[pronunce]

Dopo aver evidenziato che l'art. 1, comma 380, della legge n. 228 del 2012 avrebbe eliminato la quota di riserva erariale sul gettito IMU - con conseguente devoluzione dell'intero gettito ai Comuni, eccetto quello derivante dagli immobili ad uso produttivo, mantenuto allo Stato - e soppresso il Fondo sperimentale di riequilibrio nonché i trasferimenti erariali alla Regione siciliana ed alla Regione autonoma Sardegna, il resistente sostiene che simili innovazioni sarebbero irrilevanti per le autonomie speciali che esercitano le funzioni in materia di finanza locale. In particolare, esse non sarebbero riguardate dal Fondo di solidarietà comunale, sostitutivo di quello di riequilibrio nonché dei citati trasferimenti erariali ed alimentato con una quota del gettito IMU comunale, stabilita con accordo in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali recepito in apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Viceversa, per le autonomie speciali che esercitano le funzioni in materia di finanza locale continuerebbe ad operare il meccanismo dell'accantonamento provvisorio del maggior gettito IMU - al netto dell'IRPEF per la componente immobiliare e delle relative addizionali - rispetto alla previgente ICI, con recupero da attuarsi attraverso una procedura legittima in quanto realizzata con le modalità previste dall'art. 27 della legge n. 42 del 2009 ed a fronte di maggiori entrate comunali, dunque senza depauperamento del sistema finanziario regionale. La riserva allo Stato del gettito derivante dagli immobili ad uso produttivo non necessiterebbe dei presupposti richiesti dalle norme di attuazione statutaria, essendo riconducibile ad un meccanismo di compensazione della rinuncia alla quota erariale del gettito IMU, analogamente alla soppressione del Fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali alla Regione siciliana ed alla Regione autonoma Sardegna. 8.- Con ricorso n. 32 del 2013, la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia ha impugnato i commi 380, lettere b), f), h) ed i), e 383 dell'art. 1 della legge n. 228 del 2012, in riferimento agli artt. 4, numero 1-bis), 48, 49, 51, secondo comma, 54, 63 e 65 dello statuto speciale; in relazione all'art. 9 del decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Friuli-Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni), all'art. 4 del d.P.R. n. 114 del 1965, all'art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 8 del 1997, al principio di «neutralità finanziaria» di cui all'art. 1, comma 159, della legge n. 220 del 2010; nonché in riferimento al principio di leale collaborazione, a quello di certezza ed agli artt. 3, 97, 119, primo, secondo e quarto comma, Cost. 8.1.- Sul presupposto che l'art. 1, comma 554, delle legge n. 228 del 2012 non ne escluda l'applicabilità alle Regioni a statuto speciale, le lettere b) - solo in via cautelativa, per il caso in cui il Fondo di solidarietà comunale sia alimentato anche con una quota del gettito IMU spettante ai Comuni friulani, esclusi dalla relativa ripartizione ai sensi del successivo comma 382 - f) ed h), cui sarebbe collegata la lettera i), dell'art. 1, comma 380, della legge n. 228 del 2012 violerebbero anzitutto gli artt. 4, numero 1-bis), 49, 51, secondo comma, e 54 dello statuto nonché l'art. 9 del d.lgs. n. 9 del 1997, in quanto, poiché l'IMU sostituisce l'IRPEF per la componente immobiliare e le addizionali regionali o comunali, attribuirebbero allo Stato risorse di spettanza regionale (pro quota, ex art. 49 dello statuto, o interamente, ex art. 51, secondo comma, dello statuto) o che rappresentano una componente essenziale della finanza comunale, con ripercussioni sulla responsabilità regionale in materia (ex artt. 54 dello statuto e 9 del d.lgs. n. 9 del 1997). Inoltre, le stesse norme contrasterebbero con il principio dell'accordo che regolerebbe i rapporti finanziari tra Stato e Regioni a statuto speciale. Le lettere f) ed h) del citato comma 380 violerebbero altresì il principio di «neutralità finanziaria» espresso dall'art. 1, comma 159, della legge n. 220 del 2010 - cui andrebbe riconosciuto valore interpretativo dello statuto - in quanto regolerebbero un nuovo tributo, sostituendolo ad altri preesistenti, con il risultato di spostare risorse dal sistema regionale allo Stato. Le lettere b) ed h) del comma 380 violerebbero l'art. 3 Cost. perché solo i Comuni di alcune Regioni ad autonomia speciale, tra cui la ricorrente (legittimata ad evocare il parametro in quanto responsabile della finanza locale), subirebbero l'esclusione dalla ripartizione del fondo di solidarietà e l'avocazione allo Stato del maggior gettito tributario ad essi destinato. La lettera f) del comma 380, segnatamente, violerebbe gli artt. 49, primo comma, numero 1), e 51, secondo comma, dello statuto - perché avocherebbe allo Stato risorse riscosse a titolo di tributo erariale corrispondenti a tributi spettanti in parte o integralmente alla Regione - o il solo art. 51, secondo comma, dello statuto, ove si valorizzasse la natura di tributo locale dell'IMU, il cui gettito, quale tributo proprio, spetterebbe comunque alla Regione. Peraltro, non sussisterebbero gli estremi per la riserva erariale del gettito ai sensi dell'art. 4, primo comma, del d.P.R. n. 114 del 1965 - mancando il requisito della destinazione alla copertura di spese, tantomeno nuove e specifiche - o dell'art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 8 del 1997, norma che non avrebbe portata generale e che, comunque, presupporrebbe un accordo con la Regione. La norma violerebbe altresì il principio di leale collaborazione ed, in particolare, quello consensuale che domina le relazioni finanziarie tra lo Stato e le Regioni a statuto speciale. In via subordinata, la disposizione, prevedendo una riserva erariale del gettito tributario derivante dalla particolare categoria degli immobili produttivi, determinerebbe forti sperequazioni tra i Comuni a seconda della tipologia di immobili presenti nel loro territorio, in violazione del principio di ragionevolezza di cui all'art. 3 Cost., ed effetti negativi sui bilanci comunali, in contrasto con il principio del buon andamento dell'amministrazione di cui all'art. 97 Cost., profili deducibili dalla Regione in quanto competente in materia di finanza locale. La lettera i) del comma 380, consentendo la modifica dell'importo relativo alla lettera f), renderebbe incerto il contenuto di quest'ultima, in violazione del principio della certezza del diritto - profilo di illegittimità costituzionale che la Regione potrebbe lamentare in ragione della sua competenza in materia di finanza locale - ed, in virtù del collegamento, sarebbe affetta dai medesimi vizi di incostituzionalità denunciati con riguardo alla lettera f).