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tale circostanza ha determinato, nei giorni successivi all'emanazione del suddetto decreto, la crescente preoccupazione in seno alla popolazione locale in riferimento in particolare ai timori di trasferimenti di persone dirette dalle zone ad alto rischio epidemiologico proprio verso la Sardegna, con il conseguente acuirsi del rischio sanitario anche all'interno della regione, il quale sarebbe suscettibile di rendere vani gli sforzi sinora portati avanti per mantenere basso il tasso di diffusione dei contagi; come riportato negli ultimi giorni dalle fonti stampa nazionale, gli sbarchi di viaggiatori e proprietari di seconde case nell'isola si sono intensificati enormemente: alcune testate parlerebbero, a titolo esemplificativo, di ben 997 passeggeri giunti al porto di Olbia lunedì 15 marzo; i controlli fino ad oggi effettuati nei punti di ingresso dell'isola, tuttavia, si sono dimostrati molto lacunosi ed approssimativi: le testate giornalistiche riferiscono infatti non solo di estrema carenza degli accertamenti, ma anche di notevole semplicità con la quale i medesimi possono essere "aggirati" da chi proviene da fuori; a tal proposito, nelle ultime ore stanno circolando numerose indiscrezioni che descrivono con evidenza l'inadeguatezza gestionale fino ad oggi riscontrata nella predisposizione dei tamponi e nel successivo monitoraggio: per fare un esempio, si può citare il caso di una coppia di persone che, da quanto segnalato all'interrogante, sarebbe stata sottoposta a tampone non appena giunta sul territorio sardo e che tuttavia, dopo essere stata congedata, ha accusato sintomi dell'infezione nei successivi due giorni, ripetendo altresì il tampone e ricevendo il risultato positivo e la comunicazione di positività anche del tampone effettuato all'ingresso; considerato che: appare evidente che l'esposizione al rischio della popolazione residente nella regione stia precipitosamente aumentando: risulta inconcepibile continuare a consentire l'ingresso in Sardegna di persone prive di certificato di negatività al COVID-19, nonché totalmente inappropriata la gestione sino a qui portata avanti per effettuare controlli e monitorare le persone sottoposte ai test ; recentemente, diversi rappresentanti delle istituzioni, locali e nazionali, hanno manifestato il disappunto ed il timore di un prossimo aggravamento del quadro sanitario dell'isola, rivolgendo altresì ai vertici della Regione appelli affinché possano essere presi nel più breve tempo possibile provvedimenti stringenti e puntuali atti ad arginare le disfunzioni in fase di accertamento e monitoraggio epidemiologico; il presidente Solinas, infatti, non ha ancora emanato un'ordinanza ad hoc per frenare gli arrivi ed organizzare un efficace sistema di accertamenti sanitari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano i suoi orientamenti in merito; se non ritenga opportuno adottare le più urgenti iniziative volte ad intensificare i controlli sanitari a tutti coloro che intendano recarsi in Sardegna, inclusa la somministrazione dei tamponi ed il puntuale monitoraggio epidemiologico, al fine di evitare un repentino e preoccupante aumento dei contagi nella regione come verificato negli ultimi giorni. Atto n. 3-02355 MARILOTTI Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: il Paese si trova in una situazione di emergenza pandemica con il rischio di un'imminente terza ondata; la Sardegna è l'unica regione italiana ad essere "zona bianca"; il 14 marzo 2021 il Governo ha pubblicato i chiarimenti (denominati FAQ, dall'acronimo in lingua inglese di "domande frequenti") circa l'ultimo decreto adottato in materia di prescrizioni e divieti per attenuare la diffusione della pandemia in corso; in particolare è prescritto che fino al 6 aprile 2021 "in zona rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti: 1. per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un'altra Regione o Provincia autonoma); 2. il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle 'seconde case' ubicate dentro e fuori regione"; considerato che: i suddetti chiarimenti hanno ingenerato l'ingiustificata aspettativa che si potessero compiere spostamenti fra regioni in deroga a quanto è stabilito nel decreto, in particolare che si potesse rientrare nelle seconde case delle vacanze (anche da zona rossa), per approfittare delle festività pasquali; risulterebbero già in atto degli arrivi con difficoltà di effettuare efficaci controlli agli sbarchi nei principali porti di accesso della Sardegna, come riportato dai due quotidiani locali ("Unione Sarda" e "La Nuova Sardegna"); è da ricordare che la scorsa estate un analogo afflusso di turisti e proprietari di seconde case aveva prodotto una recrudescenza del COVID-19 in Sardegna, con ripercussioni significative anche nel resto del Paese, si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere perché sia chiarito che gli spostamenti fra regioni debbano essere limitati a ragioni di lavoro, di salute o necessità, e non a ragioni "turistiche" o di svago verso una regione "bianca" come la Sardegna. Atto n. 3-02356 MODENA FERRO Al Ministro della giustizia Premesso che: è noto che la crisi pandemica ha amplificato una serie di problematiche già esistenti nella struttura organizzativa degli uffici giudiziari: strutture sovente fatiscenti, personale di cancelleria in smart working , generale inadeguatezza dei provvedimenti assunti per l'operatività; l'emergenza emblematica è il "portale del penale". È evidente e da tutti condiviso che nel tempo l'attività tecnica della difesa penale potrà e dovrà appoggiarsi a tutte le possibili forme di digitalizzazione: depositi via PEC, accreditamento e accesso ai portali anche per la consultazione dei fascicoli processuali, facilitazioni delle interlocuzioni con pubblici ministeri e giudici, notifiche e così via. Ma questa non è certo la situazione dell'oggi; il portale ufficializzato è solo quello delle Procure della Repubblica; l'Unione delle camere penali ha pubblicamente fatto presente che il sistema nasce già obsoleto, ma soprattutto presenta continui guasti e inconvenienti tecnici, che ne impediscono il funzionamento: i difensori non possono accreditarsi e ciò mette a repentaglio il rispetto dei termini processuali; i pubblici ministeri non hanno tempestiva contezza delle iniziative della difesa; il deposito nel portale non è corredato da idonea certificazione comprovante l'esito positivo delle operazioni; spesso, intervenuto il deposito della nomina, è comunque impossibile accedere al fascicolo; con il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, "decreto ristori", si è mantenuta la modalità esclusiva di deposito tramite portale degli atti difensivi, così impedendo ogni forma residuale di deposito cartaceo e trasformando l'avvio delle forme del processo telematico in un inammissibile detrimento dei diritti della difesa; il successivo decreto del Ministro della giustizia 13 gennaio 2021 ha esteso tale esclusiva modalità al deposito della querela, degli atti di opposizione alla richiesta di archiviazione e dell'atto di nomina;