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Per le aree della provincia di Cosenza è stata già interessata l'ENEA al fine di effettuare sia la valutazione dell'effettiva entità dei fenomeni di inquinamento sia la progettazione della messa in sicurezza e la bonifica dei siti posti sotto sequestro. EMILIA ROMAGNA Comune - Località. Comprensorio ceramico di Sassuolo - Scandiano. Tipologia dell'intervento. Bonifica aree industriali dismesse, di lavorazione della ceramica. Perimetrazione del sito. L'area, che ricade nel territorio di nove comuni e due province, è sede di un sistema industriale complesso di rilievo internazionale. Il comprensorio ricade inoltre all'interno delle aree dichiarate ad elevato rischio di crisi ambientale. Principali caratteristiche ambientali. Il Comprensorio ricade nelle aree di conoide e di pianura dei bacini Secchia e Panaro. Su parte del Comprensorio insiste un vincolo paesaggistico. I materiali affioranti sono di origine alluvionale (ghiaie e sabbie), ad alta permeabilità e notevole vulnerabilità. La falda superficiale è quasi affiorante mentre la profondità media sotto il piano campagna del principale acquifero regionale è di circa 30 metri. La vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali presenti nell'area, in parte soggetta a vincolo paesaggistico, la tipologia e pericolosità degli inquinanti (metalli pesanti) rendono lo stato di compromissione dell'area ad elevato rischio ambientale e sanitario. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Per la bonifica di tutti i 19 siti appartenenti al Comprensorio è stato stimato un costo globale di circa 100 miliardi di lire. Per la bonifica degli interventi ritenuti prioritari e la messa in sicurezza degli altri è stato previsto un onere di 30 miliardi al netto dei previsti cofinanziamenti. Piano di caratterizzazione. Da elaborare. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. EMILIA ROMAGNA Comune - Località. Fidenza (Parma). Tipologia dell'intervento. Bonifica aree industriali dismesse. Perimetrazione. L'area d'indagine è stata interessata da diverse sorgenti d'inquinamento derivanti dall'attività delle industrie operanti sul sito. Fino alla fine degli anni quaranta, l'area è stata utilizzata da un'azienda della Montecatini - Montedison per la produzione di acido fosforico e fertilizzanti fosfatici. Successivamente l'area è stata utilizzata dalla Compagnia Italiana Petroli (C.I.P.) per la produzione di piombo tetraetile e mercaptani, che è continuato fino al 1973. Dal 1973 ad oggi è rimasta inutilizzata. Il sito, contaminato da piombo tetraetile, IPA ed altre sostanze organiche, confina ad est con la ditta Carbochimica, tuttora produttiva, che ha fortemente inquinato il suolo da idrocarburi e sta bonificando l'area ad ovest della C.I.P. mediante pompaggio di idrocarburi dalla falda freatica. Le aree site in località Vallicella, Formio, sedi di discariche dismesse di rifiuti urbani e speciali, ubicate in aree golenali, presentano inquinamenti da sostanza organica e metalli pesanti ed i fenomeni erosivi dello Stirone ne hanno parzialmente messo a nudo i rifiuti. L'area di S. Nicomede, contaminata dalle ceneri dell'impianto di incenerimento dismesso, è ubicata in area esondabile dello Stirone medesimo. Principali caratteristiche ambientali. La litologia superficiale dell'area è costituita da materiali mediamente permeabili (sabbie e limi). Morfologicamente il sito è collocato in una fascia di alta pianura, solcata da numerosi corsi d'acqua (torrente Stirone, torrente Rovacchia e canale Cavo Venzola). La falda superficiale è situata alla profondità media di 2,5 m sotto il piano campagna, mentre la falda acquifera regionale ha la profondità media di 5,0. La vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali presenti nell'area, l'esondabilità dei corsi d'acqua limitrofi, la collocazione nelle vicinanze del centro urbano di Fidenza, la tipologia e pericolosità degli inquinanti (piombo tetraetile, IPA) rendono lo stato di compromissione dell'area ad elevato rischio ambientale e sanitario Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di interventi di bonifica per le aree è stato stimato in circa 39 miliardi di lire. La bonifica dell'area Carbochimica, già in parte realizzata, trova la copertura finanziaria per il suo completamento all'interno delle economie disponibili nelle casse della regione Emilia Romagna derivanti dai finanziamenti PTTA 94/96 con l'erogazione di un contributo di 1,279 miliardi da autorizzarsi da parte del Ministero. I costi degli interventi più urgenti sono stimati pari a circa 17,7 miliardi. Piano di caratterizzazione. Da elaborare. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. FRIULI-VENEZIA GIULIA Comune - Località. Trieste. Tipologie dell'intervento. Bonifica dell'area del porto industriale di Trieste. Perimetrazione del sito. L'area occupa una superficie di circa 3.500.000 mq, parte appartenente al demanio marittimo dello Stato ed amministrata dall'Autorità portuale e parte di proprietà di soggetti privati. Sull'area insistono svariate attività produttive di tipo siderurgico, chimico, di deposito e stoccaggio di oli minerali e prodotti petroliferi raffinati, nonché aree dismesse che furono in passato sede di impianti di smaltimento, di raffinazione e lavorazione di oli lubrificanti con produzione di melme acide. Il principale problema ambientale è rappresentato dall'inquinamento delle aree di ex raffinerie e di depositi di idrocarburi (ex raffineria ESSO: 235.000 m2 di superficie ed ex Aquila: 1.000.000 m2 di superficie) per lo più costieri, nonché dalla presenza di una notevole contaminazione dei sedimenti nelle aree portuali. Già il Piano bonifiche ex legge n. 441/1987 indicava sette aree potenzialmente contaminate prevalentemente costituite da depositi di idrocarburi. A seguito di attività di monitoraggio è stata riscontrata in alcune zone del Porto industriale la presenza di contaminanti, quali idrocarburi e metalli pesanti; in particolare è stato evidenziato il superamento dei limiti di concentrazione di cui all'allegato 1 del decreto ministeriale n. 471/1999, con presenza di concentrazioni massime di idrocarburi totali pari a 107.000 mg/kg di sostanza secca. Principali caratteristiche ambientali. In corso di acquisizione. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 50 miliardi. Piano di caratterizzazione. Sull'area in oggetto sono già in corso accertamenti analitici, commissionati dall'Autorità portuale di Trieste alla Foster &amp;amp;amp;amp; Wheeler e dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti all'ARPA regionale. Progetto di messo in sicurezza e/o bonifica. A seguito delle risultanze delle indagini di caratterizzazione ambientale condotte dalla Foster &amp;amp;amp;amp; Wheeler, si è proceduto, nel corso dei primi mesi dell'anno 2000, alla messa in sicurezza dell'area maggiormente inquinata, avente un'estenzione pari a 1.200 mq. FRIULI-VENEZIA GIULIA Comune - Località.