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È, inoltre, vietato, in caso di fecondazione eterologa, la commercializzazione di gameti o di embrioni e la surrogazione di maternità. È, infine, vietato qualunque processo di clonazione da un altro essere umano in vita o morto. Per ogni divieto l'articolo fissa, altresì, le rispettive sanzioni. L'articolo 13 stabilisce che l'attività di ricerca scientifica sugli embrioni umani è consentita nel caso in cui vengano utilizzati gli embrioni crioconservati, che non siano destinati al trasferimento in utero e in situazione di abbandono, nonché qualora si perseguano finalità terapeutiche e diagnostiche volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione. L'articolo vieta: la produzione di embrioni a fini di ricerca; ogni forma di selezione eugenetica degli embrioni e dei gameti; interventi di clonazione sia a fini procreativi che di ricerca e, infine, la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere. L'articolo fissa, altresì, per ogni divieto le rispettive sanzioni. L'articolo 14 disciplina l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita, sia omologhe che eterologhe. In particolare, relativamente alla fecondazione eterologa, dispone che la donazione di gamete sia libera, volontaria e gratuita e consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni, inoltre, dispone che le cellule riproduttive di un medesimo donatore non possano determinare più di dieci nascite. In relazione ai centri di procreazione assistita, l'articolo prevede che i medesimi garantiscano la tracciabilità del percorso delle cellule riproduttive dalla donazione all'eventuale nascita mediante la trasmissione dei propri dati al Centro nazionale trapianti, nonché mediante la predisposizione della raccolta dei dati in un server pubblico per ogni regione. In relazione ai dati clinici del donatore, l'articolo, stabilisce, inoltre, che possano essere resi noti al personale sanitario solo in casi straordinari, dietro specifica richiesta e mediante procedure istituzionalizzate, per eventuali problemi medici della prole, ma in nessun caso alla coppia ricevente. Infine, il medesimo articolo dispone che i donatori non abbiano diritto di conoscere identità del soggetto nato per mezzo di queste tecniche e che il nato non possa conoscere l'identità del donatore. L'articolo 15 dispone in materia di diagnosi preimpianto. A tal fine consente l'uso di tale tecnica e la eventuale selezione degli embrioni a fini di prevenzione e terapeutici, nonché per la salvaguardia dell'integrità psicofisica delle coppie sterili e portatrici di malattie geneticamente e sessualmente trasmissibili. L'articolo 16 disciplina l'applicazione e limiti delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. In particolare, vieta la crioconservazione e la soppressione di embrioni. L'articolo consente, invece, la crioconservazione qualora il medico, valutando il caso concreto, ritenga necessario procedervi in ragione delle condizioni di salute della donna e sulla base del suo consenso. È altresì consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto. In relazione alla tecniche di produzione degli embrioni, l'articolo dispone che le medesime non debbano creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario. L'articolo prevede, inoltre, che le coppie siano informate sul numero e, su loro richiesta, sullo stato di salute degli embrioni prodotti e da trasferire nell'utero. L'articolo, infine, disciplina le sanzioni relative alle violazioni dei divieti disposti. L'articolo 17 consente la donazione di gameti ed embrioni sovrannumerari nel rispetto dei limiti di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 14. L'articolo 18 garantisce l'accesso a tutti i cittadini alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. A tal fine, le relative prestazioni sono incluse quali prestazioni sanitarie a tutti gli effetti nei livelli essenziali di assistenza, fermo restante la possibilità delle regioni di prevedere livelli aggiuntivi relativi. Al riguardo occorre sottolineare come tale disposizione segua a quanto sottolineato dai giudici della Corte costituzionale da ultimo nella citata sentenza del 9 aprile 2014, n. 162, sul pericoloso delinearsi di effetti propri di una democrazia censitaria. La Corte riferisce tale riflessioni al fenomeno tristemente noto del turismo procreativo, che negli anni si è verificato in relazione alle tecniche di fecondazione assistita di tipo eterologa. Ebbene, l'inclusione di tali prestazioni sanitarie a tutti gli effetti nei livelli essenziali di assistenza va certamente letta in tal senso. Inoltre, la medesima scelta è coerente con le valutazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità che qualifica l'infertilità come una patologia. L'articolo 19 prevede che l'Istituto superiore di sanità predisponga una relazione annuale, entro il 28 febbraio di ciascun anno, per il Ministro della salute in relazione all'attività delle strutture autorizzate. L'articolo prevede, inoltre, che il Ministro della salute presenti entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del presente disegno di legge. L'articolo 20 prevede l'abrogazione della legge 19 febbraio 2004, n. 40. L'articolo 21 dispone, infine, l'entrata in vigore del presente disegno di legge il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. I I PRINCÌPI GENERALI 1 (Finalità) 1 Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile e assicura l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti e le tutele di tutti i soggetti coinvolti. 2 Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, di cui alla presente legge, non devono costituire mezzo per la selezione eugenetica dei nascituri. 3 Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità. 2 (Interventi contro la sterilità e l’infertilità) 1 Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, può promuovere ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e della infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle nonché per ridurne l'incidenza, può incentivare gli studi e le ricerche sulle tecniche di crioconservazione dei gameti e può altresì promuovere campagne di informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilità e della infertilità. 3 (Modifica alla legge 29 luglio 1975, n. 405) 1 Al primo comma dell'articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405, sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere: «d- bis ) l'informazione e l'assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;