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Come previsto dalla precedente disciplina, il prestatore di lavoro occasionale percepisce il proprio compenso dal concessionario del servizio, temporaneamente individuato nell'INPS e nelle agenzie per il lavoro. I coupon lavoro sono esenti da imposizione fiscale e il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i coupon lavoro orari, effettuando il versamento per suo conto dei contributi previdenziali all'INPS, in misura pari al 13 per cento del valore nominale del coupon lavoro, e per fini assicurativi contro gli infortuni all'INAIL, in misura pari al 7 per cento. Quanto alle sanzioni, nei casi in cui venga accertato l'improprio utilizzo del buono lavoro, sia da parte della committenza, che dei lavoratori, ferme restando le conseguenze penalmente rilevanti in caso di false dichiarazioni, il superamento dei limiti quantitativi e qualitativi di utilizzo di tali forme di lavoro determina l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 600 ad euro 3.600.. 1 (Ampliamento delle possibilità di utilizzo del lavoro intermittente) 1 L'articolo 13 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è sostituito dal seguente: «Art. 13. -- (Lavoro intermittente) -- 1 . Il contratto di lavoro intermittente è il contratto, a tempo determinato o indeterminato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente, anche con riferimento alla possibilità di svolgere le prestazioni in periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno. 2. In ogni caso, con l'eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nell'arco di tre anni solari. In caso di superamento del predetto periodo il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. 3. Nei periodi in cui non ne viene utilizzata la prestazione il lavoratore intermittente non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilità a rispondere alle chiamate, nel qual caso gli spetta l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 16. 4. Le disposizioni della presente sezione non trovano applicazione ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni». 2 (Lavoro a orario ridotto) 1 Dopo l'articolo 13 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è inserito il seguente: «Art. 13- bis. -- (Lavoro a orario ridotto) -- 1. Il contratto di lavoro a orario ridotto è il contratto mediante il quale il lavoratore concorda, con un datore di lavoro, l'utilizzo della sua prestazione lavorativa in periodi predeterminati nell'arco della settimana, del mese o dell'anno. 2. Il contratto di lavoro a orario ridotto è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a settanta giornate di effettivo lavoro nell'arco di un anno civile e per un monte di ore non superiore a cinquecento, anche variamente distribuite tra le giornate lavorative. In caso di superamento del predetto periodo di settanta giorni il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. 3. Il contratto di lavoro a orario ridotto non può dare luogo per il lavoratore a compensi superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile. Fermo restando il limite complessivo di 7.500 euro, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo datore di lavoro per compensi non superiori a 5.000 euro annui. 4. Il costo orario della prestazione di lavoro a orario ridotto è fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative e delle risultanze istruttorie del confronto con le parti sociali. In attesa della emanazione del decreto il costo orario è fissato in 12 euro. 5. Il compenso per la prestazione di lavoro del contratto di lavoro a orario ridotto è esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche. Il lavoratore ha diritto alle garanzie sociali in caso di malattia e infortunio. 6. Il datore di lavoro provvede per conto del lavoratore al versamento dei contributi previdenziali alla Gestione separata presso l’INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in misura pari al 13 per cento del costo orario, e dei contributi assicurativi contro gli infortuni all'Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), in misura pari al 7 per cento. 7. Le disposizioni per l’attuazione del presente articolo sono adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Allo scopo di rendere diffuso l'utilizzo del contratto di lavoro a orario ridotto, con il medesimo decreto sono individuate procedure semplificate di gestione, anche utilizzando più avanzate procedure telematiche». 3 (Lavoro occasionale) 1 Dopo il capo V del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è inserito il seguente: «Capo V- bis LAVORO OCCASIONALE Art. 47- bis. - (Lavoro occasionale) -- 1. Per lavoro occasionale si intendono le attività lavorative saltuarie rese in favore di famiglie, associazioni di volontariato o altri committenti non imprenditori o professionisti, relative a: a) lavori domestici a carattere temporaneo; b) assistenza domiciliare ai bambini o assistenza di carattere temporaneo, per periodi non superiori a trenta giorni, alle persone anziane, ammalate o con disabilità; c) insegnamento privato supplementare; d) lavori di giardinaggio, di pulizia e di manutenzione; e) realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative, o destinate allo sviluppo del turismo locale, organizzate da soggetti non aventi finalità di lucro; f) collaborazione con associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di attività di solidarietà; g) esecuzione di lavori nei settori dell’agricoltura e della pesca rese in favore di soggetti non professionali. 2. Le attività lavorative di natura occasionale di cui al comma 1 non possono dare luogo a compensi superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile. Fermo restando il limite complessivo di 7.500 euro, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro annui. Le somme di cui al presente comma sono rivalutate annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Art. 47- ter. -- (Accesso alle prestazioni di lavoro occasionale. Coupon lavoro) -- 1. I committenti che intendono usufruire delle prestazioni di lavoro occasionale, di cui al comma 1 dell'articolo 47- bis , acquistano attraverso modalità telematiche o presso le rivendite autorizzate uno o più pacchetti di coupon lavoro orari, numerati progressivamente e datati, per prestazioni di lavoro occasionale.