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Art. 15. SCATTI BIENNALI DI ANZIANITÀ Gli impiegati, per l'anzianità di servizio maturata dopo il 20° anno di età, presso una stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso industriale facente capo alla stessa Societa) hanno diritto per ogni biennio di anzianità indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, ad una maggiorazione della retribuzione mensile nella misura del 5% per 10 bienni della loro carriera. Tale aliquota è calcolata sul minimo contrattuale di stipendio e sulla indennità di contingenza mensile della categoria cui appartiene l'impiegato. Gli aumenti periodici di anzianità non possono comunque essere assorbiti da precedenti o successivi assegni di merito, né gli aumenti di merito possono essere assorbiti dagli aumenti periodici maturati o da maturare. Gli aumenti periodici di anzianità decorrono dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità. Gli aumenti di anzianità già maturati devono essere ricalcolati percentualmente sui minimi di stipendio in atto alle singole scadenze mensili, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo per il caso di passaggio di categoria. Per quanto concerne le variazioni dell'indennità di contingenza il ricalcolo degli aumenti periodici di anzianità si effettuerà al termine di ogni anno solare ed avrà applicazione dal 1 gennaio successivo. Agli impiegati attualmente in servizio verrà riconosciuta, agli effetti degli aumenti periodici, l'anzianità per il servizio prestato dal 1 gennaio 1937, con esclusione in ogni caso di quella maturata prima del compimento del 20° anno di età. Gli aumenti periodici di cui al presente articolo assorbono gli aumenti già concessi per lo stesso titolo. In caso di passaggio a categoria superiore sarà mantenuto all'impiegato l'importo in cifra degli aumenti periodici maturati nelle categorie di provenienza. Tale importo, nel caso di variazione dei minimi tabellari delle categorie di provenienza, sarà rivalutato ricalcolando percentualmente sui detti minimi tabellari delle categorie di provenienza gli aumenti biennali che lo compongono. La frazione di biennio in corso al momento del passaggio di categoria sarà considerata utile agli effetti della maturazione del biennio della nuova categoria. Norma transitoria. Gli aumenti periodici di anzianità maturati antecedentemente al 1 giugno 1952 vengono fissati nelle seguenti quote globali, comprendenti anche le quote forfettarie di rivalutazione previste dall'accordo interconfederale 14 giugno 1952 e successivamente aumentate. ex 1ª zona: Uomini Donne 1ª Categoria ................................ 2.680 2.680 2ª Categoria sup. 21 anni ................... 1.855 1.570 3ª Categoria A sup. 21 anni ................. 1.215 1.050 3ª Categoria B sup. 21 anni ................. 940 810 ex 2ª zona: 1ª Categoria ................................ 2.600 2.600 2ª Categoria sup. 21 anni ................... 1.805 1.545 3ª Categoria A sup. 21 anni ................. 1.185 1.020 3ª Categoria B sup. 21 anni ................. 915 790 ex 3ª zona: 1ª Categoria ................................ 2.525 2.525 2ª Categoria sup. 21 anni ................... 1.805 1.495 3ª Categoria A sup. 21 anni ................. 1.160 1.000 3ª Categoria B sup. 21 anni ................. 890 775 ex 4ª zona: 1ª Categoria ................................ 2.475 2.475 2ª Categoria sup. 21 anni ................... 1.725 1.500 3ª Categoria A sup. 21 anni ................. 1.135 980 3ª Categoria B sup. 21 anni ................. 875 760 Nel caso di avvenuti passaggi di categoria la misura delle predette quote va riferita alla categoria, cui apparteneva il lavoratore alla maturazione dei singoli aumenti periodici di anzianità. Lo quote di cui sopra vanno riferite alle zone di retribuzione esistenti anteriormente al giugno 1954.