[ddlpres]

un dossier , che deve essere presentato dal soggetto proponente al momento di attivazione della procedura, nel quale devono essere indicate le principali caratteristiche del progetto, la sua incidenza nel territorio, gli impatti sull'ambiente e i risvolti socio-economici previsti (e che deve essere reso pubblico anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie telematiche); un bilancio finale, redatto dall'Autorità o dalla commissione, che deve comprendere le informazioni contenute nel dossier e un resoconto delle posizioni emerse durante il dibattito. Le modalità di partecipazione possono materializzarsi attraverso contributi scritti, audizioni o assemblee pubbliche, con la possibilità di attribuire una delega a esperti della materia dai quali essere rappresentati. Al termine del procedimento, infine, il soggetto proponente o responsabile deve comunicare pubblicamente la propria decisione circa la prosecuzione del progetto, motivandola e precisandone le condizioni di realizzazione, nonché le eventuali modifiche; il soggetto deve, inoltre, rispondere puntualmente alle criticità emerse durante la procedura di dibattito pubblico. Ulteriore e importante previsione è quella relativa al monitoraggio, da parte dell'Autorità, circa il rispetto del principio di accesso alle informazioni durante la realizzazione e il collaudo dei progetti, con la possibilità per tale organismo di presentare osservazioni, pareri e suggerimenti in merito. Particolarmente significativo risulta essere anche il comma 12 dell'articolo 5, nel quale viene disposto che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare possa adire l'Autorità per l'attivazione di forme speciali di partecipazione dei cittadini in merito alle scelte di interesse nazionale in materia ambientale. L'articolo 6 reca la copertura finanziaria cui si fa fronte a valere su un fondo istituito presso il Ministero dell'economia delle finanze attraverso i contributi dei soggetti proponenti o responsabili delle opere oggetto di dibattito pubblico.. 1 (Finalità) 1 Il bilanciamento degli interessi nelle scelte pubbliche non può prescindere dai princìpi di accesso all'informazione e partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia di ambiente qualora intervengano su di esso progetti in grado di mutarne gli equilibri. 2 Gli strumenti dell’informazione ambientale e della partecipazione del pubblico devono essere resi disponibili sin dalle prime fasi del processo decisionale, quando tutte le alternative siano ancora praticabili, inclusa la scelta relativa all'opportunità di non proseguire nell'esecuzione del progetto. 3 Al fine di favorire un'efficace e reale ponderazione di tutti gli interessi coinvolti, è istituita una procedura di dibattito pubblico per le scelte pubbliche aventi rilevante impatto sull'ambiente e sul territorio che coinvolgano progetti di infrastrutture e di servizi pubblici. 4 Il dibattito pubblico verte sugli obiettivi e sulle caratteristiche del progetto, con lo scopo di determinare scelte condivise in grado di migliorarlo, di facilitarne la realizzazione o di riconsiderarne le reali opportunità e utilità. 5 Il dibattito pubblico è caratterizzato dai princìpi della trasparenza, dell'argomentazione e dell'equivalenza di trattamento delle opinioni espresse. 2 (Modifica dell'articolo 3- sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) 1 Per favorire il rispetto dei princìpi di accesso all'informazione e di partecipazione ai processi decisionali in materia di ambiente, all'articolo 3- sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1 . In attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, e delle disposizioni della Convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, fatta ad Aarhus il 25 giugno 1998, di cui alla legge 16 marzo 2001, n. 108, e ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, nonché della direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, chiunque, senza essere tenuto a dimostrare la sussistenza di un interesse giuridicamente rilevante, può accedere alle informazioni relative allo stato dell'ambiente e del paesaggio nel territorio nazionale e, secondo le modalità definite dalla legge, può partecipare ai processi decisionali che abbiano impatto sull'ambiente e sul territorio»; b al comma 1- quinquies , alle parole: «Entro il termine di sessanta giorni» sono premesse le seguenti: «Oltre alle forme e alle modalità di partecipazione dei cittadini eventualmente stabilite dall'Autorità nazionale per il dibattito pubblico,». 3 (Autorità nazionale perii dibattito pubblico) 1 Al fine di facilitare e di coadiuvare l'accesso all'informazione e la partecipazione dei cittadini, è istituita l'Autorità nazionale per il dibattito pubblico, di seguito denominata «Autorità», organo amministrativo indipendente, incaricata di monitorare il rispetto dei princìpi di informazione e di partecipazione ambientali nei progetti di infrastrutture di servizi pubblici aventi rilevante impatto sull'ambiente e sul territorio. 2 La composizione dell'Autorità deve garantire la rappresentanza dei diversi interessi coinvolti nelle scelte pubbliche relative alla materia ambientale. A tale fine, essa è composta, nel rispetto dell'equilibrio tra i sessi, da dodici membri: a il presidente, nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare tra soggetti di comprovate professionalità e competenza nelle materie di cui si occupa l'Autorità; b due membri del Parlamento, nominati rispettivamente uno dal Presidente della Camera dei deputati e uno dal Presidente del Senato della Repubblica; c un rappresentante designato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; d un rappresentante designato dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali; e due rappresentanti designati dalle associazioni di protezione ambientale rappresentative a livello nazionale, riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, nominati con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; f un rappresentante designato dalle associazioni dei consumatori riconosciute secondo i criteri stabiliti dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, che compongono il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU), nominato con decreto del Ministro dello sviluppo economico; g un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, nominato con decreto del Ministro dello sviluppo economico; h un rappresentante delle associazioni di categoria imprenditoriali, nominato con decreto del Ministro dello sviluppo economico; i un rappresentante delle associazioni di categoria degli agricoltori, nominato con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali; l un rappresentante eletto dall'adunanza plenaria della Corte dei conti. 3 I membri dell'Autorità eleggono tra loro il vicepresidente. 4