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il Tribunale per i minorenni ha avallato la sconcertante condotta del servizio sociale basandosi esclusivamente su generiche e non documentate relazioni; Sofia, in oltre un anno, non è mai stata ascoltata dall'autorità giudiziaria, pertanto, quando e se lo sarà, le sue parole potrebbero essere assai poco attendibili, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, secondo le rispettive competenze, non ritengano che siano stati violati: gli artt. 1 e 4 della legge 28 marzo 2001, n. 149; gli artt. 3, 29 e art. 30 della Costituzione, tutti volti a preservare, ove possibile, l'unità familiare; gli artt. 9 e 12 della Convenzione di New York, che stabiliscono rispettivamente il diritto del minore a non essere allontanato dalla propria famiglia, se non in casi estremi di maltrattamenti e incuria, e il diritto all'ascolto del minore per ogni questione che lo vede coinvolto; l'art. 8 della CEDU che impone agli Stati di armarsi di un vero e proprio "arsenale", come lo definisce la Corte EDU, al fine di garantire l'unità familiare e la non ingerenza se non in modo proporzionato alla necessità; l'art. 315- bis del codice civile, che stabilisce l'obbligo di ascolto del minore a pena di nullità del provvedimento giudiziario che lo coinvolge; infine, le linee guida dell'ordine nazionale degli assistenti sociali del 2016, che riconosce l'allontanamento operato ex art. 403 del codice civile come extrema ratio , da usare solo dopo aver posto in essere tutti i necessari interventi sociali onde prevenire ed evitare un provvedimento così grave, e che contestualmente all'allontanamento deve essere predisposto un progetto per il recupero della genitorialità; se non ritengano che tali modalità di intervento possano provocare traumi indelebili alla minore ed al proprio nucleo familiare per quella che è stata da più esperti definita "alienazione familiare", considerando che Sofia è da oltre un anno in un contesto residenziale, privata di ogni contatto con i propri familiari ed amici e delle proprie abitudini; oltre ad essere contrarie all'obbligo per lo Stato di promuovere il benessere dei cittadini; se intendano promuovere iniziative legislative aventi il fine di evitare inappropriati e ingiustificati interventi istituzionali nelle famiglie, prevedendo sanzioni per coloro che assumono condotte contrarie alla tutela del minore, come stabilita dalle leggi nazionali e sovranazionali; se, in particolare, il Ministro della giustizia intenda promuovere le azioni di competenza nei confronti dei responsabili. Atto n. 4-01890 BINETTI Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: negli ultimi mesi, il panorama urbano di Roma ha subito una radicale mutazione: ad ogni angolo, lungo i marciapiedi, sulle carreggiate, nelle piazze storiche sono diventati sempre più vistosi i cumuli di rifiuti, ormai stanziali, che arrivano a creare due o tre anelli intorno a fatiscenti cassonetti, anch'essi pieni di mefitica spazzatura; tutti i municipi sono indistintamente segnati dallo stesso marchio infamante e sono diventati una lunga e decadente sequenza di sporcizia e degrado senza soluzione di continuità, dove la spazzatura non raccolta per settimane si trasforma in estemporanee piccole discariche a cielo aperto (in cui rovistano gli zingari, pasteggiano gabbiani, ratti e piccioni, pullulano mosche, scarafaggi e altri insetti) che fanno di Roma un luogo molto più simile ai sobborghi delle megalopoli africane (si pensi, ad esempio, a Korogocho, miserabile bidonville di Nairobi, la capitale del Kenya) che alle capitali europee; al netto degli esposti presentati da cittadini, comitati di cittadini ed associazioni dei consumatori alle Asl competenti e alla Procura della Repubblica e senza voler entrare nel merito di ripetitive, sterili polemiche politiche frontali e trasversali tra la Giunta capitolina, la Giunta della Regione Lazio e Ama SpA, questa iconografia dell'inferno romano, oltre a rappresentare un oltraggio all'intero Paese ed un danno esiziale per il turismo della capitale, al momento costituisce soprattutto un'emergenza ambientale e sanitaria (rischio di salmonella, toxoplasmosi, febbre tifoidea, leptospirosi, tetano, peste, colera), specie in considerazione del clima tropicale che raggiunge spesso i 38 gradi centigradi; il rischio sanitario emerge ogni volta che si creano situazioni critiche che possono incidere sulla salute umana. L'organizzazione degli interventi volti alla prevenzione di tali rischi è uno degli aspetti più complessi nella gestione di un'emergenza sanitaria poiché, come nel caso in questione, non può prescindere dalla prioritaria rimozione delle cause che l'hanno provocata; il rischio sanitario è difficilmente prevedibile, perché dipende da altre variabili (fattori stagionali, intensità, estensione territoriale, durata e così via), ma grazie alla pianificazione degli interventi sanitari e psicosociali in emergenza è possibile prevenire o limitare i danni alle persone. A questo proposito, le attività di informazione e formazione verso la popolazione contribuiscono alla prevenzione, perché rinforzano i comportamenti efficaci per contrastare e gestire al meglio l'emergenza e limitare gli effetti dannosi degli eventi, si chiede di sapere: quali tempestive misure i Ministri in indirizzo intendano avviare, per quanto di competenza e nel rispetto dei compiti degli enti locali, al fine di scongiurare i rischi o ipotesi di rischio, come ad esempio le epidemie, nel territorio di Roma; se, a tal fine, non ritengano opportuno ed urgente, con il coinvolgimento della Protezione civile e dell'Esercito, predisporre un piano strategico della durata di 60 giorni (luglio-agosto 2019) volto a rimuovere le piccole discariche a cielo aperto presenti sull'intero territorio della capitale, svuotare bidoni, cassonetti e contenitori vari dell'immondizia ed infine procedere alle operazioni di disinfestazione ambientale e di eventuale derattizzazione. Atto n. 4-01891 MISIANI D'ALFONSO ASTORRE BITI BOLDRINI CIRINNA' CUCCA D'ARIENZO FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE IORI LAUS MAGORNO MALPEZZI MANCA MARINO MESSINA Assuntela PITTELLA ROJC SBROLLINI STEFANO SUDANO TARICCO ROSSOMANDO VALENTE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che con l'entrata in vigore dell'obbligo di presentazione della dichiarazione di successione esclusivamente in via telematica è stato introdotto l'uso di un programma di compilazione ( software ) che, se da un lato sembra agevolare l'utente, dall'altro crea inspiegabili rigidità, non permettendo la presentazione di dichiarazioni parziali, ovvero relative solo a determinati beni caduti in successione o assegnati a determinati soggetti per testamento, né la possibilità di integrare o correggere una dichiarazione già presentata, se non tramite la presentazione di un'intera nuova pratica (contrariamente a quanto previsto dall'articolo 28, comma 6, del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni); considerato che: