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Il nuovo assetto risulta pertanto fortemente migliorativo per la categoria dei magistrati onorari già in servizio, sol che si consideri che nell'impianto delineato dalla cosiddetta riforma Orlando (che, si ripete, limita la durata dell'incarico a quattro quadrienni successivi all'entrata in vigore del medesimo decreto legislativo n. 116 del 2017), il trattamento economico agli stessi riservato successivamente alla scadenza del primo quadriennio, e salva l'opzione per l'indennità fissa, sarebbe stato quello di cui all'articolo 23 previsto, a regime, per i neonominati magistrati onorari, parametrato a due impegni settimanali (euro 16.140 in caso di assegnazione di funzioni giudiziarie; l'80 per cento di tale importo in caso di destinazione all'ufficio per il processo e all'ufficio di collaborazione del procuratore della Repubblica, oltre alla maggiorazione per l'indennità di risultato). Allo stesso modo, risulta maggiormente vantaggiosa anche l'opzione per l'indennità fissa per effetto della rideterminazione dei relativi importi in misura globale. In conseguenza di tale intervento, la componente « variabile » (peraltro nella percentuale massima del 30 per cento), il cui riconoscimento è attualmente condizionato al raggiungimento di certi risultati, viene di fatto assorbita stabilmente nella nuova indennità. Lo schema di disegno di legge, oltre a dare attuazione agli obiettivi politici emersi all'esito dei lavori del tavolo tecnico, come sopra enucleati, contiene inoltre disposizioni dettate da ragioni di coordinamento con il nuovo assetto. Il provvedimento consta di quattro articoli. Articolo 1 L'articolo reca le modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116. In particolare: 1) l'articolo 1, comma 1, lettera a) , nel modificare l'articolo 5, commi 2 e 3, interviene sul regime delle incompatibilità restringendone la portata nei casi di rapporti « parentali » (affinità, coniugio e unione civile) tra il magistrato onorario e un familiare esercente la professione forense. Diversamente da quanto previsto nei casi già disciplinati, che rimangono immutati, in tal caso l'incompatibilità è limitata alla sede cui il magistrato onorario è assegnato e non al circondario. Inoltre, viene modificato il comma 4 dell'articolo 5, relativo all'incompatibilità tra magistrati onorari derivante da rapporti di parentela (affinità, coniugio e unione civile) estendendo la medesima disciplina ai rapporti tra magistrati onorari e magistrati ordinari. Da ultimo, attraverso l'introduzione del comma 5- bis , ai fini della valutazione in concreto della sussistenza delle incompatibilità previste dai precedenti commi 2, 3 e 4, vengono richiamati gli stessi principi operanti per le ipotesi di incompatibilità previste dagli articoli 18 e 19 dell'ordinamento giudiziario con riguardo ai magistrati ordinari; 2) l'articolo 1, comma 1, lettera b) , modifica l'articolo 17, comma 4, al fine di estendere la delega ivi prevista per i vice procuratori onorari, in materia di determinazioni relative all'applicazione della pena su richiesta in relazione ai reati per i quali l'azione penale è esercitata con decreto di citazione diretta ai sensi dell'articolo 550 codice di procedura penale, a tutti i casi previsti da tale disposizione (e non dunque limitatamente ai reati indicati al comma 1) e nelle ipotesi in cui si proceda con giudizio direttissimo ai sensi dell'articolo 558, comma 6, codice di procedura penale; 3) l'articolo 1, comma 1, lettera c) , inserisce all'articolo 18 il comma 14- bis in virtù del quale il magistrato onorario che presta assistenza a un familiare con disabilità, secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, potrà chiedere l'assegnazione ad altra sede. In tali casi è demandata al Consiglio superiore della magistratura, con propria deliberazione, la definizione della procedura di assegnazione. La lettera d) modifica la rubrica del capo V aggiungendo il riferimento all'assegnazione ad altra sede del magistrato onorario che assiste un familiare con disabilità, in conseguenza della modifica apportata all'articolo 18 dalla lettera c) ;. 4) l'articolo 1, comma 1, lettera e) , modifica l'articolo 23, comma 2, nella parte relativa alla cadenza con cui viene corrisposta l'indennità ai magistrati onorari, che da trimestrale diviene bimestrale; 5) l'articolo 1, comma 1, lettera f), modifica l'articolo 29, comma 1, relativo alla durata dell'incarico dei magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, prevedendo che gli stessi, ferma la conferma quadriennale di cui al relativo articolo 18, possano proseguire nell'incarico sino al sessantottesimo anno di età e non più, quindi, limitatamente ai quattro quadrienni successivi alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 116 del 2017; 6) l'articolo 1, comma 1, lettera g) , modifica l'articolo 30, relativo alle funzioni e ai compiti dei magistrati onorari già in servizio, prevedendo che la disciplina prevista dal comma 1 si applichi agli stessi, non sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, bensì sino alla cessazione dell'incarico al sessantottesimo anno di età. Viene altresì previsto, attraverso la modifica del comma 1, lettera b) , del medesimo articolo 30, che l'assegnazione della trattazione di nuovi procedimenti civili e penali avvenga previa considerazione delle delibere del Consiglio superiore della magistratura da adottare tenuto conto delle condizioni di cui all'articolo 11, comma 1, del medesimo decreto legislativo; 7) l'articolo 1, comma 1, lettera h) , modifica l'articolo 31, relativo alle indennità spettanti ai magistrati onorari già in servizio, stabilendo che la disciplina attualmente prevista sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo continui ad applicarsi sino alla cessazione dell'incarico al sessantottesimo anno di età. Nel caso in cui gli stessi magistrati onorari optino, invece, per l'indennità in misura fissa, il relativo importo viene rideterminato in aumento, rispetto alla disciplina attuale (di cui al comma 2 del medesimo articolo 31, che lo fissa rinviando all'articolo 23) prevista per i neonominati magistrati onorari. Sempre sulla base di tre impegni settimanali, l'importo viene rideterminato nella misura globale di euro 31.473, comprensivo degli oneri previdenziali e assistenziali, per i magistrati onorari che esercitano funzioni giudiziarie, e di euro 25.178, sempre comprensivo degli oneri previdenziali ed assistenziali, per i giudici onorari inseriti nell'ufficio per il processo e nell'ufficio di collaborazione del procuratore della Repubblica; le due indennità non sono cumulabili.