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Disposizioni per la tutela e la promozione della ceramica della tradizione artistica italiana e della ceramica italiana di qualità. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge si inquadra all'interno della necessità di un processo di innovazione delle micro, piccole e medie imprese operanti nel settore della ceramica. In particolare, il disegno di legge si pone la finalità di prevedere delle disposizioni per la tutela e la promozione della ceramica della tradizione artistica italiana mediante la revisione della ormai obsoleta legge 9 luglio 1990, n. 188, modificata dalla legge 6 febbraio 1996, n. 52. A 33 anni dall'approvazione della citata legge n. 188 del 1990, infatti, è necessario modificare l'impianto promotore a tutela della filiera ceramica italiana, individuando quali norme richiedano un'abrogazione o una modifica e quali invece siano da introdurre ex novo. A tale riguardo, è opportuno segnalare le principali motivazioni che hanno giustificato e incentivato la presentazione di un disegno di legge in tal senso. In primis , alla luce di una profonda evoluzione dell'economia italiana in ottica globale, con particolare riferimento alla tutela e all'espressione del made in Italy , si rende sempre più necessaria l'individuazione di meccanismi di tutela e promozione dei prodotti della ceramica che siano in grado di garantire la qualità dei prodotti italiani e di tutelare le imprese, soprattutto quelli artigianali, dedite alla produzione di artefatti di alta qualità. In secondo luogo, il preesistente impianto normativo votato alla tutela della filiera della ceramica ha presentato varie problematiche, tali per cui è necessario un suo snellimento anche mediante un principio di sussidiarietà orizzontale attraverso la possibilità per gli attori pubblici coinvolti, di delegare parte delle funzioni a organismi privati. Infine, ulteriore elemento che ha richiesto, quanto meno, un ripensamento della struttura di tutela della filiera italiana della ceramica concerne l'evoluzione del mercato del lavoro nel settore. In questo senso, il disegno di legge si muove in due direzioni. Da un lato si vuole incentivare l'utilizzo degli istituti tecnici superiori quale strumento necessario per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro specializzata e, dall'altro lato, si introducono incentivi alle imprese che avviano percorsi di apprendistato per i giovani. L'articolo 1, comma 1, individua le finalità del disegno di legge. Tra le finalità siano annoverate quelle inerenti alla tutela della denominazione di origine, alla conservazione e alla valorizzazione delle caratteristiche tecnico-produttive mediante la creazione del marchio « Ceramica della tradizione artistica italiana ». In secondo luogo, è istituito un ulteriore marchio, denominato « Ceramica italiana di qualità », mediante il quale sono tutelate le altre produzioni che rispettano i requisiti individuati mediante atto del Consiglio nazionale ceramico. Il comma 2 individua i soggetti tramite cui viene data attuazione alle disposizioni del disegno di legge, ossia il Consiglio nazionale ceramico, le cui composizione e funzioni sono disciplinate dall'articolo 5, e le associazioni di privati, ai sensi dall'articolo 9. L'articolo 2 prevede le disposizioni finalizzate all'attuazione delle direttive di tutela citate dall'articolo 1. In particolare, si specifica che i marchi, oltre a dover necessariamente rispettare un disciplinare di produzione approvato dal Consiglio nazionale ceramico, devono necessariamente individuare gli elementi essenziali del prodotto. Infine, si prevede che tali marchi siano certificati mediante tecnologia blockchain , al fine di favorire l'innovazione delle imprese e, conseguentemente, esercitare un controllo univoco sulla produzione. L'articolo 3 istituisce presso il Ministero delle imprese e del made in Italy due registri, rispettivamente denominati: « Registro dei produttori di ceramica della tradizione artistica italiana » e il « Registro dei produttori di ceramica italiana di qualità ». In particolare, l'iscrizione ai registri è disposta dalla Direzione generale per la tutela della proprietà industriale dell'Ufficio italiano brevetti e marchi, superando il vecchio meccanismo per cui tali registri, seppur denominati diversamente, venivano istituiti a livello provinciale. La novità introdotta dal comma 2 ha lo scopo di creare dei registri nazionali medianti i quali il Ministero competente, qualora debba intervenire in via normativa per la creazione di progetti o di ulteriori azioni di tutela e di promozione della filiera italiana della ceramica, possa accedere direttamente ad una banca dati nazionale della filiera ceramica. L'ultimo comma, infine, prevede che analoghi registri siano previsti per i produttori di ceramica dei Paesi membri dell'Unione europea che ne facciano espressa richiesta alla direzione del Ministero competente. L'articolo 4 istituisce il Consiglio nazionale ceramico, individuando, tra le sue finalità, quella di tutelare la filiera della ceramica, nonché quella di individuare i comuni presso i quali è presente una importante filiera ceramica da riconoscere quali Città della ceramica. Inoltre, il Consiglio nazionale della ceramica definisce e approva il disciplinare di produzione della ceramica, sia della tradizione artistica italiana sia di qualità, ed esamina i ricorsi inerenti all'uso illegittimo dei marchi individuati dall'articolo 1 del presente disegno di legge. Il Consiglio nazionale ceramico può interloquire con il Comitato interministeriale per la tutela del made in Italy nel mondo, nonché con enti locali, regioni e altre amministrazioni ministeriali per il perseguimento dei fini di tutela e valorizzazione della ceramica italiana. Infine, si prevede che il Consiglio nazionale ceramico promuova l'istituzione di una Esposizione internazionale dell'arte ceramica italiana, mediante attività pubblicitarie, divulgative, culturali e di commercializzazione facendo sì che l'esposizione si svolga, alternativamente tra il Mezzogiorno e l'Italia centro-settentrionale. L'articolo 5 disciplina la composizione del Consiglio nazionale ceramico. Nello specifico, il comma 1 dispone che il Consiglio medesimo sia nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro delle imprese e del made in Italy , che lo presiede. Il comma 2 prevede che Il Consiglio nazionale ceramico duri in carica cinque anni e che sia composto da cinque membri in rappresentanza dello Stato, tre membri in rappresentanza delle regioni maggiormente interessate dalla produzione ceramica, dodici membri in rappresentanza dei produttori di ceramica artistica e tradizionale, designati dalle rispettive associazioni maggiormente rappresentative in campo nazionale, sette membri in rappresentanza delle città della ceramica di affermata tradizione ceramica, di cui sei designati dall'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e uno designato dall'Unione nazionale comuni, comunità enti montani (UNCEM). Inoltre, differentemente da quanto previsto dalla citata legge n. 188 del 1990, al fine di avviare una pratica di leale collaborazione tra il Parlamento e il Consiglio nazionale ceramico, si prevede che sia garantita la partecipazione di membri delle Commissioni parlamentari competenti per materia che ne facciano richiesta.