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Siamo tutti estremamente soddisfatti del ritorno ad una normalità sempre maggiore, ma non dobbiamo e non possiamo dimenticare chi non può difendersi autonomamente, chi ha bisogno di un'attenzione ulteriore in questo momento ancora così incerto. Lo Stato non può voltare la testa davanti a tale evidenze, pretendiamo provvedimenti che garantiscano ai soggetti fragili una tutela sanitaria e sociale senza nessuno spazio e incomprensibili disparità di trattamento anche all'interno di questa stessa categoria così delicata. Nello specifico, l'articolo 26, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ha previsto che per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita nonché per quelli in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, il periodo di assenza dal servizio sia equiparato al ricovero ospedaliero e che, a decorrere dal 17 marzo 2020, i medesimi giorni di assenza non siano computati ai fini del periodo di comporto. Il comma 2- bis del medesimo articolo ha previsto anche che i lavoratori fragili debbano svolgere di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o a aree di inquadramento mediante lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. Entrambe le disposizioni sono state oggetto di diverse proroghe temporali. Tuttavia il decreto del Ministro della salute del 4 febbraio 2022, con il quale vengono individuate le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolari connotazioni di gravità, non ha ricevuto concreta attuazione con la conseguenza che si è creata una divisione inconcepibile tra lavoratori fragili tutelati e lavoratori fragili non tutelati. Con questi ultimi che sono davanti alla scelta di decidere quotidianamente il diritto alla salute o quello alla conservazione del posto di lavoro. Siamo pertanto soddisfatti dell'accoglimento del nostro ordine del giorno con il quale il Governo si impegna a superare la lista esistente in quanto troppo restrittiva. Non possiamo accettare realtà di questo genere e la Lega è sempre pronta e schierata in prima linea a tutela dei più bisognosi, oggi più che mai. Accingendomi a concludere desidero lasciarvi con una riflessione: per due lunghi anni ci siamo ripetuti ossessivamente che tutto sarebbe andato bene e che ne saremmo usciti migliori, ma lo abbiamo fatto probabilmente senza crederlo realmente, così oggi i problemi che c'erano sono rimasti e quelli che non c'erano sono arrivati per sommarsi agli altri. Rappresentiamo un popolo e un Paese splendido; impegniamoci tutti a lavorare in modo da poterli onorare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ancora una volta per noi di Forza Italia è significativo stigmatizzare e soprattutto rendere chiaro ed evidente, senza alcuna possibilità di equivoco, che il nostro Gruppo è sempre stato assolutamente favorevole all'approccio che il Governo ha voluto dare, in particolare da quando il Presidente del Consiglio dei ministri è Mario Draghi, e alle scelte fatte, per esempio, con la nomina del commissario Figliuolo nella gestione delle vaccinazioni. Forza Italia è sempre stata assolutamente favorevole all'approccio legato alla politica sanitaria, e devo dire che ho avuto modo di apprezzare molto la competenza e il modus operandi del sottosegretario Sileri, che, nel corso di questo anno e mezzo, ha acquistato tutta la mia stima per come ha saputo gestire la situazione anche a livello mediatico. Devo dirglielo, Sottosegretario: lei non è stato eletto nel mio partito, ma ho l'abitudine di dire sempre quello che penso, e lei lo sa. Non era possibile sminuire, sottovalutare l'impatto devastante di questa pandemia, cercando addirittura di disinformare la popolazione riducendo tutto a provvedimenti meramente incidenti sulla libertà individuale dei cittadini, come se il Governo si divertisse a limitare la libertà individuale e la possibilità di agire e di comportarci come se nulla fosse accaduto. Al contrario, si è imposto un approccio assolutamente serio, con una politica di partecipazione il più possibile massiccia e una campagna di vaccinazione che ha portato a vaccinare innanzitutto i più deboli, i più fragili, per poi arrivare a vaccinare i più giovani e i più piccoli, facendo capire chiaramente che l'uscita da un problema sanitario di portata planetaria potesse essere raggiunta soltanto con il senso di responsabilità e la consapevolezza di cosa avevamo dinanzi, senza sottovalutare, come invece molti hanno pensato di fare, disinformando o addirittura assurgendo quasi al ruolo di novelli scienziati del mondo sanitario. Nel primo pomeriggio ho sentito un intervento del Sottosegretario alla sanità -che ho molto apprezzato - che replicava a chi evidentemente pensa di essere divenuto improvvisamente uno scienziato nel campo sanitario o una persona competente per aver letto chissà quali articoli su riviste più o meno tecniche. Ebbene, purtroppo, questo brutto vizio di avere un approccio ideologico e piegare tale approccio addirittura a presunte competenze di natura scientifica è quanto di peggio ci possa essere, perché atteggiamenti di questo genere avrebbero potuto portare a peggiorare di gran lunga l'approccio che l'Italia ha avuto rispetto al modo in cui si è fronteggiata questa pandemia e soprattutto ad aumentare di molto il numero dei deceduti che, ahimè, ci sono stati nel nostro Paese. Il provvedimento al nostro esame è quello di chiusura, quello che porta alle riaperture, alla normalità; certo, con prudenza. Anche io qui in Aula sto parlando con la mascherina e l'idea che le mascherine facciano male alla salute, che possano addirittura generare problemi di natura sanitaria, è risibile. È addirittura assurdo che si dica tutto questo, soprattutto quando c'è una partecipazione unanime del mondo scientifico sulla necessità assoluta di limitare i danni anche attraverso questo tipo di protezione. Allo stesso modo, con l'attuale Governo abbiamo avuto la capacità di tornare alla normalità meglio e prima di altri Paesi nel mondo, al di là delle disinformazioni portate avanti. Poi c'è chi può criticare un provvedimento rispetto a un altro: per esempio, c'è chi critica un approccio particolarmente prudente da parte del Ministero della salute, quindi di fatto da parte del Governo. Io però ho l'abitudine di affidarmi al mondo della scienza quando non conosco una questione fino in fondo e non ho la competenza o la conoscenza per poter dare un giudizio personale. Con il provvedimento in esame si chiude un periodo di restrizioni, un periodo complicato per il nostro Paese (ma non solo per il nostro Paese) e il voto che mi sento di dare all'intera gestione di questo periodo così infausto è assolutamente positivo; un voto non solo sufficiente, ma di approvazione assoluta di quanto è stato fatto. La Camera dei deputati ci affida anche alcune modifiche al presente decreto-legge varato dal Governo; modifiche che, come sempre, hanno portato a migliorare il provvedimento.