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Le nuove regole di bilancio introdotte a livello costituzionale, anche quale riflesso dell'evoluzione della governance economica europea, incidono, evidentemente, in modo profondo sull'assetto della forma di Stato derivante dalla riforma del 2001, richiedendo un diverso riparto delle competenze legislative che, a sua volta, postula un diverso assetto del sistema bicamerale e delle relative procedure decisionali: un assetto in grado di salvaguardare l'autonomia finanziaria coinvolgendo, in forme diverse e articolate, l'insieme degli enti che compongono la Repubblica nel processo di formazione delle politiche pubbliche e di governance della finanza pubblica. Sarà pertanto il nuovo Senato, come sede di una effettiva cooperazione tra i diversi livelli di governo nell'ambito del procedimento legislativo, a comporre i differenti interessi, assicurandone un'adeguata ponderazione sia in funzione preventiva del contenzioso, sia in una prospettiva di compatibilità con i processi decisionali che si sviluppano in sede europea. La collocazione del «coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario» nella competenza legislativa esclusiva, come del resto altri interventi previsti dal disegno di legge in materia di riparto delle competenze, va letta, infatti, in connessione con la previsione, contenuta nel novellato articolo 70, quarto comma, della Costituzione, del procedimento rafforzato per l'intervento del Senato sui progetti di legge che riguardano l'autonomia finanziaria degli enti territoriali. Il Senato delle Autonomie sarà, pertanto, la sede privilegiata entro la quale, attraverso l'interlocuzione con la Camera «politica», potranno essere meglio definiti anche i meccanismi atti a garantire l'effettivo collegamento tra la responsabilità della tassazione e quella della spesa, che costituisce l'architrave del cosiddetto «federalismo fiscale». La seconda novella introdotta dal disegno di legge nell'articolo 117 della Costituzione in merito alla competenza esclusiva statale riguarda le norme generali sul procedimento amministrativo. Tale materia è stata finora ricondotta dalla giurisprudenza costituzionale -- insieme alla semplificazione amministrativa considerata livello essenziale dell'attività amministrativa -- alla materia della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali; tale riconduzione si fonda sulla considerazione dell'attività amministrativa come «prestazione». La determinazione dei livelli essenziali costituisce un caso esemplare di materia che non consente un'immediata identificazione di ambiti oggettivi. Nello stesso tempo essa reca in sé una forza espansiva tale da poter comprendere tutte le materie laddove la legge dello Stato è chiamata ad assicurare, su tutto il territorio nazionale, ad ogni cittadino, il godimento di prestazioni ritenute coessenziali alla tutela di diritti civili e sociali, senza che la legge regionale possa stabilire limiti o condizioni. La novella, di fronte al rilievo degli interessi coinvolti, espressamente prevede la competenza esclusiva della legge statale per il procedimento amministrativo, nel cui ambito la disciplina di semplificazione si pone come regola del procedimento stesso. La novella non è collocata nella lettera dedicata ai livelli essenziali, ma nella lettera g) relativa alla materia ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali. Nella stessa lettera g) sono state ricondotte alla competenza esclusiva le norme generali sulla disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazione. Tale materia ha dato luogo ad un notevole contenzioso, nel quale la giurisprudenza costituzionale ha ricondotto il lavoro pubblico contrattualizzato alla competenza esclusiva attraverso la materia dell'ordinamento civile. Tuttavia, il contenzioso ha consentito di riscontrare frequenti tentativi della legislazione regionale di intervenire, per il proprio ambito, nel lavoro pubblico, rivendicando gli interessi sottesi all'organizzazione regionale, ambito che spetta alla potestà residuale. Poiché all'ordinamento civile vanno ricondotti gli istituti di diritto privato la materia è stata inserita nella lettera g). Alla lettera m) è stata aggiunta la competenza esclusiva dello Stato per la definizione di norme generali per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e la tutela e la sicurezza del lavoro, materie attualmente rientranti nella competenza concorrente (nel relativo elenco non figura la sicurezza alimentare bensì l'alimentazione), per le quali la novella rimarca, ai fini dell'esigenza di tutele uniformi sul territorio nazionale, un approccio finalistico. L'esigenza di uniformità appare peculiare per la salute, tutelata dall'articolo 32 della Costituzione come diritto fondamentale. Se la riconduzione da parte della giurisprudenza costituzionale ai livelli essenziali di cui alla lettera m) di diversi profili, quali quelli del diritto alla cura e alle prestazioni sanitarie o quelli in tema di uso dei farmaci, ha assicurato il nucleo irriducibile di tutela, ciò tuttavia non ha evitato il relativo contenzioso. La previsione della competenza esclusiva dello Stato a dettare norme generali finalizzate alla tutela della salute potrà assicurare ai cittadini, anche per profili diversi da quelli richiamati, l'uniformità nella fruizione delle prestazioni. Quanto alla novella relativa alle norme generali per la sicurezza del lavoro, la loro riconduzione alla competenza esclusiva tiene conto del fatto che le competenze statali e regionali in materia appaiono intrecciate -- non si presentano «allo stato puro» come constata la giurisprudenza costituzionale -- e interferiscono tra loro. Se le norme generali sull'istruzione, già previste come ambito di competenza statale esclusiva, contribuiscono a delineare la struttura di base del sistema di istruzione -- e non necessitano di un'ulteriore normazione a livello regionale, come rilevato dalla giurisprudenza costituzionale -- la riconduzione, prevista dal disegno di legge, dell'ordinamento scolastico alla competenza esclusiva, assicura d'altro canto la necessaria unità ed uniformità della disciplina in materia scolastica, riconducendo alla legge statale le caratteristiche dell'assetto ordinamentale e didattico del sistema scolastico, ferma restando la competenza legislativa delle regioni -- disciplinata dal nuovo terzo comma dell'articolo 117 -- per l'organizzazione, in ambito regionale, dei servizi scolastici, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche. L'interesse unitario alla disciplina omogenea, che travalica l'interesse regionale e locale, è alla base delle scelte del Governo per altre novelle contenute nell'articolo 117, secondo comma. Con l'attribuzione delle materie o funzioni alla disciplina statale s'individua in essa la sede di valutazione comparativa degli interessi rilevanti, anche in ragione della natura trasversale di diversi ambiti. In questa direzione, sono ricondotti alla competenza legislativa esclusiva dello Stato anche l'istruzione universitaria e la programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica (lettera n) ); il commercio con l'estero (lettera q) ); l'ordinamento delle professioni intellettuali e della comunicazione (lettera t) ), le norme generali sull'ordinamento sportivo (lettera s) ); è altresì specificato che nell'ambito della previdenza sociale è compresa la previdenza complementare e integrativa (lettera o) ).