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la sentenza ha condannato l'ex direttore generale della sanità militare per omicidio colposo a due anni (pena sospesa). Con il Ministero della difesa dovrà risarcire le parti civili, ovvero le famiglie dei militari defunti; moltissimi i militari deceduti che lavoravano in quella sede dell'aeronautica, oltre ai tanti malati: molti i malati di tumore, ma non di tumore al polmone, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno ampliare le indagini in merito al nesso causale dei tumori contratti, di qualunque tipologia siano, e il contatto da radon, alla luce del fatto che la condanna è intervenuta solo in favore di chi aveva contratto il tumore al polmone, così come il relativo risarcimento alle parti civili è stato devoluto solo a coloro che si sono ammalati di tumore al polmone e non anche di altri tipi di tumore. Atto n. 4-00780 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in provincia di Foggia, esattamente tra Foggia e Manfredonia, a Borgo Mezzanone, è sorta, intorno ad un Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo), una vera e propria "favela", un insediamento abusivo dove si ha certezza di spaccio di droga, commerci abusivi, sfruttamento della prostituzione e si verificano ormai da anni molti altri reati; nonostante le numerose richieste delle autorità locali e della popolazione esasperata, questa realtà non viene smantellata; il carattere criminoso di questo luogo è stata confermata, in questi giorni, dal fatto che uno dei presunti assassini di Desirée Mariottini avrebbe cercato rifugio proprio a Borgo Mezzanone, dove è stato poi lodevolmente identificato dalle forze di polizia, che lo hanno arrestato trovandolo in possesso di un ingente quantitativo di droga; evidentemente, il soggetto fermato riteneva Borgo Mezzanone un luogo adatto per nascondersi e sfuggire ai rigori della legge, anche in virtù delle numerose rivolte verificatesi contro le forze dell'ordine in occasione di arresti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno sgomberare l'accampamento abusivo adiacente al Cara di Borgo Mezzanone (Foggia). Atto n. 4-00781 AIMI Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a mezzo stampa si apprende della terribile vicenda relativa a una 37enne di Soliera (Modena), originaria del Marocco, che per cinque lunghi anni ha subito vessazioni e soprusi dal marito musulmano per il solo fatto di aver scelto di diventare cristiana; la donna aveva infatti espresso il desiderio di convertirsi al cristianesimo già nel 2013, una scelta che avrebbe così scatenato le ire del marito; la donna ha trovato il coraggio di denunciare l'accaduto ai Carabinieri nel mese di aprile, dopo cinque anni e dopo essere stata maltrattata con schiaffi, pugni, percosse, minacce e sofferenze fisiche e psichiche; riportano gli organi di stampa che l'uomo teneva quotidianamente un atteggiamento di prevaricazione e disprezzo nei confronti della moglie, anche davanti al figlio minore. Per la donna ogni tentativo di ottenere un minimo di libertà e indipendenza, come uscire di casa, andare in chiesa, indossare anche una maglietta a maniche corte, si trasformava in un incubo e in un pretesto, per il marito, per picchiarla; da fine aprile madre e figlio alloggiano in una struttura protetta; tali drammatiche vicende mettono in luce, a parere dell'interrogante, ancora una volta il fallimento di politiche buoniste di accoglienza che non indagano minimamente il livello di integrazione raggiunto da chi viene a vivere stabilmente nel nostro Paese. Una storia che mette in evidenza il fatto che i musulmani, in diversi e svariati casi, non solo non si integrano e non accettano le nostre regole e i principi della nostra Costituzione (tra i quali la libertà di professare liberamente la propria fede) ma diventano padri e mariti padroni, imponendo la loro cultura anche a mogli e figlie che invece vorrebbero legittimamente integrarsi o avere la libertà di fare scelte diverse, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se dispongano di dati in relazione al fenomeno di imposizione culturale e religiosa che, negli ultimi anni, sembra aver subito un incremento preoccupante con particolare riguardo a mariti e padri padroni di religione islamica; quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere per tutelare al meglio le vittime di tali violenze e per punire adeguatamente chi si macchia di tali reati; quali ulteriori iniziative di carattere sociale intendano assumere per contrastare il fenomeno del fondamentalismo religioso che si annida nelle famiglie, in particolare straniere e che faticano a integrarsi e ad accettare le nostre regole di convivenza civile e di libertà. Atto n. 4-00782 BONINO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il 10 ottobre 2018, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha comunicato al comitato consultivo del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa la terna dei tre candidati italiani al delicato ufficio di giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo; per individuare tale terna era stato emesso un avviso pubblico ( Gazzetta Ufficiale , 4a Serie speciale, 1° giugno 2018) e costituita una commissione di esperti (decreto del segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri 26 luglio 2018); il 28 agosto 2018 la commissione aveva già adottato la propria scelta, senza aver disposto alcuna audizione dei candidati (63), senza darne alcuna motivazione, ed in due sole sedute (1° e 28 agosto); proprio per queste ragioni, la Presidenza del Consiglio dei ministri, il 7 settembre, aveva richiesto a tale commissione di chiarire le motivazioni della scelta; malgrado tale richiesta, la commissione, dopo due sedute (12 e 20 settembre), ha riproposto la terna formata il 28 agosto, limitandosi semplicemente ad enunciare le ragioni della scelta già effettuata; tale modo di procedere è tanto più criticabile, tenuto conto del rilievo rivestito da un effettivo e rigoroso accertamento dei requisiti previsti dall'avviso (conoscenza del diritto internazionale, dei diritti umani, del sistema giuridico nazionale, e di una delle lingue ufficiali del Consiglio d'Europa), si chiede di sapere perché il Governo si sia limitato a prendere atto della determinazione finale della commissione, malgrado l'assenza degli approfondimenti istruttori, necessariamente derivanti dalla sua richiesta, e considerato il limitato grado di indipendenza formale della commissione medesima, composta, per tre quinti, da soggetti agenti in ruoli istituzionalmente dipendenti da amministrazioni dello Stato. Atto n. 4-00783 ANGRISANI GIANNUZZI CAMPAGNA GAUDIANO ROMANO AUDDINO DI MICCO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: