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Dobbiamo ricordarle quanto affermato in diretta Facebook il 24 gennaio commentando la richiesta dei giudici; quello che ripeteva il 27 gennaio il ministro Luigi Di Maio quando diceva: «voteremo sì all'autorizzazione a procedere per Salvini, lo vuole anche lui». E ancora: «Salvini ha detto "io mi voglio far processare", quindi il MoVimento 5 Stelle non gli farà un dispetto e voterà sì alla richiesta di autorizzazione a procedere. E al processo sarò il primo a dire che fu una decisione di Governo». A quanto pare di tanto coraggio non ci sarà alcun bisogno, rilassatevi. Dunque, il Ministro si salverà dal processo, come già anticipato dalla decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere. La salveranno i suoi alleati di Governo che a loro volta, per salvarsi la faccia, hanno esibito la commedia di una finta consultazione on line e ascolteremo dalla voce di volenterosi parlamentari, forse perché l'Aula è vuota, del tutto piegati a esclusive logiche di potere, le giustificazioni conseguenti. Esattamente quello che sulle memorie ha scritto il Presidente, avvocato Conte, e che abbiamo ascoltato da ministri come Toninelli, Bonafede e Di Maio, ovvero che una decisione presa in totale autoreferenzialità e abusando del suo ruolo, contravvenendo a precise norme nazionali e internazionali, assunta in nome e per conto di uno Stato che lei ritiene a immagine e somiglianza di un movimento politico che sul rancore e la paura del diverso ha fatto la sua fortuna elettorale, è stata presa collegialmente o meglio è collegiale in quanto risponde ad una linea politica indicata nel contratto e dunque lei non è perseguibile perché ha difeso il superiore interesse nazionale. Il collega Bonifazi ha già chiarito con precisione e puntualità nella Giunta le ragioni per cui il Partito Democratico ha votato per il sì all'autorizzazione a procedere: noi non abbiamo cambiato idea per due ragioni. Rifiutiamo di pensare che l'interesse nazionale potesse risiedere - allora, come ora - nel tenere segregate in mare per cinque giorni 177 persone, che avevano attraversato il deserto per mesi e mesi e sostato nelle carceri libiche, tra cui 29 minori non accompagnati, cinque uomini affetti da scabbia, altri malati di tubercolosi o polmonite e 11 donne stuprate - sì, stuprate - nei lager libici, mentre il Ministro degli esteri del Governo di accordo nazionale libico affermava che la Libia non avrebbe accettato in alcun modo il rimpatrio di migranti illegali verso i Paesi del Nord Africa da cui erano venuti. Colleghi, l'interesse nazionale di quest'Assemblea e questa maggioranza di Governo coincideranno con il reato di umanità? Fatevi questa domanda, domani, quando voterete. In quei giorni, il Ministro ha instaurato una prassi di comando e controllo completamente informale, che esorbita da quello che si può e non si può fare, affermare e decidere. Il divieto di sbarcare non si è tradotto in atti ufficiali, ma in una pericolosissima sospensione del diritto nel rispetto di leggi nazionali e internazionali, mentre il Ministro ha tenuto in ostaggio 177 disgraziati, il diritto, le norme, le convenzioni internazionali, il codice della navigazione, il Governo e il Parlamento italiano, nonché la politica. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 21,27) ( Segue BELLANOVA). Ha sospeso il diritto e l'umanità, riducendo quello che dovrebbe essere la politica per l'immigrazione di un Governo a un miserabile gioco di rapporti di forza, e questo sulla pelle di uomini, donne e bambini che potevano solo aspettare e pregare di riuscire a sopravvivere e non morire. (Applausi dal Gruppo PD). E vengo alla seconda considerazione: in un sistema costituzionale e democratico ci dev'essere o no un limite all'agire politico, a garanzia stessa della democrazia e dell'inviolabilità dei diritti fondamentali? L'essere stato votato dal popolo, come dice, la mette al di sopra della legge e le consente di giocare con la vita umana? (Applausi dal Gruppo PD). Per giustificarsi, lei ha automaticamente assimilato a terroristi la vita di persone profughe: un'altra bugia, ma quella vita non poteva e non doveva essere sequestrata e messa a rischio. Lei ha detto più volte che era finita la pacchia, riferendosi a persone per cui la pacchia non è mai cominciata; così dicendo, ha legittimato comportamenti aberranti, la cui gravità è sotto gli occhi di tutti ed è alimentata dalla sua bestia. È una responsabilità, la sua, inemendabile e imperdonabile. L'immigrazione - che non governeremo, finché non ne assumeremo per intero tutte le implicazioni e non saremo capaci di ridiscutere i rapporti di scambio - non è una questione di ordine pubblico (quello stesso ordine pubblico che lei ha già messo seriamente in crisi chiudendo gli SPRAR); è una grande questione politica e, come tale, dobbiamo essere capaci di affrontarla, discuterla e governarla. (Richiami del Presidente). Le chiedo due secondi ancora, signor Presidente. E se è evidente che non possiamo accoglierli tutti, lo è altrettanto come tutti debbano poter trovare accoglienza in Italia e in Europa, affrontando noi qui, con altrettanta serietà e responsabilità politica e umana, la scarsa efficacia, se non il fallimento, di una lettura delle cose che individua la soluzione cardine nella frontiera esterna e nei respingimenti. PRESIDENTE. Concluda, senatrice Bellanova. BELLANOVA (PD) . Un attimo, signor Presidente. Lo voglio dire a quest'Aula semivuota: io, senatrice Bellanova, non mi sento meno colpevole se le persone muoiono a due metri da Lampedusa o nei lager libici. (Applausi dal Gruppo PD). E di certo mi sento più colpevole pensando che stiamo pagando i carcerieri libici… (Il microfono si disattiva automaticamente. Proteste della senatrice Bellanova). PRESIDENTE. Ho capito, senatrice Bellanova, ma l'avevo già richiamata varie volte: le daremo qualche altro secondo, poi, finito il suo intervento, ci metteremo d'accordo. BELLANOVA (PD) . Ministro, noi non la assolviamo e non le daremo in quest'Aula il salvacondotto perché lei si sottragga a un processo giusto e doveroso. Lei, Ministro, va in giro indossando impropriamente la divisa di uomini e donne coraggiosi, servitori dello Stato. La metta via. Di fronte alla responsabilità lei si fa curato di campagna e dimostra il coraggio di don Abbondio. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ricordo, soprattutto a chi ha testi scritti, che si possono consegnare tranquillamente. Capisco chi deve fare un intervento orale, ma per chi ha i testi scritti il nostro Regolamento consente di consegnarli interamente. Lo dico dopo aver avvisato anche il Capogruppo del PD. Non c'è niente di male. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, ho avuto l'onore di far parte della Giunta e, quindi, ho assistito a tutti i lavori e vorrei rivolgere un ringraziamento, che non è formale, al Presidente della Giunta, nonché relatore, perché ho scoperto con immenso piacere che Maurizio Gasparri è una persona che ha il senso profondo delle istituzioni.