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Serve prorogare le concessioni, scadute o in scadenza, degli impianti sportivi. Certamente, il lavoro del comitato tecnico scientifico, che collabora col Governo, è difficile e complesso, ma se la volontà politica è far ripartire il mondo del calcio e il mondo dello sport, è il Governo stesso che ha il dovere di agire immediatamente, con razionalità e lungimiranza. Mi ha fatto piacere che lei abbia parlato di un progetto a lungo termine. A volte, di fronte alla naturale, e forse corretta, rigidità (anche se da alcuni ritenuta eccessiva) del comitato tecnico scientifico, è la politica che deve mediare e decidere, magari guardando anche al quadro europeo. Il comitato tecnico scientifico fa il suo lavoro. Il comitato tecnico scientifico collabora con il Governo, ma poi è il Governo che deve fare il suo di lavoro, senza procrastinare approssimativamente il momento di decidere. (Applausi). Se anche non si ha una particolare simpatia per uno sport come il calcio, so perfettamente, signor Ministro, che per il suo ruolo e il suo decoro non si può provocare una crisi dell'intero settore. So che lei se ne sta occupando, ma il Governo deve dare le giuste indicazioni sulla sicurezza, anche ricordando che il calcio è un'azienda da 4 miliardi di euro di fatturato, con introiti che lei ha ricordato, che dà lavoro a migliaia di persone e che i diritti televisivi servono alla vita delle società e delle serie minori. E perché non possono essere utili anche per lo sport di base? Il calcio e lo sport hanno solo bisogno di chiarezza e di certezze. Signor Ministro, le lancio una provocazione. Nella commedia "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo, del 1931, al figlio di Cupiello non piaceva affatto il presepe; ma non per questo prendeva a martellate le statuette della Madonna, del bambinello, dei Re Magi, dei pastori del bue e dell'asinello. Signor Ministro, la prego, non usi il martello. È dovere del Governo e suo uscire dall'ambiguità dando compostamente, senza espressioni di fastidio o esternazioni che fanno pensare a un pregiudizio nei confronti di uno sport, la linea del Governo, con linee guida non impossibili ma ragionevoli, per la ripartenza del calcio, degli sport collettivi e degli sport di base. Gli italiani hanno già dato ampia prova di intelligenza, di rispetto delle regole e di attenzione. Il Governo dovrebbe fidarsi degli italiani. Ora ci vogliono azioni concrete e immediate e ci sono tutte le condizioni per farlo. Purtroppo, infatti, a forza di decidere di non decidere, a forza di non scegliere, il calcio, lo sport e il nostro Paese stanno sprofondando. Bisogna dare certezze all'intero sport italiano. Ogni misura si deve affiancare all'altra per creare un ombrello sotto il quale chiunque possa sentirsi, in qualche modo, sostenuto ed aiutato. L'Italia del domani non può e non deve essere solo quella di un reddito di emergenza o di cittadinanza. Lei, signor Ministro, lo so, lo sappiamo, si sta dando da fare. Lei stesso, signor Ministro, però sa che i provvedimenti finora presenti o annunciati sono insufficienti. In più, tempi, norme e modalità o non ci sono o sono dubbi. Sono lieto, e siamo lieti, che lei abbia potuto annunciare una riapertura il 25 maggio. Lei stesso, però, ha anche detto: faremo, riapriremo, aspettiamo i protocolli. Sono contento che, almeno per lo sport, i voucher siano stati finalmente accettati. Insomma, il calcio e lo sport vanno rispettati, e vanno rispettati anche e soprattutto a livello politico, dando loro il giusto peso e la giusta dignità, soprattutto in questo momento. Concludo, signor Presidente, signor Ministro, con una richiesta e un auspicio. Come ho già avuto modo di chiederle pochi giorni fa in quest'Aula, io mi auguro che lei e il Governo facciate tesoro delle tante sollecitazioni, delle richieste, dei contributi e dei suggerimenti che giungono da tutti: dal Parlamento, dal mondo del calcio, dall'intero sport, dando immediatamente e finalmente vita a un forte e significativo impegno e a un'iniziativa di sostegno per l'intero comparto sportivo. Soprattutto, però, signor Ministro, quello che serve è chiarezza e prospettiva di lungo periodo. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laniece. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per l'informativa, per le notizie e le anticipazioni che ci ha dato anche in merito agli interventi che il Governo ha intenzione di emanare per l'importante settore dello Sport. Oggi l'Italia è un Paese nel quale tante persone svolgono ordinariamente attività sportiva ma anche un Paese dove ci sono molte malattie collegate a stili di vita sbagliati, a causa di una cattiva cultura dell'alimentazione che porta il 46 per cento degli italiani ad essere sovrappeso per non parlare dell'obesità infantile che è tra le più alte d'Europa e rappresenta un'ipoteca sulle condizioni di salute dell'intera vita. In generale, l'incidenza delle patologie cardiovascolari e del 35,8 per cento. Una popolazione che sta bene ha un'incidenza positiva sul sistema sanitario che vede alleggerito il suo carico e può allocare le risorse in ambiti di intervento quali, ad esempio, la ricerca scientifica e l'oncologia. Soprattutto, una popolazione che sta bene è più riparata dall'insorgere di nuove malattie - lo abbiamo visto con la pandemia in atto - e poiché quella in corso potrebbe non essere l'ultima epidemia, credo sia importante rafforzare le forme di prevenzione primaria per avere una popolazione più sana e con sistemi immunitari più efficaci, pronti alle sfide future. Credo nelle politiche per lo sport e la grande questione dei prossimi anni sarà proprio l'incentivazione della pratica sportiva di massa come elemento ordinario della quotidianità di tutte le persone e di ogni fase della vita. Per raggiungere questo obiettivo, le società sportive dilettantistiche rappresentano un punto dal quale partire. Parliamo di realtà che storicamente riescono a portare avanti le loro attività a costo di grandi sacrifici e spesso solo grazie all'impegno del volontariato: allenatori, personale medico, accompagnatori, gli stessi atleti e le loro famiglie. In questa realtà tutti costoro sono in grande difficoltà, oggi, e non sappiamo ancora in quanti decideranno di andare avanti, purtroppo. Per questo occorre supportarli attraverso la leva fiscale, favorendo le sponsorizzazioni e semplificando gli adempimenti burocratici che da sempre costituiscono un elemento di intralcio. Bisogna intervenire con i buoni spesa e aumentando la quota di detrazione fiscale per le famiglie che iscrivono i loro figli a un corso sportivo. Bisogna, inoltre, supportare i Comuni nella riqualificazione degli spazi dedicati alle attività sportive e motorie affinché possano diventare, una volta conclusa l'emergenza, luoghi di socialità al pari delle piazze e di altri luoghi simbolo della nostra comunità. Anch'io ho salutato con molto piacere l'anticipazione dello stanziamento di ulteriori importanti risorse finanziarie per sostenere, in questo momento particolare, tutto il mondo sportivo. Avanzo una piccola richiesta di nicchia, come senatore della Valle d'Aosta, quindi di un contesto totalmente alpino.