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Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) esprime la sua solidarietà ai lavoratori di un negozio nell'aeroporto Leonardo da Vinci che stanno protestando sotto il Comune di Fiumicino contro la chiusura dell'attività e il trasferimento dei dipendenti, essendo convinto del fatto che le istituzioni devono dimostrare attenzione nei confronti di ogni cittadino e di ogni attività. Aeroporti e porti stanno subendo in maniera particolare le conseguenze della crisi economica ed è dunque necessario dare loro risposte adeguate, ma anche tanti altri settori sono stati dimenticati, non rientrando nelle liste dei codici ATECO sulla base dei quali si procede ai ristori. La gravissima situazione in cui versa il Paese è conseguenza delle politiche poste in essere in passato di spending review e di tagli lineari, che hanno colpito in maniera particolare i settori della sanità, dei trasporti e dell'istruzione. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ), innanzitutto, reputa deludente la mancata assegnazione del provvedimento in esame alla Commissione industria, considerate le numerose e rilevanti disposizioni del provvedimento riconducibili alla sua competenza. Incidentalmente, osserva che, proprio nel settore delle attività produttive, il Tar Lazio ha confermato oggi la validità fino al 2033 delle concessioni balneari, ponendo termine a una serie di controversie che si trascinavano da troppo tempo: coglie quindi l'occasione per auspicare che, anche per una serie di ulteriori attività, che insistono nelle aree delle autorità di bacino, venga trovata una soluzione adeguata. Dopo aver rilevato che, in base ai dati disponibili, l'Italia è il fanalino di coda nell'utilizzo delle risorse europee, ritiene necessario un radicale cambiamento di rotta. Ricorda che la Lega ha fatto proposte concrete e si aspetta che esse vengano prese in considerazione in modo serio e costruttivo: solo in questo modo può avere un senso il richiamo all'unità di intenti. Sottolinea l'esigenza che, al di là dei ristori, i quali hanno peraltro dimenticato interi comparti economici, siano investite adeguate risorse nella crescita del Paese, con una lungimiranza di cui finora si è sentita la mancanza. Sul turismo, ad esempio, rimarca l'assenza totale del ministro competente, al di là della tax credit vacanze, misura che si è rivelata comunque inefficace, secondo quanto previsto dalle opposizioni. A tale proposito, segnala come la Commissione industria, dando dimostrazione di quello spirito unitario di cui tanto si parla, ha avviato diverse iniziative volte a sollecitare l'attivazione dell'Esecutivo sul tema. Dà infine rapidamente conto delle misure che saranno oggetto, da parte sua e del proprio Gruppo, di attività emendativa, dall'ampliamento dei codici ATECO alla eliminazione del contributo a carico delle imprese per la cassa integrazione guadagni, dalla introduzione di misure per finanziamenti bancari agevolati o gratuiti all'esenzione fiscale totale per i canoni di locazione, dalla riforma dell'ISEE fino all'abolizione dell'IVA. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ) richiama l'attenzione, in via preliminare, sulla situazione sanitaria del Paese, che si fa di ora in ora più drammatica, generando paura e insicurezza, ovunque percepibili. Ritiene quindi necessario, oltre all'adozione delle misure di emergenza, che il Governo si attivi per dare tranquillità sanitaria ed economica al Paese. Ad esempio, sarebbe opportuno intervenire in materia di sanzioni fiscali, per agevolare i versamenti pregressi e incrementare le entrate dello Stato. Si tratterebbe di un segnale positivo importante, per lo più privo di impatti negativi sulla finanza pubblica, anzi per molti aspetti con effetti virtuosi per l'erario. Si associa quindi a quanti hanno evidenziato l'insufficienza delle risorse stanziate con i due decreti in questione, per cui appare urgente procedere a un nuovo scostamento di bilancio che consenta di fronteggiare la diffusa incertezza, che si sta rapidamente trasformando in un enorme rischio per il Paese. La senatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ) ricorda, in via di premessa, che il Premier non più tardi di due mesi fa affermava senza incertezze che non ci sarebbe stato più un lockdown , mentre nelle comunicazioni del 2 novembre in Senato ha dichiarato l'esatto contrario, seppur cercando di mascherarlo con eufemismi. Avrebbe dovuto quindi presentarsi almeno dimissionario al Parlamento per il grave errore di giudizio, che si ripercuoterà in modo disastroso sull'economia e indirettamente anche sulla salute degli italiani, sia perché non saranno assicurati molti degli interventi sia perché il lockdown determinerà ulteriori disastri sotto il profilo psicologico, oltre che generare vulnerabilità sociali ed economiche e di deprivazione, tutto il contrario degli obiettivi di salute e benessere, sostegno ai lavoratori e alle imprese dichiarati dal cosiddetto decreto Ristori. Osserva che il Governo ha voluto e avuto i poteri straordinari dello stato di emergenza e non ha neppur saputo applicare quanto previsto dall'articolo 117, secondo comma, lettera q) della Costituzione, che in modo inequivocabile chiarisce ed ascrive allo Stato la gestione delle pandemie. Non ha saputo proporre soluzioni degne di nota che giustificassero l'ottenimento dello stato di emergenza: ad esempio, al Titolo III del decreto-legge in discussione si sarebbe dovuto ricondurre il documento "Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale" quale Piano Nazionale di Prevenzione, preparazione e contrasto pandemia, identificando e dotando delle risorse necessarie i soggetti attuatori, invece di farlo approvare a metà ottobre in Conferenza delle Regioni. Si è così tentato un trasferimento di responsabilità alle Regioni di compiti e funzioni proprie del Governo centrale, secondo l'assetto costituzionale e normativo vigente delle competenze in materia sanitaria: emergenza Stato, ordinarietà Regioni. Ritiene che i poteri emergenziali del Governo avrebbero dovuto portare a soluzioni innovative con effetti immediati, finalizzando appropriatamente tutte le risorse necessarie. Al contrario, l'indicazione dei numeri da raggiungere, ad esempio per i posti in terapia intensiva, significa scrivere un libro dei sogni, posto che chiunque abbia un minimo di percezione gestionale sa che i posti letto dipendono da altri fattori: l'infrastruttura deve essere adeguata in ogni stanza, i relativi impianti debbono essere dimensionati allo scopo e il personale specializzato che li deve gestire non può essere né reclutato né tantomeno formato nel tempo di stesura di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che ormai è diventata l'unità di misura temporale dell'Esecutivo. Aggiunge che il decreto-legge n. 137, pur annunciando nel titolo misure urgenti in materia di tutela della salute, ne tratta nei soli articoli 18, 19 e 20. Pensare che il sistema diagnostico a livello territoriale venga implementato addossando ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta la realizzazione è pura utopia, e dimostra la non conoscenza dello stato dei fatti e dei luoghi. Ciò a causa di normative nazionali e di vincoli convenzionali che ne impediscono l'attuazione, oltre che alle molte inadeguatezze degli ambulatori medici. Fa al riguardo un esempio: