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Un bilancio non è mai stato presentato dai commissari che finora si sono avvicendati a partire dal 2 maggio 2017; dei 400 milioni di euro previsti, 21 risultano essere il compenso da assegnare ai tre commissari; non vi sarebbe nulla di male nel premiare i dirigenti di un'azienda per gli ottimi risultati ottenuti. Nel caso di Alitalia si tratta, però, di un compenso di 7 milioni di euro per ogni commissario per non aver portato alcun risultato alla compagnia; non si tratta infatti di un salvataggio, ma di un'operazione dannosa per le finanze pubbliche e per le tasche dei cittadini; è un vantaggio economico di cui nessuno parla. Quello che era uno strumento pensato per la conservazione del patrimonio delle grandi imprese in stato di insolvenza si è trasformato, salvo alcuni casi virtuosi, in un'anomala gestione a vantaggio di pochi e abili uomini d'affari, si chiede di sapere: quale sia l'esatto ammontare dei compensi dei commissari; quali siano i criteri di pagamento, ovvero i risultati conseguiti per l'ottenimento e gli eventuali premi di produttività; se non si ritenga opportuno rideterminare i compensi adeguandoli a cifre più consone alla realtà dell'azienda e soprattutto alla situazione economica degli italiani. Atto n. 3-01342 MODENA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il sottosegretario Puglisi, in risposta all'interrogazione 5-03354 presso l'XI Commissione parlamentare (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati il 21 gennaio 2020, ha dichiarato che in ordine all'obbligo di assunzione dei disabili ex legge n. 68 del 1999 "non si dispone di un dato certo, in quanto è possibile fornire soltanto il numero dei posti 'scoperti' per i datori di lavoro che hanno presentato il prospetto informativo riferito alla situazione occupazionale al 31 dicembre" e "A ciò va aggiunto che l'ispettorato del lavoro, espressamente interpellato, ha chiarito che non dispone del dato relativo al numero di datori di lavoro inadempienti all'obbligo di assunzione dei disabili, in quanto l'Agenzia, a livello statistico, effettua un'indagine esclusivamente sul numero delle posizioni lavorative non coperte e per le quali sono stati adottati i conseguenziali provvedimenti sanzionatori"; si evidenzia, quindi, che tale dato non coincide necessariamente con il numero dei datori di lavoro sanzionati, in quanto al singolo datore di lavoro potrebbero essere ricondotte più posizioni lavorative non coperte; ad oggi esistono solo i dati desumibili dalle ultime relazioni al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 68 relative al biennio 2010-2011, al biennio 2012-2013 e al biennio 2014-2015. Non è ancora fruibile una relazione aggiornata; è particolarmente grave che la situazione sia nebulosa sul fronte delle amministrazioni pubbliche, come attestato dal Sottosegretario, nonostante le novità introdotte dal decreto legislativo n. 75 del 2017. In particolare, l'articolo 10, nel recare modifiche all'articolo 39 del decreto legislativo n. 165 del 2001, ha inserito una serie di previsioni normative tra cui l'articolo 39- quater in materia di "monitoraggio sull'applicazione della legge n. 68 del 1999", si chiede di sapere: per quali motivi il Ministro in indirizzo non abbia ancora predisposto la relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 68 del 99; per quali motivi non sia disponibile il monitoraggio con riferimento alle pubbliche amministrazioni in tema di assunzioni dei soggetti disabili; quali provvedimenti intenda assumere il Governo nei confronti delle amministrazioni pubbliche non adempienti alla legge n. 68 del 1999, considerata la violazione dei principi di solidarietà sociale. Atto n. 3-01346 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: a partire dall'anno 2016 il presidente del Tribunale di Taranto ed il procuratore della Repubblica, nell'ambito delle riunioni della locale conferenza permanente, hanno segnalato le gravissime condizioni di inadeguatezza della struttura del palazzo di giustizia di via Marche, che ospita gli uffici del Tribunale di Taranto e della Procura della Repubblica; in data 3 dicembre 2018 è stata convocata la conferenza permanente del circondario di Taranto, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 agosto 2015, n. 133, in seduta straordinaria e monotematica, per discutere le modifiche del progetto di recupero, destinazione ed utilizzo dell'immobile di viale Cannata, concesso in comodato gratuito al Comune di Taranto con il contratto n. 958 del 1° giugno 1994, che ha ospitato la Corte di appello di Lecce-sezione distaccata di Taranto, la Procura generale della Repubblica, il Tribunale di sorveglianza e l'UNEP fino all'anno 2009; attualmente tale sede, che ospita l'aula bunker ed alcuni archivi del Tribunale di Taranto, versa in condizioni carenti e pericolose, relativamente a tutti gli impianti (elettrico, di riscaldamento e raffrescamento, idraulico e fognario); con missiva del 25 gennaio 2019 il capo di gabinetto del Ministro della giustizia, dottor Fulvio Baldi, forniva rassicurazioni, inevase, in ordine alla fattibilità del progetto "cittadella della giustizia" di Taranto, ma ad oggi nessuna iniziativa è stata assunta, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di rispondere all'esigenza di ricollocare gli uffici del palazzo di giustizia; se ritenga necessario procedere allo stanziamento di fondi necessari per il recupero degli edifici e degli immobili. Atto n. 3-01357 NATURALE AGOSTINELLI CROATTI VACCARO DELL'OLIO ABATE FLORIDIA PAVANELLI PELLEGRINI Marco PISANI Giuseppe CORRADO LA MURA MANTERO MORONESE GARRUTI ORTIS CASTELLONE MININNO DONNO DE LUCIA ANGRISANI GRANATO MOLLAME QUARTO L'ABBATE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in località Giardinetto, sul territorio del comune di Troia, in provincia di Foggia, la società I.A.O. Srl del gruppo Fantini, che opera principalmente nel settore della produzione di laterizi, ha acquisito nel 1998 uno stabilimento di laterizi ivi ubicato per operare nel recupero dei rifiuti, ma nella realtà svolgeva soltanto funzione di deposito, perché i rifiuti arrivavano e venivano messi in capannoni e su aree scoperte, su un'area di 70 ettari; successivamente, a partire da marzo 1999, alla società sono state contestate una serie di irregolarità che hanno condotto al sequestro dell'area da parte dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico; dal 2008 in poi è seguita una serie di controlli da parte degli enti e autorità competenti per rilevare la composizione dei rifiuti depositati e l'inquinamento prodotto;