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Quota 100 dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, il rispetto e la coerenza fra le promesse elettorali e quello che poi questo movimento traduce in fatti, cosa che contraddistingue la Lega dagli altri. Secondo la mia opinione, l'INPS dovrebbe essere scorporata tra assistenza e previdenza come negli altri Paesi europei: si farebbe finalmente luce sull'entità dei contributi versati dai lavoratori, che dovrebbero essere utilizzati esclusivamente per le loro pensioni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). All'assistenza dovrebbe provvedere invece la fiscalità generale: probabilmente si scoprirebbe che anche gli italiani possono andare in pensione prima dei sessantasette anni attualmente previsti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo scientifico statale «Galileo Galilei», di Verona, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 1541-B AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo e colleghi, è un provvedimento, questo, che ha creato grande inquietudine anche all'interno del nostro movimento, perché abbiamo la consapevolezza che la povertà in Italia è un problema reale, ma al tempo stesso che la risposta che viene data con tale provvedimento è sbagliata, per una serie di innumerevoli ragioni. Innanzi tutto, per uscire da un equivoco, voglio dire di non avere tutti i convincimenti dalla maggioranza in merito all'efficacia del provvedimento in esame, ma di avere invece un sospetto che deriva da due ragioni e considerazioni molto semplici. Da una parte, ritengo che esso sia esclusivamente di natura strumentale (Applausi dal Gruppo FI-BP) , perché siamo di fronte a tentativi di arrivare all'obiettivo a marce forzate, con sulle spalle uno zaino nel quale sono contenuti i fardelli e l'appesantimento degli errori commessi da qualcuno; dall'altra, ormai dal mese di febbraio di quest'anno, vengono mandati in onda spot elettorali - in maniera improvvida, come ha ricordato la nostra collega, senatrice Toffanin - che pubblicizzano una legge che non esiste. Tutto questo arriva alla vigilia di un appuntamento elettorale molto importante, quello delle elezioni europee del mese di maggio, per il quale credo ci sia un particolare interesse da parte delle forze politiche. Se a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca, ritengo che questa sia la ragione reale e fondamentale per la quale si è arrivati - come dicevo - a marcia forzata all'approvazione, probabilmente, del provvedimento in esame. È un problema reale, quello della povertà in Italia. Sono milioni gli italiani in queste condizioni. La Lega aveva fatto una promessa iniziale. Quando abbiamo presentato il programma per le elezioni del 4 marzo 2018 aveva promesso: «Prima gli italiani». Tuttavia, se andiamo a esaminare il provvedimento in oggetto, ci rendiamo immediatamente conto che 241.000 nuclei familiari che beneficeranno del reddito di cittadinanza sono composti da persone che provengono da Paesi stranieri. Dove è allora l'italianità? Lo dico agli amici della Lega: dove è la difesa dell'Italia? Il Gruppo Forza Italia aveva presentato un emendamento per portare a vent'anni l'obbligo della residenza in Italia per poter beneficiare della misura, ma lo avete bocciato. Ed eccoci qui, di fronte a un provvedimento che darà aiuti, mance e sussidi a 241.000 nuclei familiari di stranieri. E ciò significa che 241.000 nuclei familiari di italiani non ne beneficeranno. Questo è un dato che dovrebbe assolutamente far riflettere. Si tratta di un provvedimento spot , che non aiuta gli italiani e, soprattutto, non va nella direzione di aiutare il lavoro degli italiani. Infatti, se si fosse veramente voluto creare qualcosa di positivo per l'economia italiana, non si sarebbe andati in questa direzione. Si tratta di un provvedimento assistenzialista, questa è la verità. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È un provvedimento assistenzialista che non riuscirà a risolvere i problemi della povertà in Italia, perché la povertà - ricordiamo che sono princìpi elementari di economia - si aiuta attraverso la ricchezza. Non ho mai visto fare il sociale senza il capitale. E di questo ce ne dobbiamo rendere conto. La redistribuzione del reddito e tutte quelle forme di impostazione economica di stampo marxista, che ancora albergano anche in questa Camera alta, ma soprattutto in Italia, portano a un'infezione dell'economia. E questa infezione graverà in maniera molto pesante soprattutto sui veri poveri, i quali non avranno quegli aiuti e quelle possibilità che invece dovrebbero essere date loro. Forza Italia si batte da sempre in questa direzione e ha adottato provvedimenti estremamente importanti in difesa delle classi deboli. Io mi domando se, a questo punto, siete davvero convinti che tutta la platea a cui avete raccontato che andrà il reddito di cittadinanza effettivamente potrà beneficiarne. Credo che saranno molti di più gli scontenti e coloro che lo otterranno magari facendo i furbetti e, soprattutto, avendo dimestichezza con la burocrazia. Quelle persone riusciranno così a fregare - come si suol dire - coloro che veramente si trovano in condizioni di povertà. Per queste ragioni, credo che il nostro Gruppo dovrà convintamente votare contro il provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, rappresentanti del Governo, stiamo sicuramente parlando del provvedimento più importante per il Governo e la maggioranza che lo sostiene. La senatrice Catalfo lo ha addirittura definito di portata storica. Io per il momento non scomoderei la storia. Noi lo possiamo definire immediatamente rilevante anzitutto per l'impatto che genera sui saldi della finanza pubblica: oltre 40 miliardi di euro nel triennio, tutti finanziati ricorrendo al debito. Come rilevato dall'Ufficio parlamentare di bilancio - e questa è la prima misura strutturale che lo determina - gli effetti sul debito sono strutturali e diventa strutturale anche l'incremento del debito dello Stato che con il provvedimento si genererà nel triennio. Se penso alle accuse che ci sono state rivolte in quest'Aula in pochi minuti, accuse peraltro sbagliate e lanciate da chi dimentica che il debito lo si misura in relazione al PIL, alle accuse che sono state rivolte al Partito Democratico di incremento del debito, mi corre l'obbligo ricordare che questo provvedimento innanzitutto rende strutturale l'incremento del debito scaricando sulle giovani generazioni, sull'Italia che produce, che lavora, che fatica gli oneri di questo incremento strutturale del debito. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi abbiamo presentato molte proposte emendative: credo di poterlo dire con forza, perché tutto questo è dimostrato dai nostri atti e dalle diverse proposte che sono state avanzate nella Commissione in sede referente. Sì, lo diciamo con forza: