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Entro quattro mesi dalla scadenza del termine fissato per la regolarizzazione, l'organo di vigilanza comunica al pubblico ministero l'esatto adempimento della regolarizzazione spontanea. 7. A seguito dell'inadempimento della regolarizzazione spontanea, ed entro tre mesi dal termine fissato per la medesima, l'organo di vigilanza comunica l'inadempimento al pubblico ministero e al contravventore. 8. Il procedimento per la contravvenzione è sospeso dal momento dell'iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all'articolo 335 del codice di procedura penale e sino alla data in cui il pubblico ministero riceve una delle comunicazioni di cui all'articolo 21, commi 2 e 3. 9. Si applicano l'articolo 23, comma 3, e l'articolo 24, commi 1 e 2. 10. L'adempimento posto in essere successivamente al termine fissato per la regolarizzazione spontanea, ove congruo ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 20, comma 1, ovvero l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose della contravvenzione con modalità diverse rispetto a quelle indicate dall'organo di vigilanza, costituiscono elementi di valutazione per l'applicazione dell'articolo 162- bis del codice penale. In tale fattispecie, la somma da versare è ridotta a un ottavo dell'importo edittale massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. 11. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione». 5 (Rendiconto delle regioni) 1 Le regioni, entro il 31 marzo di ogni anno, trasmettono al Ministro del lavoro e delle politiche sociali un rendiconto finanziario rivolto a esporre l'entità e la destinazione dei fondi incamerati, nell'anno precedente, a norma dell'articolo 13, comma 6, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. 2 Lo schema-tipo del rendiconto di cui al comma 1 è predisposto mediante apposita intesa adottata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni, e le province autonome di Trento e di Bolzano. 6 (Estensione dell'ammortamento agevolato per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, limitatamente ai beni strumentali per il miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro) 1 Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, limitatamente ai dispositivi per il miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro di cui all'allegato A annesso alla medesima legge n. 232 del 2016, effettuati: a entro il 31 dicembre 2020; b dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. 2 Ai fini della fruizione dei benefici di cui al comma 1, l'impresa è tenuta a produrre la documentazione di cui all'articolo 1, comma 11, della legge n. 232 del 2016. 3 Ai soli effetti della disciplina di cui al comma 1, se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell'agevolazione, la fruizione delle residue quote del beneficio, così come originariamente determinate, non viene meno, a condizione che, nello stesso periodo d'imposta del realizzo, l'impresa: a sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dal citato allegato A; b attesti l'effettuazione dell'investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell'interconnessione secondo le regole previste dal citato articolo 1, comma 11, della legge n. 232 del 2016. 4 Nel caso in cui il costo di acquisizione dell'investimento sostitutivo di cui al comma 3 sia inferiore al costo di acquisizione del bene sostituito, e sempre che ricorrano le altre condizioni previste alle lettere a) e b) del comma 3, la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento. 7 (Sicurezza del lavoro per i lavoratori subordinati in modalità di lavoro agile) 1 All'articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo il comma 10 è inserito il seguente: « 10 - bis. Le disposizioni di cui al comma 10 si applicano anche ai lavoratori subordinati impiegati secondo modalità di lavoro agile di cui al capo II della legge 22 maggio 2017, n. 81». 8 (Credito d'imposta per le imprese che adottano modelli di organizzazione e gestione della sicurezza) 1 Alle imprese che adottano modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 75 per cento delle spese sostenute per le attività di formazione e per l'adozione dei suddetti modelli nel limite massimo di 150 euro per ciascun beneficiario. Il credito d'imposta, riconosciuto nel limite complessivo massimo di spesa pari a 30 milioni di euro annui, è ripartito in tre quote annuali di pari importo. 2 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta di cui al comma 1, anche al fine di assicurare il rispetto dei limiti di spesa annui di cui al medesimo comma 1. 9 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 1, 6 e 8, pari rispettivamente a 450 milioni di euro, a 100 milioni di euro e a 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede a valere sulle maggiori risorse derivanti da interventi di razionalizzazione e revisione della spesa pubblica. A tal fine, entro il 30 novembre 2018, sono adottati provvedimenti regolamentari e amministrativi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica, tali da assicurare minori spese per 600 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. Qualora le misure di cui sopra non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli ivi previsti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 28 febbraio 2019, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzione della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti, tali da assicurare maggiori entrate pari agli importi di cui al presente comma, ferma restando la necessaria tutela, costituzionalmente garantita, dei contribuenti più deboli, della famiglia e della salute.