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La storia di questi anni è la spia di un problema serio, che va affrontato. Perché quando c'è un ritardo a monte, come spesso è capitato, nell'adozione dei decreti di riparto, a cui si aggiunge un modello di erogazione regionale lento come quello attuale, è inevitabile che i danni più grandi si trasmettano a valle. Lo abbiamo visto: centri e case rifugio costretti ad anticipare le spese per uno o due anni, comprese quelle di personale, costretti magari anche a rivolgersi al credito. La conseguenza è che l'organizzazione quotidiana del lavoro diventa ingestibile, e viene meno la possibilità di programmare anche solo a medio termine. Oggi, poi, sono ancora troppi e troppo disomogenei i modelli di governance regionali. Su questi temi la relazione offre alcune soluzioni. Primo, oggi più che mai è indispensabile dare certezza al sostegno pubblico delle loro attività. Va ripensato il sistema di trasferimenti plurimi con vincolo di destinazione ai centri e alle case rifugio, che è la principale causa dei tempi lunghi tra stanziamento delle risorse ed erogazione effettiva. È poi il momento di garantire una programmazione più razionale delle spese. Passare da un sistema di riparto su base annuale ad uno almeno triennale sarebbe un modo per consentire un programma delle spese più a lungo termine. Credo poi che accanto a maggiori risorse, e più stabili nel tempo, serva una migliore selezione delle strutture che percepiranno queste risorse. Perciò, interveniamo sui requisiti minimi richiesti ai centri e case rifugio per accedere ai fondi. Su questo nell'intesa Stato-Regioni del 2014 restano ambiguità ancora da superare, denunciate peraltro, oltre che dalle associazioni, da parte delle stesse Regioni, a cui va il mio ringraziamento per i dati forniti alla Commissione. In particolare, maglie troppo larghe nei requisiti rendono difficile, se non impossibile, una selezione oculata nell'accreditamento. Da questo punto di vista, andrebbe fatta una riflessione anche sulla procedura di erogazione basata sull'offerta più vantaggiosa, molto diffusa per la sua celerità, che però finisce per sfavorire le organizzazioni più competenti e favorire indirettamente le strutture più forti, spesso erogatrici di servizi generici. È necessario invece individuare chiaramente i soggetti in grado di gestire centri e case rifugio sulla base di specifici requisiti di esperienza, organizzativi e a partire dalla specificità della mission . C'è poi bisogno di potenziare le connessioni dei soggetti in rete. Ad esempio, integrando meglio il rapporto tra i centri antiviolenza e le case rifugio nelle fasi di protezione e di supporto sia alle donne sia alle loro figlie e figli. Non bastano i requisiti minimi, servono standard e princìpi guida a cui i centri e le case rifugio possano ispirarsi. Dobbiamo averceli chiari: un approccio che riconosca la natura strutturale della violenza contro le donne, la concezione proprietaria del corpo femminile come causa e conseguenza della disparità di potere e delle disuguaglianze sociali tra donne e uomini; una lettura trasversale della violenza, che misuri le risposte in base alle diverse condizioni sociali, culturali ed economiche delle donne che si rivolgono ai servizi. Questi sono i princìpi con cui si combatte la battaglia più difficile, quella sulla cultura, quella contro la matrice patriarcale e maschilista che genera la violenza di genere. Fino ad oggi abbiamo guardato ai centri e alla rete di aiuto in genere soprattutto come erogatori di un servizio. Serve andare oltre e guardare ad essi come motori di una cultura avanzata delle relazioni tra uomini e donne. Soggetti cioè capaci di offrire modelli di crescita, di educazione progredita nella nostra società. C'è un'ultima proposta ed è l'istituzione di un Osservatorio nazionale indipendente, dedicato al sistema dei servizi antiviolenza e in grado di rendere protagonisti i gestori e i promotori dei centri. Ho finito, Presidente. Questa relazione che consegno al Parlamento e al Governo testimonia che l'approccio a 360 gradi contro la violenza di genere, definito da Istanbul e assunto nell'ordinamento italiano, è realmente quello più efficace per una battaglia che non può limitarsi all'ambito penale, ma deve affrontare disparità, disuguaglianze, pregiudizi e stereotipi di natura sociale, economica e culturale. La violenza di genere non è il terreno delle soluzioni di emergenza. Ecco perché il mio auspicio è che tutte le forze politiche possano assumere questo documento come il primo passo per un'azione legislativa condivisa che sappia trasformare le raccomandazioni qui contenute in interventi rapidi e concreti. Grazie. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Doc . XXII- bis , n. 3: sulla proposta di risoluzione n. 1, i senatori Carbone, Conzatti e Licheri avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Barboni, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Causin, Cerno, Cirinna', Collina, Crimi, Crucioli, Damiani, De Poli, De Siano, Di Piazza, Donno, Endrizzi, Faraone, Fattori, Floridia, Giacobbe, Ginetti, Iori, Lorefice, Magorno, Mallegni, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Marinello, Merlo, Messina Assunta Carmela, Minuto, Misiani, Monti, Nannicini, Napolitano, Pacifico, Quagliariello, Renzi, Ricciardi, Ronzulli, Ruotolo, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Toffanin, Turco, Unterberger, Vono e Zanda. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Laforgia, per attività di rappresentanza del Senato; Pagano, per attività dell'Unione interparlamentare. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Mautone Raffaele Istituzione presso le aziende ospedaliere della culla per la vita (1930) (presentato in data 07/09/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Corbetta Gianmarco Disposizioni in materia di trasparenza dell'appartenenza ad organizzazioni ed associazioni private da parte di candidati e titolari di incarichi politici (1426) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 08/09/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Puglia Sergio ed altri Misure per la tutela dell'agente nel contratto di agenzia (1859) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 08/09/2020); 4ª Commissione permanente Difesa Sen.