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Avremmo auspicato una disciplina più uniforme della materia, nei confronti della quale è stato posto rimedio con provvedimenti purtroppo sporadici ed eccezionali e con agevolazioni fiscali episodiche e soprattutto frammentarie. Cito - ad esempio - l'articolo 1, che parla di concorso e di coinvolgimento dei cittadini residenti quale presupposto fondamentale per il principio di sussidiarietà. Ma cosa significa coinvolgimento, se non vengono canalizzate meglio le idee e le proposte da parte dei cittadini? Le isole minori non possono trovarsi in condizione di subalternità rispetto alle Regioni di appartenenza e, in generale, al resto del territorio nazionale. Non c'è traccia - ad esempio - della presenza continuativa dei medici di primo soccorso, con conseguenze negative che sicuramente si scaricheranno sui più deboli. Come farete - questo lo dico anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - a spiegarlo ai vostri elettori? E ancora, la soppressione dei presidi permanenti della Protezione civile: inizialmente erano previsti dal testo, ma nel nuovo articolo 10 non ve ne è più traccia. Anche con questo provvedimento, purtroppo, avete dimostrato di essere un po' superficiali nel legiferare e soprattutto nel gestire la macchina amministrativa del Paese. Non avete avuto lungimiranza. Avete avuto la possibilità - come ho detto inizialmente - di mettere a punto un testo che serviva soprattutto a queste isole. Aggiungo ancora che gli ambiti che coinvolgono inevitabilmente anche le isole minori - e mi riferisco al trasporto marittimo, considerato di rilevanza prioritaria per garantire la continuità territoriale con la terraferma - continueranno, come sempre, ad avere le solite difficoltà, attingendo alle poche risorse che sono a disposizione. Si potevano fare tante altre cose. Uno degli emendamenti che purtroppo ci è stato bocciato in Commissione era quello che istituiva una zona franca. Fratelli d'Italia considera l'economia turistica del nostro Paese il vero motore trainante della crescita e dello sviluppo, capace di generare ricchezza e anche nuova occupazione. Proprio per questo un emendamento, presentato da me e da altri colleghi, parlava di un'esenzione dalle imposte sui redditi totali per i primi cinque anni e di periodi d'imposta parziali per i successivi periodi fino al nono. Si trattava di temi sicuramente importanti. Non va dimenticato che le isole minori appartengono per la maggior parte all'area meridionale dell'Italia e ripresentano, purtroppo, in maniera aggravata anche i problemi del Meridione. Mi riferisco all'agricoltura, che è in forma minimale e spesso primordiale, all'industria, che non è quasi mai arrivata e anche alla pesca, che ha i suoi gravi problemi. Per tali ragioni, l'attuale impianto normativo avrebbe bisogno di migliorie e proprio per questo motivo noi chiediamo un ritorno del provvedimento in Commissione in modo da dare soluzioni concrete ai problemi di queste isole. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto Comprensivo «Via Ormea» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. Doc 497 Doc 149 Doc 757 Doc 776 Doc 789 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Papatheu. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, come si evince dal mio accento sono siciliana, e quindi isolana; un'isolana che, quando lascia la sua terra e dopo aver attraversato lo stretto di Messina in traghetto, giunge a Villa San Giovanni dove legge - come molti di voi, perché siete stati eletti al Sud e anche nella mia Sicilia - «Benvenuti in Italia». Pensavo che la Sicilia insieme all'Italia facesse parte di tutto il Paese, ma evidentemente non è così, perché in Sicilia non ho mai avuto le opportunità che vedo in Italia. Da isolana anch'io non sono mai riuscita ad avere quelle prerogative e quei vantaggi di cui chi vive sulla terraferma può godere. Con la lente di ingrandimento andiamo a guardare alle isole minori e qui devo farvi davvero i complimenti: la denominazione «isole minori» ci aggrada perché, ancora una volta, ci riconoscete che siamo figli di un dio minore. Dunque, vi ringrazio davvero. Un provvedimento sulle piccole isole naturalmente non andava bene, perché evidentemente non era adeguato al tipo d realtà sottostante, quella di essere appunto figli di un dio minore. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Sudano) . Ma veniamo al provvedimento in esame, colleghi, e mi rivolgo a tutti, in particolare a quelli che come me sono del Sud, ai meridionali, a quelli che parlano come me. Magari qualcuno parlerà romano a fine legislatura, ma l'accento che ci contraddistingue è il nostro marchio d'origine, che richiama la nostra cultura, la nostra storia, una storia importante, che ha fatto l'Italia: ricordo il Regno delle Due Sicilie, ma non sto qui a dilungarmi, perché temo che il presidente Taverna mi richiamerà da qui a breve, invitandomi a rimanere nei tempi, che purtroppo si allungano sempre per noi di Forza Italia. PRESIDENTE. Non ancora. PAPATHEU (FI-BP) . Voglio richiamare all'orgoglio di essere meridionali, anche se il nostro accento, purtroppo, non piace a quelli del Nord, la cui cultura oggi si sta difendendo ancora una volta con il provvedimento in esame e con certi interventi che rappresentano, ancora una volta, una presa in giro per noi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mentre quando c'è un problema al Nord, tutti con gli animi commossi, mettono le mani al portafoglio per pagare, qualunque cosa succede al Sud è la normalità. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Sudano) . Per noi tutto è normalità, il prosieguo di una normalità che ci vede meridionali, che ci vede sempre sottosviluppati. Ma come si è arrivati a questa situazione di sottosviluppo? Volete per favore riflettere su questo anche voi, che oggi fate parte del Governo, forse senza avere neppure troppi titoli adeguati per svolgere questo ruolo? Volete riflettere su come il Nord si sia arricchito a spese del nostro Sud? Ricordo che il Regno delle Due Sicilie è stato depauperato dal Regno di Savoia; il Regno delle Due Sicilie aveva riserve auree per 443 milioni di lire in oro, e questi valori sono stati tutti azzerati. Il Regno di Savoia ne possedeva solo 20: questa è la nostra storia. Non mi soffermo a parlare del provvedimento del quale un unico elemento chiave sarà letto dagli isolani perché, per quanto sottosviluppati possiamo essere, pur non arrivando tutti i giorni i giornali, soprattutto nelle isole, li leggiamo però anche noi. Lascerò agli amministratori, ai cittadini e agli isolani la valutazione del provvedimento per come è stato concepito. L'elemento chiave di questo disegno di legge però - e mi avvio alla conclusione, senza soffermarmi neppure sul contenuto degli emendamenti - è la previsione per cui faremo tutto con quello che abbiamo, e cioè con le solite risorse insufficienti. Ciò significa che non c'è stato alcun contributo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) .