[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 3, della legge della Regione Piemonte 24 dicembre 2004, n. 39 (Costituzione della Azienda Sanitaria Ospedaliera “Ordine Mauriziano di Torino”), promosso con ordinanza del 12 dicembre 2006 dal Tribunale ordinario di Torino nei procedimenti civili riuniti vertenti tra l'Azienda Sanitaria Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino ed altra e la Eli Lilly S.p. A., iscritta al n. 271 del registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 17, prima serie speciale, dell'anno 2007. Visto l'atto di costituzione della Regione Piemonte; udito nella udienza pubblica dell'11 dicembre 2007 il Giudice relatore Paolo Maria Napolitano; udito l'avvocato Anita Ciavarra per la Regione Piemonte. Ritenuto che, con ordinanza del 12 dicembre 2006, il Tribunale ordinario di Torino, nel corso di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concesso in favore della Eli Lilly S.p. A. nei confronti sia della Azienda Sanitaria Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino (in seguito Azienda ospedaliera) che della Fondazione Ordine Mauriziano di Torino (in seguito Fondazione) e da ambedue queste ultime opposto, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 97, 117, secondo comma, lettera l), e 120, secondo comma, della Costituzione, dell'art. 2, comma 3, della legge regionale del Piemonte 24 dicembre 2004, n. 39 (Costituzione della Azienda Sanitaria Ospedaliera “Ordine Mauriziano di Torino”); che il rimettente – rilevato che la Eli Lilly S.p.a. ha effettuato forniture nei confronti dei presidi ospedalieri Umberto I di Torino e IRCC di Candiolo nel periodo dal 23 novembre 2004 al 22 gennaio 2005 e che la medesima, ritenendo solidalmente tenute per il relativo corrispettivo sia la Azienda ospedaliera che la Fondazione, ha, pertanto, chiesto che il decreto ingiuntivo opposto sia dichiarato provvisoriamente esecutivo nei confronti delle stesse – osserva che con l'art. 2 del decreto-legge 19 novembre 2004, n. 277 (Interventi straordinari per il riordino e il risanamento economico dell'Ente Ordine Mauriziano di Torino), convertito, con modificazioni, con legge 21 gennaio 2005, n. 4, è stata costituita, con lo scopo di realizzare il risanamento finanziario dell'Ente Ordine Mauriziano (in seguito Ente), la Fondazione, alla quale è stato trasferito l'intero patrimonio, mobiliare e immobiliare, dell'Ente, ad eccezione dei presidi ospedalieri Umberto I di Torino e IRCC di Candiolo; che, prosegue il rimettente, lo stesso art. 2 del decreto-legge n. 277 del 2004 prevede, al comma 3, che la Fondazione succeda all'Ente nei rapporti, anche contenziosi, di cui questo era parte alla data di entrata in vigore del decreto nonché in ogni debito e credito dell'Ente, maturato anteriormente alla predetta data; che, quanto ai rapporti connessi alla attività dei due presidi ospedalieri sopra richiamati, è previsto che l'Ente continui ad essere parte dei contratti di somministrazione già in corso, mentre sono a carico della Fondazione le obbligazioni pecuniarie relative alle prestazioni eseguite prima della entrata in vigore del decreto; che l'art. 1 del decreto-legge n. 277 del 2004, sempre secondo quanto premette il giudice a quo, prevede che l'Ente continui a svolgere la propria attività sino alla entrata in vigore della legge regionale con la quale, nel rispetto della previsione costituzionale, ne dovrà essere disciplinata «la natura giuridica e l'inserimento nell'ordinamento giuridico sanitario della regione»; che, con legge regionale n. 39 del 2004, l'Ente è stato costituito in Azienda ospedaliera la quale è – contestualmente – succeduta in tutti i rapporti ed oneri concernenti l'Ente, ad eccezione, come indicato al comma 3 dell'art. 2 della detta legge regionale, della «gestione e [de]i conseguenti e derivanti oneri economici di tutte le controversie relativi a rapporti attivi e passivi, […] relativi ai periodi antecedenti alla costituzione dell'A[zienda]S[anitaria]O[spedaliera] di cui al comma 1 [che] rimangono a carico della Fondazione»; che in tal modo, osserva il Tribunale di Torino, l'art. 2, comma 3, della legge regionale n. 39 del 2004 avrebbe inciso sul patrimonio della Fondazione, addossando a questa i debiti dell'Ente maturati nel periodo dal 23 novembre 2004 al 22 gennaio 2005 (date, rispettivamente, di entrata in vigore del decreto-legge n. 277 del 2004 e della legge regionale n. 39 del 2004), in contrasto con la previsione contenuta nell'art. 2 del decreto-legge n. 277 del 2004 che attribuiva alla Fondazione la responsabilità per le obbligazioni connesse alle prestazioni eseguite in favore dei presidi ospedalieri Umberto I di Torino e IRCC di Candiolo solo fino alla entrata in vigore dello stesso decreto-legge; che il rimettente ritiene la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 3, della legge regionale n. 39 del 2004 rilevante in quanto, ove la norma in questione fosse applicata nel giudizio a quo, egli dovrebbe revocare, nei confronti della Azienda ospedaliera, il decreto ingiuntivo opposto e confermarlo, invece, per la Fondazione, mentre a soluzione contraria dovrebbe pervenire ove la questione di legittimità costituzionale fosse dichiarata fondata; che, quanto alla non manifesta infondatezza, il giudice a quo rileva che la norma censurata, prevedendo il trasferimento dei debiti dell'Ente in capo alla Fondazione, detta una disciplina afferente alla materia dell'ordinamento civile – rientrante, ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, nella competenza legislativa esclusiva dello Stato –, in quanto inciderebbe, pregiudicandola, sulla consistenza del patrimonio di un soggetto di diritto privato, in maniera difforme rispetto a quanto aveva previsto il legislatore statale; che, ad avviso del rimettente, la norma censurata viola anche l'art. 120, secondo comma, della Costituzione, in quanto sarebbe stato leso il principio di leale collaborazione, «avendo la Regione ecceduto i limiti di delega di cui all'art. 1 del D.L. 277/04», nonché l'art. 97, primo comma, della Costituzione, in quanto, avendo previsto un immotivato vantaggio in favore di un ente pubblico regionale a discapito di una fondazione di emanazione statale, contrasterebbe con il dovere di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione; che è intervenuta nel giudizio la Regione Piemonte, concludendo per la inammissibilità o per la infondatezza della questione;