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Anche se non rientra nel perimetro di questa informativa, vi confermo che il Governo vuole farsi trovare pronto all'appuntamento con gli strumenti di finanziamento europeo e già in questi giorni ha avviato un'ampia consultazione con tutte le forze politiche, produttive, sociali e culturali del Paese per elaborare un piano di rilancio da cui potrà essere successivamente ricavato lo specifico recovery plan che l'Italia presenterà in adesione al programma next generation EU. Quando il progetto italiano avrà una fisionomia sufficientemente completa il Governo verrà doverosamente in Parlamento per riferire sui contenuti, pronto ad accogliere proposte e suggerimenti. Questo Governo non si è mai sottratto e mai si sottrarrà al confronto con il Parlamento. Quella di venerdì prossimo - tengo a precisarlo - è una videoconferenza e, quindi, una riunione informale del Consiglio europeo a carattere meramente consultivo, ma ha tutti i passaggi formali. Pertanto, prima del successivo Consiglio europeo ci saranno tutti i passaggi formali e, in quell'occasione, il confronto con il Parlamento si tradurrà in una votazione formale. Come ho ripetuto più volte, le risorse che al termine del negoziato verranno messe a disposizione dall'Unione europea non potranno essere gestite dal Governo in carica come un proprio tesoretto. Di questo siamo assolutamente convinti. Tali risorse costituiranno una base importante per finanziare il rilancio del Paese. È evidente che quest'obiettivo ambizioso necessita di una collaborazione e di una condivisione da parte di tutti. Il nostro Paese - è questo il nostro obiettivo - deve tornare a credere in se stesso e a condividere obiettivi ambiziosi comuni, al di là delle divisioni politiche. Torniamo all'oggetto specifico di questa informativa. La prossima riunione del Consiglio europeo si terrà ancora in modalità telematica e dovrà aprire la strada a un accordo di qualità sui nuovi strumenti di supporto alla ripresa economica europea e sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea. Perché il Consiglio europeo possa pronunciarsi con un voto e una decisione finale manca ancora un elemento essenziale: la proposta formale di un nuovo quadro finanziario pluriennale da parte del presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Per questo motivo, l'incontro avrà natura consultiva e sarà volto a far emergere convergenze e dissensi ancora esistenti tra i Paesi membri al fine di preparare il successivo Consiglio europeo di luglio. È prima di questo Consiglio - come anticipavo - che tornerò in Parlamento per chiedere il vostro voto a supporto di una risoluzione che indichi la posizione che l'Italia terrà in Europa, alla luce anche della proposta formale - allora sì che l'avremo - di un nuovo quadro finanziario pluriennale. L'esperienza insegna che le riunioni del Consiglio europeo conducono a decisioni all'altezza della sfida solo se vi è, anche di fronte a posizioni e sensibilità differenti, un metodo di lavoro improntato allo spirito europeo e al dialogo costruttivo. Stiamo lavorando anche in queste ore affinché l'Europa non disperda il patrimonio di credibilità e di iniziativa politica che ha accumulato negli ultimi mesi - permettetemi di sottolinearlo - grazie anche al contributo determinante dell'Italia. Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, tre settimane orsono, ha presentato proposte su next generation EU e sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027. Queste proposte sono ispirate dalla consapevolezza dell'ineludibile necessità di una risposta europea straordinaria a una crisi senza precedenti nella storia dell'Unione. Ciò è coerente con un approccio che l'Italia - e lo dico con orgoglio - ha responsabilmente proposto sui tavoli europei fin dalla prima fase del contagio da Covid-19. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente per far maturare la comprensione che l'unica risposta possibile ed efficace ai danni prodotti dal coronavirus è una risposta europea ambiziosa ed effettivamente in grado di dare una forte scossa alle economie del continente, che sono strettamente interdipendenti. Lo sforzo italiano, condiviso - lo ricorderete - in una prima fase da altri otto Stati membri, è divenuto al Consiglio europeo del 23 aprile un consenso a 27 sul riconoscimento del recovery fund come misura necessaria e a cui lavorare con urgenza - cito testualmente - per superare una crisi straordinaria, le cui dimensioni sono state recentemente confermate anche dalle stime economiche delle organizzazioni e istituzioni internazionali più accreditate in questo senso (Fondo monetario internazionale e Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e anche europee (penso alle previsioni economiche di primavera della Commissione europea). La proposta del presidente von der Leyen conferma che la Commissione europea non ha mancato l'appuntamento con la storia, così come non lo ha mancato - dobbiamo sottolinearlo - la Banca centrale europea, che ha messo in campo un'ingente potenza di fuoco a tutela delle economie europee. Nelle prossime settimane sarà il Consiglio a essere chiamato all'appuntamento con la storia. La proposta della Commissione europea su next generation EU e sul QFP 2021-2027 rappresenta una buona base di partenza - davvero buona - di cui condivido la logica e lo spirito, così come ho considerato la proposta franco-tedesca un positivo passo nella direzione auspicata dall'Italia di una risposta europea ambiziosa, all'altezza dei bisogni e delle aspettative dei cittadini del nostro continente. Per far ripartire la nostra economia è fondamentale - e non mi stanco di ripeterlo anche ai miei omologhi europei - raggiungere l'obiettivo primario di un consenso prima possibile sulla decisione di dare tempestivo avvio a next generation EU, perché una decisione tardiva sarebbe di per sé un fallimento. La decisione politica che spetta ora al Consiglio europeo rappresenta un obiettivo storico sul piano sia europeo sia nazionale in risposta alla peggior crisi continentale da oltre settant'anni. Non possiamo permetterci di riprodurre la liturgia che ben conosciamo delle decisioni dei Consigli europei che, in particolare su questioni di bilancio, necessitano di lunghi negoziati che sfociano quasi sempre in compromessi al ribasso. Non lo meritano le decine di migliaia di vittime europee del Covid-19. Non lo meritano le famiglie, i giovani, le imprese, i cittadini che ne stanno affrontando le conseguenze sociali ed economiche. È per questa ragione che giudico ad un tempo morale, ma anche politica (cui si aggiunge naturalmente l'urgenza dei numeri sull'andamento dell'economia), che tutti gli Stati membri sono chiamati a una decisione di elevato profilo. Il presupposto per raggiungere l'obiettivo è che i Capi di Stato e di Governo siano animati dai princìpi di responsabilità e di solidarietà. La nostra posizione in questo senso è che non ci si discosti dalla proposta della Commissione quanto al volume e alla composizione ad ampia prevalenza di grant (sussidi) e che rimanga fermo il principio di un finanziamento straordinario e a lungo termine tramite debito comune europeo. Inoltre - l'ho già ricordato - l'accordo dovrà giungere in tempi rapidi, per consentire, dopo le necessarie approvazioni al Parlamento europeo e ai Parlamenti nazionali, un celere avvio dell'attuazione del next generation EU e del prossimo quadro finanziario pluriennale. La posta in gioco sul piano europeo è la tenuta dell'economia e della questione sociale dell'Unione;