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Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il Governo, tuttavia, informa che valuterà di volta in volta opportune modifiche al fine di garantire che dalla necessaria modernizzazione delle statistiche non scaturiscano eccessivi oneri per gli Stati membri. Tali modifiche potrebbero riguardare l'articolo 11 sul contributo finanziario dell'Unione e l'articolo 13 sulle deroghe volte a tenere conto dell'aumento dell'onere e del tempo necessario per adeguarsi ai nuovi requisiti richiesti. Infine, si osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di 12 Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione (rifusione) Doc n. COM(2021) 85 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione (rifusione) (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La relatrice, senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che prevede di abrogare e sostituire il regolamento (UE) n. 531/2012, relativo al roaming telefonico nell'UE, dalla data di cessazione dei suoi effetti, stabilita dallo stesso regolamento nel 30 giugno 2022, al fine di aggiornarne la normativa e di prevederne la scadenza al 2032. Ricorda che il regolamento (UE) n. 531/2012 era stato modificato dal regolamento (UE) 2015/2120, per stabilire l'abolizione dei sovrapprezzi del roaming al dettaglio nell'UE a decorrere dal 15 giugno 2017, subordinatamente all'utilizzo corretto dei servizi di roaming e alla possibilità di applicare un meccanismo di deroga ai fini della sostenibilità. Ora, poiché il regolamento (UE) n. 531/2012 ha subito varie modifiche, l'obiettivo della presente proposta è quello di procedere alla sua rifusione, modificando nel contempo le tariffe massime all'ingrosso per garantire la sostenibilità della fornitura di servizi di roaming al dettaglio a prezzi nazionali, introducendo nuove misure per aumentare la trasparenza e garantendo un'effettiva esperienza di roaming a tariffa nazionale ( roam like at home - RLAH) in termini di qualità del servizio e accesso ai servizi di emergenza in roaming . Infatti, sebbene da un lato la relazione di riesame della Commissione del novembre 2019 ha confermato che le norme sul roaming a tariffa nazionale (RLAH) abbiano raggiunto il proprio obiettivo e che, in generale, il mercato del roaming disciplinato da tali norme funzioni bene, dall'altro lato ha concluso che, nonostante il verificarsi di alcune dinamiche concorrenziali sui mercati del roaming al dettaglio e all'ingrosso, le condizioni concorrenziali di base non sono cambiate e non è previsto che cambino nel prossimo futuro. Di conseguenza la normativa vigente relativa al mercato al dettaglio e all'ingrosso è stata ritenuta ancora necessaria e non può essere revocata. Le misure della presente proposta riguardano in primo luogo la definizione di tariffe massime di roaming all'ingrosso in tutta l'UE per le chiamate effettuate, gli SMS e i dati, a livelli inferiori rispetto a quelli vigenti fino al 30 giugno 2022. In secondo luogo intendono garantire che gli operatori possano fornire il RLAH e recuperare i costi a livello del mercato all'ingrosso in maniera sostenibile, stabilendo un percorso di riduzione ( glide path ) in due fasi di tali tariffe applicabili ai dati, alle chiamate vocali e agli SMS. Le nuove tariffe massime all'ingrosso dovrebbero fungere da livello di salvaguardia e garantire che gli operatori possano recuperare i propri costi. Esse dovrebbero inoltre consentire la fornitura diffusa e sostenibile di RLAH e lasciare al tempo stesso un margine per le trattative commerciali tra gli operatori. La proposta introduce, inoltre, nuove misure in materia di trasparenza, qualità del servizio e accesso alle comunicazioni di emergenza. In merito alla valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, la relatrice osserva che la base giuridica è individuata nell'articolo 114 del TFUE sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali ai fini del buon funzionamento del mercato interno. Si ritiene che la proposta sia conforme al principio di sussidiarietà dal momento che l'azione dell'UE risulta essenziale per il miglioramento del mercato unico delle comunicazioni elettroniche, poiché, trattandosi di servizi transfrontalieri, le azioni dei singoli Stati membri non risulterebbero efficaci a garantire il buon funzionamento del mercato del roaming dell'UE. La proposta risulta essere conforme al principio di proporzionalità in quanto si limita a stabilire un approccio comune destinato a garantire che gli utenti delle reti pubbliche di comunicazioni mobili che viaggiano all'interno dell'UE non paghino prezzi eccessivi rispetto alle tariffe competitive nazionali per i servizi di roaming all'interno dell'Unione quando effettuano e ricevono chiamate, inviano e ricevono SMS e utilizzano servizi di trasmissione di dati a commutazione di pacchetto. Inoltre, il regolamento si applicherà per un periodo di tempo limitato della durata di 10 anni, con scadenza al 30 giugno 2032. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il Governo, tuttavia, rileva due ambiti in cui, in sede negoziale, andrebbero apportate modifiche di importante miglioramento per il contesto italiano: il roaming sulle navi (si ritiene opportuno assicurare l'armonizzazione con il roaming "non terrestre") e le misure di trasparenza tariffaria. Infine, si osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di 10 Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 95 Proposta di decisione del Consiglio relativa al regime dei 'dazi di mare' nelle regioni ultraperiferiche francesi e recante modifica della decisione n. 940/2014/UE Doc n. COM(2021) 95 definitivo Proposta di decisione del Consiglio relativa al regime dei "dazi di mare" nelle regioni ultraperiferiche francesi e recante modifica della decisione n. 940/2014/UE (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile.