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in quest'ultimo caso viene comunque stabilito che i proventi ricavati dall'immobile assegnato devono essere reimpiegati in attività sociali. L'intervento amplia, inoltre, il novero degli enti cooperativi cui possono essere assegnati gli immobili confiscati, ricomprendendovi, oltre alle cooperative di cui alla legge 8 luglio 1986, n. 349, anche le altre tipologia di cooperative, purché a mutualità prevalente e operanti senza fine di lucro. Infine, viene, espressamente previsto che la destinazione impressa ai beni immobili assegnati dall'Agenzia deve essere pubblicata nel sito dell'Agenzia stessa ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di trasparenza amministrativa. I soggetti destinatari o assegnatari comunicano all'Agenzia per la pubblicazione i dati relativi ai cespiti in argomento, pena la revoca della destinazione in caso di inadempimento. L'articolo 17 contiene norme volte ad operare una significativa rivisitazione dell'assetto organizzativo dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L'obiettivo di questa riorganizzazione è innalzare l'efficacia delle attività di gestione e destinazione dei cespiti in questione, con una riduzione delle attività di backoffice e quindi dei connessi costi, compensata dallo sviluppo di più strette sinergie con i soggetti istituzionali e le organizzazioni esponenziali dei settori della società civile più direttamente interessati. In questo senso, la disposizione prevede che l'Agenzia abbia una sede secondaria in Roma, oltre alla sede principale in Reggio Calabria, mentre vengono soppresse le previsioni che consentono il mantenimento e l'apertura di sedi secondarie in altre regioni (comma 1, lettera a) , numero 1), e lettera c) , numero 2), che modificano gli articoli 110 e 112 del decreto legislativo n. 159 del 2011). Nel contempo, viene rafforzata la sinergia tra l'Agenzia e le prefetture. A questo riguardo, si stabilisce che l'Agenzia si avvalga obbligatoriamente del supporto delle prefetture, presso le quali viene riconfermata l'attivazione di un apposito nucleo di supporto (comma 1, lettera c) , numero 1), modificativo dell'articolo 112, comma 3, del decreto legislativo n. 159 del 2011). La composizione di tale nucleo viene rivisitata, prevedendo che essa non sia più rigida ed uniforme, ma calibrata secondo parametri di modularità in ragione dell'entità dei beni appresi alla criminalità in ciascuna provincia. In questo senso, viene previsto che i prefetti determinino la composizione del consesso in parola (cui possono partecipare oltre a pubbliche amministrazioni anche associazioni) secondo le linee guida approvate dal Consiglio direttivo dell'Agenzia. Inoltre, viene modificato anche l'assetto degli organi dell'Agenzia, a cominciare dalla composizione del Consiglio direttivo, tra i cui componenti vengono inseriti due qualificati esperti: uno in materia di gestioni patrimoniali designato, di concerto, dal Ministro dell'interno e dal Ministro dell'economia e delle finanze; l'altro in materia di gestioni aziendali designato, di concerto, dal Ministro dell'interno e dal Ministro dello sviluppo economico (comma 1, lettera b), numero 2), modificativo dell'articolo 111, comma 3, del decreto legislativo n. 159 del 2011). Viene, altresì, inserito nell'organigramma dell'Agenzia un nuovo organo, il Comitato consultivo, presieduto dal Direttore della stessa Agenzia e composto da un esperto in materia di progetti di finanziamento europei e nazionali, designato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, da rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, delle regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni che possono essere destinatarie dei beni confiscati e delle organizzazioni sindacali e datoriali (comma 1, lettera b) , numeri 1) e 3), modificativi dell'articolo 111 del decreto legislativo n. 159 del 2011). Questo consesso mira ad assicurare il coinvolgimento degli enti e delle associazioni potenzialmente destinatarie dei beni confiscati nell'elaborazione delle scelte di fondo dell'Agenzia. Ad esso, infatti, vengono devoluti compiti consultivi in merito agli atti di indirizzo (comprese le linee guida), agli atti di programmazione e pianificazione adottati dal Consiglio direttivo, nonché in ordine ad ogni altra questione riguardante la destinazione o l'utilizzazione dei beni confiscati. A ciò si aggiunge un potere di proposta circa l'elaborazione della relazione che il Direttore dell'Agenzia presenta ogni semestre ai Ministri dell'interno e della giustizia (comma 1, lettera c) , numero 3), modificativo dell'articolo 112 del decreto legislativo n. 159 del 2011). Infine, la disposizione stabilisce che l'Agenzia svolge l'attività di ausilio a favore dell'Autorità giudiziaria fino all'adozione del provvedimento di sequestro attraverso un'attività consulenziale, e procede, per quanto specificamente concerne i beni aziendali, alla definizione degli interventi volti a salvaguardarne il valore patrimoniale anche attraverso società a partecipazione pubblica specializzate nel sostegno alle industrie (comma 1, lettera a) , numero 2), modificativo dell'articolo 110 del decreto legislativo n. 159 del 2011). L'articolo 18 reca disposizioni per la revisione della dotazione organica del personale dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. In particolare, la disposizione interviene sul decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, con taluni interventi di novella sugli articoli 113 e 113- bis del codice antimafia e prevedendo il nuovo articolo 113- ter in materia di incarichi speciali. Nello specifico, il comma 1 dispone, alla lettera a) , la modifica delle vigenti disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento dell'Agenzia, prevedendo, attraverso l'intervento sul comma 3 dell'articolo 113, la possibilità per l'ente di estendere i meccanismi convenzionali propri di avvalimento di altre amministrazioni o enti pubblici anche all'Agenzia per la coesione territoriale. La lettera b) del citato comma 1 riscrive, sostituendolo, l'articolo 113- bis del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante disposizioni in materia di organico dell'Agenzia. L'intervento mira a delineare un modello organizzativo che sia più solido sotto il profilo delle risorse umane, che presenti contemporaneamente profili di maggior duttilità funzionale e che sia in grado di rispondere, con efficacia e tempestività, alle diverse istanze connesse alla delicata attività istituzionale e agli obiettivi assegnati. La norma, come riscritta, prevede al comma 1 l'implementazione dell'attuale dotazione organica dell'Agenzia che passa dalle attuali 30 unità alle 60 unità complessive, ripartite tra le diverse qualifiche, dirigenziali e non, secondo contingenti da definire con il regolamento adottato ai sensi dell'articolo 113, comma 1.