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L'articolo 2, al comma 1, stabilisce che il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, destinatario del sistema di calcolo misto e contributivo, che cessi dal servizio per conseguimento dei limiti ordinamentali e con riferimento alle sole anzianità contributive maturate, a decorrere dal 1º gennaio 1996 e sino all'atto di costituzione dei fondi di previdenza complementare di comparto, si veda riconosciuto un incremento annuo figurativo del tasso di capitalizzazione pari allo 0,05. Tale previsione consentirà di sopperire alla mancata integrazione dei fondi pensionistici derivanti dal mancato avvio della previdenza complementare di comparto. Al comma 2 si introduce un'analoga previsione in favore del personale che, destinatario del contributivo pro rata , possa far valere al 1º gennaio 2017 un'anzianità in regime contributivo di almeno cinque anni. Al comma 3 si introduce una ulteriore salvaguardia, in favore del personale del comparto, che dispiegherebbe i propri effetti allorquando il mancato avvio della previdenza complementare continuasse a protrarsi nel tempo, danneggiando ulteriormente il personale prossimo alla quiescenza. Al comma 4 si stabilisce, riaffermando un principio già esistente nell'ordinamento giuridico, che il trattamento pensionistico non possa comunque superare l'importo complessivo del medesimo che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo del sistema retributivo (trattasi di una norma di salvaguardia in favore dell'erario). Infine, il comma 5 pone una norma di interpretazione autentica. Ad oggi, infatti, quantunque la succitata legge n. 335 del 1995 abbia previsto che il pubblico impiego transiti in regime di trattamento di fine rapporto (TFR) per poter accedere alla previdenza complementare, il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico è rimasto assoggettato alla più gravosa contribuzione del trattamento di fine servizio (TFS) e quindi destinatario del cosiddetto «trattamento di buonuscita». Tale situazione, di fatto, impedirebbe al citato personale di accedere al «secondo pilastro» allorquando lo stesso fosse costituito. Alla luce di quanto precede si è ritenuto di sancire la permanenza in regime di TFS per il solo personale che opti per gli incrementi figurativi lasciando la possibilità al restante di optare per il TFR (eventualmente pro rata ) e quindi contribuire alla propria posizione di previdenza complementare. L'articolo 3 reca l'entrata in vigore della legge che avviene il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.. 1 (Finalità) 1 La presente legge, nelle more dell'attivazione della previdenza complementare anche per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, introduce per tali comparti dei benefici all'atto della cessazione del servizio. 2 (Valorizzazione dei trattamenti di quiescenza complementare per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico) 1 Ai sensi di quanto disposto dall'articolo 1, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del soccorso pubblico, anche assunto a decorrere dal 1º gennaio 1996, che cessi dal servizio per limiti di età, è riconosciuto un incremento annuo figurativo del tasso di capitalizzazione pari a 0.05, cumulabile con i benefici ed istituti già previsti dalla vigente normativa, con effetti a decorrere dal 1º gennaio 1996 e sino alla costituzione dei fondi di previdenza complementare di comparto. 2 Ai sensi di quanto disposto dall'articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del soccorso pubblico che cessi per raggiungimento dei limiti di età e che al 1º gennaio 2017 possa far valere un'anzianità in regime contributivo pari a cinque anni, è riconosciuto l'incremento figurativo di cui al comma 1 del presente articolo, con effetti a decorrere dal 1º gennaio 2012 e sino alla costituzione dei fondi di previdenza complementare di comparto, cumulabile con i benefici ed istituiti già previsti dalla vigente normativa. 3 Al personale di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, che alla data di costituzione dei fondi di previdenza complementare di comparto possa far valere un'anzianità contributiva pari ad anni venticinque, è riconosciuto il diritto di opzione tra l'adesione al costituito regime di previdenza complementare e il mantenimento del regime di incrementi figurativi del tasso di capitalizzazione che continua a maturare sino alla data di cessazione per limiti di età. 4 In qualsiasi caso, l'importo complessivo del trattamento pensionistico di cui alla presente legge non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo del sistema retributivo, di cui alla legge 30 aprile 1969, n. 153. 5 Il personale di cui al comma 3 del presente articolo che eserciti l'opzione per il regime degli incrementi figurativi di cui ai commi 1 e 2 permane in regime di trattamento di fine servizio sino alla cessazione per limiti di età. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.