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L'investimento in congedi, asili nido, condivisione delle responsabilità familiari, riconoscimento economico dei lavori di cura e del valore sociale della maternità, contrasto al lavoro sommerso e alle dimissioni in bianco, superamento del gender pay gap , valorizzazione delle competenze femminili, nella formazione scolastica fin dai primissimi mesi di vita, lungi dal rappresentare una linea d'azione a vantaggio delle donne, è infatti finalizzato al benessere di tutti, donne e uomini. I fondi messi a disposizione dell'Italia, Paese fondatore dell'Europa, devono dunque contribuire a renderla un Paese protagonista della nuova Europa della cura, dell'uguaglianza, della conoscenza, della sostenibilità, che protegge, sostiene, garantisce a tutte e tutti pari opportunità. Per questo la Commissione riterrebbe strategico vincolare al superamento delle disuguaglianze e dei diversi gap di genere almeno metà delle risorse rese disponibili dal Next Generation EU e attivare un meccanismo di valutazione ex ante dell'impatto di genere di tutte le scelte e le politiche per la realizzazione di ognuna delle sei missioni individuate dal PNRR. La Commissione richiama a tale scopo le priorità recentemente affermate dalla 7 a Sessione della Annual Sustainable Growth Strategy : · Reskill and upskill . È infatti fondamentalegarantire robusti investimenti nella riqualificazione e miglioramento delle competenze, concentrandosi in particolare sulle competenze digitali e sulla formazione scolastica e professionale per tutte le età. Entro il 2025, la quota di europei in età compresa tra i 16 e i 74 anni con competenze digitali di base dovrebbe essere incrementata, fino a raggiungere il 70 per cento. Ugualmente prioritario è l'obiettivo di garantire il miglioramento delle competenze digitali degli alunni, al fine di ridurre la quota di studenti fra i 13 e i 14 anni che hanno prestazioni inferiori in termini di alfabetizzazione informatica a meno del 15 per cento. Gli Stati membri UE dovrebbero prestare particolare attenzione ai gruppi svantaggiati, alle donne e ai giovani che entrano nel mercato del lavoro, creando opportunità di lavoro di qualità, sostenendo un'offerta adeguata di apprendistato e rafforzando l'istruzione e la formazione professionale (IFT). La Commissione condivide pertanto convintamente l'obiettivo che entro il 2025 almeno 4 diplomati IFT su 5 vengano impiegati e 3 su 5 beneficino di una formazione sul posto di lavoro; · La parità di genere negli indicatori di competitività delle istituzioni internazionali. A tale proposito, si sottolinea che l'indicatore Ease of Doing Business (EODB) della Banca mondiale nulla dice sulla parità di genere, trattandosi di un indicatore volto esclusivamente a mostrare la facilità di fare impresa in un dato Paese. Diverso è il caso del Global Competitiveness Index (GCI) del World Economic Forum , che presenta uno specifico indicatore per le differenze tra stipendi di uomini e donne e il relativo tasso di occupazione, nel quale l'Italia si posiziona cinquantasettesima su 141 Paesi. Tale indicatore misura diverse variabili, per le quali un'attenzione alla situazione femminile, in particolare nel settore delle competenze, specie digitali, delle politiche attive del lavoro e dell'innovazione (nei quali l'Italia si posiziona rispettivamente alla quarantaduesima, alla novantanovesima e alla ventiduesima posizione su 141 Paesi) può far migliorare il quadro generale. A tale proposito si fa osservare che lo European Innovation Scoreboard (EIS) della Commissione non presenta invece indicatori specifici che misurino le diseguaglianze di genere; · Strategie per il mainstream di genere. Si tratta di un obiettivo sulla cui priorità la Commissione conviene convintamente. I settori nei quali le politiche di parità, stando agli indicatori internazionali, possono essere più efficaci sono rappresentati da istruzione e lavoro. La Commissione ribadisce pertanto la priorità di dedicare attenzione e risorse al settore delle competenze digitali e delle politiche attive del lavoro e ribadisce l'assoluta priorità di un piano straordinario dedicato alla realizzazione di asili nido sull'intero territorio nazionale. In questo senso, la Commissione sottolinea che la considerazione dell'equità di genere non più come un tema tra gli altri, bensì come tema trasversale a tutti gli altri, in un'ottica di empowerment femminile e mainstream rappresenta davvero il salto culturale che serve all'Italia per superare l'emergenza e ricominciare a crescere. Il PNRR costituisce infatti la più straordinaria occasione per realizzare nel concreto un reale cambiamento in positivo; un obiettivo che occorre non mancare e il cui conseguimento dipenderà dalle scelte che verranno fatte, dalle priorità che verranno indicate, dalla capacità di includere, coinvolgere e investire sulle migliori energie del Paese, a cominciare da quelle delle donne. Tutto ciò premesso e con questi auspici, la Commissione conclusivamente esprime, per quanto di competenza, parere favorevole sull'Atto.