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alle condizioni date, se si volesse realmente liberalizzare il mercato, senza favorire alcuna delle parti, si dovrebbe almeno rimborsare il costo della licenza a chi lo abbia già pagato o lo stia pagando, affinché il mercato possa realmente partire da una base concorrenziale; visto che, se la notizia del colloquio fra Draghi e il management di Uber, azienda che non paga le tasse in Italia e che in passato ha violato le norme dei Paesi in cui opera, ricevendo anche diverse condanne, fosse confermata si disegnerebbe un quadro gravissimo, così come evidenziato anche nel comunicato sindacale, si chiede di sapere se si ritenga opportuno chiarire con urgenza sia la vicenda sia la linea del Governo in materia di concorrenza e liberalizzazione del settore del trasporto. Atto n. 4-07140 LANNUTTI CRUCIOLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze Premesso che: il 3 giugno 2022 il presidente della seconda sezione della Corte d'Appello di Cagliari ha chiuso il processo per peculato aggravato nei confronti di 22 dei 25 esponenti politici regionali, condannati tutti a pene comprese tra un anno e quattro mesi e due anni e tre mesi di reclusione. Gli ex consiglieri regionali erano accusati di aver usato in maniera illecita una parte dei fondi destinati ai gruppi consiliari della XIII Legislatura, dal 2004 al 2009; già nelle motivazioni della sentenza di primo grado i giudici avevano scritto che i reati sarebbero stati prescritti a dicembre del 2021, ma su tutti pendevano ancora gli effetti dei sei mesi di sospensione cautelare previsti dalla "legge Severino", che sono quindi cessati; tra i 22 esponenti politici che hanno beneficiato della prescrizione c'è anche Giacomo Spissu, condannato, nel settembre 2021, a due anni, un mese e 15 giorni di carcere. Per la vicenda, la Corte dei conti sarda aveva condannato il politico a rifondere 42.314 euro di danno erariale, contestandogli di non aver prodotto i giustificativi delle spese sostenute coi fondi del gruppo tra aprile del 2005 e marzo del 2009 e di aver ordinato, nello stesso periodo, 43 bonifici a proprio favore dei conti dei gruppi politici di cui ha fatto parte in quel periodo, per un totale di 60.590 euro. Da questa somma però i giudici contabili avevano detratto il trenta per cento, riconoscendo che alle spese avevano partecipato altri consiglieri; Spissu, classe 1950, ha ricoperto negli anni diversi ruoli di prestigio in ambito politico e sindacale, tra cui: segretario confederale della CGIL dal 1980 al 1990, segretario generale della stessa Confederazione dal 1984 al 1990, sindaco di Sassari dal 1994 al 1995, consigliere regionale, presidente del Consiglio regionale sardo dal 2004 al 2008; considerato che poche ore dopo la prescrizione, all'ex presidente regionale Spissu è stato affidato l'incarico di presidente della Fondazione Banco di Sardegna, subentrando ad Antonello Cabras, che era in carica da 9 anni. Nel congedarlo, il Comitato di indirizzo ha ringraziato Cabras per i risultati raggiunti, tra cui il "consolidamento e l'incremento del patrimonio dell'ente e la costante e progressiva crescita della capacità erogativa a favore dei settori di intervento della Fondazione". Del resto, i numeri contenuti nel bilancio dei dieci anni di attività parlano chiaro: dal 2012 al 2022 la Fondazione «ha effettuato a beneficio del territorio regionale sardo» erogazioni per oltre 203 milioni di euro, finanziando più di 8.900 progetti. Non solo. «In 10 anni il Patrimonio finanziario della Fondazione, valorizzato a mercato, ha registrato una crescita media annua composta del 3,9% - si legge nel rapporto sui dieci anni di attività -, passando dagli 865 milioni di euro del 2012 agli attuali 1.219 milioni di euro, significativamente superiore al tasso di inflazione dello stesso periodo». Solo nel corso del 2021 l'ente isolano ha erogato 18,5 milioni di euro a favore dei tradizionali settori di intervento in ambito sociale. Attivati 1.269 progetti, per un importo complessivo di 25,2 milioni di euro; considerato, infine, che uno dei cinque quesiti referendari sottoposti al voto popolare il 12 giugno scorso intendeva modificare la riforma Severino in materia di incandidabilità dei condannati per reati non colposi a tutte le cariche pubbliche elettive e di divieto a ricoprire le cariche di presidente e componente del consiglio di amministrazione di consorzi, dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, di aziende speciali e istituzioni nonché degli organi esecutivi delle comunità montane (decreto legislativo n. 235 del 2012), e con la cosiddetta "riforma Cartabia" è stata reintrodotta la precedente disciplina meno rigorosa della prescrizione (legge n. 134 del 2021); si tratta di indirizzi che, ad avviso degli interroganti, allontanano continuamente dalla giustizia quella che una volta veniva chiamata "la questione morale", si chiede di sapere se il Governo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, ritenga la scelta di affidare una carica di prestigio all'ex presidente Spissu accettabile e opportuna, considerato che la Fondazione ogni anno eroga milioni e milioni di fondi per diverse iniziative e ha necessità di essere guidata da una figura ineccepibile e non pare agli interroganti adeguata la figura di chi abbia beneficiato della prescrizione per reati come il peculato e la truffa ai danni dello Stato. Atto n. 4-07141 FAZZOLARI ZAFFINI BARBARO PETRENGA Giovanna RAUTI Isabella GARNERO SANTANCHÈ Daniela LA PIETRA Al Ministro dell'interno Premesso che: il 2 giugno 2022, nella cittadina di Peschiera del Garda (Verona) ha avuto luogo un evento dal titolo "L'Africa a Peschiera"; organizzato grazie al passaparola su "Tik Tok", uno dei social network più diffusi tra i giovani, l'evento ha visto la partecipazione di molti ragazzi, in prevalenza di origine africana (maghrebina in particolare), in buona parte immigrati di seconda generazione; la situazione è sembrata fin da subito difficilmente gestibile, per la numerosità dei partecipanti al raduno e per le parole d'ordine che sui social network erano rimbalzate come una specie di guida per i partecipanti, frasi come "andiamo a riconquistare Peschiera", "questo è territorio nostro", oppure "l'Africa deve venire qui"; per finire con il chiaro invito rilanciato con le parole "Facciamo la guerra, comanda l'Africa"; il clima si è da subito incendiato, tra furti, risse e danneggiamenti, per poi diventare totalmente ingestibile con il susseguirsi degli arrivi di partecipanti a quello che può essere definito un vero e proprio rave da strada; nel clima di terrore generatosi, ben descritto dai turisti, dai residenti e dai commercianti di Peschiera del Garda, i quali hanno parlato di vere e proprie scene di guerriglia, è risultato indispensabile l'intervento dei reparti antisommossa che, nel pomeriggio, sono intervenuti per cercare di ripristinare una situazione ormai fuori controllo;