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I produttori, gli utilizzatori e gli utenti finali di imballaggi riutilizzabili destinati all'uso alimentare possono aderire a una filiera di recupero per il riuso degli stessi imballaggi, di seguito denominata “filiera di recupero”, costituita attraverso un consorzio, un'associazione temporanea di imprese o mediante un altro tipo di contratto, allo scopo di realizzare un sistema di restituzione degli imballaggi più sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, prevedendo, ove possibile, un numero minimo e massimo di riutilizzazioni dello stesso imballaggio, compatibile con il materiale di cui esso è composto e calcolato in base all'intero ciclo di vita del manufatto. 5 . Il contratto istitutivo della filiera di recupero è approvato dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio ed è aperto all'adesione di tutti gli operatori economici interessati. 6 . Gli aderenti alla filiera di recupero istituiscono appositi marchi da apporre nell'etichetta degli imballaggi e stabiliscono la quota del rimborso spettante ai consumatori, da indicare nell'etichetta in modo ben visibile al fine di incentivare la restituzione degli stessi imballaggi. 7 . I produttori degli imballaggi riutilizzabili destinano alla filiera di recupero almeno il 20 per cento degli imballaggi da essi immessi al consumo. 8 . Gli aderenti alla filiera di recupero che acquistano imballaggi da un altro aderente alla medesima filiera versano una cauzione al venditore, commisurata alla quantità o al peso degli imballaggi. Coloro che hanno versato la cauzione hanno diritto alla restituzione della cauzione pagata, proporzionalmente alla quantità o al peso degli imballaggi riconsegnati al venditore. 9 . Gli utenti finali degli imballaggi aderenti alla filiera di recupero provvedono alla raccolta degli imballaggi vuoti e utilizzabili ad essi restituiti dai consumatori, nonché al versamento ai medesimi consumatori di una quota della cauzione dagli stessi versata ai sensi del comma 8. 10 . L'importo della cauzione di cui al comma 8, i relativi termini di pagamento, le modalità di restituzione e la quota da versare ai consumatori che restituiscono gli imballaggi sono fissati nel contratto istitutivo della filiera di recupero. 11 . I consumatori restituiscono gli imballaggi usati negli esercizi commerciali in cui li hanno acquistati, ricevendo in cambio la cauzione versata ai sensi del comma 8 o un titolo all'acquisto di valore almeno equivalente. 12 . Gli esercizi commerciali e i produttori di imballaggi aderenti al sistema del vuoto a rendere usufruiscono di una riduzione della tariffa sui rifiuti (TARI) e di ulteriori agevolazioni in base ai criteri stabiliti, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. 13 . La camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio vigila sull'adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di adesione alla filiera di recupero». 28 (Modifiche all'articolo 221 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 All'articolo 221 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 3, lettera a) , le parole: «sull'intero territorio nazionale» sono soppresse; b dopo il comma 3 è inserito il seguente: « 3-bis. I produttori che intendono attuare il sistema di gestione autonomo di cui alla lettera a) del comma 3 sono tenuti a raggiungere gli obiettivi di riciclaggio e di recupero previsti dalla normativa vigente attraverso la gestione dei propri rifiuti di imballaggio o di rifiuti di imballaggio equivalenti per quantità e per qualità»; c al comma 5, il terzo periodo è sostituito dal seguente: «Il recesso è, in ogni caso, efficace solo dal momento in cui, intervenuto il riconoscimento, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare accerti il funzionamento del sistema e ne dia comunicazione al Consorzio». 29 (Modifiche all'articolo 238 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 All'articolo 238 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Chiunque produca rifiuti urbani è tenuto al pagamento di una tariffa»; b il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Salvo quanto previsto dal comma 4, la tariffa per la gestione dei rifiuti è esclusivamente commisurata alle quantità e alle qualità di rifiuti prodotti in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base di parametri, determinati con il regolamento di cui al comma 6, che tengano anche conto di indici reddituali articolati per fasce di utenza»; c al comma 3: 1 le parole: «dalle Autorità d'ambito» sono sostituite dalle seguenti: «dai comuni»; 2 la parola: «urbani» è soppressa; d al comma 4, dopo le parole: «alle quantità» sono inserite le seguenti: «e alle qualità»; e al comma 5, le parole: «Le Autorità d'ambito» sono sostituite dalle seguenti: «I comuni o i loro consorzi»; f al comma 7, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Nella determinazione della tariffa possono essere previste agevolazioni per gli utenti, proporzionali alle quantità e alle qualità dei rifiuti conferiti»; g al comma 10: 1 la parola: «assimilati» è soppressa; 2 la parola: «recupero» è sostituita, ovunque ricorre, dalla seguente: «riciclaggio». 30 (Modifica dell'articolo 256 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 1 L'articolo 256 del decreto legislativo n. 152 del 2006 è sostituito dal seguente: «Art. 256. – (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata). – 1. I titolari di imprese e i responsabili di enti che abbandonano, scaricano o depositano sul suolo o nel sottosuolo in modo incontrollato e presso siti non autorizzati o incendiano i rifiuti, o li immettono nelle acque superficiali o sotterranee sono puniti con la reclusione da tre mesi a quattro anni se si tratta di rifiuti non pericolosi e con la reclusione da sei mesi a cinque anni se si tratta di rifiuti pericolosi. 2 . Se i fatti di cui al comma 1 sono posti in essere con colpa, il responsabile è punito con l'arresto da un mese a otto mesi se si tratta di rifiuti non pericolosi e con l'arresto da sei mesi a un anno se si tratta di rifiuti pericolosi. 3 . Chiunque effettua un'attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio o intermediazione di rifiuti in mancanza dell'autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla normativa vigente è punito: a) con la reclusione da sei mesi a quattro anni, nonché con la multa da diecimila euro a trentamila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; b) con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da quindicimila euro a cinquantamila euro se si tratta di rifiuti pericolosi.