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la norma EN 149:2001 + A:2009 regolamenta tutte le caratteristiche che deve avere tale dispositivo di protezione individuale (DPI) di classe 3 per essere certificato come FFP2 e, nel caso specifico, essere giudicato come più efficace nel contrasto all'infezione da SARS-CoV-2; la norma non contempla l'uso di tale DPI per i bambini, tanto che gli enti certificatori e i marchi produttori non segnalano la possibilità di utilizzo da parte loro; il comitato tecnico scientifico, il 21 aprile 2021, su richiesta del Ministero dell'istruzione, aveva suggerito di attenersi ai protocolli approvati e in particolare esprimeva "parere contrario sull'ipotesi di prescrivere l'uso, da parte degli studenti, dei dispositivi FFP2, non essendo consigliabile l'uso continuato di tali dispositivi per lungo tempo"; la trasmissione televisiva "Report", il 18 aprile 2022, è tornata sull'argomento evidenziando che le mascherine FFP2 hanno dei parametri fisiologici pensati per i lavoratori e per garantire una protezione nei luoghi di lavoro; considerato che: per contrastare il contagio da SARS-CoV-2 e scongiurare ricadute sulla didattica, nelle scuole italiane gli studenti devono indossare le mascherine FFP2 anche per 6 ore al giorno; quando i bambini indossano mascherine destinate agli adulti, come nel caso delle FFP2 ENI149, il rischio che non aderiscano al viso e che, quindi, siano inefficaci, può arrivare anche al 100 per cento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda fornire dettagliati e precisi chiarimenti tecnici e normativi in merito alla decisione di imporre l'obbligo di utilizzo di mascherine del tipo FFP2, nelle scuole e sui mezzi pubblici, con particolare riferimento agli studenti di età compresa tra i 6 e 14 anni e se non si intenda, date le evidenze, vietare l'uso delle mascherine FFP2 per i minori di anni 18, in ragione del fatto che la certificazione EN 149:2001 + A:2009 si riferisce esclusivamente all'utilizzo da parte di soggetti adulti. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03330 DE BONIS Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: l'articolo 24, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, prevede che "l'accesso ai documenti amministrativi non può essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento"; un candidato a prova concorsuale pubblica (indetta da ente locale), dopo aver partecipato alla prova scritta concorsuale, si è visto differire l'accesso agli atti richiesto (per il proprio elaborato) con la singolare motivazione (espressa dal presidente della commissione di concorso, nonché segretario comunale), della "evidente ragione di evitare un precedente che aggraverebbe il lavoro degli uffici, qualora ogni candidato intendesse esercitare il medesimo diritto ed in considerazione del fatto che il carico di lavoro cui questa pubblica amministrazione è tenuta nello stesso periodo, non è meramente legato al solo concorso pubblico in espletamento"; il candidato, allegando copia del riscontro di differimento ricevuto, si è rivolto al difensore civico territorialmente competente per richiesta di riesame, ma questi ha rigettato l'istanza, di fatto ratificando l'orientamento espresso dal presidente di commissione; l'interrogante ritiene che una pubblica amministrazione, nonostante abbia "carichi di lavoro", non possa negare una richiesta di accesso agli atti, nella consapevolezza che tale diritto assurge a diritto di rango costituzionale, dato il rinvio all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione, operato dall'articolo 22 della legge n. 241 del 1990, si chiede di sapere se, e con quali modalità, il Ministro in indirizzo intenda assicurare alle amministrazioni una particolare esimente volta a differire l'accesso agli atti richiesto dai candidati di prove concorsuali, sempre e comunque nel caso venga attestato, dalle stesse amministrazioni, un carico di lavoro non limitato alle sole procedure concorsuali o un numero elevato di richieste di accesso agli atti da parte dei candidati, come paventato nella nota del presidente di commissione riportata. Atto n. 3-03335 MARINO Al Ministro dell'interno Premesso che: nell'ordinamento italiano è obbligatoria, presso gli enti locali, la figura del segretario comunale, il quale svolge una funzione centrale ed essenziale per una corretta gestione delle attività dell'ente; il segretario comunale ricopre, altresì, un importante ruolo che comporta compiti di sovraintendenza allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti, dei responsabili e di coordinamento delle loro attività, tra i quali la sovraintendenza alla gestione complessiva dell'ente, così da consentire l'attuazione del programma amministrativo del Comune, la responsabilità della proposta del piano esecutivo di gestione nonché, nel suo ambito, del piano dettagliato degli obiettivi e del piano della performance , la responsabilità della proposta degli atti di pianificazione generale in materia di organizzazione e personale, l'esercizio del potere di avocazione degli atti dei dirigenti e responsabili in caso di inadempimento; tale ruolo, già di per sé fondamentale in un contesto "normale", diviene ad oggi insostituibile dal momento che i Comuni sono chiamati a cooperare con lo Stato per attuare il PNRR; rilevato che: continua a perdurare la disperata ricerca da parte dei sindaci della figura del segretario comunale, con conseguente aumento delle situazioni patologiche nella gestione delle funzioni che andrebbero assolte da un segretario titolare; stante la cronica carenza di segretari comunali, sono state emanate recenti disposizioni, tra le quali l'articolo 16- ter , commi 9 e 10, del decreto-legge n. 162 del 2019, che permettono ai Comuni nei quali manchi la sede di segreteria, che abbiano meno di 5.000 abitanti o, in caso di convenzioni di segreteria tra più Comuni, meno di 10.000 abitanti complessivamente, di incaricare quale vicesegretario, per non più di 24 mesi, un funzionario di ruolo in servizio da almeno due anni presso un ente locale, in possesso dei requisiti per la partecipazione al concorso per segretario comunale, affinché svolga tali funzioni; la normativa vigente relativa agli incarichi dei vicesegretari presenta una limitata efficacia temporale, in quanto è valida nel triennio 2020-2022 ed è priva di una valenza generale, essendo applicabile, come anticipato, solo a Comuni di ridotte dimensioni; considerato che: