[massime]

Processo penale - Procedimento dinanzi al giudice di pace - Decreto di citazione a giudizio - Avviso all’imputato, a pena di nullità della citazione, della facoltà di presentare domanda di oblazione - Mancata previsione - Difetto assoluto di motivazione in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza della questione - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, sollevata in riferimento agli articoli 3, 24, secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevede che l'atto di citazione a giudizio avanti al giudice di pace debba, a pena di nullità, contenere l'avviso che l'imputato, qualora ne ricorrano i presupposti, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento (ex art. 29, comma 6, del decreto legislativo n. 274 del 2000), può presentare domanda di oblazione. Analoga questione è stata, infatti, dichiarata manifestamente infondata con ordinanza n. 231 del 2003; quella in esame risulta, peraltro, proposta con un'ordinanza di rimessione che difetta della descrizione della fattispecie oggetto del giudizio 'a quo' ed è del tutto carente in ordine alla rilevanza ed alla non manifesta infondatezza. – Ricordate, in termini, le ordinanze n. 231 e n. 133/2003 e n. 461/2002.