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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 152 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,15. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 DDL 1741 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Parere alla 12 a Commissione. Esame. Parere non ostativo sul testo e sugli emendamenti) Il PRESIDENTE in qualità di relatore illustra il provvedimento in titolo che, per le parti di competenza, presenta alcune criticità: esse, pur giustificate dalla situazione di emergenza sanitaria, meritano di essere evidenziate come contributo al dibattito e prima di ogni possibile proposta di parere, la quale, stante l'urgente necessità di convertire al più presto il decreto, non potrà comunque che essere favorevole. Anzitutto, c'è da segnalare il rinvio all'articolo 650 del codice penale, recato dall'articolo 3 comma 4 per sanzionare il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al decreto. Si tratta della sanzione che ordinariamente assiste gli ordini che l'Autorità amministrativa impartisce per l'esecuzione delle misure di sua competenza: qui essa si estende a tutte le misure dettate dalle "autorità competenti" e discende direttamente ( quoad poenam ) dal decreto-legge, che pure non esclude misure prefettizie ai sensi dell'articolo 3 comma 5. In proposito, va ricordato che nel successivo decreto-legge n. 9 del 2020 si delimita l'efficacia delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti, quando in contrasto con le misure statali (articolo 35). Dall'altro lato, l'elencazione delle "misure di contenimento e gestione adeguata e proporzionata dell'evolversi della situazione epidemiologica", di cui al comma 2 dell'articolo 1, è asseritamente non esaustiva: vi è quindi il rischio che il predetto rinvio si traduca in una norma penale in bianco, che assiste di sanzione un precetto indeterminato emesso ai sensi del comma 1 (ad opera di "autorità competenti" che adottino "ogni" misura, con l'unica delimitazione teleologica contenuta nell' incipit della disposizione). Infine, anche tra le misure tipizzate, ve ne è una fonte di possibili criticità: "l'obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall'Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all'autorità sanitaria competente per l'adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva" (lettera i) ) del citato comma 2 dell'articolo 1). Laddove assistite da sanzione penale sia pur modesta, tali previsioni potrebbero confliggere con l'articolo 24 della Costituzione, giacché quest'ultimo, in ossequio all'antico brocardo nemo tenetur se detegere , sancisce «il diritto a non fornire elementi in proprio danno e, più in generale, a non collaborare con l'Autorità per la propria incriminazione», diritto, viceversa, pregiudicato dalla norma suddetta. Il pericolo può essere sventato solo modificando i commi 4 e 5 dell'articolo 3, per assistere con la sanzione dell'articolo 650 solo la previsione incriminatrice rappresentata dal mancato rispetto dell'ordine amministrativo impartito per l'esecuzione delle misure di cui al comma 2 dell'articolo 1 (ad eccezione di quella di cui alla lettera i ). Le misure ulteriori preannunciate dal Governo non possono limitarsi ai pur opportuni aiuti economici alle popolazioni colpite. Occorre anche contenere aumenti ingiustificati di prezzi, prevedendo che - nei casi di cui ai commi primo e secondo dell'articolo 501- bis del codice penale - la pena per le manovre speculative su merci sia aumentata fino alla metà in presenza di una emergenza igienico-sanitaria dichiarata con provvedimento della competente autorità amministrativa. Sulla falsariga di quanto richiesto dalla Commissione giovedì scorso, vanno sospesi, sino a cessata emergenza, i termini di prescrizione e quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, anche tributari, comportanti decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione, in scadenza nel periodo di operatività del predetto decreto. È noto che il nuovo decreto-legge n. 9/2020 prevede che siano sospesi i processi penali pendenti in qualunque fase e grado, fino alla fine del mese; andrebbe però chiarito che il rinvio alle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale (articolo 146- bis sulla partecipazione al dibattimento a distanza) va trasposto nella sua interezza alla fattispecie in questione "in quanto compatibile" (e non solo per la norma del comma 5, sull'equiparazione del luogo in cui l'imputato si collega all'aula di udienza). Infine, invita il Governo a prevedere un rafforzamento degli organici magistratuali nelle zone colpite dal rinvio delle udienze, vieppiù se questo viene reso facoltativo non solo nei circondari di tribunale ma per interi distretti di Corte d'appello: l'effetto dell'arretrato che viene a crearsi è prevedibilmente assai ingente per diversi mesi, tale da non poter essere fronteggiato con le forze assegnate in via ordinaria. Per quanto riguarda l'unico emendamento proposto, attinente alla sanificazione ambientale in ambito ospedaliero e clinico (2.0.1), non ravvisa nulla che osti, per quanto di competenza. Si apre la discussione, nella quale il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) invita a cogliere l'occasione del parere per offrire all'interprete una chiave ermeneutica, utile a sventare i fraintendimenti cui il richiamo all'articolo 650 del codice penale si presta. Per converso, non si deve prescindere dal dovere di solidarietà collettiva che, in presenza di ricadute sulla salute, dovrebbe prevalere sul diritto dell'individuo. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) non ritiene applicabile alla lettera i ) del comma 2 dell'articolo 1 il principio nemo tenetur se detegere . Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) dissente in quanto la citata lettera i ) si vale di elementi extrapenali la cui conoscibilità è complessa, ma che concorrono a determinare il dovere giuridico cui è collegata la condotta omissiva sanzionata: le comunicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità andrebbero rese reperibili e consultabili, così come l'azienda sanitaria locale territorialmente competente dovrebbe essere ricavabile già nella norma di rango primario, per evitare che l'articolo 650 del codice penale si traduca in una fattispecie in bianco. Il senatore CRUCIOLI ( M5S ) interviene in ordine alla asserita indeterminatezza della ASL competente, che a suo modo di vedere è invece con certezza individuabile nel territorio dove avviene lo sbarco. Il dovere di conoscenza, comunque, incombe sul viaggiatore: