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Le disposizioni della presente legge sono adottate nell'esercizio della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, di tutela del risparmio e dei mercati finanziari, di garanzia dei livelli essenziali dei diritti civili e sociali dei cittadini consumatori e utenti nonché in materia di ordinamento degli enti pubblici nazionali. 3. Restano ferme le funzioni di indirizzo generale e di alta vigilanza del Governo e dei Ministri nelle materie di cui alla presente legge e le competenze di regioni ed enti locali previste dalla normativa vigente. Capo II AUTORITÀ DI REGOLAZIONE DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Art. 2. (Disposizioni generali sulle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità) 1. Al fine di accelerare e rendere effettiva l'introduzione della concorrenza, le Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, sentita l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e nel rispetto delle procedure di cui all'articolo 8, possono adottare misure temporanee di regolazione asimmetrica, nell'ambito dei poteri conferiti dalla legge e nel rispetto dell'ordinamento comunitario. 2. Nei casi di grave turbamento al funzionamento del mercato da cui derivi la lesione potenziale o attuale dei diritti dei consumatori e degli utenti, l'Autorità di regolazione competente per settore può adottare misure urgenti a tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, nel rispetto dell'ordinamento comunitario. L'Autorità di regolazione può adottare tali misure anche in via cautelare, sentite in forma semplificata e abbreviata le imprese interessate. 3. Sono Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità ai fini della presente legge: a) l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, di cui alla legge 14 novembre 1995, n. 481; b) l'Autorità di regolazione dei trasporti, istituita dall'articolo 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni; c) l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249. Capo III AUTORITÀ DI VIGILANZA Art. 3. (Individuazione delle Autorità di vigilanza) 1. Sono Autorità di vigilanza ai fini della presente legge: a) la Banca d'Italia, per gli aspetti relativi alla stabilità degli operatori e del sistema finanziario; b) la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), per gli aspetti relativi alla trasparenza del mercato e alla correttezza dei comportamenti; c) l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; d) l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. 2. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 5 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e dall'articolo 5 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Capo IV AUTORITÀ DI GARANZIA Art. 4. (Individuazione delle Autorità di garanzia) 1. Sono Autorità di garanzia ai fini della presente legge: a) il Garante per la protezione dei dati personali; b) la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pibblici essenziali; c) l’Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Capo V ADEGUAMENTO DEGLI ORDINAMENTI DELLE AUTORITÀ INDIPENDENTI Art. 5. (Ambito di applicazione) 1. Al fine di consentire l'immediata attuazione del disegno di riorganizzazione funzionale previsto dalla presente legge, le norme di cui al presente capo si applicano alle seguenti Autorità indipendenti di regolazione, di vigilanza e di garanzia dei mercati: a) alle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità di cui al capo II; b) alle Autorità di vigilanza sui mercati finanziari di cui al capo III, fatte salve le deroghe specificamente previste per la Banca d'Italia dal presente capo; c) alle autorità di garanzia di cui al Capo IV; d) all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nei limiti previsti dal presente capo. 2. Restano ferme, in quanto compatibili con le disposizioni di cui al presente capo, le discipline relative alle singole Autorità istituite con precedenti leggi. Art. 6. (Disposizioni in materia di composizione del collegio delle Autorità) 1. Ogni Autorità di cui alla presente legge è organo collegiale composto dal Presidente e da quattro membri. 2. Il Presidente e i membri sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, al termine della procedura di cui al comma 3. 3. Possono essere designati con deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri competenti per materia, nel rispetto dell'equilibrio di genere, soltanto soggetti che abbiano presentato la loro candidatura nell'ambito di una apposita procedura di sollecitazione pubblica avviata con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di un apposito bando predisposto dalla Presidenza del Consiglio. Le designazioni del Governo sono sottoposte al parere vincolante della Commissione parlamentare di cui all'articolo 11, espresso a maggioranza di due terzi dei componenti, previa pubblicazione del curriculum vitae e audizione delle persone designate. La procedura di nomina dei componenti delle Autorità è avviata centoventi giorni prima della scadenza del mandato dei componenti delle Autorità in carica con la pubblicazione del bando di cui al presente comma. 4. I componenti delle Autorità sono scelti tra persone di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata professionalità e competenza nei settori in cui operano le medesime Autorità. Non possono essere nominati componenti coloro che nell'anno precedente alla nomina hanno ricoperto incarichi elettivi politici o che, in relazione alle cariche assunte nell'anno precedente alla nomina nelle imprese regolate o vigilate, permangano portatori di interessi in conflitto con l'esercizio della funzione di regolazione o di vigilanza, nonché coloro che sono stati componenti del collegio di altra Autorità indipendente. Restano ferme altresì le incompatibilità per i titolari di cariche di Governo previste dalla normativa vigente. I componenti delle Autorità sono nominati per un periodo di sette anni e non possono essere confermati nella carica. In caso di dimissioni o impedimento del Presidente o di un componente delle Autorità, si procede alla sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina dei componenti dell'Autorità, la loro durata in carica e la non rinnovabilità del mandato. Per le Autorità di nuova istituzione, due dei componenti sono nominati per un periodo di cinque anni, così da evitare il rinnovo contestuale dell'intero collegio. 5. In caso di gravi e persistenti violazioni della legge istitutiva, di impossibilità di funzionamento o di prolungata inattività, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, può deliberare, previo parere favorevole espresso a maggioranza di due terzi dei componenti dalla Commissione parlamentare di cui all'articolo 11, la revoca motivata del collegio, che viene disposta con decreto del Presidente della Repubblica. 6.