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N. (1)............. I. Identificazione delle carcasse eviscerate: Specie animale .................................................... Numero di carcasse non eviscerate .................................. II. Provenienza delle carcasse non eviscerate: Indirizzo dell'azienda di ingrasso ................................ III. Destinazione delle carcasse non eviscerate: Le carcasse non eviscerate saranno trasportate al seguente laboratorio di sezionamento ........................................ mediante i seguenti mezzi di trasporto ............................ IV. Attestato sanitario: Il sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che le carcasse non eviscerate di cui sopra provengono da animali che sono stati oggetto di ispezione ante mortem nell'azienda di ingrasso sopra menzionata il ................................................................ alle ore............ e sono stati riconosciuti sani. Fatto a.................. il .................. ..................................... (Firma del veterinario ufficiale) (2) ______________ (1) Facoltativo. (2) Nome e cognome per esteso. ". 14. Dopo il terzo comma dell'art. 8 sono aggiunti i seguenti: "Agli stabilimenti di macellazione possono essere concesse deroghe all'obbligo dell'eviscerazione dei volatili da cortile di cui all'allegato 1, capitolo V, punto 23, a condizione che le carcasse dei volatili macellati non siano destinate ai laboratori di sezionamento o di preparazione dei prodotti a base di carne, né agli esercizi di somministrazione, a qualsiasi titolo, di sostanze alimentari, e che i volatili stessi siano sottoposti ad ispezione veterinaria completa per partite omogenee per età, origine, provenienza e peso, per ogni giornata di macellazione, nella misura di almeno cinque capi per partita, fino a cinquecento animali, e, in misura proporzionalmente maggiorata, per partite superiori a cinquecento animali. Su ciascuna carcassa prodotta nelle condizioni previste dal quarto comma è applicato un bollo a placca, recante, in caratteri leggibili e indelebili, la sede dello stabilimento e il nome o la ragione sociale della ditta produttrice. Con decreto del Ministro della sanità possono essere modificate le condizioni e le prescrizioni di cui al quarto e quinto comma. ". 15. All'art. 27 le parole "lire 200 mila" sono sostituite dalle seguenti: "lire cinquecentomila". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 17 maggio 1988 COSSIGA DE MITA, Presidente del Consiglio dei Ministri LA PERGOLA, Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie ANDREOTTI, Ministro degli affari esteri VASSALLI, Ministro di grazia e giustizia AMATO, Ministro del tesoro MANNINO, Ministro dell'agricoltura e delle foreste BATTAGLIA, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato RUGGIERO, Ministro del commercio con l'estero DONAT CATTIN, Ministro della sanità Visto, il Guardasigilli: VASSALLI Registrato alla Corte dei conti, addì 24 maggio 1988 Atti di Governo, registro n. 74, foglio n. 5 _________ N O T E AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Nota alle premesse e all'art. 1, comma 1: Il D.P.R. 8 giugno 1982, n. 503, reca: "Attuazione delle direttive CEE numeri 71/118, 75/431 e 78/50 relative a problemi sanitari in materia di scambi di carni fresche di volatili da cortile nonché della direttiva CEE n. 77/27 relativa alla bollatura dei grandi imballaggi di carni fresche di volatili da cortile". Nota all'art. 1, comma 2: Il testo dell'art. 2 del D.P.R. n. 503/1982, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 2. - Sono considerate carni di volatili da cortile tutte le parti adatte al consumo alimentare umano degli animali domestici, appartenenti alle seguenti specie: polli (genere Gallus); tacchini (genere Melcagris); faraone (genere Numidia); anatra (genere Anser); oca (genere Anser). Sono considerate fresche tutte le carni di volatili da cortile che non hanno subito alcun trattamento tale da assicurare la loro conservazione; sono tuttavia considerate fresche, ai fini del presente decreto, anche le carni di volatili da cortile refrigerate o congelate". Note all'art. 1, comma 3: - Il testo dell'art. 4 del D.P.R. n. 503/1982, come modificato dal presente decreto, è il seguente: "Art. 4. - Le carni fresche di volatili da cortile spedite dal territorio nazionale a quello degli altri Stati membri della Comunità economica europea, nonché quelle destinate al commercio o all'industria alimentare nell'ambito del territorio nazionale devono rispondere alle condizioni seguenti: A) Quando si tratta di carcasse o di frattaglie, che queste: a) siano state ottenute in un macello riconosciuto e controllato in conformità dell'art. 9; tuttavia gli animali destinati alla produzione di fegato grasso possono essere storditi, dissanguati e spiumati presso l'azienda di ingrasso, a condizione che queste operazioni avvengano in un locale separato che risponda ai requisiti previsti all'Allegato 1, capitolo I, punto 1, lettera c), che le carcasse non eviscerate vengano immediatamente trasportate, conformemente all'Allegato 1, capitolo XIV, in un laboratorio di sezionamento riconosciuto e provvisto dell'apposito locale di cui alla lettera b)-bis del capitolo II, punto 2, dell'Allegato 1, e che le carcasse in fine siano eviscerate entro le 24 ore; b) provengano da animali che siano stati sottoposti ad una ispezione sanitaria ante mortem, effettuata in conformità alle norme di cui al capitolo IV dell'allegato I e degli articoli 11 e 12, e che, in seguito a tale esame siano stati considerati atti alla macellazione per la commercializzazione in ambito comunitario e nazionale; c) siano state trattate in condizioni igieniche soddisfacenti, in conformità delle disposizioni del capitolo V dell'allegato I; d) siano state sottoposte ad un ispezione sanitaria post mortem effettuata da un veterinario ufficiale eventualmente assistito da ausiliari, ai sensi dell'art. 12 e siano state riconosciute idonee al consumo umano conformemente alle disposizioni del capitolo VII dell'allegato I; e) siano munite di bollo sanitario in conformità alle disposizioni del capitolo X dell'allegato I. Il Ministro della sanità con proprio decreto può modificare o integrare le disposizioni del predetto capitolo, in conformità a quanto disposto dalla lettera e) dell'art. 3 della direttiva n. 75/431/CEE del 10 luglio 1975;