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preso atto della reazione del Ministro dell'interno, Matteo Salvini, che ha prima definito l'ONU un organismo "prevenuto e disinformato" e poi ha annunciato di prendere in considerazione l'idea di bloccare il contributo annuo di 100 milioni di euro che l'Italia versa alle Nazioni Unite, ma che a suo avviso verrebbero usati per finanziare solo "sprechi, mangerie e ruberie"; ricordando come l'ONU dal 1945 rappresenti la principale organizzazione intergovernativa mondiale, premio Nobel per la pace nel 2001; riconoscendo i grandi sforzi e le missioni messe in campo in questi decenni dall'ONU, pur con tutti i limiti di una così grande organizzazione, per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, per promuovere la soluzione delle controversie internazionali, per sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l'autodeterminazione dei popoli e per promuovere la cooperazione economica e sociale; l'ONU oggi è un attore fondamentale per le politiche di sviluppo e di sicurezza dell'Africa e del Mediterraneo e attualmente le forze armate italiane partecipano a 5 missioni ONU di peacekeeping in Libano, Mali, India, Pakistan e Cipro, si chiede di sapere se il Governo intenda ridiscutere l'adesione del Paese alle organizzazioni del sistema Nazioni Unite e, in particolare, ridimensionare la partecipazione alle missioni internazionali in ambito ONU. Atto n. 3-00206 PARENTE PITTELLA D'ARIENZO IORI ALFIERI CIRINNA' GIACOBBE BOLDRINI VALENTE BELLANOVA Ai Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti nel 2010 sono state stipulate delle convenzioni dalle amministrazioni giudiziarie con Province e Regioni per l'avvio di tirocini finalizzati al supporto del personale amministrativo degli uffici giudiziari; considerato che: la legge di stabilità per il 2013 (legge n. 228 del 2012), con l'art. 1, comma 25, lett. c) , novellando l'art. 37, comma 11, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha previsto, per il 2013, uno stanziamento di fondi destinati in via prioritaria al completamento della formazione dei tirocinanti presso gli uffici giudiziari, "per consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall'anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31 dicembre 2013", nel limite di spesa di 7,5 milioni di euro; anche la legge di stabilità per il 2014 (legge n. 147 del 2013), l'art. 1, comma 344, modificando l'art. 37, comma 11, ha disposto un ulteriore stanziamento di fondi, originariamente solo per l'anno 2014, per il perfezionamento della formazione dei tirocinanti, "per consentire a coloro che hanno completato il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari a norma dell'art. 1, comma 25, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, lo svolgimento di un periodo di perfezionamento da completare entro il 31 dicembre 2014", nel limite di spesa di 15 milioni di euro; le amministrazioni giudiziarie hanno di fatto prorogato per 7 anni migliaia di tirocinanti presso le cancellerie dei tribunali italiani, senza procedere alla stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori; dopo il maggio 2015, il Ministero della giustizia ha indetto una selezione riservata a tali tirocinanti, tesa ad individuare su una platea di 1.502 soggetti da inserire nell'ufficio del processo. La selezione si è basata sull'età anagrafica e titoli di studio. Una parte dei tirocinanti sono stati quindi selezionati per il Ministero e un'altra parte sempre Unione precari giustizia, ma con la Regione; i tirocinanti hanno lavorato per 7 anni venendo retribuiti con una borsa di studio "nei limiti delle risorse destinabili e, in ogni caso, per un importo non superiore a 400 euro mensili" (art. 16- octies introdotto dall'art. 50, comma 1, del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014); tenuto conto che la capacità professionale di questi tirocinanti è stata più volte evidenziata dai presidenti di procure, corti di appello e tribunali, con missive indirizzate ai Ministri, in cui si auspicava l'ipotesi di procedere ad una stabilizzazione dei medesimi nelle modalità consentite dalla legge, si chiede di sapere quali iniziative il Governo, per quanto di competenza, intenda intraprendere al fine di stabilizzare e valorizzare la pluralità di conoscenze e di competenze acquisite nel corso di questi anni dai tirocinanti all'interno degli uffici giudiziari, che termineranno la loro attività nel dicembre 2018. Atto n. 3-00207 BINI MALPEZZI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il decreto ministeriale n. 374 del 2017 ha riaperto le graduatorie di circolo e d'istituto di seconda e terza fascia del personale docente ed educativo, per il triennio scolastico 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020, consentendo l'inserimento dei soli docenti in possesso di abilitazione o di idoneità all'insegnamento, conseguita a seguito di concorsi per titoli o esami (all'art. 2, comma 1, lettera B); consente l'inserimento nelle graduatorie di circolo e d'istituto di seconda fascia di aspiranti, forniti di titolo di studio valido per l'accesso all'insegnamento. In particolare, ai posti di sostegno accedono i candidati in possesso di specializzazione, di laurea in Scienze della formazione, di diploma di specializzazione; nel giugno 2017 viene depositato il primo di una serie di ricorsi al TAR del Lazio (n. 06443/2017) in cui un diplomato chiede, in forza di questo solo titolo, di essere inserito nella seconda fascia docenti (quella riservata ai possessori di abilitazione ottenuta tramite concorso o apposito percorso abilitante) delle graduatorie di istituto. Il TAR riconosce questa possibilità, accettando come valide alcune argomentazioni quali, ad esempio, la non predisposizione delle apposite procedure concorsuali per il passaggio dei diplomati in seconda fascia, condizione peraltro negata negli ultimi anni anche ai laureati e comunque ristabilita dalla normativa più recente; a questo primo ricorso, nei successivi mesi, è seguito il deposito di migliaia di altri ricorsi dello stesso contenuto che hanno consentito la possibilità dell'inserimento nelle graduatorie di seconda fascia degli insegnanti tecnico-pratici (ITP) e, essendo carenti i posti sulle loro materie specifiche, questi ultimi si sono trovati a concorrere anche all'assegnazione dei posti di insegnante di sostegno; l'abilitazione è da sempre al centro del reclutamento scolastico: