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Quindi bene che nelle sue parole ci sia stato il riconoscimento di questa realtà e che si siano annunciati interventi, fin dal prossimo decreto-legge rilancio (che dovrebbe conoscere il varo nel pomeriggio), in aggiunta a quelli che già sono stati adottati. Mi sembra che siano interventi da sottolineare, perché dimostrano che c'è la presa di coscienza della difficoltà che decine di migliaia di società sportive dilettantistiche e di associazioni sportive dilettantistiche affronteranno per rispettare le norme di sicurezza che giustamente sono state messe in campo e che rischiano, per alcune realtà, di essere difficilmente sostenibili o persino impossibili da sostenere, se non avranno un appoggio chiaro, contributi a fondo perduto e un accesso al credito che le parifichi alle piccole e medie imprese. Insieme a questo apprezzamento esprimo la preoccupazione e l'auspicio che ci sia la capacità di tradurre in pratica, da subito, l'impegno che ci prendiamo con questo mondo, perché non possiamo permetterci che alle parole e alle promesse non seguano immediatamente fatti concreti; troppa è infatti la sofferenza che questo mondo sta vivendo. Da questo punto di vista, signor Ministro, le rivolgo l'invito ad attivare, nella misura del possibile, non soltanto i 17 milioni di euro del fondo del CONI di cui ci ha parlato e i 10 milioni di euro che saranno stanziati nel decreto rilancio, ma un continuo e fattivo coinvolgimento in primo luogo di tutti e 15 gli enti di promozione sportiva di questo Paese, attorno ai quali ruotano le passioni e gli interessi di centinaia di migliaia di italiani. Sappiamo che è importante non soltanto sostenere l'offerta di sport e quindi la possibilità di queste realtà di continuare ad operare, realtà che sono spesso interlocutori fondamentali e referenti essenziali delle attività delle amministrazioni comunali di questo Paese, ma è importante anche sostenere la domanda di sport, perché il rischio che corriamo è che la difficoltà economica di molte famiglie le porti a rinunciare e ad economizzare sullo sport per i propri figli. Questo sarebbe un danno per il welfare , per le politiche della salute e per tutte le cose importanti che ho prima ricordato. Concludo, perché i cinque minuti a mia disposizione sono molto pochi, con la sollecitazione ad accelerare la scelta riguardante la ripartenza del campionato di calcio. Mi pare siano state pronunciate da lei quest'oggi parole di apertura rispetto a questa possibilità. Noi abbiamo bisogno che si esca dalla fase dell'incertezza e che si diano certezze subito. Sicuramente devono essere certezze prudenti - ha usato spesso questa parola - e responsabili. Noi siamo ovviamente per la priorità assoluta del diritto alla salute; Ministro, però devono essere anche certezze sostenibili e realistiche. Da questo punto di vista, la invito a rivedere la scelta di cui si è discusso stamani al comitato tecnico scientifico sul fatto che un solo caso di positività può far scattare la quarantena per un'intera squadra. Non parliamo soltanto di calcio perché quella indicazione, se non ho interpretato male, vale per qualsiasi sport di squadra e in questo Paese non c'è soltanto il calcio. Credo che questa scelta presenti delle criticità importanti, che vada oltre certi confini di sensatezza e ragionevolezza (di essa non si trovano eguali al di fuori dei nostri confini) e rischi soprattutto di portare a effetti pratici molto diversi da quelli dichiarati. Sarebbe un peccato, perché costituirebbe una macchia in un complesso di azioni della cui importanza ho voluto con grande franchezza e, spero, anche con chiarezza darle atto con questo mio intervento. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Emanuele. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, intendo utilizzare i pochi minuti che ho a disposizione non tanto per commentare la sua informativa, quanto piuttosto per sottolineare i temi che, secondo me, dovranno caratterizzare il lavoro che dovrà essere fatto a seguito del provvedimento, che non sappiamo quando arriverà - lei ci parla di questo pomeriggio, vedremo - e che io ormai chiamo decretone, perché sembra che ci sia dentro un po' di tutto. Non vogliamo essere polemici su cose importanti come la tematica dello sport in particolare. Io non mi appassiono particolarmente sulla riapertura o meno del campionato di calcio; sono ben consapevole del fatto che il giro d'affari che sta dietro al campionato è sicuramente importante e, per certi aspetti, comprendo anche che possa essere interpretato come un comparto di tipo economico rilevante per quanto riguarda le casse dello Stato. Devo riportarla, però, un po' più sul piano terreno. Lei, nella sua informativa, ha citato tutto il mondo della promozione sportiva e delle discipline associate che, secondo me, sono invece il vero cuore pulsante del mondo sportivo, perché non dobbiamo dimenticarci che, all'interno di queste realtà, si realizza non soltanto lo sviluppo sportivo dei nostri campioni, che poi vanno alle olimpiadi e ai vari campionati anche di rilievo internazionale, ma un intero mondo che coinvolge bambini e anche anziani. Pensiamo, per esempio alla ginnastica dolce: non è una cosa di secondo piano. Soprattutto a me sta particolarmente a cuore il mondo dei disabili. Le discipline di sport integrato offrono a un mondo intero la possibilità di realizzazione. Per certe persone e per molti disabili la realizzazione all'interno dello sport è l'unico momento di realizzazione della propria vita e io credo che questo ambito avrebbe dovuto essere sottolineato di più nella sua informativa. Confido che nei prossimi provvedimenti queste cose vengano prese degnamente in considerazione perché, se uno Stato vuole essere davvero un buon padre di famiglia, deve tenere a mente tutto e non soltanto il mondo delle federazioni, che è pure un mondo importante, ma che molte volte non è così ferrato in tema di sport di base come il mondo della promozione sportiva che è anche promozione sociale, non dimentichiamolo, perché è particolarmente importante questo argomento. Le do quindi un consiglio, signor Ministro, in totale umiltà: partiamo dal basso. Non occupiamoci così totalmente, come avviene anche sui media negli ultimi giorni, di quando riprenderemo il campionato. Riprenderemo il campionato quando sarà il momento di riprenderlo. Oggi, noi dobbiamo pensare a dare davvero realizzazione alle persone che, prima di questa disgrazia e di questa tragedia del Covid-19, attraverso il mondo sportivo riuscivano a trovare la piena realizzazione di sé. Capisco che non si parla di campionato di calcio e, quindi, magari non vi è particolare attenzione, ma un po' tutta l'Assemblea dovrebbe avere coscienza di cosa voglia dire fare «sport di base», come è stato giustamente definito. Quindi, l'invito che io le rivolgo è: cerchiamo di non mortificare quel mondo sportivo che, tante volte e in silenzio, lavora sottotraccia, senza chiedere nulla e andando davvero a dare una mano a quelle persone che non hanno la possibilità di arrivare a fare le grandi competizioni sportive. (Brusio) . Presidente, faccio fatica a sentirmi! (Richiami del Presidente) . Le chiedo questo sforzo, signor Ministro: le chiedo lo sforzo, lo ripeto, di tenere i piedi per terra.