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non noi dell'opposizione, non noi singoli senatori ma il Parlamento italiano ne aveva diritto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ciò non è avvenuto. Siamo qui senza aver votato nulla, come è già stato detto precedentemente. Siamo qui, peraltro, a discutere una manovra già vecchia, superata dai fatti pur essendo stata cambiata più volte. Ci fa piacere che non ci sia la procedura di infrazione. Il rapporto debito-PIL, che è stato tanto sbandierato al 2,4, oggi è al 2,04. Si tratta di 7 miliardi di euro in meno per il nostro deficit , 7 miliardi di euro in meno che sono rilevanti ed importanti. Abbiamo comunque 1,7 miliardi di euro in più di margine rispetto al 2 per cento che era la somma tra il tendenziale e le clausole di salvaguardia precedenti (parlo di stime di Bankitalia), quindi abbiamo un margine di 3,3 miliardi di euro. Purtroppo la guerriglia e la trattativa mal condotta ci portano ad aver bruciato 72 miliardi di euro di capitalizzazione di borsa, 20 miliardi di euro - secondo i dati di Bankitalia - di capitali in fuga e il 10 per cento del valore dei portafogli immobiliari italiani, che sono poi la ricchezza dei cittadini normali non sono il portafoglio dei grandi ricchi che comunque risiedono all'estero, che corrisponde a circa 300 miliardi di euro su un totale stimato a 3.000 miliardi di euro. Questo è il risultato di una manovra che è peggiorata. Praticamente siamo passati dalla manovra di cambiamento al cambiamento della manovra, anche se la frase non è mia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La prima domanda che ci siamo posti, quindi, è se le due misure ritenute prioritarie che questa maggioranza ha mantenuto siano più importanti di altri interventi volti alla crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro, perché l'indicazione che è sempre venuta era favorevole alla crescita, ad una manovra espansiva. Poi ci siamo posti l'interrogativo se una volta fatti quadrare i conti con l'Europa solo per il 2019 il problema sia risolto anche per i prossimi anni. La risposta è no. Chi farà la manovra del 2020 e del 2021 in questo quadro? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siamo infatti in presenza di una semplice posticipazione dei problemi, dei debiti e naturalmente degli indicatori. Siamo con le due misure principali totalmente a debito, cioè con spese di parte corrente continuative non una tantum , quindi ci troveremo dal 2020 ad avere continuativamente questo tipo di spesa. Il dato politico più sostanziale - permettetemelo - è forse la sconfitta del balcone, di quella parte della maggioranza che si è affacciata al balcone, dei 5 Stelle e delle loro promesse elettorali da 17 miliardi di euro che oggi si sono ridotti notevolmente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci auguriamo che, nel momento in cui verrà adottata la misura di attuazione (quindi la legge collegata), i 17 miliardi di euro saranno spesi meglio rispetto a quanto sbandierato. Ci auguriamo che tali risorse vengano destinate al lavoro e alla formazione, quindi all'accompagnamento verso il lavoro. Su questo ci troveremmo d'accordo, perché sarebbe molto più ragionevole. C'è un altro dato che deve spaventare. Nel 2020 sono previsti 23 miliardi di euro aggiuntivi di IVA; nel 2021 la cifra è pari a 28,7 miliardi di euro. L'IVA raggiungerà così la soglia del 26,5 per cento e sarà pagata, prima di tutto, dalla povera gente e da tutti gli italiani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Il provvedimento contiene poi una sequenza di altre misure (alcune anche condivisibili): dalle imposte sostitutive, al prelievo sul gioco. Ve ne sono altre non condivisibili, come le imposte sulle auto, che rischia di impattare negativamente sul settore, producendo un effetto simile a quello dell'intervento sulla cantieristica di qualche anno fa, di neanche lontanissima memoria. Inoltre, non sono stati accolti i nostri emendamenti riguardanti il mercato immobiliare e il provvedimento non contiene alcuna forma di aiuto al sistema dell'edilizia, anche solo semplificando e non prevedendo sussidi. Non ci sono misure in grado di far ripartire davvero il prodotto intorno lordo. Dall'inizio della crisi il settore edile ha perso 600.000 posti di lavoro. Colleghi, dobbiamo ricordarci che in questo momento gli italiani hanno una disponibilità pari a 1.000 miliardi di euro, di cui 150 sotto i materassi, secondo le stime della Banca d'Italia e dell'Istat. Queste risorse non sono da tassare, ma vanno usate per favorire investimenti pubblici nelle infrastrutture e per creare posti di lavoro. In questo modo si può far crescere il Paese. La manovra in esame non è più quella annunciata nel Documento di economia e finanza, ossia una manovra espansiva che avrebbe dovuto favorire la crescita. La riduzione del prodotto intorno lordo dall'1,5 all'1 per cento significa che la manovra comincia a essere fortemente recessiva. Infatti, crescita significa lavoro, libertà di impresa e cancellazione delle indegne misure contenute nel cosiddetto decreto dignità. Non si licenzia dopo ventiquattro mesi, non si evita di leggere la realtà vietando i voucher (speriamo non succeda), non si chiudono i negozi le domeniche per far licenziare i dipendenti che lavorano quel giorno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, noi avremmo in mente una manovra alternativa. Potremmo anche ragionare sull'incremento dell'IVA, ma occorre abbassare le imposte dirette e introdurre la flat tax . (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questa potrebbe essere la manovra di un vero Governo che ha a cuore le sorti della Nazione. Forse - e concludo - dobbiamo ringraziare la Banca centrale europea, che nonostante la riduzione graduale del piano di acquisti ha confermato il riacquisto dei titoli in scadenza attualmente già in portafoglio. Quella in esame è una manovra recessiva che plasma l'idea della decrescita felice, mentre questo Paese ha bisogno di creare ulteriori condizioni di crescita del lavoro e ulteriori opportunità e non già sussidi. È proprio questo che manca, anzitutto, nella nuova legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, siamo così arrivati all'epilogo di questa commedia che nelle ultime settimane ci ha visto tutti coinvolti, perché - di fatto - di questo si tratta. Se non avesse coinvolto il destino del nostro Paese e dei nostri cittadini, sarebbe stata una farsa. Il percorso della manovra finanziaria è infatti una tragedia; abbiamo lavorato per settimane nelle Commissioni senza avere alcun dato o un piano preciso. Oggi non abbiamo ancora i saldi precisi. Abbiamo ascoltato ieri il Presidente del Consiglio che in Aula ci ha detto che ha trovato l'accordo con l'Europa, che ci sarà un deficit inferiore a quello preannunciato e che, comunque, i provvedimenti che la maggioranza riteneva importanti, come il reddito di cittadinanza, saranno mantenuti. Tutto il resto o la maggior parte delle altre cose molto probabilmente sarà cancellato.