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FERRARA (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, come MoVimento 5 Stelle rispettiamo la nostra Costituzione, che ripudia la guerra, ma vogliamo tutelare i nostri interessi nazionali nel mondo e, infatti, abbiamo sempre chiesto che gli impegni militari internazionali dell'Italia escludessero la partecipazione a missioni di combattimento e si concentrassero nei teatri di maggiore rilevanza per il nostro Paese. Ci auguriamo, di conseguenza, che il progressivo disimpegno militare italiano in Afghanistan, dove i nostri soldati non combattono più, ma addestrano e assistono le forze di sicurezza afgane nella guerra ai talebani, possa subire una forte accelerazione dopo le elezioni presidenziali previste per questo autunno, fino ad arrivare, d'accordo con i nostri alleati e in virtù dei progressi nei negoziati di pace di Doha, al completo ritiro del nostro contingente da quel lontano Paese dove l'Italia è presente ormai da diciotto anni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Al disimpegno militare, a nostro parere, deve necessariamente accompagnarsi un maggiore impegno civile di cooperazione a sostegno della riconciliazione nazionale, della ricostruzione e dello sviluppo economico e sociale dell'Afghanistan. Quante strade, pozzi, scuole e ospedali potremmo costruire in Afghanistan con i 160 milioni di euro l'anno che oggi spendiamo per la nostra missione militare e con i 120 milioni di euro che versiamo ogni anno per finanziare la guerra delle forze di sicurezza afgane? Consentitemi una riflessione non scontata. Oggi, ragionando in termini di interesse nazionale italiano, non vediamo più il senso della nostra presenza militare in funzione antiterrorismo in un Paese lontano che non minaccia la nostra sicurezza e vediamo, invece, chiaramente il senso della nostra presenza civile in Afghanistan a sostegno di una lotta che in questi diciotto anni, per motivi a volte inconfessabili, è passata, a dir poco, in secondo piano. Mi riferisco alla lotta alla coltivazione dell'oppio e alla produzione e al traffico di eroina. Questo sì che ci interessa e ci riguarda da vicino dato che l'eroina afgana di alta qualità e a basso costo è tornata a invadere le nostre periferie e a mietere vittime tra i nostri figli. Un altro impegno militare non direttamente collegato ai nostri interessi internazionali è quello in Iraq che prosegue a fasi alterne da ormai diciassette anni e che ci è costato finora oltre 3 miliardi di euro e che ancora oggi risulta la missione più numerosa e onerosa con 1.100 soldati e 235 milioni di euro di costo annuo. Anche qui, come in Afghanistan, si registra un lento disimpegno (250 uomini e 35 milioni in meno rispetto all'anno scorso), che ci auguriamo sia il preludio a un ritiro definitivo anche da questo Paese. Permettetemi, infine, di esprimere il mio plauso al Governo per la responsabilità con cui ha affrontato la questione siriana, negando la disponibilità a inviare i nostri militari in quel teatro di guerra. In Siria è necessario seminare pace, alleviare le sofferenze della popolazione stremata da più di otto anni di guerra e da un embargo che ha negato medicinali, alimenti e beni di prima necessità. Ritengo sia necessario riaprire i canali diplomatici con Damasco. Signor Presidente, siamo di fronte a un nuovo scenario internazionale, non più quello schematico e, tutto sommato, scontato della guerra fredda. Il multilateralismo è la nuova dottrina delle relazioni internazionali cui, presto o tardi, dovremo adattarci. Credo che questo Parlamento abbia un ruolo importantissimo per ampliare le opportunità per il nostro Paese e per stringere buoni rapporti con tutti, avendo come punti di riferimento imprescindibili il nostro interesse legittimo e l'armonia tra i popoli. L'Italia deve lavorare per la pace e per il dialogo ponendosi sempre come mediatore tra le parti. È una nostra dote naturale che deve spingere il nostro ruolo nelle missioni internazionali verso la cooperazione con gli altri popoli e non verso guerre ipocritamente mascherate da missioni di pace o missioni umanitarie. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Faraone. Ne ha facoltà. FARAONE (PD) . Signor Presidente, siamo nelle mani di un buffone e i suoi sette nani. Il buffone è il vice premier Salvini, che usa i migranti come il gioco... (Proteste dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . GIARRUSSO (M5S) . Vergognati! PRESIDENTE. Senatore Faraone, moderi i termini. FARAONE (PD) . La lancia e se la fa riportare tante volte, tutte le volte che gli serve per far crescere il suo consenso (prima la Sea-Watch, poi la Diciotti e la Mediterranea). Fanno audience e lui le usa. Poi, se c'è gente che soffre in mare o è umiliata in banchina, in attesa che il buffone la faccia scendere, a lui non interessa. (Vivaci proteste dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Senatore Faraone, la richiamo per la seconda volta. Non usi questi termini nell'Aula del Senato. FARAONE (PD) . Il gioco funziona e lo diverte, per cui si va avanti a oltranza. Nel 2019 le ONG hanno fatto sbarcare la marea di 248 migranti, ossia 1,2 migranti al giorno. Ministro Trenta, fate riunioni fiume del Consiglio dei ministri per organizzare elicotteri, navi, sottomarini e forze speciali per 1,2 migranti al giorno. Ma non vi sentite ridicoli? E intanto non dedicate un minuto del vostro tempo a cercare di capire come fermare il conflitto militare in Libia, senza politica estera, senza pietà per le vittime isolate dal mondo e senza alcun corridoio umanitario. (Applausi dal Gruppo PD) . 1,2 migranti al giorno occupano il vostro tempo e 20.000 ragazzi che lasciano il Paese perché non trovano lavoro sono invece invisibili per voi. Quella è la vera emergenza: distrarre dai giovani del Sud che emigrano e far parlare dei barconi che attraccano è il modo più adatto per fare propaganda della Lega Nord 2.0. Al Vice Premier le ONG fanno gioco per la sua propaganda, mentre i barchini anonimi che sbarcano a Lampedusa, Mazara del Vallo e Sardegna non gli interessano (sono troppo anonimi per farci una diretta Facebook). Anzi, ordina alla Rai di silenziare il sindaco di Lampedusa, che vorrebbe parlarne. Il buffone poi... (Vivaci proteste dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Le tolgo la parola, senatore Faraone. Dopo tre richiami, lei non interviene più. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dal Gruppo PD) . È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo... FARAONE (PD) . Io aspetto di parlare! PRESIDENTE. Senatore Faraone, si segga. Al terzo richiamo le ho tolto la parola. Prego, senatore Aimi. AIMI (FI-BP) . Grazie Presidente, se me ne danno la possibilità proseguo molto volentieri, anche perché la democrazia è rispetto del prossimo, soprattutto di coloro che stanno parlando.