[pronunce]

Problema diverso e certo non pertinente al presente giudizio sarà poi quello della necessaria verifica della sussistenza in concreto dei presupposti della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni sollevate, come d'altronde dimostra l'esito del giudizio definito con l'ordinanza n. 37 del 2006, con la quale le questioni sollevate dal Tribunale di Messina con l'atto di promovimento oggetto del presente conflitto sono state dichiarate l'una manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza, l'altra manifestamente infondata per identità con questione precedentemente decisa nel senso dell'infondatezza. Non è quindi lesivo della sfera di attribuzione della Camera dei deputati l'esercizio da parte del Tribunale di Messina con l'ordinanza in data 26-27 gennaio 2004, del potere di promuovere la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 1 e 7, della legge n. 140 del 2003.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che non spettava al Tribunale di Messina adottare i provvedimenti di rinvio dell'udienza in data 30 giugno 2003 e 21 luglio 2003, nonché il provvedimento di trattenimento della causa in decisione del 22 settembre 2003, e di conseguenza li annulla; dichiara che spettava al Tribunale di Messina emanare l'ordinanza in data 26-27 gennaio 2004, con la quale è stato promosso – dopo l'adozione da parte della Camera della delibera di insindacabilità – il giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 1 e 7, della legge n. 140 del 2003; Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 aprile 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Ugo DE SIERVO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 4 maggio 2007. Il Cancelliere F.to: MILANA Allegato: Ordinanza letta all'udienza del 23 gennaio 2007 ORDINANZA Considerato che, di regola, nei giudizi per conflitto di attribuzione non è ammesso l'intervento di soggetti diversi da quelli legittimati a promuovere il conflitto o a resistervi; che, peraltro, questa Corte ha riconosciuto che tale limitazione non opera quando l'oggetto del giudizio per conflitto incida proprio sulla definitiva affermazione o negazione dello stesso diritto di agire della parte nel giudizio comune che pretende di essere stata lesa da una condotta in relazione alla quale si controverte, nel giudizio costituzionale, se sia o meno da ritenersi coperta dalle eccezionali immunità previste dalla Costituzione (sentenze n. 386 del 2005; n. 154 del 2004 e n. 76 del 2001); che nel caso in esame, l'esito del conflitto non è suscettibile di condizionare la stessa possibilità che il giudizio comune prosegua; che, pertanto, resta assorbito ogni ulteriore profilo di ammissibilità dell'intervento del soggetto parte nel giudizio comune. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile l'intervento svolto dalla S.E.S. – Società Editrice Siciliana s.p.a. – nel giudizio per conflitto di attribuzione promosso dalla Camera dei deputati nei confronti del Tribunale di Messina. F.to Franco Bile, Presidente