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Vedete, il problema di queste rinnovabili non si manifesta nei costi bassi di produzione dell'energia elettrica, ma nei costi altissimi della non produzione, non solo quando non c'è il sole o il vento, ma soprattutto in inverno e con le sole rinnovabili non si può rispondere alla domanda di energia crescente. Occorre dunque tornare ad investire con biomasse, geotermia e idroelettrico, deflusso ecologico permettendo. Occorre - ed è ormai indifferibile - abbattere strutturalmente gli oneri di sistema che pesano 15 miliardi e spostarli nella fiscalità generale. Occorre - è stato oggetto di diversi ordini del giorno della Lega approvati - incrementare l'efficacia del servizio di interrompibilità per le imprese energivore del gas, fondamentale con l'inverno alle porte e poi agire in sede comunitaria per definire un regolamento che stabilisca regole comuni per gestire in sicurezza gli approvvigionamenti del gas e gli stoccaggi e agire nel pacchetto sulla finanza sostenibile e sulla tassonomia per inserire il ruolo di accompagnamento strategico del gas naturale nella transizione ecologica sia ai fini del contenimento dei costi dell'energia, sia per garantire stabilità, sicurezza e resilienza del sistema energetico. Colleghi del MoVimento 5 Stelle, avete votato il nostro ordine del giorno G2.6, con cui si chiede di inserire il gas nella tassonomia. Occorre infine assumersi la responsabilità, per sfruttare il nostro gas naturale e ridurre la nostra dipendenza energetica, di investire per diversificare le fonti di approvvigionamento e decarbonizzare - sì - con nuovi alberi, caro collega Anastasi, ma anche con la cattura e lo stoccaggio della CO 2 e non chiudersi allo sviluppo e alla ricerca del nucleare di quarta generazione. In sintesi, occorre abbandonare l'ambientalismo ideologico anti-impresa e procedere con un approccio pragmatico. (Applausi) . Inoltre, vi è necessità di assicurare la sostenibilità ambientale, economica e sociale, nonché garantire la neutralità tecnologica perché tutte le tecnologie che contribuiscono a decarbonizzare devono essere impiegate. In conclusione, preannuncio che il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . LANZI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, senatore Arrigoni, sulla tassonomia noi ci siamo astenuti e le ricordo che sul nucleare ci sono stati ben due referendum in Italia. (Applausi) . Ad ogni modo, oggi parliamo di bollette. La pandemia continua a produrre effetti nefasti sulla nostra economia. Superata la fase acuta, siamo oggi chiamati anche a fronteggiare le ricadute della progressiva ripartenza economica, come lo straordinario aumento dei prezzi di energia elettrica e gas. Tra i fattori scatenanti che hanno contribuito all'acuirsi di questo fenomeno vi è sicuramente la tendenza di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, arrivate ai massimi storici e ancora in forte aumento per la ripresa delle economie mondiali a seguito dei ribassi dovuti alla pandemia e alle difficoltà nelle filiere di approvvigionamento. Solo per fare qualche esempio, ricordo che i prezzi europei del gas sono aumentati di oltre l'80 per cento nel terzo trimestre 2021 rispetto al secondo e che sono in aumento anche i prezzi correlati al costo dell'anidride carbonica, che ha raggiunto il record di quasi 60 euro a tonnellata. Tutto ciò si traduce in aumenti intollerabili in bolletta che, per una famiglia tipo, sono stati stimati in circa 145 euro all'anno per quella dell'elettricità e 155 euro per quella del gas. (Brusio) . Colleghi, se non interessa interrompo. (Richiami del Presidente) . Ciò che desta maggiore preoccupazione sono anche le previsioni delle agenzie di rating, che per l'Europa e l'Italia attestano il sostanziale stazionamento degli aumenti anche nel 2022 e nel 2023 a causa dell'offerta che continuerà a contrarsi. Se le ragioni degli aumenti sono da rinvenire nelle citate concause di natura squisitamente internazionale, le conseguenze sono invece tutte interne al nostro Paese, condizionano la nostra economia e si ripercuotono direttamente sui consumatori finali. Da un lato, ci sono le famiglie (specialmente quelle meno abbienti e del ceto medio), che rischiano di essere sempre più oppresse da una pressione fiscale non più sostenibile. Per molte di loro il provvedimento in esame rappresenta certamente un primo passo avanti. Infatti, dal complesso degli interventi contenuti nel decreto-legge che ci apprestiamo a convertire emerge una generale riduzione dell'impatto degli aumenti che sarà invece pari a zero per oltre 3 milioni di famiglie in difficoltà. A ciò si aggiungono l'azzeramento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema per il quarto trimestre 2021 per circa 6 milioni di microimprese e circa 29 milioni di clienti domestici, nonché la riduzione dell'IVA per tutti gli utenti del gas naturale. Come già detto, si tratta di un primo passo certamente indefettibile, ma al tempo stesso provvisorio e pertanto anche non del tutto sufficiente. Quello di oggi, quindi, non può che essere un primo provvedimento che dovrà condurre verso un sentiero lastricato di azioni sinergiche da parte di tutti i Dicasteri interessati, partendo dalle necessarie iniziative volte a contenere alla radice il fenomeno dei rincari a livello internazionale e, parallelamente, con interventi economici mirati e concreti diretti al ceto medio e alle imprese di maggiori dimensioni. Mi riferisco in particolare alle medie e grandi imprese energivore, come quelle del settore ceramico, le cartiere o le fonderie, che a causa degli aumenti vedono lievitare i costi della propria produzione di diversi milioni di euro al mese e rischiano conseguenze potenzialmente devastanti, in alcuni casi addirittura la chiusura. Dobbiamo intervenire senza indugio, dando buone prospettive, affinché gli occupati abbiano una stabilità e siano in grado di sostenere le proprie famiglie e affinché gli imprenditori continuino ad innovare e ricercare per restare all'avanguardia: il made in Italy si difende anche così. Ritengo quindi necessario che vengano realizzate iniziative urgenti, anche in considerazione del fatto che gli interventi calmierati già adottati si esauriranno molto presto, esattamente al termine del quarto trimestre dell'anno. (Richiami del Presidente). Sin dalla scorsa estate, il MoVimento 5 Stelle è stata la prima forza politica a chiedere un intervento immediato contro il caro bollette. Lo abbiamo fatto in via ufficiale con una mozione di maggioranza, a prima firma del capogruppo alla Camera dei deputati, Davide Crippa, elencando anche i possibili interventi per affrontare strutturalmente il fenomeno. Siamo stati noi i primi a batterci anche per abbassare, in via generale, i costi elevati delle bollette. Da un lato continuiamo a sostenere la necessità di intervenire urgentemente sugli oneri di sistema, ma occorre tracciare anche un altro sentiero, che porti alla vera tradizione ecologica. Si tratta di un cammino che abbiamo già intrapreso, adottando misure concrete, come il superbonus 110 per cento e le comunità energetiche, in grado di ridurre immediatamente i consumi e quindi anche le emissioni a tutela dell'ambiente e di generare un risparmio immediato per i cittadini.