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un tasso di disoccupazione pari al 10,6 per cento per l'anno in corso, al 9,8 per cento per il 2019, al 9,1 per cento per il 2020, all'8,6 per cento per il 2021 (il quadro tendenziale del Documento di economia e finanza 2018 prevedeva un tasso di disoccupazione pari al 10,7 per cento per l'anno in corso, al 10,2 per cento per il 2019, al 9,7 per cento per il 2020, al 9,1 per cento per il 2021); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari all'1,8 per cento per l'anno in corso, al 2,4 per cento per il 2019, al 2,1 per cento per il 2020, all'1,8 per cento per il 2021 (il quadro tendenziale del Documento di economia e finanza 2018 prevedeva un tasso pari all'1,6 per cento per l'anno in corso, allo 0,8 per cento per il 2019, un valore percentuale pari a zero nel 2020 ed uno positivo, pari a 0,2 punti, per il 2021). In merito agli obiettivi indicati nel nuovo quadro programmatico, essi - afferma la Nota in esame - sono definiti tenendo altresì conto dell'intendimento del Governo di neutralizzare, completamente per il 2019 e parzialmente per il 2020 e il 2021, le clausole di salvaguardia contenute nella legge di bilancio per il 2018 - clausole la cui attivazione determinerebbe un incremento delle imposte indirette (IVA ed accise). Con riferimento allo scenario macroeconomico internazionale - che presenta profili di interesse per la Commissione esteri - la Nota di aggiornamento evidenzia come, nella prima metà del 2018, la ripresa dell'economia internazionale sia stata meno omogenea e sincronizzata rispetto al 2017, e abbia determinato anche un certo rallentamento nella crescita di alcune economie avanzate. Ciononostante, le previsioni più recenti del Fondo Monetario Internazionale (FMI) parlano per il 2018 di una crescita del PIL mondiale in termini reali del 3,9 per cento, in lieve accelerazione rispetto alla crescita del 2017 (+ 3,7 per cento), ascrivibile tuttavia principalmente ai Paesi emergenti. Per i Paesi ad economia avanzata, viceversa, la Nota rileva che dopo una fase di stabilizzazione del ritmo di crescita prevista per l'anno in corso, il 2019 dovrebbe caratterizzarsi da una marginale decelerazione. Per i Paesi dell'Area dell'Euro, il Documento evidenzia aspetti di minore dinamicità rispetto all'andamento economico degli Stati Uniti, con una crescita congiunturale pari allo 0,4 per cento nei primi due trimestri dell'anno, inferiore rispetto ai livelli raggiunti nella seconda metà del 2017, che erano stati pari allo 0,7 per cento. Il Documento sottolinea inoltre che la crescita del commercio mondiale, a causa dell'intensificarsi delle misure protezionistiche, appare in rallentamento rispetto al 2017, risultando stimata dal FMI al 4,8 per cento per il 2018 e al 4,5 per cento per il 2019, rispetto al 5,1 per cento raggiunto nell'anno precedente. La situazione del commercio internazionale appare ancora incerta, legata al rischio di una ulteriore escalation protezionistica, in particolare in relazione alla Cina, e questo nonostante si siano registrati sviluppi positivi nei negoziati fra gli Stati Uniti e l'Unione europea e alcuni progressi in ambito NAFTA con il Messico. Con riferimento al tasso di cambio dollaro/euro, la relazione evidenzia come ci si attenda un moderato e costante apprezzamento dell'euro sul dollaro nel corso dei prossimi anni, tenuto conto del fatto che il mercato sconta una graduale diminuzione del differenziale tra i tassi d'interesse delle due monete. In generale, dunque, prosegue il relatore, l'evoluzione del quadro internazionale sottostante la Nota di Aggiornamento appare meno favorevole rispetto a quella presentata nel DEF, rilevandosi un indebolimento della domanda mondiale, con una revisione al ribasso della crescita ipotizzata per il commercio internazionale nel 2018 e nel 2019 (rispettivamente di 1,0 e di 0,5 punti percentuali), stante anche l'incidenza di altri fattori di rischio globale quali la volatilità delle quotazioni del petrolio e l'incertezza relativa alla Brexit. Un paragrafo specifico della Nota, è poi dedicato al commercio estero del Paese, che registra una contrazione delle esportazioni italiane di beni e servizi pari all'1,5 per cento rispetto al semestre precedente, sebbene la crescita tendenziale rimanga nel complesso positiva (+ 1,0 per cento). Il testo rileva, inoltre, come l'Italia risulti, per ora, relativamente poco esposta alle misure protezionistiche già attuate, stante il peso limitato dei settori coinvolti nelle esportazioni del Paese. Tuttavia un grave rischio per l'export italiano potrebbe derivare dall'inclusione da parte degli Stati Uniti del settore automobilistico tra i prodotti europei da sottoporre a dazi; le esportazioni italiane di autoveicoli verso gli Stati Uniti, nel 2017, infatti, hanno rappresentato circa il 20 per cento dell'export totale del settore. Un focus di grande rilievo per gli interessi della Commissione esteri, incluso nel capitolo dedicato al percorso programmatico della finanza pubblica, è quello dedicato all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo(APS). La Nota segnala come nel 2017 l'APS italiano abbia raggiunto lo 0,30 per cento del Reddito Nazionale Lordo (RNL), un dato attualmente al vaglio del Comitato di aiuto pubblico (OCSE/DAC) dell'OCSE per le pertinenti procedure di verifica. Si tratta di un risultato largamente condiviso dalle forze politiche e che testimonia del crescente impegno italiano in materia di cooperazione allo sviluppo. La Nota, anche in vista dell'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottolinea l'esigenza di continuare ad assicurare adeguati e graduali incrementi delle risorse destinate alle attività di cooperazione allo sviluppo al fine di garantire, da parte del nostro Paese, il raggiungimento degli obiettivi previsti in ambito internazionale, nel rispetto della legge quadro in materia. A tal riguardo, il Documento riafferma l'impegno del Governo a voler perseguire, per il triennio 2019-2021, il raggiungimento degli obiettivi di spesa intermedi pari allo 0,33 per cento del RNL nel 2019, allo 0,36 per cento nel 2020 e allo 0,40 per cento nel 2021. Fra gli ulteriori capitoli della Nota di aggiornamento che possono avere aspetti di interesse per la Commissione, quello relativo alla ricognizione aggiornata delle azioni di riforma in corso o da intraprendere, in risposta alle raccomandazioni ricevute a livello europeo ed in attuazione del Programma Nazionale di Riforma (PNR) dello scorso aprile, peraltro presentato da un Governo dimissionario. A tal riguardo, il testo precisa come tale ricognizione costituisca la prima opportunità per il Governo in carica di anticipare le linee del proprio programma e degli orientamenti di riforma, in attesa di fornirne una trattazione più ampia ed approfondita nel Documento di Economia e Finanza (DEF) del 2019.