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PRESIDENTE. Vorrei che ciascuno rientrasse nel proprio ruolo. Prego, senatore Salvini. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Non so se vivete il Paese reale, che sta rischiando di chiudere... (Proteste). PRESIDENTE. Senatore, la prego, si rivolga alla Presidenza, come prescrive il Regolamento, non ai colleghi. Colleghi, va bene così, non siamo allo stadio. Prego, senatore. La prego di non stimolare commenti, per usare un eufemismo. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Posso concludere, per cortesia dei senatori rumoreggianti a sinistra? Se riesco a finire, vorrei semplicemente portare la voce degli agricoltori, dei baristi, degli imprenditori, dei falegnami, dei pensionati. (Commenti) . Non lamentatevi se poi non vi votano la settimana prossima! (Applausi). Non lamentatevi se votano per il centrodestra. E si chiedono perché votano il centrodestra! (Commenti). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,50) ( Segue SALVINI). Amici del PD e dei 5 Stelle, il problema non è Salvini. Il problema è rappresentato da un milione di lavoratrici e lavoratori che, se perdete altre settimane, non avranno più lo stipendio da portare a casa a fine mese. (Applausi) . Questo è il problema in questo momento. E mi sembra che una parte della politica viva su Marte, perché magari la bolletta a qualcuno va a pagarla la domestica, quindi la spesa va a farla qualcun altro. Siamo contenti, lo dico al Governo: meglio 13 miliardi che zero, però se pensiamo che questi miliardi mettano in sicurezza il sistema industriale italiano abbiamo sbagliato a capire, se la Francia blocca gli aumenti delle bollette e così la Germania, se la Spagna e la Gran Bretagna bloccano gli aumenti delle bollette mettendo soldi a debito e noi no. A me interessa come Lega portare in quest'Aula la voce delle lavoratrici e dei lavoratori e vi dico: "Vergognatevi!". (Applausi) . GALLICCHIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, colleghi - quelli che vengono di solito, mi voglio rivolgere solo a quelli che lavorano effettivamente (Applausi) , non a quelli che si presentano a telecamere accese e poi vanno via -, oggi siamo chiamati ad approvare il finanziamento di una nuova tranche di aiuti a favore di famiglie e imprese che soffrono a causa dell'inflazione dovuta all'aumento dei costi dell'energia, lo sappiamo, e dei prezzi delle materie prime. È il terzo decreto-legge aiuti, usando questa volta il maggiore spazio fiscale che il Governo si ritrova grazie all'andamento delle entrate. Non si dice no a un aiuto né si può dire no da parte nostra a quello che però è un finto scostamento. Sì, purtroppo, è un finto scostamento, non è uno scostamento, e ancora una volta si raschia il fondo del barile, del maggiore spazio fiscale a disposizione per mettere in campo non aiuti, ma, come ha detto anche il mio collega Pellegrini, solo degli aiutini. Così li dobbiamo definire se rapportati all'enormità dei problemi che dobbiamo risolvere in questa fase economica negativa. Noi del MoVimento 5 Stelle, che certo non avevamo la palla di vetro, ma semplicemente verificavamo le difficoltà quotidiane del tessuto socio-economico e leggevamo tutte le più accreditate previsioni, da dicembre 2021 chiedevamo uno scostamento di bilancio: uno scostamento vero, e non finto come questo. Lo chiediamo da più di otto mesi. Sarebbe stato e sarebbe ancora oggi utile, anche se con ritardo; sarebbe uno strumento più efficace per trovare subito risorse massicce da destinare a famiglie e imprese, per sostenere investimenti ad alto moltiplicatore. Nel corso dei mesi, poi, diverse forze politiche si sono accodate a questa richiesta, anche l'unico partito di presunta opposizione, sempre ben allineato al premier Draghi nel sostenere un secco no allo scostamento di bilancio, che in queste ultime ore si rende conto che, invece, qualcosa di più andrebbe fatto. Bene, anzi male, perché avremmo voluto che questa consapevolezza da parte delle altre forze politiche fosse maturata molto prima. Purtroppo, è andato in scena lo stesso canovaccio seguito per il superbonus, le cui modifiche invocavamo, anche queste, da mesi, ma oggi, solo grazie alla nostra tenacia, all'interno del decreto aiuti bis abbiamo ottenuto un risultato importante. Soltanto la ferrea posizione del Movimento a tutela di decine di migliaia di imprese edilizie alla fine ci ha permesso di fare un grande passo in direzione dello sblocco della circolazione dei crediti fiscali collegati al superbonus e agli altri bonus edilizi. È emersa una pura e semplice verità: in Commissione solo noi del MoVimento ci siamo opposti strenuamente, a testa alta, alla richiesta del Ministero dell'economia di ritirare tutti gli emendamenti al decreto aiuti- bis , quando tutte le altre forze politiche si erano già tranquillamente accodate senza discutere. È solo grazie al nostro rifiuto che oggi abbiamo la riformulazione del nostro emendamento che finalmente scardina l'eccesso di responsabilità solidale che aveva bloccato la cessione dei crediti fiscali. Tutti sanno chi ha combattuto per questo risultato: il MoVimento 5 Stelle, mentre qui dentro è pieno di forze politiche che cercano disperatamente di rivendicare il merito di questo risultato facendo solo falsità elettorali. Ma questa non è semplicemente la nostra vittoria, è una vittoria di migliaia di lavoratori e famiglie portate sull'orlo del baratro da questo Ministero dell'economia e lo dico con orgoglio. Sull'uso del maggiore spazio fiscale, concludo dicendo che dobbiamo metterci in testa che non investire oggi comporta costi destinati a moltiplicarsi in futuro. Per questo ora non dobbiamo temere un extra- deficit contabile, semmai dobbiamo temere i deficit ambientali, di sicurezza e indipendenza energetica, i deficit delle nostre infrastrutture sanitarie, quelli della protezione sociale e del lavoro. Questi sono i deficit e i debiti di cui dobbiamo aver paura. (Applausi) . In conclusione, non ci opponiamo certo all'uso di maggiore spazio fiscale per andare a finanziare un altro decreto aiuti, ma si tratta dell'ennesima misura tampone non coraggiosa, non risolutiva di questo Governo a cui manca la visione di insieme, un Governo che troppo tempo è rimasto inerte di fronte alle urgenze del Paese. Per tutti questi motivi, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di passare alla votazione della proposta di risoluzione, senatori, poiché questa è l'ultima seduta della mia Presidenza, vorrei ringraziare voi tutti, perché pur in una legislatura indubitabilmente difficile, ho sempre sentito il sostegno di voi tutti e di questo vi ringrazio di cuore. (Applausi) . Procediamo dunque alla votazione della proposta di risoluzione sulla relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Ricordo che per tale deliberazione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea.