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Era semplicemente la volontà di essere voce - come dovrebbe essere il Parlamento in qualità di organo di rappresentanza dei cittadini - dei sindaci, dei Comuni, dei cittadini, della popolazione e delle imprese che stanno operando nei territori del cratere in un clima, dopo tre anni, ancora di emergenza. Non è giusto che il Parlamento non possa lavorare unito, tutti insieme, per il bene di una Nazione meravigliosa come l'Italia, ma una Nazione, come sappiamo bene tutti, fragile. Il green new deal è la bandiera di questo Governo. Green new deal vuol dire attenzione primaria ai temi dell'ambiente, della sostenibilità, della salute pubblica e conseguentemente ai temi del lavoro. Ecco, dove sta la rivoluzione all'interno di questo provvedimento? È arrivato ad ottobre alla Camera dei deputati composto da 10 articoli: è un provvedimento superficiale, scritto male e con pochi punti, tant'è che dai 10 articoli inziali, dopo l'esame della Camera, è stato trasmesso al Senato composto da 52 articoli. Vuol dire c'è voluto tanto lavoro per renderlo almeno plausibile. Poi è arrivato in Senato, all'interno del quale tanti rappresentanti dei cittadini vivono in quelle zone e dove abbiamo chiesto la possibilità - che ci è stata concessa -di svolgere delle audizioni, in occasione delle quali i sindaci e le imprese che stanno lavorando su quel territorio ci hanno segnalato tutta una serie di criticità che il provvedimento non andrà a sciogliere. Mi riferisco, per esempio, alle criticità che riguardano lo stato di emergenza in senso stretto, perché ogni momento si protrae uno stato d'emergenza, ma a spizzichi e bocconi, un pezzettino alla volta, e questo non consente né programmazioni, né calendarizzazioni dei lavori da parte dei sindaci. Lo stesso dicasi per la stabilizzazione del personale: i sindaci hanno alle proprie dipendenze del personale a tempo determinato; lo formano, il personale cresce, dopodiché vede interrotto il proprio rapporto di collaborazione e bisogna ricominciare tutto da capo. Duecento unità di personale erano state assegnate all'interno dello sbloccacantieri alla zona del sisma: di queste unità ne sono arrivate zero. È una situazione che non può andare avanti. Di fatto, la zona del cratere del sisma è il più grande cantiere d'Italia e, come tale, dovrebbe essere considerato e affrontato. Paradossalmente, si poteva trasformare una tragedia in un'opportunità, ma probabilmente il Governo, chi ci dovrebbe dare gli indirizzi, è cieco e non vede. Quando succedono catastrofi di questo tipo, per cui dicevo che l'Italia è un Paese fragile, siamo i più bravi nei primi sessanta giorni dopo la tragedia ad affrontare l'emergenza. Dopodiché tutto va nel calderone burocratico di un sistema che, se non ci sono elezioni imminenti o qualcosa che accende i riflettori, fa bloccare tutto. Si ricorre alla decretazione di urgenza anche per questo provvedimento. Decretare vuol dire fare le cose male, facendo lavorare una Camera sola. Oggi voi porrete la questione di fiducia, ma la fiducia in questo caso, su un provvedimento del genere, purtroppo non è un sentimento, quello che dovrebbero provare i cittadini nei confronti delle istituzioni. In quest'Aula, che ormai lavora a botte di decreti-legge e di questioni di fiducia, si trasforma di fatto in un'azione meccanica per tenere insieme Gruppi che non hanno niente da spartire l'uno con l'altro e che stanno insieme probabilmente soltanto per una reciproca convenienza. La fiducia la troverete soltanto all'interno di quest'Aula, perché i cittadini la stanno perdendo completamente nei vostri confronti e quindi, di conseguenza, quando ci sarà - speriamo molto presto - il vaglio del giudizio della cittadinanza, staremo a vedere. Pensiamo ai sette terremoti, alla gestione ingestibile del problema delle macerie, ai tre punti fondamentali, nella zona del cratere, che ancora non sono stati risolti: il problema della casa, il problema del lavoro e il problema dello spopolamento. Abbiamo cercato di essere il più possibile propositivi, abbiamo cercato di proporre proposte di buon senso, ma niente: non è stato ascoltato niente. Ho continuato a ripetere alla maggioranza che non è peccato e non si va all'inferno se si condividono delle proposte buone e sensate, ma probabilmente l'umiltà non fa parte delle caratteristiche di questa maggioranza. Manca il metodo e manca un'azione sistematica. PRESIDENTE. Senatrice Gallone, la invito a concludere. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, concludo dicendo che le proposte non sono state recepite e che il grido delle popolazioni e dei sindaci continua a levarsi alto. Noi lo sentiamo, voi non lo sentite: la vera emergenza del Paese è mandare a casa questo Governo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, al di là degli schieramenti politici, nessuno in questo Paese può dimenticare le tragedie associate ai terremoti, che hanno colpito L'Aquila nel 2009, la Pianura Padana nel 2012, il cratere sismico dell'Italia centrale nel 2016 e nel 2017, Ischia nel 2017, la Sicilia nel 2018. Centinaia di persone hanno perso la vita, centinaia di paesi e case sono stati distrutti e migliaia di persone senza casa sono state costrette a emigrare, un ricco patrimonio artistico e culturale è risultato compromesso o perduto e vaste aree desertificate. Il nostro Paese, oltre ad essere uno dei più belli, con una ricchezza culturale e artistica senza pari, è anche un territorio estremamente fragile, interessato da intensi movimenti tettonici, che generano un'elevata pericolosità e un rischio sismico diffuso. Il decreto-legge in esame vuole intervenire su aspetti non presi in considerazione in precedenza e accelerare la ricostruzione. Purtroppo, la fase di emergenza è ancora in atto e per tale motivo l'emergenza è stata prorogata al 31 dicembre 2020. Il perdurare dell'emergenza è tangibile, osservando la viabilità che deve essere ripristinata, per la necessità di mettere in sicurezza i versanti interessati da frane, che hanno coinvolto strade, ponti e viadotti, lasciando isolate, o comunque con accessi estremamente problematici, intere frazioni. Il decreto-legge contiene una serie di provvedimenti che riguarda i cittadini, i tecnici e le imprese. Non possiamo dire che nel provvedimento che siamo chiamati a votare non c'è nulla, perché la riduzione del 60 per cento della restituzione della busta paga pesante è importante per queste comunità. (Applausi dal Gruppo M5S) . E il restante 40 per cento potrà essere rateizzato in dieci anni. C'è poi l'eliminazione dell'IMU sugli immobili inagibili, per far sì che al danno non si aggiunga la beffa di dover pagare tasse per un bene di cui non si può godere. Sono stati stanziati contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per attività imprenditoriale per persone sotto i quarantasei anni di età, ma senza alcun limite d'età per i Comuni più danneggiati. Si tratta di un provvedimento volto a mantenere i giovani nelle aree del terremoto. Sono previsti contributi a fondo perduto e mutui a tasso zero per le imprese agricole: