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E lo sento ancora di più fino in fondo su un tema come questo, l'introduzione della tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli animali nella nostra Costituzione. L'ha già detto in modo ammirevole il presidente della 1 a Commissione Parrini, che ringrazio per l'attività svolta in particolar modo su questa modifica della nostra Costituzione. È noto a tutti che sono sempre stato contrario a modificare la nostra Costituzione con interventi spot , ma questo è uno di quei casi nei quali l'eccezione conferma la regola. Penso che il nostro ambiente sia profondamente mutato e che la percezione da parte dei cittadini italiani sia profondamente mutata dal 1948 ad oggi, nel 2021. Sento pertanto fino in fondo la responsabilità di dire "sì"; questa riforma, questa modifica della nostra Costituzione ci sta, ci sta tutta. Ed è la ragione per la quale penso sia giusto intervenire sulla nostra Costituzione, benché il nostro legislatore già in passato sia intervenuto in più di un'occasione. Voglio ricordare per esempio gli interventi, affrontati già nel 2004, di introduzione nella nostra legislazione ordinaria di norme a tutela dell'ambiente e delle forme animali, in particolare per quanto riguarda gli animali selvatici. Oggi vengono introdotti questi principi nella nostra Costituzione, nella nostra Carta primaria, e io credo che ciò sia importante anche perché si fa chiarezza in merito alla confusione esistente fra legislazione regionale e legislazione nazionale. La nostra Corte costituzionale, con le sentenze nn. 63 e 88 del 2020, ha chiarito la prevalenza dello Stato sulle legislazioni regionali, che hanno cercato di intervenire a gamba tesa su questi temi. Al di là delle questioni squisitamente tecniche, di tecnica giuridica e costituzionale, che pure mi appassionano da studioso della nostra Costituzione e da componente della 1 a Commissione affari costituzionali, questo è uno di quei temi di grandissima attualità sui quali il nostro Parlamento e in modo particolare il Senato (perché è da qui che nasce questa riforma della tutela dell'ambiente) è intervenuto in modo appropriato e nei giusti tempi. È giusto ricordare come questo sia divenuto ormai un tema di livello planetario e internazionale, non solo nell'Agenda ONU 2030, che prevede l'inserimento di questioni che hanno a che fare con la tutela dell'ambiente e della biodiversità. Qualcuno prima di me ha citato l'appena concluso G20, qui a Roma, capitale d'Italia, nella quale il nostro presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi ha fatto e ci ha fatto fare una gran bella figura a noi italiani, perché abbiamo dimostrato di avere un Premier all'altezza del compito che in questo momento le generazioni contemporanee devono affrontare per rendersi conto che molto sta cambiando. Quanto accaduto con la pandemia ci ha messo di fronte a delle novità che l'umanità non pensava neanche lontanamente di dover affrontare. Erano temi che potevano essere oggetto magari di un film, ma non certamente della vita reale. Eppure questo ci ha messo di fronte al fatto che evidentemente la vita di noi uomini su questo pianeta deve essere comunque confrontata con una serie di condizioni che dipendono anche dalla qualità della vita e dal modo con il quale l'uomo si rapporta all'ambiente. Noi negli ultimi anni abbiamo sbagliato ed è questa la ragione per la quale a me dispiace sentir parlare ancora di componente umana da un collega di Fratelli d'Italia. Non è così, le cose non stanno così. Mi dispiace, collega Malan, credo che quella sia una concezione dell'ambiente antiquata e superata, non solo qui da noi; è una concezione che non va più bene. Dobbiamo essere consapevoli che non è un caso se anche l'agenda della Commissione europea oggi ha consentito e condizionato l'erogazione dei fondi a questo Paese solo se l'Italia sarà in grado di dare risposte in materia di transizione ecologica. Dobbiamo essere consapevoli, dunque, che qualcosa è cambiato. Nel nostro Paese dobbiamo avere un atteggiamento e una cultura differenti rispetto alla salvaguardia dell'ambiente, anche per quanto riguarda, ad esempio, l'erogazione dell'energia. Sentire che la Cina ancora oggi tende ad aumentare la produzione di carbone, quando sappiamo perfettamente che ci sono provvedimenti internazionali che prevedono la decarbonizzazione, ci preoccupa fortemente (Applausi) , soprattutto perché dobbiamo avere consapevolezza che non siamo i padroni del pianeta, ma che lo abbiamo in prestito per le generazioni che verranno. Qualcuno lo ha detto, ma dobbiamo esserne tutti consapevoli: prima che noi arrivassimo il nostro pianeta è stato vissuto da persone che non l'hanno rovinato come noi in cinquant'anni siamo riusciti a fare. Oggi abbiamo necessità di una consapevolezza, evidentemente mancata negli anni passati e oggetto ora di un dibattito internazionale, che finalmente coinvolga i Capi di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo. La questione relativa al clima è dunque uno degli aspetti. So bene che c'è chi la pensa diversamente; un tempo forse c'erano le glaciazioni, ma non faccio lo scienziato, non sono Rubbia, un nostro collega che oggi purtroppo non è qui. Posso soltanto pensare e condividere il fatto che percepisco sulla mia pelle che l'ambiente si è profondamente modificato in peggio nel corso degli ultimi trenta, quarant'anni. Abbiamo il dovere di salvaguardare il nostro ambiente e abbiamo il dovere di inserirne la tutela nella nostra Carta costituzionale, perché solo in questo modo salveremo il pianeta per le generazioni che verranno. Questo è il motivo per il quale Forza Italia voterà convintamente a favore di questa modifica della nostra Costituzione. (Applausi) . GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non senza emozione mi appresto a formulare la dichiarazione di voto per conto del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. Stiamo intervenendo per modificare uno degli articoli che è fonte normativa di uno dei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale. Devo ricordare che i principi fondamentali, ancorché siano esplicitamente ricompresi nei primi 12 articoli della Carta, riguardano in realtà un numero assai maggiore di articoli perché fino all'articolo 54 possiamo rinvenire la scala di quei valori che tutti insieme costituiscono il pilastro della nostra identità nazionale; pilastro intorno al quale noi italiani ci riconosciamo come tali per una comunanza di idee, di valori e di spirito, perché si è italiani in quanto si condivide una visione comune del mondo. Questa è la ragione che la quale dobbiamo accostarci alla modifica della Carta costituzionale con grande rispetto e con grande umiltà, perché dobbiamo anche mantenere alto lo spirito dei Padri costituenti e rispettarne altresì lo stile, difficilmente eguagliabile, questo va sottolineato. Non dobbiamo dimenticare, tra l'altro, che questo insieme di valori, questi principi fondamentali danno vita a ciò che la Corte costituzionale ha definito controlimiti rispetto al ruolo dell'Unione europea. Quindi, a maggior ragione, dobbiamo con grande attenzione misurare i nostri interventi.