[pronunce]

, sì da rendere la diversità di trattamento del tutto priva di ragionevole giustificazione (v., sia pure con diverse accentuazioni, sentenze nn. 298 e 272 del 1994, nn. 383 e 283 del 1992, nonché ordinanze nn. 484 e 140 del 1994); che, invece, la diversità degli elementi che integrano il modello legale delle due fattispecie poste a raffronto - nel reato di false informazioni al pubblico ministero, rendere dichiarazioni false, ovvero tacere in tutto o in parte; nel reato di favoreggiamento personale, aiutare taluno a eludere le investigazioni dell'Autorità mediante una condotta che, come nel caso di specie, può sostanziarsi in false dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria delegata dal pubblico ministero - dimostra all'evidenza che diversa è l'oggettività giuridica dei due reati presi in esame sicché essi non sono comparabili ai fini della denunciata disparità di trattamento processuale; che, infine, la sentenza n. 101 del 1999 - dalla quale il rimettente vorrebbe fare automaticamente discendere l'estensione della disciplina della sospensione del procedimento, prevista per il reato di cui all'art. 371-bis cod. pen . , al reato di favoreggiamento personale commesso mediante dichiarazioni false o reticenti rese alla polizia giudiziaria delegata dal pubblico ministero - si riferisce alla sfera di operatività di un istituto di diritto penale sostanziale, quale è la causa di non punibilità della ritrattazione, mentre ora alla Corte si chiede di estendere l'applicazione di un istituto processuale, quale è la sospensione del procedimento, che, oltre ad avere natura eccezionale e derogatoria, potrebbe essere disciplinato dal legislatore con modalità diverse da quelle previste dall'art. 371-bis secondo comma, cod. pen; che per le concorrenti ragioni sopra esposte la questione deve pertanto essere dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 378 del codice penale, in relazione all'art. 371-bis dello stesso codice, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal tribunale di Nuoro, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 gennaio 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Neppi Modona Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 23 gennaio 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola