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L'altro elemento di congiunzione fra i due interventi riguarda il sostegno agli investimenti privati, che si vede nel rafforzamento che la manovra finanziaria dà al Piano transizione 4.0, asse portante del PNRR, ma si vede anche, dall'altro lato, nei crediti di imposta che danno sia il decreto-legge di attuazione del PNRR, ad esempio, nel campo del turismo e dell'edilizia, sia la legge di bilancio attraverso il superbonus. Il secondo punto che vorrei sottolineare molto rapidamente riguarda la responsabilità collettiva a cui il PNRR e la sua attuazione ci chiamano e in particolare, per riprendere un tema sottolineato da molti interventi, la necessità del coinvolgimento di tutta la filiera istituzionale, quindi non solo lo Stato centrale, ma anche le Regioni e i Comuni - molti si sono soffermati su questo punto - sotto vari profili. Infatti, i contributi che arriveranno ai Comuni coinvolgeranno aspetti cruciali per la realizzazione del piano, in particolare per quanto riguarda la riqualificazione urbana, la messa in sicurezza degli edifici e il superamento delle barriere architettoniche per permettere a tutti di vivere la città. Sarà tuttavia importante, come è stato sottolineato, che ci siano - come ci sono, perché è previsto - piani differenziati, piani urbani integrati, che sono più appannaggio delle città più grandi, le città metropolitane, ma anche l'attenzione, in un'ottica di equità e coesione territoriale, alla possibilità delle piccole comunità di partecipare attivamente a questo piano. Nel PNRR il ruolo del Parlamento è stato importante anche in questo campo, per sottolineare che, affinché questo sia possibile, è necessario continuare ad insistere, come si è già fatto più volte, con gli interventi che si sono succeduti. Ciò al fine di permettere ai Comuni di contare su personale qualificato, non solo per la gestione e l'attuazione dei piani, ma proprio per la progettazione degli interventi. L'ultimo punto che desidero sottolineare, che pure è emerso ampiamente non solo nel dibattito di questa mattina, ma anche nel lavoro parlamentare condotto alla Camera dei deputati, riguarda la necessità di una massima trasparenza e di un monitoraggio valido e competente, con il rafforzamento del ruolo del Parlamento - come è stato detto - anche nell'ottica che ho già richiamato di una responsabilità collettiva. Il monitoraggio e la trasparenza sono infatti necessari, non solo per la realizzazione del Piano, perché dobbiamo tenere conto del fatto che il Piano comporterà una mole molto rilevante di investimenti, una diffusione molto significativa di appalti e una quota ingente di finanziamenti pubblici all'economia privata. Sarà dunque necessario avere un'attenzione particolare, come è previsto nel provvedimento al nostro esame, alla prevenzione dei fenomeni di infiltrazione mafiosa, ma anche, in relazione agli avvenimenti che hanno turbato il nostro Paese in tutti questi ultimi mesi, al rispetto delle regole sulla sicurezza del lavoro. Credo che il monitoraggio sia indispensabile, perché occorre infine ricordare con forza che il nostro PNRR pone tre obiettivi trasversali, che dunque dovrebbero essere presenti in ciascuna delle decisioni prese, che sono l'equità di genere, l'equità intergenerazionale e l'equità territoriale. Per essere effettivamente conseguiti, tali obiettivi devono essere monitorati passo per passo. PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 1 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 2483, di conversione del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 152, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 11,03, è ripresa alle ore 11,26) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Passiamo alla votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2483, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, ci apprestiamo ad approvare il provvedimento in esame, che passa spesso sui titoli di giornale e in televisione come il decreto sul PNRR, raccontato come un insieme di mille norme, togliendo quindi un po' l'anima al valore di questo testo. Confrontandomi con i colleghi, vorrei dunque tornare a concentrarmi proprio sul significato che ha l'acronimo PNRR, soffermandomi soprattutto sull'ultima lettera, che sta per "resilienza": il PNRR è infatti quello strumento attraverso il quale il Parlamento, insieme al Governo, sta provando a cambiare il Paese in maniera attiva, non trasformandoci in soggetti passivi di un cambiamento, ma diventandone gli agenti. PNRR sta infatti per Piano nazionale di ripresa e resilienza, un termine, quest'ultimo, troppo spesso utilizzato, ma che in questo caso viene impiegato nella sua accezione più profonda, vale a dire la capacità di assorbire gli urti senza rompersi e mi piace sottolineare proprio questo: assorbire gli urti senza rompersi. Abbiamo attraversato una crisi profondissima dalla quale, uniti, grazie al grande progetto portato avanti con l'Europa, siamo stati in grado di realizzare questa resilienza, questa capacità di non romperci, di non frantumarci e di essere agenti di questo cambiamento. Le norme contenute in questo grande decreto-legge prevedono proprio i processi per costruire l'ossatura del Paese, un Paese ferito, ma non spezzato, che riesce, attraverso la resilienza, a ritrovare la forma adatta per essere pronto al cambiamento. Questo è il PNRR, un'offerta di importanti strumenti per raggiungere obiettivi di crescita e di sviluppo, dopo la drammatica esperienza della pandemia. Da questa grande crisi - lo dobbiamo dire anche con orgoglio - l'Italia esce come un grande Paese. Ne esce per la crescita, per la capacità di essersi ricostruita, ne esce anche come modello di gestione di una pandemia mai vista prima, con regole mai viste, che l'Italia sembra aver creato e poi mutuato agli altri, tanto che altri Paesi stanno guardando al nostro.