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Ciò coerentemente, inoltre, con il voto, quasi unanime, di condanna del blocco, che per 28 volte consecutive ha visto l'Assemblea generale dell'ONU esprimersi in tal senso. Il drammatico periodo causato dalla rapida diffusione del Covid-19 e la conseguente situazione di emergenza in cui è precipitato il mondo hanno messo in difficoltà tutti; ma, più di tutti, quei Paesi che subiscono embarghi, come Cuba, che lo subisce, appunto, da sessant'anni, ma non solo Cuba. I blocchi economici, commerciali e finanziari, mossi da interessi economici, commerciali e finanziari, ma soprattutto politici (diciamocelo), ricadono inevitabilmente sempre sui più deboli, sulle popolazioni. La pandemia è stata una lente di ingrandimento su una situazione, quella di Cuba, oramai insostenibile, mettendo in evidenza i danni socio-economici del blocco, aggravati dagli inasprimenti messi in atto dall'Amministrazione Trump proprio nel periodo peggiore, proprio nel periodo di maggior bisogno sanitario e sociale, bloccando anche l'approvvigionamento di medicinali e del materiale sanitario. Non dovrebbe essere necessario ricordare all'Italia che, mentre questo accadeva nell'indifferenza di tanti, Cuba era tra i Paesi che hanno prestato soccorso al nostro Paese nel marzo 2020, inviando, su richiesta delle Regioni Lombardia e Piemonte, che in quel periodo erano davvero sotto una pressione indicibile, due brigate mediche composte da immunologi e infermieri specializzati in interventi di contrasto alle pandemie; medici e logisti che hanno operato a Crema e Torino, due dei focolai più rilevanti del Nord Italia. La nostra valutazione, infatti, deve prescindere da questo, anche se non lo si può ignorare. Quindi il nostro impegno su questo deve essere inteso solo a vantaggio della popolazione, qualunque sia la nostra valutazione di tipo politico. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Ciriani per illustrare l'ordine del giorno G2. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, il nostro Gruppo ha voluto dare un contributo, spero fattivo, non ideologico e molto più pratico, alla discussione odierna sul regime delle sanzioni, in particolare quelle rivolte a Cuba, ma, più in generale, sul problema delle sanzioni, del loro utilizzo e della loro efficacia. Sicuramente nessuno di noi può dimenticare che Cuba è stata protagonista per molti decenni di gravi e prolungate limitazioni dei diritti delle persone, delle libertà economiche e anche di diritti fondamentali e che questo purtroppo prosegue anche dopo la riforma costituzionale del 2019. A Cuba infatti ancora vige un regime fondato su un partito unico. Deve però essere ricordato, per fare chiarezza, un aspetto che forse pochi conoscono, ossia che né l'Italia, né l'Unione europea in questo momento hanno in vigore sanzioni contro Cuba. Le sanzioni contro Cuba sono degli Stati Uniti. È chiaro che gli Stati Uniti applicano sanzioni unilaterali con portata extraterritoriale e che questo ha un riflesso anche sulle attività economiche degli imprenditori italiani. Quindi, è giusto ricordare che l'Italia e l'Unione europea in questo momento non hanno in vigore sanzioni e provvedimenti restrittivi del commercio nei confronti dell'isola di Cuba. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,31) ( Segue CIRIANI). L'ordine giorno ricorda anche che il 23 marzo il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato con il voto contrario dell'Italia un provvedimento che andava a criticare l'impatto negativo di alcune misure coercitive. Più in generale, noi vogliamo sottolineare la necessità di passare da sanzioni indiscriminate che rischiano di avere scarsa efficacia e che vanno a colpire la vita delle persone normali a sanzione più mirate. Da questo punto di vista, ricordiamo la risoluzione approvata dalle Nazioni Unite con il voto contrario dell'Italia, che ha suscitato parecchie polemiche. Brevemente in questa risoluzione dell'ONU si faceva riferimento alla condanna dello strumento delle sanzioni unilaterali. Il documento, infatti, «esorta vivamente tutti gli Stati ad astenersi dall'imporre misure coercitive unilaterali» per le conseguenze drammatiche che misure come l'embargo creano sulla popolazione perché spesso colpiscono le fasce più deboli. Andando al dispositivo, ricordiamo sicuramente che l'Italia è uno dei principali partner commerciali dell'isola di Cuba e non si può neanche dimenticare - è un nostro dovere di riconoscenza - la presenza di molti medici cubani che l'anno scorso sono venuti in soccorso dell'Italia durante i tristissimi e drammatici mesi dell'inizio della pandemia. Spero che la nostra proposta possa ottenere ascolto, considerazione e attenzione da parte del Governo, che mi pare impegnato a fare altro in questo momento. (Commenti). Noi vorremmo attirare l'attenzione del Governo rispetto alla parte dispositiva del nostro ordine del giorno che impegna l'Italia a cambiare il registro delle sanzioni, passando da sanzioni unilaterali generalizzate a sanzioni più oculate che evitino gli effetti diretti sulla popolazione, che siano misurabili negli effetti pratici che possono ottenere in modo da essere veramente selettive, che colpiscano i responsabili politici dei Governi e non la generalità della popolazione. Su questo argomento, che ho dovuto sintetizzare per necessità di tempo, il Gruppo Fratelli d'Italia - lo dirà più tardi il collega Urso - sollecita un confronto vero con il Governo affinché l'Italia possa adoperarsi per tutelare gli interessi nazionali ed economici delle nostre imprese rispetto alle sanzioni unilaterali extraterritoriali degli Stati Uniti. Speriamo che il Governo voglia accogliere il nostro ordine del giorno che - ripeto - non è ideologico, ma pratico e concreto. È rivolto alla tutela degli interessi nazionali, senza colpire la popolazione, ma i responsabili politici delle restrizioni della libertà nei Paesi come Cuba. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dei documenti che stiamo discutendo, mi riferirò, in particolare, alla mozione dei membri di opposizione del Gruppo Misto. Leggendola, l'abbiamo giudicata un testo ideologico e soprattutto strumentale. Non dimentichiamoci che il testo è stato presentato il 26 maggio del 2020, in una fase di estrema emergenza e in risposta a un segnale arrivato dal popolo cubano. Detto questo, a fronte della votazione che c'è stata il 24 marzo 2021 presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, questa mozione è oramai superata, perché il Governo italiano in teoria si sarebbe già espresso sull'esito e sul tema delle sanzioni. Vorrei entrare un po' nel merito di queste sanzioni. Di cosa stiamo parlando? Se facciamo un passo indietro nel secolo scorso, tutto avvenne intorno ai primi giorni di gennaio del 1959, quando i cosiddetti barbudos entrarono finalmente all'Avana (8 gennaio 1959). Un anno e mezzo dopo avvenne la nazionalizzazione di tutte le industrie che risiedevano sul suolo cubano; a seguito di quella nazionalizzazione partì l'embargo da parte degli Stati Uniti. Quindi stiamo parlando sostanzialmente di un rapporto tra gli Stati Uniti e l'isola di Cuba, che non ci riguarda. Perché dico che non ci riguarda?