[ddlpres]

-- del principio di uguaglianza formale e sostanziale di cui all'articolo 3 della Costituzione che trova realizzazione nel prevenire e scongiurare la possibilità di discriminazioni e disuguaglianze anche sul piano del diritto al lavoro. In questo senso va letto l'articolo 37 della Costituzione che impone di assicurare alla donna lavoratrice quelle condizioni di lavoro che consentano l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale ed adeguata protezione; nello stesso senso va interpretato l'articolo 51 della Costituzione nella parte in cui è stata inserita una copertura costituzionale al fine di garantire le pari opportunità tra uomini e donne; -- delle norme dell’Unione europea laddove sanciscono che la parità tra uomini e donne è un principio fondamentale del diritto unionale, ai sensi degli articoli 2 e 3, paragrafo 3, del Trattato sull'Unione europea, tanto da assurgere a «compito» e «obiettivo» concreto dell'attività della stessa Unione europea, come testimoniato anche dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dalla normativa anteriore (confronta la direttiva 76/207/CE del Consiglio, del 9 febbraio 1976, come modificata dalla direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, e abrogata dalla direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006). Si deve ricordare che la tutela delle lavoratrici madri e della maternità è per il mondo delle professioni, e per tutta la società, un doveroso allineamento ai principi dell'Unione europea di inclusione sociale e di pari opportunità; -- della dichiarazione dell'Unione europea che ha proclamato il 2007 «Anno europeo delle pari opportunità per tutti» e ribadito la centralità del principio di non discriminazione e della regola secondo cui la parità tra gli uomini e le donne deve essere garantita in tutti i campi: i Paesi membri hanno quindi il dovere di mettere in campo azioni positive per contrastare e per ridurre la criticità della situazione femminile. Tale criticità risulta legata principalmente all'accesso, ma soprattutto alla permanenza, nel mondo del lavoro da parte delle donne, un aspetto quest'ultimo fortemente influenzato dalle problematiche inerenti la conciliazione tra vita e lavoro; della volontà normativa diffusa a livello europeo recepita in Italia nel testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, che ha improntato la tutela al principio di un'effettiva parità di ruoli all'interno della famiglia e nel codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, nel testo coordinato con le modifiche introdotte dal decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 5 (Attuazione della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego). Allora, affinché tutte queste previsioni possano trovare reale applicazione, è indispensabile prevedere una norma di favore per le avvocate madri affinché lo svolgimento della professione non vede per i loro assistiti l'esercizio di un ministero difensivo ridotto e la maternità non sia intesa come un limite al medesimo. Pertanto, il presente disegno di legge potrebbe, con una piccola modifica legislativa di natura meramente processuale, produrre quel cambio di mentalità necessario per muovere verso l'attuazione degli articoli 3, 24 e 51 della Costituzione.. 1 1 Il comma 5 dell'articolo 420 -ter del codice di procedura penale è sostituito dai seguenti: « 5 . Il giudice provvede a norma del comma l nel caso di assenza del difensore quando risulta che l'assenza stessa è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, comunicato, senza indugio, anche a mezzo posta elettronica certificata in cancelleria. Tale disposizione non si applica se l'imputato è assistito da due difensori e il difensore non impedito sia iscritto all'albo degli avvocati della circoscrizione del tribunale ove pende il giudizio o quando l'imputato chiede che si proceda in assenza del difensore impedito. 5 -bis. Nel caso di difesa d'ufficio o prestata in regime di patrocinio a spese dello Stato, costituisce legittimo impedimento della donna avvocato il periodo di maternità per i due mesi antecedenti la data presunta del parto e per i tre mesi successivi. Il giudice, nel fissare l'udienza di rinvio, deve tener conto della scadenza naturale del legittimo impedimento. 5 -ter. Per il periodo di impedimento di cui al comma 5- bis resta sospeso il corso della prescrizione in deroga all'articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e i termini di custodia cautelare di cui all'articolo 303 del presente codice. 5 -quater. Nei procedimenti penali con imputati sottoposti a custodia cautelare il difensore, prima di richiedere il rinvio dell'udienza, ai sensi dell'articolo 304 deve informare l'imputato delle conseguenze dell'eventuale accoglimento dell'istanza sotto il profilo della sospensione del termine di durata della misura relativo alla fase in cui si trova il procedimento e l'impedimento è legittimo solo in caso di consenso dell'imputato stesso». 2 1 Dopo l'articolo 84 del codice di procedura civile è inserito il seguente: «Art. 84 -bis. - (Legittimo impedimento del difensore). -- 1. Il giudice, su istanza del difensore che attesti di essere legittimamente impedito a comparire in udienza, con ordinanza rinvia, anche di ufficio, ad altra udienza. Il primo periodo non si applica nell'ipotesi in cui risulti nominato un altro difensore iscritto all'albo degli avvocati della circoscrizione del tribunale ove pende il giudizio. Nel caso di difesa prestata in regime di patrocinio a spese dello Stato, costituisce legittimo impedimento della donna avvocato il periodo di maternità per i due mesi antecedenti la data presunta del parto e per i tre mesi successivi, risultante da certificazione dell'autorità sanitaria comunicata, senza indugio, anche a mezzo posta elettronica certificata in cancelleria». 3 1 Dopo il secondo comma dell'articolo 115 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile sono aggiunti, in fine, i seguenti: «Il collegio rinvia la discussione della causa con ordinanza, anche di ufficio, su istanza del difensore che attesti di essere legittimamente impedito. Tale disposizione non si applica se risulti nominato un altro difensore iscritto all'albo degli avvocati della circoscrizione del tribunale ove pende il giudizio. Nel caso di difesa prestata in regime di patrocinio a spese dello Stato, costituisce legittimo impedimento della donna avvocato il periodo di maternità per i due mesi antecedenti la data presunta del parto e per i tre mesi successivi, risultante da certificazione dell'autorità sanitaria comunicata, senza indugio, anche a mezzo posta elettronica certificata in cancelleria». 4 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .