[ddlpres]

1 Le aree a rischio, attuale e potenziale, di salinizzazione sono individuate dal CENSPU, in un apposito elenco, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, secondo le linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 2 Ogni quattro anni, il CENSPU, in collaborazione con le agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree a rischio di salinizzazione di cui al comma 1. 3 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, per le aree individuate ai sensi dei commi 1 e 2, le regioni, in base alle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori basati sull'impiego di tecniche di gestione sostenibile dei suoli e finalizzati alla tutela e al recupero dei suoli a rischio, attuale e potenziale, di salinizzazione. 4 I programmi d'azione definiti ai sensi del comma 3 sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 12 (Aree a rischio di diminuzione della sostanza organica) 1 Le aree a rischio di degrado, attuale e potenziale, a causa della diminuzione della sostanza organica dei suoli sono individuate dal CENSPU in un apposito elenco, in collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, in base alle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 2 Ogni quattro anni il CENSPU, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree a rischio per la diminuzione della sostanza organica dei suoli di cui al comma 1. 3 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, per le aree individuate ai sensi dei commi 1 e 2, le regioni, in base alle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori basati sull'impiego di tecniche di gestione sostenibile dei suoli e finalizzati alla tutela e al recupero dei suoli a rischio, attuale e potenziale, per la diminuzione della sostanza organica nei suoli medesimi. 4 I programmi d'azione, definiti ai sensi del comma 3, sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 5 Ai fini di cui al comma 1, le linee guida tengono conto degli usi attuali del suolo, delle aree maggiormente danneggiate dagli incendi rilevate annualmente dal Comando unità carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare e degli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto, individuando anche i quantitativi di materia organica che possono essere stoccati nei suoli agricoli e forestali, al fine di conseguire effetti positivi per la fissazione del carbonio e per la diminuzione dell'anidride carbonica atmosferica. Le linee guida contengono inoltre dei criteri per valutare i crediti di carbonio per i suoli italiani e per la migliore implementazione del registro nazionale dei serbatoi forestali di carbonio di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 1° aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 5 maggio 2008. 13 (Aree a rischio di perdita di biodiversità) 1 Le aree a rischio di degrado, attuale e potenziale, a causa della perdita di biodiversità dei suoli sono individuate dal CENSPU, in collaborazione con le agenzie regionali per la protezione ambientale, secondo le linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 2 Ogni quattro anni il CENSPU, con la collaborazione delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree a rischio di degrado per la perdita di biodiversità dei suoli di cui al comma 1. 3 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, per le aree individuate ai sensi dei commi 1 e 2, le regioni, in base alle linee guida, definiscono programmi d'azione obbligatori basati sull'impiego di tecniche di gestione sostenibile dei suoli e finalizzati alla tutela e al recupero dei suoli a rischio di degrado, attuale e potenziale, per la perdita di biodiversità dei suoli. 4 I programmi d'azione, definiti ai sensi del comma 3, sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 14 (Contaminazione dei suoli) 1 Le disposizioni del presente articolo sono finalizzate ad assicurare il coordinamento dei controlli ambientali finalizzati alla prevenzione della contaminazione dei suoli ad ogni livello di pianificazione, in conformità a quanto disposto dal decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, e dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 2 Al fine di favorire l'armonizzazione dei dati relativi alla contaminazione dei suoli, l'ISPRA è tenuto a conferire, in una apposita banca dati georeferenziata, i dati spaziali raccolti e rilevati dal medesimo istituto, dalle agenzie regionali per la protezione ambientale, dalle regioni e dalle province, riguardanti i siti contaminati inseriti nei piani regionali e provinciali, i siti da bonificare secondo le prescrizioni della normativa vigente ed i siti di interesse nazionale. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono all'attuazione di quanto disposto al comma 2 tramite le agenzie regionali per la protezione ambientale. 4 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, i dati spaziali georiferiti della banca dati di cui al comma 2 sono trasmessi al CENSPU. 5 Il CENSPU elabora i dati di cui al comma 2 e quelli della banca dati pedologica nazionale, per valutare, tramite opportuni modelli e cartografie, la perdita di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base al grado di contaminazione ed alle diverse tipologie di suolo. I criteri per valutare la perdita, attuale e potenziale, di funzioni e di servizi ecosistemici dei suoli in base alla contaminazione sono individuati dalle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 6 Il CENSPU, in collaborazione con le agenzie regionali per la protezione ambientale, definisce i programmi d'azione obbligatori per ripristinare, ove tecnicamente possibile, le funzioni e i servizi ecosistemici dei suoli già bonificati in base al citato decreto legislativo n. 152 del 2006. Nei casi in cui i suoli non consentano il ripristino delle funzioni e dei servizi ecosistemici, l'intervento è finalizzato a mitigare il danno sulle funzioni e sui servizi ecosistemici dei suoli attigui e sulle falde idriche. 7 I programmi d'azione, definiti ai sensi del comma 6, sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 15 (Frane e alluvioni) 1 I metodi ed i criteri, anche tecnici, per lo svolgimento delle attività di cui agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per gli aspetti riguardanti il suolo, sono definiti, con le modalità previste dall'articolo 57 del medesimo decreto legislativo, mediante apposito atto di indirizzo e coordinamento inerente l'accertamento e lo studio degli effetti delle condizioni generali dei suoli sul rischio da frane e alluvioni.