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Tale misura non determina lo spossessamento della gestione dell'attività di impresa dando luogo, per un periodo minimo di un anno e massimo di tre, ad un intervento meno invasivo, di «vigilanza prescrittiva» affidata ad un commissario giudiziario nominato dal tribunale, con il compito di monitorare dall'interno dell'azienda l'adempimento delle prescrizioni dell'autorità giudiziaria. L'articolo 13 introduce, al primo comma, il capo V- bis nel titolo II del libro I del codice antimafia, consistente nel solo articolo 34- ter , con cui si garantisce la trattazione prioritaria dei procedimenti volti all'applicazione di misure di prevenzione patrimoniali. Il secondo comma inserisce all'articolo 7- bis del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, il comma 2- sexies , al fine di individuare i collegi o le sezioni da destinare in via esclusiva alla trattazione prioritaria dei procedimenti di prevenzione patrimoniale, al fine di assicurarne un più celere svolgimento da parte dei magistrati dotati di particolare competenza per materia. Il terzo comma inserisce l'articolo 7- bis nel codice antimafia, disciplinando i termini per il deposito del decreto da parte del tribunale. L'articolo 14 interviene sulle norme del codice antimafia che definiscono i criteri per la scelta degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati e regolano gli adempimenti connessi alla cessazione del loro incarico. Più in dettaglio, viene modificato l'articolo 35 del decreto legislativo n. 159 del 2011, con l'inserimento, in primo luogo, del nuovo comma 2- bis , tendente a stabilire che l'amministratore giudiziario di beni immobili sequestrati è scelto dal giudice delegato (nell'ambito degli iscritti all'apposito albo) secondo criteri di trasparenza, di rotazione degli incarichi e di corrispondenza tra i profili professionali del professionista individuato e la tipologia dei beni appresi in via cautelare. L'individuazione di tali criteri viene rimessa ad un successivo decreto. Tale decreto dovrà, altresì, stabilire i casi in cui è vietato il cumulo degli incarichi contraddistinti dalla particolare complessità o dall'eccezionalità del valore del patrimonio immobiliare da amministrare. Il nuovo comma 2- ter del citato articolo 35 stabilisce, invece, che l'incarico di amministratore giudiziario di aziende confiscate, da scegliersi nell'apposita sezione del pertinente albo professionale, non può essere conferito a soggetti i quali, al momento della nomina, sono già titolari di analoghi incarichi. Una ulteriore modifica riguarda l'articolo 37 dello stesso codice antimafia. L'intervento risponde all'esigenza di chiarire gli adempimenti che devono essere svolti nel momento in cui, per effetto del decreto di confisca di primo grado, si chiude la fase dell'amministrazione giudiziaria per passare alla gestione del bene da parte dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Viene previsto che, a seguito del citato decreto, l'amministratore giudiziario cessa dall'incarico e che il tribunale provvede agli adempimenti riguardanti le spese, i compensi e i rimborsi stabiliti dall'articolo 42 del codice e all'approvazione del rendiconto della gestione svolta dall'amministratore giudiziario. In conseguenza degli interventi sopra descritti, si sancisce l'abrogazione dei commi 4 e 6 dell'articolo 38 del decreto legislativo n. 159 del 2011. Con una ulteriore modifica dello stesso art. 38 viene previsto che i coadiutori di cui può avvalersi l'Agenzia, per l'amministrazione dei beni dopo il decreto di confisca di primo grado, siano individuati secondo le modalità previste per l'amministratore giudiziario e, pertanto, scelti tra gli iscritti all'albo degli amministratori giudiziari. Si prevede, inoltre, che l'Agenzia, nell'ambito della sua attività di ausilio durante la fase cautelare del sequestro, possa proporre al tribunale l'adozione delle misure per la migliore utilizzazione dei cespiti appresi, individuate attraverso i nuovi strumenti introdotti dal presente disegno di legge mediante l’introduzione del comma 2- bis all’articolo 110 del decreto legislativo n. 159 del 2011. L'articolo 15 si colloca nell'alveo delle misure recate dal presente disegno di legge per rendere più efficace l'azione dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, attraverso lo sviluppo di sinergie con i diversi soggetti istituzionali e della società civile titolari di interessi rilevanti nel campo della gestione e destinazione dei beni appresi ai gruppi delinquenziali. Come si dirà meglio appresso, la nuova impostazione organizzativa perseguita stabilisce che l'Agenzia si avvalga obbligatoriamente delle prefetture-UTG per lo svolgimento sul territorio dei propri compiti, presso le quali operano appositi nuclei di supporto, il cui ruolo viene infatti debitamente rafforzato. La disposizione, introducendo il nuovo articolo 41- bis del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, prevede che presso le prefetture-UTG, siano istituiti anche tavoli permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, composti da rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali, delle associazioni destinatarie degli immobili confiscati e delle direzioni territoriali del lavoro, alle cui sedute possono, inoltre, essere invitati anche esponenti degli enti locali di volta in volta interessati e della camera di commercio. Diversi i compiti affidati ai tavoli: favorire la continuazione dell'attività produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali; supportare l'amministratore giudiziario e l'Agenzia; favorire la collaborazione degli operatori economici del territorio con le aziende sequestrate e confiscate nel percorso di emersione alla legalità; esprimere, se richiesto, un parere, ancorché non vincolante, sulle proposte formulate dall'amministratore giudiziario e dall'Agenzia. Componenti del tavolo permanente sono: un rappresentante dell'Agenzia (di regola individuato nel dirigente del nucleo di supporto di cui all'articolo 112, comma 3, del codice antimafia), delle regioni, delle direzioni territoriali del lavoro nonché rappresentanti delle organizzazioni sindacali del lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale e delle associazioni del terzo settore da scegliersi, questi ultimi, secondo criteri di rotazione. In considerazione delle diverse esigenze che si possono manifestare, il prefetto può, altresì, estendere la partecipazione al tavolo anche ai rappresentanti degli enti locali e della camera di commercio. L'articolo 16 interviene sull'articolo 48 del decreto legislativo n. 159 del 2011 per integrare i criteri sulla base dei quali l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati provvede a destinare gli immobili appresi ai sodalizi delinquenziali. Le modifiche introdotte mirano, innanzitutto, ad ampliare le possibilità di destinazione, mantenendo comunque inalterata la cornice complessiva delineata dalla vigente normativa che privilegia l'utilizzazione di questa tipologia di cespiti per fini sociali. In questo senso, viene previsto che l'immobile possa essere assegnato agli enti locali, per lo svolgimento non solo di attività istituzionali o sociali, ma anche di natura economica;