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la Commissione tecnica, competente per l'esame delle domande e l'ammissione all'indennizzo previsto dal FIR, non ha ancora stabilito con delibera quali siano gli elementi tecnici per poter provare la cosiddetta "truffa massiva", per quei risparmiatori che sono "sopra soglia" di reddito Irpef 2018, 35.000 euro, o che hanno un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2018 superiore a 100.000 euro; la piattaforma informatica alla quale inoltrare le domande di accesso al beneficio della legge sul FIR il 15 ottobre è stata modificata, in quanto considerata non idonea allo scopo; le circa 4.000 domande di indennizzo al FIR inserite in piattaforma sino al 14 ottobre 2019 sono a rischio, poiché la modifica dello strumento informatico ha determinato l'alterazione dei dati contenuti nelle domande di accesso al FIR, già presentate o parzialmente inserite; la nuova versione della piattaforma Consap introduce riferimenti di calcolo che sono totalmente estranei alla legge sul FIR e ai decreti attuativi della stessa, ossia il prezzo medio di carico fiscale e il costo totale di acquisto/controvalore, voci del tutto estranee alla legge e ai decreti attuativi, che non dovrebbero essere considerate per il calcolo della percentuale di indennizzo a favore del risparmiatore; inoltre, nella piattaforma manca la possibilità di inserire l'affrancamento (ovvero le tasse che i risparmiatori hanno anticipatamente pagato), questione fatta presente alla Consap, la quale ha ritenuto che tale importo non fa parte dell'indennizzo, nonostante la legge riporti chiaramente che "l'indennizzo è determinato nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni, ivi inclusi gli oneri fiscali"; l'interpretazione della norma da parte della Consap sembra quindi non tener affatto in considerazione la disposizione normativa; la qualifica dell'affrancamento quale onere fiscale rimborsabile, è stata, inoltre ribadita, da alcuni esponenti del Governo; al tutto si aggiunge il grave ritardo con cui Intesa Sanpaolo sta procedendo a riscontrare la produzione di documenti. La legislazione aveva previsto un obbligo al disbrigo in 30 giorni, ma i riscontri sono fermi ancora alle richieste di agosto. Ciò significa che molti risparmiatori entro il 22 febbraio 2020, termine per il deposito della domanda, non saranno nella possibilità di depositare la documentazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero e, in quest'ultimo caso, quali iniziative intenda porre in essere: per far sì che la Commissione tecnica stabilisca gli elementi tecnici per quei risparmiatori che si trovano sopra la soglia di reddito Irpef stabilita o che hanno un patrimonio mobiliare superiore a quanto stabilito; per far sì che la Consap adegui la piattaforma alla normativa vigente, sia eliminando le due voci di calcolo dell'indennizzo non previsti dalla legge, sia permettendo ai risparmiatori di inserire l'affrancamento tra gli oneri fiscali da restituire, ed infine che si verifichi; al fine di verificare se il ritardo da parte di Intesa Sanpaolo di cui in premessa corrisponda alla realtà. Atto n. 4-02348 FERRERO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'art. 1, comma 59, della legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) ha previsto la tassazione con cedolare secca sui canoni di locazione derivanti da contratti stipulati nel 2019 relativi ad immobili commerciali di categoria C/1 con superficie fino a 600 metri quadrati. Come è emerso dalla discussione parlamentare, la norma è finalizzata ad incentivare la riapertura degli esercizi commerciali soprattutto nei centri storici, anche calmierando il costo delle locazioni mediante un'imposizione di tipo "flat"; tuttavia, tale meritevole intento del legislatore sembra venire sistematicamente impedito da una prassi catastale che esclude dalla classificabilità nella categoria ordinaria C/1 gli esercizi commerciali di superficie superiore a 250 metri quadrati, attribuendo loro la categoria speciale D/8; come è noto, rientrano nella categoria ordinaria C/1 i negozi e le botteghe. Rientrano invece nella categoria speciale D/8 i fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività commerciale e non suscettibili di diversa destinazione, senza radicali trasformazioni, quali i supermercati, gli outlet , i centri commerciali; in base alla normativa catastale, così come emerge dalla circolare dell'ex Agenzia del Territorio n. 4/2006, prot. 36338 del 16 maggio 2006, viene attribuita agli immobili una categoria ordinaria, quando vi è rispondenza tra le caratteristiche tipologiche e reddituali degli immobili oggetto di classamento e quelle delle unità di riferimento del quadro di qualificazione, tenendo comunque conto dei caratteri che maggiormente contraddistinguono e qualificano a livello locale le diverse tipologie del patrimonio censito; di contro, il classamento nella categoria speciale è previsto per immobili i cui caratteri particolari non sono riferibili a nessuna delle categorie presenti, in quanto costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività industriale o commerciale e non suscettibili di altra utilizzazione senza radicali trasformazioni per i quali il carattere dimensionale non rileva autonomamente ai fini della classificazione in categoria speciale; nonostante questo, negozi situati nei centri urbani, che da sempre risultavano di categoria C/1 inferiori a metri quadrati 600 ma superiori ai 250 metri quadrati, in occasione di recenti ristrutturazioni necessarie al loro ammodernamento, se non addirittura alla loro messa a norma in punto servizi igienici, pena la loro non utilizzabilità a determinati fini commerciali (si pensi ai servizi per disabili nei locali di somministrazione), si sono visti attribuire tramite la procedura DCFA la categoria speciale D/8, pur a parità di superficie e non avendo acquisito rispetto alle precedenti caratteristiche ordinarie alcunché di speciale; è palese che tale comportamento tenuto dall'Ufficio tecnico erariale si pone di ostacolo all'applicazione della nuova normativa istitutiva della cedolare secca sulle locazioni commerciali, in relazione alla quale il legislatore ha ritenuto inequivocabilmente che una dimensione fino a 650 metri quadrati escluse le pertinenze, legittimi l'attribuzione della categoria C/1 agli immobili adibiti a negozi e botteghe, si chiede di sapere se e quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per rimuovere gli ostacoli che una non corretta applicazione della normativa catastale da parte del software denominato "DOCFA" impedisce di fatto ai possessori di negozi situati nei centri urbani di poter legittimamente usufruire della tassazione con cedolare secca. Atto n. 4-02349 CIRIANI Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto riportato dalla stampa, nel mese di luglio 2019 e successivamente alla fine di agosto, una ragazza di 15 anni ha denunciato alla Questura di Udine di essere stata vittima di stupro per ben due volte ed in separati episodi; in particolare, a luglio la ragazza ha denunciato di essere stata violentata da due giovani pachistani, dell'età di 22 e 36 anni, mentre ad agosto era stata invece vittima di violenza da parte di un ragazzo, anch'egli pachistano, di 23 anni;