[ddlpres]

In particolare, le BCC più virtuose hanno il potere di nominare i componenti dei propri organi di amministrazione e controllo e, in caso di mancato gradimento da parte della capogruppo, questa esercita il potere di nomina su una lista di candidati sostitutivi di quelli non graditi proposta dalla BCC (articolo 11, comma 2, lettera e) , del presente decreto). Art. 12. – (Proroga Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745). Al fine di consentire il proseguimento per l'anno 2018 delle attività di sostegno alle esportazioni italiane, già finanziate con l'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, la norma proposta prevede un rifinanziamento del Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034 (di seguito «Fondo»), per euro 480 milioni, di cui 160 milioni di euro per l'anno 2018, 125 milioni di euro per l'anno 2019 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032. Il rifinanziamento del Fondo è urgente e necessario al fine di evitare la sospensione dell'operatività dovuta all'attuale assenza di disponibilità per nuove operazioni. Come è noto, il Fondo è destinato all'erogazione di contributi in conto interessi a supporto di: a) finanziamenti export (tramite operazioni di credito acquirente e credito fornitore). Tali finanziamenti consentono a committenti esteri che acquistano dall'Italia beni di investimento (impianti, macchinari, infrastrutture, mezzi di trasporto, eccetera) l'accesso a un indebitamento a medio-lungo termine ad un tasso fisso CIRR agevolato (regolamentato in sede OCSE). In particolare, nell'ambito delle operazioni di credito acquirente (che costituiscono oltre il 95 per cento dell'intera operatività del Fondo) le risorse del Fondo sono finalizzate alla stabilizzazione del tasso d'interesse dei finanziamenti export per: 1) coprire il differenziale tra il tasso fisso CIRR, fissato in sede OCSE (offerto ai committenti esteri), e il tasso variabile (euribor o libor + spread) che la banca finanziatrice applica ai finanziamenti export e 2) corrispondere un contributo sullo spread , volto a ridurre il differente costo della liquidità tra l'Italia e gli altri Paesi; b) finanziamenti per l'internazionalizzazione, che consentono alle imprese italiane (in particolare PMI) di finanziare la propria quota di capitale di rischio in società all'estero, partecipate da SIMEST/FINEST, in Paesi non appartenenti all'Unione europea, tramite l'accesso a finanziamenti bancari agevolati. Il Fondo è alimentato da assegnazioni a carico del bilancio dello Stato, oltre che dai differenziali – qualora positivi – tra il tasso CIRR, offerto ai committenti esteri e che il Fondo incassa, e il tasso variabile che il Fondo paga alle banche finanziatrici. L'amministrazione del Fondo è affidata ad un comitato interministeriale in carica per un periodo di tre anni («Comitato agevolazioni») costituito da cinque membri, di cui due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico (uno con funzioni di Presidente), un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, un rappresentante del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e un rappresentante delle regioni. La gestione del Fondo è attribuita a SIMEST ai sensi della normativa vigente (articolo 25 del decreto legislativo n. 143 del 1998 e articolo 23- bis del decreto-legge n. 95 del 2012) e sulla base della convenzione sottoscritta il 28 marzo 2014 con il Ministero dello sviluppo economico. L'importo di euro 480 milioni rappresenta la miglior stima delle risorse necessarie, sulla base della metodologia di calcolo degli impegni e dei relativi accantonamenti del Fondo approvata dal Comitato agevolazioni nella seduta del 24 aprile 2018 (in conformità con le previsioni dell'articolo 1, comma 269, della legge di bilancio 2018 ), per consentire l'approvazione di finanziamenti export a tasso CIRR su una serie di commesse assegnate ad imprese italiane (ma subordinate alla chiusura dei relativi finanziamenti all’ export ), per un importo complessivo di euro 7 miliardi, la cui sottoscrizione è prevista entro il corrente mese di luglio 2018 (per un valore di 3,5 miliardi di euro) e tra settembre e ottobre 2018 (per i successivi 3,5 miliardi di euro). Art. 13. – (Proroga di termini in materia di finanziamento degli investimenti e di sviluppo infrastrutturale del Paese). Si interviene sul comma 1072 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, relativo al fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, per aggiornare la tempistica di adozione dei provvedimenti attuativi, eliminando altresì il rinvio all'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, considerata la natura dei provvedimenti da adottare. Art. 14. – (Entrata in vigore). L'articolo 14 reca, infine, la disposizione concernente l'entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Proroga di termini in materia di enti territoriali) 1 All'articolo 4, comma 6- bis, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, al primo e al terzo periodo, le parole «Per gli anni 2016 e 2017» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2016, 2017 e 2018». 2 Il mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali in scadenza tra la data di entrata in vigore del presente decreto-legge e il 31 ottobre 2018 è prorogato fino a tale data, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, commi 65 e 69, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e le elezioni per il rinnovo delle cariche predette si tengono il 31 ottobre 2018, contestualmente alle elezioni del rispettivo consiglio provinciale o presidente di provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31 dicembre 2018. 2 (Proroga di termini in materia di giustizia) 1 All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, le parole «dopo il centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «dopo il 31 marzo 2019».