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Un evento sportivo così prestigioso può portare ampie e positive ricadute non solo al sistema universitario piemontese, ma anche alla città, alla Regione e all'immagine stessa del nostro Paese. Un beneficio economico e sociale, di cui non si può non tenere conto, soprattutto nel delicato contesto in cui ci troviamo costretti. L'emergenza epidemiologica, con la quale ci siamo dovuti confrontare ha un impatto deleterio sul tessuto economico del Paese. E anche su settori chiave della nostra quotidianità, come la cultura e lo sport. Chi sta subendo maggiormente questa situazione sono i giovani, che hanno dovuto fare a meno di un aspetto importante della loro vita, la socializzazione, sia a scuola, che nello sport. Grazie all'evidente cambio di passo del presidente Draghi e grazie al lavoro del generale Figliuolo, stiamo procedendo sempre più celermente con le vaccinazioni e le riaperture. Cosa che rende immaginabile e fattibile programmare le Universiadi con un così ampio margine temporale. Le Universiadi sono una manifestazione sportiva di primissimo piano che dovrebbe dare grande valore aggiunto all'immagine dell'Italia quale Paese ospitante di eventi di rilevanza internazionale. Ed avrebbero un impatto strategico. Sia per l'effetto di attrattività verso il territorio piemontese e nazionale, sia per la valenza scientifica dal punto di vista delle scienze motorie. Inoltre, il fatto che per la prima volta il tutto si associ anche alle Parauniversiadi rafforza l'approccio tecnico-scientifico su salute e benessere. Non bisogna poi dimenticare, che le Universiadi per il Piemonte sarebbero un grande traguardo anche perché donerebbero in eredità al territorio qualcosa di importante come le residenze universitarie. Parte dei fondi sarà infatti destinata a costruire villaggi per gli atleti, che si tramuteranno (al termine dell'evento) in nuove residenze universitarie, utili strumenti di accoglienza e inclusione. Sul punto si è rilevato l'approccio collaborativo tra tutte le università del territorio, che hanno saputo tessere collaborazioni come punti di forza per una ripartenza complessiva. Gli atenei devono diventare centri di aggregazione, anche per scambiare idee e costruire un patrimonio di conoscenze e di ricerca. Questa manifestazione non può che essere di stimolo, di impulso a tutto il sistema universitario regionale nel suo insieme, così da rafforzare la vocazione universitaria dell'area metropolitana torinese. Negli scorsi mesi sono stati fatti passi importanti. È stato firmato un protocollo d'intesa finalizzato alla creazione del comitato promotore per la candidatura di Torino La Regione Piemonte ha provveduto ad indicare all'interno del proprio bilancio di previsione uno stanziamento economico per l'organizzazione dell'evento; in tal modo si è differenziata da altre realtà, come il Comune di Roma, che con la sua scelta di non concorrere all'assegnazione delle Olimpiadi, si è preclusa una straordinaria possibilità di rilancio della città. Adesso tocca al Governo non perdere questa occasione. Non possiamo farci sfuggire l'opportunità per rendere Torino una città giovane e Universitaria, ma anche per fornire al nostro Paese un'occasione di crescita e di ripresa, di cui, soprattutto in questo delicato momento abbiamo fortemente bisogno. Grati al senatore Marino per aver predisposto questa mozione, come Italia Viva PSI votiamo convintamente a favore perché riteniamo che lo sport sia veicolo di cultura e formazione. Le Universiadi possono essere un grande motore per il futuro, e possono fare la differenza, nel rilancio della città e dell'intero Paese. Dichiarazione di voto del senatore Nastri sulle mozioni 1-00349, 1-00354, 1-00355, 1-00357, 1-00358 e 1-00360 Fratelli d'Italia chiede che il Governo si impegni a sostenere la candidatura della città di Torino per ospitare la XXXII edizione delle Universiadi invernali 2025. Le Universiadi, anche note come Olimpiadi Universitarie, rappresentano un evento sportivo mondiale cui possono partecipare gli atleti universitari provenienti da ogni parte del mondo e si disputano con cadenza biennale negli anni dispari. È una manifestazione, proprio come per i giochi olimpici, che si svolge sia nel periodo estivo che in quello invernale, ed è organizzata a cura della Federazione internazionale sport universitari (FISU). Le Universiadi, la cui prima edizione venne ospitata presso la città di Torino nel 1959, nascono in Italia e sin da allora, particolarmente apprezzate, hanno sempre riscosso un enorme successo, anche per la possibilità, da parte del Paese ospitante, di variare il programma con un'aggiunta di tre sport opzionali alla lista degli sport obbligatori previsti dalla Federazione. L'Italia ha ospitato diverse edizioni dell'evento: oltre alla prima a Torino, ne sono seguite quattro estive (nel 1970 sempre a Torino, poi a Roma nel 1975, in Sicilia nel 1997 e recentemente a Napoli nel 2019) e sei invernali (nel 1966 al Sestriere, nel 1975 a Livigno, nel 1985 a Belluno, nel 2003 a Tarvisio, nel 2007 a Torino e nel 2013 in Trentino). La possibilità di ospitare nuovamente a Torino l'edizione invernale delle Universiadi, come per altro accaduto nelle edizioni del 1970 e del 2007, rappresenterebbe un'occasione per lo sviluppo sociale ed economico, oltreché sportivo, della città di Torino e dell'intera Regione, potenziando il sistema universitario regionale e sviluppando la vocazione universitaria della città di Torino. Infatti, gli investimenti da porre in essere in occasione di tale manifestazione multidisciplinare, prevedrebbero anche la realizzazione dei villaggi atti ad ospitare gli atleti che, dopo la conclusione dell'evento, verrebbero trasformati in strutture residenziali universitarie, incrementando l'offerta torinese con oltre 2.500 posti letto in più in tutto il Piemonte. La manifestazione comporterà inoltre un incremento della visibilità dell'intero territorio piemontese, delle sue eccellenze, tradizioni e peculiarità e, al contempo, determinerà un potenziamento delle attività economiche del territorio nonché delle strutture e degli impianti sportivi e della cultura sportiva. Tutto ciò trova riscontro nelle precedenti edizioni ospitate dal nostro Paese, in quanto i territori coinvolti nell'organizzazione hanno beneficiato di rilevanti interventi a favore dell'impiantistica sportiva, della ricettività turistica e dell'entusiastica partecipazione della cittadinanza agli eventi sportivi. Ci rinfrancano le parole del presidente della Regione Piemonte che ha assicurato la volontà fin da subito a mettersi a disposizione con i propri impianti per contribuire alla realizzazione del più grande evento che un territorio possa ospitare. La fruibilità delle strutture già esistenti permetterebbe quindi di migliorare l'evento sia in termini qualitativi, essendo coinvolto un territorio che ha acquisito esperienza in tale ambito, sia in termini economici, razionalizzando la spesa e implementando le occasioni di crescita, investimento, sviluppo, connessione, fermo restando che si considera essenziale, prioritario e congruo il coinvolgimento dell'intero tessuto associazionistico sportivo dell'area, tanto più che gli impianti, riqualificati, rimodernati o, eventualmente allo scopo realizzati, al termine della auspicata iniziativa internazionale, dovranno pur trovare un utilizzo effettivo, al servizio della intera comunità e degli sportivi piemontesi.