[ddlpres]

1 materiali non accessibili per la presenza di un efficace confinamento; 2 materiali in buone condizioni, non confinati ma comunque difficilmente accessibili agli occupanti; 3 materiali in buone condizioni, accessibili ma difficilmente danneggiabili per le caratteristiche proprie del materiale in relazione alla durezza e alla compattezza; 4 materiali che non comportano esposizione in aree non occupate dell’edificio; v materiali integri suscettibili di danneggiamento: prodotti dai quali deriva pericolo di rilascio potenziale di fibre di amianto ed in particolare: 1 materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili dagli occupanti; 2 materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili in occasione di interventi manutentivi; 3 materiali in buone condizioni esposti a fattori di deterioramento; z materiali danneggiati: prodotti dai quali deriva pericolo di rilascio di fibre di amianto con possibile esposizione degli occupanti ed in particolare: 1 materiali a vista o comunque non confinati, in aree occupate dell'edificio, che si presentino danneggiati per azione degli occupanti o per interventi manutentivi, deteriorati per effetto di fattori esterni, deteriorati per degrado spontaneo; 2 materiali danneggiati o deteriorati o materiali friabili in prossimità dei sistemi di ventilazione; aa) Agenzia nazionale amianto, di seguito denominata «Agenzia», istituita ai sensi dell’articolo 97; bb) responsabile del rischio amianto: soggetto in possesso dei requisiti professionali di cui agli articoli 32 e 98 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, e incaricato dal soggetto obbligato di cui all'articolo 10 per l'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 14. 2 La classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura dell'amianto e dei prodotti che contengono amianto sono disciplinati dal decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65. 3 Rimangono ferme le definizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, al decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 2003, n. 254, al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al decreto ministeriale 29 luglio 2004, n. 248, e alla legge 12 aprile 1943, n. 455. 4 (Principi generali di tutela dal rischio di esposizione all’amianto) 1 I principi generali di tutela dell'ambiente di vita e di lavoro e della salute collettiva sono: a divieto di estrazione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, installazione, commercializzazione e produzione nel territorio nazionale di amianto, di prodotti di amianto o di materiali contenenti amianto; b individuazione della presenza di amianto in tutte le forme tali da potersi disperdere nell'ambiente; c bonifica di tutto l'amianto, nonché dei prodotti contenenti amianto; d valutazione di tutti i rischi derivanti dalla presenza di amianto e di fibre asbestiformi; e determinazione dei livelli e del tipo di esposizione; f vigilanza e verifica del rispetto dei limiti di concentrazione; g individuazione delle condotte precauzionali considerando i danni, in termini di conseguenze negative derivanti da potenziali pericoli, per l'uomo e per l'ambiente, connessi alla presenza di amianto o fibre di amianto; h applicazione di tutte le misure di tutela di cui alla presente legge ovunque vi sia la presenza di amianto o di materiali contenenti amianto; i riduzione dei rischi alla fonte; l riduzione al minimo dei livelli di concentrazione di fibre di amianto o di materiali contenenti amianto, e comunque riduzione al di sotto dei valori limite di esposizione di cui agli articoli 5, 6 e 7; m programmazione delle misure di prevenzione e protezione idonee e mirate ai differenti luoghi di lavoro ove si utilizza, si smaltisce, si trasforma l'amianto o si effettuano bonifiche, tenendo conto sia dei fattori di influenza provenienti dall'ambiente esterno sia dell'organizzazione di lavoro delle singole aziende o unità produttive; n utilizzo dei dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie e prima ancora dei dispositivi di protezione collettiva nelle lavorazioni che possono comportare esposizione ad amianto; o adeguamento delle lavorazioni, delle attrezzature, dei macchinari, dei dispositivi di protezione individuali e collettivi alle conoscenze acquisite dal progresso tecnico-scientifico; p riduzione al numero più basso possibile dei lavoratori esposti o che possano essere esposti all'amianto, alle fibre asbestiformi ed alle polveri prodotte da materiali contenenti amianto e comunque riduzione delle ore di esposizione; q formazione e informazione adeguate; r sorveglianza sanitaria regolare e periodica; s adozione e rispetto dei piani di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica; t regolare pulizia e manutenzione di tutti i luoghi di esposizione; u verifica del rilascio di fibre negli ambienti; v diffusione alla popolazione delle linee guida adottate dall'Agenzia per il mantenimento in sicurezza degli edifici e per la tutela della salute individuale e collettiva. 5 (Valore limite delle emissioni in atmosfera) 1 La concentrazione di amianto negli scarichi emessi in atmosfera attraverso i condotti di scarico non deve superare il limite di 0,1 milligrammi per metro cubo di aria emessa o altro limite indicato da apposite linee guida dell'Agenzia. 2 Le procedure e i metodi di analisi per la misurazione dei valori dell'inquinamento atmosferico sono definiti con linee guida dell'Agenzia da adottare entro sei mesi dall'istituzione della medesima. 3 Restano ferme, in quanto non derogate dalle disposizioni contenute nei commi precedenti, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203. 6 (Valore limite negli effluenti liquidi) 1 Agli effluenti liquidi provenienti dalle attività industriali e di bonifica si applica il limite di 30 grammi di materia totale in sospensione per metro cubo di effluente liquido scaricato o altro limite indicato da apposite linee guida dell'Agenzia. 2 Le procedure e i metodi di analisi per la verifica del rispetto del limite di cui al comma 1 sono definiti con linee guida dell'Agenzia da adottare entro sei mesi dall'istituzione della medesima. 7 (Valore limite nel suolo e sottosuolo) 1 La concentrazione di amianto nel suolo e sottosuolo dei siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale e di quelli ad uso commerciale e industriale non deve superare il limite di 1000 mg kg -1 espressi come ss. 2 L'Agenzia, avvalendosi della collaborazione degli esperti previsti dall'articolo 100, comma 4, definisce le procedure e i metodi di analisi per la verifica del rispetto del limite di cui al comma 1, entro un anno dalla sua istituzione. 8 (Aggiornamenti e modifiche dei valori limite) 1 L'Agenzia dispone, con apposite linee guida, eventuali aggiornamenti o modifiche dei limiti di cui agli articoli 5, 6 e 7, in coerenza con la normativa europea e con l'evoluzione delle conoscenze tecniche e scientifiche. 2 L'Agenzia assicura che alle linee guida di cui al comma 1 sia data la più ampia diffusione attraverso mezzi di comunicazione nazionali e locali e la pubblicazione nel suo sito internet . 9 (Raccolta e trasmissione dei dati) 1