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Presenta, pertanto, uno schema di parere non ostativo, richiamando, in particolare, l'articolo 2 che prevede l'aliquota IVA ridotta per le somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali, fatturate nei mesi di aprile, maggio e giugno 2022, in linea con la direttiva IVA 2006/112/CE, e l'articolo 34 prevede modifiche al decreto legislativo n. 9 del 2021, di attuazione del regolamento (UE) 2017/1939 sull'istituzione della Procura europea "EPPO", relative alle procedure di nomina dei procuratori europei delegati. Il PRESIDENTE , in assenza di richieste di intervento e previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. AG 374 Schema di decreto legislativo recante modifiche al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, in attuazione della direttiva (UE) 2019/1023 riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull'insolvenza) Doc n. 374 Schema di decreto legislativo recante modifiche al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, in attuazione della direttiva (UE) 2019/1023 riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l'esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull'insolvenza) (Osservazioni alla 2 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore LICHERI ( M5S ), relatore, introduce l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, volto a dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/1023, in materia di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione delle imprese, in forza della delega legislativa contenuta nella legge di delegazione europea 2019-2020, che scadrà il prossimo 17 giugno. L'attuazione della direttiva europea è prevista anche tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che il Governo si è impegnato a realizzare entro la fine del 2022, attraverso una serie di modifiche al Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019, la cui entrata in vigore è stata rinviata al prossimo 16 maggio 2022, dal decreto-legge n. 118 del 2021 in materia di crisi d'impresa e di giustizia. L'obiettivo principale della direttiva (UE) 2019/1023, come si legge dal primo considerando, in premessa alla direttiva, è quello di garantire alle imprese e agli imprenditori sani, che sono in difficoltà finanziarie, la possibilità di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva, che consentano loro di continuare a operare, e di garantire agli imprenditori onesti insolventi o sovraindebitati di poter beneficiare di una seconda opportunità mediante l'esdebitazione dopo un ragionevole periodo di tempo, attraverso procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione maggiormente efficaci e, in particolare, di durata ridotta. La direttiva interviene, quindi, nell'ambito dei quadri di ristrutturazione preventiva, per il debitore che versa in difficoltà finanziarie e per il quale sussiste una probabilità di insolvenza, al fine di impedire l'insolvenza e di garantire la sostenibilità economica del debitore. Interviene, inoltre per facilitare le procedure che portano all'esdebitazione dai debiti contratti dall'imprenditore insolvente e per aumentare l'efficienza delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione. La direttiva è entrata in vigore il 16 luglio 2019 e gli Stati membri avevano tempo fino al 17 luglio 2021 per davi attuazione. Tuttavia, la stessa direttiva prevede all'articolo 34, paragrafo 2, che gli Stati membri che avessero incontrato particolari difficoltà nell'attuazione della direttiva, avrebbero potuto chiedere di una proroga di un anno. Di tale facoltà si è avvalso il Governo italiano, che ha ottenuto dunque di poter attuare la direttiva entro il 17 luglio 2022. Lo schema di decreto in esame si compone di 50 articoli, suddivisi in due capi. Il capo I (articoli da 1 a 44) provvede a dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/1023 attraverso modifiche al Codice della crisi e dell'insolvenza, di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019. In particolare, viene introdotta nel Codice la nuova disciplina sui quadri di ristrutturazione preventiva, volti a prevenire l'insolvenza ed evitare la liquidazione. Si prevede che l'imprenditore predisponga un assetto organizzativo, amministrativo e contabile idoneo a rilevare tempestivamente e ad affrontare lo stato di crisi, con l'indicazione dei segnali d'allarme che vanno considerati indice di una possibile crisi. Si prevede l'integrale sostituzione del titolo II della parte I del Codice, dedicato alle procedure di allerta e di "composizione assistita della crisi", per sostituirle con le disposizioni già in vigore sulla "composizione negoziata della crisi" e sulla piattaforma telematica nazionale, anticipate ai fini della realizzazione degli obiettivi del PNRR dal decreto-legge n. 118 del 2021 e dal decreto-legge n. 152 del 2021. La composizione negoziata per la soluzione della crisi d'impresa ha come obiettivo quello di superare la situazione di squilibrio dell'impresa prima che si arrivi all'insolvenza. La procedura della composizione negoziata prevede l'utilizzo di una piattaforma telematica nazionale, collegata ad altre banche dati pubbliche, su cui dovrà essere disponibile un programma informatico per consentire la valutazione della sostenibilità del debito e la predisposizione automatica di piani di rateizzazione. Vi è poi una disciplina dettagliata della figura dell'esperto, chiamato ad affiancare l'imprenditore nell'affrontare la sua situazione di squilibrio. Per incentivare il ricorso all'istituto della composizione negoziata, sono previste misure di agevolazione fiscale. Il titolo III della parte I del Codice è ridenominato "Quadri di ristrutturazione preventiva e procedure di insolvenza" e provvede a recepire la direttiva con riferimento al procedimento unitario per l'accesso ai quadri di ristrutturazione preventiva e alle misure cautelari e protettive del patrimonio dell'impresa in crisi, della durata massima di quattro mesi, dalle quali sono comunque esclusi i diritti di credito dei lavoratori.