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Quelli sono punti importanti, tuttavia da soli non bastano, nel senso che - oltre agli uffici di prossimità - bisogna davvero riportare a tutti gli uffici giudiziari quella solennità, quella importanza, quella fruibilità reale che tutti i cittadini devono poter toccare con mano, e non necessariamente perché ci deve essere un problema grande; magari il problema è piccolo. Un cliente viene da me perché magari ha bisogno di un'amministrazione di sostegno poiché ha la mamma o il papà in difficoltà, ma non necessariamente deve rivolgersi all'avvocato e di conseguenza pagare la parcella; lo Stato su questo fronte deve rispondere in primis . Ben vengano, quindi, interventi di questo tipo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dopodiché, da civilista quale sono, mi concentro di più sul processo civile. La riforma del processo civile è uno di quegli interventi che bisognava fare già tanto tempo fa. Oggi dobbiamo correre, dobbiamo farla, e dobbiamo farla bene. Su questo fronte, da parte nostra troverà sicuramente una sponda, Ministro, un appoggio, un confronto. Se non ho annotato male dalla sua relazione, oltre 3 milioni sono i processi di nuova iscrizione. Credo che potrebbero essere anche molti di più, se quel sentimento di sfiducia di cui parlavamo prima non ci fosse. È proprio per questo che una riforma del processo civile è fondamentale. È buona la direzione sulla semplificazione, sulla compressibilità del processo: è ottima. In tal senso, come mi è stato insegnato dal mio maestro, bisogna imparare dagli altri perché se gli altri fanno meglio le cose dobbiamo imparare da loro, senza copiare. Penso ad altri ordinamenti, magari anche quelli di matrice anglosassone, che della speditezza e della celerità hanno fatto un loro baluardo giuridico: andiamo a guardare anche quegli esempi, portandoli e sostenendoli, però, all'interno del nostro ordinamento. L'ordinamento italiano ha fatto del diritto qualcosa di importantissimo, e non possiamo prescindere da questo. Ho annotato altri passaggi, ci sarebbero tante altre misure da richiamare, ma devo fare un breve cenno all'intervento della giustizia in materia di diritto di famiglia. Faccio diritto di famiglia anch'io: l'assistenza alle famiglie è un aspetto importante, tutto quello che riguarda la tutela della famiglia lo è. Lei, Ministro, ha giustamente richiamato il codice rosso; auspico anch'io che il recepimento di questa normativa di tutela possa ottenere l'unanimità. Faccio, poi, un altro doveroso richiamo alla riforma della procedura di insolvenza. Giustamente lei ha ricordato un capitolo importantissimo del nostro diritto; ho apprezzato e condiviso appieno anche solo quel piccolo segnale - che piccolo non è - per cui è stata rimossa la parola «fallimento», perché tante volte, quando un cliente si rivolge a noi avvocati e dice che deve fallire, non è solo un fallimento dal punto di vista imprenditoriale; è un fallimento dal punto di vista umano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dobbiamo garantire i cittadini, dando la possibilità ai cittadini onesti di ripartire, di creare una propria capacità a mantenere se stessi e la propria famiglia, e se li mettiamo alla gogna sicuramente non riusciremo mai a farlo. Non condivido alcune affermazioni fatte da altri oratori che mi hanno preceduto: non vedo tutto questo distruggere ciò che stato fatto prima. Sulla stessa procedura di insolvenza, come giustamente ha ricordato lei, Ministro, non si è fatto altro che continuare un percorso già iniziato nella precedente legislatura. Quindi, da questo punto di vista, non vedo quello che è stato definito - mi perdoni - furore ideologico che cancella tutto ciò che è stato fatto prima. Personalmente, vedo semplicemente tanta voglia di fare, e da parte nostra - sicuramente da parte mia e da parte di tutto il Gruppo - ci sarà tutto l'impegno. Richiamo quelle due parole che ha usato all'inizio della sua relazione: ascolto e dialogo. Con l'ascolto e il dialogo si va dappertutto. Si ascoltano tutti e poi ovviamente il Ministro e il Governo decidono. Operando in questo modo si mettono sul tavolo tutte le carte. Bene o male rappresentiamo tutta la società e tutti i vari aspetti professionali. C'è chi fa l'avvocato, il magistrato o l'operatore di giustizia. Queste sono esperienze importanti di cui devono poter fruire il popolo e la cittadinanza. Da questo punto di vista il nostro Gruppo sicuramente sosterrà l'azione di Governo e cercherà di fornire quanti più suggerimenti e quanto più aiuto possibile affinché la stella polare di cui parlavo prima, la vera giustizia, possa essere attuata sia nelle aule di tribunale che per strada. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, la invito innanzitutto a riflettere su questa cerimonia. Una relazione del Ministro della giustizia come la voleva il ministro Castelli era semplicemente una riflessione collettiva sul sistema giudiziario, sulle necessarie riforme e non un'elencazione di quanto il Ministro ritiene di aver fatto o di piccoli richiami alle varie leggi e alle varie proposte. Occorreva un equilibrio tra la relazione, le opposizioni e i singoli parlamentari affinché potessero intervenire. La pregherei, quindi, di fare in modo che dal prossimo anno la sua relazione venga distribuita il giorno prima e poi ci sia un dibattito con ampi spazi per i singoli parlamentari, al di là dei dieci minuti regolamentari, per poter intavolare un vero confronto sulla giustizia. Lei ha detto diverse cose esatte, ma su talune non ha fatto alcuna riflessione e non si è posto alcuna domanda sul perché si siano verificati certi fatti. Lei correttamente ha posto in evidenza, ad esempio, che sono diminuite le pendenze delle cause civili. Non si è posto però il problema delle ragioni. Certamente, in parte ciò è dovuto all'aumento di produttività dei magistrati, ma al contempo c'è un dato preoccupante a cui lei ha solo accennato. La diminuzione delle cause non è per caso dipeso dall'aumento del contributo unificato? Forse, determinate persone che non hanno la capacità economica di sopportare un giudizio civile si rivolgono ad altri sistemi di giustizia nella sua Sicilia o nella mia Campania e in altre Regioni d'Italia, che sono sistemi di legittimazione di contropoteri criminali che sono in condizione di garantire giustizia quando la stessa non può essere assicurata ai cittadini nella normalità delle condizioni. Le chiedo un'altra cosa. Lei dice di voler fare una riforma del processo civile con un rito semplificato. Ministro, mi sta bene, però ho fatto il magistrato per quaranta anni e nei primi venti anni nessun cittadino si è mai lamentato del fatto che le preclusioni esistenti nel processo civile, introdotte negli ultimi anni per cercare di ridurre l'arretrato, avessero impedito l'accertamento della realtà processuale e del diritto. Oggi abbiamo queste lamentele.