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la proposta, denominata "energy release", prende spunto da un meccanismo similare adottato in Francia, dove si è stabilito di cedere agli energivori una quota importante dell'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari a un prezzo calmierato di 41 euro al Megawattora; è necessario dare piena attuazione alla suddetta "energy release" per i soggetti energivori nonché al parere numero 22/54/CU03/C4-C5-C7-C18 approvato all'unanimità dalla Conferenza Stato - Regioni il 30 marzo 2022 che, tra l'altro, specificamente indica in 2 Terawattora la quantità sufficiente per colmare il riconosciuto gap energetico per gli energivori delle Isole Maggiori; potenziare le estrazioni da giacimenti nazionali di gas naturale, favorire la realizzazione di nuova capacità di rigassificazione, aumentare la produzione di energia dalle centrali a carbone sono obiettivi che, nell'emergenza, si è dovuto perseguire ma occorre, parallelamente, non distogliere l'attenzione dalla necessità di accelerare verso la decarbonizzazione sostenendo la centralità del principio della neutralità energetica che si realizza solo con il sostegno di tutte le fonti rinnovabili (sole vento ma anche idroelettrico biomasse, biogas e geotermia) e da una maggiore libertà in merito alle scelte tecnologiche; la fonte principale di energia rinnovabile in tutto il mondo sono le bioenergie. Il 37 per cento dell'energia rinnovabile totale e oltre il 62 per cento della termica viene prodotta da biomasse; le biomasse sono considerate a pieno titolo tra le fonti rinnovabili dalla direttiva RED II, recepita con il decreto legislativo n.199 del 2021. Germania, Francia e Spagna prevedono al 2030 di produrre il 68 per cento dell'energia termica da biomassa e la Commissione europea ha chiesto all'Italia una maggiore ambizione nella termica rinnovabile; su 43,5 MTEP di consumi termici in Italia, le biomasse contribuiscono solo per il 18 per cento (7.9 MTEP). Se ci avvicinassimo alla media europea di utilizzo delle biomasse, potremmo generare 30 MTEP termici, pari al 70 per cento dei consumi interni; preleviamo 1/3 della media europea dai nostri boschi che hanno un enorme potenziale. Occorre prevedere incentivi per la gestione forestale corretta e snellire le procedure di prelievo, pianificare l'immediato utilizzo dei residui colturali: paglie, potature, sottoprodotti agricoli. La consistenza di questo patrimonio potrebbe consentire di sostituire il gas con prodotti già disponibili nel Paese e utilizzabili da subito; in ambito agricolo bisogna continuare a favorire lo sviluppo dell'economia circolare, promuovere la produzione rinnovabile. E il settore del biogas è uno di quelli che ha maggiormente risposto agli stimoli di sviluppo dell'economia circolare; questi impianti avranno sempre di più un ruolo cruciale nell'integrazione e nell'ottimizzazione dei processi produttivi in ambito agricolo e contribuiranno alla riduzione dei costi energetici e all'integrazione dei redditi delle imprese agricole, grazie al miglioramento della qualità e della sostenibilità ambientale del settore primario; dare continuità agli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas e alla produzione di biogas consente di sostenere lo sviluppo delle filiere agricole in linea con la strategia del Green Deal europeo e con le misure previste dal PNRR; tra i temi sui quali si è assistito in questi mesi a cambi di vedute anche da parte delle amministrazioni locali c'è quello della termovalorizzazione dei rifiuti. Gli inceneritori con recupero energetico, gli impianti che sfruttano la cogenerazione, possono e devono contribuire alla produzione termica nazionale; anche riguardo all'idroelettrico è necessaria una maggiore ambizione, occorre avviare un serio processo di ammodernamento e potenziamento degli impianti esistenti, affinché sia assicurato un significativo incremento di produzione nazionale di energia elettrica da questa fonte; la sostenibilità ambientale è ormai un'esigenza ineludibile da tutti riconosciuta, ma deve essere perseguita parallelamente alla sostenibilità economica e occupazionale; è evidente la necessità e l'importanza di uno specifico sostegno per quei settori che, per le specifiche caratteristiche produttive, hanno oggettive difficoltà ad abbattere le emissioni di anidride carbonica e a riconvertirsi, con conseguenze negative in termini economici e occupazionali, con particolare riguardo ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura, della pesca e dei settori maggiormente energivori; occorre accelerare la ricerca, favorire le esperienze sperimentali in corso sulla cattura della CO2. Si tratta di processi nei quali questo gas serra può essere trasformato in risorsa. L'ENEA ha in corso un programma nel campo della separazione, riutilizzo e confinamento della CO2 (CCUS - carbon capture, utilization and storage ) per "immagazzinare" anidride carbonica e, contemporaneamente, produrre materiali di qualità e a basso costo da impiegare in edilizia e nella cantieristica stradale. L'obiettivo è di rendere il processo di decarbonizzazione di industrie come acciaierie, cementifici e raffinerie economicamente vantaggioso e circolare. Si tratta di un programma finanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma "Horizon2020", ma con risorse troppo scarse, ove si consideri la mole di finanziamenti che affluisce su altre opzioni ambientali; la cattura della CO2 consentirebbe anche una riduzione degli oneri dei diritti di emissione. I prezzi della CO2 sul mercato europeo ETS ( Emissions Trading Scheme ) potrebbero salire fino a 85 euro a tonnellata entro il 2030, secondo le stime della Commissione UE, ma in realtà sono già a 86 euro. Com'è noto gli ETS sono oggetto di accaparramento da parte di fondi speculativi e su questo punto la UE tarda ad intervenire, impegna il Governo: 1) a proseguire le azioni volte a massimizzare la produzione nazionale di gas favorendo il più possibile la produzione da concessioni di coltivazione vigenti onshore e offshore e da nuove concessioni di coltivazione per i siti ad alto potenziale accelerando parallelamente sui rigassificatori che in quota parte possono consentirci di utilizzare approvvigionamenti di GNL maggiormente disponibili senza tralasciare il necessario potenziamento del sistema infrastrutturale e degli stoccaggi in modo da consentire un maggiore flusso di approvvigionamento destagionalizzato; 2) a riconsiderare lo sviluppo di tecnologie di fissione nucleare di nuova generazione e a supportare lo sviluppo delle tecnologie di fusione a confinamento magnetico, nonché ad adottare iniziative per comprendere la produzione di energia atomica di nuova generazione all'interno della politica energetica, e far sì che la stessa venga classificata tra le fonti energetiche sostenibili; 3) a rafforzare le politiche energetiche nazionali relativamente al settore dell'idrogeno rinnovabile e dei biocarburanti per sostituire in maniera accelerata volumi di gas naturale nei consumi finali difficili da elettrificare e favorire la de carbonizzazione del settore dei trasporti;