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b) che il finanziamento delle funzioni attribuite debba essere disposto sulla base della compartecipazione al gettito erariale maturato nel territorio regionale e debba avvenire nel rispetto del principio costituzionale del pareggio di bilancio stabilito dall'articolo 81 della Costituzione e dell'obbligo di copertura finanziaria delle leggi che comportino nuovi o maggiori oneri sancito dall'articolo 17 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in conformità con l'obiettivo del superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica a favore dell'istituzione di un fondo di perequazione per il finanziamento dei LEP e delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p) , della Costituzione. Le lettere c) e d) del comma 1 prevedono un diverso criterio della decorrenza dell'esercizio delle funzioni attribuite. In particolare è previsto che, qualora le funzioni concernenti le competenze legislative non siano correlate all'esercizio di funzioni amministrative e al corrispondente trasferimento di funzioni finanziarie, le stesse decorrano dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa. Qualora, invece, tali funzioni legislative riguardino competenze correlate all'esercizio di funzioni amministrative, le funzioni legislative decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto di trasferimento delle risorse. Alla lettera e) del comma 1 si prevede la facoltà da parte dello Stato, a garanzia della tenuta dei conti pubblici e considerati gli andamenti del ciclo economico, di stabilire con legge misure transitorie a carico della regione, con contestuale adozione di analoghe misure anche nei confronti delle regioni a statuto ordinario, allo scopo di assicurare, nel sistema regionale, la necessaria equità nel concorso al risanamento della finanza pubblica, anche in relazione al principio del coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 119, secondo comma, della Costituzione. La lettera f) , al fine di garantire un'ordinata successione nel tempo tra norme statali e regionali, prevede che le norme statali vigenti nelle materie oggetto di richiesta di autonomia differenziata e attribuite alle regioni dall'intesa continuino ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni che la regione interessata adotterà nelle materie medesime. A tale fine si è ritenuto opportuno stabilire che, in un apposito allegato all'intesa, siano indicate le disposizioni di legge statale che cessano di aver efficacia con l'entrata in vigore delle norme oggetto della nuova disciplina legislativa regionale. Alla lettera g) viene introdotto un meccanismo di revisione delle intese volto a garantirne gli eventuali adeguamenti che dovessero rendersi necessari nel corso del tempo. La norma prevede, in particolare, che lo Stato e la regione sottopongano a verifica l'intesa almeno entro dieci anni dall'entrata in vigore della stessa o nel più breve termine fissato dall'intesa medesima, che ne stabilisce le modalità di revisione; a tale revisione si dovrà, comunque, procedere ogni volta che siano modificati o aggiornati i LEP. Si prevede, inoltre, che lo Stato e la regione potranno assumere in qualsiasi momento l'iniziativa per la revisione dell'intesa, secondo le disposizioni previste dal comma 1 in esame. L'articolo 2 reca le norme procedurali che disciplinano il meccanismo di stipulazione e di approvazione delle intese, distinguendo a tal fine i criteri che attengono allo schema di intesa preliminare rispetto a quelli relativi allo schema di intesa definitivo. In particolare, il comma 1 disciplina il procedimento preliminare alla sottoscrizione dell'intesa, prevedendo una prima fase governativa, cui segue una seconda fase presso le Camere. A tale fine si stabilisce che, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegato, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, lo schema preliminare di intesa sia sottoposto all'approvazione del Consiglio dei ministri e che sia sottoscritto con il presidente della regione interessata. Effettuata la sottoscrizione interviene la fase parlamentare, nella quale si prevede che lo schema preliminare di intesa sia trasmesso entro i successivi sessanta giorni alle Camere per le conseguenti deliberazioni delle rispettive Assemblee, che potranno essere assunte entro centottanta giorni dalla trasmissione dello schema stesso. Le deliberazioni delle Camere sono trasmesse al Governo e alla regione interessata per le rispettive valutazioni, ai fini della definizione dello schema definitivo dell'intesa. A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il Presidente del Consiglio dei ministri o, se delegato, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie è autorizzato a sottoscrivere l'intesa definitiva con il presidente della regione interessata ed, entro i successivi quindici giorni, delibera la presentazione alle Camere del disegno di legge di approvazione dell'intesa. Nel prevedere la trasmissione dello schema preliminare di intesa e del disegno di legge alle Camere, la presente proposta rimanda all'autonoma determinazione delle Camere stesse. Nel rispetto del medesimo principio e al fine di arrivare a una rapida definizione delle intese, sono previsti termini sollecitatori per la conclusione dell' iter procedimentale. È previsto, infatti, che, decorso inutilmente il termine di sessanta giorni senza che le Camere abbiano espresso deliberazioni sullo schema preliminare di intesa, il Presidente del Consiglio dei ministri possa sottoporre l'intesa definitiva al Consiglio dei ministri per la successiva presentazione del disegno di legge di approvazione dell'intesa alle Camere. Allo stesso tempo, e al fine di assicurare il più ampio confronto e l'autodeterminazione del Parlamento, non è stato tipizzato l'atto con cui il Parlamento si esprime sullo schema preliminare di intesa, trattandosi di interna corporis , e non sono state previste specifiche modalità procedimentali dell' iter parlamentare di discussione del disegno di legge di approvazione dell'intesa. Il sistema è, quindi, delineato in modo che, quando il testo del disegno di legge arrivi alle Camere, queste abbiano già avuto modo di operare un esame attento pronunciandosi sullo schema preliminare di intesa, consentendo al Governo e alle regioni, che sottoscrivono l'intesa, di conoscere anticipatamente le indicazioni delle Camere, di cui viene valorizzato il ruolo sostanziale, al di là della forma in cui esso si esprime.. Art. 1. (Disposizioni in materia di attribuzione alle regioni di forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione) 1. Lo Stato, nella sottoscrizione delle intese di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, al fine di assicurare la tutela dell'unità giuridica ed economica della Repubblica, si conforma alle seguenti disposizioni: a) l'attribuzione alle regioni delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia deve avvenire nel rispetto: 1) dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione e degli obiettivi di servizio ad essi correlati. A tale fine, le funzioni relative a materie concernenti i LEP possono essere attribuite solo dopo la definizione dei medesimi LEP, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68;