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(Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, nei confronti della relazione oggi in esame ci poniamo con lo stesso atteggiamento che abbiamo assunto in passato quando, ad esempio, abbiamo approvato una serie di scostamenti che hanno portato questo Paese a indebitarsi per 200 milioni di euro. Prima di entrare nel merito della relazione, vorrei fare qualche considerazione di carattere generale, perché ci troviamo oggi ad approvare un provvedimento che è il primo a Camere sciolte. La dimostrazione è che la fine anticipata della legislatura non sta portando assolutamente alla paralisi del Paese, e la relazione che stiamo approvando oggi va in questa direzione. Per mesi si è sentito dire che votare adesso era da irresponsabili e molte di queste accuse sono state rivolte nei confronti della nostra forza politica, che è l'unica di opposizione. Si diceva, infatti, che c'erano il Piano nazionale di ripresa e resilienza e vari decreti in scadenza e che bisognava combattere l'inflazione, il caro bollette, l'aumento del costo delle materie prime e tutto ciò che poteva portare all'aumento dei prezzi che c'è stato. Figurarsi se noi di Fratelli d'Italia non siamo stati in prima fila quando si è parlato di difendere e mettere in sicurezza il nostro sistema Italia. Per mesi ci siamo, però, sentiti dire che con il voto anticipato non si poteva fare nulla. Oggi, invece, a Camere sciolte e con un Governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, siamo qui a votare una relazione per dare all'Esecutivo l'autorizzazione a ricorrere a un indebitamento che è a tempo. Tale indebitamento, infatti, c'è solo perché manca l'assestamento di bilancio, che è alla Camera dei deputati, e va votato. Pertanto, quando ci sarà l'approvazione definitiva nell'altro ramo del Parlamento, di fatto l'anticipazione di 14,3 miliardi di euro diventerà una semplice partita di giro. È la prima volta che votiamo un atto senza alcun indebitamento per i nostri figli. Diciamo la verità agli italiani, allora: non è vero che c'è una paralisi, perché c'è un Governo in carica, c'è un Parlamento ancora in carica e lo sarà fino all'insediamento del prossimo Parlamento previsto per il 13 ottobre. Quindi, chi raccontava il contrario evidentemente stava mentendo sapendo di mentire. Colleghi, è una questione non di irresponsabilità, ma di volontà politica: se si vuole agire per il bene degli italiani, lo si fa senza agitare spettri o fantasmi, e il provvedimento che discutiamo oggi dimostra questo. Il vero immobilismo, invece, non è quello delle poche settimane che ci dividono dal voto, ma è quello dei mesi e degli anni passati, con una pandemia che ha distrutto il Paese, una guerra che ha inflitto un ulteriore duro colpo alla nostra economia e un caro vita che è arrivato prepotentemente a sgretolare le imprese e le famiglie italiane. Nei mesi passati avremmo dovuto dare risposte ed essere efficienti come lo siamo oggi, con un decreto che arriva in Aula per essere votato in tempi record : i veri irresponsabili non siamo noi di Fratelli d'Italia, che chiedevamo di andare al voto; i veri irresponsabili sono coloro che in questi mesi hanno tenuto in scacco il Paese, ostaggio delle liti interne di una maggioranza che si è sgretolata e di veti incrociati dei partiti che hanno giocato sulla pelle degli italiani. Questo è stato, purtroppo, il vero motivo che ha sgretolato le famiglie e le imprese italiane. Per far ripartire il Paese era quindi necessario voltare pagina e archiviare questa legislatura nata male e finita peggio, in cui tre maggioranze si sono rivelate essere una comunione di partiti che non avevano nulla in comune; maggioranze del tutto inadeguate ed eterogenee ad affrontare le sfide che la storia e le circostanze ci hanno proposto: una terribile crisi economica scatenata da una violenta pandemia, una guerra alle porte dell'Europa e ora un'inflazione galoppante. Per fortuna, tra poche settimane tutto questo sarà solo un ricordo, perché gli italiani avranno l'opportunità di scegliersi una coalizione che non sia un miscuglio di tutto e il contrario di tutto solo per racimolare voti, ma sia, al contrario, una comunione di programmi, di obiettivi e di intenti volti a ridare al Paese la grandezza che esso merita. Questo è il nostro auspicio a cui come Fratelli d'Italia e come centrodestra tutti quanti stiamo lavorando. Per entrare nel merito rispetto a questo provvedimento, oggi autorizziamo - come dicevo prima - un indebitamento temporaneo per 14,3 milioni di euro, che non lasceremo in eredità alle future generazioni. Siamo d'accordo nel fare questo sforzo, ma a patto che questa volta le risorse siano utilizzate - come riportato nero su bianco nella relazione firmata dal presidente Draghi e dal ministro Franco - per aiutare, sì, questa volta, famiglie, imprese ed enti pubblici a contrastare gli aumenti dei prezzi dei prodotti energetici, a combattere l'inflazione, le conseguenze del perdurare della pandemia e le conseguenze della siccità. Siamo d'accordo, Sottosegretario, che questa volta le somme dell'extragettito che stiamo ricevendo per effetto degli aumenti di tutti questi beni e servizi vengano restituite agli italiani attraverso gli aiuti che verranno dati con il prossimo decreto. Con le misure contenute nel provvedimento che stiamo finanziando ci auguriamo di vedere interventi concreti e non più - come purtroppo è successo nel recente passato - mancette, bonus e prebende, che si sono rivelati solo palliativi. Vogliamo vedere il taglio dell'IVA sui beni di prima necessità. Vogliamo vedere prorogati i tagli delle accise sui carburanti e azzerati gli oneri sociali per le bollette di luce e gas. Vogliamo vedere prorogati i crediti di imposta sulle bollette per le aziende energivore, correggendo in tal modo anche gli errori che hanno impedito alle aziende di usufruire di questa ultima importante agevolazione. Quello che non vogliamo, Sottosegretario, membri del Governo, Presidente - lo diciamo chiaramente, come abbiamo già denunciato nel recente passato - è che questi 14 miliardi servano per finanziare qualche circoscrizione elettorale, come è accaduto in parte con i 200 miliardi che si sono dispersi in mille rivoli. Di risorse ne sono state sperperare fin troppe in questi anni di pandemia. Facciamo in modo che almeno questo ultimo provvedimento non sia utilizzato per fare gli interessi di qualcuno, ma sia invece finalizzato al bene comune vero. Vorremmo non trovarci in quest'Aula, tra poche settimane, a denunciare gli ennesimi regali fatti agli amici e agli amici degli amici. Se questo accadrà, lo denunceremo pesantemente. Quindi, il nostro voto - come abbiamo sempre detto - oggi sarà favorevole non a un Governo che abbiamo contrastato in tutti i modi, non a una maggioranza che si è sciolta come neve al sole, ma a un provvedimento che va nella direzione di fare ciò che fino ad ora non è stato mai fatto: aiutare veramente il popolo italiano.