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Art. 2 Finalità del Fondo e criteri di valutazione 1. Le disponibilità del Fondo di cui all'articolo 1 sono utilizzate prioritariamente per soddisfare le richieste dei commissari straordinari, come previsto dall'articolo 14 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Sempre in via prioritaria possono altresì essere finanziati progetti di: a) interventi ammissibili al cofinanziamento comunitario; b) opere infrastrutturali individuate sul territorio nazionale nelle zone colpite da calamità naturali e/o dissesto idrogeologico; c) opere infrastrutturali di completamento delle previsioni dei piani regolatori portuali; d) opere nel settore della sicurezza anche penitenziaria; e) opere relative ad organismi internazionali ovvero ad organi costituzionali o aventi rilevanza costituzionale ; f) opere previste nei programmi triennali delle Amministrazioni aggiudicatrici, di cui all'articolo 14 della legge n. 109 del 1994, da inserire nel piano annuale, quando non sia possibile affidare la progettazione ai competenti uffici della Amministrazione. 2. Una quota pari al 10% delle disponibilità del Fondo è riservata a proposte relative all'indizione di concorsi di progettazione come disciplinati dai commi da 1 a 5 dell'articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/99 per interventi di rilevante interesse sociale, urbanistico, architettonico o ambientale, promossi da Amministrazioni statali anche d'intesa con enti locali, ovvero da enti sovraregionali vigilati da Amministrazioni statali. 3. Nell'ambito delle priorità indicate al precedente comma 1 le richieste sono valutate secondo i seguenti criteri di precedenza: a) progetti che prevedono la partecipazione di capitali privati, in quanto suscettibili di gestione economica; b) progetti di recupero del patrimonio edilizio esistente; c) progetti di completamenti di interventi già realizzati o in corso di esecuzione; d) progetti relativi a lavori di manutenzione. Note all'art. 2: - Il testo dell'art. 14, della legge 17 maggio 1999, n. 144, è il seguente: "Art. 14 (Snellimento delle procedure di cui al decreto-legge 25 marzo 1997, n 67, ed al decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244). - 1. Gli oneri derivanti dall'affidamento disposto dai commissari straordinari per le attività relative alla progettazione del completamento delle opere incluse negli elenchi di cui all'art. 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, gravano sulle disponibilità finanziarie autorizzate dal Fondo di cui all'art. 9 del medesimo decreto-legge. 2. All'art. 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, dopo il comma 4-ter, è inserito il seguente: "4-quater. Il commissario straordinario, al fine di consentire il pronto avvio o la pronta ripresa dell'esecuzione dell'opera commissariata, può affidare le prestazioni relative alla revisione del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, o di parti di esso, nonché lo svolgimento di attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione, ai soggetti di propria fiducia di cui all'art. 17, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, anche in deroga alle disposizioni di cui ai commi 4 e successivi dell'art 17 della medesima legge n. 109 del 1994. Resta comunque fermo quanto disposto dall'ultimo periodo del citato comma 4 . 3. All'art. 23, primo comma, numeri 1) e 2), della legge 18 ottobre 1942, n. 1460, e successive modificazioni, le parole: "100 milioni di lire sono sostituite dalle seguenti: "200.000 ecu ; 4. All'art. 3, secondo comma, numeri 1) e 2), della legge 5 gennaio 1953, n. 24, e successive modificazioni, le parole: "fra i 100 milioni e i 200 milioni di lire sono sostituite dalle seguenti: "fra 200.000 ecu e 500.000 ecu . 5. Il secondo comma dell'art. 19 del decreto-legge 15 marzo 1965, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1965, n. 431, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: "Sugli appalti da eseguire a cura del Ministero dei lavori pubblici ed il cui importo superi i 500.000 ecu è richiesto il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici . 6. I limiti di cui ai commi 3, 4 e seguenti sono aggiornati con cadenza triennale dal Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica". Il testo dell'art. 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, recante legge quadro in materia di lavori pubblici è il seguente: "Art. 14 (Programmazione dei lavori pubblici). - 1. L'attività di realizzazione dei lavori di cui alla presente legge si svolge sulla base di un programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali che i soggetti di cui all'art. 2, comma 2, lettera a), predispongono ed approvano, nel rispetto dei documenti programmatori, già previsti dalla normativa vigente, e della normativa urbanistica, unitamente all'elenco dei lavori da realizzare nell'anno stesso. 2. Il programma triennale costituisce momento attuativo di studi di fattibilità e di identificazione e quantificazione dei propri bisogni che i soggetti di cui al comma 1 predispongono nell'esercizio delle loro autonome competenze e, quando esplicitamente previsto, di concerto con altri soggetti, in conformità agli obiettivi assunti come prioritari. Gli studi individuano i lavori strumentali al soddisfacimento dei predetti bisogni, indicano le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie degli stessi. Lo schema di programma triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono resi pubblici, prima della loro approvazione, mediante affissione nella sede dei soggetti di cui all'art. 2, comma 2, lettera a), per almeno sessanta giorni consecutivi. 3. Il programma triennale deve prevedere un ordine di priorità tra le categorie di lavori, nonché un ulteriore ordine di priorità all'interno di ogni categoria. In ogni categoria sono comunque prioritari i lavori di manutenzione, di recupero del patrimonio esistente, di completamento dei lavori già iniziati, nonché gli interventi per i quali ricorra la possibilità di finanziamento con capitale privato maggioritario. 4. Nel programma triennale sono altresì indicati i beni immobili pubblici che, al fine di quanto previsto all'art. 19, comma 5-ter, possono essere oggetto di diretta alienazione anche del solo diritto di superficie, previo esperimento di una gara; tali beni sono classificati e valutati anche rispetto ad eventuali caratteri di rilevanza storico-artistica, architettonica, paesaggistica e ambientale e ne viene acquisita la documentazione catastale e ipotecaria. 5. I soggetti di cui al comma 1 nel dare attuazione ai lavori previsti dal programma triennale devono rispettare le priorità ivi indicate.