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In questo quadro l'INPS, già coinvolto nella materia per la gestione delle prestazioni economiche agli invalidi civili, con la sua struttura capillarmente organizzata per la riscossione dei contributi previdenziali e l'erogazione delle relative prestazioni, dotata di propri servizi medico-legali, organicamente collegata anche per via telematica con i servizi delle ASL, appare l'istituto più idoneo alla gestione finanziaria, controllo e monitoraggio del sistema e alla sperimentazione, su indicazione delle regioni interessate, di modelli innovativi di assistenza anche alla luce delle tante esperienze promosse negli ultimi anni, tra queste l' Home Care Premium dell'ex INPDAP, nel campo della domiciliarità, telemedicina, demotica, gerontechnology , ecc. A differenza di quanto avviene nei più avanzati ed organizzati sistemi assistenziali europei, la principale misura attualmente in vigore per la non autosufficienza, l'indennità di accompagnamento, non tiene conto dei diversi gradi di dipendenza e delle diverse tipologie di intervento necessarie a fronteggiare bisogni assistenziali complessi. Non considera altresì le differenti condizioni familiari ed ambientali nell'ambito delle quali si sviluppano le specifiche azioni assistenziali. Il sistema tedesco, in particolare, prevede quattro diversi livelli di gravità cui corrispondono interventi differenziati il cui costo varia dai 450 ai 1.918 euro al mese. Il diritto alle prestazioni è frutto di valutazioni mediche e non fa riferimento al reddito, anche per evitare che la non autosufficienza determini un peggioramento delle condizioni economiche e sociali delle famiglie. Delle condizioni reddituali si tiene conto invece in Francia, dove le prestazioni, anche qui commisurate alla gravità delle condizioni psicofisiche, vanno ben oltre i 1.000 euro mensili. In ambedue i sistemi vengono privilegiati gli interventi a domicilio, puntando prioritariamente su trasferimenti economici a sostegno alle reti familiari e territoriali, su buoni servizio, cercando così di arginare i ricoveri in strutture residenziali socio-sanitarie. Al modello tedesco si è ispirata la provincia autonoma di Bolzano che ha recentemente adottato chiare misure legislative che prevedono assegni di cura rapportati alla gravità del bisogno assistenziale, su quattro livelli, fino ad un massimo di 1.800 euro al mese. L'assegno di cura è destinato a garantire un'assistenza di base. Deve essere utilizzato per remunerare gli operatori o gli stessi familiari per l'assistenza prestata, nonché per l'utilizzo dei necessari servizi assistenziali. Con un meglio articolato e più robusto Fondo in tutto il Paese, non solo nelle province autonome, si potrebbe attivare una rete più moderna ed affidabile di interventi. Un sistema universalistico di assistenza in un mix moderno e dinamico di prestazioni formali ed informali, nel quadro di sussidiarietà orizzontale e verticale previsto dal nostro ordinamento. Una gamma di prestazioni, differenziate sulla base di quattro livelli di gravità e di dipendenza e della situazione reddituale familiare per gli anziani non autosufficienti, con importi fino a 1.800 euro al mese, in un sistema che potrà prevedere trasferimenti monetari, buoni servizio, assistenza domiciliare, rimborso della quota sociale per il ricovero in RSA sulla base delle reali necessità assistenziali. Un siffatto Fondo, oltre che migliorare la tutela socio-sanitaria delle persone disabili o anziane non autosufficienti, può contribuire a riequilibrare l'intero sistema di welfare determinando consistenti risparmi su altre voci di spesa pubblica, in particolare sulla sanità. Un moderno welfare che eroghi adeguate prestazioni di sostegno e di assistenza alle persone non autosufficienti non può non determinare riflessi importanti sui livelli occupazionali. Del resto già oggi le famiglie si avvalgono generalmente di badanti ed assistenti familiari, che hanno superato quota 750.000, prevalentemente di origine straniera. Un fenomeno in buona parte irregolare e sommerso, che richiederebbe politiche di integrazione, sgravi fiscali, sostegno alla domanda. È quanto avvenuto in gran parte dei Paesi europei. Nel nord Europa i servizi domiciliari raggiungono in media il 13 per cento degli anziani. In Germania, sostenuto dal quarto pilastro assicurativo, si è registrato un forte incremento di assistenza domiciliare, ne usufruisce quasi il 10 per cento della popolazione anziana, il doppio della media delle regioni italiane. Ma anche in Spagna, dove le misure adottate a sostegno della non autosufficienza hanno determinato nel settore dell'assistenza a domicilio un incremento di ben 300.000 posti di lavoro. Analogo processo è ormai consolidato in Francia dove i servizi raggiungono a domicilio più dell'8 per cento degli ultrasessantacinquenni.. 1 (Fondo per la non autosufficienza) 1 Nel rispetto degli articoli 3, 38, 117, secondo comma, lettera m) , e 119 della Costituzione e in attuazione dei princìpi di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, e alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di incrementare il sistema di protezione sociale e di cura per le persone con disabilità e per gli anziani non autosufficienti, è istituito presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) il Fondo per la non autosufficienza, di seguito denominato « Fondo ». 2 Ai fini della presente legge sono considerate non autosufficienti le persone che, per una minorazione singola o plurima, hanno subìto una riduzione dell'autonomia personale tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione. 3 Il comma 1264 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è abrogato. Il Fondo per le non autosufficienze, istituto ai sensi del medesimo comma 1264 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006, è soppresso. 2 (Finalità del Fondo) 1 Ferme restando le competenze del Servizio sanitario nazionale in materia di prevenzione, di cura e di riabilitazione delle patologie acute e croniche da cui può derivare una condizione permanente di non autosufficienza, il Fondo è destinato ad erogare indennità e buoni servizio commisurati alla gravità del bisogno per la fruizione di prestazioni sociali nell'ambito di quanto stabilito nel programma assistenziale definito in sede di distretto socio-sanitario, ai sensi dell'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, allo scopo di garantire ai soggetti non autosufficienti assistenza e sostegno, prioritariamente a domicilio, e di migliorarne la vita di relazione. 2 Le prestazioni assistenziali sono garantite dalla presente legge al titolo della minorazione e sono commisurate al livello di gravità, non sono sostitutive di quelle sanitarie e sono finalizzate alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell'assistenza integrata socio-sanitaria, ai sensi dell'atto di indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001. 3 In sede di prima attuazione e per un periodo di sperimentazione di tre anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati tre livelli di gravità e i seguenti importi mensili: a I livello: 508 euro, indennità al titolo della minorazione; b II livello: 900 euro, buono servizio; c III livello: 1.350 euro, buono servizio.