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Con la disposizione inserita dall'articolo 9 si attribuisce al questore la facoltà di interdire a chi, in via di recidiva, violi i divieti di esercizio della prostituzione, di commercio abusivo e di rovistaggio dei rifiuti, l'accesso alle aree individuate dal sindaco ai sensi dell'articolo 54, comma 4, secondo e terzo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotti dagli articoli 3 e 6 del presente disegno di legge. L'ordinanza è impugnabile in via amministrativa innanzi al prefetto. In caso di violazione dell'interdizione, il responsabile è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 5.000 euro a 20.000 euro.. 1 (Sicurezza partecipata) 1 Ai fini di un più efficace e mirato concorso alle attività di controllo del territorio e di contrasto al fenomeno di degrado urbano e della criminalità diffusa, con particolare riferimento ai grandi centri urbani, nonché ai comuni compresi nel territorio metropolitano, di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, ivi inclusi quelli individuati dalle regioni a statuto speciale, sono convocati dal prefetto competente sul territorio della provincia, con cadenza almeno semestrale e in tutti i casi in cui venga richiesto, i rappresentanti dei comitati di quartiere o altre delegazioni in rappresentanza dei cittadini, alle riunioni del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di cui all'articolo 20 della legge 1º aprile 1981, n. 121, come modificato dal comma 2 del presente articolo. 2 All'articolo 20, terzo comma, della legge 1º aprile 1981, n. 121, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il prefetto può altresì chiamare a partecipare alle sedute del comitato rappresentanti dei cittadini». 3 Con decreto del Ministro dell'interno da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità di convocazione dei rappresentanti dei cittadini e la normativa di dettaglio sui requisiti richiesti ai soggetti delegati. 2 (Norme in materia di videosorveglianza) 1 Il comma 982 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è sostituito dal seguente: « 982 . Per le spese sostenute da persone fisiche e giuridiche ai fini dell'installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, per la tutela della proprietà privata e della sicurezza pubblica, è riconosciuto un credito d'imposta pari al 30 per cento ai fini dell'imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 15 milioni di euro per l'anno 2016. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le procedure per l'accesso al beneficio di cui al presente comma e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo, nonché le ulteriori disposizioni ai fini del contenimento della spesa complessiva entro i limiti di cui al presente comma». 2 Qualora le persone fisiche o giuridiche di cui al comma 982 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificato dal comma 1 del presente articolo, al fine della tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, nonché degli obiettivi di cui alla presente legge, contribuiscano economicamente, anche attraverso contratti di sponsorizzazione e accordi di collaborazione di cui all'articolo 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, al finanziamento o alla manutenzione di sistemi di videosorveglianza di strade, isolati o quartieri, edifici e aree pubbliche, con particolare riferimento alle zone periferiche e degradate metropolitane, come identificate attraverso delibera del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica riunito in forma estesa alla partecipazione dei cittadini ai sensi dell'articolo 20 della legge 1º aprile 1981, n. 121, come modificato dall'articolo 1, comma 2, della presente legge, il credito d'imposta di cui al citato articolo 1, comma 982, della legge n. 208 del 2015 si intende innalzato al 60 per cento ai fini dell'imposta sul reddito, nel rispetto del limite massimo di cui al medesimo comma 982. 3 Le attività di sorveglianza di cui al presente articolo si intendono incluse nelle fattispecie di cui all'articolo 53 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e in tale senso esonerate dai limiti di registrazione e conservazione delle immagini di cui al punto 3.4 del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali 8 aprile 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010, in materia di videosorveglianza. Con decreto del Ministro dell'interno, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate le necessarie misure di armonizzazione con la normativa vigente. 3 (Disposizioni in materia di esercizio della prostituzione) 1 All'articolo 54, comma 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Con ordinanza contingibile e urgente nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento il sindaco, sentito il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di cui all'articolo 20 della legge 1º aprile 1981, n. 121, ai fini di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano la sanità, la sicurezza stradale e l'incolumità pubblica, può individuare nel territorio comunale aree densamente abitate, arterie ad alto scorrimento di traffico e aree immediatamente prossime ad edifici di culto o di pregio storico-architettonico o ambientale nelle quali è vietato l'esercizio della prostituzione in ogni sua forma». 2 All'articolo 5 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, alinea, le parole: «Sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire trentamila a centottantamila» sono sostituite dalle seguenti: «Sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 258 ad euro 1.000»; b al primo comma è aggiunto, in fine, il seguente numero: « 2 - bis) che esercitano la prostituzione offrendo prestazioni sessuali in aree densamente abitate, su arterie ad alto scorrimento di traffico e in aree immediatamente prossime ad edifici di culto o di pregio storico-architettonico o ambientale, come individuate dal sindaco ai sensi dell'articolo 54, comma 4, secondo periodo, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267»; c al secondo comma le parole: «di cui ai numeri 1) e 2)» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai numeri 1), 2) e 2- bis) »; d dopo il secondo comma è inserito il seguente: