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La parte civile, la parte offesa, non potrà vedere riconosciuti i suoi diritti perché sicuramente i processi si allungheranno notevolmente nel tempo perché conosciamo lo stato degli uffici giudiziari. Si ricorre ad un sistema che non è sicuramente utile se si considera che, per i dati che ci sono stati forniti dallo stesso Ministero, risulta che circa il 70 per cento dei processi vengono prescritti nel corso delle indagini preliminari. E allora mi si deve spiegare se il 70 per cento di tali processi si prescrivono nel corso delle indagini preliminari a che cosa serve mettere un termine che sospende la prescrizione dopo il processo di primo grado. È una inutilità palese e nessun giovamento se ne trarrà perché quel 70 per cento di processi prescritti, continuerà a cadere in prescrizione. Aggiungo una piccolissima osservazione, visto che viene introdotto in questo provvedimento che si occupa di anticorruzione: i reati che si prescrivono relativi ai delitti contro la pubblica amministrazione sono una parte minimale, equivalente a circa il 3-4 per cento del totale, una parte bassissima. Conseguentemente non si avrà alcun risultato effettivo. Ma ancora una volta questa maggioranza vuole semplicemente fare provvedimenti spot che di fatto non portano nulla. Altra cosa sarebbe stata se si fosse introdotto un nuovo sistema, se si fossero previsti metodi per evitare le prescrizioni, rafforzando il sistema giudiziario con la previsione di un numero sufficiente di giudici che consenta finalmente di avere un organico pieno, una magistratura togata anziché affidarsi come sempre alla magistratura onoraria (come sta accadendo ormai da troppo tempo), che con grande sacrificio tiene in piedi il sistema giustizia e a cui si chiede di svolgere un lavoro che non è più in condizioni di svolgere. Allo stesso modo, ci si dica perché non si rafforza il personale amministrativo, che consentirebbe immediatamente di dare una risposta seria ed evitare che molti processi vadano prescritti. È anche necessario ricordare quanto affermato dalla Corte costituzionale nella recentissima sentenza n. 115 del 31 maggio 2018: «La prescrizione pertanto deve essere considerata un istituto sostanziale, che il legislatore può modulare attraverso un ragionevole bilanciamento tra il diritto all'oblio e l'interesse a perseguire i reati fino a quando l'allarme sociale indotto dal reato non sia venuto meno…». È evidente che il problema della prescrizione esiste, ma i sistemi per combatterla solo quelli di cui ho parlato in precedenza. Ancora, di analoga gravità appare anche la novella dell'articolo 179 del codice penale, che prevede che la riabilitazione concessa non produca effetti sulla pena accessoria dell'interdizione. Anche questi sono provvedimenti palesemente incostituzionali. Signor Presidente, mi avvio a concludere e le chiedo sin d'ora l'autorizzazione a poter allegare il testo scritto del mio intervento al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. CUCCA, relatore di minoranza . Infine, vorrei parlare anche dell'agente provocatore. Qui si è detto che non si tratta di agente provocatore, ma di infiltrato. Leggete il testo - ne parleremo quando arriveremo all'esame degli articoli - e vi renderete conto che non di infiltrato si tratta, ma di agente provocatore vero e proprio. Ripeto, basta leggere il testo: è evidente che si tratta di agente provocatore. A questo riguardo, voglio ricordare anche che le direttive europee vietano in maniera nettissima e ferma che si possa far ricorso all'agente provocatore nei reati contro la pubblica amministrazione. Non di meno, anche questo viene previsto, insensibili a qualsiasi indicazione che ci viene dall'Europa e dalla nostra Costituzione. In conclusione, signor Presidente, noi consapevolmente affermiamo che si tratta ancora una volta di un provvedimento spot , privo di vero contenuto riformatore. Noi avevamo già dato una riposta seria, che sta funzionando nella lotta alla corruzione con i provvedimenti di cui ho parlato e che - lo ribadisco - erano stati approvati nella scorsa legislatura con la massima collaborazione tra le forze di maggioranza e di opposizione. Il provvedimento al nostro esame - lo ribadisco - è infarcito di norme di dubbia costituzionalità e sarà verosimilmente approvato, ancora una volta, senza alcun confronto serio e costruttivo, senza alcun dialogo tra le forze presenti in quest'Aula e sarà approvato esclusivamente, per l'ennesima volta, con la sola logica dei numeri, e questo ovviamente non è un metodo che può andar bene in un sistema democratico come il nostro. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Caliendo. CALIENDO, relatore di minoranza . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, ci siamo chiesti se era necessaria una relazione di minoranza e la risposta è stata positiva, perché l' iter legislativo di questo disegno di legge pone una serie di problemi sulla tenuta del nostro sistema democratico. Mi riferisco al fatto che, mentre alla Camera dei deputati abbiamo avuto un ampio ricorso alle audizioni di esperti e tempi di discussione accettabili sia in Commissione che in Aula, il disegno di legge perviene al Senato per la semplice abrogazione di un emendamento approvato dall'altro ramo del Parlamento, con una singolare interpretazione del bicameralismo e della possibilità di approfondimenti che la Costituzione assegna a ciascuna delle Camere. È stata negata la possibilità di effettuare audizioni in questo ramo del Parlamento e la discussione ha registrato solo interventi e emendamenti dell'opposizione, fatta eccezione per l'emendamento abrogativo preteso da una parte della maggioranza, perché il testo approvato non era stato concordato dalle due componenti del Governo. Tale situazione pone non pochi interrogativi, primo tra tutti la conclusione che si può trarre da tale comportamento: il Parlamento, per l'attuale maggioranza, è inteso come mero esecutore del volere del Governo, per cui un emendamento approvato con libera determinazione della Camera dei deputati deve essere eliminato e al più presto, senza alcuna possibilità di discutere ed esaminare le altre norme del disegno di legge. È questo il bicameralismo per il quale ci siamo battuti insieme durante il referendum costituzionale? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E voi, partiti della maggioranza, allora avevate bene inteso qual era il ruolo che spetta a ciascuna delle Camere e qual era il ruolo dei partiti politici. È forse utile che in quest'Assemblea, signor Presidente, si organizzi un dibattito sui princìpi della nostra Costituzione e sulla democrazia parlamentare che è un effetto della democrazia rappresentativa. Certamente invece una riflessione va fatta - ed è necessaria - sul nostro Regolamento, che nel prevedere il tempo di dieci minuti, non tiene conto dell'importanza di alcuni articoli, come l'articolo 1 del disegno di legge in discussione che introduce diverse riforme del codice penale, ciascuna della quale meriterebbe un tempo di esame ben superiore a tale termine. Il rispetto di questo limite e una sua applicazione burocratica portano a una conseguenza necessaria: