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la richiesta va effettuata dal legale rappresentante della costituenda società che intende intraprendere l'attività di vigilanza privata, ma i richiamati stringenti requisiti afferiscono anche e peculiarmente ai soggetti che possono chiedere l'esercizio di questa attività come "persone fisiche" e non solo alla società in quanto persona giuridica; in particolare, relativamente ai requisiti minimi, il titolare di licenza deve, tra gli altri, aver ricoperto documentate funzioni direttive nell'ambito di istituti di vigilanza privata, con alle dipendenze almeno 20 guardie giurate, per un periodo di almeno 3 anni, o delle forze dell'ordine, con esperienza documentata nel settore della sicurezza privata, per un periodo di almeno 5 anni, ed avere lasciato il servizio, senza demerito, da non meno di un anno e non più di 4 anni, ovvero aver conseguito master di livello universitario in materia di sicurezza privata che prevedano stage operativi presso istituti di vigilanza privata; tali requisiti, di fatto, limitano per le imprese l'accesso al mercato, sperequando la libera concorrenzialità imprenditoriale, con conseguenze sui prezzi all'utenza, la qualità dei servizi, la occupazione, la sicurezza e le entrate tributarie. È praticamente impossibile, per un imprenditore, volersi cimentare, per la prima volta, in tale segmento, in quanto non potrebbe ottenere la licenza. Altrettanto impossibile, per una società italiana o estera, voler principiare ad investire in questo mercato; in sostanza l'ordinamento italiano, in materia, non si limita ad una verifica preventiva di congruità societaria, cui ovviamente richiede iscrizione al registro delle imprese della camera di commercio ed attribuzione di partita IVA, rispetto degli obblighi contributivi, depositi cauzionali, struttura organizzativa coerente all'attività che si intende svolgere, organizzazione precisa dei servizi e dell'impiego delle guardie giurate, particolari requisiti delle infrastrutture e delle telecomunicazioni, garanzie di capitale e adeguata copertura assicurativa, certificazioni, progetti, piani industriali, regolamenti interni ed attestazioni di vario tipo, ma richiede un'impattante e gravosa sequela di requisiti personali dell'imprenditore o del legale rappresentante della società; ciò rende difficile il fiorire di nuove realtà imprenditoriali in questo segmento e ostacola l'ingresso di grandi investitori internazionali nel mercato italiano; a parere dell'interpellante, se è comprensibile e logica una verifica preventiva all'arruolamento della singola guardia giurata, che deve giustamente prestare le dovute garanzie private e possedere i peculiari requisiti personali richiesti dalla legge, è invece eccessivamente gravosa e limitativa la pretesa di stringenti requisiti in capo alla persona che vuole intraprendere tale attività economica, vieppiù in considerazione che occorre un'ingente quantità di risorse e mezzi per avviare tale impresa, per cui con buona probabilità si tratterà sovente di grandi società di capitali; in ultimo, si consideri che sempre più spesso i servizi di guardiania sono effettuati da remoto, attraverso moderni impianti di videosorveglianza, motivo in più per considerare, almeno, certi tipi di istituti di vigilanza privata come attività che offrono servizi smart e digitali per i quali, oggettivamente, i gravami richiesti dalle norme sulla sicurezza pubblica appaiono eccessivi, pletorici, decontestualizzati, ostativi del libero esercizio dell'attività economica, si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'eventualità di modificare le norme del comparto, al fine di una semplificazione, già praticata dagli altri Stati europei, degli adempimenti e dei requisiti richiesti per l'ottenimento della licenza prefettizia che abilita all'esercizio dell'attività di vigilanza, sia per favorire il mercato della sicurezza integrativa e privata, sia pure in ragione di un adeguamento delle norme alla modernità e al progresso tecnologico. Interrogazioni Atto n. 3-02855 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: la sclerosi sistemica (SSC) è una malattia immuno-mediata sistemica caratterizzata dalla presenza di danno microvascolare diffuso e fibrosi di organi e tessuti, la cui storia naturale è caratterizzata da un rilevante, seppur variabile, impatto in termini di riduzione della qualità della vita e sopravvivenza, con un rischio di mortalità compreso tra 1.5 e 7.2 rispetto alla popolazione generale; la malattia colpisce prevalentemente il sesso femminile con un rapporto tra femmine e maschi di circa 9 a uno; la SSC è una malattia rara, la cui prevalenza è stimata in 17.6 su 100.000 abitanti, mentre l'incidenza della malattia, in aumento, è stata stimata in 1.4 nuovi casi su 100.000 persone all'anno; l'interstiziopatia polmonare rappresenta ancora oggi il principale fattore prognostico e la principale causa di mortalità nella SSC; la terapia dell'interstiziopatia polmonare in corso di SSC prevede l'uso di terapie immunosoppressive quali il micofenolato mofetile, che può essere utilizzato off label ai sensi della legge n. 648 del 1996; la recente introduzione del farmaco anti fibrotico nintedanib (Ofev), approvato inizialmente per la fibrosi polmonare idiopatica, ha acceso le speranze dei pazienti e dei loro caregiver , speranze che si sono concretizzate dopo la pubblicazione dello studio Senscis (N Engl J Med. 2019 Jun 27; 380 (26):2518-2528), che ha dimostrato inequivocabilmente come la terapia con nintedanib sia efficace nel prevenire l'ulteriore perdita di funzionalità polmonare e rallentare quindi la progressione del danno polmonare; recentemente l'AIFA ha approvato l'indicazione del nintedanib per il trattamento della malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica; all'approvazione dell'indicazione terapeutica del nintedanib per la malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica non ha tuttavia fatto seguito la rimborsabilità (determina AIFA n. DG/585/2021); tale notizia è stata accolta con preoccupazione e delusione da parte dei molti pazienti e degli specialisti che li hanno in cura, perché nonostante l'art. 32 della Costituzione italiana affermi che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti", ritengono di non sentirsi adeguatamente tutelati, in quanto non hanno accesso alle terapie di cui avrebbero assoluto bisogno, nella forma gratuita, prevista dalla Costituzione, indispensabile, trattandosi di pazienti cronici che hanno bisogno di questi farmaci che per loro vengono qualificati come farmaci salvavita, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga giusto e conveniente garantire ai pazienti affetti da malattia interstiziale polmonare associata a sclerosi sistemica la rimborsabilità e quindi l'effettiva possibilità di somministrazione del farmaco nintedanib (Ofev), a tutti i pazienti, ma in particolare a coloro che non dispongono delle risorse economiche adeguate, evitando il peggioramento dei loro sintomi e segni respiratori.