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Signor Presidente, noi con questo emendamento chiediamo che la misura di cui al comma 2, la pensione di cittadinanza, possa essere estesa anche al componente e/o ai componenti familiari con età pari o superiore ai sessantasette anni che convivano con una persona con disabilità grave o non autosufficiente. Colgo l'occasione per fare due considerazioni in merito al provvedimento: nella relazione di maggioranza, la presidente della Commissione lavoro senatrice Catalfo ha rimarcato con enfasi l'importanza e la forza anche evocativa dell'articolo 1. Ebbene, faccio notare il contrario: questa non è una misura contro la povertà, questa è una misura contro i poveri, anzi, ne creerà tanti, ma tanti di più rispetto agli attuali. Si tratta di una misura che avvelena il Paese, di una misura che avvelenerà i pozzi del Paese, i pozzi del merito, i pozzi della cultura, i pozzi del dovere, i pozzi della cittadinanza attiva e i pozzi dell'educazione alla responsabilità, i pozzi della competitività. Dall'articolo 1 voi iniziate a rubare il presente agli italiani e a sequestrare il futuro delle nuove generazioni. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . RENZI (PD). Bravo! LAUS (PD). Dall'articolo 1 emerge in modo chiaro e inequivocabile la visione che voi avete del nostro Paese. L'articolo 1 e questo decreto-legge vi rappresentano per quello che siete politicamente: dei prestigiatori, degli illusionisti. (Commenti del senatore Airola) . Infatti, e lo dico ai colleghi della maggioranza, non ci sono due provvedimenti in discussione, non c'è quota 100 della Lega e il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle, c'è un unico provvedimento sul quale la responsabilità è unanime, tanto del MoVimento 5 Stelle quanto della Lega. E siete degli illusionisti perché volete occupare tutti gli spazi della democrazia: maggioranza e opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi siete maggioranza, noi siamo opposizione. Voi dovete governare e noi dobbiamo cercare, in modo costruttivo, di opporci. Ora vi spiego ancora di più perché fate gli illusionisti. È detto che il reddito di cittadinanza costituisce livello essenziale delle prestazioni nei limiti delle risorse disponibili. Siamo alla follia, siamo alla pazzia. Ma che livello essenziale è se è compatibile con le risorse? Allora saranno le risorse a farla da padrone e non i livelli essenziali. (Applausi del senatore Ferrari) . Questo è il cuore della vostra illusione: un reddito di cittadinanza compatibile con le risorse. Questa formulazione è di una gravità assoluta. Colleghi, concludo riportando quanto detto dal mio collega Patriarca: la povertà non è solo povertà di reddito. Esiste la povertà sociale. Alla povertà di reddito si dà una risposta con il lavoro. Alla povertà sociale si dà una risposta con l'inclusione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.23, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «superiore ai». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.26. Passiamo all'emendamento 1.27, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dai senatori Floris e Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, questo è uno dei pochi interventi che faremo, anche data l'esiguità del tempo a nostra disposizione, però ci teniamo a svolgerlo. Approfitto dell'illustrazione degli emendamenti, che mi consente di svolgere un intervento di carattere generale sull'articolo 2 che comprende il senso degli emendamenti da noi presentati su questa parte del provvedimento, per dire che questo è un articolo importante, fondamentale, senza il quale non ci potrebbe essere il provvedimento in discussione, perché riguarda i beneficiari, che non sono solo le persone a cui stiamo parlando e a cui ci stiamo rivolgendo nella implementazione di questo strumento. A mio avviso, infatti, nell'articolo in esame ci sono le ragioni della distanza tra l'ispirazione di fondo che ha mosso l'idea del reddito di cittadinanza, su cui da parte nostra non c'è un pregiudizio, come abbiamo avuto già occasione di dire in Commissione e in altre sedi, e l'implementazione reale di questo strumento. È una distanza nella quale registriamo una cosa molto strana - lo dico con un eufemismo - cioè che qui e là si scorgono dei veri e propri tratti di discriminazione. Non si capisce infatti - lo dico a lei, signor Presidente, e suo tramite alla maggioranza - se la maggioranza è interessata davvero ad aggredire il tema delle fragilità, delle marginalità di questo Paese, o ha solo bisogno di una bandierina da sventolare e non si sta preoccupando di chi sono e dovrebbero essere i reali destinatari del provvedimento. Il ragionamento vale per i disabili, su cui non c'è stato uno sforzo sufficiente, così come lo abbiamo chiesto, e noi ci auguriamo che si possa concretizzare nel passaggio alla Camera; vale ad esempio per i minori in povertà, che spariscono nella centralità che invece andava loro attribuita all'interno di questo provvedimento, e per i cittadini provenienti da altri Paesi, che vivono regolarmente nel nostro Paese e che, in ragione della previsione di un requisito troppo stringente, probabilmente usciranno dalle maglie dei destinatari del provvedimento, cioè non ne potranno beneficiare. È del tutto evidente che siamo all'interno di una valutazione cromatica. Il Governo gialloverde si sta tingendo sempre più di una sola tinta, quella verde, e questa è la ragione per cui si vogliono escludere cittadini che invece dovrebbero essere beneficiari del provvedimento. La dico con una battuta, signor Presidente: in questo Paese c'è una questione gigantesca che riguarda i migranti; è una questione enorme, grande come una casa. Ma non si tratta di coloro che arrivano nel nostro Paese, bensì di coloro che stanno andando via. La ricerca che ha fatto il Ministero, guidata dal vice premier Di Maio, insieme all'ISTAT e ad altri istituti di ricerca, ci dice una cosa molto semplice: dal 2008 è triplicato il numero dei giovani di questo Paese che stanno lasciando l'Italia. Quelli sono i migranti di cui voi non vi occupate. State utilizzando e continuate a utilizzare l'arma di distrazione di massa del tema dei migranti e lo fate anche su un provvedimento così delicato come quello sul reddito di cittadinanza, per escludere donne, uomini e bambini che invece dovrebbero beneficiare delle risorse e dei percorsi indicati. La verità è che siete ossessionati da questo tema e ne avete fatto un elemento di propaganda politica. A proposito dei nostri giovani che lasciano il Paese, i nostri migranti, forse sarebbe il caso - lo dico anche agli altri colleghi dell'opposizione - di iniziare a rovesciare il luogo comune della destra;