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ad oggi non si hanno elementi di conoscenza relativamente alla concreta attuazione delle varie fasi stabilite dal protocollo né si osservano cambiamenti particolari, se non il trasferimento di un'aliquota della Polizia locale presso i locali della caserma Rossani a far data dal mese di aprile 2017; come da notizie pubblicate sulla stampa locale, entro il 2017 doveva essere ultimata la fase progettuale ed entro la primavera del 2018 doveva realizzarsi il completo trasferimento del Corpo di Polizia municipale; per quanto riguarda gli altri immobili, nulla è stato osservato e men che meno gli uffici del comando di supporto sono stati spostati nel comprensorio previsto, si chiede di sapere: quali siano le ragioni che allo stato non hanno consentito l'attuazione delle fasi concordate dal protocollo d'intesa; quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per accelerarne l'attuazione, allo scopo di favorire il completamento di tutte le fasi previste. Atto n. 3-00877 FERRAZZI MARCUCCI NENCINI ASTORRE ALFIERI BELLANOVA BOLDRINI CIRINNA' COLLINA CUCCA D'ARIENZO FARAONE FEDELI GARAVINI IORI MAGORNO MALPEZZI MANCA MARGIOTTA MESSINA Assuntela MISIANI PARENTE PARRINI PATRIARCA PITTELLA ROSSOMANDO SBROLLINI STEFANO SUDANO VERDUCCI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nella giornata del 2 giugno 2019 a Venezia una nave da crociera ha perso il controllo e, dopo essersi scontrata con la barca fluviale "River Countess", che aveva a bordo 130 persone, ormeggiata di fianco all'imbarcadero "San Basilio", si è schiantata contro la banchina omonima. Il bilancio è stato di 5 feriti tra turisti americani, neozelandesi e australiani, tra i 67 e 72 anni; sulla questione relativa al traffico delle grandi navi, già nel comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia (il "comitatone"), guidato, su delega della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pro tempore Graziano Delrio, in data 7 novembre 2017, era stata individuata una soluzione che allineava tutti i livelli istituzionali a partire dal presidente della Regione Veneto, al sindaco di Venezia, il sindaco di Chioggia, il sindaco di Mira, il sindaco di Jesolo, il sindaco di Cavallino-Treporti, il presidente del sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, il provveditore interregionale nonché segretario del comitato, ai rappresentanti dei Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'istruzione, dell'università e della ricerca, della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero delle infrastrutture; la soluzione per il transito delle grandi navi da crociera, individuata dal Ministero delle infrastrutture e fatta propria dal comitatone, aveva il merito di rappresentare un punto di equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza e rispetto dei cittadini, centralità del porto; tale soluzione prevedeva che le grandi navi non sarebbero dovute più passare dalla Giudecca e dal bacino di San Marco, ma che sarebbero dovute arrivare nella zona portuale di Marghera, canale nord sponda nord, con accesso attraverso la bocca di Malamocco e il canale di navigazione Malamocco-Marghera; inoltre, nella prima fase transitoria, stimata in tre anni, in attesa che il terminal di Marghera fosse attrezzato, si era previsto che l'autorità marittima adottasse una nuova determinazione con nuovi criteri più oggettivi e che tenesse conto di tutte le variabili architettoniche, paesaggistiche e ambientali al fine di preservare al massimo la laguna, di manutenere adeguatamente e di utilizzare gli attuali canali esistenti e di evitare di scavare nuovi canali; considerato che: la programmazione urbanistica definisce un porto duale con le navi di dimensione maggiori a porto Marghera, al pari di quanto prevedono il piano di assetto del territorio (Pat) del Comune di Venezia, il piano territoriale di coordinamento provinciale della Città metropolitana (Ptcp) ed il piano regionale (Ptrc); è passato ormai un anno dall'insediamento del nuovo Governo e tutte le soluzioni che erano state individuate dal Governo precedente sono state disattese, senza che ve ne siano state proposte di alternative e senza che il comitatone venisse più convocato; come dimostra il richiamato l'incidente avvenuto nella giornata del 2 giugno, non è più possibile attendere oltre; l'inerzia dimostrata sino ad oggi da parte del Governo in carica nei confronti delle decisioni adottate dal precedente Governo non solo mette in pericolo la sicurezza dei traffici della laguna, ma mette in pericolo soprattutto la salvaguardia dell'ambiente lagunare, della città storica e la tutela dei posti di lavoro di molte persone che dipendono proprio dalla centralità del porto; a giudizio degli interroganti le dichiarazioni rilasciate successivamente al grave incidente dal Ministro in indirizzo lasciano del tutto sconcertati, in quanto non è possibile che dopo un anno che siede sulla poltrona del Ministero competente, non abbia in alcun modo affrontato il problema, si chiede di sapere quali atti il Ministro in indirizzo intenda adottare o abbia adottato per attuare o per modificare le decisioni che in data 7 novembre 2017 sono state adottate dal comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia ed interrompere il traffico delle grandi navi nel canale della Giudecca e nel bacino di San Marco, affinché venga effettivamente assicurata la sicurezza dei traffici lagunari, nonché la salvaguardia ambientale e del centro storico, e la tutela dei posti di lavoro di quanti dipendono proprio dalla centralità dell'area portuale. Atto n. 3-00878 MISIANI D'ARIENZO MANCA RAMPI GARAVINI BELLANOVA FEDELI PARENTE FARAONE STEFANO ASTORRE COLLINA PINOTTI PITTELLA IORI SUDANO BOLDRINI MESSINA Assuntela COMINCINI PARRINI MAGORNO FERRAZZI CUCCA CIRINNA' VERDUCCI GINETTI PATRIARCA GIACOBBE ROSSOMANDO ROJC SBROLLINI ALFIERI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: la legge 7 aprile 2014, n. 56, di riforma degli enti locali, oltre a istituire le Città metropolitane e a ridefinire profondamente il sistema delle Province, ha modificato anche la disciplina sulle unioni e sulle fusioni di Comuni; nel corso della XVII Legislatura sono state emanate numerose disposizioni volte ad incentivare, dal punto di vista finanziario, i processi di aggregazione e di gestione associata delle funzioni, con particolare riguardo alla fusione di Comuni; a partire dal 2014, nell'ambito della dotazione del Fondo di solidarietà comunale, che rappresenta il fondo per il finanziamento dei Comuni anche con finalità di perequazione, è stato costituito un accantonamento di risorse destinato in favore delle unioni e delle fusioni di Comuni; le risorse del Fondo di solidarietà comunale, stanziate per le fusioni dei Comuni per il 2019, da quanto risulta agli interroganti, non riuscirebbero a coprire le richieste pervenute al 31 gennaio 2019; considerato che: