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Articolo 27 (Criteri di rilevazione delle operazioni) Primo comma. Il comma stabilisce che si applichi anche ai fondi pensione il principio generale che i documenti contabili a rilevanza esterna riferiti a date pari o successive al 31 dicembre 1998 siano redatti applicando i tassi di cambio con l'euro irrevocabilmente fissati a tutte le attività, passività e le operazioni fuori bilancio denominate in valute aderenti o comunque variabili in funzione dei tassi di cambio di tali valute. Secondo comma. Il comma fornisce conferma che i poteri di cui all'art. 17, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 21 aprile 1993 n. 124 e successive modificazioni e integrazioni relativi alla redazione del bilancio e della contabilità dei fondi, ivi inclusi gli aspetti di valutazione, trovano applicazione anche in tema di passaggio all'euro; con riferimento agli elementi non monetari, essi sono esercitabili anche in deroga alla disposizione di cui al comma precedente, con la limitazione di attenersi comunque ai principi del presente decreto legislativo. Terzo comma. Il comma precisa che alle forme pensionistiche interne a banche e a imprese di assicurazione si applicano le specifiche disposizioni relative alle imprese all'interno delle quali esse sono istituite. TITOLO V - DEMATERIALIZZAZIONE Sezione I (Disposizioni generali) Il Titolo V sulla "dematerializzazione", in attuazione dell'art. 10 della legge 17 dicembre 1997, n. 433, prefigura - coerentemente con la relazione illustrativa della cennata legge di delega - la soppressione del documento cartaceo e l'emissione e circolazione di strumenti finanziari tramite mere scritturazioni contabili. La soppressione del documento cartaceo ovviamente non esclude che i contratti o diritti tipicamente aventi ad oggetto titoli di credito, quali riporto, pronti contro termine, mutuo, pegno irregolare, privilegio e diritto di ritenzione, possano applicarsi a strumenti finanziari dematerializzati. Le specifiche modalità potranno eventualmente essere dettate in sede di normazione secondaria, ai sensi dell'articolo 36, comma 2. L'articolo 28 individua quale perimetro cogente della disciplina speciale quello relativo agli strumenti finanziari negoziati o destinati alla negoziazione sui mercati regolamentati; si prevede poi che anche strumenti finanziari non destinati alla negoziazione possano essere assoggettati alla disciplina della dematerializzazione, e ciò essenzialmente in funzione del grado della loro diffusione tra il pubblico; in funzione appunto di questa diffusione potranno aversi due ipotesi: la necessaria dematerializzazione e una dematerializzazione volontaria, cioè a richiesta dell'emittente. La successiva norma (articolo 29) specifica il procedimento che l'emittente degli strumenti finanziari dovrà seguire ai fini della dematerializzazione. In coerenza con quanto disposto dal Testo Unico delle norme sull'intermediazione finanziaria, si prevede che più possano essere le società di gestione accentrata, con l'unico limite che ogni emissione dovrà essere appoggiata ad un solo gestore. Ribadita in principio la riserva ex d. lgs. n. 415/1996 all'esercizio dei servizi di investimento sub specie negoziazione di strumenti finanziari a favore delle categorie di intermediari ivi contemplate, l'articolo 30 si preoccupa di precisare: a) che il gestore accentrato dovrà accendere per ogni intermediario autorizzato conti destinati a registrare i movimenti degli strumenti finanziari disposti tramite lo stesso; b) che l'intermediario, una volta concluso il trasferimento (a qualsiasi titolo) degli strumenti finanziari, dovrà registrare la movimentazione sul conto del proprio cliente, se mandatario allo svolgimento di questo servizio (corrispondente, nella sostanza, al contratto di deposito di titoli in amministrazione), ovvero - nella negativa - comunicare l'operazione all'intermediario titolare del conto. Alla naturale riserva dell'attività agli intermediari autorizzati si prevede la possibilità di eccezioni, in funzione soprattutto dell'esigenza di venire incontro a problematiche particolari che potrebbero sorgere; sarà ancora un regolamento a precisare questi altri soggetti. L'articolo 31 introduce - nel nuovo sistema - la regola che vuole l'intermediario gestire i diritti c.d. patrimoniali; rilasciare al cliente certificazione idonea all'esercizio dei diritti c.d. "corporativi"; segnalare all'emittente quanto di competenza per l'annotazione nel libro soci. Gli articoli 32 e 33 sono rispettivamente volti a definire, nel nuovo sistema, regole equivalenti a quelle degli effetti del possesso di buona fede di titoli di credito, da un lato, delle eccezioni opponibili, dall'altro, nella piena osservanza del principio statuito dall'art. 10 della legge di delega di tutelare "la posizione dell'emittente e del possessore". Medesime esigenze di tutela sono sottese alla norma contenuta nell'articolo 35 in tema di responsabilità dell'intermediario, che ridefinisce l'allocazione del rischio conseguente alla scomparsa del supporto cartaceo. L'articolo 34 - specularmente ai trasferimenti - fissa il principio della costituzione del vincolo unicamente tramite annotazioni contabili da parte dell'intermediario e disciplina - al secondo comma - il pegno "fluttuante" (regolare o irregolare) nel regime di dematerializzazione dei titoli. Infine, l'articolo 36 rimette alla normazione secondaria la determinazione delle regole per la tenuta dei conti, mentre gli articoli 37 e 38 dettano la disciplina transitoria, ispirata al principio che per l'esercizio dei diritti relativi ai titoli di credito, in tempo successivo all'entrata in vigore della legge, il possessore deve immetterli nel sistema. Sezione II (Disposizioni speciali per i titoli di Stato) Articoli da 39 a 46 - Le disposizioni speciali di cui alla presente sezione seconda hanno la finalità di ricomprendere tutti i titoli di Stato in un regime di totale dematerializzazione, così come disposto per i titoli privati, alla cui disciplina generale si fa rimando, individuando forme di tutela per l'emittente e per il possessore equivalenti a quelle già assicurate dalla precedente disciplina. I titoli di Stato non ricompresi nella disciplina dei titoli di credito del codice civile, sono regolati dalle norme speciali del Testo Unico delle leggi sul Debito Pubblico, che con l'attuale regime in gran parte decadono, in quanto viene meno il presupposto della cartolarità. Sono fatte salve le esenzioni ed agevolazioni relative al trattamento fiscale previste per i titoli di Stato. Le emissioni di prestiti sui mercati internazionali vengono ricomprese nel nuovo regime allorquando: a) siano disciplinate dalla legge italiana; b) la legge straniera applicabile al prestito contempli un regime di dematerializzazione. La normativa individua più fasi dispositive e regolamentari inerenti: a) i titoli di nuova emissione; b) il ritiro del circolante cartaceo; c) la conversione del titolo in iscrizione contabile; d) l'immissione nel sistema di gestione accentrata. I punti a) e b) rientrano nella fase dispositiva contemplata dalla legge delega (art. 10) e consentono di procedere ex nunc alla dematerializzazione de facto dei prestiti futuri e di quelli ad oggi rappresentati da certificati globali, ma già in gestione accentrata.