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quale gestore del FIP è stata individuata dal Ministero la società Investire Immobiliare Sgr SpA (oggi InvestiRE SGR SpA); la società è stata individuata esclusivamente a mezzo di trattativa privata, peraltro avviata e gestita non direttamente ad opera del Ministero, ma solo tramite taluni istituti di credito (cosiddetti banche "arranger"), a loro volta selezionati dal Ministero senza alcuna preventiva procedura pubblica di gara; con contratto sottoscritto il 28 settembre 2016 la società InvestiRE Sgr SpA ha venduto "in blocco" l'immobile in questione alla società Atlantica Properties SpA; la cessione dell'immobile è avvenuto anch'esso mediante trattativa privata, senza alcuna procedura pubblica di gara; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: la legittimità delle modalità di attribuzione della gestione del FIP ad InvestiRE SGR SpA è già stata posta in dubbio dalla Corte dei conti nella deliberazione 4/2006/G e nella deliberazione 4/2007/G, ove si è evidenziato come, per l'appunto, la società InvestiRE Sgr SpA non fosse stata selezionata mediante procedura ad evidenza pubblica, ma solo mediante trattativa privata, avviata e gestita non direttamente ad opera del Ministero, ma solo da istituti di credito privati, anch'essi selezionati senza preventiva procedura pubblica di gara; anche le modalità con le quali si è proceduto alla vendita dell'immobile pubblico violano apertamente la disciplina dettata dai decreti ministeriali 21 novembre 2002 e 7 novembre 2003, adottati in attuazione dell'art. 3 del decreto-legge n. 351 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 410 del 2001, i quali prevedono che i beni pubblici oggetto di cartolarizzazione devono essere ceduti solo mediante asta pubblica; in tale prospettiva si è, del resto, già espressa anche l'ANAC con la nota del 4 agosto 2009 e con delibera n. 81 del 2009 (richiamate dalla medesima Autorità anche nel parere AG 90/15/AP del 10 dicembre 2015); ne discende che la società InvestiRE Sgr SpA mai avrebbe potuto alienare, mediante trattativa privata ed in assenza di qualsivoglia procedura di evidenza pubblica, un immobile pubblico; considerato, altresì, che la complessiva opacità che pervade l'intera procedura fin dalla costituzione del FIP appare vieppiù palese se si considera che, stando alle notizie di stampa, uno dei soci principali di Atlantica Properties SpA, che ha acquistato il complesso immobiliare di piazza Augusto Imperatore da InvestiRE SGR, risulta il signor Clemente di Paola, il quale è stato fino al 2009 direttore generale e fondatore proprio di InvestiRE Sgr SpA, contribuendo in prima persona alla gestione dello stesso FIP, con conseguenti profili di insorgenza di grave conflitto di interessi in sede di definizione di detta operazione immobiliare del FIP, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, ritenga opportuno assumere le più opportune iniziative finalizzate ad approfondire e chiarire la suddetta fattispecie di operazione immobiliare del FIP, sia alla luce delle evidenti e gravi criticità evidenziate, nonché dei prefigurabili profili di illegittimità dell'operazione immobiliare, compresi gli effetti della medesima operazione che hanno pregiudicato, anche a seguito della vendita in blocco del complesso immobiliare dal FIP, tramite il gestore Investire SGR SpA, ad Atlantica Properties SpA , i diritti di opzione e di prelazione riservati dalla citata legge n. 410 del 2001 ai conduttori dei locali commerciali presenti nello stesso complesso immobiliare, sia nell'ottica di impedire l'ulteriore alienazione di immobili pubblici già conferiti nel FIP senza procedura di gara, in violazione della normativa richiamata, nonché in contrasto con le citate autorevoli indicazioni dell'ANAC e della Corte dei conti. Atto n. 4-01630 SICLARI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con nota n. 5636 del 2 aprile 2019, ha deciso di rigettare collettivamente tutte le istanze di riconoscimento presentate dai docenti abilitati in Romania, senza procedere ad alcuna analisi individuale, né valutare autonomamente l'equivalenza dei percorsi di studio. Il presupposto da cui parte il Ministero è il provvedimento delle autorità rumene, che riconosce una differenza tra i certificati recanti la dicitura "direttiva 2005/36/CE" e quelli privi di tale indicazione; tuttavia, la Commissione europea aveva precisato che, in caso di titoli equivalenti, è necessario sì disporre misure compensative, ma non può non riconoscersi il titolo; in particolare, la Commissione europea aveva chiarito che secondo la giurisprudenza "spetta all'autorità competente verificare, conformemente ai principi sanciti dalle pronunce in materia se, e in quale misura, si debba ritenere che le conoscenze attestate dal diploma rilasciato in un altro Stato membro e le qualifiche o l'esperienza professionale ottenute in quest'ultimo, nonché l'esperienza ottenuta nello Stato membro in cui il candidato chiede di essere iscritto, soddisfino, anche parzialmente, le condizioni richieste per accedere all'attività di cui trattasi"; non è necessaria, dunque, un'assoluta identità tra i titoli messi a confronto, ma una mera equivalenza per determinare il dovere di riconoscere il titolo conseguito all'estero, anche predisponendo eventuali misure compensative; con il provvedimento citato, il Ministero sembra aver contraddetto tale orientamento europeo, costringendo di fatto migliaia di docenti a preparare ricorso avverso il provvedimento, nonché conseguentemente disponendo l'esclusione dalle graduatorie di tutti gli abilitati in Romania, si chiede di sapere quali atti il Ministro in indirizzo intenda adottare a tutela del principio di non discriminazione dei docenti che abbiano ottenuto l'abilitazione in Romania e quali atti intenda assumere al fine di prevenire un contenzioso, che potrebbe avere effetti negativi per lo Stato italiano, oltre a complicare ulteriormente la già critica situazione venutasi a creare. Atto n. 4-01631 SICLARI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: autorevoli fonti di stampa, durante il mese di maggio 2018, pubblicavano la notizia dell'effettuazione di un sopralluogo per verificare lo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione della strada di collegamento Fiumara Bonamico-Pirria-Melia-Farnia-Cano, che collega il santuario di Polsi a San Luca (Reggio Calabria), da parte del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, accompagnato dal vescovo della diocesi di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, dal commissario straordinario di Calabria Verde, Aloisio Mariggiò, e dall'ingegnere Pino Iacino, ex capo del compartimento Anas della Calabria; l'opera pubblica concerne un intervento di 25 chilometri, che riveste un'importanza straordinaria per "rompere l'isolamento del santuario", luogo simbolo oggi della Calabria che non si arrende al crimine; tale opera è stata finanziata dal CIPE con delibera del 22 dicembre 2017 per circa 20 milioni di euro;