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Il Ministro della giustizia può disporre che la consegna della persona venga rinviata per consentire che la stessa possa essere sottoposta a procedimento penale nello Stato ovvero che nei suoi confronti si possa dare esecuzione alla pena alla quale sia stata condannata per un reato diverso da quello oggetto del mandato di arresto o della sentenza di condanna emessi dalla Corte. 2. Nel caso di cui al comma 1, previa consultazione con la Corte, il Ministro della giustizia, sentiti l'autorità giudiziaria competente per il procedimento penale in corso o per l'esecuzione della sentenza di condanna e il Ministro della difesa per i reati commessi da militari italiani in servizio o considerati tali, può disporre il trasferimento temporaneo della persona richiesta in consegna, a condizione che tale persona venga riconsegnata allo Stato alle condizioni concordate. 3. Se il rinvio della consegna o la consegna temporanea riguardano militari italiani in servizio o considerati tali, il Ministro della giustizia ne dà comunicazione al Ministro della difesa. Art. 10. (Transito) 1. Le richieste di transito sul territorio italiano di una persona che deve essere consegnata alla Corte sono trasmesse al Ministro della giustizia nelle forme previste dall'articolo 4. 2. La richiesta contiene: a) le informazioni relative alla identità ed alla cittadinanza della persona in transito; b) la esposizione sommaria, con la relativa qualificazione giuridica, dei fatti posti a fondamento della consegna della persona in transito alla Corte. 3. Alla richiesta sono allegati il mandato di arresto e la richiesta di consegna. 4. Salvo che la persona in consegna alla Corte non abbia consentito al transito con dichiarazione resa davanti alla autorità giudiziaria dello Stato che ha concesso la consegna, l'autorizzazione al transito non può essere data senza la decisione favorevole della corte d'appello di Roma. A tal fine il Ministro della giustizia trasmette la richiesta e i documenti allegati al procuratore generale presso la corte d'appello di Roma. La corte d'appello procede in camera di consiglio in assenza della persona interessata. Si osservano le disposizioni previste dall'articolo 704, commi 1 e 2, e 706 del codice di procedura penale, in quanto applicabili. 5. L'autorizzazione al transito non è richiesta nei casi previsti dall'articolo 712, comma 4, del codice di procedura penale. 6. Il Ministro della giustizia può rifiutare la richiesta quando la persona in consegna alla Corte è cittadina italiana o residente in Italia ed il transito è richiesto al fine della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privativa della libertà personale. Art. 11. (Principio di specialità. Estensione della consegna. Consegna successiva) 1. La consegna dell'imputato alla Corte e l'estensione della consegna già concessa sono subordinate alla condizione che, per un fatto anteriore alla consegna stessa e diverso da quello per il quale essa è stata concessa o estesa, la persona non venga sottoposta a procedimento né privata della libertà personale in esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza da parte della Corte. 2. Il Ministro della giustizia può richiedere alla Corte che la persona consegnata o trasferita in uno Stato estero per l'esecuzione della pena non sia sottoposta a procedimento o a restrizione della libertà personale per un fatto anteriore alla consegna, diverso da quello per il quale la consegna stessa è stata concessa o estesa. 3. La persona condannata, nei cui confronti viene data esecuzione, nel territorio dello Stato, ad una pena detentiva per una sentenza pronunciata dalla Corte, non può essere sottoposta a restrizione della libertà personale in esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza né assoggettata ad altre misure restrittive della libertà personale per un fatto anteriore alla consegna, salvo che vi sia il consenso della stessa Corte. 4. Qualora, a carico della persona nei cui confronti viene data esecuzione, nel territorio dello Stato, ad una pena detentiva per una sentenza pronunciata dalla Corte, debba essere eseguito un provvedimento restrittivo della libertà personale, il Ministro della giustizia, a richiesta dell'autorità giudiziaria, acquisisce il consenso della Corte. 5. La persona indicata al comma l non può essere estradata ad uno Stato estero senza il consenso della Corte. Qualora uno Stato estero abbia richiesto l'estradizione di tale persona, il Ministro della giustizia acquisisce il consenso della Corte. 6. In caso di nuova richiesta di consegna, presentata dopo la consegna della persona e avente ad oggetto un fatto diverso da quello per il quale la consegna è già stata disposta, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni dell'articolo 94 dello Statuto. 7. Non si fa luogo a giudizio davanti alla corte di appello di Roma se la persona consegnata ha espresso il proprio consenso alla estensione della consegna. 8. In caso di richiesta di estradizione, presentata dopo la consegna della persona alla Corte e il trasferimento della stessa allo Stato estero di esecuzione della pena, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 710 del codice di procedura penale. Il Ministro della giustizia, ricevuta la sentenza della corte di appello di Roma, ne trasmette copia alla Corte. Art. 12. (Applicazione provvisoria di misura cautelare) 1. Se la Corte ne fa domanda ai sensi degli articoli 58, paragrafo 5, 59, paragrafo 1, e 92 dello Statuto, l'applicazione della misura della custodia cautelare può essere disposta provvisoriamente anche prima che la richiesta di consegna sia pervenuta se: a) la Corte ha dichiarato che nei confronti della persona è stato emesso un provvedimento restrittivo della libertà personale e che intende presentare richiesta di consegna; b) la Corte ha fornito la descrizione dei fatti, la specificazione del reato, l'indicazione delle fonti di prova e degli elementi sufficienti per l'esatta identificazione della persona. 2. Ai fini dell'applicazione della misura si osservano le disposizioni dell'articolo 6. 3. Il Ministro della giustizia comunica immediatamente alla Corte l'avvenuta esecuzione della misura cautelare. Essa è revocata se entro sessanta giorni dalla comunicazione non perviene la richiesta di consegna da parte della Corte con la documentazione indicata dall'articolo 92 dello Statuto. Art. 13. (Arresto da parte della polizia giudiziaria) 1. Nei casi di urgenza, la polizia giudiziaria procede all'arresto della persona nei confronti della quale la Corte ha formulato domanda ai sensi degli articoli 58, paragrafo 5, 59, paragrafo 1, e 92 dello Statuto, se ricorrono le condizioni previste dall'articolo 12 della presente legge. Provvede altresì al sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato. 2. L'organo di polizia giudiziaria che ha proceduto all'arresto della persona ricercata la pone immediatamente, e comunque non oltre ventiquattro ore, a disposizione del presidente della corte di appello del distretto in cui è avvenuto l'arresto ovvero di un magistrato della corte stessa da questi delegato, mediante trasmissione del relativo verbale, dando immediata informazione al Ministro della giustizia. 3. Il Ministro della giustizia comunica immediatamente alla Corte che ne ha fatto richiesta l'avvenuto arresto ai fini della trasmissione degli atti e della documentazione occorrente. 4.