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l'inibizione dell'esercizio delle facoltà assunzionali, il divieto di conferimento di incarichi, il divieto di procedere all'erogazione delle componenti del trattamento accessorio legate alla valutazione della performance individuale , nelle ipotesi di mancata ovvero non adeguata gestione del ciclo della stessa da parte delle amministrazioni pubbliche; il divieto di erogare, in tutto o in parte, la retribuzione di risultato nelle ipotesi in cui il personale dirigenziale non applichi le disposizioni in materia di misurazione e valutazione della performance , anche in relazione all'obbligo di procedere ad un'adeguata differenziazione delle valutazioni; il coordinamento con la disciplina sui controlli di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, assicurando la semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi, nonché eliminando sovrapposizioni con la nuova disciplina in materia di valutazione; la revisione della disciplina degli organismi indipendenti di valutazione, anche attraverso un diverso assetto delle attuali strutture tecniche permanenti. Si precisa che: 1) non si è ritenuto di accogliere la proposta dell'ANCI e dell'UPI di eliminare la previsione relativa « all'inibizione dell'esercizio della facoltà assunzionale », dal momento che si tratta di una sanzione destinata ad essere applicata, in ossequio ai princìpi di proporzionalità e adeguatezza espressamente richiamati, nelle ipotesi di maggiori gravità (assenza totale o gravi mancanze nella gestione del ciclo della performance ); 2) non è stata accolta la proposta dell'UPI di prevedere che i piccoli comuni possano avvalersi degli OIV (gli Organismi indipendenti di valutazione della performance ) costituiti presso le province e le città metropolitane atteso che l'articolo 14 del decreto legislativo n. 150 del 2009, al comma 1, già prevede la possibilità di istituire OIV in forma associata. Inoltre, il comma 2- ter del medesimo articolo stabilisce che sia il Dipartimento della funzione pubblica a individuare i casi in cui sono istituiti Organismi in forma associata tra più pubbliche amministrazioni, sede nella quale si provvederà, pertanto, a risolvere la problematica. L'articolo 4 (« Delega per il riordino della disciplina della dirigenza ») contiene una delega al Governo in materia di dirigenza pubblica. La delega è finalizzata a migliorare la qualità della prestazione lavorativa del personale dirigenziale, ad incrementarne la produttività e migliorare l'immagine e l'efficienza della pubblica amministrazione. Si segnala, in via preliminare, che non si è ritenuto di poter accogliere la proposta dell'ANCI relativa all'istituzione di un ruolo dei dirigenti degli enti locali in quanto la modifica determinerebbe una sostanziale statalizzazione del solo personale dirigenziale degli enti locali, con esclusione del personale regionale e conseguente disallineamento e disomogeneità della disciplina. Relativamente ai requisiti per l'accesso alla dirigenza (comma 2, lettera a) ), viene previsto di rivederne i requisiti, assicurando la differenziazione in ragione della specificità e natura dell'incarico da conferire e l'adeguata valorizzazione della competenza, della capacità professionale anche di tipo organizzativo e, in caso di dipendenti pubblici, delle valutazioni conseguite. Relativamente alle modalità di accesso alla dirigenza (comma 2, lettera b )), vengono individuati i seguenti princìpi e criteri direttivi: - per l'accesso alla qualifica di dirigente della seconda fascia dei ruoli istituiti presso ciascuna amministrazione statale (precisazione inserita in accoglimento di una specifica richiesta dell'ANCI in sede di Conferenza unificata), svolgimento di concorsi pubblici esclusivamente da parte della Scuola nazionale dell'amministrazione, prevedendo l'equivalenza dei requisiti per la partecipazione in capo ai dipendenti pubblici e ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione, nonché svolgimento di concorsi per titoli ed esami riservati al personale dipendente che abbia conseguito le valutazioni migliori nell'ultimo triennio, nel rispetto del principio dell'adeguato accesso dall'esterno; - per l'accesso alla qualifica di dirigente della prima fascia dei ruoli istituiti presso ciascuna amministrazione, svolgimento, da parte della Scuola nazionale dell'amministrazione, per una quota dei posti non superiore al 50 per cento di quelli che si rendono disponibili nell'arco di un triennio a seguito di cessazione dal servizio e differenziata in base alle dimensioni di ciascuna amministrazione, di concorsi per titoli ed esami riservati ai dirigenti di seconda fascia, anche non appartenenti ai ruoli delle amministrazioni interessate, e finalizzati all'accertamento in concreto del possesso delle competenze e delle capacità professionali, anche di tipo organizzativo, richieste in considerazione della complessità del posto di funzione da ricoprire; - per i dirigenti scolastici, la semplificazione delle vigenti disposizioni in materia di reclutamento mediante la trasformazione in concorso del corso-concorso selettivo di formazione, attualmente previsto all'articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, salvaguardando, comunque, la qualità della formazione iniziale; tale previsione è motivata dal fatto che l'articolo 10 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, già prevede tale semplificazione, con riferimento al concorso per dirigente scolastico bandito nell'anno 2017. Relativamente al conferimento, alla conferma e alla revoca degli incarichi dirigenziali (comma 2, lettera c) ), vengono individuati i seguenti princìpi e criteri direttivi: 1) ridefinire i criteri, nel rispetto dei princìpi di trasparenza, di rotazione, di parità di genere e di valorizzazione del merito, favorendo lo scambio di esperienze e la crescita professionale del dirigente; 2) individuare i requisiti indispensabili per il conferimento degli incarichi di livello dirigenziale generale ai dirigenti di seconda fascia (valorizzando la capacità professionale e i risultati conseguiti nell'ambito degli incarichi già espletati); 3) prevedere la possibilità di rinnovare, per una sola volta, l'incarico a condizione che sussistano determinati presupposti (alta specializzazione dei compiti dell'ufficio da ricoprire, l'elevata competenza professionale dell'interessato, il livello significativo dei risultati conseguiti dall'interessato nell'espletamento dell'incarico); 4) prevedere l'aumento delle quote percentuali di dotazione organica, nel limite massimo del 30 per cento, con possibilità di modulare il suddetto limite in relazione al numero dei posti dirigenziali previsti nei ruoli delle singole amministrazioni, entro cui, in base alle vigenti disposizioni, è possibile il conferimento degli incarichi ai dirigenti appartenenti ai ruoli di altre amministrazioni pubbliche e semplificare le relative procedure, eventualmente anche eliminando l'obbligo del rilascio del nulla osta da parte dell'amministrazione di appartenenza;