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Modificazioni al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge trae origine dal lavoro svolto dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, anche straniere, a partire dall'inizio della legislatura in materia di gestione dei beni confiscati e di misure di prevenzione. Come è noto, la legge 19 luglio 2013, n. 87, istitutiva della Commissione antimafia, per la durata della XVII legislatura, le affida come primo compito, all'articolo 1, comma 1, lettera a) , quello di «verificare l'attuazione della legge 13 settembre 1982, n. 646, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché delle nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e delle altre leggi dello Stato, nonché degli indirizzi del Parlamento, con riferimento al fenomeno mafioso e alle altre principali organizzazioni criminali». Sin dall'avvio dei propri lavori, pertanto, la Commissione ha immediatamente individuato il tema della gestione dei beni sequestrati e confiscati come assolutamente prioritario all'interno della propria attività di inchiesta. È stata quindi svolta un'ampia istruttoria mediante audizioni, sopralluoghi e approfondimenti a carattere specifico, con il coinvolgimento di soggetti ai massimi livelli istituzionali, amministrativi e della società civile, sia nella sede parlamentare sia direttamente sul territorio nazionale, in ossequio a una funzione di inchiesta parlamentare in cui i peculiari poteri attribuiti alla Commissione dalla legge in base all'articolo 82 della Costituzione sono legislativamente orientati, così come la collocazione sistematica del medesimo articolo 82, inserito nella Parte seconda della Costituzione, Titolo I, sezione II, «La formazione delle leggi», lascia del resto intendere e suggerire. All'esito di tale istruttoria, la Commissione parlamentare di inchiesta antimafia ha approvato all'unanimità, nella seduta del 9 aprile 2014, una «relazione sulle prospettive di riforma del sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata». Tale relazione è stata inserita nel calendario dei lavori d'Aula sia alla Camera sia al Senato, dando luogo alla circostanza del tutto eccezionale del pronunciamento da parte di entrambe le Camere sulla relazione di una Commissione parlamentare di inchiesta. Alla luce degli orientamenti delle due Camere, in attuazione del compito di verificare l'attuazione «del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione» e degli «indirizzi del Parlamento», assegnati dalla legge istitutiva, la Commissione ha quindi ritenuto opportuno assumere su di sé l'onere non solo dell'indicazione dei princìpi e criteri direttivi per una riforma del sistema, già contenuti nella relazione approvata il 9 aprile 2014 e fatti propri dalla Camera e dal Senato, ma anche di sviluppare e tradurre tali princìpi in un complesso di disposizioni organiche, di cui si auspica l'introduzione nell'ordinamento giuridico allo scopo di migliorare l'efficacia delle procedure di prevenzione patrimoniale e l'incisività economica e sociale del sequestro e della confisca dei beni e delle aziende. La Commissione antimafia ha successivamente approvato il 22 ottobre 2014 una ulteriore relazione, volta a definire un quadro di revisione organica del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché un gruppo di norme di delega al Governo per l'emanazione di norme integrative del medesimo codice. Su questa complessa e articolata base di lavoro svolta collegialmente dalla Commissione antimafia si fonda il contenuto del presente disegno di legge, firmato dai componenti della Commissione stessa che hanno partecipato più attivamente all' iter di elaborazione dell'articolato in oggetto. Tale disegno è dunque il frutto del lavoro che ha avuto inizio in Commissione antimafia con l'approvazione della relazione sulle prospettive di riforma del sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, avvenuta il 9 aprile 2014, e si è concluso con l'approvazione, il 22 ottobre scorso, della relazione concernente una revisione organica del codice delle leggi antimafia, cui è allegata la proposta di articolato e di integrazioni al codice stesso. I contenuti di tale proposta sono riprodotti nel presente disegno di legge, che si compone di 58 articoli, di seguito sinteticamente illustrati. L'articolo 1 modifica l'articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, che completa l'elenco dei soggetti destinatari della proposta di applicazione delle misure di prevenzione aggiungendo gli indiziati dei reati di cui all'articolo 416 -ter del codice penale, 418 del codice penale, dei delitti contro la pubblica amministrazione, quando siano dediti abitualmente a traffici illeciti o vivano abitualmente, anche in parte, dei proventi di tali delitti, nonché le persone che risultino dedite alla commissione di reati contro l'ordine e la sicurezza pubblica in occasione di manifestazioni sportive, al fine di aggiornare le ipotesi di pericolosità sociale, anche alla luce delle modifiche legislative intervenute dopo l'emanazione del decreto legislativo. Gli articoli 2, 3, 4 e 8, che modificano gli articoli 5, 6 e 17 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ed introducono l'articolo 5 -bis , sono finalizzati a coordinare i soggetti legittimati alla proposta di applicazione delle misure di prevenzione, aggiungendo il Procuratore nazionale antimafia, prevedendo sezioni specializzate distrettuali per la trattazione delle misure di prevenzione (fatta salva la creazione di sezioni distaccate per Trapani e Santa Maria Capua Vetere con conseguenti modifiche dell'ordinamento giudiziario); il coordinamento tra il procuratore circondariale, il questore ed il direttore della direzione investigativa antimafia e quello distrettuale, prevedendo che, ove la proposta non sia presentata congiuntamente con il procuratore distrettuale, il Tribunale trasmetta al procuratore distrettuale la proposta affinché venga formulato un parere e sia possibile integrare gli atti o segnalare la pendenza di procedimenti connessi. Sempre nell'ottica del coordinamento, l'articolo 16 introduce all'articolo 27 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il comma 4 -bis , prevedendo la trasmissione da parte del procuratore della Repubblica degli atti investigativi sopravvenuti al procuratore generale che sostiene l'accusa in appello e che tali atti siano posti tempestivamente a disposizione della difesa. L'articolo 5 modifica il procedimento applicativo di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e l'articolo 146 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, prevedendo che l'avviso di fissazione della udienza contenga la concisa esposizione dei contenuti della proposta, e che il soggetto, ove detenuto fuori dal circondario, partecipi sempre alla udienza nelle forme della videoconferenza, ciò sia per ragioni di sicurezza sia per rendere più effettivi i diritti di difesa.