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Oggi in Italia un neolaureato che voglia seguire una carriera di ricercatore o tecnologo ha scarse probabilità di riuscita considerate le ridotte dimensioni delle nostre aziende e considerate le ristrettezze e le limitazioni connesse con le assunzioni nel settore pubblico. In Germania, invece, un neolaureato in discipline tecnico-scientifiche ha di fronte a sé le opportunità offerte dall'enorme rete di RTO diffusa sul territorio (centri Fraunhofer, ma anche centri Leibnitz, centri Helmholtz e altri) e così accade anche in altri Paesi europei. Anche alla fuga di cervelli sarebbe posto un freno. Con una rete di RTO stabile nel Paese i ricercatori non dovrebbero necessariamente trasferirsi all'estero per trovare condizioni ideali per condurre le loro attività di ricerca. Potrebbe invece determinarsi un'inversione di flusso con l'attrazione di risorse qualificate provenienti da altri territori. Una rete diffusa di RTO porterebbe, inoltre, allo sviluppo economico e sociale dei territori. Gli RTO rappresentano una infrastruttura privilegiata di capitale umano qualificato che può con efficacia assistere l'innovazione delle imprese (in particolare quelle piccole e medie) e delle istituzioni. I servizi che essi offrono, basati sulle loro esperienze di ricerca, sono altamente specialistici e sempre alla frontiera della conoscenza. Gli RTO non sono centri di servizio che assistono le aziende per le loro attività routinarie, ma le assistono per accompagnarle in investimenti di innovazione, per accrescere la loro competitività e per accompagnarle verso produzioni più eco-sostenibili. Gli RTO sono, in pratica, i laboratori di ricerca e sviluppo disponibili per le piccole e medie imprese che difficilmente possono permettersi laboratori propri. In questo senso i servizi specialistici offerti da un RTO diventano catalizzatori di innovazione di un territorio. In conclusione giovi sottolineare come, non esistendo a oggi un database degli organismi di ricerca senza scopo di lucro, il Registro speciale degli organismi di ricerca senza scopo di lucro sia da considerare uno strumento importante anche per i decisori delle politiche di sostegno all'innovazione e alla ricerca. L'appartenenza degli organismi di ricerca al Registro speciale garantirebbe, infatti, sulla loro natura e sulla loro affidabilità e qualità ed essi potrebbero essere più agevolmente considerati parte di politiche di innovazione, venendo meno l'indeterminatezza sulle loro caratteristiche e il loro ruolo.. 1 (Istituzione del Registro nazionale speciale degli organismi di ricerca di diritto privato senza scopo di lucro) 1 Presso l'Agenzia nazionale della ricerca (ANR), di cui al comma 241 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, è istituito il « Registro nazionale speciale degli organismi di ricerca di diritto privato senza scopo di lucro », di seguito denominato « Registro speciale ». 2 Al Registro speciale possono iscriversi gli organismi senza scopo di lucro che hanno sede operativa nel territorio nazionale e che possiedono tutti i requisiti previsti dalle disposizioni europee per gli organismi di ricerca di cui al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, e alla comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione, del 27 giugno 2014. 3 Il controllo sul possesso dei requisiti, di cui al comma 2, è affidato all'Agenzia nazionale della ricerca (ANR), che provvede, altresì, a definire eventuali specificazioni necessarie, nonché le modalità per la richiesta di iscrizione. In caso di esito positivo delle verifiche, l'ANR autorizza l'iscrizione nel Registro speciale dell'organismo richiedente con decorrenza dalla data di domanda. 4 L'iscrizione nel Registro speciale è riservata solo agli organismi che operano in Italia e che dimostrino di: a avere alle loro dipendenze almeno 5 ricercatori a tempo pieno, con esperienza almeno quinquennale, assunti a tempo indeterminato o determinato; b disporre di adeguati laboratori e attrezzature. 5 Non possono ottenere l'iscrizione gli organismi partecipati da società fiduciarie. 6 Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2 (Obblighi degli organismi iscritti nel Registro speciale) 1 Gli organismi iscritti nel Registro speciale devono, annualmente, redigere, approvare e consegnare all'ANR: a il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti, 2435- bis o 2435- ter del codice civile, in quanto compatibili; b una nota di corredo al bilancio di esercizio che distingua tra costi e ricavi per le attività economiche e per le attività non economiche, come previsto ai sensi della comunicazione 2014/C 198/01 della Commissione, del 27 giugno 2014. c una relazione sulle attività da loro svolte e l'elenco del personale dipendente con relativa qualifica professionale e titolo di studio. 2 Il mancato rispetto degli obblighi di cui al comma 1 comporta la cancellazione temporanea o definitiva dal Registro speciale. 3 La riammissione al Registro speciale è subordinata all'invio di una nuova domanda di iscrizione che, in caso di accoglimento, decorre dalla data della nuova domanda. 3 (Controlli sul mantenimento dei requisiti di iscrizione) 1 L'ANR provvede annualmente a verificare il mantenimento e il rispetto dei requisiti per l'iscrizione nel Registro speciale da parte degli organismi di ricerca, notificando la cancellazione degli organismi che non posseggono più tali requisiti. 2 Nel caso di cancellazione dal Registro speciale il beneficio del contributo, di cui all'articolo 4, cessa dall'inizio dell'anno in cui si è verificata la perdita dei requisiti ed eventuali contributi ricevuti e non spettanti devono essere restituiti con maggiorazione degli interessi legali. 4 (Contributo agli organismi di ricerca di diritto privato e senza scopo di lucro) 1 Agli organismi di ricerca privati senza scopo di lucro, iscritti nel Registro speciale di cui all'articolo 1, spetta, per i tre periodi d'imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2020, un contributo sotto forma di credito d'imposta pari al 50 per cento del costo del lavoro dei ricercatori da essi impiegati nell'anno di riferimento, nel limite massimo di 2 milioni di euro. 2 Nel caso di riammissione di cui all'articolo 2, comma 3, il costo del lavoro dei ricercatori su cui calcolare il credito d'imposta è determinato a partire dalla data di riammissione. 3 Gli organismi di ricerca possono avvalersi del contributo solo per i ricercatori assunti con contratti subordinati a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno e limitatamente ai ricercatori aventi sede di lavoro in Italia. 4 Il calcolo del contributo spettante annualmente al singolo organismo di ricerca è comunicato all'ANR dall'organismo di ricerca interessato entro il mese di febbraio dell'anno successivo a quello dell'esercizio di riferimento.