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Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge s'intende dare concreta applicazione al riconosciuto principio di autodeterminazione nel campo delle cure mediche, diritto di cui ogni individuo gode, in relazione alle scelte riguardanti la propria salute, sia nel senso di accettare sia nel senso di rifiutare l'intervento medico, e che si realizza attraverso la consapevolezza che si acquisisce con una corretta informazione. L'ambito, le modalità ed i limiti attraverso cui queste scelte sono espresse e acquistano rilevanza giuridica trascendono argomenti prettamente biologici-sanitari, per coinvolgere aspetti della vita umana quali quelli etici, religiosi e giuridici. Occorre preventivamente chiarire che la scelta e la dichiarazione di volontà preventiva in merito al trattamento medico, o alle diverse opzioni curative, non intende consentire, neanche in via interpretativa o analogica, il ricorso all'eutanasia o all'accanimento terapeutico. In base a quanto disposto dai princìpi fondamentali del nostro ordinamento, infatti, il bene della vita risulta sottratto a qualsivoglia profilo di disponibilità. L'eutanasia non è assolutamente consentita dai codici del nostro Paese, neanche in presenza del consenso del malato: ragion per cui essa costituisce reato rientrando nelle fattispecie di cui all'articolo 575 del codice penale -- omicidio volontario o, nel caso si riesca a dimostrare il consenso del malato, all'articolo 579 del codice penale -- omicidio del consenziente -- e all'articolo 580 del medesimo codice -- istigazione o aiuto al suicidio. Inoltre il nuovo codice medico deontologico in merito all'assistenza dei morenti vieta ogni azione capace di abbreviare la vita del malato. Altrettanto condannato dall'ordine dei medici, nonché dal Papa, è il cosiddetto accanimento terapeutico, cioè il protrarsi di inutili trattamenti sanitari. I princìpi posti a fondamento della Dichiarazione internazionale dei diritti dell'uomo e della nostra Costituzione delimitano l'ambito intangibile della vita e della dignità umana, che non può esser sottoposto al potere umano. Lo scopo di queste norme è opportunamente quello di tutelare il soggetto più debole; la società civile, infatti, non può accettare che qualcuno, peraltro di difficile individuazione, per conto suo, ponga fine ad una vita, anche se si tratta di una persona che soffre, ma deve interrogarsi se sia stato fatto tutto il possibile per lenire il dolore, supportare le difficoltà della persona ed evitare, quindi, di portarla alla disperazione che invoca la morte. Compito della società è garantire e tutelare la vita dei cittadini assicurando loro tutti i mezzi a disposizione per le terapie curative o palliative migliori, a garanzia di un'esistenza dignitosa fino all'ultimo. Il presente intervento normativo mira a far in modo che ogni individuo, nel pieno possesso della capacità di intendere e volere, cioè di comprensione e conseguente autodeterminazione, possa preventivamente disporre, nei limiti consentiti dalle norme costituzionali, civili e penali, in merito ai trattamenti sani cui intenda o meno essere sottoposto, al trattamento del proprio corpo o delle proprie spoglie, nonché esprimre le proprie convinzioni religiose. Tale esternazione può essere effettuata attraverso due mezzi, la dichiarazione anticipata di trattamento con la quale dare precise indicazioni in merito alle proprie scelte sanitarie, oppure, in previsione dello stato di incapacità che può sopraggiungere in presenza di alcune patologie, con il mandato in previsione dell'incapacità, delegando una persona affinché decida in nome e per conto del fiduciario in merito ai trattamenti cui essere sottoposto. La formalizzazione di tale volontà si rende, poi, oggi ancor più necessaria in conseguenza del venir meno, in casi sempre più frequenti, della famiglia quale naturale filtro, sostegno e assistenza del malato. Presupposto di tale esternazione di volontà è diritto del paziente di conoscere e di essere informato in modo completo sui dati sanitari che lo riguardano, sulla diagnosi, sulla prognosi, sui vantaggi e rischi delle procedure diagnostiche e terapeutiche suggerite dal medico e su ogni possibile alternativa, in modo che possa esprimere, nel pieno possesso della capacità il proprio consenso o rifiuto in relazione ai trattamenti sanitari che stiano per essere eseguiti o che siano prevedibili nello sviluppo della patologia in atto. All'articolo 1 del presente disegno di legge sono definiti i due documenti attraverso i quali l'interessato può disporre in merito ai trattamenti sanitari che subirà, all'uso del proprio corpo, alle modalità di sepoltura (testamento di vita) ovvero per il tempo in cui venisse a mancare della capacità di intendere e volere (mandato in previsione dell'incapacità), nonché cosa debba intendersi per trattamento sanitario e mancanza di capacità ai fini della presente legge. L'articolo 2 richiede espressamente il consenso informato del paziente. Gli articoli 3 e 4 indicano come provvedere nel caso in cui sia necessario sostituirsi al consenso del diretto interessato e nel migliore interesse dello stesso. L'articolo 5 sancisce il principio che l'idratazione e l'alimentazione parentale non sono da considerarsi forme di accanimento terapeutico. L'articolo 6 dispone per i casi di stato di incapacità di coloro che devono essere sottoposti a trattamento sanitario e per i casi di urgenza. Gli articoli 7 e 8 disciplinano i casi in cui risulti mancare la capacità di intendere e volere ovvero i casi in cui si tratta di minorenni o in situazioni d'urgenza. Agli articoli 10, 11 e 12 è indicata la disciplina in caso di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario e la disciplina del mandato in previsione dell'incapacità, ossia la stipulazione di un contratto attraverso il quale il disponente-mandante individua specificatamente un terzo che debba sostituirlo nell'esprimere ed eseguire la sua volontà per i casi di sopravvenuta incapacità. Gli articoli 13, 14 e 15 disciplinano la dichiarazione anticipata di trattamento, la sua efficacia e la revoca mentre l'articolo 16 istituisce il registro dei mandati in previsione dell'incapacità e delle dichiarazioni anticipate di trattamento.. Art. 1. (Definizioni) 1. Ai sensi della presente legge si intende per: a) dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario: l'atto scritto con il quale taluno dispone in merito ai trattamenti sanitari, nonché in ordine all'uso del proprio corpo o di parte di esso, nei casi consentiti dalla legge, alle modalità di sepoltura e alla assistenza religiosa; b) mandato in previsione dell'incapacità: il contratto con il quale si attribuisce al mandatario il potere di compiere atti giuridici in nome nell'interesse del rappresentato in caso di incapacità sopravvenuta di quest'ultimo; c) trattamento sanitario: ogni trattamento praticato, con qualsiasi mezzo, per scopi connessi alla tutela della salute, a fini terapeutici, diagnostici, palliativi nonché estetici; d) persona priva della capacità decisionale: colui che, anche temporaneamente, non è in grado di comprendere le informazioni di base circa il trattamento sanitario e di apprezzare le conseguenze che ragionevolmente possono derivare dalla propria decisione. Art. 2. (Consenso informato) 1.