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Qualora vengano stipulati nuovi accordi, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 3, comma 4, e qualora da essi dovessero discendere nuovi oneri, sarà necessario provvedere all'autorizzazione di maggiore spesa tramite un nuovo provvedimento legislativo. Nel sottolineare l'avviso positivo della propria parte politica sul testo dell'Accordo, propone alla commissione una bozza di parere favorevole. Poiché non vi sono iscritti a parlare, la proposta di parere favorevole della relatrice viene posta ai voti e approvata dalla Commissione. La seduta termina alle ore 17,30. Allegato PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEI SENATORI GARAVINI, MARCUCCI, ROJC E VATTUONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 56 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEI SENATORI GARAVINI, MARCUCCI, ROJC E VATTUONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 56 La Commissione difesa, ai sensi dell'articolo 50, comma 2 del Regolamento, a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sulle prospettive dell'export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza. premesso che: gli accordi Government to Government (G2G) nel campo del procurement relativo ai materiali per la difesa e la sicurezza, rappresentano a livello mondiale uno strumento strategico di politica industriale e di sviluppo economico e tecnologico, nonché un fattore rilevante per la costruzione di una sicurezza internazionale inclusiva ed efficace; dal 2013 è stata introdotta nel nostro ordinamento l'attività G2G svolta dallo Stato nei confronti di altri paesi in materia di cooperazione nel settore degli equipaggiamenti militari prodotti dall'industria nazionale; tale normativa, che pure ha posto un effettivo collegamento tra la nostra politica di difesa e sicurezza con quella estera e industriale, ha evidenziato alcuni limiti e criticità che appare opportuno superare; all'esito della presente procedura di Affare assegnato ai sensi dell'articolo 50, comma 2 del Regolamento, si è evidenziato come le esigenze di aggiornamento e adeguamento della normativa relativa all'export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza, debbano tenere conto dei seguenti punti di valutazione: con la legge 9 luglio 1990, n. 185 e successive modifiche, si è inteso istituire un sistema di controllo trasparente ed efficace sui trasferimenti dei materiali per la difesa e la sicurezza, in ragione del loro impatto sulla sicurezza, sulla stabilità e sul rispetto dei diritti umani nel mondo, assegnando al Parlamento un decisivo ruolo di controllo sulle attività svolte e, di fatto, subordinando tali attività alla politica estera e di sicurezza dello Stato, alla Costituzione e ad alcuni principi cardine del diritto internazionale; l'importanza strutturale del settore dell'alta tecnologia nell'economia mondiale è un dato in costante e ininterrotta crescita: il settore dell'alta tecnologia e dell'aero-spazio rappresenta oggi il principale motore di sviluppo del mercato internazionale e una chiave strategica che orienta sia le politiche dei mercati e dei diversi Paesi, sia i processi di integrazione e interdipendenza. Non a caso, tutti i maggiori Paesi industrializzati del mondo hanno posto tale settore al centro delle proprie priorità e hanno, nel tempo, adottato un approccio integrato tra politica estera, assetti industriali e impulso a grandi progetti nazionali e internazionali; l'industria italiana della difesa, aeronautica, navale e dello spazio, rappresenta la frontiera più avanzata dell'alta tecnologia del nostro apparato industriale; è un settore dalle enormi ricadute applicative, oltre che occupazionali, che realizza la migliore sintesi delle tecnologie duali (civili-militari) oggi disponibili e contribuisce in maniera significativa ad elevare il livello tecnologico medio del nostro apparato produttivo complessivo; il settore della difesa è divenuto un punto focale delle politiche della stessa Unione europea, in quanto fattore decisivo e presupposto essenziale per realizzare le ambizioni dell'Unione di agire come attore globale per la pace nello scenario geopolitico internazionale; in merito si sottolinea come nel documento sulla Strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'UE, presentato nel giugno 2016 dall'Alto Rappresentante, Federica Mogherini, si stabilisce, tra l'altro: che un'industria europea della difesa sostenibile, innovativa e competitiva è essenziale per l'autonomia strategica dell'Europa e per la credibilità della PSDC; che una solida base industriale e tecnologica è essenziale per garantire la difesa e la sicurezza degli Stati membri dell'Unione, contribuendo nel contempo all'attuazione della PESC; un ampliamento del ruolo dello Stato nell'ambito delle intese intergovernative relative alle operazioni di export dei materiali per la sicurezza e difesa, in particolare con i Paesi extra Unione europea e Nato, avrebbe l'effetto di: determinare l'avvio di nuove e progressive cooperazioni internazionali, creando anche capacità operative comuni; consentire un maggior controllo sull'utilizzo e sulla destinazione dei materiali; aumentare la competitività delle nostre imprese, offrendo maggiori garanzie ai paesi terzi di una collaborazione stabile nel tempo e circa il supporto logistico e l'eventuale aggiornamento del prodotto; Tutto ciò premesso, impegna il Governo a: integrare il processo normativo avviato nel 2013, in linea con il parere espresso dalla IV Commissione difesa e nel quadro dei limiti stabiliti dalla legge 9 luglio 1990, n. 185, introducendo, anche per i paesi terzi extra Ue e Nato e nell'ambito degli accordi da Governo a Governo di cui all'articolo 537- ter del decreto legislativo 15 marzo 2010, lo strumento autorizzativo della licenza globale di progetto e superando il concerto con il Ministero delle finanze di cui all'articolo 13, comma 1, della legge 9 luglio 1990, n. 185; a integrare la normativa vigente in materia di accordi Governo/Governo  fatte salve le competenze del Ministero degli affari esteri e della Cooperazione internazionale (e sue diramazioni) e del Ministero della difesa (e sue diramazioni), nel pieno rispetto della legge n. 185 del 1990  affinché si possa garantire l'attività di rappresentanza del Governo nell'ambito delle intese intergovernative relative alle operazioni di export dei materiali per la sicurezza e difesa, in particolare con i Paesi extra Unione europea e Nato.