[massime]

SENT. 34/05 D. ISTRUZIONE PUBBLICA - NORME DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA SUL RAFFORZAMENTO DELL’ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE - DEFINIZIONE DELL’EDUCAZIONE DEGLI ADULTI E DELLE RELATIVE ATTIVITÀ - ASSERITA INVASIONE DELLA COMPETENZA STATALE ESCLUSIVA A DETTARE NORME GENERALI SULL’ISTRUZIONE - ESCLUSIONE - RICONDUCIBILITÀ DELLA NORMA DENUNCIATA ALLA COMPETENZA REGIONALE IN MATERIA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata, in riferimento all’art. 117, comma secondo, lettera n), della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 41 della legge della Regione Emilia-Romagna 30 giugno 2003, n. 12, il quale fornisce la definizione “dell’educazione degli adulti” e delle relative attività. Tale disposizione, nel solco di quanto già genericamente previsto dalla disciplina statale (legge 28 marzo 2003, n. 53, art. 2, comma 1, lettera a), specifica i contenuti dell’“educazione degli adulti”, che ricomprende le «opportunità formative, formali e non formali, rivolte alle persone, aventi per obiettivo l’acquisizione di competenze personali di base in diversi ambiti, di norma certificabili, e l’arricchimento del patrimonio culturale», al fine di favorire il rientro nel sistema formale dell’istruzione e della formazione professionale, la diffusione e l’estensione delle conoscenze, l’acquisizione di specifiche competenze connesse al lavoro o alla vita sociale e il pieno sviluppo della personalità dei cittadini, ponendosi così in linea con le finalità individuate dalla legge delega del 2003 ed altresì con quelle prefigurate in ambito comunitario, operando sul versante del sostegno all’acquisizione o al recupero di conoscenze necessarie o utili per il reinserimento sociale e lavorativo e, dunque, in un ambito riconducibile a quello affidato alla competenza regionale in materia di istruzione e formazione professionale.