[resaula]

Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi pochi minuti lasciatemi innanzitutto ringraziare l'intera Commissione bilancio per il lavoro svolto, i colleghi, i funzionari e tutti gli uffici. Un ringraziamento particolare va al Governo per il lavoro svolto tutti insieme, così come a Donatella Conzatti e a Erica Rivolta, le due relatrici. Questi momenti in 5 a Commissione sono sempre duri, ma si riesce poi alla fine a trovare la quadra. Abbiamo tutti molte aspettative legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono risorse che arriveranno dall'Europa, a condizione che l'Italia sia in grado di attuare importanti riforme. Subordinatamente al rispetto del cronoprogramma che il Governo ha proposto all'Europa, il fondo complementare fa riferimento a nuove emissioni di debito, finanziandosi con l'ultimo scostamento (sono 30 miliardi aggiuntivi rispetto ai 191,5 miliardi attesi dall'Europa). Ovviamente dovremo saper essere veloci ed efficienti. Il lavoro parlamentare, come ho detto, è stato comunque faticoso, talvolta legato a complicate logiche di Gruppo, ma in realtà quello che occorre all'Italia è velocità, semplificazione e serietà da parte di tutti noi. È quello che abbiamo tentato di fare in Commissione bilancio in questi giorni. Gli emendamenti e gli spunti di miglioramento sono stati condivisi dai Gruppi e recepiti e lavorati quindi con l'impegno forte del Governo. Voglio ricordare qui alcuni interventi su cui abbiamo potuto dare il nostro apporto, con argomenti importanti come la sicurezza stradale, la manutenzione dei ponti, le risorse per il turismo, per gli impianti eolici, per le energie rinnovabili a largo del mar Adriatico, per la qualità dell'aria nella Pianura padana. Tante sono le proposte che sono state accolte poi come ordini del giorno, che non devono rimanere lettera morta. In particolare, vorrei sottolineare l'importanza delle proposte sull'ecobonus del 110 per cento. Si tratta di una misura, di un'opportunità importante per rinnovare il patrimonio immobiliare dell'Italia, finalizzata all'efficientamento energetico nell'ottica della transizione ecologica. È importante, quindi, che il Governo colga gli spunti proposti dal nostro Gruppo perché la misura sia prorogata al 2023, misura già annunciata per la prossima legge di bilancio, ma qui rafforzata e richiesta nei nostri emendamenti trasformati in ordine del giorno, perché è assolutamente importante dare sicurezza agli operatori del settore e a coloro che intendono avvalersi di questa misura. (Applausi). Con riguardo alla questione dell'attivazione dei provvedimenti, abbiamo anche elaborato alcune proposte volte ad ovviare al problema dei costi delle materie prime. Questo è un tema che personalmente tengo sotto osservazione da inizio anno, di cui il Governo deve avere contezza. Abbiamo quindi bisogno di realizzare i progetti, ma a causa della carenza delle materie prime e del conseguente aumento dei prezzi, si rischia il blocco dei lavori e si rischia che alcuni importanti interventi già programmati non partano neanche. Per questa ragione chiediamo al Governo, con degli emendamenti trasformati in ordine del giorno, di mettere in campo delle soluzioni per ovviare a questo problema particolare. Colleghi, questo fondo complementare deve servire, come dice il nome, a completamento dei fondi previsti per il recovery plan , a riuscire a finanziare il disegno complessivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma tengo ancora a ricordare che a fronte di questo fondo, che è debito pubblico di immediata emissione, i 191,5 miliardi attesi dall'Europa sono condizionati, quindi dovremo essere veloci ed efficienti e questo è l'impegno che tutti noi dobbiamo avere ben presente. È con queste considerazioni che termino il mio intervento ed annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, ci occupiamo del fondo complementare, che è una misura importantissima, che ha una dotazione di 30 miliardi, risorse che saranno utilizzate nell'economia reale per gli investimenti e per costruire un futuro più equo e più sostenibile. Come dice la sua stessa intitolazione, è un fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e di resilienza che ad oggi per l'Italia ammonta a complessivi 235 miliardi fino al 2026. Tengo e teniamo a sottolineare e a ribadire che senza l'impegno profuso in Europa dal Governo Conte II e dal suo presidente del consiglio Giuseppe Conte, che noi abbiamo appoggiato convintamente e lealmente per tutta la durata del suo mandato, questo risultato non sarebbe mai stato conseguito e quindi ne siamo particolarmente orgogliosi. La misura contiene molti interventi davvero importanti, viene finanziato ulteriormente il superbonus per 4,5 miliardi e viene prevista una proroga della validità dello stesso fino al 30 giugno 2023 per gli Istituti autonomi case popolari ( IACP), per l'edilizia residenziale pubblica e al 31 dicembre 2022 per i condomini per le parti comuni. Come rappresentanti del MoVimento 5 Stelle, ovviamente, abbiamo detto in tutte le occasioni che ambiamo a che questa misura venga ulteriormente prorogata, perché ha dimostrato i suoi effetti sull'economia reale e quindi, dal nostro punto di vista, dovremmo approvare il prima possibile questa proroga, magari non aspettando la legge di bilancio. Ulteriori finanziamenti sono stati destinati al piano Transizione 4.0, che è stato finanziato ulteriormente per 5 miliardi. Sono inoltre previsti interventi infrastrutturali, ad esempio sull'alta velocità, sulla Salerno-Reggio Calabria; è stato rifinanziato il fondo per lo sviluppo e la coesione per 15,5 miliardi e sono stanziati nuovi fondi per il terremoto dell'Abruzzo e del Centro Italia. Sono previsti altri interventi altrettanto importanti, come ad esempio per l'elettrificazione delle banchine dei nostri porti. Non si prevede - ed è una cosa che come MoVimento 5 Stelle ci dispiace e rispetto alla quale auspichiamo si arrivi a una svolta - la cedibilità dei crediti fiscali per quanto riguarda la Transizione 4.0. È una norma che riteniamo davvero fondamentale per dare respiro e liquidità alle imprese e per arrivare a quello che abbiamo soprannominato il superbonus imprese. Lo chiede praticamente tutto l'arco parlamentare, che si è accodato - e noi ne siamo felicissimi - alla battaglia e alla richiesta del MoVimento 5 Stelle, ma soprattutto ce lo chiedono tutte le principali associazioni di impresa come Confindustria, Confagricoltura, la CIA, Confapi, Copagri, ABI e Coldiretti solo per citarne alcuni. Noi, in qualità di convinti proponenti di questa misura, ci batteremo finché diventerà norma dello Stato e non sarà certo per Eurostat o per il parere di un burocrate europeo, i cui peraltro rispettabili dubbi provengono però, forse, da chi non ha ancora capito che il mondo postpandemia è cambiato per sempre e non ritornerà più lo stesso.