[resaula]

Pertanto, il fine degli emendamenti è quello di ridurre i problemi che create, di inserire nel sistema un tasso di proporzionalità maggiore, perché solo la proporzionalità permette di reggere davanti a una riduzione così forte del numero dei parlamentari. In questo modo, infatti, non aumentando o mettendo in campo un sistema elettorale di livello proporzionale notevole fate sì che venga eliminata ogni possibilità non dico di rappresentanza plurale, ma addirittura anche di diritto di tribuna. Torno a ripetere che voi avete scelto questo sistema elettorale. Non è vero che questo è solo un modo per non avere la vacatio tra un passaggio e l'altro, perché l' iter della riforma della riduzione dei parlamentari è solo all'inizio, quindi vi era tutto il tempo anche per rispondere finalmente alle varie obiezioni che, dalla sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, sono state avanzate su tutti gli sgorbi di leggi elettorali che sono stati partoriti negli ultimi anni, dal Porcellum in giù. Vi era quindi tutta la possibilità di fare un lavoro finalmente serio, che rispondesse davvero a tutti i principi costituzionali che la Corte ci ha varie volte segnalato. Questo è il fine di tutti gli emendamenti presentati all'articolo 1. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Martelli). PARRINI (PD) . Signor Presidente, sul provvedimento in esame noi abbiamo presentato soltanto emendamenti soppressivi perché riteniamo che nessuna sua parte sia giustificabile e sostenibile. Quando si è discusso il provvedimento di riduzione del numero dei parlamentari abbiamo fatto notare sia che si trattava di un atto mosso da intenzioni preoccupanti e da un movente di costruzione di una democrazia illiberale in Italia; inoltre abbiamo evidenziato che si trattava di un provvedimento pasticciato. L'impressione che abbiamo avuto nell'esaminare questo provvedimento di applicabilità delle leggi elettorali è di trovarsi di fronte a un bis del pasticcio, e cioè che si voglia completare il misfatto iniziato con il disegno di legge di riduzione nel numero dei parlamentari. Ciò per una ragione molto semplice: le intenzioni negative che ho poc'anzi citato, che rimandano all'insieme del disegno di intervento sulla Costituzione, di trasformazione delle nostre istituzioni che le forze di maggioranza hanno in mente, ci sembra in questo caso aggravato da troppa faciloneria e superficialità e anche da una certa inquietante sprovvedutezza. Notiamo questo. È stata fatta la guerra quando abbiamo approvato l'ultima legge elettorale - mi riferisco alla cosiddetta legge Rosato - definendola incostituzionale e attribuendole tutti i peggiori difetti immaginabili. Oggi si propone a questo Senato di approvare una misura che avrebbe come effetto quello di rendere intangibile la legge che, in passato, si è definita incostituzionale. Capisco che soprattutto il MoVimento 5 Stelle, negli ultimi mesi e settimane, si sia specializzato nel fare il contrario di quello che ha sempre detto, però - forse - si sta oltre passando la misura. Peraltro, non siamo stati tranquillizzati dalle repliche del relatore e questo ci conferma la scelta di presentare e sostenere emendamenti soltanto soppressivi. Ci sono stati portati tre argomenti a sostegno del provvedimento in esame. Quanto al primo, ci sarebbe il rischio di un'assenza di legge elettorale perché, contemporaneamente, si sta esaminando la riforma costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari. Ma - santo cielo - la riduzione del numero dei parlamentari è una riforma costituzionale che deve affrontare quattro letture e, forse, un referendum . Abbiamo tutto il tempo di intervenire in maniera sensata sulla legge elettorale. Non vi è alcun obbligo di farlo in maniera così pasticciata e affrettata. Come seconda argomentazione, è stato detto che in passato abbiamo avuto leggi elettorali che si applicavano indipendentemente dal numero dei parlamentari. È vero, ma non si può non dire che quelle leggi elettorali - mi riferisco a quelle dell'inizio della nostra Repubblica - erano totalmente proporzionali e, quindi, perfettamente indifferenti al numero dei parlamentari. Qui siamo di fronte a un sistema misto. Si crea un mostro, con una legge elettorale con collegi uninominali sopra un milione di abitanti; una cosa che non sta né in cielo, né in terra. In questo caso, davvero la fretta e la superficialità sono un'aggravante. In terzo luogo, si è citato il cosiddetto Mattarellum, dicendo che prevedeva delle percentuali. È vero, il Mattarellum fu la legge che tradusse in atto normativo gli esiti di un referendum popolare, prevedendo tre quarti di maggioritario e un quarto di proporzionale. Tuttavia, fu calata in un contesto dove nessuno aveva messo all'ordine del giorno la riduzione del numero dei parlamentari, altrimenti la legge non avrebbe avuto quella natura. Oggi si sta facendo una cosa inedita, ma in questo caso l'inedito dimostra soltanto che si continua a sbagliare tanto dopo aver sbagliato molto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 1, ad eccezione dell'emendamento 1.100, su cui il parere è favorevole. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.2, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «a un quarto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . La Presidenza dichiara inammissibile l'emendamento 1.100/1, presentato dal senatore Augussori, il cui testo è in distribuzione, in quanto non si riferisce al testo dell'emendamento 1.100 del relatore, ma è invece diretto a modificare il testo del disegno di legge. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.100, presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) .