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il soggetto che sta seguendo il progetto è la società Uirnet SpA, società a partecipazione pubblica e organismo di diritto pubblico a seguito di apposite disposizioni normative e convenzioni con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la quale è il soggetto attuatore unico del Ministero per la realizzazione e gestione della piattaforma logistica nazionale, nonché investito della missione di realizzare infrastrutture ad elevata automazione e a ridotto impatto ambientale; visto che: è stata firmata la convenzione tra il Ministero, Uirnet e l'Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale, per la progettazione, affidamento ed esecuzione dei lavori, servizi e forniture inerenti agli interventi di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n.130, ed all'articolo 1, commi 1025 e 1026, della legge n. 145 del 2018; all'allegato 3 della convenzione viene descritto nel dettaglio il progetto da attuare per la "Progettazione del nuovo centro merci ferroviario di Alessandria smistamento (Art.3.1, lettera c) della convenzione)", in cui viene prevista una stima temporale di attuazione per gli anni 2019-2020; si apprende da fonti stampa che il polo di Alessandria risulta essere il luogo scelto da alcuni tra i principali terminalisti come PSA, tra i big mondiali del settore logistico, che ha espresso chiaramente il proprio interesse nel riutilizzare lo scalo ex Mercitalia come hub intermodale e logistico; si apprende anche, dal verbale del 20 settembre 2019 del consiglio generale della fondazione SLALA, nell'intervento dell'ex presidente ora direttore generale di UIRNET SpA, Rodolfo De Dominicis, che risulterebbe avviato l' iter per creare le condizioni per la progettazione del nuovo scalo di Alessandria; il 1° giugno 2020 l'assemblea di Uirnet ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2020-2023, che sarà presieduto da Lorenzo Cardo; si apprende altresì, ancora da fonte stampa, che a maggio 2020, "Uirnet e Rfi (Rete ferroviaria italiana, gruppo Fs) firmeranno l'accordo di collaborazione per la progettazione dello scalo piemontese, mettendo a fuoco tutti i particolari tecnici e finanziari dell'intervento che la società ha sposato in pieno (...) è stato messo a punto il cronoprogramma del progetto del nuovo centro merci di Alessandria Smistamento cui sono state assegnate risorse per due milioni di euro", si chiede di sapere: se effettivamente il fondo destinato alla progettazione del nuovo centro merci di Alessandria smistamento non sia stato ancora utilizzato o, in caso contrario, quale importo sia ancora a disposizione del commissario straordinario; se sia possibile conoscere il cronoprogramma dei lavori o come il commissario straordinario intenda utilizzare tali fondi a sua disposizione; se il Ministro in indirizzo non ritenga preferibile da un punto di vista gestionale, nel caso in cui il fondo fosse ancora integro, lo spostamento di tale fondo sotto la gestione del commissario straordinario per il terzo valico. Atto n. 3-02079 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) è il principale soggetto erogatore di contributi pubblici al sistema delle imprese agricole. Coordina l'attività degli OPR (organismi pagatori regionali) e rappresenta l'Italia nei rapporti con l'Unione europea; per i suoi compiti AGEA si avvale, fra l'altro, dei CAA (centri di assistenza agricola) presso i quali le imprese agricole devono necessariamente recarsi per presentare le domande di ammissione ai contributi pubblici; i CAA, per prestare la propria attività, devono ogni anno sottoscrivere una "convenzione" con AGEA che ne regola i rapporti. Senza tale convenzione un CAA non può operare; la convenzione 2020 è stata presentata da AGEA ai CAA con ritardo (a fine gennaio 2020) ma non è stato il ritardo a preoccupare, quanto piuttosto il contenuto della bozza di convenzione, nella quale si prevedeva che, nell'arco di pochi mesi, e comunque entro l'anno, tutti gli operatori dei CAA e così pure coloro che accedono ai sistemi informativi di AGEA dovessero obbligatoriamente essere lavoratori dipendenti dei CAA o delle società con essi convenzionate (cioè le "società di servizio", tipicamente dei sindacati agricoli); la disposizione, purtroppo confermata nella convenzione definitiva, ha come effetto la chiusura e messa in liquidazione dei CAA dei liberi professionisti e l'interruzione dei rapporti lavorativi dei professionisti che collaborano con i CAA, provocando la chiusura di centinaia di studi professionali ed il depauperamento del reddito di un numero assai più elevato di liberi professionisti; si tratta non solo di un'aggressione senza precedenti ai liberi professionisti del settore agrario, ma è in evidente contrasto con l'articolo 4 della Costituzione, che tutela il diritto al lavoro e si pone in conflitto con le stesse norme che regolano il funzionamento dell'AGEA. Infatti, l'articolo 7 del decreto ministeriale 27 marzo 2008 relativo alla "riforma dei centri autorizzati di assistenza agricola", nell'indicare i requisiti che un CAA deve possedere, prevede che: "Per l'esercizio delle proprie attività il CAA e le società di cui esso si avvale devono operare attraverso dipendenti o collaboratori con comprovata esperienza ed affidabilità nella prestazione di attività di consulenza in materia agricola e per i quali adempiano agli obblighi di natura lavoristica, fiscale, previdenziale, assistenziale ed assicurativa"; in definitiva, quello che il decreto ministeriale consente ad un CAA (organizzare la propria attività valendosi, alternativamente o congiuntamente, di dipendenti oppure di collaboratori) AGEA vuole disconoscerlo; considerato che: l'interrogante ha già presentato sullo stesso argomento l'atto di sindacato ispettivo 4-02931, pubblicato il 19 febbraio 2020, che non ha ancora ricevuto risposta; la dura reazione degli iscritti all'albo degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati (a cui si sono aggiunte quelle dei dottori agronomi e forestali e dei periti agrari), mai ricevuti dall'Agenzia, che hanno firmato anche un documento congiunto di modifica della bozza di convenzione, ha impedito ad AGEA di proseguire nell'immediato all'"eliminazione" dei liberi professionisti dal settore di lavoro dei CAA; senza alcuna convocazione degli ordini professionali, nei giorni scorsi AGEA ha reso nota (ma senza ancora inviarla nemmeno agli stessi CAA che dovranno firmarla) la "nuova" convenzione 2020 (diventata anche "2021") che ripropone lo stesso meccanismo di espulsione dei liberi professionisti iscritti in albi, già proposto a gennaio. Cambiano solo le date della fuoriuscita dei liberi professionisti, che dovrà avvenire entro il 31 marzo 2021 "per almeno la metà dei soggetti" e completarsi definitivamente entro il 30 settembre, si chiede di sapere: