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presso il MIPAAF è stato istituito nel mese di settembre 2020, su indicazione del Comitato Fitosanitario Nazionale, un "Gruppo di lavoro tecnico-scientifico per contrastare la problematica della sindrome della "moria di kiwi"", con l'obiettivo di "coordinare le attività di ricerca e definire linee guida per la gestione di questa emergenza" di cui faranno parte il Servizio fitosanitario centrale, il CREA-DC e CREA-GB, e i Servizi fitosanitari regionali interessati, con diversi esperti, coinvolgendo anche le istituzioni di ricerca dei territori, i Servizi fitosanitari di Lazio, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Calabria e Basilicata, oltre a degli stakeholder (OP e rappresentanti del commercio nazionale ed internazionale); il gruppo di lavoro ha avuto il mandato di "definire i criteri di indagine per determinare le aree in cui si manifesta il fenomeno; indicare le misure utili a rallentarlo; stabilire le linee di ricerca multidisciplinari che affrontino gli aspetti legati alla relazione clima - suolo, alla fisiologia della pianta, nonché agli organismi nocivi secondari"; per quanto premesso, considerato e rilevato, si impegna il Governo: 1. a dedicare la massima attenzione e mettere in campo risorse economiche adeguate al grave fenomeno della "moria del Kiwi"", al fine di giungere ad identificarne le reali cause e di trovare soluzioni adeguate, tutelando gli impianti ancora efficienti ed in essere e salvaguardando le prospettive della coltura dell'actinidia, proprio per il ruolo così importante assunto nella frutticoltura del nostro paese e per la tutela della forza lavoro e del patrimonio di competenza esistente; 2. a prevedere in particolare il coinvolgimento degli Enti e delle Istituzioni che stanno lavorando sul tema nei molti territori colpiti da questa problematica in questi anni nel "Gruppo di lavoro tecnico-scientifico per contrastare la problematica della sindrome della "moria di kiwi", al fine di coordinare le attività di ricerca e definire le linee guida per una gestione efficiente ed efficace dell'emergenza; 3. a sostenere con un adeguato progetto complessivo, dotato delle risorse necessarie, un programma di ricerca dedicato, valorizzando il lavoro fatto finora dai diversi soggetti interessati (campi prova, impianti commerciali monitorati ed esperimenti messi a punto in condizioni controllate) quale punto di partenza per un progetto nuovo, con linee di ricerca che dovrebbero indagare quanto meno i seguenti aspetti: a) agronomico, gestione del suolo, dell'acqua e dell'irrigazione, interazione pianta-suolo e pianta-acqua; b) microbiologico, analisi degli agenti biotici (singoli e come consorzi microbici, patogeni e agenti utili) presenti nel terreno e nelle radici in diverse condizioni, con approcci ad ampio spettro quali l'analisi metagenomica per evidenziare microrganismi presenti e loro comunità; c) fitopatologico, con approfondimenti eziologici: principalmente studi sui patogeni e sulle dinamiche che portano alla degradazione radicale (interazione ospite/patogeni, valutazione delle condizioni ambientali favorevoli/sfavorevoli per l'aggressività dei patogeni più comuni, studio sul rinnovo degli apparati radicali), e lavoro sui portainnesti resistenti al fine di fornire risposte reali per la lotta contro la malattia; d) pedologico, ovvero analisi della tessitura e della struttura del suolo, per correlare tutte le osservazioni con le condizioni chimico-fisiche del terreno, analisi chimica e metabolomica, per evidenziare la presenza di sostanze tossiche o metaboliti rilasciate dai microorganismi o dalle piante in condizioni di stress; e) fisiologico, mediante analisi della fotosintesi, traspirazione, efficienza d'uso dell'acqua, nutrizione, bilancio ormonale, crescita epigea (analisi multispettrale puntuale e aerea) ed ipogea (apparati radicali), produzione e qualità; f) genomico, ovvero studio della risposta agli stress mediante analisi dei geni chiave implicati nelle diverse vie metaboliche in situazioni di moria vs sano; g) genetico, ovvero valutazione del germoplasma per la ricerca di portainnesti tolleranti e relativa affinità, portamento, produzione quali-quantitativa, e miglioramento genetico; h) climatologico, ovvero analisi climatiche (storiche e monitoraggio real-time ) dell'ambiente e del suolo, mitigazione degli eventi che causano stress nelle piante; 4. nell'ambito delle risorse del Ministero disponibili, dotare il tavolo di coordinamento nazionale "Gruppo di lavoro tecnico-scientifico per contrastare la problematica della sindrome della "moria di kiwi"" di adeguate risorse, valorizzando le sperimentazioni territoriali in atto nelle varie regioni colpite, per permettere una completa mappatura della diffusione, il monitoraggio e la valutazione di nuovi prodotti o soluzioni, per la definizione di linee guida e protocolli di coltivazione, prevedendo la più ampia divulgazione dei risultati raggiunti nei territori, nelle realtà aziendali e a livello tecnico.