[ddlpres]

Si introducono i diritti promozionali alla formazione per tutto l'arco della vita (lettera c) ), riconoscendo il valore culturale e formativo del lavoro e, in una prospettiva antropologica positiva, l'impresa come comunità e non come sede di sfruttamento dell'uomo su altri uomini, e all' outplacement (lettera d) ) per tutti i lavoratori che perdano il posto di lavoro a seguito di licenziamento collettivo o individuale non determinato da misure disciplinari. Tali norme devono essere necessariamente coordinate con il regime degli incentivi alla occupazione e alla formazione, con il regime degli ammortizzatori sociali e con il regime previdenziale (lettera e) ). Si delega il Governo ad adottare standard di promozione dell'occupazione giovanile coerenti con la Proposal for a Council recommendation: On Establishing a Youth Guarantee pubblicata dalla Commissione Europea il 5 dicembre 2012 (lettera f) ). Ogni giovane, al termine del periodo di studi, deve avere la possibilità di accedere a un'occupazione, un periodo di apprendistato, un percorso di formazione o a incentivi per l'autoimprenditorialità. La disoccupazione giovanile è la principale criticità del mercato del lavoro italiano e va affrontata tornando a investire sulle politiche attive e sullo stretto legame tra formazione e lavoro per la maggiore occupabilità. Contestualmente si rendono effettive le sanzioni per i disoccupati beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito che rifiutino una congrua offerta di lavoro (ampliandone la definizione) e per i servizi al lavoro, pubblici o privati, che non denuncino il rifiuto, come già regolato dalla normativa vigente (lettera g) ). Si indirizza per via legislativa la programmazione dei servizi ispettivi e di vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali perché si orienti al controllo prioritario delle situazioni esenti da altre verifiche, valorizzando l'azione degli organismi bilaterali e delle Commissioni di certificazione regolate dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, strumenti moderni e sussidiari di presidio del mercato del lavoro (lettera h) ). Si interviene per il potenziamento dell'arbitrato di equità, anche attraverso clausole compromissorie volontariamente e liberamente sottoscritte (lettera i) ). Infine (lettera l) ) si prevede la razionalizzazione e semplificazione del quadro legale previgente, anche mediante abrogazione delle normative non compatibili, in primis la recente Riforma Fornero.. 1 1 Ai fini di riordino e revisione della disciplina delle tipologie contrattuali in cui sia dedotta attività lavorativa, in forma tipica o atipica e a prescindere dalla denominazione adottata, il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi contenenti uno o più testi unici della disciplina vigente, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a identificazione di un nucleo fondamentale di diritti applicabile a tutti i rapporti di lavoro a prescindere dalla natura pubblica o privata del datore di lavoro e dalla qualificazione del contratto come autonomo, subordinato, associativo o atipico ai sensi dell'articolo 1322, secondo comma, del codice civile. Il nucleo di detti diritti dovrà essere conforme ai princìpi contenuti nella Costituzione, nonché alla Dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro sui princìpi e diritti fondamentali nel lavoro approvata dalla Conferenza internazionale del lavoro il 18 giugno del 1998 e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea proclamata a Nizza il 7 dicembre 2000; b libera definizione delle restanti tutele, in coerenza con le disposizioni del diritto dell'Unione europea e in relazione al tipo di prestazione e alla anzianità di servizio, in sede di contrattazione collettiva, con privilegio per quella di prossimità, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ovvero di certificazione del contratto individuale di lavoro; c previsione di un diritto promozionale, in conformità all'intesa sottoscritta tra Governo, regioni, provincie autonome e parti sociali nell'accordo del 17 febbraio 2010, alla formazione continua del prestatore di lavoro, in ragione dell'attività alla quale venga effettivamente adibito, certificata dagli enti bilaterali o dalle altre sedi di certificazione dei contratti di lavoro; d previsione di un diritto promozionale al ricollocamento e alla formazione per ogni lavoratore involontariamente disoccupato, mediante il potenziamento delle funzioni pubbliche, degli organismi bilaterali e dei servizi privati al lavoro con il concorso dei datori di lavoro che operino licenziamenti collettivi o individuali; e coordinamento delle tutele sostanziali con il regime degli incentivi all’occupazione e alla formazione, con il regime degli ammortizzatori sociali e con il regime previdenziale; f definizione di specifici livelli di garanzia per l'occupazione giovanile affinché i servizi pubblici per l'impiego e i privati accreditati offrano obbligatoriamente ai giovani fino a trenta anni, entro quattro mesi dal conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o universitario, una opportunità di tirocinio, di lavoro subordinato o autonomo mediante sostegno all'autoimprenditorialità, di apprendistato o di formazione, orientando la riqualificazione verso le professioni richieste dal mercato del lavoro ma di difficile reperimento; g effettività delle sanzioni per i beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito che rifiutino un'offerta di lavoro, ampliandone la definizione di congruità e le responsabilità penali dei servizi pubblici e privati qualora non denuncino prontamente alle amministrazioni eroganti il sussidio l'ingiustificato rifiuto ricevuto; h orientamento ai servizi ispettivi del lavoro affinché nella programmazione dei controlli ordinari, in assenza di specifiche denunce, si tenga conto della presenza di forme di controllo alternative quali quelle garantite da organismi bilaterali e le certificazioni operate dalle Commissioni di certificazione dei contratti di lavoro, preferendo la vigilanza sulle situazioni totalmente esenti da controllo sociale o verifiche preventive; i potenziamento dell'arbitrato di equità ai fini della tempestiva risoluzione dei conflitti, inclusi quelli riferiti alla cessazione del rapporto di lavoro, anche mediante clausole compromissorie per la preventiva devoluzione ad arbitri delle controversie; l razionalizzazione e semplificazione del quadro legale previgente anche mediante abrogazione delle disposizioni non compatibili, ivi inclusa la legge 28 giugno 2012, n. 92, o che comunque non prevedono la tutela dei diritti fondamentali di cui alla lettera a) , stabilendo altresì, laddove opportuno, un nuovo regime di sanzioni civili e penali, valorizzando in particolare le sanzioni di tipo premiale e incentivante. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro della giustizia, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati.