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Se prima eravamo poco rilevanti, con questa vicenda, diventata ostaggio della politica interna indiana, ci siamo screditati totalmente davanti a tutti gli osservatori esteri. Il caso giudiziario e diplomatico naturalmente resterà aperto. Quello che non può accadere è che gli autori di questa confusa e, a dir poco, mal gestita vicenda restino senza nome. In questo senso, si propone di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta volta a individuare le responsabilità politiche di chi ha assunto decisioni tanto gravi e tanto sbagliate a Parlamento sciolto e a urne aperte e, in particolare, di chi il 22 marzo 2013 ha deciso di consegnare i marò alle autorità indiane nonostante quanto prescritto dal nostro codice penale, dalla Costituzione e da due sentenze della Corte costituzionale che si riferiscono proprio all'alibi di de Mistura e di Monti che giustificarono la loro decisione con una garanzia scritta del Governo di New Delhi sulla non pena di morte. Non sappiamo se si è consumato un reato, ma questa gestione del «caso marò» è di sicuro uno dei peggiori scandali della storia repubblicana recente.. 1 (Istituzione e funzioni) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare sulla condotta delle autorità nazionali nella vicenda relativa ai fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, di seguito denominata «Commissione», con il compito di indagare: a sul rispetto della normativa nazionale e internazionale da parte dei soggetti pubblici a ciò tenuti; b sulle responsabilità di chi ha assunto decisioni politiche nell'ambito della vicenda e, in particolare, di chi il 22 marzo 2013 ha deciso di consegnare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone alle autorità indiane. 2 (Durata) 1 La Commissione conclude i propri lavori entro dodici mesi dalla sua costituzione e presenta alle Camere una relazione sulle risultanze delle indagini. 3 (Composizione) 1 La Commissione è composta da venticinque senatori e da venticinque deputati scelti rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. 2 Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati d'intesa tra loro, entro dieci giorni dalla nomina dei suoi componenti convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza. 3 L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto a scrutinio segreto dalla Commissione tra i suoi componenti. Per l'elezione del presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti la Commissione; se nessuno riporta tale maggioranza si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. È eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 4 Per l'elezione, rispettivamente, dei due vicepresidenti e dei due segretari, ciascun componente la Commissione scrive sulla propria scheda un solo nome. Sono eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti si procede ai sensi del comma 3, quarto periodo. 5 Le disposizioni dei commi 3 e 4 si applicano anche per le elezioni suppletive. 4 (Audizioni a testimonianza) 1 Ferme restando le competenze dell'autorità giudiziaria, per le audizioni a testimonianza davanti alla Commissione si applicano le disposizioni degli articoli da 366 a 384- bis del codice penale. 2 Per i segreti professionale e bancario si applicano le norme vigenti. Per il segreto di Stato si applica quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 124. In nessun caso, per i fatti rientranti nei compiti della Commissione, può essere opposto il segreto d'ufficio. 3 Si applica l'articolo 203 del codice di procedura penale. 5 (Poteri e limiti) 1 La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. 2 La Commissione non può adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale. 3 La Commissione ha facoltà di acquisire, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e di documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e di documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari. L'autorità giudiziaria può trasmettere le copie di atti e documenti anche di propria iniziativa. 4 La Commissione garantisce il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia ai sensi del comma 3 siano coperti da segreto. 5 La Commissione ha facoltà di acquisire, da parte degli organi e degli uffici della pubblica amministrazione, copie di atti e di documenti da essi custoditi, prodotti o comunque acquisiti in materia attinente alle finalità della presente legge. 6 L'autorità giudiziaria provvede tempestivamente e può ritardare la trasmissione di copia di atti e di documenti richiesti, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria. Il decreto ha efficacia per sei mesi e può essere rinnovato. Quando tali ragioni vengono meno, l'autorità giudiziaria provvede senza ritardo a trasmettere quanto richiesto. Il decreto non può essere rinnovato o avere efficacia oltre la chiusura delle indagini preliminari. 7 Quando gli atti o i documenti siano stati assoggettati al vincolo di segreto funzionale da parte di altre Commissioni parlamentari di inchiesta, tale segreto non può essere opposto alla Commissione. 8 La Commissione stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione a esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. 6 (Obbligo del segreto) 1 I funzionari e il personale di qualsiasi ordine e grado addetti alla Commissione stessa e ogni altra persona che collabora con la Commissione o compie o concorre a compiere atti di inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio sono obbligati al segreto per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti di cui all'articolo 5, commi 4 e 8, se disposto dalla Commissione. 2 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, la violazione del segreto è punita ai sensi dell'articolo 326 del codice penale. 3 Salvo che il fatto costituisca più grave reato, le stesse pene si applicano a chiunque diffonda in tutto o in parte, anche per riassunto o informazione, atti o documenti del procedimento di inchiesta dei quali è stata vietata la divulgazione. 7 (Organizzazione del lavoro) 1 L'attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa prima dell'inizio dei suoi lavori. Ciascun componente può proporre la modifica delle norme regolamentari. 2 Tutte le volte che lo ritiene opportuno la Commissione può deliberare di riunirsi in seduta segreta.