[ddlpres]

Le disposizioni proposte nel commi successivi si rendono necessarie per rendere possibile la completa applicazione delle norme di cui al vigenti capi VI (degli ormeggiatori) e VII (del barcaioli) del titolo III del libro I del regolamento marittimo (articoli da 208 a 218), ed eliminare ogni contenzioso in materia attraverso la reintroduzione nel contesto normativo riguardante le categorie di lavoratori in argomento di quelle norme già ad essi applicabili e contenute nei commi 2 e 3 dell'articolo 152 e dei commi 3, 4, 5 e 6 dell'articolo 156 del regolamento marittimo, inopinatamente travolte dalle abrogazioni a suo tempo disposte dall'articolo 27, comma 8, della legge n. 84 del 1994, e successive modificazioni. L'articolo 23 contiene alcune disposizioni transitorie e finali che fanno da raccordo tra il vecchio testo della legge n. 84 del 1994 ed il nuovo testo modificato dalle disposizioni del presente disegno di legge, in relazione al comitato portuale, alla durata degli incarichi dei componenti dei collegi del revisori, alla dismissione delle partecipazioni nelle società che svolgono servizi di interesse generale (commi 2 e 3). Con il comma 4 vengono date ulteriori disposizioni di principio sulle competenze in materia di porti di interesse regionale e sull'istituzione nei medesimi di una commissione con funzioni consultive sui principali provvedimenti concernenti l'organizzazione ed il funzionamento dei porti. Con il comma 5 si provvede ad abrogare le norme del codice della navigazione e del relativo regolamento concernenti l'organizzazione dei servizi tecnico-nautici incompatibili con il nuovo testo dell'articolo 14 della legge e l'articolo 15 della legge n. 84 del 1994 relativo alle commissioni consultive, in quanto considerate nei porti sede di autorità portuale un'inutile duplicazione dei comitati portuali e dunque un aggravio procedimentale.. 1 (Modifica dell'articolo 1 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1 L'articolo 1 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, è sostituito dal seguente: «Art. 1. - (Finalità della legge). -- 1 . La presente legge determina i princìpi fondamentali in materia di porti, ai sensi degli articoli 117 e 118 della Costituzione. 2 . Sono disciplinate in via esclusiva dalla legislazione statale la sicurezza della navigazione, la sicurezza portuale, la sicurezza del trasporto marittimo e la sicurezza relativa alla gestione delle emergenze. 3 . La ripartizione dei compiti e delle funzioni tra autorità portuale e autorità marittima è improntata ai seguenti criteri e princìpi direttivi: a) l'autorità portuale svolge le funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali e industriali esercitate nei porti e nelle aree demaniali marittime compresi nella relativa circoscrizione, nonché delle altre attività disciplinate dalla presente legge; b) l'autorità marittima provvede, anche in ambito portuale, alle attività di vigilanza, controllo e sicurezza al sensi della normativa vigente, nonché all'adozione delle misure di sicurezza e di prevenzione dirette a proteggere la nave e gli impianti portuali dalle interferenze e azioni illecite; essa vigila, nell'ambito dei propri poteri di controllo, anche sull'applicazione da parte di terzi delle ordinanze e degli atti di regolamentazione adottati dall'autorità portuale. 4. Nei porti di rilevanza economica regionale e interregionale, l'autorità marittima provvede, anche in ambito portuale, alle attività di vigilanza, controllo e sicurezza ai sensi della normativa vigente, nonché, sentita la regione o l'ente territoriale competente, al supporto funzionale per garantire l'ordinato svolgimento delle attività portuali. La regione disciplina le funzioni di cui al comma 3, lettera a) , nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dall'articolo 4, comma 4, della presente legge. A tal fine, la regione può avvalersi delle locali autorità marittime o, in regime di convenzione, di una delle autorità portuali istituite nella regione, per l'esercizio delle relative funzioni amministrative. 5. L'autorità portuale, inoltre, svolge un ruolo di coordinamento delle attività esercitate dagli enti e dagli organismi pubblici nell'ambito dei porti e nelle aree demaniali marittime comprese nella circoscrizione territoriale. Il presidente dell'autorità portuale, ai fini dell'esercizio della funzione di coordinamento, può convocare un'apposita conferenza di servizi con la partecipazione dei rappresentanti delle pubbliche amministrazioni e, se del caso, dei soggetti autorizzati, dei concessionari e dei titolari dei servizi interessati, al fine dell'esame e della risoluzione di questioni di interesse del porto. 6. All'interno delle circoscrizioni portuali, le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità competenti, amministrano in via esclusiva, in forza di quanto previsto dalla presente legge e dal codice della navigazione, le aree e i beni del demanio marittimo, fatte salve le eventuali competenze regionali». 2 (Modifica dell'articolo 4 della legge 28 gennaio 1994, n. 84) 1 L'articolo 4 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, è sostituito dal seguente: «Art. 4. - (Classificazione dei porti). -- 1 . I porti marittimi nazionali sono ripartiti nelle seguenti categorie: a) categoria l: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato; b) categoria II: porti di rilevanza economica nazionale e internazionale; c) categoria III: porti di rilevanza economica regionale e interregionale. 2. Il Ministro della difesa, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, procede alla individuazione dei porti e delle specifiche aree portuali di cui alla categoria I; con lo stesso provvedimento sono disciplinate le attività nei porti di categoria I e le relative baie, rade e golfi. I porti di categoria I sono amministrati, in via esclusiva, dallo Stato. 3. Appartengono alla categoria II i porti costituenti nodi di interscambio essenziali per l'esercizio delle competenze dello Stato, in relazione alle dimensioni e alla tipologia del traffico, all'ubicazione territoriale e al ruolo strategico, nonché ai collegamenti con le grandi reti di trasporto e di navigazione europee e transeuropee. I porti di categoria II, individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono amministrati dalle autorità portuali di cui all'articolo 6, comma 1. Nei porti ricompresi nella circoscrizione delle autorità portuali, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere vincolante della competente autorità portuale e dell'autorità marittima, possono essere individuate specifiche aree finalizzate alla difesa militare, alla sicurezza dello Stato, al controllo del traffico marittimo e alle altre esigenze del Corpo delle capitanerie di porto, nonché delle Forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco. Le predette aree sono amministrate, in via esclusiva, dallo Stato. Appartengono alla categoria III tutti i restanti porti.