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confluiscono nell'alveo fluviale comune presente sul territorio nocerino i torrenti "Cavaiola" e "Solofrana", che nei primi giorni di novembre 2018 anno hanno trasportato una rilevante quantità di rifiuti nel tratto di fiume al confine tra Pompei e Castellammare di Stabia, determinando una condizione ambientale di forte disagio proprio a ridosso di questi due importanti centri urbani, soprattutto in situazioni atmosferiche di forte intensità pluviale; lo stesso fenomeno si è ripresentato in queste ultime settimane di pioggia lungo il tratto del canale "alveo comune nocerino", poche decine di metri prima di immettersi nel fiume Sarno, precisamente nel territorio della città di San Marzano; specificatamente, tonnellate di bottiglie di plastica e altri materiali hanno formato un vero e proprio tappo artificiale lungo il corso d'acqua; il suddetto scempio ecologico avviene in località "Ciampa di Cavallo"; considerato che: da numerosi studi si evince che lo sversamento di macroinquinanti contribuisce a danneggiare in maniera incontrovertibile e irreversibile non solo l'ambiente, ma anche la salute delle persone coinvolte; i rifiuti galleggianti sull'acqua, a oggi bloccati dagli ostacoli strutturali presenti nel letto del fiume, e dunque fermi nei pressi di ogni ponte, potrebbero riversarsi in mare, trascinati dalla corrente verso la foce, causando danni incalcolabili all'intero ecosistema marino, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione di grave disagio ecologico e quali provvedimenti intendano adottare per tutelare la salvaguardia della salute dei cittadini, nonché per promuovere azioni di salvataggio del territorio. Atto n. 4-01250 TURCO ROMANO LUCIDI GALLICCHIO CORRADO D'ANGELO CASTELLONE ANASTASI LANNUTTI PRESUTTO NOCERINO PISANI Giuseppe ANGRISANI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: al fine di mitigare gli effetti delle emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico di Taranto, negli anni '70 si procedette alla realizzazione delle "collinette ecologiche"; le collinette avrebbero dovuto arginare la dispersione delle polveri che le correnti trasportavano verso l'adiacente quartiere Tamburi; in data 5 febbraio 2019 i Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Lecce hanno posto sotto sequestro 9 ettari di terreno dove sorgevano le "collinette ecologiche", ritenendo fossero diventate un'enorme discarica a cielo aperto; secondo gli inquirenti, l'area ora sequestrata accoglie svariate tonnellate di rifiuti industriali derivanti dalle lavorazioni del polo siderurgico, quali loppa, scorie d'altoforno che, esposti all'azione degli agenti atmosferici, hanno riversato nei terreni e nell'ambiente circostante, sostanze altamente tossiche e cancerogene come diossine, furani, PCB, idrocarburi e metalli vari; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: ad ottobre 2018 i militari del nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro su di una superficie complessiva di 530.000 metri quadrati, dove erano stoccate circa 5 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi di origine industriale; la recente sentenza CEDU ha certificato che i cittadini di Taranto non sono stati tutelati dalle fonti inquinanti, che continuano ad inquinare l'aria, l'acqua e il sottosuolo per effetto della continuità produttiva e della mancata attuazione del piano di bonifica sull'intero territorio; considerato inoltre che è necessario conoscere lo stato di avanzamento delle opere di bonifica ed ottenere la rendicontazione di quanto già realizzato e impegnato, nonché la validazione scientifica delle stesse attività, si chiede di sapere: quali azioni i Ministri in indirizzo intendano adottare, al fine di procedere all'immediata bonifica delle aree oggetto di sequestro, considerando l'immediata vicinanza al centro abitato e tenendo conto delle criticità ambientali già presenti nell'intera area di Taranto; quali risorse intendano destinare per scongiurare qualsivoglia pericolo per la popolazione, oltre a quelle sino ad oggi stanziate per altre aree critiche; quali azioni intendano adottare al fine di rendere pubbliche sia la rendicontazione delle risorse sinora impiegate nelle operazioni di bonifica, sia la validazione scientifica dei risultati degli interventi di competenza del commissario straordinario. Atto n. 4-01251 FLORIDIA CORRADO DE LUCIA VANIN Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, è stata adottata la "Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133"; ai sensi dell'art. 2, comma 2, del regolamento, è stato specificato che "I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro"; all'art. 3, è stato altresì previsto che "Il sistema dei licei comprende i licei artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane" e, con riguardo a quest'ultimo indirizzo, è stata concessa la facoltà di attivare "l'opzione economico-sociale che fornisce allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alle scienze giuridiche, economiche e sociali"; senonché, aver disciplinato l'indirizzo economico-sociale quale mera opzione aggiuntiva al liceo delle scienze umane, attivabile soltanto in caso di positiva programmazione regionale, appare oggi agli interroganti fortemente anacronistico; invero, per la preminente rilevanza delle scienze giuridiche, economiche e sociali nel mondo moderno, da tempo riconosciuta negli altri sistemi educativi europei, anche in Italia si registra un deciso trend ascendente della domanda di accesso ai licei economico-sociali, oggi frequentati da oltre 60.000 studenti in più di 400 istituti; tale indirizzo di studio, del resto, promuove una forte interazione con il tessuto economico e sociale a livello locale, nazionale ed internazionale, e persegue la finalità di formare gli studenti ai lavori del futuro, anche tramite l'insegnamento di due lingue straniere e l'avvio di percorsi di internazionalizzazione come il corso Esabac o nuovi progetti di cooperazione con Paesi extraeuropei (quali, ad esempio, la Cina);