[resaula]

in altre parole, si tratta di una campagna di sensibilizzazione che vede coinvolte le comunità di migranti, gli enti locali, le scuole e gli operatori sanitari proprio al fine di impedire che nel nostro Paese possa verificarsi un crimine tanto odioso, ma soprattutto le organizzazioni e le associazioni che operano nel campo della migrazione che nel nostro Paese hanno promosso e continuano a portare avanti iniziative volte a favorire l'abbandono della pratica, forti di un'esperienza spesso maturata nei Paesi di origine. L'attenzione delle associazioni e delle organizzazioni, non a caso, coinvolge anche le seconde generazioni, che rappresentano un'importante fonte di rinnovamento per le comunità emigrate; tenuto conto che: in Italia vi sono anche altri atti normativi finalizzati ad arginare il fenomeno odioso delle MGF, quali la legge 1° ottobre 2012, n. 172, di ratifica della convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, la legge 27 giugno 2013, n. 77, di ratifica della convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica e il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, contro il femminicidio; dal novembre 2009, il Ministero dell'interno ha istituito un servizio di prevenzione e contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, gestito da operatori della Polizia di Stato in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, per accogliere segnalazioni e notizie di reato avvenute sul territorio italiano dando informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato a cui rivolgersi; è attivo il numero verde 800 300 558 dedicato alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, raggiungibile dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 20.00. Il servizio, gestito dalla Direzione centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, accoglie le segnalazioni provenienti dal territorio italiano e fornisce informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato, vicine alle comunità degli immigrati provenienti dai Paesi dove si effettuano queste pratiche; a livello di azione sul territorio è determinante l'intesa Stato-Regioni del dicembre 2012 per lo sviluppo di un sistema di prevenzione e contrasto delle MGF; considerato infine che: trattandosi di un fenomeno "culturale", volontariamente occultato all'interno di ristretti gruppi sociali e familiari, il più efficace contrasto alle MGF si attua tramite politiche di integrazione, alfabetizzazione, inserimento scolastico, sensibilizzazione ed educazione delle famiglie e delle comunità di appartenenza, pertanto l'abbandono di tale pratica può avvenire solo attraverso interventi sul campo volti a promuovere un cambiamento sociale, che passi attraverso la presa di coscienza dell'inutilità e dei danni di tali pratiche; molte ragazze e donne vittime o a rischio delle MGF hanno paura di parlare di questo argomento tabù, pertanto hanno bisogno di aiuto e informazioni facilmente accessibili, come pure, d'altra parte, i professionisti hanno bisogno di conoscenze specifiche per essere in grado di fornire una buona assistenza e consulenza a coloro che sono colpite o a rischio, impegna il Governo: 1) a verificare l'applicazione della legge n. 7 del 2006, e delle linee guida della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ONU A/C.3/69/L.22, n. 18, del dicembre 2014, nonché l'efficacia delle norme che ne regolano l'applicazione nel nostro Paese; 2) ad intraprendere iniziative volte ad incrementare ulteriormente le risorse di cui alla legge n. 7, in particolare implementando il ricorso a tutte le campagne d'informazione ivi disposte, in collaborazione con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed avvalendosi dei principali media e degli organi di comunicazione e di stampa, con periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione; 3) a proporre l'aumento delle risorse finanziarie destinate alla formazione delle figure professionali sanitarie e delle altre figure, che operano con le comunità di immigrati provenienti da Paesi dove si effettuano pratiche di mutilazione genitale, per realizzare un'attività di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine già sottoposte a tali pratiche, come previsto dall'art. 4 della citata legge n. 7 del 2006; 4) a finanziare un percorso integrato di ricerca, formazione e sensibilizzazione per gli insegnanti, finalizzato alla prevenzione e al contrasto di una pratica tradizionale pericolosa e da abbandonare, in quanto gli insegnanti non sono solo responsabili dell'apprendimento dei giovani, ma sono anche quelli più a stretto contatto con i giovani e che meglio di altri sono in grado di individuare i rischi e aiutare le studentesse potenziali vittime di queste pratiche; 5) ad avviare e, laddove già esistono, a potenziare corsi di educazione sessuale per le scuole italiane e per quelle straniere, attraverso i quali far conoscere e sensibilizzare i giovani anche su queste pratiche; 6) a pubblicizzare e potenziare, anche previa destinazione di ulteriori risorse, il numero verde 800 300 558 dedicato alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, attualmente attivo soltanto 5 giorni a settimana. Essendo un servizio di fondamentale importanza per il contrasto e la prevenzione delle MGF, è necessario fare in modo che venga conosciuto, con campagne ad hoc , soprattutto dalle comunità interessate; 7) a sostenere, anche economicamente, le Regioni che hanno sviluppato attività progettuali sul proprio territorio finalizzate alla realizzazione di percorsi virtuosi di prevenzione e contrasto alle MGF, implementando i centri di consulenza regionali e quindi le attività di formazione del personale sociosanitario, per aiutare a contrastare una delle peggiori violazioni dei diritti umani subite dalle donne; 8) ad incrementare le somme destinate, nell'ambito della cooperazione internazionale, ai programmi di cui all'articolo 7 della citata legge, anche alla luce dei ripetuti allarmi lanciati dalle organizzazioni internazionali presenti nei numerosi Paesi in cui tale pratica è ancora drammaticamente diffusa; 9) a procedere, nel più breve tempo possibile, alla realizzazione di un sistema istituzionalizzato di raccolta dati sull'incidenza del fenomeno in Italia, al fine di predisporre politiche di prevenzione e contrasto adeguate, con anche il contributo di report forniti dalla magistratura e dalle forze dell'ordine riguardo all'attività d'indagine svolta, perché quando si parla di MGF si parla di un reato grave, che viola una sfera di diritti costituzionalmente e internazionalmente riconosciuti, oltre a praticare menomazioni sui corpi delle persone; 10) a sollecitare e realizzare un sistema di condivisione di dati tra l'Italia e i Paesi d'origine delle famiglie con ragazze, anche al momento delle partenze, degli arrivi e dei rientri, da e verso i Paesi che praticano le MGF, altro modo per monitorare il fenomeno e favorire la prevenzione;