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nella stessa audizione, il ministro Di Maio ha prospettato il rifinanziamento delle misure senza fornire un quadro certo di come il Governo intenda muoversi, si chiede di sapere: quando saranno erogate le risorse; se sia intenzione del Governo rifinanziare le misure e con quali tempistiche ed intensità, al fine di evitare che eventuali ritardi possano determinare per le imprese una dilazione di investimenti che oggi sono essenziali per la ripartenza del Paese. Atto n. 4-04138 VESCOVI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: per la determinazione dei requisiti acustici nella progettazione esecutiva e collaudo finale degli edifici scolastici emergono spesso contrasti e difficoltà interpretative da parte delle amministrazioni locali; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 1997, recante "Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici", determina all'art. 1 "i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore" e stabilisce che "i requisiti acustici delle sorgenti sonore diverse da quelle di cui al comma 1 sono determinati dai provvedimenti attuativi previsti dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447"; l'articolo 23 della legge n. 221 del 2015 ha introdotto nel decreto legislativo n. 152 del 2006 l'articolo 206 -sexies che riporta al comma 1 che: "le amministrazioni pubbliche, nelle more dell'adozione da parte delle regioni di specifiche norme tecniche per la progettazione esecutiva degli interventi negli edifici scolastici" prevedono, nelle gare d'appalto per l'incremento dell'efficienza energetica delle scuole e comunque per la loro ristrutturazione o costruzione, "l'impiego di materiali e soluzioni progettuali idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici dalla norma UNI 11367:2010 e dalla norma UNI 11532:2014", inoltre, nei "bandi di gara sono previsti criteri di valutazione delle offerte ai sensi dell'art. 83, comma 1, lettera e), del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo n. 163/2006 con punteggi premianti per i prodotti contenenti materiali post consumo o derivanti dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi" nelle percentuali fissate con il decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di cui al comma 3 dello stesso articolo; con il decreto ministeriale 11 gennaio 2017 il Ministero dell'ambiente ha adottato i "criteri ambientali minimi" che, in relazione alle gare di appalto degli edifici pubblici, descrive per il comfort acustico all'allegato 2, par. 2.3.5.6, che: "i valori dei requisiti acustici passivi dell'edificio devono corrispondere almeno a quelli della Classe II della norma UNI 11367", che per scuole, ospedali e case di cura, i requisiti acustici passivi "devono soddisfare il livello di 'prestazione superiore' riportato nell'Appendice A della UNI 11367", che "l'isolamento acustico tra ambienti di uso comune ed ambienti abitativi deve rispettare almeno i valori caratterizzati come 'prestazione buona' nell'Appendice B della UNI 11367" e che "gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento dei valori di tempo di riverbero e intelligibilità del parlato indicati nella norma UNI 11532"; il Ministero è pertanto delegato ad emanare provvedimenti in cui definire, tra gli altri, i descrittori acustici da tenere in considerazione nei bandi di gara e i relativi valori di riferimento per la progettazione esecutiva e il collaudo finale; tale dispositivo è ancora in vigore e di fatto rende formalmente applicabili i contenuti della norma UNI 11367 e della norma UNI 11532 allo specifico settore dell'edilizia scolastica, ovvero nel settore delle strutture pubbliche destinate alla permanenza delle persone; ad opera del già richiamato articolo 23 della legge n. 221 del 2015, ovvero del decreto legislativo n. 152 del 2006 integrato, norme di rango superiore rispetto al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 997, è stato previsto, per lo specifico ambito della progettazione esecutiva alla disciplina acustica dei requisiti delle strutture e relativo collaudo di rispondenza finale degli ambienti scolastici, ovvero nel settore delle strutture pubbliche destinate alla permanenza delle persone, sia per la loro ristrutturazione o costruzione, il ricorso a specifiche norme tecniche UNI e ai descrittori acustici individuati, si chiede di sapere: se debba essere considerato abrogato il citato decreto 5 dicembre 1997, recante "Determinazione dei requisiti acustici degli edifici", attualmente in vigore per le categorie edilizie citate; se la normativa tecnica da applicare debba essere quella di cui alla norma UNI 11367 e della norma UNI 11532, superando integralmente quanto disciplinato dal decreto 5 dicembre 1997 relativamente ai soli ambienti scolastici. Atto n. 4-04139 NISINI BERGESIO CENTINAIO VALLARDI DE VECCHIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la predazione di un gregge nei pressi di San Casciano dei Bagni (Siena), probabilmente compiuta da lupi, è soltanto l'ultimo di una serie di episodi che parlano di ingenti danni agli agricoltori e agli allevatori per attacchi ad opera di predatori e ungulati; la specie lupo ( Canis lupus ) è tutelata dalla normativa nazionale in virtù della legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" e, a livello comunitario, dalla direttiva 92/43/CEE (direttiva Habitat), recepita con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357; la direttiva, all'articolo 16, prevede che gli Stati membri possano richiedere una deroga per intervenire sulle popolazioni di animali selvatici in determinate circostanze, a condizione che sia mantenuto uno stato di conservazione soddisfacente di tali popolazioni; agricoltori e allevatori sono in stato di allarme, non riuscendo con le misure di vigilanza e protezione da loro adottate a contenere il fenomeno; per tale ragione chiedono un intervento da parte delle istituzioni;