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l) gli estremi delle donazioni fatte dal defunto agli eredi o legatari, con l'indicazione del valore alla data di apertura della successione; m) i crediti contestati giudizialmente, con l'indicazione degli estremi dell'iscrizione a ruolo della causa e i dati anagrafici e la residenza dei debitori, nonché i crediti verso lo Stato e gli enti pubblici; n) le riduzioni e detrazioni di cui agli articoli 25 e 26 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, con l'indicazione dei documenti probatori, nonché le passività e gli oneri deducibili di cui al medesimo testo unico, con l'indicazione dei documenti di prova; o) il valore globale netto dell'asse ereditario; p) l'eventuale rinuncia all'azione di riduzione per lesione di legittima e l'eventuale accordo delle parti per l'integrazione dei diritti di legittimari lesi; q) l'eventuale conferma di disposizioni testamentarie nulle; r) gli estremi della nomina del curatore di eredità giacente e del suo giuramento, e gli estremi dell’accettazione della nomina ad esecutore testamentario e le eventuali disposizioni relative all'amministrazione del patrimonio ereditario; s) l'esistenza del legato disposto dall'articolo 540, secondo comma, del codice civile; t) l'esistenza di eventuali successioni separate, relative a beni o diritti ereditari, disposte dalla legge, con le necessarie indicazioni; u) l'assenza di liti pendenti sul diritto a succedere dei richiedenti o gli estremi delle liti in corso; ove il richiedente non sia a conoscenza delle liti pendenti riferite a persone diverse da esso richiedente e non intervenienti all'atto, e non sia quindi in grado di confermare detta circostanza o di fornire i relativi dati, tali indicazioni potranno essere omesse nella redazione del certificato di successione; v) ogni altro dato richiesto dal testo unico di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346. 2. Nel certificato di successione gli interessati, o alcuni di essi, purché non abbiano già accettato espressamente l'eredità e non siano già considerati eredi puri e semplici ai sensi degli articoli 476, 477, 478, 485, secondo comma, 487, secondo comma, e 488 del codice civile, possono rinunciare all'eredità o accettare la stessa con il beneficio d'inventario, ovvero rifiutare il legato, secondo quanto dispone il presente articolo. 3. All'atto di successione sono allegati: a) l'estratto dell'atto di morte del defunto o la copia autentica della sentenza dichiarativa di assenza o morte presunta; b) il verbale di attivazione del testamento pubblico o il verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto; c) i certificati di stato di famiglia originari rilasciati dall'ufficiale dello stato civile dei comuni nei quali il defunto in vita ha risieduto; d) tutte le altre certificazioni anagrafiche e gli altri documenti reputati dal notaio rogante necessari od idonei a comprovare la veridicità delle attestazioni dei richiedenti. 4. Quando gli uffici competenti non rilasciano nei termini di legge tali certificazioni o documenti, il contenuto delle certificazioni o dei documenti è sostituito da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa dagli interessati nell'atto di successione. 5. Il notaio incaricato della stipula dell'atto di successione, se a ciò delegato dal richiedente, è legittimato: a) a chiedere all'ufficiale dello stato civile il rilascio dei certificati e degli estratti, anche in copia integrale, necessari per accertare l'effettiva titolarità dei diritti successori vantati dai richiedenti; b) a chiedere all'ufficio del registro generale dei testamenti il rilascio di una certificazione comprovante l'eventuale esistenza di disposizioni testamentarie; c) a chiedere ai consigli notarili distrettuali ed agli archivi notarili mandamentali informazioni in ordine all'eventuale esistenza di disposizioni testamentarie depositate fiduciariamente. Art. 18. (Effetti) 1. La persona indicata nel certificato di successione quale erede o legatario si presume tale fino a prova contraria. La persona designata nell'atto di successione come esecutore testamentario o amministratore della successione è riconosciuta titolare dei poteri e degli obblighi enunciati nell'atto. 2. Chi esegue pagamenti o consegni beni a una persona designata in un certificato di successione come abilitata a ricevere pagamenti o beni in forza dell'atto stesso è liberato dai suoi obblighi, a meno che non sappia o non fosse tenuto a sapere che il contenuto dell'atto non corrisponde al vero. 3. Chi acquista beni successori da una persona designata in un certificato di successione come abilitata a disporre prevale sull'effettivo titolare salvo il caso di mala fede o grave negligenza. 4. Fatta salva una espressa dichiarazione contraria contenuta nel certificato di successione, la sua sottoscrizione da parte dei richiedenti, se chiamati all'eredità o legatari, comporta l'accettazione pura e semplice dell'eredità o la perdita della facoltà di rifiutare il legato. 5. Il certificato di successione produce, inoltre, gli effetti previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346. 6. Il certificato produce, inoltre, gli effetti riconosciuti al certificato di eredità dal diritto dell’Unione europea ed internazionale. Art. 19. (Pubblicità) 1. Il certificato di successione è trascritto nei registri immobiliari del luogo ove si trovano gli immobili caduti in successione e nei registri delle imprese nella cui circoscrizione hanno sede le aziende o le società le cui partecipazioni sono cadute in successione, a cura del notaio rogante, entro trenta giorni dalla stipula. 2. La trascrizione nei registri immobiliari produce gli effetti previsti dall'articolo 2648 del codice civile, anche in ordine alle attestazioni, in esso contenute, di intervenuto acquisto della eredità ai sensi degli articoli 476, 477, 478, 485, secondo comma, 487, secondo comma, e 488 del codice civile. 3. Il certificato di successione è inserito nel registro delle successioni del tribunale nel cui circondario si è aperta la successione entro trenta giorni dalla sua formazione. Art. 20. (Trattamento tributario) 1. Il certificato di successione è soggetto a registrazione in termine fisso con il pagamento di una sola imposta di registro in misura fissa di euro 168 ed è esente da imposte ipotecarie e catastali, anche quando contenga le dichiarazioni facoltative di cui all'articolo 17 e sostituisce la denuncia di successione prevista dal testo unico del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, fatte salve le imposte dovute per la successione. 2. Le dichiarazioni previste per la richiesta di agevolazioni fiscali sono allegate al certificato di successione o inserite nello stesso.