[ddlpres]

Inoltre l'ingannevolezza del messaggio pubblicitario viene sancita dall'articolo 23, primo comma, lettera r) , del citato codice del consumo, e definita a livello europeo dall'articolo 2, lettera b) , della direttiva 2006/114/CE. Nel campo della prevenzione primaria, è necessario promuovere campagne di sensibilizzazione per l'uso responsabile del denaro, per la limitazione all'accesso al debito e sui rischi collegati al gioco di azzardo, particolarmente nelle scuole, e che siano altresì dirette alle famiglie per aiutarle nell'attività educativa. Vanno altresì promosse iniziative sperimentali di prevenzione e di formazione estesa agli esercenti allo scopo di prevenire gli eccessi di gioco. Occorre naturalmente distinguere i giochi in relazione al maggiore o minore potere di creare dipendenza e, in base a queste risultanze, si deve ridurre la capillarità della diffusione del gioco di azzardo, soprattutto dei giochi rapidi -- che sarebbe preferibili collocare in sale dedicate, rendendo così più agevole svolgere i controlli e far osservare le regole che vietano il gioco ai minori, nonché la promozione di strategie per il gioco responsabile. Per quanto riguarda invece la cura della patologia del giocatore di azzardo, finora è stata affidata ad iniziative sporadiche messe in atto dai Sert e da associazioni, su iniziativa prevalentemente volontaria di specialisti ed operatori. Tuttavia, ad oggi, non esiste il diritto alla cura per questa patologia e tantomeno esistono misure per aiutare la famiglia del giocatore. Anche se con la legge di stabilità 2011 si è intervenuti per definire «le linee di azione per la prevenzione, il contrasto ed il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo», da realizzare attraverso la predisposizione di un decreto interdirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e del Ministero della salute, d'intesa con la Conferenza unificata, sede congiunta della Conferenza Stato-regioni e della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, il decreto è bloccato da oltre un anno perché privo dell'adeguata copertura finanziaria, necessaria alla attivazione delle azioni individuate per gli interventi sociali e sanitari che si inquadrano nell'ambito del g.a.p.. Inoltre, con la legge di stabilità 2013, il termine per procedere all’adozione del suddetto decreto è stato spostato al 31 dicembre 2013. È dunque necessario, data la rilevanza e la gravità del fenomeno del gioco d'azzardo patologico, introdurre una serie di misure, coordinate e miranti ai diversi piani che compongono il problema al fine di un serio passo in avanti che permetta di darvi una soluzione. Innanzi tutto, è necessario introdurre nell'ordinamento il riconoscimento del gioco d'azzardo patologico e il suo inserimento nei livelli essenziali di assistenza (LEA), in adesione all'orientamento dell'OMS che identifica il gioco di azzardo compulsivo come una forma morbosa che può diventare una autentica malattia sociale. È poi necessario istituire uno specifico fondo nazionale (socio-sanitario) da destinare a programmi triennali con obbiettivi individuati su base nazionale attraverso l'accordo Stato-regioni, le cui risorse, ripartite tra le regioni, siano distribuite sui territori attraverso accordi di programma tra tutti i soggetti interessati alla prevenzione e cura del g.a.p. (istituzioni locali, ASL, scuole, prefetture, categorie economiche, esercenti titolari di giochi leciti, associazioni di volontariato, ecc.), coordinate da uno dei soggetti interessati. Naturalmente è necessaria una programmazione a lunga scadenza: piani triennali, accordi di programma, per uscire dalla logica del progetto e dar vita ad una attività permanente e contemporanea su tutti gli aspetti relativi alla salute (prevenzione sia come informazione che come formazione e co-formazione, presa in carico, sostegno alla famiglia, compresi i casi di usura), insomma strutturare una rete a livello locale che sola può dare soluzione al problema. Occorre prevedere la centralità della costruzione e funzionamento di questa rete, di cui l'accordo di programma è lo strumento; la rete è insomma l'obbiettivo primario per l'organizzazione, il coordinamento delle azioni di prevenzione, cura e riabilitazione dei portatori di dipendenza da g.a.p, per la protezione dei soggetti vulnerabili e per il contrasto agli illeciti. Per quanto riguarda la cura, è necessario ricordare che tutti gli studi e le ricerche sottolineano la difficoltà dei giocatori patologici a riconoscere l'esistenza di un problema di salute e decidere di affrontarlo nelle modalità e nei luoghi deputati alla cura, soprattutto se caratterizzati dallo stigma. C'è la tendenza dei giocatori a cercare informazioni e soluzioni di auto-aiuto che assicurino la riservatezza e l'anonimato. Pertanto le strategie ed i percorsi di cura devono essere pensati come un ventaglio di opportunità che va dalla semplice informazione al trattamento intensivo. Il coordinamento dei percorsi di cura è compito dei Dipartimenti dipendenze o dei SerD. Si tratta infatti di dipendenza e, essendoci un'analogia con le tossicodipendenze o con l'alcolismo, va chiarita la centralità del servizio pubblico nella prevenzione, diagnosi e cura del gioco di azzardo patologico. I comuni, che hanno nella rete un ruolo fondamentale, devono anche essere i titolari delle concessioni per le sale giochi, sia per la dislocazione che per la regolamentazione degli orari. Il comune deve diventare il soggetto regolatore e pianificatore. Infine, è necessario procedere all'istituzione dell'Osservatorio nazionale sul g.a.p. , che deve essere un organismo tecnico orientato ai princìpi di sanità pubblica e finalizzato a coordinare studi e ricerche e sviluppare linee di indirizzo che pur tenendo conto della molteplicità degli interessi in gioco, siano ancorate ai risultati delle ricerche e delle migliori pratiche di prevenzione e cura.. Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. La presente legge ha lo scopo di garantire il finanziamento dei programmi di cura e riabilitazione dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico come definito ai sensi dell’articolo 2, di incrementare le risorse in favore della cura del gioco d’azzardo patologico, di definire i luoghi istituzionali di elaborazione delle strategie sinergiche di lotta alla patologia, nonché di predisporre misure volte al rafforzamento della tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili e di introdurre il divieto di pubblicità. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge per patologia da gioco d'azzardo si intende lo stato di dipendenza abituale da attività di gioco d'azzardo, che induce alla coazione a ripetere e a tenere condotte compulsive tali da arrecare un grave deterioramento del funzionamento psico-sociale. Si considera giocatore patologico la persona che presenta cinque o più sintomi di quelli sottoelencati: a) impulso a giocare persistente e pensiero costante al gioco d'azzardo; b) necessità di aumentare il livello delle puntate inseguendo la vincita nonostante le perdite subite; c) fallimento dei tentativi di controllare l'impulso del gioco; d) irritabilità, irrequietezza, ansia, depressione, graduale incapacità di stare con gli altri;