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il 25 maggio sono stati auditi diversi rappresentanti delle logge massoniche operanti nelle città di Trapani, Marsala, Castelvetrano, Misiliscemi; nel corso dell'audizione in Prefettura di quattro rappresentanti di altrettante obbedienze della massoneria locale, tra cui l'ex o uscente gran maestro della loggia Francisco Ferrer di Castelvetrano, il presidente della Commissione, senatore Nicola Morra, si allontanava momentaneamente dall'aula chiedendo una breve sostituzione nel presiedere la seduta alla senatrice Margherita Corrado; per uscire dall'aula in cui si stava tenendo l'audizione, il presidente ha tentato di aprire la porta che rispetto alla posizione in cui erano seduti gli onorevoli commissari era presente sul lato sinistro della stanza; aprendo la porta il presidente trovava accostata alla stessa un soggetto che aveva certamente la possibilità di ascoltare i contenuti, anche segreti, dell'audizione in corso; l'uomo in questione si trovava nella sala adiacente a quella adibita dalla Prefettura di Trapani allo svolgimento delle audizioni, ovvero in quella in cui erano presenti i successivi auditi ovvero i rappresentanti della massoneria locale ancora in fase di attesa; il soggetto in questione pare non avesse alcun titolo ad essere presente in Prefettura, poiché non risultava nell'elenco delle personalità convocate e da audire dalla Commissione parlamentare antimafia; a causa di tale episodio le audizioni sono state immediatamente sospese e l'intruso è stato successivamente identificato dal personale della polizia giudiziaria chiamato appositamente; considerato che: ciò ha potuto compromettere la segretezza delle audizioni svolte fino a quel momento e quindi il lavoro stesso della Commissione parlamentare; va tutelato il lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta evitando di vanificare il lavoro svolto dal presidente Morra, dai commissari onorevoli colleghi, dai consulenti e da tutta l'amministrazione che coadiuva in questa delicata attività, finalizzata al contrasto delle organizzazioni criminali presenti sul territorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; per quale motivo il dirigente non abbia vigilato con il proprio personale sul "traffico" da e per la sala delle audizioni, limitandosi a fare accomodare "chiunque" si presentasse come audiendo in una stanza attigua a quella di riunione, dove il giorno prima c'era, quasi a presidio, solo quel personale della Prefettura stessa che, invece, il 25 maggio era evidentemente altrove. Atto n. 4-07106 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per gli affari europei, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'economia e delle finanze Premesso che il 7 ottobre 2022 terminerà il mandato di Klaus Regling, di direttore generale del meccanismo europeo di stabilità (MES). Benché non abbia ancora ratificato le modifiche al trattato che regola il MES, l'Italia ha proposto come successore Marco Buti, attuale capo di gabinetto del commissario Paolo Gentiloni. Il Lussemburgo e il Portogallo hanno proposto due ex ministri delle finanze, rispettivamente Pierre Gramegnae e Joao Leao. Mentre i Paesi Bassi hanno candidato Menno Snel, l'ex viceministro delle finanze che si è dimesso nel 2019 in seguito a uno scandalo sugli assegni familiari revocati a famiglie povere, spesso composte da migranti. Il suo eccesso di zelo, che ha suscitato un'ondata di indignazione nel Paese, non è visto da molti come miglior biglietto da visita per sedere su quella poltrona, in quanto Snel è considerato gradito ai "falchi" europei dell' austerity ; considerato che: il MES è nato come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro ed è stato istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011, quando in Italia era in carica il Governo Berlusconi; in particolare, il MES rappresenta l'evoluzione del fondo europeo per la stabilità finanziaria (FESF). Quest'ultimo era nato in seguito alla crisi dei debiti sovrani in Europa ed in USA, un meccanismo temporaneo che serviva a garantire prestiti agli Stati dell'eurozona in difficoltà, sostituito nell'ottobre 2012 appunto dal MES, che ha natura permanente e può aiutare gli Stati dell'area euro in caso di difficoltà economica, con alcuni strumenti, ossia prestiti economici, dati in cambio dell'accettazione da parte del Paese aiutato di un programma imposto di riforme; acquisti di titoli di Stato sul mercato primario e secondario ; linee di credito precauzionali; prestiti per la ricapitalizzazione indiretta delle banche; ricapitalizzazioni dirette, con un capitale teorico di 704,8 miliardi di euro. Il MES ha un'attuale disponibilità di 80,5 miliardi di euro. L'Italia, con 14,33 miliardi di euro versati su 125,3 miliardi sottoscritti, è il terzo contributore, dietro a Germania e Francia; il MES dispone di poteri superiori a qualsiasi Stato sovrano quali immunità giudiziaria, fiscale e penale, ed è, ad avviso dell'interrogante, incompatibile con qualsiasi ordinamento democratico; considerato inoltre che: in un articolo del quotidiano "La Verità" del 28 maggio 2022 a firma di Francesco Bonazzi, dal titolo eloquente "L'uomo di Gentiloni per il MES si vanta di aver già stangato l'Italia", si riportano alcuni stralci della lettera di Marco Buti per l'autocandidatura a direttore generale del MES. Egli sostiene di avere tutti i requisiti richiesti e li riassume efficacemente: "Forte credibilità analitica ed esperienza politica per tradurre la visione in strategia e azioni"; "capacità di mediare fra le diverse posizione degli Stati membri"; "spirito di collaborazione genuino con le istituzioni europee"; "capacità di dialogo continuo con gli operatori del mercato"; "comprovata e rilevante esperienza manageriale". Sul finire della lettera, Buti esplicita ancora meglio il suo pensiero e, dunque, gli intenti in caso di nomina: "Durante la mia esperienza alla Commissione, ho dimostrato la capacità di prendere decisioni impopolari che in alcuni casi hanno attirato critiche in Italia per essere eccessivamente ' austerian' ", ovvero "austero". In altre parole, come fa notare il giornalista, l'euro-durezza diventa per Buti un euro-merito; ad avviso dell'interrogante, questa lettera ha il merito di far capire come ragiona il candidato dell'attuale Governo alla poltrona attualmente occupata dal falco tedesco Regling, in quanto vi è cristallina tutta l'ideologia e la politica che si nascondono dietro i cosiddetti tecnici e gli euroburocrati come Buti, che ha sicuramente un curriculum di prim'ordine (economista con studi a Firenze e Oxford, dal 2008 al 2019 è stato direttore generale per gli affari economici e finanziari dell'Unione europea prima di diventare il capo di gabinetto di Gentiloni); come ipotizzato nell'articolo di Bonazzi, è facile immaginare che subito dopo la nomina di Buti, si scatenerebbe "la campagna finale per indurre le Camere a dare semaforo verde a un'istituzione che di fatto rischia di commissariare i prossimi governi (di qualunque colore essi siano) al primo rimbalzo dello spread";