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In ogni parco nazionale la sorveglianza è esercitata dal Coordinamento territoriale carabinieri per l'ambiente (CTCA) del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri. Il Coordinamento territoriale carabinieri per l'ambiente è composto da una unità di personale ogni mille ettari di superficie. Esso è posto alle dipendenze funzionali dell'Ente parco. D'intesa tra il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministero dell'agricoltura e della sicurezza alimentare e delle foreste e l'Arma dei carabinieri sono individuati i beni e le strutture da dislocare presso gli Enti parco. 4. Ai dipendenti degli Enti parco possono essere attribuiti poteri di sorveglianza da esercitare in aggiunta o in concomitanza agli ordinari obblighi di servizio. Nell'espletamento dei predetti poteri i dipendenti assumono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria. 5. La sorveglianza nei parchi nazionali marini, nelle aree marine protette e nei parchi nazionali e regionali con estensione a mare è esercitata ai sensi dell'articolo 19, comma 16 ». Art. 23. (Modifiche all'articolo 22 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 22 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettera a) , le parole: « , delle comunità montane » sono soppresse; b) al comma 6, dopo le parole: « persone da esso » sono inserite le seguenti: « formate e ». Art. 24. (Modifiche all'articolo 24 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 24 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. In relazione alla peculiarità di ciascuna area interessata, ciascun parco naturale regionale prevede, con apposito statuto, una differenziata forma organizzativa, indicando i criteri per la composizione del consiglio direttivo, la designazione del presidente e del direttore, i poteri del consiglio, della Comunità del parco, del presidente e del direttore, la composizione e i poteri del revisore unico dei conti e degli organi di consulenza tecnica e scientifica e delle consulte, le modalità di convocazione e di funzionamento degli organi statutari. Al presidente e al direttore del parco naturale regionale si applicano le disposizioni di cui all'articolo 9 »; b) il comma 2 è abrogato. Art. 25. (Modifiche all'articolo 27 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. All'articolo 27 della legge n. 394 del 1991 sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . La sorveglianza sui territori delle aree naturali protette regionali è esercitata dal Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri, dal Corpo delle Capitanerie di porto, dai Corpi di polizia degli enti locali delegati alla gestione anche in forma consortile, dai Corpi di polizia allo scopo individuati nelle province autonome e regioni a statuto speciale e dalle guardie alle dipendenze degli Enti parco. Gli enti gestori possono altresì avvalersi delle guardie ecologiche volontarie riconosciute dalle rispettive normative regionali »; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri e il Corpo delle Capitanerie di porto hanno la facoltà di stipulare specifiche convenzioni con le regioni per la sorveglianza dei territori delle aree naturali protette regionali, sulla base di una convenzione tipo predisposta dal Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ». Art. 26. (Modifiche all'articolo 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394) 1. L'articolo 30 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: « Art. 30. – (Sanzioni) – 1. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 6 e 13 è punito con l'arresto fino a dodici mesi e con l'ammenda da euro 400 a euro 50.000. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 11, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 400 a euro 25.000. Nei casi di violazioni riguardanti il prelievo o la cattura di organismi animali, si applicano le pene accessorie della confisca di cui agli articoli 7, 9 e 12 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4. Le pene pecuniarie sono raddoppiate in caso di recidiva. 2. Qualora l'area marina protetta non sia segnalata con i mezzi e gli strumenti di cui all'articolo 2, comma 15, chiunque, al comando o alla conduzione di un'unità da diporto, violi il divieto di navigazione a motore di cui all'articolo 19, comma 11, lettera a) , è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 2.000. 3. La violazione delle disposizioni adottate dagli organismi di gestione delle aree naturali protette è altresì punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 100 a euro 2.000. Nei casi di violazioni riguardanti il prelievo o la cattura di organismi animali, in deroga agli articoli 20, 21 e 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, si applicano le pene accessorie della confisca di cui agli articoli 7, 9 e 12 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4. Tali sanzioni sono irrogate, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge n. 689 del 1981, dal presidente, legale rappresentante dell'organismo di gestione dell'area protetta. 4. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 3 è determinata in misura compresa tra euro 50 e euro 1.000, qualora l'area marina protetta non sia segnalata con i mezzi e gli strumenti di cui all'articolo 2, comma 16. 5. Nel caso di violazioni costituenti ipotesi di reati perseguiti ai sensi degli articoli 733, 734 e dei delitti di cui al titolo VI- bis del libro secondo del codice penale è disposto dal giudice, o, in caso di flagranza, per evitare l'aggravamento o la continuazione del reato, dagli addetti alla sorveglianza dell'area protetta, il sequestro immediato di quanto adoperato per commettere gli illeciti, ivi compreso il mezzo nautico utilizzato per le violazioni commesse nelle aree protette marine. Il responsabile è tenuto a provvedere alla riduzione in pristino dell'area danneggiata, ove possibile, e comunque al risarcimento del danno. 6. Nelle sentenze di condanna il giudice dispone, nei casi di particolare gravità, la confisca delle cose utilizzate per la consumazione dell'illecito. 7. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto non contrastanti con il presente articolo. 8.