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Rileva quindi l'importanza di quanto riportato dalla Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato 2020. Il documento analizza la gestione finanziaria del Ministero della difesa con riferimento alle spese allocate nelle Missioni, nei Programmi ed in alcune categorie economiche, indicando i principali risultati. La Corte osserva che, dopo alcuni anni di incremento degli stanziamenti definitivi e una modesta flessione del 2,8 per cento nel 2019, nell'anno 2020, caratterizzato dall'emergenza pandemica da Covid-19, gli stanziamenti del Ministero della difesa hanno registrato un incremento di oltre il 10 per cento, che li ha portati da poco più di 23 a oltre 25,5 miliardi. Le ragioni vanno ricercate nel fatto che il Ministero della difesa ha dispiegato lo strumento militare al servizio delle nuove esigenze determinate dalla crisi sanitaria. Il Ministero è stato infatti impegnato fin dall'inizio dell'emergenza epidemica da Covid-19, mettendo a disposizione tutte le risorse e le capacità disponibili delle Forze armate, il personale, l'esperienza maturata nei teatri operativi internazionali, i mezzi e le tecnologie acquisite. In questo particolare contesto le Forze Armate hanno operato anche in coordinamento tra loro, sotto la guida del Comando Operativo Interforze, e hanno mostrato l'utilizzabilità dello strumento militare anche per le necessità della società civile. Questo ha comportato un conseguente maggiore impegno economico sulla spesa del personale e sui consumi intermedi, ma anche sulla spesa per le missioni internazionali. La Corte rileva nello specifico come le risorse assegnate al Dicastero, con riguardo alle Funzioni, evidenzino un incremento del 6,2 per cento degli impegni di competenza per la Funzione sicurezza (passati dai 7,26 miliardi del 2019 ai 7,74 del 2020), dovuti soprattutto all'attività per l'emergenza Covid-19 e conseguenti maggiori redditi da lavoro erogati (da 6,52 a 6,89 miliardi), a fronte di un ancor più marcato aumento del 13,1 per cento di impegni di competenza per la Funzione difesa (dai 14,55 del 2019 a 16,45 miliardi del 2020), dovuti invece ai maggiori consumi intermedi (da 1,34 a 1,78 miliardi, con un aumento del 32,5 per cento) e agli investimenti (da 1,79 a 2,87 miliardi, con un aumento del 60,6 per cento. Nello specifico, la Relazione della Corte dei conti rileva come la Missione "Difesa e sicurezza del territorio" abbia assorbito il 94,1 per cento - 24,07 miliardi - di tutti gli stanziamenti definitivi di 25,58 miliardi. Le risorse destinate alla missione risultano in crescita di circa 2,5 miliardi rispetto ai 21,57 miliardi del 2019. Gli impegni di competenza sono risultati pari a 23,28 miliardi (20,9 nel 2019) sui 24,67 (22,3 nel 2019) di tutto il Dicastero. Rispetto all'esercizio 2019 è da rilevare l'incremento della spesa di questa missione per una percentuale del 11,6 per cento in termini di stanziamenti, e del 11,4 in termini di impegni (96,7 per cento degli stanziamenti), pagati al 98 per cento. I capitoli interessati dai provvedimenti Covid-19 hanno coperto circa 16,46 miliardi, gli impegni della missione interessati da tali provvedimenti sono stimati in circa 16,1 miliardi, interamente pagati. Relativamente alla Funzione difesa, la Relazione della Corte dei conti sottolinea che nel 2020 le percentuali di ripartizione degli impegni lordi assunti per le tre componenti personale/esercizio/investimento, dichiarati dall'Amministrazione, continuano a sbilanciarsi verso la prima componente, ma, nonostante l'emergenza pandemica, in considerazione dell'aumento degli impegni totali e anche dell'incremento della componente investimenti, la componente personale incide meno, per una quota pari al 65,7 per cento della spesa (nel 2019 incideva per il 74,4 per cento), mentre per l'emergenza risale il peso della componente esercizio al 17,6 per cento (nel 2019 era al 13,9) e aumenta, seppur non in collegamento con l'emergenza Covid, anche l'incidenza degli investimenti sino al 16,7 per cento (nel 2019 era pari al 11,7 per cento). Con riferimento alla componente personale occorre evidenziare che la legge n. 244 del 2012 (la cosiddetta legge "Di Paola" di riforma del modello Difesa) prevede il raggiungimento dell'obiettivo a 150.000 unità di personale alla scadenza del 2024. La Relazione rileva altresì come il budget della Funzione Difesa sia al di sotto dell'obiettivo della NATO del 2 per cento, come rapporto tra le spese per la Difesa ed il PIL a prezzi costanti, fissato come obiettivo per il 2024 dalle NATO guidelines assunte nella riunione del Galles del 2014 e successivamente ribaditi nel Defence Investment Pledge (DIP) del 2016 a Varsavia. Dal Rapporto Annuale 2020 del Segretario Generale della NATO risulta che l'Italia ha un budget in termini assoluti stimato per la difesa per il 2020 pari a 26,11 miliardi di dollari (in aumento rispetto al valore definitivo del 2019 pari a 23,56 miliardi di dollari, stimato per 24,4), che la colloca al quinto posto tra i Paesi NATO, attestandosi intorno all'1,39 per cento del rapporto stimato tra spesa della difesa e PIL a prezzi costanti. Passa quindi al provvedimento relativo all'assestamento del bilancio. Questo disegno di legge - come noto - aggiorna, a metà esercizio, gli stanziamenti del bilancio di previsione, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. A livello funzionale, pertanto, il disegno di legge di assestamento si connette con il rendiconto dell'esercizio precedente: l'entità dei residui, attivi e passivi (che al momento dell'elaborazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa) viene infatti definita sulla base delle effettive risultanze del rendiconto. Ricorda - come accennato in precedenza - che lo stato di previsione del Ministero della difesa per il 2021, reca spese in termini di competenza per un totale di 24.583 milioni di euro, di cui 20.297 milioni di parte corrente e 4.286 milioni in conto capitale. La consistenza dei residui presunti viene valutata, al 1° gennaio 2021, pari a 1.166 milioni di euro. La massa spendibile (competenza più residui) ammonta quindi a 25.749 milioni di euro. Rispetto a tali previsioni iniziali, il disegno di legge di assestamento 2021 (A.S. 2309) reca talune modifiche dovute in parte all'adozione, nel periodo gennaio-maggio 2021, di atti amministrativi che hanno già comportato variazioni di bilancio, e per il resto alle variazioni proposte dallo stesso disegno di legge di assestamento. Le variazioni complessivamente apportate al bilancio per atti amministrativi hanno determinato anzitutto un aumento di 1.161 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di cassa.