[resaula]

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, coltivo ancora la convinzione che le discussioni svolte in quest'Assemblea possano rappresentare un momento di confronto proficuo tra le posizioni, capace di aumentare il senso di responsabilità che il Parlamento deve mettere in campo in un momento come questo. Pertanto, nonostante tutti i limiti del provvedimento in esame che sono stati già citati, credo la discussione in atto sia non da mettere agli atti, ma da utilizzare per fare qualche passo avanti insieme. Ringrazio quindi tutti i colleghi che sono intervenuti cercando di interpretare il dibattito in tal senso. Ci proverò anche io, per quello che può servire, ma credo che sia assolutamente un'occasione da non sprecare. Negli ultimi mesi abbiamo misurato costantemente l'inadeguatezza degli strumenti di relazione tra Governo e Parlamento nell'affrontare la pandemia che ha avuto uno sviluppo assolutamente irregolare e variabile, tale da impedirci di programmare con certezza le azioni e gli avvenimenti e, quindi, le varie discussioni su quali fossero gli strumenti, tra decreti-legge e DPCM, tali da consentirci di interagire in modo positivo e tempestivo con riguardo alle decisioni che dovevano essere attuate dal Governo. È questa una discussione che possiamo portare avanti, ma credo sia assolutamente sterile in questo momento. Cerchiamo di focalizzarci sui temi di oggi, che riguardano non solo la pandemia, ma anche il quadro politico e la capacità del Parlamento e delle forze politiche di affrontare le emergenze del Paese, che in questo momento sono tre. Quanto all'emergenza sanitaria e alla crisi pandemica, non ne siamo usciti fuori e abbiamo ancora la necessità di affrontarle in modo significativo. Gli interventi di cui stiamo discutendo oggi, che sicuramente in parte hanno già esaurito i loro effetti, sono serviti - alcuni colleghi hanno fornito i numeri - a consentire un progressivo calo dei contagi giornalieri e una riduzione della trasmissione del virus. Colleghi, ci siamo detti tante volte che la trasmissione del virus avviene attraverso il contatto tra le persone e i momenti di socialità e questo elemento è decisamente negativo per la nostra società e le nostre comunità, perché crea una contraddizione forte: nel momento di difficoltà, in cui le persone hanno bisogno di stare vicino, è lo stare vicino che diventa il fattore più pericoloso per la trasmissione del virus. Questa crisi pandemica va quindi affrontata oggi ancora con decisione e con la capacità di mettere in campo una corresponsabilità. Il gioco a cui assistiamo spesso, nel quale il Governo impone delle misure e i Presidenti di Regione sono contrari, ma se fosse stata imposta una misura opposta i Presidenti di Regione sarebbero stati ugualmente contrari, è caratteristico di una condizione in cui vivere la responsabilità e la capacità di affrontare il problema sono temi aperti quotidianamente. L'esempio della scuola è evidente: nel momento in cui il Governo ha detto «torniamo a scuola», ci sono stati dei Presidenti di Regione che hanno detto no, la dobbiamo tenere chiusa. Allora di che cosa stiamo parlando, colleghi? Dobbiamo sempre più metterci attorno a questi problemi e insieme, corresponsabilmente, cercare soluzioni, perché oltre alla crisi sanitaria c'è anche un'emergenza economica che colpisce il nostro Paese e i cittadini in maniera assolutamente disomogenea. Dobbiamo avere anche presente che la nostra capacità autonoma di indebitarci come Paese per far fronte a questa crisi economica è esaurita: con l'ultimo scostamento di bilancio, che abbiamo votato tutti insieme, abbiamo esaurito la nostra capacità di indebitarci per far fronte a questa emergenza economica. Abbiamo davanti solamente le risorse del recovery fund per poter affrontare il rilancio del Paese e l'emergenza economica. Poi c'è l'emergenza sociale, connessa con quella economica. È evidente che le ricadute che ci saranno sul nostro Paese - e che vediamo già - nel momento in cui tutta una serie di misure andranno ad esaurimento ci porranno davanti alla necessità di affrontare, credo in modo ancora più drammatico ma sicuramente ancora più responsabile, il rapporto con i cittadini e con le nostre comunità. Penso che di fronte a questi scenari e a queste tre emergenze (sanitaria, economica e sociale), il Parlamento debba utilizzare momenti di discussione come questi per trovare piste comuni e cercare di dare delle risposte. Questo è il tema di oggi che interpella tutte le forze politiche, e innanzitutto quelle che hanno fatto parte di una maggioranza che oggi non riesce più a tenere in piedi il Governo, ma che ha saputo governare con responsabilità questo Paese in un periodo così difficile. Pur con tutte le contraddizioni presenti nel nostro Paese, che rappresentano un dato di contesto con il quale da anni facciamo i conti, abbiamo messo in campo una capacità di affrontare i temi e un confronto che hanno portato all'adozione di misure che, con tutti i limiti che possiamo riscontrare, ci hanno consentito fino ad oggi di dare delle risposte al Paese. Si poteva fare meglio? Certamente. Faccio un esempio: il fallimento del tracciamento è sotto gli occhi di tutti. Il contenimento del contagio, se non c'è il tracciamento, è senz'altro più difficile e porta necessariamente ad azioni di lockdown generalizzate e ad azioni di restrizione generalizzate. Questo è stato un elemento che non abbiamo saputo implementare nel modo giusto. Ma, a fronte di questo, dobbiamo ammettere che il nostro sistema sanitario ha saputo maturare in questo anno un'esperienza capace di dare delle risposte sempre più adeguate agli elementi negativi della pandemia. Secondo me, abbiamo visto anche un lavoro molto positivo di organizzazione all'interno delle scuole, che ha consentito di affinare sempre di più un percorso di reinserimento nella quotidianità scolastica dei ragazzi. Certamente anche in tale ambito c'è da fare della strada in più. Credo però che quelli descritti siano tutti elementi che dimostrano che in questo anno abbiamo trovato insieme le strade per affrontare questa crisi pandemica. Ora dobbiamo continuare a ricercare strade e condizioni politiche per poter andare avanti, perché - ripeto - crisi pandemica, economica e sociale sono alle porte e il nostro Paese ha bisogno di unità per poterle affrontare in modo positivo. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghe e colleghi, la scorsa settimana, quando il senatore Cioffi in occasione della discussione sull'ennesimo scostamento citò il ciclo del glucosio, io lì per lì non riuscii a capire cosa c'entrava e mi sono fatto forza perché se un senatore autorevole della maggioranza cita il ciclo del glucosio io posso citare altre cose. Mi fa piacere che tra i banchi del Governo ci sia il sottosegretario Castaldi. È un collega senatore ed è un collega arbitro di calcio, come me, e mi riferisco esattamente al regolamento del gioco del calcio. Come ben sa il sottosegretario Castaldi, il regolamento del gioco del calcio è composto da 17 regole. Quando, però, si fa il corso per aspirante arbitro, ti dicono che ce ne è una diciottesima, la regola del buonsenso, che, come arbitro, devi applicare sempre se vuoi applicare bene le 17 regole formali e scritte.