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L'indennizzo per gli azionisti è commisurato al 30 per cento del costo di acquisto, mentre per gli obbligazionisti è del 95 per cento del costo stesso, entro il limite massimo di 100.000 euro per ogni risparmiatore. Con decreto ministeriale del maggio 2019, sono state, inoltre, disposte modalità operative per accedere al Fondo. Dall'8 agosto scorso è attivo il portale per la presentazione delle istanze. Hanno accesso a tale fondo i risparmiatori, ovvero persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, o coltivatori diretti, organizzazioni di volontariato e di promozione sociale, microimprese con meno di 10 persone. Insomma, tutta una platea di persone che ha avuto grave danno da queste situazioni. In Commissione bilancio abbiamo cercato di fare presente, il 21 di gennaio, questa situazione. Ci stato detto che così era. Io, invece, alla luce delle successive situazioni che si sono verificate, con riferimento all'arresto di padre e figlio, presidente e amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, e ai due miliardi di passività che stanno emergendo, avrei voluto un po' di attenzione, perché la situazione era in evoluzione e soprattutto perché era già stata ben delineata alla Camera con una questione pregiudiziale. Ferma restando la bontà, comunque, dell'intero impianto che invece porta il titolo «Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento» e che, come ci è stato chiarito in Commissione bilancio, serviva per creare una nuova banca che fosse da volano per gli investimenti del Mezzogiorno. E noi su questo siamo favorevoli. Pertanto, premesso che il Governo interviene con il presente decreto-legge per il potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno - Mediocredito centrale... (Brusio)... Signor Presidente, non riesco a parlare. PRESIDENTE. Senatrice Faggi, ho usato anche il campanello e considero anche irrispettoso per i colleghi ripetere ogni volta le stesse cose. Tuttavia mi sembra che repetita iuvant, quindi cortesemente inviterei l'Assemblea a creare un'atmosfera più silenziosa e rispettosa verso la collega che sta intervenendo. Non mi riferisco a nessuno in particolare, ma sarebbe cosa gradita. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, io penso che la situazione sia questa perché godiamo dell'immunità parlamentare: io che facevo il sindaco, dovevo stare attenta... PRESIDENTE. Senatrice, la prego cortesemente di continuare il suo intervento nel merito. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Tale operazione di potenziamento, in seconda battuta, dovrà portare alla costituzione di una nuova società, alla quale saranno assegnate le attività e le partecipazioni acquisite dalla Banca del Mezzogiorno per promuovere attività finanziarie e d'investimento a sostegno delle imprese del Mezzogiorno che - lo ripeto - è molto importante. Nell'emanazione del decreto-legge si ravvisa però da subito una palese violazione del precetto costituzionale che affida l'esercizio della funzione legislativa collettivamente alle due Camere, ai sensi dell' articolo 70 della Costituzione. È noto, infatti, come il ricorso alla decretazione d'urgenza si configuri ormai da anni come una forma di sbilanciamento e di forzatura degli equilibri dei poteri previsti dal dettato costituzionale vigente, spostando di fatto in capo al Governo ogni potere legislativo spettante invece alle Camere. Ciò è ancor più evidente con il Governo giallorosso che, pur da qualche mese insediato, ha già abbondantemente abusato del ricorso alla decretazione d'urgenza con ben sette decreti-legge in quattro mesi. Non si ravvede altresì la necessità e l'urgenza, di cui all'articolo 77, comma 2, della Costituzione, di affrontare la materia del potenziamento delle capacità patrimoniali di un istituto di credito controllato dallo Stato, peraltro disponendo un incremento fino all'importo massimo di 900 milioni di euro, che potrà avvenire anche nel corso del 2020, come espressamente indicato dal Governo nella relazione illustrativa del disegno di legge. Parimenti si ritiene che non sia possibile affrontare il tema dello storico divario tra le Regioni del Mezzogiorno e il resto d'Italia attraverso lo strumento della decretazione d'urgenza, peraltro di fine anno, come il Governo dichiara esplicitamente di voler fare nella relazione illustrativa al disegno di legge, a difesa dell'intervento normativo posto in essere. Il provvedimento in questi termini rischia inoltre di essere giudicato come una misura anticoncorrenziale dalla Commissione europea, che potrebbe ravvederci un aiuto di Stato, in quanto arreca un vantaggio solo alle imprese situate in determinate zone, a maggior ragione tenendo in debita considerazione la comunicazione europea sugli aiuti di Stato in favore delle banche del 10 luglio 2013. Pertanto, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, si chiede di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1672 e gentilmente di soffermarci sul tema magari provando ad integrarlo dando priorità assoluta a quei pensionati, a quegli agricoltori e alle microimprese che hanno avuto grave nocumento dalla Banca popolare di Sondrio. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla questione pregiudiziale presentata si svolgerà una discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, tutto mi aspettavo questa mattina, salvo che si assumesse un'iniziativa di riempimento, qualificandola come questione pregiudiziale. Se c'è un problema, per quanto riguarda l'economia del Mezzogiorno, che si ingigantisce dannosamente, è proprio quello coincidente con la promozione di atteggiamenti pregiudiziali. Non è un gioco di parole quello che faccio, non prendo in prestito un gioco intellettuale, ma davvero, rispetto alla necessità che si avverte nel Mezzogiorno di vitalità economica da ritrovare, di correttezza e di giustezza nel rapporto tra finanza, credito e vitalità delle imprese, non serve promuovere una qualsiasi discussione affidata al venticello della pregiudizialità. Dobbiamo fare in modo, invece, che emerga la verità della complessità di questa vicenda. Giorni fa è emerso, come regalo di Google, un vecchio documento di Pasquale Saraceno il quale ci ricordava che potevamo avere aspettativa di liberazione del Mezzogiorno soltanto con gli strumenti di programmazione 2020-2021, per ricordare la lunga marcia che ha riguardato il Mezzogiorno d'Italia dalle prime intuizioni, quando si volle a tutti i costi giustamente mettere al centro anche la capacità del credito di spingere la vitalità delle imprese. Avevamo all'inizio il Banco di Napoli. Quelli che hanno operato, studiato, vissuto e riflettuto nel Novecento migliore conoscono il ruolo fondativo infrastrutturale del Banco di Napoli.