[resaula]

Per questo avevamo presentato un disegno di legge che affrontava questi temi senza pregiudizi ideologici, non una legge bandiera da sventolare come un manifesto elettorale, ma una che coniuga i diritti di tutti con la tutela fondamentale della libertà. Per queste stesse ragioni eravamo pronti a discutere, ragionare e migliorare un testo che, così com'è, francamente è inaccettabile per chi crede nella libertà e nella parità dei diritti. Questa legge non combatte l'omofobia: è solo una seducente e ingannevole copertina patinata. Difendere i diritti non significa scriversi sul palmo di una mano «DDL Zan» a favore di telecamere e di selfie . (Applausi) . Mi chiedo infatti quanti tra coloro che rendono dichiarazioni pubbliche e pubblicano foto sappiano veramente di cosa stiamo parlando. Avete voluto forzare i tempi perché non vi interessa una buona legge, ma fare qualcosa di sinistra e compiacere un mondo di associazioni che pretendono di rappresentare la totalità delle persone omosessuali. Il vostro vero intento è fare un indegno uso politico della sofferenza di tante persone. Ciò dimostra in tutta evidenza solo una cosa: a voi delle persone LGBT, dei loro drammi personali e travagli interiori, degli insulti, delle minacce e delle violenze di cui spesso sono vittime non interessa assolutamente nulla. Non vi è interessato neanche quando abbiamo in tutti i modi chiesto un confronto serio per imbastire un testo che superasse la prova dell'Assemblea. Non ve n'è fregato niente quando il presidente Ostellari ha proposto un tavolo dal cui lavoro uscisse un testo condiviso e neanche quando, come centrodestra, abbiamo presentato un testo sottoscritto dai senatori Ronzulli, Salvini, Binetti e altri. Avete usato questo argomento per fare campagna elettorale, dopo aver chiuso a ogni possibilità di confronto serio. Avete voluto rimanere ancorati a una visione ideologica profondamente illiberale, anche se si maschera da legge di libertà. È una legge che apre a spazi pericolosissimi di discriminazione, questa sì, verso chi sostiene altri stili di vita, altri valori e altri modelli. Che cosa si vuole punire davvero? Forse l'espressione di opinioni diverse? Forse il rifiuto dell'agenda LGBT+ che vuol far partire l'indottrinamento fin dall'educazione scolastica primaria? Lo Stato non può pretendere di sostituirsi ai primi educatori dei bambini, che sono e devono restare i genitori e, se intendete inculcare ai bambini di tre anni le vostre folli teorie gender fluid , sappiate anche che qui faremo di tutto per impedirvelo. (Applausi) . Che cosa ancora volete punire? L'opinione diversa sulle adozioni da parte delle coppie omogenitoriali o sull'utero in affitto che, da opinione discutibile, ma legittima, potrebbe diventare reato? Il testo, colleghi senatori, è pieno di ambiguità di questo tipo, ha un effetto intimidatorio e crea le condizioni per una possibile persecuzione giudiziaria di idee diverse da quelle dei proponenti. Così com'è, non lo voteremo mai, perché crediamo davvero nella libertà e nella dignità delle persone. C'era la possibilità di scrivere insieme una bella pagina per contrastare l'odio, la violenza, il fanatismo e l'intolleranza, ma l'idea di scrivere una legge ampiamente condivisa e approvata a stragrande maggioranza da quest'Assemblea proprio non l'avete voluta. Avete preferito portare comunque in Aula una legge ideologica che spacca il Parlamento, il Paese e la maggioranza stessa, proprio mentre l'Italia avrebbe bisogno di unità e della massima coesione per affrontare le vere emergenze. Avete provato a mettere il cappello sui diritti civili dei cittadini, come se non fossero di tutti, ma appannaggio esclusivo di una sola parte politica. Ci eravamo illusi che, finita la campagna elettorale, sarebbe stata archiviata anche la strumentalità del vostro approccio, con un confronto tra partiti e rappresentanti di quest'Assemblea, ma ancora una volta non è stato così. Continuate a nascondervi dietro il voto della Camera, come se il Senato fosse chiamato a una mera ratifica, per mettere esclusivamente un timbro su un provvedimento che l'altro ramo del Parlamento ha approvato con una maggioranza differente da quella attuale. Ci eravamo illusi che almeno questa volta, quando è stato nuovamente chiesto di calendarizzare l'esame di questo disegno di legge, dopo la rottura che avete a tutti i costi voluto prima della pausa estiva dei lavori, potesse esserci davvero un momento di confronto, in particolare sugli articoli 1, 4 e 7 del disegno di legge Zan, che rendesse possibile approvare una legge in più di mezz'ora e rendere così un buon servizio al Paese, ma ieri avete mandato ancora in fumo questa chance e vi siete sottratti alla possibilità di ampliare il consenso intorno a questo provvedimento, oltretutto prima fingendo un'apertura, chiedendo un rinvio dell'esame proprio per trovare una quadra, e poi forzando per l'ennesima volta la mano, con la richiesta di portare comunque il testo Zan così com'è oggi in Aula. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità dell'esito del voto di oggi davanti a tutto il Paese, una responsabilità che ha un nome e un cognome scritti a lettere cubitali, che resteranno impresse nelle menti dei cittadini, se questo disegno di legge sarà affossato oggi e resterà lettera morta a causa dell'oltranzismo, dell'arroganza, della supponenza e della presunzione di chi millanta una superiorità morale tale da snobbare il confronto con chi - sebbene dall'altra parte dell'Aula - siede tra questi banchi perché, proprio come chi ci sta di sta di fronte, ci è stato mandato dagli italiani. Il vostro atteggiamento ha offeso parte del Paese e - cosa ben peggiore - ha finito per danneggiare chi chiede a tutti noi e non solo a questo o a quel partito di essere tutelato nel godimento dei propri diritti. Quindi, complimenti a voi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Saponara. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi quest'Assemblea, proseguendo un lavoro iniziato mesi fa, è ancora una volta impegnata a discutere la bontà o meno del cosiddetto disegno di legge Zan, approvato alla Camera e, come riportato nel titolo, finalizzato ad approvare misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza, per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità. È difficile ora dire qualcosa che non sia stato già detto dai colleghi che mi hanno preceduto, ma è anche vero che, giunti a questo punto, è necessario ribadire alcuni passaggi del disegno di legge in esame, che buona parte della maggioranza di quest'Assemblea non condivide: non dimentichiamo infatti che la questione sospensiva non era stata approvata per un solo voto di scarto, quindi guardiamoci in faccia, colleghi. Riallacciandosi alla legge Mancino, che contrasta i reati di razzismo, e intervenendo sull'articolo 604- bis del codice penale, il disegno di legge prevede il carcere da uno a quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica.