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un termodistruttore in grado di trattare 1200 Nm3/h di off-gas, dotato di recupero di calore con produzione di vapore immesso nella rete di distribuzione. Per quanto riguarda la tipologia degli inquinanti presenti, si devono evidenziare seguenti composti chimici: DDT e suoi derivati, composti organici anche clorurati e metalli pesanti (Fe, Cd, Hg. As, ...). Principali caratteristiche ambientali. Geologia. Lo stabilimento Enichem ubicato nel tratto del fondovalle della Val d'Ossola, alla destra idrografica del fiume Toce, si estende nella pianura Ossolana, che nella zona di Pieve Vergonte ha una quota di 230-250 metri. Le origini di tale pianura sono strettamente legate all'orogenesi alpina; l'intensità di tali fenomeni è testimoniata dalla morfologia impervia e dalla natura metamorfica ed intrusiva delle rocce affioranti provenienti, in seguito a forti dislocazioni verticali, da zone piuttosto profonde della crosta terrestre. Tutte le coltri clastiche di copertura presenti nell'area considerata sono riferibili al periodo Quaternario. Per quanto riguarda le coltri di natura alluvionale insistenti lungo le aste fluviali, si osserva che in corrispondenza del tronco medio-terminale dal fiume Toce (ovvero nel tratto compreso tra Crevoladossola e Fondotoce) si estende una copertura alluvionale di potenza rilevante, valutata intorno ai 200-220 metri all'altezza di Pallanzeno. Lungo la fascia alluvionale si osserva una netta transizione granulometrica in senso verticale ed orizzontale in direzione di Fondotoce: infatti spostandosi da monte a valle la componente clastica riduce fortemente la propria taglia per cui, nella zona di Gravellona, i depositi fluviali sono di natura sabbiosa. Morfologia. Morfologicamente l'area in esame rappresenta parte del bacino idrografico del fiume Toce, che impostato sulla Linea Insubrica è stato caratterizzato da una impostazione glaciale cui si è sovraimposta una successiva fase fluvio-glaciale. Le azioni di escavazione glaciale, insieme alla conformazione tettonica e litologica delle masse geologiche, hanno favorito la formazione di una valle principale di confluenza in cui si innestano valli laterali sospese. In corrispondenza delle confluenza tra il torrente Anza ed il Toce (circa 1 km a nord di Pieve Vergonte) si è sviluppata un'importante conoide di deiezione, la quale ha progressivamente confinato il decorso del Toce lungo il versante opposto della valle. In corrispondenza dei più modesti bacini dei torrenti Arsa e San Carlo (immediatamente a sud di Pieve Vergonte) giacciono, inoltre, conoidi di dimensioni più contenute. Idrografia e idrologia. Il bacino idrografico del fiume Toce si sviluppa prevalentemente nel territorio della Val d'Ossola ed ha una estensione areale di circa 1532 kmq, con uno sviluppo longitudinale massimo dell'asta del fiume Toce di 75 km. La rete idrografica che alimenta il fiume Toce è notevolmente ramificata ed il Toce stesso riceve la portata di numerosi affluenti, tra i quali il torrente Anza, il torrente Marmazza che si immette nel Toce alcune centinaia di metri a valle dello stabilimento Enichem. La portata media del Toce (stazione di Candoglia) nel periodo 1933-1963 è stata pari a 67 m3/s. In occasione dei fenomeni meteorici più significativi le portate che confluiscono dal Toce al lago Maggiore arrivano ad oltre 3.000 m3/s. Nel tratto di Pieve Vergonte la portata del fiume Toce è inferiore a quella sopra riportata in quanto parte dell'acqua viene derivata nel canale di derivazione. La derivazione arriva fino al comune di Megolo. Sulla base delle informazioni raccolte le portate del canale non sono registrate ma sono ricavabili in base all'energia prodotta. I quantitativi sono comunque significativi e la portata media annua è di 40 m3/s, variabile da un minimo di 26 m3/s nel periodo autunnale ed invernale e un massimo di 75 m3/s tra aprile ed agosto. Il torrente Anza è il corso d'acqua che presenta le maggiori portate nei mesi di maggio-giugno (scioglimento delle nevi) e magre invernali ed estive. Il torrente Marmazza, a differenza dell'Anza, drena un bacino molto piccolo e normalmente ha una portata molto limitata o risulta asciutto, presentando piene solo in concomitanza di precipitazioni meteoriche particolarmente intense. Idrogeologia. Nell'area del sito è stato individuato un acquifero freatico il cui livello si attesta ad una profondità media di 6 metri dal piano campagna. La base dell'acquifero non è stata intercettata dai sondaggi realizzati nell'area, che hanno raggiunto la profondità massima di 43 metri. Il livello di base dell'acquifero nella zona dell'impianto è il fiume Toce verso il quale drenano le acque sotterranee. Gli altri corsi d'acqua presenti nella zona studiata, sono pensili e mostrano cioè quote superiori (circa 2 metri) rispetto alla falda ed è pertanto ipotizzabile che le acque degli affluenti del fiume Toce possano disperdersi parzialmente. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 108 miliardi. In particolare i costi per lo studio di impatto dello stabilimento sul territorio circostante e di caratterizzazione delle aree esterne al sito sono stati stimati dalla regione Piemonte pari a circa 2 miliardi di lire. Piani di caratterizzazione. Suoli e rifiuti. a) Relativamente all'area interna all'insediamento industriale, la caratterizzazione deve essere completata in tutte le aree accessibili secondo una maglia di 25x 25 metri, comprese le aree occupate dagli impianti attivi Tessenderlo. Per quanto riguarda i rifiuti vicini a fonti di contaminazione, questi devono essere classificati utilizzando le classi 06 e 07 del codice CER, prima di essere avviati allo smaltimento nel rispetto dei criteri indicati dalla delibera 27 luglio 1984, mentre per i terreni risultanti dalla bonifica che non risultano contaminati, la codifica CER da applicare è la 170501 (terre e rocce). Su tutti i campioni, deve essere inoltre effettuata la determinazione analitica dei contaminanti per la frazione inferiore a 2 mm mentre per quella superiore (a 2 mm) deve essere effettuata la prova dell'eluato alla CO2. Nel caso di materiale da riporto non costituito da materiale vergine di cava, ma da rifiuti derivanti dal ciclo produttivo, la caratterizzazione deve essere effettuata sulla totalità del materiale indipendentemente dalle dimensioni granulometriche. b) Per l'area esterna, compresa nella perimetrazione, la caratterizzazione dovrà essere estesa secondo una maglia 100 x 100 metri e con un numero minimo di campioni conforme a quanto previsto dal regolamento bonifiche. Acque del fiume Toce. L'analisi di qualità delle acque è stata condotta dal Servizio di igiene pubblica ossolano con il supporto tecnico dell'ASL 51 (Novara), ed ha comportato lo studio della popolazione di microinvertebrati che vivono nell'alveo dei corsi d'acqua.