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In particolare, chiedeva al Ministro di attivarsi, in quanto in quell'area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale e non bonificata, il Comune di Caserta voleva realizzare un impianto di trattamento dei rifiuti fortemente impattante, che oggi è meglio conosciuto come biodigestore e per il quale il Comune ha cambiato location già 4 volte e ha presentato alla Regione Campania in data 13 settembre 2021 istanza per il rilascio del parere di verifica di assoggettabilità alla VIA e in data 7 gennaio 2022 ha trasmesso un nuovo studio preliminare ambientale datato gennaio 2022, provocando il riavvio della procedura, che al momento è ferma, in quanto la Regione è in attesa di ricevere risposta a ben 61 osservazioni apportate dalla stessa al progetto del Comune; considerato inoltre che: il Consiglio comunale di Caserta ha deliberato all'unanimità in data 2 dicembre 2011 "Che il Consiglio Comunale di Caserta confermi la volontà, già espressa dall'Amministrazione, di assoluta contrarietà alla entrata in funzione del sito di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi e stoccaggio di rifiuti pericolosi ubicato in Via Edison Loc. Lo Uttaro e inibisca definitivamente qualsivoglia attività concernente il ciclo dei rifiuti sull'area in parola e su quelle confinanti"; la Regione Campania, con prot. 2017 - 001375/UDCPGAB/UL del 17 gennaio 2017, rispondendo ad un'interrogazione del consigliere regionale Vincenzo Viglione, dichiarava che l'area ex macello, ricadendo in una zona non ancora indagata, necessitava di ulteriori indagini, e che pertanto il Comune di Caserta aveva l'obbligo di indagare l'eventuale contaminazione delle matrici ambientali; il Ministero dell'ambiente rispondeva in data 21 febbraio 2018 in 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) al Senato all'atto di sindacato ispettivo citato, dichiarando che in data 9 settembre 2016 fu lo stesso Comune di Caserta a cambiare la localizzazione dell'impianto di trattamento rifiuti che intendeva realizzare (biodigestore) spostandolo in località ASI zona Ponteselice. Durante un tavolo tecnico con la Regione Campania, l'ARPAC e la SOGESID, il Comune apprese che l'area ex mattatoio in località Lo Uttaro, essendo censita nel piano regionale di bonifica come area "potenzialmente inquinata", sarebbe dovuta essere stata esaminata attraverso indagini preliminari ai fini di stabilire eventuali contaminazioni del sito; le particelle catastali citate nel progetto, rientrerebbero in zone che sono state oggetto di siti di trasferenza di rifiuti ACSA/CE, e nell'ex sito di discarica cava Torrione/Mastroianni. Le zone indicate dal Comune di Caserta per la realizzazione degli impianti, rientrano nell'area vasta Lo Uttaro e nell'ex SIN "litorale Domitio Flegreo ed agro aversano", che dall'ultimo aggiornamento dati disponibile (delibera di Giunta regionale n. 616) del piano di bonifica della Regione Campania del 28 dicembre 2021 sarebbero individuate come aree potenzialmente contaminate; nelle "FAQ" disponibili on line del Ministero in relazione ai fondi PNRR Missione 2 rivoluzione verde e transizione ecologica, si legge che la variazione dei luoghi oggetto di realizzazione dell'intervento costituisce modifica sostanziale e in quanto tale non ammissibile, si chiede di sapere: se il progetto sia ammissibile a finanziamento in virtù dei fatti esposti; se l'area nel comune di Caserta, denominata ex mattatoio in località Lo Uttaro, e sulla quale il Comune vuole realizzare due siti di trattamento dei rifiuti, sia mai stata esaminata e se sia possibile escludere la contaminazione delle matrici ambientali e quali garanzie dal punto di vista della salute umana e della salubrità dei luoghi potrebbe offrire il Comune; se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover approfondire, per quanto di propria competenza, anche gli ulteriori progetti nell'ambito di quelli relativi ai rifiuti presentati dal Comune di Caserta per accedere ai fondi del PNRR. Atto n. 3-03197 DI PIAZZA CASTALDI CROATTI FERRARA GIROTTO TRENTACOSTE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il terzo settore tramite il proprio operato genera impatto sociale e ambientale, coniugandolo con la creazione di valore economico, pone al centro della propria azione la promozione della dignità della persona, alimenta e costruisce il capitale sociale, prerequisito fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio; alla data del 31 dicembre 2019 le istituzioni non profit attive in Italia sono 362.634 e, complessivamente, impiegano 861.919 dipendenti, e circa 6 milioni di volontari; il suo ruolo fornisce un apporto fondamentale per l'efficacia del "principio di sussidiarietà" sancito dall'art. 118, comma quarto, della Costituzione; a rimarcare l'importanza del ruolo del terzo settore è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n. 131 del 2020, la quale dà pieno riconoscimento all'articolo 55 del decreto legislativo n. 117 del 2017 (codice del terzo settore), in particolare, agli istituti della coprogettazione e della coprogrammazione, valutandole come modalità centrali di relazione tra sfera pubblica e sfera del privato sociale; valutato che: la legge n. 234 del 2021 (legge di bilancio per il 2022), all'articolo 1, comma 567, prevede che alle Città metropolitane con un disavanzo pro capite superiore a 700 euro viene riconosciuto un contributo di 2.670 milioni di euro totali per il periodo 2022-2042; all'articolo 1, comma 575 (detto "salva Napoli"), ha stabilito che, valutato l'importo complessivo di tutti i debiti censiti, i Comuni capoluogo di città metropolitane che hanno beneficiato delle misure anti dissesto previste dalla stessa legge, entro il 15 giugno 2022, propongono individualmente ai creditori la definizione transattiva del credito offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 e l'80 per cento del debito, in relazione all'anzianità dello stesso debito; la norma non pone alcuna differenza tra creditori appartenenti ad enti profit ed enti non profit , cioè quegli enti inquadrati nel codice del terzo settore e definiti all'art. 4 come enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche che promuovono e realizzano attività di interesse generale; considerato che: il mondo del non profit sarà già penalizzato dal passaggio dal regime fuori campo IVA al regime di esenzione IVA, come disposto dal decreto-legge n. 146 del 2021 ("decreto fiscale"), i cui effetti sono prorogati al 2024 tramite la legge n. 234 del 2021, art. 1, comma 683; il mondo non profit è aumentato del 20,3 per cento nell'ultimo decennio, passando da 301.000 istituzioni nel 2011 a 362.000 del 2019 (fonte ISTAT), si chiede di sapere: