[pronunce]

che è d'altra parte nota al remittente la portata della sentenza n. 98 del 1998, con la quale questa Corte ha ricondotto la condanna al rimborso delle spese del processo penale, che tradizionalmente era inquadrata tra le obbligazioni civili verso lo Stato poste a carico dell'autore del reato, ad un genere di sanzioni partecipi del regime giuridico e delle finalità della pena e quindi accessorie a questa; che lo stabilire se il rimborso delle spese del processo penale sia obbligazione civile ovvero sanzione economica assimilabile a una pena accessoria non comporta la soluzione di questioni di legittimità costituzionale ulteriori rispetto a quelle già affrontate da questa Corte con la sentenza n. 98 del 1998; che il giudice a quo dispone, quindi, di tutte le coordinate normative per risolvere il problema di fronte al quale si trova, senza che sia all'uopo necessario un intervento manipolativo sull'art. 2 del codice penale, inteso a inserire in esso norme già presenti nel sistema; che, pertanto, la questione deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, secondo comma, del codice penale, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 27 della Costituzione, dal tribunale di Palermo, in composizione monocratica, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 marzo 2001. Il Presidente: Santosuosso Il redattore: Mezzanotte Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 13 marzo 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola