[normattiva_dump]

b) in una zona massima di 1,65 m al disopra del livello del piano servito per permettere il carico e lo scarico della cabina da parte di utenti autorizzati ed esperti (introduzione generale 0.6.2.) a condizione di rispettare le prescrizioni di cui in 8.4.3. 8.14 e 14.2.1.5. Inoltre: 1) l'altezza del passaggio libero tra la traversa superiore della porta di piano ed il pavimento della cabina non deve essere minore di 2 m; 2) qualunque sia la posizione della cabina all'interno della zona considerata, deve essere possibile senza manovre speciali assicurare la chiusura della porta di piano. 7.7.3. Bloccaggio e sbloccaggio di emergenza Ogni porta di piano deve essere munita di un dispositivo di blocco che permetta di soddisfare le prescrizioni indicate in 7.7.1. Questo dispositivo deve essere protetto contro le manomissioni. 7.7.3.1. Il bloccaggio della porta di piano, nella sua posizione di chiusura, deve precedere il movimento della cabina. Tuttavia si possono effettuare operazioni preliminari che preparano il movimento della cabina. Questo bloccaggio deve essere controllato da un dispositivo elettrico di sicurezza conforme al 14.1.2. 7.7.3.1.1. La partenza della cabina deve essere possibile solo quando gli elementi che determinano il bloccaggio sono impegnati tra di loro per almeno 7 mm (punto 1 dell'appendice F). 7.7.3.1.2. Il collegamento tra l'elemento di contatto che determina l'apertura del circuito e l'organo meccanico che assicura il bloccaggio deve essere diretto, e non starabile, anche se eventualmente regolabile. 7.7.3.1.3. Il bloccaggio delle porte a battente deve avvenire il più vicino possibile al o ai bordi di chiusura verticali delle porte ad essere mantenuto in modo sicuro, anche in caso di cedimento dei battenti. 7.7.3.1.4. Gli organi di blocco ed il loro fissaggio devono essere resistenti agli urti ed essere metallici o rinforzati con metallo. 7.7.3.1.5. L'impegno degli organi di blocco deve essere realizzato in modo che uno sforzo nel senso di apertura della porta non diminuisca l'efficacia del bloccaggio. 7.7.3.1.6. Il dispositivo di blocco deve resistere, senza deformazioni permanenti, durante la prova prevista nel punto 1 dell'appendice F, a una forza minima applicata in corrispondenza di tale dispositivo, e nel senso di apertura della porta di: a) 1 000 N nel caso di porte scorrevoli; b) 3 000 N sul catenaccio nel caso di porte a battenti. 7.7.3.1.7. Il bloccaggio deve essere determinato e mantenuto per azione di gravità, di magneti permanenti o di molle. Le molle devono agire per compressione, essere guidate ad essere di dimensioni tali che al momento dello sbloccaggio le spire non siano a contatto. Nel caso in cui un magnete permanente (o una molla) non risponda più alla sua funzione, non ci deve essere sbloccaggio sotto l'azione di gravità. Quando l'elemento che determina il bloccaggio è mantenuto in posizione dell'azione di un magnete permanente, non deve essere possibile diminuire l'efficacia di qusto magnete con mezzi semplici (per esempio urti o calore). 7.7.3.1.8. Il dispositivo che determina il bloccaggio deve essere protetto contro il rischio di un accumulo di polvere che potrebbe nuocere al suo buon funzionamento. 7.7.3.1.9. L'ispezione alle parti degli organi che determinano il bloccaggio deve essere facile, se necessario con l'ausilio di un coperchio trasparente. 7.7.3.1.10. Nel caso in cui i contatti di bloccaggio siano montati in scatole, le viti dei coperchi devono essere del tipo imperdibile, in modo che restino nei fori della scatola o del coperchio dopo l'apertura del coperchio stesso. 7.7.3.2. Apertura di emergenza Tutte le porte di piano devono poter essere aperte dall'esterno mediante una chiave che si adatti al triangolo definito nell'appendice B. Una chiave di questo tipo dovrà essere data ad un responsabile unitamente ad una istruzione scritta che precisi le precauzioni da adottare per evitare incidenti che potrebbero risultare allo sbloccaggio del dispositivo di blocco non seguito dal bloccaggio. Dopo l'apertura di emergenza il dispositivo di blocco non deve restare in posizione sbloccata quando la porta di piano è chiusa, in mancanza di un'azione di sbloccaggio. Nel caso di porte di piano e di cabina accoppiate, un dispositivo (molla o peso) deve assicurare la chiusura automatica della porta di piano se, per una qualsiasi ragione, la porta si trova aperta quando la cabina ha lasciato la zona di sbloccaggio. 7.7.4. Dispositivi elettrici di controllo della chiusura delle porte di piano 7.7.4.1. Tutte le porte di piano devono essere munite di un dispositivo elettrico di controllo della chiusura della porta di piano conforme al 14.1.2. , che soddisfi le prescrizioni indicate in 7.7.2. 7.7.4.2. Nel caso di porte di piano scorrevoli orizzontalmente ed accopiate a quella della cabina, il dispositivo può essere comune al dispositivo di controllo del bloccaggio, a condizione che la sua azione dipenda dalla effettiva chiusura dell'anta. 7.7.4.3. Nel caso di porte di piano a battente, questo dispositivo deve essere sistemato dal lato della chiusura o sul dispositivo meccanico che controlla la chiusura della porta. 7.7.5. Disposizioni comuni ai dispositivi di controllo del bloccaggio e della chiusura della porta 7.7.5.1. Non deve essere possibile, nei luoghi, normalmente accessibili alle persone, far funzionare l'ascensore con la porta aperta o non bloccata, a seguito di una manovra unica non facente parte del funzionamento normale. 7.7.5.2. I mezzi usati per controllare la posizione dell'elemento di blocco devono essere di sicuro funzionamento. 7.7.6. Porte scorrevoli orizzontalmente o verticalmente a più ante tra di loro collegate meccanicamente 7.7.6.1. Quando una porta scorrevole orizzontalmente o verticalmente è costituita da più ante collegate tra di loro direttamente da un organo meccanico è ammesso di: a) bloccare una sola anta a condizione che questo unico bloccaggio impedisca l'apertura delle altre ante; aab) sistemare il dispositivo di controllo della chiusura previsto in 7.7.4.1. o in 7.7.4.2. su una sola anta. 7.7.6.2. Quando le ante sono collegate tra di loro da un organo meccanografico indiretto (per esempio: funi, catene o cinghie), questo collegamento deve essere progettato per resistere agli sforzi normalmente prevedibili e realizzato con cura particolare e verificato periodicamente. È ammesso bloccare una sola anta a condizione che questo bloccaggio impedisca l'apertura delle altre ante e che questae non siano munite di maniglie. La posizione di chiusara della o delle ante non bloccate dal dispositivo di blocco deve essere controllata da un dispositivo elettrico di sicurezza conforme al 14.1.2. 7.8. Chiusura delle porte a manovra automatica In servizio normale le porte di piano a manovra automatica devono essere chiuse dopo un certo tempo, definito eventualmente in funzione del traffico dell'ascensore, in caso di mancanza di chiamata della cabina.