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Questi lavoratori devono comunque acquisire, al termine del periodo incentivato ai fini contributivi ed in proporzione alla durata dello stesso, una professionalità di livello pari a quella del lavoratore anziano, in forza di formazione o addestramento professionale operato anche attraverso il diretto affiancamento del medesimo lavoratore anziano ovvero di altro lavoratore con mansioni di tutor . Al tutor spetta di verificare i progressi nell'apprendimento professionale e di riferirne alla direzione aziendale. A questo scopo, al momento dell'assunzione viene predisposto dall'impresa un piano formativo individuale recante l'indicazione nominativa del lavoratore designato quale tutor e l'individuazione dell'obiettivo professionale da conseguire, anche sulla base delle indicazioni rivenienti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria o da specifici provvedimenti della direzioni regionali del lavoro. Tale piano deve essere comunicato al lavoratore nel termine di quindici giorni dall'inizio della prestazione. Per stimolare le imprese a svolgere un'effettiva formazione, si riconosce al lavoratore il diritto ad un risarcimento nel caso in cui l'attività di formazione o di addestramento sia risultata, per fatto dell'impresa, del tutto inidonea alla sua maturazione professionale. Tale risarcimento è fissato in un importo pari ad un decimo della retribuzione netta mensile globale di fatto per ogni mese di lavoro per il quale vi sia stato riconoscimento di benefici contributivi. Ai fini del finanziamento degli incentivi previsti dal disegno di legge, l'articolo 4 istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un fondo ad hoc , denominato «Fondo nazionale a sostegno del pensionamento flessibile e della solidarietà intergenerazionale», con la dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l'anno 2013. Le modalità di accesso agli incentivi e le altre disposizioni finali sono rimesse alla disciplina di cui all'articolo 5. Si prevede, in particolare, che un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, definisca le modalità di attuazione della stessa, con riguardo primo luogo -- alla determinazione del limite massimo numerico dei soggetti ammessi alla concessione degli incentivi di cui agli articoli 1, 2 e 3, nel limite delle risorse disponibili a valere sul «Fondo nazionale a sostegno del pensionamento flessibile e della solidarietà intergenerazionale», come annualmente determinate attraverso la legge di stabilità. Lo stesso decreto disciplina inoltre gli oneri informativi e dichiaratori a carico dei lavoratori e delle imprese, nonché le modalità per l'esercizio del diritto al risarcimento di cui all'articolo 3, comma 5. Agli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria è affidato il monitoraggio delle domande presentate dai soggetti che intendono avvalersi degli incentivi. Qualora risulti raggiunto il limite numerico per l'anno in corso, gli stessi enti non prendono in esame ulteriori domande e sono tenuti a dame tempestiva comunicazione alle imprese e ai lavoratori interessati. Lo stesso articolo individua il campo di applicazione della legge, limitandolo alle imprese del settore privato ed escludendo espressamente il settore pubblico, che resta disciplinato dalla normativa già vigente. L'articolo 6, infine, reca la copertura finanziaria. L'onere derivante dall'attuazione della legge per l'anno 2013, valutato in 500 milioni di euro, è posto a carico del «Fondo per interventi urgenti ed indifferibili» di cui all'articolo 7- quinquies , comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. Quanto agli anni successivi, la copertura finanziaria della legge è rimessa alla legge annuale di stabilità, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196.. Art. 1. ( Part-time incentivato per l'accompagnamento alla pensione) 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all'articolo 5, i lavoratori in possesso dei requisiti idonei a conseguire entro cinque anni il diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, possono accedere, a decorrere dalla data di maturazione dei predetti requisiti e per tutto il periodo antecedente alla data effettiva di pensionamento, al regime di incentivo al part-time per l'accompagnamento alla pensione di cui al presente articolo. 2. I lavoratori di cui al comma 1 possono concordare con il datore di lavoro che il rapporto di lavoro abbia svolgimento con modalità a tempo parziale, di ogni tipologia, a tal fine determinando, con atto avente data certa, le modalità di espletamento della prestazione, anche attraverso clausole elastiche o flessibili riferite alla settimana o al mese. Non si fa applicazione in tali casi del disposto degli articoli 2, comma 2, 3 commi 2, 7, 8 e 9, 5 commi 2 e 3 e 8, commi 2, 2- bis e 3 del decreto legislativo 25 febbraio 2000 n. 61, e successive modificazioni. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, e successive modificazioni, del citato decreto legislativo n. 61 del 2000, ove ne ricorrano i presupposti. 3. I lavoratori impiegati a tempo parziale o comunque sulla base di un regime orario ridotto hanno diritto, a seguito di opzione espressa presentata alla sede provinciale competente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), ad integrare i versamenti contributivi senza alcun onere fiscale e contributivo aggiuntivo, sino a concorrenza con quanto corrispondente all'orario normale previsto dai contratti collettivi sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi. 4. L'integrazione di cui al comma 3 può, per accordo individuale o collettivo, essere posta a carico del datore di lavoro, senza alcun onere fiscale e contributivo aggiuntivo e senza che possa dar luogo ad incidenze o ricalcoli in relazione al trattamento di fine rapporto o a qualsiasi altra voce retributiva. 5. L'integrazione di cui ai commi 3 e 4 non può avere una durata complessiva superiore a cinque anni per ciascun lavoratore. Art. 2. ( Part-time misto ad anticipo di pensione) 1. In aggiunta al regime di cui all'articolo 1, commi 3, 4 e 5, i lavoratori impiegati a tempo parziale o comunque sulla base di un regime orario ridotto hanno diritto, a seguito di un'opzione espressa ed ulteriore rispetto a quella di cui all'articolo 1, comma 3, presentata alla sede provinciale competente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), ad accedere ad un anticipo di pensione, erogato in ratei mensili, per tredici mensilità, a decorrere dalla data di decorrenza della prestazione a tempo parziale, come concordata ai sensi dell'articolo 1, comma 2. 2.