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Tutto ciò premesso e tenendo conto della grande disponibilità che il Presidente del Consiglio ha manifestato ormai a febbraio di quest'anno (quindi, nove mesi fa) a essere presente almeno una volta ogni quindici giorni qui in Aula, dove devono essere discusse le cose importanti, ci aspettiamo che dopo nove mesi di attesa venga, che sia per un question time o, come chiediamo noi, per comunicazioni importanti. Colleghi, il 10 dicembre è troppo tardi per discutere del fondo salva Stati o dell'Ilva: ma vi ricordate che è già partito il cronoprogramma di spegnimento dell'altoforno 2? Tutto ciò rende non necessaria, non utile, ma indispensabile la presenza del Presidente del Consiglio in Aula la prossima settimana. Mentre le Commissioni discutono della legge di bilancio, il Presidente del Consiglio deve venire qui a discutere di fondo salva Stati e Ilva. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, abbiamo ascoltato quanto ci ha raccontato il Ministro per i rapporti con il Parlamento in Conferenza dei Capigruppo. È stato ricordato che la sua proposta è di poter ascoltare il presidente Conte sulle determinazioni del Governo rispetto al fondo salva Stati e l'ex Ilva soltanto il 10 dicembre: è troppo, troppo tardi. È davvero troppo tardi perché le questioni sollevate, soprattutto l'ultima in ordine di tempo (mi riferisco al fondo salva Stati), esigono una risposta subito. Presidente, ricordo ai colleghi in Aula che lunedì abbiamo scritto al presidente Alberti Casellati, affinché si facesse interprete, in Conferenza dei Capigruppo, con il Governo della nostra richiesta di avere dal Presidente del Consiglio e non da un Ministro qualsiasi, che noi rispettiamo, risposte certe rispetto a quanto sta accadendo. Si sta verificando qualcosa di importante, di grave e di pericoloso e non lo diciamo noi di Fratelli d'Italia: lo ha detto il direttore della Banca d'Italia. Lo ha detto oggi pomeriggio anche il presidente dell'Associazione bancaria italiana, dichiarandosi totalmente all'oscuro di quanto sta decidendo o pare aver già deciso il Governo. Come ha affermato il Ministro degli affari esteri, che è anche il capo politico del principale partito presente in quest'Aula, almeno in termini di rappresentanza parlamentare, vale a dire il MoVimento 5 Stelle, quella del cosiddetto Fondo salva Stati - che noi temiamo sia piuttosto un Fondo ammazza Stati - è una questione fondamentale per la difesa della sovranità del Paese. Siamo già stati scottati abbondantemente dalla superficialità con la quale negli anni scorsi le forze politiche, soprattutto di maggioranza, hanno acconsentito a trattati europei che poi abbiamo pagato sotto forma di crisi del sistema bancario, fallimenti degli istituti di credito e pagamento da parte di decine di migliaia di risparmiatori incolpevoli di danni che li hanno spesso portati sul lastrico, con la conseguenza che è poi dovuto intervenire di nuovo lo Stato, con fondi pubblici, nel tentativo di ristorarli. Vorrei che fossimo consapevoli che questa è una vicenda fondamentale e centrale per il Parlamento e per il futuro dell'Italia, che non può essere pregiudicato. Noi vogliamo intervenire affinché il Parlamento non sia messo in condizione, com'è avvenuto in passato, di prendere o di lasciare, di trovarsi con le spalle al muro dinanzi al ricatto per cui è l'Europa che lo vuole, ce lo impone la Commissione europea, l'Eurogruppo o chissà chi altri. Colleghi, la nostra non è dunque una richiesta strumentale, partitica o partigiana; è la richiesta di un Gruppo che si sente di interpretare la paura dell'intero sistema Paese di essere spazzato via da accordi che rischiano di pregiudicare la stabilità del sistema Paese, delle famiglie, delle imprese e delle nostre banche. Su una vicenda di questa portata non può essere sufficiente l'audizione del ministro Gualtieri dinanzi alle Commissioni congiunte. Deve intervenire in prima persona il Presidente del Consiglio, che deve farsi carico del chiarimento che l'Assemblea, o almeno una parte di essa, chiede. Ribadiamo dunque la richiesta che il Presidente del Consiglio urgentemente la settimana prossima, nella data che vorrà, venga qui in Aula a riferire che cosa ha deciso o non ha deciso e quali decisioni sono state abbozzate o già prese nell'Eurogruppo sulla pelle dell'Italia e degli italiani. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Colleghi, c'è dunque la proposta identica avanzata da tre Capigruppo affinché il Presidente del Consiglio venga a riferire nell'Aula del Senato nel giorno che vorrà, come correttamente precisato dal senatore Ciriani. PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, intervengo sulla proposta di modifica del calendario. Vorrei che la questione fosse riportata correttamente, anche con riguardo a quanto lei ha appena riferito all'Assemblea per cui, in base alla proposta da ultimo formulata dal senatore Ciriani, il Presidente del Consiglio stabilirà un giorno in cui intervenire su richiesta dell'Assemblea. Per la verità in Conferenza dei Capigruppo abbiamo già detto che il Presidente del Consiglio... PRESIDENTE. Un giorno della prossima settimana. PERILLI (M5S) . Allora deve aggiungerlo, signor Presidente. PRESIDENTE. Ma lo avete sentito tutti, ci sono stati tre interventi. Che facciamo, siamo tra sordi? PERILLI (M5S) . Lei ha riassunto in modo diverso per l'Assemblea e qualcuno potrebbe non aver sentito. PRESIDENTE. La prego, senatore Perilli. PERILLI (M5S) . In ogni caso, signor Presidente, questo mi dà l'occasione per intervenire su quanto è stato detto, perché sembra che il Presidente del Consiglio non abbia dato la sua disponibilità. Il Presidente del Consiglio, come tra l'altro previsto da una risoluzione votata a giugno 2019 dopo aver raccolto le proposte in sede europea, ha dato la disponibilità di venire a riferire all'Assemblea prima di qualsiasi altra iniziativa, soltanto che ciò non avverrà nei modi, nei tempi e nel giorno esatto in cui chiede l'opposizione, ma questo non può significare automaticamente altro. PRESIDENTE. È chiaro. PERILLI (M5S) . È importante dunque riportare, sia in Aula che fuori di qui, com'è veramente la questione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . La ringrazio per il suo intervento, senatore Perilli. Peraltro, mi sembra chiaro dagli interventi dei colleghi che l'hanno preceduta che la proposta di modifica del calendario attenga proprio alle modalità e ai tempi della presenza del Presidente del Consiglio. A fronte - lo preciso - della disponibilità del Presidente del Consiglio di venire in Aula il 10 dicembre, è stata sollecitata da tre Gruppi di opposizione l'opportunità che invece venga la prossima settimana in un giorno che potrà scegliere lui. Questo è il riassunto della vicenda. La differenza, che non è politicamente marginale, sta nel giorno in cui viene.