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Nuove disposizioni in materia di Comitati degli italiani all'estero. Onorevoli Senatori . – L'attuale sistema di rappresentanza degli italiani all'estero è giunto a definizione a seguito di quarant'anni di battaglie sul riconoscimento dell'appartenenza a pieno titolo degli italiani all'estero al popolo italiano e del conseguente esercizio degli stessi diritti e adempimento degli stessi doveri, dei cittadini residenti in Italia, come stabilito dalla normativa vigente, ferme restando le differenze derivanti da quella applicabile in alcune materie specifiche (ad esempio l'imposta municipale propria-IMU, la pensione sociale, e così via). Il mondo dell'emigrazione italiana si è arricchito di nuove espressioni di mobilità rispetto a quello in cui furono istituiti i Comitati degli italiani all'estero (COMITES), il Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) e la Circoscrizione estero. Nel ribadire la necessità di mantenere i tre livelli di rappresentanza, bisogna dare vita a un processo di riforma che li renda più efficienti e consoni alle mutate condizioni, tenendo conto: – delle politiche di internazionalizzazione del sistema Paese, di cui gli italiani all'estero sono fattore fondamentale; – delle diverse esigenze degli italiani all'estero in un'ampia gamma di realtà economiche, politiche e sociali: dall'Unione europea con i diritti di cittadinanza europea e libera circolazione a Paesi che garantiscono la residenza attraverso visti rinnovabili o a Paesi che concedono permessi di breve durata con restrizioni lavorative fino a Paesi emergenti con normative sfavorevoli all'ingresso di stranieri; – dei parlamentari eletti dagli italiani all'estero, potenzialmente residenti in Italia, con la necessità di prevedere meccanismi che assicurino unità di intenti e complementarietà di interventi; – delle risorse da assegnare alle attività di CGIE e COMITES, affinché possano tenere tutte le riunioni tassativamente elencate per espletare tutti i compiti fissati dalla legge; – di uso delle nuove tecnologie di comunicazione (ove fruibili, viste le differenze di fuso orario) integrativo delle riunioni previste per i due organismi e della loro interazione con i parlamentari. I COMITES istituiti con la legge 8 maggio 1985, n. 205, modificata dalla legge 5 luglio 1990, n. 172, e abrogata dalla legge 23 ottobre 2003, n. 286, agiscono nelle singole circoscrizioni territoriali delle rappresentanze diplomatico-consolari in cui si raggiunge il numero di iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) fissato per legge. I consiglieri sono eletti con procedure diverse: i cittadini italiani a suffragio universale; i cittadini stranieri di origine italiana nominati dalle associazioni sono cooptati con il voto degli eletti e non possono essere eletti né eleggere il Presidente del Comitato. I COMITES rappresentano territorialmente le esigenze, lo sviluppo, l'integrazione e l'interazione fra l'emigrazione tradizionale, gli italo-discendenti e la nuova emigrazione. Sono quindi il livello di rappresentanza di base anche nelle relazioni con le autorità locali, nel rispetto delle norme del diritto internazionale e dei rapporti fra Stati. Senza questo primo momento di rappresentanza diretta verrebbe a cessare la possibilità di raccogliere tutte le istanze di interesse per le comunità e di supporto al sistema Paese. Visto quanto sopra, è necessario garantire la capillarità della presenza dei COMITES ed è fondamentale che per la costituzione di un COMITES sia mantenuto il numero minimo di tremila iscritti all'AIRE e l'elezione dei consiglieri cittadini italiani avvenga a suffragio universale. I COMITES, emanazione diretta delle comunità territoriali, sia nelle funzioni loro attribuite che nella composizione, non sono più adeguati a servire le realtà che rappresentano. I molti compiti attribuiti al COMITES dall'articolo 2, commi 2, 3 e 4, della legge istitutiva sono più programmatori che precettivi. Nell'ottica dell'attribuzione di maggiori poteri e più precisi incarichi al COMITES, alla luce dei cambiamenti avvenuti nel tessuto delle comunità, si propone che il Comitato mantenga la sua natura di organismo di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le autorità diplomatico-consolari italiane e con le autorità locali, e abbia tre funzioni principali: 1) Ombudsman – difensore civico della comunità nei confronti delle autorità italiane e, in collaborazione con il Consolato, nei confronti delle autorità locali, con tutti i compiti concretamente espletabili nel rispetto delle leggi locali, del diritto internazionale e degli accordi fra Stati, e nei limiti delle disponibilità di bilancio; 2) antenna del sistema Paese nella circoscrizione di riferimento, con il fine del coinvolgimento delle forze produttive e associative della comunità nella promozione all'estero dell'Italia, anche in collaborazione con il nuovo progetto di promozione dell'Italia lanciato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. In tale ambito, il COMITES deve agire per favorire l'insegnamento e la diffusione della lingua e della cultura italiane, a supporto e in sinergia con gli enti promotori, le scuole e università locali, partecipando, per legge, all'elaborazione del Piano Paese; 3) centro di informazione, contatto e sostegno delle migrazioni e delle nuove mobilità.. 1 (Istituzione dei Comitati degli italiani all'estero) 1 In ogni circoscrizione consolare, ove risiedono almeno tremila cittadini italiani iscritti nell'elenco aggiornato di cui all'articolo 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, è istituito, con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale un Comitato degli italiani all'estero (COMITES), di seguito denominato « Comitato », quale organo di rappresentanza di base degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari. 2 Il COMITES è il difensore civico delle comunità verso le autorità italiane e, in collaborazione con le rappresentanze diplomatico-consolari, verso le autorità locali. Il Comitato, previa intesa con le autorità consolari, può rappresentare istanze della collettività italiana residente nella circoscrizione consolare alle autorità e alle istituzioni locali, con esclusione delle questioni che attengono ai rapporti tra Stati. 3 Il COMITES costituisce un centro di informazione, contatto e sostegno delle nuove emigrazioni e delle nuove mobilità. 4 In casi particolari, tenuto conto dell'assenza del Consolato nella circoscrizione di riferimento, delle dimensioni territoriali, della presenza di consistenti nuclei di cittadini italiani e di cittadini stranieri di origine italiana e di flussi di nuova emigrazione, e quando le condizioni locali lo richiedono, con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono istituiti, anche su richiesta del Comitato in carica, più Comitati all'interno della medesima circoscrizione consolare. Il decreto di cui al primo periodo delimita anche i rispettivi ambiti territoriali di competenza. 5 Subito dopo l'insediamento del COMITES, la rappresentanza diplomatico-consolare italiana informa le autorità locali dell'istituzione del Comitato e del tipo di attività svolta. La rappresentanza diplomatico- consolare rende partecipe il Comitato degli incontri ufficiali con le autorità locali sulle questioni di interesse della comunità rappresentata, con esclusione di quelle che attengono ai rapporti tra Stati.