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Mai nessuno è stato in grado di fornire tale prova, né potrebbe farlo dal momento che i dati di esperienza e le ricerche condotte dimostrano esattamente il contrario, ovvero la mancanza di differenze apprezzabili tra i figli che crescono con genitori dello stesso sesso o di sesso diverso. Su queste premesse, continuerà ad applicarsi all'adozione la regola della verifica caso per caso e in concreto dell'idoneità di qualsivoglia coppia, di sesso diverso o dello stesso sesso, a diventare la famiglia di un bambino che ne sia privo. Con la presente legge si interviene a disciplinare anche la formazione o la trascrizione in Italia dei certificati di nascita dei figli con genitori dello stesso sesso nati mediante ricorso alla fecondazione medicalmente assistita o alla gestazione per altri, così dando attuazione ai moniti contenuti nelle sentenze numero 32 e 33 del 2021 della Corte costituzionale. In tali sentenze la Corte ha rilevato che il diritto italiano assicura una garanzia insufficiente agli interessi dei bambini con due mamme e di quelli nati da gestazione per altri (sentenza n. 33 del 2021, paragrafo 5.9, parte in diritto), risultando inadeguato « al metro dei principi costituzionali e sovranazionali » l'unico strumento attualmente esperibile, ovvero l'adozione in casi particolari ex articolo 44, comma 1, lettera d), della legge in materia di adozione. Afferma la Corte costituzione, in uno con quella europea dei diritti umani, che non è sufficiente il « riconoscimento del rapporto di filiazione con il solo genitore “biologico” » (sentenza n. 33 del 2021, paragrafo 5.4, parte in diritto), perché la legge deve assicurare « tutela all'interesse del minore al riconoscimento giuridico del suo rapporto con entrambi i componenti della coppia che non solo ne abbiano voluto la nascita in una Paese estero in conformità alla lex loci , ma che lo abbiano poi accudito esercitando di fatto la responsabilità genitoriale » (sentenza n. 33 del 2021, paragrafo 5.7, parte in diritto) e ciò deve avvenire « al più tardi quando tali legami si sono di fatto concretizzati » (sentenza n. 33, paragrafo 5.6 e 5.7, parte in diritto; Corte EDU, decisione 12 dicembre 2019, C. contro Francia ed E. contro Francia, paragrafo 42; sentenza D. contro Francia, paragrafo 67). La Corte oltre a occuparsi del riconoscimento giuridico della relazione dei figli con i genitori « d'intenzione » è intervenuta con la sentenza n. 79 del 2022 sul riconoscimento della parentela che ai figli deriva da essi, dichiarando l'incostituzionalità della disposizione dell'adozione in casi particolari che non consentiva la creazione di rapporti di parentela dell'adottato con i parenti del genitore adottante (nel caso arrivato alla Corte si trattava di una bambina con due papà). La Corte nella sentenza ricorda che « la rete dei legami parentali » è « uno dei possibili istituti che la Repubblica è chiamata a favorire al fine di proteggere, con una proiezione orizzontale dell'obiettivo costituzionale, l'interesse del minore » (paragrafo 7.1.2, in diritto) e rimarca che « la nuova rete di rapporti familiari non è certo un privilegio » per i bambini o ragazzi, ma « costituisce, oltre che un consolidamento della tutela rispetto a situazioni peculiari e delicate, il doveroso riconoscimento giuridico di relazioni, che hanno una notevole incidenza sulla crescita e sulla formazione di tali minori e che non possono essere negate, se non a costo di incidere sulla loro identità » (paragrafo 8.3, in diritto). L'intervento richiesto al legislatore dalla Corte costituzionale, necessario e « ormai indifferibile », trova posto in questa legge data la stretta connessione esistente della tutela dei diritti fondamentali dei figli, con quello al « matrimonio » dei loro genitori e quello alla « vita familiare » nell'ambito della famiglia. Al tempo stesso è un intervento contenuto che si muove nel solco tracciato dai moniti della Corte e che non tocca, per esempio, la legge sulla fecondazione medicalmente assistita (legge 19 febbraio 2004, n. 40). Cambiare quest'ultima legge, il cui impianto oggi consente in Italia la fecondazione medicalmente assistita solo di tipo omologo, con una finalità esclusivamente terapeutica, riservata alle coppie eterosessuali sterili o infertili, appare inderogabile, ma per farlo è necessario un intervento normativo a sé stante con cui si ripensino le finalità e si rimuovano i limiti e i divieti che la legge n. 40 del 2004 impone sia alle coppie eterosessuali sia a quelle omosessuali. L'ultimo aspetto su cui interviene questa legge è l'estensione in senso egualitario dell'istituto delle unioni civili introdotto dalla legge n. 76 del 2016, che viene pertanto aperto anche alle coppie di sesso diverso. A tal proposito, merita ricordare che il diritto fondamentale alla « vita familiare » è regolato con strumenti diversi in Italia e in altri Paesi, dando vita in ciascun ordinamento a un sistema pluralistico di regolamentazioni, tra le quali le coppie possono scegliere. Tali strumenti si è soliti suddividerli in almeno tre gruppi, a seconda che riconoscano – prendendo come parametro il contenuto del matrimonio – solo pochi o alcuni diritti e doveri previsti dal matrimonio, a volte connessi anche a una situazione di mera convivenza; alcuni o un numero rilevante di diritti e doveri, ma in misura significativamente diversa dal matrimonio; molti o quasi tutti i diritti e i doveri previsti dal matrimonio. Per fare alcuni esempi, nel primo gruppo rientrano, in Italia, le convivenze di fatto e i contratti di convivenza regolati dall'articolo 1, commi 36 e seguenti, della legge n. 76 del 2016, in Olanda, le convivenze informali ( samenwonen ) e i contratti di convivenza ( samenlevingscontract ), in Francia, i pacs ( pacte civil de solidarité ); nel terzo gruppo rientrano, invece, le unioni civili italiane e quelle di altri Paesi, come Germania, Olanda e Regno Unito, che presentano in comune con il nostro istituto il fatto di riservare l'accesso esclusivamente a coppie formate da persone dello stesso sesso, ma che includono disposizioni ulteriori, come per esempio quelle sulla filiazione. Quando in Paesi come la Germania, il Regno Unito e l'Olanda è stato introdotto il matrimonio egualitario, sono state compiute scelte diverse rispetto alle unioni civili. In Germania è stato stabilito che le parti di un'unione civile hanno la possibilità di conservare il loro status o di optare per la trasformazione dell'unione civile ( Lebenspartnerschaft ) in matrimonio, ma è stata vietata la costituzione di nuove unioni civili. Invece, nel Regno Unito le unioni civili ( Civil partnership ) sono state mantenute e si è preferito conservare la possibilità di costituirne di nuove, aprendole anche alle coppie di sesso diverso in Inghilterra e in Galles dal 2019. Stessa scelta è stata fatta in Olanda, dove qualunque coppia, dello stesso o di diverso sesso, può continuare a sottoscrivere unioni civili ( registered partnership ).