[resaula]

In alcune regioni, ad esempio la Toscana, il piano terapeutico di trattamento è limitato ad un periodo non superiore a 6 mesi e può essere rinnovato solo dietro relazione del medico curante e, se ritenuto necessario, previa verifica da parte dell'azienda sanitaria locale in palese contrasto con la natura grave, degenerativa ed irreversibile della patologia. Ciò obbliga i pazienti ad analisi e spostamenti del tutto inutili, al solo scopo di confermare la sussistenza della malattia; detti costi diagnostici inutili vanno ad aggravare i conti dello Stato nonché il bilancio familiare di queste persone che, a fronte di una condizione di inabilità al lavoro (e dunque con seri problemi di reddito), devono anticipare tali somme in attesa di un rimborso che dal servizio sanitario nazionale arriverà in un secondo momento; considerato infine che la situazione ha costretto molte persone ad intraprendere percorsi di contenzioso contro lo Stato per aver visto peggiorare drasticamente il proprio quadro clinico per le inerzie e le inefficienze del SSN. Questi ricorsi hanno visto lo Stato soccombere per non aver garantito le cure, la dignità e la qualità della vita del paziente come avrebbe dovuto, comportando un aggravio di costo ben superiore, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga di intervenire in Conferenza Stato-Regioni per giungere ad una procedura di omologazione nazionale per un omogeno riconoscimento della malattia e dei diritti dei malati; se non intenda intervenire al fine di definire una presa in carico del paziente senza l'obbligo di revisioni per scadenza di termini amministrativi, salvo gli accertamenti necessari per le complicazioni e aggravamenti del quadro clinico.