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L'interdizione dalla raccolta dei tartufi deve essere motivata per ogni singola area. 6 I diritti di uso civico di raccolta del tartufo sono garantiti nel rispetto delle norme vigenti. In ogni caso è vietata la chiusura dei fondi soggetti ad uso civico al solo uso esclusivo degli aventi diritto. Qualora l'ente titolare dello statuto dell'uso civico intende precludere l'accesso di raccoglitori terzi è tenuto a richiedere il riconoscimento di tartufaia naturale controllata ai sensi dell'articolo 8. 7 Il conduttore della tartufaia può trasferire il diritto di raccolta al personale dell'azienda o a terzi attraverso un regolare contratto di cessione temporaneo del diritto di raccolta o altra forma di commercializzazione, tra le quali la vendita di diritti di raccolta, che comunque è vincolata alla realizzazione del piano di gestione da parte del conduttore. 8 (Riconoscimento delle tartufaie naturali controllate) 1 Il riconoscimento delle tartufaie naturali controllate è condotto dalle Commissioni istituite ai sensi del comma 2 e ha durata decennale. 2 Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinati i criteri di composizione e le modalità di funzionamento delle Commissioni di verifica, nonché i contenuti minimi dei piani di gestione delle tartufaie finalizzati alla conservazione dei tartufi e dell'ambiente tartufigeno attraverso l'individuazione delle azioni necessarie, anche con l'integrazione degli strumenti di pianificazione esistenti. 3 Le tartufaie naturali controllate in boschi privati, boschi consortili o altre forme di aggregazione di proprietà forestali o agricole sono equiparate a una tartufaia naturale controllata in tutta la superficie interessata dal piano di gestione qualora il gestore della tartufaia intenda riservare per sé la raccolta; in tal caso deve apporre le tabelle di cui al comma 3 dell'articolo 7 lungo il perimetro del bosco soggetto a piano di gestione o lungo i principali accessi all'area qualora sia facilmente individuabile. 9 (Riconoscimento delle tartufaie coltivate) 1 Il riconoscimento della tartufaia coltivata ha durata quindicennale e consente al conduttore, qualora lo ritenga necessario, di apporre le tabelle di raccolta riservata e la possibilità di recintare il fondo in cui è sita la tartufaia in qualunque fase del ciclo produttivo, con modalità compatibili con la tutela dell'ambiente. 2 Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è stabilita la procedura di riconoscimento e di revoca delle tartufaie coltivate. 10 (Consorzi e forme aggregative della proprietà) 1 I titolari di aziende agricole e forestali o coloro che a qualsiasi titolo le conducono possono costituire consorzi volontari per la difesa del tartufo, la raccolta e la commercializzazione nonché per l'impianto di nuove tartufaie. 2 Nel caso di contiguità dei loro fondi la tabellazione può essere limitata alla periferia del comprensorio consorziato. 3 Qualora le aziende consorziate interessino il territorio di più regioni o province autonome tra loro confinanti, le stesse regioni o province autonome possono stabilire, d'intesa tra loro e per quanto di rispettiva competenza, apposite norme per garantire l'uniformità giuridica e regolamentare dell'attività del consorzio. 11 (Disciplina della cerca e raccolta del tartufo) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano la cerca e la raccolta dei tartufi nei boschi, nei terreni non coltivati e nelle aree demaniali. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono un registro dei tartufai abilitati alla raccolta del tartufo, previa verifica dell'idoneità del richiedente con le modalità di cui all'articolo 13, che viene aggiornato annualmente. 3 Entro il 28 febbraio di ogni anno le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano comunicano alla direzione generale competente del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo la lista dei tartufai abilitati e di quelli esonerati alla cerca e raccolta. 4 Non sono soggetti agli obblighi di cui agli articoli 12, 13 e 14 i produttori di tartufi su tartufaie coltivate. 5 Non sono soggetti alle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo i produttori di tartufo in tartufaie naturali controllate e i conduttori di fondi privati in cui esistono tartufaie naturali. 12 (Norme generali di cerca e raccolta) 1 L'attività di cerca e raccolta, da chiunque eseguita, deve essere effettuata con l'ausilio di un numero massimo di due cani addestrati o in addestramento. Lo scavo, con l'apposito attrezzo, denominato vanghetto o vanghella, deve essere limitato al punto ove il cane lo abbia iniziato. 2 È in ogni caso vietata: a la lavorazione del terreno ai fini della raccolta come la zappatura o rastrellatura; b la raccolta dei tartufi immaturi; c la non riempitura delle buche aperte per la raccolta. 3 L'orario di cerca e raccolta del tartufo è disciplinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano in base alle variazioni orarie di alba e tramonto legate alla latitudine. 13 (Abilitazione alla raccolta dei tartufi) 1 Il soggetto che vuole praticare la cerca e raccolta del tartufo deve frequentare un apposito corso e sottoporsi ad un esame per l'accertamento della sua idoneità tenuto periodicamente dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano secondo propri calendari. 2 Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti i contenuti minimi dei corsi di formazione che sono istituiti a livello nazionale e regionale allo scopo di migliorare le conoscenze nel settore sia dei soggetti che si sottopongono all'esame, sia degli operatori ai vari livelli della filiera. 3 L'esame per l'abilitazione alla raccolta dei tartufi deve verificare le conoscenze relative: a all'ecologia dei tartufi; b ai princìpi di tartuficoltura; c al contenuto della presente legge e degli eventuali decreti applicativi nonché delle normative pertinenti alla raccolta del tartufo; d ai princìpi della legislazione alimentare, ivi incluse le nozioni generali di tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti; e alle norme sul benessere animale. 4 Sono esentati dalla prova d'esame coloro che sono già muniti del tesserino alla data di entrata in vigore della presente legge. 5 L'età minima per essere ammessi all'esame è di sedici anni.