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i pazienti italiani devono aspettare lunghi mesi e anni prima di accedere alle prestazioni riabilitative di qualunque tipologia, si chiede di sapere: a chi debbano rivolgersi i pazienti che si trovano nelle condizioni descritte per accedere tempestivamente a prestazioni riabilitative, qualora siano prescritte all'interno del referto clinico specialistico; se e come, in assenza di possibilità di accesso a strutture del SSN, per tempi di attesa eccessivamente lunghi, abbiano il diritto ad accedere alle cliniche linfologiche estere per avere l'erogazione in esenzione di guaine compressive su misura; se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare misure volte a prevedere il diritto ad un rimborso delle guaine necessarie in strutture private italiane che offrono una continuità di presa in carico, a volte non rinvenibile in regime di SSN. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03647 AIMI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: a oggi, nonostante l'avvio della "fase 2" e del superamento di numerose limitazioni legate alla necessità di contenere il contagio da COVID-19, continuano a non essere celebrate le processioni religiose. Le comunità cattoliche di fedeli, pertanto, non potranno nemmeno partecipare alle solenni processioni del Corpus Domini ; mentre in tutta Italia si assiste a manifestazioni antirazziste, con assembramenti inaccettabili e palesemente in violazione delle norme anti contagio, vengono ancora poste incomprensibili restrizioni sul fronte della libertà religiosa; giova ricordare che durante il lockdown sono stati numerosi i sacerdoti multati per aver celebrato la messa, anche quando le distanze di sicurezza e le misure anti contagio erano rispettate; il tutto, con un'ingerenza a parere dell'interrogante illogica e anche incostituzionale; le modalità di svolgimento delle celebrazioni religiose, e dunque anche delle processioni, attengono strettamente alle competenze della chiesa: l'art. 7 della nostra Costituzione espressamente afferma che "Stato e Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" e che i loro rapporti sono governati dai Patti Lateranensi. Tuttavia, in tale caso, è da rimarcare anche l'atteggiamento eccessivamente accondiscendente della CEI che, in tutto il periodo dell'emergenza sanitaria, si è strettamente attenuta alle disposizioni governative; anche durante il lockdown , il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 aprile 2020 ha stabilito che "l'apertura dei luoghi di culto è condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro", lasciando dunque aperta la possibilità di celebrare messa a patto che fossero rispettate le norme di sicurezza, si chiede di sapere quali iniziative di competenza si intenda assumere, anche in accordo con la CEI, al fine di ripristinare con urgenza le manifestazioni di carattere religioso come le processioni, che sono parte integrante della vita di fede di tutti i cattolici. Atto n. 4-03648 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in seguito alla procedura comunitaria d'infrazione n. 2001/2084, lo Stato italiano ha proposto una revisione delle condizioni di affidamento di alcune tratte ad alta velocità e alta capacità, fra cui la Milano-Verona, stabilendo di assegnare una determinata quota di lavori a imprese terze "nel rispetto delle procedure comunitarie applicabili"; il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, all'articolo 12 ha previsto la sostituzione del comma 8- sexiesdecies dell'articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, prevedendo che: "per effetto delle revoche di cui al comma 8- quinquiesdecies i rapporti convenzionali stipulati da TAV S.p. A. con i contraenti generali in data 15 ottobre 1991 ed in data 16 marzo 1992 continuano senza soluzione di continuità, con RFI S.p. A. e i relativi atti integrativi prevedono la quota di lavori che deve essere affidata dai contraenti generali ai terzi mediante procedura concorsuale conforme alle previsioni delle direttive comunitarie"; alla luce di tali modifiche sono stati introdotti, negli atti integrativi alle convenzioni stipulate nel 1991, i seguenti vincoli in capo ai contraenti generali: 1) affidamento al mercato, mediante procedure di gara, dell'intera quota da far eseguire a terzi del 60 per cento delle opere civili e di armamento (le infrastrutture); 2) individuazione di lotti minimi di valore tale (superiore a 80 milioni di euro per la metà della quota e, per il restante, comunque superiore alla soglia comunitaria) da interessare imprese comunitarie; 3) individuazione della normativa di riferimento per gli affidamenti a terzi nelle disposizioni dettate nella direttiva 93/37/CEE per gli appalti di concessionari di lavori pubblici; per la tratta Milano-Verona, il consorzio CEPAV2, contraente generale, è obbligato, in forza del secondo atto integrativo, a fare eseguire da imprese terze, selezionate tramite procedure comunitarie di gara ad evidenza pubblica, lavori civili e di armamento per un importo pari al 70,04 per cento; per il lotto Brescia-Verona sono stati pubblicati 4 appalti su 8. Due sono andati deserti e due hanno ricevuto una sola offerta. Peraltro una delle due offerte ricevute è stata ritenuta non idonea. Da ciò si desume una condizione di difficoltà del mercato con inevitabili rischi per il contraente generale legati a potenziali default dell'appaltatore. Non si esclude che le ragioni siano da ricercare nelle crisi delle imprese del settore e dalla conseguente recessione nel campo dei lavori infrastrutturali in Italia; i tempi di ripubblicazione sono lunghi e, stante la contingente situazione, è forte il rischio che possa ripetersi la medesima evenienza anche nei restanti appalti con margini di recupero sui tempi evidentemente nulli; la situazione di difficoltà che il consorzio CEPAV2 sta affrontando nell'assegnazione degli appalti impone la ricerca di una soluzione alternativa a quella prevista dal secondo atto integrativo, pur nel rispetto dei principi comunitari; se la gara pubblica per l'individuazione delle imprese terze cui affidare il 70,04 per cento dei lavori dell'intera tratta risulterà deserta o comunque non aggiudicata, il contraente potrebbe procedere con affidamenti diretti purché le condizioni iniziali dell'appalto non siano sostanzialmente modificate;