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in data 5 ottobre 2021 sono iniziati i lavori di abbattimento dell'intero complesso del liceo "G. Marconi" di Pescara, a cui ha fatto seguito, in una cornice che ha visto contrapposti Amministrazione provinciale e comunità scolastica, una segnalazione ad ANAC, acquisita al prot. n. 57520 del 23 luglio 2021; nella suddetta segnalazione si contestava la legittimità, l'adeguatezza e l'opportunità degli atti intrapresi dalla Provincia di Pescara nei confronti del liceo Marconi, in merito alla decisione di adottare una variazione del progetto preliminare da adeguamento dell'esistente a demolizione e ricostruzione di un nuovo edificio; il progetto preliminare di adeguamento sismico, antincendio e impiantistico del liceo, finanziato nel 2018 dalla Regione Abruzzo con 7,8 milioni di euro, in conseguenza di una variazione approvata in 19 giorni dalla Provincia di Pescara, ha subito una lievitazione dei costi pari a 15,2 milioni di euro, con un nulla osta regionale arrivato tardivamente e valido solo per la prima parte dei lavori; i lavori di demolizione finanziati consentiranno a soli 1.000 studenti dei 1.500 tuttora iscritti nel liceo di poter rientrare nelle loro aule. Per i restanti 500 non esiste né finanziamento, né tempi certi di ritorno a scuola; considerato che: l'ANAC in data 21 dicembre 2021 (Fasc. Anac n. 3498/2021) ha deliberato, in maniera molto netta, anche a seguito di un esposto-denuncia da parte di alcuni docenti, che la procedura presenta evidenti profili di anomalia e criticità con riferimento: al "ricorrere di profili di approssimazione nella fase programmatoria e di pianificazione degli interventi evidenziabili, oltre che in relazione alla inadeguatezza delle valutazioni condotte sulla tipologia di lavori necessari e comune fattibili"; "alla violazione del principio di immodificabilità dell'oggetto contrattuale, confermato dall'art. 106 del d.lgs. 50/2016 (Codice degli appalti pubblici)"; "alle approssimazioni inerenti alle procedure per l'approvazione degli atti progettuali relativi al progetto variato di sostituzione edilizia"; "all'intervenuta validazione del progetto definitivo, senza l'acquisizione dei pareri necessari alla definizione di tutti gli aspetti del progetto coerentemente con le previsioni di cui all'art. 26 del codice", si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti in premessa; quali iniziative di propria competenza intenda assumere, anche nell'interesse degli studenti del liceo "Marconi" di Pescara, per evitare che il cantiere si blocchi a causa delle improvvisazioni viziate, verificate nella procedura più volte forzata; se, alla luce di quanto deliberato da ANAC, non sia necessario attivare, per quanto di competenza, le procedure per verificare l'idoneità degli incarichi dei dirigenti delle amministrazioni coinvolte; quali misure, di propria competenza, intenda adottare affinché si appongano correttivi normativi in grado di evitare il ripetersi di fatti simili e affinché si possano reperire fondi necessari alla locazione delle sedi per il prossimo anno scolastico e al completamento del nuovo liceo "Marconi" di Pescara. Atto n. 4-06633 LANNUTTI BOTTO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: la società Rete ferroviaria italiana (RFI), insieme al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla Regione Abruzzo e alla Regione Lazio, ha presentato il progetto per la realizzazione di uno nuovo tracciato ferroviario da Roma e Pescara. Si tratta di oltre centosessanta chilometri di nuova ferrovia, che passerà per Sulmona e Avezzano. Verrà raddoppiata la linea, sono previste nuove gallerie per un totale di cinquantatré chilometri e un incremento della velocità dei treni fino a punte di centosettanta chilometri orari. Secondo le previsioni, il tempo di percorrenza da Roma a Pescara scenderà a due ore e quaranta minuti, quella da Roma ad Avezzano a cinquanta minuti, quello da Pescara a Sulmona a cinquanta minuti; il tempo di realizzazione previsto è di sette anni, più altri cinque per la progettazione, l' iter realizzativo e la gara d'appalto; il costo totale previsto è di 6 miliardi e 564 milioni di euro, finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza; considerato che il tracciato previsto nel progetto di pre-fattibilità della ferrovia Roma-Pescara prevede due gallerie, lunghe rispettivamente 9,8 chilometri e 1,4 chilometri, da Scafa a Pratola Peligna, all'interno del massiccio del Monte Morrone. Costo complessivo di 930 milioni di euro; inoltre, a quanto risulta agli interroganti: il traforo interessa completamente le sorgenti del Giardino, col rischio che, in presenza di drenaggi, le stesse possano addirittura seccarsi. Il nuovo tracciato, infatti, andrebbe a intercettare trasversalmente il flusso della grande falda idrica del monte Morrone; le falde del Giardino, con acque oligominerali di eccezionale qualità chimico-fisica, sono captate fin dal 1958 a uso potabile e distribuite tramite il principale acquedotto d'Abruzzo. Alimentano i rubinetti di tutti i centri abitati della Valle del Pescara, inclusi i capoluoghi Chieti e Pescara e con le interconnessioni acquedottistiche, i sessantaquattro Comuni dell'Ambito Ottimale gestito dall'ACA. Vengono immessi in rete 88.000.000 di metri cubi all'anno a beneficio non solo di tutti i comuni della provincia di Pescara, ma anche di popolosi comuni della costa (Francavilla a Mare), dell'interno (Bucchianico) e parte di quella di Teramo (Silvi e Atri). La popolazione residente, che utilizza l'acqua del Morrone, è di circa 450.000 abitanti, con punte di oltre 650.000 nei periodi estivi; la necessità di drenare l'acqua, svuotando la montagna per le gallerie, mette a rischio di scomparsa completa o parziale di gran parte delle trentasette sorgenti censite alimentate dalla stessa falda, la scomparsa degli habitat con la loro biodiversità nelle pregevoli zone umide della Valle Peligna all'interno del Parco nazionale della Majella-Morrone. Scontata pure la diminuzione, a tratti drastica, delle portate idriche fluviali dei fiumi Sagittario, Vella, Pescara. L'esperienza del Gran Sasso ha mostrato inoltre come neppure le acque drenate ed eventualmente recuperate a uso potabile dalle gallerie siano immuni da impatti perché soggette a episodi d'inquinamento; per comprendere la gravità dei rischi, si ricorda che nella tratta Firenze-Bologna, a causa dei tunnel ferroviari, il Mugello è divenuto una terra devastata per lo sconvolgimento dell'intero equilibrio idrogeologico del territorio. La diminuzione dell'acqua ha comportato ricadute pesanti sull'ecosistema montano, influendo negativamente sulla flora e sulla fauna, anche in aree a tutela naturalistica; ha costretto aziende agro-zootecniche a chiudere i battenti.