[pronunce]

, al difensore d'ufficio, sarebbe in contrasto con l'art. 3 della Costituzione, che impone al legislatore il trattamento uguale di situazioni tra loro omogenee, con l'art. 36 della Costituzione, che sancisce il diritto di ciascun lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, e con l'art. 24, secondo comma, della Costituzione, che tutela l'effettività del diritto di difesa; che nel giudizio ha spiegato intervento il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione venga dichiarata inammissibile, per essere stata la stessa prospettata in maniera dubitativa e nel contesto di una pluralità di interpretazioni, senza che il rimettente chiarisca quale sia l'opzione interpretativa dal medesimo ritenuta percorribile e se ritenga il diritto patrimoniale del sostituto azionabile verso il difensore di fiducia ovvero verso l'imputato. Considerato che il Tribunale di Lecce dubita della legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 1, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), nella parte in cui non prevede anche per il sostituto nominato ex art. 97, quarto comma, del codice di procedura penale, (sia in sostituzione di un difensore di fiducia che di uno d'ufficio), l'applicazione della disciplina del patrocinio a spese dello Stato, per violazione dell'art. 3 della Costituzione, che impone al legislatore il trattamento uguale di situazioni tra loro omogenee; dell'art. 24, secondo comma, della Costituzione, che tutela l'effettività del diritto di difesa; dell'art. 36 della Costituzione, che sancisce il diritto di ciascun lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto; che la questione è manifestamente infondata, per erroneità del presupposto interpretativo, in quanto, ai sensi dell'art. 97, quarto comma, cod. proc. pen. , al difensore designato in sostituzione si applicano le disposizioni dell'art. 102 dello stesso codice, secondo cui il «sostituto esercita i diritti ed assume i doveri del difensore» (ordinanza n. 8 del 2005) e, quindi, anche al primo si applica la normativa relativa al patrocinio a spese dello Stato. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 116 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 36 della Costituzione, dal Tribunale di Lecce, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 aprile 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 28 aprile 2006. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA