[ddlpres]

2 Nell'ambito della definizione del piano assistenziale individuale, il servizio di cui al comma 1 stabilisce il contributo di cura e le attività del caregiver familiare nonché le prestazioni, gli ausili, i contributi necessari e i supporti che i servizi sociali e sanitari si impegnano a fornire al fine di permettere al caregiver familiare di affrontare possibili difficoltà o urgenze e di svolgere le normali attività di assistenza e di cura in maniera appropriata e senza rischi per sé o per l'assistito. 3 Il contributo di cura ed attività del caregiver familiare ai sensi del comma 2 costituisce titolo per la richiesta al datore di lavoro di flessibilità oraria sul lavoro e permessi ad esso finalizzati, nonché per la richiesta all'accesso ad altre opportunità riconosciute ai fini della conciliazione dell'attività lavorativa con quella di cura e di assistenza ai sensi dell'articolo 5. 4 (Valorizzazione e sostegno del ruolo di cura e di assistenza) 1 Per valorizzare e sostenere il caregiver familiare, e regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con propri atti programmatici e di indirizzo, nei limiti delle risorse disponibili e in accordo con i comuni e le aziende sanitarie locali, assicurano al medesimo caregiver : a un’informazione puntuale ed esauriente sulle problematiche dell'assistito, sui suoi bisogni assistenziali e sulle cure necessarie, sui criteri di accesso alle prestazioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie, nonché sulle diverse opportunità e risorse esistenti nel territorio che possano essere di sostegno all'assistenza e alla cura; b opportunità formative al fine di sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al ruolo svolto, anche mediante l'accesso a elementi essenziali allo svolgimento delle azioni di cura e di assistenza; c un supporto psicologico, al fine di sostenere il caregive r familiare nella ricerca e nel mantenimento del benessere e dell'equilibrio personale e familiare, per prevenire rischi di malattie da stress fisico-psichico; d soluzioni condivise nelle situazioni di emergenza personale o assistenziale segnalate dal caregiver familiare, predisponendo, se necessario, un piano per fronteggiate l'emergenza o ridefinendo il piano di assistenza individuale qualora la situazione imprevista assuma carattere di stabilità; e interventi di sollievo, di emergenza o programmati, attraverso l'impiego di personale qualificato anche con sostituzioni temporanee da svolgere presso il domicilio del caregiver ; f il supporto di assistenza di base attraverso assistenti familiari o personali formati con competenze certificate e iscritti in appositi albi territoriali; g il supporto di reti solidali a integrazione dei servizi garantiti dalle reti istituzionali, al fine di ridurre il possibile isolamento sociale del caregiver familiare e di assicurargli un contesto sociale di supporto nella gestione delle persone non autosufficienti; h il supporto di gruppi di mutuo soccorso al fine di favorire il confronto e lo scambio di esperienze; i consulenze e contributi per l'adattamento dell'ambiente domestico dell'assistito; l domiciliarizzazione delle visite specialistiche nei casi di difficoltà di spostamento dell'assistito, compatibilmente con la disponibilità del personale medico e l'organizzazione dei servizi sanitari. 5 (Valorizzazione e sostegno della conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza) 1 Per favorire la valorizzazione professionale, l'accesso o il reinserimento lavorativo del caregiver familiare, l'esperienza maturata nell'attività di assistenza e cura riconosciuta ai sensi dell'articolo 3 è riconosciuta come competenza certificabile dagli organismi competenti secondo quanto previsto dal decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, e dalle normative regionali di riferimento. 2 Nel caso di caregiver familiari inseriti in percorsi scolastici, il riconoscimento delle competenze di cui al comma 1 contribuisce a formare i crediti formativi per attività extrascolastiche ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122. 3 Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di seguito denominata «Conferenza Stato-regioni», attiva specifici programmi per il supporto alla collocazione o ricollocazione dei caregiver familiari al termine della loro attività di cura e di assistenza, tramite interventi e azioni di politica attiva nell'ambito dei servizi per l'impiego. 4 Ai fini della conciliazione dell'attività lavorativa con quella di cura e di assistenza del caregiver familiare, i permessi previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono estesi anche ai caregiver familiari assunti con ogni forma di contratto di lavoro subordinato e parasubordinato. 5 Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni favorisce la stipula di intese e di accordi tra le associazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni di datori di lavoro volti a consentire: a una maggiore flessibilità oraria e lo sviluppo di servizi di welfare aziendale o interaziendale; b l'istituzione di un fondo ferie solidale a sostegno della conciliazione dell'attività lavorativa e di quella di cura e di assistenza prestata dal caregiver familiare. 6 (Sostegno economico alle attività di cura e di assistenza) 1 Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, promuove accordi con le rappresentanze delle compagnie assicurative che prevedano premi agevolati per le polizze eventualmente stipulate dal caregiver familiare che opera nell'ambito del piano di cura di cui all'articolo 3, per la copertura degli infortuni o della responsabilità civile collegati all'attività prestata. 2 Ai fini delle imposte sui redditi, al caregiver familiare è riconosciuto il beneficio della detraibilità dal reddito ovvero del credito d’imposta relativamente al 50 per cento delle spese sostenute per la cura del proprio assistito nell'ambito del piano di cui all'articolo 3 e fino ad un importo massimo di 1.000 euro annui. 3 Alle persone beneficiare di assegni di cura erogati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, il beneficio di cui al comma 2 è riconosciuto anche nel caso in cui l'assistenza domiciliare sia prestata da un caregiver familiare di cui all'articolo 3. 7 (Azioni di sensibilizzazione) 1 Al fine di sensibilizzare la comunità sul valore sociale del caregiver familiare, è istituita in collaborazione con le associazioni e con gli organismi operanti nel settore della cura e dell’assistenza familiare, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, la Giornata nazionale del caregiver familiare, da celebrare ogni anno l'ultimo sabato del mese di maggio. 2 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, promuove nelle scuole secondarie di primo e secondo grado campagne d'informazione volte alla sensibilizzazione sul valore sociale dell'attività di cura e di assistenza familiare. 8 (Indagine multiscopo)