[pronunce]

Inoltre, il mero riferimento alla concentrazione degli stanziamenti nel Mezzogiorno non garantisce il rispetto dell’ impegno assunto in sede di QSN, ossia la concentrazione nel Mezzogiorno (e quindi, anche nella Regione ricorrente) di una quota pari al 45% del totale della spesa in conto capitale, proprio al fine di «conseguire una significativa accelerazione nell’accumulazione del capitale pubblico e, di conseguenza, nei tassi di crescita», il che determinerebbe la violazione dell’art. 119, quinto comma, Cost. Nel suo complesso, la disposizione impugnata, nonostante sia stato riconosciuto il ruolo delle Regioni nella predisposizione del QSN, impedisce, di fatto, sia la partecipazione alla formazione, che l’attuazione e l’esecuzione dei provvedimenti comunitari, che competono alle Regioni proprio in forza del citato art. 119, quinto comma, Cost. La difesa regionale trova un’ulteriore ragione di censura in riferimento all’art. 6-quinquies, deducendo la violazione degli artt. 11 e 117, primo comma, Cost. e degli artt. 249 del Trattato istitutivo della Comunità europea e 9, 13, 15, 32 e 33 Regolamento CE n. 1083 del 2006. Infatti, la norma censurata (in particolare, il comma 2) prevede che, nel rispetto del detto Regolamento, i programmi operativi nazionali, finanziati con risorse comunitarie per l’attuazione del Quadro Strategico Nazionale per il periodo 2007-2013, possono essere ridefiniti in coerenza con i principi di cui al medesimo articolo. Ma il QSN 2007-2013, cui si riferisce la norma, è stato approvato con decisione della Commissione europea n. 3339 del 13 luglio 2007 e così anche i relativi POR (tale decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati, in forza dell’art. 249, paragrafo 4, del Trattato). Pertanto, la disposizione viola tale principio e risulta contraria anche all’art. 33 del Regolamento n. 1083 del 2006, il quale prevede i casi in cui i Piani operativi possono essere riesaminati e cioè: a) a seguito di cambiamenti socioeconomici significativi; b) al fine di tener conto in misura maggiore o differente dei mutamenti di rilievo nelle priorità comunitarie, nazionali o regionali; c) alla luce della valutazione di cui all’articolo 48, paragrafo 3; d) a seguito di difficoltà in fase di attuazione. Secondo la ricorrente, non sarebbe ravvisabile alcuna delle ipotesi in cui la normativa comunitaria consente di richiedere alla Commissione una decisione in merito, con conseguente inammissibile scostamento dalla normativa comunitaria di riferimento, quanto alle ipotesi di riesame. La norma censurata, poi, altererebbe il principio di aggiuntività delle risorse comunitarie, di cui agli artt. 9, 13 e 15 del Regolamento n. 1083 del 2006, in base al quale è stato concepito ed approvato in sede comunitaria il QSN, violazione che consentirebbe alla Commissione di procedere ad una rettifica finanziaria sopprimendo la totalità o una parte del contributo a titolo dei fondi strutturali, con conseguente danno diretto per la Regione ricorrente. 9. — La Regione censura, infine, l’art. 6-sexies del d.l. n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, nella legge n. 133 del 2008, per violazione dell’art. 119 Cost. Richiamati i primi due commi della disposizione impugnata, sostiene che, per dimostrare l’illegittimità costituzionale della norma, è indispensabile individuare il meccanismo sul quale essa incide, prendendo le mosse dalla disciplina relativa ai programmi cofinanziati dall’Unione Europea (in particolare, per i programmi del periodo 2000-2006), riconducibile alla delibera CIPE n. 189 del 1997 e al Quadro comunitario di sostegno (QCS) per le Regioni italiane dell’Obiettivo 1 del 2000-2006, approvato con decisione della Commissione C (2000) 2050. La menzionata delibera CIPE n. 189 del 1997 ha previsto che, per garantire il proficuo utilizzo delle risorse nazionali e comunitarie, i soggetti titolari dei programmi cofinanziati dalla Commissione Europea procedono ad una ricognizione di tutti gli interventi, comunque attivati a livello nazionale, regionale, locale dai diversi soggetti pubblici e privati, e finanziati con risorse nazionali, pubbliche e private, riconducibili, per settore e/o territorio, al programma cofinanziato e, sulla base di tale ricognizione, provvedono ad individuare gli interventi da ammettere a cofinanziamento, previa verifica, con le amministrazioni competenti, che gli stessi non risultino già inseriti in altro programma cofinanziato e che siano coerenti con i programmi approvati, quanto a rispetto degli obiettivi dei suddetti programmi, ammissibilità degli impegni e delle spese e rispetto della normativa comunitaria. Il QCS stabilisce alcuni principi di base, fra i quali quello dell’urgenza (paragrafo 2.2) e quello dell’immediata utilizzazione e valorizzazione dei progetti esistenti, prevedendo una sorta di “ponte” fra programmazione in corso e nuova programmazione ed un meccanismo di reimpiego all’esito delle rendicontazioni, nel caso sussistano i presupposti per un rientro dei fondi di cofinanziamento comunitario e statale. L’ammontare delle risorse da riprogrammare, definite «risorse liberate», viene quantificato attraverso le informazioni tratte dal sistema di monitoraggio nazionale, avendo a riferimento la data di avvio del progetto e la loro identificazione come progetti che liberano risorse, puntualmente indicati sulla scheda progetto. La quantificazione delle risorse potenzialmente liberate è il primo presupposto per verificare la relativa destinazione territoriale, che costituisce elemento essenziale di verifica per i programmi nazionali, ma non per i programmi regionali, e quella per obiettivi. In tale contesto, è importante monitorare le decisioni sulla destinazione dei rientri dei Programmi operativi nazionali (PON) che hanno giurisdizione su territori più ampi di quelli ammissibili all’obiettivo 1, per evitare fuoriuscite di risorse da tali territori a vantaggio di altri ed assicurare una equilibrata allocazione delle risorse liberate tra le diverse Regioni in considerazione degli specifici fabbisogni settoriali. La riallocazione «per misura e azione» avviene a discrezione delle Autorità di Gestione, purché assicuri un apporto diretto agli obiettivi, sia effettuata all’interno dello stesso Asse prioritario che ha generato i rimborsi e sia aderente ai criteri previsti, nei programmi operativi 2000-2006, per le misure di riferimento, così come dettagliati nei complementi di programmazione. La continuità degli interventi, nella successione dei cicli di programmazione comunitaria, rende sempre più concreta la possibilità di indifferenza delle fonti di copertura di progetti volti al conseguimento di obiettivi comuni, anche in vista delle esigenze di tempestivo avvio del nuovo ciclo di programmazione. Sulla base della preventiva quantificazione dell’ammontare delle risorse liberate, le Autorità di gestione dei programmi operativi inviano annualmente all’Autorità di gestione del QCS per l’eventuale informativa al Comitato di sorveglianza del medesimo, apposite relazioni nelle quali sono specificati: