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VALENTE (PD) . Signor Presidente, ci sono temi, in una democrazia, che chiamano all'impegno comune tutte le forze politiche e la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione è sicuramente uno di questi. Il Partito Democratico ne è sempre stato convinto, in questo senso ha sempre lavorato e lo ha fatto anche sul provvedimento in esame, nonostante il silenzio assordante e imbarazzante delle forze di maggioranza in Commissione e nonostante ora questa scandalosa fiducia, messa solo per chi ha paura dei voti segreti della sua stessa maggioranza. Continueremo a farlo soprattutto dopo l'approvazione del provvedimento in esame, parlando alle tantissime aspettative deluse fuori da quest'Aula, che saranno chiamate a toccare con mano il prezzo assurdo della vostra propaganda. Lo possiamo fare anche perché, non da oggi, siamo convinti che la prima vittima della corruzione sia proprio la buona politica. Se nella pubblica amministrazione avanza l'illegalità è la politica a diventare meno efficace, credibile ed autorevole ed è la sua capacità di decisione e di intervento a diventare sicuramente meno efficace. Il nostro sarà un voto convintamente contrario al disegno di legge in esame e alla questione di fiducia. Sarà un voto contrario per l'impianto culturale del provvedimento in esame, che è profondamente antidemocratico e illiberale, un voto contrario per gli scarsi risultati che si perseguono con le scelte compiute, ma anche e soprattutto un voto contrario per il prezzo mostruoso, in termini di garanzie, di diritti e di spazi di libertà che viene imposto in nome di una semplice e presunta lotta alla corruzione. Di lotta alla corruzione vera ed effettiva, infatti, all'interno del provvedimento in esame ce n'è davvero poca. Per questo nessuna manifestazione di piazza, nessun tono enfatico, nessun annuncio pirotecnico riuscirà a coprire i vuoti e l'inefficacia di questo provvedimento che mostra soltanto la distanza abissale che passa tra i vostri annunci e gli atti di governo. Oggi abbiamo la dimostrazione che il vostro patto di potere - quello che voi chiamate contratto - si regge sullo scambio di un reciproco interesse: a un pezzo di voi campo libero per cavalcare e usare a proprio uso e consumo le paure di chi chiede più sicurezza; all'altro, campo libero per cavalcare nella stessa maniera la rabbia di chi chiede una politica più onesta e trasparente. Ma c'è di più. Nel "decreto insicurezza" avete abbinato il tema della sicurezza a quello dell'immigrazione; in questo provvedimento, al tema della corruzione collegate la trasparenza dei partiti. Lo fate con un messaggio recondito, ma insieme chiaro e pericoloso: l'insicurezza la portano gli immigrati, la corruzione i partiti. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo fate intestandovi una strategia pericolosa per il tessuto democratico e la salvaguardia di uno stato di diritto, e tutto solo per venire qui in Aula e davanti al Paese a recitare la parte dei moralizzatori. Ci dispiace svegliarvi da questo bel sogno e riportarvi con i piedi a terra: su questo terreno siete fuori tempo massimo; per questo copione non siete più credibili. A nessuno in quest'Assemblea compete il ruolo di pubblico ministero dell'etica pubblica, ma soprattutto a nessuno di voi questo ruolo sarebbe consentito, men che meno a coloro che siedono tra i banchi del Governo. Provo a ricordare a noi tutti, non siete forse voi quelli che hanno sdoganato odiosi condoni ergendosi a paladini di una delle forme di illegalità tra le più pericolose per la sicurezza dei cittadini? (Applausi dal Gruppo PD) . Non siete voi quelli che hanno incassato e nascondono oggi illegittimamente 49 milioni di euro dei cittadini? (Applausi dal Gruppo PD) . Quale lezione sulla trasparenza potrebbe venire da chi per anni si è fatto gestire e finanziare un movimento da un'azienda privata senza alcuna trasparenza e controllo? Quale credibilità ha chi si fa finanziare la campagna elettorale da produttori di sigarette elettroniche e poi ne condona i debiti col fisco? (Applausi dal Gruppo PD) . Che credibilità può avere chi sa che la prima alleanza da fare per combattere la corruzione è quella con magistrati e Forze dell'ordine, e ogni giorno da questo Governo arrivano attacchi che minano la credibilità della magistratura senza che lei, ministro Bonafede, alzi mai la voce a difendere quella magistratura? (Applausi dal Gruppo PD). No, questa sceneggiata noi non ve la consentiamo. Non ve la consentiamo proprio perché la lotta alla corruzione è un problema serio, vero, da affrontare con rigore e serietà. Del resto, nessuna sorpresa; almeno vi va riconosciuta una coerenza nella sceneggiatura. Li ricordiamo tutti i vostri voti e le vostre parole quando su questo terreno abbiamo cercato di fare qualcosa di serio. Lo hanno già ricordato i miei colleghi quindi procedo spedita: le pene per reati contro la pubblica amministrazione, il falso in bilancio, la sospensione condizionale della pena, il ruolo dell'ANAC. Ricordiamo i vostri voti, ricordiamo i vostri commenti. Eppure noi, oggi dall'opposizione eravamo pronti anche a migliorare quegli interventi perché non abbiamo la presunzione - a differenza vostra - di dire «dopo di noi, il diluvio». Sappiamo che la lotta alla corruzione richiede un impegno continuo, su più livelli: che non si abbassi mai la guardia della risposta repressiva ma che, soprattutto, si diano strumenti di prevenzione più ampi. Per questo oggi la scelta da fare, signor Ministro, cari colleghi della maggioranza, richiedeva coraggio, serietà e rigore, caratteristiche del tutto assenti nella vostra maggioranza. Proseguire nella riforma della pubblica amministrazione, aumentare la qualità del servizio offerto in primo luogo attraverso percorsi di semplificazione organizzativa e trasparenza dei procedimenti: era questa la scommessa da vincere. Da qui passa la legalità dei comportamenti. Solo così si rende la pubblica amministrazione impermeabile a fenomeni corruttivi. Me ne rendo conto, è una strada per voi lunga e faticosa, ma è l'unica possibile per fare sul serio. Voi ne avete scelto un'altra: quella basata solo e soltanto sulla repressione dei fenomeni criminali. La vostra è la strada più facile; purtroppo però per il Paese e per gli italiani, anche quella meno efficace e insieme più pericolosa. Dite di voler rendere precario l'accordo correttivo, e inserite l'agente sotto copertura e la causa di non punibilità. Avete voluto alzare il tiro. Avete detto: se non si può mettere l'agente provocatore, con la causa di non punibilità sostanzialmente lo inseriamo ugualmente. Abbiamo cercato di migliorare questo testo e anche in questo caso vi abbiamo ricordato la vostra incoerenza. Riconoscete con belle parole il lavoro e il merito del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Cantone, ma ne avete ignorato completamente i suggerimenti. (Applausi dal Gruppo PD). Quello non è solo un bravo magistrato, è il Presidente dell'Autorità nazionale contro la corruzione: