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Per questi compiti il Governo su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha nominato il 24 marzo 2017 il generale di brigata dell'Arma dei carabinieri Giuseppe Vadalà Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all'adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale, al quale sono stati affidati con due successive delibere del Consiglio dei Ministri gli ottanta siti da porre in sicurezza attraverso l'apporto di una squadra dell'Arma dei carabinieri. La proposta in argomento è volta a disciplinare in modo organico le attività del Commissario per le discariche abusive, individuando in sede di normazione primaria vari aspetti connessi al modus operandi attualmente seguito dalla struttura commissariale in modo da dettagliare l'organizzazione e il funzionamento della struttura che allo stato trova fondamento nella sola normativa generale sul potere sostitutivo straordinario (articolo 41 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, oltre all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, e all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131) nonché nei decreti del Consiglio di Ministri che si sono succeduti nel tempo e nell'articolo 22 del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, che ha disciplinato unicamente taluni aspetti connessi alla dotazione finanziaria del Commissario per la realizzazione degli interventi attuativi della sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea del 2 dicembre 2014. La normativa prende altresì a riferimento la normativa sul Commissario unico per le acque reflue (articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, cui si aggiungono le ulteriori disposizioni contenute all'articolo 4- septies del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55), in ragione dei molteplici aspetti comuni che, pur nella diversità dei settori di intervento, ne contraddistinguono le relative attività. Il comma 1 specifica che il Commissario può avvalersi mediante apposite convenzioni di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, degli enti del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici dotate di specifica competenza tecnica nell'ambito delle aree di intervento, anche a titolo oneroso; il Commissario potrà procedere a tale avvalimento utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Al personale di cui il Commissario si avvale, compresi i membri della Struttura di supporto di cui al comma 3, può essere riconosciuta la corresponsione di compensi per prestazioni di lavoro straordinario nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, per un massimo di 70 ore mensili pro capite . Gli oneri di cui alle predette convenzioni sono posti a carico dei quadri economici degli interventi da realizzare. In base al comma 2, il Commissario straordinario dura in carica per un triennio, è scelto dai ruoli dirigenziali della pubblica amministrazione ed è collocato in posizione di comando, aspettativa o fuori ruolo, continuando a godere dell'intero trattamento economico fondamentale corrisposto dall'amministrazione di provenienza. All'atto del collocamento fuori ruolo è reso indisponibile, per tutta la durata del collocamento fuori ruolo, comando o distacco, un numero di posti nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza, equivalente dal punto di vista finanziario. In aggiunta al trattamento fondamentale, è riconosciuto un compenso accessorio in base ai risultati conseguiti, determinato nella misura e con le modalità di cui all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che trova pertanto applicazione unicamente per quanto riguarda la disciplina sul trattamento economico accessorio, a valere sulle risorse assegnate per la realizzazione degli interventi. Il comma 3 prevede altresì che, in aggiunta al personale di cui al comma 1, il Commissario unico si avvale di una struttura di supporto composta da non più di dodici unità di personale in posizione di comando, fuori ruolo o aspettativa o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti appartenenti alle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, e articolo 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nominati con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, scelti tra soggetti dotati di comprovata esperienza nel settore delle bonifiche e in materia di affidamento dei contratti pubblici in ragione dei compiti di tutela ambientale attribuiti dall'ordinamento. La struttura di supporto ha carattere temporaneo, essendo collegata alla durata della struttura commissariale in argomento che si esaurirà all'atto del completamento degli interventi oggetto di procedura di infrazione dell'Unione europea. Il comma 4 prevede che, sulla base di una specifica convenzione, il Commissario unico, unitamente alla struttura di supporto, opera presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con sede presso il medesimo Ministero. Ai sensi del comma 5, le risorse finanziarie necessarie per le esigenze operative e per il funzionamento della struttura sono poste a valere su una quota, non superiore allo 0,5 per cento annuo, delle risorse assegnate per la realizzazione degli interventi presso la contabilità del Commissario. Il comma 6 prevede la nomina di un Commissario per la realizzazione degli interventi di depurazione, fognatura e collettamento, anche per far fronte ai nuovi impegni previsti ai sensi dell'articolo 4- septies del decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019; tale Commissario subentra in tutte le situazioni giuridiche attive e passive del precedente Commissario. Ai sensi del comma 7, viene novellato l'articolo 2 del decreto-legge n. 243 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 18 del 2017, prevedendo un comma 8- bis in forza del quale il Commissario unico può avvalersi fino a un massimo di due sub commissari nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e il Ministro per il sud e la coesione territoriale, per i quali si applica la disciplina di cui ai commi 1 e 3 del citato decreto-legge n. 243 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 18 del 2017. Con il medesimo procedimento di cui al periodo precedente si provvede all'eventuale sostituzione o revoca dei sub commissari. L'articolo 6 reca disposizioni per la pubblicità dei dati ambientali.