[pronunce]

- Si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che il conflitto sia dichiarato infondato. La difesa erariale pone in evidenza che l'art. 35, comma 2, del d.lgs. n. 152 del 1999 fa rinvio ad un decreto interministeriale al quale è rimessa la disciplina delle modalità da osservare per lo scarico dei materiali di dragaggio. Poiché, ad oggi, tale decreto non è stato emanato, occorre fare riferimento, durante la fase transitoria, alle disposizioni in vigore all'epoca dell'emanazione di detto d.lgs. n. 152 del 1999. Ed in proposito l'Avvocatura ricorda che l'art. 11 della legge 10 maggio 1976, n. 319 (Norme per la tutela della acque dall'inquinamento) e il correlato decreto ministeriale di attuazione 24 gennaio 1996 sottoponevano ad apposita autorizzazione del Ministero dell'ambiente anche il “ripascimento delle coste”, prescrivendo specifiche norme tecniche per la caratterizzazione dell'area da ripascere e per l'esecuzione dei lavori di scarico del materiale di dragaggio. Secondo la difesa erariale, nel periodo transitorio previsto dal citato art. 62, comma 8, del d.lgs. n. 152 del 1999, fino all'emanazione del decreto interministeriale concernente le modalità da osservare per l'immersione di materiali per il ripascimento, dovranno trovare applicazione le disposizioni di cui al d.m. 24 gennaio 1996, cui correttamente la circolare impugnata fa esplicito rinvio. A ciò deve aggiungersi che il d.lgs. n. 112 del 1998 attribuisce alle Regioni importanti competenze per ciò che riguarda la protezione e l'osservazione delle coste e dell'abitato costiero, ma mantiene in capo allo Stato in via esclusiva i compiti relativi “alla protezione, alla sicurezza ed all'osservazione della qualità dell'ambiente marino” e in via concorrente con le Regioni “le funzioni relative alla protezione dell'ambiente costiero” (art. 69, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 112 del 1998). Tali argomentazioni sono confortate anche dalla disciplina contenuta nell'art. 80, comma 1, lettera s), del d.lgs. n. 112 del 1998, che qualifica come compiti di rilievo nazionale, da rimettere alla competenza dello Stato, “il rilascio delle autorizzazioni agli scarichi nelle acque del mare da navi o aeromobili”. Dalla interpretazione sistematica del quadro normativo di riferimento può pertanto desumersi che, mentre allo Stato sono attribuite le competenze relative alla tutela dell'ambiente marino e costiero, alle Regioni sono attribuite le competenze in materia di difesa delle zone costiere. Conclusivamente, l'Avvocatura dello Stato chiede che il ricorso sia dichiarato non fondato, evidenziando come, in attesa dell'emanazione del decreto interministeriale previsto dal citato art. 35 del d.lgs. n. 152 del 1999 , e dunque per un periodo transitorio, sia stata emanata la circolare impugnata per rispondere all'esigenza di consentire “una corretta ed uniforme istruttoria di tutte le domande di autorizzazione inoltrate al Ministero dell'ambiente in materia di escavo di fondali e di immersione in mare o di utilizzo dei materiali di dragaggio a fini di ripascimento”. 6. - In prossimità dell' udienza la Regione Liguria ha presentato una memoria con cui ha evidenziato che il sollevato conflitto è stato risolto dall'entrata in vigore della legge 31 luglio 2002, n. 179, recante “Disposizioni in materia ambientale”, il cui articolo 21 attribuisce alla Regione la competenza in ordine all'istruttoria ed all'autorizzazione di cui all'art. 35 del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152, per interventi di ripascimento della fascia costiera. Ha chiesto, pertanto, che sia dichiarata cessata la materia del contendere sul proposto ricorso. Nell'udienza di discussione, l'Avvocatura dello Stato ha accettato la richiesta della Regione, ritenendo che, a seguito dell'intervenuta norma di legge, sia venuto meno l'interesse al ricorso.1. - La Regione Liguria ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato, in relazione alla circolare 260/3/2001, con la quale il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha affermato la propria competenza ad adottare i provvedimenti previsti dall'art. 35 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n.152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole), per consentire l'immersione in mare di materiali di escavo e di inerti al fine di realizzare opere di ripascimento degli arenili. La ricorrente ritiene, infatti, di essere essa stessa, ovvero altri soggetti individuati dal legislatore regionale, titolare dei poteri autorizzatori nella predetta materia per cui la contestata attribuzione di competenze allo Stato determinerebbe una lesione delle attribuzioni regionali garantite dagli artt. 5, 97, 117 e 118 della Costituzione, anche in relazione agli artt. 1, 2, 4, 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa); agli artt. 69, 70, 80, 81, 88, 89, 93, 94, 104, 105 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1957, n. 59); alla legge della Regione Liguria 28 aprile 1999, n. 13 (Disciplina delle funzioni in materia di difesa della costa, ripascimento degli arenili, protezione e osservazione dell'ambiente marino e costiero, demanio marittimo e porti); agli artt. 5 e 6 del d.P.R. 2 dicembre 1997, n. 509 (Regolamento recante disciplina del procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto, a norma dell'articolo 20, comma 8, della L. 15 marzo 1997, n. 59); alla legge della Regione Liguria 30 dicembre 1998, n. 38 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale); agli artt. 1, 3, 35 del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152. 2. - Successivamente alla proposizione del conflitto è stata emanata la legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), la quale, all'art. 21, ha testualmente previsto: