[ddlpres]

3 possa essere a termine o a tempo indeterminato e che in tale ultimo caso il recesso possa avvenire con un preavviso non inferiore a trenta giorni, salvo nel caso di lavoratori disabili ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, per i quali il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro non possa essere inferiore a novanta giorni, al fine di consentire un'adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine, nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso, nel caso di accordo a tempo indeterminato; 4 disciplini l'esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore all'esterno dei locali aziendali nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300; 5 individui le condotte connesse all'esecuzione della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali, che danno luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari; 6 sia disciplinato dalle disposizioni in materia di comunicazioni, di cui all'articolo 9- bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608; f riconoscere al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi nazionali, di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all'interno dell'azienda; g prevedere la possibilità che al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile sia riconosciuto, nell'ambito dell'accordo di cui alla lettera e) , il diritto all'apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze; h ai fini di quanto previsto alla lettera e) , numeri 2), 3) e 5), riconoscere, al di fuori delle concordate fasce di reperibilità ovvero di esecuzione della prestazione lavorativa, il diritto alla disconnessione quale diritto del lavoratore, come definito dall'articolo 2, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile a disconnettersi dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche in proprio possesso, senza che questo possa comportare effetti negativi di natura disciplinare o decurtazioni retributive; i prevedere che il datore di lavoro vigili sul diritto di cui alla lettera h) , al fine di consentire al lavoratore di poter recuperare le energie psico-fisiche, curando liberamente le proprie relazioni affettive e sociali; l ai fini di quanto stabilito dalla lettera b) , prevedere che il datore di lavoro tuteli la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e che, a tal fine, adotti e comunichi al lavoratore, prima dell'inizio della prestazione in modalità di lavoro agile, le informazioni di cui all'articolo 36 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, contenenti tutte le misure necessarie atte a garantire l'integrità fisica, psichica e la personalità morale del lavoratore, in considerazione della particolarità del lavoro svolto, unitamente ad un'informativa recante i riferimenti per la sicurezza, quali: medico competente (MC), responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), addetti al servizio di prevenzione e protezione (ASPP), dirigenti delegati alla sicurezza, preposti alla sicurezza e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), con i loro recapiti. Le predette informazioni, se non intervenute prima eventuali modifiche, devono essere verificate e convalidate periodicamente, ogni dodici mesi; m prevedere che il datore di lavoro, anche su supporto elettronico, aggiorni periodicamente le informazioni di cui alla lettera l) in ragione dell'evoluzione dei rischi o dell'insorgenza di nuovi o al modificarsi delle informazioni già rese; n prevedere che il datore di lavoro assicuri al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile una formazione sufficiente e adeguata, integrativa di quella già statuita dall'articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di rischi specifici per salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento alle informazioni di cui alle lettere l) e m) . La durata minima del corso formativo non può essere inferiore a due ore annue; o prevedere che il datore di lavoro comunichi per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all'articolo 35 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, le informazioni di cui alle lettere l) e m) e il programma di formazione del corso di cui alla lettera n) ; p prevedere che il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile cooperi attivamente col datore di lavoro al fine di fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali, di prevenire gli infortuni sul lavoro e di prevenire l'insorgere di malattie professionali; q in applicazione di quanto previsto alla lettera a) , prevedere che il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile non ecceda oltre al rispetto della durata della prestazione lavorativa determinata quotidianamente o settimanalmente, come disciplinata dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e dai contratti collettivi nazionali del lavoro di riferimento in base alla tipologia del lavoro svolto; r prevedere che il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, per il quale sia esplicitamente previsto il lavoro frazionato durante la giornata, eserciti la prestazione in un arco temporale non superiore alle 13 ore giornaliere, da intendersi quale durata massima della prestazione stessa; s prevedere che, al termine della prestazione lavorativa, il lavoratore che svolge la stessa in modalità di lavoro agile abbia diritto ad un periodo di riposo di 11 ore ogni 24 ore, da intendersi quale periodo minimo inderogabile che deve essere fruito in maniera consecutiva; t prevedere che al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile spettino 48 ore di riposo ogni 5 giorni di lavoro consecutivo; u stabilire che, nell'esercizio dell'attività lavorativa in modalità di lavoro agile, il lavoratore sia soggetto alle disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; v prevedere che il datore di lavoro assicuri al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile la medesima sorveglianza sanitaria già prevista per i lavoratori addetti ai videoterminali (VDT), di cui all'articolo 176 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;