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Art. 3 La quota di indennità di licenziamento corrispondente alle maggiorazioni di cui all'art. 1 della presente legge è liquidata ai supplenti dall'istituto cauzioni e quiescenza per i ricevitori postali-telegrafici, alle condizioni di cui al regio decreto-legge 21 ottobre 1938, n. 1923 e successive modificazioni, nella misura di una mensilità della quota di retribuzione risultante per effetto delle maggiorazioni predette per ogni anno di servizio successivo al 30 settembre 1945 o frazione di anno non inferiore a sei mesi. Sono escluse dal calcolo dell'indennità di licenziamento l'indennità di carovita e ogni altra indennità di carattere accessorio.