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«È morta una persona che aveva ottanta o ottantacinque anni e che aveva quadro clinico compromesso», come se - lo ripeto - le vite avessero pesi diversi. Vogliamo poi ringraziare tutti i cittadini - quelli della zona rossa e tutti coloro che vedono la propria libertà limitata - e ringraziare, come ha già fatto il mio collega senatore Balboni, tutti gli uomini, le donne, i medici, gli infermieri, il nostro Esercito e le nostre Forze dell'ordine, che stanno lavorando notte e giorno e in certi casi anche in situazioni che non sono sicuramente facili. Fratelli d'Italia ha detto da subito che avrebbe dato la propria disponibilità e che noi c'eravamo, anche perché ricordo che siamo patrioti e, quindi, prima di tutto viene l'Italia; prima degli interessi di partito, prima delle convenienze, prima di pensare al consenso, per noi viene la nostra Nazione e pertanto, signor Presidente, noi ci siamo e ci saremo. Visto però che siamo in Parlamento, nel luogo delle discussioni, dove si può dire ciò che si pensa, diciamo che abbiamo qualche dubbio che, a parti invertite, se ci fosse stato un Governo di centrodestra, la sinistra si sarebbe dichiarata da subito collaboratrice: non lo so. Devo dire però che, in tutta questa vicenda, è stato fatto qualcosa che non andava fatto, perché all'inizio, da parte del Governo, abbiamo visto un'assoluta sottovalutazione di quanto stava succedendo. Ci continuavate a ripetere che non c'era problema e quando noi, Fratelli d'Italia, avevamo chiesto che tutte le persone che arrivavano dalla Cina - bambini o adulti: tutti! - dovevano essere controllati la risposta, la più banale e la più sbagliata, è stata che eravamo dei razzisti e che era una misura ideologica. No, signori, volevamo proteggere la salute di tutti i cittadini, non a seconda della razza o dell'etnia: ci preoccupavamo di salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Questo, secondo noi, è stato un grande errore. Devo dire che però, oggi, quando molte Nazioni stanno chiudendo le porte in faccia agli italiani, non ho sentito dire da voi, colleghi, neanche una parola sul razzismo, non ho sentito dire da voi niente, come se fosse assolutamente normale. Credo che siano queste le cose che stanno facendo molto male alle nostra Nazione. Ieri non sarà sfuggito a nessuno lo spot sulla "Corona pizza", quella vergogna che è andata in onda sull'emittente francese «Canal plus» e che, devo dire, grazie alla denuncia di Fratelli d'Italia, dopo poche ore era stato fortunatamente tolto. Il danno però c'è stato, c'è e ci sarà. Devo dire che è la comunicazione ciò che ha sbagliato maggiormente il Governo. Quando abbiamo visto il Presidente del Consiglio italiano fare le comunicazioni dalla sede della Protezione civile, egli ha dato un messaggio plasticamente allarmante, perché noi italiani siamo abituati a veder parlare il Presidente del Consiglio dalla sede della Protezione civile quando ci sono cose gravissime, come i terremoti. Quindi, vedendo il Presidente del Consiglio italiano che parla dalla sede della Protezione civile, immaginatevi cosa abbiano potuto pensare gli italiani. Possiamo dire che è stato proprio un messaggio sbagliato. Sicuramente possiamo affermare che ci sono stati dei messaggi schizofrenici, ma credo che ciò che ha avuto gli effetti peggiori in assoluto è stato quando il Presidente del Consiglio ha detto che il problema si è creato per una falla nel nostro sistema sanitario. In quel momento il Presidente del Consiglio ha ammesso che l'Italia aveva sbagliato e che c'era stata una falla nel nostro sistema sanitario. E lì vi sarete resi conto che in un attimo, da quella Nazione che stava facendo bene e che faceva controlli massicci per allontanare il problema del contagio, grazie a questa dichiarazione del Presidente del Consiglio italiano, siamo diventati gli untori del mondo. Questo è stato il problema. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti. Commenti dei senatori Angrisani e Rampi) . Io non so se vi siete accorti di quello che hanno scritto i giornali internazionali e del servizio sulla CNN, che ha detto che il Presidente del Consiglio ammette che c'è stato un errore. Io non so se il presidente del Consiglio Conte si è reso conto in quel momento di cosa ha fatto e di quali sono i danni economici. (Commenti dei senatori Lanzi e Mirabelli) . Guardate che forse passerà prima il virus dei danni economici della nostra Nazione; parlo dei danni al nostro made in Italy e al turismo. Allora io dico che non è più il momento di sbagliare; è il momento di fare le cose e dovete farci ancora capire se questo coronavirus è grave - e allora è giusto che ci siano misure drastiche - o se questo coronavirus è poco più di un'influenza. Chiediamo allora che il Governo ci dia informazioni e che metta da parte tutto quello che non serve a risolvere un problema che sicuramente è grave dal punto di vista sanitario, ma è anche gravissimo dal punto di vista economico. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghi, io credo, noi crediamo, che questo non sia il momento della polemica, ma sia il momento dell'unità nazionale, perché, dinanzi a eventi come questi e a crisi sanitarie che poi si stanno trasformando anche in oggettive crisi economiche, noi si debba stare uniti, insieme. Utilizzare quest'Assemblea per fare una facile polemica, un po' demagogica, strumentalizzando il dato reale, che è un dato di paura che sta attraversando il nostro Paese, riteniamo non sia all'altezza del compito che questo Senato oggi si deve dare. Il compito che questo Senato oggi deve affrontare è quello di una risposta ferma, responsabile, non isterica, ma competente ed efficace, dinanzi a una situazione che è oggettivamente una situazione di emergenza. Ovviamente siamo all'interno di un fenomeno naturale che è accaduto molto spesso nel corso storia e che accadrà ancora. Le istituzioni, all'interno della loro forza, della loro responsabilità e della loro credibilità, sono chiamate a rispondere a situazioni come queste. Ed è esattamente quello che si sta facendo con la trasformazione in legge del decreto-legge di cui stiamo parlando in questo momento. Ora, signor Presidente, i piani di intervento che questo Governo ha proposto e che il Parlamento sta per votare sono molteplici. È del tutto evidente che, davanti a una situazione di emergenza sanitaria, il primo intervento deve essere di natura sanitaria ed emergenziale, per bloccare l'aumento del contagio nella nostra Nazione. Ebbene, signor Presidente, questo è esattamente quello che fa questo decreto-legge, come è già stato detto dal relatore in maniera assolutamente autorevole e pertinente. Non si è perso un giorno; si è intervenuti immediatamente già a febbraio, con dei provvedimenti che riguardano il divieto di allontanamento dalle zone di interesse e di accesso alle medesime, la sospensione delle manifestazioni, la sospensione del funzionamento di scuole e università, la sospensione dell'apertura dei pubblici musei, la chiusura degli esercizi commerciali, le specifiche misure di quarantena e tutti gli interventi per il trasporto aereo e terrestre e per il trasporto pubblico locale (potremmo anche continuare).