[pronunce]

Essi violerebbero, in primo luogo, l'art. 1, commi 2 e 4, del d.P.R. n. 1113 del 1953, perché le indicate modalità di rilascio dei tagliandi di aggiornamento della carta di circolazione per avvenuta revisione dei veicoli compromettono l'uniformità sul territorio nazionale delle operazioni tecniche concernenti la completezza dell'archivio nazionale dei veicoli di cui all'art. 226 del codice della strada e sulla circolazione internazionale. Sarebbe violato, in secondo luogo, l'art. 36 dello statuto di autonomia, perché gli atti censurati attribuiscono alla Regione siciliana i diritti relativi alle operazioni di motorizzazione, pur avendo questi natura non di tributi (come richiesto dallo statuto d'autonomia), ma di tariffa e, pertanto, non essendo di spettanza regionale. Il ricorrente lamenta, in terzo luogo, la violazione dell'art. 2-ter del d.P.R. n. 1113 del 1953, sostenendo che gli atti impugnati pongono in essere una propria e distinta procedura informatizzata per l'accertamento dei diritti di motorizzazione attraverso la «smaterializzazione dei bollettini di conto corrente postale». È evocato, in quarto luogo, l'art. 117, primo comma, Cost., per il tramite del diritto comunitario in tema di archivio nazionale dei veicoli (Direttiva CE del Consiglio 29 aprile 1999, n. 1999/37/CE), sul rilievo che non è propria «delle attribuzioni degli organi periferici dello Stato la decisione unilaterale di: sospendere l'aggiornamento dell'archivio nazionale dei veicoli da parte delle officine site sul territorio siciliano; costituire [...] un archivio separato da quello nazionale per la registrazione delle revisioni effettuate; provvedere autonomamente all'aggiornamento di un documento nazionale, emesso dalle strutture centrali dello Stato sulla base di standard comunitari (la carta di circolazione)». Gli atti oggetto di ricorso si porrebbero, in quinto luogo, in contrasto con l'art. 117, primo comma, Cost., per il tramite del diritto comunitario in tema di circolazione dei veicoli e controlli di polizia - rappresentato da numerosi regolamenti e direttive soltanto indicati nel ricorso - perché ostacolano il controllo della polizia italiana e dei paesi dell'Unione effettuato mediante l'«anagrafe nazionale dei veicoli (CED motorizzazione)». Sarebbe violato, in settimo luogo, l'art. 120 della Costituzione, perché gli atti in questione pongono limitazioni alla libertà di circolazione. Sono evocati, in ottavo luogo, l'art. 114 Cost. e il principio di leale collaborazione, sul rilievo che la Regione non ha competenza ad adottare gli atti oggetto di conflitto e, in ogni caso, avrebbe dovuto attendere l'esito del giudizio per conflitto n. 1 del 2009. 9. - Si è costituita la Regione siciliana, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile o, in subordine, infondato, sulla base di argomentazioni analoghe a quelle svolte nei giudizi r. confl. enti n. 1 e n. 7 del 2009. Quanto alle singole censure, la resistente rileva che: a) l'obbligo di utilizzare le procedure dei sistemi informativi automatizzati del Ministero dei trasporti si applica solo agli uffici trasferiti alla Regione e non anche alle officine di autoriparazione, con la conseguenza che la Regione, nel raccogliere i dati delle revisioni effettuate da queste ultime, «ha esercitato autonomamente le proprie funzioni, senza violare alcuna disposizione di legge»; b) «la produzione autonoma del tagliando di revisione da parte della Regione non crea alcun problema nella circolazione comunitaria», anche perché «vi sono paesi europei nei quali l'annotazione dell'esito delle revisioni differisce da un ente territoriale rispetto ad un altro di uno stesso Stato»; c) «l'intento della Regione non è quello di sospendere l'aggiornamento dell'archivio nazionale dei veicoli, avendo manifestato ripetutamente la volontà di trasferire i dati con le modalità stabilite dal Ministero dei Trasporti»; d) l'unico servizio reso dal Ministero in materia di motorizzazione consiste nel consentire la consultazione dell'archivio nazionale dei veicoli per mezzo di un portale pubblico (il portale dell'automobilista); e) il diritto comunitario non è violato, perché le operazioni di revisione vengono espletate con le stesse modalità vigenti in campo comunitario e nazionale, le caratteristiche del tagliando riportante l'esito della revisione sono le stesse di quelle dei tagliandi stampati nelle altre Regioni, ad eccezione dell'annotazione "Regione siciliana"; f) il principio di leale collaborazione non è violato, perché «la stampa dei tagliandi da parte della Regione a seguito delle revisioni non altera il sistema unitario di archiviazione dei dati se non per il rifiuto del Ministero di recepire quelli raccolti in Sicilia senza il pagamento allo Stato dei diritti controversi». 10. - Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha ribadito quanto già sostenuto nel ricorso. 11. - Con ricorso notificato il 23 novembre 2009 e depositato il 2 dicembre successivo (r. confl. enti n. 14 del 2009), la Regione siciliana ha sollevato - in riferimento agli artt. 17, lettera a), e 20 dello statuto speciale e agli artt. 1, comma 1, e 2-ter del d.P.R. n. 1113 del 1953 - conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione alla nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 settembre 2009, n. 75/RC, che rifiuta «l'integrazione dei dati relativi alla revisione degli autoveicoli raccolti dall'Istituto cassiere della Regione con l'Archivio nazionale veicoli». La ricorrente svolge preliminarmente argomentazioni analoghe a quelle già svolte nei ricorsi per conflitto di attribuzione n. 1 e n. 7 del 2009 e lamenta, nel merito, che l'atto censurato lede le attribuzioni che le derivano dagli evocati parametri, perché fa venire meno l'obbligo del Ministero di consentire l'accesso ai propri sistemi informativi da parte sia degli uffici trasferiti alla Regione sia dei centri privati che agiscono su autorizzazione di tali uffici e, di conseguenza, «impedisce alla regione il corretto ed utile esercizio delle funzioni amministrative proprie e reca disagio agli utenti che, effettuata in Sicilia la revisione presso un centro autorizzato e pur ottenendo l'annotazione della revisione sulla propria carta di circolazione non possono registrare tale operazione presso l'Archivio nazionale». 12. - Si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo il rigetto del ricorso e rilevando preliminarmente l'inammissibilità del conflitto, sulla base di argomentazioni analoghe a quelle già svolte in relazione ai giudizi r. confl. enti n. 1 e n. 7 del 2009. 13. - Con memoria depositata in prossimità dell'udienza, il Presidente del Consiglio dei ministri ha ribadito quanto già sostenuto nell'atto di costituzione.1. - La Regione siciliana (r. confl.