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Le prescrizioni che saranno impartite dall'istituente avranno per oggetto ad esempio i titoli che possono essere acquistati, i criteri e i limiti di utilizzo dei frutti annui, i mezzi di ricostituzione del capitale a seguito del degrado monetario, il contenimento dei costi bancari, le assicurazioni per la copertura dai rischi finanziari più rilevanti. La CONSOB, d'intesa con la Banca d'Italia, stabilisce diversi profili abbinati di rendimento/rischiosità all'interno dei quali l'istituente sceglie quelli che ritiene più adeguati e la banca incaricata di gestire il patrimonio dovrà adeguarsi agli stessi e compiere investimenti coerenti con i profili prescelti. Quanto ai meccanismi, si è ritenuto opportuno che il genitore istituente individui in modo dettagliato, al momento dell'atto istitutivo del fondo, i criteri, i requisiti e le modalità per la cura della persona con disabilità. Sotto tale profilo l'istituente potrà disciplinare modalità e intensità delle attività motorie, di quelle ricreative e di svago, delle relazioni sociali, delle acquisizioni intellettive. Potrà stabilire standard per la fisiologia dell'organismo e l'alimentazione, per l'abbigliamento e l'igiene personale. Potrà indicare i soggetti professionali incaricati della consulenza, della supervisione e del controllo per la parte medica, psicologica, fisioterapica e specialistica. L'istituente stabilirà il rapporto assistenziale sia nel periodo diurno che in quello notturno e festivo e alla comparsa di malattie e patologie di carattere cronico, potrà imporre il ricovero o la terapia presso centri di alta specializzazione. Egli potrà inoltre richiedere che il beneficiario sia assistito presso un centro in regime di convenzione con il Servizio sanitaria nazionale. Qualora il beneficiario sia assistito presso un'allocazione anche non in convenzione, è comunque imposto il rispetto degli standard fissati dalla azienda sanitaria territorialmente competente in relazione alla gravità del caso, per i beneficiari che vivono in comunità, e il parere positivo del settore handicap della Azienda sanitaria locale (ASL) competente per i beneficiari che vivono da soli o ai più con piccoli gruppi di persone con disabilità. Su richiesta dell'istituente, il settore handicap della ASL competente è tenuto a fornire consulenza e a dare il proprio parere sui meccanismi e i criteri assistenziali introdotti con la creazione del fondo. In fase di istituzione, il genitore potrà indicare anche il soggetto professionale chiamato ad eseguire quanto indicato e a rispettare i requisiti richiesti e ne otterrà, in regime di libera contrattazione, il consenso. Circa la natura di tale soggetto si è ritenuto che esso debba essere un soggetto giuridico stabile, quale una fondazione qualificata come organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), che abbia come scopo statutario la cura delle persone con disabilità, e che -- in quanto tale -- possa dare adeguate garanzie di continuità circa l'assolvimento del mandato. A sua volta la fondazione, una volta assunto il ruolo di «gestore» del fondo, potrà rivolgersi alle competenze professionali di banche per l'investimento dei beni ricevuti o di associazioni o cooperative per lo svolgimento concreto delle attività di cura e di assistenza. Per facilitare la scelta dell'istituente, è prevista la formazione e la messa in circolarità di un albo dei gestori, cioè delle Fondazioni ONLUS che hanno ricevuto l'incarico di gestore e di Fondazioni ONLUS che si propongono per tale incarico. Tale albo è supportato da idonei complementi informativi circa bilanci, statuti, attività svolte, fattori di criticità ed è gestito dall'Agenzia per le ONLUS. La stessa Agenzia promuove un codice deontologico, un protocollo di autoregolamentazione e strumenti di autodisciplina tra le ONLUS iscritte all'albo. L'istituente è libero di indicare modalità e termini di controllo, d'intervento e di supervisione, di accesso alle informazioni e di sopralluogo diretto da parte sua personale e del garante. Non è predisposto uno schema contrattuale cogente, ma l'Agenzia delle Onlus, sulla base degli schemi ricevuti, ne pubblica uno tipico in cui sono incluse le fattispecie aIle quali sono ricorsi gli istituenti nel territorio nazionale, di modo che chi lo desidera può utilizzare le clausole contrattuali che ritiene più opportune. Al decesso del beneficiario, il Fondo si estingue. Il residuo patrimoniale è attribuito al gestore ovvero ai diversi gestori che sono via via subentrati, in relazione agli anni di gestione effettuati, sempre in conformità alle indicazioni dell'istituente. Se l'istituente desidera che nulla vada al gestore, può semplicemente attribuire al fondo di sostegno l'usufrutto sui beni assegnati. Nel momento in cui il fondo si estingue, per il decesso del beneficiario, la nuda proprietà riacquista la sua completa espressione. Presumibilmente in tale caso l'istituente stabilirà un quid annuale per il gestore, per ricompensare il ruolo svolto, anche per questa via garantendo un'esistenza di lunga durata del beneficiario. In ogni caso, in una logica di solidarietà nei confronti delle famiglie meno abbienti che non hanno beni da destinare per la costituzione di un fondo di sostegno, è previsto che il 10 per cento del capitale residuo vada al «Fondo per le non autosufficienze» o ad altro fondo pubblico equivalente. I conferimenti effettuati a tale titolo sono esentati in ogni caso dalla collazione ereditaria. L'istituente, finché è in vita, e dopo di lui il beneficiario qualora sia in grado di operare autonomamente, ovvero ancora il garante possono revocare l'incarico al gestore e attribuirlo ad un altro. Se il gestore commette gravi inadempienze, chiunque abbia interesse può rimettere la questione al tribunale competente perché adotti un provvedimento di revoca e di nomina di un nuovo gestore. La nomina spetta al tribunale in quanto in tale caso si ha implicitamente un atteggiamento di inerzia da parte di colui che ha il potere di revocare l'incarico del gestore. Non è escluso che il gestore possa assumere la qualifica di amministratore di sostegno su provvedimento del giudice tutelare e quindi rivestire in questo caso anche l'incarico di garante. Proprio per introdurre un meccanismo di supervisione e di verifica dei risultati, l’istituente può indicare, al verificarsi di tale fattispecie, un altro soggetto, persona fisica o giuridica, chiamato a svolgere i compiti specifici del garante. Sul piano degli strumenti, anche qui è rimessa alla valutazione dell'istituente l'indicazione dei soggetti, definiti «certificatori», chiamati a valutare la bontà del percorso assistenziale, medico e riabilitativo e in definitiva la qualità dell'operato del gestore, laddove questi non sia già soggetto ad un sistema di certificazione della qualità. L'istituente potrà ricercare in autonomia tali operatori professionali. Inoltre, a titolo di completamento informativo, ogni comune pubblicherà l'elenco delle aziende incaricate di certificare la qualità dei servizi sociali per gli enti locali operanti sul territorio. Le traversie della vita possono essere molteplici e il genitore che ha istituito il fondo può trovarsi in tempi successivi in state di bisogno.