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ad esempio, in materia di raccolta dei mezzi di prova il codice di procedura civile conosce da sempre la derogabilità del principio della cosiddetta «immediatezza»: per il consulente tecnico, per il giudice delegato fuori della circoscrizione del tribunale della causa, per la testimonianza scritta esiste già una gamma di casi di sottrazione della formazione della prova alla presenza diretta del giudice. Pertanto, si propone adesso di consentire che al notaio o all'avvocato sia rimessa, su accordo delle parti (particolarmente curando il profilo di autoresponsabilità nella sopportazione dei costi connessi alla scelta delle parti e in ogni modo garantendo la terzietà del professionista anche sotto questo profilo specifico), la raccolta dei mezzi di prova, della testimonianza scritta e della testimonianza o dell'ispezione preventive. Si ipotizza di consentire che la prova testimoniale possa essere raccolta da un avvocato terzo o da un notaio con registrazione fono o video, e trascrizione integrale del verbale. Un'importante possibilità di deflazione del lavoro dell'amministrazione giudiziaria, funzionale alla riduzione dei tempi dei processi, è poi quella di consentire agli avvocati di notificare gli atti di intimazione a testimoniare, nonché degli atti di pignoramento presso terzi e dell'atto di pignoramento immobiliare. Nella stessa prospettiva può essere delegata agli avvocati la possibilità di certificare: a) la conformità degli originali alle copie; b) la conformità di un atto digitalizzato rispetto al suo originale cartaceo e viceversa; c) dei provvedimenti giurisdizionali non immediatamente esecutivi; d) di certificare con valore di atto pubblico fatti affermati dalle parti relativamente a tutti gli elementi normalmente consentiti per l'autocertificazione, tutto nell'ambito del mandato. Sempre nella logica di soft law e di velocizzazione dei procedimenti appare poi opportuno consentire agli avvocati la possibilità di emettere decreti ingiuntivi (rimane, peraltro, la competenza del giudice per le opposizioni ai decreti ingiuntivi), nonché di eseguire accessi per reperire beni utilmente pignorabili, di effettuare l'attività di raccolta e verifica delle dichiarazione dei terzi pignorati, di predisporre il provvedimento di assegnazione. Si semplifica poi la procedura del rilascio delle copie in forma esecutiva, disponendo che nel caso di richiesta delle ulteriori copie in forma esecutiva (dopo il rilascio della prima) di atti notarili, la richiesta venga rivolta al presidente del consiglio notarile distrettuale competente, anziché al presidente del tribunale. Si propone, infine, che il giudice possa consentire che venga predisposta dagli avvocati, in contraddittorio con il consulente tecnico d’ufficio (CTU), nominato nel procedimento, la liquidazione del compenso del CTU stesso dal momento che questa è un'attività che richiede tempo e ultimamente procura contenzioso per le impugnazioni dei consulenti tecnici. A garanzia del corretto funzionamento di queste innovazioni si prevede, peraltro, uno stretto controllo da parte degli ordini professionali: gli avvocati che intendono svolgere tali funzioni devono essere iscritti in un apposito registro istituito presso l'ordine professionale di appartenenza, che vi ammetterà coloro che possiedono comprovati ed adeguati requisiti di anzianità, competenza e professionalità e che dimostrano di avere seguito specifici percorsi formativi. Un'altra importante possibilità di deflazione del carico di lavoro della autorità giudiziaria consiste nel devolvere al notaio il compito di valutare l'esistenza delle condizioni previste dalla legge per il compimento di atti da parte degli incapaci, semplificando l'attuale sistema autorizzatorio, deflazionando nello stesso tempo il carico giudiziario e facendo comunque salva per le parti la possibilità di rivolgersi all'autorità giudiziaria. La valutazione della sussistenza delle condizioni per la stipula degli atti dei minori, degli incapaci ed in materia di beni ereditari viene eseguita dal notaio in sede di incarico per il ricevimento dell'atto, senza l'aggravio di ulteriori formalità, con la conseguenza che l’atto viene stipulato solo se egli ritiene che sussistano i necessari presupposti. In caso contrario, come nell'ipotesi che siano state manifestate opposizioni, il notaio deve rimettere le parti dinanzi all'autorità giudiziaria, che si pronuncerà secondo il sistema vigente. Le cautele inserite nel testo sono tali da garantire il pieno rispetto dei diritti di tutte le parti interessate all'atto da stipulare. La proposta non comporta oneri aggiuntivi per le parti le quali restano sempre libere di adire l'autorità giudiziaria per l'autorizzazione dell'atto piuttosto che demandare la valutazione dei suoi presupposti al notaio. È utile evidenziare che queste che per l'Italia sarebbero innovazioni, per altri paesi sono soluzioni vigenti. Ad esempio, in Francia, per atto notarile ciascun soggetto può indicare la persona e le modalità di gestione dei propri beni e delle proprie attività in caso di incapacità sopravvenuta. In Germania mediante tale procura si possono prevedere le modalità della propria protezione oltre alla designazione del mandatario per la sopravvenuta incapacità e il mandato acquista efficacia con un certificato medico comprovante l'erosione della capacità del mandante senza alcun intervento da parte del giudice. Nel caso in cui mediante la procura si diano disposizioni anche riguardo a proprietà immobiliari e terreni, le vigenti disposizioni di legge tedesche dispongono la forma dell'atto notarile. In Spagna, con atto notarile è possibile indicare e dichiarare le proprie volontà in merito alla gestione del proprio patrimonio insieme alla designazione della persona del tutore. In Austria è stata introdotta la «procura previdenziale» che consente, con atto notarile, di regolare autonomamente e stabilire chi, in caso di sopravvenuta incapacità, si prenderà cura dei suoi affari, senza venire, per così dire, abbandonato all’anonima volontà giudiziaria. Altro ambito in cui agisce il presente disegno di legge è quello relativo all' apostille . Il sistema attuale, previsto a seguito dell'adozione della Convenzione dell'Aja riguardante l'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri del 5 ottobre 1961, ratificata dall'Italia con legge 20 dicembre 1966 n. 1253, dispone che ogni Stato contraente individui l'autorità competente a rilasciare l' apostille (articolo 6 della Convenzione). Compito delle autorità designate è anche quello di tenere un registro o uno schedario per annotare le apostille rilasciate, con l'indicazione del numero d'ordine e la data, il nome del firmatario dell'atto pubblico e la sua legale qualità o, per gli atti non firmati, l'indicazione dell'autorità che ha apposto il sigillo o il timbro. L'autorità competente ha così il compito di verificare, su richiesta di «qualsiasi interessato», «se le iscrizioni segnate sull'apostilla corrispondono a quelle del registro o dello schedario». Funzione dell' apostille è di attestare l'autenticità della firma, della qualità legale del firmatario dell'atto e l'identità del sigillo o del timbro che ha apposto l'atto. L'Italia ha designato per gli atti giudiziari, dello stato civile e notarile i procuratori della Repubblica presso i tribunali nella cui giurisdizione gli atti sono formati.