[ddlpres]

Infine, l'articolo 3 reca la copertura finanziaria del provvedimento.. Art. 1. (Modifiche al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di imposta municipale propria) 1. All'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2 -bis. In via transitoria, nelle more della revisione del catasto dei fabbricati, per la determinazione della base imponibile dell'imposta municipale propria e del valore immobiliare dei fabbricati si applicano le disposizioni di cui ai commi 3 e 4.»; b) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «I comuni possono ridurre l'aliquota di base sino allo 0,2 per cento per i fabbricati strumentali di proprietà direttamente utilizzati dalle microimprese, così come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, per lo svolgimento dell'attività produttiva.»; c) al comma 7, dopo il secondo periodo è aggiunto, in fine, il seguente: «L'aliquota prevista da ciascun comune per l'abitazione principale e per le relative pertinenze si applica, nella medesima misura, anche agli immobili concessi dal soggetto passivo in comodato d'uso gratuito ai familiari fino al primo grado.»; d) al comma 10: 1) al primo periodo, le parole: «euro 200» sono sostituite dalle seguenti: «euro 400»; 2) al secondo periodo, le parole: «Per gli anni 2012 e 2013,» sono soppresse; 3) al terzo periodo le parole: «l'importo massimo di euro 400» sono sostituite dalle seguenti: «l'importo massimo di 600 euro»; 4) al settimo periodo, le parole: «I comuni possono considerare» sono sostituite dalle seguenti: «I comuni considerano» e alla fine del periodo sono aggiunte le seguenti parole: «; a tali immobili i comuni applicano l'aliquota di base ridotta dello 0,2 per cento»; e) dopo il comma 10 è inserito il seguente: « 10 -bis. I comuni applicano l'aliquota di base ridotta dello 0,2 per cento agli immobili appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonché agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari». 2. Le disposizioni di cui all'articolo 13, commi 3 e 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, cessano di avere efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni in materia di determinazione valore patrimoniale e della rendita contenute nei decreti legislativi di cui all'articolo 2, comma 1. A decorrere dalla medesima data la base imponibile dell'imposta municipale propria è costituita dal valore dell'immobile determinato ai sensi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2, comma 1. Art. 2. (Delega al Governo per la revisione del catasto dei fabbricati) 1. Il Governo è delegato ad attuare, con uno o più decreti legislativi, una revisione della disciplina relativa al sistema estimativo del catasto dei fabbricati su tutto il territorio nazionale, attribuendo a ciascuna unità immobiliare il relativo valore patrimoniale e la rendita, applicando, in particolare, per le unità immobiliari urbane censite nel catasto dei fabbricati i seguenti principi e criteri direttivi: a) assicurare, ai sensi della legislazione vigente, il coinvolgimento dei comuni nel cui territorio sono collocati gli immobili, anche al fine di assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti; b) definire gli ambiti territoriali del mercato immobiliare di riferimento; c) operare con riferimento ai rispettivi valori normali, approssimati dai valori medi ordinari, espressi dal mercato nel triennio antecedente l'anno di entrata in vigore del decreto legislativo; d) rideterminare le definizioni delle destinazioni d'uso catastali ordinarie e speciali, tenendo conto delle mutate condizioni economiche e sociali e delle conseguenti diverse utilizzazioni degli immobili; e) determinare il valore patrimoniale medio ordinario secondo i seguenti parametri: 1) per le unità immobiliari a destinazione catastale ordinaria, mediante un processo estimativo che: 1.1) utilizza il metro quadrato come unità di consistenza, specificando i criteri di calcolo della superficie dell'unità immobiliare; 1.2) utilizza funzioni statistiche atte ad esprimere la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale anche all'interno di uno stesso comune; 1.3) qualora i valori non possano essere determinati sulla base delle funzioni statistiche di cui al presente numero, applica la metodologia di cui al numero 2); 2) per le unità immobiliari a destinazione catastale speciale, mediante un processo estimativo che: 2.1) opera sulla base di procedimenti di stima diretta con l'applicazione di metodi standardizzati e di parametri di consistenza specifici per ciascuna destinazione catastale speciale; 2.2) qualora non sia possibile fare riferimento diretto ai valori di mercato, utilizza il criterio del costo, per gli immobili a carattere prevalentemente strumentale, e il criterio reddituale, per gli immobili per i quali la redditività costituisce l'aspetto prevalente; 3) per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico e artistico, come individuate ai sensi dell'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, mediante un processo estimativo che: 3.1) considera i particolari e più gravosi oneri di manutenzione e conservazione; 3.2) considera il complesso di vincoli legislativi alla destinazione, all'utilizzo, alla circolazione e al restauro; 3.3) considera l'apporto alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico nazionale; 4) per le unità immobiliari colpite da eventi sismici o da altri eventi calamitosi, mediante un processo estimativo che tenga conto delle condizioni di inagibilità o inutilizzabilità determinate da tali eventi; f) determinare la rendita media ordinaria per le unità immobiliari mediante un processo estimativo che: 1) utilizza funzioni statistiche atte ad esprimere la relazione tra i redditi da locazione medi, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, qualora sussistano dati consolidati nel mercato delle locazioni; 2) qualora non vi sia un consolidato mercato delle locazioni, mediante l'applicazione ai valori patrimoniali di specifici saggi di redditività desumibili dal mercato, nel triennio antecedente l'anno di entrata in vigore del decreto legislativo; g) prevedere meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e delle rendite delle unità immobiliari urbane, in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento. 2. Il Governo è delegato altresì ad emanare, con i decreti legislativi di cui al comma 1, norme dirette a: