[resaula]

il compito della Polizia penitenziaria è sintetizzato nel motto "Despondere spem est munus nostrum", garantire e mantenere viva la speranza rafforzandone il fondamento. Questa frase va collegata a quella che contrassegnava il Corpo degli agenti di custodia "Vigilando redimere", motto che pure continua a rappresentare uno dei compiti fondamentali del Corpo; ma per "custodia" si intende molto più della semplice vigilanza, perché implica attenzione e cura rivolte a chi viene vigilato. La Polizia penitenziaria è quindi una polizia specializzata perché ha il compito, specifico e difficile, di tenere insieme due ruoli: controllo della sicurezza e recupero; la Polizia penitenziaria deve contribuire al recupero, ruolo particolarmente difficile perché il detenuto non è libero e quindi la sua adesione, indispensabile al programma di recupero, non può essere un'adesione spontanea e sarà sempre un'adesione relativa e limitata. In questo senso alla Polizia penitenziaria è richiesto un di più di umanità; considerato che: il Corpo si riconosce nella propria uniforme, che rappresenta l'emblema di quell'identificazione propria del senso di appartenenza che guida quotidianamente il poliziotto penitenziario nella complessa azione che è chiamato a compiere per il bene della società civile; dalla nota pervenuta dalla segreteria regionale dell'Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria della Puglia, in data 25 maggio 2022, emerge una grave mancanza nella distribuzione di nuove uniformi, tute operative, anfibi con relative insegne, gradi, fregi e tessere di riconoscimento necessarie a seguito della revisione dei ruoli delle forze di polizia disposte dal decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di sanare la problematica inerente alla sostituzione delle uniformi appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria che costringe, ad oggi, il personale a svolgere servizio in condizioni degradanti per appartenenti ad una forza di polizia. Atto n. 4-07159 PESCO MONTEVECCHI Michela VANIN Orietta TRENTACOSTE CORBETTA DI GIROLAMO Gabriella ROMAGNOLI LANZI QUARTO GALLICCHIO Agnese PELLEGRINI Marco PIRRO Elisa LOREFICE LANNUTTI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la notte tra il 6 e il 7 giugno 2022, un nubifragio ha colpito la Lombardia, in modo particolare Carate Urio, Laglio, Careno e Triangolo Lariano, nel territorio della provincia di Como, causando allagamenti, frane e smottamenti e bloccando la statale Regina vecchia; lo scorso anno, per ben due volte, analoghi fenomeni atmosferici hanno colpito la stessa area geografica causando diversi danni: nello specifico, tra il 25 e il 27 luglio 2021, i comuni comaschi di Blevio, Cernobbio, Brienno, Laglio e Schignano furono devastati da un nubifragio. La notte tra il 28 e 29 settembre 2021 Blevio fu nuovamente colpita da forti temporali, trombe d'aria e violente grandinate che hanno fatto tracimare il torrente Pertus producendo diversi metri cubi di fango, sassi e detriti portati dalla corrente sulla strada e obbligando di conseguenza a interrompere la circolazione stradale sulla provinciale Lariana; da un articolo di "Prima Como" dell'11 ottobre 2021 si apprende che la Regione, come dichiarato dall'assessore al territorio e protezione civile lombardo, ha deliberato 18,3 milioni di euro di risorse regionali per finanziare 21 interventi urgenti per la difesa del suolo da realizzarsi sul territorio, di cui quasi 5 milioni di euro per la provincia di Como e, in particolare, 2,2 milioni di euro per Blevio; considerato che: è improcrastinabile aumentare la resilienza contro i fenomeni meteo-climatici estremi e non, adottando politiche nazionali e territoriali di difesa del suolo, a partire dal completamento della cartografia geologica; dal 2019 sono ripartiti, dopo 20 anni, i finanziamenti per la carta geologica scala 1:50.000, per un totale di 31 milioni di euro, fino al 2022 compreso, consentendo, in tal modo, di passare dal 43 per cento di copertura nazionale al 55 per cento, lasciando tuttavia scoperte ancora molte zone d'Italia; nella relazione della Corte dei conti su "Gli interventi delle Amministrazioni dello Stato per la mitigazione del rischio idrogeologico", che analizza gli effetti del provvedimento "ProteggItalia", viene sottolineato come l'Italia, con circa i 2 terzi delle frane censite in Europa, sia il Paese maggiormente interessato da fenomeni franosi e che fra le problematiche irrisolte restano quelle riguardanti la capacità progettuale delle Regioni, la carenza di profili tecnici e la scarsa pianificazione del territorio (delibera n. 17/2021/G); considerato che, ad avviso degli interroganti: gli investimenti economici in progetti di mitigazione, riduzione e prevenzione del dissesto idrogeologico producono un ingente effetto moltiplicatore, essendo decisamente meno dispendioso intervenire in via preventiva, più che riparare i danni provocati dagli eventi catastrofici; inspiegabilmente, solo una minima parte delle risorse previste per far fronte agli eventi avversi del 2021 sarebbe stata spesa, ma i cittadini hanno riscontrato e riscontrano difficoltà nel reperire informazioni relativamente al risarcimento dei danni subiti; per completare la carta geologica nazionale occorrono circa 10 anni e un finanziamento di almeno 20 milioni di euro all'anno, si chiede di sapere: quali azioni siano state intraprese o si intenda intraprendere per la messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico, in particolare per la provincia di Como soggetta ai recenti e ripetuti eventi catastrofici; se sia in atto un coordinamento tra il Ministero della transizione ecologica, la Regione Lombardia e i Comuni comaschi particolarmente colpiti dal maltempo negli anni 2021 e 2022, sulla programmazione, progettazione e realizzazione di interventi finalizzati a prevenire il dissesto idrogeologico; se il Ministro in indirizzo ritenga utile avvalersi di un coordinamento nazionale per la tutela dei cittadini vittime di eventi atmosferici catastrofici, al fine di fornire adeguata assistenza per il risarcimento dei danni subiti e per individuare le eventuali responsabilità sui ritardi riscontrati; se non reputi prioritario il completamento della carta geologica italiana. Atto n. 4-07160 LANNUTTI SBRANA Rosellina ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: Domenico Arcuri, manager e amministratore delegato di Invitalia dal 2007, è stato nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 marzo 2020 commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, incarico durato fino al 28 febbraio 2021; Arcuri ha mantenuto per la durata del mandato il doppio incarico di commissario straordinario e amministratore delegato Invitalia, nonostante fosse in realtà quasi totalmente assorbito dal primo di questi due impegni.