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Quindi, dopo il cosiddetto decreto Genova, ecco un altro esempio di immediata attenzione che questo Governo ha verso le terre colpite da eventi atmosferici catastrofici, tanto imprevedibili quanto insopportabili, e verso quei cittadini che tutto hanno perso. Noi non ci dimenticheremo di loro. Questo decreto ne è la riprova e la conferma. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, colleghi senatori, intervengo con un certo rammarico in questa discussione, vedendo purtroppo un'Assemblea distratta e assente durante la discussione generale su un decreto-legge che coinvolgerà pesantemente il destino dei nostri concittadini. Detto questo, voglio rimarcare, come hanno fatto anche i colleghi del Gruppo che mi hanno preceduto, alcune criticità presenti nel decreto-legge, ma soprattutto voglio rimarcare il fatto che non vi è alcun tipo di attenzione verso il settore dell'agricoltura. Non c'è un articolo, non c'è un comma che vada nello specifico a parlare e cercare di agevolare le problematiche del nostro settore agricolo, un settore che, lo ricordo a noi tutti, è fondamentale ed è un settore portante dell'economia nazionale. I prodotti agricoli nazionali di eccellenza sono quelli che nel mondo portano avanti il marchio del made in Italy , sono quelli che nel mondo fanno conoscere la nostra specialità e fanno conoscere il buono della produzione italiana. È un mondo che in questi giorni e in questo periodo, peraltro, è sempre e comunque sotto attacco. Mi riferisco a quello che succederà con la nuova PAC Europea, nella quale i finanziamenti per il mondo agricolo italiano saranno minori rispetto agli ultimi sette anni e soprattutto mi riferisco a quel metodo di redistribuzione di tali risorse che ci saranno nei Paesi membri, che penalizzeranno ancora di più il nostro Paese. Ciò senza contare gli attacchi che ci sono anche a livello internazionale: mi riferisco ad esempio all'Organizzazione mondiale della sanità e al fatto che il 13 dicembre ci si appresta a votare un provvedimento che metterà i nostri prodotti d'eccellenza tra quelli nocivi per la salute. Ebbene, in questo contesto ci saremmo aspettati dal Governo una maggiore attenzione per le problematiche di questo settore. Fratelli d'Italia ha presentato una serie di emendamenti nel merito, per cercare proprio di andare incontro alle esigenze degli agricoltori. Abbiamo presentato degli emendamenti per avere un credito di imposta in agricoltura per le aziende che investono in nuova tecnologia, per un minore consumo del suolo, per un minore inquinamento e per un minore consumo dell'acqua. Abbiamo presentato emendamenti per l'agevolazione delle imposte municipali alle imprese agricole, nonché agevolazioni per l'acquisto di terreni agricoli. Tutti questi emendamenti sono stati bocciati e questo ci dispiace, perché definisce l'approccio del Governo al mondo agricolo. Non per ultimo, abbiamo presentato un emendamento che riguarda la sospensione delle multe per le quote latte per l'anno 2014-2015. Si tratta di un emendamento di buon senso, che faceva propria una mozione, votata nel Consiglio regionale della Lombardia a maggioranza e con un solo voto contrario, in cui il Consiglio regionale chiedeva al Governo di sospendere queste multe, che sono già state assegnate all'ente di riscossione e che quindi mettono a rischio la sopravvivenza di tante aziende. Se ne chiede la sospensione semplicemente perché c'è il ragionevole dubbio che queste multe siano calcolate su parametri sbagliati. Infatti, in base anche all'anagrafe nazionale bovina 2014-2015 non c'erano infatti animali da latte sufficienti per produrre quella quantità di latte e quindi queste multe sono di fatto da verificare. Concludendo, chiedo soprattutto agli amici e colleghi senatori della Lega: cosa direte alle vostre aziende che producono latte e che rischiano di chiudere, in Lombardia, dove si produce circa il 50 per cento del latte nazionale? Cosa direte ai vostri consiglieri regionali, che hanno chiesto questa sospensione, che oggi qui, invece, respingete? Ebbene, in tutto questo vediamo un Governo del cambiamento che in realtà non ha cambiato nessun metodo, ma ha cambiato soltanto le persone che sono sulle poltrone per decidere. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Mallegni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, il decreto-legge sulla pace fiscale, che non è un condono fiscale, contiene numerosi punti che cercano di riconciliare i cittadini contribuenti con un fisco rapace e vessatorio, che ha accumulato un magazzino fiscale di oltre 800 miliardi di euro di crediti fiscali affidati all'Agenzia delle entrate, la cui azione di recupero, sulla quale molti soggetti lucrano, è pari a meno di 50 miliardi di euro. Rispetto al testo originario, lungamente discusso in Commissione finanze e tesoro, sono state apportate numerose modifiche anche per il lavoro dell'opposizione, che dopo l'iniziale ostruzionismo ha scelto una posizione più costruttiva: penso alla riduzione delle sanzioni per coloro che firmano assegni in bianco, ovvero che non contengono nome e cognome del beneficiario e la cosiddetta clausola di non trasferibilità, che aveva suscitato numerose proteste degli incolpevoli cittadini. Si cambia anche quella multa minima per gli assegni sotto i 30.000 euro, pari al 10 per cento del valore dell'importo, oltre a sanzioni minori per i piccoli assegni che, al di là dell'importo, andavano da 3.000 a 50.000 euro. Viene cancellato il condono fiscale. Lo ribadisco: viene cancellato! Esso prevedeva che, attraverso la dichiarazione integrativa speciale, si potesse sanare una cifra fino a 100.000 euro. Al suo posto arriva la sanatoria sugli errori formali, commessi fino al 24 ottobre 2018. Poi ci sono altre misure: per esempio, quella per i terremotati: la dotazione fino a 524,6 milioni di euro, istituita presso il Ministero dell'economia e delle finanze per far fronte ai danni causati dalle calamità che nei mesi di settembre e ottobre hanno colpito molte zone del Paese. Vi sono altri provvedimenti, per esempio, la deroga alle procedure per la consulenza di investimento del testo unico bancario per l'acquisto di azioni di banche di credito cooperativo e banche etiche fino a un massimo di mille euro, che salgono a 2.500 nel caso esista una quota minima per diventare socio superiore a mille euro. Vi è poi uno scudo anti- spread: la Germania ha tutelato le sue banche che non rientrano nel bail in mentre qui, invece, c'è l'angoscia. Al posto di fare il tifo per l'Italia, si fa il tifo per lo spread e per i generatori di ansia quotidiana! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Noi vogliamo bene a questo Paese, non allo spread .