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In primo luogo si stabilisce che l'ambito delle dodici miglia soggetto a divieto di concessione a qualsiasi titolo, sia considerato a partire dalle «linee di base» e non dalle «linee di costa» come previsto nel provvedimento citato, tenuto conto che solo con tale modifica si assume correttamente, come riferimento per il calcolo, il limite che esclude golfi ed insenature. A differenza della formulazione attualmente vigente, sono fatti salvi solo i titoli abilitativi già rilasciati alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, e non anche i procedimenti concessori in istruttoria alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 83 del 2012, con i relativi atti connessi. Sempre con il comma 1, lettera b) , si sopprime ogni deroga all'obbligo di sottoporre i procedimenti concessori per prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a mare alla V.I.A. e si prescrive che il provvedimento autorizzativo possa essere rilasciato solo d'intesa con le regioni competenti sui tratti di costa antistanti. Quest'ultima disposizione intende rispondere alla richiesta di un più diretto coinvolgimento, avanzata unanimemente dalle regioni adriatiche e ioniche, nel corso della conferenza tenutasi a Venezia nel novembre del 2012. Il comma 1 modifica le disposizioni introdotte dall'articolo 35 del citato decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, mentre il comma 2 stabilisce che devono considerarsi privi di efficacia i titoli abilitativi concernenti prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare eventualmente rilasciati nel periodo intercorso tra le date di entrata in vigore del predetto decreto-legge fino all'entrata in vigore delle disposizioni previste dal presente disegno di legge. I commi 3, 4 e 5 intervengono invece sul trattamento fiscale delle attività in questione. In particolare il comma 3 incrementa i canoni di concessione delle aree, previsti dall'articolo 18 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, mentre il comma 4 è rivolto ad adeguare l'aliquota corrisposta sul prodotto a livelli quanto meno comparabili con il prelievo praticato sui mercati internazionali. Infine il comma 5 sopprime le esenzioni fiscali in vigore sul prodotto estratto annualmente, sia in terraferma che a mare, previste dal comma 3 e dal comma 6- bis dell'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625.. Art. 1. 1. All'articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di base lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, fatti salvi i titoli abilitativi di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, già in atto alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128»; b) il terzo periodo è sostituito dal seguente: «Al di fuori delle suddette aree, le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare sono autorizzate, d'intesa con le regioni competenti sui tratti di costa antistanti, previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto». 2. Sono privi di efficacia i titoli abilitativi concernenti prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, adottati in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del predetto provvedimento e quello di entrata in vigore della presente legge. 3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge i canoni annui per i titoli abilitativi concernenti prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nella terraferma e in mare di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, sono incrementati moltiplicando l'importo vigente per un fattore pari a dieci. 4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i titolari delle concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sono tenuti a corrispondere annualmente, ai sensi dell'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, la seguente aliquota di prodotto: a) 20 per cento per gli idrocarburi estratti in terraferma; b) 20 per cento per gli idrocarburi gassosi estratti in mare; c) 14 per cento per gli idrocarburi liquidi estratti in mare. 5. I commi 3 e 6- bis dell'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, sono abrogati.