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Ci saranno da fare i decreti delegati e confidiamo nelle azioni dei Ministri delegati a questo, a cominciare dal ministro Garavaglia. Interverranno i pareri delle Commissioni parlamentari e non saremo solo testimoni. Abbiamo fatto eliminare alcune parole che erano state inopportunamente inserite nel testo. A volte la guerra delle parole sembra fine a se stessa, ma non lo è. Ad esempio, il termine residuo non è più presente in questo testo e noi questo lo rivendichiamo. La quantificazione degli indennizzi, il principio degli indennizzi, è stato affermato a vantaggio di chi dovesse perdere la concessione con una gara. Si dovranno poi definire, in base a dei criteri che il decreto delegato dovrà affrontare, la qualità degli indirizzi, gli investimenti, il lavoro, le realtà che sono state create. Quando qualcuno sostiene che noi difendiamo gli abusi, ribatto che gli abusi si abbattono, non si difendono. Quindi, chi ha degli abusi lungo le proprie coste si muova: mandi i vigili e mandi le autorità competenti. Qui non si difendono gli abusi: si difende il lavoro italiano. Dopodiché, se le concessioni sono basse, si adeguino; se ci sono situazioni di abuso, vengano stroncate; ma, se c'è il lavoro, che vuol dire accoglienza per il turista, lo si rispetti. Questa è la questione. Non ci sono lobby , ma c'è un lavoro che riguarda decine di migliaia di realtà. Nei decreti attuativi, vice ministro Pichetto Fratin, noi esigeremo il rispetto delle imprese familiari, il rispetto di chi da molto tempo realizza imprese storiche, il rispetto del lavoro di chi ha migliorato alcuni luoghi. Se qualcuno ha speculato, va punito a prescindere da questa legge. Ma, se qualcuno ha reso frequentabili le spiagge e ha contribuito alla sicurezza, che serve e deve essere attuata per il salvataggio e per tanti altri aspetti, gli si renda merito. Altri Paesi hanno regolamentazioni diverse. L'Europa è stata più attenta verso l'Italia che verso altri Paesi. Ma - come dissi una volta al Presidente del Consiglio - l'Europa deve preoccuparsi più di chi abita sulle spiagge di Odessa, che non di vessare chi sta sulle spiagge di Riccione o Fregene. Noi difendiamo un pezzo di economia italiana. Servono regole trasparenti. Se non saranno adeguate, saranno cancellate. Le leggi si fanno e si cambiano. Noi abbiamo fatto un'estensione al 2020. Abbiamo approvato la legge n. 145 del 2018, che prevedeva un'estensione al 2033, ma il Consiglio di Stato, con una sentenza basata su bugie, ha cassato quella norma. Se, dopo le elezioni, noi avremo la maggioranza - questo però dipende dagli italiani - se le norme che saranno varate non saranno condivisibili o adeguate, le cancelleremo per farne altre, che rispettino, sì, la concorrenza, ma che combattano la speculazione. Noi non vogliamo né furbetti né colonizzazioni. Io non temo l'assalto delle multinazionali, che contrasteremo in ogni modo. Le regole, però, dovranno essere tali da non consentire acquisti in massa di decine di concessioni. Il lavoro prosegue ancora. Noi abbiamo difeso e difenderemo una risorsa italiana, perché il turismo, le coste, le spiagge, le imprese balneari fanno parte della nostra cultura e della nostra tradizione. C'è gente che lavora senza il parassitismo dei navigator e del reddito di cittadinanza. Anzi, quelle imprese sono danneggiate dal reddito di cittadinanza. Pertanto, noi dai maestri di parassitismo non prendiamo lezioni; semmai le diamo. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritengo doveroso ringraziare i relatori, senatori Ripamonti e Collina, per il grande lavoro svolto in questi mesi e, assieme a loro, tutti i membri della 10 a Commissione e delle varie Commissioni che si sono susseguite e hanno dato il proprio contributo per migliorare il provvedimento concorrenza; il viceministro Pichetto e il sottosegretario Bini, sempre disponibili a un dialogo costante e costruttivo con i parlamentari; un provvedimento che esce migliorato dopo il lavoro svolto in Senato. Dopo aver assistito ai lavori degli ultimi mesi non posso esimermi da una riflessione sulla separazione dei poteri nel nostro ordinamento e in particolare sul ruolo del Parlamento, sempre più ridotto a mero ratificatore di decisioni assunte dal Governo che invece dovrebbe essere organo esecutivo di decisioni assunte nelle sedi parlamentari. Sicuramente la pandemia, prima, e la guerra, ora, non hanno aiutato, ma era diventato consuetudine anche nelle legislature precedenti assistere a un'occupazione di spazi da parte dei vari Governi su competenze prettamente legislative, su temi che devono essere trattati nelle Aule parlamentari da coloro che sono eletti dai cittadini italiani e li rappresentano. Se il Parlamento trova dei miglioramenti rispetto al testo proposto dall'Esecutivo, tutti dovremmo lavorare nella stessa direzione. Il provvedimento al nostro esame è fondamentale per l'ottenimento dei fondi del PNRR ed evitare anche che vengono avviate procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese. È assolutamente necessario, però, capire dove sta il punto di equilibrio tra gli interessi dell'Europa e quelli dell'Italia, perché talvolta sono contrastanti e un semplice appiattimento su posizioni europeistiche non significa fare gli interessi dei nostri concittadini. Cari colleghi, siamo franchi e consapevoli: senza una riforma della pubblica amministrazione per lo snellimento delle procedure e la sburocratizzazione non si andrà da nessuna parte. (Applausi) ; una pubblica amministrazione spesso orientata al mantenimento del proprio status quo , che deresponsabilizza e scarica sui cittadini ogni genere di onere e di incombenza, quasi dimenticando che chi sceglie di lavorare in questo ambito dovrebbe avere come faro l'interesse dei cittadini piuttosto che diventare l'ufficio complicazioni affari semplici. Senza questa riforma anche il prezioso lavoro fatto con questo disegno di legge verrà annacquato. Oltre al tema delle concessioni balneari, balzato di più alle cronache giornalistiche, tra le misure affrontate ci sono i servizi pubblici locali, l'energia, i rifiuti, i trasporti e la sanità. I colleghi che mi hanno preceduto e quelli che seguiranno entreranno nel dettaglio e nel merito dei vari temi. Personalmente invece propongo una riflessione rispetto alle società in house per ricordare come spesso i Comuni spesso hanno costituito queste società perché il mercato non offriva soluzioni e non è o non era economicamente conveniente. Basti pensare ai servizi che collegano territori morfologicamente difficili da raggiungere. I lavori parlamentari hanno tenuto conto anche di questi aspetti. L'ultimo pensiero va al grande lavoro fatto sui temi della sanità, dove si è cercato di trovare un equilibrio partendo dall'esigenza fondamentale di assicurare percorsi di cura efficaci, appropriati e sicuri soprattutto nei casi di malattie particolarmente gravi e invalidanti. Il monitoraggio e il controllo di tutte le strutture che erogano servizi sanitari sono fondamentali per garantire la qualità delle prestazioni, l'equità di accesso e cancellare le opacità là dove si erogano prestazioni sanitarie con oneri a carico della finanza pubblica.