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fate attenzione alla promessa di avere un certo numero di vaccini entro Natale, perché per avere i vaccini, a parte ordinarli e pagarli, bisogna avere anche la catena del freddo dall'inizio alla fine. Vorrei che non capitasse di doverci accorgere che non abbiamo pensato alla catena del freddo, dello stoccaggio e del trasporto per la somministrazione presso gli ospedali o presso i medici. Buono è l'articolo 6 del decreto, che prevede uno stanziamento ulteriore per la proroga fino al 31 dicembre dell'operazione Strade sicure per un certo numero di unità. Io sarei favorevole a decuplicare veramente quelle unità, distogliendo soldi da altre finalità, da altri bonus che avete deciso, perché avere strade sicure nelle città e nei centri va oltre: è una certezza e una garanzia per il cittadino italiano. Si parla di collaborazione, che avete offerto e profferto. Certo che il fatto del commissario della sanità della Calabria non promette bene, ma non promette bene neanche la proposta di legge Zan, che è stata approvata alla Camera dei deputati, così come pure la questione dei porti aperti. Quanto all'economia, per essa è un annus horribilis : come si dice, ormai la frittata è fatta e allora tanto vale. Ci sono e ci saranno delle conseguenze pluriennali. A mio avviso, il PIL non calerà del 9 o dello 10,5 per cento, ma almeno del 15 per cento, perché questi ultimi due mesi dell'anno, buoni soprattutto per la campagna natalizia, saranno di decadenza, di riduzione. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 13,30) ( Segue PEROSINO). Dovremo approvare scelte importanti in Parlamento e lo faremo qui. Altri scostamenti non basteranno mai; altro che diminuire le tasse con la riforma fiscale; bisogna finanziare la cassa integrazione, che costa 5 miliardi al mese, ma dobbiamo essere coscienti rispetto ad altre scelte. Il debito aumenterà, l'Europa porrà delle condizionalità terribili sul SURE, di cui non conosciamo le condizioni, sul MES e sul recovery fund che, stando agli atti che ho letto in italiano, a mio avviso non esiste ancora o è diverso da come viene dipinto. Poi bisognerà ripartire. Chiudo, signor Presidente. Sono convinto, e non sono un menagramo, che siamo in una situazione di guerra, come ha detto un esponente del Governo, e che occorrono leggi speciali, con altre deroghe e altre semplificazioni che vanno annunciate, dibattute e decise qui, sicuramente ascoltando la voce di tutti coloro che siedono in quest'Aula, quindi anche delle opposizioni. Siamo coscienti, cari rappresentanti del Governo, colleghi, che nulla sarà più come prima: cambieranno le persone e la loro psicologia e cambierà l'economia. Prendiamo atto di questo e forse saremo veramente utili agli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittoni. Ne ha facoltà. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, per quanto riguarda le questioni che interessano la 7 a Commissione, nella quale ricopro l'incarico di Vice Presidente, il decreto al nostro esame proroga fino al 31 gennaio 2021 l'efficacia di misure di contenimento, come la possibilità di sospendere le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado. Medesima proroga è prevista per l'obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l'obbligatorietà dell'utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, quindi nelle scuole, oltre che all'aperto. Restano esclusi da tale obbligo i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché quelli che, per interagire con loro, versino nella stessa incompatibilità. Quello che davvero mi lascia perplesso - e credo non riguardi solo me - è l'approssimazione con la quale la compagine di Governo, a partire dal ministro dell'istruzione Azzolina, affronta punti delicati della più grave crisi degli ultimi settant'anni. Come Lega ci eravamo attivati già a marzo per fornire il nostro contributo, con proposte normative che, alla ripresa delle lezioni, avrebbero garantito gli insegnanti e gli spazi necessari per evitare che la scuola diventasse un moltiplicatore del contagio. Lavoro inutile: l'ascolto è stato e continua ad essere zero, senza che si intraveda un minimo di capacità, di coerenza e, soprattutto, di buon senso nelle scelte del Ministro. Azzolina, evidentemente dopo un'occhiata ai sondaggi, ora prova a presentarsi come paladina della didattica in presenza, ma, nei fatti, l'Italia è il Paese che finora in Europa ha tenuto le scuole chiuse più a lungo. E siamo pure quelli che, per l'inadeguatezza del Ministro dell'istruzione, hanno coinvolto la titolare del Dicastero dei trasporti, per sua stessa ammissione, con tre mesi di ritardo, con il risultato di contribuire all'aggravamento della crisi pandemica e, quindi, al ritorno alla didattica di emergenza, che neanche ci si è preoccupati di potenziare per farla almeno arrivare a tutti, preferendo sprecare risorse nell'acquisto di inutili banchi a rotelle. Per tempo avevamo spiegato al Ministro quanto fosse importante intervenire sul personale. Con decreto immediatamente esecutivo si sarebbe potuto attivare il nostro maxi piano di stabilizzazione degli insegnanti, per titoli e servizi, per disporre in tempo utile dell'organico necessario al regolare avvio del nuovo anno scolastico. Sconcerta ascoltare il ministro Azzolina parlare, invece, di assunzione degli insegnanti, per titoli e servizi, in modo poco rispettoso della Costituzione. Ricordo, infatti, che il concorso per soli titoli, conosciuto come doppio canale, è nato nel 1989, con la legge n. 417, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e di Sergio Mattarella, allora Ministro dell'istruzione. Il provvedimento è stato emanato in relazione all'esigenza di provvedere con la dovuta tempestività alla copertura dei posti vacanti con personale di ruolo, in modo da assicurare l'ordinato svolgimento dell'anno scolastico 1989-1990. Aver ignorato tale piano è all'origine dell'attuale difficoltà a reperire personale docente. Dall'inizio del suo mandato, il Ministro dell'istruzione lavora per imporre concorsi per i quali non ci sono i tempi tecnici e che privilegiano la conoscenza (per semplificare, la memoria) sulla competenza (l'esperienza), contravvenendo all'impegno di una fase transitoria per il superamento del precariato cronico dei docenti, a conferma di una vera e propria guerra intrapresa da Azzolina contro i precari storici. (Applausi) . Infatti, un confronto senza adeguati correttivi tra giovani freschi di studi ed ex giovani esperti non rispetta la parità di diritti dei cittadini. È fondamentale superare tale atteggiamento: persa l'occasione dell'anno scolastico in corso, ora dobbiamo guardare al 2021-2022, quando si potrà riproporre lo stesso meccanismo.