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La soluzione proposta si rende necessaria a fronte del comportamento adottato da diverse imprese di assicurazione le quali inseriscono nei contratti apposite clausole che limitano la facoltà dell'assicurato danneggiato di rivolgersi ad imprese di autoriparazione di propria scelta, incidendo indirettamente sulla formazione dei prezzi delle riparazioni. Alle carrozzerie «fiduciarie» in convenzione è infatti imposta la definizione di tariffe orarie relative al costo del lavoro e di appositi tempi di lavorazione per le singole tipologie di interventi, nonché la determinazione di sconti sui costi dei ricambi e dei materiali di consumo. Simili limitazioni possono comportare a carico delle imprese di autoriparazione convenzionate non solo la violazione di disposizioni previste dai contratti di lavoro sul trattamento economico dei lavoratori, ma possono anche compromettere la sicurezza sul lavoro e la tutela dell'ambiente. A questo proposito il disegno di legge introduce alcune puntuali condizioni per la stesura delle clausole da inserire nelle convenzioni fra imprese di assicurazione ed imprese di autoriparazione per rendere più efficienti i livelli delle prestazioni, introducendo poi un regime di corresponsabilità fra impresa di assicurazione e impresa di autoriparazione nei casi in cui si verifichino vizi, guasti, difetti di funzionamento o, addirittura, danni derivanti da interventi di riparazione che siano stati effettuati in condizioni precarie a causa dei vincoli restrittivi indebitamente previsti nelle clausole inserite nelle convenzioni. Infine, contro le imprese di assicurazione che nell'offerta, nella pubblicità e nell'informazione dei propri servizi assicurativi raccomandano l'utilizzo di condizioni generali di contratto aventi ad oggetto il risarcimento in forma specifica mediante specifiche convenzioni con imprese di autoriparazione, viene ammessa l'azione inibitoria prevista dal più volte citato codice del consumo da parte delle associazioni rappresentative dei consumatori e delle imprese del settore dell'autoriparazione. L'articolo 142- novies stabilisce che nel caso di risarcimento in forma specifica il danneggiato mantiene il diritto al risarcimento «integrale» dei danni subiti, nel senso che i medesimi danni sono da intendersi come comprensivi non solo del danno materiale sul veicolo, ma anche degli eventuali oneri e costi relativi al soccorso stradale, al noleggio di veicoli sostitutivi ed al «fermo tecnico» del veicolo, nonché agli eventuali adempimenti stragiudiziali derivanti, oltre che alle spese dovute nel caso di demolizione e reimmatricolazione del veicolo. L'articolo 2, è diretto ad abrogare le varie disposizioni vigenti che regolano la procedura di risarcimento diretto. Le ragioni risiedono nella constatazione delle gravi conseguenze che sono derivate dalla citata procedura, la quale non ha risolto la questione relativa all'abbassamento dei costi di gestione delle pratiche d'indennizzo a carico delle compagnie, nonché alla conseguente riduzione del costo delle polizze responsabilità civile autoveicoli, soprattutto a causa dei meccanismi farraginosi di compensazione fra le compagnie, i quali hanno innescato nella pratica una pressione al rialzo sui premi. La procedura di risarcimento diretto ha aggravato le condizioni relative al contenzioso giudiziario e stragiudiziale in materia assicurativa. Infatti, va ricordato che per superare il contenzioso seguìto alla disciplina del risarcimento diretto è intervenuta la sentenza della Corte costituzionale n. 180 del 19 giugno 2009, con la quale è stato definitivamente chiarito che la procedura del. cosiddetto «indennizzo diretto» costituisce una «ulteriore modalità di tutela» del danneggiato, accanto alla quale è comunque ammessa «l'esperibilità dell'azione diretta contro l'assicuratore del responsabile civile». Nonostante l'indirizzo interpretativo dettato dalla Corte, diverse compagnie di assicurazione hanno continuato a seguire l'orientamento interpretativo in base al quale il sistema del cosiddetto «indennizzo diretto» comporterebbe la perdita del diritto di azione risarcitoria rivolta nei confronti della compagnia del civile responsabile anche in sede stragiudiziale, frapponendo pretestuosi ostacoli alle richieste stragiudiziali dei danneggiati, precludendo anche il rimborso delle spese sostenute per assistenza legale o consulenza professionale e provocando l'insorgere di un diffuso e costoso contenzioso, con pesanti oneri a carico dei cittadini. Occorre, in particolare, evidenziare che la disciplina del risarcimento diretto, secondo quanto previsto dall'articolo 14 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2006, n. 254, che mira a definire i benefici derivanti agli assicurati in base alla procedura di risarcimento diretto, nel fare riferimento a determinati elementi come «l'ottimizzazione della gestione, il controllo dei costi e l'innovazione dei contratti», ha precisato, tuttavia, che tali elementi possono anche «contemplare l'impiego di clausole che prevedano il risarcimento del danno in forma specifica» specificando che in tal caso «nel contratto deve essere espressamente indicata la percentuale di sconto applicata». Il sistema del risarcimento diretto ha quindi rafforzato la legittimazione delle compagnie di assicurazione a stipulare convenzioni con imprese di autoriparazione con l'impiego di clausole che prevedono il risarcimento del danno in forma specifica con contestuale riduzione del premio per l'assicurato, imponendo vincoli e limiti restrittivi che pregiudicano la parità di condizioni di concorrenza e compromettono in capo al danneggiato la libertà di scelta delle imprese di autoriparazione di fiducia. L'articolo 3, è diretto a consentire, in un quadro di trasparenza, oltre che ai contraenti ed ai danneggiati, anche al riparatore direttamente interessato per aver riparato il mezzo, munito di delega o cessione di credito del soggetto danneggiato, di accedere agli atti istruttori a conclusione dei procedimenti di valutazione, constatazione e liquidazione dei danni che li riguardano per verificare le perizie svolte dall'assicuratore e per acquisire elementi di informazione circa le motivazioni che possano determinare un eventuale diniego al risarcimento o una sospensione della procedura liquidativa. L'articolo 4, è finalizzato ad introdurre alcune modifiche ed integrazioni all'articolo 148 del codice delle assicurazioni private, attinente alla procedura di risarcimento. In primo luogo, la norma stabilisce che il diritto dell'assicurato al risarcimento rimanga fermo nel soli casi in cui non sia obbligatorio procedere alla riparazione obbligatoria, come disciplinata dall'articolo 2 del presente disegno di legge. La proposta prevede poi che la compagnia di assicurazione sia comunque tenuta a richiedere le informazioni relative all'incidente ai competenti organi di polizia, nel pieno rispetto dei termini della procedura, ed al contempo che gli organi di polizia siano tenuti a trasmettere tempestivamente le informazioni acquisite all'impresa di assicurazione al fine di consentire il rispetto dei termini prescritti. La norma introduce una riformulazione del comma 5, dell'articolo 148 del codice delle assicurazioni private, al fine di consentire al danneggiato che abbia presentato richiesta di risarcimento di non veder bloccata la procedura stessa da parte dell'impresa di assicurazione nel caso in cui la richiesta fosse priva degli elementi indispensabili per formulare un'offerta.