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la comunità locale è a conoscenza del fatto che i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale (TPC), nell'ambito della loro encomiabile attività di indagine sul territorio nazionale e di collaborazione con le forze investigative estere, avrebbero già da tempo rintracciato la scultura in Germania, senza che a ciò sia seguito, il rientro in Italia del pregevole manufatto; il 21 febbraio 2020, insieme al suo omologo tedesco, il Ministro in indirizzo ha confermato, oltre all'impegno alla restituzione delle opere confiscate dai regimi nazi-fascisti (tant'è che nell'occasione l'Italia ha rimandato in Germania una scultura di Andrea della Robbia), anche la volontà dei due Paesi di rafforzare le azioni di contrasto al traffico illecito di opere d'arte; considerato, inoltre, che: devoti e cittadini di San Felice a Cancello, particolarmente sensibili ai temi della tutela del patrimonio culturale, hanno chiesto, fin qui inutilmente, alle autorità di essere ragguagliati sulla situazione della statua e le prospettive future; il 25 febbraio 2020 l'interrogante, sollecitata in tal senso, ha a sua volta inviato una richiesta di informazioni alla responsabile del Servizio IV-Circolazione della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e alla sede campana dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale; ad oggi l'istanza non è stata riscontrata in alcun modo dai destinatari, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; se non reputi che l'accertato ritrovamento in Germania della scultura della "Madonna con Bambino" trafugata dalla chiesa di San Felice a Cancello potrebbe offrire un'importante e immediata occasione per tastare l'effettiva volontà dei tedeschi di dare corso anche alla seconda parte dell'impegno assunto dal ministro Grütters, sbloccando l' iter della restituzione all'Italia della scultura; se, allo scopo di rendere possibile e tempestiva la realizzazione di quanto auspicato, non ritenga di attivare il Comitato istituzionale per il recupero e la restituzione delle opere trafugate, riconvocato dal suo predecessore e contestualmente rafforzato con la collaborazione dei Ministri degli esteri e della giustizia, perché prenda i necessari contatti e attivi i canali diplomatici in grado di assicurare il rientro in Italia della statua rubata a San Felice a Cancello. Atto n. 3-01488 MASINI MALLEGNI BERARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'8 aprile, intorno alle 10.30, ha ceduto il viadotto sulla strada provinciale 70, che collega la frazione di Albiano Magra, Comune di Aulla (Massa Carrara), con Santo Stefano Magra (La Spezia), spezzandosi in diversi tronconi e coinvolgendo due furgoni, i cui conducenti hanno riportato ferite, fortunatamente, di lieve entità; a quanto si apprende dagli organi di stampa, in data 9 agosto 2019, dopo una richiesta di controllo da parte delle amministrazioni interessate dal tratto di strada provinciale in cui insiste il viadotto crollato, ANAS avrebbe inviato una lettera al Comune di Aulla e alla Provincia di Massa Carrara, specificando che il viadotto "Albiano in questione non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica: sulla base di ciò non sono giustificati provvedimenti emergenziali per il viadotto stesso"; in data 3 novembre 2019 è stata nuovamente segnalata una lunga crepa che, dopo un sopralluogo dei tecnici ANAS, si è proceduto a risanare. A quanto si apprende dagli organi di stampa, in quell'occasione ANAS avrebbe effettuato un intervento di risanamento con conglomerato a freddo per ripristinare il piano viabile, incrinato a seguito delle forti piogge del periodo. Sempre secondo le stesse fonti, nella giornata del 3 novembre ANAS avrebbe provveduto ad eseguire un'ispezione del ponte di Albiano Magra, non riscontrando anomalie e difetti tali da intraprendere provvedimenti emergenziali. ANAS avrebbe poi assicurato che il ponte di Albiano Magra è costantemente attenzionato dai propri tecnici della struttura territoriale competente; secondo fonti di stampa le ispezioni annuali compiute da ANAS ai fini della verifica della sicurezza dei viadotti di sua competenza sarebbero in cospicuo ritardo e, in particolare, nel 2019 le ispezioni obbligatorie sarebbero state solo 1.419 su 4.991, cioè pari al 28 per cento del dovuto; a seguito della mappatura operata nel 2019 mancherebbe ancora chiarezza in merito alla proprietà di 763 cavalcavia, creando una questione burocratica di non poco conto, dal momento che non è chiaro di chi sia la responsabilità in termini di ispezione e manutenzione. Inoltre, buona parte di tali infrastrutture sarebbe stata costruita più di 50 anni fa, fattore che rende necessario quantomeno un monitoraggio, si chiede di sapere: se i dati riportati dalla stampa corrispondano al vero e se il Ministro in indirizzo ne sia a conoscenza; quali siano le prossime iniziative che il Ministro intenda intraprendere per aumentare il monitoraggio e la manutenzione del sistema infrastrutturale italiano e se non ritenga necessario intervenire nei confronti dell'ANAS per valutare le modalità di sopralluogo e di definizione del rischio. Atto n. 3-01489 TARICCO D'ARIENZO STEFANO D'ALFONSO BOLDRINI FEDELI ASTORRE ROJC LAUS GIACOBBE FERRAZZI IORI RAMPI MESSINA Assuntela Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in situazione di emergenza epidemica da COVID-19 pazienti con patologia cronica o immunodepressi ma asintomatici, sono da ritenere a maggior rischio di contrarre infezione, per cui ad essi dovrebbe essere dedicata la massima attenzione nella prevenzione; il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, all'articolo 26, rubricato "Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato", al comma 2, recita: «Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto "dalle competenti autorità sanitarie", è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9»; rilevato che: