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Ecco dunque qual è la potenza del decreto dignità: per la prima volta, proprio attraverso la parola dignità, il lavoratore ricompare, perché è inutile pensare di poter mettere a fuoco il concetto di lavoro quando è fuori fuoco il concetto di lavoratore. Ma è il lavoratore che è agganciato al lavoro (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) , è il lavoratore che è carico di diritti e, quando si parla di diritti del lavoratore, non si può pensare che il contratto a tempo indeterminato sia un colpo di fortuna che capita nella vita. Ecco perché è importante cominciare a rimasticare il concetto di un contratto solido, che dia prospettiva. Invece devo registrare delle frasi incredibili, come quelle di Zoppas, il presidente di Confindustria Veneto, che evidentemente parla lo stesso linguaggio di alcuni senatori appartenenti a questa Assemblea. Egli però è andato oltre e ha detto che il decreto dignità per gli imprenditori sarà un «cappio al collo». (Commenti dal Gruppo FI-BP) . Dunque il presidente di Confindustria Veneto sta citando una drammatica situazione, che imprenditori del Veneto purtroppo hanno vissuto e quegli imprenditori del Veneto si sono suicidati, perché non volevano licenziare! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo FI-BP) . CAUSIN (FI-BP) . Vai a lavorare! Vergogna! PARAGONE (M5S) . Di cosa parli? Gli imprenditori per bene in questo Paese non hanno paura ad assumere. Invece chi sono gli imprenditori che hanno paura? Quelli che delocalizzano, quelli che giocano alla slot machine dei contratti! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . FLORIS (FI-BP) . Non conosci il mondo del lavoro! PARAGONE (M5S) . Allora forse sarà bene ricordare a Zoppas che in quel Nord-Est si suicidò un ragazzo, che si chiamava Michele e la sua lettera finì in prima pagina su tutti i giornali e sicuramente commosse tutti noi. Allora vale la pena citarne alcuni pezzi, quando dice: «Non è assolutamente questo il mondo, che mi doveva essere consegnato e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte». Noi dobbiamo consegnare ai giovani un mondo, se non perfetto, almeno che sia un mondo in cui abbiano i diritti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo FI-BP) . Sarà mica questo l'orizzonte che vogliamo per i lavoratori italiani? Quello in cui l'Istat registra nel solo mese di giugno del 2018 un aumento dei contratti a termine di 16.000 unità e, di contro, un arretramento di 56.000 unità a tempo indeterminato in un mese (Commenti del senatore Floris) . Ciò vuol dire che questa crescita non funziona, oppure poggia su delle basi che sono decisamente da rivedere. Vorrei anche dire al Presidente e a tutti coloro che parlano degli imprenditori, che i piccoli imprenditori, ad esempio quelli artigiani, non hanno paura ad assumere... (Richiami del Presidente). Vado a concludere. PRESIDENTE. Ha un minuto, senatore Paragone. PARAGONE (M5S) . Infatti il presidente di Confartigianato, in un tweet , l'ha detto chiaro e tondo... ( Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) PRESIDENTE. Facciamo terminare il senatore Paragone, che ha ancora quasi un minuto. PARAGONE (M5S) . Il presidente di Confartigianato, in un tweet , che quindi potete tranquillamente vedere anche voi, colleghi, ha detto che questi aiutini sono stati fatti a Confindustria, ma loro non assumono per poter licenziare (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) e parla di regalie e di jobs act. Quindi, quando parlate degli imprenditori, ricordate che i piccoli imprenditori non hanno paura di licenziare e hanno invece visto male il jobs act (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) . Domandatelo a Merletti, presidente di Confartigianato. L'ultima notazione la vorrei dedicare a quelle multinazionali che, attraverso i giochi e le regole totalmente asimmetriche che regala l'Unione europea, possono minacciare ancora una volta i Governi e i lavoratori di andarsene, perché c'è sempre qualcuno da sfruttare un po' di più. Certo, se noi continuiamo a spingere i lavoratori nell'invisibilità, anche l'Europa dei popoli, l'Europa dei cittadini farà fatica a nascere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Avviandomi alla conclusione, faccio riferimento a quella che è un'autentica verità. Lì si diceva che la verità vi renderà liberi; io dico che la dignità rende liberi i lavoratori. Quindi andiamo avanti, signor Ministro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, gentili senatori e gentili senatrici, prima di tutto vorrei cogliere l'occasione per rispondere a tutte o quasi tutte le osservazioni che sono state fatte. Non ho potuto ascoltare la prima mezz'ora di dibattito e me ne scuso, ma cercherò almeno di spiegare all'Assemblea del Senato della Repubblica quale sia stata la ragione che ci ha indotto a portare avanti un provvedimento del genere e a farlo per necessità ed urgenza. Il primo punto, posto anche nel dibattito alla Camera dei deputati che si è svolto la settimana scorsa, era proprio legato alla ragione di adottare un decreto-legge. Il decreto-legge secondo noi è giusto in quanto interviene su quattro emergenze della nostra società, vale a dire il precariato, l'emergenza delle delocalizzazioni (nei primi due mesi di questo Governo abbiamo avuto tre casi di aziende che dalla mattina alla sera hanno mandato centinaia di lettere di licenziamento ai loro dipendenti e se ne sono andate all'estero); abbiamo poi un'emergenza che dobbiamo affrontare con tutte le nostre forze ed è quella del gioco d'azzardo, l'azzardopatia, e quella della burocrazia. Vorrei fare due premesse, la prima delle quali è che questo non è uno strumento che risolve tutti i problemi di questo settore, ma comincia ad affrontarli in controtendenza rispetto al passato. Lo dico utilizzando questo termine, ma è anche naturale che sia così. Siamo stati forze politiche che si sono fatte opposizione negli anni passati perché avevamo due ricette differenti per i problemi del Paese; oggi queste forze politiche si sono alternate, alcune sono andate al Governo e altre sono all'opposizione. Considero anche normale che ci siano idee diverse e ognuno si prende la responsabilità dell'idea di Paese che porta avanti. Mi ha incuriosito, sia nel dibattito alla Camera che anche oggi pomeriggio al Senato, il fatto che gli estremi di questo Emiciclo accusino il decreto-legge in discussione di essere o troppo punitivo oppure di aver fatto troppo poco per il precariato. Non è un caso.