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Ho ricordato al mio interlocutore la natura essenzialmente difensiva della NATO e la prospettiva di una sicurezza continentale alla quale la Russia ha tutto l'interesse a partecipare in modo costruttivo, attraverso i meccanismi istituzionali esistenti, come - ad esempio - il Consiglio NATO-Russia e l'OSCE. Si tratta di concetti toccati anche nel corso dei colloqui telefonici dei giorni scorsi tra il presidente Draghi e i presidenti Putin e Zelenski. L'Italia vuole continuare a dare un contributo concreto ed efficace alla ricerca di una soluzione diplomatica della crisi in corso, in cui sono in gioco nostri interessi vitali. L'architettura di sicurezza in Europa è l'oggetto principale di alcune proposte avanzate dalla Russia agli Stati Uniti e alla NATO, che a loro volta hanno risposto prospettando proprie proposte messe a punto nel quadro di un importante coordinamento tra le due sponde dell'Atlantico; un coordinamento cui l'Italia ha dato un convinto contributo affinché venisse colta una possibile opportunità di confronto diplomatico e di dialogo con Mosca. Sui media russi è stato diffuso un testo con le risposte di Mosca alle controproposte statunitensi. Auspichiamo che da Mosca giungano risposte anche alle proposte della NATO e che su tali basi - come ho già accennato - possa proseguire, nonostante le forti divergenze di principio, un confronto serio e costruttivo sugli importanti e concreti temi della sicurezza. Con il nostro sostegno, l'Unione europea realizzerà programmi di capacity building per le forze di sicurezza ucraine, come concordato al Consiglio affari esteri di lunedì. In ambito NATO l'Italia sta facendo la propria parte per rassicurare gli alleati del fianco Est, dal Baltico al Mar Nero. E consideriamo di contribuire ulteriormente all'adattamento della postura della NATO, di cui occorre mantenere salda l'unità e la credibilità sul piano politico-militare. In particolare, oggi siamo già presenti in Lettonia, con un contingente di circa 200 unità dell'Esercito, nell'ambito della enhanced forward presence , e svolgiamo attività di enhanced air policing in Romania con circa 130 unità di personale. Partecipiamo, inoltre, alla forza navale NATO di reazione immediata con importanti assetti marittimi nazionali per esercitazioni e attività di sorveglianza nel Mediterraneo e nel Mar Nero. All'ultima Force generation conference del 17 gennaio abbiamo offerto ulteriori apporti, in particolare al gruppo marittimo permanente della NATO nel Mediterraneo. Questo impegno - insieme al nostro apporto alle missioni NATO in Kosovo e Iraq - fa dell'Italia attualmente il primo contributore di truppe dell'Alleanza. Siamo pronti a considerare nuove misure di rassicurazione per gli alleati sul fianco Sud-orientale e sono stati stabiliti contatti tecnici preliminari con le autorità ungheresi e bulgare. L'attuale scenario di crisi si inserisce in un contesto di forte dipendenza sul piano energetico. Unione europea e Regno Unito importano complessivamente il 40 per cento del gas dalla Russia, ma anche Mosca dipende fortemente dagli introiti dell' export di energia e l'Europa è, per l'appunto, il suo miglior cliente. Il gasdotto Nord Stream 2 offrirebbe alla Germania una rotta alternativa rispetto alla via ucraina, ma sempre legata alle forniture russe. Come sapete e come ho ricordato, il cancelliere Scholz, in risposta all'aggravarsi della crisi, ieri ha sospeso le procedure autorizzative del nuovo gasdotto. Il gas russo che arriva in Italia transita interamente per i gasdotti ucraini; una ragione in più per evitare il conflitto. Disinnescare la minaccia sull'approvvigionamento via ucraina, che finora è stato per l'Italia regolare, significherebbe anche allentare le tensioni dei mercati che - come ben sappiamo - hanno riflessi sui prezzi del gas. L'attuale impatto di questa crisi sui prezzi ci conferma l'esigenza di un coordinamento europeo nella fase non solo di stoccaggio del gas - iniziativa cui abbiamo già dato seguito negli ultimi mesi - ma anche e soprattutto di formazione dei contratti di fornitura. Una crisi del genere dovrebbe portare l'Europa, oltre ad aumentare gli sforzi sulle energie rinnovabili, ad accelerare il varo di una energy union per i contratti di fornitura del gas. L'Italia sarà protagonista nel realizzare questo progetto. La sicurezza energetica del nostro continente passa attraverso la libertà e la sovranità di tutti gli attori europei. In conclusione, signora Presidente, dobbiamo essere realisti: il susseguirsi degli eventi sta aggravando una situazione già di per sé delicata. È per questo che dobbiamo rimanere vigili, reattivi e pronti a fornire risposte efficaci da individuare e mettere in campo di concerto con i nostri partner europei e alleati. Malgrado la gravità del momento e gli ultimi sviluppi cui stiamo assistendo in queste ore, vogliamo continuare a concentrarci su ogni iniziativa diplomatica che possa scongiurare una guerra; una soluzione che riteniamo ancora possibile, anche se con margini che si riducono di giorno in giorno. Occorrerà, innanzitutto, compiere una valutazione approfondita soprattutto con Francia e Germania sulle reali prospettive del formato Normandia e del gruppo trilaterale di contatto, alla luce del duro colpo inflitto dalla Russia agli accordi di Minsk con il riconoscimento delle Repubbliche separatiste. Non faremo mancare il nostro contributo al negoziato e al confronto con la Russia sull'Ucraina e, più in generale, sulla sicurezza europea attraverso NATO e OSCE. Garantiremo, inoltre, un sempre maggiore coinvolgimento dell'Unione europea in un contesto di crisi che chiama in causa la sicurezza e la stabilità del nostro continente. Sosteniamo la ripresa di un'interlocuzione fra Unione europea e Russia a un livello adeguato alla gravità della crisi, valorizzando il ruolo dell'Europa, ruolo che non può solo comprendere la definizione delle misure restrittive, ma deve anche tradursi in una forte iniziativa politica. Come ha osservato il presidente Mattarella in occasione del recente discorso di insediamento, da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace concretizzato dall'integrazione europea e accresciuto dal venir meno della guerra fredda. Non possiamo accettare che ora si alzi nuovamente il vento dello scontro in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Ministro, ci fa piacere sentire da lei che faremo di tutto per evitare la guerra, ma - come ha detto Noam Chomsky - la Russia è circondata dalle armi offensive degli Stati Uniti e nessun capo politico potrebbe tollerare che l'Ucraina si unisca a un'alleanza militare ostile. Qui sta il punto. Lo possiamo dire anche con le parole di Prodi del 2015, che molto più semplicemente disse che, se l'obiettivo era portare l'Ucraina nella NATO, allora si sarebbero create tensioni irreversibili. Tanto la Russia quanto gli Stati Uniti hanno un approccio imperialista al di fuori dei propri confini, attraverso azioni militari e pressioni economiche sistematiche;