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Se siamo consapevoli del senso del voto che stiamo per dare, questo ci impegna a essere politicamente seri e, allora, possiamo dire che questo voto di modifica costituzionale è un impegno che noi tutti in questo Parlamento ci assumiamo e che consegniamo a chi ci dovrà e ci saprà giudicare. Il voto del Gruppo per le Autonomie sarà favorevole. (Applausi) . TOTARO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOTARO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatori, Fratelli d'Italia dal percorso iniziato alla Camera è convinta che questa sia una riforma giusta a metà. Da sempre parliamo di questa legge. La destra lo fa non da oggi, ma da quando Giorgia Meloni, allora Ministro della gioventù, fu la prima a portare all'attenzione dell'Aula la necessità del coinvolgimento dei giovani nella vita politica, con l'abbassamento - in quella proposta di legge si parlava di equiparazione - dell'età per votare ed essere votati. Fratelli d'Italia, però, non si è mai sottratta alle sfide delle riforme costituzionali, seppure in questa versione puntuale mantenendo - noi sì - quella visione organica che è propria culturalmente della destra. Sul tema delle riforme costituzionali, ad esempio, in questa legislatura siamo stati determinanti e siamo sempre stati componente necessaria all'approvazione della riforma che ha portato alla riduzione dei parlamentari, ed è bene ricordare che anche dall'opposizione abbiamo votato per il taglio dei parlamentari che senza il nostro voto non si sarebbe realizzato. Allo stesso modo, vogliamo essere decisivi e determinanti anche su questa riforma, così come sulle tante altre sfide di modernizzazione del nostro impianto ordinamentale. Ciò non ci impedisce di rilevare con rammarico che avremmo voluto che vi fosse quell'equiparazione che abbiamo provato a inserire tanto alla Camera quanto al Senato con emendamenti puntuali per affermare che il principio che, se puoi votare, alla stessa età puoi anche essere votato; se hai la capacità di scegliere chi ti rappresenta, puoi essere anche tu quello che rappresenta gli interessi diffusi e il futuro della nazione, dando così voce e protagonismo ai giovani. Su questo credo che non accettiamo lezioni da nessuno perché la destra è sempre stata nella storia avanguardia in questo senso. Certo, siamo consapevoli che quella dei giovani è una categoria che sembra inspiegabilmente esclusa dalla vita politica parlamentare, tanto alla Camera, quanto al Senato. È una categoria esclusa soltanto in Italia perché, invece, nel resto dell'Europa i diciottenni partecipano direttamente alla rappresentatività parlamentare. È così in Danimarca, Finlandia, Germania, Olanda e in altri Paesi europei. Se vogliamo però che i giovani rappresentino in questo Parlamento anche quel pezzo di società nazionale e quindi il futuro, la speranza e l'ambizione della nostra Nazione, non basta questa piccola riforma, se non possono essere loro stessi a rappresentare quello spaccato di società. Non pensate che in questo momento, se in Aula ci fossero ragazzi di diciotto o diciannove anni, sarebbero stati in grado di rappresentare il disagio, le ambizioni e le preoccupazioni dei propri coetanei? Elementi di cui spesso, proprio in questa Aula, anche in provvedimenti recenti non si è tenuto conto. Alla luce soprattutto di un'epidemia, così devastante ed impattante proprio sui giovani, è evidente che oggi i media e i social media accelerano i processi di comunicazione, di informazione e di formazione delle coscienze e quindi anche il coinvolgimento dei più giovani nella vita politica si concretizza meglio rispetto a quelli che probabilmente erano gli intendimenti ai tempi della scrittura della Costituzione. Rimane però un vulnus rispetto alla possibilità, come abbiamo detto, di scegliere rispetto al proprio destino. Sono tanti i temi e i provvedimenti varati i cui effetti si sono scaricati proprio sui giovani. Pensiamo, ad esempio, alla riforma delle pensioni avvenuta qualche tempo fa. Scelte ricadute sulle future generazioni senza che queste generazioni abbiano potuto dire la propria su quelle scelte che si trovano a pagare. Oppure, per fare un riferimento recente, ricordo gli importanti scostamenti di bilancio che abbiamo votato in Assemblea per rispondere alle esigenze della pandemia. Sono ipoteche sul futuro delle giovani generazioni di cui non si è tenuto conto e che forse avrebbero potuto dire la propria qualora tali risorse fossero state utilizzate per le infrastrutture e per lo sviluppo economico, anziché sprecate per navigator , cashback o per il reddito di cittadinanza. Avevamo fatto questo appello anche nell' iter parlamentare, ma va registrato che, proprio qui in Senato, la politica della maggioranza di allora si è arenata e si è tirata indietro su quello che il Senato aveva fatto, con l'equiparazione anche dell'elettorato passivo. Fratelli d'Italia voterà a favore della riforma al nostro esame perché non ci siamo mai tirati indietro nelle sfide di rinnovamento a cui abbiamo sempre approcciato con una visione organica. Questo significa che non si può prescindere da un presupposto fondamentale che va introdotto nella Costituzione accanto alla riduzione del numero dei parlamentari e alla maggior partecipazione dei giovani: l'elezione diretta del capo dello Stato. Ciò per rimuovere tutte quelle barriere che il nostro ordinamento ha alla piena partecipazione dei cittadini alla vita politica, che per noi significa rispetto del voto dei cittadini, che non è un assegno in bianco con cui i partiti possono fare quello che vogliono o quello che gli conviene in quel dato momento storico. Tutto ciò nella logica della difesa delle Istituzioni e di un impegno al rinnovamento delle stesse, guidati, come siamo sempre, solo da un unico interesse, quello nazionale e quello degli italiani. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, oggi è una bella giornata. Vedo il Ministro dei rapporti con il Parlamento, che ha anche la delega alle riforme, e mai, come in questo giorno, la sua presenza è davvero coerente con il percorso che è stato fatto. Dovremmo infatti anche ricordare che il provvedimento di cui stiamo discutendo è un'iniziativa parlamentare, un'iniziativa di riforma che è nata nelle Aule di Camera e Senato, che ha messo insieme diverse proposte di legge sull'argomento e che è nata davvero da un confronto. L'operazione è partita alla Camera in Commissione affari costituzionali; mi piace ricordarlo perché c'è stato proprio un gioco di scambio e di continuo approfondimento tra i membri delle due Commissioni di Camera e Senato per provare ad arrivare a dare una risposta che raccogliesse le esigenze che i parlamentari stavano portando sul campo rispetto a questo aspetto che vede la possibilità di dare un diritto a 4 milioni di cittadini italiani. Oggi questo percorso lo concludiamo, anche se poi ci vorranno altri tre mesi per fare in modo che la legge entri in vigore. Parliamo di cittadini che prima avevano solo una parte di tale diritto. Non andiamo infatti a consegnare semplicemente un'ulteriore scheda elettorale, ma diciamo una cosa molto chiara: pareggiamo, dicendo a tutti quei ragazzi compresi in ben sette fasce di età, dai diciotto ai venticinque anni, che la politica ha bisogno di loro e ha bisogno della loro capacità di scegliere.