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c) presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dalla ricezione dell'invito; d) insussistenza dei presupposti per l'obbligo vaccinale"; in data 20 dicembre 2021 il medesimo capo Dipartimento ha ribadito che: "a prescindere dalle vicende contingenti che interessano i singoli rapporti di lavoro, la vaccinazione costituisce per tutto il personale della scuola, anche se assente dal servizio, requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative (...) le procedure di verifica dell'avvenuta vaccinazione potranno non essere avviate soltanto nei confronti di coloro che non svolgono la propria prestazione di lavoro presso le istituzioni scolastiche perché prestano servizio presso altra amministrazione o ente, oppure perché fruiscono di aspettative o congedi che comportano l'astensione piena e continuativa dalle attività lavorative a scuola (per i motivi di assistenza e/o di cura familiare o per i motivi personali già richiamati nelle precedenti note di questo Dipartimento), oppure perché versano nelle condizioni di infermità, previste dalla normativa vigente e certificate dalle competenti autorità sanitarie, che determinano l'inidoneità temporanea o permanente al lavoro"; l'art. 4 -ter del decreto-legge n. 44 del 2021 prevede: "1. Dal 15 dicembre 2021, l'obbligo vaccinale per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2 di cui all'articolo 3-ter (...) si applica anche alle seguenti categorie: a) personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (...); 2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative dei soggetti obbligati ai sensi del comma 1. I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni di cui al comma 1, lettera a), i responsabili delle strutture in cui presta servizio il personale di cui al comma 1, lettere b), c) e d), assicurano il rispetto dell'obbligo di cui al comma 1. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2 e 7"; considerato che: il decreto-legge n. 44 del 2021 inequivocabilmente prevede che la vaccinazione sia requisito essenziale per lo svolgimento dell'attività lavorativa. Pertanto l'adempimento dell'obbligo andrebbe richiesto unicamente ai dipendenti che svolgono l'attività lavorativa; seppur non esplicitamente e con alcuni elementi di contraddittorietà, le due note del Ministero, con il richiamo all'esclusione per infermità o inidoneità temporanea o permanente, sembrerebbero escludere il personale assente per malattia dalla sottoposizione di iter di verifica e sospensione dell'obbligo vaccinale; tuttavia, a quanto risulta agli interroganti, alcuni docenti assenti per malattia sarebbero stati sospesi, evidentemente anche in ragione di un generico presunto obbligo riportato in circolare anche per il personale genericamente "assente per legittimi motivi"; ritenuto pertanto che, a giudizio degli interroganti: l'avvio di iter di verifica e sospensione di docenti e personale scolastico assenti per malattia appare in palese contrasto con i principi e le disposizioni di cui al comma 2 dell'art. 4 -ter del decreto-legge n. 44 del 2021; circolari o parti delle stesse che risultino in contrasto con le norme, ovvero interpretazioni o attuazioni non conformi con le norme di legge, rischiano di provocare un grave disallineamento con pregiudizio o danno a scapito di cittadini e organi dello Stato; appare perciò doveroso adottare ogni prerogativa, incluse quelle di autotutela o di disapplicazione, volte al ripristino della legalità dell'azione amministrativa; ricordato che sono in capo al Ministro in indirizzo anche facoltà di vigilanza e controllo nei confronti dei propri dipartimenti e degli organi decentrati del Ministero al fine di evitare illegittime applicazioni della legge, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta e se e come intenda intervenire per rimuovere le criticità evidenziate ed evitare che il personale legittimamente assente venga sospeso, in palese contrasto con il principio dell'art. 4 -ter comma 2 del decreto-legge n. 44 del 2021. Atto n. 4-06405 PARAGONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come è noto la sostenibilità del debito rappresenta per l'Italia un problema di notevole rilievo economico e parte cospicua del sacrificio economico che ogni anno gli italiani fanno viene sistematicamente bruciato in interessi del debito pubblico. Una parte non irrilevante è destinata in premi per contratti derivati, sottoscritti dal Ministero del tesoro con banche anni addietro; non esistendo segreto di Stato su questi contratti, che non dovrebbero essere interessati da clausole di riservatezza, in nome di una competizione nel mercato, risalendo molti a 30 anni fa, sarebbe auspicabile che fossero resi pubblici, come avviene anche in altri Paesi; tuttavia, nonostante le richieste di stampa e Parlamento, non un solo contratto derivato ha mai visto la luce a beneficio dell'informazione dei cittadini, che pagano quei contratti e per i quali sarebbe legittimo interesse conoscerli; il Ministero dell'economia e delle finanze ne comunica i saldi a EUROSTAT, e, stando a quanto risulta all'interrogante, avrebbe trasferito qualche dato criptato alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ma si tratterebbe di materiale inutilizzabile: è, infatti, tecnicamente impossibile risalire ad alcunché poiché i dati si riferirebbero a periodi di tempo limitati, non sarebbero significativi, risultando, peraltro, disordinati e privi di riferimenti chiari; a parere dell'interrogante, a nulla servirebbe esaminare singoli anni di contrattazioni, poiché ciascuna banca ha un proprio rapporto con il Ministero, con benefici per le parti misurabili solo confrontando tutti i contratti con la medesima banca nel tempo e a nulla servirebbe esaminare un singolo contratto senza conoscerne accordo quadro e rinegoziazioni; considerato che i derivati e le rinegoziazioni, per quanto tecnica sia la materia, sono semplici contratti e ogni rielaborazione, sintesi e adattamento rischia di rendere vano ogni sforzo di trasparenza, si chiede di sapere: se sia nelle intenzioni del Ministro in indirizzo informare le Camere in merito a tutti i contratti dei derivati sottoscritti dal Ministero con le banche controparti, ossia tutte le conferme d'ordine e relativi accordi quadro sottoscritti con: Barclays Bank Ireland Plc; BNP Paribas; BofA Securities Europe S.A.; Citibank Europe Plc; Crédit Agricole Corp. Inv. Bank; Deutsche Bank A.G.; Goldman Sachs Bank Europe SE; HSBC Continental Europe; Intesa Sanpaolo S.p. A.; J.P. Morgan AG; Monte dei Paschi di Siena Capital Services banca per le imprese S.p. A.; Morgan Stanley Europe SE NatWest Markets N.V.; Nomura financial products Europe GmbH; Société générale Inv. Banking;