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a ciò si aggiunge anche la difficoltà ad acquistare i biglietti, se non in prevendita, lontano dalle sedi di gioco, a differenza del passato, quando i tagliandi si potevano prendere direttamente al botteghino nel giorno della gara; in particolare, per quanto riguarda quei tifosi che vogliano seguire la propria squadra del cuore in trasferta, oltre ai costi di viaggio, sono ravvisabili prezzi ancor più alti e un posizionamento, spesso, in vere e proprie gabbie con limitata visibilità e libertà di movimento; l'Italia è anche l'unico Paese al mondo che distribuisce soldi pubblici alla Federcalcio, sostegno che potrebbe essere utilizzato anche per calmierare il prezzo del biglietto e restituire lo stadio alle famiglie; gli introiti derivanti dal ticketing non sono oggi determinanti e comunque inferiori a quelli dei diritti audiovisivi, di quelli commerciali, delle intermediazioni dei cartellini dei calciatori e superiori solo all'attività di merchandising , un numero maggiore di persone presenti negli impianti garantirebbe alle società guadagni perlomeno paritari a quelli odierni ma con una cornice più importante. Anche perché un calcio senza tifosi sugli spalti non solo è prodotto poco vendibile per sponsor e network televisivi, ma deteriora l'immagine storica di uno sport nazionalpopolare come il calcio nato e cresciuto grazie alla passione dei tifosi, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga necessario un intervento regolamentare, come già avvenuto in Francia nella "Ligue 1", o almeno di farsi portatore di qualsivoglia altra soluzione, attraverso il confronto tra tifoserie e club , affinché gli stadi tornino a essere uno spazio accessibile a tutti, non un privilegio per pochi. Atto n. 4-02622 LANNUTTI LEONE COLTORTI Ai Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: il 12 dicembre 2006 il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno promulgato la direttiva 2006/123/CE, meglio conosciuto come "Direttiva Bolkestein"; la direttiva Bolkestein stabilisce la liberalizzazione dell'erogazione dei servizi, abbattendo le barriere doganali per l'erogazione degli stessi; si tratta di una liberalizzazione che ha favorito nel corso di questi tredici anni (da quando è stata approvata) l'imporsi dei grandi gruppi imprenditoriali e finanziari, anche stranieri, a danno dei piccoli imprenditori; si tratta di una direttiva quadro con regole generali, in cui ogni Stato membro dell'Unione europea ha la libertà di decidere come e quando applicarla; l'economista olandese Frederik Bolkestein, il commissario europeo che ha dato il nome alla direttiva, ha però precisato che la stessa «non è applicabile ai balneari, perché le concessioni rientrano nel contesto dei beni e quindi non rientrano nei servizi»; nonostante questa precisazione, il Governo guidato da Romano Prodi decise nel 2006 di includere nella direttiva anche gli stabilimenti balneari; dopo avere arbitrariamente allargato il perimetro della direttiva Bolkestein anche al settore balneario, tutti i Governi che si sono succeduti dal 2006 hanno rimandato di due anni in due anni l'entrata in vigore della direttiva; considerato, inoltre, che a quanto risulta agli interroganti: Marcello di Finizio è titolare dello stabilimento "La voce della Luna" (con quindici dipendenti), che si affaccia sulla spiaggia di Barcola a Trieste, rilevato nel 2000 grazie a una concessione della Regione Friuli-Venezia Giulia di sei anni, rinnovabile automaticamente a scadenza per altri sei anni; lo stabilimento ha subìto negli anni gravi danni a causa di un incendio e di due mareggiate. Per far fronte ai lavori e riparare i danni provocati dall'incendio e dalla prima mareggiata, di Finizio ha dovuto investire cinquecentomila euro, ipotecando la casa di proprietà per garantire i prestiti bancari; dopo la seconda mareggiata, avvenuta nel 2010, di Finizio ha avanzato una nuova richiesta di prestito, che gli è stato però negato, in quanto «non sapendo cosa sarebbe successo con la Bolkenstein nel 2012, a scadenza di concessione, avrei potuto anche perderla. Quindi, niente soldi»; le banche da allora si sono rifiutate di erogare qualsiasi finanziamento a di Finizio, visto che l'entrata in vigore della direttiva, prorogata di due anni in due anni, avrebbe messo a rischio il rinnovo della concessione; in seguito a tali rifiuti, di Finizio ha dovuto chiudere lo stabilimento ed è stato costretto a licenziare i quindici dipendenti, ha anche perso la casa di proprietà e, con un gesto disperato, ha deciso dal 12 maggio 2019 di vivere tra i tralicci della gru galleggiante Ursus nel porto di Trieste; infine, a quanto risulta agli interroganti la Regione Friuli-Venezia Giulia e il Comune di Trieste, nonostante i tanti attestati di sostegno, i tanti proclami di volontà di aiutare di Finizio e il possesso di tutti gli strumenti giuridici in grado di risolvere positivamente la questione, non hanno finora fatto nulla in favore de "La voce della Luna" e del suo proprietario, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda descritta; se il Ministro per gli affari regionali e le autonomie non ritenga di dover sollecitare le amministrazioni regionali e comunali ad intervenire celermente per risolvere positivamente la vicenda; se il Ministro dello sviluppo economico non ritenga doveroso prorogare la data di applicazione della direttiva Bolkestein, prevista per il 2020, di altri settantacinque anni, come già fatto dalla Spagna, per evitare che accadano altre vicende drammatiche come quella di Marcello di Finizio; se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso escludere dai servizi interessati dalla direttiva Bolkestein, quelli balneari. Atto n. 4-02623 FLORIS Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'Italia sta entrando in una fase decisiva di transizione energetica; il piano nazionale integrato energia e clima prevede il phase out del carbone entro il 2025; al 31 dicembre 2018 la situazione degli impianti e della produzione di energia elettrica in Sardegna è la seguente: 43 impianti termoelettrici che producono il 76,3 per cento del totale prodotto nell'isola, 593 impianti eolici, pari al 12,7 per cento, 36.071 impianti fotovoltaici, pari al 7 per cento, 18 impianti idroelettrici, pari al 4 per cento; la SEN, strategia energetica nazionale, del novembre 2017 ha previsto di convertire a metano le reti di distribuzione esistenti in Sardegna collegandole, attraverso una rete di gasdotti facenti parte del sistema nazionale, ai depositi costieri in costruzione "small scale GNL" per avviare la fornitura di gas in modo modulare; la metanizzazione del territorio sardo, comporterà la sostituzione dei combustibili ora utilizzati con il gas naturale;