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un'altra solo da Forza Italia - sulle quali si è già sviluppato un dibattito. Non essendo state avanzate altre proposte, gli interventi svolti possono essere intesi come dichiarazioni di voto. Per questo ho detto che dovremmo stiracchiare in un certo senso il Regolamento. CRUCIOLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ma a quale titolo? CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, intervengo per esprimere una posizione che dissente da quella manifestata dal Presidente del Gruppo. Ritengo infatti importante che il Parlamento convochi il Governo per conoscere i motivi della segretazione dei verbali. Mi spiace soltanto che in questa maniera si dia l'opportunità al centrodestra - non è affatto il campione nazionale di trasparenza - di strumentalizzare la situazione. Nondimeno, a malincuore e con amarezza mi trovo costretto a votare a favore della proposta avanzata dal senatore Romeo. (Applausi). CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ma chiedo anche a lei per quale motivo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei fare un richiamo al Regolamento. Nello specifico, l'articolo 55 recita: «Il calendario, se adottato all'unanimità, ha carattere definitivo e viene comunicato all'Assemblea. In caso contrario, possono essere avanzate proposte di modifica da parte di un senatore per Gruppo. Sulle proposte di modifica decide l'Assemblea con votazione per alzata di mano, dopo l'intervento di non più di un oratore per Gruppo e per non oltre dieci minuti ciascuno». È evidente che ciascun senatore può presentare una proposta, come hanno fatto i senatori Romeo e Malan; il senatore Perilli è intervenuto nel dibattito sulle proposte di modifica e, pertanto, non aveva titolarità a riprendere la parola per la seconda volta. Per di più, non essendo dichiarazioni di voto, ma interventi sulle proposte, tantomeno è consentito un intervento in dissenso. PRESIDENTE . Senatore Calderoli, la ringrazio per questa dotta precisazione, che avevo riassunto invitando l'Assemblea a cercare di interpretare ampiamente il Regolamento che tutti conosciamo, naturalmente. A volte, nell'interpretazione del Regolamento, la politica fa molto più di noi legulei. URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ma a quale titolo? URSO (FdI) . In dichiarazione di voto. PRESIDENTE. A questo punto ha ragione. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, essendo delegato del Parlamento quale componente del Copasir, intervengo a nome di Fratelli d'Italia per evidenziare a tutta l'Aula che la questione della secretazione e dell'attività del Governo, direi tutt'altro che trasparente nei confronti del Parlamento, è diventata un problema chiaro a tutti. È diventata un problema per quanto riguarda gli atti in questione e, ove il Parlamento oggi prendesse una decisione diversa rispetto a quella richiesta dai Gruppi Forza Italia e Lega, noi investiremo della questione il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che, per delega del Parlamento, in questa materia ha il compito di intervenire. Mi auguro, però, che lo faccia il Parlamento. Inoltre, vorrei evidenziare che ciò che è accaduto nel decreto-legge che proroga lo stato di emergenza è grave nel rapporto di leale collaborazione tra le istituzioni. È grave perché il Presidente del Consiglio è intervenuto sua sponte per illustrare il contenuto del decreto che prorogava lo stato di emergenza. In quella sede non ha illustrato una norma, che poi ha inserito nel decreto, che modifica le procedure di nomina dei vertici dei servizi segreti. È grave perché in questa sede il Parlamento, con una risoluzione, aveva dato indicazioni precise al Governo relativamente a quale dovesse essere l'ambito di intervento del decreto-legge che prorogava lo stato di emergenza con una votazione su una risoluzione della maggioranza. Ebbene, in quella risoluzione non c'è l'argomento poi trattato nella notte nel decreto emesso dal Governo. Dunque il Governo viene in questa sede ad illustrare il provvedimento e non parla di quella norma; il Parlamento vota una risoluzione che non parla di quella norma e poi, nella notte, il Governo la introduce ma, nel dare notizia del decreto alla stampa, descrive l'intero provvedimento salvo quella norma. Quindi il Parlamento non viene informato in via preventiva; il Parlamento non dà indicazioni di tal guisa al Governo ma il Governo, nella notte, scrive un decreto che contiene, all'articolo 1, diversi commi che modificano le procedure di nomina dei servizi segreti, tra l'altro - a mio avviso - violando alcuni dettati costituzionali, e nel comunicato che illustra il provvedimento non dice nulla proprio su questo. Ritroviamo così pubblicata nella Gazzetta Ufficiale , all'insaputa del Parlamento, all'insaputa degli organi di informazione e dell'opinione pubblica, una norma che modifica le procedure di nomina dei servizi segreti. Di tale norma si parlerà nella sede opportuna, e poi, ovviamente, il Parlamento può liberamente modificarla - e mi auguro lo faccia - per ristabilire i principi della legge n. 124 del 2007, approvata da maggioranza e opposizione. Dico questo, però, perché è chiaro a tutti che c'è un problema di trasparenza e di leale collaborazione degli organi istituzionali che interferisce anche nella votazione che stiamo per fare. Mi auguro che il Parlamento - e soprattutto chi ha parlato di streaming , di trasparenza e quant'altro ancora - decida per la trasparenza in quest'atto. (Applausi) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dai senatori Romeo, Ciriani e Malan, volta ad inserire all'ordine del giorno letto all'inizio della seduta (che si concluderebbe con la conversione del decreto-legge sulla parità di genere), nel pomeriggio di giovedì o comunque a conclusione del provvedimento appena citato, un dibattito sulla segretazione delle norme illustrate nel corso della discussione. Non è approvata. Non vedo necessità di controprova, se nessuno me la chiede (Commenti). Anche se, ictu oculi ,la proposta è stata respinta, è stata ora richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Chiudiamo anche le porte delle tribune, visto il problema già avuto. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . (Alcuni senatori intonano cori sulla parola "Verità" e viene esposto uno striscione) . Prego di nascondere lo striscione, che dice cosa nascondete. Colleghi, se non lo levate, devo sospendere la seduta. Gli assistenti parlamentari riescono a togliere lo striscione? (Alcuni senatori continuano ad intonare cori). Sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 10,16, è ripresa alle ore 10,21) . PRESIDENTE . La seduta è ripresa. Sarà cura degli Uffici trasmettere al Presidente la parte del Resoconto relativa a questa fase dei lavori. Prendiamo atto che al senatore Balboni non ha funzionato la tessera e che avrebbe votato a favore della proposta di modifica del calendario dei lavori.