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Misure urgenti per la legalità, la trasparenza e l'accelerazione dei processi di ricostruzione dei territori abruzzesi interessati dal sisma del 6 aprile 2009 e per il sostegno delle attività produttive e della ricerca. Onorevoli Senatori. -- A distanza di sei anni dal sisma che il 6 aprile 2009 scosse L'Aquila e 56 comuni del cratere in Abruzzo, riusciamo ad approdare ad una legge organica sulla ricostruzione; un provvedimento che in realtà sarebbe stato necessario da subito, all'indomani del terremoto. Il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, emanato a ridosso degli eventi, si è in effetti limitato a prevedere una serie di misure necessarie a gestire l'immediata emergenza, nella primissima fase post sisma. Le numerose ordinanze emanate della Presidenza del Consiglio dei ministri che sono succedute al citato decreto hanno cercato di colmare le lacune del provvedimento legislativo varato, ma lo hanno fatto in maniera disordinata e disorganica, non esaustiva, senza dettare regole precise e lasciando sul tappeto numerosi problemi, tra cui il principale: la mancanza di un flusso di risorse destinate alla ricostruzione continuo e certo, così da permettere una seria programmazione degli interventi ed una tempistica coerenti con l'obiettivo di riportare L'Aquila e l'area del cratere non solo alle normali condizioni di vita ma anche ad una reale e duratura ripresa economica e produttiva. La cosiddetta «Riforma Barca», contenuta nel decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, può essere considerato il primo tentativo di rimettere ordine in questa giungla legislativa. Con la riforma del Ministro della coesione territoriale si sono adottate importanti iniziative: -- la conclusione della fase dell'emergenza determinatasi a seguito del sisma, emergenza che in Abruzzo ha avuto la durata di poco meno di tre anni e mezzo, laddove in altri luoghi d'Italia, com'è noto, ad esempio in Umbria e nelle Marche, la durata è stata assai maggiore; -- l'azzeramento delle strutture commissariali, che di fatto avevano sottratto ogni potere agli enti locali, che da tempo reclamavano la gestione diretta della ricostruzione; -- la restituzione della governance agli enti locali; -- l'istituzione di due Uffici speciali per la ricostruzione, uno per il comune capoluogo (USRA) e l'altro per i comuni del cratere (USRC), che gestiscono le istruttorie di tutte le pratiche relative alla ricostruzione privata degli edifici; -- l'introduzione di un «modello parametrico» per la determinazione del contributo concedibile, gestito attraverso un protocollo di progettazione. Il modello introdotto dalla «riforma Barca» ha indubbiamente avuto delle ricadute positive, snellendo le procedure e velocizzando le pratiche. Dal 2013 ad oggi l'Ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila (USRA) ha istruito 1.426 progetti, per un totale di 4.387 unità immobiliari interessate. L'ammontare delle risorse per i suddetti progetti è pari a 1.451.187.487 euro, di cui i concedibili ammontano a 820.764.587,17 euro. In totale dal 2009 ad oggi i cantieri aperti a L'Aquila sono quasi 1.500. Per quanto concerne il cratere, composto da 56 comuni suddivisi in otto aree omogenee, i contributi concessi dall'Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (USRC) dal 2013 ad oggi ammontano a circa 500 milioni di euro, su un totale di 857 milioni di euro dal 2009 ad oggi. Sono 639 i cantieri aperti nel cratere, di cui 443 fuori «centro storico»; 196 dentro «centro storico». Ammontano a 3.781 le abitazioni tornate agibili. Il presente disegno di legge, insieme alle risorse finanziarie che il Governo ha previsto fino al 2018 con la legge di stabilità 2015, rappresenta un punto di svolta e consentirà alla ricostruzione di entrare nella fase di maturità, dopo aver superato un periodo piuttosto turbolento. La normativa precedente aveva diverse lacune, che ci proponiamo di colmare con questo nuovo testo, frutto di un confronto con il territorio e la comunità. Siamo partiti dal testo base di un precedente documento, elaborato dall' ex sottosegretario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Un testo che l'onorevole aveva depositato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ma che dopo la sua nomina alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura ha subìto una fase di arresto. La nomina della nuova sottosegretario Paola De Micheli ha ridato nuovo slancio all'elaborazione del testo legislativo, su cui mi sono messa subito a lavoro. L'elaborazione del documento attuale è il risultato di una serie di incontri, che si sono svolti sia presso il comune dell'Aquila che presso la Presidenza della regione Abruzzo, nel corso dei quali sono arrivati input e suggerimenti da sindaci, cittadini, associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati. Sono tre gli obiettivi che ci proponiamo con il presente disegno di legge: colmare le lacune che tuttora persistono nei testi di riferimento, accelerare il processo di ricostruzione sia nei comuni, soprattutto nei centri storici, che nelle frazioni, garantire una maggiore trasparenza delle procedure e accentuare i controlli, per evitare ulteriori ombre nella gestione degli appalti e l'infiltrazione di organizzazioni criminali. Quattro sono gli assi portanti su cui ruota la legge: 1) Ricostruzione più veloce e trasparente . Questo pacchetto di norme ne prevede alcune di fondamentale importanza: per importi superiori a 500.000 euro l'invito dovrà essere rivolto ad un minimo di 5 imprese. La ditta scelta dovrà garantire la migliore realizzazione del progetto, tenendo conto anche dei tempi di esecuzione dei lavori. Le imprese dovranno essere scelte nell'ambito di una white list , che dovrà garantire alcuni parametri di legalità e di credibilità delle imprese. Gli ordini professionali dovranno stilare un albo reputazionale dei propri iscritti per certificare la «qualità» degli studi coinvolti nei lavori. Le imprese affidatarie possono ricorrere al subappalto per le lavorazioni della categoria prevalente, nei limiti del 30 per cento dei lavori. Sono nulle tutte le clausole che dispongano il subappalto in misura superiore. I lavori possono essere subappaltati con un ribasso massimo del 20 per cento del prezzo ammesso a contratti. Per i subappalti si potranno scegliere solo imprese presenti nell'elenco degli operatori economici. Gli amministratori di condominio, i rappresentanti legali dei consorzi, il singolo proprietario avranno la qualifica di incaricato di pubblico servizio. La legge prevede inoltre delle penali per le ditte che non rispettano la scadenza dei lavori; è prevista poi la risoluzione del contratto in caso di fallimento dell'affidatario dei lavori.