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Peraltro, rivolgendosi direttamente alla libera iniziativa delle persone e dei capitali, l'abbattimento dei costi energetici costituirà un fortissimo incentivo ad investire nell'isola e indurrà immediatamente un significativo incremento della domanda turistica, sia perché il beneficio si estende ai consumi per autotrazione dei turisti, sia perché le aziende siciliane potranno contenere i loro prezzi alla stregua della diminuzione dei costi. Con l'articolo 1, comma 1, lettere a) e c), del presente disegno di legge si dispone che sui prodotti petroliferi immessi al consumo nel territorio della Regione siciliana ed impiegati come carburanti di veicoli circolanti nel medesimo territorio le accise -- lettera a) -- e l'imposta sul valore aggiunto (IVA) -- lettera c) -- gravano nella misura del 20 per cento dell'ammontare della pari imposta vigente per la parte restante del territorio nazionale. Si tratta in sostanza di un abbattimento dell'80 per cento del complesso delle imposte che gravano attualmente su ciascun litro di carburante. Con una disposizione analoga nella struttura si dispone l'abbattimento al 20 per cento delle imposte che gravano sul consumo dei prodotti petroliferi utilizzati come combustibili da riscaldamento. In tal senso le lettere b) e c) del comma 1, dell'articolo 1, fanno rispettivamente riferimento alle accise e all'IVA. Per i prodotti petroliferi utilizzati per gli impieghi delle imprese industriali, agricole ed artigiane si dispone invece l'esenzione totale da ogni imposta erariale (sia dalle accise, sia dall'IVA). La formulazione adottata intende essere la più ampia possibile, in modo da non precludere impieghi e soluzioni connesse ai processi produttivi e organizzativi di particolari aziende, purché i prodotti petroliferi in questione siano un fattore di produzione e non siano invece utilizzati dalle aziende come consumo diretto, ad esempio, per il trasporto dei propri prodotti. Con riferimento ad un tessuto produttivo costituito in gran parte da piccole imprese e da aziende a conduzione familiare, viene specificato che essi devono essere utilizzati «comunque in luoghi diversi dalle abitazioni». Con il comma 2 si affida al Ministro dell'economia delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il compito di disciplinare l'organizzazione e le verifiche relative alla erogazione e consumo dei prodotti petroliferi impiegati come carburante per i veicoli circolanti nell'isola ed al Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, il compito di regolamentare l'organizzazione e le verifiche relative alla erogazione e al consumo dei prodotti petroliferi impiegati come combustibili da riscaldamento. Una disciplina di carattere regolamentare deve essere prevista per adattare alle disposizioni della legge le procedure di accertamento e riscossione dei due tributi. Infine il comma 3 quantifica il minor gettito previsto per l'erario ed indica i mezzi di copertura. Onorevoli colleghi, confido nella approvazione di questo disegno di legge consapevole che essa richiede -- in un momento di grandi difficoltà per la finanza pubblica -- un ulteriore sacrificio alla collettività nazionale. Sono certo, tuttavia, che alla Sicilia questa collettività deve anzitutto un giusto risarcimento per le condizioni in cui l'hanno tenuta l'economia nazionale e le politiche industriali sinora perseguite. Si tratta di un provvedimento di giustizia e di risarcimento, prima ancora che di solidarietà. E la situazione è talmente grave che la nazione non può aspettare i futuri equilibri di bilancio, lasciando degradare ulteriormente l'economia e il tessuto sociale della Sicilia. Non dopo il tanto parlare che si fa della criminalità organizzata. Nessuno può più pensare che essa possa essere combattuta soltanto con provvedimenti di polizia o con altri invii dell'esercito, lasciando degradare ulteriormente il tessuto economico che sostiene la vita dei siciliani. Del resto il bilancio dello Stato interviene fattivamente in molte parti del territorio nazionale per risollevare settori e intere regioni attraverso le politiche più diverse: finanziamenti, detassazioni, opere pubbliche eccetera. Tra le tante politiche vi è anche quella delle esenzioni fiscali dei prodotti petroliferi, come avviene per la Valle d'Aosta ed il Friuli-Venezia Giulia. Le ragioni ed i criteri di intervento sono giusti per quelle situazioni e per quelle terre, come lo sono per quella oggetto di questa proposta. E non vi è dubbio che quella siciliana sia, tra le economie delle regioni italiane, quella che mostra le maggiori difficoltà.. Art. 1. 1. Al fine di bilanciare parzialmente anche attraverso l'incentivazione del turismo e l'attività industriale, agricola e artigianale lo squilibrio economico in cui la Regione siciliana si trova rispetto alla restante parte del territorio dello Stato e al fine di risarcire la medesima Regione siciliana dei maggiori costi derivanti dal degrado dell'ambiente causato dalle attività di estrazione e raffinazione dei prodotti petroliferi e delle produzioni derivate, le imposte gravanti sui prodotti petroliferi immessi al consumo nel territorio della Regione siciliana sono applicate nelle seguenti misure: a) le accise gravanti sui prodotti petroliferi di cui agli articoli 21 e 62 del testo unico delle disposizioni concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono ridotte al 20 per cento dell'ammontare dell'imposta vigente per la generalità del territorio nazionale alla data in cui essi sono immessi al consumo nel territorio della Regione siciliana e impiegati come carburanti nel medesimo territorio; b) le accise gravanti sui prodotti petroliferi di cui agli articoli 21 e 62 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995, sono ridotte al 20 per cento dell'ammontare dell'imposta vigente per la generalità del territorio nazionale alla data in cui essi sono destinati ad impiego come combustibili da riscaldamento consumati nel territorio della Regione siciliana; c) l'imposta sul valore aggiunto sulle cessioni e importazioni dei prodotti energetici di cui alle lettere a) e b) è ridotta al 20 per cento dell'ammontate dell'imposta vigente per la generalità del territorio nazionale; d) i prodotti petroliferi di cui agli articoli 21 e 62 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995, posti in vendita nel territorio della Regione siciliana e utilizzati per gli impieghi delle imprese industriali agricole e artigiane negli stabilimenti e nelle sedi situati nel territorio della Regione siciliana, e comunque in luoghi diversi dalle abitazioni, sono esenti da ogni imposta erariale. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, disciplina l'organizzazione e le verifiche relative all'erogazione e al consumo dei prodotti petroliferi di cui alla lettera a) del comma 1 del presente articolo.