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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 148 BAGNAI La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE REFERENTE 1638 - Conversione in legge del decreto-legge n. 124/2019 in materia fiscale, approvato dalla Camera dei deputati DDL 1638 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta antimeridiana. Interviene sull'ordine dei lavori il senatore DE BERTOLDI ( FdI ), che chiede un rinvio della discussione finalizzato ad un maggior approfondimento del testo in discussione, così da poter svolgere un intervento più mirato dal punto di vista tecnico. Il senatore FENU ( M5S ) si dichiara favorevole alla richiesta del senatore De Bertoldi, a condizione che ciò non comprometta i tempi di esame del provvedimento. Il senatore PEROSINO ( FI-BP ), dopo aver ricordato l'intenso lavoro svolto alla Camera dei deputati, si associa alla richiesta di spazi più ampi per il dibattito. Il PRESIDENTE ricorda che i tempi a disposizione dei senatori per gli interventi sono indicati dal Regolamento del Senato. Esprime il proprio rammarico per gli scarsi margini di intervento sul testo il senatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ), che ritiene sarebbe più opportuno avviare subito la discussione generale. Il senatore D'ARIENZO ( PD ) manifesta la propria contrarietà al rinvio del dibattito. Il presidente BAGNAI , preso atto delle posizioni espresse dichiara aperta la discussione generale. Il senatore SIRI ( L-SP-PSd'Az ), pur consapevole dei tempi di esame compressi e della impossibilità di apportare modifiche al testo, giudica comunque utile un ampio confronto in Commissione. Entrando nel merito, lamenta la mancanza di coraggio dell'attuale maggioranza, che ha interrotto il percorso virtuoso iniziato dal precedente Governo nella direzione della riduzione delle tasse e della semplificazione delle procedure fiscali, cui pure tutti, almeno a parole, si dicono favorevoli. Denuncia quindi l'accanimento nei confronti dei contribuenti, che si concretizza in misure come quelle previste dall'articolo 3, che prevede una restrizione in materia di compensazioni di crediti, e contesta la scelta di intervenire sul regime forfettario delle partite IVA, modificando la flat tax al 15 per cento per i redditi fino a 65.000 euro e bloccando quella al 20 per cento per i redditi fino a 100.000. Ricorda infatti che simili scelte erano proprio finalizzate a stimolare l'economia e a premiare i talenti e i progetti e si affiancavano alla pace fiscale per alcune famiglie in difficoltà. Definisce poi l'attuale sistema fiscale ingiusto, perché si rivolge sempre a coloro che già pagano e diminuiscono nel numero, soffre di disomogeneità applicativa nelle diverse aree del Paese, nonché punitivo nei confronti dell'attività privata e del lavoro. Inoltre, invece di affrontare il tema delle regole, ci si concentra solo su controlli, ispezioni e accertamenti, creando una sorta di Stato di polizia fiscale. Giudica quindi ipocrita, in assenza di una riforma complessiva del fisco e della burocrazia conseguente, chi si sorprende per la fuga degli investimenti e delle nostre migliori competenze all'estero. In materia di politiche di limitazione del contante, cui si dichiara contrario, ricorda a titolo di esempio i casi estremi di cittadini che, in quanto sottoposti a indagini della magistratura, si sono visti chiudere il conto dalla propria banca, senza poterne aprire un altro altrove, e ricevere un assegno circolare, che poi nessuno si è dichiarato disponibile a cambiare. In ciò denuncia il ruolo privato delle banche, che dovrebbero invece svolgere uno pubblico. In tema di evasione, contesta l'idea che una maggiore fedeltà fiscale si possa ottenere con un aumento delle sanzioni invece che con una semplificazione delle procedure, alla quale chiede al Governo di procedere, per poi essere inflessibile con chi non paga le tasse. Ricorda infine il ruolo dei legislatori, cui spetta il compito di aiutare il cittadino anche con un'azione ambiziosa da far valere anche nelle trattative con l'Unione europea, con la visione indispensabile per un vero cambiamento. Il senatore PEROSINO ( FI-BP ) in premessa richiama le risorse rivenienti dalla lotta all'evasione fiscale a disposizione del bilancio dello Stato nel 2020 ed esprime perplessità per la concezione del contribuente come evasore a prescindere, che sembra ispirare alcune norme del provvedimento in esame. Entrando nel dettaglio, critica il dettato dell'articolo 1 sull'accollo del debito di imposta altrui, il cui pagamento non può avvenire mediante compensazione. Cita i casi di operazioni in corso contestate dall'Agenzia delle entrate e paventa il rischio di numerosi fallimenti societari, con conseguenti ricadute sul piano occupazionale. Esprime quindi contrarietà all'articolo 4, in materia di contrasto all'omesso versamento delle ritenute, segnalando peraltro che in caso di società edili gestite da stranieri non si procede ai relativi controlli. Al contrario manifesta apprezzamento per l'articolo 10- bis , relativo al ravvedimento operoso, l'articolo 13- bis , in tema di Piani di risparmio a lungo termine (PIR), e l'articolo 15, sulla fatturazione elettronica. Relativamente all'articolo 16- ter , pur condividendo la scelta di potenziare le risorse umane delle diverse articolazioni dell'amministrazione finanziaria, avrebbe preferito dare la priorità all'ampliamento degli organici delle forze di polizia. Contesta invece la portata dell'articolo 18, definendosi contrario a qualsiasi forma di limitazione nell'uso del contante, e dell'articolo 19, in materia di lotteria degli scontrini. Giudica condivisibile l'articolo 22, che introduce un credito d'imposta pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per transazioni effettuate con carte di pagamento a decorrere dal 1° luglio 2020, l'articolo 32, sull'IVA per le prestazioni delle agenzie di guida, e l'articolo 37, sulla rottamazione- ter delle cartelle esattoriali. Esprime perplessità sull'articolo 38-ter in quanto, prevedendo l'obbligo di pagamento della tassa automobilistica con la piattaforma pagoPA a decorrere dal 1° gennaio 2020, metterà in difficolta la fascia più anziana della popolazione, mentre contesta l'articolo 42, che incrementa le risorse finanziarie per la concessione dei contributi straordinari previsti per la fusione di Comuni (operazione che non dovrebbe godere di incentivi), gravando peraltro sulle risorse destinate complessivamente a quegli enti locali. Relativamente all'articolo 47, ritiene indispensabile aumentare il Fondo per il trasporto pubblico locale affinché le Regioni possano pagare con regolarità le società che se ne occupano ed evitarne il fallimento.