[pronunce]

che, in particolare, la fattispecie rientrerebbe nell'ambito applicativo dell'art. 31 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), che assoggetta alla disciplina del trasferimento di azienda ex art. 2112 del codice civile le vicende relative al trasferimento o conferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni o enti pubblici, o loro aziende o strutture, ad altri soggetti, pubblici o privati, con passaggio automatico al cessionario dei rapporti di lavoro concernenti gli addetti all'attività ceduta, per effetto di successione legale che non necessita del consenso del contraente ceduto (ossia del dipendente trasferito); che l'Avvocatura generale dello Stato ha inoltre sottolineato che il personale in questione era stato assunto da ANAS spa mediante esperimento di procedura concorsuale e/o di selezione pubblica, sicché sarebbe improprio ragionare di costituzione di un nuovo rapporto di impiego, trattandosi, piuttosto, di trasformazione di un già esistente rapporto di natura pubblicistica in altro rapporto avente caratteristiche analoghe; che, con memoria depositata nell'imminenza dell'udienza pubblica, i ricorrenti nel giudizio iscritto al n. 138 del registro ordinanze 2014 hanno replicato alle difese spiegate dall'Avvocatura generale, richiamando, quanto alla prospettata applicabilità dell'art. 31 del d.lgs. n. 165 del 2001 (da cui discenderebbe la superfluità dell'espletamento di un pubblico concorso), la giurisprudenza della Corte costituzionale, secondo cui tale norma non si riferisce alla cessione di funzioni da parte di soggetti privati in favore di enti pubblici, in quanto, in tal caso, si verificherebbe un passaggio di status - da dipendenti privati a dipendenti pubblici (ancorché in regime di lavoro privatizzato) - che richiede una prova concorsuale aperta al pubblico; che, quanto all'argomentazione fondata sul già avvenuto superamento di un pubblico concorso da parte dei ricorrenti, questi ultimi l'hanno contrastata rilevando che «nessuno degli odierni deducenti ha all'epoca sostenuto alcuna selezione per il ruolo che attualmente ricopre, né tantomeno partecipato ad alcun concorso pubblico, per l'accesso alla dirigenza in Anas». Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione terza, e la Corte d'appello di Roma, con due ordinanze di analogo tenore, dubitano della legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 51 e 97 della Costituzione, dell'art. 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, dell'art. 11 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 febbraio 2012, n. 14, e dell'art. 12 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135; che i due giudizi hanno ad oggetto le stesse norme, censurate con riferimento agli stessi parametri, sotto gli stessi profili e in gran parte con le stesse argomentazioni, sicché, ponendo identiche questioni, vanno riuniti e decisi con un'unica pronuncia; che, ad avviso dei rimettenti, le suddette norme, nella parte in cui hanno disposto il trasferimento del personale dipendente di ANAS spa, in servizio presso l'Ispettorato di vigilanza sulle concessionarie autostradali (IVCA) alla data del 31 maggio 2012, dapprima all'Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali e poi alla Struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali, istituita all'interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza il previo superamento di un pubblico concorso, si porrebbero in contrasto con i principi di eguaglianza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, nonché con il principio dell'accesso ai pubblici impieghi mediante pubblico concorso, con conseguente violazione dell'art. 97 Cost., oltre che degli artt. 3 e 51 Cost.; che, preliminarmente, va osservato come la censura proposta dalle parti private costituite, con riferimento all'asserita natura di legge-provvedimento della normativa impugnata, non sia stata accolta da alcuna delle due ordinanze di rimessione; che, per costante giurisprudenza di questa Corte, non possono essere presi in considerazione questioni o profili di illegittimità costituzionale dedotti esclusivamente dalle parti, sia quando eccepiti ma non fatti propri dal giudice a quo, sia quando volti ad ampliare o modificare successivamente il contenuto delle ordinanze di rimessione (ex multis, sentenze n. 83, n. 56, n. 37 e n. 34 del 2015; ordinanze n. 122 e n. 24 del 2015); che, pertanto, l'oggetto del presente giudizio deve essere limitato alle disposizioni e ai parametri indicati nelle ordinanze di rimessione; che nessuna delle due ordinanze motiva in punto di applicabilità, alla fattispecie in esame, dell'art. 31 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), che assoggetta alla disciplina del trasferimento di azienda ex art. 2112 del codice civile - con conseguente passaggio automatico di personale, senza necessità di pubblico concorso - le vicende relative al trasferimento o conferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni o enti pubblici (o loro aziende o strutture) ad altri soggetti, pubblici o privati; che tale carenza di motivazione è conseguenza del fatto che i giudici rimettenti non hanno valutato se ANAS spa debba considerarsi o non "pubblica amministrazione", appunto, ai fini dell'applicazione del citato art. 31 del d.lgs. n. 165 del 2001; che, d'altra parte, la valutazione sull'applicabilità della norma da ultimo menzionata alla fattispecie in esame risultava logicamente pregiudiziale rispetto a qualunque motivazione in punto di non manifesta infondatezza della specifica questione di legittimità costituzionale sollevata; che tale valutazione risultava tanto più necessaria in presenza di pronunce giurisprudenziali, le quali, ciascuna in funzione dell'applicazione di una specifica porzione di disciplina, hanno affermato che la trasformazione di ANAS in società per azioni ne avrebbe lasciato inalterata la natura pubblica (Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenze 12 luglio 2013, n. 3753; 24 maggio 2013, n. 2829; 8 novembre 2011, n. 5904;