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l'obiettivo apprezzabile, peraltro pienamente condivisibile, è quello di ridurre di un terzo i morti per queste malattie non trasmissibili entro il 2030; come è stato ampiamente evidenziato anche dalla stampa nazionale, a finire nel mirino rischia di essere la gran parte delle eccellenze della produzione enogastronomica italiana (parmigiano reggiano, grana, mozzarella di bufala, salumi, prosciutto di Parma, pizza, vino e olio extravergine d'oliva); al fine di scoraggiare il consumo di questi alimenti, cui si ritiene strettamente correlato lo sviluppo di fattori di rischio per le malattie citate, si profilano particolari misure (anche di natura pubblicitaria) volte a classificare tali prodotti come "gravemente nocivi per la salute", al pari delle sigarette, dell'alcol e dei tabacchi; il 27 settembre 2018, infatti, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite sarà chiamata a pronunciarsi su un'apposita risoluzione in materia che presumibilmente, sulla base di quanto preannunciato, potrebbe prevedere elevate imposte sui prodotti incriminati oltre all'inserimento di specifici avvisi di pericolo e immagini sulle confezioni (sul modello di quanto già avviene con i pacchetti di sigarette o con i sistemi di etichettatura discriminatori "a semaforo" utilizzati in alcuni Paesi europei); considerato che: tali decisioni, che costituiscono una seria minaccia per l' export agroalimentare italiano, sembrano peraltro poco coerenti con i principi e i valori complessivi veicolati fino ad oggi dalla comunità scientifica internazionale, da sempre a favore della dieta mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO patrimonio culturale immateriale dell'umanità, quale modello alimentare sano ed equilibrato fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul loro consumo diversificato e bilanciato; numerosi studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che la dieta mediterranea è una dieta salubre che aiuta a prevenire le principali malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete, bulimia e obesità e, grazie al potere antiossidante dell'olio d'oliva unito al consumo di verdure, un mezzo importante nella prevenzione dei tumori; la posizione assunta dall'OMS e dall'ONU a parere degli interroganti rischia di avvantaggiare unicamente i produttori di alimenti dietetici e di sostituti chimici per alimenti, si chiede di sapere: se non ritengano che le misure preannunciate possano compromettere seriamente uno dei comparti di maggiore eccellenza del made in Italy ; quali iniziative intendano assumere, anche nelle sedi internazionali, ciascuno per quanto di competenza, per ovviare ai rischi evidenziati e salvaguardare uno dei maggiori settori produttivi del nostro Paese. Atto n. 3-00106 SEGRE Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da svariati organi di stampa risulta che alla dottoressa Adachiara Zevi, tra l'altro presidente dell'associazione culturale "Arte in Memoria", sia stata recapitato un plico contenente deliranti accuse di carattere antisemita, con annesse minacce di morte e frasi inneggianti al nazismo; le minacce risultano particolarmente gravi e intollerabili perché rivolte ad una persona da anni impegnata in prima linea in campagne di sensibilizzazione civile per conservare nel modo migliore la memoria della Shoah combattendo ogni forma di oblio e di indifferenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia contezza della gravità del fatto segnalato e quali iniziative intenda intraprendere per garantire la incolumità della dottoressa Adachiara Zevi e per assicurare quanto prima alla giustizia i responsabili di un gesto tanto grave e vile; se non ritenga altresì che una risposta adeguata e forte da parte delle istituzioni a questo tipo di provocazioni sia tanto più doverosa proprio al fine di contrastare il clima di indifferenza e opacità che rischia di diffondersi nel Paese. Atto n. 3-00107 PARRINI MALPEZZI MIRABELLI VALENTE COLLINA Al Ministro della giustizia Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: Luca Lanzalone, avvocato con studio professionale a Genova, arrestato il 13 giugno 2018 nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio dell'associazione sportiva Roma, fu nominato presidente di Acea SpA, la società multiservizi di cui il Comune di Roma è socio di maggioranza, presidenza dalla quale si è dimesso il giorno dopo l'arresto; la sua nomina alla presidenza di Acea Spa ebbe luogo su indicazione dell'amministrazione comunale capitolina guidata dal sindaco Virginia Raggi, dalla quale sarebbe stato incaricato anche di seguire, in qualità di consulente dell'amministrazione, le procedure autorizzative della costruenda infrastruttura calcistica; il Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, in un'intervista radiofonica all'emittente "Rtl 102.5", avvenuta in data 14 giugno, ebbe ad esprimersi in questi termini sull'avvocato Lanzalone: "Luca Lanzalone è una persona che ci aveva aiutato a salvare l'azienda dei rifiuti di Livorno, poi era stato brillante nello sbloccare la situazione dello stadio. Come premio al merito abbiamo deciso di affidargli la presidenza di Acea"; premesso inoltre che, per quanto risulta: prima di arrivare a Roma, come ampiamente riportato dalla generalità degli organi di informazione, Lanzalone aveva collaborato con un ruolo di primo piano, a partire dalla fine del 2015 e fino al 2017, con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e con il suo assessore, Gianni Lemmetti, oggi assessore per il bilancio della Giunta Raggi, dedicandosi al perfezionamento del concordato preventivo di AAMPS, l'azienda municipalizzata dei rifiuti della città labronica; secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Foglio" del 16 giugno, il Ministro in indirizzo, riferendosi a Lanzalone, avrebbe affermato "Ci siamo conosciuti quando ho lavorato al caso Aamps a Livorno"; considerato che, a quanto risulta: in data 19 giugno, intervistato nel corso del programma televisivo "Otto e mezzo", il Ministro in indirizzo ha ammesso di aver presentato, insieme all'attuale Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, l'avvocato Lanzalone a Virginia Raggi, circostanza corrispondente a quanto, secondo fonti di stampa non smentite, avrebbe dichiarato la stessa Virginia Raggi in un interrogatorio avvenuto presso la Procura della Repubblica di Roma nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio; secondo quanto riportato da "Il Foglio" del 16 giugno, il sindaco Raggi avrebbe affermato, nel corso del programma televisivo "Porta a Porta" del 14 giugno, che "Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede all'epoca erano del gruppo enti locali che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto perché all'indomani dell'arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità"; secondo il quotidiano, il Ministro in indirizzo indicò Lanzalone al sindaco Raggi come consulente per le questioni riguardanti il nuovo stadio della Roma;