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La nuova disciplina introdotta dal disegno di legge è volta a recepire il nuovo sistema di governance multilivello previsto dall'accordo sancito il 28 aprile 2022 in sede di Conferenza unificata sul documento recante linee di indirizzo per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali per il reinserimento delle persone sottoposte a provvedimenti dell'autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale, in modo da svilupparne la portata operativa e assicurarne il necessario raccordo operativo e funzionale con le commissioni regionali e territoriali per il lavoro penitenziario di cui all'articolo 25- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e con le commissioni degli istituti penitenziari, di cui all'articolo 20 della medesima legge. Con il nuovo articolo 74 si prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire in via permanente cabine di regia tematiche, partecipate dall'amministrazione penitenziaria, dall'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), dai garanti dei diritti delle persone private della libertà personale territorialmente competenti, dagli enti locali, dalle organizzazioni sindacali, nonché da soggetti del Terzo settore, per la realizzazione di una governance territoriale volta all'integrazione dei servizi socio-sanitari e di inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Con il nuovo articolo 75 si istituisce il Fondo per il reinserimento socio-lavorativo e l'inclusione economica delle persone sottoposte a provvedimenti dell'autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale, sull'esempio di analoghe iniziative di successo quali l'istituzione del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e del Fondo per la Repubblica digitale. L'articolo 76, relativo alle attività dei consigli di aiuto sociale, viene abrogato, mentre la nuova formulazione dell'articolo 77 dispone l'istituzione presso il CNEL del Segretariato permanente per l'inclusione economica sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, secondo i contenuti del relativo documento di osservazioni e proposte già approvato dall'Assemblea del CNEL nella seduta del 19 marzo 2024. L'articolo 2 del disegno di legge interviene sulla legge 22 giugno 2000, n. 193, cosiddetta, « legge Smuraglia », in materia di attività lavorativa dei detenuti, prevedendo una duplice estensione delle agevolazioni già concesse ai soggetti che impiegano persone detenute o internate: con la modifica all'articolo 2, comma 1, della citata legge n. 193 del 2000, le agevolazioni ivi previste a favore di aziende pubbliche o private che impiegano detenuti in attività di lavoro svolte all'interno degli istituti penitenziari sono estese anche al lavoro svolto all'esterno; inoltre con l'introduzione dei commi 1- bis e 1- ter nello stesso articolo 2 della legge n. 193 del 2000, è prolungata di ulteriori dodici mesi la durata degli sgravi contributivi già previsti per il periodo successivo alla cessazione dello stato di detenzione, in misura progressivamente decrescente per evitarne l'interruzione netta, con un trattamento più favorevole per le aree del Mezzogiorno, dove ad oggi si registra un minore utilizzo di risorse. Con l'articolo 3, in materia di cosiddetto « collocamento mirato », analogamente a quanto previsto per i cosiddetti care leavers , neomaggiorenni che al compimento del diciottesimo anno d'età vivono fuori della famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, si attribuisce la quota di riserva di cui all'articolo 18, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68, anche ai giovani di età compresa tra 18 e 25 anni, in uscita dal circuito penale, che abbiano partecipato attivamente e con profitto ai corsi di formazione professionale, favorendone così il reinserimento sociale e lavorativo in modo concreto. Con l'articolo 4, si conferisce al Governo l'incarico di provvedere all'aggiornamento del vigente regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, indicando la necessità di valorizzare il principio di sussidiarietà orizzontale promuovendo il lavoro dei detenuti, come strumento di riabilitazione e reinserimento sociale, con tutti i supporti utili, quali ad esempio una piattaforma informatica per favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta, il riconoscimento delle attività formative e lavorative svolte dai detenuti, l'utilizzo di tecnologie per il lavoro a distanza e l'affiancamento di figure con funzioni di tutoraggio.. Art. 1. (Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) 1. Alla legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 20: 1) al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Ai detenuti e agli internati si applica il contratto collettivo nazionale, territoriale e aziendale stipulato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale, applicato nel settore produttivo e alla zona più direttamente connessi con l'attività svolta »; 2) al comma 4, terzo periodo, dopo le parole: « La commissione » sono inserite le seguenti: « è presieduta dal direttore o da un altro dirigente penitenziario da esso delegato, si riunisce ordinariamente con cadenza bimestrale e »; 3) al comma 5, dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti: « c-bis) avvalersi, mediante appositi accordi, del centro per l'impiego di riferimento, in via prioritaria, nonché di ulteriori soggetti riconosciuti e accreditati ai sensi della normativa vigente, affinché, in conformità alle disposizioni degli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, siano censite le competenze formative e professionali dei detenuti e degli internati, ne sia effettuata la profilazione, anche per i fini di cui al comma 8 del presente articolo, e sia curata la trasmissione di quest'ultima alle commissioni regionali per la certificazione delle competenze professionali, per gli adempimenti di cui all'articolo 25- bis ; c-ter) promuovere percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cittadinanza digitale e di lingua italiana »; 4) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « per ciascuno dei due elenchi di cui alla lettera a) , eletto o, in mancanza di candidature, sorteggiato al loro interno tra coloro che si rendono disponibili nelle liste per lavori qualificati e per gli altri lavori »; b) all'articolo 22, comma 1, le parole: « in misura pari ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi » sono sostituite dalle seguenti: « in misura pari al trattamento economico e normativo complessivo previsto dal contratto collettivo nazionale, territoriale e aziendale stipulato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale, applicato nel settore produttivo e per la zona più direttamente connessi con l'attività svolta »;