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la specificità di un'organizzazione come quella delle forze armate andrebbe rispettata e onorata come componente strategica di uno Stato democratico, ricordando sempre che i militari sono servitori dello Stato e ambasciatori dell'Italia nelle missioni all'estero, si chiede di sapere se l'aver dedicato la parata del 2 giugno al tema dell'inclusione non rappresenti un mancato riconoscimento della vocazione principale delle forze armate nonché, pur se nella necessaria e condivisibile ottica " dual use ", se il tema scelto non privilegi gli aspetti di impiego civile con una deminutio dei valori militari, che sono proprio quelli che una parata delle forze armate deve celebrare. Atto n. 3-00868 MAIORINO Al Ministro della difesa Premesso che: nel 2001 scoppia il caso "Sindrome dei Balcani", con l'emergere dei primi episodi di militari italiani ammalatisi o deceduti al rientro dalle missioni in Bosnia Erzegovina e Kosovo, due Paesi dove la NATO, nel 1995 e nel 1999, ha fatto uso di proiettili all'uranio impoverito (DU); secondo i dati dell'Osservatorio militare ad oggi si contano nel nostro Paese almeno 4.000 reduci colpiti da patologie asbesto-correlate e 359 decessi; ad oggi, viene confermato dalla ricerca scientifica che questi proiettili sono pericolosi, sia per la radioattività emanata, sia per le nano-polveri tossiche che rilasciano nell'ambiente; continuano a verificarsi toccanti vicende umane legate a patologie contratte a causa di agenti patogeni, alle quali occorre dare costante attenzione e assicurare una doverosa ricerca della verità; da ultimo, nei giorni scorsi è apparsa, su alcuni organi di stampa, la notizia di un militare che si è tolto la vita, perché colpito da una patologia connessa all'esposizione all'uranio impoverito nel corso di alcune missioni all'estero, era stato costretto ad affrontare un lungo quanto penoso contenzioso con il Ministero della difesa; il Ministro in indirizzo ha avuto il coraggio di rompere il muro di silenzio sulle responsabilità della Difesa, annunciando la creazione di un tavolo tecnico e provvedimenti legislativi a tutela dei nostri militari, si chiede di sapere quali siano i provvedimenti concreti che il Ministro in indirizzo voglia intraprendere per affrontare una problematica che tanta sofferenza ha provocato e continua a provocare nel personale militare, che ha messo a rischio la propria incolumità fisica per servire lo Stato e che lo Stato ha il dovere di tutelare. Atto n. 3-00869 TARICCO MARCUCCI MAGORNO BITI SBROLLINI STEFANO Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'accordo economico e commerciale globale CETA (Comprehensive economic and trade agreement) tra UE e Canada è un accordo di libero scambio, che, in ambito agricolo, abolisce i dazi doganali, per il 99 per cento, aprendo di fatto il mercato canadese ai prodotti alimentari e bevande europei; il CETA risulta in applicazione provvisoria, dal 21 settembre 2017, solamente per quanto riguarda le materie che rientrano nelle competenze degli Stati membri relativamente alla protezione degli investimenti e all'accesso al mercato per gli investimenti di portafoglio, mentre per quanto riguarda il settore agroalimentare l'accordo risulta pienamente operativo; il Ministro in indirizzo ha dichiarato già un anno fa "è nostra intenzione ridiscutere il CETA. Lo abbiamo detto tranquillamente senza problemi al ministro canadese. Aspetteremo un anno e vedremo quali sono i risultati del CETA, che in questo momento vige a livello provvisorio"; sempre il ministro Centinaio a luglio 2018 aveva dichiarato l'intenzione di "capire, dati alla mano, se l'accordo di libero scambio con il Canada possa considerarsi vantaggioso per il nostro Paese"; considerato che: il CETA, in ambito agricolo, riconosce e tutela 143 prodotti tipici di specifiche zone geografiche dell'Unione europea, di cui 41 italiane; il trattato prevede che nuove denominazioni possano essere aggiunte alla lista delle Dop e Igp tramite un negoziato tra le parti, cioè Unione europea e Canada. Un primo esempio a riguardo è quello relativo all'italiano prosciutto di Carpegna, che ha ottenuto la protezione in Canada in virtù dell'accordo CETA; l'applicazione in via definitiva del CETA, per quanto riguarda i capitoli "Servizi, Investimenti e Appalti pubblici", avverrà solo dopo la ratifica, non ancora avvenuta in Italia, da parte dei Parlamenti nazionali dei Paesi UE; nel primo anno di applicazione dell'accordo CETA l' export italiano in Canada è complessivamente aumentato del 3,8 per cento, mentre l'interscambio ha registrato un aumento del 2,3 per cento; nello stesso periodo di riferimento, il settore agroalimentare italiano ha visto un aumento del 5,9 per cento, il comparto dei vini in particolare del 2,8 per cento, il settore calzature del 4,3 per cento, quello degli gli articoli in pelle del 1,3 per cento. In particolare, le vendite di prosciutto San Daniele sono salite in un anno del 35 per cento; il settore agroalimentare, che risulta avere dazi superiori al 16 per cento, è tra quelli che può maggiormente beneficiare dell'accordo grazie a un'abolizione immediata dei dazi sull'85 per cento delle linee tariffarie; dai dati elaborati dall'amministrazione doganale canadese, riportate in una nota dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane del 25 aprile 2018, risulta che le esportazioni di grano duro canadese verso l'Italia si sono ridotte del 90 per cento nei primi cinque mesi di applicazione dell'accordo CETA (ottobre 2017-febbraio 2018). Quelle di grano tenero del 47 per cento; tenuto conto che dopo quasi un anno dalle dichiarazioni del Ministro non si hanno ancora notizie in merito alle intenzioni del Governo sulla reale volontà di ridiscutere l'accordo CETA, si chiede di sapere: a fronte delle ripetute dichiarazioni pubbliche, menzionate in premessa, quali siano i tempi e le reali intenzioni da parte del Governo in merito all'accordo di libero scambio con il Canada; quali siano le modalità con le quali si pensa di revisionare l'attuale impostazione del CETA. Atto n. 3-00871 STEFANO TARICCO BELLANOVA MESSINA Assuntela BITI MAGORNO SBROLLINI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e per il Sud Premesso che: il decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, recante interventi per il rilancio di settori agricoli in crisi, è stato convertito in legge, con modificazioni, il 15 maggio 2019, e non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ; tra le varie modifiche apportate al testo, l'articolo 8 prevede, in luogo dell'originaria rubrica recante "Norme per il contrasto della Xylella fastidiosa e di altre fitopatie", una nuova rubrica recante "Misure di contrasto degli organismi nocivi da quarantena in applicazione di provvedimenti di emergenza fitosanitaria", con ciò evidenziando che il testo vigente non fa più formalmente riferimento alla sola emergenza da Xylella fastidiosa ma, più genericamente, ad "organismi nocivi da quarantena";