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Vorrei tranquillizzare tutti, perché il grado di accuratezza con cui vengono stanziate, controllate e utilizzate le somme è davvero affidabile, ed è espresso dagli Uffici ministeriali e dalla Ragioneria generale dello Stato, ma anche dalla Commissione bilancio del Senato, che ho l'onore di presiedere, e dalla Commissione bilancio della Camera dei deputati. Il tutto viene fatto con un grado di oculatezza molto alto, di cui sono molto soddisfatto. La prudenza nella sovrastima è una cosa che ci è appartenuta, in quanto avere delle risorse in più - e poi ottenere un risparmio - è meglio che non averne. L'Ufficio parlamentare di bilancio ci ha assicurato che l'anno prossimo, a politiche invariate, avremo un rapporto tra deficit e PIL pari all'1,7 per cento e già questo è un ottimo obiettivo. Certo, sappiamo benissimo che dovremo fare altre cose: penso alle clausole di salvaguardia, che andranno disinnescate, e alle misure espansive. Il decreto-legge in esame ci aiuta in questo senso, ossia nel far vedere che siamo capaci di rispettare gli obiettivi di finanza pubblica e gettare le basi solide su cui poi costruire il futuro. (Applausi dal Gruppo M5S). È inutile andare avanti con delle promesse che non si possono mantenere. Noi facciamo delle promesse che si possono mantenere e abbiamo mantenuto quelle fatte. L'1,7 per cento può diventare l'1,8 se riusciamo a risparmiare un po' sugli interessi. Tuttavia, già adesso possiamo renderci conto che solo qualche settimana fa sullo spread eravamo sopra... (Brusio). PRESIDENTE. Senatore Pesco, mi scusi se la interrompo. Colleghi, il senatore Pesco magari non ha una voce molto stentorea, ma è veramente molto difficile ascoltarlo a causa del brusio. Prego, senatore Pesco. PESCO (M5S) . Come dicevo, solo poche settimane fa lo spread era sopra i 300 punti base e ora è a 180. Se proseguissimo su questo cammino, di rassicurazione della Commissione europea e dei mercati, potremmo tranquillamente arrivare a quota 150 e addirittura scendere. Questo permetterebbe, nei prossimi tre anni, di raggiungere obiettivi di risparmio sulla quota interessi molti più alta, arrivando, ad esempio, a 18-20 miliardi di euro. Siamo riusciti quasi a dimezzare lo spread e dobbiamo continuare su questa strada. Passo ora al tema del contratto, signor Presidente. Ci tengo a rimarcare il fatto che siamo riusciti a realizzare non solo delle politiche innovative per questo Parlamento e per il Paese, come quota 100 e reddito di cittadinanza, ma anche le altre misure espansive per le famiglie, le aziende e soprattutto - mi viene da dire - per la giustizia. Siamo riusciti a introdurre un concetto innovativo del tipo di Governo: abbiamo attuato un contratto con l'altra forza di maggioranza, che stiamo rispettando passo dopo passo e - secondo me - è questo che dà veramente solidità alle basi su cui stiamo costruendo il futuro della Nazione e di questo veramente sono molto soddisfatto, perché stiamo andando avanti bene. (Applausi dal Gruppo M5S) . Abbiamo rispettato gli impegni che ci siamo presi e abbiamo sicuramente iniziato a varare delle misure espansive, ma non finisce qui. Quello che stiamo attuando con il decreto-legge in esame, quindi, non deve essere visto in modo restrittivo, come dettato meramente dal rispetto degli impegni presi con la Commissione europea, per evitare la famosa procedura di infrazione. Va visto, invece, in modo molto più ampio, rilevando il fatto che abbiamo utilizzato responsabilità e flessibilità sui conti pubblici, nel senso che le somme che non vengono spese vanno stralciate dal bilancio, perché altrimenti continuano a peggiorare i conti pubblici. Ciò che non si spende va evidenziato e va risparmiato, altrimenti continuiamo a portarci dietro dei numeri che non ci aiutano. (Applausi dal Gruppo M5S) . Presidente, quello del 2,4 per cento, riferito al rapporto deficit -PIL che si sarebbe realizzato verso la fine dell'anno, era il risultato che avevamo certificato nel DEF, ma sapevamo che non andava bene. Con questo provvedimento e anche con ciò che faremo con l'assestamento riusciremo a raggiungere il 2,04 per cento. E questa è assolutamente una cosa molto importante che aiuta il nostro Paese non solo dal punto di vista dell'economia, ma anche a guadagnare credibilità: aver agito con questa ragionevolezza ci aiuta veramente a dimostrare all'Unione europea, alla Commissione europea, ma soprattutto ai mercati e a chi investe in Italia che le basi solide ci sono per fare veramente tantissime cose e soprattutto che rispettiamo la cosa più importante, ovvero il pagamento dei nostri debiti. Nessuno deve avere dubbi sul fatto che la nostra Nazione potrà pagare i debiti: noi li pagheremo sempre e questo veramente dobbiamo dirlo a gran voce a tutto il mondo, agli investitori che vengono in Italia a prestare i soldi alla nostra Nazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Presidente, non aggiungo altro. Sono veramente contento, perché questo provvedimento sembra semplice e snello, ma nella realtà ci aiuta veramente a consolidare i nostri conti pubblici. Per questi motivi, togliendomi per un momento il cappello da Presidente della Commissione bilancio, dichiaro il voto favorevole che con orgoglio viene espresso da un Gruppo politico che non è solo un Gruppo politico, ma secondo me è anche una famiglia. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Discussione dalla sede redigente dei disegni di legge: Doc 763 Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti GRANATO ed altri. - Doc 753 Modifiche all'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, per l'abolizione della chiamata diretta dei docenti PITTONI ed altri. - Doc 880 Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, per l'abrogazione delle disposizioni in materia di chiamata diretta dei docenti DE PETRIS. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 763 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente dei disegni di legge nn. 763, 753 e 880. Ilrelatore, senatore Barbaro, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. BARBARO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo che oggi sottoponiamo all'Assemblea propone di abolire l'istituto della chiamata per competenze, la cosiddetta chiamata diretta, e di eliminare gli ambiti territoriali come articolazione dei ruoli del personale docente della scuola.