[massime]

ORD. 187/05. REATI E PENE - REATO DI LESIONI COLPOSE COMMESSO CON VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA CIRCOLAZIONE STRADALE - APPLICAZIONE DELLE SANZIONI PREVISTE PER I REATI DI COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE - DENUNCIATA IRRAGIONEVOLE DIVERSIFICAZIONE RISPETTO ALLE SANZIONI APPLICABILI AI REATI DI LESIONI CONNESSE A COLPA PROFESSIONALE O IN VIOLAZIONE DI NORME SULLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO, INADEGUATEZZA DELLA PENA, LESIONE DEL DIRITTO ALLA SALUTE - RICHIESTA DI INTERVENTO ADDITIVO E DI SISTEMA 'IN MALAM PARTEM' - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 52, 63 e 64 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, sollevata per l’asserita violazione degli artt. 3, 27, terzo comma, e 32 della Costituzione, in quanto al reato di lesioni colpose commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale sono applicabili le sanzioni previste dal predetto art. 52 per i reati attribuiti alla competenza del giudice di pace, mentre ai reati di lesioni connesse a colpa professionale o commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale, che continuano ad essere attribuiti alla competenza del giudice ordinario, sono applicabili le sanzioni previste dal codice penale. Infatti, il rimettente, chiedendo per il reato in esame una pronuncia che consenta di ripristinare il meccanismo sanzionatorio applicabile prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 274 del 2000, invoca nella sostanza un intervento additivo e di sistema 'in malam partem', non consentito alla Corte in forza del principio della riserva di legge in materia penale. - Vedi, citate, sentenze n. 161/2004 e n. 49/2002, ordinanza n. 175/2001 e sentenza n. 30/2001, sentenza n. 508/2000.