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come previsto dal decreto legislativo n. 149 del 2015, all'art. 6, comma 1, "al personale dirigenziale e non dirigenziale di ruolo dell'Ispettorato si applica, rispettivamente, la contrattazione collettiva dell'area I e la contrattazione collettiva del comparto Ministeri"; la legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020), al comma 143 dell'art. 1, ha previsto che, "al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo da ripartire, con dotazione pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021"; è altresì previsto che, "a decorrere dall'anno 2020, il fondo può essere alimentato con le eventuali somme, da accertarsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che si rendono disponibili a seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale 2019-2021"; di seguito al quarto e quinto specificano inoltre che "le risorse del fondo sono destinate nella misura del 90 per cento, alla graduale armonizzazione delle indennità di amministrazione del personale appartenente alle aree professionali dei Ministeri al fine di ridurne il differenziale e, per la restante parte all'armonizzazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato delle medesime amministrazioni. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (...) si provvede alla ripartizione delle risorse del fondo tra le amministrazioni di cui al primo periodo per il finanziamento del trattamento accessorio di ciascuna di esse, tenendo conto anche del differenziale dei trattamenti di cui al precedente periodo e, in deroga all'articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, alla conseguente rideterminazione delle relative indennità di amministrazione"; considerato che: l'interrogante ha appreso la notizia ufficiosa secondo la quale una prima bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, elaborato per l'attuazione della normativa, avrebbe previsto un incremento, rispettivamente, delle indennità di amministrazione e dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato e avrebbe altresì previsto gli incrementi e le amministrazioni presso le quali opera il personale destinatario; fra le amministrazioni non sarebbe tuttavia annoverato l'Ispettorato nazionale del lavoro; all'Ispettorato è stata preclusa peraltro l'applicazione del più favorevole contratto delle agenzie fiscali e, contestualmente, è stato escluso dalle amministrazioni destinatarie degli incrementi individuati dal citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso prevedere un intervento volto ad eliminare le citate iniquità. Atto n. 4-06697 PARAGONE DE VECCHIS GIARRUSSO MARTELLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: stando a quanto si apprende dalla stampa, il 25 gennaio 2022, in piena crisi politica internazionale, 16 amministratori delegati italiani avrebbero incontrato il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin, per discutere di business e affari, contravvenendo alle indicazioni del Governo che si sarebbe pronunciato contrariamente all'incontro, bollato come "inopportuno" dal Presidente del Consiglio dei ministri Draghi, vista la tensione internazionale che già si registrava in quei giorni; l'incontro sarebbe stato organizzato senza il coinvolgimento della Farnesina che, infatti, aveva fatto sapere che, trattandosi di iniziativa privata, non avrebbe partecipato alcun diplomatico; non è dato sapere con certezza i nomi dei 16 italiani al tavolo ma, da informazioni di stampa, fra loro ci sarebbero stati: Marco Tronchetti Provera, per Pirelli; Francesco Starace, per ENEL; Antonio Fallico, per Intesa San Paolo Russia; Andrea Orcel, per Unicredit; Gabriele Galateri di Genola, per Generali, e avrebbero partecipato anche le aziende Barilla, Cremonini, Danieli, Coeclerici e Maire Tecnimont; sempre a quanto si apprende, all'incontro, sebbene invitati, non avrebbero partecipato SNAM ed ENI. Contrariamente, l'amministratore delegato di ENEL, Starace, avrebbe declinato l'invito del premier Draghi a non prendere parte all'incontro, rispondendo: "decido io", "ho dato la mia parola e devo pensare agli interessi della mia azienda"; la questione avrebbe, inoltre, destato la disapprovazione da parte di autorevoli organi di informazione internazionale come il "Financial Times"; in occasione della riunione, Putin avrebbe ribadito che grazie a "contratti a lungo termine" con Gazprom, l'Italia riesce ad avere il gas a "prezzi molto più bassi di quelli di mercato", con la probabile intenzione di lanciare un chiaro messaggio alle cancellerie europee alla vigilia dell'attacco ai danni dell'Ucraina; considerata la partecipazione pubblica e il ruolo che riveste nel Paese ENEL; considerata altresì la diversa posizione di vedute fra Starace e il Governo in merito al futuro energetico del Paese: più spostato sulle rinnovabili, per dipendere sempre meno dai gas naturali e dalla volatilità dei loro prezzi, per l'amministratore delegato di ENEL e più sul nucleare e gas, come fonti di energia utili alla transizione verde, per il Ministro della transizione ecologica Cingolani, si chiede di sapere: se il Governo intenda fornire le eventuali informazioni in suo possesso rispetto all'incontro citato, anche alla luce dei recenti scenari di guerra; se possieda e, in tal caso, intenda rendere pubblico l'elenco di tutti i partecipanti e se conosca i contenuti della riunione; se intenda chiarire quali siano i rapporti con l'amministratore delegato di ENEL, alla luce delle sue affermazioni e della diversità di posizioni sul futuro energetico italiano. Atto n. 4-06698 CORTI PITTONI Ai Ministri dell'istruzione e dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella notte di lunedì 28 febbraio 2022, alcuni vandali hanno danneggiato la scuola media "San Carlo" di Modena: muri imbrattati con frasi contenenti svariati insulti, ma anche distruzione di costosi personal computer e lavagne multimediali; ad accorgersene è stato l'indomani il personale scolastico che ha subito avvisato le forze dell'ordine, che stanno compiendo accertamenti per risalire ai responsabili, si chiede di sapere: se ai Ministri in indirizzo risulti che nella scuola fossero stati installati sistemi di videosorveglianza e se abbiano funzionato; se, in ogni caso, intendano fornire indicazioni più precise sull'attuazione della videosorveglianza nelle scuole, trattandosi di sistemi che possono fungere da deterrente al fine di prevenire i sempre più frequenti atti di vandalismo a danno degli istituiti scolastici.