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In tal senso, il primo obiettivo deve essere la salvaguardia delle strutture sociali fondamentali per lo sviluppo del Paese e, nel rispetto del combinato disposto degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione, primi fra tutti quei nuclei familiari particolarmente fragili che si fanno carico dell'assistenza, cura, educazione e crescita di figli diversamente abili. Come relatrice presso l'11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) per l'AS 2206, Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili , nel corso della passata legislatura, mi sono interessata di effettuare alcuni approfondimenti sulla questione, anche alla luce delle disposizioni previdenziali nel frattempo intervenute, contenute nel cosiddetto decreto «Salva Italia» (decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214) e nel cosiddetto decreto «Milleproroghe» (decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14). Il presente disegno di legge si prefigge dunque lo scopo di introdurre finalmente nel nostro ordinamento una forma di anticipazione del pensionamento a favore dei caregivers , tenendo conto, da un lato, delle nuove norme in materia di accesso al pensionamento, e dall'altro, le difficoltà di copertura finanziaria che una misura di tale portata può comportare, come pure già rilevato da alcune relazioni tecniche della Ragioneria generale dello Stato nel corso dell'esame dell'AS 2206 durante la XVI legislatura. Nel merito, il testo proposto corrisponde alla volontà di introdurre, in via sperimentale per il triennio 2013-2015, un meccanismo di anticipo sui requisiti soggettivi di accesso al pensionamento (sul modello dei lavori usuranti), che appare più coerente con la struttura del sistema previdenziale, superando al contempo il doppio regime tra lavoratori pubblici e privati. In particolare, all'articolo 1 si prevede che i lavoratori dipendenti del settore pubblico e i lavoratori dipendenti o autonomi del settore privato, iscritti alle gestioni dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi idonei a conseguire entro quattro anni il diritto al pensionamento anticipato o di vecchiaia, ai sensi della nuova disciplina pensionistica (articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214), possono accedere alla domanda di anticipo del pensionamento, a decorrere dalla data di maturazione dei predetti requisiti e per tutto il periodo antecedente alla data effettiva di pensionamento. Tale diritto è condizionato al ricorso congiunto di alcuni requisiti e, in particolar modo, quello dell'assistenza continuativa, per almeno diciotto anni, di uno o più figli conviventi disabili gravi ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, con percentuale di invalidità riconosciuta pari al 100 per cento, e ai quali sia stata concessa l'indennità di accompagnamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera b) , della legge 21 novembre 1988, n. 508. Inoltre, si prevede che beneficiario del diritto all'anticipazione del pensionamento possa essere un solo genitore convivente per ciascun figlio disabile ovvero un fratello o una sorella, nel caso in cui il genitore stesso sia deceduto o impossibilitato a svolgere l'assistenza. Al fine di assicurare l'effettività della prestazione del lavoro di cura e di assistenza, presupposto per l'esercizio del diritto all'anticipazione del pensionamento, l'articolo 2 del presente disegno di legge prevede che alla domanda siano allegati una serie di documenti, tra i quali le certificazioni attestanti l'invalidità al 100 per cento, la totale inabilità lavorativa e la condizione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, relative al figlio disabile assistito, e la certificazione storico-anagrafica comprovante la convivenza nel periodo di assistenza continuativa di diciotto anni. Da ultimo, l'articolo 3 del presente disegno di legge intende dare soluzione a quella discussa disposizione introdotta con una modifica in sede di conversione del cosiddetto decreto «Milleproroghe» (articolo 6, comma 2- septies , lettera a) , del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14), che ha inserito, tra i soggetti destinatari delle misure di salvaguardia esonerate dall'applicazione dei nuovi requisiti di accesso alla pensione (eliminazione penalizzazioni) della riforma Fornero, i familiari di soggetti disabili -- nella realtà, i coniugi -- che alla data del 31 ottobre 2011 si trovavano a godere del congedo straordinario per assistenza ex legge n.104 e che avrebbero maturato 40 anni di contribuzione entro 24 mesi dalla data di inizio del congedo. È, infatti, necessario modificare la summenzionata disposizione in quanto, da un lato, la data del 31 ottobre 2011 è del tutto arbitraria e non coincidente con nessuno dei termini temporali inseriti nella nuova normativa di accesso alla pensione, i cui riferimenti sono tutti riferibili al 4 dicembre 2011 (data di emanazione del decreto stesso) ovvero al 31 dicembre 2011, e dall'altro, concedere il beneficio alle sole persone che si trovassero in congedo a quella data introduce un'incomprensibile iniquità: a fronte di soggetti nella medesima condizione personale e destinatari parimenti del diritto a fruire dei congedi, alcune, quelle che casualmente si trovavano in congedo a quella data, possono godere della deroga, altre -- che magari avevano concluso il periodo di congedo il giorno prima o vi entravano dal giorno dopo -- no. In sostanza, l'articolo 24, comma 14, lettera e-bis) , del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, limita la salvaguardia dall'applicazione dei nuovi requisiti di accesso alla pensione a un ristrettissimo numero di genitori di disabili gravi, definendo una platea di beneficiari in qualche misura casuale. Non a caso, quindi, la previsione del diritto solo per chi era in congedo straordinario il 31 ottobre 2011 è stata definita «norma lotteria»: con ciò si è chiaramente inteso sottolineate che, presumibilmente, in quella data molti genitori avevano già utilizzato tutti i giorni a disposizione per il congedo -- e, in tal senso, si capisce come tali soggetti siano in realtà coloro i quali hanno più difficoltà a gestire assistenza e impegno professionale --, oppure semplicemente avevano preso un giorno di permesso mensile in base alla legge n. 104 del 1992.