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Art. 6 L'art. 15 del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 17 agosto 1955, n. 914, modificato dall'art. 1 del decreto 14 dicembre 1961, n. 1338, è sostituito dal seguente: "In caso di morte di dirigente in attività di servizio e non pensionato che, al momento del decesso, sia iscritto ed abbia maturato almeno due anni di anzianità contributiva, spetta al coniuge superstite e, sino al compimento del 21° anno di età, ai figli legittimi, naturali riconosciuti, legittimati, adottivi e affiliati, una pensione indiretta nella misura indicata dal successivo art. 16. Il periodo di 2 anni di anzianità contributiva indicato nel comma precedente, non è richiesto qualora il decesso del dirigente sia dovuto ad infortunio per cause di servizio. In mancanza di coniuge ed orfani, la pensione indiretta, nella misura indicata dal successivo art. 16, spetta ai genitori o agli adottanti o agli affilianti viventi a carico. In mancanza anche dei genitori, adottanti o affilianti viventi a carico, la pensione spetta ai fratelli celibi ed alle sorelle nubili superstiti che non siano titolari di pensione semprechè al momento della morte del dante causa risultino permanentemente inabili al lavoro ed a suo carico. Per i figli superstiti, che risultino a carico del genitore al momento del decesso e non prestino lavoro retribuito, il limite di età di cui al primo comma è elevato, qualora frequentino l'università, per tutta la durata del corso legale, ma non oltre al 260 anno di età".