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Parere che avrebbe pregiudicato l'utilizzo delle risorse del FITD anche per le "quattro banche" e condizionato la gestione delle ulteriori crisi del Monte Paschi di Siena, di Veneto Banca e di Banca popolare di Vicenza; la decisione della commissaria europea Margrethe Vestager, a giudizio dei proponenti del presente atto servile agli interessi tedeschi, procurò danni enormi al sistema bancario, costringendo la Banca d'Italia ad anticipare il bail-in il 21 novembre 2015 per quattro banche in risoluzione, gettando sul lastrico ben 130.000 famiglie, determinando suicidi e disperazione in quei risparmiatori che si erano visti azzerare tutti i sudati risparmi di una vita. Il fermo al fondo interbancario ebbe enormi effetti anche nelle crisi successive a quelle di Tercas, a cominciare dalle quattro banche (Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara) che con il FITD non sarebbero finite in risoluzione. È giusto ricordare che per quelle quattro banche il Governo italiano di allora, guidato da Matteo Renzi, varò il decreto banche sugli arbitrati, che prevedeva un recupero solo dell'80 per cento dei risparmi dei correntisti, con una perdita secca del 20 per cento, dunque, che qualcuno ora dovrebbe loro restituire; l'Italia fece ricorso sostenendo che tale intervento non era, né imputabile allo Stato italiano, né finanziato mediante risorse statali essendo l'intervento del FITD di carattere privatistico e, pertanto, non rientrante nel perimetro degli aiuti di Stato; considerato che il Tribunale dell'Unione europea il 19 marzo 2019 ha annullato la decisione della Commissione europea, qualificando l'intervento del FITD come legittimo e compatibile con la normativa europea. E successivamente la Corte di giustizia dell'Unione europea (il 2 marzo 2021) ha respinto il ricorso della Commissione, confermando le tesi del FITD, di Banca d'Italia e di Banca popolare di Bari. Si legge nella sentenza: "Il tribunale non ha commesso errori dichiarando che gli indizi presentati dalla commissione per dimostrare l'influenza delle autorità pubbliche italiane sul FITD non permettono di imputare il suo intervento a favore di Tercas alle autorità italiane"; ritenuto che: le decisioni della Commissione europea hanno comportato ingenti danni economici a carico sia dello Stato italiano che dei risparmiatori delle banche sottoposte alle procedure di risoluzione e liquidazione. È opportuno, altresì, non tralasciare l'immagine negativa subita dal sistema bancario italiano, con tutte le conseguenti difficoltà nelle operazioni di finanziamento e di collocamento delle passività, sia tra gli operatori di mercato che tra la clientela retail ; il fermo al FITD ha costretto il settore bancario a spendere 2,5 miliardi di euro e ha provocato una svalutazione dei crediti deteriorati imposti dalla procedura UE al 17 per cento. La decisione della commissaria Vestager, dunque, oltre a provocare costi visibili e conteggiabili per banche e risparmiatori, ha largamente inciso sulla fiducia verso il mercato finanziario e bancario italiano, tanto che lo stesso presidente dell'ABI Antonio Patuelli ne ha chiesto le dimissioni, oltre al rimborso di risparmiatori e banche danneggiate, e ha provocato danni incalcolabili al futuro economico-finanziario del Paese, impegna il Governo: 1) ad attivarsi presso le competenti sedi, nazionali ed europee, al fine di richiedere il totale risarcimento dei danni, sia diretti che indiretti, relativi alla gestione delle crisi bancarie dal 2015 a oggi e alle conseguenze causate nella riparametrazione del rischio Paese e tutti i maggiori costi sostenuti dallo Stato italiano nel collocamento del debito sovrano; 2) a intraprendere iniziative a tutela delle banche potenzialmente danneggiate e dei risparmiatori saccheggiati a causa di quell'illecita decisione, dei loro complessi aziendali, dei territori in cui operano e, soprattutto, dei loro azionisti e di tutti gli stakeholder colpiti dalle interpretazioni della Commissione europea in tema di aiuti di Stato con riferimento alle nuove agevolazioni in tema di imposte attive differite (cosiddette DTA). Interpellanze Atto n. 2-00077 QUAGLIARIELLO BERUTTI ROMANI ROSSI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: la pandemia, oltre a pesantissime ricadute in termini sanitari e di perdite di vite umane, ha avuto un impatto fortissimo sul settore economico e produttivo, con interi comparti messi in ginocchio, non solo dall'emergenza sanitaria, ma dal susseguirsi di misure restrittive assunte, soprattutto negli scorsi mesi, senza il necessario preavviso e seguite da insufficienti misure di sostegno al reddito di lavoratori e imprenditori; nel 2020, il prodotto interno lordo ha registrato un calo di quasi il 9 per cento e settori come il turismo, la ristorazione e lo sport, solo per citarne alcuni, stanno registrando perdite di fatturato di miliardi di euro; il livello di rischio è risultato molto disomogeneo all'interno delle regioni, che sono state di sovente sottoposte a misure di limitazione di medio e massimo livello, pur registrando situazioni di alta criticità concentrate soltanto in singole città o province; tale fenomeno sembra accentuarsi con il diffondersi delle varianti, che tendono a provocare picchi di contagio ma in aree molto circoscritte, rendendo ancor più inadeguato l'intervento a "misura regionale", che rischia di pregiudicare l'efficacia delle strategie di contenimento da un punto di vista sanitario e di esasperare le difficili condizioni in cui versa il tessuto economico interessato; le misure automatiche di chiusura o forte limitazione di numerose attività commerciali, ricettive, oltre che sportive, collegate al "cambio di colore", sono risultate talvolta irragionevoli, perché non allineate alle reali disponibilità di spazi, livelli di afflusso di clienti, capacità effettiva di applicazione delle misure di distanziamento e prevenzione anti contagio, soprattutto se parametrate agli ingenti sforzi economici a titolo di investimento che gli operatori di ogni settore, locali pubblici in primis , avevano fatto al fine di adeguarsi ai protocolli di prevenzione imposti; considerato che: i dati disponibili dimostrano come la salvaguardia della vita e della salute dei cittadini siano perseguite attraverso la protezione immunitaria prioritaria per le fasce deboli della popolazione (per età anagrafica e condizioni sanitarie) e, a seguire, della vaccinazione su larga scala delle altre categorie socio-sanitarie; il 13 marzo 2021, il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure sanitarie di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 ha diffuso il piano operativo finalizzato a completare al più presto la campagna vaccinale, che contiene l'ambizioso obiettivo di 500.000 somministrazioni al giorno, per raggiungere il traguardo dell'80 per cento della popolazione vaccinata entro il prossimo mese di settembre; i dati rivelano tuttavia che il ritmo delle vaccinazioni non sta procedendo secondo i migliori auspici, per una serie di problematiche che coinvolgono, in particolare, la consegna delle dosi e l'impiego di personale numericamente insufficiente a raggiungere l'obiettivo prefissato;