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purtroppo, avendo creato, di fatto, un mercato finanziario dei crediti di anidride carbonica, la speculazione è dietro l'angolo, anche per i nuovi, e giusti, più stringenti obiettivi di decarbonizzazione che come Europa ci si è posti per evitare la catastrofe climatica. Analizzando il mercato si è visto, quindi, come il costo dei crediti di anidride carbonica sia passato dai 35 euro a tonnellata di inizio anno ai 62 attuali e, purtroppo, non accenna a diminuire; pare che il problema dell'aumento del prezzo dell'elettricità non riguardi solamente l'Italia. In Spagna il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato che sarà imposto un prezzo massimo per il gas e che ci sarà una riduzione della tassa sull'elettricità, con una riduzione di quasi 1,5 miliardi di euro di entrate per i conti pubblici. La misura era però temporanea e nel frattempo i prezzi per l'energia hanno continuato ad aumentare in buona parte dell'Europa, con rischi soprattutto per la fascia della popolazione che non si può permettere sistemi di riscaldamento adeguati (in Italia si stima che sia quasi il 9 per cento delle famiglie, 2,3 milioni di individui). Nel caso di un inverno particolarmente rigido, il problema potrebbe essere ancora più sentito a causa dei maggiori consumi e del conseguente aumento della domanda; tenuto conto che: diversi altri fattori hanno contribuito all'aumento dei prezzi dell'energia osservato negli ultimi mesi. Dopo il già citato periodo di sensibile rallentamento dovuto alla pandemia da coronavirus, le attività produttive hanno ripreso determinando un rapido aumento della domanda per le materie prime, difficili da reperire a causa di problemi di disponibilità e di trasporto. Questi problemi hanno interessato anche le materie prime con cui si produce la maggior parte dell'energia in Europa: il prezzo del petrolio è aumentato del 200 per cento dalla primavera del 2020 e quello del gas naturale del 30 per cento solo nel secondo trimestre del 2021; come riporta alla pagina economica l'articolo on line de "Il Post" e secondo molti esperti, in Italia il gas naturale è impiegato per produrre circa il 40 per cento dell'energia elettrica, di conseguenza un marcato aumento del suo prezzo si riflette sul costo dell'elettricità. L'Europa ha una forte dipendenza dalle forniture della Russia, che in questo periodo ha ridotto i flussi a vantaggio dei Paesi asiatici. Alcuni problemi nei giacimenti del mare del Nord hanno inoltre reso disponibili meno quantità di gas prodotto direttamente in Europa, e il progressivo esaurimento di uno dei più importanti giacimenti nei Paesi Bassi non sta aiutando; alla luce di tutto ciò, l'Unione nazionale consumatori calcola che, nell'ipotesi di prezzi costanti su base annua, i rincari comporteranno 56 euro in più per la luce e 158 euro per il gas per una spesa di 214 euro in più all'anno, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di evitare i nuovi preoccupanti aumenti dei costi dell'energia e, contemporaneamente, adoperarsi affinché qualsiasi operazione che si intraprenda non gravi sensibilmente sui conti pubblici; se non ritenga che l'azione del Governo debba essere quella di accelerare sulle fonti rinnovabili per mettere al sicuro l'Italia dai conflitti geopolitici legati al controllo degli idrocarburi e abbassare, così, il costo della bolletta, non demonizzare la transizione ecologica. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02831 della senatrice Granato ed altri, sulle modalità di verifica della certificazione verde COVID-19 in ambito scolastico.