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il clima di tensione all'interno degli uffici giudiziari di Catanzaro si è manifestato in tutta la sua evidenza il 26 gennaio, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. L'intervento del procuratore generale Lupacchini si è concentrato sul tema degli innocenti colpiti da provvedimenti di custodia cautelare e dei soldi spesi dallo Stato per i risarcimenti per ingiusta detenzione, che secondo gli organi di stampa è sembrato un duro atto di accusa nei confronti del lavoro della Procura e dell'ufficio del giudice per le indagini preliminari, ancor più perché circostanziato dallo stesso procuratore generale a decisioni intervenute nel corso dell'anno 2017, ovvero in piena gestione Gratteri. Tale intervento ha richiesto un'immediata e determinata puntualizzazione da parte del presidente della Corte d'appello Domenico Introcaso, che ha ricordato come i dati dei risarcimenti per ingiusta detenzione citati dal procuratore generale coprono "un arco di tempo che va dal 2010 al 2014-2015", quindi fino all'anno precedente all'insediamento del procuratore Gratteri; secondo alcuni autorevoli organi di stampa, sarebbe in atto un tentativo di frenare o delegittimare il lavoro condotto dal procuratore Gratteri, che fin dal suo insediamento ha coordinato decine di importanti inchieste che hanno portato a centinaia di arresti, ed ha avviato indagini che vedono coinvolti 'ndranghetisti, ma anche esponenti politici, funzionari pubblici, imprenditori e professionisti: un lavoro che più organi di stampa definiscono come la "primavera" della giustizia calabrese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se risultino note le modalità di quella che il presidente della prima commissione del Csm definisce come "una fuga di notizie indebita su una pratica segretata", e chi ne abbia avuto interesse; se intenda attivare i propri poteri ispettivi al fine di verificare l'esistenza di eventuali disfunzioni nella gestione degli uffici giudiziari del distretto di Catanzaro. Atto n. 4-01220 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: con decreto ministeriale del 3 dicembre 2018 il Ministro in indirizzo ha provveduto alla nomina in sostituzione di componenti della commissione ministeriale incaricata dell'accertamento dei risultati delle elezioni per il rinnovo del consiglio nazionale forense; nello specifico, sulla base delle ragioni esposte dal consiglio nella nota del 23 novembre 2018, ha sostituito i componenti avvocati Aldo Pannain, Stefano Gattamelata e Goffredo Maria Barbantini con gli avvocati Claudio Neri, Luigi Angiello e Bruno Meoli; la commissione risulta pertanto attualmente così composta dagli avvocati Mario Sanino, Patrizio Leozappa, Claudio Neri, Luigi Angiello, Bruno Meoli; la commissione ha il compito, ai sensi dell'art. 11 del decreto legislativo luogiotenenziale n. 382 del 1944, previa verifica dell'osservanza delle norme di legge, di accertare e proclamare il risultato complessivo delle votazioni per il rinnovo del consiglio nazionale forense; la commissione si accinge a svolgere il suo compito con riferimento alle votazioni appena concluse nei mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019 in ogni distretto di Corte d'appello; ogni membro della commissione, quale incaricato di pubblico servizio, è tenuto a produrre la dichiarazione sull'insussistenza di situazioni di conflitto di interesse e di cause di incoferibilità e incompatibilità (ai sensi dell'art. 53, comma 14, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e dell'art. 20 del decreto legislativo n. 39 del 2013); vi sono molti componenti del consiglio nazionale forense uscente, compreso lo stesso presidente avvocato Andrea Mascherin, i quali sono stati rieletti alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio svolte nei vari distretti; l'avvocato Bruno Meoli è coautore di almeno due testi scritti con l'avvocato Salvatore Sica: e come risulta attraverso il motore di ricerca "Italgiure" si è recentemente domiciliato per 6 giudizi in Corte di cassazione presso lo studio a Roma dello stesso avvocato Sica, il quale è consigliere uscente del consiglio nazionale forense e nuovamente candidato alle ultime elezioni per il suo rinnovo; l'avvocato Mario Sanino come risulta dal sito web della Giustizia amministrativa che nel 2015 (quindi durante l'ultima consiliatura consiglio nazionale forense) avrebbe ricevuto 2 incarichi di difesa dal consiglio innanzi al TAR del Lazio ed un incarico innanzi al Consiglio di Stato; il sito web del consiglio nazionale forense riporta lo stesso avvocato Claudio Neri come attuale componente esterno della commissione consigli giudiziari e Consiglio superiore della magistratura; il profilo "Linkedin" dell'avvocato Patrizio Leozappa lo riporta come "Membro dell'Osservatorio Permanente del Consiglio Nazionale Forense sull'esercizio della giurisdizione"; l'avvocato Luigi Angiello risulta dal sito web del consiglio nazionale forense essere stato nominato il 23 ottobre 2015 (durante l'ultima consiliatura): "Presidente della Commissione d'esame per la verifica finale dei frequentanti dei corsi per l'iscrizione nell'albo speciale degli avvocati cassazionisti", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle circostanze indicate e se ritenga di valutare la composizione della Commissione al fine di verificare la sussistenza dei requisiti di permanenza in carica. Atto n. 4-01221 ROMAGNOLI SILERI MARINELLO AGOSTINELLI ACCOTO FEDE COLTORTI Al Ministro della salute Premesso che presso l'ospedale "Profili" di Fabriano (Ancona), ormai da decenni, è attivo un punto nascita, struttura all'interno della quale si garantiscono in modo pluridisciplinare procedure, assistenze alle donne incinte e a neonati, fisiologici e non, per parti spontanei, operativi, complicati, che costituisce un indispensabile riferimento per tutta la cittadinanza; considerato che: numerosi organi di stampa riportano notizie relative a una imminente chiusura del punto nascita, disposta, come confermato dalle sue dichiarazioni, dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, come riportato dal "Corriere Adriatico" del 31 gennaio 2019); a seguito di tali notizie e dichiarazioni la cittadinanza è immediatamente entrata in uno stato di forte agitazione e preoccupazione nonché il personale medico presente e operante presso il punto nascita, che ormai da tempo è costretto a operare in condizioni di notevole criticità per le ormai croniche carenze di personale; l'area di Fabriano è interessata da anni da gravi problematiche economiche e sociali conseguenti alla crisi economica che ha visto la chiusura di importanti e storiche attività produttive, con relativo licenziamento del personale; inoltre, l'area è interessata da gravi fenomeni di terremoto, che hanno causato grandi difficoltà alla popolazione; la chiusura del punto nascita costituirebbe un'altra grave ferita socio-economica per tutta l'area, con conseguente forte disagio per gli utenti che sarebbero costretti a recarsi presso strutture sanitarie distanti decine di chilometri;