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TESTO DELLE LETTERE Roma, 25 agosto 1984 Signor Ministro e Caro Amico, mi riferisco alla richiesta formulata dal Governo egiziano tramite l'incaricato d'affari italiano al Cairo l'11 agosto scorso, intesa ad ottenere aiuto ed appoggio per l'azione di sminamento nel Canale e nel Golfo di Suez. Desidero assicurarLa che tale richiesta ha formato oggetto di attento esame da parte del Governo italiano ed è stata portata a conoscenza dei due rami del Parlamento il 21 agosto scorso. Il Governo italiano ha quindi deciso di dare ad essa un seguito positivo disponendo l'invio nelle acque egiziane di tre cacciamine e di una nave appoggio. Il compito delle unità navali così impiegate sarà quello di prestare alle Autorità egiziane l'assistenza tecnica necessaria per l'individuazione e la neutralizzazione delle mine nelle zone marittime facenti parte delle acque interne e del mare territoriale egiziani, delimitate di comune accordo. Tengo a precisare che la decisione del Governo italiano favorevole alla richiesta egiziana è stata motivata dall'opportunità di coadiuvare gli sforzi intrapresi dal Governo del Cairo per assicurare la libera navigazione in una via d'acqua estremamente importante, e tenuto conto, altresì, dello specifico interesse dell'Italia ad utilizzare in condizioni di sicurezza il Canale di Suez per i suoi scambi commerciali. A questo riguardo, desidero sottolineare che la presenza di mine nel Golfo di Suez e nel Mar Rosso ha determinato una situazione obiettiva di pericolo che è nell'interesse della Comunità internazionale di contribuire a superare al più presto. Per questa ragione il Governo italiano ha ritenuto, fin dal momento in cui si è avuta notizia della presenza di mine nel Canale di Suez e nel Mar Rosso, che dovesse spettare all'Organizzazione delle Nazioni Unite, quale suprema espressione della Comunità degli Stati, di approntare efficaci rimedi diretti a ristabilire per la navigazione in quelle acque condizioni di piena sicurezza. Desidero aggiungere che la possibilità di un'azione delle Nazioni Unite non si è finora concretata dato che, secondo quanto dettoci dallo stesso Segretario Generale Perez de Cuellar, l'Organizzazione societaria non è stata attivata né dall'Egitto né da altro Paese dell'area. L'esigenza di allargamento della collaborazione internazionale oltre i quattro Paesi finora invitati dal Governo egiziano rimane per il Governo italiano un punto fermo, la cui validità ci appare confermata anche dalla circostanza che Grecia e Paesi Bassi hanno manifestato un'analoga disponibilità. Nel reiterarLe, dunque, questa nostra disponibilità a prestare diretta assistenza al Governo egiziano sul piano bilaterale, desidero proporLe, qui di seguito, le modalità alle quali tale assistenza potrà, se Ella concorda, sottostare. 1. L'Italia invierà tre cacciamine con, il personale e le attrezzature necessarie per le operazioni di ricerca e neutralizzazione delle mine nella zona marittima facente parte delle acque interne e del mare territoriale egiziano, delimitata di comune accordo. I cacciamine saranno accompagnati da una nave-appoggio; il comando ed il controllo delle unità navali italiane spetterà esclusivamente al Comandante italiano. Il Governo egiziano, durante le operazioni di ricerca e di neutralizzazione delle mine, dovrà assicurare lo sgombero del poligono di dragaggio per evitare qualunque azione che possa compromettere la sicurezza ed il buon esito dell'operazione; il Comandante delle unità navali italiane opererà in stretto collegamento con il Comando egiziano preposto al coordinamento logistico operativo delle operazioni di sminamento. Per assicurare il predetto collegamento un ufficiale della Marina militare egiziana sarà continuamente disponibile presso il Comando navale italiano; la missione delle unità navali italiane verrà condotta nel rispetto delle norme sia della legislazione egiziana che del diritto internazionale concernenti il mare territoriale e le acque interne; la missione ha carattere esclusivamente tecnico e consiste unicamente nella ricerca e nella neutralizzazione delle mine; i membri degli equipaggi porteranno le normali armi individuali in dotazione; il Governo della Repubblica Araba d'Egitto accorda al personale italiano partecipante all'operazione l'immunità in materia penale per tutti gli atti connessi all'esercizio delle sue funzioni. Esso consegnerà nei tempi più brevi all'Autorità italiana più vicina il personale che fosse stato arrestato in flagrante delitto dalle Autorità egiziane; il Governo egiziano prenderà tutte le misure idonee ad assicurare la protezione del personale delle unità navali italiane. Detto personale godrà della libertà di movimento e dei diritti necessari all'espletamento della missione affidatagli; i beni e l'equipaggiamento delle unità navali introdotti in Egitto saranno esenti da ogni imposta, tassa o diritto di qualunque natura. 2. Il Governo italiano sosterrà le spese delle operazioni salvo le seguenti che sono a carico del Governo egiziano: assistenza medica agli equipaggi, passaggio attraverso il Canale di Suez, carburante necessario per l'espletamento delle operazioni di sminamento, rifornimenti idrici ed ogni altro servizio portuale; il Governo italiano;: non sarà responsabile nell'ipotesi in cui la sua responsabilità civile fosse richiesta per tutte le conseguenze pecuniarie che potessero essere causate a persone e cose terze in territorio egiziano in occasione dell'operazione di sminamento. 3. La missione avrà una durata strettamente commisurata alle esigenze della situazione attuale. Comunque essa avrà termine su richiesta del Governo egiziano o per decisione del Governo italiano. Qualora, dunque, il Governo egiziano concordi sulle modalità riportate in questa mia lettera, ho l'onore di proporLe che esse e la Sua adesione alle medesime costituiscano un accordo tra i nostri due Governi. Mi è gradita l'occasione, Signor Ministro e Caro Amico, per confermarLe l'espressione della mia più alta considerazione. Giulio Andreotti Visto, il Ministro degli affari esteri ANDREOTTI