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La Commissione valuterà la possibilità di proporre ai colegislatori modifiche del regolamento finanziario nel quadro della prossima revisione per tenere conto dell'incidenza delle sovvenzioni estere. Tuttavia, nella misura in cui i finanziamenti europei sono distribuiti mediante appalti pubblici in regime di gestione concorrente, eventuali distorsioni in tale ambito sarebbero affrontate mediante le disposizioni della proposta in esame. La presente proposta  che si compone di 48 articoli, suddivisi in 7 capi  definisce, pertanto, gli elementi di un nuovo strumento per colmare la lacuna normativa e garantire condizioni di parità nel mercato interno. In particolare, il capo 2 della proposta disciplina l'esame delle sovvenzioni, avviato d'ufficio, stabilendo che la Commissione può, di propria iniziativa, esaminare informazioni provenienti da qualsiasi fonte in merito a presunte sovvenzioni estere distorsive (articolo 7). In tale contesto, la Commissione può adottare misure provvisorie (articolo 10) e presentare richieste di informazioni (articolo 11), condurre ispezioni in loco (articoli 12 e 13) e, in caso di mancanza di collaborazione da parte dell'impresa interessata, può infliggere ammende e penalità di mora (articolo 15) per violazioni procedurali, tra cui la presentazione di informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti nel quadro di un'indagine e per il mancato rispetto di decisioni della Commissione che impongono misure di riparazione, misure provvisorie o impegni. Il capo 3 contiene norme specifiche relative alle concentrazioni, mentre il capo 4 contiene disposizioni specifiche sulle procedure relative agli appalti pubblici. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva che la base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 207, paragrafo 1, del TFUE, il quale definisce l'ambito di applicazione della politica commerciale comune dell'Unione ricomprendendovi le misure da adottare nei casi di sovvenzioni, investimenti esteri diretti e scambi di merci e servizi. La proposta si basa anche sull'articolo 114 del TFUE, il quale prevede l'adozione di misure relative al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri che hanno per oggetto l'instaurazione ed il funzionamento del mercato interno. La proposta risulta conforme al principio di sussidiarietà dal momento che l'obiettivo di assicurare una leale concorrenza tra le imprese anche in presenza di sovvenzioni estere non può essere conseguito in maniera sufficiente mediante iniziative normative nazionali, eventuali e non coordinate, adottate dagli Stati membri singolarmente, che rischierebbero di creare aggiuntive condizioni di perturbazione del mercato interno, derivanti dalle disparità normative tra gli Stati membri. La proposta in esame risulta altresì conforme al principio di proporzionalità in quanto mira unicamente a individuare le sovvenzioni estere distorsive e a porre rimedio alle distorsioni da esse causate. Secondo la Commissione europea, le misure contenute nella proposta sono proporzionate, in quanto raggiungono l'obiettivo perseguito in modo mirato, imponendo un onere unicamente alle imprese che esercitano un'attività economica nel mercato interno e che ricevono sovvenzioni estere. La proposta richiede la collaborazione delle società oggetto dell'indagine, ma i costi amministrativi saranno ragionevoli e proporzionati. I costi saranno legati alle risorse necessarie per preparare le notifiche riguardanti le procedure di appalto pubblico o le concentrazioni sovvenzionate di maggiore entità, nonché alla comunicazione con la Commissione e all'esigenza di rispondere alle richieste di informazioni. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, la quale fornisce una valutazione complessivamente positiva, ritenendo la proposta conforme all'interesse nazionale, nella misura in cui tende ad arginare l'effetto distorsivo della concorrenza di talune sovvenzioni estere, senza precludere la possibilità di ammettere sovvenzioni estere che producono benefici nel mercato unico europeo. Il Governo, al momento, non ritiene necessario apportare modifiche alla proposta, riservandosi, tuttavia, la possibilità di intervenire in un momento successivo tenendo conto dell'andamento dei negoziati. Infine, il Relatore osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di otto Parlamenti nazionali degli Stati membri. Allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI RELATIVI AL DISEGNO DI LEGGE N. 878 La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al provvedimento in titolo, che reca norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta e da produzioni a chilometro zero o utile; considerati in particolare gli emendamenti riferiti all'articolo 2; ribadita l'opportunità di uniformare le definizioni di cui all'articolo 2 a quelle di cui al regolamento (UE) n. 1305/2013 e agli Orientamenti dell'Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020 (prorogati fino al 31 dicembre 2022), che definiscono i "mercati locali" come quei mercati situati a un raggio di 75 chilometri dall'azienda agricola d'origine del prodotto ovvero il cui rispettivo programma di sviluppo rurale stabilisce una "definizione alternativa convincente", e i prodotti da "filiera corta" come quei prodotti agricoli e alimentari provenienti da una filiera di approvvigionamento formata da un numero limitato di operatori economici che si impegnano a promuovere la cooperazione, lo sviluppo economico locale e stretti rapporti socio-territoriali tra produttori, trasformatori e consumatori, incentivabili solo se la filiera corta non comporta più di un intermediario tra agricoltore e consumatore, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUI DISEGNI DI LEGGE CONGIUNTI NN. 1921 E 2087 La Commissione, esaminati i provvedimenti in titolo, finalizzati a disciplinare la professione di guida turistica, rafforzando le politiche di formazione della professione e attivando le necessarie misure di tutela verso le guide turistiche italiane; ricordato che: - la Commissione europea, il 6 settembre 2012, aveva avviato la procedura EU-Pilot 4277/12/MARK, contestando la compatibilità della legislazione nazionale relativa alle guide turistiche, con la normativa dell'Unione europea, nella misura in cui si prevedeva la validità dell'abilitazione all'esercizio della professione di guida turistica solo nella regione o provincia di rilascio, in violazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno;