[ddlpres]

Disposizioni in materia di ridefinizione e aggiornamento dei valori massimi di concentrazioni in atmosfera di idrogeno solforato, rideterminazione delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi, nonché reintroduzione del piano delle aree per l'esercizio delle attività petrolifere. Onorevoli Senatori . – L'idrogeno solforato o acido solfidrico (H2S) è un acido estremamente velenoso e una prolungata esposizione ad esso può rivelarsi mortale per l'essere umano. Tutte le operazioni di trattamento dei prodotti petroliferi, a qualsiasi livello, hanno la probabilità di emettere quantità più o meno abbondanti di idrogeno solforato durante le fasi di estrazione, di stoccaggio, di lavorazione e di trasporto del petrolio. Il trattamento del petrolio comporta, quindi, un'inevitabile immissione in atmosfera di H2S, che è il sottoprodotto principale dell'opera di idro-desulfurizzazione del petrolio. A temperatura ambiente, e a basse concentrazioni, l'idrogeno solforato è un gas incolore, che emana un caratteristico odore di uova marce. Il gas è infiammabile e brucia con una fiamma bluastra a temperature superiori ai 260°. Concentrazioni di H2S nell'aria superiori al 4 per cento sono esplosive. I tipici valori di H2S immessi nell'atmosfera da processi naturali sono inferiori a 1 ppb (una parte per bilione). Metà della popolazione è capace di riconoscere l'odore acre dell'H2S già a concentrazioni di 8 ppb e il 90 per cento riconosce il suo tipico odore a 50 ppb. A dosi inferiori, fra 8 ppb e 100 ppm, si riportano molti casi di difficoltà olfattive. L'effetto desensibilizzante dell'odorato è uno degli aspetti più insidiosi dell'H2S perché alle più alte, e potenzialmente mortali, concentrazioni la sostanza non è più percettibile ai nostri sensi. Questo è quanto emerso da uno studio condotto dalla professoressa Maria Rita D'Orsogna, della University of California . Ciò che viene riportato in tale studio non è per niente confortante, né per gli abitanti della Val d'Agri, che vivono a poche decine di metri in linea d'aria dal Centro Oli di Viggiano, né per qualsiasi popolazione che risiede in prossimità di aree dove si estraggono idrocarburi. Infatti, l'idrogeno solforato è un gas irritante e poiché agisce su molti organi del corpo umano, è considerato una sostanza tossica a largo spettro. Le parti interessate sono le membrane mucose (occhi e naso) e le parti del corpo umano che richiedono maggiori quantità di ossigeno, come polmoni e cervello. Se la quantità di H2S è troppo elevata, la naturale capacità del corpo umano di disintossicarsi non è più sufficiente e la tossicità diventa letale. I metodi di smaltimento naturali di una continuata immissione di H2S non sono ben conosciuti, ma esiste una forte evidenza medica che una continua immissione di H2S nel corpo possa essere nociva alla salute. Esposizioni fra le 100 e le 150 ppm di H2S causano infiammazione alla cornea e congiuntivite, irritazione agli occhi, lacrimazione e tosse. La principale via di ingresso dell'H2S nel corpo umano è la via inalatoria. È stato mostrato come l'H2S ritardi la naturale azione di rimarginamento delle ferite alla pelle e provochi irritazioni e pruriti. Altri problemi di salute collegate alla presenza di H2S sono la perdita di coscienza, la cessazione momentanea del respiro e la morte. Ad alte concentrazioni H2S è un asfissiante. Fra gli effetti non letali, i danni sono di natura neurologica e polmonare. L'H2S causa vertigini, svenimenti, confusioni, mal di testa, sonnolenza, tremori, nausea, vomito, convulsioni, pupille dilatate, problemi di apprendimento e concentrazione, perdita di conoscenza. Fra i danni di natura polmonare i sintomi ricorrenti sono edema polmonare, rigurgiti di sangue, tosse, dolori al petto e difficoltà di respirazione. Gli studi recenti sulle esposizioni acute e, quindi, sui rischi per la salute a causa dell'esposizione da H2S ad elevate dosi, dimostrano che nei pressi di impianti di idro-desulfurizzazione le popolazioni più vulnerabili e che corrono i maggior rischi per la salute sono i bambini e le persone con problemi di cuore o di asma. Per quanto riguarda l'esposizione a lungo termine dell'H2S sulle popolazioni esposte a questa sostanza, gli effetti sono più difficili da quantificare, poiché si tratta di effetti cumulativi nel corso degli anni. Malgrado ciò, esistono, nella letteratura medico-scientifica, molti studi riguardanti lo stato di salute degli abitanti in prossimità di emettitori costanti di H2S a bassa concentrazione, fra cui i centri di idro-desulfurizzazione. Da questi studi emerge in modo chiaro come le esposizioni croniche, anche a livelli bassi di H2S, possano causare problemi neurologici, affaticamento, debolezza, perdita della memoria, mal di testa, problemi alla vista e alla circolazione del sangue, svenimenti. In alcuni casi i danni vengono considerati irreversibili, tanto è vero che da alcune recenti ricerche di carattere scientifico è emersa la capacità dell'idrogeno solforato di stimolare la comparsa del cancro al colon retto. L'inquinamento delle acque con idrogeno solforato provoca la moria di pesci; l'effetto sulle piante non è acuto ma cronico, a causa della sottrazione di microelementi essenziali per il funzionamento dei sistemi enzimatici. Nei confronti dei materiali mostra una discreta aggressività per i metalli, provocandone un rapido deterioramento. Nel citato studio della professoressa D'Orsogna vengono riportati due incidenti rilevanti avvenuti in Basilicata nel 2002 e nel 2005 che hanno riguardato il Centro Oli di Viggiano. Incidenti gravissimi, sui quali non sono stati mai forniti i dati relativi all'emissione dell'idrogeno solforato. In una ricerca curata dall'Università della Basilicata, pubblicata dall’ International Journal Food Science and Technology , risulta che nel miele prodotto nella Val D'Agri si trovano alti tassi di benzeni ed alcoli. Insomma, gli effetti tossicologici dell'idrogeno solforato, sia sull'uomo che sulla vegetazione (l'H2S entra nel ciclo vegetativo attraverso il processo di fotosintesi) sono veramente allarmanti. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), per l'H2S, raccomanda di non superare il livello di 7 µg/m3 (circa 0,005 ppm) per la concentrazione media in aria ambiente misurata su 30 minuti, al fine di evitare disturbi per la popolazione. Recentemente, a causa della progressiva presa di coscienza dei problemi sanitari e ambientali connessi all'H2S, alcuni stati americani hanno abbassato la soglia massima legale di presenza di H2S nell'atmosfera. Nello stato della California il limite legale è di 30 ppb (0.03 ppm). Nello stato dell'Alberta, in Canada, il limite legale è di 20 ppb (0.02 ppm). Nello stato del Massachussetts il limite è di 0.65 ppb (0.00065 ppm). Il governo federale degli Stati Uniti d'America consiglia di fissare il limite massimo ad 1 ppb (0.001 ppm).