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In sostanza, non si può - e questo principio adesso è ben stabilito - tracciare la vita privata di un cittadino, perché in tal modo si opererebbe un'indebita violazione del diritto alla privacy e un indebito intervento nel suo corretto svolgimento. Tale violazione permane anche se l'intervento dell'autorità è finalizzato ad attività di prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento di reati, perché questo accesso deve essere evidentemente circoscritto a procedure aventi per scopo esclusivamente la lotta a gravi forme di criminalità, oppure la prevenzione deve agire contro gravi minacce alla pubblica sicurezza. Sempre con la stessa sentenza, si stabilisce anche che il pubblico ministero non possa essere competente ad autorizzare il suddetto accesso, ma debba essere sempre il giudice a disporre tale autorizzazione. Si riporta, quindi, a sistema la norma secondo cui l'accusa è esattamente nella medesima posizione della difesa; è il giudice a dover stabilire se tali operazioni siano possibili oppure no. Ora, è evidente che l'articolo 1 costituisce un buon compromesso, anche se, come sempre accade, le norme possono essere migliorate. Auspichiamo che con il tempo si arrivi a un migliore bilanciamento tra il diritto alla privacy e le esigenze investigative, tra l'esercizio del potere da parte della pubblica autorità e la libertà del singolo. Sicuramente è una norma perfettibile, come sempre accade per le norme che sono frutto di compromesso e di confronto tra parti che hanno ovviamente posizioni ideologiche differenti. È quindi normale che si arrivi a un compromesso e questo, secondo me, pur riconoscendo la perfettibilità della norma, costituisce comunque un buon compromesso. Finalmente soprattutto l'acquisizione può essere richiesta dal pubblico ministero, ma comunque, per darvi corso, occorre l'autorizzazione del giudice. Anche ove il pubblico ministero si trovi ad agire in via d'urgenza, come può accadere, per esigenze di indagine, qualora il ritardo possa arrecare grave pericolo alle esigenze investigative, è previsto che il pubblico ministero possa disporre l'acquisizione dei dati, con decreto che deve essere motivato; ma anche in questo caso il giudice deve intervenire ex post , entro termini precisi. È quindi un'attività controllata, che assicura sufficienti garanzie sulla correttezza dell'operato anche della pubblica accusa. Si tratta quindi di un buon risultato ed è sicuramente un punto di partenza, attraverso il quale arrivare a una soluzione e a un esame più approfondito. Sono convinto che chi, come me, frequenta le aule giudiziarie abbia prima di tutto a cuore la volontà di non abdicare mai ai valori fondanti della Costituzione. Non mi stanco di ripetere in quest'Aula che prima di tutto dobbiamo continuare ad avere come faro, come via illuminante, il rispetto della Costituzione, di quei principi che dovrebbero governare il giusto processo. (Applausi) . Purtroppo troppo spesso accade che tali principi vengano violati dalla giustizia quotidiana e che vengano cancellate molte delle garanzie che erano poste a tutela dell'imputato. Ebbene, noi dobbiamo continuare nel percorso che abbiamo intrapreso anche oggi e continuare a cercare, quanto più possibile, di assicurare il rispetto delle norme costituzionali in tutte le fasi del processo, dall'inizio fino a quando si arriva alla sentenza definitiva. Magari avremmo potuto fare anche di più, ma, oggettivamente, è già un buon risultato, anche perché i reati a cui queste norme possono essere applicate sono quelli per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione nel massimo non inferiore a tre anni. Soprattutto rispetto a questa seconda categoria, sorgono le mie perplessità, perché la Corte di giustizia aveva dato indicazioni diverse, prevedendo reati connotati con un elevato tasso di criminalità. Noi, invece, tutti i reati con quella pena li abbiamo inseriti nel calderone. Ripeto, però, che questo provvedimento è il frutto di un compromesso tra posizioni ideologicamente differenti; quindi, a questo ci dobbiamo attenere e di questo ci dobbiamo accontentare. Son certo, però, che cercheremo di metterci mano per migliorare ancora, perché la via è stata tracciata. Mi lascia perplessa anche la delega, prevista dall'articolo 1, sull'acquisizione di tabulati in via d'urgenza da parte del pubblico ministero. Perché questa mia perplessità? Perché non vorrei che questa, che dovrebbe essere un'eccezione, come spesso è capitato in situazioni di questo genere, alla fine poi diventi la norma e che questo provvedimento che ci accingiamo ad approvare oggi rivesta soltanto un mero ruolo formale. Abbiamo ancora da affrontare il problema della separazione delle carriere e tanti altri problemi. Quello che rileva, però, è che abbiamo chiara la necessità di mettere mano nuovamente a questi temi. Il lavoro fatto oggi sul rispetto delle norme e dei diritti riconosciuti dalla Costituzione, così come su altri argomenti affrontati anche di recente (tra tutti, penso alla presunzione di innocenza), rappresenta un contesto corretto nel quale abbiamo iniziato un cammino comune. Noi avremmo voluto interventi più coraggiosi, ma questo, come dicevo, è frutto di un compromesso. Andiamo avanti su questo e son sicuro che, piano piano, arriveremo al risultato che noi abbiamo a cuore, quello cioè della difesa ad oltranza dei diritti che la Costituzione riconosce ai cittadini. Per questo motivo, a nome di Italia Viva-P.S.I., annuncio il voto favorevole a questo provvedimento. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, anche oggi l'Aula, nell'indifferenza generale - basta guardarsi intorno - si accinge a votare l'ennesima fiducia. Il Governo continua a rimanere sordo al monito del Capo dello Stato, che continua, inascoltato, ad avvertire che non si può continuare a ridurre il Parlamento ad una scatola vuota come state facendo. (Applausi) . L'ennesima fiducia, per giunta su un decreto-legge, per giunta contenente una serie infinita di norme tra loro assolutamente eterogenee: dalla giustizia, alla difesa, al referendum , alle tasse, alla famiglia. Un decreto-legge omnibus , palesemente incostituzionale, perché non c'è nessuna omogeneità di materia. Del resto, il motivo per cui continuate a porre la fiducia, anche in casi come questo, in cui ci sono da votare non più di 20 emendamenti, lo avete reso manifesto non più tardi di ieri, con lo scambio di convenevoli - si fa per dire - tra il Capogruppo di Italia Viva ed il Capogruppo del MoVimento 5 Stelle. Se questo è il clima che c'è nella maggioranza, cari colleghi, Fratelli d'Italia è ben lieta di stare all'opposizione. Continuate pure voi a dare questo spettacolo agli italiani. (Applausi) . Entrando nel merito, l'articolo 1 è certamente necessario perché ci dobbiamo adeguare a una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Siamo quindi consapevoli che questa norma andava presentata e approvata, tuttavia ci siamo sforzati di renderla migliore.