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5 (Cartellonistica e arredo urbano) 1 La cantina che è autorizzata a fare enoturismo ed è dotata della certificazione di qualità dell'accoglienza è considerata a tutti gli effetti luogo di destinazione turistica e pertanto usufruisce di appositi cartelli identificativi che possono essere installati nelle diverse direzioni di accesso in un raggio di 10 chilometri dalla cantina, nel numero di cinque per ciascuna cantina. 2 I cartelli di cui al comma 1 sono esenti da tassazione. 3 I cartelli che individuano e indicano luoghi museali, di esposizione e di collezioni di oggetti afferenti la tradizione del vino e la cultura locale, di proprietà privata, possono essere apposti in misura pari o superiore a quella delle cantine, in forma anch'essa esente da qualsivoglia tassazione. 4 La progettazione e le risorse finanziarie pubbliche, regionali e non, destinate a sviluppare l'enoturismo sul territorio possono includere elementi di arredo urbano. 6 (Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale) 1 Al fine di fornire informazioni utili per lo svolgimento delle attività di indirizzo e di coordinamento di competenza del Ministero delle politiche agricole e forestali, nonché allo scopo di favorire la comunicazione e lo scambio di esperienze sul territorio nazionale, le regioni inviano annualmente allo stesso Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali una relazione sintetica sullo stato dell'enoturismo nel territorio di propria competenza, integrata dai dati sulla consistenza del settore e da eventuali disposizioni emanate in materia. 2 Presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è istituito l'Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale, al quale partecipano le associazioni di operatori enoturistici più rappresentative a livello nazionale e che si articola in osservatori di carattere regionale attraverso la collaborazione dei comuni città del vino e delle imprese. 3 Compiti dell'Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale sono: il controllo del livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore agli enoturisti, sul territorio comunale; la puntuale individuazione dei settori in cui investire per migliorare i servizi offerti all'enoturista; la valutazione dell'interazione tra gli operatori del settore, l'amministrazione comunale e gli altri soggetti pubblici coinvolti in politiche di promozione dell'enoturismo; la migliore valutazione dell'impatto economico che l'enoturista ha sulle aziende del territorio comunale; il monitoraggio dei risultati delle azioni di coordinamento tra le politiche di promozione e di valorizzazione a livello locale, provinciale e regionale. 4 L'Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale cura la raccolta e l’elaborazione delle informazioni provenienti dalle regioni e dalle associazioni di cui al comma 2, pubblicando annualmente un Rapporto nazionale sullo stato dell'enoturismo e formulando, anche con il contributo di esperienze estere, proposte per lo sviluppo del settore. 7 (Il Piano strategico nazionale di promozione dell'enoturismo) 1 Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di intesa con le regioni e le province autonome e sentite le associazioni maggiormente rappresentative del settore a livello nazionale, sulla scorta dei dati recuperati attraverso le indagini dell'Osservatorio del turismo del vino nazionale e regionale, redige su base triennale il Piano strategico nazionale di promozione dell'enoturismo italiano, finalizzato alla promozione del turismo del vino italiano sui mercati nazionali e internazionali e dispone pertanto la realizzazione di un portale internet stabile, aggiornato ed efficace in termini di brand reputation quale suo principale veicolo di comunicazione e promozione. 2 Le regioni, in collaborazione con le associazioni più rappresentative di operatori enoturistici, sostengono altresì lo sviluppo dell'enoturismo attraverso attività di studio, ricerca, sperimentazione, formazione professionale e promozione. 8 (Estensione delle disposizioni al settore produttivo dell’olio di oliva) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano altresì nell’ambito della valorizzazione, anche congiunta, delle produzioni dell’olio di oliva. 9 (Clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e le province autonome) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. 10 (Invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.