[resaula]

gli emendamenti vengono proposti con una - a maggior ragione in questa particolare fattispecie - fortissima convergenza da parte di tutti i partiti, ma solo una parte è stata mantenuta. E quegli emendamenti che sono stati mantenuti hanno sì valore, ma ve ne erano tantissimi che avrebbero potuto portare alle cosiddette semplificazione e sburocratizzazione. Purtroppo non hanno potuto essere mantenuti. E non analizziamo il perché, ma sostanzialmente il motivo è il seguente: se non è il Ministero, è il Governo; se non è il Governo, è il Ministero. Alla fine, questo Parlamento, deputato a legiferare, si ritrova sul territorio. E quando il territorio ci chiede di dar conto del perché non siamo riusciti a portare gli emendamenti, noi restiamo col cerino in mano. Questo Parlamento non è capace di dare delle spiegazioni. Non può dare delle spiegazioni perché, anche se è un Parlamento deputato a legiferare, praticamente ha la carta, ma non ha la matita, oppure ha la matita e non la carta. Ed è un peccato. Questo è il primo punto che volevo far osservare. Qui parliamo di Piano nazionale, parliamo di miliardi e di indebitamento per il futuro dei nostri figli. Dunque, è forse ora di fare anche una inversione di rotta. Mi permetto di dirlo con tutto il rispetto per il Governo, ma questo è un Parlamento di eletti dal popolo e merita rispetto. Cercate ogni tanto di ascoltare e accogliere quello che proviene da noi, perché siamo portatori degli interessi degli italiani, e non personali. Ci sono delle misure abbastanza positive. Mi riferisco, ad esempio, agli enti locali, che sono quelli che poi dovranno attuare il Piano nazionale e hanno più difficoltà. Mi riferisco soprattutto ai Comuni piccoli, quelli che non hanno potuto intraprendere il percorso delle assunzioni e hanno chiesto di avere almeno la possibilità di fare il distacco per potersi aiutare tra loro. No, questo non ha potuto essere fatto. Eppure, soprattutto i Comuni del Sud più piccoli, dove c'è la maggior quantità di soldi, si troveranno nell'impossibilità di aiutarsi tra loro. Qualcosa è passato, ma rispetto all'impianto totale gli enti locali preposti all'attuazione di questo restano al palo. E, paradossalmente, restano al palo sul Piano nazionale, che è quello che l'Europa ci chiede, perché dobbiamo rispettarlo. Anche le raccomandazioni europee sono importanti, ma siamo pieni di infrazioni visto che nel corso degli ultimi vent'anni non abbiamo dato corso a diverse raccomandazioni. Le raccomandazioni sono importanti, ma è altrettanto importante che il Governo si segga a un tavolo europeo e dica che ogni Stato ha le proprie peculiarità e fattispecie. Se delle raccomandazioni ci falciano metà degli emendamenti che possono attuare quel PNRR cui la stessa Europa ci dice di dare attuazione, è evidente che siamo di fronte a un cane che si morde la coda e si diventa ridicoli davanti a un'Europa che invece è un passo più avanti. Non domandiamoci, poi, perché le urne sono vuote e perché c'è così tanta distanza. Noi, che siamo deputati a cercare di alleggerire e sburocratizzare, con questo provvedimento portiamo a casa delle cose con un grande sforzo da parte delle Commissioni, ma anche con una serie di ostacoli che oggi, che cerchiamo di aprirci, sono ridicoli. È questo il processo che deve essere superato. Infatti, se non si supera il processo di interferenza e chiusura, non si riuscirà mai a essere veramente capaci di dare una svolta ed essere concreti. Ci sarà sempre il Ministero, il Ministro o chi non vuole e non si riuscirà a raggiungere l'obiettivo. Su questo obiettivo, però, non si scherza perché - come ha detto prima il collega - dobbiamo pensare a chi verrà dopo di noi. I figli e i nipoti, che abbiamo anche noi, saranno coloro su cui ricadranno le difficoltà che incontriamo quotidianamente e che non abbiamo avuto la capacità - parlo di tutti - di superare. E si tratta non dell'emendamento 6.5, ma della procedura e della capacità di essere innovativi e adeguarsi ai tempi. Ciò significa cercare un ritmo diverso, quel ritmo che non abbiamo ancora trovato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, i 50 articoli del provvedimento oggi in discussione recano ulteriori misure urgenti per l'attuazione del PNRR. Come tutti sappiamo, il Piano rappresenta il documento strategico per poter accedere ai fondi del recovery fund che sono stati ottenuti dal nostro Paese, pur con grande difficoltà, grazie al lavoro certosino e alla costante applicazione del Governo Conte. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il Piano, nella sua articolata complessità, nei suoi multiformi indirizzi e campi di applicazione, può e deve rappresentare l'autentico volano per rilanciare il nostro Paese dopo la pandemia, stimolando una transizione ecologica e digitale; favorendo un cambiamento strutturale dell'economia e segnando una nuova visione sempre più unitaria del suo sviluppo, contrastando le diseguaglianze territoriali. Nel rimarcare che il 40 per cento dei fondi devono essere indirizzati e spesi al Sud, si è voluto rimarcare una condizione imprescindibile per poter superare quelle oggettive disparità che fino a oggi hanno frenato lo sviluppo non solo economico, ma anche infrastrutturale, sociale e sanitario del nostro Meridione, quasi sempre relegato a fanalino di coda e costantemente in affanno e in ritardo e costretto sempre a rincorrere. Tutto ciò non per mancanza di professionalità o di competenze, che anzi spesso sono costrette a emigrare fuori dai nostri confini per ottenere i giusti riconoscimenti e adeguate possibilità occupazionali, ma per una politica incapace di programmare, di gestire e attuare scelte nel solo interesse dei cittadini e delle comunità e non nella logica personalistica o nell'interesse di lobbies , di poteri occulti o di associazioni criminali camorristiche o mafiose. Il particolare momento attuale, con i fondi del PNRR arrivati e che arriveranno, comporta un grosso impegno e un profondo senso di responsabilità da parte di tutti per far fronte comune contro i loschi appetiti, mai sazi, delle associazioni criminali (Applausi dal Gruppo M5S), che senza dubbio vedono nelle nuove risorse economiche un'ulteriore occasione di arricchimenti illegali e di presenza o meglio di ingerenza, spesso determinante, nelle scelte e nelle programmazioni fatte. Le istituzioni, le forze politiche, la magistratura e le Forze dell'ordine devono essere vigili, attente e pronte a denunciare qualsiasi ingerenza e a intervenire prontamente e con forza per contrastare situazioni poco chiare o a rischio. Il MoVimento 5 Stelle c'è, è vigile e attento, pronto a denunciare e contrastare chi, per propri interessi, può far perdere al nostro Paese un'occasione unica e irripetibile. I cittadini e le comunità sono sempre al centro del nostro impegno e della nostra azione. La malavita organizzata si sconfigge anche andando a tracciare e a verificare i percorsi delle risorse economiche schermandole dall'azione e dalle ingerenze di tali organizzazioni.