[massime]

Competenza e giurisdizione in materia civile - Riparto di giurisdizione - Espulsione di stranieri dal territorio nazionale - Ricorsi avverso il relativo provvedimento prefettizio dinanzi al giudice ordinario - Mancata devoluzione al giudice amministrativo di tutte le controversie attinenti al “soggiorno” di stranieri in italia - Prospettata violazione del principio di ragionevolezza e del diritto di difesa - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 6, comma 10, e 13, comma 8, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui le norme censurate non devolvono ad un unico giudice e, segnatamente, al giudice amministrativo, le controversie relative al soggiorno degli stranieri in Italia. Infatti - posto che rientra nella discrezionalità del legislatore, ripartire, a seconda della tipologia e del contenuto dell’atto, la giurisdizione tra il giudice amministrativo ed il giudice ordinario, conferendo anche un eventuale potere di annullamento con gli effetti previsti dalla legge, e che non esiste sul piano costituzionale una esigenza inderogabile che, una volta iniziato un giudizio tra due soggetti, tutti i rapporti e le pretese successive debbano subire una concentrazione (non prevista dalla procedura) avanti ad unico giudice, in deroga ad ogni diversa previsione di riparto di giurisdizione ed al principio di precostituzione del giudice – deve escludersi una palese irragionevolezza nella scelta discrezionale del legislatore di attribuire alla giurisdizione ordinaria la tutela nei riguardi dei provvedimenti di espulsione aventi implicazioni sulla libertà personale. - In tema di riparto della giurisdizione, v. sentenza n. 275/2001 e ordinanza n. 165/2001. - Sul tema specifico della giurisdizione in ordine ai provvedimenti di espulsione, v. sentenza n. 105/2001 e ordinanza n. 297/2001. M.F.