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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 142 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 19.35. IN SEDE REFERENTE 1659 - d.l. 161/2019 - Intercettazioni DDL 1659 Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 febbraio. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale, precisando che l'illustrazione degli emendamenti avverrà nelle sedute di domani, con relative votazioni compatibilmente con l'avvenuta espressione dei prescritti pareri. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) interviene ricordando la posizione espressa più volte dalla Corte Costituzionale in merito all'uso della decretazione d'urgenza in materia penale con il rischio che si venga a creare una stratificazione tra differenti regimi temporali; ricorda poi i problemi emersi in merito alla invasività del captatore informatico, ribaditi anche in sede di audizioni, ove tra l'altro sul punto dubbi furono manifestati dal procuratore Capo di Venezia. Non si tratta di uno strumento necessario rispetto ai reati contro la pubblica amministrazione: la pericolosità del captatore informatico produce l'alterazione delle regole democratiche e la compressione dei diritti fondamentali del cittadino. C'è anche la necessità di rispettare il doppio binario in materia processuale penale: esso ha sempre portato, fino ad ora, all'adozione di una disciplina diversificata limitatamente reati di criminalità organizzata di tipo mafioso e di criminalità di matrice terroristica; non condivide pertanto l'inclusione nei reati catalogo dei reati contro la pubblica amministrazione. Ribadita la pericolosità delle intercettazioni all'interno delle abitazioni private, ricorda la specificità dei reati in materia di terrorismo e criminalità organizzata di tipo mafioso, che devono rimanere distinti rispetto ai reati contro la pubblica amministrazione. Contesta al Governo di aver proceduto alla terza modifica della disciplina delle intercettazioni nel giro di pochi anni; rivolgendosi al relatore auspica che, quantomeno nella veste di avvocato e quindi di garante dei diritti della difesa, possa dimostrarsi sensibile alla necessità del rispetto dei diritti degli imputati. L'importanza del riconoscimento del ruolo dell'avvocato in Costituzione sembra contraddetta dal fatto che colleghi - che esercitano anche la professione di avvocati del libero foro - possano accettare l'approvazione di leggi che limitano i diritti fondamentali del cittadino. Paventa il pericolo di un arretramento dei diritti fondamentali garantiti dalla costituzione in materia penale oltre che dal diritto europeo in materia di giusto processo. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia le criticità del provvedimento in esame, in particolare per quanto riguarda il problema della genuinità della prova. Ritiene poi che non sia sufficiente - a sua garanzia - il fatto che esista già nel codice penale un reato contro l'alterazione dei sistemi informatici ed auspica l'adozione di ulteriori meccanismi di protezione. Ricorda come già nel corso delle audizioni siano emerse perplessità in merito alla garanzia di segretezza dei dati prima del completamento di conferimento nei server ministeriali. Nel corso dell'ultima audizione in Ufficio di Presidenza integrato non è stato negato, dai dirigenti ministeriali intervenuti, il rischio che si verifichino disfunzioni a seguito dell'entrata in vigore di tale disciplina. In particolare, poi, l'articolo 3 del testo reca una fittizia copertura finanziaria, che giustifica dubbi sul fatto che si possa ancora una volta realizzare una riforma della giustizia a costo zero; paventando la mancata copertura dei costi necessari per la formazione del personale o dei magistrati - oltre che della formazione degli avvocati - enuncia il rischio che si verifichi una sperequazione tra avvocati più abbienti (che possono permettersi la formazione professionale in questo settore) ed avvocati meno abbienti. Di tale sperequazione pagheranno le conseguenze i cittadini, che potranno rivolgersi ad avvocati più preparati soltanto in ragione di maggiori disponibilità economiche. Solleva dubbi sul fatto che effettivamente verranno assunti 9000 dipendenti del Ministero della giustizia, come dichiarato nel corso delle audizioni. Esprime poi alcune considerazioni in merito alla necessità di procedere ad un ampliamento del catalogo dei reati che danno la possibilità di intercettare, inserendo all'interno del provvedimento anche i reati di pedopornografia on-line che ben si prestano ad un'azione di contrasto attraverso mezzi tecnologici, informatici e telematici. Dal punto di vista processuale ricorda la differenza tra le intercettazioni e le altre forme di captazione delle comunicazioni, distinguendo, ai fini del codice di procedura penale, tra l'intercettazione ed il sequestro: istituti che, infatti, hanno regole diverse, termini diversi e garanzie diverse all'interno del codice di rito. Ricorda, infine, come da più parti sia stato invocato un rinvio all'entrata in vigore di tale disciplina. Esprime inoltre preoccupazioni per quanto affermato, nel corso delle audizioni, dalla Federazione nazionale della stampa secondo cui, in materia di intercettazioni, il diritto di cronaca giudiziaria dovrebbe sempre prevalere sul diritto alla riservatezza del cittadino e chiede, proprio appellandosi ai principi costituzionali, che i processi non vengano a svolgersi fuori dai luoghi deputati: spesso i processi si svolgono sulle testate giornalistiche, piuttosto che in tribunale. Preannuncia pertanto il suo emendamento finalizzato proprio a stroncare tale prassi relativa dei diritti costituzionali degli imputati. Il PRESIDENTE ricorda che domani si riuniranno la 1 a e la 5 a Commissione in sede consultiva sugli emendamenti; propone di utilizzare le sedute previste nella giornata di domani per continuare la discussione generale e procedere all'illustrazione degli emendamenti. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, giovedì 13 febbraio alle ore 9, è posticipata alle ore 10. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 20,15.