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Il presente disegno di legge non intende ovviamente imporre alcuna visione etica o morale, ma ha lo scopo di rendere effettivo e cogente il rispetto della legislazione europea e nazionale vigenti e di applicare i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, attraverso l’istituzionale del Garante nazionale dei diritti degli animali e di una rete di garanti ai livelli delle amministrazioni locali. L’articolo 1 stabilisce che lo Stato riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al dovere del rispetto e della promozione di iniziative per la sopravvivenza delle specie animali e promuove in modo sistematico la tutela degli animali, la loro protezione e benessere. Lo Stato promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali. Il disegno di legge si richiama, inoltre, alla Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, proclamata presso l’UNESCO il 15 ottobre 1978, ed alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, adottata a Strasburgo il 13 novembre 1987. L’articolo 2 stabilisce che il disegno di legge si applichi a tutte le specie animali di cui si è in possesso, o se ne ha custodia, a scopo di compagnia o a scopo di reddito, con il fine di promuovere la tutela e la salvaguardia dei diritti degli animali su tutto il territorio nazionale, attraverso il potenziamento e il coordinamento delle azioni svolte dalle pubbliche amministrazioni, dalle regioni e dagli enti locali e dalle associazioni pubbliche o volontarie. Per tale finalità è istituito il Garante dei diritti degli animali, con rappresentanze su tutto il territorio nazionale a livello statale, regionale, provinciale e comunale. Il Garante è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, tra persone di nota indipendenza, competenza ed esperienza nel campo dei diritti degli animali e dura in carica cinque anni non rinnovabili. Al Garante non compete nessuna remunerazione o indennità e la carica non può essere cumulata con altre cariche di carattere elettivo. L’articolo 3 stabilisce che il Garante ha sede in Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e ha sedi dislocate nelle regioni e nelle province, in strutture messe a disposizione dalle pubbliche amministrazioni. Il personale del Garante è composto da dipendenti della Presidenza del Consiglio dei ministri e di altre amministrazioni pubbliche in numero idoneo per l’espletamento dei propri compiti e comunque non superiore a dieci unità. Il Garante, nella propria attività, può avvalersi di associazioni di tutela degli animali costituite da almeno cinque anni e di soggetti prestatori d’opera a carattere volontario, scelti dallo stesso Garante sulla base di requisiti pubblicati sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, le regioni, le province e i comuni provvedono all’istituzione del rispettivo ufficio del garante dei diritti degli animali e alla sua nomina, adottata con deliberazione della competente giunta. In caso di comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti, può essere prevista l’istituzione di un solo ufficio del garante per più comuni limitrofi, purché la popolazione complessiva non superi il limite di 50.000 abitanti. Gli uffici dei garanti regionali, provinciali e comunali, operano nelle sedi e con i mezzi posti a loro disposizione dalle amministrazioni competenti e possono avvalersi della collaborazione di personale volontario, il cui numero è stabilito in relazione ai compiti da espletare e la cui scelta è effettuata in base ai requisiti previsti dal Garante nazionale. L’articolo 4 stabilisce i compiti del Garante, l’articolo 5 prevede la possibilità del Garante e degli uffici dei garanti regionali, provinciali e comunali di costituirsi parte civile nei modi e nelle forme previsti dalla legge nei giudizi riguardanti i reati di uccisione, di maltrattamento, di abbandono, di traffico illecito e di mutilazioni di animali, di cui, rispettivamente, agli articoli 544- bis , 544- ter e 727 del codice penale, 4 della legge 4 novembre 2010, n.201, e 10 della convenzione di cui all’articolo 1, comma 3, della presente legge. L’articolo 6 prevede che, entro il 30 aprile di ogni anno, il Garante presenti al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente e che, sulla base di tale relazione proponga modifiche, integrazioni e sostanziali miglioramenti della normativa nazionale in materia di diritti degli animali. L’articolo 7 istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Fondo nazionale per la tutela dei diritti degli animali, nel quale confluiscono le risorse derivanti dal prelievo del 5 per cento sulle vincite non riscosse dei concorsi pronostici denominati totocalcio e gioco del lotto, da finanziamenti dell’Unione europea, nonché donazioni, lasciti ed elargizioni da parte di soggetti pubblici e privati. Il Fondo è finalizzato alla copertura delle spese di funzionamento e di attività del Garante e degli uffici dei garanti regionali, provinciali e comunali. L’articolo 8 istituisce la Conferenza nazionale dei garanti dei diritti degli animali, composta dal Garante e dagli uffici dei garanti regionali, provinciali e comunali. La prima riunione della Conferenza si deve tenere entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge.. Art. 1. (Valori etici e culturali) 1. Lo Stato riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al dovere del rispetto e della promozione di iniziative per la sopravvivenza delle specie animali e promuove in modo sistematico la tutela degli animali, la loro protezione e benessere. 2. Al fine di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, lo Stato promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali. A tal fine le modifiche degli assetti del territorio devono tenere conto anche degli habitat a cui gli animali sono legati per la loro esistenza. 3. La presente legge richiamandosi alla Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, proclamata presso l’UNESCO il 15 ottobre 1978, ed alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987 e ratificata ai sensi della legge 4 novembre 2010, 201 , fermo restando quanto previsto dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di protezione di categorie di animali determinate, promuove la cura e la presenza nel territorio italiano degli animali quale elemento fondamentale e indispensabile dell’ambiente, riconoscendo a ogni specie animale il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche. Art. 2. (Istituzione del Garante dei diritti degli animali) 1.