[ddlpres]

d) a favorire, secondo una visione di insieme, interventi durevoli e positivi nel tempo, che includano la manutenzione edilizia, la ristrutturazione urbanistica, il risanamento di edifici, gli interventi di demolizione e ricostruzione, l'arredo urbano, le opere di urbanizzazione, le sistemazioni ambientali impiegando le migliori tecnologie necessarie alla protezione, focalizzando l'attenzione sulle potenzialità e peculiarità delle singole aree urbane presenti sul territorio e delle diverse esigenze di riqualificazione, per un miglioramento complessivo della qualità della vita delle persone e della vivibilità del territorio grazie a un'offerta di servizi pubblici adeguati alla grandezza e densità abitativa del comune e di servizi privati che concorrono al raggiungimento di tale finalità; e) a migliorare lo standard di efficienza energetica degli edifici e il loro consolidamento, qualora insistano in aree soggette ad attività sismica, il livello di isolamento acustico e l'abbattimento delle barriere architettoniche delle parti comuni degli stessi. 3. Per il perseguimento delle finalità di cui al comma 2 sono obiettivi prioritari della presente legge: a) la realizzazione di un rapporto sinergico fra la pubblica amministrazione e le persone, secondo un modello partecipativo; b) il miglioramento e il potenziamento delle competenze professionali specialistiche nei vari livelli di governance delle pubbliche amministrazioni, quali soggetti atti a rispondere con maggiore adeguatezza alle esigenze dei cittadini; c) favorire la diffusione delle nuove tecnologie per il conseguimento di risparmi energetici e di riqualificazione ambientale volti alla forte riduzione dei consumi e di utilizzo di nuovo suolo, con particolare attenzione per i territori caratterizzati dalla presenza di condizioni di degrado sociale e ambientale; d) migliorare la qualità della vita negli spazi urbani e nelle aree cittadine favorendo processi di partecipazione e di coesione sociale e imprenditoriale, promuovendo attività sociali, culturali ed economiche con particolare attenzione agli aspetti di tutela ambientale, anche attraverso il recupero di spazi e di aree urbane; e) la realizzazione di azioni e progetti volti alla ricostruzione di una produzione e distribuzione di « beni relazionali » che coinvolgano le istituzioni pubbliche, i singoli cittadini, le realtà economiche locali e le associazioni in ambito sociale, culturale e del volontariato; f) la promozione dei « patti territoriali » e dei « contratti di quartiere » al fine di costruire un'efficace strategia partecipativa e funzionali a far emergere i bisogni e le priorità in ambito locale nonché di agire efficacemente nel contrastare forme di illegalità e malavitose; g) la valorizzazione e il recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato, secondo i principi di complementarità, sussidiarietà e responsabilità nonché provvedendo alla qualificazione e alla quantificazione dei bisogni delle realtà territoriali, al fine di favorire la crescita economica, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e associazioni impegnate nelle attività di aggregazione sociale, con particolare attenzione per quegli immobili in stato di perdurante abbandono o di elevato degrado, anche al fine di garantire la salubrità, la sicurezza e la pubblica incolumità delle aree sulle quali insistono; h) il recupero e la destinazione a interventi e a programmi di carattere sociale degli immobili che versino in stato di dissesto o fatiscenza, appartenenti a soggetti non censiti o irreperibili all'anagrafe tributaria; i) la rigenerazione urbana delle strutture sportive per potenziare l'associazionismo, a beneficio non solamente delle nuove generazioni, funzionali a costruire un modello di sviluppo sociale inclusivo e partecipativo; l) il favorire, per una corretta pianificazione, la conoscenza, per gli organi decisori, dei dati e delle indicazioni, di carattere igienico e sanitario, necessari a individuare le scelte corrette relative alle azioni volte a tutelare e promuovere la salute della popolazione salvaguardandola dai fattori di inquinamento e a migliorare la qualità della vita; m) il miglioramento della gestione della sicurezza mediante strumenti di governance a livello locale, per valorizzare l'indispensabile rapporto di prossimità con i cittadini e, nel contempo, il collegamento delle aree degradate con l'intero tessuto urbano, in coerenza con il decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159; n) promuovere l'attuazione dei principi contenuti nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare l'obiettivo 11, al fine di rendere i centri urbani e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili; o) promuovere il contrasto ai cambiamenti climatici; p) la valorizzazione dei centri storici anche attraverso l'efficientamento energetico e il miglioramento sismico. Art. 2. (Dipartimento nazionale per la promozione e l'organizzazione degli interventi di rigenerazione urbana) 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il Dipartimento nazionale per la promozione e l'organizzazione degli interventi di rigenerazione urbana, con il compito di collaborare in modo sinergico con i Ministeri, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le città metropolitane e i comuni. 2. Il Dipartimento, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge: a) definisce, con cadenza annuale, le componenti di bisogno secondo i criteri di cui all'articolo 1 mediante l'individuazione di indicatori sintetici utili a misurare le carenze negli ambiti territoriali, come rilevati dalla mappatura di cui alla lettera b) del presente comma. Gli indicatori contribuiscono a determinare il relativo obiettivo annuale di riferimento a cui gli interventi previsti nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana di cui all'articolo 5 devono tendere; b) effettua, con cadenza annuale, una mappatura nazionale di ciascun comune, o ambito territoriale, attribuendo agli stessi il peso complessivo degli indicatori di cui alla lettera a) ; c) pubblica i bandi nazionali, eventualmente differenziati per ambiti sociali di intervento, per la realizzazione degli interventi previsti nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana di cui all'articolo 5, e finalizzati al raggiungimento dell'obiettivo fissato alla lettera a) ; d) favorisce la realizzazione degli obiettivi del Piano nazionale per la rigenerazione urbana di cui all'articolo 3, anche mediante la valorizzazione di immobili di proprietà dello Stato; e) favorisce il coordinamento della normativa nazionale e regionale e degli strumenti di intervento in materia di rigenerazione urbana; f) coordina e incentiva l'utilizzo dei fondi pubblici, a qualsiasi titolo disponibili, per l'attuazione del Piano nazionale per la rigenerazione urbana e la realizzazione degli interventi previsti nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana di cui all'articolo 5; g) favorisce l'apporto e la partecipazione di soggetti investitori nazionali ed esteri per la realizzazione degli interventi previsti nei Piani comunali e intercomunali di rigenerazione urbana selezionati ai sensi dei bandi di cui all'articolo 5;