[ddlpres]

Qualora risulti necessario acquisire ulteriori informazioni in ordine alla pericolosità del richiedente per la sicurezza della Repubblica, il Ministero dell’interno sospende il procedimento per l’attribuzione della cittadinanza per un periodo massimo di tre anni, informandone il Presidente del Consiglio dei ministri. 3. L’istanza respinta ai sensi del presente articolo può essere riproposta trascorsi due anni dalla data del decreto di reiezione». Art. 10. (Concessione della cittadinanza) 1. All’articolo 9, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita e che soggiorni regolarmente nel territorio della Repubblica da almeno tre anni, comunque fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera c) ;»; b) la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) al minore straniero o apolide che abbia frequentato integralmente un ciclo scolastico in Italia, al raggiungimento della maggiore età»; c) la lettera d) è abrogata; d) alla lettera e) la parola: «cinque» è sostituita dalla seguente: «tre». Art. 11. (Giuramento) 1. L’articolo 10 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è sostituito dal seguente: «Art. 10. -- 1. Il decreto di attribuzione o di concessione della cittadinanza acquista efficacia con la prestazione del giuramento. Il giuramento è prestato entro un anno dalla data in cui il decreto è comunicato all’interessato. 2. Il nuovo cittadino italiano presta giuramento pronunciando la seguente formula: "Giuro di osservare la Costituzione della Repubblica italiana, di rispettarne i princìpi fondamentali e di riconoscere i diritti e i doveri dei cittadini e la pari dignità sociale di tutte le persone". 3. In occasione del giuramento viene consegnata al nuovo cittadino una copia della Costituzione della Repubblica italiana». Art. 12. (Doppia cittadinanza) 1. Dopo l’articolo 11 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è inserito il seguente: «Art. 11- bis. -- 1. Ai fini dell’acquisizione della cittadinanza non è richiesta la rinuncia alla cittadinanza straniera». Art. 13. (Abrogazione del comma 2 dell’articolo 16 della legge 5 febbraio 1992, n. 91) 1. Il comma 2 dell’articolo 16 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è abrogato. Art. 14. (Casi particolari di riacquisto o acquisto della cittadinanza) 1. All’articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 le parole: «entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge» sono soppresse; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Possono altresì riacquistare o acquistare la cittadinanza: a) la donna che, già cittadina italiana per nascita, abbia perduto la cittadinanza per effetto di matrimonio con cittadino straniero, quando il matrimonio è stato contratto prima del 1° gennaio 1948; b) il figlio della donna di cui alla lettera a) , nato anteriormente al 1º gennaio 1948, anche qualora la madre sia deceduta; c) i soggetti, ancorché nati anteriormente al 1º gennaio 1948, figli di padre o madre cittadini.»; c) è aggiunto, in fine, il seguente comma: «2- bis . Il diritto al riacquisto o all’acquisto della cittadinanza ai sensi dei commi 1 e 2 è esercitato dagli interessati mediante presentazione di una dichiarazione resa al sindaco del comune di residenza dell’istante, oppure alla competente autorità consolare previa produzione di idonea documentazione ai sensi di quanto disposto con decreto del Ministero dell’interno emanato di concerto con il Ministero degli affari esteri». Art. 15. (Prestazione del giuramento) 1. All’articolo 23 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 le parole: «e la prestazione del giuramento» sono soppresse; b) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: «1- bis . La prestazione del giuramento di cui all’articolo 10 è resa dinanzi al sindaco del comune di residenza dell’istante, ovvero, in caso di residenza all’estero, dinanzi all’autorità consolare del luogo di residenza, secondo modalità stabilite ai sensi dell’articolo 25. 1- ter . La Prefettura-Ufficio territoriale del Governo provvede a convocare l’interessato per il giuramento secondo modalità che garantiscano il rispetto del termine di cui all’articolo 10, comma 1»; c) dopo il comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente: «2- bis . Le dichiarazioni di volontà per l’acquisto, la conservazione, il riacquisto e la rinunzia alla cittadinanza previste dalla presente legge, in caso di impossibilità da parte dell’interessato, possono essere rese dal tutore, previa autorizzazione del giudice tutelare.». Art. 16. (Modalità di computo del periodo di residenza legale) 1. Dopo l’articolo 23 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 è inserito il seguente: «Art. 23- bis. -- 1. Ai fini della presente legge, per il computo del periodo di residenza legale, laddove prevista, si calcola come termine iniziale la data di presentazione della relativa dichiarazione anagrafica resa dal soggetto interessato al competente ufficio comunale, qualora ad essa consegua la registrazione nell’anagrafe della popolazione residente». Art. 17. (Riordino della disciplina di attuazione) 1. Il Governo provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a riordinare e ad accorpare in un unico regolamento le disposizioni di natura regolamentare vigenti in materia di cittadinanza. 2. Il regolamento di cui al comma 1 è emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, con le modalità di cui all’articolo 25 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificato dal comma 4 del presente articolo. 3. Il regolamento di cui al comma 1 reca le disposizioni di attuazione della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificata dalla presente legge, disciplina i procedimenti amministrativi per la concessione e per l’attribuzione della cittadinanza e stabilisce, per la conclusione dei medesimi procedimenti, un termine improrogabile, non superiore a ventiquattro mesi dalla data di presentazione dell’istanza, fermo restando quanto previsto dall’articolo 5, comma 2- bis , della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificato dalla presente legge. 4. All’articolo 25 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca». Art. 18. (Disposizioni transitorie) 1.