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quali iniziative intendano altresì intraprendere affinché, come disposto dalla sentenza del Tribunale di Roma, si ponga fine ai respingimenti dall'Italia verso la Slovenia e se intendano intervenire nelle opportune sedi dell'Unione europea, al fine di porre fine alle violenze e di ripristinare condizioni di vita dignitose, nonché il rispetto dei diritti delle persone in transito sulla rotta balcanica individuando, in tempi ragionevolmente brevi, una soluzione che coinvolga tutti i Paesi europei in un sistema di solidarietà. Atto n. 4-05106 FARAONE Al Ministro della cultura Premesso che: il bando per la capitale italiana della cultura è stato istituito nel 2014 al fine di sostenere e promuovere l'autonomia delle capacità progettuali delle città, nonché di valorizzare il loro immenso patrimonio culturale e di diffondere il valore della cultura quale elemento di coesione sociale, integrazione, innovazione, creatività e sviluppo economico; il 31 dicembre 2017 il Ministro pro tempore per i beni e le attività culturali Dario Franceschini, presso il salone del Consiglio nazionale del Ministero per i beni e le attività culturali, annunciava la decisione adottata all'unanimità dalla commissione giudicatrice con la quale veniva sancita la vittoria della città di Palermo alla candidatura di capitale italiana della cultura per il 2018; considerato che: le precedenti edizioni hanno indotto effetti positivi e tangibili sullo sviluppo turistico e sulla fruizione del patrimonio materiale e immateriale delle città vincitrici, anche in virtù del fatto che la città vincitrice di ciascuna edizione si aggiudica, oltre al titolo di capitale italiana della cultura, anche un riconoscimento di natura economica di importo pari a un milione di euro, ai sensi dell'articolo 7, comma 3- quater , sesto periodo, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, al fine di fornire alla stessa città gli strumenti adeguati per implementare le attività culturali; alla data odierna, il Comune di Palermo non risulta ancora effettivamente beneficiario della premialità che spetterebbe di diritto alla città vincitrice e che gli avrebbe altresì consentito di ergersi ed amplificare la sua funzione di volano culturale ed economico; l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e le conseguenti limitazioni imposte alle attività culturali, ricettizie, commerciali e produttrici al fine di tutelare la salute pubblica hanno avuto ingenti ripercussioni sull'economia italiana, ed in particolare su quella delle aree del Mezzogiorno, da sempre caratterizzate da una maggiore fragilità strutturale; le attività culturali rappresentano uno dei settori maggiormente penalizzati: si stima che, nel 2020, i consumi culturali abbiano riscontrato un calo del 47 per cento rispetto all'anno precedente e tale dato apparirebbe ancora peggiore se non fosse calmierato da un incremento dei fruitori di canali televisivi a pagamento, giornali e libri, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione in cui verte il Comune di Palermo, ed in particolare di quali siano le circostanze o le inefficienze che hanno determinato un'attesa così lunga; quali interventi intenda adottare al fine di garantire il tempestivo e corretto trasferimento della somma di un milione di euro spettante al Comune di Palermo, anche in considerazione del fatto che ad oggi tale somma rappresenterebbe un importante ristoro per la città e per le stesse attività culturali. Atto n. 4-05107 DE FALCO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il 31 dicembre 2019, dopo molte censure ed omissioni, il Governo cinese informava l'OMS dell'emergenza di diversi casi di polmonite non meglio identificata e che ben presto sarà nota come SARS-Cov-2. L'11 gennaio 2020 veniva confermata la notizia della prima vittima del virus in Cina; il 4 gennaio 2020 il sito "agcnews" pubblicava, a firma di Maddalena Ingrao, la notizia, proveniente da fonti cinesi di Hong Kong, di casi di polmonite virale simili alla SARS; il 9 gennaio, in un documento, datato 5 gennaio e firmato dal dottor Francesco Paolo Maraglino, in qualità di direttore dell'ufficio 5 prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della salute, si legge tra l'altro che: «Il 31 dicembre 2019, l'Ufficio Paese dell'OMS in Cina è stato informato che erano stati individuati casi di polmonite di eziologia sconosciuta nella città di Wuhan, provincia di Hubei, Cina. Al 3 gennaio 2020, sono stati segnalati all'Organizzazione mondiale della sanità 44 pazienti (…) Secondo le informazioni diffuse dai media, il 1° gennaio 2020 è stato chiuso il mercato interessato di Wuhan per disinfezione e sanificazione ambientale»; nei giorni 13, 17, 20 e 23 gennaio 2020, ancora a firma del dirigente, vengono resi altri aggiornamenti che segnalano il diffondersi del virus al di fuori dei confini cinesi (Giappone e Corea del Sud); il 23 gennaio il Governo cinese bloccava ogni accesso a Wuhan; il 27 gennaio l'Organizzazione mondiale della sanità diffondeva le linee guida per la gestione dei voli civili e il 30 gennaio un nuovo rapporto innalzava ulteriormente il livello di allarme a causa del timore di pandemia globale; in Italia il Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020 dichiarava lo stato di emergenza, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° febbraio; di tutto questo, non si ha alcuna notizia nella "Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2019" a opera del comparto intelligence italiano, e nemmeno negli " highlight " della suddetta relazione, inviata ai membri del Parlamento accompagnata da una lettera a firma del direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), Gennaro Vecchione, il 29 febbraio 2020; ufficialmente, dunque, nessuna comunicazione sarebbe stata fornita dai nostri Servizi di sicurezza al Parlamento ed al Governo su quanto stava accadendo. Imbarazzante, a parere dell'interrogante, la giustificazione, fornita dalla "Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2020", inviata al Parlamento il 1° marzo 2021, nella cui premessa si legge tra l'altro che "nel 2020, l'emergenza sanitaria - ancora agli inizi quando, in febbraio, la scorsa Relazione annuale veniva data alle stampe", che sembra un evidente tentativo di giustificare il silenzio della relazione precedente; ma anche volendo ammettere un'impreparazione dei nostri servizi, si deve osservare che già il 19 marzo 2020 molte fonti giornalistiche nazionali italiane rilanciavano un articolo di "Fox News" secondo cui un «esperto di sicurezza che fa base a Roma» avrebbe sostenuto che «rapporti di intelligence allertarono il governo [italiano] della potenziale pandemia pochi giorni dopo che questa si infiltrò in Cina alla fine dello scorso anno [2019]. Ma passarono settimane prima che qualsiasi azione seria venisse presa a Roma»; fonti anonime dei servizi italiani hanno smentito questa affermazione, ma nessun chiarimento è arrivato da parte del Governo italiano, si chiede di sapere: