[massime]

Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione - Processo a suo carico pendente dinanzi alla corte d’appello penale di milano - Richiesta di rinvio a nuovo ruolo per impedimento connesso all’incarico ministeriale - Diniego - Proposizione di ricorso per conflitto tra poteri dello stato - Difetto del presupposto soggettivo del sollevato conflitto - Inammissibilità del ricorso.. E’ inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione nei confronti della Corte d’appello di Milano, in relazione alle ordinanze e alla sentenza pronunciate dalla stessa Corte d’appello di Milano, all’udienza del 10 novembre 2001, che hanno respinto le istanze di rinvio a nuovo ruolo, motivate da impegni di governo dell’imputato nella sua qualità di Ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione. Non sussiste, infatti, il requisito soggettivo per l’ammissibilità del ricorso, dal momento che – al di fuori delle ipotesi (che non ricorrono nella specie) delle competenze direttamente ed esclusivamente conferite al Ministro della giustizia dagli artt. 107, secondo comma, e 110 della Costituzione e del voto di sfiducia individuale espresso dal Parlamento nei confronti di un ministro – i singoli ministri non sono legittimati ad essere parte di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. – Sulle richiamate ipotesi di legittimazione di un singolo Ministro ad essere parte di un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, v. la citata sentenza n. 420/1995 e le richiamate ordinanze n. 216 e n. 470/1995, n. 38/1986.