[pronunce]

Ciò premesso, la resistente deduce che, pur «prescindendo da valutazioni in ordine al possibile uso improprio e reiterato di siffatto strumento normativo da parte dello Stato, l'intervento del legislatore regionale non contrasta con i ben noti principi in tema di benessere degli animali, in quanto mantiene fermo l'obbligo di dotare il fondo delle piste o dei campi su cui si svolge la manifestazione di materiale idoneo ad attutire l'impatto degli zoccoli degli equidi ed evitare scivolamenti (al comma 4 dell'art. 2 della legge regionale n. 5 del 2015) e si limita a prevedere alternative, pur sempre idonee a tutelare l'animale e a preservare la pubblica incolumità». La difesa regionale evidenzia poi, che l'ordinanza in esame è stata adottata «nelle more dell'emanazione di un'organica disciplina in materia», laddove «la Regione Molise ha adottato una "disciplina organica", sicché sono venuti meno i presupposti dell'intervento ministeriale d'urgenza e, quindi, i presupposti per la sua validità. Né sarebbe possibile affermare che l'ordinanza in esame può essere considerata portatrice di norme di indirizzo ai fini dell'esercizio della potestà legislativa della Regione». Secondo la resistente la scelta compiuta dal legislatore regionale, facoltizzando, in casi eccezionali e comunque documentati, l'utilizzo di una particolare ferratura, «non è avvenuta senza il supporto di particolari cognizioni tecniche e senza tener conto delle nuove tecnologie, innovative nella materia, che ben sono in grado di attuare gli scopi al riguardo perseguiti dal legislatore statale». In tal senso la soluzione contemplata dalla disposizione impugnata, «in alternativa alla previsione originaria (che resta, comunque, l'opzione primaria), rappresenta l'esito di valutazioni attente ed esaustive, finalizzate a dare risposte più adeguate al contemperamento dei diversi interessi in gioco, rispetto all'attività ministeriale, che da circa un decennio si limita a reiterare i contenuti della medesima ordinanza, senza provvedere ad aggiornamenti, revisioni, adattamenti». In proposito, la difesa regionale afferma che «[d]'altra parte, nella stessa attuazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., è data facoltà alle Regioni di integrare la disciplina della situazione giuridica oggetto dell'intervento legislativo, nel rispetto dei principi determinati dallo Stato», e che la disposizione in esame non si pone in contrasto con la normativa esistente e con il riparto delle competenze statali, «ma tiene conto dei progressi tecnologici che doverosamente devono essere in grado di combinarsi con le tradizioni, senz'altro per migliorare il benessere animale, ottimizzare la qualità delle prestazioni, potenziare la sicurezza della manifestazione nella sua generalità». 2.4.- Riguardo alla dedotta violazione del principio di leale collaborazione, la Regione assume che l'accordo del 6 febbraio 2003 «non è, di per sé, adeguato parametro normativo per il vaglio di legittimità costituzionale in specie». Secondo la difesa regionale, «[g]li accordi stipulati in forza dell'art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ("Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali") devono limitarsi a coordinare le rispettive attività, nel rispetto del dettato legislativo, senza sostituirsi alla legge e senza poter introdurre un aliquid novi nell'ordinamento positivo». Nella fattispecie, secondo la resistente, «manca ab origine una disposizione legislativa che esclusivamente prescriva di ricoprire il luogo della manifestazione, asfaltato o cementato, con materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali ed impedisca qualsivoglia deroga», ed afferma che «[i]l rispetto del principio di legalità non può consentire che l'accordo esuli dai limiti e dai contenuti del dettato legislativo di riferimento ed imponga disposizioni che in questo non trovano riferimenti, tantomeno alterare le competenze legislative in materia, privando la regione, nel caso in esame, della competenza riconosciutale». 3.- In prossimità dell'udienza pubblica la Regione Molise ha depositato copia del regolamento di attuazione della legge reg. n. 5 del 2015.1.- La legge della Regione Molise 11 febbraio 2019, n. 1, recante «Modifiche alla legge regionale 26 marzo 2015, n. 5 (Manifestazioni storico-culturali e tutela del benessere animale)», impugnata dal Presidente del Consiglio dei ministri, è composta da due articoli: l'art. 1 (Modifiche all'articolo 2 della legge regionale 26 marzo 2015, n. 5) e l'art. 2 (Entrata in vigore). Le censure riguardano l'art. 1, che introduce dopo il comma 4 dell'art. 2 della legge della Regione Molise 26 marzo 2015, n. 5 (Manifestazioni storico-culturali e tutela del benessere animale) - secondo cui «[q]ualora la manifestazione preveda l'impiego di equidi o altri ungulati, il terreno asfaltato o cementato è ricoperto da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali» - il comma 4-bis. Tale comma dispone: «[q]ualora, considerate la lunghezza e le caratteristiche del percorso, non sia possibile o conveniente ricoprire il tracciato di cui al comma 4, deve, comunque, essere assicurato il benessere degli animali con idonea ferratura atta ad attutire i colpi degli zoccoli ed evitare il rischio di scivolamento, e con la previsione del cambio degli animali secondo il regolamento di cui all'articolo 2-bis». 1.1.- Ad avviso del ricorrente , la previsione dell'art. 1 della legge regionale impugnata presenta diversi profili di illegittimità costituzionale. Innanzitutto, la disposizione regionale comporterebbe una lesione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione, in quanto disattenderebbe i principi fondamentali in materia di «tutela della salute» e di benessere animale, posti dalla ordinanza contingibile e urgente del Ministro della salute del 21 luglio 2011 - il cui termine di validità è stato ulteriormente prorogato con ordinanza 26 luglio 2018 - che nell'allegato A, recante «Requisiti tecnici e condizioni essenziali per la tutela dell'incolumità pubblica e del benessere degli animali», prevede: «a) [i]l tracciato su cui si svolge la manifestazione deve garantire la sicurezza e l'incolumità dei fantini, dei cavalieri e degli equidi nonché delle persone che assistono alla manifestazione. b) Il fondo delle piste o dei campi su cui si svolge la manifestazione deve essere idoneo ad attutire l'impatto degli zoccoli degli equidi ed evitare scivolamenti».