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Assicurare una migliore fruizione pubblica del patrimonio culturale vuol dire garantire facilità nell'accedere e nel raggiungere i siti archeologici, i luoghi di interesse artistico e paesaggistico. A tal proposito ricordo che il decreto-legge cosiddetto fondone interviene autorizzando una spesa per oltre 9 miliardi di euro affinché sia realizzata l'alta velocità Salerno-Reggio Calabria, con il fine di superare i limiti infrastrutturali esistenti. La provincia di Salerno, ad esempio, che mi pregio di rappresentare, è ricca di cultura e trabocca di tesori archeologici e di beni paesaggistici e artistici; luoghi meravigliosi, che scontano però una grave insufficienza delle reti di collegamento, cosa che finisce per soffocarne le potenzialità turistiche e le occasioni di sviluppo. L'alta velocità, pur rappresentando un'opera indispensabile, non è purtroppo risolutiva dei problemi di collegamento che affliggono questi territori ricchi di storia, di bellezza e di prodotti enogastronomici di eccellenza. Il tema mi è molto caro e per questo ho presentato un emendamento e un ordine del giorno, affinché il Governo valuti la possibilità di affiancare alla nuova alta velocità una metropolitana di superficie che possa collegare i siti archeologici dei Comuni dell'entroterra. Si pensi, ad esempio, al Vallo di Diano o ai luoghi meravigliosi della certosa di Padula e delle grotte di Pertosa, che scontano la totale assenza di collegamenti ferroviari e che sono serviti solo da trasporto su gomma. I Comuni di Pertosa e di Padula saranno attraversati dalla futura linea alta velocità, ma questa non contempla alcuna fermata intermedia presso tali siti. Per tale motivo sono convinta che sarebbe auspicabile si realizzasse con l'occasione anche una nuova linea che affianchi i binari dell'alta velocità. Collegando le aree interne si risolverebbero i gravi deficit di trasporto ferroviario che gravano su questi luoghi. Inoltre, ho proposto di realizzare una stazione ferroviaria presso l'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi, dove sono previsti lavori di ulteriore allungamento della pista, proprio al fine di incentivare i collegamenti turistici non solo in Campania, ma anche per le Regioni confinanti come la Calabria e la Basilicata. L'aeroporto, pur trovandosi in prossimità della tratta ferroviaria che collega, ad esempio, l'antica città di Paestum e il sito archeologico di Elea-Velia, non è dotato di una stazione che permetta l'accesso dei viaggiatori alla linea ferroviaria già esistente e attiva. Credo che sia indispensabile rimediare; i vantaggi sarebbero a questo punto incalcolabili. La stazione ferroviaria in prossimità dell'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi, infatti, permetterebbe ai turisti di accedere comodamente alla costa cilentana e alla costiera amalfitana, nonché alle aree interne e al porto di Salerno, con costi e impatto ridotti al minimo e con benefici che produrrebbero effetti positivi ben oltre la provincia, andando a favorire i collegamenti in buona parte del Sud Italia. Questo provvedimento ci offre l'occasione per colmare un po' delle differenze negative che il nostro Paese sconta in termini di infrastrutture. Madre natura con questi territori è stata molto generosa e materna; il resto lo ha fatto la storia. A noi resta la responsabilità morale e politica di valorizzare e far conoscere al più ampio pubblico possibile le nostre ricchezze. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Gentile Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, oggi ci apprestiamo ad approvare il Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti. Questo provvedimento è finalizzato a integrare con risorse nazionali gli interventi del PNRR stesso; le risorse aggiuntive sono pari a 30,6 miliardi per gli anni dal 2021 al 2026, che si vanno a sommare ai 204,5 miliardi previsti dal PNRR, ai quali l'Italia ha potuto accedere grazie ai programmi Recovery and resilience facility e React-EU. La somma totale dei due interventi corrisponde a 235 miliardi circa. Queste risorse sono necessarie per il rilancio dell'economia nazionale, che risulta tra le più colpite dalla crisi economica connessa all'emergenza epidemiologica da Covid-19. È evidente che bisogna essere consci di quale tipo di modello di sviluppo vogliamo per il nostro Paese. È opportuno avere ben chiari quali sono i nostri obiettivi per uno sviluppo sociale ed economico, in quanto la visione avrà ripercussioni per gli anni a venire. Saremo i decisori del futuro delle prossime generazioni e non possiamo permetterci di sbagliare, non più. Non possiamo permetterci di avere una visione miope; non possiamo permetterci di rimanere indietro rispetto agli altri Paesi europei. Sicuramente una delle cose che dobbiamo fare è un'analisi di cosa ci ha reso vulnerabili in questo periodo di pandemia, che ha sottolineato tutte le criticità delle scelte politiche passate. L'urgenza di tutelare la nostra salute da nuovi e sconosciuti mali ha ribadito l'importanza della ricerca scientifica e dell'utilizzo della tecnologia - diventata in quest'ultimo anno fondamentale per lo svolgimento delle attività lavorative, per lo studio e per connettere le persone - e la necessità e l'urgenza di restituire alla natura la sua dignità, ripensando anche al consumo del suolo e all'inquinamento, e di ridare pari dignità a tutti i territori, ma anche di creare nuove infrastrutture per connettere i centri con le zone marginali. Insomma, bisogna ricostruire il benessere sociale ed economico dei cittadini. Questo è il ruolo della politica, che deve tornare a educare e proporsi come strumento formativo di stili di vita e perché ciò avvenga deve avvicinarsi alla gente, alla quotidianità delle cose e non deve perdere di vista la realtà nella sua concretezza. Per questo i finanziamenti del Piano di ripresa e resilienza devono essere attuati e realizzati anche attraverso il protagonismo delle Regioni, delle Province e dei Comuni. L'Italia, proprio per la sua bellezza, è uno dei Paesi più invidiati al mondo, perché racchiude in sé tutto ciò che uno Stato può desiderare: con le sue isole è circondata dal mare, ha un'estensione montana (le Alpi e gli Appennini) e la pianura Padana. Si tratta di territori diversi tra loro, che devono però trovare le adeguate risposte proprio per le specificità che li distinguono. Tra i temi affrontati sia nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, sia nel Fondo complementare vi sono i seguenti: mettere in connessione i territori, investendo in nuove infrastrutture, nella creazione e nel rafforzamento dei servizi in ambito sanitario e assistenziale; puntare su un'economia green , partendo proprio dal risparmio energetico e dalla mobilità sostenibile con l'implementazione e il rinnovamento delle flotte degli autobus, con mezzi più ecologici; potenziare le ferrovie regionali, collegando con porti e aeroporti; intervenire sull'ammodernamento delle reti di distribuzione idrica, sulla messa in sicurezza e sull'implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel;