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In particolare, nel 2019, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è indicato in misura pari al -1,6 per cento (in riduzione di 0,6 per cento rispetto al 2018), a fronte del 2,2 per cento previsto dal Governo nella Nota tecnico illustrativa 2020. Non risultano invece disponibili informazioni riguardo l'aggiornamento delle stime riferite al saldo di indebitamento per gli esercizi 2020 e successivi. In proposito, la Relazione in esame fa presente che, con la presentazione del Programma di stabilità (incluso nel DEF 2020), l'evoluzione della situazione sanitaria e i conseguenti riflessi in termini sociali, di crescita economica e di finanza pubblica, potranno essere valutati anche alla luce delle informazioni più aggiornate e della complessiva revisione dello scenario macroeconomico. In quella sede si terrà anche conto del risultato 2019 dell'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Nella lettera alla Commissione europea, il Ministro dell'economia e delle finanze evidenzia la difficoltà di prevedere, allo stato attuale, l'effetto netto di tutti i fattori che incidono sulla stima di indebitamento netto. Per quanto concerne il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, ricorda che, in base all'articolo 1 della legge di bilancio 2020, i livelli massimi del saldo netto da finanziare per l'esercizio in corso sono stati indicati in 79,5 miliardi di euro, in termini di competenza, e in 129 miliardi, in termini di cassa. La Relazione prevede incrementi degli stanziamenti fino a 104,5 miliardi di euro nel 2020 in termini di competenza e a 154 miliardi di euro in termini di cassa, con un incremento degli stanziamenti fino a 25 miliardi sia in termini di competenza che in termini di cassa. Nella lettera alla Commissione europea, il Governo chiede al Parlamento e alla Commissione di considerare le spese relative al pacchetto di emergenza, pari a circa l'1,1% del PIL, quali spese una tantum , come tali da non considerare ai fini del computo del saldo di bilancio strutturale - calcolato sottraendo al saldo di bilancio nominale gli effetti del ciclo economico e quelli delle misure una tantum - il cui percorso di aggiustamento rimane pertanto invariato rispetto a quello delineato nella NADEF 2019 e nel Documento programmatico di bilancio 2020, in cui si fissava un obiettivo pari a -1,4% del PIL nell'anno 2020, -1,2% nel 2021 e -1% nel 2022. Il valore per il 2020 comporta un deterioramento del saldo di bilancio strutturale pari a circa 0,1 punti percentuali di PIL rispetto all'anno precedente. Nella lettera di risposta, la Commissione europea conferma che le misure di spesa pubblica adottate una tantum in relazione all'emergenza epidemiologica in corso sono da considerarsi escluse, per definizione, dal calcolo del saldo di bilancio strutturale e dalla valutazione del rispetto delle regole di bilancio vigenti. La Commissione evidenzia, inoltre, che il quadro delle regole di bilancio contiene gli elementi di flessibilità necessari ad affrontare gli eventi eccezionali al di fuori del controllo del governo, pur nell'ambito del mantenimento delle condizioni di sostenibilità della finanza pubblica. La Commissione procederà a una valutazione preliminare delle richieste di flessibilità basate sulla clausola di flessibilità per eventi eccezionali al momento della presentazione dei Programmi di stabilità 2020. In quell'occasione si terrà conto della necessità di adottare misure urgenti per la salvaguardia del benessere dei cittadini e per mitigare gli effetti negativi sulla crescita economica dell'emergenza epidemiologica. Per ulteriori approfondimenti, rinvia alla Documentazione di finanza pubblica n. 11 dei Servizi di documentazione del Senato e della Camera dei deputati. Il PRESIDENTE , nel ringraziare la relatrice per l'illustrazione svolta, fa presente che è disponibile la memoria dell'Ufficio parlamentare di bilancio trasmessa ieri, per le vie brevi, a tutti i componenti della Commissione. Dichiara quindi aperta la discussione generale. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) si ricollega alle tematiche affrontate dal Ministro dell'economia e delle finanze nel corso dell'audizione congiunta tenutasi con l'omologa Commissione della Camera dei deputati, sottolineando con spirito costruttivo l'importanza di un tempestivo intervento sulla questione del fido bancario aperto presso gli Istituti di credito in favore delle piccole e medie imprese, in quanto il mancato rientro dall'affidamento rischia di determinare l'iscrizione come "cattivo pagatore". Ne consegue, alla luce del carattere essenziale del fido per le piccole e medie imprese, la necessità che venga tempestivamente introdotta una moratoria per evitare le sanzioni in caso di mancato rientro dovuto alla drammatica situazione derivante dall'epidemia in corso. Il PRESIDENTE interviene incidentalmente per precisare che il tema affrontato dal senatore Rufa riguarda la definizione del default per i soggetti che sconfinano dall'affidamento per oltre l'1 per cento, sottolineando l'utilità di una proroga del meccanismo sanzionatorio. Il senatore FANTETTI ( FIBP-UDC ) evidenzia l'importanza della predisposizione di misure per la tutela dei lavoratori, scongiurando la perdita di posti di lavoro imputabili alla situazione epidemiologica. Il senatore SACCONE ( FIBP-UDC ) chiede chiarimenti circa le misure che il Governo intende adottare sul fronte dell'allargamento dei congedi parentali, anche alla luce della possibile chiusura delle scuole oltre il termine del 3 aprile. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. La relatrice GALLICCHIO ( M5S ) rinuncia all'intervento di replica. Il Sottosegretario MISIANI, svolgendo la propria replica, fa presente che il tema segnalato dal senatore Rufa è all'attenzione del Governo, che sta lavorando sulla proroga degli affidamenti in essere. Per quanto concerne la questione dei congedi parentali, sottolinea che è allo studio l'estensione a dodici giorni di tale istituto o in alternativa la reintroduzione del voucher per il pagamento dei babysitter in favore sia dei lavoratori dipendenti che dei lavoratori autonomi. Da ultimo, è allo studio l'estensione della cassa integrazione guadagni a tutte le imprese a prescindere dal livello dimensionale, nonché l'introduzione di strumenti a tutela dei lavoratori autonomi. Si passa quindi alle dichiarazioni di voto. La senatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) annuncia il voto favorevole del gruppo della Lega, esprimendo apprezzamento per la richiesta di un ulteriore spazio finanziario propedeutico ad interventi di tutela dei lavoratori e delle imprese. Ricorda peraltro che saranno necessari ulteriori interventi, nella consapevolezza della drammaticità della situazione in cui versa il Paese, che implicherà, prima o poi, la chiusura di ogni attività pubblica e privata. D'altra parte, la futura ripresa economica dovrà calibrarsi sulla ripartenza da un evento traumatico paragonabile ad una guerra. Auspica, infine, che i provvedimenti del Governo siano di facile comprensione, in modo da evitare disorientamenti dell'opinione pubblica già frastornata dal contesto emergenziale.