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Vorrei che su questo aspetto potessimo ragionare e consentire che se qualcuno si introduce arbitrariamente in casa mia io lo possa almeno fermare fino a quando non arrivino i carabinieri. Colleghi, se voterete a favore dell'emendamento 3.0.200, questo potrà succedere e credo che andrebbe nell'interesse della sicurezza di ogni privato cittadino. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.200, presentato dal senatore Balboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'articolo 4 contiene una serie di inasprimenti di pena. Per l'esperienza che ho sia da pubblico ministero, che da giudice, so che quando al giudice la pena non appare proporzionata rispetto a una valutazione di sistema, alla fine si applicano sempre i minimi, con la conseguenza che - spesso - l'effetto deterrente che la pena dovrebbe avere non viene assolutamente percepito. Occorre considerare anche un altro aspetto. Chi commette un reato non fa una valutazione della pena cui potrà essere condannato. Chi commette un reato prevede e si raffigura l'impunità. Tutti gli operatori del diritto che sono stati auditi - avvocati e magistrati - ci hanno detto che, da sempre, l'aumento delle pene viene vissuto come un qualcosa che debba determinare chissà cosa e che, di volta in volta, la pena viene aumentata per dare l'impressione che una determinata fattispecie penale sia stata resa più grave. In realtà, spesso questo effetto non si produce. Pertanto, gli aumenti di pena non sono la soluzione al problema della legittima difesa. Bisognerebbe piuttosto assicurarsi che la macchina processuale arrivi a emettere sentenze in tempi più rapidi. Ho sentito le vittime parlare di tempi lunghissimi del processo e dell'esposizione alla stampa. Abbiamo sentito queste lamentele, che nulla hanno a che fare con la legittima difesa. Se per diminuire i tempi dei processi bisogna eliminare anche i reati, allora questa è una posizione di politica giudiziaria che forse merita un intervento del Ministro della giustizia molto più chiaro. Per questi motivi, con l'emendamento 4.1 proponiamo la soppressione dell'articolo 4, che prevede inasprimenti di pena, ma ciò non significa voler essere a favore di ladri, rapinatori o malviventi. Ripeto, infatti, che la norma ha solamente un valore propagandistico e un effetto di comunicazione mediatica, senza che si produca nulla di vero e di utile, così come ci è stato detto da tutti coloro - avvocati e magistrati - che abbiamo audito. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei richiamare per un attimo l'attenzione. sul primo comma dell'articolo 614: avevo presentato un emendamento, in Commissione, che è stato accolto, per cui attualmente il testo che vedete è quello risultante dalla modifica che è stata accolta. Resta il problema del secondo comma. Per chi non lo ricordasse, l'articolo 614, al quarto comma, prevede la pena da uno a cinque anni, e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose. Chi ha esperienza di aule giudiziarie sa che a volte, a seguito di dissapori tra i coniugi, in diversi casi di separazione, uno dei due coniugi cui è stata assegnata la casa cambia la serratura, l'altro tenta di entrare e la sua chiave non è più funzionante, quindi usa un giravite per poter entrare. A quel punto scatta la pena e l'ipotesi di cui al secondo comma. Vi sembra normale portare la pena da due a sei anni, costringendo così i giudici a partire da una pena minima di due anni, mentre prima si aveva la possibilità di tener conto della situazione? Io vi propongo, con l'emendamento 4.0.1, non solo di sopprimere questa lettera b) e di lasciare il testo nella versione attuale, ma di introdurre un nuovo reato, quello di cui all'articolo 624- bis , che prevede appunto una pena da due a sei anni, che si configura quando si fa una violazione di domicilio per commettere altri reati. Vi prego di riflettere, perché non sarebbe il primo caso di violazione di domicilio perpetrata all'interno di rapporti familiari e risolto dal giudice con pene che potevano essere contenute entro certi limiti. Credo che sia un errore alzare le pene oltre quel livello. Pregherei il relatore, così come è stato accorto nella valutazione del primo comma, di avere la stessa accortezza anche nel valutare il secondo comma. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, anche per quanto riguarda l'articolo 4, il parere è contrario su tutti gli emendamenti. Senatore Caliendo, lei ha ricordato bene che in Commissione abbiamo accolto un emendamento proprio a sua firma, ovviamente per ragioni di ordine tecnico e sono le stesse ragioni di ordine tecnico che mi spingono a dare un parere contrario sul resto. Confermo quindi il parere contrario su questo emendamento. SIRI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, io trovo che sarebbe profondamente sbagliato sopprimere l'articolo 4, perché questo articolo aumenta le pene per determinati reati, come la violazione in domicilio, e mi sembra giusto che chi si introduce in casa mia in maniera clandestina possa vedere aumentare la propria pena; lo stesso vale per il furto in abitazione o per la rapina. Credo sia giustissimo aumentare le pene e che sia altrettanto giusto - e mi auguro che così sarà - assicurare la certezza della pena, perché va bene aumentare le pene, ma poi chi viene condannato deve restare in galera fino all'ultimo giorno della condanna. Questo perché - mi collego anche all'articolo 2, che riguardava l'eccesso colposo - credo che tutto ciò difenda quello che dovrebbe essere lo spirito dell'intero impianto normativo, ovvero che la difesa è sempre legittima e non devo spiegare al presidente Grasso qual è la differenza in ciò che noi riteniamo, ovvero che la difesa sia un diritto naturale e non sia una scriminante e non devo spiegare che cosa comporta questo nei confronti e ai fini dell'onere della prova. (Applausi dal Gruppo FdI ). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.5, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori, fino alle parole « lettere a)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) .