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l'insetto asiatico è decisamente infestante ed ha la caratteristica di essere polifago, ovvero riesce ad attaccare una quantità innumerevole di piante da frutto, oltre 300. Inoltre ha un'elevata capacità di riproduzione considerato che può deporre oltre 300 uova in due periodi riproduttivi dell'anno; gli entomologi del Dipartimento di scienze agrarie e forestali dell'università della Tuscia, coordinati dal professor Stefano Speranza, hanno avviato da tempo un piano di monitoraggio ambientale nei noccioleti della Tuscia grazie al quale, nel 2018, si individuò nella provincia di Viterbo la presenza dell'Halyomorpha halys; il territorio della provincia di Viterbo, specie nella parte sud dei monti Cimini, è una zona ricca di coltivazioni a noccioleti, che sono tra le piante preferite della cimice asiatica, e questo sta iniziando a preoccupare tutti gli agricoltori della zona; la cimice asiatica colpisce anche altri tipi di coltivazioni presenti nel territorio a nord del Lazio come i kiwi, le pesche, le mele e le pere; in particolar modo, è nel comune di Vallerano (Viterbo) che si inizia a registrare una presenza notevole della cimice asiatica; la cimice asiatica ha un competitor naturale, un parassitoide chiamato "vespa samurai" (Trissolcus japonicus), che mangia le uova della cimice asiatica e la cimice stessa; è stato pubblicato il decreto del Ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare 2 aprile 2020 ("Criteri per la reintroduzione e il ripopolamento delle specie autoctone di cui all'allegato D del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e per l'immissione di specie e di popolazioni non autoctone") che autorizza l'immissione in deroga di Trissolcus japonicus, quale agente di controllo biologico della cimice asiatica, in Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e nelle provincie autonome di Bolzano e Trento, si chiede di sapere: se siano allo studio misure volte ad autorizzare l'immissione della "vespa samurai" nella provincia di Viterbo e, in caso affermativo, con quali modalità; se i Ministri in indirizzo intendano adottare misure di competenza per sostenere le aziende agricole in caso di eventuali mancate produzioni agricole derivanti dalla presenza della cimice asiatica, in assenza di eventuali polizze assicurative specifiche. Atto n. 4-03715 MOLES Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge n. 549 del 1995, recante "Misure di razionalizzazione della finanza pubblica (legge finanziaria 1996)", all'articolo 1, comma 67, stabilisce testualmente che "Sono esonerati dall'obbligo al pagamento della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche coloro i quali promuovono manifestazioni od iniziative a carattere politico, purché l'area occupata non ecceda i 10 metri quadrati"; il 18 luglio 2018, l'Agenzia delle entrate, in risposta a un quesito formulato allo scopo di conoscere la corretta applicazione dell'imposta di bollo, disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 1972, sulle istanze per occupazione del suolo pubblico finalizzata alla raccolta di firme a sostegno di referendum , iniziative legislative popolari, petizioni ed istanze, nonché sulle relative autorizzazioni rilasciate dagli enti locali, ha emanato la risoluzione n. 56/E, con la quale ha avallato la pretesa da parte di alcuni enti di esigere che le domande di occupazione di suolo pubblico, per alcune iniziative a carattere politico non rientranti nelle fattispecie elencate dalla stessa Agenzia, siano presentate con apposizione di marca da bollo; in particolare, l'Agenzia delle entrate richiama l'allegato B al decreto che considera esenti dall'imposta di bollo le "petizioni agli organi legislativi ; atti e documenti riguardanti la formazione delle liste elettorali, atti e documenti relativi all'esercizio dei diritti elettorali ed alla loro tutela sia in sede amministrativa che giurisdizionale"; come si legge nella risoluzione "nella nozione di 'petizioni agli organi legislativi', si possono ricomprendere sia le iniziative con le quali i cittadini esercitano il diritto loro riconosciuto dall'articolo 50 della Costituzione, secondo cui 'Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità', sia le analoghe iniziative previste dal Trattato dell'Unione europea e dagli Statuti regionali e locali. Per quel che riguarda poi la nozione di 'atti e documenti relativi all'esercizio dei diritti elettorali' si ritiene che 'per diritti elettorali' possano intendersi non solo il diritto di voto esercitato nell'ambito di una consultazione elettorale, ma anche gli altri diritti che la nostra Costituzione garantisce ai cittadini per assicurare il loro coinvolgimento nell'attività legislativa o, comunque, per sollecitare un intervento degli organi legislativi di livello comunitario, nazionale e locale. In ragione di tale interpretazione, si ritiene che nel concetto di 'esercizio dei diritti elettorali' possano farsi rientrare tutte quelle iniziative finalizzate a consentire l'esercizio, da parte dei cittadini, dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione all'articolo 71 - secondo cui 'Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi mediante la proposta da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli' - ed all'articolo 75, che prevede: 'È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali'"; alla luce del citato orientamento interpretativo, la risoluzione evidenzia che si ritiene che le richieste di occupazione del suolo pubblico e le relative autorizzazioni rilasciate dai Comuni per la raccolta di firme possano essere esentate in modo assoluto dal pagamento dell'imposta di bollo al ricorrere delle seguenti condizioni: 1) che siano finalizzate a sottoscrivere petizioni alle Camere (articolo 50 della Costituzione), al Parlamento europeo (articolo 227 del Trattato UE), ai Consigli regionali e delle Province autonome e ai Consigli degli enti locali, secondo quanto previsto dai rispettivi statuti; 2) che siano rivolte a promuovere la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare alle Camere (articolo 71 della Costituzione), alla Commissione europea, ai Consigli regionali e delle Province autonome, ai Consigli degli enti locali, secondo quanto previsto dai rispettivi statuti; 3) che siano dirette a promuovere iniziative politiche per richiedere i referendum previsti dalla Costituzione, dalle leggi e dagli statuti delle Regioni e delle Province autonome, nonché dagli statuti degli enti locali; 4) che siano finalizzate all'esercizio dei diritti di voto nell'ambito di una consultazione elettorale per la quale sia stata già fissata la data delle elezioni e l'attività propagandistica o informativa sia svolta durante il "periodo elettorale";