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Il segretario amministrativo centrale è responsabile amministrativo e contabile del partito ed è eletto dal congresso o dall'assemblea generale a scrutinio segreto, sulla base di criteri di professionalità e secondo modalità definiti dallo statuto. Il segretario amministrativo determina, entro il termine massimo di due mesi prima della data delle elezioni, la spesa massima che può essere sostenuta a livello centrale e dalle diverse articolazioni territoriali, al fine di garantire il rispetto dei limiti di spesa previsti dall'articolo 41. 2. Con le medesime modalità di cui al comma 1, le assemblee o i congressi delle diverse articolazioni territoriali eleggono un segretario amministrativo, al quale competono le responsabilità di cui al medesimo comma 1, primo periodo, nell'ambito della rispettiva articolazione. 3. Per tutta la durata dell'incarico, i segretari amministrativi non possono far parte di assemblee parlamentari, regionali o di enti locali, essere membri del governo nazionale o delle giunte regionali o degli enti locali, né essere nominati in consigli di amministrazione di enti pubblici economici, di società a prevalente capitale pubblico o di aziende che gestiscono servizi pubblici degli enti locali. Art. 10. (Collegi dei revisori) 1. Lo statuto fissa le modalità per la nomina del collegio dei revisori dei conti del bilancio del partito e dei bilanci delle articolazioni periferiche. 2. I collegi di cui al comma 1 sono composti da tre revisori iscritti, da almeno cinque anni, nel registro di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. I doveri del collegio sono quelli contemplati dall'articolo 2403 del codice civile. Le responsabilità dei revisori sono quelle previste dall'articolo 2407 del codice civile. Art. 11. (Registrazione dello statuto e acquisizione della personalità giuridica) 1. I partiti politici già costituiti alla data di entrata in vigore della presente legge sono tenuti, entro tre mesi dalla predetta data, a depositare copia del proprio statuto, con sottoscrizione del presidente o del segretario politico, legale rappresentante del partito, autenticata da un notaio o da un cancelliere del tribunale di Roma, presso la Commissione di garanzia degli statuti e dei finanziamenti dei partiti politici di cui all'articolo 12, ai fini della registrazione. 2. La Commissione di garanzia, qualora giudichi lo statuto conforme alle disposizioni della presente legge, procede alla registrazione. Qualora giudichi lo statuto non conforme, la Commissione emette, previo contraddittorio, decreto motivato nel quale sono indicate le parti dello statuto da sottoporre a modifica. Entro i successivi sei mesi il congresso o l'assemblea generale del partito adegua lo statuto alle indicazioni della Commissione. 3. Ogni modifica dello statuto deliberata dal competente organo del partito deve essere sottoposta alla Commissione di cui all'articolo 12, che la esamina con la procedura di cui al comma 2. 4. Dalla data di registrazione dello statuto il partito acquista personalità giuridica e può fruire delle provvidenze previste dalla presente legge. 5. Indipendentemente dai termini di cui al comma 1, le procedure indicate nel presente articolo si applicano anche alle associazioni di cittadini che vogliano costituirsi in partito e fruire delle provvidenze previste dalla presente legge. 6. Nessuna modificazione dello statuto può essere invocata in giudizio, tutte le volte che un procedimento giudiziario possa instaurarsi a norma delle leggi vigenti, se non è approvata dalla Commissione di cui all'articolo 12 ai sensi del presente articolo. Art. 12. (Commissione di garanzia degli statuti e dei finanziamenti dei partiti politici) 1. È istituita la Commissione di garanzia degli statuti e dei finanziamenti dei partiti politici, di seguito denominata «Commissione», competente per il giudizio di conformità e la registrazione degli statuti e per il controllo dei bilanci dei partiti. 2. La Commissione ha sede in Roma ed opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio e di valutazione. È organo collegiale costituito da sette membri, scelti tra personalità non iscritte a partiti politici, dotate di specifica e comprovata competenza ed esperienza in materie giuridiche economiche e di indiscussa moralità ed indipendenza, designati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica, dal Presidente della Camera dei deputati, dal Presidente della Corte di cassazione, dal Presidente del Consiglio di Stato, dal Presidente della Corte dei conti, dal Presidente del Consiglio nazionale forense e dal Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperiti contabili. I membri designati dai presidenti degli organi giudiziari devono essere scelti tra magistrati aventi la qualifica almeno di presidente dì sezione; i membri designati dai presidenti degli ordini professionali devono essere scelti tra professionisti iscritti agli albi da almeno venti anni. 3. Non possono essere nominati componenti della Commissione i parlamentari nazionali ed europei, i consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali ed i componenti delle rispettive giunte, nonché coloro che abbiano ricoperto o siano stati candidati alle predette cariche nei cinque anni precedenti. 4. La Commissione dura in carica sette anni. I componenti non sono confermabili e non possono candidarsi al Parlamento nazionale o europeo, ai consigli regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali fino alla scadenza del quinto anno successivo al termine del loro incarico. 5. La Commissione elegge al suo interno un presidente. 6. La Commissione, con proprio regolamento, adotta le disposizioni concernenti la propria organizzazione e il proprio funzionamento, quelle relative al trattamento economico e giuridico del personale e all'ordinamento delle carriere, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese, nei limiti previsti dalla presente legge. 7. La Commissione provvede all'autonoma gestione delle spese per il suo funzionamento nei limiti di un apposito fondo istituito a tale scopo nel bilancio dello Stato ed iscritto con capitolo unico nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio di previsione approvato dalla Commissione entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Il contenuto e la struttura del bilancio di previsione, il quale deve comunque recare l'indicazione delle spese previste entro i limiti delle risorse disponibili, sono stabiliti dal regolamento di cui al comma 6, che disciplina anche le modalità per le eventuali variazioni. Il rendiconto della gestione finanziaria, approvato entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento, è soggetto al controllo della Corte dei conti. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione finanziaria sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale . 8. Si applicano al personale della Commissione le disposizioni di cui all'articolo 11, commi da 1 a 4, della legge 10 ottobre 1990, n. 287. Al predetto personale è fatto divieto di iscriversi a un partito politico. 9. La Commissione presenta alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno successivo alle elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale, alle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia e alle elezioni dei consigli delle regioni a statuto ordinario, un rapporto sulla propria attività, formulando tutte le osservazioni e le proposte di modifiche legislative ritenute necessarie. TITOLO II