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Si tratta di persone che, dopo aver subito torture e ricevuto botte, stanno scappando dalle prigioni libiche, mettendo in pericolo la vita pur di non tornare in quell'inferno. E il Ministro dell'interno italiano ha avuto la faccia tosta di invitarle a sbarcare nei porti libici, che - secondo lui - sono adeguati a offrire assistenza logistica e sanitaria. Cari colleghi, se non fosse drammatica, questa situazione sembrerebbe perfino poco credibile. Gli atti compiuti nell'agosto scorso dal ministro Salvini non lasciano dubbi. L'ordine di non far sbarcare i naufraghi è stato emesso per fare pressione sugli Stati dell'Unione europea. Un Governo serio si sarebbe attivato per cambiare le regole comuni con mezzi leciti. Il nostro Ministro ha invece preferito il ricatto verso i Paesi membri, trasgredendo regole e obblighi del diritto internazionale e interno e il Governo tutto gli è andato dietro, perché non ha trovato la forza politica per fermarlo. Quanto accaduto nell'agosto del 2018 sta lì a dimostrare una cosa semplice: il sovranismo a giorni alterni di questo Governo, che un giorno rivendica prerogative nazionali e l'altro chiede aiuti sovranazionali, può tutt'al più produrre prove di forza usate come arma di ricatto, ma non può produrre un indirizzo politico di Governo coerente e capace di perseguire un obiettivo. Altro che interesse pubblico: quello andato in scena nell'agosto scorso è solo una vergognosa azione di propaganda irresponsabile che il nostro Ministro dell'interno ha fatto pagare a uomini, donne e minori, che, per vedere migliorata la propria vita, avevano corso il rischio di poterla perdere e che, invece, si sono visti limitare, senza alcuna giustificazione, i propri diritti. Su quella nave non c'erano terroristi, né persone che avrebbero potuto mettere in pericolo l'incolumità pubblica; c'erano 177 persone disperate, tra cui minori non accompagnati e donne che fino a pochi giorni prima avevano subito violenza. Si tratta di persone che sono state strumentalizzate in maniera vergognosa. È per questo motivo che il ministro Salvini non può oggi opporre lo scudo che gli viene dalla sua attività di Ministro e deve poter essere giudicato da una magistratura competente e autonoma che, in piena e assoluta libertà, in ogni Stato democratico e giusto sarebbe chiamata a valutare il suo operato. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, le vicende da cui scaturiscono le accuse pesantissime al ministro Salvini sono state impresse nella nostra memoria collettiva innumerevoli volte, troppe volte - voglio dire insopportabilmente troppe volte - per l'Italia, l'Europa e le nostre democrazie. La vicenda si riferisce a 190 esseri umani - bambini, donne e uomini - a rischio della vita e in balia del mare, che avevano il diritto, sancito dalle leggi del mare, dalle convenzioni internazionali, dalla Costituzione e dalle leggi italiane, di essere tratti in salvo e condotti in un porto sicuro. Questo, invece, non è avvenuto in quei cinque lunghissimi giorni, tra il 20 e il 25 agosto dell'anno scorso, in cui è stato impedito lo sbarco e il nostro Stato di diritto è stato sospeso, come dice il tribunale di Catania. Ciò è avvenuto per le 190 persone della nave Diciotti, le 47 della Sea Watch e, oggi, le 49 della Mare Jonio. Ogni volta ci chiediamo sempre quanti ne arrivano, ma - colleghi - dovremmo chiederci da dove stanno scappando. Non ce lo chiediamo mai e questo è un errore, un torto. Dobbiamo dire a voce alta, per onestà intellettuale e politica, che scappano da guerre e persecuzioni, come siamo scappati noi decenni addietro. Scappano da violenze indicibili, come quelle dei campi libici, che anzi dovremmo chiamare lager , dove c'è un'immane barbarie che si sta consumando e non possiamo far finta di nulla. Vanno stracciati gli accordi con la Libia. Va messa in piedi invece una missione di pace internazionale, che intervenga. Va ripresa l'attività di salvataggio nel Mediterraneo: l'indifferenza del Governo italiano è una voragine morale e politica. Il fatto che si agiti ossessivamente il tema dell'invasione è qualcosa di falso, una grande arma di distrazione di massa, così come il fatto che un Ministro e un Governo impediscano di sbarcare in un porto italiano a 177 persone, di cui 29 minori, per i quali la legge italiana prescrive assoluto divieto di respingimento - persone ospiti su una nave italiana e quindi su suolo italiano - per fare in modo che per giorni, ossessivamente, si continui a parlare di immigrazione, per nascondere il vuoto pneumatico sul lavoro e sull'economia, la disoccupazione che cresce e la recessione che dissangua il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . L'Italia è un grande Paese, non merita questa vergogna e che si tengano in ostaggio persone inermi, per essere utilizzate a un tavolo di contrattazione europea. In Europa si conta per l'autorevolezza e quale autorevolezza può avere un Paese il cui vice Presidente è accusato di sequestro di persona, di abuso di ufficio e di omissione di soccorso? (Applausi della senatrice Sbrollini) . Sono accuse enormi, che in altri ordinamenti porterebbero all'alto tradimento e all' impeachment . Per noi la vita umana e il rispetto della persona vengono prima di ogni calcolo elettorale, perché qui vive o muore la nostra democrazia. Dunque, non può esserci alcuna scelta politica che violi le leggi e, in questo caso, la libertà personale, che è garantita dalla Costituzione. Può questa Assemblea, signor Presidente, avallare la violazione massiccia dei diritti umani? Signor Presidente, colleghi, non possiamo, perché la nostra Costituzione è figlia della Resistenza e i nostri Padri costituenti allora giurarono che non ci sarebbe stata mai più violazione dei diritti e mai più sospensione dello Stato di diritto, come era avvenuto durante il fascismo. «Difendere i diritti dei migranti significa anzitutto difendere tutti noi», ha scritto Luigi Ferrajoli ed è vero. Aggiungo che ciò significa non far arretrare i diritti degli italiani, soprattutto quelli dei più deboli tra noi. Invece, colleghi, impedendo alla magistratura di andare avanti e negando l'autorizzazione a procedere, date un colpo allo Stato di diritto e affermate che quello della politica è un potere assoluto, arbitrario e sopra la legge. Allora chiedo: se domani, anziché contro i migranti, questo potere venisse usato contro la libertà di stampa, che peraltro mai come adesso è minacciata dai vostri tagli e dalle vostre politiche, o contro le minoranze? Vi ricorda qualcosa tutto questo? Il voto su Salvini è un punto di non ritorno; uno sfregio all'equilibrio dei poteri; una minaccia a quella libertà di ogni cittadino, che è inviolabile, come quella dei 177 della nave Diciotti. Signor Presidente c'è però in questa Assemblea un senatore - il senatore Giarrusso del MoVimento 5 Stelle - che tempo fa, rivolgendosi al presidente Renzi, disse: «sarebbe da impiccare», offendendo milioni di italiani, questa istituzione e la nostra Repubblica. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Malan) .