[resaula]

In relazione agli emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.3, 1.5, 1.9, 1.18 (testo 2), 1.17, 1.27, 1.28 (testo 2), 1.30, 1.39, 1.51, 1.52, 1.57, 1.64, 1.65, 1.66, 1.68, 1.69, 1.70, 1.72, 1.74, 1.77, 1.83, 1.94, 1.95, 1.99, 1.100, 1.101, 1.0.1 (testo corretto), 1.0.2, 1.0.3, 1.0.5, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 3.10, 3.13, 3.0.1, 3.0.3, 4.6, 4.0.1, 4.0.2, 4.0.4, 4.0.5, 5.0.4, 5.0.5, 5.0.6, 5.0.7, 5.0.8 e 5.0.9. Sulla proposta 5.0.2, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modificazioni: - al comma 5, le parole: "«8,26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019»", siano sostituite dalle seguenti: "«8,26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 per essere destinati alle assunzioni di personale»"; - il comma 6 sia sostituito dal seguente: "6. All'onere derivante dal comma 1, pari a 4 milioni di euro nell'anno 2019, si provvede mediante i risparmi di spesa derivanti dal comma 5. ". L'esame resta sospeso su tutti i restanti emendamenti e subemendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti precedentemente accantonati, nonché quelli ulteriormente trasmessi, riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.201A, 1.202A, 1.1000/100 e 3.0.100 (testo 2 corretto)/2. Su tutti i restanti emendamenti, subemendamenti e riformulazioni, esprime parere non ostativo, fatta eccezione per la proposta 1.66 (testo 2) il cui esame resta sospeso. Relazione orale della senatrice Russo sul disegno di legge n. 1374 Il decreto-legge n. 59 del 2019, assegnato in prima lettura al Senato, reca una serie di misure nei settori di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali, con particolare riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche, alle attività di supporto dell'amministrazione, al cinema e all'audiovisivo, nonché alla tutela del patrimonio culturale in occasione della manifestazione Uefa Euro 2020. L'adozione di tale decreto si era reso oltremodo urgente, in particolare per le misure previste all'articolo 1, in tema di fondazioni lirico-sinfoniche e, ancora più specificamente, in tema di rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato presso le stesse, a seguito della pronuncia del 25 ottobre 2018 della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha rilevato una mancanza di tutela nell'ordinamento giuridico interno rispetto ad ipotesi di abusi di contratti a termine nel settore in esame. Oltretutto, l'intervento si era reso urgente perché a fine anno, con l'imminente scadenza delle misure previste dalla legge Bray, si sarebbero verificati effetti preoccupanti e svantaggiosi sia sugli artisti, le maestranze e tutti i lavoratori impiegati nelle fondazioni, che sugli enti stessi. Dopo anni di misure volte solo a risanare i conti, a discapito del valore artistico e dei lavoratori, finalmente il Governo ha iniziato una fase di riforma organica delle fondazioni di cui questo decreto è solo il primo passaggio di un percorso di risanamento e valorizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche, che hanno rappresentato e rappresentano un presidio della cultura italiana. Proprio l'articolo 1 si preoccupa di addivenire all'auspicato ampliamento delle dotazioni organiche, di avviare un percorso di stabilizzazione dei lavoratori attraverso prove selettive pubbliche, di applicare il turn over sui posti resi disponibili non solo nell'anno in corso ma anche in quelli dei due anni precedenti, di provvedere alla stabilizzazione del personale precario storico. Tuttavia la Commissione si è occupata di proporre alcuni correttivi nell'ottica del superamento delle criticità emerse in sede di prima applicazione e confermate in sede di audizioni. Il comma 1 del decreto novellava l'articolo 29 del decreto legislativo n. 81 del 2015 (cosiddetto Jobs act) consentendo alle fondazioni di stipulare contratti a tempo determinato per esigenze contingenti o temporanee, purché ciò avvenisse con atto scritto a pena di nullità, per una durata complessiva di 48 mesi anche non continuativi. La Commissione ha proposto di ridurre i mesi da 48 a 36 e ha previsto che gli stessi decorrano dal 1 luglio 2019 (emendamento 1.9), e ciò, innanzitutto, per evitare le mancate proroghe dei lavoratori, nonché per prevedere un idoneo lasso di tempo per la predisposizione delle procedure concorsuali. Tale previsione è stata estesa anche ai teatri di tradizione di cui all'articolo 28 della legge n. 800 del 1967 e i soggetti finanziati dal Fondo unico per lo spettacolo che utilizzano il contratto collettivo nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche. Il comma 2 novella il decreto legislativo n. 367 del 1996 dettando disposizioni sulle assunzioni nelle fondazioni lirico-sinfoniche. Si stabilisce che il reclutamento del personale a tempo indeterminato debba avvenire con procedure selettive pubbliche, pena la nullità dei relativi contratti. Si prevede inoltre che ciascuna fondazione, previa delibera del consiglio di indirizzo, sentite le organizzazioni sindacali, presenti una proposta di dotazione organica, il cui schema-tipo è adottato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Successivamente alla trasmissione della proposta di dotazione organica, il Ministro approva le dotazioni con uno o più decreti. Si stabilisce che le assunzioni a tempo indeterminato possono essere effettuate anche sul contingente corrispondente alla spesa complessiva del personale cessato nell'anno in corso e nei due anni precedenti, in coerenza con il fabbisogno. Nel caso di vacanze di organico rispetto alla dotazione organica approvata, le fondazioni assumono a tempo indeterminato i candidati risultanti vincitori - alla data di entrata in vigore della disposizione - di procedure selettive precedentemente bandite per posizioni a tempo indeterminato presso il medesimo ente.