[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 20, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), come sostituito dall'art. 2, comma 1, della legge 8 marzo 1999, n. 50, e dell'allegato 1, numero 96), della medesima legge n. 59 del 1997; dell'art. 14, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), promosso con ordinanza del 13 giugno 2002 dalla Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, iscritta al n. 342 del registro ordinanze 2002 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 33, prima serie speciale, dell'anno 2002. Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 28 aprile 2004 il Giudice relatore Alfonso Quaranta. Ritenuto che con provvedimento del 13 giugno 2002 la Corte dei conti, Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, ha sollevato questione di legittimità costituzionale: a) dell'art. 20, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), nel testo sostituito dall'art. 2, comma 1, della legge 8 marzo 1999, n. 50 (Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998), e dell'allegato 1, numero 96), della medesima legge n. 59 del 1997, in riferimento all'art. 117 della Costituzione; nonché b) dell'art. 14, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), in riferimento agli artt. 70, 76, 117 e 118, primo comma, della Costituzione; che la Sezione rimettente premette di essere stata chiamata ad esaminare, ai fini del visto di legittimità e della conseguente registrazione, tre schemi di decreti del Presidente della Repubblica, adottati, rispettivamente, in data 21 dicembre 1998, 3 settembre 1999, 4 febbraio 2000; che la rimettente precisa come con il primo di tali decreti risulti dettata - a norma dell'art. 20, comma 8, della già menzionata legge n. 59 del 1997 e dell'art. 17, comma 1, della legge 24 giugno 1997, n. 196 (Norme in materia di promozione dell'occupazione) - la disciplina in materia di formazione professionale; il secondo decreto, invece, recando - in forza di quanto previsto dal testé citato art. 20, comma 8, della legge n. 59 del 1997 - la disciplina relativa alla composizione ed al funzionamento delle commissioni provinciali per l'artigianato nonché all'iscrizione, modificazione e cancellazione presso l'albo delle imprese artigiane; con il terzo, infine, essendo state emanate - ai sensi degli artt. 14 e 15 del già ricordato d.lgs. n. 173 del 1998 - disposizioni per la semplificazione ed armonizzazione delle procedure dichiarative, delle modalità di controllo e degli adempimenti nel settore vitivinicolo; che la predetta Sezione di controllo della Corte dei conti rammenta di aver sollevato - con tre distinti provvedimenti del 10 settembre 1999, 21 ottobre 1999 e 6 aprile 2000 (ed esattamente r.o. n. 598 del 1999, quanto alla disciplina della formazione professionale; r.o. n. 689 del 1999, quanto alla materia dell'artigianato; r.o. n. 290 del 2000, quanto al settore vitivinicolo) - questione di legittimità costituzionale delle norme in base alle quali o in svolgimento delle quali gli schemi di regolamenti delegati ad essa sottoposti sono stati adottati; che la rimettente - ricostruite le vicende che portarono all'adozione da parte di questa Corte di una (prima) ordinanza (n. 77 del 2001) con la quale, riuniti i giudizi, venne disposta la restituzione degli atti in ragione di ius superveniens costituito dalla legge 24 novembre 2000, n. 340 (Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1999), avendo il suo art. 1, comma 4, lettera a), non solo modificato il contenuto di una delle disposizioni impugnate (e segnatamente l'art. 20, comma 2, della legge n. 59 del 1997), ma anche introdotto una nuova disciplina in tema di efficacia giuridica e di “cedevolezza” dei regolamenti statali, emanati nelle materie attribuite alla competenza delle Regioni - evidenzia di aver ribadito, con successivo provvedimento del 19 aprile 2001 (r.o. n. 581 del 2002), la persistente rilevanza delle questioni sollevate, pure a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 340 del 2000; che pure all'esito di tale rinnovata iniziativa della rimettente (come essa stessa non manca di ricordare), questa Corte, con ordinanza n. 144 del 2002, ha adottato un ulteriore provvedimento di restituzione degli atti, e ciò in base all'assunto che, essendo state (nuovamente) prospettate «censure accomunate tra loro dal profilo della violazione del riparto di competenze tra Stato e regioni e dell'autonomia di queste ultime», occorresse valutarne la persistente rilevanza a seguito dell'entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), posto che essa «tra l'altro ha sostituito, con i suoi artt. 3, 4 e 5, l'intero testo degli artt. 117, 118 e 119 della Costituzione»;