[resaula]

tenuto conto che, in un articolo del 20 dicembre 2021, pubblicato sul "Corriere della Sera", si ripercorrono le attività svolte dalla SOGIN sul decommissioning, la gestione dei rifiuti radioattivi e la realizzazione del deposito nazionale, sottolineando i ritardi e la lievitazione dei costi verificatisi nell'espletamento di entrambe queste attività. L'articolo riporta che, finora, nessun ente pubblico avrebbe vigilato e sanzionato tali ritardi. Viene altresì evidenziato che: "Sogin ha trovato uno ostacolo nel ministro della Transizione Ecologica Cingolani: L'unica soluzione possibile è un commissariamento su modello Ponte Morandi, perché è un problema di ordine nazionale"; valutato che: un commissariamento per la ricostruzione parziale di una singola struttura in deroga a norme vigenti costituisce un modello che non è applicabile a una realtà complessa e problematica quale quella della messa in sicurezza, decommissioning e sistemazione finale dei rifiuti radioattivi: il quadro regolatorio sulla sicurezza nucleare e la radioprotezione è completamente diverso da quello delle opere "normali", derivando direttamente da direttive europee e da convenzioni internazionali. In questo ambito operativo, le semplificazioni e le deroghe normative, come è stato fatto per il "ponte Morandi", sono impossibili da applicare; allo strumento del commissariamento in ambito nucleare si è già fatto ricorso nel 2003, quando il generale Carlo Jean, allora presidente della SOGIN, è stato nominato commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari e dotato di poteri derogatori. Nel tempo tale scelta è risultata decisamente infelice, comportando un ritardo delle attività della SOGIN nei cronoprogrammi e nella lievitazione dei costi. La principale evidenza del fallimento di quell'operato fu l'incapacità di costruire un percorso partecipato con le popolazioni interessate per la costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che diede vita alle 15 giornate di protesta civile di Scanzano. Il Governo di allora tentò di imporre per decreto un'opzione che solo la massima condivisione da parte dei territori avrebbe potuto consentire la realizzazione; a giudizio degli interroganti l'istituto del commissariamento rappresenterebbe l'ennesimo infelice tentativo di superare il consenso informato e consapevole, sostituendogli sostanziali imposizioni. Tale imposizione, pertanto, preluderebbe a giustificate opposizioni popolari e a un conseguente e facilmente prevedibile fallimento di un progetto che si trascina da almeno 20 anni tra errori di varia natura, a carico sia di soggetti responsabili di decisioni politiche che di quelli a cui spettano soluzioni tecnico-gestionali o amministrative; nel mese di maggio 2022 scade il mandato naturale degli amministratori in carica, pertanto entro pochi mesi il Governo potrà nominare un nuovo consiglio di amministrazione della SOGIN con pieni poteri operativi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda rivedere l'ipotesi annunciata di commissariamento di qualunque natura, al fine di scongiurare il ripetersi di modelli fallimentari analoghi a quello conseguente al decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, detto "decreto Scanzano", e di non alimentare le paure che la paventata realizzazione del deposito suscita nel Paese. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02998 DE FALCO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: nei giorni scorsi notizie giornalistiche hanno rivelato alcuni contenuti dell'intervento del presidente di ITA Airways, Alfredo Altavilla, espressi durante una riunione con dirigenti di quella società il 1° ottobre 2021; in quella riunione Altavilla ha annunciato di aver già deciso di licenziare metà dei 1.077 dipendenti provenienti da Alitalia, in particolare quelli sindacalizzati, al termine dei 4 mesi di prova previsti, senza tuttavia far riferimento a motivi di giusta causa o di giustificato motivo obiettivo; tale dichiarazione costituisce piena prova di comportamento antisindacale e inoltre contraddice gli impegni assunti dalla società che fanno parte del "piano industriale", il quale prevede, viceversa, un incremento dell'occupazione, con il graduale riassorbimento della maggior parte dei lavoratori di Alitalia, del settore "aviation" e non solo; considerato che: Altavilla sta utilizzando uno strumento normativo, che l'interrogante considera aberrante, contenuto nell'articolo 7 del "decreto infrastrutture" (decreto-legge n. 121 del 2021, convertito dalla legge n. 156 del 2021), che di fatto consente l'aggiramento delle tutele del lavoro e della necessaria instaurazione delle relazioni sindacali (contenute nel nostro ordinamento all'articolo 2112 del codice civile), lasciando il lavoratore "nudo" dinanzi allo strapotere contrattuale del datore di lavoro, ma non può attribuire a quest'ultimo anche la facoltà di selezionare tra i lavoratori quelli non appartenenti a certi sindacati; si tratta, a parere dell'interrogante, di una grave responsabilità del Governo, che non solo ha creato quella norma aberrante, adottata peraltro sulla base di una decisione della Commissione europea tuttora segreta, ma che, inoltre, rimane inspiegabilmente in silenzio dinanzi a comportamenti di tale gravità che pure sono posti in essere in suo "nome e conto"; è anche grave che in entrambe le Camere, prima nelle Commissioni e poi nelle Aule, siano state respinte le richieste di trasparenza, presentate in Senato ed alla Camera volte ad esaminare il provvedimento secondo la normale procedura di conversione in legge del decreto, a norma dell'articolo 72 della Costituzione, in scienza e coscienza; l'articolo 7 del decreto infrastrutture incide naturalmente nella fase genetica del rapporto di lavoro, attraverso la dissimulata "cessione di beni o parti dei beni", il che consente ad ITA di aggirare le conquiste del diritto del lavoro e del diritto sindacale, ma a giudizio dell'interrogante ora tale abnorme potere viene usato anche nella fase di gestione dei rapporti di lavoro, attraverso un illecito comportamento antisindacale, apertamente dichiarato; a parere dell'interrogante, si è creato un gravissimo precedente, un vero e proprio modello paradigmatico che potrà essere utilizzato in futuro da altre aziende, per isolare i lavoratori, lasciandoli indifesi, con le proprie esigenze personali e familiari di vita, in una contrattazione impari sia nella fase della trattativa precontrattuale, sia successivamente nella fase di gestione del rapporto, consentendo un totale, illecito ed ingiusto arbitrio a questi nuovi "padroni delle ferriere", anche se, come nel caso di ITA, si tratta di aziende di piena proprietà pubblica; visto che: nelle registrazioni della riunione della società ITA, il dottor Altavilla esprime contenuti inaccettabili e, a parere dell'interrogante, manifesta una voragine di ignoranza rispetto al settore dell'aviazione civile;