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Abbiamo città in cui, paradossalmente, la raccolta differenziata funziona, ma poi tutta la differenziata diventa indifferenziata perché mancano gli impianti. Si tratta dunque di questioni che il decreto-legge semplificazioni cerca di affrontare e affronta - diciamolo pure - per alcune questioni in maniera più marcata e per altre iniziando un percorso, che dobbiamo portare a termine in maniera ancora più forte e decisa. Come dicevo prima e come bene ha detto il senatore Collina, tutto questo va inserito in un discorso politico di ampio raggio, perché tutti questi provvedimenti, che hanno ricadute economiche, sono stati fatti stanziando, a regime, 100 miliardi di euro. Da dove arrivano, però, questi 100 miliardi di euro? Essi arrivano fondamentalmente - diciamolo pure - dal debito pubblico; e non c'era alternativa, perché o si aumentavano le tasse - ed è evidente cosa questo avrebbe comportato durante la pandemia - o si tagliava la spesa, oppure si agiva secondo questa terza via. Benissimo, ma il debito pubblico è tutto nei confronti delle future generazioni e quindi da qui nasce un imperativo politico e morale per far sì che l'utilizzo di quei soldi venga investito per le future generazioni. Non può essere un utilizzo a pioggia, indiscriminato, ma deve essere un utilizzo selettivo per investimenti che servono oggi e domani, per il differenziale competitivo nel mondo della conoscenza e nel mondo del green, in questo settore. È del tutto evidente che questa sarà la sfida delle prossime settimane e mesi del Governo, e non solo delle forze di maggioranza, ma anche, con un vero coinvolgimento, delle forze di minoranza. Ultimo passaggio: le risorse messe a disposizione degli italiani le abbiamo semplicemente perché qualcuno ha comprato i titoli di Stato, perché qualcuno ha comprato i debiti. Il mercato del debito funziona esattamente come gli altri mercati; tu metti nel mercato e qualcuno deve comprare, ci deve essere una domanda oltre che un'offerta. Noi sappiamo bene che il sistema Paese, i fondamentali macroeconomici in Italia sono un po' ballerini; ciò nasce naturalmente non da questo Governo e nemmeno dal precedente, ma da una situazione che si è protratta nel corso dei decenni. Basta vedere come ci collocano le agenzie di rating. È del tutto evidente che, nel momento in cui metti il debito a mercato, il tasso di interesse è proporzionale al rischio; tanto è il rischio, tanto è il tasso interesse. Quanto ci sarebbe costato se fosse andato nel mercato privato un investimento di questo tipo? Ci sarebbe costata l'ira di Dio. Grazie a Dio, Presidente, ci sono state l'Unione europea e la Banca centrale europea, la quale dal marzo 2020 al marzo 2021 compra 200 miliardi di titoli di Stato italiano. È grazie all'Unione europea che riusciamo a fare queste operazioni, così come è grazie all'Unione europea che riusciamo a portare a casa circa 300 miliardi da recovery fund, SURE - e io spero anche il MES - per i nostri cittadini. I veri patrioti sono gli europeisti. (Applausi. Commenti). PRESIDENTE. Senatore Romeo, se vuole intervenire ci dica per cosa vuole farlo e saremo lieti di ascoltarla. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'avrei detto io, ma il Capogruppo giustamente mi ha anticipato perché noi siamo sempre avanti. Il ringraziamento ovviamente va a tutti e non è di maniera, anche per la civiltà con cui, pur lavorando giorno e notte, nella fatica e in qualche momento di tensione, siamo arrivati comunque a portare il provvedimento in Assemblea, peraltro con il mandato ai relatori. Anche questo è un segno importante di cui probabilmente il Paese aveva bisogno. Nel gioco delle parti ci sta di descrivere a turno il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Questo fa parte del gioco e qualche volta l'unica conseguenza di questo gioco è che non lo capiscono tanto i cittadini, che vedono lo stesso provvedimento descritto come un disastro o come la panacea di tutti i mali. Quello che è certo è che Conte aveva promesso il nettare degli dei e invece nel bicchiere c'è acqua fresca. Per carità, meglio l'acqua fresca che il veleno, soprattutto per la sete che ha il Paese, in particolare di risposte, ma sicuramente si poteva fare di più. Il fatto che ci sia anche più di qualcosa di buono nel provvedimento sta in uno degli emendamenti che con più forza come Lega abbiamo presentato e sostenuto, che è stato l'emendamento 1.3 che proroga fino al 31 dicembre 2021 alcune delle norme più importanti del provvedimento. Mai avremmo chiesto di prorogare qualcosa di negativo e ci mancherebbe. Ma sicuramente, senza polemica, non si può scomodare la semplificazione in Italia e poi accontentarsi - lo dico anch'io, non me ne vogliano i colleghi del PD, che per primi hanno registrato la dichiarazione - del fatto che la montagna abbia partorito il topolino. Del resto, di semplificazione in Italia si parla dal rapporto Giannini, che è del 1979; ci sono voluti poi undici anni per fare la legge n. 241 del 1990. Continuate a richiamare l'Europa; l'ha fatto appunto poco fa il collega Ferrazzi. Peccato che l'Europa uno scatto sulla semplificazione all'Italia e agli altri Paesi lo chieda dal 2000, dalla strategia di Lisbona, dove al punto 14 si chiedeva agli Stati di agire sulla riduzione dei costi del fare impresa e al punto 17 si chiedeva di semplificare; più complessivamente, si chiedeva di migliorare la legislazione dei singoli Stati. Ci aspettavamo di più. Diciamo che Conte ha scoperto l'acqua calda e ci ha presentato una minestra riscaldata, perché è mancato quel coraggio a cui faceva riferimento la senatrice Riccardi. L'italiano è una lingua ricchissima e spesso siamo noi a non utilizzarla come potremmo. Spesso si tende a usare come sinonimi le parole «semplice» e «facile». Non è così. Purtroppo, su alcuni punti chiave, la maggioranza ha scelto la via facile e non la difficoltà di semplificare quanto il Paese stava aspettando. Anche noi abbiamo contribuito in positivo, con oltre 37 proposte concrete su tantissimi argomenti. Dicevo della proroga degli effetti, ma ci sono anche l'estensione a tutta Italia dei benefici per i giovani agricoltori con meno di quarantuno anni e gli interventi per favorire l'accesso agli strumenti informatici per le persone con disabilità (e potrei proseguire). Ma molto di più avremmo potuto fare se ci fosse stato coraggio da parte del Governo. Ci sono anche delle contraddizioni. Chiedo al senatore Pellegrini dei 5 Stelle (non ovviamente al collega della Lega) perché ci si vanta di prevedere - ed è giusto, su questo anche noi abbiamo presentato un emendamento - l'installazione dei pannelli fotovoltaici sulle discariche e poi si boccia un emendamento proposto dalla Lega che chiedeva di agire, di informare, di dare risposte ai cittadini e di fare delle analisi sulle discariche di rifiuti antecedenti al 1982, cioè al decreto del Presidente della Repubblica che prevedeva tutta una serie di vincoli e limiti. Tutto quello che è avvenuto prima ha sicuramente prodotto dei danni;