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i cittadini siciliani e tutto l'indotto economico risentono fortemente del disagio legato all'interruzione del viadotto "Himera" e lamentano la temporanea soluzione alla problematica: strade secondarie e franose, strade di campagna con ghiaia e pericolose. I ritardi, oltre le tante difficoltà che perdurano ormai da 5 anni, hanno raggiunto livelli non più accettabili: si impiega un'ora e quaranta minuti per percorrere appena 8 chilometri; a questo si aggiunge una perenne situazione di disagio causata non solo dalle tante strade non asfaltate o trazzere che rallentano il percorso o dalle interruzioni dei tratti autostradali che impongono la "condivisione" di intere carreggiate per ambo i sensi di marcia, ma anche dalla rete ferroviaria, che se da un lato garantisce il collegamento tra Palermo e Catania, dall'altro lo fa obbligando i passeggeri ad un viaggio che a volte dura 12 ore, tra ritardi, cambi e coincidenze interminabili; considerato infine che: i cittadini siciliani chiedono che quest'opera di costruzione, della lunghezza residua di appena 270 metri, non finisca per essere attratta anch'essa nell'orbita delle eterne incompiute, ed esigono pertanto una celere soluzione; i cittadini siciliani si domandano inoltre perché per il ponte Morandi sia stato nominato un commissario che ha avuto la facoltà di velocizzare il processo di ricostruzione e snellire l' iter burocratico connesso alla realizzazione dei lavori, mentre per il ponte "Himera" permangono lentezze e si accumulano ritardi. I cittadini siciliani non si spiegano il perché dell'ennesima grande ingiustizia che li vede penalizzati rispetto ai cittadini di altre zone d'Italia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se, considerati i notevoli ritardi nell'esecuzione dei lavori relativi alla ricostruzione del ponte "Himera", sia stata rilevata una cattiva gestione della problematica e, nel caso, se ritenga di intervenire in maniera tempestiva adottando le opportune misure per porre rimedio alle conseguenze prodotte da tale gestione; quali iniziative intenda assumere affinché le ricadute di un tale stato di cose non si protraggano ulteriormente nel tempo, continuando a produrre effetti dirompenti sulla qualità della vita dei cittadini siciliani. Atto n. 4-03441 SIRI MARIN Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in una località in provincia di Agrigento, il 2 maggio 2020 un uomo è stato fermato dalle forze dell'ordine dopo aver girato per la città nella sua automobile incitando le persone con un megafono a non rispettare le disposizioni normative previste per il contenimento del contagio da COVID-19 e affermando l'assenza della pandemia. Tale comportamento potrebbe essere definito da alcuni come provocatorio, da altri come irresponsabile, tuttavia, in nessun caso l'episodio potrebbe essere definito come pericoloso, né tantomeno rischioso; la Sicilia risulta essere tra le regioni meno colpite dal contagio in proporzione al numero degli abitanti e le statistiche riguardanti in particolare la provincia di Agrigento registrano i dati più confortanti dell'intera regione con zero ricoverati e un solo decesso dall'inizio dell'epidemia; eppure l'uomo, dopo essere stato ammanettato, è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, disposto dal sindaco su richiesta delle autorità sanitarie. Sebbene il Sindaco abbia parlato di "segnali pregressi di instabilità mentale" , dal video che circola sul web dei momenti che precedono il fermo, l'uomo sembra molto calmo, presente a sé stesso e lucido nel manifestare il suo pensiero e le ragioni di un gesto tanto plateale quanto pacifico. Eppure il TSO è ammissibile esclusivamente in caso di urgenza clinica e motivata necessità, legittimato dalla seria necessità di tutelare la salute e la sicurezza individuale e pubblica; l'articolo 21 della Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Pertanto, se può essere giustificabile un intervento delle forze dell'ordine per le modalità con le quali l'uomo si stava esprimendo, appare assolutamente incomprensibile e lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti che l'uomo sia stato sottoposto a TSO e, secondo i filmati, sedato appena uscito dall'automobile; la legge 23 dicembre 1978, n. 833, articolo 33 comma 2, dispone che negli accertamenti e nei trattamenti sanitari obbligatori siano rispettati la dignità della persona e i diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione. Il medesimo articolo, al comma 3, prevede che gli accertamenti e i trattamenti siano disposti con provvedimento del Sindaco su proposta di un medico e al comma 5 prevede che gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori debbano essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi ve ne è obbligato; l'uomo è stato ricoverato per giorni all'ospedale di Canicattì, nonostante la denuncia del suo avvocato per illegittimità del provvedimento e per difetti di motivazione degli atti. Dalla registrazione della telefonata con la sua famiglia si evince chiaramente che il paziente è sotto l'effetto di sedativi e palesa evidenti difficoltà di espressione; interpellato dagli organi di stampa, il Sindaco della città che ha disposto il TSO, ha giustificato la sua scelta adducendo la seguente motivazione: "In passato l'uomo si era reso protagonista di azioni che hanno messo in allarme la comunità e si era scagliato contro un carabiniere che lo aveva fermato in un posto di controllo e lui aveva bruciato la carta di identità". Nei fatti, dunque, si deduce che non vi è stato accertamento delle condizioni di salute mentale dell'uomo nell'episodio in questione, non vi è stato parimenti adeguato accertamento della sua reale o presunta pericolosità al momento dell'evento, ma è stata assunta una decisione di tale portata solo sulla base di accadimenti passati riconducibili più a comportamenti volti alla disobbedienza civile e pacifica che non alla manifestazione di disturbi psichiatrici; quanto accaduto sta sollevando molte proteste da parte di persone indignate e addirittura spaventate dalla palese violazione dei diritti costituzionalmente garantiti e dalla scelta arbitraria di sottoporre un uomo a TSO, si chiede di sapere se siano previsti casi specifici in cui può essere derogata la garanzia del diritto alla manifestazione libera e pacifica del proprio pensiero, ex articolo 21 della Costituzione, e quale sia il limite entro cui una persona può esprimere la propria opinione senza rischiare di essere sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio. Atto n. 4-03442 BATTISTONI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: migliaia di aziende operanti nel settore dell'efficienza energetica, che già erano sofferenti a causa del blocco totale degli incentivi "certificati bianchi" (o Titoli di efficienza energetica - TEE) attuato dal Gestore dei servizi energetici - GSE SpA, oggi si trovano in assoluto stato emergenziale;