[sommcomm]

Il fabbisogno finanziario è di circa 30 milioni di euro, di cui euro 6 milioni per obbligazioni esigibili nel 2023. Le attività di sorveglianza dello spazio aereo della Nato (con particolare riferimento ai Paesi dell'Europa orientale e dell'area sud-orientale) prevedono l'impiego di un velivolo KC-767 per rifornimento in volo e di un velivolo CAEW per l'acquisizione di informazioni. In questo ambito rientrano anche le misure di rassicurazione specifiche nei confronti della Turchia e il sostegno alle attività della coalizione anti-Daesh. Il costo è di circa 3,26 milioni di euro. Complessivamente, la consistenza massima di personale per lo svolgimento delle citate missioni è pari a 1.970 unità, con un onere di circa 88 milioni di euro, di cui circa 67 milioni nel 2022 e circa 21 milioni nel 2023. Per tutte queste missioni è prevista l'applicazione delle norme della legge n. 145 del 2016, in materia di personale, in materia penale e in materia contabile. Passa quindi all'esame dell'articolo 2 del provvedimento, sottolineando come esso preveda la cessione, a titolo gratuito, alle autorità ucraine di mezzi e materiali di equipaggiamento per la protezione individuale e la protezione della popolazione civile (in particolare metal detector per la rilevazione di ordigni esplosivi, elmetti e giubbotti antiproiettile). È previsto per queste attività uno stanziamento di 12 milioni. L'articolo 2- bis - che riproduce il contenuto dell'articolo 1 del decreto-legge n. 16 - autorizza invece, previo atto di indirizzo delle Camere, e fino al 31 dicembre - la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari di carattere anche letale. La cessione può avvenire anche in deroga alla legge n. 185 del 1990, che - come noto - disciplina export e commercio di materiali per la difesa. L'elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti da cedere, nonché le modalità per la consegna ai destinatari, sono stabiliti con decreti del Ministro della difesa (di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministero dell'economia e delle finanze). Come noto, il primo decreto ministeriale è stato emanato lo scorso 3 marzo. La norma prevede anche (al comma 3) che Ministro della difesa e Ministro degli esteri riferiscano alle Camere, con cadenza almeno trimestrale, sull'evoluzione della situazione e sull'andamento delle attività di cessione e consegna dei materiali d'armamento. Una ulteriore previsione, di cui all'articolo 2- ter - introdotta in Aula alla Camera - intende facilitare l'acquisizione di materiali di protezione individuale per i giornalisti che operano nel territorio ucraino. Fino al 31 dicembre 2022, infatti, giornalisti, fotoreporter e video operatori sono autorizzati ad acquistare giubbotti antiproiettile ed elmetti - anche se sprovvisti di porto d'armi - previo nulla osta del questore competente per il luogo di residenza. Segnala poi in questa sede - trattandosi di personale militare - il comma 2 dell'articolo 4, che autorizza la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2022 per l'invio di Carabinieri a tutela degli uffici diplomatici all'estero maggiormente esposti, al fine di potenziare le misure di protezione delle sedi e del relativo personale. Ai militari in questione è assicurato un trattamento economico pari a quello del restante personale dell'Arma assegnato alla rete all'estero. Passa quindi ad affrontare gli altri articoli del decreto-legge, che riguardano essenzialmente mercato del gas e assistenza ai profughi ucraini, aspetti originariamente disciplinati dal decreto legge n. 16 del 2022. L'articolo 5- bis - che riproduce, con alcune integrazioni, il contenuto dell'articolo 2 del decreto-legge n. 16 - reca alcune misure per garantire la sicurezza del sistema nazionale del gas naturale. Per fronteggiare l'eccezionale instabilità del sistema nazionale sono autorizzate misure per l'aumento della disponibilità di gas, la riduzione programmata dei consumi e il riempimento degli stoccaggi per il 2022-2023. In caso di adozioni di misure finalizzate a ridurre il consumo di gas, si consente l'attivazione di un programma di massimizzazione dell'impiego delle centrali elettriche a carbone o ad olio naturale, fermi restando gli impegni di sostegno per gli impianti a energie rinnovabili. In questo caso a tali centrali si applicano i soli limiti europei per emissioni e qualità dei combustibili, in deroga a eventuali limiti nazionali più restrittivi. Fra le disposizioni inserite, c'è anche la previsione che il Ministero della transizione ecologica adotti opportune misure per incentivare l'uso delle fonti rinnovabili (comma 4). L'articolo 5- quater - che riproduce, con alcune integrazioni, il contenuto dell'articolo 3 del decreto-legge n. 16 - riguarda invece l'accoglienza dei profughi provenienti dall'Ucraina. Per agevolare tale accoglienza vengono stanziate risorse per 54,16 milioni - nello stato di previsione del Ministero dell'interno - per incrementare la ricettività dei centri di trattenimento e di accoglienza. La norma specifica (al comma 2) che tali risorse sono destinate in via prioritaria per la copertura delle spese necessarie per l'accoglienza delle persone vulnerabili provenienti dall'Ucraina. Il comma 3 autorizza l'attivazione di 3.000 posti aggiuntivi - destinati all'accoglienza di cittadini ucraini - nel Sistema di accoglienza e integrazione (SAI), cioè i servizi di accoglienza integrata progettati dalla rete degli enti locali, che accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. A questo fine è destinata una quota parte del Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l'asilo, nella misura di 37,7 milioni per il 2022 e circa 45 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024. Lo stesso articolo (al comma 7) stabilisce che i cittadini ucraini possano essere accolti, oltre che nell'ambito delle strutture territoriali del Sistema di accoglienza e integrazione (SAI), anche nei centri governativi di prima accoglienza e nei Centri di accoglienza temporanea (CAS), anche se non in possesso della qualità di richiedente protezione internazionale o degli altri titoli di accesso previsti dalla normativa vigente. Il successivo articolo 5- quinquies - che recepisce l'articolo 4 del decreto-legge n. 16 - reca misure a sostegno degli studenti, dei ricercatori e dei professori di nazionalità ucraina, presenti sul territorio italiano per ragioni di studio o di ricerca, comunque iscritti a università italiane, aderenti al programma Erasmus o coinvolti in attività di ricerca. A tale fine viene istituito - presso il Ministero dell'università e della ricerca - un fondo di 1 milione di euro per l'anno 2022, destinato a finanziare le iniziative di università e altri enti di ricerca. Tale fondo può essere impiegato anche a favore di persone cui, in conseguenza della crisi in atto, sia stata concessa la protezione internazionale, anche temporanea (si parla quindi anche di dissidenti, non necessariamente di nazionalità ucraina).