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La modifica degli articoli 36 e 41 disegna il contenuto generale della relazione particolareggiata dei beni sequestrati con una specifica e in parte differenziata disciplina della relazione richiesta all'amministratore che si immette in possesso di aziende, come specificato nel successivo articolo 9. L'articolo 36 comma 4 fissa la regola dell'ostensibilità della relazione particolareggiata dell'amministratore giudiziario alle parti, limitatamente ai contenuti inerenti la determinazione del valore di stima. Si prevede il deposito della parte della relazione relativa al valore, l'avviso della cancelleria alle parti, la possibilità di formulare le contestazioni, una previa valutazione di ammissibilità, da parte del giudice, l'eventuale procedimento di accertamento in contraddittorio nelle forme della perizia. L'articolo 26 modifica l'articolo 38 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ridisegnando, con innovazione radicale, il profilo dell'Agenzia. La nuova norma prevede che fino alla definitività del provvedimento di confisca l'Agenzia svolga attività di ausilio e di supporto all'Autorità giudiziaria fino alla definitività del provvedimento di confisca proponendo al tribunale l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per la migliore utilizzazione del bene in vista della sua destinazione o assegnazione (comma 1), che si occupi, in via esclusiva, della gestione dei beni, della loro destinazione e assegnazione dopo la definitività del provvedimento di confisca. Si prevede che tutte le comunicazioni tra Agenzia e autorità giudiziaria, in senso biunivoco, avvengano per via telematica (comma 2), che l'Agenzia assuma la gestione dei beni dopo la confisca definitiva e fino alla emissione del provvedimento di destinazione avvalendosi di un coadiutore individuato -- per evidenti ragioni di economia sistematica -- nell'amministratore giudiziario nominato dal tribunale, fatta eccezione per il caso in cui non ricorrano casi di gravi irregolarità o incapacità o altri gravi motivi idonei a legittimare la revoca (comma 3). Si prevede una separata e distinta rendicontazione dell'attività di gestione a cui l'amministratore giudiziario è tenuto, per la parte riferibile alla gestione giudiziale e per la parte riferibile alla gestione di competenza dell'Agenzia, con separata approvazione del conto di gestione da parte del tribunale e da parte dell'Agenzia (comma 4). Al fine di facilitare le richieste di utilizzo dei beni confiscati è previsto che entro un mese dal deposito del decreto di confisca di primo grado l'Agenzia pubblichi sul suo sito internet l'elenco dei beni, immobili oggetto del provvedimento ablativo (comma 5). L'articolo 27 modifica l'articolo 39 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, introducendo il comma 2 con il quale si prevede che, trascorsi cinque giorni dall'inoltro per via telematica da parte dell'amministratore giudiziario -- autorizzato dal giudice delegato a stare in giudizio -- all'Avvocatura dello Stato della richiesta di assistenza legale alla procedura, senza riscontro da parte dell'Avvocato generale dello Stato, il giudice delegato può nominare un libero professionista. L'articolo 28 modifica l'articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, prevedendo che nell'impartire le direttive generali della gestione, al momento del sequestro, il giudice delegato si avvalga dell'ausilio e del supporto dell'Agenzia. In applicazione del principio di trasparenza della gestione giudiziale si esplicita che gli atti di gestione reclamabili possono essere solo quelli compiuti dall'amministratore giudiziario in assenza di autorizzazione scritta del giudice delegato; si amplia il termine per il reclamo (giorni quindici dalla effettiva conoscenza dell'atto); si prevede che il rito applicabile per il reclamo è quello di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale. L'articolo 29 modifica l'articolo 41 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, norma centrale del nuovo assetto della gestione giudiziale delle aziende ove il sequestro assicuri, a sensi del codice civile, il potere di gestione in capo all'amministrazione giudiziale. Si prevede che l'amministratore giudiziario, individuato secondo il criterio già fissato nel comma 1, e in concreta attuazione del principio di trasparenza della gestione giudiziale, è nominato dal Tribunale con decreto motivato; che la relazione di cui all'articolo 36, da presentare entro sei mesi dall'immissione in possesso, contenga una dettagliata analisi delle concrete possibilità di prosecuzione o di ripresa dell'attività, tenuto conto del grado di caratterizzazione dell'azienda con il proposto e i suoi familiari, della natura dell'attività esercitata, delle modalità e dell'ambiente in cui è svolta, della forza lavoro occupata, della capacità produttiva e del mercato di riferimento. Ove non sia concretamente possibile proseguire l'attività secondo parametri di legalità l'amministratore deve proporre la messa in liquidazione dell'impresa (comma 1). È introdotto un comma 1 -bis con cui si definiscono e si ampliano i compiti in questa fase assolutamente centrale per il destino dell'azienda. L'amministratore deve redigere un elenco nominativo dei creditori e di coloro che vantano diritti reali o personali, di godimento o di garanzia, sui beni ai sensi dell'articolo 57, comma 1, nonché deve specificare quali crediti originino dai rapporti di cui all'articolo 56, quali siano collegati a rapporti commerciali essenziali per la prosecuzione dell'attività e quali riguardino rapporti già esauriti, o non provati, o semplicemente non essenziali per la prosecuzione dell'attività di impresa. La relazione ai sensi dell’articolo 41 è anche il momento per ricostruire, nominativamente, la compagine dei dipendenti, che prestino o abbiano prestato attività lavorativa in favore dell'impresa, per specificare la natura dei rapporti di lavoro esistenti e, tra questi, quali sono necessari alla prosecuzione dell'attività, per riferire della presenza di organizzazioni sindacali all'interno dell'azienda al momento del sequestro, per interloquire con dette organizzazioni sindacali al fine di acquisire loro eventuali proposte sul programma di prosecuzione o di ripresa dell'attività. La relazione è trasmessa al giudice delegato ma, nelle more, entro trenta giorni dall'immissione in possesso (comma 1 -ter) il giudice delegato adotta i provvedimenti urgenti, autorizza la prosecuzione dell'attività; conservano efficacia, fino all'approvazione del programma di cui al successivo comma 1 -quater , le autorizzazioni, le concessioni, i titoli abilitativi in generale già rilasciati ai titolari delle aziende in sequestro. È previsto che l'esame della relazione di cui al comma 1 avvenga in camera di consiglio, nel corso di un'udienza fissata ai sensi dell’articolo 127 del codice di procedura penale con la partecipazione del pubblico ministero, dell'Agenzia e dell'amministratore giudiziario, sentiti se compaiono. L'interlocuzione con l'Agenzia fin da questa fase pone le basi per una effettiva attività di ausilio e di supporto dell'Agenzia a favore della gestione giudiziale. Il programma, ove vi siano concrete prospettive di ripresa o di prosecuzione dell'attività, è approvato dal tribunale con decreto motivato (comma 1 -quater) .