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E, quindi, dopo il danno, arriva la beffa. Molte di quelle persone dal 1° gennaio 2019 - alcune neanche lo sanno - subiranno una mazzata che non dimenticheranno più. Forse politicamente ci converrebbe, ma noi pensiamo sempre ai diritti dei cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 20.0.34, che ci sta particolarmente a cuore. Ci farebbe piacere se la proposta emendativa fosse condivisa dalla maggioranza dell'Assemblea, perché si riferisce ai piccoli Comuni italiani. RENZI (PD) . Il rappresentante del Governo deve stare in Aula! PRESIDENTE. Il sottosegretario Bitonci non è seduto, ma è in Aula. Senatore Renzi, questa sua osservazione è un po' pignola, ma la accetto. Invito il rappresentante del Governo a sedersi al suo banco. LAUS (PD) . Non siamo a teatro! PRESIDENTE. Sottosegretario, si accomodi, per favore. Aiuti la Presidenza a mantenere l'ordine dei lavori. Prego, senatrice Gallone. GALLONE (FI-BP) . Come dicevo, l'emendamento 20.0.34 ci sta particolarmente a cuore perché si riferisce ai piccoli Comuni. Sono oltre 200 i Comuni italiani che non hanno nemmeno un negozio e oltre 500 quelli che hanno un solo esercizio commerciale. In generale, la desertificazione commerciale è in crescita e - cosa molto più grave - ciò comporta poi la desertificazione residenziale nei piccoli Comuni con meno di 1.000 abitanti e in quelli di montagna. Il nostro emendamento nasce proprio con la finalità di salvaguardare i negozi sotto casa, il commercio di prossimità nei piccoli Comuni e nei centri delle aree montane. In quelle zone un negozio diventa, di fatto, una necessità sociale indispensabile, un vero e proprio ancoraggio della comunità, un luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto, oltre che punto essenziale di servizio per i turisti. Tra l'altro, in diverse zone montane sono proprio i giovani che oggi, in controtendenza, non volendo abbandonare la propria terra di origine, scelgono di aprire imprese e attività commerciali, avviare start-up e new-co soprattutto nei settori del turismo, dell'agricoltura e della green economy , credendo fortemente nel rilancio dei territori montani e di quelli un po' più spopolati. Quindi, siamo di fronte a un ritorno alla tradizione, con nuovi sistemi che rappresentano la vera innovazione. Per tali ragioni, occorre individuare delle misure fiscali vantaggiose, differenziate e peculiari per gli esercizi commerciali e le imprese presenti nelle aree montane e interne del Paese, così da compensare il naturale svantaggio geografico e territoriale presente ed evitare conseguenze negative come l'abbandono dei territori e l'aumento delle povertà. Proponiamo pertanto l'introduzione di un'aliquota unica, progressiva a seconda dell'imponibile e del grado di marginalità, con la creazione delle zone economiche speciali (ZES). Avevo avanzato questa proposta anche durante l'esame del cosiddetto decreto Genova, per le attività commerciali e i piccoli negozi che si trovano - ahimè - nella zona del ponte, almeno per un tempo limitato. In conclusione, colleghi, vi chiedo di sostenere l'emendamento in esame, perché un minor gettito val bene - secondo me - la vita di borghi meravigliosi del nostro Paese, che sono il nostro futuro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per illustrare rapidamente l'emendamento 20.0.20, che ha come finalità la semplificazione di alcuni adempimenti. Chiedo l'attenzione dei colleghi di maggioranza su questo tema, perché - come si diceva nell'Ottocento - essi sono i detentori del vapore e oggi potrebbero facilmente agevolare la vita dei cittadini. Parlo dell'obbligo della comunicazione per i contratti a canone concordato e di comodato in linea retta, da padre a figlio, per funzioni abitative degli immobili. Si tratta di una comunicazione inutile per l'ottenimento delle agevolazioni, riferite a IMU e TASI, a carico dei locatori o conduttori. Si tratta di comunicazioni che in realtà sono già note all'Agenzia delle entrate e, quindi, di una comunicazione annuale che potrebbe essere tranquillamente eliminata. Successivamente chiediamo un'armonizzazione dal punto di vista normativo, e cioè una definizione più stringente di ciò che è abitazione di lusso. A questo riguardo riteniamo che la normativa di riferimento dovrebbe essere il decreto ministeriale 2 agosto del 1969 e ciò perché, soprattutto per gli immobili di categoria A1, molte volte vengono indicate come di lusso abitazioni che non lo sono. Credo, quindi, che una piccola ricognizione di questi elementi, in Italia, ci consentirebbe di avere una normativa più attenta al riguardo. Poi si chiede la soppressione della comunicazione dell'anagrafe tributaria delle amministrazioni di condominio. Si tratta di obblighi che l'amministratore di condominio già svolge e sono già noti all'Agenzia delle entrate, per cui si tratta di un obbligo ridondante e inutile. L'ultima questione, che deriva da un'esigenza di equità normativa, riguarda la cedolare secca sulle locazioni ad uso abitativo che - come sappiamo - dal 2011 è stata introdotta con successo in questo Paese dal Governo Berlusconi. Noi chiediamo che lo stesso regime sia consentito per gli immobili di proprietà condominiale. Ciò è possibile perché attraverso la ripartizione dei millesimi si dà la possibilità ai singoli proprietari di poter accedere a questa dichiarazione alternativa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 20.0.200 (testo 2). Ringrazio tutti coloro che si sono dedicati o hanno collaborato alla redazione di questo emendamento che è importante perché - secondo me - è di portata storica. Riguarda le polizze dormienti ed è riferito al fatto che, dopo l'approvazione di questa proposta emendativa, banche e assicurazioni saranno obbligate a fare le verifiche con l'unica banca dati ufficiale che abbiamo su vivi e morti - purtroppo mi dispiace dirlo - che è quella dell'Agenzia delle entrate. Banche e assicurazioni dovranno fare questo controllo annualmente per verificare quali siano effettivamente i loro clienti deceduti. Da questo momento in poi, quindi, saranno informati i legittimi beneficiari, i quali potranno ricevere quanto gli spetta di diritto. È importante perché - pensate - che l'IVASS due anni fa aveva stimato che l'ammontare delle polizze potenzialmente dormienti fosse di circa 130 miliardi di euro. Quindi - a mio giudizio - questo emendamento ha veramente una portata storica e grazie ad esso si potrà fare veramente giustizia per i legittimi beneficiari di polizze e conti correnti. (Applausi dal Gruppo M5S) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento 20.0.200 (testo 2). PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei intervenire sull'emendamento 20.0.209, relativo al terremoto.