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Capiamo, però, quali sono le situazioni che sta vivendo questa gente, che vede compromesso, non solo il presente, ma probabilmente anche il futuro. Voteremo quindi questo decreto-legge, che nasce per le stesse motivazioni per cui è nato questo Governo. L'attuale Governo è nato per l'inopportunità di andare al voto in un momento nel quale, probabilmente, il voto avrebbe potuto creare un elemento di aggravamento della pandemia. Giustamente, come conseguenza, anche le elezioni amministrative sono state rinviate, in un momento nel quale ci auguriamo che, partendo come si deve la campagna di vaccinazione, con una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e rigidi protocolli sanitari, che si possono senz'altro realizzare, anche il diritto costituzionale di esercitare il proprio voto, sia pure in amministrazioni e in organismi intermedi, possa essere esercitato. Qualche modifica è stata accettata in Commissione. Noi abbiamo cercato di portare un contributo, visto che ci trovavamo in un momento delicato, per riflettere su alcune storture di certe normative. Mi riferisco soprattutto all'articolo 1, comma 14, della legge n. 3 del 2019, che dà il senso dell'irragionevolezza (molte volte) delle norme legislative. Viene posta una sanzione a carico del partito che non ha provveduto, nei quindici giorni precedenti al voto, a pubblicare sul proprio sito il certificato penale dei candidati. Ma le liste vengono presentate trenta giorni prima ed è irrazionale prevedere una sanzione quando ormai il termine per la presentazione delle liste è evaporato: ed è irrazionale soprattutto quando il partito dimostra documentalmente di aver richiesto il certificato penale al cittadino. Ci è stato detto dal Sottosegretario che questa non era la sede per affrontare il tema e che forse la normativa era troppo giovane per essere sottoposta a una rivisitazione in maniera traumatica; ma devo dare atto al Presidente, al Governo e a tutti i componenti della Commissione di aver preso un impegno, che non è quello di fare la rivoluzione di questa normativa, ma di aprire un momento di riflessione, al fine di verificare quanto ha funzionato e quanto no. Vorrei anche dire agli amici dei 5 Stelle, che hanno fatto di questa norma un cavallo di battaglia, che nessuno vuole sottrarre i partiti alla responsabilità della trasparenza nelle candidature e nella designazione dei loro rappresentanti; ma facciamo una normativa razionale, efficace e che funzioni, invece di sparare nel mucchio, perché non bisogna essere dei politici di professione per capire quali e quante sono le difficoltà nel momento in cui si devono presentare le liste, con i tempi ristretti, gli imprevisti, gli inconvenienti, le sostituzioni, le rinunce e le nuove candidature. È impossibile tenere conto di tutto questo in maniera ragionevole e razionale. È mancato il coraggio anche a proposito dei rinnovi dei senati accademici delle università. Si è fissato il termine a ottobre; è mancato quel poco di coraggio per prorogare tale termine fino a dicembre. Ci sono delle università all'interno di città che sono state gravemente colpite dalla pandemia e che quindi più delle altre hanno subito le difficoltà e l'emergenza. Ma, come diceva qualcuno oggi in Commissione, piuttosto che niente è meglio piuttosto. Annunciamo pertanto il nostro voto favorevole, con la consapevolezza che questo è soltanto il primo passo per cercare di porre rimedio a tante storture e a tante normative che hanno dimostrato... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Governo, colleghi, il decreto-legge che andiamo oggi a convertire tocca un tema estremamente delicato: il rinvio delle elezioni, ossia di ciò che sta alla base di ogni sistema democratico. Il Governo interviene per decreto per posticipare non solo i rinnovi delle amministrazioni locali, ma anche di tutti i seggi vacanti nel Parlamento. Il potere Esecutivo quindi interferisce di fatto su quello legislativo e ciò è sicuramente l'elemento costituzionalmente più rilevante del decreto-legge n. 25. Il passaggio di ratifica parlamentare non è quindi un semplice atto dovuto, ma è il momento e il luogo in cui è indispensabile compiere un'attenta valutazione circa la portata degli elementi positivi e negativi del quadro di insieme in cui ci troviamo. Lo stato della pandemia non ha impedito ad altre nazioni di procedere diversamente. Importanti elezioni si sono tenute nelle scorse settimane e altre ne verranno nel corso della primavera; quindi nel bilanciamento tra diritto alla salute e diritto alla democrazia ha prevalso la scelta di non comprimere quest'ultimo. Il nostro Paese invece, che - lo ricordo - è stato il primo a scontrarsi con gli effetti del Covid, sembra destinato a essere tra gli ultimi a uscirne, a causa di un piano vaccinale male impostato e fatto partire lentamente e in colpevole ritardo, in cui si è data priorità alle coreografie delle primule e non all'approvvigionamento di vaccini e alla disponibilità di personale sanitario. Per fortuna, con la destituzione del commissario Arcuri e l'arrivo del generale Figliuolo, il trend è cambiato e si procede a recuperare il tempo perduto confidando di raggiungere l'obiettivo nel corso dell'estate. Diventa quindi concepibile un rinvio delle previste elezioni, non di un anno, ma di quindici settimane, per permettere al Paese di affrontare la campagna elettorale con maggiore serenità e senza troppi vincoli e limitazioni. Queste sono le premesse che portano il nostro Gruppo a dichiarare il voto favorevole e ad accettare questo slittamento dei termini per l'esercizio di un diritto fondamentale come quello del voto. Sarebbe difficilmente attuabile un rinvio ulteriore, perché città importanti come Roma, Milano, Torino e Napoli necessitano di un rinnovo e di un rilancio della vita amministrativa e l'accanimento terapeutico nel tenere in vita le Giunte Raggi, Sala, Appendino e De Magistris sarebbe l'ulteriore punizione per milioni di nostri concittadini. Purtroppo dovremo trascinarci anche la ridicola e stucchevole soap opera con la quale la sinistra crede di tenere col fiato sospeso il Paese. Dovremo attendere l'autunno per sapere chi sarà il loro candidato paracadutato nel collegio di Siena alla Camera: Sarà Conte? Sarà Letta? Una manfrina infinita, che prende in giro gli elettori senesi, che invece meriterebbero rispetto e di essere rappresentati da un parlamentare che conosca il territorio e che sia ad esso legato. (Applausi) . Il passaggio parlamentare di questo decreto è stata però l'occasione per inserire alcuni correttivi indispensabili per le elezioni comunali nei piccoli Comuni. Lo affermo con soddisfazione, perché la Lega è da sempre al fianco di queste realtà ed è attenta, come nessun altro, alle loro necessità ed esigenze, anche grazie al fatto che molti senatori del Gruppo della Lega sono prima di tutto amministratori locali.