[ddlpres]

Pertanto, si torna a ribadire che il reddito attribuito al fabbricato rurale deve intendersi come un elemento indicativo della potenzialità reddituale autonoma dell'edificio e che il reddito dominicale dei terreni, al fine della determinazione del valore che preclude l'attività di accertamento dell'Ufficio secondo il disposto del citato articolo 52 del D.P.R. n. 131 del 1986, è comprensivo anche della redditività delle costruzioni rurali asservite. Si precisa che i chiarimenti forniti con la presente circolare si riferiscono, oltre che alle imposte di registro e sulle successioni e donazioni, anche all'imposta comunale sugli immobili dovuta sulle costruzioni iscritte al catasto dei fabbricati, ma strumentali all'esercizio dell'attività agricola, ancorché destinate ad edilizia abitativa da parte del soggetto che conduce il terreno cui le costruzioni medesime sono asservite». Tale posizione è stata ribadita con la risoluzione n. 207/E, del 6 agosto 2009, dell'Agenzia delle entrate, ove esplicitamente si afferma: «Dal quadro normativo testé delineato emerge che la finalità dell'articolo 9 del decreto-legge n. 557 del 1993 è principalmente quella di consentire l'inventario completo del patrimonio edilizio. A tal fine il Ministero delle finanze (oggi Agenzia del Territorio) procede al censimento di tutti i fabbricati o porzioni di fabbricati rurali ed alla loro iscrizione nel catasto edilizio urbano. Detta iscrizione, per espressa previsione normativa, non comporta la perdita della qualifica "rurale" del fabbricato, sebbene, diversamente dal passato, l'attribuzione delle disposizioni normative in esame comporti l'attribuzione di una rendita a tutti i fabbricati rurali. In altri termini, si ritiene che la normativa dettata dal decreto-legge n. 557 del 1993 ha rivisitato i criteri per l'accatastamento dei fabbricati per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali, senza peraltro mutare la natura del reddito dominicale dei terreni, che è comprensivo della redditività facente capo alle costruzioni rurali asservite. In sostanza la rendita catastale attribuita al fabbricato rurale costituisce un elemento indicativo della potenzialità reddituale autonoma dell'edificio, mentre il reddito dominicale dei terreni è comprensivo anche della redditività delle costruzioni rurali asservite. Il fabbricato, pertanto, assume autonoma rilevanza fiscale solo nel caso in cui vengano a mancare i requisiti di cui ai predetti commi 3 e 3- bis dell'articolo 9 del decreto-legge n. 557 del 1993 per il riconoscimento della sua ruralità (...). Si ribadisce, al riguardo, che il reddito dominicale esprime un valore comprensivo anche dei fabbricati sovrastanti, sempre che tali costruzioni siano strumentalmente funzionali alle necessità del fondo e siano trasferite unitamente al fondo stesso, conservando tutti i requisiti previsti dall'articolo 9, commi 3 e 3- bis , del decreto-legge n. 557 del 1993». Anche con la risposta dell'Agenzia delle entrate (Direzione regionale della Lombardia) del 12 febbraio 2013 a quesito relativo ai fabbricati in possesso dei requisiti di ruralità di cui all'articolo 9 del decreto-legge n. 557 del 1993, è stato affermato, conformemente alla circolare n. 50 del 20 marzo 2000 ed alla risoluzione n. 207 del 6 agosto 2009, che «I fabbricati per i quali sia riconosciuta la ruralità ai sensi dell'articolo 9, commi 3 e 3- bis del decreto-legge n. 557/1997, ancorché iscritti in catasto con autonoma attribuzione di rendita si considerano asserviti al terreno sul quale insistono. Infatti, indipendentemente dalle modalità per l'accatastamento di tali fabbricati (...) rimane fermo il principio per cui il reddito dominicale dei terreni è comprensivo della redditività facente capo alle costruzioni rurali asservite (...). La rendita catastale attribuita ai fabbricati, pertanto, assume autonoma rilevanza ai fini fiscali esclusivamente nell'ipotesi in cui detti fabbricati perdano i requisiti di ruralità come sopra richiamati». Assoggettando ad ICI il reddito dominicale dei terreni, il tributo è assolto sia sul terreno che sui fabbricati rurali che insistono sul fondo. Con l'IMU, invece, come si vedrà meglio in seguito, i fabbricati rurali, sia d'uso abitativo che strumentali all'esercizio dell'attività agricola, rientrano nel campo dell'applicazione dell'imposta. L'assoggettamento ad IMU dei terreni e dei fabbricati rurali su loro insistenti determina, per quanto esposto, una palese duplicazione d'imposta, in contrasto con gli articoli 163 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e 67 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi) che prevedono il divieto di doppia imposizione valevole, per costante giurisprudenza, per tutte le imposte, sia quindi per l'ICI che per l'IMU. (La stessa imposta non può essere applicata più volte in dipendenza dello stesso presupposto, neppure nei confronti di soggetti diversi). Sul piano legislativo, il sopra indicato principio (il tributo è assolto sia sul terreno che sui fabbricati rurali che insistono sul fondo) è stato esplicitato dall'articolo 23, comma 1- bis , del decreto-legge n. 207 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2009, che così stabiliva: «Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l'articolo 2, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, deve intendersi nel senso che non si considerano fabbricati le unità immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, per le quali ricorrono i requisiti di ruralità di cui all'articolo 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni». Detta disposizione è stata, peraltro, abrogata, a decorrere dal 1º gennaio 2012, dall'articolo 13, comma 14, lettera d), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, che ha anticipato, come sopra accennato, l'istituzione dell'IMU. Come risulta dalla circolare n. 3/DF, del 18 maggio 2012, del Ministero dell'economia e delle finanze -- Dipartimento delle finanze -- Direzione federalismo fiscale (capitolo 7, le disposizioni dell'IMU per il settore agricolo): «I fabbricati rurali sia ad uso abitativo sia strumentali all'esercizio dell'attività agricola rientrano nel campo di applicazione dell'IMU.