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Entro sei mesi tali soggetti proseguono l'attività svolta precedentemente alla data della Brexit solo per la gestione dei rapporti in essere alla data di recesso, senza possibilità di concludere nuovi contratti né di rinnovare, anche tacitamente, quelli esistenti. Un'altra norma del decreto-legge prevede che i soggetti italiani che operano nel Regno Unito possano continuare le proprie attività dopo la Brexit nel periodo transitorio di diciotto mesi previa notifica alle autorità competenti nel rispetto delle disposizioni previste nel Regno Unito. Tale notifica va effettuata entro tre giorni lavorativi antecedenti alla Brexit. I soggetti italiani possono continuare ad operare nel territorio del Regno Unito oltre il periodo transitorio se entro dodici mesi anteriori alla fine dello stesso periodo transitorio presentino alle autorità competenti un'istanza apposita. I soggetti italiani che abbiano già operato l'istanza entro la data della Brexit non saranno tenuti alla notifica prevista per operare nel periodo transitorio. Credo che l'azione che abbiamo svolto in Commissione di analisi degli emendamenti, anche con nostre proposte così come con il dibattito che abbiamo sviluppato su quelli presentati da altri colleghi, abbia permesso sicuramente di migliorare il provvedimento. Siamo soddisfatti del fatto che le norme relative al Comitato interministeriale per l'economia digitale siano uscite da questo provvedimento. Abbiamo detto che anche per noi questo aspetto è importante, è da trattare e da sviluppare, anche in coerenza con quelle che oggi sono le competenze del Comitato interministeriale per la programmazione economica e di quello per il credito ed il risparmio e crediamo che ci debba essere un'altra sede nella quale poter discutere di queste specifiche ed importanti norme. Riteniamo importante e rilevante che si sia proceduto a eliminare le norme che avevano un'attinenza con l'operatività bancaria e, in modo particolare, con alcune tipologie specifiche di banche: erano norme intruse che siamo lieti siano state accantonate da questo provvedimento. Resta, invece, aperta - mi auguro che anche nella discussione generale che stiamo sviluppando possano esserci elementi positivi di novità - la questione relativa all'aeroporto di Linate. Sono lombardo e milanese e, quindi, ritengo che una attenzione in questo decreto debba esserci e debba consentire a chi oggi gestisce il sistema aeroportuale lombardo di poter continuare a farlo nelle condizioni migliori possibili, tenuto conto di quanto sta accadendo con l'operazione della Brexit e di quanto potrebbe accadere senza un accordo. Mi auguro che questa discussione possa portare a un accordo e al raggiungimento di una conclusione positiva anche su questi aspetti. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo classico «Cagnazzi» di Altamura, in provincia di Bari, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1165 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, porto via pochissimo tempo all'Assemblea, perché vorrei stigmatizzare un fatto che ho evidenziato anche in 8 a Commissione. Leggendo la scheda di lettura, che il Senato invia a tutti i senatori relativamente agli atti che sono all'attenzione delle Commissioni e dell'Aula, la prima cosa che mi è balzata agli occhi è stata questa: normalmente, all'interno della scheda di lettura, all'articolo 1 ci sono l'oggetto e l'ambito di applicazione, ma in questa scheda di lettura l'oggetto e l'ambito di applicazione sono stati inseriti all'articolo 2. Ho pensato che si trattasse di un errore e, invece, non è così, è che la questione del 5G è stata sparata con una fionda, all'ultimo minuto, nel documento della Brexit, che non c'entra assolutamente nulla con il provvedimento che oggi quest'Assemblea si accinge a votare. Non abbiamo posto questioni, se non quelle ricordate poco fa dai colleghi, sul provvedimento della Brexit. C'è qualche necessità di aggiustamento, ma l'elemento 5G, estremamente ben descritto poco fa dalla collega Tiraboschi, non c'entra assolutamente nulla con il provvedimento e voi fate finta di niente? Questo tema andava isolato per intensità, qualità e caratura: fra un anno e mezzo spegniamo il 700 Megahertz e andiamo a finire sul 5G. L'Europa chiude questo canale - che riguarda anche l'Italia e che per noi vale circa 2,5 miliardi di euro - e ripartiamo. Peraltro, entrando nel merito anche di quanto ho detto al Presidente dell'8 a Commissione, ricordo che siamo di fronte a una competenza specifica della Commissione lavori pubblici e comunicazioni, che è appunto l'8 a Commissione. Tale Commissione non ha espresso un parere in sede referente, dove avremmo potuto intervenire e svolgere un ragionamento serio sull'argomento, essendo l'argomento inserito all'ultimo minuto all'interno di un decreto-legge che non c'entra assolutamente nulla. Noi abbiamo tentato di porre rimedio a questo e non lo dico perché è un problema di Forza Italia (se fosse un problema di Forza Italia si risolverebbe tutto), ma perché è un problema di questo Parlamento. Di questo argomento avete parlato in Commissione finanze questa mattina (fra gli altri, la senatrice Conzatti). (Il relatore parla con il rappresentante del Governo) . Se volete, io smetto. Se vi disturba il fatto che un senatore di Forza Italia dica qualcosa su questi argomenti, io la smetto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dato che sono le 17,10, a quest'ora posso anche andare a prendere un tè, se volete. Volevo invece parlare proprio di lei, sottosegretario Villarosa (rivolgendomi alla Presidenza, altrimenti vengo redarguito, com'è giusto che sia). Noi abbiamo presentato degli emendamenti, il primo dei quali di soppressione del punto 1, perché volevamo che venisse fatto un provvedimento ad hoc e voi, che siete quelli dei provvedimenti ad hoc - perché ogni volta che noi richiamiamo un argomento dite che se ne parlerà in un provvedimento ad hoc e l'avete fatto in tutte le Commissioni - questa volta che siamo noi a chiederlo infilate così in un decreto un provvedimento da 2,5 miliardi di euro, che riguarderà la vita di tutti i cittadini, nativi e non nativi digitali, come usa dire la mia collega senatrice Tiraboschi molto bene. Abbiamo proposto che nel comitato che andrà a verificare i requisiti delle aziende che potranno aggiudicarsi il servizio 5G vengano inseriti due rappresentanti dei rami del Parlamento e ci è stato chiesto un testo 2, dalla Commissione, e noi diligentemente abbiamo predisposto un nuovo testo, l'emendamento 1.11 (testo 2), in cui abbiamo scritto che il gruppo di coordinamento di cui al comma 4 trasmetta trimestralmente una relazione nientemeno che al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (che, è notorio, sono degli scalmanati che girano per il Parlamento). Ebbene, lei stamattina ha detto (è nel resoconto) che sì, è interessante, ma il comitato vuole avere le mani libere. Che vuol dire: il comitato vuole avere le mani libere? Lo dico a voi senatori: