[pronunce]

Considerato, dunque, che le dichiarazioni contestate all'on. Gasparri avrebbero trovato conferma e corrispondenza in uno specifico atto di sindacato ispettivo e in altri corrispondenti atti ed interventi dello stesso parlamentare; e rilevata la formale correttezza della deliberazione della Camera ed il rispetto delle relative regole procedimentali: ne deriverebbe che la stessa "Camera ha scrupolosamente e precisamente apprezzato la consistenza politico-parlamentare delle opinioni dell'on. Gasparri, valutando le ragioni del "nesso funzionale che le legavano all'esercizio del mandato parlamentare". 4. - Con successive memorie, la Camera ha riaffermato l'esistenza del nesso funzionale fra le dichiarazioni oggetto di contestazione e gli atti parlamentari tipici già oggetto di disamina, deducendo, nell'ultima memoria, anche la inammissibilità del conflitto, in quanto le ragioni di fatto e di diritto sarebbero state evidenziate nel ricorso in modo lacunoso, attraverso mere citazioni di giurisprudenza e senza riferimenti al caso di specie.1. - Il conflitto di attribuzioni promosso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma nei confronti della Camera dei deputati - dichiarato ammissibile in sede di delibazione con ordinanza n. 480 del 2000 - investe la deliberazione adottata dall'Assemblea, nella seduta del 17 giugno 1999, su conforme proposta formulata dalla giunta per le autorizzazioni a procedere. Con essa, la Camera ha ritenuto che i fatti per i quali è in corso procedimento penale nei confronti del deputato Maurizio Gasparri - per il reato di diffamazione aggravata a mezzo della stampa in danno del dott. Guido Lo Forte, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo - concernono opinioni espresse dal medesimo parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione. Nel corso di una dichiarazione resa ad una agenzia di stampa il 31 luglio 1998, il deputato Gasparri avrebbe, secondo l'imputazione elevata a suo carico, offeso l'onore e la reputazione del predetto magistrato, affermando - con riferimento ad una polemica relativa ad asserite indagini della procura di Palermo, nei confronti del comandante dei reparti operativi speciali dei Carabinieri - che la risposta all'interrogativo perché quella procura volesse "devastare i R.O.S. dei Carabinieri", doveva essere richiesta "al numero due della procura, dott. Lo Forte"; aggiungendo che l'archiviazione di tale vicenda, da parte della Procura di Caltanissetta, "pare che non abbia dissolto i dubbi e addirittura lo stesso magistrato avrebbe ammesso alcuni suoi comportamenti illeciti". Nella medesima dichiarazione alla agenzia di stampa, l'on. Gasparri si domandava anche "come mai nessuno si sia meravigliato che l'on. Folena abbia annunciato l'arresto di Provenzano e successivamente ... Vendola abbia confermato ... chi dà queste notizie a Folena e a Vendola? "; ipotizzando che così si volesse lanciare "un avvertimento affinché Provenzano possa sottrarsi ancora una volta all'arresto". Concludeva affermando: "basta con le buffonate della sinistra, con i summit Caselli - P.D.S., con l'attacco a Mori e al R.O.S.: si faccia finalmente la lotta alla mafia". La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati, nella relazione che accompagnava la proposta, poi accolta dall'Assemblea, ha sottolineato come l'opinione unanime emersa nel corso del dibattito fosse stata nel senso che le espressioni pronunciate dal parlamentare rappresentassero, all'evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che, all'epoca, erano al centro dell'attenzione della opinione pubblica nonché del dibattito politico-parlamentare. Sicché veniva reputata sussistente nella specie la clausola di immunità sancita dall'art. 68, primo comma, Cost., malgrado l'"assenza di un collegamento specifico con atti o documenti parlamentari", che comunque doveva reputarsi implicito, "attesa l'ampiezza e la diffusione che ebbe a suo tempo la discussione tanto sugli organi di stampa quanto, in generale, nel dibattito politico". Tali conclusioni sono contestate dalla autorità giudiziaria confliggente, in particolare facendo leva sui rigorosi confini entro i quali - secondo la giurisprudenza di questa Corte - può ritenersi operante l'immunità rivendicata dalla Camera, qualora - come si pretende essere avvenuto nel caso in esame - venga in considerazione l'attività politica svolta dal parlamentare al di fuori del compimento di atti tipici di esercizio della funzione, cui l'immunità stessa si raccorda. Dal canto suo, la Camera resistente - oltre ad aver eccepito, nella memoria depositata in prossimità della udienza, l'inammissibilità del conflitto, in quanto il ricorso che lo ha promosso non conterrebbe una "sufficiente indicazione delle "ragioni del conflitto" medesimo - ha rilevato, ex adverso, che le dichiarazioni dell'on. Gasparri, contestate in sede giudiziale, sarebbero legate "da un inscindibile nesso funzionale" a numerose affermazioni del medesimo parlamentare, rinvenibili in atti tipici del suo mandato; al punto che la corrispondenza tra quanto affermato intra moenia e quanto affermato extra moenia, sarebbe nella specie "addirittura puntuale e formale": con la conseguenza di rendere palesemente inconsistenti le "pretese" avanzate dal ricorrente. 2. - L'eccezione di inammissibilità del conflitto, sollevata dalla difesa della Camera dei deputati, non può essere accolta. La Camera resistente ritiene, infatti, che nell'atto introduttivo del conflitto non sarebbero state adeguatamente puntualizzate le ragioni di fatto e di diritto poste a base della denuncia: sicché risulterebbero nella specie carenti i requisiti necessari per consentire l'esame del merito, alla luce dei principi affermati al riguardo da questa Corte nella sentenza n. 363 del 2001. In particolare - sottolinea la Camera - le argomentazioni del ricorrente si ridurrebbero alla elencazione di una serie di precedenti giurisprudenziali, utili - secondo la prospettiva coltivata dallo stesso ricorrente - a consentire una "astratta determinazione del concetto di attività parlamentare e della nozione di nesso funzionale". Nessun argomento, però, verrebbe speso per dimostrare la "mancanza, nella specie, e cioè nel caso concreto, di tale nesso funzionale, anche attraverso il necessario esame dell'attività (in particolare, di sindacato ispettivo) svolta dall'on. Gasparri". Tali rilievi non sono fondati. Da un lato, infatti, appare incontestabile la congruità della motivazione che accompagna e sostiene il provvedimento giurisdizionale con il quale il conflitto è stato proposto, considerato che l'enucleazione del "fatto", dell'oggetto e del tema della vindicatio, in uno con gli argomenti giuridici posti a fondamento della lamentata menomazione, risultano del tutto congrui e perciò stesso idonei a suscitare l'esame del merito.