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Credo che la discussione per un Patto di stabilità diverso e per regole diverse, di cui ormai tutti sentono la necessità, durerà molto tempo in quanto si svolgerà intanto quest'anno, ma anche nel 2022. Si tratta di tempi molto lunghi. Avremo modo di confrontarci tante volte su questi temi in futuro. Oggi non è all'ordine del giorno e non credo che verrà toccato come tema particolare, ma è chiaro che teniamo un occhio ben vigile su questi aspetti. (Applausi) . Sarete quindi regolarmente informati. Credo così di aver finito. (Applausi) . PRESIDENTE . Chiedo ora al sottosegretario Amendola di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. AMENDOLA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere contrario sulle proposte di risoluzione nn. 1, 2, 3 e 5. Il parere è favorevole sulla proposta di risoluzione n. 4 della maggioranza. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signora Presidente,colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, presidente Draghi, la pandemia sta mettendo a dura prova il progetto europeo, anche perché non è concepito come un management per crisi del genere. È in questa situazione che coloro che in dodici ore si erano trasformati in europeisti tornano a fare dell'Europa il capro espiatorio di tutto. Sembra già dimenticato che l'Europa ha messo sul piatto i soldi del recovery fund , che finanzia il nostro debito pubblico con la BCE e paga la cassa integrazione con Sure. È vero, con i vaccini poteva muoversi più velocemente, ma non dimentichiamoci che è costituita da 27 Paesi con interessi non sempre identici. Se vogliamo renderla più efficace nelle decisioni dobbiamo integrare di più e cedere più sovranità, esattamente il contrario di quello che vorrebbero i critici: dare niente e pretendere il massimo, e soprattutto dare la colpa per ogni cosa che non funziona all'Europa. Non è colpa dell'Europa, tuttavia, se AstraZeneca ha firmato impegni che non rispetta e in Europa consegna 33 dosi ogni 1.000 abitanti contro i 210 della Gran Bretagna o se, invece di implementare cinque strutture di produzione che erano pensate per fornire l'Europa, ne implementa solo una. Se sappiamo che i Big pharma non sono filantropi ci scontriamo anche con un protezionismo sempre più accentuato. L'Europa è stata l'unica a rispettare gli accordi; fino a febbraio ha esportato 41 milioni di dosi ad altri Paesi, 9 milioni per la Gran Bretagna e uno per gli Stati Uniti. Giusto, quindi, che si pretenda adesso reciprocità, valutando il blocco delle esportazioni verso quei Paesi che non fanno altrettanto. Veramente qualcuno pensa che in un mercato così spietato i singoli Stati avrebbero potuto fare meglio di un'istituzione che rappresenta 450 milioni di persone? A valutare da come sta procedendo il Piano nazionale, davvero no. E questo non dipende solo dalla carenza di vaccini. Fino a ora abbiamo ricevuto 10 milioni di dosi e ne abbiamo usate poco più di 8, ma soprattutto la percentuale delle vaccinazioni tra le persone più fragili come gli ultraottantenni lascia a desiderare. Gli anziani che hanno ricevuto la prima dose vanno dal 66 per cento nel Sud Tirolo ad addirittura solo il 28 per cento di altre Regioni. Sappiamo che in certe Regioni si è preferito vaccinare categorie meno esposte al rischio, come i professori universitari - che non vedono uno studente da un anno - o gli addetti stampa negli ospedali. L'ironia vuole che le Regioni che stanno avendo maggiori problemi nell'organizzazione della campagna vaccinale siano guidate dai partiti al primo posto nell'inveire contro l'Europa. Problemi che non solo danneggiano la salute della propria popolazione, ma anche l'idea del federalismo. Davanti a questo spettacolo indecente, addirittura una convinta federalista come me è tentata nel chiedere un maggiore intervento dello Stato centrale. Devo aggiungere che, a differenza del Sud Tirolo o di altri Paesi, nel dibattito italiano manca la discussione sui test rapidi fai da te, che come da noi possono servire a riaprire le scuole o gli altri luoghi tendenzialmente affollati. Presidente Draghi, l'efficienza nel testare e vaccinare non sarà solo la chiave per salvare tante vite umane, ma anche per mettere di nuovo in moto l'economia e per riaffermare il proprio ruolo nel mondo. È chiaro a tutti che sui vaccini si sta giocando anche una partita geopolitica, come dimostra il fatto che la Russia ha vaccinato appena il 4 per cento della propria popolazione, ma si dice pronta a vendere il vaccino a tutti. Pertanto, è bene che dopo Trump venga rilanciata l'alleanza transatlantica con Biden, che partecipa al vertice per una collaborazione anche sui vaccini. Bene anche la discussione sulla green card , nella quale vengano inseriti i guariti, i testati e i vaccinati. Deve essere un progetto uniforme in tutta Europa, che permetta di passare i confini e con il quale i singoli Stati possono riconsegnare le libertà tolte con la pandemia. Ritengo infondate le critiche sulle eventuali discriminazioni. La privazione della libertà è nell'impossibilità di muoversi, non nel ridare a chi non rappresenta un pericolo per sé e per gli altri la possibilità di tornare a esercitare fino in fondo i propri diritti essenziali; libertà che speriamo tutti di riavere al più presto. (Applausi) . FANTETTI (Europeisti-MAIE-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FANTETTI (Europeisti-MAIE-CD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, riprendo la parola in quest'Aula dopo diciotto giorni di convalescenza Covid, di cui cinque in terapia subintensiva. (Applausi) . Vorrei rivolgere un ringraziamento a tutti i sanitari, quelli italiani, che anche nel mondo sono stati riconosciuti come particolarmente attenti ed efficaci nella battaglia che ci vede tutti coinvolti, a nome di tanti cittadini che ancora stanno combattendo. Per quanto riguarda le comunicazioni di oggi, Presidente, i limiti mostrati dall'Europa circa le vaccinazioni sono costati più vite umane e assai caro all'economia stessa dell'intera Unione. Quanto prima avremo vaccinato la popolazione, la stragrande maggioranza di essa, più vite avremo salvato e prima l'economia europea potrà ripartire. Guardando a Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito, i cui Governi si sono impegnati a vaccinare entro l'inizio dell'estate la totalità della popolazione adulta, è chiaro che i limiti dell'azione europea in questa circostanza, in particolare nel procurement , sono stati evidenti. Come sostenuto dal Governo italiano, il nostro sostegno convinto è per un coordinamento europeo che è strada maestra sull'implementazione di un'efficace politica sui vaccini. Qualora non si riuscisse a perseguirlo, vista la grave situazione sanitaria, si dovrebbero perseguire altre strade e siamo d'accordo con lei, come Gruppo degli Europeisti.