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Ciò è tanto più evidente se si confronta quello che è accaduto nelle ultime settimane in Italia, che è il Paese più colpito, con quanto è accaduto non in Germania, dove sono già stati dati al sistema produttivo 1.200 miliardi veri (denaro in gran parte vero), ma in Francia e Spagna con provvedimenti simili. Le imprese francesi e spagnole che hanno chiesto i finanziamenti necessari, forse perché il provvedimento era meglio confezionato, li hanno già ottenuti. In Italia non è accaduto forse perché le imprese non credono di sopravvivere e, quindi, non vogliono indebitarsi ulteriormente o perché il provvedimento ha troppi lacci e lacciuoli che ne hanno reso più difficile l'attuazione, a cominciare dalla responsabilità legale delle banche? Non lo so, ma questa è la realtà e ce ne dispiace, perché noi guardiamo al sistema Paese. Persino Confindustria grida all'allarme sociale, parlando di 1,2 milioni di disoccupati a settembre, e altri istituti di analisi parlano di 4,2 milioni di posti a rischio. Dopo che ovviamente le imprese coperte dal provvedimento che impedisce - giustamente - il licenziamento, ma a tempo, dovessero far fronte alle condizioni reali del mercato, secondo cui in Italia la produzione industriale è crollata del 30 per cento e il prodotto interno lordo crollerà per lo meno del 10 per cento - secondo la Banca d'Italia del 13 per cento - siamo consapevoli - come dovreste esserlo voi - di quello che ci troveremo davanti tra poche settimane, con la rabbia che monterà per i 400 miliardi che non si vedono. Questo, purtroppo, è quanto sta accadendo anche in merito alle aspettative nei confronti delle risorse europee. Sembra che in questo Paese siano già arrivati o stiano arrivando, grazie all'Europa, migliaia di miliardi cui tutti possono attingere, ma che nessuno vede e che sono, per la stragrande maggioranza, dei prestiti, ossia un ulteriore indebitamento dello Stato italiano, delle imprese e dei cittadini italiani. Se fate credere agli italiani che li state inondando di denaro e che l'Europa ci sta inondando di denaro, quando a settembre si troveranno licenziati e gli esercizi commerciali e le imprese chiuderanno, cosa risponderete al Paese? Avete creato e state creando un'aspettativa elevata a fronte di una realtà che non esiste. Quando il recovery fund è stato annunciato, in una mia dichiarazione mi permisi di dire che forse, se ci fosse andata bene, avremmo ricevuto quest'anno cinque miliardi a fondo perduto e forse il saldo attivo degli 82 miliardi a fondo perduto, per quello che dovremo dare come contribuenti, sarebbe ammontato al massimo a 25 miliardi. Mi ero sbagliato di un miliardo: ieri il «Corriere della sera» ha detto che saranno non cinque ma quattro miliardi e il saldo attivo sarà non di 25, ma di 26 miliardi. Pensate un po'. Ma vi rendete conto di quello che avete creato nel sistema italiano, in termini di aspettativa, a fronte della drammaticità della situazione e delle risposte che purtroppo tarderanno? Anche per quanto riguarda il recovery fund , che tutti noi auspichiamo, le risorse vere arriveranno fra tre anni: quest'anno saranno appena quattro miliardi, il prossimo anno forse ammonteranno a 18 o 20 e nel frattempo la situazione economica e sociale del Paese sarà drammatica. Vi prego di smetterla con i decreti bandiera, con gli annunci, con le conferenze stampa. Vi prego di smetterla - come è successo ieri e come forse il presidente Conte farà anche in queste ore - di chiedere la collaborazione delle opposizioni: quanti emendamenti a questo provvedimento abbiamo potuto discutere in Commissione e in Aula? Come si fa a chiedere collaborazione a fronte della realtà, se impedite al Parlamento di discutere e migliorare il provvedimento? Vi porto l'esempio della golden power : uno strumento che proprio Fratelli d'Italia, tramite il sottoscritto, ha reclamato, presentando una proposta di legge il 5 marzo in Parlamento. L'estensione al settore bancario e assicurativo chi ve l'ha chiesta? Ve l'abbiamo chiesta noi e per un mese l'abbiamo reclamata e poi l'avete inserita. L'estensione alle aziende europee chi ve l'ha chiesta? Ve l'abbiamo chiesta noi, perché siamo consapevoli, a differenza vostra, di qual è la situazione del Paese e delle minacce vere che incombono sul Paese. Voi l'avete realizzata in questo provvedimento dopo un mese, ma l'avete realizzata male. Nell'emendamento che ho presentato, e che non sarà possibile discutere, vi spiego perché è realizzata male. Mentre avete realizzato un provvedimento - a meno che non abbiate capito perché l'avete realizzato - che estende la golden power a banche e assicurazioni, è in corso un'operazione che muove dall'estero e serve a realizzare una cosa che non si vede in alcuna parte d'Europa: prendere in mano il pacchetto di controllo del sistema bancario e assicurativo del Paese. Avete fatto un provvedimento che doveva essere uno scudo e nessuno del MoVimento 5 Stelle ha proferito parola o fatto una dichiarazione di una riga sul fatto che un fondo lussemburghese cerca di acquisire il pacchetto di controllo di Mediobanca e di conseguenza di Assicurazioni Generali. Ma allora perché avete fatto il provvedimento? Anche se lo voleste applicare, è inattuabile così come l'avete confezionato, e non ascoltate nemmeno. Perché è inattuabile? Il provvedimento ha una filosofia sbagliata, che è quella notificatoria, mentre sarebbe stato necessario un regime autorizzativo. Sarebbe stato necessario un regime preventivo - è meglio prevenire che curare - anche perché intervenire dopo un eventuale consenso della Banca centrale europea è molto pericoloso, a fronte di un'operazione di tali dimensioni. Sarebbe invece utile un regime autorizzatorio che consentisse al Governo, ove lo volesse, di condurre le danze e dare delle indicazioni concrete, laddove si volesse accettare un'operazione di questo tipo e non semplicemente subirla. Intervenire a valle è infatti estremamente pericoloso, se l'intervento poteva essere fatto a monte. Inoltre, il provvedimento si aggancia a una disposizione del cosiddetto decreto Calenda, che prevede che il Governo, ove volesse realizzare uno scudo della golden power su un soggetto intraeuropeo, dovrebbe adottare dei criteri di decisione valutando se il soggetto agisca in combutta con uno Stato non democratico o con organizzazioni terroristiche. Ma quale soggetto europeo può agire mai in combutta con il terrorismo internazionale? La disposizione era fatta per un altro tipologia di intervento. Richiamarsi a quel criterio significa svuotare di senso e di possibilità l'intervento dello Stato. Aggiungo che la differenza tra aziende europee e aziende extraeuropee è tale da rendere difficile poter intervenire, perché il pacchetto di controllo in un settore finanziario-assicurativo quando si opera? Quando si supera il 10 per cento, o il 30 per cento? Era necessario invece equiparare, anche se in fase straordinaria e temporanea - come è nel provvedimento - le aziende europee a quelle extraeuropee europee, in modo tale che la discrezionalità di intervento e di valutazione non fosse così cogente, tale da rendere difficile un intervento a valle dopo che a monte si è messa in campo un'operazione finanziaria di questo tipo.