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Il comma 3 dispone che - sulla base della rendicontazione degli oneri (di cui al comma 1) sostenuti, comunicata entro il 15 settembre 2019 dall'INPS al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze, nonché della valutazione degli oneri in materia ancora da sostenere entro la fine del corrente anno - con delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, gli accantonamenti di cui al comma 2 siano confermati o resi disponibili per l'esercizio in corso. Il comma 4 dispone l'abrogazione di alcune norme che consentivano - sia per il 2019 sia a regime - il riutilizzo delle eventuali economie di spesa verificatesi in sede di attuazione delle norme relative al Reddito di cittadinanza e di quelle in materia pensionistica, definite a valere sul "Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l'introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani" (anche queste ultime norme, come accennato, nella prima attuazione, sono state poste dal citato decreto-legge n. 4). Le disposizioni ora abrogate consentivano, in primo luogo, l'adozione di variazioni compensative, al fine di allineare il bilancio dello Stato agli effettivi livelli di spesa, tra il "Fondo da ripartire per l'introduzione del reddito di cittadinanza" ed il suddetto Fondo in materia pensionistica, qualora in sede di attuazione venissero accertati, rispetto agli oneri previsti, eventuali economie per alcune misure e maggiori oneri per altre, entrambi aventi anche carattere pluriennale (articolo 1, comma 257, terzo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145). In deroga al suddetto criterio, la norma (anch'essa ora abrogata) di cui all'articolo 12, comma 11, del citato decreto-legge n. 4 disponeva una specifica destinazione degli eventuali minori oneri, aventi anche carattere pluriennale, risultanti nell'ambito del monitoraggio finanziario relativo al Reddito di cittadinanza (ivi compresa la forma specifica della Pensione di cittadinanza) ed agli incentivi ad esso connessi (incentivi di cui all'articolo 8 del medesimo decreto-legge n. 4); tali eventuali economie - accertate quadrimestralmente tramite la procedura della conferenza di servizi - venivano destinate al suddetto "Fondo da ripartire per l'introduzione del reddito di cittadinanza", anche ai fini della destinazione delle risorse ai centri per l'impiego, per il potenziamento dei medesimi - con conseguente riduzione dei limiti di spesa stabiliti per il Reddito di cittadinanza e gli incentivi connessi (limiti che comprendono anche gli oneri per l'istituto previgente del Reddito di inclusione) -. Un'ulteriore norma ora abrogata (di cui al quarto periodo del citato articolo 1, comma 257, della legge n. 145) prevedeva, come disposizione di chiusura, la destinazione al fondo interessato delle economie non impiegate per le summenzionate variazioni compensative, fermo restando, per ciascun anno, il rispetto del limite di spesa complessivo derivante, per il medesimo anno, dalla somma delle dotazioni dei due fondi. Il comma 5 del presente articolo 1 reca la clausola contabile finale, mentre l'articolo 2 specifica che il decreto in esame è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Prescrizione esami tessuti e cellule umani Doc n. 90 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento di attuazione della direttiva 2012/39/UE che modifica la direttiva 2006/17/CE per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85. Esame e rinvio) Il relatore ENDRIZZI ( M5S ) illustra l'atto del Governo in titolo. Premette che lo schema di regolamento in esame è stato predisposto sulla base dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 maggio 2012, n. 85, il quale prevede che le eventuali modifiche agli allegati del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 16, siano stabilite con regolamenti governativi cosiddetti di delegificazione. Il suddetto decreto legislativo n. 16 concerne il recepimento di alcune direttive europee recanti prescrizioni tecniche inerenti a: la donazione, l'approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani, nonché, con riferimento alle fasi summenzionate e a quelle successive, la rintracciabilità e la notifica di reazioni ed eventi avversi gravi; la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani. La relazione illustrativa che accompagna lo schema osserva che esso è inteso sia a risolvere il contenzioso instaurato in materia presso la Corte di giustizia dell'Unione europea, per effetto del ricorso presentato dalla Commissione europea (C-481/18), sia ad aggiornare le prescrizioni tecniche in esame, con l'introduzione del riferimento alle donazioni (di cellule riproduttive) da parte di persone diverse dal partner , in relazione alla sopravvenuta liceità - a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 162 del 9 aprile-10 giugno 2014 - della procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Il summenzionato ricorso della Commissione europea contesta il mancato recepimento, nell'ordinamento interno, della direttiva della Commissione 2012/39/UE, del 26 novembre 2012, che ha recato alcune novelle agli allegati della direttiva 2006/17/CE della Commissione, dell'8 febbraio 2006. Ciò posto, passa a illustrare le singole disposizioni dello schema di regolamento. La novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , modifica l'ambito di applicazione dell'obbligo di svolgimento degli esami degli anticorpi HTLV-I, nel quadro della disciplina degli esami di laboratorio richiesti per i donatori di tessuti e cellule umani diversi dalle cellule riproduttive. La norma interna vigente prevede che l'obbligo sussista per i donatori che vivano in aree ad alta incidenza del virus o ne siano originari o nei casi in cui i partner sessuali del donatore provengano da tali aree, ovvero qualora i genitori del donatore siano originari delle stesse. La novella sostituisce il riferimento all'alta incidenza con il termine "alta prevalenza". In merito a tale novella (che è conforme a quella operata dalla suddetta direttiva 2012/39/UE), la relazione illustrativa dello schema osserva che i dati scientifici fomiti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (CEPCM) e l'esperienza sul campo hanno dimostrato che è molto difficile, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, determinare che cosa sia un'area ad alta incidenza di HTLV-1.