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con le determine sindacali n. 26 e n. 27 del 1° dicembre 2021 adottate dal sindaco di Giarre (Catania), ai sensi dell'art. 14 della legge regionale n. 7 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni, sono stati nominati rispettivamente un esperto legale e un esperto finanziario, in virtù dei richiamati poteri del sindaco e delle sue peculiari funzioni generali d'indirizzo, impulso, proposta, direzione, coordinamento e controllo nei confronti sia degli organi collegiali che degli uffici burocratici, a tutela degli interessi pubblici dell'ente comunità; le suddette determine richiamano confusamente una serie di norme di legge e di sentenze della Corte dei conti, a sostegno della legittimità degli atti medesimi, quasi a voler giustificare e difendere preventivamente le nomine stesse; considerato che, a quanto risulta all'interrogante: il conferimento degli incarichi, con decorrenza immediata, è avvenuto in assenza di una contestuale assunzione del relativo impegno di spesa, in evidente contrasto con l'ordinamento contabile; il designato esperto finanziario risulterebbe, inoltre, in posizione di conflitto di interessi con la stessa amministrazione, poiché il Comune di Giarre si è costituito parte civile nei confronti dello stesso esperto (già dirigente finanziario del Comune medesimo), in un procedimento in corso al momento della nomina; ritenuto che: le nomine sarebbero, altresì, in contrasto con la situazione finanziaria dell'ente, in considerazione della mancata approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato, trattandosi di ente che versa in stato di dissesto, e quindi in palese contraddizione con le connesse previsioni di legge di cui all'art. 163, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000 (testo unico degli enti locali), che prevedono che "Nel corso della gestione provvisoria l'ente può assumere solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, quelle tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente"; l'obbligo di riduzione delle spese connesso alla dichiarazione di dissesto, di cui agli articoli 259 e seguenti del testo unico, è stato deliberatamente ignorato; a parere dell'interrogante, parimenti violate dalle suddette determine sono state le "Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico", di cui al decreto legislativo n. 39 del 23013 in combinato disposto con la normativa anticorruzione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; quali provvedimenti intenda assumere per chiarire la legittimità degli atti adottati e più in generale per tutelare il buon andamento della pubblica amministrazione, anche ai fini della prevenzione del conflitto di interessi e del contrasto alla corruzione. Atto n. 4-06686 PARAGONE DE VECCHIS GIARRUSSO MARTELLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e del turismo Premesso che giovedì 24 febbraio 2022, in occasione delle audizioni informali sul disegno di legge n. 2469 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), in Senato, in 10ª Commissione permanente "Industria, commercio, turismo", il capo di gabinetto dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), dottoressa Maria Tuccillo, ha affermato: "in merito alle concessioni balneari, l'Autorità apprezza quanto previsto nelle nuove disposizioni di cui agli articoli 2-bis e 2-ter del Ddl, vale a dire che, a partire dal gennaio 2024, le concessioni in scadenza o in essere sulla base di proroghe o rinnovi ai sensi della legge n. 145/2018 e del decreto legge n. 104/2020, verranno affidate con procedure di gara"; considerato che: il provvedimento non contiene alcun articolo con la suddetta numerazione e, alla richiesta di chiarimento da parte di uno dei commissari, la dottoressa avrebbe fatto riferimento ad un emendamento del Governo, non trasmesso al Senato; quest'affermazione ha scaturito un dibattito tra la Tuccillo e altri senatori i quali si chiedevano come fosse possibile che l'AGCM conoscesse in anticipo emendamenti del Governo di cui il Parlamento era ignaro e sui quali, evidentemente, non era possibile esprimere valutazioni; visto che nell'emendamento depositato dal Governo non è presente il riconoscimento dell'intero valore commerciale a titolo di indennizzo per i gestori uscenti, si chiede di sapere: se il Governo intenda chiarire urgentemente come sia stato possibile anticipare a una istituzione diversa dal Parlamento come l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato un proprio emendamento; se non ritenga grave e lesivo delle prerogative del Parlamento quanto accaduto; se non ritenga che una misura del genere, che coinvolge centinaia di imprese e microimprese italiane, sarebbe dovuta essere il frutto del confronto fra le parti interessate nel dibattito parlamentare e non mera emanazione dell'Esecutivo. Atto n. 4-06687 URRARO MARIN VALLARDI BERGESIO ZULIANI PIANASSO FREGOLENT BAGNAI ALESSANDRINI LUNESU BRIZIARELLI RICCARDI Al Ministro della giustizia Premesso che: la Corte costituzionale ha pronunciato la sentenza n. 22, depositata il 27 gennaio 2022, a seguito di giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 206 e 222 del codice penale e dell'articolo 3- ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, come modificato dall'art. 1, comma 1, lettera a) , del decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52 (Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari), promosso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Tivoli con ordinanza dell'11 maggio 2020; nella sua pronuncia la Corte ha affermato che l'applicazione concreta delle norme vigenti in materia di residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) nei confronti degli autori di reato affetti da patologie psichiche presenta numerosi profili di frizione con i principi costituzionali; nella sentenza si ricorda che le REMS sono state concepite dal legislatore, nel 2012, come strutture residenziali caratterizzate da una logica radicalmente diversa dai vecchi ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), che erano esclusivamente custodiali. Le REMS, pensate invece in funzione di un percorso di progressiva riabilitazione sociale, sono strutture che devono favorire il mantenimento o la ricostruzione dei rapporti con il mondo esterno, alle quali il malato mentale può essere assegnato soltanto quando non sia possibile controllarne la pericolosità con strumenti alternativi, per esempio con l'affidamento ai servizi territoriali per la salute mentale; l'assegnazione alle REMS resta però nell'ordinamento italiano una misura di sicurezza, disposta dal giudice penale non solo a scopo terapeutico, ma anche per contenere la pericolosità sociale di una persona che ha commesso un reato.