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Le persone fisiche o giuridiche che effettuano le donazioni di cui al comma 1 possono detrarre dal loro reddito annuo imponibile il 19 per cento del valore della donazione, documentato per i beni non in denaro da perizie tecniche giurate, fino a un massimo di 40.000 euro. 3. Le persone fisiche o giuridiche che prestano attività di volontariato, professionale e gratuita, in favore dei consultori familiari di cui al comma 1, documentata da perizie tecniche giurate redatte da un esperto specialista della specifica materia, possono detrarre dal loro reddito annuo imponibile il 19 per cento del valore della prestazione, determinato sulla base dei minimi tariffari professionali ove previsti e, in mancanza, degli usi e delle consuetudini, fino a un massimo di 15.000 euro. Art. 26. (Fondo nazionale per l'assistenza alla maternità) 1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo nazionale per l'assistenza alla maternità e per progetti di ricerca sulla famiglia, di seguito denominato «Fondo», con una dotazione di 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2008. 2. Il Fondo è ripartito tra le regioni sulla base dei seguenti criteri: a) il 50 per cento in proporzione alla popolazione residente in ciascuna regione: b) il 50 per cento in proporzione ai tassi di natalità e di mortalità infantili quali risultano dai dati ufficiali dell'ISTAT relativi al penultimo anno precedente a quello della ripartizione. 3. Le regioni provvedono alla determinazione dei criteri di erogazione e di fruizione del Fondo da parte dei consultori pubblici e istituiti o gestiti da ONLUS, determinando l'entità degli assegni di cui all'articolo 8. Le regioni provvedono altresì al controllo del Fondo. Art. 27. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 24, pari a 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 25 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. 3. All'onere derivante dell'attuazione all'articolo 26, pari a 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Capo VI DISPOSIZIONI ATTUATIVE, TRANSITORIE E FINALI Art. 28. (Norme di attuazione) 1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più regolamenti emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti: a) le procedure relative alle attività svolte dall'Autorità e dalle autorità regionali idonee a garantire agli interessati la piena conoscenza degli atti istruttori, il contraddittorio, in forma scritta e orale, e la verbalizzazione; b) i criteri, le condizioni, i termini e le modalità per l'esperimento delle procedure di conciliazione o di arbitrato in contraddittorio presso l'Autorità e le autorità regionali nei casi di controversie insorte tra utenti e soggetti esercenti il servizio consultoriale familiare, prevedendo altresì i casi in cui tali procedure di conciliazione o di arbitrato possono essere rimesse in prima istanza alle commissioni arbitrali e conciliative istituite presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera g) , della legge 29 dicembre 1993, n. 580. 2. Fino alla scadenza del termine fissato per la presentazione delle istanze di conciliazione o di deferimento agli arbitri, sono sospesi i termini per il ricorso in sede giurisdizionale che, se proposto, è improcedibile. 3. Il verbale di conciliazione o la decisione arbitrale costituiscono titolo esecutivo. I ricorsi avverso gli atti e i provvedimenti dell'Autorità e delle autorità regionali rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e sono proposti al tribunale amministrativo regionale ove ha sede l'Autorità o l'autorità regionale interessata. 4. La pubblicità di atti e di procedimenti dell'Autorità e delle autorità regionali è assicurata anche attraverso un apposito bollettino pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. 5. L'Autorità e le autorità regionali hanno autonomia organizzativa, contabile e amministrativa. 6. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione dell'Autorità e delle autorità regionali sono soggetti al controllo della Corte dei conti e sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale . 7. L'Autorità e le autorità regionali, con propri regolamenti, definiscono, entro un mese dalla data della loro costituzione, le norme concernenti l'organizzazione interna e il funzionamento, la pianta organica del personale di ruolo, l'ordinamento delle carriere, nonché, in base ai criteri fissati dal contratto collettivo di lavoro in vigore per l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali e organizzative, il trattamento giuridico ed economico del personale. All'Autorità e alle autorità regionali non si applicano le disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 8. Il reclutamento del personale di ruolo previsto nella pianta organica dell'Autorità e delle autorità regionali avviene mediante pubblico concorso, ad eccezione delle categorie per le quali sono previste assunzioni in base all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive modificazioni. 9. In sede di prima attuazione della presente legge, l'Autorità e le autorità regionali provvedono alla copertura dei posti delle rispettive piante organiche mediante apposita selezione, anche nell'ambito del personale dipendente da pubbliche amministrazioni in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità ed esperienza richiesti per l'espletamento delle singole funzioni e tale da garantire la massima neutralità e imparzialità, comunque nella misura massima del 50 per cento dei posti previsti nella pianta organica. 10. Il personale dipendente in servizio anche in forza di contratto a tempo determinato presso l'Autorità e le autorità regionali non può assumere altro impiego o incarico né esercitare altra attività professionale, anche se a carattere occasionale. Tale personale inoltre non può avere interessi diretti o indiretti nelle imprese del settore. 11.