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Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI o ADHD). Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge ha come scopo quello di tutelare le persone affette da un disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività, una patologia che se diagnosticata per tempo permette a chi ne è affetto, e alla sua famiglia, di condurre una vita dignitosa. Con l'acronimo DDAI/ADHD si indica un disturbo del neurosviluppo che si presenta precocemente e ha pesanti ricadute nella vita individuale, socio-emozionale e scolastica, include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall'incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell'ambiente. Va sottolineato, anche, come la malattia agisca diversamente su bambini di sesso maschile e su quelli di sesso femminile. Se da un lato ci troviamo dinanzi a un bambino incapace di stare fermo, con attacchi di impulsività e iperattività, dall'altro ci troviamo una bambina estremamente docile, persa nei propri pensieri, incapace di ascoltare e riflettere su ciò che le viene assegnato, insomma tale da definirla « persa nel suo mondo ». Due atteggiamenti completamente diversi, eppure riconducibili a un'unica patologia. Vista la premessa, è opportuno precisare come il DDAI non sia una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, e non va nemmeno considerato come il risultato di una disciplina educativa inefficace o una sorta di cattiveria insita del bambino, ma è una vera e propria patologia, che se non adeguatamente individuata porta a esiti drammatici. A sostegno di quanto appena esposto vi è un recentissimo studio condotto da Irene Strada, Vincenza Tesoro ed Elena Anna Maria Vegni, pubblicato sulla Rassegna italiana di criminologia (anno XV, n. 2, 2021), dove emerge come il DDAI incida pesantemente sulla popolazione carceraria, parliamo di una percentuale che oscilla dal 25 al 45 per cento dei detenuti. In breve, il DDAI è un vero problema, per l'individuo stesso, per la famiglia e per la scuola e spesso rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali. È un problema che genera sconforto e stress nei genitori e negli insegnanti, che si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino. L'insegnante si trova a dover gestire una classe composta da più bambini e l'intervento deve essere a trecentosessanta gradi, a tutela e inclusione di tutti. Quindi, l'ottica di intervento di questo disegno di legge non deve limitarsi alla presa in carico del bambino affetto dalla patologia, ma deve accompagnarlo in un percorso di vita che lo faccia sentire il più possibile accettato dalla società, e non emarginato perché ritenuto ingestibile. Diventa fondamentale far capire agli altri adulti quale sia la reale natura del problema dell'iperattività. Si ritiene necessario che tutte le persone sappiano interagire nel modo più corretto con questi bambini, che sappiano affrontare il problema senza pregiudizi o limiti e che siano affiancati da professionisti che, individuata la patologia, accompagnino il bambino e la famiglia verso la soluzione più idonea. Il presente disegno di legge si compone di dieci articoli. L'articolo 1 disciplina l'oggetto del disegno di legge, che riconosce il disturbo da deficit di attenzione/iperattività come patologia invalidante, tale da determinare un'alterazione precoce e globale di tutte le funzioni essenziali nel processo evolutivo. L'articolo 2 reca le finalità del disegno di legge, prevedendo una serie di misure volte a supportare i soggetti affetti da tale patologia. L'articolo 3 dispone l'adozione del Piano nazionale per gli interventi in materia di disturbi da deficit d'attenzione e iperattività, a cui spetta definire gli indirizzi, le priorità e le strategie dell'azione nazionale. L'articolo 4 prevede l'istituzione di centri regionali per il disturbo dell'attenzione e iperattività, incaricati della diagnosi, della definizione del percorso terapeutico e della valutazione periodica della condizione del paziente. L'articolo 5 dispone la creazione della rete regionale dei servizi per il disturbo dell'attenzione e iperattività, diretta ad assicurare un sistema integrato e omogeneo di servizi e una presa in carico globale delle persone con diagnosi di DDAI/ADHD e delle loro famiglie. L'articolo 6 prevede misure volte a garantire l'integrazione sociale, scolastica e lavorativa dei soggetti affetti da disturbo da deficit di attenzione e iperattività. L'articolo 7 dispone la promozione della collaborazione e l'integrazione dei settori pubblici della sanità e dell'assistenza sociale con le organizzazioni del privato sociale e del Terzo settore. L'articolo 8 promuove l'istituzione di un comitato tecnico-scientifico a livello ministeriale, volto al monitoraggio e alla verifica del rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge. L'articolo 9 reca le disposizioni finanziarie. L'articolo 10 dispone l'entrata in vigore della legge. La proposta di legge è stata presentata al Consiglio regionale il 22 giugno 2022 dai consiglieri Moras, Calligaris, Miani, Boschetti, Tosolini, Turchet, Bernardis, Ghersinich, Singh, Polesello e Bordin, appartenenti al gruppo consiliare Lega Salvini, ed è stata esaminata dalla III Commissione permanente nelle sedute del 2 agosto 2022, 21 novembre 2022 e 12 gennaio 2023 e, in quest'ultima approvata, all'unanimità, senza modifiche. Il 2 agosto 2022 il consigliere Morandini, appartenente al gruppo consiliare Progetto FVG per una regione speciale/AR, ha aggiunto la propria firma alla proposta di legge. Nel corso della seduta del 21 novembre 2022 la III Commissione permanente ha ascoltato in audizione l'Associazione italiana famiglie ADHD (AIFA APS) e l'Associazione italiana per i disturbi di attenzione e iperattività (AIDAI). Le associazioni hanno espresso forte apprezzamento e supporto all'iniziativa, condividendo la necessità di una legge nazionale specificamente dedicata al problema, in grado di uniformare il modo di affrontare la patologia, per portare a un'esatta e appropriata gestione di bambini, adolescenti e adulti affetti dal disturbo da deficit d'attenzione e/o iperattività. Nel corso dell'esame in Assemblea, tutti i consiglieri regionali hanno aggiunto la propria firma alla proposta di legge, che è stata approvata all'unanimità, senza modifiche.. Art. 1. (Oggetto) 1. La Repubblica, in attuazione degli articoli 3 e 32 della Costituzione, nonché della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, e della Carta dei diritti delle persone con diagnosi di disturbo da deficit dell'attenzione/iperattività, riconosce il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, di seguito denominato « DDAI/ADHD », come patologia invalidante tale da determinare un'alterazione precoce e globale di tutte le funzioni essenziali nei processi evolutivi. 2.