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Oggi, però, nonostante abbiate completamente ignorato la possibilità di prendere in considerazione un atteggiamento di tale tenore, dite di voler ridurre il numero dei parlamentari. È chiaro ed evidente che si tratta di un elemento che procura consenso, che è l'unica cosa che siete bravi a fare, anche quando costa molto al Paese, e lo state continuando a fare. Ma io voglio fare una domanda e spero davvero in una replica, in una risposta: è troppo rispetto a che? Rispetto agli altri Paesi europei? Sappiamo che non è così. È troppo rispetto ai costi? Quanto deve costare un Parlamento secondo voi? Ve lo chiedo: quanto deve costare un Parlamento secondo voi? (Applausi dal Gruppo PD) . Ditemi una cifra, voglio sapere la cifra perché voglio capire quel troppo è considerato rispetto a cosa? Troppo rispetto alle funzioni che dovrebbe svolgere il Parlamento? E allora ragioniamo delle funzioni, allora guardate i nostri emendamenti, ve lo abbiamo detto come si dovrebbe ripensare l'assetto funzionale del Senato, della Camera, del Parlamento, se vogliamo davvero aggredire questo problema, se voi aveste davvero a cuore la questione. Ma per avere a cuore una simile questione ci vuole serietà, rigore, competenza e amore, amore per il Paese, non cinismo. (Applausi dal Gruppo PD) . Non dovete giocare sulla pelle degli italiani. Lo avete fatto in materia economica portando, con i vostri provvedimenti e con la vostra propaganda, l'Italia in recessione. Lo avete fatto e solo voi potete credere che la recessione dipenda dalle legislature precedenti. Ve lo dite, ve lo raccontate e nemmeno ci credete, non ci crede nemmeno voi, sapete che non è così. Adesso il prezzo della vostra propaganda lo fate pagare al nostro assetto istituzionale, il che, forse, è addirittura ancora più grave. Lo fate pensando di essere sempre maggioranza ed è un errore grave che commette chi soffre di delirio di onnipotenza. Non sarete sempre maggioranza, per fortuna di questo Paese; non sarete sempre maggioranza perché con questo vostro disegno - lo ripeto - che voi ne siate consapevoli o inconsapevoli, vengono mortificate in maniera drammatica le prerogative e la rappresentanza di alcuni territori - e voi questo lo sapete bene -, la possibilità che per interi territori addirittura ci siano forze politiche che saranno in grado di esprimere una rappresentanza in quel territorio ma io dico ancora di più: avete provato a fare i conti? Il nostro ufficio studi ci ha fornito un dossier che fa degli esempi: se una Commissione che è composta da 14 senatori agisce in sede deliberante, quanti senatori potranno approvare in Commissione un disegno di legge? Vi rendete conto di quello a cui state approdando? Vi siete fatti almeno uno scrupolo di coscienza? Io credo sinceramente di no. Credo sinceramente di no perché a voi non interessa il contributo di merito che possiamo dare noi ma soprattutto a voi non interessa il bene di questo Paese, lo dimostrate ancora una volta, e questo credo sia l'elemento davvero più drammatico di questa ulteriore pagina. Del resto ne avete dato già prove abbastanza consolidate. È dovuto intervenire il presidente Mattarella per fare in modo che la pessima, rischiosa consuetudine di umiliare questo Parlamento non diventasse, appunto, una consuetudine ma fosse una tantum . Vi ha detto di fare attenzione perché quello che è accaduto con la manovra di bilancio non deve accadere mai più perché purtroppo il vostro disegno strategico viene fuori dai provvedimenti che state approvando ma anche da come trattate e mortificate questo Parlamento sempre, non solo - ripeto - in questa seduta, in questa sessione e rispetto a questo disegno di legge; ne avete già dato esempio nel corso dell'approvazione di alcuni provvedimenti importanti. Allora vi dico che siete ancora in tempo, fermatevi. Noi vi abbiamo offerto una possibilità: prendete in considerazione i nostri emendamenti, dimostrate che a voi sta a cuore non solo il confronto con noi, con le opposizioni, con le minoranze, ma sta a cuore l'interesse dell'Italia, del Paese e del suo assetto istituzionale e costituzionale. Provate quindi a entrare nel merito e provate a non fare soltanto di questo provvedimento l'ennesimo atto di propaganda e spot . Un atto che forse a voi porterà, nell'immediato, qualche consenso ma avete sperimentato sulla vostra pelle che questi sono consensi che possono cambiare tacitamente; li avete oggi e non li avrete probabilmente domani, intanto però all'Italia lascerete un sistema seriamente compromesso. Noi di questo sicuramente non saremo complici. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, signor Ministro per i rapporti con il Parlamento, parliamo di un tema sensibile che sta molto a cuore a Forza Italia, al di là di quella che è la percezione che in questo momento si ha nel Paese della necessità di tagliare i costi della politica e quindi di rendere efficiente un Parlamento. Lo diciamo a ragion veduta perché noi siamo stati quelli che nel 2005 hanno varato una riforma costituzionale che prevedeva la riduzione dei parlamentari ma che prevedeva anche una serie di altri interventi che non rendevano inutile la riduzione dei parlamentari ma ottimizzavano il loro ruolo. Non so per quale motivo questa maggioranza non abbia ritenuto di presentare una sua proposta - lo abbiamo sentito negli altri interventi - di riforma costituzionale che ci facesse capire qual era l'obiettivo e qual era il fine da raggiungere. Nel dibattito in Commissione ci è stato detto che questa maggioranza non voleva incorrere nello stesso errore (lo ha chiamato così) delle maggioranze precedenti che, per la presunzione di fare una riforma costituzionale complessiva, sono andate a sbattere contro il referendum che ha bocciato di fatto quelle riforme costituzionali. Ebbene, questa posizione è anche comprensibile, ma non esonera i proponenti di questa riforma costituzionale dal dire al Parlamento quale ne è il senso. Abbiamo capito che non si vuole fare una riforma costituzionale complessiva per non incorrere nel rischio di impattare con un referendum che potrebbe avere esiti negativi, ma abbiamo il diritto di sapere dove dobbiamo andare a finire. Infatti, realizzare soltanto la riduzione del numero dei parlamentari e lasciare tutto così com'è forse rappresenterà una scusante per le coscienze dei rappresentanti di questa maggioranza verso il loro popolo, verso il popolo in generale, cui potranno dire di aver tagliato la politica, ma nei fatti creerebbe le condizioni per impantanare e rendere più difficile il lavoro dei parlamentari. Pertanto, se non si parla della forma di Governo, se non si parla di quali competenze deve avere la Camera e quali il Senato (noi abbiamo fatto una proposta nella nostra riforma costituzionale del 2005, probabilmente non condivisibile, ma se ne può fare un'altra), ci venga almeno detto se riducendo il numero dei parlamentari dobbiamo mantenere il bicameralismo perfetto, quindi rendere ancora più lungo il processo legislativo, anche se ci siamo resi conto che coloro che dicevano che porre la questione di fiducia era una limitazione alle prerogative costituzionali dei parlamentari oggi ne fanno utilizzo a piene mani.