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Questo perché diventa indispensabile differenziare la tutela penale per settori, almeno quando le peculiarità del contesto, dello strumento adoperato e delle modalità siano tali da necessitare di una maggiore effettività sanzionatoria. È compito dunque del legislatore tutelare la circolazione delle persone in tutte le modalità in cui ciò avvenga, ed è per questo che l'estensione delle norme penali previste per l'omicidio stradale e per le lesioni personali stradali gravi o gravissime era un passaggio obbligato anche ai casi in cui la morte e le lesioni siano causati da soggetti, appunto, alla guida di imbarcazioni. La vita e l'integrità fisica possono essere messe a repentaglio allo stesso modo sia che ciò sia conseguenza della violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale sia che l'evento morte o le lesioni siano causati dalla violazione della disciplina sulla navigazione marittima o interna. Bene dunque che le fattispecie di omicidio nautico e di lesioni nautiche ricadano oggi nell'ambito degli articoli 589- bis e 590- bis del codice penale, che attualmente disciplinano la sola fattispecie di omicidio stradale e lesioni stradali, ma che con questo disegno di legge abbracceranno anche le omologhe ipotesi realizzate con unità da diporto, in violazione delle norme che disciplinano la navigazione marittima. Anche volendo per un momento mettere in disparte le questioni più strettamente giuridiche, c'è un dato numerico che non possiamo permetterci di ignorare. I dati che ci vengono forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel rapporto «Il diporto nautico in Italia» del 2020 ci parlano di un aumento esponenziale dei sinistri nautici nel comparto della navigazione, per un totale di 287 con ben 65 vittime. Il dato - che include diverse tipologie di incidenti registrati - risulta, purtroppo, in costante crescita. L'ormai estesa pratica delle attività di navigazione, da una parte, e i dati riportati sugli indici di sinistrosità, dall'altra, non possono che rendere evidente e impellente la necessità di intervenire con strumenti normativi adeguati, al fine di migliorare i livelli di sicurezza della navigazione su acque marine lacuali e fluviali. Senza entrare nel dettaglio delle singole previsioni, su cui si sono soffermati già ampiamente i miei colleghi - i senatori che mi hanno preceduto e il relatore, Giuseppe Luigi Cucca, che ringrazio - mi preme sottolineare come la strada seguita da questo provvedimento sia stata quella di recepire, all'interno della disciplina della navigazione e del diporto nautico, la medesima impostazione seguita dalla disciplina della circolazione stradale, anche con riferimento alle regole e alle sanzioni previste per la guida sotto l'effetto di alcol e in stato di alterazione psicofisica, derivante dall'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Anche in questo caso voglio ricordare che il signore tedesco si rifiutò all'epoca di sottoporsi agli esami del sangue per accertare se avesse assunto droghe o alcol. Permettetemi di dire che questo risultato non era oggi così scontato, anche per le difficoltà che si sono manifestate lungo il percorso di approvazione, come ho ricordato all'inizio del mio intervento. Sono molto soddisfatta dunque di tutto il lavoro compiuto dai colleghi della Commissione giustizia, in particolare dal senatore Balboni, primo firmatario di questo disegno di legge, che ringrazio, anche attraverso i miglioramenti che sono stati fatti in sede di comitato ristretto. Rivolgo di nuovo un ringraziamento al relatore, senatore Cucca, che si è speso con forza affinché questo risultato venisse conseguito. Signor Presidente, concludo dicendo che con questo provvedimento abbiamo finalmente la possibilità di colmare un importante vulnus di tutela, ponendo fine alla disparità di trattamento tra omicidio nautico e omicidio stradale e fornendo finalmente una risposta penale adeguata di fronte ai tragici eventi che si sono purtroppo moltiplicati negli ultimi mesi e negli ultimi anni. Per tutti questi motivi, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. (Applausi) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, consentitemi innanzitutto di ringraziare il presidente Ostellari, il relatore, senatore Cucca e tutti i colleghi della Commissione, perché è vero che sono il primo firmatario di questo disegno di legge, ma in realtà il testo è frutto del lavoro di tutta la Commissione, in particolare del comitato ristretto che ci ha lavorato e sono stati recepiti tanti suggerimenti importanti per licenziare un testo che è più importante di quello che si possa credere. Il traffico nautico, infatti, negli ultimi decenni, ma soprattutto negli ultimi anni, è diventato molto intenso, le nostre spiagge, i nostri lidi, le nostre coste, il nostro mare sono frequentati per molti mesi all'anno da milioni di bagnanti, di utenti, di diportisti, senza contare, ovviamente, tutto il traffico commerciale, anch'esso in esponenziale aumento. Tutto questo, ovviamente, comporta un aumento dei rischi che un mezzo a motore, anche se viaggia sull'acqua, può rappresentare per altri che si trovano su altri mezzi a motore e soprattutto per chi si trova in acqua. Credo che tutti abbiamo assistito a comportamenti assolutamente pericolosi ed imprudenti, abbiamo visto molto spesso sulle nostre spiagge moto d'acqua, gommoni o fuoribordo arrivare fin sulla battigia a tutta velocità, magari a volte facendo lo slalom tra i bagnanti, anche tra i bambini che facevano il bagno a pochi metri dalla riva e purtroppo ogni anno si susseguono incidenti mortali o anche, se non mortali, molto gravi, perché l'impatto di un'elica su una persona a volte lascia segni per tutta la vita e invalidità anche molto gravi. Si tratta di lesioni che comportano molto spesso una invalidità permanente anche molto elevata. Era quindi necessario colmare quello che giustamente il relatore ha evidenziato come un vulnus , una lacuna nel nostro ordinamento giudiziario, perché è ovvio che il sentimento di giustizia di tutti noi si ribella nel momento in cui vede trattato in modo così differente un omicidio colposo o una lesione colposa grave che incide sullo stesso identico bene giuridico protetto, che è la vita e l'incolumità delle persone. Non si capisce perché, se l'omicidio o la lesione colposa viene provocata violando le norme del codice della strada si può arrivare a pene anche altissime in presenza di aggravanti come la guida in stato di ebbrezza, mentre se si violano le norme del codice della navigazione si deve applicare una disciplina tutta diversa, per cui - anche come ricordavano altri colleghi prima di me - alla fine si arriva a una pena di pochi mesi. È notizia di pochi giorni fa la sentenza del tribunale di Tempio Pausania che ha condannato a otto mesi di reclusione, con tutti i benefici di legge (sospensione condizionale) il conducente di un fuoribordo che ha ucciso un sub mentre stava facendo pesca subacquea a pochi metri dalla riva col suo pallone di segnalazione. Immaginate la costernazione dei familiari, dei figli, della moglie di fronte ad una pena così esigua.