[pronunce]

L'Avvocatura generale sottolinea, poi, che non sarebbe privo di giustificazione il differente trattamento contemplato per le questioni rilevabili d'ufficio, poiché la decisione anticipata solo per alcune di esse rispetto al momento dell'udienza dipende dall'esigenza di evitare che questo comporti un differimento della stessa, quando le parti hanno ormai depositato le memorie integrative. Inoltre, l'assunto per il quale la semplicità e la effettività della tutela sarebbero compromesse dalla decisione "solitaria" del giudice, resa con il decreto di fissazione dell'udienza, non tiene conto dei poteri di direzione del processo in ogni caso riconosciuti all'autorità giudiziaria dall'art. 175 cod. proc. civ. che, in uno con la possibilità di svolgere le udienze da remoto o sostituirle con lo scambio di note scritte, consente agevolmente al giudice di interloquire con i difensori anche nella fase delle verifiche preliminari fissando, senza alcuna preclusione da parte della normativa vigente, un'apposita udienza. L'Avvocatura generale rileva che, ad ogni modo, i provvedimenti interlocutori emanati ai sensi dell'art. 171-bis cod. proc. civ. sono revocabili e modificabili, sicché l'esercizio del contraddittorio e del diritto di difesa possono realizzarsi, come avviene anche in altri casi, ex post. 2.2.- La difesa dello Stato ritiene, anche alla luce delle considerazioni compiute in relazione agli altri parametri, non fondate, parimenti, le questioni sollevate con riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. Con riferimento alla censura di violazione dell'art. 3 Cost. ribadisce, stante anche l'ampia discrezionalità del legislatore nella conformazione degli istituti processuali, che il differente trattamento riservato alle questioni rilevabili dal giudice d'ufficio è giustificato in ragione delle diverse conseguenze che l'assunzione dei provvedimenti volti alla corretta instaurazione del contraddittorio (con le parti in causa o con altre verso le quali è necessario estendere lo stesso) e il rilievo d'ufficio di questioni hanno sui tempi di svolgimento del giudizio, sui quali possono incidere, dilatandoli, solo i primi. D'altra parte, rileva la difesa statale, la differente modulazione temporale dei poteri del giudice ripropone quella già contemplata dall'art. 183 cod. proc. civ. , nella formulazione anteriore all'intervento del d.lgs. n. 149 del 2022, secondo la quale il giudice, solo dopo aver svolto i controlli sulla regolare costituzione del contraddittorio con esito positivo, indicava alle parti, come stabilito dal quarto comma, le questioni rilevabili d'ufficio delle quali riteneva opportuna la trattazione. Con riferimento al parametro di cui all'art. 24 Cost., l'Avvocatura generale ribadisce che un'interlocuzione con le parti è comunque possibile, anche mediante la fissazione di un'udienza ad hoc, già nella fase delle verifiche preliminari, e che, in ogni caso, i provvedimenti adottati possono essere sempre modificati o revocati all'esito del contraddittorio con le parti. La difesa dello Stato osserva, infine, che, come è stato più volte affermato nella giurisprudenza costituzionale, quello del contradditorio è un principio che può essere bilanciato con altri valori di pari rango, come la ragionevole durata del processo, talché, per assicurare la stessa, può essere giustificato un possibile affievolimento del contraddittorio a una fase iniziale e limitatamente ad alcune questioni. 3.- Ha inoltre depositato in giudizio un'opinione scritta, in qualità di amicus curiae, l'Unione nazionale delle camere civili (d'ora in poi: UNCC), dichiarata ammissibile con decreto presidenziale dell'11 marzo 2024. L'UNCC evidenzia che, effettivamente, l'interpretazione della disposizione censurata compiuta dal giudice rimettente parrebbe porsi in contrasto con il principio del contraddittorio, che non può adeguatamente svolgersi, anche alla luce dell'art. 101, secondo comma, cod. proc. civ. , vieppiù come novellato dallo stesso d.lgs. n. 149 del 2022, solo ex post. Si sottolinea nell'opinione che, però, tra gli operatori si va affermando una interpretazione della disposizione censurata secondo cui il giudice può, nell'esercizio dei generali poteri direttivi del processo demandati allo stesso dall'art. 175 cod. proc. civ. , eventualmente differendo l'udienza di prima comparizione, fissare un'udienza specifica, nella quale decidere sulle questioni preliminari afferenti la corretta instaurazione del contraddittorio. Questa interpretazione della disposizione censurata consentirebbe, secondo l'UNCC, anche di superare il dubbio di eccesso di delega potendo, a differenza di quanto prospettato dal giudice a quo, essere esplicato il contraddittorio con le parti anche sulle questioni rilevate d'ufficio ai sensi della prima parte del primo comma dell'art. 171-bis cod. proc. civ.1.- Con ordinanza del 23 settembre 2023 (r.o. n. 150 del 2023), il Tribunale di Verona, sezione prima civile, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 171-bis cod. proc. civ. in riferimento agli artt. 3, 24, 76 e 77 Cost. Il giudice rimettente evidenzia che la disposizione censurata, come attestato anche dalla Relazione illustrativa al d.lgs. n. 149 del 2022, riveste un ruolo centrale nella struttura del processo di cognizione di primo grado riformato da tale decreto, in quanto ha la funzione, nell'intento di realizzare la concentrazione processuale che caratterizza la nuova fase introduttiva e di trattazione, di evitare che alla prima udienza il giudice sia chiamato a compiere le verifiche preliminari, anticipandole al decreto di fissazione dell'udienza. Il Tribunale di Verona sottolinea che non vi è dubbio sul dovere del giudice di emettere il decreto di cui all'art. 171-bis cod. proc. civ. , come si evince tanto dall'uso dell'indicativo da parte di tale disposizione, quanto dalla circostanza che, in mancanza, le parti rischierebbero di compiere un'attività processuale inutile nelle memorie depositate prima dell'udienza, ai sensi dell'art. 171-ter cod. proc. civ. , qualora fossero solo dopo disposti adempimenti preliminari funzionali a una corretta realizzazione del principio del contraddittorio. 1.1.- Ciò premesso, in primo luogo, il giudice a quo assume, con riferimento agli artt. 76 e 77 Cost., un contrasto della disposizione censurata con i criteri indicati dalla legge di delega. A riguardo rileva, innanzi tutto, che l'art. 1, comma 5, lettera i), della legge n. 206 del 2021, pur indicando principi molto dettagliati relativi alla fase di trattazione, non contempla alcun intervento anticipato dell'autorità giudiziaria prima dell'udienza di comparizione delle parti. Sottolinea, inoltre, che i principi di cui all'art. 1, comma 5, lettere da c) a g), della predetta legge non indicano tra i possibili contenuti delle memorie delle parti, successive agli atti introduttivi, anche le questioni rilevabili d'ufficio dal giudice. Nell'indicata prospettiva