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Voglio ricordare al senatore Giacobbe, secondo cui non basta l'indagine conoscitiva che è già stata approvata dalla Commissione affari esteri, emigrazione, di cui fa parte e di cui sarà nominato relatore di minoranza, che se quell'indagine non basta, molto probabilmente dovrebbe rifiutare l'indicazione di essere relatore di minoranza. PRESIDENTE. La invito a rivolgersi alla Presidenza. PETROCELLI (M5S) . Il voto del MoVimento 5 Stelle sulla mozione in esame sarà dunque contrario. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 24, presentata dal senatore Giacobbe e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). MALPEZZI (PD) . Lega pigliatutto! Complimenti ai 5 Stelle! Discussione delle mozioni nn. 31 e 89 sulla coltivazione e commercializzazione della canapa PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00031 , presentata dal senatore Mallegni e da altri senatori, e 1-00089 , presentata dalla senatrice Boldrini e da altri senatori, sulla coltivazione e commercializzazione della canapa. Ha facoltà di parlare il senatore Mallegni per illustrare la mozione n. 31. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, mi consenta una prima battuta: la mozione è stata presentata nel luglio del 2018 e mi pareva, francamente, un "argomentino" piuttosto importante, anche perché francamente eravamo in attesa di un decreto ministeriale che sarebbe dovuto intervenire sei mesi dopo l'approvazione della legge. Non è responsabilità di questo Governo; o meglio, a luglio non era responsabilità di questo Governo la mancata emanazione del decreto ministeriale, ma ovviamente oggi, dopo dieci mesi di attività di governo, la responsabilità questo Esecutivo la condivide con il precedente. Mi riferisco alla legge n. 242 del 2 dicembre 2016, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre. Entro il giugno 2017 avrebbe dovuto essere emanato un decreto ministeriale volto a stabilire la famosa percentuale di principio attivo consentita all'interno degli alimenti, delle bevande che contenevano la cannabis . Non mi vorrei concentrare troppo sulla percentuale di tutto questo, ma vorrei che ci si concentrasse sugli effetti che dal 30 dicembre 2016 ad oggi sono scaturiti rispetto all'utilizzo, autorizzato per legge, di questa droga. (Brusio. Richiami del Presidente). Signor Presidente, alla fine chiederemo a tutti i colleghi la disponibilità a fare l'analisi del capello, come andava di moda qualche anno fa, così vedremo come mai il brusio è così forte. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. Mi sembra una ritorsione eccessiva. Senatore, prosegua nella illustrazione. MALLEGNI (FI-BP) . Il mio capello, anche se corto, è a disposizione. Dicevo che il problema non sta tanto nel decreto ministeriale, che comunque era necessario e importante, ma nella norma, nella famosa legge n. 242 del 2016, rispetto alla quale ci si chiede da chi sia stata approvata. Dal Parlamento? Da quest'Assemblea del Senato? No, l'ha approvata in sede deliberante una Commissione in cui gran parte dei componenti era assente. A quella seduta di Commissione in cui è stata approvata la legge in sede deliberante, Forza Italia non ha partecipato, perché non condivideva il principio, le finalità né gli obiettivi di quella norma; in compenso hanno partecipato i Gruppi Partito Democratico, ovviamente ispiratore della norma, MoVimento 5 Stelle, Nuovo Centrodestra e il Gruppo per le Autonomie e da soli, 14 o 15 persone su 315, hanno approvato una norma che si è insinuata nelle strade, nelle piazze, nelle famiglie, nelle imprese, nella vita quotidiana di tutti i giorni. Questo è il tema. Se facciamo finta che nulla sia accaduto, la cosa è ancora più grave: territorio, giovani, cultura della legalità, luoghi oscuri, impossibilità e incapacità da parte delle Forze dell'ordine di fermare un' escalation assurda, perché non esistono droghe leggere e droghe pesanti; esistono le droghe e questo è un altro concetto caro a tutti noi. Esistono le droghe e basta. Dovete sapere che nel 2017, quindi l'anno in cui il provvedimento è stato efficace, c'è stato l'11,5 per cento in più di sanzioni elevate dalle Forze dell'ordine per l'utilizzo di sostanze stupefacenti. Dovete sapere che gli incidenti stradali con feriti e morti nell'anno 2017 sono stati 1690, con una percentuale significativa, paragonata alla percentuale dell'anno precedente, legata all'utilizzo di sostanze stupefacenti. Dovete sapere che negli Stati Uniti, all'interno degli Stati in cui c'è stata la legalizzazione della cosiddetta droga leggera, si è registrato un aumento del 6 per cento di mortalità dovuta ad incidenti stradali, e tutti legati all'utilizzo di stupefacenti. Ora, la questione è, appunto, questa. Quello che noi oggi vogliamo capire nel dibattito parlamentare (e io spero che emerga anche, alla fine, nel voto finale) è se coloro i quali non hanno partecipato a questo disastro legislativo e che oggi potrebbero avere i numeri per poter ribaltare il risultato hanno la voglia di farlo. C'è la voglia di farlo? Io spero anche in coloro i quali all'epoca l'hanno sostenuta perché, quando il Governo uscente, quindi precedente a questo, prima di andare via, attraverso la figura del segretario generale del Ministero della salute, chiese al Consiglio superiore di sanità un punto di vista, un parere, sulla commercializzazione e l'utilizzo della cosiddetta cannabis , anche in percentuale ridotta (la cosiddetta cannabis light ), il Consiglio superiore di sanità dette delle risposte lapidarie. Quindi, non Massimo Mallegni o Forza Italia, ma il Consiglio superiore di sanità ha affermato che per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, tali sostanze possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; che tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e quindi gli effetti psicotropi che questi possono produrre, sia a breve che a lungo termine sono pericolosi; e, ancora ha affermato: «così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come 'sicura' e 'priva di effetti collaterali' si traduca in un danno per se stessi o per altri». Insiste il Consiglio superiore di sanità ritenendo, relativamente alla questione dell'utilizzo delle cosiddette infiorescenze di cannabis che: «in forza del parere sopra espresso circa la loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto percentuale, pone certamente motivo di preoccupazione e raccomanda che siano attivate, nell'interesse della salute individuale pubblica, in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti». Ebbene, invece, cosa succede? Che ad ogni angolo di strada abbiamo quelli che, probabilmente, nel Nord Europa si chiamano coffee shop . Abbiamo luoghi in cui si vende la cannabis light in ogni bevanda, nei prodotti, nelle caramelle, nei dolcetti. Ma solo per chi ha figli e per i ragazzi vi è questo problema? No.