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Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02508 CORBETTA ANGRISANI DE LUCIA DELL'OLIO DONNO LANNUTTI MORONESE ORTIS ROMANO TRENTACOSTE NOCERINO CAMPAGNA RICCIARDI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: l'equo compenso per copia privata è stato istituito con la legge 5 febbraio 1992, n. 93, per compensare gli autori e tutta la filiera dell'industria culturale dei mancati guadagni economici derivanti dalle copie per uso privato di opere audiovisive legittimamente possedute; inizialmente il compenso veniva applicato solo sui supporti vergini (musicassette, audio cassette e altri supporti) e sugli apparecchi di registrazione audio. Nel tempo l'obbligo di corrispondere il compenso è stato esteso a molti prodotti nell'ambito della telefonia e dell'informatica. Oggi i produttori e gli importatori di dispositivi idonei alla memorizzazione dei dati (come computer , tablet , smartphone , schede di memoria e supporti vergini) sono tenuti a pagare alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) un compenso forfettario per ogni singolo dispositivo fabbricato o importato in Italia; tale compenso determina un maggiore costo di acquisto a carico dei consumatori finali e colpisce indiscriminatamente tutti gli acquirenti dei prodotti soggetti al compenso sulla base di una presunzione, a prescindere dall'uso effettivo da parte di ciascun utente; negli ultimi anni l'ammontare complessivo dei compensi per copia privata, che valeva 44 milioni di euro nel 2009, è notevolmente aumentato toccando quota 129,4 milioni di euro nel 2017 e 127,7 milioni nel 2018, pari a circa il 20 per cento dell'intera raccolta SIAE per diritti d'autore. Tale aumento è dovuto anche agli effetti del decreto ministeriale 20 giugno 2014 che ha esteso l'obbligo a nuove categorie di prodotti (come televisori, tablet e hard disk ), fortemente aumentato i compensi unitari sui dispositivi di grande diffusione ( smartphone , computer , schede di memoria) e ridotto l'imposizione sui prodotti in declino o in disuso (telefoni cellulari tradizionali, supporti vergini come audiocassette, VHS, CD, DVD). Attualmente il compenso per singolo prodotto può arrivare fino a 5,2 euro per uno smartphone o un tablet , 9 euro per una chiavetta USB, 20 euro per un hard disk ; dal 1992 ad oggi l'evoluzione tecnologica ha cambiato radicalmente la fruizione dei contenuti audiovisivi e la propensione dei consumatori a realizzare copie private. Da una parte la copia privata di materiale audiovisivo, che era operazione semplicissima all'epoca delle audiocassette e videocassette, è divenuta impossibile con le tecnologie digitali anticopia attualmente in uso; dall'altra le stesse tecnologie digitali, con la possibilità di accedere in streaming ai contenuti audiovisivi, sempre e ovunque, hanno eliminato anche la necessità e l'utilità di realizzare copie private; a parere degli interroganti, poiché con le nuove tecnologie digitali non è più possibile realizzare copie private e le sole copie possibili sono basate su tecnologie obsolete prive di protezioni anticopia, il compenso per copia privata ha perso quasi ogni ragione d'essere e andrebbe abolito; quanto meno i compensi unitari dovrebbero essere rideterminati e drasticamente ridotti per allinearli esclusivamente alla produzione di copie private basate su tecnologie obsolete; in base all'articolo 71- septies della legge sulla protezione del diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633), il compenso per copia privata è aggiornato ogni 3 anni con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo tenendo conto del parere formulato dal comitato consultivo permanente per il diritto d'autore; di tale comitato, nominato con decreto del Ministro, devono far parte per legge i vicepresidenti delle associazioni di categoria interessate, i rappresentanti di alcuni ministeri, i rappresentanti delle associazioni di professionisti, artisti e industriali, il presidente della SIAE ed esperti in materia di diritto. All'interno del comitato non sono rappresentate in alcun modo le associazioni dei consumatori né le associazioni dei produttori dei dispositivi e dei supporti assoggettati al compenso. Inoltre i lavori del comitato non sono pubblici così come non sono pubbliche le ricerche scientifiche su cui si basano i pareri formulati dal comitato stesso; l'aggiornamento triennale dei compensi stabilito con il decreto ministeriale 20 giugno 2014 è scaduto nel 2017; da fonti di stampa si apprende che il Ministero starebbe lavorando a una nuova bozza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda emanare un decreto per aggiornare drasticamente al ribasso i compensi per copia privata in vigore dal 2014, allineando la raccolta alla produzione effettiva di copie private basate su tecnologie prive di protezioni; se intenda garantire la piena trasparenza del processo di determinazione dei compensi per copia privata mediante la pubblicazione integrale dei lavori del comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, inclusi i verbali delle sedute, i dati e le ricerche scientifiche su cui si basano i suoi pareri. Atto n. 4-02509 DONNO LANNUTTI PRESUTTO PAVANELLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con l'entrata in vigore della riforma della scuola del Ministro pro tempore Gelmini (di cui al decreto-legge n. 137 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169 del 2008), dall'anno scolastico 2010/2011 gli istituti tecnici sono stati suddivisi in due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi specifici; per adattare i titoli di accesso ai nuovi programmi è stato necessario introdurre un nuovo regolamento, ex decreto del Presidente della Repubblica n. 19 del 2016, recante disposizioni, a norma dell'art. 64, comma 4, lett. a) , del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento; questo cambiamento ha inizialmente comportato serie difficoltà a reperire, per alcune classi di concorso, docenti in possesso del prescritto titolo di studio e pertanto diversi istituti hanno fatto ricorso ad insegnanti non titolati; un caso emblematico riguarda gli ex istituti tecnici nautici (sezione capitani e macchinisti), oggi denominati "istituti tecnici dei trasporti e della logistica": prima della riforma vi erano in tutta Italia circa 32 istituti nautici; ad oggi, con la riforma a regime, gli ex istituti nautici sono circa 70; prima della riforma, l'unica laurea che permetteva l'accesso diretto all'insegnamento della navigazione marittima (laurea in scienze e tecnologie della navigazione) si conseguiva in una sola sede in Italia (università Parthenope di Napoli); i dirigenti scolastici, per sopperire alla carenza di docenti, sono stati costretti a chiamare a fare supplenze docenti senza titolo di studio, anche solo diplomati;