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ciò, inevitabilmente, non può che incidere negativamente sulla partecipazione democratica al confronto elettorale, agevolando la presentazione delle liste da parte dei partiti già presenti in Parlamento e disincentivando gli altri, si chiede di sapere: se non si intenda intervenire al fine di garantire la più ampia partecipazione democratica alle elezioni politiche previste per il 25 settembre 2022, consentendo a tutte le formazioni politiche che intendano prendere parte alla competizione elettorale di essere esonerate dalla raccolta del numero minimo di sottoscrizioni all'interno dei collegi; se non si reputi quantomeno opportuno permettere, anche attraverso l'adozione di una circolare amministrativa, la modalità di raccolta con sottoscrizione dell'interessato attraverso la firma digitale, per consentire anche a chi non sia presente fisicamente in loco durante la raccolta delle firme di poter contribuire al raggiungimento del numero richiesto, anche in ragione del fatto che molti elettori residenti in un collegio potrebbero trovarsi al di fuori del medesimo durante le vacanze estive. Atto n. 4-07333 LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 10 luglio 2012 ICCREA Banca società cooperativa, quale banca capofila, e Banca di credito cooperativo di Roma società cooperativa, quale banca partecipante, avevano concesso alla G.C. Hotel S.r.l. , con sede a Roma, un finanziamento sotto forma di mutuo fondiario in pool ai sensi degli artt. 38-43 e seguenti del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, con vincolo di solidarietà di complessivi 4.750.000 euro da erogare in più somministrazioni e ripartito tra le banche finanziatrici per l'89,47 per cento da parte di ICCREA e il 10,53 per cento da parte della BCC; il mutuo è stato interamente restituito, salvo la rata finale di 2.750 euro, e ciò a motivo di un credito (tuttora) inevaso nei confronti dell'ambasciata libica che aveva inviato alcuni feriti in Italia, per essere ospitati dall' hotel ; la BCC, tuttavia, a seguito del mancato pagamento di quella rata finale, senza alcun preavviso avrebbe tolto lo scoperto già concesso per 50.000 euro, peraltro mai superato ed utilizzato nella misura massima di 45.000 euro, senza mai rimodulare il mutuo; inoltre, sempre senza alcun consenso dell'interessata, la BCC avrebbe abbinato al mutuo già concesso alla società un prodotto finanziario denominato "certezza no floor", classificato "ad alto rischio". La sottoscrizione dell'atto di consenso all'accettazione di tale prodotto finanziario sarebbe risultata peraltro apocrifa, come da apposita denuncia ai Carabinieri da parte dell'interessata; il preteso credito successivamente sarebbe stato ceduto dalla banca a due persone, D. F. e R. C., quest'ultimo in passato oggetto di attenzione da parte della magistratura. C. sarebbe legato ad E. N., per il quale risulterebbe aver lavorato presso gli uffici di via Tuscolana a Roma. Nel 2008, alla famiglia C. erano stati sequestrati i beni dal Tribunale di Roma, che li aveva affidati all'amministratore D. F.. In quel frangente il tribunale ha scritto: "I beni aziendali appaiono dotati di una perdurante pericolosità e di un intrinseco potere destabilizzante per l'economia lecita. L'ammontare dei beni sequestrati è di un miliardo e trecento milioni di euro". Dopo 10 anni e l'assoluzione, a luglio 2018 tutto sarebbe stato restituito. Un anno prima, contro il parere della Procura di Roma, sarebbero state restituite le quote di un laboratorio radiologico romano. Lo scontro tra accusa e tribunale si sarebbe consumato attorno alle risorse finanziarie usate da C. per acquistare l'azienda nel 1999. La Procura, pur sottolineando l'assoluzione, ha evidenziato i rapporti della famiglia C. con soggetti interessati alla promozione e alla gestione del narcotraffico, ma ha rilevato che "il ricorso al credito bancario da parte del soggetto pluriprotestato come il C. non attesta la provenienza dei beni sequestrati e getta una luce inquietante sulle dinamiche delle relazioni con il sistema bancario"; i due acquirenti del preteso credito, aumentato fittiziamente attraverso una serie ben studiata di reati, hanno presentato istanza di fallimento della società, nonostante l' hotel di proprietà di quest'ultima sia di lusso ed abbia il valore di 12 milioni di euro circa; considerato che, a giudizio dell'interrogante, le operazioni illecite, anche usurarie, messe in essere da ICCREA Banca e Banca di credito cooperativo ai danni di G.C. Hotel S.r.l. , nonché da D. F. e R. C., sarebbero riconducibili ad un evidente format di reati complessi che ha, come fine, l'appropriazione di beni di elevato valore attraverso una ben studiata serie di reati, ai quali le procedure concorsuali servirebbero come mezzo finale e apparentemente lecito di spoliazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quali misure di competenza intenda attivare, nei confronti di banchieri e loro complici per evitare in futuro che malversazioni ai danni delle imprese e delle rispettive attività possano ripetersi. Atto n. 4-07334 PESCO NATURALE Gisella ROMANO CORBETTA VANIN Orietta L'ABBATE Patty GIROTTO LANNUTTI DI PIAZZA Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno Premesso che: un'inchiesta del quotidiano "Il Giorno", cronaca di Milano, di agosto 2021 e reiterata anche nei giorni scorsi, ha evidenziato che l'Ortomercato di Milano, il più grande mercato ortofrutticolo all'ingrosso d'Italia, è diventato teatro di una grave problematica sociale che si ripete ogni notte; gruppi di uomini, appostati all'esterno, scavalcano la recinzione del mercato, incuranti di telecamere e vigilanti, mettendo anche a repentaglio la propria incolumità fisica, al fine di introdursi illegalmente all'interno dell'immensa area in via Lombroso, alla periferia di Milano, per effettuare prestazioni lavorative in nero di carico e scarico di casse di frutta e verdura, destinate a negozi e mercati rionali; i lavoratori, che ammonterebbero a diverse decine, sono reclutati da caporali e intermediari, che offrono lavoro in nero, pagato circa 2 euro l'ora, di cui usufruiscono grossisti o negozianti al dettaglio; in un articolo di Gian Basilio Nieddu, pubblicato il 25 luglio scorso sul sito internet "myfruit.it", l'Associazione grossisti ortomercato di Milano ha preso le distanze da quanto sta accadendo: "Ripetiamo per l'ennesima volta che noi grossisti non solo non assoldiamo lavoratori in nero, come più volte accertato dai vari controlli a sorpresa dell'ispettorato al lavoro presso i nostri punti vendita (...) ma siamo fortemente danneggiati"; considerato che: il fenomeno si protrae già da molto tempo e, a giudicare da quanto riportato dalla stampa, presenta caratteristiche assimilabili alla criminalità organizzata;