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FdI 18' Misto 20' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 488 (Decreto-legge n. 44, finanziamento dei fondi per gli ammortizzatori sociali) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 44' FI-BP 30' L-SP 29' PD 28' FdI 18' Misto 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Dissenzienti 5' Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, interpellanze e interrogazioni pervenute alla Presidenza saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 21 giugno 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica giovedì 21 giugno, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,03). Testo integrale dell'intervento della senatrice Parente nella discussione del Doc . LVII, n. 1 Signora Presidente, colleghe e colleghi, la discussione sul Documento di economia e finanza 2018 è il primo atto di merito di quest'Aula e del Governo che è nato il 1 giugno. Quindi questa è una giornata solenne, importante anche per molti parlamentari nuovi di questa legislatura. Non dobbiamo sprecarla. Il Documento di economia e finanza è lo strumento centrale di programmazione economica e finanziaria e di bilancio, è un consuntivo, ma predispone anche le politiche degli anni successivi. La presentazione del DEF del 2018 è particolare perché avviene in un momento di transizione politica, predisposto dal Governo Gentiloni Silveri, che ha presentato alle Camere un programma di stabilità privo del quadro programmatico, perché correttamente questo è compito del nuovo Governo. Allora sarebbe importante capire dall'attuale maggioranza come intende proseguire o cambiare il quadro nazionale di riforme, soprattutto in materia di lavoro e politiche sociali, almeno decidere delle linee programmatiche, perché sappiamo che le riforme influenzano fortemente l'incremento del Prodotto interno lordo di un Paese e la crescita. Questa è la sede opportuna, in Parlamento si rappresentano le cittadine e i cittadini, si fanno atti concreti. Il Documento di economia e finanza è un'occasione unica. Prendiamo tre esempi: occupazione e salari; politiche attive; contrasto alla povertà. Nella premessa che accompagna nel Documento di economia e finanza 2018 l' ex Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan si sottolinea giustamente che l'attività della XVIII legislatura potrà ripartire dai buoni risultati conseguiti negli anni passati grazie anche alle misure promosse dai precedenti Governi che hanno avuto il merito di affrontare con determinazione e coraggio una lunga e drammatica crisi economica e finanziaria che tra il 2007 e il 2013 ha causato una caduta del PIL pari a circa 9 punti percentuali. I dati del DEF 2018 evidenziano una situazione economica del Paese completamente diversa rispetto a quella dell'inizio della precedente legislatura. Il miglioramento delle condizioni macroeconomiche del Paese si riflette con effetti positivi anche sul mercato del lavoro. Abbiamo assistito spesso nel dibattito pubblico ad una vera e propria "guerra dei numeri". Alla fine del 2013 gli occupati erano 22,191 milioni mentre alla fine del 2017 hanno raggiunto 23,045 milioni di unità (circa 900 mila occupati in più con una riduzione di 870.000 inattivi). Il DEF 2018 prevede, sulla base della legislazione vigente un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro fino alla fine del periodo di riferimento anche grazie alla riduzione dei contributi previdenziali, prevista nell'ultima legge di bilancio, in favore dei datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, assumono giovani fino a 35 anni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ma sappiamo che dobbiamo aumentare ancora di più il numero degli occupati in un mondo radicalmente cambiato e attraversato da rivolgimenti tecnologici che definiamo come la quarta rivoluzione industriale. E che l'orizzonte dell'Europa è crescita, conti in ordine e occupazione. La battaglia in Europa deve essere questa. In Italia dobbiamo prendere in considerazione e contrastare ancora la precarietà del lavoro, il persistere delle finte partite IVA, i salari bassi per molti ragazze e ragazzi, il lavoro nero, e quindi dobbiamo incrementare le politiche attive, istituire una carta d'identità del lavoro per ciascuno di noi, prenderci cura delle competenze come nuovo sistema di protezione delle persone e di agevolazione per le aziende, curriculum digitale, DNA lavorativo. Il Documento di economia e finanza ricorda inoltre che Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un accordo in materia di contrattazione collettiva nel marzo 2018. A mio avviso il Governo dovrebbe almeno indicare quali sono i suoi orientamenti in materia di lavoro e di sostegno alla contrattazione decentrata, che può diventare volano di sviluppo del Paese, pur nelle differenze territoriali, analogamente a quello che si è realizzato nella passata legislatura sul welfare aziendale. Come ho più volte ricordato in quest'Aula esiste un tassello cruciale della riforma del mercato del lavoro in Italia ed è costituito dal rafforzamento delle politiche attive del lavoro. L'obiettivo è stato e sarà anche dai banchi dell'opposizione quello di rafforzare un sistema di politiche attive per il lavoro che riesca ad accompagnare tutte le persone durante tutto l'arco della propria vita, rafforzando i servizi per l'impiego e valorizzando le sinergie tra servizi pubblici e privati. Nella precedente legislatura ci abbiamo provato fortemente creando per la prima volta in Italia l'Agenzia nazionale per l'occupazione e un assegno di ricollocazione. Si sono realizzati passi in avanti in questi anni. Nell'ultima legge di bilancio si è previsto un finanziamento di 251 milioni l'anno per la stabilizzazione del personale dei Centri per l'impiego. Inoltre a valere sui fondi europei è previsto un ulteriore finanziamento di 60 milioni per rafforzare i CPI di ulteriori 1.600 operatori, dei quali 600 da dedicare alla gestione delle misure per l'inclusione attiva e al Reddito di inclusione. Ora il tema è per l'attuale maggioranza - che pure intende rafforzare i Centri per l'impiego e noi siamo d'accordo nel proseguire questo impegno e sosterremo questa politica - come intende regolare il rapporto con le Regioni da cui dipendono ora e con l'attuale assetto costituzionale, visto che le due forze di maggioranza si sono opposte ad una riforma che prevedeva per la prima volta l'introduzione delle politiche attive come materia costituzionale. La maggioranza intende rafforzare i Centri per l'impiego per attuare il Reddito di cittadinanza. Penso che su questo punto bisogna essere chiari: come si intende procedere con l'importante introduzione, dal 1 gennaio 2018, per la prima volta nella storia, di una misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, il Reddito di inclusione. Inoltre dal 1° luglio 2018, la platea dei beneficiari del ReI sarà estesa, e diventerà davvero universale, destinata a chi ne ha bisogno.