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Ma non siamo soddisfatti dell'insieme del lavoro fatto e, pertanto, esprimiamo un voto di astensione, ricordando e sottolineando il nostro grande apprezzamento e la grande importanza che assegniamo al lavoro che viene fatto negli enti locali, nelle Province, nelle aree metropolitane e nei Comuni dove migliaia di cittadini hanno un impegno sostanzialmente di volontariato, ma fondamentale per l'amministrazione del territorio, per tanti servizi garantiti ai cittadini nei piccoli come nei grandi Comuni. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, gentile rappresentante del Governo, il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento al nostro esame e lo farà con grande convinzione. Si tratta di un provvedimento importante per due motivi: va nella direzione giusta e risolve alcuni problemi. Nel sostenerlo non ci nascondiamo una verità di fondo, e cioè che l'insieme dei problemi che caratterizza il mondo degli enti locali è molto vasto e che molti problemi restano insoluti. Quello di oggi è quindi un primo passo; altri passi devono seguire e il Gruppo Partito Democratico vuole lavorare in questa direzione insieme agli altri partiti rappresentati in Parlamento, e spera di poterlo fare nello stesso clima di generale intesa con cui sono stati ottenuti risultati negli ultimi mesi. Colleghi, io penso che noi dobbiamo liberarci dal vizio di non far corrispondere alle sviolinate di rito ai sindaci la mancanza di fatti concreti, come accaduto purtroppo in passato. Ciò non fa bene alla credibilità di chi è chiamato a fare le leggi. Abbiamo sentito tutti in questa legislatura, perlomeno negli ultimi mesi, il bisogno di fare uno scatto in avanti e di creare le condizioni per una svolta. Il problema delle norme riguardanti gli enti locali è molto vasto e complesso e non può essere affrontato con proposte semplicistiche, ma ha bisogno di proposte globali. Nella Commissione che ho l'onore di presiedere abbiamo cercato di avviare una riflessione che fosse di carattere globale, chiedendoci quali sono i principali problemi che oggi rendono difficile alle amministrazioni comunali svolgere i loro compiti ed essere all'altezza delle grandi aspettative che i cittadini hanno nei confronti del livello delle istituzioni che è loro più vicino. L'elenco delle cause che genera la situazione insoddisfacente è molto lungo e va dalla insufficiente semplicità delle norme - troppa burocrazia, si dice, ed è un problema vero nei Comuni - alla scarsità delle risorse, che è una questione che ha bisogno di un approccio strutturale che abbiamo cominciato a mettere in campo con il PNRR, ma che ci dovrà vedere impegnati a fare ulteriori passi avanti. Aveva altresì a che fare - per fortuna, possiamo utilizzare un verbo al passato - anche con un inquadramento legislativo dei sindaci assolutamente inadeguato rispetto alle responsabilità che devono fronteggiare e all'impegno che devono sobbarcarsi. Questa causa di grande difficoltà è stata per fortuna rimossa in sede di legge di bilancio con un intervento in favore dei sindaci riguardante gli emolumenti, che io rivendico perché è stata un'azione coraggiosa e importante nei confronti di un ganglio della nostra amministrazione pubblica. Adesso noi abbiamo la necessità di fare altri passi avanti su questioni come quella della responsabilità penale degli amministratori pubblici, che deve necessariamente essere alleggerita per non dover fronteggiare le tante assurdità e incongruenze alle quali oggi ci troviamo di fronte. C'è un problema di responsabilità erariale che nella norma che ha introdotto il nostro lavoro verso il PNRR ha trovato una soluzione provvisoria che io credo debba essere stabilizzata. E c'è poi da fare un intervento generale di riflessione sulle competenze di distribuzione dei carichi di lavoro che riguardi i Comuni e non soltanto essi. Chi di noi ha avuto la possibilità o il privilegio di partecipare nelle settimane scorse a riunioni di amministratori provinciali avrà compreso per esempio che, per gli amministratori provinciali di oggi, la questione principale non è tanto tornare all'elezione diretta, quanto poter operare in un quadro di certezze che oggi assolutamente manca al di là della natura diretta dell'elezione. La questione riguarda la durata dei mandati degli amministratori provinciali, quali competenze gli amministratori provinciali debbano svolgere e quali risorse debbano avere per svolgere quelle competenze. Quindi, se i problemi da affrontare sono tanti, è evidente che serve un intervento generale, che non può che essere il disegno di legge di riforma del TUEL, che a vent'anni di distanza dall'ultimo intervento organico di revisione delle norme sugli enti locali, è chiamato ad affrontare, con una visione complessiva, questo insieme di questioni che molto rapidamente ho provato a delineare. Per tale motivo attendiamo questo provvedimento. Sappiamo che toccherà tanti punti e che il Parlamento sarà protagonista nel percorso di approvazione, perché di disegno di legge si tratta. Noi speriamo che il ruolo che le Commissioni svolgeranno possa essere importante, come quello svolto per questo provvedimento, a prima firma Pella, che proviene dalla Camera, in merito al quale vorrei dire che in 1 a Commissione al Senato abbiamo deciso concordemente, tutti i colleghi e anche l'opposizione (voglio ringraziare il senatore Malan), di prendere atto del difficile raggiungimento di punti di equilibrio che alla Camera era stato ottenuto all'interno della 1 a Commissione, presieduta dal presidente Brescia, che aveva portato al testo poi trasmesso al Senato. Si tratta di un testo - è stato detto - molto più snello di quello iniziale, ma che affronta problemi significativi, come quello del terzo mandato per i Comuni tra 3.000 e 5.000 abitanti: sono un migliaio di Comuni, molti dei quali vanno alle elezioni nel turno amministrativo di giugno. Oggi il Parlamento nell'approvare lo stesso testo della Camera fa un atto importante, mettendo in campo una legge che sarà applicata fin dalle prossime amministrative. Il provvedimento affronta poi il problema dell'esenzione dagli obblighi del controllo di gestione dei Comuni più piccoli. Contiene quindi dei segnali importanti; noi potevamo anche avere il desiderio di fare di più e di inserire altre questioni, ma ciò avrebbe significato una terza lettura, buttare all'aria probabilmente il punto di incontro trovato in Commissione e allungare i tempi di approvazione di un provvedimento che invece, pur con pochi contenuti in termini di quantità, ha una grande importanza ed è atteso da tanti amministratori locali. Mi piaceva rivendicare la serietà del lavoro svolto. Sappiamo che è in arrivo un disegno di legge più generale che affronterà tante questioni e su queste è in corso una riflessione, perché quando si interviene sugli enti locali si interviene su una parte della nostra legislazione che ha implicazioni sistemiche e - mi verrebbe da dire -- di equilibrio costituzionale. Quindi, lo si deve fare con grande accortezza. Noi con mente aperta vedremo il testo che uscirà fuori e il Parlamento - ne sono sicuro - si ritaglierà un ruolo da protagonista. Rinnovo la dichiarazione di voto a favore di questo provvedimento del Partito Democratico. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) .