[sommcomm]

lo schema di decreto è stato predisposto ai sensi dell'articolo 2 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 (legge di delegazione europea 2016-2017), che prevede una delega al Governo per adottare disposizioni recanti sanzioni penali e amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in direttive europee attutate in via regolamentare o amministrativa o in regolamenti dell'Unione europea pubblicati alla data di entrata in vigore della medesima legge n. 163; considerato che la Commissione europea, con lettera di messa in mora C(2019) 4634 del 25 luglio 2019, ha avviato nei confronti dello Stato italiano la procedura d'infrazione 2019/2142, contestando la violazione dell'articolo 25 del regolamento (UE) n. 517/2014, che impone agli Stati membri di notificare alla Commissione stessa, entro il 1° gennaio 2017, le sanzioni da applicare in caso di inosservanza degli obblighi di cui al citato regolamento (UE) n. 517/2014; rilevato che lo schema di decreto in titolo contiene disposizioni volte ad adeguare, integrare o confermare le disposizioni sanzionatorie già previste dalla legislazione vigente (decreto legislativo n. 26/2013), relativamente alle ipotesi di violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 517/2014; viste le osservazioni formulate dalla 14ª Commissione in data 15 ottobre 2019, esprime parere favorevole con la seguente osservazione: valuti il Governo, in riferimento alle disposizioni sanzionatorie previste nello schema di decreto in titolo e considerate anche le analoghe disposizioni del decreto legislativo in abrogazione, l'opportunità di mantenere o introdurre - in relazione rispettivamente alle fattispecie di illeciti amministrativi ovvero penali oggetto del provvedimento in esame - le clausole di salvezza "salvo che il fatto non costituisca reato" o "salvo che il fatto non costituisca più grave reato".