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Si mostrano come superfici di diversa forma e dimensione dove i sedimenti affiorano all'interno della prateria madre. Possono generarsi per effetto di pressioni antropiche, quali la pesca a strascico o gli ancoraggi, ed essere oggetto di interventi di riqualificazione. 3 (Norme in materia di tutela della banquette e delle praterie di Posidonia oceanica) 1 Nel quadro delle competenze definite dalle norme costituzionali, lo Stato, le regioni e gli enti locali provvedono alla salvaguardia del sistema duna-spiaggia dall'erosione costiera, adottando misure dirette ad assicurare in via prioritaria la conservazione in loco della banquette di Posidonia oceanica, e la re-immissione in mare delle biomasse di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), provenienti dalla rimozione della banquette , qualora ricorrano le condizioni di cui al comma 3, in conformità alla disciplina dettata dalla presente legge e dal decreto di cui al comma 2. 2 Ai fini della conservazione in loco occorre provvedere alle seguenti attività: a il censimento delle banquette di Posidonia oceanica presenti sulle coste italiane, da svolgersi con cadenza quinquennale, a partire dall'entrata in vigore del decreto di cui al presente comma, ai fini della verifica dello stato di mantenimento delle funzioni ecosistemiche ad esse associate; b il censimento dei litorali in cui il fenomeno erosivo è tale da rendere necessaria la conservazione in loco della banquette ; c la promozione della conservazione in loco delle banquette nelle aree marine protette e nelle aree rientranti nella rete ecologica europea denominata Natura 2000, di cui alla Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, recepita con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 ottobre 1997, n. 248, e successive modifiche e integrazioni; d l'informazione e la sensibilizzazione dei cittadini e degli operatori turistici circa il valore ecologico della banquette , nonché la formazione dei soggetti preposti alla sua gestione, al fine di garantirne le funzioni ecosistemiche. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con il supporto dell'ISPRA, e sentito il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto e le aree protette marine, stabilisce i criteri per le predette attività. 3 Quando le attività di balneazione e di fruizione della spiaggia interferiscono con la presenza della banquette , la stessa è rimossa e le biomasse vegetali spiaggiate di origine marina derivanti dalla sua rimozione sono re-immesse in mare in prossimità dei fondi di macerazione, di cui all'articolo 2 comma 1 lettera d) , al fine di garantire la conclusione del ciclo naturale delle stesse. Con decreto di cui al comma 2 sono individuati i criteri, tra cui quello di maggiore prossimità e le modalità per la re-immissione in mare delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina provenienti dalla rimozione della banquette di posidonia. 4 Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 2, l'operazione di re-immissione in mare ivi prevista è eseguita mediante affondamento in via sperimentale, sentita la citata Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con il supporto dell'ISPRA, e della Direzione generale per il mare e le coste e delle Capitanerie di porto. Tale operazione può eseguirsi anche per interventi in via sperimentale di riqualificazione o ripiantumazione della prateria madre diretti al ripristino della spiaggia sommersa o alla riqualificazione della prateria in erosione o regressione, in convenzione con Università e Centri di ricerca. 5 Ai fini della salvaguardia delle praterie di Posidonia oceanica, habitat naturali di interesse comunitario ai sensi dell'Allegato I della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, recepita con decreto del Presidente della Repubblica dell'8 settembre 1997, n. 357, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 ottobre 1997, n. 248, e successive modifiche e integrazioni, con decreto di cui al comma 2 sono definiti i criteri per l'attività di censimento nazionale delle praterie di Posidonia oceanica presenti lungo le coste italiane, da eseguirsi con cadenza quinquennale, a partire dalla data di emanazione del decreto, con l'obiettivo di assicurare la conservazione o il ripristino delle funzioni ecosistemiche ad esse associate. 4 (Norme in materia di gestione eco-sostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina) 1 Salvo quanto previsto dall'articolo 3 con riferimento alla banquette di Posidonia oceanica, quando le attività di balneazione e di fruizione della spiaggia interferiscono con la presenza sulla stessa di cumuli temporanei di cui all'articolo 2 comma 1 lettera c) è consentito lo spostamento temporaneo di tali biomasse in un'area appartata della medesima spiaggia con il successivo riposizionamento nel luogo di deposito naturale. 2 Ai fini della gestione eco-sostenibile delle operazioni di spostamento temporaneo delle biomasse vegetali spiaggiate di origine marina, con decreto di cui all'articolo 3 comma 2 sono stabiliti i criteri per: a lo spostamento temporaneo dei cumuli di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), di ridotte dimensioni; b la definizione delle procedure tecniche e delle caratteristiche dei mezzi, meccanici e non, ai fini del mantenimento della morfologia della spiaggia e delle sue componenti vegetazionali, e per la conservazione in loco della sabbia, ai fini della prevenzione dall'erosione; c la delimitazione temporale dell'attività di spostamento e successivo riposizionamento, prevedendo che esse devono avvenire rispettivamente trenta giorni prima dell'avvio della stagione balneare e quindici giorni dopo la chiusura di questa. 3 Nell'ipotesi di cumuli temporanei di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), di grandi dimensioni, si procede alla relativa re-immissione in mare quale sostanza organica utile per interventi di riqualificazione della prateria madre che colonizza la spiaggia sommersa, sia per matte che per intramatte secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 4. 4 Le biomasse vegetali di origine marina possono essere utilizzate per interventi di ricostruzione o consolidamento delle dune costiere, ripiantumazione delle stesse attraverso tecniche naturalistiche, realizzazione di camminamenti e attraversamenti o accessi che favoriscono la conservazione dell'ecosistema e riducono il consumo di altre risorse naturali per la realizzazione delle suddette opere. 5 Le modalità di gestione di cui al presente articolo sono eseguite previa separazione della biomassa vegetale spiaggiata di origine marina dalla sabbia e dai rifiuti abbandonati in mare che per effetto del moto ondoso vengono depositati sulla spiaggia, alla stessa frammisti, contenuti nei cumuli, salvo che si tratti di biomasse vegetali spiaggiate di origine marina provenienti dalla rimozione della banquette di cui all'articolo 3. La sabbia derivante da tale attività è in ogni caso re-immessa negli arenili, anche ai fini del ripascimento.