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Come spesso mi sono permesso di fare, richiamo nuovamente la Presidenza a tutelare fino in fondo le nostre prerogative, i nostri diritti e i nostri doveri, che mi sembra il Governo abbia attitudine a calpestare ormai con una frequenza inaccettabile. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Il richiamo a una maggiore regolarità dei lavori, che è stato espresso oggi qui con forza, è anche il mio richiamo per il rispetto che si deve all'istituzione del Senato e ai senatori tutti. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e PD) . Convoco immediatamente la Conferenza dei Capigruppo, alla quale chiedo che partecipino anche i Presidenti della 1 a e dell'8 a Commissione. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 17,49, è ripresa alle ore 18,15) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Comunico che la Conferenza dei Capigruppo è aggiornata a domani mattina alle ore 9. L'Assemblea, pertanto, resta convocata per le ore 9,30 di domani mattina. Questa è la comunicazione che emerge dal breve inizio della Conferenza dei Capigruppo che, come vi ho detto, è aggiornata a domani mattina. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, questo è un tema da me già affrontato anche ieri, intervenendo sul calendario dei lavori. (Brusio). PRESIDENTE . Colleghi, capisco che vi fidiate di me, ma preferirei che non deste le spalle alla Presidenza. Senatrice De Petris, le ridarò il tempo che le ho sottratto, ma preferisco lei intervenga quando nell'emiciclo sarà ritornato un minimo di calma. Senza bisogno che io debba fare i nomi, invito i colleghi al silenzio. Prego, senatrice De Petris, ora la ascoltiamo attentamente. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, come stavo dicendo, il tema è quello all'attenzione, per fortuna, di tantissime persone in queste ore e sul quale ho richiamato già l'attenzione dell'Aula ieri. Mi riferisco allo sgombero del centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto. Qualcuno usa termini anche più forti, perché in certi casi si potrebbe parlare persino di deportazione. Io vorrei dire qui, con estrema chiarezza, e come tutti possono testimoniare, dalle amministrazioni locali ai cittadini (che, infatti, ieri e anche oggi sono scesi in piazza, anche davanti al CARA, per manifestare contro questo sgombero), che questa esperienza è stata, ed è, un esempio vero di integrazione. C'erano moltissimi insegnanti, perché i bambini sono andati a scuola. Invece, inopportunamente e pesantemente, in base al decreto sicurezza, come purtroppo noi avevamo previsto che sarebbe accaduto, sono iniziate queste operazioni di sgombero e si stanno effettuando i trasferimenti. Noi abbiamo chiesto di sapere con esattezza - e al riguardo abbiamo presentato anche oggi l'interrogazione 3-00543 - dove vengono portati i rifugiati, cosa accade a coloro che avevano la protezione umanitaria e che in base al decreto sicurezza non hanno più. In particolare, molti di questi sono già stati sgomberati dal centro e di fatto non hanno una destinazione. Quanto sta accadendo - cerco di dirlo con pacatezza - è veramente molto grave. Noi ci siamo trovati di fronte ad una situazione in cui si è voluta colpire - a questo punto credo che sia una strategia - un'esperienza positiva. Non si è intervenuti laddove c'erano dei problemi, ma si è intervenuti e si sta intervenendo pesantemente laddove vi è un'esperienza positiva di integrazione, di possibilità di lavoro in una comunità, perché queste persone si erano integrate nella comunità e ne sono dimostrazione le proteste del sindaco e anche della comunità locale, dei cittadini. Soprattutto, questo sta avvenendo senza dare informazioni: non si è informata l'amministrazione locale, il sindaco; a richiesta precisa anche ieri nessuno ci ha saputo dire dove saranno portati i rifugiati, qual è il loro destino. In questo modo che cosa si vuol fare? Si vuole provocare un incidente? Qual è l'intenzione del Ministro dell'interno? Forse sappiamo qual è l'intenzione: quella di dare lezioni, ma non è un caso - e a questo noi non ci staremo mai - che si vogliano andare a colpire le esperienze di integrazione esistenti. Da questo punto di vista, chiedo di avere risposte precise dal Ministro dell'interno. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 24 gennaio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 24 gennaio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,23) . Nota di sintesi alla Relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2018 Nota di sintesi alla Relazione sull'amministrazione della giustizia Integrazione all'intervento della senatrice Cirinnà nella discussione sulla Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia Nel corso del 2018, in coincidenza con i primi mesi del suo mandato, il Governo si è mosso - in materia di giustizia - in direzione diametralmente opposta rispetto ai Governi della precedente legislatura, intraprendendo una azione di sostanziale cieco smantellamento delle riforme realizzate, e neutralizzando quelle ancora in stato di completamento, ostacolandone o addirittura vanificandone la piene attuazione; in alcuni casi, come ad esempio quello dell'attuazione della delega in tema di riforma dell'ordinamento penitenziario, il Governo ha provveduto a superare lo schema già predisposto dal precedente Governo - e da questo già trasmesso alle Camere per il prescritto parere - adottando un nuovo testo, che elimina le più significative innovazioni, determinando un significativo arretramento sul tema delle garanzie dei diritti dei detenuti, ponendo nel nulla i punti di approdo cui si era giunti durante gli Stati generali dell'esecuzione penale e rendendo serio e attuale il rischio di future procedure di infrazione europee. Avete demolito il concetto di giustizia riparativa ritenendola erroneamente a favore del reo e non invece a favore dell'offeso dal reato, che attende giustizia. Ciò che vi guida è un furore ideologico che ha travolto ed avvilito il principio e il precetto costituzionale della funzione rieducativa della pena. Onorevole Ministro, vorrei farle notare che quando il Ministro dell'interno, o meglio come viene definito il Ministro dell'inferno, dichiara che un cittadino, per quanto condannato, deve marcire, sì, marcire in galera, offende prima di tutto lei e il suo Dicastero: i rifiuti marciscono non gli esseri umani, purtroppo non ho sentito una sua replica, anzi abbiamo assistito al suo teatrino: