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Secondo il governo disdire il contratto porterà a un risparmio di 108 milioni, ma la cifra sarà ben più bassa, circa 70 milioni, visto che il contratto contiene una clausola che prevede il pagamento integrale del leasing anche in caso di disdetta. La scelta di affittare da Etihad l'Airubus 340-500 ha provocato da subito polemiche feroci. In primis perché si tratta di un velivolo con una pessima storia commerciale, visto che Airbus ha deciso di interromperne la produzione nel 2010 dopo averne venduto solo 40 esemplari. L'ultimo modello è stato venduto per 27 milioni di dollari, meno dell'una tantum versata dal governo italiano per un aereo che, alla fine degli 8 anni del contratto, sarebbe dovuto comunque tornare alla compagnia emiratina, che lo aveva ritirato dal servizio nell'ottobre 2015, dopo meno di dieci anni di attività. La scelta del governo Renzi è stata insomma provvidenziale per evitare che il gigantesco quadrimotore, 300 posti passeggero, restasse a terra troppo a lungo. "Non l'ho mai usato, non era per me", si è difeso Renzi. Ieri l'ha ribadito in una diretta su Facebook, con tanto di modellino, in cui ha annunciato che querelerà la senatrice M5s Giulia Lupo, rea di aver detto "Chissà che interessi aveva Renzi nei Paesi arabi". "L'aereo era un mezzo a servizio delle politiche di rilancio dell'expo, serviva per portare gli industriali nei viaggi col ministero dello Sviluppo - ha spiegato l'ex premier - Si sarebbe ripagato dei costi perché si sarebbe fatto un business plan con un contributo da chiedere agli imprenditori, facendogli occupare due terzi dei posti disponibili". Sulla scelta del modello s'è limitato a una frase anodina: "È stato individuato con procedure definite dai tecnici, per far questo ci sono dirigenti pagati…". Spetterà ai pm contabili verificare se ci sono eventuali profili di danno erariale, oltre le insindacabili scelte discrezionali della politica», si chiede di sapere: se il Governo abbia avviato le procedure per la rescissione del contratto, a giudizio degli interpellanti faraonico, il cui valore complessivo pari a 144 milioni di euro, suddivisi in 5 lotti, non abbia rappresentato uno sperpero di pubblico denaro, ed in tal caso se non debba affidare all'Avvocatura dello Stato la costituzione davanti la Corte dei conti per danno erariale; se la scelta di dotarsi di un velivolo con una pessima storia commerciale non abbia sussidiato Etihad per scopi e finalità poco chiari e trasparenti; se non ritenga che la difesa dell'ex Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Renzi, il quale minaccia querela (che potrebbe, a giudizio degli interpellanti, integrare ipotesi di lite temeraria), affermando di non averlo mai usato, non per lui ma un mezzo a servizio delle politiche di rilancio dell'Expo, rappresenti un'aggravante di condotte tese a sperperare fondi pubblici per favorire interessi di privati; quali misure urgenti intenda attivare, sia per impedire uno sperpero di fondi pubblici che per monitorare analoghe situazioni di gestione poco oculata delle risorse statali, che hanno prodotto un abnorme aumento del debito pubblico, pari a 220 miliardi di euro dal febbraio 2014, data di insediamento del Governo Renzi, attestato a 2.327 miliardi di euro con il Governo Gentiloni, al ritmo di 3,4 miliardi di euro al mese. Interrogazioni Atto n. 3-00164 ROSSOMANDO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Comital SpA e la Lamalu di Volpiano (Torino), aziende nata dalla cessione di ramo d'azienda da parte di Cuki ai francesi del gruppo Lamalu, attive nello stesso sito nella produzione di laminati di alluminio per i settori farmaceutico e alimentare, stanno vivendo un momento di profonda crisi dopo che il gruppo Lamalu ha annunciato, nel luglio 2017, la cessazione della produzione e ha aperto una procedura di licenziamento per gli oltre 100 lavoratori della fabbrica; dopo l'annuncio della chiusura della fabbrica, la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati ha portato al ritiro dei licenziamenti e all'accesso per i lavoratori alla cassa integrazione straordinaria fino a novembre 2018; le istituzioni locali e i sindacati hanno intanto aperto una trattativa con la proprietà dell'azienda al fine di individuare una soluzione che evitasse il fallimento, per la salvaguardia di una realtà produttiva molto importante del territorio e per la tutela dei posti di lavoro; il 6 giugno 2018, come si apprende dalla stampa, sono scaduti i termini per la presentazione del concordato preventivo e, non essendo stata presentata alcuna proposta di acquisto, il 19 giugno il Tribunale di Ivrea ha dichiarato il fallimento di Comital e Lamalu, rigettando anche la richiesta avanzata dai sindacati di continuità produttiva; gli oltre 100 lavoratori della fabbrica si trovano pertanto di fronte ad un futuro drammatico ed incerto poiché, con la dichiarazione di fallimento senza continuità produttiva, è decaduta anche la cassa integrazione straordinaria in essere fino a novembre 2018. I lavoratori si trovano quindi, in questo momento, senza stipendio e senza cassa integrazione; i tentativi del curatore fallimentare di trovare un nuovo acquirente sono ulteriormente complicati dal fatto che, oltre alle due aziende, Comital e Lamalu, create al momento dell'acquisizione, i francesi di Lamalu avevano restituito i macchinari per la produzione ad una società terza, dalla quale Comital e Lamalu li avevano affittati per svolgere la produzione e si dovrebbe quindi tentare di rimettere insieme le tre società per favorire l'ingresso di un potenziale nuovo acquirente; il 29 giugno si è svolta una manifestazione di sostegno ai lavoratori Comital davanti ai cancelli della fabbrica, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni nazionali, delle amministrazioni locali e dei sindacati, per esprimere vicinanza ai lavoratori e la ferma volontà di individuare urgenti soluzioni per mantenere in vita questa importante realtà produttiva e salvaguardare il livello occupazionale, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda porre in atto al fine di individuare una soluzione per scongiurare il fallimento della Comital SpA e Lamalu di Volpiano e per la salvaguardia dell'occupazione degli oltre 100 lavoratori della fabbrica. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00163 BINETTI Ai Ministri della difesa e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: dopo 11 anni, l'ispettrice nazionale Sorella Mila Brachetti Peretti ha passato il testimone alla sua segretaria generale Sorella Monica Dialuce Gambino. La cerimonia di "passaggio delle consegne" è avvenuta il 29 ottobre 2014, presso il comitato centrale CRI, alla presenza del sottosegretario di Stato per la Difesa, Domenico Rossi, del capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Claudio Graziano e del Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, dottor Francesco Rocca;