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Quanto invece al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia, esso nel «considerando» n. 4, individua l'obiettivo per gli Stati membri di «garantire servizi di trasporto passeggeri sicuri, efficaci e di qualità grazie a una concorrenza regolamentata, che assicuri anche la trasparenza e l'efficienza dei servizi di trasporto pubblico di passeggeri, tenendo conto, in particolare, dei fattori sociali, ambientali e di sviluppo regionale, o nell'offrire condizioni tariffarie specifiche a talune categorie di viaggiatori». Al «considerando» n. 5 viene altresì evidenziato che «molti servizi di trasporto terrestre di passeggeri che rappresentano una necessità sul piano dell'interesse economico generale non possono essere gestiti secondo una logica meramente commerciale. Occorre che le autorità competenti degli Stati membri abbiano la possibilità di intervenire per garantire la prestazione di tali servizi». Ora il raggiungimento dei sopra menzionati obiettivi, sanciti a livello europeo, in Italia appare assai remoto, considerando che al contrario si assiste all'interno del Paese a un aumento del divario in termini di infrastrutture e di servizi tra il Nord e il Sud, con notevole aggravio dei problemi della mobilità, in particolare nelle regioni insulari e comunque meno dotate dal punto di vista delle infrastrutture e dei servizi di trasporto. Si aggiunga peraltro che la peculiarità delle aree insulari è stata presa in considerazione anche dal Trattato di Amsterdam, che riconosce come queste regioni soffrano, a motivo proprio della loro insularità, di svantaggi strutturali il cui perdurare ostacola il generale sviluppo economico e sociale. In questo senso occorre tenere conto che, per quanto attiene il traffico passeggeri via mare, nell'ottica di tutelare la continuità territoriale, vige il regolamento (CE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004. Il regolamento in questione introduce un regime di assistenza e di compensazione economica per i casi di cancellazione del viaggio e di lunghi ritardi (articolo 16 e seguenti), che tende a dilatarsi a tutte le ipotesi di regolamentazione del trasporto di persone. A rafforzare il concetto di continuità territoriale, vi è l'articolo 16 del regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, che è una delle poche norme dell'Unione europea che fa riferimento specifico alla condizione delle isole, essendo tale condizione sufficiente a una serie di deroghe possibili al superamento della riserva di cabotaggio e al libero mercato. La presenza di un'isola infatti può prevedere l'imposizione di oneri di servizio per il trasporto passeggeri via mare, sia pure con caratteristiche un po’ diverse, e senza esclusività, rispetto a quelle previste in tema di trasporto aereo dall'articolo 16 del citato regolamento (CE) n. 1008/2008. Con il presente disegno di legge pertanto, all'articolo 1, si individua tra le finalità il conseguimento della continuità territoriale delle aree metropolitane di Messina e di Reggio Calabria, disponendo l'adozione di un decreto da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, contenente l'imposizione degli oneri obbligatori di servizio pubblico a favore dei residenti per trasporto passeggeri e autoveicoli dal porto di Messina ai porti di Reggio Calabria o di Villa San Giovanni. L'articolo 2 individua le categorie che possono usufruire di tariffe agevolate, compensate dagli oneri obbligatori di servizio pubblico. L'articolo 3 dispone la convocazione di una conferenza di servizi che definisca i contenuti dell'onere di servizio imposto ai vettori. L'articolo 4 prevede che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, individui annualmente le risorse da destinare alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione della legge.. 1 (Finalità) 1 Al fine di realizzare la continuità territoriale tra l'area metropolitana di Messina e l'area metropolitana di Reggio Calabria, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dispone l'imposizione di oneri obbligatori di servizio pubblico, come stabiliti dalla conferenza di servizi di cui all'articolo 3, relativamente ai servizi di trasporto marittimo di persone e veicoli, effettuati tra il porto di Messina e i porti di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni. 2 (Beneficiari) 1 Possono godere della riduzione delle tariffe, compensate dagli oneri obbligatori di servizio pubblico, i cittadini residenti nei territori nelle aree metropolitane di Messina e di Reggio Calabria. 3 (Conferenza di servizi) 1 Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il presidente della Regione siciliana e il presidente della regione Calabria, su delega del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, indicono una conferenza di servizi con la partecipazione delle medesime regioni, delle amministrazioni pubbliche e delle società di trasporto marittimo interessate. 2 La conferenza di servizi definisce i contenuti dell'onere di servizio in relazione: a alle tipologie e ai livelli tariffari; b ai soggetti che usufruiscono di agevolazioni; c al numero dei traghettamenti; d agli orari dei traghettamenti; e alle tipologie dei natanti; f alla capacità dell'offerta; g all'entità dell'eventuale copertura finanziaria da porre a carico del bilancio dello Stato. 3 Ai sensi del regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, la decisione di imporre gli oneri di servizio pubblico relativi ai servizi di trasporto marittimo sulle rotte tra il porto di Messina e quelli di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni è comunicata alla Commissione europea. 4 (Disposizioni finanziarie) 1 Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, individua, in sede di legge di bilancio annuale, le risorse da destinare all'attuazione della presente legge. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.