[pronunce]

Il denunciato squilibrio dovrebbe trovare quindi rimedio - conclude il rimettente - in un «intervento additivo della Corte», che, incidendo sull'art. 391-octies, comma 1, e sull'art. 442, comma 1-bis, cod. proc. pen. , per un verso, «rilevi la mancanza di un termine per la presentazione [da parte del difensore] al giudice degli elementi di prova a favore del proprio assistito nel caso di proposizione [della richiesta] di giudizio abbreviato», e, per altro verso, riconosca - «in caso di produzione di fascicolo con indagini difensive e successiva richiesta di giudizio abbreviato» - la facoltà del pubblico ministero di richiedere l'ammissione di prova contraria. 2. - Nel giudizio di costituzionalità è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione sia dichiarata inammissibile o infondata. L'inammissibilità deriverebbe, anzitutto, dal difetto di motivazione sulla rilevanza, essendosi il rimettente limitato a dedurre che l'imputato ha richiesto il giudizio abbreviato non condizionato contestualmente al deposito del fascicolo con la documentazione delle indagini difensive, «senza precisare, tuttavia, se tali atti siano capaci o meno di orientare il giudizio sull'imputazione»; inoltre, dall'inadeguatezza della motivazione sul dedotto contrasto con i parametri dell'art. 111 Cost.; infine, dall'omessa ricerca della possibilità di fornire una esegesi costituzionalmente orientata delle norme censurate. L'infondatezza, poi, nel merito della questione, secondo la difesa dell'intervenuto, si apprezzerebbe essenzialmente attraverso i precedenti di questa Corte in materia, in specie l'ordinanza n. 245 del 2005 e la sentenza n. 184 del 2009, di cui sono citati ampi stralci e il cui significato sarebbe stato stravolto dall'ordinanza di rimessione.1. - In un processo per reati fiscali, il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Modena solleva d'ufficio, in riferimento all'art. 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli artt. 391-octies e 442, comma 1-bis, del codice di procedura penale, «nella parte in cui non prevedono, nell'ipotesi di deposito del fascicolo delle investigazioni difensive e richiesta di giudizio abbreviato, un termine processuale per il deposito del predetto fascicolo con la facoltà del pubblico ministero di esercitare il diritto alla controprova». Deduce il giudice a quo, in termini di fatto, di avere disposto, nel corso dell'udienza preliminare, l'acquisizione del fascicolo delle investigazioni difensive, a richiesta del difensore e procuratore speciale dei due imputati, immediatamente seguita anche da richiesta di giudizio abbreviato non condizionato, onde egli - «incamerata» questa seconda richiesta - si sarebbe trovato a dovere decidere il merito della causa senza che il pubblico ministero potesse «attivare meccanismi processuali di risposta», contrapponendo eventuali elementi probatori di segno contrario: dunque, in una situazione di irrazionale dissimmetria tra le parti, non giustificabile né dalle peculiarità del rito né dalla posizione della parte pubblica e tale da integrare violazione dei parametri costituzionali del contraddittorio nella formazione della prova e della «parità delle armi» tra le parti, emendabile solo con una decisione di illegittimità costituzionale di specie "additiva" alle norme impugnate, per colmare la denunciata lacuna. 2. - La questione è inammissibile sotto plurimi profili, per porre in evidenza i quali è opportuno richiamarsi brevemente ai connotati dell'udienza preliminare in cui è consentito inserire la richiesta di giudizio abbreviato, alle facoltà delle parti e ai poteri del giudice. 2.1. - Preordinata all'esame in contraddittorio e alla decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero, l'udienza preliminare è, di norma, quanto ai mezzi probatori, essenzialmente "cartolare", nel senso, cioè, che le parti utilizzano per la discussione ed il giudice per la decisione soltanto la documentazione degli atti compiuti nelle fasi procedimentali anteriori e i documenti prodotti e ammessi nell'udienza stessa, tra i quali - avuto riguardo alle parti private e, in specie, all'imputato - la documentazione delle investigazioni difensive e i documenti in senso stretto. Circa le modalità temporali, sono certamente riconoscibili talune previsioni dirette a procurare una anticipata presentazione di questo materiale documentale: il fascicolo delle indagini compiute dal pubblico ministero deve essere trasmesso unitamente alla richiesta di rinvio a giudizio (art. 416, comma 2, cod. proc. pen.); la documentazione delle eventuali indagini "suppletive", prima dell'udienza, al pari dei documenti difensivi (art. 419, commi 2 e 3); quella delle eventuali indagini difensive, «in vista» di una decisione anche interlocutoria nell'udienza (art. 391-octies, comma 1). Tuttavia, fuori di questi casi, per detta presentazione è pure riconoscibile un favor nella norma che la consente «fino all'inizio della discussione» (art. 421, comma 3), come implicazione della continuità delle indagini che si è inteso assicurare prima della decisione sul rinvio a giudizio (ex plurimis, già sentenza n. 16 del 1994). È ovvio che ogni parte ha diritto di interloquire su quanto prodotto dalle altre, sia con riguardo all'ammissibilità, sia per produrre documentazione recante elementi di possibile diverso significato. Altrettanto ovvio, specialmente con riguardo alle produzioni nel corso dell'udienza, che sulla loro acquisizione il giudice ha il potere-dovere di decidere (esplicitamente l'art. 421, comma 3, citato pone quale condizione di utilizzabilità degli atti e dei documenti la loro previa ammissione). Decisione, questa, da assumere in contraddittorio mediante ordinanza, assicurando, nei congrui casi, il diritto alla controprova. Una volta iniziata la discussione, non sono più ammesse produzioni. Quanto al giudizio abbreviato, esso può essere richiesto e ammesso anche a discussione iniziata e fino al momento in cui non siano formulate le conclusioni (art. 438, comma 2, cod. proc. pen.). Ma, una volta disposto tale rito (formalmente con una specifica ordinanza: art. 438, comma 4), ancorché ciò avvenga in un momento precedente (e persino prima dell'inizio della discussione), neppure sono ammesse produzioni, ma ben possono essere utilizzate per il giudizio quelle acquisite in precedenza (art. 442, comma 1-bis, cod. proc. pen.), comprese ovviamente quelle recanti i risultati delle investigazioni difensive. 2.2. - Nella rappresentazione, da parte del giudice a quo, del caso di specie, da verificare secondo la trama appena sintetizzata, mancano taluni dati indispensabili per la verifica della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione proposta.