[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256 (Interventi urgenti nel settore dei trasporti), convertito, in legge 20 agosto 2001, n. 334, promossi con ordinanze del 25 settembre 2002 dal Tribunale di Prato, del 9 ottobre 2002 dal Tribunale di Roma e del 24 settembre 2002 dal Tribunale di Sassari, rispettivamente iscritte al n. 498 del registro ordinanze 2002 ed ai nn. 13 e 43 del registro ordinanze 2003 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 45, prima serie speciale, dell'anno 2002 e nn. 5 e 7, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visti gli atti di costituzione di LI VOLSI Salvatore ed altri, Leonardo MURA &amp; C. s.n.c., della AGRIPACKING s.r.l., della DANZAS s.p.a. nonché gli atti di intervento della FITA-CNA ed altra e della Libera Associazione trasportatori, LIAT; udito nell'udienza pubblica del 14 ottobre 2003 il Giudice relatore Romano Vaccarella; udito l'avvocato Gabriello GIUBBILEI per LI VOLSI Salvatore ed altri, Leonardo MURA &amp; C. s.n.c.. RITENUTO IN FATTO Considerato in diritto 1.- Investito dell'appello, promosso dall'autotrasportatore Li Volsi Natale nei confronti della committente Danzas s.p.a. avverso la sentenza con la quale il Giudice del lavoro di Prato aveva rigettato, per carenza di forma scritta del contratto, la domanda per il pagamento di compensi relativi a trasporti effettuati tra il 1993 ed 1996, il Tribunale di Prato, con ordinanza del 25 settembre 2001, solleva questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli articoli 3, 24, 41, 77, comma secondo, 101, comma secondo, 102, comma primo e 104 della Costituzione, dell'articolo 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256 (Interventi urgenti nel settore dei trasporti), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 334, secondo cui l'ultimo comma dell'art. 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298 - come modificato dall'art. 1 del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1993, n. 162 - «si interpreta nel senso che la prevista annotazione sulla copia del contratto di trasporto dei dati relativi agli estremi dell'iscrizione all'albo e dell'autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi possedute dal vettore, nonché la conseguente nullità del contratto privo di tali annotazioni, non comportano l'obbligatorietà della forma scritta del contratto di trasporto previsto dall'art. 1678 del codice civile, ma rilevano soltanto nel caso in cui per la stipula di tale contratto le parti abbiano scelto la forma scritta». 1.1.- In punto di rilevanza, il giudice osserva che la sentenza impugnata ha rigettato la domanda per il pagamento dei compensi secondo le c.d. «tariffe a forcella», per trasporti effettuati tra il 1993 ed il 1996, ritenendo la nullità del contratto per carenza della forma scritta ad substantiam imposta dall'art. 26, ultimo comma, della legge 6 giugno 1974, n. 298; forma scritta, viceversa, resa superflua dalla norma della cui legittimità costituzionale il rimettente dubita. Quanto alla non manifesta infondatezza, il giudice a quo ritiene che la norma interpretativa impugnata introduca una ingiustificata disparità di trattamento, censurabile alla stregua dell'art. 3 della Costituzione, tra chi ha stipulato oralmente il contratto di autotrasporto e chi lo ha concluso in forma scritta. «La facile elusione delle tariffe obbligatorie che conseguirebbe alla redazione di un contratto scritto reso nullo grazie alla mancata annotazione dei dati relativi all'iscrizione nell'albo» comporterebbe, inoltre, una violazione dell'art. 41 della Costituzione. Sarebbe, poi, violato l'art. 77, comma secondo, della Costituzione attesa la mancata ricorrenza dei presupposti di necessità ed urgenza, tenuto conto del lungo (circa otto anni) tempo intercorso tra l'entrata in vigore dell'art. 1, del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82 (che ha integrato la norma di cui all'art. 26, della legge n. 298 del 1974) e l'introduzione della norma di interpretazione autentica censurata; a giudizio del rimettente la questione non potrebbe dirsi superata per effetto della intervenuta conversione in legge posto che, a ritenere diversamente, si offrirebbe un inammissibile avallo al sistema di legiferazione censurato di incostituzionalità. Infine, il giudice rimettente postula la violazione anche degli articoli 24, 101, comma secondo, 102, comma primo e 104 della Costituzione, atteso che quella impugnata, intervenendo su una disposizione chiara ed insuscettibile di possibili varianti di senso, deve essere considerata norma innovativa che incide sul rispetto della funzione interpretativa costituzionalmente riservata al potere giudiziario. 1.2.- Gli eredi del vettore Li Volsi Natale, costituitisi in riassunzione nel giudizio a quo, con memoria dell'11 ottobre 2002 hanno chiesto che la questione sia dichiarata manifestamente infondata tenuto conto, alla luce di quanto ritenuto da Cass. n. 8256 del 2002 (unico precedente di legittimità sul punto) e da altre conformi pronunce di merito, della mancanza di una uniforme interpretazione giurisprudenziale dell'art. 26 cit. al momento della entrata in vigore della norma censurata, peraltro conforme al sistema tariffario dell'autotrasporto (ritenuto legittimo dalla sentenza n. 386 del 1996). 1.3.- La Danzas s.p.a. con memoria del 30 ottobre 2002, ha aderito alle censure formulate dal giudice a quo, deducendo che l'interpretazione della norma interpretata da parte dei giudici di merito era stata univoca nel senso di ritenere che essa imponesse la forma scritta ad substantiam del contratto di trasporto di cose per conto terzi, in aderenza alla finalità di repressione del trasporto abusivo, e che, alla luce del tenore letterale della disposizione, l'interpretazione di essa fornita da Cass. 6 giugno 2002, n. 8256 non sarebbe in alcun modo condivisibile. 1.4.- Sono altresì intervenute, ad adiuvandum delle ragioni del vettore, le associazioni di categoria dell'autotrasporto F.I.T.A., C.N.A. e L.I.A.T., le quali hanno invocato una pronuncia di infondatezza della questione sulla scorta dell'immediato precedente della Corte costituzionale rappresentato dalla sentenza n. 26 del 2003. 1.5.- Con ulteriore memoria illustrativa del 6 maggio 2003, la Danzas s.p.a., pur prendendo atto delle statuizioni contenute nella sentenza n. 26 del 2003 (frattanto intervenuta), ha ribadito il carattere innovativo della norma denunciata perché operante con riguardo ad una disposizione non suscettiva di diverse interpretazioni ed ha censurato di irrazionalità il complessivo sistema risultante dalla norma interpretativa e da quella interpretata.