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Quest'ultima misura è giustificata dalla contingenza, ma si pone altresì in linea con l'obiettivo di rafforzare e modernizzare il nostro tessuto imprenditoriale, costituito soprattutto da piccole e medie imprese, nell'ottica di una competitività di più lungo periodo. Consentitemi poi di rivendicare come importante l'intervento sulle Zone economiche speciali (ZES) e la possibilità d'istituire Zone franche doganali (ZFD), strumento di vero stimolo alla crescita, in particolare per le zone insulari e costiere, che va di pari passo con le innovazioni introdotte nella disciplina portuale. In ultimo, ma non certo per importanza, c'è la parte dedicata all'ambiente, anche questa concepita in un'ottica integrata e di lungo periodo: dalla razionalizzazione delle procedure di valutazione ambientale agli interventi per la diffusione e il consolidamento di un sistema energetico sostenibile, alla prevenzione e al contrasto del dissesto idrogeologico. Si tratta di misure diverse e puntuali, spesso finalizzate anche ad armonizzare la normativa nazionale con l'evoluzione di quella comunitaria, ma accomunate dalla stessa prospettiva di cui ho detto prima: non una tutela basata solo e soprattutto su divieti, ma una valorizzazione attiva, tale per cui uno sviluppo sempre più pienamente sostenibile è il percorso obbligato per ritornare a crescere e la strada su cui indirizzare la ripresa economica dopo il duro colpo di questi mesi. È con questo spirito che, avviandomi a concludere, auspico che quest'Assemblea voglia esaminare e approvare il disegno di legge di conversione, che ha già raccolto - lo ribadisco - l'utilissimo contributo degli emendamenti e degli ordini del giorno presentati dai colleghi di tutti i Gruppi parlamentari e che arriva al nostro esame arricchito e migliorato. Proprio con riferimento ad alcune proposte emendative che non hanno potuto trovare accoglimento, anche per il carattere ordinamentale e non finanziario del decreto, il mio auspicio è che, assieme ad altre, possano essere indirizzate e valorizzate nei provvedimenti che ci troveremo ad esaminare in un prossimo futuro. Mi perdonerete se concludo ripetendomi: questo provvedimento è un passo importante, ma non conclusivo; è l'inizio di un cammino che, nel rispetto della diversità di ruoli e posizioni, ma nella comunanza di intenti, deve vederci lavorare al meglio delle nostre forze per rispondere a un Paese che guarda a noi, chiede più opportunità di lavoro e vuole crescere. Le migliori energie della nostra Italia attendono soltanto di potersi liberare per riprendere finalmente il cammino della crescita e avere uno Stato più semplice e un Paese migliore. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Garruti. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, prima di iniziare voglio ringraziare tutti i colleghi della 1 a e dell'8 a Commissione per il lavoro svolto in queste settimane, per l'ascolto e il recepimento dei suggerimenti pervenutici dagli auditi, dalle associazioni, dalle imprese, dal mondo dell'università e dalla pubblica amministrazione, al fine di dare concretezza e rendere davvero innovativo il testo in oggetto. Onorevoli colleghi, il decreto-legge che ci accingiamo a discutere in quest'Aula, com'è desumibile dal titolo, nasce dall'esigenza di rendere questo Paese più semplice e veloce, sburocratizzando la farraginosa macchina amministrativa, rendendo più agevoli le procedure e dando supporto alla rivoluzione digitale della pubblica amministrazione. Questi obiettivi, già importanti considerando la situazione burocratica del nostro Paese, assumono maggiore valore perché hanno lo scopo di rendere maggiormente efficaci alcuni provvedimenti adottati per favorire la ripresa e dare nuovo impulso all'economia, puntando su settori chiave come l'edilizia e la green economy . Passando all'esame del testo, il nucleo centrale del provvedimento è costituito dalla semplificazione burocratica e dallo snellimento delle procedure amministrative, puntando su quattro cardini che corrispondono ai titoli in cui il decreto-legge è diviso: semplificazione in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione per il sostegno alla diffusione dell'amministrazione digitale; semplificazione in materia di attività d'impresa, ambiente e green economy . Si parte da un presupposto semplice: senza digitalizzazione non può esserci semplificazione. Per eliminare l'eccessivo carico burocratico in capo alle diramazioni pubbliche, il decreto-legge prevede nuove regole per favorire l'identità e il domicilio digitali e l'accesso ai servizi informatici da parte dei cittadini. La semplificazione riguarda anche la conservazione di informazioni e documenti in formato digitale, nel rispetto delle norme di tutela della privacy . Il recente passato e le difficoltà create dall'emergenza coronavirus, non ancora conclusa, impongono l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di sviluppare sistemi idonei a garantire ai dipendenti l'esercizio del lavoro a casa in sicurezza ed efficienza. A tal fine, il Governo vuole instaurare misure di semplificazione e coordinamento dell'attività potenziando il Dipartimento della trasformazione digitale. Il passo successivo al potenziamento dello smart working sarà l'introduzione di un codice di condotta tecnologica, con regole omogenee valide per tutte le ramificazioni della pubblica amministrazione. Si prevede inoltre che il codice rechi alcune indicazioni circa l'utilizzo da parte dell'amministrazione di esperti di comprovata competenza in processi complessi di trasformazione digitale. L'articolo 33 sanziona i dirigenti responsabili di inadempimento e prevede l'obbligo, per i concessionari di servizi pubblici, di rendere disponibili all'amministrazione concedente i dati acquisiti nella fornitura del servizio agli utenti. Con il Titolo II, interveniamo sulla semplificazione del provvedimento amministrativo. Infatti, l'articolo 12 reca alcune modifiche alla legge generale sul procedimento amministrativo, la legge n. 241 del 1990, in funzione di semplificazione e accelerazione dell'azione amministrativa. Viene inoltre previsto l'obbligo per le amministrazioni di misurare e rendere pubblici i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti, nonché di aggiornare i termini di quelli di rispettiva competenza, prevedendo una riduzione della loro durata. Al fine di incentivare il rispetto dei termini procedimentali, nonché di garantire la piena operatività dei meccanismi di silenzio-assenso, viene stabilita l'inefficacia di alcuni provvedimenti adottati fuori termine. Un secondo gruppo di disposizioni introduce misure volte a favorire e rafforzare l'uso della telematica nel procedimento amministrativo. Centrali, in questo decreto, sono anche la tutela dell'ambiente e i progetti inerenti all'energia rinnovabile. Il Titolo IV, infatti, contiene disposizioni di semplificazione in materia di attività d'impresa, ambiente e green economy . L'articolo 39 introduce alcune modifiche alla misura di sostegno degli investimenti, la cosiddetta Nuova Sabatini. In primo luogo, innalza la soglia entro la quale il contributo statale in conto impianti è erogato in un'unica soluzione;