[pronunce]

Secondo il Presidente del Consiglio dei ministri, il rimborso in questione verrebbe ad incidere su fondi di pertinenza statale vincolati alla realizzazione di interventi per l'emergenza in Abruzzo, realizzando una distrazione di tali risorse (aventi una destinazione fatta oggetto d'intesa da parte dell'Amministrazione regionale) mediante atto unilaterale della Regione e per scopi diversi rispetto a quelli definiti dalla legge e dalle ordinanze di protezione civile. In tal modo, sarebbero violati: a) i princìpi di leale collaborazione, di non contraddittorietà e di ragionevolezza (art. 120 Cost.); b) l'art. 117, secondo comma, lettere e) (sistema tributario e contabile dello Stato) e g) (ordinamento e organizzazione amministrativa degli enti pubblici nazionali), Cost.; c) l'art. 117, terzo comma, Cost. in materia di protezione civile e, segnatamente, il principio fondamentale dell'art. 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile), che demanda alle ordinanze di protezione civile, «in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico», la disciplina per l'attuazione degli interventi conseguenti alla deliberazione dello stato di emergenza. Più specificamente, il ricorrente richiama l'art. 7, comma 2, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 22 dicembre 2009, n. 3833 (Ulteriori interventi urgenti diretti a fronteggiare gli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009 e altre disposizioni di protezione civile), che pone a suo dire i compensi del personale assunto con contratti di collaborazione coordinata e continuativa a carico della Regione Abruzzo sia per l'anno 2009 che per l'anno 2010. Ma tale previsione è contenuta, invero, nell'art. 5, comma 2-bis, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2009, n. 3754 (Ulteriori disposizioni urgenti conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito la provincia dell'Aquila ed altri comuni della regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009). 1.1.2.- Dopo la proposizione del ricorso, sia l'art. 7, comma 2, dell'ordinanza invocata in ricorso, sia l'art. 5, comma 2-bis, dell'ordinanza n. 3754 del 2009, sono stati modificati dall'art. 12 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 30 giugno 2011, n. 3950 (Ulteriori interventi urgenti diretti a fronteggiare gli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009), nel senso di veicolare l'onere degli straordinari in oggetto a valere sulle risorse del fondo (statale) per la compensazione degli effetti finanziari non previsti di cui all'art. 14, comma 5, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 giugno 2009, n. 77. 1.2.- L'art. 16 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011 attribuisce alla Giunta regionale il potere di predisporre «un provvedimento legislativo per la revisione complessiva delle tasse, dei canoni e delle imposte regionali» e, in caso di inadempienza da parte della Giunta, ne prevede un adeguamento su base ISTAT. 1.2.1.- Secondo il ricorrente, la disposizione normativa in esame è illegittima perché, nel prevedere genericamente una «revisione complessiva» di tasse, canoni ed imposte regionali, non ne escluderebbe l'aumento. Di contro, la Regione non avrebbe allo stato la potestà di deliberare aumenti delle entrate tributarie, a causa della sospensione, disposta dal legislatore statale sino all'attuazione del federalismo fiscale, del potere delle Regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, ai sensi dell'art. 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge di stabilità 2011). Donde la lesione dell'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., che riserva al legislatore statale la competenza esclusiva in materia di tutela del sistema tributario. Inoltre, la disposizione contenuta nel comma 2 dell'art. 16, laddove prevede un adeguamento di tasse, canoni e imposte regionali ancorato agli indici ISTAT, in caso di inerzia della Giunta, striderebbe con l'art. 2 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), che pone il principio generale dell'ordinamento tributario di chiarezza e trasparenza delle relative disposizioni. Ne discenderebbero l'invasione della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela del sistema tributario e la violazione della riserva di legge in subiecta materia ex art. 23 Cost. 1.3.- L'art. 36 della legge reg. Abruzzo n. 1 del 2011, concernente «Norme in materia di servizio idrico integrato della Regione Abruzzo», prevede che «1. [...] le peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale, specie quello montano, nelle condizioni date non permettono in linea generale un efficace ed utile ricorso al mercato tra concorrenti per l'affidamento delle gestioni. Queste, pertanto, restano affidate agli attuali gestori. 2. I soggetti gestori del Servizio alla data di entrata in vigore della presente legge continuano a operare fino al verificarsi delle condizioni previste dal presente articolo [...] e comunque entro e non oltre il 31 dicembre 2011». 1.3.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri denuncia che l'art. 36, nel disporre che le gestioni del Servizio idrico integrato abruzzese restano affidate agli attuali gestori, impedisce l'affidamento secondo le procedure di evidenza pubblica previste dalla legislazione statale, attuativa di quella comunitaria, ponendosi in contrasto, segnatamente, con l'art. 23-bis, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133, e con l'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 168 (Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell'articolo 23-bis, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), nonché con i princìpi comunitari a tutela della concorrenza e del mercato.