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f previsione della possibilità di integrare il sostegno economico con le misure previste all'articolo 4 e con interventi relativi a misure nazionali e locali di sostegno al pagamento degli affitti o delle utenze; g destinazione esclusiva per l'acquisto di beni e servizi di prima necessità attraverso un paniere di beni previsto entro la carta acquisti; h previsione di utilizzare, nel caso d'incapienza del nucleo familiare, la carta acquisti anche per ottenere l'accredito dei contributi di cui all'articolo 3, impiegabili anche per l'acquisto agevolato di pasti presso le mense scolastiche o per altri interventi educativi a favore dei figli a carico. 2 Per l’attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di 300 milioni di euro per l'anno 2017, di 700 milioni di euro per l'anno 2018 e di 1.100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 6. 3 Qualora dall'attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1 derivino nuovi o maggiori oneri rispetto all'autorizzazione di spesa di cui al comma 2, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6. 6 (Lavori minimi di comunità) 1 Il decreto legislativo finalizzato a riordinare e potenziare le misure per realizzare i lavori minimi di comunità, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e) , rivolti esclusivamente a favore di persone adulte abili al lavoro, disoccupate di lungo periodo, in condizione di grave povertà, è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione che i lavori minimi di comunità siano finalizzati a favorire il mantenimento e lo sviluppo di capacità, competenze e relazioni; ad assicurare un reddito, a mantenere un legame positivo con le comunità di appartenenza e a realizzare attività non presenti nel territorio di riferimento. I lavori minimi di comunità rientrano tra le iniziative di attivazione lavorativa, la partecipazione alle quali è necessaria, nei modi previsti nel progetto personalizzato, ai fini dell'erogazione degli strumenti di sostegno al reddito di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22; b realizzazione dei lavori minimi di comunità in settori di utilità sociale, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e dall'articolo 2 del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155. Essi non possono riguardare produzioni di beni o servizi oggetto di affidamenti da parte di enti pubblici, ovvero concorrenziali con produzioni di beni o servizi normalmente acquistate dai cittadini. L'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) definisce e aggiorna con cadenza annuale il repertorio delle attività svolgibili; c possibilità per gli enti di terzo settore, tra cui le imprese sociali, che svolgono la loro attività da almeno tre anni, di presentare progetti di lavori minimi di comunità, singolarmente o congiuntamente, all'ANPAL o ai centri per l'impiego. In assenza di un numero sufficiente, sui diversi territori, di progetti da parte degli enti di terzo settore, questi possono essere presentati anche dagli enti locali. Gli stessi enti locali possono sostenere i progetti indicando beni, servizi o utilità adeguati alla loro migliore realizzazione; d indicazione nei progetti dell'attività da svolgere, evidenziando i benefici per la comunità locale; delle modalità organizzative, specificando in particolare il numero di destinatari e il loro ruolo; della quantità e del ruolo di operatori retribuiti o volontari coinvolti; dei soggetti pubblici e privati che aderiscono al progetto; dei tempi di realizzazione, comunque non superiori ai due anni; delle eventuali attività, anche non direttamente connesse al progetto, tese a favorire il mantenimento e la valorizzazione di capacità e competenze; delle modalità di verifica dell'impatto sociale delle attività proposte. I progetti sono attivati previa approvazione da parte dell'ANPAL o dai centri per l'impiego da essa delegati, in accordo con gli enti locali interessati. L'ANPAL, direttamente o attraverso i centri per l'impiego, verifica anche l'effettiva attuazione dei progetti, d'intesa con gli enti locali; e indicazione dei destinatari, in quanto componenti di nuclei familiari in condizione di grave povertà e che avanzano domanda d'iscrizione presso un portale telematico, raggiungibile attraverso il sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. I centri per l'impiego raccolgono informazioni sulle capacità e sulle attitudini del richiedente, sul suo percorso formativo e lavorativo; f definizione dei criteri d'accesso prevedendo, in caso di richieste di inserimento in attività di lavoro minimo di comunità superiori ai posti disponibili, la precedenza per i componenti di nuclei familiari in più grave condizione di povertà. Nel caso di risorse insufficienti rispetto alle domande ammissibili, sono definiti criteri di rotazione che consentano una, pur non continuativa, fruizione da parte di tutti i richiedenti e aventi titolo. Non è di norma consentito l'inserimento contemporaneo di più di un componente di uno stesso nucleo familiare in lavori minimi di comunità; g previsione di un impegno settimanale pari a venti ore e della corresponsione di una indennità pari a 400 euro mensili, erogata dall'INPS. Non sono previsti versamenti previdenziali, mentre è assicurata la copertura contro gli infortuni sul lavoro. La partecipazione ai lavori minimi di comunità non configura l'instaurazione di rapporto di lavoro, né consente di avanzare alcuna richiesta di stabilizzazione. L'inserimento nei lavori minimi di comunità non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorative o formative ed è concesso qualora sia dimostrata l'insufficienza, per il nucleo familiare, del reddito ottenuto sul libero mercato o di altri redditi; h erogazione agli enti di terzo settore e agli enti pubblici che gestiscono i lavori minimi di comunità di un importo pari a euro 100 mensili per ciascun destinatario inserito, a indennizzo delle spese assicurative, organizzative, di materiali, fatte salve le ulteriori eventuali integrazioni disposte da enti locali o altri soggetti. Tali ulteriori integrazioni devono essere autorizzate dall'ANPAL o dal centro per l'impiego, se delegato; i previsione che i destinatari di ciascun progetto di lavoro minimo di comunità non possano essere superiori a venti. Il rapporto tra le persone inserite nei lavori minimi di comunità e i lavoratori retribuiti coinvolti in modo complementare nel progetto non può essere superiore a quello di uno a tre, elevato ad uno a dieci se in rapporto a volontari che operino in modo attivo e continuativo;