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La votazione nell'ultima seduta della commissione II ugualmente ha dato un esito positivo sugli emendamenti che sono stati condivisi da diversi consiglieri oltre ai firmatari del provvedimento di legge da diversi gruppi. Quello che non siamo riusciti ad inserire negli emendamenti abbiamo provato a inserirlo in un ordine del giorno che accompagna la legge, in particolare affermando la necessità di costituire un osservatorio regionale che quindi consenta un monitoraggio di questo tipo di lavoro dal momento che ci sono dati ma difficilmente sono definiti e definibili anche in virtù delle caratteristiche che il lavoro ha. Chiaramente questa base di dati deve servire a sviluppare ulteriori tutele anche sul nostro territorio, ferma restando la necessità di una legge nazionale. Un secondo punto, invece, riguarda la possibilità, tramite anche l'azione della Giunta, di estendere l'esperienza della carta dei diritti di Bologna, che sembra stia dando buoni risultati e che rappresenta un elemento anche nel panorama nazionale di avanzamento, al resto del territorio regionale, in maniera che si possano, visto che ultimamente anche alla Carta stanno aderendo alcune piattaforme, che si possano costituire sui territori accordi che tengano assieme tutte le parti sociali sulla scorta dell'esperienza del Patto per il lavoro e per il fatto di provare a tenere assieme tutte le parti in maniera che il risultato e quindi il rispetto e il riconoscimento tra lavoratore e datore di lavoro sia effettivo, e in questo modo siano effettive, che è quello che ci preme di più, le tutele e i diritti di chi presta in questo modo il proprio lavoro. Questa è la sintesi del lavoro che proponiamo oggi, che si compone del progetto di legge e dell'ordine del giorno. Ho letto l'ordine del giorno dei colleghi dei 5 Stelle, che valuto positivamente come ulteriore contributo a questa discussione, così come penso siano stati importanti tutti i contributi che sono emersi in commissione, e che ci siamo sforzati di sintetizzare nei testi di oggi. Chiaramente, l'auspicio è quello di una votazione la più ampia possibile, a favore di questo provvedimento, perché il tema che non vogliamo lasciar decadere e che riteniamo necessario non è una paura degli sviluppi tecnologici e di modernizzazione, che sempre ci possono e ci devono essere, ma è una necessità, di fronte a questi sviluppi e di fronte a un mercato del lavoro sempre più teso e sempre più difficile da affrontare, di non lasciar perdere un elemento: quello che garantisce prima di tutto la coesione sociale di tutto il tessuto della cittadinanza, e non soltanto del mercato del lavoro, che è quello dei diritti. Non parlo altro che del fatto di riconoscere che alla base del lavoro, indipendentemente da come questo sia prestato; ci sono persone che trovano nella loro attività quotidiana, nella loro attività lavorativa, che sia saltuaria o fissa, la loro dignità. Motivo per cui, più elementi di diritto e di diritti si inseriscono in questo contesto, più si riesce a contrastare una precarietà sempre maggiore, più si riesce, noi pensiamo, a tenere coesa la società. Non è un'invenzione. È la sostanza che troviamo dall'articolo 1 della Costituzione a scendere, e che pensiamo vada riaffermata in atti che, come questo, sono molto precisi e puntuali, e in generale nell'attività di lavoro in quest'Aula, da parte nostra, ma da parte di tutti i consiglieri. Grazie ».. 1 (Finalità) 1 Le presente legge, al fine di tutelare le lavoratrici e i lavoratori delle piattaforme digitali, favorisce l'instaurazione di rapporti di lavoro attraverso contratti chiari e trasparenti, coerenti con le esigenze del contesto occupazionale, nel rispetto del giusto equilibrio tra flessibilità del lavoro e diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. 2 (Oggetto) 1 In attuazione delle finalità di cui all'articolo 1, la presente legge contiene disposizioni che tutelano la dignità, la salute e la sicurezza del lavoratore digitale e contrastano ogni forma di diseguaglianza e di sfruttamento. 3 (Forma contrattuale e informazioni) 1 Le lavoratrici e i lavoratori delle piattaforme digitali hanno diritto a condizioni contrattuali formulate per iscritto nonché a ricevere ogni informazione utile per la tutela dei loro interessi, dei loro diritti nonché della loro sicurezza. 2 Nei casi di cui al comma 1, ai prestatori di lavoro deve essere applicato un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti dal contratto collettivo applicabile all'attività prestata, o, in mancanza, ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o categoria più affine. 3 In presenza di una pluralità di contratti collettivi per la medesima categoria, i datori di lavoro che svolgono attività ricomprese nell'ambito di applicazione della presente legge applicano ai propri dipendenti la cui prestazione di lavoro avvenga tramite piattaforma, applicazioni e algoritmi elaborati dal datore di lavoro o per suo conto, trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale della categoria. 4 La violazione dei diritti di cui al comma 1, da parte del datore di lavoro o del datore di lavoro gestore della piattaforma digitale, determina l'applicazione dell'articolo 4 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, recante attuazione della direttiva 91/533/CEE concernente l'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro, nonché il diritto del lavoratore e della lavoratrice al risarcimento del danno, da liquidare, da parte del giudice, con valutazione equitativa, in misura comunque idonea a indurre il datore di lavoro o il datore di lavoro gestore della piattaforma digitale al rispetto dei diritti di cui al comma 1 per il futuro. 5 In caso di controversie, il giudice tiene conto della violazione dei diritti di cui al comma 1 anche ai fini della prova delle condizioni contrattuali e dei diritti del lavoratore e della lavoratrice oggetto di eventuali controversie. 4 (Divieto di retribuzione a cottimo) 1 Non è consentito retribuire a cottimo, in tutto o in parte, le prestazioni di lavoro svolte tramite piattaforme, applicazioni e algoritmi elaborati dal datore di lavoro o per suo conto. 5 (Algoritmi) 1 Gli algoritmi per l'assegnazione dei turni, per la distribuzione delle occasioni di lavoro e dei luoghi di esecuzione delle prestazioni di lavoro, e per la valutazione delle prestazioni di lavoro eseguite, possono entrare in vigore solo dopo un periodo di esperimento fissato dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, o dai contratti collettivi aziendali stipulati dalla rappresentanza sindacale unitaria, e previa consultazione con le medesime organizzazioni, dopo che alle stesse sia comunicato per iscritto il risultato dell'esperimento almeno sette giorni prima dell'esame congiunto da svolgere. 2 È vietata ogni forma di trattamento di dati finalizzata alla predisposizione di meccanismi di rating reputazionali, ivi compresi i dati pervenuti alle imprese titolari delle piattaforme digitali dall'utenza. 6 (Norme in materia di orario di lavoro, indennità di disponibilità, ferie e sospensione del rapporto di lavoro per le prestazioni a mezzo piattaforme, applicazioni e algoritmi elaborati dal datore di lavoro o per suo conto)