 1.95, 1.102, 1.105 e 4.4. Sui restanti emendamenti, il parere è non ostativo. Integrazione alla relazione orale della senatrice Rivolta sul disegno di legge n. 2207 Da segnalare infine che le risorse stanziate dal presente articolo sono immediatamente disponibili ai fini dell'assunzione di impegni giuridicamente vincolanti L'articolo 5 provvede, in primo luogo, a determinare il limite massimo degli interessi passivi sui titoli pubblici derivanti dal ricorso al maggiore indebitamento in base all'autorizzazione disposta con le risoluzioni parlamentari del 22 aprile 2021; reca quindi la quantificazione degli oneri derivanti dal provvedimento in esame e l'individuazione delle relative coperture finanziarie; incrementa inoltre, per il triennio 2021-2023, il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario sostituendo, di conseguenza, l'allegato 1 all'articolo l, comma l, della legge di bilancio 2021; provvede infine ad autorizzare il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Testo integrale della risposta del ministro Brunetta all'interrogazione 3-02616 Nell'interrogazione n. 3-02616 a risposta immediata in Assemblea d'iniziativa della senatrice Mantovani (gruppo Movimento 5 stelle), l'interrogante chiede di sapere: