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il Montenegro, a causa del peggioramento delle condizioni economiche dovute all'emergenza sanitaria da COVID-19, aggravate dalla caduta verticale della principale fonte di ricchezza del Paese, il turismo, e delle esigue risorse finanziarie a disposizione, si trova attualmente nell'impossibilità di onorare il rimborso del prestito alla scadenza stabilita; in conseguenza di questa drammatica situazione, il Governo del Montenegro ha richiesto il sostegno finanziario dell'Unione europea, rivolgendosi alla Commissione europea, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Le risposte da parte della Commissione europea alle richieste del Governo montenegrino sono state tiepide, a causa della difficoltà di trovare uno strumento finanziario adeguato, soprattutto per via dello stato avanzato di realizzazione dell'opera; considerato che: nel 2007, il Montenegro ha firmato un accordo di stabilizzazione e associazione (SAA) con la UE e un accordo sugli scambi e sulle questioni commerciali. A partire dal 2009, ai cittadini montenegrini è consentito accesso senza visto ai Paesi dell'area Schengen, dal 2010 è stato riconosciuto al Paese lo status di candidato all'appartenenza alla UE e nel 2012 sono stati avviati i negoziati per l'accesso; il Montenegro ha adottato unilateralmente l'euro come propria valuta e nel 2015 la Banca centrale del Montenegro ha completato un programma di cooperazione tecnica con la BCE, con la prospettiva di entrare nel sistema europeo delle banche centrali una volta ottenuta la qualificazione di stato membro UE. Dal 2017 il Paese è anche membro della NATO; l'Italia è il secondo investitore straniero nel Montenegro, primo tra i Paesi UE, e il quarto fornitore di beni e servizi, secondo tra i Paesi UE. Fra gli investimenti più rilevanti vi è l'elettrodotto sottomarino realizzato da Terna che si snoda per 445 chilometri e che connette le stazioni elettriche di Capegatti, in provincia di Pescara, e di Lastva in Montenegro. Nel 2016, l'Italia ha esportato beni e servizi per un totale di 153 milioni di euro, con un saldo commerciale positivo di 135,5 milioni. Tra Italia e Montenegro sono inoltre attivi numerosi programmi di cooperazione allo sviluppo e cooperazione culturale, e i due Paesi fanno parte del medesimo programma europeo di cooperazione transfrontaliera. Tali elementi evidenziano come rafforzare i legami strategici con il Montenegro costituisca una grande opportunità strategica tanto per l'Italia quanto per l'intera Unione europea; il 6 febbraio 2018 la Commissione europea, con la comunicazione COM(2018) 65 final, ha lanciato una nuova strategia per i Balcani occidentali. Tale strategia presenta, tra le proprie priorità politiche, la connettività dei Balcani occidentali con la UE, e indica come nel proprio interesse politico, di sicurezza ed economico la prospettiva dell'allargamento, nel rispetto delle condizioni poste, ai Paesi dei Balcani occidentali; i Balcani occidentali, in generale, rappresentano uno dei teatri dove si sono concentrati gli sforzi e i successi della politica estera europea. I Paesi di tale regione, infatti, si sono impegnati a garantire crescita economica e progressi nella qualità della democrazia e delle istituzioni con la prospettiva dell'accesso all'Unione europea. Oltretutto, tale regione è completamente circondata geograficamente da territori di Stati membri UE, pertanto è fondamentale che l'Unione europea rappresenti il principale punto di riferimento internazionale dell'area, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Governo sui fatti esposti; se non ritenga che tale situazione sia meritevole di particolare attenzione, anche in ambito UE, in considerazione del ruolo strategico e geopolitico del Montenegro, e più in generale dell'area balcanica a fronte del crescente interesse su tali aree di Paesi come Russia e Cina; se ritenga non solo utile, ma necessario, al fine di mantenere l'appartenenza all'Unione europea come orizzonte naturale per il Montenegro, prevenire la destabilizzazione finanziaria e strategica della regione e affermare la vicinanza dell'Italia alle posizioni di tale Paese, consolidando ulteriormente i rapporti bilaterali in vista di un eventuale ingresso nella UE, attivarsi presso tutte le sedi istituzionali dell'Unione europea per trovare una soluzione alla difficile situazione finanziaria in cui si trova il Montenegro e scongiurare il rischio della perdita di porzioni del proprio territorio. Atto n. 3-02586 FATTORI Al Ministro della salute Premesso che: le vaccinazioni anti COVID stanno procedendo a ritmi sostenuti e l'adesione massiccia dei giovani suscita grande soddisfazione; tuttavia, se è vero che i vaccini sono tutti efficaci, non sono tutti uguali; il vaccino Astrazeneca può causare una trombosi venosa associata a diminuzione delle piastrine, che si presenta a distanza di 5-15 giorni dalla vaccinazione e può avere esito fatale. Questa complicanza è stata descritta in soggetti dai 20 ai 55 anni, ma le persone di gran lunga più colpite sono le giovani donne. La trombosi piastrinopenica da vaccino, che non è provocata dai vaccini a RNA, è molto rara. Ovviamente però in una vaccinazione di massa anche una complicanza molto rara, ma potenzialmente letale, può causare un numero significativo di morti, anche in soggetti che, per sesso ed età, come le giovani donne, hanno un rischio praticamente nullo di morire di COVID; sono molte le voci autorevoli (Gruppo medici volontari vaccinatori di Genova, le Scienziate per la Società, l'associazione Luca Coscioni, Le Scienziate per la Scienza, GIMBE e singoli autorevoli medici e scienziati) che hanno lanciato un appello a limitare, come suggerisce AIFA, l'uso dei vaccini basati su vettori adenovirali, sugli over 60, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere affinché vengano bloccati o almeno riparametrati gli open day Astrazeneca senza restrizioni di età per non mettere in ulteriore pericolo le fasce giovani; quali azioni intenda intraprendere affinché la volontà di riprendere una vita sociale come era precedentemente alla pandemia non sia maggiore della consapevolezza dei rischi che i giovani corrono nell'effettuare il vaccino Astrazeneca. Atto n. 3-02587 ROMEO BAGNAI FREGOLENT Al Ministro della salute Atto n. 3-02588 CIRINNA' Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 17 maggio è stata depositata l'ordinanza n. 13217, con la quale la prima sezione civile della suprema Corte di cassazione ha accolto il ricorso avverso un decreto della Corte d'appello di Venezia, che aveva disposto l'affido esclusivo di una bambina al padre, a seguito di separazione tra questi e la madre; in particolare, il decreto della Corte veneziana è stato censurato e cassato per aver attribuito rilievo esclusivo e assorbente all'asserita esistenza di comportamenti materni, volti ad alienare la bambina rispetto al padre; a tale riguardo, la Corte di cassazione stigmatizza il rilievo assunto, nell'interpretazione della relazione tra la bambina e la madre, dalle cosiddette sindromi "della madre malevola" o di "alienazione parentale";