[resaula]

Vorrei ricordare al nuovo Governo che è vero che è entrato in funzione nel mese di giugno, ma da giugno a dicembre ci sono sei mesi e in questo Paese in sei mesi ci sono stati 900 miliardi di euro di prodotto interno lordo, si è ricreato debito pubblico e, naturalmente, molti degli slogan , anche della campagna elettorale, forse avrebbero potuto essere provati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi e colleghe, graditi ospiti (la nostra generazione Millennials ), oggi esaminiamo il rendiconto generale dello Stato per il 2017 e l'assestamento del bilancio per il 2018. Il «Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato» è il dispositivo attraverso cui l'Esecutivo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica, realizza l'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria. La legge di riforma della contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009 stabilisce che, in allegato al rendiconto, siano illustrate le risultanze delle spese relative ai programmi aventi natura e contenuti ambientali, definite come le risorse impiegate per finalità di protezione dell'ambiente riguardanti attività di tutela, conservazione, ripristino e utilizzo sostenibile delle risorse e del patrimonio naturale. Stiamo parlando dell'ecorendiconto. Le risorse finanziarie destinate dallo Stato alla spesa primaria per la protezione dell'ambiente e l'uso e gestione delle risorse naturali ammontano nel 2017 a circa 4,7 miliardi di euro, pari, quindi, allo 0,7 per cento della spesa primaria complessiva del bilancio dello Stato. Ma, attenzione: i pagamenti effettivamente realizzati nell'anno sono pari allo 0,5 per cento della spesa primaria complessiva: solo a 2,6 miliardi di euro. Per tutelare il nostro ecosistema, per difendere l'aria che respiriamo, la nostra acqua, la terra, le risorse energetiche e la nostra salute ci si è accontentati di una capacità di spesa pari al 55,4 per cento del totale realmente finanziato. Andiamo nel particolare: per la protezione del suolo e delle acque di superficie e del sottosuolo sono stati effettuati pagamenti per 740 milioni di euro: solo il 28 per cento del totale delle spese realizzate. Per la difesa della biodiversità e del paesaggio ci si è fermati a 411 milioni di euro: solo il 19,9 per cento. Per la gestione dei rifiuti, un tema caldo in nome dell'economia circolare che spesso continuiamo anche a tirar fuori in quest'Aula, nell'intero anno solo pagamenti per 364 milioni di euro: il 14,1 per cento del totale disponibile. Per capitoli di spesa come la protezione dell'aria e del clima - molto importanti - sono stati emessi pagamenti per appena 60 milioni di euro: pochissimo, sebbene il budget fosse ben più ampio e la spesa avrebbe potuto superare i 240 milioni di euro. Nel capitolo su protezione e risanamento del suolo, delle acque e del sottosuolo risultano spesi solo 740 milioni di euro; si sarebbero potuti spendere 1,38 miliardi di euro. I contributi pubblici alle imprese avrebbero potuto toccare i 700 milioni di euro, tra trasferimenti correnti (21 milioni) e investimenti pro-ambiente (678 milioni); ma alla fine ci si è fermati sotto i 230 milioni di euro. Permettetemi: questa è stata un' austerity non richiesta e io mi chiedo il perché: incompetenza? O forse avete abbracciato questa decrescita felice, di cui ogni tanto vi sento parlare? Dite sempre «decrescita felice», ma secondo me non sapete nemmeno di cosa state parlando. Decrescita felice è il titolo di un libro, scritto da un autore italiano, ma la degrowth è qualcosa che si studia a livello internazionale, in tutta una serie di grandi situazioni; anche in America si studia la degrowth . È praticamente un modello economico alternativo, si studia con un modello dinamico; andate a leggervi tutta la letteratura scientifica a riguardo e, magari, poi ne riparliamo. Nell'esercizio 2018, quindi, il Ministero dell'ambiente si ritroverà a gestire i lucrosi residui, le somme congelate nel 2017, che si è preferito accantonare: insomma, un vero e proprio tesoretto di risorse stanziate, contabilizzate e mai utilizzate, per migliorare la vita dei cittadini e dell'ecosistema. Concludo sottolineando la gravità della dinamica degli investimenti pubblici. Tra il 2014 e il 2017 la spesa per investimenti fissi lordi delle pubbliche amministrazioni è scesa di un ulteriore 0,3 per cento sul PIL, attestandosi a un misero 2 per cento. Senza investimenti pubblici non può ripartire quel circuito virtuoso di cui ha urgente bisogno la nostra economia, che, in linea con il resto del mondo, con le best practice dei Paesi dell'Unione europea, deve virare verso un'economia sostenibile, green e circolare. Gli investimenti pubblici sono un volano, non solo per la domanda nel breve periodo, ma anche per la capacità produttiva potenziale e la competitività delle nostre piccole e medie imprese nel mercato internazionale. Ha ragione il Ministro, quando afferma che oltre 100 miliardi di euro di investimenti sono già scontati nel deficit tendenziale, ma non sono stati spesi. La politica del cambiamento è la politica dal volto umano, che metterà fine a una politica disattenta e di austerità, che non ha tutelato le imprese, ha posto poca attenzione alla salvaguardia dell'ambiente e non si è spesa per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta. Poiché i relatori non intendono intervenire in sede di replica, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, anch'io rinuncio ad intervenire. PRESIDENTE . Comunico che, poiché la votazione finale dei due provvedimenti avverrà mediante scrutinio elettronico, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, una volta concluso l'esame degli articoli del rendiconto, si passerà direttamente alla discussione degli articoli dell'assestamento. Seguiranno poi le dichiarazioni di voto congiunte e avranno quindi luogo le due votazioni con il sistema elettronico. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, dico subito che il Gruppo di LeU si asterrà sia sull'assestamento che sul rendiconto. Solo una piccola notazione: sull'assestamento ci sono variazioni - come già diversi colleghi hanno sottolineato - del tutto marginali. Diciamo che il cambiamento proprio non si vede. Detto questo, per quello che riguarda il rendiconto, forse esso meriterebbe una considerazione diversa, meno burocratica, e probabilmente dovrebbe servire alla maggioranza e al Governo anche in vista della prossima Nota di aggiornamento al DEF. Il quadro che emerge, a ben guardare, è più preoccupante rispetto a com'è stato raccontato: