[ddlpres]

Da qui deriva l'incertezza tra il debito non definitivamente accertato richiesto con l'avviso di accertamento o dalla stazione appaltante e quello effettivo derivante da sentenza definitiva. Il rischio è quello di produrre un nocumento all'operatore economico, ovvero a colui che si impegna al pagamento delle somme dovute – esattamente come prevede il comma 4 dell'articolo 80 del codice dei contratti pubblici – però attraverso l'unico modo possibile al momento della ricezione dell'avviso di accertamento o da parte della stazione appaltante, ovvero: – nel caso di giudizio di primo grado pendente, al pagamento ex articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, ovvero per un terzo delle sole imposte; – nel caso di giudizio di secondo grado o di Cassazione pendente, al pagamento ex articolo 68 del decreto legislativo n. 546 del 1992. In conclusione, pertanto, va individuato un equilibrio tra l'obbligo per la stazione appaltante di escludere l'operatore economico nel caso in cui possa dimostrare che vi sia il mancato adempimento degli obblighi relativi al pagamento di imposte o contributi previdenziali, a prescindere dalla definitività di una decisione giudiziaria o amministrativa ed il diritto, riconosciuto per legge, in capo al medesimo operatore di ricorrere avverso la contestazione di mancato pagamento al momento della partecipazione alla gara di appalto. In ragione di quanto esposto, si ritiene opportuna una modifica normativa nel senso di favorire la possibilità di pagamento anche in una fase successiva alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara d'appalto ed evitare, così, esclusioni dall'affidamento per la scoperta successiva alla presentazione delle domande di mancati versamenti di somme irrisorie rispetto al valore della gara. Altresì, va considerata positivamente la rateizzazione dell'importo dovuto di imposte o contributi previdenziali in corso alla scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione alla gara o assunta successivamente in quanto equivale, di fatto, all'impegno in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe. In questo modo si corrisponde alle sentenze dei tribunali amministrativi regionali che hanno considerato procedure del genere non conformi all'ordinamento specifico. Si fa salva, considerate le possibilità di ricorrere avverso i provvedimenti, la possibile rivalsa – anche parziale – da parte dell'operatore economico qualora al termine dei ricorsi avviati dovessero prevalere le sue ragioni.. 1 1 All'articolo 80, comma 4, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni: a al sesto periodo, dopo le parole: « modo vincolante » sono inserite le seguenti: « , anche attraverso la rateizzazione delle somme dovute, »; b sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « L'esclusione non si applica altresì quando l'operatore sia stato informato dalla stazione appaltante dell'importo dovuto dopo il termine di presentazione delle domande, a condizione che ottemperi ai suoi obblighi pagando le imposte e i contributi previdenziali dovuti o si impegni in modo vincolante a pagare l'importo dovuto entro trenta giorni dalla comunicazione da parte della stazione appaltante. All'operatore economico è riconosciuta la differenza tra l'importo delle imposte o dei contributi previdenziali versati a seguito della comunicazione pervenuta dalla stazione appaltante e l'importo stabilito al termine del procedimento giudiziario o amministrativo, se inferiore. In tale caso, la somma è restituita all'operatore economico entro novanta giorni dal termine del procedimento giudiziario o amministrativo ».