[pronunce]

che l'art. 9 Cost. sarebbe violato in quanto «la Repubblica, propugnando (financo obbligandone l'impiego) alcuni trattamenti sanitari, non promuove la ricerca scientifica con riferimento ad altre plausibili e possibili soluzioni, precludendone il progresso»; che sarebbe altresì conculcata la libertà di scienza, e dunque la liberta` di manifestazione del pensiero, garantita come inviolabile dall'art. 21 Cost.; che il surrettizio obbligo vaccinale, rendendo impossibile o eccessivamente oneroso l'accesso al luogo di servizio, confliggerebbe con la tutela del principio lavoristico, valore fondante della Costituzione repubblicana, con conseguente violazione dell'art. 4 Cost., nonché con il diritto a un trattamento economico proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto e in ogni caso sufficiente ad assicurare a tutti i lavoratori e alle loro famiglie le risorse necessarie per un'esistenza libera e dignitosa, in contrasto con gli artt. 35 e 36 Cost.; che violati sarebbero altresì gli artt. 3, 21 e 52 CDFUE, il regolamento n. 953/2021/UE e l'art. 8 CEDU, poiché il d.l. n. 127 del 2021, come convertito, introdurrebbe una discriminazione delle persone non vaccinate per scelta, mentre l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (con la citata risoluzione n. 2361 del 2021) e il regolamento n. 953/2021/UE avrebbero chiarito che il possesso di un certificato di vaccinazione non potrebbe costituire una condizione preliminare per l'esercizio del diritto di libera circolazione o per l'utilizzo di servizi di trasporto; che l'obbligo di green pass contrasterebbe ancora con l'art. 3 CDFUE, secondo cui ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica, nel rispetto del consenso libero e informato della persona interessata nelle pratiche mediche; diritto al quale il d.l. n. 127 del 2021, come convertito, apporterebbe limitazioni non necessarie e che non risponderebbero effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall'Unione europea o all'esigenza di proteggere i diritti e le libertà, come invece esige l'art. 52 CDFUE; che, poiché quest'ultimo rinvia anche alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, potrebbe apprezzarsi altresì una violazione dell'art. 8 CEDU, disposizione che secondo la giurisprudenza della Corte di Strasburgo verrebbe in gioco in relazione alle ipotesi di obbligo vaccinale (è richiamata Corte europea dei diritti dell'uomo, grande camera, sentenza 8 aprile 2021, Vavricka e altri contro Repubblica Ceca) e la cui eventuale violazione andrebbe apprezzata alla luce della sussistenza o meno della necessità di controllare la diffusione di malattie infettive o di considerazioni di salute pubblica, senza mai poter sconvolgere l'equilibrio tra salute della collettività e salute del singolo, che non dovrebbe subire conseguenze pregiudizievoli, irreversibili o comunque di grave entità (è richiamata Corte europea dei diritti dell'uomo, prima sezione, sentenza 24 settembre 2012, Solomakhin contro Ucraina, in punto di requisiti della legittimità dell'interferenza); che l'obbligo del green pass sarebbe inoltre lesivo del patrimonio costituzionale comune degli Stati membri dell'Unione europea, in riferimento al principio personalista, al principio democratico, alla separazione dei poteri e al sistema di giustizia costituzionale; che sarebbe infine violato l'art. 77 Cost., richiamato in combinato disposto con gli artt. 70 e 72 Cost., con l'art. 15 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), con gli artt. 23, 24, 73, 81, 85-bis, 92, 96-bis e 119 regol. Camera e con gli artt. 35, 36, 37, 78 e 120 regol. Senato, nella parte in cui disciplinano il procedimento di conversione dei decreti-legge; che, in particolare, un decreto-legge che disponga la sua efficacia dopo quasi un mese dalla sua entrata in vigore - il d.l. n. 127 del 2021 e` stato emanato e pubblicato il 21 settembre 2021 ed e` entrato in vigore il giorno successivo, mentre l'obbligo di certificazione verde per i dipendenti pubblici previsto dall'art. 1 ha acquistato efficacia solo il 15 ottobre 2021 e, per quanto ivi previsto, fino al 31 dicembre 2021 - sarebbe vistosamente privo dei presupposti costituzionali di necessita` ed urgenza, prescritti dall'art. 77 Cost.; che la violazione di quest'ultima disposizione costituzionale si evincerebbe anche dall'utilizzo, nel preambolo del d.l. n. 127 del 2021, di mere clausole di stile inidonee a giustificare l'incisione su diritti fondamentali dei dipendenti pubblici (è richiamata la sentenza n. 171 del 2007), senza che la mera conversione del decreto-legge possa di per sé sanare i vizi di quest'ultimo (sono richiamate ancora la sentenza n. 171 del 2007, nonché la sentenza n. 22 del 2012); che, in conclusione, il ricorrente chiede a questa Corte di accertare il diritto di presentare la citata petizione innanzi alle Camere, nonché di accertare e dichiarare che non spettava: alla Camera dei deputati, al Senato della Repubblica, alle Commissioni permanenti I e XII della Camera dei deputati e I del Senato della Repubblica, e ai loro rispettivi presidenti, nonché al Comitato per la legislazione della Camera dei deputati e alla Commissione parlamentare questioni regionali non esaminare la suddetta petizione; al Consiglio dei ministri e al Presidente del Consiglio dei ministri, porre la questione di fiducia sulla legge di conversione del d.l. n. 127 del 2021; al Presidente della Repubblica emanare il d.l. n. 127 del 2021 e promulgare la legge di conversione dello stesso; che, per effetto, la parte ricorrente, previa disposizione di idonee misure cautelari ex art. 40 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), chiede di annullare: il d.l. n. 127 del 2021 e la legge di conversione n. 165 del 2021; i pareri non ostativi e/o favorevoli resi dalle Commissioni permanenti e dalla Commissione parlamentare questioni regionali in sede istruttoria, nonché dal Comitato per la legislazione della Camera dei deputati; l'atto di approvazione del Senato della Repubblica del 10 novembre 2021; l'atto di approvazione della Camera dei deputati del 17 novembre 2021; ogni altro atto, provvedimento o determinazione dei poteri dello Stato intimati in relazione alla petizione presentata.