[pronunce]

che le preoccupazioni del rimettente appaiono prive di rilievo costituzionale, in quanto l'uscita anticipata del minorenne dal processo è comunque assicurata, ed in tempi brevi, dalla possibilità, a norma degli artt. 27, comma 4, e 32, comma 1, del d.P.R. n. 448 del 1988, di pronunciare, anche d'ufficio, sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto nell'udienza preliminare; udienza, tra l'altro, più garantita della camera di consiglio prevista dal comma 2 dell'art. 27, essendo celebrata da un giudice collegiale, con la presenza necessaria del pubblico ministero e del difensore; che la disciplina censurata - che ha trovato applicazione in un contesto in cui è stato lo stesso rimettente a respingere l'iniziale richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, dando impulso d'ufficio alla procedura volta alla fissazione dell'udienza preliminare - rientra nella sfera delle scelte discrezionali del legislatore in materia di distribuzione delle competenze tra giudice per le indagini preliminari e giudice dell'udienza preliminare, non suscettibili di essere sindacate in riferimento agli artt. 3 e 31, secondo comma, Cost., sempreché non risultino esercitate arbitrariamente; che la questione deve pertanto essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 409, comma 5, del codice di procedura penale e dell'art. 27, commi 1 e 2, del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 31, secondo comma, della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di L'Aquila, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Neppi Modona Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 6 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola