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Le disposizioni di cui all'articolo 95 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, non si applicano nel caso di riunioni, anche a carattere conviviale, connesse ad attività di propaganda consentite dalla legge o di seminari, convegni ed incontri di studio. Ai fini delle medesime disposizioni non sono da considerare donativi gli oggetti pubblicitari di valore modesto e di uso corrente. Art. 46. (Comunicazioni agli elettori) 1. Qualora si sia proceduto alla revisione dei collegi elettorali, i comuni il cui territorio sia ricompreso in più collegi provvedono ad inviare a ciascun elettore una comunicazione in cui è specificato il collegio in cui l'elettore stesso eserciterà il diritto di voto e di sottoscrizione per la presentazione delle candidature. Art. 47. (Forme di propaganda) 1. In ogni singolo strumento di propaganda elettorale deve essere riportato il nome del segretario amministrativo responsabile della propaganda ovvero il nome del singolo candidato che lo ha commissionato, o del suo mandatario, nonché il nome di chi lo ha prodotto, la data, il luogo e lo stabilimento di produzione e, ove si tratti di stampati, il numero delle copie tirate. 2. I soggetti responsabili delle emittenti televisive, gli editori dei giornali, i titolari delle tipografie e tutti gli altri soggetti che producano materiali o cedano servizi utilizzabili in qualsiasi forma a scopo di propaganda elettorale, ivi comprese consulenze ed intermediazioni d'agenzia, sono tenuti ad accertare che i relativi ordini siano firmati dai segretari amministrativi di partito responsabili per la propaganda ovvero dai singoli candidati o loro mandatari, ai quali sono tenuti ad emettere fattura. 3. Gli strumenti di propaganda elettorale relativi a uno o più candidati, prodotti da associazioni, sindacati o organizzazioni di categoria, devono indicare il committente responsabile che ne sostiene le spese. Il soggetto che li produce deve acquisire l'autorizzazione dei candidati cui si riferiscono o dei loro mandatari. I costi sostenuti per le forme di propaganda di cui al presente comma sono computati pro quota ai fini del calcolo dei limiti di spesa definiti dall'articolo 43 e devono essere specificamente evidenziati nel rendiconto di cui all'articolo 44. Art. 48. (Divieti di propaganda) 1. Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni, è vietato svolgere propaganda elettorale per il voto in favore di singoli candidati, a mezzo di inserzioni pubblicitarie su quotidiani o periodici, spot pubblicitari e trasmissioni pubblicitarie radiotelevisive. 2. Non rientrano nel divieto di cui al comma 1 i comunicati per l'annuncio di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi o interventi comunque denominati, anche con l'indicazione dei candidati alle elezioni. 3. Le spese per inserzioni pubblicitarie su quotidiani o periodici e gli avvisi a pagamento radiotelevisivi, che abbiano ad oggetto l'annuncio di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi o interventi comunque denominati, da svolgere con la partecipazione di candidati nella circoscrizione, nel collegio o nel comune nei quali hanno presentato la loro candidatura, sono computati, ai fini dei limiti di spesa di cui all'articolo 43, tra le spese del singolo candidato o pro quota dei diversi candidati che intervengono alle manifestazioni, salvo che siano inserite nel rendiconto delle spese del partito, previsto dal comma 4 dell'articolo 42, in quanto non direttamente riferibili al candidato. Art. 49. (Disciplina delle affissioni) 1. L'articolo 7 della legge 4 aprile 1956, n. 212, è sostituito dal seguente: «Art. 7. - 1 . L'affissione di stampati, giornali murali e manifesti di propaganda negli spazi di cui all'articolo 1 avviene tramite l'ufficio affissioni del comune o il concessionario del servizio comunale. 2 . Ciascun segretario amministrativo responsabile della propaganda elettorale provvede a trasmettere i manifesti del partito e dei suoi candidati che intende siano affissi, in numero massimo di otto per ogni spazio di cui la rispettiva lista o gruppo di candidati dispone, ai comuni rientranti nell'ambito territoriale di sua competenza. 3 . Per i partiti i cui statuti siano stati registrati e per i loro candidati, il costo del servizio di affissione è posto a carico del bilancio comunale. Ciascun segretario amministrativo responsabile per la propaganda elettorale, territorialmente competente, è tenuto comunque a versare al comune una cauzione che viene restituita al termine della campagna elettorale, salvo quanto previsto dal comma 4. 4 . In caso di affissione di manifesti sui tabelloni ovvero al di fuori degli stessi da parte di soggetti diversi da quelli di cui al comma 1, il partito alla cui lista o ai cui candidati si riferisce il manifesto perde il diritto alla restituzione della cauzione». 2. L'importo della cauzione di cui al comma 3 dell'articolo 7 della legge n. 212 del 1956, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, per ogni singolo manifesto è fissato annualmente dalla Commissione. 3. Per il rimborso ai comuni delle spese previste dall'articolo 7 della legge n. 212 del 1956, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è istituito presso il Ministero dell'interno un apposito fondo, reintegrabile in occasione di ogni elezione generale, per un ammontare non superiore a 2.000.000 di euro. Art. 50. (Propaganda telefonica) 1. La propaganda elettorale telefonica tramite terzi può essere svolta solo tra le ore 8.30 e le ore 21. 2. Per propaganda elettorale telefonica si intende quella non effettuata personalmente dal candidato. Titolo V DISPOSIZIONI RELATIVE AL PROCEDIMENTO AVANTI LA COMMISSIONE DI GARANZIA E ALLE SANZIONI Art. 51. (Poteri della Commissione di garanzia) 1. Fermi restando gli ulteriori compiti ad essa attribuiti dalla presente legge, la Commissione: a) accerta la rispondenza degli statuti dei partiti ai requisiti fissati dalla presente legge e li registra; b) verifica la regolarità dei bilanci dei partiti, nonché il pieno adempimento, da parte dei partiti stessi e dei candidati alle elezioni, di tutti gli obblighi previsti dalla legge; c) dispone la pubblicazione dei bilanci dei partiti di cui ha accertato la regolarità in apposito Supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale ; d) acquisisce ogni elemento necessario e pertinente alle indagini di sua competenza presso tutte le amministrazioni pubbliche e private e presso gli istituti bancari e finanziari. 2. Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 la Commissione può avvalersi delle strutture e del personale del Corpo della guardia di finanza. Art. 52. (Controllo degli obblighi e dei bilanci dei partiti) 1. La Commissione, ove il partito politico non presenti il bilancio annuale e il rendiconto delle spese elettorali entro i termini previsti, rispettivamente, dall'articolo 29 e dall'articolo 42, previa diffida al segretario amministrativo ad adempiere entro i successivi quindici giorni, applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 51.650 a 155.000 euro. 2.