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Nel dettaglio, mi preme sottolineare che il peggioramento determinato dalle variazioni apportate per atti amministrativi è riconducibile agli effetti dei decreti-legge adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, per cui il Parlamento ha autorizzato il ricorso all'indebitamento attraverso l'approvazione di apposite risoluzioni relative alle due richieste di scostamento di bilancio presentate dal Governo. Questi determinano nel complesso un incremento delle spese finali per oltre 179,6 miliardi di euro, in parte compensato da un incremento delle entrate finali per circa 8,1 miliardi di euro. Il peggioramento del saldo è dovuto a una proposta di riduzione delle entrate finali per 50,8 miliardi di euro in termini di competenza, riconducibile per quasi 39 miliardi di euro alle entrate tributarie, ed è interamente determinata dal consistente deterioramento della previsione macroeconomica. A tale dato si aggiunge una proposta di aumento delle spese finali per 1,6 miliardi di euro. Sul versante dei residui, il disegno di legge di assestamento provvede ad aggiornare i residui attivi sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2019, a seguito della gestione conclusasi nell'esercizio consuntivo. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un aumento di residui finali attivi al 31 dicembre 2019 pari a 216,161 miliardi di euro, a fronte dei 246,389 miliardi di euro di residui inizialmente solo presunti. Per le entrate tributarie, i residui vengono quantificati pari a 108,477 miliardi di euro, con una variazione in diminuzione di 18,667 miliardi di euro rispetto alle previsioni iniziali di 127,144 miliardi. Per le entrate extratributarie, i residui ammontano a 106,974 miliardi di euro, con una variazione in diminuzione di 11,538 miliardi di euro rispetto alla previsione iniziale di 118,512 miliardi di euro. Avviandomi alla conclusione, quanto all'ammontare dei residui passivi, quelli riferiti alle spese complessive, comprensivi di quelli relativi al rimborso prestiti, pari a 752 milioni, sono certificati alla chiusura dell'esercizio 2019 per un importo pari a 114,014 miliardi di euro. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale congiunta. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi pare che siamo costretti a parlare di numeri, c'è poco da fare; ma dentro i numeri, che sembrano aridi, c'è tutto: c'è la vita dei cittadini. Il 2019, a rendiconto, per me è preistoria rispetto a quanto è successo nei mesi successivi. Purtroppo è così: quando discutevamo per uno o due miliardi - anche se si tratta di miliardi, quindi sono sempre fatti delicati - erano rose e fiori; ora invece vedremo dai dati - come si è visto da quanto hanno descritto le relatrici - quanti sono i miliardi dell'assestamento. Il rendiconto si compone della parte bilancio e della parte patrimonio. Il patrimonio dello Stato è negativo per 1.916 miliardi ed è peggiorato di 13 miliardi, ma non mi stupisco: è normale ed è dovuto al debito pubblico. Il rendiconto racconta che c'è stato un accertamento in aumento delle entrate fiscali per 14 miliardi - si parla di accertamento, non è detto che siano stati incassati - e questo vuol dire aver raschiato il barile, ma ha portato il totale del bilancio, quello che a noi interessa, a 605 miliardi di entrate; poi il bilancio pareggia con l'aggiunta del meccanismo del debito pubblico - scadenze, nuove missioni o rinnovi - a 866 miliardi. Già il bilancio 2019, tuttavia, dice che sono necessari 66,5 miliardi da finanziare, che sono il meccanismo di competenze più residui (per una parte pari a 30-40 miliardi erano quelli del deficit che era stato approvato nella legge di bilancio, la differenza sono residui), ma già si trattava di 66 miliardi. Il vero problema, nel rendiconto, sono i residui. I residui passivi ammontano a 114 miliardi e questi sono costi, sono debiti; ma, se li abbiamo impegnati per fare investimenti, che vanno fatti e vengono realizzati, e si paga e bisogna pagare, subentra un grosso meccanismo di cassa, con un problema enorme. Parlo dei dati del 2019, figuriamoci quelli del 2020. Bisogna ridurli, però: bisogna che i residui passivi siano spesi da tutte le amministrazioni. I residui attivi, viceversa, ammontano a 216 miliardi e sono importi pericolosi, perché sono veri e reali e il sistema ce la fa a pagarle (mi riferisco alle tasse precedenti e a tutte le entrate che lo Stato deve acquisire e che non ha acquisito in corso d'anno). Cioè, le aziende e le famiglie che finanziano lo Stato attraverso le tasse, il lavoro, l'utile e gli incassi - insisto su questo - sono in grado di ridurre i residui attivi, che sono una cifra non regolare nel contesto degli importi di bilancio e non è un equilibrio che economicamente possa essere giudicato da un terzo o da un tecnico come un importo esatto. Praticamente, governare come si fa oggi, decidendo soltanto di spendere e spandere dappertutto, perché si pensa che ci siano i fondi europei, ci porta diritti nel baratro. Secondo me, non si può dire che gli italiani sono ricchi, che ci sono 1.500 miliardi di depositi e 2.500 di ricchezza finanziaria, in obbligazioni e altre forme, perché pensare di toccare questi vuol dire creare uno shock psicologico tremendo, fermare tutti gli affari e determinare una fuga di capitali. Senza parlare di Alitalia, che è troppo facile, ci sono altri debiti sotto il tappeto, che da qualche parte andranno iscritti, prima o poi. L'operazione Monte dei Paschi, che va in scadenza, genererà una perdita di 10 miliardi; l'INPS è sotto di 26 miliardi; i fornitori non pagati dallo Stato e i debiti non contabilizzati in questo importo sono, a seconda dei diversi sistemi di calcolo, debiti fuori bilancio per 30, 50, 70 miliardi, ma prima o poi anche questi nodi verranno al pettine. Oltretutto, questo meccanismo di non incassare i residui attivi, di dover spendere per i residui passivi e far funzionare la macchina di competenza determina troppa lentezza nel pagare: lo Stato paga lentamente e pagano lentamente tutti gli enti. Questa è la situazione del 2019. Tuttavia, l'assestamento di bilancio, che è un aggiornamento delle previsioni sulla base di cosa è cambiato in base ai dati del rendiconto, raccolta di cifre che a me fanno tremare le gambe: non mi farebbero dormire la notte se fossi il Ministro dell'economia o anche un Sottosegretario (non me ne voglia, signor Sottosegretario). Capiamo tutti insieme - perché il debito non è del Governo e della maggioranza, ma di tutti - cosa stiamo decidendo: nell'assestamento di bilancio diciamo che dobbiamo finanziare - e sono dati ufficiali - 350 miliardi di cassa e 302 di competenza, suddivisi nelle diverse voci.