[pronunce]

La ricorrente ne denuncia il contrasto con l'art. 36 dello statuto, in combinato disposto con l'art. 2 del citato d.P.R. n. 1074 del 1965, rilevando che le somme derivanti dalle disposizioni impugnate sono state riservate all'erario senza rispettare le condizioni previste per detta riserva dagli evocati parametri. Difetterebbero, in particolare, sia la novità delle entrate, «intesa sia come novità del tributo in se stesso sia come maggiorazione di entrate derivanti da un tributo già esistente», sia la specifica destinazione alla copertura di oneri diretti a soddisfare «particolari finalità contingenti o continuative dello Stato». 7.3.- Il comma 36 dell'art. 2 del decreto-legge n. 138 del 2011 è denunciato dalle Regioni autonome Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e siciliana in riferimento all'art. 8 della legge n. 690 del 1981 (Regione Valle d'Aosta); all'art. 49 dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia in combinato disposto con l'art. 4, comma primo, del d.P.R. 23 gennaio 1965, n. 114; all'art. 36 dello statuto della Regione siciliana, in combinato disposto con l'art. 2 del d.P.R. n. 1074 del 1965 (Regione siciliana); nonché al principio di leale collaborazione e in particolare al principio consensuale che «deve presiedere alla regolamentazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione» (Regioni Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia). Il comma impugnato dispone che: «Le maggiori entrate derivanti dal presente decreto sono riservate all'Erario, per un periodo di cinque anni, per essere destinate alle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, anche alla luce della eccezionalità della situazione economica internazionale. Con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di individuazione del maggior gettito, attraverso separata contabilizzazione. A partire dall'anno 2014, il Documento di economia e finanza conterrà una valutazione delle maggiori entrate derivanti, in termini permanenti, dall'attività di contrasto all'evasione. Dette maggiori entrate, al netto di quelle necessarie al mantenimento del pareggio di bilancio ed alla riduzione del debito, confluiranno in un Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale e saranno finalizzate alla riduzione degli oneri fiscali e contributivi gravanti sulle famiglie e sulle imprese». Le Regioni autonome Valle d'Aosta, siciliana, Friuli-Venezia Giulia lamentano che la riserva del maggior gettito all'erario disposta da tale articolo viola le condizioni previste per tale riserva nei rispettivi statuti e nelle relative norme di attuazione. Le ricorrenti osservano, in particolare che: a) le maggiori entrate non sono destinate a nuove o maggiori spese (Valle d'Aosta); b) le entrate non sono nuove e non sono indirizzate a specifiche finalità contingenti o continuative, ma mirano genericamente «al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea» (Regioni siciliana e Friuli-Venezia Giulia). 7.4.- Il comma 36 è impugnato pure dalla Regione autonoma Sardegna in riferimento all'art. 3 della Costituzione, in combinato disposto con l'art. 7 dello statuto di autonomia e con gli artt. 117 e 119 Cost. Premesso che le note del Ragioniere generale dello Stato n. 0102482 del 3 agosto 2005 e 0112371 del 2 settembre 2005 avrebbero riconosciuto l'insufficienza dell'attuale regime di risorse della Regione, la ricorrente lamenta l'irragionevolezza della finalizzazione delle maggiori risorse derivanti dalla disposizione impugnata a «vaghi obiettivi di finanza pubblica», anziché al soddisfacimento delle esigenze regionali, tanto piú in considerazione del periodo notevolmente lungo (cinque anni) di applicazione della disciplina censurata. La Regione autonoma Sardegna denuncia anche la violazione dell'art. 7 dello statuto di autonomia, che riconosce autonomia finanziaria alla Regione, perché tale autonomia è compromessa dalla riduzione di entrate regionali che discende dalle misure impugnate; e degli artt. 117 e 119 Cost., in quanto tali articoli «confermano la tutela della particolare autonomia economico-finanziaria della Regione e attribuiscono alla Sardegna la competenza concorrente nella materia del coordinamento della finanza pubblica». 7.5.- Ulteriore questione di legittimità costituzionale del comma 36 dell'art. 2 del decreto-legge n. 138 del 2011 è proposta dalle Regioni autonome Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Le ricorrenti deducono che la norma impugnata - modificando il meccanismo della compartecipazione regionale ai tributi erariali statutariamente previsto e, in particolare, facendo venire meno «la struttura automatica della compartecipazione» - deroga, con una fonte primaria "ordinaria", alle norme statutarie, in violazione, oltre che del principio consensuale che «domina le relazioni finanziarie fra lo Stato e le Regioni speciali», anche degli artt. 63, commi primo e quinto, e 65 dello statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia. 7.6.- Il medesimo comma 36, secondo la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, víola anche l'art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 8 del 1997. In base a tale evocata disposizione, «entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono determinati, d'intesa tra il Governo e la regione, l'ammontare delle riserve all'erario, già disposte da leggi in vigore sino al 31 dicembre 1996, sulla base di una stima degli incrementi di gettito derivanti dalle medesime leggi, al netto delle eventuali riduzioni di gettito conseguenti a norme connesse, e dell'incremento derivante dall'evoluzione tendenziale, nonché le modalità per la regolazione anche graduale dei rapporti finanziari conseguenti». La difesa regionale premette che l'evocata norma interposta non trova applicazione alla disciplina contestata, perché opera in relazione allo specifico accordo annuale, tra Governo e Regione, che determinava «l'eventuale quota che rimane a carico del bilancio della regione - per l'esercizio oggetto dell'accordo - delle spese derivanti dall'esercizio delle funzioni statali delegate alla medesima» (art. 4, comma 2, lettera b, del d.P.R. n. 114 del 1965). Ritiene tuttavia la Regione che, nel caso la norma si consideri applicabile, sarebbe evidente la sua violazione da parte dell'impugnato comma 36. E ciò perché, da un lato, detto comma dispone unilateralmente una riserva di gettito allo Stato, mentre l'evocato art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 8 del 1997, presuppone l'accordo; dall'altro, la disposizione censurata riserva allo Stato tutte le maggiori entrate e non soltanto «una quota del previsto incremento del gettito tributario spettante alla regione». 7.7.