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Tale importo è stato determinato a seguito delle analisi condotte dal Commissario straordinario per la spending review di cui all'articolo 49- bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, in diretto raccordo con gli uffici degli stessi organi costituzionali. Il comma 2 prevede, per l'anno 2014, la riduzione, per un importo pari complessivamente a 5,5 milioni di euro, degli stanziamenti iscritti in bilancio per le spese di funzionamento del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e degli organi di autogoverno della magistratura ordinaria, amministrativa e contabile. Infine, ai sensi del comma 3, restano acquisite al bilancio dello Stato le somme relative all'avanzo di gestione dell'anno 2012, per l'importo di euro 4.532.000, versate nell'anno 2014 dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Art. 18. - (Abolizione di agevolazioni postali) L'articolo prevede la soppressione, a decorrere dal 1º giugno 2014, delle tariffe postali agevolate per le campagne elettorali e per le comunicazioni individuali e al pubblico relative alle destinazioni del due per mille dell'IRPEF effettuate dai partiti politici. Trattasi di intervento che si aggiunge ad altri già posti in essere in passato nella stessa direzione, in particolare quello relativo all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Giova rilevare che la predetta soppressione consente di ottemperare alla decisione della Commissione europea C(2012) 8230 final del 20 novembre 2012, che ha richiesto la determinazione di una durata certa dell'affidamento a Poste italiane del servizio di interesse economico generale (SIEG) relativo agli invii elettorali. Con la disposizione in oggetto, infatti, il limite massimo di durata è quello del 1º giugno 20104, tenuto anche conto della necessità di permettere l'ammortamento delle attività occorrenti alla fornitura del servizio. Infine, la disposizione prevede anche che il fornitore del servizio postale universale sia autorizzato ad assumere iniziative commerciali (quali servizi di spedizioni dedicati, con costi minori rispetto ai servizi ordinari) e organizzative (quali meccanismi di prenotazione centralizzata) che siano idonee a contenere nel limite degli stanziamenti di bilancio gli oneri connessi alla fruizione dell'agevolazione fino alla data della soppressione. Art. 19. - (Riduzione dei costi nei comuni, nelle province e nelle città metropolitane) Con l'articolo in commento si intendono adottare misure che, ai fini del coordinamento della finanza pubblica, garantiscano una riduzione dei costi della politica da parte delle province e delle città metropolitane. A tal fine, si introducono nell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, dopo il comma 150, due nuovi commi, il 150- bis e il 150- ter . In particolare, ai sensi del comma 150- bis , le province e le città metropolitane assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a 100 milioni di euro per l'anno 2014, a 60 milioni di euro per l'anno 2015 e a 69 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016. La definizione delle modalità di riparto di tale contributo è demandata a un decreto del Ministero dell'interno di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. Il comma 150- ter prevede, infine, che le modalità di recupero delle somme di cui al comma 150- bis siano stabilite con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che, ai sensi del comma 92 dell’articolo 1 della medesima legge, stabilisce i criteri generali per l'individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all'esercizio delle funzioni che devono essere trasferite tra province, città metropolitane e gli altri enti territoriali interessati. Art. 20. - (Società partecipate) Per consentire una maggiore efficienza e il contenimento della spesa pubblica, il comma 1 prevede la realizzazione, nel biennio 2014-2015, di un contenimento dei costi operativi, esclusi gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni nonché gli accantonamenti per rischi, da parte delle società a totale partecipazione, diretta o indiretta, dello Stato e delle società direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile, i cui soci di minoranza sono pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché degli enti pubblici economici. Si precisa, al riguardo, che la suddetta disposizione non si applica alle società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati. La disposizione prevede inoltre che tali riduzioni devono essere in misura non inferiore al 2,5 per cento nel 2014 ed al 4 per cento nel 2015, specificando altresì che nel calcolo della riduzione sono inclusi i risparmi da realizzare ai sensi di quanto previsto dal decreto di cui trattasi. Il comma 2 precisa che, ai fini della quantificazione del risparmio previsto dal comma 1, occorre far riferimento alle voci del conto economico ed ai relativi valori risultanti dai bilanci di esercizio approvati per il 2013. Ai sensi del comma 3, le società tenute alla realizzazione dei risparmi di cui al comma 1, entro il 30 settembre di ciascun esercizio, provvedono a distribuire agli azionisti riserve disponibili, ove presenti, per un importo pari al 90 per cento dei risparmi di spesa conseguiti in attuazione delle disposizioni di cui sopra. Inoltre, si dispone che le società medesime, in sede di approvazione dei bilanci di esercizio 2014 e 2015, provvedano a distribuire agli azionisti un dividendo almeno pari ai risparmi di spesa conseguiti, al netto dell'eventuale acconto erogato. Il comma 4 prevede che le società a totale partecipazione pubblica diretta dello Stato versino, per ciascuno degli esercizi considerati, ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato gli importi percepiti dalle proprie controllate ai sensi dell'articolo in commento. Ai sensi del comma 5, i compensi variabili degli amministratori delegati e dei dirigenti, per il biennio 2014-2015, sono collegati in misura non inferiore al 30 per cento ad obiettivi riguardanti l'ulteriore riduzione dei costi rispetto agli obiettivi di efficientamento di cui ai commi precedenti. Il comma 6 demanda al collegio sindacale la verifica del corretto adempimento dei commi precedenti, prevedendo che ne sia data evidenza nella pertinente relazione al bilancio d'esercizio, con descrizione delle misure di contenimento adottate. Infine, il comma 7 specifica l'esclusione delle società, per le quali risultino (alla data di entrata in vigore del decreto-legge) già avviate procedure volte ad una apertura del capitale ai privati, dall'applicazione di tale disposizione. Art. 21.