[massime]

Appalti pubblici - Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture - Possibilità per le stazioni appaltanti di adottare propri capitolati o di recepire il capitolato generale dello Stato - Possibilità di richiamare il capitolato generale dei lavori pubblici nei bandi o negli inviti da parte delle stazioni appaltanti diverse dalle amministrazioni aggiudicatrici statali - Ricorso della Regione Veneto - Asserita violazione della competenza legislativa regionale concorrente e residuale - Esclusione - Previsione di mere facoltà e non di obblighi per la realizzazione di opere pubbliche regionali - Non fondatezza delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 5, commi 7 e 9, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, nella parte in cui consentono alle stazioni appaltanti di adottare propri capitolati o di recepire il capitolato generale dello Stato, censurato, in riferimento all'art. 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, in quanto - escludendo che la legge regionale possa prevedere l'approvazione di un apposito capitolato generale oppure l'adozione da parte di tutte le stazioni appaltanti di schemi uniformi di capitolati speciali - lederebbe la competenza legislativa delle Regioni sui lavori pubblici di interesse regionale, oltre che la competenza sulla organizzazione propria e degli enti da essa dipendenti. Le norme impugnate - a prescindere dalla materia in cui sono inquadrabili - non prevedono alcun obbligo per le stazioni appaltanti di adottare capitolati speciali o di richiamare nei bandi o negli inviti a partecipare alle gare il capitolato generale dei lavori pubblici, ma solo la facoltà di farlo, sicché deve escludersi che sia ravvisabile un vulnus alle competenze legislative della Regione per quanto attiene alla realizzazione delle opere pubbliche regionali.