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Occorrono inoltre interventi che favoriscano una maggiore parità all'interno della famiglia. I ruoli familiari devono essere complementari e intercambiabili. Questo permetterebbe alla donna madre di proseguire la sua attività lavorativa e di non rinunciare alle sue legittime aspettative di carriera. Le norme devono cambiare insieme alla società e alle esigenze dei soggetti cui sono rivolte. Quello che è stato fatto fino ad oggi con l'assegno unico universale è un primo approccio per la risoluzione del problema, ma non basta. L'assegno unico universale da un lato semplifica la procedura di accesso alla misura, sburocratizzandola, rendendola più snella e semplificata; dall'altro, però, non soddisfa pienamente le famiglie, soprattutto quelle più numerose. È quindi soltanto l'inizio di un percorso in cui la Lega vuole essere parte attiva. Riteniamo che la direzione intrapresa sia quella giusta, ma occorre fare molto di più. Il family act contiene una serie di disposizioni che cercano di rispondere ai bisogni in maniera ampia ed integrata, cogliendo gli aspetti necessariamente complessi e multidimensionali dei problemi che colpiscono il nostro Paese relativi alla denatalità e alla capacità delle famiglie di mantenere i propri figli. Occorre quanto prima invertire il trend negativo con interventi incisivi diretti a coniugare la genitorialità con le prospettive lavorative di entrambi i genitori. Dobbiamo consentire alle coppie di mettere al mondo figli senza paura del futuro. Alcune misure inserite nel testo vanno in questa direzione. Preme sottolineare anche in questa occasione che il nostro obiettivo è tutelare tutte le famiglie con prole, nessuna esclusa. Auspichiamo che non ci siano più famiglie di serie a e famiglie di serie b e che tutti i lavoratori, indipendentemente dalle attività che svolgono, abbiano accesso alle agevolazioni previste per chi mette al mondo un figlio. Il buon senso ci invita quindi ad estendere la disciplina sui congedi parentali anche ai lavoratori autonomi con misure specifiche che valutino le esigenze e le peculiarità delle varie professioni, dando loro le stesse possibilità e le stesse tutele dei dipendenti. È inoltre auspicabile incentivare i datori di lavoro impegnati nella realizzazione di politiche che armonizzino vita privata e attività professionale e che favoriscano la coniugazione di questi due aspetti, egualmente importanti e fondamentali per la vita di ciascun individuo. Ricorrere allo strumento del lavoro flessibile, del lavoro agile, del telelavoro e dello smart working per le mamme i papà nel periodo post nascita e nei primi mesi e anni di vita del bambino è sicuramente un buon inizio per andare incontro alle esigenze di chi vuole creare una famiglia. Come Gruppo siamo d'accordo con il Governo che si è già espresso favorevolmente accogliendo un ordine del giorno, condiviso peraltro da tutta la Commissione. Ringrazio la nostra presidente e relatrice Matrisciano per questo ed anche per come ha portato avanti il lavoro. Siamo d'accordo sull'apertura di un tavolo di lavoro tecnico sulla stesura dei decreti attuativi in modo da garantire il più ampio coinvolgimento possibile degli attori istituzionali interessati, affinché le norme siano parametrate sui bisogni reali dei fruitori delle misure e delle agevolazioni. (Applausi). Il tavolo è uno strumento di confronto utile che auspichiamo riesca a dare sostanza e concretezza agli intenti degli estensori del disegno di legge in oggetto. Le misure contenute in questo provvedimento sono urgenti, il senatore Pillon ha già parlato della questione dell'ISEE e dell'attuale meccanismo di calcolo che non risulta adeguato. Per senso di responsabilità verso gli italiani, verso chi è in netta difficoltà economica e verso quanto siamo qui a rappresentare, è sicuramente necessario procedere velocemente e, come accaduto alla Camera, dimostriamo anche in quest'Assemblea di avere veramente a cuore i bisogni dei cittadini ed il loro futuro. Per tutte queste ragioni annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi) . MONTEVECCHI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, il provvedimento che oggi stiamo per approvare porta a compimento un percorso avviato due anni fa con il Governo Conte 2, un percorso che quel Governo ha avviato per dare una risposta concreta a milioni di famiglie italiane, mettendole davvero al centro con massicci investimenti. Per questo, noi del MoVimento 5 Stelle siamo particolarmente orgogliosi. (Applausi) . Il cosiddetto family act , una legge per la famiglia, delega il Governo a realizzare tutte le misure necessarie ad aiutare le coppie che desiderano diventare genitori e a sostenere la funzione educativa e sociale delle famiglie per valorizzare la crescita sana e serena dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, nonché per permettere alle coppie di essere genitori e di poter continuare a lavorare, in particolare le donne. Inoltre, il provvedimento in esame ha lo scopo di riorganizzare tutte le misure economiche e sociali previste oggi in un unico quadro normativo a favore della famiglia. Prima di passare in rassegna alcune particolarità di questa legge delega, desidero fare un riferimento al contesto demografico, sociale ed economico attuale. L'Italia è agli ultimi posti in Europa per tasso di natalità, ovvero nascono pochi bambini e mi permetta, Presidente, ma davvero qualcuno in quest'Assemblea è così retrogrado da imputare la diminuzione delle nascite ad uno scatto di civiltà, ovvero a riconoscere a tutti gli uomini e a tutte le donne pari diritti e pari dignità indipendentemente dal loro orientamento affettivo e sessuale? (Applausi) . Do una notizia a queste anime che giungono a noi dal Medioevo: oggi ci sono bambini privi di tutele perché alcuni sindaci si rifiutano di registrare i loro atti di nascita proprio per questi pregiudizi. (Applausi) . Quello che invece ci deve preoccupare è il fatto che il nostro Paese, purtroppo, vede ancora diminuire le nascite. Al 2018, quasi 130.000 unità in meno, a fronte di un aumento dei decessi e una delle cause principali è l'inesorabile e progressivo invecchiamento della popolazione e una mancanza, fino al momento di questa legge delega, di un sistema di welfare e di sostegno adeguato. Il calo demografico registrato negli ultimi anni non si è fermato nemmeno in periodo di pandemia. Nel 2020, e per il dodicesimo anno consecutivo, è stato infatti registrato un ulteriore record negativo nel saldo tra nati vivi e morti, un calo di 300 unità. Nemmeno nel 1917, nel pieno della Grande guerra, si era raggiunta una simile soglia. Dopo cento anni, colleghi e colleghe, ci ritroviamo a vivere nella medesima situazione di incertezza che sembra essere il costante paradigma con il quale ci stiamo abituando a convivere. In questo contesto, l'esperienza della genitorialità sembra essere un'ulteriore fonte di preoccupazione soprattutto per i giovani, che quasi sempre per ragioni economiche la rimandano o addirittura la evitano.