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Art. 2 1. I centri di cui all'art. 1 hanno l'obbligo di effettuare su ogni unità di sangue o plasma donato la ricerca degli anticorpi anti-HIV, secondo le modalità seguenti. La ricerca degli anticorpi anti-HIV va effettuata soltanto nei centri trasfusionali autorizzati. Prima di qualsiasi prelievo andrà eseguita attenta indagine anamnestica e, qualora dovessero evidenziarsi elementi presenti o pregressi che consentano di ascrivere il soggetto a categorie a rischio, il soggetto deve essere invitato a rivolgersi ad altri centri (indicati dalle regioni) per il test anti-HIV. Il centro trasfusionale non deve eseguire su questi soggetti il test per l'HIV, né deve effettuare sugli stessi alcun prelievo di unità di sangue. Va segnalata l'importanza della autoesclusione dalla donazione dei soggetti appartenenti a categorie a rischio. L'unità di sangue prelevata ai soggetti che risultano negativi all'indagine anamnestica deve essere sottoposta a test per HIV utilizzando sistemi per la rilevazione di anticorpi anti-HIV autorizzati quali presidi medico-chirurgici ai sensi del decreto ministeriale 3 marzo 1987, n. 133, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 1987. Se il risultato del test è positivo l'unità di sangue va eliminata. Se tale risultato positivo viene confermato in un secondo test eseguito con lo stesso metodo sullo stesso campione di sangue, il soggetto dovrà essere indirizzato per ulteriori indagini ad uno dei centri specializzati indicati dalla regione. La tabella 2 mostra una sintesi della procedura. Nota all'art. 2: Il D.M. 3 marzo 1987, n. 133, ha sottoposto tutti i kit per la rilevazione degli anticorpi anti-HIV alla disciplina dei presidi medico-chirurgici, la quale, fra l'altro, subordina il commercio dei prodotti al rilascio di autorizzazione da parte del Ministro della sanità.