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Intanto, il nuovo piano di regolazione dell'offerta del pecorino romano è stato bocciato da molte cooperative di trasformazione e il prezzo del formaggio a denominazione continua a restare fermo a 6,5 euro al chilo (pari a 72-74 centesimi al litro di latte), regolato da un meccanismo di aste milanesi che finisce per svilire il valore del prodotto. Il latte ovino già oggi viene pagato 20 centesimi in più in Francia e in Spagna ed è quindi evidente una speculazione, le cui cause vanno rimosse. Peraltro, gli impegni della politica erano stati altri e diversi. L'obiettivo era di arrivare sopra ad un euro al litro, ancora inferiore alla richiesta dei pastori e certamente non remunerativo. Pertanto dovrebbe esserci un conguaglio di 30-32 centesimi, come era stato promesso ai pastori sardi. Vorrei ricordare che non c'è nemmeno stata l'indizione da parte dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) dell'asta per il ritiro dal mercato del pecorino romano in eccedenza, da destinare alla razione alimentare degli indigenti, per cui erano stati stanziati già 14 milioni di euro. Intanto i produttori esprimono la propria preoccupazione per come si sta gestendo la vertenza sul nuovo piano dell'offerta del pecorino romano del Consorzio per la tutela pecorino romano DOP. Da questa situazione deriva la contrarietà sui contenuti sino ad ora emersi, considerati assolutamente insufficienti da pastori e produttori. Non dimentichiamo che molti di loro, a causa delle precedenti proteste, sono stati rinviati a giudizio e quindi vivono oggi con angoscia questa situazione. Sembrerà banale, ma vorrei ricordare che la pastorizia è una delle principali risorse per l'economia e per l'occupazione della Sardegna, con 40.000 persone in 15.000 aziende, mentre gli allevamenti sardi contano la metà di tutti i capi ovini nazionali. La difficoltà oggettiva e l'incertezza della produzione devono dunque prevedere una compensazione da parte dello Stato, azionando tutte le leve europee, trovando nella Politica agricola comune (PAC) e nelle politiche agricole nazionali un opportuno e concreto riconoscimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CIAMPOLILLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, vorrei portare all'attenzione dell'Assemblea una notizia, che è stata diffusa dall'agenzia ANSA domenica pomeriggio, di cui vi leggo il titolo: «Bimbo di due anni figlio di vegani, ricoverato per denutrizione. In ospedale a Nuoro, è grave». Ebbene, questa notizia, che è stata rilanciata da tutte le testate giornalistiche possibili e immaginabili, da siti web, TV, radio, stampa e carta stampata, è completamente falsa e, soprattutto, è tendenziosa. Lo ripeto: mi riferisco alla notizia dell'ANSA sulle gravi condizioni, per malnutrizione, di un bambino di due anni, figlio di genitori vegani, ricoverato presso l'ospedale di Nuoro. Ho telefonato immediatamente, domenica pomeriggio, e mi hanno passato il reparto di pediatria. Alla mia domanda se, innanzitutto, la bambina - o il bambino, poco importa - fosse in condizioni gravi, la risposta è stata che non era in condizioni gravi, altrimenti sarebbe stato in terapia intensiva. Allora ho contattato la dottoressa Grazia Cattina, che è direttrice della ASSL di Nuoro. Dunque, non solo i medici dell'ospedale, ma anche la dottoressa Grazia Cattina ha riferito di aver chiesto all'ANSA la smentita della notizia. Vi leggo la mail della dottoressa Grazia Cattina: «Ci dissociamo formalmente da quanto riportato su stato di salute e condizioni degli ipotetici interessati nonché sulla ricostruzione dei fatti e sulle azioni della nostra struttura. La dichiarazione a me attribuita non corrisponde a quanto effettivamente detto. Chiedo rettifica». Si tratta quindi, colleghi - lo dico anche per chi ci ascolta da casa - di un nuovo e vergognoso esempio di falsa e sleale informazione, asservita alle multinazionali del settore, probabilmente appassionate di McDonald's e Burger King e terrorizzate dalla enorme diffusione delle buone pratiche alimentari promosse dalla cultura vegana. (Applausi della senatrice La Mura) . Voglio ricordare che anche tutti gli altri casi sono stati da me personalmente smentiti. Ricordo la bambina ricoverata all'ospedale Gaslini di Genova, definita vegana, che invece mangiava il parmigiano; per quanto riguarda il bambino di Belluno, da me contattato, il dottor Tanzella, direttore medico della direzione sanitaria, riferiva che il bambino non era vegano. Per quanto riguarda il bambino ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, il professor Luca Bernardo, primario, mi diceva che i problemi di questo bambino non c'entrano nulla con l'alimentazione vegana, anzi, è giusto che lo sappiate tutti, a Milano il professor Bernardo ha aperto un ambulatorio per mamme vegane e per bimbi vegani dalla nascita. Ho chiesto quanti di questi bambini vegani si sono ammalati e la risposta è stata nessuno. Ho chiesto poi se nel reparto di pediatria del Fatebenefratelli ci fossero bambini malati e la risposta è stata che ce ne sono. Tuttavia, di questi quanti bambini vegani arrivano malati in pediatria? La risposta è stata nessuno. Allora questa è l'ennesima fake new , l'abbiamo smentita ufficialmente. Ringrazio i colleghi. La cosa più bella è che l'ANSA, in risposta alla dottoressa Cattina, che chiedeva una rettifica, ha cancellato la notizia, il che dimostra che la notizia era falsa. Ma l'ANSA avrebbe dovuto smentirla perché è la più grande agenzia giornalistica italiana ed è conosciuta in tutto il mondo. Questo è un fatto grave, quindi tutte le testate che hanno riportato questa notizia falsa, dovrebbero pubblicare una rettifica. Go vegan . (Applausi dal Gruppo M5S) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire ai sensi dell'articolo 87, comma 1, del Regolamento perché ho ravvisato, nel richiamo del collega Di Nicola alla mia persona, una censura del mio comportamento per il fatto di essermi associato alle proteste dei miei colleghi e ai richiami al Regolamento dei miei colleghi. Voglio precisare che non lo faccio assolutamente per uno spirito di battibecco, sono motivato a intervenire dalla stima che ho per il collega Di Nicola che è assolutamente commisurata all'interesse che lui ha per la mia risposta che è dimostrato dal fatto che in questo momento non è qui. Sarebbe stato interessante che fosse stato qui, lui che ha menzionato la mia professione di docente universitario, proprio ora che abbiamo avuto da un collega del suo Gruppo una indicazione chiara di che cosa sia la professione del collega Di Nicola in Italia, cioè quella di giornalista, propalatori di notizie false. Voglio dire due cose per giustificare, di fronte al collega Di Nicola, la mia passione per il Regolamento e anche per entrare nel merito del suo intervento.