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Ciò significa, ad esempio, che i dipartimenti di prevenzione dovranno parlare con le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA) e che l'Istituto superiore di sanità dovrà lavorare con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Abbiamo dunque bisogno che la nostra rete, che già esiste ed è di qualità, sia sempre più interconnessa. Sul piano delle risorse, partiamo chiaramente con il PNRR che, com'è noto, rappresenta un investimento ad hoc , una tantum , costruito nell'ambito dei 20 miliardi del piano salute cui si è fatto riferimento, cioè la missione 6. Mezzo miliardo non è poco, è una cifra molto significativa; penso che siano risorse preziose e molto importanti, che ci consentiranno di far partire il lavoro di integrazione e di messa a sistema. Non vi è alcun dubbio che bisognerà poi nei prossimi anni, alla fine dell'esperienza del PNRR, lavorare ancora per investire in questo settore con fondi ordinari che a regime dovranno essere permanenti e ci consentiranno di parlare con forza di un ambito che ritengo particolarmente strategico per il nostro presente, ma soprattutto per il nostro futuro. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Pisani Giuseppe, per due minuti. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, ringrazio sinceramente il ministro Speranza e mi ritengo molto soddisfatto della sua risposta, che corrisponde in sostanza alle nostre aspettative. Da ex operatore sul campo dico che manca questa sinergia tra i sistemi ARPA regionali e provinciali e i dipartimenti di prevenzione. Mi auguro pertanto che questo scoglio possa essere superato. Nel contempo mi consenta di fare un'esortazione al Ministro, come diceva poc'anzi il collega Saccone, affinché vengano previste adeguate risorse umane e tecnologiche e i completamenti degli organici di ambo le parti, cioè delle strutture sanitarie, dei dipartimenti di prevenzione, come è stato giustamente ricordato, e delle sezioni provinciali ARPA. In molte Regioni, infatti, gli organici sono assolutamente insufficienti e in alcune sono addirittura al di sotto della metà di quello previsto e ciò non consente assolutamente un efficiente controllo e monitoraggio dei luoghi di lavoro e degli ambienti di vita. (Applausi) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PAVANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, oggi vorrei fare un appello in quest'Aula sul tema della tutela dell'ambiente. Giorni fa il segretario generale dell'ONU Guterres ha dichiarato che stiamo viaggiando ad alta velocità verso un disastro climatico e che arriveremo a raddoppiare il grado e mezzo di riscaldamento globale; certi Governi e uomini d'affari dicono una cosa e ne fanno un'altra, detto in maniera semplice stanno mentendo. Queste parole forti arrivano dopo la pubblicazione del report dell'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), uno studio importante sullo stato del nostro pianeta. Colleghi, dobbiamo tutti renderci conto che siamo in un'emergenza climatica. In questi anni noi del MoVimento 5 Stelle siamo stati chiamati populisti, ideologisti, siamo stati derisi anche in quest'Aula quando parlavamo di rinnovabili, di comunità energetiche, di efficientamento energetico, di inquinamento dell'aria e dei nostri specchi d'acqua, mentre ora abbiamo urgente bisogno di parlare di questi temi. Gli stessi scienziati ai quali abbiamo affidato la nostra vita in questi ultimi due anni ci stanno dicendo che siamo in emergenza e che dobbiamo affrontare questa situazione prima che sia troppo tardi. Oggi, con la pandemia e una guerra alle nostre porte, dobbiamo essere resilienti e agire per affrontare anche questa emergenza. Governo, Regioni, Comuni e imprese devono lavorare in sinergia con i cittadini, che anche nei momenti più difficili hanno dimostrato di portare avanti istanze ambientali. Dobbiamo dare seguito alla modifica costituzionale che ha inserito nella nostra Carta la tutela dell'ambiente; dobbiamo triplicare gli sforzi e investire; dobbiamo proteggere le nostre foreste, puntare sulla mobilità sostenibile; dobbiamo consumare responsabilmente, puntare sull'economia circolare e proteggere i nostri insetti impollinatori; dobbiamo reagire con urgenza e con azioni concrete. Ogni nuovo provvedimento, ogni nostro emendamento deve essere volto a questo cambiamento epocale e noi legislatori abbiamo una grande responsabilità. (Applausi) . LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, vorrei parlare del settore dimenticato della vigilanza privata, una categoria di lavoratori che spesso viene trascurata, eppure svolge un'importante funzione, quella di garantire la sicurezza e la protezione di cittadini, aziende, imprese e anche istituzioni, luoghi delicati come porti e aeroporti e spesso lo fanno anche affiancando le nostre Forze dell'ordine. Sto parlando di una categoria che spesso si trova a lavorare in condizioni di lavoro estreme, all'aperto, di giorno, di notte, con giubbotto antiproiettile, con l'obbligo di essere armati. Parlo di un esercito di 87.000 unità nel nostro Paese, la cui retribuzione è una delle più basse in Europa. Il contratto collettivo nazionale di lavoro presenta un salario del tutto inadeguato, al di sotto della soglia di povertà, come sancito anche dai tribunali del lavoro di Milano e di Torino che hanno affermato come questi salari siano assolutamente incompatibili con la quantità e la qualità del lavoro che svolgono e in netto contrasto con l'articolo 36 della Costituzione. Signor Presidente, non possiamo ritenerci noi, il nostro Paese, civili se consentiamo salari di 3, 4, 5 euro all'ora, oppure tirocini di quaranta ore settimanali con retribuzioni di 400 euro mensili senza un briciolo di formazione. Si tratta di lavoratori e lavoratrici che spesso lavorano tutta la giornata perché per portare un piatto a tavola sono costretti a svolgere più lavori. In Commissione lavoro, Presidente, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo presentato un disegno di legge a firma della senatrice Nunzia Catalfo, ex ministro del lavoro, che parla di salario minimo, che però è fermo lì in quella Commissione "con le quattro frecce". Non c'è infatti la volontà delle altre compagini politiche, dal centrosinistra al centrodestra, di portare avanti il lavoro, la discussione e l'approvazione di un testo che andrebbe a restituire dignità non soltanto alla categoria dei lavoratori che ho menzionato, quella della vigilanza privata, ma anche a molte altre categorie, quali il tessile, le imprese di pulizie e i comparti socio-assistenziali. Ecco, manca soltanto la volontà, spero. Rivolgo quindi un appello alle forze politiche di questo Parlamento e della Commissione lavoro per riuscire a portare a termine quel lavoro, approvare il disegno di legge sul salario minimo garantito, che di altro non parla se non di dignità e di libertà. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE .