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Se noi leggiamo l'articolo 2 insieme all'articolo 1 del disegno di legge comprendiamo l'assoluta indeterminatezza di questa norma, perché l'articolo 1 definisce l'orientamento di genere come una autopercezione e una autodichiarazione assolutamente soggettiva e slegata da qualsiasi parametro biologico od oggettivo. Allora voi capite bene, colleghi, che il combinato disposto di queste due norme comporta una norma penale in bianco, che potrà essere riempita discrezionalmente da qualsiasi magistrato a seconda del suo orientamento, dei suoi convincimenti, delle sue posizioni morali, religiose, etiche, politiche o filosofiche. Stiamo cioè confezionando una norma per imbavagliare chiunque la pensi diversamente dal magistrato che di volta in volta giudicherà su quel caso. (Applausi) . Questo è il vero rischio che oggi stiamo mettendo in atto qualora dovessimo approvare questa norma. Fratelli d'Italia - ripeto - è pronta a votare anche oggi una norma che aggravi, anche pesantemente, le sanzioni nei confronti di chi commette violenza o istiga alla violenza, ma non è assolutamente disposto a votare una norma che creerà inevitabilmente un reato di opinione, violando l'articolo 21 della Costituzione. Cari colleghi, di questo siete consapevoli anche voi, sostenitori di questo disegno di legge, perché altrimenti non avreste sentito il bisogno di scrivere l'articolo 4, che non fa altro che sancire - in modo più confuso peraltro - quello che sancisce l'articolo 21 della Costituzione. Che bisogno c'è di richiamare l'articolo 21 della Costituzione all'interno dell'articolo 4 del disegno di legge, dato che anche i bambini sanno che la Costituzione prevale sempre su ogni legge, essendo una fonte del diritto sovraordinata? Che bisogno ci sarebbe di inserire l'articolo 21 della Costituzione dentro l'articolo 4 del disegno di legge, se gli stessi sostenitori di questo provvedimento non si rendessero conto del rischio che comporta questa norma nel reprimere legittime opinioni in ordine di famiglia naturale, in ordine del diritto di un bambino di avere un padre e una madre, in ordine di gestazione per altri o utero in affitto che dir si voglia, in ordine al fatto che lo Stato deve sostenere soltanto la famiglia naturale? Fermo rimanendo il diritto di chiunque di fare ciò che crede nella propria vita privata, la funzione sociale della famiglia fondata da un uomo e da una donna per mantenere, istruire, educare e allevare un figlio è un'altra cosa. (Applausi) . E noi vogliamo avere il diritto di continuare ad affermare questi nostri convincimenti senza che qualcuno ci metta sotto processo. Cosa dice l'articolo 4? L'articolo 21 della Costituzione va bene, ma purché le opinioni espresse non comportino il rischio e il pericolo di discriminazione o di violenza. Ma chi stabilisce se esiste o meno questo rischio, questo pericolo? Ovviamente lo può stabilire solo un magistrato, signor Presidente. Questo vuol dire che chiunque di noi dica, ad esempio, che un bambino ha diritto ad avere una madre e un padre potrebbe domani trovarsi denunciato da una associazione di omosessuali, di gay o altro che si sente discriminata da questa nostra affermazione e il magistrato lo dovrà rinviare a giudizio e lo dovrà giudicare. Cosa dovrà giudicare, cari colleghi? Dovrà giudicare un fatto, sulla base del principio di tassatività dell'articolo 25, secondo comma della nostra Costituzione o dovrà giudicare un'opinione, un convincimento, o addirittura uno stato d'animo, se cioè chi ha fatto quella affermazione lo abbia fatto per un convincimento etico, morale, politico, religioso o filosofico o se l'abbia fatto animato da motivi di odio? Questo dovrà giudicare il magistrato. State creando una norma per giudicare lo stato d'animo interiore dell'imputato. Negli ordinamenti giuridici conosciuti nel mondo intero questo istituto si chiama diritto penale dello stato d'animo interiore ed è stato applicato in due soli ordinamenti, cari colleghi: nell'ordinamento giuridico nazionalsocialista e nell'ordinamento giuridico della Russia sovietica, che poi ovviamente ha ispirato tutti gli altri regimi comunisti del mondo. Solo in questi due ordinamenti giuridici non si giudica un fatto, ma si giudica uno stato d'animo. Noi dovremo andare a giustificare davanti a un giudice il nostro stato d'animo. Questo è quello che voi state introducendo con questo disegno di legge. Certo, speriamo e confidiamo di trovare un giudice ragionevole, un giudice che magari non antepone le sue convinzioni al buonsenso - perché qui si tratta poi di buonsenso - ma intanto ci saranno un processo, la gogna mediatica, le spese legali e l'ansia di che si trova sotto processo del tutto ingiustamente. Il risultato di tutto questo sarà quello a cui, in realtà, vuole mirare la maggioranza: l'autocensura. Quando gli italiani sapranno che parlare di certi argomenti comporta il rischio di un processo penale si autocensureranno, non si avventurano più su un terreno minato e quindi il politicamente corretto trionferà, censurando e chiudendo la bocca a quella che ancora oggi credo sia la maggioranza degli italiani, che in materia di famiglia, in materia di filiazione, in materia di diritti dei minori la pensa esattamente come noi, ma il politicamente corretto chiuderà loro la bocca, come ha certificato anche un recente sondaggio negli Stati Uniti, dove due elettori repubblicani su tre hanno dichiarato di non parlare più di questi argomenti in pubblico per paura della reazione che verrà inevitabilmente manifestata nei loro confronti. Con il risultato che avremo una dittatura della minoranza sulla maggioranza. (Applausi) . Cari colleghi, questo state preparando con questo... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Senatore Balboni, siccome lei è anche iscritto a parlare in discussione sulla questione pregiudiziale, se vuole continuare, ha altri dieci minuti. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, concludo velocemente. Ovviamente non sono soltanto questi i temi che ci preoccupano molto; ce ne sono anche altri e, in particolare, l'articolo 7, che rischia di aprire le porte delle scuole di ogni ordine e grado alla propaganda gender ; rischia di mettere i nostri bambini - ai quali non insegniamo l'educazione sessuale perché con questa legge vogliamo insegnare loro l'educazione gender - nelle mani di associazioni che probabilmente non sono le più qualificate nei confronti della famiglia per affrontare questi problemi. Signor Presidente, questi sono i motivi per cui noi invitiamo chi ha davvero a cuore la libertà di pensiero a votare a favore di questa pregiudiziale. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di introdurre la discussione sulla questione pregiudiziale, su cui può intervenire un rappresentante per Gruppo, comunico che è stata avanzata la richiesta di votare e chiudere la discussione sulla questione pregiudiziale questa sera, per esaminare domani mattina la questione sospensiva. Senatore Balboni, è per quello che le ho chiesto se lei voleva intervenire in discussione. Rinuncia, quindi? BALBONI (FdI) . Sì, rinuncio. RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.