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I posti in ospedale e in terapia intensiva sono occupati per i due terzi da non vaccinati. È chiaro che esistono cittadini che per diverse ragioni di salute non hanno potuto ricorrere al vaccino, ma ci sono anche tante persone che non hanno voluto ricorrere al vaccino. E se da una parte la campagna vaccinale massiva ha permesso di non far collassare il Paese, dall'altra c'è chi, oltre a mettere a rischio la propria vita, riempiendo le sale di terapia intensiva, impedisce anche la cura di altre patologie perché molti interventi chirurgici - penso a quelli per i malati di cancro - abbisognano successivamente di ricoveri in terapia intensiva. Gli effetti della campagna vaccinale intensiva sono evidenti se si confrontano i dati di questo periodo rispetto a quelli dello scorso anno. Con circa 200.000 nuovi contagi giornalieri, (ieri 220.532) se fossimo nelle condizioni dell'anno passato, avremmo avuto in 8 giorni 34.000 morti, 100.000 ricoveri e 13.000 terapie intensive. Questi confronti ci devono dunque far ben sperare e guardare al futuro con occhi diversi rispetto alla fase in cui ancora non si conoscevano i tempi per la produzione di un vaccino. Da un lato, dunque, la lotta al virus si esplica con la salvaguardia della salute, dall'altro con la difesa del lavoro, delle attività economiche e sociali del Paese. Forza Italia non ha mai fatto mancare il proprio contributo attraverso proposte a favore di cittadini e imprese, se il 2021 si è concluso con un rimbalzo del Pil di oltre il 6 per cento, ponendoci in posizione autorevole nei confronti dell'Europa e del mondo, lo dobbiamo a questo Governo e alla resilienza degli italiani, e dobbiamo fare di tutto affinché i dati economici incoraggianti che hanno caratterizzato il 2021 possano connotare anche il nuovo anno. Tuttavia, gli oltre due milioni di casi attualmente positivi con i milioni di casi in isolamento (per il contatto con i primi), gli spaventosi aumenti del costo dell'energia e del gas, che accompagnano la ripresa dell'inflazione, di fatto limitano le attività economiche che in questo inizio d'anno faticano a stare al passo. Tutto ciò ci pone nelle condizioni di intervenire ancora una volta per sostenere cittadini e imprese anche nel breve termine. Reintroducendo per esempio la cassa integrazione da Covid-19, intervenendo per quelle attività che continuano a subire contraccolpi maggiori rispetto ad altre, come il settore della ristorazione, del turismo, e agendo sul contenimento degli aumenti dei costi di gas ed energia che stanno mettendo in ginocchio imprese e famiglie. Il Governo ha già stanziato circa 8 miliardi per attutire il problema dell'aumento dei costi energetici, che però non è risolto e si aggrava sempre di più. Una soluzione nell'immediato potrebbe essere quella della defiscalizzazione. Nel senso che se aumenta la base imponibile del costo dell'energia e del gas, si potrebbe almeno sgravare il carico fiscale relativo all'aumento. Servono pertanto misure urgenti che vadano però di pari passo con quelle a medio e lungo termine. Il Governo sta mettendo in atto più iniziative possibili per mettere in sicurezza e per non far rifermare il nostro Paese. Serve fiducia e unità, come ha ripetuto il Presidente Draghi, e serve un grande piano comunitario che affianchi le iniziative nazionali. Il provvedimento in oggetto vuole sostenere e allo stesso tempo proteggere il Paese, avendo fiducia che la situazione dei contagi nei prossimi mesi possa migliorare, permettendoci di ridurre le misure di contenimento e di tornare ad una vita più normale e in sicurezza, con una ripresa economica costante nel tempo ed una riduzione delle spese per i cittadini. Testo integrale dell'intervento del senatore Mautone nella discussione generale del disegno di legge n. 2463 Anche questo decreto-legge presenta una serie di misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da Covid-19. In questa difficile lotta al virus, occorre fare scelte anche sofferte o non da tutti accettate. Voglio ribadire, signor Presidente, che la strada maestra da seguire è di affidarsi alla scienza. È chiaro che i suggerimenti e le valutazioni scientifiche vanno poi elaborate nel contesto politico ed inquadrate nell'ambito sociale, con un lavoro di condivisione che deve coinvolgere sempre tutte le forze politiche, le quali, pur partendo da convinzioni e da posizioni differenti, devono convergere su un unico progetto che abbia come punto fermo la salute del singolo cittadino sempre, però, nel contesto della collettività. Il punto fondamentale da cui scaturiscono gli obblighi vaccinali contenuti in questo decreto è rappresentato dal presupposto che la vaccinazione rappresenti un'arma imprescindibile nella lotta alla pandemia, un'opportunità irrinunciabile di protezione individuale e collettiva. Da questo assioma nasce la norma che riguarda l'estensione dell'obbligo vaccinale ad alcune categorie di soggetti che prestano la propria attività lavorativa a stretto contatto con persone fragili o non ancora vaccinate. Sempre in quest'ottica di proteggere la collettività, è da considerare l'adeguamento del rilascio e della durata delle certificazioni verdi Covid-19. Come ben sappiamo e come stiamo toccando con mano durante questa quarta ondata che ha colpito il nostro Paese, il vaccino anti-Covid, tanto bistrattato e denigrato da alcuni, ha comunque permesso, in un momento di picchi di contagi, con un tasso di positività che oramai è costantemente intorno al venti per cento, di contenere il numero dei decessi giornalieri, anche se sembra crudele dirlo, e che rappresenta un numero nettamente inferiore di quanti sfortunatamente ne abbiamo avuti nella prima e nella seconda ondata, quando i vaccini non erano ancora disponibili o la campagna vaccinale non era ancora decollata. D'altronde è oramai dimostrato che il vaccino evita le forme clinicamente più gravi e progressive di Covid, che richiedono ricovero ospedaliero e/o in terapia intensiva. Per onestà intellettuale, gli stessi vaccini preservano però solo in parte dal contagio o dalla possibilità di trasmettere il virus. Ecco quindi la necessità del rispetto delle norme di protezione individuale e di distanziamento collettivo. Ecco ancora l'obbligo morale di preservare i soggetti già immunizzati o più fragili con l'obbligo del green pass . Rispettiamo le opinioni o le visioni e le concezioni diverse sulla necessità o meno di vaccinarsi, ma occorre salvaguardare chi convintamente ha creduto all'utilità del vaccino e ha aderito alla campagna vaccinale, superando in alcuni casi anche remore, ritrosie o i pregiudizi iniziali. Occorre programmare campagne di informazione e di sensibilizzazione sempre più diffuse ed offrire messaggi facilmente comprensibili e diretti, portando dati e non solo parole; stimolando il senso di solidarietà e di appartenenza; rimuovendo le perplessità e vincendo le reticenze di alcuni, i quali a volte per ignoranza della materia o perché fuorviati da messaggi devianti sono reticenti a vaccinarsi. Questa è la strada giusta per un'adesione responsabile e convinta alla vaccinazione. Basta guardare i dati dei ricoverati nelle nostre terapie intensive: più dei due terzi sono soggetti non vaccinati; un dato questo eclatante tenendo presente che in Italia sono circa 6 milioni quelli che non si sono ancora sottoposti alla prima dose di vaccino.