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Naturalmente non c'è norma che tenga, se non fare appello all'autocontrollo, al senso civico e alla prudenza dei nostri concittadini, ma questo è stato ampiamente dimostrato nel periodo del lockdown . Ora c'è il rispetto delle norme semplici a cui tutti siamo ormai abituati: mascherina, lavaggio delle mani e distanziamento; regole semplici per vincere una grande battaglia. Questa è una proroga temporale dell'emergenza, ma qualitativamente - lo sappiamo tutti - è molto diversa da marzo, aprile e maggio, quando la decisione era di essere limitati, chiusi e controllati, perché ha un'intensità più leggera. Sappiamo tutti purtroppo come sono messi i Paesi vicino a noi, come la Francia e la Gran Bretagna, e anche uno Stato come Israele, che sono i tre in cui i contagi sono più numerosi. L'Italia in questa condizione è messa meglio rispetto ad altri, ma abbiamo imparato che un piccolo virus, invisibile all'occhio umano, può mettere in rilievo tutta la fragilità umana e dobbiamo quindi essere molto attenti e prudenti. Di qui al 15 ottobre penso che il Parlamento tutto debba fare un ragionamento su come proseguire nello stato di emergenza e calibrare le norme che ci portano a un'emergenza controllata. Abbiamo fatto l'abitudine a questo, ma fermiamoci un attimo a pensare: stiamo gestendo un'emergenza controllata e cerchiamo di tornare a una normalità. Ci sono state due novità importanti in questo mese: l'apertura delle scuole e il voto di domenica e lunedì, giorni in cui tanti nostri concittadini e concittadine si sono recati alle urne e hanno votato. Questa è stata una grandissima dimostrazione di democrazia e di affezione del popolo italiano alla partecipazione democratica, nonostante l'epidemia. Quanto alla scuola, penso che tutti insieme dobbiamo ringraziare i direttori scolastici, i presidi e gli insegnanti, che stanno facendo un lavoro immane per riportare i bambini, le ragazze e i ragazzi a scuola. Ieri un'insegnante e madre mi ha detto che la scuola è tutto. Penso che dobbiamo cercare di non dividerci in materia. Ho sentito tante polemiche in quest'Aula: se ci sono cose che non funzionano, le correggeremo come parlamentari, insieme al Governo, e soprattutto dobbiamo mettere tantissimo impegno sull'edilizia scolastica e fare in modo che le nostre scuole siano messe a posto. Nel primo giorno di scuola sono andata in un istituto importante di Roma, il liceo Virgilio, e anche lì ci sono problemi di edilizia scolastica e di messa a posto, nonostante lo sforzo immane della preside e della direttrice, che hanno fatto fare lavori d'estate. Credo che dobbiamo aiutare i presidi e tutta la comunità scolastica per mettere a posto le scuole, perché a volte non si può aprire neanche un finestrone per arieggiare una classe. Quindi dobbiamo essere vicini a tutte le famiglie che stanno affrontando questo delicato momento. Concludo dicendo che l'Italia sta agendo in maniera molto positiva sulla questione del tracciamento. Dobbiamo fare molto di più sulla medicina territoriale. Dobbiamo tenere insieme scuola e territorio, dobbiamo usare le risorse europee e la settimana prossima affronteremo le linee guida sul recovery fund . L'umanità è chiamata ad una grande prova. Credo che dobbiamo essere tutti all'altezza di questo compito, di ciò che è accaduto in questa fase storica. Il Gruppo Italia Viva, per queste ragioni, voterà a favore della fiducia sul provvedimento al nostro esame. RUOTOLO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, l'Assemblea affronta oggi l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 83 del 2020, adottato dal Governo in relazione alla scadenza della dichiarazione dello stato di emergenza ed alla relativa proroga fino al 15 ottobre 2020. Io credo che l'evoluzione dei dati epidemiologici ci racconti che l'incubo pandemia non è alle nostre spalle. Il virus circola con un elevato livello di contagio e, come ci hanno spiegato gli scienziati e gli esperti, potrebbe far configurare il rischio di una seconda ondata. La fine delle misure di lockdown ha portato inevitabilmente in questi mesi ad un rialzo del numero dei contagi che sembrano essere per adesso tenuti sotto controllo. Le misure di testing , isolamento e tracciamento stanno dimostrando la loro validità e l'Italia risulta, tra i Paesi occidentali, un esempio per ciò che riguarda la prevenzione e la cura del Covid. Lo abbiamo detto quando finì il lockdown : con la fase di convivenza con il virus ciò che abbiamo allestito e preparato nei mesi neri di primavera ora deve essere utile esattamente per questo. Ciò che abbiamo imparato in quei mesi deve impegnarci a non abbassare la guardia per non ripiombare in una nuova fase drammatica. Risulta evidente, infatti, che il principio di precauzione e il contenimento cauto e attento del contagio rappresentano in primo luogo la misura giusta e necessaria per garantire la nostra salute ma costituiscono anche, in secondo luogo, il principale strumento che possiede il nostro Paese per far ripartire al meglio e in sicurezza la nostra economia senza esporci a potenziali, probabili ma dolorose battute d'arresto in futuro. Questa è una necessità assoluta per l'Italia. Gli effetti sull'economia li abbiamo visti e non possiamo permetterci di disperdere gli sforzi messi in campo fino ad oggi. Del resto, il quadro europeo e mondiale della pandemia, con intere Nazioni, quando non continenti interi, alle prese ancora con numeri di contagio elevatissimi, rendono evidente l'opportunità di prorogare modalità che consentano una rapida ed efficace risposta, nell'ottica della massima flessibilità, al mutare delle condizioni epidemiologiche, che è appunto la ratio che motiva questo provvedimento che rinnova gli strumenti con cui l'Italia ha contrastato con riconosciuta efficacia, in questi mesi, la difficile sfida. C'è un crescente allarme in Europa: paesi come Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna sono alle prese con una impressionante ripresa del coronavirus, tanto da consigliare l'adozione di provvedimenti emergenziali e anche dei mini lockdown . Metà Francia è zona rossa. Torna la paura in Gran Bretagna. In Spagna oggi ci sono stati 241 morti e 11.000 contagi. In Italia constatiamo da settimane il lento e progressivo incremento di positivi asintomatici, una ripresa dei ricoveri e del numero di deceduti. Ci sono dei focolai diffusi nel Paese e l'età media dei contagiati sta aumentando ed ora è di circa quarantuno anni. Questo vuol dire che evidentemente c'è trasmissione intrafamiliare, cioè il virus passa dai più giovani alle persone più anziane. Questo spiega un certo aumento, lento ma graduale, nelle ospedalizzazioni in Lombardia, Lazio, Campania: un trend significativo nelle ultime settimane di contagio. Il tema resta dunque quello della prevenzione, dell'innalzare il livello dell'attenzione, di applicare tutte le norme codificate di sicurezza personale e collettiva, secondo le prescrizioni dei protocolli anti-Covid.