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la frequenza delle maree eccezionali deriva certamente anche dal cambiamento climatico di origine antropica (innalzamento del medio mare, eventi atmosferici eccezionali), la cui portata rischia di mettere in difficoltà la sopravvivenza non solo della città lagunare ma anche di significative porzioni della terraferma; nonostante il Centro previsioni e segnalazioni delle maree della città abbia previsto nel corso della giornata del 12 novembre una quota di 140 centimetri, le eccezionali condizioni atmosferiche, legate al fenomeno della "scontratura" tra i venti di scirocco e bora, che hanno iniziato a soffiare ad una velocità superiore ai 50 nodi, hanno portato a un picco di 187 centimetri intorno alle ore 22,50; per effetto di questo livello del mare, il 100 per cento della città è stato allagato e, contemporaneamente, anche le isole minori e la barriera litoranea di Lido e Pellestrina sono state investite dalla marea e dalla mareggiata; nel centro storico e nelle isole della laguna si sono rilevati danni ingenti che hanno colpito beni culturali, come la basilica di San Marco e altri beni monumentali di straordinaria rilevanza artistica ed architettonica; rilevato che: i vigili del fuoco, la Protezione civile, le forze dell'ordine, semplici cittadini e volontari si sono da subito prodigati per far fronte coraggiosamente all'emergenza, garantire l'incolumità dei cittadini e mettere in sicurezza il territorio; nella giornata del 14 novembre, il Consiglio dei ministri si è riunito ed ha deliberato la dichiarazione dello Stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 20 milioni di euro destinati agli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche e alle attività di gestione dei rifiuti e del materiale alluvionale; il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha attivato la task force per verificare la presenza di criticità nelle scuole su cui intervenire immediatamente; il Ministero per i beni e le attività culturali ed il turismo ha attivato sin da subito l'unità di crisi per la valutazione dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio artistico e culturale della città; il Presidente del Consiglio dei ministri ha convocato il 26 novembre il comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia (cosiddetto comitatone per la salvaguardia di Venezia), per discutere della governance e dei problemi strutturali della città; a causa dei ritardi nella sua realizzazione e messa a regime, non è stato possibile attivare, nemmeno parzialmente, il sistema di dighe mobili del Mose; considerato che: il Governo ha proceduto, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, lo scorso 14 novembre alla nomina di Elisabetta Spitz a commissario straordinario che dovrà sovrintendere il completamento del sistema di dighe a scomparsa Mose entro il 2021, un'opera molto controversa per la quale lo Stato ha già erogato oltre 5 miliardi di euro, giunta al 93 per cento della sua realizzazione; è del tutto evidente che, a prescindere dal funzionamento del Mose, la salvaguardia di Venezia, di Chioggia e della laguna ha bisogno di un'ordinaria cura e manutenzione fatta di piccoli e costanti interventi che devono essere finanziati in modo continuativo; tali interventi mirati devono essere ricompresi in un piano di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico che rivisiti e renda incisive le politiche di prevenzione dei rischi e dei danni; considerato, inoltre, che: l'ondata di maltempo continua a flagellare gran parte dell'Italia ed ha messo in stato di allerta di rischio idrogeologico ben 11 regioni. Il dissesto idrogeologico va affrontato con una gestione del territorio che tenga conto del nuovo contesto climatico per prevenire e mitigare i rischi e i danni; la difesa del territorio contro eventi che hanno un impatto idrogeologico pesante risponde a un pubblico interesse e deve essere organizzata e condotta con uniformità di indirizzi e unità di attuazione per l'intero territorio nazionale. Particolare attenzione va riservata ai temi del consumo e dell'impermeabilizzazione del suolo, della rigenerazione urbana e del ripristino degli habitat e delle reti idrografiche; il tema della salvaguardia di Venezia, sia del suo fragile sistema architettonico e artistico che del suo delicato ecosistema della laguna, comprende diverse questioni, che per essere risolte vanno necessariamente affrontate in modo unitario mediante un " dossier Venezia". In tal senso vanno affrontati contestualmente i problemi legati: 1) al traffico crocieristico: attualmente entrano nella laguna di Venezia le grandi navi fino a 96.000 tonnellate (circa 530 navi all'anno) e raggiungono il terminal della Marittima, sull'isola del Tronchetto, attraverso il bacino di San Marco e il canale della Giudecca, provocando gravi problemi e disagi alla vita della città. In tal senso da tempo c'è l'impegno da parte del Governo per trovare una soluzione alternativa al passaggio delle grandi navi; 2) alla sostenibilità ambientale e sociale della città e della laguna, che oggi è sempre più ristretta tra un'iperspecializzazione turistica della sua economia ed una sempre più accentuata e preoccupante curva di diminuzione della popolazione residente; 3) al turismo: per limitare il sovraffollamento cittadino e contrastare lo spopolamento della città storica, che va tutelata e valorizzata con politiche mirate che regolamentino l'afflusso turistico e favoriscano il ripopolamento; 4) alle bonifiche a Porto Marghera: si tratta di un'area di circa 2.000 ettari, di cui ad oggi risulta bonificato solo il 16 per cento dei suoli e l'11 per cento di acque di falda, con progetti di bonifica e messa in sicurezza approvati per il 69 per cento dei suoli e il 66 per cento delle acque di falda, ma non ancora attuati; 5) all'operatività del porto, che non può prescindere dall'approvazione di un nuovo protocollo fanghi e del nuovo piano morfologico della laguna, nonché da una verifica dell'effettiva funzionalità della conca di navigazione. Due strumenti fondamentali per la necessità di aggiornare la normativa sullo smaltimento dei sedimenti e di procedere con gli interventi di manutenzione ordinaria della laguna nei suoi aspetti morfologici; 6) al moto ondoso determinato dal traffico in laguna e nei canali interni della città, che ha raggiunto livelli insostenibili provocando problemi di sicurezza con frequenti incidenti, anche mortali. In passato il Governo aveva istituito anche il commissario per il moto ondoso, per cercare di gestire il fenomeno; 7) all'applicazione di un approccio resiliente alla pianificazione urbana e alla gestione edilizia del patrimonio architettonico di Venezia, che sia attento ai rischi, sensibile alle peculiarità della struttura urbanistica della città e che si prenda cura della messa in sicurezza del patrimonio culturale e delle attività produttive; un altro grave problema che insiste sulla laguna e sui suoi abitanti, e che in questi giorni di acqua alta ha messo in grande apprensione i cittadini di Chioggia, è la presenza del deposito GPL in località Val Da Rio.