[pronunce]

11.- Con atto d'intervento depositato in cancelleria il 7 gennaio 2014, si sono costituite l'A2A spa e l'A2A Ambiente spa (succeduta, quest'ultima, in forza di fusione per incorporazione, alla società Partenope Ambiente spa, parte nel giudizio principale al pari della prima), chiedendo di dichiarare l'inammissibilità della questione di costituzionalità sollevata dal TAR Lazio. Le società private, in punto di diritto, hanno criticato l'assunto di fondo da cui muove l'ordinanza di rimessione, secondo cui il d.P.C.m. 16 febbraio 2012 sarebbe divenuto inesistente a seguito di legificazione, con la conseguenza che permarrebbe immutato il compito del giudice a quo di verificarne la legittimità. 12.- Con memoria depositata il 16 settembre 2014 le parti private hanno nuovamente argomentato in ordine alla eccepita erroneità del presupposto interpretativo del rimettente. 13.- La Regione Campania con la memoria del 16 settembre 2014, premesso di non condividere la tesi della legificazione, ha affermato che ciò non escluderebbe l'illegittimità costituzionale della norma censurata dal TAR Lazio, poiché la dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 61, comma 3, del d.l. n. 5 del 2012 determinerebbe ab origine l'illegittimità del decreto impugnato e quindi del trasferimento coattivo del termovalorizzatore, di guisa che la prestazione patrimoniale prevista dall'art. 3, comma 4, del d.l. n. 59 del 2012 sarebbe ormai priva di causa giustificativa. Nel caso la Corte costituzionale non condividesse questa tesi, resterebbero valide, secondo la ricorrente, tutte le argomentazioni illustrate dal TAR nell'ordinanza di rimessione. 14.- Con memoria depositata in cancelleria il 16 settembre 2014 il Presidente del Consiglio dei ministri ha ribadito le eccezioni di inammissibilità già sollevate e insistito, in via subordinata, per l'infondatezza nel merito della questione sollevata.1.- La Regione Campania ha promosso conflitto di attribuzione per l'accertamento della non spettanza allo Stato del potere di emanare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2012, con il quale è stato deliberato il trasferimento ad essa della proprietà del termovalorizzatore di Acerra, con l'individuazione della provvista finanziaria pari a euro 355.550.510,84 a valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione (FCS) - già fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) - 2007/2013. Ritiene la ricorrente che il provvedimento impugnato, del quale ha chiesto la sospensione cautelare, violi le sue attribuzioni costituzionali con riferimento, in primo luogo, agli artt. 114, 117 e 118 della Costituzione, poiché in materia di smaltimento dei rifiuti essa, in forza di quanto stabilito dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale. Codice dell'Ambiente), avrebbe funzioni essenzialmente programmatorie, mentre quelle gestorie sarebbero rimesse agli enti locali e alle società provinciali. Il decreto, poi, violerebbe gli artt. 41 e 42 Cost., poiché l'autonomia negoziale e la libertà di impresa della ricorrente sarebbero conculcate dall'imposizione coattiva dell'acquisto del termovalorizzatore. Ancora violati sarebbero il principio di leale collaborazione, non avendo il Presidente del Consiglio dei ministri ricercato e ottenuto l'intesa prevista dalla legge, e l'autonomia finanziaria della Regione Campania, avendo il decreto imposto il pagamento del prezzo del termovalorizzatore con risorse del FCS già integralmente programmate. Con l'ultima censura, infine, la ricorrente lamenta la violazione degli artt. 3 e 97 Cost. - in relazione all'art. 7, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195 (Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 26 febbraio 2010, n. 26, all'art. 61, comma 3, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 4 aprile 2012, n. 35, e all'art. 5, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 24 febbraio 2012, n. 14 - poiché, in assenza di consenso della Regione Campania, l'acquirente avrebbe dovuto essere scelto tra gli altri soggetti pure indicati dal citato art. 7, comma 1, del d.l. n. 195 del 2009. 2.- Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, adito dalla Regione Campania per l'annullamento del medesimo d.P.C.m. oggetto del conflitto, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 4, del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 12 luglio 2012, n. 100, che, nell'assunto del rimettente, avrebbe legificato il citato decreto nella parte in cui dispone il trasferimento della proprietà del termovalorizzatore di Acerra. I parametri invocati dal rimettente sono l'art. 117 Cost. senza alcuna specificazione, l'art. 119 Cost. con riferimento all'autonomia finanziaria della Regione, l'art. 42 Cost. per violazione della sua autonomia negoziale, l'art. 120 Cost. con riferimento al principio di leale collaborazione, e «in via subordinata» gli artt. 3, 24 e 113 Cost., perché si tratterebbe di una legge provvedimento che incide sulla tutela giurisdizionale della Regione, ingenerando, nei suoi confronti, una disparità di trattamento rispetto alla generalità dei soggetti dell'ordinamento non destinatari di tale tipo di normazione. 3.- In considerazione dell'omogeneità delle questioni proposte, i giudizi vanno riuniti per essere decisi congiuntamente. 4.- Quanto al conflitto di attribuzione, è fondata e assorbente l'eccezione d'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse sollevata dall'Avvocatura generale dello Stato. 4.1.- Si è già detto che con il ricorso introduttivo la Regione Campania ha impugnato il d.P.C.m. 16 febbraio del 2012, là dove ha disposto il trasferimento senza intesa del termovalorizzatore e individuato la provvista nel FSC. Le parti nei loro scritti difensivi hanno riferito che nelle more del giudizio sono proseguite le trattative al fine di risolvere la controversia, con particolare riguardo agli aspetti economici della vicenda.