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(1458) Disciplina della riserva selezionata delle Forze armate DDL 1458 Disposizioni in materia di riserva selezionata delle Forze armate (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. La presidente GARAVINI dà conto degli emendamenti presentati alla scadenza del termine (pubblicati in allegato). Risultano presentati 22 emendamenti: 16 a firma del senatore Gasparri, due a firma dei senatori Romano e Mininno, due a firma della senatrice Donno e due proposte a firma della senatrice Rauti. Si procede pertanto all'illustrazione degli emendamenti presentati. Il senatore MININNO ( M5S ) illustra l'emendamento 1.1, che mira a definire l'istituito della riserva selezionata, razionalizzando, altresì, la disciplina della cessazione dell'appartenenza alle Forze di completamento e alla riserva di complemento. Illustra quindi l'emendamento 1.12, che interviene in favore del personale delle forze di completamento impegnato nelle missioni internazionali. L'emendamento, infatti, nel disporre l'inapplicabilità, nei confronti del predetto personale, dell'articolo 23- ter del decreto-legge n. 201 del 2011, sana una ingiustificata sperequazione tra dipendenti pubblici e dipendenti del settore privato. La senatrice DONNO ( M5S ) dà per illustrate le proposte 1.7 e 1.8. La senatrice RAUTI ( FdI ) illustra infine gli emendamenti 1.0.1 e 1.0.2. In particolare, il primo disciplina l'accesso degli ufficiali ausiliari ai concorsi, armonizzandola con il riordino delle carriere delle Forze armate e di polizia, recentemente entrato in vigore. Il secondo, invece, interviene sulle riserve di posti nel pubblico impiego, disciplinate dall'articolo 1014 del Codice dell'ordinamento militare. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,10. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 257 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 257 ( Doc . XXIV, n. 19 ) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell'area industriale della Difesa; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte e delle visite effettuate; premesso che: - dall'Agenzia industrie Difesa dipendono 9 strutture: lo Stabilimento Militare Ripristini e Recuperi del Munizionamento di Noceto di Parma; lo Stabilimento Militare Munizionamento Terrestre di Baiano di Spoleto; lo Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri; lo Stabilimento Militare Pirotecnico di Capua; lo Stabilimento Militare Spolette di Torre Annunziata; lo Stabilimento Militare Produzione Cordami di Castellammare di Stabia; l'Arsenale Militare di Messina; il Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico di Gaeta e lo Stabilimento Militare chimico farmaceutico di Firenze; - queste strutture impiegano circa 950 unità di personale civile; - dal Comando logistico dell'Esercito dipendono 6 strutture: i Poli di mantenimento pesante Nord (a Piacenza) e Sud (a Nola), (che hanno effettuato, nel biennio 2018-2019, 78 lavorazioni su artiglierie ruotate e corazzate, 73 su piattaforme cingolate e ruotate e 119 sulle torri di illuminazione del Dipartimento di protezione civile); il Polo di mantenimento delle armi leggere di Terni (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, circa 3500 lavorazioni su armi individuali di reparto); il Polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione, elettronici ed optoelettronici di Roma (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, 1500 lavorazioni su sistemi optolettronici, 1000 lavorazioni su sistemi di comunicazione e 170 lavorazioni su materiali elettronici); il Centro polifunzionale di sperimentazione dell'Esercito di Montelibretti (che ha effettuato, nel biennio 2018-2019, 20 relazioni tecniche su sperimentazioni, 115 analisi su carbolubrificanti, 13 verifiche standardizzate su shelter e 40 su apparecchi di sollevamento) e il Centro tecnico NBC di Civitavecchia (che ha compiuto, nel biennio 2018-2019, decine di interventi di bonifica e rilevamenti presso infrastrutture militari, anche in teatri operativi); - gli stabilimenti militari dell'Esercito impiegano, al 1 giugno 2020, 1340 unità di personale civile, su un organico previsto di 2427 unità, con la prospettiva di arrivare, al 31 dicembre 2024, a sole 694 unità; - dal Comando logistico della Marina dipendono gli Arsenali militari di La Spezia, Taranto ed Augusta. Nel triennio 2016-2018 tali strutture hanno contribuito allo sviluppo e alla gestione delle soste di manutenzione su 34 unità (navali e subacquee), con un ricavo di 2,5 milioni di euro per le attività svolte su committenza privata esterna; - gli arsenali impiegano, al 1 giugno 2020, 1595 unità di personale civile, su un organico previsto di 2639, con la prospettiva di arrivare, al 31 dicembre 2024, a sole 1100 unità; - gli enti della difesa impiegano altresì un numero considerevole di lavoratori precari, gran parte dei quali dipendenti di società cooperative, addetti ai servizi di manovalanza e facchinaggio, di cui appare necessario valutare la possibile graduale stabilizzazione; - nel triennio 2019-2021, l'Agenzia Industrie Difesa prevede un valore totale di produzione pari a 334 milioni di euro (247 milioni per la produzione di beni e servizi per il Ministero e 87 milioni per vendite e prestazioni a soggetti terzi); - con riferimento alle strutture dipendenti dall'Esercito, lo stanziamento annuale del 2019 è stato di circa 20,5 milioni di euro, considerando le spese per il mantenimento infrastrutturale, manutenzione sistemi d'arma/mezzi e materiali e spese per il funzionamento generale degli enti, mentre la previsione per l'esercizio finanziario 2020 è di circa 30 milioni di euro; - con riferimento alle strutture dipendenti dalla Marina, il flusso finanziario degli Arsenali per ammodernamento/rinnovamento ed esercizio per manutenzioni navali si è attestato nel 2019 a circa 26,5 milioni di euro, mentre nel 2020 la previsione è di circa 40 milioni. Il flusso finanziario per attività di adeguamento/manutenzione infrastrutturale (A/R, esercizio, fondi dedicati CIS Taranto/Piano Brin) si è attestato nel 2019 a circa 6,6 milioni, mentre nel 2020 la previsione è di circa 18,5 milioni;