[resaula]

"Per meglio illustrare un ipotetico schema di campo, si rimanda agli allegati 1 e 2 al Capitolato Tecnico che contengono il layout (pianta di progetto) di un campo standard ad uso abitativo atto ad ospitare un massimo di 42 persone e di un campo standard ad uso ufficio atto ad ospitare 25 persone". Sempre al punto 3.1, a pag. 11, invece, si legge che "al fine di ottimizzare l'utilizzo delle aree, il campo sarà costituito dal raggruppamento di più container uso dormitorio, lavanderia, aree comuni, servizi igienici, affiancati tra loro e connessi mediante container uso corridoio al fine di realizzare un unico spazio residenziale al chiuso". Ancora si specifica quanto segue: "In considerazione dell'emergenza sanitaria per Covid-19, qualora richiesto dall'Amministrazione, dovranno essere forniti e installati a carico del fornitore dispenser ' no touch ' di soluzione igienizzante per le mani". Al punto 3.2. "blocchi container" si riporta: "Per gli ambiti rurali, dove ad esempio può essere necessario consentire agli allevatori di poter continuare la loro attività produttiva anche se la loro abitazione originaria eÌ provvisoriamente inagibile"; al punto 4 "lotti e quantitativi di fornitura" si prende nota delle Regioni in cui detti campi verranno realizzati: lotto 1A, Nord: Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna; lotto 1B, Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise; lotto 1C, Sud: Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e lotto 1D, isole: Sicilia, Sardegna e isole minori; infine, al punto 5 "valore dell'accordo quadro" si legge: "Gli importi massimi per ciascun lotto, per tutto il periodo di validità dell'Accordo Quadro, sono i seguenti: Lotto 1A: euro 54.040.609; Lotto 1B: euro 54.040.60; Lotto 1C: euro 54.040.609 e Lotto 1D: euro 57.657.103", il che significa che saranno spesi complessivamente 266.716.544 euro di soldi pubblici per costruire questi campi container , si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato; se si ritenga opportuno riferire con la massima urgenza in Parlamento le finalità di questo bando e quindi l'azione intrapresa che coinvolgerà a breve tutte le Regioni italiane con l'allestimento di campi in grado di ospitare 8.000 persone. In particolare, a quali eventi emergenziali si faccia riferimento, considerando che verranno spesi per tali "emergenze" ben 266.716.544 euro, denaro pubblico che potrebbe essere erogato con adeguate misure economiche per la sussistenza di famiglie e imprese già al collasso. Atto n. 4-05241 DE BONIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la situazione dello stabilimento Stellantis (ex FCA) di Melfi (Potenza), con i suoi 7.200 lavoratori, sta diventando sempre più preoccupante e potrebbe a breve esplodere in tutta la sua drammaticità; con la fusione tra FCA e PSA e la conseguente nascita di Stellantis, si è dato il via al progetto di una "grande" impresa di produzione di autoveicoli e si spera che le strategie che vorrà mettere in atto la nuova azienda multinazionale non vadano a discapito degli stabilimenti italiani e, in modo particolare, di quelli collocati nel Sud Italia e in Basilicata, la cui situazione occupazionale è quella che ne risente maggiormente rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno d'Italia e, ad oggi, le prospettive non lasciano ben sperare; considerato che: nel rapporto annuale della Banca d'Italia, presentato il 30 giugno 2020 sull'economia lucana, viene evidenziato che dopo la crescita registrata nel 2018, che ha riportato il PIL regionale quasi sui livelli precedenti la crisi economico-finanziaria, l'economia lucana nel 2019 ha ristagnato. L'industria ha risentito della flessione nel settore estrattivo e dell' automotive , i due principali comparti di specializzazione. Nei servizi, risultati nel complesso in modesta espansione, è proseguita l'intensa crescita del settore turistico, trainata dai flussi di visitatori verso Matera, capitale europea della cultura per il 2019, mentre si è registrato un calo dell'attività nel commercio; l'occupazione è calata nell'industria, dove è significativamente aumentato il ricorso alla cassa integrazione guadagni. Nel complesso gli enti territoriali lucani hanno evidenziato saldi di bilancio positivi o moderatamente negativi, ma la quota di Comuni con elementi di criticità finanziaria è tuttavia superiore alla media nazionale; dai primi mesi del 2020 il mondo ha affrontato la più grave pandemia degli ultimi 100 anni; l'Italia è stato il primo Paese europeo in cui, dal 20 febbraio 2020, è stata accertata un'ampia diffusione del virus. Come avvenuto in molti Paesi, il Governo italiano e le Regioni hanno adottato stringenti provvedimenti al fine di contenere il contagio. Le misure di distanziamento fisico e la chiusura parziale delle attività hanno avuto pesanti ripercussioni sull'attività economica. La crisi ha causato un calo del PIL italiano nel primo trimestre di circa il 5 per cento rispetto al periodo corrispondente dell'anno precedente. Secondo le stime della Banca d'Italia la contrazione nel Mezzogiorno sarebbe stata inferiore di circa un punto percentuale. Anche l'economia lucana, già in stagnazione nel 2019, si è contratta in misura significativa nei primi mesi del 2020; a fine marzo 2020 il blocco delle attività ha riguardato più intensamente le imprese che incidono per circa il 27 per cento del valore aggiunto regionale, il commercio e l'industria. Quest'ultima risente anche dell'andamento delle immatricolazioni di autoveicoli, che sono calate in tutta Europa, incluse quelle dei modelli prodotti in Basilicata; tra le imprese rimaste sul mercato è complessivamente diminuita, negli ultimi anni, la quota di aziende finanziariamente vulnerabili; i provvedimenti di blocco delle attività ne hanno tuttavia aumentato il fabbisogno di liquidità. Anche tenendo conto delle misure introdotte dal Governo, che hanno consentito di rinviare la scadenza delle rate sui mutui e di estendere il ricorso alla cassa integrazione, le aziende a rischio di illiquidità nei settori sottoposti a chiusura nei mesi di inizio pandemia sono circa un quarto in Basilicata; tenuto conto che: la produzione industriale dello stabilimento di San Nicola di Melfi e del suo indotto rappresentano da molti anni una realtà economica di enorme rilievo occupazionale, che non può assolutamente essere trascurata o emarginata, ma semmai rilanciata per svilupparne tutte le potenzialità industriali e occupazionali; purtroppo nelle ultime settimane le indiscrezioni e le notizie che giungono dalla zona industriale di Melfi non sono delle migliori: è stata confermata fino al 2 maggio 2021 l'estensione della cassa integrazione che sta creando molta preoccupazione tra i lavoratori. La produzione di Compass e ibride si è fermata per intere settimane, coinvolgendo tutti i 7.200 lavoratori dello stabilimento lucano;