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Alla luce di questo, ritengo che, contrariamente a quanto opinato dal relatore e dalla maggioranza della Giunta, si possa comunque ritenere sussistente il nesso funzionale, perché comunque si tratta di un diverbio e di un contrasto di natura politica, espresso certamente in modo censurabile da un punto di vista morale e in modo censurabile dal punto di vista dell'educazione che ognuno di noi dovrebbe sempre rispettare nell'espressione delle proprie opinioni, ma non è questo il punto su cui noi oggi dobbiamo decidere. Come nei casi precedenti, oggi l'Assemblea deve decidere esclusivamente su una circostanza, ossia se sussista o meno il nesso funzionale fra l'attività parlamentare del senatore D'Anna e quanto egli ha poi espresso all'esterno. Ebbene, per le ragioni che ho appena espresso, ritengo che sia dimostrato che esista questo nesso funzionale e per questa ragione il sottoscritto e il proprio Gruppo voteranno contro la proposta del relatore. (Applausi dal Gruppo FdI) . PAROLI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAROLI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, vorrei sottolineare che il tema che affrontiamo non è relativo solo al senatore D'Anna ma riguarda un principio ben più importante: esistono voti come questo che creano precedenti. Sia chiaro, il senatore D'Anna risulta, per le affermazioni fatte in quest'Aula, quasi indifendibile, e devo dire che il comportamento successivo ha fatto sì che quasi non si volesse difendere. Quest'Assemblea deve invece difendere l'autodichia e, nel particolare, un fatto che accade in quest'Aula deve rimanere in quest'Aula, così come è accaduto con le sanzioni che sono state erogate. È vero, ci sono state altre affermazioni esterne, ma per le affermazioni esterne che il senatore D'Anna ha dato esiste una evidente continuità. Credo che l' extra moenia in questo caso sia molto debole e rischi di essere un grimaldello attraverso il quale non si cerchi di sanzionare tanto le affermazioni successive, quanto, come conseguenza, si rimetterebbe in discussione ciò che è accaduto in quest'Aula. Tant'è vero che le affermazioni esterne, senza ciò che è accaduto in quest'Aula, rischiano di essere davvero ben poca cosa. Ripeto, non facciamoci condizionare dal fatto che il comportamento di un senatore nella scorsa legislatura sia stato censurato e oggi sia assolutamente valutato in modo negativo, anche estremamente negativo. Ciò che oggi è in gioco è altro, e lo dico anche a Gruppi che sono in quest'Aula da meno tempo e che in questo breve tempo non hanno esitato ad avere qui atteggiamenti molto forti: attenzione, perché in quest'Aula potrebbe accadere che, laddove ogni comportamento venisse poi giustificato all'esterno, attraverso il grimaldello dell' extra moenia , si affermi che il nesso funzionale non esista, quando invece, come in questo caso, è fortissimo: non forte, ma fortissimo, perché tutti non possiamo negare che il senatore D'Anna non avrebbe mai rilasciato le dichiarazioni che ha rilasciato se non a giustificazione di ciò che è accaduto in quest'Aula. Quindi, attenzione. Ripeto che il comportamento del senatore di cui si parla rischia di essere, anzi è indifendibile ma è da difendere il principio che ciò che accade in quest'Aula deve rimanere in quest'Aula. In caso contrario si creerebbe davvero un precedente di grave misura. Per questa ragione anche il Gruppo Forza Italia è contrario alla proposta del relatore di sindacabilità e, quindi, il nostro voto sarà contrario. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di deliberare che le dichiarazioni extra moenia rese dal signor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti, non costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e non ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. ( Commenti del senatore Airola). (Segue la votazione) . Il Senato approva . ( v. Allegato B ). Senatore Airola , stia tranquillo. Discussione del documento: Doc Doc. IV-ter, n. 6 Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Ciro Falanga, senatore all'epoca dei fatti Approvazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento: «Richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Ciro Falanga, senatore all'epoca dei fatti, per il reato di cui all'articolo 595, terzo comma, del codice penale (diffamazione col mezzo della stampa), trasmessa dal Tribunale di Roma il 26 marzo 2018». La relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata stampata e distribuita. Ricordo che la Giunta ha proposto, a maggioranza, all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dal signor Ciro Falanga, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione, con il conseguente assorbimento della richiesta avanzata dall'ex senatore Falanga in ordine al medesimo procedimento penale. Chiedo al relatore, senatrice D'Angelo, se intende intervenire. D'ANGELO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in data 18 luglio 2018 il Presidente del Senato ha deferito alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi degli articoli 34 e 135 del Regolamento, la richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, a norma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione - già trasmessa, peraltro, nel corso della XVII legislatura - avanzata dall'avvocato Ciro Falanga, senatore all'epoca dei fatti. Dobbiamo distinguere, per quanto riguarda i fatti, due ipotesi. La prima è emersa nel corso della seduta di Assemblea di marzo 2017, nel corso della XVII legislatura, quando l'allora senatore Ciro Falanga informava il Presidente del Senato in merito a una fattispecie di insindacabilità parlamentare pendente nei suoi confronti dinanzi alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma, originata da una querela sporta dall'onorevole Donatella Ferranti per il reato di diffamazione ex articolo 595 del codice penale in relazione ad alcune dichiarazioni rese in un'intervista video e pubblicata su «CorriereTV». Il Presidente del Senato - preso atto di quanto riferito in Aula dal senatore Falanga secondo cui, pur avendo egli eccepito l'insindacabilità parlamentare ai sensi dell'articolo 68 della Costituzione, l'autorità giudiziaria non avrebbe accolto l'eccezione, omettendo poi di trasmettere gli atti al Senato - rinviava la questione all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.