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PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE I Disposizioni generali 34 (Autorità competenti a ricevere e ad esaminare la domanda) 1 La polizia di frontiera e la questura sono competenti, secondo i criteri e le modalità stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 98 e mediante uffici appositi, a ricevere la domanda di protezione internazionale e la relativa documentazione. 2 Sono, altresì, competenti a ricevere la domanda e la documentazione le ambasciate italiane e i consolati italiani presenti sul territorio dello Stato di origine o di dimora abituale del richiedente. 3 Le autorità nazionali competenti all'istruttoria e all'esame delle domande di protezione internazionale sono le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. 4 L'autorità preposta alla determinazione dello Stato competente all'esame della domanda di protezione internazionale, in applicazione del regolamento (UE) n. 604/2013, è l'Unità Dublino, operante presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. 5 Nei casi soggetti alle procedure di cui al regolamento (UE) n. 604/2013, la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale sospende l'esame della domanda. Qualora sia stata determinata la competenza territoriale di un altro Stato, ai sensi del comma 4, la commissione territoriale dichiara l'estinzione del procedimento. 35 (Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale) 1 La commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, di seguito denominata «commissione territoriale per la protezione internazionale», istruisce ed esamina le domande di richiesta della protezione internazionale provenienti dalle autorità competenti, ai sensi dell'articolo 34, comma 3, della presente legge, ed è competente a decidere in primo grado sul riconoscimento della protezione internazionale. 2 Avverso il provvedimento di diniego della commissione territoriale per la protezione internazionale è esperibile ricorso dinanzi alla Commissione nazionale per la protezione internazionale, ai sensi dell'articolo 62. 3 Le commissioni territoriali per la protezione internazionale si avvalgono del supporto organizzativo e logistico del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno e della prefettura -- ufficio territoriale del Governo (UTG) del capoluogo, salvo diverse e ulteriori dotazioni stabilite dal regolamento di cui all'articolo 98. 4 Le commissioni territoriali per la protezione iternazionale hanno sede presso le città di: Gorizia, Milano, Roma, Foggia, Siracusa, Crotone, Trapani, Bari, Torino e Ancona. 5 Le commissioni territoriali per la protezione internazionale, nel rispetto del principio di parità di genere, sono composte da: un rappresentante della prefettura -- UTG del capoluogo; da un rappresentante dell'ACNUR in Italia; da personalità scelte per competenza in materia, compresi i rappresentanti delle principali organizzazioni che si occupano di protezione internazionale; da un interprete; da un medico generico e da uno psicologo, entrambi dello stesso genere del richiedente. Le stesse sono integrate da un medico specialista dello stesso genere del richiedente. Per ciascun componente sono nominati i rispettivi supplenti e l'incarico di componente effettivo ha durata triennale, rinnovabile. 6 Le commissioni territoriali per la protezione internazionale sono integrate da un delegato del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ogni volta che è necessario in relazione a particolari e significativi incrementi delle domande di protezione internazionale. Lo stesso è chiamato in ordine alle domande per le quali occorre disporre di specifici elementi di valutazione in merito alle situazioni degli Stati non appartenenti all'Unione europea. 7 Il regolamento di cui all'articolo 98 individua il personale competente per lo svolgimento delle attività di supporto delle commissioni territoriali per la protezione internazionale, e stabilisce i criteri per l'elezione del presidente, che è eletto tra i componenti della commissione territoriale. 8 Ai componenti, compreso il presidente, della commissione territoriale per la protezione territoriale è erogato un rimborso spese certificato, liquidato ad ogni partecipazione alle sedute della commissione territoriale, per un importo massimo di 200 euro giornaliere. 36 (Commissione territoriale straordinaria) 1 In caso di eccezionali flussi migratori di cittadini provenienti da Stati non appartenenti all'Unione europea o di apolidi è istituita nelle aree interessate, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 65, comma 2, una Commissione territoriale straordinaria, di seguito denominata «Commissione straordinaria». 2 La Commissione straordinaria coopera con la commissione territoriale per la protezione territoriale nella decisione circa le domande di protezione internazionale e di misure di protezione temporanea e umanitaria di cui al titolo IV. 3 La Commissione straordinaria è composta da: un funzionario della polizia di frontiera; un interprete, scelto in base alla lingua e al dialetto parlati dai soggetti di cui al comma 1; un rappresentante dell'ente locale, su indicazione dei sindaci dei comuni interessati dall'eccezionale afflusso; un funzionario del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; un rappresentante dell'ACNUR; un funzionario del Ministero dell'interno; un medico generico e uno psicologo, entrambi dello stesso genere. La Commissione straordinaria può essere integrata, ove necessario, da un medico specialista, dello stesso genere. 4 Il presidente è eletto tra i componenti della Commissione straordinaria a maggioranza dei due terzi dei componenti. 5 Ai componenti della Commissione straordinaria, compreso il presidente, è erogato un rimborso spese certificato, liquidato ad ogni partecipazione alle sedute della Commissione, per un importo massimo di 200 euro giornaliere. 37 (Commissione nazionale per la protezione internazionale) 1 La Commissione nazionale per la protezione internazionale, di seguito denominata «Commissione nazionale», è competente in materia di revoca e di cessazione degli status di protezione internazionale. Essa inoltre ha compiti di: a indirizzo e coordinamento delle commissioni territoriali per la protezione internazionale; b costituzione, tenuta e aggiornamento di una banca dati informatica contenente le informazioni sulle domande di protezione internazionale presentate e sulle situazioni socio-politico-economiche degli Stati di origine dei richiedenti; c trasmissione alle commissioni territoriali per la protezione internazionale e all'autorità giurisdizionale delle informazioni e della documentazione ricevute dalle organizzazioni internazionali; d formazione e periodico aggiornamento dei propri componenti e di quelli delle commissioni territoriali per la protezione internazionale, nonché degli interpreti di cui essa e le commissioni territoriali si avvalgono in sede di colloquio di cui all'articolo 46. 2 La Commissione nazionale mantiene rapporti con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in merito all'attività svolta. 3 La Commissione nazionale è competente a decidere, in secondo grado, sulle domande rigettate o dichiarate inammissibili dalle commissioni territoriali per la protezione internazionale. 4 La Commissione nazionale è nominata, nel rispetto del principio della parità di genere, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno e del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.