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durante la pandemia la Guardia di finanza, per consentire l'adozione dello smart working , ha autorizzato svariate centinaia di militari all'accesso alla propria rete intranet da apparati scollegati alla rete del Corpo, con conseguente disponibilità al di fuori degli uffici di ogni banca dati consultabile dalla "rete intranet "; ciò ha dimostrato che, senza spesa alcuna, vi è la possibilità tecnica di accesso alla rete intranet e alle banche dati del Corpo a prescindere dalla disponibilità dal collegamento con cablatura fisica; a parere degli interroganti la condivisione delle banche dati appare non più rinviabile, in quanto si tratta di uno strumento indispensabile per lo svolgimento di ogni attività di indagine, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se ritengano possibile l'emanazione di specifiche direttive di servizio che consentano al personale di ciascuna forza di polizia di continuare ad avvalersi di ogni banca dati a disposizione presso gli uffici di provenienza; se ritengano possibile e opportuno consentire al personale impiegato in servizi interforze l'accesso ad ogni banca dati disponibile presso i singoli uffici di polizia; se intendano incrementare i corsi interforze di formazione del personale, per l'utilizzo delle banche dati. Atto n. 4-05930 CROATTI ROMAGNOLI LEONE COLTORTI LANZI LANNUTTI PUGLIA CORRADO GRANATO Al Ministro della cultura Premesso che: nel Comune di Rimini è stata avviata l'edificazione, nella piazza antistante la Rocca di Sismondo, di una gigantesca installazione/fontana, che occuperà circa mille metri quadrati a ridosso delle mura di Castel Sismondo; la costruzione della cosiddetta "fontana felliniana" prevede la realizzazione del vano tecnico interrato nel fossato di Castel Sismondo, ad una profondità di 4 metri con muri perimetrali e divisori in cemento armato per l'alloggiamento degli impianti di alimentazione e servizio della progettata fontana a velo in superficie, incidendo nell'area della Rocca Malatestiana e in particolare in quella occupata dall'antico fossato difensivo di pertinenza della Rocca; tali lavori sono realizzati nella Piazza Malatesta, che ha un forte valore storico, architettonico e archeologico e pertanto è sottoposta a ferrei vincoli archeologici e di inedificabilità; il decreto del Ministero della pubblica istruzione del 4 marzo 1915, al fine di mantenere inalterata la visione prospettica della Rocca, ha proibito la realizzazione di qualsiasi costruzione e il decreto del Ministero per i beni culturali e ambientali del 29 ottobre 1991, ai sensi degli articoli 1 e 3 della legge 1° giungo 1939, n. 1089, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo, nel quale sono conservati importanti resti del tracciato delle mura tardoimperiali della città romana e le strutture del fossato difensivo della Rocca, ha dichiarato quelle stesse aree di interesse particolarmente importante; l'articolo 20, comma 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) sancisce che "I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione"; conseguentemente, a norma dell'articolo 170, comma 1, del Codice dei beni culturali e del paesaggio, costituisce illecito penale destinare i beni culturali a uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità; considerato che l'intervento in questione risulta invasivo e trasformante, contrastante con i vincoli di tutela, con le norme del Codice dei beni culturali e del paesaggio e non può essere considerato compatibile con la tutela e la valorizzazione storica, architettonica e archeologica di Piazza Malatesta e del Castello Sismondo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce della normativa indicata, intenda rivalutare la fattibilità del progetto, al fine di garantire la conservazione e la valorizzazione di Castel Sismondo, patrimonio identitario di Rimini. Atto n. 4-05931 MONTEVECCHI CROATTI ROMANO TRENTACOSTE VANIN PRESUTTO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: il titolo III della nostra Costituzione riguardante i rapporti economici, tutela il lavoro in tutte le sue forme e i diritti dei lavoratori nonché, con riferimento all'iniziativa economica privata, stabilisce che essa non può svolgersi in modo da recare danno alla dignità umana; a seguito dello sblocco dei licenziamenti operato dall'attuale Governo si stanno producendo i primi effetti che, ad opinione degli interroganti, aprono in prospettiva scenari fortemente critici nei loro potenziali risvolti sociali in considerazione della crisi pandemica ancora attuale; una serie di licenziamenti sembra essere spesso frutto di logiche tese a ingiustificate delocalizzazioni delle filiere e ristrutturazioni aziendali; in riferimento alla vertenza GKN di Firenze, migliaia di lavoratori hanno preso parte al corteo di sabato 31 luglio 2021 per tutelare i propri diritti: alla manifestazione erano presenti anche i dipendenti di Piaggio, Sammontana, Aeroporto di Pisa, Whirpool, Electrolux e FCA; in questo contesto di episodi di licenziamenti collettivi, si inserisce quello della società Logista Italia S.p. A. che nella stessa giornata del 31 luglio 2021 ha inviato a 90 dipendenti la seguente comunicazione: "Buonasera, a seguito della riduzione delle attività, nella data di lunedì 2 agosto 2021 lei sarà dispensata dalla sua attività lavorativa. Il trattamento economico verrà garantito con gli strumenti previsti di legge" ("Logista Bologna, i dipendenti licenziati su WhatsApp: Nessuno ci ha mai parlato di crisi", su "Il resto del Carlino" del 3 agosto 2021); considerato che: Logista Italia S.p. A., fondata nel 2004 con l'acquisizione da parte del gruppo spagnolo, è parte di Logista S.p. A. ed è il principale distributore di prodotti e servizi in punti vendita dell'Europa meridionale; nel ricostruire la storia aziendale emergerebbe il fatto che durante l'emergenza pandemica le attività non si sarebbero mai fermate perché essenziali; come si apprende dalle notizie di stampa sembrerebbe che il problema del sito di Bologna non sia un problema di produttività ma di costo del lavoro, considerato troppo alto dall'azienda; solo a seguito dei fatti susseguitisi è stato convocato apparentemente un tavolo di salvaguardia con le istituzioni locali e le parti coinvolte; considerato inoltre che in un momento di crisi socioeconomica i licenziamenti dovrebbero essere assolutamente evitati, soprattutto quando non sono motivati da uno stato di crisi che alla luce delle informazioni non risulta essere stato annunciato e la genuinità della scelta imprenditoriale deve "garantire che il licenziamento rappresenti sempre una extrema ratio quale soluzione estrema in assenza di alternative" (Corte costituzionale, sentenza n. 59 del 2021), si chiede di sapere: