[massime]

Reati e pene - Pene pecuniarie - Rateizzazione e conversione - Competenza - Modifica con spostamento dal magistrato di sorveglianza al giudice dell’esecuzione - Prospettato eccesso di delega per carenza di una valida delega legislativa ovvero carenza nella legge di delega dell’indicazione di principî e criteri direttivi, con lesione del principio di buon andamento e di quello di ragionevole durata del processo - Intervenuta pronuncia di illegittimità costituzionale delle norme censurate - Riesame della rilevanza - Restituzione degli atti al rimettente.. Restituzione degli atti al giudice 'a quo' perché valuti la perdurante rilevanza della questione di legittimità costituzionale degli articoli da 235 a 239 e 299 (quest'ultimo nella parte in cui abroga l'art. 660 del codice di procedura penale) del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113, come riprodotti nel d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, e dell'art. 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, sollevata in riferimento all'art. 76 della Costituzione, nella parte in cui è stata attribuita al giudice dell’esecuzione la competenza, precedentemente spettante al magistrato di sorveglianza, in tema di rateizzazione e conversione di pene pecuniarie. Ed infatti con sentenza n. 212 del 2003 è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale degli artt. 237, 238 e 299 – quest’ultimo nella parte in cui abroga l’art. 660 del codice di procedura penale – del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113.