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Conosciuto nella sua comunità per l'elevato spessore culturale, per i contributi poetici e letterari, per l'amore per la natura, nonché, soprattutto, per la grande umanità e solidarietà che non ha mai lesinato di mostrare nei confronti dei più deboli, ma che, paradossalmente, ad oggi, gli stanno costando la libertà. «Siamo solo in due, rimasti della mia famiglia, io e una sorella, entrambi ormai così vecchi. Siamo nati in questo paese, perché non ricordarlo con un gesto concreto per dimostrare che amiamo il nostro paese?», ha detto Gilardi, spiegando il motivo per cui ha dato al Comune i soldi per comprare un defibrillatore, un terreno per creare un parco e un parcheggio per l'asilo. Inoltre, egli ha ospitato in casa sua persone che si erano trovate senza casa a causa di separazione familiare o perché in difficoltà economiche; nel 2017 la sorella, più anziana di lui e unica parente vivente, allertata dalla banca per una serie di movimenti ritenuti sospetti sul suo conto corrente e preoccupata per la gestione del patrimonio del fratello, ha chiesto ed ottenuto dal tribunale di Lecco la nomina di un amministratore di sostegno (ad oggi se ne sono succeduti cinque) per la tutela dei suoi interessi. Il giudice tutelare ha dato ragione alla sorella; secondo Gilardi, tale provvedimento, di fatto, l'ha completamente inibito dall'adottare qualunque disposizione del suo patrimonio, fino al punto di negare l'accesso ai propri fondi anche per esigenze ritenute dall'amministrato primarie, ponendolo, quindi, in una condizione di «depressione morale», che lo ha portato ad esprimere ripetutamente la sua contrarietà alla nomina di un amministratore di sostegno, fino al punto di decidere nel giugno 2020 di sottoporsi spontaneamente ad una perizia psichiatrica, il cui esito ha accertato che «non emergono anomalie o segni di patologia (...) Il pensiero è privo di alterazioni (...) nessun segno di deterioramento mentale o cognitivo»; considerato che: nel luglio 2020, il giudice tutelare ha richiesto una consulenza tecnica d'ufficio per capire se l'amministrato avesse bisogno di ulteriori misure di tutela, mentre, contestualmente, l'amministratrice di sostegno, adducendo varie scuse, avrebbe continuato a negargli l'accesso al suo patrimonio, nonostante i suoi accorati e continui appelli ad assumere una condotta inversa; il 10 settembre 2020 Gilardi, perfettamente nel pieno delle sue facoltà mentali, si è rivolto al proprio legale per revocare l'amministratrice di sostegno, denunciandone comportamenti non congrui con il suo incarico, tra i quali, ad esempio, un episodio risalente al 2018 in cui quest'ultima avrebbe effettuato un bonifico di 40.000 euro a un nominativo lei conosciuto, bonificando tale cifra dal conto corrente di Gilardi. Nell'esposto si spiega che nonostante il signor Gilardi avesse dichiarato che a suo avviso, da tempo, si stesse cercando di farlo dichiarare «incapace di intendere e volere» al solo fine di poter gestire liberamente il suo patrimonio, sarebbe stata negata al suo avvocato la possibilità di costituirsi in giudizio, non ravvisando il giudice la necessità di una difesa. Gilardi scrive: «Le mie attività finanziarie sono presso la Banca Popolare di Sondrio a Lecco, ma nonostante le mie ripetute richieste non riesco a vedere i documenti bancari. C'è qualcosa di losco che qualcuno vuole nascondermi. Qualcuno ha fatto un prelevamento e ora teme le conseguenze? Sono una persona che può perdonare in larga misura, ma dovete dirmi la verità»; all'avvocato di Gilardi risulta, ancorché munito di regolare mandato del suo assistito, a oggi, persona pienamente capace di intendere e di volere, sia sempre stata bocciata l'istanza di visibilità del fascicolo del procedimento dell'amministrazione di sostegno, nonostante le tante azioni di reclamo presentate e sempre rigettate dal tribunale; inoltre, a quanto risulta all'interrogante: da un servizio televisivo della trasmissione "Le Iene" si apprende che, il 27 ottobre 2020, la nuova amministratrice di sostegno, senza preavviso, e disponendo un vero e proprio prelievo forzoso, abbia trasferito il Gilardi in una RSA; nel servizio è stato trasmesso un audio registrato durante il prelievo dal proprio domicilio da cui emergerebbe, inequivocabilmente, la sua lucidità di pensiero e la piena capacità di intendere e di volere nell'esprimere la sua ferma contrarietà al trasferimento forzoso presso la RSA di cui, ad oggi, non si conosce l'indirizzo. Oltre ad impedire alle persone care e al suo avvocato di visitarlo e di avere notizie, una decisione del genere pone Gilardi ancora di più in una condizione di confinamento sociale e umano che lo priva dell'affetto e della solidarietà delle persone che hanno realmente a cuore la sua sorte. L'avvocato arrivò con due pattuglie di polizia, un'ambulanza e un dottore, che non era il medico di Gilardi. Ci fu una discussione tra l'avvocato e il professore, che disse: «Per portarmi via dovete mettermi in manette. Altrimenti non vengo. Con le manette, obbedisco alle forze della legge». Solo in seguito alla minaccia dell'avvocato di fargli fare un'iniezione, Gilardi avrebbe accettato di andare all'ospizio senza ulteriore resistenza; secondo la testimonianza a "Le Iene" di informatori degli Istituti riuniti Airoldi e Muzzi, pare che ci siano state alterazioni illegali dei documenti medici realizzati per Gilardi. La cartella clinica di Gilardi sarebbe stata modificata due volte: da «Tso in Spdc deciso dall'amministratore» a «breve ricovero sociale in Spdc», a «ricovero in Spdc per facilitare l'esecuzione dello screening per Sars-CoV-2»; infine, a quanto risulta all'interrogante in occasione di una visita dell'estate 2020 di Gilardi all'avvocato Lanfranconi, questa avrebbe suggerito l'esistenza di un gruppo di persone influenti che volevano che Gilardi fosse allontanato dal paese. L'avvocato Lanfranconi avrebbe detto: «C'è stato qualcuno che pensa che lei dovrebbe andare in una casa di cura. Ci sono persone che vorrebbero che lei fosse rinchiuso in un posto sicuro. È ben chiaro che ci sono degli interessi economici dietro l'operazione di arresto organizzata dal dottor Messina e dal sindaco Milani», si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda; se intendano promuovere iniziative di natura ispettiva presso la RSA che ospita l'anziano, anche in relazione alle sue effettive condizioni psico-fisiche e alla sussistenza e permanenza dei presupposti sanitari e legali per mantenerne lo stato di allontanamento dal proprio domicilio; se ritengano di dover intervenire per accertare negligenze o abusi di potere da parte di chi ha inibito qualunque autonomia, anche economica, del professor Gilardi, e che invece avrebbe dovuto tutelarlo. Atto n. 4-06731 LANNUTTI MORRA ANGRISANI ABATE GIANNUZZI LEZZI CORRADO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: