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tali servizi costituiscono gli elementi principali dell'offerta di alcune strutture, nonché una delle principali ragioni per le quali gli ospiti possono decidere di trascorrervi una vacanza, è pacifico che si rende indispensabile fornire al più presto dei chiarimenti, al fine di permettere ad ogni ospite di essere a conoscenza di quali attività sarà in grado di svolgere in base alla sua situazione; per alcune categorie di soggetti che rappresentano una componente importante dei flussi turistici, come ad esempio gli italiani che hanno completato la loro vaccinazione fuori dai Paesi UE, non sono ancora note le modalità di ottenimento del green pass , per cui risulta ancora più urgente provvedere ad uniformare la disciplina applicabile all'interno delle strutture a quella decisa per l'accesso, che appunto non è sottoposto alla verifica del green pass ; considerato inoltre che, in un'intervista rilasciata su La7, il sottosegretario per la salute Andrea Costa ha dichiarato che si può "valutare l'ipotesi no green pass ai ristoranti dentro gli alberghi quando i ristoranti fanno un servizio esclusivo alla clientela", prevedendo l'adozione di un provvedimento in tal senso nei prossimi giorni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda illustrare quali siano le soluzioni che intende adottare al fine di risolvere l'impatto negativo che il regime differenziale dell'utilizzo dei green pass all'interno delle strutture ricettive, di cui al decreto-legge n. 105 del 2021, sta già avendo sulle prenotazioni, ovvero se possa fornire elementi circa le valutazioni che il suo Dicastero stia compiendo relativamente alla possibilità di rimuovere l'utilizzo dei green pass per l'accesso ai ristoranti riservati alla clientela delle strutture ricettive, secondo quanto già anticipato dal Sottosegretario di Stato. Atto n. 3-02773 FARAONE Al Ministro della salute Premesso che: il vaccino italiano di "ReiThera", sostenuto anche da finanziamenti pubblici della Regione Lazio, e da Ministero dell'università e della ricerca e CNR, ha superato con successo le fasi 1 e 2 della sperimentazione, che hanno visto coinvolti rispettivamente gruppi di 90 e 900 volontari circa; a seguito della decisione della Corte dei conti, adottata il 20 maggio 2021, è stato però bloccato l'avvio della fase 3 della sperimentazione che, essendo quella finale, avrebbe coinvolto migliaia di volontari e necessitava pertanto di una produzione industriale del farmaco, la quale era, per l'appunto, l'oggetto dell'accordo bocciato dalla sentenza in questione e stipulato tra l'azienda di Castel Romano, il Ministero dello sviluppo economico e Invitalia; il vaccino, pertanto, a seguito di tale impedimento normativo, non può essere sottoposto alle valutazioni di EMA e AIFA ai fini dell'approvazione; considerato anche il più esteso sistema di impiego della certificazione verde COVID-19 deciso con il decreto-legge n. 105 del 2021, si pone con urgenza il problema di definire la posizione dei quasi mille volontari coinvolti nelle fasi 1 e 2 della sperimentazione all'interno del sistema green pass , poiché, non avendo questi la possibilità di ricevere un'ulteriore dose di vaccino, somministrata con uno tra i farmaci approvati, si trovano impossibilitati ad ottenere la certificazione secondo le modalità attualmente previste dalla legge; considerato che: come sottolineato, l'impossibilità di procedere all'approvazione del farmaco è di natura strettamente legale, mentre i risultati delle fasi sperimentali concluse hanno dimostrato che il 99 per cento dei soggetti coinvolti, dopo la seconda dose, ha sviluppato gli anticorpi; essendo stata riscontrata tale forte risposta immunitaria, si rende opportuno riconoscere per i volontari ReiThera un regime dedicato di assegnazione del green pass , il quale verrebbe appunto rilasciato coerentemente con le ragioni della sua normale erogazione, ovvero senza che ciò comporti alcun rischio per la salute di coloro cui il certificato viene attualmente riconosciuto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda procedere, nel più breve tempo possibile, a definire la posizione dei quasi mille volontari del vaccino ReiThera all'interno del sistema delle certificazioni verdi COVID-19, considerando, a tal fine, l'opportunità di prevedere una dedicata modalità di rilascio per questi soggetti, i quali, avendo sviluppato un'adeguata reazione immunitaria, possono accedere ai luoghi sottoposti all'esibizione del green pass , senza che ciò comporti dei rischi per la salute collettiva. Atto n. 3-02774 DE PETRIS Al Ministro della transizione ecologica Premesso che, a giudizio dell'interrogante: il Consiglio dei ministri ha approvato il 29 luglio 2021 un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di riorganizzazione del Ministero della transizione ecologica; il decreto accorpa gran parte delle competenze del precedente Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in un Dipartimento amministrazione generale pianificazione e patrimonio naturale (DiAG), creando altresì il Dipartimento sviluppo sostenibile (DiSS) e il Dipartimento energia (DiE). Appare del tutto incomprensibile l'assenza di un esplicito richiamo alle politiche climatiche, che dovrebbero rappresentare l'asse portante di ogni strategia; la promozione di strategie di intervento idonee a governare gli effetti dei cambiamenti climatici sul piano della mitigazione e dell'adattamento diventano competenza di tutti i dipartimenti e quindi di nessuno. Si segnala in tal senso come nel nostro Paese manchi ancora un piano di adattamento ai cambiamenti climatici volto a mitigare gli effetti dei violenti fenomeni che, negli ultimi anni, colpiscono l'Italia senza sosta, lasciando intravedere ai cittadini quale sia il futuro a cui il nostro Paese sta andando incontro. Un Piano che sarebbe necessario al fine di individuare luoghi prioritari e strumenti efficaci ma che risulta assente dalle aree di competenza e di interesse del Ministero; anche per quanto concerne il settore energetico sembrano riproporsi le dinamiche del passato, che occorrerebbe invece correggere con urgenza: le fonti rinnovabili appaiono richiamate solo frettolosamente nell'intera riorganizzazione, la quale avrebbe dovuto riflettere quel processo di transizione ecologica all'origine della trasformazione del Ministero stesso; il provvedimento è stato definito dal Ministro in indirizzo come una "rigenerazione che consentirà di superare quegli ostacoli di origine burocratica, tecnologica e strutturale e rendere la pubblica amministrazione efficacemente al servizio dei cittadini e dell'ambiente"; in ragione di tali affermazioni mal si comprende l'inserimento, all'articolo 5, del tema dell'energia nucleare ("Il Dipartimento esercita, nelle materie di spettanza del Ministero, le competenze in materia di: mercati energetici; efficienza energetica e energie rinnovabili; impieghi pacifici dell'energia nucleare"): tema, in primis , la cui inclusione tra le politiche green che è ancora oggetto di discussione in sede europea ma, soprattutto, che va in forte contrasto con l'espressione della volontà dei cittadini italiani, che negli ultimi 40 anni, per ben due volte (con i referendum del 1983 e del 2011), hanno rigettato le politiche nucleari proposte dai Governi; non è possibile pensare di aggirare in modo così sfacciato la sovranità popolare attraverso il greenwashing di una produzione energetica che di pulito e rinnovabile non ha nulla;