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I governi sostenuti da coalizioni politiche omogenee possono essere stabili quanto quelli monopartitici, la grande innovazione che la scuola elettorale italiana aveva apportato era stata quella di riconoscere -- implicitamente col Mattarellum ed esplicitamente col Porcellum -- la possibilità di creazione di coalizioni pre-elettorali. Un unicum o quasi nel panorama politico occidentale, un esperimento forse troppo velocemente accantonato. La bocciatura della riforma costituzionale -- approvata in ultima lettura dalle Camere nel corso del 2016 -- sancita dal voto popolare nel referendum del 4 dicembre scorso, rende inoltre necessario procedere alla modifica del sistema elettorale vigente per l'elezione del Senato della Repubblica, anch'esso figlio della sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale. La legittima ricerca di stabili maggioranze di governo impone che il sistema di elezione per le due Camere -- fatte salve le disposizioni costituzionali -- sia il più simile possibile. Da tali considerazioni nasce il presente disegno di legge volto a riformare la legislazione elettorale per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica secondo i seguenti criteri: a) elezione della metà dei componenti la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica tramite collegi uninominali a turno unico e dell'altra metà tramite sistema proporzionale; b) selezione degli eletti della quota proporzionale tramite liste bloccate di non meno di tre e non più di sei candidati da presentare in collegi plurinominali; c) possibilità di stringere alleanze pre-elettorali; d) soglia di sbarramento per l'accesso alla ripartizione proporzionale dei seggi fissata all'1 per cento sia per le liste coalizzate sia per quelle non collegate; e) eventuale premio di governabilità per la lista o coalizione più votata fissato in 90 seggi per la Camera dei deputati e in 45 seggi per il Senato della Repubblica; f) votazione, per ogni Camera, su un'unica scheda -- configurata sul modello di quella attualmente in uso per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni con oltre quindicimila abitanti -- con l'indicazione dei nomi dei candidati nel collegio uninominale e nel collegio plurinominale.. 1 (Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati) 1 L'articolo 1 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957», è sostituito dal seguente: «Art. 1 -- 1 . La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto, espresso in un unico turno elettorale. 2 . Il territorio nazionale è diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. 3 . Il territorio nazionale, salvo quanto disposto dall'articolo 2, è inoltre suddiviso in 308 collegi uninominali, ripartiti in ogni circoscrizione in base al numero dei cittadini residenti. In tali collegi uninominali risulta eletto il candidato che ha riportato il maggior numero di voti. 4 . Per l'assegnazione del restante numero di seggi, ogni circoscrizione è suddivisa in uno o più collegi plurinominali. Ogni collegio plurinominale ricomprende almeno tre collegi uninominali. La ripartizione dei seggi attribuiti nei collegi plurinominali si effettua in sede di Ufficio centrale nazionale con l'eventuale assegnazione di un premio di governabilità di 90 seggi». 2 All'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il comma 1- bis è abrogato. 3 All'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il comma 3 è sostituto dai seguenti: « 3 . Con il decreto di cui al comma 1 è inoltre stabilito il numero di seggi che, per ogni circoscrizione, è riservato all'eventuale premio di governabilità di cui all'articolo 1, comma 4. Tale premio, fissato in 90 seggi, è ripartito tra le circoscrizioni sulla base del numero di cittadini in esse residenti, con l'esclusione della circoscrizione Valle d'Aosta. 3 -bis. Salvo quanto disposto dall'articolo 2, i seggi spettanti a ciascuna circoscrizione ai sensi del comma 1, e non già assegnati in collegi uninominali, sono ripartiti in collegi plurinominali, nei quali il numero di candidati, determinato in base alla popolazione residente, deve essere non inferiore a tre e non superiore a sei». 4 All'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il comma 2 è sostituto dal seguente: « 2 . Ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale, e i nomi dei candidati nel collegio uninominale. L'elettore dispone inoltre di un voto per l'elezione del candidato nel collegio uninominale. Il voto espresso per una lista è valido anche ai fini dell'elezione del candidato nel collegio uninominale ad essa collegato». 5 All'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il quinto comma è abrogato. 6 All'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, al comma 1, la parola: «regione» è sostituita dalla seguente: «circoscrizione». 7 All'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, al primo comma, dopo le parole: «nei collegi plurinominali» sono inserite le seguenti: «e nei collegi uninominali» e dopo le parole: «nei singoli collegi plurinominali» sono inserite le seguenti: «e nei singoli collegi uninominali». 8 L'articolo 14- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 14- bis . – 1. I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche. 2. La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno. 3. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati che si candidano a governare depositano il programma elettorale nel quale dichiarano il nome e il cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e il cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'articolo 92, secondo comma, della Costituzione. 4. Gli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo sono effettuati dai soggetti di cui all'articolo 15, primo comma. 5.