[ddlpres]

-- definizione di corsie preferenziali nell'affidamento di opportunità di impiego, coerenti con la professionalità e le competenze maturate, da parte delle pubbliche amministrazioni; -- sostegni atti a favorire la formazione di imprese individuali o societarie e cooperative, con l'estensione a questi soggetti di norme già esistenti, quali, ad esempio, quelle per le cooperative sociali e i contratti di formazione e lavoro. Ma, secondo quanto affermato nella premessa il presente disegno di legge si propone anche di fornire una risposta concreta a quei soggetti non più ricollocabili e che pure hanno diritto a poter contare su di un dignitoso sostegno al reddito coerentemente con quanto previsto dal dettato costituzionale e in linea con le misure esistenti da decenni nella maggior parte di Paesi della Unione europea. In particolare, l'articolo 1 prevede l'estensione a tutti i disoccupati di lunga durata della «qualifica» di lavoratore in mobilità riconoscendo alle imprese che assumono uno di questi lavoratori i vantaggi previsti dalle norme applicate in questi anni. La qualifica di lavoratore in mobilità non comporta l'erogazione dell'indennità di mobilità ma solo il riconoscimento dei vantaggi associati a questa qualifica. Il senso di questo provvedimento nasce dal fatto che la condizione di lavoratore in mobilità sia l'unica che in questi anni si è rivelata efficace nel favorire il ricollocamento di un buon numero di disoccupati. L'articolo 2 prevede l'istituzione di appositi uffici e sportelli per i lavoratori, finalizzati all'organizzazione di banche dati per l'incontro di domanda e offerta di lavoro, nonché alla predisposizione di percorsi formativi e di ricollocazione professionale dei medesimi. L'articolo 3 stabilisce che alle cooperative e alle società di persone costituite da lavoratori ultra-quarantacinquenni disoccupati di lunga durata si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per le cooperative sociali dalla legge 8 novembre 1991, n. 381. L'articolo 4 dètta misure finalizzate alla ricollocazione professionale. A tal fine le amministrazioni pubbliche possono promuovere convenzioni con cooperative di produzione e lavoro, consorzi di artigiani e società di persone a condizione che la forza lavoro in essi occupata sia costituita, in misura non inferiore al 40 per cento, da lavoratori ultra-quarantacinquenni, per l'affidamento all'esterno di attività e servizi. L'articolo 5 prevede che nelle aree depresse, e comunque in tutte le aree territoriali con tasso di disoccupazione superiore al 10 per cento, l'incentivo per l'incremento dell'occupazione, costituito dal contributo attribuito nella forma di credito di imposta, sia fissato, fino al 31 dicembre 2014, nella misura di 300 euro qualora il datore di lavoro proceda all'assunzione di lavoratori ultraquarantacinquenni. L'articolo 6 prevede la possibilità per le cooperative di produzione e lavoro composte esclusivamente o prevalentemente da soggetti di età compresa tra i quarantacinque e i sessantacinque anni, che abbiano la maggioranza assoluta numerica e di quote di partecipazione, di usufruire dei benefici di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 («Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego»). Gli articoli 7 e 8 prevedono disposizioni per la riassunzione di lavoratori licenziati e modifiche della disciplina dei licenziamenti individuali. L'articolo 9 prevede agevolazioni contributive per il datore di lavoro che procede all'assunzione dei lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. In tal caso il datore di lavoro versa i contributi previdenziali richiesti dalle norme vigenti nella misura di un terzo di quelli dovuti per un periodo massimo di cinque anni. L'articolo 10 stabilisce che al datore di lavoro che assume i lavoratori ultra-quarantacinquenni disoccupati di lunga durata con contratto a tempo indeterminato, è attribuito il credito di imposta, di cui all'articolo 63 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003), fissato nella misura di 300 euro. In alternativa, il datore di lavoro può versare i contributi previdenziali richiesti dalle norme vigenti nella misura di un terzo di quelli dovuti per un periodo massimo di cinque anni. L'articolo 11 prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali promuova, per l'anno 2014, un programma sperimentale per il sostegno al reddito finalizzato al reimpiego di 5.000 lavoratori disoccupati di lunga durata di età superiore ai cinquanta anni. L'articolo 12, infine, stabilisce la copertura finanziaria. Il presente disegno di legge si propone di dare, quindi, una risposta concreta al grave problema dei lavoratori in età matura, espulsi precocemente dal lavoro che si trovano soli ad affrontare il dramma della disoccupazione. Tale problema, poi, si pone in modo più accentuato per i lavoratori espulsi individualmente rispetto a quelli che hanno subìto la stessa sorte, ma in grandi gruppi industriali. Questi ultimi, infatti, grazie all'attenzione dei media sono riusciti ad ottenere condizioni di uscita maggiormente protette. I primi, invece, sono totalmente indifesi e soggetti spesso a condizioni di uscita non tutelate o fortemente «concordate». Per questi si vengono a creare ulteriori disagi a causa del mancato riconoscimento della condizione di disoccupati, che preclude l'accesso alle varie forme di protezione sociale. È dunque ora di compiere un primo passo: questo disegno di legge intende fornire soluzioni -- anche se parziali --- alle difficoltà vissute da una parte importante del mondo del lavoro, che rappresenta una risorsa dimenticata per il nostro Paese.. Art. 1. (Disposizioni in materia di incentivi all'occupazione e all'autoimpiego) 1. Al fine di favorire l'instaurazione di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato, di durata superiore a dodici mesi, con lavoratori di età superiore a quarantacinque anni, disoccupati a causa di processi di riduzione o trasformazione di attività o lavoro e di cessazione di attività di lavoro autonomo, e iscritti alle liste di mobilità e di collocamento da più di un anno, lo Stato e le regioni, nell'esercizio delle rispettive potestà legislative e regolamentari, riconoscono ai datori di lavoro e ai lavoratori apposite incentivazioni all'espansione occupazionale e all'autoimpiego, sotto forma di sgravi contributivi, finanziamenti agevolati, crediti d'imposta, forme d'imposizione negativa sul reddito, prestazioni di garanzie per l'accesso al credito, deduzioni dal reddito imponibile. 2. Le disposizioni di incentivazione all'occupazione e allo sviluppo adottate con leggi e regolamenti regionali, nell'ambito della potestà legislativa concorrente di cui all'articolo 117 della Costituzione, sono adottate nel rispetto dei princìpi fondamentali stabiliti o desumibili dalla legislazione statale vigente, delle competenze legislative statali in materia di immigrazione, tutela della concorrenza, perequazione delle risorse finanziarie, nonché nel rispetto dei vincoli posti dall'articolo 120 della Costituzione. Art. 2. (Percorsi formativi) 1.