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Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo economico delle città murate. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione delle mura storiche delle città. Si tratta di un provvedimento di rilevante interesse non solo storico ma anche turistico. Tutelare e promuovere i valori legati ai rapporti e alle relazioni culturali e sociali, nati e sviluppati nelle nostre città, assume un significato pregnante, tanto più in un momento storico in cui è fortemente sentita la necessità di salvaguardia e conservazione del nostro patrimonio storico, artistico e ambientale nonché l'esigenza di mantenere vivi i rapporti ad essi legati. Luoghi spesso esclusi dai principali itinerari turistici possono, in tal modo, entrare a far parte delle mete turistiche tradizionali rafforzando l'offerta turistica del territorio. Si tratta di considerazioni particolarmente significative in riferimento alle cinte murarie delle città. Il destino delle mura è spesso relegato nella memoria come mera immagine, come fatto semplicemente visibile, magari legato a schemi scolastici. Le mura devono invece essere riscoperte come luogo di memoria, di esperienza di vita di migliaia di anni, capaci di testimoniare e riflettere una cultura che non è soltanto figurativa. Le imponenti fortificazioni antiche caratterizzano molte città del nostro Paese e si impongono all'attenzione per la monumentalità, per le caratteristiche costruttive e per la delimitazione di uno spazio urbano ricco di opere d'arte, contenitore di grandi eventi culturali e attrezzato turisticamente. Promuovere la tutela di tali testimonianze storiche assume significato non solo per il valore documentale e di conservazione del patrimonio archeologico del nostro territorio ma anche per le possibilità di rilancio e di rivitalizzazione economica e turistica delle zone interessate. Con il disegno di legge in esame si vuole dare il via a una strategia globale per la realizzazione di un piano di interventi che investa l'intera area legata alle città murate puntando in primo luogo sul rilancio e sulla valorizzazione del patrimonio archeologico. In tal modo si promuovono la realizzazione di piani di recupero, conservazione e valorizzazione delle mura e delle città interessate, attraverso interventi qualificati di manutenzione e di restauro, nonché la predisposizione di nuove e avanzate modalità di fruizione dei siti stessi, eventualmente con l'offerta di servizi aggiuntivi per i visitatori dell'area. A tale proposito particolare attenzione va riservata alle fonti di finanziamento europee e alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di soggetti privati per la salvaguardia del patrimonio culturale inestimabile del nostro Paese. Il presente disegno di legge si compone di sette articoli. L'articolo 1 sancisce la finalità della legge volta alla definizione di un programma organico di interventi per la tutela delle città murate. L'articolo 2 istituisce, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, il fondo per gli interventi di valorizzazione delle città murate. L'articolo 3 regola le modalità di finanziamento dei progetti per la tutela e la riqualificazione delle città murate. L'articolo 4 contiene disposizioni relative all'esecuzione degli interventi e ai relativi controlli. L'articolo 5 prevede il censimento delle città murate. L'articolo 6 promuove il riconoscimento delle città murate, presso l'UNESCO, quale patrimonio mondiale in pericolo. L'articolo 7 contiene disposizioni finanziarie.. Art. 1. 1. La presente legge promuove un programma organico di interventi per la tutela e la valorizzazione delle città murate. 2. Gli interventi di cui al comma 1 si articolano attraverso una serie di iniziative volte: a) al recupero e alla valorizzazione dell'intero patrimonio architettonico e archeologico esistente e delle ingenti risorse naturalistiche presenti sul territorio; b) al recupero e alla conservazione dei siti architettonici e archeologici con interventi qualificati di manutenzione e di restauro conservativo; c) alla predisposizione di nuove strategie di sviluppo locale mirate alla fruizione delle città murate; d) al recupero del patrimonio edilizio anche attraverso l'impiego e l'utilizzo di scuole cantiere; e) al rilancio turistico, produttivo ed economico delle aree interessate. Art. 2. 1. Presso il Ministero per i beni e le attività culturali è istituito un fondo per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, con una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2013. Art. 3. 1. Entro il 15 ottobre di ogni anno i comuni e le soprintendenze competenti trasmettono al Ministero per i beni e le attività culturali i progetti relativi agli interventi di cui all'articolo 1, indicando eventuali cofinanziamenti provenienti da risorse pubbliche o private ovvero da fondi dell'Unione europea. 2. Entro il 31 gennaio di ogni anno, il Ministro per i beni e le attività culturali approva, con proprio decreto, la ripartizione della quota annuale del fondo di cui all'articolo 2, dando priorità ai progetti aventi le finalità di cui all'articolo 1 cofinanziati dall'Unione europea, dalle regioni o da privati. Art. 4. 1. Agli interventi di cui all'articolo 1 si applica la normativa nazionale e dell'Unione europea vigente per gli appalti pubblici. 2. Il Ministro per i beni e le attività culturali stabilisce, con proprio decreto, da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri e le modalità a cui devono attenersi i soggetti beneficiari dei finanziamenti di cui alla medesima legge per assicurare in maniera unitaria il monitoraggio permanente, quantitativo e qualitativo, degli interventi. Art. 5. 1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce, con proprio decreto, i criteri e le modalità di rilevazione dei dati e delle informazioni, nonché il relativo modello di scheda, per l'individuazione delle città murate. 2. I comuni, entro tre mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 1, provvedono all'individuazione delle città murate presenti nel proprio territorio e trasmettono la relativa documentazione alla regione. 3. Le regioni, tenuto conto degli elenchi trasmessi dai comuni: a) provvedono al censimento delle città murate presenti nel proprio territorio, sulla base dei criteri e delle modalità individuati con il decreto di cui al comma 1; b) istituiscono gli elenchi regionali delle città murate. 4. L'inserimento negli elenchi di cui alla lettera b) del comma 3 comporta l'acquisizione della qualifica di città murata. 5. Copia della documentazione di cui al comma 3 è trasmessa dalle regioni al Ministero per i beni e le attività culturali, al fine di istituire, presso il medesimo Ministero, l'elenco nazionale delle città murate. Art. 6. 1.