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La lettera b) del medesimo articolo interviene sul comma 2- bis dell'articolo 13 del Codice, che disciplina l'effettuazione di attività connesse con la valutazione dell'impatto e il censimento dei danni alle strutture e alle infrastrutture pubbliche e private, in occasione degli eventi emergenziali di protezione civile: si precisa che tali attività riguardano anche i beni culturali e paesaggistici, in raccordo con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Tra le altre disposizioni dell'atto in esame, segnala anche la lettera b) dell'articolo 1, con la quale si precisa che, tra le attività e gli interventi connessi alla fase di superamento dell'emergenza, è inclusa anche la ricognizione dei danni subiti non solo dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio, ma anche dai beni paesaggistici, dalle strutture e dalle infrastrutture pubbliche e private. Dopo aver ricordato che sullo schema di decreto in esame non è stata ancora acquisita l'intesa della Conferenza unificata né il parere del Consiglio di Stato, si riserva di formulare in una prossima seduta una proposta di osservazioni. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11,25. Allegato PROPOSTA ALTERNATIVA DI RISOLUZIONE PROPOSTA ALTERNATIVA DI RISOLUZIONE PRESENTATA DAI SENATORI Moles, Barbaro, Iannone, Cangini, Maria Saponara, Francesca Alderisi, Giro, Lucia Borgonzoni SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 348 La Commissione, premesso che: la Commissione ha svolto un'ampia attività conoscitiva finalizzata ad approfondire le diverse istanze di revisione dei parametri e criteri che regolano il funzionamento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), nonché le criticità e le eventuali proposte di modifica dei criteri di riparto del medesimo Fondo, attraverso il confronto con le diverse realtà operanti nel settore: dalla musica, al teatro, alla danza, alle attività circensi; preso atto che: con riferimento al Documento conclusivo della richiamata indagine conclusiva - Doc. XVII, n. 1, qualsiasi intervento di riforma del funzionamento del FUS deve muovere dal riconoscimento del valore e della portata delle attività inerenti il mondo dello spettacolo in termini di diffusione e trasmissione culturale, aggregazione sociale e valorizzazione del territorio; valutato che: appare necessario, oltreché opportuno, garantire la massima trasparenza in tutte le fasi che riguardano detto funzionamento (ammissione delle istanze, attribuzione dei punteggi, erogazione dei contributi), anche mediante l'introduzione di una forma di monitoraggio costante sulle realtà finanziate e sui requisiti, in modo da evitare rendite di posizione e garantire un'adeguata qualità delle attività finanziate; considerato che: l'arte circense rappresenta un patrimonio storico, artistico, educativo e culturale di autentica e radicata tradizione, espressione di valori interculturali, aggregativi, multietnici e sociali, nonché di un intrattenimento di qualità, diffusamente popolare e intergenerazionale, fondato su canoni alternativi a quelli della imperante omologazione; uno dei tratti distintivi del circo è quello di saper generare una invidiabile attitudine al rinnovamento, che è opportuno assecondare e non ingabbiare né condizionare, perché l'arte è libera (articolo 33 Costituzione), lasciando pertanto agli artisti  e quindi al pubblico che fruisce di tali spettacoli  la facoltà di optare per il circo classico, contemporaneo o ogni altro genere espressivo; se da un lato l'ampio dibattito sviluppatosi nella società italiana sulla presenza degli animali nei circhi appare lungi dal potersi considerare concluso e sicuramente risulta al momento privo di evidenze condivise, soprattutto di tipo scientifico; dall'altro i Paesi Europei di maggiore tradizione circense hanno fino ad oggi ritenuto di dover preferire la regolamentazione, anziché il divieto, della presenza degli animali nei circhi; i circhi italiani nella quasi totalità dei casi dispongono di animali al seguito che vengono attualmente autorizzati ad allestire temporaneamente i loro spettacoli solo dopo rigorosi controlli da parte del servizio pubblico veterinario; a partire dalle istanze di contributo per l'anno 2008 a valere sul FUS è stata opportunamente prevista l'attestazione che: "Il soggetto non ha riportato condanne per i delitti di cui al titolo IX bis del Libro II del Codice penale e non ha commesso ogni altra violazione di disposizioni normative statali e dell'Unione Europea in materia di protezione degli animali", e che il decreto ministeriale 27 luglio 2017, confermando la predetta impostazione, richiede espressamente, a pena di inammissibilità, che la domanda di contributo presentata dalle imprese di produzione di circo e di circo contemporaneo sia corredata dalla dichiarazione di non aver riportato condanne definitive per i delitti in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali; valutato infine che: sussistono adeguate garanzie poste a tutela degli animali nella erogazione dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo; i soggetti auditi dalla 7ª Commissione o che si sono espressi attraverso contributi scritti, in prevalenza non ritengono di dover optare per la dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi, fatta eccezione per LAV  Lega Anti Vivisezione e FNOVI - Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani; riepilogate sinteticamente le posizioni espresse dai soggetti auditi, quali: la LAV Onlus, la quale ha affermato con chiarezza la sua posizione ormai consolidata da anni: vietare l'utilizzo degli animali nei circhi e favorire invece la riconversione degli spettacoli e il sostegno alle attività artistiche umane. A supporto di tale posizione si è più volte richiamato l'orientamento normativo in tal senso di molti Paesi, anche membri UE e la linea politica del precedente Governo che anche con riferimento al disegno di legge "Deleghe al Governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio" esprimeva la volontà del superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi; volontà confermata, da ultimo, anche dall'attuale Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Ai fini dunque del superamento dell'utilizzo degli animali nei circhi e nell'ottica di una ridefinizione dei criteri e parametri per l'attribuzione dei fondi del FUS, la LAV Onlus ha chiesto che non sia più finanziato l'utilizzo degli stessi ma anzi si sostenga la riconversione dei numeri e delle attività circensi, con l'auspicio che tale riconversione avvenga al più presto anche in conseguenza della crisi economica, finanziaria, occupazionale e di pubblico del settore circense che rende necessario un rinnovamento orientato verso forme di circo contemporaneo che non prevedano appunto l'utilizzo di animali;