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pertanto nel caso in cui (come accaduto nella vicenda) un cittadino siciliano che si trasferisca a Bruxelles, non iscrivendosi all'AIRE, risulta residente sia in Italia che in Belgio, senza che tuttavia entrambi i Paesi siano a conoscenza della doppia residenza del soggetto; la truffa organizzata dai responsabili dell'indebita percezione del doppio reddito di cittadinanza si basava sul fatto che era sufficiente recarsi in Belgio, registrare la propria residenza e non comunicarlo all'AIRE, accompagnando la richiesta peraltro con la dimostrazione sufficiente del basso introito: fino a 1.300 euro al mese garantiti in Belgio a titolo di indennità statale, con controlli minimi, cui si sommava l'indennità pari a 800 euro prevista dal reddito di cittadinanza; gli articoli pubblicati dagli organi di stampa in merito alla vicenda riportano anche interviste effettuate in forma anonima da parte dei responsabili, i quali hanno effettivamente confermato di aver organizzato la truffa ai danni dello Stato; i medesimi articoli di stampa inoltre hanno evidenziato come, oltre al Belgio, anche la Germania sia tra i Paesi maggiormente ricercati dai cittadini siciliani (con 244.838 siciliani traferitisi in Germania e 99.597 in Belgio), sottolineando tuttavia che i dati riguardano i soli iscritti all'AIRE, e i numeri balzano al doppio contando i non iscritti ai registri dell'anagrafe; la vicenda, a giudizio dell'interrogante, conferma nuovamente come il reddito di cittadinanza, a partire dalla sua effettiva introduzione, si sia rivelato uno strumento di assistenza sociale, inutile e dannoso per il Paese, dimostrandosi un disincentivo al lavoro, sia sul piano culturale, che evidentemente economico ed inefficace soprattutto nel contrasto alla povertà; un sussidio statale, che ha dimostrato ogni inadeguatezza e inefficacia rispetto alle effettive esigenze del Paese nell'ambito delle politiche sociali e del lavoro, che ha penalizzato peraltro anche pesantemente il tessuto industriale e commerciale del sistema delle imprese nazionali, alimentando il lavoro sommerso e le prestazioni senza alcuna garanzia sociale; a giudizio dell'interrogante, risulta pertanto urgente e necessario riconsiderare profondamente lo strumento di assistenza sociale in relazione alle lacune e contraddizioni che si sono palesemente dimostrate, come la vicenda conferma, che rappresenta solo l'ultima di una lunga sequela di scandali e di truffe verificatesi ai danni dello Stato negli ultimi anni, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se intendano confermare che il danno allo Stato, determinato dalla truffa relativa ai doppi percettori del reddito di cittadinanza, risulti pari a circa 10 milioni di euro; quali iniziative di competenza intendano intraprendere al fine di potenziare i controlli nei riguardi dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero, le cui falle nei controlli hanno determinato una voragine di finti emigrati di cittadini italiani che decidono di trasferirsi in Belgio, Germania o in Olanda, evitando tuttavia di registrarsi alla medesima AIRE; se infine non si convenga sulla necessità e dell'urgenza di riconsiderare profondamente l'impianto normativo concernente il reddito di cittadinanza, indirizzando le importanti risorse finanziarie già stanziate in favore del sistema delle imprese, per la riduzione del cuneo fiscale, i cui effetti positivi e durevoli saranno in grado di determinate sviluppo e favorire effettivamente nuova occupazione. Atto n. 3-02824 D'ALFONSO MARILOTTI MANCA ROJC CASTALDI FEDELI LAUS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: lo stabilimento della Sevel di Atessa (Chieti), appartenente al gruppo Stellantis, è il più grande d'Europa per quanto riguarda la produzione di veicoli commerciali leggeri e vi si assembla peraltro il furgone Ducato, che è il mezzo più venduto nel continente; lo stabilimento riveste un'importanza strategica non solo regionale con i suoi circa 6.500 dipendenti di cui oltre 5.670 assunti direttamente e circa 700 operai con un contratto di somministrazione; vi è preoccupazione per la crisi di approvvigionamento dei semiconduttori che sta determinando criticità negli stabilimenti, ma anche consapevolezza che urga un maggiore confronto sui futuri piani industriali e che vi sia la necessità di individuare con precisione una missione produttiva che garantisca l'occupazione e definisca attività più precise; considerato che: la situazione di difficoltà dello stabilimento della Sevel si inserisce purtroppo in un più generale contesto di allarme per le attuali prospettive lavorative nella regione Abruzzo, dove le risorse a disposizione sono insufficienti e vi sono molte vertenze aperte; al di là del problema contingente, vi è una più ampia questione di grave carenza di infrastrutture per sopperire alla quale sarebbero necessari investimenti strategici, attingendo a fondi europei, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per scongiurare la delocalizzazione delle grandi imprese e, nello specifico, per evitare il declassamento o la chiusura dello stabilimento della Sevel di Atessa; quali iniziative intendano assumere per la stabilizzazione dei circa 700 lavoratori e lavoratrici con contratto di somministrazione, che hanno garantito un essenziale contributo professionale per il raggiungimento dei risultati conseguiti dallo stabilimento. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06007 NUGNES Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: secondo una recente inchiesta giornalistica del quotidiano "Domani", la Giunta del Comune di Venezia all'interno del piano per la mobilità sostenibile Venezia 2030 avrebbe inserito un progetto, che dirotterebbe parte dei flussi turistici che entrano in città nei terreni oggi di proprietà di una società riconducibile al sindaco Luigi Brugnaro; il piano per la mobilità sostenibile Venezia 2030 ridisegna il sistema degli accessi alla città e all'interno del piano sarebbe prevista anche la realizzazione di un terminal intermodale "terra-mare" sui terreni acquisiti da Brugnaro nel 2006 a prezzi irrisori in quanto non bonificati; secondo l'inchiesta l'attuale sindaco di Venezia da anni starebbe tentando di cambiare la destinazione d'uso dell'area di cui è proprietario, tramite la società Porta di Venezia, che oggi ha un patrimonio valutato in 15 milioni di euro; quest'estate il Comune di Venezia ha pubblicato il bando di gara per realizzare il progetto di fattibilità del terminal che da una parte accoglierà centinaia di bus turistici, passeggeri di tram e treni con una nuova stazione ferroviaria e dall'altra sarà un approdo per la navigazione turistica, con tanto di scavo di un nuovo canale nel delicato ecosistema lagunare; per finanziare la creazione del nuovo terminal verrebbe utilizzata parte degli 1,39 miliardi di euro assegnati a Venezia a fine 2019 all'interno del fondo progettazione opere prioritarie del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; il sindaco Brugnaro ha sempre sostenuto di aver affidato nel dicembre 2017 tutte le sue attività economiche a un trust , la LB (Luigi Brugnaro) holding S.p.