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3 Ove constati incongruenze, l'Autorità richiede i chiarimenti e l'eventuale documentazione per la verifica della legittimità dell'operato; quindi provvede al riscontro positivo. In caso contrario, l'Autorità impugna l'atto davanti al tribunale amministrativo regionale e, previo contraddittorio con le parti, ne sospende l'efficacia fino al termine del giudizio. 4 Tutti i soggetti portatori di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o fondazioni, cui possa derivare un pregiudizio dagli atti o provvedimenti di cui al presente articolo, hanno facoltà di denunziare all'Autorità la violazione di norme di sua competenza. 5 L'Autorità presenta alle Camere, entro il 30 giugno di ciascun anno, una relazione sull'attività, indicando gli atti o i provvedimenti annullati e segnalando le criticità riscontrate. 5 (Stato, enti pubblici e relativi adempimenti) 1 Lo Stato e gli altri enti pubblici inviano all'Autorità gli atti o provvedimenti di cui all'articolo 4, comma 1. 2 Sono enti pubblici, ai fini della presente legge, gli enti così qualificati dalla legge o con atto amministrativo, nonché gli enti che possiedono indici rivelatori della loro pubblicità. Sono comunque enti pubblici gli enti pubblici economici e tutti gli enti i cui organi di amministrazione, direzione o vigilanza sono designati dal Parlamento, dal Governo o da organi rappresentativi di enti pubblici territoriali. 3 La Presidenza del Consiglio dei ministri trasmette all'Autorità, entro trenta giorni dalla data della sua costituzione, un elenco completo degli enti pubblici di cui al comma 2. 6 (Comitati regionali per la parità delle donne e degli uomini) 1 Sono funzionalmente organi dell'Autorità i comitati regionali per la parità delle donne e degli uomini, che possono essere istituiti con leggi regionali in attuazione dell'articolo 117, settimo comma, della Costituzione. 2 L'Autorità, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adotta un regolamento per definire le procedure di raccordo con l'attività dei comitati regionali di cui al presente articolo. 7 (Regolamento di attuazione) 1 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adottate le disposizioni attuative della presente legge. 2 Il regolamento di cui al comma 1, in particolare: a disciplina l'organizzazione dell'Autorità; b stabilisce la dotazione di personale necessario per un adeguato esercizio delle attribuzioni dell'Autorità; c determina i criteri di gestione delle risorse finanziarie assegnate all'Autorità e i conseguenti adempimenti; d fissa l'indennità spettante ai membri dell'Autorità; e definisce lo stato giuridico e il trattamento economico del personale dipendente dell'Autorità; f precisa tempi e modi dell'invio all'Autorità, da parte dello Stato e degli altri enti pubblici di cui all'articolo 5, comma 2, degli atti o dei provvedimenti di cui all'articolo 4, comma 1, dell'eventuale istruttoria disposta dalla medesima Autorità, nonché del riscontro positivo oppure dell'impugnazione dell'atto e della sospensione della sua efficacia; g disciplina i procedimenti e i tempi di audizione e di contraddittorio con le parti preordinati ai provvedimenti dell'Autorità. 8 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari a 10 milioni di euro per l'anno 2013, a 15 milioni di euro per l'anno 2014 e a 20 milioni di euro per l'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.