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Gli impianti disciplinati dal presente articolo, salvo diverse disposizioni regionali, e comunque fatte salve le strutture autorizzate alla data di entrata in vigore della presente disposizione, non sono sottoposte a titolo edilizio ed autorizzazione paesaggistica purché utilizzate ad uso esclusivo dell'attività venatoria e dell'osservazione faunistica e siano realizzate in materiale ligneo e naturale». Art. 5. 1. All'articolo 6 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 2, è inserito il seguente: « 2 -bis. Il cacciatore che prepara trofei di capi dallo stesso abbattuti al fine della detenzione o altro uso personale non è soggetto ad alcuna autorizzazione»; b) il comma 4 è abrogato. Art. 6. 1. All'articolo 7 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . Nell’ambito delle funzioni di vigilanza, coordinamento e indirizzo ad esso assegnate, ai sensi dell’articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l'ISPRA ha il compito di censire il patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica, di studiarne lo stato, l'evoluzione ed i rapporti con le altre componenti ambientali e della biodiversità, di elaborare progetti di intervento ricostitutivo o migliorativo sia delle comunità animali sia degli ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio nazionale, di effettuare e di coordinare l'attività di inanellamento a scopo scientifico sull'intero territorio italiano, di collaborare con gli organismi stranieri ed in particolare con quelli dei Paesi dell'Unione europea aventi analoghi compiti e finalità, di coordinare l'attività degli osservatori regionali, di collaborare con le università e gli altri organismi di ricerca nazionali, di controllare e valutare gli interventi faunistici operati dalle regioni e dalle province autonome, di esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dallo Stato, dalle regioni e dalle province autonome»; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2 . Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali trasmette i dati provenienti dalle regioni, inerenti i prelievi effettuati sul loro territorio, all'ISPRA che li elabora ai fini della definizione delle dinamiche di consistenza faunistica delle singole specie»; c) il comma 5 è sostituito dai seguenti commi: « 5 . Le regioni e le province autonome possono istituire, con legge, un Osservatorio regionale per la fauna selvatica quale organo scientifico e tecnico di ricerca per la realizzazione di studi concernenti la conservazione e la gestione della fauna e degli habitat nell'ambito del territorio di competenza. Le regioni confinanti possono altresì, d'intesa tra loro, costituire Osservatori interregionali. Negli Osservatori di cui al presente comma è garantita la partecipazione a livello gestionale di almeno un rappresentante dell'ISPRA e di rappresentanti di istituzioni scientifiche e universitarie aventi sede sul territorio regionale. 5 -bis. Alla determinazione delle funzioni da attribuire agli Osservatori regionali, istituiti ai sensi del comma 5, provvedono le regioni e le province autonome ai sensi dei loro statuti. 5 -ter. Le regioni e le province autonome possono stipulare con l'ISPRA convenzioni, a titolo oneroso, per l'esercizio continuativo di attività di assistenza e supporto tecnico diverse dall'espressione dei pareri previsti dalla presente legge»; d) il comma 6 è abrogato; e) la rubrica è sostituita dalla seguente: «Funzioni dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Osservatori regionali per la fauna selvatica». Art. 7. 1. All'articolo 8 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo le parole: «Ministro dell'ambiente,», sono inserite le seguenti: «da un rappresentante del Ministero della salute, da un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti,»; le parole: «quattro rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale» sono sostituite dalle seguenti: «tre rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale» e le parole: «, da un rappresentante dell'Ente nazionale per la protezione» fino alla fine sono soppresse; b) il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. I componenti del Comitato restano in carica quattro anni». Art. 8. 1. L'articolo 9 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: «Art. 9 -- ( Funzioni amministrative ) -- 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano le funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria di cui all'articolo 10 e svolgono i compiti di orientamento, di controllo e sostitutivi previsti dalla presente legge e dalla normativa regionale. Alle province spettano le funzioni amministrative in materia di caccia e di protezione della fauna, secondo quanto previsto dal citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, che esse esercitano nel rispetto della presente legge. Le province esercitano altresì le funzioni eventualmente delegate con legge dalle rispettive regioni». Art. 9. 1. All'articolo 10 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dai seguenti: « 1. Tutto il territorio agro-silvo-pastorale è soggetto a gestione faunistica e a pianificazione faunistico-venatoria finalizzata alla conservazione della fauna selvatica mediante la riqualificazione delle risorse ambientali e la regolamentazione del prelievo venatorio. Gli indirizzi di gestione della fauna selvatica tengono conto delle diverse finalità degli istituti previsti dal comma 8. 1 -bis. I piani faunistico-venatori per ciò che attiene la densità ottimale delle singole specie ne rilevano l'incidenza reciproca ai fini del corretto sviluppo della biodiversità, e ne realizzano la consistenza compatibile con le produzioni e le attività delle imprese agricole e il mantenimento delle risorse ambientali, forestali e paesaggistiche. 1 -ter. I piani faunistico-venatori individuano le aree di particolare interesse faunistico-venatorio che assumono rilevanza ai fini della pianificazione paesaggistica e urbanistica del territorio; in dette aree gli interventi edilizi, ad esclusione di quelli di preminente interesse pubblico, sono sottoposti ad una valutazione di incidenza regionale che ne verifichi l'assenza o la minimizzazione degli impatti sulla conservazione degli habitat e sulla loro fruizione venatoria»; b) al comma 3, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Nel calcolo del territorio agro-silvo-pastorale devono essere preventivamente sottratti gli agglomerati urbani, i fabbricati, la effettiva superficie delle principali vie di comunicazione nazionali, provinciali e comunali e la superficie delle relative fasce di rispetto in cui è precluso l'esercizio venatorio ai sensi della presente legge per ragioni di sicurezza pubblica.