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Prove tecniche indispensabili per aprire la nuova fermata ed avviare il servizio ferroviario entro l'anno". E ancora: "Il treno simulerà il percorso per nove giorni mentre i tecnici saranno impegnati nel testare l'impatto sugli edifici, misurando vibrazioni e rumore. Questo è il primo passo per completare l'anello ferroviario, la circle line di Roma. Praticamente una linea su ferro che corre attorno al centro della città e si collega alla restante rete del trasporto pubblico... Quella della stazione di Vigna Clara è una vicenda lunga e ingarbugliata... Dopo numerose battaglie legali è arrivata la sentenza del Tar che ha sbloccato la situazione. Lo scorso anno abbiamo approvato l'intesa con Rfi per il completamento del raddoppio della linea Vigna Clara-Valle Aurelia e per lo sblocco dei lavori per la chiusura dell'anello ferroviario con la realizzazione del nodo di scambio a Tor di Quinto. Tutti interventi necessari per dare alla nostra città più collegamenti e ampliare la mappa di opere su ferro, dalla periferia al centro"; la stazione riveste chiaramente un'importanza cruciale per la città di Roma, collegando il quadrante nord con il resto della capitale e non si comprendono i motivi, anche alla luce delle dichiarazioni del sindaco, dei continui ritardi per la sua definitiva apertura, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato e quali iniziative di competenza intenda assumere con la massima sollecitudine al fine di assicurare l'apertura della stazione di Vigna Clara e la piena attivazione della linea ferroviaria Valle Aurelia-Vigna Clara. Atto n. 4-04804 ROMEO Ai Ministri dello sviluppo economico e della salute Premesso che: le disposizioni adottate per contrastare il diffondersi del contagio da COVID-19 continuano a prevedere una generalizzata chiusura delle attività di ristorazione, con la sola eccezione di quelle localizzate nelle zone "gialle", che possono rimanere aperte ed effettuare il servizio solo fino alle ore 18.00 (quindi soltanto per pranzo); diversamente, i ristoranti possono vendere i loro prodotti soltanto attraverso l'asporto (fino alle ore 22.00) o con consegna a domicilio; il settore della ristorazione è quello che, più di ogni altro, sta pagando le misure restrittive vigenti da quasi un anno: basti pensare che nel 2020, secondo i dati resi noti dalla Federazione italiana dei pubblici esercizi, il settore ha registrato perdite per 37,7 miliardi di euro, pari cioè al 40 per cento del fatturato annuo; la possibilità di essere aperti soltanto per pranzo e i ristori economici di volta in volta erogati non consentono di compensare le perdite, né di attenuarle; il sistematico mutamento delle disposizioni vigenti rispetto alla possibilità per i ristoranti di effettuare il servizio ha ingenerato incertezza tanto nei ristoratori, quanto nei possibili avventori, ormai del tutto confusi ed impauriti, a ulteriore detrimento dei (già magri) ricavi; dopo il primo lockdown disposto in primavera, i ristoratori sono stati fra i primi a conformarsi pedissequamente a tutte le misure previste dalle norme vigenti e dai relativi protocolli di settore (distanza fra i tavoli; obbligo di mascherina per tutto il personale; sanificazione periodica degli ambienti), sostenendo peraltro dei costi ingenti; le misure restrittive adottate a partire dall'autunno 2020 hanno di fatto reso vano qualunque sforzo compiuto, con grande senso di frustrazione per una categoria di lavoratori onesti e operosi, ormai stanchi di non poter lavorare normalmente al punto da incitare atti di vera e propria disobbedienza civile; considerato che: la principale misura di contenimento del contagio è senz'altro il distanziamento fisico, pertanto una soluzione potrebbe essere quella di consentire l'apertura, a pranzo e a cena (fino alle ore 22.00, visto il "coprifuoco" vigente), di quei ristoranti che abbiano locali ampi almeno 100 metri quadrati, tali cioè da rispettare una congrua distanza fra i tavoli (magari all'uopo maggiorata rispetto a quella canonica di 1,5 metri), consentendo misure di ristoro economico maggiori per tutti gli altri ristoranti non dotati di spazi siffatti ed impossibilitati ad aprire; la perdurante chiusura delle attività di ristorazione rischia di esasperare ulteriormente gli animi, favorendo la nascita di moti di protesta e atti di disobbedienza, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno valutare una revisione delle misure restrittive tuttora vigenti per le attività di ristorazione, consentendo a queste ultime di effettuare il servizio al tavolo fino alle ore 22.00 se dotate di locali sufficientemente ampi, e erogando maggiori e più adeguati ristori economici se sprovvisti di spazi siffatti. Atto n. 4-04805 PRESUTTO MAUTONE CROATTI ACCOTO PAVANELLI LANZI VACCARO DONNO DI GIROLAMO PIARULLI TRENTACOSTE ANGRISANI GIANNUZZI CASTELLONE GAUDIANO SANTILLO RICCIARDI PUGLIA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'attuale situazione emergenziale ha determinato, comprensibilmente, una rimodulazione nella fornitura del servizio di trasporto ferroviario. Sono state infatti ridotte le corse ed è stato contingentato il numero di posti disponibili; da giorni, tuttavia, su alcune tratte nazionali va avanti una vera e propria "lotteria" delle prenotazioni; tra i pendolari che la mattina presto partono da Salerno, Napoli e Afragola (Napoli) per raggiungere la capitale, infatti, si è scatenata una vera e propria caccia al posto in quanto, se l'andata risulta essere difficoltosa, Il rientro è ancora più complicato; il 12 gennaio 2021 sul treno Frecciarossa in partenza alle ore 15 dalla stazione Termini di Roma per Salerno è scattata una vera e propria rivolta, riportata anche dal quotidiano "Il Mattino" di Napoli. Troppo pochi, infatti, sono i posti disponibili per i pendolari; questi ultimi hanno chiesto in modo perentorio di salire e la situazione è degenerata fino a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Alla fine, il treno è partito con quasi 2 ore di ritardo ed alcuni pendolari hanno dovuto optare per un altro convoglio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non ritenga opportuno attivarsi affinché vengano aumentate le corse sulle tratte nazionali, in particolare su quelle dove si evidenzia un elevato flusso di pendolari, così conciliando l'applicazione delle opportune misure emergenziali causate dalla pandemia con il diritto dei pendolari di spostarsi per comprovate esigenze di lavoro o di salute. Atto n. 4-04806 LANNUTTI LEONE GALLICCHIO PRESUTTO VANIN GRANATO CROATTI ROMAGNOLI PAVANELLI MAUTONE LANZI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: la sede RAI di Bruxelles, come scrive sul proprio sito la televisione pubblica, è la più grande d'Europa per organico: tre corrispondenti, tre assistenti alla produzione e numerosi lavoratori free lance come operatori e montatori. Gli uffici si trovano nel quartiere di Rondpoint Schuman, dove hanno sede tutte le istituzioni dell'Unione europea.