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il tema della sospensione della brevettabilità di quelle che noi chiamiamo le licenze per produrre il vaccino non è in discussione in questo principio. Il primo principio è che il vaccino deve essere dato all'individuo e non mi riferisco alla singola persona, ma ad intere popolazioni. Devo mettere uno Stato in condizione di poter vaccinare tutte le persone; che io faccia questo perché aumento la produzione dei vaccini a bassissimo costo (c'è il famoso fondo Covax che però sappiamo tutti essere del tutto insufficiente), o perché permetto a quello Stato di produrre il vaccino in modo autonomo, è secondario rispetto all'aver definito il vaccino come diritto universale. Certo, sappiamo bene che non basta che io dia la possibilità di produrlo se un Paese non ha gli strumenti, i mezzi, le tecnologie e le competenze per poterlo fare, ma l'obbligo nostro non rientra più tra la libertà di vaccinarmi e l'assoluta carenza di possibilità di vaccinarmi, perché quella non è libertà, è ipocrisia di sistema. Dobbiamo apprendere proprio in questa pandemia, che ha provocato un numero di morti superiore alle tante guerre che si disputano in giro per il mondo, che la vecchia Europa, l'Europa dei diritti, è veramente anche l'Europa dei doveri, nel senso della tutela delle persone che sono maggiormente in difficoltà. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghi e colleghe, nonostante la gravità del momento per le conseguenze sanitarie, economiche e sociali, l'emergenza sanitaria ha rappresentato un'opportunità al fine di accelerare la riforma del processo civile e penale avviata dal MoVimento 5 Stelle e dal precedente Governo, mediante l'adozione di procedure in remoto, come il deposito di atti e notifiche, che ha comportato certamente una riduzione di tempi e di denaro pubblico. Pensiamo alle udienze in videoconferenza dei detenuti, fermo restando che le tutele giurisdizionali previste dalla Costituzione, i principi di oralità e il diritto di difesa, non vanno certamente compressi, nel pieno rispetto della certezza del diritto. Con il provvedimento in discussione oggi sono prorogate le disposizioni già adottate dalla legge n. 137 del 2020 (articoli 23, 23- bis e 23 -ter ) proprio per consentire questa trattazione in forma semplificata e prevalentemente da remoto, prevedendo la sospensione dei giudizi penali quando le relative udienze debbano essere rinviate per impedimenti oggettivi delle parti legate al Covid-19. Si interviene in tema di colloqui dei detenuti a distanza, prorogando - sempre sino al 31 luglio 2021 - la possibilità di ricorrere a colloquio in videochiamata con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i detenuti, in modo da non recidere i rapporti con la famiglia tutelando il diritto alla salute di tutti. Viene inoltre specificato che il malfunzionamento del portale del processo telematico costituisce condizione per la restituzione del termine processuale previsto per il deposito non riuscito a causa della disfunzione tecnologica. Si proroga la disciplina speciale per lo svolgimento del processo amministrativo che ha dato risultati ottimali. In materia di processo contabile vengono prorogate le disposizioni secondo cui le udienze dinanzi alla Corte dei conti - alle quali è ammessa la presenza del pubblico - si celebrano a porte chiuse. Finalmente vi è l'autorizzazione allo svolgimento delle prove scritte del concorso in magistratura, in modo da scongiurare l'incremento delle scoperture di organico, stante anche il fisiologico flusso in uscita dei magistrati per pensionamento, in conseguenza delle ovvie ricadute negative sulla funzionalità degli uffici giudiziari, tanto da pregiudicare il raggiungimento di quegli obiettivi specifici che costituiscono oggetto nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Inoltre, mi preme sottolineare l'articolo 10 del presente provvedimento, dove vengono previste una serie di disposizioni volte alla semplificazione delle procedure per i concorsi pubblici. Con orgoglio posso affermare che, grazie al mio impegno e a quello delle mie colleghe Mantovani e Russo, nonché di tutti i miei colleghi del MoVimento 5 Stelle della 1 a Commissione, è stato approvato un emendamento volto a permettere che i titoli e l'esperienza professionale siano richiesti solo per determinati profili tecnici per i quali, appunto, è richiesta una particolare professionalità. Richiedendo titoli ed esperienza professionali si sarebbe potuto ledere lo spirito degli articoli 51 e 97 della Costituzione, in quanto di fatto sarebbero stati esclusi i giovani laureati, cioè coloro che hanno una minore età anagrafica e una differente capacità economica, non avendo, in molti casi, la possibilità di sostenere i costi di scuole di specializzazione o master: una problematica da me sollevata anche con una specifica interrogazione. Da anni sentiamo parlare della necessità di una riforma strutturale della pubblica amministrazione, di un turnover vero, reale, incentrato sul merito, sulle nuove energie per permettere quell'ammodernamento della pubblica amministrazione. Dobbiamo garantire questo ricambio generazionale e culturale. La semplificazione dei procedimenti - che avverrà anche mediante l'utilizzo di piattaforme digitali unitarie - potrà essere agevolata dall'impiego dei giovani, tenendo presente che è necessario avviare questa nuova fase di reclutamento e formazione continua del personale per rafforzare competenze e abilità. Affermo con forza, anche in virtù della mia pregressa esperienza lavorativa in ruolo apicale della pubblica amministrazione, l'estrema urgenza di svecchiarla, tenendo presente che, rispetto alle medie europee, i giovani italiani rientrano in una delle più alte percentuali a livello di disoccupazione. Oggi l'approvazione del provvedimento all'esame può rappresentare un primo tassello verso questo cambiamento urgente e necessario. Da anni si parla di meritocrazia e di rilancio per il Paese, ma un Paese, affinché possa rilanciarsi, necessita anche di politiche volte alla valorizzazione dei nostri giovani, che costituiscono il nostro futuro. Un altro accenno vorrei farlo in riferimento all'emendamento della senatrice Evangelista, a tutela degli operatori sanitari, prevedendo la punibilità solo per colpa grave nei casi di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, proseguendo il lavoro effettuato durante il decreto-legge cura Italia proprio per far sì che i nostri eroi siano tali anche nei fatti. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, il provvedimento in discussione, che è giunto in Aula dopo una lungo e travagliato iter , presenta delle misure veramente preoccupanti: innanzitutto mancano di proporzionalità e adeguatezza, ad esempio nell'obbligo imposto al personale sanitario di vaccinarsi, laddove non vi è certezza del grado di non trasmissibilità del virus per i vaccinati. La prescrizione quindi dell'obbligo, con pena addirittura di sospensione senza stipendio, del personale sanitario fino alla fine dell'anno è una misura sproporzionata che lede la libertà individuale del personale, il quale magari più di altri è in grado di esprimere un consenso informato realmente sul vaccino che sta per essergli somministrato.