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1 Tutte le aziende vivaistiche che intendono produrre e commercializzare piante micorrizate con tartufo devono immettere nel mercato materiale certificato ai sensi del comma 2. 2 Con decreto del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le modalità di certificazione delle piante micorrizate con tartufo. 3 Le aziende di cui al comma 1 devono essere in possesso dell'autorizzazione vivaistica regionale di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214. V CONTROLLI E SANZIONI 20 (Controlli) 1 Il controllo sull'applicazione delle disposizioni relative alle modalità di cerca e raccolta del tartufo previste dalla presente legge è affidata al Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri e ai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. 2 I soggetti abilitati alla raccolta del tartufo ai sensi dell'articolo 13 che esercitano le attività di controllo di cui al comma 1 del presente articolo non possono raccogliere tartufi nell'area in cui sono preposti al controllo. 3 Sono altresì incaricati di far rispettare la presente legge le guardie venatorie provinciali, gli organi di polizia locale urbana e rurale e le guardie giurate volontarie designate da cooperative, consorzi, enti e associazioni che abbiano per fine istituzionale la protezione della natura e la salvaguardia dell'ambiente. 4 Le guardie giurate volontarie di cui al comma 3 devono possedere i requisiti previsti dall'articolo 138 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e prestare giuramento davanti al Prefetto. 5 Il controllo sulla commercializzazione dei tartufi freschi e conservati è affidato all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, alle aziende sanitarie locali e alle autorità pubbliche aventi i requisiti previsti dal regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017. 6 All'attuazione del presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 21 (Sanzioni) 1 Salvo che il fatto costituisca reato, sono considerate condotte lesive del patrimonio nazionale tartufigeno e punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300 ad euro 6.000 le seguenti fattispecie: a la raccolta in periodo di divieto o senza ausilio del cane addestrato o senza attrezzo idoneo o senza il tesserino valido o la raccolta in aree in cui non si ha diritto di raccolta; b la raccolta effettuata ricorrendo a zappatura o rastrellatura del terreno; c il non riempimento delle buche aperte; d la raccolta di tartufi fuori dal periodo consentito per la raccolta; e la raccolta dei tartufi durante le ore notturne qualora non prevista dalla normativa regionale; f la vendita di piante micorrizate con tartufo senza certificato; g la vendita dei tartufi senza l'osservanza delle norme prescritte; h il commercio dei tartufi freschi italiani fuori dal periodo di raccolta ad eccezione di quanto previsto dall'articolo 16, comma 5, per i tartufi coltivati; i la messa in commercio di tartufi conservati senza l'osservanza delle norme prescritte relative all'etichettatura; l l'apposizione illegittima o difforme di tabelle di riserva in tartufaie non riconosciute come controllate. 2 La violazione di cui alla lettera b) comma 1 prevede la revoca del tesserino fino a tre anni. 3 La violazione di cui alla lettera d) del comma 1 prevede la sanzione accessoria della sospensione del tesserino per un anno. 4 La cerca e la raccolta di tartufo all'interno di tartufaie naturali controllate o tartufaie coltivate, senza l'autorizzazione del conduttore, è punita con la sanzione pecuniaria da euro 1.500 ad euro 6.000 e con la reclusione da sei mesi a tre anni. 5 In caso di recidiva, la sanzione di cui ai commi da 1 a 4 si applica nel suo importo massimo. 6 La competenza a comminare le sanzioni di cui ai commi da 1 a 5 spetta alle regioni. 7 Ogni violazione delle disposizioni della presente legge comporta il sequestro e la confisca del prodotto. I prodotti oggetto di confisca possono essere destinati alla vendita, alla cessione gratuita per fini di beneficenza o per studi destinati al miglioramento delle tartufaie naturali. 8 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono introdurre sanzioni amministrative diverse da quelle previste nel presente articolo. 9 È prevista la reclusione da tre mesi ad un anno per chi effettua la raccolta del tartufo con zappatura; la stessa pena è prevista per coloro che distruggono volontariamente o per futili motivi o in assenza di altre valide motivazioni una tartufaia naturale o coltivata. Si applica sempre il massimo della pena per chi raccoglie il tartufo con la zappatura o la rastrellatura del terreno nei periodi in cui la raccolta è vietata. VI DISPOSIZIONI FINANZIARIE, TRANSITORIE E FINALI 22 (Disposizioni finanziarie) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per conseguire i mezzi finanziari necessari a realizzare le finalità previste dalla presente legge e da quelle regionali in materia, possono istituire una tassa di concessione regionale di euro 150, ai sensi dell'articolo 3 della legge 16 maggio 1970, n. 281, per il rilascio dell'abilitazione di cui all'articolo 13 della presente legge, quale contributo ambientale annuale, di seguito denominata « contributo ambientale ». 2 Il contributo ambientale è utilizzato per coprire i costi della redazione del piano regionale di cui all'articolo 5, nonché i costi per le misure di tutela previste dal medesimo articolo 5 per almeno il 70 per cento dell'importo stabilito dal comma 1 del presente articolo. 3 Il contributo ambientale è diminuito del 20 per cento qualora il richiedente sia associato ad una delle associazioni riconosciute nel territorio della regione in cui è stato effettuato il versamento. 4 Il contributo ambientale non si applica ai raccoglitori di tartufo su fondi di loro proprietà, anche se da loro condotti, né ai raccoglitori che, consorziati ai sensi dell'articolo 10, esercitano la raccolta sui fondi di altri appartenenti al medesimo consorzio. 5 Il versamento è effettuato nei modi previsti dalle singole regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. 6 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono tenute a istituire una voce di bilancio in entrata e in uscita al fine di vincolare i proventi derivanti dal contributo ambientale per gli scopi previsti dalla presente legge ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118. 7 È demandato ad un decreto del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste l'aggiornamento dell'importo del contributo ambientale.