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inoltre, a seguito della mappatura operata nel 2019, mancherebbe ancora chiarezza in merito alla proprietà di 763 cavalcavia, creando una questione burocratica di non poco conto, dal momento che non è chiaro di chi sia la responsabilità in termini di ispezione e manutenzione. Inoltre, buona parte di tali infrastrutture sarebbe stata costruita più di 50 anni fa, fattore che rende necessario quantomeno un monitoraggio, si chiede di sapere: se i dati riportati dalla stampa corrispondano al vero e se il Ministro in indirizzo ne sia a conoscenza; quali siano le prossime iniziative che intende intraprendere per aumentare il monitoraggio e la manutenzione del sistema infrastrutturale italiano; se non ritenga necessario intervenire nei confronti dell'ANAS per valutare le modalità di sopralluogo e di definizione del rischio. Atto n. 3-01485 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il lockdown imposto per affrontare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 ha portato ad un crollo della produzione di carne suina, nonostante il boom della domanda alimentare presso supermercati e negozi; il volume di affari è sceso di circa il 20 per cento, anche a causa del blocco delle esportazioni, con gravi ricadute su tutta la filiera, facendo emergere tentativi di speculazione che hanno acuito le difficoltà in cui già versava il settore; da notizie pervenute, sembrerebbe che alcuni macelli, che a causa della diffusione dell'epidemia stanno lavorando a regime ridotto, stiano prospettando un abbassamento dei prezzi agli allevatori nonostante questi continuino a garantire, se pur con difficoltà, la produzione; queste strategie stanno di fatto aprendo l'ingresso alle importazioni di carne suina, con il rischio che venga a ridursi la qualità dei prodotti, a danno in primo luogo della salute dei consumatori, sui quali ricadono inoltre gli effetti dell'aumento del costo delle materie prime, in rialzo del 5 per cento; inoltre il calo della domanda di coscia di maiale sta provocando uno stallo nel circuito della macellazione, con un rallentamento della produzione di prosciutti e altri tagli di stagionatura; con la capacità di lavorazione che cala, i macelli sono costretti ad acquistare meno capi e di fronte ad una domanda che resta alta, calano anche le quotazioni. Gli animali finiscono col restare più a lungo nelle stalle e molte partite destinate al circuito DOP finiscono "fuori peso", subendo un ulteriore deprezzamento; il lockdown ha cancellato un quinto di tutto il fatturato delle aziende che lavorano nella trasformazione della carne, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire con misure straordinarie a sostegno delle imprese per fare fronte a questa emergenza, anche prevedendo un aiuto diretto alla produzione di prosciutti e altri tagli di stagionatura, e per sollecitare gli operatori dell'intera filiera ad adottare comportamenti virtuosi per un giusto riparto dei costi e dei ricavi, al fine di continuare a fornire al consumatore un prodotto di qualità ad un giusto prezzo; se non ritenga necessario, al fine di scongiurare le speculazioni sui prezzi, mettere in campo misure che riportino le macellazioni a ritmi pressoché ordinari ed invitare la trasformazione a prediligere il prodotto nazionale rispetto a quello estero. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01469 MARCUCCI NANNICINI LAUS Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la circolare dell'INPS n. 49 del 30 marzo 2020 fornisce istruzioni amministrative in materia di indennità di sostegno al reddito, introdotte dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cosiddetto "cura Italia") per il mese di marzo 2020, in favore di alcune categorie di lavoratori autonomi, liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori subordinati, le cui attività lavorative sono colpite dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, prevedendo che i lavoratori potenziali destinatari delle suddette indennità di 600 euro "al fine di ricevere la prestazione di interesse, dovranno presentare domanda all'INPS esclusivamente in via telematica"; secondo quanto riportato da diverse agenzie di stampa e quotidiani del 1° aprile 2020, il presidente dell'INPS, Pasquale Tridico, avrebbe dichiarato che dalla notte del 31 marzo alle 8.30 della mattina del 1° aprile (prima data utile per presentare la richiesta di indennità) sarebbero arrivate all'INPS 300.000 domande regolari, ben 100 domande al secondo dalle 8.30 e che questa mole di richieste di accesso al sito avrebbe comportato inevitabili intasamenti; poco dopo questa dichiarazione, l'accesso al sito dell'INPS, già molto difficile nelle prime ore della mattina, è diventato impossibile, e diversi utenti hanno segnalato di avere avuto, entrando nella propria area riservata, accesso a dati personali di altri utenti; secondo quanto riportato dal sito del quotidiano "la Repubblica" del 1° aprile, il Presidente dell'Autorità garante per la privacy , Antonello Soro, avrebbe sottolineato la gravità del data breach , contattando subito l'INPS e affermando di aver avviato "i primi accertamenti per verificare se possa essersi trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o di una problematica di portata più ampia", chiedendo comunque all'INPS di mettere al più presto in sicurezza i dati; l'INPS ha confermato l'esistenza del problema e a metà giornata sul sito è comparso il messaggio "Il servizio non è al momento disponibile". A fronte del grave disservizio, il presidente Tridico si è giustificato parlando di "violenti attacchi hacker ", che si sono sommati ai molti accessi, e ciò avrebbe comportato il crash del sito; successivamente, nel corso del TG1 dello stesso giorno, il presidente Tridico ha annunciato la riapertura del portale con orari differenziati a seconda degli utenti: "dalle 8.00 alle 16.000 per patronati e consulenti e dalle 16.00 per i cittadini". Alle 12.20 il sito è stato chiuso per poi riaprire alle 17.30; quanto successo non può sorprendere, né risultare inaspettato, dopo che l'INPS ha fornito informazioni errate, poi rimosse dal sito, riguardo al fatto che l'accettazione delle domande sarebbe stata in ordine cronologico in assenza di un criterio di riparto dei fondi, qualora questi ultimi non fossero sufficienti. Ciò ha comportato il simultaneo tentativo di accesso di migliaia di cittadini, a poco servendo la successiva smentita del presidente Tridico e la rassicurazione che tutti gli aventi diritto avrebbero avuto accesso alle indennità previste dal decreto-legge, si chiede di sapere quali siano le ragioni dei gravi problemi, esposti in premessa, che hanno interessato il sito dell'INPS e quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire una gestione ordinata e celere delle procedure per la richiesta delle suddette indennità, nel rispetto delle esigenze dei cittadini e della loro privacy . Atto n. 3-01473 CALIGIURI Al Ministro della salute Premesso che: l'emergenza COVID-19 ha messo a dura prova il Servizio sanitario nazionale, facendo registrare ad oggi oltre 125.000 contagi e circa 15.000 decessi;