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Persino nel corso dell'emergenza Covid sono state incrementate le risorse dei fondi sociali (Fondo nazionale per la non autosufficienza, Dopo di noi, Fondo politiche della famiglia) con la finalità di rafforzare il sistema degli interventi dei sistemi territoriali dedicati alla famiglia e alla disabilità. Possiamo giustamente avere posizioni politicamente diverse, ma ritengo corretto riportare quello che è stato fatto in questo periodo dal Governo; si tratta di attività che - ripeto - nessuno avrebbe mai pensato di dover gestire in così poco tempo e per le quali il supporto di tutti, anche in questa fase di approvazione dello scostamento di bilancio, è una questione che è di aiuto non al Governo o alla maggioranza, ma all'Italia intera (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Ferrero. FERRERO, relatrice di minoranza . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il verificarsi di una situazione inedita come quella causata dal Covid-19 ha sicuramente provocato scenari economici di difficile previsione. Siamo anche consapevoli che l'ottimismo è una componente fondamentale per cercare di superare al meglio le difficoltà, ma quell'ottimismo non deve trasformarsi in una mancanza di presa di coscienza di quelli che potranno essere gli scenari futuri. La sensazione è che stiamo drammatizzando la situazione sanitaria, provocando paure forse eccessive - mi ricollego al discorso della senatrice Rivolta - e sdrammatizziamo la situazione economica, facendo previsioni troppo rosee sugli indici economici per il 2020 e per i prossimi anni. Nella NADEF il PIL è previsto in discesa al 9 per cento - era all'8 per cento nel DEF e, quindi, è peggiorato di un punto percentuale - ma sappiamo che la stima di settembre dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) prevede addirittura un calo del 10,5 per cento, mentre Confindustria ad ottobre - sono dati acquisiti in sede di audizioni, in particolare dell'Ufficio parlamentare di bilancio - prevede una discesa del 10 per cento. L'Ufficio parlamentare di bilancio è quindi il primo a mettere in guardia su queste stime. Inoltre, la NADEF prevede un aumento del 4 per cento dei contributi sociali nel triennio 2021-2023, ma sconta la mancata stima dell'impatto della decadenza del divieto dei licenziamenti al 31 dicembre 2020, in termini di mancate entrate in contributi e dal lato delle uscite, con riferimento all'eventuale erogazione della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi). Ieri il senatore Renzi ha detto che a gennaio ci sarà una crisi di disoccupazione e, quindi, non lo abbiamo detto noi ma la maggioranza. Tutto ciò non è previsto nella NADEF. Pertanto, colleghi, occorre fare attenzione perché non ho sentito parlare di questo fenomeno, ma gennaio è dietro l'angolo. Ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi dei colleghi, cercandovi la concretezza per cogliere quella collaborazione che a gran voce viene richiesta dalla maggioranza un po' a tutti, ma il problema resta ideologico. Siamo tutti consapevoli delle problematiche e spesso nell'individuarle diciamo le stesse cose: bisogna agire con velocità; questa volta bisogna veramente agire e non perdere questa opportunità pur nella drammaticità della pandemia. (Applausi) . Questi sono i buoni propositi e le parole che scambiamo anche con la maggioranza, ma poi tutto si ferma lì. Purtroppo, prendo atto che sono ricette diverse tra visioni politiche diverse. L'ideologia di sinistra - diciamo così - si riempie la bocca di espressioni come parità di genere, crescita inclusiva, transazione verde, green economy : sono tutte cose importantissime, e non lo nego assolutamente, ma oggi siamo in emergenza economica e c'è bisogno di una spinta seria sul PIL. Il rapporto debito-PIL si attesterà al 158 per cento, ma oggi il Fondo monetario internazionale fa invece una stima del 161 per cento. Allora bisogna far risalire il PIL, quindi il denominatore del rapporto. Purtroppo, il PIL è un numero e ci vuole concretezza: bisogna mettere in moto l'economia. Ma la crescita del PIL si crea dando slancio all'economia reale; l'occupazione si crea se ci sono le aziende che danno lavoro. È una ricetta da noi proposta, ma questa maggioranza sembra essere sorda ad uno shock fiscale. La pressione fiscale nel 2020 è prevista collocarsi al 42,5 per cento e al 42,6 per cento negli anni successivi: questi sono i dati della NADEF. Ma in realtà la pressione fiscale sulle società è tra le più elevate in Europa: si parla addirittura di un 60 per cento. La Banca mondiale dice che il sistema fiscale italiano è inefficiente sia nella gestione dei rimborsi, sia nelle verifiche fiscali. Uno studio dei commercialisti riportato su «Il Sole 24 Ore» calcola che in realtà la pressione fiscale, depurata dal sommerso, arriva a superare il 48 per cento. Le aziende hanno bisogno non di tanti sussidi, ma di non essere tartassate; hanno bisogno di meno burocrazia. Vi rendete conto che le grandi aziende producono in Italia - quando ancora producono in Italia - ma dichiarano i profitti in altri Paesi europei? Vogliamo far rimanere i profitti in Italia? Allora ci deve essere una competitività anche nella tassazione e la competitività dell'Italia si misura anche sulla velocità degli interventi. Tutti i disegni di legge collegati quando vedranno la luce? Quando avranno ricadute reali sui cittadini italiani? Annotati su questa NADEF ci sono tanti disegni di legge e tante belle parole, ma le parole non bastano più: devono tramutarsi in provvedimenti che abbiano effettivamente un impatto strutturale e a lungo termine sull'economia nazionale. Quindi, ci vogliono una profonda revisione del sistema fiscale che riduca la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese (Applausi) ; una semplificazione e una sburocratizzazione vera; inoltre, investimenti strutturali che vadano dalle opere pubbliche al potenziamento dell'istruzione e della ricerca. Abbiamo fatto 100 miliardi di debito e ne abbiamo 84 fermi in cassa: questo è indice di quanto sia macchinoso e complesso il meccanismo. Questi soldi li vogliamo spendere? Noi abbiamo le ricette: medicina territoriale, medici di base, telemedicina, investimenti sull'edilizia sanitaria, sostegno dell' automotive , turismo, ristorazione e commercio, tassazione aziendale. Ascoltateci: noi le ricette concrete le abbiamo. (Applausi) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 15,43) PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate alla relazione ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, nonché di indicare quale proposta di risoluzione relativa alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza intenda accettare. MISIANI, vice ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, accogliamo la proposta di risoluzione n. 1 presentata alla Nota di aggiornamento del DEF. Per quanto riguarda la relazione al Parlamento, esprimiamo parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 100 e contrario sulla proposta di risoluzione n. 101. PRESIDENTE .