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è evidente lo stato di " caos normativo" vigente nella Regione Siciliana, in cui la costituzione e la relativa regolamentazione dei parchi archeologici avviene in maniera frenetica, singolare e totalmente avulsa dal mondo del diritto, situazione altresì evidenziata dalla prima firmataria del presente atto nell'intervento in Aula del Senato del 23 ottobre 2018; considerato infine che, a parere degli interroganti, è stato rilevato un danno erariale milionario a discapito della Regione Siciliana e dei seguenti Comuni: Calatafimi, Castelvetrano, Marsala, Siracusa, Segesta, Taormina, nella gestione delle biglietterie dei maggiori siti archeologici siciliani, si chiede di sapere: quante e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per la tutela, la valorizzazione ed il controllo della gestione dei parchi archeologici e dei beni culturali del nostro Paese; come intenda procedere sulla governance gestionale a seguito del danno erariale che Regione e Comuni hanno subito. Atto n. 4-00867 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il fiume Tanagro attraversa l'intero Vallo di Diano, area sud della provincia di Salerno, sfiorando molte abitazioni; il fiume Tanagro, antropizzato in passato con numerosi interventi, è stato abbandonato a se stesso ed il suo alveo ora è pieno di materiale inerte che lo ostruisce; il rischio di esondazione è elevatissimo e le conseguenze sarebbero certamente disastrose: la mancanza di pulizia dell'alveo, nelle piene invernali, provocherebbe certamente gravi danni mettendo a serio rischio la pubblica e privata incolumità; gravi casi di esondazione si sono già verificati molte volte in passato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo fattore di rischio per le popolazioni residenti nel Vallo di Diano; se intenda porre una particolare attenzione a questa problematica, riscontrata la mancanza di attenzione delle Istituzioni competenti, in particolare la Regione Campania. Atto n. 4-00868 BARBONI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la Cassa di risparmio di Forlì e della Romagna (Forlì-Cesena) in data 10 ottobre 2018 ha comunicato l'imminente chiusura della filiale di Bagno di Romagna; essa rappresenta un punto di riferimento di primaria importanza per i residenti del comune di Bagno di Romagna: infatti è l'unico sportello bancario presente nel paese da oltre 60 anni; la chiusura della filiale arrecherebbe notevoli disagi per i cittadini della zona, circa 1.200 persone, per le attività commerciali, alberghiere e termali e per tutti i turisti. Infatti, a Bagno di Romagna vi è una delle più grandi stazioni termali, costituita da tre stabilimenti e seconda classificata nella regione, per numero di presenze, con capacità ricettiva superiore a 1.500 posti letto; a seguito della chiusura, tutti i clienti e turisti che usufruiscono dei servizi della filiale, sarebbero costretti per qualsiasi esigenza a percorrere alcuni chilometri di strada per eseguire le loro operazioni presso la filiale di San Piero in Bagno; tale situazione potrebbe causare numerosi disagi soprattutto alle persone anziane, sprovviste di automezzo e con difficoltà motorie; tale contesto è aggravato dal fatto che non esistono mezzi pubblici di collegamento e, stante le segnalazioni pervenute, i clienti ed i turisti che possono spostarsi con mezzi propri dovranno confrontarsi con la mancanza di parcheggi presso la nuova filiale; nel paese di Bagno di Romagna è già presente uno sportello postale, tuttavia quest'ultimo ha servizi totalmente differenti, sotto molteplici aspetti, rispetto ad uno sportello bancario; la chiusura della Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna, filiale di Bagno di Romagna, penalizzerebbe la Comunità medesima e rappresenterebbe un elemento di impoverimento per il territorio; nella vicenda, ad avviso dell'interrogante, emergerebbe, inoltre, l'incapacità dell'attuale amministrazione comunale di pervenire ad una risoluzione definitiva del problema, costringendo, così, i cittadini a rivolgersi ai propri rappresentanti in Parlamento. Peggio ancora sarebbe se l'apertura dello sportello venisse prolungata solo fino alla prossima primavera (per poi procedere alla chiusura definitiva), traducendosi il tutto solo in uno "spot elettorale" per l'amministrazione uscente, in vista delle prossime elezioni di maggio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda porre in essere iniziative volte ad evitare la chiusura della filiale, aprendo un tavolo tecnico con la Regione Emilia-Romagna ed altre istituzioni competenti al fine di mantenere a Bagno di Romagna la Cassa di risparmio di Forlì e della Romagna, che rappresenta un punto di riferimento per i residenti ed i turisti; se intenda porre in essere iniziative amministrative volte ad introdurre una normativa che tuteli il mantenimento delle filiali bancarie presenti nei comuni periferici, ubicati nelle zone montane e di pianura, in particolar modo in casi come quello in esame; se intenda, nel caso in cui la Cassa di risparmio ritenga la chiusura inevitabile, avviare una riflessione tra le parti per lo spostamento nel paese di Bagno di Romagna di uno degli sportelli bancari presenti. Atto n. 4-00869 MONTANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 6 ottobre 2018, Anas, la Regione Piemonte, l'Unione dei Comuni del lago Maggiore e i Comuni di Cannobio, Cannero Riviera, Oggebbio, Ghiffa e Verbania hanno sottoscritto il "Protocollo d'intesa per la redazione degli studi e delle indagini sull'assetto geomorfologico dei versanti, dei progetti e dei primi interventi di messa in sicurezza dei versanti e del transito lungo la strada statale n. 34 del Lago Maggiore nel tratto da Cannobio a Ghiffa"; i tempi per l'attivazione del protocollo sono stati stimati in circa due anni a decorrere dalla sottoscrizione dello stesso protocollo, in ragione delle procedure amministrative particolarmente gravose previste dalla normativa in tema di lavori pubblici, laddove per l'avvio dei lavori di messa in sicurezza in capo alla Regione sono necessari tempi senz'altro minori, ma comunque non inferiori ad un anno; in analoga situazione, rispetto a quanto sopra, si trova oggi la strada statale 37 della Val Vigezzo; considerato che: il 6 novembre, al chilometro 29+950 della strada statale 34, è avvenuto l'ennesimo evento franoso, che non ha causato vittime ma ha reso necessaria la totale chiusura dell'arteria per consentire ad ANAS di compiere i rilievi tecnici e porre in essere le misure per la riattivazione della viabilità; la strada è tuttora chiusa al transito causando enormi disagi per i lavoratori frontalieri, gli studenti, gli operatori del soccorso, nonché il quasi isolamento del comune di Cannobio, che rimane raggiungibile soltanto attraverso la strada provinciale 75, che peraltro versa in pessime condizioni;