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Il tribunale esamina la richiesta che, se accolta, è trasmessa al Garante per la protezione dei dati personali che vi dà seguito a condizione che la donna abbia precedentemente manifestato la propria disponibilità all'incontro. Il Garante trasmette i dati al tribunale per i minorenni che, avvalendosi preferibilmente del personale dei servizi sociali, assume le necessarie iniziative volte all'organizzazione del loro primo incontro. Chiunque partecipi al procedimento è tenuto al segreto sulle informazioni raccolte nell'ambito del procedimento medesimo ». 23 (Modifica dell'articolo 29 della legge n. 184 del 1983, in materia di adozione di minori stranieri) 1 L'articolo 29 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 29. – 1. L'adozione di minori stranieri ha luogo conformemente ai princìpi e secondo le direttive della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L'Aja il 29 maggio 1993, di seguito denominata “Convenzione”, a norma delle disposizioni contenute nella presente legge. 2. Nel caso di cittadini italiani residenti in uno Stato straniero, fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 36, comma 4, è competente il tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo della loro ultima residenza; in mancanza, è competente il tribunale per i minorenni di Roma ». 24 (Modifica dell'articolo 30 della legge n. 184 del 1983, in materia di decreto di idoneità) 1 L'articolo 30 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 30. – 1. Il decreto di idoneità ad adottare ha efficacia per tutta la durata della procedura, che deve essere promossa dagli interessati entro un anno dalla comunicazione del provvedimento. 2. Il decreto deve essere immediatamente notificato agli aspiranti genitori adottivi ed è trasmesso, con copia della relazione e della documentazione esistente negli atti, alla Commissione di cui all'articolo 38 e, se già indicato dagli aspiranti all'adozione, all'ente autorizzato di cui all'articolo 39- ter . 3. Qualora il decreto di idoneità, previo ascolto degli interessati, sia revocato ai sensi dell'articolo 23, il tribunale per i minorenni comunica immediatamente il relativo provvedimento alla Commissione e all'ente autorizzato di cui al comma 2 ». 25 (Modifiche all'articolo 31 della legge n. 184 del 1983, in materia di compiti dell'ente autorizzato a curare la procedura di adozione) 1 All'articolo 31 della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 3, la lettera h) è sostituita dalla seguente: « h) certifica la data di inserimento del minore presso i soggetti affidatari o i genitori adottivi »; b dopo il comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente: « 3- bis. L'ente autorizzato svolge le attività di cui al comma 3 con la diligenza del buon padre di famiglia ai sensi dell'articolo 1176 del codice civile e, in difetto, risponde dei danni, salvo ogni ulteriore e diverso provvedimento della Commissione per le adozioni internazionali di cui all'articolo 38 ». 26 (Modifiche all'articolo 32 della legge n. 184 del 1983, in materia di dichiarazione della Commissione per le adozioni internazionali sull'adozione) 1 All'articolo 32 della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 2, lettera b) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e risulti dal provvedimento adottivo straniero che essi erano consapevoli di tale effetto »; b il comma 3 è abrogato. 27 (Modifiche all'articolo 34 della legge n. 184 del 1983, in materia di compiti dei servizi educativi, socio-sanitari e socio-assistenziali) 1 All'articolo 34 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il comma 2 è sostituito dai seguenti: « 2. Dal momento dell'ingresso in Italia e per almeno tre anni, ai fini di una corretta integrazione familiare e sociale, i servizi socio-assistenziali degli enti locali e gli enti autorizzati, su richiesta degli interessati, assistono gli affidatari, i genitori adottivi e il minore. Essi in ogni caso riferiscono al tribunale per i minorenni sull'andamento dell'inserimento, segnalando le eventuali difficoltà per gli opportuni interventi. A tal fine i suddetti servizi, d'intesa con gli enti autorizzati di cui all'articolo 39- ter , anche avvalendosi per quanto di competenza delle aziende sanitarie locali e ospedaliere, prevedono l'istituzione di specifiche équipe con il compito di: a) individuare, su richiesta degli interessati, i fattori di rischio relativi al minore, con particolare riguardo alla presenza di specifici traumi pregressi, nonché i fattori di rischio relativi alle condizioni sanitarie dei genitori adottivi; b) prevedere, su richiesta degli interessati, interventi multidisciplinari al fine di favorire relazioni positive nell'ambito familiare; c) svolgere, su richiesta degli interessati, interventi educativi, terapeutici e sociali di sostegno del minore nell'ambito del nucleo familiare adottivo, finalizzati al superamento e alla prevenzione delle situazioni di difficoltà che possono insorgere nel periodo successivo all'adozione; d) svolgere un'attività di monitoraggio delle situazioni di crisi e di disagio e dei casi di fallimento dell'adozione. 2 -bis. I servizi socio-educativi per la prima infanzia, i servizi socio-sanitari e socio-assistenziali e i servizi educativi del territorio, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, svolgono le azioni necessarie a supportare la crescita psicologica, emotiva e relazionale dei minori adottati, a promuovere percorsi di integrazione degli stessi nel contesto scolastico, a sviluppare una maggiore competenza interculturale e metodologica degli insegnanti, dei dirigenti scolastici e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) per favorire l'integrazione dei minori adottati, a rinforzare il sistema di promozione, prevenzione e protezione dei minori adottati in situazione di vulnerabilità attraverso l'azione di sostegno alla genitorialità nei diversi contesti di vita ». 28 (Modifiche all'articolo 35 della legge n. 184 del 1983, in materia di effetti dell'adozione pronunciata all'estero) 1 L'articolo 35 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 35. – 1. L'adozione pronunciata all'estero produce nell'ordinamento italiano gli effetti di cui all'articolo 27 della presente legge, ai sensi dell'articolo 64 della legge 31 maggio 1995, n. 218. 2. Qualora l'adozione debba perfezionarsi dopo l'arrivo del minore in Italia, il provvedimento dell'autorità straniera è riconosciuto come affidamento preadottivo e inviato a cura dell'ente autorizzato al tribunale per i minorenni competente territorialmente per il luogo di residenza dei genitori adottivi al momento dell'ingresso del minore in Italia, ai fini di quanto previsto dall'articolo 22- bis .