[pronunce]

E per ragioni di tecnica legislativa, risultava preferibile il semplice riferimento alle «infrastrutture lineari energetiche» - formula, questa, che richiama la rubrica della disposizione in argomento - e il generale rinvio all'art. 52-quinquies, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001. Pertanto, pur non essendo i gasdotti di importazione di gas dall'estero esplicitamente richiamati al comma 5 dell'art. 52-quinquies, nulla impedirebbe di ritenerli ricompresi tra le infrastrutture lineari energetiche. Ciò escluderebbe un loro trattamento normativo irragionevolmente difforme rispetto a queste ultime, con conseguente infondatezza dell'eccezione di illegittimità costituzionale della disposizione per violazione dell'art. 3 Cost. 5.4.- Con riguardo alla qualifica di interesse strategico riferita alle infrastrutture di cui all'art. 37, comma 1, del d.l. n. 133 del 2014, come convertito - oggetto di specifica doglianza da parte delle Regioni Abruzzo e Calabria - la difesa statale evidenzia che il legislatore avrebbe tenuto conto precipuamente delle situazioni di crisi internazionali esistenti, formulando allo scopo una specifica norma di rango primario. Infatti, in ragione dei recenti sviluppi negativi internazionali relativi alle aree di approvvigionamento o di transito di gas naturale, si sarebbe reso necessario e urgente attribuire carattere strategico ai fini amministrativi: 1) alle infrastrutture attraverso le quali il sistema italiano del gas naturale si approvvigiona dall'estero, con il fine di diversificare fonti e rotte di fornitura; 2) alle infrastrutture della rete nazionale di trasporto e relative opere connesse, con l'obiettivo di rafforzare le capacità di trasporto e la "magliatura" della rete, anche in previsione di una maggiore interoperabilità con il sistema europeo del gas (è citata, in questi termini, la relazione al disegno di legge di conversione del decreto-legge). L'Avvocatura generale dello Stato afferma, in proposito, che risulterebbe garantito il pieno rispetto del ruolo delle Regioni nella materia di competenza concorrente, dovendo il procedimento amministrativo inerente alle infrastrutture di che trattasi concludersi con un'autorizzazione unica, la quale, ai sensi dell'art. 52-quinquies, comma 5, del d.P.R. n. 327 del 2001, è adottata «d'intesa con le Regioni interessate», sicché non sarebbe riscontrabile alcuna lesione a danno della pertinente competenza legislativa regionale concorrente (sono richiamate, in proposito, le sentenze n. 165 del 2011 e n. 331 del 2010 della Corte costituzionale). 5.5.- Per quanto riguarda l'asserito contrasto dell'art. 37 del d.l. n. 133 del 2014, come convertito, con la Convenzione europea sul paesaggio e con la rispettiva legge di ratifica n. 14 del 2006, proposto dalla Regione Calabria, l'Avvocatura generale dello Stato rileva trattarsi di un contrasto prospettato in via del tutto generica, senza alcuna individuazione delle disposizioni convenzionali ipoteticamente lese, nonché in difetto di adeguata motivazione: una censura da ritenersi, quindi, inammissibile ovvero, in subordine, infondata, a fronte dell'adeguato coinvolgimento di Regioni ed enti locali nell'iter procedimentale volto al rilascio di provvedimenti autorizzativi, secondo quanto in precedenza argomentato. 5.6.- Con riferimento, da ultimo, alla illegittimità costituzionale - prospettata dalla Regione Calabria - dell'art. 37, comma 2, lettera c), del d.l. n. 133 del 2014, come convertito, nella parte in cui prevede la partecipazione dei cosiddetti «soggetti interferenti» al procedimento autorizzativo, la difesa statale rileva che la disposizione in esame introdurrebbe nell'iter procedimentale di cui all'art. 52-quinquies, comma 2, del d.P.R. n. 327 del 2001 un momento sub-procedimentale volto a tutelare particolarmente la posizione di detti soggetti, mediante un loro diretto coinvolgimento nel procedimento amministrativo. Tale coinvolgimento si sostanzierebbe nell'indicazione delle modalità di attraversamento degli impianti ed aree interferenti, da parte dei soggetti direttamente portatori di interessi a riguardo. In tale contesto resterebbe, comunque, inalterato, ex art. 52-quinquies, comma 5, del d.P.R. n. 327 del 2001, il momento dell'intesa tra Stato e Regioni, al cui raggiungimento sarebbe in ogni caso subordinata l'emanazione della cosiddetta autorizzazione unica. 6.- La Regione Abruzzo, in data 10 marzo 2016, ha depositato una memoria difensiva, nella quale ha ribadito quanto già esposto in sede di ricorso. 7.- La Regione Marche, in data 15 marzo 2016, ha depositato memoria difensiva, insistendo nella richiesta di declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 37, comma 2, lettere a) e c-bis) del d.l. n. 133 del 2014, come convertito. La Regione ricorrente, dopo aver riassunto i motivi di doglianza già illustrati nel ricorso introduttivo, nega, in particolare, che la disposizione impugnata possa interpretarsi nel senso indicato dall'Avvocatura generale dello Stato. Insiste, così, nel ritenere che la formulazione del novellato art. 52-quinquies del d.P.R. n. 327 del 2001 non obbligherebbe all'intesa con le Regioni interessate per il rilascio delle autorizzazioni relative ai gasdotti di approvvigionamento di gas dall'estero (incluse le operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti e le relative opere connesse). 8.- La Regione Puglia, in data 15 marzo 2016, ha depositato memoria difensiva, insistendo nella richiesta di declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 37, comma 2, lettere a) e c-bis) del d.l. n. 133 del 2014, come convertito. La Regione ricorrente, dopo aver ribadito i motivi di censura già illustrati nel ricorso introduttivo, esclude, in particolare, che la disposizione impugnata possa interpretarsi nel senso indicato dall'Avvocatura generale dello Stato. Insiste, così, nel ritenere che la formulazione del novellato art. 52-quinquies del d.P.R. n. 327 del 2001 non obbligherebbe all'intesa con le Regioni interessate per il rilascio delle autorizzazioni relative ai gasdotti di approvvigionamento di gas dall'estero (incluse le operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti e le relative opere connesse). 9.- L'Avvocatura generale dello Stato, in data 15 marzo 2016, ha depositato, nei quattro giudizi, distinte memorie illustrative, riproponendo le argomentazioni difensive già esposte. 10.- Con atti ritualmente depositati - rispettivamente, il 2 marzo 2015 nei giudizi promossi dalla Regione Abruzzo (reg. ric. n. 2 del 2015) e dalla Regione Marche (reg. ric. n. 4 del 2015); il 9 marzo 2015 nel giudizio promosso dalla Regione Puglia (reg. ric. n. 5 del 2015); il 23 marzo 2015 in quello promosso dalla Regione Calabria (reg. ric. n. 14 del 2015)