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Per questa ragione, in Francia come in molti altri Paesi europei, i Governi si sono posti il problema del fatto che la didattica distanza aumenta le disuguaglianze e si sono affrettati a riaprire le scuole, ovviamente garantendo il distanziamento al fine di tutelare la salute degli alunni. La didattica a distanza non può sostituire integralmente quella in presenza e a dirlo, signor Sottosegretario, non siamo noi, sovranisti, magari anche un po' ignoranti, ma un filosofo - Massimo Cacciari - che dalle parti del partito oggi più assente in Aula - il Partito Democratico - è conosciuto bene. Cacciari dice: perché non riaprire le scuole anche noi? Fa specie vedere che un Governo scarica la responsabilità di una scelta tutta politica sui tecnici. Perché non utilizzare almeno gli spazi esterni delle scuole per consentire ai ragazzi di riprendere un inizio di socialità? Niente da fare. Non avete ascoltato nessuno. Avete deciso di aprire i centri estivi tra quindici giorni e le scuole sono chiuse dal 5 marzo. Badate che gli alunni e gli studenti sono a casa e la gestione dell'educazione scolastica è lasciata completamente in mano alle famiglie. Quelle stesse famiglie per le quali questa mattina il nostro Gruppo è andato dal Presidente dell'INPS anche a protestare perché aspettano ancora la cassa integrazione e il bonus . (Applausi) . Nulla, non c'è sostegno economico, né sul piano educativo-scolastico da parte del Governo. È il caos assoluto. Questi mesi di chiusura e questo dibattito sulla scuola e sulla sua funzione sociale potevano essere una grande occasione per programmare e rimettere in sesto gli istituti scolastici che spesso cadono a pezzi; per fare un aggiornamento su come integrare la scuola online con l'educazione in presenza; per fare tesoro dell'esperienza della didattica a distanza; per riflettere su come evitare il disastro delle classi pollaio, sovraffollate, che sono pericolose per la diffusione del virus, con scuole che al contrario chiudono - e ce ne sono molte - perché hanno pochi studenti, costringendo così gli alunni dei centri più isolati, magari di montagna, a compiere lunghissimi tragitti per veder garantito il diritto all'istruzione, pur sancito dalla nostra Costituzione. Io vengo da una Provincia, come quella di Cuneo, che è per un terzo comunità montana: tutti gli anni ci sono dei problemi enormi, che però vengono affrontati dagli amministratori locali, dai dirigenti scolastici e dai genitori. Il Governo è completamente assente. Le scuole riapriranno a settembre esattamente come sono state chiuse. Voi avete presentato, il 28 aprile, un decreto che reca nel titolo, come questo, misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico, ma l'urgenza ve la siete dimenticata quando i partiti della maggioranza hanno iniziato a litigare sulle modalità di assunzione dei nuovi insegnanti. Dietro a un dibattito pubblico tra il Governo, i partiti della maggioranza, tra il quiz a crocette e la cooptazione, si è nascosta una triste lotta su chi voleva rivendicare una nuova ondata di assunzioni. Questo è il motivo per cui avete tergiversato a lungo! Una vergogna, che stride con il momento difficile che sta attraversando il nostro Paese e soprattutto con le legittime aspettative di migliaia di precari che lavorano da anni nel mondo della scuola e aspettano da tempo un'assunzione e che non dovranno certo dire grazie a questo o a quel partito di maggioranza per avere ottenuto ciò che loro spetta legittimamente. Su tutto, ci sono tre temi che dovete affrontare, ma dovete farlo subito, perché i dirigenti scolastici sono lasciati completamente soli. Il primo è quello delle linee guida per la riapertura delle scuole: mancano tre mesi esatti al 1° settembre e non c'è una traccia formale di come agire dal 1° settembre in poi. (Applausi). Il secondo è quello dell'organico: abbiamo parlato di classi sovraffollate, ora le classi si dovranno sdoppiare e i docenti devono essere assunti prima, non a ottobre o a novembre, perché i dirigenti scolastici e le scuole devono essere funzionali dal 1° settembre, abbiamo già perso troppo tempo. Il terzo è quello di tutti quei lavoratori fragili che sono stati assunti nel mondo della scuola, e sono moltissimi, ci sono istituti scolastici che ne hanno addirittura il 20 per cento e c'è una professione, in particolare, molto delicata, che svolge un servizio all'interno della scuola ed è quella dei bidelli. Questi lavoratori fragili vanno tutelati, perché non potranno sicuramente riprendere il lavoro come lo hanno lasciato, ma devono essere sostituiti, le scuole non possono essere lasciate sole. Dobbiamo pensare ai docenti, ma dobbiamo pensare anche a questo personale. Ci sono - signor Sottosegretario, lo dica anche al Ministro - i famosi percettori di reddito di cittadinanza, a cui non va bene far fare gli stagionali, perché dobbiamo assumere i clandestini, a cui non va bene far fare gli agenti per quel servizio di utilità che deve essere avviato in questo momento, né per i lavori socialmente utili: ebbene, utilizziamoli almeno nel mondo della scuola per i servizi che possono svolgere, perché sicuramente ci sarà bisogno di personale umile e capace di dare una mano al mondo della scuola. Per non parlare degli esami di terza media, perché voi avete svuotato il cuore degli adolescenti, ma anche la testa di molti insegnanti che li hanno seguiti tutto l'anno. Per paura del giudizio dei cittadini, state tenendo in ostaggio il nostro Paese, ma soprattutto il futuro dei nostri ragazzi. Migliaia di loro a meno di un mese esatto dalla fatidica data, dopo che il Governo stesso, l'intera maggioranza hanno cambiato idea almeno tre volte, non sanno ancora se l'esame di maturità sarà in presenza, in via telematica o un misto e questo è gravissimo. La colpa è vostra, di una classe dirigente, del Governo che è completamente immaturo nei confronti dei ragazzi. Se i nostri ragazzi, i genitori, i docenti, il personale della scuola sono da 10 e lode, voi siete da zero spaccato. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ovviamente anch'io avrei volentieri ringraziato il Ministro, ma non c'è. Siamo a posto nella forma, ma non lo siamo nella sostanza, che poi è il problema di questo provvedimento. Il Ministro è in buona compagnia, perché non c'è il premier Conte, non ci sono il ministro Manfredi, il ministro Di Maio, il ministro Bonafede, il ministro Gualtieri, il ministro Dadone. Un conto è mettere una firma su un foglio; altro conto è mettere la faccia su un provvedimento che non risolve i problemi. Siamo abituati alla mancanza di rispetto per il Parlamento, che del resto è stato calpestato più volte. Ma non c'è stata in questo provvedimento la disponibilità all'ascolto e al confronto, e non solo con noi qui dentro, ma nemmeno con le categorie e con gli operatori della scuola.