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Qui in Aula il Governo si deve assumere un impegno definitivo, entro luglio, a risolvere questo problema e la strada principe è quella che diceva il collega che mi ha preceduto, vale a dire riportare la soglia dei 500.000 euro, che è il de minimis , stabilito allora, dell'Unione europea e non deciso da noi. Questo risolverebbe il problema, tant'è che avevo anche ipotizzato una correzione dell'emendamento proprio per dire questo. In ogni caso, se ci fosse un impegno dell'Esecutivo e tutta l'Assemblea fosse convinta, di fronte a questo impegno del Governo, a non andare al voto, allora staremmo tutti sull'impegno del Governo. Diversamente, se si dovesse andare al voto, noi voteremo questi emendamenti. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Chiedo un attimo l'attenzione dei presentatori dei tre emendamenti identici 1.0.113, 1.0.114 e 1.119. Mi sembra che dal dibattito sia emerso che pur in presenza di un parere contrario, sulla linea di principio non ci sia un disaccordo da parte del Governo. Sarebbe valutabile una trasformazione di questi tre emendamenti identici in un ordine del giorno? Senatore Quagliariello, lei sarebbe disponibile? *QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, io chiederei al Governo, anche sulla base di quello che ha detto ora il senatore Errani, una precisazione delle sue dichiarazioni. Se da parte del Governo c'è un impegno preciso, così come evidentemente lei auspica, io credo che ci sarebbe la disponibilità di tutta quanta l'Assemblea. Ma l'impegno deve essere inequivocabile e il Governo non deve nemmeno pronunziare - se posso dare un consiglio, la mia non è una minaccia - l'espressione «aiuti di Stato», perché è esattamente questo il punto: il de minimis non è un aiuto di Stato. In questo senso ci sono due emendamenti, oltre ai tre che ha richiamato lei, e poi c'è l'emendamento del senatore Marsilio, che ha una natura interpretativa, cioè è volto a dare l'interpretazione corretta, per cui tra la data in cui il provvedimento fu pubblicato in Gazzetta Ufficiale (novembre 2011) e la data nella quale entrò in vigore (1° gennaio 2012) vale la data nella quale la volontà popolare si espresse. Se si fa valere questa interpretazione, che se crediamo minimamente alla sovranità spetta al Governo italiano, il problema è risolto. È semplicemente un problema interpretativo, che non implica nemmeno considerazioni di bilancio, perché saremmo tutti d'accordo - e anche l'Europa dovrebbe prenderne atto - che se l'interpretazione è quella secondo la quale la misura rientra nel termine del 2011, evidentemente vale il de minimis a 500.000 euro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Senatore Quagliariello, scusi, voglio un sì o un no: non stiamo parlando dei successivi tre emendamenti, l'1.0.116, l'1.0.117 e l'1.0.118. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Forse sono stato un po' prolisso, senza una precisazione del Governo. PRESIDENTE . Perfetto, benissimo. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.113, presentato dal senatore Quagliariello e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 1.0.114, presentato dai senatori Marsilio e Zaffini, e 1.119, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.116, identico agli emendamenti 1.0.117 e 1.0.118, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Chiedo ai presentatori se insistono per la votazione. MARSILIO (FdI) . Sì, signor Presidente. ARRIGONI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP) . Signor Presidente, la Lega - come ha fatto nella Commissione speciale su atti urgenti del Governo - è disponibile a ritirare e trasformare l'emendamento 1.0.118 in un ordine del giorno analogo a quello presentato in quella sede e che - lo sottolineo - è stato approvato all'unanimità. Qualcuno mi potrà obiettare che ripresentare un analogo ordine del giorno può essere superfluo; in realtà, quest'ordine del giorno chiede sostanzialmente due cose al Governo: impegnarsi ad intraprendere con le istituzioni europee, in particolare con la Commissione, una negoziazione in ordine alla procedura d'infrazione che è stata avviata; e, nelle more di queste interlocuzioni, valutare l'opportunità di prorogare il termine di presentazione delle osservazioni, ad oggi fissato al 22 luglio, di ulteriori sessanta giorni (due mesi). In realtà, su questo secondo argomento l'Assemblea ieri ha approvato un emendamento del relatore Patuanelli, l'1.0.2.000, che chiedeva - e ha ottenuto - la proroga di due mesi della presentazione delle osservazioni. Tenuto conto però che la conversione del decreto potrebbe arrivare a ridosso della data del 22 luglio, magari uno o due giorni prima o due o tre giorni dopo, ritengo opportuno che il Governo, qualora dovesse emanare nelle prossime ore e nei prossimi giorni un decreto di proroga dei termini, si impegni a riprendere questa norma e a inserirla in quel testo. Il testo è identico a quello approvato e ne ho qui una copia, che lascio agli atti: l'appello che muovo al Governo è di esprimere parere favorevole e quello che rivolgo a tutta l'Assemblea è di sostenere all'unanimità questo ordine del giorno, che diventerebbe un ulteriore vincolo per il Governo rispetto agli impegni testé illustrati dal sottosegretario Castelli. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. PATUANELLI, relatore . Il parere sull'ordine del giorno è favorevole. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il mio parere è conforme. PRESIDENTE . A questo punto, prima di procedere al voto dell'ordine del giorno, chiedo al senatore Verducci e al senatore Marsilio se vogliono sottoscriverlo e ritirare i propri emendamenti oppure se intendono mantenerli. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, la ringrazio: per le motivazioni dette prima, ossia l'urgenza e l'attesa delle imprese aquilane, chiediamo che l'emendamento 1.0.116 venga posto in votazione. MARSILIO (FdI) . Concordo per il mantenimento, signor Presidente, nel mio caso dell'emendamento 1.0.117. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.0.118, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . È stato approvato all'unanimità, come richiesto dal senatore Arrigoni: complimenti.