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Signor Presidente, ringrazio gli onorevoli senatori per permettermi di tornare su un argomento chiave, che è stato molto importante durante la fase emergenziale, quello del lavoro agile, che ha permesso, a questo Governo e a tutta la pubblica amministrazione, di non arretrare in una fase di emergenza sanitaria e di continuare a garantire l'erogazione dei servizi e tutelare, altresì, la salute dei lavoratori. È chiaro che il lavoro agile che abbiamo conosciuto durante l'emergenza non è il classico smart working , ma è uno smart working dettato dall'emergenza e dalla necessità, che ha implicato delle percentuali molto alte di lavoratori posti in lavoro agile proprio per la tutela della salute. Ecco perché, nel decreto rilancio, invece, abbiamo introdotto un'ulteriore normativa, tesa a incentivare l'amministrazione ad un parziale rientro del personale, legato a delle alternanze di presenza fisica con la necessità di garantire, ancora in maniera più celere, i servizi per le amministrazioni, le imprese e cittadini che, progressivamente, stanno rientrando all'interno delle procedure lavorative ordinarie e, quindi, ad una vita normale. È chiaro che l'obiettivo deve essere, non solo, come è stato durante la fase emergenziale, quello della tutela della salute e del benessere organizzativo, ma deve essere bilanciato necessariamente con l'efficienza e l'efficacia dei servizi. Deve contribuire, sicuramente, anche a un maggior risparmio da parte della pubblica amministrazione. Se riusciamo a tenere più lavoratori in lavoro agile, ma anche in remote working (quindi, non solo in smart working come conosciuto, cioè il lavoro agile da casa, ma anche all'interno di spazi condivisi, come il coworking ), potremo ottenere dei risparmi sul fronte della funzionalità, come dimostra il mondo del privato. Si tratta semplicemente di applicare tale modalità, con delle correzioni, al mondo del pubblico, con una sostenibilità, dal punto di vista ambientale, notevole. L'incremento, come dicevo, è stato altissimo durante questa emergenza. L'obiettivo è ora di portarlo a delle percentuali del 30-40 per cento del personale a regime, ma anche di chiedere all'amministrazione di identificare quali attività si possono svolgere in questa maniera e di mantenere una percentuale di almeno metà di queste attività in lavoro agile. Abbiamo attivato un monitoraggio e due consultazioni, sia per il personale dirigenziale che non, per riuscire ad incrociare le valutazioni rispetto a questo periodo sperimentale. Il tutto va affiancato ai diritti, come quello alla disconnessione dei parametri temporali, all'individuazione di obiettivi, a una formazione necessaria del personale dirigenziale, che deve riorganizzare il lavoro sulla base degli obiettivi e non più della presenza fisica, e a una formazione anche del personale non dirigenziale, che deve mettersi a disposizione di questa nuova sfida che diventerà, poi, un modello organizzativo a regime. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ortis, per due minuti. ORTIS (M5S) . Signor Presidente, saluto e ringrazio il Governo e il Ministro per tutto il lavoro svolto e l'impegno profuso nel difficile momento che stiamo attraversando. Una nota rivista di geopolitica italiana ha definito argutamente tale momento, parafrasando Winston Churchill, «l'ora più chiara» poiché, al netto delle sofferenze e delle privazioni che abbiamo affrontato, il Covid-19 ci ha aiutato a cominciare a chiarire diversi aspetti che riguardano, per esempio, il rapporto tra gli Stati, l'utilità dell'Europa e la funzionalità o la disfunzionalità delle Regioni: questioni che dovremo sicuramente affrontare e discutere ampiamente e senza preconcetti in quest'Assemblea. Tra le altre cose, abbiamo appurato che lo smart working o tele working - come lo chiamano a Bruxelles - si può utilizzare e può essere applicato anche in Italia, nonostante quel modo di pensare un po' antiquato che credeva non fosse possibile utilizzarlo adesso. Abbiamo scoperto che non è vero che il lavoro a distanza fa produrre di meno il lavoratore e, anzi, sulle nostre spalle abbiamo visto che è esattamente il contrario: si lavora di più. Ci siamo resi conto che il contatto con l'azienda non si perde con il lavoro agile perché gli strumenti ci permettono di rimanere in contatto e che non è difficile l'utilizzo delle tecnologie che magari sembravano così distanti dal nostro modo di vedere il lavoro. Per tali motivi trovo la sua risposta molto soddisfacente e, quindi, siamo pienamente soddisfatti anche in previsione dell'aumento dell'impiego di questo strumento. Prima di concludere, approfitto per ricordarle che qui al Senato stiamo già lavorando da circa un anno sull'Atto Senato 1320 avente oggetto disposizioni per lo sviluppo del telelavoro nelle amministrazioni pubbliche. Sono convinto che con l'impegno di tutti riusciremo a innovare e migliorare il lavoro nel nostro Paese e - chissà - magari un giorno anche qui al Senato. (Applausi). PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,53) Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri, ha proceduto all'organizzazione della discussione della questione di fiducia posta dal Governo sul decreto-legge concernente l'accesso al credito per le imprese, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Per la discussione sulla fiducia, sono stati attribuiti dieci minuti a ciascun Gruppo parlamentare. Seguiranno le dichiarazioni di voto e la chiama, orientativamente intorno alle ore 13. Ciascun senatore voterà dal proprio posto. La Conferenza dei Capigruppo ha altresì approvato il calendario dei lavori fino al 19 giugno. Nella seduta di martedì 9, con inizio alle ore 12, saranno discusse le mozioni sull'attivazione dei test sierologici per il virus Covid-19 e sulle iniziative per affrontare l'emergenza climatica. Il calendario della prossima settimana prevede, inoltre, la discussione dei decreti-legge sulla proroga delle intercettazioni e sospensioni processuali e in materia di studi epidemiologici e statistici su SARS-CoV-2. Nella settimana dal 16 al 19 giugno, oltre all'eventuale seguito degli argomenti non conclusi, sarà discusso il decreto-legge sulle consultazioni elettorali per il 2020, attualmente all'esame della Camera dei deputati. Mercoledì 17 giugno, alle ore 15, il Presidente del Consiglio dei ministri renderà comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2020. Nelle sedute di giovedì 11 e giovedì 18, alle ore 15, avrà luogo il question time. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 3 giugno 2020, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 19 giugno 2020: