[pronunce]

– Il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, dubita, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, della legittimità costituzionale del paragrafo A.4 della tabella, prevista dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, nella parte in cui non consente di attribuire a chi, come i ricorrenti, ha conseguito l'abilitazione presso le scuole SIS a seguito di iscrizione in soprannumero al secondo anno del corso – a norma dell'articolo 5, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n. 53 (Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale) – il medesimo punteggio previsto per coloro che hanno conseguito l'abilitazione frequentando l'intero biennio di corso. Il giudice rimettente sostiene, in primo luogo, che i criteri di attribuzione del punteggio, contenuti nel paragrafo A.4 della tabella impugnata, contrastino con l'articolo 3 della Costituzione in quanto, disciplinando in modo diverso situazioni tra loro equivalenti ed omogenee, determinerebbero una irragionevole disparità di trattamento, atteso che il titolo finale conseguito presso le scuole SIS ed il sottostante percorso formativo appaiono identici, per durata e contenuti, sia per i frequentatori ordinari del corso, sia per quelli ammessi in soprannumero. La mancata attribuzione del punteggio sarebbe, inoltre, irragionevole poiché la frequenza del secondo anno delle scuole SIS impedisce ai frequentatori del corso di dedicarsi alle supplenze, con conseguente perdita o riduzione del punteggio. In secondo luogo, il Tribunale rimettente sostiene che la inevitabile deteriore collocazione in graduatoria, determinata dalla mancata attribuzione del punteggio, violi il principio di buon andamento della pubblica amministrazione, impedendo la migliore utilizzazione, nell'ambito dell'attività didattica, di soggetti che – dopo aver superato due esami di ammissione ed aver frequentato due corsi (l'uno di specializzazione per il sostegno, l'altro SIS), superato i relativi esami finali e conseguito l'abilitazione – hanno dimostrato di essere adeguatamente qualificati all'insegnamento. 2. – Preliminarmente, va dichiarata inammissibile la costituzione nel presente giudizio dei ricorrenti dinanzi al Tribunale amministrativo rimettente, in quanto effettuata oltre il termine stabilito dall'articolo 25 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale). Tale termine è, per costante orientamento di questa Corte, perentorio (ordinanza n. 37 del 2006). 3. – La questione non è fondata. Il giudice rimettente, malgrado qualche incertezza nella prospettazione, chiede che il punteggio spettante ai docenti che frequentano per due anni il corso presso le scuole SIS sia attribuito a quelli che lo frequentano per un solo anno, dopo esservi stati ammessi in soprannumero. I trenta punti aggiuntivi attribuiti a chi frequenta i corsi SIS – scindibili in ventiquattro punti assegnati per due anni di frequenza e sei punti per titoli di studio – compensano, nei limiti dei ventiquattro punti, il mancato punteggio derivante dal servizio effettivo, atteso che i corsi si svolgono in forma di tirocinio. L'indicato punteggio non è assegnato ai docenti che conseguono l'abilitazione presso le scuole SIS al termine di un solo anno di corso, perché essi possono espletare supplenze sia durante il corso di specializzazione per il sostegno, sia durante la frequenza del corso SIS, acquisendo il relativo punteggio. Si tratta, pertanto, di distinti percorsi formativi, le cui caratteristiche giustificano l'attribuzione di punteggi diversi, rapportati alle modalità di svolgimento proprie di ciascun percorso. Le due categorie di docenti non possono essere, quindi, equiparate tra loro, attribuendo ai docenti che abbiano frequentato un solo anno l'intero punteggio spettante a quelli che abbiano frequentato il biennio. Di conseguenza, non è ravvisabile una disparità di trattamento agli effetti dell'art. 3 Cost. Secondo il costante orientamento di questa Corte, una tale disparità si verifica quando situazioni sostanzialmente identiche siano disciplinate in modo ingiustificatamente diverso, e non quando alla diversità di disciplina corrispondano situazioni non assimilabili (sentenze n. 35, n. 136 e n. 340 del 2004). Alla ritenuta infondatezza della questione rispetto all'articolo 3 Cost. consegue altresì l'infondatezza della censura riferita all'articolo 97 Cost.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del paragrafo A.4 della tabella prevista dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di Università), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Sabino CASSESE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 17 marzo 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA