[pronunce]

che le stesse non sarebbero riconducibili ad unità contenutistica, come adombrato dalla delibera impugnata, con la richiamata interrogazione ed il colloquio informale – che avrebbe dato luogo alla denuncia presentata da Vendola, questa sì di tenore analogo all'intervento del 17 febbraio 2001 – tra i deputati Vendola e Iacobellis; che il ricorrente ha censurato altresì la delibera in questione sotto il profilo del travisamento dei fatti nella parte in cui ritiene confermate “quasi completamente” da Iacobellis le circostanze riferite dal Vendola, al contrario completamente smentite quanto ad ipotesi di corruzione; che il GIP ha, pertanto, chiesto alla Corte, previa dichiarazione di ammissibilità del conflitto sollevato, una pronuncia di non spettanza alla Camera dei deputati della dichiarazione di insindacabilità, ex art. 68, primo comma, della Costituzione, dei fatti per i quali è pendente procedimento penale per diffamazione a carico del deputato Vendola, in quanto non concernenti opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, e sindacabili, invece, dall'Autorità giudiziaria, con conseguente annullamento della deliberazione impugnata. Considerato che, in questa fase del giudizio, a norma dell'art. 37, terzo e quarto comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la Corte è chiamata esclusivamente a deliberare, senza contraddittorio, se “esiste la materia di un conflitto la cui risoluzione spetti alla sua competenza”, restando impregiudicata ogni definitiva decisione, anche in punto di ammissibilità; che nella fattispecie sussistono i requisiti soggettivo ed oggettivo del conflitto; che, infatti, quanto al requisito soggettivo, la Camera dei deputati è legittimata a sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in quanto organo competente a dichiarare definitivamente la volontà del potere che rappresenta; che, del pari, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, è legittimato ad essere parte del presente conflitto in quanto organo giurisdizionale, in posizione di indipendenza, costituzionalmente garantita, competente a dichiarare definitivamente, per il procedimento di cui è investito, la volontà del potere cui appartiene; che, quanto al profilo oggettivo, il ricorrente lamenta la lesione della propria sfera di attribuzioni, costituzionalmente garantita, da parte della citata deliberazione della Camera dei deputati; che dal ricorso possono ricavarsi “le ragioni del conflitto” e “le norme costituzionali che regolano la materia”, come richiesto dall'art. 26 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale; che, pertanto, esiste la materia di un conflitto la cui risoluzione spetta alla competenza della Corte.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara ammissibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87, il conflitto di attribuzione proposto dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani nei confronti della Camera dei deputati con il ricorso indicato in epigrafe; dispone: a) che la cancelleria della Corte dia immediata comunicazione della presente ordinanza al Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani, ricorrente; b) che, a cura del ricorrente, l'atto introduttivo del presente giudizio e la presente ordinanza siano notificati alla Camera dei deputati, in persona del suo Presidente, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione di cui al punto a), per essere successivamente depositati, con la prova dell'avvenuta notifica, presso la cancelleria della Corte entro il termine di venti giorni, previsto dall'art. 26, comma 3, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 gennaio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 13 gennaio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA