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è lo Stato che deve riempire la sua metà di dovere, Ministro. Come lo deve fare? Adottando finalmente misure adeguate alla prevenzione, al contenimento e al contrasto dell'epidemia. È chiaro e noto a tutti cosa dobbiamo fare: adottare un piano pandemico, che non c'è. È la prima cosa da fare. Dobbiamo fare i test a tutti, anche in automedicazione. Lo sta facendo, come abbiamo appreso dalla conferenza stampa dell'altro ieri, il presidente Zaia. Perché non possiamo farlo su tutto il territorio nazionale? Ci sono test rapidi adottabili in automedicazione. Diamoli ai medici di medicina generale e alle farmacie; chi vuole comprarsi il test , va in farmacia, lo compra e lo fa. Lei li ha citati, sono i test degli aeroporti. Dobbiamo fare i vaccini antinfluenzali; stiamo parlando, continuando a martellare i cittadini, della necessità di fare il vaccino antinfluenzale, addirittura l'antivirale, l'anti-herpes, e non ci sono i vaccini. Le farmacie denunciano che hanno 12 vaccini a farmacia. Cosa ci fa una farmacia con 12 vaccini? Spiegatemi cosa ci fa. Dobbiamo fare assunzioni in sanità. Abbiamo messo del danaro, abbiamo dato la possibilità alle Regioni di farlo, come abbiamo detto ieri, con il decreto agosto che scade il 31 dicembre di quest'anno. Non ci sarà quindi nemmeno il tempo materiale di fare le assunzioni. Dobbiamo creare delle condizioni oggettive per poter assumere in sanità; non è solo una questione di danaro, ma anche di organizzazione e di turni di lavoro massacranti. Ministro, dobbiamo chiedere alla nostra comunità scientifica, a questo fantomatico Comitato tecnico-scientifico, quando la carica virale è capace di infettare, quando un positivo deve effettuare cinque o sei tamponi, rimanendo a casa anche per qualche mese... (Il microfono si disattiva automaticamente). Si presume…, non possiamo presumere che lui sia capace di infettare, dobbiamo saperlo con certezza. A nove mesi e oltre dall'insorgenza di questo patogeno, possiamo pretendere che ci dicano quando un positivo senza sintomi non infetta e quindi probabilmente può continuare ad andare a lavorare e a esercitare la sua attività? Ministro, dobbiamo aggiornare i protocolli alla mutazione del virus. Oggi, per esempio, c'è un paradosso; chiederò al Presidente della 12 a Commissione un'audizione con l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sull'utilizzo dell'idrossoclorochina. Non si capisce perché sia diventata qualcosa che non si può utilizzare e per somministrarla si deve chiedere l'autorizzazione, volta per volta, all'AIFA. È una follia. Dobbiamo restituire a tutti... (Il microfono si disattiva automaticamente). ...il tempo in discussione generale e quindi chiedo venia se utilizzo qualche secondo in più. PRESIDENTE. Lei aveva dieci minuti. ZAFFINI (FdI) . Sì, però avevamo sei minuti in discussione generale. PRESIDENTE. Prego, le ho dato la parola. ZAFFINI (FdI) . La ringrazio, Presidente, ma ho concluso. Dobbiamo fornire finalmente ai medici di medicina generale i dispositivi di protezione individuale; non ce l'hanno tutti. Non è vero che ce l'hanno tutti, non ce l'hanno e i medici di medicina generale sono il front-office del nostro Servizio sanitario nazionale. Il paziente quando manifesta sintomi - e tra qualche giorno avremo tutta la sintomatologia legata alla sindrome influenzale - è evidente che chiama il suo medico di medicina generale. E il medico non può stare dall'altra parte del telefono perché non va a casa a visitare; non vanno a casa a visitare, non ci vanno. E la gente è buttata lì, sperando che il buon Dio e le proprie difese immunitarie riescano a far superare loro una malattia che, magari, non è neanche diagnosticata, perché il tampone lo fanno dopo cinque-sei giorni. Tutto questo, signor Ministro, ci richiama a coprire quell'altra metà di responsabilità. Non chiediamo sempre agli altri, cioè ai cittadini, di essere responsabili, seri, attenti, accorti e prudenti. Cominciamo a farlo anche noi, a nove mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza. Abbiamo sulle spalle, tutti noi, 36.000 deceduti. A questi 36.000 deceduti, alle loro famiglie, alle loro comunità abbiamo il dovere di dare una risposta di serietà e di competenza. Tutto questo va adottato e va adottato rapidamente. Volete fare la proroga dello stato di emergenza e la farete: la democrazia si basa sui numeri e, quindi, farete la proroga di questo stato di emergenza. Utilizzatelo, però, per adottare misure efficaci. Non ... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Senatore Zaffini, la sollecito nuovamente a concludere. ZAFFINI (FdI) . Sì, signor Presidente. Quindi, signor Ministro, le devo purtroppo dire che la sua cortesia, la sua bonomia e il suo speaking un po' democristiano, da qui in avanti, come le ho già detto, non saranno più sufficienti. Serve una risposta, serve qualcosa di più. Colleghi, richiamo tutti al nostro senso di responsabilità, che riconosco essere generale in tutta l'Assemblea. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, anch'io sono un po' colpito dagli interventi di questo dibattito. In genere non faccio mai polemiche, ma questa volta ne voglio fare una rispetto ad alcuni interventi. Vorrei informare che la fiducia in questo Governo, proprio in relazione alla gestione del Covid-19, è stata dimostrata da come gli italiani hanno corrisposto alle indicazioni del Governo. E se avevate bisogno di un segnale, lo avete avuto con le ultime elezioni. Basta con questi discorsi! Basta, smettiamola con la legittimazione e la non legittimazione. Almeno su un punto, gli italiani hanno capito e hanno risposto positivamente. I dati dimostrano che la strategia portata avanti da questo Governo ha funzionato al meglio rispetto a tanti altri Paesi del mondo. È un dato oggettivo. Signor Ministro, mi faccia dire che prima di tutto il grazie va alla sua coerenza e al suo impegno, come le è stato riconosciuto, nonché all'impegno del Governo e del Parlamento. Perché, colleghi, non riconoscere questo fatto? Non vuol mica dire che non ci siano problemi! Problemi ce ne sono e alcuni li solleverò anch'io. Su un passaggio così difficile, inedito e assolutamente impegnativo per la vita delle persone, sarebbe, però, importante che ci potessimo riconoscere in un risultato che è di tutti. Non è solo del Governo, ma di tutti, anche dell'opposizione e anche di quelli che dicevano che non c'era bisogno del lockdown , che bisognava tenere aperto tutto, salvo poi, quarantotto ore dopo, dire che bisognava chiudere tutto. Certo, nessuno di noi era preparato, non avevamo le competenze. Quindi, è comprensibile che sia successo questo, ma quel risultato che oggi ci consente di avere un dato profondamente diverso rispetto agli altri Paesi è un fatto molto importante, teniamocelo, valorizziamolo e impariamo dagli errori, come più volte ho cercato di dire.