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Assodato che non ci sono flussi di merci che giustifichino quest'opera e che la linea attuale può portare TIR e container e pochissimi la usano, anche la storia dell'inquinamento si può risolvere con una tassa sul trasporto su gomma, come fanno, ad esempio, gli svizzeri. Parliamo poi dello spauracchio delle penali, sventolato continuamente. Vi voglio svelare un segreto: non ci sono penali da pagare. (Applausi dal Gruppo M5S) . In riferimento agli appalti già attribuiti non sussiste diritto alcuno a richiedere penali, come recita l'articolo 2, comma 232, lettera c) , della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010). La norma stabilisce che «il contraente o l'affidatario dei lavori deve assumere l'impegno di rinunciare a qualunque pretesa risarcitoria eventualmente sorta in relazione alle opere individuate con i decreti del Presidente del Consiglio, nonché a qualunque pretesa anche futura connessa al mancato o ritardato finanziamento dell'intera opera o di lotti successivi». Questo è ribadito anche all'articolo 3 della legge di ratifica 5 gennaio 2017, n. 1, precedentemente richiamata. Identica previsione è contenuta nella delibera del CIPE n. 67 del 2017, nel combinato disposto degli articoli 1 e 6 del deliberato. Io parlo di cose vere, scritte nero su bianco. (Applausi dal Gruppo M5S) . Passiamo al tema delle penali nei rapporti internazionali. Si tratta di decisioni rimesse agli Stati sovrani, come ricorda anche l'Avvocatura dello Stato nella sua relazione giuridica, che devono essere solidamente ancorate alla sostenibilità socio-economica e finanziaria dell'intera opera, secondo le stesse norme europee. Non si vede come possano imputarsi responsabilità gravi in capo agli Stati quando questi presupposti mancano, cioè quando mancano i soldi. Esiste, infine, un precedente. Mi riferisco al Portogallo, che nel 2012 cancellò la propria tratta ad alta velocità Lisbona-Madrid. Non ci fu alcuna richiesta di indennizzo o altra compensazione da parte della Commissione europea e della Spagna. Quindi, nessuna penale, tranne le inutili minacce di TELT e il diktat dell'Unione europea. Parliamo dei costi. La linea dovrebbe costare 9,6 miliardi di euro, attualizzati al 31 dicembre 2017, più 1,4 miliardi già spesi tra studi preliminari, indagini, gallerie geognostiche, arriviamo così a oltre 11 miliardi di euro. Considerato che, per adesso, c'è un solo impegno verbale dell'Unione europea per l'incremento del contributo dal 40 al 50 per cento, potremmo anche non ricevere i soldi. Il finanziamento del tunnel è di fatto rinviato all'approvazione del bilancio pluriennale dell'Unione europea del 2021 e i fondi già stanziati nel Grant Agreement non potranno essere utilizzati a causa dei ritardi, ma soprattutto perché l'articolo 16 dell'accordo del 2012 impone a Italia e Francia la disponibilità certa del finanziamento di tutta l'opera, compreso l'importo del 40 per cento promesso, ma non ancora approvato dal Parlamento europeo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Tale disponibilità è requisito indispensabile per avviare la costruzione del tunnel di base. Questa disponibilità di fondi non esiste. La Francia non ha stanziato un solo euro per il tunnel di base. Quindi, il tunnel non può partire. Quindi i soldi non arriveranno! Ricapitolando: arriviamo a un costo superiore a 13 miliardi, di cui più di 11 ancora da spendere. Inoltre, la tratta francese, che costava 7,7 miliardi nel 2011, oggi costerebbe 9 miliardi circa et voilà : superati i 20 miliardi di euro. Ma tutto ciò non servirebbe ripeterlo, perché è scritto nero su bianco nell'analisi costi-benefici che l'opera non conviene e non è una fake news . Si è impiegato tanto tempo proprio per approfondire adeguatamente la materia. Non dimentichiamo che, per di più, c'è una ripartizione asimmetrica. Oggi è indispensabile che la ripartizione dei costi sia ridiscussa tra Italia e Francia, alla luce del fatto che i due Paesi non vogliono fare più le linee di accesso al tunnel . Tale decisione modifica questa ripartizione asimmetrica, per cui un chilometro italiano costerebbe 280 milioni di euro, mentre quello francese 60. Chi insiste su quest'opera, quindi, non ha a cuore l'interesse del popolo, ma di multinazionali ed euromafie, che non aspettano altro che aggiudicarsi ricchi appalti. (Applausi dal Gruppo M5S). Peraltro, essendo giuridicamente territorio francese anche il cantiere italiano, se li aggiudicherebbero senza leggi antimafia. Dovranno però aspettare un po', perché sull'intera fattibilità dell'opera, la Francia deciderà nel 2038. Capito? Ma come potete pensare di spendere miliardi per un'opera inutile che, se tutto procede come desiderato dai promotori, potrebbe essere terminata tra trent'anni, quando proprio oggi mi dovete spiegare - lo dico ai lucani presenti - come andrete a Matera, città della cultura 2019? Questo Paese è stanco di vedere sprecati i soldi. Questo Paese vuole strutture adeguate, muoversi e viaggiare su tratte locali e non andare a lavorare stipati come sardine, in carri bestiame, farsi una gita senza dover prendere due bus e un taxi. TELT non ha alcun titolo o via libera (ancorché silenzio-assenso) al lancio delle gare TAV. Qualora TELT procedesse in tal senso, questo comporterebbe una grave e diretta violazione degli accordi Italia-Francia, che sono legge vigente dello Stato italiano. Il Governo è direttamente responsabile dell'operato di TELT. I residui fondi della Unione europea, attualmente a disposizione per la Torino-Lione, sono già persi anche in presenza di proroga del Grant Agreement al 2020. Le attività finanziate sono in grave ritardo da anni a causa di comprovate inefficienze di TELT. La Commissione europea e l'INEA sono perfettamente a conoscenza di ciò. Anche se TELT non lanciasse lunedì 11 marzo le gare TELT, la Commissione europea vorrebbe decurtare oltre 300 milioni di euro di sovvenzioni assegnate. Ma la Commissione europea non può imporre il calendario. Tale situazione e l'esatta replica di quanto già visto nel 2013 col Governo Monti. Il grave ritardo cui assistiamo è diretta responsabilità di chi doveva agire per tempo e non ha agito, a cominciare dai commissari dei Governi passati. Ho finito, ma prima voglio dirvi una cosa: qui non ci sono solo in gioco miliardi sottratti a scuole, ospedali, ferrovie utili; qui c'è una questione di ordine etico e morale. Lo Stato ha spianato la volontà popolare con la violenza; lo Stato non ha ascoltato i cittadini; lo Stato si è comportato da dittatore calpestando tutto e tutti per il TAV. (Applausi dal Gruppo M5S) . È scoccata l'ora di dare giustizia al popolo valsusino e riconoscere, dopo quasi trent'anni, che avevano ragione loro.