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Di alcuni di questi strumenti attuativi si occuperanno più approfonditamente le norme successive; già in questo articolo è però precisato, con riguardo agli interventi su beni culturali, sulle opere pubbliche e sui dissesti idrogeologici, che la relativa programmazione e pianificazione si svolga sulla base di appositi protocolli d'intesa sottoscritti col MIBACT, e con le diocesi per quanto attiene ai beni ecclesiastici (nei limiti di cui al successivo articolo 15), finalizzati all'individuazione delle priorità, delle modalità e dei termini per il recupero dei beni danneggiati (comma 9). È previsto altresì che spettino comunque al Commissario straordinario l'esame e l'approvazione dei progetti di ricostruzione pubblica, predisposti dai soggetti attuatori in coerenza con la predetta pianificazione e con i criteri dettati dal Commissario stesso (comma 4), e l'adozione del provvedimento di concessione dei relativi contributi (commi 5 e 6). Fermo restando il delineato ruolo dell'organo commissariale, quanto alla fase attuativa degli interventi, si è scelto (articolo 15) di attribuire il ruolo di soggetti attuatori (incaricati di predisporre il progetto e formulare le istanze di contributo) esclusivamente alle regioni interessate, facendo salve le sole funzioni del MIBACT e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le opere rientranti nella rispettiva competenza. Per i beni ecclesiastici, l'opzione è di consentire alle diocesi di fungere da soggetti attuatori nel solo caso in cui gli interventi siano interamente finanziati con risorse proprie, mentre, laddove si acceda a provvidenze pubbliche, il ruolo di soggetto attuatore è anche in questo caso attribuito al MIBACT. La norma va letta in stretta correlazione con l'articolo 18, concernente la centrale unica di committenza. Al potenziamento della governance commissariale oltre che a evidenti esigenze di semplificazione è ispirata la scelta, cui si è già accennato, di istituire una Conferenza permanente, presieduta dal Commissario straordinario, con il compito di approvare gli strumenti attuativi previsti dai singoli comuni, i progetti delle opere pubbliche e intervenire su quelli di ricostruzione privata, laddove vi sia da esprimere pareri in materia di tutela dell'ambiente o dei beni culturali. La composizione e il funzionamento della Conferenza sono dettagliati all'articolo 16, laddove è altresì previsto che questa opererà secondo la disciplina generale di cui agli articoli 14 e seguenti della legge n. 241 del 1990, per tutto quanto non specificamente stabilito dal presente decreto. Si è volutamente mantenuta la denominazione che richiama, appunto, l'istituto di cui alla ricordata legge n. 241, per sottolineare la volontà di «cristallizzare» in un contesto di snellimento procedurale stabile la disamina della pratiche di maggior strategicità afferenti al territorio interessato dal sisma. Nello stesso articolo, sempre in ragione di esigenze di semplificazione procedurale, è prevista l'istituzione di commissioni paritetiche presso le singole regioni interessate, col compito di rendere unitariamente tutti i pareri nelle materie di competenza (tutela ambientale, aree protette e parchi naturali etc.) eventualmente implicate dai progetti di ricostruzione in discorso. In pratica, si tende in ogni modo a velocizzare la definizione contestuale ed espressa delle istanze della varie amministrazioni coinvolte, in particolare quelle la cui strategicità, nell'ottica della finalità del decreto, risulta di intuibile importanza. L' articolo 17 estende il credito d'imposta (cosiddetto « Art-Bonus ») di cui all'articolo 1 del citato decreto-legge n. 83 del 2014 alle erogazioni liberali effettuate a favore del MIBACT per interventi su beni culturali nelle aree colpite dall'evento sismico del 24 agosto 2016. Al dichiarato fine di favorire gli interventi di restauro del patrimonio culturale nelle aree colpite, detto credito d'imposta viene riconosciuto anche in relazione alle erogazioni liberali effettuate nei confronti dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, dell'Opificio delle pietre dure e dell'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario. Sempre allo scopo di rendere più rapide, trasparenti e agevolmente controllabili le procedure di affidamento degli interventi di ricostruzione pubblica, come anticipato in relazione all'articolo 15, è previsto (articolo 18), che queste siano gestite da un'unica centrale di committenza, individuata nell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa -- Invitalia Spa, sulla scorta di apposita convenzione stipulata con il commissario straordinario come previsto all'articolo 2. Quanto detto in conformità con l'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo n. 50 del 2016 che già la riconosce quale centrale di committenza qualificata. Il capo II del titolo II, come già accennato in premessa, contiene le misure per il recupero e il rilancio delle attività economiche danneggiate dal sisma, con la previsione, a favore delle micro, piccole e medie imprese con sede nei territori colpiti che abbiano subito danni per effetto degli eventi sismici, dell'intervento del fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a) , della legge n. 662 del 1996 (articolo 19 del presente decreto) e l'introduzione di apposite agevolazioni, sotto forma di contributo in conto interessi, da erogare sulla base di criteri e modalità individuati dal Commissario straordinario con apposito provvedimento, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato (articolo 20). Il quadro generale è completato dalla previsione di contributi in conto capitale alle imprese che realizzino, ovvero abbiano realizzato, a partire dal 24 agosto 2016, investimenti produttivi nei territori individuati dall'articolo 1 (articolo 20, comma 2), di contributi dell'INAIL per la messa in sicurezza di immobili produttivi (articolo 23), dalla previsione di finanziamenti agevolati a tasso zero alle micro, piccole e medie imprese per il ripristino ed il riavvio delle attività già esistenti (articolo 24, comma 1) e da altre e più specifiche disposizioni. La disciplina del decreto non si limita, però, come già detto, alle sole misure di sostegno alle attività economiche esistenti danneggiate dal sisma, atteso l'intento di favorire anche la nascita e lo sviluppo di nuove attività produttive nelle aree interessate: di qui la previsione di finanziamenti agevolati a tasso zero per le nuove imprese e i nuovi investimenti nei territori dei medesimi comuni di cui all'articolo 1 del decreto (articolo 24, comma 2) e l'introduzione di ulteriori aiuti, ai sensi del decreto-legge n. 120 del 1989, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del 1989, per il rilancio del sistema produttivo (articolo 25). Speciale attenzione, infine, è dedicata al settore zootecnico, agricolo, agroindustriale e turistico, mediante la previsione di interventi a favore della zootecnia e della valorizzazione, nonché commercializzazione, dei prodotti agricoli e agroalimentari (articolo 21). Il quadro si completa con una norma di attenzione al rilancio turistico: