[normattiva_dump]

------------- AGGIORNAMENTO (4) Il D.P.C.M. 10 gennaio 1991, (in G.U. 11/01/1991, n. 9) ha disposto (con l'articolo unico, comma 1) che "I divieti di cui all'art. 1 del decreto-legge 4 agosto 1990, n. 216, convertito, dalla legge 3 ottobre 1990, n. 271, e del decreto-legge 6 agosto 1990, n. 220, convertito, dalla legge 5 ottobre 1990, n. 278, non si applicano, a decorrere dalla data di publicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, ai rapporti con la Arab Bank PLC - Giordania e con le sue filiali dislocate in Paesi terzi diversi da Iraq e Kuwait, nonché con le sue offshore Units di Manama (Bahrain), del Cairo (Egitto) e di Singapore. Resta comunque fermo il divieto di porre in essere operazioni che comportino trasferimenti di fondi o di altre attività in favore di soggetti in Kuwait o in Iraq, nonché ogni altro divieto previsto nell'art. 1 dei decreti-legge n. 216/1990 e n. 220/1990, convertiti, rispettivamente, dalle leggi n. 271/1990 e n. 278/1990". ------------- AGGIORNAMENTO (5) Il D.P.C.M. 8 gennaio 1992, (in G.U. 10/01/1992, n. 7), ha disposto (con l'articolo unico, comma 1) che "In deroga ai divieti di cui all'art. 1 del decreto-legge 6 agosto 1990, n. 220, convertito dalla legge 5 ottobre 1990, n. 278, a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, i fondi accreditati dalla Repubblica dell'Iraq o da istituti di credito iracheni presso le banche italiane anteriormente al 6 agosto 1990, e tuttora ivi giacenti, sono utilizzabili dalla menzionata Repubblica o da altri soggetti dell'Iraq per il pagamento di esportazioni italiane verso quel Paese o per la prestazione di garanzie rilasciate a fronte del regolamento delle esportazioni stesse, semprechè queste ultime siano autorizzate ai sensi delle disposizioni vigenti. Le somme impiegate all'uopo non dovranno superare una quota del 10% delle somme liquide di pertinenza irachena disponibili presso ciascun istituto di credito". ------------- AGGIORNAMENTO (6) Il D.P.C.M. 9 marzo 1999 (in G.U. 26/4/1999, n.96) ha disposto (con l'art. 1, comma 1) che "In deroga ai divieti di cui all'art. 1 del decreto-legge 6 agosto 1990, n. 220, convertito dalla legge 5 ottobre 1990, n. 278, a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, è consentito il pagamento delle spese istituzionali, di funzionamento e di manutenzione della Rappresentanza diplomatica della Repubblica dell'Iraq presso la Santa Sede, a valere sui fondi congelati di pertinenza della Banca centrale dell'Iraq accreditati sui conti bancari in essere presso il sistema bancario italiano alla data del 5 agosto 1990, in contropartita della fornitura in Italia alla citata Rappresentanza diplomatica dei beni e servizi corrispondenti. Il ritiro delle somme all'uopo necessarie dovrà avvenire presso un unico istituto bancario italiano prescelto dalle autorità irachene e di gradimento esplicito del Governo italiano e sarà subordinato, volta per volta, alla presentazione presso l'istituto stesso di idonea documentazione comprovante le spese di carattere istituzionale effettivamente sostenute per il funzionamento e la manutenzione della sede della missione diplomatica di cui sopra; tali somme non potranno in ogni caso superare il limite annuale di 1500 milioni di lire italiane".