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L'articolo 1 detta i principi e le finalità della legge, attribuendo alla Repubblica il compito di favorire e sostenere la lettura quale mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini. La Repubblica sostiene e incentiva inoltre la produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione di libri. Stato, Regioni e gli altri enti pubblici territoriali contribuiscono all'attuazione di tali principi. L'articolo 2 attribuisce al MIBAC, di concerto con il MIUR, previa intesa in Conferenza unificata, il compito di adottare ogni tre anni, con proprio decreto, il Piano nazionale d'azione per la promozione della lettura, denominato "Piano d'azione". Il primo Piano d'azione è adottato entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge. La predisposizione della proposta del Piano d'azione, il coordinamento e l'attuazione delle attività nonché il monitoraggio e la valutazione sono affidati al Centro per il libro e la lettura (CEPELL). Prima della sua approvazione, è richiesto il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Per individuare priorità e obiettivi del Piano d'azione, si tiene conto delle seguenti finalità: - diffondere l'abitudine alla lettura; - promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana; - valorizzare le buone pratiche di promozione della lettura realizzate tra soggetti pubblici e privati; - valorizzare la lingua italiana; - valorizzare la diversità della produzione editoriale; - promuovere la formazione continua degli operatori partecipanti al Piano d'azione; - promuovere la dimensione interculturale e plurilingue della lettura nelle scuole e nelle biblioteche; - prevedere interventi mirati per specifiche fasce di lettori e per i territori con più alto tasso di povertà educativa e culturale; - favorire la lettura da parte delle persone con disabilità o con disturbi del linguaggio e dell'apprendimento; - promuovere la dimensione sociale della lettura; - promuovere un approccio alla lettura in riferimento alla valorizzazione delle competenze richieste dall'ecosistema digitale. Il Piano d'azione contiene altresì indicazioni per azionivolte a: a) favorire la lettura nella prima infanzia; b) promuovere la lettura presso le strutture socioassistenziali per anziani e negli ospedali; c) promuovere la lettura negli istituti penitenziari; d) promuovere la parità di accesso alla produzione editoriale in favore delle persone con difficoltà di lettura o con disabilità fisiche e sensoriali; e) promuovere la lettura presso i teatri; f) promuovere l'istituzione di un circuito culturale integrato per la promozione della lettura, denominato «Ad alta voce», con la partecipazione delle istituzioni scolastiche, delle biblioteche di pubblica lettura e delle altre istituzioni o associazioni culturali presenti nel medesimo territorio di riferimento. Si stabilisce altresì che le amministrazioni pubbliche promuovono per le pubblicazioni l'utilizzo di carta ecologicamente sostenibile. Quanto alle risorse, è prevista l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali, di un apposito Fondo, gestito dal Centro per il libro e la lettura e ripartito annualmente, con una dotazione di 4.350.000 euro annui dal 2020. Per consentire agli enti territoriali la partecipazione al Piano d'azione, l'articolo 3 dispone che Comuni e Regioni aderiscono al Piano medesimo attraverso la stipula di patti locali per la lettura volti a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, come le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio. Tali patti prevedono interventi per aumentare il numero di lettori abituali nelle aree di riferimento. Gli enti e gli altri soggetti che stipulano i patti locali possono prevedere specifici finanziamenti per l'attuazione degli interventi, compatibilmente con l'attuazione dei rispettivi bilanci. Il CEPELL censisce periodicamente e raccoglie i dati statistici relativi all'attuazione dei patti locali per la lettura. L'articolo 4 disciplina le modalità per il conferimento del titolo di "Capitale italiana del libro" - a partire dall'anno 2020 - a una città italiana, al fine di favorire progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura. L'articolo 5 dispone che le scuole statali e non statali di ogni ordine e grado promuovano la lettura nell'ambito della loro autonomia. A tale scopo gli uffici scolastici regionali individuano, con appositi bandi, la "scuola polo responsabile del servizio bibliotecario scolastico di ogni ordine e grado" all'interno delle reti tra le istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale. La scuola polo, con le risorse eventualmente disponibili per l'attuazione dei patti locali per la lettura, può promuovere collaborazioni tra le istituzioni scolastiche della rete e quelle del territorio con particolare riferimento alle biblioteche di pubblica lettura e alle altre istituzioni o associazioni culturali, al fine di promuovere la lettura tra i giovani. I relativi progetti possono essere realizzati anche con l'utilizzo dei materiali delle Teche della società RAI - Radiotelevisione italiana SpA. La scuola polo può inoltre organizzare la formazione per il personale delle scuole della rete impegnato nella gestione delle biblioteche scolastiche. Per tale scopo è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. A norma dell'articolo 6, lo Stato contribuisce alle spese per l'acquisto di libri, prodotti e servizi culturali da parte di cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati mediante la "Carta della cultura". I requisiti per l'assegnazione della Carta e le relative modalità di rilascio sono stabiliti con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare antro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge. La Carta della cultura è una carta elettronica del valore nominale di 100 euro, utilizzabile dal titolare entro un anno dal rilascio per l'acquisito di libri, anche digitali. I libri acquistati sono destinati ad uso personale e non sono rivendibili. Si prevede l'istituzione di un apposito Fondo con una dotazione di 1 milione di euro annui a decorrere dal 2020. Al Fondo afferiscono donazioni, lasciti, disposizioni testamentarie di soggetti privati, destinati alle finalità dello stesso Fondo. Al Fondo può, inoltre, essere conferito parte del volume di affari delle imprese, "senza effetti ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive"; le imprese che destinano almeno l'1 per cento del loro volume di affari sono autorizzate ad usare un logo del MIBAC che certifica il loro impegno nella lotta contro la povertà educativa e culturale.