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Nel 2019 è previsto scendere al 130 per cento (2 per cento in più rispetto al tendenziale), nel 2020 al 128,1 per cento (3,4 per cento in più rispetto al tendenziale) e nel 2021 al 126,7 (4,7 per cento in più rispetto al tendenziale). Si tratta di una minore decrescita del debito pubblico il cui costo è stimato in circa 80 miliardi di euro; Rilevato che, la situazione di incertezza generata dalla Nota di aggiornamento e le criticità insite nelle scelte di politica economica e di finanza pubblica sottostanti la prossima manovra di bilancio iniziano a minare la credibilità dell'esecutivo e ad alimentare di forte instabilità intorno al nostro Paese i cui riflessi sono evidenziati dall'andamento dello spread, in forte crescita rispetto a sei mesi fa, e dall'aumento della spesa per interessi sui titoli del debito pubblico; il Ministro dell'economia e delle finanze Tria ha partecipato alla fase iniziale del vertice Ecofin, ma in ragione della situazione che si è venuta a creare intorno alla Nota di aggiornamento al DEF 2018, è stato costretto ad un rientro anticipato in Italia senza poter partecipare ai lavori dell'Eurogruppo, con ciò evidenziando la situazione di isolamento nella quale si trova attualmente il nostro Paese nell'ambito dell'Unione Europea; nella lettera inviata dalla Commissione europea lo scorso 5 ottobre al Ministro dell'economia e delle finanze Tria, in risposta alla missiva da questo inviata alle medesime autorità, si afferma che gli obiettivi di bilancio rivisti dell'Italia sembrano puntare verso una significativa deviazione dal percorso fiscale raccomandato dal Consiglio. La lettera si chiude con la richiesta alle autorità italiane di assicurarsi che la bozza di legge di bilancio sia coerente con le regole fiscali comuni; nella scorsa legislatura, la credibilità dei governi ha favorito un dialogo continuo e costruttivo con le istituzioni europee in merito alle necessarie riforme della governance economica dell'Ue e in merito a un'applicazione delle regole di bilancio più appropriata alle contingenze e alle caratteristiche dell'economia nazionale, consentendo una maggiore gradualità nel percorso di avvicinamento verso l'obiettivo di medio termine, anche attraverso l'approvazione di ampi spazi di flessibilità per effettuare investimenti pubblici e per attuare riforme che hanno aggredito i limiti strutturali del nostro Paese; i profili che hanno finora caratterizzato le modalità anomale di presentazione della Nota di aggiornamento e lo scambio epistolare aperto tra il Governo e le istituzioni europee, oltre ad indebolire la discussione in atto sul necessario cambiamento delle regole che disciplinano la governance economica e finanziaria in ambito europeo, spinge il Paese verso posizioni di isolamento nel contesto UE esponendolo, tra l'altro, al rischio di attacchi speculativi e al possibile abbassamento del rating sui titoli del debito pubblico; per le parti di competenza della Commissione Igiene e sanità: la Nota di aggiornamento al Def prevede, a legislazione vigente fino al 2021 un aumento di poco più di un miliardo l'anno; nonostante questo la nota prevede una serie di interventi costosi in politica sanitaria come un piano per nuove assunzioni, la stabilizzazione dei precari, l'aumento delle borse di specializzazioni; nuove norme sulla Dirigenza sanitaria; sulla spesa per farmaci, sui dispositivi; monitoraggio del LEA, l'adeguamento del patrimonio edilizio digitalizzazione del sistema salute, anagrafe vaccini; se da un lato si vuole "migliorare la garanzia dell'erogazione dei Lea in modo uniforme su tutto il territorio nazionale", senza per altro indicare né tempi né risorse, dall' altro si è già confermato il via libera al regionalismo differenziato che aumenterà le diseguaglianze e a cui il Ministro della Salute si è dichiarato pienamente d'accordo; inoltre, la NaDef si propone di "completare i processi di assunzione e stabilizzazione del personale", di aumentare le borse di studio per medicina generale e specializzazioni, senza, anche in questo caso, indicare né costi né risorse; in particolare il comparto della sanità è rimasto l'unico comparto della pubblica amministrazione sottoposto non solo al blocco del turn over ma all'obbligo di riduzione di spesa per il personale, nonostante che, in questi anni, sia stato chiamato a profonde riforme organizzative indotte non solo dai vincoli economici ma anche dal progredire delle conoscenze scientifiche e dalle opportunità offerte da nuovi farmaci e nuove tecnologie; la Nota, invece, per quanto attiene allo sblocco del turn over in sanità, al di là di intenti generici non quantifica alcuna risorsa né esplicita alcun parametro per cui si può facilmente dedurre che anche per il 2019 il parametro di riferimento resti quello ancorato alla spesa storica del 2004 ridotto dell'1,4 per cento; la NaDef propone un miglioramento della governance della spesa sanitaria attraverso azioni limitate a farmaci e dispositivi, come la risoluzione dei contenziosi sul payback farmaceutico, o a nuove modalità di calcolo degli scostamenti dai vincoli della spesa farmaceutica per acquisti diretti e del tetto della farmaceutica convenzionata 2017-2018 senza per altro nessuna stima delle risorse potenzialmente recuperabili da tali azioni; infine, si propone l'istituzione dell'Anagrafe Nazionale dei Vaccini, senza ancora una volta indicare alcuna risorsa dopo averne contestato la mancanza, l'implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico in tutte le Regioni, la connessione dei vari sistemi informativi per tracciare il percorso del paziente e l'estensione della tracciabilità dei medicinali al settore veterinario senza, anche in questo caso definirne i costi così come si propone la definizione degli standard per l'assistenza territoriale e l'avvio del nuovo Piano Nazionale per il Governo delle Liste di Attesa nonché, qualora vi sia la "garanzia degli equilibri economico-finanziari del SSN" la revisione della disciplina della compartecipazione alla spesa e delle esenzioni; l'ammodernamento tecnologico delle attrezzature e l'investimenti nel patrimonio edilizio sanitario senza, per altro, né stimare i costi né fare alcun riferimento alle stime fatte dalla Corte dei Conti che ammontano in  32 miliardi quelle relative alla ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico; la politica sanitaria e il Ssn non sono, quindi, una priorità di questo Governo visto che non sono previste azioni innovative e rilevanti, le coperture finanziarie sono incerte se non nulle e tra le azioni strategiche del cronoprogramma si trova una sola azione molto vaga e generica "Attuazione Patto per la Salute e Patto per la Sanità digitale 2018-2020"; da parte loro le Regioni chiedono 2,5 milioni in più per l'anno 2019 sul Fondo sanitario nazionale per dare risposte concrete ai rinnovi contrattuali in sanità, alle assunzioni di personale, al finanziamento delle borse di studio per gli specialisti, agli investimenti in ristrutturazione e tecnologie: tutto ciò premesso e per quanto di propria competenza, esprime PARERE CONTRARIO. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC. LVII, N. 1- BIS , Allegati I, II, III e IV - Annesso La 12ª Commissione, esaminati, per quanto di propria competenza, i documenti in titolo; valutato il nuovo quadro programmatico di finanza pubblica;