[pronunce]

che con distinti atti, depositati il 22 novembre 2011, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha dichiarato di accettare dette rinunce. Considerato che la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol (ricorso n. 104 del 2010) e la Provincia autonoma di Trento (ricorso n. 105 del 2010), hanno promosso questioni principali di legittimità di numerose disposizioni del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122; che, riservata a separate pronunce la decisione sull'impugnazione delle altre disposizioni contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010, viene qui esaminata la questione di legittimità costituzionale avente ad oggetto il comma 5 dell'art. 5 di detto decreto, a norma del quale: «Ferme le incompatibilità previste dalla normativa vigente, nei confronti dei titolari di cariche elettive, lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare l'importo di 30 euro a seduta»; che secondo la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Provincia autonoma di Trento, tale disposizione, dettando una norma puntuale di coordinamento finanziario applicabile ad esse, oltre che agli enti locali trentini e gli enti pubblici collegati alla Provincia e a detti enti locali, víola anzitutto l'art. 79 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), e, in particolare i commi 1, 2, 3, secondo e terzo periodo, e 4, primo periodo, di tale articolo, i quali stabiliscono che la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, la Provincia autonoma di Trento e gli altri enti sopra menzionati sono sottratti alle misure di coordinamento finanziario che valgono per le altre Regioni e gli altri enti nel restante territorio nazionale; che, in via subordinata, le ricorrenti denunciano che il comma 5 dell'art. 5 del decreto-legge n. 78 del 2010, ponendo un limite ad una voce minuta di spesa e fissando la specifica modalità di contenimento di essa, víola anche l'art. 117, terzo comma, Cost., che, nella materia del coordinamento della finanza pubblica, attribuisce allo Stato la determinazione soltanto dei princípi fondamentali; che la disposizione impugnata, stabilendo una norma di dettaglio autoapplicativa in materie di competenza regionale o provinciale, violerebbe infine l'art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); che in considerazione dell'identità della norma impugnata e delle censure proposte con i suddetti ricorsi, i giudizi, come sopra delimitati, devono essere riuniti per essere trattati congiuntamente e decisi con un'unica pronuncia; che, in prossimità dell'udienza pubblica, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Provincia autonoma di Trento hanno depositato atti di rinuncia parziale ai ricorsi in relazione all'impugnazione dell'art. 5, comma 5, del decreto-legge n. 78 del 2010; che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha dichiarato di accettare dette rinunce; che, ai sensi dell'art. 23 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, accettata da tutte le parti costituite, estingue il processo.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione sull'impugnazione delle altre disposizioni contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010; riuniti i giudizi, 1) dichiara estinto il giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, promosso, in riferimento all'art. 79 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), all'art. 117, terzo comma, della Costituzione, e all'art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento), dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol con il ricorso n. 104 del 2010 indicato in epigrafe; 2) dichiara estinto il giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 5, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, promosso, in riferimento all'art. 79 del d.P.R. n. 670 del 1972, all'art. 117, terzo comma, Cost., e all'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, dalla Provincia autonoma di Trento con il ricorso n. 105 del 2010 indicato in epigrafe. Cosí deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 maggio 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Franco GALLO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 31 maggio 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI