[pronunce]

n. 266 del 1992, in quanto il comma 20, primo periodo, dell'art. 6 rimetterebbe alla potestà della Regione e delle Province autonome l'adeguamento ai principi posti dall'articolo impugnato anche per quanto riguarda gli enti locali, gli organismi pubblici e le società; che, in ogni caso, i commi 3, 5, 12 e 19 rientrerebbero nella competenza esclusiva dello Stato, essendo attinenti all'ordinamento civile; che, dopo che le parti hanno depositato ulteriori memorie difensive, in prossimità dell'udienza pubblica dell'8 giugno 2011 fissata per la discussione dei ricorsi de quibus, entrambe le ricorrenti hanno proposto un'istanza di rinvio, alla quale la difesa dello Stato ha aderito; che, in prossimità dell'udienza pubblica fissata a seguito del rinvio accordato da questa Corte, dopo la presentazione di una nuova memoria difensiva da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, entrambe le ricorrenti, con atti depositati nella cancelleria di questa Corte il 9 novembre 2011, hanno rinunciato all'impugnazione delle disposizioni contenute nell'art. 6 per sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere; che, con distinti atti depositati nella cancelleria di questa Corte il 22 novembre 2011, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha dichiarato di accettare l'avvenuta rinuncia in relazione ai ricorsi nn. 104 e 105 del 2010. Considerato che la Regione autonoma Trentino-Alto Adige (reg. ric. n. 104 del 2010) e la Provincia autonoma di Trento (reg. ric. n. 105 del 2010) hanno impugnato numerosi commi dell'art. 6 (Riduzione dei costi degli apparati amministrativi) del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122; che, in ragione della comunanza di materia, i giudizi promossi con i ricorsi de quibus devono essere riuniti per essere decisi con unica pronuncia; che entrambe le ricorrenti, con atti depositati nella cancelleria di questa Corte il 9 novembre 2011, hanno dichiarato di rinunciare ai ricorsi proposti; che, con atto depositato nella cancelleria di questa Corte il 22 novembre 2011, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha dichiarato di accettare l'avvenuta rinuncia in relazione ai ricorsi nn. 104 e 105 del 2010; che, ai sensi dell'art. 25 delle norme integrative per i giudizi dinanzi a questa Corte, la rinuncia al ricorso, seguita dalla accettazione della controparte, comporta l'estinzione del processo.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, 1) dichiara estinto il giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 6, commi 3, da 5 a 9, da 12 a 14, 19 e 20, primo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, promosso - in riferimento agli artt. 4 e 79 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), all'art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento), e agli artt. 117 e 119 della Costituzione, come estesi alle autonomie speciali dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione) - dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige con il ricorso n. 104 del 2010, indicato in epigrafe; 2) dichiara estinto il giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 6, commi 3, da 5 a 9, da 11 a 14, 19 e 20, primo periodo, e 21, secondo periodo, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, promosso - in riferimento agli artt. da 69 a 86 (Titolo VI) del d.P.R. n. 670 del 1972, all'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, all'art. 17 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale), e agli artt. 117, commi terzo e quarto, e 119 della Costituzione - dalla Provincia autonoma di Trento con il ricorso n. 105 del 2010, indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 2011. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 22 dicembre 2011. Il Direttore della Cancelleria F.to: MELATTI