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A mio avviso, quindi, non basta un ordine del giorno a risolvere la questione interpretativa perché, come ho già detto, l'ordine del giorno impegna il Governo, ma l'interpretazione della legge spetta ai magistrati e agli operatori di giustizia. E siccome ci sono delle conseguenze anche sulla prescrizione, è chiaro che queste sono questioni giuridiche che potranno essere effettivamente poste. Per quanto possibile, sotto il profilo dell'organizzazione speriamo certamente che il caso di Bari non si ripeta più e che si risolva al più presto tutto il problema dell'edilizia giudiziaria, perché lì non c'è una lentezza della giustizia ma un'assoluta assenza di giustizia. Viene a mancare completamente un presidio della giurisdizione sul territorio. Questo è inaccettabile, perché crea a Bari una disparità di trattamento dei cittadini che hanno la sventura di avere una pendenza giudiziaria proprio presso quel tribunale. Inoltre, vi sono rilevanti perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento in esame. In passato una misura così drastica - parliamo di ledere i diritti costituzionalmente garantiti - come la sospensione dei termini processuali mediante decreto-legge è stata adottata in casi estremi come le calamità naturali. Quando i procedimenti ripartiranno, la macchina giudiziaria sarà gravemente rallentata, come se già non fosse abbastanza lenta in generale, con gravi conseguenze che contrastano con i princìpi del giusto processo, della ragionevole durata del processo, del diritto alla difesa. La sospensione dei procedimenti penali avrà dunque delle inevitabili conseguenze che contrastano con i princìpi costituzionali (articoli 2, 3, 24 e 111 della Costituzione). Altra perplessità nasce dal fatto che il termine fissato per il 30 settembre rischia anche di essere prorogato, viste le vicende ancora da approfondire in merito alla sede in cui trasferire il tribunale. Intervenire sui termini processuali, sospendere termini e procedimenti sarebbero la soluzione alla paralisi giudiziaria? È quasi paradossale, considerato che soltanto per effettuare le 60.000 notifiche stimate dal tribunale di Bari in conseguenza al provvedimento ci vorranno molto tempo, molto personale - addirittura si è parlato di una task force - e molta attività da parte degli uffici. È difficile immaginare tutto questo senza maggiori oneri per la finanza pubblica poiché queste attività hanno un costo. Un parere tecnico ha individuato in 60.000 euro il costo dell'operazione, ma noi pensiamo che sarà ben maggiore. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,52) ( Segue GRASSO). Inoltre, tutte le persone audite in Commissione alla Camera, tra cui gli stessi operatori di giustizia del tribunale - magistrati, avvocati, cancellieri - all'unanimità hanno manifestato una ferma contrarietà a queste misure. Sarebbe stato forse più opportuno dotarsi dei poteri per intervenire a livello logistico, individuare immediatamente una sede realmente idonea a far proseguire tutte le attività giudiziali. In conclusione, questo provvedimento non fa che determinare un allungamento dei processi e riteniamo che sarà oggetto di numerosi ricorsi anche alla Corte costituzionale. Per queste ragioni annuncio il voto contrario del Gruppo Liberi e Uguali alla conversione in legge del decreto-legge in esame. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Cucca) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, il Gruppo Fratelli d'Italia voterà contro il provvedimento in esame perché, al di là del merito, ci spiace dover constatare che il Governo è rimasto sordo, e con esso la maggioranza, a tutte le proposte di miglioramento che sono venute non soltanto in questa seconda lettura, ma già in prima lettura alla Camera, dove sarebbe stato ancora più semplice accoglierle, che sono venute da varie parti dell'opposizione che, al di là del merito, hanno tentato almeno di intervenire con proposte di miglioramento sul piano della tecnica legislativa. Questo è un provvedimento che non soltanto suscita - com'è stato ampiamente dimostrato nel corso dell'ampio dibattito e dell'esame degli emendamenti svolto questa mattina - gravi perplessità di merito e di diritto e addirittura di costituzionalità, ma lascia anche molto a desiderare sul piano della tecnica legislativa. Sorprende che nemmeno su questo piano, con un atteggiamento di incomprensibile chiusura, il Governo e la maggioranza abbiano voluto ascoltare chi da più parti cercava almeno di limitare il danno e di migliorare ciò che poteva essere migliorato. Come è già stato da più parti sottolineato, questo è un provvedimento che mette d'accordo - caso più unico che raro - tutti gli operatori della giustizia: gli avvocati, i magistrati e il personale amministrativo. Sono tutti concordi nel ritenere che questo provvedimento farà più danni di quelli che, in astratto e su un piano puramente teorico, si propone di risolvere. Non c'era, molto probabilmente, l'urgenza prevista dalla Costituzione per intervenire in questa materia. Molti hanno già ricordato che i problemi del tribunale di Bari non sono certamente nati ieri: non sono conseguenti a un terremoto o a un'alluvione, a un evento straordinario e imprevedibile e neanche a un evento naturale. Sono conseguenti a incapacità amministrativa e gestionale di chi doveva preoccuparsi dell'amministrazione della giustizia a Bari e degli strumenti decorosi e dignitosi per poter esercitare l'importantissima funzione giurisdizionale. Ebbene, per queste ragioni riteniamo sia assolutamente improprio prevedere sospensioni dei termini processuali, ma, ancora di più, intervenire anche in materia di prescrizione prevedendone la sospensione. Come tutti hanno ricordato, la prescrizione è un istituto sostanziale, non processuale e - come dicevo poc'anzi - finora, nel nostro ordinamento, è stata sospesa soltanto in casi straordinari: ricordo il caso dei terremoti dell'Emilia-Romagna o dell'Aquila, casi gravissimi che non hanno nulla a che vedere con il caso in esame. Il relatore si chiedeva il perché le opposizioni si scaldano tanto: in fin dei conti, si tratta soltanto di una sospensione di tre mesi, uno dei quali è già previsto dalla legislazione attuale come sospensione dei termini feriali. Ebbene, è proprio questo il punto. Non c'era bisogno, per una sospensione così breve, di intervenire in questo modo. Si poteva benissimo intervenire dando poteri straordinari al prefetto, come hanno inutilmente chiesto gli emendamenti, poco fa respinti dalla maggioranza e dal Governo. Restiamo convinti che il provvedimento al nostro esame non abbia nemmeno la necessaria copertura finanziaria. Restiamo convinti che le notifiche dovranno necessariamente essere eseguite - al di là di quello che dice il relatore - e comporteranno elevati costi e aggravi importanti sia di tempo che di denaro a carico dell'amministrazione, con la conseguenza - come molti hanno spiegato meglio di me nel corso della discussione generale - che molti procedimenti penali finiranno prescritti, nonostante la sospensione disposta con il provvedimento in esame.