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Entro il 31 dicembre 2013, in attuazione della delibera CIPE dell’8 marzo 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 142, del 19 giugno 2013, è istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il catalogo delle tecnologie, dei sistemi e dei prodotti per la decarbonizzazione dell'economia italiana, di seguito denominato «catalogo». Il catalogo viene aggiornato annualmente. 2. Con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero dell'economia e delle finanze, entro il 31 gennaio di ogni anno, a partire dal 31 gennaio 2014, vengono stabilite le modalità per: a) dare priorità negli acquisti della pubblica amministrazione alle tecnologie, sistemi e prodotti individuati nel catalogo; b) regolamentare l'accesso agevolato, a favore delle imprese che impiegano le tecnologie, i sistemi e prodotti individuati nel catalogo, ai benefici previsti dal Fondo per lo sviluppo dell'occupazione giovanile nel settore della green economy di cui all'articolo 57 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 13; c) il riconoscimento di un credito di imposta alle imprese che acquistano tecnologie, sistemi e prodotti individuati nel catalogo. Art. 4. (Rifinanziamento del Fondo per lo sviluppo dell'occupazione giovanile nel settore della green economy) 1. Il Fondo di cui all'articolo 57 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, è rifinanziato annualmente a partire dall'esercizio 2013, con il 40 per cento delle entrate derivanti dai proventi della vendita all'asta delle quote di CO 2 , secondo quanto previsto dall'articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 5. (Impiego del Fondo per lo sviluppo dell'occupazione giovanile nel settore della green economy) 1. Limitatamente alla misura per l'incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia nei settori civile, industriale e terziario, compresi gli interventi di social housing , di cui all’articolo 57, comma 1, lettera d) , del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, l'istanza di accesso al Fondo di cui al medesimo articolo 57, può essere presentata dal soggetto pubblico proprietario degli immobili interessati dal progetto di intervento. Il soggetto pubblico, nella stessa istanza, dovrà indicare il soggetto privato esecutore già titolare di un contratto per la gestione di servizi energetici o le modalità di individuazione dello stesso secondo criteri di evidenza pubblica. 2. Nel caso di soggetto privato già titolare di un contratto per la gestione di servizi energetici la durata contrattuale residua non può essere inferiore a tre anni. La durata del finanziamento a tasso agevolato non può eccedere la durata contrattuale residua. Nel caso di successiva individuazione del soggetto privato la durata del finanziamento agevolato non può eccedere la durata contrattuale. Il soggetto privato è il soggetto obbligato al rimborso del finanziamento concesso. 3. Il Fondo di cui al comma 1 può essere utilizzato nell'ambito della programmazione unitaria ed alimentato con le risorse di provenienza europea e quelle provenienti dalla quota nazionale di cofinanziamento. Le risorse finanziarie sono versate in una apposita sezione del Fondo costituita con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Art. 6. (Promozione dell’impiego delle fonti rinnovabili) 1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare entro il 31 gennaio 2014, sono determinati, fino al 2020, gli incentivi a favore della installazione di impianti solari fotovoltaici e termici su edifici delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, compresi gli ex Istituti autonomi case popolari comunque denominati e trasformati dalle regioni. 2. Con il decreto di cui al comma 1 si provvede altresì alla rimodulazione dei limiti di potenza previsti per l’applicazione del regime di scambio sul posto e alla revisione della disciplina delle reti di utenza.