[resaula]

a seguito della citata direttiva UE, il Ministero della giustizia avrebbe dovuto adottare un decreto interministeriale (di concerto con il Ministero delle sviluppo economico) al fine di rivedere ed adeguare le norme del decreto ministeriale del 18 ottobre 2010, n. 180, recante il regolamento attuativo del decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28, alla sopravvenuta normativa primaria, che ha recepito quella europea in materia di composizione extragiudiziale per la risoluzione, anche in via telematica, delle controversie nazionali e transfrontaliere, tra consumatori e professionisti residenti e stabiliti nell'Unione europea; nell'ambito di tali controversie, "l'organismo ADR propone una soluzione o riunisce le parti al fine di agevolare una soluzione amichevole e, in particolare, agli organismi di mediazione per la trattazione degli affari in materia di consumo iscritti nella sezione speciale, di cui all'articolo 16, commi 2 e 4, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, e agli altri organismi ADR istituiti o iscritti presso gli elenchi tenuti e vigilati dalle autorità di cui al comma 1, lettera i) , previa verifica della sussistenza dei requisiti e della conformità della propria organizzazione e delle proprie procedure alle prescrizioni del presente titolo"; i criteri da adottare sono stati fissati, durante la XVII Legislatura, al Tavolo di coordinamento e indirizzo istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, ex art. 141- octies , comma 3 del Codice del consumo, al quale ha partecipato il Ministero della giustizia e che ha concluso i lavori ormai da oltre tre anni e precisamente il 22 dicembre 2015, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere in merito all'adozione del decreto interministeriale di adeguamento del decreto ministeriale n. 180 del 2010 alla direttiva ADR Consumatori, recepita più di tre anni fa, e se non intenda valutare l'ipotesi di costituire un Tavolo permanente composto da comprovati esperti del settore dell'ADR e della mediazione che possa coadiuvare il personale del Ministero. Atto n. 4-01089 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: mercoledì 12 dicembre 2018 sul quotidiano "Gazzetta di Parma" è comparsa, in un articolo a firma Georgia Azzali, la notizia che la Procura della Repubblica di Parma avrebbe richiesto il rinvio a giudizio di 75 persone fisiche e di una decina di persone giuridiche per diversi reati nell'ambito dell'inchiesta definita "Pasimafi"; sul quotidiano sono comparsi i nomi ed i cognomi di tutte le persone per cui sarebbe stata fatta richiesta di rinvio a giudizio, nonché delle persone che hanno richiesto il patteggiamento e di quelle per cui sarebbe stata richiesta l'archiviazione; nessuno degli interessati, né dei loro avvocati, ormai ad una settimana di distanza dalla comparsa dell'articolo sul giornale, ha ricevuto alcuna comunicazione al riguardo; la richiesta di rinvio a giudizio, se, come probabile, esiste, non è stata notificata agli interessati prima della pubblicazione della notizia, ma era nota alla giornalista, che ne ha pubblicato il contenuto sul quotidiano; tale situazione, evidentemente non determinata dagli interessati o dai loro avvocati, che non conoscono tale atto, costituisce una violazione delle norme processuali e dei doveri di riservatezza nella gestione degli atti processuali e potrebbe costituire un illecito disciplinare ed anche configurare ipotesi di reato (art. 323 del codice penale, abuso d'ufficio ed art. 684, del codice penale, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; se tali comportamenti siano ritenuti corretti o integrino fattispecie quanto meno disciplinari; quali provvedimenti intenda adottare per evitare il ripetersi di simili situazioni. Atto n. 4-01090 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'ingegnere A. P. è dirigente dell'Ufficio della motorizzazione civile di Salerno e sezioni ad esso afferenti, nonché del Centro prova autoveicoli di Napoli; egli è altresì congiunto di una nota esponente politica del Movimento 5 Stelle, già dipendente di alcune imprese del settore dei trasporti ricadenti nel territorio di competenza del medesimo Ufficio della motorizzazione civile, la Torello Trasporti Srl di Montoro Inferiore (Avellino) e la Omeps Srl di Battipaglia (Salerno), si chiede di sapere: se risultino pervenuti agli uffici del Ministero o da esso dipendenti esposti in cui si denunciano comportamenti irregolari del citato ingegnere A. P. nell'esercizio delle sue funzioni, ed in particolare volte a favorire le imprese indicate in premessa; in caso affermativo, quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia intrapreso o intenda intraprendere al fine di verificare l'effettiva sussistenza di comportamenti non conformi ai doveri del dirigente nominato in premessa. Atto n. 4-01091 DE BERTOLDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: l'associazione artigiani del Trentino riporta che circa 70 imprese locali, esercenti l'attività di revisione di autovetture (il cui impiego richiede importanti investimenti in attrezzature e personale tecnico specializzato) sono in condizioni di difficoltà, a seguito della mancanza dei corsi di abilitazione alla professione, attualmente sospesi in tutta Italia, a causa del ritardo dei decreti attuativi da parte del Ministero; gli effetti della mancata emanazione stanno determinando conseguenze negative e penalizzanti per il comparto, in considerazione del fatto che, a causa della carenza di responsabili tecnici, la loro attività rischia di subire gravi danni economici con inevitabili ripercussioni nell'ambito occupazionale; al riguardo si evidenzia che lo scorso 18 maggio 2018, è stato approvato il decreto ministeriale n. 211/2018 (in attuazione del decreto ministeriale n. 214/2017 di recepimento della direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014) relativamente ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore; l'articolo 7 del decreto, in particolare, stabilisce che, ai fini delle abilitazioni dei responsabili tecnici, di cui alla normativa previgente, sono da ritenersi validi i corsi conclusi entro il 20 maggio 2018, con i relativi esami svolti o da svolgere entro il 31 agosto 2018, ed inoltre, risulta in fase di definizione il provvedimento di attuazione, secondo quanto previsto, dall'articolo 13 del decreto ministeriale n. 214/2017, relativamente ai requisiti minimi di competenza e formazione degli ispettori, deputati a eseguire i controlli tecnici presso i centri di controllo privati;