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Inoltre, ipotizza che l'intento del Governo sia quello di mantenere volutamente le periferie in condizioni di disagio per mero interesse elettorale. Il senatore LAUS ( PD ) rileva sarcasticamente la contraddizione tra la definizione di Governo del cambiamento e il varo di un provvedimento di proroga di termini legislativi di norme adottate da precedenti Governi, che tanto sono state contestate e che si diceva di voler cancellare senza nemmeno entrare nel merito. Relativamente alla questione del "Bando periferie" nota una discrasia tra una campagna elettorale basata sui temi della sicurezza e del disagio sociale e il provvedimento di revoca delle convenzioni firmate con tanti Comuni italiani. Ritiene, inoltre, che la misura adottata contrasti con gli interessi del Paese e invita il Governo a rimediare già nel corso dell'esame del provvedimento in esame. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) ricorda le reiterate e vibranti proteste delle opposizioni quando, nella precedente legislatura, i Governi ponevano la questione di fiducia, e ne evidenzia l'incoerenza per il fatto di aver cambiato idea e di fare oggi altrettanto. A suo parere, peraltro, la fiducia sarebbe necessaria perché il Governo su alcune norme, come quella sui vaccini, in caso di voto segreto, correrebbe il rischio di non avere la maggioranza. Quanto alla vicenda del "Bando periferie", dopo aver citato una dichiarazione del senatore a vita Renzo Piano, accusa il Governo di recare danno al Paese e ai cittadini e lo invita a riconsiderare le sue scelte in materia. Il senatore MARINO ( PD ) dopo aver contestato la decisione del Consiglio dei ministri di autorizzare la apposizione della questione di fiducia su un testo che non aveva ancora approvato, rileva la rottura del patto di fiducia tra Stato ed enti locali a seguito dell'emendamento approvato alla Camera sul cosiddetto "bando periferie" e critica la scelta in materia di obbligatorietà dei vaccini. Dopo aver ricordato gli emendamenti a sua firma presentati agli articoli 1, 6 e 11, si sofferma in particolare sul blocco delle risorse destinate ai progetti di riqualificazione delle periferie piemontesi, chiedendo provocatoriamente come reagirà a tale decisione l'attuale sindaco del Movimento 5 Stelle di Torino. Il senatore FARAONE ( PD ) interviene per sottolineare la gravità del taglio delle risorse destinate alla riqualificazione del quartiere Brancaccio di Palermo e condivide la scelta del sindaco Orlando di non accogliere, per protesta, il presidente del Consiglio Conte in occasione della sua visita alla scuola intitolata a Pino Puglisi. A suo parere, infatti, chi si proclama a favore della legalità e della sicurezza e poi impedisce la realizzazione o il recupero di opere destinate ai cittadini che vivono in zone degradate del Paese manifesta quanto meno una palese incoerenza. Il senatore GIACOBBE ( PD ) ricorda il giudizio positivo espresso dai nostri connazionali all'estero per la decisione di adottare, nella precedente legislatura, il provvedimento in materia di obbligatorietà dei vaccini per i minori. Su tale materia invita il Governo ad accogliere gli appelli che vengono dal mondo della scienza, a considerare le ricadute di certe scelte sulla salute dei cittadini e a valutare positivamente gli emendamenti a sua firma. Il senatore CUCCA ( PD ) segnala che il blocco delle risorse destinate alla riqualificazione delle periferie avrà gravissime ripercussioni sui progetti, alcuni dei quali in fase avanzata, che riguardavano zone disagiate della Sardegna, in particolare della provincia di Nuoro, già caratterizzate da una carenza di servizi e da un progressivo spopolamento. Ricorda, infine, le proteste dei sindaci sardi, che minacciano le dimissioni in caso di mancato ripristino dei fondi previsti. Il senatore TARICCO ( PD ) contesta la scelta del Governo sul "Bando periferie", che giudica errata sia nel metodo che nel merito, oltre che per il messaggio di incertezza e di inaffidabilità che trasmette al Paese. Ritiene infatti scorretto il modo di procedere, che lascia spazio a svariate interpretazioni, anche le più malevole, sulle motivazioni di certe decisioni, e che, soprattutto, mette in difficoltà i sindaci e priva i cittadini di opere destinate a migliorare la loro qualità di vita. In conclusione, si sofferma sui tagli delle risorse che riguarderanno la città di Cuneo. La senatrice GINETTI ( PD ), dopo aver ricordato le caratteristiche demografiche e urbanistiche della regione Umbria, evidenzia la rilevanza degli emendamenti a sua prima firma 1.147, 1.191, 1.192 e 1.193. In particolare, segnala che sia i piccoli centri che i due capoluoghi di Provincia hanno bisogno, pur in forma diversa, di attenzione e cura, e che il mancato trasferimento delle risorse del "Bando periferie", a suo parere illegittimo, oltre a bloccare i relativi progetti di riqualificazione urbana, provocherà un mancato intervento da parte dei privati, che pure si erano impegnati a investire una quota pari a quella pubblica per recuperare aree dismesse o da rigenerare. Gli investimenti complessivi avrebbero permesso il varo di progetti destinati soprattutto ai giovani, con spazi loro dedicati, anche al fine di recuperare il senso di appartenenza alla comunità e di favorire una ripresa delle relazioni sociali. Conclude, avanzando il sospetto che la scelta governativa abbia l'obiettivo di mantenere certe zone del Paese in condizione di degrado e di incertezza per mantenere alto il consenso che alimenta il populismo. La senatrice BITI ( PD ) evidenzia il paradosso sotteso all'articolo 1 del provvedimento che, in maniera irragionevole, sottrae risorse che sono destinate direttamente ai cittadini, in quanto allocate per il mantenimento di scuole, biblioteche, giardini e piste ciclabili. A suo avviso, la maggioranza dovrebbe sottoporsi a un esame di coscienza perché, sostanzialmente, con tali misure si sottraggono risorse destinate alle periferie delle nostre città. Il senatore MISIANI ( PD ) stigmatizza la scelta, compiuta con le disposizioni contenute all'articolo 1, di sterilizzare le convenzioni sottoscritte dalle autorità locali. Si tratta, a suo avviso, di una scelta sbagliata e discutibile dal punto di vista giuridico e amministrativo. Peraltro, la suddetta decisione è adottata da un Governo che si pregia di aver ottenuto vasti consensi proprio nelle periferie urbane. Inoltre, persiste il legittimo sospetto che le somme e le misure in questione, lungi dall'essere meramente sospese o rinviate, vengano, in realtà, cancellate. Il senatore RAMPI ( PD ) segnala che l'atto legislativo in esame costituisce un autentico tradimento dei programmi di molti i comuni italiani, i quali non sono posti nelle condizioni di onorare gli impegni precedentemente assunti. Inoltre, deplora l'attitudine, tipica dell'attuale maggioranza, di rinnegare quanto è stato realizzato precedentemente. Si tratta, a suo avviso, di un comportamento che determinerà una paralisi nell'azione amministrativa, riportando peraltro le risorse non utilizzate allo Stato, probabilmente allo scopo di una loro diversa finalizzazione.