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il parere ha altresì segnalato l'urgenza di adoperarsi al fine di garantire la disponibilità di ammortizzatori sociali idonei a fronteggiare le specifiche necessita? del comparto del trasporto aereo, almeno fino alla realizzazione della strategia di reintegro dei lavoratori prevista dal piano, prevedendo a tal fine anche un adeguato intervento di sostegno finanziario straordinario per il 2021 del FSTA (fondo di solidarietà del trasporto aereo); in data 15 luglio 2021 la Commissione europea ha inviato alle istituzioni italiane una lettera nella quale ha valutato positivamente il piano industriale di ITA, come modificato a seguito delle interlocuzioni avvenute; il consiglio di amministrazione di ITA S.p. A., il 15 luglio 2021, sotto la presidenza di Alfredo Altavilla, ha approvato le linee del piano industriale 2021-2025. Il progetto industriale approvato, che include le variazioni richieste dalla Commissione europea, prevede l'avvio di 52 aerei di cui 7 wide body e 45 narrow body , la cessione della metà degli slot sull' hub principale di Fiumicino (ITA manterrà il 43 per cento degli slot su Roma Fiumicino), l'avvio delle proprie operazioni nel 2021 con un numero di dipendenti, assunti per gestire l'attività "Aviation", pari a 2.750-2.950; a settembre 2021 è stato comunicato ai rappresentanti sindacali la volontà di non applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, ma di voler applicare un regolamento aziendale; dal momento che il piano industriale approvato è nei contenuti molto differente da quello trasmesso al Parlamento per il parere, in data 21 e 22 settembre 2021 la Commissione 8ª del Senato della Repubblica ha audito i vertici di ITA S.p. A., intervenuti in videoconferenza, sul piano industriale e sull'avvio dell'attività della stessa; il 15 ottobre 2021 è previsto il decollo di ITA; rilevato che: la formulazione originaria dell'articolo 79 del decreto-legge n. 18 del 2020 ("cura Italia") prevedeva l'espresso riferimento alla società Alitalia SAI S.p. A. e alla società Alitalia Cityliner, entrambe in amministrazione straordinaria. Successivamente, con il decreto-legge n. 34 del 2020, tale correlazione è venuta meno ed è stata prevista esclusivamente la possibilità della nuova società di acquisire, anche tramite società controllate o collegate, rami d'azienda di società in amministrazione straordinaria e di subentrare a tali società nell'attuazione di contratti di servizio pubblico in materia di continuità territoriale, senza alcun esplicito riferimento alla società Alitalia; nella medesima formulazione originaria dell'articolo 79 si delineava un'idea progettuale che nei successivi interventi di modifica è stata progressivamente diluita fino ad arrivare a definire una compagnia dal perimetro assolutamente inadeguato e priva di quel ruolo di nuovo veicolo societario nato per risolvere la crisi di Alitalia e Cityliner in amministrazione straordinaria; è indubbio che una così rapida successione di modifiche sostanziali abbia di fatto condizionato profondamente il già complesso avvio della nuova compagnia, pregiudicandone l'effettiva partenza e determinando il concreto rischio di dover definitivamente rinunciare a una compagnia nazionale; l'audizione svolta presso la Commissione 8ª del Senato della Repubblica non ha sciolto i molti dubbi sulle modalità di assunzione del personale di ITA e sul piano industriale, in particolare con riferimento allo sviluppo del business plan . Nel corso della stessa audizione è stato, invece, confermato di non voler applicare il contratto collettivo nazionale di settore; è di tutta evidenza come un Paese come l'Italia non possa rinunciare a un asset strategico qual è la compagnia aerea nazionale. In quest'ottica gli accordi commerciali rappresentano un aspetto fondamentale per la definizione di un progetto strategico di lungo respiro, che consenta alla nuova compagnia di competere sul mercato, tenuto anche conto che l'attuale dimensionamento della flotta previsto dal piano industriale della nuova compagnia risulta insufficiente a garantire un livello minimo di presidio dei mercati, impegna il Governo: 1) a riconsiderare il progetto iniziale, delineato dal decreto-legge "cura Italia", per il rilancio di un nuovo vettore nazionale in grado di superare la crisi di Alitalia e Cityliner, realizzando un "progetto Paese" che veda nel vettore nazionale un veicolo di sviluppo per l'intero settore del trasporto aereo, con ricadute positive anche su altre filiere, come ad esempio quella del turismo; 2) a fornire alla ITA chiare linee strategiche per il consolidamento del mercato, anche attraverso alleanze commerciali per l'aumento dei voli di lungo raggio; 3) a garantire l'applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro, considerato anche che si tratta di una società partecipata al 100 per cento dallo Stato; 4) a prevedere un minimo salariale garantito anche al fine di raggiungere prestazioni pensionistiche adeguate; 5) a rifinanziare il FSTA (fondo di solidarietà del trasporto aereo); 6) a prevedere l'assunzione di almeno l'80 per cento dei lavoratori da Alitalia, mantenendo l'anzianità di servizio maturata; 7) a garantire procedure di selezione del personale trasparenti e non discriminanti. Interpellanze Atto n. 2-00093 PAROLI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: il settore dei trasporti rappresenta la seconda principale fonte di emissioni di anidride carbonica dopo la generazione di elettricità e riscaldamento, pari al 25 per cento delle emissioni globali e rappresenta anche uno degli ambiti in cui la decarbonizzazione pone più sfide, a causa della sua capillarità e dei vantaggi derivanti dall'uso dei combustibili fossili in termini di densità energetica e facilità di stoccaggio e trasporto; le difficoltà del processo di decarbonizzazione variano a seconda dei sottosettori, rendendo la sfida ancora più complessa nel processo decisionale; le strategie di riduzione delle emissioni attualmente sono concentrate sull'efficientamento dei veicoli e dei sistemi e sui cambiamenti delle modalità di trasporto ed elettrificazione; in particolare quest'ultima si sta rivelando relativamente semplice per i veicoli più piccoli che percorrono tragitti brevi e non trasportano carichi pesanti; ciononostante, per realizzare percorsi di decarbonizzazione che investano l'intero comparto dei trasporti, occorre promuovere una vera transizione verso i combustibili a basse emissioni di carbonio e la diffusione delle necessarie infrastrutture per sostenere l'innovazione su larga scala; lo sviluppo della tecnologia ad idrogeno e delle celle a combustibile, in tale contesto, costituisce indubbiamente un'importante quanto decisiva soluzione energetica non inquinante, che fa sperare in termini positivi in un futuro migliore e rappresenta al contempo una straordinaria iniziativa, che si prefigge l'obiettivo di accelerare la penetrazione nel mercato di tali nuove tecnologie; l'idrogeno costituisce infatti un vettore energetico flessibile, con potenziali applicazioni in tutti i settori dell'energia, trattandosi di uno dei pochi vettori energetici potenzialmente a zero emissioni, insieme all'elettricità e ai biocarburanti avanzati;