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Fra le politiche settoriali, il relatore pone in evidenza l'obiettivo prioritario sulla migrazione, finalizzato ad ottenere un rafforzamento dell'impegno dell'Unione e dei suoi Stati membri per una concreta applicazione dei principi di solidarietà e responsabilità, in relazione alla gestione dei flussi migratori, al controllo delle frontiere esterne, alla riforma del Sistema comune europeo d'asilo, nonché allo sviluppo del dialogo con i Paesi terzi di origine e di transito dei migranti. Nell'ambito della parte terza, quella espressamente dedicata ai temi di interesse per la nostra Commissione, ovvero la dimensione esterna dell'Unione europea, il Documento sottolinea l'opportunità di continuare a sostenere l'azione dell'Alto Rappresentante, di attribuire ulteriore centralità, nel quadro dell'attuazione della Strategia globale UE, al Mediterraneo, di elaborare politiche migratorie efficaci, di sostenere il percorso di stabilizzazione della Libia, di contrastare la minaccia terroristica e di ricercare una soluzione al conflitto siriano. Nel capitolo dedicato alla politica di sicurezza e difesa comune, le priorità indicate sono ascrivibili alla necessità di attuare il Piano d'azione europeo per la difesa (EDAP), alla rapida messa in opera del Fondo europeo per la difesa (EDF), alla realizzazione delle iniziative discendenti dalla Cooperazione strutturata permanente (PESCO) - avviata già nel 2017 -, nonché all'accrescimento dell'efficacia, della flessibilità e della rapidità di impiego delle operazioni e missioni PSDC. In tema di allargamento, la Relazione conferma il tradizionale appoggio italiano alla politica di allargamento, con riferimento ai Paesi appartenenti alla regione dei Balcani occidentali, sostenendo altresì il dialogo con la Turchia, Paese di importanza strategica per gli equilibri regionali. Con riferimento alla politica di vicinato, il Documento richiama l'opportunità di promuovere la nuova azione nelle sue dimensioni meridionale e orientale, in particolare attraverso la richiesta di un impegno comune a favore delle democrazie poste ai confini meridionali dell'Unione, per il ruolo prezioso che possono avere nel contribuire a ridimensionare le minacce che da quell'area geografica possono derivare per la sicurezza della stessa Europa. Sul piano della collaborazione con i Paesi terzi, la Relazione sottolinea la necessità di approfondire le relazioni transatlantiche, in modo da rafforzare le sinergie tra Stati Uniti, Canada e Unione europea dinanzi alle maggiori sfide globali, cercando di realizzare al contempo una maggiore integrazione economica fra le due sponde dell'Atlantico. Nei confronti della Russia, viceversa, il testo evidenzia come la possibilità di un rilancio del partenariato strategico resti condizionata dalla crisi in Ucraina e dalla necessità di fondarsi sulla condivisione di valori democratici. Nell'ambito del capitolo dedicato alle politiche di cooperazione allo sviluppo, la Relazione rimarca l'opportunità che, nel definire la cornice del partenariato con i Paesi ACP, vengano salvaguardati i principi basilari dell'Accordo di Cotonou, ribadendo la centralità dell'Africa e delle tematiche migratorie. Di rilievo anche il riferimento all'opportunità che l'Esecutivo continui a garantire il proprio supporto alle candidature italiane all'interno del Servizio europeo di azione esterna (SEAE), con particolare attenzione alle aree di prioritario interesse per il nostro Paese quali i Balcani, il Medio Oriente e l'Africa, nonché ad aumentare la presenza italiana nei quadri intermedi, a livello centrale e nelle delegazioni dell'Unione europea, contribuendo al contempo anche ad accrescere la presenza femminile. Successivamente, il relatore, quindi, dà anche conto della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea ricostruisce, nei differenti ambiti, l'impegno dell'Esecutivo italiano nel 2017 per lo sviluppo del processo di integrazione europea e del nuovo quadro istituzionale dell'Unione, nonchéper l'attuazione delle varie politiche di settore. Si tratta dell'ultimo rendiconto stilato dall'Esecutivo Gentiloni, aspetto questo che rimanda dunque alla responsabilità politica delle forze di maggioranza della scorsa legislatura per gli impegni in esso descritti. La Relazione si articola in quattro parti: lo sviluppo del processo di integrazione europea e le questioni istituzionali; le principali politiche orizzontali e settoriali; l'attuazione delle politiche di coesione; il coordinamento nazionale delle politiche europee. Il testo contiene, inoltre, interessanti appendici in cui sono inseriti, oltre all'elenco dei Consigli dell'Unione europea e dei Consigli europei, anche una scheda sull'andamento dei flussi finanziari  pari ad oltre 8,1 miliardi di euro - dell'Unione europea all'Italia nell'anno di riferimento, un quadro sullo stato di recepimento delle direttive, e, soprattutto, uno specifico allegato sui seguiti degli atti parlamentari di indirizzo, approvati nel corso del 2017. Per la prima parte, il relatore segnala, oltre alla questione Brexit , il paragrafo relativo allo "stato di diritto" in cui viene evidenziato l'impegno dell'Esecutivo italiano per far valere il carattere vincolante delle regole in materia di diritti fondamentali per l'Unione e gli Stati membri, nonché per ribadire gli obblighi di solidarietà tra Stati membri. Nella seconda parte, nel capitolo dedicato ai temi delle politiche sulla migrazione, viene sottolineato l'impegno del Governo italiano finalizzato ad ottenere un rafforzamento ed una maggiore integrazione delle politiche migratorie, interne ed esterne, dall'Unione europea, con l'obiettivo prioritario di contenere i flussi migratori provenienti dal Nord Africa e di garantire un adeguato sostegno ai Paesi europei maggiormente esposti, oltre che di migliorare le condizioni di accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo. Fra gli aspetti positivi di tale impegno, la Relazione annovera l'attivazione di un gruppo di lavoro per la revisione del Piano operativo di Triton, con l'obiettivo di renderlo più aderente alle esigenze operative italiane, la stesura del Codice di condotta per le ONG operanti nel Mediterraneo, l'aumento delle risorse europee per l'Africa, anche grazie al Fondo fiduciario di La Valletta, oltre alla flessione del 34,2 per cento dei flussi di arrivo dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale nell'arco del 2017 rispetto all'anno precedente. Di contro, la Relazione ammette lo stallo nei negoziati per la modifica del Regolamento di Dublino, oltre che la sostanziale difficoltà nel rendere effettiva l'attuazione delle decisioni del Consiglio sulla relocation dei richiedenti asilo dall'Italia. Con riferimento alla Politica estera e di sicurezza comune, il Documento evidenzia l'impegno dell'Esecutivo italiano a sostegno delle iniziative intraprese dall'Alto Rappresentante per il rafforzamento di un approccio integrato alla gestione delle crisi internazionali, per l'elaborazione di più efficaci politiche migratorie e per sviluppare la capacità dei Paesi vicini di gestire in proprio fenomeni che impattano sulla sicurezza europea.