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Art. 5. Oneri finanziari Ai fini della valutazione degli oneri finanziari considerati dall'art. 7 della legge, i computi da eseguire per la determinazione della congruità degli interessi passivi ammissibili, entro i limiti di quelli contabilizzati, vanno basati sui seguenti elementi: a) disavanzo ritenuto ammissibile, al lordo di sussidi, sovvenzioni e contributi, con esclusione sia degli interessi passivi contabilizzati (che saranno però riammessi nella misura che il computo in parola giustifichera) e sia dei costi che non danno luogo ad effettivo movimento finanziario, quali gli accantonamenti di qualsiasi natura. Il disavanzo annuo ammesso verrà ripartito nei dodici mesi dell'anno, con maggiore accentuazione in quelli in cui maturano particolari oneri nel caso di esercizi con andamento stagionale la perdita sarà da considerare con maggiore accentuazione nei mesi di più scarso traffico. Lo scoperto finanziario iniziale è costituito dal disavanzo di cassa risultante al 31 dicembre dell'anno precedente, aumentato degli interessi passivi ammissibili per detto anno sulla base del particolare computo eseguito; b) pagamenti che, a qualsiasi titolo, siano stati corrisposti all'azienda nel corso dell'anno, quali sovvenzioni trimestrali, sussidi, contributi, conguagli anche se riferiti ad esercizi precedenti. Detti pagamenti sono da riportare al mese successivo a quello della data di emissione dei relativi provvedimenti; c) tasso medio ponderato, da determinare sulla base dei tassi computati dai vari enti creditori, non eccedente, comunque, quello previsto dal cartello interbancario, o, in mancanza, quello primario praticato dai singoli istituti.