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con protocollo RFI-AD/A 0011/P/2019, la direzione generale di RFI ha indirizzato una nota alla Provincia di Frosinone, al Comune di Roccasecca, al Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio meridionale, all'università degli studi del Lazio meridionale e alla Banca popolare del Cassinate, confermando la propria disponibilità a partecipare ad un gruppo tecnico di lavoro per lo studio preliminare per la realizzazione della stazione ad alta velocità di Roccasecca-Cassino; considerato che: in data 23 aprile 2020, nella sede della Regione, è stato annunciato un accordo, tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Battisti, il presidente della Regione Lazio Zingaretti e l'assessore regionale per i lavori pubblici e tutela del territorio e mobilità Alessandri, finalizzato alla realizzazione della stazione ad alta velocità tra Ferentino e Frosinone, nei pressi del casello autostradale, a scapito della stazione Roccasecca-Cassino Lazio meridionale, con commissione e studi già avviati in tal senso dall'università del Lazio meridionale; nonostante la decisione di realizzare la stazione ad alta velocità tra Ferentino e Frosinone, si è continuato ad elargire fondi per la realizzazione di progetti riguardanti la stazione ad alta velocità Roccasecca-Cassino Lazio meridionale, si chiede di sapere se non si ritenga doveroso approfondire le motivazioni per le quali, a fronte dell'accordo annunciato in data 23 aprile 2020, si siano continuati ad elargire fondi per progetti riguardanti la stazione ad alta velocità Roccasecca-Cassino Lazio meridionale. Atto n. 4-03688 BORGONZONI DE VECCHIS FUSCO BARBARO CANTU' MARIN FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: con oltre 227.000 casi e 32.000 decessi, l'emergenza COVID-19 in Italia continua a fare paura; parte dei firmatari del presente atto ha già presentato un'interrogazione al Ministro della salute (4-03238) in merito alla presunta situazione di conflitto di interessi del vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, relativo alla vendita di mascherine per la ventilazione non invasiva effettuata dall'azienda Alse Medica Srl al policlinico "Umberto I" di Roma, per tramite della dipendente Giada Nurry, moglie dello stesso vice ministro; dopo essere stato intervistato da Filippo Roma, inviato della trasmissione televisiva "Le Iene", che lo ha fermato e intervistato in data 21 aprile 2020 sul presunto conflitto di interessi derivante dalla posizione professionale della moglie Giada Nurry, il vice ministro Pierpaolo Sileri, in un successivo servizio della trasmissione, andato in onda il 19 maggio 2020, ha accusato pubblicamente l'inviato di aver raccontato il falso nella trasmissione televisiva ed ha minacciato di sporgere denuncia; successivamente, il vice ministro Sileri ha inviato tramite i suoi avvocati una richiesta di rettifica alla trasmissione "Le Iene"; nella trasmissione del 21 aprile 2020, l'inviato de "Le Iene" si chiedeva se potesse esistere un conflitto di interessi, in quanto la moglie del vice ministro Sileri è dipendente di una ditta che vende prodotti per gli ospedali pubblici e il vice ministro allora rispose che non era una rappresentante, né una venditrice, ma una semplice segretaria: affermazione contestata da Filippo Roma, che evidenziava come nel documento ufficiale del contratto di appalto sarebbe allora stato dichiarato il falso, visto che la moglie era indicata come un'agente di zona e non una segretaria; sono stati interpellati dall'inviato de "Le Iene" alcuni rappresentanti di prodotti medici a Roma, i quali hanno confermato che Giada Nurry svolge la professione di promotrice e sovente la incontrano negli ospedali ad aspettare i medici fuori dai reparti, come tutti gli altri promoter e venditori; anche le farmacie degli ospedali romani sentite da Filippo Roma la conoscono professionalmente come una venditrice; nonostante le testimonianze raccolte e i documenti ufficiali dell'appalto dicano tutti la stessa cosa, il vice ministro Sileri ha dichiarato alla stampa che quanto affermato nel servizio de "Le Iene" è falso; ha dichiarato altresì che avrebbe fornito a Filippo Roma la documentazione attestante la sua tesi: dopo un mese, Filippo Roma ha nuovamente contattato il vice ministro Sileri per tentare di avere i documenti di cui faceva parola, fin quando il vice ministro si è rifiutato di fornire i documenti e chiarire i fatti, adducendo come motivazione che "c'è un'inchiesta in corso" e dichiarando quindi la sua indisponibilità ad interviste; nella richiesta di rettifica dei legali del vice ministro Sileri, inoltrata alla redazione de "Le Lene", vi sono vari punti, tra i quali quello relativo al presunto conflitto di interessi derivante dalla nomina a vice ministro di Pierpaolo Sileri e dall'aggiudicazione dell'appalto per la fornitura di mascherine all'azienda presso cui lavora la moglie Giada Nurry, ove si legge che, se pure la conferma dell'appalto al policlinico "Umberto I" sia avvenuta il 21 settembre 2019, ovvero 10 giorni dopo che Sileri è diventato vice ministro, la prima aggiudicazione della gara sarebbe arrivata il 29 aprile 2019; per quanto sia vero che Pierpaolo Sileri ancora non era stato nominato vice ministro, era pur sempre presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato; anche il datore di lavoro di Giada Nurry, riconoscendo un palese conflitto di interessi nella situazione creatasi, propose alla moglie del vice ministro che, se avesse voluto, fintanto che il marito ricopriva un ruolo pubblico, avrebbe potuto mettersi in aspettativa. Anche per il datore di lavoro il problema del conflitto di interessi era del tutto evidente; nella documentazione di richiesta di rettifica dei legali del vice ministro, dopo aver più volte Sileri sostenuto che sua moglie era una semplice segretaria, la stessa viene indicata come una promoter , ammettendo così il vice ministro che la moglie avrebbe a che fare con le vendite, pur continuando lo stesso a negare che la moglie percepisca premi di produzione legati ai risultati raggiunti con le vendite; più che una smentita, nella documentazione dei legali del vice ministro c'è una conferma di quanto riferito dal programma televisivo "Le Iene"; il datore di lavoro della signora Giada Nurry ha dichiarato alle telecamere della trasmissione: "è sempre stata un'impiegata addetta alle vendite. È una promotrice dei prodotti che vende l'azienda, illustra le caratteristiche tecniche dei prodotti, fa vedere ai capo sala e agli infermieri come si utilizzano i prodotti, quali sono i vantaggi e i benefici dei prodotti proposti e propone ai medici di acquistare i prodotti che vende l'azienda per la quale lavora"; prosegue poi affermando che negli anni passati ha ricevuto sempre premi e bonus per il raggiungimento degli obiettivi nelle vendite che le venivano assegnati in azienda; su questo punto le versioni del datore di lavoro e del vice ministro Sileri sono inconciliabili; il datore di lavoro afferma infine che, avendo Giada Nurry conosciuto Pierpaolo Sileri all'ospedale di Tor Vergata, e avendogli lei comunicato la frequentazione, le proibì di tornare in quell'ospedale in qualità di promoter , riconoscendo lui stesso l'evidente conflitto di interessi;