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È stata distribuita anche l'altra? Mi dicono di no. È stata distribuita esclusivamente questa. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho quattro versioni; non so se qualcuno falsifichi le risoluzioni. PRESIDENTE . Chiedo alla Segreteria, perché, se l'Amministrazione mi consegna questo sul tavolo della Presidenza e chiedo al rappresentante del Governo di darmi un parere sulle tre proposte di risoluzione che ho in mano - e mi risultano, dal Segretario Generale, essere state distribuite esclusivamente queste tre, è evidente che non posso essere a conoscenza di una quarta, che non ho e che mi dicono non essere stata distribuita. Occorre che ci sia chiarezza fra di noi, perché non ho alcuna difficoltà a dire se questo è un testo 2. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, a questo punto mi rendo conto di essere di fronte chiaramente a un falso. Però il problema è che le firme sono autentiche o, per lo meno, sono identiche sia sulla prima sia sulla seconda versione. PRESIDENTE . Le ripeto che è stata distribuita, così mi si dice, solo la seconda. E, se è stata distribuita soltanto la seconda, questo significa che c'è corrispondenza fra quello che è dato alla Presidenza e quello che è stato distribuito ufficialmente e formalmente in Aula. Punto. Quindi tengo conto esclusivamente di queste tre proposte di risoluzione; non posso far altro. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Se c'è una seconda, vuol dire che ce n'era una prima. No comment . PRESIDENTE. Il no comment non lo deve a me. E mi meraviglio, perché lei è Vice Presidente e dovrebbe conoscere bene le dinamiche della Presidenza. MISIANI, vice ministro dell'economia e delle finanze . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI , vice ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, intervengo solo per specificare, a beneficio del senatore, nonché vice presidente, Calderoli, che il parere favorevole del Governo è sul testo 2 della proposta di risoluzione n. 1, che peraltro riflette il confronto e la condivisione tra tutti i Gruppi rappresentati in quest'Aula - ci tengo a sottolinearlo - e ricomprende, in particolare, anche i contenuti della proposta di risoluzione presentata dal senatore Faraone. Credo sia politicamente importante che la risoluzione su cui il Governo esprime parere favorevole rifletta nei contenuti un confronto che va al di là del perimetro della maggioranza. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, naturalmente il nostro Gruppo voterà a favore del nuovo scostamento di bilancio. Purtroppo pensiamo che questo non sarà l'ultimo e che nei prossimi mesi ci vorrà un ulteriore intervento, perché la pandemia non è per niente finita e, come ha sottolineato l'Ufficio parlamentare di bilancio, difficilmente ci sarà il rimbalzo del 6 per cento immaginato la scorsa estate. Spero di sbagliarmi, perché è davvero pesante l'eredità che rischiamo di lasciare sulle spalle delle prossime generazioni. Per questo, dobbiamo spendere con grande cura tali risorse per aiutare i lavoratori e le imprese ad affrontare l'attuale difficilissimo passaggio e dobbiamo pensare, quando queste risorse non ci saranno più, anche a come fare perché la crisi economica non si tramuti presto in una sociale. Si deve superare innanzitutto il criterio dei codici Ateco con quello delle perdite di fatturato, seguendo l'esempio degli altri Paesi europei. La base temporale di riferimento deve essere l'anno solare e non il semestre, perché solo così non lasceremo fuori le aziende e i lavoratori stagionali. In particolare, come annunciato dal ministro Boccia, il prossimo decreto-legge ristori deve avere in cima alle priorità i lavoratori e le imprese di montagna, che sono stati i più duramente colpiti dagli ultimi DPCM, poiché la stagione invernale non è neppure potuta iniziare. In quest'ottica, vanno assolutamente rifinanziate retroattivamente dallo scorso novembre la Nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) e la disoccupazione per i collaboratori (Dis-Coll), per non escludere da questo pacchetto di aiuti tutti i lavoratori stagionali. Bisogna non solo prorogare quegli adempimenti fiscali la cui scadenza è prevista per il prossimo 31 gennaio, ma occorre anche avviare il percorso per una nuova pace fiscale, con una serie di interventi che prevedano per le categorie più drammaticamente colpite un vero e proprio anno bianco fiscale e la possibilità di un nuovo saldo e stralcio, a cominciare dai contenziosi di piccolo importo. Serve un occhio di riguardo per i liberi professionisti. Con l'ultimo decreto ristori e con la legge di bilancio sono state introdotte misure in un certo senso storiche, come gli ammortizzatori sociali per una categoria di lavoratori che ne era completamente sprovvista. Lo sforzo che bisogna fare in questa fase è sempre quello di trovare un punto di equilibrio tra aiuti e strumenti che incentivano la ripartenza. Ad esempio, sulle partite IVA si potrebbero rivedere i criteri per l'accesso e la durata del regime dei minimi, nonché quelli per aderire al regime forfettario. Occorre soprattutto un deciso investimento su tutti gli strumenti che sono in grado di fare da moltiplicatore economico. Se n'è discusso diffusamente in questi giorni, quindi mi limito solo a una riflessione: alla fine di quest'anno il rapporto tra debito e PIL andrà oltre il 160 per cento, con 25 punti in più rispetto al periodo precedente alla pandemia. Non possiamo immaginare di sostenerlo con i trend di crescita che l'Italia ha conosciuto negli ultimi vent'anni e che l'hanno vista fanalino di coda in Occidente. Per questo occorre gettare le basi per un Paese che, superata l'emergenza e la stagione degli aiuti europei, sia in grado di crescere ai livelli del resto d'Europa. Quello che voglio dire è che l'Italia più di tutti ha bisogno di un recovery plan come strumento per la modernizzazione e per la competitività del proprio tessuto produttivo. Non è una partita importante; è una vera e propria partita della vita. Non è però solo ai progetti del recovery che dobbiamo guardare. Una dinamica economica positiva può essere favorita anche da semplici riforme che non richiedano ingenti investimenti economici. Penso, come sempre, alla semplificazione burocratica e di quelle procedure che, mai come in questi mesi, hanno dimostrato quanto rappresentino un ostacolo e un problema. Senza una profonda rivisitazione del codice degli appalti, ad esempio, non saremo mai in grado di attuare i progetti del recovery , perdendo risorse che sono la nostra occasione per rilanciare il sistema. Penso alla riforma della giustizia, ma anche a tutti gli altri interventi che andremo a scrivere in quest'anno. Ogni aiuto non può essere fine a se stesso, ma deve indicare una prospettiva di ripartenza, perché non bisogna solo resistere, bisogna tornare a esistere e a creare sviluppo. Per concludere, signor Presidente, sono davvero grandi lo sforzo e l'impegno che ci aspettano; sono davvero tante e tutte importanti le questioni di cui dobbiamo occuparci.