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Atto n. 4-01967 LANNUTTI LEONE PRESUTTO ACCOTO GALLICCHIO Al Ministro dell'interno Premesso che in un articolo de "Il Fatto Quotidiano" a firma di Gianni Barbacetto, uscito l'11 luglio 2019, dal titolo "Sala e la condanna, siamo soli anche ora che è tutto scritto", il giornalista parla del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, condannato lo scorso 5 luglio a 6 mesi di carcere, commutati poi in pena pecuniaria di 45.000 euro, con l'accusa di falso per la retrodatazione dei verbali con cui sono stati sostituiti due componenti della commissione di gara per l'assegnazione dell'appalto per la Piastra dei servizi per l'Esposizione Universale 2015. Nell'articolo il giornalista fa notare come la gestione di Sala da commissario unico dell'Expo dal 2013 al 2015 sia stata in realtà un flop ,nonostante gli apprezzamenti generali, in quanto Sala ha amministrato un affare di 2 miliardi di euro di soldi pubblici con "ricavi per 700 milioni", e con "un numero di visitatori pari o inferiore a quella del 2000 ad Hannover, definita il flop del millennio"; considerato che risulta agli interroganti che nel gestire questa mole di soldi dei cittadini, Sala avrebbe dovuto avere la responsabilità di farlo con correttezza, con vigilanza, con trasparenza. Invece, il sindaco di Milano durante la sua gestione dell'Expo non ha detto nulla dei problemi che stavano emergendo e ha regalato "appalti senza gara agli amici (tipo Oscar Farinetti) e ha pagato gli alberi di Expo, sempre senza gara, il triplo del loro valore" e nonostante questo "è premiato con una reputazione di uomo di sinistra e santo subito". Mentre, la condanna, fa notare Barbacetto, dimostra che Sala è stato un manager che "non vendeva, non sentiva, non parlava, mentre intorno a lui gli arrestavano tutti i suoi collaboratori", e nonostante questo "è idolatrato come il genio della rinascita di Milano (che comunque fattura di più nella settimana della moda o del design che nei sei mesi di Expo)"; considerato altresì che si riflette poi sulla carriera di Sala, facendo notare che "un falso è un falso, che una condanna è una condanna, che Virginia Raggi (due pesi e due misure) è stata crocifissa per molto meno" e "che da quel falso per niente senza conseguenze, Sala ha guadagnato la sua carriera successiva, compresa la poltrona da sindaco". E si sottolinea, infine, come certi "personaggi ambigui nella politica e incerti nella legalità diventano eroi del tempo", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, vista la condanna a sei mesi per Giuseppe Sala, commutata poi in pena pecuniaria di 45.000 euro, per falso materiale e ideologico per la retrodatazione di due verbali, che conferma il ricorso a sotterfugi nella gestione del denaro pubblico, non ritenga che sia inadeguato nell'amministrare il denaro pubblico del Comune di Milano, a tutela dello Stato e dei cittadini; se, alla luce delle evidenti discriminazioni politiche degli amministratori pubblici, non occorra inasprire ancor di più le sanzioni, per contrastare la mala pianta della corruzione. Atto n. 4-01968 BARBARO Al Ministro della difesa Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 26 giugno 2015, G.S., un carabiniere in servizio nella stazione di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), accertava violazioni di natura amministrativa a carico di un venditore, L.F., commesse nella medesima cittadina; in sede di escussione, il 7 novembre 2015, L.F. dichiarava a G.S. di essersi rivolto al dottor E.G., consulente nel campo specifico, nonché assessore presso il Comune di San Giuseppe Vesuviano, al fine di regolarizzare la propria posizione amministrativa, pagando la somma di 250 euro al medesimo assessore; G.S., a quel punto, riferiva i fatti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, sollecitando la stessa ad attivare indagini ed assumendo che la somma di 250 euro fosse stata elargita per ottenere l'annullamento della sanzione amministrativa e, quindi, per fini corruttivi; a seguito di tale richiesta, il pubblico ministero otteneva dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola un decreto autorizzativo di attività di intercettazione telefonica, a seguito della quale emergevano fatti che G.S. segnalava alla Procura della Repubblica di Nola, inquadrandoli in un'ipotesi di tentata concussione che sarebbe stata posta in essere dal sindaco di San Giuseppe Vesuviano e dal dottor E.G., nella sua funzione di assessore, ai danni di un funzionario del Comune; il pubblico ministero chiedeva quindi l'emissione di una misura restrittiva nei confronti del sindaco che il giudice per le indagini preliminari rigettava, applicando, invece, nei confronti dell'assessore E.G. la misura interdittiva da tutte le pubbliche funzioni; in sede di interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari, il dottor E.G. esibiva in originale la fattura telematica di 250 euro, regolarmente emessa a L.F., smentendo, così, l'assunto accusatorio; in data 10 ottobre 2016, il Tribunale del riesame di Napoli annullava la misura interdittiva emessa nei confronti del dottor E.G. e, nel settembre 2017, il pubblico ministero presso la Procura di Nola avanzava richiesta di archiviazione nei confronti del sindaco, richiesta che il giudice per le indagini preliminari accoglieva; il dottor E.G., rinviato a giudizio, in sede di udienza preliminare, nel marzo 2018, optava per il rito abbreviato, concluso con assoluzione con formula piena "per non aver commesso il fatto", si chiede di sapere: se, secondo le informazioni in possesso del Ministro in indirizzo, i fatti descritti corrispondano al vero; in caso affermativo, se non ritenga opportuno assumere le più idonee iniziative per verificare l'operato del carabiniere coinvolto ed eventualmente intervenire con i provvedimenti di propria competenza laddove dovesse evincersi che lo stesso abbia agito in modo non opportuno o travalicando le sue funzioni. Atto n. 4-01969 CRUCIOLI LANNUTTI ROMANO BOTTO MONTEVECCHI CORBETTA DI MARZIO PIRRO NOCERINO ANGRISANI RICCARDI VANIN DONNO GALLICCHIO MININNO MANTOVANI LEONE GIANNUZZI PRESUTTO Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 27 della Costituzione italiana sancisce che "La responsabilità penale è personale"; il 23 maggio 2019, a Genova, nella zona centrale di piazza Marsala e piazza Corvetto, si sono svolti contemporaneamente un comizio di una forza politica di estrema destra e una contromanifestazione di protesta a tale comizio; a causa di queste circostanze è stato necessario mobilitare centinaia di agenti della pubblica sicurezza in tenuta antisommossa; durante le contrapposte manifestazioni gli agenti delle forze dell'ordine, schierati a tutela del comizio, sono stati provocati e assaliti da alcuni manifestanti che volevano forzare i blocchi per impedire lo svolgimento del comizio;