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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, da alcuni dei colleghi che mi hanno preceduto ho sentito dire che non vi era urgenza di intervenire per inserire la tutela dell'ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità e degli animali in Costituzione. Noi pensiamo esattamente l'opposto e in questo senso si è orientato il lavoro fatto all'interno della Commissione per il quale ringrazio i colleghi e la relatrice: noi riteniamo, infatti, che eravamo già fuori termine. Voglio ricordare a tutti che il testo che arriva oggi in Aula è frutto del lavoro dei tanti che già dagli anni Novanta hanno iniziato anche in Parlamento a presentare proposte di legge (penso alla Commissione Bozzi e ad altri tentativi che sono stati fatti) affinché potesse essere inserita finalmente tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, la tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali, come valore capace di informare le politiche pubbliche che deve essere un pilastro della nostra Costituzione. Altri Paesi prima di noi hanno fatto questo intervento sulla Costituzione: è stata citata molto la Germania, dove dal 1994 si è intervenuti per sancire non solo l'inserimento della tutela dell'ambiente, ma il concetto del rapporto con le future generazioni e la tutela degli animali. Quanto poi ai pericoli che sono stati paventati poco fa dal senatore La Pietra, il quale ha affermato che con questo disegno di legge metteremmo in pericolo addirittura il nostro sistema dell'economia agricola, vorrei dire che evidentemente il collega non è ben documentato sull'economia e sulle scelte della Germania, dove non mi pare che siano diventati tutti vegani per obbligo. Non facciamo dunque questi paradossi e siamo rispettosi del lavoro e dell'approfondimento che sono stati fatti. Voglio ringraziare il presidente della 1 a Commissione Parrini, perché il lavoro che è stato fatto con le audizioni e le consultazioni di tutti i costituzionalisti, nonché il lavoro comune che è stato fatto tra forze molto diverse, partite anche da posizioni diverse, ci permettono oggi di sanare questa distanza. Oltre alla Germania, c'è anche l'importante lavoro fatto in Francia nel 2005, che ancora sta proseguendo e che tra l'altro sarà sancito ancora una volta anche dalla causa, che peraltro è stata vinta. È quanto accade comunque in tutto il mondo, in cui si parla dei diritti della natura da inserire in tutte le Costituzioni e vi è un movimento su questo: vi sono state le iniziative parlamentari che ricordavo, ma vi sono tantissime associazioni che da anni lavorano su questo. Credo che oggi finalmente sia arrivato un momento importante. Abbiamo fatto una scelta fondamentale: siamo intervenuti sull'articolo 9 della Costituzione, aggiungendo un comma. Non abbiamo toccato l'articolo 9 per una forma di riconoscimento, perché è scritto benissimo: quell'articolo 9, che i nostri Padri e Madri costituenti ci hanno dato, ha permesso sicuramente di tutelare il paesaggio e i beni culturali, anche se non quanto sarebbe stato necessario, spingendo la stessa giurisprudenza costituzionale a fare in modo che sempre di più si andasse verso il riconoscimento dell'ambiente come diritto fondamentale e imprescindibile della persona e della collettività. Ci si chiede allora perché intervenire; perché oggi era importante aggiungere un comma all'articolo 9. Non abbiamo fatto un lavoro di revisione, ma di arricchimento. Questo lo vorrei dire anche a quelli che hanno dubbi sul fatto che interveniamo sulla prima parte della Costituzione. Era giusto e sacrosanto che si intervenisse per sancire finalmente questo riconoscimento tra i principi fondamentali della Repubblica e, quindi, del patto repubblicano. Siamo intervenuti anche sull'articolo 9, nonostante ci fosse la giurisprudenza costituzionale e la riforma del Titolo V, perché la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema che compare con la riforma del Titolo V, all'articolo 117, si inserisce nella ripartizione delle competenze sulle varie materie tra Stato e Regioni, quindi mancava. Questa è la cosa straordinaria di oggi: noi finalmente inseriamo la tutela dell'ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità e degli animali tra i principi fondamentali e tra i valori, quindi nella prima parte della Costituzione. Qualcuno dice che non c'è urgenza. Siamo ancora dentro la pandemia e continuiamo a dire che non c'è urgenza di questo riconoscimento solenne? Da quando questo percorso e questo tentativo di inserire l'ambiente in Costituzione, la situazione, secondo gli indici scientifici, è peggiorata. Dal 1992, dalla prima conferenza sull'ambiente di Rio de Janeiro, purtroppo nel mondo la situazione e i dati sono peggiorati. Ci ricordiamo tutti i dati dei cambiamenti climatici. Noi non siamo un'oasi o un Paese felice. L'Italia è un Paese fortemente a rischio, come lo sono la nostra straordinaria biodiversità e il Mediterraneo per la pressione delle attività umane. Noi siamo nell'antropocene, ovvero in un'epoca in cui l'attività umana sta colpendo e violentando la natura e sta mettendo a rischio fortemente, per la pressione sulle risorse naturali, la possibilità della riproduzione delle risorse e, quindi, la riproduzione della vita. Non c'è più tempo e bisogna fare presto non perché il pianeta è a rischio - dico sempre che il pianeta continuerà e si evolverà - ma perché la vita sul pianeta è a rischio. Abbiamo parlato di transizione ecologica, ma serve una grande rivoluzione culturale. La tecnologia da sola non ci salverà; serve una grande rivoluzione culturale; bisogna capire che noi viviamo della natura e con la natura. Dobbiamo riscoprire il valore dell'armonia, dell'essere custodi del creato. Il collega Ferrazzi ha fatto bene a citare adesso l'enciclica «Laudato si'», che prende le mosse dal pensiero francescano. Noi dobbiamo riscoprire la madre terra e la sorella natura; rivivere in armonia anche il rapporto con gli animali e tutte le specie viventi. Solo con questo rapporto armonico con le risorse naturali, con l'ambiente, con la natura e con le altre specie viventi riusciremo a salvare e assicurare la sopravvivenza della specie. I dati - non è il caso di riportarli per brevità - sono pesanti. Soltanto per l'aggressione alla biodiversità per esempio, l'Italia è al sesto posto come pericolo tra i Paesi del G20. Cito l'Italia, ma potrei citarne altri. Come capite, è urgente! Chiudo parlando dell'articolo 41. Le modifiche all'articolo 41 sono straordinarie perché diciamo che tutta l'attività dell'impresa privata e pubblica deve avere come punti di riferimento e come limite il diritto alla salute e il diritto all'ambiente. Questa è una cosa davvero straordinaria. Per tutti questi motivi, annuncio con entusiasmo il voto favorevole su questo disegno di legge di revisione costituzionale. (Applausi) . GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) .