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4 Con regolamento del Consiglio superiore della giustizia tributaria sono stabilite le modalità e procedure per il trasferimento dei magistrati tributari e dei magistrati tributari di cui all'articolo 8 ad altra sede senza mutamento dell'incarico. Con deliberazione del Consiglio superiore della giustizia tributaria sono altresì adottati i provvedimenti di trasferimento, a qualunque titolo disposti, secondo le disposizioni del suddetto regolamento. 13 (Durata dell'incarico) 1 I magistrati dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie, indipendentemente dalle funzioni svolte, e i magistrati tributari di cui all'articolo 8 cessano dall'incarico a decorrere dal compimento del settantesimo anno di età. 14 (Decadenza dall'incarico) 1 Decadono dall'incarico i magistrati tributari e i magistrati tributari di cui all'articolo 8 i quali: a perdono alcuno dei requisiti di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a) , b) e c) ; b incorrono in alcuno dei motivi di incompatibilità previsti dall'articolo 11, commi 1 e 2; c omettono, senza giustificato motivo, di assumere l'incarico entro trenta giorni dalla ricevuta notificazione del decreto di nomina o della deliberazione di cui all'articolo 12, comma 1; d limitatamente ai magistrati tributari di cui all'articolo 8, risultano assenti, senza giustificato motivo, a due udienze nel mese, anche non consecutive, o a più del 40 per cento delle udienze annuali fissate per la sezione di cui sono componenti; e incorrono in alcuno dei casi di rimozione previsti dall'articolo 17, comma 6; f conseguono giudizio negativo in due delle valutazioni di professionalità previste dall'articolo 15. 2 La decadenza è dichiarata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio superiore della giustizia tributaria. Nel periodo intercorrente tra la deliberazione del Consiglio superiore della giustizia tributaria e l'emanazione del decreto che dichiara la decadenza, il magistrato tributario o il magistrato tributario di cui all'articolo 8 è sospeso dalle funzioni, senza diritto a percepire il trattamento economico. 15 (Trattamento economico dei giudici tributari) 1 Ai giudici tributari di cui agli articoli 6 e 7 si applica il trattamento economico, previdenziale e assistenziale, comprensivo di ferie e di permessi e del sistema di guarentigie, del magistrato ordinario di prima nomina al momento del conferimento delle funzioni giurisdizionali, fatta eccezione per i soggetti che esercitano l'opzione di cui all'articolo 6, comma 10, per i quali resta fermo il trattamento economico già maturato nell'ambito delle precedenti funzioni giurisdizionali. 2 Ai giudici tributari di cui all'articolo 8 si applica un trattamento economico congruo, tenuto conto della delicatezza del compito svolto e della professionalità richiesta, determinato con regolamento decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 I magistrati tributari e i magistrati tributari di cui all'articolo 8 sono sottoposti a valutazione di professionalità con periodicità quadriennale decorrente dalla data di nomina e fino al superamento della settima valutazione di professionalità. Tali valutazioni riguardano l'attitudine allo svolgimento delle attività giurisdizionali, la laboriosità e la diligenza; esse sono differenziate per i magistrati tributari e per i magistrati tributari di cui all'articolo 8 e sono operate secondo i parametri determinati dal Consiglio superiore della giustizia tributaria e con le modalità e le procedure stabilite con regolamento adottato con il medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 2, su proposta del medesimo Consiglio superiore. 4 Tra i parametri per la valutazione di professionalità del magistrato tributario e del magistrato tributario di cui all'articolo 8, determinati ai sensi del comma 3, è compreso il rispetto dei termini previsti per il deposito delle decisioni sulle controversie per le quali egli abbia svolto l'incarico di relatore o estensore, secondo i princìpi di ragionevole durata dei procedimenti giudiziari, ai sensi dell'articolo 111 della Costituzione. Tra i parametri per la valutazione di professionalità dei presidenti di tribunale o corte d'appello tributaria e dei presidenti di sezione è compreso il rispetto dei termini previsti per l'assegnazione dei ricorsi alla sezione o al relatore e per la fissazione della data delle udienze. I termini per il deposito dei provvedimenti, per l'assegnazione dei ricorsi e per la fissazione della data delle udienze sono stabiliti dal Consiglio superiore della giustizia tributaria con proprie risoluzioni organizzative delle attività dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie. 5 La progressione economica dei magistrati tributari e dei magistrati tributari di cui all'articolo 8 è subordinata all'esito positivo delle valutazioni di professionalità di cui al comma 3. 6 Ai soggetti che esercitano l'opzione di cui all'articolo 6, comma 10, è riconosciuto un trattamento economico integrativo, da determinare con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 16 (Responsabilità) 1 Ai magistrati tributari e ai magistrati tributari di cui all'articolo 8 si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 27 febbraio 2015, n. 18, concernenti il risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali. 17 (Vigilanza e sanzioni disciplinari) 1 I magistrati tributari e i magistrati tributari di cui all'articolo 8, per comportamenti non conformi ai doveri o alla dignità del proprio ufficio, sono soggetti alle sanzioni stabilite dal presente articolo. 2 Si applica la sanzione dell'ammonimento per lievi trasgressioni. 3 Si applica la sanzione non inferiore alla censura per: a i comportamenti che, violando i doveri di cui al comma 1, arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti o ai loro difensori; b la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge; c i comportamenti che, a causa dei rapporti comunque esistenti con i soggetti coinvolti nel procedimento ovvero a causa di avvenute interferenze, costituiscono violazione del dovere di imparzialità e di assenza di pregiudizi; d i comportamenti abitualmente o gravemente scorretti nei confronti delle parti, dei loro difensori o di chiunque abbia rapporti con il giudice nell'ambito della giustizia tributaria, ovvero nei confronti di altri giudici o di collaboratori; e l'ingiustificata interferenza nell'attività giudiziaria di un altro giudice; f l'omessa comunicazione di avvenute interferenze al presidente del tribunale tributario o della corte d'appello tributaria da parte del giudice destinatario; g il perseguimento di fini diversi da quelli di giustizia; h la scarsa laboriosità, se abituale, in particolare relativamente al deposito delle sentenze; i la grave o abituale violazione del dovere di riservatezza; l l'uso della qualità di giudice tributario al fine di conseguire vantaggi ingiusti; m la reiterata e grave inosservanza delle norme regolamentari o delle disposizioni sul servizio adottate dagli organi competenti;