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Questo paradiso in terra da domenica ha quattrodici angeli che chiedono di sapere cos'è successo e, se ci sono delle responsabilità, che qualcuno ne risponda, non com'è successo purtroppo in altre situazioni nel nostro Paese. Concludo ringraziando tutti quelli che sono intervenuti domenica sul Mottarone, Carabinieri e Vigili del fuoco, ma voglio citare due persone in particolare: il sindaco di Stresa, Marcella Severino, e il procuratore capo della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, due donne coraggiose e in prima linea. Mi hanno colpito le loro facce stravolte domenica sera, a testimonianza di una tragedia che ha colpito nel profondo e che speriamo non si ripeta mai più. (Applausi) . PIRRO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, prendere la parola oggi in quest'Aula e in questa circostanza è molto difficile. Commemoriamo quattordici vittime di una tragedia tremenda, una vicenda scioccante che ci ha lasciati allibiti e senza parole. Ma le parole vanno trovate, perché bisogna fare in modo che drammi di questo genere non avvengano. In questi giorni, abbiamo letto le storie di queste persone, dal più piccolo, Tom Biran, di due anni, al più anziano, il suo bisnonno, Itshak Cohen, di ottantadue. Chi festeggiava il compleanno, chi si incontrava per tornare nuovamente insieme, chi semplicemente per fare una gita; ci siamo riconosciuti nella normalità spensierata di una giornata sul lago. Proviamo oggi un infinito dolore per le vite stroncate e le famiglie distrutte e a loro va il mio più sentito abbraccio di vicinanza insieme a quello di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle. Insieme alle quattrodici vittime ricordiamo l'unico sopravvissuto, il piccolo Eitan Moshe di cinque anni, ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Regina Margherita di Torino. L'ha salvato il papà, che negli ultimi istanti prima dell'impatto lo ha stretto forte a sé. Oggi i sanitari hanno iniziato un lento e graduale risveglio e dovranno spiegargli che ha perso i genitori, il fratellino e i nonni. Dovremo spiegargli tutti noi che cos'è successo in quella giornata tragica. (Applausi) . Dovremo spiegargli perché la fune di acciaio si è rotta, perché i freni della cabina non hanno funzionato. Abbiamo fiducia nella magistratura. Gli inquirenti faranno certamente luce sulla vicenda e rintracceranno le responsabilità. Facciamo in modo che la verità emerga in fretta. Lo dobbiamo, innanzitutto, alle vittime; lo dobbiamo a Eitan; lo dobbiamo a tutti, perché non è pensabile salire su una funivia in un giorno di festa e non tornare mai più a casa. (Applausi) . Discussione dei disegni di legge: Doc 1144 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione Deputato IEZZI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 720 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione BARBONI ed altri. - Doc 959 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione CROATTI. - Approvazione del disegno di legge n. 1144 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1144, già approvato dalla Camera dei deputati, 720 e 959. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Grassi, se intende integrarla. GRASSI, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione scritta è più che esaustiva. Mi permetto di intervenire solo per sottolineare che il provvedimento è a tutti noi ben noto e quasi caro, visto che è tra gli oggetti di questa legislatura fin dall'inizio della nostra attività parlamentare. Arriva però un momento in cui tutti dobbiamo distaccarci da ciò che ci è caro: consentitemi allora di dire all'Assemblea che è arrivato il momento di lasciare andare questo provvedimento e di consentirgli di distaccarsi da noi. Vi invito dunque a votare il provvedimento, per consentire a un referendum , che risale ormai - mi pare - a quattordici anni orsono, di trovare attuazione e ribadisco un principio che ho avuto già modo di esporre la volta scorsa. Un referendum , per il sol fatto di aver accumulato anni dal suo svolgimento, non può diventare obsoleto, perché, se passasse questo principio, consentiremmo a coloro che hanno perso il referendum di vincerlo. (Applausi) . Ora è quindi il momento di dar voce e seguito alla volontà popolare. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata la questione sospensiva QS1. Ha chiesto di intervenire il senatore De Bertoldi per illustrarla. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo le dotte parole - che apprezzo - del collega Grassi, voglio richiamare al buonsenso quest'Assemblea. Credo davvero che nessuno di noi voglia fare speculazione politica su due paesi che complessivamente arrivano a malapena 2.500 persone, quindi lo 0,00004 per cento della popolazione nazionale. Credo che in questo caso ciascuno di noi debba immedesimarsi, però, in ognuna di quelle 2.500 persone che presidiano il territorio, le nostre colline, le nostre montagne e la nostra periferia; ciascuno di noi, quindi, al di là delle ideologie, delle convenienze politiche e delle logiche territoriali, deve pensare innanzitutto cosa vogliono effettivamente questi 2.500 cittadini delle Marche. Coerentemente con quanto dicevamo quando le Marche erano rette dal Partito Democratico, oggi che sono rette dal nostro presidente Acquaroli, Fratelli d'Italia mantiene la stessa linea e chiede di rispettare e di capire la vera volontà popolare. Allora, cari colleghi della Lega, di Forza Italia, di Italia Viva, di Per le Autonomie, del Partito Democratico e di LeU, credete che svolgeremmo davvero il nostro compito con coerenza e con rispetto della nostra morale e della nostra dignità di istituzioni, dando valore a un referendum di quattordici anni fa? Ribadisco che è di quattordici anni fa. Ovvero dovremmo aspettare tre mesi, perché fra tre mesi, cari colleghi, ci saranno le elezioni comunali in questi paesi e quindi saranno quei 2.500 cittadini di Sassofeltrio e di Montecopiolo a dire da che parte vogliono stare. Mi appello a ciascuno di voi, ai parlamentari delle Marche e di tutto il Paese: volete dar credito a un referendum vecchio di quattordici anni, laddove tutte le condizioni erano diverse, ovvero volete aspettare tre mesi, perché a settembre verranno rinnovati i Consigli comunali di questi due paesi? Questo chiede Fratelli d'Italia: