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Dette qualifiche giuridiche, attribuite direttamente dal sindaco, dal presidente della provincia o della città metropolitana all'atto dell'assunzione in ruolo, esprimono una funzione unitaria di polizia locale come l'insieme delle funzioni effettivamente espletate, comprese sia quelle di derivazione statale (come le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza) sia quelle di polizia amministrativa che derivano dalle competenze proprie dei comuni e delle province. Rimane ovviamente confermato il potere del prefetto in ordine all'attribuzione e alla perdita della qualità di agente di pubblica sicurezza, vicende che si ripercuotono sulla permanenza della qualifiche di polizia locale. Per assumere ciascuna di queste qualifiche occorre superare uno specifico corso disciplinato e curato dalle regioni (comma 8). Il comma 9 ripropone quanto già previsto dalla legge quadro del 1986 riguardo ai compiti esclusivi del comandante, ai rapporti con i collaboratori e al particolare rapporto di fiducia che lo lega all'amministratore di riferimento (sindaco, presidente della provincia e, ora, presidente della città metropolitana e presidente della forma associativa). L'ultimo comma, infine, afferma un importante e necessario principio di esclusività dello svolgimento delle funzioni proprie di polizia locale. L'articolo 12 disciplina l'esercizio delle funzioni di polizia locale introducendo importanti novità, anche di tipo operativo. È innanzitutto richiamato l'articolo 117, secondo comma, lettera p) , della Costituzione, per attribuire ai comuni singoli e associati, alle province e alle città metropolitane la titolarità delle funzioni di polizia locale connesse alle competenze loro attribuite dalle regioni e dallo Stato; a tal fine costituiscono Corpi di polizia locale, a carattere municipale, intercomunale o provinciale. È espressamente richiamato l'articolo 117, quarto comma, della Costituzione, per affermare che la potestà legislativa regionale in materia di polizia amministrativa locale si esercita anche in ordine ai requisiti unitari per l'istituzione e l'organizzazione, anche in forma associata, dei Corpi di polizia locale. Con riguardo all'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, viene confermata la disciplina già prevista dall'articolo 5 della legge quadro n. 65 del 1986 con alcune precisazioni ed integrazioni. Per le attività di polizia giudiziaria è specificato che il personale di polizia locale di cui l'Autorità giudiziaria, anche in ottemperanza di appositi accordi con il sindaco o il presidente della provincia o della città metropolitana, si avvale dipende operativamente dalla stessa e che qualora l'Autorità giudiziaria disponga, con proprio provvedimento, che il personale della polizia locale svolga per determinate e specifiche indagini attività al di fuori del territorio di competenza, eventuali spese aggiuntive conseguenti alla missione stessa sono poste immediatamente a carico del Ministero della giustizia. Con riguardo alle attività di pubblica sicurezza è ribadito che il personale della polizia locale dipende dalla competente autorità di pubblica sicurezza, nel rispetto delle intese intercorse e, si è specificato, per il tramite del comandante della polizia locale. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 17, comma 1, della legge 26 marzo 2001, n. 128, nell'esercizio delle attività derivanti dagli accordi di cui all'articolo 6, comma 1, lettera c) , del disegno di legge cioè che il Ministro dell'interno impartisce e aggiorna annualmente le direttive per la realizzazione, a livello provinciale e nei maggiori centri urbani, di piani coordinati di controllo del territorio da attuare a cura dei competenti uffici della Polizia di Stato e comandi dell'Arma dei carabinieri e, per i servizi pertinenti alle attività d'istituto, del Corpo della Guardia di finanza, con la partecipazione di contingenti dei Corpi o servizi di polizia municipale previa richiesta al sindaco, o nell'ambito di specifiche intese con la predetta autorità, prevedendo anche l'istituzione di presìdi mobili di quartiere nei maggiori centri urbani, nonché il potenziamento e il coordinamento, anche mediante idonee tecnologie, dei servizi di soccorso pubblico e pronto intervento per la sicurezza dei cittadini. I medesimi accordi prevedono le modalità di cooperazione delle polizie locali con quelle nazionali per tutelare la sicurezza locale, la sicurezza pubblica e l'ordinata e civile convivenza delle comunità. L'articolo si chiude con la disciplina delle operazioni esterne all'ambito territoriale di competenza, consentite esclusivamente in caso di necessità dovuta alla flagranza dell'illecito commesso nel territorio di appartenenza e -- ferma restando la disciplina regionale per le missioni del personale della polizia locale nel territorio regionale per l'esercizio delle funzioni di polizia amministrativa locale -- con la disciplina delle missioni esterne al territorio regionale. L'articolo 13 ribadisce la potestà regolamentare dei comuni, delle province e delle città metropolitane nel definire l'organizzazione della polizia locale. Tale potestà regolamentare è esercitata nel rispetto dei parametri individuati dalle regioni. Le regioni, oltre a definire requisiti unitari per l'istituzione e l'organizzazione dei Corpi di polizia locale, nonché la qualificazione del personale, disciplinano, nell'ambito della propria potestà legislativa in materia di polizia amministrativa locale, ai sensi dell'articolo 117, quarto comma, della Costituzione, una serie di ambiti, elencati nell'articolo 14. La potestà legislativa regionale riguarda l'ordinamento della polizia locale; le modalità, i tempi e i requisiti per l'istituzione dei Corpi di polizia locale (è previsto che il numero minimo di operatori necessari per la costituzione del corpo stesso non può comunque essere inferiore a quindici operatori, escluso il comandante); le caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi (escluse ovviamente le armi); le caratteristiche delle uniformi e dei distintivi di grado per gli operatori di polizia locale della stessa regione, nonché i criteri generali concernenti l'obbligo e le modalità d'uso; le caratteristiche dei distintivi di riconoscimento diversi dai distintivi di grado (come per esempio quelli derivanti dall'anzianità di servizio, da meriti sportivi, da atti di eroismo rilasciati da associazioni riconosciute o con atti di pubbliche amministrazioni); la formazione e l'aggiornamento professionale del personale neoassunto e di quello già in servizio costituendo strutture formative regionali o interregionali di polizia locale; nonché l'organizzazione di corsi periodici di preparazione ai concorsi per le assunzioni in polizia locale. Alcune di queste competenze erano già previste nella legge quadro del 1986 (e quindi già disciplinate), altre derivano dall'ampliamento della potestà legislativa delle regioni operata dalla riforma costituzionale del 2001; per facilitare un'auspicabile omogeneità sull'intero territorio nazionale, è prevista la possibilità di definire accordi in sede di Conferenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, nel settore, in campo nazionale, di cui all'articolo 20 del presente disegno di legge. L'articolo 15 promuove lo svolgimento di funzioni associate di polizia locale, stabilendo il limite minimo di quindici operatori per ciascuna struttura, al di sotto del quale i comuni devono associarsi.