[resaula]

per affrontare il problema, che non è solo contingente ma rischia di avere carattere strutturale, occorre da parte del Governo un imminente intervento "taglia bollette" per calmierare gli aumenti per il prossimo aggiornamento trimestrale effettuati da ARERA, nonché interventi di carattere organico in ordine ad una revisione della disciplina degli oneri di sistema, dei costi di rete e delle imposte (accise più IVA) in bolletta, ad una revisione dei meccanismi di incentivazione degli strumenti già in atto, e all'individuazione di un percorso calibrato e sostenibile delle politiche energetiche nazionali che evitino in futuro aumenti dei prezzi dell'energia insostenibili, impegna il Governo: 1) a provvedere, come fatto per il terzo adeguamento trimestrale di quest'anno anno, allo spostamento di una parte degli oneri di sistema nella fiscalità generale, nonché a valutare in termini strutturali un prossimo riordino della disciplina delle varie componenti degli stessi oneri e delle altre voci in bolletta; 2) ad assicurare il sostegno a processi, prodotti e servizi improntati coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale e, a tal fine, a valutare l'ipotesi di istituire un fondo volto a sostenere imprese e famiglie, in particolare quelle bisognose, attraverso un rafforzamento del bonus sociale, che prevede sconti nelle bollette di luce e gas, in relazione all'aumento dei costi dell'energia, anche prevedendo sistemi di compensazione economica al fine di evitare un eccessivo aggravio di costi sui consumatori; 3) ad assumere iniziative volte a ridurre o sterilizzare l'imposta sul valore aggiunto che, pur non avendo correlazione diretta con il costo e l'approvvigionamento di energia, comporta un aumento del valore complessivo e unitario delle singole bollette; 4) ad assicurare il principio della neutralità tecnologica nel definire le politiche e nel promuovere lo sviluppo delle diverse tecnologie per il raggiungimento dei target climatici al 2030 e al 2050 e, in tale contesto, ad attuare un utilizzo equilibrato dei proventi delle aste ETS per calmierare i prezzi delle bollette di cittadini e imprese, senza tuttavia pregiudicare la quota destinata a finanziare interventi strutturali per la decarbonizzazione dei settori industriali manifatturieri, come previsto dalla Direttiva (UE) 2018/410 e dalle nuove prescrizioni del pacchetto "Fit for 55 per cento" , anche attraverso la costituzione di un fondo di decarbonizzazione; 5) a mettere in campo tutte le misure atte a ridurre la dipendenza del nostro Paese, in termini sia di energia sia di materie prime, a diversificare le fonti di approvvigionamento e a rafforzare la sicurezza e la resilienza del sistema energetico del Paese, con riferimento agli impianti, alle reti e alle riserve strategiche; 6) ad attivarsi, anche in sede europea, affinché nella imminente revisione del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), venga individuato un percorso calibrato delle politiche energetiche nazionali ed europee che evitino in futuro aumenti dei prezzi del gas insostenibili atti a comportare danni al sistema manifatturiero irreversibili, e al contempo non produca effetti positivi per la salute della terra, su cui l'Europa pesa solo per il 9 per cento di emissioni di CO2. Atto n. 1-00415 CIRIANI RAUTI BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MALAN NASTRI PETRENGA RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI - Il Senato, premesso che: nel corso di un convegno tenutosi a Genova il 14 settembre 2021, il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha anticipato che, nel corso del prossimo trimestre, si prevede un rincaro delle bollette dell'elettricità del 40 per cento, affermazione che ha destato grande allarme nei cittadini e negli imprenditori, già fortemente provati dall'emergenza sanitaria e dalla crisi connessa; i rincari delle tariffe si verificano già da mesi e non riguardano solo l'Italia; per gli italiani il prezzo dell'energia elettrica è cresciuto, da aprile 2020 ad agosto 2021, da 16,08 a 22,89 centesimi di euro per kilowattora; nel trimestre giugno - agosto 2021, in particolare, i costi sono aumentati del 20 per cento, ma gli effetti sulle bollette sono stati di minore entità, solo perché il Governo ha stanziato le risorse necessarie a contenere i rincari entro la soglia del dieci per cento; l'aumento dei prezzi è dovuto a svariati motivi contingenti, dalla carenza di materie prime ai costi della transizione green , ma anche ad alcune politiche poco lungimiranti degli ultimi governi e al complesso delle relazioni internazionali che vengono instaurate, in particolare quelle dell'Unione europea con i Paesi terzi esportatori di materie prime per la produzione di energia; con le riaperture post lockdown , molte aziende hanno ripreso le attività produttive determinando un aumento del fabbisogno di energia, ingenerando una maggiore domanda che ha fatto lievitare i prezzi delle materie prime: petrolio e gas naturale soprattutto, caratterizzati dalla difficile reperibilità in natura e dagli elevati costi di trasporto; dall'inizio della pandemia a oggi il prezzo del petrolio è aumentato del duecento per cento, mentre quello del gas naturale, nell'arco di un solo trimestre (da aprile a giugno 2021), è aumentato del trenta per cento; la nostra produzione energetica è retta al 40 per cento dal gas naturale; le principali provenienze di questa materia sono la Russia e alcuni giacimenti presenti nei Paesi Bassi e nel Mare del Nord; da diverso tempo, però, la Russia ha dirottato buona parte delle sue estrazioni ai Paesi del mercato asiatico e i giacimenti del Mare del Nord e dei Paesi Bassi sembrerebbero avere dei problemi, forse di esaurimento; è necessario ricordare, inoltre, che bisogna far fronte anche ai costi della transizione verde: le aziende hanno visto aumentare i costi dei permessi per la produzione di anidride carbonica, aumenti previsti dal Sistema per lo scambio delle quote di emissione (ETS UE), il meccanismo di permessi e quote elaborato dall'Unione europea che ha fatto in modo che le autorità europee ne rilascino sempre di meno e a costi più elevati, al fine di spingere le aziende a decarbonizzare; l'impostazione europea di perseguire a tutti i costi la cosiddetta politica green , che sta avendo un effetto determinante sull'aumento delle bollette energetiche, rischia di risolversi in un aggravio inutile, se poi le politiche d'importazione senza dazio agevolano Stati come la Cina, responsabile da sola di oltre il 22 per cento delle emissioni globali di CO2, a fronte del 6,4 per cento imputabile agli Stati membri dell'Unione europea; il 1° ottobre 2021 l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) renderà noto l'aggiornamento delle tariffe secondo i costi di produzione, e, come già annunciato dal ministro Cingolani, è atteso un nuovo incremento dei costi, data la tendenza regolare da mesi;