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A parità di punteggio nell'ambito della graduatoria di cui al comma 2, le borse di studio sono prioritariamente assegnate agli studenti per i quali l'ISEE della famiglia, ai sensi della normativa vigente, risulti inferiore. 4. Le borse di studio sono assegnate entro il 31 agosto di ogni anno e sono versate allo studente in una prima rata semestrale al momento della comunicazione dell'avvenuta iscrizione ad un corso di studio di un'università scelto liberamente dallo studente, fermo restando il superamento degli esami di ammissione, se previsti, e in una seconda rata semestrale il 1º marzo dell'anno successivo. Le borse sono confermate negli anni successivi, per un massimo complessivo di sette rate semestrali per i corsi di laurea e per i corsi di dottorato di ricerca e di cinque rate semestrali per i corsi di laurea magistrale, qualora lo studente al 31 agosto abbia superato esami di corsi di insegnamento corrispondenti ad almeno 30 crediti nel primo anno, ad almeno 90 crediti nel secondo anno, ad almeno 150 crediti nel terzo anno, ovvero abbia superato positivamente le prove previste dall'ordinamento didattico del corso di dottorato di ricerca per ciascun anno di corso. 5. Lo studente borsista è tenuto a versare le tasse e i contributi previsti dall'università di appartenenza e può optare per usufruire dei servizi offerti dalle aziende regionali per il diritto allo studio al costo stabilito da ciascuna azienda. 6. Alle borse di studio di cui al presente articolo si applicano, in materia fiscale, le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476. 7. L'articolo 4 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, è abrogato. Art. 9. (Programma nazionale per il diritto allo studio universitario) 1. In attuazione dell'articolo 34 della Costituzione, al fine di promuovere l'eccellenza nell'ambito dell'istruzione universitaria garantendo ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, la piena effettività del diritto allo studio, a decorrere dall'anno 2014 è adottato su base triennale, con decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentiti le Commissioni parlamentari competenti, il Consiglio universitario nazionale (CUN) e l’Osservatorio nazionale per il diritto allo studio universitario, di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, il Programma nazionale per il diritto allo studio universitario. 2. Nell'ambito del Programma di cui al comma 1 sono individuati: a) gli obiettivi nazionali minimi di erogazione di borse di studio agli studenti universitari meritevoli, a valere sui fondi statali e regionali, articolati per aree disciplinari sulla base delle esigenze di sviluppo delle linee di ricerca pubblica nei settori a più elevato potenziale per la crescita del prodotto e lo sviluppo sociale ed economico del Paese, nonché in relazione ai fabbisogni del sistema produttivo nazionale; b) il numero e il contenuto economico delle borse nazionali di merito per il diritto allo studio da assegnare annualmente con bando ai sensi dell'articolo 8; c) la quota dei fondi destinati agli interventi per il diritto allo studio universitario che le regioni devono devolvere annualmente all'erogazione di borse di studio per gli studenti iscritti ai corsi di diploma e di laurea, nel rispetto dei requisiti di cui al decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, anche attraverso il trasferimento dei predetti fondi alle università, affinché queste provvedano direttamente ad erogare le borse; d) gli obiettivi di estensione e potenziamento dei servizi offerti agli studenti, a partire dalle residenze universitarie, come risultanti da analisi mirate circa la condizione studentesca e i costi di mantenimento agli studi, svolte anche avvalendosi dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR); e) gli obiettivi di sviluppo degli scambi internazionali e della mobilità tra atenei, scuole ed istituzioni scientifiche e culturali italiane ed estere, finalizzati al completamento e all'arricchimento della formazione culturale e scientifica; f) gli ambiti di sperimentazione di nuovi modelli nella gestione e nell'erogazione dei servizi di orientamento al lavoro e alla formazione professionale, sulla base di appositi accordi di programma tra i soggetti istituzionalmente interessati, le organizzazioni sociali, le imprese e i professionisti. 3. In sede di prima applicazione della disciplina di cui al presente articolo, per il triennio 2013-2015, il numero di borse di studio erogate su scala nazionale, a valere sui fondi statali e regionali, non può essere inferiore a 150.000 unità su base annua. 4. Per le finalità di cui al presente articolo, il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, è finanziato in misura pari a 300 milioni di euro annui per il triennio 2013-2015. Capo IV LAVORO AUTONOMO E PROFESSIONI Art. 10. (Sostegno all'avvio di attività di lavoro autonomo) 1. A decorrere dal primo periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, le nuove attività di lavoro autonomo avviate da giovani fino a trentacinque anni di età che non siano già titolari o soci di altre società e da disoccupati di lungo periodo, come individuati dal regolamento di cui al comma 4, sono esentate dall'imposizione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (lRAP) e dell'IRPEF, per i primi tre esercizi di imposta successivi a quello di avvio dell'attività. 2. I benefici di cui al comma 1 sono riconosciuti nel rispetto dei limiti fissati dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006. 3. L'avvio e il consolidamento di attività di lavoro autonomo sono promossi con interventi di consulenza organizzativa, finanziaria e di mercato, attuati ad opera di servizi pubblici e privati accreditati, predisposti in ogni provincia sulla base di un piano e di criteri nazionali definiti d'intesa fra Stato, regioni e categorie interessate. 4. Con regolamento da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, e sentite le associazioni di categoria, sono stabilite le modalità di attuazione del presente articolo. Art. 11. (Credito all'iniziativa imprenditoriale dei giovani) 1.