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è importante per tutti, per il Paese, per le votazioni che andremo a fare a settembre. Purtroppo, la nostra proposta non è stata accettata, e abbiamo inteso protestare - seguiti dalle altre forze di opposizione - non partecipando ieri, come oggi, al voto di fiducia - per sottolineare che, purtroppo, con ieri si arrivava al ventisettesimo voto di fiducia, e che questa prassi parlamentare, ormai sempre più consolidata, impedisce di discutere e di correggere i provvedimenti. È una condotta arrogante che ci inquieta e ci preoccupa per la democrazia parlamentare. E poiché ho letto alcuni comunicati stampa di un Capigruppo di maggioranza, uscito dall'Aula cinque minuti fa, nei quali si dichiara che Fratelli d'Italia approfitta di un lungo week-end, ribadisco che questo non è accettabile. Lo devo dire - e lo dico con pacatezza, ma con fermezza - perché ieri abbiamo anticipato e spiegato, prima di uscire dall'Aula, il nostro atteggiamento e tutte le motivazioni della mancata partecipazione al voto di fiducia. Tutti sanno che la mancanza del numero legale è una responsabilità della maggioranza, ed è un fatto politico in particolare su un provvedimento così delicato ed importante; quindi è altrettanto importante e altrettanto legittima la scelta delle opposizioni di non partecipare a un voto quando si dà a tale assenza - come abbiamo fatto noi di Fratelli d'Italia - un significato di dissenso politico. Si riconoscano il diritto e la libertà delle opposizioni di esprimersi e non si parli di week-end al mare; non si dica week-end al mare perché Fratelli d'Italia ha lavorato in Commissione ed è stata in Aula al suo posto, disposta a lavorare ed ha poi spiegato le ragioni politiche del suo dissenso. L'assenza è dissenso politico, è segno di protesta quando la maggioranza va avanti a colpi di voti di fiducia, decreti d'urgenza e DPCM. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei fare alcune considerazioni. La prima sul provvedimento. Vorrei ricordare che le condizioni che ci hanno portato a porre la questione di fiducia - anche in ragione della scadenza molto ravvicinata del decreto-legge rispetto a quando il Senato ha potuto esaminarlo - sono dipese essenzialmente da un ostruzionismo del Gruppo Fratelli d'Italia compiuto alla Camera, solo dal Gruppo Fratelli d'Italia. È legittimo, però non si può dire che è a causa dei ritardi della maggioranza se i lavori al Senato sono stati contratti. C'è stato l'ostruzionismo di un Gruppo del centrodestra a un decreto-legge che sostanzialmente creava le condizioni per un accordo, come non può non essere, tra tutte le parti politiche perché le elezioni, che riguardano tutte le parti politiche, venissero effettuate nel miglior modo e nel miglior momento possibile, trovando concordemente il punto di caduta tra tutti i partiti politici. È grazie a quell'ostruzionismo, anche attraverso i tanti emendamenti che sono stati presentati, se siamo arrivati ad esaminare il provvedimento senza tempi ampi. Per quanto concerne il richiamo alla responsabilità che ha fatto anche il presidente Romeo, è corretto, però deve essere a tutto tondo. Ancora oggi siamo nelle condizioni di lavorare con difficoltà. Il voto, che con grande senso di responsabilità e anche qualità degli Uffici e dell'Ufficio di Presidenza, è stato stabilito potesse essere effettuato dalle tribune ha messo i senatori nelle condizioni di partecipare in maniera completa al lavoro di quest'Aula e non era scontato nelle settimane passate. Sapevamo che dovevamo scontare qualche difficoltà. Le difficoltà ci sono ancora, io confido e sono certo che gli Uffici e la Presidente faranno di tutto per migliorare l'interazione tra le modalità di voto, ma vorrei segnalare che noi ieri abbiamo fatto mancare il numero legale perché tutti i senatori del centrodestra sono usciti. Hanno quindi messo un decreto-legge in una condizione di fragilità proprio per la situazione che è determinata dall'emergenza sanitaria, che non è ancora finita; pur essendo consapevole di questa situazione tutto il centrodestra è uscito, mettendo questo Parlamento nelle condizioni o non nelle condizioni di rispettare il numero legale, che è cosa diversa che esprimere una propria opinione contraria rispetto ad un provvedimento. Se quindi responsabilità vale, la responsabilità deve essere da parte di tutti. Noi salvaguardiamo questa istituzione se prendiamo atto di ciò che va fatto in una condizione di uscita dall'emergenza che però non è ancora completa. Sta a noi, certamente, fare in modo che la maggioranza abbia sempre i numeri, da sola, per poter portare a termine i provvedimenti, soprattutto quelli del Governo che noi sosteniamo, ma fare in modo che questa Assemblea svolga la sua funzione di conversione dei decreti è anche responsabilità dell'opposizione. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, già ieri nella mia dichiarazione di voto - lo dico perché magari i colleghi di Fratelli d'Italia non c'erano e quindi non hanno sentito - ho spiegato, come tra l'altro abbiamo cercato di fare in modo molto chiaro anche nella discussione che c'è stata in 1 a Commissione sul decreto-legge, che la responsabilità del fatto che eravamo arrivati agli ultimi giorni, alle ultime ore per poter convertire il decreto-legge certamente non era proprio da imputare, questa volta, al lavoro della maggioranza o ai ritardi esclusivamente della maggioranza alla Camera. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità: è stata fatta - legittimamente, per carità - un'attività di ostruzionismo alla Camera che ha portato a un ritardo notevole, pazzesco. Pensate forse che anche noi, senatori della maggioranza, siamo così contenti di non riuscire in qualche modo a modificare i decreti, a dire la nostra, a fare il nostro dovere? Non ne siamo affatto contenti. Questa è una situazione, come la Presidente sa, che crea problemi a tutti, ma in questo caso vi sono anche delle responsabilità precise. La sottoscritta, il mio Gruppo ed altri avrebbero avuto voglia, diciamo, e necessità di intervenire sul decreto-legge, ma anche a noi è stato in qualche modo impedito. Dico questo per ricostruire le cose come stanno. Anche ieri, nella dichiarazione di voto, con compostezza, abbiamo ricordato le vicende, abbiamo detto anche che eravamo tutti disponibili, ad esempio, per la vicenda del referendum , a fare in modo che ci fosse un'informazione molto più accurata ai cittadini e ad impegnarci anche per far presente alla Commissione di vigilanza sulla RAI l'opportunità di mettere a disposizione molte più trasmissioni per fare questa campagna di giusta informazione. In secondo luogo, a proposito delle modalità di voto e delle difficoltà, che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere, per le condizioni oggettive in cui ci troviamo, io vorrei ricordare la soluzione del Senato, della quale bisognerebbe dare atto un po' a tutti quanti. La Camera, dove, come voi sapete, vi sono state polemiche all'inizio della pandemia, aveva trovato una modalità di votazione che escludeva una parte di deputati. Noi, invece, dobbiamo, tutti quanti, ringraziare i senatori Questori e gli Uffici, che su questo hanno trovato una soluzione. Io questo lo voglio dire, perché bisogna dare atto del lavoro fatto.