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Prendendo atto del superamento della distinzione tra accertamenti parziali e non, poiché l'ampliamento dei presupposti per qualificare parziale un accertamento ha comportato una perdita di identità del tipo, la nuova disciplina dovrà prevedere la possibilità di reiterazione degli atti, condizionata solo dalla novità degli elementi assunti a base dei provvedimenti via via successivi, con conseguente abrogazione anche dell'articolo 43, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nella parte in cui prevede quale presupposto per notificare ulteriori atti di accertamento la « sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi ». L'apparente minore garanzia della nuova disciplina è compensata dalla maggiore chiarezza, rispetto all'attuale assetto, e dall'effetto preclusivo che la definizione del primo atto mediante adesione comporterà, circa la possibilità di emettere i successivi; inoltre verranno meno le disposizioni che sulla distinzione tipologica fondano effetti e regole diverse (ad esempio in tema di contraddittorio). Resta fermo che ciascun atto di accertamento, in quanto omogeneo agli altri, potrà essere oggetto di definizione per adesione, ma la definizione raggiunta su un atto limita, salvo il superamento di soglie quantitative, la possibilità di notificare nuovi atti.. 1 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto disposizioni integrative e attuative dello statuto dei diritti del contribuente, di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212, ispirate ai princìpi generali delle tradizioni giuridiche comuni degli Stati membri dell'Unione europea e ai princìpi costituzionali sull'azione amministrativa, di sussidiarietà orizzontale fiscale, di certezza del diritto, di trasparenza, di tutela dell'affidamento, di partecipazione al procedimento, di motivazione, di chiarezza dei provvedimenti, di efficienza, di equità, di collaborazione e di buona fede, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a previsione di una disciplina generale della partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento dei tributi, assicurando, anche in funzione di una definizione consensuale delle contestazioni, il diritto del contribuente: 1 ad essere informato mediante atto formale della chiusura delle attività istruttorie e di controllo, in qualsiasi forma effettuate, che abbiano riguardato l'adempimento degli obblighi tributari; 2 a prendere visione del fascicolo nonché in particolare dei mezzi di prova raccolti mediante indagini presso terzi; 3 a presentare deduzioni difensive in un congruo termine, non inferiore a sessanta giorni; b coordinamento delle norme di garanzia della partecipazione e del contraddittorio già vigenti, provvedendo all'abrogazione di quelle in contrasto con la nuova disciplina; c mantenimento delle attuali regole sulla partecipazione al procedimento di liquidazione e rettifica formale; d coordinamento del diritto alla conoscenza degli atti istruttori, di cui alla lettera a) , con le esigenze di segretezza e di riservatezza; e disciplina generale dei procedimenti ad istanza di parte previsti da legge o da regolamento, prevedendo che l'adozione del provvedimento di diniego sia preceduta dalla comunicazione di un preavviso e da un congruo termine entro il quale sia consentito al destinatario di presentare deduzioni e osservazioni; per gli atti di diniego esplicito nei procedimenti ad istanza di parte, applicazione del principio per cui nuove ragioni di diniego non possono essere dedotte in sede processuale e, solo se sopravvenute, possono essere oggetto di un atto sostitutivo del precedente; estensione del principio del silenzio-inadempimento ad ogni procedimento ad istanza di parte previsto da legge o da regolamento, con accesso diretto alla giurisdizione tributaria decorsi novanta giorni dalla presentazione dell'istanza senza l'adozione di un diniego esplicito; f disciplina generale dei requisiti minimi di motivazione degli atti impositivi impugnabili, da identificare nelle ragioni giuridiche e di fatto sui quali l'atto si basa, nell'individuazione delle norme applicate, nella replica alle eventuali deduzioni difensive presentate e nell'indicazione delle risultanze delle attività istruttorie compiute; g previsione della non modificabilità e della non integrabilità della motivazione dell'atto impositivo in sede processuale; h disciplina generale dei vizi invalidanti dell'atto impositivo, da identificare, oltre che nei casi di cui all'articolo 21- septies della legge 7 agosto 1990, n. 241, nella violazione delle norme essenziali regolatrici dell'istruttoria e del contraddittorio e dei contenuti dell'atto, nella violazione di termini decadenziali o di termini dilatori essenziali, nell'incompetenza dell'ufficio o del funzionario che sottoscrive l'atto e nella difformità da risposte ad interpelli; i disciplina della rilevanza dei vizi di validità di cui alla lettera h) , prevedendo che essi siano rilevabili dal giudice solo se tempestivamente dedotti nei motivi di ricorso, non precludano la riemissione dell'atto emendato nei termini di decadenza, debbano essere valutati dalle amministrazioni finanziarie in sede di riesame in autotutela e nell'ambito dei procedimenti di adesione, di reclamo e mediazione e di conciliazione; attribuzione di un peso specifico, rispetto alla produttività dell'ufficio, per l'attività lavorativa impiegata nella valutazione delle istanze di autotutela; l disciplina dei vizi non invalidanti degli atti impositivi, prevedendo che essi comportino conseguenze indennitarie o recuperatorie proporzionali all'interesse leso, ferma restando la validità del provvedimento; m eliminazione della distinzione tra accertamenti parziali e non parziali, anche con riferimento alla disciplina della reiterazione degli atti impositivi, ammettendo in ogni caso la notificazione di più atti impositivi entro il termine di decadenza, anche di identica natura, purché sorretti da elementi di fatto diversi da quelli a base degli atti precedenti, e prevedendo l'efficacia preclusiva della definizione mediante adesione di ciascun atto di accertamento, rispetto alla notificazione di nuovi atti impositivi, salvo il caso di sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi che determini una maggiore imposta dovuta superiore a una soglia. 2 Il Governo è delegato a adottare, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, uno o più decreti legislativi recanti le disposizioni correttive delle leggi tributarie vigenti, necessarie a garantirne la coerenza con i princìpi desumibili dalle disposizioni dei decreti. 3 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, del parere del Consiglio di Stato e del parere del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di ciascun decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere.