[pronunce]

"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014/2016 della Regione. Legge finanziaria 2014" e alla legge regionale 23 dicembre 2013, n. 50: "Bilancio di previsione per l'anno 2014 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2014/2016"), il cui art. 1 ha disposto la soppressione dei termini «sanitarie» e «sanitari», rispettivamente presenti in rubrica e nel comma 1 dell'art. 8 della legge reg. Marche n. 49 del 2013. 4.- Con memoria depositata il 22 dicembre 2014, la Regione Marche ha ripetuto le ragioni già esposte nell'atto di costituzione in giudizio a sostegno dell'inammissibilità o dell'infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, dando conto di alcune modifiche normative sopravvenute nelle more del giudizio e prospettate come pienamente satisfattive delle censure formulate nel ricorso nonché della mancata applicazione della norma censurata durante il periodo della sua vigenza. Difatti, la resistente rileva che, a seguito delle modifiche apportate con la legge reg. Marche n. 6 del 2014, le prestazioni richiamate all'art. 8, comma 3, della legge reg. Marche n. 49 del 2013 sono esclusivamente quelle sociosanitarie e sociali. Di conseguenza, solamente a queste ultime sarebbe circoscritto il richiamo all'ISEE ai fini dell'individuazione dei casi di esenzione dei cittadini dalla compartecipazione alle spese. Inoltre, la norma impugnata non avrebbe potuto avere applicazione nel periodo tra la sua entrata in vigore e le modifiche apportate (31 dicembre 2013-25 aprile 2014), poiché solo successivamente a questo breve lasso di tempo, la disciplina dell'ISEE contenuta nell'art. 10 del d.P.C.M. n. 159 del 2013, sarebbe stata attuata con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 7 novembre 2014 (Approvazione del modello tipo della Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE, dell'attestazione, nonché delle relative istruzioni per la compilazione ai sensi dell'art. 10, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159). Quest'ultimo ha approvato il modello della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), contenente dati necessari per la determinazione di detto indicatore. A fronte della ricorrenza di tali presupposti, la Regione Marche chiede che sia dichiarata la cessazione della materia del contendere. Tale ultima richiesta è stata ribadita dalla stessa in udienza.1.- Con il ricorso in epigrafe, il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, della legge della Regione Marche 23 dicembre 2013, n. 49 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014/2016 della Regione - Legge finanziaria 2014), in riferimento agli artt. 81, 117, secondo comma, lettera m), e 119, primo e secondo comma, della Costituzione. L'Avvocatura generale dello Stato sostiene che la disposizione impugnata sarebbe costituzionalmente illegittima, in quanto derogatoria dei principi e dei criteri dettati dal legislatore nazionale per garantire condizioni di accesso omogenee in tutto il territorio nazionale alle prestazioni sanitarie ed assicurare il contenimento ed il controllo della relativa spesa mediante il sistema della tessera sanitaria di cui all'art. 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. Infatti, la norma censurata stabilirebbe che la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria e sociosanitaria sia individuata con riferimento esclusivo all'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), previsto dall'art. 5 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, mentre l'ambito di operatività di detto criterio sarebbe circoscritto dal legislatore statale alla concessione di agevolazioni fiscali e tariffarie, nonché alle provvidenze di natura assistenziale. Pertanto, la disposizione censurata - in violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera m), Cost. - introdurrebbe un trattamento differenziato per i cittadini della Regione Marche ai fini della determinazione della partecipazione alla spesa sanitaria e renderebbe inapplicabili le modalità di controllo automatiche del diritto all'esenzione, garantite dal sistema tessera sanitaria. A giudizio dell'Avvocatura, la norma impugnata violerebbe, altresì, i vincoli posti alla legislazione regionale dagli artt. 81 e 119 Cost. Diversamente dal sistema della tessera sanitaria, quello dell'ISEE non consentirebbe di prevedere e verificare le entrate e, quindi, di determinare la misura del finanziamento integrativo a carico dello Stato, in tal modo pregiudicando il raggiungimento degli obiettivi programmati di contenimento della spesa. Determinando in modo difforme dalla legislazione nazionale la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria senza garantire un'invarianza delle entrate, l'art. 8, comma 3, della legge reg. Marche n. 49 del 2013 violerebbe l'equilibrio di bilancio ed i vincoli economici e finanziari posti alle Regioni dall'art. 81 e dall'art. 119, primo comma, Cost. Infine, introducendo regole concernenti una propria entrata non ispirate al principio di coordinamento finanziario, la norma censurata contrasterebbe anche con l'art. 119, secondo comma, Cost. La Regione Marche si è costituita in giudizio chiedendo, tra l'altro, che il ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri sia dichiarato inammissibile. Infatti, nella relazione del Dipartimento per gli affari regionali, sulla quale si basa la delibera del Consiglio dei ministri che ha autorizzato il ricorso, non verrebbero esplicate le ragioni del contrasto con i parametri costituzionali evocati, con inevitabile riverbero di questo vizio sulla formulazione del ricorso. Successivamente alla proposizione del ricorso, è intervenuta la legge della Regione Marche 14 aprile 2014, n. 6 (Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2013, n. 49: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014/2016 della Regione. Legge finanziaria 2014" e alla legge regionale 23 dicembre 2013, n. 50: "Bilancio di previsione per l'anno 2014 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2014/2016"), il cui art. 1 ha introdotto modifiche all'art. 8 della legge reg. Marche n. 49 del 2013, sopprimendo, nella rubrica di detta disposizione, la parola «sanitarie» e, nel comma 1, la parola «sanitari».