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Legge quadro per la valorizzazione e la promozione del volo da diporto e sportivo e dell'avioturismo. Onorevoli Senatori. – Il volo da diporto e sportivo (VDS) è oggi disciplinato dalla legge 25 marzo 1985, n. 106, e dal regolamento di attuazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 133. Per volo da diporto e sportivo (VDS) s'intende l'attività di volo effettuata con apparecchi (normalmente detti « ultraleggeri ») dotati di specifiche caratteristiche costruttive definite dalla legge, per scopi ricreativi, diportistici o sportivi, senza fini di lucro. A riprova dell'importanza di tale settore, anche l'Unione europea, con l'adozione del regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, ha recentemente inteso adottare un quadro di riferimento per il VDS che, tra l'altro, offre agli Stati membri importanti opportunità. La citata legge n. 106 del 1985 ha reso possibile la nascita e lo sviluppo del settore nel nostro Paese, sia sul piano economico e turistico che su quello sportivo, culturale e sociale. Negli ultimi decenni l'interesse verso il volo turistico ha registrato una crescita esponenziale: basti pensare che in Italia vi sono circa 600 tra aviosuperfici e campi di volo, 22 aeroporti minori o regionali e approssimativamente 20.000 velivoli ultraleggeri (15.000 a motore e 5.000 per il volo libero). Tale settore è anche in grado di sviluppare un indotto economico considerevole: si pensi solo al fatto che la principale azienda produttrice di velivoli ultraleggeri al mondo è italiana. Tutto ciò conferma la necessità di un intervento per sostenere lo sviluppo del settore, anche attraverso l'aggiornamento e la modifica della normativa di riferimento, così da assicurare il doveroso sostegno delle istituzioni all'intero comparto. Tale percorso è stato positivamente avviato nel corso della presente legislatura attraverso l'adozione di alcuni importanti atti. Con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, comma 387, della legge 27 dicembre 2019, n. 160) è stato mosso un primo passo mediante l'istituzione di un fondo per lo studio preliminare per l'introduzione del volo turistico in Italia con una dotazione di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022. Inoltre, l'8 a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato ha accolto all'unanimità la proposta di avviare un affare assegnato per approfondire le questioni legate al volo da diporto e sportivo (VDS), al fine di conoscere lo stato dell'arte e individuare le possibili soluzioni giuridiche ed economiche, vista anche l'incidenza sul settore del citato regolamento (UE) 2018/1139, recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile. Il settore è stato oggetto anche di un ordine del giorno inserito nell'approvazione dell'ultima legge di delegazione europea, recentemente approvata in Senato, che impegna il Governo a recepirne le opportunità connesse. Nel corso dello svolgimento del predetto affare assegnato numerosi e significativi spunti di riflessione sono pervenuti da esperti e addetti ai lavori, confermando la necessità di arrivare all'approvazione di un disegno di legge che raccogliesse e mettesse a sistema le proposte avanzate e desse risposta alle criticità e alle problematiche emerse negli oltre trent'anni trascorsi dall'approvazione della citata legge n. 106 del 1985. Il presente disegno di legge, che nasce con uno spirito condiviso e unanime, reca quindi disposizioni puntuali che innovano la disciplina oggi vigente in materia di volo da diporto e sportivo (VDS) e introduce norme per il riconoscimento e la promozione dell'avioturismo, inteso come l'attività di volo effettuata con aeromobili, da e verso scali appositi, per il raggiungimento di mete turistiche. L'articolo 1 del disegno di legge, nel fornire finalità e definizioni, elabora una nuova e precisa individuazione dei velivoli adibiti al volo da diporto e sportivo (VDS), con il nuovo limite della massa massima al decollo (MTOM) fissato, per gli aeroplani e gli elicotteri, a 600 chilogrammi. Lo stesso articolo 1, al comma 5, attiva la clausola di opting-out per i velivoli VDS dall'applicazione del citato regolamento (UE) 2018/1139, prevista dall'articolo 2, paragrafo 8, del predetto regolamento. L'articolo 2 conferma l'attribuzione all'Aero Club d'Italia della competenza in materia di volo da diporto e sportivo. L'articolo 3 reca norme per la sicurezza del volo estendendo l'obbligo di autocertificazione periodica a tutti i velivoli e prevedendo l'introduzione di corsi di aggiornamento sulla sicurezza del volo, i cui dettagli sono demandati ad apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L'articolo 4 introduce l'individuazione dei criteri per la valutazione dei titoli di volo e delle abilitazioni rilasciati nell'ambito del VDS ai fini del conseguimento delle licenze di volo dell'aviazione generale, demandandone la definizione dei criteri ad un apposito regolamento. L'articolo 5 riproduce, pressoché fedelmente, le disposizioni sull'uso delle aree per decollo e atterraggio contenute nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 133, con due fondamentali novità: la prima riguarda la possibilità per i velivoli VDS avanzati di effettuare operazioni di decollo, atterraggio e rimessaggio sulle piste degli aeroporti certificati dall'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) presenti sul territorio nazionale; la seconda riguarda le condizioni cui soggiacciono i velivoli VDS stranieri per volare nello spazio aereo italiano e decollare o atterrare nelle aree preposte. Il successivo articolo 6 incarica le autorità competenti di effettuare la revisione degli spazi aerei che dovesse rendersi necessaria. L'articolo 7 attribuisce una precisa potestà regolamentare sul tema del volo da diporto e sportivo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L'articolo 8 reca norme volte a semplificare le procedure per la realizzazione di aviosuperfici, idrosuperfici ed elisuperfici, quale precondizione per la promozione del volo da diporto e sportivo. Il capo II del disegno di legge reca una serie di disposizioni sull'avioturismo, nel rispetto del riparto di competenze prescritto dalla Costituzione in materia di turismo. Tra tali disposizioni merita di essere segnalata quella di cui all'articolo 11, comma 3, che consente ai piloti dei velivoli VDS impiegati per i voli turistici di assoggettare i redditi percepiti per tale attività al regime fiscale cosiddetto dei « redditi diversi », tipico dei lavoratori sportivi.