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– promuovere il riconoscimento e la tutela dei diritti umani; – dare sostegno per l’assistenza umanitaria; – operare per la salvaguardia del patrimonio culturale; – realizzare azioni a sostegno della giustizia nazionale e internazionale per il perseguimento dei crimini di guerra e contro l'umanità. La missione EUCAP Sahel Niger , istituita dalla decisione 2012/392/PESC del Consiglio dell’Unione europea del 16 luglio 2012, riconfigurata, in ultimo, e prorogata, fino al 15 luglio 2016, dalla decisione 2014/482/PESC del Consiglio del 22 luglio 2014, è intesa, nell'ambito dell'attuazione della strategia dell'Unione europea per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel, a consentire alle autorità nigerine di definire e attuare la strategia di sicurezza nazionale. L'EUCAP Sahel Niger mira altresì a contribuire allo sviluppo di un approccio integrato, pluridisciplinare, coerente, sostenibile e basato sui diritti umani tra i vari operatori della sicurezza nigerini nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Al fine di conseguire tali obiettivi, l’EUCAP Sahel Niger : – è disposto a sostenere la definizione e l'attuazione della strategia di sicurezza nigerina continuando nel contempo a fornire consulenza e assistenza nell'attuazione della dimensione di sicurezza della strategia nigerina per la sicurezza e lo sviluppo nel Nord; – agevola il coordinamento di progetti regionali e internazionali che sostengono il Niger nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata; – rafforza lo stato di diritto attraverso lo sviluppo delle capacità investigative in ambito penale, e in tale contesto sviluppa e attua adeguati programmi di formazione; – sostiene lo sviluppo della sostenibilità delle forze di sicurezza e di difesa nigerine; – contribuisce all'individuazione, pianificazione ed attuazione dei progetti nel settore della sicurezza. L’EUCAP Sahel Niger non svolge alcuna funzione esecutiva. L’EUTM Mali , istituita dalla decisione 2013/34/PESC del Consiglio dell’Unione europea del 17 gennaio 2013, modificata dalla decisione 2014/220/PESC del Consiglio del 15 aprile 2014, con termine al 18 maggio 2016, è una missione militare di formazione, per fornire, nel sud del Mali, formazione e consulenza militare alle forze armate maliane (FAM) che operano sotto il controllo delle legittime autorità civili, al fine di contribuire al ripristino della capacità militare per consentire loro di condurre operazioni militari volte a ripristinare l’integrità territoriale maliana e ridurre la minaccia rappresentata dai gruppi terroristici. La missione mira a rafforzare le condizioni per il corretto controllo politico da parte delle legittime autorità civili delle FAM e ha l’obiettivo di rispondere alle esigenze operative delle FAM fornendo: – sostegno nella formazione a favore delle capacità delle FAM; – formazione e consulenza in materia di comando, controllo, catena logistica e risorse umane, nonché formazione in materia di diritto umanitario internazionale, protezione di diritti civili e umani. Le attività dell’EUTM Mali sono condotte in stretto coordinamento con altri attori coinvolti nel sostegno alle FAM, in particolare con le Nazioni Unite e la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS). L’EUCAP Sahel Mali , istituita dalla decisione 2014/219/PESC del Consiglio dell’Unione europea del 15 aprile 2014 con un termine di ventiquattro mesi dalla data di avvio, è una missione civile in Mali a sostegno delle forze di sicurezza interna maliane (FSI: polizia, gendarmeria e guardia nazionale). Obiettivo della missione è consentire alle autorità maliane di ripristinare e mantenere l'ordine costituzionale e democratico nonché le condizioni per una pace duratura in Mali e ristabilire e mantenere l'autorità e la legittimità dello Stato su tutto il territorio maliano attraverso una efficace ristrutturazione della sua amministrazione. In sostegno alla dinamica maliana di restaurazione dell'autorità dello Stato, in stretto coordinamento con gli altri attori internazionali, in particolare la MINUSMA, la missione ha il compito di assistere e consigliare le FSI nell'attuazione della riforma della sicurezza stabilita dal nuovo governo, nella prospettiva di migliorare la loro efficacia operativa, ristabilire le loro rispettive catene gerarchiche, rafforzare il ruolo delle autorità amministrative e giudiziarie per quanto riguarda la direzione e il controllo delle loro missioni e agevolare un loro nuovo dispiegamento nel nord del Paese. Il comma 4 autorizza la spesa per l’impiego di un ufficiale dell’Arma dei carabinieri in qualità di Police Advisor presso l’ Uganda Police Force , in attuazione dell’accordo di collaborazione tecnica tra l’Arma dei carabinieri e la Polizia ugandese nei settori della formazione e logistico, siglato a Kampala il 19 maggio 2015. L’ articolo 4 prevede le autorizzazioni di spesa relative ad ulteriori esigenze connesse con le missioni internazionali. In particolare, il comma 1 autorizza la spesa per le esigenze relative alla stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto e alla realizzazione di infrastrutture, attinenti alle missioni internazionali di cui al presente decreto. Riguardo ai contratti di assicurazione del personale e di trasporto di persone e cose relativi alle missioni internazionali, occorre considerare che, trattandosi di spese eccedenti gli ordinari stanziamenti di bilancio, i relativi oneri trovano copertura finanziaria nei provvedimenti legislativi che autorizzano le relative spese. Quanto alle spese relative alle infrastrutture, si tratta della realizzazione di opere e dell’effettuazione di lavori connessi con esigenze organizzative e di sicurezza dei contingenti militari nelle aree in cui si svolgono le missioni internazionali. Il comma 2 autorizza la spesa per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali. Il comma 3 autorizza la spesa per interventi disposti dai comandanti dei contingenti militari delle missioni internazionali di cui al presente decreto, intesi a fronteggiare, nei casi di necessità e urgenza, le esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, entro il limite di spesa autorizzato per ciascun teatro operativo. Si tratta di attività di cooperazione civile-militare intesa a sostenere, in particolare, i progetti di ricostruzione, comprese le infrastrutture sanitarie, le operazioni di assistenza umanitaria, l’assistenza sanitaria e veterinaria, nonché interventi nei settori dell’istruzione e dei servizi di pubblica utilità. Il comma 4 autorizza la spesa per le seguenti cessioni a titolo gratuito: – alla Repubblica islamica dell'Afghanistan: mezzi e attrezzature per la gestione delle funzioni aeroportuali dell’aeroporto di Herat. L’autorizzazione di spesa copre gli oneri per il ristoro del materiale ceduto; – alla Repubblica federale di Somalia: apparecchiature medicali e n. 4 natanti tipo gommone.