[pronunce]

Il rimettente sostiene che la disposizione impugnata contrasta con l'art. 3 Cost. anche perché comporta l'integrale decurtazione dell'indennità per il primo giorno di malattia, mentre – in virtù dell'art. 40, primo comma, del d. P. R. 10 gennaio 1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato) – le altre componenti retributive per quello stesso giorno vengono decurtate solo di un terzo. La diversa entità della decurtazione che subisce l'indennità giudiziaria non vale, però, a rendere irragionevole la disciplina dell'emolumento dettata dall'art. 3 della legge n. 27 del 1981, rientrando nella discrezionalità del legislatore la determinazione dell'ammontare del trattamento complessivamente assicurato al magistrato durante il primo giorno di assenza per malattia, nel rispetto del limite minimo stabilito dall'art. 38, secondo comma, Cost. Né assume rilevanza la circostanza, pure evidenziata dal giudice a quo, secondo la quale la decurtazione dell'indennità giudiziaria sarebbe collegata ad una causa (la malattia) non imputabile al magistrato. Infatti la Costituzione non impone di attribuire al dipendente assente per malattia lo stesso trattamento economico di cui gode in costanza di attività lavorativa, essendo sufficiente che al lavoratore siano assicurati mezzi adeguati anche durante il periodo di malattia. Non sussiste neppure la denunciata violazione dell'art. 36 Cost. Come ripetutamente affermato da questa Corte, al fine di verificare la legittimità delle norme in tema di trattamento economico dei lavoratori dipendenti in relazione al disposto dell'art. 36 (e, in particolare, la conformità della retribuzione ai requisiti costituzionali della proporzionalità e della sufficienza), occorre far riferimento, non già alle singole componenti di quel trattamento, ma alla retribuzione nel suo complesso (tra le più recenti affermazioni di un simile principio, si vedano le sentenze n. 470 del 2002 e n. 164 del 1994 e, con specifico riferimento all'indennità giudiziaria, le ordinanze n. 33 del 1996 e n. 98 del 1995).. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 19 febbraio 1981, n. 27 (Provvidenze per il personale di magistratura), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 36 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Puglia, sezione di Lecce, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 luglio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA