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Il testo, ratificato da ventiquattro Paesi - fra cui Albania, Egitto, Francia, Italia, Portogallo ed Ucraina - prevede anche la creazione di una rete di aree marine protette e la regolamentazione di attività di pesca dei cetacei. Gli emendamenti oggetto del presente disegno di legge di ratifica, adottati nel 2010, sono finalizzati ad estendere l'applicazione dell'Accordo a tutte le acque marine della Spagna e del Portogallo, fino a comprendere anche l'intera estensione delle acque atlantiche di giurisdizione della Spagna e larga parte di quelle del Portogallo, con l'esclusione delle acque di giurisdizione che circondano gli arcipelaghi atlantici portoghesi. Tali modifiche consentiranno agli Stati firmatari dell'Accordo, nelle acque interessate dall'allargamento, di garantire un'omogenea applicazione del regime di tutela, delle risoluzioni e degli impegni adottati in seno all'ACCOBAMS a tutte le specie di cetacei presenti, peraltro già tutte specificamente tutelate dalla normativa europea, che prevede misure per proteggere i cetacei dalla caccia, cattura o detenzione, nonché da qualsiasi perturbazione intenzionale o scambio commerciale, anche dei prodotti derivati di questi animali provenienti da Paesi terzi. Nello specifico, le proposte emendative consistono nell'estensione dell'ambito geografico dell'Accordo a tutte le acque marine poste sotto la giurisdizione della Spagna e del Portogallo, con la conseguente ridenominazione dell'area atlantica contigua in «area atlantica vicina» ( Neighbouring Atlantic Area ), e nella conseguente sostituzione nel titolo dell'Annesso 1 dell'Accordo, relativo alla lista indicativa delle specie di cetacei, della parola « contiguous » con « neighbouring » in relazione all'area dell'Atlantico. Un'ulteriore modifica riguarda la sostituzione del riferimento alla sola Convenzione di Barcellona con il riferimento alle Regional Seas Conventions - ovvero alle Convenzioni di Barcellona, di Bucarest e alla Convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale (OSPAR) - al paragrafo 3 dell'Annesso 2 relativo al Piano di conservazione. La relatrice precisa che l'emendamento all'Annesso 2 è già entrato in vigore, in quanto, in base alle norme previste dal medesimo Accordo, le modifiche agli Annessi entrano in vigore per tutte le Parti il centocinquantesimo giorno dopo la data della loro adozione dalla Riunione delle Parti, salvo che per le Parti che abbiano formulato una riserva. Diversamente, le modifiche testuali all'Accordo, entrano in vigore, per le Parti che le abbiano accettate, il trentesimo giorno dopo la data in cui due terzi delle Parti abbiano depositato il loro strumento di approvazione presso il depositario. Al momento solo otto Parti contraenti - fra cui la Francia, la Spagna e la Slovenia - hanno depositato il prescritto strumento di ratifica; sono quindi necessarie altre otto approvazioni per l'entrata in vigore degli emendamenti all'Accordo e di quello all'Annesso 1, quest'ultimo strettamente connesso alle modifiche al testo principale. Come sottolinea la relazione introduttiva al disegno di legge, l'avvio dell' iter di ratifica consente all'Italia di fornire riscontro alla Nota informativa del Segretariato dell'ACCOBAMS del 28 luglio 2016, indirizzata a tutte le Parti contraenti, con cui si sollecitano gli Stati che non hanno ancora depositato lo strumento di ratifica relativo agli emendamenti al testo dell'Accordo e all'Annesso 2 a provvedervi. Da ultimo, la relatrice evidenzia come l'estensione delle acque rientranti nell'ambito di applicazione dell'Accordo risulti pienamente coerente con quanto auspicato dalla raccomandazione di cui al paragrafo 13 della risoluzione del maggio 2016 sui mari e gli oceani dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), che incoraggia espressamente le Parti contraenti di convenzioni regionali sul mare a considerare la possibilità di aumentare la copertura regionale di tali strumenti in conformità con il diritto internazionale. Il disegno di legge di ratifica degli Emendamenti all'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e che le amministrazioni interessate debbano svolgere le attività previste con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Il testo - conclude la relatrice - non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 16,20.