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In questo momento, signor Presidente - e concludo davvero - voglio dire una parola per la felicità che sto provando al pensiero che la signora Rosa e la signora Cristina potranno riabbracciare rispettivamente il proprio figlio e il proprio marito a Mazara del Vallo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, ero già intervenuto questa mattina. Aspettavo, mi auguravo, auspicavo qualche risposta agli interrogativi che avevo posto, in particolar modo a due interrogativi. Il primo è relativo ai confini: ogni Nazione, ogni Stato, ogni Paese ha una sua specificità, che non è solamente quella del popolo che lo abita, delle leggi che vengono applicate, della moneta, ma ha confini precisi. Mi domando, allora, se l'Italia continui ad avere dei confini e se questi coincidano ancora con quelli dell'Europa, viste le reprimende arrivate dai vertici europei per la politica che l'Italia sta adottando. Una politica di apertura, una politica che sta dimostrando di non realizzare davvero nulla di buono, se è vero, come è vero, che anche oggi sono arrivate al nostro Gruppo - ma anche a chi vi parla - numerose lamentele e manifestazioni di grande preoccupazione da parte delle Forze dell'ordine. Voglio ringraziare le Forze dell'ordine, a partire dall'Arma dei carabinieri alla Polizia di Stato, alla Guardia di finanza, anche alla polizia municipale; ringrazio tutti coloro che, in buona sostanza, vivono sul territorio il dramma terribile della criminalità. È criminalità ed è innegabile, perché, vedete, l'unico distanziamento che vedo di queste forze politiche è quello dalla realtà. (Applausi) . È inutile che raccontiamo agli italiani una narrazione diversa rispetto a quella che è, perché se andiamo in qualsiasi periferia di qualsivoglia città, vediamo qual è la situazione reale che si vive, ed è una situazione drammatica. Sono tanti gli italiani che si trovano a doversi confrontare non solamente per ragioni economiche legate alla povertà, in concorrenza magari con chi è aiutato, con chi ha i sussidi, con chi viene messo all'interno di un circuito che può aiutare a sopravvivere e chi, invece, deve, giorno dopo giorno, riuscire in un qualche modo a sbarcare il lunario, a mettere d'accordo il pranzo con la cena. Colleghi, dovevate abolire la povertà, ma mi pare che la povertà sia aumentata. Se guardiamo i dati Istat, ci rendiamo perfettamente conto che sono circa 6 milioni coloro che vivono in Italia in una condizione gravissima. Mi domando allora come possiamo - dovete farlo voi - dare risposte agli italiani, anche di fronte a una situazione di minore occupazione. Ricordo infatti a quest'Assemblea - ma voglio ricordarlo anche a chi sta ascoltando - che abbiamo collezionato una serie di record negativi: siamo maglia nera in Europa per disoccupazione femminile così come per disoccupazione giovanile; abbiamo la maglia nera in generale per la disoccupazione. E voi dovete spiegare agli italiani - non so come non ci siate ancora riusciti - come mai si parla ancora di quote. Non abbiamo quote sufficienti di stranieri in Italia in questo momento? Questo è un altro elemento che dovrebbe farvi riflettere. Allora, se è così, dovreste anche rendervi conto che il provvedimento è sbagliato. Non stiamo aiutando coloro che arrivano; li stiamo mettendo in condizioni di estremo ed enorme disagio, perché non ci sono le garanzie minime per consentire a costoro di permanere sul territorio nazionale in condizioni di dignità (dignità che è anche un atto di amore, che si deve riservare a coloro che vogliamo ospitare). Non si può pensare, infatti, di chiamare decine, centinaia, milioni di persone in Italia se poi non si dà loro la possibilità di integrarsi davvero, di avere un lavoro e una casa, quello che non hanno nemmeno tanti italiani. Non è quindi sbagliato, in linea di principio, ricordare che la cittadinanza non è un diritto, ma uno status. Se sei cittadino italiano, devi avere delle prerogative, non puoi essere messo in una condizione di minorata sovranità, nel momento in cui domani magari arriva qualcuno e sbarca. Bisogna anche considerare che la spesa annuale, solamente per quella diretta, ammonta a 5 miliardi di euro. Mi chiedo come pensiamo di poter affrontare nuovamente questa situazione nella condizione attuale, anche alla luce di un altro aspetto. Sappiamo che nel mese di aprile, quando verranno consentiti i licenziamenti, avremo una situazione economica catastrofica: diminuiranno le entrate tributarie, aumenteranno i licenziamenti e in tutto questo quadro non avete ancora spiegato agli italiani come mai dite che debbano ancora continuare ad arrivare stranieri, non si capisce per cosa. Lo abbiamo già chiarito questa mattina, dicendo con grande precisione che siamo d'accordo su un principio: consideriamo il razzismo un'infezione dello spirito, ma al tempo stesso lo consideriamo anche nei confronti degli italiani, soprattutto nel momento in cui si applicano principi alla rovescia, cioè gli italiani hanno i doveri e coloro che arrivano in Italia hanno tutti i diritti. Questo infatti si verifica, perché, nel momento stesso in cui una persona sbarca e arriva in Italia, è in una sorta di «Win for life!» senza fine e non c'è una data nella quale - anche questo lo dovete spiegare - questa condizione deve finire. Allora cosa andate a raccontare? Cosa dite al vostro elettorato? In particolare mi riferisco alle sinistre, perché in quest'Aula ne abbiamo due. Abbiamo la sinistra dei 5 Stelle, che mi appare in una condizione politica bipolare, perché, se ci mettessimo in sintonia con quello che raccontavano un anno fa sugli stessi provvedimenti e se andassimo a leggere gli interventi o a ricordare ciò che raccontavano in quest'Aula e lo confrontassimo con ciò che sentiamo quest'oggi, ci troveremmo davvero nella situazione di non riuscire a spiegare né comprendere cosa sia accaduto. È solamente una questione di poltrone? È solamente la volontà di mantenere in piedi questo Governo? Mi rivolgo anche alla sinistra del Partito Democratico, quella che avrebbe dovuto difendere gli interessi degli umili, degli ultimi. Penso alle sinistre che si sono sempre battute per aiutare coloro che trovano enorme difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, i disoccupati, gli emarginati. Cosa andiamo a raccontare, nel momento stesso in cui consentite l'arrivo di migliaia e di centinaia di migliaia di stranieri? Noto un'enorme contraddizione, anche nel momento in cui parlate, ad esempio, di Forze armate. Qualche tempo fa, abbiamo votato il provvedimento sulle missioni internazionali: cosa andiamo a raccontare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze in divisa impegnati sullo scacchiere internazionale (sono circa 8.000), che devono difendere la pace dell'Italia, anche dal terrorismo? Su questi barconi che vediamo arrivare, purtroppo in tantissimi casi non arriva solamente il Covid, ma sbarcano anche persone delle quali non conosciamo né la provenienza né l'identità. Abbiamo preso in considerazione alcuni Paesi, nel momento in cui abbiamo valutato ciò che si doveva realizzare in termini di legislazione, e abbiamo riscontrato in quella australiana una superiorità rispetto alle altre. Ad esempio, il Giappone ha un'immigrazione sostanzialmente pari a zero; a Dubai c'è il 95 per cento di immigrati;