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Scrivono al segretario generale degli affari esteri Belloni. Sono alti burocrati dello Stato, persone che anche noi conosciamo, non sono dei passanti che stanno lì a fare i comizi. Questa trattativa è durata cinque giorni e si è conclusa alla data dello sbarco. Di Maio, quindi, ha detto il falso quando ha detto che c'era l'automatismo della ripartizione dei clandestini. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e FdI e del senatore Rufa). Non era vero! Di Maio, vice presidente del Consiglio dell'epoca, ha mentito, perché altrimenti Benassi non avrebbe scritto a Massari, Massari a Belloni, Belloni a Michou. È tutto agli atti. Sapevano che stavano sulla nave. In una delle e-mail il consigliere di Conte Benassi scrive: « Persons saved in the sea and currently on board of the ship Gregoretti». (Applausi dal Gruppo FdI. Commenti del senatore Marco Pellegrini) . Chiedo scusa per la pronuncia, ma hanno scritto in inglese che quelli stavano sulla nave. Ci sono poi altri casi, di cui ho già letto sui giornali, ma non voglio fare anticipazioni sul terzo caso che arriverà. Conte ha partecipato a tante cose, quando si scrive ci si deve ricordare che resta traccia. Il terzo caso, quello della Open arms, lo dobbiamo ancora discutere in Giunta e ci sarà da divertirsi, perché ho letto sui giornali che questo è più complicato. Vedremo per chi sarà più complicato il terzo caso. Se poi si viene qui a votare perché oggi non si è alleati e ieri si era alleati, ma oggi non va e domani va, si fa un uso politico della giustizia anche in quest'Aula. Si fa un uso politico della nostra funzione di giustizia. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e FdI e del senatore Rufa. Applausi ironici del senatore Pellegrini Marco). E noi, caro collega Salvini, come dire, abbiamo fatto da cavie. In questo palazzo è stato anche negato il voto segreto su vicende delicatissime e noi non ce lo dimentichiamo! (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e FdI ). Il merito è molto chiaro: il Governo è stato coinvolto, Conte mandava le lettere (Benassi, Massai, Belloni; non passanti, ma alti funzionari dello Stato), è un'azione di Governo. Dopo cinque giorni le persone sono sbarcate, poi penso che siano quasi tutti scappati a destra e a manca, ma c'è stato un negoziato perché non c'era l'automatismo e quindi molte cose che sono state dette non sono vere. Per quanto riguarda poi il Presidente del Consiglio (sul terzo caso ci sarà da studiare molto) voglio ricordare che nella Costituzione non c'è solo l'articolo 96 che ci porta a questo tipo di attività, ma anche l'articolo 95. Stamattina ho sentito molti "professori", incluso quello che ha fatto l'esempio dell'omicidio, che è una cosa assurda ed estranea, ma comunque nella relazione ci sono anche gli esempi che abbiamo fatto per i disinformati del diritto. L'articolo 95 della Costituzione, presidente Conte, virtualmente qui presente, reca: «Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri». Quindi, il Presidente del Consiglio, chiunque esso sia, in qualsiasi momento coordina e dirige: c'è scritto nella Costituzione e siccome Conte ha vinto pure il concorso all'università - non so come - è più bravo di me e quindi poteva dare un ordine (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Commenti del senatore Pellegrini Marco) . Collega, poteva dare un ordine! Per quanto riguarda la riunione del Consiglio dei ministri mancata, in primo luogo, il Presidente del Consiglio, in base alle norme costituzionali, può impartire un ordine o una direttiva senza alcuna riunione, per la sua autorità e le funzioni che la Costituzione gli affida. In secondo luogo, noi l'abbiamo letto al contrario: non tenere una riunione vuol dire che si avallava quello che stava avvenendo. Se avesse voluto fare delle cose, poteva riunire ad horas il Consiglio dei ministri davanti alla pubblica opinione e assumersi una responsabilità diversa. Non lo ha fatto, perché era d'accordo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questa è la verità! Valutiamo gli atti e non la coscienza o il fatto che fosse pienamente d'accordo o che fosse roso dal dubbio: non siamo mica nella notte dell'Innominato, che doveva risolvere i suoi dubbi e convertirsi. Qui siamo al Senato della Repubblica, non per garantire l'impunità a qualcuno, ma per agire ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione e della legge costituzionale n. 1 del 1989 e per valutare non se qualcuno è fuggito dal processo ma se ha agito da membro del Governo, nella tutela di un preminente interesse pubblico. Questo ho sostenuto, garantendo tutto a tutti, con discussioni e dibattiti in Giunta. Se poi qualcuno non viene in Giunta a discutere, è lui che fugge dal processo, che è quello che dobbiamo istruire, non gli altri. Vengano e discutano, così come abbiamo fatto. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Immagino anche l'esito della votazione odierna, che probabilmente non mi lascerà soddisfatto, ma io, che sono un parlamentare democratico, rispetto l'Assemblea, rispetto la Giunta, ma rispetto anche le norme del diritto. Guardate allora, colleghi, alla piattaforma della vostra coscienza: digitate da qualche parte e votate, non in base a rapporti politici di alleanza o di divergenza, ma in base alla legge costituzionale n. 1 del 1989, in base all'articolo 96 della Costituzione, in base alla verità dei fatti e in base all'azione di Governo, che Conte e Salvini - ma anche Benassi, Massaro e Belloni - hanno svolto. Di questo si deve occupare il Senato, prima ancora che il tribunale. Questa è la verità dei fatti, il resto è politica da teatrino. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senatore Salvini, a inizio gennaio, invia alla Giunta un documento in cui spiega in maniera precisa e dettagliata perché non dovrebbe essere processato. Tuttavia, alla fine dei lavori in Giunta, ad una settimana dalle elezioni in Emilia-Romagna, prega i suoi parlamentari di mandarlo a processo. Così accade, nella seduta del 20 gennaio, in cui i senatori della Lega votano contro la relazione del presidente Gasparri, che invece concludeva per negare l'autorizzazione a procedere per l' ex ministro Salvini. Oggi dunque, ai sensi dell'articolo 135- bis del Regolamento del Senato, l'ex ministro Salvini conferma l'autorizzazione a procedere, con un comportamento quindi schizofrenico, che evidenzia l'uso propagandistico e per biechi interessi di partito portato avanti nelle istituzioni e finalizzato solo ed esclusivamente ad alzare il livello del consenso elettorale, nell'allora imminente campagna elettorale in Emilia-Romagna.