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Asia Noreen Bibi, madre di cinque figli, è incarcerata dal giugno 2009 e langue in un carcere pakistano da allora; picchiata, stuprata e poi condannata a morte per impiccagione. Il giudice che l'ha condannata a morte in data 8 novembre 2010 le offrì la revoca della sentenza in cambio della sua conversione all'Islam. Lei ha risposto che preferiva morire da cristiana che vivere da musulmana e ha detto al giudice: «Se lei mi ha condannato a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per lui». Non ho sentito femministe o grida di sostegno a questa donna coraggiosa che ieri è stata sottoposta all'ultimo grado di giudizio. Dalle notizie che abbiamo ricavato in queste ore sembra che il verdetto della Corte suprema del Pakistan sia stato emesso, ma sia riservato. Sembra che i giudici, secondo quanto riportato da «Asia News», vogliano evitare disordini o che scoppi la rivolta. Il suo avvocato chiede che i Paesi occidentali siano pronti a offrire immediato asilo politico. Io richiamo l'attenzione di quest'Assemblea e delle istituzioni del nostro Paese a questo tipo di asilo politico che ci interessa e che speriamo sia fatto in tempi brevi e immediati. Chiediamo che i Governi del mondo non possano più perseguire persone semplicemente perché cristiane. Ci piacerebbe che Asia Bibi fosse ospitata presto in Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . PRESIDENTE. La ringrazio per il suo puntuale e toccante intervento. RUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, 8 ottobre 1986 - 8 ottobre 2018: ieri ricorreva il trentaduesimo anniversario della morte del piccolo Claudio Domino, vittima innocente della mafia. A ricordarlo e a ricordare tutti i 125 bambini vittime innocenti della mafia, ieri a Palermo, sono stati i genitori e il gruppo Paolo Borsellino di Agende Rosse. Conobbi la mamma di Claudio quando intervenne durante la presentazione di un libro di un amico comune vittima della mafia. Quel giorno il racconto di una mamma che vede falciare la vita del proprio figlio gelò l'aria. Ucciso perché testimone scomodo, ucciso perché nel posto sbagliato. Non è vero che la mafia non tocca i bambini. Li giustizia con un colpo alla testa, con un'iniezione letale, li scioglie nell'acido. Da quel giorno sento il dovere di ricordare tutti i 125 bambini vittime delle mafie e di affidare la loro vita negata a quest'Assemblea perché ne mantenga viva la memoria. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e L-SP-PSd'Az). VONO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per la mia Calabria, martoriata dalle alluvioni degli ultimi giorni che hanno portato via alla gioia della vita Cristian, sette anni, e la sua mamma, mentre Nicolò, di soli due anni, è ancora disperso. Siamo tutti affranti da questa tragedia ma il nostro compito non può fermarsi alla normale, umana solidarietà. Dobbiamo intervenire con forza per dare risposte concrete che prescindano dalla vicinanza nel dolore e siano efficaci per la ripresa del territorio. In questi giorni ho potuto constatare di persona i cedimenti, gli smottamenti e le frane sulle principali strade provinciali di collegamento dell'area di Vibo Valentia e di Catanzaro. Avevo già consapevolezza che l'emergenza in Calabria è di fatto cronicità ma ho dovuto prendere consapevolezza che poco di quanto accaduto è dovuto al fato. Molto è dovuto all'incuria del territorio, all'assenza di interventi programmati per prevenire il dissesto idrogeologico, alla mancata manutenzione delle infrastrutture viarie che sono fondamentali. Nell'immediatezza vi chiedo uno sforzo unitario per la sottoscrizione di un emendamento condiviso per la Calabria che renda possibile il reperimento dei fondi necessari per eliminare l'isolamento. Non è il caso di recriminare sulle colpe. È il momento di assumersi le responsabilità, anche quelle che derivano da provvedimenti passati. È ora di agire con fermezza per difendere i nostri territori, agire per l'area del Lametino in cui si è verificata la tragedia delle vittime e dove dagli anni Ottanta si attende il completamento della strada che non c'è, arteria di collegamento delle province di Catanzaro e Cosenza; agire per l'area del Vibonese per cui, in spirito di collaborazione istituzionale, invito i dirigenti dell'ANAS nazionale e del compartimento Calabria a sbloccare le pratiche burocratiche per garantire la percorribilità attraverso la manutenzione ordinaria e straordinaria della ex strada statale 110, impraticabile per cedimento strutturale del manto stradale e causa di isolamento dei territori, in attesa del completamento della Trasversale delle Serre che è importante, un fondamentale tracciato che unisce le due coste della Calabria. Come calabresi allora chiediamo e, nel ruolo istituzionale, intimiamo l'ANAS di mantenere fede agli impegni assunti, adoperandosi per il completamento dei lavori rimanenti nella provincia di Vibo Valentia, ponendo fine alla condizione di conflittualità tra cittadini e istituzioni, quindi di concludere con solerzia i lavori di Monte Cucco e procedere all'apertura dello svincolo di Vazzano di accesso all'autostrada, già in ritardo di parecchi mesi, senza sfilate e tagli di nastri. Nulla di particolare, quindi, solo che ognuno, per quanto di competenza, faccia il proprio dovere per un autentico cambiamento e un veloce recupero dei ritardi subiti dal Paese, a cominciare da noi parlamentari. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Naturalmente ci uniamo alla richiesta, estendendola alle tante altre località di ogni parte d'Italia che hanno subito in questo periodo terremoti e alluvioni - penso alla Sicilia - con vittime e molti disagi. È un problema che credo tutte le forze politiche avvertano e mi auguro che principalmente quelle di maggioranza possano intervenire. ORTOLANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ORTOLANI (M5S) . Signor Presidente, oggi, come abbiamo sentito dal presidente Alberti Casellati, è la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo. Lei stessa ha pronunciato parole molto forti, richiamando l'attenzione delle istituzioni per avviare progetti di risanamento idrogeologico su tutto il territorio, che è stato trascurato. Cominciamo con un riferimento veloce al grande fenomeno del Vajont. Questi grandi fenomeni sono importantissimi perché consentono agli studiosi di capire quanto sia pericolosa la natura e come l'uomo vi si debba rapportare saggiamente. Alcuni dati. Il bacino del Vajont, retto da una diga, conteneva 115 milioni di metri cubi di acqua. Improvvisamente, dal versante orografico sinistro, si staccò una frana di 270 milioni di metri cubi, che precipitò nel lago a una velocità di 100 chilometri all'ora.