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L'Autorità, a sua volta, nel trasmettere al Parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, il rapporto sulla verifica dell'attività dei rappresentanti di interessi svolta nell'anno precedente, procede a trasmetterlo anche al Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, per la valutazione dei profili di correttezza della pubblica amministrazione. Il rapporto è contestualmente pubblicato nella sezione dedicata all'attività di rappresentanza di interessi del sito internet istituzionale dell'Autorità. L'articolo 9 stabilisce le facoltà degli iscritti al Registro, mentre l'articolo 10 è dedicato ai doveri dei decisori pubblici. L'articolo 11 infine è dedicato alle sanzioni: salvo che il fatto costituisca reato, il rappresentante di interessi che svolga nei confronti dei decisori pubblici l'attività di relazioni istituzionali senza essere iscritto al Registro è punito con una sanzione pecuniaria da euro 10.000 a euro 100.000, mentre la violazione degli obblighi previsti dal Codice deontologico è punita con la censura oppure la sospensione o, nei casi di particolare gravità, con la cancellazione dal Registro. Infine, la falsità delle informazioni fornite all'atto di iscrizione al Registro o nei successivi aggiornamenti, il mancato deposito della Relazione di cui all'articolo 8, comma 1, la falsità delle informazioni ivi contenute o la mancata ottemperanza alla richiesta di integrare le informazioni sono punite con sanzione pecuniaria da euro 5.000 a euro 50.000 e con provvedimenti di censura, sospensione o, nei casi di particolare gravità, con la cancellazione dal Registro.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge reca la disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, intesa come attività concorrente alla formazione delle decisioni pubbliche nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni e con l'obbligo di lealtà nei loro confronti. 2 La disciplina di cui al comma 1 si conforma ai princìpi di pubblicità, di partecipazione democratica, di trasparenza e di conoscibilità dei processi decisionali e persegue le seguenti finalità: a garantire la trasparenza dei processi decisionali; b assicurare la conoscibilità dell'attività dei soggetti che influenzano tali processi; c agevolare l'individuazione delle responsabilità delle decisioni assunte; d favorire la partecipazione ai processi decisionali da parte della società civile e delle rappresentanze di interessi; e consentire l'acquisizione da parte dei decisori pubblici di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si definiscono: a «rappresentanti di interessi», i soggetti che rappresentano presso i decisori pubblici, come definiti alla lettera c) , direttamente o indirettamente su incarico dei portatori di interessi particolari, come definiti alla lettera b) , interessi leciti di rilevanza non generale, anche di natura non economica, al fine di incidere su processi decisionali pubblici in atto, o di avviare nuovi processi decisionali pubblici, nonché i soggetti che svolgono, anche nell'ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro, o di organizzazioni il cui scopo sociale prevalente non è l'attività di rappresentanza di interessi, per conto dell'organizzazione di appartenenza, l'attività di rappresentanza di interessi; b «portatori di interessi particolari», i datori di lavoro che intrattengono un rapporto di lavoro dipendente con i rappresentanti di interessi particolari avente ad oggetto lo svolgimento dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, come definita alla lettera d) , nonché i committenti che conferiscono ai rappresentanti di interessi particolari uno o più incarichi professionali aventi ad oggetto lo svolgimento della predetta attività di cui alla lettera d) ; c «decisori pubblici», i membri del Parlamento e del Governo; i presidenti, gli assessori e i consiglieri regionali; i presidenti e i consiglieri delle province e delle città metropolitane; i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali; i presidenti e i commissari delle autorità indipendenti; i vertici, i consiglieri e i consulenti degli uffici di diretta collaborazione dei membri del Governo e delle giunte delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni; i vertici degli enti pubblici statali; i titolari di incarichi di funzione dirigenziale generale e i titolari degli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi della normativa vigente; d «attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi», ogni attività, non sollecitata da decisori pubblici, finalizzata alla rappresentanza di interessi nell'ambito di processi decisionali, svolta professionalmente dai rappresentanti di interessi attraverso la presentazione e l'illustrazione di proposte, documenti, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi e qualsiasi altra iniziativa o comunicazione orale e scritta, anche trasmessa per via telematica, richieste di incontri nonché ogni altra attività diretta a perseguire interessi leciti di rilevanza non generale nei confronti dei decisori pubblici; e «Autorità», l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e all'articolo 19 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, come modificato dall'articolo 4 della presente legge. 3 (Esclusioni) 1 Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano: a ai giornalisti e ai funzionari pubblici le cui relazioni o i cui contatti siano attinenti all'esercizio della propria professione; b a coloro i quali intrattengano relazioni la cui pubblicità configurerebbe una violazione delle norme sul segreto di Stato, d'ufficio, professionale o confessionale; c ai rappresentanti del Governo o di partiti, movimenti e gruppi politici di Paesi stranieri; d ai dirigenti delle associazioni di categoria e sindacali partecipanti a incontri e trattative ufficiali con rappresentanti delle istituzioni pubbliche; e alle attività svolte per fini di interesse umanitario e comunque senza scopo di lucro; f all'attività svolta dai partiti, movimenti e gruppi politici per determinare la politica statale, regionale o locale ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione; g all'attività di comunicazione istituzionale come definita dalla normativa vigente; h alle comunicazioni scritte e orali rese, nel corso di audizioni e di incontri pubblici, alle Commissioni e agli organi parlamentari e nell'ambito di consultazioni di amministrazioni o enti pubblici statali e territoriali; i all'attività di rappresentanza svolta nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa e altri strumenti di concertazione. 4 (Funzioni e compiti dell'Autorità) 1 All'articolo 19 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti: « 7-bis . L'Autorità nazionale anticorruzione: a) assicura la trasparenza dei processi decisionali pubblici e del rapporto tra interessi privati e amministrazione pubblica;