[ddlpres]

La stessa Agenzia definisce le modalità di presentazione e le caratteristiche cui devono attenersi i progetti, un contratto standard unico per i contratti di lavoro, un programma di attività formative per i lavoratori impiegati, le modalità di rendicontazione annuale da parte dell'Agenzia sullo stato d'attuazione dei progetti e degli obiettivi del programma, le modalità attraverso le quali i cittadini possono partecipare all'elaborazione dei progetti e al controllo della loro puntuale realizzazione senza dispersione delle risorse pubbliche, le disposizioni per fornire ai soggetti che hanno presentato i progetti strumenti, attrezzature, mezzi meccanici e apparecchiature di proprietà delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento militare, delle regioni e degli enti locali, nonché le risorse destinabili all'acquisto dei predetti materiali. Infine regola le modalità di partecipazione al programma da parte delle strutture periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il programma è realizzato attraverso progetti che i soggetti interessati possono presentare al fine di realizzare una o più azioni tra quelle indicate nell'articolo 3. Questi progetti debbono essere redatti secondo precise indicazioni tecniche in modo da rendere evidenti i costi dell'impresa e il numero di lavoratori che si intende impiegare nonché le attrezzature e gli strumenti necessari. Il progetto viene valutato dalle strutture periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sulla base delle disposizioni generali dettate dall'Agenzia nazionale, preferendo a parità di costo i progetti che prevedono una maggiore intensità di lavoro. Il progetto, prima della sua definitiva approvazione (sempre che non venga rigettato per mancanza assoluta dei requisiti tecnici e di fattibilità), può essere integrato sulla base delle indicazioni formulate dai soggetti valutatori e, una volta approvato, può essere effettivamente finanziato. I progetti possono prevedere forme di collaborazione con università, dipartimenti, centri di ricerca dipartimentali o interdipartimentali (articolo 5). L'articolo 6 disciplina le regole per l'assunzione del personale per la realizzazione dei progetti. Come già detto, il personale impiegato deve essere scelto tra coloro che risultano iscritti presso i centri per l'impiego o tra persone usufruiscono di ammortizzatori sociali. Le assunzioni sono realizzate dalle direzioni regionali del lavoro oppure da quelle territoriali a seconda che i titolari dei progetti siano amministrazioni dello Stato, regioni o enti locali. Poiché il programma nazionale sperimentale ha una durata massima prevista di tre anni, i lavoratori possono essere assunti con contratto a tempo determinato, assicurando, anche con contratti successivi e per la realizzazione di più progetti, che l'impiego duri non meno di dodici mesi e fino a un massimo di trentasei mesi. Per consentire l'impiego di un maggior numero di persone, riducendo così ulteriormente la disoccupazione, si prevede che il monte ore massimo sia di 35 ore settimanali o 140 ore mensili, con l'applicazione del contratto nazionale di riferimento. I soggetti presentatori dei progetti sono anche autorizzati ad utilizzare personale che sia già alle loro dipendenze, quando lo richieda uno specifico profilo tecnico o professionale. I lavoratori assunti per i progetti non possono svolgere altre attività di lavoro subordinato o autonomo e, al termine del contratto, potranno essere assunti da datori di lavoro privati per il tramite di enti senza scopo di lucro, anche di categoria, con cui i soggetti pubblici possono stipulare convenzioni al fine di contribuire a trovare una loro collocazione lavorativa stabile. L'articolo 10 prevede, invece, la possibilità che i progetti siano realizzati non direttamente dagli enti pubblici ma mediante appalti assegnati ad imprese che si impegnino ad assumere, con contratto a tempo determinato per la durata dell'appalto o a tempo indeterminato, almeno il 50 per cento del personale necessario tra i lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati come definiti dal citato regolamento (CE) n. 800/2008. La riserva di manodopera nei bandi di appalto sarebbe così conforme alle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato; tuttavia, il comma 2 dell'articolo 10 prevede che, nel caso in cui alcune delle categorie di persone di cui all'articolo 6, commi 4 e 5, non rientrassero nella definizione di lavoratore svantaggiato, il Governo italiano acquisisca la valutazione della compatibilità di tali appalti dalla Commissione europea. Le imprese che partecipano alle gare per gli appalti di cui all'articolo 10 del presente disegno di legge devono dimostrare che l'assunzione del personale per lo svolgimento dell'appalto deve comportare un aumento netto dell'occupazione dell'impresa, presso la quale non devono esserci stati licenziamenti nei sei mesi precedenti la partecipazione all'appalto dei progetti. Sempre con riferimento al personale da impegnare nei progetti, l'articolo 8 stabilisce che i centri per l'impiego procedano a organizzare la loro formazione sulla base delle indicazioni dei soggetti presentatori dei progetti, assicurando che la formazione sia commisurata sia alla durata che alla tipologia di impiego e che consista in una formazione specifica, relativa alle attività richieste dal progetto, e una generale sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori. L'articolo prevede anche casi di esenzione per lavoratori che siano già in possesso delle doti di professionalità e di esperienza richieste dall'attività da svolgere o che abbiano già frequentato corsi sulla tutela della sicurezza e della salute. Un articolo importante del progetto è quello che prevede la partecipazione democratica all'elaborazione e al controllo dei progetti (articolo 9). Nella scelta dei progetti da finanziare viene data priorità a quelli alla cui elaborazione hanno partecipato in maniera adeguata i cittadini e per i quali siano previste procedure di controllo dei cittadini stessi sulle assunzioni e sull'attuazione dei progetti. Tali procedure sono richieste in via ulteriore rispetto a quelle già stabilite dall'Agenzia nazionale, la quale deve rendere pubblicamente fruibili i dati di ogni monitoraggio sui progetti ed elaborare strumenti utilizzabili dai cittadini per segnalare irregolarità, problemi tecnici e operativi nella realizzazione dei progetti. Si prevede un collegio arbitrale formato da tre persone, il cui presidente è nominato dall'Agenzia nazionale tra magistrati, professori universitari e professionisti e gli altri due membri sono estratti a sorte tra tutti i cittadini residenti nel territorio. Il collegio arbitrale svolge le sue funzioni a titolo gratuito salvo il rimborso delle spese strettamente necessarie. L'articolo 7 stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i Ministri interessati, vengano redatti gli elenchi dei beni strumentali, delle attrezzature, dei mezzi meccanici e delle apparecchiature inutilizzate o sottoutilizzate in dotazione alle Forze armate o di polizia o ad ogni altra amministrazione dello Stato, che sono messi a disposizione per la realizzazione dei progetti. Un identico provvedimento adottano le regioni e gli enti locali sui beni di loro proprietà, per la realizzazione di progetti propri o di altri soggetti. Nei provvedimenti adottati dovranno essere indicate anche le modalità per la cessione in comodato d'uso gratuito dei beni e le indicazioni relative alla manutenzione e alla riparazione dei beni, posti a carico dei soggetti utilizzatori.