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Il comma 1 del nuovo articolo 49 prevede che essa realizzi le attività di servizio pubblico anche attraverso il coordinamento delle attività delle società operative del gruppo, con poteri di proposta nei confronti della Fondazione, nell'ambito delle linee generali, delle priorità e degli obiettivi strategici stabiliti dal consiglio di amministrazione della Fondazione. In particolare, la RAI provvede: a) ad assicurare l'attuazione degli indirizzi, delle strategie e dei programmi definiti dal consiglio di amministrazione della Fondazione in conformità alla natura di servizio pubblico dell'attività svolta; b) ad applicare il contratto di servizio e ad assicurarne l'attuazione da parte delle società operative; c) a nominare i consigli di amministrazione delle società operative. Il consiglio di amministrazione di RAI Spa, secondo quanto prescrive il nuovo comma 3, deve essere composto da sette membri nominati dal consiglio di amministrazione della Fondazione con voto espresso a maggioranza dei suoi componenti. I commi 5, 6 e 7 dispongono requisiti ed incompatibilità dei membri del consiglio di amministrazione di RAI Spa. Essi non possono esercitare, direttamente o indirettamente, a pena di automatica ed immediata decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, e debbono avere i requisiti già previsti per i membri del consiglio di amministrazione della Fondazione. Per tutti, tranne che per il presidente e per l'amministratore delegato, è ammesso lo svolgimento di attività di studio e ricerca. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati per l'intera durata dell'incarico in aspettativa senza assegni. Lo statuto della RAI prevede regole di condotta per i componenti del consiglio di amministrazione, con previsioni relative al conflitto di interesse deliberativo individuale e al connesso obbligo di astensione, anche con riferimento al periodo successivo alla cessazione del mandato, fissate in un codice etico che disciplina altresì le regole di condotta dei dirigenti e del personale della società. I commi 6 e 7 riproducono situazioni di incompatibilità già presenti nel testo unico. In base al comma 8, il presidente del consiglio di amministrazione della RAI viene indicato dal consiglio di amministrazione della Fondazione e votato dal consiglio di amministrazione della RAI, e svolge le attività previste dalla legge, dallo statuto e dal codice civile. Esso dura in carica tre anni e può essere rieletto secondo le disposizioni del codice civile. Il presidente del consiglio di amministrazione della RAI Spa ha la rappresentanza legale della società ed esercita i poteri connessi e delegati. Egli può conferire deleghe ad altri consiglieri. Il comma 9 stabilisce che il consiglio di amministrazione, sentito il consiglio di amministrazione della Fondazione, nomini al suo interno un amministratore delegato, che dura in carica tre anni e può essere rieletto secondo le disposizioni del codice civile. Il consiglio di amministrazione della Fondazione dispone, ai sensi del comma 12, la revoca del presidente, dell'amministratore delegato e dei membri del consiglio di amministrazione della RAI che siano incorsi in gravi violazioni della legge o dello statuto. La revoca è disposta per l'intero consiglio, in caso di impossibilità di funzionamento dell'organo. Il comma 13 prescrive che, in caso di dimissioni o impedimento del presidente, dell'amministratore delegato o di un membro del consiglio di amministrazione, si proceda alla sostituzione secondo le medesime regole previste per la nomina. I commi 14, 15 e 16 disciplinano la figura dell'amministratore delegato riproducendo testualmente i contenuti dell'attuale normativa. Per quanto si tratti di disposizioni molto importanti, esse non rivestono alcun contenuto innovativo. L'unica disposizione innovativa riguarda il tetto dei compensi. Per l'amministratore delegato e fino ad un massimo di dieci figure apicali indicate dal consiglio di amministrazione, il limite può essere superato. L'articolo 4 del disegno di legge prevede infine che siano abrogate le disposizioni di cui all'articolo 21 della legge 3 maggio 2004, n. 112. Si tratta di una disposizione molto importante perché l'articolo 21 riguarda la complessa procedura di privatizzazione della RAI. La disposizione non ha avuto attuazione ma pesa come un macigno sul possibile destino della concessionaria del servizio pubblico e, trattandosi di una disposizione assai probabilmente viziata da incostituzionalità, conviene assolutamente procedere alla sua abrogazione.. Art. 1. 1. All'articolo 59 del testo unico dei servizi di media audiovisivi, di cui al decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole: « in concessione a una società per azioni, la RAI Radiotelevisione italiana S.p.a. , che, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 7, lo svolge » sono sostituite dalle seguenti: « per concessione alla Fondazione di cui all'articolo 59- bis che, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 6, lo svolge, per il tramite della RAI-Radiotelevisione italiana Spa e delle società da questa controllate, » e dopo le parole: « sono rinnovati ogni cinque anni » sono aggiunte le seguenti: « nel quadro della concessione che riconosce alla Fondazione di cui all'articolo 59- bis il ruolo di gestore del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. La concessione ha durata di dodici anni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione ed è rinnovabile. » ; b) al comma 4, le parole: « la società concessionaria » sono sostituite dalle seguenti: « il soggetto concessionario di cui al comma 1 »; c) al comma 6, le parole: « rinnovo quinquennale » sono sostituite dalle seguenti: « rinnovo di cui al comma 1 ». Art. 2. 1. Dopo l'articolo 59 del testo unico di cui al decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, è inserito il seguente: « Art. 59- bis . – (Costituzione della Fondazione RAI) – 1. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione è istituita la Fondazione RAI, di seguito denominata “Fondazione”, per l'esercizio del servizio pubblico generale radiotelevisivo. Il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato allo scopo a esperire le procedure di costituzione previste dall'ordinamento, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. Entro sessanta giorni dal termine di cui al presente comma, il Ministero dell'economia e delle finanze trasferisce alla Fondazione le azioni della RAI-Radiotelevisione italiana Spa. 2. Fermi restando i poteri e le attribuzioni conferiti dall'ordinamento vigente alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e all'Autorità, la Fondazione garantisce la prestazione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. 3. La Fondazione garantisce l'autonomia del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale dal potere politico ed economico; verifica il valore pubblico della programmazione; assicura la gestione efficiente della RAI-Radiotelevisione italiana Spa e di tutte le società controllate e svolge ogni altro compito o attività previsto dallo statuto ai sensi del presente testo unico. 4.