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Viene disposto che il Ministero della giustizia sia tenuto al versamento di una contribuzione rapportata alla base imponibile, per un'aliquota di finanziamento pari a 32 punti percentuali, di cui 8.20 a carico del contribuente. In relazione alla modifica prevista al comma 4, del citato articolo 25, viene estesa anche agli iscritti agli albi forensi, che svolgono le funzioni di giudice onorario di pace o di vice procuratore onorario, l'applicazione delle disposizioni previdenziali testé illustrate. Il comma 2, dell'articolo 6, dispone l'abrogazione dell'articolo 26, il quale apporta modifiche al TUIR al fine di qualificare le indennità corrisposte ai magistrati onorari come reddito assimilato a quello da lavoro autonomo. L'articolo 7, reca disposizioni relative ai magistrati onorari in servizio. La presente disposizione interviene sull'articolo 29 del decreto legislativo n. 116 del 2017, elevando il limite massimo di età per l'esercizio delle funzioni di magistrato onorario a 72 anni. Inoltre, si prevede l'abrogazione dei commi da 9 a 11, i quali disciplinano norme relative ai magistrati onorari al quarto mandato. In ultimo, viene modificato l'articolo 31, inerente le indennità spettanti ai magistrati onorari in servizio, aumentandone in maniera considerevole l'importo. Infine, l'articolo 8, interviene sul comma 3 dell'articolo 34 del decreto legislativo n. 116 del 2017 prevedendo, su richiesta degli enti locali, la riapertura di quegli uffici del giudice di pace soppressi dal decreto legislativo n. 156 del 2012 (c.d. riforma della geografia giudiziaria). Viene specificato che saranno totalmente a carico degli enti locali le spese di funzionamento e di erogazione del servizio, unitamente ai costi del personale amministrativo. Interviene il sottosegretario MORRONE facendo presente come sul tema della riforma della magistratura onoraria sia in corso da mesi il confronto presso un tavolo tecnico governativo delle associazioni sindacali con cui si è giunti alla predisposizione di un testo condiviso che verrà presentato da qui ad un mese. Interviene il senatore CALIENDO ( FI-BP ) chiedendo che vengano coinvolte le opposizioni ed i membri della Commissione tutta in merito allo svolgimento della iniziativa governativa. Il rappresentante del GOVERNO si esprime favorevolmente alla proposta, ritenendo che la più ampia partecipazione all'istruttoria sulla proposta di legge sia da salutare con favore. Il PRESIDENTE , preso atto di tale sopravvenienza, a norma dell'articolo 51 del Regolamento, sospende l'esame del disegno di legge in oggetto per consentire al Governo di presentare il testo oggetto della propria iniziativa. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE 1076 - Introduzione reato diffusione video privati DDL 1076 Introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale in materia di pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate Introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione illecita di immagini di carattere sessuale DDL 1134 Introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione illecita di immagini di carattere sessuale (Seguito della discussione del disegno di legge n. 1076, congiunzione con la discussione del disegno di legge n. 1134 e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 14 marzo. Il presidente relatore OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 1134, di iniziativa del senatore Aimi ed altri, che similmente all'Atto Senato n. 1076, propone di contrastare l'attualissimo fenomeno del revenge porn . Nel merito il disegno di legge si compone di un solo articolo, il quale introduce, nel codice penale, all'articolo 612- ter , il reato di diffusione illecita di immagini di carattere sessuale. Più nel dettaglio il primo comma dell'articolo 612- ter del codice penale punisce con la reclusione da uno a quattro anni e la multa non inferiore a 5.000 euro chiunque distribuisce, divulga, diffonde, pubblicizza, offre o cede, anche a titolo gratuito, con qualsiasi mezzo, senza l'espresso consenso della persona o delle persone interessate, immagini o filmati contenenti rappresentazioni di carattere sessuale, realizzati, acquisiti o trasmessi sotto la ragionevole aspettativa della riservatezza. Il secondo comma reca prevede una serie di aggravanti, al ricorrere delle quali la pena prevista è della reclusione da due a sei anni. Dettagliatamente il reato è aggravato se: la diffusione avviene attraverso la rete internet o mediante l'utilizzo di tecnologia digitale, messaggistica istantanea e multipiattaforme digitali o comunque con mezzi idonei a ottenere una massiccia diffusione delle immagini e dei filmati di cui al primo comma; il fatto è commesso dal coniuge o dall' ex coniuge, dal convivente o dall' ex convivente o da persona che è o è stata legata alla persona offesa da relazione sentimentale; l'acquisizione delle immagini o dei filmati diffusi è stata realizzata all'insaputa della vittima; dalle rappresentazioni fotostatiche o audiovisive diffuse emergono elementi idonei ad identificare il soggetto ritratto, ovvero se alla diffusione si accompagnano informazioni ad esso relative; la condotta è perpetrata al fine di cagionare alla vittima un danno di qualsivoglia natura, ivi compresa la sola umiliazione o la vessazione morale; la diffusione del materiale di carattere sessuale cagiona nella persona offesa un grave e perdurante stato d'ansia, ovvero un fondato timore per la propria incolumità o la modifica delle proprie abitudini di vita. Infine il terzo comma prevede che il delitto sia punito a querela della persona offesa, il cui termine per la proposizione è di sei mesi. Nelle ipotesi delle circostanze aggravanti, la remissione della querela può essere soltanto processuale. Il PRESIDENTE propone la congiunzione della discussione del disegno di legge n. 1134 testé illustrato con il seguito della discussione del disegno di legge n. 1076, recando entrambi i disegni di legge disposizioni in materia di introduzione del reato per la diffusione dei video privati. La Commissione conviene. Nessun altro chiedendo di intervenire il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA DDL N. 189 - Disturbi del comportamento alimentare DDL 189 Introduzione dell'articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia, nonché disposizioni in materia di prevenzione e di cura di tali patologie e degli altri disturbi del comportamento alimentare (Parere alla 12 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame del testo e dei relativi emendamenti. Parere non ostativo con condizioni e osservazioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 12 marzo. Il PRESIDENTE ricorda che lo scorso 12 marzo era stato illustrato uno schema di parere. Il relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) presenta un nuovo schema di parere (pubblicato in allegato).