[resaula]

con il decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1977, n. 616, l'EIPLI è stato dichiarato necessario ai fini dello sviluppo economico, civile e democratico del Paese e inserito tra gli enti preposti a servizio di pubblico interesse; a seguito del trasferimento alle Regioni delle materie "irrigazione e trasformazione fondiaria", con decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1979, la quota parte relativa alle funzioni trasferite di beni e personale dell'EIPLI è stata rispettivamente assegnata alle Regioni Puglia, Basilicata e Campania, mentre in capo all'EIPLI rimanevano le funzioni relative alla progettazione ed esecuzione delle opere idrauliche di seconda categoria relative ai bacini interregionali, all'esercizio e manutenzione delle opere di propria competenza, alle connesse attività di studio e ricerca; l'EIPLI ha in gran parte realizzato e gestisce gli schemi idrici ionico-Sinni, Basento-Bradano, Ofanto e Tara, originariamente nati per l'agricoltura, che hanno sempre più assunto carattere di sistema idrico a usi plurimi, civile, irriguo, industriale ed energetico, e le infrastrutture gestite da EIPLI sono state interconnesse con le infrastrutture idriche gestite dagli altri enti che operano nei diversi segmenti del servizio idrico, per diversi usi, soprattutto in Puglia e Basilicata, con una prevalenza, negli ultimi anni, dell'uso civile; l'ente conserva attualmente la gestione di 8 invasi e 4 traverse; in base a quanto previsto dall'articolo 21, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, l'EIPLI è stato soppresso e posto in liquidazione; all'articolo 21, comma 11, è indicato che "le funzioni del soppresso Ente con le relative risorse, umane e strumentali, sono trasferite dal 30 giugno 2018 a una società per azioni a totale capitale pubblico e soggetta all'indirizzo e controllo analogo degli enti pubblici soci"; con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, l'avvio della realizzazione degli interventi sulle infrastrutture gestite dall'EIPLI è stato demandato al segretario generale dell'autorità di distretto dell'Appennino meridionale in qualità di commissario straordinario di Governo per le opere EIPLI; l'EIPLI è tuttora in vita e come indicato dall'articolo 21, comma 11, del decreto-legge n. 201, "a far data dalla soppressione di cui al comma 10 e fino all'adozione delle misure di cui al presente comma, la gestione liquidatoria dell'Ente è assicurata dall'attuale gestione commissariale, che mantiene i poteri necessari ad assicurare il regolare esercizio delle funzioni dell'Ente, anche nei confronti dei terzi"; l'ente soppresso e in liquidazione dal 2011, nelle more della costituzione della società prevista dalla norma vigente, gestisce a oggi infrastrutture strategiche per il Paese e per lo sviluppo del Mezzogiorno; la gestione è negativamente condizionata dai vincoli della gestione liquidatoria, sia per le questioni legate a vincoli nella dotazione organica che per le annose difficoltà di carattere finanziario; il Ministero vigilante non ha sino ad oggi provveduto alla nomina del commissario dell'ente il cui incarico è scaduto dal 20 dicembre 2020, si chiede di sapere: quale sia l'attuale situazione economico-finanziaria dell'ente, nonché quali siano le condizioni delle infrastrutture gestite; quali azioni intenda porre in essere il Ministro in indirizzo in merito alla garanzia di continuità del servizio e, nelle more della costituzione del nuovo soggetto preposto alla gestione, relativamente alla nomina del commissario straordinario; considerata la rilevanza delle opere in questione per lo sviluppo dell'area di competenza dell'EIPLI anche alla luce della strategicità delle infrastrutture idriche in relazione al PNRR, quale sia lo stato di avanzamento delle procedure di costituzione del nuovo soggetto deputato alla gestione. Atto n. 4-06082 LANNUTTI CROATTI ANASTASI GIANNUZZI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: il green pass obbligatorio per lavorare, introdotto solo in Italia tra le grandi democrazie occidentali, definito da alcuni medici, tra cui Crisanti, una sorta di "ricatto" per indurre i cittadini a vaccinarsi, rappresenta a giudizio degli interroganti una palese violazione della Costituzione che recita all'art. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo"; sabato 25 settembre 2021 sul palco di piazza San Giovanni a Roma, il vice questore della capitale, Nunzia Alessandra Schilirò, ha detto, tra l'altro, che "il green pass è assolutamente incompatibile con la Costituzione", e ha definito il lasciapassare verde "una tessera di discriminazione", invitando i presenti alla "disobbedienza civile". Per queste sue dichiarazioni pubbliche, Schilirò dovrà affrontare ora un processo disciplinare, dopo aver già subito un vergognoso e incomprensibile processo mediatico sulle colonne delle maggiori testate giornalistiche italiane. Per il suo intervento si è mobilitata immediatamente anche il Ministro dell'interno, che ha definito "gravissime" le dichiarazioni rese dal vice questore, e spiegando che sta seguendo "la vicenda personalmente con il capo della Polizia, affinché vengano accertate, con assoluta celerità, le responsabilità sotto ogni profilo giuridicamente rilevante". Sulla questione è intervenuto anche il portavoce dell'Associazione nazionale funzionari dei Polizia, Girolamo Lacquaniti, che ha invitato Schilirò a dimettersi. Il vice questore si è difesa chiarendo che alla manifestazione è intervenuta come libera cittadina che esercita i propri diritti, "se l'amministrazione non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi spiace, andrò avanti lo stesso, con o senza divisa, per il bene del mio Paese"; Schilirò, in forza alla Criminalpol, ha diretto per 4 anni, dal 2014 al 2018, la quarta sezione della squadra mobile di Roma, che si occupa di reati sessuali contro le donne, i minori e le fasce vulnerabili. Ha coordinato il progetto "Questo non è amore" per la provincia di Roma, per prevenire e reprimere il fenomeno della violenza di genere, e il progetto "Blue box" per combattere il bullismo nelle scuole. Oltre all'impegno con la divisa, è anche scrittrice. Nel 2018 ha pubblicato "Soli nella notte dell'anima. Come reagire alle molestie in casa, al lavoro, per strada", mentre ad aprile 2021 è uscito "La ragazza con la rotella in più"; considerando che: in Italia il green pass è stato introdotto progressivamente negli ultimi 5 mesi grazie a 3 distinti decreti-legge da fine luglio in poi, e ben 8 disposizioni sono andate ad aggiungersi alla norma base, l'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021. Pertanto dal 15 ottobre, quasi 23 milioni di lavoratori dovranno avere la certificazione verde (che attesta la vaccinazione, la guarigione dal COVID-19 o un tampone negativo) per accedere ai luoghi dove lavorano; il regolamento (UE) 2021/953 afferma con chiarezza: "È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate";