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Le spese d'investimento necessarie per l'adeguamento anti-inquinamento superano in generale quelle relative alla costruzione dei nuovi impianti. IV. TECNICHE ANTI-INQUINAMENTO IN ALTRI SETTORI 10. Le tecniche anti-inquinamento (enumerate nelle rubriche ii) a) ad e) del paragrafo 9) sono applicabili non solo nelle centrali elettriche - dove, nella maggior parte dei casi si è acquisita un'esperienza pratica nel corso degli anni - ma anche in numerosi altri settori dell'industria. 11. l'applicazione delle tecniche di riduzione delle emissioni di zolfo è legata alle limitazioni inerenti a ciascun procedimento nei settori in esame. Nella seguente Tabella 3 figurano le principali fonti di emissioni di zolfo e le misure antinquinamento corrispondenti. Tabella 3 Fonte Misure anti-inquinamento Arrostimento di solfuri non ferrosi Riduzione catalitica con sistema umido all'acido solforico Produzione di viscosa Procedimento a doppio contatto Produzione di acido solforico Procedimento a doppio contatto, rendimento migliorato Produzione di pasta kraft Vari dispositivi incorporati 12. Nei settori enumerati nella tabella 3, è possibile ricorrere a dispositivi incorporati ed in particolare a modifiche della materia prima (se del caso combinate con un trattamento specifico dei gas di combustione) per ridurre nella maniera più efficace possibile le emissioni di zolfo. 13. Sono stati segnalati i seguenti esempi: a) nei nuovi stabilimenti di pasta kraft, si possono ottenere livelli di emissione inferiore ad 1 kg. di zolfo per tonnellata di pasta asciugata all'aria **/ b) Negli stabilimenti di pasta al bisolfito, si possono riportare le emissioni a 1-1,5 kg. di zolfo per tonnellata di pasta asciugata all'aria; c) per l'arrostimento dei solfuri, sono stati segnalati (a seconda del procedimento utilizzato) dei tassi di desolforazione dall'80 al 99% per gli impianti da 10 000 a 200 000 m3/h; d) in un impianto di sinterizzazione del minerale di ferro, un'unita di desolforazione dei gas di combustione avente una potenza di 320 000 m3/ consente di ridurre a meno di 100 mq Ox/Nm3, al 6% dello 02, il tenore di zolfo; e) Nei forni a coke, si ottiene un tenore inferiore a 400 mg. SOx/Nm3 al 6% dello 02; f) negli impianti di produzione di acido solforico, il tasso di conversione è superiore al 99%; g) il procedimento Claus perfezionato consente di estrarre oltre il 99% di zolfo. --------- **/ Occorre sorvegliare il rapporto zolfo/sodio, con l'eliminazione dello zolfo sotto forma di sali neutri e l'aggiunta di composti sodici non solforati. V. SOTTO PRODOTTI ED EFFETTI SECONDARI 14. L'accrescimento degli sforzi spiegati dai paesi della regione della CEE per ridurre le emissioni di zolfo provenienti da fonti fisse sarà accompagnato da un aumento proporzionale della quantità dei prodotti secondari. 15. Conviene selezionare le tecniche che danno luogo a prodotti secondari utilizzabili. La preferenza va data alle tecniche che per quanto possibile, consentono di accrescere il rendimento termico e di risolvere il problema dell'eliminazione dei rifiuti. Benchè la maggior parte dei prodotti secondari sia utilizzabile o riciclabile - gesso, sali ammoniacati, acido solforico, zolfo, ecc. - vanno considerati alcuni fattori come la situazione del mercato e le norme di qualità. Ai fini della riutilizzazione dei prodotti secondari della combustione su strato fluidizzato e dell'assorbimento a secco mediante polverizzazione, occorre fare dei progressi in questo settore in quanto, in vari paesi, le possibilità di eliminazione dei rifiuti sono limitate dalla capacità delle discariche e dai criteri applicabili in materia. 16. Gli effetti secondari o gli inconvenienti enumerati in appresso non impediscono l'applicazione di alcuna tecnica o metodo, ma di essi si deve tener conto in presenza di più mezzi di riduzione dello zolfo, ad esempio: a) Dispendio di energia per la lavorazione dei gas; b) Corrosione dovuta alla formazione di acido solforico per reazione degli ossidi di zolfo con il vapore acqueo; c) maggiore utilizzo di acqua e necessità di trattare le acque reflue; d) uso di reattivi; e) necessità di eliminare i rifiuti solidi. VI. CONTROLLO E COMUNICAZIONE 17. Le misure prese dai paesi per l'attuazione delle loro strategie e politiche di riduzione dell'inquinamento atmosferico includono leggi e regolamenti, incentivi economici o strumenti di dissuasione, nonché criteri tecnici (necessità di utilizzare la migliore tecnica disponibile). 18. Per ogni fonte di emissione, le norme sono di regola stabilite in funzione delle dimensioni dell'impianto, delle modalità operative, della tecnologia di combustione, del tipo di combustibile e dell'anzianità dell'impianto. Un'altra soluzione approvata consiste nel stabilire un obiettivo di riduzione globale delle emissioni di zolfo provenienti da un gruppo di fonti, consentendo di scegliere il settore d'intervento adeguato per l'ottenimento di tale obiettivo (principio della bolla). 19. Per limitare le emissioni di zolfo ai livelli stabiliti dalla legislazione nazionale, occorre prevedere un sistema permanente di controllo e di comunicazione dei dati alle autorità di sorveglianza. 20. Attualmente si dispone di svariati sistemi di controllo basato su metodi di misurazione continua o discontinua. Tuttavia, le norme di qualità possono variare. Le misurazioni devono essere effettuate da istituti qualificati utilizzando sistemi di misurazione e di sorveglianza. A tal fine un sistema di certificazione sembra il più adatto per fornire le migliori garanzie. 21. Con i moderni sistemi di controllo automatico e di hardware, la comunicazione dei dati non pone problemi. La loro raccolta in vista di un uso ulteriore avviene secondo le tecnologie attuali. Tuttavia, i dati da comunicare alle autorità competenti variano da un caso all'altro. Per migliorare il confronto tra le serie occorre armonizzare le regolamentazioni. L'armonizzazione è anche auspicabile per garantire la qualità dei sistemi di misurazione e di controllo. È un'esigenza da prendere in considerazione quando si confrontano i dati. 22. Per evitare disparità e discordanze si tratta di definire correttamente gli elementi ed i parametri essenziali, in particolare i seguenti: a) Le norme devono essere espresse in ppmv, mg Nm3, g Gj, kg o kg/tonnellata di prodotti. La maggior parte di queste unità vanno calcolate e specificate per quanto riguarda la temperatura del gas, l'umidità, la pressione, il tenore in ossigeno o il valore dell'apporto termico; b) occorre definire il periodo, espresso in ore, mesi o anni, rispetto al quale i valori medi delle norme vanno stabiliti; c) conviene definire i tempi di arresto e le regole di sicurezza corrispondenti, per quanto riguarda la derivazione dei sistemi di sorveglianza o l'arresto dell'impianto. d) occorre definire i metodi da applicare per completare i dati mancanti o persi a seguito di difettosità dell'hardware; e) occorre definire la serie dei parametri da misurare. Le informazioni richieste possono variare a seconda del tipo di procedimento industriale è quindi opportuno definire il punto di misurazione nel sistema. 23. Occorre garantire la qualità delle misurazioni.