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Disegno di legge n. 2405 - Decreto-legge n. 117, Modalità operative consultazioni elettorali 2021 (approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 22 ottobre) - Disegno di legge n. 2060 - Intesa con l'Associazione "Chiesa d'Inghilterra" - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri Mercoledì 13 " h. 9,30-20 Martedì 19 ottobre h. 16,30-20 - Informativa del Ministro dell'interno sui gravi fatti accaduti a Roma il 9 ottobre scorso in occasione della manifestazione svoltasi presso Piazza del Popolo - Eventuale seguito argomenti non conclusi -Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021 (mercoledì 20, ore 9) - Mozioni su iniziative volte a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e - Mozioni su iniziative volte a contrastare ogni forma di violenza e di totalitarismo Mercoledì 20 " h. 9-20 Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2371 (Decreto-legge n. 118, Crisi d'impresa) (Gruppi 5 ore, escluse dichiarazioni di voto) M5S 54' L-SP-PSd'Az 49' FIBP-UDC 42' Misto 41'+5' PD 37' FdI 29'+5' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 22' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2405 (Decreto-legge n. 117, Modalità operative consultazioni elettorali 2021) (solo dichiarazioni di voto) Ripartizione dei tempi per la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 25' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17'+5 IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da definire Discussione del disegno di legge: Doc 2371 Conversione in legge del decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118, recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2371. I relatori, senatori Modena e Collina, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Modena. MODENA, relatrice . Signor Presidente, Governo, sottosegretario Sisto, colleghi, questo decreto-legge, che è stato ampiamente modificato in Commissione, si compone di due parti: la prima riguarda la crisi d'impresa, mentre la seconda reca misure urgenti in materia di giustizia. Ci troviamo di fronte a un quadro di natura generale che deve essere considerato e di cui bisogna tener conto per inquadrare questo provvedimento. Tale quadro va rinvenuto nelle dichiarazioni che fece il presidente Draghi quando venne in Parlamento a chiedere la fiducia al suo Governo e nelle indicazioni contenute nelle risoluzioni approvate sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Queste misure infatti, con riferimento sia alla crisi d'impresa che al settore della giustizia, si inquadrano in un disegno più ampio, che riguarda la riforma del processo civile, che questa Assemblea ha recentemente approvato, la riforma del processo penale, che è stata licenziata da entrambi i rami del Parlamento, la riforma della giustizia tributaria e dell'ordinamento giudiziario, che è in arrivo, e tutta la partita che ha ad oggetto il codice dell'insolvenza e della crisi d'impresa. Senza questi riferimenti è difficile capire perché oggi si parla con urgenza di crisi d'impresa e di giustizia. In modo particolare dobbiamo tenere conto del fatto che, nelle indicazioni che sono state date e che noi seguiamo, si sottolinea la necessità di adeguare il nostro ordinamento alla direttiva dell'Unione europea 2019/1023. Si affronta il tema della volontarietà della risoluzione delle crisi d'impresa (quindi soprattutto le risoluzioni extragiudiziarie), i meccanismi di allerta, la specializzazione degli uffici giudiziari e la creazione di piattaforme online . Su queste riforme ha operato una commissione ministeriale, la commissione Pagni; dovremmo vedere la fine di questo percorso entro il 31 dicembre dell'anno prossimo, perché questo è il timing del recovery . (Brusio) . PRESIDENTE. Pregherei di disturbare il meno possibile l'intervento della senatrice Modena. Se proprio volete parlare, abbassate la voce. Prego, senatrice Modena. MODENA, relatrice . Dicevo che il quadro generale va tenuto presente, innanzitutto perché abbiamo un rinvio che riguarda il codice del diritto d'impresa, che entrerà in vigore il 16 maggio 2022. Questa data non è stata scelta a caso, ma tiene conto del recepimento della direttiva a cui facevo riferimento prima. I meccanismi di allerta entreranno in vigore dal 31 dicembre 2023. In questo ambito naturalmente dovremo vedere l'attuazione della direttiva, che da questo punto di vista - vorrei ricordarlo perché guida la logica di tutto ciò che stiamo approvando - ha come obiettivo principale la garanzia, per le imprese e gli imprenditori sani che sono in difficoltà finanziarie, di accedere a quadri nazionali efficaci in materia di ristrutturazione preventiva che consentano loro di continuare a operare, per gli imprenditori onesti ma insolventi o sopra indebitati di poter beneficiare di una seconda opportunità mediante anche l'esdebitazione dopo un ragionevole periodo di tempo e di conseguire una maggiore efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione anche attraverso la riduzione della loro durata. Tutto ciò è importante perché in più occasioni ci siamo chiesti che fine avrebbero fatto le aziende colpite duramente dalla crisi economica per il Covid-19 e che magari lo erano già prima dell'emergenza sanitaria. La strada che ha intrapreso il Paese con questo Governo, per essere precisi, dà la possibilità agli imprenditori di mettere in atto una serie di strumenti tali da consentire di riconoscere che si trattava di un'insolvenza rimediabile (anche se quest'ultima non è una definizione molto tecnica), dando comunque loro la possibilità di intervenire con alcune procedure tali da consentire loro di tornare sul mercato. Si tratta di un cambio importante di impostazione rispetto al nostro diritto fallimentare. Per arrivare a questo obiettivo la prima forma che viene messa in atto con questo decreto è la composizione negoziata della crisi.