[resaula]

purtroppo, già in passato, il decreto è stato emanato molto in ritardo rispetto alle esigenze dei settori in particolare in agricoltura, perché arrivato a stagione già molto avanzata, vedasi ad esempio l'approvazione a luglio nel 2006, o a maggio nel 2015, o addirittura a novembre nel 2012, ma anche a marzo nello stesso 2019, impedendo o rendendo complessa la programmazione delle attività delle stesse imprese coinvolte; tenuto conto che: la corrente stagione è stata sicuramente influenzata dalle complessità e dai ritardi cagionati dall'emergenza legata all'epidemia da COVID-19, che ha impattato soprattutto sulla mobilità delle persone, con tutti i risvolti connessi alla sicurezza e alla limitazione dei rischi di contagio; dal 1° giugno 2020 sono state presentate dai datori di lavoro al portale del Ministero dell'interno oltre 2.100 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell'ambito della procedura di emersione prevista dall'articolo 103, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, per i settori dell'agricoltura, del lavoro domestico e dell'assistenza alla persona; purtuttavia detta regolarizzazione non fa venire meno la domanda e le opportunità che erano connesse al decreto flussi, quanto meno in agricoltura; in ogni caso il decreto flussi è un provvedimento che dovrebbe avere cadenza annuale e che, pur riguardando poche decine di migliaia di lavoratori, nel 2019 ha interessato 12.850 soggetti per lavoro subordinato non stagionale, autonomo e conversioni e 18.000 per lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero, a fronte di una domanda per il solo comparto agricolo di alcune centinaia di migliaia di lavoratori, fornendo un apporto lavorativo fondamentale per la buona conclusione dell'annata agraria; rilevato quindi che al di là delle altre misure, il decreto flussi sarebbe estremamente importante ed urgente quanto meno per il comparto agricolo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del ritardo nella valutazione delle disposizioni che regolano le politiche migratorie del nostro Paese e che offrono una possibilità lavorativa, in campo agricolo, ai braccianti stranieri, consentendo loro l'ottenimento del permesso di soggiorno per motivi di lavoro; se non intenda effettuare una valutazione della situazione attuale ed affrontare questa problematica il prima possibile, soprattutto in ragione della crescenti necessità delle imprese (specie quelle appartenenti al settore agricolo) e valutare la possibilità di una sollecita approvazione del decreto flussi 2020, per permettere l'arrivo di lavoratori stranieri formati, che, sia pure in numero limitato, sono una importante risorsa per il settore, per l'intera sua valorizzazione e la salvaguardia dei prodotti delle nostre terre, soprattutto alla luce del fatto che gli altri strumenti a disposizione del settore sono purtroppo ugualmente in ritardo. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-01711 del senatore Taricco ed altri, sul ritardo nell'adozione del decreto flussi per il 2020.