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Siete tutti testimoni, con me, che in questa legislatura non c'è mai dibattito nelle Commissioni, c'è solo un ordine di scuderia, c'è un modo di lavorare che non ha alcuna attinenza con la formazione delle leggi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qualche altro dice che c'è una riduzione dei costi. Vergogna! Nessun costituente ha mai pensato che le garanzie costituzionali o le garanzie processuali per la difesa dei diritti potessero essere condizionati dai costi. Mai! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È solo la miseria intellettuale, la non competenza che può portare a dire un'eresia di questo tipo. Stamattina ho sentito veramente un'eresia, signor Ministro, mi auguravo che lei intervenisse. Sento testualmente dire che vi è una senescenza della democrazia rappresentativa e che la democrazia deve ritornare nelle mani dei cittadini, in particolare con la democrazia diretta integrata da sistemi tecnologici (ossia integrata dalla piattaforma Rousseau). Per votare queste norme? Scusatemi, ma è veramente qualcosa di ridicolo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non sarò mai d'accordo, perché voglio difendere i più deboli di questo Paese. Non potrò mai essere d'accordo con chi propende per una democrazia dei pochi. Infatti, è una falsa idea la democrazia diretta con sistemi di controllo. Ciò significherebbe - né più, né meno - avere quella democrazia oppressiva che fu realizzata in Paesi come la Cina o la Russia di un tempo. Voi volete portare quel sistema. Non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Come diceva Mao, c'è grande confusione sotto il cielo. Ed era questa la logica di legittimare una democrazia, con ordini di scuderia su come comportarsi. E voi, con nonchalance, volete introdurre qualcosa di questo tipo nel nostro Paese. Signor Ministro, c'è necessità di un dibattito e di un ascolto anche da parte dei Ministri. Perché l'ascolto è necessario? Che cosa avviene? Ogni giorno, quando vengo in Senato, su alcune questioni vado a rileggere la raccolta dei verbali delle sedute dell'Assemblea costituente. Perché? Sono istruttivi e vi consiglio di leggerli. Qual è la ratio della previsione di 315 senatori? I Padri della Patria hanno discusso a lungo della necessità di un equilibrio tra il numero dei cittadini e la rappresentatività all'interno delle Camere, perché se non c'è quell'equilibrio... FARAONE (PD) . Abbiamo un Ministro nuovo! PRESIDENTE. Per cortesia. Prego, senatore Caliendo, non si interrompa. CALIENDO (FI-BP) . Dicevo che c'è quell'equilibrio che, alterato, porta a una preponderanza del potere esecutivo rispetto a quello legislativo. Ho applaudito la collega Nugnes, che - probabilmente è una che ha letto, come me - ha colto l'esigenza di un equilibrio, che è necessario. Sono amante della vera democrazia rappresentativa e devo avere la possibilità di parlare liberamente in quest'Aula. Ho parlato quando mi si diceva che, se la riforma costituzionale di Renzi fosse stata bocciata, avremmo avuto immediatamente le elezioni anticipate. Non me ne è fregato nulla e con molti di voi, del MoVimento 5 Stelle e della Lega, abbiamo girato le piazze per difendere quella Costituzione. E oggi dovrei preoccuparmi, oppure sentirmi garantito dal vice presidente Di Maio, che stamattina, sui giornali, ci dice che se viene approvata la riforma avremo garanzia della legislatura? Non ci credete, perché è veramente la promessa di un marinaio, di colui che, in occasione delle elezioni amministrative e politiche nel nostro Sud, caro senatore Segretario, garantiva grandi cose. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lui ci garantisce la legislatura, ma noi due sappiamo bene che basta un piccolo screzio su forti questioni, come quello che stava per avvenire ieri, per far saltare la legislatura. Quindi, non cadete in questi tranelli. Perché si promettono queste cose? È una cosa vergognosa. È una cosa non coerente con quello che dobbiamo fare. Io devo difendere la Costituzione, assolutamente, anche andando contro, se si verificasse il caso come nella passata legislatura. All'epoca, quando il mio Gruppo decise di votare a favore di uno dei passaggi della riforma costituzionale, io ritirai un emendamento che era contrario a quella riforma per una nuova composizione del Senato, dicendo, però, che se il testo non veniva modificato, avrei votato contro e fatto campagna elettorale. E così dico oggi. Può darsi che non sarò più in quest'Aula, può darsi che non avremo più possibilità di confrontarci tra di noi, ma nelle piazze e con i cittadini ci sarà sempre la possibilità di confrontarsi e di dire che voi avete una responsabilità enorme, quella di determinare un sistema non più equilibrato, cioè quello delle tirannie striscianti che si individuano in alcuni Paesi. Io sarei contro la riduzione dei parlamentari? No: sono contro una riduzione dei parlamentari fatta in questo modo. E mi meraviglia che il senatore Calderoli, che è un Padreterno in questa materia, che ha scritto con me mille testi al riguardo e che è un difensore della Costituzione, possa dire che fare oggi solo la riforma del numero dei parlamentari possa essere una soluzione giusta. Senatore Calderoli, non è una soluzione giusta, perché lei sa meglio di me che noi avevamo detto sì alla riforma del numero dei parlamentari ma, a quel punto, per evitare una forza eccessiva dell'esecutivo nei confronti del legislativo avevamo pensato o all'elezione diretta del Presidente della Repubblica o a un semipresidenzialismo. Era questa la logica, altrimenti, l'impianto non regge. Perché ci portate, allora, a una soluzione di questo tipo? Probabilmente, vi dà fastidio pure una forma minima di opposizione, nei dibattiti in Commissione o in Aula, avendo voglia di governare secondo un modello di conformità di tutti al volere del capo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, per la verità non mi ero iscritto a parlare, colgo però occasione per fare un breve intervento. Vorrei soltanto significare che mi associo a quanto è stato detto, nel senso che noi siamo in una Repubblica parlamentare costituzionale, la quale è un meccanismo molto delicato, che agisce attraverso pesi e contrappesi. Il meccanismo funziona, e funzionerà soltanto fin quando tra il Parlamento e il Governo rimarrà almeno una possibilità di dialettica. In questo modo, intervenendo soltanto su uno degli elementi, è chiaro che si altera l'equilibrio di un meccanismo che non potrà rimanere democratico e rappresentativo. In questo modo, ancora, si viene a vanificare, come è stato detto, la tutela della Carta costituzionale, che è stata attuata anche dal MoVimento 5 Stelle e da quelle che oggi sono opposizioni, e la difesa della Costituzione rispetto alla riforma proposta dal Governo Renzi e ad altri progetti precedenti. Che senso ha oggi per il Movimento? Credo, anzi sono sicuro, che nel proprio animo ciascuno dei colleghi del MoVimento 5 Stelle è perfettamente consapevole che questa riforma è un atto grave contro la democrazia.