[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 126-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), come modificato dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 1° agosto 2003, n. 214, nonché «della tabella punteggi in esso previsti», promosso con ordinanza dell'8 novembre 2005 dal Giudice di pace di Palermo nel procedimento civile vertente tra B.G. e il Ministero dell'Interno, iscritta al n. 58 del registro ordinanze 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 12, prima serie speciale, dell'anno 2008. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 24 settembre 2008 il Giudice relatore Alfonso Quaranta. Ritenuto che il Giudice di pace di Palermo ha sollevato – in riferimento all'articolo 3 della Costituzione – questione di legittimità costituzionale dell'articolo 126-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), come modificato dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 1° agosto 2003, n. 214, nonché «della tabella punteggi in esso previsti»; che il giudice remittente premette di essere stato adito da un soggetto «confesso artefice» della violazione amministrativa prevista dall'art. 148, comma 11, del medesimo codice della strada, il quale, dopo avere provveduto «al pagamento della sanzione pecuniaria inflittagli» a norma del comma 16 del predetto art. 148, ha proposto opposizione avverso il verbale di contestazione dell'infrazione stradale; che il ricorrente nel giudizio principale lamenta «l'applicazione a suo carico anche della sanzione della decurtazione di dieci punti dalla propria patente di guida», censurando, in particolare, il fatto che tale sanzione non risulti comminata «per l'altra violazione di maggiore gravità di cui all'art. 148, comma 14», dello stesso codice, con conseguente «disparità di trattamento non consentita dall'art. 3 della Costituzione»; che lo stesso opponente (nel giudizio principale) assume, pertanto, l'illegittimità costituzionale dell'art. 126-bis del codice della strada e della tabella ad esso allegata (che individua, per ciascuna delle infrazioni stradali ivi indicate, l'entità della decurtazione dei punti dalla patente di guida, disposta a carico del conducente responsabile della violazione), con riferimento a quanto da tale tabella stabilito «in relazione all'art. 148, comma 16, terzo periodo», dello stesso codice; che il giudice a quo – nel fare propria tale censura – ritiene che la questione di costituzionalità sia rilevante, in quanto al suo accoglimento «conseguirebbe la fondatezza della domanda» proposta nel giudizio principale; che il remittente – quanto alla non manifesta infondatezza della questione – evidenzia l'irragionevolezza della scelta del legislatore di prevedere, limitatamente alla decurtazione del punteggio dalla patente di guida, fissata nella misura di dieci punti, un trattamento più severo per l'infrazione oggetto del giudizio principale (art. 148, comma 11, del codice della strada), rispetto alla più grave violazione di cui al comma 14 del medesimo art. 148; che, difatti, sebbene quest'ultima infrazione risulti – se posta a confronto con quella oggetto del giudizio principale – più gravemente sanzionata, sia sul piano pecuniario (e ciò avuto riguardo tanto ai minimi quanto ai massimi edittali), che in relazione alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida (del pari prevista per un arco temporale maggiore sia nel minimo che nel massimo), essa risulterebbe, invece, del tutto immune dall'applicazione della decurtazione dei punti dalla patente di guida; che, secondo il giudice rimettente, il riferimento – operato dalla tabella allegata all'art. 126-bis del codice della strada – alle violazioni di cui all'art. 148, comma 16, «terzo periodo», dello stesso codice dovrebbe intendersi nel senso che l'applicazione della decurtazione del punteggio dalla patente di guida, nella misura di dieci punti, sia circoscritta alle sole infrazioni ivi indicate, e cioè alle ipotesi di divieto di sorpasso contemplate dai commi 9, 10, 11, 12 e 13 del medesimo art. 148, e non pure a quella prevista dal comma 14; che ipotizzata, così, un'irragionevole disparità di trattamento, il Giudice di pace di Palermo ha sollevato – in riferimento all'art. 3 Cost. – questione di legittimità costituzionale dell'art. 126-bis del codice della strada e della tabella ad esso allegata, «nella parte in cui è prevista la decurtazione di dieci punti della patente di guida con riferimento all'art. 148, comma 16, terzo periodo», del medesimo codice; che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata «inammissibile e comunque infondata»; che la difesa statale rileva, in via preliminare, come il giudice remittente – nell'esaminare il riferimento al comma 16 dell'art. 148 del codice della strada, contenuto nella tabella allegata al censurato art. 126-bis del codice della strada – muova da una «lettura della norma che non sembra conforme alla sua formulazione letterale» e che, pertanto, lo conduce erroneamente ad escludere l'operatività della decurtazione del punteggio dalla patente di guida, allorché ricorra la violazione amministrativa prevista dal comma 14 del citato articolo 148;