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Intanto, è in contrasto con le prescrizioni della Commissione europea, ragion per cui non vorrei correre il rischio di cadere in una sorta di percorso di infrazione da questo punto di vista, anche perché l'introduzione dell'incompatibilità non trova fondamento nella ratio all'interno della legge europea del 2018, che ha circoscritto le incompatibilità a quelle attività che comportano un reale, effettivo conflitto di interessi; soprattutto le attività di agente immobiliare dovrebbero compromettere la terzietà che è una qualità fondamentale affinché il mediatore sia terzo nei confronti delle parti. Il collaboratore di società di mediazione creditizia, oltre a non rientrare per la tipologia di attività - proprio perché come attività non compromette la terzietà dell'agente immobiliare - non comporta nemmeno un rischio di conflitto di interessi, atteso che sono già poste dal legislatore e dagli organi di vigilanza numerosissime garanzie per il consumatore. Oltretutto l'attività di intermediazione del credito, oltre ad essere di per sé compatibile con quella di mediazione, come sancito per tutte le attività di mediazione, si esaurisce nella mera segnalazione. Ecco che ancor di più il consumatore è tutelato, nel momento in cui questa segnalazione si inserisce in quel meccanismo virtuoso, che dovrebbe consentire al fruitore del mutuo di godere della miglior opportunità possibile. Quindi non c'è nessuna attività che connoti non terzietà. In conclusione, mi permetto di dire che, in caso di mancata soppressione del comma 1- bis , si avrà un'involuzione del modello di agenzia immobiliare, in netto contrasto con le direttive dell'Unione europea, che mirano alla nascita di agenzie di mediazione multiservizi. Signor Presidente, concludo rapidamente il mio intervento citando l'emendamento 2.100 (testo 2), riguardante le targhe estere, nella cui riformulazione è stato inserito anche il Principato di Monaco. Vengo dalla Liguria, Regione che ha un confine con la Francia. Se dunque i nostri concittadini, che magari guidano macchine aziendali intestate agli imprenditori monegaschi, nel loro rientro a casa si vedono sequestrare il mezzo e devono pagare una multa di oltre 500 euro, credo sia un aspetto da mettere a posto. Non so che fine farà questo emendamento e se ci saranno dei percorsi di mediazione da parte del Governo. Qualora non ci fossero, chiedo formalmente al relatore di ragionare se trasformare questo emendamento in un ordine del giorno, soprattutto per quel che riguarda la parte monegasca. Si dovrebbe infatti invogliare in qualche modo il Ministero dell'interno ad emanare una piccolissima circolare, che specifichi che questi lavoratori sono italiani e che - buon per loro, o purtroppo per loro - vivono in una zona di confine, nella quale andare avanti e indietro diventa quasi impossibile. Questa battaglia che sto ora portando avanti è condivisa anche dall'onorevole Di Muro alla Camera dei deputati. Mi auguro quindi che il Governo ponga una fine, o un limite, a questa ingiustizia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo ora ad esaminare la cosiddetta legge europea. Segnalo però una serie di problematiche, che in questo provvedimento non sono state sviscerate fino in fondo, ma che dobbiamo tenere in considerazione, visto e considerato che la nostra grande opportunità, legata al PNRR, dipende da questo. Sto parlando di qualcosa che mette in difficoltà famiglie, imprese, e professionisti, ovvero del rincaro delle materie prime, che non va assolutamente sottovalutato. Stupisce comunque che a livello europeo ancora non si sia colta l'occasione di mettere fine a questo fenomeno o perlomeno di considerare in modo adeguato una problematica che, andando avanti, è destinata a peggiorare. Proprio oggi Confesercenti denunciava una riduzione del margine per il settore delle imprese del commercio, per quest'anno, pari a 800 milioni di euro, a causa del caro prezzi. Voglio citare inoltre i cantieri legati al PNRR e le enormi difficoltà che stanno affrontando le imprese appaltatrici: il costo dei materiali aumenta e gli appalti rimangono fermi. La soluzione di questo problema non può essere delegata semplicemente al Governo italiano o, ancor peggio, ai nostri enti locali, per quel che riguarda gli appalti già assegnati, e non può andare a carico soltanto delle imprese. Dobbiamo cercare di calmierare queste difficoltà e queste sofferenze e trovare un finanziamento per i cantieri già aperti, per non compromettere la regolare esecuzione degli appalti in corso. Dobbiamo renderci conto che, comunque sia, i contratti in questo momento non risultano più economicamente sostenibili e che avremo un rallentamento delle opere pubbliche, dovuto al fatto che escono bandi ormai non più concorrenziali sul mercato. Occorre quindi cercare di trovare una soluzione, considerando però che non può essere il singolo Stato a farsene carico. Possiamo infatti emanare norme che prevedono una revisione dei prezzi, ma per quel che riguarda le opere connesse al PNRR, dobbiamo ad esempio considerare che il prezzo del rame ha avuto un aumento di più del 50 per cento, quello dell'acciaio di più del 130 per cento, quello del ferro del 140 per cento e quello dei polietileni del 140 per cento. Pertanto dobbiamo renderci conto che ciò arriva a mettere a rischio i progetti del PNRR, che avevano già una loro base di partenza. L'Europa non può in questo caso non venire incontro a questo tipo di esigenze. Non basta pensare a norme nazionali, ma dobbiamo intervenire a livello europeo, perché altrimenti le revisioni economiche dei contratti non possono comunque reggersi. Per questo dico che la legge europea magari è già passata, perché, se non tiene in considerazione questo tipo di rincari, rischiamo veramente che, tra l'aumento delle bollette, l'aumento degli alimentari e l'aumento dei trasporti, tutto questo non si regga più nel sistema. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo su questa legge per quanto riguarda i profili in essa contenuti nell'ambito degli affari esteri. Per questo motivo sono soddisfatto della presenza in Aula del sottosegretario Amendola, che conosco e che so essere sensibile anche a questa parte molto importante. Una parte che arriva in un passaggio storico secondo me davvero rilevante a causa di tutta una serie di fatti e congiunture che si stanno verificando sullo scenario internazionale. Due in particolare sono i profili che intendo sottolineare, relativi alle nostre alleanze strategiche a livello geopolitico e allo stato attuale delle azioni messe in campo per quanto riguarda la sicurezza e il terrorismo. In particolare c'è un punto che ho ribadito più volte e che voglio ribadire anche oggi: la nostra alleanza storica con gli Stati Uniti. Perché dico questo? Nel momento in cui la geopolitica internazionale sta vivendo dei processi di ricollocazione che sembrerebbero quasi anacronistici, con l'affacciarsi sulla scena geopolitica di nuove superpotenze, in questo ambito la nostra partnership con gli Stati Uniti sicuramente può giovare alla nostra collocazione, non soltanto politica, ma soprattutto commerciale.