[pronunce]

Tuttavia, dopo la stipulazione dei due contratti, il legislatore ha modificato il precedente indirizzo, decidendo di procrastinare la realizzazione del ponte: con il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2006, n. 286, le somme originariamente destinate alla sottoscrizione dell'aumento di capitale della SdM sono state, infatti, destinate a diverse utilizzazioni e detta società ha comunicato alla Eurolink ed alla Parsons che non si sarebbe dato avvio alla esecuzione dell'opera. A seguito, poi, di un ulteriore cambio di orientamento politico emerso da nuove elezioni, il ponte sullo Stretto è stato nuovamente considerato un'opera di carattere prioritario, venendo reinserita tra le infrastrutture strategiche previste nel documento di programmazione economico-finanziaria per il triennio 2009-2011. In particolare, il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 2009, n. 102, ha disposto l'assegnazione alla SdM di un contributo di 1.300 milioni di euro, sicché, in data 25 settembre 2009, la predetta società e la Eurolink hanno stipulato un atto aggiuntivo, integrativo dell'originario contratto, in base al quale sono state definite le modalità di riavvio delle attività di realizzazione dell'opera. Con tale accordo, le parti hanno convenuto le modalità di aggiornamento del prezzo contrattuale, nonché la rinuncia alle riserve medio tempore formulate dal contraente generale, prevedendo, altresì, all'art. 5.2, che - in caso di mancata approvazione del progetto definitivo entro 540 giorni dalla sua presentazione da parte di Eurolink - le parti si sarebbero incontrate per rivedere le condizioni contrattuali e, in caso di mancato accordo, ad entrambe sarebbe spettato il diritto di recedere dal contratto, con riconoscimento in ogni caso alla Eurolink di un indennizzo, da calcolarsi secondo i criteri ivi indicati. Analogamente, anche la Parsons ha stipulato (in data 20 maggio 2009) - e poi confermato (in data 25 settembre 2009) - un atto integrativo per disciplinare la ripresa delle attività, rinunciando al rimborso di parte delle spese sino a quel momento sostenute. A fronte, quindi, delle riavviate attività per la realizzazione dell'opera, in data 20 dicembre 2010 la Eurolink ha consegnato alla SdM il progetto definitivo, che è stato sottoposto alla verifica di Parsons. In relazione al prolungarsi dell'attività di verifica e di rimodulazione parziale della progettazione, la SdM e la Eurolink hanno convenuto espressamente che il termine di 540 giorni sarebbe decorso dal 12 aprile 2011, con conseguente allungamento dei tempi contrattuali. Il consiglio di amministrazione della SdM ha approvato il progetto definitivo dell'opera in data 29 luglio 2011, dando avvio al processo approvativo presso le amministrazioni. In data 4 ottobre 2012, la Eurolink, ritenendo che fosse decorso in data 3 ottobre 2012 il termine di 540 giorni per l'approvazione del progetto definitivo da parte del CIPE, senza che questo fosse intervenuto, ha chiesto la revisione delle condizioni contrattuali alla SdM. Successivamente, il 3 novembre 2012, essendo decorsi trenta giorni dalla richiesta e non essendovi stata alcuna revisione contrattuale, la Eurolink ha dichiarato di voler recedere dal contratto ai sensi dell'art. 5.2 dell'atto aggiuntivo. Il giorno prima di tale dichiarazione della Eurolink (in data 2 novembre 2012), il Governo ha emanato, però, il d.l. n. 187 del 2012, motivato dalla «straordinaria necessità ed urgenza di garantire, in considerazione dell'attuale stato di tensione nei mercati finanziari internazionali, la verifica, a tutela della finanza pubblica, della sostenibilità del piano economico finanziario del collegamento stabile viario e ferroviario tra Sicilia e Continente». In particolare, il citato decreto-legge, a decorrere dalla sua entrata in vigore (in data 2 novembre 2012), ha sospeso tutti gli effetti dei contratti stipulati dalla SdM con il contraente generale e gli altri affidatari; ed ha, altresì, introdotto una procedura complessa per la ricerca di un nuovo finanziamento dell'opera, disponendo che la società affidante ed il contraente generale avrebbero dovuto stipulare un ulteriore apposito atto aggiuntivo. Lo stesso decreto-legge ha, inoltre, espressamente previsto che, in caso di mancata stipulazione di un tale atto entro il termine del 1° marzo 2013, si sarebbero dovuti ritenere caducati, con effetto dalla data del 2 novembre 2012, tutti gli atti relativi ai rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria. Di conseguenza, sono state avviate iniziative tra le parti per addivenire ad un testo condiviso. Tuttavia, in data 2 marzo 2013, non essendo stato sottoscritto il previsto atto aggiuntivo, la SdM ha comunicato alla Eurolink di ritenere intervenuta, con effetto dal 2 novembre 2012, la caducazione del contratto di affidamento a contraente generale. Analoga contestuale comunicazione è stata inviata alla Parsons relativamente al contratto di project management consulting. In attuazione delle previsioni del citato decreto-legge, poi trasfuso nell'art. 34-decies, inserito nel d.l. n. 179 del 2012 dalla legge di conversione n. 221 del 2012, la società SdM è stata posta in liquidazione. 1.1.2.- Di qui, appunto, il contenzioso che ha poi dato luogo all'incidente di costituzionalità. Con l'odierna ordinanza di rimessione (coeva a sentenza parziale che ha deciso su altre rispettive domande delle parti in causa), il Tribunale ordinario di Roma - dopo avere escluso che l'art. 1 del d.l. n. 187 del 2012, come riproposto dall'art. 34-decies inserito nel d.l. n. 179 del 2012, contrasti con i parametri europei e sovranazionali e con gli altri parametri costituzionali evocati da parte attrice (artt. 3, 24, 41, 42, 43, 77, 97, 113 e 117 Cost.) - ha reputato, invece, rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost., la questione, appunto, di legittimità costituzionale della normativa suddetta per il profilo relativo alla quantificazione dell'indennizzo.