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nel nostro ordinamento penalistico, il giovane italiano (ai sensi delle disposizioni di cui agli artt. 46, costringimento fisico, e 54, stato di necessità, del codice penale) non sarebbe certamente punibile, ma sarebbe invece da considerare vittima del grave reato di cui all'art. 630 del codice penale (sequestro di persona a scopo di estorsione), atteso che il suo lavoro forzato costituiva l'ingiusto profitto come prezzo della sua liberazione; rilevato inoltre che: il 13 gennaio 2020, giorno della prima udienza relativa al caso, è stata rinviata d'ufficio al prossimo 6 luglio 2020; il legale della famiglia Motera parrebbe aver già provveduto ad informare del caso di illegittima detenzione del nostro connazionale il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'ambasciata italiana a Londra, senza avere ancora avuto riscontro; tenuto conto che da quanto diffuso dagli organi di informazione risulterebbero evidenti e di facile constatazione le prove dell'innocenza del giovane e il suo ruolo di vittima in tutta la vicenda, al punto da rendere inaccettabile che un concittadino, incensurato e in assenza di altre pendenze di sorta sia in Italia, sia in Inghilterra, sia altrove, possa essere indebitamente trattenuto e limitato nella propria libertà personale da parte delle autorità inglesi dal 16 luglio 2019, in attesa del processo che, a quanto consta, non verrà celebrato prima del mese di luglio 2020, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza degli eventi che hanno condotto il giovane Leonardo Motera all'ingiusta limitazione della propria libertà personale, prima con il gravissimo sequestro del quale è stato vittima dal 30 giugno 2019 e successivamente, a partire dal 16 luglio 2019, con il trattenimento in attesa del giudizio; se il Ministro della giustizia stia seguendo la questione in modo da permettere al giovane italiano, anche grazie alla collaborazione delle autorità inglesi, di dimostrare nel più breve tempo possibile e senza ulteriori pregiudizi alla sua libertà personale, la propria innocenza di fronte alla Corte di Giustizia inglese e la sua estraneità al gruppo criminale che gestiva la produzione ed il traffico di sostanze stupefacenti; se non ritengano utile assumere con urgenza tutte le iniziative di loro reciproca competenza, in base a quanto previsto dalla "Decisione Quadro 2009/829/GAI del Consiglio del 23 ottobre 2009 sull'Applicazione tra gli Stati Membri dell'Unione europea del principio del reciproco riconoscimento alle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare", per consentire a Leonardo Motera di essere sottoposto alla misura cautelare alternativa in Italia. Atto n. 3-01358 CORRADO LA MURA GUIDOLIN PRESUTTO MONTEVECCHI LEONE ROMANO VANIN ABATE ANGRISANI LANNUTTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che il programma di rifacimento di molte strade del centro storico di Roma, deciso sia dall'amministrazione comunale, sia dalla amministrazione del 1° municipio, preveda la sostituzione con asfalto della tradizionale pavimentazione; le motivazioni addotte sono di ordine tecnico: si asserisce che i sanpietrini non sarebbero idonei né a garantire la sicurezza pedonale e veicolare, né a sostenere il traffico veicolare pesante nelle vie ad alto scorrimento; molti esperti di fama internazionale, come Paolo Portoghesi e Giorgio Muratore, hanno difeso la pavimentazione tradizionale a sanpietrini che, se realizzata e montata a regola d'arte, è molto resistente al traffico, e comunque in misura pari a quella della pavimentazione in asfalto; l'ammaloramento delle strade a sanpietrini della città di Roma è da ricondurre, a parere degli interroganti, alla mancata manutenzione o a lavori non eseguiti a regola d'arte; considerato che: il centro storico di Roma è inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1980, e dal 2014 ne fanno parte tutti i rioni storici della città, dentro e fuori le mura Aureliane; l'articolo 9 della Costituzione riconosce il paesaggio come parte integrante e costitutiva del patrimonio storico e artistico della nazione; la legge 1° giugno 1939, n. 1089, già prevedeva la conservazione nei centri storici delle pavimentazioni originarie; il codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, successive modificazioni e integrazioni), nato nell'ambito della Convenzione europea del paesaggio (Firenze 2000), considera bene culturale anche il paesaggio, sia naturale sia derivato dall'azione umana; l'art. 135, comma 4, lettera a) , del codice, ai fini della tutela del patrimonio culturale, prevede che per "il mantenimento delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie" si tenga conto anche delle "tipologie architettoniche, nonché delle tecniche e dei materiali costruttivi"; nella sentenza n. 59347/2004, la VI sezione del Consiglio di Stato rafforza l'orientamento secondo cui le pubbliche piazze, le vie, le strade e gli altri spazi urbani di interesse artistico o storico sono qualificabili come beni culturali indipendentemente da una specifica dichiarazione di interesse storico artistico; le strade lastricate a sanpietrini sono in strettissima correlazione con i basoli delle antiche strade romane e, rappresentando in modo caratterizzante la città di Roma, sono da considerarsi parte integrante ed elemento insostituibile del suo paesaggio architettonico e storico, valorizzato dal tappeto a mosaico da loro costituito; la lavorazione artigianale dei sanpietrini ha sviluppato nel tempo diverse tipologie di forma, di tecniche di posa in opera e di disposizione che garantiscono l'appropriatezza del manufatto in termini di funzionalità, di resistenza e di rispetto per l'ambiente; le diverse disposizioni dei selci sulle sedi stradali e i disegni che essi compongono non sono soluzioni estetiche, ma risultato della sapienza tecnica e artigianale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non reputi censurabile lo smantellamento di manufatti pregiati per materiali e per sapienza artigianale, come pure lo snaturamento della peculiarità donata al paesaggio storico e architettonico romano dal particolare tessuto a mosaico della sua pavimentazione tradizionale a sanpietrini, a fronte di rese tecniche indiscutibili, anche alla prova del traffico veicolare moderno; se non ritenga che i sanpietrini forniscano, per colore, luminosità ed estetica, un valore aggiunto al decoro di cui Roma ha diritto; se non creda doveroso intervenire perché la caratteristica pavimentazione romana in sanpietrino sia restituita alla capitale nella sua verità filologica, senza interventi che, in nome di una falsa modernità intesa come valore primario, snaturino quei disegni frutto di sapienza artigianale che sapeva rispondere alle necessità pratiche in funzione della viabilità, mescolando tecnica e bellezza;