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ridurre i rischi climatici riducendo le emissioni e assistere e consentire alle persone di adattarsi al progressivo peggioramento dei cambiamenti climatici. Queste sfide ci invitano a pensare a un approccio multidimensionale per proteggere sia gli individui che il nostro pianeta", si chiede di sapere: quali urgenti e indifferibili iniziative di competenza si intenda intraprendere per consentire un rapido avanzamento di tutte le procedure possibili per mitigare il rischio idrogeologico in Italia; se si ritenga che vi sia stata negligenza nell'allerta meteo e nella ripulitura dei corsi di acqua, come ipotizzato dalla magistratura, considerando che esistono soluzioni per prevenire, ma si continua ostinatamente a fare poco o nulla; quali interventi si intenda mettere in essere, con urgenza, per sostenere le amministrazioni locali e la popolazione marchigiana, provata dall'ennesimo evento alluvionale; se e come si intenda provvedere, con carattere di continuità, a dotare i Comuni di strumenti idonei ad affrontare i danni da dissesto idrogeologico. Atto n. 4-07440 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina CORRADO Margherita Ai Ministri della transizione ecologica, dell'interno, della cultura e della salute Premesso che: durante la campagna elettorale per le ultime elezioni comunali a Roma, il candidato del PD, Roberto Gualtieri, poi diventato sindaco, aveva promesso che avrebbe risolto, con una sorta di bacchetta magica ed "entro Natale 2021, il grave problema della raccolta dei rifiuti", gestita da AMA, come pure sarebbe intervenuto sul degrado e sull'incuria che attanagliano la città eterna, determinati dalla mancanza di pulizia, dalla carenza di cassonetti, sempre più strabordanti di ogni genere di rifiuti, collocati su strade e marciapiedi infestati da ratti e gambiani e, in determinate zone della città, anche da cinghiali, che provocano problemi di ordine sanitario e, dunque, un pericolo per la salute dei cittadini romani; come si legge sul sito, "AMA Spa è il più grande operatore in Italia nella gestione integrata dei servizi ambientali. Costituita in Spa nel 2000, ha un unico socio, il Comune di Roma che ne detiene l'intero capitale. Con oltre 7.000 dipendenti, l'azienda serve un bacino di utenza di 2.848.084 persone". La realtà di AMA, però, è molto diversa dall'enfatica rappresentazione pubblicata sul proprio sito, come denunciano cittadini e utenti dei suoi servizi alle associazioni dei consumatori; considerato che: piazza Vittorio Emanuele II, anche conosciuta con il nome di Piazza Vittorio, è una piazza di Roma sita nel rione Esquilino, a pochi passi dalla stazione ferroviaria Termini. Con quasi 10.000 metri quadrati in più di piazza San Pietro, è la piazza più vasta di Roma, caratterizzata da portici che la delimitano, la cui pavimentazione è in "bollettonato genovese" restaurato una prima volta nel 2001, che forma una sorta di ininterrotto tappeto in cui gli elementi di marmo sembrano disposti in maniera del tutto casuale e naturale; la preziosa pavimentazione del porticato di Piazza Vittorio è stata nuovamente restaurata e per farlo il Comune ha speso 500.000 euro. Ora tale restauro rischia di essere vanificato dalle incrostazioni di sporcizia che si sono accumulate agli angoli e attorno alle caratteristiche colonne, come recentemente denunciato dal titolare della storica farmacia sita sotto i portici, il dottor Giuseppe Longo. In una intervista al "Corriere della Sera" dei giorni scorsi, il farmacista ha ricordato che la pulizia della pavimentazione del porticato non spetta agli abitanti dei palazzi ottocenteschi che circondano la piazza, come stabilisce una legge del 1860 sul diritto di calpestio. Nell'articolo, il dottor Longo denuncia inoltre che da quando "sono stati dismessi gli interventi tradizioni con l'idropulitrice e la asciugatrice, gli operatori non fanno che ammucchiare lo sporco ai lati, oltre a danneggiare i lucchetti delle saracinesche dei negozi e i portoni di legno dei palazzi". Pertanto il dottor Longo ha scritto al dirigente dell'AMA responsabile di zona per denunciare la situazione di degrado, che imperversa ormai da tempo sotto i portici e si dice pronto a denunciare l'azienda municipalizzata se non interverrà per garantire il decoro dei portici; al momento la pulizia è affidata alla libera iniziativa dei residenti e dei commercianti. Il dottor Longo è tra quelli che lavano la pavimentazione davanti al proprio esercizio, "ma non posso permettermi di pulire tutti i portici", spiega nell'articolo del "Corriere della Sera". "Basterebbe seguire l'esempio del mercato di piazza Vittorio che si è affidato a una ditta esterna", sottolinea il farmacista. "Se il Comune adottasse la stessa strategia, di sicuro spenderebbe meno"; considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti AMA ha garantito quattro passaggi per lavare con il getto di una idropulitrice, anche con enzimi che dovrebbero agire con azione di disinfestazione di microbi batteri e quant'altro. Dopo due interventi, però, questi non sono risultati la soluzione più idonea. Anzi. Il pavimento dei portici rimane infatti impastato e danneggiato da una inadeguata azione da parte degli operatori che sono costretti a usare macchinari non idonei. Il pavimento di mosaico appena ristrutturato subisce un'azione troppo diretta dall'idropulitrice, che fa saltare le stuccature appena rifatte. Inoltre il getto non è sufficiente a rimuovere le incrostazioni che si formano, che rimangono attive anche con le cariche batteriche, come sostenuto in una lettera inviata all'AMA proprio dal dottor Longo, che oltre essere un sanitario, è anche perito chimico. Lo stesso Longo ha suggerito l'uso di almeno due macchine pulitrici a spazzole che asciugano dopo il lavaggio, "per rendere come già in passato, circa dieci anni fa, le pulizie molto più efficaci e durature, facendo risparmiare enormi quantità di denaro pubblico impegnato oggi in operazioni inadeguate"; considerato infine che a gennaio 2022 è stato avviato "un tavolo di lavoro permanente per coordinare azioni e strategie in grado di favorire il rilancio di Piazza Vittorio Emanuele II", creato dopo l'incontro tra le diverse istituzioni coinvolte nella riqualificazione dell'area, al quale hanno partecipato il Ministro della cultura, la Ministra dell'interno, il sindaco di Roma, la presidente del I Municipio, il Prefetto di Roma e la Soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, si chiede di sapere: se si ritenga opportuno garantire una pulizia del pavimento del porticato di piazza Vittorio, come avveniva oltre dieci anni fa, con i macchinari di una ditta esterna, il cui utilizzo generava ulteriori costi per i cittadini, anche in vista del rinnovo del contratto tra AMA S.p. A. e Comune di Roma, considerando che tali costi possono essere ovviati da un'organizzazione adeguata della società municipalizzata, che può predisporre, ad esempio, l'acquisto e l'utilizzo di macchinari idonei, anche per garantire ai cittadini il diritto alla pulizia e all'igienizzazione dei portici, reali e durature;