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Art. 3 Valutazione delle domande 1. La valutazione delle domande di contributo è svolta dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, alla scadenza della data di presentazione delle domande. 2. Fermo restando quanto disposto dall'art. 2, comma 1, lettera h), del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 373, si applicano i criteri di priorità di cui alla delibera del Comitato interministeriale per il coordinamento della politica industriale (CIPI) del 28 dicembre 1993, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 marzo 1994. 3. Tutte le domande valutate positivamente ai fini della concessione dei contributi, sono ordinate secondo le priorità di cui al comma 2. 4. Il singolo contributo è concesso quando interamente rientrante nei fondi disponibili fino ad esaurimento. 5. Nel caso in cui l'importo globale dei contributi supera la disponibilità del Fondo sono escluse quelle imprese i cui programmi non rientrano nelle priorità di cui ai commi precedenti del presente articolo. 6. Nel caso in cui tutte le imprese realizzano programmi con le caratteristiche di cui ai commi precedenti e l'ammontare dei contributi supera la disponibilità del Fondo, il Ministero dell'industria del commercio e dell'artigianato diminuisce il contributo in misura percentuale fino alla concorrenza dei 50 miliardi del Fondo. Note all'art. 3: - Si trascrive il testo dell'art. 2, comma 1, lettera h), del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 373: "1. Sono attribuite al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) le funzioni del soppresso Comitato dei Ministri per il coordinamento della politica industriale (CIPI) di seguito indicate: a) - g) (omissis); h) emanazione delle direttive di cui all'art. 14, comma 4, della legge 27 marzo 1992, n. 257". - Si trascrive il testo dell'art. 14, comma 4, della legge n. 257/1992: "Il Comitato interministeriale per il coordinamento della politica industriale (CIPI), entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce le condizioni di ammissibilità e le priorità di accesso ai contributi del Fondo di cui al comma 3 e determina i criteri per l'istruttoria delle domande di finanziamento". - Si trascrive il testo del dispositivo della delibera CIPI del 28 dicembre 1993, (determinazione delle condizioni di ammissibilità ai benefici del Fondo speciale per la rinconversione delle produzioni di amianto, delle priorità di accesso e dei criteri per l'istruttoria delle domande di finanziamento) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 30 marzo 1994: "Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nel deliberare gli interventi del Fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto si attiene alle seguenti direttive: 1. Ammissibilità. 1. Sono ammissibili ai benefici del "Fondo speciale per la riconversione delle produzioni di amianto" quelle imprese industriali che, impiegando fibre di amianto come materia prima, siano impegnate in programmi di riconversione della loro attività impiegando materiali sostitutivi dell'amianto. Sono quindi escluse dai benefici del Fondo quelle imprese che utilizzano nella loro attività prodotti a base di amianto e che abbiano come onere quello derivante dalla sostituzione di tali prodotti. 1.2. Sono ammissibili ai benefici del Fondo anche quelle aziende che intendano orientare il processo di riconversione verso altri settori merceologici previa cessazione della precedente attività. Tuttavia, tale obiettivo dovrà essere oggetto di una specifica strategia che l'impresa dovrà documentare sulla base di programmi concordati con le organizzazioni sindacali ed impegnarsi a rendere operativa senza soluzione di continuità rispetto alla precedente attività. In tale ipotesi, il contributo sarà commisurato al costo medio di riconversione proprio del settore di provenienza od a quello del nuovo settore scegliendo, tra i due, il minore. La congruità dei costi esposti sarà verificata dal Ministero dell'industria. 1.3. Ferme restando le condizioni sopra esposte, possono usufruire dell'intervento del Fondo le imprese che risultino in attività al 31 dicembre 1992 e che non siano gravate da procedure concorsuali. Sono escluse dai benefici del Fondo quei programmi di riconversione che abbiano determinato l'iscrizione nel libro dei cespiti di investimento effettuati in data precedente all'entrata in vigore della legge n. 257/1992. 1.4. I benefici del Fondo nelle zone obiettivo 1 del regolamento CE n. 2081/93, sono cumulabili con altri benefici previsti da altre leggi comunitarie, nazionali o regionali. La cumulabilità degli interventi non può, comunque, superare il 65% dell'investimento effettuato. 2. Priorità. 2.1. Rivestono carattere di priorità quei programmi caratterizzati da: incremento della produttività per addetto nell'ipotesi di riconversione nello stesso settore merceologico; reimpiego di un numero di addetti pari o superiore nell'ipotesi di riconversione in altro settore merceologico; riqualificazione del personale nell'ipotesi di riconversione in altro settore merceologico; utilizzazione di tecnologie sviluppate con attività autonome di ricerca e sviluppo. 2.2. L'entità delle agevolazioni ammesse è pari al 15% dei costi sostenuti e riconosciuti congrui dal Ministero dell'industria. Per le imprese operanti nelle regioni italiane rientranti nell'ob. l, nei territori italiani colpiti da fenomeni di declino industriale (ob. 2) e in quelli interessati dalle azioni comunitarie di sviluppo di cui ai regolamenti CE, l'importo delle agevolazioni ammesse è elevabile al 30% dei costi sostenuti e riconosciuti congrui dal Ministero dell'industria. Per le imprese che si impegnino durante il periodo di applicazione del programma di eliminazione dell'uso dell'amianto a non fare ricorso alla Cassa integrazione guadagni, la somma erogabile è maggiorata del 10% a titolo di sostegno all'occupazione dei lavoratori alle dipendenze delle stesse imprese interessate. 3. Criteri per l'istruttoria. 3.1. Le domande di concessione delle agevolazioni sono presentate al Ministero dell'industria complete del programma di riconversione. Il Ministero dell'industria provvede ad accertare la sussistenza dei requisiti di cui ai commi precedenti analizzando i programmi presentati e valutando la congruità dei costi sostenuti o da sostenere. A seguito degli accertamenti di cui al punto precedente, il Ministero dell'industria delibera in ordine all'ammissibilità del programma all'intervento del Fondo. 3.2. Le modalità, i termini per la presentazione delle domande di finanziamento e per l'erogazione dei contributi sono stabiliti, ai sensi dell'art. 14, comma 6, della legge n. 257/1992, con decreto del Ministro dell'industria. Prima di procedere all'erogazione del contributo il Ministero dell'industria dovrà disporre verifiche di accertamento sulla realizzazione dei programmi. 3.3. Il Ministero dell'industria provvede ad informare, annualmente, il CIPE sui programmi di riconversione approvati e sulla destinazione del Fondo fino all'estinzione del medesimo".