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Appare evidente a tutti, da questa terribile pandemia, come i vaccini non siano solo un'arma contro il virus, ma strumenti bellici per prevalere nello scacchiere geopolitico globale. In nome di un'opposizione responsabile e propositiva, le chiediamo perciò di prendere in seria considerazione le nostre proposte ed esprimere un parere positivo sulla nostra proposta di risoluzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iwobi. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, dopo qualche anno in cui buona parte della politica ha creduto a una possibile integrazione della Turchia nelle istituzioni europee, avviando le trattative per un processo di adesione, oggi siamo in una situazione totalmente differente. Dal 2013, anno della repressione della proteste al Gezi Park, passando per l'elezione di Erdogan a Presidente della Repubblica, la Turchia ha intrapreso una deriva sempre più autoritaria. Dal 2016 la situazione relativa allo stato di diritto interno è gravissima. Solo nell'ultima settimana abbiamo assistito all'annuncio di Erdogan sul ritiro unilaterale dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Sempre negli ultimi sette giorni vi è stato un nuovo e grave indicatore della situazione interna alla Turchia: la Corte suprema d'appello ha presentato una richiesta di sciogliere il Partito Democratico dei Popoli, il partito politico filo-curdo, che rappresenta oggi la seconda forza di opposizione nel Parlamento turco. Ricordiamo che dal 2000 ad oggi la Turchia ha ricevuto quasi 30 miliardi di euro attraverso la Banca europea per gli investimenti e, dal 2002, oltre 10 miliardi di euro di fondo preadesioni. Dal 2016 ad oggi sono stati messi a disposizione 6 miliardi di euro per la gestione dei rifugiati. È difficile capire questo doppiopesismo dell'Unione: attenta ai valori e ai diritti universali, non riesce però a prendere una decisione e una posizione netta nei confronti della Turchia. Perché il tema della Turchia deve riguardarci da vicino come Italia? La nuova politica estera di Istanbul è sempre più aggressiva, come possiamo vedere in Libia, dove ormai la Turchia è attore fondamentale a causa della mancanza di coraggio dell'Europa e dell'Italia. Le primavere arabe nel 2011 e il disimpegno degli Stati Uniti nel Mediterraneo hanno prodotto diversi vuoti di potere che hanno reso la vita complicata all'Italia e all'Europa nei rapporti con i Paesi del Nord Africa. È inoltre estremamente difficile cooperare con i Paesi del Maghreb, perché tra di loro non c'è alcuna forma di integrazione. Gli scambi tra Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto sono nulli o quasi. È difficile quindi mettere in piedi una cooperazione strategica con un'area che non esiste come blocco unico, dove la Turchia mira a espandere la sua influenza. Per mantenere l'equilibrio strategico dell'area l'Europa deve insistere nel creare un blocco unico, come - ad esempio -l'Economic community of west african States (ECOWAS) dell'Africa occidentale, per facilitare i rapporti futuri. Con la presidenza Biden e la lettura dei primi documenti strategici prodotti dalla nuova amministrazione, abbiamo capito che l'Unione europea tornerà a essere un'area prioritaria per gli Stati Uniti. Benissimo: uniamoci per riportare la NATO sempre presente nel Mediterraneo, per far cooperare le istituzioni europee con le istituzioni atlantiche affinché formino uno strumento di cooperazione nei Paesi del Nord Africa. Non lasciamoli nelle mani di potenze esterne e in conflitto con i nostri interessi. La crisi economica che deriva dalla pandemia avrà un effetto devastante anche sui Paesi del Nord Africa e l'Africa subsahariana. Il rischio di instabilità dell'area aumenterà notevolmente con gli effetti che ormai tutti conosciamo. Non facciamoci trovare impreparati, signor Presidente. Torniamo ad avere un approccio strategico nel lungo periodo o ci troveremo nei prossimi anni con Paesi, come la Turchia, stabilmente nell'area mediterranea. Concludo dicendo che la Turchia deve decidere se restare alleato delle democrazie occidentali o magari andare verso la Cina. Signor Presidente, le auguro buon lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. Vorrei dare il bentornato in Aula al senatore Castiello. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signora Presidente, gentili senatori e senatrici, membri del Governo, Presidente del Consiglio, la pandemia ha moltiplicato l'impegno di tutti nel cercare le soluzioni migliori da attuare in uno scenario inedito nella storia dell'umanità per gli effetti sia sulla vita, sia sull'economia. Rimane un compito difficile per noi politici e per tutte le amministrazioni, ma anche un'opportunità straordinaria di inquadramento delle reali necessità per focalizzare nuovi orizzonti in tempi definiti. Prima necessità resta sempre la salute e, dunque, ora d'imperio tra i piani di ogni Governo vi sono i vaccini, l'accelerazione nella produzione, nella distribuzione sui territori e nella somministrazione. È necessario compiere ogni sforzo per arrivare da qui alla fine del secondo trimestre di quest'anno a raggiungere e auspicabilmente a superare la soglia del 50 per cento della popolazione vaccinata. Rimane fondamentale la cooperazione sanitaria globale, nella piena convinzione che i vaccini sono un bene comune. Ed è una necessità mettere in sicurezza la campagna di vaccinazione mondiale, che serve anche a prevenire l'insorgere di nuove e più pericolose varianti. Un lavoro sinergico tra gli Stati del mondo è indispensabile anche per il raggiungimento della sostenibilità ambientale, della tutela della biodiversità, del rispetto delle norme ambientali e della salute pubblica, sostanzialmente in linea con gli obiettivi del green deal europeo. Oltre al rispetto per l'ambiente, è anche necessario il rispetto universale dei diritti fondamentali delle donne e degli uomini, di cui purtroppo esistono violazioni in ogni parte del mondo. Sono passati sessant'anni dalla pubblicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani, che però rappresenta ancora un sogno più che una realtà. Inoltre, è oltremodo inquietante considerare come rinascimento le condizioni orrende in cui vivono i popoli in ancora troppi Paesi del mondo. Occorre quindi una politica globale che guardi allo sviluppo sociale ed economico, al mercato unico, che deve però sempre tutelare le produzioni locali e garantire la giusta distribuzione del valore. Ci sono da affrontare ancora molti ostacoli, tra cui la transizione digitale per cui l'Italia occupa gli ultimi posti in Europa. Questa è una condizione inaccettabile che riverbera i suoi effetti negativi anche nella governance della pandemia. È altresì inaccettabile anche che le cosiddette big tech , i giganti del web , paghino tasse irrisorie in Europa, portando le loro sedi in Stati con regimi di tassazione agevolati, penalizzando le imprese nostrane. Urgono soluzioni quale un'imposta digitale unica europea per società extraeuropee. Faccio parte della 9 a Commissione e desidero rappresentare quanto sia importante, e quanto invece si senta nettamente in questo settore il suo ritardo, la digitalizzazione, indispensabile per evitare gli abusi di fitofarmaci e gli sprechi di acqua che non possiamo più permetterci.