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Per la valutazione della seconda prova orale, ogni commissario dispone di 10 punti di merito per ognuna delle 5 materie, come anche di quella avente ad oggetto la deontologia e l'ordinamento. Sono giudicati idonei i candidati che ottengono nella seconda prova orale un punteggio complessivo non inferiore a 108 punti ed un punteggio non inferiore a 18 punti in almeno cinque materie. L'articolo 3 disciplina la composizione delle sottocommissioni d'esame. Per consentire di svolgere le due prove orali nel più breve tempo possibile viene incrementato il numero delle sottocommissioni d'esame, ridotte numericamente da 5 a 3 componenti. Il Presidente deve essere un avvocato Possono far parte delle commissioni d'esame, per la prima volta, i ricercatori universitari a tempo determinato e i magistrati militari. Le funzioni di segretario di ciascuna Sottocommissione possono essere esercitate da personale amministrativo in servizio presso qualsiasi pubblica amministrazione (quindi anche al di fuori dal comparto giustizia), purché in possesso di una qualifica professionale per la quale è richiesta almeno la laurea triennale. L'articolo 4 disciplina i lavori delle sottocommissioni, prevedendo fra le altre la obbligatoria presenza presso la sede d'esame, che può essere individuata in uno degli uffici giudiziari della Corte d'Appello o nei locali dei Consigli dell'ordine degli avvocati, del candidato e del segretario. Per la prima prova orale è previsto l'obbligatorio collegamento da remoto della Commissione. Nel caso della seconda prova orale invece la modalità di partecipazione della Commissione da remoto è facoltativa. L'articolo 5 detta disposizioni relative alla verbalizzazione della prova d'esame. L'articolo 6 disciplina i compensi spettanti ai componenti e al segretario delle sottocommissioni, riconoscendo per la prima prova orale, un gettone di presenza - pari ad euro 70,00, a titolo di rimborso forfettario riconosciuto per ciascuna seduta della durata minima di quattro ore alla quale gli aventi diritto abbiano effettivamente partecipato - per i componenti ed il segretario delle sottocommissioni. Tale gettone si aggiunge ai compensi fissi e variabili percepiti già a legislazione vigente. L'articolo 7 reca infine la copertura finanziaria. Il Relatore evidenzia poi alcune criticità del testo del decreto-legge, ritenendo fin da subito necessario procedere all'approfondimento tecnico di alcuni aspetti mediante il ricorso ad audizioni; in particolare esprime perplessità sul problema della formulazione dei requisiti del primo orale, in merito ad alcuni aspetti relativi alla seconda prova orale ed infine sull'organizzazione ed il numero delle sottocommissioni (dubitando che l'organizzazione possa risultare celere e funzionale). Il sottosegretario SISTO preliminarmente esprime apprezzamento per la puntualità e la qualità della discussione, sottolineando come il contributo di tali discussioni sia sempre utile al miglioramento dei provvedimenti del Governo, in una logica di reciproca e leale collaborazione istituzionale. Indi sottolinea l'importanza di assicurare la possibilità di garantire lo svolgimento dell'abilitazione professionale a 26.000 giovani avvocati: stante il contesto emergenziale nel quale il decreto approvato ha avuto origine, chiede che i Gruppi rinuncino presentare emendamenti in modo da facilitare una celere approvazione del provvedimento. Se si vuole rispettare la tempistica degli esami 2020, che prevedeva la fissazione delle date di svolgimento le prove alla metà di aprile, occorre essere consapevoli che essa è strettamente legata ai tempi di conversione del decreto-legge in titolo; fa inoltre presente che tra qualche giorno verranno pubblicati degli esempi chiarificatori, per far meglio comprendere il livello di difficoltà della prima prova orale e consentire agli aspiranti avvocati di avere un'idea più precisa delle modalità di svolgimento. Il PRESIDENTE ritiene prematuro che i Gruppi si pronuncino sulla richiesta del Governo in ordine agli emendamenti. Apre invece la discussione generale, nella quale ogni senatore potrà svolgere le valutazioni, a valle delle quali ciascuno si determinerà in ordine all'esercizio del potere di iniziativa emendativa. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) concorda con le criticità emerse dalla relazione del senatore Urraro e suggerisce alcuni miglioramenti da apportare al decreto. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) chiede di concordare - eventualmente col Governo e con i colleghi della Camera dei deputati - alcune modifiche da apportare al testo, di cui possa farsi portatore il relatore: in tal guisa si potrebbe giungere ad una correzione di alcuni aspetti del decreto, senza pregiudicarne le celeri tempistiche di approvazione. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) esprime perplessità sulle modalità di svolgimento dell'esame che a suo dire non assicurerebbe la genuinità delle prove. Paventa il rischio di disparità di trattamento, a fronte della possibilità che vengono proposte ai candidati domande con diversi livelli di difficoltà; esprime inoltre dubbi sull'utilizzazione del codice commentato e denuncia l'eccessiva facilitazione dello svolgimento delle prove di esame. Condivide inoltre le osservazioni proposte dalla relazione, in merito alla scelta della seconda materia della prova orale. Interviene la senatrice EVANGELISTA ( M5S ) che, facendo proprie le criticità già evidenziate dai colleghi Cucca e Caliendo, auspica la ricerca di soluzioni condivise, portando all'attenzione dei colleghi alcune perplessità in merito alla composizione delle sottocommissioni di esame. Il senatore BALBONI ( FdI ) evidenzia come non si possa a priori rinunciare alla presentazione di emendamenti: al massimo si può chiedere, in spirito di leale collaborazione, di presentare un numero il più possibile esiguo, in modo da non appesantire la discussione e l' iter di conversione del decreto. Esprime, nel merito, alcune perplessità su alcuni aspetti, quali i tempi eccessivamente ristretti dello svolgimento della seconda prova orale (in particolare 45 minuti per ben cinque materie oggetto di prova); ritiene inoltre necessario almeno rafforzare la seconda prova orale dal momento che - a suo dire - già vi sarebbe una facilitazione per i candidati nel non dover affrontare una impegnativa prova scritta (che verrebbe infatti sostituita dalla prima prova orale); pertanto occorre quanto meno bilanciare questo maggiore livello di facilitazione con una seconda prova orale più consistente. Il sottosegretario SISTO, in replica alle osservazioni dei commissari, fa presente come il Governo abbia cercato di coniugare le esigenze di buon andamento e celerità della procedura con le istanze, provenienti dal mondo dei giovani avvocati, che reclamava a gran voce il diritto a poter svolgere una prova di abilitazione. In merito poi agli aspetti tecnici del decreto, riconduce l'ampliamento delle sottocommissioni - attraverso l'arruolamento di figure professionali che in passato non ne avevano mai fatto parte - alla necessità di incrementare il numero delle sottocommissioni medesime. Ritiene inoltre che la scelta delle materie della seconda prova orale risponda ad una logica di ragionevolezza; infine difende complessivamente il disegno governativo facendo presente come questa prova debba servire prevalentemente attestare le capacità di problem solving di un avvocato;