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Quei soldi vanno restituiti, ma quei soldi a oggi risultano introvabili; sono spariti. La magistratura sta formulando ipotesi inquietanti sulle ragioni di quella sparizione, tra l'altro seguendo giri di denaro vorticosi e oscuri che dalla Lombardia si sono estesi a molti Paesi europei e a paradisi fiscali purtroppo tristemente noti. Noi ci domandiamo, chiedendo nuovamente ai ministri Bonafede e Salvini di venire in Aula a rispondere alla nostra legittima richiesta di chiarezza su questi fatti, come sia possibile che due Ministri della Repubblica, di fronte a una vicenda così grave, non avvertano il dovere morale, civile e politico di spiegare come stanno le cose. (Applausi dal Gruppo PD) . La scorsa settimana il ministro Salvini ha reso delle dichiarazioni giornalistiche che, a suo avviso, dovevano essere chiarificatrici e che sono risultate soltanto sconcertanti. Avrebbe detto di non perdere tempo e che i soldi sono stati già spesi. È peggio se sono stati già spesi, perché non è in grado di dire come, dove e perché. (Applausi dal Gruppo PD) . Il ministro Salvini deve venire in Aula e deve farlo il prima possibile. Chiedo a lei, Presidente, di avere garanzie che questa legittima prerogativa dei parlamentari di opposizione sia rispettata e di far sentire, insieme alla nostra, la sua voce affinché questo scandalo nello scandalo finisca. (Applausi dal Gruppo PD . Congratulazioni) . PRESIDENTE . Senatore Parrini, mi farò portavoce della sua richiesta, come avvenuto nel caso delle precedenti tre richieste. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, oggi abbiamo avuto notizia - abbiamo provato a verificare e purtroppo è reale - che il Governo non ha riconfermato l'esistenza della Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica. Ci sorprende molto questo, perché il contratto di Governo - lei, Presidente, chiaramente lo conosce - ribadisce l'importanza degli interventi in edilizia scolastica. Dal 2014 al gennaio 2018 sono stati messi in circolo 10 miliardi dal Governo Renzi e dal Governo Gentiloni Silveri, per intervenire sulle scuole, in particolare sulla loro messa in sicurezza, ma anche sulla realizzazione di nuove scuole. La Struttura di missione aveva la funzione di coordinare tutto il lavoro fatto e rappresentava un punto di collegamento con gli amministratori locali, che giustamente richiedevano la possibilità di partecipare ai bandi, che sono entrati all'interno delle graduatorie regionali e desideravano poter migliorare l'assetto dei loro edifici; e così pure le diverse Città metropolitane. Bene, riporto solo due cifre, perché vorremmo avere qualche spiegazione rispetto alla chiusura di questa Struttura di missione senza alcuna altra via d'uscita. Come ho detto prima, sono stati finanziati interventi per 10 miliardi, che hanno coperto l'apertura di ben 10.000 cantieri (6.300 sono già stati chiusi). Sono stati terminati interventi che molti senatori qui presenti hanno visto con i loro occhi, andando alle inaugurazioni; siamo stati tutti invitati a festeggiare le aperture di nuove scuole, più sicure e più belle. Sono già stati assegnati 5,2 miliardi, mentre a questo punto non sappiamo che fine faranno i restanti 4,8 miliardi, perché non sta scritto da nessuna parte quale sia l'intenzione del Governo per far funzionare il sistema di edilizia scolastica, che ad oggi vedeva - per esempio - la Struttura di missione responsabile anche per le deroghe agli equilibri di bilancio. Allora, Presidente, noi le chiediamo di farsi portavoce anche di questo, perché viviamo un momento davvero delicato. Abbiamo assistito sconcertati alle dichiarazioni del ministro Salvini, pochi giorni fa, quando ha detto che la mafia non si combatte con la cultura e con i libri. Non vorremmo che, all'interno di questo discorso, che chiaramente noi non possiamo condividere, non ci fosse anche il sottointeso che la mafia non si combatte neppure con le scuole e che ci fosse quindi quasi una volontà di non investire in quell'ambito, visti anche i segnali che questo Governo sta cominciando a dare. Sappiamo benissimo che la scuola è il primo presidio di legalità e noi siamo convinti che si debba continuare a insistere. Vorremmo avere la certezza che, anche dal suo punto di vista e grazie alla forza che lei può esprimere, questo nostro indirizzo potesse essere riportato al Governo. Noi, caro Presidente, non possiamo accettare passivamente che un lavoro fatto bene, che ha dato risultati ad amministratori di ogni appartenenza politica, venga semplicemente raso al suolo da chi ha la passione per le ruspe e le usa indiscriminatamente, a seconda della propria volontà. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, abbiamo appreso ieri sera dell'emanazione di un decreto-legge urgente che trasferisce le competenze relative al turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali al Ministero delle politiche agricole. Ora, al di là dell'urgenza, che non comprendiamo - ma di questo discuteremo quando il decreto-legge verrà in Aula per la sua conversione in legge - secondo noi tale provvedimento è grave e sbagliato sulla base di una valutazione di natura politica. Sottolineo l'importanza di quella che fu la nostra scelta di legare il turismo con la cultura, in quello che noi consideravamo e consideriamo il principale Ministero economico del nostro Paese. Noi pensiamo che, se questo Paese ha un futuro nel mondo, ce l'abbia per la sua cultura e che, se esiste una politica per il turismo in Italia, non possa che essere una politica culturale. È stata quindi una scelta strategica. Eppure di questo si può discutere. Si può discutere di quanto era scritto nel contratto di Governo, in cui si annunciava la volontà di formare un Ministero specifico del turismo e di arrivarci facendo un passo indietro - secondo noi grave - e cioè tornare alla delega alla Presidenza del Consiglio, che è un errore. Quello che però davvero non comprendiamo è mettere insieme la materia del turismo con le politiche agricole, alimentari e forestali. Si tratta di un Ministero sicuramente importantissimo, ma non riusciamo veramente a comprendere il nesso. Qualcuno dice che deve diventare il Ministero del made in Italy . Se però così deve essere, mi risulta che il Ministero di riferimento dovrebbe essere quello dello sviluppo economico e infatti nelle Commissioni della Camera dei deputati e del Senato la materia del turismo è allocata presso la Commissione a cui fa riferimento lo sviluppo economico. Pertanto, se si considera sbagliata la strategia dell'unificazione con la cultura - la riteniamo invece giusta - la normalità sarebbe portare tale competenza al Ministero dello sviluppo economico. Dunque, qual è il motivo per portare la competenza sul turismo nel Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali? Il motivo non c'è, oppure il motivo c'è e qualche nostro collega, oggi, lo ha detto con candore e in maniera esplicita: il motivo è costituito dalle competenze del Ministro pro tempore .