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Secondo un modo elementare di ragionare si penserebbe che, a fronte di un'emergenza sanitaria per la quale ancora è necessario un contrasto e un'azione governativa importante, vengano poste in essere misure che mettano in campo maggiori risorse per quanto riguarda la cura e la prevenzione. E invece il decreto-legge in esame si preoccupa fondamentalmente di mettere pesanti restrizioni alle libertà personali a quella piccola fascia di cittadini che consapevolmente e lecitamente ha deciso di non avvalersi della vaccinazione. Si tratta ormai solo di circa il 10 per cento della popolazione, prevalentemente appartenenti alle fasce più giovani. Quelle dai 12 ai 19 anni, dai 19 ai 29 anni, dai 30 ai 39 anni e dai 40 ai 49 anni sono le fasce di popolazione per le quali il virus, a parte le situazioni di fragilità personale, è stato affrontato dai sistemi immunitari personali degli organismi umani in modo molto efficace, pertanto l'incidenza della letalità e di patogenicità grave sono state bassissime, anche nel periodo di assenza dei vaccini. Invece, il decreto-legge introduce previsioni di accanimento proprio per queste fasce di popolazione giovanile che costituiscono oltre il 70 per cento delle persone che oggi risultano ancora non vaccinate. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,47) ( Segue MANTOVANI). Viene vietato il consumo di cibi e bevande al banco al chiuso e nei servizi di ristorazione, l'accesso agli alberghi e alle altre strutture ricettive, agli spettacoli aperti al pubblico, a eventi e competizioni sportive; viene proibito l'accesso ai musei e ai luoghi della cultura, alle piscine, ai centri natatori, alle palestre e ai centri sportivi, ai centri benessere, alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, ai corsi di formazione privati, se svolti in presenza. Non è proprio facile capire dove sta il buon senso nell'applicare queste restrizioni molto dure, uniche in Europa, che ci posizionano al livello più alto al mondo per stringency index . Oltre alle limitazioni sulla libertà personale, tali limitazioni per combattere la pandemia hanno portato al crollo di attività in bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi, cosa che ha travolto conseguentemente interi settori dell'agroalimentare e made in Italy . Coldiretti stima in 5 miliardi di euro l'ammontare di cibi e vini invenduti, e nel 2022 il trend è in peggioramento. Secondo Epat Ascom Torino, bar e ristoranti a Torino e Provincia devono pagare quotidianamente oltre un milione di euro al giorno per quella fetta di clientela che, essendo senza green pass , non può effettuare consumazioni. Federalberghi Roma e l'assessore al turismo denunciano l'incomprensibile dissonanza delle norme attualmente in vigore. Con l'obbligo della certificazione verde o green pass per musei e monumenti nei luoghi del turismo e della cultura non si può più entrare. (Richiami del Presidente) . Presidente, le chiedo per favore ulteriori trenta secondi per poter terminare. PRESIDENTE. Trenta secondi glieli concedo volentieri! MANTOVANI (M5S) . Nel nostro Paese, l'accesso alla cultura dovrebbe essere sempre incentivato e non ostacolato. Un gruppo di 20 scuole di danza si è riunito chiedendo alle istituzioni politiche di fare un passo indietro sulla normativa legata al green pass , perché il disagio dei giovani e delle ragazze sta aumentando e non si può andare avanti in questo modo. Perfino le squadre di calcio under 17 chiudono. Un uomo trentottenne si è dato fuoco in piazza a Oderzo perché non possedeva il green pass ed era stato multato. PRESIDENTE. Senatrice, i trenta secondi che ha chiesto in più sono trascorsi. MANTOVANI (M5S) . Chiedo al Governo di retrocedere rispetto a questa applicazione abnorme del green pass rafforzato, perché è evidente che non è una misura sanitaria e va a comprimere le libertà in modo violento sulle persone non soggette particolarmente alla patologia Covid-19, e rischia di aggravare danni dal punto di vista economico e anche della tenuta psicologica di bambini e nelle fasce più giovani della popolazione. PRESIDENTE. Senatrice, concluda altrimenti sarò costretto a toglierle la parola. MANTOVANI (M5S) . Sto concludendo, grazie. Ho ripresentato in Assemblea gli emendamenti che non sono stati presi in considerazione in Commissione che chiedono di tornare dal green pass rinforzato all'utilizzo del green pass base con l'uso della mascherina FFP2. Credo che sia una misura... PRESIDENTE. Grazie, senatrice Mantovani. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, approfitto, apparentemente fuori tema, per esternare la mia amarezza per aver perso l'occasione, prima in legge di bilancio e adesso in sede di conversione del provvedimento unificato con l'emendamento del Governo per non aver saputo prenderci cura di chi si è preso cura, riconoscendo almeno un ristoro alle famiglie dei medici che, soprattutto durante la prima parte della pandemia, quando mancava di tutto (dal piano pandemico ai dispositivi di protezione individuale) e poco si sapeva di come affrontare il virus, con spirito di abnegazione hanno cercato di limitare, talvolta anche a scapito della loro stessa vita, gli effetti pandemici per i loro pazienti. Sono oltremodo dispiaciuta che il subemendamento, nonostante fosse stato condiviso da tutti i Gruppi, opposizione compresa - e di questo vi ringrazio -, per ragioni ignote sia stato declassato a non prioritario, mentre a suo tempo, tanto per fare un esempio, sono stati trovati i fondi per i rifugi che salvano gli animali selvatici, questione molto meritoria ma dal mio punto di vista di priorità molto successiva a quella del ristoro di coloro che hanno salvato vite umane. (Applausi) . Abbiamo perso due battaglie, ma non possiamo permetterci di perdere la guerra, pur nella consapevolezza che nulla potrà restituire all'affetto delle loro famiglie coloro che hanno perso la vita. Ma in loro memoria non tralasceremo nulla, anzi cercheremo di riproporlo in ogni dove, passando dalle parole ai fatti, ben prima del 18 marzo, primo anniversario dell'istituita Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia di coronavirus, per non lasciarla priva di significato, perché credetemi, talvolta la classe medica è sottostimata rispetto a quanto effettivamente fa per il bene comune (Applausi) . Entrando nella prospettiva evolutiva del provvedimento in discussione, ci insegna che dobbiamo essere lungimiranti, perché gli imprevisti, soprattutto nel campo sanitario, sono una variabile da tenere in considerazione ancora più che in altri settori. E non possiamo più permetterci di rincorrere la realtà, dovendo approcciare con metodo la prevenzione e il recupero dei ritardi nelle cure, a onor del vero già intollerabili ben prima della pandemia, in un quadro di visione sistemica, di prevenzione proattiva e di governo dei rischi individuali e collettivi, perché altrimenti ci troveremo di fronte ad un'ecatombe annunciata, con disposizioni incisive per rendere effettiva l'analisi predittiva e i sistemi di sorveglianza indicati, ma tuttora inattuati.