[resaula]

inoltre, in data 20 aprile 2021, mediante l'atto di sindacato ispettivo 4-05316, atteso che il 1° giugno 2017 rispondendo a una precedente interrogazione il rappresentante di codesto Ministero aveva rivelato la sostanziale mancata applicazione della rotazione degli incarichi dirigenziali prevista dall'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, detta "anticorruzione", si chiedeva di sapere se i competenti uffici avessero rilevato la carenza di investimenti e manutenzione da parte di ASPI e, in caso negativo, come questo avesse potuto accadere considerato che all'uopo sarebbe stato sufficiente leggere i bilanci della società concessionaria, se la mancanza di rotazione degli incarichi dirigenziali avesse influenzato l'inefficacia dell'attività del Ministero rispetto ai mancati investimenti e alla pericolosa carenza di manutenzione e se, almeno dopo il giugno 2017, si fosse applicata presso il Ministero la rotazione degli incarichi richiesta dalla legge; ancora, mediante l'interrogazione 3-02325, pubblicata il 4 marzo 2021, a proposito della concessione dell'autostrada A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova, si chiedeva conto della firma da parte del Ministero di un Atto Aggiuntivo alla Convenzione Unica del 9 luglio 2007, in cui si fissava al 31 dicembre 2026 la scadenza della concessione, ritenendo assolta la condizione di cui all'articolo 4, comma 2, della Convenzione del 2007 (che richiedeva l'approvazione del progetto definitivo dell'intera autostrada Valdastico nord entro il 30 giugno 2013) in funzione del solo parziale progetto preliminare del solo primo lotto funzionale approvato con delibera CIPE n. 21/2013, nonostante tale delibera fosse stata annullata in via definitiva dal Consiglio di Stato il 21 gennaio 2019, con sentenza n. 499/19, e fosse comunque del tutto insufficiente a soddisfare la condizione stabilita nella convenzione del 2007, si chiede di sapere: perché, prima di nominare una Commissione che faccia proposte sulla sostenibilità economico-finanziaria del modello concessorio per garantire una maggior tutela dell'interesse e della finanza pubblica, il Ministro in indirizzo non abbia risposto all'interrogazione 4-03541, pubblicata il 27 maggio 2020, di cui in premessa; perché, prima di incaricare una Commissione di individuare un modello univoco di monitoraggio e controllo dei livelli di qualità del servizio reso all'utenza, il Ministro non abbia risposto agli interrogativi proposti mediante la citata interrogazione 4-05316 del 20 aprile 2021; perché, prima di incaricare una Commissione di individuare le principali caratteristiche delle concessioni vigenti e le loro possibili criticità delle concessioni in essere, non avesse risposto all'interrogazione 3-02325 pubblicata il 4 marzo 2021, richiamata in premessa e perché il Ministro non abbia provveduto alla tutela della finanza pubblica a norme vigenti rispetto all'atto aggiuntivo dell'aprile 2020 alla convenzione del 2007 per la concessione dell'autostrada Brescia-Padova, che, solo dalla data della sua firma alla scadenza della concessione, concederà a privati ricavi per oltre 2 miliardi e 900 milioni di euro, di cui circa la metà di margine operativo lordo, somma che avrebbe dovuto andare allo Stato, proprietario dell'infrastruttura, e non al concessionario, poiché questi è inadempiente alla condizione prevista dalla convenzione del 2007 fin dal 30 giugno 2013; se il Ministro intenda tener conto di possibili conflitti di interesse da parte di componenti della Commissione e, eventualmente, prendere provvedimenti al riguardo; quali siano le risposte del Governo alle citate interrogazioni; se tale Commissione abbia l'incarico di trovare rimedio ai pesanti rilievi sollevati dalla Corte dei conti sul cosiddetto "riassetto societario" promosso dal Governo per ASPI o se il Governo intenda recepire e dare seguito ai rilievi stessi. Atto n. 3-03075 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da articoli di stampa pubblicati nelle scorse settimane da quotidiani locali del Trentino-Alto Adige, le Province autonome di Trento e di Bolzano, avrebbero inviato al Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, la richiesta di avvio delle procedure per il rinnovo istruttorio volto all'approvazione di norme di attuazione dello Statuto speciale, recanti la delega di funzioni statali in materia di Agenzia delle entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura tributaria; al riguardo, l'interrogante evidenzia come, da quanto emerge dallo schema delle norme di attuazione del provvedimento citato, gli effetti che potrebbero delinearsi dal quadro normativo indicato nel medesimo provvedimento, rischiano di penalizzare il quadro legislativo del federalismo fiscale, considerato che lo schema prevede che la competenza legislativa fiscale, rimarrà in capo allo Stato, mentre potranno essere trasferite alle due province autonome (anche disgiuntamente) le competenze relative al personale amministrativo, alla manutenzione e amministrazione degli edifici, nonché la fornitura di attrezzature e di servizi funzionali agli stessi immobili; a tal fine, l'interrogante rileva come risulti incomprensibile conseguentemente, la richiesta da parte di entrambe le Province autonome di poter esercitare le competenze amministrative sulla materia esposta, considerato fra l'altro che le motivazioni sostenute dal Presidente della provincia altoatesina, secondo le quali: "rappresenta una priorità da parte del medesimo ente, rendere le agenzie fiscali all'interno del territorio moderne per la fornitura di servizi", appaiono contrastanti, rapportate a come è stata gestita negli anni la competenza amministrativa relativa al settore della giustizia sul territorio trentino; l'interrogante evidenzia ancora, come non sia stato risolto nessuno dei problemi endemici, rilevando al contempo che proprio in relazione ai contenuti della delega, siano sorti ulteriori difficoltà che hanno aggravato le condizioni dei lavoratori, generando contenziosi importanti, con riflessi negativi anche nei riguardi degli utenti; la richiesta delle Province autonome di Trento e di Bolzano, per ottenere la delega di funzioni statali, in materia di Agenzia delle entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura ordinaria, a giudizio dell'interrogante, non determinerà pertanto alcun beneficio, per la comunità locale e gli imprenditori trentini, ma configura in realtà l'obiettivo di acquisire un potere normativo influente sull'azione di controllo e di presidio del territorio del personale dell'Agenzie delle entrate, nei riguardi dei cittadini e imprenditori locali; ulteriori criticità che s'inseriscono all'interno delle predette osservazioni, a parere dell'interrogante, emergono dalle numerose partecipazioni da parte delle citate Province, in società economiche territoriali, i cui effetti determinano conseguentemente un evidente conflitto d'interessi, considerato che la posizione di controllore e controllato risulterebbero coincidenti;