[resaula]

Per ciascun ente attuatore restano ferme le disposizioni specifiche che pongono limiti qualitativi o quantitativi all'accensione di mutui o al ricorso ad altre forme di indebitamento per ciascun ente, nonché l'obbligo del rispetto degli equilibri di cui ai decreti legislativi n. 118 del 2011 e n. 267 del 2000. Prevede (entro 150 giorni dall'entrata in vigore) un decreto interministeriale (Ministero dell'interno e Ministero dell'economia e delle finanze) che assegni le risorse ai soggetti attuatori per ciascun progetto integrato oggetto di finanziamento e per i singoli interventi che ne fanno parte (identificati da CUP); uno specifico "atto di adesione ed obbligo" contenente i criteri, indirizzi ed i relativi obblighi che regolano il rapporto con i soggetti attuatori; i due atti inoltre disciplinano i termini di avvio e conclusione dei lavori (marzo 2026), le modalità di erogazione e revoca delle risorse, i contenuti essenziali della documentazione di gara per il rispetto DNSH ( do not significant harm ); i soggetti attuatori devono poi assicurare l'alimentazione tempestiva del sistema di monitoraggio per la rilevazione dei dati di avanzamento attuativo degli interventi finanziati; l'oggetto di finanziamento sono gli elementi anagrafici e identificativi dell'operazione, della localizzazione, dei soggetti correlati all'operazione, delle informazioni inerenti le procedure di affidamento dei lavori, dei costi previsionali e delle relative voci di spesa, degli avanzamenti fisici, procedurali e finanziari, dei milestone e target collegati e di ogni altro elemento necessario richiesto dalla regolamentazione attuativa del PNRR; devono poi conservare gli atti e la relativa documentazione giustificativa su supporti informatici adeguati e renderli disponibili per le attività di controllo e di audit , ivi inclusi quelli relativi all'individuazione delle progettualità; visto che con il decreto 6 dicembre 2021 il Ministro in indirizzo ha approvato il modello con il quale le Città metropolitane, in attuazione della linea progettuale piani integrati - M5C2 - investimento 2.2 nell'ambito del PNRR, individuano gli interventi finanziabili per investimenti in progetti relativi a piani urbani integrati ed inviano le stesse via PEC, usando il fac simile ministeriale entro il 7 marzo 2022. Inoltre, il decreto contiene il fac simile di modello di presentazione delle proposte progettuali integrate, con il quale le Città metropolitane interessate comunicano le proposte progettuali, complete dei CUP identificativi dei singoli interventi, del cronoprogramma dei lavori, dei relativi soggetti attuatori nonché dei target di riferimento, per la realizzazione degli interventi integrati. Il decreto, poi, apre alla possibilità di partecipazione dei privati, attraverso il fondo ripresa resilienza Italia, di cui all'articolo 8, nel limite massimo del 25 per cento del costo totale dell'intervento; presenza facoltativa di start up di servizi pubblici nella proposta progettuale; coprogettazione con il terzo settore; verificato che: con la missione 5, componente 2, nell'ambito dell'investimento 2.2 del PNRR sono previsti investimenti per i piani urbani integrati ( general project ), per un ammontare complessivo pari a 2.493,79 milioni di euro per il periodo 2022-2026, cifra integrata con il fondo complementare per altri 210 milioni di euro per un importo complessivo di 2.703.790.000 di euro; nel PNRR si prevede che le 14 Città metropolitane debbano completare entro il 2026 gli interventi di pianificazione integrata in almeno una delle tre dimensioni seguenti: manutenzione per il riutilizzo e la rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di edifici pubblici esistenti; miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante la ristrutturazione di edifici pubblici; miglioramento della qualità ambientale e del profilo digitale delle aree urbane mediante il sostegno alle tecnologie digitali e alle tecnologie con minori emissioni di anidride carbonica. Il conseguimento soddisfacente dell'obiettivo dipende anche dal conseguimento soddisfacente di un obiettivo secondario: completamento degli interventi di pianificazione integrata che coprono un'area di almeno 3 milioni di metri quadrati da parte di tutte le 14 Città metropolitane; il piano di investimenti deve stabilire una serie di criteri in linea con gli obiettivi del dispositivo di ripresa e resilienza (RRF) e il principio "non arrecare un danno significativo" (DNSH). I progetti devono fare riferimento ai seguenti tipi di interventi: a) manutenzione per il riutilizzo e la rifunzionalizzazione delle aree pubbliche; b) miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale; c) miglioramento della qualità ambientale e del profilo digitale delle aree urbane. Alla Commissione europea bisogna fornire: a) copia dei piani adottati per la riqualificazione urbana; b) relazione che illustri come le azioni previste nella rigenerazione urbana contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi evidenziati nella descrizione del CID e nella milestone ; c) copia della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del diritto primario e del diritto derivato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi descritti nel CID e riferimento alle disposizioni in materia che ne indicano l'entrata in vigore; d) dettagli specifici contenenti informazioni rilevanti su come è assicurato il rispetto del principio DNSH; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che: il Ministero, nell'assegnare le risorse alle 14 Città metropolitane, ha utilizzato per la ripartizione l'indice di vulnerabilità sociale calcolato dall'ISTAT a partire da livello di istruzione, strutture familiari, condizioni abitative, partecipazione al mercato del lavoro e le condizioni economiche. Pertanto l'indicatore favorisce l'allocazione delle risorse in alcune aree geografiche penalizzandone altre; la diffusione del digitale nelle amministrazioni locali si presenta a "macchia di leopardo", come evidenziato anche dal recente studio dell'ISTAT che mostra un Paese a velocità multipla con situazioni in alcuni casi molto eterogenee fra loro, sia in termini di spesa ICT che di risultati conseguiti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga sufficiente quanto previsto dall'art. 21, comma 3, del decreto-legge n. 152 del 2021, per la ripartizione delle risorse per ottemperare alle dimensioni previste dal PNRR; quali azioni intenda mettere in campo per favorire il monitoraggio effettivo tra il soggetto responsabile (Ministero) il soggetto attuatore ed erogatore (le 14 Città metropolitane) e le diverse strutture amministrative dei Comuni, nel qual caso possono diventare il soggetto attuatore; se intenda stabilire obiettivi e traguardi anche per i 210 milioni di euro stanziati per i piani urbani integrati ancora assenti nel fondo complementare. Atto n. 4-06644 LANNUTTI ABATE ANGRISANI CRUCIOLI GIANNUZZI ROMANO MANTERO MANTOVANI RICCIARDI Al Ministro della salute Premesso che: per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 che si è diffusa in Italia da fine febbraio 2020, il Ministro in indirizzo ha nominato consigliere per le relazioni dell'Italia con gli organismi sanitari internazionali il professor Walter Ricciardi, assegnandogli un ruolo determinante anche nel fornire indicazioni per il contenimento del contagio in tutto il territorio nazionale;