[resaula]

questo problema è stato sollevato prima dalle associazioni di cittadini del territorio e dalle amministrazioni locali, poi recepito e condiviso dal commissario straordinario per la ricostruzione dei territori ischitani colpiti nonché da quest'ultimo portato all'attenzione sia della Presidenza del Consiglio dei ministri sia del Dipartimento della protezione civile con comunicazione prot. n. 4884/CS/ISCHIA del 20 maggio 2020 e con una seconda nota prot. n. 5310/cs/ISCHIA del 29 giugno 2020; la disciplina adottata per il sisma del Centro Italia in materia di contributo di autonoma sistemazione ha già affrontato le questioni relative al rapporto genitori-figli, equiparando ai comodatari a titolo gratuito i soggetti legati da rapporto di parentela diretta o collaterale con il proprietario dell'immobile i quali dimoravano a titolo gratuito nell'abitazione inagibile; in particolare, l'ordinanza del capo del Dipartimento della protezione civile n. 614 del 18 novembre 2019 ha disposto all'articolo 3 o il mantenimento del contributo di autonoma sistemazione in favore dei conduttori e dei comodatari che presentino il reciproco impegno sia del proprietario dell'immobile inagibile sia del locatario o comodatario alla prosecuzione alle medesime condizioni del rapporto di locazione o di comodato in vigore alla data del sisma, oppure, in assenza di questo impegno, il riconoscimento ai conduttori o comodatari di un contributo pari alla differenza tra quanto corrisposto per dimorare nell'abitazione originaria inagibile e quanto corrisposto per abitare nel nuovo immobile, nella misura massima di 600 euro mensili, si chiede di sapere se e come si intenda definire la questione esposta relativa agli abitanti dei comuni di Ischia colpiti dal sisma, nell'ottica di favorire un'interpretazione della norma di cui all'art. 18, comma 1, lettera i-ter) , del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, ispirata a criteri di ragionevolezza ed equità che, anche conformemente ai precedenti richiamati, consenta di riconoscere il pieno accesso al beneficio a tutte quelle persone che, anche di fatto, hanno subito dal sisma un danno abitativo proprio. Atto n. 4-03840 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che: nell'ultimo periodo, sull'onda di un movimento globale fintamente democratico e presuntamente pacifista e antirazzista, si è scatenata, in Italia e nel mondo, una veemente ondata di episodi in cui si sono colpiti numerosi monumenti simbolo della nostra storia e della cultura occidentale in genere; negli Stati Uniti sono state abbattute statue di pioneri, di personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia, come quella di Cristoforo Colombo. In Italia, nelle settimane scorse, a essere vandalizzata è stata la statua del celebre giornalista Indro Montanelli; nella notte tra il 6 e il 7 luglio 2020 è stato brutalmente deturpato il monumento ai caduti della Folgore, inaugurato a Bergamo appena un anno fa. Si tratta di un atto incivile, di una barbarie inaudita, che sfregia la memoria di chi è morto per garantire pace e libertà al nostro Paese; non è la prima volta che avvengono simili episodi: accadde a Parma nel 2017, quando il monumento ai parà della Folgore fu sfregiato e incendiato da ignoti incivili; a testimonianza del valore dei nostri paracadutisti, vale la pena ricordare che nel 1942, alla Folgore, nel corso della seconda battaglia di El Alamein, fu riconosciuto l'onore delle armi da parte dei nemici britannici. Dopo due giorni di marcia nel deserto, infatti, la divisione Folgore si arrese ai nemici senza mostrare bandiera bianca e senza mai alzare le mani; tanto che il generale Hughes volle ricevere i generali Frattini e Bignami e il colonnello Boffa per complimentarsi. Alla Folgore, in seguito, fu conferita la medaglia d'oro al valor militare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda adottare iniziative urgenti volte a potenziare il presidio e il controllo dei monumenti italiani simbolo della nostra storia; se non intenda adottare iniziative di carattere normativo al fine di inasprire le pene e le sanzioni per chi deturpa, imbratta e oltraggia i simboli della nostra cultura e della nostra memoria storica. Atto n. 4-03841 AIMI Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: da fonti autorevoli si apprende dell'incresciosa situazione in cui versa il cimitero dei Rotoli a Palermo, dove attualmente vi sono 480 bare accatastate in attesa di degna sepoltura. Non ci sono infatti posti liberi per i feretri e da tempo il forno crematorio non è utilizzabile; ciò costituisce una vicenda assurda per un Paese che si dica civile: le giustificazioni legate alla mancanza di risorse e all'assenza di manutenzione da parte della ditta preposta (che avrebbe anche smesso di rispondere ai solleciti) non sono oltremodo ammissibili; si apprende che la Giunta del Comune di Palermo aveva effettuato un prelievo di 220.000 euro dal fondo di riserva per avviare la gara e il conseguente affidamento di un servizio di manutenzione straordinaria: ma, ad oggi, ancora nulla è dato sapere; le famiglie che oggi scelgono la cremazione devono pertanto spostarsi a Messina con ulteriore aggravio di costi; il sindaco avrebbe richiesto anche la convocazione di una conferenza dei servizi sullo stato di avanzamento della progettazione per il nuovo cimitero di Ciaculli per il quale risulterebbero stanziati 15 milioni di euro di fondi del CIPE; lo stesso sindaco, peraltro, aveva promesso un commissario straordinario per seguire l'intera vicenda: ma di questa nomina non vi è traccia, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; di quali elementi conoscitivi dispongano anche in relazione ad eventuali ispezioni, verifiche e controlli da parte delle autorità competenti, anche al fine di scongiurare rischi sanitari; se siano state assunte iniziative di competenza in merito; se siano previsti interventi urgenti per porre rimedio a questa situazione incresciosa, certamente indegna di un Paese che si dica civile. Atto n. 4-03842 RAMPI ALFIERI BUCCARELLA DE FALCO NENCINI ROSSOMANDO ROJC RUOTOLO MARILOTTI Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: le recenti decisioni sullo straordinario complesso di Hagia Sophia a Istanbul, patrimonio comune a tutta l'umanità, riguardano tutti i popoli, e in particolare i popoli del Mediterraneo; la storia e la cultura sono patrimonio universale; nessuno Stato dovrebbe avere la possibilità di rivendicarne la proprietà e di prendere decisioni su ciò che è parte del patrimonio culturale dell'umanità, in questo caso un ponte tra il passato e il futuro, tra le diverse culture che nei millenni hanno dato vita a Costantinopoli, Bisanzio, Istanbul; Hagia Sophia è stata nei 15 secoli di vita un luogo sacro sia per le diverse comunità cristiane che musulmane, un'eredità comune che la Turchia ha nel tempo saputo tutelare come di tutti e non monopolio di una sola religione;