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Non vedete presentate pregiudiziali di costituzionalità. Ci sarebbe da discutere sull'utilità di costituire una compagnia di bandiera con un provvedimento legato all'emergenza, ma non l'abbiamo fatto. Quindi, questa responsabilità l'abbiamo avuta e mi sia permesso, senatore Comincini, di dire che non siamo venuti ad elencare i problemi e non abbiamo presentato emendamenti con cifre strabilianti. Noi ci siamo sentiti dire «no» su emendamenti che non avevano spesa, su emendamenti ordinamentali che erano il nostro contributo a migliorare la situazione. Pochissimi esempi: vogliamo parlare della gestione dei rifiuti? Volevamo andare a rivedere le regole e le tempistiche in una fase in cui il nostro Paese vede ogni anno 200.000 tir fare avanti e indietro all'interno del Paese e all'estero e vede migliaia di tonnellate di rifiuti portati all'estero: questo non sarà possibile. Andare ad affrontare questo problema ora significa evitare un'emergenza nell'emergenza. Permettere l'utilizzo dei voucher in agricoltura e nel turismo, come chiedevamo, significa dare una risposta: noi siamo stati capaci - e a differenza vostra abbiamo espresso parere favorevole a tantissimi emendamenti di maggioranza - di prorogare il permesso di soggiorno ai lavoratori in agricoltura fino al 31 dicembre, voi non date la possibilità ai cittadini italiani di poter lavorare e alle aziende di poter usufruire di questo strumento, che non avrebbe assolutamente portato a un aggravio di costi. Sentire colleghe dire che è importantissimo che sia stato approvato un ordine del giorno che impegnerà il Governo a sveltire i tempi di produzione delle mascherine è vergognoso. Le mascherine servivano settimane fa e se in tre giorni non ha dato risposte l'Istituto superiore di sanità, trovare regole diverse e intervenire subito a costo zero significava potenzialmente salvare vite ed evitare contagi. C'erano emendamenti che sono stati trattati e bocciati, quindi non si tratta di non voler perdere tempo, un «sì» in più, un «no» in meno o un ritiro in meno avrebbe probabilmente fatto la differenza. È questo che non accettiamo. E badate bene che ci saranno persone che un prossimo decreto non potranno aspettarlo, né in termini economici, né purtroppo magari in termini di salute e di vita, perché ci sono cose che andavano fatte subito. Non faccio altri esempi, perché li hanno fatti in maniera dettagliata i colleghi che sono intervenuti prima di me, come il senatore Barbaro, la collega Nisini e il collega Rufa. Ringrazio per aver introdotto il tema in certi termini (immagino non sia stato facile) il collega Crucioli, che ha parlato di rischi che voleva denunciare con forza, sia a livello interno per le regole, sia per la democrazia, perché non è possibile continuare annunciando decreti, quando ancora stiamo convertendo il primo, andando avanti con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ma ha parlato anche di Europa. Mi avvio a concludere nei tempi: tra il dire e il fare c'è di mezzo l'Europa e questo non ce lo possiamo nascondere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Qualche tempo fa la cella di detenzione è diventata camera di pernottamento. Parlare di MES con condizionalità affievolite è come parlare di strangolamento dolce. Allora noi non possiamo accettare di non avere risposte dall'Europa e di mettere in moto dei meccanismi che sarebbero per noi deleteri. Lo dico con un pensiero che spero sia colto da tutti: c'è qualcuno che per pensare di entrare nei libri di storia, ispirandosi a Churchill magari, non pensa che i libri rischiano di portarli in tribunale le aziende e se chiudono le aziende, non è un danno solo per il proprietario (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , che non è il padrone, è il datore di lavoro che spesso lavora accanto ai dipendenti, ma è una sconfitta per tutti, per chi in quell'azienda lavora e con dignità assicura un futuro a sé e alla propria famiglia. Servono allora risposte ora, servivano prima, è già tardi e non possiamo aspettare ancora. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, innanzitutto voglio ringraziare per quello che è stato il rapporto, durante questi giorni di percorso del decreto-legge, con il Governo e con i membri della Commissione, dal presidente e relatore Pesco, ai sottosegretari che hanno partecipato Castelli, Misiani, Castaldi e Malpezzi. Quindi un grazie per la parte di metodo. Il provvedimento al nostro esame, colleghi, è il primo provvedimento che viene varato di valenza economica rispetto all'emergenza. Ciò avviene a seguito del voto sullo scostamento, legge rinforzata ex articolo 81 della nostra Costituzione, fatto nelle Aule della Camera e del Senato qualche giorno orsono. Siamo coscienti tutti che è parziale perché interviene su un'emergenza. È parziale e noi, coscienti di tutto ciò, abbiamo però contribuito così come è stato chiesto dal Governo. Le forze politiche di opposizione, tra cui Forza Italia, hanno partecipato a collaborare nel metodo e nel merito con le proprie proposte. Vogliamo dire che è il primo tentativo di lettura del quadro economico e sociale del nostro Paese, dell'Italia rispetto alla pandemia che non ci ha investito, ma ci investe e ci sta investendo tuttora. Dobbiamo però tener presente che questa è già una lettura del passato perché non guarda al futuro, ma ad un intervento immediato. Noi abbiamo condiviso alcune scelte di valutazione, fatte e chieste dal Governo nel rapporto intercorso con le forze politiche di opposizione, volte a non intervenire sul fronte sanitario e sull'emergenza sanitaria per lasciare spazio ad atti regolamentari più immediati, con meno procedura. Vorremmo certamente interventi regolamentari chiari prima di tutto per i cittadini, prima ancora che per noi. Vorremmo forse meno conferenze stampa e un po' più di chiarezza in quelle che sono le regole per raggiungere il comune obiettivo: uscire da questa emergenza. Gli emendamenti che sono stati approvati sono in gran parte un tentativo di correggere ciò che non c'era nel decreto-legge originario, ciò che in esso non funzionava, ciò che mancava nel testo, oppure - onestà vuole che venga riconosciuto - quanto sopravvenuto. È infatti - ahimè - datato, è passato, una settimana in questa situazione corrisponde probabilmente ad un anno e più. Non ci si chieda se siamo soddisfatti di ciò che è avvenuto e di quello che è il provvedimento. La risposta potrebbe essere no e sarebbe no rispetto agli emendamenti e alle considerazioni di merito che abbiamo portato; tuttavia non è assolutamente la nostra soddisfazione come forza politica a pesare, è la risposta alle esigenze del Paese che ci sta a cuore e di conseguenza è su questo che dobbiamo misurarci. Colleghi, non mi soffermo sui tanti temi trattati e che sono stati oggetto di centinaia di emendamenti e di ordini del giorno approvati, ma su un'elencazione delle emergenze: