[massime]

SENT. 79/05. PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - DICHIARAZIONI RESE DA UN MEMBRO DEL PARLAMENTO NEL CORSO DI UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA - GIUDIZIO CIVILE PER RISARCIMENTO DEL DANNO - DELIBERAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE, EMESSA DALLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE DELLA CORTE D’APPELLO DI ROMA, SEZIONE I CIVILE - OMESSA RIPRODUZIONE NEL RICORSO DELLE FRASI ASSERITAMENTE DIFFAMATORIE, SOSTITUITE CON UNA LIBERA RIELABORAZIONE AD OPERA DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA RICORRENTE - MANCANZA DI UNA COMPIUTA ESPOSIZIONE DEI PRESUPPOSTI DI FATTO DEL CONFLITTO - DIFETTO DI UN REQUISITO ESSENZIALE DEL RICORSO - INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO.. E’ inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d’appello di Roma nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla deliberazione del 17 gennaio 2001 con la quale la Camera ha affermato, a norma dell’art. 68, primo comma, della Costituzione, l’insindacabilità delle opinioni espresse dal deputato Vittorio Sgarbi, nel corso di una trasmissione televisiva, nei confronti di Pino Arlacchi, per le quali pende giudizio civile per risarcimento danni. Il ricorso non contiene, invero, una compiuta esposizione dei fatti – e manca quindi di un requisito essenziale - non solo perché in esso non vengono riportate le frasi pronunciate dal deputato Sgarbi nel corso della trasmissione televisiva, ma soprattutto perché tali parole sono state sostituite con una libera rielaborazione ad opera dell’autorità giudiziaria ricorrente, determinandosi così una impropria sovrapposizione tra l’oggettiva rilevanza delle opinioni espresse dal deputato Sgarbi e l’interpretazione soggettiva di esse che interferisce con l’accertamento del loro nesso funzionale con atti parlamentari tipici.