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In seno all'Unione europea l'accordo è stato ratificato, al momento, dalla Repubblica Ceca, dall'Estonia, dalla Grecia, dalla Lettonia, dalla Lituania, dalla Romania, dalla Svezia e dall'Ungheria. Il Parlamento vietnamita lo ha ratificato l'8 giugno 2020 notificandolo all'Unione europea il successivo 18 giugno. La Commissione non ha avanzato proposte per applicare provvisoriamente l'API, offrendo comunque la disponibilità a muoversi in questo senso in caso di richiesta degli Stati membri. 3. Finalità dell'accordo L'API intende assicurare un significativo miglioramento del clima degli investimenti – offrendo maggiore certezza agli investitori sui propri obblighi e tutele – rafforzando al contempo le prerogative dello Stato di regolare al proprio interno le materie di interesse generale e di perseguire legittimi obiettivi di politica pubblica. L'Accordo contiene tutte le innovazioni del nuovo approccio definito dall'Unione europea per la protezione degli investimenti nonché i suoi meccanismi di attuazione, che non sono invece presenti nei precedenti 21 trattati bilaterali sugli investimenti in essere tra Vietnam e Stati membri dell'Unione, tra cui quello tra il Governo della Repubblica italiana e la Repubblica socialista del Vietnam per la promozione e la protezione degli investimenti, firmato il 18 maggio 1990. A seguito dell'entrata in vigore dell'Accordo, tali trattati bilaterali cesseranno di produrre effetti e saranno sostituiti dal regime normativo stabilito con l'Accordo in oggetto. In linea con gli obiettivi stabiliti dalle direttive di negoziato, la Commissione ha ottenuto che gli investitori dell'Unione europea e i loro investimenti in Vietnam ricevano un trattamento giusto ed equo e non vengano discriminati rispetto ad investimenti del Vietnam in condizioni analoghe. Nel contempo, l'API protegge gli investitori dell'Unione e i loro investimenti in Vietnam da forme di espropriazione, a meno che ciò non sia nel pubblico interesse, nel rispetto del principio del giusto procedimento, su base non discriminatoria e dietro pagamento di un'indennità tempestiva, congrua ed effettiva in base all'equo valore di mercato dell'investimento espropriato. L'API incorpora il nuovo meccanismo di risoluzione delle controversie sviluppato dall'Unione europea, che prevede la costituzione di un tribunale bilaterale ad hoc per gli investimenti chiamato a giudicare sulle possibili controversie tra investitori di una delle Parti dell'accordo e i Governi dell'altra parte ( Investment Court System- ICS ) in sostituzione del meccanismo tradizionale ISDS ( Investor-State dispute settlement ). In sostanza, mentre nell'ISDS tradizionale spettava all'investitore e allo Stato (le parti della disputa, appunto) individuare i componenti del panel di arbitri, con l'ICS tale funzione è svolta dalle Parti (i Paesi contraenti) dell'accordo, secondo numeri, formule e liste specifiche per ogni accordo. Lo sviluppo di tale sistema va inquadrato nel contesto delle radicate e diffuse critiche relative al meccanismo tradizionale di ISDS, ritenuto arbitrario, frammentario ed eccessivamente sbilanciato a favore degli interessi dei grandi investitori privati. Al riguardo, il tribunale bilaterale dovrebbe assicurare l'imparzialità dei giudici, la loro precostituzione rispetto alla causa, la trasparenza e pubblicità delle procedure, che prevedono sempre una possibilità di appello. La tenuta dell'innovativo ICS resta un elemento essenziale per il definitivo superamento dell'ampiamente criticato meccanismo ISDS che Parlamento europeo, Consiglio europeo e Commissione europea chiaramente considerano un punto di non ritorno. L'API tra Unione europea e Vietnam menziona infine (articolo 3.41) l'impegno delle Parti a promuovere il progetto di Corte multilaterale degli investimenti, meccanismo permanente multilaterale di risoluzione delle controversie che dovrebbe sostituire il sistema di tribunali bilaterali sugli investimenti, come quello contenuto nell'API tra Unione europea e Singapore. A seguito dell'adozione da parte del Consiglio delle direttive negoziali per la predisposizione di una Convenzione istitutiva della suddetta Corte, il dibattito sulla riforma dei meccanismi tradizionali bilaterali (ISDS e lo stesso ICS) è tuttora in fase di « esplorazione concettuale » presso il terzo Gruppo di lavoro della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazione (UNCITRAL). 4. Esame delle disposizioni dell'accordo L'Accordo si compone di 4 capi e 93 articoli, introdotti dal preambolo e ripartiti come segue: – obiettivi e definizioni generali (capo 1, 2 articoli); – protezione degli investimenti (capo 2, 9 articoli); – risoluzione delle controversie (capo 3, 59 articoli), diviso in sezione A – risoluzione delle controversie tra le Parti (26 articoli) e sezione B – risoluzione delle controversie tra gli investitori e le Parti (33 articoli); – disposizioni istituzionali, generali e finali (capo 4, 23 articoli). L'Accordo comprende inoltre i seguenti 13 allegati: – allegato 1: Autorità competenti; – allegato 2: Esenzione per il Vietnam in materia di trattamento nazionale; – allegato 3: Intesa sul trattamento degli investimenti; – allegato 4: Intesa sull'espropriazione; – allegato 5: Debito pubblico; – allegato 6: Elenco degli accordi in materia di investimenti; – allegato 7: Regolamento di procedura; – allegato 8: Codice di condotta per gli arbitri e i mediatori; – allegato 9: Meccanismo di mediazione; – allegato 10: Meccanismo di mediazione per le controversie tra gli investitori e le Parti; – allegato 11: Codice di condotta per i membri del tribunale, i membri del tribunale d'appello e i mediatori; – allegato 12: Procedimenti paralleli; – allegato 13: Procedure di lavoro del tribunale d'appello. Preambolo: Il riferimento nelle premesse al rispetto dei diritti fondamentali, allo sviluppo sostenibile, alla trasparenza nel commercio è collegato all'esigenza di evidenziare il radicamento della politica commerciale comune nell'alveo degli strumenti di politica estera dell'Unione e la conseguente « subordinazione » della stessa al rispetto dei principi fondamentali cui si ispira l'Unione europea (articolo 3 del Trattato sull'Unione europea - TUE) e al raggiungimento delle finalità di sviluppo sostenibile. Capo I – Obiettivi e definizioni generali (articoli 1.1-1.2) Il capo individua all'articolo 1.1 l'obiettivo dell'Accordo nel miglioramento delle relazioni tra le Parti per quanto concerne gli investimenti, e stabilisce all'articolo 1.2, le definizioni di applicazione generale nonché, ove necessario, le definizioni specifiche per ciascuna Parte. Capo II – Protezione degli investimenti (articoli 2.1-2.9) L'articolo 2.1 definisce l'ambito di applicazione del capo, formulando le eccezioni generali (riferite ai regimi previdenziali, attività svolte e collegate, anche occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri, alle misure concernenti persone fisiche che vogliono accedere al mercato del lavoro, a quelle riguardanti la cittadinanza, la residenza o l'occupazione a titolo permanente);