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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 261 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,30). Si dia lettura del processo verbale. TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia (Relazione orale) Seguito della discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1925. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale, hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del relatore e il Governo ha posto la questione di fiducia sull'emendamento 1.900, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sull'emendamento 1.900, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Chiedo al rappresentante del Governo se intende recepire il parere della Commissione bilancio. CASTALDI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo recepisce. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, Governo, se fossimo a scuola l'insegnante mi direbbe che sono ripetitiva. Ma tant'è, siamo alle solite, con i Governi Conte che sembrano caratterizzati dalla figura retorica della ripetizione. Anche oggi, per l'ennesima volta, ci troviamo a votare l'ennesima fiducia al Governo su un decreto-legge che sarebbe dovuto essere una delle ancore di salvezza per il nostro Paese, ma che in realtà è ancora un'occasione persa; un provvedimento con le caratteristiche dell'urgenza, ma che invece fa capire quanto sia ampio il gap tra l'azione del Governo e la realtà dei gravi problemi del nostro Paese, che richiedono invece interventi urgenti e soluzioni. Nella realtà dei fatti la maggioranza copre con l'ideologia le vere motivazioni del proprio operato; si serve dell'emergenza, in particolare dello stato di emergenza, per garantire la sopravvivenza del Governo, ma non riesce ad assumere poi decisioni nette e coraggiose sulle questioni essenziali, anche perché le diverse componenti non sono d'accordo proprio su nulla. Ad oggi il Governo cosa ha concluso? Alitalia, Ilva, Atlantia, TAV sì, TAV no, MES sì, MES no, tavoli di crisi aziendali irrisolte: sono questioni non affrontate tempestivamente, aggravatesi casomai con la crisi in corso, rimaste irrisolte e divenute veri tormentoni. Le previsioni sono allarmanti: il PIL è previsto in forte calo, idem la produzione industriale; i consumi interni sono fermi, mentre il debito pubblico raggiunge quota 158 per cento sul PIL. Qual è la risposta? Pronte nove milioni di cartelle esattoriali per accertamenti, aumento di bollette, misure non finanziate a sufficienza, tasse non prorogate né tantomeno diminuite. La priorità rimane il lavoro. Secondo la CGIA di Mestre, entro la fine dell'anno saranno persi circa 3,6 milioni di posti di lavoro, ma non ci possiamo stupire; non vi sono investimenti shock sulle imprese e il mondo del lavoro continua a essere ingessato quando invece sarebbe opportuno poter creare più possibilità. Anche in questa occasione non sono state accolte le nostre proposte per renderlo più snello e flessibile: dall'abolizione delle causali all'addizionale per le proroghe dei contratti a tempo determinato all'inserimento dei voucher , all'introduzione di veri incentivi non solo per le assunzioni, ma anche per il mantenimento dei posti di lavoro. Il problema è che non vi sono progetti né a medio né a lungo termine. La mentalità di questo Governo è di tipo assistenzialista, e non propensa a investire per far girare l'economia e creare PIL. (Applausi). Non si risolvono strutturalmente i problemi dell'occupazione; si aumenta la spesa corrente e il deficit , si creano le premesse per il definitivo fallimento di migliaia di imprese: o si programmano interventi strutturali lungimiranti, non limitati a vecchi progetti di opere tirate fuori e rispolverate dai cassetti ministeriali, oppure non ci sarà futuro. Qualche buona idea ogni tanto appare, ma poi viene realizzata in modo improprio rischiando di mettere a repentaglio interi settori. Cito l'ecobonus e il sismabonus al 110 per cento del decreto-legge rilancio: di per sé una buona soluzione per rilanciare l'intero comparto dell'edilizia, ma il problema è che la misura ancora non parte. Sono mesi che il settore non lavora perché i committenti sono in attesa del superbonus, per poi scoprire che il provvedimento implica pali e paletti e tanta, tanta burocrazia che ne limiterà enormemente la portata. Il Governo Conte basa i suoi progetti futuri sulle risorse provenienti dal recovery fund ; peccato che l'Esecutivo sia molto indietro sui piani.