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È il politicamente corretto, è il pensiero unico. Guardate che quanto sta avvenendo e quanto leggiamo sui giornali, ma soprattutto sui social , è che chi non la pensa come la senatrice Cirinnà deve essere insultato dalla mattina alla sera. (Applausi) . Non è consentito che qualcuno non la pensi alla vostra maniera e questo è gravissimo. Noi stiamo subendo, sì, violenza, odio e discriminazione, perché nessuno di noi vuole far passare il vostro modello. Parlando di queste materie ci saremmo aspettati che si parlasse di amore; invece, in questa proposta di legge, si parla di odio, che è la cosa più grave. Si parla di discriminazione, ma per il proprio pensiero. Colleghi, fate un'altra riflessione. Vi sembra giusto, su una materia così complicata, delicata e difficile, anche nella sua spiegazione, lasciare tanta discrezione ai magistrati? Io sono terrorizzata. Ci sono tantissimi magistrati in Italia che fanno assolutamente bene il loro lavoro, con passione, con dedizione e con equità. Ma abbiamo una piccola parte di magistrati che sono ideologicamente e politicamente esposti. E io domani devo essere giudicata da uno di questi, che magari nel suo giudizio impone la sua ideologia, che è uguale al vostro modello? Io credo che tutto questo dovrebbe preoccuparci. Una cosa che mi preoccupa profondamente è che lo Stato di diritto dovrebbe occuparsi dei più deboli, di coloro che non hanno possibilità di difendersi, ossia dei bambini. I bambini sono completamente dimenticati e credo sia una deriva veramente pericolosa, come lo è l'adozione da parte degli omosessuali. Ricordo che in Italia i single non possono adottare bambini, ma potranno farlo gli omosessuali. È vero che la vita impone e ha imposto ad alcuni di noi di non avere, magari, il padre e la madre, ma non per una legge dello Stato, che decide, per legge, che un bambino possa fare a meno del padre o della madre. Ma vi rendete conto di quello che state portando avanti, del modello che volete imporre? Mi rivolgo poi a molte donne, alcune femministe, che hanno combattuto per i diritti delle donne. Ma vi sembra giusto - faccio un esempio finanche un po' banale, ma che è sotto gli occhi di tutti e che sta già avvenendo - che nelle competizioni sportive chi, essendo uomo ma sentendosi donna, possa partecipare nelle categorie femminili? E noi, signore, con tutte le battaglie che abbiamo fatto, secondo voi fisicamente possiamo battere un uomo, che per struttura fisica è più forte di noi? È questa la vostra visione? Noi crediamo che sia giusto combattere la discriminazione e la violenza. Per noi di Fratelli d'Italia ci sarebbe un modo per combatterle, ed è una proposta che ha avanzato Giorgia Meloni. Come mai l'Italia, e nessuno di voi (lo dico a tutti) ha mai detto una parola sul fatto che abbiamo rapporti commerciali con Paesi dove l'omosessualità è un reato e dove si punisce financo con la pena di morte, come il Qatar, dove ci saranno i mondiali, o come l'Arabia Saudita? E come mai non vi stracciate le vesti quando un omosessuale può essere addirittura punito con la pena di morte? Non vi fa sobbalzare sulle vostre sedie? Non fa aprire un dibattito, se veramente tutti ci tenessimo a difendere gli omosessuali dalle violenze e dalle discriminazioni? Gli omosessuali, quelli orgogliosi, non si fanno strumentalizzare né dalle lobby gay , né da voi. Sono consapevoli anch'essi che questo disegno di legge è profondamente sbagliato e allora Fratelli d'Italia userà tutti gli strumenti a disposizione del nostro sistema per combattere, perché credo che se dovesse passare questo disegno di legge, verrebbe imposto un modello che è il contrario di quello che noi vogliamo per il futuro dei nostri figli. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto col dire chiaramente che sono e sarò sempre contro ogni violenza e ogni discriminazione per motivi di sesso, di genere, di identità sessuale e di orientamento. La mia storia, anche parlamentare, lo può testimoniare e per quanti ci ascoltano magari da casa questo va detto, perché nel dibattito che ho ascoltato in questi giorni, settimane, mesi (come se non fosse in atto una crisi economica e sociale gravissima), sembra che tutto si limiti a classificare, talvolta anche con arroganza e spesso con pregiudizio, chi è a favore e chi è contrario al disegno di legge che stiamo discutendo. Chi critica il disegno di legge al nostro esame è attaccato come omofobo, senza possibilità di ragionamento. Questa è una strumentalizzazione, e già questo fa venire i brividi, perché sembra che, in luogo di questi valori, cioè in sintesi del rispetto che deve essere valore di tutti, ci si arroghi il diritto e la prosopopea di essere gli unici detentori di una verità e del bene comune. Credo piuttosto che in un dibattito così delicato, così importante, etico, valoriale e sociale, i toni che si dovrebbero utilizzare dovrebbero essere certamente più pacati, pieni di responsabilità, consapevolezza, coscienza di quello di cui si sta parlando. Il problema di questo disegno di legge è il più grande ed evidente che hanno tutte le leggi scritte male, piene di commi e rimandi normativi. Io sono un medico, non sono una giurista, è vero, ma ho imparato negli anni la prima regola fondamentale della buona scrittura delle leggi. Il tema della buona scrittura delle leggi rappresenta un aspetto della più generale questione della qualità della legislazione, che a partire dagli anni Ottanta si è imposta all'attenzione del legislatore. Si è rilevato in particolare come l'ipertrofia normativa, con il proliferare di regole e prescrizioni a carico dei cittadini, famiglie (non so fino a quando si potrà dire questa parola) e imprese, ed il diffuso stato di incertezza normativa, dovuto a carenze nella qualità della legislazione, in termini sia formali sia sostanziali, abbiano prodotto e producano un costo oltre che per l'economia, per la democrazia, in quanto riducono l'effettiva conoscibilità dell'ordinamento giuridico da parte di coloro che vi sono soggetti. Dunque, credo che il disegno di legge al nostro esame pecchi proprio in questo: lascia ai magistrati e alla magistratura ampio spazio di interpretazione. Non è la magistratura ad arrogarsi questo diritto, è il legislatore che, come spesso accade, depone la sua funzione, non si assume la piena responsabilità e lascia invece alla magistratura ampio spazio e il dovere di decidere. Come anche lascia i cittadini nella condizione di doversi dimenare da soli se un'opinione e l'espressione di essa sia un reato perseguibile penalmente oppure no. Tant'è che gli interrogativi che vengono alla mente sono tanti. Sarà reato, ad esempio, riconoscere la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio? Sarà reato dire che il matrimonio è una unione tra un uomo e una donna? Sarà reato dire che è inaccettabile generare attraverso l'utero in affitto, perché è una barbarie usare il corpo della donna come fosse un'incubatrice meccanica? Sarà reato accettare un uomo che si sente donna in una squadra di calcio femminile? Sarà reato non inserire nelle quote rosa un uomo che si sente una donna?