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1 (Modifiche alla disciplina sulla responsabilità estesa del produttore) 1 All'articolo 178- bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, alinea, le parole: «possono essere», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «sono»; b al comma 1, le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti: «b) di pubblicizzazione in etichetta delle informazioni relative alla dichiarazione ambientale di prodotto (DAP) ai sensi delle norme ISO-14025 e della percentuale di incidenza del costo ambientale, come determinato ai sensi dell'articolo 224, comma 3, lettera d), sul prezzo finale del prodotto. La DAP deve contenere almeno le seguenti indicazioni: 1) quantità di materia prima vergine utilizzata; 2) indice di riutilizzo; 3) indice di riciclabilità del bene e dei materiali che lo compongono; 4) quantità di CO 2 emessa, dalla fase di produzione a quelle di riciclo e smaltimento; c) della progettazione dei prodotti e degli imballaggi volta a ridurne l'impatto ambientale per tutto il loro ciclo di vita, prevedendo che a tal fine ciascun bene, prima dell'immissione sul mercato, sia sottoposto alla valutazione sul ciclo di vita (LCA), secondo gli standard internazionali ai sensi delle norme della serie ISO-14020, da parte del Centro di ricerca per la prevenzione dei rifluti e la eco-riprogettazione dei prodotti, di cui all'articolo 224- bis , d'intesa con l'Agenzia nazionale per il riciclo di cui all'articolo 224, al fine della determinazione del costo ambientale ai sensi dell'articolo 224, comma 3, lettera d) »; c il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. In conformità alle procedure già esistenti e standardizzate a livello europeo e internazionale, con apposito regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con l'ISPRA, sentiti il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e le università, definisce i criteri generali per l'analisi del ciclo di vita applicata all'eco-progettazione e alla gestione dei rifiuti in applicazione della finalità di cui all'articolo 179- ter, al fine dell'attuazione di un modello di economia circolare». 2 (Modifiche alla disciplina sulla prevenzione della produzione di rifiuti) 1 All'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 2, dopo le parole: «risultato complessivo,» sono inserite le seguenti: «valutato il ciclo di vita del prodotto e» e dopo le parole: «impatti sanitari» sono inserite le seguenti: «della valutazione del ciclo di vita del prodotto e degli impatti»; b il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. Con uno o più decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro della salute, sono individuate le migliori opzioni ambientali che garantiscano, in un'ottica di eco-progettazione, l'immissione sul mercato di materiali e prodotti concepiti in modo da ridurre il più possibile, in relazione alla loro realizzazione e al loro riciclo, riuso e smaltimento, la quantità dei rifiuti, il loro impatto ambientale e i rischi di inquinamento, garantendo il miglior risultato in termini di protezione della salute umana e dell'ambiente»; c dopo il comma 4 è inserito il seguente: « 4-bis. Al fine di favorire il rispetto della gerarchia nella gestione dei rifiuti, di cui al comma 1, i produttori dei beni immessi sul mercato garantiscono i seguenti criteri di sostenibilità ambientale nella gestione della produzione e nella fase post consumo: a) prevenzione della produzione dei rifiuti; b) aumento dell'indice di durevolezza del bene e della sua riciclabilità; c) facilitazione della scomposizione del bene al fine di un corretto riciclo; d) massimizzazione della riduzione dell'utilizzo di materiali e componenti non riciclabili; e) implementazione dell'utilizzo di materie prime secondarie riciclate; f) indicazione separata, nel prezzo finale del prodotto, del costo ambientale rapportato all'intero ciclo di vita del prodotto stesso e del suo eventuale imballaggio»; d al comma 5: 1 all'alinea, dopo le parole: «pubbliche amministrazioni» sono inserite le seguenti: «, supportate dal Centro di ricerca di cui all'articolo 224- bis ,»; 2 la lettera e) è sostituita dalla seguente: «e) l'utilizzo del ciclo di vita del prodotto»; e il comma 6 è sostituito dal seguente: « 6. Nel rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti, le misure dirette alla prevenzione della produzione dei rifiuti mediante eco-riprogettazione e riparazione sono da preferire rispetto ai procedimenti di riciclaggio o altra forma di recupero di materia»; f il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 . Le amministrazioni pubbliche attuano sistemi di gestione conformi al miglior sistema individuato dal Centro di ricerca di cui all'articolo 224- bis ». 2 Dopo l'articolo 179 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono inseriti i seguenti: «Art. 179- bis. - (Criteri di conteggio dei rifiuti). – 1. Con uno o più decreti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 dicembre 2018, sono individuate le modalità per il conteggio dei rifiuti solidi urbani e di quelli speciali. 2. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 1, non sono autorizzati nuovi impianti di smaltimento o di recupero di energia da rifiuti. Art. 179- ter. - (Analisi del ciclo di vita applicata all'eco-progettazione e alla gestione dei rifiuti). – 1. L'analisi del ciclo di vita ha le seguenti finalità: a) supportare l'eco-progettazione e la predisposizione di programmi di prevenzione dei rifiuti basati sulle migliori pratiche; b) ridurre gli impatti sull'ambiente derivanti dalla gestione dei rifiuti; c) evitare il trasferimento degli impatti ambientali da una fase all'altra del ciclo di vita; d) individuare la migliore opzione ambientale nel rispetto della gerarchia nella gestione dei rifiuti, di cui al comma 1 dell'articolo 179. Art. 179- quater. - (Misure e obiettivi di prevenzione dei rifiuti). – 1. In ogni comune devono essere raggiunti i seguenti obiettivi di riduzione in peso della produzione dei rifiuti solidi urbani, considerando come dati di partenza quelli relativi all'anno 2012: a) almeno il 10 per cento entro il 31 dicembre 2018; b) almeno il 20 per cento entro il 31 dicembre 2021; c) almeno il 40 per cento entro il 31 dicembre 2025; d) almeno il 55 per cento entro il 31 dicembre 2035; e) almeno il 70 per cento entro il 31 dicembre 2050. 2.