[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 284 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 9,15. IN SEDE REFERENTE 2574 E 2465 - Benefici penitenziari e ergastolo ostativo DDL 2574 Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, al decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e alla legge 13 settembre 1982, n. 646, in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia DDL 2465 Modifiche all'ordinamento penitenziario in materia di concessione di benefici a condannati per determinati delitti (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 aprile. Si apre la discussione generale. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) ricorda che il testo che perviene dalla Camera modifica la disciplina per la concessione dei benefici ai condannati per i reati contenuti nell'articolo 4- bis dell'ordinamento penitenziario (cosiddetti reati ostativi). Le modifiche si sono rese necessarie anche e soprattutto alla luce delle recenti sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e della Corte costituzionale. L'intento dell'altro ramo del parlamento è stato quello di creare una disciplina ad hoc per i detenuti non collaboranti al fine di superare qualsiasi presunzione assoluta ostativa alla concessione dei benefici penitenziari. Non si può non rilevare che il testo approvato presenta contraddizioni e sovrapposizioni di norme, anche se sorretto da un fine condiviso (ma non si sa se raggiunto): mantenere le norme di contrasto al crimine organizzato alla luce dei valori della Carta costituzionale. Il comma 1 mantiene il requisito della collaborazione per l'ottenimento dei benefici. Ricorda che sino ad ora l'elemento della collaborazione è stato un elemento cruciale nella lotta alla mafia: non si sarebbe mai fatto il maxiprocesso senza Buscetta; mai si sarebbe saputo parte della verità su via D'Amelio senza Spatuzza, e lo stesso vale per Brusca su Capaci. Non bisogna assolutamente depotenziare questo strumento. Con la creazione dei successivi commi 1- bis , 1- bis .1 e 1- bis .2 la Camera ha creato due fasce di reati per la concessione dei benefici ai condannati che non hanno collaborato con la giustizia. La disciplina di concessione dei benefici, anche in assenza di collaborazione, distingue, dunque, tra i condannati per delitti di associazione di tipo mafioso e delitti commessi per finalità di terrorismo (comma 1- bis ) da un lato, e quelli per peculato, corruzione, concussione e altri delitti monosoggettivi come la prostituzione minorile, la tratta di persone ecc. dall'altro (comma 1- bis .1). La procedura per ottenerli è però pressoché identica. L'unica differenza consiste nel fatto che nel comma 1- bis si richiedono elementi che escludano l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata e nel comma 1- bis .1 va valutata l'attualità dei collegamenti con il contesto nel quale il reato è stato commesso. Preme innanzitutto porre in evidenza una palese contraddizione contenuta nel testo approvato dalla Camera, che in nessun modo può trovare accoglimento in questa sede di seconda lettura. Il comma 1- bis .2 dispone che se un reato monosoggettivo contenuto nel comma 1- bis .1 (peculato, corruzione, concussione, prostituzione minorile, tratta di persone) è realizzato in associazione ai sensi del 416 del codice penale, allora si applicano le disposizioni del comma 1- bis , ossia quella procedura aggravata prevista per i reati di criminalità organizzata e terrorismo. Sin qui nessun problema; ma a ben guardare il comma 1- ter (non modificato dalla riforma) prevede che per una serie di reati tra cui l'omicidio, la rapina aggravata, il sequestro di persona aggravato e l'associazione per delinquere (se realizzata allo scopo di commettere i delitti previsti dal libro II, titolo XII, capo III, sezione I del codice penale), i benefici possono essere concessi senza nessun altro requisito se non quello che non vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata e l'unico parere richiesto è quello del questore. Il problema è che per alcuni di questi reati commessi in associazione sono state create due distinte procedure, con il grave e inaccettabile rischio che sia il condannato che il giudice non saprebbero quale seguire. La prima procedura (più gravosa) è quella del comma 1- bis per il tramite del rinvio operato dal 1- bis .2; la seconda invece è quella prevista nel comma 1- ter . Questo problema di doppia, possibile, procedura sussiste sia per quanto riguarda i requisiti per ottenere i benefici, sia per quanto riguarda l'iter di acquisizione dei pareri e delle informazioni, poiché il comma 2 fa riferimento ai delitti contenuti nell' articolo 51, commi 3- bis , 3- ter e 3- quater e tra questi c'è il reato di cui all'articolo 416 (associazione per delinquere) realizzato allo scopo di commettere i delitti ex articoli 473 (contraffazione di marchi), 474 (commercio di prodotti falsi), 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù), 601 (tratta di persone) o 602 (acquisito e alienazione di schiavi), esattamente come riportato anche nel comma 1- ter . Per quanto riguarda i requisiti invece il problema sussiste in particolare per i seguenti reati contenuti sia nel comma 1- bis .1 che nel comma 1- ter : riduzione o mantenimento in schiavitù (articolo 600), prostituzione minorile (articolo 600- bis ), pornografia minorile (articolo 600- ter ), tratta di persone (articolo 601), acquisto e alienazione di schiavi (articolo 602) e la violenza sessuale di gruppo (articolo 609- octies ). Se ad esempio è stato commesso il reato di associazione a delinquere allo scopo di commettere il delitto di prostituzione minorile (articoli 416 e 600- bis del codice penale), che cosa succede se il condannato non collaborante fa istanza per richiedere il beneficio della libertà condizionale? Il giudice deve valutare se sussistono tutti i requisiti contenuti nella procedura per i reati di prima fascia, acquisire le informazioni e i pareri del Procuratore Nazionale Antimafia, oppure è sufficiente accontentarsi del parere del Questore? Non si può approvare un testo contraddittorio destinato nelle intenzioni a risolvere i problemi posti dalla Corte Costituzionale su una materia così delicata, con l'aggravante che ciò potrebbe comportare un reiterato giudizio di incostituzionalità. Fatta questa premessa di ordine generale, occorre entrare nel merito delle singole disposizioni per descriverne i punti critici ed esporre alla Commissione possibili soluzioni. Nel comma 1 dell'articolo 4- bis è stato aggiunto un periodo che sostanzialmente stabilisce il divieto di scioglimento del cumulo delle pene, per i reati legati dal nesso teleologico rispetto ai reati indicati nel comma 1. Questo significa allargare il catalogo dei reati ostativi.