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È vero, peraltro, che la diversa consistenza del gruppo linguistico tedesco rispetto a quello ladino ha fatto sì che lo statuto del 1972 abbia riconosciuto alla lingua tedesca la completa parificazione con quella italiana, mentre la tutela della lingua ladina è rimasta «confinata» nella disciplina che ne protegge e ne promuove l'uso nei territori ladini da parte di quella popolazione. Questa diversa estensione del principio generale di parità e di tutela delle tre identità trova causa e ragione nella sproporzione anche nello sforzo finanziario della regione e delle province qualora quella parificazione fosse stata estesa alla lingua ladina. Così il principio di pariteticità, limitato nello statuto del 1948 alle cariche degli uffici di presidenza dei consigli, fu esteso, nello statuto del 1972, alla vicepresidenza delle giunte regionale e provinciale e alla composizione della commissione per il parere sulle norme di attuazione, da allora, appunto, «paritetica», ma continuò a riguardare i soli gruppi linguistici tedesco e italiano. Allo stesso modo, il principio di parità dei tre gruppi che sostiene la disciplina della cosiddetta «proporzionale etnica» nei ruoli speciali dell'impiego pubblico nella provincia autonoma di Bolzano (articolo 77- bis dello statuto del 1948, ora articolo 89 dello statuto del 1972) fu (ed è) limitato alla riserva e alla ripartizione proporzionale tra i gruppi linguistici italiano e tedesco per il personale della magistratura requirente e giudicante, alla composizione paritetica tra i componenti dei gruppi linguistici tedesco e italiano nella composizione della sezione di Bolzano del tribunale amministrativo regionale (TAR) e all'introduzione del consigliere appartenente al gruppo linguistico tedesco nelle sezioni del Consiglio di Stato investite dei giudizi di appello dal TAR di Bolzano. Un passo ulteriore nella garanzia di rappresentanza del gruppo linguistico ladino negli organi della regione e della provincia autonoma di Bolzano è stato effettuato con alcune delle modifiche statutarie del 2001 (legge costituzionale n. 2 del 2001, articolo 4), seppure con parziale «rottura» del principio proporzionalistico e, per la presenza nella giunta regionale e nella giunta provinciale di Bolzano, subordinando tale «rottura» all'intesa tra i gruppi. Balza in evidenza, in primo luogo, la garanzia dell'elezione di almeno un consigliere ladino in ciascuno dei due consigli provinciali, tramite un collegio dedicato nella provincia autonoma di Trento e il requisito dell'appartenenza etnica nella provincia autonoma di Bolzano. Per la rappresentanza nell'ufficio di presidenza nella giunta provinciale di Bolzano, il nuovo riconoscimento al gruppo linguistico ladino fa sì che: 1) alla presidenza del consiglio provinciale di Bolzano -- prima riservata rigidamente, a turno, ai gruppi italiano e tedesco -- possa essere eletto un consigliere appartenente al gruppo linguistico ladino, previo assenso, per i rispettivi periodi, della maggioranza dei consiglieri del gruppo linguistico italiano o tedesco; 2) al gruppo linguistico ladino sia garantita una delle due vicepresidenze del consiglio provinciale di Bolzano, quando entrambi i vice Presidenti devono appartenere a un gruppo linguistico diverso da quello cui appartiene il Presidente in carica; 3) al gruppo linguistico ladino possa essere riconosciuta la rappresentanza nella giunta provinciale di Bolzano, anche in deroga alla rappresentanza proporzionale. Il favore con cui le modifiche statutarie del 2001 hanno affrontato l'ampliamento del riconoscimento istituzionale del gruppo linguistico ladino è testimoniato anche dall'estensione alla provincia autonoma di Trento della disposizione -- già presente nello statuto per la provincia autonoma di Bolzano -- che impone di assicurare alla popolazione ladina la destinazione di stanziamenti in misura idonea a promuoverne la tutela e lo sviluppo culturale, sociale ed economico (articolo 15 dello statuto del 1972), nonché della facoltà di impugnare dinanzi al tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento gli atti amministrativi ritenuti lesivi del principio di parità tra i cittadini di lingua italiana, ladina, mochena e cimbra, residenti nella provincia autonoma di Trento. La soluzione trovata rappresenta, con tutta evidenza, un compromesso che riteniamo sia in grado di conciliare l'istanza di rappresentanza ladina con la necessità di non alterare l'equilibrio proporzionale e, dove previsto, l'equilibrio paritario che deve permanere tra i due gruppi linguistici maggiori. Per la vicepresidenza del consiglio provinciale di Bolzano, la garanzia ha potuto essere diretta per la natura istituzionale delle decisioni che questi concorrono ad assumere. L'eventuale alterazione dell'equilibrio proporzionale, infatti, è ivi ampiamente compensata dalla proporzionalità che governa la composizione dell'assemblea. Per il superamento del rapporto paritario fra i due gruppi linguistici maggiori nell'alternanza della presidenza dell'Assemblea legislativa, la necessità dell'intesa del gruppo linguistico maggiore che vi rinuncia in favore del rappresentante ladino garantisce (deve garantire) che l'esercizio di quella funzione non possa risolversi in svantaggio per quello dei gruppi maggiori che la cede. La soluzione prescelta appare chiara nella prevista possibilità di alterare l'equilibrio proporzionale dei due gruppi maggiori nella giunta provinciale di Bolzano inserendovi -- fuori quota -- un rappresentante del gruppo linguistico ladino, specie se si considera l'esiguità del numero degli assessori cui si vuole ricondurre la composizione della giunta. Per queste medesime difficoltà, la riforma statutaria del 2001 non ha affrontato le modifiche in materia di composizione e di rappresentanza in favore del gruppo linguistico ladino, che pure erano state prefigurate, nella composizione degli organi della magistratura e nella commissione paritetica Stato-regione-province autonome. Il presente disegno di legge costituzionale è diretto a modificare sette articoli dello statuto del 1972. Ciascuna delle modifiche è intesa a garantire alla minoranza di lingua ladina la titolarità di una propria rappresentanza in ciascuno degli organi disciplinati dalle disposizioni che qui vengono modificate. Le modifiche all'articolo 89 dello statuto stabiliscono invece la parità di trattamento del personale appartenente al gruppo linguistico ladino nella magistratura requirente e giudicante ed estendono ad esso le limitazioni imposte ai trasferimenti di personale. L'articolo 1 del presente disegno di legge costituzionale modifica l'articolo 50 dello statuto del 1972 che prevede la disciplina della composizione della giunta provinciale di Bolzano. L'inserimento del terzo vice Presidente nella giunta provinciale di Bolzano non è stabilito in via permanente e diretta, ma è subordinato all'effettiva presenza nella giunta di un componente del gruppo linguistico ladino, eventualmente eletto in forza della deroga al principio della rappresentanza proporzionale già stabilita dal terzo comma del testo vigente. Quando questo dovesse verificarsi, il numero dei vice Presidenti della giunta è elevato a tre e uno di essi sarebbe appannaggio del componente che appartiene al gruppo linguistico ladino. L'articolo 2 introduce nell'articolo 62 dello statuto del 1972 due nuovi commi con i quali, in entrambe le province, estende la rappresentanza dei tre gruppi linguistici agli organi di vertice degli enti locali intermedi e degli enti pubblici di rilevanza provinciale.