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Voglio però solo ricordare che la nostra attività parlamentare nelle materie europee ci impone un onere supplementare di lavoro poiché spesso le regole del nostro ordinamento sono predefinite a livello europeo, e noi dobbiamo contribuirvi in funzione propositiva e costruttiva. Inoltre, lo strumento del recepimento della normativa arriva solitamente a valle di un accordo che le istituzioni europee hanno già raggiunto. Ecco perché ritengo importante sensibilizzare, anche in questa sede, affinché sia sempre più strategica, importante e pregnante la partecipazione attiva del Parlamento alla fase di costruzione e negoziazione della norma europea (la cosiddetta fase ascendente). Dobbiamo essere sempre più bravi a intervenire in quella fase. Come Parlamento lo facciamo ormai insieme con il Presidente del Consiglio prima di ogni Consiglio europeo. Si tratta di un modello - aggiungo e concludo - che andrebbe tuttavia replicato anche a livello dei singoli consigli di settore, con la prospettiva di recuperare un ruolo più incisivo nei lavori del Consiglio e per dare maggiore supporto al Governo per la responsabilità che ha di portare la nostra posizione nei trattati e nelle discussioni che si tengono in Europa. Per quanto riguarda l'articolato del disegno di legge, ribadisco di rinviare al testo scritto del mio intervento, che chiedo di poter depositare. (Applausi) . PRESIDENTE . Ha chiesto di parlare per integrare la relazione scritta il senatore Candiani, relatore sui documenti LXXXVI, n. 4, e LXXXVII, n. 4. Ne ha facoltà. CANDIANI, relatore sui documenti LXXXVI, n. 4, e LXXXVII, n. 4 . Signor Presidente, onorevoli senatori, la relazione consuntiva rappresenta il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea durante l'anno precedente; mentre la relazione programmatica assume una valenza maggiormente politica, poiché riflette la visione generale del Governo in carica sulle prospettive future dell'Unione europea, e indica le sue intenzioni politiche sui singoli dossier europei. Il testo della relazione consuntiva 2020 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative di cui alla legge n. 234 del 2012, ed è articolata in cinque parti. La prima è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali, e si divide a sua volta in due capitoli: il primo concerne le questioni istituzionali con particolare riferimento al dibattito sul futuro dell'Unione europea, al processo di integrazione, ai negoziati sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e alle future relazioni con il Regno Unito; il secondo riguarda il coordinamento delle politiche macroeconomiche e, in particolare, delle politiche economiche dell'Unione europea. La seconda parte, quella più consistente del documento, è dedicata alle misure adottate nel quadro delle politiche orizzontali e settoriali, tra cui le politiche per la migrazione, mercato interno, fiscalità e dogane, imprese, ricerca e sviluppo, ambiente, energia, trasporti, agricoltura, politiche di coesione, occupazione, affari sociali, salute, istruzione e gioventù, cultura e turismo, ma anche certamente giustizia e affari interni, riforma delle pubbliche amministrazioni. La terza parte, concernente la dimensione esterna dell'Unione europea, descrive l'operato del Governo in relazione alla politica estera e di difesa europea, l'impegno nell'area mediterranea e nell'area dei Balcani occidentali con i Paesi africani di origine delle migrazioni e i finanziamenti del Fondo europeo per la difesa, il commercio internazionale, la cooperazione allo sviluppo e il Servizio europeo per l'azione esterna. La quarta parte è dedicata alla comunicazione e formazione delle attività dell'Unione europea, in cui si tratta anche la promozione di iniziative sul dibattito del futuro dell'Unione europea. La quinta parte tratta, infine, le attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo alle attività del Comitato interministeriale per gli affari europei, al coordinamento in materia di aiuti di Stato sulle procedure di infrazione, nonché alle azioni antifrode fiscale e alla cooperazione amministrativa nel mercato interno. Va evidenziato il fatto che non figura più la sezione relativa agli adempimenti di natura informativa da parte del Governo al Parlamento e agli enti territoriali, in cui rientrava l'attività di informazione qualificata sulle proposte legislative europee, che resta invece esplicata unicamente nella tabella di cui all'appendice quarta. La relazione è completata infine dai cinque allegati: i primi tre concernono i Consigli dell'Unione, i Consigli europei, i flussi finanziari dell'Unione all'Italia e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. Il quarto allegato - come accennato - contiene un elenco di risoluzioni adottate dal Senato e della Camera del 2020 su proposte legislative e altri documenti europei, senza riportare più, come nella relazione dell'anno precedente, il dispositivo delle indicazioni di indirizzo politico e soprattutto la descrizione delle azioni messe in atto dal Governo per darvi seguito. Al riguardo si rimarca il peso di tale carenza informativa del Governo nei confronti del Parlamento. Onorevoli senatori, la relazione programmatica per il 2021 si apre con una premessa che fa riferimento all'eccezionalità della situazione derivante dalla crisi pandemica da Covid-19, in cui tuttavia i tre pilastri già precedentemente delineati dalla Commissione europea, ovvero il green deal , l'innovazione e la digitalizzazione, la coesione sociale, restano gli obiettivi principali dell'Unione su cui basare non solo la ripresa dalla crisi sanitaria ed economica, ma anche il nuovo progetto di integrazione europea. La relazione, quindi, non soltanto si innesta sul programma di lavori della Commissione europea, che ne rimane comunque il principio ispiratore, ma si integra anche con il più ampio orizzonte del Next generation EU. Il testo della relazione, inoltre, come di consueto, è preceduto da una sintesi che enuclea le singole posizioni e le azioni che il Governo intende concretamente portare avanti, in relazione a ciascuno dei settori delle politiche dell'Unione europea. A tale proposito, si richiama la necessità che il Governo dia corso a tutti gli impegni e indirizzi politici inerenti la partecipazione dell'Italia all'Unione europea deliberati in sede parlamentare e - aggiungo - che si impegni a coinvolgere il Parlamento, soprattutto su politiche importanti come quelle relative alle riforme fiscali. A seguire, il corpo della relazione programmatica è strutturato in quattro parti, articolate al loro interno in macrotematiche. Il rapporto è arricchito con dati statistici di settore forniti dall'Istat, in particolare in materia di green deal , crescita economica, innovazione e digitalizzazione, politiche attive del lavoro e migrazione. La prima parte - ovvero lo sviluppo del processo di integrazione europea - è dedicata alle politiche e alle iniziative volte al rafforzamento del processo di integrazione europea sotto il profilo sia economico che istituzionale, con particolare riguardo alla necessità di dare nuovo slancio alla democrazia europea, in cui i cittadini abbiano un ruolo maggiormente incisivo nel processo decisionale e più attivo nella definizione delle priorità.