[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 434, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008), promossi dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con tre ordinanze del 30 maggio 2008 rispettivamente iscritte ai nn. 50, 51 e 52 del registro ordinanze 2009 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 9, prima serie speciale, dell’anno 2009. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 4 novembre 2009 il Giudice relatore Alessandro Criscuolo. Ritenuto che il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con tre ordinanze di identico tenore in data 30 maggio 2008 ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 434, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008), nella parte in cui «troverebbe applicazione anche per i professori per i quali sia stato già disposto con formale provvedimento amministrativo il collocamento fuori ruolo»; che la disposizione impugnata stabilisce che: a) il periodo di fuori ruolo dei professori universitari, precedente la quiescenza, è ridotto a due anni accademici a decorrere dal 1° gennaio 2008, pertanto coloro che alla data indicata sono in servizio come professori nel terzo anno accademico fuori ruolo sono posti in quiescenza al termine dell’anno accademico; b) il periodo è ridotto ad un anno accademico a decorrere dal 1° gennaio 2009, sicché coloro che alla medesima data sono in servizio come professori nel secondo anno accademico fuori ruolo, sono posti in quiescenza al termine dell’anno accademico; c) il detto periodo è abolito a decorrere dal 1° gennaio 2010 e coloro che, a tale data, sono in servizio come professori nel primo anno accademico fuori ruolo, sono posti in quiescenza al termine dell’anno accademico; che, come il giudice a quo riferisce, dinanzi al Tribunale amministrativo sono pendenti i giudizi per l’annullamento, previa misura cautelare, dei decreti rettorali dell’Università degli studi di Messina in data 13 marzo 2008, con i quali è stata disposta la cessazione anticipata dal servizio, a decorrere dal 1° novembre 2008, dei professori Girolamo Cotroneo, Agatino Santoro e Calapso Maria Teresa; che il rimettente riassume l’evoluzione della normativa in tema di collocamento fuori ruolo dei professori universitari, cominciando dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 26 ottobre 1947, n. 1251 (Disposizioni per il collocamento fuori ruolo dei professori universitari che hanno raggiunto i limiti di età), il quale stabiliva che i professori universitari, al compimento del 70° anno di età, assumevano la qualifica di professori fuori ruolo fino al completamento dell’anno accademico, durante il quale avrebbero compiuto i 75 anni di età; pone in evidenza che, tra i criteri direttivi della delega conferita al Governo con la legge 21 febbraio 1980, n. 28, sul riordino della docenza universitaria, era stato stabilito che il fuori ruolo decorresse dal compimento del 65° anno di età, mentre il pensionamento doveva avere luogo cinque anni dopo il collocamento fuori ruolo; che, però, in sede di esercizio della delega, con il d. P. R. 11 luglio 1980, n. 382, (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica), il Governo aveva disposto che la normativa già vigente venisse applicata ai professori in servizio alla data di entrata in vigore della legge del 21 agosto 1980, n.28 (Delega al Governo per il riordinamento della docenza universitaria e relativa fascia di formazione, e per la sperimentazione organizzativa e didattica) ed anche a quelli nominati in ruolo a seguito di concorsi già banditi alla medesima data; che il collocamento fuori ruolo per tali categorie di professori universitari diventava opzionale, a seguito della legge 7 agosto 1990, n. 239 (Disposizioni sul collocamento fuori ruolo dei professori universitari), la quale confermava però il collocamento a riposo al compimento del 70° anno di età, limite che poteva essere esteso di ulteriori due anni per effetto dell’art. 16 del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 (Norme per il riordinamento del sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici), a norma dell'articolo 3 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale), ed era stato poi ridotto da cinque a tre anni dalla legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), applicabile sia ai professori vincitori di concorsi banditi dopo l’entrata in vigore della legge n. 28 del 1980, sia ai beneficiari della disposizione transitoria di cui all’art. 110 del d. P.R. n. 382 del 1980, i quali, dopo il prolungamento dell’età a 72 anni, venivano posti in quiescenza al compimento del 75° anno di età; che la legge 4 novembre 2005, n. 230 (Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari), aveva stabilito l’abolizione del fuori ruolo prima della quiescenza ed il collocamento a riposo dei professori universitari al termine dell’anno accademico, durante il quale avessero compiuto il 70° anno di età, facendo però salvo lo stato giuridico ed il trattamento economico dei professori in servizio alla data di entrata in vigore della legge; che la legge finanziaria 2008, con il dettato dell’art. 2, comma 434, ha stabilito che il periodo di fuori ruolo dei professori universitari viene ridotto a due anni accademici, a far data dal 1° gennaio 2008; ad un anno accademico, a decorrere dal 1° gennaio 2009, fino alla completa eliminazione dell’istituto del collocamento fuori ruolo prima della quiescenza, a far data dal 1° gennaio 2010; che, in punto di rilevanza della questione, ad avviso del rimettente la richiamata normativa è applicabile anche ai professori per i quali, come i ricorrenti, sia stato disposto, con formale provvedimento amministrativo, il collocamento fuori ruolo alla fine dell’anno accademico durante il quale si raggiungono i 72 anni di età, ed il collocamento in quiescenza alla fine dell’anno accademico nel quale si raggiungono i 75 anni di età; che, sotto il profilo della non manifesta infondatezza, il giudice a quo rileva come la disposizione possa essere in contrasto con i principi di ragionevolezza, di imparzialità e di buon andamento dell’amministrazione, sanciti dagli art. 3 e 97 della Costituzione;