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Nel DEF il Governo afferma che tale andamento è fortemente influenzato dalla dinamica dei flussi di entrata del programma NGEU. In particolare, le entrate tributarie mostrano, in valore assoluto, un andamento crescente per tutto il periodo di previsione 2022-2025 (da 548,6 miliardi nel 2022 a 597,1 miliardi nel 2025). In rapporto al PIL, invece, le medesime presentano un andamento decrescente dal 29,1 per cento del 2022 al 28,4 per cento del 2025. Si evidenzia, in particolare, che l'andamento riflette, fra l'altro, la revisione dell'IRPEF operata dalla legge di bilancio 2022, che comporta un alleggerimento del carico fiscale per tutti i contribuenti, con conseguente aumento del reddito disponibile e riduzione del cuneo fiscale sul fattore lavoro, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea. La pressione fiscale scende al 43,1 per cento nel 2022 (rispetto a 43,5 nel 2021) continuando a ridursi, in misura più attenuata, negli anni successivi fino a raggiungere il valore di 42,2 per cento nel 2025. Considerando la classificazione come spesa di svariati sgravi fiscali e contributivi, la pressione fiscale del 2022 risulterebbe pari al 41,2 per cento. A completamento della manovra di bilancio 2023-2025, nel documento il governo dichiara collegati alla decisione di bilancio anche una serie di disegni di legge di interesse della Commissione, recanti: disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, comma 3, della Costituzione; revisione del Testo Unico dell'ordinamento degli enti locali; delega per la riforma fiscale; delega per la riforma giustizia tributaria; riordino del settore dei giochi. Unitamente al DEF, il governo ha poi trasmesso al Parlamento la relazione che illustra l'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di bilancio di medio termine (OMT) ai fini della necessaria autorizzazione parlamentare. La relazione viene adottata ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012 (cosiddetta legge rinforzata di attuazione del principio del pareggio di bilancio). Tale norma prevede che scostamenti temporanei del saldo di bilancio strutturale dall'OMT siano consentiti in caso di eventi eccezionali, sentita la Commissione europea e previa autorizzazione approvata dalle Camere, a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, indicando nel contempo il piano di rientro verso l'OMT. Nel dettaglio, la presentazione della relazione è motivata dal fatto che, in base alle nuove stime disponibili nel 2021, il saldo di bilancio in termini strutturali risulta peggiorato di circa un punto percentuale di PIL rispetto al 2020. Per il 2022 si prevede un miglioramento del saldo strutturale inferiore alla variazione indicata nella precedente NADEF e nel Documento programmatico di bilancio (DPB). Ne risulta un profilo diverso, in particolar modo nel 2022, rispetto a quello programmato nella NADEF e nel DPB in termini di velocità di convergenza verso l'OMT. Si apre la discussione generale. La senatrice BOTTICI ( M5S ) osserva innanzitutto che, pur tenendo conto dei dati, di sicuro interesse, sulle entrate dello Stato e sui nuovi occupati forniti dal documento, i reali effetti del conflitto in Ucraina non si sono ancora completamente e pienamente dispiegati. Il rischio, quindi, è che, nel momento in cui ciò avverrà, non si potrà disporre di risorse adeguate a far fronte alla crisi, anche tenendo conto che alcuni di tali effetti potrebbero permanere anche successivamente alla fine delle ostilità. L'oratrice si sofferma quindi sulle misure concernenti i bonus in materia edilizia, che hanno prodotto notevoli effetti sulla ripartenza economica del Paese nel 2021, nonostante la disciplina in materia sia comunque eccessivamente complessa e manchi di unitarietà. Servirebbe allora, qualora si voglia che le predette misure assumano carattere strutturale, una normativa chiara, unica e con percentuali armonizzate. Con riferimento alle osservazioni formulate dalla senatrice Bottici in materia edilizia, interviene brevemente il presidente D'ALFONSO ( PD ), rimarcando la necessità di estendere la portata temporale delle misure, al fine di stabilizzare il valore dei capitolati (ad oggi eccessivamente alto), e di procedere ad una semplificazione delle procedure. Ad avviso del senatore LANNUTTI ( Misto-IdV ), le analisi e le stime contenute nel documento all'esame della Commissione appaiono, se viste alla luce della recente crisi internazionale, connotate da eccessivo ottimismo, anche tenendo conto della sempre più manifesta volontà, da parte dell'Occidente, di non volere un'effettiva composizione del conflitto in Ucraina, senza vinti né vincitori. La situazione reale del Paese, peraltro, mostra uno scenario ben diverso, connotato da un'eccezionale rialzo dell'inflazione, con conseguente -e forte- impatto negativo sui redditi di famiglie ed imprese. Particolarmente colpito è -ad esempio- il settore agricolo, con rialzi delle sostanze chimiche necessarie alle attività del comparto che superano anche il 100 per cento e che mettono concretamente a rischio la vita stessa delle aziende, a causa della totale assenza di margini di ricavo. La presidente TOFFANIN ( FIBP-UDC ) osserva, incidentalmente, che dal Documento di economia e finanza emerge comunque una leggera diminuzione della pressione fiscale rispetto al 2021. Condivide quindi le osservazioni formulate dal senatore Lannutti sull'eccessivo rialzo dell'inflazione e sull'impatto negativo di esso sulla vita delle famiglie e delle imprese. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) osserva che il continuo ricorso a ristori emergenziali per fronteggiare il caro-energia non porterà a risultati apprezzabili, soprattutto perché prima o poi non si disporrà più delle risorse economiche necessarie. Una misura più strutturale ed efficace sarebbe, per contro, l'adozione di uno scostamento di bilancio corrispondente al gettito delle accise, da sospendere almeno per un anno. Con riferimento, quindi, ai bonus edilizi, osserva che l'attuale, non positiva, situazione è stata conseguenza di tre fattori: l'eccessiva percentuale del beneficio, i problemi interpretativi sottesi alla normativa e la recente bulimia legislativa. Tale concentrazione di criticità, infatti, ha fatto sì che le banche bloccassero quasi tutte le cessioni di credito. Sarebbe pertanto necessario, a suo avviso, un intervento di natura strutturale caratterizzato da percentuali realistiche e connotato da certezza nei tempi. Dopo essersi posto criticamente sul silenzio tenuto dalle associazioni sindacali di fronte al rapido salire dell'inflazione, conclude soffermandosi sull'opportunità di ridimensionare drasticamente e con interventi radicali l'ammontare di crediti erariali inesigibili presenti nel cosiddetto 'magazzino fiscale'. Relativamente alla disciplina dei bonus edilizi, il senatore FENU ( M5S ) osserva che già la normativa vigente prevede tempistiche definite per la riduzione delle percentuali (80 per cento nel 2024 e 75 per cento nel 2025). Invita quindi a soppesare attentamente l'eventuale introduzione di ulteriori interventi normativi, in quando essa potrebbe riverberarsi negativamente sui lavori già in corso.