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Il metodo biologico, infatti, è sempre più centrale anche alla luce della nuova politica agricola comune, che pone come punto nevralgico il rispetto dell'ambiente e della sua sostenibilità. È stato ricordato dai colleghi che nel 2019 l'Italia si è confermata primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico, con oltre 80.000 operatori coinvolti, con ben due milioni di ettari di superficie coltivata che rappresentano il 16 per cento della superficie agricola utilizzata. Il reddito netto delle aziende bio rispetto a quelle convenzionali fa registrare un incremento del 15 per cento, con il 31 per cento dei lavoratori in più. La lungimiranza dei nostri agricoltori è stata premiata da consumi da record , con introiti pari a tre miliardi e questo senza tenere conto del comparto Horeca. Il bio costa di più ai consumatori perché - sia chiaro - costa di più al produttore agricolo, inoltre il disciplinare del bio - ricordiamolo - ha dei paletti molto stringenti entro i quali si dovranno muovere tutte le altre metodologie e produzioni, ad esempio quella della biodinamica. È necessario, però, uno sforzo maggiore, bisogna infatti anche segnalare l'incremento delle importazioni di prodotti biologici da Paesi extracomunitari, pari al più 13 per cento. Dovremmo quindi cercare di ridurre la nostra dipendenza e sostenere le produzioni di materia prima italiana certificata, garantendo al consumatore la qualità del prodotto e puntando così al raggiungimento di un obiettivo fondamentale della strategia farm to fork : il 25 per cento di superficie coltivata con metodo biologico. La questione delle materie prime oggi in particolare è il punto nodale del discorso, incidendo su ogni comparto economico-produttivo e di consumo. Assistiamo ad un incremento smisurato del costo delle materie prime, del trasporto, dei container , che finisce per incidere sull'aumento dei costi generali, creando serie difficoltà. Bisogna quindi lavorare per ridurre l'impatto di ciò sul sistema. Per farlo bisogna stanziare, ad esempio, le risorse necessarie anche ai nostri agricoltori, tramite il fondo per lo sviluppo della produzione biologica di cui all'articolo 9 del disegno di legge che stiamo discutendo. Riguardo al sostegno pubblico e al comparto agricolo ciò risulta oggi più che mai vitale, visto il periodo di estrema criticità che lo stesso vive. Già prima del Covid, che ha visto la riduzione della manodopera, mettendo a rischio i raccolti, il comparto ha dovuto fronteggiare una serie di eventi: calamità naturali, diffusione di patogeni batterici, frutto anche dei cambiamenti climatici, come la xylella fastidiosa, tanto per citarne uno, che hanno prodotto danni ingenti. Tutto ciò ha costretto gli operatori, che non hanno mai interrotto la loro attività, anche a contrarre nuovi prestiti per poter garantire il prosieguo delle produzioni. Chiediamo quindi un ulteriore sforzo al Governo, oltre a quelli già effettuati - e lo faccio per il tramite del nostro sottosegretario Battistoni, che ringrazio per l'impegno e la sensibilità nei confronti del comparto dimostrati costantemente - al fine di garantire ad esempio un aiuto concreto agli imprenditori per l'accesso al credito, ad esempio rifinanziando la cambiale agraria che si è confermato un valido strumento di liquidità per le imprese del settore, soprattutto a fronte del periodo di emergenza vissuta. Suggerisco anche lo snellimento delle procedure che per via della loro complessità scoraggiano molti, come un aiuto per l'accesso alle garanzie necessarie per ottenere i finanziamenti. All'interno del disegno di legge n. 988 troviamo dei riferimenti e dei rimandi che sono la sintesi perfetta di ciò che serve al comparto agricolo in generale: rafforzamento filiera, marchio biologico unico, favorire i contratti di rete, distretti biologici, monitoraggio del settore, tracciabilità. Credo sia abbastanza chiara l'importanza di ciascuna delle suddette argomentazioni. Alla Camera dei deputati il Gruppo Forza Italia aveva espresso un voto contrario sul disegno di legge al nostro esame non perché contrario al metodo biologico che, come ho precedentemente affermato, è fondamentale per lo sviluppo della filiera, ma bensì perché il provvedimento si presentava incompleto. Mancava una parte fondamentale e imprescindibile per Forza Italia, il tema dei controlli, che non veniva in alcun modo affrontato e, così facendo, si sarebbe fatto un danno proprio al biologico. Permettetemi un ringraziamento al relatore, senatore Taricco, e a tutti i colleghi della 9 a Commissione per il lavoro svolto in assoluta armonia e rispetto perché è proprio sui controlli che in Commissione si è svolto un ruolo importante con l'introduzione dell'articolo 19, che delega al Governo la revisione, l'armonizzazione e la razionalizzazione della normativa sui controlli. In conclusione, investire nel biologico è un approccio win-win , vincono le attività agricole e le attività economiche, ma vinciamo anche tutti noi, vedendo l'adozione di migliori prassi, meno impattanti da un punto di vista ambientale, per una maggiore salvaguardia delle risorse naturali. Da parte nostra però impegniamoci a tutelare il comparto, non dimenticando che l'agricoltore è anche il custode delle terre, le quali producono prodotti sani e di qualità, che tutto il mondo ci invidia. Facciamolo controllando l'operato delle aziende per tutelare chi rispetta le regole, finanziandone le attività. Alla luce dell'introduzione della normativa sui controlli, nonché del miglioramento del testo, annuncio il voto favorevole di Forza Italia. (Applausi) . ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori e senatrici, rappresentante del Governo, il provvedimento in esame oggi, che ci accingiamo a votare, ha il compito di fare chiarezza relativamente alla produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico. Ringrazio il presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, mio conterraneo veneto, senatore Gianpaolo Vallardi, insieme ai colleghi di Commissione per il lavoro svolto, che ho seguito solo sul finale in quanto da poco membro. Un lavoro svolto in un clima costruttivo, dove ciascuno ha cercato di dare il meglio di sé per sostenere la nostra agricoltura. Tornando al provvedimento, all'articolo 1 viene definita la produzione biologica quale sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione alimentare, basato sull'interazione tra le migliori prassi in materia di ambiente, azione per il clima e salvaguardia delle risorse naturali. Un esempio concreto, che può far meglio capire, lo posso portare dalla mia Verona, riportando un articolo apparso sul quotidiano «la Repubblica»: Il colore simbolo è quello del rosso Amarone, ma nei 19 Comuni della Doc Valpolicella si fa sempre più largo il verde, quello della sostenibilità. È quanto emerge - alla vigilia di Anteprima Amarone - dalle rilevazioni Avepa (l'Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), che registra una repentina rivoluzione verde nelle aree enologiche simbolo del veronese.