[resaula]

l'ultimo dei casi di cronaca nazionale riporta l'episodio avvenuto ad un incauto automobilista di Reggio Emilia, il quale (navigando nel web alla ricerca di soluzioni iper convenienti) è stato vittima di un truffatore della provincia di Caserta (un ventunenne, abile nell'allestire un accattivante sito internet ), a seguito di un acquisto on line di una polizza RC auto (inclusa la copertura per l'assistenza stradale) avvenuto con bonifico effettuato anticipatamente; la vittima, dopo aver contattato inutilmente la società assicurativa rivelatasi inesistente, avendo verificato la posizione della propria copertura assicurativa, ha riscontrato in seguito che la targa del suo veicolo non risultava fra quelle in regola, provvedendo successivamente ad una denuncia ai Carabinieri; l'interrogante evidenzia, inoltre, che, qualche giorno prima l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) aveva reso noto che era stata segnalata la promozione di polizze RC auto (anche aventi durata temporanea) per il tramite dell'ennesimo sito internet fantasma denominato "prontopolizza", che riporta i dati identificativi di un intermediario regolarmente iscritto nel registro unico degli intermediari (RUI), il quale tuttavia ha dichiarato la propria totale estraneità alle attività svolte tramite il sito medesimo; a seguito delle verifiche espletate, l'Ivass ha accertato che l'attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso tale sito risultava irregolare e, conseguentemente, ha chiesto l'oscuramento alle autorità competenti; l'interrogante a tal fine rileva come il numero dei siti internet fantasma che vendono polizze assicurative, identificate dall'Ivass in un solo anno, risultino pari a circa 100 unità, per un giro d'affari di svariati milioni di euro, potenzialmente in grado di provocare enormi danni economici al mercato ed ai singoli consumatori; appare, pertanto, evidente, a parere dell'interrogante, come le autorità preposte non siano attualmente in grado di arrestare il fenomeno, che anzi ha subito un'ulteriore accelerazione negli ultimi mesi, come riportato dalla stampa specializzata, e a tal fine occorrono conseguentemente misure idonee volte a reprimere tale condotta illecita che da tempo provoca danni e distorsioni al mercato delle assicurazioni, si chiede di sapere quali provvedimenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare che le società assicurative fittizie possano proseguire attività di vendita illecite e se al riguardo non ritenga opportuno introdurre misure di tipo normativo, finalizzate a porre il divieto di distribuzione assicurativa sul web per arginare il fenomeno della vendita-truffa di polizze assicurative on line . Atto n. 4-01119 DE BERTOLDI Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'articolo pubblicato lo scorso 28 dicembre 2018 sul sito "oasisana", dal titolo "I segreti del 5G, tra spionaggio e controllo militare delle masse: Di Maio ci ha venduti ai cinesi (del Partito Comunista)", rileva una serie di articolate osservazioni relative ad una guerra di spionaggio industriale internazionale in corso, in cui la posta in palio per la post globalizzazione sarebbe il destino mondiale nel settore del wireless di quinta generazione; l'articolo evidenzia come intervengano oltre ad investimenti miliardari (che coinvolgono la salute pubblica minacciata da una nuova invasione di inesplorate microonde millimetriche) anche servizi segreti, lobby del datismo e cyberspionaggio nell'infrastruttura digitale, a dispetto degli accordi in corso con la Cina, in relazione alla "via della seta", per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle aziende italiane; in realtà, secondo l'articolo, l'anomalia occidentale è rappresentata proprio dall'Italia, e in particolare dal ministro Di Maio, deciso a fare del 5G italiano la testa d'ariete cinese in Europa, laddove Huawei viene invece ostacolata in Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia; quanto sopra era già stato chiaro nel mese di settembre 2018 quando, appena insediato, il Ministro aveva partecipato all'incontro con i principali rappresentanti del colosso industriale; in tale occasione, il rappresentante della Hauwei dichiarò: "Abbiamo rapporti molto costruttivi con il governo italiano, siamo felici che abbia accettato il nostro invito a parlare di rivoluzione 5G, infrastrutture, è fondamentale interloquire con le pubbliche amministrazioni"; nel mese di novembre lo stesso Ministro era stato a Shanghai per il "China international import expo", incontrando il presidente cinese Xi Jinping, segretario generale del Partito comunista cinese, ma avrebbe secondo l'articolo riscosso i dubbi del senatore Esposito, già vice presidente del Copasir (Comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti per la sicurezza della Repubblica), secondo cui "non viene ancora posta la giusta importanza sul ruolo dell'infrastruttura. Chi controlla le reti controlla tutte le informazioni, anche h24"; il nodo, quindi, sarebbe proprio lo spionaggio industriale, ovvero il controllo di una quantità impressionante di dati che, con Zte e Huawei, finirebbero nelle mani dei cinesi: nonostante la smentita di circostanza di Zte Italia, con l'apertura del tecnopolo d'Abruzzo a L'Aquila è indubbio tuttavia come l'azienda (oggetto di restrizioni in molti Paesi occidentali) annunci investimenti da 500 milioni di euro in Italia solo nei prossimi 5 anni; a giudizio dell'interrogante, il contenuto dell'articolo richiamato rileva una serie di dubbi e ambiguità che, se confermati, prefigurerebbero uno scenario inquietante, per il nostro Paese, sotto il profilo sia economico che industriale, e anche dal punto di vista di intelligence e militare; la necessità di chiarire eventuali connessioni tra le concessioni governative legate al wireless di quinta generazione e investimenti miliardari in relazione all'insediamento di stabilimenti in Italia di industrie informatiche e di comunicazione quali Zte e Huawei e la mancanza di adeguati studi ambientali e sanitari sui rischi derivanti da tale nuova tecnologia risultano problematiche da approfondire urgentemente, al fine di definire realmente quale sia il ruolo del nostro Governo su tale vicenda, oltre che nell'ambito delle relazioni esistenti fra il nostro Paese e la Cina, si chiede di sapere: quali osservazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle proprie competenze, con riferimento a quanto esposto; se intendano confermare il contenuto dell'articolo richiamato e quale sia la posizione del Governo italiano in merito alla vicenda; se infine il Governo sia a conoscenza dei livelli di rischi ambientali e per la salute della comunità nazionale derivanti dalla diffusione della tecnologia 5G nel nostro Paese. Atto n. 4-01120 BERNINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a mezzo stampa si apprende del sequestro e della chiusura, richiesti dal procuratore di Arezzo, del tratto di strada E45 all'altezza del viadotto Puleto, al confine tra la Romagna e la Toscana. Tali azioni sono state motivate da un rischio di collassamento, quale esito delle indagini e dei controlli avviati a seguito del crollo, l'11 febbraio 2018, di una piazzola;