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a) sicurezza e salvaguardia dei laboratori, delle apparecchiature e degli impianti anche a ciclo continuo laddove l'interruzione del funzionamento comporti danni alle persone o alle apparecchiature stesse, con particolare riferimento agli impianti dove vengono esplicate attività di ricerche scientifiche per le quali sono utilizzate sostanze radioattive naturali o artificiali, nonché ai depositi di materie fissili speciali, di materie grezze, di minerali e di materie radioattive; b) sicurezza e funzionamento degli impianti termoelettrici e di emergenza per quanto necessario ad assicurare la continuità dei servizi essenziali; c) salvaguardia degli esperimenti in corso laddove la loro interruzione ne pregiudichi il risultato; d) cura degli animali, delle piante destinate alla sperimentazione e delle colture biologiche; e) sicurezza e funzionamento dei centri elaborazione dati e delle banche dati per non compromettere la continuità dei servizi essenziali; f) attività di sorveglianza permanente del livello di radioattività per prevenire le irradiazioni e le contaminazioni; g) attività di sorveglianza e osservazione per il controllo sismico e vulcanologico; h) trattamento e smaltimento dei rifiuti radioattivi solidi, liquidi o gassosi; i) informazioni e notizie per il servizio meteorologico; l) prestazioni attinenti ai servizi di protezione civile; m) attività relative ad emergenza nel campo della salute pubblica, della sicurezza e della prevenzione sul lavoro; n) ogni intervento richiesto in situazioni di emergenza di settori e di territori; o) attività di controllo dell'inquinamento del mare, dei laghi, dei fiumi e dei bacini idrici, in situazioni di emergenza; p) pagamento degli stipendi e certificazione per l'adeguamento delle rendite previdenziali, per il periodo di tempo, strettamente necessario in base all'organizzazione delle singole amministrazioni. Art. 2. Prestazioni indispensabili e contingenti di personale per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali 1. Al fine di cui all'art. 1 e con le modalità di cui al presente articolo, saranno individuati, per i diversi livelli professionali addetti ai servizi pubblici essenziali indicati nello stesso articolo 1, appositi contingenti di personale che dovranno essere esonerati dallo sciopero per garantire, senza ricorso al lavoro straordinario, la continuità delle prestzioni indispensabili inerenti ai servizi medesimi. 2. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica che rende esecutivo l'accordo, con apposito accordo decentrato a livello nazionale per ciascun ente - da definirsi prima dell'inizio di ogni altra trattativa decentrata - saranno individuati i livelli professionali di personale che formeranno i contingenti e saranno disciplinati i criteri per la determinazione dei contingenti medesimi, necessari a garantire la continuità delle prestazioni indispensabili per tutelare l'interesse pubblico nel rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati. 3. La quantificazione dei contingenti numerici di cui ai commi 1 e 2 sarà effettuata in sede di contrattazione decentrata a livello lo- cale entro quindici giorni dall'accordo di cui al citato comma 2 e comunque prima dell'inizio di ogni altra trattativa decentrata. Nelle more delle definizioni degli accordi di cui ai commi 2 e 3, le parti dichiarano che assicureranno comunque i servizi pubblici essenziali. 4. In conformità agli Accordi di cui ai commi 2 e 3, le Amministrazioni individuano, in occasione di ciascuno sciopero che interessi i servizi essenziali di cui all'articolo 1, i nominativi dei dipendenti in servizio presso le aree interessate tenuti alle prestazioni indispensabili ed esonerati dallo sciopero stesso per garantire la continuità delle predette prestazioni, comunicando - sette giorni prima della data di effettuazione dello sciopero - i nominativi inclusi nei contingenti, come sopra individuati, alle organizzazioni sindacali locali ed ai singoli interessati. Il lavoratore individuato ha il diritto di esprimere, entro ventiquattro ore dalla ricezione della comunicazione, la volontà di aderire allo sciopero chiedendo la conseguente sostituzione, nel caso sia possibile. 5. Gli accordi decentrati di cui ai commi 2 e 3 hanno validità per il periodo di vigenza del decreto del Presidente della Repubblica che rende esecutivo l'accordo. PERSONALE DELLE ISTITUZIONI E DEGLI ENTI DI RICERCA E SPERIMENTAZIONE CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DELL'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI SCIOPERO Confederazioni sindacali: CGIL, CISL, UIL, CIDA, CISNAL, CISAL, CONFSAL e CONFEDIR. Organizzazioni sindacali: CGIL/Ricerca, CISL/Ricerca, UIL/Ricerca, CISAL/Ricerca, ANPRI/EPR, DIRSTAT/Ricerca. PREMESSA Lo sciopero è un diritto del lavoratore, sancito dalla Costituzione, e costituisce patrimonio inalienabile del movimento dei lavoratori. La complessità della società moderna rende necessario peraltro coniugare le esigenze dei cittadini e degli utenti dei servizi, la sicurezza degli impianti tecnici e scientifici dei laboratori, con la tutela e la salvaguardia del lavoro anche attraverso l'autoregolamentazione dell'esercizio del diritto di sciopero, che va collocata in un quadro comprendente sia i codici dell'autoregolamentazione sia l'impegno della parte pubblica all'osservanza di corrette norme di condotta nelle procedure di risoluzione e attuazione degli accordi e nel sistema di relazioni sindacali. Il quadro predetto è perseguito dal sindacato in coerenza con l'obiettivo del rafforzamento dell'intervento pubblico e della sua efficacia nella ricerca scientifica e tecnologica. L'attività degli Enti di ricerca, peraltro, è finalizzata quasi esclusivamente a esigenze dell'insieme della collettività nazionale. Punto 1.0 - Area di applicazione. Il presente codice di autoregolamentazione impegna le organizzazioni sindacali firmatarie a ogni livello, territoriale e aziendale, e per ogni attività di lavoro dipendente esercitata dal personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione. Il presente codice si applica nelle azioni sindacali del Settore ed aziendali relative alle politiche di riforma, rivendicative e contrattuali. Il diritto di sciopero, che costituisce fondamentale libertà del lavoratore, si esercita senza limitazione alcuna nei casi in cui siano in gioco i valori primari delle libertà civili e sindacali, della democrazia e della pace e nelle vertenze di carattere generale che interessano l'intero mondo del lavoro. Punto 2.0 - Titolarità. Competenti a proclamare gli scioperi, a definirne le modalità, a sospenderli o revocarli sono: gli organismi nazionali, regionali, comprensoriali o provinciali del Settore delle singole organizzazioni sindacali ai vari livelli; gli organismi delle organizzazioni sindacali di ente e di posto di lavoro, per vertenze che riguardano la propria sfera di competenza, congiuntamente alle rispettive strutture sindacali del Settore di livello corrispondente. Se l'oganizzazione sindacale non è strutturata territorialmente, la proclamazione congiunta avverrà con la struttura nazionale di Settore. Punto 3.0 - Termini di preavviso. La proclamazione di sciopero avverrà con preavviso di quindici giorni, con l'indicazione delle relative modalità. Punto 4.0 - Comunicazione alle controparti.