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Art. 720. – (Revoca dell'amministrazione di sostegno) – Per la revoca dell'amministrazione di sostegno si osservano le norme stabilite per la pronuncia di essa. Coloro che avevano diritto di promuovere l'amministrazione di sostegno possono intervenire nel giudizio di revoca per opporsi alla domanda e possono altresì impugnare il provvedimento pronunciato nel giudizio di revoca, anche se non parteciparono al giudizio. Art. 720- bis – (Reclamo contro il decreto del giudice tutelare) – Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d'appello, a norma dell'articolo 739. Contro il decreto della corte d'appello pronunciato ai sensi del primo comma può essere proposto ricorso per cassazione ». 4 (Modifiche all'articolo 411 del codice civile) 1 All'articolo 411 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, dopo la parola « 353 » è inserita la seguente: « , 371 »; b il quarto comma è sostituito dal seguente: « Il giudice tutelare, nel provvedimento con il quale nomina l'amministratore di sostegno, o successivamente, può disporre, a carico del beneficiario, determinate limitazioni o impedimenti alla possibilità di compiere atti di natura personale o patrimoniale, avuto riguardo all'esclusivo interesse del beneficiario medesimo. Dette limitazioni o impedimenti devono avere carattere temporaneo, salva la possibilità di proroga motivata per il ricorrere di gravi motivi »; c dopo il quarto comma sono aggiunti i seguenti: « Nel caso di limitazione o impedimento ai sensi del precedente comma, il giudice tutelare può altresì autorizzare il beneficiario al compimento dell'atto con l'assistenza dell'amministratore di sostegno. In caso di dissenso tra amministratore di sostegno e beneficiario sugli atti da compiere, il giudice tutelare sente il beneficiario e svolge i necessari accertamenti al fine di verificare l'insufficiente o inadeguata consapevolezza critica del beneficiario rispetto alla propria condizione patologica. Con decreto motivato assume gli opportuni provvedimenti e, se il caso lo richiede, autorizza l'amministratore di sostegno al compimento dell'atto, superando il dissenso del beneficiario. Qualora si tratti di atti, accertamenti, terapie o interventi di natura o contenuto sanitario, il giudice adotta il provvedimento procedendo alle attività seguenti: 1) riconoscere e rispettare in generale i bisogni, le aspirazioni e i valori del beneficiario; 2) verificare se il rifiuto, totale o parziale, ovvero la revoca del consenso agli accertamenti diagnostici o ai trattamenti indicati per la patologia o a singoli passaggi del trattamento stesso non risulti in concreto espressione di appropriate capacità e volontà, da parte del beneficiario, in ordine alla salvaguardia del proprio equilibrio esistenziale, dovendosi in tal caso riconoscere alle stesse attenzione e tutela prevalenti; 3) procedere solo quando l'assenza di un determinato intervento rischi di pregiudicare gravemente la salute dell'interessato e minacci contestualmente il benessere dei suoi familiari, della parte dell'unione civile o del convivente; 4) evitare che risulti compromessa oltre lo stretto necessario, nella forma e nella sostanza, la libertà personale del beneficiario e motivare in modo esaustivo l'eventuale limitazione della libertà personale; 5) coinvolgere il beneficiario nella pianificazione e nell'aggiornamento dei piani terapeutici, di trattamento e di assistenza ». 5 (Modifiche al codice civile in materia di atti personalissimi) 1 All'articolo 102 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a il secondo comma è sostituito dal seguente: « Se uno degli sposi è soggetto ad amministrazione di sostegno, il diritto di fare opposizione compete anche all'amministratore di sostegno in presenza di divieto al matrimonio ai sensi dell'articolo 411, quarto comma »; b il quinto comma è sostituito dal seguente: « Il pubblico ministero deve sempre fare opposizione al matrimonio, se sa che vi osta un impedimento o il divieto stabilito ai sensi dell'articolo 411, quarto comma ». 2 L'articolo 119 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 119. – (Matrimonio in violazione di divieto stabilito dall'articolo 411) – Il matrimonio del beneficiario di amministrazione di sostegno in violazione del divieto stabilito dal giudice tutelare ai sensi dell'articolo 411, quarto comma, può essere impugnato dal beneficiario, dall'amministratore di sostegno, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano un legittimo interesse. L'azione non può essere proposta se, dopo la revoca del divieto indicato al precedente comma, vi è stata coabitazione per un anno ». 3 L'articolo 266 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 266. – (Impugnazione del riconoscimento per effetto di divieto del giudice tutelare) – Il riconoscimento può essere impugnato quando è effettuato dal beneficiario di amministrazione di sostegno in violazione del divieto stabilito dal giudice tutelare ai sensi dell'articolo 411, quarto comma, dall'amministratore di sostegno e, in seguito alla revoca dell'amministrazione di sostegno, dall'autore del riconoscimento, entro un anno dalla data della revoca ». 4 All'articolo 409 del codice civile, dopo il primo comma è inserito il seguente: « Egli conserva altresì la capacità di compiere i singoli atti di natura personale riguardo ai quali il giudice tutelare non abbia stabilito un impedimento con l'atto istitutivo dell'amministrazione di sostegno o successivamente, ai sensi dell'articolo 411, quarto comma ». 5 All'articolo 412 del codice civile, il secondo comma è sostituito dal seguente: « Possono essere parimenti annullati su istanza dell'amministratore di sostegno, del beneficiario, o dei suoi eredi ed aventi causa, gli atti compiuti personalmente dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o di quelle contenute nel decreto che istituisce l'amministrazione di sostegno o in successivo decreto del giudice tutelare ». 6 All'articolo 1442 del codice civile, il secondo comma è sostituito dal seguente: « Quando l'annullabilità dipende da vizio del consenso o da minore età o da un impedimento a contrarre stabilito dal giudice tutelare nei confronti del beneficiario dell'amministrazione di sostegno, la prescrizione decorre dal giorno in cui è cessata la violenza, è stato scoperto l'errore o il dolo, il minore ha raggiunto la maggiore età o è cessato l'impedimento a contrarre del beneficiario ». 6 (Modifiche al codice civile in materia di co-amministratore di sostegno, sulla presentazione del ricorso e sulla difesa tecnica) 1 All'articolo 405 del codice civile, il terzo comma è sostituito dal seguente: « Il giudice tutelare può nominare un co-amministratore di sostegno nell'interesse del beneficiario ». 2 All'articolo 406 del codice civile, il primo comma è sostituito dal seguente: « Il ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno può essere proposto personalmente dal beneficiando, anche se minore, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dalla parte dell'unione civile, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo e dal pubblico ministero ».