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Mi auguro che ciò possa rappresentare un buon viatico per tutti e che il clima che abbiamo respirato in queste ore si possa diffondere nella restante parte della legislatura. (Applausi) . PRESIDENTE . Rivolgo un suggerimento per il futuro, rispetto agli interventi del Governo. Se il rappresentante del Governo interviene fuori dalla fase della replica, può riaprire il dibattito, con un intervento di dieci minuti per Gruppo. Quindi va fatto con molta cautela. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 31, recante misure urgenti in materia di svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sul fermo di un ufficiale della Marina militare italiana BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori, perché si è verificato in queste ore un fatto gravissimo, l'episodio più grave dai tempi della guerra fredda. Mi riferisco all'arresto di un ufficiale della Marina italiana, che è stato fermato insieme a un militare russo, per spionaggio. Si tratta di una grave minaccia alla sicurezza dello Stato, che dimostra che anche l'Italia è coinvolta nella strategia di offensiva russa. Dopo le campagne di disinformazione lanciate da organi vicini al Cremlino, per condizionare la politica italiana, questo episodio dimostra che il livello dello scontro si sta alzando ulteriormente. Signor Presidente, visto che il Copasir è paralizzato dal fatto che la sua composizione e la sua presidenza non corrispondono a quanto dettato dalla legge, il Gruppo Fratelli d'Italia chiede che venga immediatamente in Assemblea a riferire il Presidente del Consiglio o, per lui, il Sottosegretario con la delega ai Servizi. (Applausi) . PRESIDENTE . Sospendo i lavori fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 12,37, è ripresa alle ore 16,03) . Discussione del documento: Doc Doc. XVI, n. 5 Relazione delle Commissioni riunite 5ª e 14ª sulla proposta di «Piano nazionale di ripresa e resilienza» PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XVI, n. 5. La relazione è stata già stampata e distribuita. Chiedo ai relatori, senatori Stefano e Pesco, se intendono integrarla. STEFANO, relatore . Signor Presidente, colleghe e colleghi, signor Sottosegretario, restituiamo oggi all'esame dell'Assemblea un documento molto importante per noi e per le prossime generazioni, che tiene insieme visione e proposte, valori e progetti. Il lavoro delle Commissioni riunite 14 a e 5 a , così come avvenuto per le linee guida, è stato impegnativo, con l'aggravio questa volta di essere dovuti passare attraverso le maglie di una crisi di Governo che ci ha visti attendere la definizione dei nuovi interlocutori per procedere all'analisi e all'esame del Piano. Abbiamo operato dando seguito a un articolato ciclo di audizioni che ci ha permesso di maturare i contenuti di questo documento che riporta, a mio avviso, una sintesi equilibrata delle diverse sensibilità che animano il nostro Parlamento, non solo nell'ampia maggioranza. Come relatore, unitamente all'altro relatore, avverto l'esigenza di utilizzare il tempo a mia disposizione per mettere in evidenza alcuni punti del documento, a valle di una coordinata ripartizione col collega Pesco. Inizio da due aspetti che definisco di sistema. Il primo riguarda la necessità di trasformare le politiche per i giovani, attualmente indicate come priorità trasversali nelle varie missioni, in un pilastro specifico e autonomo, come peraltro previsto nel regolamento UE del 18 febbraio. Si tratta di una scelta che condividiamo nella sua ratio perché coerente con le finalità stesse di questo Piano, che è per l'appunto rivolto alle nuove generazioni. L'altro punto di sistema che intendo portare all'attenzione dell'Assemblea è invece più specifico e riguarda la necessità perentoria di scongiurare il rischio che, in nome della tempistica stringente e dei criteri altrettanto esigenti che il Piano porta con sé, vengano finanziati solo i progetti oggi già pronti. Non vorrei infatti che la traduzione pratica di questo principio, quale è, ad esempio, l'immediata cantierabilità, diventasse l'ostacolo alla progettualità nei settori e nei territori dove i divari sono maggiori e dove è più urgente la necessità di andare a operare una perequazione. Non possiamo in alcun modo permettere che i criteri stringenti in ambito tempistico fungano, tra la beffa e una sorta di contrappeso, da ulteriore leva che finisca in sostanza per ampliare quel divario per il quale siamo destinatari di questa mole di risorse e in ragione del quale stiamo attuando il Piano in esame. Sarebbe un corto circuito imperdonabile, che decreterebbe nell'immediato e senza appello il fallimento di quella che è un'iniziativa storica che ci offre l'Unione europea. Scontiamo infatti da anni una disomogeneità in servizi e infrastrutture materiali e immateriali che la pandemia ha solo reso più evidenti, rispetto alla quale, tuttavia, oggi abbiamo l'opportunità di operare. Per questo, parità di genere, giovani e sviluppo del Mezzogiorno sono alla base della nostra attenzione e corrono lungo tutto il Piano. Su questi tre elementi trasversali non possiamo in alcun modo fallire. Rispetto al primo - la parità di genere - è a tutti chiaro come la crisi che ancora oggi attraversiamo si è abbattuta con particolare ferocia sulle donne e sulle donne lavoratrici. Abbiamo tutti letto i dati, che fanno rabbrividire: i dati sull'incidenza della loro espulsione dal lavoro nel 2020, a cui si vanno a sommare ulteriori gravami, quali sono i costi di gestire i figli in DAD, di continuare a dare assistenza nel contesto familiare, ad esempio, ai genitori anziani e, non da ultimo, anche dell'eventuale convivenza con la violenza nella propria casa. Abbiamo di conseguenza deciso di indicare chiaramente al Governo un set importante di impegni per cominciare praticamente a recuperare quello che fotografiamo come un gap , ma che per profondità, complessità ed interconnessione è un universo che nel nostro Paese necessita di una vera e propria energica iniziativa multisettoriale. Di qui l'impegno a un monitoraggio ex ante , in itinere ed ex post di tutte le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che avranno effetti sulla parità di genere, così come l'impegno nel superamento della disparità nei servizi educativi, che aleggia su tutto il nostro territorio, l'aumento dei congedi di paternità, la revisione del sistema del servizio di cura degli anziani e la promozione dell'accesso alle facoltà STEM, incrociando quindi strategie per il presente e investimenti per il futuro. Anche in ambito economico sono tanti gli strumenti e le misure che presentiamo oggi nel documento all'esame dell'Assemblea: