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Il ricorso al mercato evidenzia un valore di oltre 286 miliardi di euro, anch'esso in peggioramento (di oltre 35 miliardi di euro) rispetto al 2018. Sul conto del patrimonio, lo stesso, com'è noto, costituisce il documento contabile che fornisce annualmente la situazione patrimoniale dello Stato, quale risulta alla chiusura dell'esercizio. I risultati dell'esercizio evidenziano un'eccedenza passiva di circa 1.916 miliardi di euro, con un peggioramento di circa 13 miliardi di euro rispetto alla situazione patrimoniale al 2018. Tale risultato, pur essendo il più contenuto dell'ultimo decennio, si pone in linea con il trend "negativo" degli ultimi anni, considerato che nel 2018 sul 2017 il peggioramento è stato pari a 27,5 miliardi di euro, e nel 2017 sul 2016, di 77,4 miliardi di euro. Per ulteriori approfondimenti, rinvia al dossier dei Servizi del bilancio e dei Servizi studi del Senato e della Camera dei deputati. La relatrice BOTTICI ( M5S ) illustra il disegno di legge n. 1913, recante l'assestamento di bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2020, segnalando, per quanto di competenza, che Il disegno di legge di assestamento, ai sensi dell'articolo 33 della legge di contabilità e finanza pubblica, assolve al compito di apportare, a metà dell'anno, un aggiornamento degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. Il relativo disegno di legge reca, dunque, l'aggiornamento delle previsioni del bilancio di competenza formulate ai sensi della legislazione vigente in relazione, per quanto riguarda le entrate, all'eventuale revisione delle stime del gettito, e, per quanto riguarda le spese, limitatamente alla componente discrezionale, in relazione alle esigenze sopravvenute. Con riferimento alle autorizzazioni al pagamento, in termini di cassa, il disegno di legge reca l'aggiornamento della consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente. Le variazioni di bilancio proposte, insieme a quelle apportate sino al 31 maggio in ragione di atti amministrativi e in connessione ai provvedimenti legislativi adottati successivamente all'approvazione della legge di bilancio, ivi inclusi il decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto decreto-legge "Cura Italia"), il decreto-legge n. 23 del 2020 (cosiddetto decreto-legge "liquidità") e il decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto decreto-legge "rilancio") definiscono le previsioni assestate per il 2020. Le proposte formulate con il disegno di legge di assestamento sono neutrali ai fini dell'indebitamento netto della pubblica amministrazione in quanto già scontate nei quadri tendenziali definiti in sede di Documento di economia e finanza 2020. La relazione annessa al disegno di legge evidenzia come, in termini di competenza, le variazioni proposte determinano un peggioramento del saldo netto da finanziare (corrispondente alla differenza tra entrate finali e spese finali) rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio, che si attesta ad un valore di 302,7 miliardi di euro rispetto ad una previsione iniziale di 78,6 miliardi di euro. Il peggioramento del saldo netto da finanziare rispetto alle previsioni iniziali è dovuto per 171,6 miliardi di euro alle variazioni per atto amministrativo e, per ulteriori 52,5 miliardi di euro, alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento. In dettaglio, il peggioramento determinato dalle variazioni apportate per atti amministrativi è riconducibile agli effetti dei decreti-legge adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, per cui il Parlamento ha autorizzato il ricorso all'indebitamento, attraverso l'approvazione di apposite risoluzioni relative alle due richieste di scostamento di bilancio presentate dal Governo. Questi determinano, nel complesso, un incremento delle spese finali per oltre 179,6 miliardi di euro, in parte compensato da un incremento delle entrate finali per circa 8,1 miliardi di euro. Il peggioramento del saldo è dovuto ad una proposta di riduzione delle entrate finali per 50,8 miliardi di euro in termini di competenza, riconducibile  per quasi 39 miliardi di euro  alle entrate tributarie, ed è interamente determinata dal consistente deterioramento della previsione macroeconomica. A tale dato si aggiunge una proposta di aumento delle spese finali per 1,6 miliardi di euro. Quanto agli altri saldi, il risparmio pubblico (dato dalla differenza tra entrate correnti e spese correnti al lordo degli interessi) registra un peggioramento di 110,8 miliardi di euro rispetto alla previsione, atteso che i dati relativi (pari alla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, queste ultime date dalla somma delle spese finali e del rimborso prestiti) evidenziano un impatto "negativo" sul saldo per complessivi 250,3 miliardi di euro, lo stesso passando da circa 313,4 miliardi di euro a circa 563,7 miliardi. In termini di cassa, il disegno di legge evidenzia un peggioramento del saldo netto da finanziare di circa 51 miliardi di euro, riconducibile ad una riduzione delle entrate finali per 47,8 miliardi di euro e ad una variazione in aumento delle spese finali per 3,2 miliardi di euro. Nel dettaglio, il saldo netto da finanziare si attesta a 350,8 miliardi di euro, con un peggioramento di 223,1 miliardi rispetto alla previsione di bilancio, dovuto alle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento (+51 miliardi di euro), ai quali si sommano le variazioni per atto amministrativo intervenute nel periodo gennaio-maggio 2020, che hanno inciso negativamente sul saldo per oltre 172 miliardi di euro. Il ricorso al mercato risulta incrementato in termini di cassa di 249,3 miliardi di euro rispetto al bilancio di previsione, raggiungendo un valore pari a 611,9 miliardi di euro; analogamente, il saldo "primario", rispetto ai 51 miliardi di euro della previsione iniziale, raggiunge l'importo di 275,9 miliardi di euro. Altresì, il risparmio pubblico peggiora di 108 miliardi di euro, attestandosi nelle previsioni assestate a 187,4 miliardi di euro. Sul versante dei residui, il disegno di legge di assestamento provvede ad aggiornare i residui attivi sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2019, a seguito della gestione conclusasi nell'esercizio di consuntivo. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un ammontare di residui finali attivi al 31 dicembre 2019 pari a 216.161 milioni di euro, a fronte dei 246.389 milioni di euro di residui inizialmente solo presunti. Per le entrate tributarie, i residui vengono quantificati pari a 108.477 milioni di euro, con una variazione in diminuzione di 18.667 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali (127.144 milioni di euro).