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A.S. 1507 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano e il Governo di Singapore di cooperazione scientifica e tecnologica, fatto a Roma il 23 maggio 2016 DDL 1507 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano e il Governo di Singapore di cooperazione scientifica e tecnologica, fatto a Roma il 23 maggio 2016 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), in sostituzione del senatore Giacobbe, relatore, impossibilitato a prendere parte all'odierna seduta, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica dell'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica sottoscritto nel maggio 2016 tra l'Italia e Singapore. Ricorda, innanzitutto, che la Città-Stato di Singapore, abitata da oltre 5 milioni di persone, repubblica parlamentare indipendente dal 1965, membro del Commonwealth e cofondatrice dell'Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico (ASEAN), è uno dei principali centri finanziari ed economici globali, che vanta uno dei livelli di reddito pro capite più elevati al mondo e costituisce il primo acquirente e destinatario delle esportazioni italiane nella regione. Forte di un sistema politico e istituzionale particolarmente stabile, Singapore, da sempre impegnata nel sostegno alla liberalizzazione del commercio internazionale e nell'attrazione degli investimenti esteri e divenuta essa stessa negli anni un " hub " strategico, commerciale, finanziario e logistico di assoluto rilievo, favorisce tutte le iniziative volte alla creazione sul suo territorio di centri di eccellenza nei settori dell'educazione, delle infrastrutture mediche, della ricerca, dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle banche e dei servizi in generale. L'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica in titolo, composto di un preambolo e di 10 articoli, si pone il duplice obiettivo di sviluppare ulteriormente i rapporti di amicizia tra l'Italia e Singapore e di approfondire e strutturare ulteriormente la collaborazione in campo scientifico e tecnologico, già prevista da una precedente intesa bilaterale risalente al 1990, prevedendo anche la possibilità di finanziare progetti e attività congiunte. A tal proposito, ricorda come nel corso degli ultimi anni la cooperazione inter-universitaria tra Italia e Singapore si sia sviluppata in modo considerevole, coinvolgendo numerosi e qualificati atenei italiani alcune fra le più prestigiose università del Paese asiatico, dalla National University of Singapore alla Nanyang Technological University, dalla Singapore Management University fino alla Singapore University of Technology and Design. Più in dettaglio, il testo dell'Accordo prevede lo sviluppo delle attività di cooperazione tra le due Parti, per scopi pacifici e vantaggio reciproco, nell'ambito delle scienze e della tecnologia (articolo I), con l'obiettivo di promuovere, mediante i rispettivi enti di cooperazione, la prosperità economica per scopi pacifici dei due Paesi (articolo II). L'intesa prevede altresì che le Parti incoraggino e favoriscano i contatti e la cooperazione tra gli enti di cooperazione e la conclusione di appositi protocolli esecutivi (articolo III) e che, ai fini dell'attuazione dell'Accordo, possano istituire una Commissione congiunta, destinata a riunirsi alternativamente in Italia e a Singapore, con il compito di supervisionarne l'attuazione e l'approvazione di programmi e protocolli (articolo IV). Ulteriori disposizioni riguardano, inoltre, la distribuzione di informazioni scientifiche e tecnologiche non di proprietà riservata e la protezione dei diritti di proprietà intellettuale derivanti da attività di cooperazione (articolo V). Gli articoli conclusivi dell'Accordo disciplinano, infine, le modalità con cui le Parti possono sostenere i costi relativi alle attività di cooperazione (articolo VI), la risoluzione di eventuali controversie interpretative fra le Parti (articolo VII), le modalità di revisione, modifica ed emendamento dell'intesa bilaterale (articolo VIII) e la sua durata (articolo X). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in 440.000 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in 449.000 euro a decorrere dall'anno 2021. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1508 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo di Giamaica per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocolli, fatto a Kingston il 19 gennaio 2018 DDL 1508 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo di Giamaica per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocolli, fatto a Kingston il 19 gennaio 2018 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica dell'Accordo per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, sottoscritto nel gennaio 2018 dall'Italia e dalla Giamaica. Ricorda, innanzitutto, che la Giamaica, Paese caraibico di 3 milioni di abitanti, già colonia britannica divenuta indipendente dal 1962 nell'ambito del Commonwealth, ha un'economia fortemente dipendente dai servizi che rappresentano oltre il 70 per cento del prodotto interno lordo nazionale, ed, in particolare, connessa al turismo, alle rimesse dei migranti, nonché all'industria estrattiva, ancora rilevante nonostante la diminuzione delle esportazioni di bauxite, minerale di cui il Paese è fra i maggiori esportatori al mondo. L'Accordo in questione risponde all'esigenza di disciplinare, in maniera più efficiente ed equilibrata, gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali e di porre gli investitori italiani in una posizione privilegiata rispetto agli operatori economici di altre nazionalità. L'Accordo, che si compone di 32 articoli e di un Protocollo, richiama il modello di convenzione fiscale dell'OCSE, accettando tuttavia l'inserimento di alcune disposizioni ispirate al modello di convenzione predisposto dall'ONU, nel quadro di un necessario compromesso con le richieste della controparte. Il testo trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti (articolo 1), limitatamente all'imposizione sui redditi (articolo 2), e - per la parte italiana - all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), all'imposta sul reddito delle società (IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).