[resaula]

Quel risultato, signor Ministro, come lei sa perfettamente, ci dice che l'incidenza del virus sulla popolazione italiana è stata di circa sei o sette volte superiore a quanto registrato dai sintomi, con circa 1,5 milioni di casi stimati. Rispetto a ciò, signor Ministro, è del tutto evidente che, continuando a tracciare il sintomo, rischiamo di lasciare per strada una presenza enorme di virus, del quale non conosciamo la carica infettiva e virale, ma che comunque ci deve continuare a preoccupare. Infatti, le tre parole d'ordine che ci raccomanda e che condividiamo, ossia mascherina, lavaggio delle mani e distanziamento, sono ormai come altri tre comandamenti (l'undicesimo, il dodicesimo e il tredicesimo), che aggiungiamo ai primi dieci: vanno bene, però ricordiamo anche i tre pilastri che ci suggerisce quell'Organizzazione abbastanza inutile, ma che su questo potrebbe risultare invece coerente, ossia il tracciamento, il trattamento e il test , per capire dove sta il virus. A tal proposito, l'indagine di sieroprevalenza a mio e nostro avviso non è stata ampiamente all'altezza delle premesse e soprattutto dei costi; l' app Immuni si è persa e non sappiamo che fine abbia fatto; i test della scuola, a loro volta, che fine hanno fatto? Il fenomeno Arcuri se n'è uscito dicendo: "Testeremo a tappeto tutta la scuola"; benissimo, dove sta? Mi perdoni, signor Ministro, ma quando li facciamo questi test , visto che ad agosto si va al mare e a settembre si rientra a scuola? Oltre alla necessità di testare il personale, docente e non, della scuola, nel momento in cui andremo a riaprire - perché quella sì che è una necessità, che condividiamo in pieno - vi è infatti quella di prevedere uno scudo per il personale sanitario, che ho manifestato ieri, perché l'aggressività non è solo del virus, ma purtroppo dobbiamo aspettarci anche un problema di azioni legali nei confronti della dirigenza scolastica, se ci fosse una recrudescenza dell'infezione in ambiente scolastico. Avevamo proposto un emendamento in tal senso, di cui il collega Iannone era primo firmatario, e raccomandiamo di elaborare, in uno dei tanti provvedimenti che ci porterete prossimamente, un sistema di protezione per il personale medico-sanitario e per quello scolastico rispetto alla possibilità che ci sia un problema di natura penale. I tre pilastri dell'OMS, a mio e nostro avviso, sembrano tuttora trascurati, pertanto, signor Ministro, come dicevo, l'immagine retorica del porto ci piace, ma potrebbe non essere più sufficiente, quindi basta, perché prima o poi dovremo raggiungerlo. Oggi lei viene qui a riferire di provvedimenti del Governo che attengono anche alla materia non sanitaria, quindi abbiamo i soliti due livelli del problema, quello sanitario, sul quale abbiamo discusso e discettato, e quello economico e finanziario, relativo ai redditi e al lavoro. Quanto a tutto ciò, se gli italiani sulla parte della sanità sono stati bravi - ci uniamo a nostra volta all'apprezzamento per il nostro personale a tutti i livelli - e hanno capito il messaggio, operando correttamente nel momento del lockdown , sulla parte economico-finanziaria relativa ai redditi, alla tutela di quelli persi e del lavoro perso, evidente, signor Ministro, c'è tanto altro da fare. Mi rendo conto che lei in questo momento qui rappresenta una parte, ma raccomandiamo a tutto il suo Governo di prestare attenzione a questa seconda fase del problema, che a settembre e ottobre dispiegherà tutti i suoi maledetti effetti, sui quali non sempre dovremo agire in termini di tampone e di riduzione del danno. Qualche volta cerchiamo anche di anticipare gli eventi e trasferire al Paese Italia una visione, un progetto e una speranza di futuro. Per quanto attiene alla vicenda delle liste d'attesa, ringrazio il collega Totaro, che ha presentato un'interrogazione in materia in occasione dello scorso question time . Per dare un'idea dell'entità del fenomeno, proprio oggi in Umbria - che, oltre ad essere la mia Regione, è la più piccola e quindi ci aiuta a descrivere meglio il problema - è stato quantificato il ritardo: la popolazione in lista d'attesa è pari a metà di quella regionale (per un totale di quasi 400.000 prestazioni, su una popolazione di 800.000 abitanti). Quindi, colleghi, ciò dà il senso di un fenomeno che può essere facilmente definito drammatico. (Applausi). È del tutto evidente che se di Covid non si muore - questo ormai l'abbiamo acclarato, salvo comorbilità importanti - però si muore di cancro, di malattie cardiovascolari e di mille altre patologie che, se trascurate per un lasso di tempo così lungo, possono determinare la non soluzione dei problemi di natura medico-sanitaria. Rispetto a questo, lei, Ministro, ci comunica che viene messo a disposizione delle Regioni mezzo miliardo per agire in termini di prosciugamento delle liste d'attesa, ma lei sa, come lo so io e chiunque tratti di sanità, che il tema delle liste d'attesa non attiene solo al denaro. Va benissimo agire, intanto, con la messa a disposizione di danaro, ma il Governo si deve far carico anche di dettare alcune regole per, ad esempio, un diverso coinvolgimento del privato. Ci sono Regioni che sulla diagnostica tengono il privato ancora a circa il 4 per cento. Una a caso è la mia, l'Umbria. È del tutto evidente che tutto ciò deve comportare una riorganizzazione della quale non sarebbe male se il Governo nazionale e il suo Dicastero potessero dettare le linee guida. Concludo ringraziandola per il modo con cui lei approccia, ma raccomandandole, come fin dall'inizio ho fatto, un ruolo maggiormente da protagonista nell'azione del Governo per tutto ciò che sta accadendo e accadrà nei prossimi mesi. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, Ministro, siamo molto contenti che lei sia qui oggi per condividere e dialogare con il Parlamento e il Senato sui prossimi provvedimenti che il Governo assumerà da qui al 10 agosto. Siamo contenti perché, pure in questa situazione così complicata, stamattina ci ha portato delle buone notizie, a partire dalla trasparenza dei dati del rapporto del Comitato tecnico-scientifico (CTS). Non più tardi di ieri abbiamo avuto una discussione in Assemblea a questo proposito e siamo molto contenti che questa questione è stata sbloccata all'insegna della trasparenza per tutti noi, cittadini e cittadine italiani. L'altra buona notizia è che questa indagine epidemiologica, condotta da Istat, Croce Rossa, Ministero e Istituto superiore di sanità, sta avendo dei frutti sui quali possiamo costruire le politiche successive. Ne abbiamo parlato tanto quando il Senato ha approvato il decreto per l'indagine epidemiologica. Stamattina e ieri ne parlavamo in Commissione, dove saremo felici di approfondire il tema con lei, con l'Istat e con la Croce rossa, proprio nell'ottica di capire come su questa base possiamo fondare le nostre politiche, a partire dai dati sugli asintomatici e su chi ha sviluppato anticorpi. È, quindi, essenziale. I dati che lei riportava all'inizio del suo discorso rispetto all'Unione europea naturalmente ci confortano.