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Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005. Onorevoli Senatori. – La Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, adottata a Faro, in Portogallo, il 27 ottobre 2005, è entrata in vigore nell'ottobre 2011, al raggiungimento del decimo strumento di ratifica. Suo presupposto è che la conoscenza e l'uso dell'eredità culturale rientrino pienamente fra i diritti umani, in particolare nell'ambito del diritto dell'individuo a prendere liberamente parte alla vita culturale della comunità e a godere delle arti, come espressamente previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948) e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966). Il testo, che integra gli strumenti internazionali esistenti in materia, definisce gli obiettivi generali e suggerisce possibilità di intervento da parte degli Stati firmatari, in particolare in ordine alla promozione di un processo partecipativo di valorizzazione del patrimonio culturale. La Convenzione non impone specifici obblighi di azione per i Paesi firmatari, lasciando loro la libertà di valutare i mezzi più convenienti per l'attuazione delle misure in essa previste. Composta di un preambolo, seguito da ventitré articoli suddivisi in cinque parti, la Convenzione richiama innanzitutto gli ideali e i princìpi posti a fondamento del Consiglio d'Europa e rimarca il valore e il potenziale del patrimonio culturale come risorsa per lo sviluppo durevole e per la qualità della vita. Nello specifico della Convenzione, la parte I (articoli da 1 a 6), con riferimento all'articolo 2, definisce il «patrimonio culturale» come l'insieme delle risorse ereditate dal passato, riflesso di valori e delle credenze, mentre la «comunità patrimoniale» come insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio. Agli articoli 4 e 5 sono invece definiti diritti e responsabilità concernenti il patrimonio culturale; viene inoltre fissato l'impegno per le Parti firmatarie a riconoscere l'interesse pubblico per il patrimonio culturale, nonché a valorizzarlo, a predisporre disposizioni legislative conseguenti e a favorire la partecipazione alle attività a esso correlate. La parte II (articoli da 7 a 10) è dedicata al contributo del patrimonio culturale allo sviluppo dell'essere umano e della società, con l'impegno delle Parti a utilizzarne tutte le caratteristiche per contribuire ai processi di sviluppo economico, politico e sociale, per rafforzare la coesione sociale e per promuovere obiettivi di qualità nelle modificazioni dell'ambiente. In particolare, con l'articolo 9 sono definiti gli impegni da assumere per una fruizione sostenibile del patrimonio culturale. La parte III (articoli da 11 a 14), dedicata al tema della responsabilità condivisa nei confronti del patrimonio culturale e alla partecipazione del pubblico, prescrive l'impegno delle Parti a promuovere un'organizzazione congiunta delle responsabilità da parte delle istituzioni pubbliche e a incoraggiare l'accesso al patrimonio culturale, anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie digitali. Il testo della Convenzione traccia inoltre uno stretto raccordo fra il patrimonio culturale e gli strumenti della conoscenza e della formazione. La parte IV (articoli da 15 a 17) è dedicata ai meccanismi di controllo e di cooperazione in relazione al patrimonio culturale, impegnando le Parti a sviluppare un esercizio di monitoraggio in tema di legislazione e di politiche, attribuendo questo compito a un apposito comitato, nominato dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa. La parte V (articoli da 18 a 23) disciplina le modalità di firma e di entrata in vigore della Convenzione e stabilisce le clausole finali. Il presente disegno di legge mira dunque a una celere ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, adottata a Faro, il 27 ottobre 2005, attraverso la quale s'intende promuovere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità che lo hanno prodotto e ospitato. Nel riconoscere la responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale, sono definiti gli obiettivi ed è individuato in particolare il «diritto» al patrimonio culturale, sottolineando l'importanza della sua conservazione e il suo ruolo nella costruzione di una società pacifica e democratica.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena e intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 18 della Convenzione stessa. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari a 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.