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Il suo intervento è stato rassicurante, come è giusto che sia, ma ci deve essere anche una relazione con la realtà. Questa relazione manca, lo vediamo costantemente, come dicevo prima, con l'attività del Governo intero. E poi ci sono dei quesiti che vogliamo porre e su cui vogliamo delle risposte. Abbiamo saputo che dei 150.000 kit per i test sierologici previsti, ne sono stati utilizzati 60.000 e il Comitato ieri ha stabilito che si chiude la campagna. Non ci convince per niente questa definizione. Vogliamo avere certezza perché sono state messe a disposizione risorse con l'obiettivo di fare uno screening e se ci si ferma a 60.000 ci chiediamo cosa succede del resto. È questa approssimazione che non ci piace. Quello che impressiona, quindi, è la contraddizione con chi chiede prudenza e cautela. Nei giorni scorsi sono stato con il senatore Salvini a visitare l' hotspot di Lampedusa. Lei è stato lì dentro? Se non c'è stato ci vada. Vada a vedere che cosa accade lì dentro e quali rischi per la salute delle persone ci sono. Oltretutto, il suo collega Boccia, che poco fa era qui in Aula, è arrivato a dire in maniera veramente ridicola - leggo testualmente da una sua dichiarazione - che: «il 75 per cento di positivi sono italiani (...). Quanto ai positivi stranieri, salvati al mare, vengono tutti sottoposti a test e tamponi e molti di loro ripartono immediatamente». Bontà di Dio: il 25 per cento si applica su 15.000, dall'altra parte ci sono 60 milioni di Italiani. Ma che stiamo dicendo? Ma almeno sappiamo fare i conti? (Applausi) . La preoccupazione è tale, signor Ministro, perché, ormai, è questione di notizie di cronaca. Gliene riporto alcune, se magari le fossero sfuggite. 27 luglio, Caltanissetta: «Migranti in fuga, rintracciati 125 su 185. Ora finiranno in quarantena». 27 luglio, da «la Repubblica»: una parte dedicata a Palermo: «Migranti. Nuova fuga in massa dalla Sicilia: a centinaia scappano dalla struttura di Porto Empedocle». Sempre da «la Repubblica», il 28 luglio: «Migranti in fuga. Caltanissetta ieri, oggi Porto Empedocle. In 100 via dal centro stracolmo». 29 luglio: «Migranti: nuovo tentativo di fuga dal CARA di Caltanissetta» (ADN Kronos). Possiamo andare avanti. Ancora il 29 luglio, «il Giornale»: «Centro migranti: un colabrodo. Altri 50 in fuga da Agrigento». E ancora, sempre da «il Giornale» del 4 agosto: «Continua la fuga dei migranti. In 700 salgono sulla nave quarantena». Questa cronaca ci preoccupa molto, signor Presidente, perché è evidente che l'assenza di controllo dei confini e l'assenza di controllo di quando questi soggetti sbarcano sul nostro territorio produce un serio rischio di diffusione del contagio, che addirittura si importa insieme agli sbarchi clandestini. E questo è inaccettabile. (Applausi). Ed è inaccettabile ancora di più se messo in relazione alla grande fatica e al grande sforzo al quale si sono sottoposti i cittadini italiani e gli stranieri regolari presenti sul nostro territorio rispettando le regole. (Applausi) . È su questa approssimazione che noi non siamo d'accordo e per la quale abbiamo grande preoccupazione rispetto all'attività svolta dal Governo. State costruendo una tendopoli vicino a Vizzini, sostituendo quello che è stato il CARA di Mineo. Noi ci stiamo opponendo e si oppongono i cittadini di quel territorio, perché non è ammissibile che, quando un Governo non riesce a garantire che chi viene messo in quarantena ci resti, addirittura crei ammassamenti di centinaia di potenziali contagiati semplicemente perché non sa dove metterli. Questa non è una gestione seria, signor Ministro, e se non riguarda il suo Dicastero se ne faccia carico, perché l'attività del Governo riguarda tutti gli italiani. E se il ministro Lamorgese non è in grado di fare il proprio dovere, il Governo se ne deve prendere carico! (Applausi) . Signor Ministro, veniamo poi alla nota questione del segreto di Stato imposto sui verbali del comitato tecnico scientifico. Lei oggi viene qui in Aula e, riporto testualmente, ci dice che: «la trasparenza è sempre stata la scelta del Governo». Non mi pare. Avete posto voi il segreto. Quando la Fondazione Einaudi ha chiesto la disponibilità dei verbali, avete opposto voi il segreto, ricorrendo in Consiglio di Stato. E se lo avete fatto è perché non volevate che fossero messe a disposizione informazioni per i cittadini italiani, dicendo testualmente, come ha detto l'Avvocatura dello Stato: «Perché si rischia pregiudizio per la sicurezza pubblica». Ma di che stiamo parlando? Voi oggi siete arrivati a togliere il segreto di Stato solo su una parte. Andando, infatti, a consultare la parte oggi già disponibile, vediamo che vi sono 3577 pagine di allegati non messe a disposizione. (Applausi) . Il primo verbale parte dal numero 12, mentre sappiamo benissimo che lo stato di emergenza è stato dichiarato dal Governo il 31 gennaio e la costituzione del Comitato tecnico-scientifico risale al 5 febbraio. Signor Ministro, la trasparenza la si fa dalla A alla Z. Se poi lei questa situazione l'ha subita e non la condivide, è un problema suo e lo affronterà con il resto del Consiglio dei ministri. Io dico, però, a chi voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, che l'avete chiuso e l'avete sigillato proprio bene. E se ieri, qui in Aula, non avessimo preso noi posizione, quella scatoletta di tonno sarebbe, addirittura, ancora chiusa a chiave nel cassetto. (Applausi) . Questa non è trasparenza: questo è creare opacità e preoccupazione nei cittadini su quali siano le vere finalità che stanno dietro alla gestione dell'emergenza sanitaria così come proposta dal Governo. Il dubbio, infatti, viene. Tornando, però, a quanto dicevo all'inizio, signor Presidente, ci preoccupa l'approssimazione nella definizione delle regole e delle azioni da parte del Governo, a partire dalla scuola, con quella ridicola scelta di sostituire i banchi fissi con quelle cose con le rotelle, che chiamano banchi mobili ma che sono, brutalmente, delle sedie a rotelle con la ribaltina. Una cosa orribile, sulla quale non so neanche come potremo formare i nostri giovani nell'istruzione nei prossimi anni. Per questo incarico, poi, avete affidato ancora tutto ad Arcuri, che aveva già dato esempio di pessime capacità di gestione durante la fase iniziale dell'emergenza coronavirus . Ora gli avete affidato la gestione della scuola. E per quanto oggi il Governo venga qui a dire che la scuola riaprirà senza problemi, sappiamo che non sarà così. Rispetto a questioni, signor Ministro, che sono prevedibili da tempo, perché non se ne parla in maniera seria? Lei qui ha accennato, e doverosamente lo ha fatto, alla medicina della scuola, che è stata eradicata ed estirpata ormai da anni dalla scuola e che, invece, lì dentro deve ritornare.