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l'amministrazione aveva anche avviato valutazioni tecniche di fattibilità per la predisposizione del progetto preliminare, per garantire la maggiore celerità nelle successive fasi di progettazione esecutiva, appalto, esecuzione e collaudo dei lavori, affinché il carcere di Alba, potesse tornare all'uso penitenziario, in condizioni di assoluta sicurezza nei tempi più celeri; il 15 dicembre 2018 veniva pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 290 del 14 dicembre 2018) il decreto-legge n. 135 del 2018, recante "Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione", che, all'art. 7, rubricato "misure urgenti in materia di edilizia penitenziaria", prevede che il "programma dei lavori da eseguire", e "l'ordine di priorità" fosse approvato entro 60 giorni; il 31 gennaio 2020, a seguito delle continue richieste di informazioni da parte delle istituzioni locali circa le procedure in atto in termini progettuali, si sono ottenute rassicurazioni circa la pubblicazione del bando di gara, che sarebbe dovuta avvenire entro il mese di marzo 2020; rilevato che: oltre alle ulteriori iniziative riguardanti l'analisi delle operazioni necessarie a realizzare in tempi brevi la bonifica o la sostituzione degli impianti, come prescritto dall'autorità sanitaria, erano state demandate alle competenti articolazioni ministeriali lo studio e l'elaborazione di progetti di ristrutturazione ed adeguamento per formularne soluzioni di intervento il più ravvicinate possibili in termini di tempo; le autorità locali, più volte ed in occasioni diverse, sia direttamente con le competenti strutture ministeriali, sia attraverso comunicazioni scritte, hanno sollecitato una risposta in merito alle problematiche esistenti, sollecitando un interessamento diretto da parte delle autorità ministeriali, considerando i presupposti del decreto-legge n. 135 del 2018 e anche l'inaccessibilità del "Piano di Edilizia Penitenziaria 2018-2020", in quanto non più consultabile sul sito ministeriale, oltre a riportare l'attenzione sul tema in oggetto anche tramite il "Dossier sulle criticità strutturali del sistema penitenziario piemontese", documento inviato all'attenzione del capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria nei primi giorni del 2020 e con l'ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Alba lo scorso 15 maggio; secondo i dati rilasciati dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) la casa di reclusione albese risulterebbe attualmente in uno stato di sovraffollamento in termini di presenze di detenuti, in quanto la struttura in esame ha ospitato 45 persone (35 nella stagione COVID) a fronte dei 33 posti disponibili negli unici spazi utilizzabili, determinando quindi un sovraffollamento, con una visibile e conseguente ripercussione sulla funzione rieducativa della pena, oltre a registrare una carenza di spazi necessari per attività socializzanti e di mediatori culturali per i detenuti stranieri; risulterebbe da fonti giornalistiche che il Provveditorato interregionale dell'amministrazione penitenziaria starebbe vagliando la possibilità di istituire all'interno della casa di reclusione "G. Montaldo" una casa di lavoro per internati, con l'inserimento di 20 persone, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, oltre ad essere a conoscenza di quanto espresso in premessa, non ritenga necessaria una verifica, nel più breve tempo possibile, dei tempi di attuazione del piano di edilizia penitenziaria e quindi di assegnazione dei lavori necessari che, superata la fase emergenziale, richiederanno interventi più marcati e strutturali, al fine di restituire la piena funzionalità ad una struttura fondamentale nel sistema carcerario del nord Italia; se non ritenga utile chiarire, in modo netto, destino e tempi della piena riattivazione dell'istituto, chiuso ormai da oltre quattro anni, anche ricordando che i terreni, ma soprattutto gli edifici e gli impianti che fanno parte della struttura di proprietà statale, sono destinati a danneggiamento e deperimento in assenza di attività e manutenzione, e che durante il procrastinarsi, per certi versi incomprensibile, delle procedure che dovrebbero portare all'inizio dei lavori, era stato anche proposto al DAP di progettare degli interventi che, con una spesa relativamente contenuta, potrebbero riattivare specifiche aree dell'istituto, quali per esempio la palazzina destinata ai cosiddetti "semiliberi", i locali che ospitano la mensa agenti, i locali situati al piano terra del fabbricato centrale, per una serie di attività di cui vi sarebbe grande bisogno; se non ritenga altresì opportuno dare piena attuazione al "rifacimento" di un carcere moderno e sicuro per tutti gli operatori, anche per non disperdere una storia di attività e percorsi messi in atto negli anni, che tanto di buono hanno generato sul territorio albese e per la comunità locale. Atto n. 3-01632 PARRINI NANNICINI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Gkn è una multinazionale britannica che realizza componentistica per i settori automobilistico e aerospaziale. Nel 2018 la Gkn presentava un fatturato di 4,8 miliardi di sterline, con 29.000 dipendenti e 54 stabilimenti nel mondo; in quello stesso anno l'azienda è stata acquisita dal fondo finanziario Melrose, con l'obiettivo dichiarato di una ristrutturazione aziendale su scala internazionale; in Italia lo stabilimento Gkn Driveline SpA di Campi Bisenzio (Firenze), produce semiassi per diverse case automobilistiche e occupa circa 420 dipendenti fissi, più 20 dipendenti in contratto di staff leasing ; considerato che: nel corso del 2019, a causa dell'intenzione dell'azienda di procedere a decine di esuberi, si è aperta una vertenza sindacale che ha portato, il 14 febbraio 2020, ad un incontro fra i vertici aziendali, la rappresentanza sindacale unitaria (RSU) aziendale, i rappresentati del Comune di Campi Bisenzio, della FIOM e di Confindustria Firenze. In quella sede vi è stata la sottoscrizione di un accordo che impegnava l'azienda a garantire i livelli occupazionali; ad utilizzare lo staff leasing solo dopo un accordo con le RSU e, infine, ad assorbire la manodopera in staff leasing presso l'azienda a tempo indeterminato con diritto di precedenza; a causa dell'emergenza COVID-19, l'azienda ha sospeso le attività dal 16 marzo 2020 e ha attivato gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni ordinaria, e trattamento di integrazione salariale) per i lavoratori; preso atto che: in spregio agli accordi precedentemente stipulati, senza che fosse aggiornato il Tavolo regionale e senza convocare la RSU, il 26 marzo l'azienda ha inviato per i 20 dipendenti in staff leasing la disdetta del contratto commerciale con Apl Umana SpA, dandone comunicazione solo tramite mail ; di conseguenza, tali lavoratori il 26 maggio 2020 tornano nella disponibilità dell'agenzia interinale, poiché le norme emanate dal Governo sulla sospensione dei licenziamenti non valgono per l'interruzione dei rapporti di staff leasing ;