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la correttezza delle competizioni elettorali è stata anche inficiata dalla presenza, in ogni consorzio, di un'unica lista elettorale che ha reso scontato l'esito dell'elezione. L'inasprimento delle misure di contenimento della pandemia in corso ha precluso definitivamente alle liste di candidati che avessero voluto partecipare alle elezioni, di poter raccogliere le firme a sostegno dei tanti cittadini che avrebbero voluto candidarsi; l'impossibilità degli spostamenti tra diversi comuni, se non per comprovati motivi di lavoro, salute ed estrema necessità, ha impedito, per esempio, a coloro che risiedono fuori dal comune del consorzio di apporre la propria firma di sostegno, oltre che ai potenziali candidati di poter incontrare gli stessi cittadini per illustrarne compiutamente programma e propositi, se eletti; appare del tutto evidente che in queste condizioni l'esercizio del voto è stato viziato da un grave vulnus di mancanza di compiuta democrazia, che non solo ha inficiato la regolarità del voto e del suo esito, ma determinato anche un gravissimo e pericoloso precedente di limitazione dei diritti elettivi dei cittadini minando alla base lo stesso concetto di democrazia; gli stessi siti dei consorzi che dovrebbero fornire informazioni circa le modalità delle votazioni, risultano spesso poco chiari e trasparenti nella pubblicazione di tali dati; nello scorso aprile è stata presentata da alcuni cittadini dell'Emilia-Romagna una petizione al Parlamento europeo in cui si evidenziavano le criticità del sistema elettivo dei consorzi di bonifica e si chiedeva un intervento da parte delle istituzioni europee; il ruolo dei consorzi è fondamentale nell'ambito della sicurezza idraulica, della gestione delle acque destinate all'irrigazione, della partecipazione alla gestione di opere urbanistiche e della tutela del patrimonio ambientale e agricolo. Tali competenze incidono sugli interessi di un numero rilevante di cittadini e di imprese dell'Emilia-Romagna, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e quali siano le loro valutazioni in merito; se ritengano di attivarsi nelle sedi di competenza affinché sia garantita la trasparenza delle elezioni, sia di quelle attuali che di quelle future, di tutti i consorzi di bonifica in Emilia-Romagna e in tutte le altre zone del Paese, nonché la massima partecipazione e rappresentatività di tutti gli aventi diritto alle consultazioni per tali organismi, che svolgono un ruolo cruciale sul territorio locale e nazionale. Atto n. 3-02187 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) svolge il ruolo di organismo pagatore, ovvero procede alla liquidazione dei finanziamenti comunitari previsti dalla PAC e da altri Piani di sviluppo rurale (PSR), effettua controlli per verificare la corrispondenza delle azioni eseguite rispetto a quanto previsto dalla normativa europea; gli aiuti previsti dalla PAC, mirati a sostenere il reddito degli agricoltori, possono essere disaccoppiati, ossia svincolati dalle produzioni, oppure accoppiati quindi legati alle produzioni effettuate. Il nuovo regime di pagamento unico, disposto dal regolamento (CE) n. 1782/2003, ha introdotto, quindi, anche il pagamento degli aiuti disaccoppiati, non collegati in rapporto al tipo ed alla produzione di coltura praticata, ma mediante la liquidazione di diritti individuali assegnati (titoli); ogni titolo è rapportato ad una determinata superficie ammissibile. Pertanto il produttore beneficiario in sede di presentazione della domanda unica di pagamento in coincidenza a un dato numero di titoli assegnati deve garantire l'utilizzo di una corrispondente superficie ammissibile attraverso la conduzione di particelle a coltura eleggibile, come previsto dall'art. 34 del regolamento (CE) n. 73/2009; la domanda unica deve essere presentata all'Organismo pagatore, direttamente o per il tramite di un Centro di assistenza agricola, entro il 15 maggio di ogni anno. Il pagamento viene effettuato, come previsto dall'art. 29 del regolamento (CE) n. 73/2009, tra il 1° dicembre e il 30 giugno dell'anno civile successivo; ogni agricoltore beneficiario di pagamenti diretti AGEA, deve compilare a mezzo CAA, apposita domanda grafica, evidenziando con colori diversi tutte le specie colturali oggetto di aiuto accoppiato e non. Nel sistema integrato di gestione e controllo, AGEA utilizza la tecnica del telerilevamento al fine di effettuare i controlli a campione sulle domande di aiuto per verificare la presenza delle colture dichiarate con le relative superfici e gli usi del suolo (ad esempio se seminativi, vigneti, oliveti); da una cospicua parte di agricoltori viene lamentato come talune procedure di controllo, messe in atto da AGEA, risultino essere oltre che irrispettose del principio del contraddittorio (previsto dalle norme che regolano l'avvio e la conclusione dei procedimenti e che la stessa Corte Costituzionale, con sentenza 104/2007, ha elevato a rango costituzionale detto principio di diritto amministrativo, il contraddittorio, previsto anche dal trattato di Lisbona - Audi et alteram partem - del 2009) anche destituite da ogni fondamento tecnico-agronomico, che determina, per le aziende oggetto di controllo, penalità e blocco dei pagamenti, e quindi si appalesano illegittime e vessatorie, specie quando si adottano l'anno successivo e quindi non è possibile risalire alla coltura precedente; ciò che preoccupa molto è la verifica delle domande di pagamento inviate dagli agricoltori per il tramite dei Centri di assistenza agricola (CAA) e l'irrogazione delle relative sanzioni. Avviene, infatti, che, a seguito dell'attività di verifica svolta da AGEA, la stessa, nel caso in cui emergano incongruenze, convochi, per il tramite dei CAA, l'agricoltore per contestare le irregolarità e incongruenze. Nel corso di questo incontro viene redatto un verbale per l'esame congiunto dei risultati degli accertamenti e, sovente, in ordine ai controlli effettuati da studi professionali incaricati da AGEA, succede che: i tecnici incaricati ricevono mandato l'anno successivo rispetto all'anno di produzione; a seguito di tale tardivo incarico i produttori vengono privati del loro diritto di effettuare il sopralluogo in campo, con relativo contraddittorio, sulle particelle dichiarate e sulle quali sono state rilevate le ipotetiche incongruenze o violazioni di norme tra i dati dichiarati e quelli accertati; i tecnici incaricati del controllo, a seguito di tale tardiva convocazione, barrano di loro iniziativa nel verbale la casella in cui il produttore rinunzia di volere procedere al sopralluogo in contraddittorio in campo; a seguito della citata rinunzia, sempre i tecnici incaricati del controllo inducono il produttore ad accettare gli esiti notificati nel verbale sulla base dei rilievi aerofotogrammetrici e delle misurazioni effettuate sulle colture; ai fini della liquidazione dell'aiuto si tiene conto unicamente delle risultanze tecniche derivanti dagli accertamenti eseguiti dai tecnici incaricati da AGEA - OP;