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errori, insomma, che prima o poi presentano sempre il conto da pagare, minando la competitività di ogni Paese che li abbia commessi. Sulla scia dell'Unione europea, che è stata la grande ispiratrice dell'Agenda 2030 e l'istituzione più determinata nell'attuarla, anche l'Italia si è dotata di una strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. È abbastanza? Purtroppo no. L'ISTAT, ad esempio, ha da poco certificato che abbiamo tuttora notevoli lacune da colmare sui diciassette parametri. Ci serve un cambio di marcia, e ci serve al più presto. Ecco perché è necessario introdurre lo sviluppo sostenibile nella Carta costituzionale. Difesa dell'ambiente Negli ultimi decenni vi sono stati fenomeni imponenti di desertificazione e deterioramento della criosfera. Le emissioni di gas serra e la deforestazione continuano a minacciare il destino del pianeta nonostante il susseguirsi rituale delle Rio, delle Kyoto, delle Parigi, delle Katovice. È sempre più chiaro che il riscaldamento globale comporta evidenti rischi politici. I fenomeni migratori rispondono, ad esempio, in modo sempre più marcato, a vere e proprie emergenze ambientali. Le proiezioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) ci dicono che, se non ridurremo drasticamente le attività alla base del riscaldamento globale entro il 2030, non riusciremo ad impedire che scatti la « retroazione positiva » nei ghiacci polari e nelle foreste equatoriali, ossia lo scioglimento automatico dei primi e la combustione automatica delle seconde, anche senza nessun intervento umano. Sappiamo che se si supererà di 2 gradi la temperatura media globale rispetto all'era preindustriale il rischio di effetti irreversibili aumenterà esponenzialmente. In Italia ci sentiamo ancora per lo più immuni da questi problemi, ma poco alla volta stanno entrando anche nella nostra vita quotidiana. Le stagioni sempre più calde mettono a dura prova la nostra agricoltura e rendono la vita difficile ai nostri anziani. Il ritiro dei ghiacci alpini e l'inquinamento dei mari danneggiano fiorenti attività economiche. I sussidi alle fonti fossili pesano come un macigno sui nostri bilanci pubblici. Ecco perché è necessario introdurre la tutela dell'ambiente, non più solo « del paesaggio », nella Carta costituzionale. Per tutte questa finalità, il presente disegno di legge: all'articolo 1, inserisce all'articolo 2 della Costituzione i princìpi della tutela dell'equità intergenerazionale e della promozione dello sviluppo sostenibile; all'articolo 2, inserisce all'articolo 9 della Costituzione il principio della tutela dell'ambiente come diritto fondamentale.. 1 (Modifica dell'articolo 2 della Costituzione) 1 All'articolo 2 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile ». 2 (Modifica dell'articolo 9 della Costituzione) 1 All'articolo 9 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Riconosce e garantisce la tutela dell'ambiente come diritto fondamentale ».