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Il superamento dell'esame permette di ottenere un tesserino che abilita alla raccolta del tartufo nel quale sono riportate le generalità, il codice fiscale e la fotografia del titolare. 6 Il tesserino di raccolta ha valore sull'intero territorio nazionale e ha durata decennale; il rinnovo è subordinato alla partecipazione a giornate di aggiornamento le cui modalità sono gestite dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 14 (Requisiti dei tartufai quali operatori del settore alimentare) 1 L'attività di raccolta del tartufo, anche spontaneo, si configura come produzione primaria. 2 Il possesso del tesserino di cui all'articolo 13, che attesta l'idoneità del tartufaio alla cerca e raccolta del tartufo, vale quale notifica all'autorità sanitaria territorialmente competente in cui risiede il tartufaio ai sensi dell'articolo 6 del regolamento CE n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, ove necessaria. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano i provvedimenti attuativi necessari all'applicazione del comma 2 del presente articolo. 4 Le associazioni dei tartufai e tartuficoltori tramite le loro rappresentanze nazionali possono redigere manuali di corretta prassi igienica e adottarli, previa validazione da parte del Ministero della salute. 15 (Calendario di cerca e raccolta) 1 L'attività di cerca e raccolta è consentita normalmente nei periodi sottoindicati: a Tuber aestivum Vittad. forma aestivum : dal 15 maggio al 15 agosto; b Tuber magnatum Pico : dall'ultima domenica di settembre al 31 dicembre; c Tuber aestivum Vittad. forma uncinatum Chatin : dall'ultima domenica di settembre al 31 dicembre; d Tuber macrosporum Vittad. : dall'ultima domenica di settembre al 31 dicembre; e Tuber mesentericum Vittad. : dall'ultima domenica di settembre al 31 gennaio; f Tuber melanosporum Vittad. : dal 1° dicembre al 15 marzo; g Tuber brumale Vittad. : dal 15 gennaio al 15 aprile; h Tuber brumale Vittad. forma moschatum De Ferry : dal 15 gennaio al 15 aprile; i Tuber borchii Vittad. : dal 15 gennaio al 15 aprile. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio provvedimento, possono modificare i periodi di cerca e raccolta. 3 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che intendono adottare propri calendari di cerca e raccolta ai sensi del comma 2 sono comunque tenute a rispettare due mesi di fermo biologico indicativamente tra aprile e maggio e tra agosto e settembre. 4 Il calendario di raccolta non si applica alle tartufaie coltivate. III LAVORAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI TARTUFI 16 (Vendita dei tartufi freschi) 1 I tartufi freschi di cui all'articolo 5, comma 1, per essere posti in vendita al consumatore finale devono essere distinti per specie e forma e devono essere maturi e liberi da corpi estranei e impurità nel rispetto delle norme dell'Unione europea applicabili e delle disposizioni della presente legge. 2 Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 25, i tartufi di altre specie edibili non compresi nell'elenco di cui al comma 1 dell'articolo 5 possono essere posti in vendita solo dopo un trattamento che ne abbia disattivato le spore tramite sterilizzazione con calore; in tutti i casi è vietata la vendita al consumatore finale, compresa la ristorazione, di specie non presenti nei commi 1 e 3 dell'articolo 5 allo stato fresco, congelato e secco. 3 I tartufi possono essere venduti interi o spezzati e devono essere tenuti separati tra loro. 4 I tartufi freschi sono offerti al pubblico per la vendita, accompagnati dalle indicazioni del nome latino di ciascuna specie e forma, secondo la denominazione di cui all'articolo 5, dall'indicazione « interi » o « spezzati », nonché, conformemente alle pertinenti disposizioni dell'Unione europea, dalla indicazione del Paese di origine. 5 È vietata ogni forma di commercio di specie e forme di tartufi freschi nei periodi in cui non ne è consentita la raccolta ai sensi del calendario di cui all'articolo 15, ad eccezione dei dieci giorni successivi alla chiusura del periodo di raccolta. 17 (Etichettatura dei prodotti trasformati a base di tartufi) 1 Fatte salve le disposizioni vigenti in materia di etichettatura degli alimenti, nell'etichettatura e nella presentazione dei prodotti trasformati in cui è presente il tartufo come ingrediente deve essere sempre indicato il nome latino della specie di tartufo utilizzata. 2 È ammessa la presenza di specie di tartufi diverse da quelle dichiarate nell'elenco degli ingredienti pari al 3 per cento in peso del prodotto finito, tranne che nei prodotti a base esclusivamente di Tuber magnatum Pico per i quali non sono ammessi limiti di tollerabilità. 18 (Rintracciabilità) 1 Alle cessioni di tartufi si applicano le pertinenti disposizioni dell'Unione europea in materia di rintracciabilità. 2 Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità di controllo e monitoraggio delle quantità di tartufo raccolte e commercializzate in Italia al fine di realizzare una banca dati nazionale aggiornata annualmente. IV PRODUZIONE E VENDITA DELLE PIANTE MICORRIZATE CON TARTUFO 19 (Produzione e commercializzazione di piante micorrizate con tartufo) 1 Tutte le aziende vivaistiche che intendono produrre e commercializzare piante micorrizate con tartufo devono immettere nel mercato materiale certificato ai sensi del comma 2. 2 Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità di certificazione delle piante micorrizate con tartufo. V CONTROLLI E SANZIONI 20 (Controlli) 1 Il controllo sull'applicazione delle disposizioni relative alle modalità di raccolta del tartufo previste dalla presente legge è affidata al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (CUTFAA) dell'Arma dei carabinieri e ai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 2 Sono inoltre incaricati di far rispettare la presente legge le guardie venatorie provinciali, gli organi di polizia locale urbana e rurale, le guardie giurate volontarie designate da cooperative, consorzi, enti e associazioni che abbiano per fine istituzionale la protezione della natura e la salvaguardia dell'ambiente. 3 Le guardie giurate volontarie devono possedere i requisiti determinati dall'articolo 138 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e prestare giuramento davanti al prefetto. 4