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Al Senato avete cercato di coprire quello che avete fatto alla Camera. (Applausi) . Al Senato l'ordine del giorno è stato accolto in Commissione; la fiducia non ne consente la riproposizione in Aula, ma alla Camera è stato votato dall'Assemblea, mentre in Senato è stato accolto in Commissione. Esso impegna l'Italia a raggiungere nel futuro il famoso 2 per cento di spese per la difesa. Vorrei anche ricordare che quell'impegno è stato assunto in sedi internazionali dall'Italia e non riguarda questo Governo, ma coinvolge un arco temporale di una decina d'anni; dovremo realizzarlo nel tempo, nel 2024 o nel 2028, secondo cosa consente la situazione. Se c'è il Covid o ci sono altre emergenze, l'agenda economica cambia, amici miei. È inutile dire allora che abbiamo vinto sul 2028. Il futuro è un'incognita, il Patto di stabilità è stato sospeso, l'Europa rivede le regole. Dio sa che cosa accadrà negli anni futuri che ci auguriamo siano migliori. Voglio ricordare - come è stato detto in questi giorni - che il Governo guidato da Conte ha fatto aumentare del 17 per cento le spese per la difesa, che sono passate dai 21 miliardi del 2018 ai 24,6 miliardi del 2021, registrando un aumento del 17 per cento. Il presidente Draghi, accusato di essere guerrafondaio, ha incrementato del solo 5 per cento, un terzo e anche meno di Conte. Riteniamo allora che l'utilità della difesa sia fondamentale. È inutile applaudire i militari e il popolo in divisa e scordarsi che, senza le Forze armate, non ci sarebbe soccorso nelle calamità, non ci sarebbero vaccini contro il Covid, non ci sarebbero mille e mille occasioni di intervento in Italia e all'estero per la pace, la sicurezza e la libertà. (Applausi). Amici del Governo, quando tornate a casa, fate non una carezza ai vostri figli, ma una telefonata a Draghi perché giace a Palazzo Chigi un DPCM per dare attuazione al nuovo contratto del comparto sicurezza e difesa. Il ministro Brunetta del nostro partito lo ha rinnovato, il Governo dia i soldi al personale in divisa per il contratto che è stato firmato. (Applausi) . Parole, non solo applausi. Altrimenti ci commuoviamo, applaudiamo e poi non si firma il DPCM. Ci vogliono cinque minuti e lo dico pubblicamente anche al sottosegretario Garofoli. Noi riteniamo che non si tratti di spendere in armi, semmai con le armi traffica qualcun altro. Vorremmo sapere da Leonardo, da Profumo e D'Alema cosa sta accadendo in Colombia. Lì casomai c'è qualcosa di poco chiaro che riguarda il commercio d'armi. (Applausi) . Non voglio dire che Conte sia un signore della guerra, ma sapete qual è stato il Governo più pacifico e pacifista degli ultimi quindici anni? Pensate un po': è stato il Governo guidato da Silvio Berlusconi, che non ha armato eserciti; ha parlato con Gheddafi, con Putin, con l'America e l'Europa, ottenendo applausi e ascolto ovunque (Applausi) , cercando anche di bloccare quella guerra in Libia che si è rivelata un tragico errore. Gheddafi era pessimo, ma tre Gheddafi al posto di uno sono molto peggio, cari colleghi. Quindi quel Governo che, a Pratica di Mare, metteva a sedere Bush e Putin ha fatto, per la pace e la coesistenza pacifica dei popoli, molto, molto di più dei Governi successivi. Noi abbiamo oggi bisogno di più Kissinger che di Biden. Ricordo infatti Biden e quel discorso infuocato, rivolto forse ai sondaggi americani. Conte parlava al popolo dei click della Rete e Biden ai sondaggi americani e il mondo e l'Italia vanno un po' peggio. L'Europa deve andare avanti. È stata decisa la bussola strategica per creare l'Esercito comune europeo e oggi in un'intervista il generale Graziano, un italiano a cui siamo grati, che presiede il Comitato militare dell'Unione europea, ci dice che l'Unione europea non può più ignorare la dimensione militare. Vuol dire fare guerre? No: vuol dire difendersi dalle aggressioni che ci sono. L'aggressione all'Ucraina è a pochi chilometri dalle nostre case. L'Europa si deve ricordare che nacque con la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) perché serviva l'energia. Tentò di fare la Comunità europea di difesa (CED), ma la Francia non volle. Oggi la tragedia ucraina ci ricorda che senza difesa, senza energia e senza produzioni agroalimentari, non ci sono libertà e indipendenza. (Applausi) . È di questo che oggi stiamo discutendo, aiutando gli ucraini, ma anche noi stessi. L'Europa lo aveva intuito, ma poi ognuno si è fatto la politica energetica per conto suo; De Gaulle pensava di difendersi da solo con la force de frappe e la sua bomba atomica. Noi vi proponiamo questa agenda che farà risparmiare. Una difesa europea farà infatti risparmiare gli Stati; oggi spenderemo di più, ma spenderemo meno domani, quando avremo tecnologie comuni, quando con la cyber security - anche a questo servono quegli investimenti - tuteleremo meglio le aziende pubbliche e private e le amministrazioni. Oggi dobbiamo discutere di questo. Occorre allora un'Europa che difenda i suoi popoli e quelli confinanti; una Europa che si occupi - l'ho già detto a Draghi l'altro giorno - più delle coste di Odessa che di perseguitare i bagnini di Rapallo, perché ci sono coste e coste. Qui si perdono mesi, signor Sottosegretario, a fare regole astruse e non ci si occupa, anche a livello europeo, delle questioni reali. Occorre un'Europa, quindi, che sia un gigante che difende - non un burocrate che opprime - i popoli europei e i popoli che guardano con fiducia all'Europa. Votando la fiducia, facciamo convintamente una scelta perché, al di là di questo decreto-legge che riguarda il sostegno al popolo ucraino con le armi e l'assistenza ai profughi, siamo di fronte a questioni essenziali, quelle che affrontammo al Governo a Pratica di Mare e altrove, con la forza del dialogo e non con i bombardamenti. Tali questioni non sono più eludibili. Il decreto-legge si occupa di questioni umanitarie e militari, ma ci sono altre questioni essenziali: la difesa dell'Italia e dei popoli aggrediti, l'affidabilità dei rapporti internazionali, il rispetto degli impegni che riguardano la Nazione nella sua continuità e non i Governi che cambiano nel tempo. Quindi, oggi il centrodestra, sia pure con sfumature diverse, ha dimostrato una visione comune. Il campo largo, colleghi - lo dico anche ai colleghi del Partito Democratico - è un campo minato, pieno di contraddizioni. Quindi, noi votiamo la fiducia al Governo che c'è, ma oggi dimostriamo quale sarà, con il centrodestra, il Governo che ci sarà, che difende la sicurezza, la libertà, l'affidabilità: non certo il Governo della guerra, ma il Governo della sicurezza, il Governo di Pratica di Mare. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.