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da promuovere, inoltre, l'adozione di ulteriori sistemi di sicurezza che impediscano l'introduzione e l'utilizzo dei micro-cellulari; sarà importante, con l'occasione, verificare e garantire che i detenuti per reati associativi in regime di alta sicurezza e di articolo 41- bis O.P. vengano custoditi in ambienti effettivamente ed efficacemente separati rispetto ai detenuti per crimini comuni, in modo da evitare ogni possibile contatto; inoltre, dovranno essere realizzati poli detentivi di alto profilo tecnologico e sanitario, destinati alla custodia, al trattamento ed eventualmente alla diagnosi e cura dei soggetti detenuti in alta sicurezza o in regime di articolo 41- bis O.P., anche con gravi patologie, al fine di poter contemperare il diritto alla salute del detenuto e le esigenze di sicurezza pubblica che precluderebbero qualsivoglia attenuazione del regime inframurario. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre la rieducazione dei detenuti attraverso il potenziamento delle misure alternative alla detenzione e l'implementazione dei progetti di formazione, e di lavoro intramurario ed extramurario con finalità di reinserimento sociale e contrasto alla recidiva nonché attraverso il perfezionamento dell'offerta trattamentale con introduzione in ogni istituto penitenziario, ed in particolare negli istituti minorili, di attività culturali (ad es. laboratori teatrali), artistiche ed espressive che favoriscano il percorso di maturazione e crescita personale dei ristretti con sicure positive ricadute in termini di inclusione sociale. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre la necessità dello stabile inserimento all'interno degli istituti penitenziari e delle REMS di figure professionali quali il medico psichiatra, psicologi e psicoterapeuti con la precipua finalità di gestire le situazioni di criticità, di incrementare il tempo di ascolto da dedicare alla popolazione ristretta, di attivare programmi di supporto psicologico per il personale di Polizia Penitenziaria per contenere ed attenuare gli effetti logoranti connessi alla delicata funzione svolta e all'ambiente in cui l'attività lavorativa viene esplicata; in questo senso è importante l'avviamento di corsi di formazione sul disagio psicologico e i disturbi psichiatrici per il personale di Polizia Penitenziaria, chiamato a cogliere, quale più prossimo osservatore del detenuto, i segnali di conflittualità, turbamento e malessere psico-fisico, che spesso sfociano in drammatici episodi di autolesionismo sino al suicidio; serve infine aumentare i posti nelle REMS e realizzare una rete socio-sanitaria che faciliti la comunicazione e la collaborazione tra gli istituti penitenziari e le REMS, da una parte, e le ASL e i Dipartimenti di Salute Mentale e i Centri di Salute Mentale dall'altra parte, in modo da garantire in maniera tempestiva ed agevole le prestazioni socio-sanitarie spettanti alla popolazione detenuta. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre l'incremento delle risorse del fondo per le vittime di usura o di estorsione e del fondo di rotazione per le vittime dei reati di tipo mafioso, prevedendo programmi di accompagnamento verso nuove attività imprenditoriali o lavorative. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre l'investimento di risorse per favorire il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e, in particolare per sostenere aziende confiscate in grado di mantenere occupazione e quote di mercato. Non si tratta solo di dimostrare che lo Stato restituisce alla società ciò che le mafie hanno sottratto ma anche di evitare di disperder un ingente patrimonio economico. Le priorità sopraindicate, nelle spese di investimento nel settore della giustizia, non possono prescindere dal contesto normativo in cui esse si inseriscono, che condiziona fortemente il dinamismo economico e l'effetto moltiplicativo che dovrebbero essere propri della spesa. Il PNRR dovrà quindi legare strettamente gli interventi di spesa del settore giustizia alle riforme strutturali del medesimo settore al fine di massimizzare l'effetto di trasmissione dello stimolo economico al sistema produttivo con conseguente aumento della competitività e della resilienza economica e sociale del sistema Paese. Si apre la discussione. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) ravvisa, nell'esposizione del relatore, una proposta troppo impegnativa, laddove pregiudica decisioni che la Commissione deve ancora assumere su tematiche assai vaste, come per esempio la riforma del codice civile o quella dell'accesso di magistratura. Alcuni di questi temi non sono stati mai oggetto di serio confronto politico e paiono rientrare, piuttosto, nel programma di un partito politico. È anche da evitare l'enfatizzazione del passaggio al rito sommario nel processo civile, visti i tempi di decisione che registrano, sul punto, un incremento; troppo generiche sono anche le materie, che, nel disegno di legge governativo, sono attribuite alla composizione collegiale. Preannuncia un contributo propositivo della senatrice Modena sulle scelte di politica penitenziaria che consentirebbe di offrire una copertura totale al problema, garantendo una vivibilità generalizzata nel sistema carcerario italiano. Senza risorse, invece, si continuano a privilegiare solo alcune carceri, ignorando la lezione che, dieci anni fa, consentì una capienza aggiuntiva di 4.400 unità, da parte del Governo dell'epoca. Per il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) le risorse del recovery fund rappresentano un'occasione unica per rendere più efficiente il sistema della giustizia italiana. D'altro canto, lo stesso piano europeo inserisce proprio il tema della giustizia tra i pilastri dell'azione che ciascun Paese dovrà mettere in campo per poter usufruire pienamente delle risorse europee. Le linee Guida del Governo per la definizione del PNRR inseriscono la riforma della giustizia tra le politiche di supporto per il conseguimento di un ordinamento giuridico più moderno e efficiente ritenendo, come dall'oratore si è sempre sostenuto, che la giustizia sia indispensabile per la creazione di un ambiente favorevole agli investimenti e alle attività economiche in grado di generare effetti positivi anche sul PIL. Per arrivare a questi obiettivi le linee guida indicano tre direttrici principali da seguire: ridurre la durata dei processi civili e penali; revisionare il codice civile e riformare il diritto societario, anche per uniformare la governance societaria agli standard UE. Insieme a queste riforme, il Governo propone una serie di interventi di natura organizzativa diretti ad a rafforzare il sistema giustizia: la digitalizzazione, il miglioramento delle infrastrutture materiali, la previsione di unità di missione per aggredire le disfunzioni sistemiche; l'accrescimento delle competenze dell'amministrazione. Sono già oggetto di discussione due progetti di delega, uno di riforma del processo civile al vaglio del Senato e uno, ancora da approvare, di riforma del processo penale. L'oratore ha dichiarato più volte che essi rappresentano una buona base di partenza ma c'è ancora tanto da fare se si vuole realmente velocizzare il sistema. Bisogna intervenire per eliminare i colli di bottiglia attualmente presenti nell'iter processuale, soprattutto in fase di impugnazione.