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Le disposizioni della presente legge relative alle associazioni rappresentative dei Rom e dei Sinti si applicano soltanto alle associazioni iscritte nel Registro. 8. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono, rispettivamente, registri su scala regionale e provinciale, cui possono iscriversi le associazioni in possesso dei requisiti di cui al comma 1, che svolgono attività, rispettivamente, in ambito regionale o provinciale. Art. 36. (Piani d'azione per l'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti) 1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché gli enti locali nel cui territorio si trovano popolazioni appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, nell'ambito delle rispettive competenze, predispongono e attuano, a livello statale, regionale e locale, piani d'azione intesi a migliorare la situazione delle persone appartenenti alla suddetta minoranza presenti sul rispettivo territorio, che includano misure specifiche per far fronte alla discriminazione in tutti i settori della vita sociale. 2. I piani d'azione di cui al comma 1 possono essere pluriennali e prevedono le iniziative e le risorse economiche necessarie ad implementare le politiche in favore dell'inclusione sociale delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti sul rispettivo territorio, predisposte in attuazione della presente legge e delle norme del diritto internazionale e dell'Unione europea. 3. I piani d'azione di cui al comma 1 prevedono altresì misure per l'implementazione delle buone pratiche di interazione e di inclusione sociale della minoranza dei Rom e dei Sinti nelle politiche nazionali, individuate dall’Unione europea e dalle organizzazioni internazionali competenti in materia, indicano le iniziative finanziabili nell'ambito degli stanziamenti dell'Unione europea destinati dal Fondo sociale europeo all'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti e, nell'ambito degli stanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale, destinabili all'edilizia abitativa in favore delle comunità emarginate. 4. I piani di cui al comma 1 sono approvati previa un'ampia consultazione con gli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia e con le loro associazioni rappresentative. Essi prevedono il coinvolgimento attivo della suddetta minoranza e delle suddette associazioni nella realizzazione e nella valutazione degli esiti e indicano, in modo distinto, le problematiche e le misure che si intendono adottare per farvi fronte e per dare attuazione, nel territorio statale, regionale e locale, ai compiti, alle funzioni e alle azioni specifiche previste dalla presente legge. 5. L'elaborazione del piano statale di cui al comma 1 è predisposta dall'Ufficio nazionale per la minoranza dei Rom e dei Sinti, sulla base dei criteri e delle direttive indicati dal Comitato nazionale paritetico per la minoranza dei Rom e dei Sinti e con la sua approvazione finale, sentito il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Art. 37. (Ufficio nazionale per la minoranza dei Rom e dei Sinti) 1. Presso il Ministero dell'interno -- Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione è istituito l'Ufficio nazionale per la minoranza dei Rom e dei Sinti, di seguito denominato «Ufficio nazionale». All'attività e alla gestione dell'Ufficio nazionale si provvede con le ordinarie risorse finanziarie, umane e strumentali del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione. 2. L'Ufficio nazionale svolge le seguenti funzioni: a) compie studi ed analisi sulla condizione giuridica ed umana delle popolazioni appartenenti ai gruppi dei Rom e dei Sinti presenti in Italia e sulle azioni da perseguire circa le loro problematiche, anche sulla base delle norme internazionali e europee, mantenendo gli opportuni contatti con gli organi del Consiglio d'Europa, delle altre organizzazioni internazionali e dell'Unione europea e con analoghi organismi di altri Stati; gli studi, le analisi e le proposte possono essere elaborati anche con la collaborazione di università e qualificati centri di ricerca e di studio; b) raccoglie e studia i dati offerti dagli uffici provinciali di cui all’articolo 39 circa la condizione degli appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che vivono nelle diverse province e diffonde, in tutto il Paese, le buone pratiche delle azioni svolte nei loro confronti e con la promozione delle associazioni rappresentative della minoranza; c) elabora piani d'azione nei diversi ambiti d'intervento (culturale, abitativo, lavorativo, sanitario, sociale, scolastico e formativo), anche proponendo al Governo, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano e agli enti locali le necessarie iniziative di modifica alle norme vigenti e l'adozione di provvedimenti amministrativi, predisponendo, in particolare, il Piano statale per l'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti; d) coordina e collega gli interventi dei Ministeri, delle regioni e degli enti locali che comportano iniziative sulle problematiche relative ai Rom e ai Sinti, collaborando alla definizione di obiettivi e strategie e all'individuazione e attuazione, a livello nazionale, di iniziative ammissibili ai finanziamenti dell'Unione europea per l'inclusione sociale dei Rom e dei Sinti, segnalando altresì ai competenti organi pubblici, incluso l'Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale (UNAR), eventuali iniziative ed ogni tipo di disfunzione e di abuso; e) promuove e collega le azioni degli enti pubblici e privati che si occupano della minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia e delle associazioni rappresentative di tali gruppi e ne raccoglie proposte e segnalazioni; f) individua, coordina e collega le autorità nazionali responsabili per le questioni concernenti la minoranza dei Rom e dei Sinti e quelle competenti per le altre minoranze linguistiche, per quanto riguarda l'accesso ai servizi sanitari, l'istruzione, le abitazioni, l'attività di antidiscriminazione, la polizia e i mezzi d'informazione, al fine di potenziarne le attività volte ad assicurare l'attuazione degli impegni dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OSCE) nel quadro della legislazione nazionale in materia di eguaglianza e non discriminazione. 3. L'Ufficio nazionale si avvale altresì della collaborazione di consulenti esperti nelle diverse problematiche delle popolazioni rom e sinte presenti in Italia e di collaboratori tratti tra i cittadini italiani appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. Art. 38. (Comitato nazionale paritetico per la minoranza dei Rom e dei Sinti) 1. È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Comitato nazionale paritetico per la minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia, di seguito denominato «Comitato nazionale», composto dei seguenti membri: a) venticinque persone legalmente residenti in Italia appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti designate dalle diverse associazioni iscritte nel Registro, rappresentative dei diversi gruppi che compongono la minoranza, provenienti da regioni diverse e rappresentativi di almeno quindici enti e associazioni nazionali; b) cinque qualificati esperti delle discipline linguistiche, antropologiche, sociali, giuridiche ed educative, aventi specifiche conoscenze delle questioni riguardanti la minoranza dei Rom e dei Sinti;