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457 (3) Inoltre, il presidente della conferenza che riceve la proposte o gli emendamenti menzionati al numero 451, li trasmette, secondo il caso, alle commissioni competenti o alla seduta plenaria. 458 6. Ogni persona autorizzata può leggere o domandare che sia letta in seduta plenaria qualsiasi proposta o emendamento da essa presentato nel corso della conferenza ed esporvi i motivi. 11. CONDIZIONI RICHIESTE PER L'ESAME E LA VOTAZIONE D'UNA PROPOSTA O DI UN EMENDAMENTO. 459 1. Nessuna proposta o nessun emendamento presentato prima dell'apertura della conferenza, o da una delegazione durante la conferenza, può essere messo in discussione se, al momento dell'esame, non è appoggiato da almeno un'altra delegazione. 460 2. Ogni proposta o emendamento debitamente appoggiato deve essere, dopo discussione, messo, ai voti. 12. PROPOSTE O EMENDAMENTI OMESSI O RINVIATI. 461 Quando una proposta o un emendamento è stato omesso o quando ne è stato differito l'esame, la delegazione sotto i cui auspici è stato presentato deve vigilare affinchè la proposta o l'emendamento non sia in seguito perduto di vista. 13. CONDOTTA DEI DIBATTITI IN SEDUTA PLENARIA. 462 13.1 Quorum. Perchè una votazione fatta nel corso di una seduta plenaria sia valida, è necessario, che più della metà delle delegazioni accreditate alla conferenza e aventi diritto di voto siano presenti o rappresentate alla seduta. 463 13.2 Ordine delle discussioni. (1) Le persone che desiderano parlare devono averne ottenuto la facoltà dal presidente. Di regola, esse cominciano con dichiarare a quale titolo parlano. 464 (2) Ogni persona che parla deve esprimersi lentamente e distintamente, separando le parole e facendo delle pause frequenti, per dar modo a tutti di comprendere bene il suo pensiero. 465 13.3 Mozioni d'ordine e questioni d'ordine. (1) Nel corso dei dibattiti, una delegazione può, quando lo giudichi opportuno, presentare qualsiasi mozione d'ordine o sollevare qualsiasi questione d'ordine sulle quali il presidente deve risolvere subito, conformemente alle disposizioni del presente regolamento interno. Ogni delegazione può appellarsi alla decisione del presidente, ma quest'ultima resta interamente valevole, se non è annullata dalla maggioranza delle delegazioni presenti e votanti. 466 (2) La delegazione che presenta una mozione d'ordine non può, nel suo intervento, trattare il merito dell'oggetto in discussione. 467 13.4 Ordine di priorità delle mozioni e delle questioni d'ordine. L'ordine di priorità delle mozioni e delle questioni d'ordine, menzionate ai numeri 465 e 466, è il seguente: a) qualsiasi questione d'ordine relativa all'applicazione del presente regolamento interno; 468 b) sospensione della seduta; 469 c) levata della seduta; 470 d) aggiornamento del dibattito sull'oggetto in discussione; . 471 e) chiusura del dibattito sull'oggetto in discussione; 472 f) qualsiasi altra mozione o questione d'ordine che potrebbe essere presentata e la cui priorità è fissata dal presidente. 473 13.5 Mozione per la sospensione o la levata della seduta. Durante la discussione d'un oggetto, una delegazione può proporre di sospendere o levare la seduta, indicando i motivi della sua proposta. Se quest'ultima è appoggiata, la parola è data a due oratori che si esprimono contro la chiusura e unicamente su questo oggetto, dopo di che la mozione è messa ai voti. 474 13.6 Mozione per l'aggiornamento del dibattito. Durante la discussione di qualsiasi questione, una delegazione può proporre l'aggiornamento del dibattito per un periodo di tempo determinato. Qualora tale mozione sia seguita da una discussione, soltanto tre oratori, oltre l'autore della mozione, possono parteciparvi, uno a favore della mozione e due contro, dopo di che la mozione è messa ai voti. 475 13.7 Mozione per la chiusura del dibattito. Una delegazione può in ogni tempo proporre che il dibattito sulla questione all'ordine: del giorno sia chiuso. In tal caso, la parola è data soltanto a due oratori contrari alla chiusura, dopo di che la mozione è messa ai voti. 476 13.8 Limitazione degli interventi. (1) Il plenum può eventualmente limitare la durata e il numero degli interventi d'una medesima delegazione su un determinato oggetto. 477 (2) Tuttavia, sulle questioni di procedura, il presidente limita la durata di ogni intervento a cinque minuti al massimo. 478 (3) Quando un oratore supera il tempo che gli è stato concesso, il presidente ne avverte l'assemblea e prega l'oratore di chiudere in breve tempo la sua relazione. 479 13.9 Chiusura dell'elenco degli oratori. (1) Nel corso di un dibattito, il presidente può dar lettura dell'elenco degli oratori iscritti; egli vi aggiunge il nome delle delegazioni che desiderano prendere la parola e, con il consenso dell'assemblea, può dichiarare chiuso l'elenco. Tuttavia, il presidente può, se lo ritiene opportuno, concedere eccezionalmente il diritto di rispondere a qualsiasi intervento precedente, anche dopo la chiusura dell'elenco. 480 (2) Quando l'elenco degli oratori è esaurito, il presidente dichiara chiuso il dibattito. 481 13.10 Questioni di competenza. Le questioni di competenza che possono presentarsi devono essere regolate prima che si voti sul merito della questione dibattuta. 482 13.11 Ritiro e nuova presentazione d'una mozione. L'autore d'una mozione può ritirarla prima che sia messa ai voti. Qualsiasi mozione, emendata o no, così ritirata, può essere presentata di nuovo o ripresa dalla delegazione che ha presentato l'emendamento o da qualsiasi altra delegazione. 14. DIRITTO DI VOTO. 483 1. A tutte le sedute della conferenza, la delegazione di un Membro dell'Unione, debitamente accreditata da quest'ultimo per partecipare ai lavori della conferenza, ha diritto a un voto, conformemente all'articolo 2. 484 2. La delegazione di un Membro dell'Unione esercita il suo diritto di voto alle condizioni specificate all'articolo 67. 15. VOTAZIONE. 485 15.1 Definizione della maggioranza. (1) La maggioranza è costituita da più della metà delle delegazioni presenti e votanti. 486 (2) Le astensioni non sono prese in considerazione nel computo dei voti necessari per costituire la maggioranza. 487 (3) In caso di parità di voti, la proposta o l'emendamento è considerato come respinto. 488 (4) Ai fini del presente regolamento, si considera come "delegazione presente e votante" qualsiasi delegazione che si pronuncia per o contro una proposta. 489 15.2 Non partecipazione al voto. Le delegazioni presenti che non partecipano a una determinata votazione o che dichiarano espressamente di non volervi partecipare non sono considerate come assenti agli effetti della determinazione del quorum ai sensi del numero 462, né come essendosi astenute, per quanto concerne l'applicazione delle disposizioni del numero 491. 490 15.3 Maggioranza speciale. Per quanto concerne l'ammissione dei Membri dell'Unione, la maggioranza necessaria è fissata all'articolo 1. 491 15.4 Più del cinquanta per cento d'astensioni.