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Tra i temi discussi, sicuramente le grandi opere hanno avuto il rilievo che meritano e, nello specifico caso del treno ad alta velocità Torino-Lione, su cui la Lega ha più volte espresso una posizione favorevole, si è ritenuto di dover procedere a un approfondimento. Obiettivo condiviso da entrambe le forze politiche è stato quello di rivedere il progetto e verificare la possibilità di realizzarlo risparmiando risorse e riducendo l'impatto ambientale. Ipotizzando un risparmio di un milione di euro, infatti, si libererebbero risorse da destinare ad altre opere prioritarie, consentendo così di risolvere problematiche presenti in altri territori. Daremo pertanto seguito, come prevede la mozione unitaria che abbiamo sottoscritto, a quanto previsto nel contratto di Governo, che ci impegna a valutare quest'opera, nel rispetto degli accordi internazionali. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, il traffico merci attraverso i valichi alpini italiani è passato, dal 1967 al 2018, da 19 milioni di tonnellate a 200 milioni di tonnellate, aumentando di 10 volte e mezzo in cinquantuno anni e raddoppiandosi ogni undici anni. Quando la tendenza continuava ad andare avanti, sono arrivati gli studi di alcuni militanti No TAV, che hanno detto che invece improvvisamente, da quando si era deciso di fare la linea ferroviaria, gli scambi e i traffici di merci erano in costante discesa. È qualcosa che sentiamo ancora oggi. Sono andato ad ascoltare i militanti No TAV in Val di Susa nel 2001, essendo allora candidato in quel collegio uninominale, dicendo senza compromessi che ero, così come Forza Italia è sempre stata, a favore del TAV. Bisogna però ascoltare le ragioni di tutti e costoro, che facevano propaganda, i loro comizi e i loro raduni, sono poi diventati la Commissione costi-benefici. I vecchi militanti No TAV sono cioè diventati gli esperti del Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La senatrice Pirro, che è piemontese, ha detto che costoro fanno questo di mestiere, fanno la valutazione costi-benefici di mestiere. Fanno i No TAV di mestiere; indoviniamo allora cosa avrebbe detto la Commissione costi-benefici, con cinque membri su sei militanti No TAV. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il sesto non lo era e infatti non ha sottoscritto la relazione finale, anche perché si tratta di una storia veramente incredibile. Andrebbe infatti ricordato che analisi costi-benefici sono già state fatte sia dall'Italia, sia dall'Unione europea, da essa finanziate, con dei parametri e approcci più seri di quelli adottati dalla Commissione, dove l'uomo di maggiore rilievo era il professor Marco Ponti. Il fatto di considerare un costo aggiuntivo la diminuzione del traffico autostradale e, di conseguenza, gli introiti dei gestori delle autostrade e le minori tasse che lo Stato incassa, è veramente demenziale. Avevo sentito dire nelle prime settimane di Governo che le accise sarebbero state cancellate o perlomeno una gran parte di esse sarebbe stata cancellata; ancora non ne abbiamo notizia ed, anzi, le accise non possono diminuire perché altrimenti avremmo un grave danno all'erario. Dire che un traffico minore per le strade rappresenta un danno per lo Stato è un approccio straordinario. Quando nell'analisi si dice che non si è tenuto conto delle penali che si devono pagare è veramente un altro elemento straordinario. Un altro fatto straordinario è che dell'analisi costi-benefici abbiamo sentito parlare fin dal primo giorno di insediamento del Governo Conte, il primo giugno 2018. Passati otto mesi, finalmente arriva l'analisi costi-benefici. Credo che ci potrebbero essere dei tempi minori perché se solo per fare l'analisi ci vogliono otto mesi, per costruire davvero l'opera, ove si decidesse di costruirla, ci vorranno 8.000 anni. Se solo per fare un'analisi in studi e in uffici, ci sono voluti otto mesi, figuriamoci a lavorare sul serio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lavorare sul serio, però, è forse qualcosa di estraneo a tali logiche. Dopo otto mesi arriva con grande spolvero l'analisi, preceduta da dichiarazioni dei massimi esponenti non soltanto del MoVimento 5 Stelle, ma del Governo, perché è un problema dell'Italia. Il vice presidente del Consiglio dei ministri Di Maio e il ministro Toninelli hanno detto che finché ci saranno loro al Governo, l'opera non si farà mai. Ciò è avvenuto prima che arrivasse l'analisi costi-benefici. Poi arriva e dà certi risultati. Otto giorni dopo arriva l'altra analisi che dice che non è proprio così e che, più o meno, il costo e il danno ammontano alla metà. Che razza di serietà c'è in questo? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Che razza di serietà c'è nell'aver detto che l'opera non si farà mai, sapendo che più leggi dello Stato, che non sono state né abrogate, né modificate, prevedono che l'opera si faccia. Pertanto, è un atto illegale aver fermato gli appalti (Applausi dal Gruppo FI-BP) e aver detto alla società privata che sta effettuando i lavori di bloccare tutto. Anche tale società chiederà i danni, se l'opera non dovesse andare avanti. Quella è una società costituita appositamente e ci sono macchinari costosissimi fermi da mesi, perché sono stati fermati gli ulteriori appalti. È un danno gravissimo, che pagheranno tutti gli italiani, anche se, come chiediamo, si riprendesse a lavorare domani. Il danno per l'Italia, dunque, non è costituito soltanto dagli 800 milioni di euro che perderemo fra qualche giorno, perché credo che ormai sia fatale. Cari colleghi della maggioranza, 800 milioni di euro sono pari a circa 1,6 milioni di euro per ogni parlamentare della maggioranza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se non ci fosse l'articolo 68 della Costituzione che vi tutela, dovreste pagare. Se fossimo in Consiglio comunale a fare una cosa del genere, correreste il rischio di dover tirare fuori 1,6 milioni di euro a testa. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Ferrari) . Siete però tutelati dell'articolo 68 della Costituzione, che quando eravate all'opposizione dicevate di voler abolire, ma lasciamo stare. Si dice di no alla linea TAV e si propone di approvare una mozione che dice di «ridiscutere integralmente» il progetto: lo so che c'era scritto già nel contratto di Governo e infatti, fin da quando lo abbiamo letto, abbiamo denunciato questo aspetto. Come si può ridiscutere integralmente un'opera che è già in costruzione, per cui ci sono chilometri di galleria definitiva già fatti? (Commenti dal Gruppo M5S). Collega del MoVimento 5 Stelle, gli altri chilometri non vengono realizzati non perché non si voglia fare la galleria principale, ma proprio perché in tutte le gallerie, anche molto più corte di 57 chilometri, ci vuole la ventilazione.