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Va soggiunto che, nel corso dell'esame parlamentare, il Garante per la protezione dei dati personali ha affermato che i trattamenti inerenti alla videosorveglianza quali quelli oggetto di esame rientrano nella categoria di cui all'articolo 35 del regolamento (UE) n. 2016/679. Tale articolo, allorché il trattamento dei dati prevede in particolare l'uso di nuove tecnologie, e può quindi presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, impone al titolare del trattamento una valutazione dell'impatto dei trattamenti previsti sulla protezione dei dati personali. In riferimento a tali casi, il Garante può, con provvedimenti di carattere generale adottati d'ufficio, «prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare» (nuovo articolo 2- quinquiesdecies del Codice della privacy ). Tali disposizioni sono pienamente operative e potrebbero pertanto essere in astratto applicabili anche ai trattamenti di cui all'articolo in esame. Inoltre, posto che l'articolo 4, comma 9, del testo in esame prevede che un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri stabilisca le modalità di attuazione dell'articolo in riferimento a diversi suoi aspetti, e che su questo decreto è previsto il parere obbligatorio del Garante per la protezione dei dati personali, potranno essere segnalate anche in questa sede misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato. In ogni caso, e per evitare dubbi, si invita la Commissione di merito a valutare l'opportunità di premettere al disposto dell'articolo 4, comma 9, il richiamo all'applicabilità dell'articolo 2- quinquiesdecies del codice. Con riferimento agli emendamenti presentati, si formula infine un parere non ostativo, osservando peraltro come gli emendamenti 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.8, 4.9, 4.10, nel fissare un termine massimo per l'installazione obbligatoria dei sistemi di videosorveglianza, garantiscono un più coerente rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, attraverso una modulazione temporale adeguata alle diverse esigenze delle varie realtà, pubbliche e private, interessate dalla normativa in esame. La senatrice PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ), considerata la complessità dei temi posti, ritiene importante svolgere approfondimenti. Il presidente ( M5S ) chiede delucidazioni in merito all'obbligo di installazione dei sistemi di videosorveglianza, alle posizioni espresse dal Garante per la protezione dei dati personali e alla modulazione temporale dell'adempimento degli obblighi richiamata dagli emendamenti segnalati. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede se le registrazioni video comprendano anche il sonoro. La senatrice BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ) si sofferma sul tema della formazione del personale, su cui insiste l'articolo 2 del testo. Ritiene importante che il personale sia già adeguatamente formato e che quindi le risorse previste dal testo siano destinate primariamente ai sistemi di videosorveglianza. Chiede inoltre chiarimenti sulle sanzioni da comminare al personale responsabile delle violazioni. La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ), dopo aver preliminarmente ricordato di aver voluto proporre alcuni accorgimenti per allineare il testo in esame in Commissione di merito alla normativa dell'Unione europea, evidenzia come il richiamo degli articoli 24, 25 e 26 della Carta dei diritti fondamentali miri proprio a rendere chiara la cornice valoriale europea che assiste l'obbligo di installazione dei sistemi di videosorveglianza, vocati proprio alla tutela di minori, anziani e disabili. In merito alle posizioni del Garante per la protezione dei dati personali, esse sono state espresse nelle audizioni svolte sia in Senato che alla Camera. Gli emendamenti richiamati, come detto, mirano a permettere un adeguamento alla nuova normativa che consenta di dare priorità alle situazioni in cui le esigenze di tutela sono più immediate: tra queste, gli asili nido con bambini da 0 a 3 anni, le strutture in zone periferiche o quelle in cui il contesto sociale richiede un'attenzione particolare. Precisa poi che le registrazioni saranno audio-video e a colori, come ritenuto indispensabile dai rappresentanti delle forze dell'ordine nel corso delle audizioni. Per quanto concerne le risorse, la relatrice chiarisce come le stesse saranno destinate all'attuazione delle disposizioni poste dall'articolo 4, e quindi per la videosorveglianza delle strutture. Sarà quindi un successivo decreto ministeriale a determinare, più nel dettaglio, come le stesse dovranno essere ripartite nelle strutture private. In merito al personale delle strutture che ospitano i soggetti tutelati dal testo in esame, ricorda come la delega di cui all'articolo 2 agisca nella logica della prevenzione, prevedendo obblighi di formazione iniziale e continua dei lavoratori interessati, e garantendo altresì la rilevazione precoce dei casi di stress lavoro-correlato dovuti al prolungato svolgimento dell'attività professionale. Circa infine le sanzioni, la relatrice richiama la previsione di cui all'articolo 6, ove si prevede l'interdizione dalla professione sino a quindici anni per chi si renda responsabile dei reati ivi previsti, nonché, per il responsabile della struttura interessata, sia una sanzione amministrativa sia l'interdizione dall'attività. Al riguardo, comunque, la posizione che esprimerà la Commissione giustizia sarà valutata con grande attenzione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Legge europea 2018 DDL 822-B Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. Nessuno chiedendo di intervenire in discussione generale e dando per illustrati gli emendamenti presentati al disegno di legge in titolo, si passa all'esame dell'ordine del giorno e degli stessi emendamenti. In riferimento all'ordine del giorno G/822-B/1/14, il rappresentante del GOVERNO propone una riformulazione in cui sia soppresso il primo impegno, già oggetto di un ordine del giorno accolto dal Governo in sede di prima lettura dello stesso disegno di legge. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) accetta la riformulazione e il rappresentante del GOVERNO accoglie l'ordine del giorno G/822-B/1/14 (testo 2) . In riferimento a tutti gli emendamenti, il presidente-relatore LICHERI e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. I senatori GIAMMANCO ( FI-BP ), MASINI ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ) aggiungono la firma all'emendamento 1.1 che, posto ai voti, è respinto. Sull'emendamento 1.2 interviene in dichiarazione di voto il senatore FAZZOLARI ( FdI ) per ribadire l'esigenza di prevedere, anche per i titolari di qualifiche professionali acquisite all'estero, i medesimi requisiti di tirocinio professionale previsti per i titolari delle stesse qualifiche acquisite in Italia.