[pronunce]

che è intervenuta in giudizio la Regione Piemonte, chiedendo, anche in una memoria depositata in prossimità della camera di consiglio, che la questione venga dichiarata inammissibile oppure infondata, sul rilievo che la motivazione della rilevanza della questione è insufficiente e che, comunque, l'ipotizzata disparità di trattamento è del tutto inesistente in quanto le norme impugnate - le quali regolano, peraltro, fattispecie differenti - non regolano in maniera diversa la situazione del convivente more uxorio e quella degli altri soggetti con lui posti a confronto dal remittente in riferimento alle modalità di dimostrazione della convivenza con l'assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica; che infatti, in base alla normativa di cui si tratta, tutti i suddetti soggetti possono fornire la prova della convivenza anche con semplici atti di notorietà. Considerato che il Tribunale di Torino, nel sollevare la questione in esame, si è limitato a specificare che la diffida per il rilascio immediato dell'immobile era stata inoltrata nei confronti del ricorrente in quanto ritenuto occupante senza titolo; che l'ordinanza di rimessione ha riportato le argomentazioni difensive dell'Agenzia per la casa della Provincia di Torino - secondo cui la defunta assegnataria dell'alloggio in questione aveva sempre dichiarato, nei censimenti ufficiali, di vivere da sola, mentre l'odierno ricorrente avrebbe trasferito la propria residenza nell'alloggio soltanto dopo la morte della convivente assegnataria - senza in alcun modo prendere posizione in ordine alla fondatezza di tali rilievi preliminari; che il giudice a quo, pertanto, non ha specificato le circostanze di fatto necessarie al corretto inquadramento della fattispecie, in particolare omettendo di chiarire se il ricorrente convivesse more uxorio con la defunta già da due anni prima della pubblicazione del bando di concorso per l'assegnazione dell'alloggio di edilizia sovvenzionata - requisito da ritenersi indispensabile per avere titolo alla successione di cui all'art. 15, comma 1, della legge della Regione Piemonte n. 46 del 1995 - ovvero se il medesimo avesse goduto dell'ospitalità temporanea prevista dall'art. 32 della legge impugnata ed aspirasse ad essere incluso nel nucleo familiare dell'assegnataria, onde avere diritto al subentro, secondo quanto previsto da tale ultima disposizione; che tali carenze nella descrizione della fattispecie sub iudice si traducono in una non sufficiente motivazione sulla rilevanza della questione; che, peraltro, neppure la non manifesta infondatezza della questione risulta chiaramente motivata, in quanto non sono esplicitate le ragioni che inducono il remittente a sostenere la necessità di una lettura combinata delle tre disposizioni in oggetto, tale per cui i requisiti indicati dall'impugnato art. 32, per consentire la successione nell'assegnazione dell'alloggio in questione, dovrebbero considerarsi applicabili anche alla diversa ipotesi successoria di cui agli artt. 3, comma 1, lettera b), e 15, comma 1, della legge della Regione Piemonte n. 46 del 1995; che la questione va, pertanto, dichiarata manifestamente inammissibile (v., da ultimo, ordinanze n. 122 del 2004, n. 373 e n. 320 del 2003). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, lettera b), 15, comma 1, e 32, comma 1, lettera b), e commi 6 e 7, della legge della Regione Piemonte 28 marzo 1995, n. 46 (Nuove norme per le assegnazioni e per la determinazione dei canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 97, 111 e 117 della Costituzione, dal Tribunale di Torino con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 maggio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria l'1 giugno 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA