[resaula]

Mi auguro che la sua voce autorevole, il suo modo inconfondibile di vivere la politica come arte sussurrata, il suo solido ancoraggio valoriale possano offrire un esempio e una testimonianza per tutti coloro che oggi sono chiamati a proseguirne il cammino istituzionale e politico. Personalmente, porterò gelosamente con me il ricordo di un uomo che ha sempre saputo conquistarmi con la sua ironia, la sua lealtà, la sua coerenza e il suo coraggio. In commosso ricordo del senatore Ghedini, invito pertanto questa Assemblea ad osservare un minuto di raccoglimento. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi) . Sulla scomparsa di Piero Angela CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signora Presidente, onorevoli colleghi, dopo questo sentito ricordo della Presidente del Senato del senatore Niccolò Ghedini, vorrei con voi ricordare un'altra persona, un illustre cittadino italiano, Piero Angela, scomparso lo scorso 13 agosto. Una persona che più di ogni altro ha svelato al Paese il fascino della conoscenza, soprattutto in ambito scientifico, la meraviglia della scoperta, ma anche quell'inarrestabile viaggio che ci accomuna da migliaia di anni come umanità, ogni volta spinta alla conquista di un nuovo pezzo di ignoto. Con le sue parole, precise e inclusive, Piero Angela ci spiegava che questo viaggio noi possiamo affrontarlo senza paura se ci attrezzeremo con le armi pacifiche del metodo scientifico. È stato bellissimo leggere ed ascoltare le parole che gli sono state indirizzate da ogni parte della società, dalle Istituzioni, da molti di voi, da ogni leader politico. Le immagini di quella fila di persone di ogni età e provenienza che sono andate a salutarlo in occasione della camera ardente, credo siano state la potente testimonianza visiva dell'affetto e della riconoscenza di generazioni di cittadini verso di lui e verso la sua passione, che era soprattutto civile, un vero amore per il Paese. Anche io vorrei aggiungere la mia gratitudine per quel che ha fatto, per come lo ha fatto e continuerà a fare grazie al suo ricordo. Per esprimere questa gratitudine ho atteso la ripresa dei lavori in Senato perché credo che proprio all'Istituzione parlamentare, cuore della democrazia, spetti il compito di onorare la memoria di Piero Angela in modo concreto e fattivo. Spetta al Parlamento, alle forze politiche tutte, ora impegnate nella campagna elettorale, riprendere l'invito, da lui formulato come una sorta di testamento spirituale, a fare la propria parte nell'alimentare con risorse, attenzione e dedizione la conoscenza e il capitale cognitivo di questo difficile Paese. Investire in istruzione, ricerca e innovazione, specie in tempo di crisi, può sembrare poco remunerativo dal punto di vista del consenso elettorale perché i problemi, direbbero alcuni, sono ben altri. Ebbene, preparando questo breve intervento, mi è venuto in mente di quando in piena guerra civile Abraham Lincoln firmò il Morril Act, con il quale fondò l'Accademia delle scienze americane e diede impulso a una serie di iniziative per promuovere le scienze, la tecnologia, l'educazione avanzata per tutti i giovani di talento. Allora molti membri del Congresso erano contrari e si chiedevano perché creare l'Accademia delle scienze in un momento così difficile e lui rispose: per dare un futuro alla Nazione. Piero Angela ci ha insegnato che si può spiegare ai cittadini, che la politica può spiegare, e comunicare ai cittadini in modo affascinante la necessità di investire oggi in istruzione e conoscenza per dare un futuro alla nostra Nazione. Questi investimenti come scriveva Marguerite Yourcenar, autrice di «Memorie di Adriano», equivalgono a costruire granai pubblici, ammassando riserve contro un inverno della ragione che, nostro malgrado, sempre più spesso ci troviamo ad affrontare. (Applausi) . Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Poiché all'ordine del giorno c'è la conversione in legge del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali, ha facoltà di intervenire il presidente Pesco per comunicare la situazione attuale in modo da poter decidere quando convocare l'Assemblea. PESCO (M5S) . Signor Presidente, i Gruppi hanno sollevato la necessità di chiedere alla Presidenza la convocazione di una riunione dei Capigruppo per definire i programmi e il calendario dei prossimi giorni. Penso quindi che sia opportuno convocare una Conferenza dei Capigruppo. PRESIDENTE . Mi riferiva prima il ministro D'Incà che ci sarebbe dovuta essere una riunione informale, per poi convocare la Conferenza dei Capigruppo intorno alle ore 17,30-17,40. Lei mi sta dicendo di convocarla adesso. Da quello che lei mi dice, le discussioni informali sono già terminate. È corretto? PESCO (M5S) . Penso sia necessario convocare la Conferenza dei Capigruppo. PRESIDENTE . Convoco immediatamente la Conferenza dei Capigruppo. (Commenti) . FARAONE (IV-PSI) . Il Ministro mi ha chiesto di riferirle che sarebbe giunto in Senato alle ore 17,40. PRESIDENTE . Come? L'ha detto anche a me. (Commenti) . Fuori dal microfono non sento nulla. Ho chiesto ai Presidenti di Commissione - c'è anche il senatore D'Alfonso - e mi dicono che i colloqui sono terminati, a differenza di quello che avevo capito precedentemente con la richiesta da parte del Ministro di una convocazione alle ore 17,40, proprio per permettere una prosecuzione delle "trattative". Mi sembra che lei mi sta dicendo una cosa diversa. (Commenti) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, abbiamo già fatto una riunione con i Gruppi parlamentari e non è stata individuata una soluzione. Il ministro D'Incà, su richiesta dei Gruppi, le avrebbe dovuto chiedere (ha chiesto a me di farlo, visto che è scappato e non so per quale motivo, non lo ha comunicato) di convocare la Conferenza dei Capigruppo, ma alle ore 17,40, che era l'orario in cui sarebbe tornato in Senato. L'idea è quindi di convocare la Conferenza dei Capigruppo alle ore 17,40. PRESIDENTE. Quindi è un'esigenza sua e non dei Gruppi. FARAONE (IV-PSI) . No, la Conferenza dei Capigruppo è un'esigenza dei Gruppi, l'orario è un'esigenza del Ministro, perché noi siamo presenti. PRESIDENTE . Capisco che ci siano delle esigenze del Ministro, ma ci sono anche le esigenze delle altre persone, dei Gruppi e forse - mi permetto di dire - anche della Presidente. Io avevo capito che la richiesta di convocare la Conferenza dei Capigruppo alle ore 17,40 era determinata dalla necessità di proseguire un dialogo che avrebbe presumibilmente potuto portare a una definizione sulla questione degli emendamenti (che da circa 40-60 sono diventati 400). Trattandosi di una discussione non irrilevante, vorrei capire anch'io. Sospendo pertanto la seduta per decidere quando convocare la Conferenza dei Capigruppo. (Applausi).