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Proprio riguardo alla mia più recente missione e alle speculazioni su un presunto legame con il rapimento dei pescatori, vorrei ricordare, tra i vari, i seguenti episodi verificatisi in passato al largo delle coste libiche. I più recenti riguardano i pescherecci Matteo Mazzarino e Afrodite Pesca, sequestrati il 9 ottobre 2018 e poi rilasciati. C'è poi il caso del peschereccio Tramontana, fermato il 23 luglio 2019 al largo di Misurata e poi rilasciato con il pagamento di una multa, grazie all'intervento della nostra ambasciata a Tripoli. Analogo è il caso il peschereccio Grecale, avvicinato il 6 settembre 2019 al largo di Bengasi il cui sequestro è stato impedito dal tempestivo intervento della nostra Marina. Si tratta di fatti che dimostrano chiaramente la pericolosità dell'area, alla base degli sconsigli della Farnesina, ma soprattutto il fatto che noi ce ne siamo già occupati; lavorando e portando a casa il risultato in silenzio, dimostreremo ancora una volta che noi gli italiani li facciamo tornare a casa. (Applausi) . Ho sentito dire, tra l'altro, che la Farnesina è in silenzio. Il massimo riserbo è d'obbligo in situazioni di questo tipo. Non possiamo rischiare di compromettere il lavoro che stiamo portando avanti. (Applausi). Qualcuno invoca atteggiamenti più muscolari. Ci vorrebbe poco a essere duri; come Ministro, potrei urlare ai media italiani e libici, ma, al contrario, rischierei di peggiorare le cose e di lacerare una tela che necessariamente va tessuta con pazienza e responsabilmente in silenzio. In questo momento, credo servano razionalità, cautela e determinazione, ma soprattutto unità: se siamo uniti come forze politiche, infatti, coloro che stanno lavorando per riportare a casa i pescatori sono più forti nel dialogo e nel negoziato che stanno portando avanti. (Applausi). Alle famiglie di queste persone va tutta la mia vicinanza, come abbiamo sempre fatto con le famiglie di tutti i cittadini italiani che erano costretti all'estero. Allo stesso tempo, però, ci sono tutte le informazioni sensibili che ovviamente abbiamo e che - non devo dirlo qui a persone che, in passato, hanno fatto parte di Governi - servono a raggiungere il risultato di riportarli a casa. Voglio veramente stringermi attorno alle famiglie dei pescatori e augurare buon lavoro a tutti coloro che stanno lavorando per riportarli a casa al più presto. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Iwobi, per due minuti. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, ribadisco il fatto che la Lega non ha assolutamente intenzione di speculare su una questione così delicata, che riguarda soprattutto la libertà e la dignità umana. Stiamo parlando di persone sequestrate, di cui non abbiamo notizie (anche le loro famiglie le stanno aspettando). Ribadisco poi un altro fatto: se l'Italia avesse avuto una politica estera adeguata, non saremmo arrivati a questo punto, a questo sequestro. (Applausi). La ringrazio quindi, signor Ministro, ma voglio ribadire ancora una cosa, che probabilmente non è chiara: da diversi anni a questa parte, la presenza degli Stati Uniti d'America nel Mediterraneo è venuta a mancare. Se l'Italia rinuncia a esercitare il proprio ruolo di potenza mediterranea, questo mare, che per secoli è stato ed è crocevia di commerci, rischia di entrare in una situazione di completa anarchia. Ciò danneggia tutti: i nostri pescatori, i nostri militari e la sicurezza dell'Europa, ma soprattutto dell'Italia. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore Ferrara ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01976 sugli esiti della recente missione del Ministro degli affari esteri in Russia, per tre minuti. FERRARA (M5S) . Signor Ministro, la ringrazio per la sua disponibilità a essere presente qui oggi: soltanto ieri lei era Mosca a co-presiedere il Consiglio italo-russo di cooperazione economica industriale e finanziaria e per incontrare il suo omologo Lavrov. La sua presenza qui oggi testimonia la grande attenzione del suo Ministero nei confronti del Parlamento, altro che le puerili strumentalizzazioni sentite e viste prima. (Applausi). Signor Ministro, vorrei altresì ringraziare la Federazione Russa per il sostegno che abbiamo ricevuto durante la fase più intensa della crisi da Covid-19. Al di là delle divergenze su alcune questioni internazionali, non potremo mai dimenticare il pronto aiuto di Mosca proprio quando ne avevamo maggiore bisogno. (Applausi). L'Italia mantiene tradizionalmente un dialogo proattivo con la Federazione Russa sui temi di maggior interesse bilaterale e multilaterale, sempre bilanciando però queste relazioni con il pieno rispetto del diritto internazionale e dei valori fondanti del nostro Paese e della nostra Carta costituzionale repubblicana. L'interesse strategico a conservare un dialogo costruttivo con Mosca mira a rafforzare una stabile collaborazione sulle sfide regionali e globali che devono essere necessariamente affrontate insieme: penso alla lotta al terrorismo, alla dinamica energetica, alla soluzione di conflitti congelati, alla sfida digitale e alla cooperazione nel campo della sicurezza e del controllo degli armamenti. L'interscambio commerciale tra i due Paesi rimane una direttrice fondamentale su cui improntare i rapporti bilaterali con Mosca. Pur avendo registrato un calo degli scambi nel primo semestre del 2020, anche dovuto all'emergenza Covid, l'Italia si conferma quinto fornitore della Federazione Russa. Purtroppo, le sanzioni scaturite dalla crisi ucraina continuano a rappresentare un ostacolo importante per le nostre aziende che esportavano in Russia. La sua missione, Ministro, ha avuto luogo in una congiuntura particolarmente delicata, in particolare alla luce del caso Navalny, della crisi in Bielorussia e della precaria situazione in Nagorno-Karabakh. Il tentato avvelenamento di Navalny ha colpito l'opinione pubblica italiana ed europea, che chiede di far luce su questa grave violazione dei diritti umani e del diritto internazionale. Pertanto le chiedo quali sono i messaggi che lei ha trasmesso ai suoi interlocutori russi in relazione al dossier di primario interesse per l'Italia sotto il profilo dei diritti umani, qual è il caso Navalny, in particolare circa l'auspicato impegno delle autorità di Mosca per l'accertamento della verità e la crisi in Bielorussia, che desta crescente preoccupazione; e infine quali sono altri contenuti rilevanti affrontati nel corso della sua visita a Mosca. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale .