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se il Governo intenda fare luce su una vicenda che appare estremamente indefinita e sugli eventuali interessi che vi si celano; se, alla luce di quanto premesso, non ritenga le dimissioni del presidente della lega di serie B un atto opportuno e doveroso. Atto n. 3-00836 RAMPI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, a parere dell'interrogante: va riconosciuto nell'Unione europea e nelle sue istituzioni un primo nucleo costitutivo di quegli Stati uniti d'Europa, cui miravano Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi con il loro progetto federalista. In questo quadro è necessario il completamento del progetto di allargamento dell'Unione europea, con l'inclusione dei popoli del Mediterraneo, che intraprendano la via della democrazia e dell'affermazione dello Stato di diritto; va valutata con la massima attenzione la richiesta di ingresso della Turchia, Paese associato dal 12 settembre 1963 e candidato dall'11 dicembre 1999, in un negoziato di adesione che ha avuto inizio il 3 ottobre 2005 e che, da allora, è colpevolmente stagnante, in violazione della regola della buona fede. L'inclusione di questo grande Paese nell'Unione è fondamentale per il processo federativo delle varie espressioni politiche, religiose e culturali, aperte al mondo; considerato che, a giudizio dell'interrogante: occorre elevarsi al di sopra delle contingenze e delle convenienze immediate, dei particolarismi e degli egoismi nazionali, rimuovendo i veti frapposti al negoziato di adesione della Turchia all'Unione europea. I veti all'esame dei capitoli negoziali, sin qui opposti, contraddicono il fine stesso della costituzione dell'Unione europea, che è di includere nel proprio seno i popoli d'Europa, che ne facciano richiesta, per condividere un grande progetto di libertà e di democrazia. Quei veti rappresentano un inaccettabile regresso dalla dimensione comunitaria ad una di mero livello interstatale, foriera di conflitti e ricatti, che paralizzano il progetto politico europeo, che è anche progetto di libertà, di democrazia, di apertura al futuro. Occorre invece salvaguardare lo scopo stesso delle istituzioni comuni, censurando la linea di condotta, sin qui seguita dagli organi dell'Unione verso la Turchia, nell'ambito della logica della cooperazione interstatale o, peggio, dello scambio utilitaristico, a discapito dei diritti umani e della possibilità del dissenso interno di appellarsi all'alto patrocinio delle istituzioni europee; i capitoli 23, su "sistema giudiziario e diritti fondamentali", e 24, su "giustizia, libertà e sicurezza", sono stati oggetto della disponibilità, espressa ancora il 7 marzo 2016 dal capo pro tempore del Governo turco, a porre immediatamente sotto scrutinio la situazione interna del Paese; non aver raccolto questa disponibilità rende oggi particolarmente inefficaci le possibilità di intervento, ed anche solo di parola, dell'Unione in ordine alle criticità della situazione delle libertà fondamentali, laddove, raccogliendone la sfida, si potrebbe procedere alla verifica dei "Criteri di Copenhagen" ai fini dell'adesione della Turchia all'Unione europea, si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Governo in merito alla richiesta al Consiglio europeo della riapertura dei capitoli 23 e 24 nel negoziato di adesione della Turchia all'Unione europea, al fine di promuovere un engagement del Governo turco direttamente sui singoli dossier (libertà di stampa, informazione, indipendenza del potere giudiziario, Stato di diritto) che possano assicurare un saldo ancoraggio europeo alla penisola anatolica ed un trattamento umano, secondo standard europei, a chiunque vi si trovi. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00834 DI PIAZZA LEONE CAMPAGNA NOCERINO MOLLAME TRENTACOSTE RUSSO LANNUTTI TURCO LOREFICE GIARRUSSO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: in data 13 maggio 2019 il tribunale federale nazionale (TFN) della FIGC (Federazione italiana gioco calcio) ha sanzionato il Palermo Calcio, club della serie B italiana che si trovava in terza posizione e in diritto di disputare i playoff per la promozione in serie A, richiedendo l'ultimo posto in classifica e determinandone così la retrocessione in serie C, per presunti illeciti amministrativi consumatisi tra il 2014 e il 2017 dalla vecchia proprietà del club , dichiarando nel contempo inammissibile il procedimento nei confronti dell'ex presidente Maurizio Zamparini, per il quale la procura aveva chiesto 5 anni di inibizione con richiesta di radiazione; in data 14 maggio 2019 il consiglio direttivo della lega nazionale professionisti serie B, composto da Oreste Vigorito (presidente del Benevento), Paolo Rossi (Cremonese), Giovanni Vrenna (Crotone), Stefano Bonacini (Carpi), Marco Mezzaroma (Salernitana), Massimiliano Santopadre (Perugia) e Daniele Sebastiani (presidente del Pescara), si è riunito per discutere come gestire l'esito della sentenza di primo grado del TFN per cui il Palermo calcio aveva tempestivamente annunciato ricorso; il consiglio ha deciso di rendere esecutiva la sentenza di primo grado ai danni del Palermo deliberando "all'unanimità di procedere con le partite dei playoff con le date già programmate lo scorso 29 aprile. In conformità al suddetto dispositivo procede al completamento delle retrocessioni, di cui tre già avvenute sul campo in data 11 maggio 2019 (Foggia, Padova, Carpi) e la quarta (Palermo) decisa dalla Giustizia sportiva"; alla luce della decisione, si stabiliva dunque che al posto del Palermo avrebbe avuto accesso ai playoff per andare in serie A il Perugia in quanto quarto classificato, mentre per quanto riguarda i playout per stabilire le squadre da retrocedere non si sarebbero disputati, salvando così direttamente la Salernitana e il Venezia, condannando invece il Foggia alla retrocessione insieme al Palermo; considerato che: il "sistema calcio", da uno studio effettuato nell'aprile 2018 ha un valore di costo pari a 4 miliardi e 257,9 milioni di euro. Il 73 per cento di tale ammontare (equivalente a 2,6 miliardi di euro) è merito dei campionati professionistici, che quindi più di tutti incidono sulla formazione dei costi, mentre il 21 per cento (913 milioni di euro) è generato dal calcio dilettantistico o giovanile. La restante percentuale (pressoché 220 milioni) è conseguenza dei ricavi della FIGC e delle varie leghe calcistiche, contribuendo per un percentuale pari al 7 per cento alla crescita del PIL; gli occupati direttamente nel settore sono 40.000 e l'indotto economico generato è stimato in 18,1 miliardi di euro. Lo Stato guadagna in termini fiscali e previdenziali 14,4 miliardi di euro. Negli ultimi 10 anni l'ammontare della contribuzione fiscale e previdenziale del sistema calcio è stato pari a 10,2 miliardi di euro, si chiede di sapere: