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Dopo l'approvazione definitiva del Programma da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, il Comitato, contestualmente alla presentazione della relazione, di cui all'articolo 7, comma 2, lettera f) , allegata al Documento di economia e finanza, trasmette alle Camere un resoconto annuale del Programma, dando conto delle azioni e delle misure adottate, nonché delle fonti di finanziamento individuate e degli eventuali scostamenti registrati rispetto agli obiettivi prefissati. 8. Il Programma è aggiornato annualmente e contestualmente allegato alla legge di bilancio, in considerazione delle indicazioni della relazione di cui all'articolo 7, comma 2, lettera f) . Art. 11. (Consiglio nazionale dei cittadini) 1. Il Comitato, per l'elaborazione della relazione annuale di cui all'articolo 7, comma 2, lettera f), della presente legge, assicura la più ampia partecipazione degli attori sociali ed economici, come disposto dalla legge 16 marzo 2001, n. 108. 2. Ai fini dell'attuazione del comma 1, è istituito il Consiglio nazionale dei cittadini per il contrasto alla crisi climatica, di seguito denominato « Consiglio », quale organo di partecipazione permanente delle associazioni e dei cittadini al processo decisionale sul cambiamento climatico. 3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono disciplinate la composizione, l'organizzazione e il funzionamento del Consiglio, tenendo conto del principio di parità di genere e del coinvolgimento delle future generazioni. 4. Il Consiglio adotta a maggioranza dei componenti il suo regolamento interno ed elegge, tra i suoi membri, un presidente. 5. Il presidente rappresenta il Consiglio dinanzi al Governo, al Comitato e a tutti gli altri enti pubblici con cui si interfaccia. Capo IV DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA FISCALE Art. 12. (Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale finalizzata all'azzeramento delle emissioni di gas a effetto serra) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale, ai fini dell'individuazione di misure volte ad azzerare le emissioni di gas a effetto serra. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa acquisizione dei pareri della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi dei decreti legislativi sono successivamente trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. 3. In considerazione delle politiche e delle misure adottate dall'Unione europea per lo sviluppo sostenibile e per la green economy e nel rispetto dei principi della neutralità fiscale e della giustizia fiscale climatica, il Governo, nell'esercizio della delega di cui al comma 1, introduce, in raccordo con la tassazione già vigente a livello regionale e locale, nuove forme di fiscalità finalizzate: a) a rafforzare il risparmio e l'efficienza energetica, puntando a ridurre i consumi di energia dell'8 per cento rispetto allo scenario di riferimento al 2030; b) ad aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili al 43 per cento nel 2030, a incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili al 75 per cento nel 2030, quella dei consumi termici al 41 per cento nel 2030 e quella per i carburanti al 17 per cento nel 2030; c) ad aumentare la penetrazione elettrica nei consumi di energia al 30 per cento nel 2030, con particolare attenzione all'elettrificazione nel settore dei trasporti, all'aumento delle auto elettriche, delle pompe di calore e delle cucine a induzione nel settore civile; d) alla revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici e sull'energia elettrica, in funzione del contenuto di carbonio e delle emissioni di gas a effetto serra e in conformità con la normativa europea; e) al perseguimento del doppio dividendo, con la previsione che il maggior gettito sia destinato a misure compensative strettamente correlate all'impatto sociale e territoriale delle politiche climatiche, a strumenti economici per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie e a incentivi per la riconversione imprenditoriale e industriale; f) alla riduzione della povertà energetica, della povertà da mobilità e alla riduzione della tassazione sui redditi più bassi, in particolare sul lavoro generato dalla green economy ; g) al finanziamento dei sussidi destinati all'efficienza energetica e alle energie da fonti rinnovabili. Capo V DISPOSIZIONI FINANZIARIE E FINALI Art. 13. (Fondo sociale per il clima) 1. Al fine di garantire una transizione ecologica inclusiva ed equa, sostenere i redditi più bassi e promuovere le imprese nel processo di riconversione industriale, è istituito il Fondo sociale per il clima, nel quale confluiscono tutte le risorse economiche europee e statali per il raggiungimento degli obiettivi di cui alla presente legge, con una dotazione pari a 800 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2050. 2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, si provvede mediante corrispondente e progressiva eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi individuati dal Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli di cui all'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221. Art. 14. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .