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Allegato 3 PIANO D'AZIONE 1. Sfera di applicazione 1.1 Il Piano d'azione è applicabile alle popolazioni di uccelli acquatici migratori figuranti alla tabella 1 del presente allegato ( di seguito denominata "Tabella 1"). 1.2 La Tabella 1 è parte integrante del presente allegato. Ogni riferimento al Piano d'azione costituisce anche un riferimento alla Tabella 1. 2. Conservazione delle specie 2.1 Misure giuridiche 2.1.1 Le Parti aventi popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1 del presente Piano d'Azione garantiscono la protezione di tali popolazioni conformemente all'Articolo III, paragrafo 2 (a) dell'Accordo. In particolare, fatte salve le disposizioni del paragrafo 2.1.3 di seguito, tali Parti: a) vietano di prelevare gli uccelli e le uova di queste popolazioni che si trovano sul loro territorio; b) vietano le perturbazioni intenzionali qualora tali perturbazioni fossero significative per la conservazione della popolazione interessata; c) vietano la detenzione, l'uso ed il commercio degli uccelli di queste popolazioni nonché delle loro uova quando questi ultimi sono stati prelevati trasgredendo i divieti stabiliti in applicazione del capoverso a) precedente, nonché la detenzione, l'uso ed il commercio di qualsiasi parte o prodotto agevolmente identificabile di tali uccelli e delle loro uova. Facendo eccezione a queste regole, ed esclusivamente per le popolazioni appartenenti alle categorie 2 e 3 della colonna A, segnalate da un asterisco, la caccia può proseguire in base ad un uso sostenibile, laddove la caccia di tali popolazioni è una prassi culturale tradizionale. Tale uso sostenibile sarà praticato nel quadro di disposizioni speciali di un piano d'azione per specie, stabilito ad un livello internazionale appropriato. 2.1.2 Le Parti che hanno popolazioni figuranti alla tabella 1 regolamentano il prelievo di uccelli e di uova di tutte le popolazioni iscritte nella colonna B della tabella I. Questa regolamentazione intende mantenere, o contribuire al restauro di queste popolazioni in uno stato di conservazione favorevole e di accertarsi, sulla base delle migliori conoscenze disponibili sulla dinamica delle popolazioni, che ogni prelievo o altra utilizzazione di tali uccelli o uova sia duratura. In modo particolare, questa regolamentazione, fatte salve le disposizioni del paragrafo 2.1.3 in appresso: a) vieterà il prelievo di uccelli che appartengono alle popolazioni interessate durante le varie fasi della riproduzione e dell'allevamento dei piccoli e durante il loro ritorno verso il luoghi di riproduzione nella misura in cui tale prelievo a un effetto sfavorevole sullo stato di conservazione della popolazione interessata; b) regolamenterà le modalità di prelievo, c) istituirà limiti per il prelievo, qualora ciò risulti appropriato, ed effettuerà controlli adeguati al fine di accertarsi che tali limiti sono stati rispettati; d) vieterà la detenzione, l'uso ed il commercio degli uccelli delle popolazioni interessate e delle loro uova che sono state prelevate trasgredendo i divieti stabiliti in applicazione delle norme del presente paragrafo, nonché la detenzione, l'uso ed il commercio di qualsiasi parte di tali uccelli e delle loro uova; 2.1.3 Qualora non vi sia un'altra soluzione soddisfacente, le Parti possono concedere deroghe ai divieti stabiliti ai paragrafi 2.1.1 e 2.1.2. , fatte salve le disposizioni dell'art. 111, paragrafo 5 della Convenzione, per i seguenti motivi: a) impedire danni importanti alle coltivazioni, alle acque ed alle pescherie; b) nell'interesse della sicurezza aerea o di altri interessi pubblici prioritari; c) per fini di ricerca e d'insegnamento, di reintegrazione , nonché per l'allevamento richiesto per questi fini; d) per consentire, in condizioni rigorosamente controllate, in modo selettivo ed in misura limitata, il prelievo e la detenzione o ogni altro uso giudizioso di taluni uccelli in piccole quantità; e) allo scopo di migliorare la propagazione o la sopravvivenza delle popolazioni interessate. Tali deroghe saranno precise per quanto riguarda il loro contenuto, e limitate nello spazio e nel tempo. Le Parti informano al più presto il segretariato dell'Accordo di ogni deroga concessa in forza di tale disposizione. 2.2 Piani d'azione per specie 2.2.1 Le Parti cooperano in vista di elaborare e di attuare piani d'azione internazionali per specie, per le popolazioni figuranti nella categoria A della Tabella 1. i1 segretariato dell'Accordo coordina l'elaborazione, l'armonizzazione e la realizzazione di questi piani. 2.2.2 Le Parti predispongono ed attuano piani d'azione nazionali per specie al fine di migliorare lo stato di conservazione generale delle popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1. Tali piani includono norme speciali relative alle popolazioni indicate da un asterisco. Ove appropriato, si dovrà tener conto del problema dell'uccisione accidentale di uccelli da parte di cacciatori, per via di un'individuazione scorretta. 2.3 Misure di emergenza Le Parti elaborano ed applicano misure di emergenza per le popolazioni che figurano nella tabella 1, allorché condizioni eccezionalmente sfavorevoli o pericolose si manifestano in un luogo qualsiasi nella zona dell'Accordo, cooperando fra di loro ogni qualvolta ciò sia possibile e pertinente. 2.4 Reintegrazione Le Parti esercitano la massima vigilanza quando popolazioni che figurano nella tabella 1 sono reintegrate in settori della loro tradizionale zona di ripartizione da cui erano scomparse Le Parti si adoperano in vista di elaborare ed applicare un piano dettagliato di reintegrazione basato su studi scientifici appropriati. I piani di reintegrazione dovrebbero essere parte integrante dei piani d'azione nazionale e, se del caso dei piani d'azione internazionale per specie. Il piano di reintegrazione dovrebbe comportare uno studio dell'impatto sull'ambiente; esso è oggetto di un'ampia diffusione. Le Parti informano in anticipo il segretariato dell'Accordo su qualsiasi piano di reintegrazione per le popolazioni figuranti nella tabella 1. 2.5 Introduzioni 2.5.1 Le Parti vietano, se lo ritengono necessario, l'introduzione di specie animali e vegetali non indigene, suscettibili di nuocere alle popolazioni che figurano alla tabella 1. 2.5.2 Le Parti, se lo ritengono necessario, si accertano che siano prese precauzioni appropriate per evitare la fuga accidentale di uccelli in cattività appartenenti a specie non indigene. 2.5.3 Per quanto possibile e qualora ciò risulti appropriato, le Parti prendono misure, ivi comprese misure di prelievo,per fare in modo che, quando specie non indigene o loro ibridi sono già state introdotte nel loro territorio, tali specie, o loro ibridi, non costituiscano un potenziale pericolo per le popolazioni figuranti alla tabella 1. 3. Conservazione degli habitat 3.1.1 Le Parti, in collegamento, qualora ciò risulti appropriato, con organizzazioni internazionali competenti, elaborano e pubblicano inventari nazionali degli habitat esistenti sul loro territorio, importanti per le popolazioni che figurano alla tabella 1.