[ddlpres]

Vengono aggiunti i commi 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 con la previsione di limiti temporali per la proponibilità di eccezioni di incompetenza, regolando anche gli effetti delle pronunce sulla competenza in grado di impugnazione (articolo 16 che modifica l'articolo 27 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159). Inoltre vengono stabiliti tempi certi per il deposito dei provvedimenti e viene previsto che, in caso di accoglimento, anche parziale, della proposta, vengano poste a carico del proposto le spese processuali. L'articolo 6 modifica l'articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sostituendo il riferimento alle province con le regioni, alla luce delle riforme di legge e della intervenuta abrogazione delle province. L'articolo 7 modifica l'articolo 14 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, introducendo i commi 3 e 4 e stabilendo precise regole nel caso in cui la misura di prevenzione personale non venga eseguita o la sua esecuzione sia sospesa per la sopravvenuta detenzione del proposto. Gli articoli 9, 10 e 11 modificano gli articoli 18, 19 e 20 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, estendendo la possibilità di confisca, in caso di morte del proposto, non solo nei confronti degli eredi, ma anche nei confronti delle persone fisiche che risultano avere convissuto con il defunto nell'ultimo quinquennio o delle persone giuridiche del cui patrimonio il defunto risultava poter disporre anche indirettamente, e prevedendo un potenziamento degli strumenti di indagine con l'accesso alle banche dati istituzionali dell'Agenzia delle entrate. L'articolo 12 modifica l'articolo 21 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, prevedendo che l'esecuzione del sequestro sia effettuato dalla polizia giudiziaria e non più dall'ufficiale giudiziario, la cui assistenza viene resa eventuale, ove occorra, al fine di accelerare l'esecuzione del provvedimento; viene altresì disciplinato lo sgombero degli immobili occupati senza titolo ordinato dal giudice delegato. L'articolo 13 modifica l'articolo 22 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, prevedendo che, nel caso di provvedimenti di urgenza, il sequestro possa essere emesso dal presidente del tribunale anche senza il parere del procuratore distrettuale che viene previsto in sede di convalida da parte del Tribunale. L'articolo 14 modifica l'articolo 23 comma 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, prevedendo la citazione dei terzi titolari di diritti reali di garanzia ed escludendo la citazione dei terzi titolari di diritti personali di godimento. L'articolo 15 modifica l'articolo 24 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, escludendo che la disponibilità di beni possa essere giustificata con proventi di evasione fiscale e prevedendo ulteriori cause di sospensione del termine per il deposito del provvedimento di confisca connesse all'esercizio del diritto di difesa (istanza di ricusazione, integrazione del contraddittorio, impedimento dell'interessato). Gli articoli 17, 18, 19 e 20 modificano gli articoli 28, 30 e 31 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ed introducono l'articolo 30 -bis , modulando la revocazione della confisca sulla base delle norme del codice di procedura penale, togliendo il termine custode, sostituito da amministratore giudiziario, stante il ruolo attivo dei compiti di gestione, prevedendo la possibilità di rateizzare la cauzione e stabilendo che, nel procedimento penale ordinario, deve essere sempre lo stesso giudice delegato ad occuparsi della amministrazione dei beni sino alla definitività del procedimento, nonché precisando che ai procedimenti penali si applicano le norme relative alla gestione ed alla destinazione previste dal libro I, titolo III e IV e dal libro III, titolo II. Gli articoli 21 e 22 contengono disposizioni in materia di amministrazione e controllo di giudiziario di attività economiche ed aziende, riformulando l'articolo 34 ed inserendo l'articolo 34 -bis nel decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, riprendendo la proposta elaborata dalla Commissione ministeriale istituita con decreto ministeriale 10 giugno 2013 presso il Ministero della giustizia, presieduta dal professor Giovanni Fiandaca. Si introducono alcuni strumenti più flessibili per contrastare le infiltrazioni mafiose nel mercato, senza ricorrere alle misure più invasive già consacrate dalla vigente disciplina. Il nuovo articolo 34 rivede la amministrazione giudiziaria, prevedendo una dettagliata disciplina della gestione. Con l'articolo 34 -bis si introduce l'istituto del controllo giudiziario, adatto alle ipotesi più attenuate di agevolazione da parte dell'impresa all'attività di persone nei cui confronti è stata proposta misura di prevenzione; il controllo giudiziario viene concepito anche come strumento di controllo in favore dell'impresa che, a seguito di mancato rilascio di certificazione antimafia, voglia sottoporsi alla verifica del proprio percorso di affrancamento dai rischi derivanti dalle contiguità e ottenere così la validazione della propria opera di riorganizzazione e di bonifica in prospettiva di recupero della legalità; conseguentemente, dall'introduzione del controllo giudiziario deriva la necessità di raccordare il testo della disciplina in materia di documentazione antimafia; conseguentemente gli articoli 50, 52, 53 modificano gli articoli 76, 91 e 93 del decreto legislativo settembre 2011, n. 159. Gli articoli 23, 24 e 25 modificano gli articoli 35, 36 e 37 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159: vengono fissati criteri per la scelta dell'amministratore giudiziario, stabilendo che della loro applicazione concreta nei singoli casi debba essere dato conto in un provvedimento motivato del Tribunale che conferisce l'incarico per evitare meccanismi di selezioni rigidi e inadeguati alle esigenze imprevedibili di ciascuna procedura ma al contempo rendere trasparenti e verificabili le scelte degli uffici giudiziari; dal canto suo prima di assumere l'incarico l'amministratore deve depositare apposita dichiarazione sugli altri incarichi che sta ancora eseguendo; si prevede che in caso di gestioni particolarmente complesse, possano essere nominati più amministratori giudiziari; viene introdotta la previsione in base alla quale gli amministratori giudiziari di aziende, nei casi più complessi, devono articolare preventivamente un ufficio di coadiuzione indicandone i componenti e gli oneri, così da sottoporlo all'autorizzazione (previa) del giudice; viene prevista la gestione dei beni da parte degli amministratori giudiziari, sotto la direzione del giudice delegato, fino alla confisca definitiva come specificato nell'articolo 26; per garantire la continuità della gestione si prevede che gli stessi soggetti mantengano i compiti di gestione anche dopo il passaggio di competenza all'Agenzia, salvo espresso e motivato provvedimento di sostituzione da parte della stessa Agenzia.