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Nel caso in cui le caratteristiche del liquido siano tali da pregiudicare il regolare funzionamento delle valvole, deve essere prevista l'installazione di un disco di rottura a monte. 1.7. Le valvole di sicurezza, nel caso siano sprovviste di disco di rottura a monte, devono essere, a cura dell'utente, smontate almeno una volta all'anno, per la loro manutenzione e taratura. In ogni caso la taratura delle valvole di sicurezza deve essere effettuata, in presenza dell'organo di controllo, con cadenza biennale. 2. Dischi di rottura. 2.1. I dischi di rottura devono essere di tipo omologato tenendo conto anche della temperatura di impiego ed installati in conformità alle specificazioni del decreto ministeriale 21 maggio 1974, nonché dimensionati con i criteri previsti per le valvole di sicurezza. 3. Scarico dei dispositivi di sicurezza. Gli scarichi dei dispositivi di sicurezza devono essere convogliati in modo da non arrecare danno alle persone ed il convogliamento non deve pregiudicare il regolare funzionamento del dispositivo di sicurezza. Dette condizioni devono essere esplicitamente dichiarate nella relazione tecnica di cui al cap. I, punto 6. 4. Dispositivo termico di blocco dell'apporto di calore. 4.1. Ogni generatore la cui temperatura di progetto è inferiore a quella di ebollizione del liquido corrispondente alla pressione di progetto, o per il quale viene indicata la sola temperatura limite superiore di utilizzazione del liquido surriscaldato, deve essere dotato di un dispositivo di sicurezza termico omologato atto a bloccare l'apporto di calore al generatore. Esso deve essere ad azione positiva e riarmo manuale. L'elemento sensibile alla temperatura, ovvero i due elementi sensibili alla temperatura, in caso di dispositivi azionati da energia esterna, devono agire: - su una valvola d'intercettazione del combustibile, nel caso di generatori a fuoco diretto; nel caso di alimentazione con più tipi di combustibile, la valvola d'intercettazione deve essere prevista per ogni combustibile; - su un interruttore dell'energia elettrica di alimentazione, nel caso di generatori a riscaldamento elettrico; - su una valvola d'intercettazione del fluido primario, nel caso di generatori costituiti da scambiatori di calore. 4.2. Ogni recipiente la cui temperatura di progetto è inferiore a quella di progetto del generatore da cui riceve il liquido surriscaldato, deve essere protetto dal dispositivo di cui al precedente punto 4.1. , avente la valvola d'intercettazione installata sulla tubazione d'ingresso del liquido surriscaldato. La presente disposizione non si applica ai vasi di espansione, per i quali la temperatura di progetto non deve essere inferiore a quella di ebollizione, corrispondente alla pressione di taratura della relativa valvola di sicurezza. 4.3. Gli elementi sensibili del dispositivo termico di blocco devono essere installati: - per i generatori, sui generatori o immediatamente all'uscita di essi, in ogni caso a monte di eventuali organi d'intercettazione; - per i recipienti, sulla tubazione d'ingresso del liquido surriscaldato. Capitolo V DISPOSITIVI DI PROTEZIONE 1. Ogni generatore di liquidi surriscaldati a fuoco diretto o riscaldamento elettrico deve essere dotato dei seguenti dispositivi di protezione: - un termostato di blocco indipendente da quello eventualmente incluso nel termostato di regolazione; - un livellostato di blocco al vaso di espansione; - un flussostato di blocco; - un pressostato di blocco. 2. I dispositivi di protezione comportano: - un elemento sensibile alla grandezza da controllare; - un organo di comando che trasmette le variazioni rilevate dall'elemento sensibile all'organo finale di controllo; - un organo finale di controllo che interviene sulle grandezze da controllare. Nel caso di generatori alimentati da più tipi di combustibile, tali organi finali di controllo devono essere previsti per ogni combustibile. Gli organi di comando dei dispositivi di protezione di cui al precedente punto 1 devono operare su almeno due distinti organi finali di controllo. In ogni caso, i diversi dispositivi che controllano la stessa grandezza (pressione, temperatura, livello) non devono operare su un solo organo di controllo. Nel caso di bruciatori alimentati con circuiti elettrici monofase, è ammesso il collegamento in serie dei termostati di regolazione e di blocco e del pressostato di blocco, purché detti dispositivi interrompano direttamente il circuito elettrico e svolgano pertanto contemporaneamente la funzione di organo di comando e controllo. Nel caso dei generatori a riscaldamento elettrico, l'eventuale mancanza dell'energia elettrica ai sistemi di protezione, deve comportare l'automatico distacco dell'alimentazione di energia elettrica al generatore. 3. Generatori costituiti da scambiatori di calore. 3.1. I generatori costituiti da scambiatori di calore aventi pressioni e temperature di progetto del secondario non inferiori a quelle del primario devono essere dotati almeno di un flussostato di blocco. 3.2. Gli scambiatori che non ricadano nel precedente punto 3.1. dovranno essere dotati di almeno: - un termostato di blocco; - un pressostato di blocco; - un flussostato di blocco. 3.3. Tutti i dispositivi devono operare su una valvola di intercettazione del fluido primario indifferentemente sulla tubazione d'ingresso o su quella di uscita dello scambiatore. 4. L'intervento dei dispositivi di protezione deve essere segnalato mediante allarme acustico e segnalazione luminosa. Capitolo VI DISPOSITIVI DI CONTROLLO 1. Indicatori di pressione (manometri). 1.1. Ogni generatore deve essere munito di un indicatore di pressione con scala graduata in bar sulla quale sia indicata, con segno facilmente visibile, la pressione di taratura delle valvole di sicurezza. Il fondo scala degli indicatori di pressione deve essere compreso tra 1,25 e 2 volte la pressione di taratura delle valvole di sicurezza. 1.2. Il controllo dell'indicatore di pressione può essere effettuato sull'impianto o su un banco appositamente attrezzato. Per il controllo sull'impianto deve essere previsto un attacco filettato da 1/2" gas. La differenza tra la lettura dell'indicatore di pressione e quella dello strumento di controllo non può discostarsi oltre il 3% del valore di fondo scala dell'indicatore di pressione. 2. Indicatori di temperatura (termometri). 2.1. Ogni generatore deve essere munito di un indicatore di temperatura con scala graduata in ›C, immerso nel fluido o direttamente o in un pozzetto ed installato sul generatore o immediatamente all'uscita di esso, in ogni caso a monte di eventuali organi di intercettazione. In prossimità dell'indicatore di temperatura deve essere previsto un pozzetto del diametro di 10 mm per l'applicazione dello strumento di controllo. 2.2. Il fondo scala degli indicatori di temperatura deve essere compreso fra 1,1 e 1,5 volte la temperatura di progetto dell'apparecchio a pressione. 2.3. La differenza tra la lettura dell'indicatore di temperatura e quella dello strumento di controllo non può superare (Più o Meno) 1% del valore di fondo scala. 3. Indicatore di livello. 3.1. L'indicatore di livello sul vaso di espansione di cui al cap. III, punto 1.5. può essere anche del tipo a indicazione riportata.