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L'articolo 4 stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni, personali gravi o gravissime, cagionate a soggetti esercenti una delle professioni summenzionate o a soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell'esercizio delle relative professioni o attività. L'articolo 5 inserisce tra le circostanze aggravanti dei delitti commessi con violenza o minaccia l'aver agito in danno di uno dei soggetti summenzionati, a causa o nell'esercizio della relativa professione o attività. L'articolo 6 esclude, nei casi in cui siano commessi con violenza o minaccia in danno dei soggetti summenzionati nell'esercizio delle loro funzioni, i reati di percosse e lesione personale dall'ambito delle fattispecie punibili solo a querela della persona offesa. L'articolo 7 prevede l'adozione di misure di prevenzione - intese a stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia - da parte delle strutture in cui opera il personale sanitario e sociosanitario. L'articolo 8 prevede l'istituzione della "Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari". L'articolo 9 commina una sanzione amministrativa pecuniaria per l'ipotesi di condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o sociosanitaria o che svolga attività ausiliarie delle medesime. L'articolo 10 reca le clausole di invarianza finanziaria. Più in dettaglio, l'articolo 1 - inserito dalla Camera - esplicita che, ai fini della presente legge, per l'individuazione dell'ambito delle professioni sanitarie e sociosanitarie trovano applicazione le norme generali in materia. ln base a tali norme e al relativo stato di attuazione, le professioni sanitarie sono al momento quelle riservate agli iscritti agli albi professionali degli ordini: dei medici-chirurghi e degli odontoiatri; dei veterinari; dei farmacisti; dei biologi; dei fisici e dei chimici; delle professioni infermieristiche; della professione di ostetrica; dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione; degli psicologi. Le professioni sociosanitarie comprendono - in base allo stato di attuazione della relativa disciplina - i profili professionali di operatore sociosanitario, assistente sociale, sociologo ed educatore professionale. L'articolo 2 del disegno di legge demanda ad un decreto ministeriale l'istituzione, presso il Ministero della salute, del suddetto Osservatorio nazionale e la definizione della durata e della composizione dello stesso, nonché delle modalità con le quali l'organismo riferisce - annualmente - sugli esiti della propria attività ai Dicasteri interessati. Il comma 1 prevede infatti un decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Riguardo alla composizione dell'organismo, la Camera ha introdotto la prescrizione che la metà dei membri deve essere costituita da donne ed ha inserito tra di essi i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale ed un rappresentante dell'INAlL. Tali membri si aggiungono agli altri già previsti nella versione approvata in prima lettura dal Senato, costituiti da: rappresentanti delle Regioni; un rappresentante dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) (per le finalità di cui ai commi 2 e 3); rappresentanti dei Ministeri dell'interno, della difesa, della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali; rappresentanti degli ordini professionali interessati, delle organizzazioni di settore e delle associazioni di pazienti. Riguardo ai compiti dell'Osservatorio, la Camera ha operato alcune integrazioni. In base ad esse: il compito (di cui alla lettera d) del comma 2) di monitorare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione contemplate dalla disciplina in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro viene integrato con la previsione che l'Osservatorio promuova l'utilizzo di strumenti di videosorveglianza. Riguardo al compito (di cui alla lettera e) del comma 2) di promuovere la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie, si prevede che tali indicazioni facciano riferimento anche alla forma del lavoro in équipe ; si introduce il compito di promuovere lo svolgimento di corsi di formazione per il personale medico e sanitario, intesi alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti (lettera f) ). Si ricorda che gli altri compiti attribuiti all'Osservatorio - non oggetto di modifiche da parte della Camera - sono i seguenti: monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, anche acquisendo i dati regionali relativi all'entità e alla frequenza del fenomeno ed alle situazioni di rischio o di vulnerabilità nell'ambiente di lavoro (lettera a) del comma 1 e commi 2 e 3). Tali dati sono acquisiti con il supporto dell'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità-istituito, presso l'Agenas, ai sensi dell'articolo 3 della legge 8 marzo 2017, n. 24, e del decreto ministeriale 29 settembre 2017 - e degli ordini professionali. In particolare, si prevede (comma 3) che l'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità trasmetta tramite l'Agenas al nuovo Osservatorio i dati in materia acquisiti dai Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente (istituiti ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della citata legge monitorare gli eventi sentinella che possano dar luogo a fatti commessi con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (lettera b) del comma 1); promuovere studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti (lettera c) del comma 1). Si ricorda altresì che, in base a norme del presente articolo 2 non modificate dalla Camera: l'Osservatorio è istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (comma 1 citato); la partecipazione al medesimo non dà diritto alla corresponsione di alcun rimborso o emolumento, comunque denominato; l'Osservatorio si rapporta (comma 2 citato), per le tematiche di comune interesse, con il suddetto Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, avente come ambito di osservazione il rischio sanitario e le buone pratiche per la sicurezza delle cure il Ministro della salute (comma 4) trasmette annualmente al Parlamento, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, una relazione sull'attività svolta dal nuovo Osservatorio.