[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 665, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)», come modificato dall'art. 16-octies del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), inserito, in sede di conversione, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, e dall'art. 29, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica), convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2020, n. 8, promossi dalla Commissione tributaria provinciale di Siracusa, in composizione monocratica, con tre ordinanze del 9 ottobre 2020, iscritte, rispettivamente, ai numeri 103, 104 e 105 del registro ordinanze 2021 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 28, prima serie speciale, dell'anno 2021. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 23 giugno 2022 il Giudice relatore Maria Rosaria San Giorgio; deliberato nella camera di consiglio del 23 giugno 2022.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con tre ordinanze di identico tenore del 9 ottobre 2020, iscritte, rispettivamente, ai numeri 103, 104 e 105 del registro ordinanze 2021, la Commissione tributaria provinciale di Siracusa, in composizione monocratica, in funzione di giudice dell'ottemperanza, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 665, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)», come modificato dall'art. 16-octies del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), inserito, in sede di conversione, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, e dall'art. 29, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica), convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2020, n. 8, nella parte in cui «limita il rimborso delle imposte ivi previste alla metà del dovuto e al contempo rende incerto - sino all'esclusione - il soddisfacimento dell'altra metà», denunziandone il contrasto con gli artt. 3, primo comma, e 23 della Costituzione. 1.1.- Il giudice a quo riferisce che i giudizi principali sono stati promossi da tre diversi contribuenti al fine di ottenere l'ottemperanza dell'Agenzia delle entrate ad altrettante sentenze definitive, con le quali la stessa Commissione tributaria di Siracusa aveva riconosciuto loro il diritto al rimborso del novanta per cento delle somme versate a titolo di imposte relative al triennio 1990-1992. A fondamento della domanda giudiziale, le parti attrici hanno dedotto che l'amministrazione finanziaria, pur costituita in mora, era rimasta inerte o aveva corrisposto soltanto per metà gli importi dovuti. Espone il Giudice rimettente che l'Agenzia delle entrate, costituendosi nei giudizi a quibus, ha dedotto di aver dato attuazione alle pronunce della CTP versando ai ricorrenti il cinquanta per cento delle somme loro riconosciute, in ossequio all'art. 1, comma 665, della legge n. 190 del 2014. L'amministrazione finanziaria - soggiunge il giudice a quo - ha anche sottolineato che le somme versate possono essere considerate come acconti, posto che, come chiarito dal provvedimento del 26 settembre 2017, adottato dal direttore dell'Agenzia delle entrate in attuazione dell'art. 1, comma 665, della legge n. 190 del 2014, come modificato dall'art. 16-octies del d.l. n. 91 del 2017, come convertito, ove i fondi autorizzati superino l'ammontare delle istanze restitutorie, le somme residue possono essere assegnate proporzionalmente al valore degli importi liquidati. Dalle ordinanze di rimessione si apprende, ancora, che nei giudizi principali l'Agenzia delle entrate ha sottolineato che l'indicato dimezzamento, pur non incidendo sul titolo del credito restitutorio, deve trovare applicazione in sede di ottemperanza, e ha concluso chiedendo dichiararsi la cessazione della materia del contendere per avere l'Ufficio interamente eseguito i giudicati attraverso la convalida dei rimborsi, ovvero mediante l'unico adempimento rientrante nella propria sfera di competenza. 1.2.- Con identico percorso argomentativo, le ordinanze di rimessione rappresentano che, in conseguenza del sisma che nel 1990 ha interessato le Province di Catania, Ragusa e Siracusa, gli obblighi tributari sono stati sospesi fino a quando l'art. 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003)», ha disposto che i soggetti colpiti dall'evento calamitoso avrebbero potuto definire la propria posizione relativa agli anni 1990, 1991 e 1992 pagando, entro il 16 marzo 2003, l'intero ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale e di interessi, diminuito al dieci per cento. Ricorda, ancora, il rimettente che molti contribuenti che avevano assolto le imposte relative al triennio in questione, lamentando la disparità di trattamento, hanno avanzato istanza di rimborso nella misura del novanta per cento, e che la Corte di cassazione, sezione quinta civile, con la sentenza 1° ottobre 2007, n. 20641, ha riconosciuto la fondatezza di tali pretese sulla base di un'interpretazione consolidatasi nel tempo in diritto vivente. Sennonché, con l'art. 1, comma 665, della legge n. 190 del 2014 il legislatore ha limitato il diritto al rimborso, fissando uno stanziamento di euro 30.000,00 (recte: euro 30.000.000,00) per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017. La disposizione anzidetta è stata nuovamente modificata dal d.l. n. 91 del 2017, come convertito, il quale, all'art. 16-octies, ha apportato una duplice innovazione alla disciplina in questione, introducendo, al contempo, una riduzione del rimborso alla metà della somma dovuta e il diniego del residuo in caso di esaurimento dello stanziamento già fissato dalla legge n. 190 del 2014.