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Misure sanitarie e fitosanitarie (articoli 5.1-5.11) La cooperazione in tale settore ha l'obiettivo di ridurre al minimo gli effetti negativi sul commercio tutelando allo stesso tempo la vita e la salute delle esseri umani, degli animali e delle piante. Le parti si richiamano ai diritti e agli obblighi stabiliti dall'accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie (accordo SPS) (articolo 5.4). È previsto lo scambio di informazioni su eventuali misure in grado di incidere sul commercio tra le parti, in modo da ridurne gli effetti negativi. Tra le finalità dell'Accordo rientra quella di favorire anche il commercio di animali vivi, prodotti animali e altri prodotti alimentari, mantenendo al contempo alti livelli di sicurezza sanitaria. Le importazioni dalla Corea in Italia, casi come in ogni altro Stato membro dell'Unione europea, continueranno ad avvenire in conformità alla legislazione comunitaria in materia di importazione da Paesi terzi di animali vivi e relativi prodotti e sottoprodotti, destinati al consumo umano e non. La corretta applicazione dei principi dell'accordo SPS potranno senz'altro favorire le esportazioni verso la Corea. La trasparenza circa le misure sanitarie applicabili al commercio, la cooperazione in tema di applicazione delle norme internazionali nei campi che possono incidere sugli scambi commerciali, il riconoscimento del principio della regionalizzazione, l'auspicata definizione, mediante il comitato per le misure sanitarie e fitosanitarie (articolo 5.10), di procedure più snelle per l'approvazione degli stabilimenti per i prodotti di origine animale, rappresentano tutti fattori determinanti al fine di favorire le nostre esportazioni di prodotti di origine animale (in particolare suini e lattiero-caseari). I problemi posti dall'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie vengono discussi dal comitato al fine di ricercare soluzioni accettabili per le parti. Capo 6: Regime doganale e facilitazione degli scambi commerciali (articoli 6.1-6.16) Nell'intento di facilitare gli scambi commerciali, l'accordo prevede uno snellimento delle procedure per lo sdoganamento e la semplificazione delle procedure doganali per gli operatori in possesso di determinati requisiti, l'armonizzazione di documenti e dati richiesti, l'informatizzazione delle procedure, programmi di formazione congiunti degli operatori, il rafforzamento degli scambi di informazione fra gli operatori, la collaborazione in materia di sicurezza (articoli 6.3-6.8). Al fine di monitorare la corretta applicazione delle norme poste dal presente capo, viene istituito un comitato doganale (articoli 6.15-6.16), cui è altresì attribuita la competenza a dirimere eventuali controversie tra le parti. Il comitato doganale istituito in base a tale capitolo sostituisce il precedente comitato congiunto dell'accordo del 1997. Ulteriori disposizioni in materia doganale vengono poste dal protocollo sulla definizione delle regole di origine e dal protocollo sull'assistenza amministrativa in materia doganale, allegati all'accordo, di cui costituiscono parte integrante (illustrati in dettaglio più avanti). Capo 7: Commercio di servizi, stabilimento e commercio elettronico (articoli 7.1-7.50) Il Capo 7 realizza una ampia liberalizzazione degli scambi dei servizi, che va ben oltre gli obblighi assunti dalle parti nel quadro dell’Accordo generale sul commercio dei servizi (GATS) e comprende la fornitura transfrontaliera di servizi (articoli 7.4-7.8), lo stabilimento (articoli 7.10-7.12), la presenza temporanea dei prestatori di servizi (articoli 7.17-7.20), i servizi informatici, postali e telecomunicazioni (articoli 7.25-7.36), i servizi finanziari (articoli 7.37-7.46), il trasporto marittimo internazionale (articolo 7.47) e il commercio elettronico (articolo 7.48). Capo 8: Pagamenti e movimenti di capitali (articoli 8.1-8.4) Nel capo 8 vengono liberalizza i pagamenti e i trasferimenti in valuta tra le parti in conformità Statuto del Fondo monetario internazionale (articolo 8.1). Vengono inoltre eliminate le restrizioni alla libera circolazione dei capitali (articolo 8.2), con particolare riferimento agli investimenti diretti effettuati a norma del Paese ospitante e alle attività liberalizzate nel capo 7 (commercio di servizi, stabilimento e commercio elettronico). L'articolo 8.3 introduce alcune eccezioni a tale principio generale (motivi di pubblica sicurezza, ordine pubblico, rispetto delle normative vigenti negli ordinamenti delle parti e non incompatibili con l'accordo). L'articolo 8.4 prevede la possibilità di adottare misure di salvaguardia per un massimo di sei mesi, nel caso in cui i pagamenti e i movimenti di capitale causino o rischino di causare difficoltà alla politica monetaria o di cambio. Capo 9: Appalti pubblici (articoli 9.1-9.3) Nel ribadire l'interesse delle parti a sviluppare le opportunità commerciali bilaterali nel mercato degli appalti pubblici, promuovendo ne la liberalizzazione internazionale, il capitolo richiama (articolo 9.1) i diritti e gli obblighi che derivano dall' Agreement on Public Procurement (GPA 1994), contenuto nell'allegato 4 dell'accordo OMC. L'articolo 9.2 dispone che i contratti di costruzione, gestione e cessione ( build-operate-transfer , BOT) siano disciplinati dall'allegato 9. È inoltre prevista l'istituzione di un Gruppo di lavoro «Appalti pubblici» (articolo 9.3), che ha il compito di esaminare tutte le questioni relative al mercato degli appalti pubblici oltre a provvedere allo scambio di informazioni. Capo 10: Proprietà intellettuale (articoli 10 .1-10.69) Il capo introduce in materia di proprietà intellettuale una disciplina OMC plus , integrando e precisando i diritti e gli obblighi delle parti posti dall'allegato 1C dell’accordo OMC (TRIPS) (articoli 10.1-10.2). Ampia tutela viene così accordata al diritto d'autore e diritti connessi (articoli 10.5-10.14), ai marchi (articoli 10.15-10.17), alle indicazioni geografiche (articoli 10.18-10.26), a disegni e modelli (articoli 10.27-10.32) ed ai brevetti (articoli 10.33-10.38). L'Italia vede tutelate le sue indicazioni geografiche commercialmente rilevanti come, ad esempio, «Prosciutto di Parma», insieme ad altre 160 denominazioni europee, non limitate a vini e alcolici, che vengono riconosciute subito. La tutela prevista potrà essere estesa ad altre indicazioni geografiche secondo una procedura appositamente stabilita, con l'istituzione di un apposito gruppo di lavoro (articolo 10.25). La tutela della proprietà intellettuale viene garantita attraverso procedure e mezzi di ricorso previsti dal diritto civile delle Parti (articoli 10.43-10.53), nonché da alcune misure di natura penale (articoli 10.54-10.61) che, obbligatorie a tutela di marchi, diritto d'autore e diritti connessi, possono a discrezione delle parti essere estese anche a protezione di indicazioni geografiche, disegni e modelli. Capo 11: