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non è bello per nessuno vedere i cinghiali rumare e scavare tra le tombe del Cimitero monumentale di Staglieno a Genova; non è una bella cosa. (Applausi) . Lo dico veramente col cuore, una volta tanto, a coloro che sostengono ancora cose così anacronistiche e distanti dalla realtà: pensate di provare a scendere da questa nuvola a cinque stelle, perché è necessario stare coi piedi per terra. Ogni tanto piace a tutti stare sulle nuvole, ma, quando si è di fronte a cose serie come queste, tornate, cari colleghi, sulla terra. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 15,43) ( Segue BRUZZONE). Non voglio fare alcun tipo di cenno particolare, ma a volte l'esperienza, la realtà, la capacità di affrontare i problemi devono ricadere sulle esigenze del territorio e su quello che ci hanno insegnato. Per farvi capire che cosa significano il territorio agro-silvo-pastorale e le attività rurali, vi hanno forse detto che la mucca vi dà il latte, ma la mucca non ci dà il latte e, se ci avete creduto, avete sbagliato. Da bambino mi hanno insegnato che, se vuoi il latte, ti devi alzare alle 4 del mattino, prendere il secchio e il seggiolino, andare là a sporcarti le scarpe e anche le mani, perché il latte non ti viene a cercare nel supermercato. (Applausi) . Quindi, se vogliamo provare a debellare la peste suina, bisogna abbandonare un po' di quelle filosofie. Qualcuno dovrà continuare, come avvenuto nelle scorse settimane, a sporcarsi le scarpe e le mani. Ringrazio tutti coloro che lo hanno fatto e lo faranno sul territorio. Ringrazio tutti per il provvedimento che stiamo approvando, perché i suoi contenuti continueranno a dare la possibilità di farlo. (Applausi) . PIRRO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, colleghe, arrestare la diffusione della peste suina africana nei cinghiali, prevenire il contagio nei suini di allevamento e salvaguardare le esportazioni e la relativa filiera sono ovviamente delle priorità indifferibili. Come sappiamo, la PSA è una malattia con un vasto potenziale di diffusione che, se sottovalutata, potrebbe comportare pesanti ripercussioni sul comparto produttivo, sul commercio comunitario ed internazionale e sul patrimonio zootecnico, a causa dell'abbattimento forzato degli animali infetti. In premessa, voglio però ribadire l'inopportunità di cercare di approfittare di questa situazione per modificare indiscriminatamente le norme sulla caccia e sul controllo della fauna selvatica. Bene hanno fatto in merito i Presidenti a dichiarare improponibili una serie di emendamenti che andavano in quella direzione. Il MoVimento 5 Stelle, invero, non sta sulle nuvolette, ma si mantiene sempre sulla stessa linea di pensiero, quella che percorre i binari di affidamento incondizionato alla scienza, lasciando da parte fervori e paure dettati da una situazione sicuramente emergenziale, ma che dev'essere per questo fronteggiata per mezzo di indispensabili interventi necessari e urgenti. Partendo dal presupposto che la PSA è una malattia infettiva che non si trasmette all'uomo, ma non per questo meno dannosa, molti sono i punti su cui abbiamo ragionato per mettere in campo una strategia anche preventiva e non solo difensiva. Va in questa direzione sicuramente il divieto di caccia nelle aree con focolai tramite mezzi che favoriscano la mobilità e la dispersione degli animali, e quindi del virus. Ma non basta... (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, la senatrice Pirro sta cercando di svolgere il suo intervento e noi siamo tutti interessati ad ascoltarlo, quindi vi prego di abbassare di molto il volume della voce. Mi riferisco in particolar modo - ahimè - al lato destro dell'Emiciclo, che in questo momento è disattento. Prego, senatrice Pirro, continui. PIRRO (M5S) . Grazie, Presidente. Dovremmo, ad esempio, rendere autonoma la gestione della fauna selvatica dagli interessi venatori. Dovremmo potenziare il sistema di sorveglianza nazionale sulle zoonosi e sulle altre patologie, monitorando la fauna selvatica e le aziende zootecniche con un focus particolare sugli allevamenti. Ancora, nel solco della tanto auspicata transizione ecologica, dovremmo proteggere gli habitat e le biodiversità mantenendo un equilibrio spaziale e fisico tra uomo e specie selvatiche, per impedire il passaggio di un virus tra uomo e animale o, come nel caso di specie, il propagarsi del virus all'interno della stessa specie animale. Dovremmo intervenire anche e soprattutto sui sistemi di allevamento intensivo, terreno fertile per la diffusione di malattie infettive. Sebbene la PSA non sia ad oggi una malattia zoonotica, è ampiamente riconosciuto come le condizioni degli allevamenti intensivi offrano opportunità ai patogeni di replicarsi, mutare e diventare più virulenti. Una stalla per suini molto affollata è un ambiente ideale per una rapida trasmissione. I suini allevati in modo intensivo, infatti, possono essere più suscettibili alle malattie; il loro sistema immunitario può essere compromesso a causa dello stress da affollamento e confinamento, della mancanza di luce naturale, dei tassi di crescita rapidi, delle grandi dimensioni delle cucciolate, della scarsa diversità genetica determinata dalla selezione di razze e dell'uso massiccio di antibiotici. Anche gli allevamenti all'aperto, secondo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), comportano comunque un rischio notevole di contrarre e diffondere la PSA a causa del contatto con specie selvatiche positive come i cinghiali. È dunque importante che proprio in questi allevamenti vengano installate recinzioni adeguate e rispettate le condizioni di biosicurezza. Nonostante le criticità negli allevamenti... (Brusio). PRESIDENTE. Mi perdoni, senatrice Pirro. Colleghi, così non riusciamo a continuare i nostri lavori, alla cui conclusione manca davvero poco. Vi invito per l'ultima volta a tacere o ad abbassare il volume della voce. Non faccio riprendere la senatrice, se non ci sono le condizioni per ascoltare. Questo vale per tutti, visto che intervengo tutte le volte che chiunque stia parlando non riesce a terminare. Vi prego di abbassare il volume. PIRRO (M5S) . La ringrazio, signora Presidente. Nonostante le criticità degli allevamenti intensivi siano ben note da tempo, per contenere l'inflazione sui prodotti suini verificatasi a seguito dell'epidemia di PSA nel 2017-2018, con conseguente aumento dei prezzi, sia della materia prima che del suo trasporto, la Cina ha aumentato il dimensionamento degli allevamenti in termini di estensione e densità di capi e ciò sebbene siano scientificamente noti i rischi specifici per la salute posti dalle unità intensive, comprese le opportunità di mutare che vengono offerte ai patogeni. L'aumento del numero degli animali negli allevamenti, con il conseguente aumento della densità degli animali per singola azienda, è la prima risposta alle dinamiche del mercato.