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Il senatore FLORIS ( FI-BP ) ritiene inefficace la scelta della legge delega in ragione dei tempi necessari per esercitarla e per il dispiegamento degli effetti dei relativi decreti legislativi, che potrebbero giungere ben oltre la scadenza della legislatura, a maggior ragione in caso di conclusione anticipata a causa di crisi politica. A suo parere infatti sarebbe stato più opportuno e proficuo, per ottenere dei risultati positivi in tempi brevi, monitorare gli effetti della legge Madia (legge n. 124 del 2015), individuarne gli eventuali punti di debolezza e intervenire di conseguenza. Si sofferma quindi sulle caratteristiche dei vari comparti della pubblica amministrazione, anche dal punto di vista delle categorie di lavoratori, delle tipologie contrattuali e dei trattamenti economici, che giudica inopportuno disciplinare in un unico provvedimento. Sottolinea quindi la mancanza di dati aggiornati addirittura nell'Analisi di impatto della regolamentazione (AIR) che accompagna il provvedimento ed esprime quindi le proprie perplessità sulla reale portata dei decreti attuativi, che difficilmente, secondo il suo parere, potranno migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione. La senatrice PARENTE ( PD ) in premessa si associa al senatore Floris nel considerare errata la scelta di varare una nuova e radicale riforma della pubblica amministrazione, peraltro con uno strumento, quello della legge delega, a suo giudizio inidoneo, senza valutare prima i risultati delle leggi approvate nella scorsa legislatura sulla stessa materia. Entrando nel merito del provvedimento, invita a rivolgere una attenzione particolare alle istituzioni scolastiche e critica le decisioni in materia di delegificazione, di contrattazione collettiva, di reclutamento dei dirigenti e di accesso al pubblico impiego. In particolare segnala che, in tema di contratti, si rischia di rimettere in discussione il rapporto tra Pubblica amministrazione e sindacati, che era stato risolto con il decreto legislativo n. 75 del 2017. Con riferimento al personale della pubblica amministrazione, sottolinea l'opportunità che si valorizzino le esperienze acquisite in precedenza e ribadisce la sua contrarietà all'introduzione dei controlli biometrici effettuata con il disegno di legge n. 920 ("concretezza"), che sottintende una mancanza di fiducia nei confronti dei lavoratori e rischia di minarne le motivazioni. Infine, dopo aver espresso l'auspicio che si svolga un ampio dibattito sui contenuti e che si tengano in adeguata considerazione le critiche espresse nel corso delle audizioni, anticipa la presentazione di diversi emendamenti. Il senatore PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ) giudica ingiustificate, strumentali e senza alcuna attinenza al merito le critiche espresse dai rappresentanti delle opposizioni. Considera infatti corretto l'uso della legge delega e ritiene indispensabile, in presenza di una pubblica amministrazione poco efficiente, un nuovo intervento legislativo. Infine, anche con riferimento ad alcune recenti inchieste giudiziarie, manifesta i propri dubbi circa l'opportunità di motivare i dipendenti pubblici con incentivi economici, come pure sostenuto dal senatore Laus. Nessun altro chiedendo di intervenire, la PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Propone quindi di stabilire per giovedì 1° agosto alle ore 12 il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno. Il senatore PATRIARCA ( PD ) interviene per conoscere la tempistica dell'esame del disegno di legge, ritenendo opportuno stabilire un termine per la presentazione degli emendamenti così ravvicinato solo in presenza della certezza che l'esame del provvedimento proseguirà alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva e non subirà, come accaduto per altri disegni di legge, ritardi di mesi per polemiche interne alla maggioranza. La PRESIDENTE rassicura il senatore Patriarca in tal senso e, anche alla luce delle comprensibili esigenze delle opposizioni, propone quindi di stabilire per le ore 11 di venerdì 2 agosto il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (755) Procedimento monitorio abbreviato DDL 755 Modifiche al procedimento monitorio ed esecutivo per la effettiva realizzazione del credito (Parere alla 2 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 luglio. La relatrice PIZZOL ( L-SP-PSd'Az ), dopo aver richiamato i tratti salienti della sua relazione, propone di esprimersi favorevolmente sul provvedimento in titolo. Si passa alle dichiarazioni di voto. Il senatore FLORIS ( FI-BP ) dichiara il voto contrario del proprio Gruppo in quanto il provvedimento consente agli avvocati di entrare in possesso di dati sensibili senza il controllo da parte dei magistrati. Nessun altro chiedendo di intervenire, la PRESIDENTE , presente il prescritto numero di senatori, mette ai voti la proposta di parere favorevole della relatrice, che risulta approvata. La seduta termina alle ore 15,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1187 L'11 a Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, condivisa la finalità del provvedimento di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono i minori e di individuare le disposizioni in materia di diritto del minore ad una famiglia; considerato che l'articolo 3 indica i compiti della Commissione, che in particolare è chiamata a verificare lo stato e l'andamento delle comunità di tipo familiare che accolgono minori, le condizioni effettive dei minori all'interno delle stesse, nonché il rispetto dei requisiti minimi strutturali e organizzativi prescritti per le strutture di tipo familiare e le comunità di accoglienza dei minori e degli standard minimi dei servizi e dell'assistenza che in base alla disciplina statale e regionale devono essere forniti dalle comunità di tipo familiare che accolgono minori; considerato, altresì, che l'articolo 10 rinvia ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi di concerto anche con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, l'individuazione di linee guida per la definizione degli standard minimi dei servizi e dell'assistenza che devono essere forniti dalle comunità di tipo familiare che accolgono minori e i criteri per la determinazione dei contributi pubblici da erogare per le prestazioni rese dalle comunità, nonché le modalità di monitoraggio e rendicontazione dell'utilizzo delle relative risorse esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.