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Riforma della legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia e la sua laguna. Onorevoli Senatori. -- Sono ormai trascorsi più di venticinque anni dall'approvazione della legge 29 novembre 1984, n. 798, l'ultimo di una serie di interventi legislativi contrassegnati dalla straordinarietà e dalla occasionalità in favore della salvaguardia di Venezia. La caduta del Muro di Berlino e l'allargamento ai Paesi dell'Est dell'Unione europea, ha ridato a Venezia un ruolo geografico strategico come porta d'accesso fra Oriente ed Occidente. Alla luce del processo di declino demografico, economico, sociale e ambientale a Venezia, Mestre, Marghera, Lido, Isole e gli altri centri della Terraferma, manifestatosi negli ultimi anni, si ritiene debba oggi essere compiuto un rinnovato sforzo programmatico, ispirato ad una nuova strategia di policy , anche in attuazione degli articoli 9, 118 e 119, quinto comma, della Costituzione, così come modificata (quanto agli ultimi articoli citati) con la riforma del titolo V del 2001. Si impone infatti la necessità di imprimere una svolta nell'approccio delle politiche per Venezia e la sua laguna: a tale obiettivo si ispira il presente disegno di legge speciale che tiene conto, tra l'altro, delle diverse proposte legislative che sono state presentate dalle parti politiche. La realizzazione del MOSE, nel fronteggiare la principale minaccia alla sicurezza fisica di Venezia, costituisce la cornice di un primo intervento strutturale di vasta portata (attesa anche la sua straordinaria rilevanza tecnologica) che può creare i presupposti di un rilancio della città e dell'area lagunare. È necessario però, adesso, procedere ad un intervento organico a carattere strategico sull'insieme dei profili (fisico, ambientale, socioeconomico, artistico-culturale) che caratterizzano la specialità di Venezia, un intervento che superi la logica emergenziale, occasionale e straordinaria delle precedenti «leggi speciali», e ponga le basi, non solo per porre un freno al declino, ma anche per la rivitalizzazione dell'area e per la successiva stabilizzazione di un trend di sviluppo adeguato alla specifica vocazione che fa di Venezia un unicum -- nel tempo e nello spazio -- della storia dell'umanità. Il presente disegno di legge si propone, pertanto, di rappresentare un approccio di politica pubblica significativamente discontinuo rispetto al passato. La specialità va innanzi tutto intesa non tanto con riferimento alla straordinarietà o all'occasionalità dell'intervento, quanto alla peculiarità del proprio oggetto: Venezia (e la laguna) come conglomerato urbano e storico-ambientale unico al mondo e dotato pertanto di una naturale e insopprimibile vocazione transnazionale e internazionale, intesa questa sia come naturale e storica predisposizione della città ad essere destinataria di flussi provenienti da tutto il mondo, sia come luogo privilegiato di incontro tra culture, esperienze e professionalità delle più diverse provenienze. Quanto alla natura dell'intervento, poi, esso si propone di superare la policy degli interventi una tantum e di precostituire le condizioni, non solo per la salvaguardia fisica e ambientate e il risanamento socio-economico, ma anche per la determinazione di condizioni di sviluppo autopropulsivo, sostenibile nel tempo, che emancipi la salvaguardia dall'esigenza dei suddetti periodici e ricorrenti interventi straordinari. Le misure di promozione socio-economica, pertanto, sono finalizzate e strumentali (come ricorda il comma 1 dell'articolo 1 del presente disegno di legge) a rendere sostenibile nel tempo la salvaguardia stessa. Peraltro, anche al fine di consentire il finanziamento degli interventi previsti nella presente proposta, unitamente allo scopo di garantire la gestione controllata e programmata dei flussi turistici sostenibili per la città, è previsto che il comune di Venezia possa introdurre un contributo a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive della città -- contributo che secondo criteri di gradualità può essere compreso tra i 2 e i 5 euro a turista (articolo 15). Il presente disegno di legge, che è stato redatto tenendo in considerazione anche le numerose proposte di legge presentate in Parlamento per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna, supera la settorialità delle azioni contenute nei precedenti provvedimenti e contiene disposizioni che, invece, prevedono interventi più coordinati e finalizzati al raggiungimento dell'unico obiettivo rappresentato dalla salvaguardia della città. In particolare, esso prevede, nell'arco del prossimo decennio, la realizzazione di un sistema di investimenti infrastrutturali e di interventi di riqualificazione urbana in grado di cambiare permanentemente l'attrattività economica, abitativa, sociale e ambientale dell'intero territorio, al fine di realizzare l'aumento della base economica e il contemporaneo incremento della popolazione residente. L'intento è quello di realizzare nuovamente una città in grado di produrre ed esportare cultura, di ospitare grandi eventi, di essere sede di organizzazioni internazionali, di offrire dialogo interculturale e interreligioso, di ospitare offendo servizi di qualità, di rappresentare un riferimento per il Veneto, il Nord-Est, il resto del Paese e il mondo. Dato, inoltre, il recente cambiamento economico del contesto nazionale ed internazionale, risulta necessario che Venezia al più presto riprogrammi il suo modo di essere e ricostruisca le proprie basi produttive, attraverso la graduale ripresa della propria capacità produttiva e degli investimenti connessi ad una coraggiosa economia delle trasformazioni e delle innovazioni territoriali, strutturali, organizzative, tecnologiche che consentano di arrivare all'appuntamento con la ripresa mondiale con un profilo competitivo rafforzato. Prima di entrare nei dettaglio dell'articolazione del disegno di legge, è utile indicare alcune misure particolarmente qualificanti in esso contenute. La prima è l'istituzione di uno specifico distretto idrografico della laguna di Venezia e della relativa autorità di bacino incaricata di pianificare e coordinare tutti gli interventi di tutela fisica e ambientale, che continueranno ad essere poi gestiti e realizzati dai diversi enti e organi preposti. Un'altra significativa previsione attiene allo sviluppo dell'area dell'Arsenale e di Porto Marghera, entrambe, per ragioni diverse, destinate ad un profondo processo di conversione funzionale, rivitalizzazione e rilancio. L'avvio di processi di bonifica del suolo e delle acque di falda contaminate nell'area di Porto Marghera si inserirà, invece, nell'obiettivo di realizzare il progetto edilizio e di recupero urbano denominato «Progetto Marghera» (articolo 10). Sul piano degli strumenti operativi e di governance si prevede, per l'Arsenale, la definizione delle modalità di razionalizzazione, riqualificazione e valorizzazione delle relative aree, in un apposito protocollo d'intesa e successivi accordi di programma tra il Ministero della difesa, la regione Veneto ed il comune di Venezia, alla cui attuazione provvede il Ministero della difesa, d'intesa con il comune di Venezia (articolo 11). Per l'area di Porto Marghera, si propone di affidare la trasformazione ad accordi di programma promossi dalla regione insieme agli altri enti territoriali e all'autorità portuale. (articolo 9).