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lunedì 27 maggio si è svolto presso il Ministero dello sviluppo economico l'incontro relativo all'azienda Mercatone Uno, presieduto dal ministro Luigi Di Maio, a cui hanno partecipato il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial, il sottosegretario Davide Crippa, gli amministratori straordinari, il commissario giudiziario, i rappresentanti delle Regioni e i sindacati; durante l'incontro, gli amministratori straordinari e il commissario giudiziario dell'azienda hanno illustrato la situazione finanziaria che ha portato il Tribunale di Milano a dichiarare il fallimento, giudicandola insostenibile; nel frattempo c'è stata la chiusura del centro Mercatone Uno a Francavilla Fontana (Brindisi) senza preavviso alcuno per i dipendenti perché il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento; 35 persone sono rimaste senza un posto di lavoro e senza avere certezze sul proprio futuro; i rappresentanti sindacali hanno comunicato l'inizio dei presidi permanenti dei lavoratori del gruppo, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per limitare il più possibile le ricadute sociali di questa crisi aziendale; se non intenda adottare, con la massima urgenza, ogni iniziativa per il riavvio e la prosecuzione dell'amministrazione straordinaria, per procedere con una nuova vendita dell'azienda, nonché per l'attivazione degli ammortizzatori sociali. Atto n. 4-01746 LONARDO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: secondo un rapporto redatto dall'Anas e consegnato alle competenti Commissioni parlamentari, sarebbe di oltre 16 miliardi di euro il valore delle opere infrastrutturali da realizzare, già programmate, rinviate ad anni successivi; soltanto nel Mezzogiorno, come oggi ricorda l'autorevole quotidiano "Il Mattino", è stata rinviata al prossimo biennio l'avvio di 115 cantieri per un valore di 9,493 miliardi di euro, che rappresenta il 60 per cento degli oltre 16 miliardi di euro che l'Anas impegna su tutto il territorio nazionale; tali risorse, nonostante siano già stanziate, non vengono impiegate a causa di una serie infinita di ostacoli burocratici relativi alla condivisione dei progetti con gli enti locali interessati, ritardi nella presentazione dei pareri tecnici e allungamento dei tempi nell' iter organizzativo; in Campania sono stati rinviati 13 cantieri per un valore di 1,675 miliardi di euro; solamente sulla strada statale "Telesina", nel beneventano, si dovrà attendere un anno in più per avviare il quadruplicamento delle corsie di marcia; un investimento complessivo di quasi 790 milioni di euro, ritardato in attesa della pubblicazione delle ultime delibere Cipe e della definizione del progetto; gli stessi problemi si verificano con altre opere: sulla statale del Fortore, in provincia di Benevento, i lavori avranno inizio con tre anni di ritardo, per completare lo svincolo tra S. Marco dei Cavoti e S. Bartolomeo in Galdo, analogamente alla statale 268 del Vesuvio e alla statale 517 Bussentina; l'avvio dei lavori sul primo lotto della Caserta-Benevento, opera fondamentale per la valle Caudina, avverrà nel 2022, anziché nel 2020, si chiede di sapere: quali siano le ragioni per le quali gli stanziamenti determinati non riescono ad essere spesi, se per incapacità e per intoppi burocratici da parte dell'Anas; se risponda al vero il rinvio, in Campania, di cantieri del valore di 1,675 miliardi; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché tali opere, fondamentali per i rispettivi territori, vengano avviate nei tempi prestabiliti. Atto n. 4-01747 BATTISTONI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la crisi economica nella quale versa l'Italia resta lontana dalla sua risoluzione e, in questa particolare fase congiunturale, perdura la crisi generale del settore commerciale anche a causa della modifica delle "regole" del mercato del lavoro; in data 23 maggio 2019 è stata data la notizia della sentenza di fallimento della società "Shernon Holding" che gestiva i punti vendita "Mercatone Uno", che, in soli 9 mesi, ha accumulato un debito pari a 90 milioni di euro; nonostante il 30 maggio fosse stato convocato presso il Ministero dello sviluppo economico il tavolo di crisi, in data 25 maggio c'è stata la chiusura del centro Mercatone Uno a Monterosi (Viterbo) senza preavviso alcuno per i dipendenti perché il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento; la chiusura del centro ha causato il licenziamento di 48 dipendenti, per i quali ancora non si sa se verranno attivati gli ammortizzatori sociali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia in grado di confermare che la chiusura dell'attività derivi da una generalizzata crisi di settore oppure se sia dovuta ad una carenza di supporto da parte del Governo; se abbia posto in essere tutti i provvedimenti di propria competenza ed eventuali procedure di controllo sull'attività dell'azienda; se intenda assumere iniziative volte al dialogo con la proprietà e con i lavoratori licenziati a seguito della chiusura, per approfondire i motivi che hanno portato a questa decisione e trovare per loro possibili tutele, anche di reinserimento lavorativo. Atto n. 4-01748 GIRO Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 29 maggio 2019 è stata diffusa da tutte le agenzie di stampa la notizia sulle presunte minacce ai danni del sindaco di Roma Virginia Raggi con il rischio persino di un attentato dinamitardo da parte del clan dei Casamonica; il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie, Nicola Morra, si è immediatamente recato in Campidoglio dal sindaco Raggi per manifestarle pubblicamente la sua solidarietà; i maggiori esponenti istituzionali e politici, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera, il Ministro dell'interno, il presidente della Regione Lazio e il sindaco di Torino, hanno manifestato la propria solidarietà al sindaco; constatato che: la Procura di Roma non ha aperto alcuna inchiesta sulle minacce, rivelate da una fonte confidenziale alla Guardia di finanza, ritenuta tuttavia non attendibile; la notizia riferita alla Guardia di finanza, secondo la quale ambienti vicino al clan Casamonica avrebbero rivolto al sindaco di Roma e ad un pubblico ministero che si occupa di criminalità organizzata minacce alla loro incolumità, non ha trovato alcun riscontro oggettivo; allo stato, non ci sono elementi per avviare un procedimento; il pubblico ministero destinatario delle minacce non ha mai avuto modo di occuparsi dei Casamonica; in ogni caso, il Tribunale di Roma ha ritenuto di trasmettere la segnalazione alle autorità competenti di pubblica sicurezza per i necessari provvedimenti di tutela; il magistrato Alfonso Sabella, già ex assessore per la legalità del Comune di Roma con delega sul litorale di Ostia, in un'intervista a "Radio Cusano Campus" nella mattinata del 30 maggio ha espresso delle perplessità sulla reale fattibilità di un attentato dinamitardo ai danni del sindaco da parte del clan dei Casamonica, si chiede di sapere quali siano realmente i dettagli di tale vicenda che appare controversa e dai contorni incerti.