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quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, nel rispetto di un quanto mai necessario confronto con il nuovo governo societario di TIM in via di definizione, per esercitare l'eventuale opzione di " golden power " per l'acquisto di Telecom Italia Sparkle tramite Cassa depositi e prestiti e quali garanzie siano previste per il proseguimento della strategia di messa in sicurezza dell'infrastruttura di comunicazione verso il Medio oriente in quanto asset strategico; quale sia la cornice normativa in via di definizione per agevolare l'eventuale fusione tra la rete di Open Fiber e quella di TIM, previo l'avvenuto scorporo di quest'ultima, e quali margini operativi il Ministro intenda riservarsi nel definirla, in considerazione della composizione azionaria di Telecom Italia a maggioranza privata e del recente cambio di vertice alla guida dell'azienda con la sostituzione dell'amministratore delegato; quali iniziative di competenza intenda adottare per la salvaguardia dei livelli occupazionali stimati in almeno 20.000 unità, in considerazione degli investimenti futuri che andranno necessariamente pianificati per il cablaggio a banda ultralarga del Paese che tuttora procede a ritmi inadeguati. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00365 MARCUCCI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: lo stabilimento della KME Italy SpA di Fornaci di Barga (Lucca) è un presidio produttivo, specializzato nella produzione di rame, che ha ricoperto e ricopre un ruolo strategico, sia per l'economia della valle del Serchio, che per l'intera provincia di Lucca; lo stabilimento si trova da tempo coinvolto in un processo di rilancio industriale mirato a garantire continuità produttiva e occupazionale agli oltre 600 lavoratori impiegati; l'azienda ha manifestato la volontà di effettuare nuovi investimenti sul territorio della valle del Serchio, con l'intento di aumentare la produzione e i livelli occupazionali e consentire quindi allo stabilimento produttivo di Fornaci di Barga di divenire fulcro della lavorazione del rame a livello europeo; considerato che l'azienda, al fine di contenere i costi legati ai consumi energetici e di migliorare le proprie performance industriali, ha deciso la realizzazione di un impianto di pirogassificazione o di gassificazione, che utilizzi pulper di cartiera o altro materiale di scarto, che rischia di rivelarsi incompatibile con le caratteristiche geografiche, geomorfologiche, sanitarie e turistiche della valle del Serchio; tenuto conto che la KME, nella definizione del proprio piano di rilancio industriale, dovrebbe valutare le possibilità offerte dall'incentivazione pubblica per l'uso di fonti rinnovabili a costi calmierati, come già avvenuto con successo in diverse importanti aziende anche in Toscana, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario intraprendere le opportune iniziative al fine di avviare un Tavolo istituzionale che, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni regionali e locali, possa valutare e proporre le diverse soluzioni tecnologiche per la produzione di energia capaci di coniugare lo sviluppo produttivo e la tenuta occupazionale, contenute nel piano di rilancio dello stabilimento KME Italy SpA di Fornaci di Barga, con la necessaria tutela dell'ambiente nei territori interessati; se il Governo possa valutare la possibilità di approvvigionare l'azienda e di supportarne il piano di sviluppo, con energia a costi competitivi, senza dar luogo alla costruzione di un pirogassificatore. Atto n. 3-00368 PARRINI MARCUCCI CUCCA FEDELI MARGIOTTA BINI ASTORRE MISIANI ALFIERI MARINO VALENTE VATTUONE PINOTTI MAGORNO IORI NANNICINI MANCA BITI LAUS FARAONE VERDUCCI BELLANOVA CIRINNA' SUDANO D'ARIENZO GARAVINI ROSSOMANDO GRIMANI ROJC BOLDRINI STEFANO PITTELLA TARICCO PATRIARCA Al Ministro dell'interno Premesso che: il 12 novembre 2018 a Roma nel quartiere di Borgo Pio una signora di 59 anni, uscita di casa per fare la spesa, all'arrivo del Ministro in indirizzo, lì presente per partecipare ad un convegno nell'aula congressi della Lumsa, ha iniziato a contestarlo indirizzandogli numerosi fischi e gridando "buffone"; nel corso della contestazione, come attestato da alcune riprese video diffuse oggi dai principali organi di stampa, quattro uomini, giunti dall'altro lato della strada, le hanno ordinato di smettere di fischiare. Al rifiuto della donna uno di loro le ha afferrato le braccia per impedirle di portare le dita alla bocca e fischiare ancora. La donna è stata quindi trascinata via a forza con la collaborazione degli altri tre uomini, e nel tentativo di divincolarsi è finita a terra; una volta rialzatasi, i quattro uomini rivelatisi poliziotti in borghese le hanno chiesto i documenti, che però la donna, uscita di casa solo per fare la spesa, non ha subito mostrato al dirigente, ma solo successivamente ai suoi colleghi quando è stata fatta salire su una volante per essere portata al commissariato di zona. La donna è stata rilasciata solo dopo un'ora, dichiarando di essere stata denunciata per non aver subito esibito il proprio documento d'identità; tenuto conto che: sabato 10 novembre decine di autobus di manifestanti, provenienti da tutta Italia, sono stati fermati alle porte della capitale dalle forze dell'ordine prima dello svolgimento della manifestazione antirazzista organizzata a Roma dai sindacati di base e da numerose associazioni "contro le politiche governative in materia di immigrazione e il razzismo dilagante" e regolarmente autorizzata dall'autorità di pubblica sicurezza; tutti i manifestanti sono stati fatti scendere, schedati e sottoposti ad una perquisizione corporale e dei propri bagagli e ad un controllo minuzioso delle bandiere e degli striscioni. L'operazione ha richiesto parecchio tempo e, una volta terminati i controlli, le forze dell'ordine hanno trattenuto i pullman per altri 40 minuti. I controlli, secondo gli attivisti, sono durati a lungo con l'obiettivo di ostacolare la partecipazione al corteo e identificare il maggior numero di aderenti alla protesta; tenuto conto che: nel caso della signora di Roma il comportamento dei poliziotti in borghese che hanno impedito ad una cittadina di manifestare liberamente le proprie critiche nei confronti di un Ministro risulta palesemente illegittimo; non sussisteva alcun elemento di pericolosità che potesse giustificare né l'ordine impartito dal dirigente della Polizia di Stato di dichiarare la propria identità, né il trattenimento della donna in commissariato e risulta del tutto priva di fondamento la denuncia per rifiuto di provare la propria identità; i controlli che hanno bloccato i manifestanti anche per due, tre ore ai caselli autostradali non sono stati in alcun modo motivati; considerato che: la Costituzione italiana afferma chiaramente nell'articolo 21 che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione; l'articolo 17 della Carta costituzionale assegna a tutti i cittadini il diritto a riunirsi pacificamente;