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Per « cintura verde » si intende un'area, individuata dai comuni, con funzioni agricole, ecologico-ambientali e ricreative, coerenti con la conservazione degli ecosistemi, ai sensi dell'articolo 6 della legge 14 gennaio 2013, n. 10, finalizzata a favorire l'assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall'atmosfera tramite l'incremento e la valorizzazione del patrimonio arboreo, l'efficienza energetica, l'assorbimento delle polveri sottili, nonché a ridurre l'effetto « isola di calore », favorendo al contempo una regolare raccolta delle acque piovane. 6 I comuni segnalano annualmente alla regioni o alle province autonome, le proprietà immobiliari in stato di abbandono o suscettibili, a causa dello stato di degrado o incuria, di arrecare danno al paesaggio, alle attività produttive o all'ambiente. Tali segnalazioni sono annotate in un registro appositamente istituito presso l'ente locale competente. 4 (Rigenerazione urbana degli agglomerati urbani di valore storico) 1 I PdiR e il programma di rigenerazione urbana comunale del centro storico e degli agglomerati urbani di valore storico sono sottoposti al parere della sovrintendenza; la stessa disciplina si applica alle aree oggetto di tutela paesaggistica ai sensi degli articoli 136, 142 e 157 del citato codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Sono in ogni caso fatti salvi le specifiche disposizioni di maggior tutela contenute nei piani paesaggistici e i vincoli presenti all'interno degli strumenti urbanistici comunali. 2 Il programma di rigenerazione urbana del centro storico e degli agglomerati urbani di valore storico tutela: a l'identità culturale e naturale dei luoghi; b il carattere d'insieme degli aggregati edilizi dal punto di vista statico-strutturale, tipologico e morfologico, degli elementi costruttivi, della tradizione degli organismi architettonici; c i luoghi aperti, la trama viaria storica e i relativi elementi costruttivi; d il carattere storico, ambientale e documentale dell'insediamento; 3 Il programma di rigenerazione urbana di cui al comma 2 favorisce: a l'uso sociale dei luoghi; b il recupero funzionale con opportuni inserimenti tecnologici e infrastrutturali; c il recupero del tessuto produttivo compatibile con l'insediamento e il riequilibrio insediativo. 5 (Ristrutturazioni edilizie e ristrutturazione urbanistica) 1 Nell'ambito del programma di rigenerazione urbana, al fine di favorire la rottamazione degli edifici che non rispondono alle norme di sicurezza e sostenibilità, sono promossi, favoriti e incentivati gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) , b) , c) , d) ed f) , del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, anche con accesso al fondo per la rigenerazione urbana, come disposto al capo III della presente legge, purché non prevedano ulteriore consumo di suolo. 2 In attuazione del programma di rigenerazione e dei PdiR, gli interventi di ristrutturazione urbanistica di cui all'articolo 3, comma 1, lettera f) , del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 380 del 2001, possono accedere agli incentivi, al fondo per la rigenerazione urbana e alle facilitazioni della presente legge qualora sussistano e siano rispettate tutte le seguenti condizioni: a la realizzazione di edifici di classe energetica A e classe di vulnerabilità sismica conforme alla zona di realizzazione; b un consumo di suolo pari o inferiore al lotto originario, comprese le opere infrastrutturali e, comunque, con un consumo di suolo netto pari a zero o negativo; c il ripristino delle aree verdi presenti alla data di ottenimento dell'autorizzazione ai lavori; d l'abbattimento dell'edificio preesistente con la deimpermeabilizzazione e la desigillatura del terreno e la restituzione dell'area di sedime a verde; e l'obbligo del pareggio di bilancio dei servizi ecosistemici consumati per la nuova costruzione, secondo quanto indicato dall'articolo 2, comma 1, lettera f), della presente legge. 3 Se sussistono le condizioni e i requisiti, di cui ai commi 1 e 2, tutti gli oneri, compresi quelli di urbanizzazione e di occupazione del suolo pubblico sono dovuti nella misura del 50 per cento. 4 Secondo quanto disposto dall'articolo 14 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, per gli interventi attuati in aree industriali dismesse è ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d'uso, a condizione che il mutamento della destinazione non comporti nuovo consumo di suolo. 6 (Consumo di suolo con obbligo di pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici) 1 Qualora fosse verificata l'impossibilità di rispettare l'obbligo del riuso sono consentiti gli interventi di nuova costruzione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e) , del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, solo ed esclusivamente garantendo il pareggio di bilancio non economico dei servizi ecosistemici, nonché un consumo netto di suolo uguale a zero o negativo. 2 Al fine del pareggio di bilancio dei servizi ecosistemici, nella scelta di localizzazione delle opere di cui al comma 1, è sempre scelto il suolo a minor qualità di servizi resi. 7 (Partecipazione delle comunità locali) 1 Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le città metropolitane e i comuni singoli o associati, disciplinano le forme e i modi della partecipazione diretta, a livello locale, dei cittadini nella definizione degli obiettivi dei programmi di rigenerazione urbana per la riqualificazione, il rinnovo, il recupero e la tutela delle aree urbane di cui alla presente legge e la piena condivisione dei progetti. 8 (Destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi) 1 I proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, sono destinati esclusivamente e senza vincoli temporali alla realizzazione, all'adeguamento e alla razionalizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria che non comportano nuovo consumo di suolo, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici o comunque aventi valenza storico-testimoniale, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di tutela e riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione, mitigazione e messa in sicurezza delle aree esposte al rischio idrogeologico e sismico, attuati dai soggetti pubblici, nonché, nel limite massimo del 30 per cento, alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale. 2 Il comma 737 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e il comma 460 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono abrogati. 9 (Funzione sociale della proprietà)