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Non ci soffermeremo sulla capacità di risolvere i problemi, perché la vostra cifra è quella di trasferire sempre ad altri la responsabilità dell'operato, per cui non sapremo mai se si tratti di "debolezza" o di vera "incapacità". Il dramma è che siete al Governo senza una legittimazione, perché siete minoranza nel Paese, e se pensate il contrario allora non c'è nulla di meglio che andare ad elezioni (Applausi) , perché la compressione sistematica delle garanzie costituzionali richiederebbe almeno una legittimazione da parte di una consistente maggioranza; il vostro agire sarà pagato obtorto collo dalla totalità degli italiani di oggi e per le prossime generazioni: ci sembra inaccettabile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pisani Giuseppe. Ne ha facoltà. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, certe volte, a sentire certe asserzioni sinceramente mi chiedo in che mondo viviamo. (Applausi) . Onestamente, le ultime parole pronunciate dalla collega, che chiede ad un Governo che riceve plauso e riconoscimento a livello planetario di andare a casa, non mi sembrano ragionevoli e neanche tanto razionali; tuttavia, con tutto il rispetto per chi lo ha chiesto, accetto questa opinione. Riprendendo quanto hanno detto prima i colleghi, tra cui la collega Castellone, abbiamo avuto riconoscimenti da testate giornalistiche, da economisti, ad esempio Paul Krugman ha detto che le nostre misure sono state tra le migliori scelte che si potevano operare; abbiamo avuto riconoscimenti Ghebreyesus, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità; siamo stati veramente un Paese da evitare e adesso invece abbiamo dato una lezione; questo grazie ai provvedimenti del Governo, grazie al signor Ministro, al signor Vice Ministro, al comitato tecnico-scientifico con i suoi consigli e le sue raccomandazioni; grazie anche alla diligenza, intelligenza e civiltà del popolo italiano - questo non lo dobbiamo mai scordare assolutamente - che si è adeguato a questi provvedimenti, e anche alla capacità e alla professionalità del nostro sistema sanitario. Tutte queste determinanti insieme hanno messo il nostro Paese ai primi posti tra quanti hanno saputo contenere in modo efficace i danni e le conseguenze negative di questa terribile pandemia. La pandemia purtroppo non è assolutamente terminata e fino a quando non avremo uno strumento terapeutico efficace quale può essere vaccino o un anticorpo monoclonale o qualsiasi altro farmaco in grado di distruggere il virus, laddove penetri dentro il nostro corpo, dobbiamo tenerlo lontano da noi, quindi dobbiamo continuare a osservare le regole di distanziamento fisico, di lavaggio delle mani e di uso della mascherina. Inoltre io esorto sempre i colleghi a scaricare l' app Immuni, che è di notevole importanza e utilità nel caso di tracciamento di possibili contagi. Gli ultimi dati sull'evoluzione della pandemia non sono sicuramente così allarmanti come nel resto del mondo, ma non sono neanche tanto rassicuranti perché la curva del contagio tende, seppur lentamente, a crescere; inoltre sono in parte cambiate le modalità del contagio, perché l'età mediana adesso si è spostata verso i quarant'anni; ci sono più focolai. Ieri l'altro, sul sito del Ministero della salute risultavano 3.200 focolai censiti, tre quarti dei quali di tipo intradomiciliare. Sono un po' diminuiti i focolai da movida e sono un po' aumentati quelli legati alle attività lavorative. Sono dati non allarmanti, che però ci inducono a tenere ancora sotto controllo, con grande senso di responsabilità, l'evolvere della pandemia. Ed è su questa strada che si deve continuare. Trovo quindi assolutamente ragionevole, comprensibile e giustificabile la proroga fino al 31 gennaio di queste misure, che fino ad ora ci hanno consentito di affrontare con efficacia l'epidemia. Vorrei ricordare, a quanti hanno parlato di libertà o di violata libertà, quello che ha detto il nostro presidente Mattarella: «Non bisogna confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri». (Applausi) . Le libertà di ciascuno di noi finiscono dove iniziano le libertà degli altri. Quindi usare cautela e prudenza e continuare con queste regole non mi pare assolutamente che possa privare gli italiani delle loro libertà, laddove si consente la continuazione in sicurezza delle attività formative, soprattutto delle attività scolastiche, e ovviamente anche delle attività lavorative. Non mi pare proprio che questa sia una limitazione delle nostre libertà. Per questo vi dicevo che a volte mi chiedo dove vivo, se in questo mondo e in questa Italia o in un'altra Italia disegnata non so per quale volontà politica. Accanto a queste misure a breve termine, vorrei rivolgere al signor Ministro la richiesta di una misura che ponga concretamente il nostro ambiente al centro dell'attenzione nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Si parla tanto di ambiente, di svolta ecologica, di green new deal (io spero che finalmente si avveri), ma è sotto gli occhi gli occhi di tutti che il nostro ambiente è malato. Lo abbiamo fatto ammalare e lo abbiamo fatto ammalare noi, lo ha fatto ammalare l'uomo. C'è un binomio indissolubile, un legame indissolubile tra ambiente e salute: se l'ambiente è malato, la nostra salute non si può considerare salute. Ricordo le parole di Papa Francesco: noi pensiamo di restare sani in un mondo malato. Non è così, perché più degradiamo l'ambiente e più degradiamo e compromettiamo il nostro stato di salute. Per me è quindi fondamentale che, nella prossima programmazione per l'impegno delle risorse che verranno dal recovery fund , nella «missione salute» venga prevista una specifica misura sanitaria consistente nell'attivazione, a livello periferico e territoriale (considerato che si vuole implementare l'attività della medicina territoriale), di unità operative e di reparti di medicina ambientale, formati proprio da medici ambientali (una figura professionale che in Italia manca) e da operatori ambientali. Ci sono i tecnici ambientali, ma manca la figura professionale del medico ambientale, cioè di quel medico che, formato specificamente (quindi occorrerebbe una scuola di specializzazione ad hoc ), sia in grado di cogliere i segnali delle turbe qualitative del nostro ambiente e di tradurle immediatamente in provvedimenti, perché questi segnali e queste alterazioni dell'ambiente, sia dell'ambiente aereo che dell'ambiente terrestre o marino, inevitabilmente si ripercuotono sulla nostra salute. Questi medici dovrebbero avere quindi la funzione di sapere cogliere questi segnali e poterli tradurre in iniziative e in attività sia di prevenzione sia, ovviamente, di strategia terapeutica. Ad oggi, ripeto, avvengono invece interventi slegati, non coordinati, non omogenei tra di loro. A mio avviso e ad avviso di tanti colleghi, manca proprio questa figura. Signor Ministro, abbiamo le professionalità per farlo, possono arrivare le risorse; impieghiamole nel modo giusto. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro della salute. Avverto che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Bernini, Romeo e Ciriani, e n. 2, dai senatori Iori, Pirro, Faraone, Errani e Lanièce, i cui testi sono in distribuzione.