[ddlpres]

Disposizioni per la concessione di una promozione a titolo onorifico agli ufficiali provenienti dai corsi allievi ufficiali di complemento. Onorevoli Senatori. -- Con il nuovo modello di difesa, le Forze armate del nostro Paese sono entrate in un'ottica impensabile fino a una quindicina di anni fa. Tale nuova configurazione dello strumento militare comporterà, ovviamente, delle modifiche significative e durevoli sull'assetto del personale delle Forze armate. La sospensione della leva fa sì che la categoria degli ufficiali di complemento provenienti dai corsi per allievi ufficiali di complemento (AUC) non venga più alimentata. Finisce, quindi, un'epoca; quella in cui i giovani più culturalmente e fisicamente preparati del Paese (beninteso, nell'ambito di coloro che non hanno scelto l'obiezione di coscienza), vincendo le selezioni per i corsi AUC, sono andati a confluire nei ranghi dei quadri direttivi delle nostre Forze Armate. Ricorderò, come esempi notevoli, che cinque fra gli ultimi Presidenti della Repubblica hanno avuto l'onore di appartenere alla categoria degli ufficiali di Complemento: Ciampi, Scalfaro, Cossiga, Pertini e Saragat. Purtroppo, però, questa categoria di ufficiali è stata da sempre vista dall'istituzione militare in una luce un pò «crepuscolare». Consiglio la lettura di alcuni atti parlamentari della Camera dei Deputati del 2 marzo 1915. La relazione dell'Onorevole Taverna si rivela ancora attuale nei suoi punti salienti. Uno fra tutti: «Il più delle volte (purtroppo, si comprende) gli Ufficiali dell'Esercito attivo vedono in questi Ufficiali di Complemento, nel tempo di pace, come un fastidio di più, un'istruzione di più da fare, un'altra grana aggiunta a quelle numerose che già hanno; se ne incaricano poco; e questi Ufficiali o sono adibiti a servizi secondari o sono messi a far da palo ai colleghi dell'Esercito attivo. Sarebbe bene che si cessasse da questo sistema. So che in questo senso fu già mandata una circolare ai corpi; ma si sa bene la fine che fanno simili circolari». È attuale, quella relazione, e ce ne dispiace. Sono passati quasi cento anni da quelle parole, ma pare che poco sia cambiato. E a nulla potrà valere il fatto che, come a suo tempo la relazione dell'Onorevole Taverna è stata subito smentita dal Ministro della Guerra, ora qualcuno possa smentire quanto contenuto in questo passo della relazione. Chi ha vissuto in un ambiente militare, in tutta coscienza, sa che quanto è stato detto è vero. Finisce, quindi, l'epopea, durata più di un secolo, degli ufficiali di complemento provenienti dai corsi AUC. E sottolineo «provenienti dai corsi AUC», visto che per ora solo l'Esercito sta nominando da qualche anno altri ufficiali di complemento, quelli della cosiddetta «riserva selezionata», nominati direttamente ufficiali senza un corso preventivo, in virtù delle loro specializzazioni acquisite nella vita civile, dal grado di sottotenente a quello di maggiore. Per altre esigenze, poi, la Marina, l'Aeronautica e l'Arma dei Carabinieri stanno arruolando gli ufficiali a ferma prefissata. Si è fatta quindi una breve carrellata su quali sono le categorie di ufficiali non appartenenti al servizio permanente effettivo che vanno in parte a sostituire gli ufficiali provenienti dai corsi AUC. Tali categorie hanno la possibilità di accedere facilmente a gradi anche elevati. Non è infrequente che gli ufficiali di complemento della «riserva selezionata» siano nominati direttamente al grado di maggiore; gli ufficiali a ferma prefissata, se diplomati, sono avanzati al grado di tenente al compimento del secondo anno di permanenza nel grado; se laureati, vengono nominati direttamente al grado di tenente e, maturando un anno di servizio in tale grado già con il normale periodo di ferma contratta, acquisiscono nella maggioranza dei casi già titolo per l'avanzamento al grado di capitano. Non è invece infrequente che gli ufficiali di complemento provenienti dai corsi AUC (ancorché laureati) restino sottotenenti, non maturando, in tutta la loro vita, alcun avanzamento di grado né ottenendo alcun beneficio o riconoscimento di alcun genere. Si ricorderà, a proposito di benefici, che gli ufficiali in congedo (come pure tutto il restante personale militare) del Corpo militare della Croce rossa italiana, ausiliario delle Forze armate, per la sola iscrizione nei ruoli (anche, magari, senza alcun richiamo in servizio) per un periodo di quindici o venticinque anni ottengono rispettivamente la Croce di anzianità di II o di I classe (a similitudine di quanto previsto per il personale militare in servizio delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato). Gli ufficiali in servizio delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato conseguono inoltre, alla cessazione dal servizio attivo, una promozione piena (quindi non a titolo onorifico) al grado superiore (legge 22 luglio 1971, n. 536, nonché articolo 34 della legge 20 settembre 1980, n. 574, come sostituito dall'articolo 5 della legge 2 dicembre 2004, n. 299). A questa situazione, però, l'ufficiale di complemento non ha mai risposto con un disinteresse per la sua condizione di militare in congedo, richiamabile in caso di necessità, per il dovere costituzionale di difesa della Patria. Una grossa aliquota di personale in congedo, oltre a restare incardinata nel sistema della mobilitazione per oltre dieci o quindici anni, ha sempre continuato ad avere dei legami con l'ambiente militare, partecipando all'attività e alla vita delle associazioni combattentistiche e d'arma, messe sotto la tutela e il controllo del Ministero della difesa e, quindi, in pratica, continuando a «vivere» nell'ambiente militare, seppur conducendo la propria esistenza nell'ambiente della propria professione o del proprio impiego civile. Si cita, ad esempio, l'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia (UNUCI), con le centinaia di iniziative annuali, distribuite in tutta Italia, nelle quali si cura l'addestramento della forza in congedo, sopperendo -- seppur parzialmente -- alle necessità di aggiornamento che hanno, in ultima analisi, stretta correlazione anche con gli obblighi in tal senso assunti dal nostro Paese con gli accordi NATO. In ambito internazionale, poi, tale personale ha ben figurato anche nelle competizioni della Confederazione interalleata degli ufficiali della riserva (CIOR) e della CIOMR, organismi istituiti a livello NATO rappresentativi degli ufficiali della riserva dell'Alleanza Atlantica. E tutta l'attività svolta con le associazioni combattentistiche e d'arma è stata effettuata quasi senza oneri per lo Stato, se si eccettua il contributo statale assegnato, che negli ultimi tempi è stato notevolmente ridotto. Anzi, da alcuni anni a questa parte tutti gli apporti di uomini o mezzi dell'istituzione militare rivolti ad attività addestrative dell'UNUCI sono a titolo oneroso. Ecco quindi la ragione di questo disegno di legge: