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La relatrice MODENA ( FIBP-UDC ) ricorda l'esigenza di non rendere il giudizio in materia di insolvenza troppo discrezionale, motivo per il quale si è preferito incidere sul nesso causale. Concorda che la soluzione possa non apparire adeguata, ma una pronuncia del 2013 della Corte di cassazione è già abbastanza univoca sui criteri di colpevolezza dell'imprenditore e inserire in questa sede una definizione nuova potrebbe essere improprio. L'obiezione sistematica - accolta dai relatori dopo lungo dibattito con il Governo - è che la questione non va affrontata in una disciplina transitoria di apertura della crisi, ma deve entrare a regime nei codici civile e penale. Il senatore GIACOBBE ( PD ) si augura che venga quanto meno accolto il relativo ordine del giorno, proprio alla luce degli argomenti testé utilizzati. Il senatore MOLLAME ( L-SP-PSd'Az ) si unisce alla richiesta, dichiarandosi disponibile a ritirare il proprio emendamento 1.0.2 per sottoscrivere l'ordine del giorno G/2371/9/2e10, che potrebbe escludere la negligenza dell'amministratore dalla definizione di insolvenza incolpevole. Anche il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) chiede uno sforzo da parte del Governo, ricordando che la legge sulle crisi da sovraindebitamento rappresenta un precedente utile: già allora si individuò un'area di non responsabilità per le condotte incolpevoli. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) invoca la giurisprudenza (in cui la Cassazione ha valorizzato il principio di effettività per l'apertura delle procedure concorsuali) e la dottrina (che anche in ragione della pandemia ha individuato la forza maggiore per gli eventi estranei al concetto di colpevolezza). L'ordine del giorno G/2371/9/2e10 nel quale è trasformato l'emendamento 1.0.3, anche a sua firma, va in questa direzione. Su invito del relatore COLLINA ( PD ), la sottosegretaria BINI si impegna ad un'ulteriore consultazione con il Dicastero della giustizia, in proposito. Stante il concomitante inizio dei lavori d'Assembla il PRESIDENTE sospende la seduta. La seduta, sospesa alle ore 9,30, riprende alle ore 11,05. Il presidente GIROTTO rende noto di aver appena avuto, insieme al presidente Ostellari, un confronto con la Presidente del Senato sulle improponibilità per estraneità di materia degli emendamenti presentati al provvedimento, come preannunciato nella seduta di ieri. Dichiara quindi improponibili per estraneità di materia, ai sensi dell'articolo 97, comma 1 del Regolamento, i seguenti emendamenti: 6.6, 6.7, 6.8, 10.4, 10.5, 13.0.1, 20.0.1, 21.0.1, 23.0.1, 23.0.2, 23.0.3, 23.0.4, 23.0.5, 23.0.40 (già 26.0.4), 23.0.50 (già 26.0.5), 23.0.6, 23.0.7, 23.0.8, 23.0.9, 23.0.10, 23.0.11, 23.0.12, 23.0.13, 23.0.14, 23.0.15, 23.0.17, 25.0.1, 26.0.2, 26.0.3, 26.0.8, 27.0.1, 27.0.2, 27.0.3, x1.1 (già 26.0.6). Tale declaratoria si estende anche alle riformulazioni finora presentate di emendamenti dichiarati improponibili. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) si dichiara stupito per le dichiarazioni di improponibilità riferite in particolare agli emendamenti 26.0.2 e 26.0.3 dei relatori, tenuto conto che già nel titolo del decreto-legge si fa riferimento a misure urgenti in materia di giustizia. Ritiene dunque che in tale ambito non possano essere escluse proposte riferite all'organico dei magistrati, peraltro a suo avviso non sufficiente. Il senatore MIRABELLI ( PD ) prende atto delle improponibilità dichiarate con riferimento all'usura, su cui sollecita il Governo ad impegnarsi affinché si provveda nel primo provvedimento utile. Al riguardo, il presidente GIROTTO tiene a precisare che si è tentato di includere gli emendamenti in materia di usura all'interno del provvedimento, ma non è stato individuato un criterio tale da distinguere le proposte emendative in base all'attinenza più o meno marcata rispetto al contenuto del decreto-legge. Dopo un breve intervento del senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) - secondo il quale, dato il titolo del decreto-legge, in materia di giustizia l'unico criterio sarebbe dovuto essere quello dell'urgenza - il presidente OSTELLARI fa notare che tutte le proposte emendative presentate sono ritenute urgenti dai rispettivi proponenti, ma occorrono gli strumenti normativi adatti. Sui lavori delle Commissioni riunite prende brevemente la parola il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) per domandare come saranno organizzati i lavori nella giornata odierna. Dopo interventi dei senatori CALIENDO ( FIBP-UDC ) e PILLON ( L-SP-PSd'Az ), il presidente OSTELLARI si riserva di valutare l'andamento dei lavori, fermo restando che questa mattina si potrà proseguire fino alle ore 13, dopo una breve pausa per consentire alla Commissione giustizia di posticipare la propria seduta già convocata. La seduta, sospesa alle ore 11,30, riprende alle ore 11,35. Si procede con l'esame degli emendamenti all'articolo 1. Gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.5 (fatto proprio dalla senatrice Gaudiano), 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.0.5 (fatto proprio dalla senatrice Gaudiano) e 1.0.6 sono ritirati dai proponenti. Si procede con la votazione degli emendamenti 1.3 e 1.4, di contenuto identico: con dichiarazione di voto favorevole del senatore BALBONI, previa verifica del numero legale, gli emendamenti, messi ai voti congiuntamente, sono respinti. L'emendamento 1.0.2 viene ritirato dal senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) che sottoscrive l'ordine del giorno G/2371/9/2e10, derivante dalla trasformazione dell'emendamento 1.0.3. Viene messo ai voti l'emendamento 1.0.4: il senatore BALBONI ( FdI ) rilascia una dichiarazione di voto favorevole spiegando in sintesi le ragioni che lo hanno spinto alla formulazione di tale emendamento e che lo inducono a ritenere non soddisfacente la semplice conversione del medesimo in un ordine del giorno. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) invita il senatore Balboni a ritirare l'emendamento per poi ripresentarlo per l'aula. La relatrice MODENA ( FIBP-UDC ) chiede al Sottosegretario se vi sia stata un'ulteriore riflessione sul punto da parte del Governo.