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- garantire l'applIcazione completa, rapida ed efficace degli strumenti giuridici adottati dalle Parti contraenti a livello regionale, preliminarmente alla cooperazione ed al futuro partenariato dei paesi mediterranei, in considerazione degli sforzi da essi effettuati per proteggere l'ambiente e sviluppare la regione su base durevole; - migliorare i mezzi amministrativi nell'ambito di un sistema di autorizzazioni e di controlli, e rafforzare le capacità di giurisdizione in materia di diritto ambientale, contribuendo in tal modo alla concreta attuazione delle legislazioni e degli accordi regionali e nazionali per la protezione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile nella regione del Mediterraneo ; - incoraggiare i paesi mediterranei a procedere a esami e valutazioni periodiche per determinare e favorire l'efficacia delle loro legislazioni e regolamentazioni regionali e promuovere l'integrazioni delle politiche ambientali e di sviluppo durevole nel quadro di legislazioni nazionali è di accordi regionali effettivi. Le Parti contraenti hanno un ruolo determinante nel buon esito del Piano d'azione per il Mediterraneo in particolare se opereranno a livello nazionale e bilaterale per il rafforzamento e lo sviluppo del quadro giuridico relativo alla protezione dell'ambiente ed allo sviluppo sostenibile. Le Parti contraenti vigileranno continuamente che gli strumenti da essi stabiliti a livello regionale e nazionale siano conformi allo sviluppo del diritto internazionale dell'ambiente. III DISPOSIZIONI ISTITUZIOMALI E FINANZIARIE l. DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI A livello istituzionale, il Piano d'azione per il Mediterraneo Fase II sarà applicato secondo le seguenti condizioni: - Le Parti contraenti della Convenzione di Barcellona esercitano le funzioni stabilite nella Convenzione nel quadro delle loro riunioni ordinarie e straordinarie. Esse approvano le attività ed il bilancio preventivo del PAM Fase II. Esse designano un Ufficio di Presidenza al quale delegano parte delle loro competenze durante gli intervalli tra le riunioni delle Parti contraenti; - le Parti contraenti hanno designato il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente come responsabile delle funzioni di Segretariato; - per adempiere a questo compito, il Direttore esecutivo dell'UNEP ha istituito un'Unità di coordinamento. L'Unità prepara le riunioni delle Parti contraenti e dell'Ufficio di residenza ed è incaricata dell'attuazione delle decisioni adottate. L'Unità mantiene relazioni e coordina le sue attività con le organizzazioni internazionali e non governative. Essa 'rende conto regolarmente di queste attività e di quelle dei centri di attività regionali; - I centri d'attività regionali sono creati dai Protocolli o dalla Riunione delle Parti contraenti su proposta di una Parte, la quale rende disponibili i mezzi e le agevolazioni necessarie al loro funzionamento. Essi sono incaricati di svolgere le attività specifiche stabilite di comune accordo dalle Parti contraenti sotto l'orientamento generale e la supervisione dell'Unità di coordinamento del Piano d'azione per il Mediterraneo dell'UNEP. Il loro statuto dovrà essere armonizzato nel quadro di accordi ufficiali tra l'UNEP ed i paesi ospiti; - La Commissione mediterranea per lo sviluppo sostenibile, sarà creata nel quadro del PAM. Essa costituirà un luogo di dialogo aperto e di concertazione con i vari partners sulle politiche attuate per promuovere lo sviluppo sostenibile nel bacino del Mediterraneo, in base alle attività ed ai contributi identificati dal PAM-Fase II, realizzati dalle Parti e dal PAM in base ad Azione MED 21. Essa fornirà il suo parere sui programmi di attività e formulerà le necessarie raccomandazioni alle Parti contraenti. Il Segretariato della Commissione sarà assicurato dall'Unità di coordinamento; - dei comitati consultivi ad hoc potranno essere creati dalle Parti contraenti per seguire l'applicazione dei Protocolli o di programmi specifici; - ciascuna Parte contraente, nominai in seno alla sua amministrazione nazionale, uno o più punti focali incaricati di vigilare sull'attuazione ed il coordinamento delle attività del PAM a livello regionale e di garantire la divulgazione delle informazioni. Specifici punti focali devono inoltre essere designati da quello nazionale per seguire l'applicazione di un Protocollo o l'attività di un Centro di attività regionali. 2. DISPOSIZIONI FINANZIARIE Le Parti contraenti esaminano ed adottano il bilancio preventivo predisposto dall'Unità di coordinamento. Tale bilancio preventivo è finanziato con i contributi delle Parti contraenti, i contributi volontari dei governi, delle organizzazioni di appoggio e di fonti non governative selezionate, nonché con i contributi forniti da controparti di provenienza certa. I contributi delle Parti contraenti saranno valutati in base ad un tariffario stabilito di comune accordo, in base al tariffario delle quote delle Nazioni Unite. Nell'ambito del Programma delle Nazioni unite per l'ambiente, è istituito un Fondo di stanziamento speciale per il Mediterraneo munito di un fondo di rotazione, per garantire il coordinamento ed il finanziamento del Piano d'azione per il Mediterraneo. APPENDICE II SETTORI PRIORITARI DI ATTIVITÀ PER L'AMBIENTE E LO SVILUPPO NEL BACINO MEDITERRANEO (1996- 2005) La Nona riunione delle Parti contraenti alla Convenzione di Barcellona (Barcellona, 5-8 giugno 1995) ha approvato e la Conferenza di plenipotenziari dal 9 al 10 giugno 1995 ha adottato i settori prioritari di attività, di seguito enumerati, per il prossimo decennio (1995 - 2005) che tengono conto di azione MED 21. 1. INTEGRAZIONE DELL'AMBIENTE E DELLO SVILUPPO i) Elaborazione di strategie nazionali per lo sviluppo sostenibile, ii) sviluppo di strumenti adeguati di osservazione e di valutazione dell'ambiente e dello sviluppo nel bacino mediterraneo. iii) Istituzione di un quadro regionale e di un programma di risanamento dell'ambiente nel contesto dello sviluppo sostenibile. 2.GESTIONE INTEGRATA DELLE RISORSE NATURALI 2.1 Gestione integrata dell'acqua i) Promuovere, in ciascun paese, l'elaborazione di strumenti per la gestione integrata dell'acqua basati per quanto possibile sui bacini idrografici. ii) Promuovere misure, per la protezione delle risorse d'acqua e la lotta contro la siccità. iii) Promuovere. strumenti per una gestione razionale della domanda d'acqua. iv) Promuovere l'istituzione di sistemi nazionali di sorveglianza qualitativa e quantitativa delle risorse d'acqua. vi) Promuovere il trattamento ed una adeguata riutilizzazione delle acque reflue e delle acque salmastre. vii) l'installazione di infrastrutture per il trattamento delle acque reflue municipali di 100 città mediterranee corrispondenti ad un carico inquinante di circa 10 milioni di abitanti. 2.2 Gestione dei terreni i) Valutare e sorvegliare la vulnerabilità delle risorse in terreni. ii) Proteggere e conservare i terreni mediante l'attuazione di misure preventive. iii) Promuovere la riabilitazione delle terre degradate ed il ripristino del manto vegetale. 2.3. Lotta contro l'erosione e la desertificazione i) Promuovere misure di lotta contro l'erosione e la desertificazione.