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Tale esigenza era già stata sollevata dalla Commissione europea in occasione dell'ultima proroga dello schema attuale e riflessa nel relativo decreto ministeriale. Si prevede altresì, sempre su indicazione della Commissione europea, l'aggiornamento del tasso di sconto per assicurare la coerenza della misura con le condizioni del mercato. Gli allegati 1 e 2 del decreto-legge n. 18 del 2016 sono stati coerentemente modificati. Con l'articolo 22 si prevede la possibilità di aggiornare le disposizioni di attuazione già emanate, ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge n. 18 del 2016, con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 3 agosto 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2016. In tale contesto potrà essere ripensato e rafforzato il flusso informativo periodico sulla performance della cartolarizzazione a beneficio del Ministero dell'economia e delle finanze. L'articolo 23 si riferisce alla copertura finanziaria dell'estensione temporale dello schema GACS. Il corrispettivo della GACS confluisce nel fondo di dotazione di cui all'articolo 12 del decreto-legge n. 18 del 2016, volto a fronteggiare complessivamente il rischio delle garanzie concesse (pertanto senza specifici accantonamenti a fronte delle singole operazioni). Tale fondo, con una dotazione di 120 milioni di euro per l'anno 2016, è ulteriormente alimentato con i corrispettivi annui delle garanzie concesse che a tal fine sono versate dagli istituti beneficiari della garanzia all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al fondo. Dette somme sono versate su apposita contabilità speciale vincolata al pagamento dell'eventuale escussione delle predette garanzie, nonché agli ulteriori oneri connessi all'attuazione del capo II del medesimo decreto-legge n. 18 del 2016. Ad oggi, la dotazione attuale del conto corrente di tesoreria n. 25060 è di euro 129.108.130 (si è in attesa della riassegnazione di euro 5.472.330,24, richiesti alla Ragioneria generale dello Stato il 17 dicembre 2018). Il proposto allungamento della finestra temporale di concessione della garanzia per ulteriori due anni, consentirebbe (secondo una stima della Banca d'Italia) la concessione di nuove garanzie per non meno di 3 miliardi. Al riguardo, ancorché il corrispettivo della garanzia sia considerato dalla Commissione europea « a mercato », e quindi idoneo a coprire il costo del rischio, lo Stato garante resterebbe comunque esposto a rischi conseguenti a variazioni che dovessero intervenire nel quadro normativo o nel contesto economico-finanziario e che fossero in grado di incidere negativamente sui flussi di rientro stimati dal servicer e valutati dalle agenzie di rating , esponendo così la garanzia pubblica. Si ritiene pertanto opportuno prevedere, prudenzialmente, un incremento delle risorse finanziarie del fondo di garanzia per ulteriori 100 milioni di euro a valere sulle risorse del fondo o della contabilità speciale di cui all'articolo 37, comma 6, del decreto-legge n. 66 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2014, (n. 6077), intestata al Dipartimento del tesoro. L'articolo 24 disciplina l'entrata in vigore del decreto-legge.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POTERI SPECIALI INERENTI AI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA A BANDA LARGA BASATI SULLA TECNOLOGIA 5G 1 (Modifiche al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, recante ’Norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni) 1 Al fine di un aggiornamento della normativa in materia di poteri speciali in conseguenza dell'evoluzione tecnologica intercorsa, con particolare riferimento alla tecnologia 5G e ai connessi rischi di un uso improprio dei dati con implicazioni sulla sicurezza nazionale, al decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, dopo l'articolo 1 è inserito il seguente: « Art. 1- bis (Poteri speciali inerenti le reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G) . - 1. Costituiscono, ai fini dell'esercizio dei poteri di cui al comma 2, attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale i servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G. 2. La stipula di contratti o accordi aventi ad oggetto l'acquisto di beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti inerenti i servizi di cui al comma 1, ovvero l'acquisizione di componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione, quando posti in essere con soggetti esterni all'Unione europea, sono soggetti alla notifica di cui all'articolo 1, comma 4, al fine dell'eventuale esercizio del potere di veto o dell'imposizione di specifiche prescrizioni o condizioni. A tal fine, sono oggetto di valutazione anche gli elementi indicanti la presenza di fattori di vulnerabilità che potrebbero compromettere l'integrità e la sicurezza delle reti e dei dati che vi transitano. 3. Per le finalità di cui al comma 2, per soggetto esterno all'Unione europea si intende: 1) qualsiasi persona fisica o persona giuridica, che non abbia la residenza, la dimora abituale, la sede legale o dell'amministrazione ovvero il centro di attività principale in uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo o che non sia comunque ivi stabilito; 2) qualsiasi persona giuridica che abbia stabilito la sede legale o dell'amministrazione o il centro di attività principale in uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo o che sia comunque ivi stabilito, e che risulti controllato direttamente o indirettamente da una persona fisica o da una persona giuridica di cui al n. 1); 3) qualsiasi persona fisica o persona giuridica che abbia stabilito la residenza, la dimora abituale, la sede legale o dell'amministrazione o il centro di attività principale in uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo o che sia comunque ivi stabilito, al fine di eludere l'applicazione della disciplina di cui al presente articolo. 4.