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Disciplina della professione di guida turistica (n. 833). Onorevoli Senatori. – Il disegno di legge n. 833 d'iniziativa governativa reca la disciplina della professione di guida turistica ed è collegato alla manovra di finanza pubblica. Il disegno di legge dà attuazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), laddove, tra le riforme da attuare, è inserita quella dell'ordinamento delle professioni delle guide turistiche, con l'obiettivo di definire uno standard nazionale entro dicembre 2023. Secondo gli Operational arrangements tra la Commissione europea e l'Italia, con legge devono essere definiti i principi fondamentali relativi alla professione di guida turistica, nel rispetto dei principi di ripartizione delle competenze alle regioni sanciti dalla Costituzione e dei vincoli derivanti dal diritto dell'Unione europea, nonché dagli obblighi assunti a livello internazionale. Il documento prospetta una definizione di standard minimi nazionali, per l'acquisizione di una qualifica unica a livello nazionale, che non implichi la creazione di una professione regolamentata. Il disegno di legge consta di quindici articoli. L'articolo 1 indica le finalità del disegno di legge, ossia disciplinare la professione di guida turistica, stabilendone i principi comuni ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, che indica le professioni tra le materie a competenza concorrente. L'articolo 2, modificato in Commissione, indica la definizione e l'oggetto della professione di guida turistica ovvero lo svolgimento di visite guidate durante le quali siano illustrati e interpretati il valore e il significato dei beni, materiali e immateriali, che costituiscono il patrimonio storico, culturale, museale, religioso, architettonico, artistico, archeologico e monumentale italiano, quali testimonianze di civiltà di un territorio e della sua comunità. Sono stati eliminati i riferimenti ai percorsi sportivi e alle visite didattiche, ambiti non ricompresi dal testo. L'articolo 3, modificato in Commissione, stabilisce i requisiti per l'esercizio della professione di guida turistica: il superamento dell'esame di abilitazione ai sensi del comma 4 o il riconoscimento della qualifica professionale conseguita all'estero ai sensi del comma 6. L'esercizio della professione è inoltre consentito alle guide turistiche già abilitate in virtù del regime transitorio previsto dal successivo articolo 13. Durante l'esame in Commissione, si è raggiunto un punto di equilibrio per quanto attiene alle deroghe ai requisiti per l'esercizio della professione, stabilendo due fattispecie derogatorie. La prima concerne l'esercizio della professione su base temporanea e occasionale mentre la seconda riguarda il caso di aperture straordinarie, organizzate da persone giuridiche ed enti del Terzo settore, di siti non qualificabili come istituti o luoghi di cultura per le visite svolte senza l'ausilio di guide turistiche, per le quali sia esclusa qualsiasi forma di pagamento o di iscrizione. Tali aperture straordinarie possono essere autorizzate dal Ministero del turismo, previa presentazione, non oltre trenta giorni prima, di un'istanza da parte dell'interessato. L'articolo 4, modificato in Commissione, precisa i requisiti per l'ammissione e le modalità di svolgimento dell'esame di abilitazione alla professione di guida turistica, indetto, con cadenza almeno annuale, dal Ministero del turismo. In questo caso in Commissione si è ritenuto di non modificare il livello delle due lingue richieste per partecipare all'esame di abilitazione, scegliendo di mantenere la formulazione attuale del testo del Governo, frutto di mediazioni tra gli interessati; si è però precisato che detta certificazione deve essere rilasciata da enti certificatori di lingue straniere formalmente riconosciuti dal Ministero dell'istruzione e del merito. L'articolo 5 prevede l'istituzione, presso il Ministero del turismo, di un elenco nazionale delle guide turistiche. La Commissione ha accolto una sollecitazione proveniente da più parti ad eliminare l'improprio riferimento all'articolo 3, comma 3, della legge n. 97 del 2013, onde ribadire il carattere nazionale dell'abilitazione, previsto dal comma 1 dell'articolo 3 della suddetta legge n. 97. L'articolo 6, modificato in Commissione, detta norme specifiche (salvo rinviare e modificare in alcuni punti le norme generali previste dal decreto legislativo n. 206 del 2007 di recepimento della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali) per l'esercizio in Italia della professione sulla base di titoli conseguiti all'estero, distinguendo i casi in cui essa è svolta su base temporanea e occasionale (in regime di « libera prestazione di servizi ») e i casi in cui è svolta in maniera stabile (« libertà di stabilimento »). In quest'ultimo caso, la disciplina prevede una integrazione della formazione mediante una misura compensativa, consistente nel compimento di un tirocinio di adattamento ovvero nel superamento di una prova attitudinale in lingua italiana. La Commissione ha specificato che il tirocinio di adattamento, della durata di ventiquattro mesi, consiste nell'esercizio della professione sotto la responsabilità di un professionista qualificato, accompagnato da una formazione complementare, ed è oggetto di valutazione da parte del Ministero del turismo. L'articolo 7, modificato in Commissione, prevede l'istituzione di corsi di specializzazione, nonché obblighi di aggiornamento professionale per le guide turistiche mediante corsi a contenuto teorico e pratico autorizzati dal Ministero del turismo. L'articolo 8 prevede la definizione, da parte dell'ISTAT, di una specifica classificazione delle attività inerenti alla professione di guida turistica e l'attribuzione di uno specifico codice ATECO. L'articolo 9 dispone l'ingresso gratuito delle guide turistiche in tutti i siti in cui esercitano la professione o in cui accedono per finalità di studio e formazione, siano essi di proprietà dello Stato, di altri enti pubblici, degli enti territoriali o di istituti religiosi, come previsto dagli emendamenti approvati dalla Commissione. L'articolo 10 prevede che i compensi professionali debbano essere proporzionati alla durata, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione. L'articolo 11 stabilisce che le guide turistiche sono obbligate a esporre in maniera ben visibile il tesserino di riconoscimento e a fornire all'utente informazioni trasparenti sui costi della prestazione professionale. L'articolo 12 disciplina i divieti e le sanzioni in materia di esercizio abusivo della professione di guida turistica. A tale riferimento, la Commissione ha precisato meglio l'ambito sanzionatorio, nonché i poteri di controllo. L'articolo 13, modificato dalla Commissione, stabilisce disposizioni transitorie e finali a favore delle guide turistiche già abilitate alla data di entrata in vigore della legge, e reca l'abrogazione espressa dell'articolo 3, comma 3, della legge 6 agosto 2013, n. 97, che aveva dato l'avvio ad una regionalizzazione del titolo. L'articolo 14 detta le disposizioni finanziarie, prevedendo le modalità con cui si provvede alle spese da sostenere per lo svolgimento dell'esame di abilitazione alla professione, nonché per la tenuta e la pubblicità dell'elenco nazionale delle guide turistiche.