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È il paradosso della vita stessa, perché si pensa che possa capitare il peggio solo agli altri e non pensiamo, invece, che il peggio può capitare anche a ciascuno di noi. E allora partirei proprio da questa riflessione. Il problema riguarda ovviamente tutti; come diceva la saggezza latina omnes et simulati : tutti quelli che anche oggi pensano di avere più che nel proprio telefonino, nel proprio DNA, non una app Immuni, ma una sorta di processo immuni e che, invece, per un equivoco o una frase detta in maniera sbagliata, si trovano a dover rispondere di fatti particolarmente gravi. Avrete già compreso che mi riferisco al termine di decorrenza dell'entrate in vigore - il mio intervento sarà su questo - della disciplina delle intercettazioni. Anche qui mi domando davvero chi abbia potuto partorire un simile obbrobrio: non certamente un giurista, sicuramente un politico di basso calibro. Basterebbe solo pensare alle conseguenze terribili che possono capitare, perché si sono aperte le maglie di questo provvedimento. Oggi tutti sono a rischio, quindi entriamo davvero - do il benvenuto - nell'ordine del totalitarismo senza confini di orwelliana memoria. Anzi, siete stati capaci - lo dico alla maggioranza - di superare persino Orwell. Lo avete superato nella realtà; in particolare, lo avete fatto di gran lunga superando le distopie da lui stesso immaginate. Siamo, quindi, in una situazione particolarmente delicata. Avete varato provvedimenti spot, provvedimenti réclame , come la legge spazza corrotti: bellissimo il titolo; poi andiamo a vedere esattamente che cos'è avvenuto, cosa è nel concreto, e ci rendiamo conto che gli effetti non sono quelli. In quest'Aula abbiamo avuto il provvedimento sulla prescrizione, un istituto millenario, conosciuto nella Grecia antica; lo lodavano persino i greci, Demostene stesso. Erano imprescrittibili solamente l'omicidio e i reati di natura costituzionale, gli altri si prescrivevano in cinque anni. Era prevista nell'ordinamento romanistico, nel diritto medievale. Potrei continuare anche ricordando il codice di fine Settecento di Leopoldo di Toscana o della nostra terra (mi rivolgo all'ex consigliere con cui eravamo insieme in Regione, oggi senatore come me, Alberto Balboni): il codice criminale estense, che prevedeva la prescrizione. Ma c'era un solo ordinamento che non la prevedeva: l'ordinamento barbarico. È questa la strada che si è imboccata. Ora abbiamo il provvedimento sulle intercettazioni, o meglio ancora sui trojan , sistemi di captazione dal telefonino o dai computer. Siamo, quindi, in una situazione davvero difficile, forse partorita anche dall'immaginazione di un Ministro che non distingue il reato colposo da quello doloso, che è riuscito a attirarsi le antipatie di mezzo ordine degli avvocati italiani. Un Ministro che ha dichiarato addirittura che non esistono innocenti in galera, dimenticando un dato molto preciso e cioè che dal 1992 al 2018 abbiamo avuto non 27, ma 27.000 innocenti in galera. Se proprio questo buco etico non fa breccia nel cuore e nell'animo di nessuno, sarà sufficiente pensare al danno erariale, economico: 700 milioni di euro. Il sistema del trojan inserito sul telefonino o nel computer è un sistema assolutamente vigliacco, un sistema di ricognizione, di esplorazione, di ricerca di condotte di vita di ciascuno di noi che poi verranno tutte sistemate all'interno degli archivi della procura della Repubblica. Oggi magari non servono, ma domani o dopodomani sì. C'è addirittura un vulnus per la difesa, perché a volte il difensore parla con il proprio cliente che è intercettato e il pubblico ministero saprà perfettamente quale sarà la condotta difensiva dell'avvocato. Siete riusciti anche nella straordinaria impresa di allargare le maglie a questa applicazione, non più solamente ai pubblici ufficiali, quindi, ma anche agli incaricati di pubblico servizio ex articolo 358 del codice penale. Qui c'è tutta una serie di persone che forse non lo sanno, ma che potranno essere anche loro oggetto di questa particolare attenzione, dai custodi dei cimiteri fino ai bidelli, passando naturalmente per i pubblici impiegati, i farmacisti, i portalettere, tutta una serie di conduttori televisivi, addirittura, con la sentenza n. 12 della Corte di cassazione del 2009, i parroci. Tutte queste categorie verranno intercettate, meno una (lo voglio ricordare, senatore Pillon): quella dei pedofili. Che strana Italia! Invito allora ad una seria riflessione su questi temi. Avremo, peraltro, una pubblica amministrazione spiata, che avrà le mani legate, che dovrà affiggere ai muri delle proprie stanze una riedizione rielaborata di quel vecchio manifesto di Boccasile che circolava durante la guerra, che diceva «Taci, il nemico ti ascolta», che diventerà «Taci, la procura ti ascolta». Si dice: male non fare, paura non avere. Ma non è così, perché le interpretazioni che si possono dare anche ad una intercettazione sono le più svariate: «Confessa lei, avvocato Balboni, il reato che le stiamo contestando?». «Sì sì», potrebbe rispondere lui, come per dire «Figurati!»; se poi andiamo a rileggere questa frase decontestualizzata, ci troviamo di fronte quasi ad una duplice confessione. A proposito del trojan horse , il cavallo di Troia, questo strumento incredibile, visto che si parla sempre di storia è bello citarla anche noi: nel 1250 avanti Cristo cade Troia grazie alla penetrazione del cavallo, la città è in fiamme. Non vorrei che ci ritrovassimo nell'anno del Signore 2020 ad aver fatto coriandoli del nostro codice di procedura penale e dei nostri principi e magari a dare loro fuoco, perché questa è la situazione nella quale si dibatte oggi la giustizia e che è presente ed evidente sotto gli occhi di tutti. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urraro. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, la grande preoccupazione indotta dalle polemiche mediatiche ha spinto il ministro Bonafede a predisporre con urgenza - si può dire ad horas - ben due decreti-legge, entrambi miranti all'obiettivo politico di confermare, con effetto di rassicurazione dei fronti più allarmati, che la tutela della sicurezza collettiva dovrebbe rimanere ai primi posti nell'agenda di Governo. Mi soffermerò su alcuni aspetti in particolare dell'articolo 2 del provvedimento normativo in esame, che a mio avviso ha un carattere prevalentemente politico. La risposta dell'Esecutivo passa per l'introduzione di alcune modifiche di carattere procedurale.