[resaula]

fino alla citata sentenza, gli impianti di riciclo sono stati autorizzati con "autorizzazione semplificata" ai sensi degli artt. 214 e 216 del decreto legislativo n. 152 del 2006 (per le tipologie di rifiuti ed i relativi materiali ottenibili previsti dal decreto ministeriale 5 febbraio 1998, dai regolamenti "end of waste" europei - vetro e metalli - o dai decreti del Ministero dell'ambiente emanati ai sensi dell'art. 184- ter , comma 2, del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 - combustibile solido secondario e fresato di asfalto), mentre tutti gli impianti che non rientrano in queste fattispecie, ad esempio quelli per la produzione di granulo o polverino da PFU (pneumatici fuori uso) sono stati autorizzati con autorizzazione ordinaria o integrata, ai sensi degli artt. 208, 211 o 213 del medesimo decreto legislativo dalle Regioni o dalle Province su delega delle Regioni; considerato che: per effetto della citata sentenza, tutte le autorizzazioni rilasciate da Regioni e Province nei casi descritti non potranno, alla scadenza, essere rinnovate, mentre nuovi impianti, spesso basati su tecnologie innovative, non potranno essere autorizzati; tutto ciò crea in prospettiva la graduale chiusura di impianti oggi perfettamente inseriti nei processi di riciclo con danni agli imprenditori, perdita di posti di lavoro e interruzione di processi di riciclo, con aumento di conferimento in discarica o inceneritore di rifiuti oggi riciclati, oltre al blocco di molti nuovi investimenti; è indiscutibile che il Consiglio di Stato, con la sua sentenza, ha messo in evidenza una carenza di chiarezza normativa relativa al periodo transitorio in attesa dell'emanazione degli appositi decreti ministeriali, previsti dall'art. 184- ter , comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006, che, seppure affrontata nel tempo con apposite circolari del Ministero dell'ambiente, non è mai stata risolta con una opportuna correzione legislativa; la procedura seguita prima della sentenza è peraltro in linea con le disposizioni, sullo stesso tema, di cui alla direttiva (UE) 2018/851, in fase di recepimento che prevede anche le autorizzazioni all'end of Waste "caso per caso"; considerato infine che a parere degli interroganti risulta urgente un intervento normativo che consenta alle autorità competenti il rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli 208, 211 e 213 del decreto legislativo n. 152 del 2006, tramite la facoltà di stabilire, previo espletamento di adeguate istruttorie, i criteri specifici per la cessazione della qualifica di rifiuto, da adottare in conformità alle condizioni fissate al comma 1 dell'articolo 184- ter del codice dell'ambiente, si chiede di sapere, alla luce delle criticità emerse a seguito della menzionata sentenza del Consiglio di Stato, se il Ministro in indirizzo non intenda, e in caso affermativo con quali tempi, adottare disposizioni urgenti volte a prevedere che, per ciascuna tipologia di rifiuto, fino alla data di entrata in vigore del relativo decreto, di cui al comma 2 dell'articolo 184- ter del decreto legislativo n. 152 del 2006, i criteri specifici di cui al medesimo comma possano essere stabiliti caso per caso, nel rispetto delle condizioni indicate al comma 1, in sede di autorizzazione ambientale da parte delle Regioni o delle Province delegate, facendo salve le autorizzazioni già rilasciate, ai sensi delle disposizioni menzionate, ove conformi alle condizioni di cui al medesimo comma 1. Atto n. 4-00519 IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: secondo il decreto legislativo n. 62 del 2017, gli insegnati di religione cattolica devono essere presenti agli esami conclusivi del primo ciclo (esami di terza media); sono presenti, ma non possono esaminare i ragazzi, né partecipano col proprio voto a determinare la media scolastica e pertanto sono obbligati ad esserci (anche in più classi contemporaneamente avendo una sola ora a settimana), ma a tacere; i docenti di religione cattolica che decidono di collaborare con la dirigenza, in qualità di vicari o collaboratori, non possono usufruire, secondo "la buona scuola" (legge n. 107 del 2015), dell'esonero, devono quindi assumersi le responsabilità dell'organizzazione scolastica senza l'aiuto dello sgravio di alcune ore frontali in classe, che invece è previsto per tutte le altre materie, si chiede di sapere: se sia intenzione del Ministro in indirizzo intervenire e con quali tempi per sanare la discriminante e frustrante condizione dei docenti di religione cattolica; se ritenga che vada riconosciuta la dignità e la professionalità degli insegnanti di religione cattolica. Atto n. 4-00520 IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: non è stato mai bandito il concorso per gli insegnanti di religione cattolica; l'unico concorso, risalente al 2005, ha immesso a tempo indeterminato il 70 per cento degli insegnanti, il restante 30 per cento restava ad incarico annuale, deciso solamente dagli organi ecclesiastici preposti; ad oggi, dopo anni di pensionamenti, la graduatoria che non era a scorrimento, ma che si sarebbe dovuta rimpinguare con un nuovo concorso, è quasi esaurita, tanto che ora più del 70 per cento sono incaricati annuali; come prevede una sentenza della Corte europea, entro il 2019 l'Italia dovrebbe assumere tutti i precari con più di 36 mesi di servizio continuativo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda bandire e in quali tempi il concorso per gli insegnanti di religione cattolica; se intenda riconoscere la dignità e la professionalità di quegli insegnanti che da anni lavorano da precari e attendono una stabilizzazione che consenta di realizzare anche progetti di vita privata. Atto n. 4-00521 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: tra il 14 e il 15 agosto 2018 ignoti violavano la sede di Fratelli d'Italia di via Provinciale 62, in località Pianura di Napoli; nell'occasione, venivano rubati due personal computer da scrivania, due stampanti, una cassa amplificata e due faldoni contenenti documenti riferiti ai problemi del cimitero di Pianura; la sede non è assicurata contro tali eventi e non vi è sistema di videosorveglianza; il responsabile della sede del partito, Antonio De Vito, ha sporto denuncia presso il commissariato di Polizia San Paolo, in data 16 agosto 2018; non è la prima volta che questa sede di Fratelli d'Italia è oggetto di attenzioni vandaliche e di furti; sempre più di frequente strutture ed espressioni politiche di Fratelli d'Italia in Campania sono destinatarie di intimidazioni e violenze; la sede è l'unico esempio di luogo fisico della politica nell'area, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti riferiti e quali azioni intenda intraprendere a tutela della comunità umana e politica di Fratelli d'Italia, che rivendica fortemente il diritto costituzionale garantito ad ogni cittadino nell'espressione del proprio pensiero. Atto n. 4-00522