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Rilevando tuttavia come la riforma in esame, per assumere consistenza, necessiti di essere contestualizzata in un più ampio disegno di revisione costituzionale, annuncia l'intenzione di presentare alcuni disegni di legge su specifici aspetti connessi alla riduzione del numero dei parlamentari, ovvero la forma di Governo, l'assetto del bicameralismo paritario e la legge elettorale, in modo da riequilibrare il sistema istituzionale, dando seguito anche alle considerazioni espresse dagli esperti auditi. Auspica altresì che anche a questi provvedimenti sarà garantito un iter rapido, per approdare a una riforma costituzionale organica. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea la valutazione positiva degli esperti di diritto costituzionale sulla scelta di modificare la Costituzione con interventi puntuali, anche per poter sottoporre ai cittadini un quesito comprensibile, qualora fosse necessario il passaggio del referendum confermativo. Ritiene che la riduzione del numero dei parlamentari non determini un deficit di rappresentanza democratica, così come non appare sovradimensionato il numero dei delegati regionali nel collegio per l'elezione del Presidente della Repubblica. Tra l'altro, quando la disposizione fu introdotta nella Carta costituzionale, addirittura non erano ancora state istituite le Regioni. Successivamente, vi è stata la riforma del Titolo V e ci si appresta ora ad attuare il terzo comma dell'articolo 116 in materia di autonomia. Invita anche a considerare che la riforma prevista dal Governo Renzi prevedeva un numero di 100 senatori, tutti espressione dei consigli regionali. Quanto alla dichiarazione di improponibilità annunciata dal Presidente, sottolinea che l'articolo 97 del Regolamento non è stato modificato, pertanto deve considerarsi ancora valida, sul punto, la circolare del Presidente del Senato sull'istruttoria legislativa nelle Commissioni del 10 gennaio 1997, che attribuisce al Presidente della Commissione la declaratoria di improponibilità. Precisa che l'inserimento nel testo di un nuovo argomento, con l'articolo 3, che modifica l'articolo 59 della Costituzione, si è reso necessario per evitare che il numero dei senatori a vita diventi troppo elevato. Pertanto, si prevede che il numero complessivo dei senatori di nomina presidenziale in carica non sia superiore a cinque. Esprime, quindi parere contrario sugli emendamenti 1.1 e 1.2, ritenendo congruo il numero dei parlamentari proposto, anche quelli eletti nella circoscrizione Estero, che si pone in linea con la media dei Paesi europei. Per le medesime ragioni, esprime parere contrario sull'emendamento 2.1. Esprime altresì parere contrario sull'emendamento 2.2, in quanto in base a tale formulazione si finirebbe per assegnare addirittura dieci senatori al Trentino-Alto Adige, considerando tre senatori per ciascuna Provincia autonoma e quattro spettanti alla Regione. Il parere è contrario anche sugli emendamenti 2.4, 2.5 e 2.6. Fermo restando che la previsione di un minimo di quattro senatori, oltre a essere un arrotondamento più corretto rispetto a cinque, ha il pregio di riequilibrare la rappresentanza, si riserva tuttavia di effettuare un ulteriore approfondimento, in vista dell'esame in Aula, sul numero di rappresentanti da attribuire alle regioni meno popolose, anche alla luce delle conseguenze che si avrebbero, in virtù del gioco dei resti, sul riparto dei seggi nelle altre regioni. Esprime infine parere favorevole sull'emendamento 4.1. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme a quello del relatore. Il senatore COLLINA ( PD ) osserva criticamente che la disposizione sui senatori a vita, introdotta dal relatore, risulta in ogni caso ultronea rispetto al contenuto dei disegni di legge costituzionale in titolo. Il senatore PARRINI ( PD ) ribadisce che le proposte di modifica dichiarate improponibili riguardavano in ogni caso argomenti strettamente connessi alla riduzione del numero dei parlamentari. Ritiene condivisibile l'intento di apportare modifiche puntuali alla Costituzione, purché queste siano inserite in un quadro organico e non frammentario. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 13,50. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 53 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, esprime, per quanto di competenza, osservazioni non ostative, con i seguenti rilievi: - con riferimento all'articolo 1, comma 3, l'inciso "in quanto compatibili con quanto disposto dal presente Codice" circa l'applicabilità delle disposizioni delle leggi speciali in materia di crisi di impresa delle società pubbliche potrebbe creare problemi interpretativi e applicativi atti anche a vanificare l'eccezione ivi prevista; - con riferimento alle misure cautelari previste dalla disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, il Governo dichiara, nella sua relazione, di non aver dato attuazione alla norma di delega contenuta nell'articolo 13, comma 2, della legge n. 155 del 2017, che prevede al riguardo il principio della prevalenza del regime concorsuale: valuti la Commissione di merito se ciò non determini, in via sistematica, l'affermazione di un principio opposto a quello contenuto nella norma di delegazione. Allegato