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È necessaria una rete integrata di servizi assistenziali ove non sia presente sul territorio, o almeno la possibilità di dedurre ovvero detrarre fiscalmente tutte le spese affrontate per gestire una famiglia. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12,11) ( Segue FLORIS). Il disegno di legge, che pure intende incentivare il lavoro femminile, non propone soluzioni adeguate per le lavoratrici autonome e appare insufficiente la sola previsione dei due anni di aiuti per le start up delle imprenditrici. Peraltro, vorrei ricordare che il mero dato statistico ci dice che il 65 per cento delle start up non arriva alla fine del quarto anno. Quindi, soprattutto le giovani e i giovani vanno aiutati innanzitutto attraverso proposte che ne salvaguardino la stabilità del reddito. La decontribuzione per chi assume un giovane a tempo indeterminato dovrebbe essere il punto di partenza di ogni politica per la famiglia. Ai giovani va data l'opportunità di confrontarsi in un mercato del lavoro che deve essere dinamico ed inclusivo e con politiche abitative favorevoli. Ma il suo compito, Ministra, è ancora più importante ed è quello di essere da sprone, all'interno dell'azione del Governo, ad adottare tutte le politiche fiscali e di welfare a completamento per attuare il family act . Quindi, ministra Bonetti, vada avanti, con il sostegno di Forza Italia, su questa riforma fondamentale, perché migliorando le prospettive per il futuro, migliorando le condizioni di vita delle famiglie, inciderà in maniera compiuta sull'intera comunità italiana, disegnando la società futura in Italia. (Applausi) . ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALESSANDRINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, Ministro, il disegno di legge che andiamo a votare, recante delega al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, prevede l'adozione di misure atte a sostenere la genitorialità e si pone l'obiettivo di aiutare le famiglie e le giovani coppie che vogliono allontanarsi dal nucleo originale per costruire un proprio progetto di vita, per cominciare a volare con le proprie ali verso il futuro. Un futuro che la politica ha il dovere di tutelare e sostenere. È un punto di partenza, che pone l'accento sul tema famiglia. Per noi occorre fare molto di più ed è fondamentale lavorare in questa direzione per arrivare a misure che migliorino realmente la vita delle famiglie. In Italia il tema famiglia è centrale, sia dal punto di vista culturale che sociale. Siamo, infatti, uno dei Paesi in cui questo aspetto è più forte e caratterizzante. La famiglia è il nucleo sociale fondamentale ed è alla base del nostro sistema educativo e formativo; la stessa Costituzione ne afferma il valore e la necessità di tutela. Nonostante la centralità riconosciuta culturalmente, socialmente e costituzionalmente alla formazione sociale primigenia in cui si sviluppa l'individuo, la famiglia in questi ultimi anni è stata svilita da un pensiero unico, che qualcuno ha cercato di imporre. (Applausi) . Un pensiero unico che ha tentato di snaturarla e renderla sempre meno centrale. In Italia la normativa che la tutela è del tutto insufficiente ed il nostro sentire spesso contrasta con un ordinamento giuridico che non la supporta come dovrebbe. Riteniamo il provvedimento in esame un primo passo per tentare di adeguare la normativa ai cambiamenti sociali in essere da molto tempo. La famiglia stessa negli anni è mutata, insieme alla società. Purtroppo, la legislazione non si è aggiornata ed è rimasta ancorata ad un modello di famiglia che si autogestiva, dove i ruoli erano ben definiti. La famiglia attuale ha necessità diverse ed i suoi componenti hanno legittime aspirazioni, lontane da quelle del passato, e la politica ha il compito di intervenire favorendo il suo sviluppo. Noi qui presenti abbiamo il dovere di farlo, un dovere che ci è dettato dall'articolo 31 della Costituzione, quando afferma: «La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo». Il disegno di legge in oggetto, il cosiddetto family act , reca misure che rientrano tra le riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, destinate alle famiglie con figli e allo scopo di promuovere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa delle bambine e dei bambini, favorendo l'autonomia finanziaria dei giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile. È soltanto il primo passo di un percorso che auspichiamo porti a definire delle misure che riescano veramente ad aiutare i nuclei familiari. La denatalità, amplificata in maniera esponenziale anche dall'epidemia Covid, è un problema che non può essere più trascurato. È un fenomeno che per le dimensioni raggiunte necessita di un intervento chiaro e concreto da parte del Governo. È questo che ci attendiamo e che chiediamo. (Applausi) . Dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di poter fare figli e abbiamo il dovere di far sì che il loro desiderio di famiglia non venga osteggiato dall'incertezza del domani. Dobbiamo farlo con norme che permettano alle madri lavoratrici di poter continuare a lavorare affinché non siano più costrette a scegliere tra il desiderio di diventare madri e quello di realizzarsi professionalmente. Purtroppo conciliare un'attività lavorativa con la cura dei figli comporta una revisione dei tempi, una riorganizzazione della propria vita e delle priorità e ciò è difficile. Non di rado una percentuale alta di donne, dopo aver messo al mondo un bambino, abbandona il posto di lavoro. Servono politiche che concilino questi due aspetti della vita di una donna, congedi e misure di organizzazione flessibili del lavoro, che incentivino il rientro sul posto del lavoro delle donne dopo la maternità. Non possiamo permettere che una neomamma sia costretta a rinunciare al proprio posto di lavoro. Questo deve essere uno dei nostri obiettivi e la nostra azione deve essere finalizzata a raggiungerlo. È per noi fondamentale creare un percorso di norme che aiutino realmente e concretamente i giovani che vogliono creare una propria famiglia, facilitando la loro indipendenza economica e sociale. Crediamo infatti che sia compito dello Stato intervenire prevedendo servizi che possano aiutare i genitori ad affrontare la fase successiva alla nascita di un figlio, che rappresenta un cambiamento radicale nella vita di un uomo e di una donna. Sono necessari contributi che vadano a coprire le spese che i neo genitori devono sostenere per asili nido e per le scuole dell'infanzia. Auspichiamo altresì l'attivazione dei servizi che supportino le famiglie con servizi a domicilio per chi ha bambini o bambini di età inferiore a sei anni. Entrambi i genitori devono essere messi nelle condizioni di poter continuare a lavorare e non possono essere frenati nelle loro aspirazioni dalla costruzione del proprio sogno di vita. Riteniamo la denatalità una grande sconfitta per il nostro Paese e ci battiamo da sempre per sostenere la genitorialità.