[ddlpres]

Ma quale « parte » potrebbe « allegare » simili prove? Certamente non coloro che richiedono il riconoscimento, in quanto hanno l'interesse opposto; certamente non i genitori biologici o la madre surrogata, che spesso si trovano in una situazione di vulnerabilità e traggono un vantaggio economico o di altro tipo dall'operazione; certamente non il pubblico ufficiale del Comune nei cui registri anagrafici si chiede di iscrivere il neonato, non avendo alcun potere investigativo su fatti svoltisi all'estero. La possibilità di aggirare facilmente, all'estero, il divieto di maternità surrogata, ottenendo successivamente quel « riconoscimento » anagrafico contemplato dalla sentenza della Cassazione n. 9006 del 2021, aprirebbe anche alla più generale elusione del sistema delle adozioni internazionali con tutti i presidi a tutela dei minori. La « privatizzazione » dell'adozione internazionale, l'intesa diretta tra genitori biologici e committenti, la compravendita implicita in ogni atto di questo genere, la scelta diretta o addirittura la programmazione « a catalogo » del minore lasciano infatti spazio ai genitori committenti più spregiudicati e benestanti, senza alcuna verifica circa la loro attitudine a crescere un figlio. In risposta alla criticità normativa esistente, le forze politiche, il mondo dell'associazionismo e della cultura, e autorevoli personalità di più parti della società civile hanno evidenziato la necessità e l'urgenza di un intervento del Parlamento. Serve allora una nuova legge per contrastare la maternità surrogata, anche se compiuta all'estero, che potrà includere la tutela delle donne sotto sfruttamento e lo status del neonato da maternità surrogata o da compravendita, il cui superiore interesse non sarà probabilmente quello di restare con i « committenti/acquirenti », bensì quello di essere destinato all'adozione. In particolare, all'articolo 1 si fornisce una definizione del reato di maternità surrogata, al fine di specificare la fattispecie a cui si vuol fare riferimento nel presente disegno di legge. All'articolo 2 sono previsti i principi e le finalità in relazione alla necessità dell'introduzione dell'articolo 600- quinquies. 1 nel codice penale, così come previsto dal comma 1 dell'articolo 3, il quale, al comma 2, prevede altresì che il reato di surrogazione di maternità sia perseguito anche se il fatto è commesso all'estero ai sensi dell'articolo 604 del codice penale. Il comma 3 dell'articolo 3 prevede che il pubblico ministero invii la formulazione dell'imputazione ai sensi dell'articolo 405 del codice di procedura penale al presidente del competente tribunale dei minorenni per ogni valutazione di competenza funzionale alla piena tutela del minore, ai fini dell'adottabilità. Infine il comma 4 dell'articolo 3 stabilisce che il pubblico ufficiale che annoti nei registri dello stato civile il nato da maternità surrogata sia punito ai sensi dell'articolo 567, secondo comma, del codice penale.. 1 (Definizione) 1 La maternità surrogata è una pratica riproduttiva attraverso la quale gli adulti ottengono prole delegando la gravidanza e il parto a una donna esterna alla coppia che si impegna a consegnare loro il nascituro. 2 (Princìpi e finalità) 1 Il contrasto alla pratica della maternità surrogata e la tutela dell'interesse prioritario del minore costituiscono obiettivi primari perseguiti dallo Stato italiano, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 3, 29, 30, 31, 32 della Costituzione, e in linea con le pronunce della Corte costituzionale, in particolare con la sentenza n. 272 del 2017, che ha stabilito che la pratica della surrogazione della maternità offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane; in coerenza ai principi sanciti con le risoluzioni del Parlamento europeo del 5 aprile 2011, del 17 dicembre 2015, del 13 dicembre 2016, del 12 dicembre 2018, del 26 novembre 2020 e del 17 febbraio 2022, nelle quali si ribadisce la condanna della maternità surrogata; in adesione alla Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione verso le donne, ratificata e resa esecutiva dall'Italia dalla legge 14 marzo 1985, n. 132, nonché alla Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata dalla legge 27 maggio 1991, n. 176, e alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla schiavitù, ratificata dalla legge 20 dicembre 1957, n. 1304. 3 (Modifica al codice penale in materia di surrogazione di maternità) 1 Dopo l'articolo 600- quinquies del codice penale è inserito il seguente: « Art. 600- quinquies .1 – (Surrogazione di maternità) – Chiunque, in qualsiasi forma, commissiona, realizza, organizza o pubblicizza, la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e con la multa da 600.000 a 2 milioni di euro ». 2 Il reato di surrogazione di maternità, introdotto dal comma 1 del presente articolo, è perseguito anche se il fatto è commesso, in tutto o in parte, all'estero ai sensi dell'articolo 604 del codice penale. 3 Il pubblico ministero invia la formulazione dell'imputazione ai sensi dell'articolo 405 del codice di procedura penale al presidente del competente tribunale dei minorenni per ogni valutazione di competenza al fine della adottabilità del nato da maternità surrogata. 4 Il pubblico ufficiale che annoti nei registri dello stato civile il nato da maternità surrogata è punito ai sensi dell'articolo 567, secondo comma, del codice penale.