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lavoratori autonomi, partite IVA, lavoratori delle piccole imprese non sono mai stati aiutati e noi ora diciamo che non vanno mai più lasciati soli di fronte alle difficoltà, come non sono stati lasciati soli in questi mesi difficili. Serve anche attenzione per continuare a sostenere le imprese, quelle che soffrono di più, quelle dei settori che sono stati più esposti alla crisi. Aiutare le persone oggi significa anche investire sulla sanità, sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini; dobbiamo continuare a farlo, investendo, come dice la NADEF, tutte le risorse necessarie. Il secondo obiettivo prioritario è quello di rilanciare l'economia. Servono misure anticicliche come il bonus del 110 per cento, che dovrà essere prorogato oltre la scadenza oggi prevista; servono politiche di coesione territoriale, ma serve soprattutto investire scegliendo una strada. Nella NADEF la scelta c'è: è quella dello sviluppo sostenibile, della green economy, della digitalizzazione e della valorizzazione dei talenti di questo Paese, quelli artistici, naturali e delle donne, del cui contributo c'è assoluta necessità. Prima di tutto, però, serve investire su ricerca, scuola e università, le vere miniere che questo Paese deve saper sfruttare. Il terzo obiettivo, anzi, la terza priorità è forse la meno scontata, ma anche la più necessaria, quella che deve sempre restare nel target di ogni politica che faremo da oggi in avanti. Il punto è che serve un'idea di futuro, sapendo che sbaglia chi pensa o addirittura auspica che il post-Covid ristabilisca o possa ristabilire le condizioni pre-Covid. Non sarà così. In realtà avremo di fronte una transizione dagli esiti non scontati. Questi mesi di pandemia cambieranno, anzi hanno già cambiato il modo di lavorare. Lo smart working spingerà le imprese a riorganizzarsi, la mobilità cambierà; probabilmente cambieranno o stanno già cambiando i tempi e le abitudini di vita, i comportamenti delle persone; le nostre città cambieranno, i centri dedicati ai servizi per i lavoratori degli uffici non reggeranno più come li abbiamo conosciuti. Abbiamo di fronte una transizione che o si subisce o si governa per migliorare la vita delle persone, per farne un'occasione, un'opportunità di vita e di lavoro. Questo è il compito della politica e delle istituzioni, non solo del Governo. Abbiamo di fronte la sfida di saper guardare alla realtà e immaginare e realizzare un futuro migliore per il Paese, in un'Europa che si è riscoperta forte, ha riacquistato il senso di sé e, per molti versi, ha ripreso la strada che i suoi fondatori avevano pensato. È una sfida talmente grande, quella che abbiamo di fronte, che davvero le polemiche sterili e i tentativi di ridurre tutto a un teatrino tra maggioranza e opposizioni sono stucchevoli. Per questo, anche la NADEF non serve al Governo o alla maggioranza, ma al Paese e ai cittadini. Anche le ultime elezioni hanno dato un messaggio chiaro: i cittadini chiedono serietà, affidabilità e responsabilità; hanno premiato tutti i candidati uscenti, per questo. Non c'è la rendita di posizione garantita per chi sa solo agitare i problemi. Oggi, di fronte alla crisi, si chiedono risposte concrete alla politica e alle istituzioni. Anche con l'atto odierno ci assumiamo fino in fondo questa responsabilità, solo nell'interesse degli italiani, e speriamo lo faccia tutto il Parlamento (Applausi) . DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, a sei mesi dall'approvazione del Documento di economia e finanza, oggi il Governo porta all'attenzione dell'Assemblea la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, con la revisione dei dati e delle previsioni economiche che a suo tempo erano stati individuati. Era il mese di aprile, quindi eravamo nella prima fase dell'emergenza sanitaria ed economica; da allora ad oggi sicuramente il Paese ha reagito con forza e gli italiani hanno reagito con le loro forze a questa situazione. Oggi guardiamo come sono cambiati i dati economici in questo lasso di tempo, quali sono e qual è la situazione attuale. Abbiamo dati cristallizzati, sui quali oggi costruire una proposta presente e futura per il rilancio del nostro Paese. Se guardiamo con occhi imparziali questi dati e se soprattutto leggiamo le note che ci sono pervenute in tutti questi mesi da parte delle associazioni di categoria e degli enti istituzionali, quindi non di partiti politici, possiamo assolutamente affermare con forza e grande onestà intellettuale che tutti i provvedimenti che in questi mesi sono stati messi in atto dal Governo non hanno sortito nessuno degli effetti positivi sperati per il Paese. Sicuramente l'insuccesso dei vostri provvedimenti è dovuto alla frammentazione: ne avete fatti troppi sin dal primo giorno. Le opposizioni e Forza Italia vi hanno proposto uno scostamento unico di 100 miliardi di euro (Applausi) per scrivere insieme un provvedimento economico che guardasse al presente e alla situazione economica difficile degli italiani, ma soprattutto tracciasse il futuro del nostro Paese e avesse quattro linee guida (famiglie, lavoro, investimenti e, in particolar modo, infrastrutture). Invece il Governo ha rincorso la situazione critica, nel tentativo di mettere pezze a tutti i buchi che si sono presentati in questi mesi. Soprattutto negli ultimi giorni e nelle ultime ore, in un momento così particolare, in cui gli italiani si aspettano provvedimenti a loro favore, cosa fa il Governo (o meglio, una sua parte)? Nomina come presidente di Unicredit un esponente del Partito Democratico della banca più importante. (Applausi) . Invece di pensare agli italiani, si pensa a occupare le banche. E tutto questo passa con il silenzio del MoVimento 5 Stelle, degli alleati che da sempre dell'occupazione delle banche avevano fatto la loro bandiera di opposizione. Troppi sono stati in questi mesi gli interventi spezzatino e quelli assistenzialistici: basti vedere i bonus , che non hanno sortito alcun effetto; o meglio, che non sono mai partiti, come il bonus mobilità o il bonus vacanze, che sono stati assolutamente inutili e hanno sortito un effetto assolutamente contrario. A fronte di queste misure, poco o niente si è fatto invece per gli investimenti, che sono il vero volano e il vero moltiplicatore dell'economia. Dalla NADEF e dai dati - leggiamoli, che sono inconfutabili - possiamo dire che la parte degli investimenti, in rapporto alla spesa che è stata e viene ad essi dedicata, è solo il 5 per cento. Nel 2021 sono previsti soltanto 45 miliardi da dedicare agli investimenti: troppo poco per pensare al rilancio del Paese e alla ripartenza dell'Italia. (Applausi) . Basate invece questa relazione tutta su previsioni ottimistiche, costruite assolutamente sulla sabbia, e si capisce chiaro e tondo che le guardate anche con la chiave di lettura elettorale del prossimo 2023. (Applausi) . Anche l'Ufficio parlamentare di bilancio ci dice chiaramente di guardare con attenzione tali dati, quindi ci mette in guardia soprattutto su questa relazione. Un capitolo importante, non solo per noi, ma anche per gli italiani, riguarda la pressione fiscale.