[pronunce]

b) il legislatore regionale non avrebbe inteso sottrarre la controversia al suo giudice naturale, al fine di eludere la decisione di primo grado, ma avrebbe inteso soddisfare ragioni di pubblico interesse, identificate nell'esigenza di uniformare le proprie scelte a quelle effettuate nel resto del territorio nazionale; c) non potrebbe dirsi violato il principio di imparzialità della pubblica amministrazione, perché la legge impugnata avrebbe inteso eliminare un trattamento ingiustificatamente differenziato rispetto alle procedure generalmente seguite; che, con atto depositato fuori termine, si è costituita la parte resistente nel giudizio a quo. Considerato che, successivamente alla pronuncia dell'ordinanza di rimessione, è entrata in vigore la legge della regione Liguria 11 novembre 1999, n. 34 (Legge di semplificazione dell'ordinamento regionale); che, in particolare, l'art. 2 della citata legge regionale ha disposto l'abrogazione della legge che contiene la disposizione impugnata, mentre l'art. 3, comma 1, prevede che le disposizioni abrogate continuino "a trovare applicazione per i rapporti sorti nel periodo della loro vigenza e per l'esecuzione degli accertamenti dell'entrata e degli impegni di spesa assunti"; che, d'altra parte, anteriormente alla stessa pronuncia dell'ordinanza di rimessione, è variamente mutata la normativa statale di riferimento sulla base della quale il Consiglio di Stato ha prospettato la violazione dei parametri costituzionali invocati, in particolare con l'emanazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), più volte modificato, e del d.P.R. 10 dicembre 1997, n. 483 (Regolamento recante la disciplina concorsuale per il personale dirigenziale del Servizio sanitario nazionale), atti ai quali il rimettente non fa cenno nel sollevare la questione; che pertanto, sia per l'abrogazione della norma impugnata ad opera della legge della regione Liguria n. 34 del 1999, sia per il suddetto complessivo mutamento del quadro normativo di riferimento, si impone il riesame della perdurante rilevanza della questione da parte del rimettente, al quale compete valutare l'applicabilità dello jus superveniens alla fattispecie sottoposta al suo esame.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Ordina la restituzione degli atti al Consiglio di Stato, sezione V. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 maggio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Zagrebelsky Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 17 maggio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola