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In tal modo, i soggetti promotori dei progetti potranno finanziare la loro quota di partecipazione prevista dal comma 1 o incrementarla, se lo ritengono utile, anche ricorrendo alle ulteriori risorse predisposte dal comma 3. Quest'ultimo destina quota parte dei fondi strutturali europei per finanziare interventi a favore dell'occupazione, prevedendo che per gli anni successivi l'ammontare sia determinato ai sensi della legge di contabilità e finanza (legge n. 196 del 2009). Poiché l'utilizzo delle risorse dei Fondi strutturali europei per finalità occupazionali si estende oltre il triennio di sperimentazione del piano verde, negli anni successivi potranno continuare ad essere finanziati progetti per creare nuova occupazione. L'articolo 12, inoltre, prevede l'esclusione dal patto di stabilità interno, per il triennio di sperimentazione, delle spese in conto capitale collegate ai progetti del piano verde italiano per un importo pari a 1.300 milioni di euro annui. L'articolo 13 stanzia finanziamenti ulteriori per il piano verde mediante l'incremento delle risorse a disposizione degli interventi per la messa in sicurezza del territorio, per gli asili nido pubblici, per la messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici e per incrementare l'efficienza, la prestazione energetica e la riduzione del consumo di energia negli edifici pubblici. L'articolo 14, infine, contiene le disposizioni relative alla copertura finanziaria. La seguente tabella mostra le risorse complessive messe a disposizione dal presente disegno di legge per la creazione di nuova occupazione: (in milioni di euro) Fondo nazionale per il Green New Deal 2014 2015 2016 Spese Art. 11, c. 1 Piano per il lavoro 4.980 5.900 5.850 Art. 3, c. 4 Spese di funzionamento dell’Agenzia nazionale 3 3 3 Totale . . . 4.983 5.903 5.853 Art. 13, c. 1 Esclusione dal Patto di stabilità interno 1.300 1.300 1.300 Finanziamenti aggiuntivi 2014 2015 2016 Spese Art. 14, c. 2 Difesa del suolo 1.620 1.690 1.590 Art. 14, c. 3 Asili nido 400 400 400 Art. 14, c. 4 Messa in sicurezza di edifici scolastici 400 400 400 Art. 14, c. 5 Efficienza energetica degli edifici pubblici 300 300 300 Totale . . . 2.720 2.790 2.690 Totale dei finanziamenti . . . 9.003 9.993 9.843 La seguente tabella mostra in sintesi la copertura finanziaria (articolo 15): COPERTURE (in milioni di lire) Coperture 2014 2015 2016 Comma 2 Deducibilità del 20 per cento dell’IMU sui beni strumentali 475 274 274 Comma 2 Detrazioni IRPEF per lavoro dipendente 1.560 1.734 1.732 Comma 2 Cuneo fiscale - Riduzione INAIL 1.000 1.100 1.200 Comma 2 ACE - Agevolazioni per nuovo capitale investito 658 716 Commi 2 e 3 Esclusione di spese dal patto di stabilità interno 1.000 Comma 4 Riduzione di regimi di favore fiscale 510 1.500 1.700 Comma 5 Riduzione del costo di auto di servizio e taxi 600 600 750 Comma 6 Addizionale IRES per le società del settore petrolifero ( Robin tax ) 244 122 122 Commi 7-8 Deducibilità degli interessi passivi per banche 580 332 332 Comma 10 Incremento al 23 per cento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sui redditi di capitale 420 750 690 Commi 11-12-13 Riforma della tassa sulle transazioni finanziarie (TTF) 800 800 800 Comma 14 Spese per acquisto di velivoli F35 1.004 1.025 875 Comma 15 Spese per fregate di classe FREMM 785 778 526 Comma 16 Spese per la linea TAV Torino-Lione 49 242 140 Totale 9.027 10.101 9.857 Saldo 24 108 14. 1 (Princìpi e finalità) 1 Nel rispetto del principio di leale collaborazione e del riparto di competenze, lo Stato, le regioni e gli enti locali realizzano, per il triennio 2014-2016, il programma nazionale sperimentale di interventi pubblici, «piano verde nazionale per il lavoro», di seguito denominato «piano», al fine di fronteggiare l'emergenza occupazionale e l’eccezionale stato di crisi del Paese, con particolare attenzione per l'ambiente e per la salute. 2 Il piano si prefigge l'obiettivo di creare un aumento consistente di posti di lavoro, sostenendo un'occupazione produttiva e un lavoro dignitoso, in conformità a quanto promosso dall'Organizzazione internazionale del lavoro e dall'Unione europea. 3 Il piano è finalizzato, ai sensi dell'articolo 2, alla realizzazione di un programma di interventi pubblici urgenti nei settori della protezione del territorio, del diritto alla casa, della valorizzazione del patrimonio scolastico, storico, artistico, architettonico e archeologico, del risparmio energetico e dell’energia rinnovabile nonché del diritto a un ambiente sano per la salute dell'uomo e per la tutela degli ecosistemi. 2 (Ambiti di intervento e realizzazione del piano) 1 Il piano è costituito da progetti proposti dalle amministrazioni dello Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali, dagli enti pubblici e dalle società partecipate dalla pubblica amministrazione anche in forma coordinata o consorziata tra loro, di seguito denominati «soggetti proponenti». 2 I progetti recano interventi: a per la protezione del territorio mediante azioni di prevenzione o di contrasto del dissesto idrogeologico nel territorio nazionale, iniziando dalla mappatura degli insediamenti urbanistici nelle aree a più elevato rischio idrogeologico e dando priorità ai piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni di più elevato rischio idrogeologico, di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, redatti anche sulla base delle proposte delle regioni e degli enti locali e approvati dalle autorità di bacino; b per la bonifica e la riqualificazione ambientali di aree urbane, rurali, produttive, industriali e militari; c per il recupero, la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici, con priorità per quelli esposti al rischio sismico e dell'amianto; d per la ristrutturazione degli ospedali pubblici al fine di rendere gli spazi e le strutture interne funzionali alle attuali tecnologie mediche e alle mutate pratiche terapeutiche; e per il rafforzamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia al fine di incrementare la presa in carico degli utenti di tali servizi, di attenuare il forte squilibrio tra il nord e il sud del Paese e di favorire una complessiva crescita del sistema nazionale verso standard europei, realizzando nuovi asili nido pubblici e interventi di messa in sicurezza degli asili nido pubblici esistenti o di ristrutturazione di edifici pubblici da adibire ad asilo nido;