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nel 2018, a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro, due incendi all'Ambientesis di Orbassano, la più grande piattaforma multifunzionale in Italia per il trattamento, il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali, sia liquidi che solidi; sempre nel 2018 al deposito di materie plastiche dell'Amiat di Collegno. Infine, il più recente: lo scorso 12 dicembre, a Beinasco, un intero capannone colmo di plastica della Demap, azienda specializzata in selezione e avvio al riciclo di imballaggi in plastica e plastica/metallo, è andato a fuoco; considerato che: secondo le ultime analisi condotte dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) del Piemonte nella zona di Beinasco, a causa dell'incendio, risulta essersi propagata una concentrazione di acido fluoridrico "che ha mostrato valori anomali rispetto al fondo di aree industriali similari, valore di almeno 10 volte rispetto al valore di fondo antropico non mediamente misurato nell'area di riferimento. La situazione monitorata è soggetta a variazioni durante il giorno dovute alla dinamica dell'atmosfera ovvero alla variazione dell'altezza dello stato di rimescolamento dei gas. La produzione di sostanze inquinanti che si generano dal raffreddamento della massa di rifiuti ancora soggetta ad azione dei vigili del fuoco è una costante durante l'intera giornata" ("arpa.piemonte", 14 dicembre 2021); inoltre ARPA specifica che, in seguito al crollo del tetto che era costituito da fibre di manufatti contenenti amianto, "sono state avviate le misure per la determinazione delle eventuali fibre aerodisperse in atmosfera attraverso la sistemazione di campionatori nell'area intorno al capannone interessato dall'incendio"; parallelamente al controllo degli inquinanti nell'aria, vi sono notizie preoccupanti anche riguardo il contenimento delle acque di raffreddamento che sono per la maggior parte confluite nella rete fognaria e solo in minima parte destinate al trattamento ad opera di aziende specializzate; dati così allarmanti non possono che destare preoccupazione, pertanto il sindaco del comune di Beinasco si è visto costretto a chiudere le scuole e a dichiarare zona rossa l'area intorno alla Demap, poiché circa 30 persone sono rimaste intossicate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente del grave problema degli incendi agli impianti legati al ciclo dei rifiuti che coinvolge tutto il territorio nazionale; quali iniziative intenda assumere per incentivare i controlli preventivi nei confronti degli impianti legati al ciclo dei rifiuti, nonché per evitare il riempimento dei relativi magazzini; se intenda adottare provvedimenti volti a potenziare gli impianti di sicurezza e videosorveglianza presenti all'interno degli impianti legati al ciclo dei rifiuti; come intenda intensificare la verifica dei limiti delle quantità di rifiuti stoccate nei singoli impianti ed evitare possibili e inevitabili accumuli. Atto n. 3-02993 GARAVINI Al Ministro della salute Premesso che: con il decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172 si è provveduto, tra l'altro, a modificare le disposizioni relative alla durata delle certificazioni verdi COVID-19, ovvero a meglio definirle, procedendo, in particolare, a ridurre da 12 a 9 mesi il periodo di validità delle certificazioni in possesso dei soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, nonché di coloro che hanno ricevuto un nuovo green pass a seguito di guarigione da COVID-19 avvenuta successivamente alla vaccinazione; tra le modifiche introdotte dal suddetto decreto, anche in relazione alle dosi che costituiscono il ciclo vaccinale che dà diritto alla certificazione verde e al suo rinnovo, non figura un riferimento alle prescrizioni vaccinali indirizzate a coloro che guariscono dal COVID-19 dalla circolare del Ministro in indirizzo del 21 luglio 2021, la quale stabilisce che tale categoria può sottoporsi ad un'unica somministrazione di vaccino, purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro 6 mesi dalla certificazione della guarigione e comunque non oltre 12 dalla stessa; premesso inoltre che alcuni soggetti guariti dal COVID-19, nonché alcuni soggetti vaccinati non diagnosticati che potrebbero anche aver contratto la malattia in modo asintomatico, quando si sottopongono al test sierologico riportano alti livelli di anticorpi per mesi; considerato che: all'interrogante sono pervenute numerose segnalazioni di gruppi rappresentanti le categorie di soggetti citati, i quali presentano incertezze relativamente al numero di dosi di vaccino da ricevere in somministrazione dopo l'avvenuta guarigione, nonché dubbi e preoccupazioni relativamente alla necessità di sottoporsi all'inoculazione di dosi di vaccino, nonostante si registrino dei livelli di anticorpi elevati, anche alla luce della acclarata e robusta immunità presente in soggetti che hanno superato l'infezione ancora oltre i 12 mesi dalla guarigione e che presentano una protezione del 90 per cento pari a quella dei soggetti vaccinati nei primi mesi dopo l'inoculazione; a supporto dei dubbi riguardanti l'opportunità di valutare i livelli di anticorpi prima delle inoculazioni del vaccino, all'interrogante è stato reso noto che in altri Paesi, quali Svizzera, Israele e Austria, il green pass è rinnovato subordinatamente alla presentazione di referti di test sierologici, la cui eventuale rilevanza viene esaminata secondo standard internazionali; considerato quindi che: è noto che la diffusione della variante "Omicron" sta destando fondato allarme nella comunità internazionale, poiché, tra l'altro, porta con sé delle nuove incognite circa l'immunità delle varie categorie di soggetti; si è altresì a conoscenza delle risposte attualmente fornite dal Governo attraverso i suoi canali ufficiali di informazione circa l'irrilevanza del test sierologico al fine di valutare l'immunità, nonché dell'assenza di rischi per la salute nel caso in cui un soggetto con un alto livello di anticorpi riceva una prescritta dose di vaccino, si chiede di sapere: al fine di garantire una più efficace ed approfondita informazione ai cittadini, se il Ministro in indirizzo intenda diffondere attraverso i canali di informazione ufficiali e quindi condividere con il Senato i dati scientifici che hanno condotto il Governo a ridurre la durata delle certificazioni verdi COVID-19 da 12 a 9 mesi per le categorie di soggetti indicate in premessa e a stabilire a 6 mesi la durata dell'immunizzazione dei soggetti guariti, ovvero se intenda presentare un'illustrazione degli studi su cui si basa la conclusione di irrilevanza dell'esame dei livelli di anticorpi in un soggetto per la verifica della sua immunità al virus Sars-Cov-2, e quindi delle valutazioni scientifiche che conducono ad escludere che ci siano rischi per la salute per i soggetti che si sottopongono a vaccinazione, nonostante registrino ancora un'elevata presenza di anticorpi; se il Ministro possa confermare che le indicazioni per i soggetti guariti dal COVID-19 relative al ciclo vaccinale cui sottoporsi siano ancora quelle a loro indirizzate nella sua circolare del 21 luglio 2021; se il Governo stia valutando l'istituzione di un gruppo di controllo tra i soggetti guariti dall'infezione Sars-Cov-2 e tra i soggetti vaccinati ai fini di studiare scientificamente la risposta immunitaria al virus e meglio reagire alla pandemia.