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d i cani adibiti alla guida dei ciechi; e i cani e i gatti destinati alla pet therapy ed alla riabilitazione, nel contesto di strutture gestite dal Servizio sanitario nazionale. 37 (Unità mobili di sterilizzazione) 1 In particolari situazioni di emergenza e urgenza, il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante l'applicazione del microchip , l'iscrizione all'anagrafe e la sterilizzazione possono essere svolti anche mediante l'impiego di unità mobili di proprietà dell’azienda sanitaria locale, o di comuni e province, o di associazioni riconosciute convenzionate, o di medici veterinari libero-professionisti convenzionati. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, verificate l'urgenza e le esigenze di sanità pubblica, autorizzano tramite ordinanza contingibile e urgente l'impiego dell'unità mobile, previamente autorizzato dal servizio veterinario ufficiale del territorio in cui ha sede il titolare dell'unità mobile di sterilizzazione, individuandone i tempi di impiego, le aree territoriali e le funzioni. 38 (Medicina veterinaria di base) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, mediante la previsione di apposite risorse finanziarie, promuovono interventi da parte degli enti locali, finalizzati all'erogazione di prestazioni di medicina veterinaria di base indirizzate a fasce socialmente svantaggiate, individuate secondo i criteri di cui all'articolo 39, comma 2. 2 Ai fini di cui al comma 1, sono prestazioni di medicina veterinaria di base quelle collegate ad obiettivi di prevenzione, salute e benessere degli animali e di sanità pubblica, ed in particolare: a la profilassi vaccinale; b la profilassi e la cura di malattie zoonotiche; c la prevenzione e il controllo delle nascite; d l'identificazione elettronica e l'iscrizione all'anagrafe. 3 Le prestazioni di cui al comma 2 possono essere erogate da medici veterinari liberi professionisti operanti nelle strutture veterinarie private presenti sul territorio, sulla base di apposito protocollo d’intesa sottoscritto in ambito provinciale dall'azienda sanitaria locale competente per territorio, dai comuni, dagli Ordini provinciali dei medici veterinari e dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo collettivo nazionale per i medici specialisti ambulatoriali convenzionati. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con apposito provvedimento da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplinano i criteri e le modalità per l'accesso alle prestazioni di cui al comma 2 ed approvano lo schema di protocollo d'intesa di cui al comma 3. 39 (Beneficiari delle prestazioni di medicina veterinaria di base) 1 Le prestazioni di medicina veterinaria di base di cui all'articolo 38, comma 2, sono erogate previo pagamento di una tariffa stabilita con il protocollo di cui all'articolo 38, comma 3. 2 I proprietari di cani e gatti hanno diritto all'erogazione di prestazioni veterinarie di base nei seguenti casi: a hanno una situazione reddituale e patrimoniale, determinata mediante l'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), non superiore a 15.000 euro annui; b sono titolari di pensione sociale; c hanno superato i sessantacinque anni di età e sono titolari di pensione minima; d hanno adottato il cane o il gatto di età superiore ad un anno da un canile o gattile sanitario o da un rifugio; e sono stati riconosciuti in situazione di handicap grave ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104. IX ORGANI DI VIGILANZA 40 (Vigilanza e attività delle guardie zoofile) 1 Il servizio veterinario pubblico, gli organi di polizia giudiziaria e le guardie volontarie delle associazioni di cui al comma 2 vigilano, secondo le rispettive competenze, sull'osservanza delle disposizioni di cui alla presente legge. 2 Le guardie zoofile nominate ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 2 giugno 1979, e le guardie nominate ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 20 luglio 2004, n. 189, vigilano sul rispetto delle disposizioni della presente legge e di tutte le norme relative alla protezione degli animali, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale. 3 La qualifica di guardia particolare giurata delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute, attribuita ai sensi dell'articolo 138, terzo comma, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è subordinata alla frequenza di appositi corsi di formazione organizzati dalle associazioni riconosciute, mediante docenze tenute da soggetti idonei e di comprovata esperienza, o dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in collaborazione con le associazioni riconosciute. 4 Il prefetto competente per territorio nomina le guardie zoofile, su richiesta delle associazioni riconosciute, come guardie particolari giurate ai sensi dell'articolo 138 del citato regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, del citato decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979 e della citata legge n. 189 del 2004. 5 All'interno delle aree protette, la vigilanza sull'esecuzione e sull’osservanza della presente legge è affidata anche ai guardaparco dipendenti degli Enti parco. 41 (Associazioni per la protezione degli animali) 1 Le associazioni riconosciute di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f) , hanno diritto ad essere iscritte nei registri e negli albi delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano con le eventuali sedi presenti nei rispettivi territori. 42 (Poteri sostitutivi del prefetto) 1 Il prefetto esercita potere sostitutivo in tutte le ipotesi di mancato adempimento degli obblighi previsti dalla presente legge da parte dei comuni, delle province e dei servizi veterinari ufficiali. 43 (Piano degli interventi) 1 Al fine di garantire la salute pubblica e la tutela degli animali d'affezione, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano il piano regionale triennale degli interventi di controllo demografico della popolazione animale, di prevenzione del randagismo e di educazione sanitaria e zoofila. 2 Il piano, tenuto conto dei dati presenti nell’anagrafe canina, del censimento delle colonie feline presenti sul territorio e degli animali ospitati nei rifugi, deve contenere: a l'analisi del fenomeno dell'abbandono e del randagismo dei cani e della formazione di colonie feline, al fine di mirare gli interventi; b i criteri di priorità e le scadenze relative ai diversi interventi; c le modalità di partecipazione degli enti locali, delle associazioni per la protezione degli animali e dei privati; d le modalità per il monitoraggio delle attività e la raccolta uniforme dei dati; e le risorse per l'attuazione degli interventi, classificate secondo la provenienza; f l'individuazione dei criteri per la valutazione dell'efficacia e dell'efficienza degli interventi e per la verifica del raggiungimento degli obiettivi; g i criteri per l'organizzazione dei corsi d'aggiornamento o di formazione professionale ai sensi della presente legge;