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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colgo l'occasione di questa dichiarazione di voto per avanzare la richiesta di diminuire la temperatura in quest'Aula, anche perché quello che stiamo sprecando in energia e CO 2 è l'equivalente di dieci senatori, visto che il parametro mi pare questo; sarebbe quindi auspicabile cercare di lavorare in un modo adeguato per la salute nostra e per quella dell'ambiente. Il primo emendamento in esame è, appunto, l'1.1: come dicevo ieri sera e come tentavo di spiegare durante la fase di illustrazione degli emendamenti, il criterio guida di questa riforma - almeno da quanto abbiamo compreso dalle repliche e dai rarissimi interventi della maggioranza - nei fatti ci è sembrato solo ed esclusivamente quello dei costi. I numeri indicati - 400 deputati e 200 senatori - vengono ancorati ad una pura scelta matematica (che avrebbe anche potuto cadere su altre cifre, come 420, 430 o 450), senza però l'indicazione di un criterio chiaro. Noi abbiamo compiuto una scelta anche attraverso un'analisi del rapporto che c'è tra gli eletti nelle Camere basse e le Camere alte degli altri Paesi europei, quindi tra deputati e senatori e vorrei ricordare ancora una volta che l'Italia, nella situazione attuale, non si colloca certamente tra i Paesi che presentano il numero più alto di parlamentari. Quanto al raffronto numerico tra le Camere basse, in questo caso all'articolo 1, torno a ribadire i dati presenti nel dossier preparato dall'ufficio studi Senato, che abbiamo potuto esaminare e sono all'attenzione di tutti: in Austria il rapporto tra deputati per 100.000 abitanti è di 2,1, in Belgio di 1,3, in Bulgaria di 3,4, in Danimarca di 3,1, in Estonia di 7,7 e in Finlandia di 3,6. Non abbiamo certamente preso a riferimento questi Paesi, nei quali il rapporto produce come coefficiente un numero di deputati piuttosto elevato, ma quelli che presentano una similitudine con l'Italia dal punto di vista istituzionale, socio-economico e storico, sì da essere più vicini a noi: sto parlando di Francia, Germania e Spagna. Con la proposta di 400 deputati, l'Italia, che attualmente ha un deputato ogni 96.000 abitanti, si troverebbe ad avere un deputato ogni 151.210, con un rapporto di 0,7 deputati ogni 100.000 abitanti. Noi abbiamo fatto un ragionamento per collocare l'Italia a metà strada, tra la proposta legislativa e Paesi come Francia, Germania e Spagna e abbiamo proposto un rapporto dello 0,8, portando così il numero dei cittadini per ogni deputato a 114.295, con un coefficiente che ci sembrava adeguato. Vorrei ricordare che la Francia ha un coefficiente di 0,9, la Germania di 0,9, la Spagna dello 0,8; se le nostre proposte venissero approvate, l'Italia si collocherebbe tra questi Paesi con un rapporto dello 0,8. Stiamo facendo semplicemente una proposta, che evidentemente non abbiamo potuto discutere e approfondire, ma che abbiamo voluto ancorare a dati e ad analisi precise perché, invece, nella proposta che è venuta dalla maggioranza, il numero poteva essere 450 o 500, non essendo ancorato a nulla se non ad un generico costo. Presidente, visto che prima parlavamo della TAV - sulla quale le nostre posizioni sono un po' diverse da quelle illustrate finora - proporremmo di istituire una Commissione costi-benefici della democrazia, così magari avremo dei dati più certi per capire quanto costa e quali benefici dà la democrazia, perché a questo punto siamo arrivati. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, faccio una dichiarazione di voto complessiva su tutti gli emendamenti a prima firma della senatrice De Petris, annunciando il voto favorevole di Forza Italia. La nostra non è un'adesione occasionale ma è una scelta che risale alla riforma costituzionale del 2005, nella quale avevamo indicato in 518 il numero dei deputati e in 252 quello dei senatori. Non si tratta quindi di tagliare puramente e semplicemente la rappresentanza parlamentare, si tratta di renderla compatibile alle esigenze di efficienza e di lavoro di ordinaria amministrazione. Riteniamo che tutti gli emendamenti De Petris mirino esattamente a questa condizione, per cui su tutti i suddetti emendamenti annunciamo il nostro voto favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalle senatrici De Petris e Nugnes. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.100. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, come già annunciato dal senatore Vitali, voteremo a favore anche di questo emendamento, perché contiene i numeri che proponemmo, con un lungo percorso parlamentare che arrivò alla fine del suo iter con l'approvazione in entrambi i rami del Parlamento con la doppia votazione, così come prescritto dalla Costituzione. Tale riforma prevedeva numeri molto simili a quelli che indica la senatrice De Petris, per questo voteremo a favore dell'emendamento 1.100. Abbiamo sentito varie favole sul numero dei parlamentari italiani. Oggi, a livello di Unione europea, se rapportiamo il numero dei parlamentari alla popolazione, su 28 Paesi siamo al sesto posto, nel senso che solo cinque Paesi hanno meno parlamentari per ogni milione di abitanti dell'Italia. Con una riduzione anche soltanto di 180 parlamentari, quindi togliendo 60 senatori e 120 deputati, passeremmo al secondo posto in Europa; in altre parole nessun Paese avrebbe, già solo con questa riduzione, così pochi parlamentari rispetto agli abitanti rispetto all'Italia. L'unico Paese che continuerebbe ad avere un numero di parlamentari inferiore al nostro è la Germania, con tutto che si sono attrezzati perché oggi ci sono 700 deputati per via della legge elettorale e della Costituzione con un numero flessibile di deputati. Tuttavia, la cosa interessante è che la Germania è uno Stato federale e dunque ha più di 2.000 equivalenti ai nostri consiglieri regionali, mentre noi ne abbiamo solo circa 700. CASTALDI (M5S) . Meno male. MALAN (FI-BP) . I consiglieri dei parlamenti di Länder , che sono l'unità sulla base della quale è formata la Repubblica federale tedesca, sono equiparabili ai parlamentari nazionali, anche perché hanno dotazioni molto superiori a quelle dei parlamentari italiani in sede di segreteria e rimborsi spese. Di conseguenza, il numero dei parlamentari tedeschi più i consiglieri regionali (che non sono veri e propri consiglieri regionali) è di 2.700, senza contare il fatto che alcuni membri dei Governi dei Länder fanno parte del Bundesrat , che è la cosiddetta seconda Camera tedesca, anche se non è realmente una seconda Camera: non li possiamo contare perché alcuni coincidono, quindi sono 2.700. In Italia, oggi, tra consiglieri regionali e parlamentari siamo intorno ai 1.600, pertanto dal punto di vista numerico l'Italia non costituisce nessun scandalo.