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Al riguardo si ricorda che il citato articolo 2, comma 3, ultimo periodo, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, ha previsto la possibilità di ricorrere, fino al 30 giugno 2023, alla procedura negoziata di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, per i settori ordinari, e di cui all'articolo 125, per i settori speciali, per l'affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore alle soglie di cui all'articolo 35 del citato decreto legislativo n. 50 del 2016, anche in caso di singoli operatori economici con sede operativa collocata in aree di preesistente crisi industriale complessa ai sensi dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che, con riferimento a dette aree e anteriormente alla dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria da COVID-19 del 31 gennaio 2020, avevano stipulato con le pubbliche amministrazioni competenti un accordo di programma ai sensi del citato articolo 252- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I commi 9 e 10 dispongono la proroga dei versamenti tributari e contributivi per i comuni di Lampedusa e Linosa. Al riguardo, ai sensi dei commi 1 e 1- bis dell'articolo 42- bis del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, i soggetti con domicilio fiscale o che svolgono attività economica nei comuni di Lampedusa e Linosa potevano assolvere i versamenti tributari e contributivi in scadenza entro il 21 dicembre 2020 o scaduti nelle annualità 2018 e 2019 senza applicazione di sanzioni e interessi entro la medesima data. A causa della crisi pandemica da COVID-19, però, non tutti gli abitanti del comune hanno potuto assolvere al pagamento degli importi dovuti. Pertanto, si rende necessario prorogare il termine dell'agevolazione per i predetti versamenti, fissandolo: a) al 30 giugno 2023, per un importo pari al 50 per cento delle somme dovute, da corrispondere in un'unica soluzione, oppure mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate, con il versamento della prima rata entro il 30 giugno 2023. b) al 30 novembre 2023, per il restante 50 per cento delle somme dovute, da corrispondere in un'unica soluzione, oppure, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 24 rate, con il versamento della prima rata entro il 30 novembre 2023. Il comma 11 dispone la proroga dell'efficacia della disposizione sugli utili di gestione della Gestione governativa navigazione laghi. La legge 18 luglio 1957, n. 614, ha autorizzato il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a gestire direttamente i servizi pubblici di navigazione sui laghi di Garda, Maggiore e di Como a mezzo di apposito gestore. La mission della Gestione governativa navigazione laghi è quella di garantire la mobilità nei territori dei laghi Maggiore, di Garda e di Como, fornendo un servizio di trasporto pubblico di linea su acqua efficiente, confortevole e sicuro per la piena soddisfazione delle esigenze dell'utente. L'Azienda opera mediante una Direzione generale situata a Milano che gestisce i rapporti con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e svolge funzioni di coordinamento delle tre dipendenti Direzioni di esercizio situate rispettivamente ad Arona per il lago Maggiore, Desenzano per il lago di Garda e Como per l'omonimo lago. Ad oggi la Gestione governativa navigazione laghi, ha una dotazione di 98 navi (tra battelli, motonavi, traghetti autoveicoli, aliscafi, catamarani ecc.) e ha garantito nel periodo pre-pandemico il trasporto di oltre 9.600.000 passeggeri e circa 700.000 veicoli. La disposizione, al fine di consentire il costante ammodernamento della flotta della Gestione governativa navigazione laghi Maggiore, di Garda e di Como, finalizzato a garantire i servizi pubblici di linea sui medesimi laghi, anche in relazione al miglioramento della sicurezza degli stessi, proroga fino al 31 dicembre 2023, l'efficacia dell'ultimo periodo dell'articolo 4 della citata legge n. 614 del 1957 che prevede il versamento allo stato di previsione dell'entrata dello Stato degli utili di gestione dell'Azienda risultanti dal conto economico. Articolo 11 (Proroga di termini in materie di competenza del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica) Il comma 1 reca una proroga in materia di reclutamento a tempo determinato di personale al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. L'articolo 17- octies , comma 3, del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, ha autorizzato tale amministrazione, per l'anno 2021, a reclutare, secondo le modalità semplificate di cui all'articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, nonché anche mediante scorrimento di vigenti graduatorie di concorsi pubblici, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di durata complessiva anche superiore a trentasei mesi e comunque non superiore al 31 dicembre 2026, un contingente massimo di 150 unità da inquadrare nell'area Terza, posizione economica F1 – Comparto Funzioni centrali da assegnare ai predetti commissari come riportato nella tabella allegata al medesimo decreto. Stante il mancato perfezionamento delle procedure assunzionali, la suddetta amministrazione ha la necessità di un differimento del termine dal 2021 al biennio 2022-2023. Si segnala che il Ministero ha subito una complessiva e profonda riorganizzazione con le disposizioni di cui al decreto-legge 4 marzo 2021, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2021, n. 55, con attribuzione di nuove competenze, che ha determinato un rallentamento delle procedure assunzionali, già aggravate dall'emergenza pandemica. La norma è necessaria e urgente in quanto costituisce attuazione delle misure della missione 2, componente C.4 (M2C4.2) del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR),« Investimento 2.1 - Prevenire e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio » e « Riforma 2.1- Semplificazione e accelerazione delle procedure per l'attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico ». In particolare, nella sua indagine relativa al fondo di programmazione 2016-2018, la Corte dei conti ha evidenziato, tra l'altro, la debolezza dei soggetti attuatori e dei commissari/presidenti straordinari della regione, che non hanno strutture tecniche dedicate per la realizzazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico.