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all'interno di tale quadro normativo, il fondo garanzia per il credito alle piccole e medie imprese dedicato all'imprenditoria femminile (istituito con la convenzione del 14 marzo 2013 tra il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell'economia e delle finanze), costituito in una sezione speciale (attraverso la compartecipazione delle coperture del rischio sulle operazioni di garanzia concesse a favore delle imprese femminili e delle professioniste e incrementato di 5 milioni euro dal decreto "cura Italia"), rappresenta uno strumento utile e indispensabile per sostenere l'attività produttiva delle imprese femminili e delle professioniste (in particolare nell'attuale fase emergenziale legata alla pandemia) in grado di agevolare le procedure di erogazione del credito, garantendo maggiore liquidità, anche in relazione alle facilitazioni previste per la concessione della garanzia, nonché per la priorità di istruttoria e di delibera; a tal fine, l'introduzione di ulteriori misure di sostegno, finalizzate a sostenere il tessuto produttivo italiano delle piccole e medie imprese in generale e dell'imprenditoria femminile in particolare, di fronte ad un evento imprevedibile e drammatico dal punto vista socioecomico, rappresenta, a giudizio degli interroganti, una sfida cruciale per la tenuta del sistema Paese; la necessità di potenziare gli interventi in favore delle micro, piccole e medie imprese iscritte al registro delle imprese, che rientrino nella definizione di impresa femminile di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) , della legge 25 febbraio 1992, n. 215, incrementando ulteriormente le risorse già previste per la garanzia statale a copertura di operazioni finanziarie finalizzate all'attività di impresa o alla libera professione, rappresenta pertanto una decisione normativa indispensabile e condivisibile, in grado di sostenere i settori produttivi più colpiti, garantendo maggiore liquidità e alimentando al contempo i segnali di fiducia e di maggior ottimismo per una ripresa economica stabile e duratura, terminata l'emergenza sanitaria, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se condividano le osservazioni richiamate, in relazione alla necessità di incrementare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese iscritte al registro delle imprese, che rientrino nella definizione di impresa femminile; quali iniziative intendano intraprendere, nell'ambito dei prossimi provvedimenti, al fine di rafforzare il fondo di garanzia delle piccole e medie imprese, per la concessione di agevolazioni nella forma di garanzia diretta, cogaranzia e di controgaranzia in favore delle imprese femminili e delle professioniste e sostenere tale importante settore produttivo completando pertanto il quadro degli interventi già predisposti, per facilitare l'accesso al credito agevolato garantendo al contempo maggiore liquidità finanziaria, ed evitare che un numero considerevole di imprese femminili possa uscire dal mercato. Atto n. 4-03957 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: nel mese di aprile la fondazione Einaudi ha avanzato istanza per ottenere l'accesso agli atti del comitato tecnico scientifico sulla base dei quali il Governo, nella fase del lockdown , adottò i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per fronteggiare l'emergenza da coronavirus finendo per limitare, di fatto, le libertà individuali costituzionalmente sancite. L'istanza è stata avanzata direttamente al Dipartimento della protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che il 4 maggio ne ha negato l'accesso; in seguito al ricorso della fondazione Einaudi, il 23 luglio il Tar Lazio ha sancito l'accesso ai documenti stabilendone la pubblicazione entro il termine di 30 giorni; il 31 luglio il Consiglio di Stato, con un decreto cautelare monocratico, ha sospeso l'effetto della sentenza del Tar a seguito del ricorso avanzato dal Governo tramite l'Avvocatura dello Stato per danno all'ordine pubblico e la sicurezza "sia in relazione alle valutazioni tecniche che agli indirizzi generali dell'organo tecnico", facendo riferimento, sempre nella memoria difensiva dell'Avvocatura, "all'allarme sociale ingenerato dall'allora paventata chiusura delle scuole", oltre alla previsione di limiti ai trasferimenti nel territorio nazionale e alle problematiche derivate dalla decisione di creare una "zona rossa" in alcune regioni del Nord Italia, proprio in seguito della diffusione di alcune valutazioni del medesimo comitato; considerato che: il presidente della terza sezione del Consiglio di Stato, Franco Frattini, ha ritenuto di dover demandare la decisione cautelare al collegio, fissando la camera di consiglio per il prossimo 10 settembre, per non pregiudicare definitivamente l'interesse dell'amministrazione contraria all'ostensione degli atti in attesa della decisione del collegio, vista la materia "meritevole di approfondimento" giuridico; nel decreto monocratico si rileva che tali verbali "hanno costituito il presupposto per l'adozione di misure volte a comprimere fortemente diritti individuali dei cittadini, costituzionalmente tutelati ma non contengono elementi o dati che la stessa appellante abbia motivatamente indicato come segreti" e che "le valutazioni tecnico-scientifiche si riferiscono a periodi temporali pressoché del tutto superati" e che "la stessa Amministrazione, riservandosi una volontaria ostensione fa comprendere di non ritenere in esse insiti elementi di speciale segretezza da opporre agli stessi cittadini", pertanto "non si comprende, proprio per la assoluta eccezionalità di tali atti" perché debbano essere inclusi "nel novero di quelli sottratti alla generale regola di trasparenza e conoscibilità da parte dei cittadini, giacché la recente normativa, ribattezzata 'freedom of information act' sul modello americano, prevede come regola l'accesso civico" e come eccezione la non accessibilità, si chiede di sapere: quali siano i problemi di ordine pubblico che potrebbero emergere dalla pubblicazione degli atti, considerato che essi rappresenterebbero le valutazioni scientifiche di cui il Governo si è avvalso nella gestione dell'emergenza; per quale ragione il Governo si opponga alla sentenza del Tar Lazio se ritiene di aver agito nel preminente interesse nazionale, non contravvenendo a diritti sanciti dalla Costituzione. Atto n. 4-03958 PARAGONE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: a distanza di 5 mesi dall'inizio della fase del lockdown , dovuta alla diffusione del contagio da coronavirus, si registrano ancora ritardi nell'erogazione della cassa integrazione per i lavoratori che abbiano perso il proprio impiego o subito una contrazione delle ore lavorative: una situazione deprecabile che non tiene conto delle difficoltà già preesistenti nel tessuto produttivo italiano, provato da una lunga crisi economica; le attuali tempistiche non appaiono né ragionevoli né rispettose delle impellenti necessità di chi da mesi è senza stipendio; atteso che: