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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 9 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 10,10. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica, ai sensi dell'articolo 33, comma 5 del Regolamento,per l'esame in sede redigente è prevista la pubblicità dei lavori attraverso impianti audiovisivi collocati in separati locali, a disposizione del pubblico e della stampa. Avverte inoltre, che della seduta sarà redatto il resoconto stenografico. IN SEDE REDIGENTE DDL n. 5, 199, 253, 392, 652 - Legittiima difesa DDL 5 Misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la difesa legittima DDL 199 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 253 Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa DDL 392 Modifica all'articolo 55 del codice penale in tema di esclusione della punibilità per eccesso colposo DDL 652 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa e di aggravamento delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo (Discussione congiunta e rinvio) Il presidente OSTELLARI ( L-SP ), relatore, illustra i provvedimenti in titolo relativi alla legittima difesa. Il disegno di legge n. 5, di iniziativa popolare, si compone di due articoli. L'articolo 1 modifica il reato di violazione di domicilio: inasprendone il quadro sanzionatorio; escludendo qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nella sfera della privata dimora altrui; introducendone la perseguibilità d'ufficio nel caso in cui il reato sia funzionale al compimento di altri delitti perseguibili d'ufficio, come la rapina o il furto. L'articolo 2 modifica l'articolo 55 del codice penale, escludendo l'eccesso colposo in legittima difesa quando la condotta sia diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma dell'articolo 52 del codice penale. In tal modo chi difende l'incolumità o i beni propri o altrui all'interno del proprio domicilio non potrà rispondere della propria condotta, neppure a titolo di eccesso colposo in legittima difesa. Ricorda che il secondo e terzo comma dell'articolo 52 del codice penale, su citati, sono stati aggiunti dalla legge n. 59 del 2006 che ha introdotto la cosiddetta legittima difesa domiciliare (o legittima difesa allargata). Mediante il riferimento all'articolo 614 del codice penale (violazione di domicilio) è stabilito il diritto all'autotutela in un domicilio privato (secondo comma) oltre che in un negozio o un ufficio (terzo comma). Il disegno di legge n. 199, di iniziativa del senatore La Russa e altri, si compone di un solo articolo, recante modifiche alla disciplina della legittima difesa allargata di cui all'articolo 52 del codice penale. Il provvedimento oltre a prevedere che ai luoghi indicati nell'articolo 52 del codice penale (abitazioni, negozi, studi, uffici) si debbano equiparare le immediate adiacenze agli stessi - sempreché l'offesa ingiusta risulti in atto - stabilisce che, ove il pericolo di aggressione a persone o beni avvenga da parte di chi si introduce illegalmente in un'abitazione (o negli altri luoghi previsti dalla legge) con modalità tali da provocare uno stato di paura o agitazione nella persona offesa, sia in ogni caso presunta la proporzionalità con l'offesa. Il disegno di legge n. 253 di iniziativa del senatore Caliendo ed altri, apporta più ampie modifiche all'articolo 52 del codice penale, integrandone in primo luogo il comma primo. Come noto, tale disposizione, nella sua formulazione vigente, prevede che non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, e sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa. Il disegno di legge con riguardo all'offesa ingiusta precisa che essa debba essere valutata "come percepita dall'aggredito al momento dell'insorgenza del pericolo". Inoltre la proposta di legge interviene sul secondo comma dell'articolo 52 del codice penale relativo al diritto di difesa, eliminando il riferimento alla "desistenza" ed escludendo la punibilità di colui che abbia operato in situazione di concitazione o di paura. Ancora, il disegno di legge introduce una presunzione di legittima difesa per gli atti diretti a respingere l'ingresso o l'intrusione mediante effrazione, anche tentati, nell'abitazione o in altro luogo di privata dimora commesso con violenza o minaccia di uso di armi da parte di una o più persone. Di un solo articolo si compone anche il disegno di legge n. 392, di iniziativa del senatore Mallegni e altri, il quale però interviene sulla disciplina dell'eccesso colposo di cui all'articolo 55 del codice penale. Il provvedimento integra la disposizione del codice prevedendo che la colpa è esclusa quando l'eccesso riguardante la misura della necessità di difesa o della proporzione, o i limiti cronologici dell'attualità dell'offesa, sia dovuto, sulla base della valutazione di tutte le circostanze del caso concreto e di quelle ragionevolmente prevedibili, al condizionamento psicologico determinato dal comportamento di colui verso il quale la reazione sia diretta. Infine il disegno di legge n. 652 di iniziativa del senatore Romeo e altri, si compone di 4 articoli, i quali, oltre ad intervenire in materia di legittima difesa, modificano la disciplina relativa al reato di furto in abitazione e furto con strappo. Più nel dettaglio l'articolo 1 aggiunge un ulteriore comma all'articolo 52 del codice penale, il quale prevede che si considera che abbia agito per difesa legittima colui che compie un atto per respingere l'ingresso o l'intrusione mediante effrazione o contro la volontà del proprietario o di chi ha la legittima disponibilità dell'immobile, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di una o più persone, con violazione del domicilio, ovvero in ogni altro luogo ove sia esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. L'articolo 2 - come anticipato- interviene sull'articolo 624- bis del codice penale, inasprendo le sanzioni per il reato di furto in abitazione e furto con strappo. In particolare, si prevedono la reclusione da un minimo di cinque anni a un massimo di otto anni e la multa da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 20.000 euro. Conseguentemente per l'ipotesi aggravata di cui al comma 3 del medesimo articolo si prevede un minimo edittale di sei anni di reclusione, mentre il massimo resta quello attualmente previsto, pari a dieci anni, e la multa è rideterminata in un importo da un minimo di 20.000 euro a un massimo di 30.000 euro.