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per le stazioni da Latina a Roma e per le sue ramificazioni come la Nettuno-Roma le navette sostitutive percorrono il tracciato del treno con tempi di percorrenza molto lunghi che non si adattano alle esigenze di entrata al lavoro e a scuola rispettivamente di lavoratori e studenti; le fermate di Torricola e Pomezia sono state chiuse arrecando gravi disagi. In particolare, con riferimento alla fermata di Pomezia, quale centro industriale che ospita migliaia di lavoratori provenienti anche da Aprilia, Anzio e Nettuno, la sua chiusura li ha costretti a cambi estenuanti a Campoleone; da notizie di stampa si apprende che sull'unico binario della Roma-Nettuno non vengono più utilizzati treni ad 8 vagoni, aggravando ulteriormente la situazione di sovraffollamento dei treni; l'intera arteria ferroviaria soffre di diverse sospensioni del servizio e ritardi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei disservizi e dello stato della tratta ferroviaria; quali iniziative stia mettendo in atto, per quanto di competenza, per superare i disagi mai risolti e quali iniziative di competenza intenda adottare per rendere il servizio efficiente e in grado di soddisfare la domanda di mobilità; se, nell'ambito delle risorse del PNRR e dell'annunciata "cura del ferro", intenda individuare iniziative per risolvere la questione. Atto n. 4-06271 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: si apprende da fonti di stampa che il Tribunale di Milano ha recentemente ordinato con provvedimento al Comune di Milano di trascrivere l'atto di nascita di un figlio "con due papà"; il caso riguarda una coppia composta da due uomini, un cittadino italiano e uno statunitense, i quali avevano fatto ricorso alla pratica dell'utero in affitto negli Stati Uniti; i due, che già risultavano genitori del bambino sull'atto di nascita negli Stati Uniti, avevano chiesto la trascrizione dell'atto al Comune di Milano, il quale si era rifiutato di procedere; a seguito del provvedimento del Tribunale il Comune ha quindi trascritto l'atto di nascita; considerato che: le sezioni unite della Cassazione, con sentenza n. 12193 del 2019, hanno stabilito che "il riconoscimento dell'efficacia del provvedimento giurisdizionale straniero con cui sia stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all'estero mediante il ricorso alla maternità surrogata ed il genitore d'intenzione munito della cittadinanza italiana trova ostacolo nel divieto della surrogazione di maternità previsto dall'art. 12, comma sesto, della legge n. 40 del 2004, qualificabile come principio di ordine pubblico, in quanto posto a tutela di valori fondamentali, quali la dignità umana della gestante e l'istituto dell'adozione"; nella medesima sentenza le sezioni unite non hanno escluso la possibilità di dare rilievo al rapporto genitoriale, attraverso ulteriori strumenti previsti dall'ordinamento, quali appunto l'adozione in casi particolari ai sensi dell'articolo 44, comma 1, lettera d) , della legge n. 184 del 1983; la Corte costituzionale con sentenza n. 33 del 2021 ha ribadito che il compito di adeguare il diritto vigente alle esigenze di tutela degli interessi dei bambini nati da maternità surrogata non può che spettare al legislatore, "al quale deve essere riconosciuto un significativo margine di manovra"; nella medesima sentenza la Consulta ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 6, della legge n. 40 del 2004 (recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita"), che prevede sanzioni penali a carico di chiunque "realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità", si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per ribadire e rendere effettivo il divieto di trascrizione dell'atto di nascita di minori concepiti all'estero mediante surrogazione di maternità. Atto n. 4-06272 DE VECCHIS Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: da fonti giornalistiche si apprende che nei giorni scorsi a Fregene, nel comune di Fiumicino (Roma), nei pressi della via della Veneziana, si è verificato l'ennesimo incidente automobilistico che ha portato alla morte di un daino, il sesto a perdere la vita negli ultimi mesi in circostanze analoghe. Si consuma, così, una vera e propria strage per questi animali ed un pericolo anche per gli automobilisti che percorrono la strada; per limitare le perdite, il Comune di Fiumicino ha disposto, con un'apposita ordinanza, la realizzazione di recinzioni dei fondi agricoli che affacciano in via della Veneziana, ma gli animali continuano ad avere accesso alla strada per il tramite di due varchi. Dunque, la misura messa in atto risulta essere una soluzione che non sembra in grado di limitare gli incidenti. Si evidenzia così la complicata convivenza tra i daini della riserva di Macchiagrande e gli automobilisti; oltre alle recinzioni, da più parti erano pervenute richieste in ordine alla predisposizione, lungo la strada, di quattro dossi: un deterrente utile a limitare la velocità delle auto che percorrono via della Veneziana. Ma la loro realizzazione non è ancora avvenuta; questa inefficienza ha determinato una situazione di grave rischio per gli automobilisti in transito, come dimostrano proprio gli incidenti verificatisi finora, che hanno causato vittime animali e seri danni alle autovetture, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tali vicende e se non ritengano opportuno predisporre gli opportuni accertamenti in ordine alla reale situazione presente nella zona indicata, e predisporre delle idonee soluzioni per evitare ulteriori incidenti al fine di prevenire un evidente pericolo per l'ordine pubblico, nonché per la salute pubblica. Atto n. 4-06273 LANNUTTI ANGRISANI CRUCIOLI CORRADO LEZZI NATURALE MORRA MININNO ORTIS ROMAGNOLI GRANATO ABATE MORONESE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che la RAI - Radiotelevisione Italiana S.p. A. è controllata al 99,56 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e allo 0,44 per cento dalla SIAE. Dunque di proprietà pubblica. In circa tredici anni (dal 2008 al 2020), i ricavi della TV di Stato si sono ridotti di oltre 702 milioni di euro. Un calo del 22 per cento che, secondo il nuovo amministratore delegato, Carlo Fuortes, è imputabile alla riduzione delle entrate pubblicitarie, per 609.8 milioni di euro, e di altre entrate commerciali. Solo negli ultimi tre anni la RAI ha peggiorato la sua situazione finanziaria di circa 300 milioni di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di dover intervenire per valutare gli sprechi nelle sedi RAI, soprattutto in un momento in cui lo stesso amministratore delegato della RAI, Carlo Fuortes, ha sottolineato la necessità di agire tempestivamente per mantenere in ordine i conti dell'azienda.