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la ASL, tempestivamente allertata sulla presenza di due persone con sintomi di sospetto COVID-19, ha subito predisposto la verifica dello stato di salute del gruppo, sottoponendolo a tampone: i risultati dei tamponi sono di 32 persone positive; altri 25 cittadini indonesiani, sbarcati da un'altra nave della MSC, invece, sono ospiti dell' hotel "Golden Tulip" di Isola Sacra, una situazione che, però, nulla ha a che vedere con quella di Parco Leonardo, visto che nessuno mostra sintomi da COVID-19 e prima di arrivare in albergo tutti e 25 sono stati visitati dal medico di bordo della nave. In ogni caso è già in atto un'indagine epidemiologica a cura della ASL Roma 3, guidata dal commissario straordinario Giuseppe Quintavalle, si chiede di sapere: quale Autorità abbia rilasciato i permessi necessari allo sbarco dei passeggeri e quali controlli sanitari siano stati fatti a bordo della nave, anche in virtù del fatto che due croceristi presentavano evidenti sintomi influenzali; alla luce delle attuali restrizioni previste dalla legge, se siano stati fatti preventivamente i dovuti accertamenti per assicurarsi che, una volta sbarcati, esistessero tutte le condizioni affinché i passeggeri salissero su un aereo per tornare nel proprio Paese, anche attraverso interlocuzioni con le autorità straniere; quali mezzi siano stati utilizzati e quali luoghi siano stati frequentati dalle 32 persone dal momento dello sbarco fino all'accertamento della condizione di positività al virus COVID-19 e se siano stati informati gli amministratori locali, affinché potessero intervenire con idonee misure di salvaguardia della salute dei propri cittadini; se l'amministrazione comunale di Fiumicino sia stata debitamente e tempestivamente informata della gravità della situazione e come il Governo intenda intervenire per supportare un territorio che si trova ad affrontare l'ennesimo episodio emergenziale legato all'accoglienza di persone a cui è impedito l'imbarco in questo periodo; se i Ministri in indirizzo non intendano chiarire in modo inequivocabile che, in caso di attracco di navi da crociera nei porti italiani, si proceda allo sbarco e al trasferimento in aeroporto esclusivamente previa certezza che sussistano tutte le condizioni ed autorizzazioni, affinché i croceristi possano essere imbarcati sugli aerei e trasferiti nei loro Paesi di origine. Atto n. 4-03104 LAFORGIA NOCERINO Al Ministro della salute Premesso che: oltre agli ospedali, i luoghi più falcidiati dall'emergenza sanitaria sono le residenze sanitarie per anziani, in cui gli ospiti, di età già avanzata, hanno tutti patologie pregresse che spingono, attraverso il COVID-19, alla morte; nessuna RSA può considerarsi esonerata da questi casi; ovunque, nelle zone in cui i focolai sono più accentuati, si registrano veri e propri decessi di massa all'interno delle residenze sanitarie per anziani; colpisce il caso della RSA di Mediglia, nella frazione di Mombretto, a Milano, in cui, su circa 150 ospiti, sono morti più di 60 anziani; il sindaco, Paolo Bianchi, ha dichiarato all'agenzia "ANSA": "i numeri sono troppo alti per non avere una spiegazione, ci deve essere e la chiederemo", precisando che si tratta "di una struttura privata con una direzione sanitaria interna" che era in contatto, da inizio emergenza, con "l'ATS della Regione Lombardia. Dal 23 febbraio, ricevendo il DPCM, abbiamo chiesto di impedire le visite, poi però dopo una settimana pare siano continuate. Ho chiesto tre giorni fa un intervento di sanificazione, come è avvenuto anche in alcune strutture e case di riposo della bergamasca con il nucleo speciale dell'esercito e sto aspettando risposte, ma questa situazione si trascina da un mese e non è assolutamente più tollerabile"; una "denuncia collettiva contro ignoti è pronta a partire" lo racconta all'AGI Leonardo La Rocca, poiché "sua nonna è una delle ospiti della residenza. Suo suocero non c'è più, è stato contagiato verosimilmente andandola a trovare. La Rocca insieme a un gruppo di altri parenti vuole la verità su quello che è accaduto nella palazzina di mattoncini rossi, nel comune di 12 mila abitanti della città metropolitana di Milano, che in meno di un mese si è trasformata in un pericoloso lazzaretto. La denuncia ai carabinieri, contro ignoti, la presentiamo perché si faccia luce su come è stata gestita tutta questa faccenda, sia dentro che fuori dalla struttura - spiega -. Al momento siamo una quindicina di persone tutte con qualcuno che è dentro o che era dentro la rsa, ma si continuano ad aggiungere parenti perché di giorno in giorno cambiano le cose, cambia il numero dei decessi. È questa l'unica ragione per cui non l'abbiamo ancora fatta: continuano a chiamarci parenti di altre vittime dicendo 'anche noi vogliamo unirci'", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa, se intenda promuovere in tempi celeri un'indagine ministeriale e come intenda, nel minor tempo possibile, tutelare gli anziani che abitano le RSA ed i loro parenti. Atto n. 4-03105 VANIN ORTIS PAVANELLI ANGRISANI PIRRO ROMANO ABATE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 30 gennaio 2020 l'epidemia da COVID-19 è stata dichiarata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale e con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ha dettato ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, atte ad evitare ogni spostamento delle persone fisiche anche all'interno dei medesimi territori contrassegnati come zona rossa, con ovvie ricadute anche sul normale svolgimento di tutte le attività lavorative; considerato che: con un primo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 febbraio 2020, recante "Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", il Governo è fin da subito intervenuto per rendere più immediato il ricorso all'istituto del cosiddetto smart working nelle aree considerate a maggiore rischio per l'emergenza COVID-19, ossia i Comuni dell'allora zona rossa. In tali aree, il Governo aveva consentito, in via straordinaria, l'attivazione dello smart working anche in assenza dell'accordo individuale;