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Si è peraltro ben consapevoli dell'esistenza di circostanze completamente diverse, che rientrano nei meccanismi fisiologici della democrazia e riguardano, invece, le piattaforme o le profilazioni direttamente effettuate e immediatamente riconducibili a partiti o movimenti politici, attraverso i propri presidi nell'ambito del web . In tali casi, a differenza di quanto avviene con soggetti terzi estranei al contesto politico – non conosciuti o conoscibili dai cittadini – gli applicativi sono o dovrebbero essere basati su sistemi a codice sorgente aperto, dotati di adeguata trasparenza algoritmica (che consente una verifica da parte delle autorità pubbliche competenti). Nel contesto di tali piattaforme il cittadino ha il diritto di esprimere coscientemente e volontariamente opinioni, di indicare linee di pensiero e di promuovere idee nell'interesse di quel soggetto politico a cui liberamente e consapevolmente ha aderito. Il cittadino ha anche il diritto di essere certo che il proprio contributo non possa essere manipolato con maggiori o minori « click » per incontrare i desiderata o gli interessi esclusivi privati di chi gestisce la piattaforma e non viene palesato.. 1 (Tutela dell'interesse pubblico) 1 I titolari di cariche o incarichi politici, nell'esercizio delle loro funzioni, devono operare nell'esclusiva cura degli interessi pubblici e in assenza di conflitti di interesse. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si applicano le seguenti definizioni: a « piattaforma web » : un sistema informativo che rende accessibile un insieme di contenuti interconnessi tra loro, denominati « pagine web », attraverso la rete internet , utilizzando un software di navigazione. I fruitori di tali contenuti possono, a seconda delle funzionalità messe a disposizione dalla piattaforma stessa, interagire con i contenuti stessi o creare propri contributi, disponibili agli altri utenti secondo le politiche di visibilità definite dal gestore; b « gestore di piattaforme web »: il soggetto che possiede, gestisce o controlla, anche ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, le piattaforme di cui alla lettera a) ; c « profilazione degli utenti »: l'operazione con la quale i gestori di piattaforme web analizzano il comportamento degli utenti sulle piattaforme web , allo scopo di tracciare le variabili comportamentali, senza che gli utenti ne siano effettivamente consapevoli; d « nudging »: le pratiche di natura psicologica che consentono di orientare il comportamento degli utenti senza porre divieti o imporre sanzioni. 3 (Ambito soggettivo di applicazione) 1 La presente legge si applica ai titolari delle cariche e degli incarichi politici seguenti: a il Presidente del Consiglio dei ministri, i Vicepresidenti del Consiglio dei ministri, i Ministri, i Vice Ministri, i Sottosegretari di Stato e i commissari straordinari del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400; b i presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e i componenti delle giunte regionali e delle province autonome; c i membri del Parlamento; d i consiglieri regionali. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplinano le situazioni di conflitto di interessi dei titolari di incarichi di governo regionali, uniformandosi alle disposizioni della presente legge. Decorso tale termine e sino all'emanazione dell'apposita normativa, si applicano le disposizioni della presente legge. 3 Le disposizioni del comma 2 si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto dei loro statuti e delle relative norme di attuazione. 4 (Conflitto di interessi digitale) 1 Sussiste il conflitto di interessi digitale in tutti i casi in cui il titolare della carica o dell'incarico politici: a è dipeso o dipende in tutto o in parte, nell'elezione o nelle scelte politiche dopo l'assunzione della carica o dell'incarico, da soggetti o società private che utilizzano sistemi di profilazione degli utenti ovvero di nudging ; b ha esercitato negli ultimi tre anni o esercita l'attività di editore operante nel settore della comunicazione elettronica o di gestore di piattaforme web che utilizzano i sistemi di cui alla lettera a) . 2 Le disposizioni del comma 1 non si applicano alle piattaforme web e ai sistemi di profilazione degli utenti direttamente realizzati e immediatamente riconducibili a partiti o movimenti politici, basati su sistemi a codice sorgente aperto, dotati di adeguata trasparenza algoritmica, definiti con provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nei quali l'utente rilascia coscientemente e volontariamente opinioni, indica linee di pensiero e promuove idee nell'interesse del soggetto politico a cui liberamente e consapevolmente ha aderito. 5 (Divieto di profilazione degli utenti e di nudging) 1 Fermo restando quanto previsto dal regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla procedura di verifica relativa alle violazioni delle norme in materia di protezione dei dati personali nelle elezioni del Parlamento europeo, è vietato esercitare attività di profilazione degli utenti o di nudging al fine di favorire l'assunzione delle cariche o degli incarichi politici di cui all'articolo 3. 2 Con regolamento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le procedure per l'accertamento delle violazioni del divieto di cui al comma 1. 3 Per la violazione del divieto di cui al comma 1 del presente articolo si applica la sanzione di cui all'articolo 9, comma 4. 6 (Obblighi di comunicazione all'Autorità garante della concorrenza e del mercato) 1 Entro venti giorni dall'assunzione della carica o dell'incarico, i titolari di incarichi e cariche politici dichiarano all'Autorità garante della concorrenza e del mercato se abbiano utilizzato, in sede di elezione, soggetti o società private che hanno impiegato o impiegano sistemi di profilazione degli utenti o di nudging e se abbiano esercitato negli ultimi tre anni o esercitino l'attività di editore operante nel settore della comunicazione elettronica o di gestore di piattaforme telematiche. 2 L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, entro i trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 1, provvede agli accertamenti sulla completezza e sulla veridicità delle dichiarazioni di cui al medesimo comma 1, avvalendosi, ove occorra, della polizia postale e delle comunicazioni. L'Autorità può, entro lo stesso termine, chiedere chiarimenti o informazioni integrative al dichiarante, assicurando il rispetto del principio del contraddittorio. Qualora le dichiarazioni di cui al comma 1 non siano presentate o risultino incomplete o non veritiere, l'Autorità ne informa immediatamente gli interessati affinché provvedano, entro venti giorni, all'integrazione o alla correzione delle dichiarazioni stesse. Trascorso inutilmente tale termine o permanendo comunque dichiarazioni incomplete o non veritiere, l'Autorità: