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Ancora, nel provvedimento si prevede che gli accertamenti diagnostici relativi all'esposizione al rischio di contagio da Covid-19 di tutto il personale delle Forze di polizia, Forze armate e Corpo dei vigili del fuoco possano essere effettuati dal servizio sanitario di ciascun corpo. Come dicevo poc'anzi, l'esame in Commissione ha subito alcune modifiche, che credo diano anche valore al fatto che il Parlamento, quando converte decreti-legge tanto significativi, dice la sua, quindi modifica le norme così come arrivano dal Governo. Stamattina, in questa relazione vorrei soffermarmi sostanzialmente sulle modifiche che proprio come Commissione abbiamo apportato e proverò ad andare velocemente. Innanzitutto, è stata inserita con un emendamento - del Governo, in questo caso - la proroga della scadenza al 31 dicembre 2020 della sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle di pagamento o del pagamento di quelle precedentemente inviate e degli atti dell'agente della riscossione. Viene prorogato al 31 dicembre anche il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione (con il mancato pagamento di dieci rate anziché cinque). È inoltre previsto il differimento di dodici mesi del termine entro il quale avviare alla notifica le cartelle. In relazione al lavoro della Commissione, è stato recepito, all'interno di questo decreto-legge, il recente provvedimento con cui il Governo ha rinviato - per ovvi motivi di sicurezza, fissando il termine al 31 marzo 2021 - le elezioni dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, già indette per le date del 22 e 23 novembre, sia quelle per il rinnovo dei Presidenti delle Province e dei consigli provinciali, comprese quelle già indette. Inoltre, solo per il 2020, in caso di rinnovo del Consiglio del Comune capoluogo, il termine per procedere a nuove elezioni del Consiglio metropolitano è fissato in centottanta giorni dalla proclamazione del sindaco del Comune capoluogo. È stata poi inserita una modifica che riguarda le società in house , alle quali pure si riapplica temporaneamente - fino al 15 dicembre 2020 - la disciplina generale del codice civile in materia di proroga degli organi amministrativi e sindacali, in caso di cessazione dalla carica per la scadenza del termine. Si tratta di un provvedimento che risponde alle esigenze di continuità e buon funzionamento degli organi sociali, in una fase in cui ci sono ritardi nel rinnovo degli organi in scadenza, a causa dell'emergenza da Covid-19. È poi prorogato di altri dodici mesi, senza ulteriori oneri per le casse dello Stato, lo stato di emergenza relativo agli eventi metereologici di eccezionale portata, avvenuti a partire dal 2 ottobre 2018, che hanno colpito duramente molte Regioni italiane, così come è prorogata fino al 31 dicembre 2024 la durata delle relative contabilità speciali, tenuto conto che l'emergenza epidemiologica in corso ha impedito la conclusione degli interventi finanziati con le risorse messe a disposizione nel bilancio pubblico. Il decreto-legge, attraverso una norma inserita durante l'esame in Commissione, interviene per dare tempestiva attuazione alla sentenza della Corte di giustizia del 3 settembre 2020, che si è pronunciata in merito a una serie di questioni pregiudiziali sollevate dal TAR del Lazio, valutando la disciplina prevista dall'articolo 43, comma 1, del testo unico dei servizi di media audiovisivi non idonea, in concreto, sotto il profilo della proporzionalità, a garantire il pluralismo dei media . In questo quadro, la norma in esame interviene nelle more dell'attuazione della delega legislativa per la revisione della disciplina di settore; essa prevede un regime transitorio di sei mesi, durante i quali, qualora un soggetto si trovi a operare contemporaneamente nei mercati delle comunicazioni elettroniche e nel Sistema integrato delle comunicazioni (SIC), l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni svolga un'istruttoria diretta a verificare la sussistenza di effetti distorsivi o di posizioni lesive del pluralismo, al cui esito potranno essere adottati i rimedi già previsti dall'articolo 43, comma 5, del decreto legislativo n. 177 del 2005. Durante l'esame in Commissione, sono stati inoltre differiti al 31 dicembre 2020 e al 31 gennaio 2021 alcuni termini per l'invio, da parte dei Comuni, delle delibere alle entrate tributarie. Sempre in materia di enti locali, vorrei ricordare la proposta - che credo importante e significativa per noi tutti, emersa durante la discussione in Commissione - di riconoscere, in particolare ai sindaci dei Comuni più piccoli, che spesso svolgono un'altra attività lavorativa, la possibilità di usufruire di permessi retribuiti, in modo da poter gestire le emergenze a tempo pieno. Di questa proposta, emersa, appunto, nel dibattito in Commissione e condivisa da diversi Gruppi, c'è stata la condivisione anche da parte del Governo e l'impegno a superare una difficoltà di natura tecnica, che oggi si pone alla nostra attenzione, e a trovare, nel più breve tempo possibile, soluzioni anche in futuri provvedimenti. L'articolo 2 interviene nel sistema di allerta Covid-19 per rafforzare l'uso degli strumenti tecnologici comuni dell'Unione europea volti a contrastare l'epidemia. Si prevede, cioè, l'interoperabilità dell'applicazione Immuni con le piattaforme che operano nel territorio dell'Unione. Il sistema di allerta opererà fino alla cessazione delle esigenze di protezione e prevenzione della sanità pubblica legate alla diffusione del virus e comunque fino al 31 dicembre 2021. L'articolo 4, poi, inserisce il SARS-Cov-2 nell'elenco degli agenti biologici che è noto possano causare malattie infettive nell'uomo. Gli articoli 6 e 7 dispongono, infine, la copertura finanziaria per l'entrata in vigore del provvedimento. In conclusione, signor Presidente, aggiungo una sola considerazione più politica su questo decreto-legge che oggi ci troviamo a discutere, dopo la rapida evoluzione dei dati epidemiologici delle ultime settimane, alla quale siamo stati tutti attenti. Credo che il quadro che abbiamo oggi davanti, quello di queste ore e di questi giorni, venga in conforto a quanto abbiamo detto qualche settimana fa rispetto all'esigenza di rinnovare, con il decreto al nostro esame, gli strumenti di emergenza che ci eravamo dati come impianto normativo, che il Governo si era dato e che il Parlamento aveva condiviso. Credo infatti che la situazione che abbiamo di fronte ci imponga di lavorare anche con strumenti diversi da quelli consueti e con il provvedimento al nostro esame abbiamo dimostrato il protagonismo e il ruolo del Parlamento rispetto alla gestione di un'epidemia che è ancora imprevedibile, purtroppo, nei tempi e nelle forme. Ritengo che con il provvedimento al nostro esame si sia fatto un buon lavoro. Abbiamo dato sostanzialmente risposta anche al dibattito politico di questi giorni e di queste ore, nel quale ci si chiedeva come il ruolo del Parlamento può essere prezioso e importante. Certo, resta alta la nostra attenzione per cercare altre possibili soluzioni per risolvere in maniera più efficace e rendere più agevole il ruolo del Parlamento. Intanto, con le norme che abbiamo a disposizione, abbiamo sicuramente fatto un buon lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà.