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2 Per le attività di cui al comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri si avvale del Comitato interministeriale per i diritti umani (CIDU), di cui al decreto del Ministro degli affari esteri 15 febbraio 1978, n. 519, e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 maggio 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 198 del 27 agosto 2007. Nell'ambito delle attività di cui alla presente legge, il CIDU fornisce supporto tecnico al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'indirizzo e la guida strategica in materia di tutela dei diritti umani, esaminando sistematicamente ogni tipo di violazione dei diritti umani sulla base delle segnalazioni delle organizzazioni internazionali a cui aderisce l'Italia, della rete diplomatica italiana, nonché delle organizzazioni non governative attive nel settore dei diritti umani. 3 Sulla base delle segnalazioni raccolte, il CIDU, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e, successivamente, entro il 31 dicembre di ogni anno, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, elabora e trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale l'elenco dei soggetti stranieri di cui all'articolo 1 perseguibili con l'adozione di specifiche misure sanzionatorie o restrittive della libertà della circolazione, ai sensi della normativa europea e nazionale, di cui al comma 1 del presente articolo, motivandone l'inserimento sulla base della specifica attività istruttoria occorsa. 4 L'elenco di cui al comma 3 è reso pubblico sulle piattaforme telematiche del CIDU e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 5 Il CIDU può, previa verifica relativa all'implementazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei Paesi di appartenenza di uno o più soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 3, proporre la revoca delle misure di cui al comma 1 e la cancellazione di uno o più nominativi dall'elenco. 3 (Diniego del visto) 1 Nell'ambito delle misure di cui all'articolo 2, comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri può, nei confronti dei soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 3 del medesimo articolo, qualora gli stessi presentino istanza di rilascio del visto di ingresso nel territorio nazionale, opporre un diniego motivato rifiutando l'ingresso nel territorio della Repubblica italiana. 4 (Sanzioni finanziarie individuali) 1 Nell'ambito delle misure di cui all'articolo 2, comma 1, il Presidente del Consiglio dei ministri può, nei confronti dei soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma 3 del medesimo articolo, adottare sanzioni finanziarie individuali volte al congelamento di fondi e risorse economiche presenti nel territorio nazionale, impedendo loro di entrarne in possesso. 2 Per le misure di cui al comma 1 il Presidente del Consiglio dei ministri si avvale del Comitato di sicurezza finanziaria, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109. 3 Alle amministrazioni pubbliche, agli enti locali, alle società direttamente o indirettamente controllate dallo Stato è fatto divieto di intrattenere rapporti economici o di altro tipo con i soggetti inseriti nell'elenco di cui all'articolo 2. 4 Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano altresì ai parenti e affini fino al terzo grado dei soggetti di cui all'articolo 2 della presente legge. 5 (Relazione al Parlamento) 1 Il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, presenta annualmente alle Camere una relazione sulle misure di contrasto alle violazioni internazionali dei diritti umani adottate ai sensi della presente legge. 6 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.