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viceversa, nelle comunità più piccole, tali forze politiche spesso non hanno un reale radicamento territoriale. Di conseguenza, il territorio italiano è stato diviso in 42 circoscrizioni di dimensione intermedia che, sulla base dei dati dell'ultimo censimento, vedrebbero assegnare i seggi nel modo seguente: a) 1 seggio alla Valle d'Aosta; b) 3 seggi al Molise; c) da 5 a 9 seggi per 13 circoscrizioni; d) da 11 a 19 seggi per 19 circoscrizioni; e) da 21 a 24 seggi per 6 circoscrizioni; f) da 32 a 42 seggi per le 3 circoscrizioni metropolitane (Milano con Monza-Brianza, Roma, Napoli). Nelle circoscrizioni si assegnano quindi in media circa 15 seggi. Lo sbarramento naturale prodotto dal sistema, ancorché flessibile, grazie alla combinazione tra circoscrizioni di dimensione intermedia e formula del divisore corretta, è significativo e assai efficace ai fini di assicurare Camere governabili. In 33 circoscrizioni su 42 (che assegnano 373 seggi, ossia il 60 per cento del totale) lo sbarramento naturale è superiore al 5 per cento; nelle altre circoscrizioni (che assegnano 245 seggi, ossia circa il 40 per cento dei seggi) lo sbarramento è inferiore al 5 per cento. L'adozione di una formula selettiva quale quella scelta dalla consultazione della rete e di circoscrizioni di dimensione intermedia realizza quindi di fatto uno sbarramento del 5 per cento, anche se, grosso modo, anche le forze inferiori al 5 per cento, sebbene fortemente sottorappresentate, potranno ottenere qualche seggio, mentre tra il 5 e il 10 per cento è assai probabile che vi sia una certa sottorappresentazione. D'altro canto, si è esclusa l'adozione di un collegio nazionale unico in cui calcolare lo sbarramento, al fine di evitare uno sradicamento della competizione nazionale dalle comunità territoriali. Così, operando sulla dimensione delle circoscrizioni e sulla selettività della formula, si è cercato di riprodurre di fatto uno sbarramento simile a quello in vigore in Germania (l'unico Paese che ha uno sbarramento del 5 per cento, il quale, tuttavia, non preclude l'accesso alla distribuzione dei seggi alle forze politiche che vincono tre collegi uninominali). Peraltro, dopo la sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, uno sbarramento al 5 per cento, da calcolare in un collegio unico nazionale, specie se abbinato a circoscrizioni intermedie e a una formula elettorale selettiva quale quella che si adotta, rischierebbe di risultare costituzionalmente illegittimo, in quanto produttivo di eccessiva distorsività. Ci si attende pertanto che il sistema produca i seguenti effetti: un Parlamento rappresentativo di più forze politiche capaci di attrarre un certo consenso elettorale; esclusione dei partiti piccoli e piccolissimi, salvo quelli molto forti a livello regionale ; incentivo alla stabilità intrapartitica; facilitazione alla creazione di maggioranze stabili; rafforzamento delle opposizioni parlamentari, anch'esse concentrate in pochi gruppi di minoranza e quindi in grado di svolgere con più forza la loro funzione di controllo, di proposta e di critica. Si tratta dunque di un sistema proporzionale che, pur incentivando le forze politiche ad aggregarsi prima del voto, non impone fittizie e artificiose costrizioni bipolari. Il disegno di legge massimizza la libertà di scelta dell'elettore e la sua capacità di determinare le scelte politiche che poi saranno perseguite dagli eletti. Si tratta dell'aspetto più innovativo del disegno di legge, che coglie gli effetti benefici della preferenza neutralizzandone i difetti. La preferenza, infatti, presenta certamente lati positivi, ma ha anche -- come detto -- risvolti negativi, aumentando i costi della campagna elettorale, incrementando la concorrenza e anche la conflittualità intrapartitica, accrescendo il ruolo delle lobby , favorendo i comportamenti eccentrici di singoli candidati all'interno dei partiti e, soprattutto in certi contesti, premiando comportamenti clientelari e persino attività corruttive. Per evitare questi difetti il disegno di legge propone due correttivi: disgiungere il voto di preferenza dal voto di lista separandone in due schede la rispettiva espressione (panachage) , di modo che il voto delle eventuali clientele portate da un candidato non si trasmetta meccanicamente nel processo di distribuzione dei seggi tra le liste; consentire all'elettore di esprimere il proprio dissenso circa la scelta, a seconda dei casi, di uno o due candidati inseriti nella lista che vota, penalizzandola elettoralmente, in modo da fare sì che le forze politiche siano indotte a non inserire nelle liste candidati «impresentabili» anche qualora questi siano dotati di una propria forza clientelare, perché ciò verosimilmente comporterebbe una loro penalizzazione nella distribuzione dei seggi. Ecco in sintesi il sistema di attribuzione delle preferenze proposto: a) l'elettore deve scegliere una lista; b) l'elettore può esprimere una preferenza o, nelle circoscrizioni in cui si assegnano almeno 15 seggi, due, anche a favore di un candidato di una lista diversa da quella votata; c) l'elettore può cancellare dalla lista che ha prescelto un candidato che non gradisce o, nelle circoscrizioni in cui si assegnano almeno 15 seggi, due. In questo modo, l'elettore penalizza di una frazione di voto (1/X, dove X rappresenta il numero di seggi assegnati nella circoscrizione) la lista che ha prescelto e sottrae una preferenza al totale di quelle accumulate dal candidato sgradito con i voti di preferenza espressi sulla seconda scheda; d) nelle tre circoscrizioni metropolitane (Milano con Monza-Brianza, Roma e Napoli), al fine di evitare liste troppo lunghe le circoscrizioni sono suddivise al loro interno in collegi plurinominali da 9 a 13 seggi, così che ogni elettore possa esprimere una sola preferenza negativa e una sola preferenza positiva. Va precisato che, comunque, la formula per la distribuzione dei seggi tra le liste è rigorosamente applicata, anche in questo caso, a livello circoscrizionale e non di collegio. All'elettore italiano è data una libertà di scelta che non ha mai avuto. Il nuovo sistema proposto, dunque, da un lato spinge l'elettore a esercitare una scelta consapevole ma, dall'altro, richiede anche la sua responsabilizzazione. Le elezioni diventano così un momento fondamentale di selezione delle idee e dei portavoce dei cittadini in Parlamento, scelti in modo che il legame con l'elettore sia più stretto e che questi possa premiare o punire, nelle successive elezioni, i comportamenti dei propri rappresentanti che non siano conformi alle sue aspettative. L'adozione di tale sistema di preferenze produce poi un ulteriore beneficio. Il tradizionale sistema di attribuzione della preferenza ha effetti «divisivi» perché incentiva la distinzione, piuttosto che la collaborazione all'interno di una lista. Con il sistema proposto, invece, il sistema premia la compattezza intrapartitica evitando un altro dei difetti delle preferenze tradizionali, giacché comportamenti eccentrici di alcuni candidati possono condurre ad attrarre preferenze ma allo stesso tempo anche preferenze negative.