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come noto le bozze del disegno di legge di bilancio per il 2021, circolate nelle scorse settimane, contenevano una disposizione volta a istituire una Fondazione, denominata «Istituto italiano di Cybersicurezza», con lo scopo di promuovere e sostenere l'accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica, nonché di favorire lo sviluppo della digitalizzazione del Paese riguardo a prodotti e processi informatici di rilevanza strategica, a tutela della sicurezza nazionale; la stessa disposizione prevedeva con precisione compiti e funzioni di tale Fondazione, posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri per il tramite del Segretario Generale e del DIS, nonché le norme di raccordo con la vigente normativa in ordine alla strategia nazionale di sicurezza cibernetica, le forme di cooperazione interna e internazionale, le caratteristiche essenziali dello Statuto e la procedura di approvazione; ne veniva altresì stabilita la struttura di governance , qualificando come «membri fondatori» il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri partecipanti al Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica; tale ipotesi di intervento normativo veniva enfatizzata in molte anticipazioni giornalistiche, suscitando conseguentemente forte curiosità e molte attenzioni tra gli «addetti ai lavori» e nei settori di competenza, ma nella sua versione definitiva, il disegno di legge di bilancio, attualmente all'esame del Parlamento, non contiene tale norma, stralcio che, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, sarebbe attribuibile a contrasti e disaccordi interni alla maggioranza; è evidente come la pandemia mondiale abbia aumentato gli scenari di crisi ed accresciuto i fronti di vulnerabilità e di permeabilità dei sistemi di sicurezza nazionali, mentre si registra contestualmente crescente preoccupazione in ordine all' escalation della minaccia terroristica internazionale, anche alla luce dei più recenti attentati di Parigi, di Nizza e di Vienna, pertanto ogni questione relativa al potenziamento di tutte le attività di intelligence rappresenta una scelta organizzativa e strategica di preminente interesse, si chiede di sapere quali siano le iniziative di sua competenza che il Ministro intende adottare in tema di difesa e sicurezza cibernetica per la tutela degli interessi nazionali e se le stesse riguardino anche indirettamente la previsione dell'Istituto italiano di Cybersicurezza previsto da una norma del disegno di legge di bilancio successivamente stralciata. Atto n. 3-02131 PITTONI SAPONARA BORGONZONI ALESSANDRINI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: urge un cambio di passo affinché nell'attuale crisi economica, occupazionale e sociale diventino davvero prioritarie la questione educativa e l'effettiva pluralità dell'offerta scolastica; a tal fine si ritiene necessario prendere concretamente in considerazione la possibilità di: a) sottoscrivere patti educativi di comunità che coinvolgano il Ministero dell'istruzione, le Regioni e i Comuni, generando un'alleanza tra le 40.000 scuole statali e le 12.000 scuole paritarie, al fine di reperire locali e mezzi di trasporto che consentano a tutti gli allievi di frequentare, alle stesse condizioni, una scuola statale o una paritaria, con particolare attenzione alle famiglie che vivono una situazione di difficoltà a causa della pandemia o che condividono l'esperienza della disabilità; b) prevedere un incremento delle risorse per il pluralismo scolastico in riferimento a qualità e continuità del servizio scolastico ed educativo offerte dalle scuole paritarie, di cui alla legge n. 62 del 2000, e prevedere, a partire dell'esercizio fiscale 2021, la deducibilità della retta versata per studente per la frequenza della scuola pubblica paritaria del ciclo primario e secondario di istruzione, per un importo non superiore a 5.500 euro ad alunno; c) eliminare ogni discriminazione fra scuola pubblica statale e scuole pubbliche paritarie, per superare l'impari accessibilità in tema di erogazione di fondi, dotazioni e risorse, specie se legate alle criticità e agli oneri determinati dalla pandemia, al fine di garantire la migliore funzionalità dell'apprendimento e la sicurezza sanitaria negli edifici; d) incrementare il fondo di cui all'art. 1 comma 616 della legge n. 232 del 2016, destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità, allo scopo di riconoscere a ciascun allievo disabile la disponibilità del docente di sostegno, al fine di evitare una grave discriminazione quale quella di negare il docente di sostegno ad allievi svantaggiati, imponendone il costo alla famiglia o alle scuole paritarie che, chiaramente, non sono in grado di sostenerlo; considerato che: le scuole pubbliche paritarie offrono assoluta disponibilità alla rendicontazione dei contributi, rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l'introduzione dei costi standard di sostenibilità da declinare in: convenzioni, voucher , buono scuola, detraibilità delle rette, devoluzione del 10 per mille, misura peraltro già proposta dalla Lega con specifico disegno di legge presentato in Senato (AS 1787); la fase 2 del COVID-19 ha reso evidente che la scuola statale, il cui costo annuale a carico della collettività per alunno è pari a 8.500 euro, non è riuscita ad assicurare la ripartenza della didattica per tutti, mentre le scuole paritarie sopravvissute alla carenza di risorse generata dalla pandemia con rette che vanno dai 3.800 euro per la scuola dell'infanzia, ai 5.000 euro per il liceo, hanno comunque assicurato il servizio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda avviare una sinergica collaborazione, ed eventualmente in che termini, tra scuole pubbliche statali e scuole paritarie, al fine di innalzare il livello qualitativo del sistema scolastico nel suo insieme, rendendolo più equo e generando, a fronte di un servizio migliore, un significativo risparmio di risorse pubbliche. Atto n. 3-02132 FARAONE Al Ministro della difesa Premesso che: i recenti sviluppi sanitari che hanno portato alla creazione di un vaccino sperimentale efficace contro il virus responsabile della pandemia da COVID-19, nonché i positivi risultati dei test che sono stati predisposti per accertarne gli effetti, stanno guidando verso quella che sarà l'ultima vera fase operativa nell'azione di contrasto alla malattia, ossia alla somministrazione del vaccino medesimo e alla progressiva immunizzazione della popolazione; nei giorni scorsi, parecchie fonti stampa hanno riportato le notizie riguardanti l'organizzazione, da parte del Ministero della difesa, di un piano specifico per la predisposizione di una rete logistica di distribuzione vaccinale che coinvolga il personale dell'Esercito; tra le ipotesi che sono state avanzate, infatti, vi sarebbe anche quella di mettere a disposizione le forze armate non solo per la distribuzione, ma anche per la somministrazione del vaccino, potendo altresì contare sull'allestimento di siti militari esclusivamente adibiti alla vaccinazione;