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Sapete quale sarebbe la vera urgenza e la vera necessità per cui servirebbe un decreto immediato? Ho anche il titolo: il decreto mandiamoli a casa. Bisogna mandarvi a casa, salvare il Paese dal pantano in cui l'avete infilato e lasciarlo finalmente libero di correre e crescere come sta tentando di fare, nonostante voi. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, voglio partire dal ritorno di alcune funzioni del turismo in capo al Ministero dei beni e delle attività culturali, poiché il nostro auspicio è che il Ministero dei beni e delle attività culturali possa implementare anche la sua funzione di monitoraggio e controllo delle dinamiche legate al turismo e dell'impatto che esse possono avere sul nostro patrimonio culturale. Mi spiego. Noi leggiamo i dati Istat del 2018 secondo i quali abbiamo avuto 429 milioni di turisti in Italia, con un aumento del 2 per cento rispetto al 2017. Tre turisti culturali su quattro si concentrano nelle prime dieci città d'arte d'Italia, con 84 milioni di presenze su 113. Il turismo nei piccoli borghi si attesta sui 95 milioni di presenze nel 2018 e circa 23 milioni di arrivi. È chiaro che fa piacere a tutti leggere questi dati, però vorrei richiamare l'attenzione anche su alcuni aspetti legati a questi dati sui quali, secondo me, siamo chiamati a confrontarci e a soffermare la nostra attenzione. Prima di tutto la congestione, perché è innegabile che alcune nostre città d'arte vivano una situazione di congestione. Dobbiamo chiederci qual è la qualità dell'esperienza turistica in tali città d'arte, qual è la qualità della fruizione del nostro patrimonio artistico e culturale. Ci dobbiamo anche chiedere, poiché stiamo aprendo questa nuova fase di green new deal e quindi si parla molto di sostenibilità, cosa possiamo fare o quanto questo possa impattare sulla sostenibilità e quindi sulla qualità della vita nelle città d'arte, oltre che su come garantire la tutela e la conservazione del nostro grande patrimonio artistico e paesaggistico. In particolare, mi interrogherei sui nostri centri storici perché in alcune città d'arte, meta di flussi turistici importanti, stiamo assistendo ad una progressiva trasformazione del loro volto, una trasformazione progressiva dei centri storici in parchi tematici, in Disneyland globali in cui è difficile sempre di più riconoscere il segno culturale locale. (Applausi dal Gruppo M5S) . A questo aggiungo che dovremmo anche iniziare a pensare ad implementare la promozione di strategie di turismo diffuso, sia nell'ottica della decongestione delle grandi città d'arte, sia nell'ottica di una migliore qualità dell'esperienza turistica e per dare impulso alla valorizzazione culturale e sociale di aree periferiche rispetto a quelle delle grandi città d'arte, ma certamente non meno ricche, da un punto di vista culturale e paesaggistico. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi che viaggiamo un po' in lungo e in largo, sappiamo che sulla nostra penisola si adagia un tessuto ricco di bellezze artistiche, architettoniche, paesaggistiche, di cultura gastronomica, culinaria, di manifatturiero legato all'artigianato locale che non può essere trascurato, che va implementato, va promosso anche nell'ottica di decongestionare i grandi centri e farli parlare con i centri più piccoli. Infatti, nei centri più piccoli, dove magari riteniamo ci siano attrazioni minori, misurando tali attrazioni con il metro dell'affettività e dell'amore che il singolo cittadino nutre nei confronti del proprio patrimonio, ci accorgiamo che tutte le bellezze che noi consideriamo minori balzano in cima alla classifica, perché per noi, per la nostra storia e per la nostra cultura, significano tantissimo. Quindi arriviamo all'importanza della tutela e della conservazione, all'importanza di valorizzare le professioni del mondo dei beni culturali per mettere le persone competenti nel posto giusto e per custodire questo grande patrimonio. Infatti, se il nostro patrimonio si dovesse deteriorare, dovremmo chiederci quale esperienza verranno a fare i turisti in Italia. Quando parlo di patrimonio, lo faccio a 360 gradi e mi riferisco a tutte le professioni ad esso legate che ancora aspettano un'adeguata valorizzazione della loro figura e della loro competenza. Infine, vorrei fare un accenno al trasferimento al MAECI di alcune funzioni del Ministero dello sviluppo economico, ovvero le strategie politiche commerciali e promozionali con l'estero e lo sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema-Paese. Vorrei ricordare che tutte queste cose sono possibili laddove ci impegniamo sempre più a promuovere la rete di scuole italiane all'estero, i dipartimenti di italiano all'interno delle università straniere e tutte le attività dei nostri istituti di cultura italiana all'estero. Infatti è attraverso la promozione, la diffusione e il potenziamento della circolazione e della conoscenza della nostra cultura attraverso queste istituzioni che noi generiamo, anche nei cittadini che vivono in altri Paesi, la cosiddetta fame di Italia, la voglia di venire in Italia a scoprire direttamente le bellezze culturali e paesaggistiche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Rivolgo quindi un appello al nostro Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale affinché porti avanti di pari passo queste due attività, che non possono essere assolutamente slegate. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Come da intese raggiunte fra i Gruppi, il seguito dell'esame del provvedimento avverrà alle ore 14,30, dopo che saranno pervenuti i pareri della Commissione bilancio. Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento sul disegno di legge di bilancio PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento sul disegno di legge di bilancio». Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, sul disegno di legge n. 1586 recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022», di cui do lettura: «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge di bilancio per il 2020 e per il triennio 2020-2022, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento - sentito il rappresentante del Governo - perviene alle seguenti conclusioni. Per quanto attiene alla verifica di cui all'articolo 126, comma 4, del Regolamento, occorre ricordare che la riforma della legge di contabilità e finanza pubblica, introdotta dalla legge 4 agosto 2016, n. 163, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, ha apportato alcune innovazioni alla disciplina contabile, che hanno trovato per la prima volta attuazione nel corso della sessione di bilancio 2017.