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Troppi interessi sono un gioco in questa partita che vede il nostro sistema agroalimentare al centro di attacchi economici da parte di una concorrenza, a volte anche sleale, che tende ad annullare la specificità e l'eccellenza di tantissimi nostri prodotti. La guerra economica si combatte in molti modi; quindi alziamo il nostro livello di attenzione. In conclusione, ben venga questa risoluzione che chiede al Governo di accelerare l'applicazione del nuovo articolo 12 e di autorizzare l'uso di insetti antagonisti per combattere la piaga della cimice, perché l'interesse nazionale - di questo anche si tratta - va difeso con ogni mezzo e non possiamo farci frenare né dalla burocrazia, né dalla demagogia. Per tutti questi motivi annuncio il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dal Gruppo FdI) . TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, quella di oggi - com'è già emerso dagli interventi dei colleghi - è una giornata, per chi si occupa di questioni agricole e che hanno a che fare col territorio, molto importante. Nello specifico, siamo arrivati a questa risoluzione alla luce dei danni enormi che, almeno nel 2017, la cimice ha cagionato nel nostro Paese, in alcune aree del quale alcune produzioni hanno visto oltre il 60 per cento di produzione distrutta, con aziende messe sul lastrico. Ricordo solo, a mo' di memoria, che la cimice sbarcò in modo pesante negli Stati Uniti nel 2010, anche se la sua prima comparsa fu all'inizio di questo secolo. Nel 2010 ci fu la prima esplosione di presenza dannosa: in quell'anno questo parassita causò oltre 40 milioni di dollari di danni nei due Stati in cui se ne riscontrò la presenza, per poi arrivare a centinaia di milioni di dollari di danni negli anni a seguire. Questi numeri ci aiutano a capire perché c'è una forte preoccupazione. Tra l'altro, nei giorni scorsi, i tecnici delle organizzazioni agricole hanno rilanciato l'allarme, perché mentre per condizioni climatiche avverse nel 2018 c'è stato poco danno, quest'anno si stanno ricreando le condizioni ideali perché si rischi di tornare alla situazione del 2017. Per cui è una situazione che oggettivamente rende necessario un alto livello di attenzione. Perché questo parassita è così pericoloso? Perché diversamente dalle cimici ordinarie europee ha una prolificità di decine di volte superiore, cioè ovidepone da 100 a 500 uova per ogni genere e, diversamente dalle cimici europee, arriva a fare due e in alcune aree del territorio anche tre generazioni. Per cui provate a moltiplicare una cimice per 500, poi 500 per 500 e ancora per altri 500 e vi renderete conto di cosa stiamo parlando in termini di potenziale colonizzazione del parassita. Dagli ultimi studi condotti (il CRA ancora in questi giorni ci ha mandato della documentazione) risulterebbe che l'unica alternativa alla lotta chimica per questo parassita è il Trissolcus japonicus , che, al di là del nome colorito che gli è stato dato di «vespa samurai», è un imenottero di qualche millimetro di lunghezza. Dato che però uccide le larve della cimice asiatica è diventato un samurai, che fa molto più effetto nell'immaginario collettivo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,48) ( Segue TARICCO). È un imenottero che ovidepone nelle larve della cimice asiatica, quindi le parassitizza e ne blocca sostanzialmente lo sviluppo. L'importanza di questo intervento di lotta biologica - definiamola in questi termini - è data dal fatto che in alcune aree del territorio, in cui vi sono stati danni così rilevanti - come dicevo prima, del 50-60 per cento - si è arrivati a tre trattamenti antiparassitari, peraltro con scarso effetto, ma con un impatto ambientale devastante dal punto di vista della chimica sparsa sul territorio. Quindi questa è oggettivamente un'emergenza. Qual è la ratio della risoluzione che presentiamo oggi? Essa contiene due questioni. In primo luogo, la normativa oggi vigente, il decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, è il recepimento da parte dell'Italia della direttiva habitat del 1992. Nel 1992 e nel 1997 non si poneva - o era marginalissimo - il problema dei parassiti esotici sul nostro territorio, semplicemente perché non c'erano: abbiamo cominciato ad averne all'inizio di questo secolo. Il problema citato prima del Dryocosmus , il cinipide galligeno del castagno, che ha devastato la castanicoltura italiana, è stato sconfitto con l'introduzione del Torymus sinensis , che ha parassitizzato quell'insetto e ha risolto la questione. Da allora si è innescata la necessità di modificare l'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, proprio per prevedere, stanti le mutate condizioni esterne, la possibilità di reagire ad esse. Nel momento in cui entra nel territorio nazionale un parassita che non ha qui antagonisti naturali, si deve cioè poter reintrodurre i suoi antagonisti naturali per ricreare un equilibrio biologico che qui diversamente non ci sarebbe; quel parassita, senza avere antagonisti, può dilagare creando danni devastanti. L' iter di modifica del decreto del Presidente della Repubblica di cui stiamo parlando è iniziato nel 2015, con un testo che l'allora Ministro dell'ambiente ha inviato a tutte le Regioni per aprire una riflessione su come intervenire per dare soluzione a questo problema. Alla fine del 2018 le Regioni hanno espresso parere favorevole sulla bozza di modifica del decreto del Presidente della Repubblica e a marzo del 2018 è stato approvato in via provvisoria il decreto del Presidente della Repubblica dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, che prevedeva una procedura molto rigorosa. Anche in questo caso vorrei sfatare alcuni miti: non stiamo parlando di autorizzare l'introduzione dell'antagonista della cimice; stiamo parlando di un decreto ministeriale che deve essere emanato dal Ministero dell'ambiente, che definisca i criteri, le condizioni e le regole, e che preveda, tra l'altro, per legge, l'intervento dell'ISPRA in tutte le fasi del processo, alla luce dei quali le Regioni potranno fare domanda per una singola immissione di qualunque tipo di insetto o di animale (la quale, come detto verrà valutata dall'ISPRA, che dirà se vi sono condizioni di pericolo per l'equilibrio naturale). Solo con una procedura molto cautelante, può essere autorizzata l'immissione di un determinato insetto. Con questa risoluzione chiediamo che il Ministero approvi tali criteri il più velocemente possibile, che non significa autorizzare l'introduzione dell'antagonista della cimice, ma solo autorizzare la procedura che alcune Regioni richiederanno all'ISPRA per avviare il percorso per verificare sostanzialmente se è possibile introdurre questo insetto. Quindi di garanzie e di tutele ce ne sono e ce ne saranno tantissime.