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1) la terzietà e l'imparzialità del giudice, a presidio delle quali è posto uno specifico iter formativo professionale che consente l'accesso alla carriera della magistratura tributaria; 2) l'assoluta indipendenza della magistratura costituzionalmente sancita dall'articolo 91 della Costituzione tedesca, nel quale viene considerata un potere giurisdizionale autonomo e svincolato da altre magistrature o poteri dello Stato; 3) la legalità e la regolarità del processo tributario consistenti nella pedissequa applicazione delle norme al contenzioso in parola; 4) il principio di parità di trattamento delle parti in giudizio con specifico riferimento al concetto delle parità delle armi processuali, che in Germania risulta essere più ampio rispetto a quello italiano in quanto, oltre alla prerogativa di presentare al giudice tributario atti volti a sostenere le proprie pretese o giustificazioni, è ammessa la prova testimoniale per entrambe le parti; 5) il principio di proporzionalità del giudicato, atto a calibrare l'azione della giustizia tributaria alle effettive circostanze economiche e sostanziali in cui si è venuto a creare il contenzioso. In conclusione, il presente disegno di legge di riforma delle commissioni tributarie ha ripreso molti concetti organizzativi del processo tributario tedesco. Soltanto una magistratura tributaria autonoma, indipendente e professionale può garantire un sistema tributano equo ed efficiente. Il presente disegno di legge vuole offrire il proprio contributo al fine di rendere sempre più chiare le regole che disciplinano il settore, affidando la giustizia tributaria a una magistratura specialistica e autonoma (gestita ed organizzata non più dal Ministero dell'economia e delle finanze, ma dalla Presidenza del Consiglio dei ministri), introducendo una nuova denominazione per le commissioni tributarie, garantendo l'impiego di giudici tributari a tempo pieno, professionalmente competenti e retribuiti attraverso un dignitoso trattamento economico e prevedendo la possibilità dell'istituzione del giudice monocratico per tutte le controversie di importo non superiore a 20.000 euro, al netto degli interessi e delle sanzioni.. I GIURISDIZIONE TRIBUTARIA 1 (Organi della giurisdizione tributaria) 1 La giurisdizione tributaria è esercitata dai tribunali tributari, dalle corti di appello tributarie e dalla sezione tributaria della Corte di cassazione, secondo criteri di efficienza e di professionalità. 2 I tribunali tributari hanno sede presso i tribunali ordinari e le corti di appello tributarie hanno sede presso le corti di appello nel cui distretto sono compresi tre tribunali. 3 I giudici tributari applicano le norme processuali di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, per l'uniformità del rito come strumento di semplificazione e di celerità. 4 Per quanto non disposto ai sensi del comma 3 e sempre che siano compatibili con le disposizioni del medesimo comma 3, i giudici tributari applicano le disposizioni del codice di procedura civile. 5 L'organizzazione e la gestione dei giudici tributari è affidata esclusivamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri per assicurare la terzietà e l'imparzialità dell'organo giudicante, ai sensi dell'articolo 111, secondo comma, della Costituzione. 6 È istituita la magistratura tributaria, autonoma rispetto alle magistrature ordinaria, amministrativa e contabile. 2 (Composizione dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie) 1 Al tribunale tributario e alla corte di appello tributaria è preposto un presidente, che ne presiede anche la prima sezione. 2 L'incarico presso un tribunale tributario o una corte di appello tributaria ha durata quinquennale a decorrere dalla data di esercizio effettivo e non è rinnovabile. 3 Il presidente, in caso di assenza o di impedimento è sostituito nelle funzioni non giurisdizionali dal presidente di sezione con maggiore anzianità nell'incarico e, in caso di pari anzianità, da quello maggiore di età. 4 A ciascuna sezione sono assegnati un presidente, un vicepresidente e due giudici tributari. 5 Ogni collegio giudicante, se non è a composizione monocratica, è presieduto dal presidente della sezione o dal vicepresidente e giudica con un numero invariabile di tre votanti. 6 Se in una sezione mancano i componenti necessari per costruire il collegio giudicante, il presidente designa i componenti di altre sezioni, con decreto motivato valido al massimo due mesi. 3 (Presidenti dei tribunali tributari e delle corti di appello tributarie) 1 I presidenti dei tribunali tributari sono nominati tra i giudici tributari vincitori di concorso pubblico ai sensi dell'articolo 4, secondo la graduatoria redatta in base a un apposito regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 2 I presidenti di sezione dei tribunali tributari sono nominati tra i giudici tributari vincitori di concorso pubblico ai sensi dell'articolo 4, secondo la graduatoria redatta in base a un apposito regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 3 I presidenti delle corti di appello tributarie sono nominati tra i giudici tributari vincitori di concorso pubblico ai sensi dell'articolo 5, secondo la graduatoria redatta in base a un apposito regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 4 I presidenti di sezioni delle corti di appello tributarie sono nominati tra i giudici tributari vincitori di concorso pubblico ai sensi dell'articolo 5, secondo la graduatoria redatta in base a un apposito regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 5 È istituito il ruolo autonomo della magistratura tributaria, distinto dalla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile sia per quanto riguarda il trattamento economico sia per quanto riguarda lo sviluppo di carriera, in conformità a quanto disposto da un apposito regolamento adottato con decreto del Presidente del consiglio dei ministri. 6 Il numero massimo nazionale di giudici tributari è di 1.000 unità. 4 (Giudici dei tribunali tributari) 1 I giudici dei tribunali tributari sono selezionati mediante concorso pubblico a base regionale per titoli ed esami orali, ai sensi dell'articolo 97, quarto comma, della Costituzione. 2 I candidati devono essere in possesso di laurea magistrale in giurisprudenza o in economia e commercio. 3 Gli esami orali hanno ad oggetto il diritto tributario e il diritto processuale civile. 4 Con regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stabilite le specifiche modalità di svolgimento del concorso pubblico a base regionale. 5 Le commissioni di esame a base regionale, nominate dal Presidente del Consiglio dei ministri, devono essere formate da: un magistrato, consigliere di cassazione, che la presiede; un professore ordinario di diritto tributario; un avvocato tributarista, ai sensi della legge 31 dicembre 2012, n. 247, e del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 12 agosto 2015, n. 144, iscritto all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori da almeno venticinque anni. 6 La partecipazione alle cessate commissioni tributarie provinciali è titolo preferenziale in caso di parità di votazione nel concorso pubblico di cui al presente articolo.