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I depuratori che non possono riutilizzare i fanghi per il loro impiego in agricoltura non hanno dove smaltirli e, quindi, hanno una sola possibilità, quella di chiuderli e di sversare direttamente in mare, nei casi di città di mare, o in altri canali le acque depurate prive del fango. Questo è quanto succede se non si interviene con la nuova norma emergenziale. Io non sto a ripetere le considerazioni che abbiamo già fatto su questa norma in Commissione. Dico solo che c'è un impegno del Governo a normare in modo definitivo, chiaro e certo il problema dell'utilizzo dei fanghi in agricoltura. Io sono convinto che il nostro Ministro dell'ambiente, che è un generale dei carabinieri che di questi temi si è occupato per tutta la vita, perseguitando chi con i rifiuti faceva affari, saprà emanare in tempi rapidissimi un decreto che normerà in via definitiva questo problema. Oggi, però, c'è un'emergenza, che trattiamo con senso di responsabilità, grande capacità e competenza (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Rivolgiamo il nostro saluto a una rappresentanza di studenti e docenti dell'Istituto superiore «Luigi Einaudi» di Roma che assistono ai nostri lavori. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 909 PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Margiotta, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Margiotta. MARGIOTTA, relatore di minoranza . Signor Presidente, purtroppo il Governo sta inaugurando (e, purtroppo, la maggioranza parlamentare si adegua) il clima del monocameralismo di fatto. Si blindano i provvedimenti: è stata approvato alla Camera e non volete che si modifichi al Senato. Eppure, ci sarebbe molto da modificare. Il buon lavoro dei colleghi, anche dei relatori, ai quali do atto dell'impegno, avrebbe potuto produrre effetti positivi ed importanti. Ma voi non volete cambiare nulla. Vi avevamo chiesto di togliere di mezzo il condono ad Ischia. Collega Patuanelli, il problema non è l'emergenza Ischia. Il problema è che il condono non è un'emergenza. È molto semplice: il condono non è un'emergenza per nessuno e, a maggior ragione, non lo è per noi. Togliete i fanghi di depurazione: e tornerò su questo punto. Correggiamo il decreto Genova su alcuni aspetti, con alcuni emendamenti, a firma della senatrice Pinotti e del senatore Vattuone, relativamente all'estensione della zona arancione e agli aiuti al sistema portuale, e approviamo un decreto-legge che abbia un senso compiuto e che aiuti davvero la popolazione di Genova. Ma no, voi avete voluto inserire misure che non c'entrano nulla. C'era un treno in corsa per Genova, voi lo avete rallentato e ci avete aggiunto vagoni che portano cose mefitiche, e non solo perché si parla di fanghi. Il ministro Costa, citato un attimo fa dal collega Patuanelli, ha detto: la sola parola condono mi fa venire il voltastomaco. Il vostro Ministro. A noi del Partito Democratico la sola parola condono fa venire il voltastomaco! (Applausi dal Gruppo PD) . Il ministro Delrio nella scorsa legislatura ha detto: mai più condoni. Lo ha detto e questa è stata la linea del Partito Democratico. Il vostro Ministro dice altro ed invece voi agite facendo i condoni. Ma su questo punto ci torneremo. In questo momento voglio tornare a Genova. Anche lì avete sbagliato tutto. Questa mattina in televisione ho sentito il procuratore capo Cozzi, la cui autorevolezza mi pare sia indiscutibile e indiscussa, il quale, rispetto alle proteste del commissario perché il cantiere è ancora sotto sequestro e non si possono avviare le azioni di demolizione, ha detto che dovrebbero ringraziarlo perché se gli restituisse il cantiere non saprebbero cosa fare. Il condono non risolve neanche il tema della demolizione; non si sa neppure chi deve metterci mano e come. La strada maestra era non fare propaganda, non cercare colpevoli in forze politiche che nessuna responsabilità avevano. La strada maestra era quella di un vecchio adagio: chi rompe, paga. Penso anch'io che la società Autostrade per l'Italia abbia delle responsabilità; la si obbligava a demolire e a realizzare il ponte, e poi ci si rifaceva su di essa in tutti i modi, anche con la revoca che avete invocato e che non avete fatto, cosicché, come tutte le vostre parole di propaganda, si rimane a mezza strada, senza sapere come procedere. D'altra parte, un giorno abolite la povertà dai balconi; un altro revocate la concessione con un tweet , e intanto tutto rimane fermo. Il meccanismo che avete scritto nel decreto-legge, secondo cui paga Aspi, e, se non paga Aspi, un finanziatore si rifarà su Aspi, mi sembra molto complesso: auguri, auguri al nostro Paese, ma soprattutto ai cittadini genovesi che, attraverso queste vostre complicazioni, rischiano di non vedere mai la strada ricostruita. D'altra parte, non avete cultura in materia infrastrutturale: Toninelli un giorno realizza il tunnel del Brennero; in un altro fa la radiografia di un viadotto a vista; in un altro ancora dice che si potrà mangiare sotto un ponte autostradale. Nel frattempo, tutto fermo. Accogliete almeno i nostri emendamenti di buonsenso, che danno una risposta immediata ai cittadini di Genova, che non hanno più voglia di applaudire i rappresentanti di questo Governo. PRESIDENTE . Senatore Margiotta, mi perdoni se la interrompo. Colleghi, il livello del brusio è insopportabile. Se non c'è rispetto per il relatore, chiedo almeno il rispetto per i colleghi che vogliono ascoltare il relatore. Vi ringrazio. (Applausi). Prego, senatore. MARGIOTTA, relatore di minoranza . Ci tornerò. Avete persino respinto un ordine del giorno che chiedeva che si proseguisse nei lavori del Terzo valico. Capisco blindare gli emendamenti, o meglio, non lo condivido ma lo comprendo, ma la ratio per la quale non si approva neppure un ordine del giorno che dice che bisogna procedere nei lavori del Terzo valico è assolutamente incognita. Anzi, è nota: non avete voluto approvarlo per evitare problemi tra le due forze che sorreggono questo Governo, di cui una pensa che il Terzo valico - vero, vice ministro Rixi? - vada realizzato, e l'altra ancora non ha deciso e aspetta una fantomatica analisi costi-benefici, su cui tornerò durante la replica, che non può dare alcuna risposta, come ha detto un esperto della materia, lo stesso esperto che avete nominato. I costi, infatti, sono certi, almeno alla fine della costruzione dell'opera; i benefici derivano da una scelta politica, perché quel che è beneficio per una forza politica non lo è per un'altra. Infatti cosa ha detto, in sostanza, Ponti? Che la decisione è politica. Se è politica, allora, prendetela. Vogliamo sapere se sì o no, se volete fare il Terzo valico o non lo volete fare; la gronda, la volete fare? Una parola di chiarezza, di grazia, è possibile averla?