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si scatenò un'indagine penale perché si voleva ricercare se Fly Flot fosse una compagnia aerea e volevano ricercare le quote azionarie di questa compagnia aerea ad opera di un cittadino inerme, incapace di conoscere azioni e quote azionarie, semplicemente venditore di ciabatte; il tutto perché c'era una letterina che comunicava «Finalmente potrete mettere le ali a tutti gli abruzzesi». L'accertamento della verità si scatenò con i mitra. Quella persona morì di infarto, perché tanto e tale fu lo spavento che nei fatti si impedì non solo l'accertamento della verità, ma anche la sua vita. Se vi fosse stato l'accertamento, quello che io chiamo a consistenza di memoria remota, si sarebbe visto come si facevano le domande, la volontà induttiva affinché ci fosse quella e solo quella risposta. Ritengo quindi davvero questa una risposta allo stimolo delle sezioni unite della Cassazione, che ha riletto con attenzione l'articolo 270 del codice di procedura penale, facendo in modo che il travasamento di un patrimonio conoscitivo derivante da un procedimento penale venga messo a disposizione dell'accertamento della verità in ordine a un altro procedimento penale, magari verificando la consistenza della pena edittale che sta alla base, facendo in modo che vi sia la verifica delle condizioni di fondamentalità e gravità. Ma noi non possiamo fermarci davanti allo stimolo che ci è arrivato dalla Cassazione a sezioni unite e rinunciare alla funzione del legislatore. In quel caso, infatti, noi abbiamo assistito a una funzione suppletiva, a un ausilio di interpretazione di quella norma che era datata. Ma io rivendico, da decisore trentennale, che sia facilitata la vita anche di coloro i quali decidono, di coloro i quali intraprendono, di coloro i quali articolano anche vitalità. Non è possibile che il tutto si affidi allo spirito della persona. Analogamente, mi piacerebbe che si attivasse una riflessione in Assemblea in ordine al troppo sacrificato articolo 358 del codice di procedura penale; è quell'articolo che fa sì - ad esempio - che il pubblico ministero si attivi per ricercare anche le prove a favore dell'indagato. E se ci fosse dotazione tecnologica in tutti questi momenti? Se ci fosse qualcosa che mette sul tavolo, nel dettaglio, esattamente ciò che accade in quel momento della vita di quel decisore, portatore di interesse, non ritenete voi che si determini davvero la garanzia per quei momenti di quella delicata vicenda di vita? Queste sono le ragioni che mi hanno imposto, anche sul piano della coscienza, di parlare, di intervenire. Troppe volte si verifica che nell'incontro tra polizia giudiziaria e autorità giudiziaria si attivi uno spirito di antagonismo sportivo, magari anche con la triangolazione della stampa. Allora disporre di questa certezza conoscitiva, disporre anche della garanzia che ciò che è inutile non venga disperso, messo all'interno di questi meccanismi perversi che poi distruggono la persona e la personalità, mi fa dire che si fa un passo avanti sul piano della cultura delle garanzie. Per queste ragioni ritengo che il Parlamento faccia bene. Ritengo che abbiamo fatto bene anche ad andare a fondo, a entrare nei particolari, a non trattarla come una pratica burocratica. È per questo che personalmente intervengo e anticipo, per la parte che mi riguarda anche sul piano della coscienza, che mi sento motivato a sostenere questa iniziativa parlamentare. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Ostellari. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, mi riferirò in questo mio intervento al ministro Bonafede, anche se è assente. Mi scuso fin da subito se in alcune parti del mio intervento sembrerò ripetermi ma - vedete - io non ripeto me stesso, è il Ministro a ripetere, con i suoi metodi e le sue scelte, sempre gli stessi errori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo fa per la fretta? Lo fa per testardaggine? Lo fa per compiacere qualcuno? Chi può dirlo. Fatto sta che a me le sue motivazioni personali non interessano. A me e - ne sono certo - a gran parte dei componenti di quest'Aula non interessano gli applausi e non interessa avere ragione. Interessa piuttosto la tutela dei diritti dei cittadini italiani, interessa che il Paese migliori, interessa che la giustizia funzioni per dare più credibilità e più libertà al Paese. Vede, caro Ministro che non c'è ma magari ci sta ascoltando, io avrò pure le mie idee - certo - magari idee semplici, ma che si arricchiscono grazie al confronto con le idee degli altri, con le idee delle associazioni, dei colleghi avvocati, dei magistrati, degli accademici; idee che sono più forti se diventano condivise. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ministro, voi del Governo e della maggioranza, non volete ascoltarle? Perché vuole privare il Paese del contributo di chi ogni giorno, nel bene e nel male, vive le aule dei nostri tribunali? Cambiare opinione non è indice di debolezza, è segno di intelligenza, di coraggio, di onestà; la stessa onestà di cui parlava fino a pochi mesi fa, fino a prima della sua definitiva trasformazione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sì, Ministro, lei è cambiato e oggi mi ricorda un personaggio della mitologia greca. Il ministro Bonafede si è trasformato nel ministro Sisifo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , quel Sisifo che trascorreva i giorni spingendo una pietra a costo di immani fatiche sulla cima della montagna per poi farla ricadere a valle e ricominciare di nuovo, giorno dopo giorno, inutilmente. Era pure simpatico. Ma non basta la simpatia. Contano le azioni. E oggi, nella versione di Ministro, Bonafede va avanti contro tutti e contro tutto, per imporre leggi sbagliate, che non vuole nessuno e che, alla prova dei fatti, si dimostrano fallimentari. (Applausi del Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ministro "Sisifo", l'avevamo avvertita che la retroattività dello spazzacorrotti non avrebbe mai potuto superare il vaglio della Consulta? Certo che l'avevamo avvertita. Ma lei non ci ha è ascoltato. E com'è finita? La Consulta ha annullato la retroattività della norma. (Applausi del Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ministro, l'avevamo avvertita che l'abolizione della prescrizione sarebbe stata una bomba sui processi? Certo che l'avevamo avvertita. Anche in questo caso, lei non ha ascoltato né noi, né gli avvocati, né gran parte dei magistrati e nemmeno tutte le componenti della sua maggioranza, tanto da far ballare il Governo e rischiare pure la sfiducia. Ministro, non si è ancora stancato di vedere rotolare a valle la pietra che, ostinatamente, cerca di spingere sulla cima della montagna? (Applausi del Gruppo L-SP-PSd'Az). Non ascolti me. Non ascolti nemmeno la Lega. Non ascolti nemmeno gli avvocati, che, peraltro, lei aveva apostrofato come azzeccagarbugli. Ascolti chi si occupa di intercettazioni. Ascolti, soprattutto, i procuratori della Repubblica, signor Ministro. E ritiri, ritirate, questo provvedimento.