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Purtroppo la maggioranza è rimasta sorda; si mirava a risolvere una situazione ingiusta nei confronti di quanti nati in Italia hanno perso la cittadinanza e non sono riusciti a riottenerla con la legge del 1992. Si tratta di una platea residuale di persone e di età avanzata che hanno subito un'ingiustizia anche morale; persone che hanno il desiderio, come mi dicono personalmente quando li incontro, di finire la propria vita con il riconoscimento della loro cittadinanza di nascita: la cittadinanza italiana. Mi stupisce, signor Presidente, che il vice presidente del Consiglio Salvini dica con forza «prima gli italiani». Forse, nella sua definizione di italiani, non rientrano i nostri connazionali nati in Italia, ma che oggi vivono all'estero. (Applausi dal Gruppo PD) . Purtroppo abbiamo perso l'occasione e con il passare del tempo diventa sempre più esiguo il numero di persone che potrebbero avvalersi di queste norme, semmai verranno approvate. Io non dispero. Negli anni Sessanta uno dei più grandi difensori dei diritti civili della storia umana affermò: « I have a dream» . Si trattava di Martin Luther King che disse: «Io ho un sogno, che i miei quattro bambini vivranno un giorno in una Nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle», ma per quello che sono, cioè esseri umani. Mi permetta, signor Presidente, anch'io ho un sogno; ho il sogno che i nostri connazionali nel mondo potranno riacquistare la cittadinanza italiana, ma ho soprattutto il sogno che la società italiana, contrariamente a quanto ci propone il Governo oggi, rifletterà nel futuro in pieno le bellissime qualità del popolo italiano, fra cui la tolleranza, l'umanità, l'altruismo, la generosità e la convivenza civile, che tutti noi italiani siamo orgogliosi di avere. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, mi spiace anzitutto dover osservare che non ci è piaciuto l'atteggiamento del Governo nei giorni trascorsi e nella giornata di ieri. Possiamo infatti capire tutto, ma chiediamo educazione istituzionale e rispetto per l'Assemblea e per le istituzioni. Il Gruppo Fratelli d'Italia da sempre ha detto che sul decreto-legge sicurezza i suoi voti c'erano e ci sarebbero stati perché crediamo che comunque sia stato fatto un grande passo avanti. Ci rendiamo conto che da Alfano a Salvini il mondo è cambiato e di questo ne prendiamo atto con soddisfazione e non possiamo negare che molte sono cose giuste che abbiamo condiviso. Ci dispiace però che l'apposizione della questione di fiducia non ci abbia permesso di discutere i nostri emendamenti che andavano nella direzione di ciò che tutti noi del centrodestra abbiamo detto in campagna elettorale. Tutti siamo consapevoli del fatto che la sicurezza e l'immigrazione sono temi su cui gli italiani hanno dimostrato giustamente di avere grandissima sensibilità; per questo non ci è piaciuto il fatto che non ci sia stato consentito di dare il nostro apporto a quello che per noi è il decreto Salvini più che il decreto-legge immigrazione e sicurezza. Signor Ministro, io sono molto soddisfatta del fatto che lei sia in Aula, perché credo che questa sia un'attenzione da parte sua che non tutti i Ministri hanno e di questo la ringraziamo. Mi sarebbe tuttavia piaciuto che nel provvedimento in esame si fosse potuto introdurre il reato di fondamentalismo islamico, perché credo che sia molto legato all'insicurezza degli italiani. Credevo che fosse un sentire comune di molta parte di questo Governo la volontà di mettere fine ai predicatori di odio, ai finanziatori delle moschee fai da te o dei tanti centri di culto islamico che non sono regolari, di cui non conosciamo i bilanci, che non sappiamo da chi sono finanziati. Credevo che questo fosse un tema assolutamente condiviso da lei e da parte di questo Governo. Peccato, avete perso un'occasione, ma l'hanno persa gli italiani, perché non c'è nulla sui predicatori di odio e sull'introduzione del reato di fondamentalismo islamico. Ci dispiace anche osservare che non c'è niente sul contrasto alle mafie internazionali, con particolare attenzione a quella nigeriana, perché conosciamo molto bene (e non lo diciamo noi predicatori di odio) il racket dello sfruttamento della prostituzione, che gli spacciatori di morte davanti alle scuole dei nostri figli molto spesso sono proprio loro e invece tutto questo si è perso nella stesura del decreto Salvini. Io sono molto affezionata al termine ruspa. Le devo confessare che mi è sempre piaciuto, perché rendeva bene e dava la rappresentazione plastica della fine che avrebbero dovuto fare tutti i campi rom. Invece nel provvedimento non è stato accolto un nostro emendamento che prevedeva lo sgombero dei campi rom entro il 2019; neanche questo è stato sancito nel decreto immigrazione e sicurezza. Positiva è la stretta sulla protezione umanitaria, ma secondo noi le maglie sono ancora troppo ampie e troppi sono i casi speciali. In ultimo, signor Ministro, manca un tema caro agli italiani e a tutti noi: quello delle espulsioni. Io credo che Desirée non possa essere dimenticata a così pochi giorni dalla sua morte e non devo ricordare a quest'Assemblea che chi l'ha uccisa erano persone che non dovevano stare nel nostro Paese. Erano persone che dovevano essere cacciate, che io continuo a chiamare clandestini e che non avrebbero dovuto trovarsi sul territorio nazionale e forse oggi avremmo una vita in più. Io sono anche cattolica e ho sempre pensato che chi salva una vita salva il mondo e invece anche sul tema delle espulsioni non c'è niente nel decreto Salvini. Concludo il mio intervento dicendo che comunque il Gruppo Fratelli d'Italia sui temi della sicurezza ci sarà sempre. Noi non pensiamo che tanto peggio tanto meglio. Tutte le volte che il Governo o lei stesso, signor Ministro, ha fatto delle cose giuste, lo abbiamo non soltanto sottolineato, come ho già detto all'inizio del mio intervento sottolineando che da Alfano a Salvini c'è un mondo di differenza, però volevamo più coraggio, volevamo che tante di quelle parole usate in campagna elettorale, nei talk show , sulle piazze e tra la gente, anche per lei si potessero tradurre in azione (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti della Scuola media «Paolo VI» e dell'Istituto «Ludovico Pavoni» di Tradate, in provincia di Varese, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 840 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Astorre. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, vorrei chiamare il decreto-legge in esame decreto clandestinità. Lei, signor Presidente, potrebbe chiedersi perché. Ebbene, penso che la sicurezza vada perseguita con l'integrazione e l'accoglienza: