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Ci sono dei momenti in cui si devono scegliere le priorità, ma - attenzione - bisogna anche tenere presente che la priorità è innanzitutto la salute dei cittadini, per cui, se una persona sta male per un'altra malattia, bisogna vedere di non concentrare gli sforzi solo su un aspetto. Come è stato detto anche da esponenti della maggioranza, ci sarà probabilmente un aumento di mortalità a causa di questa "monocultura" sanitaria. Bisogna affrontare le cose con il senso della realtà; ci vogliono trasparenza e chiarezza. Faccio l'esempio della promessa, data per certa, anzi addirittura approvata e messa per iscritto, di garantire un credito di imposta del 60 per cento per l'attività di sanificazione delle aziende. Benissimo. Tanti imprenditori, anche con piani importanti di grande impegno finanziario, sulla base di questa norma hanno predisposto dei piani, per poi trovarseli ridotti dal 60 al 9 per cento, avendo, cioè, cinque sesti delle somme impegnate non coperti per mancanza dei fondi. Il Governo deve far fronte alla realtà usando i metodi previsti dalla Costituzione, che parla di decreti-legge, solo decreti-legge. I decreti del Presidente del Consiglio dei ministri servono per un'attività che sta al di sotto della normativa di legge; specialmente quando si limitano le libertà costituzionali è impensabile usare questo strumento, tanto più quando, per via dell'emergenza, si stabiliscono norme molto strane. Ricordo che ancora oggi non sappiamo quanto sono stati pagati i banchi nuovi, i famosi banchi a rotelle, che, tra l'altro - a detta di molti - sono assolutamente inutili. Ancora oggi non sappiamo quanto sono stati pagati. (Applausi). Non sappiamo a quali ditte sono stati ordinati, perché l'unica ditta saltata fuori era sostanzialmente un prestanome, trattandosi di persone con 400.000 euro di fatturato che dovevano eseguire un ordine da 44 milioni. Chiediamo al Governo serietà, senso della realtà, rispetto della Costituzione e dei cittadini che hanno fatto tanti sacrifici e hanno visto tanti morti. C'è bisogno di assoluto senso della realtà e - ripeto - rispetto per i cittadini: non promettere ciò che non si può mantenere e fare di tutto per risollevare il Paese. Noi lo facciamo ogni giorno con le nostre proposte, che chiediamo vengano ascoltate, altrimenti ve ne assumete voi la responsabilità, tanto più che usate strumenti non previsti dalla Costituzione. (Applausi). CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, concordiamo con le affermazioni del senatore Errani quando ci dice che questo è un risultato di tutti: è vero, collega, è un risultato di tutti, e lo diciamo con la stessa onestà intellettuale di chi prima ci ricordava la famosa storia del mojito, dei pieni poteri, eccetera. Ricordiamo che è un risultato di tutti, ma è un risultato, cari colleghi, anche di chi veniva a Milano, viaggiando da Roma, a fare gli aperitivi dicendo che non sarebbe successo nulla e poi si è preso il Covid. (Applausi). (Commenti). Presidente, se cominciamo così non va bene. Lo ricordiamo anche a chi diceva «Bergamo non ti fermare!» per poi andare in vacanza a Formentera. È un risultato anche di chi diceva «Milano non si arrende» e partecipava alla movida. Lo ricordiamo anche a chi diceva che i pazienti che non possono essere trattati sono lasciati morire, per poi essere smentito dal fratello medico. Lo ricordiamo per onestà intellettuale. (Applausi). Ministro, è dall'inizio della pandemia che vi stiamo invitando a una gestione più condivisa e più oculata di quello che è lo stato d'emergenza. Nessuno in questo momento sta dicendo che lo stato d'emergenza non va bene. Diciamo semplicemente che lo stato di emergenza deve essere gestito in un modo diverso da come lo state voi gestendo. Vogliamo essere coinvolti. Chiediamo non che la minoranza sia coinvolta, ma che il Parlamento sia coinvolto, che è una cosa totalmente diversa. Ministro, la vostra gestione lascia alcune perplessità dal punto di vista sia tecnico che pratico. Dal punto di vista tecnico, lo stato di emergenza è stato dichiarato in data 31 gennaio fino al 31 luglio; poi, venite qua e ci dite che è prorogato al 15 ottobre. Adesso ritornate a dirci che lo prorogate al 31 gennaio 2021: un anno di stato di emergenza, che va in senso totalmente contrario rispetto a quello che è venuto a dirci il Presidente del Consiglio in data 21 maggio. Il Presidente del Consiglio in data 21 maggio ci ha detto: «Non ci possiamo permettere di protrarre l'efficacia di misure così limitative per un periodo indefinito. Un ordinamento liberale e democratico non può tollerare una compressione dei diritti fondamentali». (Applausi) . Non l'ha detto Gian Marco Centinaio: l'ha detto Conte! (Applausi) . Però è stato così, avete fatto così. Il risultato, Ministro, Presidente, è un caos istituzionale senza precedenti, che ha portato i più importanti costituzionalisti a chiedersi cosa stesse succedendo nel nostro Paese. Caos nei rapporti tra Stato e Regioni: casualmente alcune Regioni - casualmente, perché tutto quello che facevano altre Regioni, come la Campania o il Lazio, andava benissimo, anzi diventava un caso da seguire - qualsiasi cosa facessero non andava bene. Pensiamo alla Sardegna. Come ho già detto in quest'Aula - ripeto sempre le stesse cose - il presidente Solinas è stato trattato come l'ultimo dei fuori di testa: stava semplicemente dicendo quello che state dicendo voi in questo momento. Confusione tra Stato ed enti locali: persino tra lo Stato e i Comuni c'era confusione, tanto che l'ANCI, in più di un'occasione, vi ha criticati nella gestione dei vostri provvedimenti. Imbarazzante, poi, Ministro, il rapporto tra il potere legislativo e il potere esecutivo, tra il Governo e il Parlamento, con il Parlamento come semplice ratificatore delle decisioni del Governo. Dobbiamo stare qui ad ascoltare e ad applaudire quello che decide il Governo, ma il potere legislativo è quello che rappresenta il popolo, è quello che è stato eletto dal popolo per decidere! (Applausi) . Non siete voi e i tecnici che ha pagato e strapagato il presidente Conte, ma siamo noi - non la minoranza, ma tutto il Parlamento - Camera e Senato, a dover dare le indicazioni al Governo. Invece, Ministro, si prosegue con l'uso spudorato dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, in assenza dei presupposti di diritto e di fatto. Non si rispettano nemmeno le procedure previste per i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e noi siamo gli spettatori delle vostre decisioni. Il problema è che state trattando disposizioni che limitano le libertà individuali: libertà di circolazione, limitata; libertà di riunione, limitata ; libertà religiosa, limitata; diritto all'istruzione, limitato; libertà di iniziativa economica, limitata; libertà personale, limitata. Queste limitazioni dovrebbero avere un rango di legge o di un atto avente forza di legge.