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Atto n. 4-04332 IANNONE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'istruzione, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020 all'art. 1, comma 1, lett. d) , ha sospeso le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, sospensione prorogata fino al termine delle attività; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, prorogato con decreto 10 aprile 2020 e ribadito con decreto 26 aprile 2020, ha sospeso le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub , ristoranti, gelaterie, pasticcerie); il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 maggio 2020 ne ha vista la progressiva riapertura a partire dal 18 maggio, fatta esclusione dei bar delle scuole che sono rimasti chiusi fino al mese di settembre per il protrarsi della sospensione delle attività in presenza a cui sono seguite le vacanze estive; le concessioni hanno una durata limitata e alcuni gestori avevano da poco investito per l'apertura dell'attività alla quale a breve scadrà la concessione, i costi applicati dai bar delle scuole sono "calmierati", di gran lunga inferiori a quelli dei bar pubblici, e quindi con margini più limitati di una qualsiasi altra attività esterna; i bar delle scuole sono spesso a gestione familiare oltre che con impiego di dipendenti, complessivamente con un numero molto elevato di lavoratori, sebbene invisibili per la loro distribuzione sull'intero territorio nazionale; queste attività hanno già alle spalle oltre 6 mesi di chiusura obbligata derivante dalle sospensioni delle attività didattiche e dalla sospensione estiva; a settembre 2020, con la ripartenza delle scuole, chi non ha ricevuto disposizioni di chiusura da Province o dirigenti scolastici ha potuto riaprire il bar sia per tentare un riavvio dell'attività sia perché l'assenza del punto ristoro abituale avrebbe afflitto ancor di più personale e studenti sottoposti alle limitazioni già necessariamente in atto; considerato che i rapporti di tali attività con la comunità scolastica sono molto diversi da un bar di passaggio e che l'apertura si è rivelata più formale che sostanziale: a tali punti ristoro è impedito di attrarre un'utenza diversa dalla popolazione scolastica; i protocolli di prevenzione delle scuole, le quarantene e le numerose assenze degli studenti per timori di contagio rendono diffusamente impossibile l'accesso a questi punti ristoro da parte degli studenti, che costituirebbero l'80 per cento dell'utenza; in diversi casi il punto ristoro è stato chiuso su disposizione del dirigente scolastico o per sospensione delle concessioni, come accaduto in provincia di Cosenza su indicazione della Provincia; dai prossimi giorni le scuole secondarie ricorreranno totalmente o prevalentemente alla didattica a distanza; per questa situazione di fatto si stanno accumulando molti mesi di parziale e totale inattività che rende impossibile coprire persino i costi di gestione; in questi mesi di chiusura obbligatoria e di stentata ripresa i gestori hanno cercato di ottemperare alle spese delle relative attività con crescente affanno, ma il protrarsi delle limitazioni a breve lo impedirà, in quanto molti bandi prevedono di onorare e ottemperare a tutti gli obblighi; alcuni gestori hanno ricevuto un sostegno economico, utilizzato per pagare le tasse, per i mesi di marzo, aprile e maggio identico a quello di tutte le altre attività codice ATECO 56.2 che a differenza dei bar delle scuole hanno potuto riaprire dal maggio 2020; tale sostegno non ha tenuto conto del protrarsi di queste chiusure obbligate e lo slittamento dei pagamenti trimestrali ha coinciso con la riapertura stessa, rendendo i gestori privi della possibilità di un accantonamento a tal fine, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi al fine di integrare i sostegni del periodo che va da maggio a settembre 2020 e prevedere ulteriori contributi fino alla ripresa delle lezioni in presenza; se ritengano di doversi attivare al fine di ridurre le tariffe ENEL non domestiche anche per i periodi successivi a quelli già previsti nel decreto-legge n. 34 del 2020; se intendano attivarsi per far slittare i tributi fino ad un'effettiva ripresa delle attività lavorative post pandemia e derogare alla scadenza di bandi non pienamente fruiti per la loro intera vigenza (a causa di chiusure e sospensioni) nonché il rinnovo automatico della concessione per consentire il recupero delle perdite e delle spese sostenute nell'obbligata chiusura e nella riapertura con utenza obbligatoriamente ridotta; se ritengano utile la sospensione dei pagamenti delle concessioni agli istituti scolastici. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02043 del senatore De Bertoldi ed altri, sull'affidamento del servizio di tesoreria del Consiglio superiore della magistratura alla Banca popolare di Bari; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02040 del senatore De Bertoldi e della senatrice Garnero Santanchè, sulla documentazione da presentare per fruire del superbonus ; 3-02041 dei senatori De Bertoldi ed altri, sull'ammissibilità degli effetti di retroazione fiscale; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02035 del senatore Centinaio ed altri, sul sostegno al settore florovivaistico e fioristico; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-02039 dei senatori De Bertoldi e Totaro, sul divieto di svolgimento di convegni e congressi; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02028 del senatore Cangini, sulla somministrazione di idrossiclorochina nella cura del coronavirus; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-02036 dei senatori La Pietra e Nastri, sul progetto di escavazione nella cava dismessa di Poggio alle Macine a Calenzano (Firenze).