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Prima che si entri nel merito, infine, permettetemi di ringraziare gli Uffici della Commissione 8 a per il supporto prezioso che hanno sempre fornito in questa legislatura. (Applausi) . PRESIDENTE . Il relatore Paroli rinuncia ad intervenire. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Lupo. Ne ha facoltà. LUPO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel provvedimento che ci apprestiamo a convertire oggi ci sarebbero state indubbiamente misure importanti per il settore del trasporto aereo che, come ormai anche i muri del Senato sanno, seguo abbastanza; di fatto, ne va della competitività e del futuro del nostro Paese. La strada intrapresa per l'intermodalità e l'interconnessione è sicuramente già un segnale molto importante, però ancora si tratta di teorismo; perché il progetto diventi concreto ci vuole ancora molto tempo. Posso apprezzare le dichiarazioni del ministro Giovannini, ma di fatto c'è ancora molto da fare. Personalmente rivendico con forza alcuni emendamenti che ho presentato, tra cui quello che apre alla possibilità di installare pannelli fotovoltaici negli aeroporti delle isole minori: sembrano piccole gocce in mezzo al mare, ma di fatto aiutano a portare avanti il nostro Paese verso la sostenibilità, di cui molti si riempiono la bocca, ma purtroppo poco fanno. Come si sa, noi siamo fortemente propensi alla sostenibilità del trasporto aereo, che è sempre stata una nostra priorità e ancora lo sarà. Parallelamente, però, non è trascurabile il tema dell'aumento dei costi del carburante. Abbiamo aiutato gli autotrasportatori e aiutiamo il trasporto pubblico locale, però spesso non ci rendiamo conto che per un vettore, già in situazioni ordinarie, quello del carburante è uno dei costi maggiori da sostenere. Ci piace avere il volo puntuale, magari un aeroporto sotto casa e tutti i servizi, però dimentichiamo spesso la necessità di questi vettori, per i quali sono necessarie tonnellate di carburante: come facciamo a non aiutare? Questo Governo si interroga sulle necessità del settore o pensa solo ai "suoi" bisogni privati, da cittadino? La politica dovrebbe essere molto più attenta verso questo settore, non solo quando si tratta di urlare ai quattro venti per avere un aeroporto sotto casa. Questo è ciò che penso e credo di avere lavorato in questi quattro anni e mezzo per far capire come funziona questo settore (io stessa l'ho compreso molto meglio). Abbiamo presentato un emendamento - e lo ha fatto anche il senatore Paroli - per incrementare il fondo per aiutare i vettori aerei italiani. Anche qui c'è stato un diniego, non c'è stata forse alcuna attenzione e questo dispiace. Passando a un altro emendamento e a una nota dolente, con il Governo Conte II avevamo già dato 800 milioni di euro di ristori ai gestori aeroportuali. Abbiamo concesso questi soldi, perché tali soggetti hanno subito un forte impatto e una contrazione fortissima a causa della pandemia. Di questi 800 milioni di euro dati in pancia all'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), attualmente ne sono rimasti 170. Il problema è che erano da utilizzare entro il 2021, ma è normale che, visti i tempi per la realizzazione dei progetti e le tempistiche burocratiche, non sono stati elargiti tutti. È stato dunque chiesto al Governo di fare uno sforzo, insieme alla Ragioneria dello Stato - che dà motivazioni tecniche legittime, per carità - e di trovare una soluzione per utilizzare questi 170 milioni di euro a supporto di nuovi progetti, legati tra l'altro al PNRR, cosa che chiediamo a livello di Governo e di Stato italiano. Ho quindi chiesto, attraverso un emendamento, di cambiare la destinazione d'uso, per poter utilizzare queste risorse a supporto di nuovi progetti legati al PNRR per gestori aeroportuali, handler e società di manutenzioni. Non c'è stata però alcuna volontà e c'è stato un diniego, perché avrebbero potuto anche riformulare il testo e provare a fare uno sforzo. Invece questi soldi, molto probabilmente, verranno richiesti indietro e poi chi lo sa come verranno usati? Magari nella prossima legge di bilancio li daranno a qualcun altro. La domanda che mi pongo, dunque, è se davvero c'è attenzione verso questo settore e, soprattutto, dove andranno a finire questi soldi, che verranno sicuramente richiesti all''ENAC, che due giorni fa, però, li ha inseriti nel bilancio consuntivo che ha stilato. Sono cose molto bizzarre. A me dispiace e lo dico anche ai miei colleghi. Abbiamo parlato del Parlamento in termini di scatolette di tonno, ma spesso penso, in base a questa piccola esperienza, che forse è nei Ministeri che abbiamo problemi, come credo abbiamo riscontrato un po' tutti. Forse è con i Ministeri che non riusciamo a entrare in sintonia, perché è lì che si devono fare i decreti attuativi, mentre noi approviamo le leggi. Purtroppo, spesso e volentieri, qui sbandieriamo l'approvazione di leggi stupende, ma abbiamo solo dato un aiuto e poi, di fatto, tutto si perde nei meandri di quegli altri palazzi. Mi dispiace dirlo e non voglio fare ovviamente un attacco a tutti i dirigenti statali e dei Ministeri. Il Governo, ormai dimissionario, forse si occupa veramente solo degli affari correnti, ma sarebbe anche il caso di dare il nostro supporto e comunque anche risposte fino all'ultimo giorno, perché, al di là dei tecnicismi, ci devono essere ancora delle risposte politiche. Sia chiaro quindi che c'è il tema di aiutare l'amministrazione straordinaria di Alitalia, che è sempre stata trattata come ultima, ma non la si aiuta, neanche con un emendamento semplicissimo che ha proposta la collega Pergreffi, tra l'altro supportato dalla sottoscritta. Sostanzialmente, se non si aiuta l'amministrazione straordinaria, si rischia di non pagare i fornitori, i dipendenti ancora in amministrazione straordinaria, ovvero in cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS), e i dipendenti che fanno le buste paga. Secondo me, il settore del trasporto aereo è davvero figlio di un dio minore. Siete e siamo tutti bravi a parlare di voli e di aeroporti. Siamo bravissimi, però poi, nei fatti, abbiamo assistito all'avvio di una compagnia aerea come ITA addirittura senza un contratto collettivo nazionale, essendo totalmente statale, e c'è stato il silenzio. Questo lo dico perché abbiamo iniziato questa legislatura con un decreto che riguardava Alitalia e oggi parlo ancora del settore del trasporto aereo: mi auguro, almeno, in questi quattro anni e mezzo, di avere comunque trasmesso, da parte di chi si occupa di questo settore, un po' di attenzione in più. Ripeto però, purtroppo, che spesso e volentieri nei Ministeri dimenticano che fuori c'è gente che fatica anche per pagare gli stipendi statali. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) .