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0 GENETICAMENTE MODIFICATE 1. Le Parti adottano tutto le misure appropriate per regolamentare l'introduzione volontaria o occidentale, nella natura, di specie non indigene o modificate geneticamente, e per vietare quella che potrebbero comportare effetti nocivi sugli ecostemi, sugli habitat o sulla specie nella zona d'applicazione del presento Protocollo. 2. Le Parti fanno ogni sforzo per attuare tutte le misure atte a sradicare specie già introdotte, qualora risulti, a seguito di valutazione scientifica, che tali specie provocano o sono suscettibili di provocare danni ad ecosistemi, habitat o specie nella zona d'applicazione del. presente Protocollo. PARTE IV DISPOSIZIONI COMUNI PER LE ZONE E LE SPECIE PROTETTE Articolo 14 EMENDAMENTI AGLI ANNESSI 2. Le procedure per gli emendamenti agli annessi al presente Protocollo sono quelle indicate all'articolo 17 della Convenzione. 2. Tutte le proposte di emendamento presentate alla riunione delle Parti contraenti dovranno essere state valutate in precedenza dalla. riunione dei Punti focali nazionali. Articolo 15 INVENTARI Ciascuna Parte fa inventari esaurienti: a) delle zone poste sotto la sua sovranità o giurisdizione che comprendono ecosistemi rari o fragili costituenti veri serbatoi di diversità biologica, e che sono importanti per le specie in pericolo o minacciate; b) specie animali o vegetali in pericolo o minacciate. Articolo 16 LINEE DIRETTIVE E CRITERI COMUNI Le Parti adottano: a) i criteri comuni enumerati in annesso per la scelta delle zone marine e costiere suscettibili di essere iscritte nella lista della ASPIM; b) criteri comuni relativi all'iscrizione di specie supplementari negli annesi; c) linee direttive per la creazione e la gestione delle zone protette. I criteri e le linee direttive cui ai capoversi b) e c) possono essere modificati da una riunione delle Parti, in base ad, una proposta presentata da una o più Parti. Articolo 17 STUDI D'IMPATTO SULL'AMBIENTE Durante le procedure che precedono l'adozione di decisioni su progetti industriali o altri progetti e attività che possono avere un impatto pregiudizievole significativo sulle zone e le specie protette ed i loro habitat, le Parti valutano e tengono conto di ogni eventuale impatto diretto o indiretto, immediato o a lungo termine, ivi compreso l'impatto cumulativo dei progetti e delle attività con- siderate Articolo 18 INTEGRAZIONE DELLE ATTIVITÀ TRADIZIONALI l. Nel definire le misure di protezione, *le Parti prendono in considerazione le tradizionali attività della popolazione locale a livello della sussistenza e della cultura. Ove necessario, esse possono concedere deroghe per rispettare talì esigenze. Tuttavia nessuna deroga concessa per tali ragioni potrà: a) pregiudicare il mantenimento degli ecosistemi protetti ai sensi del presente Protocollo n &amp; dei processi biologici che concorrono al mantenimento di tali ecosistemi; b) provocare l'estinzione o una diminuzione sostanziale del numero delle specie o popolazioni animali e vegetali, in particolare delle specie in pericolo, minacciate, migratorie o endemiche. 2. Le Parti che concedono deroghe alle misure di protezione informano al riguardo le Partì contraenti. Articolo 19 PUBBLICITÀ, INFORMAZIONE, SENSIBILIZZAZIONE ED ISTRUZIONE DEL PUBBLICO 1. Le Parti pubblicizzano come opportuno la creazione di zone protette; la loro delimitazione, la regolamentazione che ivi si applica, come pure la selezione delle specie protette, il loro Habitat e relativa regolamentazione. 2. Le Parti fanno ogni sforzo per informare il pubblico circa il valore e l'interesse. delle zone protette e delle specie protette e delle cognizioni scientifiche che ne derivano per quantò riguarda la preservazione della natura sia da altri punti di vista. Tale informazione dovrebbe trovare uno spazio appropriato nei programmi d'insegnamento. Le Parti si sforzano inoltre di fare in modo che il pubblico e le organizzazioni di protezione della natura partecipino alle misure appropriate necessarie per proteggere le zone e le specie interessate, ivi compreso agli studi d'impatto sull'ambiente. Articolo 20 RICERCA SCIENTIFICA TECNOLOGICA, ANCHE NEL SETTORE DELLA GESTIONE l. Le Parti incoraggiano ed intensificano la ricerca scientifica e tecnologica pertinente ai fini del presente Protocollo. Esse incoraggiano ed intensificano anche la ricerca mirante all'uso sostenibile delle zone ed alla gestione delle specie protette. 2. Le Parti si consultano come necessario reciprocamente, e con le organizzazioni internazionali interessate, per definire, pianificare e intraprendere ricerche scientifiche e tecnologiche nonché i programmi di sorveglianza necessari per l'individuazione ed il controllo delle zone e delle specie particolarmente protette e per valutare l'efficacia delle misure adottate per la realizzazione dei piani di gestione e di ripristino. 3. Le Parti si scambiano reciprocamente o per il tramite del Centro, informazioni scientifiche e tecnologiche per i loro programmi di ricerca e di sorveglianza in corso e previsti, nonché sui risultati ottenuti. Esse coordinano, per quanto possibile, i loro programmi di ricerca e di sorveglianza e si sforzano di definire in comune o normalizzare i loro metodi. 4 Le Parti danno priorità in materia di ricerca scientifica e tecnologica alle ASPIM ed alle specie che figurano negli annessi al presente Protocollo. Articolo 21 COOPERAZIONE RECIPROCA l. Le Parti stabiliscono programmi di cooperazione, direttamente o con. l'aiuto del Centro o delle organizzazioni internazionali interessate, per coordinare la creazione, la conservazione, la pianificazione e la gestione delle zone particolarmente protette, nonché la scelta, la gestione e la conservazione delle specie protette. Le caratteristiche delle zone e delle specie protette, l'esperienza acquisita ed i problemi constatati saranno oggetto di scambi d'informazione regolari. 2. Le Parti comunicano il prima possibile alle altre Parti, agli Stati suscettibili di essere danneggiati ed al Centro, ognì situazione suscettibile di mettere a repentaglio gli ecosistemi delle. zone particolarmente protette. o la sopravvivenza delle specie di fauna e di flora. Articolo 22 ASSISTENZA RECIPROCA l. Le Parti cooperano direttamente o con l'aiuto del Centro o delle Organizzazioni internazionali interessate all'elaborazione, al finanziamento ed alla realizzazione dei programmi di reciproca assistenza e di aiuto ai paesi in via di sviluppo che ne esprimono l'esigenza. ai fini dell'attuazione del presente Protocollo. 2. Tali programmi vertono in particolare sull'istruzione del pubblico nel settore dell'ambiente, sulla formazione di personale scientifico, tecnologico e amministrativo, sulla ricerca scientifica, l'acquisizione, l'utilizzazione, la progettazione ,la messa a punto di materiale appropriato, nonché sul trasferimento di tecnologie a condizioni vantaggiose da definire tra le Parti interessate. 3. Le Parti concedono la priorità, in materia di reciproca assistenza, alle ASPIM ed alle specie che figurano negli annessi al presente Protocollo. Articolo 23 RAPPORTI DELLE PARTI Le Parti presentano alle riunioni ordinarie delle Parti un rapporto sull'applicazione del presente Protocollo, in particolare per quanto concerne: a) lo statuto e le condizioni delle 'zone iscritte nella lista delle ASPIM;