[pronunce]

che tuttavia, espone il rimettente, i termini previsti per l'adozione dello statuto dell'Agenzia sono stati più volte prorogati, dapprima fino al 31 marzo 2012 (ai sensi dell'art. 11 del d.l. n. 216 del 2011, nel testo originario), poi fino al 31 luglio 2012 (per effetto della modifica del citato art. 11 ad opera della legge di conversione n. 14 del 2012) e, da ultimo, fino al 30 settembre 2012 (ai sensi dell'art. 12 del d.l. n. 95 del 2012, come convertito); che l'art. 11 del d.l. n. 216 del 2011, come convertito, nel testo modificato dal d.l. n. 95 del 2012, come convertito, ha infine previsto, al comma 5, che in caso di mancata adozione, entro il termine del 30 settembre 2012, dello statuto e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, l'Agenzia sia soppressa e le attività e i compiti già attribuiti alla medesima siano trasferiti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a decorrere dal 1° ottobre 2012, con contestuale trasferimento a quest'ultimo delle risorse finanziarie umane e strumentali relative all'Ispettorato di vigilanza sulle concessionarie autostradali; che, essendo mancata, nonostante i ripetuti rinvii, l'adozione dello statuto dell'Agenzia ed approssimandosi il termine previsto dalla legge per il trasferimento al competente Ministero delle funzioni e dei dipendenti in servizio presso l'IVCA, ANAS spa ha inviato a questi ultimi la nota datata 27 settembre 2012, con la quale ha comunicato il trasferimento della titolarità del contratto di lavoro, ex lege e senza soluzioni di continuità, in capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; che, con il decreto ministeriale 1° ottobre 2012, n. 341, impugnato nel giudizio a quo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha istituito, al suo interno, la Struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali (più avanti «Struttura»), alla quale sono state affidate le funzioni che avrebbero dovuto essere svolte dall'Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali; che, sempre con tale decreto, alle dipendenze della Struttura è stato trasferito il personale ex ANAS a tempo indeterminato in servizio presso l'IVCA alla data del 31 maggio 2012, con applicazione della disciplina dei contratti collettivi nazionali relativi al comparto Ministeri e all'Area I della dirigenza, secondo le modalità previste dalla legge; che il giudice rimettente evidenzia come le disposizioni di legge descritte abbiano infine comportato il trasferimento tout court, in ruoli ministeriali, di parte del personale dipendente da ANAS spa, senza il previo superamento di un pubblico concorso, in contrasto con i principi di eguaglianza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, nonché con il principio dell'accesso ai pubblici impieghi mediante pubblico concorso, in violazione, quindi, dell'art. 97 Cost., oltre che degli artt. 3 e 51 Cost.; che si sono costituiti i ricorrenti nel giudizio a quo, i quali hanno diffusamente ripercorso le vicende normative che hanno interessato l'ufficio IVCA e che si porrebbero tutte in frontale contrasto con la regola dell'accesso nei ruoli della pubblica amministrazione mediante pubblico concorso; che, ad avviso dei ricorrenti, il trasferimento del personale già allocato presso l'ufficio IVCA di ANAS spa avrebbe dovuto essere strettamente collegato all'istituzione dell'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali, creata allo scopo di evitare la commistione, in capo ad ANAS spa, delle funzioni, da un lato, di concedente della rete autostradale e, dall'altro, di concessionario ex lege della rete stradale di interesse nazionale; che, invece, secondo la difesa delle parti costituite, tale obbiettivo di interesse pubblico generale - che avrebbe potuto giustificare una deroga alla regola dell'accesso mediante concorso nei ranghi della pubblica amministrazione - risulterebbe di fatto non perseguito, come dimostrerebbe il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 febbraio 2014, n. 72 (Regolamento di organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135), impugnato con separato ricorso innanzi al TAR Lazio, con il quale i ricorrenti sono stati inquadrati in una Direzione generale che non si occupa dell'esercizio delle funzioni di concedente della rete autostradale, cioè proprio delle funzioni in vista del cui esercizio il loro allontanamento da ANAS spa era stato disposto; che, inoltre, le disposizioni censurate, attraverso univoci riferimenti, identificherebbero nominativamente i soggetti da trasferire, palesando la propria natura di norme sostanzialmente provvedimentali, che non potrebbero superare lo stretto scrutinio di costituzionalità imposto dalla giurisprudenza di questa Corte per tale genere di norme; che la Corte d'appello di Roma (r.o. n. 64 del 2015) ha sollevato le questioni di legittimità costituzionale già sopra indicate nell'ambito del giudizio introdotto da un reclamo avverso una sentenza di condanna del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alla costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in favore di un ex dipendente a tempo determinato di ANAS spa, addetto, all'epoca del licenziamento, all'ufficio IVCA; che il rimettente ha premesso, in punto di rilevanza, che la decisione della pregiudiziale eccezione di difetto di legittimazione passiva, sollevata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dipende dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale delle medesime norme censurate dal TAR Lazio nell'ordinanza di rimessione r.o. n. 138 del 2014; che, quanto alla non manifesta infondatezza delle questioni, la Corte d'appello di Roma ha ripercorso integralmente i passaggi motivazionali dell'ordinanza del TAR Lazio; che, in entrambi i giudizi e con analoghe argomentazioni, è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, sostenendo l'infondatezza delle sollevate questioni di legittimità costituzionale; che, sostiene l'Avvocatura generale, in tema di procedure di mobilità nel pubblico impiego sarebbe possibile superare la regola generale dell'assunzione di personale tramite pubblico concorso, laddove ci si trovi in presenza di disposizioni normative speciali che espressamente prevedano il trasferimento di risorse umane e strumentali da un ente ad un altro, in virtù di un dislocamento di funzioni; che esattamente questo sarebbe avvenuto nel caso di specie, in particolare per la necessità di eliminare la sovrapposizione, in capo ad ANAS spa, dei ruoli di concedente e concessionario pubblico, nonché di organo di vigilanza su altri concessionari;