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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il regolamento per la coltivazione indigena del tabacco, approvato con regio decreto 12 ottobre 1924, n. 1590, e successive modificazioni; Udito il Consiglio di amministrazione dei monopoli di Stato; Udito il parere del Consiglio di Stato in adunanza generale; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro per le finanze; Decreta: Art. 1 Le disposizioni contenute negli articoli 9, lettera f), 9, ultimo comma, n. 1, 10, 42, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 52 e 55 del regolamento per la coltivazione indigena del tabacco approvato con regio decreto 12 ottobre 1924, n. 1590, e successive modificazioni, sono sostituite dalle seguenti: Art. 9, lettera f): "se per due successive campagne abbiano consegnato tabacco che per qualità intrinseche o per lavorazione, cura o conservazione risulti non idoneo, a giudizio dell'Amministrazione, alle lavorazioni del Monopolio;". Art. 9, ultimo comma, n. 1: "i terreni che, a giudizio dell'Amministrazione, non offrano condizioni ecologiche e pedologiche adatte a conseguire una buona produzione di tabacchi o che, per accesso difficile, non permettano la necessaria vigilanza;". Art. 10: "L'Amministrazione dei monopoli ha facoltà, dietro domanda dell'interessato, di deliberare nei casi di cui alle lettere a), b), c), e), f), g), h), ed i) del precedente articolo, come pure negli altri casi di esclusione contemplati dal presente regolamento, la riammissione alla concessione o di determinare la durata della esclusione, a meno che - quando trattisi di concessione speciale - non abbia nel frattempo avuto termine la concessione stessa, nel qual caso è in facoltà dell'Amministrazione di rinnovarla. Le domande di riammissione debbono pervenire alla Amministrazione non più tardi del 31 ottobre di ciascun anno, per le coltivazioni da effettuarsi nell'anno successivo. In ogni caso, la riammissione non esonera l'interessato dall'adempimento di tutte le norme e prescrizioni all'uopo sancite dal presente regolamento". Art. 42: "La coltivazione dei tabacchi per l'approvvigionamento delle Manifatture dello Stato eseguita per mezzo delle concessioni di manifesto è regolata dalle disposizioni del presente capitolo. Con decreti del Ministro per le finanze vengono stabiliti in ogni triennio - e salve le modificazioni che occorresse di apportarvi anno per anno - il contingente di superficie da coltivarsi con la predetta forma di concessione nei territori assegnati alle agenzie di coltivazione, la misura della tassa di vigilanza di cui all'art. 45, la misura del compenso dovuto ai delegati dei coltivatori nelle Commissioni di perizia a termini dell'art. 62, nonché i prezzi, per varietà e per classi, da praticarsi per l'acquisto dei tabacchi allo stato sciolto, provenienti dalle concessioni medesime. In relazione ai provvedimenti come sopra disposti, l'Amministrazione pubblicherà entro il mese di settembre dell'ultimo anno del triennio, i manifesti contenenti per ogni agenzia di coltivazione le seguenti indicazioni: a) il contingente di superficie o di piante di tabacco, che per varietà e, ove occorra, distintamente per Provincia, Comune o località, potrà essere assegnato alle domande di concessione ammesse a termine dell'art. 50; b) i termini per la presentazione delle domande annuali, nonché quelli per il trapiantamento e la raccolta e consegna dei tabacchi nei magazzini di agenzia; c) la superficie o il numero delle piante costituenti il limite minimo ammesso per ciascuna concessione, nonché la superficie o il numero delle piante costituenti il limite minimo per ciascuna coltivazione, semprechè ciò si renda necessario; d) le distanze tra pianta e pianta; e) il numero delle foglie delle quali si deve comporre ciascun fascicolo o ciascuna filza, per il riscontro del carico; f) i magazzini di ricevimento; g) la misura della tassa di vigilanza; h) la quota da pagarsi dai concessionari al proprio delegato nelle Commissioni di perizia; i) gli obblighi ed i patti che siano richiesti da speciali circostanze; l) le classi nelle quali devono essere ripartiti i prodotti e le caratteristiche di questi, per ciascuna classe; m) i prezzi unitari per varietà e per classe, nonché quelli per i frammenti di foglie; n) le norme speciali di coltura, di cura e di allestimento ritenute più adatte per ottenere prodotti confacenti agli usi delle Manifatture e quelle relative alla produzione del seme". Art. 45: "La tassa di vigilanza prevista dall'art. 42 viene applicata per ogni ara di terreno autorizzata con la licenza. Se la superficie coltivata risulta superiore a quella autorizzata, la tassa di vigilanza si applica sulla superficie coltivata, ferme restando le sanzioni previste dagli articoli 111, lettera h) e 9, secondo comma, lettera i), capoverso aggiunto con regio decreto 21 novembre 1932, n. 1571. Nei casi di forza maggiore, da riconoscersi dalla Direzione generale, nei quali la coltivazione non abbia potuto aver luogo in tutto o in parte, la tassa è applicata in base alla superficie effettivamente coltivata, anziché su quella autorizzata". Art. 46: "La licenza di concessione, che comprende il solo periodo colturale ed ha la durata di una campagna, è accordata esclusivamente ai proprietari od ai possessori a titolo di dominio utile, di usufrutto, di anticresi o di locazione del terreno da coltivare, purché questa ultima non scada prima del termine stabilito per la raccolta e risulti da atto debitamente registrato, e salvo i casi di simulazione previsti dall'art. 49. Il terreno da coltivare non deve trovarsi in alcuna delle condizioni di esclusione stabilite dall'art. 9, ultimo comma, n. 1. La licenza può anche essere accordata collettivamente a più persone, ciascuna delle quali si trovi in una delle condizioni di possesso dei terreni dichiarati, risulti sia stata scelta quale capo dalla famiglia che conduce direttamente la coltivazione, ed assuma, solidariamente con tutte le altre, con espressa dichiarazione fatta nella domanda di concessione, gli obblighi e le responsabilità inerenti alla coltivazione. I concessionari di licenze collettive sono per regola esonerati dal prestare la garanzia". Art. 47: "La domanda di concessione di manifesto deve essere fatta su moduli a stampa dell'Amministrazione, da richiedersi all'agenzia o agli uffici a ciò incaricati ed ai quali deve essere presentata entro i termini di tempo stabiliti dal manifesto. Essa deve essere sottoscritta dal dichiarante, che vi inserirà le notizie richiestevi a termine dell'art. 12, nonché quelle relative alla superficie o al numero delle piante che, fra le varietà ammesse, egli intenda di coltivare, osservati i limiti minimi eventualmente previsti dal manifesto, a norma dell'art. 42, lettera c). Se la domanda designa più coltivazioni, queste possono essere richieste in uno o più Comuni tra quelli autorizzati. Il coltivatore designato per ogni coltivazione deve essere il capo scelto dalla famiglia che conduce il fondo". Art. 48: