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Noi su questo dobbiamo essere molto fermi e tutelare i consumatori, tutelare ed essere a fianco e sostenere gli operatori agricoli, il territorio e la qualità della denominazione Prosecco. Una storia, una tradizione, una cultura, la cui notorietà, ormai consolidata in tutto il mondo, non può essere sfruttata a vantaggio di altri. Dobbiamo quindi agire rapidamente, signor Ministro, - come ha appena detto - perché abbiamo a disposizione pochi giorni, proprio dalla data di pubblicazione, per presentare un'obiezione motivata, che la Commissione europea analizzerà prima di adottare una decisione finale. Fortunatamente - ne sono dimostrazione oggi gli interventi che mi hanno preceduta - si tratta di un tema trasversale: Governo, associazioni di categoria e noi rappresentanti delle istituzioni a tutti i livelli siamo tutti chiamati a fare fronte comune per predisporre un'azione rapida, efficace e adeguata. Diventa quindi ancora più fondamentale che ci si muova in maniera compatta. Va condiviso un comune percorso di intenti che ci permetta di presentare obiezioni forti alla Commissione europea, così da scongiurare non solo un attacco al nostro Prosecco, ma a tutto il principio di tutela delle eccellenze, di cui le denominazioni sono espressione massima a livello europeo. Auspico quindi che le istituzioni europee, come già dimostrato in passato, sappiano abbinare la tutela del consumatore, di un territorio e di una denominazione storica, come quella rappresentata dal Prosecco. D'altra parte, qualsiasi differente scenario finirebbe per svuotare di ogni significato la nozione stessa di DOP e, in definitiva, sconfessare i valori fondamentali che gli Stati membri e la stessa Unione europea sono chiamati a perseguire. Ciò finirebbe per creare un precedente che parzialmente minaccerebbe tutte le denominazioni europee e le eccellenze tutelate. Ringrazio quindi il Ministro e il Sottosegretario per essere qui oggi. Saremo ovviamente al vostro fianco, dei territori interessati e degli operatori del settore, perché il nostro Paese dovrà opporsi con ogni mezzo a questo riconoscimento che rischia di arrecare un notevole danno economico a uno dei prodotti di punta del made in Italy agroalimentare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro ed esordisco subito con una brutta notizia. È di questa mattina la presentazione da parte della Croazia della domanda di registrazione del Prošek e quindi da oggi decorrono quei sessanta giorni che tutti in Aula abbiamo appena finito di citare. Signor Ministro, sa di essere sempre stato abbastanza ben visto da questa parte politica - mi sembra evidente - perché la maggior parte delle volte in cui è venuto in quest'Aula ha chiesto di difendere i prodotti nazionali, qualche volta trascinato da noi, come sulla questione nutri-score, prima alla Camera e poi al Senato, e anche oggi, con questa informativa sul Prosecco, che condivido debba essere un tema di assoluta trasversalità e di patriottismo. Questo non solo perché sono bellunese, quindi affine a quel territorio veneto e friulano in cui il Prosecco nasce e si sviluppa, ma perché siamo consci che infrangere questa regola, che in qualche maniera prevede di sorpassare e scavalcare il diritto stesso, portandocene fuori, apre poi a una serie di contenziosi tali per cui si finisce con non avere nulla di protetto. Non ci sarà più una dominazione protetta, infatti, se passa il messaggio che qualcuno in Croazia, a pochi metri dalle nostre sponde adriatiche, può registrare un nome che induce in assoluta confusione il consumatore. Ha citato benissimo i dati dell' export italiano, che hanno raggiunto i 50 miliardi e che ambiziosamente ci poniamo di far arrivare oltre gli 80 miliardi. Per la verità, è tutto grandissimo merito dei nostri produttori, delle nostre aziende e dei nostri agricoltori. Sinceramente, non è che questa Nazione - non per colpa sua, ma anche di chi l'ha preceduta - oggi abbia un piano per l'agricoltura nazionale che possa dirsi fattore di sviluppo e di aumento dell' export. Lavoriamo su questo, noi siamo a disposizione. Come abbiamo sempre detto, quando c'è da costruire, ci troverete sempre al vostro fianco. Rigettiamo anche le critiche nei confronti dei Ministri che non sono competenti per materia, glielo avevo già detto e glielo ribadisco. Uno dei migliori Ministri, Giovanni Marcora, era diplomato come geometra e penso che nessuno che s'intenda un po' di agricoltura in quest'Aula possa dire che non sia stato un grande Ministro, prima dell'agricoltura e poi dell'industria, due comparti vicini, ma probabilmente diametralmente opposti. Chi non ricorda la legge Marcora sulle cooperative, alle quali ha dato la possibilità di sostituire l'imprenditore in caso di problemi finanziari? Per questo siamo al suo fianco, scevri da ogni posizionamento ideologico, per tutelare un bene frutto della tradizione italiana, veneta e friulana, che oggi è messo seriamente a repentaglio da questo tentativo croato. Ha ricordato correttamente come ci abbiano già provato e ha giustamente citato anche certe sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, quella del 9 settembre 2021, che di fatto sancisce il divieto di evocazione di un nome, ma anche quella precedente, del 2019, che fa divieto di qualsiasi evocazione di nomi. Il diritto, quindi, è assolutamente dalla nostra parte. Semmai, ci viene da chiedere come mai l'Europa con i croati nei nostri confronti abbia un atteggiamento possibilista, mentre ne ha uno di ferma chiusura nei confronti, ad esempio, della Spagna, quando con i tapas bar Champanillo intende evocare lo Champagne . Non vorrei che questo atteggiamento derivasse dal fatto che l'Europa ci vede deboli oggi, nonostante sia in carica un Governo di larghissima maggioranza, con un ricorso alla fiducia che sinceramente è imbarazzante (per inciso, quattro fiducie in quarantott'ore sono qualcosa che non si è mai visto all'interno di questo Parlamento). Non vorremmo quindi che dall'esterno il vostro fosse percepito come un Governo forte con i deboli e debole con i forti, perché questo è quello che sta accadendo. Non si spiegherebbe altrimenti perché oggi l'Unione europea non si ponga immediatamente di traverso rispetto a questo tema e non dia ai croati un termine di sessanta giorni per addurre le loro ragioni. Non vorremmo, signor Ministro - ma non è tutta colpa sua, né del Sottosegretario - che la nostra Nazione, come in occasione del noto rave party , fosse percepita come quella dove tutto è concesso e dove conviene andare, perché tanto la debolezza del Governo fa sì che non si intervenga dove 8.000 "fattoni" si drogano tra l'altro all'interno di un terreno agricolo, quindi avremmo dovuto arrabbiarci tutti nei confronti di quell'orgia di illegalità che è avvenuta in Provincia di Viterbo. Non vorrei che, per lo stesso principio per cui in Italia è concesso tutto, fossimo percepiti come deboli e quindi, come si suol dire, ci si potesse infilare come nel burro anche in questioni che attengono alla nostra economia. Ha citato anche il dato relativo all' italian sounding :