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durante il TG1 delle ore 20:00 della medesima giornata il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) Roberto Baldoni è intervenuto ipotizzando che l'attacco potesse essere stato rivolto non direttamente all'Agenzia delle entrate ma a un ente terzo, confermando la prosecuzione delle indagini; qualora l'attacco venisse confermato, sarebbe il ventiduesimo dall'inizio dell'anno ai danni della pubblica amministrazione italiana; considerata la mole e la tipologia di dati impiegati dall'Agenzia delle entrate, anche se l'emergenza dovesse risolversi per il meglio, si auspica che questa sia l'occasione per verificare che non ci sia alcun tipo di vulnerabilità e che i dati dei contribuenti siano del tutto al sicuro, ma anche per monitorare come i vari soggetti che si occupano di sicurezza informatica e trattamento dei dati all'interno della pubblica amministrazione si relazionino tra loro, controllandosi e collaborando vicendevolmente, per la sicurezza dei cittadini, si chiede di sapere: se si intenda porre la massima attenzione nella gestione di questa delicata situazione e, qualora fosse accertata l'effettiva detenzione dei dati da parte del gruppo criminale, se non si consideri necessario avviare un'indagine interna volta a chiarirne le cause ed evitare che quanto accaduto si ripeta in futuro, tutelando la riservatezza e la sicurezza delle persone e i soggetti interessati dal furto; se non si ritenga necessario e urgente individuare i controlli e le verifiche che sono stati operati da altre agenzie e organi dello Stato fino ad oggi per verificare che le informazioni gestite da SOGEI siano davvero al sicuro e che non ci siano falle nella catena della sicurezza dei dati a tutti i livelli in cui essi vengono trattati. Atto n. 4-07337 ANASTASI GAUDIANO Felicia DONNO Daniela TRENTACOSTE CROATTI LANNUTTI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: l'Etna è tornato in azione ricoprendo di materiale piroclastico i paesi pedemontani del versante ionico siciliano e precisamente i territori di Giarre, Riposto, Archi, Torre Archirafi, Carruba, Altarello, Petrulli, Milo, Fornazzo, Sant'Alfio, Praino, San Giovanni Montebello, Zafferana etnea, Santa Venerina, Pozzillo, Stazzo e Mangano; dal febbraio scorso ad oggi, si sono susseguite decine di eruzioni del cratere di sud est, che hanno ricoperto tetti, strade, auto, fino ad entrare nelle abitazioni e nei negozi dei comuni della fascia ionica e di quella pedemontana vicina all'Etna, provocando danni enormi alle comunità colpite dagli eventi parossistici; considerato che: con la modifica alla normativa sul trattamento delle ceneri vulcaniche introdotta dal "decreto semplificazioni" (decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77), a seguito anche delle interlocuzioni del primo firmatario della presente interrogazione con il sottosegretario Fontana, la cenere non è più trattata come rifiuto ma come risorsa in ambito agricolo ed edilizio; a fronte della nuova normativa sulla cenere, i Comuni e gli enti locali coinvolti non conoscono tuttavia le modalità di rimozione, raccolta, stoccaggio e conferimento negli appositi centri di trattamento degli inerti; a loro volta, vi è incertezza da parte di tali centri di trattamento degli inerti su come ricevere e trattare la cenere vulcanica, non essendovi una regolazione di attuazione che fornisca alle amministrazioni ulteriori chiarimenti sull'applicazione concreta della disciplina, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica; se e quali misure intenda adottare relativamente alle modalità di rimozione, raccolta, stoccaggio e conferimento della cenere vulcanica con l'obiettivo di favorire soluzioni univoche e certe da parte dei Comuni, degli enti locali e di tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni. Atto n. 4-07338 VESCOVI Ai Ministri dell'università e della ricerca e per la pubblica amministrazione Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: da numerosi organi di stampa, tra cui "la Nazione", "il responsabilecivile.it" del 5 marzo 2019, "La Verità" e l'"Ansa" del 17 marzo 2022, e "Libero quotidiano" del 22 luglio 2022, emergono indiscrezioni di notevole rilievo in merito a presunti concorsi universitari pilotati; nel caso di specie, qualcuno sembrerebbe aver influenzato le politiche dell'università di Firenze sui concorsi da bandire, orientandone l'esito ed elargendo cattedre ai predestinati; non solo, ma in merito all'inchiesta sui concorsi truccati anche presso l'azienda ospedaliera di Careggi, emergono addirittura le trame del direttore generale, che testualmente avrebbe detto: "chi non è stato messo lì dalla sinistra, deve perdere il posto"; e ancora, sarebbero emersi demansionamenti e episodi di mobbing nei confronti di coloro che avrebbero deciso di esporsi denunciando tali accadimenti con ripercussioni giudiziarie da parte di magistrati coinvolti nella vicenda; il quadro che se ne ricava è sconcertante e segnala un'emergenza etica a tutti i livelli, nonché la necessità di un'assunzione di responsabilità da parte di chi ha chiuso gli occhi davanti a tanto malcostume o ne è stato autore, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano doveroso avviare gli accertamenti del caso in ordine a quanto emerso, al fine di fare chiarezza sulla correttezza delle procedure concorsuali, adottando urgenti ed opportuni provvedimenti, perché sia garantita la parità di trattamento tra tutti i partecipanti e perché sia ripristinato e garantito un corretto esercizio delle funzioni pubbliche. Atto n. 4-07339 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: l'accademia di storia dell'arte sanitaria (ASAS), con sede a Roma nel museo storico dell'arte sanitaria, ospitato nel complesso ospedaliero di "Santo Spirito in Sassia" sul lungotevere omonimo, fu fondata nell'aprile 1920 come istituto storico per il museo dell'arte sanitaria e due anni più tardi divenne ente morale. Articolata in due sezioni (scienze storico-sanitarie e scienze storico-biologiche), che all'assemblea generale assicurano l'una 50 e l'altra 25 soci effettivi (e altrettanti soci corrispondenti) si dotò poi di uno statuto (1934), rimasto in vigore fino alla modifica del 1987; l'iniziativa della fondazione, assunta dal generale Mariano Borgatti e dai professori Giovanni Carbonelli e Pietro Capparoni, riunì 9 importanti soggetti: il Comune di Roma (oggi Città metropolitana di Roma capitale), i Ministeri dell'interno (poi sostituito da quello della salute), della pubblica istruzione (poi sostituito da quello della cultura), della guerra e della marina (poi della difesa), il sovrano militare ordine di Malta, l'ordine sovrano militare dei santi Maurizio e Lazzaro, la Croce rossa italiana e il pio istituto di S. Spirito e ospedali riuniti di Roma (oggi ASL Roma 1); considerato che: