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ha precisato, altresì, che le assunzioni riguarderanno 4.000 persone per le Regioni e 6.000 per lo Stato "centrale", aggiungendo inoltre che, quando il Governo inizierà ad elargire (attraverso l'emissione di carte di credito postali) gli importi previsti per tale sussidio pubblico (a suo dire a partire da aprile 2019), le imprese si rivolgeranno a un centro per l'impiego o a un destinatario del reddito o a un'agenzia privata oppure per l'appunto, a un navigator , per assumere il soggetto interessato; l'interrogante al riguardo evidenzia che le dichiarazioni del Ministro, oltre a destare sconcerto e perplessità, in relazione alle affermazioni sostenute negli anni scorsi dalla forza politica alla quale egli appartiene, in riferimento alla meritocrazia e alla trasparenza (evidentemente propagandistiche ed attualmente pertanto non più considerate), appaiono fortemente penalizzanti nei riguardi di tali tutor , considerato che, con ogni probabilità, le assunzioni dirette nei loro riguardi causeranno un'ulteriore sacca di precariato, come dichiarato dalla stessa Anpal servizi, oltre ad aumentare la confusione sulle competenze in merito alla gestione e agli interventi, al momento sconosciute; l'interrogante evidenzia, altresì, come ulteriori profili di criticità che si rinvengono dalle dichiarazioni del Ministro riguardino le modalità con le quali avverranno tali assunzioni, ovvero senza alcuna procedura di concorso pubblico, considerato che l'Agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro è un ente di diritto pubblico e che pertanto, ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione, è necessario il superamento di un pubblico concorso, che costituisce la regola generale su cui si basa l'instaurazione di un rapporto di impiego con la pubblica amministrazione; la necessità di opportuni e indispensabili chiarimenti in relazione a quanto esposto appare pertanto urgente, a parere dell'interrogante, al fine di evitare possibili assunzioni clientelari, nonché l'adempimento di meccanismi assunzionali "a chiamata diretta", che si configurano evidentemente illegittimi, in quanto basati su criteri non previsti dal dettato costituzionale, oltre che il rischio in prospettiva di un danno erariale su possibili risarcimenti di danno per l'abuso di contratti a termine, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se intendano confermare che le modalità di selezione dei navigator siano basate su un semplice colloquio di lavoro; se non convengano che ciò rischi di determinare un'assoluta discrezionalità in palese dispregio dei criteri di meritocrazia e di trasparenza tanto decantati, oltre a rivelarsi illegittimo; quali valutazioni, infine, intendano esprimere in merito all'impatto che l'assunzione di questi navigator avrà sul sistema dei centri per l'impiego. Atto n. 4-01152 IANNONE Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: uno pneumatico è composto da idrocarburi (carbonio e idrogeno), nero fumo (carbonio), molecole azotate (antiossidanti), che rallentano l'azione ossidante dovuta all'ossigeno, all'ozono e alla degradazione in servizio, causata dal calore, che si sviluppa durante il rotolamento, rallentandone l'invecchiamento e aumentandone la durata; gli acceleranti e lo zolfo servono essenzialmente per completare la vulcanizzazione nel confezionamento dello pneumatico ed alcuni utilizzano anche la silice; c'è un fattore d'inquinamento ambientale totalmente assente nella letteratura specifica e nei dibattiti: quello dovuto all'usura degli pneumatici, ossia alla perdita, sotto forma di pulviscolo e microparticelle, della parte del battistrada che si riversa sulle strade asfaltate e da queste, trasportate dal vento e dall'acqua, nelle falde sotterranee e, tramite le acque superficiali, nel mare; le polveri microscopiche entrano nei polmoni degli esseri viventi; a causa della particolare resistenza all'azione dei microrganismi, gli pneumatici impiegano più di 100 anni prima di distruggersi nelle discariche e, per la loro forma e massa volumetrica, essi tendono a galleggiare sugli altri rifiuti rendendo difficile la compattazione; si quantifica che in Italia, ogni anno, vengano prodotte 300.000 tonnellate di pneumatici fuori uso (PFU) e, calcolando che uno pneumatico perde circa il 20 per cento del proprio peso a causa dell'usura, si ottiene una quantità di materiale disperso nell'ambiente pari a circa 75.000 tonnellate e questo equivale a 11.250 autotreni e a un volume, dato il loro basso peso specifico, pari 10 campi di calcio alti 9 metri, si chiede di sapere se sia intenzione del Governo porre un'attenzione specifica a tale problema e quali azioni intenda eventualmente realizzare per monitorare questa forma di inquinamento per tutelare la salute dei cittadini. Atto n. 4-01153 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: dopo i tanti record positivi legati soprattutto alla movimentazione delle merci, da pochi giorni il porto di Salerno può fregiarsi di un nuovo primato, questa volta decisamente meno lusinghiero: quello di essere diventato il secondo scalo marittimo in Italia per sequestri di carichi di cocaina; lo ha certificato il Ministero dell'interno nella relazione trasmessa al Parlamento "sull'attività delle forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata"; nel 2017 sono stati sequestrati in Italia stupefacenti per 114.588,60 chilogrammi, di cui 33.126,97 (28,91 per cento) presso le aree di frontiera; nello stesso anno sono stati sequestrati 4.104,07 chili di cocaina (con un calo del 12,8 per cento rispetto ai 4.710,75 chili del 2016); i sequestri frontalieri sono stati pari a 2.607 chili (7,14 per cento in più rispetto ai 2.433,76 chili del 2016); le maggiori quantità di cocaina sono state sequestrate proprio in ambito frontaliero marittimo; continua ad aumentare il volume di traffico di questa sostanza sulle rotte marittime, sottolinea il Ministero, talvolta privilegiandone l'introduzione direttamente sul territorio nazionale, più che mediante il transito dalla Spagna o dal nord Europa, consuete aree di ingresso, transito e stoccaggio della cocaina destinata al mercato europeo; la cocaina arriva in Italia soprattutto attraverso i porti del versante occidentale, proveniente sia direttamente dalle zone di produzione del sud America, che transitante dai Paesi dell'Africa occidentale; in questo contesto il porto di Gioia Tauro si conferma come la principale area di ingresso di tale stupefacente: nel 2017 presso questa aerea portuale sono stati sequestrati 1.912,22 chilogrammi di cocaina (80,98 per cento del totale dei sequestri in questo ambito frontaliero); subito dopo lo scalo di Gioia Tauro c'è Salerno (110 chili sequestrati nel 2017), e poi Genova (94,25 chili); i carichi di cocaina arrivano lo più da Brasile (931,58 chili), Cile (386,47), Usa (307,96), Ecuador (178,61) e Costarica (148,67 chili);