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Disposizioni per la semplificazione del procedimento elettorale mediante l'introduzione della tessera elettorale digitale e per l'esercizio del diritto di voto da parte delle cittadine e dei cittadini che, per motivi di studio, di lavoro o di cura, si trovano in un comune diverso da quello di residenza. Onorevoli Senatori. – Dall'interpretazione sistematica delle disposizioni del dettato costituzionale emerge il ruolo fondamentale della partecipazione popolare. Essa infatti rappresenta un elemento imprescindibile della qualificazione della nostra forma di governo democratica, così come delineata dall'articolo 1 della Costituzione. Nel nostro ordinamento il voto dei cittadini è – al contempo – « diritto inviolabile » e « dovere civico » ai sensi degli articoli 2 e 48 della Costituzione. Tuttavia, al di là della classificazione come mero diritto o anche come dovere e indipendentemente dalla natura elettiva o deliberativa, esso è una delle espressioni più importanti di « partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ». In questa prospettiva è evidente che l'articolo 3, secondo comma, della Costituzione – prescrivendo all'insieme dei pubblici poteri di rimuovere ogni ostacolo « di ordine economico e sociale » che impedisca la « partecipazione all'organizzazione politica del Paese » – richiede che la « libertà e l'eguaglianza dei cittadini » siano garantite anche nel momento, fondamentale, dell'esercizio del voto, in modo da portare gli elettori in una posizione di eguaglianza sostanziale per quanto riguarda tutte le consultazioni elettorali. Lo esplicita l'articolo 48 della Costituzione stabilendo che « il voto è personale ed eguale, libero e segreto »: requisiti particolarmente stringenti e severi sia in assoluto, sia in confronto a ciò che stabilisce a livello costituzionale la maggior parte degli altri ordinamenti; essi tendono a garantire contemporaneamente sia il diritto dell'elettore sia la funzione democratica della votazione elettiva e referendaria e quindi si presentano come indisponibili da parte dello stesso titolare del diritto. Attraverso l'imprescindibile previsione della libertà del voto, la Costituzione intende assicurare che l'elettore possa compiere la propria scelta, in occasione delle elezioni o del referendum , esclusivamente seguendo la propria coscienza, cioè al riparo da minacce, da coazioni fisiche o psicologiche o comunque da condizionamenti che lo inducano a un determinato comportamento elettorale allo scopo di evitare conseguenze negative o, al contrario, di ottenere benefici. Secondo quanto evidenziato dal Libro bianco « Per la partecipazione dei cittadini, come ridurre l'astensionismo e agevolare il voto » presentato il 14 aprile 2022, il numero degli elettori temporaneamente dimoranti fuori dalla provincia di residenza per motivi di lavoro o di studio è stimato in circa 4,9 milioni (10 per cento degli aventi diritto), di cui circa 1,9 milioni (4 per cento degli aventi diritto) impiegano un tempo superiore a 4 ore – se si considera anche il viaggio di ritorno – per rientrare nel comune di residenza attraverso la rete stradale. Dei cittadini che si trovano fuori sede (4,9 milioni), circa il 38 per cento (1.860.000 italiani maggiorenni, poco più del 4 per cento del corpo elettorale nel 2018) impiega 2 o più ore per rientrare nel comune di residenza attraverso la rete stradale (almeno 4 ore considerando anche il tempo del viaggio di ritorno). Di questi, 728.000 (circa il 15 per cento) devono affrontare uno spostamento complessivo (di andata e ritorno) tra 4 e 8 ore, 452.000 (9,2 per cento) tra 8 e 12 ore e 681.000 (circa il 14 per cento) superiore alle 12 ore di viaggio. Considerato l'impegno del tempo necessario e i costi correlati, questi cittadini sono dunque potenzialmente ascrivibili all'universo degli astensionisti involontari. Le province del Mezzogiorno, dove risiede circa il 35 per cento degli elettori, sono in assoluto quelle che esprimono la quota più consistente (oltre la metà) dei potenziali spostamenti « lunghi » dei propri cittadini (superiori alle 4 ore di viaggio andata e ritorno) tra dimora e residenza. L'incidenza sul corpo elettorale di chi deve rientrare « da fuori » è pari in media al 6 per cento nelle Isole e al 5,8 per cento nelle Sud (con punte superiori all'8 per cento nelle province di Matera, Taranto e Sassari). Sulla base delle suesposte premesse, con il presente disegno di legge, dunque, si vuole introdurre nell'ordinamento un valido strumento per facilitare l'esercizio del voto, per agevolare la partecipazione elettorale e per ridurre l'area dell'astensionismo – soprattutto dell'astensionismo involontario–rimuovendo i possibili impedimenti che ne ostacolano l'esercizio. L'articolo 1 reca la disciplina generale sull'esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza. L'articolo 2 introduce la tessera elettorale digitale. Gli articoli 3, 4, 5, 6 regolano – rispettivamente – le modalità di esercizio del voto per l'elezione della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia e per le consultazioni referendarie. L'articolo 7 tratta del regolamento di attuazione delle disposizioni del presente disegno di legge. L'articolo 8 norma le campagne di informazione e comunicazione istituzionali al fine di fornire strumenti e informazioni utili a garantire la consapevolezza dell'elettore. L'articolo 9 reca la copertura finanziaria.. Art. 1. (Disposizioni generali sull'esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza) 1. In occasione dello svolgimento delle elezioni della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica e dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia ovvero in occasione dello svolgimento di consultazioni referendarie, coloro che, per motivi di studio, di lavoro o di cura, hanno temporaneamente domicilio in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti possono esercitare il diritto di voto nel comune in cui sono domiciliati. 2. Gli elettori che, ai sensi del comma 1, intendono avvalersi della possibilità di esercitare il diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza devono presentare domanda per via telematica con le modalità di cui all'articolo 48- bis del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, introdotto dall'articolo 3 della presente legge. 3. A seguito della presentazione della domanda di cui al comma 2, il sistema telematico ne rilascia ricevuta all'elettore. Per le finalità di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6, il comune competente trasmette altresì all'elettore la comunicazione di accettazione della domanda, con l'indicazione della sezione elettorale di pertinenza, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui all'articolo 7. Art. 2. (Introduzione della tessera elettorale digitale) 1.