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Infatti, il maggiore onere è determinato dall'inserimento dei «nuovi» magistrati da assumere entro termini molto ben definiti dalla data di entrata in vigore della legge; successivamente -- e, quindi, nell'arco di un triennio -- si potrà procedere alla copertura del fabbisogno di personale di magistratura che è stato individuato in 680 unità. A tal riguardo, si tratta di un numero di gran lunga inferiore a quello ipotizzato in analoghe proposte di legge di recente fattura (1.000 unità). 5. Si tratta, comunque, anche di una scelta costituzionalmente corretta. Essa si presenta anche assai conveniente sotto un profilo di economia legislativa, consentendo di conciliare il massimo di garanzia per il cittadino-contribuente con il massimo di celerità e di efficienza per lo Stato. L'affidamento di tale «nuova» competenza (e le virgolette sono d'uopo, dato che molti magistrati della Corte dei conti sono, oggi, anche «giudici tributari») è stato previsto in capo alle sezioni giurisdizionali, a livello regionale. In tal modo la vicinanza al cittadino/all'impresa risulta pienamente garantita. Si è previsto, comunque, un modesto incremento iniziale della dotazione organica del personale di magistratura ed amministrativo della Corte dei conti (150 unità in tutto) che saranno reclutate con un meccanismo estremamente agile, ripreso in toto dalla legge istitutiva, a suo tempo, dei tribunali amministrativi regionali. Quando si parla di incremento del personale di ruolo della Corte dei conti, si tratta di un incremento, sotto il profilo finanziario, a costo zero dato che si ipotizza il trasferimento di personale già facente parte del ruolo del Ministero dell'economia e delle finanze. In questo caso si sono volute prevedere particolari agevolazioni per i docenti di diritto tributario, diritto finanziario e scienza delle finanze e per i funzionari dell'amministrazione finanziaria e -- ovviamente -- della Corte dei conti. La copertura finanziaria, in particolare, delle prime 150 unità di personale di magistratura risulta così individuato: Unità Costo Consigliere Primo referendario Referendario 25 50 75 € 4.914.375,00 € 7.269.130,00 € 9.429.036,75 Totale parziale 150 € 21.612.541,75 Referendario 100 € 12.572.049,00 Totale generale 250 € 34.184.590,75 6. Il lavoro che affidiamo all'attenzione dei Colleghi sollecitando il contributo di tutti, dei singoli e dei partiti, nasce da un lungo travaglio, da una lunga meditazione alla quale hanno dato il massimo contributo magistrati della Corte dei conti, così come funzionari e studiosi di discipline amministrative e contabili che trovano nell'Istituto «Max Weber» il loro centro di elaborazione di proposte che innovano il sistema istituzionale nazionale. Riteniamo questo provvedimento una cosa importante per il funzionamento della nostra democrazia e, per tale ragione, auspichiamo una celere approvazione.. I ATTRIBUZIONI ALLA CORTE DEI CONTI IN MATERIA DI CONTENZIOSO TRIBUTARIO 1 (Organo della giurisdizione tributaria) 1 A norma dell'articolo 103, secondo comma, della Costituzione alla Corte dei conti è attribuita la giurisdizione nella materia del contenzioso tributario secondo quanto disposto dall'articolo 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni. 2 L'organizzazione delle sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti e delle sezioni giurisdizionali provinciali di cui all'articolo 2 della presente legge è disciplinata con regolamento approvato con decreto del Presidente della Corte dei conti, previo parere reso dal Consiglio di presidenza. 3 Con il regolamento di cui al comma 2 sono individuati il numero e la composizione dei collegi operanti presso ciascuna sezione, la cui entità sul territorio deve assicurare il perseguimento della massima efficienza possibile, tenuto conto del numero di giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge. 2 (Istituzione delle sezioni giurisdizionali provinciali della Corte dei conti) 1 Le commissioni provinciali tributarie, istituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 636, come modificato dall'articolo 1 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, assumono la denominazione di sezioni giurisdizionali provinciali della Corte dei conti. 2 La presidenza delle sezioni giurisdizionali provinciali è attribuita ai magistrati della Corte dei conti, aventi la qualifica non inferiore a consigliere. 3 (Sistema degli appelli) 1 Avverso le decisioni delle sezioni giurisdizionali provinciali è ammesso appello alle sezioni giurisdizionali regionali. 2 Le sezioni riunite della Corte dei conti decidono sui conflitti di competenza e sulle questioni di massima deferite dalle sezioni giurisdizionali. 4 (Operatività delle sezioni giurisdizionali) 1 Alle esigenze di magistrati per i collegi operanti presso le sezioni giurisdizionali regionali e provinciali provvede il Consiglio di presidenza della Corte dei conti a mezzo di assegnazione su domanda degli interessati. Altri magistrati possono essere assegnati, anche senza il loro consenso, per un periodo non superiore a due anni. Nel primo impianto e per un periodo non inferiore a due anni, alle occorrenze delle sezioni si provvede provvisoriamente con magistrati assegnati anche d'ufficio. 2 Il funzionamento delle cancellerie dei collegi operanti presso le sezioni giurisdizionali è assicurato dal personale in servizio, alla data di entrata in vigore della presente legge, presso le commissioni tributarie regionali e provinciali. 5 (Disciplina del contenzioso tributario presso le sezioni giurisdizionali regionali e provinciali della Corte dei conti) 1 Ai giudizi in materia di contenzioso tributario continua ad applicarsi, senza soluzione di continuità, la disciplina contenuta nel decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. 6 (Uditorato dei magistrati contabili) 1 I vincitori del concorso a primo referendario della Corte dei conti che siano applicati dal Consiglio di presidenza ai collegi decidenti contenziosi nella materia tributaria presso le sezioni giurisdizionali regionali e provinciali svolgono, presso le stesse, un periodo di praticantato non inferiore a sei mesi. 2 Il periodo di praticantato è integrato da corsi di formazione, di durata non superiore a duecento ore, organizzati dalla Scuola di formazione prevista dall'articolo 9 della presente legge 7 (Formazione alla professione di avvocato. Attività di praticantato del praticante avvocato presso gli uffici centrali e periferici della Corte dei conti) 1 L'attività di praticantato disciplinata dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 17 marzo 2016, n. 58, può essere svolta presso gli uffici centrali e periferici della Corte dei conti, nonché presso gli uffici della procura generale e delle procure regionali e provinciali. 2 All’articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 17 marzo 2016, n. 58, le parole: «la Corte dei conti, la procura generale presso la Corte dei conti, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti,» e le parole: «, le Commissioni tributarie» sono soppresse.