[pronunce]

che l'ordinanza di rimessione reca la data del 16 dicembre 2004, antecedente, quindi, l'entrata in vigore del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80), modificativa dell'art. 15 del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, secondo il quale: «non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l'ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti della istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore a euro venticinquemila»; che, quindi, nel caso in esame, la ritenuta esiguità della situazione debitoria dell'impresa, non determinata in misura fissa, era soltanto, secondo un orientamento giurisprudenziale, un sintomo di inesistenza dello stato d'insolvenza, e non un'autonoma ipotesi di non dichiarabilità del fallimento; che la Corte remittente, tenuto conto della reclamabilità del provvedimento di rigetto del ricorso per la dichiarazione di fallimento e della sua riproponibilità anche sulla base di nuovi elementi, quale quello, ricorrente nel caso in esame, dell'esito infruttuoso di una procedura di esecuzione singolare, avrebbe dovuto descrivere compiutamente la fattispecie; che l'ordinanza di rimessione, invece, non precisa se il provvedimento di rigetto sia stato impugnato oppure no e se il lavoratore-creditore abbia riproposto il ricorso per dichiarazione di fallimento; che tali omissioni impediscono alla Corte di svolgere il doveroso controllo sulla congruenza della motivazione in punto di rilevanza e di non manifesta infondatezza della questione.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 2, secondo e quinto comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297 (Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica), e dell'art. 1, commi 1 e 2, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80 (Attuazione della direttiva 80/987/CEE in materia di tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte di appello di Catania, sezione lavoro, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 21 dicembre 2007. Il Cancelliere F.to: MELATTI