[massime]

Affissioni pubbliche - Installazione di nuovi impianti pubblicitari - Autorizzazione comunale subordinata all’adozione del relativo regolamento e del piano generale degli impianti pubblicitari - Asserita mancanza di termini per l’emanazione di detto piano - Lamentata incidenza sulla libertà d’iniziativa economica - Erroneità del presupposto interpretativo da cui muove il giudice rimettente - Non fondatezza della questione.. L'art. 2, commi 2 e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, il quale impone alle pubbliche amministrazioni l'onere di determinare, per ciascun tipo di procedimento, il termine entro cui esso deve essere concluso, stabilendo in via suppletiva il termine di trenta giorni, oltre i quali la pubblica amministrazione diviene inadempiente, è applicabile anche al procedimento concernente l'adozione, da parte del Comune, del piano generale degli impianti pubblicitari, necessario al rilascio delle singole autorizzazioni. Ne consegue che, in relazione a tale procedimento, il diritto di iniziativa economica risulta adeguatamente protetto e sottoposto ad un limite non irragionevole, preordinato com'è alla salvaguardia di una pluralità di beni di rilievo costituzionale, quali l'ambiente, l'arte, il paesaggio, la sicurezza della viabilità. Non è pertanto fondata, per erroneità della premessa interpretativa dalla quale muove il giudice rimettente, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 36, comma 8, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, censurato, in riferimento all'art. 41 della Costituzione, nella parte in cui dispone che il Comune non possa autorizzare l'installazione di nuovi impianti pubblicitari fino all'approvazione del regolamento comunale e del piano generale degli impianti previsti dall'art. 3 del medesimo decreto legislativo. - V. la citata sentenza n. 262/1997, con la quale è stata data la stessa interpretazione dell'art. 2 della legge n. 241 del 1990.