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In tale quadro, la prevista costituzione del polo per l'alta formazione e la ricerca, in cui confluiscono IASD, ISSMI e CeMiSS, posto alle dipendenze del CASD, a cui sono attribuite le funzioni di comando della formazione interforze e della ricerca, determinerà, oltre a un più efficiente impiego delle risorse e a un più efficace controllo delle attività svolte da tali organismi, già evidenziati, anche maggiori sinergie tra l'ambito dell'alta formazione destinata ai comandanti e al personale di staff e quello della ricerca. A tal fine, la lettera b) , numero 1), integra l'articolo 214 del codice dell'ordinamento militare, inserendo la menzione degli istituti di alta formazione degli ufficiali, a connotazione interforze, nell'elenco generale degli istituti di formazione, che attualmente contempla scuole militari, istituti di formazione iniziale o di base degli ufficiali e dei sottufficiali, istituti di formazione superiore degli ufficiali, scuole carabinieri e scuole allievi operai. La lettera c) sostituisce – al libro primo, titolo VI, capo III, del codice dell'ordinamento militare – la rubrica della sezione II, integrando il riferimento agli istituti di formazione superiore per gli ufficiali, attualmente previsto, con la menzione degli istituti di alta formazione. La lettera d) sostituisce l'articolo 224 del codice dell'ordinamento militare, riformulandolo in modo da prevedere i soli istituti di formazione superiore propri di ciascuna Forza armata (Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell'Esercito italiano, Istituto di studi militari marittimi, Istituto di scienze militari aeronautiche e Scuola ufficiali carabinieri). La lettera e) dispone l'inserimento nel codice dell'ordinamento militare dell'articolo 224- bis (Istituti di alta formazione e polo per l'alta formazione e la ricerca), il quale: – al comma 1, individua gli istituti a cui è affidata l'alta formazione degli ufficiali (IASD e ISSMI): – al comma 2, istituisce il polo per l'alta formazione e la ricerca, in cui confluiscono IASD, ISSMI e CeMiSS, posto alle dipendenze del Centro alti studi della difesa. L'ulteriore intervento, riferito alla riconfigurazione delle scuole allievi operai delle Forze armate [lettera b) , numero 2), e lettera f) ], risponde all'esigenza di assicurare la funzionalità e la continuità dell'efficienza dell'area produttiva industriale del Ministero della difesa, in particolare di arsenali, poli di mantenimento ed enti militari a carattere industriale dipendenti dalle Forze armate, considerati aree strategiche di supporto per il funzionamento dello strumento militare, essenziali per assicurare la necessaria flessibilità nella gestione dei programmi e la capacità di reazione a fronte degli eventi imprevisti, garantendo il «travaso» di competenze tra «anziani» e «giovani», per non disperderne il prezioso bagaglio professionale di difficile reperimento presso le amministrazioni pubbliche. Tali esigenze già riconosciute dalla legge delega di revisione dello strumento militare (legge 31 dicembre 2012, n. 244) e dai discendenti decreti legislativi, sono state confermate dal Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa . Al riguardo, tra i compiti attribuiti dall'articolo 45 del codice dell'ordinamento militare agli stabilimenti e agli arsenali militari rientra la formazione e l'aggiornamento ai diversi livelli e per specialità del personale tecnico dipendente dal Ministero della difesa. Tale compito è svolto attraverso le scuole allievi operai delle Forze armate istituite presso i medesimi stabilimenti e arsenali ai sensi dell'articolo 229 del codice dell'ordinamento militare, nel quale, a seguito dell'opera di codificazione delle norme sull'ordinamento militare, sono state riassettate alcune delle disposizioni della legge 19 maggio 1964, n. 345. In particolare, è previsto che le scuole allievi operai svolgano corsi annuali, biennali e triennali per la formazione professionale di operai occorrenti alle Forze armate, secondo programmi stabiliti di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché corsi per l'addestramento, la qualificazione e l'aggiornamento degli apprendisti e degli altri operai delle Forze armate. L'attività di formazione in parola, svolta dalle scuole operai istituite con decreto del Ministro della difesa presso gli arsenali e gli stabilimenti militari – così come riconfigurati in conseguenza dell'evoluzione normativa che ha interessato l'area industriale della Difesa a partire dagli anni ’90 – è stata nel tempo rimodulata in linea con le competenze regionali in materia di formazione professionale. Attualmente, presso gli arsenali e i centri tecnici della Marina militare e i poli di mantenimento dell'Esercito, le scuole allievi operai svolgono attività di aggiornamento professionale e formazione specialistica del dipendente personale civile e militare. Le previsioni normative in esame sono aggiornate, modificando la denominazione delle scuole in parola, non più adeguata in riferimento alle aree funzionali del personale delle pubbliche amministrazioni e ai profili professionali del personale civile della Difesa, e conformandone i compiti alla luce dell'attuale quadro costituzionale. L'articolo 6 prevede disposizioni intese ad assicurare la gestione unitaria della sanità militare interforze in un'ottica di ottimizzazione dell'esercizio delle funzioni e di razionalizzazione delle relative strutture. L'obiettivo, in linea con le previsioni contenute in materia nel Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa (§ 174), è quello di una gestione unitaria della sanità militare interforze in un'ottica di ottimizzazione e razionalizzazione delle strutture e delle funzioni. Il processo di interforzizzazione delle strutture sanitarie territoriali di diagnosi, ricovero, cura e di medicina legale è stato avviato, nelle more dell'approvazione di una legge dello Stato, con la direttiva del Capo di stato maggiore della difesa del 5 giugno 2005, discendente dalla direttiva ministeriale del 12 novembre 2004. La riorganizzazione ha strutturato la sanità militare sostanzialmente in due macro aree: la sanità territoriale, comprendente le strutture di diagnosi, ricovero e cura e di medicina legale a connotazione e valenza interforze; la sanità di aderenza, ovvero operativa, intesa quale attività «logistica» a favore del personale militare, posta alle dipendenze della rispettiva Forza armata/Arma dei carabinieri. Per gli organismi della sanità territoriale, la direttiva del Capo di stato maggiore della difesa ha confermato la pregressa dipendenza dalla Forza armata/Arma dei carabinieri di appartenenza nell'ambito del funzionamento e del supporto logistico-amministrativo, riservando al Capo di stato maggiore della difesa l'approvazione delle «tabelle ordinative organiche interforze», con cui si definiscono il volume delle risorse umane (interforze) necessarie per l'attività dell'organismo, i compiti analitici e il sistema di relazioni.