[pronunce]

che questa legge ha, tra l'altro, inciso sull'art. 4-bis dell'ordinamento penitenziario, sia modificando il comma 1-quater, con l'ampliamento del catalogo dei delitti rispetto ai quali l'accesso a taluni benefici penitenziari è subordinato ai risultati positivi dell'osservazione scientifica della personalità del detenuto, sia, soprattutto, inserendo il comma 1-quinquies, secondo il quale ai fini della concessione dei benefici ai detenuti e internati «per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, anche se relativo al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-quater, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, nonché agli articoli 609-bis e 609-octies del medesimo codice, se commessi in danno di persona minorenne», è previsto un trattamento psicologico con finalità di recupero e sostegno del condannato e la sua «positiva partecipazione» è valutata dal magistrato di sorveglianza o dal tribunale di sorveglianza; che lo jus superveniens appare idoneo ad influire sulle proposte questioni di legittimità costituzionale; che, in particolare, devono essere considerate le possibili implicazioni derivanti dall'introduzione del comma 1-quinquies dell'art. 4-bis dell'ordinamento penitenziario, posto che, richiamando l'art. 656, comma 9, lettera a), cod. proc. pen. l'intero art. 4-bis, un ulteriore vincolo ostativo alla sospensione dell'esecuzione delle pene detentive brevi potrebbe, secondo un'interpretazione, derivare dal nuovo comma 1-quinquies dell'art. 4-bis, riflettendosi sulla rilevanza delle questioni di legittimità costituzionale relative al comma 1-quater; che la nuova disposizione potrebbe incidere sulla valutazione del tertium comparationis, in quanto comprende anche l'ipotesi attenuata dell'art. 609-bis cod. pen. , quando concerne minori, sicché si potrebbe ritenere che, in ogni caso (e non solo in presenza dell'aggravante dell'art. 609-ter, primo comma, numero 1, cod. pen. , richiamata dalla prima parte del comma 1-quater dell'art. 4-bis dell'ordinamento penitenziario), operi il divieto di sospensione dell'esecuzione; che, inoltre, la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote, ridefinendo l'assetto della tutela dei minori, ha comportato modifiche al quadro di riferimento che potrebbero aver rilievo rispetto alle questioni prospettate dal rimettente; che una valutazione sull'incidenza della legge sopravvenuta sulle censure in esame, effettuata per la prima volta da questa Corte, senza che su di essa abbia potuto interloquire il giudice a quo, comporterebbe «un'alterazione dello schema dell'incidentalità del giudizio di costituzionalità, spettando anzitutto al rimettente accertare se ed entro quali termini permanga il denunciato contrasto» con la Costituzione (ordinanza n. 150 del 2012); che, pertanto, alla luce della sopravvenuta normativa rappresentata dalla legge n. 172 del 2012, deve essere ordinata la restituzione degli atti, affinché il rimettente proceda a un rinnovato esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti alla Corte di appello di Bologna. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Giorgio LATTANZI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 febbraio 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI