[ddlpres]

Modifiche alla legge 27 luglio 2000, n. 212, in materia di tutela dei diritti del contribuente. Onorevoli Senatori. – La legge 27 luglio 2000, n. 212, in materia di statuto dei diritti del contribuente, nonostante abbia un'importanza rilevante nel nostro ordinamento, non ha pienamente risposto alle sentite esigenze dei cittadini rispetto ai professati princìpi di civiltà fiscale da essa espressi. La sua applicazione avrebbe dovuto garantire, nel corso degli anni, una disciplina tributaria basata su princìpi, stabile nel tempo, affidabile e trasparente e consentire un equilibrato rapporto tra cittadino e fisco fondato sulla leale collaborazione e sul legittimo affidamento. Tuttavia, non essendo di rango costituzionale, tale disciplina (a cui si è aggiunto l'uso disinvolto e continuo di derogare a essa tramite un profluvio di leggi ordinarie e di decreti-legge) è stata svuotata dei suoi contenuti e sono stati lesi i suoi princìpi. Da troppi anni, ormai, nel sistema tributario nazionale si assiste a vere e proprie «patologie» che accrescono le distanze e la diffidenza reciproca tra i contribuenti e l'amministrazione fiscale. L'evolversi frenetico della normativa in materia ha prodotto non solo confusione, ma soprattutto incertezza nell'applicazione corretta delle norme, suscitando un profondo malcontento nei rapporti con la pubblica amministrazione. Una legislazione confusa, difficile da interpretare e ancor più da applicare, costituisce l'esatto contrario di un sistema normativo imperniato sulla certezza del diritto. A ciò occorre aggiungere l'aumento indiscriminato degli adempimenti fiscali, con aspetti sanzionatori non di poco rilievo e la continua richiesta di documenti già in possesso di enti o con organi dello Stato (in palese controtendenza all'annunciata semplificazione da parte del Governo Renzi, che in realtà sembra essere rimasta più un annuncio propagandistico), che alimentano nel Paese i livelli di sfiducia tra i cittadini, le imprese e l'amministrazione dello Stato, tradendo il principio dell'efficacia temporale delle norme, che dovrebbero trovare applicazione solo dall'esercizio finanziario successivo a quello della loro entrata in vigore. Di non secondaria valutazione critica infatti è il ricorso da parte del legislatore a norme tributarie aventi effetti retroattivi, che incidono irragionevolmente su situazioni regolate da leggi precedenti. Queste procedure, indubbiamente irragionevoli e penalizzanti, suscitano non poco sconcerto e alterano i piani programmatici su cui si basano le scelte economiche dei singoli contribuenti. Nell'ambito di tale situazione, indubbiamente non confortante in termini di trasparenza, di certezza del diritto e di correttezza nei rapporti tra il contribuente e l'amministrazione finanziaria dello Stato, l'Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, su sollecitazioni provenienti dagli operatori del settore tributario, ha elaborato una nuova «Carta dei diritti del contribuente» affinché, in un'auspicata equità tributaria, sia assicurato un maggiore rispetto dei basilari princìpi di civiltà giuridico-fiscale nei rapporti fra Stato e contribuenti. La Carta reca modifiche alla legge n. 212 del 2000, riprese dal presente disegno di legge al fine, in particolare, di impedire il continuo ricorso da parte del legislatore a norme tributarie retroattive, per mere ragioni di cassa, con evidenti ripercussioni in termini di affievolimento della certezza del diritto. Il presente disegno di legge è volto ad assicurare un sistema più equo di garanzie giuridiche, attraverso modifiche alla legge n. 212 del 2000, dopo quindici anni dalla sua entrata in vigore, in modo che i princìpi in essa contenuti siano applicati. Princìpi che fino ad oggi sono rimasti troppe volte solo sulla carta data la facilità di deroga che la stessa legge ha consentito e che rappresentano una rivoluzione mancata a cui si vuole porre rimedio.. 1 1 All'articolo 1 della legge 27 luglio 2000, n. 212, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Le disposizioni della presente legge rispondono a criteri di civiltà giuridica e, in quanto attuative degli articoli 3, 23, 53 e 97 della Costituzione, costituiscono princìpi generali dell'ordinamento tributario e sono poste a presidio delle disposizioni legislative e regolamentari nonché delle prassi amministrative emanate o adottate in materia fiscale»; b il comma 2 è abrogato; c dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: « 4 - bis. In casi eccezionali, per motivi imperativi di interesse pubblico a salvaguardia dell'equilibrio tra le entrate e le spese di bilancio dello Stato, le disposizioni della presente legge, ad esclusione di quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 3, possono essere derogate, fermo restando che le norme tributarie o gli adempimenti a carico dei contribuenti hanno efficacia e si applicano solo a partire dal centottantesimo giorno successivo alla loro entrata in vigore». 2 L'articolo 3 della legge n. 212 del 2000 è sostituito dal seguente: «Art. 3. – (Efficacia temporale delle norme tributarie). – 1. Le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Le nuove disposizioni, o le modifiche e le integrazioni di quelle già vigenti, da emanare con provvedimento legislativo, che determinano oneri a carico dei contribuenti si applicano solo a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono. 2. Le norme interpretative in materia tributaria, da emanare con provvedimento legislativo, non possono comunque prevedere l'imposizione di maggiori tributi od oneri, comunque denominati, a carico dei contribuenti per gli esercizi finanziari precedenti. 3. Le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al novantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell'adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti. 4. I termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati, fatto salvo quanto stabilito dal comma 5 dell'articolo 6- bis ». 3 Dopo l'articolo 4 della legge n. 212 del 2000 è inserito il seguente: «Art. 4- bis. – (Norme antiabuso). – 1. Sono inopponibili all'amministrazione finanziaria gli atti e i negozi, anche collegati tra loro, di puro artificio compiuti con il fine essenziale di eludere l'imposizione. 2. Non si considerano artificiose le operazioni autentiche per le quali il contribuente può scegliere tra due o più soluzioni, legittimamente previste dall'ordinamento tributario, che hanno lo stesso risultato ma producono basi imponibili diverse». 4 Dopo l'articolo 5 della legge n. 212 del 2000 è inserito il seguente: «Art. 5- bis. – (Diritto a una buona amministrazione). – 1. Ogni contribuente ha diritto, in relazione alle questioni di proprio interesse, che esse siano trattate dall'amministrazione finanziaria in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole. 2. Il diritto di cui al comma 1 comprende in particolare: