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Saranno previste le norme per il subingresso dell'Ente nazionale in tutti i rapporti giuridici dei consorzi fra comuni e province, costituiti anteriormente al 1o gennaio 1962, ai fini di concessioni idroelettriche o promiscue". Nota al comma 5 dell'art. 21: - Il D.P.R. n. 138/1963 reca "Norme relative agli indennizzi da corrispondere alle imprese assogettate a trasferimento all'Ente". Nota al comma 3 dell'art. 21: - Il D.P.R. n. 342/1965 (Norme integrative della legge n. 1643/1962 e norme relative al coordinamento e l'esercizio delle attività elettriche esercitate da enti ed imprese diversi dall'ENEL), prevede, in particolare all'art. 10, che le direttive per il coordinamento e l'esercizio delle attività elettriche di enti ed imprese diversi dall'Enel, allo scopo di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di utilità generale, siano impartite dal comitato dei Ministri di cui all'art. 1 secondo comma della legge n. 1643/1962. Note al comma 6 dell'art. 21: - Si trascrive il testo dell'art. 5 n. 4, della legge n. 1643/1962 (per l'argomento trattato v. nota all'art. 12): "art. 5". "4) per le imprese e i beni non comtemplati nei numeri precedenti l'indennizzo è determinato in misura pari al valore di stima, con le modalità che saranno stabilite dai decreti di cui all'articolo 2 (a); ". (a) I principi e i criteri direttivi stabiliti nella legge n. 1643/1962, che il Governo ai sensi dell'art. 2 della legge n. 1643/1962, è stato delegato ad emanare, sono enunciati nel D.P.R. n. 1670/1662 (Organizzazione dell' ENEL) D.P.R. n. 36/1963 (Norme relative ai trasferimenti all' ENEL, delle imprese esercenti le industrie elettriche). - Si trascrive il testo dell'art. 3 della legge n. 509/1966 recante: "Norme per l'accelleramento dei pagamenti dovuti alle aziende elettriche minori trasferite all'ente Nazionale Energia elettrica in base alla legge n. 1643/1962 e alla legge n. 452/1964". "Art. 3. - La stima prevista per la determinazione dell'indennizzo per le imprese di cui al n. 4 dell'art. 5 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 può essere effettuata fra l'E.N.E.L. ed i titolari delle imprese trasferite, qualora essi convengano su indennizzo non superiore a lire 50.000.000. La stima effettuata d'accordo tra le parti non diventa esecutiva se non è dichiarata congrua dall'Ufficio tecnico erariale competente per territorio. Ove l'Ufficio tecnico erariale competente non giudichi congrua la stima concordata fra le parti, oppure se l'E.N.E.L. e i titolari delle imprese trasferite non giungano ad accordarsi sul valore di stima, si procede alla determinazione dello stesso ai sensi dell'articolo 5, n. 4, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, nonché del decreto del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1963, n. 238, articolo 3". Nota al comma 7 dell'art. 21: - Per il testo dell'art. 1 della legge n. 1643/1962 v. seconda nota all'art. 12. Nota ai commi 11 e 12 dell'art. 21: - Si trascrive il testo degli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 della legge n. 191/1958 recante "Norme per la formazione del bilancio d'esercizio delle società, aziende, enti di produzione o di distribuzione dell'energia elettrica". "Art. 1. - A partire dall'esercizio 1 gennaio-31 dicembre 1959, le società commerciali tenute alla pubblicazione del bilancio di esercizio, le aziende di cui al testo unico 15 ottobre 1925, n. 2578, gli altri enti pubblici, che abbiano per oggetto la produzione o la distribuzione di energia elettrica, debbono redigere il bilancio di esercizio in conformità ai modelli di stato patrimoniale e di conto economico o conto dei profitti e delle perdite allegati alla presente legge. Le società aziende, enti predetti, quando esercitano altre attività produttive e quando da queste attività abbiano conseguito nell'esercizio ricavi complessivamente superiori al doppio di quelli conseguiti dalla vendita di energia elettrica, hanno facoltà di soddisfare all'obbligo di cui al comma precedente allegando al proprio bilancio d'esercizio i prospetti dimostrativi dei valori di bilancio attinenti la gestione esplicata nella produzione o distribuzione di energia elettrica, utilizzando a tal fine gli stessi modelli di cui al comma precedente. Le società, aziende, enti predetti, il cui esercizio amministrativo abbia decorrenza diversa dall'anno solare, sono tenuti ad introdurre nei propri statuti o regolamenti le opportune modificazioni affinchè dall'esercizio 1959 tale decorrenza coincida con l'anno solare. Art. 2. - Le società, aziende, enti di cui all'art. 1 sono tenuti ad ordinare e coordinare la propria contabilità sistematica e le altre opportune rilevazioni aziendali in guisa da consentire ai competenti organi un facile controllo della corretta rilevazione, classificazione e sintesi dei valori esposti nei modelli indicati nell'art. 1. Le società, aziende, enti predetti debbono trasmettere, entro trenta giorni dall'approvazione, copia del proprio bilancio d'esercizio al Ministero dell'industria e del commercio. Art. 3. - Il Ministero dell'industria e del commercio, sentito il Ministero che esercita la vigilanza sulle aziende e sugli enti di cui al primo comma dell'art. 1, o sentita la competente regione - per gli enti di carattere regionale - può disporre accertamenti - anche mediante ispezioni di propri funzionari - sulla tenuta delle scritture contabili, allo scopo di verificare se esse siano compilate in modo da consentire la redazione del bilancio di esercizio nelle forme previste dagli articoli precedenti. Art. 4. - Nel caso che le aziende o gli enti indicati nel primo comma dell'art. 1 non presentino nel termine di cui all'art. 2 il proprio bilancio d'esercizio, ovvero quando il bilancio presentato sia difforme dai modelli di cui all'art. 1, oppure le rilevazioni aziendali non risultino tenute in conformità del primo comma dell'art. 2, il Ministro per l'industria e commercio invita le aziende o gli enti predetti a presentare o regolarizzare il bilancio d'esercizio o le rilevazioni aziendali entro un congruo termine. Qualora l'azienda o l'ente non provveda nel termine su esposto, il Ministro per l'industria e commercio, di concerto con il Ministro che esercita la vigilanza sull'azienda od ente, ovvero sentita la competente regione - per gli enti di carattere regionale - nomina un commissario per l'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 1 e 2. Art. 5.