[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), della legge della Regione Abruzzo 13 gennaio 2012, n. 3 (Modifiche all'art. 35 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 6, concernente disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Regione Abruzzo - Legge finanziaria regionale 2009 - e altre disposizioni di adeguamento normativo), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 23-27 marzo 2012, depositato in cancelleria il 30 marzo 2012 ed iscritto al n. 63 del registro ricorsi 2012. Visto l'atto di costituzione della Regione Abruzzo; udito nell'udienza pubblica del 9 ottobre 2012 il Giudice relatore Marta Cartabia; uditi l'avvocato dello Stato Rosario Di Maggio per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Federico Tedeschini per la Regione Abruzzo.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso notificato il 23 marzo 2012 e depositato il successivo 30 marzo, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), della legge della Regione Abruzzo 13 gennaio 2012, n. 3 (Modifiche all'art. 35 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 6, concernente disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Regione Abruzzo - Legge finanziaria regionale 2009 - e altre disposizioni di adeguamento normativo) per violazione degli articoli 117, terzo comma, e 120, secondo comma, della Costituzione. L'impugnato art. 1 della legge della Regione Abruzzo n. 3 del 2012 ha modificato l'art. 35, comma 1, della legge della Regione Abruzzo 30 aprile 2009, n. 6 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Regione Abruzzo - Legge finanziaria regionale 2009), il cui testo originario prevedeva che «le strutture pubbliche e private che alla data del 1° gennaio 2009 erogano prestazioni socio-sanitarie a seguito di "Progetti obiettivo" sono provvisoriamente autorizzate, ai sensi dell'art. 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) fino alla data del 31 dicembre 2011, a continuare ad erogare le stesse prestazioni in attesa della ridefinizione della normativa regionale che consente di accedere all'accreditamento istituzionale, fermo restando il possesso dei requisiti strutturali, organizzativi e di personale». In particolare, l'art. 1, comma 1, lettera a), della legge regionale impugnata dispone che: «dopo le parole "provvisoriamente autorizzate", sono inserite le seguenti: "ed accreditate"»; l'art. 1, comma 1, lettera b), della medesima legge regionale dispone, inoltre, che: «le parole "31 dicembre 2011", sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2012"». Ritiene il ricorrente che la disposizione impugnata stabilisca un accreditamento ex lege fino al 31 dicembre 2012 delle strutture socio-sanitarie indicate nel menzionato art. 35 della legge della Regione Abruzzo n. 6 del 2009, che siano già state autorizzate ai sensi dell'art. 8-ter del d.lgs. n. 502 del 1992. In proposito la difesa dello Stato rammenta che l'art. 8-quater del d.lgs. n. 502 del 1992 subordina l'accreditamento istituzionale delle strutture autorizzate al possesso dei requisiti ulteriori di qualificazione, funzionali agli indirizzi regionali e positivamente valutati in ordine ai risultati raggiunti per garantire i livelli essenziali e uniformi di assistenza (LEA). Poiché la disposizione regionale prescinde dall'accertamento degli ulteriori requisiti di qualificazione, dalla compatibilità dell'accreditamento con la programmazione regionale e dalla verifica positiva dei risultati raggiunti, essa si tradurrebbe, dunque, in una violazione dei principi fondamentali della legislazione statale in materia di tutela della salute riguardanti l'accreditamento istituzionale e sarebbe, pertanto, illegittima per violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione. Sotto altro aspetto il ricorrente ravvisa un secondo profilo di incostituzionalità, in ragione del fatto che il mandato commissariale del 12 dicembre 2009 per la Regione Abruzzo ha demandato al Commissario per il risanamento del disavanzo sanitario l'attuazione della normativa statale in materia di autorizzazione e accreditamenti istituzionali, mediante adeguamento della vigente normativa regionale (lettera a, n. 5) e la sospensione dell'accreditamento di strutture sanitarie private, fino all'avvenuta adozione del Piano di riassetto della rete ospedaliera, laboratoristica e di assistenza specialistica ambulatoriale tranne quelle necessarie all'attuazione del Piano di rientro (lettera b). La legge regionale impugnata, stabilendo l'accreditamento delle strutture sanitarie sino al 31 dicembre 2012, interferirebbe con le predette funzioni commissariali. Poiché la Corte costituzionale (sentenze n. 78 del 2011 e n. 2 del 2010) ha precisato che la situazione di interferenza con i poteri del Commissario determina la violazione dell'art. 120, secondo comma, della Costituzione, dovrebbe ritenersi violata anche quest'ultima disposizione costituzionale. Un terzo ed ultimo profilo di incostituzionalità viene ravvisato dal ricorrente in relazione all'art. 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2007), che ha reso vincolanti per le Regioni che li sottoscrivono gli accordi per il rientro dal disavanzo sanitario. La Corte costituzionale (sentenza n. 141 del 2010) ha ritenuto tale norma espressione di un principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica. Poiché l'art. 2, commi 80 e 95, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2010) prevede che, in costanza di Piano di rientro dal disavanzo sanitario, è preclusa alla Regione l'adozione di nuovi provvedimenti di ostacolo alla piena attuazione dell'accordo e del piano, l'accreditamento di strutture socio-sanitarie sino al 31 dicembre 2012, previsto dalla legge regionale impugnata, non rispetta i vincoli posti dall'Accordo per il Piano di rientro dal deficit della Regione Abruzzo del 6 marzo 2007 e nell'"Azione 4 del Programma operativo 2010". Considerato che tali accordi sono vincolanti ed espressione di un correlato principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica deve, pertanto, ritenersi violato l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. 2.-