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Nell'ottobre 1995 l'area fu sottoposta a sequestro giudiziario; attualmente l'area risulta dissequestrata. Principali caratteristiche ambientali. Il sito è all'interno dell'area metropolitana di Bari, confinando con i quartieri densamente popolati di: Japigia, Madonnella e San Pasquale. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 15 miliardi. Piano di caratterizzazione. Durante il sequestro furono effettuate indagini di caratterizzazione ambientale, che hanno accertato lo stato di contaminazione del suolo, attribuibile all'amianto, per svariati metri in profondità. Inoltre nel sito sono presenti circa 35.000 mq di tettoie in ondulati di cemento - amianto, in pessimo stato di conservazione. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. A seguito dei risultati delle indagini di caratterizzazione l'azienda, nel 1997, in forza di Ordinanze Sindacali fu costretta a coprire le aree scoperte dello stabilimento onde evitare ulteriore dispersioni di polveri e fibre di amianto nell'abitato circostante. La Giunta del Comune di Bari ha trasmesso al Ministero dei lavori pubblici ed alla Regione Puglia, nel luglio 1999, una proposta di PRUSST concernente una bonifica parziale dell'area di proprietà Fibronit, finalizzata alla realizzazione sul sito di infrastrutture viarie e di una piazza pubblica. SARDEGNA Comune - Località. Area del Sulcis - Iglesiente - Guspinese ricomprendente 34 comuni. Intervento di emergenza comuni di Iglesias, Guspini, Arbus, Domus Novas (Cagliari). Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse del Sulcis - Iglesiente - Guspinese. Perimetrazione del sito. Un accordo di programma è stato sottoscritto il 25 gennaio 1997 tra il Ministero dell'ambiente, la regione autonoma della Sardegna e l'Ente Minerario Sardo (EMSA) per i disinquinamento ed il ripristino ambientale delle aree minerarie dismesse del Sulcis - Iglesiente - Guspinese. Gli interventi previsti nel suddetto piano sono stati organizzati sulla base del grado di priorità e suddivisi in: interventi di emergenza, interventi prioritari ed interventi di bonifica finale e valorizzazione. Per ciò che concerne gli interventi di emergenza, le aree in oggetto afferiscono alle zone minerarie di Masua, Barraxiutta, Montevecchio e Ingurtosu, Monteponi, Campo Pisano e San Giovanni nonché Montevecchio Levante. In queste aree sono presenti notevoli centri di pericolo costituiti da scavi di grandi dimensione, discariche di materiali fini di processo, bacini di decantazione fanghi di processo e cumuli di scarti di lavorazione. Per fornire un'idea della vastità del problema e del rischio ambientale connesso basti ricordare i 50 scavi (S = 12 ettari, V = 1,4 Mm3), le centinaia di discariche (S = 35 ettari, V = 1,5 Mm3) e gli abbancamenti dei fini di processo (S = 250 ettari, V = 2 Mm3) nell'area mineraria di Montevecchio e Ingurtosu. Altro esempio significativo è costituito dalla discarica di fanghi rossi, che occupa una superficie di 16 ettari nella Valle d'Iglesias, sottoposta a intensi fenomeni erosivi ed al conseguente deposito e rilascio nei suoli di quantità notevoli di sedimenti e di metalli pesanti (Pb, Zn, Cd, Hg, Fe, Cu, Mn). Principali caratteristiche ambientali. Quasi tutti i bacini di contenimento interni alle miniere sono soggetti a fenomeni di instabilità degli argini, ad un'intensa azione erosiva da parte degli agenti meteoclimatici con conseguente inquinamento dei suoli e delle acque superficiali e sotterranee. Significativo è ciò che avviene nell'area mineraria di Montevecchio e Ingurtosu (Comuni di Guspini e Arbus), dove la risalita della falda, non più pompata dai cantieri minerari, ha invaso la galleria in località Casargiu, che trasporta ormai acqua a pH acido (5,5 - 6) inquinata da metalli pesanti e solfati. In tutte le aree in questione è presente una polverosità diffusa nell'aria a causa del trasporto colico dei materiali fini dalle vaste superfici di discariche e accumuli. Tutte le aree in oggetto sono inserite in contesti territoriali di pregiato valore paesaggistico e ad elevato potenziale turistico. La vastità dell'area, la pericolosità degli inquinanti già presenti nelle acque superficiali e profonde oltre che nei suoli, il pregio ambientale dell'area, oltre al valore storico delle testimonianze di archeologia industriale presenti nella stessa, portano a ritenere la situazione ad elevato rischio sanitario ed ambientale. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di totali di intervento possono essere così suddivisi: - emergenze 41 miliardi di lire - interventi prioritari 260 " - boninfica e valorizzazione 640 " Totale 941 " Il costo per le emergenze e gli interventi prioritari è quindi stimabile in circa 301 miliardi. Piano di caratterizzazione. Sono state eseguite analisi di dettaglio sia delle acque sotterranee che superficiali delle aree minerarie del Fluminese di Montevecchio, Levante, di Ingurtosu Naracauli, di Montevecchio ponente, del Rio San Giorgio, dell'anello metallifero - Iglesiente del Sulcis che hanno eviedenziaro in estrema sintesi la presenza diffusa di metalli quali piombo, zinco, cadmio, arsenico, ferro e rame. A titolo di esempio il Rio Piscinas ha evidenziato un considerevole aumento delle concentrazioni dei suddetti metalli a monte dei lavori minerari che hanno evidenziato concentrazioni di 133 ppm per lo zinco, 1013 ppm per il piombo e 1050 ppm per il cadmio. Inoltre da diversi mesi si è determinata la fuoriuscita delle acque di falda dopo la chiusura dei lavori minerari. Queste acque riversano nel Rio Piscinas concentrazioni di metalli piuttosto allamanti (Zn 1500 ppm, Cd 200 ppm, Fe 130 ppm) e una sospensione costituita al 50% di Fe ai quali occorre porre rimedio con gli interventi di emergenza. Anche sui terreni, sui sedimenti fluviali e sulle discariche minerarie è stato eseguito un programma molto circostanziato di analisi, che hanno evidenziato alti valori di concentrazione dei metalli pesanti. Un programma di analisi eseguite sui terreni dell'area mineraria di Montevecchio Levante (Comune di Guspini) ha evidenziato tenori molto elevati di Pb (120 - 11.350 g/t), (Zn 140 - 11.400 g/t), (Cd 3 - 98 g/t) e As (18 - 1.180 g/t), provocando la desertificazione dei suoli circostanti. Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Per gli interventi ritenuti di emergenza esistono dei piani di fattibilità relativi alle aree minerarie di seguito riportate: Masua - Comune di Iglesias; Barraxiutta - Comune di DomusNovas (Cagliari); Montevecchio, Ingurtosu - Comuni di Guspini e Arbus ; Monteponi - Comune di Iglesias; Campopisano, Monteponi, S. Giovanni - Comune di Iglesias; Montevecchio - Comune di Guspini.