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A tale scopo, ciascun comune individua il servizio socio-assistenziale, nell'ambito del proprio territorio, autorizzato a svolgere le funzioni di cui al presente capo. 2. Nel caso di cittadini italiani residenti in uno Stato straniero, fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 36, comma 4, è competente il tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo della loro ultima residenza; in mancanza, è competente il tribunale per i minorenni di Roma. 3. Il servizio socio-assistenziale, se non ritiene di dover pronunciare immediatamente il provvedimento di inidoneità per manifesta carenza dei requisiti, indirizza gli aspiranti genitori adottivi agli enti autorizzati ai sensi dell'articolo 39- ter e trasmette, entro quindici giorni dalla data della presentazione, copia della dichiarazione di disponibilità all'ente autorizzato scelto dagli istanti per le attività di cui ai commi 4, 5 e 6. La scelta dell'ente è sempre modificabile. 4. Gli enti autorizzati, in collaborazione con le aziende sanitarie locali e ospedaliere, per quanto di loro competenza e sulla base di appositi protocolli ai sensi dell'articolo 39- bis , svolgono le seguenti attività obbligatorie: a) informazioni sull'adozione internazionale e sulle relative procedure, sugli enti autorizzati e sulle altre forme di solidarietà nei confronti dei minori in difficoltà; b) preparazione degli aspiranti all'adozione; c) acquisizione di elementi sulla situazione personale, familiare e sanitaria degli aspiranti genitori adottivi, sul loro ambiente sociale, sulle motivazioni che li determinano, sulla loro attitudine a farsi carico di un'adozione internazionale, sulla loro capacità di rispondere in modo adeguato alle esigenze di più minori o di uno solo, sulle eventuali caratteristiche particolari dei minori che essi sarebbero in grado di accogliere, nonché acquisizione di ogni altro elemento utile per la valutazione da parte del tribunale per i minorenni della loro idoneità all'adozione. 5. Le valutazioni psicologiche sono effettuate sulla base di un numero complessivo di tre incontri. 6. L'ente autorizzato trasmette al servizio socio-assistenziale competente, in esito all'attività svolta, una relazione completa di tutti gli elementi indicati ai commi 4 e 5, entro i quattro mesi successivi alla trasmissione della dichiarazione di disponibilità. 7. I termini indicati nel presente articolo sono obbligatori e non sono sucettibili di proroghe. Il loro mancato rispetto da parte degli enti autorizzati determina un grave inadempimento rilevante ai fini del mantenimento dell'autorizzazione e, in ogni caso, l'obbligo di pagamento di una sanzione amministrativa nella misura di 500 euro da versare a beneficio degli adottanti. In caso di mancato rispetto dei termini da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali, gli enti autorizzati incaricati della formazione emettono in via eccezionale il provvedimento, che deve essere vidimato dai citati servizi nelle quarantotto ore successive. In ogni caso il mancato rispetto dei termini determina responsabilità civile e amministrativa». 2. L'articolo 30 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dai seguenti: «Art. 30. -- 1. Il servizio socio assistenziale, ricevuta la relazione di cui all'articolo 29- bis , comma 6, sente gli aspiranti all'adozione, dispone se necessario gli opportuni approfondimenti ed adotta, entro i due mesi successivi, un provvedimento motivato attestante la sussistenza o meno dei requisiti per adottare. 2. Il provvedimento di idoneità ad adottare, assunto ai sensi dell'articolo 29- bis , comma 6, ha di regola natura generale e astratta e mantiene efficacia per tutta la durata della procedura, che deve essere promossa dagli interessati entro sei mesi dalla data di comunicazione del provvedimento. 3. Il provvedimento di cui al comma 1 è trasmesso immediatamente, con copia della relazione e della documentazione esistente negli atti, alla Commissione di cui all'articolo 38, al pubblico ministero presso il tribunale competente in materia di minori, e all'ente autorizzato di cui all'articolo 39 -ter scelto dagli aspiranti all'adozione secondo quanto disposto dal comma 3 dell'articolo 29- bis oppure da altro ente autorizzato indicato dagli interessati. 4. Qualora il provvedimento di idoneità, previo ascolto degli interessati, sia revocato per cause sopravvenute che incidano in modo rilevante sul giudizio di idoneità, il servizio socio-assistenziale competente comunica immediatamente il relativo provvedimento alla Commissione ed all'ente autorizzato indicato dagli aspiranti genitori adottivi. 5. Il provvedimento di idoneità o di non idoneità e quello di revoca sono sempre modificabili e sono reclamabili da parte del pubblico ministero e degli interessati ai sensi dell'articolo 30- bis . 6. I termini indicati nel presente articolo sono obbligatori e non sono suscettibili di proroghe. Il loro mancato rispetto da parte degli enti autorizzati determina per gli enti medesimi una grave responsabilità da valutare ai fini del mantenimento dell'autorizzazione e, in ogni caso, il pagamento di una sanzione amministrativa nella misura di 500 euro da versare a beneficio degli adottanti. In caso di mancato rispetto dei termini da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali, gli enti autorizzati adottano ogni provvedimento necessario. In ogni caso il mancato rispetto dei termini è fonte di responsabilità civile e amministrativa. Art. 30- bis. -- 1. I procedimenti di opposizione ai provvedimenti amministrativi in materia di adozione internazionale hanno carattere speciale e ad essi non si applicano le norme ordinarie sulle impugnazioni dei provvedimenti amministrativi. 2. Competente a conoscere i procedimenti di cui al comma 1 è il tribunale ordinario del distretto territorialmente competente in base al luogo in cui si trova l'autorità amministrativa che ha emesso il provvedimento. 3. L'opposizione si propone con ricorso entro trenta giorni dalla data di notifica del provvedimento. Alla trattazione di applicano gli articoli 739 e 740 del codice di procedura civile. Il tribunale decide con decreto entro sessanta giorni». Art. 2. (Adozione di minori stranieri) 1. All'articolo 31 della legge 4 maggio 1983, n.184, e successive modificazioni, il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. L'ente autorizzato che ha ricevuto l'incarico di curare la procedura di adozione: a) fornisce agli adottanti una formazione specifica sulla procedura, sugli usi e sui costumi dei Paesi stranieri, necessaria prima della partenza degli adottanti per il Paese estero di destinazione; b) riceve dall'autorità straniera l'attestazione della sussistenza delle condizioni di cui all'articolo 4 della Convenzione;