[pronunce]

Tali modifiche non mutano, tuttavia, i termini della questione di legittimità costituzionale, che il rimettente ha sollevato con riguardo alla disposizione originaria, applicabile ratione temporis alla fattispecie controversa, e con esclusivo riferimento alla violazione del principio di eguaglianza formale, enunciato dall'art. 3, primo comma, Cost. 2.1.- Non si considerano, in questa sede, gli ulteriori profili dedotti dalle parti private costituite nel giudizio incidentale, che adombrano il contrasto con il principio di eguaglianza sostanziale, consacrato dall'art. 3, secondo comma, Cost., e con la tutela del diritto al lavoro (art. 4 Cost.), poiché essi non sono stati recepiti nell'ordinanza di rimessione, che segna i limiti dello scrutinio demandato a questa Corte. 3.- Le molteplici eccezioni di inammissibilità formulate nell'atto di costituzione dell'INPS e nell'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri non sono fondate. 3.1.- L'INPS ha eccepito l'inammissibilità della questione per difetto di rilevanza, sotto un duplice e concorrente profilo. 3.1.1.- Il rimettente, in primo luogo, non si sarebbe soffermato sull'esame della prescrizione delle pretese avanzate dai ricorrenti. A fronte di una contribuzione versata nel settembre 1999, il giudizio sarebbe stato instaurato soltanto il 1° giugno 2011, dopo l'infruttuoso decorso del termine di prescrizione decennale. Il giudice a quo non avrebbe approfondito tale aspetto preliminare, destinato a riverberarsi sulla rilevanza della questione proposta. L'eccezione non è fondata per il decisivo rilievo che il tema della prescrizione non può essere esaminato d'ufficio dal giudice, ma deve essere introdotto nel dibattito processuale attraverso un'eccezione di parte (art. 2938 del codice civile), rispettosa delle preclusioni che governano l'ordinato e sollecito svolgimento del giudizio. Il rimettente ha passato in rassegna e disatteso le eccezioni pregiudiziali dell'INPS, incentrate sulla carenza dell'interesse ad agire e sulla proposizione di domande giudiziali sulle quali non si è provveduto in sede amministrativa (punto 5. dell'ordinanza di rimessione). L'INPS non dimostra di avere ritualmente formulato anche l'eccezione di prescrizione e di averne avvalorato, nel necessario contraddittorio delle parti, il carattere dirimente per la definizione del giudizio principale. Alla stregua delle allegazioni e delle eccezioni formulate dalle parti e puntualmente ricostruite dal giudice a quo, non si può reputare implausibile la motivazione in punto di rilevanza. 3.1.2.- Neppure gli ulteriori rilievi critici dell'INPS, attinenti al difetto di integrità del contraddittorio, valgono a connotare come implausibile tale motivazione. Il rimettente, con sentenza riformata in sede di gravame, ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva del Ministero della difesa e ha declinato la giurisdizione a favore del giudice ordinario. La Corte dei conti, sezione prima giurisdizionale centrale d'appello, con la sentenza n. 996 del 22 luglio 2014, ha accolto l'impugnazione e ha rimesso gli atti al giudice contabile di prime cure, in quanto munito di giurisdizione sulle domande proposte. Alla luce di tali antecedenti processuali, l'INPS assume che sia passata in giudicato la statuizione sul difetto di legittimazione passiva del Ministero della difesa e che al giudizio principale, pertanto, partecipi solo la parte dichiarata carente di legittimazione passiva, in forza di un accertamento oramai definitivo. Il giudizio non coinvolgerebbe, per contro, il contraddittore necessario, individuato nel datore di lavoro, «unico legittimato con riguardo alla domanda di mancato accredito/trasferimento dell'ulteriore quota di contribuzione previdenziale connessa allo svolgimento dell'attività di volo». Da tale angolo visuale, si apprezzerebbe l'irrilevanza della questione sollevata. L'eccezione deve essere disattesa. Il rimettente, nel farsi carico della questione pregiudiziale prospettata dall'INPS, ha argomentato che la riforma della sentenza di primo grado «ha travolto anche la declaratoria di carenza di legittimazione passiva del Ministero della Difesa» (punto 6. dell'ordinanza di rimessione). In tale prospettiva, l'accoglimento del motivo pregiudiziale di appello inerente alla giurisdizione imporrebbe al giudice dichiarato provvisto di potestas iudicandi di riesaminare il merito della vicenda controversa, anche con riguardo alla questione della carenza di legittimazione passiva del Ministero della difesa, che non potrebbe perciò ritenersi definita con il crisma del giudicato. Le argomentazioni, spese dal rimettente sulle implicazioni dell'accoglimento dell'appello in rapporto al motivo pregiudiziale della giurisdizione, superano la verifica esterna riservata a questa Corte con riguardo ai presupposti processuali che condizionano la valida instaurazione del giudizio principale. Tale verifica, «"meramente strumentale al riscontro della rilevanza della questione di costituzionalità" (sentenza n. 241 del 2008, punto 5.2. del Considerato in diritto), si arresta se il giudice rimettente ha offerto una motivazione non implausibile in ordine alla sussistenza delle condizioni dell'azione» (sentenza n. 53 del 2017, punto 2.1.1. del Considerato in diritto). La rilevanza del dubbio di costituzionalità prospettato dal giudice contabile trova conferma anche da un diverso punto di vista. La carenza di legittimazione passiva, in senso proprio, si ravvisa quando l'attore intenti una controversia contro un soggetto che, secondo la stessa prospettazione dell'atto introduttivo, non sia titolare dell'obbligo dedotto in causa. L'asserita insussistenza di obblighi in capo al Ministero della difesa - questione che attiene al merito - non incide sulla necessità di applicare la disposizione censurata, allo scopo di risolvere la controversia. Tale elemento, posto in risalto dal giudice a quo, è sufficiente a radicare la rilevanza della questione sollevata. 3.2.- L'Avvocatura generale dello Stato eccepisce che il giudice a quo, con uso improprio dell'incidente di costituzionalità, si riprometta di ottenere un avallo dell'interpretazione prescelta, senza sperimentare una lettura rispettosa del dettato costituzionale e senza approfondire le ragioni addotte a fondamento dell'indirizzo predominante nella giurisprudenza contabile. Le eccezioni di inammissibilità formulate nell'atto di intervento possono essere esaminate congiuntamente, in quanto evocano profili in larga parte connessi. Esse non sono fondate. Nell'àmbito di una circostanziata disamina del quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento, che non presenta le lacune segnalate dall'Avvocatura generale dello Stato, il rimettente muove dalla premessa che, per i dipendenti civili o i militari che cessino dal servizio senza avere acquisito il diritto alla pensione, il servizio prestato debba intendersi come servizio effettivo e non già come servizio utile, comprensivo della maggiorazione connessa a determinati periodi.