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Non solo un'Assemblea di politici eletti a una funzione legislativa, ma uomini e donne, scelti da altri uomini e donne del nostro amato Paese, che hanno il dovere di intervenire con tempestività ed impegno per dare le risposte che i cittadini si aspettano da troppo tempo, per il bene comune. Ed è questo ciò che il Governo sta facendo, anche con questo decreto-legge, più che mai urgente nel suo significato letterale, grazie a misure indispensabili per la regolare conclusione di un anno scolastico fra i più difficili dal dopoguerra, forse il più difficile. Pensiamo per un attimo a com'è stata formata e reclutata la classe docente negli ultimi vent'anni, fra maxiconcorsi, corsi abilitanti, scuole di specializzazione e l'inserimento in blocco di docenti non abilitati. Ciò che è mancato alla scuola italiana, non solo secondo me, ma secondo tanti, è un iter condiviso per un'adeguata formazione all'insegnamento e per sostenere la difesa dell'istruzione senza se e senza ma. La scuola dei nostri figli non può essere e non sarà mai un ammortizzatore sociale. Non possiamo parlare della professione dell'insegnamento come se fosse un posto di lavoro come tutti gli altri. No. Quando parliamo di reclutamento e di formazione degli insegnanti dobbiamo stare molto, ma molto più attenti, tutti quanti. La responsabilità della formazione dei nostri figli dovrebbe farci sobbalzare dalla sedia per la gravità dell'impegno che ciò comporta. Questo, troppe volte, non è accaduto in passato. Adesso il Governo si è impegnato molto su questo fronte. Vogliamo combattere il precariato, sì, ma vogliamo farlo attraverso modalità di assunzione che garantiscano l'accesso all'insegnamento per merito. Disse Einstein: «È l'arte suprema dell'insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza». Cito anche io Calamandrei, come qualcuno della Lega ha fatto poc'anzi, ma richiamando un'altra frase, per me più bella e più edificante. Egli diceva che la scuola è un organo costituzionale, «un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo», al pari del Parlamento, della Presidenza della Repubblica, della magistratura. (Applausi). Insegnare agli allievi delle nostre scuole la differenza fra leggere e studiare, fra sapere e saper fare, come indicato dal nostro caro Enrico Fermi. I nostri ragazzi hanno bisogno di acquisire un metodo per imparare ad imparare, e noi abbiamo bisogno di una scuola che torni a essere il motore di quell'ascensore sociale che possa permettere loro il riscatto della vita (Applausi) , come, del resto, è già stato negli anni della ricostruzione, nel dopoguerra. Abbiamo bisogno di sostenere la socialità e la maturazione dei nostri ragazzi; abbiamo bisogno di una scuola che non si adegui alle mode del momento, ma che detti le regole senza subirle, recuperando il profondo significato dell'insegnamento. Abbiamo bisogno di una scuola che sia consapevole del ruolo fondamentale degli insegnanti adeguatamente formati. La scuola come organo centrale, appunto, della democrazia, perché funzionale alla formazione della sua classe dirigente, come dettato dalla Carta agli articoli 33 e 34. A noi, onorevoli colleghi di maggioranza e di opposizione, toccherà fare in modo che ciò si realizzi. Tutto il Parlamento dovrà prenderne atto in futuro: un cambiamento culturale, prima che politico. Sappiamo come si fa: la politica si occupi di questo. Io ci metto la mia volontà ; basta volerlo veramente. (Applausi). Fossimo stati ancora di più, immagino che avrei ricevuto più applausi! Dobbiamo andare nella direzione della scuola selettiva e inclusiva, e le due cose, cari colleghi, non sono in contraddizione. Una scuola rigorosa è certamente selettiva, ma non è certamente classista. La scuola è questione centrale, lo dovrà essere per questo Governo, per il Parlamento e per i Governi futuri. Lo dovrà essere per l'intero Paese, sempre. E quando dico questo penso ai programmi, alla didattica, al metodo, non solo all'organizzazione scolastica. Con l'inaccettabile guerra fratricida tra enti, tra Governo e Regioni, tra Regioni e sindaci, che in questi giorni abbiamo vissuto tutti, il Paese non uscirà certamente prima da questa emergenza. Ne usciremo bene tutti se rimarremo uniti con quell'unità di intenti che farà di noi politici veri statisti. Diversamente, ognuno con la propria bandiera, ognuno con la propria piccola battaglia personale e i propri distinguo, rischiamo tutti di sprofondare miseramente. Per questo, Presidente, difendiamo tutti, con autentica convinzione, le azioni a difesa della scuola. Per questo, onorevoli colleghi, uomini e donne che rappresentate qui, in questo ramo del Parlamento, il popolo italiano in questa grave ora, è necessario sostenere gli sforzi che il Governo, e direi il Paese intero, sta facendo in nome dell'interesse della scuola che ci accomuna tutti, consapevoli, come siamo, che per salvare la Nazione di cui tutti noi siamo rappresentanti - e direi servitori - ci sia bisogno dello sforzo e dell'esempio di tutti. I latini su questo ci ammonivano: verba docent, exempla trahunt. Il grandissimo fisico, premio Nobel per la fisica, e straordinario didatta Richard Feynman, ebbe a dire che l'insegnamento migliore è quello che si realizza nel rapporto diretto fra un buono studente e un ottimo insegnante, quella felice situazione in cui lo studente discute le idee, riflette sulle cose e ne parla. Ecco, dovremmo fare in modo che tutto questo accada nelle nostre scuole, sempre, fra docenti e discenti: discutere le idee, riflettere sulle cose e parlarne insieme. Credo che i nostri figli ce ne saranno grati. Grazie a tutti voi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Rinvio il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 28 maggio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 28 maggio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,50) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo sui locali del Segretariato permanente situati in Italia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 e a Roma il 9 febbraio 2019 (1492) ARTICOLI DA 1 A 5 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1.