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Fermatevi, fate ancora in tempo. Non date ulteriore carne da macello agli scafisti. Vi troverete presto a rispondere di queste responsabilità e allora non basteranno i «non so», «non ricordo», «non c'ero e, se c'ero, non ho capito», «non c'ero e non mi ricordo», come lo smemorato Toninelli. Ma che tristezza quella della bugia detta per nascondere la propria incapacità di prendersi una responsabilità! E che tristezza quando questa responsabilità è quella che chiedono gli italiani di difendere il proprio Paese. (Applausi) . E nel frattempo dove vanno gli scafisti? Dove li state nascondendo? Li state nascondendo nel cono d'ombra del Covid. Non c'è dibattito, non c'è informazione sulla stampa, non c'è nulla sulla cronaca. Ma sappiamo che i 30.000, una volta che sono stati liberati dalla quarantena, sono in giro per l'Italia con un foglio di carta in mano, dove si dice loro di tornare nel proprio Paese e quelli nel proprio Paese non ci tornano ed entrano in clandestinità. Questo state facendo, senatrice De Petris, ed è il contrario di quello che qualcuno ha detto qua dentro. Questo vuol dire mettere in clandestinità le persone e obbligarle poi a finire tra le braccia della malavita organizzata. State riempiendo un'altra volta le fila degli immigrati clandestini e della criminalità organizzata. Questa è un'altra responsabilità da cui non potrete fuggire. Non c'è dubbio, Presidente: voi oggi portate in approvazione questa modifica della norma dei decreti sicurezza per un odio ideologico. Non vado neanche a leggere nel merito dove c'è scritto più volte «articolo abrogato» e si diceva che le navi, quando entrano in Italia, vengono sequestrate. A fronte di questo non c'è argomento che tenga. A fronte di questo non c'è argomento che tenga: voi fate una scelta squisitamente ideologica. (Applausi) . In conclusione, signor Presidente, non posso che rimanere attonito nel vedere spettacoli come quello che è stato dato ieri qui, in Aula, dal Governo, con il ministro D'Incà che prende la parola prima della discussione generale e impone, anche se il Vice Presidente di turno gli toglie la parola, la questione di fiducia. A fronte di questo, oggi ci troviamo qua in Aula ad approvare un decreto trasformato in legge senza che ci sia stata nemmeno una discussione generale seria. Non ha alcun valore andare a vedere i precedenti, perché l'unica cosa che dicono i precedenti è che oggi voi, MoVimento 5 Stelle, con il vostro ministro D'Incà, state utilizzando i peggiori metodi della Prima Repubblica, quelli che mettono il bavaglio all'opposizione, quelli che impongono la fiducia, quelli che impediscono qualsiasi dibattito anche alla maggioranza. (Applausi) . Non una parola abbiamo sentito dal MoVimento 5 Stelle oggi qui in Aula. Questo è l'imbarazzo che vi inchioda alle vostre responsabilità. (Applausi) . Potrete tradire voi stessi, ma pagherete sempre il conto di aver tradito gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. (Commenti. Si odono suoni di fischietti) . Prego i senatori Questori e gli assistenti parlamentari di procedere alla rimozione di ogni cartello o striscione. Prego, senatrice Questore, rimuova al posto di indicare me. Ne residuano sette o otto e, quindi, penso che sia possibile. Senatore De Poli, senatore Pepe, sono pochi quelli rimasti e abbiamo concluso. Forza, gli ultimi consegnateli e basta. (Si continuano a udire suoni di fischietti) . Quando abbiamo finito con i cartelli, passiamo ai fischietti. Incarico lei di andare a trovarli. Finiamola con questi cartelli. Forza, senatrice Pergreffi, si costituisca. Con i cartelli abbiamo finito. Adesso non ricominciamo. Ascoltate: la mia intenzione è di non sospendere la seduta e di proseguire, sperando che una volta o l'altra Cristiano Militello ci noti, perché vedo che a "Striscia lo striscione" non ci siamo mai andati. Forse si doveva mettere qualche errore. (Si continuano a udire suoni di fischietti) . Tanto alla fine poi vi stancate. Riprendete fiato, per cortesia. La discussione generale si è conclusa, finalmente. Senatore Romeo, i toni canori di questa parte della discussione possono e debbono essere soppressi. ( Persistono i suoni di fischietti) Colleghi, legittima è l'esternazione di un dissenso, ma, oltre un certo punto, stona. Senatori Augussori, Romeo e Rufa, a questo punto devo iniziare a prendere provvedimenti in Aula. Basta! Consentite di iniziare le dichiarazioni di voto. CORO DI VOCI. Fuori! Fuori! Fuori! PRESIDENTE. Il senatore De Poli mi segnala che, nelle tribune del secondo ordine, sono state chiuse le porte da dentro. Ciò non è consentito per motivi di sicurezza. Se le porte non vengono riaperte, sono costretto a sospendere la seduta o a fare aprire le porte. (Si continuano a sentire suoni di fischietti). Poiché il senatore Questore mi conferma che la porta è stata aperta, vi invito a smettere di fischiare. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusìo) UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, come posso, però, parlare con questo rumore? PRESIDENTE. Colleghi, adesso basta! UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, con questo provvedimento, finalmente, vince la sicurezza, quella vera, e perde la paura, quella che serve solo alla propaganda elettorale. Come tanti altri, anche noi abbiamo contestato i decreti Salvini, dicendo che avrebbero peggiorato le problematiche connesse all'immigrazione. In particolare, con quei decreti ... (Brusio) PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a mettervi seduti, tutti! Tutti compresi! Non ci sono casi eccezionali di chi "giracchia"! UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . In particolare, con quei decreti-legge si chiusero gli SPRAR, quei piccoli centri di accoglienza dove tante persone lavoravano con successo per l'integrazione dei migranti e che fungevano anche da antenne per il controllo del territorio. Inoltre, con il fortissimo restringimento dei permessi umanitari, tante persone furono catapultate nell'invisibilità, facile preda della criminalità organizzata alla ricerca di forza lavoro a basso costo. Per non parlare delle norme sul salvataggio in mare, in contrasto con gli accordi internazionali; tanto che - com'è noto - il presidente Mattarella scrisse una lettera alle Camere per sollevare forti perplessità, sollecitando il Parlamento a modificare il provvedimento. Per fortuna, questa stagione si è chiusa, nonostante i patetici tentativi di ostruzionismo da parte di chi ha fatto della paura il proprio business elettorale. (Applausi. Si sentono suoni di fischietti) . PRESIDENTE. Adesso con quei fischietti la smettete! UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) .