[pronunce]

Considerato che i quattro ricorsi sollevano questioni di legittimità costituzionale identiche e che i giudizi possono dunque essere riuniti per essere decisi con unica pronuncia; che il rimettente si duole che la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, nei casi di infrazioni al codice della strada previste come reato (nelle ord. 438/03 e 869/03, quello di omissione di soccorso, nelle ord. 512/03 e 868/03, quello di guida in stato di ebbrezza), non sia irrogata dallo stesso giudice penale, e di conseguenza si duole della proponibilità dell'opposizione a sanzione amministrativa davanti al giudice civile; che le ordinanze di rimessione sono gravemente carenti sotto più profili; che il giudice a quo - in tutte le ordinanze - erra nel denunciare l'art. 218, comma 5, del d. lgs. n. 285 del 1992 (relativo all'opposizione avverso la sospensione della patente di guida quale sanzione accessoria ad una sanzione amministrativa), posto che l'opposizione alla sospensione della patente di guida quale sanzione accessoria ad una sanzione penale è regolata dall'art. 223, comma 5, dello stesso decreto (v. ordinanze n. 217 del 2003 e n. 230 del 2000; che nell'ordinanza n. 869/03 il rimettente non indica neppure i parametri costituzionali violati, e, conseguentemente, non motiva le ragioni del ritenuto contrasto delle norme denunciate (cfr. , ex plurimis, ordinanze n. 373 del 2001; n. 317 del 1999; n. 365 del 1997); che nelle ordinanze n. 438 e n. 869 del 2003 il rimettente non dà sufficiente conto della fattispecie e non consente quindi un'adeguata valutazione della rilevanza (v. ordinanze n. 231 e n. 141 del 2003; n. 495 e n. 385 del 2000); che per le anzidette ragioni le questioni sono manifestamente inammissibili. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 218, comma 5, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) e 20, secondo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), in riferimento agli artt. 3, 25 e 111 della Costituzione, sollevate dal Giudice di pace di Osimo, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 giugno 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 giugno 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA