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attualmente si è in attesa della conferma di parere positivo da parte della Soprintendenza ai beni culturali necessaria per la predisposizione del provvedimento da sottoporre ai Ministri dell'ambiente e per i beni e le attività culturali; in attesa del rilascio della proroga, ci si trova nella condizione di "assenza di VIA" che il decreto legislativo 152, all'art. 29, sanziona, anche penalmente, per l'ipotesi di realizzazione di lavori in assenza o in difformità alla VIA medesima; in ottemperanza a detta disposizione, ENI ha comunicato alle ditte già assegnatarie di lavori per il progetto Cassiopea di sospendere ogni attività di realizzazione, in attesa dell'ottenimento dei permessi necessari. Proseguono, quindi, relativamente al progetto solo attività di ingegneria e manifattura che non sono soggette all'articolo 29; il lavoro della greenstream verrà ultimato entro fine luglio 2019 e, se non dovessero partire i lavori di Argo e Cassiopea, circa 1.000 lavoratori dell'indotto perderanno il lavoro; appare necessario e urgente intraprendere politiche attive del lavoro tendenti ad avviare un piano di riqualificazione del personale dell'indotto, al fine di un riassorbimento all'interno dei nuovi insediamenti che dovrebbero essere avviati, parallelamente alla riconversione green da parte di ENI, da altri investitori privati tramite l'implementazione dell'accordo di programma, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di definire al più presto le procedure in corso e garantire ai lavoratori dell'indotto un percorso volto al mantenimento dei livelli occupazionali all'interno dei nuovi insediamenti che saranno attivati, anche attraverso politiche attive del lavoro tendenti ad avviare un piano di riqualificazione del personale, e dare piena attuazione all'accordo di programma citato. Atto n. 4-01950 QUAGLIARIELLO Ai Ministri della giustizia e per la famiglia e le disabilità Premesso che: a seguito degli arresti effettuati nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e demoni" sono emerse situazioni particolarmente delicate, riguardanti minori che sarebbero stati sottratti alle famiglie naturali e successivamente dati in adozione; nel corso della trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", in onda su "Rai 3", sarebbe stato denunciato il fatto che la psicologa Valeria Donati avrebbe contribuito, tramite la sua attività professionale a Reggio Emilia, ad allontanare due bambine dalla madre di origine marocchina di nome Mina, adottandone successivamente una delle due, si chiede di sapere: se corrisponda a verità che la psicologa Valeria Donati si sia interessata professionalmente del caso della signora Mina; se corrisponda a verità quanto riportato dal programma televisivo, per ciò che concerne in particolare il fatto che una delle due bambine sottratte alla signora Mina sia successivamente stata data in affido o in adozione alla citata Valeria Donati; se corrisponda a verità che la dottoressa Valeria Donati avrebbe fruito di un'adozione speciale, pur risultando nubile; quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere a fronte di una situazione che sembra in contrasto non soltanto con le regole della deontologia professionale, ma anche con la normativa vigente in materia di affido e adozione dei minori sottratti alle famiglie. Atto n. 4-01951 LAFORGIA Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: a Fossò, nella città metropolitana di Venezia, in una scuola elementare, al momento dell'iscrizione, viene richiesto di specificare l'etnia, indicando se "Sinti", "Rom" "Nomadi" o "Camminanti"; stando a quanto riportato dagli organi di informazione locali e nazionali, svariate famiglie avrebbero fatto scoppiare una polemica, rivolgendosi ad un'associazione che combatte le discriminazioni; va segnalato che, nonostante la scuola sia nel veneziano, la protesta è nata nel padovano, poiché costoro hanno denunciato di essere i destinatari della suddetta specifica; sul modulo è richiesta anche la cittadinanza, con una casella per "italiano" e uno spazio per specificare, se straniero, la nazionalità di origine, così come le vaccinazioni effettuate ed altri dati personali; considerato che: le democrazie costituzionali, che hanno a cuore la garanzia dei diritti dell'uomo e la tutela dello stesso senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come recita l'articolo 3 della Costituzione italiana, entrano in contrasto con le forme di censimento di etnie; l'Istat, ente pubblico preposto all'attività di ricerca della società italiana, svolge come una sorta di continuo censimento, ma incontra il limite della individuazione dei soggetti e dei gruppi, vale a dire che non può raccogliere e catalogare dati che siano mirati all'individuazione di categorie specifiche e pertanto anche la raccolta di informazioni deve avvenire in forma anonima e generica; un censimento della popolazione rom in Italia fu tentato con un decreto del maggio 2008 dal Ministro dell'interno pro tempore Roberto Maroni, che tentò l'identificazione, la fotosegnalazione ed il rilievo delle impronte digitali e questa iniziativa suscitò le critiche dell'Unione europea e dell'Onu, pertanto decadde; l'articolo 33 della Costituzione recita: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e come intendano tutelare la scuola, come luogo pubblico e libero dell'insegnamento; come intendano tutelare il dettato costituzionale rimuovendo tutti quei vincoli che limitano le libertà. Atto n. 4-01952 TOTARO Al Ministro della salute Atto n. 4-01953 DONNO ANGRISANI CASTALDI DI GIROLAMO GAUDIANO LANZI LA MURA ORTIS ROMANO TURCO ANASTASI FEDE PRESUTTO TAVERNA ROMAGNOLI MININNO MORONESE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e della salute Premesso che: nei territori dei comuni della provincia di Lecce, Lizzanello, Cavallino, San Donato e San Cesario, relative frazioni e territori limitrofi, i cittadini stanno pagando le conseguenze delle scelte politiche messe in atte dalle amministrazioni comunali, regionali e nazionali che hanno determinato la realizzazione nel Salento, a ridosso di Lecce, di un enorme polo di accentramento di impianti per raccolta e smaltimento di rifiuti, prima con l'inceneritore e poi con i maximpianti di discariche, di biostabilizzazione ed ora anche con un impianto di lavorazione e smaltimento di amianto; nel comune di Cavallino, aree a confine con Lizzanello e San Donato, risultano concentrati i seguenti impianti: 1) inceneritore ex Saspi, che sorge sulla Lecce-Lizzanello all'altezza dello svincolo con la tangenziale est, fonte da anni di forte preoccupazione e conseguentemente oggetto di proteste, denunce ed esposti da parte di cittadini, movimenti ed associazioni, sempre rimaste inascoltate.