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La certificazione di cui al comma 3 del presente articolo dà diritto all’iscrizione negli elenchi speciali di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68. Art. 9. (Attività sportive) 1. La talassemia, la drepanocitosi e le altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche non sono cause ostative all’accertamento dell’idoneità fisica per lo svolgimento delle attività sportive. Art. 10. (Servizio civile nazionale e assunzione nei corpi militarizzati) 1. Nei confronti dei portatori sani di talassemia, di drepanocitosi o di altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche non può essere operata alcuna forma di discriminazione ai fini del servizio civile nazionale e dell’assunzione nei Corpi militarizzati. Art. 11. (Interpretazione autentica dell’articolo 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18) 1. L’articolo 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita non è correlata alle attitudini, ma alla concreta impossibilità di svolgere le primarie funzioni senza l’assistenza prevalente, anche non continua, di terzi. Art. 12. (Applicazione ai soggetti talassemici, drepanocitici o affetti da altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche della legge 5 febbraio 1992, n. 104) 1. Ai cittadini affetti da talassemia, drepanocitosi e da altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche si applica la legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, in quanto compatibile con la presente legge, ed essi possono fruire dei diritti e delle agevolazioni previsti dalla medesima legge n. 104 del 1992, e successive modificazioni, sulla base delle certificazioni contenute nella tessera personale di cui all’articolo 4 della presente legge. Resta fermo quanto disposto dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 28 maggio 1999, n. 329, e successive modificazioni. Art. 13. (Organizzazioni di volontariato) 1. Lo Stato riconosce le associazioni di persone affette da talassemia, da drepanocitosi o da altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche, e dei rispettivi familiari fino al secondo grado in linea retta e collaterale, come organizzazioni di volontariato ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni, e delle leggi regionali emanate in materia, con diritto a essere iscritte agli albi delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 2. I soggetti di cui al comma 1 possono fare parte di una sola associazione ai fini delle provvidenze previste dalla presente legge. 3. Alle associazioni di cui al comma l, aventi sede e operanti nel territorio dello Stato, sono concessi contributi dalle regioni e dalle province autonome competenti per: a) la realizzazione di programmi rivolti all’informazione e alla prevenzione delle talassemie, delle drepanocitosi e delle altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche, ivi compreso il fenomeno dei portatori sani di talassemia; b) l’attuazione di interventi volti a garantire la tutela della salute nei luoghi di lavoro dei soggetti affetti da forme di emoglobinopatie; c) il sostegno psicologico e sociale, ivi compresa l’attività di segretariato sociale, in favore dei soggetti talassemici; d) il funzionamento delle associazioni. 4. I contributi di cui al comma 3 possono essere, altresì, concessi, con le stesse modalità ivi previste, anche per la promozione dell’immagine dei soggetti talassemici nella società e per la lotta, anche sotto il profilo legale, contro la loro emarginazione negli ambiti di vita e di lavoro. L’erogazione dei contributi alle associazioni di cui al comma 1 è disposta con decreto dell’assessore della regione o della provincia autonoma competente in materia di sanità. 5. I programmi di cui alla lettera a) del comma 3, predisposti dalle associazioni di cui al comma l, sono presentati entro e non oltre il mese di marzo di ogni anno all’assessorato della regione o della provincia autonoma competente in materia di sanità. 6. I contributi di cui alla lettera d) del comma 3 sono concessi in relazione alle spese preventivate e, in ogni caso, in misura non superiore a 26.000 euro per ogni associazione di cui al comma 1 in proporzione agli associati talassemici, drepanocitici e affetti da altre forme combinate di emoglobinopatie genetiche. 7. È fatto obbligo alle associazioni di cui al comma 1 beneficiarie dei contributi di cui al comma 3 di presentare, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di concessione dei medesimi contributi, la documentazione in originale relativa alle spese effettivamente sostenute, pena la decadenza per l’anno successivo dal diritto agli stessi contributi. 8. I programmi e gli interventi di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 3 del presente articolo e di cui all’articolo 2 sono finanziati per l’intera spesa ammessa fino a un massimo di 26.000 euro per ciascuna associazione di cui al comma 1. 9. I contributi di cui al presente articolo sono attribuiti alle associazioni richiedenti di cui al comma 1 da una commissione regionale o della provincia autonoma, composta da dieci membri, nominati dall’assessore regionale o provinciale competente in materia di sanità della quale fanno parte, oltre all’assessore o a un suo delegato, tre soggetti talassemici maggiorenni ovvero i genitori o i parenti di soggetti talassemici entro il secondo grado in linea retta e collaterale, nominati dalle associazioni regionali maggiormente rappresentative, da un funzionario medico dell’assessorato e da uno amministrativo, che assume anche la veste di segretario della commissione, e da quattro medici esperti nella diagnosi, cura e prevenzione della talassemia, secondo un regolamento, che è emanato da ciascun assessore regionale o provinciale competente in materia di sanità, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 10. L’assessore regionale o provinciale competente in materia di sanità, sentita la commissione di cui al comma 9, è autorizzato a concedere contributi a copertura dell’intera spesa per la realizzazione, da parte di ricercatori singoli o di équipe operanti in strutture sanitarie pubbliche, di progetti di ricerca sulla prevenzione e sulla cura della talassemia. 11. I progetti di ricerca di cui al comma 10 possono avere carattere pluriennale. Nei limiti di un triennio il contributo per la realizzazione di ciascun progetto non può superare i 77.500 euro l’anno. 12. I programmi di cui alla lettera a) del comma 3 possono prevedere interventi diretti all’informazione nelle scuole di ogni ordine e grado della regione o della provincia autonoma. 13. L’assessorato regionale o provinciale competente in materia di istruzione, anche attraverso gli uffici scolastici regionali, assume ogni iniziativa necessaria all’attuazione degli interventi di cui al comma 12. 14. I consultori familiari pubblici operanti nelle regioni e nelle province autonome e i consultori familiari privati beneficiari dei contributi regionali o provinciali sono tenuti a realizzare corsi di informazione finalizzati a diffondere la conoscenza della talassemia e a prevenirne la diffusione, anche su proposta e d’intesa con le associazioni di cui al comma 1. 15.