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Ci potranno essere un confronto, un dibattito e la possibilità di portare il proprio contributo, sia nel primo che nell'altro ramo del Parlamento e la questione di fiducia potrà diventare un elemento straordinario e non invece uno strumento ordinario, come è stato fino a poco tempo fa. Quindi, anche se il provvedimento in esame non rispecchia esattamente la nostra prospettiva e la nostra filosofia in tema di sport, assumendoci la responsabilità del momento e anche capendo la finalità del provvedimento - meglio tardi che mai, per ripristinare l'autorevolezza all'interno del contesto internazionale del nostro Paese - voteremo a favore. Ci riserviamo in una fase successiva la possibilità di aprire una riflessione nella quale far confluire tutti quegli elementi e suggerimenti che in questa sede, per l'urgenza e le motivazioni che ho spiegato prima (è un provvedimento non nostro che abbiamo ereditato) non è stato possibile affrontare. Quindi, meglio questo piuttosto che niente e meglio tardi che mai: l'Italia ritorna nuovamente a svolgere il ruolo che le compete anche nel contesto internazionale sportivo. Ci auguriamo che in futuro si possa intervenire per migliorare quelle parti e quegli aspetti che non è stato possibile approfondire in questa sede. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, il collega di Forza Italia che mi ha preceduto, commentando la conversione del decreto-legge in esame, ha concluso dicendo prendiamo questo «piuttosto che niente», ricordandomi il compianto senatore Matteoli che diceva sempre «piuttosto che niente, meglio piuttosto». Lo diceva in origine Giulio Maceratini, ma lo ripeteva sempre anche Matteoli. Stiamo discutendo di un provvedimento che prevede la possibilità di votare diversi emendamenti. Gli emendamenti sono stati presentati da esponenti del Governo in direzione completamente opposta. La senatrice Sbrollini ha presentato degli emendamenti che considero migliorativi; altri emendamenti sono stati presentati, stranamente identici, da Forza Italia e dal MoVimento 5 Stelle. Poiché questa maggioranza compatta di unità nazionale non ha saputo dirimere la differenza tra questi emendamenti (ecco che «piuttosto che niente, meglio piuttosto»), cosa ha deciso di fare? Ha deciso di mettere la fiducia. Fra un po' assisteremo alla dichiarazione del Governo che richiede il voto di fiducia e rende così non più votabili e improponibili sia gli emendamenti presentati da Forza Italia e MoVimento 5 Stelle che quelli della senatrice Sbrollini. A questo punto sono veramente orgoglioso della decisione di Fratelli d'Italia di non partecipare a questo Governo, perché questa è la prima occasione in cui c'è da discutere una decisione presa dal precedente Esecutivo, verso il quale - si immagina - questo Governo voglia mostrare una certa discontinuità e invece la discontinuità la troviamo solo nella differenza, all'interno, tra forze politiche che hanno visioni diverse per il mondo dello sport. Cosa decide il Governo? Lo devo dire: anche il presidente Draghi, che considero persona da rispettare, decide di non decidere. Mette la fiducia e lascia tutto impregiudicato, per evitare spaccature all'interno di quella maggioranza che per questo motivo noi non abbiamo voluto supportare. Mai decisione fu più saggia e lo si vede in questo momento. Non è che stiamo parlando di cosette da niente; abbiamo rischiato, a torto o a ragione, che gli atleti italiani alle prossime Olimpiadi partecipassero - pensate - senza la bandiera italiana; quindi non in rappresentanza dell'Italia, ma di se stessi. A questo si è posto rimedio all'ultimo secondo, ma è stata messa una pezza, che rende ancora più colorata la differenza con il resto dell'impalcatura e che oggi viene confermata dalla decisione di apporre la fiducia. Presidente, quando ci spiegano che il contrasto è antico, che il contrasto è tra il CONI e una forza politica che era in maggioranza prima ed è in maggioranza ora, noi che siamo vecchi della politica comprendiamo tutto. Non comprendiamo però l'incapacità di dirimere le questioni politiche. Un Governo che si rispetti, una maggioranza che si rispetti, almeno sui temi che riguardano la rappresentanza dello sport italiano nei confronti del mondo delle Olimpiadi, devono trovare una sintesi; se non ne sono capaci e devono rifugiarsi in un voto di fiducia, che decide di non decidere e che, per non decidere, non affronta il problema, allora vuol dire che tutte le parole spese sulla possibilità di questo Governo di fare gli interessi nazionali e di trovare soluzioni sono buttate al vento. La senatrice Sbrollini ha presentato degli emendamenti; giustamente, secondo me (ma la si può pensare anche nel modo opposto), dice che vorrebbe più fondi e vorrebbe migliorare il rapporto con il CONI e con il mondo dello sport: le rispondono in segno opposto. Non voglio neanche dire che la mia opinione sia quella giusta. Può darsi che la mia opinione, che assomiglia a quella della senatrice Sbrollini, ma è la mia personale, non sia esatta. Ma chi è che ha il compito di dirimere queste differenze all'interno di una maggioranza? Certo, ci vorrebbe la mediazione del Ministro dello sport, ma non c'è! Questo è un Governo che, nonostante l'autorevolezza del Presidente del Consiglio, non ha potuto ancora dirimere neanche il conflitto sulla scelta del Ministro dello sport. Tale competenza se l'è tenuta Draghi, che avrà però altri problemi da affrontare. Penso alla pandemia, ai vaccini che non arrivano, ai vaccini che ci sono ma che non sono ancora utilizzati appieno, neanche quei pochi che ci sono; penso a quante dosi abbiamo potuto iniettare agli italiani: 1,7 milioni, cioè al 3 per cento degli italiani. Finora solo il 3 per cento degli italiani è stato vaccinato anche con la seconda dose. Si dice che è una situazione comune all'Europa: non è vero, anche se è vero che l'Europa in questa vicenda ha fatto veramente schifo (uso una parola poco elegante perché è la verità). Possibile che il Regno Unito, dopo la Brexit, abbia risultati dieci volte migliori? Possibile che gli Stati Uniti d'America, del duo - in questo caso nella stessa direzione - Trump-Biden, abbiano risultati splendidi? Pensate che negli Stati Uniti, in sette Stati, hanno ormai tolto l'uso della mascherina. Pensate che Israele ha un risultato enorme. Questi sono i problemi che Draghi deve affrontare e io confido che li possa affrontare bene. Fratelli d'Italia è pronta a dargli una mano, se individueremo un piano di vaccini serio e se avremo i vaccini; ma meno male che non ce li hanno dati, altrimenti, visto che non riusciamo a utilizzare le poche dosi che abbiamo, a chi avremmo dato la colpa se fossero arrivati tutti quelli che erano previsti? Speriamo di risolvere, ma certo, con questi chiari di luna, non si riesce neanche a superare la differenza tra gli emendamenti della senatrice Sbrollini e quelli del MoVimento 5 Stelle e Forza Italia, uniti come un sol uomo (caso più unico che raro, per cui se fossero stati solo di Forza Italia li avrei guardati con più attenzione, invece così li ho guardati con sospetto, devo dire la verità).