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questo decreto-legge è diventato un omnibus ed è diventato un espediente per aggirare i presupposti di legge per ottenere la decretazione d'urgenza. Si chiede la decretazione d'urgenza per argomenti improcrastinabili e poi, durante la legge di conversione, vi si inserisce di tutto e di più, scavalcando anche le legittime prerogative dei parlamentari, che hanno diritto a discutere e ad approfondire nei tempi regolamentari le varie proposte di legge. Questo per amore di verità. Dobbiamo dare atto, pur nel complessivo giudizio negativo su questo decreto-legge, di qualche raggio di sole: poca roba, ma piuttosto che niente, meglio piuttosto, come diceva un mio maestro di vita e di professione. Abbiamo accolto immediatamente la richiesta del Governo e della maggioranza di espungere dagli emendamenti tutti quelli che riguardavano la materia degli appalti, perché è giusto che sul tema ci sia un intervento organico e strutturale, con i tempi e con i modi dei Regolamenti parlamentari, che possano innovare e rinnovare il settore. Dobbiamo dire anche che, grazie al nostro intervento, sono stati ritirati emendamenti che riguardavano le modifiche al codice di procedura penale. Signor Presidente, qualche giorno fa c'è stata l'inaugurazione dell'anno giudiziario e il Ministro della giustizia ha riproposto il suo programma, dicendo che entro il 31 dicembre 2019 sarà in grado di presentare la riforma - beato lui - del codice di procedura penale e anche quella del codice di procedura civile. Se questo è vero, non si capiva per quale motivo in questo decreto-legge, peraltro con un'estraneità assoluta di materia, si dovessero inserire elementi di modifica al codice di procedura penale. Ne prendiamo atto con favore: la maggioranza, melius re perpensa , ha ritirato tutti questi emendamenti. Siamo stati soddisfatti dell'intervento a favore del terzo settore e qui voglio dare una risposta anche ai colleghi del Partito Democratico, dicendo che questo è stato patrimonio di entrambe le Commissioni e di tutti i Gruppi parlamentari, tant'è vero che, su richiesta del Capogruppo del MoVimento 5 Stelle, gli emendamenti sono stati ritirati e riformulati dai relatori con la firma di tutti i rappresentanti delle Commissioni. Questo risultato riguarda quindi tutto il Parlamento e non può essere attribuito soltanto ad una sua parte. Vi è poi un altro aspetto positivo, che evidenzia la disparità di trattamento che a volte viene messa in atto dai rappresentanti della maggioranza. Avevamo presentato un emendamento, a mia prima firma, con il quale chiedevamo d'inserire nell'accesso al fondo di solidarietà anche i professionisti in difficoltà e non soltanto le aziende. Anch'essi, infatti, a seguito del ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, si trovano in gravi difficoltà. Detto emendamento è stato respinto, salvo poi farlo rivivere in un'altra proposta emendativa dei relatori: ne prendiamo atto, meglio tardi che mai. Siamo soddisfatti per aver aiutato circa 2.000 Comuni con l'emendamento a firma Mallegni, Vitali e Pagano, a proposito di IMU: 300 milioni di euro andranno ad essi, evitandone il dissesto. Siamo parzialmente soddisfatti per alcuni interventi nel settore dell'agricoltura. Cosa non ci piace? Il modo in cui questa maggioranza ha affrontato il problema della xylella fastidiosa: non basta stabilire l'eradicazione degli ulivi infetti e la sanzione penale per chi non ottempera alla norma, se non aiutiamo il settore dell'olivicoltura pugliese stabilendo un fondo straordinario di sostegno ai nostri olivicoltori e nominando un commissario straordinario che possa sovrintendere a tale iniziativa. (Applausi dal Gruppo FI-BP). E dove prendiamo i soldi? Dal reddito di cittadinanza, che non partirà mai in questo Paese: almeno serviranno a garantire un settore importante del Mezzogiorno d'Italia e della Puglia. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Non siamo assolutamente soddisfatti di come avete affrontato il tema delle trivelle, prendendovi in giro da soli perché non è vero che avete stabilito una moratoria: è una moratoria fittizia. Sono fatte salve non soltanto le concessioni in corso e quelle a scadere, ma anche tutte le domande che saranno presentate entro il termine di approvazione e di promulgazione di questa legge. La moratoria, quindi, è praticamente una finzione, soltanto un espediente per sanare le difficoltà all'interno di questa maggioranza. Avete utilizzato lo strumento del decreto-legge per una ritorsione politica nei confronti dei rappresentanti dell'opposizione, andando a toccare il consiglio di amministrazione dell'ENAV con un provvedimento che non ha niente a che vedere con il trasporto aereo. Ci avete accusato in altri tempi di essere autori di leggi ad personam , ma le avete fatte anche voi: ne è esempio quella che stabilisce un aumento dell'organico al Ministero dell'interno, con l'introduzione di un dirigente di prima fascia (manca soltanto che si scrivano nome e cognome). Avete disatteso istanze che venivano da tutti i Comuni, non solo da quelli guidati da rappresentanti di Forza Italia, e le norme a proposito del mondo della scuola. Ultima, ma non per ultima, è la vergogna che è stata già citata dalla collega Rauti e dal collega Richetti: non è possibile cambiare le regole in corso d'opera, deludendo i cittadini che hanno svolto un concorso e che, anche se non l'hanno superato, sono stati dichiarati idonei e, in quanto tali, sono stati inseriti in una graduatoria che dovrà essere scorsa in maniera legittima e non secondo una norma che si applica con effetto retroattivo. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Potrei continuare, signor Presidente, ma forse ho esaurito tutti i dieci minuti che avevo a disposizione. PRESIDENTE. Sì. VITALI (FI-BP). Prenderò allora altri trenta secondi, me ne faccia grazia, per dire che questo provvedimento, purtroppo, seguirà la sorte di tutti gli altri. Il decreto dignità avrebbe dovuto procurare lavoro: è vero che c'è stato un aumento delle occupazioni a tempo indeterminato, è però aumentata la disoccupazione, perché gli imprenditori sono stati disincentivati dall'assumere a tempo determinato. La legge di stabilità ha dimenticato il Mezzogiorno: meno investimenti, meno credito d'imposta, meno superammortamento, meno ammortamento e lo spazzacorrotti non è altro che un provvedimento a favore dei corrotti. Non devo citare quello che vi è stato detto all'inaugurazione dell'anno giudiziario, dove non c'è stata una parola a favore di questo provvedimento. Mai, come in questo caso, tutto il mondo giudiziario, giurisprudenziale, dei professionisti del diritto e degli avvocati è stato unanime nel dire che questa è ed è stata una porcheria! E non basta la norma per snellire le procedure per le carceri, perché servono i denari. Di qui a qualche anno, con tutte le eccezioni che avete creato e con tutta l'inaccessibilità che avete creato nei confronti delle forme alternative alla detenzione, avremo 30.000-40.000 detenuti in più, che non sapremo dove collocare e credo che voi non abbiate idea di come si faccia ad affrontare questo problema.