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Riusciamo quindi a intervenire veramente con due pesi e due misure rispetto al bene salute, privilegiando ciò che potremmo dire avere un aspetto ludico - se così si può chiamare - e che mi piace mettere in relazione a un altro fatto. Il presidente Mattarella, pochi giorni fa, ha tuonato a gran voce, giustamente, contro l'evasione fiscale, dicendo - e qualche collega l'ha anche ripetuto - che se tutti pagassimo le tasse, ovviamente staremmo tutti meglio e probabilmente pagheremmo meno tasse. Bene, signori, bisognerà cercare di spiegare perché i produttori di tabacco riscaldato, che non ha affatto ottenuto l'effetto per cui era stato proposto (sembrava che dovesse ridurre il numero dei fumatori e i rischi ad esso connessi, cose che oggi sappiamo essere due menzogne), pagano le tasse al 25 per cento. Non si capisce se questa regalia ai produttori di tabacco non sia totalmente in contrasto con il fatto che ci viene detto che non ci sono fondi per le cure palliative. C'è però un altro passaggio, e mi rivolgo al Presidente veramente con grande rispetto, perché sto parlando di malattie rare e so quanto è sensibile al tema: non siamo riusciti a trovare fondi per questo. Cari colleghi, i malati rari, in molti casi, non hanno farmaci. È il famoso problema dei farmaci orfani. Qualche volta si ha la fortuna che, per una malattia rara, si trova un farmaco e, in genere, quando questo accade è perché l'azienda che lo produce è quasi sempre un'azienda fatta di ricercatori universitari, che mettono su una ATI, un'associazione temporanea di impresa per produrre quel farmaco. Ebbene, la quantità di imposte che si scarica su quel farmaco rende difficile ai produttori produrre quel farmaco, per cui molto spesso ci troviamo con pazienti che sono senza il farmaco unico, specifico, di cui potrebbero avere bisogno. Signori, noi non abbiamo trovato soldi per i farmaci rari: se voi digitate «farmaci rari», non trovate nulla, perché per loro non abbiamo saputo trovare nulla. È una legge di bilancio che trascura le fasce più fragili, che operativamente chiamiamo quelle che definiscono la cultura dello scarto e quando non si trova nulla per queste persone, di che cos'altro vogliamo parlare in questa legge? Ma in che misura vogliamo dire che ci siamo presi cura della disabilità, che ci siamo presi cura delle non autosufficienze? Immaginate qualcuno meno autosufficiente di un paziente terminale? Tra l'altro, voglio fare anche presente che, prima di intervenire in Aula, sono andata a cercare il fascicolo degli emendamenti. Io non so che cos'altro vi sia nella legge di bilancio. So solo che ci sono le cose di cui mi sono occupata e preoccupata. Domani, potrei scoprire che ci sono molte altre cose che non mi piacciono affatto. Per esempio, penso al balletto che ci è stato intorno al gioco d'azzardo, per cui l'articolo della legge, in qualche modo, alza il numero delle macchine e migliora la situazione per i concessionari, impegnando per nove anni una serie di misure che sono a loro vantaggio, dopodiché, c'è l'emendamento che riduce, per cui qualche collega può dire che sta conducendo la battaglia contro il gioco d'azzardo. Peccato che il combinato disposto Partito Democratico-MoVimento 5 Stelle, con forse una parte di LeU, in realtà abbia fatto un bel regalo ai concessionari di gioco d'azzardo. Signori, questa è l'ipocrisia di sistema. Perché parliamo di tasse? Io sto parlando di tasse che avrei voluto avessero pagato in più quei famosi produttori del tabacco riscaldato. Non sto parlando di uno sconto, però sto dicendo che sull'altro piatto della bilancia voglio mettere i più fragili, cosa che non accade. Io voglio, però, concludere questo mio intervento con due note positive. Le ho dovute cercare, come quando si cerca la perla e ci si chiede se c'è qualcosa di buono, qualcosa che risponde davvero alle esigenze. Voglio citare queste note. Una riguarda fondi che sono stati messi nella scuola media superiore, concretamente negli istituti che si occupano di arte, come gli istituti di belle arti o le scuole di musica, dov'era impossibile, fino a ieri, per soggetti portatori di handicap , soggetti che avevano la famosa legge 104, soggetti che avevano difficoltà (stiamo parlando di ragazzi) poter accedere. C'è stata un'interrogazione, che ho fatto al Ministro della pubblica istruzione e al Ministro della giustizia, perché mi sembra che, in qualche modo, fossero in gioco diritti umani. Questa interrogazione, che, ovviamente, non ha avuto nessuna risposta, riguardava proprio il caso di tre soggetti autistici, che avevano superato tutte le prove di ammissione all'istituto di belle arti ma che si erano dovuti scontrare con una burocrazia ostile, che noi, in qualche modo, abbiamo cercato di mobilitare. Ebbene, devo dire che, probabilmente, quella risposta che non ho avuto dal Ministro è presente nella legge di bilancio, in termini di aiuto e di facilitazioni per questi ragazzi. A nome di questi ragazzi, ovviamente, io ringrazio. L'altra nota, che mi sembra di assoluta giustizia e che prima non c'era, è che aiuti, sempre nella logica dell'inclusione delle persone nelle scuole, sono stati concessi, bontà loro, anche alle scuole paritarie. Meno male che nella legenda che accompagna l'emendamento si ricorda che le scuole paritarie sono parte integrante del sistema della scuola pubblica, come deciso, a suo tempo, da un famoso Ministro, che certamente non era di area cattolica, ma era sufficientemente illuminato da capire che anche le scuole paritarie svolgevano un ruolo che componeva il sistema della scuola pubblica. Fortunatamente anche questa volta ci sono questi aiuti: sembrava quasi una grande concessione, un grande emendamento, mentre avrebbe dovuto essere di stretta giustizia. In conclusione, ringrazio per i bambini autistici, ringrazio per i soggetti portatori di handicap i cui genitori desiderano che frequentino scuole di tipo paritario e mi rattristo profondamente per i pazienti che hanno bisogno di cure palliative e veramente per tutti i malati rari, che ancora una volta sono i più rari dei rari. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Rufa) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, quella al nostro esame è una manovra di cui siamo molto soddisfatti, una manovra che guarda al futuro e per la quale, dal nostro punto di vista, abbiamo fatto il massimo possibile nelle attuali condizioni. Tale manovra è caratterizzata da alcuni punti chiave come una imponente diminuzione delle tasse e una crescita sostenibile con il green new deal . Contiene inoltre incentivi alle imprese; nel comparto sanità investiamo più di due miliardi; sono poi previsti fondi alle famiglie e ai disabili, misure per il Sud, come la famosa quota 34 cui facciamo gran riferimento è alla quale poniamo grande attenzione. Poi ci sono i fondi per i Comuni che abbiamo stabilizzato - 500 milioni di euro per quattro anni - e un'altra imponente voce riguarda la rigenerazione urbana, il contrasto al disagio abitativo e altri fondi comuni che ammontano a 16,7 miliardi di euro.