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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 154 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta ( ore 9,33 ). Si dia lettura del processo verbale. GIRO , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Vice Presidente vicario del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Filippo Penati *ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per ricordare in quest'Aula Filippo Penati, un dirigente politico che ci ha lasciato. È morto ieri. È stato sindaco di Sesto San Giovanni, la Stalingrado di Italia. È stato Presidente della Provincia, è stato un importante dirigente nazionale del Partito Democratico. Filippo Penati era un uomo d'altri tempi e contemporaneamente una persona moderna. Sapeva quando doveva restare serio e quando doveva ridere. Era un uomo retto ed è stato uno dei non rari casi, certamente non l'unico, di condanna seguita da assoluzione, un caso, in qualche modo, di persecuzione per reati non commessi. È morto per un cancro ed i medici hanno riconosciuto che la sua malattia è stata frutto e conseguenza delle sue vicende giudiziarie. Lo ricordo con grande dolore, con grande pena ed anche con nostalgia, ma oggi penso che Filippo Penati avrebbe avuto piacere di essere ricordato non soltanto con considerazioni di carattere personale, umane e di amicizia, ma anche con considerazioni politiche. Devo dirvi - ed alcuni di voi lo sanno per i rapporti personali che esistono tra tutti noi - che ho grande disprezzo per chi approfitta della propria posizione politica, parlamentare o altra, di chi ne approfitta per arricchirsi personalmente. Disprezzo le tangenti, disprezzo le pressioni, disprezzo le collusioni. Ma devo dirvi anche che egualmente detesto chi, senza prove e senza attendere la condanna, si scaglia contro uomini politici e ancora più chi ne prende spunto per scagliarsi contro la politica in generale. È un nostro vizio nazionale, un vizio dal quale il mondo politico non è immune: non ne è immune la politica, non ne è immune l'informazione, non ne è immune gran parte dell'opinione pubblica e, purtroppo, non ne sono immuni nemmeno alcuni magistrati. Ed è anche per questa tara nazionale che noi oggi sappiamo, per conferma dei medici che lo hanno avuto in cura, che è morto Filippo Penati. Ritengo che la politica sia la più nobile tra tutte le forme di impegno dell'uomo, più nobile dell'impegno culturale, dell'impegno sociale, la più nobile tra tutte le nostre forme di impegno. Ieri, voglio dirlo con molta modestia e anche con amicizia, mi ha colpito vedere festeggiato il taglio dei parlamentari con uno striscione pieno di immagini di poltrone, le poltrone che sono state tagliate. Lo dico a tutti noi: i parlamentari non sono delle poltrone, voi non siete delle poltrone, noi non siamo delle poltrone. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Descrivere il Parlamento in questo modo induce al disprezzo verso la politica, induce ad una condanna dei politici e della politica prima del giudizio. Oggi io credo che, ricordando Penati, dobbiamo ricordare anche l'onore degli uomini politici. È proprio in onore di Filippo Penati che rivendichiamo l'onorabilità della politica come tale. Le mele marce ci sono, sono dappertutto, ma non possono e non debbono essere usate per uccidere né il Parlamento, né la politica, né i singoli uomini politici perbene. Se la morte di Filippo Penati potrà servire a ridare onore alla politica, io penso che egli, da dove in questo momento ci sta guardando, ne sarà molto, ma molto felice. (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP, L-SP-Psd'Az, Aut (SVP-PATT,UV) e Misto-LeU). CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Filippo Penati era un politico, un vero politico. Il collega Zanda ha ricordato che è stato due volte sindaco di Sesto San Giovanni. Egli è cresciuto in quella che era considerata la Stalingrado d'Italia, quindi con la cultura del vecchio partito comunista. Riesce però a vincere nel Comune di Sesto San Giovanni e anche nella Provincia di Milano. Ritorna al centrosinistra solo in quei quattro anni ed è lui a trascinare il Partito Democratico e non viceversa, come normalmente avviene. Egli è infatti amato dalla gente: è il primo uomo politico della sinistra a capire l'importanza della sicurezza nelle città. Vi ricorderete i discorsi e i contrasti di allora sulla presenza dell'esercito nelle città, sulle cosiddette Brigate Rosse e così via. Egli lanciò l'idea di una vera sinistra a difesa dei cittadini, rispetto ad una situazione di degrado che si stava creando nelle grandi città. Vince da solo e, per la stessa ragione, viene apprezzato dai cittadini per quell'aspetto che ha ricordato il senatore Zanda, ma che non era una certificazione da parte dei medici: come è stato detto si trattava semplicemente, ancora una volta, di rendere l'uomo molto terreno, nel senso che egli collega le vicende giudiziarie alla sua vicenda personale (come tutti noi, terreni, facciamo molte volte per giustificare malattie di amici e parenti). Peraltro, con riferimento alle vicende giudiziarie, voglio ricordare che egli è stato assolto, tranne nel caso di un reato caduto in prescrizione, ma questo non vuol dire nulla: a differenza della cultura giustizialista che oggi governa il nostro Paese, non bisogna mai dimenticare che, talvolta, la sentenza di condanna è solo frutto di una realtà processuale, che a volte è vera e a volte no. Da ultimo, senatore Zanda, proprio ricordando Penati, vorrei fare una riflessione su quanto avviene oggi con riferimento ai valori costituzionali.