[resaula]

Ricordiamo infatti anche le recenti decisioni della CEDU, che hanno evidenziato la necessità di riconoscere carattere prioritario alla trattazione di ogni ipotesi di delitto che si caratterizzi quale manifestazione di violenza domestica e di genere. Per queste ragioni è apparso necessario intervenire, in particolare, su alcune norme del codice di procedura civile, al fine di impedire che vi siano spazi d'inerzia nell'avvio, nello svolgimento e nella conduzione delle indagini, sempre salvaguardando la donna dal pericolo di vittimizzazione secondaria (questo è previsto dalla clausola di salvaguardia di cui all'articolo 2). È quindi normale e capiamo oggi il senso di frustrazione di chi, sedendo nei banchi delle opposizioni, vede finalmente approvato da questa maggioranza un disegno di legge così importante e rivoluzionario ai fini della compiuta tutela delle donne e dei minori. La minoranza si dimentica che questo disegno di legge è già stato arricchito alla Camera. Pensiamo infatti ai nuovi reati, al reato contro il revenge porn , approvato addirittura all'unanimità alla Camera, ma anche al reato contro i matrimoni forzati e le spose bambine o al delitto di deformazione e di sfregio permanente del viso. Ebbene, gli emendamenti oggi proposti invece non potranno essere accolti, in quanto in parte non funzionali allo scopo primario di questo provvedimento, che è appunto quello della celerità (ma la celerità quando la violenza è ancora in corso), in parte invece perché superflui, ripetitivi, alcuni contenenti disposizioni già previste dal nostro ordinamento giuridico e giudiziario, altri contrari al parere della 5 a Commissione e taluni persino dilatori, perché chiaramente diretti a procrastinare ulteriormente nel tempo l'approvazione definitiva di questo provvedimento. Purtroppo le vittime di genere o comunque di violenza domestica non possono più aspettare un così grave allarme sociale. Infatti la cronaca nera quotidiana, per mezzo di delitti di straordinaria efferatezza, ci obbliga a imprimere una svolta decisiva nel contrasto dell'odioso delitto di femminicidio. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,04) ( Segue EVANGELISTA, relatrice ). I dati Istat sono chiari: il 75 per cento dei casi di femminicidio avviene all'interno delle mura domestiche e nei casi di violenza domestica le vittime sono per l'80 per cento donne; in un'indagine condotta tra donne di età compresa tra i sedici e i settanta anni, il 31 per cento ha dichiarato di subire violenze. Allora è vero, sarà anche un provvedimento perfettibile e che richiede veramente un cambio culturale, perché si tratta di un fenomeno innanzitutto culturale; tante cose ancora si possono fare, ma le si possono fare nel corso di questa legislatura, con altri disegni di legge, come ad esempio quello per il reato contro l'odio di genere, a cui stiamo già lavorando. Tutto è perfettibile e tutto può essere migliorato in linea con lo spirito della Convenzione di Istanbul. Tuttavia, già questo è un buon disegno di legge per prevenire, per punire, per proteggere. Vorrei quindi rivolgere un appello alle opposizioni: non perdete questa occasione, non astenetevi, non esprimete un voto contrario a un provvedimento che è urgente, per fermare o almeno introdurre subito misure giuste per fermare questa mattanza nei confronti delle donne e dei bambini, se veramente vi sta a cuore il problema della violenza domestica e di genere. Dai banchi delle opposizioni ho sentito dire che volevate di più. Va bene, facciamolo, continuiamo, ma iniziate a votare a favore del disegno di legge codice rosso. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza. CIRINNA', relatrice di minoranza . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, con il provvedimento denominato codice rosso si compie un grande passo in avanti in difesa delle donne. L'obiettivo è fermare l'azione criminosa di violenza domestica o di genere che è nella sua fase iniziale o è in corso o sta per consumarsi. Intervenire immediatamente con l'ascolto della persona offesa entro tre giorni dalla presentazione della denuncia significa interrompere, bloccare l'azione criminosa, prevenire le violenze e contrastare il femminicidio. Purtroppo, i gravissimi episodi di femminicidio avvenuti in questi ultimi anni, come l'ultimo in ordine di tempo, cioè l'uccisione, a Savona, di una donna con più colpi di pistola da parte dell'ex marito stalker, hanno fortemente colpito l'opinione pubblica e hanno mostrato quanto sia fondamentale questo nuovo intervento legislativo che punta a trasformare i reati di violenza contro le donne da reati di serie B a reati di serie A. Questo testo rappresenta uno dei capisaldi in tema di giustizia e sicurezza del contratto di Governo ed è stato fortemente sostenuto dai ministri Matteo Salvini, Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede, che ringrazio per la loro lungimiranza. Si dispone quindi l'obbligo di ascoltare entro tre giorni le donne che denunciano. Sono tre giorni e basta: la presunta vittima va sentita e la notizia di reato immediatamente comunicata. L'obiettivo è quindi quello di velocizzare l'instaurazione del procedimento penale e di conseguenza accelerare l'eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime e della loro integrità psicofisica. Lo Stato deve rispondere alla richiesta di aiuto con un procedimento immediato, deve restituire sicurezza e vicinanza alle cosiddette fasce deboli. Di qui la necessità di un testo semplice ed efficace, corposo negli obiettivi ma di facile applicazione nel suo rigore procedimentale. Gli interventi previsti lavorano a 360 gradi sul procedimento, sull'innalzamento delle pene per reati connessi, sull'introduzione di nuove fattispecie di reato. Con l'articolo 4 si introduce e disciplina il nuovo reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nell'ottica della tutela della donna maltrattata e degli eventuali figli. Con l'articolo 5 si prevedono corsi di formazione per tutte le Forze dell'ordine, in modo da avere più uniformità nella capacità di reazione alle denunce. Queste misure puntano ad avvicinare la giustizia alle donne maltrattate e a renderla più amica. Il testo contiene altre misure rilevanti: ad esempio l'articolo 7 impone uno stop al fenomeno delle spose bambine, dicendo basta ai matrimoni per coercizione. L'articolo 8 porta a 7 milioni di euro, a decorrere 2020, la dotazione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti, nonché agli orfani per crimini domestici. L'articolo 9 prevede l'aumento di pena e aggravanti per i delitti di maltrattamento contro familiari e conviventi e di atti persecutori. L'articolo 10 tratta il fenomeno del revenge porn .