[pronunce]

Detto comma 4 dell'art. 6 del decreto legislativo n. 504 del 1992, nel disciplinare la determinazione delle aliquote e dell'imposta, stabiliva che restavano «ferme le disposizioni dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 ottobre 1996, n. 556», e cioè le disposizioni che, «Ai fini dell'imposta comunale sugli immobili», permettevano ai comuni di «deliberare, ai sensi dell'art. 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, una aliquota ridotta, comunque non inferiore al 4 per mille, in favore delle persone fisiche soggetti passivi e dei soci di cooperative edilizie a proprietà indivisa, residenti nel comune, per l'unità immobiliare direttamente adibita ad abitazione principale, a condizione che il gettito complessivo previsto [fosse] almeno pari all'ultimo gettito annuale realizzato». Gli abrogati commi 2-bis e 2-ter dell'articolo 8 del citato decreto n. 504 del 1992 – aggiunti dal comma 5 dell'art. 1 della legge n. 244 del 2007 ed entrati in vigore il 1° gennaio 2008, ai sensi del comma 164 dell'art. 3 della medesima legge n. 244 – prevedevano che: a) «Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo si [detraesse] un ulteriore importo pari all'1,33 per mille della base imponibile di cui all'articolo 5» (comma 2-bis, primo periodo); b) «L'ulteriore detrazione, comunque non superiore a 200 euro, [venisse] fruita fino a concorrenza del suo ammontare [e fosse] rapportata al periodo dell'anno durante il quale si [protraeva] la destinazione di abitazione principale» (comma 2-bis, secondo periodo); c) per le unità immobiliari adibite «ad abitazione principale da piú soggetti passivi, la detrazione [spettasse] a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si [verificava]» (comma 2-bis, terzo periodo); d) «L'ulteriore detrazione di cui al comma 2-bis si [applicasse] a tutte le abitazioni ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9» (comma 2-ter). 1.4. – Il denunciato comma 4 dell'art. 1 del decreto-legge n. 93 del 2008 stabilisce, al primo periodo, che «La minore imposta che deriva dall'applicazione dei commi 1, 2 e 3, pari a 1.700 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008, è rimborsata ai singoli comuni, in aggiunta a quella prevista dal comma 2-bis dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 504 del 1992, introdotto dall'articolo 1, comma 5, della legge 24 dicembre 2007, n. 244» [comma, quest'ultimo, prima riportato nel punto 1.3.]. A tale fine, il medesimo comma censurato detta alcune disposizioni attuative, secondo cui: a) «nello stato di previsione del Ministero dell'interno l'apposito fondo è integrato di un importo pari a quanto sopra stabilito a decorrere dall'anno 2008» (comma 4, secondo periodo); b) «In sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali sono stabiliti, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, criteri e modalità per la erogazione del rimborso ai comuni che il Ministro dell'interno provvede ad attuare con proprio decreto» (comma 4, terzo periodo); c) «Relativamente alle regioni a statuto speciale, ad eccezione delle regioni Sardegna e Sicilia, ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, i rimborsi sono in ogni caso disposti a favore dei citati enti, che provvedono all'attribuzione delle quote dovute ai comuni compresi nei loro territori nel rispetto degli statuti speciali e delle relative norme di attuazione» (comma 4, quarto periodo). 1.5. – Il successivo comma 5 dell'art. 1 del decreto-legge n. 93 del 2008, pure denunciato, stabilisce che, «Al fine di garantire il contributo di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2006, come determinato dall'articolo 1, comma 251, della legge 24 dicembre 2007, n. 244» – e cioè «il contributo dello 0,8 per mille del gettito ICI, di cui all'art. 10, comma 5, del decreto legislativo n. 504 del 1992» – «il Ministero dell'interno eroga al soggetto di cui al medesimo decreto ministeriale 22 novembre 2005, per le medesime finalità, lo 0,8 per mille dei rimborsi di cui al comma 4». Detta erogazione è dunque prevista a vantaggio all'apposito «soggetto di diritto privato, senza finalità di lucro, avente patrimonio e contabilità distinti da quelli dell'ANCI», costituito dall'Associazione nazionale dei comuni italiani in forza dell'art. 1, comma 1, del suddetto decreto ministeriale 22 novembre 2005 e sulla base di quanto disposto dal comma 2-ter dell'art. 7 del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7 (Disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione), convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, il quale ultimo articolo, modificando l'art. 10, comma 5, del decreto legislativo n. 504 del 1992 a far data dal 2 aprile 2005, stabilisce che «Allo scopo di consentire la prosecuzione dei servizi finalizzati a fornire adeguati strumenti conoscitivi per una efficace azione accertativa dei comuni, nonché per agevolare i processi telematici di integrazione nella pubblica amministrazione ed assicurare il miglioramento dell'attività di informazione ai contribuenti, l'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) organizza le relative attività strumentali». 1.6. – Il denunciato comma 6 dell'art. 1 del decreto-legge n. 93 del 2008 dispone l'abrogazione, a far data dal 29 maggio 2008, dei commi 7, 8 e 287 dell'art. 1 della legge n. 244 del 2007. Il comma 7 di tale ultima disposizione – in dipendenza di quanto disposto dal precedente comma 5 (che, come visto, disciplinava una detrazione d'imposta pari all'1,33 per mille per l'ICI dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo) – prevedeva che: a) «La minore imposta che deriva dall'applicazione del comma 5 [fosse] rimborsata, con oneri a carico del bilancio dello Stato, ai singoli comuni» (comma 7, primo periodo); b) «Entro il 28 febbraio 2008 il Ministero dell'interno [definisse] il modello per la certificazione, da parte dei comuni, del mancato gettito previsto» (comma 7, secondo periodo);