[pronunce]

che — a prescindere dal rilievo che il rimettente mostra di non condividere affatto la soluzione interpretativa sottoposta a scrutinio di costituzionalità, tanto da farla oggetto di diffuse e insistite notazioni critiche, evidenziando, così, che detto scrutinio è stato richiesto essenzialmente al fine, ad esso estraneo, di conseguire un avallo (o, come dice la stessa ordinanza di rimessione, un «intervento chiarificatore») sul piano interpretativo (cfr., ex plurimis, ordinanze n. 199, n. 233 e n. 351 del 2001) — va osservato che il quesito di costituzionalità in esame risulta comunque privo di rilevanza nel giudizio a quo; che il rimettente si trova infatti investito, quale giudice dell'udienza preliminare, di una richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero in assenza del prescritto provvedimento di autorizzazione alla riapertura delle indagini; che lo specifico profilo sul quale si incentrano le censure di costituzionalità — vale a dire l'omessa previsione di un termine entro il quale la riapertura può essere utilmente richiesta — non incide dunque in alcun modo sulla decisione che il giudice a quo è chiamato ad adottare: l'ipotetica addizione del suddetto termine non muterebbe, difatti, l'esito del giudizio, che resterebbe comunque, nella prospettiva interpretativa censurata, la declaratoria di improcedibilità dell'azione penale; che la questione va dichiarata, pertanto, manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 414, comma 1, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo e secondo comma, 24, primo comma, e 112 della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 febbraio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 febbraio 2003. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA