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In questa Assemblea è stato seduto un signore che ha dato tanto contributo all'attività normativa, amministrativa e anche alla giurisdizione: si chiamava Silvio Spaventa e non c'entra nulla con l'economista Spaventa. Costui affermava che il deliberato legislativo non è la norma: una volta che si delibera la legge affinché diventi norma deve incontrare la realtà e deve produrre funzionamento. Per fare in modo che il funzionamento accada, ci sono anche le manutenzioni, gli aggiustamenti e le precisazioni. Va benissimo l'allargamento della platea dei destinatari ai liberi professionisti, alle associazioni, ai broker e a coloro i quali intraprendono ogni giorno. Richard Florida ci ha insegnato che l'economia la fanno i grandi gruppi, coloro i quali internazionalizzano, la fanno le figure tradizionali, ma anche le figure creative e innovative, quelle della «t» del talento e anche rispetto a questi si trova copertura con il decreto-legge liquidità. In questo provvedimento dobbiamo anche riconoscere lo sforzo, per esempio, di fare in modo che chi gode e risulta destinatario di misura finanziante abbia anche degli obblighi rispetto alla dimensione del collettivo: non ti puoi delocalizzare se ottieni risorse garantite dalla SACE; non puoi non avere collaborazione fiscale come sito di riferimento; non può accadere che un'impresa venga finanziata dal pubblico denaro se poi tu operi in un territorio che non collabora sul piano fiscale. Anche l'autodichiarazione non scavalca l'obbligo di cui all'antimafia e di cui alla correttezza fiscale. Insomma, siamo davanti a un prodotto che può funzionare ancora di più se gli si dà tempo e se si toglie questa coltre di conflitto che troppe volte entra in campo e non dà luogo alla proporzionalità della condotta di coloro i quali fanno attività politica. Io voglio ritrovare anche il segnale, il messaggio e le parole del Presidente della Repubblica. C'è una quarta componente per fare ripresa economica. Mi riferisco alla fiducia, che non si nutre di parole che distruggono a ogni piè sospinto, fino addirittura a mettere in incertezza il fatto che ci sia o no quello strumento. ( Applausi ). Siamo arrivati a un punto in cui le parole di certa opposizione tendono a cancellare l'esistenza dello strumento. È accaduto a me che vengo dal Novecento e ricevo i cittadini come si faceva nel Novecento. Mi hanno chiesto: «Ma è vero che non c'è? È vero che sono parole inventate dalla stampa le misure fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro? È vero che non è possibile e che è tutta una pubblicità?». Ciò accade per il battage che è entrato in campo. Sappiamo che i problemi non sono scomparsi e che ce ne sono ancora. Io sono nella Commissione di inchiesta sulle banche e vediamo qual è, per esempio, l'affanno rispetto al prodotto intermedio, quello cioè fino a 800.000 euro, dove la garanzia non è totale. Lì il merito dal punto di vista creditizio viene coltivato e istruito. Lì c'è una difficoltà, tant'è che i numeri non sono giganteschi, e dobbiamo lavorare per migliorare ancora, per esempio sull'altra grande partita che è la semplificazione. Sulla semplificazione evitiamo di inondare l'attività di ripensamenti, dalla gigantografia del commissario ovunque, perché l'Italia ha conosciuto commissari ovunque. Vi ricordate le Colombiadi del 1992 e come finirono i commissari ovunque? La stessa cosa è accaduta nel 1994 e 1996. Io opero in una Regione dove ci sono quattro commissari. (Applausi) . Il commissario va bene quando è necessario, ma per il riordino dei procedimenti amministrativi e dei tempi del procedimento da scandagliare è necessario che l'incarico di colui che si occupa di tale attività amministrativa abbia un inizio ed una fine. Vanno ricostituite le competenze nella pubblica amministrazione, va riconosciuto il lavoro, quando è segnato da complessità, bisogna attivare una formazione dedicata e verificata, quindi è molto più complesso che insediare qui e lì un gigante della decisione pubblica perché potremmo anche spaccare e distruggere l'ordinamento italiano. Dico ai puntuali colleghi dell'opposizione: c'è da migliorare ma ricordiamoci che siamo dentro ad una rottura di civiltà. Nell'antica Grecia dicevano che la distinzione tra i migliori e gli idioti si fa sulla valutazione delle proporzioni. Le dimensioni dei problemi devono dare luogo ad una lettura proporzionata. Non si può sbagliare la lettura proporzionata della gravità della situazione e delle risposte adeguate. Teniamo conto di ciò che è accaduto, teniamo conto della dimensione planetaria del problema. È così che faremo il nostro lavoro. È per questa ragione che votiamo a favore non solo del provvedimento ma anche per la continuità del lavoro del Governo. (Applausi) . FERRO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, ringrazio i signori sottosegretari per l'attenzione; grazie, professoressa Guerra, di solito lei è molto attenta ma si era distratta un attimo. Basta parole. A Roma si continua a parlare e Tito Livio ci ricorda nelle sue Storie che: «Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur»; oppure, se vogliamo arrivare a tempi più recenti, potrei citare la canzone di Mina: «Parole, parole, parole». (Applausi) . Un "bazooka da 400 miliardi"; non rida, Sottosegretario (non ricordo il suo nome), perché non c'è niente da ridere: la situazione è drammatica. Forse viviamo in paesi diversi. Avete avuto i dati dell'occupazione ridotta ieri, continuiamo a parlare, ci parliamo addosso come è accaduto anche poco fa, con gli interventi della maggioranza. Quante aziende continueranno a rimanere chiuse dopo settembre? Quante aziende non riapriranno? Lo stanziamento di 400 miliardi di euro fu dichiarato in pompa magna, a favor di telecamere, in uno degli usuali comizi serali del presidente Conte: un bazooka per dare liquidità alle imprese. È stata l'ennesima operazione virtuale, come quella di ieri sera. Di soldi veri ce ne sono pochi, molto pochi; alla fine è un'operazione evanescente. Sono stati più volte citati, anche dai colleghi della maggioranza, i lavori che ci stanno svolgendo nella Commissione di inchiesta sul sistema bancario. I dati sono drammatici. Se poi li disaggreghiamo per riferirli ai territori del nostro Paese, vediamo che il dato è ancora più preoccupante in quelle parti del Paese che avrebbero bisogno più di altre di rilancio. Parole, parole, parole. Aveva senso costruire un'operazione mediatica colossale come quella annunciata, che alla fine aumenta il senso di frustrazione, aumenta lo sconforto negli imprenditori, nei lavoratori stessi, nelle famiglie? Ci vuole più chiarezza. Risale a ieri sera l'ennesimo appello alle forze migliori del Paese. È l'ennesima task force ? Il tanto ricordato Colao dov'è finito? Cosa sta producendo? Ha fatto qualcosa? Ci dite qualcosa? (Applausi) . Il presidente Conte chiede collaborazione alle opposizioni. Ebbene, noi siamo qui. Chi l'ha visto, Colao? Cosa sta facendo?