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L'attuazione dell'Accordo si basa sui principi del dialogo, del rispetto reciproco, del partenariato paritario, del consenso e del rispetto del diritto internazionale (articolo 2). Il dialogo può essere attuato a tutti i livelli (Capi di Stato o di Governo, ministri, alti funzionari ed esperti) e include scambi tra delegazioni dei Parlamenti europeo e neozelandese (articolo 3) Le Parti si impegnano a cooperare in seno alle organizzazioni regionali ed internazionali (articolo 4), scambiandosi pareri sulle questioni politiche di reciproco interesse e, ove ritenuto opportuno, anche condividendo informazioni sulle rispettive posizioni. Titolo II: Dialogo politico e cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza (articoli 5-11) Si riafferma l'importanza di un dialogo politico regolare (consultazioni e scambi a tutti i livelli di governo), quale strumento per consolidare un approccio condiviso sulle principali questioni internazionali (articolo 5). E’ previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto (articolo 6). Sulla gestione delle crisi (articolo 7), è richiamato l'Accordo che istituisce un quadro per la partecipazione della Nuova Zelanda alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, firmato a Bruxelles il 18 aprile 2012. Sono inoltre recepite le clausole standard (reciproca collaborazione, attuazione degli obblighi internazionali, istituzione di controlli efficaci all'esportazione e verifica dell'impiego finale di tecnologie dual use ) in tema di lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) e dei relativi vettori (articolo 8). La disposizione che prevede il rispetto degli obblighi internazionali e la cooperazione per il contrasto alla proliferazione delle ADM (paragrafo 1) è considerata elemento essenziale dell'accordo. Le Parti si impegnano inoltre a cooperare per il contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro ( Small arms and light weapons – SALW, articolo 9). Nel concordare che i crimini più gravi, che sono motivo di allarme per la comunità internazionale, vadano perseguiti a livello nazionale e internazionale, anche presso la Corte penale internazionale, le parti s'impegnano a prendere misure per attuare lo statuto di Roma e per promuoverne l'universalizzazione e l'integrità (articolo 10). La cooperazione in materia di lotta al terrorismo (articolo 11) tra Unione europea e Nuova Zelanda avviene nel rispetto dello Stato di diritto e del diritto internazionale (la Carta delle Nazioni Unite, le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, le norme sui diritti umani e sui rifugiati, il diritto internazionale umanitario). Le Parti cooperano, inoltre, nella prevenzione e repressione degli atti di terrorismo, scambiandosi informazioni e condividendo esperienze e buone prassi. Promuovono il consenso internazionale sulla lotta al terrorismo e sul relativo quadro giuridico (adoperandosi per la conclusione di una convenzione globale contro il terrorismo internazionale, che completi gli strumenti attuali dell'ONU), e la cooperazione tra gli Stati membri dell'ONU per l'attuazione della Strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. Si impegnano anche a collaborare per prestare assistenza allo sviluppo delle capacità antiterrorismo di altri Stati, anche nell'ambito del Forum globale antiterrorismo (GCFT), e a rispettare le norme internazionali del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) per combattere il finanziamento al terrorismo. Titolo III: Cooperazione in materia di sviluppo globale e aiuti umanitari (articoli 12-13) Le Parti ribadiscono l'impegno a favorire lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e assicurare che gli aiuti abbiano maggiore impatto, anche nella regione del Pacifico (articolo 12). Al riguardo, è previsto lo scambio di opinioni e il coordinamento delle rispettive posizioni nei consessi internazionali e regionali, oltre alla condivisione di informazioni sui rispettivi programmi di sviluppo e, ove appropriato, al coordinamento degli interventi di assistenza a favore di specifici Paesi. Le Parti si impegnano, inoltre, a collaborare anche nell'ambito degli aiuti umanitari, adoperandosi per offrire risposte coordinate alle emergenze (articolo 13). Titolo IV: Cooperazione in materia economica e commerciale (articoli 14-28) L'Unione europea e la Nuova Zelanda si impegnano ad instaurare un dialogo strutturato (ogni anno, a livello di alti funzionari e, se deciso dalle Parti, anche ministeriale, sulla politica commerciale e sui prodotti agricoli) per promuovere l'interscambio bilaterale di beni e servizi e gli investimenti (articolo 14). Riconoscono, al contempo, l'importanza di pervenire al medesimo obiettivo tramite il sistema multilaterale di regolamentazione del commercio, impegnandosi a collaborare con l'OMC per promuovere una maggiore liberalizzazione degli scambi. Le Parti si impegnano a realizzare un clima favorevole per gli investitori, assicurando normative stabili e trasparenti e individuando meccanismi per agevolare i flussi. In tema di servizi, condividono informazioni ed esperienze sulle proprie legislazioni, sui rispettivi sistemi contabili, di revisione dei conti, di vigilanza e regolamentazione dei settori bancario e assicurativo. È anche evocata la possibilità di negoziare nuovi accordi, per promuovere ed accrescere ulteriormente gli scambi commerciali e di investimento (articolo 14, paragrafo 8), chiaro riferimento alla conclusione in prospettiva di un accordo di liberalizzazione commerciale. Le Parti collaborano in materia di applicazione di misure sanitarie e fitosanitarie (SPS, articolo 15) nelle organizzazioni internazionali (OMC, Commissione del Codex alimentarius , Organizzazione mondiale per la salute animale, in particolare International Office for Epizootics - OIE, e le organizzazioni che operano nell'ambito della Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali - IPPC) e sulla base dell'Accordo tra Comunità europea e la Nuova Zelanda sulle misure sanitarie applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale, firmato a Bruxelles il 17 dicembre 1996. La cooperazione (che comprende lo scambio di informazioni, la verifica integrale e certificazione dei sistemi di ispezione, il riconoscimento di zone indenni o a limitata diffusione di parassiti o malattie) è volta a migliorare la comprensione reciproca delle rispettive misure SPS e a facilitare il commercio tra le Parti. Quest'ultime si impegnano, inoltre, a condividere informazioni e a collaborare in materia di benessere degli animali, nell'ambito del Forum di cooperazione della Commissione europea e delle competenti autorità neozelandesi, oltre che in sede OIE (articolo 16). Si prevede anche che Unione europea e Nuova Zelanda: – collaborino per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi, tramite una maggiore compatibilità dei rispettivi standard tecnici, nell'ambito dell'accordo OMC in materia e dell'Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità tra la Comunità europea e la Nuova Zelanda firmato a Wellington il 25 giugno 1998 (articolo 17);