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noi abbiamo tutto un sistema innovativo di produzioni verticali che sta entrando in pista nel nostro Paese e può garantire un'ulteriore opportunità di sviluppo importante. Non avevamo però una norma che permettesse di definire in modo puntuale come dovevano mettersi in campo queste aziende per poter commercializzare il loro prodotto. Nel decreto-legge in esame abbiamo pertanto approvato questo testo. C'è poi anche il tema degli esoneri contributivi per le aziende agricole. Certo, noi eravamo partiti con un'ambizione diversa: quella di affrontare anche molti altri temi importanti, a partire dalla risposta al problema dei lavoratori stagionali in agricoltura. Qui c'è un tema importante: il costo purtroppo esoso di questo provvedimento non ci ha permesso di risolverlo in questa sede, ma nell'ordine del giorno richiediamo con forza al Governo che, nel prossimo decreto, sia contemplata questa misura, perché una marea di persone non hanno potuto fare il minimo di giornate lavorative necessarie per poter avere la CISOA (la cassa integrazione agricola). Era ed è assolutamente necessario affrontare questo tema. C'è inoltre la necessità di dare risposte alle problematiche della zootecnia da carne. Avevamo ipotizzato in questo provvedimento di lavorare sulla percentuale di compensazione IVA, ma anche in questo caso, per mancanza di risorse, non è stato possibile completare il percorso. Per quanto riguarda il tema degli agriturismi, la norma di chiarimento sulla connessione, su cui da anni si sta lavorando, diventa elemento molto importante per dare prospettive e opportunità di crescita a questo comparto. C'è poi il tema dei chiarimenti sulla dieta e l'approvvigionamento di reflui per gli impianti anaerobici per la produzione di elettricità e biometano. Sono tutti interventi che dovranno andare a sommarsi a un incremento di risorse per quel che riguarda il fondo delle filiere. Noi sappiamo che l'agricoltura - lo dicono tutti i numeri - è uno straordinario settore in termini di opportunità in generale, e soprattutto per alcuni territori marginali, nei quali la scommessa sul futuro o è agricola o non lo è. Perché questo possa avvenire, però, serve un rafforzamento delle filiere. Questo anno abbiamo approvato provvedimenti importanti, che vanno nella logica di innestare maggiore equità all'interno dei singoli segmenti del settore, ma è chiaro che una ristrutturazione del settore chiede risorse. Quindi, abbiamo chiesto e chiederemo un rafforzamento delle risorse nel decreto-legge che è prossimo ad emanarsi. È necessario poi un intervento a favore dei piccoli birrifici, perché questo settore, con la chiusura dell'Horeca in quest'ultimo anno, ha buttato via una marea di prodotto, che non si è riusciti a utilizzare perché andato a scadenza. Credo che tutti questi interventi siano assolutamente importanti. Concludo dicendo sostanzialmente due cose. Chiederemo un ulteriore intervento sul Fondo di solidarietà nazionale, soprattutto per quegli eventi climatici catastrofici capitati nelle scorse settimane, danneggiando pesantemente il settore. Credo che si sia lavorato bene. Ho fatto parte del lavoro nelle Commissioni riunite bilancio e finanze e devo dire che si è lavorato molto bene e credo che questo possa essere di premessa per i prossimi provvedimenti su cui il Paese confida in modo importante per poter guardare con maggiore fiducia al futuro. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, vista l'ora e dovendo procedere alle ore 19,30 alla sanificazione dell'Aula, sentiti i Gruppi, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare» (2201). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signora Presidente, dal tentativo di censura di cui si discute da qualche giorno - mi riferisco alla ormai famosa telefonata tra Fedez, la vice direttrice di RAI 3 e soggetti legati alla produzione del concertone del primo maggio - il messaggio agghiacciante che ne viene fuori, che è stato esplicitamente e più volte ripetuto durante la telefonata, è che c'è un sistema e bisogna ad esso adeguarsi. Secondo i censori esiste quindi un sistema in cui un artista, in un programma che va in onda sulla RAI, non può raccontare fatti gravi, realmente avvenuti. Ripeto: fatti, non opinioni. Non può dire che un consigliere regionale leghista ha dichiarato «se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno», oppure citare altre dichiarazioni di questo tenore omofobico. Fortunatamente il tentativo di censura non è andato a buon fine, perché Fedez si è ribellato, non si è fatto intimidire, non ha pensato a ricadute negative per la sua carriera, ma anzi ha reso pubblico quanto accaduto. Il solo fatto però che qualcuno abbia tentato di controllare le parole di un artista è di una gravità inaudita. I casi sono due: o si è trattato di un tentativo di censura spontaneo da parte della vice direttrice di RAI 3 o di chi le ha detto di intervenire in quel senso, oppure è stato un tentativo che è stato conseguente ad una precisa richiesta di una parte politica. Entrambe le ipotesi sono gravissime e non possono rimanere impunite. Chi ha sbagliato deve pagare, deve assumersi le proprie responsabilità e coloro che in RAI hanno tentato di censurare devono dimettersi immediatamente. (Applausi) . Tra l'altro, nel caso specifico, la televisione di Stato aveva acquistato quello spettacolo confezionato al di fuori della RAI e, quindi, è ancora più difficile comprendere il motivo per cui l'azienda, oppure solo alcuni dei suoi dirigenti, erano preoccupati per uno spettacolo organizzato dai sindacati e prodotto da una ditta esterna. In questa vicenda non discutiamo di un errore o di qualcuno che è stato più realista del re: c'è in ballo la tutela della libertà di espressione. Non lo dico perché concordo con l'intervento di Fedez, ma per affermare un principio irrinunciabile. Tutto questo non sarebbe mai accaduto in un'azienda libera e indipendente, e se succede, è perché la RAI è lottizzata e non certo da ieri. È nostro dovere riformare questo grande presidio culturale italiano perché tutto ciò non avvenga più e, per farlo, occorre che le forze politiche, tutte, rimangano fuori dall'azienda. Chi lavora in RAI, a qualsiasi livello, deve poterlo fare per merito, per riconosciute e dimostrabili capacità professionali e non per appartenenza politica. (Applausi) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, essendo già in orario di sanificazione, sarò rispettosa dei tre minuti. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, «Seguita e picchiata in casa al grido di "muori lesbica": aggressione choc a Bolsena». «È vero che sei gay? Professore quarantatreenne aggredito e minacciato con i coltelli».