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Alla luce di questo perdurante stato di crisi, acuito dalle tensioni registrate sul fronte dei costi delle materie prime e dell'energia, come ho appena ricordato, diviene necessario adottare questa moratoria per prorogare il termine di sospensione dei rimborsi almeno fino al 31 dicembre di quest'anno, possibilmente con effetto retroattivo dal 1° gennaio. Abbiamo il dovere di scongiurare la chiusura di migliaia di imprese che, schiacciate dal caro bollette, sono impossibilitate non solo a fare investimenti, ma anche a far fronte a normali spese correnti. Gli aiuti previsti, pur rappresentando uno sforzo apprezzabile del Governo, non sono ancora sufficienti a fronteggiare la crisi economica di liquidità che stanno attraversando molti comparti e soprattutto - perdonatemi se lo continuo a rimarcare - quello del turismo. Occorrono pertanto continuità e tenacia per colmare le lacune che abbiamo summenzionato e, caro Sottosegretario, bisogna agire adesso. (Applausi) . Signor Presidente, chiedo di consegnare il testo del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, capisco che c'è la guerra e che dobbiamo occuparci prioritariamente dei profughi e delle devastanti conseguenze sull'economia, ma mi preme farvi notare che anche qui da noi c'è già stata la guerra: una guerra epidemica dagli effetti che tutti conosciamo. E c'è chi, in questa guerra, ha combattuto per noi ed è caduto per regalarci la possibilità di ritornare alla normalità. Non voglio pensare che siano egoismi di bottega, perché è stato proposto dalla Lega, a far sì che non venga riconosciuto adesso, senza se e senza ma, alle famiglie dei medici deceduti nella prima fase del Covid un giusto ristoro. Per quanto ci riguarda, non è importante che si chiami emendamento Cantù (per me si può chiamare anche emendamento Belzebù), purché si approvi. Difatti, il nostro disegno di legge n. 1061 del febbraio 2019 è stato di ispirazione per le misure adottate e adottande per superare la carenza dei medici e per il conseguente abbattimento delle liste di attesa. Nessuno ne ha fatto una questione di primazia; l'importante è fare e fare bene. Allo stesso modo, per le nuove regole di ingaggio degli erogatori, compresi i medici di medicina generale, il cosiddetto DM 71 prevede una serie di importanti misure già proposte nel disegno di legge n. 2153 per il riordino dell'emergenza-urgenza preospedaliera ed ospedaliera del marzo dello scorso anno. Ben venga siano tenute in debito conto dal Ministero della salute le elaborazioni della Lega per il rafforzamento delle cure territoriali, a loro volta integrate con la continuità assistenziale che abbiamo già proposto nei nostri disegni di legge. Così per il ristoro alle famiglie dei medici deceduti, purché sia approvato ora, senza rinvii e ritardi ulteriori. Da qui la nostra riproposizione in Aula, nonostante il parere contrario in Commissione dei Ministeri della salute e per le pari opportunità e la famiglia (almeno così mi è stato riferito). Dimostrate seduta stante che non è vero, recependolo, vista la preannunciata fiducia, nell'emendamento integralmente sostitutivo del provvedimento in discussione. Non abbiamo bisogno della coccarda, ma pensavamo che neppure il Governo ne avesse bisogno. Chiamatelo come volete, purché lo facciate, senza ulteriore differimento, perché proprio un anno fa abbiamo convenuto che si istituiva la giornata della memoria e che il Governo si sarebbe impegnato a reperire i fondi necessari per onorarli dignitosamente (Applausi) , oltre a prevedere misure anche a favore delle restanti categorie di operatori sanitari e socio-sanitari direttamente coinvolti e per coloro che hanno subito importanti menomazioni permanenti all'integrità psicofisica non soggette a tutela. Tutto questo finalizzando le risorse necessarie correttamente e congruamente, posto che, come noi abbiamo avuto modo di rimarcare in ogni sede, tali non possono considerarsi quelle ad oggi stanziate dal Governo, con il pur apprezzabile primo passo fatto all'articolo 31 del decreto-legge n. 17 del 2022. Non vorrei che, per riconoscere la misura, si creasse una sovrastruttura che potrebbe assorbire parte di quanto stanziato, che già è insufficiente di suo, per mantenere se stessa. È ciò che si fa che definisce ciò che si è; dimostriamo che si fa e - scusate se insisto - che facciamo bene. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il decreto sostegni- ter arriva in un altro periodo difficile per il nostro Paese, nel pieno della quarta ondata di Covid, e contiene diverse misure di sostegno alle attività e al nostro tessuto socio-economico. Tra queste sono previste anche delle norme in merito al nostro sistema sanitario. In particolare, si incrementa di 400 milioni di euro per il 2022 il fondo istituito dal decreto fiscale e finalizzato al ristoro di Regioni e Province autonome delle spese sanitarie collegate all'emergenza Covid, che aveva una dotazione iniziale di 600 milioni di euro per il 2021. Interveniamo sugli indennizzi per gli effetti avversi da vaccino, estendendo, in conformità a quanto disposto da numerose pronunce della Corte costituzionale, l'indennizzo a coloro che, a causa della vaccinazione (anche facoltativa) anti-Covid, abbiano riportato lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell'integrità psicofisica. Ci sono inoltre norme in materia di fascicolo sanitario elettronico e governo della sanità digitale; speriamo che sia la volta buona di vederli finalmente realizzati ovunque. Si prevede l'accesso gratuito per gli alunni della scuola primaria ai test antigenici rapidi, oltre che nelle aziende sanitarie territoriali, anche in farmacia o in strutture convenzionate (norma finanziata con uno stanziamento di ulteriori 19 milioni di euro). Ma non voglio parlare ulteriormente di quanto c'è all'interno di questo decreto-legge; preferisco parlare piuttosto di quello che manca. Manca una norma relativa all'assistenza sanitaria integrata, le cosiddette polizze di welfare aziendale, volte a rendere nulle quelle clausole che obbligano il cittadino a rivolgersi esclusivamente ai centri convenzionati per l'erogazione delle prestazioni. (Applausi) . Il parere del Ministero dello sviluppo economico desta però non poche perplessità per la bocciatura dell'emendamento 21.0.49. La proposta emendativa - che cito testualmente - aggiunge l'articolo 21- bis , con il quale viene prevista la nullità di «qualunque pattuizione o clausola che, nei contratti di assicurazione sanitaria a beneficio del lavoratore stipulati fra datori di lavoro e imprese assicuratrici, obbliga i lavoratori ad avvalersi di professionisti e strutture convenzionate con le imprese assicuratrici. La nullità della clausola non comporta la nullità del contratto.