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L'Agenzia è dotata di un proprio statuto che disciplina la composizione, le competenze e le modalità di nomina degli organi di direzione e del collegio dei revisori, oltre a stabilire i principi e le modalità di adozione dei regolamenti e degli altri provvedimenti generali. L'articolo 8 istituisce l'Agenzia nazionale per le frequenze che ha il compito di garantire la pianificazione, la gestione e il controllo dell'uso del dominio pubblico delle frequenze radio in Italia e il monitoraggio degli effetti che tali frequenze generano sull'ambiente e sulla salute. L'agenzia svolge, per conto del Ministero delle imprese e del made in Italy e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il ruolo di cooperazione e negoziazione delle posizioni italiane nelle principali direzioni di accesso allo spettro delle frequenze. Inoltre essa è l'interlocutore pubblico dei grandi utilizzatori dello spettro delle frequenze. Il comma 5 conferisce all'Agenzia il compito di proporre al Governo la determinazione dei limiti alle emissioni compatibili con la tutela della salute. L'articolo 9 definisce i contenuti della relazione annuale predisposta dal comitato per la regolazione digitale. La relazione annuale dedica specifiche sezioni, riguardanti, tra i vari profili: a) le proposte di intervento per favorire l'accessibilità ai contenuti digitali e per rimuovere o ridurre l'impatto delle barriere, da inserire nella legge annuale; b) le proposte relative ai rischi sistemici derivanti dalla diffusione di contenuti illegali generati da piattaforme online di dimensioni molto grandi e da motori di ricerca online , nonché le proposte inerenti eventuali effetti negativi per l'esercizio dei diritti fondamentali; c) le attività di contrasto ai contenuti illegali; d) le attività legate ai contenuti rimossi; e) la descrizione e definizione dei principali algoritmi delle piattaforme online di dimensioni molto grandi; f) le segnalazioni di eventuali pratiche sleali o che limitano la contendibilità dei servizi digitali. L'articolo 10 prevede che il Governo, su proposta del Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione della relazione annuale, presenti alle Camere la legge annuale per il digitale. Il disegno di legge annuale per il digitale è finalizzato a: a) rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo o amministrativo, allo sviluppo della transizione digitale; b) promuovere lo sviluppo delle reti e dei servizi digitali; c) garantire l'accesso e la tutela di consumatori e imprese ad accrescere l'innovazione, la partecipazione e l'accesso ai servizi digitali essenziali o comunque rilevanti per i cittadini; d) garantire uno sviluppo equo e sostenibile nell'adozione di tecnologie e servizi digitali e nell'applicazione di strumenti basati sull'intelligenza artificiale; e) mantenere dinamiche concorrenziali sui mercati digitali; f) promuovere un commercio elettronico equo, nonché tutelare pluralismo, garanzie e diritti fondamentali dei cittadini nel web . Esso è suddiviso in apposite sezioni riguardanti norme di immediata applicazione, atti di normazione secondaria, nonché la previsione di una o più deleghe al Governo per l'emanazione di decreti legislativi finalizzati a introdurre misure destinate a rimuovere gli ostacoli di cui alla precedente lettera a) . Infine, l'articolo prevede che il Governo, allegata alla legge annuale per il digitale, presenti una relazione di accompagnamento finalizzata a evidenziare lo stato di conformità dell'ordinamento interno ai principi dell'Unione europea; lo stato di attuazione degli interventi previsti in precedenti leggi nazionali; l'elenco delle segnalazioni e dei pareri delle Autorità amministrative indipendenti.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge mira a favorire la transizione digitale e a promuovere il potenziamento dell'innovazione tecnologica, quali strumenti imprescindibili per accrescere la competitività delle imprese nei mercati internazionali e favorire una nuova e qualificata domanda di lavoro, con interventi finalizzati a sostenere le imprese nell'adozione delle nuove tecnologie, nello sviluppo di prodotti e servizi ad alta intensità tecnologica e nella creazione di posti di lavoro qualificati. Art. 2. (Istituzione del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico) 1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge è istituito il Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico. 2. È compito del Ministero: a) assicurare, in un quadro organico, lo sviluppo digitale, l'innovazione e il progresso tecnologici, anche con riferimento ai sistemi di intelligenza artificiale; b) compiere e promuovere studi, indagini e attività interessanti l'innovazione digitale e lo sviluppo tecnologico; c) promuovere e curare l'adempimento di convenzioni internazionali, delle direttive e dei regolamenti dell'Unione europea in ambito di tecnologie e soluzioni digitali; d) instaurare e sviluppare, previo coordinamento con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con gli altri Ministeri interessati, rapporti di cooperazione con gli organismi internazionali e con le istituzioni dell'Unione europea nei settori del digitale e dell'innovazione tecnologica. 3. Per le finalità di cui al comma 2, al Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico sono trasferite: a) le funzioni già attribuite al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri; b) le funzioni già attribuite al Ministero delle imprese e del made in Italy in materia di: 1) tecnologie delle comunicazioni; 2) servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione; 3) politiche per le start - up e trasferimento tecnologico; 4) interventi in ricerca e sviluppo inerenti all'ecosistema digitale; 5) piani e programmi dell'economia dello spazio, cosiddetto Piano strategico space economy. 4. Il Ministro dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico è membro del Comitato interministeriale per le politiche industriali e di sviluppo tecnologico (CIPIST) di cui all'articolo 4. 5. Il Governo è delegato ad adottare, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo volto ad adeguare il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, alle disposizioni di cui al presente articolo. Nell'esercizio della delega, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a) attribuire al Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico i compiti di cui al comma 2 del presente articolo; b) trasferire al Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico le funzioni di cui al comma 3 del presente articolo; c) definire l'ordinamento del Ministero dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico; d) adottare le ulteriori necessarie disposizioni di coordinamento. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 è adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo schema di decreto legislativo è trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che devono essere resi entro quarantacinque giorni dalla data di trasmissione del medesimo. Decorso tale termine, il decreto può essere comunque emanato.