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-- presentati oltre un anno dall'esaurimento dei ricorsi interni, a meno che non venga dimostrata l'impossibilità del rispetto di tale tempistica. Una volta che il Comitato abbia ritenuto la comunicazione ricevibile, esso la trasmette in via confidenziale allo Stato interessato. Esso dovrà quindi fornire per iscritto, entro sei mesi, informazioni riguardanti il caso in oggetto e le eventuali misure adottate per rimediarvi (articolo 8). Il Protocollo offre inoltre la possibilità di addivenire ad una soluzione amichevole per chiudere il caso, mediante i buoni uffici del Comitato e nel rispetto delle norme della Convenzione e dei Protocolli (articolo 9). L'articolo 10 disciplina invece l'esame delle comunicazioni, il quale dovrà avvenire tempestivamente e a porte chiuse, sulla base di tutta la documentazione fornita, a condizione che essa sia trasmessa anche alle parti interessate. L'esame dovrà essere più rapido nel caso in cui il Comitato abbia raccomandato l'adozione di misure provvisorie. Qualora la comunicazione verta su presunte violazioni di diritti economici, sociali e culturali, il Comitato dovrà peraltro tener conto della specificità di tale categoria di diritti, la cui attuazione prevede un margine di flessibilità per gli Stati. Il Comitato dovrà quindi tenere in considerazione la ragionevolezza delle misure adottate. Una volta concluso l'esame della comunicazione, il Comitato dà tempestivamente riscontro alle parti interessate, informandole del proprio parere e trasmettendo le proprie raccomandazioni. La procedura si chiude quindi con la replica scritta, entro sei mesi, da parte dello Stato interessato, il quale dovrà informare delle misure adottate e previste per dare attuazione ai pareri e alle raccomandazioni del Comitato. Il Comitato potrà inoltre chiedere allo Stato ulteriori informazioni (anche per quanto riguarda i seguiti dati alla soluzione amichevole, se del caso), eventualmente anche in occasione della presentazione dei rapporti richiesti agli Stati parte dalla Convenzione sui diritti del fanciullo e dai primi due Protocolli (articolo 11). b) Per quanto riguarda le procedure di comunicazione interstatale, l'articolo 12 prevede che ciascuno Stato parte al Protocollo possa, in qualsiasi momento, dichiarare di accettare la competenza del Comitato a ricevere comunicazioni con cui uno Stato parte del Protocollo affermi che un altro Stato non rispetta la disciplina della Convenzione o dei primi due Protocolli opzionali. Le comunicazioni interstatali sono ricevibili solo da parte di quegli Stati che abbiano a loro volta dichiarato di accettare la competenza del Comitato . La dichiarazione in oggetto può inoltre essere ritirata in qualsiasi momento. Anche in questo caso è previsto che il Comitato offra i suoi buoni uffici per far addivenire le parti ad una soluzione amichevole. La terza parte del Protocollo disciplina invece la procedura di inchiesta (« Inquiry procedure »), anche in questo caso allineando il sistema della Convenzione sui diritti del fanciullo a quello previsto per altre convenzioni ONU in materia di diritti umani. In base all'articolo 13, il Comitato può infatti avviare un'indagine qualora riceva informazioni valide circa presunte violazioni -- gravi o sistematiche -- dei diritti contenuti nella Convenzione o nei primi due Protocolli da parte di uno Stato parte al Terzo Protocollo, invitando tale Paese a cooperare nell'esame dell'informazione e sottoponendo tempestivamente alla sua attenzione le proprie osservazioni. Raccolti gli elementi dallo Stato interessato e sulla scorta di ogni altra informazione rilevante, il Comitato può quindi disporre un'inchiesta di tipo confidenziale, avvalendosi sempre della cooperazione dello Stato interessato, e può altresì prevedere all'occorrenza, previa accettazione del Paese in questione, anche una visita sul territorio del medesimo. Anche in questo caso lo Stato coinvolto ha sei mesi per rispondere alle risultanze dell'inchiesta, alle osservazioni ed eventuali raccomandazioni sottopostegli tempestivamente da parte del Comitato. L'organo potrà peraltro decidere, dopo essersi consultato con lo Stato interessato, di allegare un sunto del procedimento in questione al proprio rapporto previsto dal successivo articolo 16 (su cui vds. infra ). Peraltro, è possibile per gli Stati parte al Terzo Protocollo dichiarare di non riconoscere la competenza del Comitato a svolgere inchieste sulla base di quanto previsto dall'articolo 13. Anche in tal caso, la dichiarazione in parola potrà essere successivamente ritirata. Infine, anche per quanto concerne la procedura d'inchiesta è previsto un meccanismo di follow up , in base al quale lo Stato interessato potrà essere invitato ad informare sulle misure adottate o previste a seguito delle risultanze dell'inchiesta, se del caso anche in occasione della predisposizione dei citati rapporti previsti dalla Convenzione e dai primi due Protocolli (articolo 14). Per quanto riguarda la quarta ed ultima parte, di natura principalmente procedurale, merita segnalare alcune altre disposizioni particolarmente rilevanti. Nello specifico, l'articolo 15 prevede la possibilità per il Comitato di sottoporre, col consenso dello Stato interessato, ai competenti organi, agenzie, programmi e fondi delle Nazioni Unite le risultanze dell'esame delle comunicazioni o del procedimento di inchiesta, ed ogni altro elemento utile, che indichino la necessità di assistenza tecnica o supporto ai fini del miglior adeguamento nazionale alle disposizioni della Convenzione e dei primi due Protocolli. L'articolo 16, citato in precedenza, riguarda l'obbligo, per il Comitato, di includere nel rapporto che esso è chiamato a produrre ogni due anni, in forza dell'articolo 44 della Convenzione sui diritti del fanciullo, anche un riassunto delle proprie attività svolte in virtù del Protocollo in oggetto. Infine, l'articolo 17 sancisce l'obbligo, per gli Stati parte al Protocollo in oggetto, di darvi adeguata pubblicità all'interno del proprio territorio, anche e soprattutto per quanto riguarda i pareri e le raccomandazioni formulate dal Comitato e concernenti il singolo Stato. Tale diffusione di informazioni andrà effettuata attraverso mezzi idonei e in formati accessibili ad adulti e bambini, inclusi quelli con disabilità.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo che stabilisce una procedura di presentazione di comunicazioni, adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre 2011. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data al Protocollo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 19 del Protocollo stesso. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .