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Nel richiamare sul punto la sentenza n. 259 del 2009, la Corte ha ricordato come allora confortava la vigenza dell'articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile), che delegava il Governo  con delega i cui termini non erano scaduti nel momento in cui la Corte decideva la questione  a introdurre, appunto, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie concernenti atti del procedimento elettorale preparatorio per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il Giudice delle leggi già allora riteneva che la forza precettiva dell'articolo 66 della Costituzione non coprisse il contenzioso pre-elettorale, che perciò poteva essere escluso dal perimetro di efficacia della norma costituzionale. Pertanto, con la sentenza in esame, essendo scaduta inutilmente la delega ricordata e trascorso oltre un decennio, consolidatosi il "diritto vivente" della giurisprudenza di legittimità, condiviso da quella amministrativa, confermatasi la prassi interpretativa delle Giunte parlamentari, tale conclusione  già presente nella sentenza n. 259 del 2009  viene ribadita dalla Corte e ulteriormente argomentata. In conclusione, la Corte evidenzia che, in un quadro in cui è la stessa Costituzione a disporre termini stringenti (in base all'articolo 61 della Costituzione, le elezioni delle nuove Camere devono svolgersi entro 70 giorni dalla fine delle precedenti), appare necessaria, anche per le elezioni politiche, la previsione di un rito ad hoc , che assicuri una giustizia pre-elettorale tempestiva. "In attesa del necessario intervento del legislatore, allo stato attuale della normativa e delle interpretazioni su di essa prevalenti, l'azione di accertamento di fronte al giudice ordinario  sempre che sussista l'interesse ad agire (articolo 100 del codice di procedura civile)  risulta l'unico rimedio possibile per consentire la verifica della pienezza del diritto di elettorato passivo e la sua conformità alla Costituzione". Ritiene quindi opportuno svolgere una riflessione approfondita su un argomento tanto rilevante, tenendo così nella dovuta considerazione il monito della Corte costituzionale, con l'obiettivo di predisporre un'iniziativa legislativa da sottoporre all'Assemblea, al fine di colmare la lacuna normativa segnalata dalla Corte. Propone di svolgere un breve ciclo di audizioni di esperti sul tema, fissando il termine per indicare i soggetti da convocare in audizione alle ore 12 di lunedì 3 maggio. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,40.