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Si tratta di tutta una serie di questioni su cui mi sembrava interessante richiamare la nostra attenzione anche e soprattutto perché mi chiedevo con grande stupore per quale ragione le due Commissioni d'inchiesta - una delle quali è stata istituita addirittura con una legge approvata dall'intero Parlamento (quella sul Forteto) - fossero state silenziate. Ho fatto, comunque, così come potevo, altri tipi di intervento; li ho fatti con comunicati stampa cercando di intervenire in tutti i dibattiti possibili. Pochi minuti fa - gli iPhone da questo punto di vista rappresentano una strumentazione preziosa - mi è arrivato un messaggio con cui mi si comunica che il prossimo 3 dicembre è stata convocata la Commissione di inchiesta sul Forteto. Mi chiedevo se ci fosse una relazione tra le insistenze con cui l'abbiamo sollecitata, tra il riferimento esplicito alla Giornata dedicata ai diritti dei minori e alla drammaticità di tante situazioni che conosciamo. Mi sembra, come sempre, che troppo spesso arriviamo tardi a prenderci cura di problemi che conosciamo. In questo stesso clima, richiamo l'attenzione su una serie di interrogazioni rivolte al Ministro della giustizia, che non ha giustificazioni perché era presente nel primo e nel secondo Governo della XVIII legislatura sempre come Ministro della giustizia, al quale sempre abbiamo fatto presente casi di minori allontanati dalle famiglie, abusi nella diagnosi di parental alienation syndrome (PAS), che è misconosciuta totalmente dal mondo scientifico e che, invece, è abusata a livello di tribunali e di servizio e che, comunque, diventa una sorta di grimaldello al quale si ricorre per allontanare i giovani dalle famiglie. Mi rallegro del fatto che la Commissione martedì 3 dicembre possa cominciare perlomeno a costituirsi. Tuttavia, devo dire che la politica e il Parlamento, in quanto espressione alta e massima della politica stessa, non dovrebbero far passare sempre tanto, troppo tempo; non dovrebbero prendere così sottogamba le sollecitazioni volte esclusivamente a tutelare - in questo caso specifico - il bene di minori fragili o con particolari difficoltà, che noi troppo spesso posticipiamo rispetto ad altre situazioni e condizioni. I bambini hanno bisogno della nostra attenzione, così come noi abbiamo bisogno di sperare in una generazione futura che sia migliore di noi e dobbiamo lavorare in questo senso. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S, L-SP-PSd'Az e FdI) . BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo su una recente sentenza della Corte costituzionale, la n. 236, pubblicata la settimana scorsa, che inerisce a una legge regionale della mia Regione, la Liguria, rappresentativa di un fatto nuovo in questo Paese. Da quando Costa è Ministro dell'ambiente, tutte le leggi regionali di tutte le Regioni italiane inerenti alla gestione faunistica sono state impugnate davanti alla Corte costituzionale, su proposta del Ministro dell'ambiente. Credo che non sia mai successo: il cento per cento di tutte Regioni italiane, di qualsiasi colore politico. Tralascio la valutazione sulla rilevanza politica e il fatto che questo tema meriterebbe di essere affrontato non soltanto in un intervento di fine seduta. È noto a tutti che il MoVimento 5 Stelle non voglia bene alle Regioni; è altrettanto noto che le Regioni non vogliano bene al MoVimento 5 Stelle, che difatti non battono colpo in nessuna Regione e forse fanno anche bene a valutare di non presentarsi neanche più alle elezioni regionali. Il dato altrettanto curioso che voglio segnalare è che, quando, a settembre del 2018, il Consiglio regionale della Liguria licenziò con una maggioranza ampia la legge regionale su questa materia, un gruppo di consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle si appellò pubblicamente, anche sui giornali, al ministro Costa, chiedendo un intervento politico affinché quella legge regionale fosse impugnata. Non sto parlando di una legge folle: sto parlando di una legge regionale che inserisce la regolamentazione dell'attività di tassidermia e di imbalsamazione, un tema distante anche rispetto a un interesse di carattere emotivo. I consiglieri 5 Stelle si appellano al ministro Costa affinché la legge venga impugnata - io l'ho letto come un appello politico - e l'uso strumentale della posizione ha portato a una impugnativa da parte del Consiglio dei ministri, su proposta rigida proprio di quel Ministero. La settimana scorsa è arrivata la sentenza della Corte costituzionale, una delle prime, che chiaramente e palesemente ha dato torto al ministro Costa e al Ministero dell'ambiente e ha sancito che la legge della Regione Liguria era perfettamente legittima. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ha quindi ristabilito una evidente e palese normalità, rispetto a un interesse politico di parte, che dovrebbe viaggiare su un binario diverso dalla sollevazione della questione di costituzionalità delle leggi all'interno della seduta del Consiglio dei ministri. Non entro più di tanto nel merito, ma anche questa volta, come più volte da me riportato in Assemblea, determinate forme di estremismo animalista, certi paraocchi per non vedere come viaggia il mondo, portano ad arrecare danni - in questo caso alla Regione Liguria - alla Regione interessata e ad attività economiche importanti. E, anche questa volta, hanno portato il ministro Costa a fare una gran brutta figura. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . TESTOR (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TESTOR (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, negli ultimi giorni in molte zone del mondo si ricorda Luigi Negrelli, un ingegnere italiano, trentino, pioniere della ferrovia; un ingegnere civile di levatura mondiale. Negrelli è noto soprattutto per aver steso il primo progetto per la realizzazione del Canale di Suez, di cui proprio in questi giorni ricorre il 150° anniversario dell'apertura, avvenuta ufficialmente il 17 novembre 1869. Negrelli nacque nel 1799 a Fiera di Primiero, si laureò in ingegneria e, appena ventenne, venne chiamato a lavorare come praticante presso la direzione dei lavori pubblici del Tirolo e Vorarlberg, occupandosi in particolare di lavori di carattere stradale e idraulico in Val Pusteria, lungo il corso dell'Adige. Più tardi si trasferì in Svizzera, dove fu il progettista della prima ferrovia nazionale che collegava Zurigo a Baden e qui studiò sistemi per permettere ai treni di superare dislivelli molto elevati. Si occupò della costruzione di arterie stradali, moli e ponti, realizzando in particolare il ponte di Münster sul fiume Limmat e il ponte ferroviario sulla Moldava, il più lungo della Repubblica Ceca. A conclusione della prima guerra di indipendenza italiana, si spostò nel Lombardo-Veneto per risistemare le arterie stradali e ferroviarie danneggiate dal conflitto. Ricostruì la linea ferroviaria tra Milano e Venezia e dal 1850 progettò la nuova ferrovia del Brennero, tra Verona e Bolzano.