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Se da un lato, infatti, come osservato da Giacomo Di Girolamo, la mafia siciliana, decimata dagli arresti e in affanno nel controllo del territorio, ha rivolto la propria attività principale a far fruttare gli ingenti capitali accumulati nel passato, la 'ndrangheta, invece, ha incrementato i propri traffici, il giro d'affari e la capacità espansiva. Si è inoltre assistito a una preoccupante gemmazione di nuove organizzazioni mafiose e paramafiose, come nel caso paradigmatico di mafia capitale. Andrà poi indagata la penetrazione mafiosa nelle dinamiche dei flussi migratori clandestini, con particolare attenzione alla gestione delle ingenti risorse pubbliche riversate per fronteggiare l'emergenza, alle procedure adottate, fino ai casi di sfruttamento e di vera e propria tratta di essere umani, finalizzata ad alimentare le attività criminali con il lavoro nero e il racket della prostituzione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Qui, oggi, colleghe e colleghi, dobbiamo riaffermare con forza l'utilità di questa Commissione d'inchiesta, soprattutto dinanzi al rischio di una sostanziale indifferenza che va diffondendosi tra la gente e ad un complessivo disorientamento degli operatori dinanzi ad un fenomeno in costante cambiamento e sempre più mimetizzato sulla sottile linea di confine tra lecito e illecito, tra economia sana ed economia criminale. Di fronte a questa progressiva zona grigia, non possiamo limitarci alla contemplazione della storia dell'antimafia, alla riproposizione di vecchi rituali, di un lessico consunto, di idee di seconda mano. Occorrono una visione e un'azione nuova, corale, unitaria, del Parlamento e del Paese nel suo insieme. Anche perché, citando Sciascia, che preconizzò la similitudine della linea della palma alla linea della mafia, quest'ultima sale ogni anno e riguarda tutti. Per tutte queste ragioni e con l'auspicio di un comune sentire, oltre che di un voto unanime di tutto il Senato, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e dei senatori Giannuzzi e Ortolani. Congratulazioni) . LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, dirò subito che Forza Italia voterà a favore dell'istituzione della Commissione d'inchiesta antimafia, così come ha sempre fatto in consuetudine e con piena convinzione. Non nasce certo oggi, con questa iniziativa parlamentare, la lotta alle mafie e attraverso un ulteriore strumento di coordinamento nazionale i cui compiti - parlo di quelli della Commissione - e poteri si sono dilatati nel tempo. Senza voler trascurare il tratto sociologico delle mafie che continuano comunque a caratterizzare ormai l'intera realtà territoriale del Paese, vale la pena focalizzare l'attenzione su quello che può essere definito, a ragione, come un ciclo economico criminale - e non solo - in grado di alterare il corretto processo di sviluppo dell'economia nazionale delle realtà financo istituzionali. In Italia, infatti, l'analisi delle manifestazioni mafiose basata solo sulle evidenze giudiziarie appare riduttiva rispetto ad un problema complesso che spesso affonda le proprie radici anche negli angoli più nascosti della pubblica amministrazione e dell'imprenditoria, con un intreccio profondo, com'è successo anche di recente, tra mafia e corruzione che impone a tutti i livelli della società civile un impegno sempre maggiore sul fronte della prevenzione e della discussione della cultura della legalità. Anche a questo, onorevoli colleghi, deve servire la Commissione nella sua funzione di controllo e d'inchiesta senza però avere un'ideologia strabica, quasi uno strumento di potere per debilitare moralmente e politicamente gli avversari. Occorre, cioè, che la Commissione abbia una sua rigorosa e serena capacità di proposta e di indagine e che miri ad analizzare il fenomeno criminale ed a colpirlo sia in Italia, che nelle sue correlazioni internazionali. Nessuna obiezione di metodo, poi, quanto alla ricognizione del rapporto mafia-politica nei territori, circa la selezione dei gruppi dirigenti; ma attenti, bisogna diffidare - e dirlo ad alta voce - affinché la Commissione non sia il luogo indebito del mancato rispetto delle norme processuali e costituzionali circa le candidature nelle Assemblee. A tale proposito chiedo un'attenzione un po' particolare da parte di quest'Assemblea perché è successo a me ma può accadere a chiunque. Io stessa sono stata vittima con altri - ingiustamente ed immotivatamente, nella scorsa legislatura - di un linciaggio mediatico la cui rimozione nell'opinione pubblica può diventare una fatica davvero drammatica. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La Commissione deve avere quindi spazi enormi d'indagine ma senza mai interferire con la Costituzione e con le fasi di un processo nel quale ci si può ritrovare immersi senza averne alcun motivo e senza alcuna colpevolezza. Le visioni moralistiche, gentile Presidente, onorevoli colleghi, non vanno collocate quindi dentro lo spirito di questa costituenda Commissione, cui appartiene invece soltanto la fedeltà ai fatti e non le mezze verità. La Commissione non può essere ripetitiva nel voler sindacare nella sua agenda una storia già scritta, nel giudicare sentenze già emesse dai vari tribunali. Credo che la nostra direzione di marcia debba procedere soprattutto nella ricognizione della gestione di affari intrinsecamente illeciti e la commissione di reati spia come usura, estorsione e corruzione. Credo anche che occorra scendere in modo particolare in quella "zona carsica", d'intesa con le varie autorità antimafia europee, dove esiste una strategia dell'immersione nei Paesi offshore e nelle borse mondiali, dove si manifesta un riciclaggio quasi da capogiro. Poi vorrei anche che si avviasse un'indagine seria ed incisiva per rendere colorata la cosiddetta zona grigia, ossia quell'area istituzionale, fortemente articolata, dove operano a vario titolo e responsabilità, accanto a soggetti economici collusi, anche devianze dell'apparato burocratico, amministrativo, statale e locale. Da ultimo vorrei segnalare che assistiamo sempre più ad una progressiva affermazione del ruolo delle donne all'interno della struttura criminale mafiosa, che risultano sia protagoniste di attività meramente esecutive sia preposte a funzione e gestione contabile dei proventi. Le donne hanno una capacità organizzativa ed un approccio al ragionamento diverso da quello degli uomini perché introducono il senso pratico e la concretezza nelle azioni dei processi organizzativi, così come ci ricordava ieri brillantemente la collega Tiraboschi. Quindi è ancora più opportuno far capolino in questo mondo finora poco esplorato di devianza e di illegalità e valutare fino in fondo l'entità e la misura con cui queste donne gestiscono affari criminali; credo che questo sia o dovrebbe essere compito nuovo ed inedito di questa nostra Commissione parlamentare d'inchiesta. Come si può dunque constatare, Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il fronte è ampio e molto diversificato ed il contrasto può avvenire nella sola condizione in cui la Commissione sia unita negli obiettivi, rigorosa nelle analisi e severa nei giudizi;