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L'articolo 9 inserisce nel codice penale il nuovo articolo 391- ter per punire con la reclusione da uno a quattro anni chiunque mette a disposizione di un detenuto un apparecchio telefonico. La fattispecie si applica anche al detenuto che usufruisce del telefono e specifiche aggravanti sono invece previste quando il reato è commesso da un pubblico ufficiale, da un incaricato di un pubblico servizio e anche da un avvocato. L'articolo 10 modifica l'articolo 588 del codice penale che punisce il reato di rissa, inasprendone le pene tanto per la fattispecie base, consistente nella partecipazione a una rissa, quanto per quella aggravata, che si applica quando, in conseguenza della rissa, taluno rimane ucciso o riporti lesioni gravi; si tratta della cosiddetta norma Willy, in memoria del povero Willy Monteiro Duarte di Colleferro, ucciso a pugni e calci in una rissa. L'articolo 11, modificando gli articoli 13 e 13- bis del decreto-legge n. 14 del 2017, amplia l'ambito di applicazione delle misure del divieto di accesso ai locali pubblici o ai locali di pubblico intrattenimento (il cosiddetto Daspo) che possono essere disposte dal questore o autorità di pubblica sicurezza nei confronti di coloro che sono stati denunciati per specifici reati e inasprisce le sanzioni in caso di violazione dei suddetti divieti. L'articolo 12 implementa gli interventi per il contrasto del reato di traffico di stupefacenti, commesso attraverso l'utilizzo della rete Internet, prevedendo per i provider l'obbligo di introdurre strumenti di filtraggio dei siti web segnalati come strumento per la commissione dei suddetti reati e conseguentemente sanzioni amministrative per la violazione degli obblighi. L'articolo 13 interviene infine sulla disciplina del Garante nazionale delle persone private della libertà personale, attribuendogli funzioni nell'ambito della prevenzione della tortura. Inoltre, si consente al Garante di delegare l'esercizio di alcune circoscritte funzioni ai garanti territoriali, quando particolari circostanze lo richiedano, per una durata massima di sei mesi. Infine, il mandato dell'attuale Garante è prorogato di due anni. Concludo, Presidente, ricordando a tutti che salvare vite umane è un nostro dovere giuridico, ma anche morale, e che l'accoglienza e integrazione dei migranti nel nostro Paese è un'azione che nobilita il popolo italiano, noto per il suo spirito altruista e solidale. Gli interessi e i diritti dei cittadini sono comunque sempre tutelati, come ha dimostrato questo Governo in quest'anno di emergenza sanitaria, a trecentosessanta gradi, con tutti i numerosi decreti emanati fino ad oggi. Il livello culturale e civile di un popolo si misura anche in base al livello di integrazione culturale che lo stesso offre. Ringrazio l'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE. I relatori di minoranza, senatori Augussori e Pillon, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Augussori. AUGUSSORI, relatore di minoranza . Signor Presidente, il provvedimento che siamo chiamati a convertire non merita l'urgenza con cui si sta affrontando questa discussione. La nostra Costituzione prevede, all'articolo 77, comma 2, che il Governo possa adottare, in casi straordinari di necessità e urgenza, provvedimenti aventi forza di legge e la Corte costituzionale ha più volte ribadito l'illegittimità del decreto-legge che nel suo contenuto non rispetti il criterio di omogeneità, vincolo e presupposto essenziale per l'esercizio della decretazione di urgenza. Il decreto-legge in esame non risponde a nessuno dei tre presupposti. Il provvedimento non è urgente, come dimostrato anche dal lasso di tempo intercorso tra la sua approvazione e la pubblicazione. L'unica urgenza a cui sembra rispondere è principalmente, di fatto, quella di abrogare i precedenti decreti in materia di sicurezza. Sono altre le urgenze per il nostro Paese, che sta vivendo un momento particolarmente difficile, gravato dall'emergenza sanitaria e dalla crisi economica legata alla diffusione del Covid-19, e che avrebbe bisogno di interventi seri e concreti a sostegno dei cittadini e delle tante imprese che stanno soffrendo incredibilmente. I cittadini non hanno bisogno di disposizioni volte alla riapertura dei porti e dei confini; non hanno bisogno di un decreto clandestini. Il decreto-legge all'esame si rivela quindi del tutto estraneo rispetto alla realtà e alle reali necessità del Paese e addirittura irrispettoso nei confronti dei cittadini italiani. In secondo luogo, il decreto-legge non è necessario, anche a fronte delle osservazioni del Presidente della Repubblica contenute nella lettera inviata ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati e al Presidente del Consiglio dei ministri in occasione della promulgazione della legge di conversione. In tale lettera i rilievi relativamente alla materia dell'immigrazione riguardavano solo l'entità della sanzione amministrativa pecuniaria nel caso di violazione del divieto di ingresso nelle acque territoriali. Le azioni davvero necessarie in tema di immigrazione sarebbero dovute essere quelle volte a una riduzione del numero di clandestini che si riversa nel nostro Paese. Solo questo poteva essere un segnale chiaro e inequivocabile di presa di posizione da parte dell'Italia per dire no alla tratta di esseri umani e per riacquistare credibilità agli occhi dell'Europa, agendo con politiche migratorie controllate volte a impedire che persone arrivate illegalmente sul nostro territorio vadano ad alimentare il fenomeno della delinquenza o addirittura del terrorismo, come ci hanno dimostrato i recenti fatti accaduti a Nizza poco più di un mese fa. Infine, il decreto-legge non è omogeneo, come dimostrato chiaramente dal suo titolo, che accomuna disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli del codice penale, misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Superfluo aggiungere altro. (Applausi) . Il precedente Governo era riuscito finalmente a contenere i flussi migratori illegali e questo è un dato certo. Ciò che spesso si sottovaluta - o, meglio, si strumentalizza - è la conseguenza che da ciò deriva: diminuire il numero delle persone che arrivano illegalmente nel nostro Paese significa diminuire il numero delle persone che regolarmente muoiono cercando di affrontare un viaggio ai limiti della sopportazione umana. (Applausi) . Un serio piano politico in materia di immigrazione non può basarsi su un'accoglienza indiscriminata, perché in questo modo non si riesce a garantire il giusto sostegno a quei migranti che avrebbero il diritto di essere accolti perché perseguitati o scappati da guerre civili. I decreti sicurezza che questo provvedimento stravolge tendevano a un'accoglienza mirata e ad avviare un processo di integrazione che prevede diritti, ma anche doveri per chi arriva nel nostro Paese e soprattutto per chi ha diritto di essere accolto.