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O ancora troviamo il sistema di prevedere minori uscite o maggiori entrate. Per me c'è una terza scelta, quella cioè di dare forza propulsiva agli investimenti e all'economia produttiva. Gli investimenti, però - sia detto al di là degli annunci - non li vedo: ci sono 150 milioni in meno per ANAS e 400 milioni in meno per Ferrovie, mentre un miliardo in meno va al Fondo sviluppo e coesione, solo per citare le cifre più importanti. Le opere bloccate per 62 miliardi circa - secondo me sono di più - continuano a essere bloccate. Si dice: «Vedremo, faremo, analizzeremo», ma, nel frattempo, tutto è fermo e basta un po' di pioggia e di vento per bloccare l'Italia. Per quanto riguarda l'economia manifatturiera - forse è destino, è un ciclo dell'Occidente - troppe sono le crisi. Quella dell'ex Ilva è stata affrontata in maniera direi un po' artigiana, ma forse è offensivo ed è meglio allora dire in maniera dilettantesca. Penso - e mi rivolgo al sottosegretario Castelli - che in certe trattative bisogna portare degli esperti. Io forse prenderei un sensale di bestiame, quello di una volta, che faceva i contratti: bastava che vedesse un animale per giudicarlo. Se portate con voi un sensale di bestiame, egli vedrebbe chi avete di fronte e capirebbe che persona è, se vi prende in giro o se si può trattare. La crisi dell'ex Ilva, però, è una questione seria e non possiamo dire che per Taranto faremo più università, più ospedali e cose del genere: ma a carico di quale bilancio? Con quali numeri? Per quanto riguarda Alitalia, bisognava regalarla già anni fa. Se le scelte sono state di destra o di sinistra, non mi interessa. Non c'era il piano industriale, è venuto fuori dopo. Abbiamo scherzato un po' sui giornali. Ci sono anche altre situazioni gravi di crisi, come quelle che coinvolgono Auchan, Whirlpool - mi pare non sia stata risolta - di recente Safilo in Friuli o, ancora, la multinazionale Mahle in Piemonte, un'azienda che ha due filiali, una a Saluzzo e una a La Loggia. Le banche hanno degli esuberi pazzeschi per una serie di motivi: comincerà Unicredit e poi seguiranno le altre. Le banche hanno il grosso problema degli interessi negativi e allora i manager - quelli che, come dice il mio amico Riccardo Ruggeri, sono sempre abbronzati, hanno tutti la ventiquattrore, parlano un po' di inglese e usano le slide - appena arrivano, la prima cosa che dicono è che, per mettere a posto il bilancio, bisogna licenziare. È troppo facile. Le banche hanno il problema degli esuberi, hanno i non performing loans (NPL), mentre Bruxelles dice in sovrappiù che hanno un limite di possesso dei titoli pubblici. Noi però abbiamo detto bellamente sì al MES, che comprende anche questo. L'inflazione purtroppo non c'è: se ci fosse, aiuterebbe a pagare il debito. Anzi, siamo in deflazione. Il debito pubblico va verso i 2.500 miliardi, anche se - come ho già detto altre volte in quest'Aula - a mio avviso è anche di più, perché al suo interno bisogna inserire anche i crediti d'imposta dei contribuenti che ammontano a decine di miliardi. Non conosco l'importo, ma a naso sono parecchi. Ci sono poi i debiti commerciali della pubblica amministrazione e così via. Faccio un accenno poi agli enti locali, visto che provengo da quel mondo. Sottraendo risorse al fondo di solidarietà comunale, per cui pagano gli altri Comuni, abbiamo inserito di nuovo il contributo alle fusioni per 30 milioni, così da mettere a posto il 2019 e il 2018 - non era stato previsto - con 15 milioni all'anno. Tuttavia, se le fusioni dei Comuni sono fatte per risparmiare, di che contributo hanno bisogno? Non hanno bisogno del contributo, risparmiano. C'è poi il tema della semplificazione dei piccoli Comuni. Proprio questa mattina mi hanno telefonato dei sindaci, dicendomi che non ne possono più di modelli, non possono più fare ordinaria amministrazione dove c'è un impiegato o due, dovendo lavorare per la burocrazia. Buono è il mantenimento del contributo in conto capitale. Purtroppo nei Comuni e nelle Province c'è il problema della parte corrente: magari ci sono i soldi per la parte in conto capitale, ma mancano quelli per la parte corrente (manutenzione delle strade, delle scuole e così via). È un concetto questo difficile da far entrare nella mentalità comune e spiegare alla gente. Mi dicono alcuni sindaci che avrebbero soldi per fare degli investimenti, ma non quelli per fare la manutenzione ordinaria delle strade. In conclusione, a mio avviso e ad avviso di tanti - lo dicono anche i giornali - le tasse ci sono e ci saranno. Il debito aumenta, le aziende chiudono e, per le opere pubbliche, vedremo. Non si parla più del problema della casa del ministro Trenta, non fa tendenza e non so se sia vietato parlarne. Qualcuno continua a parlare dello ius soli o dello ius culturae : continuate così che va bene. Mi chiedo che percezione hanno certi partiti della società in cui vivono. Basta dire viva Greta, viva le sardine e stanziamo anche 200.000 euro per il centenario del Partito Comunista italiano? Se li volete stanziare, ve li pagate. Forza Italia non può esprimere un giudizio positivo, e non a prescindere: sui fatti avremmo voluto vedere una visione più generale dei cambiamenti che non ci sono. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zuliani. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo alla conclusione del calvario che sta portando alla conclusione dell' iter in Senato della manovra con cui verranno messi in croce gli italiani; un periodo di quaranta giorni durante il quale quotidianamente nell'accozzaglia di Governo, tenuta insieme esclusivamente per andare contro qualcuno (contro la Lega, contro Salvini) senza avere una vera progettualità a lungo termine, i Gruppi politici della Sinistra stellata se le sono suonate di santa ragione. Nella tarda mattinata di ieri, dopo la maratona notturna della Commissione bilancio, i rigurgiti del fascismo della Sinistra si sono manifestati verso la fine della seduta quando, davanti a tutti quelli che ne sono testimoni, alcuni senatori, fra cui Ferrazzi e D'Alfonso, hanno aggredito verbalmente i relatori, la Presidenza e i colleghi della maggioranza di scopo; ancor più vergognoso è se a mettere in atto tutto ciò c'è, fra i tanti, qualcuno che è stato Presidente di una Regione. Il tutto alla fine è stato condito e suggellato con scatti fotografici riparatori, adornati di abbracci e sorrisi, alla stessa maniera di quando si nasconde la spazzatura sotto il tappeto perché nessuno possa vedere, ma che poi si può sentire per la puzza che emana. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ricordo bene come nel programma «Le Iene» la senatrice Taverna lanciava dal palco invettive contro gli esponenti del Partito Democratico con parole impossibili da citare in Senato, apostrofandoli con termini sostituiti dal programma «Le Iene» quali: amici preziosi, siete delle perle. Quelle parole ora sono diventate: