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Con l'articolo 3 sono stabilite le nuove norme per favorire la circolazione delle opere d'arte contemporanea, quali la possibilità per le imprese di ammortizzare gran parte del costo per l'acquisto di tali opere, nonché un rilevante beneficio fiscale per i privati che acquistino opere d'arte contemporanea per farne oggetto di donazione a musei, gallerie nazionali, istituzioni pubbliche ed enti similari che hanno come scopo prevalente il far godere al più vasto pubblico la conoscenza delle opere d'arte. Questa disposizione dovrebbe costituire un efficace «motore» per il «rifornimento» di materiale espositivo per i musei di arte contemporanea che attualmente scarseggiano nel territorio nazionale. Il relativo costo è di difficile calcolo, ma prevedendo donazioni per due milioni di euro l'anno esclusivamente di opere di artisti contemporanei, l'onere massimo è quantificabile in 700.000 euro, senza considerare il recupero dell'IVA, pari a 200.000 euro, corrisposta per poter acquisire l'opera da donare. L'articolo 4 è finalizzato al rilancio delle politiche giovanili nel settore dell'arte. Tale progetto presuppone che il giovane artista, nel primo periodo di attività, abbia come occupazione mentale prevalente la realizzazione delle sue opere, la stima di se stesso, un comportamento timido e timoroso nei confronti del mercato. Questo giovane deve essere invogliato a non aver paura dei costi e della burocrazia conseguente ai rapporti specialmente con l'autorità. L'articolo 4 riserva pertanto ai giovani artisti, per cinque anni o fino al raggiungimento del trentaduesimo anno di età, il versamento di un'IVA forfetaria di 500 euro annuali indipendentemente dal giro di affari e dai costi sostenuti e la determinazione di un imponibile forfetario ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 30 per cento del totale del fatturato. Di conseguenza, l'unica obbligazione burocratica per il periodo considerato è l'emissione e la conservazione delle fatture di vendita. Non si può nascondere che questo trattamento fiscale, che appare solamente agevolativo, in pratica dovrebbe produrre anche un effetto moltiplicativo rispetto ai nuovi iscritti nelle singole categorie considerate. L'onere derivante dalla suddetta disposizione, vista l'impossibilità di avere piena contezza del mercato dell'arte allo stato attuale, è stato quantificato utilizzando i dati certi in nostro possesso: il gettito IVA relativo all'anno di imposta 1999 avente per oggetto le attività «Creazioni ed interpretazioni di pittura» e «Creazioni ed interpretazioni di scultura» e una media degli artisti interessati dalla disposizione in esame, calcolata sui dati dell'Associazione nazionale dei galleristi. Il regime speciale comporta, quindi, un onere per il bilancio dello Stato pari a 368.000 euro per quel che concerne l'IRPEF e a 520.000 euro per quel che concerne l'IVA, per un totale di 888.000 euro che, in via prudenziale, è stato innalzato a un milione di euro. Con l'articolo 5 è equiparata l'aliquota per le cessioni di opere d'arte contemporanea sia che vengano poste in essere direttamente dagli autori sia che vengano effettuate da altri soggetti passivi dell'imposta. Tale aliquota, fissata per tutti al 10 per cento, è riservata alla cessione di opere di autori viventi o realizzate da meno di cinquant'anni e ciò anche per unificare il concetto di «arte contemporanea» in tutta la legislazione nazionale. In relazione alla quantificazione dell'onere, stabilito in 15,5 milioni di euro, non esistendo un codice di attività univoco con cui individuare i soggetti che commerciano in oggetti d'arte, sono stati presi in considerazione quei settori di attività in cui è più probabile siano racchiuse queste tipologie. Codice attività IVA dovuta 52.48.6 Commercio al dettaglio di oggetti d'arte e sacri 16.331 52.50.4 Case di vendita all'asta 9.774 92.31.E Creazioni ed interpretazioni di pittura 4.056 92.31.F Creazioni ed interpretazioni di scultura 1.018 92.31.G Altre creazioni ed interpretazioni 12.009 Totale 43.188 (Dati espressi in migliaia di euro). Fonte: Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento per le politiche fiscali. Tuttavia, i 43 milioni di euro derivanti dal gettito IVA non sono tutti interessati dal presente disegno di legge, in quanto la voce «Commercio al dettaglio di oggetti d'arte e sacri», attività che dà il maggior gettito, non riguarda soltanto la vendita di opere d'arte ma, soprattutto, la vendita di gadget e di altre tipologie di oggetti sacri legati al credo religioso. Attesa la scarsa utilità di valutare con precisione nella prima categoria l'incidenza delle vendite al dettaglio di opere d'arte come definite dalla presente proposta, nella quantificazione dell'onere si è preso in considerazione il gettito derivante dalle ultime quattro categorie per i tre quarti, presumendo che l'ultimo quarto riguardi opere d'arte non del periodo privilegiato e, in via prudenziale, si è considerato che circa un terzo di quello derivante dalla categoria 52.48.6 possa interessare la presente proposta. L'articolo 6 dispone agevolazioni fiscali per chi acquista opere d'arte prevedendo la possibilità, ai fini IRPEF, di detrarre il 19 per cento della spesa sostenuta fino all'importo di 8.000 euro, con il limite del 10 per cento del reddito imponibile. L'onere derivante da questa disposizione, valutato al massimo in 300.000 euro l'anno, tiene conto del giro di affari delle vendite attribuibili a soggetti passivi dell'IRPEF. Ove l'onere si rivelasse superiore, ciò significherebbe che il giro d'affari nei confronti degli acquirenti privati si sarà sviluppato con importanti conseguenze positive per l'intero mondo dell'arte contemporanea, nonché per quelle fiscali del settore. Onorevoli senatori, abbiamo delle responsabilità davvero grandi rispetto al nostro mondo artistico contemporaneo e nei confronti della memoria che, di questo periodo (che non è di crisi di uomini, ma semmai di crisi di politica culturale), lasceremo ai posteri. Bisogna prenderne atto e cercare di operare il cambiamento. Un cambiamento che con il presente disegno di legge vuole coinvolgere tutti i soggetti interessati, dall'artista al gallerista, alle istituzioni, fino al fruitore finale. Per tali motivi, ne auspichiamo l'approvazione e la condivisione da parte di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento.. 1 (Finalità) 1 La presente legge ha la finalità di promuovere e di tutelare l'attività dei giovani artisti, allo scopo di favorire la conoscenza dell'arte del presente e del recente passato, la promozione della creatività artistica a livello nazionale e lo sviluppo di un moderno sistema dell'arte contemporanea. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge si intende per: a giovani artisti: i soggetti maggiorenni di età inferiore ai trentadue anni che svolgono a titolo professionale attività artistica figurativa; b arte contemporanea: