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Il disegno di legge n. 2087, nell'articolo 10, definisce divieti e sanzioni. La Relatrice ribadisce, quindi, l'importanza del prefigurato intervento normativo, volto a riconoscere la qualificazione professionale della guida turistica, distinguendola dagli accompagnatori turistici, considerata anche la necessità di tutelare tale figura professionale dalla concorrenza degli accompagnatori turistici, tra cui quelli provenienti da altri Paesi dell'UE dove sono previsti requisiti di formazione spesso meno qualificanti, e considerato che in altri Paesi sono talvolta previste specializzazioni specifiche per singoli musei o beni culturali. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. (2201) d-L 42/2021 - Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare DDL 2201 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (Parere alla 2 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, che reca la conversione in legge del decreto-legge n. 42, sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, già approvato dalla Camera dei deputati e ivi integrato con gli articoli 1- bis e 1- ter . L'articolo 1 si è reso necessario e urgente per modificare, prima della sua entrata in vigore del 26 marzo, il decreto legislativo n. 27 del 2021, che adegua la normativa nazionale al regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e mangimi, sulla salute degli animali e sulla sanità delle piante. La modifica mira, infatti, a mantenere in vigore una pluralità di disposizioni della legge n. 283 del 1962 e del suo regolamento di esecuzione, nonché della legge n. 441 del 1963, relative a divieti, autorizzazioni, prescrizioni e sanzioni in materia di igiene alimentare, la cui abrogazione era prevista dall'articolo 18 del decreto legislativo n. 27 del 2021, al fine di evitare che molti illeciti, compiuti a danno della salute dei consumatori, rimangano impuniti. Si tratta di norme relative a divieti e sanzioni in materia di: preparazione di alimenti e bevande; produzione e commercio di fitofarmaci; impiego di materiali nella produzione e commercio di utensili da cucina o da tavola; informazione ai consumatori di sostanze alimentari; vendita o distribuzione di sostanze alimentari adulterate, contraffatte o non rispondenti alla denominazione; indicazioni essenziali nelle confezioni o etichette. A tale riguardo, si osserva che, sebbene i divieti che si prevede di mantenere in vigore possano coincidere in buona parte con la disciplina europea di cui al citato regolamento (UE) 2017/625, sarebbe più opportuno che il relativo impianto sanzionatorio fosse riferito alle disposizioni europee, evitando di mantenere in vigore norme nazionali che si sovrappongono alla regolamentazione europea direttamente applicabile. L'articolo 1- bis , introdotto dalla Camera dei deputati, modifica il medesimo decreto legislativo n. 27 del 2021, in materia di controlli sulla sicurezza alimentare, per stabilire il diritto della parte interessata di presenziare alle analisi e di assistere alle operazioni di revisione, anche in relazione ai campioni prelevati in un'unica aliquota per limiti alla ripetibilità dell'analisi. Inoltre, si elimina la previsione per cui le procedure di controversia di cui all'articolo 8, nei settori dei controlli di sicurezza alimentare e salute animale e delle piante, si sostituiscano alle procedure di cui all'articolo 223 del decreto legislativo n. 271 del 1989, relativo ad analisi di campioni e garanzie per l'interessato. Infine, l'articolo 1- ter , modificando il decreto-legge n. 91 del 2014, estende l'istituto della diffida anche contro le violazioni delle norme in materia di sicurezza alimentare, oltre a quelle già previste in materia agroalimentare, e si prevede la possibilità di riduzione del 30 per cento della sanzione comminata in caso di mancata ottemperanza alla diffida, se già prevista in misura ridotta, nel caso di pagamento effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, anche nel caso in cui la sanzione amministrativa pecuniaria sia accompagnata da un'ulteriore sanzione. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2020) 93 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi Doc n. COM(2021) 93 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il senatore NANNICINI ( PD ), relatore, introduce l'esame della proposta di direttiva in titolo, che mira a contrastare il persistere di un'applicazione inadeguata del diritto fondamentale alla parità retributiva tra uomini e donne e a garantire il rispetto di tale diritto in tutta l'UE, stabilendo norme in materia di trasparenza retributiva per consentire ai lavoratori di rivendicare il loro diritto alla parità retributiva. Nonostante l'esistenza di un quadro giuridico europeo sulla garanzia della parità retributiva, che comprende la direttiva 2006/54/CE sulle pari opportunità e la parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, integrata nel 2014 da una raccomandazione della Commissione sulla trasparenza retributiva, l'effettiva attuazione e applicazione di tale principio nella pratica continua a rappresentare una sfida nell'UE. Il divario retributivo di genere nell'Unione continua, infatti, ad attestarsi intorno al 14 per cento, ostacolato in particolar modo dalla mancanza di trasparenza retributiva. In base a una serie di studi svolti negli ultimi anni, e in particolare dalla valutazione del 2020 (SWD(2020) 50), è emerso che il diritto alla parità retributiva non è applicato in modo adeguato né attuato nella pratica e che in molti Stati membri manca un'effettiva trasparenza retributiva. In particolare, è emerso che l'attuazione del principio della parità retributiva è ostacolata da una mancanza di trasparenza nei sistemi retributivi, da una mancanza di certezza giuridica sul concetto di "lavoro di pari valore" e da ostacoli procedurali giurisdizionali incontrati dalle vittime di discriminazione. Per questi motivi, la Commissione europea ha annunciato, nella Strategia per la parità di genere 2020-2025 (COM(2020) 152), il suo impegno volto a promuovere ulteriori misure giuridiche per affrontare il problema.