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L'attuale regime di temporaneo ripristino di sezioni distaccate insulari è dettato dall'articolo 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14 (decreto correttivo della cosiddetta geografia giudiziaria). L'articolo 2, comma 2- bis , del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, ha prorogato al 31 dicembre 2018 il termine per la cessazione del temporaneo ripristino delle sezioni distaccate insulari di Ischia, Lipari e Portoferraio. I dati statistici riguardanti la sezione distaccata di Ischia (procedimenti penali pendenti all'ultima rilevazione disponibile pari a 1.460; procedimenti civili sopravvenuti nell'anno 2016 pari ad oltre 1.000; procedimenti di esecuzione mobiliare sopravvenuti nell'anno 2016 pari ad oltre 1.300), che differiscono rispetto alle altre sezioni distaccate insulari ripristinate, per le quali i dati sono nettamente più contenuti, inducono a formulare per questa sola sezione una proroga del predetto termine per la cessazione del temporaneo ripristino. Infatti, proprio in relazione ai citati riferimenti statistici, per la sola sezione distaccata di Ischia, isola peraltro colpita di recente da un significativo evento sismico, sussiste un'effettiva esigenza di conservazione dell'ufficio giudiziario che mantenga sul territorio il servizio giustizia. Va rilevato che la proroga viene disposta con anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2018 per consentire un ordinato svolgimento dell'attività giudiziaria, ove si consideri, in particolare, la necessità che i differimenti dei processi in corso possano essere programmati sul presupposto che i processi medesimi vengano svolti presso gli uffici della stessa sezione distaccata. La disposizione, oltre a contenere la proroga del termine per la cessazione del temporaneo ripristino della sezione distaccata di Ischia, reca, con finalità di raccordo, la rimodulazione temporale, limitatamente alla predetta sezione, del termine fissato dall'articolo 10, comma 13, del decreto legislativo n. 14 del 2014, per la cessazione dell'efficacia delle disposizioni contenute nello stesso articolo 10, riguardanti il temporaneo ripristino delle sezioni distaccate insulari. Art. 3. – (Proroga di termini in materia di ambiente). Comma 1. – Proroga del termine per la denuncia del possesso di esemplari di specie esotiche invasive. Con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 230, adottato ai sensi dell'articolo 3 della legge 12 agosto 2016, n. 170, recante delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – legge di delegazione europea 2015, la normativa nazionale è stata adeguata alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. Le «specie esotiche invasive» sono le specie di animali e di piante originarie di altre regioni geografiche, introdotte volontariamente o accidentalmente in un ambiente naturale nel quale normalmente non risiedono e che si insediano talmente bene da rappresentare una vera e propria minaccia per l'ambiente nel quale vengono a trovarsi. Questo fenomeno rappresenta una delle principali cause di perdita di biodiversità in Italia, in Europa e nel mondo. Il regolamento (UE) n. 1143/2014, entrato in vigore il 1º gennaio 2015, stabilisce le norme atte a prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dall'introduzione e dalla diffusione, sia deliberata che accidentale, delle specie esotiche invasive all'interno dell'Unione, nonché a ridurre al minimo e mitigare l'impatto che queste specie possono avere per la salute umana o l'economia. L'articolo 27 («Disposizioni transitorie per proprietari non commerciali») del decreto legislativo n. 230 del 2017 autorizza i proprietari di animali da compagnia tenuti a scopo non commerciale e appartenenti a specie esotiche invasive, che ne erano in possesso prima della loro iscrizione nell'elenco dell'Unione o nell'elenco nazionale previsto dal medesimo decreto legislativo n. 230 del 2017, a tenerli fino alla fine della vita naturale degli esemplari, purché il possesso sia denunciato secondo quanto previsto all'articolo 26, comma 1, e, nella denuncia, il proprietario fornisca adeguate informazioni relative alla specie, al sesso e all'età degli esemplari nonché la descrizione delle modalità di confinamento e delle misure adottate per garantire l'impossibilità di riproduzione e la fuoriuscita. Il fine della disposizione è quello, da un lato, di accertare il numero e le specie di animali domestici appartenenti alle specie invasive presenti nel territorio della Repubblica italiana e, dall'altro, di autorizzare i proprietari alla detenzione degli esemplari senza incorrere nei divieti stabiliti dal decreto legislativo n. 230 del 2017 (così come previsto dall'articolo 31 del regolamento (UE) n. 1143/2014), oltre a prevenire il rilascio in natura degli animali. La denuncia va effettuata, secondo quanto previsto all'articolo 26 del decreto in argomento: 1) entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (e cioè dal 14 febbraio 2018) in caso di detenzione di uno o più esemplari di specie esotiche inclusi negli elenchi delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale adottati dalla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 4 del regolamento; 2) in caso di aggiornamento dei predetti elenchi ad opera della Commissione europea, entro centottanta giorni dalla pubblicazione dell'aggiornamento; 3) entro centottanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza nazionale, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 230 del 2017 (tale elenco non è ancora stato adottato). Ai fini della norma all'esame, il termine oggetto di considerazione è esclusivamente il termine di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (e cioè a partire dal 14 febbraio 2018), da prorogare sino al 31 agosto 2019, e non riguarda, pertanto, il termine relativo all'elenco nazionale (di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 230 del 2017). Ad oggi, infatti: