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Sono professionalità altamente qualificate che, con le loro famiglie, vengono buttate in mezzo a una strada e per questo motivo il 12 marzo scorso hanno protestato a Bari. Cosa fanno il Ministro che non c'è, Dario Franceschini, e il direttore generale che non c'è, Massimo Osanna? Il diritto al lavoro, garantito dalla Costituzione, è diventato un'inutile bugia; una chimera per questi lavoratori che, mentre la realtà è il precariato attuato proprio dallo Stato, chiedono a gran voce di essere internalizzati. Gli utenti non sanno che chi fornisce loro le informazioni, registra le prenotazioni, si occupa della biglietteria e della didattica di un museo è non un dipendente statale, bensì un lavoratore iperqualificato e titolato, ma precario e sottopagato. Non sanno e forse non vogliono sapere. Pretendono un servizio di alto livello, al quale non corrisponde però uno stipendio adeguato e puntuale. Mentre si gongola per gli ingressi gratuiti dei siti, è bene si sappia che, a fronte di quei biglietti non pagati, 25 persone e 25 famiglie non avranno più un lavoro. Grazie, ministro Franceschini, a nome di tutti questi e di molti altri lavoratori che in tutt'Italia sono e saranno nelle stesse condizioni. (Applausi) . D'ANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ANGELO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare a tutti noi che marzo è il mese della consapevolezza dell'endometriosi, una patologia femminile che è stata caratterizzata negli anni dal silenzio e dalla disinformazione. La giornata mondiale quest'anno si celebra il 27 marzo. «Facciamo luce sull'endometriosi» è la call to action promossa dal Team Italy della Worldwide Endomarch, che ormai da diversi anni organizza a Roma una marcia che si tiene in altre 50 capitali del mondo per richiamare l'attenzione su una malattia ancora oggi poco conosciuta, ma largamente diffusa tra le donne in età fertile. Nell'impossibilità, dovuta all'emergenza sanitaria da Covid-19, di riunirsi in presenza, quest'anno la manifestazione si svolge in forma virtuale attraverso l'illuminazione di giallo dei monumenti più importanti di diverse città italiane per combattere la disinformazione attraverso un gesto simbolico che accende i riflettori su questa patologia. A nome mio e dei colleghi che hanno condiviso la richiesta che abbiamo rivolto alla Presidente Alberti Casellati, che ringraziamo per aver accolto l'iniziativa, Palazzo Madama sarà illuminato di giallo il 25 marzo prossimo, dal tramonto all'alba del giorno dopo. È un piccolo ma significativo gesto per contribuire a creare consapevolezza sull'endometriosi, per promuoverne la conoscenza e consentire alle donne che ne sono affette di accedere ai percorsi di cura più appropriati. Non essendo ancora stata scoperta una cura, infatti, l'unica arma per arginarne l'avanzare è la prevenzione e, prima ancora, la sensibilizzazione. Stiamo parlando di 3 milioni di donne in Italia con diagnosi accertata, una su dieci; nel 25 per cento dei casi l'endometriosi è asintomatica e viene individuata solitamente nel corso di esami eseguiti per le difficoltà riscontrate nella procreazione. È una malattia subdola, perché i sintomi sono spesso collegati ad affezioni di altra natura o di origine psicosomatica. Questo comporta un ormai noto ritardo diagnostico che oscilla fra i cinque e i nove anni; ritardo che può compromettere irrimediabilmente la qualità di vita della donna, causandone in alcuni casi anche l'infertilità. Esistono terapie per alleviare i sintomi della malattia. Dal 2017 l'endometriosi è stata inserita nell'elenco delle patologie croniche e invalidanti negli studi clinici più avanzati, riconoscendosi alle pazienti che ne sono affette il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Sempre nel dicembre 2019 è stato creato il Fondo nazionale per il sostegno dello studio, della ricerca e della valutazione dell'incidenza della endometriosi, con un emendamento alla legge di bilancio del sottosegretario Sileri, primo firmatario tra l'altro del disegno di legge recante disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi, attualmente all'esame in 12 a Commissione. Informazione, prevenzione e diagnosi precoce sono dunque le principali armi per combattere l'endometriosi, una patologia invisibile che purtroppo esiste. Lo Stato e il legislatore devono a queste donne tutela e sostegno, assicurando che il sistema sanitario garantisca la migliore formazione del personale medico e un'adeguata attività di ricerca scientifica. Con sensibilità e responsabilità accendiamo le luci gialle di Palazzo Madama e di tutte le città italiane e del mondo che a questa doverosa battaglia civile vorranno unirsi. (Applausi) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, mi sconforta come cittadina e mi dà un senso di frustrazione apprendere che nel carcere di Lecce un detenuto sarebbe stato ridotto in isolamento dopo che ne è accertato lo stato di positività al Covid. A quanto pare, non è un caso singolo, ma coinvolge una decina di detenuti. Queste persone sarebbero state lasciate prive di acqua e perciò costrette a dissetarsi servendosi delle acque dei rubinetti maleodoranti e ai limiti della potabilità. Ebbene, è intollerabile che ciò avvenga in un luogo, il carcere, che è uno spazio eminentemente statale. Auspico pertanto che la campagna vaccinale negli istituti penitenziari venga attuata al più presto e nel modo più omogeneo per tutta la popolazione carceraria. In tal modo, lo Stato potrà garantire, come da Carta costituzionale, il diritto alla salute per tutte le persone che lo frequentano. Un altro vivido auspicio voglio rivolgerlo alla ministra Cartabia, affinché faccia chiarezza sul caso di Lecce e appuri, qualora ci siano, le responsabilità di un trattamento così lesivo della dignità di un cittadino detenuto, che non perché è ristretto cessa di essere una persona, né tantomeno nel carcere lo Stato cessa di essere Stato, anche durante quest'epoca contrassegnata dall'emergenza continua e sempre nuova. (Applausi) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, gentili colleghe, cari colleghi, la pandemia ha evidenziato i problemi strutturali di un modello sociale, di derivazione nordeuropea, deliberatamente orientato a una società individualista. Con la scusa di perseguire autonomia e indipendenza delle persone e di superare un presunto modello patriarcale, si sta portando la società da un sistema comunitario fondato sulla famiglia e sulle relazioni tra comunità locali e corpi intermedi a un sistema individualista, in cui le persone vivono per lo più da sole, senza reti parentali e relazionali e non si costituiscono più nuove famiglie.