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In questo modo – pur dovendo comunque ricorrere a un'assemblea (in ossequio all'inderogabile principio stabilito dall'articolo 68 della citata direttiva UE 2017/1132) – vi sarebbero maggiori possibilità di ricorrere in tempi relativamente rapidi a questa forma di aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione. Il comma 4, infine, introduce alcune modificazioni all'articolo 2441 del codice civile, sempre nel senso di semplificare e velocizzare le operazioni di raccolta di capitali di rischio mediante aumenti di capitale, pur sempre nel rispetto dei vincoli delle norme europee e delle necessarie tutele dei diritti dei soci. Tali modificazioni consistono in particolare: (a) nella riduzione, seppur di un solo giorno, del termine minimo per l'esercizio del diritto di opzione, coincidente con quello previsto dall'articolo 72 della direttiva UE 2017/1132; (b) nell'eliminazione, per le società con azioni quotate in un mercato regolamentato, dell'obbligo di offrire sul mercato i diritti di opzione non esercitati, dopo il decorso del relativo termine, consentendo alle società di imporre l'esercizio del diritto di prelazione sull'inoptato direttamente in sede di esercizio del diritto di opzione (c.d. oversubscription ); ciò al fine di velocizzare ulteriormente l'esecuzione di un'operazione di aumento di capitale con offerta in opzione agli azionisti; (c) nell'estensione della particolare ipotesi di aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione prevista dall'ultima frase del quarto comma dell'articolo 2441 del codice civile anche alle società con azioni negoziate in un sistema multilaterale di negoziazione, tenuto conto che anche per queste esiste la possibilità di fare riferimento a un prezzo di mercato; tale estensione rende peraltro necessario prevedere espressamente l'obbligo di motivazione in apposita relazione a cura degli amministratori, obbligo altrimenti mancante nel regime dell'informazione societaria applicabile alle società con azioni negoziate in un sistema multilaterale di negoziazione e non in un mercato regolamentato. La modificazione del quarto comma offre l'opportunità di precisare che, in mancanza di indicazione del valore nominale delle azioni, il limite del dieci per cento si applica al numero di azioni emesse, con riferimento del numero delle azioni preesistenti. Articolo 45. ( Proroga dei termini per assicurare la continuità del servizio svolto da Alitalia – Società Aerea Italiana S.p. A. e Alitalia Cityliner S.p. A. in amministrazione straordinaria ) La disposizione consente il completamento delle operazioni di definizione del nuovo assetto della Società Alitalia S.p. A. che, a causa dell'emergenza sanitaria, ha subito inevitabili rallentamenti in virtù della sospensione delle attività aziendali durante la fase di lock-down . Per tale ragione, si dispone una mera proroga del termine di restituzione del finanziamento di 400 milioni di euro, previsto dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 2 dicembre 2019, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 gennaio 2020, n. 2, spostando la scadenza – originariamente fissata a sei mesi dalla data di erogazione del finanziamento – alla fine dell'anno corrente (31 dicembre 2020). Articolo 46. (Semplificazioni in materia di Zone Economiche Speciali) La norma ha la finalità di semplificare il quadro normativo applicabile alle zone economiche speciali (ZES), garantire il necessario impulso all'implementazione dei relativi piani strategici, chiarendo in particolare i poteri del Commissario straordinario del Governo previsti dalla legge vigente e finalizzando la sua azione alla risoluzione delle problematiche organizzative e burocratiche emerse nella prima fase di attuazione di detti piani. La norma prevede altresì la possibilità per ogni ZES di istituire una zona franca doganale interclusa. Articolo 47. ( Accelerazione nell'utilizzazione dei fondi nazionali ed europei per gli investimenti nella coesione e nelle riforme ) L'articolo intende integrare la previsione dell'articolo 9 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, che prevede una corsia preferenziale per gli interventi finanziati da fondi strutturali europei. Inoltre, la corsia preferenziale prevista dalla normativa vigente è estesa anche al Fondo per lo sviluppo e la coesione e, in generale, agli investimenti comunque finanziati dalle risorse del bilancio europeo. Poiché la norma citata non prevedeva meccanismi sanzionatori, al fine di rafforzarne l'efficacia, si introduce un obbligo di inserimento - nei sistemi di valutazione delle performance individuali dei dirigenti pubblici interessati - di obiettivi connessi all'accelerazione dell'utilizzazione dei suddetti fondi. Articolo 48. (Disposizioni urgenti in materia di funzionalità delle Autorità di sistema portuale e di digitalizzazione della logistica portuale nonché di rilancio del settore della crocieristica, del cabotaggio marittimo e della nautica) La disposizione contiene misure finalizzate ad accrescere la funzionalità delle Autorità di sistema portuale e ad accelerare la realizzazione degli interventi infrastrutturali. In particolare, il comma 1 contiene alcune modifiche all'articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84. Le lettere a) e c) recano mere correzioni formali, finalizzate a precisare che trattasi di conferenza di servizi simultanea ai sensi dell'articolo 14- ter della legge 7 agosto 1990, n. 241. La lettera b) reca una modifica al comma 1- sexies , precisando, in coerenza con le attività pianificatorie attribuite dal decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 232, all'Autorità di sistema portuale che, in sede di approvazione dei piani regolatori portuali (PRP), siano indicati i beni sottoposti al vincolo preordinato all'esproprio nel rispetto del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. Al contempo, si prevede che, se la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità non è prevista dal PRP, il vincolo preordinato all'esproprio, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, può essere disposto dall'Autorità di sistema portuale, mediante una conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 14- ter della legge 7 agosto 1990, n. 241. La lettera d) prevede l'integrale sostituzione dell'attuale comma 5 dell'articolo 5 della legge n. 84 del 1994, prevedendo che gli adeguamenti tecnico-funzionali dei piani regolatori portuali vengano adottati dal comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale, previa acquisizione della dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti da parte del comune o dei comuni interessati, con riferimento esclusivo alle previsioni delle aree destinate a funzioni di interazione porto-città. Inoltre viene precisato che, decorso il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione della proposta di adeguamento, il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici si reputa positivamente reso.