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Il prezzo per azione offerto incorpora un premio del 22,64 per cento rispetto alle quotazioni del periodo decorrente dal 15 ottobre 2021 al 3 dicembre 2021 su Hi-Mtf e del 21,02 per cento rispetto alla media dei prezzi degli ultimi 12 mesi su Hi-Mtf; l'operazione ha lo scopo di creare un nuovo gruppo bancario formato dalle due banche, che resteranno entità giuridiche distinte e con sede in una delle regioni del Nord-Est. In termini di quote di mercato nel territorio di riferimento, si posizionerà immediatamente dopo i quattro principali gruppi bancari nazionali. Secondo Sparkasse, il nuovo gruppo potrà contare su un totale di bilancio a livello consolidato superiore a 16 miliardi di euro e un totale di masse amministrate pari a 26 miliardi di euro; al 30 giugno 2021 Sparkasse e Civibank avevano rispettivamente 1.271 e 583 dipendenti, mentre il numero di filiali rispettivamente di 107 e 64. La banca di Bolzano ha chiuso il bilancio 2021 con un utile netto di 72,6 milioni di euro, il più alto della storia della banca, con un incremento del 139,6 per cento rispetto all'anno precedente. Mentre la CiviBank ha chiuso il bilancio 2021 con un utile netto di 14,1 milioni di euro (più 108 per cento rispetto all'esercizio precedente); considerato che: secondo il CdA di CiviBank la richiesta di Sparkasse porterebbe a "un'Opa ostile", che tradisce le promesse di costruire una "banca del Nord-Est capace di rispettare le identità dei territori" e potrebbe danneggiare un "percorso di risanamento in corso da sei anni", che ha consentito all'istituto di Cividale di conseguire un sostanzioso utile di esercizio nell'ultimo bilancio, tanto da anticipare al 2021 obiettivi previsti per il 2023; lo scorso 25 aprile 2022, i legali della CiviBank hanno depositato un ricorso al Tribunale dell'Unione europea in merito alle offerte pubbliche di acquisto, volontarie e totalitarie, promosse da Sparkasse, al fine di ottenere l'annullamento della decisione della Banca centrale europea volta ad autorizzare Sparkasse e la Fondazione Sparkasse all'acquisizione di una partecipazione qualificata superiore al 10 per cento e alla successiva acquisizione di una partecipazione di controllo di CiviBank; nel merito, tale ricorso ha a oggetto l'accertamento del rispetto, da parte di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse, della disciplina (decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153) che ha introdotto l'obbligo per le fondazioni bancarie di dismettere le partecipazioni detenute nelle società bancarie conferitarie e il divieto di assumere nuove partecipazioni di controllo in banche. Tale divieto trova una deroga per le fondazioni con sede operativa prevalentemente in regioni a statuto speciale: ragione per cui la fondazione Sparkasse detiene tutt'oggi una partecipazione di controllo in Sparkasse pari al 63,6 per cento; tale deroga è stata concepita per preservare l'identità territoriale delle banche possedute da tali fondazioni bancarie, nei termini riconosciuti dalla Corte costituzionale, che ha identificato la ratio nel "mantenimento di uno stretto legame tra la fondazione e la banca conferitaria, nell'ambito dello stesso territorio". Pertanto il ricorso presentato da CiviBank trova motivazione nel fatto che tale deroga concede, sì, alle fondazioni con sede operativa prevalentemente in Regioni italiane a statuto speciale, quali la Fondazione Sparkasse, di conservare la partecipazione detenuta nella banca conferitaria alla data di entrata in vigore del decreto ma, al contempo, non anche di acquisire il controllo di nuove banche; il CdA di CiviBank ha inoltre deliberato una seconda iniziativa di tutela dinanzi alla giurisdizione amministrativa, volta a ottenere l'annullamento e la concessione di misure cautelari in relazione al provvedimento di pertinenza dell'autorità di vigilanza sulle fondazioni bancarie, ugualmente inficiato dalla predetta violazione del divieto di acquisizioni extra-regionali; oltre a quelle promosse da CiviBank, lo scorso 16 aprile 2022 anche il "Comitato soci e amici della banca Civibank", per il tramite dell'avvocato Gianluca Romagnoli, professore di diritto dell'economia presso l'Università di Padova, ha promosso iniziative nei confronti della Banca d'Italia, della CONSOB e del Ministero in indirizzo, tutte volte a richiedere a tali Autorità una valutazione in merito alla legittimità dell'agire di Sparkasse e della Fondazione Sparkasse nel contesto dell'offerta, alla luce della medesima disciplina di legge relativa al divieto di acquisizione di nuove partecipazioni bancarie di controllo e posta a fondamento delle iniziative della banca descritte; considerato infine che il 2 maggio le azioni portate in adesione ammontavano complessivamente a 10.524.042, che rappresentano il 39,78 per cento del capitale sociale di CiviBank; tenuto conto delle adesioni ricevute e delle azioni già possedute, la partecipazione di Sparkasse sarebbe ora pari al 56,87 per cento del capitale sociale dell'istituto cividalese. Per Sparkasse, quindi, "la maggioranza del capitale (escludendo cioè la partecipazione già in mano a Sparkasse e le azioni proprie detenute da CiviBank) ha aderito all'OPA. Per quanto riguarda l'Offerta sui warrant , la quota è del 36,69 per cento, con adesioni in forte crescita anche su questo fronte", precisano dall'istituto altoatesino, si chiede di sapere: di quali elementi disponga il Ministro in indirizzo circa l'operazione di OPA richiamata in premessa, considerando che l'operazione ha già incassato i pareri favorevoli delle Autorità di controllo; quali iniziative, per gli aspetti di propria competenza, intenda intraprendere a diretta tutela dei risparmiatori dell'emittente, considerando che per gli interroganti l'operazione penalizzerebbe di fatto i soliti piccoli risparmiatori, in quanto Sparkasse con l'acquisizione di CiviBank otterrebbe significative sinergie e tenuto conto che l'imponente differenza tra il patrimonio netto di Civibank e il prezzo riconosciuto ai soci comporterebbe un beneficio per Sparkasse, stimato dalla stessa banca altoatesina in oltre 180 milioni di euro, un beneficio che peraltro si trasferirebbe da una banca con sede in Friuli-Venezia Giulia in favore di una banca, e dei relativi azionisti, con sede in Alto Adige, quale è Sparkasse. Atto n. 4-06994 LANNUTTI BOTTO ANGRISANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Superjet International S.p. A. è una joint venture nata nel 2007 tra l'azienda italiana Alenia Aermacchi, allora detenente il 51 per cento del capitale, e l'industria aeronautica russa Sukhoi Civil Aircraft Co. (SCAC), detenente il restante 49 per cento del capitale; nel 2016 Alenia Aermacchi è confluita nella divisione aerostrutture di Leonardo S.p. A. (il cui maggior azionista, con una quota del 30 per cento, è il Ministero dello sviluppo economico), che il 6 dicembre dello stesso anno ha ceduto alla russa SCAC il 90 per cento della quotazione complessiva di Superjet International, restando titolare del restante 10 per cento;