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La loro eterogeneità e soprattutto i caratteri eminentemente privati, se non anche intimi, e di "occasionalità di raccolta", hanno impedito di ravvisare tale natura nella forma dell'eccezionale interesse richiesto dalla normativa applicabile in materia. Si è scelto, dunque, di considerare l'eventuale interesse storico-relazionale particolarmente importante dei beni, protetto dall'articolo 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. L'indagine, pertanto, è stata condotta verificando di volta in volta la capacità testimoniale, o il valore mediato e referenziale che hanno determinati oggetti, per la loro stessa natura e qualità, nel rappresentare in modo inequivocabile e pregnante l'importanza dell'uomo, del politico, dello statista, del padre costituente Amintore Fanfani, per la storia politica, sociale, economica, culturale e delle istituzioni pubbliche. Non v'è dubbio - in proposito - che, come bene indicato dalle parole della senatrice Modena nella sua interrogazione, ci si trova al cospetto di una figura di prima grandezza nella storia della Repubblica. E non v'è dubbio che le numerose onorificenze ricevute e messe all'asta testimoniano il prestigio e la stima goduti dallo statista in ogni epoca e luogo. Purtuttavia si tratta di beni, ovvero tra gli altri, le "insegne" di quelle onorificenze, taluni anche di ingente valore economico, di natura "comune", ricevuti e detenuti anche da altre personalità e, dunque, non univocamente ed esclusivamente rappresentativi della figura dello statista. Beni importanti ma in qualche modo fungibili e, per taluni aspetti "seriali": i numerosi oggetti relativi anche a riconoscimenti e onorificenze battuti all'asta a giugno, sono stati giudicati di un interesse culturale non sufficiente alla sottoposizione a tutela. In altre parole, avulse dal loro contesto di naturale cura e conservazione - la casa di abitazione dello statista e dell'altrettanto celebre moglie, Maria Pia - l'insegna di cavaliere di "Gran Croce" della Repubblica italiana e delle altre onorificenze conferite al senatore Fanfani hanno perduto ogni carattere di testimonianza e memoria storica per assumere quello del ricordo personale, dell'oggetto d'affezione destinato alla conservazione da parte degli eredi o al collezionismo privato. Peraltro, l'attenzione dell'Amministrazione si è concentrata su una serie di 46 vignette e caricature disegnate da Amintore Fanfani e offerte nei lotti dal n.177 al n.222 dell'asta 92, del 23 giugno 2021: queste sono di interesse culturale straordinario, in quanto espressioni uniche e irripetibili dell'uomo, del suo pensiero politico, delle sue propensioni e attitudini, ma anche preziosa e inedita testimonianza di momenti cruciali della storia della Repubblica, come dimostra la circostanza che molte di esse sono schizzate sulla carta intestata dell'Assemblea costituente. I lotti sono stati oggetto di un avvio del procedimento di dichiarazione d'interesse culturale da parte della Soprintendenza speciale Archeologia belle arti e paesaggio di Roma, il giorno stesso dell'asta e prima che fosse battuta, preservandoli così dalla vendita singola e dalla dispersione. Il corpus è stato poi oggetto del provvedimento adottato dalla Commissione Regionale per il patrimonio culturale del Lazio, con decreto del Segretario regionale del Ministero della cultura per il Lazio del 2 agosto 2021, che ha riconosciuto le 46 vignette e caricature di "interesse culturale particolarmente importante per il riferimento alla storia politica e della cultura, alla identità e alla storia delle istituzioni pubbliche" in quanto "testimonianza storica del panorama politico italiano e dei primi anni della storia repubblicana interpretati dal tratto veloce e pungente di uno dei suoi principali protagonisti". Il PRESIDENTE dà quindi la parola senatore Cangini, che ha sottoscritto l'interrogazione in titolo. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ) si dichiara non soddisfatto: l'interrogazione della senatrice Modena intendeva sollecitare il Ministero ad acquisire l'insegna di cavaliere di "Gran Croce" della Repubblica italiana, per la sua valenza simbolica; rileva come, dalla risposta del Sottosegretario, che egli dichiara di apprezzare per altri aspetti, emerga come a tale sollecitazione non sarà dato seguito. Il PRESIDENTE dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno. IN SEDE REDIGENTE Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti DDL 2317 Celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta dell'8 settembre. Il PRESIDENTE avverte che è stato presentato un ordine del giorno al disegno di legge in titolo, pubblicato in allegato, e che non è stato presentato alcun emendamento. Prende atto la Commissione. Il PRESIDENTE avverte che, in attesa dei prescritti pareri, il seguito della discussione è rinviato. Il seguito della discussione è quindi rinviato. Dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento DDL 2166 Dichiarazione di monumento nazionale dell'Arco di Traiano di Benevento (Seguito e conclusione della discussione) Prosegue la discussione sospesa nella seduta dell'8 settembre. Il PRESIDENTE ricorda che nella seduta del 28 luglio si è conclusa la fase della discussione generale; avverte che non sono stati presentati emendamenti o ordini del giorno al disegno di legge in titolo. Comunica che sia la 1 a Commissione sia la 5 a Commissione hanno formulato parere non ostativo sul disegno di legge in titolo. La relatrice RUSSO ( M5S ) e la rappresentante del GOVERNO rinunciano alla replica. Si passa quindi alla fase delle votazioni. Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, l'articolo 1 è posto ai voti e approvato. Anche l'articolo 2 è posto ai voti e approvato. La Commissione conferisce quindi il mandato alla senatrice RUSSO ( M5S ) a riferire all'Assemblea sul disegno di legge n. 2166 chiedendo l'autorizzazione a svolgere oralmente la relazione e ad effettuare gli interventi di coordinamento e correzione formale del testoche dovessero risultare necessari. Il PRESIDENTE rileva che la Commissione si è espressa, in tutte le votazioni, all'unanimità IN SEDE CONSULTIVA d-l n. 120/2021 - incendi boschivi e altre misure di protezione civile DDL 2381 Conversione in legge del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile (Parere alla 13ª Commissione. Esame. Parere non ostativo) La relatrice DE LUCIA ( M5S ) riferisce, per quanto di competenza, sul provvedimento d'urgenza in titolo, adottato, come precisato nelle sue premesse, considerata l'eccezionalità del numero e dell'estensione degli incendi boschivi che hanno colpito, a partire dall'ultima decade del mese di luglio, ampie porzioni del territorio nazionale, anche in conseguenza di condizioni meteoclimatiche eccezionali.