[pronunce]

Molise n. 2 del 2011. La difesa dello Stato sostiene che quest'ultima disposizione, se intesa nel senso che essa reiteri la disciplina contenuta nell'originario comma 1 dell'art. 19 della legge reg. Molise n. 3 del 2010, vìoli l'art. 117, terzo comma, Cost. (che attribuisce allo Stato la competenza legislativa concorrente in materia di coordinamento della finanza pubblica), sia perché contrasta con l'art. 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2010), che non contiene alcuna autorizzazione alla proroga dei contratti di lavoro precario, sia perché, precostituendo vincoli alla futura adozione dei programmi finalizzati al rientro della spesa sanitaria, ne pregiudica la coerenza con gli obiettivi finanziari programmati. 1.2.- Ad avviso del Presidente del Consiglio dei ministri, l'art. 1, comma 13, lettera c), della legge della Regione Molise n. 2 del 2011, che sostituisce il comma 5 dell'art. 19 della legge della Regione Molise n. 3 del 2010, con il seguente: «5. Ai fini del controllo e della regolazione della spesa farmaceutica e dell'uso appropriato dei farmaci, la Regione promuove le attività di informazione scientifica indipendente attraverso l'utilizzo di profili professionali previsti dalla legislazione nazionale vigente», lede l'art. 117, terzo comma, Cost., il quale attribuisce allo Stato la competenza legislativa concorrente nelle materie di coordinamento della finanza pubblica, professioni e tutela della salute. Esso, infatti, consentendo il reclutamento di nuove unità di personale sanitario, contrasta con l'art. 2, comma 88, della legge n. 191 del 2009, il quale prevede che, per le Regioni già sottoposte ai piani di rientro e già commissariate, resta fermo l'assetto della gestione commissariale previgente per la prosecuzione del piano di rientro, secondo programmi operativi coerenti con gli obiettivi finanziari programmati predisposti dal commissario ad acta; inoltre, essendo l'informazione scientifica un'attività svolta da aziende farmaceutiche che non si esplica attraverso l'impiego di profili professionali previsti dalla legislazione vigente, la norma impugnata contrasta con il principio secondo il quale l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata allo Stato; infine, precostituendo vincoli alla futura adozione dei programmi finalizzati al rientro della spesa sanitaria, la norma censurata ne pregiudica la coerenza con gli obiettivi finanziari programmati. 1.3.- Il ricorrente impugna anche l'art. 1, comma 41, lettera o), della legge della Regione Molise n. 2 del 2011, il quale, modificando - a decorrere dal 4 febbraio 2011 - l'art. 20 della legge della Regione Molise 27 maggio 2005, n. 24 (Nuova disciplina della raccolta, della coltivazione e della commercializzazione dei tartufi), prevede che, ai fini del rilascio e della convalida annuale del tesserino di idoneità per la raccolta dei tartufi, sia dovuto, unitamente alla tassa di concessione regionale annua, un contributo annuale per gli interventi di sostenibilità ambientale regionale di 3.000 euro, che può essere assolto da parte dei residenti nella Regione Molise mediante la fornitura, nel corso dell'anno solare di riferimento, di prestazioni di servizio a finalità collettiva rivolte al miglioramento dell'ambiente e del paesaggio, le cui modalità sono definite con deliberazione della Giunta regionale. L'Avvocatura generale dello Stato sostiene che la norma vìola: l'art. 3 Cost., perché impone un tributo che non è previsto in altre parti del territorio nazionale, così trattando differentemente situazioni soggettive identiche; l'art. 23 Cost., laddove prevede che la prestazione alternativa al pagamento del tributo sia determinata con delibere della Giunta regionale e, dunque, mediante atti di natura amministrativa e non legislativa; l'art. 53 Cost., poiché introduce una forma impositiva svincolata dalla capacità reddituale del contribuente; l'art.117, secondo comma, lettera e), Cost., in materia di sistema tributario, il quale è rimesso all'esclusiva competenza legislativa statale. Successivamente alla proposizione del ricorso da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, l'art. 1, comma 1, lettera e), della legge della Regione Molise 9 settembre 2011, n. 22 recante «Modifiche alla legge regionale 27 maggio 2005, n. 24 (Nuova disciplina della raccolta, della coltivazione e della commercializzazione dei tartufi)», entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise (e, cioè, il 17 settembre 2011), ha nuovamente sostituito il testo dell'art. 20 della legge reg. Molise n. 24 del 2005, il quale ora non prevede più il contributo di 3000 euro, ma solamente la tassa di concessione annuale pari a 100 euro. 2.- Va riservata ad altra pronuncia la decisione sull'ulteriore questione di legittimità costituzionale promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri con il presente ricorso. 3.- La questione relativa all'art. 1, comma 13, lettera a), della legge reg. Molise n. 2 del 2011 è inammissibile. Tale norma ha introdotto nell'art. 19, comma 1, della legge reg. Molise n. 3 del 2010 una disposizione secondo la quale «I procedimenti di cui al presente articolo sono conclusi esclusivamente in coerenza con gli obbiettivi finanziari programmati ai sensi dell'articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e con le disposizioni del Patto della Salute 2010-2012». Il comma 1 del citato art. 19 nella sua formulazione originaria è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (unitamente ad altri commi dello stesso art. 19) dalla sentenza n. 77 del 2011 di questa Corte. Il legislatore molisano, dal canto suo, con la stessa legge reg. n. 2 del 2011, ha abrogato altri commi dello stesso art. 19, facendone restare in vigore solamente i commi 5 e 6. Nessuno di questi ultimi prevede procedimenti cui può essere riferita la disposizione impugnata. Infatti, l'art. 19, comma 5, della legge reg. Molise n. 3 del 2010 disciplina solamente la promozione, da parte della Regione, di attività di informazione scientifica indipendente. Il successivo comma 6 concerne alcuni aspetti delle procedure di accreditamento delle strutture sanitarie private. Tale norma, a suo tempo, non è stata oggetto di impugnazione da parte dello Stato (così come non lo è stato l'art. 1, comma 19, della legge reg. Molise n. 2 del 2011 che, in sostanza, ha ulteriormente prorogato al 30 giugno 2011 quanto da esso disposto). Ed in effetti la necessità del rispetto dei limiti previsti dalla legislazione statale in tema di rientro del disavanzo della spesa sanitaria (in particolare dal citato art. 2, comma 88, della legge n. 191 del 2009) non si pone per le procedure di accreditamento delle strutture sanitarie private.