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Ringrazio di cuore il ministro Stefani, perché ha fatto un lavoro bellissimo di raccordo e ci ha fatto lavorare come un'unica squadra. E questo vuol dire veramente avere ben chiari quali sono gli obiettivi di un Governo che vuole cambiare l'Italia. Da parte di Forza Italia ci saranno sempre il massimo sostegno e la massima collaborazione, convinti come siamo che tutto ciò che è necessario per alcuni sia comunque sempre utile per tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, cari colleghi, si è già entrati nel dettaglio di tanti aspetti della norma in esame. Noi partiamo dalla Convenzione delle Nazioni Unite, ma anche dalla nostra Costituzione. Oggi possiamo fare un grande passo avanti sul tema della disabilità, per cercare di alleviare tutte le difficoltà delle famiglie coinvolte. Nel corso del mio mandato, ho incontrato spesso genitori che hanno figli disabili e mi hanno raccontato le tante difficoltà che incontrano. Oggi il Piano nazionale di ripresa e resilienza può rappresentare uno strumento sicuramente utile per cercare di migliorare e soprattutto di semplificare la normativa, andando verso i principi di autodeterminazione e di non discriminazione. Magari chi non ha un'esperienza diretta in questo campo e non è costretto a vivere dure situazioni dimentica; forse sarebbe anche bene ricordare che disabili lo possiamo diventare tutti. Consentitemi una digressione. Sono venuto a conoscenza di un fatto: due ragazzi, Vito e Gianni, di Castellammare del Golfo, per promuovere l'ippoterapia, una terapia assai utile e riconosciuta soprattutto per i bambini, stanno percorrendo tutta l'Italia a cavallo. Sono partiti da Trieste e fra qualche giorno arriveranno a Castellammare del Golfo, che è il loro Comune di nascita e residenza. Voglio esprimere un plauso verso quei due ragazzi, perché qui stiamo lavorando, ma anche la società civile e gli italiani stanno cercando di fare del loro meglio su questo tema. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, oggi siamo in quest'Aula per discutere un provvedimento importante e atteso, purtroppo compresso nei lavori parlamentari di fine anno e della legge di bilancio e con una scarsa possibilità di approfondimento da parte di questo ramo del Parlamento. Ma responsabilmente guardiamo alle necessità dei cittadini italiani e valutiamo positivamente il contenuto della delega, che punta all'esercizio dei diritti civili e sociali, compresi il diritto alla vita indipendente e all'inclusione sociale e lavorativa, e a promuovere l'autonomia della persona con disabilità e le condizioni di pari opportunità con gli altri. Finalmente stabiliamo che si deve provvedere al coordinamento e alla semplificazione delle norme esistenti. In particolare, voglio sottolineare i passaggi per me più importanti in questa direzione: prevediamo la separazione dei percorsi valutativi per le persone anziane da quelli per gli adulti e per i minori; l'introduzione in termini generali della nozione di accomodamento ragionevole e dei relativi strumenti di tutela in ambito lavorativo, per far sì che diventi realtà la previsione generica già esistente che i datori di lavoro, sia pubblici che privati, garantiscano, mediante accomodamenti ragionevoli, la piena eguaglianza dei disabili agli altri lavoratori. Prevediamo la razionalizzazione e l'unificazione, in un'unica procedura demandata ad un solo soggetto, del processo valutativo di base della disabilità con le altre valutazioni attualmente previste, sui trattamenti assistenziali, l'integrazione e inclusione scolastica, il collocamento obbligatorio, l'assistenza protesica sanitaria e riabilitativa, il concetto di non autosufficienza e le agevolazioni sia tributarie che sulla mobilità. Tutte queste procedure fino ad oggi richiedevano singoli accessi e la necessità di rivolgersi a strutture diverse; finalmente una procedura che debba contemplare procedimenti semplificativi anche di riesame e rivalutazione. Vi è poi la previsione che si provveda al progressivo aggiornamento delle definizioni dei criteri e delle modalità di accertamento delle percentuali di invalidità, fermi restando i diritti che sono già stati acquisiti. Si prevede inoltre previsione che la valutazione multidimensionale della disabilità sia svolta attraverso l'istituzione e l'organizzazione di unità di valutazione multidimensionale, composte in modo da assicurare l'integrazione degli interventi di presa in carico, di valutazione e di progettazione da parte delle amministrazioni competenti in ambito socio sanitario e socioassistenziale, interventi che garantiscano l'effettivo godimento dei diritti e delle libertà fondamentali, la realizzazione degli obiettivi della persona secondo i suoi desideri, aspettative e scelte, nonché la possibilità in alcuni casi di vivere in autonomia e secondo modelli di assistenza personale autogestita. Vi sono infine la previsione che sia garantita comunque l'attuazione del progetto individuale al variare del contesto territoriale e di vita della persona con disabilità; la definizione delle ipotesi in cui tale progetto individuale possa anche, in tutto o in parte, essere autogestito; la nomina da parte dei datori di lavoro pubblici di un responsabile del processo di inserimento dei lavoratori con disabilità all'interno dell'ambiente di lavoro e l'istituzione di un Garante nazionale delle disabilità, che faccia da raccordo rispetto alle figure già esistenti. Da ultimo, si prevede la definizione delle procedure per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni relative alle persone con disabilità e l'individuazione di una disciplina di carattere transitorio che garantisca obiettivi di servizio, promuovendo la collaborazione tra i soggetti pubblici e privati, inclusi gli enti operanti nel terzo settore. Fin qui gli aspetti positivi, ma c'è qualcosa che a mio avviso è rimasto indietro e mi riferisco a due aspetti in particolare. All'interno delle norme sulla disabilità esistono quelle che... (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. PIRRO (M5S) . Ci vorrebbe un po' più di attenzione su una tematica così importante e delicata. Le tutele previste per i genitori di minori disabili guardano sempre ai lavoratori dipendenti, ma un bambino può anche avere entrambi i genitori che siano lavoratori autonomi o liberi professionisti. Per il futuro allora dobbiamo lavorare tutti insieme e intervenire anche per estendere a questi casi delle tutele appositamente valutate e studiate. È inoltre necessario operare un miglioramento dei percorsi di inclusione delle persone disabili finalizzati al raggiungimento della maggiore età, perché troppo spesso, dopo la scuola, c'è poco a disposizione per i nostri ragazzi e le loro famiglie. La situazione in cui versano i centri diurni fa sì che essi non possano attualmente costituire una risposta adeguata a queste necessità, essendo pochi e mal distribuiti sul territorio nazionale (talvolta anche di bassa qualità professionale), diventando di fatto strutture ghettizzanti. È dunque necessaria una programmazione dell'inclusione pensata all'interno della società come parte centrale adeguata alla fragilità, dove ruotano le quotidianità delle persone e che possa offrire a chi ha bisogno uno scambio di competenze e crescita continua.