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L'articolo 20 estende, per finalità di prevenzione, l'applicazione del divieto di accesso a manifestazioni sportive agli indiziati di reati di terrorismo anche internazionale e di altri reati contro la personalità dello Stato e l'ordine pubblico. L'articolo 21 estende alle aree su cui insistono presidi sanitari e a quelle destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli, l'ambito applicativo della disciplina del cosiddetto DASP urbano. L'articolo 22 reca una disposizione finalizzata a corrispondere alle contingenti e straordinarie esigenze della Polizia di Stato e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per l'acquisto ed il potenziamento dei sistemi informativi diretti al contrasto del terrorismo internazionale, nonché per il finanziamento di interventi diversi di manutenzione straordinaria e adattamento di strutture e di impianti. L'articolo 23 prevede che siano puniti a titolo di illecito penale sia il blocco stradale che l'ostruzione o l'ingombro di strade ferrate. Gli articoli dal 24 al 29 recano disposizioni in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità mafiosa. L'articolo 24 interviene in materia di impugnazione delle misure di carattere patrimoniale di cui al codice antimafia, elimina l'obbligatorietà della comunicazione all'autorità giudiziaria delle proposte di applicazione delle misure presentate autonomamente dal questore e amplia il novero dei reati che determinano l'insorgenza delle cause ostative al rilascio della comunicazione antimafia. Con l'articolo 25, si intende inasprire il trattamento sanzionatorio per le condotte degli appaltatori che facciano ricorso illecitamente a meccanismi di subappalto. L'articolo 26 introduce l'obbligo di comunicare al prefetto la segnalazione di inizio attività dei cantieri nell'ambito della Provincia. La disposizione recata dall'articolo 27 aggiorna l'obbligo di trasmissione delle sentenze di condanne irrevocabili a pene detentive, già esistente per le cancellerie degli uffici giudiziari, aggiungendovi anche i provvedimenti ablativi o restrittivi. L'articolo 28 introduce modifiche all'articolo 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in particolare viene disciplinata una sorta di protocollo operativo che consente di adottare interventi straordinari nel caso in cui, pur non rinvenendosi gli elementi per disporre lo scioglimento dell'ente locale, siano state tuttavia riscontrate anomalie o illiceità tali da determinare uno sviamento dell'attività dell'ente. L'articolo 29 incrementa la dotazione delle risorse per la copertura degli oneri finanziari connessi all'attività svolta dalle commissioni straordinarie per la gestione degli enti sciolti in conseguenza di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Gli articoli 30 e 31 introducono misure finalizzate al contrasto del fenomeno delle occupazioni arbitrarie di immobili, attraverso l'inasprimento delle pene fissate nei confronti dei promotori e organizzatori delle occupazioni e la possibilità di disporre intercettazioni telefoniche. Il titolo III introduce disposizioni per la funzionalità del Ministero dell'interno e interventi per rafforzare l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati. In particolare, con riferimento al Ministero dell'interno, l'articolo 32 dispone la riduzione di 29 posti di livello dirigenziale generale, al fine di garantire gli obiettivi complessivi di economicità e di revisione della spesa previsti dalla legislazione vigente. L'articolo 33 contiene un'autorizzazione di spesa per il pagamento, a partire dal 2018, dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dagli appartenenti alle forze di Polizia anche in deroga al limite dell'ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale delle amministrazioni pubbliche, fissato dal decreto legislativo n. 75 del 2017. L'articolo 34 incrementa di 5,9 milioni di euro per l'anno 2019 e di 5 milioni a decorrere dal 2020 gli stanziamenti per la retribuzione del personale volontario dei Vigili del fuoco. L'articolo 35 istituisce un fondo in cui confluiscono le autorizzazioni di spesa già previste e non utilizzate per il riordino dei ruoli delle carriere del personale delle forze di Polizia e delle Forze armate, cui si aggiunge uno stanziamento pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2018. Gli articoli da 36 a 38 riguardano l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Nello specifico, l'articolo 36 reca disposizioni volte alla razionalizzazione delle procedure di gestione e destinazione dei beni confiscati, introducendo anche la possibilità di vendita sul mercato di tali beni, mentre l'articolo 37 interviene in materia di organizzazione e di organico dell'Agenzia, prevedendo l'istituzione di non più di quattro sedi secondarie. L'articolo 38 reca norme di deroga alle regole sul contenimento della spesa degli enti pubblici e disposizioni abrogative. Il titolo IV, con gli articoli 39 e 40, contiene le disposizioni finali concernenti la copertura finanziaria del provvedimento e la sua entrata in vigore. PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Mirabelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. MIRABELLI, relatore di minoranza . Signor Presidente, illustro la relazione di minoranza presentata dal Gruppo Partito Democratico in Commissione affari costituzionali partendo da una considerazione. Abbiamo fatto una lunga discussione su questo decreto-legge. L'abbiamo approfondito avvalendoci anche di un nutrito numero di competenze di soggetti che abbiamo audito in Commissione. Nel testo finale che arriva oggi in Aula di quei contributi non troviamo nulla, così come troviamo pochissimo dei contributi dati dai Gruppi nella discussione in Commissione. Abbiamo ascoltato persone competenti che ci hanno fatto rilievi puntuali sulla costituzionalità di alcune norme, sulla inopportunità di altre e registriamo che nulla di tutto ciò è stato raccolto in questo testo. D'altra parte, non poteva che essere così perché questo decreto-legge è, in realtà, un manifesto politico e non una legge. Non è il tentativo di introdurre con un decreto-legge d'urgenza norme che garantiscano più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme di questo tipo: non ci sono soldi per la videosorveglianza e per le Forze dell'ordine; non ci sono strumenti per rendere più rapidi i respingimenti. Non c'è nulla di tutto ciò. È un manifesto che indica delle priorità e dà un messaggio rispetto ad alcune priorità; confonde il tema del governo dell'immigrazione con il tema dell'insicurezza e temo che, su questo punto, il giudizio su questo decreto-legge non sarà solo quello di un decreto inutile. Sul punto dell'immigrazione e dal punto di vista della sicurezza questo provvedimento sarà dannoso; aumenterà l'insicurezza, il disordine e la clandestinità. Non volete governare il fenomeno dell'immigrazione sulla base di norme; con questo decreto-legge volete lanciare un messaggio. Vi illudete di spiegare a persone che scappano dalla fame e dalla disperazione che, siccome qui ci sono norme brutte che rendono la vita difficile per gli immigrati, è meglio che non ci vengano.