[massime]

Procedimento civile - Equa riparazione per violazione della ragionevole durata del processo - Procedimenti regolati dalla legge n. 89 del 2001 - Applicazione dei termini generali previsti per l'ordinario processo di cognizione - Denunciata violazione dei principi di ragionevolezza, del giusto processo, nonché dell'equo processo garantito dalla CEDU - Difetto di rilevanza - Manifesta inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate manifestamente inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte d'appello di Firenze, sez. seconda civile, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 111, secondo comma, e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione agli artt. 6 e 13 CEDU - dell'art. 2, commi 2- bis e 2- ter , della legge n. 89 del 2001, come aggiunti dall'art. 55, comma 1, lett. a ), n. 2), del d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., nella legge n. 134 del 2012, censurati nella parte in cui si applicano anche ai procedimenti di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo previsti dalla stessa legge n. 89 del 2001. La sentenza n. 36 del 2016 ha già dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 2, comma 2- bis , "nella parte in cui si applica alla durata del processo di primo grado previsto dalla legge n. 89 del 2001" e inammissibile, per irrilevanza, il successivo comma 2- ter . Con successiva ordinanza n. 208 del 2016, inoltre, sono state dichiarate inammissibili identiche questioni riproposte dal medesimo rimettente. ( Precedenti citati: sentenza n. 36 del 2016 e ordinanza n. 208 del 2016 ).