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Come dicevo, quindi, il Governo ha dovuto riconoscere di aver fatto un errore clamoroso, lo ripeto, clamoroso, perché ha preso una decisione che ha di fatto bloccato tutto - e lo si sapeva - senza guardare ai dati specifici dei singoli bonus . Pertanto in fretta e furia, in base alle pressioni che ha ricevuto, ha dovuto emanare questo decreto trasposto in emendamento nel decreto sostegni- ter , che ha ripristinato le cessioni, anche se in maniera limitata. Ma il Governo, ed è questa l'altra faccia della medaglia, quella per cui sono e siamo delusi, non ha valutato - e poco importa se non ha voluto valutare o se non è riuscito a valutare - nessuno dei quasi 50 subemendamenti al decreto, emendamenti presentati da tutti i Gruppi politici, alcuni dei quali addirittura non onerosi, che avrebbero fluidificato il sistema. È chiaro che siamo in un periodo che possiamo definire di ingorgo normativo. Sappiamo che a breve sarà discussa una serie di provvedimenti fra Senato e Camera e come MoVimento 5 Stelle intendiamo riproporre le nostre soluzioni: continueremo a discuterle e a sottoporle al Governo e ai Ministeri. Dico chiaramente che a noi andrebbe anche bene se il Governo le valutasse, le facesse proprie e le inserisse direttamente nei provvedimenti, perché sono proposte che servono a facilitare la vita dei cittadini e delle imprese. Avevamo proposto, per esempio, una soluzione per evitare il limbo in cui finiscono i crediti d'imposta che non vengono accettati dai soggetti cessionari. Avevamo proposto in particolare che, decorsi trenta giorni, in maniera automatica venissero rilasciati, così che il cedente potesse decidere per un'altra strada, magari anche per utilizzarli in compensazione fiscale, ma neanche un emendamento di buon senso come questo e a costo zero è stato valutato. Allo stesso modo, non è stato valutato quello che avrebbe permesso agli istituti di credito di effettuare un'ultima e definitiva cessione nei confronti dei propri clienti per l'utilizzo nel pagamento dei propri debiti fiscali. Questo avrebbe permesso alle banche, specialmente alle piccole, che magari non comprano più perché sono vicine alla loro capacità fiscale, di evitare di essere sottoposte alle pressioni nelle riduzioni dei prezzi di acquisto dalle grandi banche, come credo che stia già accadendo. In quest'ultimo anno di legislatura andremo avanti praticamente solo per quella che un tempo era definita decretazione di urgenza e che ora possiamo definire decretazione normale nel senso statistico del termine. Se però non si trova un meccanismo per permettere al Parlamento di intervenire in maniera costruttiva, chi continuerà a farne le spese saranno i cittadini e le imprese. Qualsiasi azione da parte del Governo che, di fatto, riduca il dibattito parlamentare e l'analisi delle proposte emendative ai decreti non fa il bene del Paese. Abbiamo presentato un ordine del giorno, come maggioranza, che impegna il Governo a intraprendere una serie di azioni che non sono state inserite in questo decreto né nella versione originaria, né nel corso dell' iter in Commissione. Non sto qui a riproporle, ma mi auguro davvero che il Governo possa partire da questo documento per fare proprie le azioni che stanno a cuore in primis a cittadini e imprese e a praticamente tutto l'arco parlamentare, perché in tempi difficili occorre mettere da parte le aspirazioni personali e sintetizzarle in azioni che servono a far riprendere questo Paese e a farlo correre. Riuscire a portare a termine i progetti del PNRR è una sfida troppo importante che non possiamo perdere e l'apporto e la centralità del Parlamento, come ha anche ricordato il presidente Mattarella nel suo discorso di insediamento, è fondamentale. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, è la prima volta in questa legislatura che chiedo di intervenire su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, in quanto mi vedo costretto a sollecitare, attraverso questo mezzo, la risposta a una interrogazione a mia prima firma che abbiamo presentato al Governo nello scorso febbraio su una circostanza rilevante come i decessi da Covid. Si tratta di un argomento sul quale si sarebbe dovuta impegnare una Commissione d'inchiesta, se ce l'avessero lasciata istituire, perché tutti i Parlamenti europei hanno messo a disposizione dei propri cittadini delle Commissioni di inchiesta parlamentare che facessero luce sui tanti aspetti della pandemia e dell'emergenza che ne è conseguita, ma non l'Italia. Ci sono le Regioni che in Italia hanno istituito Commissioni di inchiesta, ma il Parlamento no, perché c'è l'emergenza (questa è la motivazione per cui non si può istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare). Ebbene, i cittadini giudicheranno al riguardo. Uno dei primi temi che una ipotetica Commissione d'inchiesta avrebbe dovuto affrontare è l'eccesso di mortalità nel nostro Paese rispetto al panorama europeo: i nostri morti per Covid sono i più numerosi. Dall'altro lato, Presidente, le nostre misure di contenimento delle libertà - con i conseguenti morti economici - sono quelle che hanno dato la maggiore mazzata all'economia nazionale, perché il nostro PIL è quello che ha subito la maggiore decurtazione. Su questi due dati, Presidente, abbiamo interrogato il ministro Speranza e vorremmo avere risposta, posto che proprio su «la Repubblica» è stato pubblicato un articolo che cita un rapporto di «The Lancet», che rispetto ai temi sanitari è una sorta di Vangelo, basato su uno studio mondiale che analizza puntualmente i decessi per Covid di tutto il mondo e rileva che in Italia, rispetto a quelli registrati che sono oltre 160.000, ce ne sarebbero 120.000 in più. Non so quale sia la verità, non la voglio neanche immaginare, ma voglio che me la dica il nostro Ministro della salute rispondendo all'atto di sindacato ispettivo 3-03124 , presentato nella seduta n. 407 del 23 febbraio 2022. LONARDO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC))) . Signor Presidente, colleghi, nei giorni scorsi ho presentato - all'attenzione del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili - un'interrogazione al fine di chiedere chiarimenti ed eventuali e conseguenti urgenti interventi in autotutela con riferimento alla decisione di non ritenere ammissibili due richieste di finanziamento formulate nell'interesse delle aree interne della Campania e in particolare per il distretto idrico Calore Irpino ovvero per le province di Benevento e di Avellino, per un importo pari a circa 56 milioni di euro, con riguardo all'avviso pubblico avente ad oggetto la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell'acqua, compresi la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti.