[pronunce]

Dal combinato disposto dell'art. 2, comma 1, lettera i), della legge regionale n. 24 del 2002 e dell'art. 14 della legge regionale n. 34 del 1998, si deduce l'esistenza di una determinazione legislativa dei presupposti sostanziali e procedurali che legittimano l'esercizio del potere sostitutivo. Con riferimento alla natura dei presupposti sostanziali, la disposizione impugnata prevede che all'intervento sostitutivo si faccia luogo «in caso di inadempienza», da parte delle Province, nello svolgimento delle competenze a esse attribuite. La formulazione della disposizione, per quanto sintetica, delimita comunque l'ambito entro il quale il potere sostitutivo può esercitarsi: in tal senso, il concetto di «inadempienza» non può non essere inteso come avente riguardo alla violazione di quelle norme che, nel prescrivere il compimento di determinati atti o attività (all'uopo ponendo, se del caso, termini per l'adempimento), si pongono a tutela di quegli interessi unitari alla cui salvaguardia l'intervento sostitutivo è chiamato. Conforme ai requisiti anzidetti è altresì l'attribuzione del potere sostitutivo a un organo di governo: l'art. 14 della legge regionale n. 34 del 1998 (confermato dall'art. 2, comma 2, della legge regionale n. 24 del 2002) conferisce, infatti, l'esercizio del potere alla Giunta regionale. Le modalità di esercizio del potere sostitutivo, attivabile soltanto dopo che la Giunta regionale, «su proposta dell'Assessore competente per materia», abbia invitato la Provincia a provvedere «entro congruo termine» al compimento degli atti dovuti (art. 14 della legge n. 34 del 1998), soddisfano infine il necessario rispetto del principio di leale cooperazione. 5. - A conclusioni del medesimo segno deve giungersi con riferimento alla censura avente a oggetto l'art. 3, comma 1, lettera l), della legge regionale n. 24 del 2002, secondo cui le Province provvedono all'esercizio del potere sostitutivo, «nel caso di inerzia dei Comuni, dei consorzi di Comuni, delle Comunità montane e dei consorzi di bacino, per l'espletamento delle funzioni, degli obiettivi e delle attività di cui all'articolo 11, commi 1, 3, 6, 11 e 15, ed all'articolo 12, commi 3, 4 e 6». La censura dell'art. 3, comma 1, lettera l), non può essere disgiunta da quelle concernenti gli impugnati articoli 11, commi 13 e 14, e 12, commi 7 e 8. Ciò in quanto questi ultimi specificano le modalità di esercizio del potere sostitutivo da parte delle Province in relazione a fattispecie individuate nel comma 1, lettera l), dell'art. 3. In particolare, l'art. 11, comma 13, disciplina l'esercizio del potere sostitutivo da parte delle Province circa gli atti di cui all'art. 11, comma 3, cioè la creazione dei consorzi di bacino previsti dal comma 1, e l'adeguamento, per i consorzi già esistenti, dei propri statuti e della propria convenzione per il consorziamento obbligatorio. L'art. 11, comma 14, attribuisce alle Province il potere sostitutivo circa le attività disciplinate ai commi 6 e 11 del medesimo articolo, vale a dire, rispettivamente, lo svolgimento, da parte del consorzio, delle funzioni di governo e coordinamento per assicurare la realizzazione dei servizi attribuiti al bacino e l'approvazione del regolamento speciale consortile, del programma pluriennale degli interventi, e dei relativi investimenti, e dei criteri tariffari relativi ai servizi di gestione (indicati all'art. 10, comma 1) svolti nei bacini. L'art. 12, comma 7, stabilisce le modalità di esercizio del potere sostitutivo in relazione all'adozione, prevista dall'art. 12, comma 3, della convenzione costitutiva dell'associazione dei consorzi di bacino (c.d. «associazione di ambito»). Infine, l'art. 12, comma 8, determina le forme degli interventi sostitutivi circa le attività spettanti all'associazione dei consorzi di bacino, indicate al comma 4 dell'articolo, e consistenti nel provvedere, sulla base dei programmi provinciali, al governo e al coordinamento dei servizi di realizzazione e gestione degli impianti tecnologici di recupero e smaltimento dei rifiuti, nel realizzare gli interventi previsti dal programma provinciale (o nell'individuare i soggetti cui affidare la realizzazione), nel fornire ai consorzi di bacino appartenenti all'ambito territoriale ottimale le informazioni per la predisposizione, ai fini dell'istituzione della tariffa, dei piani finanziari di cui all'art. 8 del d.P.R. 27 aprile 1999, n. 158 (Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani). Quanto alle ulteriori ipotesi previste dall'art. 3, comma 1, lettera l), l'art. 11, comma 15, stabilisce che l'attività di gestione operativa dei servizi da effettuare nel bacino è svolta, «in conformità con il principio della separazione delle funzioni di governo da quelle di gestione operativa», nelle forme previste dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) e successive modificazioni. Analogamente, l'art. 12, comma 6, stabilisce che l'attività di gestione operativa degli impianti tecnologici, di recupero e smaltimento dei rifiuti, ivi comprese le discariche, da effettuare nell'ambito territoriale ottimale, è svolta nelle forme previste dal decreto legislativo n. 267 del 2000 e successive modificazioni. A norma dell'art. 3, comma 1, lettera l), la Provincia provvede all'esercizio del potere sostitutivo in caso di «inerzia» da parte dei soggetti preposti all'esercizio dell'attività di gestione. Il generale riferimento al criterio della «inerzia» da parte dei soggetti ordinariamente competenti allo svolgimento delle attività contemplate deve intendersi, in conformità all'interpretazione che costituzionalmente si impone, in stretta correlazione con il richiamo alla disciplina del decreto legislativo n. 267 del 2000 e alle successive modificazioni, con il che il potere sostitutivo risulta attivabile, non per qualsiasi fattispecie liberamente apprezzabile dalla Provincia, bensì soltanto allorché l'inerzia si riverberi - a seguito di inattività o di violazione dei termini, delle forme o dei contenuti degli atti prescritti - in una violazione di norme poste a tutela degli interessi unitari alla cui salvaguardia l'intervento sostitutivo è chiamato. Con riferimento al soggetto cui il potere di intervento sostitutivo spetta, le disposizioni legislative, prevedendo l'attribuzione generica alla «Provincia», devono intendersi - in assenza di una specifica disposizione sul punto - nel senso che il potere di agire in sostituzione spetti all'organo provinciale di governo che risulta competente secondo le norme legislative e statutarie che definiscono, in generale, le linee di organizzazione dell'ente (considerazione che vale anche in riferimento alle ulteriori fattispecie in cui si configura un potere sostitutivo in capo, genericamente, alla Provincia).