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i volumi in uscita, con riferimento ai volumi sopra richiamati, particolarizzati con il pedice "i" per il distretto in esame, sono i volumi Ausi consegnati dal distretto "i" agli altri distretti, A10i, A11i, A12i, A13i, A14i, A15i, A16i. La perdita nel distretto "i" è costituita dal volume A17i= A13i+A14i+A15i+A16i=A09i-Ausi-A11i-A12i. Nella valutazione dei volumi apprezzati da contatori si deve tenere conto degli errori di misura, la cui stima, oltre a quella specifica valutata in A16i, deve essere evidenziata nel bilancio idrico. 1.5. BILANCI IDRICI PER LE FOGNATURE Per la stesura dei bilanci idrici che conducono alla determinazione delle perdite si propongono i seguenti schemi, da impiegare con gli adattamenti eventualmente necessari per corrispondere al meglio alle specifiche situazioni in esame. 1.5.1 RETE DI RACCOLTA Le valutazioni vanno eseguite per l'intera rete di raccolta e per i singoli distretti, ove questi siano individuabili: Per l'intera rete di raccolta, i volumi in ingresso sono costituiti da F01, F02, F03, F16 e F17; i volumi in uscita sono F04, F05 e F15r. La perdita è costituita dal volume F04=F01+ F02+ F03+F16+F17-F05-F15r. Nella valutazione dei volumi si deve tenere conto degli errori di misura, la cui stima, oltre a quella specifica valutata in F17, deve essere evidenziata nel bilancio idrico. Per il singolo distretto della rete di raccolta "i", i volumi in ingresso sono costituiti dagli apporti al distretto, provenienti da altri distretti, che vengono misurati con continuità Feni e, con riferimento ai volumi sopra richiamati, particolarizzati con il pedice "i" per il distretto in esame, F01i, F02i, F03i, F16i, F17i: i volumi in uscita, con riferimento ai volumi sopra richiamati, particolarizzati con il pedice "i" per il distretto in esame, sono i volumi F05i consegnati dal distretto "i" agli altri distretti o ai collettori del trasporto primario. La perdita nel distretto "i" è costituita dal volume F04i=Feni+F01i+F02i+F03i+F16i+F17i-F05i-F15ri. Nella valutazione dei volumi si deve tenere conto degli errori di misura, la cui stima, oltre a quella specifica valutata in F17i, deve essere evidenziata nel bilancio idrico. 1.5.2 IMPIANTI DI TRASPORTO PRIMARIO (ACQUA DA DEPURARE) I volumi in ingresso sono costituiti da F05 e F06; i volumi uscenti sono F07, F08, F11p, F14p e F15p. La perdita è costituita dal volume F11p+F14p=F05+F06- F07-F08-F15p. Nella valutazione dei volumi si deve tenere conto degli errori di misura, la cui stima deve essere evidenziata nel bilancio idrico. 1.5.3. IMPIANTI DI TRASPORTO SECONDARIO (ACQUA DEPURATA) I volumi in ingresso sono costituiti da F10; i volumi uscenti sono F11s, F12, F13 e F14s. La perdita è costituita dal volume F11s+F14s=F10-F12-F13. Nella valutazione dei volumi si deve tenere conto degli errori di misura, la cui stima deve essere evidenziata nel bilancio idrico. 1.5.4. IMPIANTI DI DEPURAZIONE I volumi in ingresso sono definiti da F08; i volumi uscenti sono F09 eF10. La perdita è costituita dal volume F09+F08-F10. Nella valutazione dei volumi si deve tenere conto degli errori di misura, la cui stima deve essere evidenziata nel bilancio idrico. 2. VALUTAZIONE DELLE PERDITE DEGLI ACQUEDOTTI 2.1. NATURA DELLE PERDITE Le perdite negli acquedotti possono essere presenti in ogni componente degli impianti, dovute in generale a difetti di costruzione, a vetustà o ad inadeguata manutenzione e ad errori di gestione. In particolare si evidenzia la possibilità di perdite negli impianti di trasporto primario e secondario, per perdita di processo negli impianti di trattamento, per errori di regolazione o misura nelle connessioni con altri impianti ai quali si fornisce acqua, per consumi anomali in utenze autorizzate senza contatore (ad es. degli idranti, fontane, etc.), per manutenzione e servizi degli impianti, per disservizi occasionali dovuti a rotture o a scarichi di troppo- pieno nei serbatoi, per utenze abusive, per perdite di tenuta nelle condotte e nei serbatoi, per consumi anomali consentiti da malfunzionamento dei contatori. Tra le cause di maggiori perdite si evidenziano: - negli impianti di trattamento, il mancato ricircolo delle acque di lavaggio e l'anomalo scarico di acqua grezza in arrivo e di acqua trattata in uscita; - le rotture delle tubazioni, la compromissione dei giunti e l'inadeguatezza delle derivazioni all'utenza nel complesso degli impianti di adduzione e di distribuzione; - il funzionamento anomalo dello scarico di troppo-pieno nei serbatoi. Alcune delle citate perdite sono da considerarsi non eliminabili, essendo per contro da perseguire la loro minimizzazione, attraverso l'osservazione dei parametri indicati al successivo punto 2.3. In relazione alla strategia d'intervento d) indicata al comma 1, Art. 5 della legge n. 36/94, in ordine al perseguimento dell'obiettivo del risparmio idrico, sono da valutare i consumi eccedenti le reali necessità negli usi domestico, agricolo, industriale e terziario. 2.2 STRUMENTI DI CONTROLLO E STRATEGIE DI RIDUZIONE DELLE PERDITE L'individuazione delle perdite negli impianti di trattamento, nelle condotte e dagli scarichi di troppo-pieno dei serbatoi di acquedotto può essere effettuata attraverso appropriati misuratori di portata disposti in posizioni idonee a consentire il controllo sulla corretta funzionalità dell'intero impianto. Le misure di portata debbono essere estese per un conveniente periodo di tempo, per coprire i diversi assetti di funzionamento, che si possono determinare a causa delle variazioni quantitative e di distribuzione della domanda idrica. Devono essere eseguite con strumenti in grado di fornire sia la portata istantanea, sia il volume d'acqua complessivamente transitato in un determinato periodo di tempo. In rapporto al funzionamento notturno, in condizioni di minima erogazione, risultano assai utili le misurazioni di pressione in opportune sezioni, in quanto dal controllo delle cadute di pressione si traggono informazioni circa la presenza di perdite anche di ridotta entità. La valutazione delle perdite attraverso l'esecuzione di prove di tenuta può risultare troppo onerosa a fronte della necessità del rendiconto annuale previsto dal comma 2 del paragrafo 4, richiedendo tempi di esecuzione rilevanti e soprattutto l'interruzione di esercizio del componente sottoposto a prova, per cui tale misura è in generale da considerarsi eccezionale.