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- L'esame di laurea consiste nella valutazione dell'attività svolta dal candidato durante il corso degli studi e nella discussione della tesi riguardante una ricerca che implica di regola l'elaborazione individuale di un progetto. Art. 25. - Per essere ammesso all'esame di laurea in architettura e a quello in urbanistica lo studente deve aver seguito le lezioni e le esercitazioni dei rispettivi corsi e deve aver superato i relativi esami di tutti gli insegnamenti fondamentali e di sei insegnamenti complementari della durata di un anno da lui scelti nel piano studi. Art. 26. - Per poter sostenere l'esame di laurea lo studente deve presentare richiesta al preside della facoltà non meno di sei mesi prima dell'appello prescelto indicando, tra i professori ufficiali, il relatore. È in facoltà del candidato, per motivate ragioni, chiedere al preside della facoltà di modificare la precedente decisione. Il consiglio di facoltà esamina la domanda, conferma il relatore; questi, d'accordo con il candidato definisce il tema, ne segue lo sviluppo consigliando eventuali correlatori, e ne garantisce l'originalità davanti alla commissione giudicatrice. Titolo V DISPOSIZIONE TRANSITORIA Art. 27. - Fino alla costituzione del consiglio di amministrazione e del consiglio di facoltà, le attribuzioni demandate dal presente statuto e dalla legislazione vigente al presidente e al consiglio di amministrazione sono esercitate dal commissario governativo di cui all'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1970, n. 750; quelle demandate al consiglio di facoltà e al preside sono esercitate rispettivamente dal comitato previsto dall'art. 6 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica n. 750 e dal presidente di questo. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 31 ottobre 1974 LEONE MALFATTI Visto, il Guardasigilli: REALE Registrato alla Corte dei conti, addì 26 febbraio 1975 Atti di Governo, registro n. 8, foglio n. 146