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con l'ultimo decreto del commissario ad acta del 27 febbraio 2018, la Regione Lazio ha identificato l'azienda policlinico "Umberto I" quale centro hub per 554 malattie rare verso i centri spoke dell'azienda ospedaliera "Sant'Andrea" e ASL di Latina; l'attuale blocco delle procedure concorsuali sta procurando un grave danno alle potenzialità assistenziali dei singoli centri per le malattie rare, con il rischio imminente che non siano più in grado di assistere adeguatamente i pazienti per mancanza di personale medico "dedicato"; la carenza di personale dedicato rende inoltre praticamente impossibile soddisfare i criteri identificati dal Ministero della salute nel piano nazionale malattie rare e recepito dalla Regione Lazio con decreto del commissario ad acta n. 63 del 27 febbraio 2018 per essere autorizzati quali centri di riferimento; in considerazione di ciò e al fine di continuare a fornire un'assistenza adeguata agli oltre 12.000 pazienti affetti da malattie rare (di cui circa il 40 per cento residenti fuori regione), i medici responsabili dei singoli centri malattie rare che operano all'interno del policlinico Umberto I hanno chiesto di completare al più presto gli avvisi pubblici banditi a seguito delle diverse autorizzazioni regionali e dare seguito alle proroghe con l'utilizzo dei fondi annualmente assegnati dalla Regione, ai sensi dell'art.1, commi 34 e 34- bis , della legge n. 662 del 1996, e successive modificazioni e integrazioni, nonché delle quote finalizzate al finanziamento dei maggiori costi connessi ai programmi di trattamento delle malattie rare secondo quanto stabilito dall'art. 8- sexies , comma 2, del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modificazioni, per i colleghi i cui contratti sono in scadenza a breve; la carenza di funzionamento dei centri delle malattie rare rende impossibile soddisfare il diritto alla cura dei malati rari, come previsto anche dall'articolo 32 della Costituzione, creando un profondo disagio in questi pazienti e nelle loro famiglie, tanto più se si tiene conto della difficoltà di sostituire il personale socio-sanitario attualmente impegnato in strutture di eccellenza, in cui è indispensabile un surplus di esperienza per acquisire la competenza necessaria per la diagnosi e cura di malati rari e spesso rarissimi, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda intervenire in merito alla delicata problematica dei centri delle malattie rare, soprattutto quando si tratta di una delle strutture italiane più grandi e più prestigiose, come per esempio il policlinico universitario Umberto I di Roma. Atto n. 4-00269 MALLEGNI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il Consiglio di Stato, ribaltando un consolidato orientamento giurisprudenziale, ha espresso in adunanza plenaria, tenutasi il 15 novembre 2017, e con sentenza resa il 20 dicembre 2017, parere negativo in merito all'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dei diplomati con diploma magistrale ante 2001/2002, affermando che il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro tale anno, non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (che sono utilizzate per l'assunzione in ruolo dei docenti nel limite del 50 per cento dei posti conferibili annualmente autorizzati); dopo la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento (con l'art. 1, comma 605, lettera c) , della legge 27 dicembre 2006, n. 296), il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha riconosciuto a diversi cittadini dell'Unione europea, quali titoli di abilitazione all'insegnamento nella scuola primaria e nella scuola dell'infanzia, diplomi di scuola secondaria di secondo grado conseguiti nei rispettivi Stati di provenienza e considerati equipollenti al diploma di maturità magistrale italiano; tale evidente disparità di trattamento ha generato una grave discriminazione in primo luogo tra cittadini italiani e cittadini di altri Stati membri della UE, i quali sono stati immessi nelle graduatorie ad esaurimento, tramite le quali si accede al ruolo, proprio in virtù del diploma da loro conseguito nei rispettivi Paesi di provenienza, si chiede di sapere: quanti insegnanti siano stati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento della scuola dell'infanzia e della scuola primaria dal 2006 (anno per anno e distinti per nazionalità), in virtù del possesso di un titolo di studio considerato equipollente al diploma di maturità magistrale ante 2001/2002, conseguito in altro Paese dell'Unione europea o extracomunitario; quanti insegnanti, a partire dal 2006 (anno per anno e distinti per nazionalità), siano stati immessi in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, in virtù del possesso di un titolo di studio considerato equipollente al diploma di maturità magistrale ante 2001/2002, conseguito in altro Paese dell'Unione europea o extracomunitario. Atto n. 4-00270 DE PETRIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso: con deliberazione del Consiglio comunale n. 20 del 12 settembre 2017 il Comune di Ponzano (Roma) ha concesso la pubblica utilità per la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti, con una capacità di 139.000 tonnellate all'anno, progetto presentato dalla società "Sogliano Ambiente", con sede a Sogliano al Rubicone (Forlì-Cesena); il progetto per la realizzazione dell'impianto ha suscitato preoccupazioni e proteste nella popolazione residente e nei comuni limitrofi, in relazione al prevedibile impatto ambientale, alle possibili conseguenze sul paesaggio e sulle attività agricole di qualità esercitate nel comprensorio; l'amministrazione comunale di Ponzano non ha consentito nel corso del procedimento un'adeguata partecipazione alle istanze locali e le richieste di accesso agli atti sulle caratteristiche progettuali dell'impianto, formulate fra l'altro dal consigliere regionale del Lazio Silvana Denicolò, non hanno ottenuto risposte adeguate; ai fini dell'istruttoria di valutazione dell'impianto non è stato pertanto possibile accertare se sia stata adeguatamente considerata la compresenza nella zona di una centrale elettrica a biogas da circa un megawatt e dell'autostrada A1, con le relative emissioni rilevanti, per la valutazione dell'impatto complessivo sulla qualità dell'aria; l'impianto ricadrebbe in località Brecceto, nel comune di Ponzano, con destinazione agricola negli strumenti urbanistici vigenti, soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, e gravata da usi civici. L'area risulta inoltre adiacente al sito archeologico di Ramiano, con rilevanti presenze di epoca etrusca e romana, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno ed urgente accertare se l'istruttoria autorizzativa concernente la realizzazione dell'impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti previsto nel comune di Ponzano (Roma) sia stata condotta nel rispetto della normativa di settore e dei vincoli vigenti, nonché delle procedure partecipative e di accesso agli atti previste dalla legge.