[resaula]

a conferma di quanto detto, nel curriculum pubblicato sul sito web della Regione Basilicata si legge che il Busciolano, in forza alla Guardia di finanza dal 1984 al 2005, dal 2011 al 2015 ha svolto attività di intelligence (nazionale e internazionale) presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; lo stesso portale non pubblica alcuna dichiarazione patrimoniale, mentre quella di insussistenza delle cause di inconferibilità/incompatibilità/conflitto con gli incarichi ricevuti si rinviene solo dopo un'ardua ricerca; quest'ultimo documento, che l'atto di nomina a commissario ARPAB attesta essere stato consegnato dal Busciolano il 4 febbraio 2020, cioè il giorno precedente la presa di servizio, non è pubblicato sul portale dell'agenzia, nella sezione Amministrazione Trasparente (aggiornata al 3 aprile 2020), così come non lo è il curriculum , mentre per gli altri titolari di incarichi dirigenziali amministrativi di vertice la stessa pagina contiene entrambi gli atti, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo reputino compatibili, in seno alla stessa Regione, gli incarichi di direttore generale del Dipartimento Ambiente ed Energia e di commissario dell'Agenzia regionale per l'Ambiente, sia pure pro tempore ; se non considerino sorprendente o piuttosto paradossale, data la loro mission , e dunque censurabile, la "ritrosia" fin qui dimostrata dai responsabili della Trasparenza dell'ARPAB rispetto alla pubblicazione dei documenti riguardanti l'avvocato Busciolano; se non ritengano che dalle esperienze lavorative del Busciolano tra AISE ed ENEL derivino conflitti di interessi od incompatibilità con gli attuali incarichi, date le responsabilità conferitegli in materia di ambiente ed energia in una regione che, tra coltivazione di idrocarburi e accantonamento di scorie nucleari, espone la salute dei cittadini a gravi rischi. Atto n. 4-03292 BORGONZONI Al Ministro della salute Premesso che: l'Istituto S. Anna e S. Caterina è un ente morale, sito a Bologna, specializzato nell'assistenza di persone anziane, con una disponibilità di oltre 350 posti letto rivolti ad anziani non autosufficienti; come si evince da alcuni servizi trasmessi da emittenti televisive nazionali, presso la struttura si risconterebbero forti criticità in relazione alla gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19; secondo i dati ricostruiti dalla testata, nella struttura vi sarebbero circa 200 anziani e non meno di 18 decessi confermati per via del COVID-19; secondo fonti interne alla struttura medesima, tuttavia, i morti per COVID-19 sarebbero non meno di 40; gli operatori sanitari in servizio presso la struttura avrebbero più volte denunciato i rischi di una gestione non adeguata all'emergenza in corso; già da fine febbraio 2020 gli operatori denunciavano la presenza sospetta di ospiti con febbre alta, tanto che in data 11 marzo sei anziani sono stati mandati d'urgenza presso il pronto soccorso; a quel punto, i responsabili della struttura avrebbero deciso di separare gli anziani con sintomi respiratori dagli altri che non presentavano alcun sintomo, senza tuttavia procedere preventivamente con azioni di disinfezione e sanificazione degli ambienti; conseguenza di ciò è stata la diffusione del contagio ai danni di altri anziani presenti; il virus si sarebbe progressivamente diffuso presso il personale sanitario, in quanto ben 80 persone su 150 sarebbero risultate positive ai successivi controlli; i dirigenti della struttura, oltre a non disporre tempestivamente i controlli sui soggetti ospiti, per mezzo del tampone, avrebbero anche invitato il personale sanitario a non utilizzare le mascherine, reperite autonomamente dai diretti interessati, per non spaventare gli anziani residenti; i controlli attraverso i tamponi sarebbero stati svolti solo a fine marzo, dopo alcune denunce, quando ormai il virus circolava nella struttura da un mese; alcuni degli anziani deceduti sarebbero infine stati registrati come morti per cause naturali, nonostante il tampone avesse certificato la positività al COVID-19, si chiede di sapere: se i fatti richiamati in premessa corrispondano al vero; se il Ministro in indirizzo abbia provveduto a dare tempestive istruzioni alle residenze sanitarie assistenziali su come gestire l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e fornito adeguati strumenti; in caso affermativo, in che data abbia dato tali istruzioni, dal momento che la Direzione della struttura ha pubblicamente dichiarato di aver ottemperato alle indicazioni ministeriali e dell'AUSL; quale sia il numero totale di persone ospitate presso le medesime strutture, i dati totali dei decessi e quanti dovuti a COVID-19 nel periodo compreso tra gennaio e fine aprile 2020, nonché nell'anno precedente; quali iniziative di propria competenza il Ministro abbia assunto al fine di fare luce sugli eventi descritti in premessa e favorire l'accertamento di eventuali responsabilità da parte dell'autorità giudiziaria. Atto n. 4-03293 BORGONZONI Al Ministro della salute Premesso che: nel territorio comunale di Sasso Marconi, Comune di circa 15.000 abitanti sito nella città metropolitana di Bologna, sono presenti tre diverse strutture per la degenza di persone anziane: Villa Teresa, dotata di 60 posti in convenzione con l'azienda USL di Bologna; Villa Emma, dotata di 54 posti letto; Nuova Villa Fiore, dotata di 89 posti letto; la stampa locale, negli ultimissimi giorni, ha riportato la notizia di diversi decessi registrati in una delle strutture richiamate, alcuni dei quali sono certamente da ricondurre al COVID-19; nelle scorse settimane, durante un Consiglio comunale tenuto in data 8 aprile 2020, il sindaco della cittadina, responsabile del settore socio-sanitario, in quanto titolare di specifiche deleghe assegnate dall'Unione dei comuni, ha negato che vi fosse un focolaio COVID-19 nel territorio comunale ed ha assicurato che la situazione delle strutture per anziani fosse sotto controllo; eppure a Sasso Marconi già alcuni giorni fa si contavano ben 8 vittime su 23 positive al Coronavirus, tra quelle ospitate presso le strutture per anziani; a seguito di una denuncia presentata dai familiari di una donna di 87 anni deceduta presso la struttura di Villa Teresa, la Procura di Bologna ha avviato un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti e disposto accertamenti, sia sul corpo dell'anziana, sia sulla gestione dell'emergenza presso la struttura; i Carabinieri dei NAS hanno effettuato dei sopralluoghi a Sasso Marconi e sequestrato la cartella sanitaria e il cadavere, ora a disposizione dell'autorità giudiziaria; l'Istituto superiore di Sanità ha avviato un report statistico dedicato al contagio da COVID-19 nelle strutture residenziali e secondo i dati raccolti il 6 per cento delle persone ospitate è deceduto; c'è quindi il forte sospetto che le case di cura per anziani rappresentino dei veri e propri focolai di contagio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia provveduto a dare tempestive istruzioni alle residenze sanitarie assistenziali su come gestire l'emergenza epidemiologica da COVID-19; quali indicazioni siano comunque arrivate dal Ministero e in quale data;