[resaula]

Nel 2014, il Governo di centrosinistra adottò misure urgenti per sanare questi debiti, impegnandosi e addirittura indicando una data precisa - se non ricordo male era San Matteo - entro la quale questo risultato sarebbe stato raggiunto. Ovviamente, la storia è andata in tutt'altra direzione. Cercheremo altri santi ai quali appellarci. In ogni caso, a Forza Italia preme sottolineare che abbiamo perso una grandissima occasione di rendere la legge europea non un mero compitino. Avremmo, infatti, potuto rispondere alla procedura di infrazione, comunque già aperta, impegnandoci con coraggio e convinzione a subordinare l'adozione di una misura assistenzialistica, qual è il reddito di cittadinanza, all'integrale pagamento dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La risposta rispetto a questa nostra posizione - non me ne voglia il rappresentante del Governo - che abbiamo ascoltato in Commissione è stata francamente un po' imbarazzante: non si pagano le nostre imprese perché altrimenti si produce nuovo deficit . Però, al tempo stesso, il Governo è disposto a creare deficit ulteriore per continuare con la sua propaganda elettorale dispensando mancette agli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ben venga il timido ravvedimento operoso cui abbiamo assistito in Aula oggi, ma non è sufficiente ai nostri occhi e alle nostre richieste. Manca, quindi, anche - e sottolineo l'anche - in questa legge una visione del futuro. Visto che tutti hanno fatto citazioni, citerò Victor Hugo: «L'avvenire è la porta, il passato ne è la chiave». Guardiamo, quindi, in avanti con una visione del futuro che vada, comunque, al di là della correzione di norme italiane in conseguenza di procedure già avviate o in fase di avvio in sede europea. È un dato politico non di secondo piano, perché non possiamo lamentare perdita di sovranità - una parola cara a molti - se poi noi per primi non facciamo nulla per riacquistare credibilità, autorevolezza, incisività anche facendo proposte, anticipando rilievi e non solo provando a difendere l'indifendibile o combattendo per ottenere clausole di flessibilità che generano altro deficit . E non possiamo neppure andare avanti a slogan - lo ripeto - per poi bocciare emendamenti, come quello respinto in Aula oggi sugli sfalci sulle potature, o proporre politiche - mi permetto di leggere un passo dalla risoluzione del Governo - «comuni sull'immigrazione con una condivisione da parte degli Stati membri sia nella protezione dei confini esterni sia nell'accoglienza per un'equa ripartizione delle pressioni derivanti dai flussi migratori». C'è qualcosa che stride visti i rapporti con gli amici di Visegrád. Serviva anche - e sottolineo l'anche - attraverso questa legge europea uno sforzo in più per difendere l'interesse nazionale, soprattutto tutelando il nostro tessuto produttivo che è di eccellenza assoluta e che è l'ossatura di questo Paese. Il rischio di perdere le nostre conquiste è sempre dietro l'angolo. È compito nostro difendere ogni giorno queste conquiste in Italia e in Europa. Dovremmo imparare a sfruttare ogni occasione che ci viene fornita per difenderle in Italia e in Europa. Per questa ragione annuncio, non senza un po' di amarezza per l'occasione perduta, il voto di astensione del Gruppo Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LOREFICE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, membro del Governo, ho ascoltato con attenzione i tanti interventi. Avevo preparato un testo scritto, ma buona parte delle mie considerazioni sono state anticipate. Andrò, pertanto, a braccio. Mi volevo agganciare ad alcune affermazioni partendo da Fratelli d'Italia, che ha sottolineato che il Governo giallo-verde ha un atteggiamento di sottomissione e servile verso l'Europa. Il Governo del cambiamento ha chiaro il ruolo dell'Italia in Europa, ma ha anche chiaro che l'Europa è fondamentale per il prosieguo delle attività della nostra Nazione. La nostra azione politica è all'interno dell'Unione europea. Agganciandomi anche a quanto detto dalla collega Bonfrisco, il Governo giallo-verde del cambiamento vuole fugare ogni titubanza. Noi siamo convinti europeisti; perciò, chi dice il contrario non so su che base possa fare queste affermazioni. Anche il collega Pittella parlava di ambiguità dell'attuale Governo nei confronti dell'Europa; perciò, a maggior ragione e con sempre maggior vigore, voglio dire che il nostro Governo non ha nessuna ambiguità. Noi siamo convinti europeisti, ma vogliamo dire in modo chiaro che il Governo del MoVimento 5 Stelle e della Lega vuole cambiare approccio. Sappiamo perfettamente che l'Italia senza l'Europa non può contrastare i colossi mondiali, quindi dobbiamo stare all'interno dell'Europa, ma avendo chiaro che alcune regole interne vanno approcciate adeguatamente e cambiate. Pertanto dobbiamo sempre avere chiari, in maniera attenta, puntuale e precisa, gli obiettivi fondamentali. Dobbiamo sempre mettere al centro i bisogni dei cittadini, degli ultimi, di tutti coloro che finora hanno subito passivamente le decisioni di Governi che negli anni, con le loro politiche, hanno costretto alla fame milioni di italiani. (Applausi dal Gruppo M5S) . Non possiamo più permetterci le cosiddette politiche di contenimento del debito, che però vanno ulteriormente a penalizzare quelle categorie, quindi le piccole e medie imprese e i piccoli lavoratori vanno supportati con politiche attente. Noi del MoVimento 5 Stelle questo lo sappiamo e ora lo dobbiamo declinare con politiche all'interno delle azioni del Governo e di questo Parlamento. Dalla puntuale dichiarazione di voto sulla legge europea che avevo preparato ho capito che essa si muove all'interno di ambiti precisi, declinando i vari passaggi, e tramite la legge n. 234 del 2012 ci permette di utilizzare al meglio questo strumento. Con la legge europea mettiamo fine a delle procedure d'infrazione, oppure, come abbiamo scritto nel testo del disegno di legge in esame, abbiamo posto rimedio a casi EU-Pilot, al mancato recepimento di direttive, che non abbiamo sicuramente causato noi. Come giustamente detto dalla collega Bonfrisco, questa legge europea in parte ce la siamo ritrovata e in un momento di transizione tra il vecchio e il nuovo Governo non ci è stato permesso di affrontare in maniera adeguata, inserendo all'interno della relazione programmatica i nostri veri temi, contenuti anche nel contratto di Governo (se volete posso anche leggerne parte). Come è indicato in questo contratto vincolante tra le parti, noi metteremo mano, tramite azioni politiche, a delle nuove proposte, a temi che consideriamo fondamentali portare in Europa. Ci sono limiti all'attuale normativa europea, quindi dobbiamo essere bravi, ma assieme agli altri, perché da soli o cercando di imporre il nostro pensiero senza dialogo non avremo la possibilità di incidere da grande Paese quale siamo, insieme a francesi e tedeschi.