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il rapporto sulle "Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia" dell'Istituto superiore di sanità del 28 agosto ha previsto la valutazione da parte del dipartimento di prevenzione competente delle ASL di prescrivere la quarantena agli studenti configurabili come "contatti stretti" di un alunno della medesima classe risultato positivo; molti genitori si potrebbero trovare, senza preavviso, nelle condizioni di dover conciliare la propria attività lavorativa con quella di cura e assistenza a un figlio minore soggetto all'obbligo della quarantena presso il proprio domicilio durante le ore in cui il figlio dovrebbe essere a scuola; a fronte di questa situazione i genitori, dipendenti del settore privato o del settore pubblico, devono poter far ricorso a strumenti che consentano di conciliare lo svolgimento della prestazione lavorativa con l'assistenza al figlio presso il proprio domicilio; il genitore, sia dipendente del settore privato o del settore pubblico, potrebbe svolgere una prestazione lavorativa non necessariamente compatibile con la modalità agile e pertanto si dovrebbe ipotizzare oltre al lavoro agile anche una diversa misura quale quella del congedo; occorre evitare il contestuale ricorso da parte di entrambi i genitori alla misura per accudire il figlio; è necessario prevedere inevitabilmente maggiori risorse a copertura di queste misure, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno proporre forme di tutela straordinaria per i genitori con un figlio convivente soggetto per contatti scolastici a un periodo di quarantena obbligatoria; quali urgenti iniziative intenda adottare per il reperimento di risorse volte a conciliare l'attività lavorativa di detti genitori con le esigenze di assistenza da prestare al figlio in quarantena; quali ulteriori interventi intenda intraprendere per un'iniziativa coerente che disincentivi la possibilità di un cattivo utilizzo degli strumenti individuati. Atto n. 3-01912 PUCCIARELLI CANDURA FUSCO PEPE Al Ministro della difesa Premesso che: la legge n. 244 del 2012, di delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia, prevede che, con riferimento alla pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento dei sistemi d'arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale, annualmente, entro la data del 30 aprile, il Ministro della difesa provvede a trasmettere al Parlamento l'aggiornamento della documentazione di cui agli articoli 12 e 548, comprensivo del piano di impiego pluriennale; si è di fronte quindi a un ritardo estremamente pronunciato che esautora il Parlamento dalle sue funzioni di indirizzo politico dell'attività di Governo; se si considera il momento estremamente difficile che il nostro Paese sta attraversando dovuto all'emergenza pandemica questo ritardo ha un valore ancora più grande in quanto in periodi di emergenza la programmazione annuale e pluriennale assume una gravità maggiore; in occasione dell'audizione del 13 maggio 2020, presso le Commissioni riunite IV (Difesa) della Camera e 4a (Difesa) del Senato, su questioni di competenza nel contenimento dell'emergenza COVID-19 il Ministro in indirizzo ha dichiarato quanto segue: "Mi rendo conto che in corrispondenza di recessione e crisi economiche, il dibattito sulle spese della difesa e sulla loro priorità sia inevitabile e che la tendenza nel passato sia stata quella di una contrazione degli investimenti. Le conseguenze ricadrebbero in questo caso in prima istanza proprio su quella prontezza e resilienza delle Forze Armate di cui il Paese ha beneficiato anche in questa situazione emergenziale. Nel contempo si andrebbero ad impoverire le capacità industriali in un settore ad altissima tecnologia con produzioni che presentano elevati ritorni economici per il Paese, in particolare in termini di export. Le risorse destinate alla difesa rappresentano infatti un'importante leva economica per il sistema Paese oltre che un investimento per garantire la nostra sicurezza a 360 gradi. La Difesa oltre a quanto ha fatto e continuerà a fare anche nella nuova fase, può contribuire significativamente alla ripartenza dell'economica attraverso la piena valorizzazione del potenziale esprimibile dall'industria nazionale della Difesa lungo l'intera filiera produttiva. Gli investimenti in questo settore hanno la capacità di catalizzare importanti volumi finanziari a favore di Ricerca e Sviluppo e di azionare progetti ad elevato contenuto tecnologico con importanti ricadute, già nel breve periodo, in termini di fatturato industriale e di alimentazione di una fitta rete di piccole e medie imprese", si chiede di sapere quali siano gli orientamenti del Ministro in indirizzo in vista della presentazione al Parlamento del documento in merito al mantenimento e al potenziamento dello strumento militare, e nell'ambito della programmazione pluriennale, per rispondere alle esigenze delle forze armate, quali programmi verranno confermati e avviati per il sostegno dell'industria nazionale della difesa a valere sulle risorse ordinarie del Ministero della difesa. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01913 MIRABELLI CIRINNA' IORI ROSSOMANDO Al Ministro della giustizia Premesso che: come ampiamente riportato dalle cronache, nel mese di marzo 2020, la previsione del divieto di colloqui tra familiari e detenuti per contenere il rischio di contagio è divenuto pretesto per una sequenza di proteste in circa 70 carceri in tutto il territorio nazionale. Durante le rivolte hanno perso la vita 13 persone, 5 solo nel carcere di Modena, 4 subito dopo l'arrivo presso altri istituti, uno alla Dozza di Bologna e 3 nell'istituto penitenziario di Terni. A tal proposito si pensi, a titolo esemplificativo, al decesso di Salvatore Piscitelli, morto subito dopo l'arrivo presso l'istituto penitenziario di Ascoli Piceno, il quale, secondo quanto risulta agli interroganti, non sarebbe stato sottoposto ad alcuna visita medica prima del trasferimento; sui fatti avvenuti sono in corso le attività di indagine di diverse procure, volte ad accertare se le proteste siano state causate anche da un disegno della criminalità organizzata e allo sfruttamento da parte della stessa del disagio dovuto alle condizioni di sovraffollamento in cui vive la popolazione carceraria, condizioni che, come noto, hanno procurato all'Italia, nel corso degli anni, diverse condanne da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo; in particolare, nell'istituto penitenziario di Modena i detenuti si sono riversati nell'infermeria dove hanno saccheggiato sia metadone che altri farmaci e psicofarmaci. Dagli esami autoptici è risultato poi che i decessi sarebbero avvenuti per overdose , come affermato dal sostituto procuratore di Modena, dottor Giuseppe Di Giorgio: "La causa esclusiva del decesso è collegabile all'abuso di stupefacenti, verosimilmente quelli sottratti dalla farmacia interna del carcere (...) Non sono stati riscontrati segni di violenza sui corpi"; rilevato che: