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nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario del 20 luglio 2021 il direttore generale dell'IVASS dottor Stefano De Polis ha dichiarato che "il contrasto al fenomeno delle polizze dormienti a tutela dei diritti dei beneficiari si è fondato sino ad oggi su rilevazioni massive e incrocio di milioni di codici fiscali da parte di IVASS con l'Anagrafe tributaria, sulla conseguente messa a disposizione delle imprese delle relative risultanze, e la successiva, talvolta non semplice, individuazione e ricerca dei beneficiari"; il fenomeno delle polizze dormienti si verifica sia per il fatto che la compagnia di assicurazione può non essere informata del decesso dell'assicurato, sia perché i beneficiari possono non essere al corrente dell'esistenza della polizza vita; considerato che: l'articolo 3, comma 1- quinquies , del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2007, n. 116, introdotto dall'articolo 20- quinquies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, stabilisce che a seguito del completamento dell'anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), di cui all'articolo 62 del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le imprese di assicurazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , numero 3), al fine di verificare l'intervenuto decesso degli assicurati di polizze vita e procedere al pagamento a favore dei beneficiari, accedono gratuitamente all'ANPR e la consultano obbligatoriamente almeno una volta all'anno; al 21 luglio 2021 i Comuni che hanno completato il subentro all'ANPR sono 7.654 e ne mancano solo 205, per di più di piccole dimensioni, per il completamento del processo; nel frattempo, le imprese di assicurazione trasmettono ad IVASS l'elenco dei codici fiscali degli assicurati; l'IVASS trasmette all'Agenzia delle entrate l'elenco dei codici fiscali per i quali viene verificata l'esistenza in vita mediante l'anagrafe tributaria; l'Agenzia delle entrate ritrasmette all'IVASS l'elenco dei deceduti, che viene trasmesso alle singole imprese di assicurazione, le quali provvedono ad individuare i beneficiari e a comunicare loro la procedura per la corresponsione della somma assicurata; nonostante il procedimento sia particolarmente farraginoso e poco efficiente, il primo incrocio di dati, effettuato a gennaio 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali. Dall'esame sono emersi: 153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di "risvegliare" 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro; considerato, altresì, che alla plusvalenza tra capitale maturato e premio versato si applica un'imposta sostitutiva del 26 per cento e lo Stato ha, pertanto, tutto l'interesse affinché le polizze non restino "dormienti" per anni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere per consentire alle compagnie assicuratrici di accedere direttamente e gratuitamente all'anagrafe nazionale della popolazione residente, in modo da attivare senza indugio, in caso di decesso dell'assicurato, le operazioni di rimborso delle polizze vita dormienti. Atto n. 4-05878 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: il 12 gennaio 2017 è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sul tema "Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza", di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 (Supplemento Ordinario n. 15); si è resa indispensabile da tempo la necessità della modifica degli elenchi di prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale (il precedente elenco risaliva all'anno 2002), anche in considerazione dell'incremento delle patologie croniche e degenerative, nonché delle "malattie rare" riconosciute dal SSN; le nuove prestazioni e gli ausili, di fatto, non sono erogabili dalle ASL e nel frattempo sono ancora erogate le prestazioni e gli ausili dettagliati nel precedente nomenclatore tariffario; l'incremento dell'appropriatezza delle erogazioni e la loro approvazione è fondamentale per evitare i costi indiretti correlati alla mancata erogazione di ausili appropriati, con ulteriori oneri sulla finanza pubblica; il decreto del 12 gennaio 2017 demanda alle regioni il compito di fornire le indicazioni per migliorare l'appropriatezza prescrittiva e semplificare ed omogeneizzare i percorsi organizzativi e clinico assistenziali; alcune regioni (anche in "piano di rientro") e le provincie autonome di Trento e Bolzano hanno già resi esecutivi con propri provvedimenti ( extra LEA), da tempo, alcuni dei contenuti di alcuni degli allegati al decreto stesso (in particolare l'allegato 1) al fine di consentire le prescrizioni necessarie da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta ed al fine di agevolare gli assistiti affetti da condizioni croniche e stabilizzate precedentemente certificate da medico specialista; l'emergenza sanitaria ha messo in evidenza l'urgenza di procedere a revisione dei percorsi organizzativi in sanità, favorendo l'assistenza territoriale e domiciliare, e dotandola, contemporaneamente, degli strumenti adeguati; i fondi del cosiddetto "Recovery Plan" destinati alla sanità ammontano a circa 19,7 miliardi da distribuire in maniera equa per le esigenze dei singoli territori; il maggior onere per la spesa pubblica, compensato dall'intensificazione dei processi atti a verificare l'appropriatezza prescrittiva, derivanti dall'attuazione integrale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2012, oscilla tra i 90 ed i 115 milioni, si chiede di sapere entro che tempi saranno pubblicati i decreti attuativi inerenti all'intera applicazione del decreto del 12 gennaio 2017 (relativamente a tutti gli allegati), in linea, peraltro, con quanto pubblicamente affermato dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri che, in questi giorni, sta sollecitando tutti i Ministeri ad approvare i singoli decreti attuativi riguardanti le problematiche di propria competenza e a realizzare, tutti, quanto nello specifico viene richiesto con il presente atto al Ministero della salute. Atto n. 4-05879 PESCO CORBETTA LANZI ROMANO VANIN GALLICCHIO DELL'OLIO MONTEVECCHI ANASTASI TRENTACOSTE PAVANELLI D'ANGELO MAUTONE CROATTI PRESUTTO CASTALDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: