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l'inasprimento delle pene per i reati aggravati, generalmente prevedendo l'aumento della metà in luogo dell'attuale aumento da un terzo alla metà (in particolare, si tratta dell'ipotesi aggravata di spettacoli o manifestazioni vietati articolo 544- quater , secondo comma, del codice penale, nel caso in cui i fatti siano commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine o al fine di trarne profitto per sé o altri ovvero se ne deriva la morte dell'animale, delle ipotesi aggravate del divieto di combattimento tra animali articolo 544- quinquies , secondo comma, del codice penale); viene integrata, nella fattispecie di « maltrattamento di animali », di cui all'articolo 544- ter del codice penale, anche la sevizia avente carattere sessuale; la trasformazione in delitto di alcune fattispecie attualmente punite a titolo di contravvenzione, quale ad esempio quella di colui che « detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura o produttive di sofferenze » nonché l'abbandono degli stessi; la modifica della fattispecie di « spettacoli o manifestazioni vietati » di cui all'articolo 544- quater del codice penale specificando che sono puniti, oltre all'organizzazione e alla promozione degli spettacoli o manifestazioni vietati che comportino sevizie o strazio, anche la realizzazione, la partecipazione o il finanziamento. Tra le manifestazioni vietate sono, inoltre, aggiunte: le lotterie con in palio animali vivi; le esibizioni pornografiche tra animali ed esseri umani. Viene, poi, modificata la fattispecie che vieta i combattimenti tra animali, prevista all'articolo 544- quinquies del codice penale, inserendo tra le condotte illecite anche la realizzazione e il finanziamento delle competizioni vietate (attualmente sono puniti solo coloro che promuovono, organizzano o dirigono le competizioni). Il reato viene aggravato anche dal compimento delle attività in concorso con disabili (oggi l'aggravante scatta solo quando il reato è commesso in concorso con minorenni, oltre che da persone armate); inoltre il divieto è esteso ad ogni ipotesi di combattimento o competizione non autorizzate tra animali, indipendentemente dal fatto che in tal modo possa esserne messa in pericolo l'integrità fisica (il requisito della pericolosità per l'integrità fisica è infatti soppresso). Il reato di « uccisione o distruzione di specie protette » – attualmente configurato quale contravvenzione nel nostro ordinamento – viene trasformata in delitto, ai sensi dell'articolo 544- septies introdotto nel codice penale dal presente disegno di legge, con la contestuale abrogazione del vigente articolo 727- bis del codice penale. Rispetto alla norma vigente, la condotta perseguibile rimane la stessa, ma viene meno la scriminante relativa alla trascurabilità della quantità o dell'impatto della condotta sullo stato di conservazione della specie. È poi inserito nel codice penale l'articolo 544- octies , relativo al delitto di « esche nocive o pericolose », come già illustrato. La nuova fattispecie, in particolare, punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 5.000 a 25.000 euro chiunque, senza autorizzazione, abbandoni esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze nocive o tossiche, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente, che possono causare intossicazioni o lesioni o la morte degli esseri umani o animali che li ingeriscono (primo comma). La stessa pena si applica a colui che – sempre senza autorizzazione – abbandona « un alimento preparato in maniera da poter causare intossicazioni o lesioni o la morte dell'essere umano o animale che lo ingerisce ». Se a seguito dell'ingestione dell'esca l'animale muore, si applica l'articolo 544- bis del codice penale concernente il delitto di uccisione di animale (reclusione da uno a cinque anni e multa da 5.000 a 50.000 euro) o di uccisione di specie protetta (articolo 544- septies ). Viene, inoltre, modificata la disciplina della confisca, di cui all'articolo 544- sexies del codice penale, prevedendone la sua obbligatorietà anche in caso di condanna per il delitto di uccisione o distruzione di specie protette. La confisca penale obbligatoria si applicherebbe non solo in caso di condanna o di patteggiamento, ma anche di decreto penale di condanna ( ex articolo 459 del codice di procedura penale). Nello stesso articolo viene inserita la disciplina delle pene accessorie, con particolare riferimento alla sospensione e all'interdizione dall'esercizio di professioni ed attività. Si prevede che se il fatto è commesso da chi svolge attività circense, di caccia, di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali, si applica la sospensione da due a sei anni delle relative attività. Se il fatto è commesso da un veterinario, si applica l'interdizione dalla professione per un periodo non inferiore ad un anno. Se il fatto è commesso da un veterinario che sia anche pubblico ufficiale, si applica l'interdizione dal pubblico ufficio per un periodo non inferiore a due anni. In caso di recidiva, si prevede l'interdizione perpetua dalle attività medesime. Con l'introduzione di un ulteriore comma all'articolo 544- sexies del codice penale, si prevede inoltre che, in caso di prescrizione del reato per i delitti di maltrattamento di animali, spettacoli o manifestazioni vietati, divieto di combattimenti tra animali o uccisione o distruzione di specie protette, l'eventuale affidamento definitivo degli animali sequestrati non perda efficacia e l'imputato prosciolto possa rivalersi unicamente sull'importo complessivo della cauzione versata. Si prevedono nuove circostanze aggravanti (ai sensi del nuovo articolo 544- novies del codice penale) per tutti i delitti del titolo IX- bis , in aggiunta alle circostanze aggravanti comuni. In particolare, la pena è aggravata fino ad un terzo se il fatto è commesso alla presenza di minori, a scopo di lucro, con strumenti o modalità particolarmente efferate o con crudeltà. È prevista la punibilità anche a titolo di colpa dei delitti di uccisione di animali, maltrattamento di animali e uccisione o distruzione di specie protette. Si integra, altresì, l'articolo 625 del codice penale – nel quale sono elencate le circostanze che aggravano il delitto di furto, previsto e punito dall'articolo 624 del codice penale – prevedendo una ulteriore aggravante, ovvero se il fatto è commesso su animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività (mutuando così l'espressione già dell'articolo 727 del codice penale). Se, dunque, oggetto del furto è un animale domestico, si applica una pena più elevata. Il comma 4 interviene sul libro terzo del codice penale, relativo alle contravvenzioni abrogando, quale operazione di mero coordinamento, gli articoli 727 e 727- bis in quanto trasformati in delitti. I citati articoli concernono le condotte di abbandono di animali e uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette.