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Quando sono diventato Ministro, nel settembre del 2019, c'erano 114 miliardi di euro nel Fondo sanitario nazionale, pari all'ammontare di tutte le risorse che lo Stato investe sulla sanità del nostro Paese. Vi si metteva, mediamente, un miliardo di euro all'anno, anche qualcosa in meno. Oggi, dopo due anni e mezzo, nello stesso Fondo sanitario nazionale ci sono 124 miliardi: 10 miliardi in tre leggi di stabilità è un risultato che non si era mai visto prima. Oltre a questi soldi, risorse ordinarie, ci sono i 20 miliardi dei fondi Next generation: non solo il PNRR, ma anche React-EU e il Fondo complementare. Ancora, mi permetta di ricordare i 625 milioni per il PON salute, per cui ringrazio in modo particolare il ministro Carfagna per il lavoro fatto. Per la prima volta nella storia della programmazione europea ci sarà un PON dedicato alla riduzione delle differenze tra Nord e Sud proprio in ambito salute. È una grande occasione, che dobbiamo assolutamente provare a realizzare. Sui soldi del PNRR, in questo momento posso riferire che è in corso un lavoro molto stringente con le Regioni. In questo momento tutte le scadenze che avevamo previsto sono rispettate e non ci sono elementi che lasciano pensare che il conflitto in Ucraina possa cambiare le tabelle di marcia e gli obiettivi sostanziali che noi avevamo messo in campo. Chiaramente, continueremo a monitorare l'evoluzione e bisognerà anche capire questo conflitto come evolverà e che ripercussioni, più in generale, potrà avere sul nostro Paese. Quanto alle vaccinazioni, l'altro tema che toccava l'interrogazione, voglio riferire che, sin dai primissimi giorni, il Ministero della salute ha emanato una circolare, condivisa chiaramente con la comunità scientifica e con le Regioni, dando indicazioni per favorire al massimo la vaccinazione di tutta popolazione in arrivo in fuga dal conflitto ucraino. Purtroppo, la popolazione ucraina ha una percentuale piuttosto bassa di copertura, sotto il 40 per cento. Quindi, non si tratta solo della vaccinazione anti Covid-19, ma anche contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, morbillo, parotite e rosolia. Posso garantire, agli interroganti e all'Aula, che continuerà il nostro lavoro di massimo monitoraggio rispetto a questo elemento sanitario. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Saccone, per due minuti. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Ministro, come Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC, ci dichiariamo soddisfatti della sua risposta. Apprezziamo lo sforzo che sta compiendo in questa drammatica situazione, nella congiuntura devastante della pandemia e della guerra. Sottolineo che vi è ancora troppa sperequazione di trattamento dei nostri concittadini da Regione a Regione. In alcune Regioni il sistema funziona meglio, mentre in altre Regioni, per prenotare una diagnostica, bisogna spostarsi anche a 150 chilometri dal posto in cui si abita. Il nostro auspicio è che questi soldi vengano finalizzati per cancellare la sperequazione di trattamento tra cittadini italiani, attraverso una rimodulazione e una riorganizzazione. Un altro tema, signor Ministro, riguarda il personale. In troppe Regioni non vi è una ottimizzazione delle risorse del personale: per cui, in una Regione, si può fare una diagnostica il pomeriggio di sabato e, in un'altra, si può fare la diagnostica tutta la settimana, dalle 7 alle ore 12,30. Il nostro auspicio è che veramente questi fondi cancellino ogni forma di sperequazione. L'ultimo tema è la telemedicina: un obiettivo ambizioso. Il traguardo previsto nel piano è di 200.000 persone assistite a livello di telemedicina. Questo è un altro settore su cui il Governo deve focalizzare la propria attenzione. PRESIDENTE . Il senatore Pisani Giuseppe ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-03272 sullo sviluppo di un modello sanitario orientato ai rischi ambientali e climatici, per tre minuti. PISANI Giuseppe (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, nella missione 6, dedicata alla salute e alla sanità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, componente C1, è prevista, oltre alle giuste misure per il territorio, per il potenziamento della medicina territoriale e della medicina delle cure primarie, anche una misura di non secondaria importanza. Per questo noi la ringraziamo per il suo lavoro e anche per l'accoglimento della proposta che abbiamo fatto che riguarda la prossima istituzione del Sistema nazionale di prevenzione salute, che dovrà agire in sinergia con il Sistema nazionale di prevenzione dell'ambiente, già istituito dalla legge n. 132 del 2016, per realizzare il concetto di salute unica one health , cioè salute unica dell'ambiente, degli uomini e degli animali, e attuare ovviamente quelle strategie di prevenzione, soprattutto, e di contrasto alle importanti tematiche poste dalle gravi turbe ambientali, in particolare dall'inquinamento. È noto che l'inquinamento, il danno che l'uomo produce all'ambiente, inevitabilmente si ripercuote sull'uomo stesso, perché non esiste una salute degli uomini e degli animali in un ambiente che non è in salute. Un ambiente alterato, insalubre e inquinato non può assicurare la salute degli uomini e questo purtroppo è un concetto che stenta ancora ad entrare nella mente di molti individui, soprattutto di alcuni capi di Stato - mi si lasci dirlo - che purtroppo non capiscono quanto sia importante il rispetto del nostro ambiente. Consapevoli dell'importanza della tutela dell'ambiente, ho presentato questa interrogazione per conoscere modalità e tempi con i quali il suo Ministero vorrà attuare questo compito. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio il senatore interrogante, che mi consente di toccare un argomento che ritengo particolarmente cruciale, oltre che per la sensibilità che ha spesso espresso sulla connessione tra le questioni ambientali e quelle della salute. È ormai maturata a livello globale e in modo consolidato, a partire dalle indicazioni dell'OMS, un'importante consapevolezza di connessione tra le politiche per la salute e le politiche ambientali. È in buona sostanza la strategia one health , cui anche il senatore Pisani ha fatto riferimento. Personalmente credo moltissimo in questa strategia, cioè nell'idea che la salute dell'uomo, la salute animale e la salute dell'ecosistema ambientale in cui viviamo non sono distinte, ma sono una sola salute, appunto one health . Penso che questa sia una strategia giusta, su cui dobbiamo investire con grandissimo coraggio e nel PNRR abbiamo iniziato a farlo. Nell'ultimo decreto-legge, approvato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri e che è in qualche modo attuativo delle misure del PNRR - è denominato infatti decreto PNRR - abbiamo istituito formalmente, quindi con legge dello Stato, il Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici. Quale sarà l'obiettivo fondamentale? Oggi abbiamo una rete di monitoraggio ambientale e una rete di monitoraggio e di prevenzione sanitaria; queste due reti, però, tra di loro non si parlano, non sono interconnesse. L'operazione di fondo che proviamo a fare con la doppia azione decreto e PNRR è di messa a sistema, di integrazione.