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La verifica di cui sopra si ripete cinque volte sullo stesso prototipo. 7.2.2.5. Dopo esposizione degli elementi sensibili per un periodo di un'ora a temperatura superiore del 15% a quella di taratura nominale, si ripete la prova di cui al punto 7.2.2.1. Il nuovo valore medio di temperatura di intervento non deve discostarsi da tn di oltre il 40% dell'ampiezza del campo di tolleranza. 7.2.3. Verifica della sicurezza positiva a temperatura ambiente: La verifica viene effettuata come indicato al punto 7.1.3. 7.3. Qualora uno dei prototipi del dispositivo scelto per le prove non soddisfi le condizioni imposte, è consentita la riprova su altri due esemplari. 8. VERIFICA MECCANICA DEL DISPOSITIVO. 8.1. La costruzione del dispositivo deve garantire il permanere delle caratteristiche meccaniche anche a seguito di un congruo numero di interventi ripetitivi da eseguirsi in sede di omologazione del prototipo, alla fine dei quali verrà constatata la integrità dei meccanismi. Il numero degli interventi verrà proposto dal costruttore e approvato dall'ISPESL in sede di approvazione del progetto. 8.2. Le prove di cui al punto 8.1. dovranno essere effettuate su uno dei prototipi già sottoposti alle prove di funzionalità. 9. CERTIFICAZIONI E CONTROLLI. 9.1. Dopo l'esito favorevole delle verifiche e delle prove eseguite sui prototipi, l'ISPESL o altro organismo notificato dei Paesi CEE rilascia l'attestato di omologazione del dispositivo. 9.2. L'ISPESL o altro organismo di cui al punto 9.1. , che ha rilasciato l'attestato di omologazione, si riserva la facoltà di eseguire accertamenti, anche senza preavviso, sulla produzione corrente per verificare la rispondenza della produzione di serie dei dispositivi al modello omologato. 9.3. In ogni caso, le prove di cui ai punti 6. , 7. e 8. devono essere ripetute ogni cinque anni. 10. INDICAZIONI DEL COSTRUTTORE. 10.1. Su ogni singolo dispositivo devono essere riportati i seguenti dati: 1) sigla di identificazione del costruttore; 2) sigla di identificazione del modello del dispositivo; 3) temperatura nominale di taratura tn. 10.2. Ogni dispositivo deve essere accompagnato dal certificato del costruttore che deve contenere i seguenti dati: 1) elementi di identificazione del dispositivo; 2) temperatura nominale tn; 3) campo di tolleranza; 4) dichiarazione del costruttore dell'avvenuta verifica al banco del valore della temperatura nominale di taratura tn per ogni esemplare posto in commercio, identificabile con gli elementi di cui al punto 10.1; 5) dichiarazione e data di prova idraulica, su ogni valvola, a 1,5 volte la pressione massima di impiego; 6) istruzioni per l'installazione, l'uso e la manutenzione. 11. DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE PER LA RICHIESTA DI OMOLOGAZIONE DEL DISPOSITIVO. 11.1. All'atto della richiesta di omologazione, il costruttore o la ditta importatrice deve presentare all'ISPESL o altro organismo notificato dei Paesi CEE domanda corredata dalla seguente documentazione in triplice copia: a) disegno costruttivo del dispositivo; b) relazione tecnica esplicativa del funzionamento del dispositivo; c) dichiarazione relativa alle caratteristiche costruttive del dispositivo di cui al punto 4; d) schema e relazione tecnica esplicativa dell'eventuale impianto di prova presso il costruttore. 12. Tutta la documentazione deve essere firmata dal progettista regolarmente iscritto all'albo professionale, secondo le vigenti disposizioni di legge. Ai fini del presente decreto sono riconosciuti e ammessi i prodotti in oggetto legalmente fabbricati e commercializzati in altro Stato membro della Comunità Europea, che garantiscono un livello di sicurezza equivalente a quello garantito sulla base delle disposizioni, specifiche tecniche e standards previsti dalla normativa italiana in materia. Nel caso di dispositivi importati da altri Stati membri della CEE, la relativa documentazione può essere firmata dal fabbricante o da un tecnico abilitato secondo la normativa vigente nel Paese di origine del prodotto.