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Il comma 2 prevede che sia adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il regolamento dell'Autorità per le garanzie sulle comunicazioni, con il quale potrà essere innalzata l'aliquota relativa agli obblighi di investimento in opere audiovisive europee prodotte da produttori indipendenti, a carico dei fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta; si ricorda che il decreto-legge in esame fissa tale aliquota al 12,5 per cento dei propri introiti netti annui. Il comma 3 modifica la composizione della commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, disciplinata dall'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 203 del 2017, e istituita presso la Direzione generale cinema (DG Cinema) del Mibac. Tale commissione verifica la corretta classificazione, proposta dagli operatori nel settore cinematografico, delle opere cinematografiche, in base al pubblico di destinazione, classificandole come opere per tutti; opere non adatte ai minori di anni 6; opere vietate ai minori di anni 14; opere vietate ai minori di anni 18. La relazione del Governo dà conto delle difficoltà riscontrate nella costituzione della commissione, derivanti dall'assenza di candidature per le professionalità di sociologo con particolare competenza nella comunicazione sociale e nei comportamenti dell'infanzia e dell'adolescenza, in un primo momento, e nella presentazione di due sole candidature in una fase successiva. Ciò ha condotto alla mancata costituzione della commissione e conseguentemente alla previsione in esame che rimodula la composizione della commissione stessa: in particolare, si unifica la categoria dei sociologi con quella degli esperti con particolari competenze sugli aspetti pedagogico- educativi connessi alla tutela dei minori; si modifica inoltre il numero complessivo dei componenti da 49 a 48, cui si aggiunge il presidente, e si elimina la necessità che siano presenti tutte le professionalità previste (fatta eccezione per componenti designati dalle associazioni per la protezione degli animali maggiormente rappresentative), al fine di evitare ostacoli alla quotidiana attività delle sottocommissioni. Il comma 4 incrementa da cinque a quindici il numero degli esperti cui la legge n. 220 del 2016 demanda la valutazione di alcune categorie di opere cinematografiche ai fini dell'accesso a contributi selettivi, destinati prioritariamente alle opere cinematografiche e, in particolare, a opere prime e seconde, opere realizzate da giovani autori, film difficili realizzati con modeste risorse finanziarie, opere di particolare qualità artistica, nonché opere sostenute da contributi provenienti da più aziende. Gli esperti in questione sono individuati tra personalità di chiara fama anche internazionale e di comprovata qualificazione professionale nel settore e - come detto - sono attualmente cinque: la relazione del Governo sottolinea come tale numero si sia rivelato eccessivamente esiguo rispetto alla necessità di esaminare un consistente numero di progetti presentati nei primi anni di applicazione della legge. A tali esperti viene inoltre affidato anche l'esame dei progetti ai fini dell'accesso ai contributi alle attività e alle iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva di cui all'articolo 27 della legge n. 220. Anche l'articolo 3 è stato oggetto di proposte di modifiche in Commissione. Innanzitutto con l'introduzione, prima della lettera a) del comma 4 dell'articolo in esame, della lettera 0 a) , che ha proposto di rimodulare le risorse obbligatorie da destinare ai contributi selettivi di cui agli articoli 26 e 27, comma 1 della legge n. 220 del 2016. Nello specifico, è stata ridotta la percentuale minima ivi prevista dal 15 per cento al 10 per cento e quella massima dal 18 per cento al 15 per cento. Tale modifica si è resa opportuna sulla base dell'esperienza dei primi due anni di applicazione della legge, in cui le risorse destinate si sono dimostrate sovradimensionate rispetto all'effettivo utilizzo. La modifica permetterà quindi di svincolare parte di tali risorse, che potrebbero essere finalizzate diversamente, senza peraltro compromettere l'efficacia della misura. Si precisa inoltre che, con la modifica apportata, in tali percentuali non rientreranno più le risorse di cui all'articolo 27, comma 3, destinate al sostegno degli enti di settore indicati, andando così a rendere coerente l'originaria previsione normativa di cui all'articolo 13, comma 5, che, nel testo previgente e in contraddizione con il tenore letterale della norma, nel richiamare l'intero articolo 27, non distingueva, erroneamente, fra contributi effettivamente selettivi (articolo 27, commi 1 e 2), rispetto ai quali operare il calcolo delle percentuali richiamate, e i contributi di cui al comma 3 del medesimo articolo 27, che chiaramente non costituiscono contributi di tipo selettivo e che quindi non devono rientrare nelle percentuali previste al comma 5 dell'articolo 13. Con l'introduzione di commi ulteriori all'articolo 3, la Commissione ha inteso tutelare il settore cinema e audiovisivo tramite il contrasto alla pirateria. L'impatto della pirateria audiovisiva si stima in circa 128 milioni di fruizioni perse, pari ad un danno finanziario per l'industria audiovisiva di circa 686 milioni di euro ogni anno. Le ripercussioni per l'economia italiana nel complesso sono di diversa natura: si stimano 1,2 miliardi di euro di perdita in termini di fatturato delle aziende (non soltanto per l'industria audiovisiva), che implicano una perdita di PIL di circa 427 milioni di euro e 6.540 posti di lavoro. Il presente emendamento mira quindi alla crescita dell'industria audiovisiva prevedendo misure idonee a contrastare, in particolare, il fenomeno del camcording , ossia la registrazione abusiva dell'opera filmica in sala cinematografica. Tale pratica costituisce infatti la fonte primaria della pirateria i cui profitti finiscono per finanziare organizzazioni criminali a discapito di tutte le maestranze e le professionalità coinvolte nella realizzazione di un'opera audiovisiva. Si stima che 9 film pirata su 10 che si trovano online sono frutto di opera di camcording . Con il presente emendamento si propone la facoltà di installare dei sistemi di videosorveglianza all'interno delle sale cinematografiche, nel rispetto della normativa italiana ed europea sulla privacy . L'emendamento 3.0.100 ha provveduto a proporre di introdurre, dopo l'articolo 3, l'articolo 3- bis , volto a modificare l'articolo 57- bis del decreto legge n.50 del 2017. Sotto il profilo sostanziale l'emendamento proposto, oltre a delineare le modalità di copertura della misura a regime, si limita ad introdurre, con il comma 1- bis , un elemento di semplificazione laddove uniforma al 75 per cento (dell'investimento incrementale superiore all'1 per cento) l'aliquota di compensazione fiscale riconoscibile a tutti i destinatari indistintamente.