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Federico Marini, Direttore del Polo Sanitario - consapevoli che questa è la strada per offrire il più adeguato supporto all'espletamento delle funzioni che la nostra Costituzione attribuisce al Senato in quanto organo centrale nella vita democratica del Paese. Un'istituzione che funziona, cari Colleghi, è un'istituzione che viene sempre di più apprezzata dai nostri Cittadini. Un'istituzione che è aperta all'esterno come ci siamo sforzati di fare in questi anni - è più vicina a tutti. Il Senato è e intende essere la "casa degli italiani". Mi avvio alla conclusione, con i ringraziamenti dovuti e di cuore, da parte mia, della senatrice Bottici e del senatore Arrigoni, quindi da parte del Collegio dei senatori Questori: non sono ringraziamenti di circostanza ma sono veri e sinceri. Ringraziamo il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e tutti Voi Colleghi con i quali abbiamo condiviso questi anni importanti e intensi di legislatura. Occorre sottolineare che nessuno di questi risultati sarebbe stato possibile senza la professionalità, lo spirito di servizio, la dedizione di tutta l'Amministrazione che realmente è l'anima di questa macchina a partire dal Segretario generale, la dottoressa Elisabetta Serafin, dai Vice Segretari generali, dottor Federico Toniato e Alfonso Sandomenico, dai Direttori dei servizi, da tutti i collaboratori, dal personale tutto, dalle donne e gli uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, che sono qui e garantiscono la sicurezza dei nostri Palazzi, e infine - ultimi ma non di certo per importanza - tutto il personale e i nostri assistenti parlamentari che qui, in Aula, ci aiutano nel garantire lo svolgimento ordinato dei nostri lavori parlamentari. Vi ringrazio per l'attenzione. Sen. Antonio DE POLI Testo integrale della relazione orale della senatrice Craxi sul disegno di legge n. 2684 L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dei Protocolli al Trattato del Nord Atlantico, fatti lo scorso 5 luglio e relativi all'adesione alla NATO della Finlandia e della Svezia, i due Paesi baltici indotti ad aderire all'Alleanza atlantica, dopo decenni di tradizionale neutralità, a seguito dell'aggressione da parte della Federazione russa dell'Ucraina. La formalizzazione dell'invito ufficiale per i due Paesi ad aderire all'Alleanza atlantica si è determinata - anche a seguito del superamento dell'opposizione turca, mediante la firma di un apposito Memorandum trilaterale - in occasione del vertice dei Capi di Stato e di Governo della NATO, tenutosi, il 29 e il 30 giugno scorsi, a Madrid. L'adesione dei due Stati nordici è stata considerata utile a rendere più sicura e forte l'Alleanza, già a partire dall'avvio del processo di adesione. Ad oggi, peraltro, i due Protocolli sono già stati ratificati da ben 15 Stati membri dell'Alleanza, su 30 componenti. I due Protocolli hanno lo scopo di favorire l'ulteriore rafforzamento della cooperazione militare tra i Paesi firmatari e di contribuire allo sviluppo dell'identità europea di sicurezza e di difesa, all'incremento dei livelli di capacità e di prontezza di reazione nelle situazioni di crisi nonché al consolidamento delle relazioni militari tra le nazioni interessate. Il disegno di legge di ratifica dei due Protocolli si compone di 3 articoli. La relazione tecnica che accompagna il provvedimento evidenzia come dall'attuazione del disegno di legge non derivino oneri a carico del bilancio dello Stato. I Protocolli non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. Voglio sottolineare la rapidità con cui il Senato della Repubblica italiana si appresta a ratificare questo provvedimento - che non esito a definire di portata storica - che rafforza il fronte europeo in un momento segnato dal protagonismo aggressivo della Russia, rivitalizza il vincolo euroatlantico e offre al contempo salde rassicurazioni a due Paesi che si sentono minacciati. Il rafforzamento dell'Alleanza atlantica è il migliore viatico di una pace che i fatti recenti hanno dimostrato non poter essere più garantita dalla cooperazione, bensì dalle deterrenze. L'Italia nel giorno stesso in cui il Senato degli Stati Uniti è chiamato a pronunciarsi sull'allargamento del perimetro atlantico in Svezia e Finlandia, ha dato prova ancora una volta di lungimiranza e di solido ancoraggio ai valori dell'Occidente. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 2605 Signora Presidente, colleghi senatori, la mobilità è occasione di crescita sia per chi parte, che per il Paese ospitante. Come europei lo sappiamo bene, tanto che da anni promuoviamo con entusiasmo la mobilità di studenti e lavoratori attraverso i programmi Erasmus Plus e Leonardo Da Vinci. Ecco che oggi, con la ratifica dell'accordo in materia di mobilità giovanile tra la Repubblica italiana e il Canada, applichiamo lo stesso principio anche ai nostri rapporti con un Paese extraeuropeo come il Canada appunto, con il quale vantiamo già solidi scambi sia nel campo accademico che professionale. Non a caso, infatti, l'accordo nasce per sostituire un memorandum d'intesa in materia di scambi giovanili ormai superato, visto che risale al 2006. La nuova intesa bilaterale è animata da uno spirito molto pratico e in particolare individua due categorie di partecipanti ai programmi di scambio. Gli young professional , ossia i titolari di un titolo di studio post universitario equivalente alla nostra laurea triennale, che desiderino acquisire un'esperienza lavorativa nel Paese ospitante e gli international co-op , ossia tutti quegli studenti che, per completare il proprio corso di studi post-secondario, intendano effettuare un tirocinio curricolare presso un'azienda operante nel Paese ospite. Un tirocinio che, naturalmente, sarà incentrato sulle materie correlate al proprio percorso di studi. Potranno beneficiare di questo accordo tutti quei cittadini di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni che intendano viaggiare nel Paese ospitante per ottenere un lavoro temporaneo o, se titolari di un titolo di studio post secondario, per acquisire un'esperienza di lavoro sulla base di un contratto prestabilito o ancora gli studenti iscritti in istituti di livello post professionale che intendano appunto completare nel Paese ospitante un tirocinio. L'intesa bilaterale ha inoltre il merito di prevedere parametri molto chiari per la partecipazione ai progetti di mobilità a partire dalla necessità che gli interessati dispongano di proprie risorse finanziarie per coprire le spese di viaggio e quelle iniziali di permanenza. I percorsi di studio o lavoro non potranno durare più di dodici mesi e le condizioni lavorative relative ai salari e agli altri trattamenti contrattuali saranno stabilite in base alla legislazione del Paese ospitante.