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C'è la famosa questione del cosiddetto magazzino fiscale, di cui andremo - spero - a discutere quanto prima, se non entra già nella legge di bilancio, perché quei famosi quasi 1.000 miliardi non esistono nella realtà; sono 70-80 miliardi - è conclamato, ma ci vuole un provvedimento che lo certifichi una volta per tutte - per i quali si incassa attraverso l'Agenzia delle entrate dai 6 agli 8 miliardi; qualche volta si è arrivati a 10, ma con un'attività di spesa e di ingolfamento degli uffici molto pesante. Alcuni importi sono residui attivi nel bilancio e bisogna a tutti i costi incassarli, ma entrano tutti gli anni i nuovi importi, per i quali non basta una rottamazione- ter o un "saldo e stralcio". Ci vuole qualcosa in più, ci vuole una società che produce ricchezza. Quanto alla riforma fiscale che verrà, che non c'entra direttamente con il dibattito, ma in qualche modo è tirata in ballo, perché soprattutto i giornali economici vi dedicano degli articoli e nei talk show televisivi è oggetto di aspettative e condizionamenti, genera in certi casi pessimismo, blocco delle attività economiche, quando si parla - ad esempio - del 110 per cento - ne parleremo in sede di bilancio - e non si prevede un rientro dolce, soft , contro il fatto notorio, dal punto di vista numerario, che, se partissero tutti i 110 per cento potenziali, salterebbe il banco dello Stato. Quindi, il calcolo probabilmente è stato sbagliato. L'addizionale IRPEF regionale e comunale, per la quale si prevede la trasformazione in sovrattassa, causerà dei problemi ai Comuni che incasseranno in ritardo, ma soprattutto che si differenziano sulla deliberazione dell'aliquota. Questa è la democrazia: c'è chi applica il minimale, chi il massimale, chi un'aliquota intermedia; sulla base dell'aliquota, su quanto paga il cittadino, c'è il giudizio politico. In questi giorni - è oggetto degli incontri del presidente Draghi con le delegazioni parlamentari - si parla di 8 miliardi, che sono a debito, per finanziare la riforma fiscale, per la quale occorrerebbero molti più fondi qualora il sistema fosse in effervescenza, fosse in crescita e producesse ricchezza. Quanto al catasto, oggi c'è un giudizio dell'UPB secondo cui è una riforma che va fatta. Probabilmente, se ci pensiamo, è giusto che sia adeguino in modo equo i valori; ma, se non si vuole tassare troppo ed aumentare la tassazione, probabilmente bisogna ridurre le aliquote di IMU e IRPEF. Intanto, purtroppo, assistiamo a un dibattito politico che non avviene in quest'Aula. Lo dico per titoli, tanto perché siamo qui non a scaldare i banchi, come alcuni giornali e come una certa mentalità corrente che si diffonde e che viene alimentata ad arte vorrebbe far credere. È stato stipulato un accordo Italia-Francia di cui non sappiamo i contenuti; è vero che ha delle parti segrete e le deve avere, ma io con la Francia andrei molto cauto. Ci sono dei Ministri che parlano di legalizzazione della cannabis; decidiamolo una volta per tutte: consegniamo la dose annua ai primi dell'anno e non se ne parli più. Abbiamo rischiato di non poter dire "buon Natale" in questi giorni, secondo una disposizione della UE, che peraltro poi ci dice che comunque dobbiamo tagliare il debito e le spese. Sono le cose che ci dice da sempre. Il caro energia: bisognerà intervenire in qualche modo per eliminare quel meccanismo perverso, ma trovare dei fondi - e sono miliardi - per finanziare l'alleggerimento del carico sulle famiglie non sarà facile. Abbiamo alle porte il decreto-legge concorrenza: per favore, non prendiamocela con i taxisti, che sono una categoria non di ricchi - non si offendano - bensì di lavoratori. Abbiamo letto su un importante quotidiano che un senatore a vita ha parlato di sospensione della democrazia e dell'informazione, e non fa neanche più scandalo. Io sono preoccupato di queste cose, rispetto alle quali il discorso economico è importante, ma sul quale possiamo trovare la quadra, possiamo trovarci d'accordo tramite emendamenti e norme, perché vedo uno spirito costruttivo nelle Commissioni. Anche l'opposizione gioca il suo ruolo, ma tutto sommato alla fin fine è disponibile. Io obbedisco al motto che è stato alle fondamenta di Forza Italia: in economia tutto è permesso tranne ciò che è vietato, e non il contrario. Pertanto, quando leggo o sento che, siccome c'è la mafia, non facciamo gli appalti, o li ritardiamo o complichiamo alle norme; oppure, siccome ci sono le frodi, facciamo il decreto antifrodi, penso che i cittadini siano tutti onesti salvo eccezioni, che gli organi preposti possono tranquillamente scoprire in pochi minuti. Lo Stato deve ingenerare una mentalità per cui si fa la crescita con norme univoche e chiare, ottimismo, libertà, semplificazione vera, magari un poco di inflazione. Auspico infine che si difendano gli interessi nazionali, come - ad esempio - il made in Italy rispetto a certe norme dell'Europa, e si usi il golden power nella questione Telecom. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Montani. Ne ha facoltà. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prima di entrare nel merito, vorrei dire a lei che oggi presiede che sono contento per il lavoro che abbiamo svolto in questi giorni nelle Commissioni 6 a e 11 a . Sono state giornate impegnative e devo ringraziare i membri del Governo che ci hanno sopportato e supportato in quelle ore frenetiche, in particolare i sottosegretari Guerra e Freni, che veramente hanno avuto pazienza, e li ringrazio per questo. Ma questo non è normale e non dovrebbe essere la normalità nel nostro modo di lavorare. Credo infatti che tutto quello che è stato dibattuto in quelle giornate frenetiche nelle Commissioni sia servito a migliorare il provvedimento. Noi vogliamo dare il nostro contributo per migliorare il provvedimento e per dare un servizio al Paese. Siamo ben pagati: già che siamo qui, fateci, per piacere, esprimere. Torniamo, se possibile, a una normalità che oggi non viviamo. Infatti anche nel Governo che qualcuno definisce dei migliori, e nel quale oggettivamente ci sono dei Ministri molto preparati, ce ne sono altri che zoppicano e fanno fatica. Comunque, quello che succedeva negli anni scorsi sta succedendo anche col Governo dei "migliori". Si procede sempre molto con il ricorso alla fiducia (anche questo provvedimento passerà attraverso il voto di fiducia) e i parlamentari non sono messi nelle condizioni di lavorare. Dunque io faccio un appello a tutte le forze politiche: torniamo a esercitare appieno il nostro ruolo di parlamentari. (Applausi) . Il Governo Draghi è nato per combattere la pandemia e tagliare le tasse. Sulle tasse noi siamo partiti dagli ultimi. La Lega ha sempre avuto le idee chiare su cosa ottenere dal decreto. Dopo che maggioranza e Governo hanno trovato l'intesa al tavolo del MEF sugli 8 miliardi per il calo delle tasse in manovra, ora è urgente abbassare i prezzi delle bollette di luce e gas, magari risparmiando sugli sprechi del reddito di cittadinanza.