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il Ministro pro tempore Alfano, nel rispondere ad un'interrogazione parlamentare del presente firmatario nel corso della XVII Legislatura, aveva fatto riferimento al costante monitoraggio di diversi soggetti residenti nella provincia di Verona indiziati di avere collegamenti con la criminalità organizzata ; considerazioni di un certo rilievo furono svolte in occasione della visita della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere a Verona nel mese di marzo 2015; da ultimo, le indagini hanno consentito di verificare il tipico fenomeno noto in altre realtà, ovvero soggetti, imprenditori, commercianti, cittadini che si accreditano presso persone collegate con la criminalità organizzata, che suggeriscono affari, che sollecitano interventi economici e sociali. Un affidamento all'anti Stato che è la cartina di tornasole della pervasività e della pericolosità della piovra, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno non ritenga necessario rafforzare le competenze già dimostrate dalla Prefettura di Verona con ulteriore personale con professionalità, esperienze e conoscenze del fenomeno mafioso, in modo da proseguire quella "battaglia" che lo Stato deve compiere per garantire ai veronesi la sicurezza e la tranquillità nello svolgimento della vita quotidiana; quando abbia intenzione di riferire sugli esiti del monitoraggio a suo tempo avviato dal Ministro pro tempore Alfano, con particolare riguardo agli atti posti in essere in conseguenza di esso; se il Ministro della giustizia non ritenga necessario istituire a Verona una sede della Direzione investigativa antimafia per favorire l'analisi e la risposta ai fatti accaduti nel territorio o comunque che l'hanno coinvolto, anche se indirettamente e per promuovere l'importantissima fase della prevenzione; se non ritenga opportuno avviare contatti con il Consiglio superiore della magistratura, al fine di favorire l'istituzione a Verona di una sezione staccata della Direzione distrettuale antimafia, oggi presente nel capoluogo di regione, in modo da consentire la lettura dei fatti accaduti e la pronta risposta di ordine specifico che non sempre la magistratura ordinaria è in grado di applicare. Atto n. 4-01417 BALBONI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: nel territorio del comune di Minerbio (Bologna) negli anni '50 fu scoperto un giacimento di gas naturale (metano) che si estende per 68 chilometri quadrati, ed il cui sfruttamento si protrasse per circa 20 anni, fino al suo esaurimento, avvenuto nel 1971; a partire dai primi anni '80, e fino ad oggi, tale giacimento è stato usato come deposito di stoccaggio geologico del gas di importazione per garantire l'immagazzinamento di circa 2,5 miliardi di metri cubi di metano all'anno. Ogni 12 mesi si ha un ciclo di riempimento ed uno di svuotamento del deposito, i quali causano uno spostamento verticale fino a 2 centimetri del piano di campagna al di sopra del giacimento. A serbatoio pieno è ripristinata la pressione statica di fondo originaria del giacimento (153,4 bar); da settembre a novembre 2011 l'impianto venne sottoposto in via sperimentale ad un incremento della pressione massima di esercizio oltre la pressione statica di fondo originaria del giacimento (pressione massima di esercizio di 1,06 pari a pressione statica del 106 per cento). In quell'intervallo temporale la "capacità naturale" del deposito venne così aumentata di 356 milioni di metri cubi; nel settembre 2012 Stogit SpA, la società concessionaria del deposito, presentava il progetto "Concessione Minerbio stoccaggio - ampliamento capacità di stoccaggio mediante incremento della pressione massima di esercizio (pmax) oltre la pressione statica (pi) di fondo originaria del giacimento". L'esercizio in sovrappressione consentirebbe un incremento della "capacità naturale" del deposito di circa 420 milioni di metri cubi. Tutto questo, nel contesto della tendenza al ribasso della domanda italiana di metano nei prossimi anni, certificato da SNAM; il progetto è stato valutato con esito positivo dalla commissione tecnica di valutazione dell'impatto ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ed è attualmente fermo al Ministero dello sviluppo economico in attesa della definitiva autorizzazione; la Regione Emilia-Romagna non ha firmato l'atto di intesa che sancisce la sua approvazione al progetto; date le caratteristiche del progetto, il profilo tecnico più idoneo per la sua valutazione sembra essere quello di chi ha competenze geologiche; esaminando i curricula dei geologi presenti nella commissione ministeriale, il più autorevole membro risulta senza ogni dubbio il professor Andrea Borgia; il professor Borgia ha espresso parere contrario sia nella fase di seduta decisoria della commissione (marzo 2016, settembre 2016) che in quella di verifica di ottemperanza (aprile 2018); in particolare, in data 20 luglio 2015 il professor Borgia evidenziava numerose e variegate criticità in merito al progetto, scrivendo, con specifico riferimento al rischio sismico, che: "Dalla documentazione presentata si evince che il giacimento di Minerbio è caratterizzato da un contesto strutturale con faglie che tagliano, delimitandolo, il serbatoio di stoccaggio, e che i dati presentati potrebbero far supporre che esse siano sismogenetiche, cioè in grado di generare terremoti, oltre che tutt'ora attive. Il proponente inoltre non sembra dar sufficientemente peso al fatto che la struttura geologica di Minerbio fa parte di un ampio sovrascorrimento a scala regionale con vergenza NNE, il quale è attivo ed ha dato origine ad un'innumerevole serie di terremoti distruttivi sia storici che recenti. In particolare, parrebbe che proprio lungo la continuazione sud-orientale della stessa struttura di Minerbio vi siano stati almeno due terremoti negli ultimi 300 anni (il 22/10/1796 e il 13/01/1909) con Mw > 5.5"; nella fase di verifica di ottemperanza, in merito alla "tenuta del serbatoio" il professor Borgia, nel dare l'ennesimo parere negativo, chiese che fosse verbalizzato come segue il suo intervento critico: "Considerato che il modello presentato non è un modello tridimensionale polifasico-policomponente reattivo delle rocce eterogenee porose, fratturate-fagliate ed elastiche così come richiesto dalla prescrizione, considerato che tale modello non include le rocce soprastanti il serbatoio e non può essere utile ad identificare e monitorare le possibili vie di fuga del gas stoccato e particolarmente quelle relative alle cosiddette perdite fisiologiche, infatti vengono utilizzate addirittura permeabilità zero per le rocce soprastanti il serbatoio, non può essere ottemperata la prescrizione"; il 20 maggio 2012 si verificò il sisma di magnitudo 5,9 con epicentro a Finale Emilia (Modena), distante meno di 30 chilometri da Minerbio. Le vittime del terremoto furono in maggior numero causate dal crollo di capannoni industriali. Minerbio è sede di una florida zona industriale dove lavorano più di 1.000 persone, in parte in capannoni costruiti prima del 2003, anno in cui vennero emanate le più recenti norme antisismiche per gli edifici;