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come ha denunciato l'Asaps (Associazione sostenitori ed amici della Polizia stradale), è accaduto a Forlì per una questione in cui era in gioco un'interpretazione discutibile, figurarsi se non può accadere in una situazione in cui è invece pacifico che la "revisione" sia scaduta""; risulta agli interroganti, inoltre, che il dottor Giorgio Marcon, consulente tecnico, abbia sporto denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso per segnalare la non regolarità di uno degli etilometri utilizzati dagli agenti della Polizia municipale durante i controlli. E invero, dall'articolo pubblicato in data 24 luglio 2018 su "Il Gazzettino" si apprende che, a seguito di un incontro intitolato "Bere consapevole", tenutosi nell'estate 2017 all' auditorium Graziotto di Salvatronda, era intervenuto il perito Marcon con il compito di coordinare una serie di prove sul funzionamento dell'etilometro, alla presenza anche di alcuni agenti della Polizia municipale. In particolare l'articolo suddetto riporta quanto segue: "Uno dei punti della serata era rivolto all'informazione per chi assume alcol e potrebbe risultare positivo al test dell'etilometro anche se non ne ha assunto», ricorda Marcon. «Le prove effettuate dai vigili del Comando di Polizia municipale hanno dato dei risultati eclatanti, dimostrando che l'etilometro utilizzato e messo a disposizione violava ogni principio di legalità prestabilita per legge». Le stesse dichiarazioni erano state divulgate dal tecnico in più sedi pubbliche dopo l'incontro, al punto che la Polizia municipale di Castelfranco aveva segnalato la questione alla Procura, ben prima dell'esposto presentato da Marcon nei giorni scorsi con l'avvocato Gino Zambianco. «Abbiamo sempre operato nel rispetto della legge - spiega la comandante della Polizia municipale Laura Lorenzetto - così dopo le affermazioni reiterate più volte da Giorgio Marcon abbiamo ritenuto opportuno segnalare il caso alla Procura, perché potesse valutare la questione». Così si era aperto un procedimento per fare luce sulla questione, che vede coinvolto lo stesso Marcon. Quest'ultimo, nell'ultima denuncia presentata, ha chiesto alla Procura di sequestrare l'etilometro, segnalandone "la non conformità alla legge e l'utilizzo improprio" e rivolgendo alcune pesanti accuse ai vigili urbani. «La documentazione allegata al presente esposto scrive nero su bianco Marcon ne dimostra l'inaffidabilità. La rilevanza penale riguarda il comportamento degli agenti accertatori che avrebbero dovuto verificare che lo strumento fosse in regola prima di utilizzarlo. Invece il libretto metrologico è fuori norma e l'omologazione non è conforme». «Che i tempi della revisione siano lunghi è vero- precisa la comandante Lorenzetto - ma questo dipende dai centri di revisione»"; risulta altresì che il problema della revisione sia stata più volte denunciata, tanto è vero che da un articolo pubblicato su "La Stampa" del 4 luglio 2018 si apprende: "Tempi biblici per le revisioni obbligatorie annuali degli etilometri e i comandi di Polizia municipale restano senza per mesi. Un problema che riguarda il 90 per cento di chi possiede l'alcoltest omologato dal ministero dei trasporti, l'unico utile per poter contestare a livello penale chi guida dopo aver alzato il gomito. Il motivo di questo caos che, si stima, coinvolgerebbe circa sei.000 Comuni in tutta Italia, va ricercato nella chiusura di uno dei due centri autorizzati in Italia. Si tratta del Centro superiore ricerche prove autoveicoli e dispositivi (Csrpad) del ministero delle Infrastrutture, con sede a Roma. Non è più attivo dal 2016 e così tutti si devono obbligatoriamente rivolgere all'ufficio analogo di Milano"; considerato che risulta agli interroganti, inoltre, che a causa di un etilometro non tarato a Treviso un automobilista abbia vinto il ricorso, a seguito del quale lo stesso ricorrente ha chiesto un risarcimento del danno per un importo pari a euro 25.000. E invero, dall'articolo del 26 giugno 2018 pubblicato sul quotidiano "Il Messaggero" si apprende : "Multato per guida in stato di ebbrezza, stabilita però attraverso un etilometro risultato non tarato, chiede ora al Comune di Valdobbiadene (Treviso) di essere risarcito con oltre 25.000 euro per i danni materiali e biologici patiti dal fermo della patente e dal sequestro del mezzo"; ritenuto che: il 20 ottobre 2017 il Ministero dell'interno ha emesso una circolare indirizzata a Prefetture, Commissariati, Questure e Polizia Stradale, avente per oggetto l'accertamento dello stato di ebbrezza alcolica con etilometro. In particolare, con tale circolare protocollata al n. 300/A/7897/17/144/4/20, vengono espressi dei chiarimenti in ordine alle revisioni primitive e periodiche degli etilometri. E invero, da una lettura attenta e approfondita del provvedimento emergerebbe chiaramente quanto segue. Gli apparecchi che vengono utilizzati dalle forze dell'ordine per controllare il tasso alcolemico d'ora in poi dovranno essere sottoposti a una taratura periodica che andrà riscontrata. Non dovessero passare la verifica, non potranno essere utilizzati. Sono queste le nuove regole emesse dal Ministero dell'interno, che prevedono anche la possibilità di una richiesta da parte degli automobilisti fermati per il controllo di consultare il libretto dell'etilometro, per accertarsi della presenza dei timbri che confermano la verifica. Nella citata circolare si legge che la comunicazione si è resa necessaria "in merito a un recente orientamento secondo cui, in ossequio a un presunto principio di continuità degli interventi di manutenzione, l'effettuazione tardiva di verifica periodica comporterebbe la necessità di sottoporre l'apparecchio a verifica primitiva" , cioè a quel test da effettuare prima che gli etilometri vengano messi in servizio. Il Ministero ha ribadito "la necessità che ogni etilometro impiegato nei servizi di controllo sia sempre accompagnato dalla copia, autenticata dal funzionario dell'ufficio, del proprio libretto metrologico, sul quale sono registrate la visita primitiva e le periodiche successive, al fine di poter evadere tempestivamente, in ossequio al principio di trasparenza dell'azione amministrativa, l'eventuale richiesta dell'interessato di prenderne visione"; ritenuto infine che, a parere degli interroganti gli etilometri professionali dovrebbero permettere una misurazione del tasso alcolico quanto più possibile esatta, nonché dovrebbero essere omologati in conformità alla direttiva 93/42/CEE per potere garantire un elevato grado di precisione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se risulti aperto un Tavolo tecnico volto allo studio e all'approfondimento della tematica sottesa alla questione o in caso contrario se intenda istituirlo, anche attraverso il coinvolgimento di altri Ministeri competenti, al fine di risolvere il problema della taratura degli etilometri utilizzati in ambito nazionale per l'accertamento dello stato di ebbrezza alcolica;