[pronunce]

disciplina, al comma 2, l'appello del pubblico ministero e dell'imputato avverso le sentenze dibattimentali di proscioglimento, stabilendo - per effetto delle modifiche introdotte dall'art. 1 della legge n. 46 del 2006 ed immediatamente applicabili in forza dell'art. 10 della medesima legge - che l'appello è consentito solo nell'ipotesi di cui all'art. 603, comma 2, cod. proc. pen. , se la nuova prova è decisiva; che dalle ordinanze di rimessione risulta che la Corte rimettente è investita degli appelli proposti dal pubblico ministero avverso sentenze di non luogo a procedere pronunciate, ai sensi dell'art. 425 cod. proc. pen. , dal Giudice per le indagini preliminari, in funzione di Giudice dell'udienza preliminare; che il regime di impugnazione delle sentenze di non luogo a procedere è disciplinato dall'art. 428 cod. proc. pen. (sostituito dall'art. 4 della legge n. 46 del 2006); che, dunque, la Corte rimettente sottopone a scrutinio di costituzionalità una norma (l'art. 593 cod. proc. pen.) – unitamente al relativo regime transitorio – di cui non deve fare applicazione nei giudizi a quibus; che l'inesatta indicazione della norma oggetto di censura (aberratio ictus) comporta, per costante giurisprudenza di questa Corte, la manifesta inammissibilità della questione (ex plurimis, ordinanze n. 79 e 150 del 2008). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 593 del codice di procedura penale, come sostituito dall'art. 1 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento) , e dell'art. 10 della medesima legge, sollevate, in riferimento agli art. 3 e 111 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Trieste, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 luglio 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 luglio 2008. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA