[resaula]

Ciò che mette paura, a me personalmente, e che ci mette paura sono i vostri slogan , non i nostri, perché, con quelle parole d'ordine, che dal 2011 riecheggiano nelle nostre televisioni, sui giornaloni e in queste Aule, sono state autorizzate tutte le misure lacrime e sangue sulle spalle del nostro popolo, le più rigorose, le più penalizzanti. Gli slogan li conosciamo tutti: salviamo l'Italia, attenzione allo spread , mettiamo in sicurezza i conti, attenti all'altissimo debito pubblico, salviamo i risparmi. Con queste parole d'ordine, con questi slogan - questi, sì, pericolosi, non «prima gli italiani» - stiamo riducendo il Paese a quello che è, stiamo riducendo la Nazione a quella che è. Anche oggi parliamo di cinque nuove tasse, addirittura sulla plastica e sullo zucchero, di cui abbiamo abbondantemente trattato. Per concludere e cercare di essere sintetici, più tasse, meno investimenti infrastrutturali, più rigore, meno servizi ai cittadini, meno incentivi a chi assume, uguale, paradossalmente, a più debito pubblico. Sì, perché a questi professoroni vorremmo dire, una volta per tutte, che le politiche di austerity non hanno prodotto l'effetto sperato. Questi sono i dati del rapporto debito-PIL: siamo passati dal 2011, con un debito del 116 per cento rispetto al PIL, al 2018, con 2.380 miliardi di euro di debito, pari a un rapporto di quasi il 135 per cento. Quindi, oltre a politiche di taglio, alla famosa spending review , oltre a queste politiche di grande sacrificio per le nostre famiglie e per la nostra gente, abbiamo ottenuto anche l'effetto contrario. Di questo dovremmo parlare. Una cosa l'avete ottenuta. A voi serve questo: il plauso dei giornaloni di regime, delle star del globalismo, gli applausi - e non solo - dei sacerdoti dell'alta finanza; nel frattempo avete riassorbito anche il MoVimento 5 Stelle, una volta, Presidente, forza antisistema, adesso ricondotta a più miti consigli. Noi, invece, vorremmo uno Stato completamente diverso. Vorremmo sostenere chi assume. Per noi le partite IVA non sono degli evasori, i dipendenti pubblici non sono tutti fannulloni. Noi siamo più europei ed europeisti di chiunque, perché questa porzione di mondo, dove abbiamo l'onore di vivere e abbiamo avuto l'onore di nascere, è stata sempre il centro della cultura e dello sviluppo, il centro della civiltà, della grandezza, della bellezza e dell'arte. Quello che è stato costruito, invece, è quanto di più triste e lugubre: l'austerità, il MES, le politiche liberticide, le assurdità di Bruxelles. Basta con questa austerity , basta strangolare le aziende, basta trattare i militari, le Forze dell'ordine, i Vigili del fuoco, gli insegnanti in questo modo. La nostra Europa ha cinquemila anni, la vostra cinquanta e c'è una grande differenza tra la nostra e la vostra Europa. L'Italia deve decidere di ricambiare l'impegno, la delusione, le vite donate per pochi euro al mese; deve pensare alla gente, al nostro popolo che ha fatto tanto, che l'ha resa grande e non pensare a ripianare le banche tedesche e francesi. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candura. Ne ha facoltà. CANDURA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, molti miei colleghi del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione hanno illustrato molto approfonditamente il motivo per il quale il nostro Gruppo è contrariato dalla manovra, toccando vari temi, dalla macroeconomia, alla politica fiscale. La mia visione è che il diavolo, alle volte, è nei particolari, quindi non toccherò grandi temi, ma mi limiterò a citare un emendamento che ho avuto l'onore di cofirmare, assieme ai membri della Commissione bilancio, il 14.0.4. Dice due cose molto semplici questo emendamento. La prima parte parlava dei reparti speciali delle Forze armate con mansioni di acquisizione obiettivi e ranger . Non voglio dilungarmi in tarda serata a spiegarvi cosa sono; diciamo che sono dei nostri connazionali in uniforme per i quali la guerra c'è anche in tempo di pace, perché vengono inviati a rischiare la vita laddove gli interessi nazionali, leggasi la vita di altri italiani, può essere messa a rischio, e laddove i valori a cui la nostra democrazia si ispira possono essere messi a rischio. Abbiamo commemorato e celebrato il fatto che, durante un attentato in Iraq ai primi di novembre, dei membri dei reparti speciali italiani siano tornati a casa vivi, ma feriti; hanno perso gambe e piedi. Questi sono i nostri connazionali in uniforme. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Con una spesa di circa 5 milioni di euro si chiedeva un adeguamento della loro indennità di impiego operativo. Non è l'indennità che percepiscono durante le esercitazioni e non è lo stipendio; è l'indennità che percepiscono per le giornate di guerra che vivono in diversi Paesi del mondo, anche all'insaputa della gran massa della popolazione. Questa è una responsabilità grave; grave per qualunque cittadino italiano, che da loro viene difeso, e doppiamente grave per un'istituzione come la nostra. La seconda parte dell'emendamento, molto più soft ma sentita anche questa da alcune centinaia di migliaia di italiani, riguardava gli sport con arma da fuoco. Non so se lo sapete, ma alle olimpiadi, invernali ed estive, abbiamo moltissime medaglie che vengono da discipline come il biathlon , il tiro a segno cosiddetto accademico, il tiro a volo nelle sue varie discipline e, in altre competizioni, il tiro dinamico. La maggioranza degli atleti stranieri utilizza armi e munizioni italiane nelle stesse competizioni; stiamo parlando di sport con arma da fuoco. Eppure una norma che avrebbe permesso a delle competizioni internazionali di svolgersi in Italia e che faceva parte di questo emendamento è stata anch'essa cassata. Vi ricordo che negli sport con arma da fuoco si spara a un pezzo di carta, di plastica o di metallo; non è uno sport contro un essere umano e non è Rambo. È semplicemente un'attività sportiva nella quale gli italiani eccellono, grazie anche a Garibaldi, che creò i tiri a segno nazionali, uno per ogni provincia, perché imparare a usare un'arma da fuoco era una parte del fare gli italiani (lui non lo vedeva come uno sport). Lo sport con arma da fuoco è oggi una grandissima risorsa per l'Italia e ci sono centinaia di migliaia di appassionati, persone comuni e tranquille, delle quali ho l'onore di fare parte, e che grazie a questo emendamento avrebbero avuto una semplificazione burocratica. Anche qui non mi dilungo sulla parte tecnica; sono a disposizione per dare tutte le spiegazioni, che peraltro ho dato già in sede di illustrazione dell'emendamento in Commissione bilancio. Quindi cosa posso dire? La mia ferma contrarietà è non solo a questa manovra finanziaria, ma soprattutto ai criteri ispiratori, quelli di cui parlava la senatrice e vice presidente di questa Aula Rossomando. Proprio i principi ispiratori sono quelli che noi osteggiamo; proprio le sue considerazioni e i criteri alla base di questa sciagurata manovra finanziaria sono quelli a cui noi ci opponiamo, in generale e in ogni particolare.