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Si opposero alla riduzione del numero dei parlamentari o a un sistema confuso di riforme che andavano a stravolgere la Carta costituzionale e che riguardavano solo in parte una scelta sentita da coloro i quali volevano votarla? (Applausi dal Gruppo M5S) . Ebbene, è stato detto di no a un metodo fallimentare ed è curioso che con i vostri emendamenti (io non voglio entrare sulle vostre raffinate strategie politiche) in pochi mesi vi siate scagliati contro il reddito di cittadinanza, una misura che va in aiuto dei più deboli e che dà una prospettiva per il lavoro e per la formazione (Commenti del senatore Marcucci) . MIRABELLI (PD) . Questo lo vedremo. PERILLI (M5S) . Ci vuole molto fiuto, molto talento e molto intuito a mettersi su queste posizioni. State poi ostacolando la riforma della riduzione del numero dei parlamentari introducendo i princìpi di una riforma che è stata bocciata dal 60 per cento degli italiani: è un capolavoro! (Applausi dal Gruppo M5S) . Qualcuno di voi ha detto che seguendo questa strada noi rimarremo pochi anni al Governo di questo Paese. È sicuro che se voi seguirete questa strada rimarrete all'opposizione per molti anni, cosa che è dignitosissima. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il senatore Rampi ha citato il mito di Icaro. Senatore Rampi, lei è convinto che quel mito al quale lei si riferiva non si addicesse proprio al presidente Renzi e alla sua vicenda? PRESIDENTE. Si rivolga direttamente all'Assemblea e non ai singoli parlamentari. Lei sa che il Regolamento lo prevede. PERILLI (M5S) . Tramite la Presidenza chiedo allora se il senatore Rampi è convinto che il mito di Icaro che ha citato non si addica proprio alla vicenda del presidente Renzi: è perfettamente coerente con il percorso che è stato seguito, solo che probabilmente lui non voleva raggiungere il sole. Ho sentito poi dire dal senatore Faraone che se avessimo aderito, se avessimo votato a favore della loro riforma costituzionale, adesso non avremmo bisogno della Lega per governare. Ci dovevamo fare una riforma costituzionale su misura per poter governare. Sono tutti temi che non sono nostri. Noi intendiamo perseguire l'obiettivo comune del benessere collettivo (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Vi rammento anche l'episodio di un collega dell'opposizione che mi ha detto, dati alla mano: «Siete sicuri che questa riforma convenga al MoVimento 5 Stelle? Sareste quelli che perderebbero di più». Ecco, è proprio su questo punto che rispondo pubblicamente e, come ho risposto a lui privatamente: noi non pensiamo a riforme che servano per i nostri interessi personali. ( Applausi dal Gruppo M5S. Applausi e commenti ironici dal Gruppo PD) . Di questo siete esperti voi. Noi vogliamo riforme che perseguano l'interesse collettivo. È per questo, Presidente, che annuncio non solo il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle, ma anche un voto espresso con il cuore. (Applausi dal Gruppo M5S e L-SP-PSd'Az . Congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD) . FANTETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo in dissenso dal mio Gruppo, insieme alla collega Alderisi, in rappresentanza della circoscrizione estero nella quale siamo onorati di essere stati eletti. Voi con questo provvedimento non state tagliando dei costi, ma state tagliando spazi di democrazia. (Applausi dai Gruppo FI-BP e PD) . Come abbiamo già ampiamente elaborato, quattro senatori in rappresentanza dei 5 milioni e mezzo di italiani all'estero, che sono il 10 per cento della popolazione, sono un'aberrazione e siamo tranquillissimi che la Corte costituzionale non convaliderà questa impostazione. È una negazione palese degli spazi di democrazia. Abbiamo avuto una discussione e ci sono considerazioni generali, per cui ci rimettiamo naturalmente alla maggioranza. L'apertura politica che il collega Quagliariello ha annunciato ha una scadenza; sul tema della rappresentanza e della difesa degli interessi degli italiani all'estero, il nostro Gruppo non ha alcuna esitazione. Quindi, l'apertura di credito, anche per questo, ha una validità temporale limitata al prossimo passaggio. Noi continueremo a difendere la nostra posizione e continueremo a denunciare questo come un attacco alla democrazia. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Pittella) . CANGINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CANGINI (FI-BP) . Signor Presidente, fino ad esattamente un anno fa facevo un altro mestiere: dirigevo giornali. Negli anni della mia direzione avevo caldamente raccomandato a tutti i miei colleghi giornalisti di non usare la parola «casta» e mai avrei pensato che sarei stato candidato e poi eletto in un'Assemblea parlamentare. Lo avevo fatto perché ritengo che la politica meriti rispetto e che denigrare la politica voglia dire squalificare la Nazione, squalificare lo Stato e inficiare la forza di tutti quanti noi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . C'è chi si appella da poco a categorie importanti, come quelle dello Stato o della volontà popolare. Presidente, non ho mai militato nei centri sociali, non ho mai rappresentato i comunisti padani, ho sempre creduto nella Patria, nello Stato e mi sono sempre commosso davanti al Tricolore. Non ho mai pensato che la secessione potesse essere un obiettivo interessante per nessuno, men che meno per il Paese nel quale vivo. Per questo credo che la politica meriti rispetto e per questo ritengo che tale provvedimento abbia come unico obiettivo quello di umiliare e avvilire ulteriormente la politica, perché si giustifica unicamente con questioni di soldi, di casta e di presunti privilegi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD e del senatore Casini) . Credo nelle riforme istituzionali: il primo atto che ho fatto, una volta eletto, è stato depositare un disegno di legge per introdurre nel nostro sistema il semipresidenzialismo alla francese. Condivido la linea del mio Gruppo, nel senso di aprire una linea di credito nei confronti di questa maggioranza e di questo Governo, qualora, con un'improvvisa resipiscenza, si rendessero conto che tagliare il numero dei parlamentari non serve a nulla, ma farlo nel quadro di una riforma organica dello Stato - di cui si parla da trent'anni - questo sì che servirebbe e sarebbe una grande novità, un segnale forte al Paese e un obiettivo storico, per usare le espressioni del collega del MoVimento 5 Stelle.