[pronunce]

che ad avviso dei rimettenti l'effettività del diritto di difesa sarebbe garantita solo ove l'imputato possa esercitare la facoltà di proporre la richiesta di giudizio abbreviato nel corso di un'udienza nella quale sia obbligatoria l'assistenza di un difensore; che, al fine di sanare i denunciati profili di incostituzionalità, quando la richiesta di giudizio abbreviato venga formulata a seguito del decreto di giudizio immediato, il termine di decadenza dovrebbe quindi essere posticipato sino all'apertura del dibattimento; che, ove si tenga conto della pluralità di moduli procedimentali che concorrono a formare il vigente sistema processuale, risulta fuorviante attribuire alle regole dettate per uno o più procedimenti il valore di modello a cui omologare la diversa disciplina prevista per altri riti, ispirata da peculiari situazioni e ragioni processuali che hanno indotto il legislatore, alla stregua di scelte non prive di coerenza sistematica, ad accelerare l'iter procedimentale, eliminandone fasi e momenti ritenuti superflui; che, se le diverse scadenze del termine entro cui deve essere formulata la richiesta di giudizio abbreviato vengono apprezzate alla luce delle peculiarità dei differenti modelli di procedimento, emerge che ad essere chiamato a decidere sulla richiesta di tale rito è sempre il primo giudice investito del processo a seguito dell'esercizio dell'azione penale; che, nel caso in cui l'azione penale venga esercitata mediante richiesta di giudizio immediato, rivolta a norma dell'art. 454 cod. proc. pen. al giudice per le indagini preliminari, è coerente con i caratteri di celerità e di economia processuale del giudizio abbreviato che sia tale giudice ad essere direttamente investito della richiesta del rito, evitandosi così un'inutile attivazione della fase dibattimentale; che, al fine di soddisfare l'esigenza che la scelta del giudizio abbreviato possa essere esercitata consapevolmente, è necessario che all'imputato sia assicurata la possibilità di conferire preventivamente con il proprio difensore e che questi a sua volta possa avere a disposizione un tempo ragionevole per consultare gli atti del procedimento e per esprimere una ponderata valutazione circa la convenienza del rito; che, proprio per dare concreta attuazione al diritto alla difesa tecnica, questa Corte con la sentenza n. 120 del 2002, successiva alle ordinanze di rimessione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 458, comma 1, cod. proc. pen. nella parte in cui prevede che il termine entro cui l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato decorre dalla notificazione del decreto di giudizio immediato, anziché dall'ultima notificazione, all'imputato o al difensore, rispettivamente del decreto ovvero dell'avviso della data fissata per il giudizio immediato; che le questioni sollevate dai rimettenti debbono pertanto essere dichiarate manifestamente infondate. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 458, comma 1, del codice di procedura penale e del combinato disposto degli artt. 458, comma 1, e 556, comma 1, dello stesso codice, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Savona, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 giugno 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Guido NEPPI MODONA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 giugno 2002. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA