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2 I comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici possono concludere accordi di programma per la realizzazione di proposte e iniziative di rilevante interesse pubblico di cui al comma 1 del presente articolo solo se conformi agli strumenti di tutela del paesaggio e di pianificazione urbanistica. 3 Nei casi di cui al comma 2, le variazioni degli strumenti di pianificazione urbanistica, ove necessarie, sono adottati nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 6, attraverso i procedimenti ordinari di variante urbanistica previsti dalle leggi regionali. 4 Gli strumenti di concertazione, negoziazione e semplificazione amministrativa, compresi gli accordi di programma di cui all'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e la conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, non possono derogare ai regolamenti e agli strumenti urbanistici adottati o approvati secondo la normativa vigente, tranne che nel caso di interventi infrastrutturali e urbanizzazioni pubbliche da eseguire su aree di proprietà pubblica, per la cui realizzazione è necessario l'avvio di azioni di informazione e partecipazione diretta dei cittadini residenti nei territori coinvolti, di durata non inferiore a dodici mesi. 9 (Censimento degli immobili inutilizzati all'interno del territorio comunale) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni eseguono il censimento degli immobili sfitti, non utilizzati o abbandonati esistenti nel proprio territorio, individuandone le caratteristiche e le dimensioni. 2 Per ciascun immobile è acquisito il certificato catastale ed è indicata la destinazione d'uso, che sono iscritti con gli altri dati in un archivio elettronico degli immobili inutilizzati. 10 (Censimento degli immobili di proprietà pubblica) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e le università agrarie, che siano a qualsiasi titolo proprietari di immobili, redigono l'elenco degli immobili di loro proprietà, compresi i terreni destinati ad uso civico e i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, suddivisi in appositi elenchi sulla base dell'effettiva assegnazione a soggetti terzi. 2 Per ciascun immobile è acquisito il certificato catastale ed è indicato l'uso al quale l'immobile è adibito, con specifica distinzione tra gli immobili utilizzati per fini istituzionali, gli immobili concessi in locazione o in uso e gli immobili inutilizzati. 3 Per gli immobili concessi in locazione o in uso sono indicati il titolare del contratto di locazione o del titolo di concessione e le condizioni economiche del contratto medesimo. 4 L'elenco è trasmesso al Ministero dell'economia e delle finanze entro il termine stabilito dal comma 1. 11 (Censimento degli immobili di proprietà privata utilizzati dalle amministrazioni pubbliche) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, nonché le università agrarie, redigono l'elenco degli immobili di proprietà privata da essi utilizzati sulla base di contratto di locazione passiva. 2 Per ciascun immobile è acquisito il certificato catastale ed è indicato l'uso al quale l'immobile è adibito. 3 Per ciascun immobile sono indicate le condizioni economiche del contratto di locazione. 4 L'elenco è trasmesso al Ministero dell'economia e delle finanze entro il termine stabilito dal comma 1. 12 (Disposizioni concernenti l'utilizzazione e l'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico) 1 Le informazioni raccolte in attuazione degli articoli 10 e 11 sono rese pubbliche mediante l'inserimento in un archivio informatico consultabile attraverso il sito internet del Ministero dell'economia e delle finanze e il sito internet del comune, ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32, e del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. 2 Il Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con le amministrazioni o gli enti interessati, redige per ogni amministrazione o ente titolare di contratti di locazione passiva di immobili, di cui all'articolo 11, un piano di ricollocazione delle sedi per lo svolgimento delle attività istituzionali mediante l'utilizzazione degli immobili di proprietà pubblica di cui all'articolo 10. 13 (Uso sociale del patrimonio immobiliare pubblico) 1 I comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici proprietari di immobili non utilizzabili a fini istituzionali redigono il piano di utilizzazione dei medesimi immobili prevedendone la destinazione, sulla base delle loro caratteristiche, ad usi produttivi a favore di nuove imprese giovanili, ad associazioni o, nei casi di grave disagio abitativo, alla soddisfazione di fabbisogni residenziali. 2 Gli enti e le amministrazioni di cui al comma 1 rendono noti al pubblico, nelle forme più efficaci per assicurarne la conoscenza, la disponibilità degli immobili e il piano di utilizzazione predisposto. 3 Decorsi due anni dalla prima pubblicazione di ciascun piano di utilizzazione, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito l'ente o l'amministrazione interessato, può redigere un piano di vendita degli immobili pubblici non utilizzati per fini istituzionali o per gli usi previsti dal comma 1. 4 È vietata l'alienazione di immobili di cui all'articolo 10 prima dell'approvazione del piano di vendita di cui al comma 3 del presente articolo. 14 (Tutela del territorio non urbanizzato) 1 Le leggi regionali assicurano che gli stamenti di pianificazione non consentano nuove costruzioni né ampliamenti di edifici nelle aree che costituiscono il territorio non urbanizzato, ad eccezione degli interventi strettamente funzionali all'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale, nel rispetto di parametri specifici determinati in relazione alla qualità e all'estensione delle colture praticate e alla capacità produttiva prevista, comprovate da piani di sviluppo aziendali o interaziendali ovvero da piani equipollenti previsti dalla normativa vigente. 2 Le leggi regionali dispongono che le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici siano destinate a specifica sottozona agricola con vincolo di inalienabilità e di inedificabilità dei manufatti non strettamente funzionali all'esercizio delle attività agro-silvo-pastorali, nonché di eliminazione della sdemanializzazione di tali aree, da assegnare a cooperative di giovani disoccupati residenti nel comune di competenza.