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Art. 10. Norme sanitarie 1. Gli atleti militari "di livello nazionale" devono giungere al reparto di assegnazione muniti della documentazione sanitaria prevista dalle vigenti leggi sulla "tutela sanitaria delle attività sportive agonistiche". Viene data altresì facoltà a ciascuna Forza armata di effettuare un'indagine medico-sanitaria in ottemperanza a specifiche direttive interne. 2. I limiti previsti dall'art. 24, commi 8 e 9, della legge 24 dicembre 1986, n. 958, potranno essere aumentati, come previsto nel comma 10, dal direttore di sanità dell'alto comando periferico, sentito il parere del comandante di corpo ed il giudizio dell'ufficiale medico membro del Comitato sportivo militare. 3. Al termine di periodi di licenza di convalescenza o di riposo, il militare atleta, oltre a quanto previsto dalle norme in vigore, dovrà essere autorizzato a riprendere l'attività sportivo-agonistica dal dirigente del servizio sanitario del reparto. 4. Il periodo trascorso nella posizione di "riposo in patria", non concesso dall'autorità sanitaria militare, deve essere compreso nel computo della licenza ordinaria o speciale agonistica. 5. L'atleta militare che partecipi ad attività sportiva in posizione di inidoneità temporanea al servizio militare incondizionato, cessa da questa posizione e deve pertanto fare rientro immediato al corpo. Qualora l'atleta militare si dichiari impossibilitato, per motivi sanitari, al rientro, si dovrà provvedere al suo immediato ricovero presso l'ente sanitario militare competente per territorio che deve giudicare sulla idoneità al servizio militare incondizionato. In ogni caso il militare che svolga attività sportiva in posizione di temporanea inidoneità al servizio militare incondizionato perde tutte le prerogative connesse alla posizione di atleta "di livello nazionale" e può essere trasferito ad altro ente o reparto.