[resaula]

Va comunque sottolineato che, nella stesura di questo testo, il Governo ha assunto un atteggiamento che potremmo definire di cauta osservanza degli obblighi imposti dall'Unione. Anche la trattazione in Commissione del provvedimento si è svolta all'insegna del confronto democratico. A tal proposito, è positivo che si sia voluto dare parere favorevole a un ordine del giorno presentato da Forza Italia relativamente alla procedura di infrazione n. 2175 del 2018 in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali. I cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, dei Paesi dello spazio economico europeo e della Svizzera, possono esercitare una «professione regolamentata» in Italia, dopo aver ottenuto il riconoscimento del proprio titolo o della propria qualifica professionale dalle autorità competenti. Il riconoscimento delle qualifiche professionali in Italia è regolamentato dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206, che ha recepito la direttiva comunitaria 2005/36. Attraverso il nostro ordine del giorno abbiamo impegnato il Governo a valutare l'opportunità di rendere più stringenti i percorsi di riconoscimento dei titoli di formazione di categorie quali i medici, gli infermieri, gli odontoiatri e i farmacisti. L'Italia, infatti, ha il dovere di favorire la libera circolazione dei lavoratori, ma allo stesso tempo ha l'obbligo di affrontare e gestire due gravi realtà che interessano il settore sanitario. Da una parte, infatti, vi è una cronica carenza di personale sanitario, alla quale si deve far fronte favorendo l'ingresso nel mondo del lavoro di nuovi professionisti della sanità; dall'altra è indispensabile arrestare la crescente fuga di medici che decidono di lasciare l'Italia, dopo aver svolto un lungo periodo di formazione, e di andare all'estero, mettendo a disposizione il proprio sapere - che in questo, come in altri settori, è da sempre all'avanguardia - per il solo fatto che trovano un impiego in tempi più rapidi e con retribuzioni di gran lunga più soddisfacenti di quelle offerte nel nostro Paese. Ebbene, anche approfittando di queste lacune, assistiamo troppo spesso a un proliferare di medici o pseudo tali, che in tutta Italia aprono studi senza avere le dovute qualifiche. Nessuna preclusione, ma chiediamo più controlli e verifiche sui titoli ottenuti, soprattutto quando ci troviamo di fronte a professionisti ai quali affidiamo la nostra salute. Allo stesso modo è apprezzabile che il Governo abbia voluto accogliere il nostro ordine del giorno, seppure riformulato, impegnandosi ad attivare con immediatezza la richiesta del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per le zone colpite dalle straordinarie alluvioni che hanno interessato nell'ultimo anno la nostra penisola. Non si può dire però lo stesso laddove abbiamo proposto al Governo di fare uno sforzo aggiuntivo, impegnandosi a dare risposta alla procedura di infrazione tuttora pendente n. 2143 del 2014, ex articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, opportunamente promossa dall'allora commissario all'industria e vice presidente della Commissione europea, Tajani, relativa ai ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione italiana. In seguito all'avvio di questa procedura, il Governo italiano nel 2014 fu costretto ad inserire una serie di disposizioni nel decreto-legge n. 66, dedicando l'intero Titolo III al pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. La problematica dei ritardati pagamenti, tuttavia, è di gran lunga lontana dall'essere risolta. I tempi medi di pagamento dei debiti da parte delle pubbliche amministrazioni italiane sono migliorati, ma restano comunque lontani dal rispetto dei vincoli di trenta-sessanta giorni imposti dalla legge. Secondo uno studio recente basato su dati ISTAT, Banca d'Italia e Ministero dell'economia e delle finanze, si riscontrano situazioni gravissime in alcuni Comuni e Province, con picchi di ritardi che arrivano a 540 giorni. Per far fronte a questa situazione incresciosa che danneggia le nostre imprese e la nostra economia, avevamo chiesto di utilizzare, in via prioritaria rispetto all'introduzione di una misura assistenziale quale è il reddito di cittadinanza - che ora sta cambiando natura - una parte del maggior deficit previsto dalla legge di bilancio per pagare i debiti pregressi già certificati delle pubbliche amministrazioni nei confronti di imprese e liberi professionisti. Spiace sottolineare che il rappresentante del Governo abbia giustificato la bocciatura della nostra proposta adducendo come motivazione il deficit in più che si creerebbe pagando questi debiti. Un deficit , quindi, che sarebbe giustificato per misure assistenzialistiche e non per iniettare liquidità pagando le imprese italiane, garantendo loro continuità lavorativa e occupazionale. Del lavoro svolto in Commissione 14 a ha già illustrato ampiamente e in modo dettagliato il presidente Licheri che ringrazio per il lavoro svolto, insieme a tutti i membri della Commissione. In conclusione, Forza Italia ritiene questo provvedimento unitamente alla legge di delegazione europea strumenti normativi di estrema importanza, con particolare riguardo alla esigenza di sanare le procedure di infrazione aperte ma soprattutto di chiudere con celerità i casi di pre-contenzioso. Auspichiamo tuttavia che nel prosieguo dei lavori si possa adottare un atteggiamento più attivo finalizzato a prevenire infrazioni, in particolare laddove la nostra normativa penalizza i nostri cittadini e le nostre imprese rispetto alle disposizioni europee. Auspichiamo insomma un maggiore equilibrio tra le diverse fasi che caratterizzano i rapporti Italia-Unione europea e maggiore autorevolezza nel difendere i nostri interessi in Europa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Salvatore Quasimodo» di Crispano, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione congiunta del disegno di legge n. Doc 822 Doc Doc. LXXXVI, n. 1 Doc Doc. LXXXVII, n. 1 PRESIDENTE . Chiedo al relatore sui documenti LXXXVI, n. 1 e LXXXVII, n. 1, senatore Bossi Simone, se intende integrare la relazione scritta. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) , relatore sui documenti LXXXVI, n. 1 e LXXXVII, n. 1. Signor Presidente, anch'io come il Presidente vorrei ringraziare tutti i membri della Commissione per l'ottimo lavoro svolto, per l'impegno profuso e per l'esperienza apportata. La relazione consuntiva per il 2017 e la relazione programmatica per il 2018 sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea sono state presentate al Parlamento rispettivamente il 19 marzo e il 22 gennaio 2018, in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012, e sono state deferite in data 2 ottobre 2018 per l'esame in Commissione.