[massime]

Comuni, Province e Città metropolitane - Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (o a 3.000 se montani) - Funzioni fondamentali - Obbligo dell'esercizio in forma associata - Denunciata violazione dei principi di buon andamento, differenziazione e tutela delle autonomie locali - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dal TAR Lazio, sez. prima ter , in riferimento agli artt. 3, 5, 97 , 114, 117, primo comma, in relazione all'art. 3 della Carta europea dell'autonomia locale, e 118 Cost., dell'art. 14, commi 28- bis , 29, 30 e 31, del d.l. n. 78 del 2010, conv., con modif., nella legge n. 122 del 2010, e successivamente modificato dall'art. 19, comma 1, del d.l. n. 95 del 2012, conv., con modif., nella legge n. 135 del 2012, che disciplina l'esercizio obbligatorio in forma associata delle funzioni fondamentali da parte dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (o 3.000, se montani). La disciplina censurata lascia all'autonomia degli enti locali l'alternativa tra gli istituti della convenzione e dell'unione di Comuni - comportante una più stretta integrazione quale conseguenza del conferimento delle funzioni e delle connesse risorse finanziarie - consentendo agli enti stessi di modulare il rispetto della norma con valutazioni proprie dell'indirizzo politico, salvo l'intervento, rientrante nella potestà statale concorrente in materia di coordinamento della finanza pubblica, finalizzato a limitare l'autonomia comunale dell'ente che individuato il modello convenzionale non ne dimostri l'efficacia, e sia pertanto obbligato a utilizzare il modello dell'unione. ( Precedenti citati: sentenze n. 44 del 2014 e n. 22 del 2014 ).