[ddlpres]

Nei confronti del personale deceduto o divenuto permanentemente inabile al servizio militare incondizionato ovvero giudicato assolutamente inidoneo ai servizi di istituto per lesioni traumatiche o per infermità riconosciute dipendenti da causa di servizio, sono estesi al coniuge e ai figli superstiti, ovvero ai fratelli germani conviventi e a carico, qualora unici superstiti, i benefici di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407, consistenti nel diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto a ogni altra categoria e con preferenza a parità di titoli ovvero nell’assunzione per chiamata diretta nelle amministrazioni statali, ferme restando le percentuali di assunzioni previste dalle vigenti disposizioni ed entro l'aliquota del 10 per cento del numero di vacanze; – articolo 4: corresponsione dell’indennità di missione al personale militare in stato di prigionia o disperso e computo per intero del tempo trascorso in stato di prigionia o quale disperso ai fini del trattamento di pensione; – articolo 5, comma 1, lettere b) e c) : disapplicazione delle disposizioni in materia di orario di lavoro e possibilità da parte del personale impiegato nelle missioni di utilizzare a titolo gratuito le utenze telefoniche di servizio, se non risultano disponibili sul posto adeguate utenze telefoniche per uso privato, fatte salve le priorità correlate alle esigenze operative; – articolo 7: estensione della disciplina prevista per il personale militare al personale civile eventualmente impiegato nelle missioni; – articolo 13: particolare disciplina a favore del personale militare impiegato in missioni internazionali in materia di partecipazione ai concorsi interni banditi dall’Amministrazione (rinvio d’ufficio dell’interessato al primo concorso utile successivo, attribuzione ai soli fini giuridici dell’anzianità assoluta attribuita ai vincitori del concorso per il quale è stata presentata domanda, nonché dell’anzianità relativa determinata dal posto che sarebbe stato occupato nella relativa graduatoria con il diritto, se vincitore, all’attribuzione della stessa anzianità giuridica dei vincitori del concorso per il quale ha presentato domanda). È, altresì, richiamato l’articolo 3, comma 6, del decreto-legge n. 152 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 197 del 2009, il quale prevede a favore del personale del Corpo della guardia di finanza la medesima disciplina stabilita per il personale delle Forze armate in materia di partecipazione ai concorsi interni, di cui al citato articolo 13 del decreto-legge n. 451 del 2001. Il comma 2 stabilisce che l’indennità di missione sia corrisposta nella misura del 98 per cento o nella misura intera, incrementata del 30 per cento se il personale non usufruisce a qualsiasi titolo di vitto e alloggio gratuiti, della diaria prevista per il Paese di destinazione dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 13 gennaio 2003 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003). Il comma 3 individua, per il calcolo dell’indennità da corrispondere al personale impiegato nelle missioni ivi elencate, una diaria di riferimento diversa da quella del Paese di effettiva destinazione. Il comma 4 disciplina il trattamento economico accessorio del personale impiegato nelle missioni navali Active Endeavour (articolo 1, comma 7), EUNAVFOR MED operazione SOPHIA (articolo 1, comma 8) e Atalanta (articolo 3, comma 1) e nelle attività relative al potenziamento dell’ordinario dispositivo aeronavale nazionale apprestato per la sorveglianza e la sicurezza dei confini nell’area del Mediterraneo centrale (articolo 4, comma 7), nonché nell’operazione della NATO per la sorveglianza navale dell’area sud dell’Alleanza (articolo 4, comma 10). A tale personale il compenso forfettario di impiego e la retribuzione per lavoro straordinario sono corrisposti in deroga, per il compenso forfettario di impiego, ai limiti di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171 (protrazione dell’operazione, senza soluzione di continuità, per almeno quarantotto ore con l’obbligo di rimanere disponibili nell’ambito dell’unità operativa e possibilità di corrispondere il compenso per un periodo non superiore a 120 giorni all’anno) e, per la retribuzione per lavoro straordinario, ai limiti orari individuali previsti dai decreti adottati in attuazione dell’articolo 10, comma 3, della legge 8 agosto 1990, n. 231. È disposto, altresì, che il compenso forfettario di impiego sia corrisposto ai volontari in ferma prefissata di un anno nella misura prevista per i volontari in ferma prefissata quadriennale, pari al 70 per cento di quella spettante ai volontari di truppa in servizio permanente. Il comma 5 è volto a consentire la prosecuzione dell’impiego nella specifica missione, fino al termine del periodo previsto e comunque per un massimo di sei mesi, del personale schierato nei teatri operativi eventualmente collocato in aspettativa per riduzione quadri, previo consenso degli interessati. Si tratta di una misura che: – assicura maggiore flessibilità nell’impiego, garantendo con ciò maggiore efficienza operativa; – non comporta nuovi o maggiori oneri, in quanto il personale in parola viene richiamato «senza assegni» (percependo quindi il trattamento economico ridotto di cui all’articolo 1821 del citato codice dell’ordinamento militare), e anzi comporta possibili risparmi, evitando che si debba procedere all’anticipata sostituzione degli interessati rispetto al piano di impiego del contingente originariamente previsto. L’ articolo 6 prevede, al comma 1 , l’applicazione al personale impiegato nelle missioni internazionali di cui al presente decreto, delle speciali disposizioni in materia penale di cui all’articolo 5 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12, e successive modificazioni, e all’articolo 4, commi 1- sexies e 1- septies , del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197. L’applicazione di tali disposizioni viene estesa anche al personale che, seppure non organicamente inserito nelle missioni internazionali previste dal presente provvedimento, è eventualmente inviato in supporto alle medesime missioni per fronteggiare imprevedibili e urgenti esigenze, anche connesse con il repentino deteriorarsi delle condizioni di sicurezza nelle diverse aree in cui sono impiegati i contingenti militari italiani. Diversamente, per tale personale opererebbe la disciplina penale ordinaria, che prevede, tra l’altro, in simili contesti l’applicazione del codice penale militare di guerra.