[resaula]

ma, se consideriamo complessivamente il cura Italia, il liquidità, il rilancio, il semplificazioni, il decreto agosto, i ristori, gli altri decreti minori, la legge di bilancio, il sostegni uno e l'imminente sostegni- bis , ci rendiamo conto che con dodici provvedimenti economici abbiamo immesso nel sistema già circa 200 miliardi. Si tratta di soldi che servono per aiutare le nostre aziende, i professionisti e i cittadini e per aiutare il nostro Paese, senza tener conto dei soldi che metteremo e che arriveranno con il PNRR, che si occuperà della parte di investimenti e di rilancio dell'Italia per i prossimi sei anni. Altri provvedimenti sono in cantiere, a cominciare da un'ulteriore provvedimento sulle semplificazioni, con il quale, tra le altre cose, intendiamo semplificare ulteriormente il superbonus del 110 per cento, perché la misura, fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, deve essere in grado di sprigionare tutte le sue potenzialità. (Applausi) . Quando abbiamo iniziato con il primo decreto a marzo 2020, tutti speravamo che i tempi bui durassero solo pochi mesi; ma, non avendo vissuto mai situazioni di pari entità, ci siamo dovuti organizzare per fornire il supporto necessario alle imprese e alle persone che ne avevano bisogno. Così sono nati il decreto rilancio e tutti gli altri decreti. Questo, di base, è il primo vero provvedimento del Governo Draghi in cui si decide delle risorse che verranno impegnate a breve, oltre al PNRR (ma lì parliamo di investimenti a medio e lungo termine). È stato, se vogliamo, il banco di prova della tenuta di questa maggioranza, perché discutere di temi e soluzioni in una maggioranza così allargata non è facile; tantomeno è facile mettersi d'accordo quando ci sono posizioni divergenti. In alcuni casi sono stati raggiunti punti di intesta soddisfacenti per tutti, mentre in altri si è deciso di lasciar correre: vedi il superbonus, per cui, nonostante la spinta del MoVimento 5 Stelle e la volontà di intervenire sin da ora, il resto della maggioranza ha ritenuto di non voler intervenire. (Applausi) . Pure il presidente Draghi ha detto che dobbiamo semplificare il processo e che non avevano senso i ritardi sulle misure che non avevano un impatto economicamente, ma solo in termini di snellimento del processo. In altri casi, invece, è stato concesso a qualcuno, in virtù di sbandierati accordi di Governo fatti in quest'Aula, di portare a casa una bandierina, pur sapendo che la lotta in questione era stata portata avanti anche da altri Gruppi politici. Chi sa come sono andate le cose, che siano aziende, professionisti o semplici cittadini che hanno visto nel tempo chi o quale Gruppo politico si è davvero interessato alla materia, non si farà ammaliare da un post , da un lancio di agenzia o da un comunicato stampa. Comunque, a noi del MoVimento 5 Stelle interessa che questo decreto-legge vada in porto, perché quando diciamo che ci interessano tutti e che nessuno deve restare indietro, per noi non è uno slogan ma è la ragione del nostro essere qui. (Applausi) . E non dimentichiamo mai che dietro a ogni situazione ci sono delle persone cui andare incontro. In questa dichiarazione di voto voglio parlare di due emendamenti: uno è presente nel documento che oggi verrà approvato, e l'altro è stato invece stralciato oggi, pur essendo stato approvato in Commissione. Entrambi però dimostrano quanto il MoVimento 5 Stelle tenga a supportare il nostro tessuto produttivo. Nel primo caso, con un nostro emendamento presentato a mia prima firma, abbiamo risolto un problema al quale stavamo lavorando già dal primo decreto-legge ristori: viene creato un fondo per supportare i cosiddetti esodati dei ristori, ossia tutte quelle start-up che si erano ritrovate escluse dalla misura del decreto-legge ristori e che rischiavano di essere escluse o penalizzate anche dal meccanismo previsto dal decreto-legge sostegni, ritrovandosi in una sorta di limbo. L'esempio classico è quello delle partite IVA aperte nel 2018 che, per una serie di motivi, hanno cominciato a fatturare magari solo a partire dalla seconda metà del 2019. Prendiamo per esempio un bar, un ristorante, un negozio: dal momento della costituzione della società nel 2018, tra ricerca del locale, messa a norma, ristrutturazione e autorizzazioni, magari hanno emesso il primo scontrino solo nel 2019, di fatto restando esclusi dal decreto-legge sostegni, così come lo è stato dal decreto-legge ristori. Ora non più: con la riformulazione proposta dal MEF è stato previsto un contributo a fondo perduto di 1.000 euro, che possiamo considerare in ottica positiva un bicchiere mezzo pieno. La buona notizia è che adesso c'è un bicchiere e c'è anche un po' d'acqua dentro. Ora toccherà al Governo e alla Camera, nel prossimo decreto-legge, cercare di chiudere e completare questo ammontare di risorse che serviranno a ristorare tutti. (Applausi) . L'altro emendamento di cui vi voglio parlare è invece quello che aveva presentato il nostro collega Turco, sulla cessione a terzi dei crediti d'imposta, (Transizione 4.0), analogamente a quello che è previsto per il superbonus 110 per cento. La norma avrebbe concesso di dare respiro alle imprese, perché avrebbe permesso loro di creare liquidità, cedendo subito quel credito di imposta che le aziende hanno "in pancia" senza attendere lunghi mesi prima di poterlo usare. Dico «avrebbe permesso» perché l'emendamento sulla Transizione 4.0, che è una battaglia del MoVimento 5 Stelle e che, per onestà intellettuale, devo riconoscere essere apprezzata da tutto l'arco parlamentare, è stato votato positivamente in Commissione l'altra notte in Senato, ma oggi è stato stralciato dal maxiemendamento su input della Ragioneria generale dello Stato per potenziali rilevanti effetti sulla finanza pubblica. Tali effetti, secondo quanto riportato nel parere presentato in Commissione, potrebbero essere estremamente rilevanti, pertanto la norma è stata stralciata. Ma questo è qualcosa che come MoVimento 5 Stelle non ci andava bene, perché sebbene accada ogni tanto che in fase di conversione di un decreto-legge durante la fiducia possano essere stralciati alcuni emendamenti, non è mai accaduto che un emendamento di portata così rilevante sia stato stralciato. Quindi o la Ragioneria generale dello Stato si è sbagliata in precedenza e noi abbiamo potuto votare in Commissione, oppure si sta sbagliando adesso. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo fermamente espresso la nostra posizione di dissenso rispetto a questa posizione, in quanto un errore così corposo da parte di una struttura che deve essere di supporto al Parlamento non può succedere e non deve più succedere. (Applausi) . Abbiamo rivisto la nostra posizione solo quando il Governo - anzi, il ministro Franco - ci ha garantito che inizieremo subito a riparlare di questo emendamento - quindi di riparlare di Transizione 4.0 - fin da subito, praticamente a partire dall'inizio della settimana prossima. (Applausi) . Tutte le imprese hanno infatti bisogno di questo supporto. Signor Presidente, stanno aumentando le vaccinazioni.