[resaula]

"al fine di garantire le indispensabili azioni di supporto alle scuole impegnate per l'attuazione della presente legge e in relazione all'indifferibile esigenza di assicurare la valutazione dei dirigenti scolastici e la realizzazione del sistema nazionale di valutazione previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, per il triennio 2016-2018 possono essere attribuiti incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive. Tali incarichi possono essere conferiti, nell'ambito della dotazione organica dei dirigenti tecnici del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi dell'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, anche in deroga, per il periodo di durata di detti incarichi, alle percentuali ivi previste per i dirigenti di seconda fascia"; per realizzare tale obiettivo, la legge ha previsto uno stanziamento, per il triennio 2016-2018, di 7 milioni di euro per ciascun anno; per i dirigenti tecnici l'incarico comincerà a scadere dal prossimo mese di marzo ed è, pertanto, indispensabile che esso venga prorogato per consentire il fondamentale lavoro di valutazione delle scuole; si tratta, infatti, di una misura necessaria ma non sufficiente; al fine di ovviare ai problemi che la scadenza degli incarichi causerà, era stato previsto un emendamento al "decreto semplificazioni" (decreto-legge n. 135 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2019) con cui essi sarebbero stati prorogati fino al 31 dicembre 2019. Tuttavia, tale emendamento, pur approvato nel corso dell'esame del provvedimento nelle Commissioni competenti del Senato, è stato dichiarato inammissibile; per quanto riguarda il sistema di valutazione, l'Italia è indietro rispetto agli altri Paesi europei, ad esempio l'Inghilterra che conta 160 ispettori a tempo pieno, più 1.600 part-time , ed è dotata di un Ispettorato autonomo e indipendente; nei Paesi Bassi gli ispettori sono 480, nella Repubblica Ceca sono 275 ispettori, più 67 "auditor". Tutti e tre questi Paesi investono nella valutazione, rispettivamente 44 milioni, 64 milioni, 12,2 milioni di euro, con visite effettuate ogni 4-5 mesi e che interessano tutti, professori, famiglie e studenti; la valutazione è uno strumento fondamentale per migliorare la qualità del sistema di istruzione: non è solo utile per gli studenti e le famiglie ma anche per gli insegnanti e i dirigenti scolastici al fine di migliorare, laddove se ne fosse rilevato il bisogno, la qualità dell'offerta formativa; eppure, dal 2011, anno di nascita del "sistema nazionale di valutazione", divenuto operativo con il decreto del Presidente della Repubblica n. 80 del 2013, si è rimasti ancora ai passi iniziali e sarebbe urgente intervenire per implementare le azioni; ad oggi, la valutazione "esterna" ha riguardato "all'esordio", ottobre 2016-maggio 2017, 375 istituti; e da ottobre a dicembre, 220. Un numero ancora troppo basso. Considerando il fatto che, oggi, gli istituti scolastici in Italia sono 8.000, significa che un'analisi oggettiva della qualità reale del plesso, è stata condotta, il primo anno, solo nel 4,6 per cento delle scuole totali; secondo la ricerca condotta dall'associazione "TreeLLLe" ciò che frena il sistema è la mancanza di ispettori ministeriali: a fronte di un organico di 191 profili, attualmente se ne contano 56 a tempo indeterminato più 68, a termine, con contratti triennali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente predisporre un atto di competenza per prorogare gli incarichi; se non ritenga, altresì, opportuno procedere al ripristino dell'organico dei dirigenti tecnici; quali iniziative intenda mettere in campo per rafforzare il servizio ispettivo indispensabile per migliorare la qualità complessiva del sistema scolastico. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00604 PINOTTI FEDELI MIRABELLI CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BOLDRINI D'ARIENZO FERRAZZI GINETTI IORI NANNICINI PATRIARCA RICHETTI VATTUONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: con la legge 27 giugno 2013, n. 77, l'Italia è stata tra i primi Paesi europei a ratificare la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, meglio nota come Convenzione di Istanbul, a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. Particolarmente rilevante è il riconoscimento espresso della violenza contro le donne quale violazione dei diritti umani, oltre che come forma di discriminazione contro le donne; a seguito della ratifica, numerose sono state le misure in materia di contrasto e prevenzione alla violenza di genere adottate dai Governi del Partito democratico nel corso della XVII Legislatura. Tra queste: l'introduzione nel codice penale di un'aggravante per i delitti di maltrattamenti in famiglia, la modifica del reato di stalking , l'introduzione della misura dell'ammonimento del questore, anche per le condotte di violenza domestica, l'inserimento dei reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e stalking tra quelli che hanno priorità assoluta nella trattazione dei giudizi, il gratuito patrocinio per le vittime, dei reati di stalking , maltrattamenti, in famiglia e mutilazioni genitali femminili senza previsione di limiti di reddito, l'allontanamento, anche d'urgenza, dalla casa familiare e l'arresto obbligatorio in flagranza dell'autore delle violenze. Infine, la previsione di un piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, con azioni a sostegno delle donne vittime di violenza, finanziato ripetutamente nel corso della XVII Legislatura; diverse e importanti anche le misure adottate in materia di stalking , tra queste in particolare la previsione delle intercettazioni, anche nei casi di atti persecutori, nonché l'applicazione delle speciali misure antimafia di prevenzione personale e patrimoniale agli indiziati di stalking . Pertanto, è stata loro applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, il divieto di soggiorno in uno o più comuni, diversi da quelli di residenza o di dimora abituale o in una o più regioni. Infine, tra le misure citate, occorre evidenziare la previsione di modalità di controllo mediante mezzi elettronici e altri strumenti, cosiddetti braccialetti elettronici; alle misure elencate si aggiungano anche tutte le disposizioni approvate a tutela delle lavoratrici vittime di violenza, come il trasferimento ad altra amministrazione pubblica, e il congedo retribuito per un periodo di tre mesi per le lavoratrici sia dipendenti che autonome; un corposo intervento legislativo a testimonianza della centralità che ha rivestito il tema del contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne per tutti i Governi a guida del Partito democratico; premesso, inoltre, che: