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Ci siamo presi l'incarico, come Collegio, di analizzare la questione per individuare modalità operative più idonee a rispondere alle esigenze degli stessi collaboratori. Il tema è stato più volte ribadito e ci siamo assunti l'impegno come Collegio dei Questori, insieme ai colleghi Arrigoni e Bottici, di raggiungere l'obiettivo per i prossimi bilanci, a seconda di quanto si riuscirà a fare. Sicuramente vi daremo attuazione perché l'Aula del Senato ce l'ha chiesto. C'erano degli ordini del giorno in merito, ma proprio per questo nostro impegno non sono stati presentati. Ringrazio i presentatori che ci hanno dato fiducia in questo percorso. Passo all'illustrazione dei documenti contabili oggi all'esame e agli aspetti burocratici e amministrativi, ma importanti del rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2017. La spesa complessiva del Senato, al netto dei risparmi riversati, ammonta a 488.930.460,71 euro, in diminuzione di circa 3,1 milioni rispetto al consuntivo del 2016. In questo anno abbiamo conseguito ulteriori risparmi e questo trend che continua da più di otto anni, partendo dal 2010, fino al raggiungimento di un ulteriore risparmio importante per il rendiconto delle entrate del 2017. Se compariamo i dati del 2017 con quelli del 2012, con riferimento all'inizio della legislatura, la spesa effettiva del Senato si è ridotta di oltre il 6 per cento. Per ciò che riguarda il bilancio dell'assistenza sanitaria integrativa dei senatori (ASIS) - cito questa voce, perché tante volte in contesti anche pubblici i dati non sono conformi alla reale situazione - ribadisco che è interamente a carico di noi parlamentari e non dell'Istituzione. Ricordo che dal 2017 ad oggi si è registrato un avanzo di gestione complessivo di 2,246 milioni di euro, quindi un dato in positivo, non in negativo. Ciò sta a testimoniare che anche per le somme versate direttamente dai senatori c'è una conduzione attenta e precisa, mese per mese, proprio per tranquillizzare sul fatto che la gestione delle risorse pubbliche e private è perfettamente in regola e trasparente rispetto a quanto ci viene chiesto. Se guardiamo alla spesa del Senato, possiamo notare che le spese di funzionamento generale occupano il 55 per cento del totale della spesa del Senato, con una diminuzione di 5 milioni rispetto al 2017, nonostante il cambio di legislatura. Richiamo l'attenzione su questo, che è un altro aspetto importante che voglio ribadire. Ci tengo anche a dire che, di fronte a una rigidità della spesa del Senato che è pari al 91 per cento della spesa obbligatoria, come dicevo, abbiamo adottato una serie di misure di riduzione dei costi, quasi come se fosse casa nostra - passatemi l'espressione, che forse farà sorridere - con una gestione attenta anche alle piccole cose, che tante volte ci vengono segnalate dai colleghi senatori, dalle persone. Abbiamo voluto fare un intervento specifico e giornaliero, riservando una particolare attenzione al contesto di una gestione pubblica importante come quella del Senato della Repubblica. Passando al bilancio di previsione per il 2018, la spesa scende ancora a 539 milioni, quindi un altro anno in diminuzione, come ho accennato prima, nonostante il cambio di legislatura: mentre l'altro ramo del Parlamento registra un aumento di 19 milioni, la spesa del Senato è ancora in diminuzione. Il Senato per l'ottavo anno consecutivo registra il segno meno nelle previsioni di spesa. Nel 2018 si registrano al momento 12 milioni di euro di risparmi. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica - è un dato che mi piace ricordare - si è ridotto dal 2013 al 2018, per un importo pari a 221,7 milioni di euro. È vero che si tratta di più anni, ma ciò significa che la riduzione della spesa e l'attenzione che a questo aspetto vogliamo porre non è più un fatto a spot , ma un intervento strategico continuo che vogliamo realizzare all'interno dell'Istituzione, per dire che l'attenzione ai costi e chiaramente alla valutazione sul denaro pubblico è sempre importante. La cifra è composta, innanzitutto, da una minore dotazione: la dotazione di Palazzo Madama si è ridotta anche quest'anno di 21,6 milioni di euro rispetto all'ammontare del 2011. La minore dotazione negli ultimi sei anni ha portato ad un risparmio di 30 milioni di euro. L'importo annuo della dotazione risulta pari a 505.360.500 euro ed è riconfermato anche quest'anno rispetto al percorso che abbiamo fatto. Peraltro, oltre alla minore dotazione, il Senato ha risparmiato ulteriori risorse dal 2013 ad oggi, per un totale di circa 92 milioni di euro e questo è un dato veramente importante. Il segno meno riguarda tutti i fronti, in primis la dinamica delle retribuzioni: abbiamo un -27 per cento dal 2012 ad oggi e un -40,5 milioni dal 2011 ad oggi. C'è poi l'indennità parlamentare e le competenze accessorie, di cui tante volte si discute e a cui vengono dedicate pagine e pagine sui giornali, ma non solo, perché se ne parla diffusamente dappertutto, dai bar a qualsiasi altro luogo all'interno della nostra Nazione. L'indennità parlamentare e le competenze accessorie hanno avuto una riduzione pari a circa 51 milioni di euro. Si è passati dal 19 per cento del bilancio totale del Senato del 2001 al 10 per cento di oggi, il che significa che la cifra è stata quasi dimezzata rispetto alla percentuale dell'indennità e delle competenze accessorie. Le spese generali del Senato sono in diminuzione di 7 milioni di euro rispetto al 2017; allo stesso modo si registra un calo delle spese previdenziali di 8.640.000 euro sempre rispetto all'anno precedente. I principali scostamenti di spesa rispetto alle previsioni del 2017 sono dovuti a nuove valutazioni di politiche di bilancio, ai rimborsi di natura indennitaria sostenuti per lo svolgimento del mandato parlamentare, ai servizi informatici e di riproduzione, ai trasferimenti ai Gruppi parlamentari; inoltre si sono avuti risparmi grazie a una serie di interventi di spesa in conto capitale. Ricordo all'Assemblea che all'interno del bilancio del prossimo anno abbiamo inserito interventi strutturali nelle Aule di tutte le Commissioni inerenti l'automazione delle riprese, l'illuminazione e tutti gli interventi di altro genere di cui c'è bisogno in moltissime Commissioni. Si tratta quindi di un intervento strategico per essere sempre più attenti ai bisogni interni ma anche esterni. Ricordo altresì che siamo passati da uno o due a otto canali TV, quindi abbiamo potenziato in maniera significativa questo ambito, e abbiamo realizzato interventi nel settore audio e video. In questa legislatura abbiamo voluto puntare su tre parole chiave: qualità, innovazione e futuro. La qualità ha riguardato in modo particolare la spesa: non abbiamo adottato solo tagli fini a se stessi, ma operati con attenzione rispetto agli interventi strategici. Ad esempio, ci sono stati tagli nei trasferimenti - come dicevo prima - agli ex senatori, d'altronde dal 2012 abbiamo un calcolo basato sul sistema contributivo e non retributivo, quindi si è passati a un calcolo completamente diverso. Il contributo di solidarietà, dal 2014 al 2016, è di 17 milioni di euro;