[resaula]

il piano o i piani risultanti sono sviluppati e prodotti nel rispetto dei livelli istituzionali e di governance stabiliti dagli Stati membri (art. 4) e dovranno poi soddisfare alcuni requisiti specificati negli articoli 6 e 8 della direttiva, tra cui coinvolgimento delle parti interessate, collaborazione transfrontaliera, individuazione di zone di pesca, di acquacoltura, di zone di traffico, di ricerca scientifica; i piani e i programmi esistenti, che prendono in considerazione le acque marine e le attività economiche e sociali ivi svolte, sono inclusi ed armonizzati nella pianificazione marittima. Nello specifico, si tratta dei piani regolatori portuali, dei piani paesaggistici, dei piani regionali di gestione del demanio marittimo e di zone di mare territoriale adottati da alcune Regioni come forma attuativa, in assenza di disciplina statale, della gestione integrata della zona costiera, o anche i piani attuativi comunali di gestione del demanio marittimo, o i piani comunali di costa adottati, ad esempio, dalla Regione Puglia con legge regionale 10 aprile 2015, n. 17; i suddetti piani avrebbero dovuto essere adottati, ai sensi dell'articolo 15 della direttiva in questione, entro il 31 marzo 2021, con decreto del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile; considerato che: la direttiva è stata recepita dal decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201 e, al momento, non risultano in corso procedure di infrazione nei confronti dell'Italia; il decreto legislativo n. 201 del 2016 ha disposto che la pianificazione dello spazio marittimo sia attuata attraverso l'elaborazione di piani di gestione, che dovranno individuare la distribuzione spaziale e temporale delle varie attività ed usi delle acque marine, tra cui le rotte di trasporto marittimo e i flussi di traffico. I piani di gestione saranno elaborati per ogni area marittima individuata da apposite linee guida (art. 5); tenuto conto che: dell'elaborazione dei piani di gestione si occupa un Comitato tecnico (art.7), di cui fanno parte solamente le amministrazioni maggiormente coinvolte e le regioni interessate; il decreto ministeriale 13 novembre 2017, n. 529, come successivamente modificato dal decreto ministeriale 11 marzo 2019, n. 89 e dal decreto ministeriale 27 giugno 2019, n. 263, disciplina l'organizzazione e il funzionamento del Comitato tecnico. I piani di gestione sono poi trasmessi ad un tavolo interministeriale di coordinamento (art. 6). Dopo l'approvazione, che può avvenire in tempi diversi, ma comunque entro il 31 marzo 2021, i piani sono aggiornati ogni dieci anni; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° dicembre 2017 sono state definite le Linee guida contenenti gli indirizzi e i criteri per la predisposizione dei piani di gestione dello spazio marittimo e l'individuazione delle aree marittime di riferimento, nonché di quelle terrestri rilevanti per le interazioni terra-mare; l'articolo 8 del decreto legislativo n. 201 del 2016 ha designato, come richiesto dalla direttiva, l'Autorità nazionale competente per l'attuazione della direttiva, individuandola nel Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che dovrà, tra l'altro, inviare alla Commissione europea e agli altri Stati membri interessati copia dei piani di gestione dello spazio marittimo e relazionare annualmente al Parlamento sulle attività svolte per il conseguimento degli obiettivi del decreto e sinora il Comitato tecnico ha tenuto dodici riunioni, si chiede di sapere: quale sia la tempistica prevista per l'approvazione del decreto ministeriale recante i piani di gestione dello spazio marittimo; quale sia lo stato lo stato di avanzamento dei lavori del Comitato tecnico in relazione alla definizione dei piani di gestione dello spazio marittimo; se vi siano profili di responsabilità delle amministrazioni centrali, in merito al ritardo dell'Italia nell'elaborazione del suddetto quadro per la pianificazione dello spazio marittimo che si applica alle acque marine della regione del Mare Mediterraneo; quali iniziative si intendano assumere, anche in considerazione del lavoro stringente che sta portando avanti lo speciale Comitato tecnico insediato a livello ministeriale, partecipato da competenti Università e centri di ricerca, in particolare dello IUAV di Venezia, dal CNR ISMAR e dal CORILA, per evitare che la richiamata direttiva UE venga vissuta con la logica del mero adempimento burocratico e del riscontro documentale, che consegnerebbe il valore prescrittivo della norma europea all'inutilità di una condotta difensiva e non a quella di promozione di un nuovo approccio culturale sui beni irripetibili della relazione vivente Terra - Mare blu; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di garantire l'attuazione del piano richiamato, soprattutto nel medio periodo, considerato che occorre prevedere un percorso di almeno 3-5 anni per la sua attuazione; quali siano le risorse stanziate per la piena copertura riferita alle coerenti attività di vigilanza, coordinamento e monitoraggio pretese dalla piena attuazione della direttiva in esame; come si intenda coordinare e conciliare questo tipo di pianificazione con il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), che dovrebbe auspicabilmente arrivare entro il 30 settembre 2021 e che dovrebbe riguardare, oltreché la terraferma, anche il mare, tenuto conto che l'articolo 8 della direttiva richiede che nell'elaborazione dei piani di gestione si tengano in considerazione una serie di attività, come quelle relative agli impianti e alle infrastrutture per la prospezione, lo sfruttamento e l'estrazione di idrocarburi; se siano state previste, prima dell'approvazione del suddetto decreto ministeriale, l'attivazione del processo di valutazione ambientale strategica e una verifica della coerenza dei piani di gestione con il piano nazionale per l'energia e il clima. Atto n. 4-05518 LEONE VACCARO TRENTACOSTE PAVANELLI FERRARA CROATTI PRESUTTO VANIN DONNO Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 23 luglio 2020 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 4-03895, che ad oggi non ha ricevuto risposta, nella quale si riportava il caso di allontanamento coatto di quattro ragazzi di Cuneo, dai 6 ai 14 anni, a seguito di denunce rivolte al padre e ai nonni paterni, a causa di presunti abusi e maltrattamenti; motivo della citata interrogazione era non solo il fatto che i ragazzi fossero stati allontanati anche dalla madre (quest'ultima non risulta tra le persone maltrattanti), ma anche che i quattro ragazzi avrebbero subìto pressioni dai consulenti del Tribunale per i Minorenni di Torino che, attraverso perizie false, avrebbero rappresentato fatti del loro passato del tutto inesistenti con test manipolati; considerato che: recentemente l'avvocato della madre dei quattro ragazzi ha rilasciato dichiarazioni, pubblicate da agenzie di stampa, in riferimento al fatto che uno dei CTU incaricati dal Tribunale per i Minorenni di Torino sarebbe un pregiudicato condannato in via definitiva per omicidio colposo per colpa professionale;