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L'articolo 20 prevede che nell'ambito del Comparto funzioni locali e ai sensi dell'articolo 40, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, siano costituite due apposite sezioni contrattuali riservate alla polizia locale. Ove compatibili, troveranno applicazione per la parte economica e funzionale le previsioni poste dal contratto collettivo nazionale delle Forze di polizia dello Stato ad ordinamento civile in vigore. Con l'articolo 21 (Disposizioni previdenziali, assicurative e di tutela degli appartenenti alla polizia locale) si prevede che agli appartenenti alla polizia locale si applichino, in materia previdenziale, assicurativa e infortunistica, le disposizioni previste per gli appartenenti alla Polizia di Stato. Si applica, altresì, la disciplina vigente per le altre Forze di polizia statali in materia di speciali elargizioni e di riconoscimenti per le vittime del dovere e per i loro familiari. A fronte dei maggiori oneri derivanti dall'attuazione di tale previsione e nel limite di una previsione di spesa complessiva pari a 100 milioni di euro annui, il 10 per cento delle risorse annue di cui all'articolo 208 del codice della strada è devoluto da ciascun comune al finanziamento di tale spesa, secondo le modalità stabilite dai regolamenti di cui ai precedenti commi. Particolare tutela viene poi posta anche per i procedimenti a carico degli appartenenti alla polizia locale per fatti compiuti in servizio e relativi all'uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica. Continua a rimanere attribuito ai comuni il pagamento delle spese legali degli appartenenti alla polizia locale ove si verifichi l'apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei loro confronti per fatti o atti direttamente connessi all'espletamento del servizio e all'adempimento dei compiti d'ufficio, sin dall'instaurazione del procedimento. Nel caso in cui l'appartenente alla polizia locale venga condannato in via definitiva in un procedimento penale in cui l'amministrazione di appartenenza aveva anticipato le spese legali, lo stesso è tenuto a rifonderle; nel caso in cui l'appartenente alla polizia locale venga assolto, anche con sentenza non definitiva, l'amministrazione rimborsa senza ritardo le spese legali sostenute dall'appartenente alla polizia locale e gli anticipa le spese eventualmente da sostenere per i gradi di giudizio successivi. Con il capo VI (Disposizioni transitorie e finali. Modifiche di norme) viene stabilito, all'articolo 22, che le regioni adeguino la propria normativa alle disposizioni della legge entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore e vengono disciplinate le armonizzazioni e previsioni applicabili al personale di polizia locale già in servizio all'entrata in vigore della legge, comprese quelle che riguardano gli obiettori di coscienza. All'articolo 23, invece, sono elencate le necessarie abrogazioni e modificazioni legislative conseguenti alle previsioni della legge. A mero titolo di esempio è prevista l'abrogazione della legge n. 65 del 1986 oltre a un consistente numero di modifiche e adeguamenti alla normativa speciale.. Capo I PRINCÌPI GENERALI Art. 1. (Oggetto) 1. La presente legge disciplina, ai sensi dell'articolo 118, terzo comma, della Costituzione, le forme di coordinamento tra lo Stato e le regioni nelle materie di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera h) , della Costituzione. 2. La presente legge reca altresì disposizioni per la polizia locale, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p) , della Costituzione. 3. I comuni, le province, le città metropolitane, le regioni e lo Stato, nell'ambito delle rispettive competenze e sulla base degli accordi di cui all'articolo 5, concorrono a realizzare politiche integrate per la sicurezza delle persone e delle comunità. 4. La presente legge si applica alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in conformità con gli statuti speciali e le relative norme di attuazione nonché con la disposizione di cui all'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Art. 2. (Definizioni) 1. Ferma restando la competenza statale in materia di ordine pubblico e sicurezza, nell'ambito delle linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata, ai fini della presente legge si intende per: a) funzione di polizia locale: l'insieme delle attività degli organi di polizia locale dirette all'attuazione della sicurezza urbana; b) servizio di polizia locale: il servizio pubblico non economico dipendente dall'ente locale per esercitare la funzione di polizia locale in modo efficiente, efficace e con continuità operativa; c) personale appartenente al servizio di polizia locale: il personale assegnato al servizio di polizia locale in via continuativa, che assicura l'esercizio della funzione di polizia locale nell'ambito delle attribuzioni stabilite dall'ordinamento legislativo; d) soggetto titolare della funzione di polizia locale: la regione, il comune e gli altri enti locali, diversi dal comune, che svolgono la funzione di polizia locale di cui sono titolari per mezzo di un servizio appositamente organizzato. Capo II POLITICHE INTEGRATE PER LA SICUREZZA Art. 3. (Regolamenti di polizia urbana) 1. I consigli comunali adottano, ai sensi dell'articolo 7 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e nel rispetto della legislazione statale e regionale, il regolamento di polizia urbana, che costituisce uno degli strumenti per realizzare il servizio di polizia locale di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) , della presente legge, prevedendo gli obblighi e i divieti necessari per migliorare le condizioni di vita nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale. 2. Ferma restando la competenza statale in materia di ordine pubblico e sicurezza, i regolamenti di polizia urbana sono finalizzati a prevenire e contrastare i fenomeni di degrado urbano e possono prevedere obblighi e divieti: a) per assicurare l'uso e il mantenimento del suolo pubblico, la piena fruizione dello spazio pubblico, il decoro urbano, la tutela della quiete pubblica e la tranquillità della vita delle persone; b) per prevenire e rimuovere le condizioni ambientali e sociali che possono favorire l'insorgere di fenomeni dannosi alle popolazioni locali sotto il profilo della criminalità e dell'emergenza igienico-sanitaria. Art. 4. (Scambio di informazioni per il sistema di sicurezza urbana) 1. Ai fini dell'attuazione delle politiche integrate per la sicurezza urbana, i comuni, le province, le città metropolitane, le regioni e lo Stato, anche al di fuori degli accordi di cui all'articolo 5, si scambiano informazioni sui principali aspetti delle attività di propria competenza e, in particolare, a fini di prevenzione, sui fenomeni che sono potenzialmente generatori di degrado e di insicurezza e sulle loro tendenze evolutive. Allo scopo di favorire lo scambio delle informazioni con modalità telematica, i medesimi soggetti adottano piattaforme digitali tra loro compatibili, anche attraverso l'interconnessione con le centrali operative territoriali tra loro collegate. 2.