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In particolare, il comma 1, lettera a) , modifica nuovamente l'articolo 37, comma 3,del decreto legislativo n. 93 del 2011 riguardante la delimitazione di competenze tra l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico e il Ministero dello sviluppo economico nella definizione delle condizioni di accesso alle infrastrutture transfrontaliere. La disposizione chiarisce che il Ministero dello sviluppo economico può fornire indirizzi all'Autorità solo quando occorra assicurare il rispetto di atti e di accordi internazionali stipulati tra l'Italia e altri Stati terzi, non anche quando i suddetti atti e accordi internazionali siano stipulati con altri Stati membri dell'Unione. L'armonizzazione della materia operata dall'Unione, infatti, impedisce a tali accordi di prevalere sulla normativa europea di riferimento. Il comma 1, lettera b) , affronta la questione dell'affidamento della gestione delle nuove linee elettriche di interconnessione con i sistemi elettrici di altri Stati membri. Secondo la Commissione, l'ordinamento italiano, nel prevedere una gestione unificata della rete di trasmissione nazionale in capo ad un unico gestore individuato in Terna SpA, impedisce ad un soggetto che realizza una linea di interconnessione con altri Stati membri di poter operare in qualità di gestore, scoraggiando di conseguenza altre società allo sviluppo di interconnettori. Ai fini del superamento di tale rilievo, viene quindi prevista una modifica all'articolo 39 del decreto legislativo n. 93 del 2011, per dare la possibilità ai soggetti che realizzano linee di interconnessione con altri Stati membri di essere certificati quali gestori della linea stessa, limitatamente al periodo di durata dell'esenzione dall'obbligo di accesso a terzi di cui all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 714/2009, recante condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica. La lettera c) del comma 1 modifica l'articolo 45 del decreto legislativo n. 93 del 2011, al fine di conferire all'autorità nazionale di regolazione il potere di comminare sanzioni anche per le violazioni dell'articolo 20 (Comunicazione di informazioni e riservatezza) e dell'allegato I (Gestione e assegnazione della capacità disponibile di trasmissione sulle linee di interconnessione tra sistemi nazionali) del regolamento (CE) n. 714/2009 e degli articoli 13 (Tariffe per l'accesso alle reti), 20 (Registrazione delle informazioni da parte dei gestori dei sistemi) e 21 (Regole sul bilanciamento e oneri di sbilancio)e dell'allegato I (Orientamenti SU) del regolamento (CE) n. 715/2009. Tale disposizione mira a superare un rilievo della Commissione europea, secondo cui la versione attuale dell'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo n. 93 del 2011, mancando di citare espressamente tali disposizioni, non garantisce l'applicabilità delle sanzioni al caso di violazione di regolamenti delegati od atti di implementazione del diritto dell'Unione, che non siano a loro volta stati oggetto di deliberazioni dell'autorità di regolamentazione adottate ai sensi della legge n. 481 del 1995. Il comma 2 interviene sull'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo n. 164 del 2000, già modificato dall'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 93 del 2011, per fornire una nuova definizione di cliente vulnerabile e di cliente protetto nel settore del gas. La Commissione europea, in particolare, ha contestato l'eccessiva ampiezza dell'attuale definizione di cliente vulnerabile prevista dal citato articolo 22, comma 2, del decreto legislativo n. 164 del 2000, che ricomprenderebbe anche soggetti che non necessitano di particolare protezione. Il Governo, nella lettera di risposta alla messa in mora, ha fatto presente che la protezione dei clienti in disagio economico è assicurata nell'ordinamento italiano da apposite norme che destinano ad essi misure di sostegno economico (cosiddetto Bonus Gas). La Commissione, nel notare che non vi è collegamento tra questi consumatori e i consumatori vulnerabili definiti dal decreto legislativo n. 164 del 2000, ha suggerito un riordino della normativa nazionale finalizzata a circoscrivere maggiormente la definizione di cliente vulnerabile e di legarla alle condizioni di disagio economico. Nell'ordinamento italiano, infatti, il concetto di vulnerabilità dei clienti del mercato del gas è stato piuttosto inteso nel senso del divieto di interruzione delle forniture in momenti critici per il sistema nazionale del gas; tale circostanza è stata giudicata inopportuna in quanto genera confusione tra la categoria dei clienti vulnerabili e quella dei clienti protetti ai sensi del regolamento (UE) n. 994/2010. Alla luce di ciò, si propone una modifica della definizione di cliente vulnerabile e di cliente protetto che, lasciando sostanzialmente invariato il livello di tutela dei consumatori assicurato dalle norme vigenti, assicuri una migliore corrispondenza delle suddette definizioni a quanto indicato nel diritto dell'Unione. Le norme proposte non alterano l'equilibrio finanziario delle norme modificate, né introducono nuovi oneri finanziari in capo ai soggetti destinatari. Il capo VIII contiene disposizioni di altra natura. L'articolo 20 intende ovviare a un difetto di coordinamento tra l'articolo 19 e l'articolo 2, comma 9-bis, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, relativamente alla figura del Segretario del CIAE. Conseguentemente la denominazione del direttore/responsabile del CIAE di cui ai commi 1, 4 e 5 dell'articolo 19 è sostituita da quella di Segretario del CIAE, figura introdotta dal comma 9- bis del citato articolo 2, come novellato dalla legge 29 luglio 2015, n. 115, legge europea 2014. Al Segretario del CIAE sono attribuite le attività istruttorie e di sostegno al funzionamento del CIAE e del CTV, per il tramite dell'ufficio di Segreteria del CIAE. L'articolo 21 reca modifiche all'articolo 45 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, concernente le «Comunicazioni in ordine agli aiuti di Stato» soggetti a previa notifica ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE. La disposizione delinea una nuova procedura finalizzata a garantire il rispetto della normativa europea e la completezza delle informazioni da trasmettere alla Commissione europea mediante la notifica di misure con le quali le Amministrazioni centrali e territoriali intendono concedere aiuti di Stato alle imprese. L'attuale procedura dell'articolo 45 della legge n. 234 del 2012 prevede che le Amministrazioni notifichino direttamente alla Commissione europea i progetti volti a istituire o a modificare aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE. Contestualmente alla notifica, esse trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei ministri -- Dipartimento per le politiche europee una scheda sintetica della misura notificata.