[pronunce]

Secondo il ricorrente, il riferito art. 5, con l'introdurre le disposizioni specificamente impugnate, si sarebbe posto in contrasto con i «principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica», con il «rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali» e con le «norme fondamentali delle riforme economiche sociali», di cui all'art. 2, primo comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta) e avrebbe altresì violato l'art. 117, secondo comma, lettere e), ed s), della Costituzione in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell'ambiente, nonché la normativa interposta di cui agli artt. 154, 155 e 161 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e 10, comma 14, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo &#8210; Prime disposizioni urgenti per l'economia), convertito, con modificazioni, in legge 12 luglio 2011, n. 106. 2.1.1.&#8210; A ledere i suddetti parametri sarebbero, appunto: a) il comma 2, nella parte in cui demanda alla Giunta regionale la determinazione dei modelli tariffari del ciclo idrico, senza far cenno all'obbligo di conformarsi alle "direttrici" della metodologia tariffaria statale, di cui all'art. 4 della delibera dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) del 28 dicembre 2015, n. 664 (Approvazione del metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio MTI-2); b) il comma 4, nella parte in cui prevede l'istituzione di due distinte componenti tariffarie (una di carattere aggiuntivo e l'altra di carattere perequativo), per la promozione della qualità dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, in contrasto con la metodologia tariffaria statale «da applicare sull'intero territorio nazionale», ai sensi dell'art. 4 della citata delibera; c) i commi 5, 6 e 7, recanti previsioni di dettaglio, nella parte in cui non ne preciserebbero il carattere aggiuntivo rispetto ai meccanismi - operanti sull'intero territorio nazionale - basati sull'istituzione delle componenti tariffarie perequative U12 e U13, volte rispettivamente alla promozione della qualità tecnica «da applicarsi a tutte le utenze del servizio idrico integrato come maggiorazione ai corrispettivi di acquedotto di fognatura e di depurazione, ed alla perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus sociale idrico da applicarsi a tutte le utenze del servizio idrico integrato ubicate sul territorio nazionale, diverse da quelle dirette in condizione di disagio economico sociale, come maggiorazione al corrispettivo di acquedotto»; d) il comma 9, nella parte in cui attribuisce alla Giunta regionale il compito di disporre con propria deliberazione «le integrazioni al metodo tariffario regionale del servizio idrico integrato, anche ai fini dell'adeguamento ad eventuali componenti tariffarie obbligatorie definite della normativa statale vigente», senza far cenno alcuno all'obbligo espresso di conformarsi alle "direttrici" della metodologia tariffaria statale. 2.2.&#8210; Nell'eccepire l'infondatezza delle censure formulate dal ricorrente, la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste richiama, in premessa, l'«ampio ventaglio di potestà legislative variamente riconducibili al settore del servizio idrico integrato», conferitole dagli artt. 2, primo comma (lettere f, g, i, m), e 3, primo comma (lettere l, o), del proprio Statuto speciale e dall'art. 1 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 89 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Valle d'Aosta in materia di acque pubbliche). Sostiene, quindi, che: a) la formula del comma 2 dell'art. 5 della legge reg. n. 5 del 2019 sia «del tutto sovrapponibile» a quella del comma 2 dell'art. 5 della legge reg. n. 27 del 1999, come già modificato dall'art. 5 della legge della Regione autonoma Valle d'Aosta 30 giugno 2014, n. 5, recante «Modificazioni alla legge regionale 27 maggio 1994, n. 18 (Deleghe ai Comuni della Valle d'Aosta di funzioni amministrative in materia di tutela del paesaggio), alla legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normative urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), e alla legge regionale 8 settembre 1999, n. 27 (Disciplina dell'organizzazione del servizio idrico integrato). Proroga straordinaria dei termini di inizio e di ultimazione dei lavori dei titoli abilitativi edilizi»: norma, quest'ultima, che ha già superato il vaglio di legittimità. Con sentenza n. 142 del 2015 - sottolinea la resistente - questa Corte ha ritenuto, infatti, che il potere di approntare i modelli tariffari del ciclo idrico attribuito alla Giunta regionale dall'art. 5 della citata legge reg. n. 5 del 2014 costituisca immediata e diretta estrinsecazione dell'autonomia legislativa garantita alla Regione nella disciplina del servizio idrico integrato, fermo restando l'obbligo di allinearsi alle "direttrici" della metodologia tariffaria statale, logicamente implicato dall'inciso «nel rispetto dei principi europei e statali vigenti in materia», testualmente riprodotto anche in chiusura della disposizione ora in esame; b) le componenti tariffarie, «aggiuntiva e perequativa», instituite dal comma 4 del medesimo art. 5, si inscrivano tra le voci di costo suscettibili di concorrere, nel quadro delle "direttrici" statali, all'articolazione del modello tariffario, configurandosi come «eventuale anticipazione per il finanziamento dei nuovi investimenti», ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettera a), della deliberazione dell'AEEGSI del 28 dicembre 2015; c) la regolamentazione delle suddette componenti tariffarie, di cui ai successivi commi 5, 6 e 7 della norma in esame, si collochi anch'essa nell'alveo della speciale autonomia facente capo ad essa Regione in tema di servizio idrico integrato; d) l'intervento della Giunta regionale, previsto dal comma 9 dello stesso impugnato art. 5, sia «concepito proprio allo scopo di assicurare la congruità della tariffa regionale con le "direttrici" della metodologia tariffaria statale». 2.3.&#8210; Le questioni relative all'art. 5 della legge regionale impugnata non sono fondate. 2.3.1.&#8210; Quanto al comma 2 del predetto articolo, è decisiva la considerazione della effettiva sua testuale corrispondenza, nella parte che qui rileva, al (sostituito) comma 2 dell'art. 5 della legge reg. n. 27 del 1999 (cui risale l'attribuzione alla Regione della competenza regolatoria in materia tariffaria), come già modificato dall'art. 5 della legge reg. n. 5 del 2014 (che ha demandato alla Giunta regionale l'esercizio di tale competenza). Detta ultima disposizione, come esattamente ricordato dalla resistente, ha già superato il controllo di legittimità costituzionale con la sentenza n. 142 del 2015.