[massime]

SENT. 191/05 C. INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI - INAIL - ATTRIBUZIONE DI RENDITA - FACOLTÀ DI RETTIFICA PER ERRORE - INTRODUZIONE DI UN TERMINE DECADENZIALE DI DIECI ANNI - EFFICACIA RETROATTIVA DEL TERMINE ANCHE CON RIGUARDO AI RAPPORTI ESAURITI NEL VIGORE DELLA PREVIGENTE DISCIPLINA - IRRAGIONEVOLEZZA - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.. E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 9, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, che dispone che tale normativa trova applicazione anche in riferimento ai provvedimenti di rettifica adottati in vigore della precedente disciplina, ancorché coperti da prescrizione o giudicato (commi 5, 6 e 7), sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione. Ed invero, la disposizione censurata viola il canone della ragionevolezza – sia per quanto si riferisce ai “casi prescritti e definiti con sentenza passata in giudicato”, sia per quanto riguarda i casi non prescritti e non definiti da giudicato – poiché l’istituto della decadenza, per sua natura, non tollera implicazioni retroattive, non potendo configurarsi una ipotesi di estinzione del diritto (o, come nella specie, del potere) per mancato esercizio da parte del titolare, in assenza di una previa determinazione del termine entro il quale il diritto (o, il potere) debba essere esercitato. - V. sentenze citate nn. 446/2002 e 416/1999.