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se i Ministri in indirizzo intendano valutare l'opportunità di adottare quei provvedimenti idonei al fine di reintegrare nella graduatoria per l'assunzione degli allievi agenti della Polizia di Stato gli oltre 450 concorrenti esclusi in forza dell'art. 11, comma 2- bis , del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che detenevano i requisiti previsti dalla legge e dal bando di concorso al momento della domanda e che, sulla base delle prove sostenute, sono poi risultati idonei; se, ai fini del reintegro nella graduatoria degli oltre 450 idonei, si intenda prendere in considerazione la possibilità di inserire nel prossimo provvedimento utile una norma volta a bloccare l'efficacia retroattiva dei nuovi requisiti, sulle procedure concorsuali avviate precedentemente all'emanazione del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, tutelando in tal modo il legittimo affidamento dei giovani aspiranti agenti di Polizia ingiustamente esclusi. Atto n. 4-02355 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: nel porto di Bari sono arrivate due navi cariche di grano duro proveniente dal Canada e dal Minnesota; l'interrogante, appena informato della possibile presenza di navi contenenti grano canadese nel porto di Bari, si è ivi recato nella giornata di domenica 20 ottobre 2019 ed ha constatato di persona la presenza della nave "Lowlands Comfort", battente bandiera panamense, con una stazza di 550.000 quintali di grano duro e della nave "Johanna", battente bandiera portoghese, con un quantitativo di 200.000 quintali di grano. Tale grano potrebbe contenere livelli di contaminanti ai limiti della sicurezza alimentare; come è noto e come già più volte evidenziato dall'interrogante con atti parlamentari, la legislazione canadese consente l'utilizzo del glifosato in pre raccolta, di conseguenza quel grano, molto probabilmente, è contaminato da glifosato, sostanza nociva come dimostrato anche da recenti studi, vietata dal regolamento (UE) 2016/1313. Infatti, a seguito dalle analisi effettuate sulle paste e sulla semola, negli ultimi anni, da varie associazioni private è emersa la presenza di residui tossici, dannosi per la salute anche a basse dosi; le analisi hanno quasi sempre dimostrato anche la presenza di altri contaminanti tra cui micotossine e metalli pesanti. In Italia, tra l'altro, la commercializzazione di sostanze tossiche è vietata, ex art. 444 del codice penale; in realtà, mancano studi scientifici che possano dimostrare l'assenza di rischi sull'effetto cocktail dei residui tossici quali glifosato, micotossine, metalli pesanti e altri contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, presenti nel grano duro d'importazione; in ogni caso, il grano estero è inadatto perfino al consumo animale nei Paesi di provenienza. È pieno di micotossine, dovute all'eccesso di umidità dei climi nei quali viene coltivato e raccolto. Dovrebbe andare al macero ed invece finisce qui in Italia dove, viceversa, il grano prodotto localmente è di qualità eccellente ed esente da micotossine. Il grano estero ammuffito, dunque, costa meno e consente di abbassare il prezzo di mercato del grano sano nazionale, con cui viene tagliato. Questo permette alle industrie molitorie di fare profitti molto più elevati, rovinando la salute dei consumatori e provocando un aumento delle intolleranze alimentari; i tribunali aditi dalle associazioni di privati hanno, infatti, asserito che la presenza di residui nei prodotti finiti (pane e pasta) può essere imputabile alla miscelazione di grani italiani con grani stranieri, altrimenti non si spiegherebbe la massiccia importazione; nel caso del grano duro, la micotossina che rappresenta uno dei parametri di rischio riconosciuti dalla letteratura scientifica è il "Deossinivalenolo", conosciuto anche come Don. Gli studi sul Don sono ben consolidati e la sua presenza nella catena alimentare è da evitare, tant'è che è una delle poche micotossine oggetto di regolamenti e normative di controllo e di limitazione, sia a livello europeo che mondiale; alla luce dell'attuale situazione dei consumi di prodotti derivati dal grano duro in Italia, dei livelli di Don presenti nelle partite importate da Paesi extraeuropei, delle sue implicazioni sulla salute di tutti per gli effetti che ha sul sistema immunitario, gastro-intestinale, eccetera, il Governo italiano dovrebbe intervenire presso le istituzioni europee per armonizzare il livello di DON nel grano duro non lavorato ai livelli medi applicati in altre nazioni; considerato poi il consumo medio di grano duro nella popolazione italiana, pari a circa 115 chilogrammi l'anno (comprendendo pane, pasta, snack eccetera - Istituto nazionale della nutrizione), il Governo dovrebbe garantire l'applicazione del principio di salvaguardia di protezione della salute dei consumatori italiani (art. 23 della direttiva 2001/18/CE); considerato che il carico di grano duro trasportato dalle navi citate sembrerebbe destinato all'importatore italiano Agri Viesti Srl di Altamura (Bari). Non si esclude che tale importatore potrebbe miscelare il grano estero con quello nazionale, oppure rivenderne una parte ad altri commercianti che potrebbero fare la stessa operazione; considerato, inoltre, che: il 31 luglio 2019 l'interrogante ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-02048, in merito all'attracco della nave "Ocean Castle" nel porto di Pozzallo, anche essa carica di grano duro proveniente dal Canada, chiedendo al Ministro della salute di intensificare i controlli sul grano duro, destinato all'alimentazione umana, per verificare l'eventuale presenza di glifosato, Don, metalli pesanti e altri contaminanti, oltre che di rendere pubblici gli esiti delle analisi e le modalità con le quali sono stati eseguiti, sia per la nave citata che per le altre nuove navi, nel caso fossero sopraggiunte nei porti italiani; a tal proposito, in riferimento al grano trasportato dalla Ocean Castle, l'interrogante intende riferire ai Ministri in indirizzo che pur avendo richiesto alla Direzione sanitaria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Regione Sicilia "A.Mirri" gli esiti degli esami, dopo avere ricevuto assicurazioni sull'invio da parte del direttore della Chimica, dottor Vincenzo Ferrantelli (anche più volte sollecitato), ad oggi non ha ricevuto alcun documento, si chiede di sapere: se il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali non ritenga di dover prestare il massimo livello di attenzione attraverso l'ICQRF - Ispettorato centrale repressione frodi; se i Ministri in indirizzo non ritengano di attivarsi al fine di: vietare la miscelazione di grano duro d'importazione con grano duro nazionale, sia in ossequio al principio di precauzione, visto che tracce di glifosato (sia pur sotto i limiti di cui al regolamento (UE) n. 1305/2013, modificato da ultimo dal regolamento (UE) 2017/2393) sono in contrasto con il divieto d'uso del glifosato in Europa in prossimità della raccolta, ai sensi del regolamento (UE) 2016/1313; rivedere le norme di campionamento sulle navi, prevedendo l'obbligo di analisi su ogni nave e su ogni stiva di grano;