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Sono inoltre proseguite le iniziative volte ad attuare gli impegni relativi allo sviluppo di una difesa europea più strutturata, efficace e visibile, agendo in tre direzioni: istituzionale, delle capacità e degli incentivi finanziari comuni. Sotto il primo profilo, e con l'obiettivo di rafforzare le strutture e le capacità di pianificazione e conduzione di missioni e operazioni dell'Unione europea, si è assicurato pieno sostegno all'attività della Struttura di pianificazione e condotta delle missioni PSDC militari e si è incoraggiata maggiore sinergia tra tale struttura e quella incaricata della pianificazione e condotta delle missioni PSDC civili. Quanto alle capacità, si è sostenuto l'operato dell'Alto Rappresentante e dell'Agenzia per la difesa europea nell'identificazione delle esigenze prioritarie e delle lacune cui porre rimedio, attraverso il processo di revisione del Piano di sviluppo delle capacità e l'iniziativa CARD (Revisione annuale coordinata sulla difesa), le cui risultanze hanno contribuito a favorire lo sviluppo cooperativo di capacità militari. Particolarmente attenta è stata poi la partecipazione ai negoziati per l'istituzione del nuovo Fondo europeo della difesa, valido per il settennio 2021-2027, e su cui stiamo concludendo il nostro Affare assegnato. Il compromesso raggiunto risulta soddisfacente, tenendo in debita considerazione gli interessi dell'industria della difesa italiana, anche con riguardo alle piccole e medie imprese. Con riferimento alle missioni, militari e civili, dell'UE, la relazione sottolinea poi sia l'impegno profuso dall'Italia per il rilancio della componente civile sia, del pari, il tradizionale sostegno fornito a quelle militari, con particolare attenzione all'area del Mediterraneo. In particolare, l'Italia ha continuato a mantenere un profilo elevato sia sulle missioni militari che su quelle civili, collocandosi stabilmente all'interno della prima fascia di Stati membri contributori in termini di personale. Ciò secondo il tradizionale approccio "concentrico", che attribuisce elevata priorità alle crisi nei Paesi dell'area euro-mediterranea, comprendente cinque quadranti con caratteristiche differenti: i Paesi UE, i Balcani, l'area del Mar Nero, quella mediterranea del Medio Oriente e il Maghreb. Particolare rilevanza è stata parimenti attribuita alle zone del Mashreq, del Sahel, del Corno d'Africa e ai Paesi del Golfo Persico. Particolare attenzione è prestata infine al tema della mobilità militare. L'Italia - si legge nella relazione - ha infatti fornito sostegno a tutti gli obiettivi del Piano d'azione UE sulla mobilità militare, in particolare nei settori dei trasporti e delle infrastrutture, delle normative nazionali e internazionali in materia di trasporti militari e delle procedure per il transito di forze militari. L'oratrice formula quindi tre distinte proposte (pubblicate in allegato): una proposta di relazione favorevole sul disegno di legge n. 1721, un proposta di parere favorevole con osservazioni sul Doc . LXXXVI, n. 3 ed una proposta di parere favorevole sul Doc . LXXXVII, n. 3 La presidente GARAVINI constata che non vi sono iscritti a parlare né in sede di discussione generale, né in sede di dichiarazione di voto. Avverte quindi che si procederà alla votazione disgiunta delle tre proposte formulate dalla relatrice. Previa verifica del numero legale, viene posta in votazione la proposta di relazione favorevole della relatrice sul disegno di legge n. 1721, recante la legge di delegazione europea per il 2019, che risulta approvata. Successivamente, viene posta ai voti la proposta di parere favorevole con osservazioni della relatrice sul Doc . LXXXVI, n. 3, recante la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2020, che risulta approvata dalla Commissione. Infine, viene posta ai voti la proposta di parere favorevole della relatrice sul Doc . LXXXVII, n. 3, recante la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2019, che risulta del pari approvata. IN SEDE REFERENTE (1152) Delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militare DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 giugno. La presidente GARAVINI dà conto del parere non ostativo con osservazioni espresso dalla Commissione affari costituzionali sul testo del disegno di legge e non ostativo sugli emendamenti presentati (pubblicati in allegato al resoconto del 23 giugno). La Commissione bilancio ha invece formulato pare non ostativo sul testo e sulle proposte del senatore Mininno (1.1 e 1.2), e contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte della senatrice Rauti (1.3 e 1.4). La senatrice RAUTI ( FdI ) si dichiara sorpresa dell'orientamento espresso dalla Commissione bilancio sui propri emendamenti e domanda di conoscerne le motivazioni di dettaglio. La presidente GARAVINI sottolinea che l'orientamento della Commissione bilancio deriva dalla mancata indicazione delle coperture necessarie a far fronte agli oneri finanziari discendenti dagli emendamenti. Presenta quindi, in qualità di relatrice, l'emendamento 1.100, interamente sostitutivo dell'unico articolo del disegno di legge (pubblicato in allegato al presente resoconto). Nel dettaglio, l'emendamento, che recepisce anche le osservazioni espresse dalla Commissione affari costituzionali, interviene sotto diversi profili. L'emendamento in primo luogo intende correggere l'ampiezza eccessiva della delega e una certa indeterminatezza dei suoi principi e criteri direttivi. Si tratta di un intervento motivato non tanto da ragioni politiche quanto piuttosto da ragioni costituzionali, visto che si tratta di requisiti fondamentali per la legittimità del processo di delega. Questa lacuna del disegno di legge era peraltro emersa da interventi di diversi commissari durante la discussione generale e anche nel confronto con le personalità udite sul punto. L'emendamento limita l'intervento sui procedimenti amministrativi a quelli che riguardano il personale. Si chiarisce inoltre che l'intervento di delegificazione deve avvenire su "singole" disposizioni del codice, e che le disposizioni su cui il Governo è autorizzato ad intervenire sono quelle che hanno natura "esclusivamente attuativa ed esecutiva". Viene poi stabilito il criterio che deve ispirare la riforma dei rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale, criterio che era totalmente assente nel testo originario. L'emendamento propone poi di ridurre il termine entro cui esercitare la delega da 2 anni a 18 mesi, sia per evitare una delega aperta per troppo tempo, sia per far scadere la delega stessa entro il termine naturale della legislatura. In questo modo lo stesso Parlamento che approva la delega potrà poi, attraverso i pareri sugli schemi dei decreti delegati, esercitare il doveroso controllo sull'operato del Governo. L'emendamento interviene poi sul tema del personale, valorizzando l'intervento di razionalizzazione in questo settore.