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Il reddito familiare, ai sensi del comma 1, è costituito dalla somma dei redditi complessivi di ciascun contribuente della famiglia fiscale, con esclusione di quelli assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali. I commi 2 e 3 del medesimo articolo distinguono le modalità di determinazione del reddito familiare, a seconda che si tratti di (i) redditi derivanti dall'esercizio dell'attività di impresa, arti o professioni o di (ii) redditi derivanti dalle altre categorie di reddito previste dal decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per la determinazione di questi ultimi continuano ad applicarsi le regole dettate dal suddetto decreto, senza però tener conto delle deduzioni ivi stabilite nonché di quelle contenute nelle leggi speciali. Con riferimento alle modalità di determinazione dei redditi familiari derivanti dall'esercizio dell'attività di impresa, arti o professioni, per ragioni di semplificazione e al fine di evitare di introdurre un ulteriore meccanismo di determinazione della base imponibile del reddito, si è ritenuto opportuno rinviare alla disciplina stabilita dall'articolo 1, commi 55, 64, primo periodo, 66 e 68, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (cioè la Flat Tax per le partite Iva) nella versione in essere prima delle modifiche apportate dalla legge di bilancio per il 2020, la quale è stata ripristinata dall'articolo 25 del presente disegno di legge. Il reddito familiare imponibile è dato dalla differenza tra il reddito familiare determinato ai sensi dell'articolo 3 e le deduzioni di cui all'articolo 4. In base agli articoli 4 e 6 del presente disegno di legge, per esigenze di semplificazione del sistema e considerato il notevole abbassamento della pressione fiscale, sono state eliminate dal calcolo del reddito familiare imponibile e dell'imposta dovuta tutte le deduzioni, i crediti di imposta e le detrazioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e dalle leggi speciali, fatte salve quelle relative alla famiglia fiscale e ai relativi familiari a carico dettate dall'articolo 4. Le deduzioni in questione tengono conto dell'effettiva ripartizione del reddito, delle maggiori spese tra i diversi componenti della famiglia fiscale e della sua composizione. Il comma 1 dell'articolo 4 stabilisce il valore delle deduzioni per ogni categoria di famiglia fiscale (cioè famiglia monocomponente, famiglia monoreddito e famiglia bireddito). Nello specifico, viene individuato un ammontare di deduzioni, il quale rimane invariato fino a un determinato ammontare di reddito familiare e poi decresce linearmente fino ad annullarsi a un certo ammontare di reddito familiare. Data la previsione della decrescita lineare della deduzione a partire da un determinato valore di reddito familiare, la determinazione dell'ammontare della deduzione spettante, una volta superato tale valore, avviene effettuando la seguente operazione: a) si calcola, anzitutto, il rapporto tra l'ammontare massimo della deduzione e la differenza tra l'ammontare di reddito familiare oltre il quale non è più possibile beneficiare dell'importo massimo della deduzione e quello oltre il quale la deduzione si annulla; b) in seconda battuta, si moltiplica tale rapporto per il reddito familiare effettivamente realizzato dalla famiglia fiscale; c) da ultimo, l'importo così calcolato viene sottratto a quello derivante dalla moltiplicazione di un numero pari alla soglia di reddito familiare oltre il quale la deduzione si annulla per il rapporto di cui alla lettera a) . Nel caso in cui il risultato sia superiore all'ammontare della deduzione, la deduzione equivale a tale ammontare; di converso, nel caso in cui il risultato sia inferiore a tale ammontare, la deduzione è pari al valore del risultato. In caso di risultato negativo, la deduzione è pari a zero. Le deduzioni devono essere effettuate con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione non è superiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo. Per esempio, per quanto concerne le famiglie fiscali monoreddito, la determinazione della deduzione per il primo familiare a carico, pari a 4.000 euro con decrescita lineare da 23.000 euro a 43.000 euro, è effettuata secondo la seguente formula: Nel caso in cui il risultato sia superiore a 4.000, la deduzione equivale a 4.000 euro; di converso, nel caso in cui il risultato sia inferiore a 4.000, la deduzione è pari al valore del risultato. Pertanto: – dato un reddito familiare pari a 20.000 euro, si avrà un risultato della formula pari a 4.600; di conseguenza, la deduzione sarà pari a 4.000 euro; – dato un reddito familiare pari a 28.568 euro, si avrà un risultato della formula pari a 2.886,40; di conseguenza, la deduzione sarà pari a 2.886 euro. L'articolo 5 prevede l'istituzione di un'imposta sostitutiva (la Flat Tax ): – dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, per i redditi derivanti dall'esercizio dell'attività di impresa, arti o professioni; – dell'imposta sui redditi per le altre categorie di reddito. Sulla parte di reddito familiare riferibile a redditi diversi rispetto a quelli derivanti dall'esercizio dell'attività di impresa, arti o professioni, oltre all'imposta sostitutiva, si applicano le addizionali di cui all'articolo 50 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Per evitare inutili complicazioni, infatti, si è ritenuto necessario allineare la base imponibile delle addizionali comunali e regionale a quella della Flat Tax . L'imposta sostitutiva è applicata sul reddito familiare imponibile con l'aliquota del 15 per cento in presenza di redditi familiari fino a 26.000 euro in caso di famiglia monocomponente, a 50.000 in caso di famiglia monoreddito o a 65.000 euro in caso di famiglia bireddito. Al fine di eliminare situazioni di iniquità fiscale e di mitigare gli impatti derivanti dall'ingresso nel regime ordinario, si è previsto che, qualora il reddito familiare ecceda i suddetti limiti, l'aliquota del 15 per cento sia aumentata linearmente, per ogni 1.000 euro di incremento reddituale: – fino a 30.000 euro, di 1 punto percentuale in caso di famiglia monocomponente, arrivando, così, a un'aliquota massima pari al 19 per cento; – fino a 55.000 euro, di 3 punti percentuali in caso di famiglia monoreddito, arrivando, così, a un'aliquota massima pari al 30 per cento; – fino a 70.000 euro, di 1,5 punti percentuali in caso di famiglia bireddito, arrivando, così, a un'aliquota massima pari al 22,5 per cento.