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Speravamo, però, che il Sottosegretario, che è, invece, una persona perbene e che di turismo ne capisce, spiegasse a questo Ministro, che aveva già fatto il Ministro, ai tempi, in modo disastroso, che cosa vuol dire fare il Ministro del turismo. Al TTG alla Fiera di Rimini sul turismo non si è neanche presentato. C'è una crisi nel settore del turismo, che si chiama fallimento di Thomas Cook, un tour operator straniero che ha lasciato dei problemi nel nostro Paese. Il problema è che il ministro Franceschini non ha neanche considerato le associazioni di categoria che hanno chiesto udienza per poter spiegare questa situazione. Cosa comporta il fallimento di Thomas Cook? 400 milioni di euro stimati di perdite per il settore del turismo italiano. Mediamente, 118.000 euro di credito medio delle aziende italiane nei confronti di un'azienda fallita a livello internazionale. Il problema è che, su quei crediti, le nostre aziende e, soprattutto, gli alberghi pagano tasse e IVA, che noi stiamo facendo loro pagare mentre loro ci stanno chiedendo un aiuto. E voi, niente. Niente! Ministro Patuanelli, lei che si occupa anche delle attività produttive, vada a spiegare che il turismo è un'attività produttiva e, magari, vada a spiegare ai suoi colleghi, visto che l'abbiamo stimata quando era Capogruppo, che il turismo è una cosa seria. Non basta dire: ma sì, tanto i turisti vengono in Italia. Perché Franceschini ha sempre detto così. Non basta dire che il turismo va avanti da solo. Non basta dire che abbiamo il Colosseo e, di conseguenza, la gente viene. Il turismo è un settore molto delicato, dove la marginalità delle aziende è talmente bassa che basta un fallimento di un grosso tour operator come Thomas Cook per mandare in crisi un intero settore, che è quello italiano. Non sapete neanche da che parte siete girati. Ma come volete parlare di questo settore? Fate altro nella vita! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sempre sul turismo, abbiamo chiesto di inserire i voucher nel turismo. Lo avevamo chiesto anche quando, al suo posto, c'era, ahimè, il ministro Di Maio. Gli avevamo chiesto di inserire i voucher nel turismo e la risposta, per la quale io mi ero abbastanza arrabbiato, era stata: sì, li inseriamo per le strutture ricettive con al massimo otto dipendenti. Il settore del turismo ci aveva riso dietro. Abbiamo chiesto di dare una risposta, perché il settore turismo ce lo sta chiedendo, ci sta chiedendo di aumentare e di migliorare i voucher . Niente, non sono neanche presi in considerazione. È meglio, però, dare reddito cittadinanza, così almeno ci sono le persone che prendono il reddito di cittadinanza e vanno a lavorare in nero nel settore del turismo. Bene così! (Commenti del senatore Mirabelli). Sulla questione degli ostelli della gioventù, per fortuna, adesso, dopo due mesi, avete approvato la proposta che il sottoscritto aveva fatto in Consiglio dei ministri su questo provvedimento. Il sottoscritto aveva chiesto in Consiglio dei ministri che venisse inserita quella norma. La risposta era stata: sì, poi vediamo, dobbiamo metterci d'accordo politicamente. Ebbene, la prima misura che avevate presa era stata di levarla. Per fortuna, almeno questo qui è stato inserito. Signor Presidente, termino, così almeno non rubo troppo tempo all'Aula. (Commenti del senatore Bressa. Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Invito i colleghi a mantenere un linguaggio consono all'Aula. Colleghi, non avevo sentito. Gli Uffici me lo hanno segnalato e ho provveduto a richiamare i colleghi. Senatore Centinaio, la invito a concludere il suo intervento. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in realtà la cosa non mi tocca più di tanto. Raglio d'asino in ciel non sale, come diceva mia nonna. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti del senatore Mirabelli) . Signor Presidente, sono in tre e litigano in quattro. Renzi che litiga con Zingaretti, che litiga con Di Maio, che litiga con Conte, il quale litiga con Renzi, il quale litiga con Zingaretti. Di conseguenza, siete in tre e, in un mese, avete fatto più danni voi che la scorsa legislatura il Partito Democratico insieme al nuovo centrodestra. L'auspicio che avevamo, cari colleghi del Partito Democratico che ci criticate, è che, entrando voi in maggioranza, magari sareste riusciti a spiegare ai colleghi del MoVimento 5 Stelle come si gestisce la cosa pubblica. Noi, infatti, in quattordici mesi non ci siamo riusciti. Il problema, cari colleghi del PD, è che sono loro che vi hanno contagiati e adesso vi trovate in mezzo tra i 5 Stelle e Renzi e rischiate di scomparire. Fate un favore al nostro Paese e ai vostri elettori: staccate la spina e andiamo a votare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, il decreto-legge in esame è stato emanato il 3 settembre, a pochi giorni dall'insediamento del nuovo Governo. Vorrei quindi colmare l'amnesia del ministro Centinaio: c'era anche lui nel Consiglio dei ministri che l'ha approvato all'inizio di agosto (Applausi dal Gruppo PD) ; se non se lo ricorda, glielo ricordiamo noi. Ci siamo chiesti per quale motivo fosse necessario in quel momento emanare questo decreto-legge. Al di là di alcune roboanti dichiarazioni del ministro Di Maio su diversi temi, dopo un anno e mezzo di Governo, Whirlpool, Ilva e Alitalia sono ancora lì e sul tavolo ci sono tante altre crisi aziendali. Parleremo poi anche del resto, ex ministro Centinaio, perché è la prima volta che sentiamo parlare di turismo in quest'Aula (Applausi dal Gruppo PD) , ma non è più Ministro, quindi non so come poter definire questo suo intervento. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . È un senatore! COLLINA (PD) . Voglio sottolineare il cambiamento che in questa maggioranza si è verificato, perché è cambiata una fase: ci si è fatti carico di tutte le questioni, vincendo anche le diffidenze che forse c'erano al momento dell'emanazione del decreto-legge. Lo voglio sottolineare perché il Governo nasce chiaramente per volontà politiche, ma nel concreto credo che prima di tutto le sue fondamenta nascano dalle leadership parlamentari - prima ancora che da quelle politiche - che si sono date da fare e hanno collaborato e interloquito per far nascere questo Governo, dimostrandosi dialoganti e capaci di coinvolgere i Gruppi parlamentari e i senatori. Ritengo che per questo Governo sia una risorsa non da perdere. Diversamente da quanto appare sulla stampa, qui in Parlamento ci sono le condizioni per uscire dalle logiche di bandiera e affrontare la concretezza delle questioni, anche se tutti i giorni abbiamo a che fare con la dialettica e la litigiosità dei leader politici.