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Signor Ministro, lei è una brava persona, glielo riconosciamo, eppure, dopo pochi mesi, non ha avuto ritegno nel mettere la sua firma su un decreto che espone una testimone di giustizia fra le più importanti della nostra storia, i suoi figli e il marito, alle ritorsioni della mafia scoprendone nomi, luogo di nascita e luogo di residenza dopo trent'anni di coperture. C'è la sua firma su quel decreto, signor Ministro, c'è la sua firma. Ma lei è persona perbene, ha detto davanti a me che questa firma le dispiaceva, che avrebbe fatto di tutto per ritirarla. In questo momento, quella testimone di giustizia, grazie alla sua firma non può andare nemmeno a farsi operare per una grave malattia, e non ha fatto niente - vero, onorevole Crimi? - per rimuovere questo decreto. Ma lei, signor Ministro, è una brava persona, certo. Concludo, Presidente. Poche settimane fa abbiamo avuto... (Il microfono si disattiva automaticamente). Non ero arrivato nemmeno a cinque minuti e mi avete tolto la parola. Ho qui il cronometro. (Commenti). Ma vaffanculo, va'! (Rivolgendosi alla parte sinistra dell'emiciclo). PRESIDENTE. Non ho capito perché sta protestando. GIARRUSSO (Misto) . Perché mi ha tolto la parola. PRESIDENTE. Il microfono si disattiva automaticamente e io le ho dato la parola. Prosegua e concluda. GIARRUSSO (Misto) . Grazie Presidente. È sotto gli occhi di tutti che poche settimane fa c'è stata una rivolta organizzata nelle carceri che ha causato 13 morti e danni enormi e la risposta dello Stato, proprio perché siamo in una fase di emergenza straordinaria, con il Paese e l'economia in ginocchio e sotto possibile assalto delle mafie, doveva essere durissima. La risposta qual è stata? Ottomila scarcerazioni e cinquecento mafiosi messi fuori e noi della Commissione giustizia del suo Gruppo, quando ne facevo parte, e della Commissione antimafia non alla centesima scarcerazione - colleghi eravate presenti - ma alle prime scarcerazioni abbiamo chiesto di intervenire. La risposta è stata la proposta di presentare una interrogazione perché non si poteva intervenire. Poi ha presentato tre decreti, lei che diceva che non poteva intervenire, dopo la liberazione di cinquecento mafiosi. Tre decreti ci sono voluti per farla smuovere. No, signor Ministro, lei sulla lotta alla mafia ha mancato tutto. Lei da un anno e mezzo non si è mai presentato in Commissione antimafia e nemmeno domani verrà, come ci ha già comunicato il presidente Morra ieri. Lei non viene perché non ha un programma di lotta alla mafia. Non ha niente da poter presentare per la lotta alla mafia. Signor Ministro, la ringrazio per quanto ha fatto nella lotta alla mafia. Le persone per bene si dimettono di fronte ad errori gravi come questi, a disastri come questi. L'inferno è pieno di queste persone per bene. (Applausi) . MORRA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. A che titolo? MORRA (M5S) . Per fatto personale, essendo stato citato. PRESIDENTE . Per fatto personale si parla a fine seduta. Mi pare che il Regolamento lo prescriva e credo che tutti voi dobbiate attenervi ad esso. La protesta mi pare un fuor d'opera. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, credo che quella di oggi non sia una seduta semplice perché da tempo, ormai, sul tema della giustizia si gioca gran parte della vicenda politica di questo Paese, purtroppo anche per la nostra incapacità di arrivare a segno con progetti di riforma che erano assolutamente indispensabili. Pensiamo, ad esempio, a ciò che è capitato recentemente nel Consiglio superiore della magistratura e alla necessità di varare finalmente una riforma del CSM. Purtroppo si procede di rinvio in rinvio. Ma la ragione per cui sono intervenuto oggi - altrimenti non lo avrei fatto - mi è stata fornita dal collega del Movimento 5 Stelle e da alcuni altri interventi che ho ascoltato prima in Aula. Colleghi, con grande chiarezza, nel corso del dibattito qualcuno ha evocato mercimoni e baratti. Il dibattito è pieno di contraddizioni e noi dobbiamo avere il coraggio di dire che tali contraddizioni non sono solo nel Governo e nel ministro Bonafede ma sono anzitutto in quest'Assemblea, a partire dalla presentazione di due mozioni con due interventi di grande responsabilità, che hanno però evidenziato a tutti noi come il contenuto delle suddette mozioni sia esattamente opposto. (Applausi) . Qualcuno ha evocato Giletti (che stimo perché è un bravo giornalista) come esempio di buon giornalismo a supporto della propria mozione. La senatrice Bonino ha detto esattamente l'opposto, perché esattamente opposto è il contenuto delle due mozioni. Tuttavia - mercimonio, baratto - non si faranno certamente scrupoli nell'unire voti, per motivazioni opposte, su mozioni opposte. I voti degli opposti si uniranno. Abbiamo sentito parlare di Nino Di Matteo. Colleghi - è forse la nemesi storica dello scontro tra giustizialisti - Di Matteo, che per qualcuno era un diavolo, nel giro di qualche mese è diventato un santo pur di attaccare Bonafede. Io sono semplicemente garantista e non ho motivo di non credere a quanto il Ministro ha detto sul suo colloquio con Di Matteo. Ma, anche qui, c'è una certa disinvoltura nell'aver capovolto i ruoli e nell'assegnare le parti alle persone. Infine, c'è chi dice che qui si parla di giustizia e che non si può confondere il destino del Governo con la giustizia. Scusate, ma qui siamo veramente al colmo dell'ipocrisia. Nel momento in cui, oggi, giudico e decido di dare il mio voto, non posso non valutare il fatto che il voto di sfiducia al ministro Bonafede coincide legittimamente con un voto di sfiducia al Governo, in quanto il capo delegazione del MoVimento 5 Stelle è il Ministro della giustizia. Non viviamo sulla luna, siamo in sede politica. Mi meraviglierei dell'opposto, cioè se questo non capitasse. Ma anche in questa sede qualcuno fa finta di meravigliarsi del fatto che ciò possa capitare. Colleghi, vorrei chiedere una cosa al ministro Bonafede, perché la sua replica a questo dibattito non è scontata. Molti di noi hanno grandi perplessità sulla gestione del Ministero della giustizia e - lo dico con onestà - io sono uno di questi. Sono molto perplesso su alcuni indirizzi della politica giudiziaria che il Ministro ha dato. Sono molto perplesso e preoccupato per l'atto che è seguito alla rivolta nelle carceri (evidentemente guidata da alcuni poteri al loro interno) e i successivi provvedimenti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Signor Ministro, se lei vuole corrispondere realmente al giuramento che ha fatto davanti al Capo dello Stato, deve evitare di riproporre, nell'intervento che seguirà di qui a pochi minuti, l'impostazione che il suo Movimento 5 Stelle ha espresso con l'intervento fatto prima dal senatore Marco Pellegrini.