[resaula]

Il Capogruppo in Commissione, senatore Margiotta, ha lavorato molto abilmente all'interno della Commissione, ma è chiaro che bisogna trovare gli equilibri. Il principio di fondo dei nostri emendamenti, però, lo vogliamo ribadire, perché sono assolutamente migliorativi. Ritorno alla classe Venezia di cui prima, perché non basta la stazza lorda, ma bisogna parlare anche di dislocamento. Le grandi navi, infatti, quando passano, smuovono le acque, vanno nelle fondazioni dei palazzi. Bisogna parlare anche della tipologia dei carburanti usati e della quantità di zolfo. Anche qui nulla di nuovo, perché è stato siglato da tempo un accordo di programma tra l'autorità portuale e gli enti locali in questa direzione. Noi volevamo fosse riconosciuto a livello di decreto e abbiamo voluto votarlo in Commissione ambiente. Quindi, quello rimane una pietra miliare per le politiche e le decisioni future. Dopodiché, volevamo tempi congrui, perché quando diciamo gara, concorso di idee, dobbiamo fare velocemente, perché non possiamo più prenderci in giro. Dobbiamo andare a verificare immediatamente la possibilità di realizzare queste opere. Da ultimo, la commissione valutatrice deve essere di alto profilo, perché Venezia è Venezia, perché la laguna è la laguna. Quindi, indichiamo al Governo, all'interno del decreto, questa decisione, secondo noi di fondo, già ripresa all'interno della Commissione ambiente. Infine, naturalmente, no allo scavo di nuovi canali. Il canale Vittorio Emanuele è stato oggetto di dibattito nella Commissione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio perché certamente l'apertura del nuovo canale Vittorio Emanuele, chiuso di fatto da tempo dopo l'apertura del canale dei petroli, avrebbe aperto, questo sì, una ferita in laguna e, sinceramente, avrebbe causato dei danni. Su questo, però, abbiamo votato all'unanimità. Quindi, signor Presidente, andiamo avanti perché il bene di Venezia è anche il bene della Nazione. (Applausi) . BERUTTI (Misto-IeC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (Misto-IeC) . Signor Presidente, il decreto che ci accingiamo a convertire ha rappresentato, nell'ambito dell' iter in Commissione, un'occasione certamente proficua per l'ascolto di professionisti, operatori e organizzazioni del settore, che come sempre hanno dato un apporto qualificato e significativo per consentirci di integrare e migliorare l'intervento. In questo senso, il lavoro in Commissione è stato certamente articolato e abbiamo condiviso con i colleghi che il tema dei trasporti, e più in generale delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, si conferma come cruciale per il presente e per il futuro del Paese. A tal proposito va fatta una riflessione: molti emendamenti sono stati presentati, naturalmente condivisi da più forze politiche, quindi con una forte convergenza, ma tutto ciò non ha permesso sostanzialmente di concretizzarli e questa credo sia la prima riflessione che va fatta con il Governo. Infatti, se il ruolo dell'Assemblea e delle Commissioni è un ruolo comunque importante di indirizzo e di contributo costruttivo, dobbiamo in qualche modo trovare una strada per cercare, in tempi rapidi, di raccogliere e quanto meno riaffrontare i problemi che non sono stati inseriti in questo decreto-legge. Se guardiamo al solo contenuto del provvedimento, infatti, anche all'esito della fase emendativa, non possiamo negare che avremmo voluto fare di più sia per le problematiche connesse alla pandemia, sia più in generale per altri aspetti per nulla irrilevanti. Di fatto, quindi, su due articoli ci siamo mossi solo su delle proroghe, quindi importanti ma poco sostanziali, mentre sull'articolo 3, dove invece abbiamo trattato la questione Venezia, va fatta una riflessione molto importante. Venezia è un patrimonio mondiale dell'umanità e quindi credo che l'accelerazione e l'azione del decreto verso un concorso di idee siano elementi di fondamentale importanza e in questo caso la convergenza è determinante e imprescindibile. È stato detto da qualche collega in uno degli interventi che va fatta un'azione veloce e di altissimo livello, perché non possiamo dimenticare che l'elemento della sicurezza e ambientale deve comunque trovare un equilibrio con l'elemento turistico, economico e quindi con tutto il sistema Venezia e con tutto quanto vi ruota intorno, vale a dire le questioni di Marghera o del porto off shore. Dal concorso di idee naturalmente potranno arrivare proposte importanti; ciò che conta è che possano essere analizzate da professionisti di livello assoluto. Credo che questo possa essere un altro emblema della grande capacità di questo Paese di trovare soluzioni importanti e soprattutto soddisfacenti nell'equilibrio delle varie situazioni. Come dicevo, non essendo certamente soddisfatti, perché abbiamo dovuto fare anche dei passi indietro in merito alle riflessioni suddette, non possiamo negare che, dove interviene, il provvedimento è certamente utile. Credo che la velocità e la pragmaticità con cui aggiungeremo a questo altri interventi, a partire ovviamente dal PNRR, determineranno l'efficacia di un'azione più completa e utile al Paese, un'azione che consenta di tenere insieme, in modo virtuoso e sostenibile, economia, turismo, salvaguardia dei beni culturali e crescita; elementi che vanno contemperati con pragmaticità e concretezza. Sono convinto che anche qui l'Italia dimostrerà, ancora una volta, di essere all'altezza. Alla luce di tutto questo esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento al nostro esame. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, siamo riusciti con l'Aula quasi deserta ad avere silenzio; questo è fondamentale. Ieri il collega Paroli, ma anche il collega Floris, hanno fatto uno spaccato del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 45, che oggi ci accingiamo ad approvare. Ho fatto per tanti anni l'amministratore locale e ogni volta che volevo o qualcuno voleva evitare che le cose si facessero, si decidevano due cose: o istituire un bel tavolo, una bella commissione per discuterne oppure riunire un insieme di esperti che iniziava a studiare per il futuro di quel provvedimento, quell'argomento o quel progetto. Quando le cose si vogliono procrastinare nel tempo, di solito si fa così. Vederlo scritto al primo punto del decreto-legge mi ha un po' preoccupato. La Commissione ha fatto le raccomandazioni; voglio ringraziare Mauro Coltorti, il nostro presidente e ovviamente il sottosegretario Bellanova. Ritengo che tutti assieme abbiamo svolto un lavoro egregio nel limite delle possibilità e dell'opportunità che abbiamo avuto di portare proposte che i Gruppi ritenevano, tutti legittimamente, migliorative del provvedimento in esame. La soluzione finale è stata che purtroppo molte di queste proposte sono saltate, in quanto improponibili ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, posto dalla Commissione bilancio, per la quale condivido abbastanza le parole del senatore Coltorti; non c'è una criminalizzazione nei confronti del suo lavoro, ci mancherebbe altro. Del resto, è la Commissione filtro prevista dal Regolamento.