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L'agenzia è la Agama; pare, dunque, che la salute degli italiani possa attendere, visto che l'interrogante ha avuto riscontro circa la presenza di glifosato, sostanza notoriamente nociva, e di altri residui tossici quali, micotossine, metalli pesanti e altri contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, nel grano estero. Infatti, a seguito dalle analisi effettuate sulle paste e sulla semola da varie associazioni private è emersa la presenza dei residui tossici, dannosi per la salute anche a basse dosi, e, poiché la legislazione canadese consente l'utilizzo del glifosate in preraccolta, di conseguenza quel grano, molto probabilmente, è contaminato. Inoltre il glifosato è una sostanza vietata dal regolamento (UE) n. 2016/1313 e la commercializzazione di sostanze tossiche è vietata dall'articolo 444 del codice penale; alla luce delle precedenti interrogazioni parlamentari sul tema, riguardanti navi cariche di grano duro provenienti dall'estero, approdate nei porti di Pozzallo e di Bari (4-02048, pubblicata il 31 luglio 2019, 4-02355, pubblicato il 22 ottobre 2019), si chiede di sapere: se e quali risposte vogliano fornire i Ministri in indirizzo in merito a quanto esposto; se non ritengano di dover prendere concrete iniziative volte a scoraggiare l'acquisto e l'utilizzo di grani esteri, che vengono miscelati con il grano duro nazionale, di ottima qualità. Se così non fosse, non si spiegherebbe questa massiccia importazione; se non ritengano di rivedere le norme di campionamento sulle navi, prevedendo l'obbligo di analisi su ogni nave e su ogni stiva di grano; disporre analisi diffuse e affidarle a laboratori accreditati, rendere noti gli esiti delle analisi e del monitoraggio alle associazioni di tutela dei produttori e dei consumatori ed ai parlamentari che ne facciano richiesta. Atto n. 4-02614 DE BONIS Ai Ministri per la pubblica amministrazione e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: "il Giornale" dell'8 dicembre 2019 ha denunciato un dato veramente allarmante: "A causa dell''incapacità amministrativa' di alcune regioni italiane, il nostro Paese rischia di rendere a Bruxelles oltre 400 milioni di Fondi agricoli"; pare che dai dati elaborati dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) e dalla Rete rurale nazionale, l'Italia potrebbe presto ritrovarsi a dover restituire a Bruxelles fondi agricoli dal valore di 444 milioni di euro, già assegnati al nostro Paese, ma mai utilizzati; alcune confederazioni italiane, quali agromeccanici e agricoltori italiani (Cai), riferiscono che mentre le imprese agromeccaniche stanno ancora aspettando un definitivo via libera per accedere ai bandi di finanziamento per l'innovazione in agricoltura, ingenti fondi già potenzialmente assegnati all'Italia rischiano di far ritorno a Bruxelles, perché nessuno riesce a spenderli; succede che molte Regioni avrebbero la possibilità di usufruire di una considerevole quantità di denaro proveniente dall'Europa, ma, a causa di varie criticità, rischiano di perdere quei fondi, la cui scadenza è fissata per il prossimo 31 dicembre; le Regioni interessate da questa grave perdita sarebbero la Puglia, dove i bandi sono stati rallentati da vari ricorsi amministrativi, la Liguria e l'Abruzzo. Queste ultime due Regioni devono fare i conti con la potenziale rispettiva perdita di 15 e 24 milioni di euro, anche se entrambe ritengono "di poter superare al 31 dicembre la quota di disimpegno"; altre Regioni interessate sono la Basilicata, la Campania e la Sicilia, che rischiano di "veder evaporare dal 30 al 50 per cento dei fondi loro assegnati. Eppure, tutte e tre affermano di 'poter evitare la perdita dei fondi assegnati' dal momento che 'presenteranno nell'ultimo trimestre dell'anno rendicontazioni di spesa idonee a superare la soglia di spesa richiesta'"; pare che le Regioni italiane che fin qui hanno superato la soglia del "rischio disimpegno" siano soltanto 11, mentre altre 4 ci sono quasi riuscite, oscillando tra l'80 e il 90 per cento dell'"obiettivo di spesa"; considerato che: questi dati confermano che, a livello dell'intero Paese, si registrano continuamente difficoltà dal lato della pubblica amministrazione per l'accesso ai fondi dell'Unione europea; la normativa è sicuramente rigorosa, ma non è immaginabile che intere Regioni rischino di perdere i contributi europei, perché non in grado di gestirne la programmazione. Per i fondi agricoli, le statistiche dimostrano che nel terzo trimestre del 2019 sono stati spesi 625,4 milioni di euro, cioè 759,14 milioni dall'inizio del 2019, ovvero 121 milioni in meno rispetto allo stesso lasso di tempo riferito al 2018; il sistema legislativo e di finanza pubblica della UE è organizzato in modo tale che i progetti finanziati devono risultare serventi rispetto al miglioramento delle politiche generali dell'Unione europea. Ne consegue che solo avendo ben chiaro il legame fra politiche generali della UE e vari strumenti di finanziamento si possono formulare proposte progettuali vincenti, si chiede di sapere se e quali iniziative i Ministri in indirizzo vogliano intraprendere, perché vi sia capacità e non "inettitudine", come spesso viene narrato, da parte della pubblica amministrazione a formulare proposte progettuali ed a rispettare i tempi prescritti, al fine di evitare il rischio di far perdere all'Italia "linfa" preziosa per l'agricoltura e per altri settori ove sono previsti finanziamenti europei. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-01276 del senatore D'Arienzo, sulla presenza di sostanze nocive nell'acqua potabile a Pescantina (Verona). Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 4-02464 della senatrice De Petris.