[pronunce]

- Nel merito, la questione residua - concernente, cioè, la competenza a determinare i criteri per il rimborso della quota tariffaria riferita al servizio di depurazione non istituito - non è fondata. Tali criteri non attengono a mere modalità organizzative ed amministrative, riservate, in quanto tali, alla competenza della Provincia, ma - proprio perché costituiscono «criteri» generali - sono idonei ad incidere sul sistema dei corrispettivi del servizio idrico integrato. In proposito, questa Corte, con la sentenza n. 412 del 1994, ha rilevato, con riferimento alla disciplina costituzionale anteriore alla riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, che la competenza a regolare detto servizio è riservata dallo statuto di autonomia alla Provincia autonoma di Trento. Poiché la suddetta riforma, in forza del principio ricavabile dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, non restringe la sfera di autonomia già spettante alla Provincia autonoma, deve concludersi che la competenza legislativa in ordine al servizio idrico integrato nella Provincia di Trento, riconosciuta alla Provincia dalla precedente normativa statutaria, non è stata sostituita dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell'ambiente. Di qui la non fondatezza della seconda questione. 4. - La terza questione, promossa dallo Stato con il ricorso n. 37 del 2010, ha ad oggetto l'art. 45, comma 5, della citata legge della Provincia autonoma di Trento n. 19 del 2009. Detto comma stabilisce che «Per i lavori pubblici i cui bandi e inviti sono stati pubblicati o, rispettivamente, inviati prima della data di entrata in vigore della legge provinciale 29 dicembre 2005, n. 20, trovano applicazione le disposizioni statali in materia di adeguamento dei prezzi». Secondo il ricorrente, la disposizione víola gli artt. 8 e 9 dello statuto della Regione Trentino - Alto Adige , nonché l'art. 117, secondo comma, lettera «i)», Cost. [recte: «l)», ordinamento civile]; il tutto in relazione alle norme statali interposte di cui al combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 133 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), il quale vieta alle Regioni, «nel rispetto dell'art. 117, comma secondo, della Costituzione», di modificare la disciplina contenuta nel suddetto Codice dei contratti pubblici in relazione, tra l'altro «alla stipulazione e all'esecuzione dei contratti» (art. 4) e, quindi, anche alla disciplina dell'adeguamento dei prezzi (contenuta nell'art. 133 dello stesso Codice). In particolare, il ricorrente deduce che gli evocati parametri sono violati perché il censurato comma 5 dell'art. 45: a) eccede la competenza legislativa provinciale di cui agli artt. 8 e 9 dello statuto di autonomia; b) si pone in contrasto con «una norma fondamentale di riforma economico-sociale posta dalla disciplina statale di settore»; c) incide sull'istituto civilistico della revisione dei prezzi in tema contrattuale, istituto la cui disciplina, in quanto non tollera una regolamentazione nel territorio nazionale, rientra alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile. La questione non è fondata. La disposizione censurata, infatti, si limita a rinviare genericamente, per la revisione dei prezzi, alla disciplina statale in materia e, pertanto, la sua stessa formulazione esclude la sussistenza del denunciato contrasto con la normativa statale evocata come parametro interposto.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la cessazione della materia del contendere in ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 56, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Trento 28 marzo 2009, n. 2 (Disposizioni per l'assestamento del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011 della Provincia autonoma di Trento - legge finanziaria di assestamento 2009), limitatamente alla parte concernente la determinazione della quota di tariffa del servizio idrico integrato riguardante gli oneri relativi agli impianti di depurazione, questione promossa, in riferimento all'art. 8, numero 5), numero 17) e numero 19), del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), nonché all'art. 117, secondo comma, lettere e) ed s), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso, indicato in epigrafe, iscritto al n. 35 del registro ricorsi del 2009; dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale: a) dell'art. 3, comma 2, della suddetta legge provinciale n. 2 del 2009, sia nel testo originario sia in quello vigente - quale modificato dall'art. 20, comma 1, lettera a), della legge della predetta Provincia 28 dicembre 2009, n. 19 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2010 e pluriennale 2010-2012 della Provincia autonoma di Trento - legge finanziaria provinciale 2010) -, promosse, in riferimento, rispettivamente, agli artt. 8 e 9 del d.P.R. n. 670 del 1972, 117, secondo comma, lettera e), 119, secondo comma, Cost., nonché ai medesimi parametri, con l'esclusione dell'art. 119, secondo comma, Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri con i ricorsi, indicati in epigrafe, iscritti al n. 35 del registro ricorsi del 2009 ed al n. 37 del registro ricorsi del 2010; b) dell'art. 56, comma 1, della stessa legge provinciale n. 2 del 2009, per la parte concernente il rimborso della quota di tariffa non dovuta riguardante l'esercizio del servizio di depurazione, nel testo originario ed in quello risultante a séguito dell'art. 22, comma 1, della legge della suddetta Provincia n. 19 del 2009, questione promossa, in riferimento agli artt. 8, numero 5), numero 17) e numero 19), e 9 del d.P.R. n. 670 del 1972, nonché all'art. 117, secondo comma, lettere e) ed s), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso, indicato in epigrafe, iscritto al n. 35 del registro ricorsi del 2009; c) dell'art. 45, comma 5, della stessa legge provinciale n. 19 del 2009, questione promossa, in riferimento agli artt. 8 e 9 del d.P.R. n. 670 del 1972, nonché all'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso, indicato in epigrafe, iscritto al n. 37 del registro ricorsi del 2010. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'1 dicembre 2010. F.to: