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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 284 STEFANO La seduta inizia alle ore 13. IN SEDE CONSULTIVA 1583 Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli DDL 1583 Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli (Parere alla 9 a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con condizione) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, illustra uno schema di parere sul disegno di legge in titolo e sugli emendamenti ad esso riferiti, ricordando che l'articolo 1 prevede l'introduzione, nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea, di linee guida sulla trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola, al fine di assicurare ai produttori l'accesso non discriminatorio nel mercato mediante la fissazione di prezzi minimi di vendita, nonché al fine di favorire accordi con la grande distribuzione organizzata e di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività nella vendita dei prodotti agrumicoli. Il Relatore ricorda anche che l'articolo 2 specifica, relativamente ai prodotti ortofrutticoli, le modalità della elaborazione dei costi medi di produzione, prevista dall'articolo 10- quater del decreto-legge n. 27 del 2019, precisando che si deve tenere conto del ciclo delle colture, della loro collocazione geografica e della destinazione finale dei prodotti, delle caratteristiche territoriali e organolettiche, e del differente costo della manodopera negli areali produttivi attraverso le stime fornite dal Ministero del lavoro, dall'ISTAT, dall'INAIL e dall'ANPAL, nonché dei differenti valori da attribuire alle quote di ammortamento degli impianti fruttiferi. Sottolinea, quindi, che la materia di cui al disegno di legge è oggetto anche del recente decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, di attuazione della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, nonché del regolamento (UE) n. 1308/2013, recante l'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, in cui si riafferma il principio della libera negoziazione dei prezzi. In tal senso, il regolamento (UE) n. 1308/2013 non consente la fissazione di prezzi minimi di vendita, se non in condizioni eccezionali e temporanee, e secondo procedure bene definite. Similmente, la citata direttiva (UE) 2019/633, al considerando n. 22, ribadisce il principio della libera negoziazione dei prezzi e nell'articolato prevede una serie di obblighi e divieti a tutela del buon funzionamento del mercato agroalimentare per tutti i soggetti interessati. Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, di attuazione della direttiva, non prevede la possibilità di fissare prezzi minimi di vendita, arrivando solo a prevedere il divieto, all'articolo 5, lettera b), dell'imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente gravose per il venditore, ivi compresa quella di vendere prodotti agricoli e alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione. Il Relatore propone, pertanto, di esprimere un parere non ostativo, sull'articolato e sugli emendamenti, a condizione che, dall'articolo 1, comma 1, lettera c), siano espunte le parole "mediante la fissazione di prezzi minimi di vendita", demandando ad altre forme di tutela, la finalità di assicurare ai produttori un accesso non discriminatorio al mercato. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) sottolinea le difficoltà dei produttori agricoli, soprattutto quelli di piccole dimensioni, nel negoziare prezzi adeguatamente remunerativi e propone, pertanto, di aggiungere nell'osservazione l'invito all'individuazione, non solo di altre forme di tutela, ma anche di forme di sostegno, come per esempio la concessione gratuita di suolo pubblico ai produttori su cui consentire la vendita diretta ai consumatori dei loro prodotti agricoli. Il relatore CORBETTA ( M5S ) accoglie tale proposta di integrazione. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, come integrato, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE AS 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 DDL 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 (Esame e rinvio) La senatrice MASINI ( Misto-+Eu-Az ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge di delegazione europea 2021, presentato dal Governo il 13 luglio 2021 e approvato dalla Camera dei deputati il 16 dicembre scorso, con modificazioni e con l'inserimento di 7 nuovi articoli. Il provvedimento si compone quindi di 20 articoli, di cui l'articolo 1, come di consueto, reca la norma di delega per l'attuazione degli atti citati nell'articolato e nell'allegato A, e il richiamo ai i termini, le procedure e i principi e criteri direttivi generali di cui agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il comma 3 rinvia la quantificazione degli oneri all'elaborazione dei decreti attuativi, da coprire mediante il fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41- bis della citata legge n. 234 del 2012, o mediante provvedimenti legislativi ad hoc . Al riguardo va ricordato che, ai sensi dell'articolo 31 della legge n. 234 del 2012, la delega deve essere esercitata entro il termine di quattro mesi antecedenti alla scadenza di ciascuna direttiva. Qualora tale termine della direttiva sia già scaduto alla data di entrata in vigore della legge, o scada entro i tre mesi successivi, la delega deve essere esercitata entro tre mesi successivi all'entrata in vigore della legge. Inoltre, qualora la direttiva non preveda alcun termine di recepimento, la delega scade al termine dei dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Infine, il comma 3 dell'articolo 31 prevede una proroga di tre mesi nel caso in cui lo schema di decreto delegato sia presentato a ridosso delle predette scadenze, al fine di consentire comunque alle Commissioni parlamentari di esprimere il parere entro i 40 giorni previsti. L'articolo 2 delega il Governo all'adozione, entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge in esame, della disciplina sanzionatoria per le violazioni di direttive recepite in via regolamentare o amministrativa, o di regolamenti pubblicati fino alla data di entrata in vigore della legge stessa. Precedentemente, tale delega aveva solitamente un termine di 24 mesi.