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Nel frattempo le compagnie aeree British Airways e Lufthansa hanno sospeso tutti i voli per la Cina, la Toyota ha sospeso la produzione, Starbucks e Ikea hanno chiuso diversi punti vendita, le gare di Coppa del mondo di sci sono state annullate; mentre in Italia vengono settimanalmente schedulati 34 voli su Fiumicino e 25 su Malpensa (ma abbiamo i canali sanitari e poi verrà valutata, di volta in volta, la quarantena). Cosa fa l'Europa di fronte a un'epidemia dichiarata elevata? Al momento, come lei ci ha confermato, i Ministri si parlano, si scambiano informazioni. Io mi chiedo e le chiedo se non sia il caso - certo, non per fare allarmismi, ma per muoversi all'insegna del principio della massima precauzione, trattandosi di salute pubblica - magari di sospendere a livello europeo tutti i voli con il continente asiatico, almeno per un breve periodo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non c'è solo Wuhan che presenta l'epidemia, perché i focolai sono in tutta la Cina e non solo. Si tratta di un virus che nei primi dieci-quindici giorni è asintomatico; risultano pertanto inutili in questi casi i rilevatori di temperatura attraverso i quali vengono scansionati i passeggeri. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le persone si spostano, girano, partono da diversi aeroporti cinesi e non solo da Wuhan, fanno scalo in Europa e si muovono. Questa è la potente macchina del turismo, che porta con sé molteplici interessi. Quello che come Lega noi le chiediamo è di mettere al primo posto la salute dei cittadini e muoversi all'insegna del principio della massima precauzione. Pertanto, nel caso in cui questo Governo ritenga di non sospendere i voli, le chiediamo che venga applicata almeno la quarantena a tutti coloro che provengono, sia con voli diretti che tramite scali, dalla Cina e dal continente asiatico. Non è sufficiente assumere le informazioni su quali tratte, con quali mete e su quali itinerari i passeggeri provenienti dal continente asiatico viaggeranno, perché diventa particolarmente faticoso e difficoltoso risalire, nel caso in cui si manifesti la malattia, ai contatti, alle frequentazioni, ai luoghi visitati. Ci sono poi gli studenti che sono andati in Cina per il Capodanno cinese e che rientreranno. Anche in questo caso risulta fondamentale che gli stessi vengano messi per il primo periodo in quarantena, non per allarmare, ma per tutelare e proteggere gli stessi e la popolazione scolastica. Ha detto che vengono eseguiti i controlli sui passeggeri che arrivano tramite i porti; noi le chiediamo di estendere questi controlli a tutte le navi che arrivano nei porti italiani e anche a quelle che portano merci. Infine, l'informazione deve essere unica, chiara, trasparente e corretta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo non per non creare allarmismi, ma per spiegare ai cittadini, che comunque acquisiscono le informazioni per il tramite dei siti internet, quali misure adottare, quali pericoli derivano da questo virus e quali comportamenti ne impediscono il contagio. Non è quindi sufficiente la circolare alle Regioni e le informative - delle quali la ringraziamo - alle Commissioni sanità e al Parlamento, ma è necessario lavorare, tramite spot, opuscoli e telegiornali. Da questo punto di vista, Ministro, questo Governo è sicuramente in ritardo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP- UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Siclari. Ne ha facoltà. SICLARI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, il giorno 24 gennaio, dopo l'assordante silenzio suo e di tutto il Governo sulla gravissima pandemia del coronavirus cinese, mi sono preoccupato, a nome di Forza Italia, di invitarla pubblicamente, con comunicato stampa, a riferire in questa prestigiosa Aula su quanto stava e sta accadendo in Cina e nel mondo e su quanto potrebbe accadere in Italia. Abbiamo proposto di attivare la task force prima possibile e l'unità di crisi e oggi apprezziamo che lei si trovi in quest'Aula, a quattro giorni dal nostro comunicato, e che abbia fatto quanto le avevamo consigliato all'epoca. Le anticipo che Forza Italia vuole fare squadra. Parliamo di sanità pubblica, parliamo di tutela della salute e della vita dei nostri cittadini, soprattutto dei più deboli. Abbiamo ascoltato con estrema attenzione la sua relazione, che condividiamo, ma non basta; non basta perché non riferisce provvedimenti concreti ed efficaci per prevenire nell'immediato il contagio di ciò che potrebbe rappresentare una gravissima pandemia, forse la più grave degli ultimi cento anni, e per recuperare tempo prezioso, soprattutto prima che si diffonda in Italia, così com'è accaduto in due mesi in Cina in soltanto due mesi (da novembre ad oggi). Ministro, abbiamo ascoltato anche le dichiarazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, che ha ammesso che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è elevato sia per la sua aggressività sia per la sua pericolosità e soprattutto per la facilità con cui si trasmette tra le persone. Non accadeva prima con gli altri coronavirus; si trasmette esattamente come un virus influenzale e può portare - come ha dichiarato lei stesso - a una vera emergenza sanitaria internazionale. Il direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore della sanità Rezza dichiara che il numero di casi è notevolmente sottostimato e che sono molti di più e probabilmente occorre aggiungere addirittura uno zero, se non due zeri a questo numero per quanto riguarda la Cina. Le dichiarazioni di Michael Ryan, il direttore esecutivo del Programma delle emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità, non appena rientrato da una missione in Cina, ha svolto una conferenza stampa a Ginevra, sede dell'OMS, e ha dichiarato che prevede sviluppi preoccupanti e ha poi riunito il comitato di emergenza a causa dell'incremento dei casi che si sono verificati, non soltanto in Cina in maniera esponenziale, ma anche fuori. Signor Ministro, la stimo personalmente e anche come politico (so che sta facendo il massimo, insieme all'Istituto superiore della sanità ed insieme a tutti i colleghi medici e operatori sanitari), ma questa pandemia da coronavirus non può e non deve essere affrontata soltanto dal suo Dicastero, perché è qualcosa di più grande. Il nostro pensiero va anche a quegli italiani che sono ancora in Cina: sono a Hubei e a Wuhan e non sanno come rientrare, non hanno notizie dalla Farnesina. Per questo le chiedo di farsi portavoce presso la Farnesina e di parlare con il Ministro degli affari esteri, perché non riescono ad avere risposte (ho i loro messaggi sul mio cellulare). Questo virus si trasmette come un virus influenzale, ciò vuol dire fra tre mesi avremo picchi massimi, entro aprile o forse maggio. Dalla sua relazione si evidenzia che non abbiamo dati certi, non conosciamo il numero degli ammalati e non abbiamo certezza di quante persone siano a oggi guarite. Non sappiamo dove sono finiti i cittadini che hanno lasciato Wuhan e sono arrivati in Italia nell'ultimo mese: 2.400 persone.