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Addirittura allora, alcuni economisti ultraconservatori tedeschi, che - come purtroppo ricorderete - erano molto presenti allora nel dibattito, chiedevano che, in caso di un piano di salvataggio europeo, i principali beni e le riserve auree del Paese in difficoltà fossero sequestrati e forniti come garanzia e a compensazione agli altri Stati. Ricordo questo per dire che è una questione ciclica. Il problema però è la discussione oggi, in questo momento. Il Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato la sua mozione e non a caso negli interventi dei suoi componenti è stato fatto riferimento ad alcune prese di posizione anche della Lega in tal senso (penso alla dichiarazione del senatore Borghi). Onestamente, però, non comprendo come mai si sia costruita la narrazione su chi sia proprietario delle riserve auree e anche sulla possibilità della loro vendita, facendo sì che il dibattito che abbiamo svolto oggi fosse caratterizzato da un'ambiguità costante, un'ambiguità che reputano assolutamente pericolosa. Questo riguarda ovviamente anche la mozione di maggioranza. Non voglio qui citare nuovamente le parole di Conte in risposta al question time - esprimono il suo punto di vista, ma è sempre il Presidente del Consiglio - con cui avrebbe chiarito la vicenda della proprietà delle riserve nazionali. È chiaro a tutti però che, per come è stata la storia del nostro Paese, questo aspetto è cambiato alla fine degli anni Sessanta e ancor di più nel momento in cui c'è stato il passaggio all'euro. Questo è il punto. Se le mozioni in discussione hanno ancora una volta lo scopo di dire che l'articolo 127 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea non ci sta bene, che si affronti questo tema una volta per tutte, lo si dica chiaramente. E anche l'ambiguità è in moltissime mozioni. Tuttavia, da questo punto di vista, l'articolo 127 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea definisce la detenzione e la gestione delle riserve ufficiali. Poi sappiamo tutti perfettamente che anche in Europa la vicenda delle riserve auree è rimasta poco chiara al momento della creazione della Banca centrale europea e questo è stato sottaciuto, e cioè ogni Stato ha continuato a gestire tale realtà. Torno però al punto politico: perché si fa una discussione come questa? Dove si vuole andare a parare? Il punto politico è assolutamente questo. Ma allora mi chiedo perché nella mozione di maggioranza - anche se si chiede cosa ci sia di male - non avete scritto, mettendo a tacere tutte le dichiarazioni scomposte che ogni tanto emergono, che c'è l'inalienabilità delle riserve auree, come ad esempio proponeva prima il collega Martelli. Perché, oltre che fare una sorta di audit per capire dove stanno le riserve, non avete messo per iscritto che comunque non sono assolutamente da mettere sul mercato e non c'è neanche lontanamente la possibilità della vendita? Questo è il punto. L'ambiguità sta esattamente in questo. In un momento difficile per il Paese - abbiamo visto i dati economici, sono quelli che sono - mi chiedo che segnale diamo all'esterno facendo una discussione del genere, per capire se vogliamo intervenire per chiarire con strumenti normativi e definire una volta per tutte in modo chiaro la proprietà delle riserve auree, che a noi sembra evidente. Infatti, è evidente a tutti - è implicito, ma anche abbastanza esplicito - che certamente è dello Stato e ovviamente - come ha risposto anche il presidente Conte - è nell'assetto patrimoniale della Banca d'Italia. Su questo punto c'è anche l'altro non detto, l'altra ambiguità di fondo sulla vicenda che riguarda il rapporto con la Banca d'Italia. Il punto, però, è esattamente politico: perché oggi si fa una discussione come questa? Molte volte le mozioni di opposizione vengono presentate, ma poi non si arriva mai a discuterle. Perché si fa questo tipo di discussione? Si vogliono mandare segnali? Si stanno mandando segnali sbagliati (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Grasso) . Questo lo sanno perfettamente tutti. A Roma si dice qualcosa del tipo: porti l'oro al Banco dei pegni? Se solo si danno segnali come questi, si comunica una debolezza estrema, con tutto quello che ciò comporta. Poi si possono fare tutte le discussioni. Sapete perfettamente cosa pensiamo noi, abbiamo scritto moltissime volte nelle nostre proposte di risoluzione come vorremmo cambiare anche l'assetto della BCE a livello europeo; come intervenire per ridare una forza politica molto diversa all'Europa rispetto alle scelte che sono state fatte ultimamente. Questa è quindi una discussione che, per quanto ci riguarda, c'è e continueremo a farla anche in occasione dell'appuntamento delle elezioni europee. Tuttavia, nella discussione di oggi ci sono al tempo stesso un'ambiguità e una chiarezza nei segnali che vengono dati esternamente molto pericolose. Ciò fa sì che noi voteremo convintamente contro le mozioni nn. 77 e 104. (Applausi dai Gruppi Misto e PD). FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, oggi si discute di questo tema, che mi sembra importante, perché lo ha chiesto Fratelli d'Italia. La senatrice De Petris chiedeva come mai siamo arrivati a parlare di questo: perché Fratelli d'Italia ha depositato questa mozione mesi fa e, come si sa, ogni Gruppo ha la facoltà di portare in Assemblea qualche tema e noi abbiamo scelto questo, perché lo reputiamo fondamentale. Quindi, se oggi si parla di riserve auree nel Parlamento italiano, è solamente grazie a Fratelli d'Italia e spero che nessuno ci voglia togliere questa possibilità. Questo lo dico anche per chiarire quanto riportato dalla stampa su chi sostiene di aver presentato oggi una mozione sulle riserve auree. Fratelli d'Italia ha presentato una mozione in linea con le battaglie che fa da anni, per ribadire che le riserve auree detenute da Banca d'Italia sono di proprietà dello Stato italiano e del popolo italiano e non di Bankitalia. Questa è, in realtà, una ovvietà. C'è una citazione, che recentemente è diventata famosa, di Gilbert k. Chesterton che recita: «Fuochi saranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate». Bene, e mozioni saranno presentate per ribadire che l'oro della Patria è della Patria e non dei banchieri. (Applausi dal Gruppo FdI) . Ma questo non lo diciamo noi, che siamo pericolosi patrioti; questo è scritto nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'articolo 127. Lo ricordo al senatore Monti, probabilmente molto attento quando vuole, un po' meno attento in altre circostanze. L'articolo 127 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea dice che il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) detiene e gestisce le riserve ufficiali degli Stati membri. Ma è talmente chiaro che la Francia, che non mi sembra ancora essere un Paese sovversivo, ha una legge che lo esplicita, prevedendo che la Banque de France detiene e gestisce le riserve auree di proprietà dello Stato francese; tant'è che sul sito della Banque de France c'è anche una simpatica proporzione, nella quale si chiarisce che ogni francese è indirettamente proprietario di 38 grammi d'oro.