[sommcomm]

4) si raccomanda di estendere l'incompatibilità delle nomine a membro CNAM, di cui all'articolo 3, comma 3, del presente schema di decreto, anche a chi ricopre incarichi MIUR e ANVUR, oltreché ai Direttori, estendendo tali tipologie di incompatibilità anche alla fattispecie di settore di cui all'art. 3, c. 2 b) del presente decreto; 5) per quanto riguarda l'elettorato passivo dell'Accademia Nazionale di Danza, di cui all'articolo 3, comma 2 e) del presente schema di decreto, si raccomanda di adottare un criterio conforme a quello degli altri settori rappresentati in CNAM, considerando quindi come eleggibile ogni membro del corpo docente a T.I di questa istituzione, sia esso di I o di II fascia, a prescindere dal settore disciplinare di afferenza, e considerando in tale contesto ricompresi anche i pianisti e percussionisti accompagnatori che in tale istituzione esercitano il loro operato e che, attualmente, risultano incongruamente assegnati al settore degli ISSM (articolo 3, comma 2 f); 6) nella ripartizione dei settori rappresentati in CNAM, di cui all'articolo 3, comma 2, del presente schema di decreto, relativamente alla categoria generale di suddivisione fra istituzioni statali e non statali, si rimarca un'apparente diversità di trattamento riservato agli ISSM in via di statizzazione, accorpati con i Conservatori statali di musica nel presente schema di decreto, rispetto alle Accademie legalmente riconosciute cosiddette storiche mai specificamente citate ma che dovrebbero, per analogia, andare esplicitamente ad aggiungersi al settore delle Accademie statali di Belle Arti; 7) si osserva, inoltre, che il combinato disposto dell'articolo 3, comma 4, quinto periodo, che disciplina la validità costitutiva dell'organo con la nomina di almeno 12 componenti, e dell'articolo 4, comma 9, relativo al quorum di validità delle sedute raggiunto con l'intervento di un terzo degli aventi diritto al voto, rischia di generare la paradossale e inaccettabile situazione per cui, ove il CNAM risultasse costituito del numero minimo di componenti consentito (12), sarebbe ritenuta valida una seduta cui intervenga un terzo di questi, cioè quattro. Risulta, dunque, opportuno, al fine di garantire all'ente una adeguata rappresentanza dei suoi componenti e una indiscussa legittimazione decisionale, modificare il suddetto articolo 4, comma 9, ritenendo valide le sedute del consiglio solo se ad esse intervengano almeno 8 componenti, come peraltro suggerito dal parere del Consiglio di Stato del 30 maggio 2019. Allegato