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Credo che la politica - pur nella molteplicità delle posizioni diverse e delle differenti sensibilità - debba, su certe problematiche in particolare, trovare e fornire una risposta unitaria, superando le divisioni per offrire ai cittadini le giuste, opportune e necessarie risposte, capaci di migliorare la loro qualità di vita non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello sociale e relazionale. Su certe problematiche vi deve essere la più ampia convergenza di tutti, e le malattie riconosciute come sociali rappresentano uno di questi casi. I criteri per definire una malattia come sociale sono, tra gli altri, la sua larga diffusione nella popolazione, la sua elevata incidenza, il suo comportare un alto dispendio di risorse pubbliche per l'assistenza sanitaria e, infine, il danno economico, individuale e collettivo, che essa comporta. La cefalea primaria cronica rientra perfettamente in questi parametri per poterla definire malattia sociale. Il MoVimento 5 Stelle, una forza politica da sempre attenta ai bisogni e alle problematiche dei cittadini, che ha fatto della sua visione politico-sociale (nessuno deve rimanere indietro) un motivo fondante del suo essere movimento tra i cittadini, con i cittadini e per i cittadini, non può che dare a questo provvedimento, per il dovuto rispetto e il riconoscimento a chi veramente soffre e la cui vita è fortemente segnata da questa patologia, il proprio voto convintamente favorevole. (Applausi). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 113 comma 2, secondo periodo, chiedo come Capogruppo che la votazione venga effettuata a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 1250. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 184 e 302. Discussione del documento: Doc Doc. XXIII, n. 2 Relazione territoriale sulla regione Umbria approvata, nella seduta del 21 maggio 2020, dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati Approvazione della proposta di risoluzione n. 1 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XXIII, n. 2. La relazione è stata già stampata e distribuita. Ha facoltà di parlare il senatore Bossi Simone per illustrare la relazione. BOSSI Simone, relatore . Signor Presidente, in considerazione delle dimensioni territoriali della Regione Umbria e delle sue specificità, la Commissione d'inchiesta ha individuato i temi sui quali è stata sollecitata l'attenzione e l'azione di tutti i soggetti competenti. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,33) (Segue BOSSI Simone, relatore) . Le questioni trattate dalla Commissione riguardano aspetti e problematiche specifiche della Regione in materia di ciclo dei rifiuti e di tutela delle acque, nonché vicende giudiziarie relative ad alcune specifiche criticità ambientali e la necessità di prevenire fenomeni illeciti. Va tenuto in considerazione che le acquisizioni della Commissione nella presente legislatura si collocano in una situazione temporale peculiare, che si sviluppa tra la crisi nella gestione del ciclo dei rifiuti nella Regione e gli esiti delle recenti elezioni regionali, che hanno visto un avvicendamento della maggioranza al governo della Regione. Andando per ordine e nel dettaglio in merito al ciclo dei rifiuti, dopo aver esaminato la relazione di approfondimento della situazione territoriale umbra, approvata peraltro all'unanimità alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad essa correlati, è emersa l'inefficacia della visione a lungo termine della Regione per la gestione delle problematiche legate alla gestione dei rifiuti urbani. Da questa situazione deriva un certo grado di incertezza sulla tenuta del sistema regionale nel medio periodo e sulla programmazione delle azioni e delle politiche in materia. È emerso infatti un quadro incerto in merito alla chiusura del ciclo dei rifiuti e quindi all'autosufficienza dell'attuale sistema di smaltimento, basato principalmente sul conferimento in discarica. Sul ciclo dei rifiuti umbri sono emerse tre principali criticità: la bassa qualità dei rifiuti condotti in discarica, con il conseguente scarto sostanzioso di rifiuti ammissibili ai processi di trattamento, l'efficienza non ottimale dell'impiantistica di trattamento post raccolta e la mancanza di una chiusura del ciclo dei rifiuti, come previsto dai principi europei dell'economia circolare. Per la Regione Umbria, infatti, lo smaltimento in discarica risulta ancora oggi la principale opzione praticata e praticabile, tanto che, per far fronte alle esigenze di smaltimento, è stato necessario ampliare le volumetrie delle discariche esistenti. In merito alla questione della tutela delle acque, invece, si segnala una preoccupante persistenza delle procedure di infrazione per alcuni agglomerati umbri, ma non solo. La realtà umbra presenta infatti alcune caratteristiche specifiche, tra cui segnaliamo: la presenza di solventi clorurati in falda, l'inquinamento della falda sottostante agli impianti produttivi ternani di AST (sui quali risulta necessario sollecitare l'attenzione del Ministro dell'ambiente e delle amministrazione pubbliche interessate, nonché dei pertinenti organismi di controllo), l'inquinamento derivante dagli allevamenti e dai rifiuti zootecnici. Inoltre, nell'ambito dell'esame da parte della Commissione, è emersa la questione della contaminazione da mercurio del fiume Paglia; tale questione interregionale è rilevante anche in merito ai potenziali impatti su diversi bacini idrici. Sulla questione delle vicende giudiziarie relative ad alcune specifiche criticità ambientali, dall'interlocuzione della Commissione con le autorità giudiziarie e le polizie giudiziarie operanti nel territorio umbro non sembrano emergere collegamenti con la criminalità organizzata, quanto illeciti diffusi ed alcune specificità su cui va posta la massima attenzione. Sui fenomeni di incendi presso gli impianti di trattamento dei rifiuti e sul coinvolgimento del territorio umbro, emerge la necessità di azioni di prevenzione, anche attraverso un'adeguata programmazione di controlli, di strumenti pianificatori e di collaborazione interagenziale del Sistema nazionale di protezione ambientale, che tengano conto della complessa realtà dell'impiantistica anche per le realtà apparentemente minori, ma potenzialmente a rischio. Segnalazione di particolare rilevanza è la situazione ambientale di Terni, specificatamente della conca ternana. La storia della città di Terni è infatti strettamente legata allo sviluppo industriale della zona, che ha permeato la società locale, garantendo occupazione e sviluppo economico a cui solo in epoca recente si è aggiunta una crescente sensibilità di carattere ambientale. Da questa situazione specifica emerge con evidenza l'importanza che l'amministrazione pubblica e gli organismi di controllo competenti mantengano una visione costante della situazione, basata su dati specifici e scientifici, che ha consentito interventi conformativi e correttivi in sede di amministrazione attiva, ma anche l'approfondimento circa la presenza di patologie riconducibili all'inquinamento ambientale.