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Nelle percentuali di cui al primo periodo sono compresi i territori ove sia vietata l'attività venatoria ai fini della presente legge o per effetto di altre leggi o disposizioni e in particolare i territori sui quali, ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, siano stati già costituiti o vengano costituiti parchi nazionali o regionali all'interno dei quali operi il divieto di caccia, nonché le oasi di protezione, i rifugi faunistici, le zone di ripopolamento e cattura, i centri pubblici per la produzione di fauna della presente legge, siano inibite all'attività venatoria»; c) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti: « 3- bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione lo Stato e le regioni, nell'ambito delle rispettive competenze, tramite intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a garantire il rispetto delle percentuali di territorio agro-silvo-pastorale da destinare a protezione della fauna selvatica e del territorio destinato all'attività venatoria. 3 -ter. In caso di inosservanza da parte delle regioni del termine di cui al comma 3- bis , le regioni, permanendo tale obbligo, integrano con il loro bilancio i fondi destinati all'indennizzo delle attività agricolo-zooteniche ed ittiche e risarciscono i danni prodotti alle infrastrutture ed alle proprietà pubbliche e private causati dalla fauna selvatica»; d) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono ricompresi nel territorio destinabile all'attività venatoria, dunque soggetti alla programmazione, i territori e le foreste del demanio statale e regionale e degli enti pubblici in generale se non ricadenti, ad altro titolo, in aree soggette a regime di divieto venatorio»; e) al comma 7, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Ai fini della pianificazione generale del territorio agro-silvo-pastorale le province predispongono piani faunistico-venatori articolati per comprensori omogenei»; f) al comma 8, lettera b) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, salvo che per l'esercizio delle forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere a) , b) e d) del comma 1 dell'articolo 12- bis ». g) al comma 8, lettera e) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «. In tali zone l'attività cinofila può essere svolta anche al di fuori dei periodi di cui all'articolo 18»; h) al comma 8, dopo la lettera e) , è inserita la seguente: «e- bis) le modalità con cui, su autorizzazione delle province, previa acquisizione di parere dell'ISPRA o degli Osservatori regionali per la fauna selvatica, se istituiti, e d'intesa con gli organi di gestione dei parchi nazionali o regionali, possono essere esercitati l'addestramento dei cani da ferma, nonché l'esercizio della cinofilia senza sparo e al di fuori dei periodi di riproduzione degli animali selvatici»; i) al comma 8, lettera f) , le parole: «del risarcimento in favore dei conduttori dei fondi rustici» sono sostituite dalle seguenti: «dell'indennizzo in favore degli imprenditori agricoli»; l) al comma 8, la lettera h) è sostituita dalle seguenti: « h) i criteri per l'autorizzazione degli appostamenti fissi; h -bis) le zone individuate ai sensi della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e le misure di conservazione degli habitat e delle specie stabilite dalle regioni all'atto della loro individuazione o successivamente qualora ai fini della tutela dei valori ambientali in esse specificamente individuati sia necessario disciplinare limitazioni all'esercizio dell'attività venatoria, anche per l'applicazione dei criteri minimi di conservazione di cui all’articolo 1, comma 1226, della legge 27 dicembre 2006, n. 296»; m) dopo il comma 11 è inserito il seguente: « 11 -bis. Nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l'ISPRA provvede alla revisione e all'aggiornamento dei criteri da adottare ai fini della pianificazione faunistico-venatoria»; n) al comma 15, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ai sensi del comma 14»; o) al comma 16, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, purché il territorio complessivamente inibito alla caccia non venga, in tal modo, a superare il 30 per cento del territorio regionale»; p) il comma 17 è abrogato. Art. 10. 1. All'articolo 11 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Agli effetti della presente legge il territorio delle Alpi, individuato dalle regioni in base a criteri biogeografici secondo gli indirizzi forniti dall'ISPRA è considerato zona faunistica a sé stante»; b) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Al fine di ripristinare l'integrità delle zoocenosi locali, nella zona faunistica delle Alpi è consentita la reintroduzione di specie autoctone previo parere favorevole dell'ISPRA». Art. 11. 1. L'articolo 12 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: «Art. 12 -- (Esercizio dell'attività venatoria) -- 1 . L'attività venatoria si svolge per una concessione che lo Stato rilascia ai cittadini che la richiedano e che posseggano i requisiti previsti dalla presente legge. 2. Costituisce esercizio venatorio ogni atto diretto all'abbattimento o alla cattura di fauna selvatica mediante l'impiego dei mezzi di cui all'articolo 13. 3. È considerato altresì esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo con l'espressa volontà di praticare la ricerca della fauna selvatica o di essere in attesa della medesima per abbatterla. 4. Ogni altro modo di abbattimento è vietato, salvo che non avvenga per caso fortuito o per forza maggiore. 5. Fatto salvo l'esercizio venatorio con l'arco o con il falco, l’esercizio venatorio stesso può essere praticato in via esclusiva: a) nella zona faunistica delle Alpi; b) nel rimanente territorio. 6. La fauna selvatica abbattuta durante l'esercizio venatorio nel rispetto delle disposizioni della presente legge appartiene a colui che l'ha cacciata. 7. Non costituisce esercizio venatorio il prelievo di fauna selvatica ai fini di impresa agricola di cui all'articolo 10, comma 8, lettera d) . 8. L'attività venatoria può essere esercitata da chi abbia compiuto il diciottesimo anno di età salvo quanto disposto dal comma 9.