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Inoltre, la creazione di un'Agenzia nazionale avrà effetti positivi anche dal punto di vista economico; infatti, proteggendo in maniera efficace il nostro spazio cibernetico, rendiamo l'Italia più attraente anche per investitori nazionali e stranieri. È il caso di dire quindi che la ripartenza dell'Italia passa anche da qui, da un'Agenzia nazionale in grado di mettere in sicurezza il Paese anche sotto il profilo cibernetico. Noi siamo fortemente convinti della necessità di accelerare i processi di digitalizzazione della società e della pubblica amministrazione, allo scopo di modernizzare il Paese; al tempo stesso siamo consapevoli dei forti rischi legati a possibili attacchi informatici alle istituzioni e ai singoli. Per di più la nostra pubblica amministrazione è in procinto di spostare tutti i propri dati su un cloud nazionale, vale a dire su uno spazio di stoccaggio digitale che ci espone ad ulteriori, possibili attacchi. Pertanto, la necessità di tutelare il Paese dalla minaccia cibernetica è uno dei dossier più delicati, per noi come per ogni moderna democrazia. Si tratta di una questione di sicurezza nazionale e, al tempo stesso, anche di politica estera. Ci troviamo, infatti, in una fase storica nella quale diversi Paesi, dalla Russia alla Cina, mirano ad acquisire un vantaggio geopolitico attraverso la loro supremazia tecnologica. Un tempo la geopolitica aveva un notevole influsso sulla tecnologia, oggi accade il contrario: la capacità di dotarsi di tecnologie innovative attribuisce un vantaggio strategico in termini di esercizio del potere. Basta guardare quale effetto sta avendo sugli equilibri internazionali il predominio cinese del 5G, cioè la nuova rete digitale di quinta generazione di supporto alla telefonia mobile. Questo è il motivo per cui occorre porre un'attenzione particolare al concetto di sovranità tecnologica ed è necessario che ci allineiamo in fretta all'interno dell'Unione europea, così da colmare il ritardo esistente in materia di nuove tecnologie e dotarci di una vera e propria sovranità tecnologica a livello europeo, che ci permetta di tutelare i nostri commerci, la nostra economia e i nostri valori e che determini la nostra autonomia strategica, vale a dire la possibilità di intervenire da soli per fronteggiare possibili aggressioni. Gli attacchi cibernetici sono una minaccia potenzialmente letale per ogni sistema democratico, perché rischiano di mettere in ginocchio settori essenziali di un Paese: centrali elettriche, rifornimenti idrici, discariche di rifiuti; in altre parole, tutti i sistemi vitali di un Paese. Per questo serve una visione comune in materia di cyberdifesa a livello nazionale ed europeo: esattamente ciò che cerchiamo di fare con questo decreto-legge, col quale ci adeguiamo agli standard europei e ci dotiamo di una sorta di scudo di difesa dalle aggressioni digitali. Contemporaneamente, mandiamo anche un messaggio all'esterno, a quei Paesi dai quali provengono gran parte degli attacchi cibernetici. Diciamo forte e chiaro che l'Italia è fermamente determinata a non lasciarsi mettere sotto scacco. In sostanza, signor Presidente, la tecnologia sta cambiando passo: porta con sé vantaggi, ma anche rischi, ed è necessario che ci attrezziamo di conseguenza, anche e soprattutto in una fase come quella attuale, in cui si realizza una profonda interrelazione tra la nostra quotidianità e l'informatica. Via via stiamo affidando gran parte della nostra stessa esistenza alla tecnologia: abbiamo un'identità digitale con la quale possiamo accedere a tutta una serie di servizi dal nostro pc. Possiamo ormai fare di tutto con il nostro cellulare, tante nostre informazioni delicate e sensibili sono contenute all'interno di sistemi informatici complessi, così che i dati personali di un soggetto sono sempre più appetibili, purtroppo anche per hacker e criminali informatici. Questo è il motivo per cui la sicurezza cibernetica e la tutela dei dati non sono più soltanto un concetto astratto, ma riguardano la vita di tutti noi, il nostro quotidiano. La società tutta sta subendo profondi cambiamenti: grandi istituzioni come la scuola, il Servizio sanitario nazionale, la pubblica amministrazione, come pure il mondo economico produttivo, negli ultimi anni stanno ricorrendo sempre più frequentemente al digitale, dallo smart working al green pass , dalla didattica a distanza alla telemedicina, tutti strumenti di grande utilità, che allo stesso tempo però ci espongono a rischi finora inimmaginabili. Ecco perché c'è bisogno di strumenti di protezione adeguati come l'Agenzia nazionale per la sicurezza cibernetica, che rappresenta un nuovo tassello di quell'Italia che stiamo costruendo con il Governo Draghi, moderna ed efficiente, che punta all'innovazione e alle nuove tecnologie, ma capace al tempo stesso di tutelare i diritti delle cittadine e dei cittadini, cosicché l'Italia del domani inizi già oggi. (Applausi) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e rappresentanti del Governo, quando si dice il caso o il destino: è singolare che oggi affrontiamo un provvedimento sull'architettura nazionale, sulla cybersicurezza e sull'istituzione dell'Agenzia per la sicurezza nazionale e la coincidenza vuole che questo accada dopo un attacco cyber al Centro elaborazione dati (CED) del Lazio, che ha mandato in tilt la sanità della Regione. Partiamo dalla cronaca per andare oltre: voglio sottolineare che fino al 13 agosto non si potranno prenotare altri vaccini negli hub del Lazio, mentre la mannaia del green pass del 6 agosto è davanti a noi e si sta per abbattere su tutti quelli che sono in partenza; e non sappiamo se è solo l'inizio. (Applausi) . Basta leggere i giornali di oggi: la paura, il silenzio e l'idea che ci sia un ricatto. Insomma, non sappiamo se è solo l'inizio e se questo attacco vuole arrivare ad altro e colpire altri obiettivi più ampi o se è la sanità il vero obiettivo; chi lo sa. Sicuramente la situazione è seria - non da oggi - ed è necessaria - non da oggi - l'istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza. Noi di Fratelli d'Italia siano consapevoli che ciò rappresenti solo il primo passo e da tre anni - sia alla Camera dei deputati, sia al Senato - con tutti gli strumenti a disposizione, abbiamo chiesto l'istituzione di quest'Agenzia, oltre a una strategia organica sulla cybersecurity e a un rafforzamento cibernetico in vari settori (sanitario, produttivo, industriale e della pubblica amministrazione) anche per i singoli cittadini, che sono tutti utenti del cyberspazio. Pertanto, molto prima che nel contesto del PNRR si inserisse il tema della transizione digitale, Fratelli d'Italia chiedeva, con tutti gli strumenti a disposizione, l'istituzione dell'Agenzia e sottolineava la necessità di reti resilienti. Abbiamo denunciato più volte il ritardo accumulato su questo fronte e la necessità di una garanzia di sicurezza nazionale finalizzata alla sovranità digitale. È dal settembre 2020 che il Governo ha assunto un impegno che non ha mantenuto.