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Non ci sono bonus e ristori che tengano, anche perché parlavate di un rimborso pari al 100, 150 o 200 per cento del calo del fatturato. Invece ci siamo svegliati tutti con un bonus del 100, 150 o 200 per cento del bonus previsto dal decreto rilancio. Costringete migliaia di imprese a chiudere per decreto. E allora, signor Ministro, a poco conteranno le sue parole di distinguo. E se le sue parole «siamo a pieno titolo nel Governo e ci resteremo fino a quando avrà senso per la qualità delle politiche che vengono messe in campo» hanno un valore, signor Ministro, delle due l'una: o lei ha usato questa frase per prendere in giro ancora una volta gli agricoltori e gli italiani oppure lei è ancora in questo Governo perché ne condivide la linea. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Vono ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02033 sugli assembramenti di persone nei mezzi del trasporto pubblico locale, per tre minuti. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, occorre dire in premessa che il repentino innalzamento della curva dei contagi da Covid-19, che ha portato all'emanazione degli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, non può esimere da una riflessione maggiormente approfondita sulle condizioni sanitarie ed economiche in cui attualmente versa tutto il settore dei trasporti, in particolar modo il settore del trasporto pubblico locale, e sulle garanzie di sicurezza per gli utenti. Dopo la ripresa delle attività scolastiche, si sono verificati folti assembramenti, soprattutto nelle grandi città, e non solo nelle ore di punta. Alle fermate della metropolitana e degli autobus - malgrado i dati tecnici del comitato tecnico-scientifico e le posizioni rassicuranti in tema di trasporto pubblico locale, che richiamano una riduzione di percentuale di passeggeri sottolineando l'esiguo tempo di permanenza all'interno di alcuni mezzi di trasporto - gli episodi di affollamento risultano ancora molto preoccupanti. Noi di Italia Viva-PSI riteniamo essenziale, per un'efficace azione di contrasto all'esponenziale aumento dei contagi, non delle semplici linee guida a seguire di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ma uno specifico piano di riorganizzazione dell'intera rete dei trasporti su tutto il territorio nazionale, che tenga conto delle differenze che attengono alle varie modalità di trasporto e ai mezzi. Considerato che lei, nei tavoli convocati al Ministero, ha confermato la decisione di mantenere il livello massimo dell'80 per cento di capienza raggiungibile all'interno dei mezzi di trasporto, che alcune Regioni come la Toscana hanno attuato misure più stringenti rispetto a quelle messe in atto dal Governo, oltre ad aver aumentato i servizi di trasporto aggiuntivi e alla luce del peggioramento della situazione epidemiologica, è evidente che queste misure sono essenzialmente da rivedere e da potenziare, ma soprattutto da condividere. Tutto quanto premesso, chiediamo di sapere quali siano gli orientamenti prossimi del suo Ministero rispetto alle problematiche descritte in premessa e, qualora ne abbia conoscenza, le motivazioni che hanno determinato l'aggravarsi della situazione di criticità in cui versa il sistema trasportistico. Chiediamo altresì di sapere quali siano le ulteriori misure previste e le scelte che vorrà attuare, mi auguro in condivisione non solo con il Parlamento e con le Commissioni competenti, ma anche con gli enti territoriali e le rappresentanze del settore, per superare questa situazione incerta, che coinvolge i mezzi e le reti del trasporto pubblico e che rischia non solo di ledere il diritto dei cittadini di usufruire di servizi di trasporto con una buona qualità, ma anche di causare forti preoccupazioni riguardo la corretta tutela della salute dei cittadini stessi e la tenuta del sistema Paese nel suo complesso. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole De Micheli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, onorevoli senatori, come chiaramente indicato anche nell'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, la regolazione e la programmazione del servizio del trasporto pubblico locale, anche non di linea, secondo modalità tali da evitare il sovraffollamento dei mezzi nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza degli utenti, sono in capo alle Regioni in forza del Titolo V della Costituzione, in coerenza con le previsioni di cui all'articolo 32 della legge n. 833 del 1978. Nonostante questo, abbiamo condiviso, sempre insieme a tutte le Regioni, il contenuto delle linee guida vigenti, definite sulla base dell'analisi dei flussi puntuali della domanda di trasporto elaborata dall'Inail e oggetto di specifica condivisione con il comitato tecnico-scientifico, come da richiesta delle stesse Regioni, e con i titolari dei servizi di trasporto pubblico locale e responsabili dell'erogazione dei servizi di trasporto scolastico dedicato. Un percorso di condivisione, quindi, con Regioni ed enti locali. Nel corso della riunione di monitoraggio, le Regioni, le Province e i Comuni hanno evidenziato di aver provveduto ad incrementare i mezzi per le tratte con maggiore domanda, utilizzando 120 dei 300 milioni di euro messi a disposizione dal Governo con il decreto n. 111 del 2020, che hanno consentito l'utilizzo di 2000 mezzi di trasporto aggiuntivi privati, e a potenziare i controlli da parte del personale sulle banchine e nelle aree di sosta dei mezzi, garantendo l'intervento a seguito di segnalazioni puntuali e non generiche di criticità. Nessuna Regione ha chiesto nelle sedi opportune e formali di procedere ad una revisione delle linee guida, nel senso di consentire una percentuale di riempimento più bassa di quella attuale. Come Governo, siamo disponibili sempre a ricevere i contributi per il miglioramento delle linee guida, sia in ragione dell'andamento della diffusione del virus sia sulla base delle indicazioni provenienti dalla comunità scientifica. Rappresento, comunque, che i dati di utilizzo dei bus che ci hanno fornito le Regioni, che sono stati registrati a partire dallo scorso mese di settembre, si attestano attorno a meno 50 per cento (con una riduzione, quindi, del 50 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2019, una riduzione che generalmente viene rispettata anche durante le ore di punta mattutine e pomeridiane; e che la percentuale massima di riempimento dell'80 per cento consentirebbe, quindi, di soddisfare l'intera domanda di trasporto pubblico locale per lavoro e per scuola. Inoltre, in questi giorni stiamo monitorando tutti i sistemi tecnologici, testati e sperimentati dalle Regioni, per valutare di implementare ulteriormente, con l'utilizzo della tecnologia, proprio i sistemi di controllo e di monitoraggio del riempimento. Ritengo che, grazie alla fattiva collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, le Regioni, le aziende di trasporto e gli utenti, e attraverso la stretta osservanza delle attuali linee guida, che indicano anche specifiche attività e regole di comportamento, a carico sia dell'utenza che delle aziende di trasporto, la mobilità dei cittadini debba rimanere garantita come diritto per poter raggiungere i luoghi di lavoro e di studio. PRESIDENTE.