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In terzo luogo, sono molto interessato rispetto a quanto scritto nella NADEF riguardo al fatto che il 2021 sarà l'anno nel quale metteremo a segno un'agenda per la semplificazione, che è la parte corposa riferita alla legge sulle semplificazioni. Noi manchiamo di 500.000 risorse umane; abbiamo in pancia 130 miliardi di euro prima del recovery fund .Con le risorse del recovery plan arriveremo a circa 300 miliardi di euro per spingere la ruota dell'economia. Se non c'è la funzione amministrativa, non ce la faremo ed è bene allora che sia scritto nel documento che ci occuperemo anche dell'agenda delle semplificazioni. Per queste ragioni parlo a favore, sapendo che l'Italia ha vissuto tre momenti di rottura di civiltà. Il primo è stato appena dopo la Seconda guerra mondiale nel luogo che diede anche origine alla Costituente, che era la parte duale che metteva insieme tutte le appartenenze partitiche per dare luogo al prodotto straordinario che è stata la Carta costituzionale. Il secondo momento è stato la lotta del sistema Paese rispetto al fenomeno violento del terrorismo. Anche allora ci fu uno sforzo straordinario di convergenza, prendendo atto del rischio, della rottura e della paura che c'era nel Paese. Questa è la terza volta e la terza fase. Cosa deve accadere affinché ci sia un allineamento verso l'alto dei punti di vista politici di tutti? Io mi aspetto che, a partire dalla NADEF e dal bilancio che dovremo anche mettere in cammino per il 2021, ci sia uno sforzo di convergenza di tutti perché, a due mesi di vita di questo Governo, mai si poteva immaginare che potesse arrivare un livello di rottura di civiltà di dimensioni planetarie. Ciò ci deve indurre a procedere insieme responsabilmente. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghe e colleghi, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza del 2020 la riteniamo anche noi plausibile sulla base delle tendenze attuali, a meno di un ritorno del lockdown . Nelle aziende, quando si preparano i business plan , ci sono sempre i worst case . C'è la previsione positiva, cioè che si prevede possa andare - è quello che sta dicendo la NADEF: l'ha detto ottimisticamente, ma lo dice - e c'è il worst case , ovvero cosa accade se la situazione si mantiene tale o addirittura peggiora. Secondo me, questo aspetto manca, proprio perché siamo in una situazione emergenziale che richiede prudenza, analisi e carte in regola per chiedere provvedimenti più forti e più duri. Dovendo assumere tutto l'arco delle possibilità, credo che un'analisi e un ripensamento sul DEF ci sarà sicuramente. Lo stesso Ufficio parlamentare di bilancio, infatti, richiama previsioni troppo ottimistiche. I dati tendenziali sono quelli che conosciamo. L'economia reale è un po' diversa da come la disegniamo qui noi. Ci sono aree e settori vitali del Paese che sono ko. Vogliamo parlare del settore del turismo, della ristorazione, dei servizi, di tutto il mondo del lavoro a tempo determinato che è sparito? Pensiamo alle situazioni di crediti messi a disposizione delle aziende, finanziamenti, ma sempre debiti sono, che esse non vanno a «tirare» perché sempre di debito si tratta. Mancano la fiducia e l'ottimismo. Allora, a mio avviso, in un momento come questo c'era bisogno che questo aspetto venisse considerato anche nel Documento al nostro esame. Mi dispiace che non ci sia il professor Monti, ma vedo il collega Lannutti che l'ha richiamato. Anche ieri il senatore Renzi ci ha richiamati (dal momento che la situazione economica è tale e quale), a quanto è successo dopo la fine della guerra. Il Paese era ko. I padri saggi, citati dal senatore Lannutti, De Gasperi, Nenni e Togliatti avevano alle spalle, caro collega Lannutti, una cosa che, per esempio, il suo MoVimento non ha; avevano alle spalle dei partiti con una tradizione, una storia e un radicamento che oggi non vedo. (Applausi) . Facciamo continuamente appello, come ha fatto anche il Presidente della 6 a Commissione, alla collaborazione. Essa richiede due soggetti: chi la presta e chi la riceve. Non c'è però collaborazione se viene solo richiesta. (Applausi). L'opposizione, con mantra che continua a ripetere, chiede di essere convocata, di essere messa alla prova per verificare se è o meno attendibile e credibile. È mai possibile che, al di là di qualche ordine del giorno di cui conosciamo bene la valenza politica puramente edittale, nessun nostro emendamento di natura sostanziale, in nessuna delle Commissioni, sia mai stato recepito e fatto proprio? Ce lo chiediamo. Vorrei dire al collega Lannutti, che De Gasperi e Nenni, - mi devo - per citare i loro nomi mi dovrei sciacquare la bocca - parlavano, combinavano e il loro lavoro poi ha trovato sintesi perfetta nella Carta costituzionale, che è frutto di tutti. Mi domando se sia mai possibile che di qua ci sia il limite dell'incompetenza, dell'incapacità, dell'intolleranza e di tutto e di là ci sia il saggio, il buono e il bello. No, io questo lo rifiuto categoricamente. In questo momento, proprio perché siamo in emergenza, c'è bisogno di tutti. C'è bisogno dell'apporto serio, responsabile, ragionato e profondo di tutti. Noi, come di Forza Italia siamo inseriti nell'ambito del filone del Partito popolare europeo. È mai possibile che non veniamo considerati in un momento di crisi così grave come quello che stiamo vivendo e che nessuno dei nostri contributi venga recepito? Mi dispiace che non ci sia il professor Monti, che ha richiamato la sua esperienza di Governo; abbiamo appoggiato anche noi quella fase storica, ma qualcosa non ha funzionato se i risultati, col senno di poi, sono quelli che abbiamo visto pre- Covid. (Applausi). Cosa non ha funzionato? Non ha funzionato, secondo il mio modesto parere, il fatto che la carenza di politica, quella con la P maiuscola, che caratterizzava quel Governo, l'aveva reso debole; l'aveva reso gradito agli occhi della tecnocrazia europea, ma non era permeato nel substrato della nostra Nazione (Applausi) , che è una realtà eterogenea e complessa che deve considerare vari interessi e varie realtà. Mi accingo ora ad alcune considerazioni nel merito. Abbiamo fatto tutta una serie di decreti, che avete ricordato tutti. Ciò è avvenuto con grandi annunci; tutte le sere il presidente Conte ci intratteneva con le sue conferenze stampa, con tutti i favori delle telecamere nazionali e locali. Oggi «Il Messaggero» riporta quanti decreti attuativi mancano per dar voce, sostanza e concretezza a quelle norme che rimangono edittali. Signor Vice Ministro, ne cito due, molto banali. Nei vari decreti è previsto un fondo nel bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per i collegamenti stradali, con delega all'ANAS. Sapete cosa ha risposto l'ANAS? Ha ribadito che la realizzazione di tali opere non è di sua competenza. (Applausi) . Ha colto, signor Vice Ministro?