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Per raggiungere un equilibrio, pur essendo stata introdotta questa eccezione, ci sono dei limiti all'adesione, perché il tema è quello dell'eccezione al principio dell'efficacia delle sentenze e del giudicato: c'è infatti un limite temporale e non solo per potervi accedere. Quindi, proprio per il nostro particolare e peculiare ordinamento processuale sono state introdotte altre eccezioni al principio del contraddittorio, oltre a quello dell'efficacia della sentenza. Noi avremmo voluto - e in questo senso andavano i nostri emendamenti - che invece non venissero introdotte eccezioni al principio di acquisizione e di formazione della prova. Ci pareva e ci pare tuttora - quindi confidiamo in un ripensamento dell'Assemblea - che non ci si possa spingere oltre, proprio alla luce del nostro sistema. Ovviamente, è sempre bene guardare alle esperienze di altri Paesi, ma quando si introducono modifiche in un sistema che è completamente diverso, bisogna rendersi conto del fatto che c'è un equilibrio che si tiene, che deve sempre essere a vantaggio della giustizia, dei diritti dei cittadini e delle parti processuali, che sono ovviamente dei cittadini. Dunque, quando si prendono elementi di altri sistemi e di altre discipline, che hanno altri contrappesi che noi non abbiamo, bisogna sempre agire con molta cautela. Questa ci è sembrata una forzatura eccessiva e continuiamo a confidare nel fatto che il Governo e la maggioranza possano avere un ripensamento. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, lasciate che gli ultimi due minuti dell'intervento della senatrice Rossomando si possano svolgere con un brusio minore. ROSSOMANDO (PD) . Grazie, signor Presidente. Avviandomi alla conclusione, il relatore ha citato la recente direttiva europea dell'aprile del 2018, perché è stato presentato un pacchetto di misure intese ad aggiornare e migliorare la vigente legislazione in tema di protezione dei consumatori, che è stato chiamato il " New Deal " dei consumatori, proprio per garantire ai consumatori europei il godimento pieno dei diritti riconosciuti dalla legislazione dell'Unione europea. Ci sono diverse proposte all'interno di questo pacchetto, che sarebbe opportuno guardare con attenzione, prevedendo anche un monitoraggio delle norme che andiamo a introdurre, rispetto all'efficacia sia interna, che esterna. Dunque, per rimanere in Europa e senza varcare l'oceano, per questo tipo di tutela sarebbero quanto mai opportuni un raccordo e un'attenzione alle nuove discipline contenute nella direttiva europea. Si tratta infatti di norme che stanno arrivando e che avranno un enorme impatto sulla materia e forse sarebbe stato opportuno (già che c'eravamo) coordinare i lavori del Senato con quelli in corso a livello comunitario per evitare di dover modificare ulteriormente le norme. Non voglio introdurre una vena artificiosamente polemica, ma quando guardiamo all'Europa ultimamente poco ci preoccupiamo di raccordarci per avere di più e spesso siamo assenti dove serve. Stiamo parlando di norme che impattano molto sulla vita dei cittadini e sul sistema delle imprese. Concludo, signor Presidente: il tema dell'esigibilità dei diritti è un tema di straordinaria modernità. Noi del Partito Democratico l'abbiamo a cuore e pensiamo che sia il centro del problema della modernità e del perseguimento e attuazione del principio di uguaglianza nella società che cambia: non solo attribuire diritti, ma renderli esigibili è il tema dei temi. Per questo motivo abbiamo guardato con interesse e abbiamo contribuito alla formazione di questo complesso di norme e confidiamo che possa essere ulteriormente migliorato. Come sempre, anche con questo atteggiamento e in questa modalità, intendiamo sottolineare la centralità del Parlamento a cui teniamo noi tutti e confidiamo possiate tenere anche tutti voi della maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paroli. Ne ha facoltà. PAROLI (FI-BP) . Signor Presidente, oggi affrontiamo un provvedimento al quale teniamo molto e purtroppo, ancora una volta, la fretta e la volontà di arrivare a un compimento, quale che sia, ci lascia con molto rammarico a constatare che di fronte a un tema serio e attuale, che tocca la pelle dei cittadini e incide sulla nostra cultura giuridica, pur di fare uno spot elettorale, non si è voluto affrontare un confronto e un dibattito che compiutamente, approfondendo la materia con l'attenzione che merita, avrebbe portato a un provvedimento sull'azione di classe. Questa andava adeguatamente regolamentata, ma esigeva anche una risposta più compiuta. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 19,13) ( Segue PAROLI). Il dibattito alla Camera è stato rinviato dalla Commissione all'Aula e anche qui il provvedimento è arrivato blindato, non potendo modificare il testo - cosa che accade purtroppo ormai sempre più spesso - perché bisognava approvarlo ed evitare una terza lettura. Ci viene tolta la possibilità di dare quelle risposte che invece era necessario fornire per perfezionare un testo e renderlo migliore: anche in questo caso un problema vero e che esiste, un problema come la tutela dei cittadini e dei consumatori, purtroppo avrà una risposta non adeguata, una risposta a metà, una risposta che, da un lato, rischia di confondere da un punto di vista giuridico e, dall'altro, non affronta il tema con rispetto per il mondo delle imprese e della produzione. È accaduto anche con il reddito di cittadinanza. C'è la povertà: diamo il reddito di cittadinanza. C'è un tema rispetto all'azione di classe: applichiamo il disegno di legge Bonafede che, pur cambiando il primo firmatario, così è arrivato alla Camera e così arriva a noi. Fretta e mancato confronto; mancato confronto vero che purtroppo ha partorito uno strumento inadeguato e anche pericoloso. Il nostro Paese avrebbe bisogno di un piano industriale ed energetico in grado di attrarre le imprese anche dall'estero, di attrarre quelle presenze industriali di cui abbiamo bisogno e agevolarne la nascita: che arrivino da altri Paesi o che questo possa accadere all'interno del nostro sistema imprenditoriale. Con il disegno di legge al nostro esame - dobbiamo esserne consapevoli - allontaneremo gli investimenti stranieri e certamente scoraggeremo gli investimenti interni. Questo, purtroppo, perché l'Italia, con un provvedimento non compiuto come questo, rischia di essere un Paese dove le imprese vengono penalizzate, dove non si dà risposta a quelle certezze che un sistema giuridico delle imprese invece ci chiede. Troppe cose non si sono volute correggere. L'azione di classe dovrebbe riservarsi alle sole ipotesi di responsabilità contrattuale, con conseguente risoluzione del perimetro oggettivo di applicazione. L'adesione tardiva, così come prevista, evidenzia una forte finalità punitiva nei confronti delle imprese. Questo deve essere chiaro e deve essere corretto il prima possibile. Allo stesso modo, la previsione che impone al convenuto l'anticipo delle spese evidentemente non si giustifica, così come non si giustifica l'obbligo di pagare un compenso di natura premiale in aggiunta al risarcimento del danno o la legittimazione ad agire a chiunque ne abbia interesse, poiché rischia di rendere meno concreta quella che da azione di classe non può andare a tutelare interessi singoli. Il testo è troppo squilibrato, come dicevo, a danno delle imprese, tale da generare allo stesso tempo distorsioni a danno dei cittadini: