[normattiva_dump]

Le violazioni alle disposizioni del presente decreto sono punite a norma dei commi seguenti. 2. Chiunque effettua nuovi scarichi nelle acque o in fognature senza autorizzazione, ovvero con autorizzazione sospesa, rifiutata o revocata, è punito con l'arresto sino a tre anni. 3. Alla stessa pena soggiace chi, effettuando uno scarico esistente nelle acque o in fognature, non presenta la domanda di autorizzazione nel termine prescritto, ovvero continua ad effettuare il medesimo scarico con autorizzazione sospesa, rifiutata o revocata. 4. Chiunque effettua uno scarico senza osservare le prescrizioni dell'autorizzazione, è punito con l'arresto sino a due anni o con l'ammenda sino a lire due milioni. 5. Alla pena prevista dal comma 2 soggiace chiunque, nell'effettuazione di uno scarico, supera i valori limite stabiliti dal presente decreto nei rispettivi tempi e modi di applicazione, ovvero non osserva i provvedimenti integrativi adottati dalle autorità competenti. 6. Salve le disposizioni previste dagli articoli 23- bis e 24 della legge 10 maggio 1976, n. 319, chiunque non osservi i divieti di cui all'art. 6 è punito con l'arresto da tre mesi a tre anni. 7. Chiunque non osserva l'ordine di sospensione dell'attività produttiva, adottato dalla regione ai sensi dell'art. 9, comma 3, è punito con l'arresto sino a due anni o con l'ammenda sino a lire due milioni". Nota all'art. 3, comma 1, lettera e), n. 4): I commi sesto e settimo dell'art. 9 della legge n. 171/1973 così dispongono: "In deroga a quanto previsto dall'art. 26 della legge 5 marzo 1963, n. 366, chiunque apra, mantenga o comunque effettui nella laguna uno scarico senza aver richiesto la prescritta autorizzazione ovvero continui ad effettuare o mantenere lo scarico dopo che l'autorizzazione sia stata negata o revocata, è punito con l'arresto da due mesi a due anni o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire dieci milioni. In caso di recidiva specifica, è consentita l'emissione del mandato di cattura. Se lo scarico supera i limiti di accettabilità di cui alla tabella allegata al D.P.R. 20 settembre 1973, n. 962, si applica sempre la pena dell'arresto. Chiunque effettua o mantiene uno scarico senza osservare le prescrizioni indicate nel provvedimento di autorizzazione è punito con l'arresto fino a due anni o con l'ammenda fino a lire dieci milioni". Nota all'art. 3, comma 1, lettera c), n. 5): Il testo delle disposizioni citate è il seguente: "All'art. 24. - Chiunque contravviene al divieto di cui all'art. 9 primo e terzo comma, è punito con la sanzione amministrativa da lire ventimila a lire un milione, se trattasi di rifiuti urbani e da lire centomila a lire due milioni se trattasi di rifiuti speciali, nonché con la pena dell'arresto sino a sei mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire cinque milioni, se trattasi di rifiuti tossici e nocivi". "Art. 25. - I titolari degli enti e delle imprese che effettuano smaltimento dei rifiuti urbani e speciali prodotti da terzi ovvero installano o gestiscono impianti di innocuizzazione e di eliminazione di rifiuti speciali senza l'autorizzazione di cui all'art. 6, lettera d), sono puniti con l'arresto da tre mesi sino ad un anno e con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni. Chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata di rifiuti urbani e/o speciali è punito con l'arresto sino a sei mesi e con l'ammenda da lire centomila a lire cinque milioni. Se la discarica non autorizzata è realizzata o gestita da impresa che effettua lo smaltimento per conto proprio, il titolare è punito con l'arresto sino ad un anno e con l'ammenda da lire duecentomila a lire cinque milioni; nel caso si tratti di ente o impresa che effettua lo smaltimento di rifiuti prodotti da terzi, il titolare è punito con l'arresto da tre mesi e ad un anno e con l'ammenda da lire due milioni a lire cinque milioni". "Art. 26. - Chiunque effettui le fasi di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi senza la relativa autorizzazione prevista dall'art. 16 è punito con l'arresto da mesi sei ad un anno e con l'ammenda da lire due milioni a cinque milioni". "Art. 27. - I titolari degli enti e delle imprese che, effettuando lo smaltimento dei rifiuti urbani e/o speciali, non osservano le prescrizioni dell'autorizzazione sono puniti con l'arresto sino a tre mesi o con l'ammenda sino a lire cinque milioni. Chiunque effettuando le fasi di operazioni di smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi, non osserva le prescrizioni della relativa autorizzazione è punito con l'arresto sino a sei mesi e con l'ammenda sino a lire cinque milioni. Alla stessa pena è soggetto chi non ottempera all'ordine di sospensione di cui all'art. 17". "Art. 29. - Chiunque non ottemperi al provvedimento adottato dall'autorità competente ai sensi dell'art. 12 è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni. Se trattasi di rifiuti tossici e nocivi si applica la pena dell'arresto da sei mesi ad un anno e dell'ammenda da lire due milioni a lire cinque milioni". "Art. 31. - Chiunque effettua, alla data di entrata in vigore del presente decreto, attività di smaltimento dei rifiuti per le quali è prevista apposita autorizzazione, è tenuto a presentare entro tre mesi dalla predetta data domanda all'autorità competente. La domanda deve contenere, per i rifiuti urbani, l'indicazione delle previste quantità annuali; per tutti gli altri rifiuti anche la tipologia; nel caso di discarica, di cui all'art. 10, deve contenere i dati e le informative ivi prescritti. Chi non presenta la domanda entro il termine prescritto è punito con l'arresto sino a sei mesi o con l'ammenda sino a lire tre milioni. L'autorità competente, qualora non rilasci, entro il termine di sei mesi dalla presentazione della domanda, l'autorizzazione, provvede, nello stesso termine, al rilascio dell'autorizzazione provvisoria, con durata limitata, eventualmente rinnovabile. Il rilascio dell'autorizzazione provvisoria è subordinato all'accertamento dell'osservanza delle prescrizioni contenute nel presente decreto in quanto immediatamente applicabili. Le disposizioni di cui ai due precedenti commi si applicano, fino all'entrata in vigore della normativa regionale prevista dall'art. 6, lettera f), anche a chiunque intenda effettuare attività di smaltimento dei rifiuti per le quali è previsto il rilascio dell'autorizzazione". "Art. 32. - Sono fatte salve le previgenti disposizioni e prescrizioni adottate dalle regioni e dagli enti locali in quanto compatibili con le norme del presente decreto, anche se più restrittive in funzione degli obiettivi dei piani regionali.