[resaula]

Questo fa sì che la legittima difesa sia intesa come eventualità sgradevole da limitare, tant'è vero che il nostro codice attualmente funziona come limitazione dell'esercizio della legittima difesa; nonostante i millenni ci insegnino essere diritto e corollario del diritto alla vita, per noi è una scriminante, una causa di giustificazione e lasciamo perdere tecnicismi giuridici che vogliono solo dire che siamo limitati nel poter respirare. O almeno questa è la mia modesta opinione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . In questo caso preferisco l'ottica liberale: l'individuo è al centro e c'è un contratto sociale che lega l'individuo allo Stato, con alcune funzioni ben precise delegate allo Stato, tra le quali la difesa della sicurezza. Ma laddove lo Stato fallisca, a meno che qualcuno non mi dica che abbiamo le risorse in bilancio per mettere un agente di pubblica sicurezza in ogni casa, è possibile - anzi, lecito e naturale - per l'individuo provvedere alla difesa propria, dei propri cari e, sì, anche dei propri beni, perché egli non si realizza semplicemente nel sopravvivere, ma nel vivere. Di conseguenza, gentili colleghi, non vorrei mai che la vittima di un crimine diventasse anche vittima dello Stato. È stato ben evidenziato dall'intervento del senatore La Russa - che ringrazio, anche se non è più presente in Aula - il fatto che la vittima diventa vittima due volte. Spesso, infatti, si dimentica che a casa propria non si è compiuta alcuna attività od omissione a seguito delle quali si siano meritate un'invasione o un'aggressione. Se poi qualcuno ritiene di poter fare valutazioni di proporzionalità e attualità del pericolo nottetempo, di fronte a un aggressore sconosciuto, fatemelo conoscere: forse, mi insegnerà qualcosa. Ricordiamo comunque che la riforma dell'istituto della legittima difesa è necessaria non solo perché fa parte del programma della Lega e del contratto di Governo, ma soprattutto perché è una richiesta dei nostri cittadini. È bene ricordare infatti che noi tutti siamo qui per un motivo: tutelare e rappresentare i nostri cittadini, (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , con il mandato dei quali esercitiamo - e siamo onorati di farlo - la funzione di parlamentari e di senatori della Repubblica. Il cittadino onesto rimane al centro dell'azione politica della Lega e di questa maggioranza. Lo abbiamo dimostrato in questa mattinata con il voto sullo scambio politico-mafioso e lo dimostreremo di nuovo con il voto sulla legittima difesa: il cittadino onesto al centro, sempre. Il delinquente, signori miei, ha già scelto la via della violenza sulle persone e sulle cose, ma non può e non deve assolutamente essere tutelato, nemmeno in via indiretta, dallo Stato: infatti, la naturale reazione difensiva di chi protegge se stesso nell'intimità della propria dimora è avvenuta per un fallimento dello Stato, che fallisce due volte e diventa criminale nel momento in cui persegue chi in casa propria si difende. Signor presidente Grasso (al quale umilmente mi rivolgo, anche se non sono un ex magistrato né un avvocato, ma un cittadino), onestamente, in casa mia mi difendo e, se dovesse succedere, difenderei anche la mia proprietà. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Con cosa? Con la massima letalità possibile, perché dall'altra parte - e questo a prescindere dalla riforma della legittima difesa - non so chi vi sia. Mi scuso per essermi rivolto personalmente al senatore Grasso, signor Presidente: forse non ne ho nemmeno l'autorevolezza, ma mi sono permesso di farlo come semplice collega. Nel ringraziare il Presidente e i colleghi, invito tutti a votare a favore di questa riforma che, come dicono gli amici di Fratelli d'Italia, forse non è ancora quella definitiva, ma è un notevole passo avanti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE . Senatore Candura, glielo abbiamo consentito perché si trattava di un'interlocuzione argomentativa e anche per il garbo. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale «Enrico Fermi», di Castrovillari, in provincia di Cosenza, che assistono ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 5-199-234-253-392-412-563-652 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, onorevole rappresentante del Governo, il lavoro fatto sul testo della legittima difesa è stato positivo. Da un punto di vista personale, posso anche dire che è stato gratificante, perché faceva parte di uno degli impegni che ci eravamo assunti con le elezioni, ossia la modifica della normativa sulla legittima difesa, e per i quali siamo stati votati nei collegi uninominali oppure nei proporzionali. Il lavoro è stato gratificante anche perché, per quanto ci riguarda, il provvedimento fa parte nello specifico del programma di centrodestra, quindi lavorare su questo con i colleghi della Lega è stato positivo, anche in una logica di carattere politico. Che cosa bisogna dire con riferimento a questo disegno di legge? Innanzitutto, voglio ringraziare il Presidente della Commissione giustizia, che oggi è relatore, perché ha fatto un lavoro di sintesi: noi diciamo che non è abbastanza, ma riconosciamo che ha fatto un lavoro paziente di sintesi, con praticità nordica, se mi passate questa valutazione un po' sopra le righe. Voglio poi ringraziare i colleghi della Commissione, perché abbiamo fatto davvero un attento lavoro sulle audizioni, dalle quali abbiamo imparato alcune cose. Ad esempio, ci siamo accorti dell'esistenza di un divario netto fra le associazioni che sono venute a parlare dei problemi concreti di persone che, magari, si sono trovate o si trovano attualmente sotto processo, e l'impostazione giuridica che può apparire invece più astratta, perché è un'impostazione che mette a confronto il valore della vita con quello del patrimonio. Trovare una sintesi, quindi, non è stato semplice, anche se avevamo delle idee molto chiare, nel senso che dovevamo assolutamente intervenire su una serie di non corrette interpretazioni giurisprudenziali per cui, alla fine, una persona che ipoteticamente ha procurato una lesione o addirittura ha ucciso un ladro in casa, oltre al danno subisce anche la beffa - almeno così è stato fino ad oggi - di finire sotto processo, con il rischio addirittura di due tipi di procedimento, quello penale e quello di risarcimento del danno. Con l'approvazione di questo disegno di legge sulla legittima difesa diciamo al Paese che lo Stato prende atto di non poter mettere un carabiniere presso ogni abitazione, ma non per questo, cioè non per una propria inadempienza, fa carico delle conseguenze sul cittadino che, in un momento di terrore - come quello che evidentemente che si può vivere quando si viene aggrediti dentro casa o dentro un negozio - provoca delle lesioni o addirittura la morte della persona che lo ha aggredito. È una risposta che si dà soprattutto con riferimento a questo.