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obiettivi formativi e valorizzazione delle risorse interne; reclutamento; trasparenza e anticorruzione; pianificazione delle attività; individuazione delle procedure da semplificare e ridisegnare; accesso fisico e digitale; parità di genere; monitoraggio degli esiti procedimentali e dell'impatto sugli utenti. L'articolo 7 disciplina l'assunzione di un contingente di 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per la realizzazione del sistema di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR. Il relativo concorso sarà indetto, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto, dal Dipartimento della funzione pubblica, mentre la ripartizione del personale tra le amministrazioni assegnatarie dei progetti sarà effettuata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Le graduatorie del concorso rimarranno efficaci per la durata di attuazione del Piano e saranno oggetto di scorrimento in ragione di esigenze motivate fino a ulteriori 300 unità. Per le attività di monitoraggio e rendicontazione del PNRR, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato potrà avvalersi di un contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale. Si prevede altresì l'istituzione di un Fondo nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di garantire anche alle restanti amministrazioni di potersi avvalere di un analogo contingente. L'articolo 8 istituisce sette posizioni dirigenziali di livello generale, destinate alla direzione delle Ragionerie territoriali di Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo, e una posizione di livello non generale destinata alla Ragioneria territoriale di Roma. Inoltre, attribuisce al Dipartimento del tesoro del MEF una serie di compiti di raccordo e verifica, istituendo a tal fine presso il medesimo Dipartimento due posizioni di funzione dirigenziale di livello non generale. L'articolo 9 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il riparto delle risorse del Fondo di rotazione per l'attuazione del Next Generation EU-Italia da destinare agli incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti che gli enti territoriali attiveranno per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all'attuazione del Piano. Nell'ambito del Titolo II, recante misure organizzative per l'attuazione del PNRR, l'articolo 10 prevede l'assunzione a termine, fino al 31 dicembre 2026, di un contingente massimo di 338 esperti presso la Presidenza del Consiglio, per fornire supporto alla transizione digitale, all'innovazione e alla cyber-sicurezza nella pubblica amministrazione. Autorizza inoltre l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) ad assumere 67 unità di personale a tempo determinato, anche in questo caso con termine massimo del 31 dicembre 2026. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), relatore per la 2 a Commissione, illustra il provvedimento in titolo per quanto concerne i profili di interesse della Commissione giustizia, segnalando gli articoli contenuti nel Capo II che riguarda le misure urgenti per la giustizia ordinaria ed amministrativa. In particolare l'articolo 11 al comma 1 prevede che, al fine di supportare le linee di progetto ricomprese nel PNRR e, in particolare, per favorire la piena operatività delle strutture organizzative denominate ufficio per il processo e per assicurare la celere definizione dei procedimenti giudiziari, in deroga a quanto previsto dall'articolo 36 del testo unico sul pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il Ministero della giustizia richiede alla Commissione Interministeriale RIPAM, che può avvalersi di Formez PA, di avviare procedure di reclutamento nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, di un contingente massimo di 16.500 unità di addetti all'ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di due anni e sette mesi per il primo scaglione e di due anni per il secondo. Nell'ambito di tale contingente, alla Corte di cassazione sono destinati addetti all'ufficio per il processo in numero non superiore a 400, da assegnarsi in virtù di specifico progetto organizzativo del primo presidente della corte di cassazione, con l'obiettivo del contenimento della pendenza nel settore civile e del contenzioso tributario. Al fine di supportare le linee di progetto di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri ricomprese nel PNRR, e in particolare, per favorire la piena operatività dell'ufficio per il processo amministrativo, la Giustizia amministrativa, per assicurare la celere definizione dei processi pendenti alla data del 31 dicembre 2019, in deroga a quanto previsto dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è autorizzata ad avviare le procedure di reclutamento, in due scaglioni, di un contingente massimo di 326 unità di addetti all'ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo determinato, non rinnovabile, della durata massima di due anni e sei mesi, così ripartito: 250 unità complessive per i profili di cui al comma 3, lettere a), b) e c), e 76 unità per il profilo di cui al comma 3, lettera d). I contingenti di personale di cui al presente comma non sono computati ai fini della consistenza della dotazione organica rispettivamente del Ministero della giustizia e della Giustizia amministrativa. L'assunzione del personale di cui al medesimo comma 11 è autorizzata subordinatamente all'approvazione del PNRR da parte del Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 2021/ 241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021. Il comma 2 stabilisce che gli addetti all'ufficio per il processo siano in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza ovvero, per una quota dei posti a concorso, del diploma di laurea in economia e commercio e scienze politiche o titoli equipollenti o equiparati. La previsione di addetti laureati, oltre che in giurisprudenza, anche in economia e commercio e scienze politiche, consentirà un ingresso di nuove competenze che potrà costituire valido aiuto al giudice, nell'ambito di attività specialistiche. In deroga a quanto previsto dagli articoli 2, comma 2, 40 e 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la declaratoria del profilo professionale degli addetti all'ufficio per il processo, comprensiva di specifiche e contenuti professionali, è determinata secondo quanto previsto dall'Allegato II, numero 1, che contiene una completa job description di ciascun profilo, con ampi rinvii alla categorizzazione dei codici professionali Istat. Per gli addetti all'ufficio per il processo è previsto un elevato grado di conoscenze teorico-pratiche del diritto civile e penale, sostanziale e processuale; lo svolgimento di attività di elevato contenuto tecnico-giuridico e l'autonomia operativa nell'ambito di direttive generali. Per quanto attiene al trattamento economico fondamentale e accessorio e a ogni istituto contrattuale, in quanto applicabile, gli addetti all'ufficio per il processo sono equiparati ai profili dell'area III, posizione economica F1.