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In realtà, nel momento in cui, con il decreto cura Italia e con i vari decreti succedutisi, compresi gli attuali decreti ristori e ristori- bis , noi stabiliamo che lo svolgimento del processo penale viene regolato dal deposito degli atti, ferme restando le garanzie processuali, attraverso un regolamento del responsabile del Ministero - nemmeno il Ministro ma un funzionario - che determina in che modo si depositano tali atti e si svolge il processo, viene violata una garanzia processuale piena e chiara, quella appunto contenuta nell'articolo 111 della Costituzione. (Richiami del Presidente) . In conclusione, Presidente, aggiungo un ultimo passaggio sulla situazione delle carceri. So che in questi giorni è in atto una protesta civile, ma efficace, dei Radicali e di Rita Bernardini che stanno denunciando la situazione delle carceri in Italia. Vorrei che il Ministro, una volta tanto, desse i numeri. Sappiamo purtroppo che è una sua specialità quella di dare i numeri, perché abbiamo visto che cosa è riuscito a fare con la prescrizione. (Applausi) . Abbiamo visto che cosa è riuscito a fare con il cosiddetto spazzacorrotti. Ma vorremmo che desse realmente i numeri della situazione carceraria in Italia. C'è un sovraffollamento di oltre 4.000 detenuti. Qual è la situazione delle carceri oggi? Ci sono circa 1.000 detenuti affetti da Covid, oltre 500 agenti di Polizia penitenziaria si sono ammalati e le carceri stanno esplodendo. Non si garantisce ciò che la sentenza Torreggiani aveva stabilito. Il sovraffollamento probabilmente è anche maggiore se è vero che sono circa 5.000 i posti inagibili che vengono considerati dal Ministero tra i posti utilizzabili per la detenzione. Io non so cosa sarà: immagino che sia molto difficile rimettere insieme e pensare al sistema delle pene in Italia dopo quello che è successo, anche perché probabilmente la nostra capacità di reagire rispetto a quanto sta accadendo poggia su basi abbastanza fragili anzi, troppo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. *CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono ormai sei mesi che abbiamo in lavorazione un disegno di legge, il n. 1861, che ha un obiettivo, quello di porre rimedio a un'ingiustizia nei confronti di coloro che non si devono solo chiamare eroi, ma devono essere tutelati concretamente (Applausi) , vale a dire medici, infermieri, in generale operatori sanitari e socio-sanitari deceduti o che hanno riportato lesioni o infermità di tipo irreversibile a causa dell'infezione da Covid. Nonostante gli stanziamenti multimiliardari, non si sono trovati 100 milioni di euro micragnosi per sostenere questo tipo di bisogni e tutto questo in uno scenario che è assolutamente in contrasto con i fondamentali della dignità e dell'etica. Ebbene, in questo contesto è di tutta evidenza che troppo spesso si è fatto riferimento a parole che hanno trovato il loro fondamento e la loro attenzione in un processo di condivisione tale per cui tutti li vorremmo chiamare eroi, ma non è stato dato un senso alle parole che sono state usate, in modo più o meno bipartisan . C'è però un sottostante per alcuni di loro, a mio modo di vedere ancor più grave, posto che avevano stipulato previdentemente una polizza infortuni, ma la cui copertura le compagnie di assicurazione negano, facendo valere chissà quale codicillo sottoscritto tra clausole vessatorie, sul presupposto che l'infezione da Covid non rientrerebbe nell'ambito del concetto di infortunio, ma in quello di malattia, distinguendo tra causa violenta e causa virulenta. Abbiamo aderito al processo di integrazione normativa con il testo base n. 1894 in 1 a Commissione in sede redigente, in previsione del riconoscimento celebrativo della Giornata in memoria delle vittime dell'epidemia, il prossimo 18 marzo. Vista però l'opportunità della conversione dei decreti ristori, abbiamo ritenuto di promuovere ben tre emendamenti sull'argomento, che avrebbero anticipato le misure di ristoro economico non ulteriormente rimandabili, dal nostro punto di vista, ma che sono stati inspiegabilmente rigettati, negando addirittura l'approvazione in termini di impegno di un ordine del giorno che era l'assunto di quanto si dovesse portare a norma. Nonostante la 12 a Commissione abbia all'unanimità raccomandato di intervenire, il Governo ha dato prova ancora una volta di non ascoltare il potere legislativo, andando a disattendere anche su argomenti così sensibili da rendere inaccettabile la democratura a cui state cercando di abituare il Paese, che però non è assopito come pensate, e ve ne chiederà conto. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il decreto ristori, per la verità, più che ristori elargisce elemosine ad alcuni settori colpiti dalla seconda ondata, che questo Governo ha saputo soltanto annunciare, ma non gestire. Sul punto bisognerebbe fare chiarezza. Signor Presidente, alle famiglie sarebbe stato utile un saturimetro in più e qualche monopattino in meno. Il provvedimento al nostro esame non deve farci confondere in maniera approssimativa sulla crisi prodottasi in alcuni comparti né nascondere quale sia il vero nesso di causalità ossia che, se oggi ne parliamo e siamo costretti a investire le risorse del quarto scostamento di bilancio, è per colpa di un Governo che non è stato capace di impedire che la seconda ondata si abbattesse con violenza sull'intero Paese. Nel solco di questa stessa logica, che possiamo dire più che approssimativa, si muove il decreto-legge, continuando a seguire un profilo emergenziale, senza affrontare nel merito le difficoltà di chi è rimasto indietro a causa della crisi economica. Le attività si aspettavano infatti da parte dello Stato non elargizioni, ma interventi coraggiosi, come rinuncia alle proprie pretese. Si è invece proceduto con sospensione o dilazione di imposte, con la diretta conseguenza che, se non vi saranno manovre massicce e importanti a sostegno dell'economia, le attività che a fatica sono rimaste in piedi nel 2021 e nel 2022 si troveranno strangolate dalle scadenze di oggi e anche di domani. Con la nostra leader Giorgia Meloni abbiamo tenuto una conferenza stampa nella quale abbiamo presentato il decreto ristori, proponendo serie e concrete proposte per abbattere la crisi economica, ribadendo soprattutto che la logica non è quella del sussidio, a cui purtroppo alcuni partiti della maggioranza (e mi riferisco al MoVimento 5 Stelle) sono affezionati, ma quella di seguire l'abbattimento dei costi fissi. Sono questi oggi a rappresentare il maggiore ostacolo per tantissimi imprenditori e anche professionisti, grandi e piccoli, per uscire da questa crisi che attanaglia tutti. Sul punto avreste dovuto concentrare la vostra attenzione, piuttosto che continuare nella logica degli interventi a pioggia. Ugualmente, avreste dovuto correggere gli errori sulle tempistiche che già nei precedenti provvedimenti si erano dimostrate inadeguate.