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Disciplina dell'esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani che si trovano temporaneamente all'estero. Onorevoli Senatori. -- La legge per il voto degli italiani residenti all'estero (legge 27 dicembre 2001, n. 459) ha costituito un passo in avanti importante nella rappresentanza della nostra comunità residente fuori dai confini nazionali. Gli italiani residenti all'estero al 31 dicembre 2012 ammontavano complessivamente a 4.341.156, in crescita di 132.179 unità rispetto all'anno precedente. Tuttavia, l'impostazione della legge soffre ancora di una visione statica della mobilità, figlia di un modello superato, secondo il quale l'emigrante era l'italiano con la «valigia di cartone» che partiva in battello o in treno per stabilirsi definitivamente in un altro Paese. Negli ultimi venti anni la situazione è radicalmente cambiata, anche se è difficile avere statistiche ufficiali al riguardo, proprio in ragione della fluidità del fenomeno: all'emigrazione si è affiancata una sempre crescente mobilità di studenti e lavoratori, in particolare all'interno dell'Unione europea ma non solo. Indagini non ufficiali stimano una presenza di italiani all'estero tra il 50 per cento e il 100 per cento superiore rispetto ai dati dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) tra i soggetti di età inferiore a quaranta anni. Le leggi dello Stato ancora non colgono in maniera adeguata le sfide di questa mobilità, che sono ben diverse da quelle poste dalla «vecchia» emigrazione, in particolare rispetto al diritto di voto, alla copertura sanitaria e previdenziale e, in parte, rispetto al riconoscimento dei titoli di studio e dell'esperienza lavorativa. Nello specifico, il diritto di voto all'estero è previsto solo per chi è iscritto all'AIRE e quindi residente all'estero per un periodo di tempo superiore a dodici mesi. In occasione delle ultime elezioni è divenuto chiaro che questo è un impedimento troppo grave, vista l'importanza strategica che questa nuova forma di mobilità riveste per il nostro Paese. Basti pensare che solo attraverso una pagina di Facebook si è riusciti a raccogliere l'adesione di migliaia di giovani studenti e lavoratori, attirando così, finalmente, l'attenzione sul problema. Il Partito Democratico peraltro, già nella scorsa legislatura, aveva proposto al Governo l'emanazione di un nuovo decreto per includere anche gli studenti tra i «cittadini temporaneamente all'estero», oltre alle categorie già previste di militari e di funzionari pubblici; tuttavia quella richiesta non è riuscita a trovare positivo riscontro. Così il 24 e il 25 febbraio, mentre nelle città italiane si svolgevano le operazioni di voto, sono stati costituiti seggi simbolici in trenta città europee, oltre che in Marocco e in Brasile, per lanciare un segnale di partecipazione importante in un periodo di crescente disaffezione verso la politica. Purtroppo si è trattato solo di simboli, perché la legge non ha saputo adattarsi in tempo utile alle nuove esigenze. Riteniamo necessario accogliere, con estrema urgenza, l'appello di studenti, ricercatori, lavoratori e associazioni di italiani impegnati all'estero per trovare una soluzione in grado di fare fronte al problema e di garantire l'essenziale esercizio del diritto democratico alla partecipazione al voto. Non possiamo perdere altro tempo e per questo motivo invitiamo tutte le forze politiche, senza distinzioni di parte, ad approvare una normativa che garantisca i diritti base di cittadinanza a tutti gli italiani e, in particolare, a molti giovani. Nel merito, il presente disegno di legge mira ad estendere la possibilità di esercitare il diritto di voto per corrispondenza, per le elezioni politiche, per il rinnovo dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, nonché in occasione delle consultazioni referendarie, a tutti gli elettori non rientranti nelle categorie di cui alla citata legge n. 459 del 2001, che si trovano all'estero e che sono ivi temporaneamente domiciliati per un periodo complessivo minimo di almeno un mese e massimo di dodici mesi. Tale voto per corrispondenza si prevede sia esercitato nelle circoscrizioni, o altre ripartizioni elettorali previste dalla legge elettorale, di appartenenza nel territorio nazionale. A tale fine, presso ciascun ufficio consolare italiano è istituito un elenco dei cittadini che si trovano temporaneamente all'estero, finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali, cui tali soggetti possono chiedere di iscriversi entro quaranta giorni dalle votazioni presentando un documento di identità e la documentazione che attesti l'effettivo domicilio all'estero e indichi il relativo indirizzo necessario ai fini del voto per corrispondenza. Ciascun ufficio consolare trasmette le istanze di iscrizione ai comuni in cui i richiedenti sono residenti e nelle cui sezioni elettorali sono iscritti, che procedono alla verifica dell'assenza di cause ostative al godimento dell'elettorato attivo e alla cancellazione dalle liste degli elettori da inviare alle sezioni. Ricevuto il nulla osta l'ufficio consolare procede all'iscrizione dei richiedenti nell'elenco. Nei casi in cui vi siano, invece, cause ostative l'ufficio consolare provvede a informare tempestivamente gli interessati. Per il concreto esercizio del voto, le operazioni preliminari e le successive operazioni di scrutinio e di attribuzione dei seggi si applicano, in quanto compatibili e con i dovuti adeguamenti -- definiti dal comma 1 dell'articolo 1 del presente disegno di legge -- connessi alla destinazione del voto alle circoscrizioni o alle ripartizioni elettorali di appartenenza dell'elettore nel territorio nazionale, le modalità previste per il voto dei cittadini italiani residenti all'estero, stabilite dalla citata legge n. 459 del 2001. Per le modalità di attuazione della legge si rinvia, infine, a un apposito regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400.. Art. 1. 1. In occasione delle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, dei referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione e delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, possono chiedere di esercitare il loro diritto di voto per corrispondenza nelle circoscrizioni, o nelle altre ripartizioni elettorali previste dalla legge elettorale, di appartenenza nel territorio nazionale, secondo le modalità indicate nel presente articolo, gli elettori non rientranti nelle categorie di cui alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, che si trovano temporaneamente all'estero per un periodo complessivo minimo di un mese e massimo di dodici mesi nonché, qualora non iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), i loro familiari conviventi. 2. Presso ciascun consolato è istituito un ufficio elettorale con il compito di provvedere, per il territorio di propria competenza, alla costituzione dell'elenco dei cittadini italiani che si trovano temporaneamente all'estero, finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali per le votazioni di cui al comma 1.