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Infine, quanto al caso di cronaca riportato, sono a conoscenza del fatto che è stata avviata un'indagine da parte della Guardia di finanza nell'ambito della quale l'INPS ha garantito la propria piena collaborazione, procedendo prontamente a revocare il beneficio e segnalando all'ente erogatore delle carte del reddito di cittadinanza la necessità di bloccarle. Da ultimo, voglio precisare che è mia intenzione rafforzare strumenti di politica attiva e di formazione del lavoratore finalizzati ad agevolare la collocazione o la ricollocazione nel mondo del lavoro anche per i beneficiari di misure di sostegno al reddito, come appunto il reddito di cittadinanza. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Nisini, per due minuti. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro. Con la sua risposta e le sue parole ha confermato che le politiche attive sul lavoro non funzionano. La aggiorno: è di pochi giorni fa la notizia che è in atto un'altra indagine della Guardia di finanza ad Enna, dove 36 imprenditori agricoli, che percepivano fondi europei, hanno percepito per diverso tempo anche il reddito di cittadinanza. (Applausi). Il reddito di cittadinanza ha dimostrato che si tratta di mero assistenzialismo, tant'è che questa mattina l'ex ministro Grillo sulle TV nazionali ha dichiarato, ovviamente con il solito modus operandi dello scaricabarile, incolpando le Regioni, che i centri per l'impiego non funzionano. Voi stessi quindi avete dichiarato che i centri per l'impiego non funzionano. (Applausi). Lei stessa ne ha scaricato su ANPAL il mancato funzionamento, quindi non funziona niente ma è colpa degli altri. Ma il risultato è che non funziona. Sul reddito di cittadinanza ha omesso un dato: che ai colloqui 120.000 soggetti non si sono presentati, perché preferiscono stare sul divano. (Applausi). Il ministro Bellanova stesso, parlando della maxi-sanatoria, ha dichiarato che non c'è ragione per la quale chi percepisce il reddito di cittadinanza debba andare nei campi. Vi comunico allora che 40.000 italiani hanno fatto richiesta per entrare nel mondo agricolo, supportarlo e sopravvivere. (Applausi). Il reddito di cittadinanza arriva anche agli ex brigatisti (dichiarato dal Presidente dell'INPS), poiché hanno tutti i requisiti per prenderlo. Se all'epoca, quando eravamo al Governo insieme, aveste dato retta e aveste accettato (c'era anch'io al tavolo con lei, davanti al premier Conte e all'allora ministro Di Maio) l'emendamento che avrebbe evitato ai brigatisti e ai delinquenti di prendere il sussidio da parte dello Stato, probabilmente ci sarebbero state meno notizie sulla stampa locale. Se aveste accettato i nostri emendamenti, che miglioravano le politiche attive del lavoro, coinvolgendo i Comuni, probabilmente ad oggi i dati sarebbero diversi. (Applausi). Concludo dicendo che nei Comuni e nelle Regioni è tutto fermo. Io sono un amministratore di un Comune e stiamo cercando un immobile da adibire a centro per l'impiego. Nonostante le difficoltà, le maggiori risorse per un attività fallimentare, che non funziona e non funzionerà mai, non le stanzia lo Stato, ma i Comuni, che dovranno farsi carico della ristrutturazione degli immobili. (Applausi). Comuni che sono allo sfascio, che non riescono ad affrontare neppure l'erogazione dei servizi essenziali, per non parlare di quelli standard. Quindi, cambiate rotta, mettete i Comuni in condizioni di lavorare. Basta con lo scaricabarile, dicendo che è colpa dei Comuni, che è colpa delle Regioni! La colpa è vostra, della vostra presunzione, perché non ascoltate nessuno e andate avanti con la ragione in tasca. Non funziona così, Ministro. Io e lei abbiamo fatto insieme questo provvedimento, perché era associato a quello su quota 100; l'impegno è stato tanto, il sacrificio è stato tanto, ma rendetevi conto che non funziona, come ha detto anche l'ex ministro Grillo questa mattina in TV. Non funziona non per colpa delle Regioni, non per colpa dei Comuni, ma per colpa dell'impianto, che è una scatola vuota, non funziona. Fermatevi allora un attimo: si tratta di soldi pubblici; si tratta di dare le risposte ai disoccupati italiani, quei disoccupati che lo erano ieri, che lo sono oggi e che, con queste politiche attive del lavoro, lo saranno anche domani. (Applausi). PRESIDENTE . La senatrice Floridia ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01645 sulle prospettive di proseguimento dello smart working nel settore pubblico, per tre minuti. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, gentile Ministro, l'emergenza sanitaria in atto ha impresso un'incredibile accelerazione al ricorso allo smart working , il lavoro agile, grazie a provvedimenti emanati per la gestione dell'epidemia da Covid-19 che hanno di fatto attribuito a tale modalità di lavoro la funzione essenzialmente di contenimento del contagio. Le pubbliche amministrazioni, dunque, per necessità, hanno dovuto provvedere a un largo utilizzo della modalità di lavoro agile per tutte quelle attività che potevano essere svolte dal proprio domicilio o in modalità a distanza. L'emergenza, dunque, ci ha offerto la possibilità di riflettere sulla necessità, e anche sull'opportunità, di diffondere una simile modalità di lavoro per la pubblica amministrazione, perché, in realtà, ci si è resi conto che l'incremento dello smart working nella pubblica amministrazione porterebbe importanti benefici. Innanzitutto agli stessi lavoratori, per il risparmio di tempo e la maggiore autonomia anche nella gestione dell'attività quotidiana e, in secondo luogo, migliorerebbe la propria qualità di vita. Porterebbe inoltre benefici alla pubblica amministrazione perché, in termini di efficienza e di efficacia dell'organizzazione amministrativa, è evidente il beneficio che potrebbe arrecare. Come terzo aspetto, non ultimo ma, anzi, per noi molto molto importante, vi è soprattutto il beneficio che ne deriverebbe all'intera collettività, perché godrebbe del decongestionamento dei centri urbani e della riduzione delle emissioni di CO 2 , con conseguenze ovviamente favorevoli per la salubrità dell'ambiente. Premesso che, con il decreto cura Italia, lo smart working è diventato a tutti gli effetti una modalità ordinaria e diffusa di svolgimento dell'attività lavorativa, oltre che - mi sia consentito dire - in linea con l'impulso innovativo che è necessario perseguire, costituendo una vera e propria rivoluzione culturale per l'Italia, si chiede di sapere quale sia, a fronte dell'esperienza maturata in questi mesi, il suo orientamento in ordine all'impiego di tale strumento in condizioni di ordinarietà e se non intenda, a tal fine, anche adottare provvedimenti tesi a implementare il ricorso introducendo le relative modalità formative attuative e, ovviamente, di monitoraggio. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro per la pubblica amministrazione, dottoressa Dadone, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DADONE, ministro per la pubblica amministrazione .