[pronunce]

che, ad avviso del rimettente, la disposizione censurata, nella parte in cui prevede, quale fattispecie di reato, la condotta di chi «rende più difficoltoso» l'accesso ai siti di interesse strategico nazionale, contrasterebbe, in primo luogo, con l'art. 25 Cost., in quanto non individuerebbe in maniera sufficientemente determinata la condotta incriminata, potendo la locuzione denunciata comprendere qualsivoglia comportamento, anche in relazione a contingenti circostanze spazio-temporali; in secondo luogo, con l'art. 24 Cost., risolvendosi la denunciata indeterminatezza in una violazione del diritto di difesa; che, tuttavia, l'ordinanza di rimessione descrive in modo insufficiente la fattispecie all'esame del giudice a quo, non chiarendo se la condotta di cui gli imputati sono chiamati a rispondere sia consistita nell'aver impedito, ovvero nell'aver reso più difficoltoso, l'accesso autorizzato ai menzionati siti strategici; che tale carente descrizione della fattispecie non consente di verificare se la parte di disposizione censurata debba essere effettivamente applicata per definire il giudizio principale, non essendo, peraltro, detta lacuna emendabile attraverso la lettura degli atti di causa, in ragione del principio di autosufficienza dell'ordinanza di rimessione (ex multis, sentenza n. 120 del 2015 ; ordinanza n. 52 del 2015); che, derivandone l'impossibilità di ogni valutazione in punto di rilevanza delle questioni di legittimità costituzionale, tale carenza si risolve in un motivo di manifesta inammissibilità delle stesse (ex multis, e da ultimo, sentenze n. 241 e n. 185 del 2015; ordinanze n. 25 del 2016, n. 270, n. 207, n. 162, n. 148 e n. 147 del 2015). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, commi 4 e 5, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90 (Misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 14 luglio 2008, n. 123, sollevate, in riferimento agli artt. 24, 25 e 27 della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Napoli, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 febbraio 2016. F.to: Giuseppe FRIGO, Presidente Nicolò ZANON, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 18 marzo 2016. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA