[pronunce]

«avrebbe comunque trovato applicazione, giusta la sua dichiarata riferibilità agli appartenenti a tutte le Forze di polizia» (punto 12 dell'ordinanza di rimessione). Si può dunque ritenere che il giudice a quo - a prescindere dall'imperfetta ricostruzione del testo previgente dell'art. 6, comma 1, lettera i), del d.lgs. n. 199 del 1995 (su cui, parimenti di seguito, punto 3.2. ) - assuma, almeno implicitamente, la norma di cui al citato art. 26 della legge n. 53 del 1989 a termine di raffronto rispetto al quale il legislatore avrebbe introdotto un più rigoroso trattamento speciale per l'accesso al Corpo della Guardia di finanza. Nel resto, la motivazione fornita dal rimettente è adeguata, avendo comunque preso in esame i princìpi e i criteri direttivi stabiliti dall'art. 8, comma 1, lettera a), della legge n. 124 del 2015, in attuazione del quale è stata introdotta la causa di esclusione, onde eventuali incongruenze sul punto attengono semmai al merito. 2.2.- In secondo luogo, il rimettente non avrebbe esposto le ragioni per le quali la disposizione censurata, in relazione al particolare trattamento sanzionatorio previsto dall'art. 186, comma 9-bis, cod. strada, finirebbe per contraddire la finalità rieducativa della pena garantita dall'art. 27, terzo comma, Cost. L'eccezione è parimenti non fondata. Anche se con argomentazioni non sempre nitide, il giudice a quo afferma, in sostanza, che la disposizione censurata contrasta con il principio della finalità rieducativa della pena perché l'automatica esclusione dal concorso, senza alcuna possibilità per l'amministrazione di valutare diversamente la condotta del candidato sotto il profilo dell'incensurabilità, impedirebbe alla pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, applicata per quel reato, di esplicare in pieno la sua funzione rieducativa e risocializzante, depotenziandone gli effetti. Tali ragioni sono sufficienti a chiarire i termini della questione, mentre la loro eventuale non fondatezza attiene semmai, anche in questo caso, al merito. 2.3.- Un'analoga lacuna motivazionale è eccepita per le questioni riferite agli artt. 4, 35 e 97 Cost. Pur ammettendo in via generale la legittimità di automatismi che precludono l'accesso al pubblico impiego, il giudice a quo si limiterebbe, da un lato, a enfatizzare la circostanza che la censurata causa ostativa costituisce un unicum nell'ambito degli ordinamenti delle Forze di polizia e, d'altro lato, a rilevare che l'espletamento dei servizi di polizia stradale non rappresenta una peculiarità della Guardia di finanza, senza alcun approfondimento in ordine alle altre specificità funzionali e ordinamentali proprie di tale Corpo. Anche questa eccezione non è fondata. Il rimettente chiarisce che le ragioni della censura risiedono, quanto alla violazione degli artt. 4 e 35 Cost., nella sproporzione della causa ostativa rispetto al fine perseguito, comportante la negazione (id est, il totale sacrificio) del diritto al lavoro: in definitiva, è prospettato, con argomentazione adeguata, un irragionevole bilanciamento dei contrapposti interessi a confronto, il cui esame sembra riguardare, anche in questo caso, il merito delle questioni. Infine, anche la motivazione della censura di violazione dell'art. 97 Cost., con cui si prospetta la diseconomicità della scelta legislativa di escludere dal concorso chi appartiene a categorie "riservatarie" di posti, supera il vaglio di ammissibilità, non senza considerare che è la stessa eccezione ad apparire, in riferimento a tale specifico parametro, del tutto priva di un'autonoma motivazione. 3.- Prima di esaminare il merito, va ricostruito il quadro normativo di riferimento. 3.1.- Il Corpo della Guardia di finanza «fa parte integrante delle Forze armate dello Stato e della forza pubblica e ha il compito di: prevenire, ricercare e denunziare le evasioni e le violazioni finanziarie; eseguire la vigilanza in mare per fini di polizia finanziaria e concorrere ai servizi di polizia marittima, di assistenza e di segnalazione; vigilare, nei limiti stabiliti dalle singole leggi, sull'osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico; concorrere alla difesa politico-militare delle frontiere e, in caso di guerra, alle operazioni militari; concorrere al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica; eseguire gli altri servizi di vigilanza e tutela per i quali sia dalla legge richiesto il suo intervento» (art. 1, secondo comma, della legge n. 189 del 1959). Ai sensi dell'art. 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121 (Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza), esso costituisce anche una delle «Forze di polizia» - insieme alla «polizia di Stato», all'«Arma dei carabinieri» («quale forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza»), al «Corpo degli agenti di custodia» (ora Corpo di polizia penitenziaria) e al «Corpo forestale dello Stato» (ora assorbito nell'Arma dei carabinieri) - con il compito di concorrere «al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica». Al fine di razionalizzare le funzioni di polizia, l'art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 177 del 2016 ha individuato dei «[c]omparti di specialità delle Forze di polizia», nel cui ambito ciascuna di esse esercita compiti «in via preminente o esclusiva, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'interno ai sensi dell'articolo 1 della legge 1° aprile 1981, n. 121, [...] ferme restando le funzioni rispettivamente attribuite dalla normativa vigente a ciascuna Forza di polizia, nonché le disposizioni di cui alla medesima legge». La medesima disposizione, alla lettera c), ha assegnato al Corpo della Guardia di finanza i seguenti comparti di specialità: «1) sicurezza del mare, in relazione ai compiti di polizia, attribuiti dal presente decreto, e alle altre funzioni già svolte, ai sensi della legislazione vigente e fatte salve le attribuzioni assegnate dalla legislazione vigente al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera; 2) sicurezza in materia di circolazione dell'euro e degli altri mezzi di pagamento». Assumono qui rilievo anche i compiti attribuiti alle Forze di polizia dal codice della strada, con particolare riguardo ai «servizi di polizia stradale», che sono costituiti, ai sensi dell'art. 11, comma 1, dello stesso codice, dalle seguenti attività: prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale; rilevazione degli incidenti stradali; predisposizione ed esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico; scorta per la sicurezza della circolazione; tutela e controllo sull'uso della strada. L'art. 12 cod.