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attualmente, in media il costo per un tampone molecolare è di circa 72 euro con variazioni di prezzo che vanno dai 35 euro della Campania ai 90/120 euro della Lombardia; trattasi di costi che incidono in maniera rilevante specie sulle famiglie più numerose, indotte ad un controllo di tutti i componenti quando uno risulti contagiato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato in premessa; se si stiano valutando iniziative per calmierare il prezzo dei tamponi molecolari e renderlo omogeneo su tutto il territorio nazionale, soprattutto nei casi in cui si sia impossibilitati a usufruire delle strutture pubbliche. Atto n. 3-03055 SBROLLINI Al Ministro della salute Premesso che: con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 gennaio 2022, concernente l'individuazione delle esigenze essenziali e primarie per il soddisfacimento delle quali non è richiesto il possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19, vengono stabiliti nuovi criteri per accedere a locali chiusi, al fine di limitare la diffusione dei contagi; l'art. 1 di tale decreto ricomprende i servizi collegati alla tutela della salute, nell'ambito dei servizi e delle attività che si svolgono al chiuso, per far fronte alle esigenze essenziali e primarie della persona, alle quali si può accedere senza dover rispettare le disposizioni restrittive; considerato che: i servizi di assistenza sociale messi a disposizione dalle amministrazioni comunali vengono svolti anche sul territorio, ma trovano una sistemazione logistica soprattutto all'interno di edifici comunali; le persone che utilizzano questi servizi sono spesso soggetti con varie problematiche psico-fisiche, economiche e relazionali; tali utenti non sempre sono in grado di portare a compimento il percorso di vaccinazione e spesso non sono autosufficienti nelle competenze e nei mezzi per ottenere un green pass da esibire; considerato anche che gli assistenti sociali sono obbligati a incontrare queste persone bisognose di aiuto e di cura, compresi gli anziani, solo fuori degli uffici all'uopo dedicati, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di consentire agli assistenti sociali di svolgere le loro funzioni collegate a persone deboli ed in difficoltà, rimanendo nel contempo rispettosi delle normative vigenti. Atto n. 3-03056 GARAVINI Al Ministro della salute Premesso che: al fine di far fronte all'emergenza sanitaria generatasi a causa della pandemia da COVID-19, ovvero per sopperire alla correlata carenza di personale sanitario, con l'articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 è stata introdotta una procedura straordinaria semplificata per l'assunzione a tempo determinato di personale sanitario straniero, sia proveniente dall'Unione europea che da Paesi terzi; il termine di tale misura, inizialmente stabilito per il 31 dicembre 2021, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2022, per mezzo dell'articolo 6 -bis del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105; limitatamente all'attuale emergenza sanitaria, la procedura opera una serie di deroghe, anche relativamente ai criteri di accesso ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche per cui è stato reso possibile, tra l'altro, l'esercizio delle professioni sanitarie nel Sistema sanitario nazionale (SSN) anche da parte di coloro che possiedono un permesso di soggiorno non di lungo periodo, nonché l'esercizio della professione di dirigente medico, altrimenti normalmente preclusa; considerato che: a due anni dall'inizio dell'emergenza sanitaria, la carenza di personale sanitario del SSN continua a rappresentare una grave criticità nel fronteggiare la pandemia; la possibilità di poter ricorrere all'assunzione di personale straniero rappresenterebbe quindi uno degli strumenti più importanti e tempestivi per far fronte alla suddetta criticità, considerando che, secondo le più recenti stime dell'Associazione medici di origine straniera Italia (AMSI), nel nostro Paese ci sono 77.500 professionisti della sanità di origine straniera, di cui solo il 10 per cento riesce a lavorare nel Servizio sanitario nazionale, a causa dei limiti per l'esercizio delle professioni nella pubblica amministrazione legati alla cittadinanza; tuttavia, secondo quanto riportato anche da AMSI, sul territorio nazionale si riscontra un mancato ricorso alle deroghe straordinarie, ex art. 13 del decreto-legge n. 18 del 2020 da parte delle amministrazioni ospedaliere e aziende sanitarie locali, le quali, nei bandi di assunzione tendono ad inserire i criteri ordinari legati alla cittadinanza italiana e al permesso di soggiorno di lungo periodo; in tale contesto, si distingue invece la recente delibera regionale del Lazio del 18 gennaio 2022, con cui si stabilisce che le aziende e gli enti del SSR procedano al reclutamento temporaneo di personale sanitario secondo le procedure semplificate ex art. 13 del decreto-legge n. 18 del 2020; considerato inoltre che, poiché, come noto, la carenza di personale nel SSN rappresenta un'annosa criticità che interferisce con un'adeguata tutela della salute nel nostro Paese, consentire la possibilità di esercitare la professione medica a coloro che non possiedono la cittadinanza italiana potrebbe essere una misura adeguata anche al di fuori dell'emergenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, secondo le proprie competenze, sia a conoscenza di quali siano le dinamiche che hanno condotto al mancato ricorso alle deroghe ex art. 13 del decreto-legge n. 18 del 2020 da parte delle aziende e degli enti del SSN, ovvero se, al fine di sopperire in modo tempestivo alla carenza di personale sanitario durante l'attuale emergenza sanitaria, consideri opportuno adottare delle misure che mirino a promuovere il ricorso alle suddette deroghe, incentivando così l'utilizzo di questo importante strumento di reclutamento semplificato di professionisti sanitari stranieri; se, al fine di sopperire allo più strutturale ed annoso deficit di personale all'interno del SSN, l'Esecutivo stia valutando la possibilità di introdurre delle modifiche alla disciplina vigente, affinché per l'esercizio della professione medica nel SSN siano introdotti dei requisiti specifici che permettano anche ai medici che non hanno la cittadinanza italiana di partecipare ai concorsi pubblici. Atto n. 3-03057 BITI PARRINI Al Ministro dell'interno Premesso che: le disposizioni finora messe in campo dal Governo italiano per sostenere la rigenerazione urbana nei Comuni rappresentano una misura importante per stimolare gli investimenti sul territorio, con particolare riferimento alle aree urbane degradate, sottoutilizzate e foriere di marginalità sociale. Tali disposizioni finora si sono sostanziate con l'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021 e dei conseguenti decreti di riparto delle risorse, destinate tuttavia soltanto agli enti locali con popolazione superiore ai 15.000 abitanti;