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Nei casi di cui all'articolo 5, i ricorsi avverso gli atti adottati dalle amministrazioni competenti, dopo la conclusione del dibattito pubblico, che si pongano in manifesta contraddizione con il progetto definitivamente presentato del quale la Commissione nazionale abbia ravvisato la congruenza, sono definiti dal giudice amministrativo competente ai sensi dell'articolo 74 del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. 5 (Procedura accelerata) 1 Nel caso in cui il proponente, dopo la conclusione del dibattito pubblico di cui alla presente legge, comunichi, ai sensi dell'articolo 4, comma 3, lettera b) , di voler variare in modo conseguente il progetto iniziale, sono ridotti della metà i termini previsti dalla normativa vigente di conclusione dei procedimenti per l'acquisizione di autorizzazioni, concessioni, nulla osta e atti di assenso comunque denominati previsti dalle norme vigenti, ai fini del rilascio del titolo a costruire e ad esercire le infrastrutture o gli impianti in conformità al progetto in tal modo variato. I termini previsti dalla presente legge, e quelli ulteriori individuati con la delibera di cui all'articolo 3, comma 2, sono da considerare perentori anche in caso di procedura accelerata. Gli atti adottati dalle amministrazioni competenti nei procedimenti di cui al presente comma devono essere in ogni caso congruamente motivati anche con specifico riferimento all'esito del dibattito, ove si discostino in tutto o in parte dalla soluzione che abbia raggiunto il maggior consenso da parte dei partecipanti. 2 Ai fini della riduzione dei termini di cui al comma 1, la Commissione nazionale, entro trenta giorni dalla presentazione di apposita istanza da parte del proponente, si pronuncia con delibera sulla congruenza fra il progetto definitivamente presentato dal proponente alle autorità competenti, preliminare o definitivo a seconda della procedura applicabile ai singoli casi, e le ragionevoli esigenze della collettività, emerse nel corso del dibattito pubblico e riassunte nel rapporto finale approvato dalla Commissione nazionale. 3 Nei casi in cui la Commissione nazionale ravvisi la congruenza di cui al comma 2, nell'ambito dell' iter previsto dalla legge per l'attuazione del progetto variato ai sensi del presente articolo non si applica l'articolo 24, commi 6, 7, 8, 9 e 9- bis , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché il comma 10 del medesimo articolo 24, con riferimento ai commi 8, 9 e 9- bis . 4 Il mancato rispetto, da parte delle amministrazioni di cui all'articolo 3, comma 7, dei termini previsti dal comma 1 del presente articolo comporta che la ricandidatura degli amministratori regionali o locali in carica al tempo in cui sia maturata la loro inosservanza è ammissibile solo se l'interessato allega al programma amministrativo di cui agli articoli 71, comma 2, e 73, comma 2, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, un documento di sintesi, redatto secondo un modello predisposto entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge dal Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro della salute, che illustri le ragioni della mancata decisione e dia adeguatamente conto della valutazione compiuta dall'amministrazione, nel corso del dibattito pubblico e dopo la conclusione di questo, riguardo a tutti gli aspetti di cui all'articolo 3, comma 1. Il documento di sintesi di cui al presente comma è assoggettato allo stesso regime di pubblicità previsto, a legislazione vigente, per il programma amministrativo. 6 (Commissione nazionale di garanzia per il dibattito pubblico) 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita la Commissione nazionale di garanzia per il dibattito pubblico, autorità amministrativa indipendente composta da sette componenti permanenti. I componenti permanenti sono nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri, previa delibera del Consiglio dei ministri, con le seguenti modalità: due, fra cui il presidente, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, uno su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, uno su proposta del Ministro della salute, uno su proposta del Ministro dello sviluppo economico, uno su designazione della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, e uno, infine, in rappresentanza dei soggetti di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, scelto in seduta congiunta, a maggioranza dei rispettivi componenti, dalle Commissioni parlamentari competenti per materia nell'ambito di un elenco complessivo di sei persone, ai fini della formazione del quale ciascuna Commissione indica una terna. Il presidente della Commissione nazionale è individuato, d'intesa fra i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, fra i componenti nominati su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 2 La composizione della Commissione nazionale è integrata, per ciascun progetto sottoposto a dibattito pubblico, da due rappresentanti delle comunità locali scelti dal consiglio delle autonomie locali della regione in cui deve essere realizzato un intervento rientrante fra quelli di cui all'articolo 2. I rappresentanti di cui al presente comma sono scelti dal consiglio delle autonomie locali entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, da parte della Commissione nazionale, di avvio del procedimento. Ove il consiglio delle autonomie locali non provveda nel termine indicato al periodo precedente, i rappresentanti sono scelti, nei trenta giorni successivi al ricevimento di apposita comunicazione da parte della Commissione nazionale, dall'organo consiliare della regione. 3 Ai membri della Commissione nazionale, e ai componenti di cui al comma 2, si applica l'articolo 2, commi 8, 9 e 10, della legge 14 novembre 1995, n. 481. 4 Alla Commissione nazionale si applica l'articolo 2, commi 27, 28 e 29, della legge 14 novembre 1995, n. 481. La pianta organica non può eccedere le quarantacinque unità e alla copertura dei posti si provvede esclusivamente mediante personale di altre amministrazioni in posizione di comando o fuori ruolo, cui si applica l'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. 5 Il trattamento economico dei componenti della Commissione nazionale di cui al comma 1 è stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, in misura tale da assicurare l'effettiva autonomia e l’indipendenza di giudizio necessarie. 6 La Commissione nazionale assicura il corretto svolgimento, nei modi previsti dalla presente legge, del dibattito pubblico e verifica il rispetto delle condizioni di necessaria informazione del pubblico durante la fase di realizzazione dei conseguenti progetti, fino alla fase di collaudo dell'opera o di avvio del servizio pubblico realizzato.