[normattiva_dump]

c) I generatori aerosol condizionati con gas liquefatti o con miscele di gas liquefatti non dovranno essere sottoposti, a 20 °C, a pressioni superiori a quelle indicate nella seguente - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - _ _ Percentuale in peso di gas _ | | liquefatto nella miscela totale | | Capacità totale |- - - - - - - - - - - - - - - - - -| | | 20% | 50% | 80% | |- - - - - - - - - - - - - - - |- - - - - | - - - - - -|- - - - - -| |Da 50 a 80 ml. . . . . . . . | 3,5 bar | 2,8 bar | 2,5 bar | |Da oltre 80 a 160 ml. . . . . | 3,2 bar | 2,5 bar | 2,2 bar | |Da oltre 160 a 220 ml. . . . | 2,8 bar | 2,1 bar | 1,8 bar | - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - La tabella indica i limiti di pressione ammissibili a 20 °C in funzione della percentuale di gas. Per le percentuali di gas non riportate nella tabella, le pressioni limite sono calcolate per estrapolazione. 4.1.5. PUNTO SOPPRESSO DAL DECRETO 25 FEBBRAIO 2011. 4.2. Recipienti di vetro non protetto. I generatori aerosol che utilizzano recipienti di vetro non protetto sono condizionati soltanto con gas liquefatti o disciolti. 4.2.1. Capacità. La capacità totale di questi recipienti non può superare i 150 ml. 4.2.2. Pressione di prova dei recipienti. La pressione di prova del recipiente deve essere di almeno 12 bar. 4.23. Riempimento. a) I generatori aerosol condizionati con gas disciolti non dovranno essere sottoposti, a 50 °C, ad una pressione superiore a 8 bar. b) I generatori aerosol condizionati con gas liquefatti non dovranno essere sottoposti, a 20 °C, a pressioni superiori a quelle indicate nella seguente tabella: - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - _ _ Percentuale in peso di gas _ | | liquefatto nella miscela totale | | Capacità totale |- - - - - - - - - - - - - - - - - -| | | 20% | 50% | 80% | |- - - - - - - - - - - - - - - |- - - - - | - - - - - -|- - - - - -| |Da 50 a 70 ml. . . . . . . . .| 1,5 bar | 1,5 bar | 1,25 bar | |Da oltre 70 a 150 ml. . . . . | 1,5 bar | 1,5 bar | 1 bar | - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - La tabella indica i limiti di pressione ammissibile a 20 °C in funzione della percentuale di gas liquefatto. Per le percentuali di gas non riportate nella tabella, le pressioni limite sono calcolate per estrapolazione. 4.2.4. PUNTO SOPPRESSO DAL DECRETO 25 FEBBRAIO 2011. 5. DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GENERATORI AEROSOL CON RECIPIENTI DI MATERIA PLASTICA. 5.1. I generatori aerosol con recipiente di materia plastica, che scoppiando possono produrre schegge sono assimilati ai generatori aerosol con recipiente di vetro non protetto. 5.2. I generatori aerosol con recipiente di materia plastica, che scoppiando non possono produrre schegge, sono assimilati ai generatori aerosol con recipiente di vetro protetto. 6. PROVE. 6.1. Requisiti concernenti le prove, che il responsabile dell'immissione nel mercato deve garantire. 6.1.1. Prova idraulica sui recipienti vuoti. 6.1.1.1. I recipienti per generatori aerosol di metallo, di vetro o di materia plastica devono poter resistere a una prova di pressione idraulica, conformemente ai punti 3.1.1. , 4.1.3. e 4.2.2. 6.1.1.2. I recipienti di metallo con deformazioni asimmetriche, deformazioni notevoli o altri difetti analoghi, saranno rifiutati. Tuttavia, a condizione che il recipiente superi la prova di rottura, è ammessa una leggera deformazione simmetrica del fondo o del profilo della parete superiore. 6.1.2. Prova di rottura dei recipienti vuoti di metallo. Il responsabile dell'immissione nel mercato deve assicurarsi che la pressione di rottura dei recipienti sia superiore almeno del 20% alla pressione di prova prevista. 6.1.3. Prova di caduta dei recipienti di vetro protetto. Il fabbricante deve assicurarsi che i recipienti soddisfino alle condizioni di prova di cui al punto 4.l.2. 6.1.4. Verifica finale dei generatori aerosol confezionati. 6.1.4.1. I generatori aerosol sono sottoposti a uno dei seguenti metodi di prova finale: a) Prova del bagno di acqua calda Ogni generatore aerosol è immerso in un bagno di acqua calda. i) La temperatura dell'acqua e la durata della prova sono tali che la pressione interna raggiunge quella esercitata dal contenuto ad una temperatura uniforme di 50 °C; ii) ogni generatore aerosol che presenti una deformazione visibile permanente o una fuga deve essere rifiutato. b) Metodi di prova finale a caldo Per riscaldare il contenuto dei generatori aerosol possono essere impiegati altri metodi purché essi siano tali da garantire che la pressione e la temperatura nel singolo generatore confezionato raggiungano i valori previsti per la prova del bagno in acqua calda e la precisione del rilevamento di eventuali deformazioni o fughe equivalga a quella del bagno d'acqua calda. c) Metodi di prova finale a freddo Può essere utilizzato un metodo alternativo di prova finale a freddo purché esso sia conforme alle disposizioni relative ai metodi alternativi alla prova del bagno d'acqua calda per i generatori aerosol di cui all'allegato A, punto 6.2.4.3.2.2 della direttiva 94/55/CE. 6.1.4.2. Ai generatori aerosol il cui contenuto subisce una trasformazione fisica o chimica che modifica le sue caratteristiche di pressione dopo il riempimento e prima della sua messa in uso, vanno applicati metodi di prova finale a freddo conformemente al punto 6.1.4.1. , lettera c). 6.1.4.3. In caso di applicazione di metodi di prova di cui al punto 6.1.4.1., lettere b) e c): a) il metodo di prova va autorizzato da un'autorità competente; b) il responsabile della commercializzazione di generatori aerosol deve presentare una richiesta di autorizzazione all'autorità competente. La domanda deve essere accompagnata dalla scheda tecnica contenente una descrizione del metodo applicato; c) a fini di controllo, il responsabile della commercializzazione dei generatori aerosol deve conservare l'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente, la scheda tecnica contenente una descrizione del metodo applicato e, se del caso, le relazioni di controllo; tali documenti devono essere facilmente reperibili all'indirizzo indicato sull'etichetta conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, lettera a);