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e) istituzione di rivendite speciali solo ove si riscontri un'oggettiva ed effettiva esigenza di servizio, da valutarsi in ragione dell'effettiva ubicazione degli altri punti vendita già esistenti nella medesima zona di riferimento, nonché in virtù dei requisiti di cui alla lettera b); f) rilascio e rinnovi di patentini da valutarsi in relazione alla natura complementare e non sovrapponibile degli stessi rispetto alle rivendite di generi di monopolio, anche attraverso l'individuazione e l'applicazione del criterio della distanza. (Omissis).». - Il decreto del ministro dell'economia e delle finanze 21 febbraio 2013, n. 38, «Regolamento recante disciplina della distribuzione e vendita dei prodotti da fumo», è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 16 aprile 2013, n. 89. - Il testo dell'art. 4, comma 1, della legge 3 maggio 2019, n. 37, è il seguente: «Art. 4 (Criteri di rilascio delle concessioni relative alle rivendite di tabacchi - Caso EU-Pilot 8002/15/GROW). - 1. All'art. 24, comma 42, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b): 1) dopo la parola: "distanza" sono inserite le seguenti: ", non inferiore a 200 metri,"; 2) le parole: "produttività minima" sono sostituite dalle seguenti: "di popolazione, nel rispetto del rapporto di una rivendita ogni 1.500 abitanti"; b) la lettera c) è abrogata; c) alla lettera d): 1) le parole: "produttività minima" sono sostituite dalla seguente: "popolazione"; 2) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "di cui alla lettera b)"; d) alla lettera e), le parole da: "di parametri certi" fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: "dei requisiti di cui alla lettera b)"; e) alla lettera f), le parole: ", rispettivamente," e "nell'ipotesi di rilascio, e del criterio della produttività minima per il rinnovo" sono soppresse. (Omissis).». Note all'art. 1: - Il testo dell'art. 2, commi da 3 a 9 del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 2 (Criteri per l'istituzione delle rivendite ordinarie). - (Omissis). 3. Non è consentita l'istituzione di una nuova rivendita qualora nei comuni interessati sia stato già raggiunto il rapporto di una rivendita ogni 1.500 abitanti, salvo che nei comuni con popolazione inferiore a 1.500 abitanti che ne siano sprovvisti, qualora sussista un effettivo e concreto interesse del servizio e la rivendita ordinaria più vicina già in esercizio in altro comune risulti distante oltre 600 metri. 4. La distanza è intesa come il percorso pedonale più breve ed è calcolata secondo le disposizioni applicative stabilite con provvedimento direttoriale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. Per l'individuazione della popolazione comunale si fa riferimento, nelle more della completa accessibilità dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente, ad apposita certificazione rilasciata dal Comune ovvero, in mancanza, ai dati dell'ultimo censimento pubblicato dall'Istat. 4-bis Il provvedimento di istituzione di una rivendita in via di esperimento ai sensi dell'art. 21, comma 2, della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, può essere revocato nell'interesse del servizio nel caso in cui venga meno uno dei parametri di cui ai commi 2 e 3. Le rivendite in esperimento non possono formare oggetto di cambio di titolarità, salvo il caso di assegnazione al coadiutore nell'ipotesi di premorienza del titolare. 4-ter Ai fini dell'assegnazione, ai sensi degli articoli 19 e seguenti della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, della gestione delle rivendite istituite, il richiedente presenta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio redatta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, relativa alla sussistenza di eventuali violazioni fiscali e situazioni di morosità verso l'Erario o verso l'Agente della riscossione di importo superiore a quello previsto dall'art. 80, comma 4, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, definitivamente accertate o risultanti da sentenza non più impugnabili. 5. - 9. Abrogati.». - L'art. 21, secondo comma, della legge 22 dicembre 1957, n. 1293 (Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio), reca la disciplina dell'istituzione delle rivendite ordinarie. - Gli articoli 19 e seguenti della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, recano la disciplina delle rivendite di generi di monopolio. - Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) reca la disciplina della formazione, del rilascio, della tenuta, della conservazione, della gestione, della trasmissione di atti e documenti da parte di organi della pubblica amministrazione e la produzione di atti e documenti agli organi della pubblica amministrazione nonché ai gestori di pubblici servizi nei rapporti tra loro e in quelli con l'utenza, e ai privati. - L'art. 80, comma 4, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, (Codice dei contratti pubblici) reca la disciplina dei motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d'appalto o concessione. - Il testo dell'art. 3, commi 1 e 2 del citato decreto 21 febbraio 2013, n. 38, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Art. 3 (Istituzione delle rivendite ordinarie). - 1. Ai sensi dell'art. 21 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, le rivendite ordinarie sono istituite con provvedimento dei competenti Uffici dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nei tempi e nei luoghi individuati in funzione dell'interesse del servizio, tenendo particolarmente conto delle zone caratterizzate da nuovi sviluppi abitativi, commerciali, della particolare rilevanza assunta dai nodi stradali e dai centri di aggregazione urbana, della popolazione residente ovvero dalla presenza di uffici e strutture produttive di particolari rilevanza e frequentazione tali da rendere palese la sussistenza dell'interesse del servizio, nonché delle istanze di trasferimento pervenute agli Uffici. 2.