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il diritto alla tutela del bene pubblico e della salute dei cittadini. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 23 giugno 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 23 giugno, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,19) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1845 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata, ai sensi dell'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Integrazione all'intervento del senatore Comincini nella discussione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge n. 1845 Oggi ci apprestiamo a votare un provvedimento del quale tutti noi avremmo sentitamente fatto a meno. Purtroppo però la situazione che stiamo ormai vivendo da mesi, causata dall'epidemia da coronavirus, ci obbliga anche a questa discussione. E siccome è una discussione che ha ad oggetto il funzionamento delle nostre istituzioni, della nostra Carta costituzionale e dunque della nostra democrazia, io credo che serva chiarezza e senso di responsabilità. Posticipare il rinnovo dei consigli comunali, regionali; non poter fissare nei termini il referendum costituzionale, sono stati l'ennesima prova di quanto il coronavirus sia stato capace di permeare la nostra società, modificando e stravolgendo la nostra ordinarietà. L'ho ripetuto più volte anche in quest'Aula, in precedenti occasioni: superata la fase più critica, dovremmo essere capaci di cogliere le opportunità di miglioramento che, grazie anche - purtroppo - alle situazioni in cui ci ha obbligati la pandemia, sono apparsi più chiari e urgenti davanti ai nostri occhi. Mi permetto di fare un inciso, lo dico da senatore che ha avuto il privilegio di fare l'amministratore e il sindaco della propria città: aprire un dibattito ed una discussione seria, anche insieme alle opposizioni, per rivedere la scelta di svolgere le procedure elettorali nelle scuole, mi avrebbe sicuramente appassionato di più che disquisire o dibattere animatamente su una data o su un possibile election day che tenga dentro il referendum costituzionale, le elezioni regionali ed amministrative. Proprio per questa ragione avevo presentato un ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare tutte le misure necessarie a consentire che le consultazioni elettorali di cui al decreto in questione, vengano celebrate organizzando le sezioni elettorali all'interno di spazi e luoghi pubblici appositamente adibiti. E questo al fine di evitare lo svolgimento delle procedure elettorali all'interno degli edifici scolastici e delle aule che sono dedicate allo svolgimento delle attività didattiche. Preso atto della difficoltà, del rischio, della mancanza di opportunità di tenere le elezioni nei mesi di luglio, agosto e nelle prime settimane di settembre (per evidenti ragioni che non serve ribadire ulteriormente in questa sede), io credo che sia nostro dovere evitare di ostacolare e interrompere, ulteriormente, la corretta ripresa delle attività scolastiche. I nostri ragazzi, i nostri figli, hanno già dovuto affrontare enormi cambiamenti nel loro percorso didattico ordinario. Approfitto, anzi, per mandare un grande in bocca al lupo a quegli studenti che in questi giorni sono impegnati con un atipico esame di Stato: per usare le parole della collega Liliana Segre, come tanti Robinson Crusoe, i nostri studenti, insieme ai loro insegnanti, hanno dovuto superare tante difficoltà. Ecco, se fornissimo agli enti locali tutti i mezzi e le necessarie attrezzature per predisporre i seggi in luoghi diversi dalle aule - penso ad esempio agli uffici postali, alle biblioteche, alle palestre, alle caserme e gli altri uffici pubblici - ...ecco forse in questo modo eviteremmo ai nostri studenti la fatica di dove superare ulteriori ostacoli. Spero, su questo punto, che la collaborazione tra Parlamento e ministri competenti possa portare a qualche risultato. Ma come dicevo, qui discutiamo delle regole della nostra democrazia: ho sinceramente letto con attenzione le osservazioni avanzate da entrambe le questioni di pregiudizialità poste sia dai colleghi di Forza Italia che dai colleghi di Fratelli d'Italia. Devo però confessarvi che, proprio di fronte all'eccezionalità del momento che stiamo vivendo, le eccezioni di incostituzionalità sollevate appaiono deboli: prima di tutto per ragioni pratiche. In un periodo nel quale tentiamo a fatica di evitare ogni forma di assembramento, pensare di proporre due giornate diverse per tenere la consultazione elettorale per il rinnovo dei consigli regionali e comunali e la consultazione referendaria costituzionale, permettetemi, mi sembra veramente miope. Per non parlare dei osti che saremmo dovuti chiamare a sostenere nel caso in cui decidessimo di tenere in due momenti diversi le due tornate elettorali, in un momento nel quale lo Stato è già chiamato al massimo sforzo per fronteggiare la crisi derivante dalla pandemia. Oltretutto lo scrivono gli stessi colleghi di Fratelli d'Italia, firmatari della questione pregiudiziale. Cito testualmente "anche se il nostro ordinamento non prevede un espresso divieto di abbinamento referendum costituzionale - elezioni" - e già questo potrebbe bastare - "è importante notare - continuano che, in nessuno dei casi precedenti in cui nella storia repubblicana si sono svolti referendum costituzionali, si e ritenuto di procedere all'abbinamento con altre elezioni". E se quest'ultimo aspetto risulta assolutamente vero e incontrovertibile, qualche dubbio però sorge sull'osservazione rispetto alla quale un eventuale accorpamento provocherebbe una "inaccettabile compromissione della campagna elettorale con un - cito - "intollerabile inquinamento del dibattito elettorale e una conseguente difficoltà per il cittadino che dovrebbe scegliere tra argomenti diversi ed eterogenei". Con il dovuto rispetto che si deve alla materia costituzionale, mi sento di dire - anche ai colleghi di Forza Italia che hanno sollevato la stessa questione - che se tale aspetto fosse stato costituzionalmente rilevante, sarebbe allora dovuto valere anche in quei nei casi nei quali ad esse re accorpate fossero state le elezioni per il rinnovo dei consigli comunali e i referendum abrogativi: anche in quei casi, infatti, l'elettore era chiamato ad esprimere più di una preferenza su questioni diverse ed eterogenee. Eppure questo è avvenuto: il 21 e il 22 giugno 2009 con ben 3 quesiti referendari, su questioni rilevanti legate alla legge elettorale e, in concomitanza, il secondo turno di amministrative.