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Lo scopo della direttiva oggetto del recepimento è quello di contribuire al corretto funzionamento del mercato interno, attraverso l'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di requisiti di accessibilità, per le persone con disabilità, a prodotti e servizi relativi alla comunicazione elettronica e al commercio online , al fine di eliminare gli ostacoli alla libera circolazione di tali prodotti e servizi, derivanti dall'eterogeneità delle normative nazionali sull'accessibilità. Nel dettaglio, l'articolo 1 definisce l'ambito di applicazione del decreto in esame, stabilendo, al comma 1, che esso si applica ai prodotti e servizi immessi sul mercato a partire dal 28 giugno 2025. Il comma 2 elenca i prodotti, in cui vi rientrano smartphone , computer, terminali self-service di pagamento, lettori di libri elettronici. Il comma 3 elenca i servizi, tra cui servizi di comunicazione elettronica, di commercio online , di accesso a media audiovisivi e libri elettronici, di prenotazione e pagamento relativi al trasporto passeggeri, servizi di online banking . L'articolo 2 elenca una serie di definizioni che si applicano al decreto in esame, conformemente a quelle contenute nella direttiva (UE) 2019/882. L'articolo 3 elenca i requisiti di accessibilità, relativi a tutti i prodotti e servizi contemplati, rinviando all'allegato I. L'articolo 4 prevede che i servizi di trasporto si considerano conformi ai requisiti di accessibilità ove questi rispettino i requisiti previsti dai regolamenti europei vigenti salvo nei casi in cui il decreto in esame preveda ulteriori requisiti cui essi devono conformarsi. L'articolo 5 afferma il principio di libera circolazione dei prodotti e dei servizi, provenienti da altri Stati membri, che risultano conformi ai requisiti di accessibilità stabiliti dal decreto in esame. L'articolo 6 stabilisce una serie di obblighi, per i fabbricanti dei prodotti contemplati dal decreto, relativi ai requisiti di accessibilità, alla documentazione tecnica di conformità nonché alle istruzioni e informazioni da fornire ai consumatori e agli utenti finali. Si prevede anche l'obbligo, per i fabbricanti, di comunicare al MISE e alle autorità di vigilanza degli Stati membri in cui è immesso un proprio prodotto, qualora tale prodotto non è conforme ai requisiti di accessibilità, le misure di correzione o di ritiro dal mercato. Il fabbricante deve tenere un registro dei prodotti non conformi e dei relativi reclami. Gli articoli 7, 8 e 9 elencano gli obblighi che ricadono rispettivamente sul rappresentante autorizzato, nominato dal fabbricante, sull'importatore e sul distributore. L'articolo 10 stabilisce che l'importatore o il distributore che immettano sul mercato un prodotto con il proprio nome o marchio, o modifichino un prodotto già immesso sul mercato, siano soggetti agli obblighi che ricadono sul fabbricante contenuti nel decreto in esame. L'articolo 11 stabilisce che tutti gli operatori economici (fabbricante, rappresentante autorizzato, importatore, distributore) sono tenuti a indicare all'autorità di vigilanza, su richiesta, l'identità degli operatori economici a cui abbiano fornito o da cui abbiano ricevuto un prodotto di cui al decreto in esame. L'articolo 12 introduce gli obblighi, per i fornitori di servizi, del rispetto dei requisiti di accessibilità, in conformità all'allegato IV, e di comunicazione all'Agenzia Italia digitale dei casi di non conformità e le misure correttive. L'articolo 13 stabilisce una disciplina di esenzione dai requisiti di accessibilità, qualora il rispetto di tali requisiti richieda una modifica sostanziale del prodotto o servizio, tale da modificarne la natura, o qualora comporti un onere sproporzionato all'operatore interessato. Gli operatori economici che ricevono finanziamenti pubblici al fine di migliorare l'accessibilità non possono invocare l'onere sproporzionato. L'articolo 14 stabilisce la presunzione di conformità ai requisiti di accessibilità, per i prodotti e servizi che rispettino analoghi requisiti stabiliti da norme armonizzate europee o le specifiche tecniche europee. L'articolo 15 prevede che la dichiarazione UE di conformità, rilasciata dal fabbricante, attesta che è stata dimostrata la conformità ai requisiti di accessibilità applicabili, mentre l'articolo 16 stabilisce le modalità di apposizione della marcatura CE sui prodotti. L'articolo 17 indica il Ministero dello sviluppo economico quale Autorità di vigilanza del mercato dei prodotti di cui allo schema di decreto e ne stabilisce la competenza a verificare la sussistenza dell'onere sproporzionato di cui all'articolo 13 e a controllare la conformità ai requisiti di accessibilità applicabili. L'articolo 18 prevede che qualora il Ministero dello sviluppo economico rilevi il mancato rispetto dei requisiti di accessibilità, questo possa richiedere all'operatore economico interessato l'adozione delle opportune misure correttive in modo da provvedere a soddisfare i requisiti di conformità entro un termine ragionevole e proporzionato. Il MISE può altresì chiedere all'operatore economico interessato il ritiro del prodotto dal mercato entro un termine supplementare ragionevole qualora questo non abbia adottato misure correttive adeguate entro il termine indicato. L'articolo 19 dà attuazione all'articolo 21 della direttiva, stabilendo che, se dopo l'adozione di una misura di ritiro dal mercato di un prodotto non conforme, questa sia ritenuta ingiustificata dalla Commissione europea e dagli altri Stati membri, il Ministero dello sviluppo economico provvede alla sua revoca. Se un altro Stato membro adotta una misura di ritiro dal mercato e tale misura è ritenuta giustificata, il Ministero dello sviluppo economico adotta le misure necessarie a garantire che il prodotto non conforme sia ritirato dal mercato nazionale e ne informa la Commissione europea. Tale ultima disposizione, di cui al secondo periodo dell'articolo 19 in esame, fa erroneamente riferimento alla "autorità di vigilanza dello Stato membro", ovvero dello Stato, diverso dall'Italia, che ha emesso la misura di ritiro dal mercato, anziché fare riferimento all'autorità di vigilanza italiana, ovvero il Ministero dello sviluppo economico. L'articolo 20 stabilisce che il Ministero dello sviluppo economico debba fissare un termine entro il quale l'operatore economico deve porre fine alla non conformità contestata e che, in caso di permanenza della non conformità, il MISE debba adottare tutte le misure opportune per limitare la messa a disposizione del prodotto sul mercato. L'articolo 21 stabilisce la competenza dell'Agenzia per l'Italia digitale a valutare la conformità di un servizio, ai requisiti di accessibilità, e, in caso accerti la non conformità, a richiedere al fornitore del servizio di adottare le misure correttive entro un termine ragionevole e proporzionato. In caso di non ottemperanza, l'Agenzia provvede all'oscuramento del servizio online o dell'applicazione mobile. L'articolo 22 prevede che i prodotti e servizi disciplinati dallo schema di decreto in esame debbano essere considerati conformi agli analoghi obblighi sull'accessibilità, stabiliti nel codice degli appalti e in altri atti dell'Unione, salvo che questi dispongano diversamente.