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Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinati l'ammontare dei diritti a carico dei richiedenti l'iscrizione ai registri di cui all'articolo 3 e le relative modalità di versamento in misura tale da garantire la copertura degli oneri derivanti dall'istituzione e dal funzionamento dei registri nonché dal funzionamento dei Comitati di disciplinare. Art. 7. (Comitati di disciplinare) 1. Presso ciascuna Città della ceramica, individuata dal Consiglio ai sensi dell'articolo 4, comma 2, lettera a), è istituito un Comitato di disciplinare, di seguito « Comitato », con sede presso gli uffici del comune interessato, indicato dal medesimo Consiglio. 2. Il Comitato: a) esamina le domande presentate e comunica al Ministro delle imprese e del made in Italy il parere sull'iscrizione; b) svolge i compiti di cui all'articolo 10; c) vigila, in collegamento con il Consiglio, sull'osservanza delle disposizioni contenute nel disciplinare di produzione della ceramica artistica e tradizionale della Città della ceramica, garantendo la rispondenza delle produzioni per le quali è stato richiesto il marchio di cui all'articolo 1, alle caratteristiche previste dal disciplinare medesimo. 3. I Comitati sono nominati dal Ministro delle imprese e del made in Italy , su designazione del Consiglio in base alle indicazioni di cui al comma 4, sentiti i produttori di ceramica della tradizione artistica italiana e della ceramica italiana di qualità afferenti alla Città della ceramica presso cui ciascun comitato è istituito, entro tre mesi dalla data di approvazione del relativo disciplinare e sono composti da esperti nello specifico settore sotto il profilo tecnico-produttivo o artistico-culturale. 4. Ciascun Comitato non può essere costituito da più di quindici componenti designati dai comuni e dalle regioni interessate. 5. Nei Comitati è altresì assicurata la rappresentanza degli enti di promozione e tutela della ceramica e delle associazioni di categoria , maggiormente rappresentative sul piano nazionale, operanti nelle singole Città della ceramica, in relazione alla loro rappresentatività o consistenza. 6. Le decisioni del Comitato, in ordine a quanto previsto dall'articolo 10, sono impugnabili, da chi ne abbia interesse, presso il Consiglio, entro sessanta giorni dalla comunicazione delle stesse. 7. Il Consiglio nazionale ceramico nomina un apposito Comitato di disciplinare, che ha sede presso lo stesso Consiglio, con le medesime finalità dei Comitati previsti nel presente articolo per quanto riguarda l'attività di produttori di ceramica artistica e tradizionale di Paesi membri dell'Unione europea di cui all'articolo 3, comma 4. Art. 8. (Disciplinari di produzione) 1. Il disciplinare di produzione della ceramica della tradizione artistica italiana di una Città della ceramica, predisposto sulla base del disciplinare-tipo approvato dal Consiglio, descrive e definisce i caratteri fondamentali della ceramica prodotta in quella città, con particolare riferimento a modelli, forme, stili e decori ritenuti tipici, alle tecniche di lavorazione e produzione, alle materie usate e alla loro provenienza. 2. Il disciplinare di produzione della ceramica della tradizione artistica italiana delimita la zona o le zone di produzione e indica le soluzioni tecniche per l'attestazione indelebile dell'origine del prodotto nonché i criteri di valutazione delle forme innovative che costituiscono il naturale sviluppo e aggiornamento dei modelli, delle tecniche e degli stili tradizionali. 3. Il disciplinare di cui al comma 1 è approvato dal Consiglio nazionale ceramico, su proposta della regione, sentiti gli enti locali e le organizzazioni dei produttori di ceramica artistica e tradizionale della relativa Città della ceramica. 4. Il disciplinare di produzione della ceramica italiana di qualità è approvato dal Consiglio nazionale ceramico, sentite le organizzazioni dei produttori interessati. 5. Per le ceramiche destinate a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d'uso personale, il disciplinare di cui ai commi 1 e 4 deve prevedere l'osservanza delle norme vigenti in materia nonché la certificazione da esse prevista. 6. I disciplinari di cui al presente articolo sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale . Art. 9. (Affidamento di funzioni di promozione e tutela della ceramica della tradizione artistica italiana e della ceramica italiana di qualità) 1. Il Ministro delle imprese e del made in Italy , c on proprio decreto, sentita la regione interessata e previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, può affidare le funzioni di cui all'articolo 4, comma 2, lettera d), e di cui all'articolo 7, comma 2, lettera c), a soggetti privati, anche del Terzo settore, che siano rappresentativi di almeno l'80 per cento dei comuni riconosciuti come Città della ceramica. 2. Possono svolgere le funzioni di cui al comma 1 gli enti costituiti in forma di associazione riconosciuta del Terzo settore, da organizzazioni di volontariato e da altri enti del Terzo settore il cui statuto preveda lo svolgimento di attività di supporto tecnico, formativo e informativo al fine di promuovere e rafforzare la presenza e il ruolo delle imprese che producono ceramica di tradizione artistica italiana e ceramica italiana di qualità. 3. Nell'esercizio delle funzioni loro affidate, gli enti di cui al comma 2 sono tenuti: a) al rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza; b) a garantire forme di partecipazione ai comuni riconosciuti quali Città della ceramica; c) a rendicontare ogni sei mesi, mediante relazione scritta da presentare al Consiglio, le attività svolte, ferma restando la facoltà del Ministero delle imprese e del made in Italy di richiedere, al momento del conferimento delle funzioni agli enti di cui al comma 1, una rendicontazione differente; d) a garantire la partecipazione alle proprie riunioni di tutti i soggetti facenti parte del Consiglio che ne facciano richiesta. 4. Sono fatti salvi i poteri di vigilanza spettanti al Ministro delle imprese e del made in Italy , al Consiglio nazionale ceramico e alle altre pubbliche amministrazioni, in base all'ordinamento vigente. Art. 10. (Controllo della produzione) 1. Hanno diritto di apporre il marchio sulle rispettive produzioni i soggetti iscritti ai registri di cui all'articolo 3. 2. I Comitati di disciplinare esercitano funzioni di controllo, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui all'articolo 6, comma 2, per le produzioni di ceramica della tradizione artistica italiana e di ceramica italiana di qualità. Il Consiglio nel disciplinare per la ceramica di qualità prevede modalità relative al controllo. 3. L'apposizione del marchio in mancanza dei requisiti previsti dalla presente legge è punita con l'ammenda da un minimo di 1.000 a un massimo di 25.000 euro. 4.