[massime]

REATI E PENE - REATO DI CONTRABBANDO DI TABACCHI LAVORATI ESTERI - PENA PECUNIARIA FISSA, PROPORZIONALE ALLA QUANTITÀ DEL PRODOTTO - RITENUTA RIGIDITÀ DELLA PENA, SENZA POSSIBILITÀ DI VALUTARE ALTRI ELEMENTI - PROSPETTATO CONTRASTO CON I PRINCIPÎ DI EGUAGLIANZA, PERSONALITÀ DELLA RESPONSABILITÀ PENALE E RIEDUCAZIONE DEL REO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 291-bis del d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, denunziato, in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, nella parte in cui stabilisce, per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, una pena pecuniaria fissa per ogni grammo convenzionale di prodotto. La possibilità di comminare, nel caso in cui il quantitativo ecceda i dieci chilogrammi convenzionali, detta pena pecuniaria congiuntamente ad una pena detentiva, con una forbice edittale di ampiezza significativa (reclusione da due a cinque anni), offre infatti al giudice un consistente margine di adeguamento della sanzione alle particolarità del caso concreto, cosicché deve escludersi che, nella specie, la pena edittale possa, nel suo complesso, considerarsi fissa. - V., a proposito dei limiti costituzionali alla previsione di risposte punitive rigide, la citata sentenza n. 50/1980, mentre, con riferimento a fattispecie del tutto analoga alla presente, cfr. la richiamata sentenza n. 188/1982.