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di fatto, quell'azione di iniziativa parlamentare approvata dal Governo non ha avuto alcun esito; a livello nazionale, è previsto il varo di un nuovo Piano oncologico nazionale che segua il metodo e le linee programmatiche adottate dal Piano europeo, rappresentando lo strumento per la definizione di una progettualità complessiva che consenta il potenziamento delle infrastrutture, nonché l'adeguamento all'innovazione tecnologica e di processo e che permetta, nell'ambito delle attività di prevenzione, di diagnosi e di cura, di garantire lo sviluppo di nuove terapie. Ad oggi, tuttavia, tale Piano non risulta ancora varato; a distanza di un anno, in data 13 aprile 2021 è stato approvato all'unanimità un OdG che impegnava il Governo a rispettare una piattaforma di 15 punti, tra cui l'adozione del nuovo Piano oncologico nazionale; il 3 agosto 2021 il Governo ha accolto un nuovo ordine del giorno (G10.105 testo 2), proposto dall'interrogante, avente ad oggetto la stretta relazione tra il nuovo Piano oncologico nazionale e l'approccio verso una medicina fortemente digitalizzata e ad alta complessità tecnologica; infine, il 17 novembre 2021, la Commissione europea ha pubblicato una road map per l'attuazione e gli indicatori di progresso del Piano europeo per la lotta contro il cancro, per monitorare le 10 iniziative faro previste dal Piano oncologico europeo; al 4 febbraio 2022, Giornata mondiale per la lotta contro il cancro, però, il Piano oncologico nazionale non è stato ancora adottato e non si conoscono gli obiettivi del Governo in relazioni a tempi e modalità di adozione, nonché in relazione alle risorse che verranno impiegate per la sua implementazione, così come prevede l'Unione europea nello "Europe's Beating Cancer Plan", si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per confermare che l'aggiornamento del Piano oncologico nazionale è un obiettivo prioritario del Ministero della salute e procedere ad una sua sollecita adozione, anche alla luce delle risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, relative alla prevenzione e programmazione sanitaria o l'ulteriore incremento previsto per il Fondo sanitario nazionale. Atto n. 3-03062 LA PIETRA BALBONI GARNERO SANTANCHE' IANNONE PETRENGA RAUTI RUSPANDINI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: "LIFE" è uno dei programmi "storici" della Commissione europea essendo operativo dal 1992 ed è il principale strumento finanziario dell'Unione europea dedicato alla tutela dell'ambiente, alla conservazione della natura e all'azione per il clima. LIFE ha cofinanziato più di 5.500 progetti in tutta la UE mobilitando oltre 9 miliardi di euro di investimenti e contribuendo con oltre 4 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea a titolo di cofinanziamento. In Italia il programma ha riscosso un notevole successo che si è tradotto in oltre 900 progetti finanziati, determinando un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro, di cui circa 700 milioni stanziati a titolo di cofinanziamento dalla Commissione europea; il programma svolge un ruolo essenziale poiché si prefigge di sostenere lo sviluppo, l'attuazione e l'aggiornamento della politica e della legislazione ambientale ed in materia di clima dell'Unione, attraverso il finanziamento di progetti di varie dimensioni diretti a garantire la conservazione e la protezione della biodiversità; sono molteplici i progetti LIFE interessati da interventi di eradicazione delle specie aliene invasive in numerosi ambienti del Mediterraneo, in particolare quelli che interessano l'eradicazione del ratto nero, Rattus rattus (L., 1758), e specifici vegetali, ad esempio Ailanthus altissima e Carpobrotus , sulle isole italiane; nello specifico, la Nemo S.r.l. ha progettato tutte le eradicazioni di ratto svolte ad oggi su isole italiane: Montecristo, isolotti minori della Toscana (1999-2001), Giannutri (2005-2006), Zannone (2006), e Molara (2008) e isolotti circostanti (2009-2010). A Molara è stata per la prima volta (in Europa) effettuata la distribuzione aerea delle esche rodenticide, metodologia successivamente utilizzata a Montecristo e a Tavolara (2017) e isolotti adiacenti. Anche se non sempre si è raggiunta la certezza di avere soddisfatto gli obiettivi dichiarati con la rimozione totale del roditore dai distinti ambienti insulari; altri studiosi fanno presente che, a partire dall'anno 1999 (Capizzi et al. , 2016), interventi prevalentemente orientati all'eradicazione del ratto nero sono stati condotti anche su altre numerose isole italiane che comprendono l'isolotto di Porto Ercole, l'isola dei Topi, Peraiola, Palmaiola, Gemini alta, Gemini bassa, La Scola, Giannutri, Zannone, Molara, Proratora, Isola Piana, Isola dei Cavalli e Montecristo, cui hanno preso parte il Corpo forestale dello Stato, vari parchi territoriali fra cui il parco nazionale dell'Arcipelago toscano, alcuni istituti universitari, l'ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e, spesso, alcune società private tra cui ricorre sempre la ditta Nemo S.r.l. di Firenze; più di recente programmi analoghi sono stati realizzati anche all'Asinara e a Tavolara. Nel 2018 è stato effettuato l'intervento anche a salvaguardia delle locali popolazioni di uccelli marini, fra cui la berta minore, Puffinus yelkouan (Acerbi, 1827), la berta maggiore, Calonectris diomedea (Scopoli, 1769), il gabbiano corso, Ichthyaetus audouini (Payraudeau, 1826), l'uccello delle tempeste, Hydrobates pelagicus (L., 1758), ed il marangone dal ciuffo, Phalacrocorax aristotelis (L., 1761); fra le finalità di questi programmi ci sono state anche la protezione e la salvaguardia di alcune delle più minacciate specie di uccelli marini. Considerato che i progetti presi in carico dalla Nemo S.r.l. hanno visto l'utilizzo del veleno "Brodifacoum" tramite distribuzione con elicottero di esche velenose, utilizzando pellet contenente tale medicinale; la scheda di sicurezza del Brodifacoum indica i pericoli connessi al suo utilizzo: rischi per la salute in quanto il principio attivo è un potente anticoagulante e rischi per l'ambiente in quanto esso è altamente tossico per gli organismi acquatici e può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico; inoltre, nelle informazioni ecologiche della scheda, il prodotto viene classificato come "persistente"; il metodo scelto, quello dell'avvelenamento aereo, ha portato successivamente alla scomparsa o alla decimazione di altre specie protette presenti sulle isole, si chiede di sapere: