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Il sito è costituito da due aree, denominate "Danelli" e "Montana", interessate dallo scarico abusivo di melme acide, derivanti dalla raffinazione degli oli usati, e di terre decoloranti esauste. La prima area, più a settentrione, ha una superficie di 16.000 m2 mentre la seconda, più meridionale, ha un'estensione di circa 35.000 m2 e contiene melme acide ad elevata acidità, con notevole sviluppo di gas contenenti zolfo. Nelle immediate vicinanze sono presenti un'area con depositi di terre decoloranti ed un'area di melme acide immerse nel fiume Lambro. L'area Montana presenta pozze di profondità pari a circa 1,5 m con melme acide a media acidità, aree con depositi di terre decoloranti e un'area con croste bituminose e melme mescolate con sabbia. Principali caratteristiche ambientali. Il sito ubicato sulla scarpata prospiciente l'alveo del fiume Lambro, sponda destra, ha delle quote dei terreni variabili tra 68 e 81 m s.l.m. Il centro abitato più vicino, Cerro al Lambro, è situato circa 1 km a nord del sito. I vincoli gravanti sull'area sono i seguenti: legge n. 431/1985 (Galasso) (art. 1, lettera c); legge regionale n. 86/1983 - Area di rilevanza ambientale (sud Milano, Medio Lambro); legge regionale n. 24/1990 - Parco agricolo sud Milano. Le aree di interesse sono caratterizzate dall'affioramento di formazioni alluvionali quaternarie, tipiche di questo tratto di pianura Padana, costituite da sabbie e ghiaie fini. La vulnerabilità della falda è medio-alta e quindi lo sversamento sul terreno di rifiuti pericolosi, con il loro carico di sostanze tossiche, rappresenta un effettivo elevato rischio per le acque sotterranee. La pericolosità degli inquinanti, il loro diretto contatto con le acque fluviali, la formazione di esalazioni di gas irritanti, la rilevanza ambientale dell'area portano a considerare la situazione del sito come ad elevato rischio sanitario ed ambientale. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati così stimati: bonifica: 82,5 miliardi; finanziamento già accordato: 0,5 miliardi (regione Lombardia, legge regionale n. 94/1980); risorse disponibili: 34 miliardi; risorse da reperire: 48 miliardi. L'intervento sul sito è stato inserito nel Progetto strategico 7.1.1 "Pianificazione delle aree contaminate e realizzazione dei progetti di bonifica con l'alta sorveglianza della regione". Piano di caratterizzazione. Il Piano di caratterizzazione, elaborato e trasmesso al comune di Cerro al Lambro con nota del 20 luglio 1999, è stato esaminato dal Comitato tecnico, ex art. 17 legge regionale n. 94/1980 nella seduta del 9 novembre 1999. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Il progetto definitivo, assimilabile all'esecutivo, elaborato e trasmesso al comune di Cerro al Lambro con nota 20 luglio 1999, è stato esaminato dal Comitato tecnico, ex art. 17 legge regionale n. 94/1980 nella seduta del 9 novembre 1999. In data 12 dicembre 2000 si è avuta l'inizio delle attività di cantiere per un primo lotto degli interventi per un importo di circa 56 miliardi. MARCHE Comune - Località. Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle (Macerata). Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a mare (Ascoli Piceno). Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale del Basso Bacino del fiume Chienti. Perimetrazione. L'area della bassa valle del fiume Chienti, è interessata dalla presenza di numerose aziende del settore calzaturiero, che utilizzano composti organoalogenati per il lavaggio di fondi di calzature in poliuretano. I rifiuti di tali processi, classificati come pericolosi, sono stati sversati sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque di falda attraverso pozzi. Gli inquinanti, costituiti prevalentemente da tricloroetano, tricloroetilene e tetracloroetilene, hanno contaminato una vasta area in sinistra idrografica del fiume Chienti, avente un'ampiezza attorno ai 10 km2 (Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle), un'area più limitata in destra idrografica, limitatamente agli ultimi 2 km della foce del fiume (Comune di Porto Sant'Elpidio) ed un'area più ristretta, la cui estensione è da definire, in destra idrografica del fiume (Comune di Sant'Elpidio a Mare). Principali caratteristiche ambientali. I terreni sono costituiti prevalentemente da alluvioni sabbioso - ghiaiose molto vulnerabili. La situazione ambientale è molto critica in quanto l'inquinamento ha interessato molti pozzi privati utilizzati a scopo idropotabile nonché i pozzi delle centrali di sollevamento degli acquedotti di Montecosaro e Civitanova Marche, situati a valle dei punti di sversamento, costringendo i comuni interessati a spendere ingenti cifre per la depurazione e potabilizzazione delle acque contaminate. Sono in corso procedimenti giudiziari nei confronti di alcune aziende del settore calzaturiero all'interno del perimetro o nelle cui aree circostanti sono stati sversati rifiuti liquidi a base di sostanze alogenate. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati cosi stimati: Caratterizzazione 0,60 miliardi di lire Messa in sicurezza del terreno 2,00 " Messa in sicurezza delle acque di falda e dei siti inquinati 4,00 " Monitoraggio e controlli 0,25 " Interventi di messa in sicurezza del campo pozzi uso idropotabile del comune di Civitanova: 1,50 " Totale costo intervento 8,35 miliardi di lire Piano di caratterizzazione. In passato e nel periodo marzo/agosto 1999 sono state effettuate analisi chimiche sulle acque di falda, che hanno evidenziato una vasta area con valori di concentrazione di tricloroetano e di percloroetilene maggiori di 30 microgrammi/l. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stata elaborata la progettazione di massima, con la stima dei costi complessivi. MOLISE Comune - Località. Guglionesi (Campobasso) - Macchie. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di un ex impianto di lombricoltura (Guglionesi II). Perimetrazione. L'area in oggetto (S = 8 ettari) era stata inizialmente autorizzata per la realizzazione di un impianto di selezione di RSU per il successivo processo di compostaggio, con annesso un impianto di allevamento di lombrichi da alimentare con il composto ottenuto dal trattamento dei rifiuti. La gestione impropria ed abusiva dell'impianto, con lo stoccaggio nell'impianto di quantitativi ingentissimi di rifiuti di provenienza civile ed industriale (RSU, fanghi di depurazione civile, di conceria, di natura agro-alimentare, di cartiere, etc.), ha provocato l'inquinamento del sito da metalli pesanti (prevalentemente cromo e mercurio, presenti in elevate quantità nei fanghi trattati nell'impianto).