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nell'ottobre 2019, il Ministero, sulla base di uno studio di fattibilità condotto per determinare se l'inserimento della SMA (atrofia muscolare spinale) fosse fattibile e a quali condizioni, concluse per l'inserimento; la pandemia che ha investito anche il nostro Paese, purtroppo, ha fatto sì che ad oggi non vi sia stato alcun aggiornamento, né siano stati avviati quei confronti previsti dalla legge, che dovrebbero portare poi a questo atto del Ministero della salute, si chiede di sapere come intenda procedere il Ministro in indirizzo nei confronti dell'aggiornamento del panel che include le malattie da sottoporre a screening neonatale, anche per non interrompere alcuni progetti pilota, come quello relativo alla SMA, iniziati quest'anno e destinati ad esaurirsi nel 2021, se non verrà urgentemente riprogrammata la data del giugno 2020, ormai scaduta, come previsto dal decreto-legge n. 162 del 2019. Atto n. 3-02024 BERUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 125, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, prevede che al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del COVID-19, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, nonché alle strutture ricettive extra alberghiere a carattere non imprenditoriale a condizione che siano in possesso del codice identificativo di cui all'articolo 13- quater , comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, spetta un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti; il credito d'imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2020; il comma 2 dispone che con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, sono stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta, al fine del rispetto del limite di spesa di cui al comma 1; tale provvedimento, adottato dal direttore dell'Agenzia delle entrate in data 11 settembre 2020, in ragione dei criteri e delle modalità di applicazione e fruizione dei crediti d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione e l'acquisto dei dispositivi di protezione definiti dallo stesso direttore dell'Agenzia con provvedimento del 10 luglio 2020, ha determinato la percentuale del credito d'imposta al 15,6423 per cento, ben al di sotto di quella stabilita dal legislatore, si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo sia nota la rilevante differenza tra la percentuale del 60 per cento di credito d'imposta prevista dal legislatore per le spese sostenute nel 2020 dai soggetti di cui all'articolo 125, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2020, per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di DPI e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, e la percentuale effettivamente riconosciuta, pari al 15,6423 per cento; se non ritenga, come è parere dell'interrogante, che una differenza così marcata comporti un grave danno per tutti quei soggetti che hanno programmato e implementato responsabilmente la sanificazione e l'acquisto di dispostivi di protezione individuale e per la salute di lavoratori e utenti considerando come percentuale di riferimento per il credito d'imposta il 60 per cento determinato dal legislatore e non il 15,6423 per cento secondariamente definito da un atto amministrativo; quali misure intenda adottare per sostenere coloro i quali sono costretti a far fronte a significative spese per la sanificazione e la tutela della salute in ragione dell'emergenza da COVID-19 in modo congruo rispetto a quanto definito dal legislatore. Atto n. 3-02025 DE PETRIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: una delle maggiori criticità emerse in questa seconda fase della pandemia dovuta al COVID-19 è quella relativa al trasporto pubblico locale, che a detta degli esperti è ritenuto, a causa degli assembramenti che determina su alcune linee ed in particolari orari, uno dei veicoli più importanti della diffusione del virus; nel "decreto agosto" (decreto-legge n. 104 del 2020), all'articolo 39, comma 1- bis , viene autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per il servizio di trasporto scolastico, mentre all'articolo 44 vengono stanziati altri 400 milioni per incrementare le risorse del fondo per compensare le imprese di trasporto pubblico locale e ferroviario regionale, di cui 300 milioni possono essere utilizzati anche per servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, destinato anche a studenti, occorrenti per fronteggiare le esigenze di trasporto legate all'emergenza; più in generale, si deve constatare come in Italia non vi sia un piano aggiornato dei trasporti e della logistica (PGTL, fermo al 2001) che abbia incorporato tutti gli obiettivi ambientali, di sostenibilità, accessibilità, emissioni zero, elettrificazione, ma anche la mobilità condivisa, la bicicletta a pedalata assistita, la rivoluzione digitale nei servizi, i piani urbani per la mobilità sostenibile delle città. È essenziale quindi, in assenza di questo piano che non si può certo adottare in poche settimane, costruire almeno una cornice chiara di riferimento; il documento "Italia veloce" presentato dal Ministro in indirizzo, allegato al DEF 2020, fa una disamina apprezzabile dello stato dei trasporti, parla di Italia resiliente e innovativa, ma poi la tabella con gli investimenti prioritari prevede una lunga lista di autostrade e potenziamenti stradali, che alimentano nuovo traffico. "Italia veloce" inoltre sottovaluta gli impatti ambientali e sanitari negativi del sistema: non assume la sostenibilità ambientale e gli obiettivi di riduzione dei gas serra al 2030 e 2050, la qualità dell'aria e la de-carbonizzazione come elementi chiave di analisi e selezione della strategia e degli interventi; tra i 7 "progetti faro" enucleati dalla Commissione UE da finanziare con le risorse del programma "Next Generation EU" compare "l'accelerazione dell'uso del trasporto sostenibile (...) e l'estensione del trasporto pubblico", si chiede di sapere: se risulti che i fondi del decreto-legge n. 104 del 2020 siano stati effettivamente spesi e con quali eventuali benefici per l'utenza;