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Tuttavia, nel caso di specie, l'ossequio al principio in argomento appare un inutile formalismo, posto che è indubbio che le donazioni di scopo non possono che essere integralmente riassegnate per il perseguimento di quello specifico fine per cui sono state erogate. D'altra parte, la necessità per la Ragioneria generale dello Stato di avere esatta contezza della consistenza di tali erogazioni può ben essere soddisfatta con altre, meno gravose, modalità (obblighi di comunicazione, di rendiconto, e via dicendo). La proposta normativa prevede, quindi, che, con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, siano definite le nuove modalità di acquisizione delle donazioni di modico valore (fino all'importo di euro cinquemila) destinate ai beni ed alle attività culturali, secondo i seguenti criteri: a) massima semplificazione ed esclusione di qualsiasi onere amministrativo a carico del privato; b) garanzia della destinazione della liberalità allo scopo indicato dal donante; c) piena pubblicità delle donazioni ricevute e del loro impiego, mediante una dettagliata rendicontazione, sottoposta agli organi di controllo; d) previsione della possibilità di effettuare le liberalità mediante versamento bancario o postale ovvero secondo altre modalità interamente tracciabili idonee a consentire lo svolgimento di controlli da parte dell'Amministrazione finanziaria. È inoltre previsto che entro il 31 ottobre 2013 il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo individui, sulla base della legislazione vigente ed alla luce delle indicazioni fornite dalla commissione di studio già costituita presso il Ministero, forme di coinvolgimento dei privati nella valorizzazione e gestione dei beni culturali, con riferimento a beni individuati con decreto del medesimo Ministro. Art. 13. (Disposizioni urgenti per assicurare l'efficace e tempestivo svolgimento delle valutazioni tecniche nel settore della cultura e per la razionalizzazione degli organismi collegiali operanti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). -- La norma autorizza il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ad avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri per le finanze dello Stato, del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e dei Comitati tecnico-scientifici, nonché di altri organismi consultivi previsti dai provvedimenti regolamentari inerenti il Ministero, in numero non superiore a sette, allo scopo di assicurare il regolare, efficace e tempestivo svolgimento delle attività di valutazione tecnica previste dalla normativa vigente nelle materie di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Ancorché la norma disponga oneri economico-finanziari prevalentemente dall'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali, organizzative e progettuali necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico, in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013. Di fatto, la disposizione è finalizzata ad eccettuare gli organismi collegiali operanti nei settori della tutela e della valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e delle attività culturali dall'ambito applicativo dell'articolo 68, comma 2, del decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell'articolo 12, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2010, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 (spending review) , che comportano la cessazione dell'operatività degli organismi e il trasferimento di attribuzioni e funzioni ai corrispondenti uffici dell'Amministrazione. Senza la disposizione che si propone, che si connota quindi come indispensabile ed urgente, l'intera compagine degli organismi collegiali operanti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il cui ruolo necessario verrà evidenziato nella disamina che segue, verrebbe a cessare, con conseguente vera e propria «paralisi» dell'attività del Ministero, non più in grado di svolgere in molteplici settori le competenze ad esso assegnate dalle leggi in vigore. Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e Comitati tecnico-scientifici Il mantenimento e la piena funzionalità del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e dei Comitati tecnico-scientifici sono indispensabili allo scopo di assicurare lo svolgimento dell'attività istituzionale del Ministero. Si tratta, infatti, di organi che hanno una composizione di altissimo profilo scientifico e che, in tale veste, rendono pareri altamente qualificati, talora obbligatori, su attività fondamentali per la stessa funzionalità del Ministero. In particolare, il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, nel quale siedono eminenti personalità del mondo della cultura, è chiamato, tra l'altro, ad esprimersi obbligatoriamente sui programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e pluriennali, mentre i Comitati tecnico-scientifici esprimono pareri in ordine ai ricorsi amministrativi proposti ai sensi degli articoli 16, 47, 69 e 128 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 nonché in merito all'adozione di provvedimenti di particolare rilievo, quali le acquisizioni e gli atti ablatori, su richiesta del segretario generale o dei direttori generali competenti. L'esclusione del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e dei Comitati tecnico-scientifici dall'ambito applicativo dell'articolo 12, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 appare dunque di fondamentale importanza, per il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, allo scopo di consentire agli uffici di continuare ad avvalersi, senza il ricorso ad onerose consulenze, del particolare contributo di elevato profilo scientifico svolto dai suddetti organi. Altri organismi Analogamente, gli organi consultivi in materia di beni librari ed istituti culturali consentono lo svolgimento di attività consultive funzionali alla corresponsione dei contributi previsti dalla legge in materia e sono costituiti dalla Commissione per i contributi alle pubblicazioni di elevato valore culturale, la Commissione per i premi nazionali per la traduzione, la Commissione per l'esame delle richieste di ammissione al contributo di cui all'articolo 1 della legge 17 ottobre 1996, n. 534, la Consulta dei comitati nazionali e delle edizioni nazionali, la Commissione per i contributi alle Pubblicazioni di elevato valore culturale, il Comitato scientifico della Consulta degli itinerari storici culturali e religiosi, il Comitato nazionale di coordinamento SBN ed il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore.