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Le voglio rappresentare la situazione dell'Italia, sulla base della quale lei deve decidere visto che andrà a parlare in Europa. Il debito pubblico è una mia fissazione; nel mio breve intervento in occasione della fiducia al suo Governo ho parlato del fondo salva Italia. Paolo Panerai l'ha ripreso nella rubrica «Orsi & Tori» su "Milano Finanza"; si tratta di un vecchio progetto (che non è vecchio, ma attuale), che lei conosce e sul quale eventualmente, quando non saremo più in zona rossa, si potrà organizzare qualcosa di specifico. Metodo di soluzione parziale del problema, il fondo salva Italia potrebbe essere da lei apprezzato e attuato. Per quanto riguarda i sostegni alla ripartenza, siamo alla vigilia della discussione in Aula del cosiddetto decreto-legge sostegni, ma lei ha una situazione che sarà ancora più difficile (lei e noi, signor Presidente del Consiglio, a nome degli italiani), quando si dovrà ripartire. Allora sì che servirà liquidità e ne servirà davvero tanta. Le faccio un esempio di cose che mi riferiscono: i prezzi delle materie prime (ferro e acciaio) sono aumentati del 30, del 40 o anche del 50 per cento, perché la Cina ne fa incetta. Qui la politica internazionale e quella dell'Europa potrebbero dire qualcosa a riguardo ai rapporti con la Cina e a qualche errore che forse abbiamo fatto. (Applausi) . C'è poi anche l'aumento del prezzo del petrolio; io ricordo i tempi in cui la benzina aumentava di dieci o di cento lire (prima dell'euro) e i giornali titolavano «aumenta la benzina, Governo ladro». Invece ora è aumentata del 10 per cento e non se ne parla; ma questo ha un'incidenza pazzesca sui prezzi. Sono aumentati, ad esempio, i prodotti per gli asfalti (faccio un esempio molto terra terra); visto che dobbiamo investire, gli enti locali devono asfaltare. Le faccio un esempio di cui lei è a conoscenza, per sintetizzare: se con 50.000 euro si asfaltava un chilometro, ora si asfaltano 700 metri. È un cambiamento, è un qualcosa che non riesce. Il problema è che i prezzi delle materie prime non dipendono da noi, ma ne dobbiamo tenere conto. Gli esportatori mi dicono ad esempio che un container si spediva con 700 euro; oggi, poiché il mercato è in mano alla Cina, ci vogliono 4.000 euro. Vi è inoltre il problema del golden power . Il precedente Governo nelle settimane scorse ha forse sottovalutato e ha preso delle decisioni, cioè ha dato l'assenso al Crédit Agricole per la Creval oppure ha dato l'assenso a un fondo internazionale di investimento per acquistare Interoute, che era di proprietà di GTT (era l'autostrada dei dati ed era interessante difenderla come interesse nazionale). Viceversa la Francia ha negato l'assenso a Fincantieri (che è di Cassa depositi e prestiti), per via dei famosi cantieri Chantiers de l'Atlantique. Con la Francia noi del Piemonte abbiamo una questione internazionale, quella del Colle di Tenda, di cui abbiamo discusso con un suo Vice Ministro due giorni fa in loco . Il Colle di Tenda è un valico internazionale, ma la Francia vuole agire a modo suo; noi pensiamo che sia una questione della quale lei sarà investito prossimamente e della quale dovrà parlare con il presidente Macron. Scherzando con qualche amico, mi veniva in mente e parafrasavo una vecchia frase: «spezzeremo le reni alla Francia». Ma non ci conviene: dobbiamo agire per via diplomatica e confidiamo nella sua autorevolezza. Un altro aspetto della situazione che lei ha di fronte, e che non c'entra con i temi citati finora, concerne il calo del gettito. In Commissione finanze è stato certificato un primo calo di 40 miliardi; i giochi, tutte le tasse ed evidentemente anche le proroghe, seppure finanziate con artifizi contabili, vedono un calo di gettito. Lei, signor Presidente del Consiglio, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti ha detto una cosa interessante: la fuga dalla firma è una questione atavica, ma si è aggravata con il codice degli appalti. Penso che tale codice possa essere riformato, ma se si segue quello attuale in maniera solerte, giorno per giorno, procedura per procedura, con la responsabilità legale e legittima di tutti, si può anche procedere ed appaltare. Ma la fuga della firma esiste e se lei l'ha citata, vuol dire che è nel suo mirino e me ne compiaccio. L'Europa - torno sul tema - ha paura dell'inflazione, ma non credo che in questo momento di deflazione e di interessi zero ci sia questo problema; un'inflazione fisiologica forse potrebbe essere un aiuto alla soluzione dei problemi del debito. Non parliamo di Patto di stabilità e di condizioni sul recovery ; ci chiede troppe condizionalità sulle quali dobbiamo discutere e sulle quali dobbiamo essere fermi e forti, senza cedere ulteriore sovranità alla tecnocrazia. Lei, signor Presidente del Consiglio, deve creare le condizioni, in accordo con l'Europa, per la crescita e per far ripartire l'economia dando certezza attraverso qualche strumento che può essere discusso in Parlamento ma che è del suo Governo, dei suoi Ministri, dei suoi consulenti, di sua invenzione creativa. Noi crediamo in questo, altrimenti non ne verremo fuori. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su cosa, senatore Crucioli? Siamo in fase di discussione generale. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, vorrei intervenire sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, è successa una questione piuttosto disdicevole e preoccupante. Come lei sa, cinque colleghi ed io abbiamo chiesto già da tempo il riconoscimento di una componente del Gruppo Misto... PRESIDENTE. No, senatore Crucioli, la interrompo immediatamente. CRUCIOLI (Misto) . Aspetti. Non ci hanno consentito... PRESIDENTE. No, senatore Crucioli. Lei deve leggere l'articolo 84, comma 5, del Regolamento. (Commenti del senatore Crucioli). La invito a sedersi, senatore Crucioli. Legga il Regolamento, che dovrebbe conoscere. Stia seduto e lasci andare avanti la discussione generale. (Commenti del senatore Crucioli). Si sieda. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, la pandemia ha sconvolto in modo violento il mondo, non risparmiando i suoi effetti, in misura più o meno intensa, a nessuna Nazione. Per far fronte a tale emergenza tutti i Paesi, prima o dopo, hanno optato per lockdown più o meno generalizzati e più o meno protratti nel tempo, con le conseguenti chiusure, peraltro necessarie, di attività, di luoghi o di strutture che potevano, per il loro elevato rischio di contagio o di assembramenti e per l'impossibilità di poter rispettare le distanze di sicurezza, creare le condizioni favorevoli per la diffusione del virus e delle sue varianti.