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- della Sezione I, che contiene il documento "Programma di Stabilità dell'Italia"; - della Sezione II, che si articola nel documento "Analisi e tendenze della finanza pubblica" e nell'allegato denominato "Nota metodologica sui criteri di formulazione delle previsioni tendenziali"; - della Sezione III, che reca il documento "Programma Nazionale di Riforma", nonché due distinti allegati: "Appendice 1 - Valutazione di impatto delle riforme" e "Appendice 2 - Tavole di approfondimento previste dalle Linee Guida della Commissione europea"; - dei seguenti documenti, allegati al Documento: "Le spese dello Stato nelle Regioni e nelle Province Autonome"; "Rapporto sullo stato di attuazione della riforma della contabilità e finanza pubblica"; "Relazione circa l'attuazione della razionalizzazione del sistema degli acquisti di beni e servizi"; preso atto che il DEF tiene conto del peggioramento del quadro economico - rispetto al momento della presentazione della Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) nello scorso settembre - determinato da diversi fattori, fra cui in particolare l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, l'aumento dei costi delle materie prime (e segnatamente dell'energia e dei beni alimentari), l'incremento dei tassi d'interesse e la minor crescita dei mercati di esportazione dell'Italia; considerato che il Governo ritiene opportuno, nello scenario programmatico, confermare gli obiettivi di disavanzo precedentemente definiti nella NADEF, pari al 5,6 per cento nel 2022 (con un decremento destinato a raggiungere il 2,8 per cento nel 2025), destinando le risorse derivanti dal maggior disavanzo rispetto al tendenziale (pari a 0,5 punti percentuali di PIL per quest'anno, 0,2 punti nel 2023 e 0,1 punti nel 2024 e nel 2025) all'adozione di misure espansive; rilevato che, per quanto di specifico interesse della 7 a Commissione, fra i disegni di legge collegati alla manovra di bilancio 2023-2025, recati nella Sezione I - "Programma di stabilità", paragrafo I.6, si rinvengono i seguenti: "Delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo" (AS 2318); "Valorizzazione del sistema della formazione superiore e della ricerca"; tenuto conto, con riferimento alla Sezione III, capitolo III (in cui si dà conto dei principali ambiti su cui si concentrano riforme e investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e delle altre iniziative di policy) degli intendimenti del Governo nei settori dell'istruzione e formazione, dell'università, della ricerca e della cultura e dello sport; considerato che: la stima relativa alla spesa pubblica per la scuola, tra il 2022 e il 2025, evidenzia una flessione pari allo 0,5 per cento del PIL, in gran parte imputabile ai risparmi conseguenti al calo delle nascite; le risorse liberate dal calo demografico dovrebbero essere reinvestite nel settore, e non essere destinate a compensare maggiori livelli di spesa pubblica in altri ambiti; risulta opportuno, in proposito, un cambio di prospettiva da perseguire attraverso un deciso rafforzamento delle risorse destinate all'istruzione e alla formazione delle future generazioni, la qual cosa costituisce il principale investimento nel futuro del Paese; considerato altresì, sempre con riguardo al sistema scolastico: che è giunto il momento di intervenire sulla formazione iniziale dei docenti e sul sistema di reclutamento degli stessi, anche nell'ottica di superare il precariato e la stratificazione legislativa che ha caratterizzato il settore nonché di riconosca la centralità delle lauree abilitanti; che occorre individuare un sistema di reclutamento imperniato, oltre che sulla conoscenza delle singole discipline, sulla centralità di una formazione iniziale in cui si acquisiscano le effettive conoscenze necessarie a esercitare la professione di docente, che è ben più che una professione qualsiasi, considerando che agli insegnanti viene affidata l'educazione e l'istruzione dei nostri ragazzi; che altrettanta rilevanza dovrebbe essere accordata alla formazione continua dei docenti; che occorre intervenire al più presto nel modificare il paradigma metodologico della didattica, l'organizzazione concreta delle strutture scolastiche e degli spazi della didattica, per una scuola del terzo millennio; per quanto riguarda l'università e la ricerca, espresso apprezzamento per la scelta di potenziare tali settori e, in particolare, per il rilievo accordato all'investimento nella ricerca; rilevato tuttavia che l'Italia continua a essere un territorio che non riesce ad attrarre gli investimenti esteri in ricerca, nonostante l'indubbia preparazione degli studenti, come testimonia l'apprezzamento all'estero nei loro confronti e i recenti ottimi risultati delle università italiane nei sistemi di ranking internazionale; ritenuto che tale fenomeno - non imputabile all'incapacità degli Atenei italiani di fornire adeguata preparazione - si connetta invece al mal funzionamento del sistema di finanziamento e alla scarsità delle risorse che non permettono di disporre di laboratori, della strumentazione e delle strutture così come dovrebbe essere e così come è nelle università straniere, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con la seguente condizione: che sia assicurata un'adeguata disponibilità di risorse finanziarie al fine di implementare la riforma prevista dal disegno di legge AS 2318 recante "delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo" e che sia sostenuto il giusto accesso alle tutele sociali ai lavoratori del comparto; e con le seguenti osservazioni: 1) che le risorse liberate dalla riduzione della spesa per istruzione conseguente al calo demografico siano reinvestite nel medesimo settore a beneficio dei giovani e delle future generazioni, tenuto conto che per lo sviluppo e la competitività del Paese è imprescindibile un deciso salto di qualità nell'investimento nel capitale umano; 2) che si intervenga sulla formazione iniziale dei docenti, nel senso indicato nelle premesse, riconoscendone la centralità quale momento formativo in cui acquisire le effettive competenze, non solo disciplinari, che gli insegnanti devono possedere; 3) che siano potenziate le risorse destinate alla formazione continua dei docenti; 4) che occorra intervenire, con sollecitudine, modificando il paradigma metodologico della didattica, l'organizzazione concreta delle strutture scolastiche e degli spazi della didattica, per una scuola in grado di affrontare le sfide del terzo millennio; 5) che si intervenga con sollecitudine sul sistema di finanziamento degli Atenei, accrescendone le risorse a disposizione, al fine di consentire loro di investire nei laboratori e nella strumentazione e per la valorizzazione del sistema della formazione superiore e della ricerca; 6) che siano previste nell'ottica del rafforzamento del sistema 0-6 anni adeguate risorse finanziarie, in favore degli enti locali, finalizzate al reclutamento sia di professionalità tecniche per la progettazione delle strutture sia del personale educativo e ausiliario; 7) che sia assicurata una adeguata e crescente disponibilità di risorse umane e finanziarie, attraverso l'incremento delle risorse pubbliche previste nei settori che investono in «Cultura e Conoscenza», intese nelle loro molteplici declinazioni quali Istruzione, Università, Ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale; 8) che sia garantita ai giovani una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del Paese, facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro a favore di un sano ricambio generazionale;