[resaula]

Questa locuzione la ribadisce più volte, in particolar modo a pagina 14, dove cita ripetutamente il fatto che sono rilevanti innanzi tutto in quanto indispensabili per l'accertamento dei fatti contestati, che non possono che riferirsi ad entrambi i capi di imputazione, il capo a ), che si riferisce al periodo in cui Siri era ancora senatore, e il capo b ), che si riferisce al periodo in cui era Sottosegretario. Inoltre, in diversi passaggi, anche a pagina 13, si fa riferimento alle intercettazioni coinvolgenti il senatore Armando Siri, così come accade più volte a pagina 14 (non cito tutti i passaggi, perché voglio tenere lontanissimo dalla mia argomentazione il merito di un processo che non ci deve interessare assolutamente e non c'è nessuna tesi sull'accusa da questo punto di vista; (non avrei bisogno di precisarlo, ma ci tengo a farlo): «Come evidenziato in premessa, il senatore Armando Siri, dietro...» eccetera, «avrebbe proposto e concordato...» (si parla di Senatore e non di Sottosegretario). Questo fa parte della motivazione. Quindi, in più parti della motivazione si fa riferimento a una condotta come senatore e - come dicevo - nelle conclusioni si dice che le predette intercettazioni sono assolutamente rilevanti per la valutazione dei fatti, in quanto dalle stesse emergono i contatti tra l'imprenditore e il parlamentare, finalizzate alla presentazione degli emendamenti, e che esse appaiono strettamente rappresentative del contesto spazio-temporale in cui avrebbe operato il senatore e sottosegretario Armando Siri. In conclusione, quando si esaminano le motivazioni, queste vanno esaminate ovviamente nel complesso e anche secondo la logica del provvedimento di cui ci stiamo occupando. È chiaro che nelle conclusioni - anzi, prima della formula PQM -conclusivamente - altrimenti sarei stata la prima a preoccuparmi di una mancanza di motivazione logica e ad avanzare una ipotesi di reiezione - la motivazione - e non poteva essere diversamente - fa riferimento alle condotte contestate in entrambi i capi di imputazione, dove pacificamente una parte riguarda anche l'attività di senatore. La motivazione fa riferimento a un contesto, a una ricostruzione dei fatti, che naturalmente non spetta a noi in questo momento indagare o ricostruire. Quindi, per tutti questi motivi, non ritengo che possa essere utilizzato il criterio della implausibilità e della illogicità, per poi trasportarlo sulla necessità, con riferimento alle due intercettazioni di maggio. Aggiungo che questo è un criterio non estraneo alle nostre valutazioni e voi, colleghi, vedrete che si presenterà in altre occasioni che arriveranno in Aula; per esempio chi vi parla a questo criterio ha fatto ricorso, ma più correttamente e più convintamente. Non mancano le occasioni e, proprio per questo, cercherei di utilizzarlo in modo appropriato. Per tutti questi motivi e anche per presentare dei provvedimenti che possano comunque essere inattaccabili e reggere a eventuali sollevazioni di conflitti di attribuzione, ritengo sia da accogliere la richiesta di inutilizzabilità di quelle sei e, invece, considerare utilizzabili quelle due. Quindi, anticipo che formulerò una richiesta di voto per parti separate. PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Poiché il relatore non intende intervenire in sede di replica, passiamo alla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il procedimento penale a carico del senatore Siri, che è all'origine della richiesta di autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni di conversazioni telefoniche, riguarda due capi di imputazione inerenti a fatti relativi a presunte fattispecie di corruzione. Il pubblico ministero, probatori, ha richiesto l'utilizzazione di tutte le intercettazioni acquisite dal cellulare di un indagato non parlamentare. Condivido pienamente la scelta del giudice dell'udienza preliminare di Roma di aver effettuato un primo vaglio sulla richiesta del pubblico ministero, riducendo la sua domanda di autorizzazione al Senato solo in relazione alle intercettazioni antecedenti alla iscrizione del senatore Siri nel registro degli indagati - iscrizione avvenuta il 25 settembre 2018 - così ritenendo quelle successive come atti di investigazione diretta nei confronti del parlamentare, pertanto giustificabili solo in presenza di una autorizzazione preventiva. A mio avviso, il giudice ha compiuto una corretta e apprezzabile distinzione dal punto di vista procedurale, nel senso che ha chiesto l'autorizzazione del Senato solo per l'utilizzazione delle conversazioni ritenute occasionali, cioè quelle avvenute quando non erano ancora emersi elementi concreti dai quali desumere che la persona intercettata potesse essere un interlocutore abituale del parlamentare. Nella seduta del 16 febbraio 2022, la Giunta ha deliberato a maggioranza di proporre all'Assemblea di respingere la richiesta dell'autorità giudiziaria: relativamente alle due intercettazioni del 15 maggio 2018, pur ritenute occasionali per l'incerta e implausibile configurazione del requisito della necessità; e in relazione a quelle successive, dal maggio ad agosto 2018, per la mancanza del requisito della occasionalità. Con riferimento al caso di specie, melius re perpensa , ritengo che non solo le prime due telefonate del 15 maggio 2018 - peraltro brevissime e nello stesso giorno - ma anche quella di appena due giorni dopo (la telefonata del 17 maggio), sono tutte e tre da considerarsi certamente imprevedibili, occasionali e fortuite. Nel ristretto arco di due giorni, come avrebbero potuto rendersi conto gli inquirenti che l'interlocutore "Armando" fosse un parlamentare e, valutata nell'abitualità dei rapporti con l'imprenditore Arata, sospendere immediatamente le captazioni e richiedere l'autorizzazione al Senato? La Giunta, nella relazione approvata e oggi all'esame dell'Assemblea, pur ritenendo occasionali e quindi fortuite soltanto le prime due intercettazioni (quelle del 15 maggio 2018), ciononostante ne ha negato l'autorizzazione sotto il profilo della incerta e implausibile configurazione del requisito della necessità, in quanto intercettate anteriormente alla carica di Sottosegretario che il senatore Siri ha assunto in data 13 giugno 2018. Una asserita contraddittorietà della motivazione creerebbe - secondo la relazione approvata - un margine rilevante di incertezza rispetto al requisito della necessità del mezzo di prova, come delineato dalla Corte costituzionale. Per denegare l'autorizzazione, la relazione si avvale pretestuosamente di un riferimento contenuto nell'istanza dell'autorità giudiziaria di Roma: si tratta di un titolo dato all'informativa della DIA di Trapani, e non del tribunale - com'è erroneamente scritto nella relazione - con cui si trasmettono le intercettazioni alla direzione distrettuale antimafia di Palermo. In questa intestazione è scritto e cito testualmente: «Vicenda relativa all'emendamento proposto dall'imprenditore Paolo Arata e sostenuto dal senatore Siri nella sua veste di allora Sottosegretario del MIT». Vorrei che fosse chiaro che si parla di un'intestazione, di un titolo dato dalla polizia giudiziaria a un documento conclusivo delle intercettazioni, iniziate fin da quando il senatore Siri era senatore e completate quando era Sottosegretario.