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Ciascuna regione e provincia autonoma predispone un piano delle aree attrezzate per la sosta temporanea, potendo prevedere vincoli di realizzazione per i comuni, inclusi contributi, incentivi ed altre misure a loro favore al fine di garantire che nel territorio di ogni provincia vi sia almeno un'area di transito attrezzata. Le aree di transito attrezzate per la sosta temporanea devono essere dotate delle opere di urbanizzazione primaria, di cucina, di servizi igienici, di lavanderia e di docce installati in ciascuna piazzola, di acqua potabile e di spazi necessari per la sosta di roulotte o camper e devono essere costruite con modalità che ne consentano l'uso in forma privata e nella stagione invernale, senza che le persone che vi abitano debbano uscire dall'unità abitativa, nonché essere dotate di spazi verdi attrezzati con area giochi per bambini, contenitori per rifiuti solidi urbani, sistemi di messa in sicurezza degli impianti. Le aree di sosta devono essere dotate di spazi adibiti a parcheggio e di spazi al coperto per favorire la socialità durante la stagione invernale. Ogni area deve essere ubicata in luoghi che evitino qualsiasi emarginazione urbanistica e che facilitino l'accesso ai servizi pubblici e la partecipazione delle persone alla vita sociale. Il regolamento comunale, fermi restando il rispetto di eventuali princìpi e nei limiti indicati dalla legge regionale, indica le norme per la gestione delle aree da parte degli utenti e per la corresponsione al comune di eventuali contributi economici necessari per la gestione, la pulizia e la manutenzione dell'area. 2. In mancanza di una specifica area di transito, o qualora risultino esauriti i posti disponibili, è sempre consentita la sosta temporanea con caravan e autocaravan alle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti alle medesime condizioni previste in via generale dalle norme che regolano la circolazione stradale. Nell'ambito di aree pubbliche in cui è consentita la sosta dei veicoli è in ogni caso vietato e privo di effetti qualsiasi divieto imposto da autorità regionali o locali, in via generale e permanente, alla sosta temporanea di persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti o a persone supposte nomadi o itineranti. 3. Nei regolamenti comunali sugli spettacoli viaggianti, adottati in applicazione della legge 18 marzo 1968, n. 337, ovvero per la disciplina dei mestieri girovaghi, sono previste aree di transito attrezzate per la sosta temporanea di unità abitative mobili destinate ad alloggiare famiglie appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che svolgono attività lavorative tradizionali collegate agli spettacoli viaggianti e ai mestieri girovaghi. Gli stessi regolamenti prevedono proroghe al limite massimo dello stazionamento anche dopo la conclusione dello spettacolo, nei casi in cui la proroga sia necessaria al fine di consentire la regolare conclusione dell'anno scolastico ai minori che regolarmente frequentano gli istituti scolastici di quel comune. 4. La sosta temporanea con unità abitative mobili è altresì consentita, nei modi, nei luoghi e con i controlli previsti dal regolamento comunale, per un periodo non superiore a quindici giorni nel medesimo comune, alle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che esercitino l'artigianato e la vendita dei prodotti nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura. In ogni caso, la sosta deve essere autorizzata dal comune di stazionamento, previa esibizione allo stesso, da parte del richiedente, dell'iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato o delle autorizzazioni al commercio o al lavoro ambulanti, prescritte dalle vigenti norme regionali o locali, nonché previa comunicazione dei nomi delle persone alloggiate nelle unità abitative mobili. 5. Le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che legalmente abitino su unità abitative mobili hanno altresì il diritto di ritrovarsi temporaneamente su un medesimo terreno per motivi religiosi o familiari o culturali. In applicazione dell'articolo 17 della Costituzione, il ritrovo su luogo pubblico deve essere comunicato, almeno tre giorni prima del ritrovo medesimo, all'autorità di pubblica sicurezza, la quale per comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica può vietarlo o chiederne il differimento. Nel preavviso deve essere indicato anche il numero presumibile dei partecipanti e la durata presumibile del ritrovo, nonché, se il fondo è in locazione o in comodato, il consenso scritto del proprietario allo svolgimento nei giorni indicati. In caso di violazione degli obblighi previsti dal presente comma, l'autorità di pubblica sicurezza può disporre lo sgombero dal terreno occupato delle persone coinvolte e il sequestro delle eventuali unità abitative mobili presenti. Il questore può disporre il divieto di stazionamento. Il divieto o lo scioglimento della riunione non possono essere disposti qualora si tratti della celebrazione di una processione o di un funerale o di altri momenti di religione e di culto e il preavviso sia stato presentato da un ministro di culto. 6. Ai fini dell'applicazione ed interpretazione della presente legge, per «unità mobili» si intendono caravan e autocaravan e altri tipi di unità abitative mobili, costruite o stazionanti anche in deroga alle disposizioni del nuovo codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e del suo regolamento di esecuzione. Art. 30. (Agevolazioni per le locazioni, per la ristrutturazione e per l'acquisto di immobili ad uso di abitazione, di terreni per microaree e di unità abitative mobili) 1. I contributi e le agevolazioni finanziarie, bancarie e fiscali previsti dalle norme statali, regionali e locali in favore delle locazioni e dell'acquisto di immobili da adibire a prima casa di abitazione si applicano anche ai contratti di locazione e di compravendita di unità abitative mobili e a terreni da adibire a microaree o sui quali edificare immobili ad uso di abitazione o sui quali ristrutturare e trasformare ad uso abitativo immobili dismessi, stipulati per sé e per la propria famiglia da persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 2. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, e gli enti da loro promossi, vigilati o finanziati, possono prevedere agevolazioni e contributi finanziari per la ristrutturazione o il risanamento igienico-sanitario di immobili da adibire ad alloggi in cui possano abitare persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. 3. Le misure di ristrutturazione o di risanamento di immobili di proprietà di un ente pubblico, ovvero quelle, predisposte da un ente pubblico, volte a facilitare la ristrutturazione o il risanamento di alloggi anche di proprietà privata, a favorire la funzione sociale della proprietà, a mantenere la destinazione d'uso sociale degli immobili e a prevenire speculazioni edilizie, possono comprendere la promozione di contratti di enfiteusi comportanti la proprietà del suolo all'ente pubblico e la proprietà dei muri alla persona appartenente alla minoranza. 4.