[massime]

ORD. 369/05 B. STRANIERO - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - REATO DI TRATTENIMENTO, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, NEL TERRITORIO DELLO STATO IN VIOLAZIONE DELL’ORDINE DI ALLONTANAMENTO, ENTRO IL TERMINE DI CINQUE GIORNI, IMPARTITO DAL QUESTORE - INDETERMINATEZZA DELLA FATTISPECIE INCRIMINATRICE - IMPOSSIBILITÀ DI SVOLGERE UNA ADEGUATA ATTIVITÀ DIFENSIVA - LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA - DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO AI CITTADINI - SOPRAVVENUTO MUTAMENTO DEL QUADRO NORMATIVO - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL GIUDICE REMITTENTE.. Va ordinata la restituzione degli atti al giudice remittente, per il sopravvenuto mutamento del quadro normativo, nel giudizio di legittimità costituzionale dell’artt. 14, commi 5-ter e 5-quinquies, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, censurato, in relazione agli artt. 2, 3, 24, 25 e 111 Cost., a causa, in primo luogo, della lesione del principio di determinatezza – e, di conseguenza, del diritto di difesa – stante la mancata indicazione di «parametri obiettivi» di identificazione dei «giustificati motivi» che, alla stregua del suo dettato, legittimano la permanenza nel territorio dello Stato dello straniero colpito da provvedimento di espulsione e in secondo luogo, della violazione del principio di uguaglianza, trattandosi di «norma di diritto penale speciale per gli immigrati», che colpisce una particolare ipotesi di inosservanza dei provvedimenti dell'autorità (l'ordine di lasciare il territorio dello Stato, rivolto dal questore allo straniero), punendola con pena più severa di quella stabilita in via generale dall'art. 650 del codice del penale.