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parlo della stazione vera e propria. (Applausi) . Quindi, quando si parla di mobilità sostenibile, si deve intervenire e operare perché tutto il territorio nazionale abbia le stesse opportunità. Si parla tanto della questione meridionale; si parla tanto del fatto di essere vicini al Mezzogiorno. Il Mezzogiorno non vuole prebende; il Mezzogiorno non vuole assistenza; il Mezzogiorno vuole riconoscimento della propria dignità e vuole le pari opportunità. Vuole avere le stesse opportunità che si hanno nelle altre Regioni del nostro Paese. Io credo che il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile sia assolutamente essenziale per questo tipo di attività. Allora, pur avendo voluto apportare alcune modifiche al provvedimento in esame (modifiche più di drafting che di sostanza), ci rendiamo conto che i tempi nei quali è arrivato al Senato della Repubblica impediscono un'attività emendativa che potrebbe mettere in crisi e impedire la sua conversione. Quindi, consapevoli di ciò e con senso di responsabilità, e per le motivazioni che ho enunciato prima, annunciamo il voto favorevole di Forza Italia al provvedimento. (Applausi) . GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, riorganizzare i Ministeri è non soltanto un esercizio di diritto amministrativo, ma anche un'attività strettamente funzionale all'azione politica che un Governo intende esprimere. In quest'occasione, tra l'altro, la riorganizzazione dei Ministeri è particolarmente importante perché l'attuale Governo nasce con lo scopo principale di gestire una gravissima crisi determinata da una delle 10 più gravi pandemie che abbiano mai colpito l'umanità. Sono sotto i nostri occhi le conseguenze economiche di questa pandemia. Sappiamo, dunque, che adesso a noi tocca il compito di guidare la ricostruzione economica dell'Italia, oltreché - ma è superfluo dirlo - guidare il Paese verso il recupero della serenità e del buono stato di salute. Non dimentichiamo, poi, che bisogna gestire i fondi del recovery plan . A questo scopo, tre sono gli aspetti su cui il provvedimento in esame si concentra. In primis , penso al Ministero del turismo. Il turismo è il settore che maggiormente ha subito le conseguenze della pandemia. Sappiamo che il turismo determina una quota molto importante del PIL del Paese e che senza di esso l'economia italiana non può ripartire. Bene, dunque, dar vita in modo autonomo a un Ministero del turismo che sia in grado di promuovere specifici interventi per il settore. Si tratta di un segnale chiaro che questo Governo lancia al Paese. Era il momento giusto per far confluire tutte le funzioni statali in materia di turismo sotto un unico Ministero, in modo da consentire di mettere in campo strategie oltre un'ottica emergenziale. Il turismo italiano viene perciò slegato da una visione funzionale anche ad altri importanti obiettivi - penso, per esempio, al profilo culturale - consentendo, al contrario, all'azione politica di concentrarsi sul rilancio del turismo come movimentazione di denaro. Un altro aspetto sostanziale riguarda la trasformazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in Ministero della transizione ecologica e l'acquisizione da parte di quest'ultimo delle competenze in materia di politica energetica per le fonti sia rinnovabili, che non. La nuova denominazione è una questione non soltanto linguistica, ma anche politica. L'intenzione dichiarata è di voler lavorare su politiche più sostenibili. Come Gruppo riteniamo sicuramente importanti la valorizzazione e la protezione delle risorse naturali e come maggioranza vogliamo lavorare per questo obiettivo. Confidiamo nella ricerca di un giusto equilibrio - questo è un passaggio molto importante - tra la tutela dell'ambiente e le politiche di sostegno ai settori produttivi. Attenzione: è importante che questo Ministero persegua politiche green intelligenti, perché non sempre ciò che appare sotto l'insegna dell'ecologia e della tutela dell'ambiente è davvero tale. In alcuni casi una politica green può infatti semplicemente portare a nascondere sotto al tappeto la polvere e l'immondizia. (Applausi) . Pensiamo - ad esempio - all'uso dell'elettrico: ormai c'è una tendenza mondiale alla trasformazione del parco circolante in parco a trazione elettrica, ma gli studi più avveduti ci lanciano un allarme, segnalando che la transizione irragionevole verso l'elettrico rischia di portare a un'altra forma di inquinamento. Pensiamo allo smaltimento delle batterie e anche ai rischi legati all'approvvigionamento delle materie prime. Vorrà dire che sposteremo la nostra attenzione verso altri Paesi, dove è possibile trovare i materiali necessari alle produzioni di queste batterie. Quindi attenzione, perché questa sfida green , se è vero - come è vero - che è anche un'occasione di crescita, non deve trasformarsi in un boomerang per gli interessi di questo Paese. Ci vuole studio; ci vogliono gli investimenti nel campo della ricerca e della tecnologia affinché il Paese sia in grado di compiere scelte ecologiche ragionevoli e sostenibili. Lo stesso monito, fatti gli opportuni adeguamenti, possiamo utilizzarle per la transizione digitale: sappiamo che è stato istituito questo importante Ministero. La rete Intenet, ha sicuramente cambiato la storia dell'umanità e ancora non ne vediamo compiutamente gli effetti, perché siamo osservatori troppo coinvolti per poter comprendere l'importanza di quello che sta accadendo. All'indomani della scoperta della stampa ad opera di Gutenberg - stiamo parlando della prima metà del Quattrocento - ancora l'umanità non si era resa conto di quello che stava per accadere; trecento anni dopo è iniziata la Rivoluzione industriale. Con Internet tutto sarà più rapido, ma anche in questo caso dobbiamo capire che il digitale, le informazioni, i dati, la gestione dei dati sono nozioni che richiedono un nuovo modo di pensare. Guai se pensiamo di utilizzare Internet secondo i nostri vecchi schemi; che il digitale non sia uno strumento della pubblica amministrazione per aumentare la complessità delle procedure a danno dei cittadini. Le norme dovranno essere scritte in funzione della maggiore velocità di accesso ai dati tramite Internet. La Lega guarda con favore all'istituzione di questi Ministeri, ma lancia un monito: questi strumenti politici e amministrativi siano utilizzati con intelligenza, con cultura e competenza. Per tutte queste ragioni, annuncio il voto favorevole del partito cui appartengo, cioè la Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . L'ABBATE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, oggi siamo qui per votare il decreto-legge sul riordino dei Ministeri, che ridefinisce le funzioni dicasteriali in materia di energia, turismo e di innovazione digitale e provvede a rinominare il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile. Per il Mite, il Ministero della transizione ecologica, si è dato vita a una struttura che è in grado di utilizzare quel poco tempo che purtroppo ci è rimasto per vincere una sfida importante, la sfida dei cambiamenti climatici. E non siamo solo noi a dirlo: