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È opportuno ricordare che la categoria delle vittime del dovere interessa coloro -- magistrati, personale delle forze di polizia, delle forze armate e dei vigili del fuoco e, più in generale, dipendenti pubblici in attività di servizio o comunque persone che abbiano prestato assistenza legalmente richiesta a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza -- che hanno riportato invalidità permanenti o sono deceduti, nel servizio prestato alle istituzioni e all'intera collettività, in attività quali il contrasto alla criminalità, i servizi di ordine pubblico, le attività di pubblico soccorso, il presidio di infrastrutture civili e militari, la tutela della pubblica sicurezza e le attività che vedono il nostro paese impegnato in difficili scenari nel contesto internazionale. L'estensione a costoro, nonché ai loro familiari e equiparati dei benefici già previsti per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata rappresenta un atto doveroso, che esprime anche il più alto senso del valore riconosciuto dallo Stato al sacrificio prestato per l'intera collettività. La definizione di termini e modalità di corresponsione dei benefici, di cui alla citata legge n. 266 del 2005, è disciplinata dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2006, n. 243, al quale hanno fatto seguito, tramite l'articolo 34 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 settembre 2007, n. 222 e l'articolo 2, comma 105, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ulteriori disposizioni legislative relative all'estensione di singoli benefici. Allo stato attuale, ai fini della completa equiparazione mancano ancora la maggior parte dei benefici di carattere pensionistico-previdenziale, di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5, commi 3- bis , 3- ter e 3- quater , e all'articolo 7 della legge n. 206 del 2004, nonché il riadeguamento dell'assegno vitalizio di cui all'articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni ed integrazioni. Di fatto, a quasi nove anni dall'enunciazione del principio di equiparazione permane una forte disparità di trattamento, che non è giustificabile neanche nell'ottica di una «gradualità» che, declinando l'equiparazione, avrebbe dovuto consentirne il completamento. La disparità ha, anzi, avuto occasione di dilatarsi anziché di restringersi, alla luce di ulteriori benefici concessi alle vittime del terrorismo come previsto dall'articolo 1, comma 494, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014). Lo stato attuale della legislazione a supporto delle vittime di atti criminosi stabilisce odiose discriminazioni tra le vittime, familiari superstiti compresi, del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere, determinando, da un lato una fascia di soggetti cui sono riservate provvidenze legittime e doverose da parte dello Stato e, dall'altro, una fascia di soggetti che, senza ragionevole motivo, debbono ritenersi «vittime o familiari delle vittime di serie B». Il presente disegno di legge si pone, pertanto, lo scopo di rettificare le sperequazioni in atto garantendo, con un doveroso atto di giustizia sociale, quanti, per ragioni di tutela della libertà collettiva e di preservazione delle istituzioni del Paese, hanno subito conseguenze tragiche. Una rivisitazione della materia, che risulti ispirata ad un chiaro ed univoco principio regolatore, consentirebbe, sulla base di quanto premesso, di superare gli aspetti critici conseguenti ad una normativa frammentata e palesemente parziale, e permetterebbe, al tempo stesso, di dare un eguale riconoscimento giuridico a tutte le vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere. Il presente disegno di legge si articola in 5 articoli. L'articolo 1 completa l'equiparazione tra le diverse categorie di vittime e loro familiari, quanto ai benefici di cui alla citata legge n. 204 del 2006, non ancora estese alle vittime del dovere e della criminalità organizzata. L'articolo 2 chiarisce la corretta interpretazione delle norme emanate a favore delle vittime del terrorismo ed estese alle vittime del dovere e della criminalità organizzata con il citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2006, n. 243. Si rileva infatti che, nonostante l'intento perequativo, l'applicazione delle norme estensive dei benefici alle vittime del dovere non avviene de plano ma con adattamenti e restrizioni tali da frustrare l'intento stesso del legislatore. Tale applicazione penalizzante ha comportato un aumento del contenzioso nonostante la giurisprudenza ormai costante nel senso contrario alla prassi instaurata. In tal senso il comma 2 dell'articolo 2 pone dei punti fermi in relazione all'importo dell'assegno vitalizio previsto dall'articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni (lettera a) ), alle assunzioni dirette (lettera b) ) e alle modalità di rivalutazione delle percentuali di invalidità (lettera c) ). L'articolo 3 prevede l'introduzione di una solenne «Giornata nazionale in memoria delle vittime del dovere», con l'obiettivo di ricordare e difendere il sacrificio degli appartenenti alle Forze dell'ordine, alle Forze armate e di tutte le vittime del dovere, durante tutta la storia della nostra Nazione. L'istituzione di una giornata commemorativa che coincida con il 2 giugno, Festa della Repubblica, non è casuale: la coincidenza temporale può rappresentare l'ideale prosecuzione dello spirito di quei giovani che hanno creduto nell'Unità d'Italia e che l'hanno realizzata immolandosi, nonché del valore di tutti i soldati che nel corso delle varie guerre hanno combattuto in difesa del nostro Paese. Nella direzione perequativa opera anche l'articolo 4, prevedendo che alle vittime del dovere e della criminalità organizzata sia assegnata un'onorificenza pari a quella prevista dall'articolo 34 della legge 29 novembre 2007, n. 222, e dal successivo decreto del Ministro dell'interno del 6 maggio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 27 giugno 2008, che prevede il conferimento da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, della onorificenza di «Vittima del terrorismo» con la consegna di una medaglia in oro. Infine, gli articoli 5 e 6 recano disposizioni relative alla copertura finanziaria e all'entrata in vigore della legge.. 1 1 Alle vittime del dovere ed ai loro familiari, superstiti, di cui all'articolo 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nonché alle vittime della criminalità organizzata ed ai loro familiari superstiti, di cui all'articolo 1 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, si applicano le seguenti disposizioni recate dalla legge 3 agosto 2004, n. 206: