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Sono inoltre previste disposizioni riguardanti la determinazione del beneficio economico nei casi di variazione della condizione occupazionale dovuta all'avvio di un'attività di lavoro dipendente o di lavoro autonomo da parte di uno o più componenti del nucleo familiare. L'articolo 4 ( Patto per il lavoro e Patto per l'inclusione sociale ) prevede un sistema di « condizionalità » al fine del riconoscimento del diritto al Rdc. Tali condizioni riguardano l'immediata disponibilità al lavoro, l'adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale che può riguardare attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all'inclusione sociale e all'inserimento nel mercato del lavoro. Al rispetto delle suddette condizioni sono tenuti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e non frequentanti un regolare corso di studi o di formazione, mentre sono esclusi dai medesimi obblighi i beneficiari della pensione di cittadinanza ovvero i beneficiari del Rdc pensionati o di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità. Altre disposizioni riguardano le procedure tramite le quali, una volta riconosciuto il beneficio, vengono stipulati il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale. Il primo verrà stipulato qualora i bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti sono connessi prevalentemente alla situazione lavorativa e il secondo verrà stipulato nel caso in cui, a seguito di una valutazione preliminare, i bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti sono complessi e multidimensionali. Il Patto per il lavoro e il Patto per l'inclusione sociale costituiscono livelli essenziali delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. L'articolo 5 ( Richiesta, riconoscimento ed erogazione del beneficio ) dispone che il Rdc può essere richiesto presso il gestore del servizio integrato di gestione delle carte acquisti, mediante modalità telematiche o presso i centri di assistenza fiscale. Il modulo di domanda sarà predisposto dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge. Il Rdc viene riconosciuto dall'INPS che potrà acquisire dall'Anagrafe tributaria, dal Pubblico registro automobilistico e da altre amministrazioni pubbliche le informazioni rilevanti ai fini del suddetto riconoscimento. Il beneficio economico è erogato tramite la Carta Rdc che permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100 per singolo individuo. Al fine di contrastare fenomeni di ludopatia, è in ogni caso fatto divieto di utilizzate il beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Ai beneficiari della Carta Rdc, inoltre, sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate. L'articolo 6 ( Piattaforme digitali per l'attivazione e la gestione dei Patti ) prevede l'istituzione di due apposite piattaforme digitali dedicate al Rdc al fine di attivare e gestire i Patti per il lavoro e i Patti per l'inclusione sociale. Trattasi di una piattaforma digitale che si inserisce nel Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (SIUPL) per il coordinamento dei centri per l'impiego e di un'altra piattaforma che si inserisce nel Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS) per il coordinamento dei comuni. Le suddette piattaforme rappresentano strumenti di condivisione delle informazioni sia tra le amministrazioni centrali e i servizi territoriali sia, nell'ambito dei servizi territoriali, tra i centri per l'impiego e i servizi sociali. Altre disposizioni riguardano le modalità operative delle citate piattaforme che costituiranno il portale delle comunicazioni dai centri per l'impiego, dai soggetti accreditati e dai comuni all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e all'INPS. L'articolo 7 ( Sanzioni ), nel prevedere l'apparato sanzionatorio, dispone la reclusione da due a sei anni nei casi in cui vengano rese o utilizzate dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omesse informazioni dovute. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In presenza di condanna in via definitiva per i reati sopra citati, consegue l'immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva e il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito. La revoca del beneficio è disposta dall'INPS e il medesimo non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna. Si prevede, altresì, la decadenza dal beneficio quando vengono meno alcune condizioni riguardanti gli adempimenti utili per accedere al Rdc: mancata dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro; non sottoscrizione del Patto per il lavoro ovvero del Patto per l'inclusione sociale; mancata partecipazione alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o di altra iniziativa di politica attiva; non adesione ai progetti; rifiuto di una delle tre offerte di lavoro congrue; mancata comunicazione della condizione occupazionale; mancata presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini ISEE aggiornata, in caso di variazione del nucleo familiare; svolgimento di attività di lavoro dipendente o autonomo in assenza delle comunicazioni obbligatorie. È altresì prevista la decadenza dal beneficio nei casi in cui il nucleo familiare abbia percepito il beneficio economico in misura maggiore a quanto gli sarebbe spettato per effetto di dichiarazione mendace in sede di DSU, ovvero di altra dichiarazione resa nell'ambito della procedura di richiesta del beneficio. È previsto che l'irrogazione delle sanzioni e il recupero dell'indebito avvenga da parte dell'INPS che, con riguardo agli indebiti, riverserà le somme all'entrata del bilancio dello Stato e, in particolare, al Fondo per il reddito di cittadinanza di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Nel caso di decadenza dal beneficio, esso potrà essere richiesto solo trascorsi diciotto mesi dalla data del provvedimento. Inoltre, i centri per l'impiego e i comuni comunicano, tramite le piattaforme digitali di cui all'articolo 6, le informazioni relative ai fatti suscettibili di sanzioni. Ai successivi commi sono previsti i compiti che dovranno svolgere i centri per l'impiego, l'INPS, l'Agenzia delle entrate, i comuni e l'Ispettorato nazionale del lavoro (INL) nei casi di mancate comunicazioni, dichiarazioni mendaci e relativamente alle verifiche e ai controlli anagrafici. L'articolo 8 ( Incentivi per l'impresa e per il lavoratore ) prevede incentivi per le imprese che assumono il beneficiario di Rdc a tempo pieno e indeterminato. Questa parte del programma del Rdc identifica un approccio molto orientato verso le politiche attive e il reinserimento lavorativo nel mercato del lavoro dei beneficiati.