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Istituzione della Rete del lavoro in agricoltura. Onorevoli Senatori. -- Nell'ultimo ventennio, il sistema di norme che regolava il mercato del lavoro è stato profondamente modificato, in ossequio alla convinzione diffusa che fosse necessario creare condizioni che favorissero l'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro, nel rispetto di tempi, modi e condizioni imposti dall'economia moderna. Il precedente impianto normativo fondato su principi di rigidità e controllo pubblico appariva infatti sempre meno compatibile con le dinamiche di un'economia sempre più globalizzata. Già alla metà degli anni '90, la legge 24 giugno 1997, n. 196, il cosiddetto «pacchetto Treu », ha introdotto nell'ordinamento una maggiore flessibilità del lavoro, attraverso la previsione di nuove tipologie contrattuali e l'apertura ai soggetti privati, seppure limitatamente ad alcune tipologie contrattuali, della funzione tradizionalmente attribuita al servizio pubblico di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro. La progressiva «deregolamentazione» del mercato del lavoro ha prodotto un aumento sconsiderato delle forme di precariato, rendendo il lavoro più instabile, povero e dequalificato. L'inefficienza da parte dello Stato nello svolgimento delle funzioni di controllo e di governo del mercato del lavoro, e il non aver tenuto in debita considerazione le proposte avanzate dalle parti sociali, ha permesso la diffusione di gravi forme di sfruttamento, specialmente in settori produttivi ad elevato rischio di irregolarità, come quello dell'agricoltura. La carenza strutturale del sistema di controlli e di vigilanza ispettiva, fortemente penalizzato dai ripetuti interventi di riduzione degli organici, blocco del turn over , di spending review e di deregolamentazione normativa, ha indebolito ulteriormente la prevenzione e la repressione del fenomeno dell'irregolarità e del sommerso. Nel 2012 il Rapporto annuale sull'attività di vigilanza in materia di lavoro e previdenza, pubblicato dalla Direzione generale per l'attività ispettiva (Divisione I) del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha evidenziato come il ricorso al lavoro sommerso o irregolare, continui a rappresentare una fortissima criticità nel nostro Paese. Dall'analisi dei risultati dell'attività di vigilanza svolta dal personale ispettivo ministeriale emerge un'elevata percentuale di irregolarità: un'azienda su due è stata trovata inadempiente, con un incremento del 4 per cento rispetto al tasso di irregolarità pari al 50 per cento, riscontrato nell'anno 2011. Un altro aspetto, non meno rilevante, è costituito dall'impiego di manodopera straniera. I decreti flussi per l'ingresso di lavoratori stranieri da impiegare in agricoltura stanno evidenziando che una percentuale significativa delle richieste evase dagli sportelli unici per l'immigrazione, con relativo rilascio di nulla osta e di visto consolare, non si trasformano in contratti di lavoro. Si tratta, anche in questo caso, di manodopera che si rende immediatamente disponibile sul mercato nero sottoponendosi a drammatiche condizioni di sfruttamento o, come hanno testimoniato le mobilitazioni di Nardò e di Rosarno, a vere e proprie forme di schiavitù. Per queste ragioni, al fine di contrastare fenomeni distorsivi del mercato del lavoro agricolo, intollerabili per un Paese moderno e civile, è necessario sottrarre i meccanismi di incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo alle sole regole del mercato, valorizzare il ruolo delle parti sociali e della pubblica amministrazione in modo da costruire un efficiente sistema di promozione, monitoraggio e controllo del mercato del lavoro.. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha la finalità di contrastare l'intermediazione illecita, l'impiego illegale della manodopera in agricoltura e di favorire un migliore e più trasparente incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel medesimo ambito. 2 (Istituzione della Rete del lavoro in agricoltura) 1 Ai fini di cui all'articolo 1, è istituita la Rete del lavoro in agricoltura, di seguito denominata «Rete», quale luogo virtuale dove promuovere l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e realizzare il contrasto al lavoro sommerso e ad ogni forma di illegalità, attraverso l'utilizzo delle moderne tecnologie informatiche. 2 La Rete è istituita ad opera delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura comparativamente più rappresentative a livello nazionale, firmatarie dei contratti collettivi, d'intesa con l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) che mette a disposizione la propria tecnologia informatica. 3 La Rete è posta sotto la direzione della Commissione centrale per l'accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati di cui all'articolo 9- sexies , comma 3, del decreto-legge l° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, nella composizione sancita dalla medesima disposizione. La Commissione centrale assume ogni iniziativa idonea al corretto ed efficiente funzionamento della Rete ed individua, d'intesa con le regioni, l'indice di congruità occupazionale sulla base di quanto previsto dall'articolo 9- ter , comma 3, del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608. Il responsabile INPS dell'area agricola assume l'incarico di direttore tecnico della Rete. 3 (Iscrizione alla Rete) 1 Sono iscritti alla Rete i datori di lavoro che assumono manodopera agricola e i lavoratori che intendono occuparsi in agricoltura. 2 Alla Rete aderiscono, attraverso la stipula di apposite convenzioni, le istituzioni locali, i centri per l'impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura. 3 L'iscrizione dei datori di lavoro agricolo avviene attraverso la sottoscrizione di apposita dichiarazione, sul modello di quella predisposta a tali fini dalla Commissione centrale di cui all'articolo 2, comma 3, in cui si attesta il rispetto della legislazione sociale e del lavoro, dei contratti collettivi, nonché delle normative sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. In sede di prima applicazione i datori di lavoro iscritti all'anagrafe delle aziende agricole sono d'ufficio iscritti alla Rete, in attesa della sottoscrizione della dichiarazione di cui al presente comma. 4 La Rete attribuisce al datore di lavoro iscritto un codice alfanumerico collegato sia alla matricola INPS che alla partita IVA e rilascia una password per l'accesso e il marchio distintivo di «lavoro di qualità». 5 La violazione accertata dei contratti collettivi, della legislazione sociale e del lavoro e delle norme sulla sicurezza determina la cancellazione dalla Rete e la revoca del marchio di qualità e di ogni beneficio di legge ottenuto in virtù dell'iscrizione. 6 Il lavoratore che intende occuparsi in agricoltura si iscrive alla Rete attraverso la sottoscrizione di apposita dichiarazione di responsabilità, sul modello di quella predisposta a tali fini dalla Commissione centrale di cui all'articolo 2, comma 3, che attesti grado di istruzione, precedenti lavorativi, eventuali attestati professionali, disponibilità e periodi della propria occupabilità.