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Disposizioni in materia di risoluzione anticipata delle convenzioni per gli impianti fotovoltaici installati nelle aree terremotate e per piccoli impianti fotovoltaici fino a 3 kW. Onorevoli Senatori. – In Italia la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici è stata promossa, negli scorsi anni, attraverso appositi incentivi riconosciuti, per un periodo di vent'anni, a coloro che realizzano tali impianti. L'incentivo viene calcolato sulla base di apposite tabelle in base al quantitativo di energia prodotta dall'impianto. Il riconoscimento dell'incentivo al responsabile dell'impianto si fonda sostanzialmente su una convenzione tra il responsabile dell'impianto stesso e il Gestore dei servizi energetici - GSE S.p. A., società pubblica il cui intero capitale è detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze. Il presente disegno di legge ha l'obiettivo di consentire ai soggetti responsabili di impianti fotovoltaici, che siano stati installati nei territori dell'Italia centrale nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nell'ambito dei comuni colpiti dai recenti eventi sismici, di risolvere anticipatamente le convenzioni instaurate con il Gestore dei servizi energetici - GSE S.p. A. beneficiando comunque del regime di incentivazione previsto dalla normativa relativa alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. In considerazione del fatto che la maggior parte degli impianti installati nelle aree colpite dai recenti eventi sismici, risultano gravemente danneggiati, fino ad essere nella maggior parte dei casi compromessi, si prevede, come forma solidaristica di ristoro, la possibilità, per i soggetti interessati, di vedersi riconosciuto il valore complessivo dell'incentivo che sarebbe stato percepito dall'impianto stesso in base alla normativa vigente. La risoluzione anticipata avviene su base volontaria mediante una richiesta che dovrà essere inoltrata al Gestore dei servizi energetici - GSE S.p. A. dal 1º febbraio al 31 maggio del 2018, mentre il riconoscimento degli importi spettanti ai soggetti interessati dovrà avvenire entro il 31 ottobre 2018. In questo modo si assicura una ulteriore forma di sostegno economico a coloro che ad esempio, oltre ad avere subìto dei danni, in molti casi irreparabili, alle proprie abitazioni, hanno subìto degli ulteriori danni derivanti dal presumibile danneggiamento degli impianti fotovoltaici installati. Per quanto attiene alle risorse finanziarie, si ricorda che attualmente gli incentivi di cui tali impianti godono sono prelevati da una specifica componente tariffaria, denominata A3, della bolletta elettrica. Tale componente, pertanto, già oggi non reca oneri a carico della finanza pubblica. Al fine di assicurare l'anticipo delle risorse finanziarie necessarie per la sottoscrizione delle risoluzioni anticipate, il presente disegno di legge, all'articolo 4, comma 1, assegna al Gestore dei servizi energetici - GSE S.p. A. il compito di individuare idonee modalità, anche in raccordo con Cassa depositi e prestiti S.p. A. e utilizzando i propri flussi di cassa. Questo consente di assicurare che la conclusione delle risoluzioni anticipate non rechi nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica così come, tra l'altro, specificato nella clausola di invarianza finanziaria al comma 2 dell'articolo 5. È affidato, infine, all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), sulla base dei dati trasmessi dal Gestore dei servizi energetici - GSE SA.p. A., relativi alle istanze presentate, il compito di assicurare con propria delibera il riconoscimento dei costi sostenuti per le risoluzioni anticipate che dovranno essere, come indicato in precedenza, finanziati dalla componente A3 della bolletta elettrica in modo da non recare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 3 riconosce la possibilità di risolvere anticipatamente le convenzioni di incentivazione e di ritiro dell'energia elettrica anche agli altri impianti fotovoltaici installati sul resto del territorio nazionale. In questo caso, però, la richiesta può essere presentata solamente dai soggetti responsabili di piccoli impianti fotovoltaici che abbiano una potenza di picco fino a 3 kW. A differenza degli impianti installati nelle aree interessate dai recenti eventi sismici, in questo caso l'importo che verrà riconosciuto, in caso di risoluzione anticipata, è pari, per ogni singolo impianto, al valore complessivo dell'incentivo che sarebbe stato percepito dall'impianto stesso con l'applicazione di un tasso di attualizzazione del 6 per cento. Il vantaggio immediato per i cittadini consiste nel fatto che verrebbe riconosciuto immediatamente, in un'unica soluzione, un importo significativo corrispondente a quanto il responsabile dell'impianto avrebbe percepito nel corso della convenzione con un'attualizzazione del 6 per cento. Al fine di assicurare priorità alle richieste di risoluzione anticipata presentate dai soggetti responsabili di impianti nelle aree oggetto dei recenti eventi sismici, le richieste relative agli impianti installati nel resto del territorio nazionale, potranno essere soddisfatte nel corso del triennio 2019-2021 tenendo conto del numero delle istanze presentate e delle risorse finanziarie disponibili per la risoluzione di tali convenzioni. Anche in questo caso viene affidato al Gestore dei servizi energetici - GSE S.p. A. il compito di assicurare le risorse finanziarie necessarie individuando idonee modalità, in raccordo con Cassa depositi e prestiti S.p. A., e utilizzando i propri flussi di cassa. All'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) spetterà, anche in questo caso, il compito di riconoscere, con proprie delibere, i costi che dovranno essere sostenuti per la conclusione delle risoluzioni anticipate nel corso del triennio 2019-2021. Così come nei casi previsti per gli impianti fotovoltaici installati nelle aree oggetto dei recenti eventi sismici, anche in questo caso le risorse finanziarie saranno prelevate, così come già previsto per il regime generale degli incentivi alle fonti rinnovabili, dalla componente A3 della bolletta elettrica. Tale soluzione, pertanto, consente che dall'attuazione delle disposizioni del presente disegno di legge non derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Si segnala, infine, che al comma 4 dell'articolo 4 è prevista una clausola in base alla quale gli oneri derivanti dalle risoluzioni anticipate per gli impianti fotovoltaici installati nel resto del territorio nazionale dovranno comunque essere inferiori a quelli previsti in caso di mancata risoluzione delle convenzioni stesse. Tale clausola consente di ridurre gli oneri complessivi gravanti sulla componente A3 della bolletta elettrica con un alleggerimento della bolletta stessa e un complessivo beneficio per i consumatori finali. Per quanto concerne la stima dei costi si segnala che nei comuni già individuati nell'allegato 1 al decreto-legge del 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono presenti 247 impianti fotovoltaici, tutti con potenza inferiore a 1 MW (solo 5 impianti hanno una potenza superiore a 100 kW), per una potenza complessiva di 5,7 MW. Una potenza di 5,7 MW produce, nell'area Italia centrale, 1200 ore l'anno circa.