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La nuova normativa sulla disabilità è inoltre lo strumento per definire il rafforzamento e la qualificazione dell'offerta dei servizi sociali, ma anche il modo per attivare la semplificazione dell'accesso ai servizi socio-sanitari. È inoltre il momento per promuovere progetti di vita indipendente anche attraverso le unità di valutazione multidisciplinari, come dicevo prima, sui territori in grado di definire progetti individuali e personalizzati. Ci auguriamo che vengano ora fissati i criteri per superare quelli che ancora oggi sono i divari nella fornitura di servizi tra le diverse Regioni italiane. Questo deve essere un suo impegno massimo, Ministro, perché la situazione nel Sud è diversa da quella del Nord, soprattutto nel mondo della scuola. Torniamo a quanto dicevamo prima. L'onere di garantire un livello di vita adeguato alle persone con disabilità è spesso a carico delle famiglie. Quindi, al tema delle diverse forme di assistenza a livello regionale si lega anche il tema dei caregiver , che spesso riescono a colmare queste differenze. Attraverso coloro che forniscono assistenza si può davvero riuscire a migliorare la condizione di vita familiare delle persone disabili e di chi sta al loro fianco. La vita quotidiana anche per loro non deve avere limiti; per questo abbiamo valutato con estremo favore l'inserimento della parola «sport» nella delega in esame. Sappiamo benissimo che anche in questo caso la collega Giusy Versace è stata sicuramente propositiva. (Applausi) . È stato infatti inserito, tra i progetti di vita indipendente, il diritto alla pratica sportiva e all'attività ludico-motoria in un'ottica di inclusione sociale e promozione di benessere. Sarà inoltre necessario, Ministro, prevedere un aggiornamento del nomenclatore all'interno dei livelli essenziali di assistenza (LEA) o dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per l'erogazione di protesi e ausili di tecnologia avanzata. I tanti esempi di grandi campioni paralimpici ci devono motivare in questa direzione, alla ricerca di tanti campioni nella vita di ogni giorno che possono trovare nello sport una forte motivazione e uno stimolo per la loro vita. Ora guardiamo con fiducia ai decreti legislativi che dovranno dare sostanza e tradurre in atti concreti numerosi princìpi e criteri direttivi affermati da questo disegno di legge. Intanto, nel dichiarare il voto favorevole dei senatori di Forza Italia, ribadiamo tanta fiducia nel suo lavoro, nell'attesa che nei prossimi venti mesi si dia luogo all'emanazione dei decreti attuativi. Certo, il periodo va oltre quello di questa legislatura, Ministro. Cerchiamo, allora, alla luce del consenso positivo da parte di tutta l'Assemblea, di tradurre i venti mesi in un periodo molto più breve in modo da arrivare alla fine della legislatura o anche prima della fine (Applausi) ad avere i decreti delegati. Ministro, sarebbe un notevole successo per le nostre famiglie, per tutti quanti noi e per l'intero Senato. (Applausi) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, inizio il mio intervento con alcune parole: inclusione, partecipazione, progetto di vita, dignità della persona. Sono parole - queste - troppo spesso utilizzate a sproposito nel passato e semplicemente per riempirsi la bocca di concetti certamente belli, ma non attuati, non realmente recepiti o compresi. Non lo dico solo io, ma anche molti altri colleghi della Camera - e non del Gruppo della Lega - hanno detto che questo testo di legge rappresenta oggi una prima pietra che deve essere il fondamento di una costruzione nuova; una costruzione che debba portare al vero rispetto di tutte le persone. In questo senso ho apprezzato il riferimento della senatrice Iori quando, poco fa, ha detto che non dobbiamo parlare di disabili, ma di persone. Dobbiamo mettere al centro la persona, che è ciò che questo disegno di legge fa, e lo fa in modo epocale, perché siamo il primo Paese europeo a introdurre il riconoscimento della condizione di disabilità basandoci sulla convenzione dell'ONU del 2006, recepita e ratificata dall'Italia nel 2009. Siamo dovuti arrivare alla fine del 2021 per recepire quello che dovrebbe essere semplicemente un passaggio obbligato. Devo dare atto - dobbiamo farlo tutti - del percorso che è stato fatto per arrivare a questo testo, perché da parte del ministro Stefani è stato portato avanti un percorso che ha visto l'ascolto, con l'osservatorio, di tutto l'associazionismo che lavora all'interno del mondo delle disabilità. Facendo questo percorso, si è riusciti a raccogliere tutti quegli elementi fondamentali che hanno portato poi al testo estremamente tecnico del disegno di legge che oggi ci apprestiamo ad approvare. Introduciamo un nuovo percorso; oltre ai passaggi contenuti anche all'interno di una delle leggi fondamentali, ossia la n. 104 del 1992, andiamo ad introdurre un nuovo percorso. Non ci limitiamo semplicemente ad accertare quella che è denominata "invalidità", non andiamo semplicemente ad accertare la condizione dell' handicap , non andiamo semplicemente ad individuare le modalità con cui viene presa in carico - termine bruttissimo - la condizione di disabilità. Passiamo dal dare un'analisi di un problema a voler portare avanti una soluzione. (Applausi) . Questa soluzione andiamo giustamente ad approntarla con un progetto personalizzato e partecipato. Tutti noi abbiamo ribadito questa centralità all'interno del disegno di legge in esame. È un progetto perché parliamo del futuro della persona; è personalizzato perché è reale e concreto, adatto alla singola persona; è partecipato, ossia non è calato dall'alto, non è scelto da una Commissione, ma è partecipato con la persona che vive la condizione di disabilità. In questo modo diamo dignità alla persona, la dignità di un progetto di vita; a tale proposito, ci sarà da lavorare sulla legge sul dopo di noi. È stato ampiamente trattato e si è discusso sulle prospettive di riforma nella conferenza nazionale sulla disabilità, che si è recentemente tenuta e che ha visto una grande partecipazione dal punto di vista tecnico e contenutistico, e che ha dato un basamento per quello che sarà il lavoro successivo, oltre a questa legge. Quanto a quest'ultimo provvedimento, dovranno seguire i decreti: ci sono venti mesi di grande lavoro ed io apprezzo - tutti quanti apprezziamo - il fatto che il Ministro abbia detto che questi decreti dovranno essere scritti tutti insieme, come si è fatto alla Camera per il primo passaggio di questo disegno di legge. Il tema centrale - lo ribadisco una volta di più - deve essere sempre questo: il diritto di ciascuna persona al proprio percorso di vita; diritto che deve essere sempre garantito. Nell'ambito della discussione che è stata fatta, anche sui social ho letto molti commenti in cui si ripete: che si devono stanziare più soldi per la disabilità. Io dico che è vero, perché una riforma non si fa senza la benzina da mettere dentro la macchina. Però è anche vero che con questo disegno di legge oggi mettiamo dei cardini fondamentali grazie ai quali le risorse potranno essere spese realmente invece che essere distribuite semplicemente a pioggia.