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in Inghilterra l'MHRA ha dedicato un dinamico sistema di sorveglianza nella somministrazione dei vaccini anti COVID-19, attraverso un sito dedicato, il "Coronavirus yellow card", lanciato a maggio 2020 specificamente per i farmaci e i dispositivi medici e per i vaccini utilizzati per il COVID-19; le informazioni raccolte in questo database sono composte da segnalazioni che possono essere fatte da chiunque: pazienti, produttori e operatori sanitari. Questi rapporti sono categorizzati ed elaborati statisticamente a livello nazionale, nonché in un sistema europeo gestito dall'EMA e in un sistema mondiale gestito dall'OMS; l'Italia non dispone ancora di un sistema di farmacovigilanza dedicato al COVID-19 e implementabile, che consenta una simile categorizzazione ed elaborazione statistica dei dati a livello nazionale e in un sistema europeo gestito dall'EMA o in un sistema mondiale gestito dall'OMS, impegna il Governo: 1) ad attivare urgentemente il Comitato etico dell'Istituto superiore di sanità per la valutazione dei benefici e dei rischi della somministrazione dei vaccini anti COVID-19 agli under 18; 2) a sospendere la vaccinazione di massa degli under 18, se non in presenza di indicazioni specifiche per singoli casi, in attesa che la comunità scientifica disponga di dati sufficienti a sciogliere i dubbi legati agli eventi avversi resi noti, ad esempio dal CDC e dal sistema di vigilanza israeliano; 3) a potenziare la rete di farmacovigilanza con un sistema dedicato al COVID-19 e implementabile, che consenta una categorizzazione ed un'elaborazione statistica dei dati a livello nazionale e all'interno di un sistema europeo gestito dall'EMA, oltre che in un sistema mondiale gestito dall'OMS, alla stregua di quanto fatto ad esempio dall'Inghilterra. Atto n. 1-00389 ALESSANDRINI PITTONI SAPONARA ROMEO BAGNAI FREGOLENT FAGGI CASOLATI DE VECCHIS LUNESU ZULIANI PISANI Pietro CANDURA PIANASSO BERGESIO CANTU' - Il Senato, premesso che: ai sensi dell'articolo 15, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, i collegi dei docenti possono procedere alle adozioni dei libri di testo per le scuole di ogni ordine e grado; esso consente ai professori la massima autonomia nella scelta dei libri scolastici in osservanza del principio costituzionale della libertà di insegnamento (art. 33 della Costituzione); l'esercizio di tale libertà è diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni, scevra da ogni condizionamento culturale e tantomeno politico; questo avviene in teoria, nella pratica invece si riscontrano situazioni di vero e proprio indottrinamento politico da parte dei docenti verso i propri studenti; alcuni casi, i più emblematici, salgono all'onore delle cronache, come ad esempio il caso di un libro di testo che utilizzava "I promessi sposi" per criticare le posizioni euroscettiche o di un altro testo scolastico che invece elogiava il sindaco di Riace; per non parlare dei testi adottati che propagandano l'ideologia " gender " e la fluidità sessuale fin dalla scuola primaria; spesso l'approfondimento storico dei primi del '900 e del periodo bellico si presta facilmente a far scivolare concetti politici di parte, veicolando l'ideologia del docente come unica verità agli occhi degli studenti meno avveduti e critici; le ideologie devono rimanere fuori dalla scuola, che non deve essere intaccata dalla propaganda, in classe non si deve fare politica. La scuola ha il compito fondamentale di stimolare il pensiero critico, e di questo i docenti sono responsabili. Non si devono strumentalizzare i testi scolastici né indottrinare studenti o alunni con qualsivoglia idea politica, ma bisogna solo fornire loro gli strumenti per sviluppare una coscienza critica autonoma; non si può strumentalizzare ogni notizia, ogni avvenimento del vivere delle persone e della scuola per buttarlo in pasto alla politica. La scuola ha il compito di "decondizionare" i messaggi, trasformarli in educazione, in spirito critico, di non fare da sponda a qualsivoglia pressione, di essere super partes , di rappresentare la scuola pubblica nell'interesse di tutti i cittadini; ognuno ha diritto ad avere il suo punto di vista e anche la sua faziosità: può scrivere i suoi articoli o i suoi libri, poi li comprerà chi vuole, ma non si può essere di parte in manuali (perché il problema riguarda non uno, ma molti libri di testo) che migliaia di studenti devono, per forza, comprare e studiare; la scuola di Stato, quella pagata con le tasse di tutti i cittadini, non deve trasformarsi in una fabbrica di pensiero fazioso e spesso superficiale, impegna il Governo a verificare quanto descritto al fine di porre in essere strumenti validi per contrastare situazioni di questo tipo, non consone ad un Paese libero, che generano una forma di indottrinamento subdolo, perché diretto a plagiare le giovani generazioni dando insegnamenti attraverso una visione della storia e dell'attualità asservita a una parte politica e che tende a minare la libertà di opinione. Interrogazioni Atto n. 3-02612 GIAMMANCO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in data 15 febbraio 1998, a Miami, le autorità americane hanno ritrovato il corpo senza vita di Dale Pike, per il cui omicidio è stato incriminato il cittadino italiano Enrico Forti, detto Chico, legato all'uomo solo per alcuni rapporti intercorsi con suo padre riguardanti trattative commerciali relative all'acquisto di un albergo; nonostante la mancanza di indizi a suo carico, Enrico Forti è stato condannato alla pena dell'ergastolo; apparve evidente fin da subito la sussistenza di ragionevoli dubbi sulla colpevolezza di Forti, considerati i metodi utilizzati dalla polizia per interrogarlo, come ad esempio le indebite pressioni utilizzate per estorcergli dettagli, arrivando sino a fingere la morte del padre di Dale Pike, atto che secondo la legislazione italiana equivale, fra l'altro, a un falso d'ufficio; la condanna è stata basata su indizi fumosi e, fatto più rilevante, non sono state trovate tracce di Forti sulla scena del delitto; nel corso degli anni si sono interessate alla vicenda numerose trasmissioni televisive, nonché personalità di vario tipo, dal mondo dello spettacolo a quello del diritto, fino a giungere a una figura del calibro di Ferdinando Imposimato, avvocato ed ex giudice, che ha assunto la difesa di Forti; nel maggio 2012, l'avvocato Imposimato ha presentato al Ministro pro tempore degli affari esteri, Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, un documento sul caso, con l'auspicio di un intervento italiano che agevolasse la richiesta di revisione del processo; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Fraccaro, ha più volte manifestato la concreta volontà del Governo di farsi carico del caso, affermando in data 3 dicembre 2019, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei deputati, che "L'intenzione del Governo è quella di non abbandonare nessuna delle strade possibili e tenere aperte tutte le tre strade percorribili: