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9 Il Soprintendente generale nomina, su conforme parere del consiglio di amministrazione, un segretario generale da preporre alla gestione amministrativa e contabile. Il segretario generale partecipa senza diritto di voto alle riunioni del consiglio di amministrazione, ne redige i verbali e rende parere obbligatorio su tutte le deliberazioni che implichino impegni di spesa. Il segretario generale è scelto tra dirigenti generali dell'Amministrazione centrale dello Stato o di Roma Capitale con almeno venti anni di servizio in amministrazioni pubbliche. 10 Il Soprintendente generale, i componenti del consiglio di amministrazione e il segretario generale non possono ricoprire incarichi politici elettivi a livello nazionale e regionale, nonché di sindaco o assessore nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. È loro vietato ogni rapporto di amministrazione, dipendenza lavorativa, consulenza nonché di partecipazione, anche indiretta, ad imprese operanti nel campo dei beni culturali e paesaggistici. 5 (Piano di attività e fabbisogno di personale e piano di gestione del patrimonio UNESCO) 1 La SGR opera sulla base del piano triennale di attività, aggiornabile annualmente, che stabilisce gli indirizzi generali, determina obiettivi, priorità e risorse per l'intero periodo, in coerenza con il piano di gestione del patrimonio UNESCO, il piano regolatore generale di Roma Capitale, il piano paesaggistico e il piano archeologico e del patrimonio storico e monumentale. Per una migliore realizzazione dei molteplici interessi coinvolti la SGR redige un programma di tutela culturale e paesaggistica integrata, di cui all’articolo 7, comma 3, da allegare al piano triennale. Il piano comprende anche la programmazione triennale del fabbisogno di personale, con l'indicazione delle assunzioni da compiere per le diverse aree, della cadenza temporale delle relative procedure selettive e di una previsione circa la distribuzione del personale tra struttura centrale e rete territoriale. 2 La SGR, previo confronto con le organizzazioni sindacali, determina gli organici del personale e le assunzioni nelle diverse tipologie contrattuali, con i soli vincoli derivanti dal piano di cui al presente articolo. 6 (Piano paesaggistico e piano archeologico e del patrimonio storico e monumentale) 1 Il piano paesaggistico di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge è predisposto dalla SGR secondo i contenuti e l'efficacia, escluse le attribuzioni ministeriali, degli articoli 135, 143 e 145 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, di seguito denominato «Codice». 2 Il piano può integrare e modificare i piani paesaggistici vigenti o adottati. 3 Il piano archeologico e del patrimonio storico e monumentale di cui all'articolo 1 della presente legge è predisposto dalla SGR secondo i contenuti e l'efficacia, escluse le attribuzioni ministeriali, degli articoli 10, 11 e 12 e le modalità di cui agli articoli 13, 14 e 15 del Codice, con la finalità di integrare i beni già individuati e, ove possibile, ricostituirne la continuità fisica, coordinare e rendere fra loro omogenee le disposizioni prescrittive dirette e quelle indirette a norma degli articoli 45, 46 e 47 del Codice, articolate secondo le caratteristiche intrinseche e l'obiettivo di tutela dei beni medesimi come attestato nella fonte dichiarativa. 4 I piani di cui al presente articolo sono adottati dal consiglio di amministrazione, previa intesa con la regione Lazio e la città metropolitana di Roma capitale. 7 (Regolamenti e atti generali sul territorio) 1 La SGR è dotata di potestà statutaria e regolamentare. 2 Lo statuto, redatto dal consiglio di amministrazione, è sottoposto alle autorità vigilanti. Su proposta di queste ultime lo statuto è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. 3 Hanno natura regolamentare il piano triennale, il piano di gestione del patrimonio UNESCO nonché il programma di tutela culturale e paesaggistica integrata con il quale, a cadenza triennale, sono definite le metodiche per un puntuale presidio del patrimonio culturale e paesaggistico e dei miglioramenti operativi necessari. 4 I regolamenti della SGR previsti dal dall'articolo 3, comma 2, sono adottati, modificati e integrati sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a con riferimento all'organizzazione e al funzionamento: 1) nuovo disegno organico della rete territoriale secondo princìpi di snellimento di tutte le strutture centrali e periferiche, di contenimento delle spese generali, di razionale coordinamento anche amministrativo e gestionale e di razionalizzazione preordinati ad una equilibrata distribuzione sul territorio in armonia con la competenza generale della SGR; 2) previsione, quando utile per l'efficace perseguimento delle proprie finalità, di modelli innovativi di organizzazione, per rendere tutte le strutture di dipendenza idonee a supportare la domanda di cultura e di conoscenza relative al patrimonio culturale e paesaggistico di Roma Capitale e a dare sviluppo organico alla ricerca sullo stesso; 3) disciplina dell'incarico di direzione dei musei, uffici, scavi, parchi archeologici, ville e giardini, istituti ed enti, prevedendo, per l'attribuzione, concorsi pubblici in mancanza di professionalità interne, o, qualora queste sussistano, procedure di valutazione comparativa di candidati già provvisti della qualifica; la regolamentazione definisce altresì la durata dell'incarico e le condizioni e i limiti dell'eventuale rinnovo allo stesso soggetto; 4) disciplina di utilizzazione integrata delle risorse tra tutti i soggetti funzionalmente dipendenti al fine di realizzare economie di scala nei processi di miglioramento dell'offerta culturale ed espositiva; 5) protocollo da applicare con carattere di generalità nella gestione e nella cura dei beni affidati ai singoli istituti; 6) metodiche di selezione dei progetti da inserire nella programmazione e pianificazione di competenza con particolare attenzione al rispetto della trasparenza nelle procedure concernenti valutazioni comparative; 7) facoltà di chiamare esperti italiani e stranieri per la costituzione di commissioni con funzioni di aggiudicazione o di selezione dei progetti di cui al numero 6); b con riferimento all'amministrazione, alla contabilità e alla finanza: 1) metodiche di redazione di un bilancio di previsione generale secondo obiettivi programmatici e adozione, entro due esercizi finanziari, di un sistema di contabilità economica tale da assicurare massima speditezza amministrativa contabile e trasparenza; 2) disciplina sistematica di coordinamento e controllo delle spese di tutti i soggetti della rete territoriale. 5 Gli atti regolamentari previsti nel presente articolo sono adottati dal consiglio di amministrazione, sono trasmessi alle autorità vigilanti e al Ministero dell'economia e delle finanze e, sessanta giorni dopo la ricezione da parte di questi ultimi, diventano esecutivi a tutti gli effetti. 8 (Riorganizzazione della rete territoriale) 1 La rete territoriale è riorganizzata ai sensi di quanto previsto dall'articolo 7 così da realizzare in un complesso unitario la tutela, valorizzazione e ricerca del patrimonio culturale e paesaggistico di Roma Capitale.