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la risposta fornita dal Ministro in indirizzo all'atto di sindacato ispettivo equivoca in fatto di contribuenza sulla conclamata vigenza del regio decreto citato, con le modalità di riscossione previste dalla sola normativa di cui all'articolo 21 e l'invocata decisione della commissione tributaria di Piacenza del 24 luglio 2017 non è assolutamente in contraddizione con se stessa, una cosa essendo la vigenza del regio decreto ed un'altra l'abrogazione del solo articolo 21 dello stesso, che è ciò che sostiene la decisione medesima; il problema che si poneva nell'interrogazione del 25 ottobre 2018 era meramente quello della perdurante vigenza o meno della possibilità in capo ai consorzi di riscuotere i contributi obbligatori tramite ruolo; la risposta invoca il disposto di cui all'articolo 17, comma 3, del decreto legislativo n. 46 del 1999 ("continua comunque ad effettuarsi...") al quale peraltro non si può all'evidenza attribuire importanza alcuna, posto che, sulla base di questa normativa, non può ritenersi applicabile quell'articolo 21 che è stato successivamente abrogato a far data dal 16 dicembre 2010; a parere degli interroganti apodittica e senza fondamento alcuno è la frase di cui alla citata risposta: "in conclusione, quand'anche si volesse ritenere abrogato il citato articolo 21, non può esserci alcun dubbio che i consorzi di bonifica debbano ancora continuare a riscuotere i contributi di bonifica tramite ruolo avvalendosi degli agenti di riscossione"; a nulla rileva l'ordinanza ( rectius : sentenza) 20 febbraio 2017, n. 4309, citata, che attiene al potere impositivo dei consorzi e all'originario quadro legislativo e non al problema della riscossione mediante ruolo, che è invece il problema esposto e che, nella richiamata decisione, non è minimamente affrontato neppure indirettamente; e meno ancora rileva la sentenza 11 giugno 2014, n. 13165, così come già ha fatto presente la commissione tributaria di Cremona con sentenza del 19 ottobre 2018, facendo semplicemente notare che essa (come altra abitualmente citata dalle difese consortili) ha deciso in ordine a contributi consortili relativi ad epoca precedente l'avvenuta abrogazione dell'articolo 21 del regio decreto n. 215 del 1933; altrettanto, e ancora, deve dirsi a proposito della sentenza 14 febbraio 2014, n. 3594, sempre invocata nella risposta ministeriale, atteso che essa affronta solo il problema della natura tributaria dei contributi imposti dai consorzi di bonifica e non il problema della loro riscossione mediante ruolo o meno; anche un'altra sentenza ancora citata a difesa dei consorzi di bonifica e cioè la decisione n. 8371 del 2013 è già stata contraddetta nella sua rilevanza dalla citata decisione di commissione tributaria e sempre perché relativa ad anno precedente all'avvenuta abrogazione dell'art. 21; non si è in alcun modo reperita, pur dopo notevoli ricerche, la sentenza 5 dicembre 2012, n. 21797, citata nella più risposta; comunque, è un fuor d'opera pretendere che quando in una sentenza si cita l'articolo 21 per svariati motivi si voglia per questo confermare che l'art. 21 non è stato abrogato e che può quindi procedersi alla riscossione a mezzo ruolo, così come ritenuto nella risposta ministeriale; considerato che nessuna normativa invocata nella risposta è esaustiva ai fini degli approfondimenti del caso, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per assicurare il rispetto della volontà legislativa circa la soppressione del potere dei consorzi di bonifica di riscuotere i contributi mediante ruolo. Atto n. 4-02010 DAL MAS MALLEGNI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 14 maggio 2019 il Ministero dell'economia e delle finanze ha approvato lo statuto della fondazione di Piacenza e Vigevano; il citato statuto, all'art. 6, comma 1, specifica che sono organi della fondazione: il consiglio generale, il consiglio d'amministrazione; il presidente; il collegio sindacale; lo stesso articolo, al comma 8, specifica che "i componenti degli organi" possono esercitare nella fondazione non più di due mandati consecutivi; l'articolo 6 dello statuto crea il dubbio che la citata disposizione di cui al comma 8 possa valere per gli organi composti di più componenti, ma non anche per il presidente (organo monocratico), si chiede di sapere se il limite dei due mandati richiamato, e computati gli stessi con i criteri di cui al comma 8, valga anche per il presidente, così come con chiarezza si esprimeva il previgente statuto, e quali siano state, perlomeno per la fondazione proponente, le ragioni della proposta modifica. Atto n. 4-02011 GASPARRI MALLEGNI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: negli ultimi anni l'IRCCS "Regina Elena" di Roma e l'IRCCS "San Gallicano" hanno subito dei sensibili ridimensionamenti; nonostante questo ridimensionamento, l'Istituto Regina Elena ha mantenuto un servizio di assoluta avanguardia; a quanto pare il direttore dell'IFO, in accordo con la Regione Lazio, prevede di declassare ulteriormente l'Istituto Regina Elena; nel nuovo piano è prevista inoltre la frammentazione delle due unità complesse di oncologia medica, con la creazione di tre nuove unità semplici, del tutto prive di un coordinamento di specialità; anche la ricerca sperimentale e traslazionale subirebbe un preoccupante ridimensionamento; peraltro al Regina Elena ci saranno di fatto la cancellazione della chirurgia del colon retto e il declassamento della neurochirurgia; i sindacati hanno denunciato che "le centinaia di migliaia di malati di cancro del Lazio sono fortemente svantaggiati rispetto a quelli delle altre Regioni del Nord e del Centro Italia e sono costretti, se ne hanno la possibilità, ad emigrare per ricoveri e cure adeguate. A questi pazienti e alle loro famiglie, la Regione Lazio deve dare una pronta risposta", si chiede di sapere che cosa il Ministro in indirizzo intenda fare, nell'ambito delle proprie competenze, per evitare un drammatico ridimensionamento di un centro di eccellenza che avrebbe importanti ripercussioni sulla sanità del Lazio e sui tanti pazienti che sarebbero costretti a migrare fuori dalla regione per avere le cure necessarie. Atto n. 4-02012 BERTACCO IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la sezione regionale di controllo per il Piemonte della Corte dei conti (interpellata in merito all'interpretazione della normativa sulla copertura della spesa del servizio di trasporto scolastico in relazione all'entità delle quote di partecipazione finanziaria a carico dell'utenza), con la delibera n. 46 del 2019, ha sancito espressamente il principio in base al quale il servizio di trasporto pubblico scolastico "deve avere a fondamento una adeguata copertura finanziaria necessariamente riconducibile alla quota di partecipazione diretta da parte degli utenti, quota la quale, nel rispetto del rapporto di corrispondenza tra costi e ricavi, non può non essere finalizzata ad assicurare l'integrale copertura dei costi del servizio";