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Signor Presidente, con l'atto di sindacato ispettivo in epigrafe i senatori interroganti, nel richiamare la situazione dell'istituto penitenziario di Giarre (aperto nel 1993 come casa mandamentale e destinato in un primo momento a ospitare solo detenuti tossicodipendenti provenienti da altri istituti, riconosciuto nel 2000 come istituto a custodia attenuata per tossicodipendenti e poi divenuto, a partire dal 2008, luogo per la detenzione anche di detenuti comuni) evidenziando in particolare il sovraffollamento della popolazione ristretta (che conta 68 unità rispetto ai 58 posti disponibili) e la mancanza di 9 unità di personale di polizia penitenziaria (composto da 25 unità effettive su 31 formalmente assegnate, a fronte delle 79 unità in dotazione all'atto dell'apertura della struttura) chiedono di sapere se il Ministro sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga urgente intervenire per sanare la condizione di carenza strutturata di organico causata dai tagli lineari della cosiddetta riforma Madia, anche al fine di ristabilire normali condizioni di lavoro, con la riattivazione di posti di servizio essenziali, garantendo adeguata sicurezza all'istituto. Per quanto attiene alla dotazione organica, risulta che presso l'istituto di Giarre sono effettivamente in servizio, al netto dei distacchi in entrata e in uscita, un totale di 33 unità, rispetto a una previsione organica di 34 unità di cui al provvedimento del capo del dipartimento 29 novembre 2017, sviluppato in applicazione del decreto ministeriale 2 ottobre 2017. L'unica carenza viene registrata nel ruolo dei sovrintendenti, rispetto a cui manca una delle quattro unità previste. Si tratta, all'evidenza, di un margine di scopertura che, se debitamente correlato al contesto dell'intero territorio nazionale, può definirsi modesto. A contenerne la criticità, del resto, converge anche il dato relativo alla popolazione carceraria, in quanto alla data dello scorso 7 gennaio erano presenti presso la struttura di Giarre 62 detenuti rispetto ai 58 previsti, venendo in rilievo un tasso di sovraffollamento nettamente inferiore rispetto alla media nazionale, pari al 126 per cento circa. Peraltro, il rapporto complessivo tra Corpo di polizia penitenziaria e detenuti si attesta su una percentuale del 56,5 per cento, come tale in linea con la media nazionale. Ad ogni buon conto, tra le priorità del Ministero della giustizia rientrano le iniziative volte a rafforzare il contingente della Polizia penitenziaria e a ripristinare conseguentemente condizioni di maggior sicurezza nelle carceri italiane. In questa direzione si iscrive il significativo stanziamento di risorse pari a 71,5 milioni di euro per il triennio 2019-2021, previsto dalla legge di bilancio per il 2019 e con cui è stata pianificata l'assunzione di 1.300 unità del Corpo di polizia penitenziaria nell'anno 2019 e di 577 unità nel periodo 2020-2023, proprio al fine di incrementare l'efficienza degli istituti penitenziari, anche tenuto conto delle indifferibili necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell'ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario. Inoltre, è prevista l'immissione in ruolo di 976 allievi vice ispettori, che hanno frequentato il corso di formazione appena concluso. Quanto invece al ruolo dei sovrintendenti, sono tuttora in corso le procedure per il concorso interno a complessivi 2.851 posti per la nomina alla qualifica di vice sovrintendente del ruolo maschile e femminile del Corpo. Peraltro, proprio con riferimento alla dotazione organica della casa circondariale di Giarre, va detto che la stessa ha fruito del recente incremento di due unità maschili nel ruolo di agenti-assistenti, tramite mobilità ordinaria collegata all'immissione in ruolo degli allievi agenti del 173° corso perfezionatosi lo scorso mese di settembre. ANASTASI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANASTASI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Sottosegretario per la risposta. La Provincia di Catania attendeva da molto tempo questo tipo di interessamento. La situazione della casa circondariale di Giarre, infatti, è stata oggetto in passato di più interrogazioni parlamentari, ma purtroppo i Governi precedenti non sono mai stati all'altezza di dare una risposta, né verbale, né fattiva. Mi corre l'obbligo di ricordare che, appena un anno fa, alcune sigle sindacali hanno protestato presso la prefettura di Catania, denunciando le condizioni di lavoro degli agenti della polizia penitenziaria costretti a turni massacranti, con rischio anche per la stessa sicurezza della casa circondariale. Per effetto dei tagli dovuti in particolare alla legge Madia, che hanno ridotto gli agenti prima da 44 a 39 e poi fino a 34, nonché per effetto dei pensionamenti e malattie, abbiamo assistito ad una riduzione dell'organico a 29 unità, cosa che ha reso addirittura impossibile lo svolgimento dei più elementari servizi. Basti pensare che il box di accesso alla casa circondariale è spesso sguarnito e il cancello deve essere tenuto necessariamente chiuso, perché nessuno può controllare i movimenti in entrata e in uscita. Allo stesso modo, non si può pensare neppure di svolgere altri servizi, quali per esempio gli accompagnamenti: così, quando un detenuto deve essere accompagnato presso l'ospedale, che dista 30 chilometri, o presso il tribunale, che è altrettanto lontano, deve essere distaccata un'unità da un'altra casa circondariale. Queste unità devono venire a Giarre, devono prendere il detenuto, lo devono accompagnare di nuovo a Catania, poi devono riaccompagnarlo a Giarre e tornare di nuovo a Catania, quindi con uno spreco enorme di risorse. Io sono molto soddisfatto per la prevista immissione di nuove unità: questo mi conforta molto. Naturalmente mi auguro che queste assunzioni siano destinate in parte proprio alla casa circondariale di Giarre. Dichiarandomi pertanto soddisfatto della risposta, continuerò a porre attenzione alla questione, fino alla completa soluzione della stessa. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00272 sulla situazione di degrado nella zona denominata «boschetto di Rogoredo» a Milano, più volte agli onori della cronaca. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, la problematica segnalata dai senatori interroganti, relativa al degrado nella città di Milano dell'area conosciuta anche come «boschetto di Rogoredo», limitrofa all'omonima stazione ferroviaria e ritrovo di spacciatori e tossicodipendenti, è costantemente attenzionata dall'autorità provinciale di pubblica sicurezza e dalle Forze dell'ordine.