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Si tratta di un ulteriore importante tassello, che va aggiungersi a quanto già previsto dal PNRR, utile a rafforzare la tutela e la sicurezza dei lavoratori, in una stagione dove i morti sul lavoro sono 3 ogni giorno, e a contrastare il lavoro sommerso e irregolare, una piaga che va contrastata con determinazione e azioni concrete, anche per garantire il rispetto delle regole di mercato e quindi lo sviluppo di una imprenditoria sana. Come già evidenziato, abbiamo migliorato questo provvedimento nell'ottica di quanto già disposto nel PNRR che contiene importanti investimenti per la pubblica amministrazione. In generale che cosa vogliamo con queste misure e risorse approvate? Quello che vogliamo è una pubblica amministrazione rinnovata, in grado di ascoltare le richieste dei cittadini e delle imprese, capace di dare risposte e servizi in maniera efficace ed efficiente. Questo rinnovamento si deve basare su alcuni assi importanti. Il primo è la trasformazione digitale: una pubblica amministrazione digitalizzata e sburocratizzata è in grado di interagire più rapidamente con le persone e le aziende. Per ottenere ciò occorrono però nuovi pubblici dipendenti, con capacità innovative e una formazione adeguata. Secondo i dati presentati nel corso FORUM PA 2021, i laureati nella pubblica amministrazione sono il 41,5 per cento, cresciuti del 21,5 per cento negli ultimi 10 anni, ma con un predominio di giuristi: il 30 per cento sono laureati in giurisprudenza, il 17 per cento in economia, il 16 per cento in scienze politiche o sociologia. Solo una minoranza ha svolto corsi per accrescere competenze digitali (5 per cento) o di project management (2,3 per cento). È quindi necessario il supporto di professionalità scientifiche che attraverso il loro lavoro raccolgano dati che misurano i fenomeni, li analizzino e forniscano evidenze scientifiche sulle quali orientare le decisioni politiche. Le competenze informatiche anche a livello dirigenziale sono fondamentali, per non fallire di nuovo quanto si sta tentando di fare da oltre 20 anni, perché non è da oggi che si parla di trasformazione digitale. Occorre assumere questo genere di qualifiche se vogliamo una nuova pubblica amministrazione adeguata ai tempi che viviamo. Ci dobbiamo rendere conto che la staticità e la resistenza al cambiamento della pubblica amministrazione è anche conseguenza della configurazione complessiva della dirigenza composta quasi esclusivamente da competenze giuridiche ed economiche. Fino a che nella dirigenza non si immetteranno le competenze scientifiche e informatiche, la transizione digitale resterà bloccata, ed è questo il senso dell'emendamento che invita a reclutare competenze STEM nei ruoli apicali. Il secondo asse è rappresentato dai giovani. La pubblica amministrazione italiana è anziana. L'età media è di 50 anni. Gli under 30 sono appena il 4,2 per cento. È "pensionabile", perché ha già compiuto 62 anni, il 16,3 per cento del totale, oltre 500 mila persone, ma ce ne sono altri 180.000 che hanno maturato 38 anni di anzianità. Una pubblica amministrazione rinnovata deve essere "giovane", deve essere attrattiva verso le nostre ragazze e ragazzi e per questo deve avere alcune caratteristiche importanti. Primo, deve consentire un reclutamento rapido, effettuando concorsi in tempi brevi, in pochi mesi e non anni. Secondo, deve dare chiarezza sulle prospettive di avanzamento di carriera, assicurando retribuzioni equiparabili a quelle offerte dal mercato. Si invoca la pubblica amministrazione dei migliori, auspicando il rientro dei cervelli, ma come si fa ad invocare il rientro dei "cervelli" senza un adeguato riconoscimento oltre che professionale anche economico? Tutto ciò è necessario per permettere ai giovani di programmare il loro futuro, per motivarli nel dare il meglio di loro stessi sul luogo di lavoro, per incentivarli ad assumere questo impegno con disciplina ed onore per il bene del Paese e di tutti noi. Infine, per attrarre i giovani, la pubblica amministrazione deve essere più trasparente ed equa e quindi più etica. I giovani sono la parte più vitale e sana del nostro Paese, chiedono giustizia e onestà allo Stato e quindi alla pubblica amministrazione che gestisce tutte le funzioni amministrative del Paese. Il terzo asse è rappresentato dalla parità di genere. Il 29 luglio del 1976, esattamente 45 anni fa, Tina Anselmi diventava la prima Ministra donna del nostro Paese. Un esempio per tutte le donne che aspirano alle cariche più alte. Nei vertici dei ministeri e della presidenza del consiglio, da punto di vista amministrativo, sono solo poco più di un terzo le donne a ricoprire incarichi di vertice, con una considerevole variabilità tra le diverse strutture. Bisogna fare di più. Tantissime donne lavorano nella pubblica amministrazione ma sono quasi sempre gli uomini che ricoprono ruoli più alti. Bisogna riequilibrare tale situazione per garantire l'accesso ai ruoli più elevati per il genere femminile. Come pure auspichiamo la parità di genere in tutti i ruoli della pubblica amministrazione a partire dagli insegnanti. È necessario quindi superare tutti i divari: quelli di genere, quelli generazionali e, infine, quelli territoriali, tra Nord e Sud, per garantire a tutti i cittadini, di tutte le zone d'Italia, l'accesso alla macchina amministrativa. Come MoVimento 5 Stelle ci batteremo sempre per un sistema di reclutamento e di progressione aperto, equo e meritocratico che oggi trova ancora troppi ostacoli, nella politica e nelle stesse amministrazioni. Perché vogliamo una pubblica amministrazione specchiata, che sia veramente capace di mettere al centro il cittadino e i suoi bisogni. Per tutti questi motivi anche per questa volta rinnoviamo la fiducia al Governo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Astorre, Auddino, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Borgonzoni, Bossi Umberto, Botto, Buccarella, Calandrini, Cangini, Cario, Catalfo, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cirinna', Damiani, De Falco, De Poli, Di Marzio, Drago, Ferrara, Ferrazzi, Ferro, Floridia, Galliani, Garavini, Ghedini, Giacobbe, Ginetti, Marilotti, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Papatheu, Pichetto Fratin, Pisani Giuseppe, Pittella, Pucciarelli, Rizzotti, Ronzulli, Ruotolo, Saviane, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Sudano e Vono. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Nencini, per attività della 7ª Commissione permanente; Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Nencini, per attività della 7ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.