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Signor Presidente, colleghi, oggi intervengo per parlare di ciò che non è andato bene nella conversione in legge di questo decreto-legge piuttosto che soffermarmi su quanto abbiamo potuto fare e che soprattutto dovevamo fare. Ricordo che già nella legge di bilancio 2022 parlavo del superbonus al 110 per cento a indicare una serie di interventi a sostegno dell'efficientamento energetico e dell'approvvigionamento da fonti rinnovabili. Oggi vedo che tanti colleghi finalmente parlano di superbonus al 110 per cento riconoscendo il lavoro enorme fatto dal MoVimento 5 Stelle su questo straordinario provvedimento. (Applausi) . Nel decreto-legge che ci apprestiamo a convertire, tuttavia, stiamo facendo l'esatto opposto: non siamo proprio intervenuti sul tema dell'approvvigionamento da fonti rinnovabili. Certo, questo provvedimento sembra proprio la sagra dell'ipocrisia, lo voglio dire con chiarezza: davanti a un conflitto che scoppia in prossimità del confine del Paese, e nessuno se l'aspettava, con il Covid che ci ha già piegato in due dal punto di vista sanitario, sociale ed economico, evidentemente i sostegni diretti a imprese, famiglie e cittadini andavano dati con un decreto-legge cosiddetto sostegni; ma se tutti quanti continuiamo a parlare di efficientamento energetico, di fonti rinnovabili e poi, alla prima occasione, non facciamo alcunché su questo tema, siamo veramente ipocriti. (Applausi) . Attenzione, non mi riferisco a questo consesso, perché almeno ci ragioniamo; in Commissione ci confrontiamo, abbiamo preparato tutta una serie di emendamenti e alcuni li ricorderò. Quella che voglio ricordare oggi è la posizione del Governo qui rappresentato dalla Sottosegretaria. Stamattina il ministro Cingolani ci ha detto che resta valido l'impegno della riduzione entro il 2030 del 55 per cento delle emissioni, ma cinque giorni fa precisava: «Questo momento storico ci fa rendere conto di quanto sia importante ridurre gli sprechi. Il risparmio energetico è un comportamento intelligente, rispettoso di chi è meno fortunato di noi e un pilastro della transizione ecologica». Lo stesso presidente del Consiglio Draghi, con l'informativa alle Camere del 25 febbraio scorso, davanti alla crisi del gas, diceva: «la risposta più valida nel lungo periodo sta nel procedere spediti, come stiamo facendo, nella direzione di un maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili». Il 9 marzo si soffermava sulla crisi energetica e sulla transizione ecologica dicendo: «essenzialmente la risposta è dare ora efficace e rapida diversificazione» e «sono stati messi in campo significativi incentivi per la sostituzione di impianti alimentati da impianti fossili a impianti rinnovabili, comprese le pompe di calore». Incentivi a pompe di calore, riduzione degli sprechi, risparmio energetico, maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili e diversificazione delle forniture: tutte parole, bellissime parole. Per fare una transizione ecologica, però, occorre innanzitutto realizzare una vera transizione energetica del Paese, che si può fare soltanto se avviene in ogni comunità. Per fare questo, è necessario che la transizione investa in maniera attiva e partecipe ogni cittadino, che costituisce una fase della transizione energetica. Tutto questo, cari colleghi, lo si fa in un modo semplice, con strumenti che già esistono: la comunità energetica e il superbonus al 110 per cento (Applausi) , cosa di una semplicità unica. Avremmo dovuto potenziare quegli strumenti nella conversione di questo decreto-legge e invece il Governo non ce li ha fatti potenziare. È vero, la colpa non è di questo o di quel partito: è del costo, ma i cittadini lo devono sapere. Come ci abbiamo provato? Noi abbiamo posto sul tavolo una serie di emendamenti, condivisi anche trasversalmente dalle forze politiche: il primo obiettivo tra tutti era cercare di eliminare il blocco della cessione dei crediti da parte di Poste e Cassa depositi e prestiti; secondo, la proroga del saldo del 30 per cento al giugno 2022, per dare la possibilità di terminare i lavori alle abitazioni unifamiliari entro il 31 dicembre 2022: anche su questo, però, nulla; terzo tema importante: ripristinare il principio della circolazione illimitata dei crediti, poiché, dopo il primo passaggio, sono diventati certificati e quindi certi. Vi è poi la questione della revisione del regime sanzionatorio per i tecnici asseveratori, i quali soffrono. Il problema è che, se hanno commesso anche un errore di superficialità, vengono colpiti fino a cinque anni di reclusione e con multe che non vengono previste nemmeno per punire un omicidio stradale. Insomma, sembra veramente sconcertante tutto questo, anche perché soggetto - attenzione - a valutazioni soggettive. Vorrei ricordare, innanzitutto, che su queste battaglie il MoVimento 5 Stelle per troppo tempo è rimasto solo. Ben venga l'aiuto di tutti noi a portare avanti queste iniziative. Stamane, però, il ministro Cingolani nella sua informativa ci ha ricordato una serie di punti. In particolare, ci ha parlato della diversificazione delle fonti energetiche e dell'arrivo del RePower EU. Su questo ci ha detto di avere proposte serie. La prima è il price cap a livello europeo, che chiediamo tutti, cioè il calmieramento dei prezzi; poi, soprattutto, lo sdoppiamento dei prezzi di vendita delle energie che provengono da fonti rinnovabili rispetto a quelle che provengono dal parco termoelettrico, ma non basta, perché chiediamo che tale intervento sia affiancato da un percorso vero di energy recovery fund , dalla rimodulazione delle accise, dal ricalcolo dell'IVA e dal colpire gli extra profitti dei produttori di carburanti, che in questo momento stanno toccando cifre a tantissimi zeri. Noi chiediamo di fare un fondo ad hoc per imprese, famiglie e autotrasportatori. Mi aspettavo dal ministro Cingolani che oggi ci parlasse anche del decreto ministeriale che ha firmato in data 14 febbraio 2022, relativo ai massimi prezzi per la congruità dei prezzi dei bonus . Perché non è stato ancora pubblicato, dopo oltre un mese, in Gazzetta Ufficiale ? Non mi dilungo, ma chiedo soltanto un impegno e mi appello ai miei colleghi affinché questi temi dell'efficientamento energetico, per intervenire nella transizione energetica e migliorare la produzione da fonti rinnovabili nel nostro Paese, ci vedano uniti. All'unanimità dobbiamo far capire al Governo che quella è la priorità per la nostra politica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, il lavoro dell'opposizione con questo Governo è veramente facile da fare. Basterebbe commentare il provvedimento in esame con due paradigmi, con due metodi di giudizio: uno è che questa è la quarantaquattresima votazione di fiducia cui l'attuale Governo costringe il Parlamento. Posso parlare a ragion veduta di costrizione, signor Presidente. Al di là dell'aspetto, che tutti conosciamo, del richiamo del Presidente della Repubblica, che ha redarguito il suo predecessore rispetto al reiterato ed eccessivo uso di votazioni di fiducia, vi è un altro aspetto.