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È stato detto che gli autobus turistici sono grandi e non possono transitare nelle strade. Le faccio presente che più del 45 per cento di quegli autobus è inferiore ai sette metri. Per quanto riguarda gli scuolabus, i sindaci sono stati lasciati da soli e con il gioco delle tre carte qualche governatore si è divertito anche a partecipare alla manifestazione contro il Governo; si veda l'esempio della Toscana qualche giorno fa in piazza. Oggi il Presidente del Consiglio ci chiede come mai non ci sia fiducia nel rapporto con gli italiani. Come si fa? Abbiamo avuto sei mesi per cercare di mettere a punto una serie di misure e scopriamo che il 14 settembre inizia la scuola e il 25 dicembre è Natale. Mi creda: le famiglie sono ben disposte, ma ad un certo punto, quando vedono dall'altra parte un'insipienza e - non so come mai - probabilmente un'incapacità, non credo cattiva volontà, ovviamente il problema non si riesce a risolvere. Concludo facendo una battuta anche a lei che è il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo ha risolto la questione. Sa come ha fatto? Ha detto che il 75 per cento dei ragazzi che frequentano le scuole superiori deve starsene a casa, e siccome il problema nasce proprio da lì, a questo punto abbiamo risolto anche il problema del trasporto pubblico locale. Adesso però qualcuno dirà che la percentuale scende al 50 per cento; vedremo che in base ai numeri non servirà più avere nuovi autobus in servizio e, di conseguenza, ancora una volta i bus turistici se ne staranno nel parcheggio. Dal decreto ristoro mancano i codici Ateco per moltissime imprese, tra cui queste, e quindi, anche questa volta, i quattrini non arriveranno. Oggi ho ascoltato parole più dure di quelle che ho pronunciato adesso io dalla sua maggioranza. Di conseguenza, vogliamo veramente sapere qual è il punto di vista formale. Ce lo dirà anche dopo in Commissione, ma intanto approfitto del suo intervento in Aula di oggi. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringrazio il senatore Mallegni, al quale ripeto quanto ho detto nella risposta agli onorevoli colleghi. Nelle mie risposte e nella mia relazione di questa mattina in audizione presso le Commissioni riunite, alla quale lei ha partecipato, non c'è mai stato, non ci sarà, non ci vuole essere, né ho bisogno che ci sia alcuno scarico di responsabilità su altri. Quando prendiamo decisioni insieme, chi riveste un ruolo e porta questo onore e quest'onere temporaneo si assume anche la responsabilità degli altri, senza se e senza ma. Siccome tutto quello che è stato fatto fino ad ora (le cose positive e quelle negative) è stato condiviso con le Regioni, a prescindere dal colore politico, e nelle sedi istituzionali, continuerò ad andare avanti così, perché è l'unico modo in cui sono capace di fare il Ministro; non c'è un altro modo. Prima vengono le istituzioni, poi vengono le persone che temporaneamente ricoprono un ruolo istituzionale. Ho letto anch'io qualche distinguo, peraltro avvenuto negli ultimi minuti, da parte di alcuni assessori regionali. Me ne dispiaccio, perché casualmente, nell'ultima riunione della scorsa settimana, le medesime persone hanno detto cose esattamente opposte. Ma non conta niente, senatore. Conta quello che noi diciamo e facciamo per i cittadini. Se questa discussione odierna - perché parleremo di trasporto pubblico locale tutto il giorno - aiuterà me e le Regioni a trovare anche solo una piccola soluzione in più per alleggerire la sensazione di preoccupazione che si è generata in chi utilizza il trasporto pubblico locale, sarà stata utile. E io credo che sarà così. Seconda questione: i 120 milioni di euro alle aziende di trasporto di proprietà delle Regioni sono stati utilizzati per fare le gare dei privati; quindi, queste risorse andranno ai privati, sia che abbiano nelle loro disponibilità mezzi di trasporto o bus più piccoli, che quindi potranno circolare anche per il trasporto urbano - solo quelli di minori dimensioni possono infatti circolare - sia che gestiscano bus turistici più grandi - come gli ultimi 350 pullman presi dall'Emilia-Romagna - che invece giocheranno un ruolo nell'ambito del trasporto extraurbano. I dati che riportava lei, senatore, da cui emergerebbe che i bus sarebbero 1.000 e non 2.000, si riferiscono al monitoraggio dell'8 ottobre; il mio monitoraggio, che riporta il dato di 2.000, è dell'altro ieri, martedì. Ad ogni modo, conto di fornire oggi pomeriggio alle Commissioni l'elenco dettagliato del numero dei bus che ci è stato fornito per ogni Regione. In merito alle riaperture del 14 settembre, l'attività svolta dal Governo di preparazione alla ripresa della scuola affonda le sue radici ad aprile. Il fatto che l'accordo con le Regioni sia stato concluso solo alla fine di agosto non è determinato né dalla scarsa volontà politica delle Regioni, né dall'assenza di volontà politica da parte del Governo: è determinato dalla necessità di una serie di approfondimenti di natura scientifica, perché volevamo completare le linee guida sanitarie e avere il massimo della certezza possibile, con le condizioni date di conoscenza del virus, da mettere a disposizione degli utenti, ossia delle persone che prendono i mezzi tutti i giorni. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mallegni, per due minuti. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, lei lo sa che non metto mai in dubbio la sua buona fede, ma le debbo chiedere di opporsi un po' di più. Capisco e conosco le problematiche interne al Governo e alla maggioranza: si opponga un po' di più. Troverà aiuto e supporto da tutto l'arco parlamentare, compresi noi, nell'interesse generale della comunità. Si confronti più spesso - come ho avuto modo di dire anche ai suoi colleghi - con il Parlamento e non faccia come il Presidente del Consiglio, che ritiene questo luogo quasi un orpello obbligatorio, in qualche modo fastidioso, essendo costretto a parlare con noi. Le Regioni sono importanti, ma loro fanno un mestiere, mentre il Parlamento ne fa un altro. Il Parlamento è il dante causa del Governo. Siamo persone che vivono tutti i giorni il territorio, molti di noi sono imprenditori - io particolarmente nel turismo - e forse potremmo proporre qualcosa. In merito alla questione delle gare, signor Ministro, ad aprile, con la problematica dell'inizio della scuola, avrebbero dovuto essere previste immediatamente e saltate, come previsto dal decreto semplificazione che lei ci ha ricordato questa mattina. Infine, sull'approfondimento scientifico, non ci nascondiamo dietro le indicazioni del comitato tecnico-scientifico, che fa il suo mestiere e molte volte dà indicazioni che il Governo alla fine segue alla rovescia. Noi stiamo rischiando non di affondare le nostre radici nello studio e nell'approfondimento; noi stiamo rischiando, signor Ministro, di affondare. Questo è il problema. Non ci interessa se affonda il Governo, che è evidente a tutti che, prima o poi - neanche aspettando troppo - affonderà. Il problema è che sta affondando il Paese e non ce lo possiamo assolutamente permettere. (Applausi) .