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Applausi ironici dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . MATRISCIANO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, 1.974 giorni: tanti ne sono passati da quando, il 29 ottobre 2013, abbiamo presentato, proprio qui in Senato, il primo disegno di legge per l'istituzione del reddito di cittadinanza, a prima firma della senatrice Nunzia Catalfo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Perciò, signor Presidente, colleghi, oggi è un giorno storico: per il MoVimento 5 Stelle, per chi l'ha fondato, per chi, in questi anni, ha portato avanti, con coraggio, tante battaglie, ma soprattutto per l'Italia intera. Oggi, infatti, milioni di cittadini che, giorno dopo giorno, sono stati dimenticati, lasciati volutamente (ribadisco, volutamente) ai margini da una politica cieca e sorda agli epocali cambiamenti avvenuti, senza prendere le adeguate contromisure, sanno che possono contare sullo Stato. Uno Stato forte, che tende loro la mano, invitandoli a stringere un nuovo patto sociale, restituendo loro la dignità perduta e ridando loro la speranza nel futuro. (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo dico senza troppi giri di parole. Vista la cruciale portata di questo provvedimento, ci saremmo aspettati che oggi l'Assemblea del Senato lo votasse all'unanimità, soprattutto la sinistra che invece, in maniera sprezzante, ad un certo punto, con qualche illustre esponente, ha persino ironizzato, parlando dei futuri beneficiari del reddito di cittadinanza come di poveri che avrebbero passato la loro vita in vacanza. Addirittura c'è chi ha lanciato l'idea di raccogliere le firme per un referendum contro il reddito di cittadinanza, cosa che peraltro, in una riedizione del famigerato patto del Nazareno, ha detto di voler fare anche la destra. (Applausi dal Gruppo M5S) . Siamo proprio curiosi di sentire cosa direbbero se si trovassero di fronte Salvatore che a sessantadue anni, dopo una vita di lavoro come muratore, tre anni fa si è ritrovato improvvisamente senza più niente e oggi, purtroppo, vive chiedendo l'elemosina e mangiando alla Caritas; o se dovessero incontrare Francesco, che a ventidue anni è stato costretto a mettere in secondo piano gli studi per un lavoro saltuario che non lo facesse pesare sui suoi genitori; o ancora davanti a Cesare che a cinquantadue anni, dopo la chiusura dell'azienda nella quale era impiegato, fa le pulizie per meno di 250 euro al mese con i quali deve dare da mangiare a sua moglie e a suo figlio; per non parlare di Matteo che prende 450 euro al mese di pensione e ha un figlio disoccupato. Non solo sono storie vere queste. Questi, signori, sono solo alcuni esempi del Paese che ci hanno lasciato i vecchi Governi, un Paese passato da due a oltre cinque milioni di persone in povertà assoluta, proprio negli anni in cui questi stessi Governi andavano in Europa con il cappello in mano, facendosi imporre delle politiche economiche da macelleria sociale. (Applausi dal Gruppo M5S) ; anni in cui abbiamo sentito Ministri dare dei bamboccioni e degli sfigati ai nostri ragazzi, dicendo che per loro, per poter trovare lavoro, era meglio giocare a calcetto che mandare curriculum . Ma vi rendete conto? Noi oggi, con questa riforma che tra i punti qualificanti ha un investimento senza eguali in politiche attive del lavoro, diciamo a questi stessi ragazzi: andate nei centri per l'impiego, perché finalmente non rappresenteranno più un'umiliazione per voi e per quelle tante persone che in questi anni si sono rivolte ad essi, mescolando rabbia a frustrazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Infatti, mentre i vecchi Governi investivano lo 0,05 per cento del PIL in servizi per il lavoro, Francia e Germania mettevano sul piatto rispettivamente cinque e sette volte più di noi. E meno male che siete quelli competenti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Fortunatamente quel tempo è finito. Una volta al Governo, il MoVimento 5 Stelle ha messo al centro della propria azione politica i cittadini e i loro reali bisogni, un'azione che ha avuto come direttrice e fondamento la tutela e la garanzia della dignità di tutti i cittadini i quali hanno pari dignità sociale, come è scritto nell' incipit dell'articolo 3 della nostra Costituzione. Per troppo tempo questo assunto è stato dimenticato, sacrificato sull'altare del profitto e della globalizzazione sfrenata. Molti di voi, cari colleghi, si sono abituati alla brutale idea che chi è povero deve restare e morire povero ma non noi che infatti, come primo provvedimento, una volta arrivati al Governo abbiamo varato proprio il cosiddetto decreto dignità, quello che a detta dei detrattori avrebbe provocato l'apocalisse e invece gli ultimi dati ci dicono che c'è stato un vero e proprio boom di trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Adesso, questo percorso continua con il reddito di cittadinanza che ha come Stella Polare quella parola, carica di significato e di responsabilità per chi amministra il Paese, che è presente sempre nella nostra Costituzione, stavolta all'articolo 1: lavoro. Anche su questo punto la vostra fantasia si è scatenata: pur di non voler ammettere che con questo provvedimento chi oggi si ritrova fuori dal mercato del lavoro potrà godere di una nuova opportunità, frutto di un serio percorso di formazione e riqualificazione, ne avete dette di tutti i colori. La verità invece è che nessun Governo prima del nostro aveva mai investito così tanto in servizi per il lavoro per colmare quel gap che ci separa dai principali partner europei. Con questa riforma cominciamo a portare in Italia il livello di Germania e Francia, nei cui centri per l'impiego lavorano rispettivamente 100.000 e 54.000 addetti. Addirittura negli uffici locali tedeschi operano i consulenti per il lavoro, 6.000 dei quali specializzati nei rapporti con le imprese: numeri incredibili se confrontati con quelli del nostro Paese, che solo grazie a questo intervento, dopo anni di immobilismo, vedrà aumentare significativamente il numero dei propri addetti che al momento sono solo 8.000. L'investimento non sarà solo in capitale umano, ma anche in infrastrutture tecnologiche per mettere finalmente in comunicazione domanda e offerta di lavoro. Se questo processo fosse iniziato anni fa, se ci aveste dato ascolto quando da questi banchi gridavamo l'urgenza di istituire il reddito di cittadinanza, oggi saremmo sicuramente un passo avanti. Ma come si dice: meglio tardi che mai. (Applausi dal Gruppo M5S) . Con questa misura, come diceva qualcuno a noi molto caro, nessuno resterà più indietro. Solo così possiamo ricostruire quel senso di comunità che questo Paese ha perduto. Solo così possiamo riattivare il motore della crescita, un motore grazie al quale guideremo l'Italia verso un futuro fatto di diritti e opportunità. Crescita e futuro: sono i due pilastri del provvedimento in discussione e della futura azione di Governo con la fissazione del salario minimo orario.