[pronunce]

Per quanto attiene le ulteriori censure proposte, la difesa regionale sostiene che la abrogazione o sostituzione di numerose disposizioni del decreto legislativo n. 152 del 2006 e, per quanto qui interessa, la abrogazione e sostituzione dell'intera parte seconda del decreto (artt. 4-52) ad opera degli artt. 1 e 4, comma 2, del d.lgs. n. 4 del 2008 non farebbe venire meno l'interesse alle censure proposte, dato che la abrogazione non è stata retroattiva e le disposizioni, sebbene ne sia stata più volte differita l'entrata in vigore, hanno comunque avuto temporanea vigenza. Peraltro, secondo la difesa regionale, non potrebbe pronunciarsi la cessazione della materia del contendere alla luce del sopravvenuto decreto legislativo correttivo n. 4 del 2008, posto che tale decreto sarebbe in contrasto con l'art. 76 Cost., sia perché si fonderebbe su di una delega, quella di cui all'art. 1, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 284 del 2006, che sarebbe invalida, essendo contenuta non in una legge del Parlamento, ma in un decreto legislativo dello stesso Governo, sia perché, pur se ricondotto all'originaria delega di cui all'art. 1, comma 6, della legge n. 308 del 2004, eccederebbe, comunque, dal limitato compito di coordinamento e correzione, avendo operato una totale riscrittura del testo anteriore del decreto. 7. - Con ricorso notificato il 12-21 giugno 2006, depositato il successivo 14 giugno ed iscritto al n. 69 del registro ricorsi dell'anno 2006, la Regione Toscana ha proposto, in via principale, questioni di legittimità costituzionale, tra gli altri, degli articoli 3, comma 4, 6, comma 6, 7, commi 3 e 8, 10, commi 3 e 5, e 17 del d.lgs. n. 152 del 2006. La Regione Toscana premette che la disciplina recata dal decreto legislativo in questione coinvolge non solo la tutela dell'ambiente, di competenza esclusiva statale, ma pure le competenze regionali in materia di governo del territorio, tutela della salute, valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, agricoltura e sviluppo economico, e sostiene che il legislatore statale deve intervenire in materia ambientale nel rispetto delle prerogative costituzionalmente garantite delle Regioni, assicurando alle stesse un ruolo primario in considerazione del delicato intreccio tra le diverse competenze. 7.1. - Ciò posto, la Regione Toscana censura, anzitutto, l'art. 3, comma 4, del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale prevede che alle modifiche e alle integrazioni delle norme tecniche in materia ambientale provvede il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio mediante uno o più regolamenti ministeriali. Per la ricorrente questa disposizione violerebbe gli artt. 117 e 118 Cost., nonché il principio di leale collaborazione, laddove non prevede meccanismi di concertazione con le Regioni, essendo innegabile l'incidenza di tali regolamenti anche sulle materie regionali: governo del territorio, tutela della salute, valorizzazione dei beni culturali ed ambientali ed agricoltura. 7.2. - La ricorrente censura, poi, l'art. 6, comma 6, del d.lgs. n. 152 del 2006, che disciplina la Commissione statale tecnico-consultiva cui compete la valutazione ambientale strategica e la valutazione di impatto ambientale, ed il successivo art. 17, che affida a tale Commissione la valutazione ambientale strategica in sede statale, nella parte in cui non prevedono la partecipazione delle Regioni al procedimento di valutazione ambientale strategica di piani e programmi di competenza statale. La difesa regionale, evidenziata l'incidenza di tali piani e programmi statali sul governo del proprio territorio, lamenta la violazione degli artt. 117 e 118 Cost., dacché la partecipazione di un rappresentante regionale alla Commissione statale indicata sarebbe meramente eventuale e non garantirebbe così, nell'unico passaggio procedimentale possibile, un adeguato coinvolgimento delle Regioni. Le disposizioni in questione si porrebbero, in questo senso, anche in contrasto con la direttiva 2001/42/CE, che prevederebbe la partecipazione ai procedimenti di VAS dei soggetti istituzionali competenti in materia ambientale e territoriale, e, per questa via, in contrasto con l'art. 11 Cost., nonché in contrasto con l'art. 76 Cost., per violazione dell'art. 1, comma 8, lettere e) ed f), della legge n. 308 del 2004, che prescrivono il rispetto della normativa comunitaria in materia di ambiente. 7.3. - La Regione Toscana censura, poi, l'art. 7, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006, che prevede che siano sottoposti a VAS oltre che i piani e i programmi indicati al precedente comma, anche quei piani e programmi concernenti la definizione del quadro di riferimento per la realizzazione di opere, le quali, pur non essendo sottoposte a valutazione di impatto ambientale (VIA), possano avere effetti significativi per l'ambiente, secondo un giudizio espresso dalla Sottocommissione statale competente per la VAS di cui all'art. 6 del medesimo decreto. Questa disposizione secondo la ricorrente violerebbe gli artt. 117 e 118 Cost., nonché il principio di leale collaborazione, laddove non prevederebbe una intesa con la Regione per sottoporre alla VAS anche piani regionali e consentirebbe, pertanto, ad un organo dello Stato di ingerirsi in materia di governo del territorio. 7.4. - La ricorrente censura, poi, l'art. 7, comma 8, del decreto legislativo n. 152 del 2006, che sottrae alla procedura di VAS i piani e programmi relativi ad interventi di telefonia mobile, già soggetti alle disposizioni di cui all'art. 87 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche). Per la ricorrente tale disposizione si porrebbe in contrasto con l'art. 3 della direttiva 2001/42/CE, che non consentirebbe di sottrarre tale tipologia di piani alla procedura di VAS e, per questa via, sarebbe in contrasto con l'art. 11 Cost., nonché con l'art. 76 Cost., per violazione dell'art. 1, comma 8, lettere e) ed f), della legge n. 308 del 2004, che prescrivono il rispetto della normativa comunitaria in materia di ambiente. Tali violazioni inciderebbero sulle competenze regionali, dacché la mancata sottoposizione a VAS degli atti di pianificazione della telefonia mobile comprometterebbe le competenze regionali in materia di tutela della salute e di governo del territorio. 7.5. - La Regione Toscana censura, infine, l'art. 10, commi 3 e 5, del d.lgs. n. 152 del 2006, i quali prevedono, rispettivamente, che le modalità di pubblicazione totale o parziale del piano o progetto sottoposto a VAS siano stabiliti con regolamento ministeriale e che i depositi e le pubblicazioni effettuate per la VAS sostituiscono ad ogni effetto le modalità di informazione e partecipazione eventualmente previste in via ordinaria dalle procedure di adozione e approvazione di detti piani e programmi.