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La lettera d) aggiunge all'articolo 444 del codice di procedura penale un nuovo comma 3- bis che prevede che la parte, nel formulare la richiesta di patteggiamento nei procedimenti per i più gravi reati contro la pubblica amministrazione possa subordinare l'efficacia della stessa all'esenzione dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, o in caso di applicazione della citata pena accessoria, all'estensione degli effetti della sospensione condizionale (ex articolo 163 del codice penale) anche a quest'ultima. Analogamente a quanto previsto dall'articolo 444, comma 3, se il giudice non ritiene di accedere alle indicate condizioni (cioè intenda applicare le pene accessorie o non sospenderne l'efficacia) rigetta la richiesta di patteggiamento. La lettera e) , al numero 2) - con un nuovo comma 1- ter dell'articolo 445 del codice di procedura penale -, intende affidare alla discrezionalità del giudice l'applicazione dell'interdizione dai pubblici uffici (articolo 317- bis del codice penale) nel caso di pena patteggiata per il catalogo dei reati previsti dal nuovo comma 3- bis dell'articolo 444. In virtù della clausola di salvezza introdotta dalla lettera e) numero 1) all'articolo 445, comma 1, del codice di procedura penale, l'applicazione delle indicate pene accessorie potrà essere valutata dal giudice anche in caso di pena concordata fino a due anni di reclusione (articolo 445, comma 1, secondo periodo). Con la lettera f) viene integrata la formulazione dell'articolo 578- bis del codice di procedura penale per estendere la competenza del giudice dell'impugnazione, a fronte dell'estinzione del reato per amnistia o prescrizione, anche alla decisione sulla confisca allargata o per equivalente di cui all'articolo 322- ter del codice penale ovvero sulla confisca del prezzo o del profitto illecito (o dell'equivalente del prezzo o del profitto) nei procedimenti per i delitti contro la pubblica amministrazione previsti dagli articoli 314-320 del codice penale, anche se commessi dai pubblici ufficiali o funzionari stranieri indicati all'articolo 322- bis , primo comma, del codice penale. La lettera g) , novellando l'articolo 683 del codice di procedura penale, assegna al tribunale di sorveglianza (competente sulla concessione e sulla revoca della riabilitazione) anche la competenza a dichiarare l'estinzione della pena accessoria nel caso di cui all'articolo 179, settimo comma, del codice penale. L'ulteriore modifica introdotta dalla lettera g) non ha contenuto innovativo, ma di semplice coordinamento. L'articolo 4 interviene sulle disposizioni penali in materia di società, consorzi ed altri enti privati contenute nel codice civile, per prevedere la procedibilità d'ufficio per i delitti di corruzione tra privati (articolo 2635 del codice civile) e di istigazione alla corruzione tra privati (articolo 2635- bis del codice civile). In particolare, l'articolo 4 del disegno di legge abroga il quinto comma dell'articolo 2635 del codice civile e il terzo comma dell'articolo 2635- bis del codice civile che prevedono, per ciascuno dei delitti, la procedibilità a querela della persona offesa, da individuarsi nella società o ente privato, che può esercitare tale diritto per mezzo dell'assemblea (qualora sia ravvisabile un'offesa "interna") o tramite gli amministratori (qualora l'offesa provenga dall'"esterno"). L'abrogazione comporta la procedibilità d'ufficio tanto per il delitto di corruzione tra privati quanto per quello di istigazione alla corruzione. L'articolo 5 del disegno di legge interviene, con la lettera a) del comma 1, sull'articolo 4- bis , comma 1, dell'ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975) inserendo una disposizione volta ad escludere gli effetti dell'articolo 4- bis dell'ordinamento penitenziario anche per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati per l'individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite a norma dell'articolo 323- bis secondo comma del codice penale. Inoltre, viene ampliato il catalogo dei reati che precludono, in caso di condanna, l'accesso ai benefici penitenziari e alle misure alternative alla detenzione, a meno di collaborazione con la giustizia, anche ad alcuni delitti contro la pubblica amministrazione. Il comma 2, integra la formulazione del comma 12 dell'articolo 47 dell'ordinamento penitenziario, disposizione relativa all'affidamento in prova al servizio sociale, escludendo che l'esito positivo del periodo di prova estingua anche le pene accessorie perpetue. L'articolo 6 è volto ad estendere la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione ossia le fattispecie riconducibili alla corruzione, nonché i delitti di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. A tal fine è modificato l'articolo 9 (comma 1, lettera a) ), della legge 16 marzo 2006, n. 146, che contiene il quadro normativo di riferimento delle tecniche investigative speciali riconducibili alla tipologia generale delle operazioni coperte. Accanto all'ampliamento del catalogo dei delitti per cui è consentito il ricorso alle speciali tecniche investigative, la disposizione in commento amplia il novero delle condotte scriminate già contemplate dalla vigente disposizione di legge. Non è considerata punibile la condotta che consista nell'acquisto, ricezione, sostituzione o occultamento anche di altra utilità oltre a quanto già previsto a legislazione vigente. Le medesime attività sono consentite in relazione a beni o cose che possono consistere anche nel prezzo e non più solo nell'oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato, nonché all'accettazione dell'offerta o la promessa dello stesso. Vengono inoltre aggiunte nel novero delle condotte scriminate la corresponsione di denaro o altra utilità in esecuzione di un accordo illecito già conclusi da altri; la promessa o la dazione di danaro o altra utilità "richiesti da un pubblico ufficiale ovvero sollecitati come prezzo della mediazione illecita. L'articolo 7 reca alcune modifiche alla disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche dipendente da reato, prevista dal decreto legislativo n. 231 del 2001, tramite un inasprimento delle sanzioni interdittive nell'ipotesi di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, derivante dalla commissione di alcuni reati contro la pubblica amministrazione. In particolare, il disegno di legge novella l'articolo 25 del citato decreto legislativo n. 231 (lettera b) ). Una prima modifica sostituisce il comma 1 prevedendo l'irrogazione all'ente della sanzione fino a 200 quote in relazione alla commissione del delitto di traffico di influenze illecite (articolo 346- bis del codice penale). Attualmente tale sanzione è già applicata per la commissione dei delitti di cui agli articoli 318 (corruzione impropria), 321 (corruzione attiva) e 322, commi 1 e 3 (istigazione alla corruzione) del codice penale.