[resaula]

sui rincari negli esercizi commerciali (4-03525) (risp. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico ) NENCINI ed altri: sul caso Tobagi (4-03695) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) PAPATHEU: sulle misure per tutelare gli operatori economici dalla diffusione delle fake review (4-02103) (risp. BONACCORSI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo ) sulla riapertura delle strutture ricettive turistiche (4-03371) (risp. BONACCORSI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo ) PILLON: su un caso di sottrazione internazionale di minore (4-02987) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulle dichiarazioni del presidente dell'ordine degli avvocati di Mantova contro una collega (4-03973) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) VALLARDI ed altri: sulla realizzazione della banda ultra larga in Veneto (4-03460) (risp. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico ) VANIN: sul rapporto degli ispettori UNESCO su Venezia e la sua laguna (4-03965) (risp. BONACCORSI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo ) Interrogazioni Atto n. 3-01990 NATURALE RUSSO MININNO NOCERINO TRENTACOSTE CAMPAGNA ROMANO GIANNUZZI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 3-01991 SBROLLINI Ai Ministri della salute e per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Premesso che: da mesi l'Italia è uno dei Paesi maggiormente esposti al pericolo rappresentato dall'infezione da COVID-19, nonché uno dei Paesi che ha predisposto i maggiori sforzi per ostacolarne la diffusione; a questo proposito, il Governo ha messo in atto molte iniziative per evitare il diffondersi dell'epidemia, adottando a tal fine misure restrittive e preventive per contrastare la propagazione del virus; i cittadini, dal canto loro, hanno dato prova di grande spirito di collaborazione, rispettando correttamente le norme adottate dal Governo e dando opportuno seguito alle indicazioni e alle raccomandazioni emanate dalle istituzioni; tutte le misure di restrizione e tutte le misure di prevenzione adottate sono state condivise e concordate con le Regioni; tra le misure, vi è da sottolineare la predisposizione di una app chiamata "Immuni" che permette ai cittadini di essere informati nell'eventualità di aver avuto un'esposizione a rischio con persone risultate positive al virus; l' app è stata promossa attraverso varie campagne di sensibilizzazione e informazione, al fine di incentivare i cittadini a scaricarla ed utilizzarla come strumento di prevenzione; considerato che: recentemente, alcune delle maggiori testate giornalistiche, locali e nazionali, hanno riportato la notizia di gravi disfunzioni che hanno interessato la corretta operatività dell'applicazione all'interno del Veneto, che risulta essere la quarta regione italiana per numero di download , secondo i dati del Ministero della salute, oltre 534.000 cittadini veneti hanno scaricato l' app ; da quanto si apprende, infatti, tali malfunzionamenti avrebbero riguardato il mancato inserimento dei codici dei cittadini risultati positivi al tampone, rendendo di conseguenza difficoltoso il tracciamento dei contagi, nonché, sotto certi aspetti, superfluo l'utilizzo dell' app ; qualora la notizia fosse confermata, significherebbe che il sistema di tracciamento dei contagi ha manifestato una profonda carenza all'interno dei confini regionali, e che la gestione sanitaria finora portata avanti non ha garantito ai cittadini veneti la tutela che sarebbe derivata dal corretto funzionamento dell' app , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano gli orientamenti in merito; se le notizie riguardanti le disfunzioni inerenti alle corrette procedure per l'utilizzo dell' app Immuni in Veneto risultino confermate e se tali gravi malfunzionamenti si siano verificati anche in altre parti del territorio nazionale; quali siano le eventuali responsabilità che hanno contribuito a determinare la mancata attivazione delle corrette funzioni di Immuni e quali siano le tempistiche necessarie affinché il sistema di tracciamento dei contagi venga messo definitivamente e completamente in funzione. Atto n. 3-01992 CORRADO ANGRISANI GRANATO PUGLIA CROATTI MORRA TRENTACOSTE DONNO Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che nella frazione Castagna di Carlopoli (Catanzaro), nel cuore della Sila Piccola, insistano i maestosi resti dell'abbazia di Santa Maria di Corazzo, benedettina al tempo della fondazione, che si suppone dovuta ai Normanni appena insediati in Calabria, negli anni '60 dell'XI secolo, quindi riedificata dai Cistercensi a poco più di un secolo di distanza; situata in una piccola valle tra i fiumi Amato e Corace, l'abbazia conobbe molte ristrutturazioni, nel tempo, anche a causa dei danni provocati dai periodici terremoti, da ultimo quelli del 1638 e del 1783: il cosiddetto "grande flagello", in specie, determinò nel 1808 la soppressione e l'abbandono definitivo dell'insediamento monastico, la cui fama di respiro europeo e la cospicua fortuna, registrata soprattutto nel basso Medioevo, sono legate in particolare alla circostanza di avere accolto per circa un decennio il mistico Gioacchino da Fiore (ca. 1130-1202), che proprio in S. Maria di Corazzo vestì l'abito, divenne abate e, probabilmente, realizzò alcune delle sue opere principali; inserendola nel novero delle "Aree naturali e culturali di rilevanza strategica" definite dalla delibera di Giunta n. 273 del 20 luglio 2017, nel 2018 la Regione Calabria ha riconosciuto l'importanza dell'abbazia per il sistema dei beni culturali calabresi. Conscio della sua capacità attrattiva e deciso ad incrementare i flussi in un sito che è già meta privilegiata del turismo scolastico e tappa obbligata del realizzando "Cammino gioachimita", l'Ente ha poi assegnato a S. Maria di Corazzo 1,2 milioni di euro dei Fondi europei per lo sviluppo regionale (FESR) 2014-2020; il 12 agosto 2020 è stato presentato, a Carlopoli, un progetto preliminare di consolidamento e restauro mirato soprattutto alla chiesa e ai contrafforti addossati a quella nel Sei-Settecento, ma che coinvolge tutto il complesso abbaziale. I rendering pubblicati rivelano trattarsi, però, di un intervento solo nominalmente conservativo e che per la sua invasività ha subito suscitato grande scalpore, tant'è che al risalto dato alla presentazione dalla stampa, anche nazionale, è seguita la rimozione dal portale web del comune di quanto pubblicato (sullo stesso e sul social "Facebook") in vista dell'evento pubblico;