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nel secondo anno dovranno seguire gli insegnamenti 1, 2, 3, 4, a scelta uno dei due insegnamenti 6 e 7 e frequentare il "laboratorio di informatica II". 8. Le attività pratiche sono abbinate agli insegnamenti di laboratorio di informatica I e II e comportano esercitazioni sul computer. 9. La frequenza ai corsi è obbligatoria. La frequenza minima alle attività didattiche e pratiche necessaria per sostenere gli esami annuali e finale è di 2/3. Ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l'attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione anche all'estero o nell'ambito di quanto previsto dalla legge 9 febbraio 1979, n. 38, in materia di cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo. 10. Alla fine di ogni anno di corso, lo specializzando deve superare un esame globale teorico-pratico vertente su tutte le discipline dell'anno di corso, da sostenere nei mesi di ottobre e novembre. La commissione per tale esame è composta dal direttore della scuola e dai docenti delle materie relative all'anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l'anno di corso una sola volta. 11. Dopo il superamento dell'esame annuale teorico-pratico relativo all'ultimo anno di corso, gli studenti dovranno sostenere, per conseguire il diploma, un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. 12. Nel manifesto annuale degli studi viene indicata la sede della direzione della scuola. 13. Per quanto non disciplinato nel presente ordinamento si rinvia alla "normativa generale" per le scuole di specializzazione. Scuola di specializzazione sulle Comunità europee Art. 270. - 1. È istituita presso l'Università degli studi "La Sapienza" di Roma la scuola di specializzazione sulle Comunità europee, che conferisce il diploma di specialista in diritto ed economia delle Comunità europee. 2. La scuola ha lo scopo di formare specialisti nei settori più rilevanti di attività delle Comunità europee, attraverso una specifica qualificazione professionale e pratica che legittimi gli specialisti ad un più adeguato inserimento o consolidamento nelle esperienze di lavoro. 3. La durata del corso è di due anni e non è suscettibile di abbreviazione. 4. Il numero massimo degli iscritti è di sessanta per ogni anno e complessivamente di centoventi per l'intero corso di studi. 5. Alla scuola sono ammessi i laureati in economia e commercio, in giurisprudenza, in scienze politiche, in economia marittima, in scienze economiche e bancarie, in scienze statistiche e demografiche e in scienze statistiche e attuariali. 6. Le materie valutabili ai fini del punteggio di cui al decreto ministeriale 16 settembre 1982 sono indicate nel manifesto annuale della scuola. 7. La scuola di specializzazione prevede due indirizzi, il primo giuridico-istituzionale, il secondo economico-tecnico. 8. Le materie di insegnamento sono le seguenti, tutte afferenti alla facoltà di economia e commercio: 1° Anno: 1) politica economica e monetaria; 2) diritto internazionale dell'economia; 3) statistica economica - 1° corso; 4) diritto delle Comunità europee - 1° corso; 5) politiche comunitarie - 1° corso. 2° Anno - Indirizzo "giuridico-istituzionale": 1) tecnica degli scambi internazionali; 2) diritto delle Comunità europee - 2° corso; 3) politiche comunitarie - 2° corso (opzionale); 4) diritto commerciale europeo (opzionale); 5) organizzazione finanziaria internazionale (opzionale). 3° Anno - Indirizzo "economico-tecnico": ((1)) 1) tecnica degli scambi internazionali; 2) teoria e politica dello sviluppo; 3) economia internazionale (opzionale); 4) politiche comunitarie - 2° corso (opzionale); 5) statistica economica - 2° corso (opzionale). 9. Tutti gli insegnamenti sono essenzialmente dimostrativi e accompagnati da esercitazioni pratiche. Inoltre, in connessione con l'attività didattica ed al fine di elevare la professionalità degli specializzandi, la scuola organizza stages di addestramento e di studio, convegni, seminari, corsi integrativi di breve durata, cura pubblicazioni. 10. La frequenza ai corsi è obbligatoria per le materie fondamentali e per almeno due delle materie opzionali di ciascun indirizzo. La frequenza minima alle attività didattiche e pratiche necessarie per sostenere gli esami annuali e finale è di 25 presenze per ciascun insegnamento. Ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l'attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione anche all'estero o nell'ambito di quanto previsto dalla legge 9 febbraio 1979, n. 38, in materia di cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo. 11. Alla fine di ogni anno di corso, lo specializzando deve superare un esame globale teorico-pratico vertente su tutte le discipline dell'anno di corso, da sostenere nei mesi di ottobre e novembre. La commissione per tale esame è composta dal direttore della scuola e dai docenti delle materie relative all'anno di corso. Coloro che non superano detto esame potranno ripetere l'anno di corso una sola volta. 12. Dopo il superamento dell'esame annuale teorico-pratico relativo all'ultimo anno di corso gli studenti dovranno, per conseguire il diploma, sostenere un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del corso. 13. Nel manifesto annuale degli studi viene indicata la sede della direzione della scuola. 14. Per quanto non disciplinato nel presente ordinamento si rinvia alla "normativa generale" per le scuole di specializzazione. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 27 dicembre 1986 COSSIGA FALCUCCI, Ministro della pubblica istruzione Visto, il Guardasigilli: ROGNONI Registrato alla Corte dei conti, addì 14 luglio 1987 Registro n. 43 Istruzione, foglio n. 217 --------------- AGGIORNAMENTO (1) L'avviso di Rettifica in G.U. 18/09/1987 n. 218 ha disposto che "all'art. 270 dove è scritto "3° Anno- Indirizzo "econonico-tecnico"" , leggasi "2° Anno- Indirizzo "economico-tecnico".