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La Conferenza dei Capigruppo ha altresì posticipato alle ore 13 di martedì 17 la convocazione delle Commissioni del Senato per il rinnovo delle cariche vacanti dei rispettivi Uffici di Presidenza. Dopo il voto finale del disegno di legge di bilancio, tornerà a riunirsi la Conferenza dei Capigruppo per definire il calendario delle prossime settimane. Discussione del disegno di legge: Doc 1586 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1586. I relatori, senatori Accoto e Stefano, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Accoto. ACCOTO, relatrice . Signor Presidente, colleghi, oggi arriva in Aula un disegno di legge di bilancio che - permettetemi di usare questa immagine - apre un cantiere nuovo; un cantiere che ci vede costruire un'infrastruttura Paese più verde, con tante opportunità per le imprese, più sociale, più inclusiva, più vicina alle famiglie, più orientata al potenziamento dei servizi essenziali come la sanità. Il primo merito di questa legge di bilancio è quello di aver aperto il cantiere, nonostante le oggettive difficoltà di partenza. Il passaggio di testimone a un nuovo Governo, è bene ricordare, aveva oggettivamente messo a rischio l'ottenimento di alcuni risultati. Questa manovra, invece, è riuscita a dare un'ampia risposta ai cittadini, evitando il rischio di pesare sulle loro tasche. Anzi, è riuscita a rilanciare, con un ventaglio di benefici che riguardano la stragrande maggioranza degli italiani. (Brusio). PRESIDENTE . Senatrice, mi scusi se la interrompo un momento. Colleghi, è iniziata la trattazione con la relazione. Vi pregherei di discutere fuori dall'Aula o comunque di abbassare sensibilmente il tono della voce. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Adesso richiamerò tutti, uno per uno, non vi preoccupate. Ma prima che io sia costretta a farlo, potete spontaneamente abbassare il tono della voce. Grazie. Prego, senatrice. ACCOTO, relatrice . Lo voglio dire subito. Vista una certa narrazione stantia e logora di segno contrario, oggi in Aula discutiamo di un disegno di legge di bilancio che diminuisce la pressione fiscale rispetto al cosiddetto quadro tendenziale, cioè rispetto a quanto sarebbe accaduto se non fossimo intervenuti. Merito, in particolare, del blocco delle clausole di salvaguardia, che avrebbero comportato un aumento dell'IVA da 23 miliardi di euro. In questo modo abbiamo evitato un aggravio medio a famiglia vicino ai 600 euro l'anno. Di fatto, si tratta di una diminuzione del prelievo fiscale, visto che l'aumento dell'IVA era già inserito nella cosiddetta legislazione vigente. Un risultato fondamentale e tutt'altro che scontato, colleghi. La vulgata vuole che tutti i Governi si trovino alle prese con la spada di Damocle delle clausole di salvaguardia. Certo, purtroppo siamo costretti a gestire ancora oggi un frutto avvelenato, recepito già dal 2011 da un altro Governo, sostenuto all'epoca non certo dal MoVimento 5 Stelle, ma da altre forze politiche oggi presenti in quest'Aula. Ma è anche vero che non tutti i precedenti Governi hanno saputo evitare l'aumento dell'IVA, aumentata di 2 punti percentuali tra lo stesso 2011 e il 2013-2014. Tra l'altro, voglio sottolineare che questo disegno di legge di bilancio, oltre a bloccare integralmente l'aggravio dell'IVA che sarebbe scattato nel 2020, cancella anche 10 miliardi di aumento della stessa imposta previsto per il 2021, depotenziando incisivamente le clausole di salvaguardia che ci troveremo a dover gestire l'anno prossimo. Ma la cosiddetta sterilizzazione dell'aumento dell'IVA è stata solo il punto di partenza. La legge infatti mette in campo una prima fase di taglio delle tasse sul lavoro; parliamo del cuneo fiscale, del valore di 3 miliardi di euro. Nel 2021 si aprirà la seconda fase, con un aumento della dote a 5 miliardi, che potrà essere ulteriormente potenziata. Per quanto riguarda le famiglie, colleghi, sono anni che gli istituti statistici certificano per l'Italia una recessione demografica. Noi siamo andati a guardare proprio le famiglie, lì dove si muovono i primi passi, non solo per i nostri figli, ma anche per tante giovani mamme e papà, che negli anni scorsi hanno guardato con preoccupazione crescente al futuro. Ebbene, la legge di bilancio stanzia, nel 2020, 600 milioni aggiuntivi per bonus bebè e asili nido. In particolare, il raddoppio del bonus nidi a 3.000 euro permetterà a molte famiglie italiane comprese in una fascia di reddito medio bassa di avvicinarsi alla gratuità dell'asilo per i propri figli. Inoltre, per la costruzione di nuovi asili nido la legge di bilancio dispone un finanziamento pluriennale di 2,5 miliardi di euro, che dall'anno prossimo consentirà di aumentare l'offerta di posti. In più, a ulteriore dimostrazione dell'azione organica messa in campo su un tema così importante per il futuro del Paese, mi piace ricordare come, grazie al MoVimento 5 Stelle, nei mesi scorsi sia stato finalmente decretato il superamento dei costi storici per il riparto dei fondi per gli asili nido, con l'eliminazione del paradossale "livello di fabbisogno pari a zero", assegnato a un Comune per il semplice fatto che non ha asili, ma magari, allo stesso tempo, ha tanti bambini che non sanno dove andare. Con questo disegno di legge di bilancio, inoltre, aboliamo il superticket sulle visite specialistiche. Si tratta di un balzello che, oltre a pesare sulle famiglie, ha creato una distorsione tra le varie Regioni nell'utilizzo dello strumento. A regime, la cancellazione del prelievo alleggerirà le famiglie di mezzo miliardo di euro l'anno, senza minimamente creare scoperture all'interno del finanziamento pubblico della sanità. (Applausi dal Gruppo M5S) . Anzi, da questo punto di vista voglio ricordare la conferma dei 2 miliardi aggiuntivi del Fondo sanitario nazionale nel 2020, così come era stato deciso all'interno della precedente manovra. E poi la svolta verde. Nella manovra economica abbiamo previsto 7 miliardi di euro di risorse aggiuntive nel prossimo triennio, oltre ai 3 miliardi già previsti per il green new deal , risorse che, in una prospettiva di tempo più ampia, cresceranno fino a raggiungere la cospicua e ragguardevole somma di 59 miliardi nell'arco di quindici anni. Questi stanziamenti poi avranno un effetto leva per l'attivazione di investimenti privati. In buona sostanza, per la prima volta questo Paese avrà una dotazione finanziaria seria, credibile, cospicua per pratiche e prassi ecosostenibili.