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Tra l'altro, le modalità nelle quali si sostanzia l'aggressione vengono definite proprio dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, per cui non ci sono lacune normative. Negli ultimi venti anni la Corte si è occupata degli orribili crimini perpetrati in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo, in Darfur, nella Repubblica Centrafricana, in Kenya, in Libia, in Mali, in Costa d'Avorio, in Georgia e in Burundi. Sono crimini che vanno ben al di là delle giurisprudenze nazionali e che riguardano tutta la comunità mondiale per la loro efferatezza. Un efficace strumento internazionale di giustizia rappresenta un importante deterrente che consente di risparmiare migliaia di vite umane, tutelare la pace e la stabilità globale e garantire un maggiore rispetto dei diritti umani. Finora 39 Paesi hanno ratificato gli emendamenti di Kampala allo Statuto di Roma, ma non l'Italia. Finalmente è giunto il momento che il nostro Paese, con questa ratifica, torni a essere in prima linea nel mondo e in Europa per la tutela della pace internazionale e del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. Noi del MoVimento 5 Stelle ci siamo impegnati, già dalla scorsa legislatura, affinché l'Italia completasse questo percorso invitando tutti gli Stati membri a fare altrettanto. Molti, in Italia e all'estero, sono ancora contrari a un organismo sovranazionale, autonomo dall'ONU e, quindi, dallo strapotere dei membri del Consiglio di sicurezza, che abbia il potere di destituire Capi di Stato e intervenire in crisi internazionali. Tale contrarietà non ha però ragion d'essere, soprattutto tenendo conto dei tanti paletti (a nostro avviso anche troppi) che regolano l'attività della Corte penale internazionale. La Corte, infatti, ha giurisdizione solo sugli Stati firmatari dello Statuto di Roma del 1998 e qualsiasi Stato membro - come avete già sentito - può uscirne in qualsiasi momento. Per quanto riguarda la giurisdizione relativa al nuovo crimine di aggressione, essa può essere esercitata solo quando c'è un deferimento da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU, altrimenti possono essere portati davanti alla Corte solo leader politico-militari di Stati che hanno ratificato gli emendamenti di Kampala. Siamo, quindi, di fronte a un passo avanti molto limitato per la tutela del diritto internazionale, ma comunque si tratta di un passo molto significativo in termini di presa di coscienza internazionale per la difesa dei più deboli e dei perseguitati. L'Italia con questa ratifica dà un segno forte e inequivocabile in questa direzione e per la tutela della pace internazionale, oggi come non mai in pericolo. Lo fa pragmaticamente in quest'Aula, affinché tutte le belle parole scritte nei trattati - a cominciare dalla Carta dei diritti dell'uomo per arrivare allo Statuto istitutivo della stessa Corte penale internazionale - non restino inchiostro sulla carta, ma diventino finalmente parole guida per un mondo migliore. Per questo con orgoglio annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1172 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1172. Il relatore, senatore Airola, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. AIROLA, relatore . Signor Presidente, la ratifica contenuta nell'Atto Senato che ci accingiamo a votare oggi è un classico protocollo di Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Libreville il 28 giugno 1999. Essendo il testo molto breve, lo leggerò completamente, anche perché le osservazioni che potrei fare in merito, probabilmente, sarebbero più lunghe. L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione fra l'Italia e la Repubblica del Gabon per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali. Ricordo che il Gabon, ex colonia francese, indipendente dal 1960, è uno Stato dell'Africa centrale di 1,5 milioni di abitanti, affacciato sul golfo di Guinea ed incastonato fra il Camerun e il Congo-Brazzaville. Repubblica semipresidenziale, ha un Parlamento bicamerale composto da un Senato di 66 membri e da un'Assemblea di 153 e può vantare abbondanti risorse naturali e considerevoli investimenti stranieri tali da farne potenzialmente uno dei Paesi più ricchi dell'intero continente africano. La Convenzione oggi al nostro esame risponde all'esigenza di disciplinare in maniera più efficace ed equilibrata gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali - cosa molto importante - e di porre gli investitori italiani in una posizione privilegiata rispetto agli operatori economici di altra nazionalità: altra cosa fondamentale. L'accordo, che si compone di 30 articoli suddivisi in sei capitoli e di un protocollo, richiama il modello di convenzione fiscale dell'OCSE e trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti (articolo 1), limitatamente all'imposizione sui redditi (articolo 2), e - per la parte italiana - all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), all'imposta sul reddito delle società (Ires) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Il disegno di legge di ratifica si compone di tre articoli. Non vi sono effetti per l'Erario italiano. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI.