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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 259 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 8,35. IN SEDE REDIGENTE as 1708 DDL 1708 Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche montane in Sicilia (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 30 marzo. Il PRESIDENTE informa che è in corso un approfondimento da parte della Ragioneria generale dello Stato, destinataria della richiesta di Relazione tecnica da parte della Commissione bilancio, in esito al quale si possono desumere elementi relativi alle questioni di merito. La documentazione attinente verrà messa a disposizione di tutti i Commissari. Prende atto la Commissione. Il relatore FENU ( M5S ) evidenzia le principali criticità e i suggerimenti e contenuti nel documento di cui ha dato conto il Presidente. In particolare, la Ragioneria rileva che il testo presenterebbe profili di selettività territoriale alla luce dei principi europei in materia di aiuti di Stato ed apparirebbe altresì suscettibile di integrare un aiuto al funzionamento delle imprese, incompatibile con le regole del diritto della concorrenza di matrice europea. Tali criticità tuttavia potrebbero essere superate prevedendo che l'agevolazione in questione sia usufruita nei limiti dei regolamenti europei in materia di aiuti di importanza minore, cosiddetti " de minimis ". Quanto all'ipotesi di applicare aliquote IVA ridotte diversificate alle attività produttive che hanno sede nelle aree disciplinate dalla legge in oggetto, la Ragioneria chiarisce che non è possibile prevedere aliquote differenziate sul territorio dello Stato e che, in base al combinato disposto degli articoli 98, 99 e allegato III della direttiva IVA, è possibile applicare un'aliquota ridotta solo a beni e servizi individuati nell'allegato III stesso. La previsione proposta peraltro, oltre a violare la direttiva IVA metterebbe a repentaglio anche il sistema delle risorse proprie UE di cui l'IVA è parte. Per quanto attiene alla stima degli effetti finanziari, la Ragioneria segnala che tale adempimento non può prescindere da una puntuale definizione dei Comuni interessati dai benefici previsti dalla proposta legislativa in esame. A tale proposito il relatore avanza due ipotesi: un elenco comprendente tutti i Comuni desumibili dal testo originario (per un totale di 132 Comuni) della Regione Siciliana e un altro elenco (con 88 Comuni) ottenuto selezionando i soli Comuni con riduzione tra il 2011 e il 2019 della popolazione in misura superiore al 5 per cento, reddito pro capite inferiore di oltre 3.000 euro a quello medio nazionale e Indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) superiore al valore medio nazionale. Nel primo caso si determinerebbero minori entrate pari a 145,5 milioni su base annua, mentre nel secondo si avrebbe un minore gettito pari a 77,3 milioni sempre su base annua. Per quanto concerne l'IVA, una eventuale riduzione di un punto percentuale, che comunque esporrebbe l'Italia a una doppia procedura di infrazione, costerebbe circa 16,3 milioni nella prima ipotesi e circa 9,3 milioni nella seconda. In conclusione, preannuncia l'intenzione di avanzare delle proposte di modifica del testo, tenuto conto delle osservazioni citate dalla Ragioneria generale dello Stato. Il PRESIDENTE giudica positivamente l'orientamento del relatore, caratterizzato da una utile linea prudenziale, che può contribuire a favorire una conclusione dell' iter parlamentare in linea con le aspettative della Regione siciliana, ma con attenzione ai costi complessivi. Auspica peraltro che tale soluzione normativa possa essere adottata in futuro anche per altri territori aventi le medesime caratteristiche di quelli oggetto del provvedimento. Infine, esprime la convinzione, basata sull'esperienza di amministratore locale, che per favorire lo sviluppo si debbano adottare necessariamente strumenti differenziati che tengano conto delle caratteristiche economiche e sociali locali. Il sottosegretario DURIGON assicura la massima collaborazione del Governo al fine di raggiungere la necessaria sintesi politica. La senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ) chiede se nel documento, diversamene da quanto previsto dal disegno di legge, si ipotizzi di reperire le risorse a copertura del provvedimento nell'ambito delle risorse destinate al Mezzogiorno nel suo complesso. Il PRESIDENTE rileva che è in fase di valutazione l'individuazione delle risorse all'interno della capienza che deriva dall'accordo annuale tra lo Stato e la Regione Siciliana. Rimarca viceversa che, al di fuori di tale quadro finanziario - che fa capo alle risorse comunque riferite alla Regione -, nell'ipotesi avanzata dalla senatrice Toffanin, si potrebbe configurare una violazione della disciplina degli aiuti di Stato. Il senatore DI PIAZZA ( M5S ) ricorda le origini storiche della attuale forma di governo della Regione siciliana e si augura che la soluzione normativa che verrà adottata possa fungere da stimolo per l'adozione di migliori forme di decentramento a favore delle esigenze del territorio. Nessun altro chiedendo di intervenire, il seguito della discussione è rinviato. as 1712 DDL 1712 Disposizioni in materia di utilizzo ed erogazione del rapporto di conto corrente (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta dell'11 giugno 2020. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) ripercorre l' iter del disegno di legge, richiamando i principali contenuti delle audizioni svolte e le interlocuzioni politiche avute, soprattutto con il proponente e il suo Gruppo. Segnala poi che la tematica posta dal disegno di legge deve esser inquadrata nella più ampia questione dell'inclusione finanziaria. Poiché il testo della proposta originaria è contraria al principio ordinamentale della libertà contrattuale, non potendosi prevedere un obbligo della banca - che svolge un'attività di impresa - a aprire o proseguire un contratto di tipo bancario (conto corrente), occorre individuare una disciplina che tuteli i consumatori, e gli utenti in generale di servizi bancari e finanziari, anche rispetto all'assolvimento di altre disposizioni che impongono l'utilizzo di forme di pagamento in formato digitale e non in contanti. A tale proposito è possibile valorizzare la disciplina introdotta nel TUB nella sezione III conto di base, pur introdotta per altri fini. Da un lato, la banca è obbligata a svolgere una verificata rafforzata ai fini del contrasto al riciclaggio che determina un controllo sui requisiti della clientela, che può anche determinare la decisione della banca di rescindere il contratto (sia di conto corrente che di affidamento); dall'altra è ormai invalso nell'ordinamento bancario il principio dell'inclusione finanziaria, in forza del quale le banche e gli intermediari finanziari "sono tenuti a offrire un conto di pagamento denominato in euro con caratteristiche di base, "conto di base" (articolo 126- novesdecies del Testo unico in materia bancaria e creditizia). Vale la pena sottolineare la differenza lessicale e normativa del citato articolo rispetto alla proposta di legge a prima firma del senatore Siri, che invece prevede l'obbligo ad aprire il rapporto di conto corrente. Gli intermediari sono tenuti a offrire un conto di pagamento ai consumatori soggiornanti legalmente nell'Unione europea.