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Quanto alle mozioni presentate dalle opposizioni, quella del Gruppo Forza Italia impegna il Governo sulla permanenza pubblica della proprietà delle riserve auree, cioè di tutti noi, dello Stato. C'è poi quella del Partito Democratico - e torno al ragionamento di prima - che, quando impegna il Governo a escludere l'adozione di qualsiasi intervento, mina la credibilità. Credo che la mozione più tranquilla e più in linea rispetto a quello che dobbiamo andare a costruire in Europa sia proprio quella della maggioranza, per riportare uno Stato, che è cambiato ed è entrato in Unione europea, a ristabilire oggi delle norme che garantiscano che la stabilità finanziaria è prevalentemente quella dell'Italia. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni presentate. VILLAROSA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario sulle mozioni nn. 77, 100 e 107. Esprimo invece parere favorevole sulla mozione n. 104. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione delle mozioni. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio per avermi permesso di esprimermi subito a causa di un successivo impegno istituzionale in sala Koch. È stata evocata spesso l'Europa in questa discussione. Il primo europeo, secondo il pontefice Benedetto XVI, è stato San Colombano, il primo ad aver menzionato l'unità del popolo europeo, il primo di tanti nostri intellettuali. Il primo europeista probabilmente possiamo considerare che sia stato Ludovico il Moro. Già mi è capitato di ricordare in quest'Aula il suo metodo, che era stato quello di appoggiarsi a Carlo di Valois per risolvere un piccolo problema che aveva in famiglia, con le conseguenze che poi abbiamo visto. Nella discussione politica di questi anni in Italia, quante volte ci siamo sentiti richiamare dalla nostra attuale opposizione alle migliori prassi europee? Questo richiamo, però, si capisce ogni giorno di più che era solo strumentale, che aveva solo un fine di lotta politica interna, esattamente come il dar seguito a certe fake news giornalistiche che sono figlie, forse, di analfabetismo funzionale, dell'incapacità di distinguere fra proprietà e detenzione, fra Stato e Governo, fra indipendenza e autonomia, o forse sono figlie di una certa malizia politica che cerca di creare un po' di rumore per mettere in difficoltà il Governo. Noi invece ci distanziamo dall'europeismo liturgico del fan club di Ludovico il Moro e vogliamo qualcosa di diverso: un europeismo pragmatico. Ho già detto e credo che ripeterò spesso che l'europeismo pragmatico passa attraverso l'adeguamento dei nostri istituti a quelli europei e lo spirito della mozione va esattamente in questo senso. Certo, a noi in Europa non piace tutto e vi faccio un esempio di quello che non ci piace, visto che è stata evocata l'indipendenza della nostra banca centrale. Vi faccio una short list di Governatori di banche centrali degli altri Paesi. Prendiamo Vitor Constâncio, ex Vice Presidente della BCE: politico, segretario del Partito socialista, candidato Premier , perse le elezioni e diventò Governatore della banca centrale del suo Paese. Immaginate voi qui da noi un percorso simile? Direi di no. Prendiamo l'ex vice presidente della BCE de Guindos, che è sempre stato un manager politico, tesserato del Partito popolare, Sottosegretario, Ministro; pensiamo a Sylvie Goulard, che è stata Ministro della difesa con Macron e si è dimessa a causa di uno scandalo per un problema riferito agli assistenti al Parlamento europeo. Negli altri Paesi le banche centrali hanno dimostrato di essere contigue alla politica, e non sempre al meglio della politica. Nella storia della nostra banca centrale, episodi di contiguità di questo tipo non ci sono stati, e lo rivendichiamo con orgoglio e a noi ciò piace, come ha detto la collega Bottici. A me piace poter ricordare che questa maggioranza, quando è dovuta intervenire per mettere rimedio ad alcune storture di alcune riforme che ci siamo trovati a dover gestire, che abbiamo avuto "sul groppone", ha trovato nella nostra banca centrale un interlocutore - segnatamente, io desidero ricordare il dottor Salvatore Rossi - che, pur nella diversità, ovviamente, delle visioni, è stato in grado di fornirci un supporto, è stato in grado di ascoltare le nostre ragioni e di aiutarci a migliorare delle riforme che, a detta di tutti i soggetti coinvolti, necessitavano di essere migliorate. Io non starò qui a dirvi perché voterò favorevolmente all'ovvio, ma voglio fare un paio di considerazioni su cosa non mi convince nelle altre mozioni, altrimenti, sembrerei schizofrenico. Le quattro mozioni non dicono tutte la stessa cosa. Intanto, partirei dalla mozione della nostra opposizione di destra meno a destra, e cioè quella dei nostri colleghi di Forza Italia. Io non credo che sia il caso di votare un impegno a escludere ogni ipotesi di vendita o di cessione delle riserve auree a fini di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, per il semplice motivo che questa ipotesi è venuta in mente solo a qualche giornalista poco addentro al funzionamento del sistema bancario italiano e del sistema bancario europeo. Questa ipotesi non ci è mai venuta in mente per diversi motivi, tra cui quello che è impossibile. Non che vendere l'oro delle banche centrali non sia mai venuto in mente a nessuno. A qualcuno è venuto in mente. Se andate a prendere «il Giornale» del 15 settembre 2014, c'è un bellissimo articolo, dal titolo molto ambizioso: «New deal da mille miliardi: vendiamo l'oro dell'Europa», a firma del collega parlamentare Renato Brunetta, che proponeva di prendere l'oro della banca centrale per finanziare un piano di investimenti. Forse, però, il collega Brunetta, che è anche un collega economista, non sa come il sistema funzioni. Glielo ha spiegato Peter Praet, in suo tweet delle ore 16,42 del 12 marzo 2019, che si trova nel twitter feed della BCE. Lì Peter Praet dice una cosa molto semplice: in quanto banca centrale possiamo creare moneta. Quindi, se la BCE volesse finanziare un piano di investimenti, potrebbe farlo senza vendere alcun oro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). E a noi questo non è mai venuto in mente: vorrei che fosse chiaro. Va da sé che anche l'idea che le riserve auree abbiano la funzione di rafforzare la fiducia nella stabilità del sistema finanziario è una nozione un po' sfuocata. Siamo fuori dal gold standard , siamo fuori dal gold exchange standard . È successo molti anni fa ma, siccome siamo senatori, c'eravamo tutti e, se non ce lo ricordiamo, sta scritto nei libri di storia. Mi riferisco a Nixon, naturalmente. C'è poi un aspetto che mi ha colpito, è che è in parte analogo, anche nella mozione dei colleghi della nostra opposizione di sinistra. Intanto, qui si continua a confondere autonomia con indipendenza. Cosa sia l'indipendenza io l'ho detto.