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come si intenda procedere per un'adeguata valutazione del livello di preparazione dei candidati, indispensabile per i gradi di istruzione della scuola secondaria, posto che la motivazione addotta a sostegno della scelta del divieto di utilizzo di carta e penna, o altri ausili di calcolo, è stata la semplicità dei quesiti oggetto delle prove, e come si intenda procedere anche in termini di copertura dei numerosi posti rimasti vacanti; quali iniziative si intenda assumere affinché non abbiano a ripetersi le disparità di trattamento nei confronti di quei concorrenti che non si sono potuti avvalere, in alcune sedi di concorso, di carta e penna, mentre in altre ne è stato consentito l'utilizzo. Atto n. 3-03323 DE BERTOLDI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: nelle giornate del 20 aprile e del 5 maggio 2022, la riaccensione dei forni dello stabilimento del gruppo Italcementi-Heidelberg di Sarche, in provincia di Trento, ha destato allarme e preoccupazione nella comunità locale della Valle dei Laghi, a causa delle fumate nere che si sono sollevate dagli impianti del cementificio, la cui produzione era ferma dal 2015; nell'area interessata, le cui attività locali sono fortemente rivolte all'agricoltura sostenibile (essendosi peraltro costituite in biodistretto) sono in corso investimenti nell'ambito del turismo green (in particolare nelle attività del ciclo-turismo) che rischiano di subire un arresto, se la riattivazione dei forni dovesse proseguire senza adeguati monitoraggi, in grado di verificare se le emissioni di anidride carbonica (e altre sostanze inquinanti) siano conformi agli obblighi e alle autorizzazioni stabilite dalla normativa nazionale indicate dal Testo Unico Ambientale (codice dell'Ambiente) di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni; al riguardo, l'interrogante evidenzia inoltre che la stessa azienda, nel giugno del 2021, annunciò la ripresa della produzione di cemento nel giugno del 2021, evidenziando al contempo, la volontà di mantenere un dialogo costante con le comunità locali, i cui test per la riattivazione dei forni (che hanno colto peraltro di sorpresa i cittadini) non sembrano tuttavia confermare tali intenzioni concilianti, così come le giustificazioni da parte dei dirigenti di Italcementi (secondo le quali le fumate nere verificatesi sono state causate da problemi tecnici) lasciano evidenti dubbi e perplessità, in relazione all'efficacia degli impianti del cementificio, in termini di sicurezza e di tutela ambientale; a tal fine, a parere dell'interrogante, risulta urgente e indifferibile prevedere adeguate misure volte a salvaguardare l'intera area della comunità locale di Sarche, da possibili conseguenze ambientali in grado di causare gravissimi danni per l'intero ecosistema limitrofo, prevedendo in via prioritaria l'installazione (nei pressi dello stabilimento) di un pannello elettronico che indichi il livello di emissioni di CO2, polveri, ossidi di azoto, ammoniaca ed altri gas, che garantisca il rispetto dei parametri nazionali ed europei in materia di emissioni dovute alla produzione del cemento; l'interrogante rileva, altresì, ulteriori criticità che si rinvengono dal programma di 30 nuove assunzioni, annunciato da Italcementi lo scorso autunno, che tuttavia risulta ancora inattuato e incerto ai fini dell'effettivo impiego del personale del luogo; il quadro evidenzia pertanto, a giudizio dell'interrogante, uno scenario incerto, sia dal punto di vista ambientale in relazione alla preoccupazione che la riaccensione dei forni dell'azienda ha determinato fra la comunità locale trentina (a seguito dell'emissione di fumate nere) che per le strategie aziendali con riferimenti al piano di assunzioni dichiarato da Italcementi, ma che tuttavia, come esposto, non si è ancora concretizzato effettivamente, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere, con riferimento a quanto esposto in premessa; se siano a conoscenza che la riaccensione dei forni, avvenuta nelle settimane scorse, nello stabilimento del gruppo Italcementi-Heidelberg di Sarche, sia avvenuta in ottemperanza alle prescrizioni ambientali previste; in caso negativo, se non ritengano opportuno prevedere in tempi rapidi adeguati interventi dell'ISPRA, finalizzati a fornire un quadro di riferimento complessivo riguardo allo stato di attuazione dei controlli e delle attività ispettive sull'esercizio dell'AIA nazionale dello stabilimento, nonché a verificare che la riaccensione dei forni sia avvenuta, secondo modelli sostenibili a basse emissioni; se siano a conoscenza, altresì, di ulteriori informazioni da parte dell'Italcementi, relative all'annunciato programma di assunzioni, ancora in attesa tuttavia di essere effettivamente realizzato e in caso affermativo se intendano renderle pubbliche; quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano infine intraprendere al fine di consentire che l'attività industriale di Italcementi possa proseguire nel rispetto dei disposti normativi specifici, della normativa nazionale e comunitaria in materia di tutela ambientale (nonché dei protocolli internazionali previsti, per la riduzione delle emissioni nell'ambito del processo di decarbonizzazione europeo previsto per il 2050) e consentire che le attività turistiche locali dell'area trentina interessata possano procedere con la tutela e la sicurezza ambientale necessaria. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03322 PAGANO Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'azienda Casitalia S.p. A. è stata costituita nel 2001 e, dal 2011, opera nella sede di Collecorvino, in provincia di Pescara; il sito produttivo di trasformazione di prodotti agricoli è stato realizzato nel 2011 ed il layout , la disposizione degli spazi, la presenza delle celle frigo direttamente collegate all'area lavorazione sono stati pensati per l'unica finalità della produzione di confetture e marmellate; l'idea alla base del progetto è quella della costruzione di un legame con la produzione agricola diretta italiana, in modo da realizzare una filiera corta e di qualità; il capannone è stato realizzato in area classificata "agricola" dal PRG del Comune di Collecorvino, in quanto, in base all'articolo 72 della legge regionale n. 18 del 1983, in queste aree è consentita la sola "realizzazione di impianti destinati alla lavorazione o trasformazione dei prodotti agricoli"; negli anni, l'azienda si è progressivamente radicata nel territorio dell'insediamento, dal quale proviene la totalità della manodopera impegnata, costruendo inoltre una rete stabile di relazioni con fornitori locali e generando un vasto e importante indotto; lo stabilimento ospita una linea di produzione dalle elevate performance per la realizzazione di confetture e marmellate ed ha una potenzialità di circa 2.000.000 di confezioni al mese; allo stato attuale, l'azienda occupa 35 persone, per due terzi impiegate direttamente sulla linea di produzione. Questo numero può arrivare a picchi di 45 addetti in funzione della produzione necessaria;