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nello specifico, il Comune di Avellino ha almeno in parte raccolto la necessità di adeguarsi alle linee guida, modificando il pannello ZTL ed adeguando la scritta luminosa del pannello elettronico, ma tuttavia non ha inteso allocare il PMV in alto rispetto alla segnaletica verticale fissa, per migliorarne la visibilità, così come previsto dalla Direzione generale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della corrispondenza contraddittoria ricevuta dall'avvocato Massimo Passaro da parte dei sollecitati uffici; se ritenga che i PMV installati in accesso ai varchi ZTL della città di Avellino, ancorché in maniera difforme da come previsti nelle "linee guida sulla regolamentazione della circolazione stradale e segnaletica nelle zone a traffico limitato", siano da considerarsi pienamente a norma ovvero sia necessario modificarne l'allocazione. Atto n. 4-06010 PETRENGA Al Ministro dell'interno Premesso che: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 agosto 2021, un giovane di 18 anni a Caserta è morto a causa delle conseguenze dell'accoltellamento subito ad una gamba da un soggetto poi identificato coetaneo della vittima; tale ultimo tragico evento è, tuttavia, solo l'ultimo di una serie di fatti di microcriminalità causati dalle " baby gang " ai danni dei giovani e giovanissimi frequentatori della " movida " casertana, che ha gettato la cittadinanza tutta in uno stato di costante insicurezza e di forte preoccupazione per le famiglie con figli adolescenti e per i giovani che si riversano nelle strade cittadine, specie durante il week end ; tale profonda sensazione collettiva di insicurezza e preoccupazione, con conseguenti riflessi psicologici ed esistenziali gravissimi, specie tra i giovani che hanno dovuto subire una forzata limitazione delle proprie libertà personali, potrebbe comportare anche un enorme danno per gli esercizi commerciali già duramente provati dalla pandemia da COVID-19, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto decritto e come giustifichi episodi del genere; se non sia opportuno, considerata la gravità della situazione, di convocare le autorità locali al fine di predisporre un piano di azione che prevenga eventuali eventi del genere; se sia possibile integrare ed incrementare ulteriormente l'impiego del personale di Polizia, di altre forze di pubblica sicurezza e dei militari nell'ambito dell'operazione "Strade sicure", che risulta già attiva in provincia di Caserta, con la finalità di un presidio costante per le vie cittadine maggiormente affollate durante il week end ; se non sia il caso di sollecitare il Comune di Caserta a revocare, o quanto meno a non prorogare, i divieti di consumo delle bevande alcoliche di cui all'ordinanza sindacale n. 65 del 31 agosto 2021 visto che inciderebbero negativamente sull'economia del commercio locale. Atto n. 4-06011 RAUTI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: negli scorsi giorni su numerosi organi di stampa e testate on line è circolata la notizia di un evento denominato "Désir d'enfant", dedicato alla fecondazione artificiale, tenutosi a Parigi il 4 e 5 settembre 2021, iniziativa dedicata alla pubblicizzazione della surrogazione di maternità alla quale hanno partecipato diversi operatori commerciali che curano l'offerta, anche on line , di pacchetti a pagamento per la fecondazione artificiale; la maternità surrogata consiste in una pratica clinica e commerciale internazionale, che inizia con la produzione di embrioni in laboratorio, prosegue con la loro consegna a corrieri che li portano nelle cliniche dei Paesi europei o extraeuropei dove, a fronte di compensi, vengono impiantati negli uteri di donne a loro volta pagate per la gravidanza e, infine, si conclude con l'affidamento del neonato alla coppia richiedente; premesso altresì che: l'evento di Parigi ha mostrato con chiarezza come, nella consapevolezza dell'illiceità della pratica, gli operatori del settore offrono la possibilità di valersi dell'utero in affitto in Paesi dove la pratica è ammessa così determinando la creazione di un vero e proprio "mercato dei figli su richiesta" anche nei Paesi dove la surrogazione di maternità e la sua pubblicizzazione sono vietate; in Italia la surrogazione di maternità è una pratica espressamente vietata dall'art. 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, che commina la reclusione tra tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro a "chiunque, in qualsiasi forma, realizza organizza o pubblicizza (...) la surrogazione di maternità". Tale norma vieta il contratto di maternità surrogata in quanto in contrasto con le norme imperative e pertanto, in particolare con il principio sancito dall'art. 269, comma 3, del codice civile, secondo il quale la maternità è attribuita soltanto alla donna partoriente. Gli accordi di surrogazione, quindi, non possono che essere considerati improduttivi di effetti costitutivi nei riguardi dei genitori committenti; considerato che: attraverso lo sviluppo e l'utilizzo di queste nuove tecniche di procreazione, assumono rilievo diverse posizioni soggettive che richiedono tutela, in quanto vengono coinvolti diritti fondamentali della persona sanciti nella Costituzione. Innanzitutto, il diritto della madre gestante di non essere oggetto o mezzo di pretese altrui, in particolare dei genitori intenzionali, trova il proprio fondamento costituzionale negli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, cioè nei "diritti inviolabili dell'uomo" ai sensi dell'art. 2 della Costituzione, nella "pari dignità sociale" di ogni persona ai sensi dell'art. 3 della Costituzione e, infine, nel divieto di "violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana" ex art. 32. A riconoscere che la surrogazione "offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane" è giunta pure la Corte costituzionale con la sentenza n. 272 del 2017. La Corte, inoltre, ha chiarito che non soltanto la donna, in particolare la madre biologica, eÌ titolare dei beni offesi dalla surrogazione di maternità, ma financo l'intera collettività, che risulterebbe compromessa da questa nuova tecnica di "formazione" delle famiglie; l'utero in affitto è a titolo oneroso, cioè è effettuato dietro il pagamento di un corrispettivo, così violando le disposizioni che riconoscono una violazione della dignità umana nella riduzione a merce di scambio di beni e valori che non hanno di per seì natura commerciale. In particolare, rilevano la convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina del 1997 e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che sanciscono, rispettivamente all'art. 21 e all'art. 3, il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro;