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''Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica l'art. 12 della direttiva 77/780/CEE del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio, gli articoli 2, 5, 6, 7, 8 e gli allegati II e III della direttiva 89/647/CEE relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi e l'art. 2 e l'allegato II della direttiva 93/6/CEE del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizì'. Se ne riporta il testo del relativo art. 1: "Art. 1. - L'art. 12, paragrafo 3, della direttiva 77/780/CEE è sostituito dal testo seguente: ''Gli Stati membri possono concludere con le autorità competenti di Paesi terzi e con le autorità o organi di tali Paesi definite al paragrafo 5 e al paragrafo 5-bis accordi di cooperazione che prevedano scambi d'informazioni solo a condizione che le informazioni comunicate beneficino di garanzie in ordine al segreto d'ufficio almeno equivalenti a quelle previste dal presente articolo. Questo scambio di informazioni deve avere lo scopo di contribuire all'esecuzione del compito di vigilanza da parte delle autorità o organi suddetti. Se le informazioni provengono da un altro Stato membro, esse non possono essere diffuse senza l'esplicito accordo delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, soltanto per gli scopi per i quali dette autorità hanno dato il loro accordo. ''". - Il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, reca: "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia". - Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, reca: "Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52". - Per il titolo della citata direttiva 95/26/CE si veda in nota al titolo. Note all'art. 1: - Si riportano il testo dell'art. 1 del citato decreto legislativo n. 385/1993, modificato dal presente decreto legislativo, nel testo vigente per effetto delle modifiche da quest'ultimo introdotte. Al fine di agevolare la comprensione del testo si ritiene opportuno riportare per intero il contenuto dell'articolo modificato: "Art. 1 (Definizioni). - 1. Nel presente decreto legislativo l'espressione: a) ''autorità crecitiziè' indica il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, il Ministro del tesoro e la Banca d'Italia; b) ''bancà' indica l'impresa autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria; c) ''CICR'' indica il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio; d) ''CONSOB'' indica la Commissione nazionale per le società e la borsa; dbis) ''COVIP'' indica la Commissione di vigilanza sui fondi pensione; e) ''ISVAP'' indica l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo; f) ''UIC'' indica l'Ufficio italiano dei cambi; g) ''Stato comunitariò' indica lo Stato membro della Comunità europea; h) ''Stato extracomunitariò' indica lo Stato non membro della Comunità europea; i) ''legge fallimentarè' indica il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267; l) ''autorità competentì' indica, a seconda dei casi, uno o più fra le autorità di vigilanza sulle banche, sulle imprese di investimento, sugli organismi di investimento collettivo del risparmio, sulle imprese di assicurazione e sui mercati finanziari; m) ''Ministro del tesorò' indica il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; 2. Nel presente decreto legislativo si intendono per: a) ''banca italianà': la banca avente sede legale in Italia; b) ''banca comunitarià': la banca avente sede legale e amministrazione centrale in un medesimo Stato comunitario diverso dall'Italia; c) ''banca extracomunitarià': la banca avente sede legale in uno Stato extracomunitario; d) ''banche autorizzate in Italià': le banche italiane e le succursali in Italia di banche extracomunitarie; e) ''succursalè' una sede che costituisce parte, sprovvista di personalità giuridica, di una banca e che effettua direttamente, in tutto o in parte, l'attività della banca; f) ''attività ammesse al mutuo riconoscimentò': le attività di: 1) raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione; 2) operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il "forfaiting"; 3) leasing finanziario; 4) servizi di pagamento; 5) emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, "travellers cheques", lettere di credito); 6) rilascio di garanzie e di impegni di firma; 7)operazioni per proprio conto o per conto della clientela in: strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.); cambi; strumenti finanziari a termine e opzioni; contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse; valori mobiliari; 8) partecipazione alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi; 9) consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese; 10) servizi di intermediazione finanziaria del tipo ''money broking''; 11) gestione o consulenza nella gestione di patrimoni; 12) custodia e amministrazione di valori mobiliari; 13) servizi di informazione commerciale; 14) locazione di cassette di sicurezza; 15) altre attività che, in virtù delle misure di adattamento assunte dalle autorità comunitarie, sono aggiunte all'elenco allegato alla seconda direttiva in materia creditizia del Consiglio delle Comunità europee n. 89/646/CEE del 15 dicembre 1989; g) ''intermediari finanziarì': i soggetti iscritti nell'elenco previsto dall'art. 106; h) "stretti legami": i rapporti tra una banca e un soggetto italiano o estero che: 1) controlla la banca; 2) è controllato dalla banca; 3) è controllato dallo stesso soggetto che controlla la banca; 4) partecipa al capitale della banca in misura pari almeno al 20% del capitale con diritto di voto. 5) è participato dalla banca in misura pari almeno al 20% del capitale con diritto di voto. 3. La Banca d'Italia, può ulteriormente qualificare, in conformità delle deliberazioni del CICR, la definizione di stretti legami prevista dal comma 2, lettera h), al fine di evitare situazioni di ostacolo all'effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza".