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Abrogazione del testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235. Onorevoli Senatori . – Il testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, approvato nel 2012 durante il Governo Monti e conosciuto da tutti come « Legge Severino », stabilisce la sospensione dall'incarico pubblico, su richiesta del prefetto e del Ministero dell'interno, per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna per alcuni reati, anche solo in primo grado. La sospensione ha valore retroattivo e prevede quindi, anche a nomina avvenuta, la sospensione della carica al momento della condanna, senza l'attesa del verdetto definitivo. Si ravvedono una serie di criticità nelle disposizioni normative del testo unico di cui al decreto legislativo n. 235 del 2012, tanto gravi da giustificarne l'abrogazione. La prima in assoluto, dalla quale discendono, a pioggia, tutte le altre, si riscontra nel fatto che è stato esplicitamente superato il principio basilare della presunzione di innocenza, applicando la sanzione della sospensione anche ai soggetti condannati per sentenze non passate in giudicato. Questo ha creato inutili vuoti di potere, con amministratori locali sospesi o costretti alle dimissioni per processi dai quali sono poi usciti assolti. E, conseguentemente, ha provocato danni irreparabili alla vita pubblica e privata di innocenti poi reintegrati al proprio posto. Senza contare che ha generato un effetto deterrente per chi ambiva a cariche pubbliche e si è rivelata fallimentare come strumento per combattere la corruzione nelle amministrazioni pubbliche. È doveroso eliminare questo automatismo e restituire ai giudici la discrezionalità così da avere la facoltà di decidere, in caso di condanna, se applicare o meno l'interdizione dai pubblici uffici. Pertanto, valutati tutti gli effetti dell'applicazione di questa norma nei dieci anni trascorsi, si ritiene indispensabile procedere alla sua completa abrogazione.. 1 1 Il testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, è abrogato.