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Il collega sostiene che in quella galleria ci sarebbe una temperatura di 50 gradi: certo, se si chiude la galleria da entrambi i lati, ci sono 50 gradi, ma da che mondo è mondo, già con il traforo del Frejus, fatto centocinquanta anni fa, si fa la ventilazione delle gallerie. Dunque, non ci sarà l'inferno in quella galleria, come invece è stato raccontato in Val di Susa e in molti altri luoghi. Inoltre, chiedendo di ridiscutere integralmente il progetto, si fa perdere completamente la credibilità all'Italia: lo ha detto il ministro Tria. Pertanto, colleghi della maggioranza, se siete coerenti con la posizione che tenete oggi, dovreste presentare voi una mozione di sfiducia al ministro Tria, che ha detto che state facendo perdere credibilità all'Italia con le vostre mosse (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Non lasciate a noi la mozione di sfiducia al ministro Toninelli, ma presentatela voi! C'è poi un'altra questione, forse meno rilevante dal punto di vista monetario: dire di no e ridiscutere integralmente un'opera già stabilita, su cui ci sono degli accordi internazionali, ci farà perdere credibilità. Di conseguenza, non venite a raccontare che i fondi europei potranno essere usati altrove, perché dovremo restituirli. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non venite a raccontare che con i soldi risparmiati si faranno le linee ferroviarie per i pendolari, la linea per Matera o per non so dove: in ogni Regione avete raccontato che, grazie al fatto che non si farà più la linea TAV, si potranno realizzare chissà quali opere meravigliose. Sono soldi che perde l'Italia, per cui, magari, bisognerà cancellare delle opere che si sarebbero potute realizzare per pagare i danni del TAV. Questa è la verità! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se non si realizzerà questa tratta, i grandi traffici di passeggeri, commerciali e turistici non si fermeranno in Italia, ma la escluderanno, per cui ci sarà meno possibilità di investire e di creare lavoro e ricchezza con cui pagare i sussidi alle persone che hanno bisogno, invece di dare un sussidio ai disoccupati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Tutto ciò passerà a Nord delle Alpi e tutto sarà fatto nell'interesse della Germania, della Svizzera e dell'Austria, che avranno quei benefici che dovremmo avere noi. Avevo sentito dire che devono venire prima gli italiani e invece verranno prima i tedeschi, gli svizzeri e gli austriaci. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Buon per loro, ma noi dobbiamo difendere gli interessi del nostro Paese. Colleghi della maggioranza, le decisioni che prendete in questa sede le prendete voi e non i capi dei vostri partiti: siete voi che votate. Le decisioni che prendete qui non hanno effetto soltanto sui sondaggi o sui like di Facebook, ma hanno effetto sulla vita dei cittadini, per decenni. Per decenni, se si dice no a quest'opera, l'Italia sarà più povera e ci saranno meno opportunità per i giovani. Diciamo sì alla linea TAV: non fermate l'Italia! (I senatori del Gruppo FI-BP espongono uno striscione con la scritta «Sì TAV. Non fermate l'Italia» e cartelli, su sfondo tricolore, con la scritta «Non fermate l'Italia» ). PRESIDENTE . Togliete immediatamente i cartelli! Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,55, è ripresa alle ore 12,01 ) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, rieccoci a parlare di TAV. Anzi, eccoci a parlare di TAV, perché, finalmente, c'è stata una discussione, visto che, quando abbiamo votato la ratifica degli accordi con la Francia nel 2017, i tempi degli interventi sono stati contingentati incostituzionalmente: giusto per chiarirlo a chi si lamentava che si parlasse poco di questa opera in Aula. Bene, parliamone. Questa storia del TAV è intrisa di anomalie gravissime, di regole calpestate, a cominciare dalla repressione violenta attuata dai Governi precedenti a danno dei cittadini e delle cittadine della Valsusa. C'è da domandarsi, infatti, come mai un popolo si compatti in questo modo, trasversalmente, dai giovani agli anziani, dal vigile al sindaco, contro un'opera che voi definite fondamentale, e che per vent'anni non si arrende, ma continua a lottare. Avete mai ascoltato le loro ragioni? No, non l'avete mai fatto. Forse per paura della loro competenza o perché sapete bene che le argomentazioni pro -TAV, come minimo, spesso sono delle fake news . Sono false. Sono menzogne. Il primo motivo è perché l'accordo di base tra Italia e Francia nel 2001 prevedeva, all'articolo 1, che i lavori partissero a saturazione della linea esistente, attualmente sfruttata per meno del 15 per cento. Quindi, questo è il mattone e la base. Dove stanno, allora, questi enormi flussi di merci citati tra noi e Lione? Le proiezioni fatte venti anni fa, di aumento del traffico, sono miseramente crollate, come confermato recentemente dallo stesso Osservatorio della Torino-Lione. Inutile, quindi, far andare un treno merci, non un treno passeggeri, come ho sentito, in gallerie da 57 chilometri alla velocità di 160 chilometri orari, guadagnando, rispetto all'attuale linea, una manciata di minuti. Secondo punto: perché non è mai partita l'opera? Perché, visto che non c'è un solo centimetro del tunnel di base di quest'opera? Quest'opera non ha un centimetro di buco. (Applausi dal Gruppo M5S) . Fino ad oggi sono state realizzate solo attività di riconoscimento geologico, comprese quelle in Francia, perché, più volte, anche la Francia ha fatto un passo indietro. La Corte dei conti francese molto chiaramente - e ho qua il documento (Espone un documento) - ha detto che l'opera è troppo cara e consiglia di ammodernare quella esistente. In più, ha ricordato alla Francia che anche altri Paesi, come Slovenia e Ungheria, hanno preferito migliorare l'esistente, piuttosto che imbarcarsi in opere costosissime e inutili. Più volte l'Europa, che ha decine di progetti ad alta priorità, ha modificato la destinazione dei fondi ad altri Stati membri. Inoltre, persino il Portogallo ha rinunciato all'opera senza pagare un centesimo di penale, pur avendo già ricevuto parte dei finanziamenti. Quindi, per favore, non parlateci della grande linea Kiev-Lisbona, perché vi fareste ridere dietro. (Applausi dal Gruppo M5S) . È roba da Ottocento, roba da Michele Strogoff. Oggi il traffico di merci avviene prevalentemente sulle direttrici Nord-Sud e non su quelle Est-Ovest. Andate in Svizzera - ne avete parlato anche voi - a dare un'occhiata.