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Nel PNRR si trova il nome Sardegna due volte e neanche per interventi di carattere particolarmente importanti, mentre, per rimanere nel tema, possiamo dire che sia sul tema marittimo, per i provvedimenti di cui ho già parlato, sia per altri provvedimenti, tipo il Porto canale di Cagliari (sicuramente raffigurato come il progetto numero uno per la Cassa per il Mezzogiorno, sul quale si sono investiti miliardi di vecchie lire e sicuramente centinaia di milioni di euro e che è andato in crisi), ci troveremo a breve, penso fra qualche giorno, a dover intervenire per salvaguardare l'occupazione dei lavoratori addetti al comparto del Porto canale. Si tratta di circa 350 persone che dovranno trovare nuova ricollocazione, a meno che, come auspico, il Governo, naturalmente in collegamento con la Regione sarda, trovi una nuova ricollocazione del porto industriale di Cagliari per quello che riguarda il transhipment. Ricordo peraltro che esso ha avuto negli anni scorsi un utilizzo molto interessante e adesso probabilmente, anche per scelte nazionali, si preferiscono altri porti. Anche recentemente sono stati fatti nomi, a partire dai porti di interesse nazionale, che sono Genova e Trieste, si parla di Gioia Tauro e di tanti altri porti che comunque erano in concorrenza con il nostro, che comunque dispone di un retroporto interessante per quello che riguarda la logistica. Invito quindi il Governo a riconsiderare quello che può essere l'interesse per il Porto canale di Cagliari. Lasciando però il percorso della continuità marittima e, se vogliamo, dell'interesse marittimo portuale, si passa a quello della continuità aerea, dove abbiamo due condizioni. La prima condizione è che il servizio è assicurato nell'isola prevalentemente, in termini numerici, dall'Alitalia e siccome il Presidente del Senato e i senatori Questori ci ricordano sempre che bisogna mantenere le distanze, evitare l'assembramento e mantenere un metro e mezzo per motivi di sicurezza, quando si entra negli aerei, vorrei capire dove è il metro e mezzo. Si entra infatti uno attaccato all'altro e si sta seduti uno vicino all'altro, e le regole di sicurezza sicuramente non sono le migliori per chi deve utilizzare l'aereo. C'è anche una grande paura per coloro che devono viaggiare e prendere l'aereo e il sottoscritto è tra questi. Ma questo non mi interessa particolarmente, mentre mi interessa di più il problema di Air Italy, una compagnia aerea con diversi slot , soprattutto molto attiva in Sardegna, che ha 1.500 dipendenti. E non può essere che la Sardegna si faccia carico dei problemi di Air Italy. Sappiamo che la situazione di tale compagnia è stata risolta in bonis , però ci sono 1.500 persone in attesa di trovare una loro collocazione. Questo non può essere un problema della Sardegna quindi, tramite la mia persona, invito il Governo a individuare le soluzioni opportune. Ricordo, peraltro, che si tratta della seconda compagnia in Italia, anche se partecipata dalla Qatar che tanto piace per altre iniziative anche nella nostra isola, ma che tanti collegamenti ha con il Governo. Mi piacerebbe che il Governo stesso prendesse in mano la situazione e vedesse se si può risolvere il problema di Air Italy. (Richiami del Presidente). Per quanto riguarda le strade sarde, la Sardegna non ha un'autostrada, ma non ha neanche strade a scorrimento veloce: per percorrere la Cagliari-Sassari (220 chilometri) ci vogliono circa tre ore, se si viaggia secondo la velocità consentita dalla legge. La strada veloce tra Olbia e Sassari ancora non è completata, dopo decenni dall'inizio dei lavori. Vogliamo parlare delle ferrovie? Vi sono circa 450 chilometri di rete ferroviaria senza nessuna elettrificazione, che ancora utilizza carburanti e gas-climalteranti, oltre al fatto che in Sardegna alcune linee hanno un solo binario, per cui un treno aspetta che l'altro passi. Mi avrebbe fatto piacere parlare ieri di questi temi, ma evidentemente il tempo a disposizione del Gruppo era già esaurito. Trovo comunque che il tema sia quello della continuità territoriale esterna (marittima e aerea) ed interna, ossia il sistema delle strade e della viabilità percorribile con grandissimi sacrifici, soprattutto per quelle persone che abitano nelle zone interne e che hanno difficoltà a viverci e talvolta per questo le abbandonano. Sta avvenendo uno spopolamento delle zone interne che noi vorremmo contrastare in ogni modo e per il quale sono decisive due cose: avere strade percorribili e sicure e - questo riguarda il PNRR in maniera completa - e avere perlomeno collegamenti informatici e fibre superveloci che possono consentire di non sentirsi isolati nell'isola, isolati in una zona interna. Mi sarebbe piaciuto approfondire questi temi, ma prendo atto del tempo che sta per scadere e della disponibilità della Presidente, che ringrazio, rinviando tali approfondimenti alla prossima occasione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei prima di tutto ringraziare il Presidente della nostra Commissione che in questo caso riveste il ruolo di relatore, tutti i membri della Commissione e il sottosegretario Bellanova per questi giorni in cui abbiamo lavorato e siamo riusciti a farlo anche bene. (Applausi) . Quando si parla di argomenti come quello che è oggi all'ordine del giorno non si può prescindere dall'evidenziare le difficoltà oggettive riscontrate dai cittadini e dagli operatori del comparto dell'autotrasporto: le difficoltà e la cronicità dei ritardi della motorizzazione negli esami per le patenti e le difficoltà nelle revisioni dei mezzi pesanti. Abbiamo pertanto cercato di inserire in questo provvedimento alcuni emendamenti in questo senso, per cercare di risolvere le problematiche. Siamo ancora in un momento tragico del nostro Paese e stiamo lottando, ma in questo Governo dobbiamo avere tutti la responsabilità - e dico tutti - di remare dalla stessa parte, mettendo da parte le ideologie che dividono. Noi ci siamo, per portare avanti le nostre idee, ma che siano di buon senso e condivise. Non possiamo voltarci di fronte alle difficoltà dei nostri cittadini, non possiamo avere una visione miope, ma siamo chiamati a sforzarci insieme per superarle. Non nascondiamoci: anche in questo decreto-legge non si trovano tutte le soluzioni definitive di cui abbiamo bisogno e, secondo il mio parere, questa poteva essere una buona occasione, che è rimasta un po' persa. È pur vero che il testo contiene provvedimenti importanti e attesi; si poteva, però, sfruttarlo al meglio, per integrarlo con argomenti condivisi, in un'ottica, come dicevo, di buon senso. In particolare, nel 2021 è assurdo, è scandaloso che i ragazzi, per dare l'esame per ottenere la patente, in molte zone, in particolare nella mia bergamasca, debbano aspettare anche più di un anno; parliamo di centinaia di migliaia di ragazzi in attesa. Se la situazione in alcune motorizzazioni era già critica nella fase pre-Covid-19, il periodo del Covid-19 è divenuto tragico, con attese enormi, non più sopportabili. Prendere la patente non è solo uno sfizio per uscire con gli amici;