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E ancora la rottamazione- ter : questo è uno degli argomenti sui quali la Lega ha sempre insistito, perché, in assenza di un intervento, ciò avrebbe causato il default di tantissimi artigiani e commercianti (si parla di 600.000 persone). Quindi è una cosa assolutamente positiva. C'è stata anche la proroga dei termini per l'approvazione del rendiconto e del bilancio consolidato 2021 in materia di rendicontazione del Servizio sanitario regionale (un aiuto alle Regioni). C'è stato poi, durante la trattazione, un episodio che riguarda i contratti di somministrazione. Nonostante vi fossero due emendamenti di Forza Italia e della Lega proprio su questo argomento, i quali avevano ricevuto il parere favorevole sia da parte del competente Ministero del lavoro, sia da parte del MEF, c'è stata una proposta di proroga di soli tre mesi, quando invece gli emendamenti prevedevano di eliminare il termine del 30 settembre. Questa proposta è stata votata da tutta la Commissione, ad eccezione del Gruppo della Lega, che ha votato in modo contrario. Pensiamo infatti che in questo momento di grande crisi del lavoro occorra difendere il lavoro e non facilitare licenziamenti. (Applausi) . Ricordo che sono a rischio 110.000 posti di lavoro e recentemente sono stati licenziati 450 interinali da Poste Italiane. Questo è quello che purtroppo è successo ed è incomprensibile, ma voglio ancora ricordare brevemente quello che non è stato fatto, Presidente: c'era un emendamento del collega Arrigoni circa la qualificazione delle imprese, un emendamento non oneroso e importantissimo che ci hanno chiesto tutte le categorie del settore edile, perché avrebbe permesso di escludere tutte quelle imprese che sono nate come funghi senza personale, quella zona grigia nella quale poteva risiedere anche l'aspetto truffaldino. Questo emendamento, come altre proposte, non è stato portato a termine ed è stato un errore enorme, perché lo attendevano tutti e perché avrebbe premiato gli imprenditori seri che con fatica continuano a stare in piedi e a dare lavoro per davvero. Vi erano poi altri emendamenti, come quello del collega Briziarielli, che prevedeva misure per gli organi preposti all'attività di vigilanza e controllo ambientale, o quello della senatrice Cantù sull'attività libero professionale del personale sanitario. Non è possibile che con il lavoro così importante che è stato fatto, nonostante tutti i limiti di tempo, dettati della fretta o dalla situazione - come dicevo prima - anacronistica, non si riesca a portare a termine l' iter di alcune proposte assolutamente buone e positive, perché non arrivano fisicamente, all'ultimo secondo, gli emendamenti. Su questa cosa dovremo intervenire in modo approfondito. Non è accettabile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dell'Olio. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, il mio intervento di oggi verterà su due punti: la soddisfazione per il passaggio di un emendamento che ritengo importante per aiutare i Comuni e la delusione per come sono andati i lavori emendativi del presente decreto-legge. Certo, ci sono tante cose positive nel decreto, altre che avremmo voluto correggere, altre che abbiamo corretto e altre che abbiamo introdotto, ma su una cosa possiamo essere tutti d'accordo ed è che questo decreto è ormai superato dalle situazioni in corso, la guerra in Ucraina, e dalle complessità acuite dal conflitto - acuite perché c'erano già prima - che impattano sugli italiani. Una fra tutte è il caro bollette, che è affrontato ma non è risolto in questo decreto e avrà bisogno di ulteriori interventi che sono stati peraltro già annunciati. L'intervento di questo decreto, con cui si stanziano 1,7 miliardi per il caro bollette, segue gli ulteriori 3,8 miliardi stanziati in legge di bilancio, ma sappiamo che servirà solo a tamponare la situazione esistente e che bisognerà intervenire in maniera strutturale e definitiva per risolvere il problema della dipendenza energetica dell'Italia dagli approvvigionamenti esteri. Proprio questa mattina il ministro Cingolani è venuto a riferire qui in Aula sulle problematiche relative al costo degli approvvigionamenti e sappiamo che dovremo agire sia sul fronte dell'aumento della produzione di gas italiano e dell'approvvigionamento da altri Paesi, sia sulla spinta per le rinnovabili, semplificando le procedure di installazione degli impianti. Cominciamo dalle parti positive: con un emendamento del MoVimento 5 Stelle da me presentato abbiamo dato una mano a una parte di quei 3.000 piccoli Comuni, su quasi 8.000, che subiscono da anni la mancanza di segretari comunali. Non ce ne sono a sufficienza, alcuni devono addirittura saltare da una sede all'altra, su quattro sedi. Ora non voglio entrare nel tecnicismo dell'emendamento, ma di fatto con la modifica da noi proposta i segretari di fascia C, quelli che sono abilitati ad esercitare nei Comuni fino a 3.000 abitanti, che sono - ricordo - il 56 per cento dei Comuni italiani, potranno esercitare anche nei Comuni fino a 5.000 abitanti, cioè il 70 per cento dei Comuni. Questo permette anche ai segretari già in servizio di aggregare più Comuni fino a tali limiti. Con questo emendamento, quindi, da subito più di 500 Comuni italiani potranno dotarsi finalmente di un segretario comunale, una figura cardine che assicura la direzione apicale degli uffici nel rispetto della legalità, una figura indispensabile per aiutare questi enti in un momento in cui il PNRR dovrà essere portato avanti. Questo è un primo passo, ma una soluzione definitiva andrà trovata. (Applausi) . Come dicevo prima, il decreto porta all'interno un grande punto positivo del MoVimento 5 Stelle, anche se non posso definirla una vittoria, perché siamo amareggiati per quello che vedremo in seguito essere l'altra faccia della medaglia. Nel decreto il Governo ha inserito un emendamento che nasce dalla pressione esercitata nel mese scorso, soprattutto dal MoVimento 5 Stelle, immediatamente dopo la pubblicazione del decreto sostegni- ter . Nel provvedimento era stato introdotto il famigerato articolo 28, quello che di fatto bloccava tutte le cessioni successive alla prima dei crediti d'imposta dei bonus edilizi, fra cui quelli del superbonus. Il mercato si è immediatamente bloccato. Poste e tutti gli operatori bancari non hanno più rilevato i crediti e questo stop è stato dato dal Governo sulla base della valutazione errata che la maggior parte delle frodi, quantificate in circa 4 miliardi, fossero imputabili al superbonus. Peccato che, a seguito di una nostra richiesta, durante l'audizione dell'Agenzia delle entrate, il direttore Ruffini ha dovuto dire che solo il 3 per cento delle frodi era imputabile al superbonus (Applausi) . Se poi andiamo a considerare i 130 milioni sul totale di oltre 13 miliardi di euro di crediti d'imposta già richiesti stiamo parlando dell'1 per cento, una percentuale che potrei definire fisiologica, su cui certo bisogna intervenire, ma non bloccando, perché a questo punto con lo stesso criterio dovremmo smettere di far viaggiare gli autobus pubblici perché c'è qualcuno che non paga il biglietto. (Applausi) .