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è vero, abbiamo fatto numerose audizioni, ma non le 170 di cui si è detto e che il centrodestra aveva comunque proposto di ridurre a 70. Ricordo che su un provvedimento, proprio in Commissione giustizia, nel corso di questa legislatura, sono state fatte 110 audizioni: sono state fatte proprio per volere della parte sinistra di questo emiciclo e nessuno ha protestato, neanche i proponenti di quel disegno di legge. Nessuno ha parlato di violazione, di tempo perso. Segnalo tra l'altro di passaggio - cosa che mi è stata indicata ottimamente dal senatore Caliendo, che è sistematico e va a cercare le cose, non accontentandosi delle parole vuote - a proposito di disegni di legge che rimangono indietro, che è all'attenzione della Commissione giustizia un provvedimento approvato dalla Camera dei deputati il 18 ottobre 2018, a firma Orlando e Franceschini, quindi non proprio gli ultimi arrivati, ma tra i massimi dirigenti ed esponenti del Partito Democratico. Ebbene, questo provvedimento è rimasto lì. Non usate dunque questi scandali, questi problemi procedurali a sproposito. Volete questo provvedimento per ragioni che io davvero non riesco a capire; lo volete immutato e immutabile, come se fosse un testo sacro, anche di fronte a proposte di grandissima apertura. La proposta del presidente Ostellari, ad esempio, era quella di togliere le parole «identità di genere». No, l'identità di genere è intoccabile: senza questo riferimento verrebbero escluse 400.000 persone. Ma come mai lo stesso onorevole Zan ha firmato una proposta di legge dell'onorevole Scalfarotto che non comprende l'identità di genere? (Applausi) . Allora anche Alessandro Zan è un omofobo, un transfobico? Direi che si allarga un po' il campo e bisognerà fare allora un piano per le prigioni estremamente ampio; se tutti gli omofobi e transfobici, incluso l'onorevole Zan, vi dovranno andare dentro, direi che forse dovremo attrezzare delle piccole aree del Paese per quelli che stanno fuori dalle prigioni. Il provvedimento è stato strappato alla Commissione, dove non è vero che le audizioni sono state tutte uguali. Certamente ci sono state delle audizioni che andavano quasi tutte nel senso di modificare il testo; d'altra parte vi sono richieste da settori così ampi della nostra società che necessariamente sono state rappresentate in Senato e nelle audizioni: richieste che, come è stato detto, vanno dalla Segreteria di Stato del Vaticano ad Arcilesbica e direi che il panorama è davvero già molto ampio. Detto questo, si viene in Assemblea perché ci avete detto: non trattiamo; prima fissiamo la data e poi trattiamo. Questo è quello che è stato detto, eppure è stata fissata la data una settimana fa, ma trattative zero. Volete il testo così com'è, con tutti gli errori che anche alcuni di voi, qui presenti, hanno riconosciuto. Di fronte a questo, diciamo chiaramente che le persone oggetto di violenze, di molestie e di discriminazioni reali devono essere protette. Abbiamo presentato un disegno di legge a prima firma della senatrice Ronzulli e a seconda firma del senatore Salvini e abbiamo anche avanzato una serie di proposte ulteriori, che però sono state tutte respinte. Di fronte a questo, penso che se una legge è necessaria, si potrà fare in un'altra fase politica, perché non c'è la minima disponibilità e si va avanti a testa bassa, nonostante settori importanti del centrosinistra: abbiamo infatti appena ascoltato il senatore Renzi, che poi però, purtroppo, non voterà né la pregiudiziale, né la sospensiva. Dunque non sappiamo quando potrà esprimersi lo spazio di trattativa che chiede: rischia di essere solo un flatus vocis, che però non si potrà esprimere. (Applausi) . Pertanto, noi che auspichiamo una soluzione positiva ed equilibrata, di fronte a questo modo di portare avanti la questione siamo davvero molto delusi e vediamo che non è possibile fare un lavoro positivo. Ci troviamo anche in una condizione per cui c'è un accanimento su ogni singola iniziativa portata avanti dal centrodestra. È stato addirittura attaccato il presidente Ostellari, che non avrà fatto probabilmente tutto ciò che alcuni Gruppi hanno chiesto in Assemblea e in Commissione, ma il cui ruolo di Presidente di Commissione dovrebbe essere rispettato. Vorrei sapere infatti quale articolo del Regolamento avrebbe infranto il presidente Ostellari: nessuno! Non è stato detto, ma sono state fatte accuse generiche di menare il can per l'aia, perché forse sarebbe stato parziale. Sappiamo però benissimo che tutti i Presidenti di Commissione appartengono e sono espressione di forze politiche. Colleghi, forse il problema per voi è che la pensi in modo diverso: che poi faccia il Presidente in modo inoppugnabile, per voi non è un problema. È chiaro che un atteggiamento del genere è un atteggiamento intollerante. Persino la senatrice Unterberger, che è una forte sostenitrice delle istanze che stanno dietro il provvedimento in questione, ha sottolineato l'atteggiamento di animosità, a dire poco, nell'esame di un provvedimento che dovrebbe promuovere la tolleranza e l'accettazione del diverso. Il diverso non è soltanto l'omosessuale o il transessuale, ma anche chi la pensa diversamente (Applausi) , che ha diritto a non essere insultato, anche se porta avanti posizione diverse. Devono essere rispettati i diritti delle famiglie, devono essere ascoltate le associazioni familiari e tutti coloro che sono espressione della nostra società e non solo certe associazioni di un certo tipo, scelte accuratamente. Non si tratta soltanto delle associazioni LGBT, perché tra queste c'è anche Arcilesbica, che però è stata cassata, non è stata sentita, non è stata ascoltata e non si è dato minimamente retta a quanto ha chiesto. Ecco perché voteremo a favore delle questioni pregiudiziali, sia pure a malincuore - sebbene non fosse la nostra preferenza, tant'è vero che non ne abbiamo presentato una - per tutto quanto è stato portato avanti in queste ore e nella settimana precedente. (Applausi) . SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho sentito - e pertanto non mi ripeterò - interventi assolutamente puntuali e precisi, con richiami ad articoli costituzionali, a norme italiane ed internazionali e alle libertà. Vorrei quindi parlare ai colleghi senatori e alle colleghe senatrici, per due minuti - non per venti minuti - chiedendo di superare gli steccati ideologici e guardandoci in faccia. Io non penso che in quest'Aula ci sia un solo senatore, al di là dei partiti, che discrimini in base al sesso. E, se c'è qualcuno che discrimina un essere umano in base al sesso e alla sua scelta di vita, è un cretino che non merita di stare dentro quest'Aula. (Applausi) . Noi, come Lega, abbiamo in carica stasera, a metà luglio, parlamentari, sindaci e governatori omosessuali; e ne avremo altri. Quando io, da segretario della Lega, firmo le liste, non chiedo: «Sei omosessuale? Sei eterosessuale? Come ti percepisci?». Io cerco di trovare donne e uomini in gamba, senza ghettizzare alcuno, senza etichettare alcuno.