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L'effetto del lockdown e, soprattutto, della perdita di reddito reale o atteso il calo del reddito disponibile si sta traducendo e per lungo tempo si tradurrà, verosimilmente, anche in un rallentamento nel tasso di ricambio degli autoveicoli, di cui si sono già visti gli effetti nei primi mesi dell'anno (pur tenendo conto del lockdown ): le nuove immatricolazioni nel periodo tra gennaio e agosto 2020 si sono ridotte del 38,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Ancora una volta, il rallentamento colpirà soprattutto chi già si trova in condizioni di disagio economico: non importa quanto generosi saranno gli incentivi al ricambio del proprio mezzo. Chi ha perso (o teme di perdere) il lavoro non può certo permettersi di cambiare auto, tanto meno di comprare una più costosa vettura elettrica; nelle attuali condizioni di generalizzato impoverimento (si attende nel 2020 un calo del PIL del 12-13 per cento), inasprire un'imposta che ha per sua natura un effetto regressivo, cioè grava proporzionalmente di più sui poveri, che hanno mezzi meno efficienti e che destinano all'energia una quota maggiore della propria spesa per consumi, appare non solo politicamente ingiustificato, ma anche socialmente iniquo ed economicamente dannoso, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, al fine di tutelare gli investimenti degli operatori del settore, non ritengano opportuno riconsiderare la proposta di aumento delle accise sul gasolio da autotrazione ipotizzato a partire dal 1° gennaio 2021. Atto n. 4-04109 DE POLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da fonti di stampa si apprende della decisione presa da NTV (Nuovo trasporto viaggiatori) di eliminare, dal 1° ottobre 2020, 8 treni ad alta velocità "Italo" sulla direttrice Venezia-Padova-Roma Termini e due sulla tratta Venezia-Padova Milano centrale; già la soppressione del treno Frecciarossa "direttissimo" Venezia-Padova-Roma delle ore 6.06 con arrivo a Roma alle ore 9.30, sostituito con un Frecciargento alle ore 6.25 ed arrivo alla stazione Termini alle ore 10.10, ha creato notevoli disagi a migliaia di lavoratori; considerato che il bacino di utenza dei fruitori del servizio ferroviario è molto vasto e comprende un'area produttiva che da sola rappresenta la quota più significativa del PIL veneto, oltre ad essere tra le più alte del PIL italiano, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attuare, per quanto di sua competenza, un intervento incisivo e nel più breve tempo possibile al fine trovare una soluzione che non penalizzi il Veneto, già sfavorito da infrastrutture mai realizzate o in attesa da anni di essere completate e che consenta a quanti ne hanno necessità, soprattutto professionisti ed imprenditori, di raggiungere la capitale in orari flessibili e compatibili con gli impegni lavorativi. Atto n. 4-04110 TOFFANIN PICHETTO FRATIN GALLONE MALLEGNI PEROSINO FERRO FLORIS Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 125 del decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto decreto rilancio), riconosce ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione e agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, un credito d'imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2020; conseguentemente, è stato abrogato il previgente credito d'imposta per la sanificazione, di cui l'articolo 64 del decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto decreto cura Italia) e all'articolo 30 del decreto-legge n. 23 del 2020 (cosiddetto decreto liquidità), che prevedevano, rispettivamente, la concessione di un credito d'imposta, per l'anno 2020, pari al 50 per cento delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, riservato agli esercenti attività d'impresa, arte o professione, fino ad un importo massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario e nel limite complessivo di 50 milioni di euro e l'inclusione nel credito di imposta anche degli oneri relativi all'acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero all'acquisto e all'installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall'esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi, compresi i detergenti mani e i disinfettanti); le spese ammissibili al credito d'imposta di cui al citato articolo 125 sono le seguenti: a) la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l'attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attività; b) l'acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea; c) l'acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti; d) l'acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui sopra, quali termometri, termoscanner , tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione; e) l'acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione; il comma 4 ha demandato ad un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta, al fine del rispetto del limite di spesa; con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 10 luglio 2020 (prot. n. 259854/2020) , recante "Definizione dei criteri e delle modalità di applicazione e fruizione dei crediti d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione e l'acquisto dei dispositivi di protezione, di cui agli articoli 120 e 125 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. Modalità per la comunicazione dell'opzione per la cessione del credito di cui all'articolo 122, comma 2, lettere c) e d), del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34", per quanto riguarda il credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto dei dispositivi di protezione, al punto 5.4 ha disposto che "Ai fini del rispetto del limite di spesa, l'ammontare massimo del credito d'imposta fruibile è pari al credito d'imposta richiesto moltiplicato per la percentuale resa nota con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro l'11 settembre 2020.