[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 58 dell'allegato A al regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148 (Coordinamento delle norme sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro con quelle sul trattamento giuridico-economico del personale delle ferrovie, tramvie e linee di navigazione interna in regime di concessione) - rectius: del combinato disposto dell'art. 1 della legge 24 maggio 1952, n. 628 (Estensione delle norme del regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, al personale delle filovie urbane ed extra urbane e delle autolinee urbane) e degli articoli 1, 3 e 4 della legge 22 settembre 1960, n. 1054 (Estensione delle norme contenute nel regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, al personale degli autoservizi extra urbani), e dell'art. 58 dell'allegato A al regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, promosso con ordinanza emessa il 17 agosto 2001 dal Tribunale di Milano nel procedimento civile vertente tra Programma Maurizio e Azienda trasporti milanesi spa, iscritta al n. 874 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 43, prima serie speciale, dell'anno 2001. Visto l'atto di costituzione dell'Azienda trasporti milanesi; udito nella camera di consiglio del 25 settembre 2002 il Giudice relatore Riccardo Chieppa. Ritenuto che, con ordinanza emessa il 17 agosto e depositata il 20 agosto 2001, il Tribunale di Milano - sezione lavoro - nel corso di un giudizio in cui un dipendente dell'Azienda trasporti milanesi spa aveva impugnato la destituzione dal servizio disposta dal Consiglio di disciplina dell'Azienda stessa - ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 58 dell'allegato A al regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148 (Coordinamento delle norme sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro con quelle sul trattamento giuridico-economico del personale delle ferrovie, tramvie e linee di navigazione interna in regime di concessione) - rectius: del combinato disposto dell'art. 1 della legge 24 maggio 1952, n. 628 (Estensione delle norme del regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, al personale delle filovie urbane ed extra urbane e delle autolinee urbane) e degli articoli 1, 3 e 4 della legge 22 settembre 1960, n. 1054 (Estensione delle norme contenute nel regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148, al personale degli autoservizi extra urbani), e dell'art. 58 dell'allegato A al regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148 - nella parte in cui attribuisce al giudice amministrativo, anziché al giudice ordinario, la giurisdizione in materia di controversie disciplinari relative agli autoferrotranvieri; che la norma impugnata sarebbe, secondo il rimettente, tuttora in vigore non essendo stata abrogata, né espressamente né implicitamente, dalla normativa che si è succeduta nel tempo (art. 29 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, recante "Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell'art. 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59"; art. 102 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59"); che la Corte costituzionale, con sentenza n. 62 del 1996, ha giustificato la differente disciplina in punto di giurisdizione cui è sottoposto il rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri rispetto a quello dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato in considerazione della specialità del primo rapporto e della esigenza di tutelare l'interesse collettivo al buon funzionamento e alla sicurezza dei trasporti; che tale giustificazione - secondo il giudice a quo - se era sostenibile nel periodo in cui le controversie relative ai dipendenti pubblici erano conosciute dal giudice amministrativo con consequenziale "assimilazione - solo parziale - dell'autoferrotranviere all'impiegato pubblico", non lo sarebbe più a seguito del mutamento del quadro normativo avvenuto con la c.d. privatizzazione del pubblico impiego; che il permanere della giurisdizione del giudice amministrativo determinerebbe, pertanto, conclude il rimettente, la violazione dell'art. 3 della Costituzione per illogicità della previsione normativa censurata; che si è costituita l'Azienda trasporti milanesi spa chiedendo che la questione venga dichiarata infondata, non essendo mutati i presupposti di fatto e di diritto in base ai quali era stata emanata la citata sentenza della Corte costituzionale; che con successiva memoria del 6 maggio 2002, l'Azienda trasporti milanesi spa ha ripreso il contenuto delle argomentazioni addotte nella precedente memoria, sottolineando, in particolare, che la norma impugnata sarebbe espressione di una discrezionalità legislativa ragionevolmente esercitata; che con un ulteriore scritto difensivo del 6 giugno 2002 l'Azienda trasporti milanese spa ha ribadito le argomentazioni contenute nell' ultima memoria. Considerato che non sono stati dedotti né sussistono motivi per pervenire ad una diversa soluzione della questione già oggetto di esame con sentenza n. 62 del 1996 (non fondatezza) e con ordinanza n. 161 del 2002 (manifesta infondatezza), non essendo mutati i presupposti, sia di diritto sia di fatto, in base ai quali sono state emesse le pronunce di infondatezza sulla base del medesimo parametro costituzionale; che, infatti, la disciplina introdotta dal d.lgs. n. 29 del 1993 (invocata nell'ordinanza di remissione) preesisteva alla sentenza n. 62 del 1996, mentre il d.lgs. n. 80 del 1998 deve essere considerato come completamento di riforma già delineata con l'anzidetto d.lgs. n. 29 del 1993; che questa Corte in ordine alla questione della sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo in materia di provvedimenti sanzionatori disciplinari del predetto personale dei trasporti in concessione, ha escluso la violazione del principio di eguaglianza, in mancanza di omogeneità di situazioni, con riferimento sia agli enti pubblici economici (sentenza n. 208 del 1984), sia alle Ferrovie dello Stato anche dopo la delegificazione del rapporto di lavoro e l'autorizzazione alla contrattazione collettiva di categoria, in deroga alle disposizioni dell'allegato A al r.d. n. 148 del 1931 (sentenza n. 62 del 1996), sia, infine, al rapporto di lavoro presso le amministrazioni pubbliche (ordinanza n. 161 del 2002); che la specialità (sia pure residuale: cfr.