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un tentativo, peraltro, facilmente riconducibile all'iniziativa governativa di un singolo Stato membro, la Francia, a suo palese ed evidente vantaggio e ad altrettanto evidente e palese svantaggio di quegli Stati membri che, in ragione dell'elevata qualità e dei livelli di eccellenza della propria produzione alimentare (produzione che, per quanto riguarda l'Italia, non conosce rivali), risultano fortemente competitivi; il rischio insito in questo sistema è quello dell'emergenza formale, in sede europea, di una politica economica e commerciale, a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo oltre che sleale, anche ostile e aggressiva, idonea ad alterare la concorrenza del mercato favorendo alcune economie e penalizzandone altre, in netta contrapposizione, peraltro, con i valori e le finalità istitutive e fondative dell'Unione europea, che, vale la pena ricordare, perseguono ben altri obiettivi di rafforzamento della coesione economica e solidarietà tra gli Stati membri e dell'innalzamento dei livelli di benessere e del tenore di vita dei cittadini europei, in una logica di integrazione e solidarietà, impegna il Governo: 1) ad attivarsi vigorosamente in sede europea mediante l'attivazione di tutti gli strumenti utili a contrastare l'ipotesi di adozione del "Nutri-score", quale sistema di etichettatura uniforme suscettibile di veicolare messaggi nutrizionali distorsivi e potenzialmente penalizzanti e dannosi per l'economia nazionale; 2) a preservare e tutelare il settore alimentare italiano e le eccellenze del made in Italy da possibili effetti distorsivi sulla concorrenza e sulla leale competizione economica internazionale di politiche europee e interne al mercato comune sviluppate sulla base di iniziative di singoli governi di altri Stati membri e connotate da non trascurabili elementi di ostilità e aggressività, come nel caso del Nutri-score; 3) a proporre alternativamente, in sede europea, un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari idonea a rilanciare la fondamentale esigenza di diffondere la dieta mediterranea, riconosciuta a livello mondiale dall'UNESCO come bene immateriale transnazionale, ed integrare la proposta italiana di un'etichettatura a batteria per gli alimenti con un richiamo visivo a tale dieta; 4) a promuovere, in sede sia europea che internazionale e globale, il riconoscimento dell'importanza delle specificità alimentari a marchio DOP e IGP ed il loro profondo valore culturale oltre che alimentare, promuovendo etichettature specifiche che valorizzino tali prodotti e li escludano o li esentino dall'obbligo di adottare sistemi che non li distinguono da qualsiasi altro prodotto alimentare privo delle caratteristiche peculiari e irripetibili che li contrassegnano. Interrogazioni Atto n. 3-01333 BERGESIO CAMPARI AUGUSSORI CANTU' TOSATO FREGOLENT PIANASSO STEFANI BRIZIARELLI LUNESU RIVOLTA PILLON VALLARDI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con l'entrata in vigore del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante "Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni", convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, è stato introdotto il reddito di cittadinanza, misura di politica attiva del lavoro, di contrasto a povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale, nonché diretta a favorire il diritto all'informazione, all'istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro; il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari che siano in possesso di appositi requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno e di determinati parametri reddituali e patrimoniali; l'erogazione del beneficio è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, nonché all'adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità; per tali finalità, i beneficiari sono tenuti a sottoscrivere presso i centri per l'impiego un patto per il lavoro o, qualora ricorrano i presupposti, un patto per l'inclusione sociale, in ragione dei quali devono assicurare la propria disponibilità alla partecipazione a progetti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il medesimo Comune di residenza, mettendo a disposizione non meno di 8 ore settimanali, aumentabili fino ad un massimo di 16; per la gestione operativa delle attività, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito il sistema informativo del reddito di cittadinanza, nel quale operano due apposite piattaforme digitali, una presso l'ANPAL per il coordinamento dei centri per l'impiego, l'altra presso il Ministero stesso per il coordinamento dei Comuni; il piano tecnico di attivazione delle piattaforme è stato determinato con decreto del Ministro del lavoro, sentiti l'ANPAL e il Garante per la protezione dei dati personali, previa intesa in sede di Conferenza unificata, decreto che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 gennaio 2020, n. 5; alla data del 7 gennaio 2020, le domande accolte dall'Inps sono pari a 1,1 milione, di cui 916.000 per il reddito di cittadinanza, con 2,4 milioni di persone coinvolte, e 126.000 per la pensione di cittadinanza, con 143.000 persone coinvolte; complessivamente, da aprile a dicembre 2019 sono stati erogati benefici per quasi 4 miliardi di euro; in un Paese fortemente indebitato, è opportuno che la concessione di benefici economici di così grande impatto per il bilancio dello Stato sia bilanciata da un impegno attivo da parte dei cittadini percettori, come espressamente previsto dalle norme richiamate; la carenza di personale presso gli enti locali e l'esigenza di migliorare l'erogazione di servizi ai cittadini rendono ancora più opportuno il coinvolgimento di coloro i quali percepiscono un reddito mensile erogato a carico della collettività, già gravata da un elevato livello di pressione fiscale, si chiede di sapere: quale sia lo stato di attuazione delle disposizioni che prevedono la partecipazione dei percettori ai progetti organizzati presso il Comune di residenza; quali iniziative di sua propria competenza il Ministro in indirizzo voglia assumere affinché l'erogazione del reddito di cittadinanza non si traduca in una mera attività di assistenzialismo, ma sia funzionale a consentire la partecipazione dei cittadini alla realizzazione di progetti utili alla collettività. Atto n. 3-01336 LANNUTTI BOTTO PRESUTTO PAVANELLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la giurisprudenza di merito ha spesso sanzionato gli usi, abusi ed ordinari soprusi perpetrati per decenni dagli istituti di credito, in merito a clausole vessatorie nei contratti, portate in Tribunale, Cassazione e Consulta dall'azione dell'Adusbef: