[resaula]

E non è l'Europa che pone un limite del 30 per cento, perché la Commissione europea ha detto in maniera ufficiale che è una scelta del Governo che può ristorare fino al 100 per cento. Ristorate fino al 100 per cento, ristorate oltre i 100.000 euro. Fate giustizia, Presidente, perché qui di "balle" (chiedo scusa per il termine) ne abbiamo sentite anche troppe. PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, che si tratti di un decreto-legge omnibus è nei fatti. Ne ho spulciato l'indice e già nella sua primissima parte registro: le questioni legate alla casa, le imprese radiofoniche, il rientro dei cervelli, l'assunzione di personale nella pubblica amministrazione, la manutenzione delle strade del Friuli, l'indennizzo per i risparmiatori, i trapianti pediatrici e quant'altro. Registro anche che servono, per l'applicazione completa del decreto-legge, per lo meno 39-40 norme attuative, il che fa decadere la caratteristica dell'urgenza per il provvedimento che stiamo discutendo. Quello che non capisco è la ratio politica di un decreto-legge di questa natura perché è più un provvedimento di fine legislatura che non di metà legislatura ed ha due caratteristiche che si manifestano e che svettano in maniera assolutamente palese: manca di una visione organica della crescita di un grande Paese manifatturiero quale è l'Italia (la seconda potenza europea e tra le prime nel mondo), e manca di una risposta altrettanto puntuale, efficace ed organica sulle quattro questioni che travagliano l'Italia contemporanea; bassa produttività, asfissia del mercato interno, un ruolo decisamente debole in Europa, eccesso di debito. Se andiamo a scalare nell'articolato, non troviamo nessuna risposta sulle quattro tematiche che travagliano questo straordinario Paese. Molte sono misure bandiera, che però non servono, non sono di nessuna utilità quando devi affrontare i tornanti della storia. Non vi è dubbio che il tempo che stiamo vivendo - non da soli, non l'Italia da sola - sia un tornante in qualche modo decisivo che andrebbe affrontato, invece, con provvedimenti che dovrebbero avere natura progettuale. Io non appartengo alla categoria di chi sostiene che tutto è negativo. Registro un recupero, ad esempio, dei superammortamenti (e questo va bene), la deducibilità dell'Imu (e questo va bene), il potenziamento del fondo per aziende vittime di mancati pagamenti (e questo va bene); ma se vado a vedere gli investimenti che si fanno per far fronte a queste misure (penso al mini recupero dell'Industria 4.0, all'articolo 49- bis e all'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro), vedo che i capitoli sono giusti ma i fondi messi a disposizione di buone idee non ci sono o sono così carenti da apparire del tutto insufficienti per affrontare nodi decisivi per l'economia e per la crescita italiana. Non parlo di Alitalia che conosco bene. Si prevede un intervento del MEF con diverse decine di milioni che si aggiungono alle diverse centinaia di milioni già spesi in favore di tale compagnia. Registro che tutte le posizioni assunte dal Governo, da quando è in carica - ormai viaggiamo per il tredicesimo mese - sono state completamente smentite. Dov'è, allora, il punto politico, se manca un provvedimento organico, se manca una visione efficace per tamponare le ragioni del dissesto di questa Italia? La mia lettura è che il provvedimento nasca morto, perché una parte della maggioranza - e mi riferisco alla componente che fa capo al vice presidente Salvini - ha già la testa orientata altrove e l'orientamento altrove che fa nascere morto questo decreto-legge è la flat tax , da una parte, e la legge di stabilità, dall'altra, che si propone di portare in discussione già nel cuore dell'estate. Ora, lei comprenderà bene, signor Presidente, che se oggi approvo il decreto-legge crescita, che nella sua presentazione è già decisamente sgangherato, ma contestualmente metto i riflettori accessi su flat tax e legge di stabilità, è come dire che questo provvedimento, se va bene, lascerà il tempo che trova. Non solo manca di una visione di progetto per affrontare i grandi nodi irrisolti dell'Italia, ma soprattutto di due risposte efficaci a due questioni specifiche (che non possono esserci, perché nel contratto fra Lega e 5 Stelle non sono previste). Cosa facciamo per aumentare la torta della ricchezza e consentire che venga equamente suddivisa? Cosa facciamo per sostenere il rientro dei cervelli, non con misure bandiera molto deboli e senza mettervi accanto un efficace fondo per farli rientrare? Non c'è alcuna misura che riguardi l'aumento delle borse di studio per studenti meritevoli che si trovano in condizioni di bisogno né si parla in alcun modo di abbattimento del nucleo fiscale, che serve a rendere il mercato interno più frizzante rispetto allo stato attuale. Vorrei muovere un'ultima considerazione, in conclusione: spostando sempre più avanti la risoluzione dei problemi - quindi flat tax e legge di stabilità e, più che mancanza di un progetto, decisione di non presentarne uno organico per affrontare i nodi di quest'Italia - temo si voglia continuare a grattare la pancia del rancore e della rabbia che dilagano nel Paese, facendo perno soprattutto sulle straordinarie difficoltà e paure del ceto medio italiano. Attenzione, però: ricorre in questi giorni non un grande anniversario, ma il ricordo del mito della vittoria mutilata; anche allora un Governo vinse le elezioni, ma portò l'Italia sull'orlo del baratro. La mia opinione è che provvedimenti come questi avvicinano l'Italia al salto nel buio, perché solo con le promesse, alla fine, non si vive. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE.È iscritto a parlare il senatore Margiotta. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, anche in questo caso il Governo ha la capacità di dare un bel nome ad un decreto-legge: crescita. Abbiamo avuto i decreti-legge dignità, sicurezza e ora il duo crescita-sblocca cantieri. Non c'è che dire, sono bravi nel dare nomi: il problema è che questo decreto-legge nessun effetto avrà sulla crescita, così come lo sblocca cantieri nessun effetto avrà sui cantieri, e questo è il problema massimo. D'altra parte, le stesse relazioni tecniche che accompagnano entrambi i decreti stimano in pochissimo l'aumento del PIL che ne potrebbe derivare. Ho la sensazione che anche quella stima sia assolutamente ottimistica. Si tratta di un decreto-legge omnibus , com'è già stato detto. Certo, contiene alcune cose positive, prima tra tutte - per me - l'emendamento che salva Radio Radicale (su forte azione del Partito Democratico), una voce di democrazia. Ne contiene però moltissime altre negative o quantomeno inconcludenti e comunque quasi tutti interventi spot , senza alcuna capacità di guardare al futuro né alcuna visione (si tratta di un Governo che non ha visione, infatti). Tra queste misure ci sono anche quelle su Alitalia, com'è stato ricordato un attimo fa. Cosa prevede il decreto-legge crescita su Alitalia?