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Diverso è se si tratta di operatori sanitari, che hanno il dovere morale di vaccinarsi per tutelare i pazienti con i quali sono in contatto: è dunque apprezzabile l'obbligo vaccinale per loro. Purtroppo, nonostante sia scattato già da aprile, ci sono ancora 85.000 operatori che non si sono immunizzati. A pesare sono anche le difficoltà pratiche nel far valere questo impegno: il decreto-legge prevede troppa burocrazia e troppe scappatoie, e c'è da temere una valanga di ricorsi prima della conclusione della campagna vaccinale. Soprattutto, c'è il rischio che nelle RSA e negli ospedali molti operatori vadano in aspettativa pur di evitare il vaccino. Per questo occorre introdurre un obbligo di vaccinazione non solo per la fase dell'emergenza pandemica. Un operatore sanitario che non crede nella scienza e nella medicina è una contraddizione in sé. Sullo scudo penale penso che, già con le norme in vigore, ogni magistrato avrebbe valutato le circostanze di emergenza nelle quali il soggetto ha agito. In fondo, ogni volta che si parla di scudi penali è un fallimento del sistema giudiziario, ma è positivo che si sia trovata una mediazione che rassicura il personale sanitario, come ha sottolineato il presidente dell'ordine nazionale dei medici Anelli. Signor Presidente, questo è il decreto-legge con cui si sono riaperte le scuole primaria e dell'infanzia anche nelle Regioni in zona rossa. Tengo a ricordarlo perché, nella fase in cui eravamo alcune settimane fa, non era una scelta facile, ma si è rivelata giusta. Adesso serve una politica graduale di aperture e non un "liberi tutti", come qualcuno ha vissuto negli ultimi fine settimana. È molto positivo che anche la Germania e l'Austria stiano anticipando i tempi del green pass europeo rimuovendo l'obbligo di quarantena già dai prossimi giorni, ma questo produrrà risultati per il turismo italiano solo se continueremo a essere un Paese a basso rischio. È con questo auspicio che annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie al provvedimento in esame. (Applausi) . GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, senatrici e senatori, con il decreto-legge n. 44, che oggi convertiamo in legge, si chiude un periodo che ha visto introdurre da parte del Governo delle norme di gestione della fase emergenziale, soprattutto per quanto riguarda la prima parte del decreto-legge, che poneva l'attenzione sulle restrizioni alla popolazione dal 7 al 30 aprile; restrizioni che - come abbiamo visto oggi - hanno prodotto dei risultati importanti per quanto riguarda il calo dell'indice di contagio, i dati delle strutture sanitarie e anche il numero di decessi. Questo provvedimento aveva l'aspetto fondamentale di definire ancora di più dei percorsi di attenzione per la tutela sanitaria nell'ambito della vita di tutti i giorni. Le attività scolastiche e didattiche venivano divise tra quelle possibili in presenza - mi riferisco ai servizi educativi e alle scuole dell'infanzia - e gli altri anni di istruzione come la secondaria di primo grado che, a seconda delle zone rosse o arancioni che connotavano il nostro Paese, potevano essere svolte in presenza o meno. Il provvedimento ha poi trattato altri aspetti di rilevante importanza, come l'estensione dell'obbligo di vaccinazione a quanti esercitano le professioni di interesse sanitario anche nelle strutture sanitarie socio-sanitarie e socio-assistenziali, sia pubbliche che private. Si tratta di un segnale importante, perché il tema non è aprire una discussione sull'obbligo di vaccinazione, così come alcuni hanno fatto in maniera colorita all'interno del Parlamento. Bisogna incentivare la vaccinazione. Il tema non è lasciare la libertà, ma incentivare la vaccinazione e il fatto di aver imposto obblighi all'interno delle strutture sanitarie e socio-sanitarie va nell'interesse del personale sanitario e socio-sanitario, nonché in quello dei cittadini che devono andare all'interno di quelle strutture per curarsi o per sottoporsi ad altre prestazioni. Ben vengano, quindi, queste norme che rafforzano la credibilità del Paese e della nostra attività a tutela della sanità pubblica. È importante aver introdotto delle norme che riguardano anche la valutazione per il personale medico. Il nostro Gruppo ha espresso posizioni differenti su questo punto, ma c'è comunque una norma che introduce un'attenzione particolare, fornendo una limitazione alla punibilità. Abbiamo dibattuto se essa dovesse essere più o meno stringente rispetto alla formula che è stata posta; ma in ogni caso introduce un principio per cui per la punibilità del personale medico ci deve essere colpa grave e i fatti che ricadono nel codice penale devono trovare causa nelle azioni che riguardano l'emergenza connessa alla fase di esplosione del virus e della cura dello stesso nelle strutture sanitarie. È poi importante aver introdotto - e credo che questa sia una nota di merito da ascrivere al relatore, perché quell'articolo è stato migliorato - delle norme sulla semplificazione amministrativa, soprattutto per l'espletamento dei concorsi che - grazie anche all'emendamento del relatore, a cui va un ringraziamento sentito - terranno maggiormente conto dei titoli di studio e, quindi, vanno nella direzione della tutela di tanti giovani che acquisiscono la laurea anche in tempi brevi ma che spesso in fase di concorso vengono limitati e penalizzati. L'emendamento relativo apre una prospettiva per i più giovani meritevoli, con titoli di studio conseguiti in breve tempo e con votazioni importanti. Il provvedimento in esame ha aperto una fase nuova. Ora di fronte a queste norme dobbiamo però dare intensità - ed è la spinta che anche Italia Viva vuole dare negli ultimi giorni - a un percorso di apertura, di rilancio del Paese. In questo senso, noi avevamo posto il tema all'attenzione della Commissione - ad esempio - con l'emendamento sulla riapertura dei centri commerciali, con le attenzioni poste sul tema del coprifuoco. C'è bisogno di dare un impulso forte a un nuovo percorso di rilancio del Paese attraverso nuove aperture. E tutto questo riguarda i centri commerciali, le piscine, più in generale gli impianti sportivi, l'alleggerimento del coprifuoco, certamente sempre con una responsabilità forte, perché il virus ancora circola e produce ancora morte. Ma con tutta evidenza vanno considerati i numeri che registriamo negli ultimi giorni, soprattutto per quanto riguarda il ciclo delle vaccinazioni che prosegue in maniera sostenuta. Siamo, infatti, a oltre 24 milioni di vaccini, con oltre 6 milioni di persone che hanno concluso il ciclo. È ancora poco, ma c'è una spinta forte e il commissario Figliuolo in questo senso sta ottenendo risultati importanti e sperati e ciò va riconosciuto come merito sia a lui che al Governo che lo ha scelto. Oltre ai dati importanti registrati sul lato della vaccinazione, proprio oggi la fondazione Gimbe ha evidenziato che nell'ultimo mese i decessi sono calati del 15 per cento e il numero dei ricoveri si è dimezzato, soprattutto quelli presso le terapie intensive, che sono sostanzialmente il punto centrale dell'affanno delle strutture ospedaliere, essendo poche quelle presenti nel nostro Paese, anche se con i provvedimenti Covid dell'ultimo anno sono aumentate.