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E ancora, quasi il 4 per cento degli edifici italiani - stiamo parlando di circa 550.000 edifici - si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata. Non meno preoccupante è il dato riguardante il patrimonio culturale, che poi è la nostra Italia. Quindi, sempre i dati dell'ISPRA individuano nelle aree franabile quasi 38.000 beni. Conosciamo tutti le cause di questa situazione, che sono disparate: le estreme opere di urbanizzazione... quando vedo lampeggiare il microfono mi viene l'ansia, perché devo finire di corsa. Signor Presidente, visto che gli altri colleghi sono stati bravi e sono rimasti nei tempi, le chiedo di concedermi qualche minuto in più... non me lo concede, va bene. Poiché tale situazione costa troppo sia in termini economici che in termini ambientali e di vite umane perdute e una consapevolezza che è prevista l'istituzione di un fondo per gli investimenti degli enti territoriali, in parte destinati proprio ad interventi contro il dissesto, voglio dunque chiedere al signor Ministro che il Governo dia risposte concrete ai cittadini, agli enti territoriali e alle aziende che hanno perso molto. Chiedo infine di sapere come questo fondo per gli investimenti verrà distribuito, perché farlo in maniera organica e strutturale è importante. Annuncio infine che il Gruppo Forza Italia ha presentato un disegno di legge per l'istituzione di una Commissione speciale proprio per la mappatura e la prevenzione del dissesto e una riforma organica del sistema idrogeologico in Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, generale Costa, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, senatrice Gallone, colgo l'occasione per confermare che ieri, con il MIUR, abbiamo effettivamente firmato una bella cosa e magari riusciremo anche ad infilarla nel Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF), attraverso una norma, e con il suo contributo potrà aiutarci ancora di più. Detto questo, effettivamente l'articolo 16 del disegno di legge di bilancio prevede circa 3 miliardi di euro a favore degli enti locali: vediamo poi come tale legge verrà licenziata dal Parlamento. È chiaro però che, per capire come verrà gestita a seguire, occorre inevitabilmente aspettare di vedere prima come verrà approvata. Dunque le assicuro la massima trasparenza e la invito a concordare colloqui futuri su questo argomento, ma un minuto dopo che tale norma sarà diventata legge dello Stato. Nel frattempo, fatto salvo questo presumibile stanziamento di 3 miliardi di euro, che una volta approvata la legge diventerà realtà, posso dirle che cosa abbiamo già. Esiste infatti un piano per l'emergenza e un piano per la strutturazione in ordine al dissesto idrogeologico, che in questo momento è già fattuale, con 6,5 miliardi complessivi per la strutturazione degli interventi. Questa è la cosa più importante, perché consente di evitare di entrare in emergenza. Infatti, sul dissesto idrogeologico noi siamo troppo spesso, se non sempre, vivendo di emergenza. Come lei sa, senatrice Gallone, l'emergenza viene gestita presso la Presidenza del Consiglio, e precisamente presso il Dipartimento della protezione civile. Per l'ultima emergenza sul dissesto sono stati stanziati, ad esempio, 400 milioni di euro perché, trattandosi appunto di emergenza, vanno recuperati subito. Ma l'importante sono i 6,5 miliardi e magari anche di più (li stiamo cercando nei Fondi di coesione, ma già adesso sono 6,5 miliardi). Come li gestiamo? Su spacchettamenti triennali e ordini annuali da 900 milioni ciascuno, cioè soldi veri. Insieme alle Regioni, quindi presso la Conferenza permanente Stato-Regioni, stiamo modificando concordemente il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 maggio 2015, quello sulla velocizzazione dell'erogazione delle risorse, per ridurre le tranche di pagamento a tre; per anticipare l'intervento dell'autorità distrettuale di bacino; per fare in modo che la validazione dei progetti esecutivi non avvenga su soggetti che sono diversificati tra loro, come è oggi. Ciò mantenendo sempre in capo ai Presidenti delle Regioni, che sono nominati, com'era in precedenza, anche commissari straordinari per il dissesto idrogeologico, secondo il principio di prossimità territoriale e ambientale che ci sta a cuore. Per questo, in realtà, la Conferenza permanente Stato-Regioni si è già dimostrata concorde su questa linea; la stiamo estremamente velocizzando e le risorse reali ci stanno. Adesso stiamo aspettando i progetti esecutivi, perché senza di essi questi denari andrebbero inutilmente spesi. In questo momento siamo nella fase in cui stiamo affianco alle Regioni nel processo di capacity building per poter avere progetti esecutivi. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Gallone, per due minuti. GALLONE (FI-BP) . Signor Ministro, la ringrazio e mi ritengo parzialmente soddisfatta, perché il Gruppo Forza Italia vigilerà e verificcherà come saranno effettivamente collocati. Vorrei però che il Governo ponesse veramente attenzione non solo a sostenere i Comuni, le Regioni e questo piano organico per lavorare tutti insieme, ma soprattutto cercasse di coinvolgere tutti gli attori interessati. Proprio in questi giorni stiamo discutendo in Commissione ambiente il disegno di legge sul consumo del suolo: questa è una cosa molto importante. Bisogna sburocratizzare, bisogna rivedere secondo noi la legge quadro sull'urbanistica, perché noi siamo di fronte a piani di Governo del territorio obsoleti, antiquati, lenti, che allontanano gli investimenti, laddove oggi le città diventano centrali nei sistemi economici; e noi vogliamo che le città possano rigenerarsi al loro interno. Per far questo dobbiamo sostenere anche le imprese, i cittadini, l'agricoltura, tutti i mondi. Si tratta di un lavoro veramente grande di concerto, ma se cambiamento deve essere, che ci sia veramente una rivoluzione, altrimenti è inutile e rimangono proclami. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE . La senatrice Floridia ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00449 sull'autorizzazione all'esercizio della raffineria di Milazzo, per tre minuti. FLORIDIA (M5S) . Signor Ministro, la raffineria di Milazzo, in provincia di Messina insiste in un'area ad elevato rischio di crisi ambientale, in seguito a valutazione dei livelli di inquinamento e della rilevante incidenza di patologie ad esse collegate. Dal 2005 è un SIN, ossia un sito di interesse nazionale ai fini della bonifica. Inoltre, nel dicembre 2016 la Regione Siciliana ha finalmente approvato il piano paesaggistico di quell'area. Nel mese di maggio, prima che lei, signor Ministro, si insediasse, con decreto ministeriale si è provveduto all'aggiornamento dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla società Raffineria di Milazzo, per l'esercizio appunto della raffineria.