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Laddove si possa, in un in un momento di difficoltà estrema per le nostre imprese, girare delle cifre verso chi non riesce ad andare avanti con la propria impresa, è giusto eventualmente ristorarlo. Direi quindi che è veramente molto semplice. Penso che, se si riuscisse ad avere un atteggiamento costruttivo di questo tipo, ciò potrebbe favorire un'attenzione e un progresso per il nostro Paese e per i nostri cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, signor rappresentante del Governo, è mia convinzione che questa mozione non si basi su dati di fatto, numeri, statistiche ed evidenze inconfutabili, ma si inquadri nell'ambito di un più generale contrasto politico, del tutto legittimo peraltro, all'operato di questi anni di Governo del presidente Conte e del MoVimento 5 Stelle, tentando di contestare, ridicolizzare e dileggiare qualsiasi cosa fatta, anche quelle meglio riuscite, come quella di cui ci occupiamo oggi. (Applausi) . I giornali di area, infatti, in merito a questa mozione oggi titolano «Un calcio all'era Giuseppi» (cito «Il Tempo») o, ancora, «Cancellare il bonus di Conte vale 5 miliardi» (e cito «Libero»). I proponenti sottolineano che sarebbe necessario dimostrare che le misure siano realmente efficaci per conseguire le finalità pubbliche che legittimamente si intende raggiungere e che, quindi, dovrebbe sussistere una chiara e inequivocabile prova che il meccanismo di cashback consenta di fatto di conseguire la finalità pubblica della lotta all'evasione fiscale. Vediamo allora quali sono questi numeri, quelli noti ad oggi, cioè a soli quattro mesi dall'inizio del piano cashback , ma prima di tutto analizziamo gli obiettivi che ci eravamo posti. Tra questi c'era innanzitutto quello di aumentare i pagamenti elettronici, settore nel quale siamo ventiquattresimi sui 27 Paesi dell'Unione europea, con un pagamento pro capite che è circa la metà della media europea. L'aumento del numero dei pagamenti elettronici porta una serie di vantaggi enormi, tra cui una minore circolazione del contante, il che consente significativi risparmi legati alla sua gestione, costo che grava sia sugli operatori economici sia sullo Stato. Si pensi agli oneri delle assicurazioni contro furti o rapine o a quelli della sicurezza, dei controlli anticontraffazione e così via. Aumentano poi i consumi, che da anni sono molto bassi, anche a causa della crisi economica che ci portiamo dietro dal 2008. C'è poi l'emersione di una parte dell'economia sommersa, con conseguente aumento della base imponibile, che potrà portare a una maggiore efficacia del contrasto all'evasione fiscale e a una diminuzione generalizzata delle tasse. Quali sono ad oggi i dati disponibili di cui possiamo parlare? Una parte ci è stata fornita dal sottosegretario Durigon, della Lega, qualche giorno fa, rispondendo a un'interrogazione alla Camera. Innanzitutto, ha sfatato le fake news dei cosiddetti furbetti, che riguardano soltanto lo 0,2 per cento (Applausi) del totale dei pagamenti superiori a 10 euro e il 2 per cento dei pagamenti tra 30 centesimi e 5 euro. A marzo i cittadini iscritti al programma erano oltre 8 milioni, 7 milioni dei quali erano utenti attivi, e gli strumenti di pagamento registrati sono passati dai 9,6 milioni di dicembre agli oltre 14 milioni di marzo. Tra questi, gli strumenti di pagamento attivi sono passati da 6,7 milioni a dicembre a 9,7 milioni a febbraio, con un incremento di circa il 20 per cento di mese su mese: sono sempre dati forniti dal sottosegretario Durigon. Tutto ciò, che è un clamoroso successo, è stato ottenuto in pochissime settimane, grazie solo ed esclusivamente all'incentivo previsto dal cashback, che, lo ricordo, può arrivare a un massimo di 300 euro all'anno per cittadino. Inoltre, le identità digitali SPID (Sistema pubblico di identità digitale) sono triplicate in pochi mesi: in poco meno di un anno, sono passate dai 5,7 milioni del gennaio dell'anno scorso ai 16,4 del gennaio di quest'anno. Secondo un sondaggio della Community cashless society, il 70 per cento degli italiani pensa che il cashback abbia spinto ad un uso più frequente dei mezzi di pagamento elettronici. In ogni caso, il dato di fatto è che più del 20 per cento del pagamento sui POS fisici transita grazie a questa misura. In termini di recupero del sommerso, secondo il Rapporto di Ambrosetti «Italia cashless : cambiamenti in atto e prospettive future», si arriverà a un recupero di 1,2 miliardi. Si stima invece che fino al 2022 l'incremento dei consumi sarà di 14 miliardi di euro, quindi con un aumento di gettito pari a 4,4 miliardi di euro. Se questi sono i numeri, vuol dire che la misura, fino alla fine del 2022, costerà poco più di 300 milioni di euro, ma porterà in dote un recupero del sommerso, la creazione di una piattaforma attraverso la quale cittadini e pubblica amministrazione potranno interloquire e far passare tutti i pagamenti e un abbassamento generalizzato e a lungo termine della tassazione. Se questo non è un successo, spiegatemelo voi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulla mozione e sull'ordine del giorno presentati. SARTORE, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, onorevoli senatori, il Governo esprime parere contrario sulla mozione e accoglie l'ordine del giorno che impegna l'Esecutivo ad approfondire il monitoraggio del programma cashback anche al fine di adottare eventuali provvedimenti correttivi, con una valutazione retrospettiva di costi e benefici, in un quadro più generale di riforma e modernizzazione in senso digitale del sistema dei pagamenti effettuati al di fuori dell'esercizio, dell'attività di impresa, arte o professione. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, membri del Governo, parliamo oggi di un argomento che è stato molto dibattuto nell'ultimo periodo. Come è stato già detto, il cashback è un'iniziativa che consente di ottenere il rimborso del 10 per cento delle spese sostenute presso negozi fisici (quindi non in maniera virtuale) con pagamenti elettronici, ossia utilizzando carta di credito, carta di debito, prepagata, bancomat e applicazioni di pagamento. Il rimborso è previsto nella misura massima di 300 euro l'anno, ossia fino a 150 euro a semestre, a fronte di almeno 50 pagamenti. Il rimborso massimo per ogni singola transazione è invece di 15 euro.