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Quest'ultimo avrebbe sicuramente la sua dignità; però noi questa volta vogliamo approcciarci al problema in maniera diversa. Alla Camera, come giustamente è stato ricordato, c'è un Comitato. Benissimo. Al Senato, vogliamo provare a capire se lo strumento che precedentemente era corretto lo è ancora? Probabilmente oggi non lo è più, perché è cambiato il fenomeno. E questo non vuol dire tenere in secondo piano gli interessi degli italiani all'estero. Io continuo a sentire questo argomento, che ritengo profondamente ingiusto, perché abbiamo comunque dei Gruppi parlamentari che si sono impegnati nelle apposite sedi per tenere in debito conto questa situazione. A prescindere dalle polemiche, che non voglio affrontare, io credo che chi risiede all'estero e comunque vuole mantenere un saldo legame con la madrepatria non meriti polemiche, ma meriti essenzialmente degli interventi concreti, quegli interventi che venivano auspicati e sui quali sono d'accordo: mantenere il collegamento, mantenere proficuità rispetto a questo rapporto. Sull' import-export e sui rapporti economici sono assolutamente d'accordo; sono costantemente in contatto con molte realtà e sottoscrivo questa cosa. Ma non credo che mettere sullo stesso piano le problematiche degli italiani all'estero e l'istituzione di un Comitato sia una questione così dirimente, proprio perché l'impegno del Governo e l'impegno del Parlamento rimangono fermi su questa problematica e sulla situazione degli italiani all'estero. Credo che questo sia fondamentale. Per quanto riguarda l'interesse del Paese, poc'anzi si ricordava che è interesse del Paese la costituzione di un Comitato (riassumo, ovviamente). Io credo che l'interesse del Paese sia mantenere una propria identità e mantenere il collegamento con coloro che vogliono mantenere un legame con il proprio Paese natio. Il Comitato sarebbe semplicemente uno strumento, ma, come dicevo prima, probabilmente è ora di cambiare ed è ora di sperimentare altri strumenti. Non accetto nemmeno - lo dico nel totale rispetto delle posizioni avverse - che questo venga considerato come uno spartiacque tra chi ha interesse a tutelare gli italiani all'estero e chi invece non gliene frega niente. Io questo non lo non lo ritengo corretto, non lo ritengo accettabile e non lo condivido. È per questo - non voglio dilungarmi oltre - che ritengo che la problematica degli italiani all'estero non sia oggi in discussione, perché comunque sia è un fondamento dell'azione di Governo (ce l'ha ribadito il Sottosegretario). Dire no alla costituzione di un comitato non vuol dire andare contro; anzi, è uno sprone per noi, perché vuol dire coinvolgere tutta la Commissione affari esteri, emigrazione a lavorare meglio e più alacremente e a mantenere contatti più profondi, che altrimenti rischierebbero di rimanere relegati solo a un comitato. Invece noi vogliamo andare oltre. Io invito chi non è d'accordo con noi su questo aspetto a leggere la questione da questo punto di vista, perché questo è l'unico punto di vista che ci pone alla base del fatto che noi non riteniamo attualmente di sostenere la costituzione del Comitato. Niente di più e niente di meno. Ogni lettura ulteriore, dal nostro punto di vista, è semplicemente collegata alla polemica politica e non ci riguarda. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . FANTETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo con la tristezza nel cuore dopo aver ascoltato le parole del collega che, tra l'altro, confonde il piano del Governo con quello del Parlamento. Non sono stupito del fatto che a rappresentare la posizione del Governo sia stato chiamato l'unico Sottosegretario non direttamente coinvolto nella materia di cui stiamo trattando. Ho fatto molteplici missioni con il ministro Moavero Milanesi, non ultima quella a Marcinelle, e so della sua sensibilità personale nei confronti del tema. Conosco anche l'esperienza diretta del sottosegretario Merlo, eletto all'estero, così come quella del sottosegretario Picchi, che è stato eletto all'estero per tre legislature. So bene poi che lo stesso vice ministro Del Re, attivo nella cooperazione internazionale, ha avuto varie esperienze e condivide questa causa. Come dicevo, però, non sono stupito del fatto che ad esprimere la posizione del Governo non favorevole alla ricostituzione del Comitato per le questioni degli italiani all'estero sia stato chiamato lei, signor Sottosegretario, anche se questo sinceramente non rileva più di tanto perché vedete, colleghi, si tratta di una decisione del Parlamento italiano, non del Governo: siamo di fronte ad un atto interna corporis del Senato della Repubblica. Ricordo che siamo in un sistema bicamerale e che la Camera dei deputati ha istituito per l'attuale legislatura, come per le quattro precedenti, il Comitato per gli italiani nel mondo. Sia chiaro che solo questo ramo del Parlamento, se non approvasse la mozione in discussione, commetterebbe il singolo atto istituzionale più ostile agli italiani all'estero da quando sono entrati nel Parlamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi stiamo discutendo di abolire di fatto l'unico Comitato dedicato specificamente alle questioni degli italiani all'estero; non ci sono altre storie. L'indagine conoscitiva citata dalla Commissione affari esteri è uno specchietto per le allodole che ha dei caratteri istituzionalmente scandalosi. Non si fa un'indagine conoscitiva sul 10 per cento della popolazione italiana: si fa un'indagine conoscitiva sui fatti del Forteto o comunque su qualcosa di estremamente circoscritto, ma non sugli italiani all'estero e voi lo sapete tutti, perché tutti avete qualche collegamento con qualcuno residente all'estero. Gli italiani all'estero sono il 10 per cento della popolazione e, che lo vogliate o no, meritano rispetto, meritano un Comitato che abbia come focus l'analisi e la promozione delle nostre tematiche. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Abolire di fatto il Comitato per le questioni degli italiani all'estero - come fareste oggi non approvando la mozione in discussione - è il più grande atto ostile agli italiani all'estero da quando esistono in Parlamento, ovvero da quando un'azione bipartisan diretta dal centrodestra, dal ministro Tremaglia (che si starà rivoltando nella tomba), ha consentito che si desse un rilievo istituzionale ad un fenomeno come quello migratorio italiano che non ha eguali nel mondo. Gli italiani sono emigrati per due secoli e continuano a farlo: ogni anno ne spariscono 150.000. Pensate ai vostri territori e immaginateli con 150.000 persone in meno il prossimo anno. L'emigrazione italiana è esplosa nuovamente. Il Governo si vanta di risorse dedicate agli italiani all'estero, come ha fatto oggi, per esempio: mi riferisco innanzitutto ai 300 e oltre contrattisti del Ministero degli affari esteri. Innanzitutto, questo è quanto previsto nella legge di bilancio approvata alla fine del 2018: i concorsi dovrebbero cominciare a novembre del 2019, ma vogliamo vedere se per la fine dell'anno ci saranno e quanti funzionari saranno distaccati nei consolati. A quel punto faremo il conto di quanto sono stati utili agli italiani all'estero. Con lo stesso criterio potete assumere 50 nuovi ambasciatori e dire che lo fate per gli italiani all'estero. Al momento sono solo parole.