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2) nel dicembre 2020 A. C. proprietario di una mescita di vino, al momento della chiusura dell'attività, è stato minacciato da alcuni giovani macedoni che chiedevano vino gratis e che al suo rifiuto hanno risposto: "Siamo macedoni, ti tagliamo la gola"; 3) nel gennaio 2021, su uno scuolabus alcuni ragazzini Rom hanno picchiato due bambine ("La Nazione", sabato 23 gennaio 2021, pag. 17); 4) nel 2021 il titolare di un nightclub ponsacchino e sua moglie sono stati picchiati e il loro locale è stato devastato da parte di un gruppo di macedoni che dopo essere stati allontanati, sono tornati in massa alle quattro del mattino scatenando una guerriglia urbana fino all'intervento delle forze dell'ordine ("La Nazione", 20 luglio 2021); 5) nel 2021 un minorenne ha difeso una coetanea da molestie sessuali e a distanza di alcuni giorni un gruppo di macedoni lo hanno picchiato sullo scuolabus provocandogli la frattura di una costola e lesioni alla milza ("La Nazione", 18 dicembre 2021); 6) nel mese di settembre 2021, la sig.ra L. T., settantenne, ha riferito di aver ricevuto molestie sessuali da giovani Rom minorenni; 7) il 10 marzo 2021, il sig. A. G. ha sporto querela per aver subìto la trasformazione del proprio fondo in un bivacco da un gruppo di Rom, che hanno forzato le porte di ingresso, hanno lanciato pietre contro le vetrine infrangibili rompendo i vetri interni, e hanno asportato porte, lavandini, scaldabagno, rubinetti, sradicano placche della luce e cavi di rame; 8) nel mese di aprile 2022, un minorenne è stato picchiato nei pressi dell'istituto "Niccolini" da parte di coetanei di etnia macedone; 9) nel mese di marzo, dipendenti della "Coop" hanno riferito di ripetute aggressioni verbali e fisiche da parte di Rom, che hanno cercato di allontanarsi senza pagare; 10) ancora nel mese di aprile, giovani Rom hanno danneggiato il campo di calcetto, posto in via Rospicciano, spaccando le recinzioni e le porte dei pali; 11) una pensionata ha subìto atti vandalici nel giardino di sua proprietà per aver ripreso alcuni giovani che stavano danneggiando il campo di calcetto; 12) nello scorso mese di aprile, durante la raccolta delle firme, molti dei residenti in via Rospicciano hanno riferito di aver subìto furti nelle proprie abitazioni e di aver visto giovani Rom mentre sradicavano piante, rimuovevano panchine nel giardino pubblico; nel marzo 2021, Ponsacco è diventata un caso nazionale per il focolaio COVID scoppiato nell'edificio di via Rospicciano: oltre 50 macedoni sono risultati positivi sugli oltre 200 residenti (il fatto è stato ripreso da RAI Uno e dal quotidiano "La Nazione" di giovedì 18 marzo 2021, pag. 219); l'edificio posto in via Rospicciano, oggi definito "Palarom", è da tempo occupato abusivamente da macedoni "morosi" e da Rom senza titolo, e versa in uno stato di estremo degrado. A seguito di un esposto diretto al sindaco Brogi, al comandante della Polizia Municipale di Ponsacco, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, al Genio Civile, alla ASL e per conoscenza alla Procura, è stata effettuata la bonifica del seminterrato. Attualmente alcune centinaia di Rom continuano ad occupare gli appartamenti, posti nel complesso di via Rospicciano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della gravissima situazione esposta, presente nella città di Ponsacco; se e quali azioni intenda intraprendere per garantire immediata soluzione ai problemi evidenziati e il ripristino dell'ordine pubblico a tutela dei cittadini. Atto n. 3-03369 BINETTI Paola Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 30 giugno 2022 decadrà l'obbligo dell'uso della mascherina anche al chiuso e con esso gli obblighi relativi al distanziamento, riducendosi in tal modo le tutele per i lavoratori fragili, che dovranno tornare in presenza, considerato che in alcuni luoghi di lavoro terminerà il lavoro agile ( smart working ); numerosissimi lavoratori fragili chiedono che vengano stabilite tutele durature e strutturali che possano proteggerli da possibili contagi, ben consapevoli che il virus Sars-CoV2 non cesserà con il termine delle attuali tutele; è convinzione diffusa che i lavoratori fragili abbiano un rischio più elevato di ospedalizzazione e di morte e il solo vaccino, a causa delle patologie di cui soffrono, non può assicurare protezione sufficiente contro il COVID-19; in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, la Costituzione italiana (articoli 2, 32 e 41) prevede la tutela della persona umana nella sua integrità psico-fisica come principio assoluto ai fini della predisposizione di condizioni ambientali sicure e lo Stato ha l'obbligo di tutelare le persone più fragili, affinché non debbano scegliere tra la loro vita ed il lavoro; i lavoratori fragili, che in questi ultimi anni hanno affrontato i maggiori rischi a causa della pandemia chiedono pertanto una serie di misure di garanzia per la loro salute e per il loro lavoro, che si elencano di seguito: la proroga oltre il 30 giugno delle tutele di cui all'articolo 10, comma 1- bis , del decreto-legge n. 24 del 2022 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 52 del 2022 (che modifica l'articolo 26, commi 2 e 2- bis del decreto-legge n. 18 del 2020 sul lavoro agile) o in alternativa, che le loro assenze siano equiparate a quelle per ricovero ospedaliero e non siano conteggiate; la proroga della sorveglianza sanitaria eccezionale con riferimento alla situazione epidemiologica e alle misure di contenimento del virus ; la possibilità di accedere ad una pensione anticipata per i lavoratori considerati fragili, con il riconoscimento di contributi figurativi; l'incentivazione del lavoro da remoto sia nel settore pubblico che in quello privato e la precedenza nell'accesso al lavoro per i lavoratori fragili, attraverso nuovi contratti integrativi, con una normativa che preveda misure efficaci ed inderogabili e ogni altra tutela che possa garantirli; di essere adibiti a mansioni della stessa area di inquadramento o predisposizione di luoghi di lavoro più sicuri possibile; la concessione di mascherine FFP2 gratuite per i lavoratori a maggior rischio contagio; procedure agevolate per il riconoscimento della legge n. 104 del 1992 art. 3, comma 3, per la durata di 2 anni, con proroghe nel caso in cui la situazione epidemiologica non sarà mutata; l'istituzione di apposite commissioni mediche presso l'INPS che procedano, nel giro di 30 giorni dalla domanda, in modalità telematica, a riconoscere ai soggetti fragili gli stessi diritti previsti per chi ha il riconoscimento della legge n. 104 del 1992, art. 3, comma 3, in quanto la presente situazione epidemiologica sta influenzando negativamente la vita dei soggetti fragili riducendone l'autonomia personale a causa dei rischi creati dal contagio;