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l'azione del Governo, all'interno del quadro esposto, è rivolta a proseguire le attività di ricerca in materia di idrogeno rinnovabile, sia in relazione alle risposte fornite dalle prime sperimentazioni (anche riferite al trasporto ad altri gas e sull'impatto sulle condutture e sulla rete) che al programma di investimenti, che è stato anticipato rispetto agli altri Paesi europei, confermando pertanto l'interesse dell'Italia nel percorso nazionale di decarbonizzazione; nell'ambito dello strumento europeo Next Generation EU ( NGEU) (che rappresenta il programma delle risorse destinate a favorire la ripresa economica e sociale dei Paesi dell'Unione europea) approvato lo scorso luglio, al fine di fronteggiare le gravi conseguenze determinate dalla diffusione della pandemia, i seguenti interventi sono finalizzati a sostenere: lo sviluppo di strategie per l'idrogeno quale vettore e accumulo energetico, per le tecnologie di produzione, stoccaggio e distribuzione in sicurezza, attraverso la realizzazione di progetti industriali dimostrativi (come evidenziato dalla Relazione finale approvata dalla V Commissione permanente (Bilancio tesoro e programmazione) della Camera dei deputati lo scorso ottobre, sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund ); l'incremento e il rinnovo del parco autobus e della flotta dei treni adibiti al trasporto pubblico locale, con modelli più sostenibili sotto il profilo ambientale (modalità elettrica a metano, a metano liquido, idrogeno), al fine di accelerare gli investimenti infrastrutturali su impianti fissi e trasporto rapido di massa (metropolitane, tranvie); la frontiera del recupero del calore prodotto da impianti industriali (raffinerie, impianti chimici) e termovalorizzazione per la produzione combinata di vapore da utilizzarsi per la produzione di idrogeno mediante elettrolisi in alta temperatura; rafforzano le prospettive di crescita e di sviluppo dell'economia dell'idrogeno i meccanismi che saranno progettati nel dettaglio, sia all'interno dei progetti previsti per i Piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR), che saranno presentati per la prima valutazione (nel momento in cui il dispositivo entrerà in vigore, presumibilmente non prima del 1° gennaio 2021, ferma restando la data del 30 aprile 2021 come termine ultimo per la loro presentazione), che nell'ambito del sistema produttivo industriale italiano, in modo da reindirizzarlo verso processi e prodotti a basso impatto di emissione di carbonio, si chiede di sapere: quali orientamenti il Ministro in indirizzo intenda esprimere, con riferimento a quanto esposto in premessa, con particolare riferimento al ruolo che l'idrogeno può rivestire, nel percorso nazionale di decarbonizzazione, in conformità con il Piano nazionale per l'energia e il clima e al documento di strategia per l'idrogeno pubblicata dall'Unione europea, nell'ambito dei progetti di lungo termine, per una completa decarbonizzazione nel 2050; quali iniziative di competenza intenda intraprendere al fine di sostenere il sistema delle imprese del settore ed i livelli di crescita e competitività (per la maggior parte costituite in un segmento di piccole e medie dimensioni) dello sviluppo di tale mercato strategico dell'idrogeno, attraverso un'azione di semplificazione normativa, amministrativo-procedurale e di snellimento della regolamentazione (nonché di accelerazione dei processi autorizzativi) in grado di espandere le tecnologie adeguate, per sostenere l'impiego finale dell'idrogeno nei settori di consumo finale. Atto n. 3-02182 MODENA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'Istituto nazionale per la previdenza dei giornalisti italiani, come ha scritto qualche giorno fa uno dei sindaci dell'Istituto, il giornalista Pierluigi Roesler Franz, si trova in lenta, graduale ed inesorabile agonia, anzi, è ormai sull'orlo del baratro per l'esponenziale svuotamento dalle redazioni di giornalisti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa per effetto di prepensionamenti, susseguitisi a catena soprattutto dal 2009 in poi con conseguente drastica riduzione dei lavoratori subordinati, assunti a tempo indeterminato, che da tempo sono stati via via sostituiti da giornalisti lavoratori autonomi con versamento di contributi all'INPGI 2. Ente questo che registra, invece, un vero boom di iscritti e naviga a gonfie vele e con le casse piene: per il 2020 si prevede un utile di circa 35 milioni di euro; l'INPGI 1, nato nel 1926 e privatizzato come Fondazione dal 1994, è un ente previdenziale incaricato di pubbliche funzioni, in base all'articolo 38 della Costituzione ed è oggi l'unico ente sostitutivo dell'INPS in Italia in base alla "legge Rubinacci" (legge n. 1564 del 1951), tuttora in vigore da 69 anni; proprio per questo si è addossato l'onere degli ammortizzatori sociali della categoria per ben mezzo miliardo di euro (disoccupazione, cassintegrazione, contratti di solidarietà, TFR in caso di fallimento, prepensionamenti a catena da aziende in crisi, mancati recuperi da aziende fallite, contributi figurativi da corrispondere anche in base all'art. 31 dello Statuto dei lavoratori sulle pensioni dei numerosi giornalisti eletti deputati, senatori, parlamentari europei, sindaci di grandi città, consiglieri e governatori di Regioni e crediti irrecuperabili da aziende fallite), ma senza alcun ristoro da parte dell'Erario; di conseguenza l'INPGI 1 ha dovuto intaccare il suo patrimonio addirittura per 1 miliardo e 200 milioni di euro (circa 2 mila 300 miliardi di vecchie lire), essendo stato costretto a disinvestire titoli, fondi ed immobili. E la sua riserva tecnica reale ed effettiva (rapporto tra le pensioni in corso di pagamento ed il suo patrimonio) è scesa a soli 2 anni contro i 5 previsti per legge; per salvare l'INPGI 1 dal commissariamento, garantendone la sua tenuta e sostenibilità, occorre riconoscere a questo benemerito ente il suo ruolo decisivo a presidio della democrazia e dell'informazione nel nostro Paese, ma è necessario ampliare al più presto la platea degli iscritti inserendovi tutti coloro che a qualsiasi titolo oggi svolgono attività giornalistica nel senso più ampio di questa parola come free lance o nelle redazioni di agenzie di stampa, quotidiani, periodici, come "comunicatori", "bloggers", informatici, uffici stampa pubblici e privati, finti Co.co.co., finte partite IVA, finte cessioni del diritto d'autore, autori di testi; è indilazionabile anticipare al massimo l'ingresso nell'INPGI 1 di circa 9.000 "comunicatori" privati e di altri 5.500 "comunicatori" pubblici che oggi versano i contributi all'INPS.