[resaula]

ruolo agricoltura, 8 assistenti amministrativi, 10 assistenti agrari, 12 funzionari amministrativi, 10 funzionari agrari, 4 funzionari informatici; ruolo ICQRF, 5 addetti, 13 assistenti amministrativi, 7 assistenti di laboratorio, 6 assistenti agrari, un addetto amministrativo; considerato che: lo stesso decreto ha autorizzato il medesimo Dicastero a bandire anche procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale interno di ruolo, ai sensi dell'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo n. 75 del 2017; le autorizzazioni e le assunzioni potrebbero rafforzare concretamente le strutture del Ministero, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto, quale sia lo stato di avanzamento delle procedure e con quali tempistiche ritenga di attivare i procedimenti relativi alla pubblicazione dei bandi di concorso citati. Atto n. 4-05002 IANNONE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'istruzione e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: abbattere le barriere architettoniche e mentali è sicuramente uno dei principali obiettivi cui una società civile deve tendere affinché venga garantita la massima inclusione sociale in un'ottica di pari opportunità; ogni amministrazione ha, dunque, il dovere di porre in essere tutte le azioni utili per garantire i diritti delle persone con disabilità, assicurando loro la piena ed autonoma accessibilità a tutti gli spazi, la massima integrazione ed il raggiungimento di un soddisfacente livello di vita e di inserimento sociale; di recente, è pervenuta all'interrogante una segnalazione relativa ad alcune presunte deficienze dell'amministrazione comunale di Cicciano (Napoli) in ordine alle azioni poste in essere per le persone che vivono in condizioni di disagio fisico; in particolare, sembrerebbe che con delibera della Giunta municipale n. 74 del 9 luglio 2019 sia stato dato mandato al responsabile del settore Polizia municipale di avviare la gestione delle aree di sosta a pagamento, imponendo anche il pagamento del ticket nelle aree delimitate dalle strisce di colore blu ai possessori del contrassegno per disabili, laddove i posti loro destinati risultassero occupati; a tal proposito la Corte di cassazione ha rilevato che: "L'agevolazione economica della gratuità della sosta rappresenta quindi un incentivo per indurre le persone disabili a condurre una vita di relazione assimilabile a quella delle persone normodotate" (Cassazione civile, sezione I, sentenza 7 ottobre 2019, n. 24936); inoltre, sembrerebbe che i fondi destinati alla messa in sicurezza dei marciapiedi e abbattimento delle barriere architettoniche, pari a 90.000 euro, sarebbero stati impiegati per la verniciatura dei marciapiedi che tuttavia continuerebbero a non rispettare le prescrizioni di accessibilità; da ultimo è stato segnalato un problema legato alle condizioni di sicurezza e all'idoneità dell'automezzo destinato al trasporto a scuola dei bambini normodotati e di quelli con disabilità; in particolare, con delibera n. 91 del 9 settembre 2019 il Comune di Cicciano avrebbe acquistato uno scuolabus usato immatricolato civile nel 2006 e dismesso da almeno 4 precedenti proprietari sprovvisto, tra l'altro, della pedana elettrica utile a consentire il trasporto dei bambini affetti da disabilità; sembrerebbe essere stata negata l'accessibilità allo scuolabus comunale ad un bambino con disabilità fisica i cui genitori avevano inoltrato la relativa istanza solo in un momento successivo all'inizio dell'anno scolastico al fine di consentire al figlio di godere degli stessi diritti dei compagni di classe; in ordine al respingimento del responsabile del settore, il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità avrebbe chiesto chiarimenti al sindaco, mai ricevuti; il nostro ordinamento tende ad assicurare ai disabili la rimozione di ogni impedimento al raggiungimento di un soddisfacente livello di vita e di inserimento sociale e sancisce l'effettività del diritto di avvalersi di trasporti posti a beneficio di tutti i bambini senza trattamenti discriminatori; a tal proposito vale la pena ricordare che la legge 5 febbraio 1992, n. 104, all'art. 26 prevede che "i comuni assicurano, nell'ambito delle proprie ordinarie risorse di bilancio, modalità di trasporto individuali per le persone handicappate non in grado di servirsi dei mezzi pubblici"; appare, pertanto, doveroso un immediato intervento delle autorità competenti volto a garantire una città accessibile e fruibile a tutti, oltre a mezzi di trasporto idonei e sicuri; ciascun bambino ha, infatti, il diritto di recarsi a scuola insieme ai propri compagni, a prescindere dalle sue condizioni di salute e ciò, tra l'altro, costituisce un obbligo inderogabile anche perché strumentale all'adempimento del diritto allo studio del disabile, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e, considerata la loro gravità, quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di sollecitare un intervento delle autorità competenti per addivenire all'individuazione di una doverosa soluzione circa le vicende descritte e se non intendano adottare provvedimenti utili ad impedire il ripetersi di episodi analoghi. Atto n. 4-05003 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: in data 25 febbraio 2021, una nota testata nazionale ha pubblicato un'inchiesta sui numeri della vaccinazione indirizzata agli over 80, mettendo a confronto i piani vaccinali francese e italiano; dall'inchiesta emergerebbero delle differenze inspiegabili nel numero di vaccinati nei due Paesi, al punto che il redattore parla di un "esercito di anziani in più" vaccinato in Francia rispetto a quanto fatto in Italia; in particolare la Francia avrebbe coperto almeno 485.000 persone in più nella fascia di età dei settantenni (70-79) e almeno 406.000 in più fra chi ha 80 anni e oltre, pur con dimensioni della popolazione quasi uguali in queste due fasce d'età; il giornalista si chiede come si sia concretizzata una simile disparità, dal momento che quasi 9 vittime su 10 appartengono alla fascia di età più penalizzata in Italia; in particolare il giornalista riferisce quanto di seguito riportato; a differenza di quanto fatto in Francia, in Italia il piano del Ministro della salute ha riconosciuto una priorità vaccinale al "personale sociosanitario" definito "in prima linea", a prescindere dall'età degli addetti. In Francia invece un comitato di esperti dell'Haute autorité de santé ha raccomandato di dare priorità alle persone di oltre 75 anni, poi a quelle di oltre 65 anni e in terzo luogo ai professionisti del settore sanitario o socio-sanitario "di almeno 50 anni" o a rischio per altri motivi (elencando 60 studi scientifici a supporto del proprio parere); tuttavia la differente strategia adottata dai due Paesi non giustificherebbe comunque il divario numerico nella quantità di vaccini somministrata ai nostri anziani.