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l'immobile di circa 2.000 metri quadri è stato confiscato alla criminalità organizzata nel 2009 e assegnato al Comune di Cornaredo nel 2015 dall'Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Nelle intenzioni del Comune, l'immobile dovrebbe diventare un centro multifunzionale nel quale saranno collocati servizi, enti e associazioni, con finalità di solidarietà, formazione e incontro, vissuto dai giovani e, soprattutto, capace di creare opportunità di lavoro e impresa; attualmente l'immobile versa in uno stato di completo abbandono e degrado e rappresenta una ferita al centro del tessuto urbano del comune di Cornaredo; con apposita comunicazione inviata nei giorni scorsi dalla segreteria tecnico-amministrativa della commissione per l'attuazione del progetto, il Comune è stato invitato a depositare entro il termine del 14 maggio 2019 tutta la documentazione indicata nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2018, la dichiarazione che tale bene rientra tra i beni individuati ai sensi degli articoli 10 o 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004, nonché gli eventuali cofinanziamenti individuati nella domanda depositata; la richiesta ha sollevato particolari preoccupazioni nell'amministrazione comunale di Cornaredo e fra i residenti, in quanto è stato già approvato il progetto esecutivo per il recupero dell'immobile e in ragione del fatto che la stessa impone nuovi gravosi adempimenti da eseguire in tempi estremamente ristretti e del fatto che il bene su cui effettuare l'intervento di recupero, seppure incluso nell'elenco allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, non avrebbe tutti i requisiti previsti dagli articoli 10 e 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti intenda adottare il Governo per garantire al Comune di Cornaredo un esito positivo dell'istruttoria in corso per l'assegnazione del finanziamento destinato al recupero dell'ex mobilificio confiscato alla criminalità organizzata inserito nell'elenco allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2018; se intenda adottare misure di semplificazione delle procedure e della documentazione prevista per l'assegnazione del finanziamento e se intenda eventualmente prorogare il termine in scadenza del 14 maggio 2019 per consentire al Comune di Cornaredo di completare tutta la documentazione necessaria al buon esito dell'istruttoria in corso; se vi siano altri Comuni in difficoltà nel produrre la documentazione richiesta per l'accesso al finanziamento degli interventi inseriti nell'elenco allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 settembre 2018 e quali iniziative abbia intenzione di predisporre per garantire, comunque, a tutti i Comuni l'erogazione dei finanziamenti previsti per gli interventi inseriti nel predetto elenco. Atto n. 3-00772 TARICCO NANNICINI FEDELI MALPEZZI CUCCA GARAVINI PATRIARCA SBROLLINI IORI VALENTE FARAONE BELLANOVA PARRINI SUDANO LAUS D'ALFONSO GINETTI GIACOBBE MESSINA Assuntela COMINCINI D'ARIENZO MARGIOTTA FERRAZZI ROJC ALFIERI STEFANO BOLDRINI BITI VATTUONE PINOTTI CIRINNA' COLLINA MANCA PARENTE MISIANI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, il diritto a conseguire la pensione anticipata in presenza di un requisito anagrafico pari a 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 38 anni, detta "quota 100"; la possibilità è ammessa in favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, nonché in favore degli altri lavoratori, diversi da quelli subordinati, iscritti alle relative gestioni pensionistiche dell'INPS; la pensione "quota 100" non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui; per quanto riguarda la decorrenza, sono stabilite norme specifiche; in ogni caso, la prima finestra utile per la decorrenza del trattamento pensionistico è il 1° aprile 2019; considerato che: le domande presentate a inizio aprile per pensione "quota 100" sono oltre 110.000; a seguito della presentazione delle prime domande, tuttavia, si sta creando una situazione a dir poco paradossale: la volontà di accelerare la definizione delle pratiche per quota 100 per procedere altrettanto celermente all'erogazione nella prima finestra utile ha determinato il serio rallentamento nella definizione di tutte le pratiche "altre", legate a pensioni di vecchiaia, anzianità o reversibilità, per tutti quei cittadini, cioè, che hanno chiesto o chiedono oggi la pensione secondo i requisiti "comuni"; in primo luogo, infatti, secondo quanto previsto nel messaggio n. 1008 della Direzione centrale pensioni INPS, per le sole pensioni quota 100 con decorrenza 1° aprile 2019, è stato ritenuto "opportuno" consentire in via straordinaria di procedere alla liquidazione provvisoria anche in assenza del certificato Unilav, ovvero del documento del datore di lavoro che attesta la cessazione del rapporto di lavoro, che è requisito richiesto dallo stesso decreto-legge che ha previsto quota 100; pur di velocizzare l' iter , dunque, si è preferito rischiare di corrispondere ratei indebiti per poi procedere, in un secondo tempo, al loro recupero, piuttosto che procedere ad ogni opportuna verifica, come avviene per qualsiasi altro cittadino che richiede la pensione, ed in particolare alle verifiche della corrispondenza tra le dichiarazioni rese nella domanda e le informazioni presenti in Unilav; in secondo luogo, sono stati previsti premi di produttività ai dipendenti, legati alla velocità di definizione delle pratiche per quota 100, cioè indicatori di qualità specifici fondati su coefficienti di ponderazione tanto più elevati quanto minore è il tempo di definizione; un ulteriore elemento che rende quantomeno evidente la volontà dell'amministrazione di favorire la definizione celere delle pensioni quota 100; in terzo luogo, si procede sia ad un'accelerazione dei tempi di definizione delle domande, sia dei tempi tra liquidazione della pensione quota 100 e gli accrediti della pensione stessa, a differenza di quanto accade per tutti gli altri tipi di pensione; valutato che, ad avviso degli interroganti: la corsia preferenziale aperta per le pensioni quota 100, su cui si sta concentrando il lavoro, sta determinando, dunque, una seria discriminazione verso ogni altro cittadino in diritto di pensione, che viene scorrettamente relegato in coda e i cui tempi di attesa si stanno allungando indefinitamente; uno svantaggio per la grande maggioranza dei cittadini che in pensione sono o devono andare, anche considerando l'ulteriore danno che essi subiranno a causa della praticamente concomitante riduzione nella rivalutazione dell'inflazione delle pensioni; una riduzione che sarà percepibile dagli interessati, in ogni caso, solamente a giugno, dopo le elezioni europee, da quando cioè si procederà al recupero della differenza;