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Infine si prevede che entro il 31 dicembre 2014 il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti deve riferire al Consiglio dei ministri in merito all'attuazione del presente decreto. L'articolo 12 reca disposizioni urgenti in materia di qualificazione degli esecutori dei lavori pubblici. La disposizione è volta ad evitare le gravi ripercussioni sul mercato delle gare degli appalti di lavori pubblici derivanti dalla deregolamentazione in materia di qualificazione degli operatori per la partecipazione alle gare, conseguente all'annullamento, su decisione sul ricorso straordinario al Capo dello Stato proposto da Associazioni imprese generali (AGI) ed altri, delle disposizioni di cui agli articoli 107, comma 2, e 109, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, che determinerebbero un aggravio della situazione già particolarmente critica in cui si trova il sistema imprenditoriale del Paese operante nel settore delle costruzioni. Il Consiglio di Stato, nell'adunanza del 16 aprile 2013, ha espresso parere nel senso del parziale accoglimento del ricorso per l'annullamento degli articoli 109, comma 2 (in relazione all'Allegato A, e, in particolare, alla «Tabella sintetica delle categorie») e 107, comma 2, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, in quanto imporrebbero il ricorso pressoché generalizzato alle competenze dell'impresa specialistica, sacrificando gli interessi delle imprese generali, senza realizzare un adeguato punto di equilibrio tra le due opposte esigenze di consentire, da un lato, all'impresa generalista di potere svolgere direttamente una serie di lavorazioni complementari e normalmente necessarie per completare l'intervento oggetto principale della sua qualificazione e rendere necessario, dall'altro lato, il ricorso a qualificazioni specialistiche in presenza di interventi, che, per rilevante complessità tecnica o per notevole contenuto tecnologico, richiedono competenze particolari. Sulla base del suddetto parere, il decreto del Capo dello Stato di decisione del ricorso, adottato il 30 ottobre 2013, ha statuito l'annullamento delle citate disposizioni regolamentari, privando il mercato, nelle more di un intervento normativo di adeguamento delle stesse nel senso indicato dal Consiglio di Stato, di regole per determinare la qualificazione da richiedere alle imprese per l'esecuzione dei lavori pubblici. Venute meno le regole che riservavano l'esecuzione di particolari lavorazioni, rientranti nelle categorie a qualificazione obbligatoria, di cui talune individuate come superspecialistiche, a soggetti dotati di specifica qualificazione, non risulta più garantita la finalità di conseguire una adeguata esecuzione delle prestazioni richieste per le opere di elevato contenuto specialistico, assicurata dal possesso da parte dell'esecutore di una adeguata qualificazione professionale. Al contempo si produce di fatto uno sbilanciamento del mercato che, se da un lato favorisce la partecipazione delle imprese cosiddette «generaliste», dall'altro penalizza fortemente l'accesso al mercato da parte delle imprese «specialistiche». Di qui l'urgenza di intervenire per evitare, nelle more della definitiva messa a punto dell'adeguamento della disciplina regolamentare nel senso indicato dal Consiglio di Stato, da un lato, il disorientamento delle stazioni appaltanti nel redigere i bandi di gara, dall'altro, improvvisi e pesanti impatti negativi per le imprese operanti nel settore in possesso di qualificazione nelle categorie specialistiche, nonché una non adeguata esecuzione delle prestazioni richieste. Si prevede pertanto che -- nelle more della ridefinizione, entro nove mesi dall'entrata in vigore del decreto-legge, della disciplina regolamentare sostitutiva delle disposizioni annullate in tema di qualificazione per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici, adeguata a quanto rilevato dal Consiglio di Stato -- con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, siano individuate le categorie da intendersi, ai fini della predisposizione dei bandi di gara, a qualificazione obbligatoria e, tra di esse, le cosiddette categorie «superspecialistiche». L'intervento consente di evitare, da un lato, il disorientamento delle stazioni appaltanti nel redigere i bandi di gara e una non adeguata esecuzione delle prestazioni richieste derivante dall'attuale deregolamentazione e, dall'altro, improvvisi e pesanti impatti negativi per le imprese operanti nel settore già in possesso di qualificazione nelle categorie specialistiche. Le nuove regole assumono carattere di transitorietà in quanto mantengono la propria validità solo fino all'adozione della nuova disciplina regolamentare. Articolo 13, in vista del semestre di Presidenza italiana del Consiglio europeo e dell'Expo Milano 2015, contiene una serie di misure nel loro complesso tese a garantire condizioni agevolative per la realizzazione dell'evento. La disposizione di cui al comma 1 consente al comune di Milano, in vista di Expo, di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico dell'edilizia (decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380), nei limiti previsti dall'articolo 2, comma 8, della legge n. 244 del 2007, per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, anche per il 2015. La disposizione di cui al comma 2 è volta a ricomprendere tra le deroghe al codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163) ammesse per Expo in materia di appalti ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c) , del decreto-legge n. 43 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 71 del 2013 anche la possibilità di derogare agli articoli 26 e 30 in materia di contratti di sponsorizzazione e di concessioni di servizi. La disposizione di cui al comma 3 è volta a confermare le agevolazioni fiscali già previste dalla legge n. 3 del 2013 di ratifica dell'accordo internazionale stipulato tra Italia e Bureau International des Expositions , che ha sancito l'obbligo internazionale dell'Italia del riconoscimento di esenzioni in materia fiscale per le operazioni legate all'organizzazione di Expo 2015. La disposizione di cui al comma 4 concede al comune di Milano un contributo di 25 milioni di euro come concorso al finanziamento delle spese per la realizzazione di Expo 2015. L'articolo 14 reca disposizioni volte a fornire copertura finanziaria agli oneri derivanti dagli articoli 1, 3, comma 1, lettera b) , 6, 7, 8 e 9.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Finanziamento fondi) 1 L'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, è sostituito dal seguente: «4.