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Il senatore MALAN ( FdI ) sottolinea che il decreto-legge risulta quanto mai anacronistico, alla luce dell'attuale emergenza legata al conflitto in Ucraina, che comporterà l'afflusso di migliaia di profughi, in larga parte non vaccinati oppure vaccinati con il preparato Sputnik V, non riconosciuto dall'Unione europea. Sarebbe pertanto preferibile che il Governo ritirasse il provvedimento, considerato tra l'altro che - come gli altri precedenti decreti - non incide sul numero di contagi e decessi, che stanno diminuendo anche negli altri Paesi europei dove le restrizioni sono state eliminate già da tempo. Formula infine considerazioni critiche sulla sostanziale introduzione di un monocameralismo di fatto alternato, in modo preordinato e non per una reale necessità di approfondimento, per cui si verifica sistematicamente una compressione delle prerogative costituzionali di uno dei due rami del Parlamento. La senatrice GRANATO ( Misto ) si associa alle considerazioni del senatore Malan. Sottolinea che il provvedimento è stato emanato in una congiuntura del tutto differente da quella attuale, caratterizzata dall'emergenza umanitaria per il conflitto tra Russia e Ucraina. Inoltre, il Governo, con il sostegno della maggioranza, continua a emanare norme che violano i diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione, estromettendo tra l'altro dai lavori i parlamentari privi di certificazione rafforzata. Ritiene infine molto grave la compressione del dibattito sul provvedimento in esame, con la fissazione di un termine così ravvicinato per la presentazione di emendamenti. A suo avviso, è necessario rinviarlo quanto meno a domani, per consentire ai senatori di espletare la propria funzione. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) annuncia la presentazione di un ordine del giorno, che impegni il Governo a rinunciare al ricorso alla decretazione d'urgenza per il contrasto alla diffusione del Covid a partire dal 31 marzo, quando terminerà lo stato di emergenza. Ritiene indispensabile, infatti, ripristinare gli equilibri costituzionali e la garanzia delle libertà fondamentali. Non essendovi altri iscritti a parlare, la PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Quanto al rilievo della senatrice Granato, in merito al termine per la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno, fa notare che le Commissioni riunite hanno in proposito convenuto sulla proposta della Presidenza, senza che si registrassero a tempo debito obiezioni di sorta. Soggiunge che la dilazione richiesta è incompatibile col calendario dell'Assemblea. La relatrice BOLDRINI ( PD ), intervenendo in sede di replica, invita a considerare che l'obbligo vaccinale, che dapprima ha riguardato solo alcune categorie professionali e poi è stato esteso a tutti i soggetti di età pari o superiore a 50 anni, ha contribuito fortemente a tenere sotto controllo il rischio di infezione, specie in ambienti dove la protezione dal virus è cruciale, come le strutture sanitarie. Segnala, altresì, che è riduttivo qualificare il provvedimento in esame come "decreto sull'obbligo vaccinale": vi sono al suo interno anche disposizioni che danno il senso di una progressiva riapertura, come quella che consente la ripresa del consumo di cibi e bevande nelle sale teatrali, da concerto e cinematografiche, nei locali di intrattenimento e di musica dal vivo, nonché nei luoghi in cui si svolgono eventi e competizioni sportive. Richiama l'attenzione anche sulla previsione di risorse in favore della popolazione scolastica delle scuole secondarie di primo e secondo grado, per l'esecuzione gratuita di test antigenici rapidi. Ritiene che si debba assolutamente evitare, pertanto, la decadenza del decreto e giudica sbagliato veicolare in questo momento un messaggio di totale scampato pericolo, che potrebbe portare ad abbassare inopportunamente la guardia. Quanto alle preoccupazioni di ordine sanitario legate al prevedibile afflusso di profughi dall'Ucraina, si dice certa che il Governo stia tenendo in debita considerazione questi aspetti e saprà mettere in campo misure adeguate per minimizzare i rischi. Il rappresentante del GOVERNO rinuncia allo svolgimento della replica. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 17.