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Misure per favorire il ricambio generazionale in agricoltura e istituzione della Banca delle terre agricole. Onorevoli Senatori. -- L'accesso al bene terra è il primario e più difficoltoso sbarramento al ricambio generazionale in agricoltura. Nella cosiddetta fase di start up infatti non è certo una difficoltà irrisoria per il giovane agricoltore fornire agli istituti di credito le garanzie richieste per lo stanziamento di finanziamenti per accedere al bene primario della terra. Questo accade fin da tempi non sospetti precedenti all'attuale crisi economica globale ed ancora prima dell'entrata in vigore di Basilea 2 che mirava a prevenire, tra le altre cose, la concessione di «mutui facili». Se vogliamo citare un Paese membro dell’Unione europea che sta operando concretamente in questo senso possiamo certamente ricordare la vicina Francia, che sta approntando un « plan massif » per fronteggiare la crisi del settore primario con prestiti agevolati (a tassi pari all'1 per cento per i giovani agricoltori), fondi straordinari per far fronte all'aumento dei prezzi e contributi a fondo perduto per il pagamento degli interessi dei prestiti già contratti dagli imprenditori agricoli. In questa ottica la Commissione europea sollecita gli Stati membri alla costituzione di una banca della terra per la gestione e l'incontro tra giovani agricoltori in cerca di terreni e terreni resi liberi da prepensionamenti graduali degli anziani agricoltori. La realizzazione di questa banca porterebbe a facilitare indubbiamente l'incontro tra chi è in fisiologica uscita dal settore agricolo e chi, invece, vi vuole accedere. In questo modo si faciliterebbe l'instaurazione di un cosiddetto patto generazionale tra anziani e giovani che potrebbe consentire non più solo la permanenza nelle campagne e nelle aziende di giovani agricoltori di seconda o terza generazione, ma anche l'innesto ulteriore di giovani agricoltori di prima generazione. Il patto generazionale può realizzarsi attraverso la formazione di innovative forme societarie miste composte di anziani e di giovani agricoltori. In queste innovative società, la figura del giovane non subentra nell'azienda agricola, ma si affianca all'imprenditore agricolo senior nella conduzione dell'azienda stessa, creando così una partnership tra «anziani proprietari e giovani gestori»; con questa formula si otterrebbe il duplice vantaggio da un lato di tramandare le conoscenze tecniche ed amministrative dell'agricoltore uscente al giovane, e, dall'altro, di produrre l'innesto di freschezza imprenditoriale che solo un giovane può apportare nella vita dell'azienda agricola. Affinché tutto ciò possa ottenere concreta attuazione, occorre individuare innanzitutto il « know how » necessario che deve essere accompagnato da idonei strumenti finanziari volti alla realizzazione del progetto. Studi recenti della Commissione europea dimostrano chiaramente che nelle imprese agricole gestite da under 40, si investe e si innova fino al 65 per cento in più; questo strumento potrebbe davvero creare il presupposto normativo per generare sviluppo in campo agricolo. Il decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, recante incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144, introduce, all'articolo 9, misure in favore della nuova imprenditorialità in agricoltura. Tali misure sono state regolamentate anche in sede europea in termini di ampiezza e portata del regime di aiuti previsto per l'agricoltura (regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali). Estendendo la possibilità di concedere le agevolazioni di cui al titolo I, capo III, del decreto legislativo n. 185 del 2000, anche ai giovani imprenditori agricoli in attività, il presente disegno di legge si propone di estendere la gamma di soggetti che vi possono accedere. Un ruolo centrale nel processo di sostegno agli insediamenti di giovani imprenditori in agricoltura potrebbe essere comunque giocato -- anche in Italia -- da una banca delle terre agricole telematica, un luogo all'interno di cui dar conto dei terreni agricoli esistenti e di quelli che, di volta in volta, si liberano a seguito di abbandono dell'attività produttiva e prepensionamenti. La banca potrebbe accogliere le informazioni relative a tutti i terreni agricoli oggetto di dismissioni che siano di proprietà di soggetti privati e di enti pubblici. L'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), in quanto organismo fondiario nonché produttore di servizi integrati per gli imprenditori agricoli, potrebbe gestire direttamente tale banca, che dovrà operare in modo integrato anche con l'osservatorio della mobilità fondiaria. La banca -- tra l'altro -- avrà il compito di redigere un bollettino semestrale delle terre agricole, da pubblicare sul sito internet utilizzato per la pubblicazione della banca stessa, con l'obiettivo di offrire una panoramica complessiva dei terreni disponibili e delle modalità di cessione e di acqisto che permetta all'utente di avere una conoscenza costantemente aggiornata dei terreni disponibili. Il presente disegno di legge si propone, dunque, di dar vita ad un inventario completo della domanda e dell'offerta di terreni agricoli e di intere aziende, per ciascuno dei quali è prevista la raccolta di un elevato numero di informazioni di dettaglio sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali. L'obiettivo è facilitare il processo di compravendita e dunque il concreto avvicendamento nelle proprietà, abbattendo in maniera netta e drastica qualsiasi costo di transizione. A tal proposito si ricorda che l'ISMEA, proseguendo l'attività della ex Cassa, acquista e rivende contestualmente terreni agricoli con il patto di riservato dominio, così da incrementare la dimensione media delle aziende agricole per renderle competitive sul mercato. L'attuazione degli interventi con l'utilizzo dello strumento giuridico previsto dagli articoli 1523 e seguenti del codice civile, consente all'ISMEA di ridurre considerevolmente il rischio dell'investimento rimanendo proprietario del terreno fino allo scadere dell'ammortamento. Inoltre, come il presente disegno di legge si propone, è necessario intervenire ad ulteriore tutela del buon esito dei passaggi di proprietà, prevedendo che l'istituzione preposta a gestire la banca dati -- sul modello del Centre national pour l'aménagement de structures des exploitations agricoles (CNASEA) francese -- abbia anche il compito di svolgere un ruolo di vera e propria assistenza nel processo di affiancamento fra l'anziano e il giovane subentrante, dando così vita ad un avviamento progressivo dell'attività, nel quale colui che rileva può acquisire le conoscenze specifiche e la rete di relazioni commerciali accumulate nel tempo dall'imprenditore agricolo uscente, potendo al contempo contare sulla rete di servizi ISMEA.