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Abbiamo cominciato con una farsa - non ho altre parole - che è iniziata in Commissione ed è proseguita per vari giorni, con continui rimandi, non tanto per problemi tecnici, quanto perché la maggioranza non riusciva a mettersi d'accordo per quanto riguardava gli emendamenti presentati. Ciò era abbastanza evidente, dato il numero degli emendamenti presentati al reddito di cittadinanza da parte della Lega e gli emendamenti su quota 100 da parte del MoVimento 5 Stelle. Quando finalmente, dopo una riunione a Palazzo Chigi, siamo riusciti a tornare in Commissione e a iniziare la discussione, ma soprattutto a illustrare gli emendamenti, essendo il provvedimento partito da questo ramo del Parlamento, pensavamo che ci si potesse lavorare; pensavamo soprattutto di poter dare il nostro contributo. In realtà, in pochissimo tempo abbiamo invece capito, perché ci è stato spiegato, che tutto sarebbe stato rivisto e corretto alla Camera, perché erano ancora in corso trattative all'interno della maggioranza e al tavolo con le Regioni. È stato quindi impossibile contribuire. Abbiamo guardato con fiducia i lavori svolti alla Camera ma alla fine abbiamo dovuto constatare, per l'ennesima volta, l'ulteriore presa in giro. Vi avevamo con forza sottolineato la situazione delle persone disabili, che da questo provvedimento praticamente erano state ignorate; avete detto che ve ne sareste fatti carico alla Camera, che avreste fatto le correzioni dovute, invece avete solo cambiato la scala di equivalenza solo dello 0,1 per cento. Credo che avreste fatto meglio a lasciarla come era, perché è un insulto ulteriore nei confronti delle persone disabili, per non parlare, poi, delle famiglie numerose. So che dà particolarmente fastidio al Movimento 5 Stelle, ma di fatto questo è un provvedimento assistenziale a fini elettoralistici, che non mira ad altro se non ad arrivare alla data del 26 maggio delle elezioni europee potendo dire che avete inviato la card con cui incassare i denari. L'errore iniziale che è stato commesso è stato voler riunire in un provvedimento le politiche attive del lavoro e gli interventi sociali: sono due interventi completamente diversi, che non possono stare insieme. Soprattutto, non avete mai voluto chiarire - e non lo avete chiarito all'interno del provvedimento - quale sarà il percorso che distribuirà i diversi carichi sul Comune o sui centri per l'impiego. In realtà, il provvedimento oggi in esame non chiarisce nulla che verrà lasciato ad una interpretazione sul territorio. Già oggi ci sono persone che si rivolgono ai CAF e che chiedono, nel caso dovessero rifiutare il lavoro a causa di un chilometraggio troppo alto, se dovranno restituire i soldi che nel frattempo avranno preso. Nella zona del padovano la CGIL dice che li dovranno restituire, mentre la CISL dice di no; questo in base a una circolare che è stata inviata dall'INPS, che evidentemente non ha chiarito assolutamente nulla. Ma la cosa scandalosa è che si dà un carico agli enti locali in maniera folle e che all'interno del decreto-legge si stabilisce che ciò avviene senza oneri per lo Stato. Ma come pensate che i Comuni possono reggere all'ondata che ci sarà? Ve l'ho detto anche nella fase della prima lettura: la presa in carico è una cosa importante che viene fatta dai servizi sociali, e spesso e volentieri non si riduce alla singola persona, ma è una presa in carico anche del nucleo familiare. Non avete poi dato disposizioni per quanto riguarda l'aumento del personale che dovrà occuparsi di queste cose. Avete negato qualsiasi tipo di modifica per gli incentivi alle aziende che andranno ad assumere le persone con reddito di cittadinanza, creando tra l'altro una contraddizione, perché l'azienda che dovesse assumere una persona che prende il reddito di cittadinanza probabilmente selezionerà quelli che il reddito di cittadinanza hanno appena iniziato a prenderlo, perché quelli che sono quasi alla fine daranno un contributo all'azienda praticamente pari a zero. Questo creerà una discriminazione tra le persone. Vi avevamo anche detto che dei navigator forse sarebbe stato meglio parlare con le Regioni visto che è di loro competenza, ma avete bocciato tutti gli emendamenti, per poi ritrovarvi al tavolo delle Regioni a diminuire il numero dei navigator e affidarvi a loro per quanto riguarda il reclutamento dei suddetti. Inoltre, non si capisce ancora - può darsi che io abbia un po' la testa dura - come l'ANPAL assumerà. Vi avevamo presentato un emendamento che chiedeva il rispetto dei principi di massima trasparenza, pubblicità, imparzialità e pari opportunità per quanto riguarda i criteri di assunzione: bocciato, perché forse la trasparenza in questo periodo al MoVimento 5 Stelle poco interessa. Vi avevamo anche chiesto di poter dare la possibilità di utilizzare il contante, nell'ambito della disponibilità delle carte, anche in un periodo non ristretto all'arco temporale di un mese. Infatti, se delle persone vengono fuori da un periodo di difficoltà credo che una loro educazione alla spesa non possa essere fatta costringendoli a spendere tutto nell'arco di un mese. Mi sembrava una cosa sensata e che potesse agevolare queste persone nell'utilizzo di questo denaro e soprattutto nello spenderlo bene. Abbiamo poi cercato più volte di dirvi anche che dovevano essere incrementati i contributi per chi decidesse di intraprendere la strada dell'autoimpresa, perché crediamo che anche quella possa essere un incentivo soprattutto per quanto riguarda i giovani. Ma avete bocciato anche questa proposta. Il collega Balboni questa mattina ha anche ricordato più volte che con questo provvedimento probabilmente si darà il via libera al reddito di cittadinanza per i delinquenti. Mi preme inoltre sottolineare particolarmente che questa mattina, durante la discussione generale, ho sentito parlare di poveri quasi con voce clericale. Io vi dico: non strumentalizzate i poveri (Applausi dal Gruppo FdI) , perché tutti noi qui dentro - credo tutti, nessuno escluso - abbiamo a cuore la situazione dei poveri. Abbiamo sicuramente una visione diversa di come affrontare il problema, quindi vi piacerebbe che Papa Francesco venisse citato anche quando ricorda, ad esempio, che la famiglia naturale è fondata su un uomo e su una donna. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). Altrimenti, lasciate stare Papa Francesco e andiamo sui contenuti di questa legge che, ripeto, ci porterà in una situazione di totale confusione. Sapete che in alcuni Comuni ognuno degli assistenti sociali ha più di ottanta tutele di minori da seguire? E noi aggiungiamo loro del carico lavorativo senza poi dare la possibilità di riorganizzare e di incrementare gli uffici. Io continuo a sottolineare questo aspetto, perché rischieremo davvero un collasso del sistema. Ripeto, secondo me voi in un Comune o in un ente locale non ci siete neanche mai entrati. Forse ci sarete andati per fare un certificato di residenza, ma non so se qualcuno di chi è seduto qui del MoVimento 5 Stelle abbia mai fatto l'amministratore locale, abbia amministrato la cosa pubblica e si renda conto della complessità organizzativa di questo provvedimento. Mi riferisco anche ai progetti di utilità, che devono comunque rispettare le capacità e le conoscenze delle persone che li andranno a realizzare, non rendendosi conto che si tratta di un'ulteriore complicazione che non porterà da nessuna parte.