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Le Forze armate hanno contribuito insieme alle Forze di polizia, con l'operazione "Strade sicure" in questi anni, al controllo delle nostre città e dei nostri territori. All'estero abbiamo avuto decine e decine di caduti. Abbiamo giustamente assistito con perplessità al ritiro della comunità internazionale dall'Afghanistan, dove l'Italia, con decine di vite, si è sacrificata per stabilire condizioni di democrazia e di libertà che oggi sono minacciate nuovamente. Anch'io, come altri, mi unisco quindi al plauso alle Forze armate. A proposito delle esigenze "civili" della sanità, ho detto nel dibattito generale - e ripeto in dichiarazione voto - che senza le Forze armate non avremmo avuto l'attuazione del piano vaccinale (Applausi) ; senza le Forze armate non avremmo avuto atti di pietà nei momenti estremi della pandemia. Ricordiamo le immagini di alcune città e la difficoltà delle amministrazioni locali di gestire i decessi: di questo parlo e tutti lo ricordiamo. Quindi le Forze armate ci sono per qualsiasi emergenza, che sia un'alluvione, un sisma, un'emergenza sanitaria. Dobbiamo quindi ricordarci dei diritti che questa legge sancisce. Ho letto in queste ore delle note di alcune organizzazioni che sono nate, chiamiamole associazioni sindacali. Alcune si lamentano e vorrebbero una maggiore estensione dei diritti. Vedremo la fase di applicazione del disegno di legge al nostro esame che è un work in progress , come è stato ricordato anche in altri interventi. Come ha sottolineato la senatrice Pinotti, abbiamo lavorato in Commissione cercando di contemperare il diritto di svolgere delle attività sindacali con la necessità del funzionamento di un organismo, che non è un organismo qualunque. Quindi è stato faticoso e come tutti i compromessi lascia insoddisfazione tra coloro che vorrebbero una maggiore tutela dei diritti dell'attività sindacale e coloro che ritengono questa innovazione, che deriva da una sentenza della Corte, "pericolosa". Andranno ad esaurire la loro funzione i Cocer e, con i provvedimenti di attuazione, entreranno in funzione queste associazioni. Ma non sto qui a descrivere i contenuti del disegno di legge, verificheremo sul campo. Coloro che dovranno occuparsene verificheranno come andranno le cose. Ci saranno discussioni, ci sarà un confronto: è un'innovazione ed è una punta più avanzata rispetto ad altri Paesi. Infatti, chi fa il paragone con l'estero deve ammettere che questa è un'innovazione molto più avanzata rispetto alla situazione di altri Paesi. Tuttavia, se sul campo dei diritti c'è un'innovazione che apre (e che alcuni vorrebbero ancora più inclusiva), dobbiamo ricordarci della specificità. Nel disegno di legge di bilancio, all'articolo 27, ci sono i primi riconoscimenti, che riguardano i fondi che devono essere utilizzati. Si pone soprattutto una questione previdenziale per le Forze armate e il comparto sicurezza e difesa (perché non ci sono solo le Forze armate), che va risolta. Abbiamo ricordato nell'intervento in discussione generale e voglio che resti agli atti con la dichiarazione voto che abbiamo presentato una proposta con la senatrice Pinotti e altri colleghi di tutti i Gruppi, Lega, Fratelli d'Italia, MoVimento 5 Stelle (credo che i firmatari siano molti). Dobbiamo discutere sulla previdenza, perché, essendo quelle del comparto sicurezza e difesa attività che non possono essere protratte oltre un certo limite di età, in quanto evidentemente logoranti e usuranti, come si dice oggi, questo potrebbe comportare, con i sistemi contributivi e le innovazioni previdenziali introdotte, una penalizzazione per coloro che oggi svolgono questa attività. Dobbiamo quindi agire e già il disegno di legge di bilancio apre questo capitolo. Dobbiamo rafforzarlo, colleghi, se possibile unitariamente, anche in sede di bilancio, perché le Forze armate non hanno bisogno di pacche sulle spalle, ma hanno bisogno di risorse e di interventi concreti per il personale. (Applausi) . Questo dobbiamo fare nel Parlamento, come facemmo come centrodestra sulla specificità. Ma la specificità è un titolo, al quale devono essere aggiunti i capitoli e i testi, che alla fine si traducono in risorse, cari colleghi. C'è poco da girare intorno alla questione. Il disegno di legge in esame è stato frutto di bilanciamenti; anche la competenza del tribunale amministrativo regionale è stata motivo di grande discussione, così come l'eleggibilità e alcune funzioni (ringrazio, in proposito, il relatore per l'emendamento che è stato accolto), anche rispetto ad alcune compatibilità e ai ruoli di comando, che si svolgono in un certo contesto, quello militare, e devono quindi essere coniugati rispetto a un'azione sindacale. Il problema sarà poi sul territorio. In sede centrale sarà più facile il confronto tra i vertici militari e i vertici delle organizzazioni, ma poi c'è il territorio, che non può essere preda di mille confusioni. Voglio aggiungere una riflessione a futura memoria. Noi abbiamo introdotto dei limiti alla rappresentatività. Qualcuno si arrabbia perché li voleva più bassi, ma le soglie esistono anche per il Parlamento, vero, presidente Calderoli? Tutte le leggi elettorali hanno una soglia di accesso. Se esiste la soglia per entrare in Parlamento, che è la casa della democrazia e degli italiani, deve esserci anche per esercitare un'attività sindacale. Se un'organizzazione ha cinque iscritti non ha diritto di fare ciò che fa chi ne ha 5.000. La discussione sulla rappresentatività nei sindacati è sempre complicata, perché nel Parlamento - piaccia o non piaccia - ogni tanto si vota e quindi si possono esaminare i conteggi, anche quelli talvolta contestati, ma poi accettati. Anzi, spero, signor Presidente, che l'Assemblea esamini alcuni contenziosi che pesano all'ordine del giorno e che sono non tanto interna corporis , ma piuttosto vicende della democrazia. Invito coloro che stanno costituendo le associazioni a evitare la frammentazione eccessiva, al di là delle soglie. Ognuno è libero di fondare partiti e di fondare sindacati, ma vediamo anche in politica quali problemi crei la frammentazione: non si raggiungono le soglie, ci si deve associare, bisogna fare la norma per dire che chi fa cartello ha diritto, anche se ha una rappresentatività sotto la soglia. Noi invece abbiamo bisogno di interlocutori autorevoli nel mondo della sicurezza e delle Forze armate. Il mio, quindi, è un appello: si eviti la frammentazione eccessiva. Poi sarà quello che vorranno: ognuno ha diritto di associarsi e questa legge lo garantisce, ma la dispersione rende difficile anche il dialogo con le forze politiche. Io a volte riscontro, soprattutto in questa fase di intermediazione tra la legge vecchia e quella nuova, che se si vuole convocare una riunione, tra i Cocer e le innumerevoli associazioni esistenti, ci si trova con 50 persone davanti. È giusto rispettarle tutte, ma consideriamo l'agibilità dei diritti del sindacato e della politica. Io mi auguro che si formino dei blocchi reali, veri, importanti e autorevoli. Ma questo sarà il frutto della libera decisione. Questo disegno di legge è un punto di incontro e di accordo.