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È altresì opportuno evidenziare che il quadro normativo e regolamentare vigente, in assenza di eventuale proroga dei lavori delle commissioni, determina gravi conseguenze sulle procedure di abilitazione. Ai sensi dell'articolo 8, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica n. 95 del 2016, infatti, si prevede che: «Se la commissione non ha concluso le valutazioni entro la scadenza del termine di cui al comma 3, il competente direttore generale del Ministero avvia la procedura di sostituzione della commissione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e con oneri a carico delle disponibilità di bilancio degli atenei, con le modalità di cui all'articolo 7 e fermi restando gli atti compiuti ai sensi dell'articolo 6, assegnando un termine non superiore a tre mesi per la conclusione dei lavori. È facoltà della nuova commissione, nella prima riunione successiva alla sostituzione, fare salvi con atto motivato gli atti compiuti dalla commissione sostituita. Nell'ipotesi di modifica dei criteri di valutazione dei candidati, è facoltà degli stessi di ritirare la propria candidatura nei dieci giorni successivi alla pubblicazione dei medesimi criteri». A fronte dell'elevato numero di candidati che hanno presentato domanda nel suindicato quadrimestre, alcune commissioni si trovano a dover valutare finanche quasi 600 candidati nel termine attualmente determinato in tre e mesi e trenta giorni decorrenti dal 6 aprile 2018, dovendo conseguentemente concludere i propri lavori entro il 6 agosto 2018. Alla luce di quanto sopra è del tutto evidente che in caso di mancato completamento dei lavori delle commissioni il rischio è quello di dover rinominare le commissioni dell'ASN, che avranno solo tre mesi di tempo per svolgere un lavoro che le precedenti commissioni dovevano concludere in quattro mesi. Tale circostanza, molto probabile per alcuni settori concorsuali le cui commissioni hanno già rappresentato al Ministero l'oggettiva difficoltà di procedere nei termini, determinerebbe l'impossibilità per i candidati di conoscere l'esito della propria domanda di abilitazione, con un molteplice ordine di conseguenze: - l'inevitabile disparità di trattamento tra candidati che, pur avendo presentato la domanda negli stessi termini, in alcuni settori concorsuali verrebbero a conoscenza dei propri risultati e in altri, quelli con il maggior numero di domande da valutare, rischierebbero di vedere differito il termine utile per conoscere l'esito della procedura anche di quattro mesi (in considerazione della necessità di attendere la formazione della nuova commissione, il decorso del termine utile per l'eventuale ricusazione dei commissari e per il ritiro della domanda e il termine a disposizione della «nuova» commissione); - l'impossibilità, per i candidati dei settori concorsuali le cui commissioni non dovessero concludere i lavori entro il 6 agosto, di conseguire l'abilitazione e di poter conseguentemente partecipare alle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei professori universitari di I e di II fascia nel frattempo bandite dagli atenei; situazione quest'ultima che determinerebbe un'eccessiva disparità di trattamento rispetto a coloro che sono già abilitati, con il rischio di vedersi preclusa la possibilità di essere chiamati in servizio nelle università; - aspetto ancora più rilevante, l'impossibilità dei candidati attualmente inquadrati come ricercatori a tempo determinato ai sensi dell'articolo 24, comma 3, lettera b) , della legge n. 240 del 2010 di poter essere ammessi nel terzo anno di contratto alla procedura di « tenure track » e poter, quindi, essere valutati ai fini della chiamata su posizione di professore associato. Comma 2. – Proroga di termini in materia di reclutamento nelle Istituzioni AFAM. La disposizione di proroga si rende necessaria nelle more dell'entrata in vigore del regolamento sul reclutamento del personale docente AFAM in attuazione della legge n. 508 del 1999, che dovrebbe completare l’ iter di adozione in tempo utile per le assunzioni dell'anno accademico 2019-2020. In particolare, si estende la proroga per l'utilizzo, nelle Istituzioni AFAM, delle graduatorie nazionali di cui all'articolo 2- bis del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, per l'attribuzione degli incarichi di insegnamento con contratto a tempo indeterminato e determinato, trasformate nel frattempo in graduatorie ad esaurimento. La suddetta proroga è stata già disposta negli anni precedenti, in particolare anche per l'anno accademico 2017-2018. La disposizione permette dunque di effettuare, per l'anno accademico 2018-2019, le assunzioni a tempo indeterminato per le quali è in fase di predisposizione la richiesta di autorizzazione al MEF e al Dipartimento della funzione pubblica, nonché quelle a tempo determinato, atteso che dette graduatorie sono utilizzabili in entrambi i casi. Come già avvenuto per gli anni precedenti, anche per il successivo anno accademico si adotterà la procedura prevista dall'articolo 39, comma 3- bis , della legge 27 dicembre 1997, n. 449. La disposizione in argomento è indispensabile in considerazione del fatto che il Ministero e le Istituzioni AFAM debbono conoscere con chiarezza il quadro normativo e le possibili facoltà assunzionali entro il mese di settembre 2018, al fine di garantire un corretto e ordinato inizio dell'anno accademico e in modo da poter organizzare la didattica e le lezioni. Comma 3. – Proroga di termine relativo alle scuole italiane all'estero. La disposizione di cui al comma 3 consente il regolare avvio dell'anno scolastico 2018/19 nel sistema della formazione italiana nel mondo, assicurando la copertura di almeno 183 posti, compresi 40 nelle scuole statali all'estero e 28 posti nelle scuole europee, che costituisce un obbligo per lo Stato italiano. In attesa della definizione delle nuove procedure introdotte dal decreto legislativo n. 64 del 2017, è necessario ricorrere alle graduatorie vigenti nell'anno scolastico 2017-2018 per destinare all'estero il personale sui posti che risultano scoperti nell'ambito del contingente indicato nel medesimo decreto legislativo n. 64 del 2017. Attingendo alle graduatorie già formate per la destinazione all'estero su posti di contingente, sarà inoltre possibile assegnare temporaneamente all'estero personale scolastico, qualora ricorrano esigenze di servizio non programmate. La disposizione ha carattere di urgenza, in quanto l'invio all'estero deve essere disposto con alcuni mesi di anticipo rispetto all'inizio dell'anno scolastico, per consentire la complessa organizzazione del trasferimento all'estero del personale e dei relativi familiari. Art. 7. – (Proroga di termini in materia di cultura). Comma 1. – ( Bonus cultura).