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Mi chiedo infatti se fuori dall'Italia, dove ogni anno ci sono oltre 900.000 interventi, tra ispezioni e controlli agli alimenti, ci siano gli stessi controlli tecnici e burocratici, se ci siano gli stessi condizionamenti dei grandi distributori, se ci sia la stessa logistica e distribuzione, se ci siano le stesse condizioni salariali e sindacali e la stessa tassazione. È auspicabile uniformare in tutta Europa gli obblighi alimentari e sperare che non ci siano bugie, come quando la Francia, approvando una legge sullo spreco alimentare, comunicava che l'Italia era il fanalino di coda. Ebbene, l'Italia è il primo Paese in Europa, basta bugie. Il cibo che si produce e si consuma in Italia è anche il più controllato, oltre che il più buono in Europa e nel mondo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,29) ( Segue RUFA). È auspicabile anche essere leali, come quando la stessa Francia si vantava di essere la prima Nazione a prescrivere l'origine delle carni nei ristoranti, senza ricordare che tra le sue maggiori irregolarità e frodi - i dati sono del 2018 - c'è la presentazione di carni straniere come proprie. Nessuna Nazione europea o Paese al mondo sono dunque autorizzati a darci lezione, soprattutto a dettarci condizioni. Se il nutri-score della Francia è il modello da considerare in Europa per favorire la scelta dei cibi di serie A, grazie ai profili nutrizionali equilibrati, per l'Italia esso è semplicemente un disonorabile disordine di valutazione. La realtà è che il cibo italiano è imbattibile e solo con la menzogna lo si vuole abbattere. In ogni caso, condivideremo e struttureremo sempre regolamenti che rendano sano un alimento, ma pretendiamo rispetto per la cultura, per le tradizioni e per la filiera di tutto il cibo italiano. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale, la quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G1. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghi, siamo qui oggi ad apportare le doverose modifiche affinché la sicurezza alimentare sia tutelata sotto tutti gli aspetti giuridici. Durante la presentazione in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome dello schema di decreto legislativo che recepiva le disposizioni del Regolamento europeo 15 marzo 2017, n. 625 di applicazione delle norme di sicurezza per la filiera agroalimentare, si è palesato un testo non conforme a quello presentato alle Camere, che comprendeva l'abrogazione di una serie di divieti nel processo di trasformazione, conservazione e commercializzazione di prodotti alimentari e le relative sanzioni penali per i trasgressori. Ovvio, quindi, che, in nome di quella sicurezza alimentare di cui spesso ci vantiamo come Paesi ai primi posti su questo tema, il tutto doveva essere prontamente ripristinato. Fortunatamente il sistema democratico funziona in sede sia di disamina delle proposte di legge, che decisionale e il procedimento è trasparente e posto al giudizio di tutti. Difatti, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta l'11 marzo scorso, c'è stata una levata di scudi circa l'imminente pericolo di depenalizzazione di tutti quei divieti presenti negli articoli dell'abrogata legge 30 aprile 1962, n. 283, recante la disciplina della produzione e della vendita di sostanze alimentari. Non è intenzione di questa maggioranza allentare le misure di severità in tema di sicurezza alimentare e lotta alla contraffazione. Tale orientamento è reso esplicito nelle direttive, impartite all'atto della delega al Governo, che salvaguardano le norme penali vigenti. Con il decreto-legge che oggi ci apprestiamo a convertire il Governo ha rimediato a quel disguido il giorno prima che il provvedimento entrasse in vigore e riaffermato la centralità dell'attività parlamentare. D'altronde, il predetto regolamento europeo recepito rimarca come determinate infrazioni debbano essere punite a livello nazionale in maniera effettiva, dissuasiva e proporzionata, a protezione della salute umana. Tale concetto è ribadito all'articolo 139 dello stesso regolamento. Nelle modifiche apportate dalla Camera dei deputati a questo decreto si ribadisce la linea di severità introdotta applicando le disposizioni del codice di procedura penale nei casi di controllo con prelevamento di campioni e di contestazione degli esiti del controllo. Si interviene, quindi, sulla disciplina della controperizia e della controversia. Si amplia l'istituto della diffida agli illeciti amministrativi in materia alimentare e si accorciano i tempi per l'adempimento delle prescrizioni. In definitiva, visto il clamore che l'incaglio provocato dal decreto legislativo, qui prontamente modificato, ha suscitato nell'opinione pubblica, soprattutto in una fase della nostra vita così stravolta per via della pandemia in corso, ancora una volta la salute dei cittadini dimostra di essere strettamente collegata alla qualità degli alimenti e alla chiarezza delle informazioni apposte sugli stessi. Per il MoVimento 5 Stelle la trasparenza delle etichette per un controllo corretto dei prodotti è una priorità assoluta. Da qui la mia determinazione nel presentare in Assemblea un ordine del giorno su un prodotto - il miele - fortemente in crisi a causa di pratiche che a oggi eludono i controlli. Si tratta di un tema fondamentale perché attraverso controlli efficaci passano la credibilità delle norme e la loro corretta applicazione; in questo caso passa la certezza della qualità alimentare. Teniamo alta l'attenzione nel campo dell'agroalimentare per continuare a esaltare i nostri prodotti in ambito internazionale, affinché il made in Italy mantenga quel valore aggiunto riconosciuto da tutti nel mondo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno G1.1, già illustrato nel corso della discussione generale, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. DAL MAS, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.1. SISTO, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno G1.1. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.1 non verrà posto ai voti. Passiamo alla votazione finale. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, cercherò di essere breve ed eventualmente chiedo da subito alla Presidenza l'autorizzazione a consegnare il testo del mio intervento, perché vedo che c'è un po' di fermento. PRESIDENTE. È già autorizzato da adesso, senatore Cucca. CUCCA (IV-PSI) .