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All'Accordo è annessa una apposita Appendice 1, i cui paragrafi sono dedicati, rispettivamente, alla descrizione ed allo stato dell'impianto, alle coordinate per il trasferimento della titolarità degli atti autorizzativi al soggetto individuato dal Governo italiano, al mantenimento in sicurezza del reattore e alla sua disattivazione, alla gestione dei rifiuti da essa provenienti, all'accesso al sito e alla sicurezza sul lavoro. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo in esame si compone di 4 articoli. L'articolo 3, relativo alle disposizioni finanziarie, stabilisce che all'attuazione dell'Accordo si provveda ai sensi dell'articolo 1, commi 541 e 542 della già richiamata legge di bilancio 2018. Si ricorda che tali commi prevedono, rispettivamente, che la copertura degli oneri derivanti dall'attribuzione a Sogin S.p. A. dello smantellamento del reattore Ispra 1 sia garantita mediante il ricorso agli introiti della componente tariffaria A2 sul prezzo dell'energia elettrica (comma 541), demandando ad un'apposita delibera dell'Autorità per l'energia elettrica-ARERA, la determinazione delle modalità di rimborso alla Sogin, a copertura degli oneri relativi alle attività (comma 542). Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento è riportata la stima degli oneri derivanti dall'attuazione dell'Accordo, effettuata dal Tavolo tecnico istituito dal Ministero dello sviluppo economico al momento della sottoscrizione dell'Accordo del 2009, valutata in complessivi 45 milioni di euro. A questa cifra, peraltro, la stessa relazione aggiunge i costi sostenuti dal CCR per le attività di custodia passiva dell'impianto, valutati in circa 5 milioni di euro. Il relatore conclude la sua esposizione evidenziando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1104 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, fatto a Bruxelles il 12 dicembre 2016 DDL 1104 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, fatto a Bruxelles il 12 dicembre 2016 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione, sottoscritto nel dicembre 2016, tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, che la Commissione è chiamata ad esaminare. Il testo, la cui entrata in vigore definitiva è subordinata alla ratifica di tutti gli Stati membri dell'Unione europea, è già in vigore in via provvisoria dal 1° novembre 2017 per le parti di competenza della UE ed è finalizzato alla promozione delle relazioni tra l'Unione europea e Cuba, anche in considerazione dei saldi legami storici, economici e culturali esistenti tra le Parti. Le relazioni tra l'Unione europea e Cuba sono attualmente disciplinate da una Posizione comune risalente al dicembre 1996 che, al fine di incoraggiare il processo di transizione verso una democrazia pluralistica e il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché di favorire il miglioramento delle condizioni di vita del popolo cubano, prevede l'intensificazione del dialogo politico, l'aiuto umanitario e azioni mirate di cooperazione economica a sostegno dell'attuazione dell'apertura economica. L'Accordo in esame, oltre a creare un solido quadro favorevole al rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione bilaterale in un numerosi settori (fra cui democrazia, diritti umani, giustizia e sicurezza, coesione sociale, ambiente e sviluppo economico), fornisce la base per un'azione comune su questioni internazionali e in consessi multilaterali e stabilisce i principi e gli obiettivi generali delle relazioni tra l'Unione europea e Cuba, prevedendo una struttura istituzionale per la sua gestione. Il testo, composto di 89 articoli, suddivisi in cinque Parti, stabilisce innanzitutto, nell'ambito della Parte I relativa alle disposizioni generali, i principi e gli obiettivi dell'Accordo (articoli 1 e 2), ribadendo l'impegno a favore di un sistema multilaterale solido, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. La Parte II, relativa al dialogo politico (articoli 3-14), ne definisce gli obiettivi  tra i quali il rafforzamento del dialogo su temi di interesse comune, lo scambio di opinioni sulle rispettive posizioni nei consessi internazionali e il rafforzamento delle Nazioni Unite quale fulcro del sistema multilaterale  e stabilisce la gamma di settori strategici comuni che formerà l'oggetto del dialogo politico, fra cui diritti umani, commercio illegale di armi, disarmo, lotta contro il terrorismo, contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, contro la produzione, il traffico e il consumo di droghe illecite, e contro la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza. La Parte III, dedicata alla cooperazione e al dialogo strategico settoriale, si articola in sette titoli. Il Titolo I (articoli 15 - 21) fissa gli obiettivi, i principi, le modalità di dialogo, le procedure di cooperazione, definendo altresì gli attori della cooperazione (fra cui istituzioni centrali, amministrazioni locali, organizzazioni internazionali e rispettive agenzie), i settori della cooperazione (fra cui sviluppo sostenibile, diritti umani, sostenibilità ambientale, prospettiva di genere) e le risorse disponibili per il loro conseguimento. Il Titolo II (articoli 22 - 26), relativo alla democrazia, diritti umani e buon governo, esplicita l'impegno per il rafforzamento delle istituzioni e dello Stato di diritto, la modernizzazione della pubblica amministrazione e la prevenzione e risoluzione dei conflitti, individuando obiettivi e modalità di cooperazione per il loro raggiungimento. Il Titolo III (articoli 27 - 36), dedicato alla promozione della giustizia, sicurezza dei cittadini e migrazione, stabilisce meccanismi di cooperazione in settori quali la prevenzione e repressione del traffico di droga, di armi leggere, del riciclaggio di denaro, della lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo, la migrazione, il traffico di persone e di migranti. Il Titolo IV (articoli 37-46), relativo allo sviluppo e alla coesione sociale, prevede la collaborazione fra le Parti per promuovere e scambiare buone prassi nell'ambito - fra le altre - delle politiche economiche e commerciali, delle politiche di bilancio, sociali e occupazionali, delle strategie di lotta contro la xenofobia e delle politiche per i giovani. Nel settore dell'istruzione (articolo 39) le Parti si impegnano a condividere le esperienze e le migliori prassi e a promuovere lo scambio di studenti, ricercatori e docenti.