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nell'ultima visita in Libano, ad esempio, le frasi su Hezbollah se le poteva risparmiare. (Applausi dal Gruppo PD) . Quando va in questi posti in veste di Ministro dell'interno deve sapere che rappresenta il Paese, non è il leader della Lega, che può permettersi battute da bar dello sport. Noi vorremmo fare questo: vorremmo ragionare sul futuro della presenza dei nostri militari alla luce dei cambiamenti che ci sono stati. In Iraq, i nostri erano soprattutto a Mosul, a difesa della diga, adesso al confine fra la Siria e l'Iraq; anche lì le condizioni sono cambiate: Daesh fortunatamente è stato sconfitto, anche se non definitivamente: c'è il tema del ritorno dei foreign fighter . Anche alla luce delle scelte della politica estera americana di un possibile ritiro, l'Italia cosa fa? Come si rapporta all'interno della NATO? Come ho detto, ragionare sulle missioni internazionali vuol dire ragionare in termini di stabilità e sicurezza, ma anche di visione dell'ordine internazionale. Anche qui, facciamo attenzione: a volte diamo l'idea di sbandare, perché stare dentro la NATO significa aderire non solo a un'alleanza militare, ma a un insieme di valori che ci caratterizza e vuol dire anche provare a esercitare un'egemonia culturale ; motivo per cui noi, accanto alle missioni militari, abbiamo sempre - lo potrebbe dire l'ex ministro Pinotti - affiancato strumenti di cooperazione allo sviluppo. Questi sono fondamentali, perché noi proviamo a portare un'idea diversa anche di democrazia, senza esportarla in punta di baionette, ma investendo in operazioni di institution building , di capacity building : li aiutiamo a costruire le Forze di polizia, li aiutiamo a costruire le Costituzioni, andiamo a fare lo sminamento umanitario. Questa parte di cooperazione è stata diminuita. Il rapporto di Openpolis e di Oxfam, molto interessante, ci racconta purtroppo - lo dico al vice ministro Del Re, che è molto attento a questi temi - che abbiamo diminuito i fondi sulla cooperazione allo sviluppo: questa è diminuita del 35 per cento proprio nei Paesi dell'Africa sub-sahariana, laddove diciamo che vogliamo aiutarli a casa loro. Allora è soltanto uno slogan da campagna elettorale , non è un'azione politica che si potrebbe fare. (Applausi dal Gruppo PD) . Missioni militari e cooperazione allo sviluppo vanno di pari passo, perché sono due componenti inestricabili. La Libia è l'altro punto su cui noi siamo evidentemente in disaccordo. Sull'impianto complessivo delle missioni, noi siamo intenzionati a votare a favore; ci piacerebbe poterlo fare per parti separate, per avere la possibilità di spiegare con grande chiarezza - come ha già fatto il senatore Verducci - che cosa pensiamo della missione della Guardia costiera libica. Ma lasciatemi dire tre cose sulla Libia, per spiegare anche la ragione del nostro ordine del giorno, che spiega la posizione del Partito Democratico, che è una posizione unitaria, sostenuta da tutti, al netto degli sproloqui del Presidente del Gruppo della Lega. Noi registriamo un disimpegno nel Mediterraneo centrale. Mare sicuro è un'operazione voluta per, in qualche modo, contrastare il traffico di esseri umani, ma insieme anche per salvare vite umane, perché noi non lasciamo che una persona muoia nel Mediterraneo centrale, la dignità della persona viene prima di tutto. (Applausi dal Gruppo PD) . Ebbene, quel dispositivo è stato arretrato ed è stata data una delega in bianco alla Guardia costiera libica e oggi noi non siamo in grado di sapere quelle motovedette come vengono utilizzate, se vengono rispettate le norme internazionali e le norme sull'embargo. Il ministro Trenta ha appena citato le norme sull'embargo e noi oggi non siamo in grado di sapere se quelle motovedette sono state riarmate o meno. Noi gliene abbiamo date non armate ma oggi non possiamo essere sicuri che quelle motovedette siano utilizzate correttamente. La stessa cosa vale per Eunavfor Med (missione Sophia). Anche con sprezzo del ridicolo, siamo riusciti a costruire una posizione in Europa e per la prima volta abbiamo dato vita a un'operazione navale senza navi: complimenti, un precedente incredibile da questo punto di vista! Noi dobbiamo riuscire a riappropriarci del controllo del Mediterraneo centrale, facendolo con i mezzi della Marina militare, con i nostri mezzi, con la nostra Guardia costiera, con il controllo di un'area strategica per noi, perché è il modo migliore per garantire la stabilità e la sicurezza di quel teatro. Lo facciamo nel solco di un accordo fatto da Gentiloni Silveri con al-Sarraj, che ha dato copertura alle organizzazioni internazionali, che per la prima volta sono entrate nei campi libici e hanno permesso a 40.000 persone di tornare a casa loro e di non rimanere in campi dove i diritti umani non sono rispettati. Questo è stato un successo del nostro Paese, così come i corridoi umanitari: queste sono le cose che ha fatto il PD, non le divisioni di cui raccontava prima Romeo. (Applausi dal Gruppo PD) . Con i corridoi umanitari, 1.000 persone nell'ultimo anno sono state portate in salvo, grazie al rapporto con le confessioni episcopali, con gli evangelici. Tutto questo grazie al lavoro fatto dal Governo precedente. Noi vorremmo che questa parte venisse portata avanti, perché le esibizioni muscolari nel Mediterraneo vi porteranno qualche voto in più, ma non risolvono i problemi della stabilizzazione della Libia, dove bisogna esserci, bisogna essere lì presenti, bisogna essere presenti nelle missioni internazionali e a lato delle organizzazioni internazionali, che stanno facendo un lavoro importante. Per questo motivo, noi voteremo per le missioni internazionali, ma non parteciperemo al voto su una missione che non tutela i diritti umani, non ci dà garanzia di tutela dei diritti umani e nemmeno garantisce la sicurezza del nostro Paese. È lì che noi dobbiamo insistere: ritornare protagonisti nel Mediterraneo centrale. È l'unico modo per far sì che la nostra politica estera sia coerente. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, siamo chiamati ad esprimerci su argomenti di primaria importanza per il nostro Paese, quali le missioni internazionali e la cooperazione. Le missioni internazionali e la cooperazione sono quei vettori di salvaguardia dei diritti umani sottoposti e garantiti dalla struttura internazionale al cui interno si inseriscono. Il teatro di intervento delle nostre Forze armate riguarda tre macroaree: Asia, Africa ed Europa, naturalmente secondo gradazioni diverse, direttamente proporzionali alla situazione di pericolo in cui quei territori versano. La nostra collocazione geopolitica atlantica ci rende assolutamente coerenti con il nostro passato e garantisce l'uniformità delle nostre azioni con i principali assetti logistico-militari dell'Occidente. Allo stesso tempo, la nostra vocazione mediterranea ci chiama ad un dovere che il nostro Paese, la nostra Penisola, non può abiurare perché è motivato e ci è imposto dalla stessa geografia: