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Per questo siamo convinti che l'Italia possa finalmente agire in maniera unitaria ed è utile che tutte le forze politiche si pronuncino nella stessa direzione in queste ore affinché l'Italia e l'Europa reagiscano a questo eccidio. Sarebbe grave che la città martire di Kobane e il popolo curdo che tanto ha lottato contro l'ISIS, sia vittima di coloro che hanno di fatto sempre aiutato l'ISIS. Sappiamo tutti che la Turchia è stata un'autostrada del terrore, che per lungo tempo ha consentito ai terroristi dell'ISIS di agire dal proprio territorio, in Siria e non soltanto. La minaccia di scatenare una bomba demografica contro l'Europa, costringendo i profughi siriani a dirigersi verso i confini europei, sottintende una minaccia ben più grave: quella di realizzare, attraverso questa massa di profughi, autostrade del terrore tramite le quali i miliziani dell'ISIS - che stanno fuggendo dalle carceri dov'erano stati rinchiusi dai miliziani curdi - possano giungere in Europa per colpirla. A questa minaccia non si può che rispondere nel modo più fermo, condannando non la Turchia, ma il Governo di Erdogan e le sue azioni criminali. (Applausi dal Gruppo FdI). MANGIALAVORI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, giorni fa la trasmissione della Rai «Presa diretta» ha testimoniato in maniera incontrovertibile - purtroppo ancora una volta - lo stato della sanità in Calabria e le difficoltà in cui si imbattono tutti i medici e gli operatori sanitari che giornalmente operano nelle strutture calabresi e soprattutto tutti i disagi che devono sopportare i malati di quella Regione. Purtroppo siamo commissariati dal 2009, con un piano di rientro che ci impedisce di lavorare in autonomia. Questi dieci anni sono stati per la Calabria una sciagura, perché, mentre i commissari e i Ministeri vigilanti tagliavano i fondi in maniera ragionieristica, bloccavano le assunzioni e si preoccupavano solo di far quadrare i conti (senza neppure riuscirci), gli ospedali si svuotavano di medici e infermieri, le strutture cadevano a pezzi e l'emigrazione sanitaria continuava ad aumentare a dismisura, facendo lievitare tutti quei costi che il piano di rientro in teoria avrebbe dovuto ridurre. Siamo di fronte a un paradosso, consumatosi purtroppo sulla pelle dei pazienti e di migliaia e migliaia di calabresi, che ancora oggi purtroppo sono costretti ad emigrare per potersi curare. Proprio per questo, qualche giorno fa, ho colto con favore le parole del Ministro, il quale ha detto che bisogna assolutamente rivisitare il commissariamento della sanità, cosa che mi auguro possa avvenire nel più breve tempo possibile. Purtroppo però il problema della Calabria non è solo il commissariamento, ma anche lo sciagurato decreto Calabria che il vecchio Governo ha approvato qualche mese fa a Reggio Calabria, durante un Consiglio dei ministri fatto ad hoc , dal quale è uscito trionfante, annunciando quel testo, che non è altro che l'ennesima rovina per la Calabria. A tale proposito, con il collega Siclari e la collega Caligiuri abbiamo presentato un'interrogazione al Ministro della sanità, proprio per sapere cosa vuole fare di questo decreto-legge Calabria. Mi auguro che il nuovo Ministro possa affrontare nel più breve tempo possibile la disastrosa situazione che per l'ennesima volta - lo ribadisco - è venuta fuori dalla trasmissione «Presa diretta» e possa sbloccare tutte le centinaia di assunzioni che servono in Calabria (Applausi dal Gruppo FI-BP) , perché lo impongono il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, e il buonsenso e lo chiedono migliaia e migliaia di pazienti, che reclamano semplicemente servizi e cure dignitose. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti e i docenti dell'Istituto superiore «Guglielmo Marconi» di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché vorrei denunciare un nuovo, vergognoso atto di intimidazione nei confronti dei nostri ricercatori. In questo caso si tratta del professore Luciano Fadiga, neurofisiologo dell'università di Ferrara, che questa mattina, andando nei suoi laboratori (lui è uno degli scopritori dei neuroni specchio), si è trovato delle scritte sui muri in cui viene definito assassino, per via della sua attività di ricerca che implica sperimentazione animale. Sui muri dell'università di Ferrara ci sono scritte inneggianti a bruciare i laboratori nel nome del benessere animale. Questa azione ricorda quella che è successa solo poche settimane fa ad altri ricercatori, al professor Marco Tamietto dell'università di Torino e a Luca Bonini dell'università di Parma, i quali sono stati autorizzati e finanziati per la loro idea e le loro progettualità; lavorano nell'ambito delle regole, ovviamente, e lavorano nell'ambito della legge; studiano per noi, sperimentano per noi nel contesto di progetti che si prendono cura anche dell'eticità, non solo della sperimentazione in generale, ma anche della sperimentazione animale. Credo davvero che abbiamo la responsabilità politica di difendere la ricerca dei nostri studiosi, di difendere i diritti dei malati da chi vorrebbe fermare la ricerca e vedere i nostri laboratori bruciare. Noi vogliamo che i nostri studiosi restino in Italia a ricercare e studiare per noi; possiamo farlo come legislatori, possiamo davvero farlo in concreto contro ogni retorica adeguando la nostra legislazione alla direttiva europea sulla sperimentazione animale, una direttiva nata dopo un lungo lavoro. Intorno a quel tavolo per anni ci sono stati tutti gli stakeholder ed hanno elaborato una direttiva - da noi ancora non recepita in pieno - che rispetta l'eticità della ricerca e dei suoi obiettivi e che fa sì che non un ratto in più, ma neanche uno in meno, venga utilizzato nelle ricerche dei nostri studiosi per consegnare al mondo un risultato in più, un avanzamento verso una determinata cura. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 16 ottobre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 16 ottobre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,31) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: