[normattiva_dump]

Art. 3 1. Il personale già in servizio nelle zone estere di confine conserva ad personam l'assegno in godimento, qualora dovesse risultare di importo superiore a quello previsto dalla presente legge, fino a quando l'acquisizione di anzianità non faccia conseguire una misura superiore della fascia di appartenenza o di quelle successive. 2. L'assegno ad personam, di cui all'articolo 3 della legge 20 dicembre 1977, n. 966, non può essere più corrisposto con il cessare delle condizioni che hanno a suo tempo determinato l'attribuzione delle quote di aggiunta di famiglia e, per la parte che attiene agli aumenti periodici di stipendio, il medesimo è riassorbito in fase di prima applicazione della presente legge, fino all'importo massimo pari all'eventuale differenza fra la nuova misura dell'assegno di confine spettante e quella in godimento al 31 dicembre 1988. 3. L'eventuale ulteriore assorbimento dell'assegno ad personam sarà operato con le modalità di cui al comma 1. Nota all'art. 3: L'art. 3 della legge n. 966/1977 (Nuove competenze al personale delle amministrazioni dello Stato in servizio in territorio estero di confine con l'Italia (Francia, Svizzera ed Austria) nonché presso le rappresentanze commerciali delle ferrovie dello Stato all'estero) è il seguente: "Art. 3. - Il personale di cui all'articolo 1, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge conserva ad personam in valuta estera locale l'eventuale beneficio già goduto per effetto della conversione - ai sensi della legge 28 luglio 1961, n. 722 - delle quote di aggiunta di famiglia e degli aumenti periodici di stipendio. L'assegno ad personam di cui al precedente comma cade con il venir meno delle condizioni che hanno a suo tempo determinato l'attribuzione delle quote di aggiunta di famiglia e, per la parte che attiene agli aumenti periodici di stipendio, viene riassorbito in conseguenza della progressione per classi di stipendio o per promozione".