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Il testo non prevede questo, ma contiene una serie di inasprimenti di pene per i reati commessi a danno di tali operatori. Noi ovviamente ne condividiamo profondamente lo spirito e non possiamo, evidentemente, che votare a suo favore e, quindi, annuncio il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. È però del tutto evidente che siamo veramente solo all'inizio di quel percorso da intraprendere per una degna e completa protezione degli operatori della sanità, a cominciare da quelli della sanità pubblica. Non abbiamo grande fiducia nell'ennesimo osservatorio - siamo tutti profondamente osservati - e riteniamo che quello previsto dal provvedimento non verrà realizzato. L'invarianza di spesa, rispetto a questo, ci dà quasi una certezza rispetto a quanto accadrà, e cioè che tale osservatorio resterà solo sulla carta e non produrrà alcunché. A prescindere da questa che è una facile profezia, noi reputiamo che ci sarebbe veramente molto altro da fare. Volendo però vedere la bottiglia mezza piena, auspichiamo che ci si lasci quantomeno la possibilità di migliorare e lavorare sulla bottiglia mezza vuota, con il nostro consueto spirito che ha dettato anche la scelta di votare a favore del provvedimento in esame. Gli operatori da tempo attendono che lo Stato si manifesti in termini di protezione nei loro confronti, rispetto a quanto accade loro nelle lunghe nottate di servizio presso le strutture ospedaliere del Paese e anche nel corso delle loro uscite: basti pensare alla guardia medica, che si inerpica per le strade buie della campagna della nostra bellissima Italia, o al veterinario pubblico che si trova a dover ispezionare la stalla di un agricoltore armato di forcone - come ci è stato raccontato - assolutamente contrariato dall'Ispezione stessa. È tutto un mondo - come ho già detto all'inizio del mio intervento - di seri professionisti, di grandi operatori, di gente che noi abbiamo formato e qualificato e che paghiamo, anche se poco, e alla cui protezione evidentemente dobbiamo provvedere. Per tutti questi motivi, il voto del Gruppo Fratelli d'Italia sarà complessivamente favorevole e aggiungo che riproporremo il nostro testo di legge per ottenere finalmente quella che noi reputiamo debba e possa essere veramente la soluzione, e cioè il riconoscimento della qualifica di pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni agli operatori della sanità quantomeno pubblica, ma - per quanto mi riguarda - in generale agli operatori del Servizio sanitario nazionale. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, desidero innanzitutto formulare i miei auguri di buon lavoro al Sottosegretario, che sono convinto darà un contributo importante. Il nostro Gruppo sostiene e voterà a favore del provvedimento in esame: un provvedimento necessario vista la situazione progressivamente critica in cui si trovano gli esercenti delle funzioni sanitarie e socio-sanitarie. Ne approfitto, in coerenza anche con gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, per dire che sappiamo benissimo che si tratta di un provvedimento necessario e giusto, ma esso richiede una strategia di intervento. Ho fiducia che si possa aprire una fase nuova sulla sanità. Vi sono alcuni punti fondamentali. I delinquenti sono delinquenti e vanno perseguiti; ma, se una guardia medica è sola, c'è un problema; se nel pronto soccorso non vi è una riorganizzazione del comparto e il personale non è sufficiente a gestire l'emergenza, esiste un problema. Le prime misure che - secondo me - dovremmo prendere, per corrispondere all'obiettivo che tutti noi condividiamo e che ispira questo provvedimento, devono essere tese a superare finalmente tutti quegli impedimenti burocratici e sbagliati che bloccano la dinamica del personale nel settore della sanità. Abbiamo delle vere e proprie emergenze. So che lei, signor Sottosegretario, è molto sensibile e condivide questo concetto. Uno dei primi atti da porre in essere è quello di investire risorse significative per aumentare le borse degli specializzandi, se vogliamo risolvere il problema del personale e dei medici che mancano. Un altro tema è quello della riorganizzazione dei pronti soccorsi, magari con un'azione profonda sui codici bianchi e sugli altri codici delle urgenze. Distinguere i percorsi, ormai, è diventato inevitabile. Anche così noi tuteliamo la sicurezza del personale. C'è bisogno, allora, di un salto di qualità. Per me questo provvedimento rappresenta un primo atto. Abbiamo, ora, tutte le condizioni per fare questo salto di qualità. La sanità è un tema che può unire quest'Assemblea. Conosco colleghi di tutte le forze politiche che sono d'accordo sui punti che ho delineato. Io mi chiedo, dunque, se non sia il momento di fare - in quest'Aula per esempio - una riflessione comune, come ho già proposto in un precedente intervento, sui problemi della sanità e, magari, riuscire, su due o tre questioni strategiche, a dare un segnale al Paese, agli operatori e ai professionisti che, in modo straordinario, svolgono un lavoro in situazioni di grave difficoltà e a rilanciare l'idea del Servizio sanitario universalistico. È un grande tema. È un elemento distintivo del Paese, che possiamo realizzare mettendo insieme non solo le forze di maggioranza, ma - ne sono convinto - anche quelle di opposizione. È possibile. Proviamoci. Sarebbe una innovazione rispetto al passato che forse darebbe valore anche al lavoro dell'Assemblea stessa. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Di Marzio) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, oggi parliamo della situazione delle professioni sanitarie e socio-sanitarie, e dal grande problema delle aggressioni al personale. Purtroppo, ormai, è con cadenza quasi quotidiana che sentiamo denunciare atti di siffatto genere. Il fenomeno è sempre più sotto i riflettori e non sembra, purtroppo, arrestarsi. Si tratta di un problema che sta assumendo contorni molto ampi e pericolosi, perché purtroppo abbiamo assistito anche ad atti gravissimi, che hanno comportano la morte di persone. Proprio per questo motivo è bene che il legislatore si affretti e affronti in maniera definitiva il problema, trovando soluzioni anche di tipo normativo. È ovvio che il buon senso sarebbe sempre la strada migliore ma, laddove non riusciamo a trovarlo, mi sembra che la norma debba indicare la strada. Ci troviamo finalmente in Assemblea ad affrontare i termini della questione. Saluto il Sottosegretario, che è stato Presidente della 12 a Commissione, che ben ha delineato cosa è stato fatto in tale ambito. Spesso, durante le audizioni che abbiamo svolto ascoltando i rappresentanti delle professioni sanitarie e delle associazioni dei sindacati, abbiamo trovato momenti di accordo. Tutti quanti ci hanno detto che è una questione molto importante che dobbiamo risolvere. La stessa Anaao ci ha detto che il 65 per cento dei medici, rispondendo a un sondaggio interno, afferma di essere stato vittima di aggressioni. Si tratta quindi davvero di una questione importante da affrontare.