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3.3.3. Monitoraggio delle attività di immersione in aree marine (oltre le 3 mn dalla costa) A completamento di quanto previsto ed effettuato nella fase di caratterizzazione (Paragrafo 1.1), devono essere eseguite indagini ambientali nel sito e nelle aree di controllo. Nel caso il sito di immersione sia localizzato entro la batimetrica dei 200 m devono essere condotte tutte le attività indicate in Tabella 3.1; nel caso il sito sia localizzato oltre tale batimetrica devono essere condotte le attività indicate alle lettere "B" e "C", nelle zone costiere potenzialmente influenzate dallo scarico, secondo quanto dettagliato nel Piano di monitoraggio. In particolare, nel caso il sito di immersione sia localizzato oltre il limite della batimetrica dei 200 m, devono essere eseguite le indagini ambientali di cui sopra in almeno tre stazioni di controllo prospicienti le zone costiere potenzialmente influenzate dallo scarico. Le indagini ambientali relative alla fasi "Ante operam, in corso d'opera e Post operam" devono essere eseguite in stazioni scelte tra quelle utilizzate nella fase di caratterizzazione e indicate nel Piano di monitoraggio. Tabella 3.1 - Tipologia e tempistica orientativa delle attività da eseguire in relazione all'immersione dei materiali nelle aree marine oltre le 3 mn (sulla piattaforma/ oltre la piattaforma), da dettagliare nel Piano di monitoraggio. TIPOLOGIA DI INDAGINE FASE A. MORFOLOGIA E BATIMETRIA DEL SITO Ante operam (qualora non desumibili da letteratura e indagini pregresse) e Post operam B. CHIMICO-FISICA DELLA COLONNA D'ACQUA (SST, profilo batimetrico di Torbidità, Temperatura, Ossigeno disciolto ed altri parametri previsti dal Piano di monitoraggio) Ante operam , In corso d'opera, Post operam C. CHIMICA , FISICA, ECOTOSSICOLOGIA E MICROBIOLOGIA DEI SEDIMENTI DI FONDO In corso d'opera, Post operam e ogni 12 mesi successivi per un minimo di un anno, limitatamente ai parametri/sostanze ritenuti maggiormente di interesse in base alla qualità/quantità dei materiali sversati e dei sedimenti superficiali del sito antecedenti l'immersione. D. COMUNITÀ BENTONICHE Ante operam , In corso d'opera (da valutare in base alla durata dell'opera), Post operam, in relazione a quanto già eseguito in fase di caratterizzazione del sito (Paragrafo 3.1.1). E. BIOACCUMULO E/O BIOMARKER E/O ALTRE VALUTAZIONI ECOTOSSICOLOGICHE RELATIVE AD ORGANISMI STANZIALI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE SPECIE ITTICHE DI INTERESSE COMMERCIALE In caso di presenza di sostanze con valori superiori a LCL nel materiale sversato, Ante operam , Post operam ed ogni 12 mesi dopo il termine dei lavori, per un minimo di un anno. 3.3.4. Monitoraggio delle attività di ripascimento L'attività di monitoraggio deve essere commisurata ai volumi e alla qualità del materiale, nonché alle caratteristiche dell'area ricevente, e deve essere sviluppata nello spazio e nel tempo. Tale sviluppo può prevedere fasi successive (Ante operam, in corso d'opera e Post operam). Riguardo i piccoli interventi (Caso 1), di cui al paragrafo 1.3 dell'Capitolo 2, non sono richieste ulteriori attività di monitoraggio. Riguardo i casi di media e notevole entità (Casi 2 e 3), di cui al paragrafo 1.3 dell'Capitolo 2, deve essere previsto uno specifico piano di monitoraggio Ante, durante e Post operam, dell'area e delle aree limitrofe che consideri almeno i seguenti parametri riferiti ai fondali e alla colonna d'acqua: • granulometria dei sedimenti superficiali dell'area di ripascimento e delle aree limitrofe; • livelli di torbidità nell'area e nelle immediate vicinanze del sito da ripascere; • principali popolamenti fito-zoobentonici e, nel caso 3, anche analisi della struttura della comunità presenti nel sito di ripascimento e nell'area circostante, ripetendo le medesime indagini eseguite nella fase di caratterizzazione dell'area di intervento, con particolare riferimento alla presenza di Posidonia oceanica; in tal caso l'indagine deve essere estesa al limite superiore della prateria, valutando anche eventuali effetti sul suo stato di salute. La ricerca di parte o tutti i parametri della caratterizzazione standard (Tabella 2. ) sui sedimenti dell'area da ripascere e nelle immediate vicinanze deve essere orientata dalla presenza di eventuali valori critici di concentrazione chimica, da difformità rispetto alle misure effettuate sui sedimenti dell'area di prelievo, o da eventuali evidenze di ecotossicità riscontrate nella fase di caratterizzazione dei sedimenti dell'area di escavo e/o dell'area da ripascere. Nel caso 3, con particolare riferimento al comparto biota, il monitoraggio deve comprendere misure di bioaccumulo in organismi indicatori rappresentativi del comparto sedimenti e/o della colonna d'acqua, e/o prove con accumulatori passivi. Le prove di bioaccumulo possono essere condotte in situ con il bivalve Mytilus galloprovincialis (Mussel Watch). I risultati possono essere valutati utilizzando i criteri di valutazione ponderata riportati nell'Appendice 2E. Nel caso di ripascimento con sedimenti di classe A e con tossicità bassa, deve essere verificata l'ecotossicità sui sedimenti superficiali dell'area tramite l'impiego di saggi biologici, secondo quanto previsto al Capitolo 2 (Tabella 2. ) e/o la misura di biomarker in organismi indicatori. Nei Casi 2 e 3, qualora nel raggio di 3 mn dal sito di destinazione siano presenti in mare impianti di acquacoltura, la deposizione dei materiali di escavo dovrà tener conto dell'idrologia e delle correnti presenti nell'area al fine di limitare per quanto possibile l'impatto sulla qualità di queste acque. Dovranno inoltre essere effettuate le attività di monitoraggio finalizzate al controllo degli organismi destinati all'alimentazione umana da parte delle autorità sanitarie locali secondo la normativa vigente. Per valutare l'efficacia dell'intervento è necessario prevedere un ulteriore Piano di monitoraggio (diverso da quello indicato nel presente Capitolo), finalizzato alla valutazione della compatibilità tessiturale e relativa stabilità e durevolezza dell'opera, che comprenda, nel tempo, rilievi topografici della linea di riva, rilievi batimetrici dell'area di intervento e della costa limitrofa. 3.3.5. Monitoraggio delle attività di immersione in ambiente conterminato Le attività di monitoraggio devono essere commisurate alla qualità e quantità del materiale dragato e deposto in ambiente conterminato e alle caratteristiche della struttura di contenimento. Considerata l'eterogeneità degli ambienti, dei materiali da collocare e delle modalità operative di deposizione, le indicazioni di dettaglio devono essere descritte nel Piano di monitoraggio che deve prevedere almeno l'acquisizione delle informazioni relative a: 1. la qualità fisica, chimica, ecotossicologica e la presenza di solidi sospesi nelle aree in corrispondenza della reimmissione in mare delle acque di efflusso in uscita dagli ambienti conterminati; 2. la qualità delle acque piezometriche ospitate nei depositi naturali e nei materiali costituenti la conterminazione laterale e del fondo del bacino; 3. la qualità delle acque, dei sedimenti e del biota nell'area marina circostante il bacino, privilegiando l'impiego di indicatori biologici; 4.