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alla fine del 2011, il gruppo Tercas era costituito dalla capogruppo e da banca Caripe SpA (Caripe), una banca regionale attiva soprattutto in Abruzzo che era stata acquisita da Tercas alla fine del 2010 (con una partecipazione del 90 per cento); nel medesimo periodo Tercas evidenziava un totale attivo di 5,3 miliardi di euro, 4,5 miliardi di euro di crediti verso i clienti, 2,6 miliardi di euro di debiti verso la clientela, 165 filiali e 1.228 dipendenti; tra il 5 dicembre 2011 e il 23 marzo 2012, la Banca d'Italia sottopose Tercas ad ispezione. La Banca d'Italia avrebbe rilevato irregolarità e anomalie diffuse circa la gestione e la governance della banca, la funzione di audit interno, il processo di credito e la comunicazione di informazioni agli organi di gestione e all'organo di vigilanza; il 17 aprile 2012 Banca d'Italia ha proposto al Ministro dell'economia e delle finanze di sottoporre la banca ad amministrazione straordinaria, ai sensi dell'articolo 70 del testo unico bancario (di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni); il Ministro dell'economia, con decreto 30 aprile 2012, ha sottoposto Tercas ad amministrazione straordinaria e nominato un commissario straordinario al fine di accertare la situazione, porre fine alle irregolarità e promuovere soluzioni utili nell'interesse dei depositanti. Il commissario straordinario si è insediato il 4 maggio 2012; considerato inoltre che: il 22 febbraio 2012 la Commissione europea ha prorogato fino al 30 giugno 2012 il sistema che consentiva la concessione di garanzie dello Stato per enti creditizi in Italia; nel quadro di questo sistema, le autorità italiane hanno concesso una garanzia sui titoli obbligazionari emessi da Tercas per un valore nominale di 300 milioni di euro. In base a informazioni pubblicamente accessibili risulta che "In data 28 novembre 2014, Tercas procede all'integrale estinzione dei titoli obbligazionari" e che "la garanzia (...) verrà estinta a decorrere dalla data del 28 novembre 2014"; il commissario straordinario di Tercas si è attivato per risolvere le problematiche sollevate dalla Banca d'Italia, oltre che nell'analisi e nella valutazione delle diverse opzioni sul tavolo per porre fine alle difficoltà di Tercas. In prima battuta sono state considerate, e successivamente scartate, le ipotesi di ricapitalizzazione di Tercas-Cassa di risparmio, tramite l'intervento della fondazione Tercas (principale azionista della banca) ovvero del Credito valtellinese (che detiene una partecipazione del 7,8 per cento); nell'ottobre 2013, il commissario straordinario di Tercas, in accordo con la Banca d'Italia, ha preso contatti con la banca Popolare di Bari ScpA (BPB) che aveva manifestato interesse verso un'iniezione di capitale in Tercas a condizione che gli attivi di Tercas e Caripe fossero soggetti a due diligence e che il Fondo interbancario di tutela dei depositi (FIDT) coprisse interamente il deficit patrimoniale di Tercas; il 25 ottobre 2013, in base all'articolo 29 dello statuto del FITD, il commissario straordinario di Tercas ha trasmesso al Fondo stesso un'istanza di intervento di sostegno per un massimo di 280 milioni di euro, che prevedeva una ricapitalizzazione a copertura del deficit patrimoniale di Tercas al 30 settembre 2013 e l'impegno del FITD ad acquistare attività deteriorate fino a un determinato valore; il comitato di gestione del FITD, in data 28 ottobre 2013, ha deciso di intervenire a sostegno di Tercas a norma dell'articolo 96- ter , comma 1, lettera d) , del testo unico, per un importo massimo di 280 milioni di euro. Il 29 ottobre 2013 l'intervento è stato ratificato dal consiglio del FITD; il 30 ottobre 2013, il FITD ha trasmesso alla Banca d'Italia una richiesta di autorizzazione dell'attuazione di tale intervento di sostegno. Il 4 novembre 2013 la Banca d'Italia ha concesso al FITD l'autorizzazione richiesta; il 18 marzo 2014, la due diligence sugli attivi di Tercas e Caripe si è conclusa con un disaccordo tra gli esperti del FITD e quelli del gruppo bancario controllato dalla capogruppo Banca popolare di Bari ScpA, in seguito risolto da un arbitro nominato dalla Banca d'Italia; a seguito del risultato della due diligence il 1° luglio 2014, il FITD ha trasmesso alla Banca d'Italia una seconda richiesta di autorizzazione ad effettuare un intervento di sostegno a Tercas a condizioni modificate autorizzato dalla Banca d'Italia il 7 luglio 2014; il nuovo intervento di sostegno del FITD prevedeva un contributo a fondo perduto di 265 milioni di euro, a copertura del deficit patrimoniale di Tercas, una garanzia di 35 milioni di euro per tre anni a copertura del rischio di credito associato a determinate esposizioni di Tercas e una garanzia di 30 milioni di euro a copertura parziale dei possibili costi e delle possibili perdite supplementari (di 60 milioni di euro) associati al trattamento fiscale del contributo a fondo perduto di 265 milioni; il commissario di Tercas è stato autorizzato dalla Banca d'Italia a convocare una riunione straordinaria degli azionisti di Tercas, al fine di decidere in merito alla copertura delle perdite verificatesi nel corso dell'amministrazione straordinaria e in merito a un contestuale aumento di capitale di 230 milioni di euro, riservato alla Banca popolare di Bari; il 27 luglio 2014, l'assemblea degli azionisti di Tercas ha deliberato la copertura parziale delle perdite, tra l'altro azzerando il capitale e annullando tutte le azioni ordinarie in circolazione e ratificando l'aumento del capitale fino a 230 milioni di euro con l'emissione di nuove azioni ordinarie riservate alla Popolare di Bari; il 1° ottobre 2014 l'amministrazione straordinaria di Tercas è stata chiusa e BPB ha nominato i nuovi organi sociali; considerato che: il 16 settembre 2014, in seguito ad una richiesta informale della Commissione europea dell'8 agosto 2014, le autorità italiane hanno inviato una breve descrizione degli interventi di sostegno concessi dal sistema di garanzia dei depositi italiano, ossia il FITD, a favore della banca Tercas; il 10 ottobre 2014, la Commissione ha trasmesso una richiesta formale di informazioni alle autorità italiane al fine di comprendere meglio i termini di tali interventi del FITD. La Commissione ha chiesto informazioni anche sull'intervento a favore di Banca delle Marche, deliberato dal FITD, il quale però, a differenza dell'intervento in Tercas, non era ancora stato realizzato. Le autorità italiane hanno fornito risposta in data 14 novembre 2014; l'articolo 1, comma 627, della legge di stabilità per il 2014 (legge n. 147 del 2013) aveva inoltre stabilito che "Ai fini del riassetto economico e finanziario dei soggetti in amministrazione straordinaria, gli interventi di sostegno disposti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi non concorrono alla formazione del reddito dei medesimi soggetti";