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Nel caso di inadempimento prolungato per oltre due anni consecutivi, la regione provvede alla sospensione del tesserino per un anno. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, avvalendosi anche della collaborazione delle associazioni riconosciute di tartufai, elaborano i dati ricavati dalle schede di cui al comma 2, li pubblicano nel sito della regione e ne danno comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo per la realizzazione di una banca dati nazionale avente finalità di controllo e monitoraggio. 12 (Calendari di raccolta) 1 Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto da adottare previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, stabilisce un calendario unico, con gli orari e le modalità di raccolta e di vigilanza per le varie specie e generi di tartufo. 2 È vietata ogni forma di commercio delle varie specie e generi di tartufo fresco italiano nei periodi in cui non è consentita la raccolta. III FISCALITÀ, CONTROLLI E SANZIONI 13 (Modifica della disciplina fiscale applicabile al settore della raccolta di prodotti selvatici non legnosi) 1 I redditi derivati dallo svolgimento, in via occasionale, delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi classificate dal codice di attività 02.30.00 della tabella ATECO, di cui al provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate 16 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2007, da parte delle persone fisiche, sono assoggettati ad un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali. 2 L'imposta sostitutiva di cui al comma 1 è fissata ad euro 100 ed è versata entro il 16 febbraio dell'anno di riferimento da coloro che sono in possesso di titolo di raccolta di uno o più prodotti elencati dal codice di attività 02.30.00 della citata tabella ATECO. 3 Ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva di cui al comma 1, l'attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi si intende svolta in via occasionale se i corrispettivi percepiti dalla vendita del prodotto non superano il limite annuo di euro 7.000. 4 La ritenuta di cui all'articolo 25- quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, non si applica nei confronti dei soggetti che hanno versato l'imposta sostitutiva di cui al comma 1 del presente articolo con riferimento all'anno in cui la cessione del prodotto è stata effettuata. 5 Per le operazioni di acquisto, effettuate senza l'applicazione della ritenuta ai sensi del comma 4, il soggetto acquirente emette un documento d'acquisto dal quale risultano: la data di cessione, nome e cognome, codice fiscale del cedente, codice della ricevuta del versamento dell'imposta sostitutiva di cui al al comma 1, natura e quantità del prodotto ceduto, nonché ammontare del corrispettivo pattuito. Lo stesso soggetto acquirente include i dati relativi ai documenti di acquisto di cui al primo periodo del presente comma nella comunicazione trimestrale di cui all'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 6 Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni: a alla tabella A, parte I, dopo il numero 15) è inserito il seguente: «15- bis) tartufi, nei limiti delle quantità standard di produzione determinate con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze»; b alla tabella A, parte II -bis , dopo il numero 1- ter) è aggiunto il seguente: «1- quater) tartufi freschi, refrigerati o preservati immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurare temporaneamente la conservazione, ma non preparati per il consumo immediato»; c alla tabella A, parte III, il n. 20 -bis) è abrogato. 7 I produttori agricoli che gestiscono la produzione dei prodotti selvatici non legnosi che non sono presenti nell'elenco del codice di attività 02.30.00 della citata tabella ATECO e che sono diversi da quelli di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, possono applicare il regime forfettario di cui all'articolo 1, commi da 54 a 75, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Ai fini dell'imposizione sui redditi, il reddito di tali soggetti è comunque determinato su base catastale e non trovano applicazione i commi 64 e seguenti del citato articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. 14 (Vigilanza e controlli) 1 Il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell'Arma dei carabinieri vigila sull'applicazione della presente legge. 2 Sono inoltre incaricati di far rispettare la presente legge le guardie venatorie provinciali, gli organi di polizia locale urbana e rurale, le guardie giurate volontarie designate da cooperative, consorzi, enti e associazioni che abbiano per fine istituzionale la protezione della natura e la salvaguardia dell'ambiente. 3 Le guardie giurate devono possedere i requisiti determinati dall'articolo 138 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e prestare giuramento davanti al prefetto. 4 L'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e le aziende sanitarie locali controllano la commercializzazione dei tartufi freschi e conservati. 15 (Sanzioni) 1 Ogni violazione delle norme della presente legge, salvo che il fatto costituisca reato, comporta la confisca del prodotto ed è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria stabilita ai sensi del comma 2. 2 Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto da adottare di concerto con il Ministro della giustizia, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, stabilisce la misura e le modalità di comminazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1. 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