[pronunce]

Infine, la disposizione censurata violerebbe gli artt. 70 e seguenti della Costituzione, nonché l'art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), in quanto, approvata secondo lo speciale procedimento previsto per l'attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, disciplinerebbe un oggetto che è estraneo all'esigenza di attuazione dello statuto stesso. 2. – La questione non è fondata. Non sussiste, innanzitutto, l'asserita violazione dell'art. 3 Cost., perché la norma invocata dal giudice a quo, cioè l'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930, prescindendo dalla sua disapplicazione ad opera della contrattazione collettiva, non rappresenta comunque un idoneo tertium comparationis. Tale disposizione, infatti, nell'indicare il numero di 12 ore settimanali per gli insegnamenti delle varie scuole e corsi dei conservatorii, non definisce il complessivo orario di servizio, cioè l'intero monte di ore lavorative necessarie per assolvere tutti gli obblighi dei docenti di conservatorio, i quali sono ora indicati dalla contrattazione collettiva. Sia la disciplina contrattuale del comparto scuola, riguardante i docenti di conservatorio fino al 2005, sia la disciplina contrattuale ad essi attualmente applicabile, riferita allo specifico comparto delle Istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, prevedono, accanto alle attività di insegnamento, anche quelle funzionali all'insegnamento. Queste ultime – che comprendono, ad esempio, attività di produzione, ricerca, documentazione, aggiornamento, programmazione, partecipazione ai lavori degli organi collegiali – concorrono con le prime a comporre l'elenco complessivo degli obblighi di servizio del docente di conservatorio. In tale contesto, il limite di 12 ore, indicato dall'art. 15 del r.d. n. 1945 del 1930, deve intendersi riferito alle sole attività di insegnamento, cioè a quelle didattiche in senso stretto. Di conseguenza, tale norma non può costituire un idoneo tertium comparationis al fine di valutare la legittimità costituzionale della disposizione censurata, la quale stabilisce, invece, l'orario di servizio complessivo dei docenti bibliotecari del conservatorio di Bolzano. Neppure è fondata la censura relativa all'art. 36 Cost. Il rimettente considera non proporzionata la retribuzione del docente bibliotecario di Bolzano sul presupposto che altri docenti di conservatorio percepiscano identico trattamento economico a fronte di una minor quantità di lavoro prestato. Tale censura non presenta, quindi, rilievo autonomo rispetto a quella riferita all'art. 3 Cost., perché anch'essa si basa sul confronto fra l'orario di 38 ore settimanali, previsto dalla disposizione censurata, e quello di 12 ore settimanali, indicato dalla norma assunta dal giudice rimettente quale tertium comparationis. Di conseguenza, una volta chiarito che tale confronto è impropriamente instaurato, si rivela priva di fondamento, insieme con la censura relativa all'art. 3 Cost., anche quella riferita all'art. 36 Cost. Non sussistono, infine, le asserite violazioni degli artt. 70 e seguenti Cost. e dell'art. 107 del d.P.R n. 670 del 1972, entrambe riconducibili, ad avviso del rimettente, al particolare procedimento di approvazione della disposizione censurata. A prescindere dalla individuazione in termini generici del primo parametro da parte del giudice rimettente, che non ha specificato quali delle disposizioni successive all'art. 70 Cost. sarebbero state lese dalla norma impugnata, questa Corte ha costantemente affermato che le norme di attuazione degli statuti regionali ad autonomia speciale, dotate di forza prevalente su quella delle leggi ordinarie, possono anche avere un contenuto praeter legem, «nel senso di integrare le norme statutarie, anche aggiungendo ad esse qualche cosa che le medesime non contenevano», con il «limite della corrispondenza delle norme alla finalità di attuazione dello Statuto» (sentenze n. 341 del 2001, n. 212 del 1984 e n. 20 del 1956). Quest'ultimo limite non è stato superato dalla disposizione censurata, la quale risponde alla finalità di attuare lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige e, in particolare, gli artt. 89 e 100 dello statuto stesso, che riguardano la riserva e la ripartizione proporzionale fra i gruppi linguistici dei posti degli uffici statali nella Provincia di Bolzano, nonché il diritto dei cittadini di lingua tedesca della Provincia di Bolzano di usare la loro lingua nei rapporti con gli uffici della pubblica amministrazione situati nella Provincia stessa. La norma impugnata, nel prevedere che nel conservatorio di Bolzano vi siano due docenti bibliotecari, di madre lingua diversa, ha appunto la finalità di garantire il diritto dei cittadini dei vari gruppi linguistici di comunicare nella propria lingua, in attuazione delle predette norme statutarie.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 265 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in ordine all'insegnamento in lingua tedesca nel conservatorio di musica di Bolzano), sollevata dal Tribunale di Bolzano, con l'ordinanza in epigrafe, con riferimento agli articoli 3, 36, 70 e seguenti della Costituzione, nonché all'art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 maggio 2009. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA