[pronunce]

Dal che l'ulteriore contrasto della normativa censurata con l'art. 6 CEDU e, per interposizione, con l'art. 117, primo comma, Cost. 3.- Innanzi a questa Corte si è costituita la AscomFidi ricorrente (e poi appellante) nel giudizio a quo, che ha aderito in toto alla questione di legittimità costituzionale sollevata dal Consiglio di Stato, auspicandone l'accoglimento. Ha, in particolare, tra l'altro, sottolineato come le norme censurate comportino la violazione della tutela della concorrenza e dei principi di uguaglianza e non discriminazione (sempre con riferimento all'art. 3 Cost.) nella parte in cui ostacolano la fusione dei confidi aventi sede in Valle d'Aosta (o operanti esclusivamente in questa Regione) con altri confidi, che abbiano sede o operino al di fuori del territorio regionale, avuto riguardo all'asserito - ma, tuttavia, irragionevole - scopo di evitare che le risorse pubbliche attribuite ai confidi valdostani siano sottratte al sostegno delle imprese che esercitano la loro attività sul territorio della Regione Valle d'Aosta, per essere rivolte ad imprese che operano al di fuori del territorio. Ha, conclusivamente, quindi, sostenuto che non altra finalità avrebbero le disposizioni regionali suddette che quella di ostacolare, in modo irragionevole e discriminatorio, l'operazione di fusione tra la società cooperativa Confidi Commercio turismo e servizi Valle d'Aosta con la società cooperativa AscomFidi Piemonte, da cui ha avuto origine la AscomFidi Nord-Ovest: operazione, questa, effettuata al solo fine di far rientrare essa ricorrente tra i "confidi maggiori", mantenendo, comunque, la propria sede ed operatività in Valle d'Aosta. E tali conclusioni ha ribadito, e ulteriormente illustrato, anche con memoria integrativa. 4.- Si è costituita anche la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, che ha eccepito preliminarmente l'inammissibilità, sotto molteplici profili, delle questioni sollevate, e ne ha chiesto, in subordine, la declaratoria di manifesta infondatezza nel merito, in relazione ad ognuno dei parametri evocati, ulteriormente argomentando tali conclusioni con successiva memoria integrativa. 4.1.- Inammissibili, secondo la Regione, sarebbero, infatti, le questioni in esame: a) per irrilevanza e inadeguatezza del petitum, poiché i provvedimenti impugnati nel giudizio a quo troverebbero il loro fondamento normativo, oltre che nell'art. 25 della legge regionale n. 19 del 2015, anche nell'art. 1 della precedente legge della Regione Valle d'Aosta 1° agosto 2011, n. 21 (Disposizioni in materia di contributi a sostegno delle imprese e dei liberi professionisti aderenti agli enti di garanzia collettiva dei Fidi - Confidi della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Abrogazione della legge regionale 27 novembre 1990, n. 75): norma, quest'ultima, non sottoposta a scrutinio di costituzionalità, per cui, sulla base della stessa, i provvedimenti in questione rimarrebbero, comunque, validi anche in caso di esito positivo dell'odierno incidente di legittimità costituzionale; b) per omessa individuazione dei parametri statutari e del rapporto in cui questi si trovino con le norme costituzionali asseritamente violate; c) per difetto di motivazione, quantomeno in ordine al comma 10-ter, avendo il giudice a quo rivolto le proprie censure al solo comma 10-bis dell'art. 3 della legge regionale n. 2 del 2010. 4.2.- Nel merito, la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste esclude, tra l'altro, la violazione dell'art. 3 Cost., ponendo in risalto come, in effetti, le censurate disposizioni perseguano la finalità di incrementare lo sviluppo economico del territorio valdostano, onde al contributo regionale andrebbe riconosciuto lo specifico scopo di aiutare l'area delle imprese che, in quanto operanti in Valle d'Aosta, potrebbero effettivamente contribuire a sviluppare e movimentare l'economia locale. Con la conseguenza che una tale connessione biunivoca, tra fondi regionali e sostegno alle imprese operanti nel territorio valdostano, verrebbe appunto meno tanto nell'ipotesi di liquidazione del consorzio (che cesserebbe con ciò di esercitare l'attività di garanzia collettiva dei fidi), quanto nell'ipotesi di fusione con consorzio esterno alla Regione e, quindi, con sostituzione del precedente ente con uno diverso, costituito da imprese aventi sede e operanti al di fuori della Regione Valle d'Aosta. Contesta, poi, la Regione che la denunciata normativa incida retroattivamente nel giudizio a quo, dal momento che la fusione tra il confidi valdostano e il confidi piemontese - da cui scaturisce il contestato obbligo di restituzione del contributo al fondo rischi ai sensi dell'art. 3, comma 10-bis, della legge reg. Valle d'Aosta n. 2 del 2010, come introdotto dall'art. 25, comma 1, della successiva legge regionale n. 19 del 2015 - si è perfezionata nel gennaio 2016.1.- Con ordinanza emessa nel corso del giudizio di cui si è più ampiamente detto nel Ritenuto in fatto - nel quale ciò che viene sostanzialmente in discussione è l'obbligo di un consorzio di garanzia collettiva (cosiddetto "confidi") valdostano di restituire alla Regione autonoma i contributi ottenuti per il fondo rischi per l'accesso al credito agevolato delle piccole e medie imprese (PMI) aventi sede nella Regione (restituzione richiesta) a causa e in conseguenza della intervenuta fusione di esso consorzio con altro soggetto operante fuori del territorio regionale - l'adito Consiglio di Stato, sezione quinta, premessane la rilevanza, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale delle seguenti disposizioni: - del comma 10-bis dell'art. 3 della legge della Regione Valle d'Aosta 18 gennaio 2010, n. 2 (Proroga, per l'anno 2010, delle misure straordinarie ed urgenti in funzione anti-crisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese di cui alla legge regionale 23 gennaio 2009, n. 1, ed altri interventi), come aggiunto dall'art. 25, comma 1, della legge della Regione Valle d'Aosta 11 dicembre 2015, n. 19, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge finanziaria per gli anni 2016/2018).