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le linee guida per la definizione dei requisiti minimi dei servizi e dei costi degli enti autorizzati di cui all'articolo 39 -ter della legge 4 maggio 1983, n. 184; i criteri per la semplificazione delle forme di sostegno in favore delle coppie adottive; gli obblighi di trasparenza e di rendicontazione sull'attività svolta dagli enti autorizzati di cui alla lettera a) del comma 1 del medesimo articolo 39- ter . L'articolo 3 interviene sulla disciplina del certificato di assistenza al parto recata dal citato codice in materia di protezione dei dati personali. All'attuale disciplina, che prevede che il certificato di assistenza al parto o la cartella clinica, ove comprensivi dei dati personali che rendono identificabile la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata avvalendosi della facoltà di cui all'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, possono essere rilasciati in copia integrale a chi vi abbia interesse, in conformità alla legge, decorsi cento anni dalla formazione del documento; si aggiunge la riserva che fa salvo quanto previsto dalla nuova disciplina dell'interpello prevista dal presente disegno di legge. L'articolo 4 dispone modifiche di coordinamento al regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. Si prevede quindi che la madre sia informata di alcuni elementi: degli effetti giuridici, per lei e per il figlio, della dichiarazione di non voler essere nominata, di cui al comma 1; della facoltà di revocare, senza limiti di tempo, o confermare, decorsi diciotto anni dalla nascita del figlio, la dichiarazione di non voler essere nominata e delle modalità per formalizzare la revoca o la conferma ai sensi dell'articolo 28, commi da 7 a 7- quater , della legge 4 maggio 1983, n. 184; della facoltà del figlio, raggiunta l'età prevista dalla legge, di presentare istanza al tribunale per i minorenni affinché questo verifichi se la madre intenda mantenere l'anonimato, ai sensi dell'articolo 28, comma 7- quinquies, della legge n. 184 del 1983. Il personale sanitario raccoglie i dati anamnestici non identificativi della partoriente, anche con riguardo alla sua storia sanitaria personale e familiare e li trasmette senza ritardo al tribunale per i minorenni del luogo di nascita del figlio, unitamente all'attestazione dell'informativa di cui al primo periodo. L'articolo 5 reca alcune disposizioni transitorie. Al comma 1, si dispone che entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, la madre che abbia già manifestato la volontà di non essere nominata, può confermare l'intenzione dando comunicazione al tribunale per i minorenni del luogo di nascita del figlio. Si demanda poi al Ministero della giustizia di definire le modalità di tale comunicazione. Si prevede l'applicazione della nuova disciplina per il caso in cui la madre non abbia confermato la propria volontà. Infine, l'articolo 6 prevede che il Governo, dopo due anni dalla data di entrata in vigore della legge, trasmetta alle Camere i dati relativi all'attuazione della presente legge, in particolare rispetto alle dichiarazioni di nascita rese dalla madre con l'intenzione di restare anonima.. 1 (Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184) 1 Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 10, comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Gli accertamenti di cui al presente comma sono effettuati entro il termine di novanta giorni, prorogabile una sola volta con provvedimento motivato »; b all'articolo 22: 1 al comma, 1, dopo il terzo periodo è inserito il seguente: « I tribunali cui è presentata domanda di estensione della dichiarazione di disponibilità non possono richiedere ai coniugi documenti ulteriori rispetto a quelli già utilizzati e prodotti nel corso del procedimento dinanzi al tribunale che ha completato l'istruttoria sulla domanda di disponibilità »; 2 il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. Il tribunale per i minorenni, dopo avere accertato senza ritardo e comunque non oltre il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda i requisiti di cui all'articolo 6, dispone l'esecuzione delle adeguate indagini di cui al comma 4, ricorrendo ai servizi socio-assistenziali degli enti locali singoli o associati, nonché avvalendosi delle competenti professionalità delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, dando precedenza nella istruttoria alle domande dirette all'adozione di minori di età superiore a cinque anni o con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 »; 3 al comma 4, le parole: « centoventi giorni », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « novanta giorni »; c all'articolo 25, dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1-ter . Con la sentenza che dispone l'adozione, il tribunale per i minorenni definisce altresì le forme e i termini del monitoraggio sulle condizioni di vita dell'adottato all'interno del nuovo ambiente familiare, anche avvalendosi dei servizi sociali locali, per un periodo massimo di due anni successivi al provvedimento di adozione. Anche sulla base delle risultanze del monitoraggio di cui al periodo precedente, l'adozione può essere in qualsiasi momento revocata dal tribunale per i minorenni d'ufficio o su istanza del pubblico ministero, ove venga accertato il venir meno dei requisiti di idoneità di cui all'articolo 6 »; d all'articolo 26: 1 al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: « Corte d'appello » sono inserite le seguenti: « nei trenta giorni successivi »; 2 al comma 2, la parola: « trenta » è sostituita dalla seguente: « quindici »; e all'articolo 28: 1 al comma 5, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dal seguente: « L'adottato, ovvero il figlio non riconosciuto alla nascita da una donna che abbia manifestato la volontà di non essere nominata, ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, ovvero un loro diretto discendente, raggiunta la maggiore età, può chiedere di avere accesso a informazioni che riguardano la propria origine attinenti all'identità dei propri genitori biologici »; 2 al comma 5 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « L'accesso alle informazioni non legittima azioni di stato e non dà diritto a rivendicazioni di carattere patrimoniale o successorio da parte dell'adottato. In caso di incapacità, parziale o totale, del richiedente, l'istanza è presentata da chi ne ha la legale rappresentanza ai soli fini dell'acquisizione delle informazioni di carattere sanitario »; 3 il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 .