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Non è semplice affrontare situazioni del genere, ma è anche vero che è altrettanto doveroso da parte del Ministro competente dare le risposte alle tante interrogazioni che anche il nostro Gruppo ha presentato negli ultimi mesi per chiedere spiegazioni, lumi sulle cosiddette evidenze scientifiche, spiegando anche perché - lo chiediamo in questa occasione, visto che è presente anche il Sottosegretario - tutta l'Unione europea ha declassato il virus come influenza, mentre noi continuiamo a indossare le mascherine. Abbiamo solo bisogno di sapere il perché; spiegatecelo. Non sto dicendo che ha ragione l'Unione europea e che abbiamo torto noi e abbiamo sbagliato. Vogliamo semplicemente delle risposte. Forse - e questo lo diciamo anche alla luce quanto succederà in autunno - sarebbe bene cercare di concentrare l'attenzione, come molti esperti hanno già sottolineato su numerosi giornali, su anziani e fragili. Coloro che vanno protetti - non solo adesso, ma anche dopo - sono gli anziani e i fragili. Ciononostante, tante volte - sia in Aula che nelle Commissioni - nel trattare il tema dei fragili non abbiamo avuto tutta l'attenzione per favorire lo smart working e venire incontro a certe esigenze per tutelare proprio le fragilità, che penso sia l'obiettivo primario che dovrebbe perseguire il Governo anche in un'ottica futura. Siamo ben contenti e felici di convertire un decreto per il superamento delle misure di contrasto alla pandemia, anche se occorre molta prudenza e dobbiamo stare attenti perché la pandemia non è assolutamente stata sconfitta. Ci sono delle risposte che sono rimaste inevase e vogliamo anche capire perché l'Italia mantiene una strada non propriamente simile a quella degli altri Paesi europei, visto che qui dentro si parla sempre di Unione europea e si dice di stare uniti e lavorare insieme. Da questo punto di vista, sarebbe forse opportuno adottare quantomeno delle strategie comuni di contrasto alla pandemia, adeguandoci un po' alle scelte che vengono prese da altre parti. Questo è il nostro auspicio. È vero che siamo di fronte all'ennesimo voto di fiducia, ma comprendiamo anche che i tempi di lavorazione dei decreti sono purtroppo molto lunghi. Avremmo preferito non fosse posta la fiducia, ma comprendiamo che scelte del genere sono importanti e questo decreto fondamentale. Pertanto, così come verrà annunciato in sede di dichiarazione di voto, il nostro voto sarà decisamente favorevole. Ci tenevamo però a mettere in evidenza alcune osservazioni. Speriamo di non essere accusati di lesa maestà. Questo è nostro auspicio finale. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2604, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. GRANATO (CAL-Alt-PC-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, a suggellare uno stato di emergenza ormai terminato restano le restrizioni atte a preservare nei cittadini l'abitudine all'obbedienza cieca e incondizionata a Diktat che di sanitario non hanno mai avuto nulla, affinché accettino con il tempo di vedere i propri diritti trasformati in concessioni elargite ad arbitrio dell'autorità di turno. Il decreto-legge in esame costituisce l'ennesimo atto inutilmente vessatorio nei confronti dei cittadini italiani, messo in campo da un Governo che ha perso l'opportunità di rimediare, sia pur tardi e parzialmente, al danno fatto con una gestione opaca della pandemia, coronata dall'istituzione di green pass e obblighi vaccinali. Se ci fosse stata in voi buona fede, oggi, anziché avallare questo decreto, avreste chiesto scusa agli italiani e smantellato tutto e li avreste risarciti delle perdite subite e dei danni collaterali da vaccino. Al contrario, volete far passare questo atto come una liberazione rispetto a misure che vi accingete invece a confermare e che - altrimenti - sarebbero cessate con il termine dello stato di emergenza. Al di là delle tante belle chiacchiere che fate con i vostri discorsi, quel che conta è solo il bottone che deciderete di premere. E, nonostante tutto, premerete quello che convalida la proroga di misure che ovunque in Europa sono decadute, senza spiegarci cosa abbiamo in Italia di diverso dagli altri. Si continua con l'obbligo delle mascherine sui mezzi di trasporto e nelle scuole e con l'obbligo di green pass nelle strutture socio-sanitarie, mentre in tutta Europa si vive in un'altra realtà. È ormai conclamato che la strategia messa in atto dal ministro Speranza, ultimamente accolto assai calorosamente a La Spezia, di puntare sull'obiettivo zero Covid con la coercizione al vaccino e l'abuso di mascherine sia totalmente fallita. Infatti, tra i 35 Paesi europei su cui c'è uno studio dell'università di San Paolo in Brasile sulle misure anti-Covid adottate in rapporto al numero di morti per milione di abitanti, l'Italia si attesta al terzo posto dopo il Portogallo e il Regno Unito, che hanno pure un elevato numero di vaccinati, pur essendo l'Italia la Nazione in cui di gran lunga la popolazione è stata afflitta dal maggior numero di restrizioni, discriminazioni e sanzioni. Dopo due anni di lockdown selettivi, l'unico risultato che ha ottenuto il Governo italiano è stato l'aumento di casi di depressione, suicidio, fallimento formativo - abbiamo rovinato una generazione di studenti - lavoratori lasciati senza stipendio, fallimento di aziende in diversi settori strategici per la nostra economia fatta di piccole e medie imprese. Il green pass , misura inutile sotto il profilo sanitario, solo in Italia ha assunto una pesante connotazione politica; ha creato discriminazioni sui luoghi di lavoro, con un intento esclusivamente punitivo, completamente estraneo ai principi del nostro ordinamento giuridico. Si sono calpestati i fondamenti basici della medicina, come quello dell'immunità naturale, nonostante la quale si impongono comunque cicliche somministrazioni di vaccino sempre più ravvicinate ai guariti, come condizione per esercitare alcune professioni tipo quelle sanitarie per le quali gli obblighi sono stati addirittura prolungati al 31 dicembre 2022. Quando mai si è visto un vaccino realizzato su un ceppo del virus non più circolante che si impone a immunizzati rispetto a varianti dello stesso virus più aggiornate? Eppure avviene questo e il professionista sanitario che non si piega viene lasciato a casa senza stipendio. Il risultato è che ogni mese cento medici abbandonano l'Italia. In Germania i giuristi, esaminati 2.255 casi di sospetti decessi post vaccinazione, hanno diffidato i parlamentari dall'imporre obblighi vaccinali, sollevando l'ipotesi a loro carico di dolus eventuale, il caso - vale a dire - di chi considera possibile l'eventualità della morte di una persona ma la accetta pur di conseguire un altro obiettivo. Quale sarebbe l'interesse pubblico nell'esporre intere categorie a effetti avversi anche letali, visto che ormai è conclamato che questi farmaci non prevengono e non interrompono la catena dei contagi?