[pronunce]

3.- La questione è inammissibile. 3.1.- Il rimettente segnala una reale anomalia insita nelle norme correlate concernenti la sospensione della prescrizione estintiva dei reati (art. 159, primo comma, cod. pen.) e la sospensione del processo per incapacità dell'imputato (artt. 71 e 72 cod. proc. pen.). Se infatti - come avvenuto nel caso di specie - sia stata accertata (con le modalità di cui all'art. 70 cod. proc. pen.) la natura irreversibile dell'infermità mentale sopravvenuta al fatto, tale da precludere la cosciente partecipazione al giudizio dell'interessato, si verifica una situazione di pratica imprescrittibilità del reato. A questa incongrua situazione né il giudice né l'imputato possono porre rimedio. L'indefinito protrarsi nel tempo della sospensione del processo - con la conseguenza della tendenziale perennità della condizione di giudicabile dell'imputato, dovuta all'effetto, a sua volta sospensivo, sulla prescrizione - presenta il carattere della irragionevolezza, giacché entra in contraddizione con la ratio posta a base, rispettivamente, della prescrizione dei reati e della sospensione del processo. La prima è legata, tra l'altro, sia all'affievolimento progressivo dell'interesse della comunità alla punizione del comportamento penalmente illecito, valutato, quanto ai tempi necessari, dal legislatore, secondo scelte di politica criminale legate alla gravità dei reati, sia al "diritto all'oblio" dei cittadini, quando il reato non sia così grave da escludere tale tutela. La seconda poggia sul diritto di difesa, che esige la possibilità di una cosciente partecipazione dell'imputato al procedimento. Nell'ipotesi di irreversibilità dell'impedimento di cui sopra risultano frustrate entrambe le finalità insite nelle norme sostanziali e processuali richiamate, con la conseguenza che le ragioni delle garanzie ivi previste si rovesciano inevitabilmente nel loro contrario. 3.2.- Il problema segnalato dal rimettente non può tuttavia essere risolto da questa Corte, giacché non è ravvisabile nella fattispecie una conclusione costituzionalmente obbligata dell'anomalia descritta al paragrafo precedente. Le possibilità di intervento normativo sono difatti molteplici in ordine alle modalità procedurali configurabili. Si potrebbe ad esempio - tra le numerose soluzioni ipotizzabili - introdurre il rimedio radicale della pronuncia di una sentenza che, a seguito di prognosi di irreversibilità dell'infermità mentale dell'imputato, dichiari l'impromovibilità o improcedibilità dell'azione, con possibilità di revoca nel caso in cui, prima della maturazione dei termini prescrizionali, tale prognosi fosse smentita. Si potrebbe, con più gradualità, prevedere invece il compimento di un dato numero di accertamenti ai sensi dell'art. 72 cod. proc. pen. , ovvero la decorrenza di una data frazione del termine prescrizionale, prima della declaratoria di cui all'art. 129 cod. proc. pen. Si tratta di scelte equivalenti quanto al risultato finale, e cioè il superamento della rilevata incongruenza, ma diverse quanto all'iter da seguire per definire la situazione sostanziale e processuale dell'imputato, nei cui confronti sia stata accertata l'irreversibile incapacità di partecipare in modo cosciente al procedimento. Ad ognuna di esse corrispondono valutazioni discrezionali, inerenti al rapporto tra mezzi e fine, che non competono a questa Corte, ma al legislatore. 4.- Nel dichiarare l'inammissibilità dell'odierna questione - dovuta al rispetto della priorità di valutazione da parte del legislatore sulla congruità dei mezzi per raggiungere un fine costituzionalmente necessario - questa Corte deve tuttavia affermare come non sarebbe tollerabile l'eccessivo protrarsi dell'inerzia legislativa in ordine al grave problema individuato nella presente pronuncia.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara inammissibile la questione di legittimità dell'articolo 159, primo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Alessandria con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 febbraio 2013. F.to: Franco GALLO, Presidente Gaetano SILVESTRI, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 14 febbraio 2013. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI