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Su che cosa intende intervenire, senatore Airola? AIROLA (M5S) . Signor Presidente, sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Senatore, mi deve dire su che cosa. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, vorrei intervenire sulla dichiarazione di Fratelli d'Italia, che si definisce forza di opposizione o unica forza di opposizione. Questo è sviante, perché sono non l'unica forza di opposizione, ma un partito di opposizione. In quest'Aula, infatti, siedono altri parlamentari che possono dirsi di opposizione. Si tratta quindi di una propaganda che svia l'attenzione dei cittadini che ci seguono. La smettano quindi di fare i paladini dell'unica opposizione. È una ragione tecnica importante. (Commenti). PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Airola. In ogni caso, diciamo che non esiste una interpretazione autentica delle definizioni che ciascuno intende dare. Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. Poiché nessuno intende intervenire, metto ai voti la questione pregiudiziale QP1, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Brusio). Colleghi, è in corso la votazione, per cui richiamo tutti a un atteggiamento che consenta alla Presidenza di concludere con regolarità la votazione. Non è approvata. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è inutile sottolineare - sarebbe lapalissiano - quanto sia particolare ed eccezionale il momento: prorogare uno stato d'emergenza è qualcosa che non ha eguali - l'abbiamo detto più volte su questo tema - nella storia repubblicana. Le caratteristiche di uno stato di emergenza sono sicuramente la gravità e l'eccezionalità; se poi l'eccezionalità diventa ordinaria amministrazione, allora siamo di fronte a qualcos'altro, visto che abbiamo compresso in maniera incredibile le libertà personali e abbiamo stravolto la vita delle persone, delle famiglie e delle imprese. Serve dunque la responsabilità, che ci porta qui oggi a votare a favore, e che ci ha portato ieri in Commissione a presentare un ordine del giorno che la Lega ha fortemente voluto, a prima firma del collega Augussori, ordine del giorno con cui si chiede al Governo l'impegno di rivedere, con equilibrio, ragionevolezza e proporzionalità, le norme che ci siamo e abbiamo imposto agli italiani. I dati vanno in una precisa direzione grazie alla responsabilità di chi non ha contrapposto semplicemente un chiudiamo tutto a un apriamo tutto, ma ha lottato - come ha fatto la Lega - per la singola norma, per la singola categoria, per la singola iniziativa. Ogni giorno in più, ogni attività un po' più aperta o meno chiusa cambia la vita delle persone. Abbiamo dunque voluto ieri un ordine del giorno e abbiamo presentato degli emendamenti - alcuni sono stati accolti - che vanno in questa direzione, perché anche un giorno può fare la differenza nell'allentare non solo semplici misure, ma un vero e proprio cappio che sta al collo, spesso anche sul lato economico, di tantissime attività. Un'altra parola che va aggiunta è «tempestività»: questo va fatto subito e, quindi, chiediamo non solo quotidianamente di poter rivedere le misure, ma di farlo anche oggi in Aula. Faccio l'esempio concreto di un emendamento che è stato bocciato ieri in Commissione, ma che come Lega abbiamo scelto di ripresentare, che riguarda alcune delle manifestazioni a cui tutti siamo più legati e che da Nord a Sud accomunano il nostro Paese. In esso si chiedeva, su sollecitazione dei sindaci, di poter allentare le misure in zona bianca per consentire manifestazioni come la processione dei ceri di Gubbio, nella mia Regione, che si è svolta per centinaia di anni; persino durante la guerra le donne hanno portato i ceri sul monte Ingino e anche i soldati sul Col di Tenda durante la guerra hanno fatto una piccola processione. L'emendamento riguarda poi il Palio di Siena, la processione di Santa Rosalia a Palermo e tutte le processioni delle altre città, come le feste delle grandi macchine a spalla, dichiarate patrimonio dell'UNESCO, a Sassari, Palmi, Nola, Viterbo e in altri luoghi. Concedere ai sindaci la possibilità di procedure semplificate per dette manifestazioni in zona bianca significa andare in una direzione di riapertura e ripartenza del nostro Paese. Il Governo ha dato parere contrario, l'emendamento è stato bocciato e l'abbiamo ripresentato in Aula. Allora, chiederei al Governo di riflettervi ulteriormente, nel tempo della discussione generale, e di rivedere il parere. Io chiederò, ovviamente con il permesso del mio Capogruppo, di votare comunque quell'emendamento. Allora mi rivolgo, oltre che al Governo perché cambi il proprio parere, anche ai colleghi della Toscana, della Sicilia, della Sardegna e di tutte le Regioni dove si svolgono manifestazioni come quelle enunciate, che per centinaia di anni hanno rappresentato la nostra tradizione - rinunciare alla tradizione è il primo passo per rinunciare a se stessi e alla propria storia - di votare comunque a favore di tale emendamento. Se diciamo qui a parole che pian piano vanno limitati e ridotti i vincoli e le procedure, lo dobbiamo però fare anche nella vita di tutti i giorni. Qualcuno potrebbe dire che forse non si prorogherà la prossima volta, ma cominciamo oggi. Che cosa diciamo ai cittadini di Noto rispetto alla processione di San Corrado del 19 febbraio? La fanno o non la fanno? Che cosa diremo ai cittadini di Gubbio per la Festa dei ceri prevista per maggio? Possono cominciare a lavorarci, oppure no? Diamo un segnale e facciamolo partendo dalla nostra tradizione e dalla nostra essenza. Se non lo dovesse fare il Governo, mi auguro che possa rivendicarlo e farlo il Parlamento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signora Presidente, colleghi, ieri mi è stato segnalato come anche in Senato sia stato approvato un provvedimento che fa seguito al super green pass e che introduce le stesse regole che valgono per i luoghi di lavoro: alcuni parlamentari, non vaccinati, si troveranno dunque nella condizione di non poter partecipare ai lavori dell'Aula e di non poter svolgere la funzione per cui sono stati votati da centinaia di migliaia di persone. In questo modo si priva il Paese di una parte della sua rappresentanza, fatta di persone che sono sane - ripeto, sane - e che con un semplice tampone potrebbero verificare la propria contagiosità; limitazione che non viene fatta a chi si è vaccinato, sebbene è evidentemente dimostrato che il vaccino non elimina la contagiosità. Eppure, credo che tutti voi ricorderete i falsi proclami sulla validità del vaccino e sulla sua efficacia contro la trasmissività del virus. Credo inoltre che sia palese a tutti come parificare il nostro compito a quello di tanti altri lavoratori significhi sminuire l'alto ruolo che ci è stato assegnato. Non credo che si debba evidenziare con superbia il ruolo che ricopriamo, ma almeno riconoscere l'alto compito che c'è stato assegnato e che cerchiamo di svolgere nel modo migliore.