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L'articolo 14 interviene sull'articolo 19 della legge n. 184, in materia di sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale, prevedendo che il tutore nominato nel procedimento di adottabilità sia confermato con una nomina definitiva. La nomina del tutore permane fino all’adozione del minore. L'articolo 15 modifica l'articolo 21 della legge n. 184, in materia di revoca dello stato di adottabilità, prevedendo la necessità di nominare un curatore speciale per il minore nel caso in cui sussista un conflitto di interesse con il tutore. Il capo III del titolo II della legge n. 184 è stato profondamente modificato al fine di disegnare un percorso più snello e comune -- nella fase informativa, formativa e valutativa da parte dei servizi (di fatto già unificata nella prassi) -- all'adozione nazionale e all'adozione internazionale. In questo modo viene eliminato il primo passaggio davanti al tribunale dei minorenni e si lascia agli aspiranti genitori adottivi la scelta se proseguire o meno dopo la prima fase del percorso. Questa scelta consente di contenere non solo i tempi, ma anche i costi, mantenendo però il ruolo della giurisdizione nella fase di emissione del decreto di idoneità, che è stato previsto anche per l'adozione nazionale. Entrando nel dettaglio degli articoli, l'articolo 16 interviene sull'articolo 22 della legge n. 184, relativo alla fase preliminare del procedimento nazionale e internazionale, prevedendo che la dichiarazione di disponibilità all'adozione nazionale e internazionale sia presentata ai servizi sociali competenti territorialmente in ragione della residenza degli aspiranti genitori adottivi, corredata di una dichiarazione di notorietà attestante il possesso dei requisiti necessari. I servizi sociali competenti, anche avvalendosi delle professionalità delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, svolgono diverse attività fra cui attività di informazione, formazione, acquisizione di elementi sulle motivazioni all'adozione, valutazione delle capacità di accoglienza degli aspiranti genitori adottivi e informazione, nel caso di adozione internazionale, sul ruolo degli enti autorizzati. L'articolo 16 descrive poi il percorso per essere dichiarati idonei all'adozione nazionale o internazionale stabilendo termini brevi e tempi certi per lo svolgimento dei vari passaggi. Successivamente al percorso formativo, informativo e valutativo degli aspiranti genitori adottivi, i servizi sociali predispongono una relazione e la comunicano agli aspiranti genitori adottivi. Questi ultimi presentano al tribunale per i minorenni competente per territorio istanza di essere dichiarati idonei all’adozione nazionale o internazionale. Il tribunale può dichiarare non luogo a procedere con decreto motivato reclamabile in appello qualora gli aspiranti genitori adottivi non siano in possesso dei requisiti di legge per adottare o può disporre ulteriori approfondimenti. Il decreto definitivo che dichiara gli aspiranti genitori adottivi idonei all'adozione nazionale ha validità per tre anni dalla data di notifica. L'articolo 17 aggiunge un nuovo articolo, il 22- bis , sull'adozione nazionale. Infatti, a questo punto, il percorso per l'adozione nazionale si diversifica da quello per l'adozione internazionale. L'articolo 17 prevede l'inserimento in un elenco degli aspiranti genitori adottivi ai fini dell'abbinamento con i minori dei quali sia stato dichiarato lo stato di abbandono. L'elenco è tenuto dalla cancelleria ed è formato con l'inserimento in ordine cronologico degli aspiranti genitori adottivi in considerazione della data del decreto di idoneità all'adozione. Gli aspiranti genitori adottivi hanno diritto in ogni momento di chiedere la propria posizione nell'elenco. L'abbinamento è possibile solo con un minore già dichiarato adottabile con sentenza passata in giudicato: ciò per evitare la prassi in uso di disporre il cosiddetto «affidamento a rischio giuridico» e cioè l'inserimento presso una coppia dichiarata idonea di un bambino la cui adottabilità è ancora sub iudice . Tale tipo di affidamento provoca spesso situazioni di difficile soluzione nel caso in cui l'adottabilità non venga pronunciata: il bambino è sradicato da una situazione familiare e da una famiglia che percepiva il suo inserimento come definitivo e che lo ha trattato come figlio adottivo e che rischia di sviluppare le cosiddette «mire captative» che la contrappongono ai genitori biologici. L'articolo 17 prevede poi che spetti al tribunale per i minorenni comunicare ai richiedenti ogni informazione sanitaria, compresa, se possibile, l'anamnesi familiare necessaria soprattutto a fini di prevenzione in caso di malattie genetiche. L'articolo 18 interviene sull'articolo 23 della legge n. 184, in materia di revoca dell'affidamento preadottivo, introducendo modifiche conseguenziali a quelle precedentemente introdotte, sull'inserimento delle figure di rappresentanza autonoma del minorenne. L'articolo 19 interviene sull'articolo 24 della legge n. 184, in materia di impugnazione del decreto del tribunale sull'affidamento preadottivo o sulla sua revoca, riconoscendo il potere di impugnativa anche agli affidatari. Il capo IV del titolo II della legge n. 184 riguarda la dichiarazione di adozione. L'articolo 20 interviene sull'articolo 25 della legge n. 184, in materia di dichiarazione di adozione. Il termine di un anno -- previsto per la proroga della dichiarazione di adozione -- è ridotto a sei mesi al fine di consentire al minore di trovare al più presto una famiglia, nella consapevolezza del fatto che duraturi elementi di dubbio rivelano situazioni problematiche non risolvibili in tempi compatibili con le migliori condizioni di sviluppo psico-fisico del minorenne. In caso di separazione, poi, si prevede che i soggetti affidatari preadottivi ne diano immediata comunicazione al tribunale per i minorenni, specificando se intendono, o chi di loro intenda, richiedere l'adozione. L'articolo 21 reca modifiche dell'articolo 27 della legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di acquisto da parte dell'adottato dello stato di figlio, al fine di rendere conforme lo stesso articolo alle modifiche introdotte in tema di soggetti legittimati all'adozione. L'articolo 22 modifica l'articolo 28 della legge n. 184, in materia di informazioni concernenti l'identità dei genitori biologici, in conformità con la sentenza n. 278 del 2013 della Corte costituzionale, prevedendo che l'adottato, raggiunta l'età di venticinque anni, possa accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l'identità dei propri genitori biologici. Se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla salute psicofisica dell'adottato minorenne i genitori adottivi possono accedere alle sole informazioni di carattere sanitario. L'istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza. L'accesso alle informazioni è consentito nei confronti della madre che, avendo dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, abbia successivamente revocato tale dichiarazione. L'ufficiale dello stato civile trasmette senza ritardo la dichiarazione di revoca al Garante per la protezione dei dati personali.