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Dobbiamo continuare ad avere come faro, come percorso, come indicazione nella nostra attività il contenuto della Costituzione, che non possiamo buttare alle ortiche. È prevista la cosiddetta autodichia e, finché esiste, questi organi devono essere autonomi e devono poter funzionare in maniera adeguata, come richiede la Costituzione. Se poi la nostra Assemblea e l'altro ramo del Parlamento decideranno che non si è più d'accordo, allora aboliamo l'autodichia e mandiamo tutto ai tribunali ordinari. Finché l'autodichia esiste, non possiamo però buttarla alle ortiche. Oggi discutiamo di questo tema, che crediamo sia estremamente importante. La mozione che abbiamo presentato si pone solo un obiettivo, che non è quello di discutere o di annullare decisioni giurisdizionali passate in giudicato, perché non lo possiamo fare. Credo che sia evidentemente arrivato il momento di prendere in mano questa materia e, come è scritto nel dispositivo della nostra mozione, di affrontare una volta per tutte il problema nelle sedi competenti disciplinando quei casi - saranno individuati e indicati in maniera chiara - in cui si renda necessaria la revisione o la revoca del vitalizio verso quei senatori che siano cessati dal mandato e che siano stati condannati in via definitiva per reati particolarmente gravi. Questo è il contenuto della nostra mozione, senza andare oltre; salvo rimettere in discussione, come dicevo, l'istituto dell'autodichia, che personalmente - e credo di interpretare anche il pensiero dei colleghi del Gruppo - fino a che esiste, e sempre nel rispetto della Costituzione, sono tenuto a considerare guardando a quel che accade all'interno di quest'Aula e degli organi deputati a decidere. Infatti, come già sottolineato, Commissione contenziosa e Consiglio di garanzia sono organi giurisdizionali con tutti i poteri di un tribunale e di una corte d'appello, pertanto non siamo sicuramente in condizioni di metterli in discussione o di annullarli. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, quando ho avuto notizia che un Gruppo parlamentare stava chiedendo di calendarizzare una discussione sui vitalizi sono rimasto basito, perché c'è ancora una camera di consiglio in atto che deve decidere sul famoso appello dell'amministrazione avverso la sentenza di primo grado che ha annullato la famosa delibera del 2018. Poi però ho letto le mozioni, che parlano sostanzialmente del vitalizio ai condannati, e mi ha fatto piacere che si sia aperta questa discussione, quantomeno per portare fuori da queste Aule ai cittadini un'informazione corretta su quanto sta succedendo. Mi auguro che i mezzi di informazione che seguono tale questione possano veicolare correttamente il dibattito che quest'oggi si svilupperà in Aula. Signor Presidente, qui non si parla della differenza tra chi difende i condannati e tra chi invece vuole la forca. Qui c'è semplicemente un organo di giustizia interna che, come è stato detto, ha funzioni giurisdizionali e che nel suo procedere deve applicare la legge; non deve soltanto applicare la legge ordinaria e la legge interna, ma la deve conformare ai principi costituzionali, perché l'autodichia ha escluso la possibilità per il parlamentare o per l'ex parlamentare di rivolgersi alla Corte costituzionale. Sono pertanto gli organi di autodichia che, nell'espletamento della loro funzione, devono verificare se la norma che si impugna sia conforme anche alla Costituzione. Che cosa è successo? Ne possiamo parlare, perché le motivazioni sono state depositate. I titoloni dei giornali che vi tengono il velo: durante la notte sono stati ridati i vitalizi ai condannati; il Consiglio di garanzia ha ribaltato la decisione del Consiglio di Presidenza. Ma quella decisione del Consiglio di Presidenza era incostituzionale, perché viola, presidente Licheri, non soltanto l'articolo 54 , ma anche l'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Dovete sapere - se non lo sapete - che nell'esercizio della nostra funzione noi abbiamo fotografato il quadro normativo, costituzionale e ordinario, e siamo partiti dall'articolo 28 del codice penale, che stabilisce la sospensione di qualunque forma di assistenza, di vitalizio e di stipendio per i condannati che hanno avuto l'interdizione dai pubblici uffici: è il caso del senatore Formigoni. Però l'articolo 28 del codice penale, presidente Licheri, è stato superato da due sentenze della Corte costituzionale, ossia la n. 3 del 1966 e la n. 78 del 1967, secondo le quali non è sufficiente la semplice condanna o la semplice interdizione dai pubblici uffici per perdere un vitalizio, una pensione, un assegno, uno stipendio, ma si deve guardare alla gravità del fatto, alla tutela della dignità e al rispetto dei diritti umani e della dignità della persona. A tale proposito il legislatore ordinario ha approvato la legge n. 424 del 1966. Inoltre, caro presidente Licheri, l'articolo 18 -bis del decreto-legge n. 4 del 2019 - ancorché i vostri commentatori in televisione dicano di aver parlato soltanto del reddito di cittadinanza - prevede che ai soggetti condannati a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per reati gravissimi sia sospesa la pensione. Questa legge, presidente Licheri, io non l'ho votata. Io ho votato contro, l'avete votata voi. (Applausi) . Tuttavia, nel rispetto della mia funzione giurisdizionale, io ne ho dovuto tenere conto. Allora, Presidente, chiudiamo la partita. Se leggete la sentenza, noi abbiamo detto esattamente quello che avete chiesto voi: abbiamo detto che a un parlamentare o a un ex parlamentare deve essere chiesto un grado di onorabilità rafforzato rispetto al cittadino e se questo parlamentare o ex parlamentare ha sbagliato deve essere sanzionato; la sanzione deve essere stabilita dal Consiglio di Presidenza, ma nello stabilire la sanzione si deve tenere conto della gravità del reato e del rispetto della vita e della dignità umana (perché noi siamo un organo civile, non siamo dei barbari). Voglio, poi, denunciare l'ipocrisia di questo Parlamento: visto che siete tutti d'accordo, fate una legge ordinaria e assumetevi la responsabilità. (Applausi) . E consentite ai parlamentari e agli ex parlamentari di andare di fronte alla Corte costituzionale, così togliamo il disturbo presso gli organi di autodichia e ci rimettiamo dinanzi alla giustizia ordinaria. Anche questo è un esempio di parità tra cittadini e parlamentari. (Applausi. Congratulazioni.) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perilli. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, il nostro capogruppo, senatore Licheri, ha ricordato poc'anzi che, grazie al MoVimento 5 Stelle, per fortuna approda in Assemblea - e per la prima volta - un dibattito sui vitalizi; un dibattito al quale, però, come riscontro osservando l'Aula, si sono sottratte molte forze politiche. Questo denota fondamentalmente un fatto molto concreto, che si vive anche fuori.