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se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e sia in grado di dare risposte puntuali ai tanti interrogativi inevasi circa i beni culturali arienzani che in passato sono stati oggetto di trafugamento; se non ritenga di assumere le iniziative di competenza, perché gli uffici preposti alla tutela promuovano una ricognizione fotografica integrale delle cose d'interesse culturale mobili o comunque facilmente asportabili ancora presenti nelle architetture sacre cittadine e in tutti gli edifici monumentali (siano essi di proprietà pubblica o privata, civile o ecclesiastica), revisionando, aggiornando e integrando le precedenti campagne fotografiche, per abbattere il rischio che altri pezzi del ricco patrimonio storico-artistico di Arienzo siano sottratti al pubblico godimento senza lasciare tracce utili alla loro identificazione e recupero. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02296 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: all'alba del 23 febbraio 2021, agenti di Polizia hanno effettuato a Trieste una perquisizione nella sede dell'associazione di volontariato "Linea d'Ombra ODV" (che si occupa di raccogliere fondi per sostenere le popolazioni migranti lungo la rotta balcanica), nonché nell'abitazione privata di Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasir, e hanno sequestrato telefoni, libri contabili e altri materiali, con l'ipotesi del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina; come si apprende da una nota pubblicata dalla stessa organizzazione di volontariato nata a Trieste nel 2019, Linea d'Ombra ODV dichiara il suo sconcerto "nel constatare che la solidarietà sia vista come un reato dalle forze dell'ordine", e perciò condanna "le azioni repressive nei confronti di chi è solidale", chiede "giustizia e rispetto di quei valori di libertà, dignità ed uguaglianza, scritti nella Costituzione, che invece lo Stato tende a dimenticare", nonché "la solidarietà di tutta la società civile, per tutte le persone attaccate perché solidali"; dal 2015 Lorena Fornasir, 68 anni, psicoterapeuta, e suo marito Gian Andrea Franchi, 84 anni, professore di filosofia in pensione, hanno creato, assieme ad altri volontari, un presidio all'esterno della stazione di Trieste per offrire prima assistenza ai migranti in arrivo dalla rotta balcanica, e dal 29 gennaio al 3 febbraio 2021, Linea d'Ombra ODV è tornata con suoi attivisti in Bosnia, dopo quasi un anno per offrire assistenza; la rotta balcanica, che si snoda, da Sud verso Nord, dalla Bosnia alla Croazia, dalla Slovenia all'Italia, come è stato documentato da diversi fonti e dai media italiani ed europei, è percorsa ancora oggi da migliaia di migranti che stazionano al freddo, tra la neve e il gelo, nella speranza di varcare il confine europeo e di non essere respinti con violenza feroce, come testimoniato da inchieste giornalistiche, in contrasto con il diritto europeo e internazionale. Appare, quindi, intollerabile, a giudizio dell'interrogante, la catastrofe umanitaria che si sta consumando in Bosnia, per le condizioni drammatiche a cui è esposta la vita di migranti e rifugiati lungo la rotta balcanica; nel pieno rispetto e nell'assoluta fiducia del lavoro della magistratura nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Trieste sul traffico di clandestini lungo la rotta balcanica, a giudizio dell'interrogante, è altresì doveroso esprimere solidarietà ai due volontari di Linea d'Ombra ODV indagati, poiché l'associazione si è distinta sempre per attività trasparenti improntate ad un prezioso spirito umanitario, di accoglienza e assistenza per i richiedenti asilo e i migranti della rotta balcanica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quale sia la sua valutazione, per le sue competenze e nel doveroso rispetto del lavoro della magistratura, affinché sia salvaguardata una sana iniziativa di solidarietà a tutela dei diritti umani dei migranti sulla rotta balcanica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04955 BARBARO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: all'interrogante risulta, per averlo appreso dagli organi di informazione, che la storica sartoria teatrale Canzanella sia sottoposta alla procedura di sfratto da parte del Comune di Napoli; l'ente comunale aspira, infatti, alla riconsegna dei locali occupati dalla sartoria e che furono già concessi dall'amministrazione per la realizzazione del "Museo Permanente del Costume Storico" diretto dalla "Associazione artistica culturale A.A.C.39"; si tratta di un'attività di eccellenza unica, conosciuta a livello mondiale, e che custodisce un immenso e pregevolissimo patrimonio sartoriale, con oltre 15.000 costumi scenici indossati da artisti, anche di fama internazionale, durante le rappresentazioni teatrali e cinematografiche; tale patrimonio culturale è conservato presso la sede concessa nella struttura monumentale di Sant'Eligio, peraltro in un contesto urbanistico ed edilizio lasciato, per anni, all'incuria e alla malversazione da parte del Comune di Napoli; incredibilmente, senza nessuna sensibilità, né per il patrimonio custodito, né per la crisi del comparto teatrale, che patisce gli effetti dei provvedimenti normativi di contrasto alla pandemia da coronavirus, oggi l'amministrazione comunale del capoluogo regionale campano ha intrapreso l'azione per il rilascio del bene immobile affidato, con il rischio di dissipare e disperdere l'immensa quantità di costumi e accessori detenuti, fra cui gli abiti di scena delle compagnie di Edoardo De Filippo e del Teatro San Carlo, o di opere cinematografiche di grande notorietà; la sartoria teatrale Canzanella ha prodotto costumi iconici, come l'abito bianco indossato da Claudia Cardinale nella scena del ballo ne "Il Gattopardo" di Luchino Visconti del 1963, quelli di Sophia Loren ne "Il Viaggio", ultima regia di Vittorio De Sica del 1974, o finanche i vestiti scenici di Audrey Hepburn in "Vacanze Romane", pellicola del 1953 di William Wyler pluripremiata a livello internazionale; a parere dell'interrogante è dovere delle Istituzioni preservare, tutelare e proteggere il patrimonio della sartoria Canzanella, quale testimonianza formidabile di arte e di cultura, si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto appreso dagli organi di informazione rispetto all'azione di rilascio e riconsegna dei locali siti in piazza Sant'Eligio 7 da parte del Comune di Napoli nei confronti della sartoria teatrale Canzanella e dell'Associazione artistica culturale A.A.C.39; se, comunque, il Ministro in indirizzo intenda salvaguardare il patrimonio artistico conservato dalla sartoria teatrale Canzanella e dall'Associazione artistica culturale A.A.C.39, attraverso una efficiente opera di catalogazione e custodia, anche al fine di incentivare le attività del "Museo Permanente del Costume Storico", rinnovandone la caratteristica di polo museale attrattivo per la fruibilità degli utenti.