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Parlo di lento ritorno alla normalità, perché bisognerà comunque prestare attenzione a quello che faremo, a dove andremo e a come ci comporteremo. Dovremmo avere imparato tante cose da questo periodo sui dati scientifici e ospedalieri, sulla situazione reale dei contagi, soprattutto sulle strutture mediche che sono fondamentali per la salute di tutti, e non di qualcuno. Finalmente - direte voi - si tratta di un intervento con delle cose positive. No, assolutamente, perché questa emergenza lunga due anni ha evidenziato tutte le carenze della nostra società. Questa situazione di emergenza ha evidenziato carenze nella sanità, nella scuola, nella famiglia, nel lavoro e potrei andare avanti tantissimo. In questo periodo abbiamo visto gli Stati subire un blocco totale delle loro economie, giustamente investire velocemente miliardi per far fronte alla situazione critica. Allora mi chiedo: e se fosse stato così per il tumore? Al riguardo rivolgo un invito al signor Sottosegretario: stiamo aspettando dal 2019 i decreti attuativi del Registro nazionale dei tumori, che è fondamentale per la vita di tutti. (Applausi) . Oggi avremmo un'altra situazione se avessimo investito le stesse risorse e le stesse energie, perché abbiamo il know how e i soldi non possono essere un limite per la società e la dignità umana. Oggi invece la situazione qual è? La gente non ha potuto avere l'unica cosa che - per esempio - si può fare contro il cancro, che è controllarsi. Anche le semplici risonanze magnetiche sono state rimandate - il Sottosegretario lo sa - e questo ha portato a un aumento incredibile dei casi di tumore nel mondo, perché non ci sono stati i controlli, perché i reparti erano pieni, perché c'era il Covid. Quindi, pensiamo e riflettiamo bene su quello che diciamo e su quello che è successo sotto i nostri occhi. In questo periodo abbiamo visto le persone scagliarsi l'una contro l'altra - io sono no vax, io sono sì vax, per me è tutto finto, io ho paura, eccetera - senza rispettare più niente e nessuno, urlando e insultando chiunque. Il tutto è avvenuto mentre il mondo andava in rovina e avrebbe richiesto maggiore unione e umanità, come vediamo anche oggi. Torniamo ai vaccini. Essi hanno scientificamente ridotto gli effetti del Covid e delle sue varianti: questo è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di un virus che ci ha colpiti di sorpresa, creando conseguenze enormi e sottolineando che tante cose abbiamo ancora da imparare per affrontare situazioni estreme. Di certo, in questo momento, c'è una sola cosa da dire: a me personalmente e a migliaia di persone, anche in questa sede, in estrema e drammatica difficoltà, ci hanno aiutato e salvato la vita dei supereroi che oggi chiamiamo infermieri, OSS, dottori, operatori (Applausi) : insomma chiunque abbia messo a rischio la propria vita per salvare la nostra, quotidianamente, mettendo a rischio anche la propria famiglia. Questo hanno fatto quelle persone. C'è chi gioca su questo ed è una cosa vergognosa, secondo il mio punto di vista. Credetemi: non per cattiveria, ma chi non l'ha vissuta non può capire tutto questo. Un ultimo pensiero: ci siamo trovati di fronte all'obbligo di ridefinire noi stessi e chi siamo, nelle relazioni obbligatoriamente deprivate, assenze scoperte o riscoperte, presenze mai valutate prima o poco osservate nell'interezza, tante parti del sé che hanno avuto modo di emergere e, quindi, sono state messe a disposizione di un'elaborazione personale e intima. Ritroviamo il sé e ritroveremo un nuovo noi. Mi avvio alle conclusioni, Presidente, con un semplice invito. Apriamo le menti e i cuori; impariamo qualcosa da questa difficile lezione, appresa a forza negli ultimi anni, e rendiamo omaggio al grande sacrificio fatto da tutte le famiglie, dai parenti, dagli amici e da tutti i cari persi in questo periodo, facendo vedere loro che oggi forse - e dico forse - siamo sulla strada per essere migliori. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il rappresentante del Governo non intende intervenir in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2542, di conversione del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 1, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2542, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, l'Italia ha sempre dato una buona prova nel contrasto alla pandemia e anche le scelte assunte da questo Governo sono state molto importanti: pensiamo semplicemente al modo in cui hanno permesso di gestire la terza ondata, rispetto ad altri Paesi. Adesso però siamo in una frase completamente diversa: la quarta ondata non ha fatto particolari danni, in parte grazie ai vaccini e in parte grazie alle misure introdotte con il decreto-legge al nostro esame, quando c'era il rischio di avere milioni di italiani in casa. Non a caso tutti i Paesi europei stanno dismettendo le misure emergenziali, con l'idea di tornare, nel giro di poche settimane, alla piena normalità. Per queste ragioni fa un certo effetto dover convertire oggi un decreto-legge che aveva senso i primi giorni di gennaio, ma che lo ha molto meno oggi, soprattutto se da parte del Governo non arriva un chiaro messaggio sull'allentamento delle principali misure. Il nostro Gruppo è stato tra i primi, nel maggio 2020, a chiedere un allentamento, differenziando le Regioni in base al numero dei casi. Siamo stati i primi, un anno fa, a dire che la sperimentazione del certificato verde in Alto Adige era un modello per riaprire in sicurezza i luoghi chiusi e siamo stati i primi, lo scorso autunno, a chiedere misure più stringenti, seguendo il modello 2G austriaco, per spingere sulle vaccinazioni; così come in alcuni frangenti abbiamo chiesto espressamente al Governo di introdurre l'obbligo vaccinale.