[ddlpres]

Ogni attività formativa, assistenziale o pratica dei medici specialisti in formazione si svolge sotto la guida di tutori, designati annualmente dal consiglio della scuola, di concerto con la direzione sanitaria dell'ente o dell'azienda presso le quali è svolta l'attività assistenziale o pratica, sulla base di requisiti di elevata qualificazione scientifica, di adeguato curriculum professionale, di documentata capacità didattico-formativa e con almeno cinque anni di anzianità di servizio. Il numero di medici specialisti in formazione per tutore non può essere superiore a tre e varia secondo le caratteristiche delle diverse specializzazioni. 2. Le modalità di svolgimento delle attività teoriche e assistenziali o pratiche dei medici in formazione lavoro, ivi compresa la rotazione tra le strutture inserite nella rete formativa di cui all'articolo 37, comma 4, nonché il numero minimo e la tipologia degli interventi pratici che essi devono aver personalmente eseguito per essere ammessi a sostenere la prova finale annuale, sono preventivamente determinati dal consiglio della scuola e condivisi per accettazione con le direzioni sanitarie delle strutture della rete formativa presso le quali il medico svolge la sua attività assistenziale o pratica, in coerenza con gli ordinamenti e i regolamenti didattici vigenti, e in conformità agli accordi fra le università e le aziende sanitarie di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. Il programma generale di formazione della scuola di specializzazione è portato a conoscenza del medico all'inizio del periodo di formazione ed è aggiornato annualmente in relazione alle mutate necessità didattiche e alle specifiche esigenze del programma di formazione del medico stesso. 3. Il medico partecipa alla totalità delle attività assistenziali e pratiche della struttura presso la quale è assegnato dal consiglio della scuola, ivi comprese le attività di guardia e ambulatoriali. I medici specialisti in formazione svolgono attività assistenziali e pratiche coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all'ordinamento didattico di cui al comma 2, con autonomia progressiva e vincolata alle direttive ricevute dal tutore, d'intesa con il direttore dell'unità operativa complessa (UOC) afferente alla rete formativa della scuola e con la direzione sanitaria delle strutture delle aziende sanitarie presso cui si svolge la formazione. Il tutore o, nel caso di sua assenza, un sostituto autorizzato dal direttore della scuola e dalla direzione sanitaria dalla struttura presso la quale lo specializzando presta la sua attività assistenziale e pratica, anche se non presente fisicamente durante lo svolgimento delle attività dello specializzando, ivi compresa l'attività di guardia, deve sempre rendersi disponibile per la pronta consultazione e il tempestivo intervento, secondo le modalità previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro dell'area della dirigenza sanitaria, anche a richiesta dello stesso medico specialista in formazione. Il tutore condivide in ogni caso con il medico specialista in formazione la responsabilità delle scelte professionali riguardanti i pazienti per i quali è stato chiamato. L'attività del medico specialista in formazione all'interno delle strutture afferenti alla rete formativa della scuola è integrativa del personale specialista di ruolo. 4. I medici specialisti in formazione, all'interno delle aziende ospedaliere universitarie (AOU) facenti parte della rete formativa della propria scuola, possono svolgere attività tutoriale per gli studenti della facoltà di medicina e chirurgia e possono coadiuvare i professori nello svolgimento di attività pratiche quali esercitazioni per piccoli gruppi e discussioni di casi clinici o delle attività nel contesto degli internati elettivi. 5. Le attività e gli interventi eseguiti dai medici specialisti in formazione sono illustrati e certificati su un apposito libretto personale di formazione, a cura del tutore e del dirigente responsabile dell'unità operativa della rete formativa alla quale il medico in formazione specialistica è assegnato. Le attività certificate sul libretto devono essere controfirmate dal medico specialista in formazione. 6. Al termine di ogni anno di corso, ciascuna scuola organizza le prove di esame di fine anno. I medici specialisti in formazione devono superare una prova d'esame teorica e una pratica, per la dimostrazione dell'acquisizione delle conoscenze e delle competenze dell'attività assistenziale realmente svolta, entrambe necessarie al passaggio all'anno successivo della specializzazione. In sede di esame è verificato che il libretto personale di formazione di cui al comma 5 rispetti gli obiettivi formativi previsti per ciascun anno di corso e si tiene conto della valutazione espressa dal tutore al fine della valutazione finale. Nel caso in cui il medico specialista in formazione non superi la prova di esame e non abbia raggiunto gli obiettivi relativi all'attività pratica o chirurgica fissati dal consiglio della scuola, egli dovrà ripetere l'anno di formazione. 7. L'attività tutoriale nei confronti degli specializzandi, ove svolta da dirigenti sanitari non universitari, costituisce specifico titolo da valutare per il conferimento di incarichi comportanti direzione di struttura, ovvero per l'accesso agli incarichi di secondo livello dirigenziale ed è opportunamente valorizzata nel dossier formativo nell'ambito dell'educazione continua in medicina (ECM). Al personale impiegato in attività di tutoraggio può essere attribuita una quota aggiuntiva di retribuzione di risultato, previa definizione dei criteri in sede di contrattazione integrativa »; d) l'articolo 39 è sostituito dal seguente: « Art. 39. – 1. Al medico specialista in formazione, per la durata legale del corso, così come previsto per i professori e ricercatori universitari dal decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, è corrisposto un trattamento economico annuo che prevede una componente fissa erogata dall'ateneo, sede della scuola di specializzazione, e una componente variabile, definita come indennità assistenziale, a carico del Fondo sanitario nazionale, comprensiva della contribuzione previdenziale, erogata dall'ente o dall'azienda sanitaria presso i quali il medico specialista in formazione svolge la sua attività all'interno della rete formativa della scuola. Con apposito accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono stabilite le modalità per definire il riparto delle somme tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 2. L'ente o l'azienda sanitaria presso i quali il medico specialista in formazione svolge l'attività assistenziale o pratica provvede altresì, con oneri a proprio carico, alla copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all'attività assistenziale svolta dal medico in formazione nelle proprie strutture, alle stesse condizioni del proprio personale. 3. Alla ripartizione e all'assegnazione a favore delle università delle risorse previste per il finanziamento della formazione dei medici specialisti in formazione per l'anno accademico di riferimento si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze. 4.