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Ai fini dell'attività di formazione di cui al presente articolo, le università, statali e non statali, possono avvalersi di docenti iscritti ai registri di cui all'articolo 2, ovvero di enti privati di formazione accreditati di cui all'articolo 4. Possono, altresì, avvalersi di esperti stranieri, che documentino una comprovata esperienza nella materia e nell'insegnamento continuativo nel Paese di origine di almeno tre anni. 6. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione di cui all'articolo 3, con proprio regolamento, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, stabilisce: a) le materie ed il programma di insegnamento del master di esperto nella disciplina della medicina omeopatica; b) il percorso formativo post laurea per conseguire il titolo di esperto, che, per ogni singola disciplina, è di almeno tre anni per un totale complessivo di almeno 350 ore di lezioni teoriche -- frontale, formazione a distanza -- e di almeno 100 ore annue di pratica certificata clinica per medici chirurghi, odontoiatri e veterinari, ridotta a 50 ore di sola pratica certificata per i farmacisti; c) i criteri e le modalità per l'autorizzazione delle Università, statali e non statali, e degli istituti privati di formazione al rilascio del master di esperto nella disciplina della medicina omeopatica; d) le disposizioni per la tenuta di un registro dei docenti; e) le disposizioni per la tenuta di un registro degli istituti di formazione riconosciuti. 7. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione di cui all'articolo 3, stabilisce, con proprio regolamento, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'equipollenza dei titoli di formazione conseguiti prima della entrata in vigore della presente legge presso Università pubbliche e private e presso enti pubblici e privati di formazione, accreditati secondo i criteri di cui all'articolo 4. Art. 6. (Individuazione di nuove discipline sanitarie) 1. Lo Stato e le regioni possono individuare nuove discipline complementari. 2. L'individuazione è effettuata mediante uno o più accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e recepiti con decreti del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. I medesimi accordi stabiliscono, altresì, il titolo professionale e l'ambito di attività di ciascuna professione. 3. L'individuazione è subordinata ad una valutazione di tipo tecnico-scientifico che, oltre a comprovarne l'efficacia terapeutica, escluda che le competenze della disciplina da istituire siano riconducibili a quelle delle discipline già istituite. 4. Il parere di cui al comma precedente viene espresso da apposite commissioni, istituite, senza oneri a carico della finanza pubblica, nell'ambito del Consiglio superiore di sanità, nominate dal Ministro della salute e composte da esperti designati dal medesimo Ministro della salute, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché dai rappresentanti delle professioni interessate. Art. 7. (Consenso informato) 1. Il trattamento con la medicina omeopatica è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente, prestato in modo libero e consapevole. 2. L'espressione del consenso informato è preceduta da corrette informazioni rese dal medico curante al paziente in maniera comprensibile circa diagnosi, prognosi, scopo e natura del trattamento sanitario proposto, benefici e rischi prospettabili, eventuali effetti collaterali nonché circa le possibili alternative e le conseguenze del rifiuto del trattamento. 3. Il consenso informato al trattamento di cui al comma 1 può essere sempre revocato, anche parzialmente.