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Infine, questa soluzione sarebbe ancora più necessaria qualora si confermasse l'impianto del disegno di legge elettorale, il cosìdetto « Italicum », approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura (v. atto Senato n. 1385). Esso infatti, consente a un leader politico di ottenere la maggioranza assoluta alla Camera con il voto di meno del 20 per cento degli aventi diritto. Egli disporrebbe di deputati fedeli, non solo non scelti dagli elettori, ma eletti anche al posto dei rappresentanti dei partiti minori. A quel punto una minoranza combattiva avrebbe la strada spianata per il Quirinale e per una modifica profonda della Carta. Il Senato degli amministratori locali non avrebbe alcuna possibilità di impedire tali forzature, perché i senatori non avrebbero più la libertà di mandato garantita dall'articolo 67, in quanto vincolati a rappresentare gli enti di provenienza. Ma il leader vittorioso non farebbe mancare concessioni agli interessi territoriali pur di ottenere consenso al proprio disegno. Magari tutto ciò non accadrà, ma una legge elettorale va giudicata ventilando il caso peggiore che può verificarsi. E sarebbe un presidenzialismo selvaggio privo di contrappesi democratici. Con una legge elettorale così fortemente maggioritaria l'unico contrappeso può venire dal nuovo bicameralismo delle garanzie. Il disegno di legge Gli articoli 1, 2 e 3 del presente disegno di legge costituzionale modificano gli articoli 56, 57 e 58 della Costituzione operando una drastica riduzione del numero dei parlamentari eletti. La Camera dei deputati passa dagli attuali seicentotrenta membri a quattrocentosettanta, mentre il Senato passa dagli attuali trecentoquindici a centocinquantacinque senatori. Le modifiche in esame riducono, inoltre, ad otto il numero dei deputati e a tre quello dei senatori eletti nella circoscrizione Estero. Complessivamente il numero dei parlamentari eletti si riduce di trecentoventi unità. Negli stessi articoli vengono abbassate le soglie di età per l'elettorato passivo a ventuno anni per la Camera ed a trentacinque per il Senato. L'articolo 3, inoltre, abbassa a ventuno anni l'età per votare alle elezioni del Senato. L'articolo 4 del disegno di legge modifica l'articolo 63 della Costituzione al fine di introdurre per l'elezione del Presidente del Senato un voto a maggioranza qualificata. Questo in ragione delle rilevanti funzioni di garanzia affidate in via esclusiva al Senato e della conseguente necessità di rafforzare i profili di imparzialità del Presidente di questa assemblea. L'articolo 5 modifica le modalità di esercizio della funzione legislativa affidando alla sola Camera dei deputati l'esame e l'approvazione delle leggi ordinarie, attraverso le quali prende forma e si sostanzia l'indirizzo politico alla base del rapporto di fiducia con il Governo. Nell'articolo 70 della Costituzione si propone, quindi, di inserire tre nuovi commi con i quali si introduce una nuova fonte normativa, denominata «legge organica», per la quale la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere come avviene attualmente per tutte le leggi. In questo modo la necessaria approvazione bicamerale conferirà un carattere rinforzato alle leggi organiche, le uniche, assieme alle leggi costituzionali e di revisione costituzionale, a dover essere approvate da entrambe le Camere. Il secondo comma del nuovo articolo 70 individua, quindi, tre categorie di leggi che devono essere approvate nella forma della legge organica: a) le leggi in materia di organi, istituzioni e formazioni sociali di rilevanza costituzionale, le leggi in materia elettorale, le leggi di delegazione legislativa, di deliberazione dello stato di guerra, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e che regolano le modalità di partecipazione dell’Italia all’attuazione del diritto e delle politiche dell'Unione europea; b) i codici che disciplinano in modo organico l'attuazione e la garanzia giurisdizionale dei princìpi e dei diritti fondamentali della parte prima della Costituzione; c) le leggi per le quali la Costituzione prescrive una maggioranza speciale di approvazione. Vengono poi introdotte, sempre con l'articolo 5 del disegno di legge, due riserve di codice: la prima che impone, per le materie sottoposte a codificazione dal nuovo secondo comma dell'articolo 70, l'approvazione con legge organica delle modifiche al codice di appartenenza; la seconda che introduce una riserva di codice assoluta per le norme in materia penale, in base alla quale nessuna nuova norma o modifica alle norme esistenti in materia di reati, pene o processo penale può essere introdotta se non con legge organica ed attraverso una modifica espressa del codice penale o del codice di procedura penale. Gli articoli 6, 9, 10 e 11 recano modifiche di coordinamento con il nuovo articolo 70, che differenzia tra legge ordinaria di competenza della Camera e legge organica bicamerale, modificando di conseguenza: l'articolo 72 sul procedimento legislativo; l'articolo 77 sulla conversione dei decreti-legge, affidandone la competenza alla sola Camera dei deputati in quanto aventi forza di legge ordinaria; l'articolo 78 imponendo una legge organica per la deliberazione dello stato di guerra; l'articolo 81 prevedendo l'approvazione della sola Camera dei deputati, e dunque con legge ordinaria. del bilancio e del rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'articolo 8 introduce, coerentemente con questa impostazione, un secondo tipo di referendum popolare per deliberare l'abrogazione parziale di una legge organica. Rispetto al referendum che ha per oggetto le leggi ordinarie, il nuovo secondo comma dell'articolo 75 prevede che possano richiedere referendum su di una legge organica un milione di elettori o sette Consigli regionali. Gli articoli 7 e 12 del disegno di legge apportano modifiche rispettivamente agli articoli 73 ed 82 della Costituzione, così delineando le importanti funzioni di garanzia costituzionale e di controllo affidate al nuovo Senato della Repubblica da questo progetto di riforma. Il nuovo articolo 82 assegna infatti al Senato la funzione di controllo dell'attività normativa ed esecutiva del Governo e della pubblica amministrazione, conferendogli un ruolo di vigilanza: sull'attuazione e sull'efficacia delle leggi, sul corretto esercizio della delegazione legislativa e dei poteri normativi del Governo; sulla qualità, l'omogeneità e la chiarezza dei testi normativi; sul corretto esercizio delle nomine pubbliche; sulla coerenza e la completezza dell'ordinamento, nonché della sua armonizzazione nella disciplina dei codici con il diritto dell'Unione europea. In questa chiave deve leggersi l'attribuzione al solo Senato del potere di disporre inchieste in materie di pubblico interesse. Sganciato il Senato dal rapporto di fiducia con il Governo, le Commissioni di inchiesta disposte da questa Camera acquisteranno in autorevolezza ed imparzialità rivitalizzando di conseguenza tutto il sistema dei controlli parlamentari sull'attività del Governo e delle pubbliche amministrazioni.