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Disciplina dell'attività di onicotecnico. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha lo scopo di disciplinare un'attività, quella di onicotecnico, di natura artistica ed artigianale, ma attualmente priva di normativa specifica che la distingua dall'attività di estetista. Il mestiere di onicotecnico consiste nell'applicazione e decorazione di unghie artificiali, ovvero nella sovrapposizione alle unghie naturali di protesi preconfezionate, a scopo decorativo, ma rimuovibili in qualsiasi momento e senza conseguenti effetti invasivi sul corpo umano. Tuttavia, anche se la prima fase dell'attività di onicotecnico, consistente nell'applicazione della resina sull'unghia del cliente, potrebbe essere intesa come prestazione sulla superficie del corpo umano, in realtà non determina alcuna modifica dell'unghia naturale, né elimina o attenua eventuali inestetismi. I trattamenti eseguiti avvengono esclusivamente sulle unghie artificiali, lasciando inalterate le unghie naturali. Si configurano semplicemente come un adeguamento dell'estetica ai canoni della moda corrente e del costume. L'attività di onicotecnico è di tipo artigianale; pertanto necessita di regolare iscrizione all'albo delle imprese artigiane per il suo regolare esercizio, così come dell'istituzione di apposita qualifica professionale che si differenzi da quella di estetista. Il mestiere di estetista, infatti, trova propria disciplina nella legge 4 gennaio 1990, n. 1, recante disciplina dell'attività di estetista, nel cui articolo 1, comma 1, si afferma che «l'attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico, modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi presenti». Risulta quindi evidente che la figura professionale dell'onicotecnico esula dal campo di applicazione della predetta legge. A sostegno di quanto appena affermato, si riporta la sentenza del TAR del Veneto, sezione III, n. 4327 del 21 dicembre 2001, nella quale si afferma che l'attività di ricostruzione e applicazione di unghie artificiali (onicotecnica) non è assimilabile a quella di estetista di cui all'articolo 1 della legge 4 gennaio 1990, n. 1, e deve quindi ritenersi attività libera, soggetta non all'autorizzazione comunale prevista dalla citata legge n. 1 del 1990 ma esclusivamente all'iscrizione nell'albo delle imprese artigiane.. 1 (Attività di onicotecnico) 1 L'attività di onicotecnico consiste nell'applicazione e decorazione di unghie artificiali. Essa comprende ogni prestazione artistica eseguita, a esclusivo scopo decorativo, sulla superficie di unghie artificiali delle mani e dei piedi, tramite l'apposizione di unghie artificiali preformate da decorare, e la successiva lavorazione e colorazione delle stesse, con prodotti non cosmetici quali gel, polveri acriliche ed altri prodotti fra quelli elencati all'articolo 9, comma 1. L'attività di onicotecnico viene eseguita con interventi manuali e mediante l'uso di prodotti con asciugatura ad aria o fotoindurenti. 2 L'attività di onicotecnico si distingue dall'attività di estetista, non consistendo nell'effettuazione di interventi curativi o invasivi sulla superficie corporea, ma limitandosi alla sola limatura dell'unghia naturale, senza utilizzo di attrezzi da taglio, senza che venga in alcun modo trattata o alterata l'unghia naturale, e senza alcun trattamento invasivo che incida sulla pelle. 3 In quanto attività non rivolta a eseguire prestazioni sulla superficie del corpo umano al fine di migliorarne l'aspetto estetico, l'attività di onicotecnico non è soggetta alla disciplina di cui alla legge 4 gennaio 1990, n. 1. 2 (Iscrizione all'albo delle imprese artigiane o nel registro delle imprese) 1 L’attività professionale di cui all’articolo 1 è esercitata in forma di impresa, individuale o societaria, ai sensi delle norme vigenti. Non è consentito l’esercizio dell’attività ai soggetti non iscritti all’albo delle imprese artigiane di cui all’articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, o nel registro delle imprese di cui all’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. L’esercizio dell’attività di onicotecnico è soggetto a segnalazione certificata di inizio di attività ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, da presentare allo sportello unico di cui all’articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, della legge 6 agosto 2008, n. 133. 3 (Qualifica professionale) 1 Il conseguimento della qualifica professionale di onicotecnico si matura a seguito del superamento di un esame teorico-pratico svolto al termine di un apposito corso regionale di qualificazione. 4 (Esercizio dell'attività di onicotecnico) 1 Lo svolgimento dell'attività di onicotecnico, ovunque esercitata, in luogo pubblico o privato, anche a titolo gratuito, è subordinato al conseguimento della qualifica professionale di cui all'articolo 3. 2 Nel caso di impresa artigiana costituita in forma di società, anche cooperativa, i soci ed i dipendenti che esercitano professionalmente l'attività di onicotecnico devono aver conseguito la qualifica professionale di cui all'articolo 3. 3 Nelle imprese diverse da quelle previste dalla legge 8 agosto 1985, n. 443, i soci ed i dipendenti che esercitano l'attività di onicotecnico, a titolo individuale, devono essere in possesso della qualifica professionale di cui all'articolo 3. 4 L'attività di onicotecnico può essere svolta presso il domicilio dell'esercente ovvero presso apposita sede designata dal committente, in locali che rispondano ai requisiti previsti dal provvedimenti comunali di cui all'articolo 5. 5 L'attività di onicotecnico può essere svolta anche unitamente all'attività di barbiere o di parrucchiere. In tal caso i singoli soci e dipendenti che esercitano l'attività di onicotecnico devono essere in possesso della qualifica professionale di cui all'articolo 3. 6 Non è consentito lo svolgimento dell'attività di onicotecnico in forma ambulante o di posteggio. 5 (Autorizzazione dei comuni) 1 La regione detta disposizioni ai comuni per l’adozione di provvedimenti di autorizzazione in conformità alla presente legge, al fine di assicurare uno sviluppo del settore compatibile con le effettive esigenze del contesto sociale. 2 Per tre mesi a decorrere dalla data di pubblicazione dei provvedimenti comunali di autorizzazione, le imprese che già esercitano l'attività di onicotecnico sono autorizzate a continuare l'attività. 3 Nel caso in cui, trascorsi i tre mesi di cui al comma 2, le imprese già esistenti non rispondano ai requisiti stabiliti dai provvedimenti comunali di autorizzazione, il comune provvede, entro quattro mesi dall'eventuale richiesta, a fissare un termine massimo, non superiore a dodici mesi, per i necessari adeguamenti.