[pronunce]

che il Giudice di pace di Marano di Napoli, alla esposizione dei motivi di non manifesta infondatezza, fa precedere osservazioni sulla natura della responsabilità che sarebbe alla base dell'azione risarcitoria diretta, per concludere che si tratta di responsabilità contrattuale, e che dunque è applicabile solo ai contratti successivi all'entrata in vigore del Codice delle assicurazioni, ma non è dato comprendere se si tratti di considerazioni aventi attinenza con il giudizio a quo, del quale si conosce solo la data del sinistro e l'identità delle parti in causa, ma non se, data la premessa posta dal rimettente, il Codice delle assicurazioni sia o meno applicabile, incorrendo per questo in ulteriore profilo di manifesta inammissibilità, per insufficiente descrizione della fattispecie (ordinanze nn. 248, 217 e 24 del 2008; 353 e 333 del 2007). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 149 e 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 76 della Costituzione, dal Giudice di pace di Marano di Napoli; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 141, 149 e 150 del predetto decreto legislativo n. 209 del 2005, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 11, 24, 76 e 111 della Costituzione, dal Giudice di pace di Vizzini. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 giugno 2009. F.to: Francesco AMIRANTE, Presidente Alfio FINOCCHIARO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 2 luglio 2009. Il Cancelliere F.to: MILANA