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3 Le parti e i difensori non devono usare espressioni sconvenienti ed offensive. 4 Salvo quanto disposto dal comma 2, il giudice tributario, in ogni stato e grado del processo, può disporre con ordinanza che si cancellino eventuali espressioni sconvenienti ed offensive usate dalle parti. Inoltre, con la sentenza che decide la causa, il giudice tributario può assegnare alla persona offesa una somma a titolo di risarcimento del danno anche non patrimoniale, quando le espressioni offensive non riguardino l'oggetto della causa. 21 (Spese di giudizio) 1 Il giudice tributario condanna con sentenza le parti soccombenti alle spese di giudizio, che devono essere immediatamente pagate, senza attendere il passaggio in giudicato della sentenza. 2 Nel pronunciare la condanna di cui al comma 1 il giudice tributario può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice se ritenute superflue o eccessive. 3 Il giudice tributario, indipendentemente dalla soccombenza, può condannare una parte al rimborso delle spese, anche non ripetibili, causate all'altra parte trasgredendo ai doveri di cui all'articolo 20. 4 Le spese di giudizio comprendono, oltre al contributo unificato, gli onorari del difensore, le spese generali e gli esborsi sostenuti, oltre il contributo previdenziale e l'imposta sul valore aggiunto, se dovuti. 5 Nella liquidazione delle spese il giudice tributario deve attenersi ai parametri professionali se previsti o, in mancanza, a quelli più bassi tra quelli esistenti. 6 Per le spese a favore dei soggetti di cui all'articolo 19, che non si avvalgono dell'Avvocatura dello Stato, o di altri difensori abilitati, si applica il parametro vigente per gli avvocati, con la riduzione del 30 per cento degli onorari. 7 Le spese di giudizio, in casi eccezionali, possono essere compensate in tutto o in parte dal giudice tributario soltanto in caso di soccombenza reciproca o qualora sussistano gravi ed eccezionali ragioni che devono essere motivate in apposito capo di pronuncia, autonomamente impugnabile, anche in sede di legittimità. 8 Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave il giudice tributario, su istanza dell'altra parte, la condanna, oltre che alle spese, anche al risarcimento dei danni liquidati, anche d'ufficio, nella sentenza. 9 Se viene accertata l'inesistenza della pretesa per cui è stata eseguita una misura cautelare o di garanzia o sono stati compiuti atti di esecuzione forzata, il giudice tributario, su istanza della parte danneggiata, condanna l'altra parte, che abbia posto in essere le misure e gli atti di cui sopra senza la normale prudenza, liquidando i danni anche d'ufficio. 10 Qualora una delle parti abbia formulato una proposta conciliativa, non accettata dall'altra parte, restano a carico di quest'ultima le spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, ove il riconoscimento delle sue pretese risulti inferiore al contenuto della proposta ad essa effettuata. III DELL'ESERCIZIO DELL'AZIONE 22 (Azione di annullamento) 1 L'azione di annullamento contro ogni atto autonomamente impugnabile si propone per qualsiasi motivo nel termine di cui all'articolo 45. 2 È ammessa la proposizione di motivi aggiunti nei limiti di cui all'articolo 53. 23 (Giudizio tributario con pluralità di parti) 1 Se l'atto impugnato è intestato a più soggetti tutti devono partecipare al processo che ne costituisce oggetto. 2 I soggetti di cui al comma 1 possono proporre ricorso separatamente o collettivamente. Nel primo caso, i ricorsi devono essere riuniti in un unico processo. Se qualcuno del soggetti cointestatari dell'atto impugnato non ha proposto ricorso, salvo che sia intervenuto volontariamente in giudizio, ne deve essere ordinata la chiamata in causa entro un termine stabilito dal giudice a pena di decadenza. 3 Salvo quanto previsto nel comma 2, le parti chiamate coattivamente o intervenute volontariamente nel processo tributario non possono impugnare autonomamente l'atto che ne forma oggetto se per esse al momento della loro costituzione in giudizio è già decorso il termine di decadenza per l'impugnazione dell'atto stesso. 4 Fermo quanto previsto dai commi da 1 a 3, se ritiene che dal processo possano derivare pregiudizi a terzi, ne può ordinare la chiamata in giudizio a cura di una delle parti entro un termine a pena di decadenza. 5 Gli atti d'intervento volontario e di chiamata in causa su istanza di parte o per ordine del giudice devono contenere la sommaria esposizione dello svolgimento del processo con la specifica indicazione di quanto ne forma oggetto. Dopo la notifica sono depositati nella segreteria del giudice adito entro il termine perentorio di trenta giorni dalla notifica stessa. Ai fini del rispetto del termine di cui al comma 3, vale la data di notifica e non quella di deposito. Il deposito equivale ad atto di costituzione in giudizio. 6 In caso di litisconsorzio necessario originario, si applica l'articolo 6, comma 2. 7 Il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è nullo per violazione del principio del contraddittorio di cui agli articoli 101 del codice di procedura civile e 111, secondo comma, della Costituzione e trattasi di nullità che può essere rilevata in ogni stato e grado del procedimento, anche d'ufficio. 24 (Cumulo oggettivo e soggettivo) 1 Avverso ciascun atto autonomamente impugnabile la parte deve presentare apposito ricorso, a pena d'inammissibilità. 2 Soltanto nel caso che nello stesso documento si contengano più atti autonomamente impugnabili o qualora l'atto impugnabile sia riproduttivo di altro atto precedentemente emesso, è consentita l'impugnazione cumulativa degli atti medesimi. Ai fini della competenza va fatto riferimento all'ultimo atto e al soggetto che ne è l'autore. 3 È ammesso il ricorso collettivo soltanto su questioni di diritto e non di fatto. IV DEGLI ATTI DEL PROCESSO TRIBUTARIO I DELLE FORME DEGLI ATTI IN GENERALE 25 (Le forme degli atti in generale) 1 Gli atti del processo tributario, salvo che la legge prescriva forme determinate, possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. 2 È obbligatorio l'uso della lingua italiana, salvo quanto diversamente disposto da leggi speciali. 3 Il giudice tributario, ove occorra, può disporre la traduzione asseverata di documenti scritti in lingua diversa da quella italiana, ponendo le relative spese a carico della parte interessata. 26 (Gli atti di parte) 1 Gli atti di parte del processo, salvo quanto specificamente previsto per alcuni di essi, devono indicare, in modo chiaro e preciso, il loro contenuto e devono essere sottoscritti, tanto negli originali, quanto nelle copie, dalla parte da cui provengono o dal suo difensore. 27 (L'udienza pubblica) 1 Le udienze nel processo tributario sono sempre pubbliche.