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Noi di Forza Italia lo abbiamo fatto con la grande responsabilità che ci ha chiesto il presidente Berlusconi. I fatti di questi ultimi giorni però, francamente, ci lasciano abbastanza allibiti. Oggi discuteremo infatti il decreto aiuti, che serve sicuramente al Paese, perché ha tutta una serie di provvedimenti che riguardano ad esempio le bollette, le imprese e, più in generale, le misure che gli italiani richiedono, e ci siamo trovati di fronte all'ennesima fibrillazione. Una volta si dice che è per via del termovalorizzatore, una che è per i nuovi punti e un'altra si inventano questioni che non hanno assolutamente niente a che fare probabilmente con le questioni vere e reali del Paese. (Applausi). Per noi è importante far capire che abbiamo sulla schiena il senso e il peso di questa responsabilità e vorremmo che le altre forze facessero lo stesso. Non so cosa pensino di inseguire coloro i quali ritengono che la strada migliore sia far fibrillare il Parlamento e un Governo autorevole, che soprattutto ci ha resi autorevoli in Europa e non solo, che è riuscito a far passare la dipendenza dal gas della Russia dal 40 al 25 per cento (Applausi) e che è posizionato chiaramente in Europa e nell'ambito dell'Alleanza atlantica. Destabilizzare tale quadro significa evidentemente avere in testa scenari diversi per il nostro Paese, in un momento come quello che stiamo vivendo, attraversato da una grave crisi internazionale. In questi giorni abbiamo capito che i nostri cittadini e i nostri elettori questo balletto parlamentare non lo capiscono e - peggio - ne hanno paura, temendo quello che può succedere. È questo il più grosso richiamo alla responsabilità che penso debba essere fatto nella giornata di oggi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, oggi è una giornata convulsa, che determinerà l'andamento dell'agenda politica del nostro Paese. Di fatto, oggi votiamo la fiducia su un provvedimento tanto atteso dalle famiglie e dalle aziende, che si può identificare già dal nome, ossia aiuti, il cui fine è dare ossigeno a un'economia in difficoltà e respiro alle famiglie. Può definirsi, a tutti gli effetti, una misura tampone, atta a salvaguardare la resilienza del Paese. Questo Governo nasce con l'esigenza di affrontare l'emergenza, dapprima pandemica, con il compito di attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La situazione si è poi aggravata per il rincaro e la carenza di materie prime, la crisi energetica e il conflitto in Ucraina. Si è poi aggiunta la crisi idrica. Insomma, si è verificato il susseguirsi di crisi che mettono a dura prova la tenuta economica e sociale del Paese. Mi sia consentita una considerazione che, dal mio punto di vista, mette in luce la fragilità e la discutibilità delle scelte politiche passate, partendo proprio dalla prima emergenza, ossia quella sanitaria. I tagli continui alla sanità, il numero chiuso per l'accesso ai corsi universitari in medicina e l'accentramento dei servizi hanno di fatto reso complicata la gestione pandemica. C'è poi la dipendenza energetica, con il settore in mano ai mercati esteri a causa dei continui no di una parte politica. E perché non ricordare il bonus rubinetti, quando la rete idrica è un colabrodo? Quando adottiamo delle misure, è giusto che queste siano in parte rispondenti alle esigenze. Bisogna però avere una pianificazione, che vada oltre la visione odierna e guardi al futuro, perché lo dobbiamo alle generazioni future. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha questo scopo, ossia dare una programmazione e risposte ai problemi che, negli anni, ci hanno portato oggi a essere impreparati ad affrontare tutte le emergenze che si sono susseguite negli ultimi due anni. Gli strumenti ci sono per fare le riforme strutturali, bisogna solo avere visione e coraggio. Entrando nel merito del provvedimento, esso è caratterizzato da forme di supporto riconducibili al settore energia, con interventi per il contenimento dei prezzi. Sappiamo che senza questo intervento l'aumento delle bollette per le famiglie avrebbe sfiorato il 40 per cento. Questi rincari vengono sterilizzati grazie al contributo di solidarietà chiesto agli operatori del gas, che si aggiunge alla tassazione degli extraprofitti. Le tariffe dell'elettricità subiranno un aumento dello 0,4 per cento, mentre quelle del gas resteranno invariate, grazie all'azzeramento degli oneri di sistema per il terzo trimestre 2022 per l'energia elettrica e alla riduzione al 5 per cento dell'IVA sul gas. Altre misure sono state introdotte per contenere l'effetto inflazione (che, lo ricordo, è arrivato all'8 per cento), con un bonus una tantum di 200 euro destinato a diversi soggetti, tra cui lavoratori dipendenti con una retribuzione lorda, su 13 mensilità, non superiore a 2.692 euro al mese e ai pensionati con un reddito personale non superiore ai 35.000 euro annui, oltre alle categorie dei lavoratori stagionali e domestici. Sono altresì presenti misure a sostegno delle imprese. Grazie a un emendamento della Lega, ci saranno semplificazioni per le utenze elettriche e del gas per le imprese non energivore, per favorire l'utilizzo del credito di imposta 2022. (Applausi) . Adesso sarà il fornitore stesso di gas ed energia a comunicare gratuitamente i dati utili a determinare il calcolo dell'incremento del costo della componente energetica e l'ammontare della detrazione spettante all'azienda. Un altro tema importante riguarda gli enti locali, allarmati dall'aumento dei costi che avrebbero influito sull'erogazione dei servizi. Nel miglioramento del testo è stata inserita la possibilità di utilizzare gli avanzi Covid per prevedere agevolazioni sulla Tari, e la possibilità di utilizzare le risorse dei proventi incassati dalle multe per le coperture delle spese di utenze gas e luce (solo per l'anno 2020). Altra soddisfazione può essere espressa per le misure a supporto di un settore importante come la pesca, per il quale sono stati stanziati 23 milioni per prorogare il credito d'imposta fino al 31 dicembre per l'acquisto di carburante. Di fatto, l'articolo 18 del decreto-legge 21 marzo, n. 21, introduce un credito d'imposta a favore delle imprese esercenti attività agricola e della pesca, quindi sarebbe opportuno che il Governo - e la Lega glielo chiede, visto che è stato approvato un ordine del giorno in merito - si attivasse con gli opportuni interventi per estendere anche alle imprese agricole il credito d'imposta fino a fine 2022. Ricordo che le aziende agricole, oltre al caro energia, stanno affrontando la crisi dovuta alla siccità, che ha messo a repentaglio i raccolti. (Applausi) . Voglio ringraziare i colleghi alla Camera, che hanno lavorato su questo decreto-legge cercando di migliorarlo, e credo che sia importante in questo momento dare tutte le risposte che i cittadini attendono con la serietà che ha sempre contraddistinto la Lega. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Arrigoni, se desidera, può riprendere il suo intervento. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) .