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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 212 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 15,05. IN SEDE CONSULTIVA 1970 - d-l 125/2020 - proroga misure di contrasto Covid-19 DDL 1970 Conversione in legge del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020 (Parere alla 1ª Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore FENU ( M5S ) illustra il provvedimento, che introduce misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, deliberata dal Consiglio dei ministri nella seduta del 7 ottobre 2020, e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid. In particolare, l'articolo 1 proroga il termine di efficacia di disposizioni dettate dai decreti-legge nn. 19, 33 e 83 del 2020 e stabilisce l'obbligo (con alcune esenzioni) di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l'obbligatorietà di utilizzo nei luoghi all'aperto o al chiuso (diversi dalle abitazioni private). Inoltre, prevede che le Regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive rispetto a quelle previste a livello nazionale, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai DPCM, anche ampliative, introducendo in tale ultimo caso la previsione della necessaria intesa con il Ministro della salute. Poi stabilisce che le Regioni sono tenute all'effettuazione di un monitoraggio, con cadenza giornaliera, dell'evoluzione della situazione epidemiologica e delle condizioni di adeguatezza del Sistema sanitario nazionale. Infine, novella l'allegato 1 del decreto-legge n. 83 del 2020, recante un elenco di norme i cui termini sono prorogati al 31 dicembre 2020 (dal 15 ottobre 2020) dal decreto-legge in esame. L'articolo 2 reca alcune novelle all'articolo 6 del decreto-legge n. 28 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 70 del 25 giugno 2020, concernente la disciplina dell'applicazione per dispositivi di telefonia mobile complementare per un sistema di allerta e della gestione e dell'utilizzo della relativa piattaforma (cosiddetta App "Immuni"); tale sistema di allerta si riferisce alle persone che siano entrate in contatto stretto con soggetti risultati positivi al virus SARS-CoV-2. L'articolo 3 modifica alcuni termini temporali relativi alle procedure per gli interventi di integrazione salariale riconosciuti in relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19. In particolare, le novelle differiscono al 31 ottobre 2020 i termini (posti a pena di decadenza) già scaduti, in base a fattispecie transitorie, il 31 agosto 2020 ed il 30 settembre 2020, concernenti la richiesta di accesso agli interventi di integrazione in esame o la trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi trattamenti. In proposito il relatore ricorda che gli interventi in oggetto consistono nelle seguenti prestazioni (tutte con causale COVID-19): trattamenti ordinari di integrazione salariale, assegni ordinari di integrazione salariale, trattamenti di integrazione salariale in deroga. L'articolo 5 stabilisce, fino al 15 ottobre 2020, salvo sopraggiunga prima un nuovo DPCM, l'ultrattività del DPCM 7 settembre 2020 (che diversamente risulterebbe cessare gli effetti il 7 ottobre), e interviene in materia di applicazione dei previsti obblighi di avere con sé e indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie. Infine, gli articoli 6 e 7 dispongono in merito alla copertura finanziaria e all'entrata in vigore del provvedimento. Si apre il dibattito. La senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ) stigmatizza la decisione unilaterale del Governo di prorogare lo stato d'emergenza e contesta la scelta di adottare per l'ennesima volta un decreto-legge senza alcun coinvolgimento delle opposizioni. Si associa il senatore DE BERTOLDI ( FdI ), che non condivide la proroga dello stato d'emergenza e la giudica eccessiva a fronte della possibilità di varare norme in tempi molto rapidi grazie alla decretazione d'urgenza, di cui il Governo comunque già si avvale in maniera eccessiva. La senatrice DRAGO ( M5S ) chiede chiarimenti in merito alla ratio della disposizione prevista dall'articolo 1 circa la facoltà delle Regioni di introdurre, a determinate condizioni, misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale. Apprezza comunque il maggior coinvolgimento delle Regioni da parte del Governo quanto alle linee da adottare contro la pandemia, mentre giudica inaccettabile la mancata convergenza di tutte le forze politiche almeno sulle misure adottate a tutela della salute pubblica. In replica il relatore FENU ( M5S ) condivide il richiamo al coinvolgimento del Parlamento, anche se precisa, quanto al provvedimento in esame, che si tratta di proroga di misure necessarie, come quelle relative ai dispositivi di protezione individuali e alla cassa integrazione ordinaria. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA in replica sottolinea l'opportunità di tenere distinte le valutazioni politiche dalle misure di stretta competenza della Commissione, che sono molto limitate e riguardano le materie bancaria e assicurativa e il collocamento dei Buoni ordinari del tesoro. Il relatore FENU ( M5S ) propone di esprimere un parere favorevole sul provvedimento in esame. Il PRESIDENTE ricorda che è prassi nei lavori della Commissione, anche per permettere un miglior approfondimento dei temi, non procedere al voto nella stessa giornata in cui si incardinano i provvedimenti. A meno che non ci siano obiezioni, ritiene opportuno tenere fede a tale prassi. Il senatore FERRO ( FIBP-UDC ) apprezza l'orientamento della Presidenza, ma propone di procedere al voto già nella seduta in corso, anche perché il rinvio non cambierebbe la posizione contraria del proprio Gruppo. Si associano i senatori BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) e STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ). Si passa dunque alla votazione. Interviene in dichiarazione di voto contrario il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), che considera inaccettabili le critiche rivolte alle opposizioni, accusate più volte di mancata collaborazione con il Governo. In assenza di un tavolo di confronto istituzionale permanente, che sarebbe stato utile prevedere sin dall'inizio della pandemia, ritiene naturale che maggioranza e opposizioni si confrontino liberamente, avanzando proposte e controproposte, e che queste ultime si mostrino anche in disaccordo: ovviamente le responsabilità delle scelte compiute ricadono sulla maggioranza, restando libera l'opposizione di criticare tali scelte.