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Sono altresì obbligatorie l'indicazione nominativa dell'ente di cui all'articolo 1, della distanza dal luogo di trivellazione e da eventuali centri abitati, delle stime di quantitativi giornalieri prodotti, della tipologia di rifiuti prodotti. 7 Tutte le sostanze fluide utilizzate per qualsiasi scopo inerente alle operazioni di cui all'articolo 1 devono riportare i nomi precisi dei vari componenti, la loro esatta formulazione chimica, nonché, ove possibile, il numero CAS, identificativo univoco della sostanza chimica. 8 È vietato utilizzare nelle attività di cui all'articolo 1, a qualsiasi livello, isotopi ed elementi o sostanze radioattive. Le Agenzie regionali per la protezione ambientale verificano periodicamente l'eventuale presenza di tracce di radioattività nei fanghi e nelle acque di strato delle attività di produzione di idrocarburi. Qualora la verifica abbia esito positivo, la relativa concessione è revocata e si procede all'acquisizione degli importi per le opere di bonifica, a valere sulla polizia fideiussoria di cui all'articolo 6. 9 Ad ogni pozzo esplorativo, estrattivo, di reiniezione e di stoccaggio è associato un registro in cui riportare ciascuna operazione eseguita, la data della stessa ed eventuali esiti. Il registro deve essere redatto in maniera comprensibile alla popolazione, aggiornato costantemente e reso pubblico attraverso un sito web appositamente dedicato. Nel registro sono elencati i volumi dei fluidi pompati, i volumi estratti, la profondità raggiunta dalle trivellazioni e l'attività sismica rilevata, confrontata con la sismicità media dell'area. Con cadenza almeno mensile, il titolare della concessione provvede ad informare la popolazione locale interessata dalle operazioni di cui al presente comma, mediante pubblicazione che occupi almeno un quarto di pagina sui principali quotidiani a tiratura locale, con indicazione del sito web del registro di riferimento. 10 Entro un raggio di cinque chilometri dal punto di estrazione e lavorazione degli idrocarburi deve essere effettuato un monitoraggio continuo, sulle acque superficiali e sui terreni, dei seguenti elementi: composti organici volatili (VOC), diossina, ozono, ossidi di azoto (NOx), acido solfidrico (H2S), diossido di zolfo (SO2), benzene, toluene, etilbenzene e xilene (BTEX). I risultati del monitoraggio sono resi noti alla popolazione interessata, unitamente agli esiti delle operazioni di trivellazione, con le medesime modalità di cui al comma 2. Tutte le sostanze utilizzate devono ottemperare ai requisiti previsti dal regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH). Deve essere altresì eseguito, ad intervalli di cinque anni, un monitoraggio dello stato di cementificazione dei pozzi e dello stato degli oleodotti e dei gasdotti, che trasportino idrocarburi sia desolforizzati che non desolforizzati. Il monitoraggio di cui al periodo precedente è eseguito, senza preavviso, a cura delle aziende santitarie locali territorialmente competenti, in maniera indipendente dall'ente di cui all’articolo 1 interessato. Agli oneri derivanti dalle predette attività si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dai canoni di concessione di cui all'articolo 15. 3 (Valutazione di impatto sanitario -- VIS) 1 I progetti di opere e di interventi relativi alle attività di cui all'articolo 1 sono sottoposti, ai fini dell'attribuzione di un titolo concessorio, a valutazione di impatto sanitario (VIS), che consiste in una combinazione di procedure, metodi e strumenti utili a valutarne i potenziali effetti sulla salute della popolazione e la distribuzione tra la popolazione di tali effetti, nel rispetto della normativa dell'Unione europea. 2 Si applicano alla procedura di VIS le disposizioni relative alla procedura di VIA, di cui al titolo III della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, in quanto compatibili. Con disciplinare tipo, adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di svolgimento delle procedure di VIS. 4 (Elenco delle sostanze cancerogeniche, mutageniche e teratogeniche) 1 Per le finalità di cui all'articolo 2, il Ministero della salute provvede alla pubblicazione, nel proprio sito internet istituzionale, di apposita pagina web contenente l'elenco di tutte le sostanze cancerogeniche, mutageniche e teratogeniche note in letteratura. L'elenco è aggiornato periodicamente dall'Istituto superiore di sanità anche sulla base delle indicazioni fornite dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) o da altri enti scientifici riconosciuti. Nel caso in cui nuove sostanze vengano aggiunte alla lista, gli enti operanti nel settore degli idrocarburi provvedono, entro il termine di sei mesi dall'aggiornamento, alla pubblicazione degli avvisi di cui all'articolo 2, comma 2. 5 (Limiti e divieti) 1 È vietata qualsiasi attività di perforazione per la produzione e la lavorazione degli idrocarburi entro una fascia di rispetto di 10 chilometri in linea d’aria dai centri abitati, ivi compresi i piccoli borghi agricoli. 2 È comunque vietata qualsiasi attività di cui al comma 1 entro una fascia di rispetto di 10 chilometri in linea d’aria dai siti protetti, da aree destinate alle coltivazioni biologiche e certificate nonché di prodotti DOP e IGP o da aree di produzione di vini DOC e DOCG, in modo da preservare l'autenticità e il marchio di detti prodotti. Il divieto si applica anche per le eventuali perforazioni in orizzontale o in obliquo nel sottosuolo delle predette aree e siti protetti. 3 Sono comunque vietate qualsiasi attività di cui al comma 1 nonché la pratica della reiniezione, nelle zone classificate ad alta e media sismicità. 4 Sono altresì vietate qualsiasi attività di cui al comma 1 nonché la pratica della reiniezione, oltre il limite di 600 metri sopra il livello del mare. Il divieto si applica anche per le perforazioni in orizzontale e in obliquo nel sottosuolo delle aree sopra 600 metri sul livello del mare. 5 È vietata qualsiasi attività di cui all'articolo 1 entro un raggio di 30 chilometri da impianti quali centrali nucleari e depositi di scorie nucleari, in considerazione dei rischi sismici e di subsidenza che tali attività inducono. 6 È vietata qualsiasi attività di cui all’articolo 1 in mare, entro il limite delle acque territoriali. 7 Nei territori interessati dalla subsidenza, si applicano alle attività di estrazione degli idrocarburi le stesse prescrizioni che si applicano per l'estrazione di acqua da pozzi artesiani.