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Conversione in legge del decreto-legge 13 novembre 2015, n. 179, recante disposizioni urgenti in materia di contabilità e di concorso all'equilibrio della finanza pubblica delle Regioni. Onorevoli Senatori. -- Articolo 1. L'articolo in esame definisce le modalità di contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità di cui al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successive modificazioni e successivi rifinanziamenti, che le regioni devono adottare, in linea con i princìpi richiamati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 23 luglio 2015. La sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle leggi della regione Piemonte 6 agosto 2013, n. 16, e 29 ottobre 2013, n. 19, nelle parti in cui hanno dato luogo ad una corretta contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità di cui al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, ed al decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. La sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2015 riconosce che il citato decreto-legge n. 35 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 64 del 2013, e successive modificazioni, risponde alla «straordinaria necessità ed urgenza di intervenire in materia di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione», conciliando «le dialettiche finalità del rispetto degli equilibri di bilancio e della "regola aurea"» (di cui all'articolo 119, sesto comma, Costituzione, secondo cui i mutui sono consentiti soltanto per spese di investimento) «con la necessità di adempiere ad oneri pregressi». Al contempo afferma che «l'anticipazione, infatti, non deve rappresentare una risorsa aggiuntiva per la copertura di spese o disavanzi, bensì un istituto di natura finanziario-contabile avente lo scopo di fornire liquidità per onorare debiti pregressi, già regolarmente iscritti in bilancio ed impegnati o comunque vincolati». Per garantire il corretto utilizzo delle anticipazioni di liquidità, la Corte costituzionale ritiene necessario «sterilizzare l'anticipazione, affinché la stessa da strumento di flessibilizzazione della cassa non diventi anomalo mezzo di copertura di nuove spese e di riduzione del disavanzo con modalità contrarie agli articoli 81 e 119, sesto comma, della Costituzione». In realtà, sotto un profilo sostanziale, le presenti disposizioni tengono conto della circostanza che l'attuazione del richiamato decreto-legge n. 35 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 64 del 2013, ha imposto alle regioni, ai fini dell'effettiva acquisizione delle anticipazioni di liquidità, la predisposizioni di adeguate misure (aumento di entrate o riduzioni permanenti di spesa) preordinate al rientro della situazione debitoria. Pertanto, la norma definisce le modalità di contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità di cui al decreto-legge n. 35 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 64 del 2013, e successive modificazioni e successivi rifinanziamenti, che le regioni devono adottare a decorrere dal 2015, in linea con i princìpi richiamati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 23 luglio 2015. Il comma 1 prevede le due seguenti modalità di contabilizzazione alternative, da adottare nell'esercizio in cui le anticipazioni sono erogate, volte entrambe a garantire la sterilizzazione contabile delle anticipazioni, ovvero che la registrazione dell'entrata riguardante l'anticipazione abbia solo effetti di cassa, e non costituisca copertura di nuove spese, attraverso: a) l'iscrizione di uno stanziamento nella spesa del bilancio di previsione, denominato Fondo anticipazioni di liquidità, di importo pari a quello dell'anticipazione, non impegnabile o pagabile, destinato a confluire nel risultato di amministrazione di fine esercizio, come «quota accantonata»; b) la riduzione di stanziamenti di entrata concernenti il finanziamento del disavanzo da debito autorizzato e non contratto, secondo le indicazioni del comma 6. Il comma 2 definisce due differenti modalità di utilizzo del Fondo anticipazioni di liquidità, fino al suo completo esaurimento, da seguire a seconda che, nell'esercizio di incasso dell'anticipazione, la regione risulti o meno in disavanzo. Tali modalità non riguardano il fondo costituito per le anticipazioni destinate al finanziamento degli ammortamenti sanitari di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) , del citato decreto-legge n. 35 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 64 del 2013, disciplinato dal successivo comma 4. La lettera a) prevede che, in caso di disavanzo nell'esercizio 2015, il Fondo anticipazioni di liquidità è applicato all'entrata del bilancio di previsione dell'esercizio successivo per un importo non superiore a quello del disavanzo 2014 (escluso il disavanzo da debito autorizzato e non contratto) e nuovamente stanziato in spesa per lo stesso importo al netto del rimborso dell'anticipazione effettuato nell'esercizio in corso. Negli esercizi successivi, il fondo iscritto in spesa del bilancio precedente è stanziato in entrata del bilancio di previsione, e reiscritto in spesa, al netto dei rimborsi delle anticipazioni effettuati nell'esercizio. La lettera b) prevede che la quota del fondo anticipazioni di liquidità di importo superiore all'ammontare del disavanzo al 31 dicembre 2014 è utilizzata secondo le modalità previste dall'articolo 2, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, che consente al fondo anticipazioni di liquidità di confluire nel fondo crediti di dubbia esigibilità previsto e disciplinato dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Il comma 3 disciplina le modalità di ripiano dell'eventuale quota del disavanzo 2015 corrispondente al fondo anticipazione di liquidità di cui al comma 2, lettera a) , prevedendo un ripiano annuale di importo pari alle anticipazioni rimborsate nel corso dell'esercizio. I tempi e le modalità del ripiano sono definiti nel rispetto delle indicazioni della citata sentenza della Corte costituzionale n. 181 del 2015 che evidenzia come «il legislatore statale ... ha conciliato negli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 35 del 2013 le dialettiche finalità del rispetto degli equilibri di bilancio e della "regola aurea" con la necessità di adempiere ad oneri pregressi, attraverso una mera anticipazione di lungo periodo ed un parallelo rientro dal deficit (mediante proporzionate riduzioni della spesa corrente nei periodo di ammortamento dell'anticipazione di cassa)...».