[pronunce]

Sulla base delle suddette argomentazioni la resistente chiede a questa Corte di sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 (recte: art. 42, comma 12,) del d.lgs. n. 118 del 2011 per contrasto con gli artt. 1, 3, 81, 97, primo comma, e 119 Cost., ricorrendo un «rapporto di presupposizione e di continenza» tra la questione promossa dal Presidente del Consiglio e quella dianzi prospettata: la risoluzione della seconda si configurerebbe, infatti, come logicamente pregiudiziale e strumentale per definire la questione avente a oggetto le previsioni impugnate. 3.- Con successivo ricorso notificato il 12 maggio 2021 e depositato il 18 maggio 2021 (reg. ric. n. 28 del 2021) , il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato l'art. 1 e i prospetti di cui all'Allegato 1.3 della legge della Regione Basilicata 12 marzo 2021, n. 8 (Rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2018 della Regione Basilicata - Adeguamento alla decisione n. 42/2020 PARI della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti di Basilicata [recte: Corte dei conti per la Basilicata]), in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. Il suddetto art. 1 della legge regionale citata dispone l'approvazione del rendiconto generale della Regione Basilicata dell'esercizio finanziario 2018 «con le risultanze indicate negli articoli seguenti», mentre il richiamato Allegato 1.3 del rendiconto reca «Analisi e modalità di copertura del disavanzo» esponendole in un'apposita Tabella. 3.1.- L'atto introduttivo segnala che tale Tabella esporrebbe un piano di rientro dal disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018 articolato sugli esercizi 2019-2022 e che il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018, di segno negativo, sarebbe stato rideterminato nella misura di 41.758.491,51 euro a seguito della decisione di parifica della sezione regionale di controllo della Corte dei conti n. 42/2020/PARI. Dopo avere evidenziato il ritardo nell'approvazione del rendiconto sia da parte della Giunta regionale che del Consiglio regionale rispetto ai termini fissati dall'art. 18, comma 1, del d.lgs. n. 118 del 2011, il ricorso lamenta, analogamente a quello avente ad oggetto l'art. 4 della legge reg. Basilicata n. 40 del 2020, il contrasto con il principio contabile applicato di cui al richiamato paragrafo 9.2.28 dell'Allegato 4/2 del d.lgs. n. 118 del 2011. Nel caso di specie, «la quota del disavanzo 2018 avrebbe dovuto essere interamente applicata all'esercizio 2021, in aggiunta alle quote del recupero previste dai piani di rientro per tale esercizio». Di conseguenza, la previsione del rientro dal disavanzo 2018 entro il 2022, contenuta nell'Allegato 1.3 della legge reg. Basilicata n. 8 del 2021, ponendosi in contrasto con il suddetto principio contabile, violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. che attribuisce alla competenza legislativa esclusiva statale la materia dell'armonizzazione dei bilanci pubblici. 4.- Con atto depositato il 19 giugno 2021 si è costituita in giudizio la Regione Basilicata, in persona del Presidente pro tempore, chiedendo di dichiarare la inammissibilità - anche in tal caso senza illustrarne le ragioni - o la non fondatezza delle questioni promosse, previa, se del caso, autorimessione della questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 del d.lgs. n. 118 del 2011, nonché del principio contabile applicato di cui al paragrafo 9.2.28 dell'Allegato 4/2 del citato decreto legislativo, per contrasto con gli artt. 1, 3, 81, 97, primo comma, e 119 Cost. 4.1.- Quanto alla censura di tardività rispetto ai termini dettati dall'art. 18, comma 1, del d.lgs. n. 118 del 2011, la Regione si giustifica rimarcando che il rinvio dell'approvazione del rendiconto si sarebbe reso necessario per adeguarsi alla decisione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti sul giudizio di parificazione, depositata il 17 agosto 2020. Il motivo d'impugnazione sarebbe comunque infondato in quanto sia il principio contabile applicato di cui al paragrafo 9.2.28 dell'Allegato 4/2 del d.lgs. n. 118 del 2011, sia l'art. 42 del citato decreto legislativo, sarebbero stati, anche in questo caso, correttamente applicati dalle previsioni regionali impugnate sulla base di «un'interpretazione costituzionalmente orientata, nel rispetto dei principi di copertura pluriennale della spesa e di responsabilità nell'esercizio del mandato elettivo». L'avversata interpretazione dell'Avvocatura generale sarebbe, invece, del tutto irragionevole e ciò sulla base di argomenti che la resistente illustra negli stessi termini dell'atto di costituzione nel precedente giudizio. Inoltre, come già in quella sede eccepito e sulla base delle medesime ragioni, la difesa regionale chiede in subordine a questa Corte di sollevare dinanzi a sé la questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 (recte: art. 42, comma 12,) del d.lgs. n. 118 del 2011 e del paragrafo 9.2.28 dell'Allegato 4/2 del citato decreto legislativo, per contrasto con gli artt. 1, 3, 81, 97, primo comma, e 119 Cost. 5.- In prossimità dell'udienza il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato in ciascun giudizio una memoria di identico contenuto sostanziale, dove innanzitutto sintetizza gli argomenti che - a suo avviso - si contrappongono nei giudizi in corso. Da un lato, infatti, sostiene il ricorrente, la Regione Basilicata, a difesa della durata del piano di rientro prevista dalle norme regionali impugnate, richiama il «principio di gradualità» desumibile dalla giurisprudenza costituzionale che, in coerenza con la ratio di salvaguardare sia la solidarietà intergenerazionale sia la rappresentanza democratica, avrebbe lo scopo di evitare che il ripianamento del disavanzo ereditato dalle precedenti gestioni non gravi sulle generazioni successive e consenta alle amministrazioni in carica di gestire responsabilmente le proprie scelte senza i pesi delle gestioni pregresse. Dall'altro lato, invece, il ricorrente sostiene la necessità che la disciplina del rientro dal disavanzo sia «regolata dal principio della certezza del diritto e della veridicità dei conti, nonché dal principio di chiarezza e univocità delle risultanze di amministrazione», enunciati da questa Corte, i quali osterebbero a previsioni di riassorbimento dei disavanzi oltre il ciclo del bilancio ordinario.