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Il testo si ripropone di rafforzare e ribadire il principio di responsabilità degli enti locali nell'intervenire attraverso la rimozione del pericolo di danno ambientale, la messa in sicurezza ed infine la bonifica per tutelare il territorio e la salute degli abitanti dettando, in caso di mancata ottemperanza alla diffida da parte dell'effettivo responsabile, tempi precisi per tali interventi con azione di rivalsa nei confronti del responsabile e svincolando le somme a tanto occorrenti dal patto di stabilità interno. Si è predisposto l'obbligo per ogni ente locale di rendere pubbliche, in applicazione del principio di precauzione, nel proprio sito le notizie riguardanti le criticità ambientali del territorio di competenza, al fine di evitare che cittadini ignari possano subire pericolose conseguenze negative. Si stabilisce altresì l'obbligo di formazione di tutto il personale operativo delle Direzioni e l'attribuzione ad esso di funzioni di polizia giudiziaria per ottimizzare il lavoro svolto. Il disegno di legge prevede la possibilità di attivare una sezione locale interforze ambientale presso la prefettura del luogo interessato, in caso di zone particolarmente esposte a reati ambientali, denominate siti ad alto rischio ambientale. Esso tende, inoltre, a rafforzare il sistema di accesso ai dati ambientali, in attuazione di un'esigenza fortemente sentita dalla popolazione e spesso di fatto negata. Pertanto, si prevede il funzionamento a pieno regime ed in tempo reale del sistema informativo nazionale ambientale (SINAnet), attualmente poco utilizzato, affidandone la gestione all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) nonché l'esenzione dal contributo unificato per i ricorsi al TAR avverso il diniego di accesso agli atti in materia ambientale. È quindi disposta la pubblicazione di un elenco di tutte le aziende e rispettive persone fisiche rappresentanti che siano risultate responsabili di reati ambientali, prevedendo la loro esclusione da finanziamenti, incentivi e contributi pubblici nonché il divieto di partecipazione alle gare indette dalla pubblica amministrazione. Partendo dalla constatazione di notevoli differenze economiche su attività identiche nelle diverse regioni italiane, sono infine dettate specifiche disposizioni per rendere omogenei su tutto il territorio nazionale i regimi tariffari delle ARPA locali. Anche in considerazione della approvazione da parte della Camera dei deputati di una proposta di legge avente ad oggetto la istituzione di un Sistema nazionale per la prevenzione e la protezione dell'ambiente, che appare necessario integrare per i profili sopra esposti, si auspica, pertanto, un celere e positivo esame del presente disegno di legge.. 1 (Direzione nazionale e direzioni distrettuali ambiente e salute) 1 Al fine di costituire un efficace sistema nazionale di controllo ambientale e di integrare e coordinare il lavoro svolto in tale ambito dalle singole procure sono istituite la Direzione nazionale ambiente e salute e le direzioni distrettuali ambiente e salute. 2 La Direzione nazionale ambiente e salute (DNAS) è istituita nell'ambito della Procura generale presso la Corte di cassazione con il compito di coordinare, in ambito nazionale, le indagini relative ai reati ambientali. 3 La DNAS è diretta dal Procuratore nazionale ambiente e salute, nominato dal Consiglio superiore della magistratura e sottoposto alla vigilanza del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, che riferisce al Consiglio superiore della magistratura in merito alla attività svolta e ai risultati conseguiti dalla DNAS e dalle direzioni distrettuali, istituite ai sensi del comma 5. Il Procuratore nazionale svolge funzioni di coordinamento delle direzioni distrettuali ed esercita i poteri di cui all'articolo 371- bis del codice di procedura penale, in quanto compatibili. 4 Alla DNAS sono addetti, quali sostituti procuratori, almeno dieci magistrati esperti nella trattazione di procedimenti relativi alla criminalità ambientale, organizzata e non. 5 La direzione distrettuale ambiente e salute (DDAS) è costituita dal procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo di ciascun distretto di corte d'appello nell'ambito del proprio ufficio, e svolge le funzioni di pubblico ministero in primo grado in relazione ai reati, consumati o tentati, contro l'ambiente, la salute e la sicurezza sul lavoro e comunque in relazione ad ogni attività abusiva che arrechi danno all'ambiente o alla salute. 6 Alla DDAS è preposto il procuratore distrettuale o un magistrato da questi designato come procuratore aggiunto. Il procuratore distrettuale, sentito il Procuratore nazionale ambiente e salute, designa i magistrati addetti alla DDAS. 7 La DNAS e le DDAS si avvalgono, per l'esercizio delle attività di indagine, delle strutture e del personale della Direzione investigativa ambiente e salute, di cui all'articolo 2. Al fine di ottimizzare le predette attività, i magistrati addetti alle DDAS possono accedere direttamente a tutte le banche dati disponibili alle Forze di polizia, ivi compresa l'Anagrafe tributaria. 8 Presso la DNAS è istituita una banca dati informatica investigativa, il cui accesso è riservato unicamente al personale appartenente alle direzioni distrettuali e investigative ambiente e salute. La banca dati è gestita dalla DNAS ed in essa confluiscono tutti gli atti e gli accertamenti compiuti dai soggetti preposti in relazione ai reati e alle attività di cui al comma 5. 9 Restano ferme le competenze della Direzione nazionale antimafia, delle direzioni distrettuali antimafia e della Direzione investigativa antimafia. Spetta alla DDAS la competenza per il reato di attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti di cui all'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Qualora il reato ambientale si configuri come reato di stampo mafioso, la DNAS e le DDAS sono tenute a trasmettere immediatamente gli atti anche alle corrispettive Direzioni nazionale e distrettuali antimafia, ai fini della cooperazione nelle indagini. 2 (Direzione investigativa ambiente e salute) 1 È istituita, nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza, la Direzione investigativa ambiente e salute (DIAS), con il compito di svolgere le specifiche attività investigative attinenti alla lotta contro i crimini ambientali. 2 La Direzione centrale della DIAS, con sede a Roma, è articolata nei seguenti reparti: a investigazioni preventive; b investigazioni giudiziarie; c accertamenti tecnici. 3 Sono preposti alla Direzione centrale: a un direttore; b due vice direttori, uno dei quali con funzioni vicarie; c tre commissari, supervisori per ciascun reparto di cui al comma 2; d un commissario per i profili amministrativo-logistici; e un commissario per le risorse umane. 4 La DIAS è articolata in sedi territoriali, alle quali sono preposti un commissario, in qualità di dirigente e due o più funzionari, in qualità di vice dirigenti. Le sedi territoriali sono individuate con il regolamento di cui al comma 5, tenuto conto delle peculiarità del territorio e del numero di procedimenti pendenti per reati ambientali, ottimizzando l'utilizzo delle risorse materiali già nella disponibilità dei vari enti o Forze dell'ordine.