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Art. 6 Consiglio di amministrazione 1. Il consiglio di amministrazione, nell'esercizio dei poteri di cui alla legge, definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, adotta le direttive generali circa la gestione ordinaria e straordinaria dell'Istituto e verifica la rispondenza dei risultati della gestione alle direttive medesime. Esercita, altresì, i poteri non espressamente attribuiti ad altri organi istituzionali, al direttore generale ed ai dirigenti, dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti di cui al successivo comma 3. 2. Il consiglio di amministrazione approva con debito anticipo la proposta di piano delle attività per l'anno futuro, nell'ambito del piano triennale di cui all'art. 14 del presente statuto, individuando anche gli strumenti ed i fondi necessari per l'attuazione del programma e la quantificazione dei costi necessari per il funzionamento e l'attività delle sedi nazionali ed estere. 3. Il consiglio di amministrazione, nell'ambito del potere regolamentare previsto dall'articolo 1, comma 2, della legge, delibera il regolamento organico del personale, il regolamento di contabilità e gli altri regolamenti necessari all'espletamento delle funzioni dell'Istituto. 4. Il consiglio di amministrazione, nel delegare funzioni al direttore generale, in attuazione della legge, definisce i limiti di tempo e di materia dei poteri così delegati. Sono comunque escluse dalla delega le funzioni di cui alle lettere a), b), c), d), e), g), h) dell'articolo 4, comma 3, della legge. 5. La responsabilità dei componenti del consiglio di amministrazione, per atti ed omissioni relativi all'adempimento dei propri doveri, non si estende a chi tra di essi abbia fatto risultare il proprio dissenso mediante tempestiva annotazione a verbale. 6. Le sedute del consiglio di amministrazione sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti. Le delibere sono approvate quando ottengano il voto della maggioranza dei presenti. 7. Il consiglio di amministrazione stabilisce le norme per il suo funzionamento, anche in relazione alla nomina del segretario e del suo sostituto. 8. Il consiglio di amministrazione, fatte salve le sue attribuzioni collegiali non delegabili, può delegare specifiche funzioni a membri del consiglio di amministrazione stesso. 9. Il consiglio di amministrazione, con delibera motivata e nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, ha facoltà di affidare ad esperti esterni lo studio di specifiche problematiche e il supporto tecnico scientifico a problematiche di rilievo generale, qualora non esistano all'interno dell'Istituto le competenze specialistiche richieste. 10. Il consiglio di amministrazione adotta ogni altro provvedimento per l'attuazione dei fini previsti dalla legge. Note all'art. 6: - Gli articoli 1, comma 2, e 4, comma 3, della citata legge n. 68/1997 così recitano: "2. L'ICE ha autonomia regolamentare amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero del commercio con l'estero nella forma e nei limiti di cui alla presente legge". "3. Il consiglio di amministrazione, composto dal presidente e da quattro membri: a) adotta il regolamento organico del personale ed il regolamento di contabilità; b) delibera lo statuto di cui all'art. 1. c) approva i bilanci dell'ICE; d) delibera in merito ai piano annuale di attività con proiezione triennale ed ai relativi adeguamenti; e) adotta direttive generali in ordine ai programmi esecutivi, all'espletamento delle funzioni ed alla contrattazione collettiva ed individuale di cui all'art. 10; f) individua i servizi di base, da prestare gratuitamente, ed approva i corrispettivi dei servizi specializzati e personalizzati, nonché i criteri per la compartecipazione finanziaria dei terzi alle iniziative promozionali; g) delibera in ordine alla organizzazione dell'ICE, nonché alla istituzione e soppressione degli uffici in Italia e delle unità operative all'estero; h) delibera l'istituzione e verifica l'operato delle società di cui all'art. 3, comma 2". - Il D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, reca: "Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421"; all'art. 7, comma 6, così recita: "6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza, determinando preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione".