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Allora, siccome in questa Nazione molti intellettuali si sono prodigati in appelli e raccolte di firme che non si fanno per cose più serie e più importanti, come Fratelli d'Italia oggi noi attendiamo le loro scuse. Non parlo dei leader internazionali, perché qualcuno non c'è più - da Mitterrand a Lula - ma guardo in casa nostra e a chi da casa nostra le scuse deve chiederle. Non è che Fratelli d'Italia oggi gioisca perché ci nutriamo di vendetta; noi oggi gioiamo per un motivo molto più importante e cioè che Cesare Battisti è stato consegnato alle autorità italiane, a dimostrazione che c'è uno Stato di diritto e soprattutto - questo è il nostro auspicio - che c'è una certezza della pena. Certo, abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra non è ancora vinta. Ci auguriamo allora due cose. L'auspicio, innanzitutto, è che la protezione umanitaria, mi viene da dire, che spesso viene data a questi terroristi comunisti abbia visto la fine e che non ci sia più nulla del genere. In secondo luogo, la guerra sarà vinta nel momento in cui saranno arrestati gli altri terroristi comunisti ancora latitanti nel mondo. (Applausi dal Gruppo FdI) . GINETTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, prendo la parola per anticipare la presentazione di un'interrogazione da parte del mio Gruppo in relazione alle immagini apparse su alcuni quotidiani e televisioni, che mostravano il signor ministro della giustizia Bonafede indossare la divisa del corpo di Polizia penitenziaria, atteggiamento già peraltro più volte esibito in modo reiterato dal ministro dell'interno Salvini con la divisa della Polizia di Stato e dei Vigili del fuoco, in evidente violazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 737 del 1981. Non vi è alcun dubbio, infatti, che il Ministro stia indossando abusivamente e in pubblico segni distintivi di un corpo e di una professione senza averne titolo. Il Ministro non è abilitato ad indossare la divisa del corpo di Polizia penitenziaria, del quale non è un appartenente. Il Ministro ha responsabilità politiche, direttive, di governo, ma questo non lo abilita ad una professione, né tantomeno ad indossarne i simboli e la dotazione. Il Ministro viola la dignità delle istituzioni indossando fregi che non gli competono. Ripeto, il Ministro non è un appartenente al corpo di Polizia penitenziaria e la sua condotta, oltre a violare l'articolo 498 del codice penale, rischia di banalizzare la divisa come fosse un costume. La divisa è molto di più: è appartenenza; è servizio allo Stato e ai cittadini; è responsabilità di funzioni; è abnegazione nell'adempimento di compiti quotidiani. Ci sono modi concreti e meno propagandistici di dimostrare la vicinanza agli uomini e alle donne della polizia penitenziaria, per esempio adoperandosi per migliorare le condizioni di lavoro, di funzionamento degli istituti penitenziari, aumentando le unità in servizio, aggiustando anche alcuni aspetti del riordino e riallineamento che avevamo avviato nella scorsa legislatura. Si occupi della grave carenza di approvvigionamento del vestiario, degli orari e delle condizioni di servizio, troppo spesso caratterizzati da violenze e aggressioni all'interno degli istituti, condizioni di stress che spesso portano al suicidio o a tentativi di suicidio degli appartenenti al Corpo. Si occupi il Ministro delle condizioni per la rieducazione della popolazione detenuta e per il reinserimento sociale dei condannati. Signor Presidente, la sicurezza è un bene, è un diritto primario che non può essere strumentalizzato. Non siamo in un videogioco, siamo uomini e donne delle istituzioni: sobrietà, rispetto ed autorevolezza non possono essere svenduti al consenso, né ad esso essere asserviti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatrice, va detto che questa polemica sulle divise è circolare. (Commenti del Gruppo PD) . Faccio questo commento - e lei mi perdonerà - perché ha riguardato anche i Ministri della difesa, del suo partito e anche del mio, e anche me stesso. Io considero importante quello che ha dichiarato, per questo lo dicevo. BITI (PD) . Presieda, non commenti. PRESIDENTE. Perché no? A fine seduta perfino il Presidente può commentare. (Commenti dal Gruppo PD). GIARRUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (M5S) . Signor Presidente, prendo la parola a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle per manifestare tutto il nostro disagio e disappunto per l'organizzazione di una mostra celebrativa per i cento anni dalla nascita del peggiore uomo politico che abbia visto queste Aule (Applausi dal Gruppo M5S) . La mostra per celebrare i cento anni dalla nascita di Andreotti è fuori luogo. È una mostra anche fotografica falsa, perché rappresenta un'immagine che non è vera, non è quella sancita dalla Corte di cassazione (Applausi dal Gruppo M5S) . In quella galleria, signor Presidente, mancano tante foto e noi dobbiamo ricordarle. Per prime vanno ricordate quelle dei sodali di Andreotti: manca la foto di Salvo Lima, dei cugini Nino e Ignazio Salvo, ma mancano soprattutto le foto delle vittime della mafia. Manca la foto di Piersanti Mattarella. (Applausi dal Gruppo M5S) e non a caso, perché quello è il fatto più grave che ad Andreotti è stato imputato, riconosciuto e comprovato nelle aule giudiziarie. Mi riferisco cioè al fatto di essere venuto in Sicilia per discutere con i capimafia del peggiore e più grave delitto che Cosa nostra si apprestava a compiere. Andreotti ha discusso con la cupola del delitto Mattarella prima che questo avvenisse e poi è tornato in Sicilia, dopo il delitto, per discuterne ancora e rimproverarli, perché non avevano fatto come diceva lui. Noi da questa storia prendiamo le distanze. Non ci troviamo nulla di celebrativo. È un'offesa per il nostro Paese, è una offesa alla memoria dei nostri morti e anche per il Presidente della Repubblica. Chiudiamo questa mostra subito! (Applausi dal Gruppo M5S) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, vorrei dire in quest'Assemblea che per noi l'arresto di Cesare Battisti chiude una ferita per tutti gli italiani, per la nostra Repubblica e per le nostre istituzioni. Ci uniamo alle parole pronunciate dal presidente Mattarella di soddisfazione per l'arresto e per la pena, inflitta dalla giustizia italiana, che Cesare Battisti sconterà. Come ha ricordato il presidente emerito Napolitano, negli anni trascorsi tutti i Governi hanno profuso lo sforzo massimo per arrivare a questo risultato. Anche noi vogliamo ringraziare le Forze dell'ordine, in particolare la Polizia e il suo capo, per questo risultato così importante. Signor Presidente, in un'Italia che mai, soprattutto in un momento come questo, può subire la mistificazione della storia, sappiamo che il terrorismo di qualunque natura è stato sconfitto perché le forze democratiche e, soprattutto, i comunisti italiani, lo hanno contrastato in maniera durissima.