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Sarebbe opportuno proporre, inoltre, l'introduzione di modalità di escussione a distanza anche di testimoni, periti, consulenti tecnici, come sperimentato nel periodo dell'emergenza Covid. Una proposta sicuramente innovativa sarebbe, infine, quella di prevedere, per la repressione dei reati di microcriminalità come furti, scippi, rapine, spaccio di stupefacenti, che mettono in crisi il senso di sicurezza dei cittadini, l'intervento di un giudice che, in tempi rapidissimi, nel contraddittorio delle parti, acquisisca una prova, sempre e comunque utilizzabile, al fine di restringere al massimo, fin quasi ad annullarlo, quel periodo di tempo intercorrente tra l'originaria accusa dinanzi all'autorità inquirente e quella dinanzi al giudice. Un tempo durante il quale la vittima e il testimone rimangono, purtroppo, spesso esposti alle pressioni, alle minacce, alle intimidazioni o sottoposti ad innati e ineludibili condizionamenti ambientali. Vi sono molti altri aspetti che si potrebbero ancora prendere in considerazione per contribuire a rendere il sistema penale più efficace e snello, soprattutto in fase di impugnazione, rendendo inappellabile l'accordo su cui si fonda il patteggiamento o riducendo gli appelli meramente dilatori, attraverso la possibilità di una valutazione in peius delle Corti d'Appello. Infine, per quanto riguarda il ricorso in Cassazione, sarebbe auspicabile eliminare il motivo del ricorso per difetto di motivazione, che finisce per trasformare il giudizio in Cassazione in un ulteriore giudizio di merito, con possibilità di rinvio e, quindi, di un infinito prolungamento dei processi. Certo, mi rendo conto che è difficile trovare un giusto equilibrio tra le esigenze di speditezza e celerità del processo e quegli strumenti processuali predisposti a garanzia dell'imputato e finalizzati ad evitare decisioni ingiuste. In conclusione, però, dobbiamo dire che è un problema di scelte politiche da parte del legislatore, cui va riconosciuto il primato di stabilire se le frequenti situazioni di stallo che si verificano continuamente nel processo penale siano il necessario prezzo da pagare a momenti indefettibili di garanzia ovvero siano meri intralci e intoppi, frutto di tecniche dilatorie del tutto superflue, almeno in un'ottica di lealtà processuale tra le parti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marco Pellegrini. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo. Oggi, come è noto, ci occupiamo del disegno di legge delega sul processo penale. Ci occupiamo, quindi, di una materia delicatissima, che riguarda la libertà e la sicurezza dei cittadini. Dico subito che non è esattamente il testo che avremmo voluto, ma è il frutto di un grande lavoro di miglioramento rispetto alla versione del ministro Cartabia, che per noi era inaccettabile. E siamo stati gli unici nella maggioranza a dirlo e a prendere una posizione netta. Questi significativi miglioramenti sono stati il frutto del lavoro del presidente Giuseppe Conte e di tutto il MoVimento 5 Stelle, insieme al Ministro e al resto del Governo. Certo, se fossimo stati soli nell'esecutivo, l'avremmo scritta in un altro modo, ma la presenza del MoVimento 5 Stelle nell'attuale compagine governativa ha anche questa funzione, cioè quella di tenere conto della volontà popolare e del largo mandato elettorale che i cittadini ci hanno conferito nel 2018. Grazie al nostro impegno frenetico tra luglio e agosto scorsi, ad esempio, i termini per l'improcedibilità sono stati raddoppiati: fino a quattro anni per tutti i reati, compresi i reati ambientali, fino al dicembre del 2024; per i reati con l'aggravante mafiosa tali termini sono stati addirittura triplicati e, quindi, portati a sei anni; per tutti i reati, di mafia, di voto di scambio politico-mafioso, terrorismo, violenza sessuale aggravata, traffico internazionale di stupefacenti, è stato eliminato il termine di durata massima. Qualcuno forse dirà che per fortuna questa non è la legge del MoVimento 5 Stelle. Bene, così sarà più facile per i cittadini capire quali valori e principi muovono le diverse forze politiche. La nostra linea è chiara da sempre ed è rintracciabile in ogni provvedimento in materia di giustizia presentato in questa legislatura in cui siamo al Governo e in maggioranza. È necessario e urgente accorciare i tempi dei processi ed è indispensabile garantire finalmente la certezza del diritto ai cittadini. Chi ha voluto vedere nella nostra linea solo o uno dei due aspetti, con l'accusa rozza secondo cui saremo quelli del "fine processo mai" dice il falso e lo sa. Questo disegno di legge reca la firma di Alfonso Bonafede perché siamo stati noi a voler riformare il processo penale, così come quello civile, mentre approvavamo la norma sulla prescrizione, che si ferma - come noto - dopo la sentenza di primo grado, e mentre stanziavamo ingenti fondi per colmare i vuoti negli uffici giudiziari che si erano accumulati nel corso dei decenni. Certezza della pena e processi più brevi, grazie all'aggiornamento del procedimento e alla maggiore efficienza della macchina: queste sono le due gambe con cui rivedere la giustizia italiana. Poi, il secondo Governo Conte è caduto probabilmente anche perché queste misure, che erano state proposte sulla giustizia penale, così come altre in materia economica e sociale, non andavano bene a qualcuno. Ed ecco che una maggioranza quanto mai eterogenea, quella odierna, ha voluto rivedere le due riforme dei processi. Arriviamo oggi a votare definitivamente questo testo, ma il testo originario è a prima firma dell'ex ministro Bonafede, che ancora ringrazio per il suo lavoro. (Applausi) . Questo testo era stato approvato in Consiglio dei ministri dal Governo Conte II ed era giunto in Parlamento a marzo del 2020. Lo ribadisco: a marzo del 2020, un anno e mezzo fa. Se in quel momento il testo non fu approvato dalle Camere è perché una forza all'interno dell'allora maggioranza faceva il controcanto continuo e spesso si comportava come opposizione interna. Posso affermare, senza tema di smentita, che oggi approviamo il testo Bonafede come emendato dal Governo Draghi, nella versione scaturita dal duro confronto con il Movimento 5 stelle, a cui facevo cenno poc'anzi. Se vogliamo dare una percentuale, almeno l'80 per cento del testo attuale si rifà al lavoro dell'ex ministro Bonafede. Aggiungo che anche la riforma del processo civile e quella del CSM erano state già approvate dal Governo precedente ed erano state bloccate dalla cosiddetta opposizione interna a cui ho fatto riferimento prima. Lo rimarco per amore della verità. Per fare un altro esempio, ho sentito parlare del piano assunzionale. Ebbene, le assunzioni ordinare, che ammontano a circa 18.000 unità, a cui si aggiungono le assunzioni straordinarie, che ammontano a 21.000 unità, queste ultime previste dal PNRR, preparato dal Governo Conte II, sono state confermate dalla ministra Cartabia e dall'attuale Governo.