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Ergo, l'occupazione abusiva è reato (Applausi) , ma il Governo e la maggioranza, con una norma, autorizzano chi occupa senza titolo un immobile ad autocertificare la residenza nell'immobile stesso, per ottenere così il riconoscimento del reddito d'emergenza. Ovviamente anche l'emendamento presentato dalla Lega, che metteva fino a questa vergognosa norma, è stato bocciato. Quindi il Governo e la maggioranza non solo incitano all'illegalità, ma fanno di più: dicono ai delinquenti di occupare abusivamente gli immobili, perché, se li occupano, li paghiamo. (Applausi) . È questa l'Italia che vogliamo? Noi non la vogliamo così! Vi siete resi conto che questa norma vanifica il complesso e difficile lavoro, che svolgono le amministrazioni locali, per la lotta contro l'abusivismo? Colleghi, perché la legalità e il rispetto delle regole vi fanno così tanto schifo? PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Nisini. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Concludo, signor Presidente. Vorrei prendere le distanze da alcune dichiarazioni fatte da colleghi del MoVimento 5 Stelle, che ieri hanno lodato e battuto le mani al ministro Azzolina, perché aprirà le scuole il 7 gennaio. Vorrei ricordare ai colleghi che le scuole dovevano aprire a settembre: i nostri ragazzi hanno perso mesi di scuola e l'incapacità e l'incompetenza di questo Ministro la pagheranno i nostri e i vostri figli. Concludo davvero, signor Presidente, mi scusi. Il ministro Bonafede, con l'avallo del Governo e dei partiti di maggioranza ha portato avanti un vero e proprio svuota carceri, perché saranno messi in libertà, tra arresti domiciliari e braccialetti elettronici, 5.000 detenuti, dimenticandosi ancora una volta della polizia penitenziaria, che è priva di mascherine (Applausi) . Ed è grazie anche a un emendamento della Lega che verranno pagati gli straordinari alla polizia penitenziaria da ottobre fino al 31 dicembre (questa è una buona notizia). Potrei andare avanti all'infinito, ma purtroppo il tempo è poco; ci sarebbe tanto da dire e sono convinta che i miei colleghi proseguiranno. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentante del Governo, siamo qui per mettere l'ultima parola alla conversione del decreto-legge n. 137 del 2020. In realtà, siamo qui a convertire quattro decreti-legge, i nn. 137, 149, 154 e 157. Il fatto stesso che siamo qui a convertire quattro decreti in un decreto solo credo sia sufficiente a fornirci una fotografia della complessità che in questa stagione il Governo e il Parlamento stanno vivendo per cercare di stare al fianco delle imprese, delle famiglie, dei cittadini e delle comunità locali, nella transizione di questa drammatica situazione che le conseguenze dell'epidemia Covid lasciano alla nostra comunità civile. Questi quattro decreti-legge contengono proroghe di versamenti, rinvio di scadenze fiscali, esenzione da versamenti, indennità, contributi a fondo perduto, fondi di sostegno per i settori in particolari situazioni di drammaticità a causa dell'emergenza, crediti di imposta, prolungamenti di cassa integrazione, bonus per settori particolari, finanziamenti a cittadini e imprese per il rilancio dell'economia, sostegno alle Regioni e ai Comuni, bonus, congedi parentali, redditi di emergenza, sostegni particolari al settore agricolo, al terzo settore (lo sport, lo spettacolo, la cultura) e un po' a tutti i settori colpiti dalla situazione che stiamo vivendo. Come già è stato detto da molti dei colleghi che mi hanno preceduto, sono tanti gli interventi messi in campo, perché si è cercato di affrontare tutti i risvolti della situazione di emergenza nella quale ci troviamo a navigare. Un lavoro importante è stato fatto dal Governo nella predisposizione dei decreti, ma voglio ribadire che un lavoro importante è stato fatto anche dalle Commissioni nel percorso di conversione qui in Senato. Il fatto stesso - come già anticipato da alcuni colleghi - che, dei 600 milioni messi a disposizione per le misure di integrazione da parte del Parlamento, ben 380 siano stati destinati a provvedimenti segnalati dalle opposizioni (pur in un quadro di condivisione generale) credo dica molto sul lavoro di collaborazione che qui è stato fatto in modo assolutamente importante. Credo che questo sia un passaggio fondamentale, perché il percorso di conversione del decreto-legge credo abbia lasciato una grande consapevolezza in tutti noi che abbiamo lavorato su questo testo. Mi riferisco innanzitutto alla consapevolezza della necessità di un Paese più semplice. Leggendo moltissimi degli emendamenti presentati, alcuni dei quali poi sono stati anche approvati, ci siamo resi conto di quanto ci sia da lavorare per semplificare la vita dei cittadini e delle imprese, che nella quotidianità si trovano ad affrontare mille complessità. Credo che su questo tema dovremo tornare e che dovremo lavorare tutti insieme, perché questa è una sfida fondamentale per guardare con maggiore serenità al futuro. La seconda grande consapevolezza è che, passata questa emergenza (che speriamo finisca presto), dovremo tutti insieme lavorare per una visione più strategica e progettuale per il futuro del Paese. Quanto successo ci consegna sicuramente la necessità di affrontare e di risolvere le questioni quotidiane, ma ci consegna soprattutto la consapevolezza che dobbiamo disegnare, da adesso in poi, un Paese futuro che tragga dalle vicende che abbiamo vissuto le indicazioni per modellarsi in modo nuovo. Credo che questo sia un dato assolutamente fondamentale per i passaggi ulteriori che andremo a fare, a partire dal cosiddetto decreto ristori cinque, che già si palesa all'orizzonte. La terza consapevolezza è che tutti insieme dobbiamo lavorare alla ricostruzione di un nuovo modello di coesione sociale. Il fatto di dover ragionare su come andare incontro a coloro che non sono inquadrabili nelle figure ordinarie di lavoro e di impresa ci dimostra l'estrema eterogeneità del quadro di riferimento che abbiamo di fronte. Abbiamo dovuto constatare che intere categorie erano sommerse o parasommerse, quindi non sostenute dai decreti-legge ristori; ci siamo resi conto che molte misure adottate in qualche modo evidenziavano settori di elusione, di evasione o comunque di marginalità economica che richiedono di essere ripensate. Tutto questo ci consegna la necessità di ripensare a un modello di coesione sociale e di equità sociale che tutti insieme dovremo mettere in campo guardando all'Italia del futuro. Dicevo prima della consapevolezza che le vicende che abbiamo vissuto ci consegnano. Credo che, nel momento in cui guardiamo al decreto-legge ristori 5 e guardiamo per altri versi al recovery fund e al PNRR che nelle prossime settimane dovremo definire, dobbiamo avere molto chiara l'idea di Italia che vogliamo. E dovremmo avere chiaro che, a partire dalle misure prossime che dovremo affrontare, i tasselli che caleremo sul campo dovranno andare nella direzione di quell'idea di Italia e di comunità civile che abbiamo in mente.