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La proposta emendativa si prefigge lo scopo di avviare immediatamente a risanamento le gestioni dei Teatri d'Opera maggiormente compromesse sul piano economico-finanziario e patrimoniale, offrendo agli enti capaci di avanzare un piano di rientro dal debito e di riorganizzazione complessiva della gestione un cospicuo finanziamento a carattere rotativo; la proposta, nella consapevolezza che la voce di costo produttiva di maggiori perdite è attribuibile al personale dipendente, coniuga l'intervento con provvedimenti di esodo di parte del personale tecnico-amministrativo. Comma 1 -- La disposizione del comma 1 si prefigge l'immediato obiettivo di porre un argine alla crisi di indebitamento in cui versa la maggior parte delle quattordici fondazioni, che è commisurabile alla data del 31 dicembre 2012 in 377.421.262 euro, con forte esposizione nei confronti degli istituti di credito per 162.913.337 euro e rilevanti interessi passivi. La maggior parte dei Teatri deve ricorrere, per il pagamento degli stipendi, ad anticipazioni bancarie. Gli enti in maggiori difficoltà vengono invitati dalla norma a redigere un piano di risanamento idoneo ad assicurare gli equilibri di bilancio, nell'arco dei tre successivi esercizi finanziari, e vengono individuati essenzialmente nelle tre fondazioni sottoposte ad amministrazione straordinaria ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, negli enti già sottoposti ad amministrazione straordinaria nel corso degli ultimi due esercizi (Teatro Carlo Felice di Genova e Teatro Lirico di Trieste) qualora non abbiano ancora determinato la ricapitalizzazione, e negli enti che «non possono far fronte ai debiti certi ed esigibili da parte di terzi». Quanto alla ripatrimonializzazione, dati recenti relativi ai bilanci dell'esercizio 2012 riportano che il Teatro Comunale di Bologna, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Trieste, l'Arena di Verona, l'Accademia Nazionale di S. Cecilia, il Teatro Lirico di Cagliari, la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari sono fortemente sottocapitalizzati in quanto il valore d'uso indisponibile del Teatro, generalmente di proprietà dei comuni ospiti, è superiore al patrimonio netto disponibile, anch'esso quest'ultimo di per sé negativo. In particolare le Fondazioni che «non possono far fronte ai debiti certi ed esigibili da parte di terzi» sono assistite dall'intervento normativo in forma più celere grazie al disposto di cui al comma 10, in forza del quale uno speciale fondo può essere anticipato già nel 2013, a fronte di situazioni «di carenza di liquidità tale da pregiudicare la gestione anche ordinaria della fondazione». Sui contenuti inderogabili del piano di risanamento, di cui alle lettere a) - g) del comma 1, è importante esplicitare che causa principale del dissesto in parola è data dal costo delle cosiddette masse artistiche, tecniche amministrative, il cui costo nel 2012 assomma a ben 308.748.241 euro: tale evidenza viene tradotta in modello operativo dalle previsioni di cui alle lettere c) e g) che, rispettivamente, prevedono la riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo fino al 50 per cento di quello in essere al 31 dicembre 2012 e la cessazione dell'efficacia dei contatti integrativi aziendali in vigore. La lievitazione nel tempo del valore economico dei contratti integrativi aziendali, nel loro ammontare percentuale rispetto al valore economico del Contratto collettivo nazionale di lavoro, tocca infatti nel 2011 punte superiori anche al 35-38 per cento, con una spesa complessiva superiore a 75.000.000 euro. L'intervento sull'entità e sui costi del personale, unitamente al blocco del nuovo indebitamento ed alla inderogabile rinegoziazione e ristrutturazione del debito dovrà assicurare la riacquisizione di soddisfacenti equilibri patrimoniali ed economico-finanziari. Comma 2 -- Si prevede che il Commissario straordinario, la cui figura e le cui funzioni sono descritte dettagliatamente con il comma 3, debba analizzare, sentito il collegio dei revisori dei conti, per la successiva eventuale approvazione dei Ministri competenti, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Ministero dell'economia e delle finanze, i piani di risanamento nel termine di 30 giorni dalla loro presentazione e definire, con l'urgenza di cui si è detto nell'illustrazione del comma 1 e di cui meglio si dirà nell'illustrazione del comma 9, gli interventi necessari a favore delle fondazioni più carenti sul piano della liquidità. Poiché il personale e la sua gestione rappresentano l'elemento della produzione più importante in un Teatro lirico-sinfonico, la disposizione prescrive che i piani di risanamento siano corredati, tra gli altri atti, dall'accordo raggiunto con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative in ordine ai punti del piano di risanamento. Comma 3 -- L'impiego di consistenti risorse finanziarie da parte dello Stato per invertire la crisi dei Teatri postula che l'azione di risanamento sia coordinata da una figura idonea a rappresentare a livello centrale le istanze e le esigenze di tutti i Teatri interessati; si rende pertanto necessaria la istituzione della figura di un Commissario straordinario del Governo deputato ad analizzare i piani, a sovrintendere alla loro attuazione per mezzo di monitoraggio semestrale della realizzazione, ad esigere le eventuali integrazioni e modifiche, facendo rispettare le scadenze concordate. Misura pur essa necessaria è la potestà di agire in via sostitutiva in caso di carenze operative degli enti. Comma 4 -- La struttura di servizio necessaria alle funzioni del Commissario straordinario del Governo è assicurata dalle risorse umane e strumentali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Comma 5 -- Coerentemente con le previsioni di cui all'articolo 21 del decreto legislativo n. 367 del 1996, le responsabilità del Commissario straordinario vengono compensate a valere, per la durata dell'incarico, sulle risorse delle fondazioni ammesse a risanamento. Tale misura non può comunque superare quella di cui all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 in tema di «Liquidazione degli enti dissestati e misure di razionalizzazione dell'attività dei commissari straordinari», che prevede una parte fissa di 50.000 euro ed una parte variabile massima di 50.000 euro. Comma 6 -- L'istituzione di un Fondo di dotazione pari a 75.000.000 euro per l'anno 2014, a carattere rotativo, e per la durata massima di 30 anni, costituisce, a fronte degli elementi rappresentativi della crisi economica e patrimoniale dei Teatri, una congrua misura di intervento atta a conferire al Settore quell'iniezione di capitale evidentemente non apportata con la riforma di privatizzazione degli enti di cui al decreto legislativo n. 367 del 1996 già citato.