[ddlpres]

Norme urgenti per la gestione dei rifiuti militari e per la bonifica delle aree demaniali destinate ad uso esclusivo delle forze armate. Norme urgenti per gli scarichi in mare) La disposizione prevede, al comma 1, l'introduzione di un nuovo articolo 242- bis al decreto legislativo n. 152 del 2006 contenente una procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza. L'articolo risponde alla necessità e urgenza di superare le difficoltà e le incertezze procedimentali della disciplina vigente che rallentano l'attuazione e l'approvazione degli interventi di bonifica o messa in sicurezza dei siti contaminati; tali interventi, come è noto, sono indispensabili per il risanamento e l’utilizzo in sicurezza ambientale e sanitaria di aree già fortemente antropizzate, con effetti diretti sia per investimenti e rilancio economico occupazionale delle aree in questione, sia sulla conservazione di territori a diverse vocazioni ambientali e ancora non antropizzati. A tal fine, per gli interventi di bonifica dei suoli che hanno come obiettivo certo di risanamento la riduzione della contaminazione al livello più rigoroso delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) è introdotta una procedura semplificata e particolarmente accelerata. In particolare, la disposizione prevede che i siti contaminati possano essere utilizzati a fini industriali anche prima del completo risanamento, adottando misure di messa in sicurezza operativa a tutela della salute e dell'ambiente; si prevedono le condizioni, in presenza delle quali, nei siti contaminati, in attesa del completamento delle procedure di bonifica e messa i sicurezza, possano essere effettuati interventi di manutenzione, adeguamento alle normative ambientali di sicurezza e altri interventi di realizzazione e messa in esercizio degli impianti previsti dal progetto di bonifica; in particolare, al comma 2 del nuovo articolo 242- bis , tra i presupposti e le condizioni per il rilascio degli atti di assenso necessari alla realizzazione e all'esercizio degli impianti e attività previsti dal progetto di bonifica, si prevede che l'interessato presenti gli elaborati tecnici esecutivi di tali impianti e attività alla regione nel cui territorio ricade la maggior parte degli impianti e delle attività, e che, entro i successivi trenta giorni, sia convocata apposita conferenza di servizi. Nei successivi novanta giorni dalla convocazione la regione adotta la determinazione conclusiva che sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato. Al comma 3 del citato articolo 242- bis è previsto che, una volta ultimati gli interventi di modifica, l'interessato presenti un piano di caratterizzazione, al fine di valutare il raggiungimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione della matrice suolo per la specifica destinazione d'uso. Il piano è approvato dall'autorità di cui agli articoli 242 o 252 nei successivi quarantacinque giorni. In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2017, è previsto che, decorso inutilmente il termine suddetto il piano di caratterizzazione si intende approvato. Con il comma 2 si precisa l'ambito di applicazione del nuovo articolo 242- bis , estendendolo anche ai procedimenti ordinari di bonifica di cui agli articoli 242 o 252 in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Al comma 3 si modifica la disciplina transitoria applicabile alle procedure di bonifica avviate prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 152 del 2006. A distanza di otto anni dalla data di entrata in vigore di tale decreto legislativo sono ancora in corso procedimenti di bonifica avviati ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999. Rispetto a questi procedimenti sono sorte notevoli incertezze e difficoltà applicative, trattandosi di regimi con procedure e obiettivi diversi e spesso incompatibili tra loro. In particolare, gli enti preposti al controllo degli interventi incontrano incertezze e difficoltà in sede di certificazione. Infatti, i protocolli di qualità utilizzati non includono le procedure già disciplinate dall'abrogato decreto ministeriale n. 471 del 1999. Inoltre, dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 152 del 2006, sono state introdotte disposizioni in materia di bonifica di siti inquinati volte ad accelerare e favorire l'attuazione degli interventi e il riutilizzo dei siti medesimi ma che non sono compatibili con le procedure già disciplinate dal decreto ministeriale n. 471 del 1999. È pertanto necessario e urgente disporre in via generale che tutti i procedimenti in corso debbono oggi concludersi secondo i criteri e le disposizioni dettati dal decreto legislativo n. 152 del 2006. Si prevede, così, che ultimati gli interventi di bonifica, l'interessato presenti il piano di caratterizzazione all'autorità di cui agli articoli 242 o 252 al fine di verificare il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione della matrice suolo per la specifica destinazione d'uso. Il piano è approvato nei successivi quarantacinque giorni. In via sperimentale, per i procedimenti avviati entro il 31 dicembre 2017, decorso inutilmente il termine di cui al periodo precedente, il piano di caratterizzazione si intende approvato. L'esecuzione di tale piano è effettuata in contraddittorio con l'ARPA territorialmente competente, che procede alla validazione dei relativi dati e ne dà comunicazione all'autorità titolare del procedimento di bonifica entro quarantacinque giorni. Al comma 4 si prevede una modifica dell'articolo 216 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Con tale modifica si chiariscono, nell'ambito dell'ordinamento nazionale, le procedure autorizzative concernenti le attività di recupero disciplinate dalle normative dell'Unione europea che stabiliscono quando specifiche tipologie di rifiuti cessano di essere tali. La modifica, inoltre, consente di individuare in modo certo e chiaro l' iter procedimentale affinché l'impiantistica esistente -- e dunque autorizzata al trattamento finalizzato alla produzione di materia prima secondaria dai rifiuti di cui ai decreti ministeriali in materia (decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio in data 5 febbraio 1998, 12 giugno 2002, n. 161, e 17 novembre 2005, n. 269) -- possa conformarsi ai requisiti stabiliti al livello europeo. Il comma 5 sostituisce (lettera a) il comma 5- bis dell'articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e (lettera b ) aggiunge l'articolo 241- bis .