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con tale disposizione operata dall'organo amministrativo di governo, il principio della separazione del potere politico-amministrativo da quello amministrativo-gestionale, spettante alla dirigenza, risulta essere stato violato, producendo un grave vulnus nella corretta e legale gestione della pubblica amministrazione; per contro, l'atto amministrativo assunto dalla Giunta comunale di Frascati avrebbe dovuto fornire esclusivamente indicazioni di carattere generale in ordine agli obiettivi definiti dall'amministrazione comunale, il raggiungimento dei quali sarebbe stato di esclusiva competenza dirigenziale nell'ambito dell'autonomia gestionale riconosciuta dalle disposizioni legislative vigenti; inoltre, la scelta dell' advisor sarebbe dovuta avvenire tramite determina dirigenziale conformemente alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 e alle linee guida ANAC e tenendo conto della comprovata e specifica competenza del soggetto riscontrabile e valutabile sulla base di idonea documentazione curriculare; l' advisor "suggerito" al dirigente risulterebbe individuabile per una serie di sfaccettature di supporto non meglio definibili, né comprovabili in carenza di idonea documentazione, che avrebbe dovuto corredare la menzionata deliberazione; a parere degli interroganti, la deliberazione per le motivazioni esposte e per la sua complessiva ed ambigua formulazione fa emergere evidenti criticità sotto il profilo della legittimità dell'atto stesso; il Comune di Frascati, in relazione al servizio della riscossione coattiva, si avvale della sua azienda speciale STS Multiservizi e, pertanto, l'affidamento di tale servizio ad un soggetto diverso dall'azienda speciale, come lascerebbe intuire la deliberazione della Giunta comunale, si configurerebbe come un'esternalizzazione dello stesso; considerato inoltre che: l'esternalizzazione dei servizi dovrebbe conseguire all'adozione di fondamentali atti di programmazione (DUP), nei quali contemplare le ragioni e le motivazioni alla base della scelta di implementare uno specifico modello gestorio a discapito di un altro. La scelta è il frutto di un'analisi puntuale circa la convenienza e l'opportunità di gestire un servizio in un modo o nell'altro nel rispetto dei principi di economicità, efficienza ed efficacia; tali atti di programmazione risultano essere di esclusiva competenza del Consiglio comunale, quali atti amministrativi fondamentali e propedeutici ai successivi provvedimenti di carattere meramente esecutivo e gestionale; nel caso di specie, non risultano agli atti indicazioni programmatiche assunte nel rispetto della normativa, né tanto meno gli stessi sono richiamati in narrativa della deliberazione. Anzi, essa è stata assunta in data anteriore (18 aprile 2019) agli atti di programmazione adottati dal Consiglio comunale (29 aprile 2019); per tali ulteriori aspetti, a giudizio degli interroganti, la deliberazione di Giunta comunale potrebbe evidenziare anche criticità sotto il profilo dell'abuso di potere, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare, considerato che la menzionata deliberazione della Giunta comunale di Frascati presenta ad avviso degli interroganti profili di illegittimità, essendo stata adottata in palese violazione dei richiamati principi di buona amministrazione introdotti dal legislatore nazionale; se intenda adottare gli opportuni provvedimenti a salvaguardia della corretta gestione amministrativa, nel rispetto dei ruoli e delle competenze tra gli organi politici di governo e dirigenza della pubblica amministrazione, come stabiliti dalla legislazione vigente. Atto n. 4-01684 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal sito internet "eutekne.info il quotidiano del commercialista", pubblicato il 15 maggio 2019, i dati ufficiali relativi al primo trimestre 2019 dell'Osservatorio sulle partite IVA del Dipartimento delle finanze consentono di elaborare alcune valutazioni sui riflessi comportamentali, determinati dall'innalzamento fino a 65.000 euro, a decorrere dal 2019, relativamente alla soglia massima di ricavi o compensi, al fine di rientrare nella " flat tax " delle partite IVA individuali, come stabilito dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019); le nuove partite IVA aperte nei primi tre mesi del 2019 sono state 196.060, con un incremento di circa l'8 per cento rispetto al dato del primo trimestre 2018 (181.774) e 2019 (182.757); ciò nonostante, evidenza l'articolo, se si scompone il dato, in funzione della tipologia soggettiva della nuova partita IVA, emerge che l'incremento delle nuove partite IVA individuali ha raggiunto il 14 per cento, mentre l'apertura di nuove partite IVA da parte di società di persone registra invece una flessione per il 17 per cento; risulta, pertanto, evidente dai risultati numerici del primo trimestre 2019 la tutt'altro che imprevedibile dinamica in atto, nel senso che i significativi risparmi che possono derivare da una partita IVA individuale stanno funzionando come un vero e proprio incentivo alla frammentazione del già troppo dilatato mercato del lavoro autonomo, per il quale sarebbero invece auspicabili meccanismi in grado di incentivare i processi di aggregazione; a tal fine, l'interrogante evidenzia come il "manifesto dei commercialisti", presentato nei giorni scorsi in occasione degli stati generali della professione, pur esprimendo apprezzamento per l'attenzione dimostrata dal Governo nella manovra di bilancio per il 2019 nei confronti delle piccole partite IVA, ha esortato l'Esecutivo a fare in modo che l'esercizio di un'attività d'impresa o professionale in forma associata sia, se non incentivato, quanto meno non discriminato in peggio, rispetto al suo esercizio in forma individuale; tali osservazioni confermano nel complesso l'esigenza di estendere anche il regime forfettario della " flat tax " a tutti i soggetti IRPEF, al fine di evitare forme di concorrenza fiscale fra imprese determinate unicamente dalla natura giuridica o dalla dimensione aziendale, in un contesto socioeconomico e normativo più generale legato alla riduzione della pressione fiscale e burocratica, che rappresenta sempre di più un fardello insopportabile che grava sulle imprese e ne limita le capacità di competere ad armi pari in Europa, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se non ritenga necessario sostenere, nell'ambito dell'estensione del regime forfettario, le società di persone e soggetti assimilati, i cui dati del Dipartimento delle finanze risultano in flessione con riferimento all'apertura di nuove partite IVA, registrate nel primo trimestre del 2019; se, inoltre, non ritenga opportuno introdurre nei prossimi provvedimenti normativi in materia di economia e finanza misure volte a riformare in maniera organica il sistema fiscale, anche attraverso interventi di semplificazione e di riduzione della pressione tributaria, finalizzati a prevedere un regime forfettario reale al 15 per cento sui redditi incrementali per tutte le imprese e i cittadini, i cui effetti determinerebbero, ad avviso dell'interrogante, un formidabile volano di crescita per l'economia nazionale. Atto n. 4-01685 VITALI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: