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Basta con le autoassoluzioni e con il dire che la pandemia è stata grave, pesante e drammatica (questo lo sappiamo tutti); anche l'inadeguatezza di questo Ministero e di questo Ministro è stata eclatante e sotto gli occhi di tutti. Spero che tutti quanti noi avremo l'onestà di riconoscerlo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Guidolin. Ne ha facoltà. GUIDOLIN (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, nessuno poteva immaginare che questa legislatura sarebbe stata connotata dalla capacità di reazione a una pandemia, né che avremmo perso 120.000 persone tra nonni, genitori, amici e anche figli. Siamo stati chiamati ad avere come obiettivo quello di dare la priorità al Paese. Certo, forse non siamo stati perfetti, ma abbiamo affrontato una situazione drammaticamente inedita. Dopo dieci anni di tagli stimati in 37 miliardi di euro, il nostro Servizio sanitario nazionale non godeva di ottima salute. Da quando siamo arrivati al Governo, noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo invertito questa rotta, mettendo in campo ben 20 miliardi di euro per potenziare le nostre terapie intensive, promuovere nuove assunzioni, adeguare le strutture, acquisire mezzi di soccorso e molto altro. Signor Ministro, l'impegno suo e quello delle forze politiche che le stanno a fianco sono sempre stati massimi, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per affrontare questa pandemia e salvare così più vite possibili. È questo che deve essere fatto di fronte a questa malattia ed è questo che ha fatto ogni medico, infermiere e operatore sanitario negli ultimi mesi. (Applausi) . Provengo dal mondo socio-sanitario e, se non fossi stata qui, nell'anno di pandemia appena trascorso mi sarei sicuramente ritrovata a combattere in prima linea all'interno di qualche ospedale o RSA. La mia battaglia per dar voce agli angeli di questa pandemia sto invece cercando di farla qui. Signor Ministro, credo che arrivati a questo punto dobbiamo dirci la verità. Se il sistema sanitario ha retto e sta reggendo, lo deve soprattutto all'alto - anzi, altissimo - livello del valore umano di tutto il suo personale e alle loro conoscenze, competenze, abilità ed empatia. Abbiamo tutti da imparare molto da questi nostri eroi, che ora ci chiedono di migliorare il sistema socio-sanitario del nostro Paese. Negli ultimi vent'anni, abbiamo assistito ad un'evoluzione della sanità italiana e delle sue figure professionali che con i medici lavorano al loro interno. I protocolli sono sicuramente migliorati e anche le cure, grazie alla ricerca. Quello che invece non va è che piano piano il nostro sistema sanitario ha spalancato le porte al profitto, ai numeri e alle lobby . Dovrebbe bastare questo per farci capire che cosa non ha funzionato in Lombardia, ad esempio, o nelle RSA. Quello che rende grande il nostro Sistema sanitario nazionale non sono le strutture e il far quadrare i conti, che certo sono importanti, ma la formazione, la ricerca, il know how , in due parole le sue risorse umane. (Applausi) . Dobbiamo ricostruire un sistema sanitario che torni in primis a mettere al centro di ogni azione le persone e i loro bisogni e che si occupi di chi lavora al suo interno. Soddisfazione, formazione, giusto compenso, rispetto dei diritti: questo ci chiedono e invece ci troviamo qui, a discutere della sfiducia al ministro Speranza, tra l'altro presentata da chi, nelle ultime settimane, al Governo con la Lega, nella mia Regione, il Veneto, ha gettato nel caos infermieri e operatori socio-sanitari con la delibera n. 305, che per risolvere il problema della carenza di infermieri attribuisce all'operatore socio-sanitario alcune mansioni dell'infermiere che ha formazione universitaria. Colleghi, vi consiglio di confrontarvi di più con il nostro personale socio-sanitario. I giovani non seguono la laurea in infermieristica perché, dopo un percorso di studi universitari, si ritrovano a lavorare nei reparti ospedalieri o nelle RSA demansionati e non mi si venga a dire che l'organizzazione dei reparti è compito dello Stato, quando sappiamo bene tutti che è in capo alle Regioni, con i suoi direttori generali, nominati da voi e Regioni che governate voi. (Applausi) . Ministro Speranza, quando sono entrata in politica la cosa che mi affascinava di più era l'idea di poter portare all'interno delle istituzioni i cittadini che, con le loro diverse competenze ed esperienze di vita, possono dare importanti contributi a favore della società. Ministro, noi ci siamo, siamo qui per risolvere i problemi, come ad esempio l'ingresso degli OSS nell'area socio-sanitaria e credo che solo unendo le forze riusciremo a dare quelle risposte che il nostro personale sanitario aspetta da decenni e che si merita. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ortis. Ne ha facoltà. ORTIS (Misto) . Signor Presidente, intervengo perché ritengo che il ministro Speranza abbia gravi responsabilità sulla gestione delle emergenze a livello nazionale e, nel perimetro delle proprie competenze, a livello locale, come anche nel mio Molise, dove la sanità è paralizzata da un commissariamento pluridecennale e la medicina territoriale è stata malamente abbandonata. Chiaramente, le colpe non sono ascrivibili esclusivamente al Ministro qui presente, essendo anche frutto dei danni provocati dalla scellerata riforma del Titolo V, riforma che ha portato i politici che si sono ritrovati a vestire i panni di Ministri della salute a trincerarsi dietro ai tecnici per controllare i piani sanitari, per stabilire dove aprire e dove chiudere, per definire le assunzioni del personale e il relativo turnover. Politici che di fatto non fanno i Ministri ma - perdonatemi il termine - i passacarte, sempre pronti ad ignorare le istanze dei territori. Ma torniamo a noi: mentre il Ministro andava in televisione a dire che va tutto bene, madama la marchesa, il commissariamento della Regione Molise ha prodotto un aumento esponenziale del disavanzo del servizio sanitario regionale, passato da poco più di 15 milioni a 103 milioni. Non solo, ma il tavolo tecnico per il rientro del deficit sanitario ha rilevato anche il mancato controllo per l'extrabudget ai privati convenzionati, il più volte segnalato ritardo per il nuovo piano operativo sanitario e la mancanza del piano Covid in una Regione, il Molise, che ha avuto un incremento di vittime tra la prima e la seconda ondata del 1.700 per cento, passando da poco più di 20 a oltre 400 decessi. Eppure il Ministro ha sempre saputo quale fosse la gravità della situazione nella mia Regione sia da parte dei commissari, sia da parte del tavolo tecnico e anche e soprattutto per mezzo degli atti di sindacato ispettivo. Per esempio a Termoli era stato allestito un ospedale da campo, ma mancando i medici, la struttura non era in condizioni di funzionare. Il Governo avrebbe quindi dovuto fornire le risposte necessarie per garantire l'assistenza sanitaria e la dignità ai pazienti Covid, come ho ricordato nella mia interrogazione del 12 marzo. Inoltre i posti letto aggiuntivi di terapia intensiva sono stati realizzati in Molise con ritardi abissali;