[pronunce]

Inoltre, il paventato rischio di conseguenze negative sull'efficacia ed il buon funzionamento della rete di rilevamento nazionale della qualità dell'aria, prevista dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, di attuazione della direttiva 21 maggio 2008, n. 2008/50/CE (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa), non sussisterebbe, potendo la Regione elevare gli standard di tutela statale, né intendendo la disposizione denunciata derogare alla disciplina nazionale, giacché non si occupa di specifiche tecniche dei sistemi di rilevazione, né detta parametri tecnici delle immissioni ammissibili in atmosfera, né disciplina il procedimento che porta ad attrarre alcune stazioni di rilevamento della qualità dell'aria nell'ambito della rete nazionale. Quanto ai commi da 135 a 138, la censura di violazione dell'art. 81, quarto comma, Cost., per aver rimesso a generico provvedimento successivo la copertura finanziaria, sarebbe infondata, posto che con detta espressione la norma ha inteso riferirsi ad apposita deliberazione della Giunta regionale. In riferimento poi al profilo di doglianza relativo al contrasto della disciplina impugnata con i principi comunitari in materia di affidamento in house, esso sarebbe inammissibile per mancata corrispondenza con i rilievi espressi nella delibera governativa di impugnazione, la quale riconduce detta violazione al comma 137, concernente la possibilità di partecipazione di soggetti privati al capitale della società regionale finanziaria. Del pari, per mancata individuazione nella delibera di impugnativa delle ragioni di contrasto con la normativa statale, sarebbe inammissibile la dedotta violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di «tutela della concorrenza». Quanto ai commi da 142 a 154, essi recano emendamenti agli artt. 3, 5 e 6 della legge regionale 28 novembre 2007, n. 12 (Incentivi alle imprese per l'attività del piano di azione per lo sviluppo economico regionale), senza incidere sulle fonti del finanziamento, trovando, quindi, gli strumenti agevolativi previsti della citata legge di copertura nell'art. 10 della medesima, non investito da emendamenti. Peraltro, le risorse contemplate dall'art. 10 della legge regionale n. 12 del 2007 sono correlate ad entrate a destinazione vincolata già accertate negli anni precedenti ma non completamente utilizzate al 31 dicembre 2010 e, pertanto, costituendo economie di spesa vincolata ai sensi dell'art. 41, comma 2, lettera a), della legge regionale n. 7 del 2002, possono, in base al comma 3 dello stesso art. 41, essere reiscritte in bilancio con deliberazione della Giunta regionale, ai sensi dell'art. 29, comma 4, lettera d), della stessa legge regionale n. 7 del 2002. Sicché, soltanto con la reiscrizione nel bilancio 2011 potrà darsi corso all'attuazione degli interventi previsti dalla legge regionale n. 12 del 2007. Quanto al comma 27, esso sarebbe rispondente alla previsione dell'art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2005), posto che l'inefficacia, sancita dalla norma regionale, è conseguenza della nullità stabilita dalla norma statale, così da rendere insussistente la dedotta violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. Quanto ai commi 193 e 215, la resistente osserva che il divieto di effettuare spese non obbligatorie per le Regioni in disavanzo di gestione nel settore sanitario riguarda gli atti di gestione e non già gli atti di programmazione e cioè l'iscrizione in bilancio delle stesse. Per cui, in forza del principio di annualità del bilancio e «del termine non definito del divieto medesimo, che non necessariamente si protrarrà fino al 31 dicembre 2011», risulterebbe ammissibile l'iscrizione a bilancio anche di dette spese, «fatta salva l'attivazione delle spese solo a certificazione avvenuta degli avanzi e nel rispetto della normativa sanzionatoria eventualmente in vigore». Quanto al comma 207, esso non inciderebbe sull'utilizzo di economie di spesa riguardanti risorse di provenienza statale, essendo queste già soggette al comma 2 dell'art. 41 della legge regionale n. 7 del 2002. Peraltro, la disposizione impugnata prevede che la Giunta regionale è autorizzata a utilizzare le economie risultanti dalla U.P.B. 4.16.41, prescindendo dalla reale quantificazione delle stesse economie; sicché, la copertura sarà possibile «solo nel momento in cui tali economie saranno realizzate e la mancata certificazione o la carenza effettiva di disponibilità per l'anno corrente non esclude che, qualora l'unita previsionale risulti capiente (o dopo la presentazione del bilancio in conto consuntivo 2010 o nei prossimi anni) la disposizione potrà far valere i suoi effetti». Nella situazione attuale, conclude la Regione, la norma denunciata si limiterebbe soltanto a finalizzare una quota parte dell'avanzo di amministrazione. Quanto al comma 263, la resistente sostiene che, nell'emendamento al bilancio di previsione 2011 si trovano iscritte apposite risorse nello stato previsione di spesa di cui alla U.P.B. 1.55.95, individuandosi nello stesso emendamento i mezzi necessari di copertura mediante riduzione di quota parte degli stanziamenti di previsione di altre U.P.B. di spesa. Inoltre, nel bilancio gestionale, approvato con delibera della Giunta regionale n. 157 del 18 aprile 2011, la spesa anzidetta è stata iscritta al capitolo 2364 (U.P.B. 1.55.95). 1.1.2.- Con altra memoria, depositata in prossimità dell'udienza del 27 marzo 2013, la stessa Regione ha dato conto di ulteriori modifiche apportate - sempre in dichiarata coerenza alle prescrizioni del Piano di rientro dal disavanzo sanitario - ai commi da 224 a 229, 244 e 245 dell'impugnato art. 1 della legge della Regione Campania n. 4 del 2011, rispettivamente, dall'art. 1 della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 41 (Modifiche ed abrogazioni di norme alla legge regionale 15 marzo 2011, n. 4 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria 2011" e modifica alla legge regionale 24 novembre 2011, n. 12 "Disciplina ed armonizzazione delle attività funerarie"), e dall'art. 52, comma 3, della legge regionale 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del Bilancio Annuale 2012 e Pluriennale 2012-2014 della Regione Campania "legge finanziaria 2012"). 2.- La sopra citata legge regionale n. 3 del 2012 - con riferimento ai commi 1, lettera c), e 2, del suo art. 1, modificativi, come detto, di disposizioni della precedente legge regionale n. 4 del 2011 - è stata, a sua volta, impugnata (reg.