[ddlpres]

La richiesta di iscrizione di cui al comma 1 può essere inoltrata da singoli produttori ceramici nonché dai titolari o legali rappresentanti di imprese ceramiche, secondo le modalità e le condizioni stabilite dal Consiglio nazionale ceramico. 3. L'iscrizione ad uno dei registri di cui al comma 1 è disposta dalla Direzione generale per la tutela della proprietà industriale dell'Ufficio italiano brevetti e marchi in conformità al relativo parere comunicato al Ministro delle imprese e del made in Italy dai Comitati di disciplinare, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera a) . 4. Sono altresì istituiti, presso il Consiglio nazionale ceramico, il « Registro dei produttori di ceramica artistica e tradizionale » e il « Registro dei produttori di ceramica di qualità » destinati alle iscrizioni dei produttori di ceramica di Paesi membri dell'Unione europea che ne facciano espressa richiesta. Art. 4. (Istituzione e compiti del Consiglio nazionale ceramico) 1. È istituito il Consiglio nazionale ceramico di seguito denominato « Consiglio », con il compito di tutelare la ceramica della tradizione artistica italiana, valorizzandone il patrimonio storico e culturale tradizionale nonché i modelli e i decori tipici, e la ceramica italiana di qualità. 2. Il Consiglio : a) entro un anno dal suo insediamento, previa consultazione con le regioni e con gli enti locali interessati, individua i comuni presso i quali è in atto un'affermata produzione di ceramica della tradizione artistica italiana e di ceramica italiana di qualità e li riconosce come « Città della ceramica », eventualmente comprendendovi, in caso di tradizioni storicamente comprovate, anche aree contigue in cui vi sia una produzione ceramica di rilevanza storica, nonché le aree contigue in cui sia presente una produzione ceramica che per tipologia, caratteri e qualità sia riconducibile alla ceramica della tradizione italiana e alla ceramica italiana di qualità; b) definisce e approva il disciplinare-tipo di produzione della ceramica della tradizione artistica italiana e il disciplinare di produzione della ceramica italiana di qualità; c) esamina i ricorsi di cui all'articolo 7, comma 6, e adotta le decisioni ritenute opportune; d) collabora alle iniziative di studio e di promozione per la valorizzazione delle produzioni tutelate. In particolare, d'intesa con le regioni e con le Città della ceramica, promuove l'istituzione di una Esposizione internazionale dell'arte ceramica italiana, con manifestazioni divulgative, culturali e di commercializzazione, da tener e alternativamente in una Città della ceramica del Mezzogiorno e in una dell'Italia centro-settentrionale; e) concorre, in Italia e all'estero, a tutelare la ceramica della tradizione artistica italiana e la ceramica italiana di qualità, coordinando la propria attività con le regioni, lo Stato, gli enti di promozione e tutela della ceramica e ogni altro ente od organismo interessato, con particolare riferimento al Comitato interministeriale per il made in Italy nel mondo di cui all'articolo 14, comma 18- ter , del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; f) svolge ogni altro compito necessario al perseguimento delle finalità istituzionali ad esso affidate. 3. Per lo svolgimento delle sue attribuzioni il Consiglio effettua le indagini che ritiene opportune, ivi compresa l'audizione di soggetti interessati e di consulenti tecnici. Art. 5. (Composizione del Consiglio) 1. Il Consiglio è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle imprese e del made in Italy che lo presiede. 2. Il Consiglio dura in carica cinque anni ed è composto da: a) cinque membri in rappresentanza degli organi dello Stato, di cui: 1) un membro in rappresentanza del Ministero delle imprese e del made in Italy ; 2) un membro in rappresentanza del Ministero della cultura; 3) un membro in rappresentanza del Ministero dell'istruzione e del merito; 4) un membro in rappresentanza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; 5) un membro in rappresentanza del Ministero del turismo; b) tre membri in rappresentanza delle regioni di maggiore tradizione ceramica designati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome; c) dodici membri in rappresentanza dei produttori di ceramica artistica e tradizionale, designati dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale; d) sette membri in rappresentanza delle Città della ceramica, di cui sei designati dall'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e uno designato dall'Unione nazionale comuni, comunità enti montani (UNCEM). 3. La designazione dei membri di cui al comma 2, lettere b) e d) , è effettuata in maniera da assicurare la più ampia rappresentanza, nel Consiglio, delle zone di affermata tradizione ceramica. 4. Il Consiglio garantisce altresì la partecipazione alle proprie riunioni dei membri delle Commissioni parlamentari competenti che ne facciano richiesta. 5. Alle riunioni del Consiglio, per le decisioni di cui all'articolo 4, comma 2, lettere b) ed e) , partecipano altresì, con voto deliberativo, tre rappresentanti della regione o delle regioni nel cui territorio è ubicata la Città della ceramica oggetto delle decisioni medesime. 6. I membri del Consiglio sono scelti tra personalità particolarmente esperte nello specifico settore sotto il profilo artistico, scientifico o giuridico. 7. La costituzione del Consiglio ha luogo entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 8. La prima riunione del Consiglio è convocata dal Ministro delle imprese e del made in Italy entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche qualora la composizione risulti incompleta, purché sia stata nominata la metà più uno dei suoi componenti. Art. 6. (Disposizioni di attuazione) 1. Entro tre mesi dal suo insediamento il Consiglio: a) predispone lo schema del regolamento di attuazione che disciplina, tra l'altro, le modalità relative all'accertamento della rispondenza del prodotto alle norme previste dai disciplinari di produzione e lo sottopone al Ministro delle imprese e del made in Italy ; b) determina le modalità di formazione e funzionamento dei registri di cui all'articolo 3 e dei Comitati di disciplinare di cui all'articolo 7; c) definisce le caratteristiche tipologiche, secondo le norme UNI, nonché il disciplinare dei marchi. 2. Entro trenta giorni dalla ricezione dello schema di regolamento di cui al comma 1, lettera a), il Ministro delle imprese e del made in Italy formula eventuali osservazioni, sulle quali il Consiglio esprime il proprio parere entro i successivi trenta giorni. Decorso il predetto temine, il regolamento è adottato con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 3. Le spese derivanti dall'istituzione e dal funzionamento dei registri dei produttori di cui all'articolo 3, e dal funzionamento dei Comitati di disciplinare di cui all'articolo 7, sono a carico dei richiedenti l'iscrizione ai registri medesimi. 4.