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il Comune ha conseguentemente sollecitato l'ISTAT, nel settembre scorso, ad aggiornare i suoi elenchi, ma tale aggiornamento non risulta ancora eseguito, si chiede di sapere quali siano i motivi del mancato aggiornamento da parte dell'ISTAT degli elenchi in questione e quali iniziative di propria competenza si intendano adottare per favorire in tempi rapidi l'aggiornamento degli elenchi ISTAT, al fine di modificare la classificazione del Comune di Castellana Sicula (Palermo) da "Comune parzialmente montano" a "Comune totalmente Montano". Atto n. 4-00727 CASTIELLO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la grave recessione del 2008-2015 ha arrecato notevole danno all'economia meridionale provocando una dilagante disoccupazione, soprattutto giovanile, e approfondendo il divario tra Nord e Sud, che, in occasione dell'insediamento del nuovo Senato il 23 marzo 2018, il Presidente provvisorio Giorgio Napolitano ha definito "intollerabile"; secondo l'associazione SVIMEZ, all'accentuarsi dei negativi effetti della recessione nel Mezzogiorno ha contribuito in modo determinante l'abolizione della quota 34 (la percentuale delle spese in conto capitale della pubblica amministrazione, corrispondente alla percentuale della popolazione meridionale sul totale), quota che, istituita dal Governo pro tempore Ciampi, è stata cancellata dal Governo pro tempore Berlusconi-Tremonti nel 2008, proprio quando l'inizio della grave crisi richiedeva il massimo degli investimenti possibili nelle aree più fragili del Paese, dal che è derivato, sempre secondo le analisi SVIMEZ, la perdita dell'opportunità di ridurre alla metà l'incremento della disoccupazione; il Governo pro tempore Gentiloni ha ripristinato soltanto sulla carta la quota 34, dal momento che la sua reintroduzione è rimasta bloccata dalla mancata adozione degli strumenti attuativi; il Mezzogiorno d'Italia ha un disperato bisogno di infrastrutture materiali ed immateriali (strade, ferrovie, completamento della rete internet , eccetera), la cui inadeguatezza pregiudica gli effetti di qualsiasi politica di sviluppo economico e di assorbimento della disoccupazione che, nel settore giovanile, ha raggiunto e superato in alcune delle 8 regioni meridionali la pesantissima percentuale del 50 per cento; il Mezzogiorno si è svuotato nell'ultimo quindicennio di oltre un milione di abitanti, di cui duecentomila laureati, con una perdita economica pari a 34 miliardi di euro, corrispondente agli investimenti necessari per la loro formazione. Secondo le proiezioni demografiche, nel decennio 2040-2050, nel caso di insufficienti misure di controspinta, l'ulteriore deflusso demografico sarà di 5-6 milioni di abitanti, con l'effetto di una irreversibile destrutturazione della società meridionale; il grave deflusso demografico, in atto da tempo, sta provocando la desertificazione delle aree interne del Mezzogiorno sino al punto che i piccoli comuni della dorsale appenninica, secondo l'ISTAT, tra il 2030 ed il 2040 saranno desertificati per circa l'80-85 per cento; autorevoli meridionalisti ritengono che l'attuale manovra economica debba essere necessariamente rinvigorita con la previsione di adeguati investimenti pubblici, di cui le regioni meridionali hanno indifferibile necessità ed urgenza, rappresentando la necessità di un "Piano Marshall" per le infrastrutture nel Sud; l'inaccettabile distacco tra il Sud ed il resto del Paese, aggravatosi per effetto della grande crisi 2008-2015, fa sì che il problema del Mezzogiorno meriti di essere considerato non come una questione territoriale, ma come la più grande questione nazionale. Spetta principalmente alle autorità statali provvedere a dotare, con adeguati investimenti, le regioni meno favorite, in tempi che non si dilatino all'infinito, delle infrastrutture materiali ed immateriali di cui sono carenti; in tale direzione orientano fondamentali, convergenti disposizioni della Costituzione italiana e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. La prima, all'articolo 3, comma secondo, prescrive che: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese» ed ancora all'art. 119, sesto comma dispone che: «Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni». A sua volta, in Trattato Unione europea, all'art. 117, secondo e terzo comma, prescrive che: «l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite", "tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici»; ritenuto, pertanto, necessario e auspicabile il ripristino della quota 34, si chiede di conoscere quali interventi i Ministri in indirizzo intendano assumere ai fini del ripristino della quota 34 e della tempestiva adozione degli strumenti attuativi affinché il "Pacchetto Mezzogiorno", preannunciato dal Ministro per il Sud, abbia contenuti coerenti e rechi misure tempestive e concrete per dotare le regioni meridionali delle infrastrutture materiali e immateriali, di cui sono carenti, ritenute essenziali e indifferibili per la ripresa dell'economia e lo sviluppo dell'occupazione e per il contrasto allo spopolamento. Atto n. 4-00728 CASTIELLO Al Ministro della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: con decreto del Ministro della giustizia Orlando in data 27 ottobre 2015 è stata decisa la chiusura della casa circondariale di Sala Consilina, a seguito della soppressione del locale Tribunale ed al suo accorpamento col Tribunale di Lagonegro (Potenza), senza che lì esistesse alcuna struttura carceraria; il TAR Campania, sezione di Salerno, ha annullato il provvedimento con sentenza n. 2269/2016 parzialmente riformata dal Consiglio di Stato, sezione IV, con sentenza n. 5113/2017, che ha ritenuto in ogni caso necessario il contraddittorio col Comune di Sala Consilina (Salerno) e il locale consiglio dell'ordine degli avvocati;