[pronunce]

Infatti non si può negare che lo Stato, una volta soppresso il compartimento ANAS di Trento con sede a Bolzano, possa autonomamente organizzarsi per quanto riguarda le proprie funzioni relative alle autostrade, a parte le esigenze di coordinamento con le province autonome, e le relazioni intense nella fase di passaggio. È da sottolineare, al riguardo, che le autostrade sono espressamente escluse dalla delega di funzioni dall'art. 1, comma 1, lettera b), del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 320, che ha modificato l'art. 19 del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381. Né vale rilevare che non esistevano nella regione autostrade in mano pubblica statale in quanto lo Stato ha conservato poteri, anche di vigilanza, sulle autostrade private, da chiunque gestite ancorché con società a partecipazione locale. Nello stesso tempo lo Stato, nell'esercizio dei suoi poteri di organizzazione, ha ritenuto di affidare all'ufficio di Bolzano di nuova istituzione, quale sezione staccata dell'ufficio speciale per le autostrade di Bologna, una operatività per le funzioni sulle autostrade delle regioni del nord est, scelta che non comporta alcuna lesione o pregiudizio dell'autonomia della provincia di Bolzano, non interferendo nella sfera di competenza provinciale, e rientrando nella libera ed autonoma discrezionalità di localizzazione della sede distaccata nell'ambito del territorio in cui devono essere svolte le funzioni. Di conseguenza, non vi era neppure l'esigenza di una procedura di collaborazione con la provincia nella scelta e nella localizzazione della sede. Egualmente privo di fondamento risulta il profilo del conflitto relativo ai canoni di concessione, licenze e autorizzazioni su strade statali, in quanto è risultato non contestato che l'ANAS ha inteso censire le posizioni amministrative irregolari e costituire in mora i contravventori risultanti tali, perseguendo l'obiettivo di una complessiva regolarità di consegne, procedendo a riscuotere le somme dovute, limitatamente al periodo precedente al trasferimento delle funzioni delegate alla provincia autonoma, cioè nell'esercizio di compiti rimasti allo Stato. Ciò è sufficiente per escludere, in fatto, sul punto specifico, ogni lesione della sfera di competenze provinciali. 6. - Un esame separato meritano le altre censure formulate dalla provincia di Bolzano, che lamentano la mancanza di intesa, o comunque di una sua partecipazione in una serie di operazioni ed attività inerenti al trasferimento di funzioni e beni in materia di viabilità stradale ed incombenti allo Stato. Preliminarmente deve essere chiarito che resta al di fuori dell'ambito del presente giudizio qualsiasi rivendicazione di beni specifici (v. sentenza n. 309 del 1993; n. 111 del 1976), siano questi beni immobili o mobili o semplicemente documenti. Infatti, dall'esame dei ricorsi nel loro complesso e dal collegamento dei vari motivi di impugnazione, risulta che la provincia non fa valere una questione attinente alla titolarità del diritto di proprietà o di disposizione di determinati beni, né chiede l'accertamento dell'appartenenza o della disponibilità di questi beni. La provincia richiede, invece, la declaratoria di spettanza della facoltà di partecipare all'esercizio di determinate funzioni attraverso una "intesa" o un intervento nell'accertamento "in contraddittorio". E certamente la controversia intorno alla spettanza di tale potere di partecipazione è idonea a produrre un conflitto attuale di attribuzione tra Stato e regione o provincia, rimesso alla definizione di questa Corte (v. sentenza n. 444 del 1994). Del resto, nei conflitti di attribuzione tra regione (o provincia) e Stato anche un comportamento omissivo, seguito da un atto esplicito sostanzialmente di rifiuto o da un provvedimento incompleto o da atto sostanzialmente elusivo - soprattutto, come nella specie, a seguito di diffida e atto emanato in risposta - deve ritenersi idoneo a produrre una immediata lesione o menomazione di attribuzioni, suscettibile di tutela attraverso il ricorso per conflitto, come, ad esempio, un indebito rifiuto di adottare un provvedimento o tenere un comportamento, necessari perché la regione (o la provincia autonoma) sia posta in grado di esplicare una attribuzione costituzionalmente ad essa spettante (sentenza n. 111 del 1976). 7. - Nel caso di cui si discute la procedura di "intesa" o in "contraddittorio" è prevista espressamente nelle norme di attuazione contenute nel d.lgs. n. 320 del 1997, similmente, del resto, ai casi più rilevanti di affidamento di nuove funzioni accompagnato da trasferimenti di beni e di rapporti in corso alle regioni o province ad autonomia speciale. Infatti, in primo luogo, l'art. 1 delle norme di attuazione dello statuto speciale (d.lgs. n. 320 del 1997) prevede che "i dati necessari per la quantificazione delle somme spettanti alle province autonome ai sensi del presente articolo sono accertati in contraddittorio da funzionari a ciò delegati rispettivamente dalle province autonome e dal Ministero dei lavori pubblici". L'intesa con le province autonome è, inoltre, specificatamente prevista nell'art. 3 del citato d.lgs. n. 320, sia per la consegna dei "beni immobili,... beni mobili registrati e ... altri beni mobili esistenti nel territorio delle province autonome di Trento e Bolzano, strumentali all'esercizio delle funzioni delegate" in ordine al riparto dei beni stessi; sia per la consegna della "documentazione amministrativa, concernente gli affari non ancora esauriti"; sia per l'accertamento degli appalti di lavori pubblici aggiudicati o affidati dall'ANAS precedentemente al 1° luglio 1998 (decorrenza della delega) ai connessi fini degli "obblighi e debiti maturati in relazione ai lavori eseguiti fino alla data" anzidetta "a carico esclusivo dell'ANAS". La stessa "intesa" è prescritta infine per definire "per ciascun appalto, lo stato di esecuzione dei lavori, le obbligazioni in capo all'ANAS e le modalità di rimborso dei relativi oneri" per le somme corrispondenti ai lavori da eseguirsi a decorrere dal 1° luglio 1998 con determinati limiti, per gli "appalti affidati dall'ANAS prima di detta data e non ricompresi nel programma triennale 1997/1999". Di conseguenza deve essere dichiarato che non spetta allo Stato, e per esso all'Ente nazionale per le strade, procedere al riparto e alla consegna dei beni strumentali all'esercizio delle funzioni delegate, alla consegna della documentazione amministrativa concernente gli affari non ancora esauriti, all'accertamento degli appalti dei lavori pubblici, aggiudicati o affidati precedentemente al 1° luglio 1998 ed alla definizione, per ciascun appalto, dello stato di esecuzione dei lavori, delle obbligazioni in capo all'ANAS e delle modalità di rimborso dei relativi oneri, senza la partecipazione della provincia autonoma di Bolzano al relativo procedimento, secondo le previsioni del d.lgs. 2 settembre 1997, n. 320..