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Inoltre è stabilito che il programma generale di formazione del corso regionale, nonché gli ordinamenti e regolamenti didattici di medicina generale e cure primarie, siano portati a conoscenza del medico all'inizio del periodo di formazione e vengano aggiornati periodicamente in relazione alle mutate necessità didattiche, nonché alle specifiche esigenze del programma di formazione del medico stesso. La formazione del medico in formazione specifica in medicina generale e cure primarie implica la partecipazione guidata alla totalità delle attività mediche delle strutture presso la quale questi è assegnato, nonché la graduale assunzione di compiti assistenziali e l'esecuzione di interventi con autonomia vincolate alle direttive ricevute dal tutore, d'intesa con i dirigenti responsabili delle strutture presso cui si svolge la formazione. È stabilito, infine, che in nessun caso l'attività del medico in formazione specifica in medicina generale e cure primarie può essere sostitutiva del personale di ruolo o in convenzione. L'articolo 25 è abrogato a fronte dell'istituzione d'una selezione unificata con graduatoria unica nazionale, di cui all'articolo 36, finalizzata all'accesso dei percorsi formativi post lauream . L'articolo 26, nel ribadire che il corso di formazione specifica in medicina generale e cure primarie si articolerà in attività didattiche teoriche e in attività didattiche pratiche, programmate ed erogate in accordo con le università, previste dal curriculum formativo nazionale ed espletate in reti formative integrate, stabilisce le modalità relative alla definizione degli standard organizzativi delle attività formative dei corsi in parola, nonché gli standard , i requisiti e i criteri minimi di qualità che devono possedere le predette reti formative integrate tra aziende ospedaliere e strutture distrettuali e dipartimentali delle aziende sanitarie. A differenza di quanto avviene, il medico in formazione diverrà, de facto , un medico integrato nei vari nuclei assistenziali con chiari benefici per la sua formazione e crescita professionale, e quindi per la qualità dell'assistenza erogata alla popolazione assistita, ma anche per le strutture che ospiteranno i medici in formazione specifica. In tale direzione, si intende rimodulare l'articolazione dei periodi formativi allargandoli alle cure palliative e alle cure intermedie e creando il presupposto legislativo per formare in modo ancor più poliedrico e funzionale la futura medicina generale nelle cure primarie. Infine, attraverso le modifiche apportate al medesimo articolo si stabilisce che il percorso formativo abbia una durata minima triennale e che preveda il conseguimento di almeno 180 ECTS, di cui 2/3 rivolti all'attività formativa professionalizzante. All'articolo 27 viene introdotto il presupposto del possesso di documentate competenze didattiche e di ricerca, definite e validate da una commissione nazionale di esperti, al fine di ricoprire ed espletare i ruoli di coordinamento dei corsi e di docente. Inoltre, i coordinatori dei corsi, uno per polo formativo, e i docenti verranno selezionati sulla base di procedure a evidenza pubblica. Vengono, altresì, meglio definiti i presupposti per l'espletamento della funzione tutoriale, garantendo la priorità nello svolgimento di tale funzione ai medici di medicina generale che esercitino nelle strutture del territorio e in forma aggregata e integrata multi-professionale. Qualora, invece, i tutori operino in strutture ospedaliere, distrettuali o dipartimentali, le loro funzioni sono verranno assegnate, sentito il responsabile della struttura. Tutto ciò consentirà di qualificare ulteriormente l'offerta formativa. Infine, viene consentito al medico in formazione specifica di poter svolgere parte delle attività formative presso qualificate strutture nazionali o straniere esterne alle reti formative per un periodo complessivo non superiore a un terzo delle attività teoriche o pratiche previste dal corso di formazione specifica in medicina generale e cure primarie. L'articolo 28 intende superare l'attuale governance e i vigenti assetti organizzativi dei corsi di formazione specifica, peraltro caratterizzati da eterogeneità, stabilendo che i predetti corsi saranno istituiti e attivati dalle regioni e dalle province autonome d'intesa con le università presenti nel territorio o viciniori, nonché col supporto delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e delle aziende universitarie. Presso le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano saranno quindi istituite le scuole di formazione specifica di medicina generale e cure primarie, ciascuna articolata a sua volta in uno o più poli formativi. Al fine di garantire un adeguato supporto organizzativo e logistico necessario a erogare la formazione specifica di medicina generale e cure primarie, le regioni e le province autonome stipuleranno apposite convenzioni con le università, avvalendosi del contributo delle aziende sanitarie locali e delle strutture assistenziali di riferimento per le università, nonché valorizzando l'istituto del dipartimento integrato. Il medesimo articolo definisce la composizione e i compiti del Consiglio tecnico-scientifico regionale, chiamato a supportare le attività della Scuola di formazione specifica. Infine, è ulteriormente chiarito che la funzione di tutore potrà essere ricoperta da medici operanti nelle unità operative aziendali e nelle aggregazioni funzionali territoriali e unità complesse di cure primarie, facenti parte della rete formativa del corso, ovvero in subordine, nelle more del recepimento del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, da medici di medicina generale operanti in gruppo o in di associazione complessa in forma temporanea. L'articolo 29 si propone di definire la composizione e le competenze della commissione di diploma. I commi 1 e 2 dell'articolo 29 sono abrogati poiché superati da quanto previsto all'articolo 36. Si propone, altresì, l'abrogazione dell'articolo 35, nell'ambito dell'introduzione di un nuovo sistema di definizione del fabbisogno di medici chirurghi, di medici di medicina generale e cure primarie e di medici specialisti da formare, così come descritto al successivo articolo 45- quater . L'articolo 36 intende ottimizzare l'attuale sistema di selezione per l'accesso alle scuole di specializzazione, estendendolo anche ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale e cure primarie. Tale intervento si rende necessario per risolvere l'annoso problema dell'abbandono dei contratti di formazione specialistica ovvero delle borse di studio di formazione di medicina generale, che origina dall'attuale disallineamento delle due selezioni. Al contempo, l'istituzione di una unica prova concorsuale e di una graduatoria nazionale unica, che si inseriscono nel contesto di una selezione meritocratica, trasparente e oggettiva, consentirà di risparmiare risorse, atteso che la platea dei candidati alle due selezioni è quasi del tutto sovrapponibile e che l'organizzazione dei concorsi per l'accesso ai corsi regionali di medicina generale è, in atto, posta in capo alle singole regioni e provincie autonome.