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Dobbiamo sostenere in ambito europeo la necessità di conservare un legame forte e privilegiato con gli Stati Uniti d'America e l'Alleanza atlantica; troppo spesso abbiamo sentito dichiarazioni ambigue da parte di esponenti di questa maggioranza e a volte del nostro Governo. Per quanto riguarda l'immigrazione, gli impegni dichiarati dal Governo per l'anno 2020 sono sconfessati nei fatti, con una gestione che ha consentito in questi mesi l'ingresso incontrollato di migliaia di immigrati irregolari che hanno messo a repentaglio la sicurezza sanitaria dei nostri cittadini. Invitiamo il Governo ad assumere tutte le iniziative ritenute utili per promuovere un rafforzamento delle frontiere esterne dell'Unione europea, al fine di contrastare la tratta degli uomini e la criminalità organizzata a essa connessa. L'Italia deve impegnarsi al fine di disincentivare le partenze e sostenere la creazione, nei Paesi di partenza e transito, di appositi centri in cui avviare gli immigrati per verificare da subito la sussistenza dei requisiti richiesti per l'asilo politico. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12,07) ( Segue CASOLATI). Permettetemi - concludendo - un passaggio sul fondo Sure, visto che è stato poc'anzi nominato. L'Italia ha già preso 10 miliardi di euro dal fondo Sure. Ci raccontate che è un regalo, ma la verità è che è tutto molto opaco. Non si sa quali siano le condizioni, perché sui mercati i tassi sono negativi. Quanto ci costano i tassi dell'Europa è vietato saperlo, perché è stato tutto segretato. È questa la trasparenza? (Applausi) . Dal momento che abbiamo il sentore, anzi la quasi certezza che questo Governo non sarà in grado di garantire quelle che per noi sono le priorità per l'Italia in Europa, con il presente comunico il voto contrario della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione su tutti e due i documenti in esame. (Applausi) . LOREFICE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, Governo, finalmente arriviamo alle battute finali, dopo un lunghissimo e travagliato percorso prima in Commissione e poi anche in Aula. Non ricordo che una legge di delegazione abbia mai preso tutto questo tempo. Questo percorso, a mio modo di vedere, è stato anche appesantito da interventi spesso fuori luogo e inopportuni, fatti dal principe degli assenteisti in Senato, che vediamo solo in determinate occasioni e per usare questa Aula come palcoscenico per attaccare il Presidente del consiglio e il Governo. (Applausi) . Stiamo trattando di legge di delegazione europea e invece ho visto tantissimi interventi fuori tema, anche sugli emendamenti; ognuno si sente libero di intervenire sulla legge delegazione europea per trattare il tema che reputa più opportuno e utile anche a fomentare l'odio religioso e razziale. Dovremmo restituire a quest'Aula la necessaria dignità. Perciò anch'io divago ed esco fuori dal seminato della legge europea... (Commenti) . Signor Presidente, qui c'è qualcuno che, appena viene additato dai colleghi, si alza dicendo che gli impediscono di parlare. Io mi rivolgo a lei, signor Presidente, e chiedo che i colleghi abbiano rispetto, come lo abbiamo noi dall'inizio alla fine. Grazie per il rispetto dovuto. (Applausi) . PRESIDENTE. Prego, senatore Lorefice, continui. LOREFICE (M5S) . Continuo, più che concludere, signor Presidente. PRESIDENTE. Io ho detto «continui». LOREFICE (M5S) . La ringrazio. Torniamo ai temi della legge di delegazione europea. Ringrazio il relatore, i presidenti e il sottosegretario Agea perché hanno avuto anche loro tanta pazienza, però mi permetto di invitare il sottosegretario Agea a portare al Ministro un messaggio per la prossima volta: una legge di delegazione con 38 provvedimenti tra direttive e regolamenti è difficilmente gestibile in Assemblea; consentite all'Assemblea e alle Commissioni di lavorare per bene perché i temi delle direttive europee e dell'Europa tutta per noi sono importanti. Perciò, mi permetto di fare un invito al Governo e al Ministro in questo senso. Nello specifico la legge interviene, ad esempio, sulla disciplina dei servizi dei media audiovisivi, delegando al Governo un riordino generale della normativa e recependo, altresì, cambiamenti intervenuti in Europa in materia di tutela della dignità umana e dei minori, promozione delle opere europee, divieto di pubblicità del gioco d'azzardo (un altro tema seguito da anni dal MoVimento 5 Stelle con la massima attenzione). Si interviene ancora in materia di pratiche commerciali sleali nella filiera agricola, al fine di tutelare meglio i produttori (e l'attenzione di questa maggioranza e del Governo per i produttori agricoli è sempre molto alta). I temi sono molti e perciò cerco di evitare un mero elenco. Vorrei solamente soffermarmi su alcune questioni che ritengo maggiormente significative. Con questa legge delegazione avviamo l' iter per il recepimento della renewable energy directive (RED) II e della direttiva del mercato dell'energia elettrica per noi molto importante. Come sapete, per il MoVimento 5 Stelle questo è un tema fondante. Grazie a questa norma ci avviciniamo a grandi passi all'idea di futuro che abbiamo in mente da undici anni: energia pulita da fonti rinnovabili del cittadino e a servizio dello stesso. ( Applausi ). Vorrei citare le comunità energetiche, anche questo è un tema a noi molto caro, già anticipate nel milleproroghe del 2020 e da un decreto del Ministero dello sviluppo economico di poche settimane fa. In merito, ringrazio anche Stefano Patuanelli per l'impegno profuso. Oggi compiamo un ulteriore passo in avanti verso la creazione di un quadro giuridico semplice e omogeneo in grado di contribuire alla loro necessaria espansione. Per noi le comunità energetiche sono importanti per superare anche la dipendenza dalle fonti fossili e perciò anche da fonti esterne alla Nazione, un altro punto del programma del Movimento che viene realizzato sempre con l'intento di mettere il cittadino al centro e fornirgli gli strumenti per essere parte del cambiamento verso un futuro non più rimandabile, grazie anche alle risorse del recovery fund per cui il Presidente del Consiglio si è battuto e che ringrazio per questo. Abbiamo un'occasione unica per realizzare quanto detto. Recepiamo, inoltre, il codice delle comunicazioni elettroniche, che costituisce anche in questo caso un nuovo passo verso l'ammodernamento del nostro Paese. Seppure la rete italiana abbia superato la prova del lockdown - ricordiamo che nei giorni di chiusura totale non era scontato e che almeno nei primi giorni non avevamo la certezza che la rete reggesse - è emerso con maggior forza il digital divide che alcune zone del Paese vivono quotidianamente. Pensiamo alle difficoltà incontrate da alcuni cittadini a causa dell'assenza di una connessione adeguata allo svolgimento dello smart working o della didattica a distanza.