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Ritiene inoltre necessario stanziare maggiori risorse per l'assunzione di personale delle forze di polizia. Infine, ritiene vada preservato il principio di libera circolazione connesso all'istituzione dell'area Schengen ed esprime una ferma contrarietà rispetto alle posizioni isolazioniste dei paesi del gruppo di Visegrad. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) ritiene che il decreto-legge vada nella giusta direzione, ma che non sia sufficiente per dare soluzione ai problemi dell'immigrazione e della sicurezza. Con l'istituzione della protezione sussidiaria, la protezione umanitaria doveva essere in buona parte assorbita e rimanere solo per casi eccezionali, gestiti centralmente dal Ministero dell'interno e non dalle Commissioni territoriali. L'abuso della protezione umanitaria ha, invece, portato a coprire il 28 per cento dei permessi di protezione. Con il decreto-legge, la protezione umanitaria viene ridotta a determinati casi specifici; tuttavia, per come è formulata, ad essa potrebbero accedervi cittadini di qualsiasi Paese. Inoltre, mentre l'Italia viene accusata di violare il diritto europeo o internazionale sui migranti, la Germania adotta misure ben più severe come l'istituzione dei "centri di ancoraggio" per il trattenimento fino a 18 mesi di chi è entrato illegalmente nel territorio. La Germania prevede anche l'espulsione per chi non dimostra di avere i mezzi sufficienti di sussistenza, misura che dovrebbe essere assunta anche dall'Italia. Riguardo alle norme sulla sicurezza, stigmatizza l'assenza di misure di contrasto all'integralismo islamico e di lotta alle mafie straniere, come per esempio la protezione degli interpreti di tribunale. Condivide quanto da ultimo osservato dalla senatrice Giammanco e precisa che i Paesi di Visegrad non puntano a smontare il sistema di Schengen, purché siano presidiati i confini esterni dell'Unione. Sotto questo profilo, tali Paesi hanno impedito che milioni di ucraini entrassero nell'Unione. Interviene nuovamente la senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) per ricordare come la Polonia abbia accolto un milione di ucraini per motivi economici, in seguito al forte declino demografico del Paese. Ritiene che sul fronte del Mediterraneo gli sbarchi siano solo sospesi e che il decreto-legge sia controproducente poiché tende ad aumentare il numero delle situazioni irregolari oltre ai 500.000 clandestini che certamente non potranno essere rimpatriati, a differenza delle due sanatorie del centro-destra, con cui furono regolarizzate 800.000 persone. Il relatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia per i contributi emersi nella discussione e preannuncia la presentazione di uno schema di parere per la prossima settimana, in cui, tuttavia, non ritiene possibile conciliare le posizioni di chi considera il decreto troppo blando o, al contrario, troppo incisivo. Ritiene che il decreto nasca da un nuovo paradigma basato sulla netta distinzione tra gli aventi diritto, che vanno tutelati e integrati, e i clandestini, che vanno invece respinti. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE In riferimento all'esame congiunto del disegno di legge europea (AS 822) e delle relazioni sulla partecipazione dell'Italia all'UE, interviene la senatrice GINETTI ( PD ) per chiedere chiarimenti sul seguito che la maggioranza intende dare alla Relazione programmatica 2018, presentata alle Camere dal precedente Governo. Il Presidente chiarisce che si tratta di un documento istituzionale, la cui presentazione è prevista dalla legge n. 234 del 2012, entro il 31 dicembre di ogni anno, e che la Commissione lo sta esaminando nell'ambito della procedura prevista dal Regolamento. La seduta termina alle ore 12,25.