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nel mese di giugno 2021, l'Unione allevatori val Rendena ha denunciato, a mezzo stampa, "un inedito accentramento di un considerevole numero di malghe nelle mani di pochi accompagnato dall'aumento spropositato dei canoni di affitto"; questi fenomeni sono riconducibili a pochi soggetti, talvolta organizzati in plurime società fittizie, residenti e attivi a livello locale; la zootecnia di montagna si sta trasformando in una sorta di paradiso fiscale per investitori senza scrupoli, fenomeno che, per concorrenza sleale, sta danneggiando le aziende tipiche e caratteristiche, che fino ad oggi, con grande sacrificio, sono rimaste attive sul territorio, nonostante la bassa redditività del settore; sono sempre più numerosi i casi di speculazioni sui pascoli di alta montagna in tutto il Paese dove aziende agricole, spesso fittizie, appoggiando i "titoli" della politica agricola comune (PAC) sugli alpeggi che incassano i fondi comunitari, fino a 5.000 euro a ettaro, senza svolgere una qualsiasi attività di pascolamento con gli animali, danneggiando seriamente gli allevatori e malgari locali nonché la stessa economia della montagna; gli alpeggi rischiano ormai di essere oggetto di abusi e truffe poiché ormai rappresentano il fine per la riscossione delle quote della PAC dando luogo a un vero e proprio business gestito dalla criminalità organizzata, noto come "mafie dei pascoli"; nel 2006 dopo la riforma della PAC e l'avvio del "pagamento disaccoppiato" dei premi ci sono stati numerosi articoli sulla stampa nazionale e indagini pubblicistiche ("Pascoli di carta. Le mani sulla montagna", di Giannandrea Mencini, Kellermann editore, 2021) che hanno denunciato le truffe e gli illeciti sui pascoli d'alpeggio, perché è ormai chiaro che gli illeciti sui fondi agricoli europei nel nostro Paese interessano quasi tutte le regioni italiane; la relazione della Corte dei conti sulla gestione dell'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) al 2018, pubblicata a fine gennaio 2021, con riferimento allo Stato italiano, nell'esercizio finanziario 2018, afferma che "gli organismi pagatori hanno erogato aiuti comunitari agli agricoltori italiani per 4.299 milioni a fronte dei quali la Commissione europea ha rimborsato all'Italia 4.268 milioni. La differenza tra quanto anticipato dagli organismi pagatori e quanto rimborsato dall'UE, pari ad euro 31 milioni, deriva dalle rettifiche e correzioni finanziarie negative effettuate dalla Commissione europea, a seguito di riscontrate carenze e irregolarità nei sistemi di gestione e controllo. Tali rettifiche hanno comportato una perdita per il bilancio dello Stato, con inevitabili effetti riflessi su tutta la collettività"; a oggi, i controlli da parte delle autorità preposte risultano ancora molto carenti e spesso molti illeciti restano impuniti, si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, al fine di prevenire e contrastare questi fatti, anche in vista del recepimento da parte dell'Italia delle nuove procedure della politica agricola comune previste per il 2023. Atto n. 4-06201 ORTIS ABATE ANGRISANI GIANNUZZI BOTTO GRANATO LANNUTTI LEZZI MORONESE TRENTACOSTE DE BONIS RICCIARDI CASTALDI Al Ministro della salute Premesso che: il 9 settembre 2021 veniva adottato dalla Regione Molise, con decreto del commissario ad acta n. 94, il programma operativo straordinario regionale (POS) per il periodo 2019-2021: un documento di programmazione fondamentale per la definizione dell'assetto sanitario molisano, sia per quel che concerne l'ambito strettamente ospedaliero, che per le questioni di natura territoriale; purtroppo, il commissario ad acta e presidente della Regione ha adottato tale piano senza alcun confronto con le parti sociali, i sindaci e il Consiglio regionale; su questo grave fatto è stata depositata una mozione da alcuni consiglieri regionali dell'opposizione. Inoltre, oltre 30 sindaci del basso Molise hanno firmato una lettera di denuncia dell'accaduto, lamentando il mancato coinvolgimento della Conferenza dei sindaci (previsto dalla vigente normativa) e, soprattutto, "il ridimensionamento complessivo dell'ospedale San Timoteo di Termoli, unica struttura a servizio del territorio basso-molisano dopo il declassamento del Vietri di Larino a Casa della Salute"; si legge come "il PO adottato non crei le condizioni necessarie ad adeguare l'offerta di assistenza socio-sanitaria alle reali esigenze della popolazione molisana - anzi, non può che peggiorare i Livelli essenziali di assistenza (LEA) - non offra prestazioni commisurate ad una domanda in continua evoluzione e che, per giunta, non garantisca un Servizio sanitario regionale (SSR) universale e sostenibile dal punto di vista economico-finanziario"; sul tema, è da ricordare come l'ultimo rapporto pubblicato da AGENAS, relativo alle reti tempo-dipendenti regionali, abbia rilevato risultati insufficienti in settori cruciali per il raggiungimento dei LEA: si tratta della rete cardiologica per l'emergenza, della rete trauma e ictus, di neonatologia e infine dei punti nascita. A pesare maggiormente sul fosco quadro è la carenza di personale; i sindaci, infine, non concordano "sull'ingente quantità di risorse e posti letto assegnati alle strutture private convenzionate, né sui meccanismi che regolano rimborsi per le prestazioni anticipati, a fronte delle compensazioni tra le Regioni che avvengono dopo due anni. Un siffatto governo della Sanità nella nostra Regione ha leso fortemente i nostri presidi pubblici e, soprattutto, ha sottratto risorse da utilizzare prioritariamente per la realizzazione ed il funzionamento dei percorsi di emergenza/urgenza per le patologie tempo-dipendenti"; sull'argomento, vale la pena ricordare la recente cessione, da parte del consiglio di amministrazione della fondazione policlinico universitario "Agostino Gemelli" IRCCS, del 90 per cento del capitale azionario dell'ospedale "Gemelli" del Molise, in esclusiva con una società di investimenti avente sede in Svizzera. L'operazione non permette di sapere quali servizi la Gemelli Molise S.p. A. continuerà ad erogare, quali saranno le prestazioni che la Regione Molise continuerà ad acquisire dalla Gemelli Molise, quale sarà il destino del personale attualmente impiegato presso l'ospedale Gemelli di Campobasso: per citare solo alcune delle svariate incognite che la cessione porta con sé; ricordato che: l'art. 117 della Costituzione riserva allo Stato la legislazione esclusiva in materia di "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale";