[pronunce]

L'anzidetto termine di venti giorni ha carattere perentorio, perché da esso decorre l'intera catena degli ulteriori termini stabiliti per la prosecuzione del giudizio dall'art. 26, quarto comma, delle richiamate norme integrative (v., oltre alle citate sentenze n. 253 del 2001; n. 203 del 1999 e n. 449 del 1997; sentenze n. 50 e n. 35 del 1999; n. 342 e n. 274 del 1998). 3. - Il ricorso è stato depositato nella cancelleria della Corte, con la prova delle notificazioni eseguite a norma dell'art. 37, comma quarto, della legge 31 marzo 1953, n. 87, il 31 agosto 2001, oltre il termine di venti giorni dall'ultima notificazione, avvenuta il 9 agosto 2001 (art. 26, comma 3, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale 16 marzo 1956), termine peraltro espressamente richiamato nell'ordinanza di questa Corte 11 luglio 2001 n. 264, emessa nella fase preliminare del conflitto ai sensi dell'art. 37 della citata legge n. 87 del 1953. Non può, pertanto, procedersi allo svolgimento dell'ulteriore fase del giudizio e non resta che dichiarare la improcedibilità del ricorso.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara improcedibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Tribunale di Roma nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 maggio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Chieppa Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 10 maggio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola