[normattiva_dump]

Il gruppo normalmente è convocato due volte l'anno o su domanda di un terzo dei membri che propongono l'iscrizione di un argomento all'ordine del giorno. La convocazione e l'invio dell'ordine del giorno devono avvenire almeno con 15 giorni di anticipo, al fine di permettere la preparazione delle deliberazioni, in seno ad ogni istituzione rappresentata. ARTICOLO 7. Il gruppo designa nel proprio ambito un ufficio permanente di cui definisce le attribuzioni e la composizione. La presidenza è esercitata in conformità al regolamento interno ed in mancanza di esso dal decano per età. Relazioni con i terzi e le autorità superiori. ARTICOLO 8. Nei rapporti con i terzi, il gruppo è rappresentato dal suo Presidente, salvo disposizioni particolari del regolamento interno. Le autorità superiori da cui dipendono i membri del gruppo possono ottenere da questo, a richiesta, ogni informazione sui lavori del gruppo e sono abilitati a inviarvi un osservatore. Segretariato e finanziamento. ARTICOLO 9. Il Segretariato è assicurato da una delle istituzioni membri (con o senza un sistema di rinnovo annuale). Ogni collettività è tenuta a contribuire alle spese di segretariato secondo i modi fissati qui di seguito: In via di principio, l'invio delle informazioni e della documentazione viene fatto nella lingua dello Stato da cui esse emanano. Adesioni e ritiri. ARTICOLO 10. Possono divenire membri del gruppo le autorità locali e regionali che sottoscriveranno il presente accordo. Il gruppo decide sulla ammissione dei nuovi membri. ARTICOLO 11. Ogni membro può ritirarsi dal gruppo con la semplice notificazione della sua decisione al Presidente. Il ritiro di un membro non incide sul funzionamento del gruppo, salvo deliberazione formale del gruppo. ARTICOLO 12. Le Parti informeranno il Segretario Generale del Consiglio d'Europa della conclusione di questo accordo e gliene trasmetteranno il testo. 2.2 Schema di accordo per il coordinamento nella gestione degli affari pubblici locali transfrontalieri Nota preliminare: in molti Stati, questo tipo di accordo di coordinamento transfrontaliero è fin d'ora possibile. Se ciò non fosse, le condizioni di ricorso a questo tipo di accordo dovrebbero essere fissate nel quadro di un'intesa interstatale preliminare (vedi modello 1.3). Scopo dell'accordo. ARTICOLO 1. L'articolo 1 definisce lo scopo e l'oggetto dell'accordo (per esempio la ricerca di uno sviluppo armonico della regione di frontiera) e i campi interessati. Territorio considerato dall'accordo. ARTICOLO 2. È il caso di precisare, nell'articolo 2, i territori, considerati dall'accordo, dei due (o tre) versanti della frontiera. Impegno. ARTICOLO 3. Questo articolo stabilisce le condizioni che permettono di realizzare gli scopi dell'accordo (articolo 1). Secondo l'oggetto materiale dell'accordo possono essere previsti i seguenti impegni: le Parti s'impegnano ad attenersi ad una procedura di consultazione prima di decidere in merito ad un certo numero di misure da adottare nei limiti delle proprie attribuzioni e del territorio amministrato; le Parti s'impegnano ad adottare sul proprio territorio, nei limiti delle proprie attribuzioni, le misure necessarie per la realizzazione degli obiettivi considerati nell'accordo; le Parti s'impegnano a non fare nulla di contrario agli obiettivi comuni, considerati dal presente accordo. Coordinamento. ARTICOLO 4. Nell'articolo 4, è precisato, secondo le circostanze e le necessità proprie a ciascuno accordo, in quali circostanze si svolge il coordinamento: designando il gruppo di competenza generale, considerato nello schema di accordo 2.1, quale gruppo di concertazione; o prevedendo la creazione di un gruppo di concertazione specifico per lo scopo considerato in questo accordo; oppure per mezzo di semplici contatti bilaterali diretti, a livello di autorità interessate. Conciliazione. ARTICOLO 5. Ogni membro del gruppo di concertazione (ogni Parte se non vi è gruppo) può investire il gruppo (l'altra Parte se non vi è gruppo) ogni volta reputi che l'accordo non sia stato applicato: sia che la consultazione preliminare non sia avvenuta; sia che le misure adottate non siano conformi all'accordo; sia che le misure necessarie per la realizzazione dello scopo dell'accordo non siano state adottate. Se le Parti non giungono ad un accordo, possono ricorrere ad una commissione di conciliazione incaricata di controllare il rispetto degli impegni. Organo di controllo. ARTICOLO 6. Le Parti possono decidere la creazione di uno specifico organo per il controllo del rispetto degli impegni, composto di esperti designati in numero uguale dalle due Parti e di un esperto neutrale la cui designazione o la modalità di designazione è prevista in precedenza. L'organo di controllo esprime il suo parere sul rispetto o il mancato rispetto dell'accordo. Esso è abilitato a dare pubblicità al suo parere. ARTICOLO 7. Le Parti informeranno il Segretario generale del Consiglio d'Europa della conclusione di questo accordo e aliene trasmetteranno il testo. 2.3 Schema per la creazione di associazioni transfrontaliere di diritto privato Nota preliminare: Si presume che la partecipazione di una collettività locale di uno Stato ad una associazione di diritto privato di un altro Stato sia possibile, secondo le stesse norme e alle stesse condizioni che si applicano alla partecipazione di detta collettività locale ad una associazione di diritto privato del suo Stato. Se attualmente non fosse così, questa possibilità dovrebbe essere espressamente prevista nel quadro di un'intesa internazionale tra gli Stati interessati (vedi i modelli di accordi interstatali 1.3 e 1.4). Di regola, le associazioni di diritto privato devono attenersi alla disciplina prevista dalla legge del Paese in cui la associazione ha la sua sede. Qui di seguito figura la lista delle disposizioni che il loro statuto dovrebbe dare, nella misura in cui la legge applicabile non le preveda. D'altra parte, le disposizioni relative al gruppo di concertazione (vedi schema 2.1) possono applicarsi anche, mutatis mutandis, a questo tipo di associazioni. Gli statuti specificano in particolare: 1) i membri fondatori dell'associazione e le condizioni di adesione dei nuovi membri; 2) i nomi, la sede e la forma giuridica dell'associazione (facendo riferimento alla legge nazionale); 3) lo scopo dell'associazione, le condizioni per la realizzazione dei suoi obiettivi e i mezzi che essa ha a sua disposizione; 4) gli organi dell'associazione e in particolare le funzioni e le modalità di funzionamento dell'assemblea generale (modalità di rappresentanza e voto); 5) la designazione degli amministratori o dei gerenti e i loro poteri; 6) la portata dell'impegno degli associati nei confronti di terzi; 7) le condizioni per modificare norme statutarie e per lo scioglimento; 8) l'impegno, per le Parti, d'informare il Segretario generale del Consiglio d'Europa della creazione di un'associazione transfrontaliera e di comunicargliene lo statuto. 2.4 Schema di contratto di fornitura o di prestazione di servizi tra collettività locali di frontiera (del tipo "di diritto privato") Nota preliminare: Si presume che le collettività locali siano abilitate a concludere un tale tipo di contratto con autorità locali di altri Paesi.