[pronunce]

che, d'altra parte, nemmeno si spiega, nell'ordinanza di rimessione, perché, prospettandosi - secondo le affermazioni dello stesso giudice a quo - l'applicazione della misura di sicurezza del riformatorio giudiziario, di cui all'art. 36, comma 2, del d.P.R. n. 448 del 1988 e all'art. 224 del codice penale, non risulterebbe invece possibile fare riferimento ai presupposti che proprio queste ultime norme richiedono, in ogni caso, per l'applicazione di detta misura speciale, prevista per gli imputati minorenni; che, pertanto, non risulta adeguatamente motivata la rilevanza della questione, che appare inoltre intimamente contraddittoria: onde essa si palesa manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 37 del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), e dell'art. 224 del codice penale (Minore non imputabile), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 10 e 31 della Costituzione, dal tribunale per i minorenni di Messina con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 maggio 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Onida Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 9 maggio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola