[sommcomm]

Il PRESIDENTE risponde a una richiesta di chiarimento sull'ambito di applicazione delle proposte, espressa dal senatore CASTALDI ( M5S ), e ritiene di poter confermare, a nome del relatore, senatore De Siano, l'orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta in esame. La Commissione prende atto. COM(2021) 733 (Modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza) Doc n. COM(2021) 733 definitivo Proposta di direttiva del Consiglio che stabilisce le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza (rifusione) (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 febbraio. Il PRESIDENTE , in assenza del relatore, senatore De Siano, rinvia alla relazione integrativa svolta per la proposta di direttiva COM(2021) 732 e ritiene di poter confermare l'orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta in esame. La Commissione prende atto. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/8/CE del Consiglio, le decisioni quadro del Consiglio 2002/465/GAI, 2002/584/GAI, 2003/577/GAI, 2005/214/GAI, 2006/783/GAI, 2008/909/GAI, 2008/947/GAI, 2009/829/GAI e 2009/948/GAI e la direttiva 2014/41/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria Doc n. COM(2021) 760 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/8/CE del Consiglio, le decisioni quadro del Consiglio 2002/465/GAI, 2002/584/GAI, 2003/577/GAI, 2005/214/GAI, 2006/783/GAI, 2008/909/GAI, 2008/947/GAI, 2009/829/GAI e 2009/948/GAI e la direttiva 2014/41/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 febbraio. Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, ricorda che la proposta di direttiva in esame reca disposizioni di mero coordinamento, finalizzate ad assicurare l'allineamento una serie di direttive e decisioni quadro in materia civile e penale, con la nuova disciplina sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria e dell'accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale, di cui alla proposta di regolamento COM(2021) 759. Le direttive e decisioni quadro riguardano le normative europee relative alle controversie transfrontaliere, alle squadre investigative comuni, al mandato d'arresto europeo, ai conflitti di giurisdizione nei procedimenti penali e all'ordine europeo di indagine penale, nonché le normative sul reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie, delle decisioni di confisca, delle sentenze penali, delle decisioni di sospensione condizionale della pena e delle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare. Il Relatore dà conto della relazione del Governo prevista dall'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, relativa alla proposta in esame, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il Governo, inoltre, ritiene il progetto di particolare urgenza, essendo strettamente collegato alla proposta di regolamento COM(2021) 759 che richiede tempi ravvicinati per lo sviluppo degli specifici software da parte della Commissione europea e delle autorità nazionali, in vista della attuazione della digitalizzazione della cooperazione giudiziaria europea, prevista per gli anni 2024-2025. Infine, la proposta è attualmente all'esame di otto Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno ad oggi sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il Relatore ritiene, pertanto, di poter confermare l'orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta in esame. La Commissione prende atto. COM(2021) 762 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali Doc n. COM(2021) 762 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 1° marzo. Il senatore NANNICINI ( PD ), relatore, ricorda che la proposta di direttiva in esame si pone come obiettivo quello di garantire che i soggetti che svolgono la loro attività lavorativa mediante piattaforme di lavoro digitali (tra cui i cosiddetti riders ), possano godere di un adeguato complesso di diritti e prestazioni sociali, al fine di migliorare le loro condizioni di lavoro e di garantire loro un trattamento equo e paritario, prevenendo situazioni di abuso dei contratti atipici. In particolare, la proposta prevede misure dirette ad assicurare la corretta determinazione della loro posizione contrattuale, la promozione della trasparenza, dell'equità e della responsabilità nella gestione algoritmica della loro attività, e a migliore la trasparenza del lavoro anche in situazioni transfrontaliere, in quanto il 59 per cento di tutte le persone che lavorano mediante piattaforme digitali nell'UE interagisce con clienti stabiliti in un altro Paese. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di quindici Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, salvo il Parlamento svedese. Il Parlamento svedese ritiene che la proposta non rispetti a sufficienza le diversità dei mercati del lavoro degli Stati membri e l'autonomia delle parti sociali. Ciò appare chiaramente, secondo il Riksdag nell'articolo 4 della proposta, in cui la presunzione legale del rapporto di lavoro invalida la nozione svedese di lavoratore dipendente. Inoltre, esiste il rischio che la direttiva abbia ripercussioni sia sul sistema fiscale che su quello delle assicurazioni sociali. Secondo il Riksdag, la proposta di direttiva potrebbe avere conseguenze di vasta portata per le società di piattaforme esistenti e per l'intera gig economy .