[resaula]

Fatti questi doverosi ringraziamenti, vorrei ringraziare poi tutti i componenti delle due Commissioni coinvolte, la 1 a e la 2 a , che con spirito davvero costruttivo hanno lavorato affinché oggi arrivasse in Aula il decreto-legge in discussione, modificato, ma in modo appropriato. Certo, ci sono stati anche momenti di forte confronto, ma la politica è questo ed è bella per questo: anche da posizioni differenti, ci si confronta e si deve avere la capacità di raggiungere una sintesi. Devo dire che questa è stata una di quelle occasioni nelle quali anche posizioni di partenza molto differenti hanno trovato un loro momento di sintesi. Voglio ringraziare anche il mio collega Luigi Vitali, poiché ha saputo svolgere egregiamente il ruolo di Capogruppo in 1 a Commissione (Applausi) , così come i colleghi della Commissione giustizia del mio partito. Siamo fatti così: siamo un partito liberale e ci definiamo un partito del fare, che, come ha ricordato poco fa il collega Caliendo, non vuole mettersi delle stellette per dire che qualcosa l'abbiamo fatto noi, perché pensa invece a un risultato per gli italiani. Condivido la ragione per la quale il senatore Caliendo ha definito inutili, se non addirittura inappropriate e inadeguate, le riunioni di maggioranza. Noi siamo qui per lavorare per gli italiani. Tra l'altro, in questo Parlamento le opposizioni sono davvero poche, nel senso che i colleghi di Fratelli d'Italia hanno lavorato con un atteggiamento costruttivo - glielo voglio riconoscere e credo che tutti debbano farlo - e hanno votato molti degli emendamenti proposti, mentre su molti altri si sono astenuti, anziché votare contro. Credo che questo sia lo spirito giusto per affrontare un momento del Paese particolarmente difficile. L'ho detto, lo ripeto e lo ripeterò ancora: la classe dirigente di questo Paese deve saper dimostrare in questo momento grande carattere e grande senso di responsabilità, e non è un modo di dire, perché è fondamentale. Al futuro degli italiani ci dobbiamo pensare oggi, adesso, perché le decisioni che stiamo assumendo in queste ore, in questi giorni, varranno per i prossimi anni per il nostro Paese. Se pensiamo che l'indice di crescita già prima del Covid era molto basso e poi, durante il periodo della pandemia, è crollato, come in altri Paesi in tutto il mondo, dobbiamo essere consapevoli che con questo Governo abbiamo la possibilità di raggiungere indici di crescita non importanti, ma straordinariamente importanti per il futuro dell'Italia. C'è una previsione per la quale l'indice di crescita supererà il 5 per cento per la fine di quest'anno: questo significa ricchezza per gli italiani, posti di lavoro, ossigeno per le imprese e benessere per gli italiani (Applausi) . Allora è questo che dobbiamo tenere sempre ben saldo. Rispetto al provvedimento sul green pass, ieri sera durante una trasmissione televisiva ho sentito che oltre il 70 per cento degli italiani è favorevole; inoltre, la maggioranza degli elettori di alcuni movimenti politici e partiti presenti in questo Parlamento, in cui si annidano posizioni talvolta simili a quelle dei no vax , è favorevole a misure di restrizione, perché non costringono o limitano la libertà, ma garantiscono l'abbattimento e la sconfitta del virus e quindi un ritorno alla normalità. (Applausi) . Questa è la verità, così stanno le cose. Dobbiamo rappresentare questi cittadini. Il decreto-legge n. 80 del 2021, definito reclutamento, consta di due parti ed è la ragione per la quale sono state coinvolte le Commissioni 1 a e 2 a : una parte riguarda la pubblica amministrazione, per la quale dobbiamo ringraziare, oltre alla collega Bini, come ho già fatto, anche il ministro Brunetta (Applausi) , perché sta davvero definendo il suo ruolo in questo Governo come di primissima importanza. La verità è che lui sta abbattendo a picconate l'atavica problematica della burocrazia nel nostro Paese, con provvedimenti che noi stiamo cercando di migliorare anche in sede parlamentare. Egli, quindi, avvia il processo e noi parlamentari abbiamo il dovere di migliorare le sue indicazioni. Tutti noi anche in questa circostanza, così com'è stato nel decreto-legge cosiddetto semplificazioni per i colleghi della Camera dei deputati, abbiamo provveduto a migliorare il testo emanato dal Governo. È vero che di fatto il nostro è diventato un sistema monocamerale, però una volta alla Camera dei deputati e un'altra volta, come in questo caso, al Senato della Repubblica interveniamo sull'avvio del procedimento e sul decreto-legge predisposto dal Governo stesso. Ringrazio pertanto il ministro Brunetta e la nostra capogruppo Anna Maria Bernini, che ci tiene uniti e che fa sì che il Gruppo Forza Italia rappresenti davvero un punto di riferimento fondamentale non solo per il Premier e per il Capo dello Stato, ma per il popolo intero. Il senso di responsabilità e l'esperienza che ci contraddistinguono li dimostriamo giorno dopo giorno nei lavori in Commissione e in Aula. Il provvedimento in discussione fa esattamente il seguito all'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del decreto-legge semplificazioni, che di fatto è lo strumento attuativo del Piano. Il testo in esame non è altro che la messa a terra del decreto-legge semplificazioni per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso una serie di assunzioni che dovrebbero facilitare e svecchiare l'apparato burocratico (tant'è vero che il provvedimento viene definito reclutamento), dandogli maggiore slancio, e andare incontro a un'esigenza che dovrebbe rappresentare il raggiungimento di un obiettivo che per noi è sempre stato quasi una chimera, cioè la spesa dei fondi che ci verranno dati. Come ho ricordato in sede di dichiarazione di voto sul decreto-legge semplificazioni, infatti, storicamente abbiamo sempre avuto un'enorme difficoltà in questo senso, soprattutto - lo ammetto - nelle Regioni del Sud. Lo dico con dolore essendo un uomo del Sud, ma è evidente che dobbiamo fare un passo in avanti ed avere, cari colleghi, la capacità di cambiare, di modificare il nostro modo di fare, di realizzare quella spesa che non abbiamo potuto fare. Lo facciamo attraverso il reclutamento in cento giorni, l'inserimento di giovani, la valorizzazione del personale e il riconoscimento del merito, che non sempre nella pubblica amministrazione si è raggiunto. Desidero concludere il mio intervento ricordando che all'interno del provvedimento, così come ha richiamato il senatore Caliendo, è stato approvato un emendamento a prima firma del senatore Castaldi - che non mi ascolta, ma che ringrazio - che ha avuto insieme a me e ad altri colleghi eletti nella Regione Abruzzo, la capacità di mettere in risalto e di coinvolgere tutte le forze politiche, nessuna esclusa, anche quelle di opposizione; tale emendamento prevede che rimangano aperti quattro tribunali minori - Lanciano, Vasto, Sulmona e Avezzano - che avevano assoluta necessità di sapere che avrebbero avuto almeno altri due anni per operare sul territorio. Sono tribunali che non dovevano chiudere, con questo provvedimento e con l'aiuto di tutte le formazioni politiche abbiamo combattuto tutti quanti insieme e abbiamo dato una bella dimostrazione di coesione e di capacità di venire incontro alle esigenze del territorio per un miglior funzionamento ed efficientamento del sistema della giustizia, in questo caso in Abruzzo e in futuro mi auguro con una diversa geografia della giustizia italiana.