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Tali previsioni non si applicano alla concessione delle misure di sostegno alle imprese, di cui all'articolo 3, per i quali si provvede con le risorse già stanziate dalla legge n. 208 del 2015, mantenute in bilancio come residui. Sotto questo profilo, rileva la necessità, a regime, di disporre di fondi adeguati, per consentire l'attuazione delle norme in esame. In ogni caso, ritiene necessario correggere il riferimento al duplice sistema di limitazione, in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande o di fruizione del beneficio. Inoltre, occorre dare conto che l'autorizzazione di spesa ex articolo 1, commi 195 e 196, della legge n. 208 del 2015, è stata incrementata, in misura pari a 10 milioni di euro per l'anno 2019, dalla legge di bilancio per il 2017. Pertanto, propone di esprimere parere favorevole con le seguenti condizioni. Innanzitutto, occorre correggere, alla luce dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 21 del 2018, i riferimenti normativi contenuti nell'articolo 1, comma 5, lettera a) , e nell'articolo 3, comma 1, lettera a) . All'articolo 2, comma 1, occorre aggiungere il riferimento all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, oltre all'amministratore giudiziario, nonché alla ripresa dell'attività, di cui all'articolo 41 del decreto legislativo n. 159 del 2011, oltre alla prosecuzione dell'attività stessa. Ancora con riferimento al comma 1 dell'articolo 2, occorre sostituire il riferimento al comma 1 dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 22 del 2015 con il richiamo al comma 2 del medesimo articolo; inoltre, si dovrebbe disporre che l'indennità sia riconosciuta ai lavoratori in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 150 del 2015. Con riferimento all'articolo 7, comma 2, ritiene necessario prevedere la trasmissione al Parlamento dello schema di decreto ministeriale di ripartizione delle risorse finanziarie. Al comma 3 del medesimo articolo, si dovrebbe sopprimere il criterio della fruizione del beneficio, mentre al comma 4 bisognerebbe introdurre un espresso richiamo all'incremento di risorse, disposto dall'articolo 1, comma 612, della legge n. 232 del 2016. Formula, altresì, alcune osservazioni. In primo luogo, ritiene opportuno prevedere, all'articolo 1, comma 5, che l'esclusione dai benefici di cui agli articoli 1 e 2 opera anche nei confronti del coniuge di uno dei soggetti di cui alla lettera a) del medesimo comma 5, nonché della parte dell'unione civile, dei parenti, degli affini e delle persone con essi conviventi, ove risulti che il loro rapporto di lavoro sia fittizio o che gli stessi si siano concretamente ingeriti nella gestione dell'azienda. In secondo luogo, propone di valutare l'opportunità di estendere progressivamente il riconoscimento del sostegno di cui all'articolo 2, comma 1, anche ai lavoratori per i quali il datore di lavoro sia in regola con gli obblighi in materia di lavoro e legislazione sociale, il cui rapporto di lavoro sia stato risolto e che non abbiano i requisiti per accedere alla Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego. Alla luce della necessità di verificare l'efficacia e l'adeguatezza delle misure di cui agli articoli 1, 2 e 3, con riferimento alla durata e alla entità dei trattamenti, delle diverse dimensioni e tipologie di imprese interessate, delle categorie di lavoratori interessati, dei tempi e delle modalità di trattazione delle procedure, ritiene opportuno valutare idonei meccanismi, nell'ambito della disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 7, volti a facilitare il monitoraggio degli oneri del provvedimento e la congruità delle risorse stanziate nella legge di stabilità per il 2016. Infine, con riferimento all'articolo 6, comma 1, appare opportuno adottare meccanismi idonei a consentire che dell'istanza volta ad ottenere i benefici di cui agli articoli 1, 2 e 3 siano posti a conoscenza anche il pubblico ministero procedente e il giudice che ha disposto il sequestro o la confisca. La senatrice MALPEZZI ( PD ), pur concordando con lo schema di parere nel suo complesso, esprime alcune perplessità in relazione alla proposta di introdurre ulteriori forme di controllo, in quanto si rischia di aggiungere oneri burocratici che finirebbero per ostacolare la procedura per il riconoscimento di misure di tutela ai lavoratori delle imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) esprime perplessità in merito alla condizione proposta dal relatore all'articolo 2, comma 1, dello schema di decreto, segnalando che l'amministratore giudiziario è propriamente quello dell'Azienda confiscata o sequestrata. Vanno pertanto attentamente valutate le conseguenze di un eventuale riferimento anche all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Segnala, inoltre, la necessità di approfondire ulteriormente quanto proposto dall'articolo 1, comma 5, in merito ai soggetti esclusi dai benefici di cui agli articoli 1 e 2. Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) insiste sull'opportunità di mantenere la condizione riferita all'articolo 2, comma 1. Ritiene necessario, al riguardo, richiamare espressamente l'esigenza di far riferimento anche ai casi in cui la risoluzione del rapporto sia operata - anziché dall'amministratore giudiziario - dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) esprime perplessità sull'opportunità di prevedere forme di tutela per i lavoratori delle imprese sequestrate e confiscate in assenza di analoghe forme di tutela nei confronti dei lavoratori delle altre aziende. Chiede, inoltre, di conoscere quale sia la casistica dei lavoratori che, non in regola con gli obblighi in materia di lavoro e di legislazione sociale, accedono comunque alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego). Il PRESIDENTE propone di introdurre, all'articolo 7, comma 2, dello schema di parere, un'ulteriore condizione volta a prevedere che il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche e sociali di ripartizione delle risorse finanziarie sia trasmesso, per opportuna conoscenza, alle Camere. Propone, altresì, che quanto posto in premessa dal relatore con riferimento all'articolo 6, comma 1 - riguardo alla progressiva adozione dei meccanismi idonei a consentire che dell'istanza volta ad ottenere i benefici di cui agli articoli 1, 2 e 3 siano posti a conoscenza anche il Pubblico Ministero procedente e il giudice - venga inserito nel parere sotto forma di osservazione. Il relatore GIARRUSSO ( M5S ) ritiene condivisibili i suggerimenti avanzati dal presidente Crimi.