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l'articolo 1227 del codice civile, che nel primo comma stabilisce «Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l'entità delle conseguenze che ne sono derivate», mentre, al secondo comma, recita «Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza», contiene un vuoto di previsione normativa relativamente al caso in cui il danneggiato abbia posto in essere una condotta dolosa «provocatrice» diretta contro i suddetti «beni». La modifica all'articolo 2043 del codice civile andrebbe opportunamente a colmare detto vuoto, rispondendo al bisogno di non colpevolizzare, anche sul piano risarcitorio, chi abbia reagito, per avventura, impropriamente o in eccesso, alla suddetta condotta dolosa illecita altrui, nell'ambito di un pericolo che non è stato da lui volontariamente causato. Del resto, se il legislatore, al secondo comma dell'articolo 1227 del codice civile, nega qualunque risarcimento per «i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza», implicitamente esclude, e in maniera tanto radicale da non postulare neppure un'espressa formulazione, qualunque risarcimento del danno in favore di colui che se lo è procurato addirittura con una propria condotta dolosa, in quanto la stessa è per sua stessa natura incompatibile con qualsiasi diligenza o totalmente priva della stessa. In definitiva, con il presente disegno di legge il danno causato dall'aggredito, quand'anche ingiusto, verrebbe ad essere non risarcibile, perché indotto dalla dolosa condotta aggressiva altrui. La modifica non obbedisce al cosiddetto diritto penale del nemico o diritto penale dell'emergenza, né indulge al «populismo penale», ma mira semplicemente a salvaguardare da obblighi risarcitori chi non aveva alcuna preventiva volontà o previsione di assumerli, avendo semplicemente reagito d'impulso a un'altrui imprevista e imprevedibile, non voluta e non provocata, condotta dolosa illecita di violazione di domicilio, furto o rapina, contro rispettivamente la propria persona, i propri familiari, i propri ausiliari, i propri beni o la propria attività lavorativa.. 1 1 All'articolo 2043 del codice civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, salvo che il danno non sia stato originato o determinato da una reazione contestuale alla condotta dolosa illecita del soggetto danneggiato contro il soggetto che ha arrecato il danno, i suoi familiari o ausiliari, nonché contro il suo domicilio, i suoi beni o la sua attività lavorativa».