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2) ad adottare iniziative per prevedere lo stanziamento di adeguate risorse alle Regioni, per dare piena attuazione dell'articolo 3 della legge n. 134 del 2015, affinché sia garantito uniformemente su tutto il territorio nazionale il funzionamento dei servizi di assistenza sanitaria alle persone con disturbi dello spettro autistico; 3) ad adottare iniziative di competenza per garantire l'elaborazione di progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati, predisposti su base scientifica e attuati secondo una progettualità di tipo sociosanitario; 4) ad adottare le iniziative di competenza volte a potenziare i servizi territoriali e ospedalieri di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza, anche attraverso la revisione degli attuali modelli organizzativi e l'incremento dei posti letto dedicati, al fine di garantire un'adeguata risposta assistenziale che tenga conto dell'aumentato numero degli accessi e dei bisogni; 5) ad adottare iniziative volte a semplificare e incentivare, da un punto di vista burocratico e fiscale, l'attivazione da parte dei centri diurni e degli enti del terzo settore di attività inclusive rivolte alle persone con disturbi dello spettro autistico, quali ad esempio laboratori delle arti e dei mestieri, tirocini e percorsi di abilitazione e attività socioeducative e progetti di imprenditoria, favorendo la creazione di sinergie con le aziende del territorio e le istituzioni scolastiche, predisponendo progetti, incentivi e strumenti finalizzati a favorire l'inserimento dei soggetti con disturbi dello spettro autistico nel mondo lavorativo, al fine di valorizzarne le capacità a supporto dell'autonomia, in coerenza con gli obiettivi della legge n. 68 del 1999; 6) ad istituire un fondo pubblico per il finanziamento di corsi sui disturbi dello spettro autistico, affinché nelle scuole e nei centri diurni vi sia personale debitamente formato in materia, al fine di garantire un supporto appropriato, valido ed efficiente per bambini ed adolescenti affetti da disturbi dello spettro autistico, nonché per il finanziamento di corsi post universitari di alta specializzazione, riconosciuti dal Ministero dell'università e della ricerca, sui disturbi dello spettro autistico per psicologi, psicologi clinici e psicoterapeuti. Interrogazioni Atto n. 3-03346 GARAVINI Laura Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il "turismo delle radici" si è imposto con gli anni come una delle componenti di maggiore interesse del movimento turistico verso il nostro Paese e, quindi, della bilancia dei pagamenti con l'estero, registrando nel periodo 1997-2018, secondo i dati dell'ENIT, una crescita del 72,5 per cento, passando da 5,8 milioni a 10 milioni di visitatori e conferendo un apporto economico di circa 4 miliardi di euro (7,5 per cento in più rispetto all'anno precedente); questa forma di turismo, per il fatto di essere legata ai luoghi delle origini degli italiani espatriati e a fattori di carattere memoriale e affettivo, è quello che più si diffonde sul territorio, arrecando i benefici delle visite e delle permanenze, andando al di là dei tradizionali e selettivi circuiti turistici, in genere ancorati alle città d'arte e ai contesti paesaggistici di maggiore notorietà; l'abitudine alla periodicità dei ritorni e la tenacia dei fattori di richiamo rendono questa forma di turismo quella più adatta a riavviare i flussi in arrivo in Italia dopo il forte rallentamento dovuto alla pandemia, anche per la forza di irradiazione che essa ha dimostrato di poter sviluppare in ambienti anche più ampi di quelli familiari, soprattutto quando si tratti di italo-discendenti di diversa generazione; considerato che: nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il principale e fondamentale strumento adottato dal Governo italiano, con il sostegno, il coordinamento e la vigilanza della UE, nel quadro di una strategia integrata per il rilancio economico e sociale del Paese compare un progetto di investimento per "l'attrattività dei borghi", affidata al Ministero della cultura, nel cui ambito è stato definito un'area di investimento per il "turismo delle radici", il cui soggetto attuatore è stato individuato nella Direzione generale per gli italiani all'estero (DGIT) del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; l'ENIT, d'accordo con il Consiglio generale degli italiani all'estero, ha deciso di proclamare il 2024 l'anno del turismo delle radici, sviluppando in tal senso un notevole sforzo promozionale rivolto soprattutto alle realtà nelle quali esistono ed operano le maggiori aggregazioni di italiani all'estero, auspicabilmente con il supporto di altre strutture pubbliche impegnate nelle attività di contatto con i nostri connazionali presenti nel mondo; nel febbraio 2022, tra il Ministero della cultura e il Ministero degli affari esteri è stata firmata la convenzione che dovrebbe portare alla definizione e all'assunzione del "progetto del turismo delle radici" e a coinvolgere per la sua realizzazione da un lato Regioni, enti locali, istituzioni culturali, soggetti associativi ed altri sul versante interno, dall'altro le comunità italiane, le loro rappresentanze e le reti associative sul versante estero, si chiede di sapere: a quale livello di elaborazione e di definizione sia giunto il progetto del "turismo delle radici", considerati i tempi cadenzati e abbastanza ravvicinati previsti per gli interventi finanziati con le risorse del PNRR, e concretamente quali siano le azioni di coinvolgimento delle Regioni, degli enti locali, delle istituzioni culturali e dei soggetti associativi che possono essere interessati ad assumere un ruolo attivo nell'ambito della presentazione e dell'esecuzione di progetti ispirati dal "turismo delle radici"; che cosa si sia previsto e in quale modo si stia operando, affinché le comunità italiane all'estero siano considerate non semplicemente un target promozionale e commerciale, ma siano invece chiamate, assieme alle loro rappresentanze e all'insostituibile rete associativa di riferimento, a partecipare come soggetti attivi e come protagonisti allo sviluppo della progettualità in questo campo e alla realizzazione delle iniziative per le quali sono stati previsti i fondi del progetto. Atto n. 3-03348 GRANATO Bianca Laura Al Ministro della salute Premesso che: la procedura di approvazione di qualsiasi farmaco o vaccino prevede, necessariamente, lunghi anni di sperimentazione, e, solo dopo aver accertato la sussistenza degli imprescindibili requisiti di efficacia e sicurezza, viene concessa l'autorizzazione per essere commercializzato. Per il vaccino contro la varicella sono stati impiegati 28 anni, per il papillomavirus 15 anni. I 4 sieri anti COVID-19 attualmente commercializzati in Italia e in Europa da Pfizer, Astrazeneca, Moderna, Johnson & Johnson, non essendo stati sottoposti ai canonici lunghi anni di sperimentazione (bensì pochi mesi), non hanno mai ricevuto da parte di EMA o AIFA l'autorizzazione formale incondizionata alla commercializzazione.