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Il Titolo II, composto dal solo articolo 3, elenca le disposizioni italiane prese a riferimento ai fini della predisposizione delle cautele antimafia e della conduzione dei controlli di prevenzione che riguarderanno le imprese interessate a partecipare ai lavori per la realizzazione della nuova infrastruttura ferroviaria, provvedendo ad una sistematica ricognizione degli articoli di legge che compongono il «mosaico» normativo antimafia. Il testo delle disposizioni menzionate nell'articolo 3 è quello vigente alla data di adozione del Regolamento. Nel caso di modifiche, il loro recepimento potrà avvenire secondo le modalità previste dall'articolo 15, che si illustrerà in seguito. Il Titolo III, recante le «Disposizioni per la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa», costituisce l'elemento cardine del Regolamento. L'articolo 4 disciplina i motivi in presenza dei quali le imprese debbono essere escluse dalla possibilità di partecipare, direttamente o indirettamente, alle procedure per la realizzazione della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Fatte salve le cause ostative previste dagli articoli 45 e 48 del Codice francese degli appalti (ordonnance 2015-899 del 23 luglio 2015), le cause di esclusione dalle procedure di aggiudicazione, ai sensi della parte A) dell'Allegato 1 al Regolamento, che ne costituisce parte integrante, vengono a replicare quelle stesse circostanze che, secondo la legislazione italiana, comportano un esito ostativo in quanto collegate all'adozione di provvedimenti giudiziari per fatti riconducibili al giudizio, anche prognostico, di mafiosità del soggetto. La parte B) del surricordato Allegato 1 provvede ad individuare le fattispecie di diritto penale francese ritenute «equivalenti» a quelle, di diritto italiano, elencate nella Parte A), determinanti il medesimo esito ostativo. Il comma 2 stabilisce, poi, che, oltre alle situazioni conclamate in pronunce giudiziarie o in misure di prevenzione, possono costituire altresì causa di esclusione dell'impresa le situazioni fortemente indizianti che, in base ad elementi fattuali provvisti della necessaria serietà, concretezza e attualità, legittimino il giudizio prognostico circa il fatto che l'operatore economico sia soggetto a forme, anche indirette, di controllo mafioso ovvero che subisca l'influenza condizionante di una organizzazione criminale di tipo mafioso. Infine, il comma 3, ricalcando sostanzialmente i contenuti dell'articolo 85 del codice delle leggi antimafia (decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159), provvede ad individuare le categorie di soggetti nei cui confronti debbono essere condotti gli accertamenti per verificare l'insussistenza di situazioni pregiudizievoli. Al riguardo, si evidenzia che nell'Allegato 2, che, al pari dell'altro, costituisce parte integrante del Regolamento, sono partitamente individuate le categorie di soggetti contemplati dal diritto civile e commerciale francese corrispondenti a quelle elencate nella summenzionata disposizione del nostro Codice antimafia. L'articolo 5 delinea la fisionomia e le competenze della Struttura binazionale, chiamata ad assicurare il funzionamento dei meccanismi di prevenzione del rischio di infiltrazioni o condizionamenti da parte della criminalità mafiosa L'organismo, operante su base paritaria, è composto dal Prefetto di Torino (al quale, sulla falsariga di quanto già fatto in occasione delle opere per l'Expo 2015, vengono attribuiti in via esclusiva i poteri accertativi sulle imprese italiane impiegate nei lavori) e da un Prefetto che verrà individuato dal Governo francese, entrambi assistiti da funzionari delle Amministrazioni interessate e da ufficiali e funzionari di polizia dei due Paesi. Compito primario della Struttura, che si riunisce periodicamente sulla scorta di un'agenda dei lavori concordata tra i due Prefetti, è quello di coordinare le verifiche antimafia sugli operatori economici comunicati dal Promotore pubblico. Tra le altre attribuzioni, si segnalano, poi, l'individuazione delle aree di cantiere nelle quali far svolgere, anche da parte di squadre miste italo-francesi, apposite visite ispettive, nonché la definizione di specifiche linee-guida per garantire la protezione di tali aree. L'inosservanza degli obblighi comportamentali prescritti dalle citate linee-guida è sanzionata con un articolato meccanismo di penalità, contrattualmente predeterminate e modulate all'articolo 13 secondo la crescente gravità della violazione commessa, irrogabili dal Promotore pubblico e destinate a rafforzare le misure di sicurezza nei cantieri. L'articolo 6 del Regolamento disciplina le modalità di alimentazione, di tenuta e di aggiornamento della Lista bianca-Anagrafe degli esecutori, da parte del Promotore pubblico. Vi sono iscritti gli operatori economici nei cui confronti non siano emerse situazioni ostative antimafia, all'esito degli accertamenti condotti dalla competente Autorità prefettizia, italiana o francese, a seconda del Paese di nazionalità dell'operatore medesimo (per gli operatori di Paesi terzi opera uno specifico meccanismo di attribuzione della competenza definito all'articolo 10). L'iscrizione nella cennata Lista è indefettibilmente richiesta per tutti i contratti, subappalti, subcontratti e sub-affidamenti, inerenti alla realizzazione della sezione transfrontaliera, quale che ne sia l'importo e la tipologia. Poiché, peraltro, l'elenco in questione costituisce altresì l'Anagrafe degli esecutori dell'opera pubblica, in ciò ricalcandosi l'esperienza maturata dall'Italia nel settore del monitoraggio delle cosìddette «grandi opere», il comma 2 dell'articolo 6 stabilisce che, oltre agli elementi identificativi dell'operatore economico positivamente scrutinato, debbano essere riportati e regolarmente aggiornati a cura del Promotore pubblico una serie di ulteriori informazioni afferenti il contratto, le eventuali modifiche della compagine societaria, le eventuali sanzioni o penalità comminate nei confronti dell'impresa per inadempienze varie. Come accennato in precedenza, l'iscrizione ha validità di dodici mesi e può essere rinnovata alla scadenza, su richiesta del Promotore pubblico (diretta o su sollecitazione dell'operatore interessato), al positivo esito delle ulteriori verifiche antimafia, comunicato dalla Struttura binazionale. Qualora, peraltro, dovessero in seguito emergere situazioni ostative nuove, o non conosciute in precedenza, la Struttura binazionale provvederà a darne comunicazione al Promotore pubblico affinché cancelli l'impresa dalla Lista. La stessa Struttura, prima di richiedere la cancellazione, potrà valutare di richiedere al Prefetto italiano o francese di sentire l'operatore economico interessato. Con l'articolo 7, il Regolamento provvede a consentire alle aziende che operano nei settori economici che, secondo la legislazione italiana, si ritengono maggiormente esposti a rischio di infiltrazione mafiosa, individuati dall'articolo 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190, di richiedere l'iscrizione nella Lista bianca-Anagrafe degli esecutori, indipendentemente dalla partecipazione a procedure di selezione per l'aggiudicazione e l'affidamento dei contratti.