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L'attuale contesto normativo riguardante il tema del riconoscimento del possesso dello status civitatis italiano ai cittadini stranieri di ceppo italiano fa riferimento a due leggi principali (la n. 91 del 5 febbraio 1992 e, in via secondaria, la n. 555 del 13 giugno 1912) e a una serie di circolari del Ministero dell'interno (in particolare la K.28.1 dell'8 aprile 1991, considerata pienamente valida anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 91 del 1992). A fronte di determinati requisiti relativi alle certificazioni anagrafiche degli ascendenti (nascita, matrimonio e morte), lo straniero di origine italiana può vedersi attribuita iure sanguinis la cittadinanza italiana, mantenendo la propria. Due sono le sedi dove proporre l'istanza: a) presso la rappresentanza consolare italiana competente in relazione alla località straniera di dimora abituale dei soggetti rivendicanti; b) presso il comune italiano dove lo straniero fissi la residenza con lo scopo di vivere in Italia a titolo definitivo, quindi solo ove costoro risultino iscritti nell'anagrafe della popolazione residente di un comune italiano. Lo scopo della presente ipotesi di integrazione normativa riguarda la possibilità di creare una terza via per proporre l'istanza di riconoscimento dello status civitatis italiano agli stranieri di origine italiana, presentando la domanda al comune di nascita dell'ascendente italiano emigrato all'estero da cui trae origine la propria famiglia, o a un comune della medesima regione. Si tratterebbe quindi di aprire una terza finestra (in aggiunta alle ambasciate/consolati e comuni italiani di residenza) per ampliare la possibilità di riconoscere un diritto che lo straniero di origine italiana ha nella propria sfera personale. Tale nuova procedura andrà disciplinata in maniera esaustiva in base ai seguenti punti qualificanti: 1) deve essere inviata una domanda preliminare dall'interessato, o da un proprio delegato in Italia, al comune italiano di origine dell'ascendente emigrato all'estero, o a un comune della stessa regione, allegando copia della documentazione richiesta dalle attuali normative e circolari o tramite posta elettronica certificata (PEC) o per mezzo della tradizionale forma cartacea; 2) il comune italiano presso il quale sarà instaurato il procedimento, verificati tutti i presupposti, la documentazione prodotta ed effettuati gli accertamenti previsti presso le autorità italiane o estere, avrà 150 giorni (5 mesi) per completare l' iter preliminare e inviare una comunicazione al richiedente (anche tramite PEC e/o tramite un proprio delegato in Italia), invitandolo a presentare personalmente entro dodici mesi la richiesta definitiva e la documentazione in originale al fine di ottenere la certificazione del riconoscimento dello status civitatis italiano con la quale potrà poi chiedere l'iscrizione presso l'Aire al consolato di riferimento all'estero, anche al fine di esercitare il diritto di voto; 3) il comune, tramite un provvedimento specifico e motivato, potrà rifiutare la concessione dello status civitatis italiano solo in caso di presentazione di documentazione irregolare (con possibilità di integrarla o sanarla entro 90 giorni dalla segnalazione che riceverà dal comune con relativa sospensione del predetto termine di 150 giorni) o di esito negativo degli accertamenti effettuati presso le autorità italiane all'estero o di quelle straniere, interpellate in base alle norme e alle procedure in vigore; 4) introduzione del versamento dei diritti di stato civile pari complessivamente a 500 euro a favore del comune ove verrà effettuata l'istanza: 300 euro dovranno essere corrisposti con l'invio della domanda a pena di improcedibilità, i restanti 200 euro saranno versati nella fase conclusiva che si svolge in Italia alla presenza del richiedente, una volta superato positivamente l'esame preliminare della documentazione inviata in copia. Attualmente questo importo non viene richiesto per le persone residenti nei comuni italiani ma verrebbe giustificato dalla specialità e dalla complessità della nuova procedura che dovrà essere affrontata dagli uffici dello stato civile, dalla responsabilità che ne consegue a carico di questi ultimi, dal fatto che si tratta di un nuovo adempimento che viene previsto in carico al comune. Presso i consolati esteri l’importo è pari a 300 euro, dal 2014 (prima gratuito). I diritti di stato civile dovranno essere destinati in parte al comune, in parte all'ufficio di stato civile a fronte del carico di lavoro aggiuntivo e in parte per le finalità di cui all’articolo 42, primo comma, della legge n. 604 del 1962.. 1 1 Dopo l'articolo 7 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è inserito il seguente: «Art. 7- bis. -- 1. Lo straniero di origine italiana residente all'estero, in possesso della documentazione richiesta per il riconoscimento della cittadinanza italiana, può presentare l'istanza di riconoscimento, oltre che alla rappresentanza consolare italiana di riferimento nel proprio Paese, anche al sindaco del comune di nascita dell'ascendente italiano che per primo emigrò stabilmente all'estero o a un comune della stessa regione. 2. La richiesta preliminare deve contenere copia dei documenti prescritti dalle leggi e dalle circolari vigenti in materia e può essere inviata al comune, anche per il tramite di un delegato, per posta ordinaria o a mezzo posta elettronica certificata. 3. Nel corso della fase preliminare, l'ufficio dello stato civile del comune presso il quale è instaurato il procedimento deve verificare la sussistenza di tutti i presupposti e la documentazione prodotta, nonché effettuare gli accertamenti in Italia e all'estero previsti dalle leggi e dalle circolari in materia nel termine di centocinquanta giorni dal ricevimento della richiesta preliminare. 4. Il comune può rifiutare il riconoscimento della cittadinanza italiana con provvedimento specifico e motivato solo in presenza: a) di esito negativo degli accertamenti effettuati presso le autorità italiane all'estero o quelle straniere, interpellate in base alle norme e alle procedure in vigore; b) di documentazione irregolare, fatta salva la possibilità per l'interessato di integrare o sanare la documentazione medesima entro novanta giorni dalla richiesta ricevuta dal comune; in tal caso il termine di centocinquanta giorni previsto dal comma 3 è sospeso per novanta giorni decorrenti dal ricevimento da parte dell'interessato della richiesta da parte del comune. 5. In caso di conclusione positiva della fase preliminare, l'ufficio di stato civile invia una comunicazione al richiedente, anche per mezzo di posta elettronica certificata o tramite un proprio delegato in Italia, invitandolo a presentarsi personalmente entro dodici mesi dal ricevimento della comunicazione, concordando un appuntamento per ottimizzare le esigenze di viaggio e soggiorno del richiedente stesso. 6. Al fine di ottenere il riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza italiana dei propri ascendenti e, conseguentemente, la certificazione inerente al riconoscimento della cittadinanza italiana in suo favore, l'interessato deve formulare richiesta definitiva, comparendo personalmente al comune, senza possibilità di nominare un delegato, nonché produrre in originale la documentazione già inviata in sede di richiesta preliminare. 7. A decorrere dalla richiesta definitiva sottoscritta dall'interessato e presentata personalmente, l'ufficio dello stato civile deve verificare la documentazione presentata in originale entro il termine di trenta giorni.