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Con la manovra, oltre a questi aspetti, si continua a non fare nulla per piccole e medie imprese, professioni, artigiani, commercianti, le nostre partite IVA e tutto quel mondo che lavora, si sacrifica e ha scarsissime tutele. Non si fa nulla per quei dipendenti pubblici che fanno il loro dovere e non ci sono investimenti reali per la scuola. Il ministro Fioramonti, invece di occuparsi di staccare dai muri degli istituti i crocifissi e sostituirli con il mappamondo, si dovrebbe preoccupare di mantenere l'impegno assunto di aumentare gli stipendi dei nostri insegnanti, che invece corrono rischi di decurtazione. Presidente, per quanto riguarda gli enti locali, i Comuni e le Province, tema sempre in ballo, ci sono servizi sulle funzioni fondamentali che continuano a non essere gestiti. Noi aspettiamo in maniera impassibile che si verifichino tragedie. Lo ripeterò in ogni mio intervento. Quest'Italia sceglie di seguire la strada del servilismo all'Europa. Anche i risultati svelati stanotte del voto del Regno Unito ci spiegano come quella strada ci porti verso un vicolo cieco, che fa passare il Regno Unito oltre Atlantico, lasciando un'Europa più debole e più sola. Conte I e Conte II: l'Italia rimane all'anno zero. (Applausi del senatore La Pietra) . PRESIDENTE . Visto che non l'ha fatto nessuno e non ci siamo scambiati gli auguri, auguro io a tutti buona Santa Lucia. (Applausi). E vi ricordo di rispettare i tempi assegnati. È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà. FANTETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rivolgo tanti auguri anche a lei. Vorrei iniziare complimentandomi anch'io con il primo ministro Boris Johnson, con il cui partito noi di Forza Italia abbiamo fatto un'intesa politica già da anni e sulla quale contiamo per la difesa degli interessi della grande comunità italiana in Regno Unito, che sappiamo stargli a cuore. (Applausi del senatore Aimi) . Noi condividiamo la stessa fede nei valori del mercato positivi, la discriminazione dei migliori, la meritocrazia, la crescita sociale e gli ascensori che funzionano. Per questo tanti nostri ragazzi vanno a Londra, dove cominciano a lavorare come camerieri, anche se laureati. Due settimane dopo, sono vice capi ristorante; tre mesi dopo, sono a capo di una struttura; nel giro di un anno sono dei manager . Questa è la società che vogliamo e non una società con un'economia nazionalizzata e un ascensore sociale che non funziona. Vogliamo questo e, come centrodestra, speriamo di poter applicare queste formule il prima possibile. Non è quindi l'impostazione data quella che avremmo impresso alla manovra di bilancio; avremmo puntato su due o tre grandi iniziative e, in particolare, sulla riduzione delle tasse, invece che su una miriade di piccole iniziative che cercano di dare un contentino a tutti, come è stato fatto nelle innumerevoli ore di lavoro della Commissione bilancio. È stato un grande lavoro in una direzione diversa rispetto a quella cui noi aspiriamo e miriamo ad applicare presto. Per quello che riguarda gli italiani all'estero, come al solito sono pochissime le soddisfazioni. Temo che si continui a pensare che gli italiani all'estero siano pochi e non intelligenti, ma non è vera nessuna delle due cose; sono tantissimi - come ripeto sempre - ossia più del 12 per cento della popolazione italiana, perché sono sei milioni gli iscritti AIRE ed è questo un dato molto sottostimato. Non si può quindi avere riguardo per il 12 per cento della popolazione italiana e destinare 500.000 euro alla promozione della lingua e della cultura italiane, perché è una presa in giro. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non si può dire - come fanno alcuni rappresentanti degli italiani all'estero che addirittura sono al Governo - che si va a sperimentare il voto elettronico, e quindi si fa un passo avanti, e poi destinare un milione per le elezioni degli italiani all'estero e anche di qualche consesso regionale. Con gli stessi soldi gli italiani dovrebbe andare a votare con circa otto-nove milioni. È una presa in giro e gli italiani all'estero non possono essere presi in giro in questo modo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Toglietevi dalla testa che non se ne rendano conto: gli italiani all'estero si rendono benissimo conto - ad esempio - che continuano a essere gli unici che pagano sull'unica casa che hanno in Italia come se fosse la seconda. Adesso i pensionati italiani che avevano una riduzione sull'IMU non l'avranno più. Di tutto questo c'è coscienza nelle comunità italiane all'estero. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non crediate che non siano in grado di capirlo: lo capiscono benissimo e ne trarranno le conseguenze. Si è propagandato il fatto di aver evitato l'aumento dei costi per le procedure di richiesta di cittadinanza come una grande vittoria. Innanzitutto questo non riguarda gli italiani all'estero, ma coloro che vorrebbero diventarlo, e quindi non stiamo parlando, come al solito, degli iscritti AIRE, quelli che noi rappresentiamo in questo consesso; e poi ci dovremmo accontentare del fatto che non si sono raddoppiate le tasse per ottenere la cittadinanza italiana? Noi vogliamo una nuova legge sulla cittadinanza. Membri del Governo sono arrivati, ad inizio legislatura, in quest'Aula dicendo che avrebbero proposto un testo per i nuovi criteri di cittadinanza italiana; lo aspettiamo con ansia, ma non lo vediamo e non ci possiamo accontentare di niente di meno che un lavoro serio. Abbiamo avanzato delle proposte per quanto riguarda - ad esempio - il riconoscimento della ristorazione italiana all'estero, un ambito molto importante nel quale decine di migliaia di italiani all'estero hanno trovato fortuna e hanno portato l'eccellenza delle nostre produzioni agroalimentari e delle nostre ricette nel mondo. Avevamo inteso dare un riconoscimento istituzionale a questo fenomeno che ci permetterebbe anche di fare una seria promozione dei nostri prodotti e ci avrebbe permesso - ad esempio - di combattere il fenomeno dell' italian sounding . La risposta del Governo in questa legge di bilancio è stata dare - spero con un appalto - un contratto a una società di comunicazione in Italia per fare la solita campagna pubblicitaria contro l' italian sounding . La lotta all' italian sounding , però, si deve fare all'estero e non sulle reti radio e televisive italiane. E deve essere una attività in cui gli italiani all'estero, che hanno decine di migliaia di strutture che promuovono i prodotti italiani, i veri ristoranti italiani all'estero, che noi avremmo voluto riconoscere, dovrebbero essere in prima fila, perché è la funzione che una rete che abbiamo noi e non ha nessun altro Paese del mondo potrebbe utilmente svolgere. Invece si continuano a fare errori, per cui parliamo di difesa del made in Italy , ci vergogniamo di trovare il parmesan in giro per il mondo e poi non promuoviamo nelle strutture all'estero il vero parmigiano. In questo modo non andremo molto lontano. Ho parlato dei pensionati, del voto elettronico, della promozione di lingua e cultura, tutti capitoli a cui sono stati destinati finanziamenti veramente non sufficienti nella manovra di bilancio e di questo ci dogliamo, come pure ci dogliamo del fatto che continuano a essere messe in dubbio le nostre istituzioni.