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Conversione in legge del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Onorevoli Senatori . – Articolo 1. – (Rideterminazione del contributo a fondo perduto di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e nuovo contributo a favore degli operatori dei centri commerciali) La disposizione in esame: a) al comma 1, sostituisce l'elenco richiamato dall'articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, allo scopo di estendere la platea dei soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto ivi previsto. In particolare, al suddetto elenco sono aggiunti alcuni codici ATECO con le relative percentuali di calcolo del contributo a fondo perduto, per tutto il territorio nazionale; b) al comma 2, riconosce agli operatori dei settori economici individuati dai codici ATECO 561030 (gelaterie e pasticcerie), 561041 (gelaterie e pasticcerie ambulanti) e 563000 (bar e altri esercizi simili senza cucina), con domicilio fiscale o sede operativa nelle regioni individuate con le ordinanze del Ministro della salute emesse ai sensi degli articoli 2 e 3 (cosiddette « zone arancioni » e « zone rosse ») del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 275 del 4 novembre 2020, una maggiorazione del contributo a fondo perduto di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 137 del 2020, aumentando di un ulteriore 50 per cento la quota indicata nell'allegato 1 al citato decreto-legge n. 137 del 2020; c) ai commi 4 e 5, riconosce un contributo a fondo perduto agli operatori con sede nei centri commerciali, interessati dalle nuove misure restrittive del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, previa presentazione di istanza, secondo le modalità disciplinate dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate di cui al comma 11 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 137 del 2020. Articolo 2. – (Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020) La disposizione in esame, al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 per contenere la diffusione dell'epidemia da COVID-19, riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020: – hanno la partita IVA attiva; – dichiarano, ai sensi dell'articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'allegato 2 al presente decreto; – hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle regioni individuate con le ordinanze del Ministro della salute, adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020 (cosiddette « zone rosse »). Ai fini della determinazione dell'ammontare del contributo spettante, si applicano le disposizioni di cui ai commi da 3 a 11 dell'articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137. Il valore del contributo è calcolato in relazione alle percentuali riportate nel citato allegato 2. Articolo 3. – (Controlli antimafia) La disposizione in esame prevede che le previsioni del protocollo d'intesa di cui al comma 9 dell'articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sottoscritto tra il Ministero dell'interno, il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Agenzia delle entrate, si applichino anche ai contributi a fondo perduto disciplinati dal presente decreto e dal decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137. Articolo 4. – (Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda per le imprese interessate dalle nuove misure restrittive del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020) L'articolo in esame è finalizzato a riconoscere il credito d'imposta per i canoni di locazione e di affitto d'azienda di cui all'articolo 8 del decreto-legge n. 137 del 2020 alle imprese – dei settori maggiormente interessati dalle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione dell'epidemia da COVID-19 con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri novembre 2020 – operanti nelle zone che si collocano in uno « scenario di tipo 4 » (cosiddette « zone rosse ») nonché alle agenzie di viaggio e ai tour operator . Il credito d'imposta è commisurato ai canoni versati in relazione alle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2020 e – tenuto conto del rinvio alla misura di cui all'articolo 8 del decreto-legge n. 137 del 2020 – spetta a tutte le imprese indipendentemente dal volume di ricavi registrato nel periodo d'imposta precedente e alle condizioni, in quanto compatibili, previste dall'articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020. Resta fermo che, relativamente al canone di dicembre 2020, il credito spetta anche se il relativo versamento è effettuato nell'anno 2021. Articolo 5. – (Cancellazione della seconda rata IMU) L'articolo estende il perimetro di applicazione dell'esenzione dal versamento della seconda rata dell'imposta municipale propria (IMU) da versare entro il 16 dicembre 2020 ad ulteriori attività che si aggiungono a quelle individuate dall'articolo 78 del decreto-legge n. 104 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126 del 2020, e dall'articolo 9 del decreto-legge n. 137 del 2020 in considerazione di quanto contenuto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020, in ragione del perdurare degli effetti connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19. L'esenzione concerne gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività riferite ai codici ATECO riportati nell'allegato 2 al presente decreto e che sono ubicati nei comuni delle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 novembre 2020. L'abolizione è concessa ai soli proprietari di immobili che siano al contempo anche gestori delle attività beneficiate, esercitate nei medesimi immobili.