[pronunce]

1.4.- Quanto alla non manifesta infondatezza, ad avviso del rimettente non si potrebbe prescindere dalla già intervenuta dichiarazione d'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2-quater, del d.l. n. 225 del 2010, come convertito, nella parte in cui ha aggiunto i commi 5-quater e 5-quinquies, primo periodo, nell'art. 5 della legge n. 225 del 1992, pronunciata da questa Corte con sentenza n. 22 del 2012, in riferimento all'art. 77, secondo comma, Cost., essendo «palese l'estraneità delle norme impugnate rispetto all'oggetto e alle finalità del decreto-legge cosiddetto "milleproroghe" [...]». Si sarebbe, infatti, in presenza della stessa tecnica normativa, costituita dall'introduzione nel decreto-legge (caratterizzato da un contenuto omogeneo), ad opera della legge di conversione, di nuove disposizioni - secondo il rimettente - del tutto «spurie». Dunque, le motivazioni del richiamato precedente di questa Corte avrebbero un'evidente «portata generale» nella configurazione dei limiti di legittimità costituzionale dell'ampliamento dell'oggetto normativo di un decreto-legge da parte della legge di conversione. Da qui, il giudice a quo conclude che, anche con riferimento ai periodi secondo e terzo del comma 5-quinquies dell'art. 5 della legge n. 225 del 1992, si rinverrebbero le stesse caratteristiche «genetiche» e quindi «ontologiche» delle disposizioni già dichiarate costituzionalmente illegittime. Le norme censurate, infatti, ne condividerebbero la «genesi» e la «ratio», ponendo gli stessi dubbi di costituzionalità. Anzi, proprio la natura «complementare» del potere affidato al direttore dell'Agenzia delle dogane, di aumento dell'aliquota dell'accisa, rispetto all'analogo potere conferito al Presidente della regione dal precedente comma 5-quater renderebbe evidente la «"comunanza" a dette disposizioni del "vizio procedimentale" in violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost., quale realizzato con la loro introduzione nella legge di conversione in aggiunta, innovativa ed eterogenea, del testo originario del d.l. 225/2010». Ciò confermerebbe che, come rilevato dalla sentenza n. 22 del 2012, tali disposizioni nulla avevano a che fare con lo scopo del decreto-legge ovverosia con la proroga dei termini legali in scadenza di tipo tributario e per il sostegno delle imprese e delle famiglie. 2.- La Kuwait spa ha depositato atto di costituzione in giudizio, chiedendo l'accoglimento della questione. A sostegno della non manifesta infondatezza, dopo aver ripercorso i passaggi fondamentali della citata sentenza n. 22 del 2012, la parte richiama le numerose pronunce di questa Corte che hanno confermato il medesimo indirizzo interpretativo. La Kuwait spa precisa poi che la natura «latamente "tributaria"» della disciplina censurata non potrebbe consentire di ravvisare una omogeneità di fondo con il contenuto del decreto-legge. Ciò sia perché l'aumento temporaneo delle accise sarebbe «funzionale al finanziamento degli interventi di Protezione civile nelle situazioni di dichiarata emergenza nazionale», sia perché il potere affidato al direttore dell'Agenzia delle dogane non sarebbe riferibile «ex ante a situazioni particolari e contingenti (per le quali sono state pensate le disposizioni del decreto mille-proroghe)», ma deve essere esercitato «pro-futuro e in via permanente per una serie indefinita di situazioni di emergenza nazionale». 3.- Nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata non fondata. La difesa statale premette che l'eventuale accoglimento resterebbe circoscritto al periodo di vigenza della disciplina censurata. Ciò in quanto il giudizio verte sull'art. 2, comma 2-quater, del d.l. n. 225 del 2010, come convertito, nella parte in cui ha introdotto i periodi secondo e terzo del comma 5-quinquies dell'art. 5 della legge n. 225 del 1992, e quest'ultima disposizione, all'esito della citata sentenza n. 22 del 2012, è stata dapprima interamente sostituita dall'art. 1, comma 1, lettera c), numero 10), del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile), convertito, con modificazioni, nella legge 12 luglio 2012, n. 100, e successivamente nuovamente modificata fino alla definitiva abrogazione disposta con l'art. 48, comma 1, lettera m), del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 (Codice della protezione civile). Nel merito, l'Avvocatura generale rileva che le motivazioni della citata pronuncia d'illegittimità costituzionale non sarebbero «meccanicamente» applicabili al secondo e al terzo periodo dell'art. 5, comma 5-quinquies, della legge n. 225 del 1992. In particolare, le disposizioni oggetto di scrutinio avrebbero «chiaramente natura tributaria, poiché regol[erebbero] l'aumento temporaneo dell'accisa sul gasolio, in funzione dell'integrazione del fondo di riserva di cui all'art. 28 l. 196/2009» e proprio la natura tributaria di tali disposizioni le renderebbe pienamente omogenee «sia all'oggetto del D.L. 225/2010, (recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria ..."), sia alle sue finalità e alla sua ratio complessiva, risultanti dalla motivazione contenuta nell'epigrafe», secondo quanto emergerebbe anche dal preambolo del provvedimento legislativo. A ciò l'interveniente aggiunge che le norme censurate, proprio in forza del loro carattere tributario, risulterebbero coerenti con la finalità e con la ratio complessiva del decreto-legge in quanto, in sede di conversione, sarebbero state inserite al fine di provvedere, «anche in via integrativa, alla immediata copertura di oneri conseguenti all'applicazione delle misure urgenti varate». 4.- In data 26 settembre 2022 la Kuwait spa ha depositato memoria, con cui replica alle deduzioni dell'Avvocatura generale, insistendo per l'accoglimento della questione. La parte contesta che «la natura latamente "tributaria"» della normativa censurata consenta di affermarne l'omogeneità al decreto-legge. Infatti l'aumento delle accise sarebbe stato previsto a regime come metodo di finanziamento degli interventi di protezione civile nelle situazioni di dichiarata emergenza nazionale e solo entro questo ambito, a differenza di quelli considerati nel testo originario del decreto-legge, il direttore dell'Agenzia delle dogane avrebbe esercitato il potere di incrementare l'aliquota dell'accisa sui carburanti per autotrazione.