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quali siano le misure che si intende mettere in atto per contenere il numero esorbitante di migranti che sbarcano clandestinamente sulle nostre coste, creando problemi di ordine pubblico e di sicurezza sanitaria. Atto n. 4-03828 FATTORI LONARDO DE PETRIS CORRADO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: tra le aree protette secondo la legge n. 394 del 1991, spicca per importanza la riserva naturale statale del litorale romano, comprendente anche la pineta di Procoio, istituita con decreto del Ministro dell'ambiente 29 marzo 1996, e soggetta a vincolo paesaggistico e sito di importanza comunitaria (SIC); il piano di gestione è stato adottato il 16 gennaio 2020 con decreto del commissario ad acta nominato per effetto delle sentenze n. 3764 e n. 12651 del 2009 del TAR; il decreto istitutivo ha affidato la gestione della riserva ai Comuni di Roma e di Fiumicino e ha istituito la "commissione della riserva", con compiti di fornire indirizzi, proposte, pareri tecnico-scientifici obbligatori e vincolanti e vigilare sul funzionamento e gestione unitaria della riserva; ha inoltre disposto che le funzioni di presidente della commissione sono attribuite al componente designato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; il Comune di Roma il 7 marzo 2018 ha invitato le proprietà private all'interno della riserva ad effettuare "opere di ordinaria manutenzione e prevenzione consentite dal Regolamento Regionale n. 7/2205" e di "circoscrivere tramite professionista abilitato le zone a rischio della Pineta che presentano alberature in condizioni di stabilità precaria"; il 23 aprile 2018 è stato invece inoltrato alla Città metropolitana di Roma capitale il progetto di utilizzazione forestale e messa in sicurezza antiincendio del soprassuolo a prevalenza di pino domestico ( Pinus pinea L.) e specie mediterranee, su commissione del proprietario dei terreni su cui insiste l'intervento. I lavori prevedevano rimozione di materiali secchi, infiammabili e persino diradamenti in funzione antiincendio di alberi dall'età media di 80 anni, su una superficie di circa 54 ettari. Il progetto sottoposto al parere della commissione della riserva e al comando Carabinieri per la tutela della biodiversità e dei parchi non faceva cenno, tuttavia, all'"utilizzazione forestale"; la Regione Lazio ha autorizzato il progetto come "intervento di diradamento e messa in sicurezza antincendio nel bosco misto" (determina dirigenziale n. 6/1122 del 25 luglio 2019), in conferenza dei servizi semplificata in modalità asincrona; considerato che: il 2 settembre 2019 sono iniziati i lavori che hanno suscitato da subito manifestazioni civili di dissenso da parte dei cittadini a causa dell'elevato impatto ambientale nei confronti di flora, fauna e paesaggio, con tanto di documentazione fotografica all'interno del cantiere di animali morti per schiacciamento e desertificazione di estese superfici di sottobosco; da un esame della documentazione, la ditta "Vodice legnami" nella "dichiarazione di inizio lavori" ha comunicato di dar corso a lavori di utilizzazione forestale cui sono conseguiti tagli di ingenti quantitativi di alberi, incluse querce da sughero, ed è stato eliminato il sottobosco con macchine operatrici pesanti, contrariamente alla prescrizione della commissione della riserva di "limitare al massimo l'impiego di mezzi meccanici"; l'associazione ecologista "Gruppo d'intervento giuridico" onlus ha avviato un esposto con richiesta di verifica della legittimità dell'attività in corso e l'adozione dei provvedimenti necessari per il rispetto della legalità ambientale, rivolti alle amministrazioni pubbliche, alla polizia giudiziaria, ai Ministeri interessati, alla Regione, alla Soprintendenza per l'archeologia, ai Carabinieri forestali, al Comune di Roma capitale e all'organo di gestione della riserva e ha informato la Procura della Repubblica; l'associazione "Gruppo unitario per le foreste italiane" ha inoltrato alla Procura della Repubblica e al comando dei Carabinieri forestali una denuncia corredata di tre perizie tecniche; il 9 marzo 2020 la Procura ha disposto il sequestro del cantiere in Procoio; i lavori di potature severe nella riserva sono stati spostati in territorio di Fiumicino, località "Coccia di morto", in zona 1 di massima protezione e in periodo di nidificazione, operando in contrasto con la legge n. 157 del 1992, e non risulta l'esposizione di cartelli relativi ai lavori, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e quali siano le azioni che intendono adottare per la salvaguardia del sito attualmente in pericolo; quali provvedimenti intendano adottare per l'accertamento delle responsabilità amministrative e di mancato o tardivo controllo, ivi compresa la mancata adozione di misure di autotutela atte a fermare i lavori a seguito delle criticità denunciate. Atto n. 4-03829 FREGOLENT Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 7 luglio 2020 il Governo ha presentato "#italiaveloce", il piano delle infrastrutture e dei trasporti per un'Italia ad alta velocità, allegato infrastrutture al programma nazionale di riforma; da informazioni assunte dagli organi di stampa, pare che il Governo sia in procinto di approvare un provvedimento finalizzato a "sbloccare" almeno 130 cantieri in Italia, per un controvalore di circa 200 miliardi di euro; nell'elenco degli interventi ferroviari da sbloccare riportati nella presentazione "#italiaveloce", figura il completamento della rete ad alta velocità nelle tratte venete, tra Verona e Padova, indicata come parte in costruzione e parte in progettazione, e tra Verona ed il Brennero, descritta come in progettazione; tenuto conto che per le tratte indicate, l'attuale contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana prevede la seguente disponibilità finanziaria: a) "AV-AC Verona-Vicenza": a fronte di un progetto del valore di 2.713 milioni di euro vi è una disponibilità nel contratto di programma di 984 milioni di euro e mancano quindi 1.729 milioni; b) "AV/AC attraversamento di Vicenza": a fronte di un progetto del valore di 805 milioni di euro vi è una disponibilità nel contratto di programma di 150 milioni di euro e mancano quindi 655 milioni; c) "AV/AC Vicenza-Padova": a fronte di un progetto (peraltro obsoleto) del valore di 1.316 milioni di euro, non vi è alcuna disponibilità finanziaria; d) "AV/AC Brennero IV lotto - ingresso VR nord": a fronte di un progetto del valore di 997,8 milioni di euro vi è una disponibilità finanziaria pari 24,7 milioni di euro e mancano quindi 973,10 milioni; pertanto, per sbloccare solo dal punto di vista finanziario gli interventi citati, sono necessari circa 4,7 miliardi di euro;