[ddlpres]

g) definizione dei criteri di adeguamento dell'organizzazione amministrativa alle modalità di esercizio delle relative funzioni; h) ricognizione e riassetto dei reati ambientali; i) depenalizzazione degli illeciti ambientali contravvenzionali puniti con la sola pena pecuniaria, o con pena pecuniaria alternativa alla pena dell’arresto fino a un anno, con conseguente loro trasformazione in illeciti amministrativi ad eccezione di quelli individuati dal diritto dell’Unione europea quali illeciti di natura penale; previsione di sanzioni amministrative adeguate, proporzionate, efficaci ed effettive, anche inibitorie, interdittive, e riparatorie, aumentando in ogni caso fino al triplo la vigente sanzione dell’ammenda; trasformazione in delitti degli illeciti penali ambientali contravvenzionali puniti con l’arresto pari o superiore a due anni, in via esclusiva o in aggiunta all’ammenda; l) per gli illeciti amministrativi, indicazione esplicita dell'autorità competente a ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative, ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689; razionalizzazione e semplificazione degli organi competenti a irrogare le sanzioni; razionalizzazione delle vigenti destinazioni del gettito delle sanzioni pecuniarie, con destinazione a finalità di tutela ambientale; individuazione in capo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare della competenza a vigilare e impartire direttive sull’accertamento e la repressione degli illeciti amministrativi, e sulla gestione del relativo contenzioso, e a predisporre una banca dati contenente gli elementi informativi sugli illeciti accertati, le sanzioni irrogate, i relativi contenziosi; m) previsione di un obbligo di comunicazione, ai soli fini statistici e di monitoraggio, da parte delle cancellerie degli organi giudiziari al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare delle condanne irrevocabili in materia ambientale, secondo un modello predefinito con decreto interministeriale; n) invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 3, per quanto concerne le funzioni amministrative, fermo restando il rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza, autonomia e leale collaborazione tra i diversi soggetti istituzionali, individua i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, senza riduzione del livello di tutela ambientale vigente e in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove ricollocare il personale degli organi soppressi e raggruppare competenze diverse ma confluenti in un'unica procedura, nel rispetto dei princìpi generali indicati e delle competenze riservate alle regioni; b) verifica dei tempi procedimentali, assicurando che gli stessi siano congruenti alla complessità oggettiva e soggettiva del procedimento, riduzione dei termini non congrui per la conclusione dei procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra loro analoghi; c) disciplina uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della medesima amministrazione; d) aggiornamento delle procedure, prevedendo l’ampia e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa; e) disciplina uniforme delle procedure in cui si fa ricorso agli strumenti delle intese, degli accordi e degli atti equiparabili comunque denominati, nonché delle conferenze di servizi, previste dalle normative vigenti, in base ad uno o più schemi o modelli di riferimento nei quali, ai sensi degli articoli da 14 a 14 -quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le responsabilità, le modalità di attuazione e le conseguenze degli eventuali inadempimenti; f) avvalimento di uffici e strutture tecniche e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Il comma 4 rinvia alla procedura di adozione dei decreti legislativi disciplinata dall’articolo 1 comma 3. In relazione alle materie oggetto di riassetto, il comma 5 dispone che il Governo completi il processo di codificazione adottando, anche contestualmente ai decreti legislativi, una o più raccolte organiche delle norme regolamentari regolanti la medesima materia, se del caso adeguandole alla nuova disciplina prevista a livello primario e procedendo alla semplificazione dei procedimenti secondo i criteri direttivi elencati al comma 3. Per l’adozione delle norme regolamentari si provvede con il procedimento previsto dalle fonti di rango primario con la veste del decreto del presidente della Repubblica o del decreto ministeriale o interministeriale, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri che hanno espresso il concerto sui regolamenti oggetto di riassetto. Inoltre, sugli schemi di regolamento sono acquisiti i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti. Il comma 6 reca la clausola di invarianza finanziaria. L’articolo 4 delega il Governo ad adottare disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni. L’articolo 5 reca la delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi correttivi ed integrativi del codice dei beni culturali e del paesaggio, da esercitare entro due anni, sulla base dei princìpi, criteri e procedure previsti all’articolo 10 della legge n. 137 del 2002 e dall’articolo 1 e del presente disegno di legge. Il comma 2 reca la clausola di invarianza finanziaria. L’articolo 6 modifica il comma 5 dell’articolo 25 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. Si prevede che sulla base degli esiti del programma per la misurazione e la riduzione dei tempi dei procedimenti amministrativi e degli oneri regolatori gravanti su imprese e cittadini il Governo adotti, entro il 31 dicembre 2015, uno o più regolamenti di delegificazione per semplificare e ridurre gli oneri regolatori, ivi compresi quelli amministrativi, gravanti sulle imprese e sui cittadini e a ridurre i termini di conclusione dei procedimenti nei settori di competenza statale misurati, in applicazione del principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi e dei princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge n. 59 del 1997. L’articolo 7, al comma 1, attribuisce al Governo il compito di promuovere accordi ed intese con le regioni al fine di coordinare le attività delle amministrazioni interessate volte a realizzare obiettivi di semplificazione e di proseguire l’attività in corso per l’attuazione condivisa delle misure contenute nel citato decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5.