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Atto n. 3-00917 D'ARIENZO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nella provincia di Verona pochi giorni fa c'è stata l'ennesima vittima causata dal ribaltamento del trattore, da lui stesso guidato; il verificarsi con frequenza preoccupante di incidenti che coinvolgono con conseguenze mortali o gravissime i conduttori di trattori agricoli ripropone la necessità di riconsiderare il livello di protezione delle attrezzature a difesa dal ribaltamento; in tanti casi le macchine, anche se formalmente in regola con le disposizioni vigenti nazionali ed europee, sono prive di taluni dispositivi di sicurezza aggiuntivi oppure non sono aggiornate agli standard di sicurezza più recenti, in quanto acquisite in vigenza di normative nel frattempo superate e il cui adeguamento non era obbligatorio, o che non rispecchiano le più recenti evoluzioni delle tecnologie di prevenzione e protezione; il sistema attualmente più efficace è costituito dall'abbinamento di una struttura a telaio e un sistema di ritenzione (cintura di sicurezza), entrambi ritenuti sufficienti in caso di ribaltamento della macchina agricola; le circolari del Ministero del lavoro n. 11/2005, n. 3/2007 e n. 44/2010 hanno ben chiarito che: l'obbligo dell'adozione di appropriate misure di protezione (sistema ROPS e cinture di sicurezza) spetta ai fabbricanti nel momento in cui immettono sul mercato i mezzi di nuova produzione; l'obbligo di adeguare i mezzi di più datata fabbricazione spetta agli utilizzatori; la drammaticità della situazione e la necessità di approntare interventi volti a contrastarla sono state evidenziate dalla relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno sugli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette «morti bianche» (XVI Legislatura - Doc. XXII- bis , n. 9); nel documento viene chiaramente evidenziata l'esigenza di adottare iniziative urgenti per contrastare il grave fenomeno, in particolare nel settore agricolo, specificando che si può intervenire con adeguamenti normativi per rendere più rigorosi i requisiti di sicurezza e con agevolazioni a favore della sostituzione e la messa in sicurezza delle macchine e delle attrezzature di lavoro. I temi da affrontare sono di due ordini di motivi: la spesa da sostenere per adeguare i mezzi in servizio di costruzione datata e, pertanto, non dotati dei sistemi di sicurezza a tutela in caso di ribaltamento; la possibilità per gli utilizzatori di smontare il telaio ROPS in presenza di colture che non ne consentono l'impiego, pena danni alle medesime causati dalla presenza stessa del telaio; per quanto concerne il primo punto, rileva il disposto della circolare del Ministero del lavoro n. 11/2007, nella parte in cui si obbliga i datori di lavoro esercenti i mezzi agricoli in questione ad adeguare i trattori in servizio da reperire presso il fabbricante; in ordine al secondo punto appare difficile una soluzione, attesa la volontarietà dell'atto di smontaggio del telaio da parte dell'utilizzatore quasi obbligato dalle colture da curare, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano utile un percorso di defiscalizzazione della spesa dell'intervento da operare, atteso che i mezzi sui quali intervenire molto spesso sono già stati completamente ammortizzati, e come intendano operare in tal senso; se non sia necessario istituire un gruppo di lavoro (come già avvenuto con la circolare n. 11/2005 per i sistemi di sicurezza) finalizzato a valutare l'installazione di appositi tubolari di acciaio a scomparsa nelle quattro estremità che circondano il guidatore utilizzatore del trattore che, indipendentemente dalla sua volontà, si azionano in caso di superamento di una certa inclinazione del mezzo agricolo guidato. Atto n. 3-00918 NOCERINO MATRISCIANO BOTTO AUDDINO GUIDOLIN ROMAGNOLI LANNUTTI PESCO LEONE FENU ANGRISANI GIANNUZZI ORTIS CORBETTA ROMANO DI MARZIO VANIN MININNO PRESUTTO TRENTACOSTE DONNO L'ABBATE GARRUTI LOREFICE PARAGONE MOLLAME ACCOTO DELL' OLIO ANASTASI MARINELLO D'ANGELO Al Ministro dello sviluppo economico Atto n. 3-00920 NUGNES Al Ministro dell'interno Premesso che: l'associazione "Comitato per il centro sociale", ente gestore del progetto di accoglienza Sprar di Caserta, è in una crisi finanziaria senza precedenti a causa della mancata erogazione dei fondi da parte del Ministero dell'interno; si tratta del progetto del Comune di Caserta più grande della Campania: accoglie 200 persone tra richiedenti asilo e rifugiati, per i quali prevede vitto, alloggio in 24 appartamenti in vari quartieri della città, assistenza sanitaria e legale, tirocini, percorsi di volontariato, scuola. Gli operatori impiegati sono 40. Molte le imprese locali, fornitrici del progetto: supermercati, negozi di abbigliamento, farmacie, piccoli produttori agricoli dell'alto casertano; il progetto Sprar, che terminerà il 31 dicembre 2019, avrebbe dovuto ricevere, lo scorso 15 marzo, l'ultima tranche del saldo 2018, circa 660.000 euro; dal mese di febbraio, il responsabile unico del procedimento del Comune di Caserta, attraverso richieste formali, ha tentato di avere spiegazioni relative al mancato trasferimento dei fondi a fronte di fondi già spesi, rendicontati, servizi già resi e certificati dai revisori dei conti. Si tratta dunque di fondi spesi per i quali vi è stato già un livello di controllo che secondo le modalità stabilite dal Ministero sono sufficienti al trasferimento dei fondi da un ente (il Ministero) ad altro (il Comune titolare di progetto); di questa vicenda sono stati informati gli organi preposti (Comune, Prefettura, Ministero, Direzione centrale dello Sprar, Anci) e i partner progettuali, tra cui "Casa Rut" delle suore Orsoline che è l'altro ente gestore del progetto (si occupa nello specifico delle donne vittime di tratta) e la Caritas; sulla vicenda è stata anche depositata, a firma del sen. Franco Mirabelli, un'interrogazione parlamentare a fine maggio (3-00851); nonostante tale incomprensibile mancato trasferimento dei fondi , il progetto va avanti come previsto, con tutte le spese necessarie. Gli enti gestori hanno un'esposizione di migliaia di euro verso i fornitori locali. Ormai l'associazione non ha più soldi e il fido concesso dalla banca non potrà essere rinnovato fino al trasferimento del saldo 2018. L'associazione non può più far fronte alle spese vive (in particolare, affitto degli appartamenti, spesa alimentare e acquisto dei farmaci, utenze degli appartamenti, pocket money ai beneficiari) ed è stata costretta a rivolgersi al "Banco alimentare" per la fornitura del cibo e alle parrocchie per i farmaci; in riferimento all'annualità del progetto Sprar 2018 si avvicina la scadenza (prevista per il 30 giugno 2019) entro la quale occorre rendicontare tutte le spese di competenza, ma per farlo è necessario che siano tutte quietanzate perché regolarmente pagate; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: