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Fate ancora in tempo. Siete ancora in tempo. Esso è errato sin dalle sue premesse, laddove si propone la conversione in legge di modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni. Non la Lega, non gli avvocati, non le società, ma le stesse procure ammettono che non c'è urgenza alcuna. (Applausi del Gruppo L-SP-PSd'Az). Perché? Perché non ci sono le strutture. Non ci sono il personale e le tecnologie a disposizione. Signor Ministro, serve tempo. E questo tempo serve ed è necessario per le garanzie, non per gli artifizi, e durante questo periodo si può anche ragionare e migliorare un dispositivo ispirato più dal furore ideologico che dal confronto con la realtà. Allora sì, Ministro, di dubbi questo decreto ne solleva più di uno. Al di là del metodo e dei tempi, c'è anche una questione sostanziale. Mi dispiace smentirla, ma come ci sono colpevoli che la fanno franca, ci sono innocenti che vanno in galera. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E se non garantiamo al 200 per cento l'integrità della genuinità degli archivi e delle trasmissioni dei dati, ce ne saranno sempre di più di innocenti che vanno in galera; conferimenti dei dati, che gli stessi operatori hanno definito e definiscono difficoltosi. Non ho dubbi, signor Ministro e cari colleghi, che si conosca la storia di Angelo Massaro. Il signor Massaro ha trascorso ventuno anni in galera da innocente; ventuno anni dopo essere stato condannato per omicidio e occultamento di cadavere. E sapete perché? La colpa è di una intercettazione trascritta male. «Sto trasportando nu muers », Massaro aveva detto al telefono alla moglie. Questo significa: «questo accidenti di cosa», «questo peso», in dialetto pugliese. Sto trasportando un morto, ha capito qualcun altro. E per questo Massaro ha dovuto aspettare la revisione del processo per essere scagionato. Era un bobcat quello che trasportava, non un morto. Ministro, colleghi, con questa riforma si pone praticamente tutto il Paese sotto l'obiettivo del grande fratello digitale. Che garanzie hanno i cittadini? Che sicurezza hanno i cittadini italiani che nu muers non diventi ancora un morto? Quali certezze hanno i cittadini nell'epoca dei deepfake che gli stessi sistemi siano pronti e possano essere garantiti per tutti? Nessuna. Nessuna garanzia, Ministro. Per questo chiedo a tutti voi di fermarvi; se non volete, non ascoltate la Lega, non ascoltate gli avvocati e le società del settore che sono state audite; non ascoltate nemmeno le procure. Ascoltate la voce di Sisifo che sulla cima della montagna grida di fermare la caduta della pietra, che spazza via non i corrotti, ma le garanzie degli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni.) . PRESIDENTE.È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, Governo, mentre continuano i giustissimi complimenti al Presidente della Commissione giustizia per il suo intervento, credo sia il caso di ricordare in prima battuta un fatto: le parole «riforma della giustizia», «velocità del processo» e «riforma del processo penale» appartengono a un terminologia che troviamo nei discorsi e nella propaganda. Poi, di fatto, quando l'argomento è stato affrontato, si è approfondito per un pezzettino il tema delle intercettazioni e lo si è fatto nella maniera che abbiamo visto in questi giorni: in modo convulso, con riunioni infinite su parti che alla fine non sono neanche determinanti dell'intero provvedimento. Ciò significa - secondo me - che la giustizia non ha quell'attenzione reale che dovrebbe avere nel programma e nell'attività del Governo. Vorrei però incentrare l'intervento, perché deve rimanerne almeno traccia nei lavori di questa Assemblea, sulle persone che subiranno le conseguenze di una normativa che reputo decisamente raffazzonata. Il decreto-legge al nostro esame estende una serie di possibilità di intercettazione tecnologica a coloro che esercitano un pubblico servizio. Parliamo degli addetti alla riscossione delle tasse automobilistiche, dei bidelli, dei portalettere, dei farmacisti, dei cappellani militari, degli impiegati degli enti pubblici. Tutte queste persone potranno essere assoggettate al captatore informatico; non il colletto bianco, ma queste persone, che possono avere qualcosa nel telefono che fa gli screenshot delle chat ogni tre minuti, che recupera le foto, i file , le conversazioni, recupera e fa i video. MIRABELLI (PD) . Ma dove è scritto? Non so se avete letto il testo... MODENA (FIBP-UDC) . Recupera quindi tutto quello che è all'interno del telefono. I cittadini devono saperlo perché, quando gli stessi magistrati ci dicono che è uno strumento altamente invasivo e le procure non sono ancora oggi attrezzate per la gestione dei dati, dobbiamo renderci conto che occorre spiegare fuori di qui che non si tratta solo di un problema di Cassazione, di interpretazione, di lotta alla mafia, oppure alla delinquenza in genere: qui entriamo in un altro mondo e vi entriamo per decreto-legge. Siamo poi in un contesto in cui - come giustamente ha ricordato il capogruppo in Commissione giustizia, senatore Caliendo - le difese e la tutela delle garanzie non esistono, perché si sarebbe potuto lavorare molto meglio sul concetto dell'udienza stralcio, ovvero un'udienza in cui un giudice e le parti decidono cosa è utilizzabile e cosa non lo è. E, soprattutto, non si comprende che si va a creare una giustizia per ricchi. Quando sono pochi i giorni in cui un avvocato può ascoltare e verificare tutto ciò che registra un captatore informatico, significa che si può difendere solo chi ha i soldi per pagare uno studio attrezzato; chi non ha una lira può tranquillamente dimenticare il diritto alla difesa o il controllo delle trascrizioni, come in precedenza ha giustamente ricordato il senatore Ostellari. Quindi, il provvedimento in esame non dà una risposta di giustizia e mette in crisi le procure - come hanno detto gli stessi magistrati e credo l'abbia detto anche il CSM nel suo parere - per cui una proroga non è poi niente di straordinario. Esso è invasivo nei confronti non dei cosiddetti colletti bianchi, che non vanno mai in galera, ma delle persone comuni - ricordo, ad esempio, i bidelli - e non dà una risposta all'esigenza di una giustizia uguale per tutti e giustizia accessibile a tutti, ma garantisce solamente chi se lo può permettere. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 21,22) ( Segue MODENA). Si fanno qui delle battaglie epiche, perché solo i ricchi - ad esempio - possono evitare i processi attraverso la prescrizione. Scusate, ma allora con questa roba cosa si fa? Si consente solo a chi ha il denaro di difendersi da strumenti così invasivi. C'è poi il problema della raccolta dei dati. Tutto il materiale finisce nelle stanze digitali, che si chiamano cloud . I procuratori hanno anche detto in modo chiaro e tondo che le intercettazioni di fatto non vengono mai distrutte e il principio per cui sono distrutte è disatteso.