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Signor Ministro, sto parlando di un modello di governance più adattivo, più adatto ad affrontare le sfide del futuro e i cambiamenti e non già di un modello di governance tradizionale e convenzionale, che lei ha impostato con una miopia manageriale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Di questo se ne deve rendere conto e ce ne renderemo conto tutti vedendo che i passi in avanti non arriveranno. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romagnoli. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, signor Ministro, il disegno di legge che oggi stiamo esaminando e discutendo è il classico atto che deriva dal «respiro del cittadino». Uso queste parole perché l'argomento su cui è centrato il disegno di legge deriva da una situazione che attraversa il Paese ormai da decenni nel settore della pubblica amministrazione. Il primo concetto chiave che rende necessario il provvedimento in esame è l'inefficienza della pubblica amministrazione, su cui - purtroppo - potremmo scrivere enciclopedie. Su ciò siamo diventati famosi nel mondo , registi importanti hanno girato film e famose trasmissioni televisive hanno fatto fortuna denunziando comportamenti che possiamo tranquillamente definire incivili e non certo adeguati alla gloriosa storia culturale, civile e sociale del nostro Paese. Innanzitutto dobbiamo essere consapevoli della situazione in cui siamo finiti e analizzare il perché si è arrivati a un tale stato di percezione negativa della pubblica amministrazione da parte dei cittadini (percezione, peraltro, assolutamente giustificata dai fatti concreti). E sono proprio i cittadini, soprattutto quelli più fragili, a subire le conseguenze più negative del malcostume dilagante che ormai attraversa la pubblica amministrazione da decenni. Analizzare però non significa fermarsi qui, bensì entrare nel vivo del problema e agire ed è proprio questo che fa il disegno di legge concretezza. Seguendo questo filo logico possiamo parlare del secondo concetto chiave che caratterizza il provvedimento, ovvero il coraggio, perché si va ad affrontare un problema annoso senza remore, con misure concrete e molto incisive. A questo proposito possiamo citare subito le misure che vanno a colpire l'assenteismo. Il disegno di legge, come molte volte nel passato in simili casi, poteva limitarsi a galleggiare, con una serie di norme inutili a fini pratici e buone soltanto per non creare scontento e malumori. Ma il coraggio è ciò che contraddistingue la nostra azione politica, quella del Governo del cambiamento, ed il vero motivo per cui milioni di cittadini hanno deciso di riporre la loro fiducia in noi. Non avere coraggio significherebbe tradire i cittadini, tutti, indipendentemente dal loro ideale politico. Questo significa pensare al bene del Paese per cercare di renderlo migliore. In tal senso, misure come l'applicazione generalizzata dei sistemi di rilevazione delle presenze in servizio basati su sistemi di verifica biometrica dell'identità possono sembrare esagerati, ma dire questo significa voler rimanere ancorati al vecchio modo di agire della politica, quello della compiacenza, dell'inefficienza, dell'immobilismo, con conseguente declino della concretezza. Noi siamo diversi, lo vogliamo dire ad alta voce, soprattutto con gli atti concreti e il disegno di legge concretezza interpreta perfettamente questo spirito energico e rinnovatore. Sempre in questa direzione vanno le norme che prevedono misure volte ad assicurare la collaborazione tra il Nucleo della concretezza e l'autorità prefettizia, stabilendo che quest'ultima possa segnalare al Nucleo eventuali irregolarità dell'azione amministrativa degli enti locali e chiederne l'intervento. Con questo spirito possiamo parlare del terzo concetto chiave, ovvero andare oltre. Il disegno di legge non si limita ad affrontare e a punire il cosiddetto lavoratore assenteista, ma guarda molto più in là, mirando a tutelare la maggior parte dei lavoratori della pubblica amministrazione, quelli onesti, che ogni giorno compiono il loro dovere fino in fondo, con criterio e abnegazione, proprio quelli che purtroppo alla fine vengono penalizzati dal malcostume della minoranza. Verso questa maggioranza di lavoratori il disegno di legge interviene con misure concrete, come la dotazione di fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale pubblico contrattualizzato. Sempre sul concetto di andare oltre, possiamo fare riferimento ad un altro fondamentale intervento del disegno di legge concretezza, quello previsto dall'articolo 4, recante misure per accelerare le assunzioni mirate al ricambio generazionale della pubblica amministrazione. Esso prevede la possibilità per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici, di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato, consentendo così, da un lato, di procedere alla copertura di tutti i posti in organico resisi vacanti nell'anno precedente e, dall'altro, di ridurre l'età media del personale dipendente, attraverso l'ingresso di nuove professionalità. Da queste misure discenderanno una più razionale programmazione dei fabbisogni della pubblica amministrazione e nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. Il quarto concetto chiave riguarda produttività e modernizzazione, con l'istituzione, presso il dipartimento della funzione pubblica, del nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell'efficienza amministrativa, il cosiddetto nucleo concretezza, che avrà il compito di procedere alla rilevazione, anche mediante l'effettuazione di appositi sopralluoghi, dello stato e delle modalità di attuazione dì diposizioni in materia di organizzazione e funzionamento delle pubbliche amministrazioni, nonché all'individuazione delle eventuali azioni correttive. Con il disegno di legge concretezza quindi, continua il nostro percorso per restituire al nostro Paese la speranza di un futuro migliore, all'altezza della sua storia, con soluzioni forti, per una Italia che si fondi sul merito, sull'onestà e sulla correttezza. Ma se il provvedimento darà concretezza e innovazione alla pubblica amministrazione, per dare supporto sia ai lavoratori onesti che ai cittadini del nostro Paese, sarà fondamentale la svolta culturale di tutti i cittadini ed affrontare il futuro con nuovi occhi e grande cuore per andare verso un vero cambiamento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore De Vecchis. DE VECCHIS, relatore . Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi e posso dire con certezza che questo è un disegno di legge di concretezza, perché parliamo di lotta all'assenteismo, assunzioni, lotta al precariato, stabilizzazioni Un provvedimento importante e, signor Ministro, anche coraggioso perché, finalmente, con i controlli biometrici, andiamo a portare delle modifiche importantissime a quelli che sono i riferimenti di un'intera pubblica amministrazione, di tutta quella gente onesta, di tutti quei lavoratori - la maggior parte - che tutti i giorni producono per le nostre città, per le nostre azioni politiche, e non solo. (Applausi dal Gruppo M5S). Voglio dirlo con certezza.