[pronunce]

Gli intervenienti ribadiscono la censura di costituzionalità relativa all'eccesso di potere legislativo, riferita agli articoli 3 e 97 Cost., sotto il profilo della manifesta irragionevolezza delle disposizioni impugnate, dal momento che l'art. 64 in questione, pur dando atto di voler coniugare i tagli degli organici con l'obiettivo della qualificazione e della valorizzazione del servizio scolastico, si limita in realtà a prevedere una scarna regolamentazione volta unicamente a disciplinare il procedimento sulla cui base pervenire alle riduzioni di personale prefissate. 4.1.- In secondo luogo, pur riconoscendo che la riserva di legge prevista dall'art. 97 in tema di organizzazione dei pubblici uffici ha natura relativa e non assoluta, si osserva che nella specie le disposizioni censurate demandano al potere regolamentare la determinazione dei tagli senza fissare alcun criterio direttivo, se non quelli della percentuale da abbattere, e dell'arco temporale entro il quale realizzare l'intervento di riduzione del personale. 4.2.- In riferimento alla violazione dell'art. 117 Cost., si afferma che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 13 del 2004, ha sottolineato che la programmazione della rete scolastica e la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, non risolvendosi nell'adozione di norme generali sull'istruzione, non rientrano nella competenza statale esclusiva, ma in quella concorrente; mentre nella successiva sentenza n. 200 del 2009, la Corte ha precisato che le "norme generali sull'istruzione" sono quelle che «definiscono la struttura portante del sistema di istruzione», rientrando nella competenza concorrente quelle non riconducibili alla struttura essenziale del sistema che necessitano per la loro attuazione dell'intervento regionale. Pertanto, ad avviso degli intervenienti, in sede di legislazione concorrente lo Stato deve fissare le norme di raccordo tra quelle generali sull'istruzione e quelle di competenza regionale. Si osserva che sulla base di tali premesse la Corte costituzionale, nella sentenza n. 200 del 2009, ha dichiarato illegittime le disposizioni contenute nella lettera f) bis dell'art. 64 qui censurato, nella parte in cui demandava a un regolamento «la definizione dei criteri, tempi e modalità per la determinazione e l'articolazione dell'azione di dimensionamento della rete scolastica». Si insiste quindi per la dichiarazione di illegittimità delle disposizioni impugnate. 4.3.- In prossimità dell'udienza l'organizzazione sindacale intervenuta in giudizio ha depositato memoria per ribadire le precedenti censure, richiamando anche il contenuto della recente sentenza della Corte costituzionale, n. 147 del 2012.1.- Con l'ordinanza indicata in epigrafe, il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 97 e 117, secondo comma, lettera n), e terzo comma della Costituzione, la questione di legittimità dell'art. 64, commi 2 e 4, lettera e), del decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 1.1.- In primo luogo, il giudice remittente rileva il vizio di eccesso di potere legislativo, e la conseguente violazione degli articoli 3 e 97 Cost., a causa della mancanza, nelle disposizioni impugnate, di ogni riferimento a parametri normativi idonei ad orientare il potere amministrativo nel dare loro attuazione, essendo finalizzate, per mere esigenze finanziarie, alla riduzione del personale, malgrado lo scopo indicato di riorganizzazione e di miglioramento degli standard dei servizi. 1.2.- Inoltre, il giudice a quo afferma la violazione della riserva di legge di cui all'art. 97 della Costituzione in tema di organizzazione dei pubblici uffici, sostenendo che la riserva, anche se relativa, obbliga il legislatore a determinare preventivamente sufficienti criteri direttivi di base e linee generali di disciplina della discrezionalità amministrativa, mentre le disposizioni impugnate conferiscono all'amministrazione una delega in bianco. 1.3.- Una ulteriore censura viene riferita alla violazione del riparto di competenza legislativa tra Stato e Regioni disciplinato dall'art. 117, secondo comma, lettera n), e terzo comma, Cost., dal momento che le disposizioni impugnate sono finalizzate esclusivamente ad obiettivi di tipo finanziario, e pertanto non riconducibili nè alla potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di norme generali sull'istruzione, né alla competenza concorrente relativa alla materia "istruzione". 2.- L'Avvocatura generale dello Stato, in rappresentanza del Presidente del Consiglio dei ministri, ha richiesto che le questioni sollevate siano dichiarate inammissibili e infondate, rilevando anche, in una successiva memoria, che nelle more del giudizio di costituzionalità sono intervenuti alcuni mutamenti del quadro normativo in grado di determinare la restituzione degli atti al giudice a quo. 3.- Ai fini dell'esame del merito delle questioni sollevate, giova premettere una descrizione del contesto normativo nel quale si inseriscono le disposizioni impugnate. L'art. 64 del decreto-legge n. 112 del 1998, con l'obiettivo dichiarato al comma 1 di «una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione del personale docente», prevede l'adozione di una serie di misure. Al comma 2, impugnato nel presente giudizio, dispone che si proceda «alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007-2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando quanto disposto dall'art. 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Inoltre, il comma 3, per la realizzazione delle suddette finalità, dispone che il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Unificata e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, predisponga un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell' utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili.