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Ricordo che la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha deliberato, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di respingere la richiesta dell'autorità giudiziaria relativamente alle intercettazioni del 15 maggio 2018 - progressivo n. 2521 e progressivo n. 2523 per la incerta ed implausibile configurazione del requisito della necessità e, in relazione alle telefonate progressivo n. 2618 del 17 maggio 2018, progressivo n. 5760 del 27 luglio 2018, progressivo n. 5997 del 4 agosto 2018, progressivo n. 6043 del 6 agosto 2018, progressivo n. 6044 del 6 agosto 2018 e progressivo n. 6090 del 6 agosto 2018, di respingere la predetta richiesta non sussistendo il requisito della fortuità e occasionalità. Chiedo al relatore, senatore Malan, se intende intervenire. MALAN, relatore . Signor Presidente, vorrei integrare brevemente la relazione scritta. Rimettendomi ad essa per quanto riguarda i dettagli, che sono sicuramente di interesse nell'esame di questo documento, sintetizzo brevemente la questione. Si tratta della richiesta di utilizzo di intercettazioni di conversazioni nelle quali una delle parti è il senatore Siri. Il provvedimento del tribunale richiede per l'appunto l'utilizzazione di tutte quante, ma non ha richiesto l'autorizzazione (ritenendole palesemente inutilizzabili) delle intercettazioni intervenute dopo l'iscrizione nel registro degli indagati anche del senatore Siri. La Giunta ha ritenuto, a maggioranza, di considerare palesemente non casuali le telefonate successive alle prime due, che sono avvenute nello stesso giorno, perché da queste ultime, era chiaro che c'era una frequenza nelle conversazioni tra l'avvocato Arata (colui le cui apparecchiature telefoniche erano sottoposte a intercettazione) e il senatore Siri. Era chiaro pertanto che, continuando a intercettare il telefono dell'avvocato Arata, si sarebbero intercettate anche le conversazioni del senatore Siri. Pertanto la Giunta le ha ritenute non casuali e, di conseguenza, ha classificato queste conversazioni come un'intercettazione indiretta, ma nella consapevolezza che si trattava di intercettare le telefonate di un senatore, cosa che ovviamente è contraria all'articolo 68 della Costituzione. Per quanto riguarda le intercettazioni delle prime due telefonate, che - va detto di passaggio - sono intervenute quando il senatore non era ancora Sottosegretario, carica che assumerà circa un mese dopo, e nello stesso giorno, nel maggio del 2018, la Giunta ha rilevato che, oltre al requisito della casualità della captazione stessa, debba sussistere anche quello della necessità. La sentenza n. 188 del 2010 della Corte costituzionale specifica che stabilire la necessità dell'utilizzo delle intercettazioni ai fini del proseguimento delle indagini spetta all'autorità giudiziaria, che però ha il dovere di rappresentare tale necessità alla Camera di appartenenza del parlamentare che risulta intercettato, sottolineando che quest'ultima (in questo caso il Senato) deve poter rilevare, dall'esame della richiesta, che sussistano il requisito dell'assenza di intento persecutorio e quello della necessità dell'atto, motivata in termini di non implausibilità. Va detto che nello stesso documento del tribunale di Trapani si afferma di aver trasmesso tutte le risultanze emerse nell'ambito del procedimento in relazione alla vicenda relativa all'emendamento promosso da Paolo Arata e sostenuto dal senatore Siri, nella sua veste di allora, quella di Sottosegretario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Pertanto, c'è addirittura una contraddittorietà nel documento stesso, che dice che, anche senza queste nuove intercettazioni, il tribunale era già in possesso di tutto quanto era necessario, mentre, per un altro verso, non dà una motivazione sufficiente, che vada al di là di quanto lo stesso documento afferma, nella sua necessità. Pertanto la proposta approvata dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è quella di respingere la richiesta di utilizzazione di tutte le conversazioni, con due motivazioni diverse: per le prime due, la mancanza della necessità e, per quanto riguarda quelle successive, la non casualità. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Rossomando. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, colleghi, il mio sarà un intervento breve per dare a tutti i senatori, che sicuramente hanno letto gli atti e i documenti, qualche ulteriore strumento di comprensione, avendo noi naturalmente discusso e approfondito maggiormente il tema. Dobbiamo chiarire che il procedimento al quale è sottoposto il collega, senatore Armando Siri, vede contestate fondamentalmente due condotte: la prima è la presentazione di un emendamento dietro una controprestazione e la seconda è di averlo sostenuto, distinguendo tra la veste di semplice senatore e quella di rappresentante del Governo. Come ripetiamo sempre (sta diventando una clausola di stile), è opportuno sottolineare anche in questo caso che non spetta a noi entrare nel merito della contestazione degli atti. I riferimenti che citerò servono solo ed esclusivamente a dare informazioni in merito al ragionamento che dobbiamo fare. Abbiamo quindi due capi d'imputazione: il capo a ), nel quale si contesta di aver proposto e concordato, e il capo b ), in cui invece si fa riferimento a condotte poste in essere in quanto Sottosegretario. Ora, il giudice dell'udienza preliminare ha già fatto una selezione molto cospicua, respingendo una serie di richieste in ordine all'utilizzabilità di intercettazioni che aveva fatto il pubblico ministero, e la motiva proprio perché, da un certo momento in poi, già secondo il gup, benché siano intercettazioni indirette, è evidente che l'obiettivo dell'indagine sia il senatore Siri, quindi questo argomento è entrato nella motivazione del provvedimento al nostro esame. Vedo che il senatore Malan annuisce, perché giustamente ne ha dato conto anche nella sua relazione. A questo punto, ci vengono sottoposte ben otto intercettazioni. Diciamo che pacificamente abbiamo raggiunto una conclusione in via maggioritaria e non unanime. Alcuni colleghi, infatti, dissentiranno su tale conclusione, ma per quanto mi riguarda, da quello che ho potuto esaminare, il mio convincimento, per sei intercettazioni, è di essere assolutamente d'accordo con le conclusioni cui è giunto il relatore, ovvero che non si tratti più di intercettazioni casuali, perché è evidente che c'è ormai un'indagine mirata. Rimarrebbero quindi queste due intercettazioni di maggio per il respingimento delle quali il relatore fornisce una motivazione diversa, facendo riferimento - diciamo così - ad un passaggio letterale della motivazione del gup, laddove egli dice che sono comunque rilevanti, perché si sarebbe attivato nella sua veste di Sottosegretario. Ebbene, il relatore dice che al tempo di quelle due intercettazioni il senatore Siri non era Sottosegretario, quindi c'è un'implausibilità della motivazione. Questo è l'unico passaggio nel corpo di tutta la motivazione che è stato preso in maniera molto letterale, ma basterebbe dire che nelle conclusioni, cioè nel "Per questi motivi" (PQM) il gup comunque riassuntivamente chiede l'utilizzo delle intercettazioni che ci propone, in quanto sono rilevanti perché relative a una condotta tenuta in qualità di senatore e Sottosegretario.