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A sostegno dell'l'emendamento 7.3 interviene il senatore LAUS ( PD ), sottolineando che l'articolo 7 confligge con il principio della personalità della responsabilità penale, poiché il richiedente sarebbe responsabile anche per le omissioni eventualmente imputabili ad altro componente del nucleo familiare. Esprime inoltre sconcerto per il parere espresso dalla Commissione giustizia sul testo del provvedimento. L'emendamento 7.3 posto ai voti è respinto; con distinte e successive votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 7.4, 7.5, 7.6 - cui aggiungono la firma le senatrici TOFFANIN ( FI-BP ) e MODENA ( FI-BP ) e il senatore CARBONE ( FI-BP ) - e 7.7. Ai senatori PATRIARCA ( PD ), Roberta TOFFANIN ( FI-BP ) e BERTACCO ( FdI ), che chiedono di conoscere le ragioni del parere contrario espresso dalla relatrice sull'emendamento 7.8, risponde la relatrice, presidente CATALFO ( M5S ). Con distinte e successive votazioni sono quindi respinti l'emendamento 7.8, 7.9 - previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice PARENTE ( PD ) - e 7.10. Il senatore AUDDINO ( M5S ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 7.11, con il quale si estende al Reddito di cittadinanza un'ipotesi di revoca, già prevista per altri sussidi pubblici, in caso di condanna definitiva per gravi reati, quali l'associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico, l'attentato per finalità terroristiche o di eversione, l'associazione di tipo mafioso, lo scambio elettorale politico-mafioso. L'emendamento 7.11, posto ai voti, è approvato. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) rileva che il voto è stato espresso all'unanimità. Il senatore CIRIANI ( FdI ) interviene a sostegno dell'emendamento 7.12. Critica la scelta operata con l'articolo 7 di stabilire sanzioni severissime sulla carta, ma di assai difficile applicazione a causa dei tempi assai ridotti entro cui i Comuni sono tenuti ad accertare la veridicità delle dichiarazioni rese e della enorme quantità di documenti sui quali dovranno essere svolti i controlli; tale meccanismo metterà a suo giudizio in gravissime difficoltà le amministrazioni comunali anche per le connesse responsabilità. Sarebbe quanto meno necessario prevedere che le verifiche avvengano al momento della definizione del Patto per il lavoro e che solo in caso di positivo riscontro sia concesso il beneficio, evitando una corsa all'erogazione dei contributi mossa, a suo giudizio, da fini di propaganda elettorale. Dopo aver segnalato il carattere paradossale del riferimento a variazioni del reddito o del patrimonio "anche se provenienti da attività irregolari", conclude segnalando l'incoerenza dei commi 3 e 4 dell'articolo 7. La presidente CATALFO ( M5S ), relatrice, si riserva un approfondimento su quest'ultimo punto. Posto ai voti l'emendamento 7.12 è respinto. Anche l'emendamento 7.14, posto ai voti, è respinto. Il senatore LAUS ( PD ) caldeggia l'approvazione dell'emendamento 7.16 e denuncia il carattere persecutorio dell'articolo 7 nei confronti dei percettori del Reddito di cittadinanza; le proposte emendative delle opposizioni sono a difesa della dignità di costoro e non - come si vorrebbe far credere - a loro danno. Posto ai voti, l'emendamento 7.16 è respinto. Sottoscrivono l'emendamento 7.17 il senatore CARBONE ( FI-BP ) e le senatrici GALLONE ( FI-BP ) e TOFFANIN ( FI-BP ), la quale intervenendo in dichiarazione di voto, rileva l'incoerenza di prevedere l'adozione di decreti attuativi successivi alla concreta erogazione del beneficio. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) ribadisce le ragioni del parere contrario. Posto ai voti, l'emendamento 7.17 è respinto. Con distinte votazioni sono respinti anche gli emendamenti 7.18 e 7.19. Posto ai voti, è invece approvato l'emendamento 7.20. L'emendamento 7.21, posto ai voti, è respinto. Con successive distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 7.23, 7.24, 7.25, 7.26, 7.27, 7.28, 7.29 e 7.30. L'emendamento 7.31, posto ai voti, è approvato. Con distinte votazioni sono respinti gli identici 7.32 e 7.33, 7.46 (già 10.0.2) e 7.35. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) interviene a sostegno dell'emendamento 7.36, che posto ai voti, è respinto. La Commissione approva invece l'emendamento 7.37. Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 7.38 e 7.39. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 7.40, sottolineando l'esigenza di consentire agli enti locali di svolgere concorsi. Il senatore BERTACCO ( FdI ) sostiene l'emendamento 7.41: ricorda polemicamente un intervento del sottosegretario Fantinati, il quale aveva sostenuto che il provvedimento di urgenza in esame risolve il problema della povertà senza incidere sui Comuni. Gli identici emendamenti 7.40, 7.41 e 7.42, posti congiuntamente ai voti, sono respinti. Anche l'emendamento 7.43, posto ai voti, è respinto. L'emendamento 7.22 (testo 2) è quindi posto ai voti e approvato, mentre l'emendamento 7.45, posto ai voti, risulta respinto. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) dispone quindi una breve sospensione dei lavori. La seduta, sospesa alle ore 12,15, riprende alle ore 12,40. Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 8. La senatrice MATRISCIANO ( M5S ) ritira gli emendamenti 8.2 (testo 2),e 8.53;sottoscrive e ritira l'emendamento 8.40 (testo 2) Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 8.58 e l'emendamento 8.25, che viene fatto proprio dalle senatrici TOFFANIN ( FI-BP ) e GALLONE ( FI-BP ). Con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 8.1, posto ai voti, è respinto. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) interviene a sostegno dell'emendamento 8.3, rilevando l'inadeguatezza degli incentivi previsti dall'articolo 8, mirati a favorire assunzioni a tempo indeterminato e che quindi non possono trovare applicazione in molti settori, come quello del turismo, per i quali occorre prevedere la possibilità di stipulare contratti di lavoro connotati da maggiore flessibilità. Con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 8.3 è posto ai voti e respinto.