[resaula]

in questi anni il problema è stato misconosciuto, essendoci stati molti incidenti anche mortali in questo tratto di strada; i fondi regionali per la sistemazione di questi tratti di strada sono sempre più esigui a causa dei tagli ai trasferimenti da parte dello Stato; ritenuto che garantire la sicurezza lungo le strade ad alta percorrenza sia un dovere civico di chi amministra un Paese, si chiede di sapere quali interventi urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare che episodi simili accadano in futuro lungo la strada regionale 249, al fine di garantire quindi la sicurezza di tutti, automobilisti, ciclisti e pedoni. Atto n. 4-00485 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: da notizie pubblicate sul quotidiano "Il Messaggero" di lunedì 6 agosto 2018, si apprende che la realizzazione della spiaggia artificiale con stabilimento sul Tevere, chiamata "Tiberis", sarebbe stata accompagnata da una sorta di "trattativa" con noti esponenti della comunità rom che occupano abusivamente le zone limitrofe; in particolare, sul quotidiano si leggono affermazioni di un esponente della comunità rom, appellato con il soprannome di "Zorro", che si vanta esplicitamente di una sorta di attività di "protezione", esercitata per evitare "problemi"; il quotidiano attribuisce a una delle responsabili del progetto del Comune, Simonetta De Ambris, la frase: "Ci siamo raccomandati a Zorro", si chiede di sapere: se i contatti con l'esponente della comunità rom, presente nella zona con un insediamento abusivo, vi siano stati realmente; se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente disporre le opportune verifiche sull'attività amministrativa del Comune di Roma capitale nonché sugli eventuali comportamenti illeciti da parte di "Zorro" e altri, per quanto attiene all'occupazione abusiva di terreni e alle ambigue attività di sostegno o "protezione" dell'iniziativa del sindaco di Roma capitale, Virginia Raggi. Atto n. 4-00486 BARBARO Ai Ministri della salute e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: in tutta Italia, nel giro di un anno, sono stati aperti quasi 1.000 negozi, che hanno prodotto un giro d'affari milionario, stimato da Coldiretti in 44 milioni di euro, tra rivenditori e produttori, che coinvolge anche il costume dei fruitori nel vivere quotidiano, che possono liberamente acquistare le infiorescenze di canapa a basso contenuto di THC, denominata "cannabis light"; tuttavia, la modalità legislativa, ad opera del Governo pro tempore Gentiloni, che avrebbe introdotto tale possibilità commerciale lascia perplessi; il decreto del Presidente della Repubblica (Jervolino-Vassalli) n. 309 del 1990, recante "Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza", "stabilisce infatti che l'uso della cannabis è illegale, ma l'uso esclusivamente personale viene depenalizzato, e punito con sanzioni amministrative, mentre è legale sotto prescrizione, l'uso medico della cannabis con il limite dello 0,6 per cento di THC; con la legge di conversione (Fini-Giovanardi) n. 49 del 2006, vi è stato l'inasprimento delle sanzioni, relative alla produzione, anche per la coltivazione personale, traffico, detenzione illecita ed uso di sostanze stupefacenti, con la contestuale abolizione delle distinzioni tra droghe leggere, quali la cannabis pura, ossia di origine completamente naturale e senza aggiunte di altre sostanze, e droghe pesanti, quali cocaina, eroina, ecstasy , LSD, eccetera tuttavia tale legge è stata abrogata a seguito della dichiarazione di incostituzionalità, con il ripristino delle precedente legge; nel 2014, il Governo pro tempore Renzi ha reintrodotto la differenza tra droghe pesanti e leggere, con pene più leggere, in particolare per i consumatori-possessori della cannabis , per i quali per l'acquisto e la detenzione per uso personale è prevista solo la sanzione amministrativa; in ambito europeo per la politica agricola comunitaria (PAC), viene emanato il regolamento delegato (UE) n. 2017/1155, con cui viene ammessa la produzione della canapa a condizione che, per la coltivazione vengano utilizzati solamente i sementi indicati nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, pubblicate dalla direttiva n. 2002/53/CEE del Consiglio, e che il "tetraidrocannabinolo delle varietà coltivate non supera lo 0,2 per cento", come stabilito dall'art.32/6 del regolamento (UE) n. 1307/2013. L'Europa considera, quindi, la coltivazione delle piante di cannabis , a condizione che il principio attivo non superi lo 0,2 per cento, ma non ne prevede la vendita al minuto; in Italia, con la ratifica della norma comunitaria avvenuta con legge 2 dicembre 2016 n. 242, recante "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa" si dispone che per la coltivazione delle varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2 per cento, non è più necessaria alcuna autorizzazione, mentre non è assolutamente prevista la vendita. La legge italiana aumenta, tuttavia, contrariamente al regolamento (UE) n. 1307/2013, il limite massimo del principio attivo THC dallo 0,2 per cento allo 0,6 per cento. Si badi, comunque, che è il coltivatore che deve osservare la legge n. 242 del 2016, detenendo piante di canapa, con un contenuto di THC superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, senza nulla disporre in merito alla destinazione d'uso delle stesse; il Consiglio superiore della sanità, su richiesta di un parere del Ministero della salute, afferma che: "Non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa" si legge nel parere del che per questo "raccomanda che siano attivate nell'interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita". In definitiva il Consiglio superiore della sanità non esclude la pericolosità della cannabis light perché "la biodisponibilità di THC anche a basse concentrazioni (0,2-0,6 per cento) non è trascurabile", ponendo l'accento sulla circostanza che "il consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre". Ancora, il Consiglio superiore della sanità precisa che "non appare che sia stato valutato il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, eccetera. ) così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come 'sicura' e 'priva di effetti collaterali' si traduca in un danno per sé stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)"; la Coldiretti afferma: