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d) l'unica ragione per la quale ad oggi la Giunta regionale non ha potuto formalizzare alcun provvedimento per l'abbattimento del superticket è che la Direzione programmazione del Ministero non ha ancora riunito il Tavolo per analizzare e licenziare il provvedimento trasmesso dalla Regione; e) interpellato il pretavolo tenutosi a inizio ottobre 2019, sede in cui è stato sollecitato l'esito, avrebbe ottenuto la risposta secondo cui "nulla sarebbe stato ancora deciso e che avrebbero fatto sapere in seguito"; l'abolizione del superticket per la Regione Abruzzo risulta, di fatto, con iter bloccato a causa, come dichiarato dall'assessore regionale Verì, del suddetto mancato nulla osta da parte dei Ministeri competenti interpellati dalla Regione Abruzzo; ravvisandosi urgenza nel procedere; la questione, alla quale è stato dato ampio risalto anche dalla stampa regionale, desta preoccupazione fra gli abruzzesi che attendono indifferibile e puntuale risposta nel merito, si chiede di sapere: se vi siano, e se sì, quali siano, le cause ostative da parte del Ministero della salute e del Ministero dell'economia e delle finanze all'approvazione della delibera di abolizione del superticket per l'anno 2019 per la Regione Abruzzo; se la Regione Abruzzo abbia provveduto a compiere tutti gli atti propedeutici alla suddetta approvazione da parte dei Ministeri della salute e dell'economia e finanze; se le modalità di interlocuzione intervenute tra il Ministro in indirizzo e Regione Abruzzo, così come riportate dall'assessore alla sanità regionale Verì in data 7 novembre 2019, risultino idonee e propedeutiche all'approvazione della delibera di abbattimento del cosiddetto superticket da parte dei competenti Ministeri; in che modo e in che tempi si intenda procedere, al fine di non far perdere agli assistiti abruzzesi l'opportunità di vedersi sollevati, entro il termine del 31 dicembre 2019, dal superticket al pari di altri utenti/assistiti di altre regioni. Atto n. 4-02458 DE POLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il ponte sul fiume Brenta che collega lungo la strada provinciale 47 "Valsugana" il territorio comunale di Piazzolla sul Brenta con quello di Curtarolo, presenta notevoli problemi di staticità e necessita con urgenza di opere di manutenzione e consolidamento; la provincia di Padova, a fronte di una spesa di circa 5 milioni di euro, ha già finanziato gli interventi necessari al consolidamento della struttura sia con propri fondi, per un importo di un milione di euro, che utilizzando 3 milioni di euro facenti parte del finanziamento del programma quinquennale 2019-2023, di cui al decreto ministeriale n. 49 del 18 febbraio 2018, cifra che ha pregiudicato ogni altro pur minimo intervento, sia di sicurezza, che manutentivo nel territorio; il Presidente della Provincia, che già in passato, con propria ordinanza 28 dicembre 2018 in via cautelare, ha dovuto apportare modifiche alla viabilità sul ponte, prevedendo l'istituzione del parziale divieto di transito di mezzi pesanti, ha comunicato di dover ordinare la chiusura al traffico del ponte per tutelare la sicurezza dei cittadini e, giuridicamente, l'ente che rappresenta; tale decisione produrrà, inevitabilmente, un incisivo danno all'economia locale e del nord Italia; il tratto padovano della ex strada statale n. 47 è stato declassato a strada provinciale con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 febbraio 2000 (tutti gli altri tratti della Regione Trentino-Alto Adige e Veneto sono di ANAS). Con convenzione stipulata in data 23 settembre 2002 e fino al 31 dicembre 2016 la Provincia di Padova ha affidato la gestione della strada a Veneto Strade SpA, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga assolutamente necessario intervenire nelle sedi competente per riclassificare la strada provinciale 47 a strada statale sotto la gestione dell'ANAS, così da consentire la realizzazione del consolidamento del ponte sul fiume Brenta, in località Curtarolo, intervento non più rinviabile per questa infrastruttura, considerata essenziale per la viabilità delle migliaia di imprese, che costituiscono il sistema economico dell'alta padovana. Atto n. 4-02459 CAUSIN Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: gli uffici postali sono considerati presidi di sicurezza con una funzione sociale oltre che di servizio per i cittadini; Poste italiane nordest ha annunciato la chiusura di sportelli a Mestre e Venezia, tra i quali nello specifico Marghera Cita e Zattere, nonché nel turno pomeridiano dello sportello di lista di Spagna inseriti nel piano di riordino nazionale dell'azienda, a seguito di un progetto di innovazione tecnologica; Poste italiane nordest ha dichiarato che le chiusure sono dovute a scarso afflusso; la stessa azienda ha dimostrato con l'Amministrazione locale, una propensione a ragionare; il piano di riordino è nazionale e le scelte sono centralizzate, si chiede di sapere: quali azioni abbia intrapreso o intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per scongiurare le chiusure citate; se sia presentato un piano da Poste italiane che tiene in considerazione altri tipi di risparmi o la riduzione del servizio per l'utenza che non implichi la chiusura degli sportelli. Atto n. 4-02460 CALANDRINI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico ha cambiato, come noto, la propria denominazione, all'inizio del 2018, in ARERA, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, in ragione dell'attribuzione dei compiti di regolazione anche nel settore dei rifiuti; dal 2020 diverrà operativo il nuovo sistema tariffario della TARI e a tal fine il 22 ottobre 2019 si è tenuta un'audizione dell'ARERA presso la VI Commissione permanente (Finanze) della Camera, in merito alla definizione del nuovo metodo tariffario del servizio integrato dei rifiuti; in tale ambito sono state ribadite le finalità dell'Autorità volte a mettere a punto un metodo tariffario uniforme a livello nazionale, per superare le differenze riscontrate nei vari territori, pur considerando le diversità di ogni area. L'obiettivo da conseguire è di non avere ulteriori aumenti delle tariffe una volta che siano state disposte, a meno che non vengano introdotti nuovi servizi o vi siano cambiamenti migliorativi della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti; pur risultando condivisibili tali obiettivi, la riforma ha destato preoccupazione per i Comuni, sia per la tempistica e sia per altre criticità che finirebbero per creare problemi di copertura finanziaria, peraltro evidenziati dall'Anci e dall'Anutel al termine del periodo di consultazione dei documenti n. 351/2019 e n. 352/2019 dell'ARERA; l'articolo 1, comma 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, individua nel Consiglio comunale il soggetto deputato ad approvare le tariffe della TARI elaborate sulla base del piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti elaborato dal gestore, ed eventualmente approvato dal pertinente ente di governo dell'ambito, in modo da assicurare l'equilibrio economico-finanziario della gestione;