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Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, le sue comunicazioni, pragmatiche e coerenti, hanno il merito di ridimensionare la portata di un dibattito surreale, quello sul MES, esistente solo in Italia e per essa controproducente, tema comunque gestito sotto il profilo operativo con molta attenzione dal ministro Gualtieri, per dare spazio - lo spero - a un dibattito reale e cruciale per il futuro dell'intera Europa, in cui l'Italia ha molto da dire, quello sul quadro finanziario pluriennale. Cari colleghi, penso che non dobbiamo esitare a criticare anche duramente l'Unione europea, ma è meglio se lo facciamo là dove essa veramente lo merita, come sul quadro finanziario pluriennale, più che su argomenti quasi di fantasia e che definisco surreali, come la questione del MES. Lei, signor Presidente del Consiglio, è stato critico, parlando del quadro finanziario pluriennale che viene proposto, ma penso si possa essere anche più duri. Collochiamoci per un attimo nel momento in cui il quadro finanziario pluriennale che viene a scadenza è stato deciso, il 2013; allora le seguenti parole non erano neppure immaginate nel quadro europeo: immigrazioni massicce; terrorismo in Europa ; Brexit; Trump (è un avversario dell'integrazione europea che siede a Washington); Xi Jinping, una potenza imperiale tecnologica il cui prestigio internazionale viene continuamente innalzato da ciò che fa il Presidente degli Stati Uniti; gli stessi Putin e Erdogan, che c'erano, ma che erano ben diversi nel loro atteggiamento verso l'Europa rispetto a oggi; in più - e per fortuna - la sensibilità per il cambiamento climatico finalmente è molto aumentata. Ebbene, rispetto a questo mondo cambiato per l'Europa e intorno all'Europa, cambiato il più delle volte in senso ostile, ci presentiamo con la presunzione che l'1,11 per cento del reddito nazionale lordo europeo proposto dalla Commissione europea sia eccessivo (come pensa di dire la Presidenza finlandese, che parla di 1,07 per cento, come lei ci ha ricordato, che altri invece dicono essere troppo). Ecco, signor Presidente del Consiglio, credo che l'Italia faccia bene a spingere su una maggior adeguatezza del bilancio europeo. Peraltro non si tratta più - mi auguro di poter dire - dell'Italia spendacciona, quella a cui gli altri contestano di essere sempre a favore di importi maggiori, tanto è abituata al debito: no, salvo frange che abbiamo ancora ben presenti, il debito pubblico disturba l'Italia. Concludo, signor Presidente del Consiglio, con una semplice riflessione: le preoccupazioni che ispirano anche i partiti cosiddetti sovranisti, relative all'immigrazione, al terrorismo, alla difesa dell'Europa e così via, possono essere tutte risolte in gran parte solo sul piano europeo, bisogna avere beni pubblici europei per contrastarle. Quindi, qui c'è uno spazio, secondo me, nel quale il Governo può cercare, con interesse di tutte le componenti delle Assemblee parlamentari, di mettere a punto proposte persuasive da parte italiana. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire al presidente Conte, che sono veramente dispiaciuta per come si è svolta la seduta scorsa con le sue comunicazioni in merito al MES; basita, perché ho assistito ad una presa di petto contro chi ha ravvisato l'argomento e non verso un tema importante come la firma sull'accordo del MES. Una difensiva del proprio elaborato che, di fatto, ha esautorato le Camere da un confronto e da un dibattito che doveva successivamente scaturire in un documento unitario e di garanzia per gli italiani, per i risparmi degli italiani, per il futuro dei nostri figli, per il futuro delle nostre imprese e non per il futuro di uno o dell'altro partito. Forse lei sta poco in mezzo alle persone e rimane troppo chiuso in questi Palazzi. La gente è stanca di futili polemiche e vuole, da chi è chiamato a governare un Paese, risposte chiare, risolutive e di garanzia. Ciò a cui, invece, abbiamo assistito è stata un'arringa, perpetrata a sua difesa e del suo elaborato. Non capisco se lei è l'avvocato del popolo o di se stesso! Ha elaborato pagelle (e qui esce la sua vena di professore) su alcuni senatori perché avevano fatto accenno al MES. Ma mi permetta una domanda: sul MES, non le è sorto il dubbio che quelle poche righe delle comunicazioni di giugno erano troppo poche, troppo defilate, per avere un dibattito che coinvolgesse il Parlamento e che scaturisse poi in un documento condiviso? O forse pensava di riuscire a firmare il MES assumendosi tutta la responsabilità? Altro che pieni poteri! Vede, Presidente, forse lei dimentica che i senatori rappresentano territori, realtà sociali, sensibilità diverse dovute all'appartenenza politica e al luogo di provenienza. Per quanto possono essere critici nei confronti del Governo, possono essere una fonte da cui attingere per trovare soluzioni trasversali e dare risposte a tutte le criticità. Sarebbe una responsabilità condivisa, alleggerendo anche lei da questa incombenza e rendendola forte di fronte agli altri Paesi europei. Ogni tanto vale la pena giocare in squadra e, se proprio non si vuole percorrere questa strada, perlomeno si ha avuto modo di confrontarsi con più idee, cogliendo gli spunti più interessanti. Di fatto, il tema del MES è molto tecnico e abbraccia un meccanismo composto da una organizzazione intergovernativa. Oltre ai tecnici, vi partecipano anche i Ministri delegati dei Paesi membri. Questa minima partecipazione basta per dare un aspetto politico? Mah! E la democrazia? Troppi poteri affidati al direttore generale, che può fare il bello e il cattivo tempo. La nostra proposta è quella del Parlamento europeo, che è l'unico ente europeo democraticamente e direttamente eletto dai popoli europei. Bisogna, cioè, creare un fondo di garanzia per tutti, ma sotto il controllo del Parlamento europeo. Va rivisto il voto a maggioranza, perché questo avvantaggia i Paesi più forti, in primis Germania e Francia. Inoltre, il voto dovrebbe essere all'unanimità, per evitare che vengano utilizzati i soldi di un Paese anche se quest'ultimo ha votato contro. Il Meccanismo europeo di stabilità mette davvero a repentaglio i risparmi degli italiani. Noi di Forza Italia siamo sempre stati europeisti convinti, ma il MES, costruito in questo modo, rappresenta un serio rischio per un Paese fortemente indebitato come l'Italia. Mi chiedo: se mai dovessimo attingere al fondo salva Stati, come pensate di ristrutturare un debito pubblico in aumento costante con crescita zero? Patrimoniale? Prelievo forzoso dai conti correnti? Ciò che appare più evidente è che bisogna fare politiche di crescita per il nostro Paese. Dobbiamo alleggerire la burocrazia, riformare la giustizia che deve dare risposte più celeri, bisogna attrarre gli investimenti esteri e non farli fuggire, come nel caso ex Ilva, e abbassare le tasse, abbassare le tasse, abbassare le tasse! Dobbiamo fare questo, e subito, se vogliamo veramente bene al nostro Paese. Altro tema importante che verrà trattato nel prossimo Consiglio europeo sono i cambiamenti climatici.