[pronunce]

Nel merito, le società ribadiscono la "consecuzione" temporale e concettuale esistente tra la disciplina oggetto della sentenza n. 420 del 1994 e la legge n. 249 del 1997, attestata dal fatto che la rete eccedente di R.T.I. continuerebbe ad operare grazie al rilascio della concessione avvenuta nel 1992 sulla base dell'art. 15, comma 4, della legge n. 223 del 1990, dichiarato incostituzionale con sentenza n. 420 del 1994. Le deducenti affermano, inoltre, in risposta alla sostenuta assenza di effetti favorevoli al pluralismo in caso di cessazione dell'attività delle reti eccedenti, che una sentenza di accoglimento consentirebbe all'emittente Centro Europa 7 di iniziare ad operare nel mercato e, più in generale, agli altri soggetti concessionari di ottenere le frequenze in concreto assegnate. Quanto alla dedotta influenza dell'innovazione tecnologica digitale sulla garanzia del pluralismo osserva che tale influenza non sarebbe attuale, tenuto conto che la tecnologia digitale sostituirà quella analogica soltanto "entro l'anno 2006", quando già saranno scadute le concessioni sessennali rilasciate nel luglio del 1999. La situazione, ad avviso delle deducenti, non è mutata né con la fissazione del termine ad opera della deliberazione dell'Agcom n. 346 del 2001 (termine ritenuto inattendibile e suscettibile di successive proroghe), né con l'emanazione della legge n. 66 del 2001. Gli artt. 1 e 2-bis di detta legge sarebbero, anzi, anch'essi incostituzionali perché: a) l'art. 1 impedirebbe alle amministrazioni competenti — in contrasto con gli artt. 3, 21, 41 e 97 della Costituzione — di esercitare le funzioni di governo dell'etere, là dove consente alle reti (anche prive di concessioni) di proseguire nell'esercizio delle loro trasmissioni sino all'attuazione del nuovo piano digitale; b) gli artt. 1 e 2-bis perpetuerebbero sino al 2007 — in contrasto con gli artt. 3, 21, 41, 97 e 136 della Costituzione — uno stato di fatto già dichiarato incostituzionale, consentendo, al contempo, che l'etere terrestre continui — in contrasto con gli artt. 3, 21, 41, 42 e 97 — ad essere utilizzato dalle emittenti criptate di un solo gruppo imprenditoriale. La difesa delle società insiste, pertanto, nelle conclusioni già rassegnate nell'atto di costituzione e nella richiesta di dichiarazione di incostituzionalità consequenziale delle norme da ultimo richiamate. 19.— La difesa di Prima TV s.p.a. ed Europa TV s.p.a. prospetta, innanzitutto, la violazione del principio di pari trattamento, per l'ingiustificato regime giuridico che caratterizza le trasmissioni criptate rispetto a quelle in chiaro. Le deducenti, dopo aver sottolineato il rapporto di stretta dipendenza esistente tra impianti e frequenze secondo quanto già riferito dalla difesa di R.T.I, chiedono che la Corte disponga la restituzione degli atti al giudice a quo a seguito della emanazione della più volte citata deliberazione della Agcom n. 346 del 2001. 20.— La società Centro Europa 7 s.r.l. — dopo aver sostenuto l'irrilevanza ai fini della decisione della sopravvenuta fissazione del termine da parte dell'Agcom secondo le linee difensive già tracciate dalla società Rete A — sottolinea che tuttavia l'emittente da essa gestita è l'unica ad avere ottenuto regolare concessione ma che non può operare per la mancata assegnazione delle frequenze da utilizzare; evidenzia la gravità dell'attuale assetto televisivo caratterizzato dalla presenza di tre reti nazionali di R.T.I. su un totale di sei effettivamente operanti, delle quali due "Tele+Bianco e Telemarket (Elefante) non farebbero informazione, la prima in quanto pay tv e la seconda perché emittente di sole televendite"; insiste, pertanto, per l'accoglimento della questione. 21.— A seguito dell'udienza pubblica del 6 novembre 2001 la Corte, con ordinanza istruttoria 3 dicembre 2001, ha disposto, "ai fini di una più completa valutazione di tutti gli aspetti della controversia e delle tesi contrapposte illustrate dalle parti", l'acquisizione di una serie di elementi di conoscenza circa l'assetto radiotelevisivo italiano, con particolare riguardo a quello in ambito nazionale, la sua evoluzione nel tempo, specie nel periodo transitorio, e i fattori che hanno concorso a determinarlo, compresi, tra gli altri, gli aspetti tecnici (tecnologie di trasmissione, impianti, frequenze, copertura del territorio, ecc.), economici (assetti proprietari, accordi tra emittenti, ecc.) e finanziari (entrate e costi, entità e distribuzione della raccolta pubblicitaria, ecc.). La Corte, con la predetta ordinanza, ha previsto i termini e le modalità dell'esecuzione dell'istruttoria, affidando al Giudice relatore, quale giudice per l'istruzione, l'acquisizione degli elementi sopra indicati e la determinazione dei termini per i singoli adempimenti. 22.— Il Giudice per l'istruzione ha disposto l'acquisizione degli elementi di conoscenza indicati, inoltrando formale richiesta al Ministero delle comunicazioni e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (in data 4 febbraio 2002), nonché all'Autorità della concorrenza e del mercato (in data 14 febbraio 2002). In relazione alle rispettive competenze tecniche è stato chiesto di indicare, con riferimento: A. alle emittenti televisive private nazionali e alla concessionaria del servizio pubblico: - gli impianti di radiodiffusione televisiva nazionale esercenti nei seguenti periodi: a) 1 ottobre 1984-agosto 1990 (in riferimento al decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807 - legge 6 agosto 1990, n. 223); b) agosto 1990-agosto 1993 (in riferimento al decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323); c) agosto 1993-agosto 1996 (in riferimento al decreto- legge 23 ottobre 1996, n. 545); d) agosto 1996-luglio 1997 (in riferimento alla legge 31 luglio 1997, n. 249); e) luglio 1997- luglio 1999 (in riferimento alla data di rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni per le emittenti private); f) luglio 1999 fino alla data di comunicazione della richiesta inoltrata (con aggiornamento alla data dell'adempimento istruttorio), con indicazione delle aree coperte e della localizzazione dei siti di emissione dei segnali televisivi; B. all'evoluzione del sistema televisivo dal 1994 ad oggi: - numero delle reti, livello di copertura del territorio e localizzazione degli impianti esercenti nel dicembre del 1994, con elencazione delle variazioni intervenute fino alla comunicazione della richiesta inoltrata (con aggiornamento alla data dell'adempimento istruttorio) e delle misure concretamente adottate "al fine di consentire e gradualmente ridimensionare le concentrazioni esistenti"; C. ai sistemi, alle tecniche e alle modalità di trasmissione: a) la quantità percentuale di servizi di televisione attualmente offerta con qualsiasi sistema (ad esempio: via etere terrestre; via cavo; via satellite), tecnica (ad esempio: analogica; digitale) o modalità (es. in chiaro;