[resaula]

se non ritenga altresì opportuno adottare iniziative volte ad includere tutti i luoghi, pubblici o privati gestiti da enti pubblici o organizzazioni no profit , deputati ad ospitare eventi e servizi culturali, come teatri e cinema, inclusi anche gli immobili adibiti ad ospitare spettacoli dal vivo, al fine di consentire un più ampio ed equo accesso dei cittadini agli eventi culturali; quali ulteriori interventi intenda pianificare al fine di promuovere ulteriori misure atte a rilanciare la cultura, inclusi investimenti in strumenti musicali per orchestre, giovani e bande storiche, nonché in costruzione e ristrutturazione di accademie, residenze studentesche e scuole e in promozione delle liberalità a favore del settore; se non ritenga altresì opportuno prevedere ulteriori interventi di sostegno e promozione dei lavoratori dello spettacolo dal vivo, al fine di ristorare e tutelare tale comparto che non ha trovato fino ad oggi un adeguato riconoscimento. Atto n. 3-02621 LOMUTI FERRARA SANTANGELO CASTELLONE SANTILLO GAUDIANO PAVANELLI LANZI ROMAGNOLI CROATTI LEONE DI GIROLAMO TONINELLI LUPO RUSSO MARINELLO PELLEGRINI Marco MAUTONE GALLICCHIO PISANI Giuseppe DONNO D'ANGELO QUARTO MANTOVANI PIRRO AGOSTINELLI TRENTACOSTE DI NICOLA ROMANO NATURALE FEDE DI PIAZZA FENU CATALFO GUIDOLIN CASTALDI PRESUTTO PIARULLI CIOFFI CASTIELLO DE LUCIA VANIN EVANGELISTA L'ABBATE BOTTICI MAIORINO DELL'OLIO PESCO AUDDINO NOCERINO ANASTASI MONTEVECCHI Al Ministro dell'interno Premesso che: la Basilicata confina a nord e a est con la Puglia, a nord e a ovest con la Campania e a sud con la Calabria. Tre regioni che, purtroppo, insieme alla Sicilia, hanno una forte presenza storica di note tipologie di organizzazioni criminali, dal cui nome si evince la loro connotazione territoriale: sacra corona unita, camorra, 'ndrangheta, mafia; per molto tempo, la regione Basilicata è stata sempre dipinta quale isola felice, immune dalle influenze criminali nonostante la sua collocazione geografica; tuttavia, la storia delle inchieste delle sue procure e dei procedimenti penali aventi ad oggetto reati tipici delle associazioni criminali di stampo mafioso consegna una fotografia diversa e preoccupante; per la rappresentazione delle presenze criminali nel territorio appare utile fare ricorso all'accurata grafica predisposta dalla Direzione investigativa antimafia (DIA), pubblicata nella relazione annuale 2018 (periodo 1° luglio 2017-30 giugno 2018), presentata al Parlamento dal Ministro in indirizzo, la quale conferma che la collocazione geografica della Basilicata accentua il rischio di infiltrazioni da parte di consorterie criminali attive nelle regioni limitrofe; la rilevanza della posizione geografica del territorio lucano in riferimento alle esigenze logistiche dei traffici criminali è stata confermata da diverse operazioni condotte dalle Procure e dalle forze dell'ordine anche a livello nazionale; quanto descritto nella relazione del consigliere Gianfranco Donadio (già magistrato della Direzione nazionale antimafia e designato procuratore capo di Lagonegro) sulle due province, Potenza (capoluogo) e Matera, consente di rinvenire interessi di mafia, sacra corona unita, camorra e soprattutto di matrice 'ndranghetista (principalmente nell'area del metapontino); lo stesso Ministro in indirizzo, nella relazione sull'attività delle forze di polizia sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata (anno 2016), trasmessa alla Camera dei deputati il 15 gennaio 2018, ha ribadito che "Il territorio della provincia di Matera, per la sua naturale collocazione geografica caratterizzata da un importante sbocco sullo Ionio, suscita l'interesse di elementi criminali provenienti dalle vicine regioni Puglia e Calabria, specialmente per il traffico di stupefacenti. La provincia, infatti, tramite la direttrice Jonica, funge da collegamento dalla Puglia fino alla Calabria e alla Sicilia per il transito di stupefacente. L'area jonica, oltre che terra di transito, sembrerebbe divenuta 'terra di interesse' (...). Il fenomeno criminale preoccupante dell'area materana, è sicuramente quello degli atti incendiari e intimidatori, commessi anche con armi da fuoco, che continua ad affliggere la zona jonico-costiera della regione, ricca di insediamenti turistici e di aziende agricole"; riguardo all'anno 2018, gli elementi acquisiti dalla sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Potenza evidenziano un quadro di concreta gravità, rappresentato da innumerevoli episodi di natura estensiva e predatoria. Quadro che si è ulteriormente aggravato nei successivi anni, come riferito dal procuratore distrettuale antimafia di Potenza, dottor Francesco Curcio, durante la sua audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere del 9 giugno 2021; considerato che: nell'audizione, il procuratore Curcio ha evidenziato lo spessore della criminalità lucana che, pur restando autoctona, riesce a fare affari stringendo patti e alleanze con le potenti criminalità delle regioni limitrofe: in particolare sono forti i legami con la 'ndrangheta da cui le organizzazioni lucane mutuano anche rituali di affiliazione, ma non mancano i contatti nascenti con la camorra. Sul versante calabrese, da cui i clan lucani si riforniscono di stupefacenti, sono stati accertati dagli inquirenti contatti stretti e di affiliazione recente con la famiglia dei Grande Aracri, ma anche quelle datate con i Piromalli e i Morabito. I Grande Aracri ritornano quando si parla di piattaforme del gioco d'azzardo gestite in collaborazione con la 'ndrangheta calabrese dai gruppi potentini; sul versante camorristico, invece, si iniziano ad avere incursioni dei casalesi con esponenti vicini ai clan di Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa che penetrano nel tessuto socio-politico e imprenditoriale, commettendo soprattutto reati in materia di riciclaggio e frode, voto di scambio, contrabbando di carburanti e interessamento anche nel settore del traffico illecito di rifiuti; nel corso dell'audizione Curcio ha ricordato le incomprensioni e le scarse collaborazioni del passato tra Procura di Matera e Direzione antimafia che non hanno permesso di trattare alcuni casi con l'attenzione necessaria relativamente a presunti reati mafiosi; il problema dell'area materana è che, come avviene per il potentino, la criminalità si interessa alla vita economica ponendo il monopolio imprenditoriale su alcune attività, infiltrandosi nelle amministrazioni come in quella di Scanzano jonico, sciolta nuovamente di recente, e ponendo le basi per intervenire nel settore turistico e dell'agricoltura, imponendo ad esempio ai villaggi turistici di usufruire di servizi erogati da soggetti terzi vicini ai clan , o impossessandosi di aziende del settore logistico agroalimentare da utilizzare come "lavatrici" legali di affari illeciti; infine, il dottor Curcio ha più volte formulato richiesta di istituzione della DIA a Potenza sulla scorta di un preciso dato di fatto: