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Tale processo assume caratteristiche e scopi differenti nella sua evoluzione, anche a livello individuale, e deve essere riconosciuto attribuendo valore a tutte le età; b invecchiamento attivo, il processo che promuove la continua capacità del soggetto di ridefinire e di aggiornare il proprio progetto di vita in rapporto ai cambiamenti inerenti la propria persona e il contesto di vita attraverso azioni volte ad ottimizzare il benessere sociale, la salute, la sicurezza e la partecipazione alle attività sociali allo scopo di migliorare la qualità della vita e di affermare la dignità delle persone nel corso dell'invecchiamento. 3 (Programmazione degli interventi) 1 I comuni, singoli o associati, nell'ambito delle attività di utilità sociale di cui all'articolo 4 predispongono, anche in collaborazione con le organizzazioni di volontariato, progetti volti all'impiego sul proprio territorio di persone anziane per la realizzazione delle finalità di cui alla presente legge. 2 I comuni che adottano progetti di invecchiamento attivo delle persone anziane assicurano lo svolgimento, da parte degli uffici competenti, dei compiti di coordinamento e di direzione delle attività e di raccordo con le organizzazioni di volontariato. 3 Sulla base del tempo offerto alla comunità, le persone anziane che partecipano ai progetti di invecchiamento attivo possono essere destinatarie di opportunità culturali, formative e ricreative fornite, anche gratuitamente o a costi ridotti, dal comune, dalle altre amministrazioni ovvero dai privati coinvolti nei progetti di cui al presente articolo e fruiscono di un buono pasto per ogni giorno impiegato in attività di utilità sociale in conformità alle disposizioni della presente legge indipendentemente dall'effettivo numero di ore giornaliere impiegate nell'attività stessa. 4 Per le attività volontarie svolte tramite le organizzazioni di volontariato di cui al codice del Terzo settore di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, si applicano le disposizioni previste dalla medesima legge. 4 (Attività di utilità sociale) 1 Sono considerate attività di utilità sociale le iniziative che perseguono le seguenti finalità: a sorveglianza presso le scuole per l'infanzia, in collaborazione con le famiglie, con le istituzioni scolastiche e con la polizia municipale; b sorveglianza dei bambini durante il percorso di andata e di ritorno dalle rispettive abitazioni alle scuole e viceversa; c sorveglianza dei parchi e dei giardini pubblici, dei monumenti e dei beni culturali, in collaborazione con le amministrazioni interessate; d aiuto alle persone temporaneamente non in grado di svolgere piccoli compiti giornalieri; e compagnia ad altre persone anziane e alle persone che si trovano in condizione di isolamento; f diffusione della conoscenza delle opportunità offerte dai servizi comunali e dalle altre amministrazioni locali; g aiuto ai soggetti in condizione di impedimento temporaneo per l'accesso ai servizi pubblici; h diffusione della conoscenza di particolari situazioni temporanee di disagio urbano e delle misure approntate per farvi fronte; i ricognizione presso le famiglie delle esigenze derivanti da interventi programmati sulla viabilità e sul tessuto urbano, con particolare riferimento alla condizione delle persone anziane e dei bambini; l attività per la valorizzazione, la promozione e lo sviluppo della cultura, nonché del patrimonio storico, artistico e ambientale, anche attraverso la vigilanza dei musei e delle biblioteche comunali; m attività di controllo dei flussi di spettatori in occasione di eventi e di manifestazioni pubblici. 5 (Assicurazione) 1 I comuni sono tenuti ad assicurare le persone anziane che svolgono lavori di utilità sociale ai sensi della presente legge contro i rischi di infortunio connessi allo svolgimento delle attività stesse, nonché per la responsabilità civile verso terzi. 6 (Formazione permanente) 1 Lo Stato, in conformità ai princìpi costituzionali e nel rispetto delle finalità della presente legge, promuove, in collaborazione con le regioni e con le province autonome di Trento e di Bolzano, la partecipazione delle persone anziane a processi educativi, alle attività ricreative e alla formazione lungo tutto l'arco della vita e in particolare: a incentiva la mutua formazione, inter e intra generazionale, tra appartenenti a culture differenti, riconoscendo e promuovendo il valore della differenza di genere; b sostiene le attività delle università della terza età, comunque denominate; c valorizza le esperienze professionali acquisite e le metodologie didattiche, nonché il ruolo attivo delle persone anziane nella trasmissione dei saperi alle nuove generazioni durante l'orientamento o i percorsi di prima formazione, anche con il concorso delle imprese e delle organizzazioni sindacali. 2 Per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca interviene predisponendo azioni volte a promuovere e a sostenere protocolli operativi con le scuole di ogni ordine e grado, con le università e con gli enti territoriali per la realizzazione di progetti che prevedono la messa a disposizione da parte delle persone anziane del proprio tempo. 7 (Prevenzione e benessere) 1 Il Ministero della salute, al fine di prevenire processi invalidanti fisici e psicologici, promuove azioni tese al mantenimento del benessere durante l'invecchiamento della persona anziana, sostenendo la diffusione di corretti stili di vita e l'educazione motoria e fisica. A tale fine promuove altresì protocolli operativi tra enti locali territoriali, aziende sanitarie locali, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. 2 Il Ministero della salute promuove, inoltre, politiche di sostegno alla persona anziana nel suo abituale contesto familiare e territoriale agevolando una vita di relazione attiva, al fine di prevenire i fenomeni di isolamento sociale e di limitare l'ospedalizzazione e l'inserimento in strutture assistenziali residenziali. 3 Per il benessere della persona anziana e per contrastare la solitudine sono favoriti gli strumenti di prossimità e di socialità, nonché gli strumenti che garantiscono e facilitano l'acquisizione di informazioni sui servizi presenti nel territorio regionale, nonché sugli interventi e sulle azioni sociali promossi in conformità alla presente legge. 8 (Fondo per il finanziamento di progetti sull'invecchiamento attivo) 1 Per gli anni 2018, 2019 e 2020 è prevista una sperimentazione volta a favorire l'adozione di progetti di invecchiamento attivo da parte degli enti locali, in collaborazione con le organizzazioni di volontariato. 2 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti le modalità e i termini per la presentazione dei progetti di cui al comma 1. 3 Al fine di finanziare i progetti di cui al comma 1 compatibili con le politiche economico-sociali individuate nel territorio, è istituito un fondo, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, pari a 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. La ripartizione delle risorse del fondo è stabilita con le modalità di cui al comma 2. 9 (Copertura finanziaria)