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L'Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva aperto, in virtù delle competenze attribuitele, due indagini sul settore lattiero-caseario riguardanti la dinamica della formazione dei prezzi della filiera. La necessità dell'indagine risiedeva nel fatto che, oggi più che mai, le dinamiche che regolano la formazione dei prezzi sono poco trasparenti e le informazioni sono molto frammentate; il latte ne è un esempio, come la zootecnia. Di qui ricade poi che, nella suddivisione corretta dei margini e dei ricavi all'interno della filiera, i più penalizzati sono i produttori primari, gli agricoltori e le nostre stalle: il prezzo del latte oggi è di 35 centesimi, a fronte di un costo, per chi lavora, si alza al mattino alle 4 e fino alla sera è preoccupato e lavora in stalla, di 0,40 centesimi; c'è una perdita secca su questi prodotti, ma non solo. C'è anche sulla zootecnia, che sulla parte carne, ha problematiche enormi e costi di produzione elevati, a fronte di una filiera che poi non riporta indietro le necessarie e dovute spettanze a livello di redditività. Abbiamo davanti a noi una grande opportunità, che ci viene data dalle risorse del recovery fund , per dare competitività alla filiera agroalimentare italiana. Il Ministro, nel corso dell'audizione che abbiamo svolto presso la nostra Commissione sulle politiche agroalimentari, ci ha parlato di un parco progetti pari a 17 miliardi di risorse economiche. Sappiamo che la filiera agroalimentare nel periodo dell'emergenza è stata straordinariamente importante ed è riuscita a superare anche il lockdown delle altre imprese, attività e filiere ad essa collegate; parliamo della parte automazione, delle macchine e delle attrezzature necessarie. Ma questo ruolo strategico non si rivela poi nei fatti, perché oggi si parla di poche risorse, circa un miliardo di euro al settore agroalimentare, rispetto ai 17 necessari. Abbiamo bisogno di sapere quali sono le risorse certe, i tempi di applicazione e soprattutto chi dovrà determinarne l'erogazione. Non può farlo il Governo da solo, ma deve coinvolgere necessariamente le Regioni, perché si tratta di un progetto importante di rilancio di un settore straordinario del nostro Paese. Vi ricordo che la Politica agricola comunitaria (PAC) ha subito un taglio di circa 34 miliardi di euro. Le ripercussioni sono da subito evidenti a livello nazionale: è previsto un taglio di 370 milioni già nel 2021, il 4 per cento in meno sui piani di sviluppo rurale e 15 per cento in meno sui pagamenti diretti agli agricoltori. Parliamo di un settore, l'agroalimentare, che vale 540 miliardi, con 119 miliardi di valore aggiunto, 3,6 milioni di occupati, 2,1 milioni imprese e quasi 50 miliardi di euro di export . Perciò chiediamo al Governo, al Ministro e al Presidente del Consiglio di impegnarsi realmente nei confronti degli agricoltori, dei produttori e della filiera agroalimentare italiana, non solo a parole, ma con i fatti. Prima gli italiani, sempre! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (IV-PSI) . Signor Presidente, consenta anche a me di ringraziare i relatori, e in particolare il senatore Pittella, per il lavoro svolto durante l'esame del disegno di legge di delegazione europea, ma anche il sottosegretario Agea, che è stata con noi dallo scorso febbraio, per l'esame sia del disegno di legge di delegazione sia della relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. Si tratta di un lavoro importante, in cui l'approfondimento delle diverse tematiche è stato possibile grazie alle tante audizioni che abbiamo svolto con i rappresentanti e i diversi portatori di interessi diffusi, oltre che al dibattito che si è svolto nella Commissione in sede referente. Il disegno di legge in esame è un provvedimento importante, com'è stato già ricordato, perché contribuisce in maniera significativa al processo di avvicinamento delle normative dei Paesi membri e quindi di armonizzazione verso l'integrazione europea e la realizzazione del sogno, che per molti rimane fattibile, di un'Europa unita anche politicamente, oltre che dal punto di vista dell'avvicinamento dei sistemi economici e, in futuro, speriamo anche di quelli sociali. Quello al nostro esame è un disegno di legge su cui l'Italia si gioca un pezzo della propria credibilità, grazie al contributo offerto alla riduzione del numero delle procedure di infrazione e per evitare l'apertura di nuovo contezioso, anche se, in questo momento, la nostra credibilità si giocherà soprattutto sulla capacità che sapremo mettere in campo nella predisposizione del Piano nazionale di rilancio e resilienza, per l'impiego delle importanti risorse di Next generation EU, con un lavoro parallelo all'esame della legge di delegazione europea, che a volte ha fatto anche sembrare superato l'esame dei provvedimenti contenuti nel disegno di legge in oggetto, ma che invece dobbiamo ritenere complementare e coerente. Il testo al nostro esame è composto da una serie di articoli molto importanti, con i quali si dà attuazione a ben 33 direttive e 14 regolamenti europei. Di particolare interesse per il mio Gruppo è l'articolo 3, recante delega per l'attuazione della direttiva del 2018 sui servizi media e audiovisivi, mediante modifiche al testo unico in vigore, che è del 2005, per aprire la strada a un contesto normativo più equo per il settore audiovisivo, com'è stato detto, compresi i servizi on demand e la piattaforma di condivisione video, per una maggior tutela dei minori, nello specifico, per la lotta contro l'incitamento all'odio, per la promozione delle produzioni europee e a garanzia dell'indipendenza dell'Autorità di regolamentazione del settore. Il nostro impegno, in particolare, si è concentrato nel chiedere che i fornitori dei servizi media , comprese le piattaforme social , forniscano informazioni in merito a ogni contenuto che possa nuocere allo sviluppo psicofisico dei minori, compreso il divieto di pubblicità del gioco d'azzardo, nonché misure nei confronti di chi utilizza profili fittizi, al fine di alterare lo scambio di opinioni, generare allarmi e trarre vantaggio dalla divulgazione di false notizie. Si tratta di una tutela che ci è parsa necessaria, non solo per i singoli, ma per la stessa costruzione del processo democratico e per la formazione dell'opinione pubblica. Consideriamo dunque tale norma particolarmente importante, così come l'articolo 4, che contiene un quadro aggiornato della disciplina delle reti e dei servizi, nonché i compiti delle autorità nazionali di regolamentazione, in vista dello sviluppo delle nuove reti 5G ad altissima velocità, che è necessario mettere in relazione alla tutela della sicurezza nazionale e dell'ordine pubblico. Il successivo articolo 5 interviene, inoltre, per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili e sulle indicazioni, da parte dei singoli Stati membri, degli obiettivi da raggiungere per il 2030. L'attuazione della direttiva è strettamente connessa con gli articoli 12 e 19, concernenti entrambi il mercato interno dell'energia.