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Quando tornerete a casa sarà già tardi. Speriamo succeda il più presto possibile. (Applausi) . Basti pensare a cosa l'attuale Governo sta solo pensando (ripeto, sta solo pensando ma non è nemmeno da pensare). È un peccato avere questi pensieri: la riduzione di orario di un ristorante alle ore 23. Concentrare le stesse persone in un orario ridotto è improvvisazione, incapacità e malafede. Come si fa a non capire che così i rischi aumentano? Anche in questi giorni sono stato in contatto con persone e realtà del territorio nazionale, e non parlo del Veneto ma del Sud del Paese. Anche in Sicilia la lamentela e la constatazione è che la semplificazione è lontana anni luce da quella che sarebbe una sburocratizzazione necessaria e fondamentale per il nostro Paese. Serve qualcosa di diverso. Con il decreto agosto viene confermata la disorganicità dei provvedimenti: soldi calati con marchette che non porteranno a una crescita concreta. Gli amici del Sud confermano che serve in primis una rivoluzione culturale e amministrativa; dare loro soldi senza un'opportuna progettualità non porterà a niente. L'attività emendativa della Lega è stata ridotta all'osso e che poi non si venga a dire che non abbiamo collaborato. Certamente va rivolta un'attenzione verso il Sud ma senza discriminare altre parti del Paese. Ricordatevi che il Nord vuole tornare a essere protagonista, certo non senza il Sud. Il Nord deve essere la locomotiva ma sicuramente le altre regioni devono essere vagoni del treno dello sviluppo. Inoltre, a mio modo di vedere, il sistema Italia vuole tornare a essere grande e per farlo si deve iniziare valorizzando maggiormente il mondo dell'agricoltura nella giusta maniera, come di seguito indicherò. Occorre internazionalizzare il made in Italy . I prodotti agricoli, i manufatti, tutte le eccellenze che fuoriescono dal mondo agricolo italiano devono essere portate sul mercato estero per il tramite dei consolati e delle ambasciate, che devono aprire sezioni al loro interno proprio per appoggiare, supportare, essere di ausilio e favorire le imprese italiane già presenti in quei territori o che vogliono entrarvi. Il Ministero degli affari esteri deve diventare, tramite le sue propaggini presso gli Stati esteri, promotore di sviluppo economico a partire dall'agricoltura. L'internazionalizzazione del made in Italy non deve essere aiutata solo sotto l'aspetto economico, finanziario e fiscale ma in modo diretto nei territori esteri dove deve il più possibile diffondersi. Ci servono investimenti subito per l'irrigazione e per la bonifica a seguito dei cambiamenti climatici che ci impongono in particolare di concentrare una grande attenzione sulla bonifica, garante del corretto deflusso delle acque. Basti pensare a quello che è successo in Piemonte questa settimana e a Vaia, in Veneto, lo scorso anno. Questi eventi ci fanno capire che servono subito investimenti per la prevenzione idrogeologica, senza scaricare le colpe sui Comuni. (Applausi) , come ha fatto di recente, lo ha già accennato il mio collega Bergesio, il ministro Costa. Parlo di quello che io da sindaco - al terzo mandato - ho visto con i miei occhi e toccato con le mie mani all'interno di un consiglio di amministrazione di un consorzio di bonifica, quello veronese, dove ero rappresentante dei sindaci. La progettualità non manca. I sindaci sanno benissimo cosa vogliono e a fianco hanno degli enti di natura pubblica, i consorzi di bonifica che con l'Associazione nazionale bonifiche italiane (ANBI) - e in particolare l'ANBI Veneto, con cui ho avuto a che fare personalmente - sono a fianco dei Comuni, sono a fianco dei sindaci perché sanno portare avanti la progettualità. Quest'ultima è vista in prima persona dalle amministrazioni, dai Comuni e dai sindaci, ma sicuramente sulla progettualità l'ANBI, a livello nazionale, non farà mancare il proprio contributo. Gli investimenti, quindi, servono per la cura e contro l'abbandono del territorio. Troppi agricoltori lasciano le zone di montagna per lo scarso reddito o perché questo Governo, con il ministro Costa e il ministro Bellanova, non vogliono affrontare il problema dei danni da animali selvatici. Vi sono danni anche sulle opere idrauliche, che si stanno verificando in molti territori italiani e che posso, come ho già detto prima, personalmente toccare con mano visto che il mio territorio della Bassa Veronese non ne risulta esente. Ci servono poi finanziamenti subito per la meccanizzazione agricola. Abbiamo un parco macchine vecchio, troppi sono gli incidenti sul lavoro in agricoltura e ce lo dice anche l'INAIL. Non si risolve il problema importando 600.000 immigrati. Alla nostra agricoltura servono nuovi macchinari, nuove tecnologie, non ci servono immigrati da mantenere. (Applausi) . Servono inoltre interventi fin da subito per aiutare il settore florovivaistico messo in ginocchio dal lockdown , così pure per il settore agrituristico. Quest'anno non sono arrivati i turisti stranieri e quindi all'agricoltura è mancata gran parte della domanda del settore della ristorazione sia per l'agricoltura, che per l'allevamento e il settore caseario. Per queste motivazioni spero che la parte che riguarda il coinvolgimento dei Gruppi di minoranza sia sempre più proficua perché in questo decreto-legge non c'è stato per nulla. Mettete una mano sul cuore e sulla coscienza e sappiate coinvolgere di più i parlamentari di opposizione. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, oggi potrei iniziare con facilità citando delle realtà economiche e sociali che certamente sono ben più vicine a me. Potrei ricordarvi, usando le parole del presidente della Confindustria, che non vorremmo morire nel regno del Sussidistan. Potrei ricordarvi, sempre riferendomi al presidente Bonomi di Confindustria, che il decreto agosto prevede interventi frammentati e senza visione. Potrei, quindi, esordire, riferendomi alla parola di coloro che rappresentano il mondo dell'impresa in Italia. E invece no. Oggi, stupendo persino mia figlia Flaminia, che frequenta il primo anno di liceo classico, dico che sono pienamente d'accordo con il segretario della CGIL Landini, che in queste ore si rivolge a voi del Governo - sostenuto dal Partito Democratico e dal MoVimento 5 Stelle - e alla maggioranza parlamentare dicendo che bisogna uscire dalla logica emergenziale e che bisogna finalmente avviare la ripresa. Non vi cito le parole del mondo economico, degli imprenditori e dei padroni, come molti di voi li definiscono, ma quelle usate in queste ore - non avrei mai pensato di farlo - da colui che, forse, è il più lontano dalla mia visione politica, ovvero dal segretario della CGIL. Perfino dalla CGIL vi fate richiamare alla concretezza, alla necessità di venir meno alla logica emergenziale dei sussidi. Stiamo parlando del quinto decreto Covid: dopo il cura Italia, il liquidità, il rilancio e il semplificazioni, adesso abbiamo anche il decreto agosto perché ovviamente non avevate più nomi credibili per poterlo nominare e vi siete semplicemente rifatti al mese della sua stesura. Colleghi, come tutti gli altri decreti-legge, è perfettamente consequenziale: