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Penso - per fare un ultimo esempio - al settore saccarifero, rispetto al quale sarebbe necessario avviare un piano di interventi strutturali, dato che la crisi del comparto dura ormai da molti anni, al punto che molte aziende hanno dovuto abbandonare la coltivazione delle barbabietole. Il testo di cui discutiamo è dunque ricco, purtroppo, di occasioni mancate, non ultima quella di metodo, in ragione della quale il Governo e la maggioranza non hanno consentito modifiche, che pure sarebbero state necessarie. È il caso dei danni causati all'agricoltura dalla fauna selvatica, rispetto ai quali si è confermato di non volervi fare alcun cenno, e ciò, nella prospettiva di questo Governo potrà, forse, essere legittimo. Ci si consenta però di dire che sarà altresì legittimo che questa parte dell'Emiciclo si faccia carico con responsabilità di avanzare una proposta di intervento ad hoc , che solo una compagine governativa sorda alle istanze del Paese potrebbe non condividere. Quello di cui siamo certi, sin qui, è che con il provvedimento che andiamo a convertire, si è troppo diffusamente deciso di non agire, o di agire poco, a riprova del fatto che, sorda o no alle istanze del Paese, per buona parte della maggioranza è comunque più facile opporsi e dire di no, invece che agire e governare con coraggio. Ne prendiamo atto con rammarico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'agricoltura italiana e i prodotti che ne derivano hanno l'urgenza di essere valorizzati in campo nazionale e internazionale. Il primato riconosciuto all'Italia dei prodotti tutelati ha bisogno di ulteriori sforzi in favore del più ampio apprezzamento; di una maggiore redditività per gli agricoltori; di una promozione che miri a valorizzare la qualità di tutto il comparto agroalimentare, in modo da mantenere e accrescere la nostra supremazia in Europa, alla ricerca di nuove direzioni oltre il nostro Continente, per stabilire e rafforzare le rotte commerciali, come sta avvenendo in maniera efficace con questo Governo. Ed è proprio per dare seguito alle predette buone intenzioni che è necessario porre attenzione alle crisi che attraversano i vari settori dell'agricoltura, aggravati dai sempre più frequenti fenomeni atmosferici dannosi. Questo è stato fatto con il decreto-legge in questione che ci avviamo a convertire in legge. È stata posta immediatamente l'attenzione all'insostenibile calo dei prezzi del latte ovino caprino e alle produzioni lattiero-casearie, problema evidente in Sardegna che ha motivato le clamorose proteste dello scorso febbraio. Per superare questa drammatica condizione l'impegno è stato massimo in modo da garantire una maggiore trasparenza nelle relazioni contrattuali, trovando un accordo con i rappresentanti di categoria al fine anche di individuare le misure di sostegno al comparto e un prezzo accettabile del latte, visto il drastico calo ben al di sotto dei costi di produzione. Abbiamo istituito un fondo con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per quest'anno, volto a favorire la qualità e la competitività del latte ovino attraverso il sostegno ai contratti di filiera e di distretto; la promozione di interventi di regolazione dell'offerta di formaggi ovini a denominazione di origine protetta (DOP), nel rispetto della vigente normativa europea, nonché attraverso la ricerca, il trasferimento tecnologico e gli interventi infrastrutturali del settore di riferimento. L'auspicio ora è quello di una celere attuazione delle misure previste dato il pesante stallo nel quale le aziende sono state costrette per troppo tempo. Nel rilancio dei settori agricoli in crisi e nel sostegno alle imprese agricole colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale sono state previste specifiche misure a vantaggio del settore agrumicolo. Al riguardo, è stato istituito un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2019 volto a coprire le spese sostenute per gli interessi sui mutui bancari. Attenzione particolare, poi, è stata dedicata alle aziende olivicole pugliesi. Il settore olivicolo-oleario, che rappresenta il cuore pulsante dell'economia territoriale pugliese, ha subìto ingenti danni con le gelate tardive di fine febbraio e inizio marzo del 2018. È stato perciò necessario risollevare le sorti di tantissimi agricoltori in difficoltà che, presi alla sprovvista, non hanno sottoscritto le relative polizze assicurative. Attraverso il disposto dell'articolo 6 del decreto-legge oggi in esame, dunque, si è esteso l'accesso agli interventi previsti per favorire la ripresa delle attività produttive proprio alle imprese agricole ubicate nella Regione Puglia, aspramente colpite dal maltempo. A queste risorse disponibili si aggiunge la possibilità di attivazione di ulteriori misure di aiuto a carico di fondi europei destinati al ripristino della potenzialità produttiva, presenti nel Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Puglia. L'olivicoltura pugliese è in ginocchio anche a causa del batterio xylella nella penisola salentina, che chissà dove potrebbe spingersi. La politica passata non è mai stata in grado di affrontare seriamente il problema e di arrivare a una soluzione concreta. Questo Governo si è invece impegnato seriamente nella ricerca della migliore soluzione possibile, essendo consapevole dei danni che il batterio ha cagionato e continua a cagionare agli olivicoltori, ormai stremati da anni di criticità irrisolte. È ora di agire e, proprio per difendere il paesaggio e l'ambiente, è necessario essere incisivi per contenere questo fenomeno patologico conclamato, senza però perdere di vista la salvaguardia degli ulivi monumentali. Per tale motivo, dopo aver studiato a fondo la questione e aver ascoltato il parere di esperti, è stato messo in risalto che è possibile eradicare anche i soli ulivi infetti, evitando così di distruggere l'inestimabile ricchezza paesaggistica, economica e sociale costituita dagli uliveti pugliesi. A tal fine, è necessaria un'attenzione particolare nel mettere in atto interventi mirati. È, infatti, indispensabile monitorare costantemente la presenza dell'infezione e nel contempo attuare regolari buone pratiche agricole. Ampiamente supportata, la ricerca scientifica continuerà il suo incessante lavoro sulle cultivar resistenti al batterio autoctone e rispettose della biodiversità per comprendere con sempre maggior oggettività scientifica le concause e le modalità di propagazione dell'infezione da xylella. Prendere le idonee misure per arginare e contenere il fenomeno dannoso è necessario e urgente. Allo stesso tempo è indispensabile studiare ogni soluzione in grado di prevenire un possibile riproporsi della batteriosi. Inoltre, l'Esecutivo deve impegnarsi a valutare, ogni volta in cui è prevista la rimozione delle piante, la possibilità di attribuire un interesse storico all'intero uliveto e non soltanto a singole piante e, quindi, valutare se l'uliveto in questione abbia caratteristiche pregevoli e funzionali all'assetto idrogeologico quali zone in pendio.