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Il porto di Genova è il principale porto di movimentazione merci del nostro Paese e uno dei principali d'Europa. Esso risulta oggi privo di un accesso fluido all'impianto e al complesso sistema industriale del retroporto e la perdita del collegamento stradale nel prossimo biennio comporterà, per il porto di Genova, un danno economico di oltre 2 miliardi di euro; la velocità della ripresa economica e la competitività del nostro Paese dipende anche dalla realizzazione di investimenti pubblici e privati nel settore. Sulle grandi opere si misura la capacità di guardare al futuro e di dotare il Paese di un sistema connesso, capace di creare crescita e di evitare l'isolamento del Paese dal resto dell'Europa. In questa ottica, sarebbe estremamente grave fermare la realizzazione del Terzo valico; oltretutto, si tratta di un'opera che investe la responsabilità internazionale del nostro Paese sulla base di accordi internazionali. Inoltre, l'eventuale blocco nella realizzazione del Terzo valico causerebbe penali rilevanti: quelle per i mancati utili e quelle relative alle opere per ripristinare il territorio. Un costo complessivo per l'Italia di alcuni miliardi di euro, nonché di un ritardo della rete infrastrutturale, si chiede di sapere: quale sia la posizione del Ministro in indirizzo sul futuro dell'opera infrastrutturale del Terzo valico dei Giovi e se intenda confermare il cronoprogramma di avanzamento dei lavori previsto per il completamento dell'opera e l'entrata in esercizio della stessa a partire dalla fine del 2022; se intenda rendere disponibili, con immediatezza, i fondi necessari per il completamento delle opere relative al Terzo valico, con particolare riguardo all'assegnazione delle risorse al V lotto e al finanziamento del VI lotto; se intenda chiarire come sia possibile immaginare di fare ora un'analisi tra costi e benefici su un'opera in così avanzato stato di realizzazione e quali siano le modalità di svolgimento e i criteri di analisi applicati alle verifiche sui costi-benefici in corso sull'opera del Terzo valico; se, in attesa dei risultati di tali valutazioni, intenda comunque garantire la prosecuzione dei lavori in corso sull'opera, anche al fine di scongiurare il licenziamento di numerosi lavoratori; in ragione della trasparenza, se intenda rendere noto a quanto ammontino gli oneri a carico del bilancio pubblico in caso di sospensione delle opere infrastrutturali ed in particolare per quelle su cui esistono accordi internazionali che impongono, in caso di non realizzazione dell'opera, il pagamento di tutte le somme spese dall'Unione europea e dagli altri Stati. Atto n. 3-00294 QUAGLIARIELLO Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e dell'economia e delle finanze Premesso che: a seguito degli eventi sismici del 18 gennaio 2017 (4 scosse di magnitudo 5.0, 5.4, 5.5 e 5.1) che hanno interessato prevalentemente l'area dei monti della Laga, al confine tra la provincia di Teramo e la provincia di Ascoli Piceno, e la contestuale straordinaria nevicata dalle conseguenze disastrose (la stessa che ha dato luogo alla slavina che ha distrutto l' hotel "Rigopiano"), la provincia di Teramo ha subito danni enormi al patrimonio edilizio ed anche diffusamente alle infrastrutture stradali danneggiate significativamente dal sisma e dal dissesto idrogeologico conseguente alla nevicata; a seguito degli anzidetti eventi, il decreto legislativo n. 189 del 2016 è stato modificato con l'estensione del cratere sismico e all'allegato 2 bis ha incluso 5 ulteriori comuni della provincia di Teramo (Castel Castagna, Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela e Fano Adriano); preso atto che: per assicurare il ripristino della viabilità il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, dopo una ricognizione effettuata dagli enti preposti, ha stanziato risorse pari a circa 21 milioni di euro; la Provincia di Teramo ha di conseguenza provveduto a bandire numerose gare di appalto con procedura d'urgenza; da quanto risulta all'interrogante nel 2017 sarebbero stati effettuati lavori per le emergenze per complessivi 19.960.671 euro. Detta cifra atterrebbe: quanto a 12.960.661 euro, effettuati su infrastrutture ricadenti nei comuni del cratere sismico, cioè i comuni individuati dal decreto legislativo n. 189 del 2016 come particolarmente danneggiati dal sisma; quanto a 7.000.000 euro, effettuati su infrastrutture ricadenti in comuni della provincia di Teramo, ma al di fuori del cratere sismico; considerato che i suddetti interventi sarebbero stati regolarmente eseguiti ed ultimati entro l'estate 2017, contabilizzati con emissione del certificato di pagamento e fatturati; considerato, infine, che: i pagamenti da parte della pubblica amministrazione, a tutti i livelli di competenza, appaiono procedere con estrema lentezza; per ciò che concerne i Comuni fuori dal cratere, la Regione, attraverso il centro operativo regionale (COR), ha trasferito nel mese di settembre 2018 un acconto di 1.400.000 euro alla Provincia, che li ha impiegati per liquidare il 20 per cento circa del dovuto alle imprese. Un ulteriore acconto di 1.500.000 euro sarebbe stato trasmesso alla Provincia nei giorni scorsi, ma ad oggi mancherebbero all'appello oltre 4.000.000 euro per saldare i corrispettivi alle imprese per i lavori effettuati tra marzo e giugno 2017; per quanto concerne i Comuni all'interno del cratere, la Regione ha trasferito un acconto di 4.450.000 euro circa, la Provincia ha corrisposto alle imprese 6.063.574,05 euro (anticipando con fondi propri circa 1.500.000 euro), ma rispetto alla somma dovuta la Provincia dovrebbe ricevere un residuo pari a 8.500.000 circa, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; quali iniziative intendano assumere affinché i pagamenti da parte della pubblica amministrazione siano effettuati con maggiore regolarità, al fine di evitare che un territorio già messo a dura prova dal fenomeno sismico e dalla ricostruzione non subisca ulteriori danni economici. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00695 MASINI Al Ministro dell'interno Premesso che: a seguito dei gravi incidenti che si sono verificati in piazza San Carlo a Torino nel giugno 2017, è stata emanata la cosiddetta circolare Gabrielli, che ha stabilito nuove regole per la gestione di eventi e manifestazioni di ogni genere e dimensione; fin dai primi mesi dall'applicazione delle nuove normative, sono sorti numerosi dubbi interpretativi principalmente nel caso di eventi minori, spesso equiparati ad eventi di grandi dimensioni, comportando enormi sacrifici economici soprattutto per le piccole realtà associative che, nella maggior parte dei casi, hanno interrotto le proprie attività di animazione nei territori con oggettive ricadute negative, in ambito sia sociale che economico;