[pronunce]

che avendo, pertanto, il remittente omesso di sperimentare adeguate soluzioni ermeneutiche - diverse da quella proposta - idonee a rendere la disposizione censurata esente dai prospettati dubbi di legittimità, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente inammissibile, alla luce della costante giurisprudenza di questa Corte (si vedano, da ultimo, le ordinanze n. 226, n. 205 e n. 193 del 2008). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 126-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), come modificato dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 1° agosto 2003, n. 214, nonché «della tabella punteggi in esso previsti», sollevata dal Giudice di pace di Palermo – in riferimento all'articolo 3 della Costituzione – con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 ottobre 2008. F.to: Giovanni Maria FLICK, Presidente Alfonso QUARANTA, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 10 ottobre 2008. Il Cancelliere F.to: MELATTI