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« b -bis) le attività di cui all'articolo 5, comma 1, lettere a ), b ) e c ), se svolte da fondazioni ex Ipab, a condizione che gli utili siano interamente reinvestiti nelle attività di natura sanitaria o socio-sanitaria e che non sia deliberato alcun compenso a favore degli organi amministrativi»"; - all'articolo 8 del decreto legislativo n. 117 del 2017, relativo alla destinazione del patrimonio e all'assenza di scopo di lucro, al comma 3, lettera b) , siano soppresse le parole: ", lettere b ), g ) o h )". Tale intervento si rende necessario allo scopo di estendere a tutte le attività di cui all'articolo 5 del codice, quando finalizzate ad acquisire professionalità specifiche ad alto livello di competenza, nelle forme di lavoro subordinato, senza alcuna limitazione, la deroga alla norma che considera distribuzione di utili la corresponsione a lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; - all'articolo 9 del decreto legislativo n. 117 del 2017, riguardante la devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento, la norma sia integrata, tenendo conto della peculiarità degli enti religiosi, come del resto già previsto nel decreto legislativo sull'impresa sociale. In tale prospettiva, si preveda che, in caso di cessazione, da parte dell'ente religioso, delle attività di cui all'articolo 5 del decreto n. 117, i beni residui del patrimonio destinato allo svolgimento di dette attività rimangano allo stesso ente religioso, ovvero siano devoluti ad enti del Terzo settore che abbiano analoga natura e finalità, secondo le disposizioni dello statuto, del regolamento o della Autorità religiosa competente e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Si tratta infatti di patrimonio "destinato", che resta nella proprietà dell'ente religioso, ma viene finalizzato allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 5. Pertanto, qualora queste non possano più essere perseguite, detto patrimonio non può che rientrare nelle disponibilità dello stesso ente religioso. Il mancato chiarimento su questo aspetto rischia di condizionare negativamente, rispetto alla riforma, le scelte degli enti religiosi, che hanno grandi tradizioni ed esperienza, particolarmente negli ambiti dei servizi alla persona; - all'articolo 36 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 1, dopo le parole: "In ogni caso, il numero dei lavoratori" sia aggiunta la parola: "subordinati"; siano soppresse le parole: "cinquanta per cento del"; la parola: "cinque" sia sostituita dalla seguente: "venti". Tale intervento, pur salvaguardando il principio della prevalenza del lavoro volontario, consente di non sfavorire gli enti diversi dall'impresa sociale rispetto a quest'ultima, nella quale il rapporto tra volontari e lavoratori è di 1 a 1. Si precisa altresì che i termini di raffronto riguardano esclusivamente il lavoro subordinato; - siano soppressi l'articolo 61, comma 2 e l'articolo 62, comma 7 del decreto legislativo n. 117 del 2017, in quanto la norma ivi prevista è suscettibile di ledere il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, di cui all'articolo 120 della Costituzione, e le competenze riconosciute a Regioni ed enti locali in materia; - all'articolo 82 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 7, dopo le parole: "attività commerciale", siano inserite le seguenti: "e delle cooperative sociali e loro consorzi". Tale modifica, nell'inserire anche le cooperative sociali e i loro consorzi fra gli enti che possono beneficiare dell'esenzione o riduzione del pagamento dei tributi locali, è coerente con il criterio direttivo di cui all'articolo 9, comma 1, lettera m) , della legge n. 106 del 2016, il quale prevede che la revisione della disciplina riguardante le organizzazioni non lucrative di utilità sociale sia effettuata fatte salve le condizioni di maggior favore relative, tra gli altri, alle cooperative sociali; - all'articolo 88 del decreto legislativo n. 117 del 2017, al comma 1, dopo le parole: "regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti « de minimis »," siano inserite le seguenti: "del regolamento (UE) n. 360/2012 del 25 aprile 2012 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di importanza minore « de minimis », concessi alle imprese che forniscono servizi di interesse economico generale"; - all'articolo101 del decreto legislativo n. 117 del 2017, comma 2, sia esteso da diciotto a ventiquattro mesi il termine per adeguarsi alle disposizioni del codice e il termine per la modifica degli statuti. Formula, quindi, le seguenti osservazioni sullo schema di decreto legislativo in titolo: - all'articolo 4 (Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , al comma 1, occorre sostituire la lettera b) con la seguente: « b) al comma 2, le parole "finanziario per cassa" sono sostituite dalle seguenti "gestionale redatto secondo il criterio di cassa o in base al principio della competenza economica di cui all'articolo 2423 del codice civile"». Si tratta di una precisazione che, nel consentire di procedere sia con il criterio di cassa sia con quello della competenza economica, appare più compatibile con la natura di alcuni enti minori, che non possono subire limitazioni nella scelta del criterio di imputazione e contabilizzazione di oneri e proventi; - sempre all'articolo 4 (Modifiche all'articolo 13 del decreto legislativo n. 117 del 2017) , allo scopo di coordinare le disposizioni ivi previste con le altre disposizioni del codice del Terzo settore, in particolare con il Titolo X, inerente alla disciplina fiscale, appare necessario apportare le seguenti modificazioni: a) dopo la lettera a)inserire la seguente:«a- bis )dopo il comma 1, inserire il seguente:"1- bis . Salva diversa prescrizione dello statuto, l'organo competente dell'ente del Terzo settore convoca l'assemblea, ove presente, per l'approvazione del bilancio di esercizio entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio annuale"»; b) dopo la lettera b), inserire la seguente: «b- bis ) al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo "Tale obbligo non si applica agli enti del Terzo settore che determinano il proprio reddito in base ai regimi forfetari di cui agli articoli 80 e 86 del Codice"»; c) alla lettera c), dopo le parole "al comma 6", inserire le seguenti: «sostituire le parole "dell'attività" con le seguenti "delle attività"»;