[resaula]

durante il medesimo incontro, era stata sottoposta tale problematica, facendo presente che i suddetti dipendenti rappresenterebbero personale già formato ed immediatamente disponibile al training delle risorse, che verranno assunte in apprendistato, come sottolineato dal direttore HR di Trenitalia. E questa soluzione rappresenterebbe già una possibilità di trasferimento e nello stesso tempo una forma di tutela per la salute ed il benessere di questi lavoratori, che avvicinandosi alla propria residenza migliorerebbero notevolmente la qualità della vita e la conciliazione tra lavoro e famiglia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano intraprendere azioni di supporto alla situazione dei lavoratori piemontesi in trasferimento permanente, congiuntamente alla tutela dei lavoratori del settore trasporto passeggeri regionale. Atto n. 4-01923 MATRISCIANO ROMAGNOLI CAMPAGNA NOCERINO AUDDINO PIRRO GUIDOLIN BOTTO ROMANO AIROLA SANTILLO ORTIS ANGRISANI GARRUTI L'ABBATE ORTOLANI DI GIROLAMO FERRARA COLTORTI DESSI' ACCOTO LANNUTTI DELL'OLIO LANZI PELLEGRINI Marco CRUCIOLI TRENTACOSTE FENU GIANNUZZI MORRA PRESUTTO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che il sito ufficiale della grande opera terzo valico dei Giovi riporta che l'attivazione del medesimo avverrà tra tre anni, nel 2022, ma il 7 giugno 2019, a Rapallo, Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, ha affermato: "Nel 2023 confermiamo il completamento della tratta Genova-Tortona", come riportato dal sito web dell'emittente televisiva "Primocanale"; appurato che soltanto tre anni fa, il 9 aprile 2016, a Novara, in occasione della firma dell'ennesimo protocollo legato al terzo valico, proprio Gentile aveva dichiarato al quotidiano "la Repubblica" che "il Terzo Valico tra Piemonte e Liguria sarà 'verosimilmente' operativo per il 2021, mentre per 2022 dovrebbero essere pronti i collegamenti ferroviari Torino-Genova e Milano-Genova in 60 minuti"; considerato che: le ultime dichiarazioni dell'amministratore delegato di Rfi sono state rilasciate dopo la pubblicazione di un articolo de "la Repubblica" che, sulle pagine di Genova, evidenziava come la crisi finanziaria che rischia di portare verso il fallimento Condotte d'acqua SpA, finita in amministrazione controllata, potrebbe minacciare la realizzazione dell'opera. La società romana detiene infatti il 31 per cento delle quote del Cociv (Consorzio collegamenti integrati veloci) e l'articolo dava conto dell'impossibilità della stessa di versare a Rfi la somma prevista da contratto come garanzia per la costruzione del quinto lotto. Situazione che, nel marzo 2019, secondo il quotidiano che cita un documento ufficiale del Cociv inviato a Rfi, "rischia di rendere gravoso l'andamento generale dei lavori"; l'articolo parlava del rischio di chiusura dei cantieri. Gentile ha quindi rassicurato tutti annunciando un ulteriore ritardo di almeno un anno nella fine dei lavori. Il Cociv, da parte sua, ha inviato ai mass media solo poche righe per annunciare che "i lavori per la realizzazione del Terzo Valico proseguono senza alcuna interruzione. Il consorziato Salini Impregilo, socio di maggioranza del Cociv, infatti, stante la situazione di Condotte, si è temporaneamente preso carico delle esigenze del consorzio per garantire la continuità delle attività realizzative del progetto" (dal sito "77 post oggi notizie"). Ci si chiede quali siano, a questo punto, i tempi previsti. Anche perché lo scavo del tunnel di valico dal Piemonte verso Genova (27 chilometri in totale), precisamente dal cantiere di Radimero di Arquata, va avanti, ma a singhiozzo. L'impatto con le sorgenti degli acquedotti di Sottovalle e Rigoroso-Borlasca da parte di una delle due talpe meccaniche era stato previsto inizialmente a febbraio 2019, poi a fine aprile, ma finora non c'è stato. Questo perché, spiega Claudio Coffano, presidente dell'Osservatorio ambientale del terzo valico, "ci sono stati degli stop di carattere organizzativo nello scavo". Lo conferma anche il sindacato, con Rocco Politi (Fillea Cgil): "Le talpe devono essere fermate ogni volta che le vasche di deposito dello smarino sono piene e vanno quindi svuotate"; Rfi, da parte sua, spiega: "La fresa sta operando rispettando i tempi tecnici di fermo programmato per la manutenzione. Una delle due frese è, infatti, in fase di manutenzione programmata ma, a breve rientrerà in funzione". A Radimero sono attese anche le vasche dedicate alle analisi dell'amianto nello smarino, ma per ora tutto è fermo. I materiali scavati da Radimero vanno nelle piazzole provvisorie di Romanellotta, dove viene attesa la biodegradazione dei tensioattivi presenti nelle terre scavate con Tbm, la talpa meccanica, e, una volta caratterizzati, inviati ai siti finali individuati dal piano di utilizzo delle terre da scavo; considerato altresì che da dicembre 2018 si contano due morti all'interno dei cantieri per la realizzazione della grande opera, si chiede di sapere: quali siano gli effettivi tempi di realizzazione del terzo valico dei Giovi; se siano state condotte analisi e controlli da parte dell'ARPA per verificare che la mancanza di vasche aggiuntive dedicate all'analisi dell'amianto contenuto nello smarino e il conseguente stoccaggio provvisorio in località Romanellotta non costituisca un rischio per la salute dei cittadini; se non ritengano necessario eseguire visite ispettive per verificare la corretta esecuzione in sicurezza dei lavori all'interno dei cantieri del terzo valico. Atto n. 4-01924 BERGESIO RIPAMONTI SBRANA VALLARDI Al Ministro della salute Premesso che: il Ministero della salute, attraverso gli Uvac (Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari) e gli Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) gestisce una banca dati che contiene, tra l'altro, dati relativi all'importazione di latte e di prodotti lattiero-caseari, oggetto di controllo a fini sanitari da parte degli uffici del Ministero; in data 27 aprile 2017, Coldiretti ha presentato alle Direzioni generali competenti del Ministero, cui fanno capo gli Uvac e gli Usmaf, apposita istanza di accesso civico, ai sensi dell'art. 5 del decreto legislativo n. 33 del 2013, in relazione ai flussi riguardanti l'importazione di latte e di prodotti lattiero-caseari oggetto di controllo a fini sanitari; all'istanza di Coldiretti l'amministrazione ha opposto un fermo diniego, sulla base della considerazione che l'accesso ai dati avrebbe inciso sugli interessi commerciali delle imprese coinvolte nelle importazioni, con la conseguente necessità di avviare un contenzioso amministrativo; con ricorso innanzi al TAR Lazio-Roma (Sez.