[pronunce]

art. 5, comma sesto, che per le agenzie che svolgono la loro attività all'interno di strutture pubbliche o private, che non hanno libero accesso al pubblico, o in centri commerciali integrati, prevede come necessario il requisito di indipendenza dei locali da altre attività; art. 6, comma primo, lettere d) ed e), che stabiliscono che la domanda diretta ad ottenere l'autorizzazione per le agenzie di viaggio e turismo deve specificare l'ubicazione dei locali in cui si intende condurre l'impresa e la qualità di agenzia principale ovvero di succursale o filiale; art. 8, comma primo, lettera a), che prevede l'ulteriore adempimento, per ottenere l'autorizzazione, del versamento della tassa di concessione regionale e della tassa di rilascio; art. 9, commi secondo e terzo, che stabiliscono che nella autorizzazione viene annotato il carattere di agenzia principale ovvero di filiale o succursale, che la provincia dà notizia dell'avvenuta apertura di un'agenzia succursale o filiale alla provincia nel cui territorio ha sede l'agenzia principale e che ogni modificazione relativa alla denominazione dell'agenzia di viaggio, al titolare, alla ubicazione dei locali di esercizio comporta il rilascio di nuova autorizzazione, mentre le altre modificazioni comportano l'aggiornamento dell'autorizzazione mediante annotazione; art. 10, commi primo, secondo, terzo e sesto, i quali dispongono anche per le filiali e le succursali delle agenzie di viaggio e turismo il pagamento della tassa di concessione regionale; art. 11, commi primo, secondo, terzo, quarto, sesto e ottavo, che prevedono il versamento di cauzione anche per le filiali e le succursali delle agenzie di viaggio e turismo; art. 14, comma primo, che stabilisce che la denominazione di "agenzia di viaggio", di "agenzia turistica" e simili è riservata alle imprese che hanno ottenuto l'autorizzazione all'esercizio previsto dalla Provincia, escludendo che tali denominazioni possano essere utilizzate da imprese autorizzate da altra Provincia e da altra Regione; art. 18, ultimo comma, il quale prescrive che il direttore tecnico debba prestare la propria attività in una sola agenzia o filiale a tempo pieno e con carattere di continuità ed esclusività. Poiché parte dei fatti di causa sarebbero accaduti nel periodo di vigenza della legge della Regione Abruzzo n. 39 del 1987 e poiché la nuova legge regionale n. 1 del 1998 non sarebbe dotata di efficacia retroattiva, il remittente ritiene necessario sollevare questione di legittimità costituzionale anche in riferimento alle seguenti disposizioni della citata legge regionale n. 39 del 1987, le quali avrebbero contenuto analogo a quelle, già censurate, della legge regionale n. 1 del 1998 e, benché da questa legge abrogate, sarebbero applicabili nel giudizio a quo: art. 5, che stabilisce che l'apertura e l'esercizio delle agenzie di viaggio e turismo sono soggetti ad autorizzazione regionale; art. 6, comma primo, lettere d) ed e), nelle quali si prevede che la domanda diretta ad ottenere l'autorizzazione deve specificare la qualità di agenzia principale o filiale e l'ubicazione dei locali in cui si intende svolgere l'attività; art. 9, che disciplina il nulla osta regionale per l'apertura delle agenzie di viaggio e turismo; art. 10, commi primo e secondo, i quali fissano modalità e requisiti del decreto di autorizzazione all'apertura di agenzia di viaggio e turismo; art. 11, commi secondo, terzo e quarto, che, individuando i requisiti strutturali delle agenzie di viaggio e turismo, subordinano al nulla osta della giunta regionale l'apertura e l'esercizio di succursali e filiali a gestione non autonoma e ad autorizzazione l'apertura e l'esercizio di filiali stagionali; artt. 12, e 13, comma quarto, che prevedono lo sviluppo programmato delle agenzie sul territorio ad opera della Regione e il registro regionale per le agenzie e per le filiali; art. 16, che stabilisce che il rilascio dell'autorizzazione di agenzia di viaggio e turismo è subordinato al versamento del deposito cauzionale e, escludendo l'obbligo del versamento della cauzione e della relativa tassa di concessione per le sole filiali stagionali di agenzia aventi sede principale nella Regione Abruzzo, assoggetta al versamento del deposito cauzionale e della tassa di concessione regionale tutte le altre filiali; art. 17, secondo il quale l'autorizzazione all'apertura e all'esercizio dell'attività delle agenzie di viaggio e turismo è soggetta a tassa di concessione regionale; art. 20, commi primo e secondo, che disciplinano le escursioni e i viaggi lungo percorsi serviti da autolinee in concessione; art. 24, comma terzo, che prevede che il direttore tecnico debba prestare la propria opera professionale alle dipendenze di una sola agenzia o filiale con carattere di continuità ed esclusività. 1.2. - Si è costituita in giudizio la società attrice nel processo principale, Due Più Viaggi S.n.c. , e ha chiesto che le questioni siano dichiarate non fondate, depositando nell'imminenza dell'udienza, ma fuori termine, una successiva memoria. 1.3. - Si sono costituite in giudizio anche la società convenuta nel processo principale, American Express Company S.p.a. in liquidazione, e la società chiamata in causa nello stesso processo, American Express Services Europe Limited, richiamando la sentenza n. 362 del 1998 di questa Corte ed insistendo per la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle disposizioni censurate. In una successiva memoria, depositata nell'imminenza dell'udienza, le suindicate società segnalano che il legislatore avrebbe recepito nella nuova legge-quadro 29 marzo 2001, n. 135 (Riforma della legislazione nazionale del turismo) i principi espressi nella citata giurisprudenza costituzionale. Tuttavia nella fattispecie in esame sarebbe irrilevante lo ius superveniens, "dovendosi chiaramente far riferimento alla legge-quadro sul turismo a suo tempo vigente e cioè la legge 17 maggio 1983, n. 217". 2.1. - Nel corso del giudizio promosso, con ricorso in data 15 giugno 1999, dalle agenzie di viaggio Holding Italia Turismo S.p.a. - H.I.T. - e Comitours S.p.a. nei confronti della Regione Veneto e delle Province di Verona e di Treviso, per ottenere l'annullamento, previa sospensione, di alcune note di dette Province datate 4 maggio 1999, con le quali venivano sollecitate integrazioni della documentazione occorrente per il rilascio delle richieste autorizzazioni nonostante che le agenzie ricorrenti avessero comunicato di non ritenersi più obbligate, a seguito della sentenza di questa Corte n. 362 del 1998, ai sollecitati adempimenti, il Tribunale amministrativo regionale del Veneto, dopo avere respinto l'istanza di sospensione, con ordinanza in data 17 dicembre 1999 (r.o. n. 492 del 2000) , ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 2, commi 1 e 3; 6, comma 2, lettera d); 7, commi 2 e 3; 6, comma 2, lettere a) e b);