[ddlpres]

Istituzione di un fondo per la concessione di indennizzi e altre disposizioni a tutela dei figli minori delle vittime di reati di violenza domestica e di genere diversi dall'omicidio. Onorevoli Senatori . – Dopo i tagli recentemente previsti al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici, su cui è intervenuta la legge 11 gennaio 2018, n. 4, e la recente sentenza della corte d'appello di Messina che ha annullato il risarcimento riconosciuto ai tre figli minorenni di Marianna Manduca, uccisa dal marito nel 2007, emerge la necessità di adottare misure valide ed efficaci per assicurare un aiuto concreto non solo ai predetti orfani, impedendo che situazioni simili possano ripetersi, ma anche ai figli minorenni delle vittime di reati di violenza domestica e di genere diversi dall'omicidio del genitore, commessi nell'ambito della famiglia o di relazioni di convivenza. A tutela della prole rimasta orfana a seguito di questi terribili crimini è già stata emanata la citata legge n. 4 del 2018, in vigore dal 16 febbraio 2018, recante modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici. Tra i principali obiettivi della legge vi è quello di agevolare gli orfani di crimini domestici in tutte le attività processuali, successorie e di altra natura che seguono il reato. Le misure di semplificazione si applicano ai figli, minori o maggiorenni economicamente non autosufficienti, che sono diventati orfani a seguito dell'omicidio di un genitore da parte del coniuge (anche separato o divorziato), del partner di un'unione civile (anche se l'unione civile è cessata) ovvero dalla persona che è o è stata legata al genitore da una relazione affettiva e da una stabile convivenza. Nel nostro ordinamento manca una simile tutela in favore dei figli minori delle vittime di reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori, lesioni aggravate, eccetera, commessi nei contesti familiari o nell'ambito di relazioni di convivenza. È noto che nei casi di violenza domestica e di genere, commessi da un genitore nei confronti dell'altro, le gravi conseguenze di tali reati non ricadono solo sulle vittime ma anche sui loro figli, i quali molto spesso si ritrovano, improvvisamente, senza il supporto morale ed economico del genitore rimasto vittima degli episodi di violenza e che, involontariamente, non è nelle condizioni di occuparsi di loro. È necessario, quindi, assicurare ai figli minori delle vittime un sostegno concreto da parte dello Stato, per quanto concerne sia il supporto psicologico sia quello economico, a partire dalla formazione scolastico-universitaria, come avviene già per i figli delle vittime di mafia e di femminicidio al fine di garantire la piena tutela dei diritti fondamentali della persona. Le spese per chi accoglie questi orfani sono ingenti e le risorse stanziate dallo Stato sono insufficienti per assicurare il supporto di insegnanti di sostegno e di psicologi, nonché per le spese scolastiche, sanitarie, eccetera. La mancanza di un aiuto concreto da parte delle istituzioni, inoltre, può essere una delle cause che impediscono ai parenti più stretti di accogliere, anche per brevi periodi, questi ragazzi nell'attesa che il genitore vittima del reato possa riprendersi e tornare ad occuparsi di loro, creando così ulteriori disagi e difficoltà agli stessi ragazzi. Secondo un'indagine condotta dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) relativa all'anno 2015, in Italia erano oltre quattrocentomila i bambini e ragazzi che hanno assistito a episodi di violenza dentro casa. Nel nostro Paese, infatti, la violenza contro le donne è un fenomeno drammaticamente diffuso: una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nel corso della propria vita ha subìto violenza fisica o sessuale (dati dell'ISTAT). La nuova disciplina che si vuole introdurre con il presente disegno di legge intende colmare le attuali lacune sia in materia economica sia in materia giuridica e mira a garantire una tutela effettiva anche ai figli nati da una qualsiasi unione, coniugale o equiparata, quando questa non sfocia nell'omicidio di un genitore da parte dell'altro, ma in comportamenti comunque tali da compromettere un sano equilibrio psicologico dei figli delle vittime, assicurando alla prole anche la continuità con la famiglia di origine, l'accoglienza in strutture protette, l'assistenza psicologica e sanitaria, percorsi di accompagnamento nel mondo del lavoro e tutti gli altri benefìci riconosciuti agli orfani dalla legge n. 4 del 2018. Tra le tutele previste dalla legge n. 4 del 2018 che si intende estendere anche a tali soggetti ricordiamo: una disciplina più favorevole in materia di accesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato a prescindere dai limiti di reddito sia nel processo penale che in quello civile, compresi i procedimenti di esecuzione forzata (articolo 1); l'inserimento del comma 1- bis all'articolo 316 del codice di procedura penale, che attribuisce al pubblico ministero il dovere di chiedere, in ogni stato e grado del procedimento, il sequestro conservativo dei beni a garanzia del risarcimento del danno civile subìto dai figli della vittima (articolo 3); l'inserimento del comma 2- bis all'articolo 539 del codice di procedura penale, che attribuisce al giudice – rilevata la presenza di figli della vittima minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti, costituiti come parte civile – il dovere di provvedere, anche d'ufficio, all'assegnazione di una provvisionale, non inferiore al 50 per cento del presumibile danno; la disposizione prevede, altresì, la conversione di quanto oggetto di sequestro a titolo conservativo in pignoramento, a seguito della sentenza di condanna in primo grado (in deroga all'articolo 320, comma 1, del codice di procedura penale) (articolo 4); la previsione per lo Stato, le regioni e le autonomie locali, secondo le rispettive attribuzioni, di favorire sistemi assicurativi adeguati; la predisposizione di misure di sostegno allo studio e all'avviamento al lavoro; l'acquisizione di dati e il monitoraggio dell'applicazione delle norme per la protezione delle vittime vulnerabili e dei loro familiari, relativamente alle necessità delle vittime stesse e alla frequenza dei crimini nei riguardi dei gruppi più deboli, al fine di programmare interventi adeguati nel settore anche mediante inchieste e ricerche atte a prevenire i crimini stessi (articolo 8); un'assistenza gratuita di tipo medico-psicologico, a cura del Servizio sanitario nazionale, ai figli minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti, per tutto il tempo occorrente al pieno recupero del loro equilibrio psicologico, con esenzione dei beneficiari dalla partecipazione alla relativa spesa sanitaria e farmaceutica (articolo 9); il diritto del minore rimasto privo di un ambiente familiare idoneo alla continuità delle relazioni affettive consolidatesi tra il minore stesso e i parenti fino al terzo grado.