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ad oggi non è stato fornito alcun riscontro in merito alla corretta acquisizione delle candidature, al loro inserimento nell'elenco contenente le manifestazioni di interesse, che non risulta consultabile in nessuna sezione del sito internet del Ministero della salute, né tantomeno all'eventuale utilizzo delle candidature da parte dell'amministrazione, si chiede di sapere: quali fossero le modalità operative per la corretta presentazione delle candidature e in che modo il Ministero abbia provveduto ad informare i soggetti della ricezione delle stesse e del conseguente inserimento nell'elenco; se l'elenco contenente le manifestazioni di interesse sia stato stilato e di quanti e quali nominativi sia composto; se il Ministro in indirizzo abbia fatto ricorso o intenda fare ricorso all'elenco per l'individuazione dei propri rappresentanti in ASL, aziende ospedaliere e IRCCS e sulla base di quali criteri. Atto n. 4-01642 MALPEZZI Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: la professione di guida turistica in Italia non gode di una disciplina organica e chiara. Tuttavia, con la legge europea per il 2013, legge n. 97 del 2013, è stato fatto un importante passo avanti seppur indotto dalla Commissione europea, che nell'ambito della procedura EU Pilot 4277/12/MARK ha contestato la compatibilità della legislazione nazionale delle guide turistiche con la normativa europea, laddove la legge italiana prevedeva che l'abilitazione all'esercizio della professione avesse validità solo nella regione o provincia di rilascio, violando la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno che stabilisce la portata nazionale dell'autorizzazione ad esercitare la professione. Inoltre, sulla base di tali considerazioni, la Commissione ha richiesto al Governo un calendario dettagliato per la definizione di un testo normativo in materia di guide turistiche; specificatamente, l'articolo 3 della legge europea 2013, al comma 1, prevede che l'abilitazione alla professione di guida turistica sia valida su tutto il territorio nazionale, invertendo la situazione frammentaria e discriminatoria in cui versavano le guide italiane e, al comma 2, precisa il regime di libera prestazione dei servizi per le guide turistiche degli Stati membri; tuttavia, nell' iter di approvazione della legge, è stata apportata una modifica sostanziale che ha minato tale principio. Infatti, è stato aggiunto un terzo comma al suddetto articolo che deroga i precedenti, prevedendo l'individuazione di "siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione"; a dare attuazione alla disposizione sono stati i decreti del Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo del 7 aprile e dell'11 dicembre 2015, con i quali sono stati rispettivamente individuati più di 3.000 siti "di particolare interesse" ed è stata definita una specifica abilitazione all'esercizio della professione rilasciata da parte delle Regioni e delle Province autonome, contrastando evidentemente sia con quanto previsto dai primi due commi dell'articolo 3 (rischiando anche di avviare una nuova procedura di infrazione) sia con la sentenza della Corte costituzionale n. 178 del 2014; a tal riguardo il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso n. 04787/2016 contro il Ministero dei beni culturali, ha stabilito con sentenza n. 02831/2017 l'annullamento dei due decreti ministeriali e affermato che il comma 3 del suddetto articolo "non può che essere interpretato in via restrittiva, nel senso di attribuire al Ministero un potere eccezionale di escludere l'applicazione della disciplina generale di cui al comma 1", rilevando che: "sono evidenti l'illogicità e irragionevolezza del decreto ministeriale 7 aprile 2015, che ha individuato più di tremila siti (...) e della disciplina del decreto dell'11 dicembre 2015, che ha previsto una specifica abilitazione". Tale decisione comporta la decadenza di tutte le limitazioni all'esercizio della professione di guida su base nazionale e delle conseguenti delibere approvate dalle Regioni; da quando la legge n. 97 del 2013 ha esteso a tutto il territorio nazionale l'abilitazione di guida, che era invece regionale o provinciale, manca una legge che indichi come si diventa guida, chi deve fare i bandi e gli esami, i titoli e i requisiti richiesti. In questo vuoto normativo, dopo l'approvazione della legge n. 97, gran parte delle Regioni, correttamente, si è fermata in attesa di una legge di riordino. Altre Regioni tuttavia (Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia e da ultimo la Puglia) hanno continuato a rilasciare abilitazioni, ma ciascuna con sistemi diversi e, soprattutto, ancora relativamente al proprio territorio regionale o addirittura provinciale, tuttavia con l'obiettivo che quelle abilitazioni rilasciate da Comuni e Regioni, ciascuno con regole diverse, abbiano validità su tutto il territorio nazionale; occorre avviare subito un tavolo tecnico per una nuova legge che regolamenti l'accesso alla professione di guida turistica e che sia frutto anche dell'esperienza dei professionisti del settore, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non intendano assumere iniziative volte a provvedere, nel rispetto dei principi costituzionali ed europei, a una revisione organica e complessiva della disciplina della professione di guida turistica, che riguardi anche i requisiti di accesso all'abilitazione e le relative modalità di verifica, uniformi su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare la valorizzazione e la tutela del patrimonio naturale, storico e artistico italiano; in che modo, in attesa di un complessivo riordino della materia, intendano garantire opportunità professionali a chi ha svolto tale percorso formativo. Atto n. 4-01643 ASTORRE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: numerose famiglie residenti a Sant'Oreste (Città metropolitana di Roma) stanno vivendo un momento di forte preoccupazione a causa della mancata autorizzazione da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in merito alla formazione di due classi prime della scuola secondaria di primo grado. Attualmente, infatti, il Ministero ha provveduto ad autorizzare in organico di diritto una sola classe composta da 24 alunni rispetto alle 32 iscrizioni effettuate nel plesso di Sant'Oreste, istituto comprensivo di Civitella San Paolo (RMIC870006); 8 bambini non risultano al momento assegnati ad alcuna classe e non sanno dove potranno frequentare il prossimo anno scolastico; inoltre, si fa presente che tra i 32 bambini che hanno effettuato l'iscrizione ne è presente uno con disabilità ex legge n. 104 del 1992 e due con disabilità complesse. Pertanto, per motivi educativo-didattici, risulterebbe inopportuno inserire tutti i bambini con disabilità nella stessa classe come previsto attualmente; l'Ufficio scolastico regionale, in una nota pervenuta in questi giorni, ribadisce "l'impossibilità di autorizzare la formazione di classi prime con un numero di alunni inferiore a 18"; considerato che: il limite minimo di 18 alunni per la formazione delle classi prime risulta derogabile come stabilito dall'art. 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009: