[massime]

Straniero - Espulsione, con accompagnamento alla frontiera - Impedimenti all’esecuzione immediata del provvedimento - Trattenimento presso i centri di permanenza temporanea e assistenza - Procedura di convalida - Applicazione del rito camerale (ex art. 737 e seguenti cod. proc. civ.) e poteri del giudice della convalida - Lamentata inidoneità del procedimento alle esigenze di tutela e difesa della persona, nonché del contraddittorio - Manifesta infondatezza delle questioni.. Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286: a) sotto il profilo di una pretesa inadeguatezza del procedimento camerale applicabile nel caso di convalida del trattenimento presso un centro di permanenza temporanea e assistenza dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione, nonché della insufficienza dei poteri istruttori e di verifica attribuiti al giudice nel procedimento di convalida (comma 4); b) sotto l'ulteriore profilo della mancata previsione dell'obbligo di avviso al difensore dello straniero contestualmente alla comunicazione al giudice dell'inizio del trattenimento (comma 3) e della mancata previsione del termine di durata massima del trattenimento (commi 4 e 5). Infatti la particolare procedura di convalida adottata in vista della esigenza di speditezza e semplificazione, non può dirsi perciò in contrasto né con il principio del contraddittorio né con altre regole generali del processo; dal momento che il giudice ha comunque, in virtù dell'art. 738, terzo comma, cod. proc. civ., il potere di assumere informazioni, potere ben più ampio di quello attribuito dall'art. 213 cod. proc. civ., in quanto indirizzato nei confronti di qualsiasi soggetto pubblico o privato; che, inoltre, può essere ulteriormente confermata la manifesta infondatezza sotto i restanti profili delle questioni, in quanto non risultano addotti elementi nuovi rispetto a quelli già altra volta esaminati. - Sulla scelta della procedura camerale, insindacabile se non viziata da irragionevolezza, v. sentenze (citate) n. 573 e 543/1989; ordinanza (citata) n. 121/1994. - Sul potere di "assumere informazioni", v. ordinanza, qui citata, n. 140/2001. - Sulla manifesta infondatezza di questioni analoghe, v. richiamo alle ordinanze n. 385 e 386/2001; sulla non fondatezza, anche sentenza n. 105/2001.