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l'inciso « tutela della concorrenza », di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera e) , della Costituzione giustifica l'adozione di misure antitrust , necessarie a contrastare gli atti e i comportamenti che incidono negativamente sull'assetto concorrenziale dei mercati. Molti soggetti, infatti, commercializzano in maniera non professionale manufatti di propria produzione, senza tuttavia doversi attenere alle prescrizioni gravanti sulle imprese artigiane. Il fenomeno rileva in tutta la sua ampiezza in occasione di mercati svolti su aree pubbliche, che, per definizione, sfuggono ad una stretta azione di controllo. In questa direzione, l'articolo 9, comma 1, del disegno di legge offre una puntuale definizione di hobbista, identificando tale figura nel soggetto che, nell'ambito di manifestazioni o eventi fieristici, espone in maniera saltuaria e occasionale (quindi senza possedere una partita IVA) merci di modico valore per la vendita o il baratto. Il comma 2 impegna le regioni a disciplinare il fenomeno dell'hobbismo, ma a condizione che sia preventivamente siglata un'intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e che sia perseguita l'uniformità regolatrice. L'attuale quadro normativo, per come definito dagli interventi di singole regioni, appare disorganico. Per cui diventa essenziale conseguire il funzionamento concorrenziale del mercato, a partire da un inquadramento nazionale del fenomeno. D'altra parte, frammentazione ed eterogeneità non fanno altro che favorire l'insorgenza di elementi di per sé ostativi all'operare del mercato in regime di concorrenza. Ciò posto, per poter svolgere l'attività di hobbista il comma 2 richiede: a) il rilascio di un titolo abilitativo e di un tesserino identificativo; b) il rispetto di determinati limiti in ordine a prezzi di vendita e valore complessivo della merce esibita; c) l'assolvimento di oneri informativi in vista della partecipazione ad eventi e manifestazioni. In ultimo, mentre al comma 3 si rinvia alla disciplina del settore del commercio per ciò che attiene all'esposizione e alla pubblicità dei prezzi, al comma 4 si prevedono sanzioni di carattere amministrativo, in caso di violazione delle norme adottate dalle regioni in attuazione dei princìpi di cui al comma 2. In ultimo, l'articolo 10, nel rispetto dell'articolo 81, terzo comma, della Costituzione, individua la copertura finanziaria, vale a dire le risorse economiche necessarie per far fronte ai nuovi oneri finanziari introdotti dal presente disegno di legge.. Art. 1. (Tutela e sviluppo dell'impresa artigiana artistico-tradizionale) 1. Ai sensi dell'articolo 45, secondo comma, della Costituzione e conformemente alla legge 8 agosto 1985, n. 443, le regioni adottano provvedimenti diretti alla tutela, alla valorizzazione e allo sviluppo dell'impresa artigiana che, nella sua espressione territoriale, artistica e tradizionale, ha per scopo prevalente lo svolgimento di un'attività diretta alla produzione di beni, anche semilavorati, i quali, in ragione del processo di lavorazione manuale applicato, presentano particolare valore creativo ed estetico. 2. Lo Stato, nell'ambito delle proprie competenze, e le regioni, nell'adottare i provvedimenti di cui al comma 1 del presente articolo, promuovono, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il perfezionamento di intese e accordi, al fine di favorire il raccordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per gli interventi di rispettiva competenza, in aderenza al principio di leale collaborazione. Art. 2. (Bottega storica e artigiana) 1. All'articolo 52 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il comma 1- bis è sostituito dal seguente: « 1-bis . Fermo restando quanto previsto dall'articolo 7- bis , i comuni, sentito il soprintendente, riconoscono la qualifica di bottega storica e artigiana all'impresa, iscritta all'albo delle imprese artigiane, di cui all'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, che esercita attività di artigianato nella sua espressione territoriale, artistica e tradizionale in locali, a chiunque appartenenti, aventi particolare valore storico, architettonico e ambientale, tale da costituire testimonianza della storia, dell'arte, della cultura e della tradizione manifatturiera della comunità territoriale di riferimento. Ai fini del riconoscimento della qualifica, previa istituzione di apposito albo regionale, i comuni verificano il possesso di determinati requisiti, così come definiti e specificati in sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sulla base dei seguenti criteri: a) svolgimento della medesima attività a fronte di un congruo e ininterrotto periodo di anni o di un numero minimo di trasferimenti aziendali in grado di assicurare il passaggio generazionale e la continuità d'impresa; b) accesso dei locali su area pubblica o su area privata gravata da servitù di passaggio; c) presenza nei locali di elementi di arredo o di elementi strumentali all'esercizio dell'attività d'impresa che conferiscano alla stessa particolare interesse culturale e valore economico aggiunto. In collaborazione con i comuni e gli enti locali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le associazioni imprenditoriali comparativamente più rappresentative per il settore dell'artigianato, prevedono, a favore di botteghe storiche e artigiane, la concessione di contributi atti a sostenere interventi di restauro o di valorizzazione degli arredi, nonché il riconoscimento di agevolazioni fiscali ». 2. Per le finalità di cui al comma 1- bis dell'articolo 52 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, come modificato dal comma 1 del presente articolo, a copertura degli impegni assunti, è istituito, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy , un Fondo nazionale per la tutela e la valorizzazione delle botteghe storiche e artigiane, con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro per l'anno 2023, la cui disponibilità annua è successivamente stabilita con legge. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti i criteri e le modalità per il funzionamento e la ripartizione del Fondo di cui al primo periodo. Art. 3. (Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili adibiti a laboratori per arti e mestieri) 1.