[ddlcomm]

2 Il Governo provvede ad adeguare alle disposizioni del comma 1 del presente articolo il regolamento di organizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 giugno 2019, n. 103, apportando ad esso, con efficacia dalla data indicata al citato comma 1, le occorrenti modificazioni secondo i seguenti princìpi: a eliminare dal numero delle posizioni dirigenziali previste all'articolo 1, comma 2, del citato regolamento di organizzazione quelle relative agli uffici di segreteria delle commissioni tributarie e al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria; b escludere dalle competenze del Dipartimento delle finanze quelle relative alla giustizia tributaria, di cui alla lettera o) del comma 1 dell'articolo 11, e sopprimere la Direzione della giustizia tributaria, di cui alla lettera f) del comma 3 del medesimo articolo 11 e al comma 6 dell'articolo 12 del citato regolamento di organizzazione; c abrogare le disposizioni relative agli uffici di supporto alla giustizia tributaria, di cui all'articolo 15 del citato regolamento di organizzazione. 3 Il Governo provvede ad adeguare alle disposizioni dei commi 1 e 2 del presente articolo il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 luglio 2014, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2014, apportando ad esso, con efficacia dalla data indicata al citato comma 1, le occorrenti modificazioni secondo i seguenti princìpi: a sopprimere l'ufficio competente per la gestione del personale e la programmazione dell'acquisto di beni e servizi relativi agli uffici di segreteria delle commissioni tributarie e del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, di cui all'articolo 4, numero 1, del citato decreto; b sopprimere le articolazioni organizzative della Direzione della giustizia tributaria, di cui all'articolo 4, numero 7, del citato decreto. 4 A decorrere dalla data di insediamento dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, determinata ai sensi dell'articolo 34 della presente legge, il comma 3- ter dell'articolo 12 del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, è sostituito dai seguenti: « 3-ter . Le somme corrispondenti alle maggiori entrate di cui al comma 3- bis , al netto della quota parte utilizzata ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sono iscritte nel bilancio dello Stato per essere destinate alle seguenti finalità: a) nella misura di un quarto, all'erogazione di incentivi, aggiuntivi rispetto al trattamento principale e accessorio di cui agli articoli 29, comma 6, e 30, comma 3, della presente legge, in favore del personale amministrativo delle cancellerie dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie e di quello degli uffici del Consiglio di presidenza, secondo i criteri e le modalità da quest'ultimo stabiliti; b) nella misura necessaria, all'erogazione dei compensi riconosciuti ai giudici tributari delle cessate commissioni tributarie a cui è stato assegnato lo smaltimento dei ricorsi pendenti, fino all'esaurimento di tale incarico; c) nella misura restante, al netto degli importi di cui alle lettere a) e b) , al pagamento delle retribuzioni dei magistrati tributari e dei compensi dei magistrati tributari onorari. 3-quater. In caso di mancata utilizzazione integrale degli importi di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 3- ter , il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria determina annualmente, con propria deliberazione, la destinazione delle somme eventualmente residue, da utilizzare per interventi volti al miglioramento del funzionamento della giustizia tributaria e della formazione obbligatoria dei magistrati tributari e dei magistrati tributari onorari, compreso l'incremento delle retribuzioni e dei compensi derivanti dal superamento delle valutazioni di professionalità ». 5 A decorrere dalla data di insediamento dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, determinata ai sensi dell'articolo 34 della presente legge, i commi 12 e 13 dell'articolo 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono sostituiti dai seguenti: « 12. Ai fini del comma 11, il Ministero della giustizia comunica alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il 30 aprile di ogni anno, l'elenco degli uffici giudiziari presso i quali, alla data del 31 dicembre dell'anno precedente, il numero dei procedimenti civili pendenti risulta ridotto almeno del 10 per cento rispetto all'anno precedente. Il Presidente del Consiglio di Stato comunica alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il 30 aprile di ogni anno, l'elenco degli uffici giudiziari della giustizia amministrativa che nell'anno precedente sono risultati maggiormente produttivi nella riduzione delle pendenze, anche con riferimento agli obiettivi fissati nei programmi di gestione di cui al comma 1. 13. Il Presidente del Consiglio di Stato, sentito l'organo di autogoverno della magistratura amministrativa, provvede al riparto delle risorse di cui al comma 11- bis tra gli uffici della giustizia amministrativa, tenendo conto della produttività e delle dimensioni di ciascun ufficio ». 6 A decorrere dalla data di insediamento dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, determinata ai sensi dell'articolo 34 della presente legge, il decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, è abrogato. 7 Le disposizioni contenute nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, e nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi per i giudici delle cessate commissioni tributarie incaricati di provvedere allo smaltimento dei ricorsi pendenti, fino all'esaurimento di tale incarico, ai sensi dell'articolo 34. 8 Con efficacia dalla data di insediamento dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie, determinata ai sensi dell'articolo 34 della presente legge, al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: « giudice tributario », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « magistrato tributario »; b salvo quanto previsto nelle lettere seguenti, i richiami alla « commissione tributaria provinciale » e alla « commissione tributaria regionale », ovunque ricorrono, devono intendersi riferiti, rispettivamente, al « tribunale tributario » e alla « corte di appello tributaria »; c all'articolo 18, comma 2, lettera a) , le parole: « della commissione tributaria » sono sostituite dalle seguenti: « del tribunale tributario »;