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Inoltre, fornendo dati di prevalenza a livello locale e stime di prevalenza a livello nazionale, i registri tumori sono strumenti indispensabili per l'organizzazione e la valutazione dell'efficacia degli interventi di prevenzione primaria in aree e popolazioni ad alto rischio e per indicare in modo dinamico quali aree della prevenzione primaria rafforzare. L'esigenza di questo sistema efficace di raccolta sistematica di dati anagrafici sanitari ed epidemiologici è stata colta già tempo fa dal legislatore. Bisogna infatti ricordare che la legge Balduzzi, che considerava fondamentale il riconoscimento dei registri tumori in Italia, e che già l'articolo 12 del decreto-legge n. 179 del 2012 contiene al comma 10 la norma che istituisce, oltre al fascicolo sanitario elettronico (un altro strumento fondamentale per il nostro sistema sanitario), sistemi di sorveglianza nel settore sanitario, nonché i registri di mortalità, tumori e altre patologie, e trattamenti ai fini della prevenzione. Con il disegno di legge in esame in effetti noi creiamo finalmente la Rete dei registri nazionali e regionali, nonché dei sistemi di sorveglianza completando quel disegno di legge che già nel 2012 aveva preso avvio. Come è evidente, il percorso non è stato di breve durata, ma con il provvedimento che ci apprestiamo a votare ci auguriamo venga dato un impulso ulteriore e decisivo a far sì che gli strumenti di conoscenza essenziali per la programmazione siano disposizione di tutti, in primis del sistema sanitario nazionale, ma anche dei cittadini di questo Paese, che potranno finalmente sapere se le diseguaglianze di trattamento o di sopravvivenza siano state ridotte, se i programmi di screening siano efficaci, se chi vive vicino una discarica o sotto una linea elettrica ad alta tensione o lavora in ambiente insalubre corre un rischio serio o più alto di ammalarsi di tumore. Per questo il fattore tempo è determinante. Vorremmo recuperare i ritardi del passato, per cui spero che la legge possa avere una corsia preferenziale alla Camera dei deputati e che il regolamento previsto e i decreti attuativi vengano emanati in breve tempo, per un'attuazione concreta, finalmente, della legge. Onorevoli colleghi, credo che questo provvedimento rappresenti un passaggio importante per il nostro Paese, come confermato dall'ascolto in Commissione dei vari soggetti auditi. Auspico che il suo iter legislativo si concluda in tempi brevi e che trovi anche fondi specifici per il suo mantenimento. Dichiaro pertanto il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, innanzitutto vorrei esprimere a nome del Gruppo che rappresento la soddisfazione per i tempi rapidi in cui si è concluso l' iter del provvedimento in esame e per il lavoro svolto con il supporto di tutti i membri della 12ª Commissione igiene e sanità. Siamo stati veloci, rapidi e incisivi, passando dalle parole ai fatti e approvando un importante provvedimento, che prevede l'introduzione a livello nazionale di uno strumento quale il registro tumori, indispensabile per l'organizzazione e la valutazione dell'efficacia degli interventi di prevenzione primaria. Penso alle tante persone travolte da questo male, che ha caratterizzato il nostro secolo, e alle loro famiglie sempre e comunque coinvolte. Sono infatti circa 3,4 milioni le persone vive in Italia, nel 2018, con pregressa diagnosi di tumore. Attualmente in Italia vi sono 47 registri tumori e 4 registri speciali, tutti sicuramente meritori per aver affrontato il tema della raccolta dei dati, finalizzati ad un'analisi conoscitiva dei dati epidemiologici riguardanti le neoplasie in Italia, ma con il limite di essere appunto 51 registri e di coprire solo il 63 per cento della popolazione nazionale. Il provvedimento portato all'attenzione dell'Assemblea vuole superare questo limite, per arrivare all'istituzione della Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione. Si tratta dunque di uno strumento che ancora una volta va nella direzione della tutela e della protezione della cittadinanza tutta, mettendo le istituzioni nella possibilità di capire, verificare ed approfondire se una determinata situazione oncologica, in determinate zone del Paese, sia collegabile a dei determinati fattori di rischio, offrendo al legislatore nazionale la possibilità di aggiornare i livelli essenziali di assistenza (LEA) tenuto conto dei dati raccolti, nonché di essere consapevole della bontà dei trattamenti con farmaci dichiarati come innovativi. Già nelle precedenti legislature e in particolare nella XVII la Commissione igiene e sanità del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva sugli effetti dell'inquinamento ambientale sull'incidenza dei tumori, preliminarmente diretta allo studio dell'area geografica della Regione Campania, denominata Terra dei fuochi. L'istituzione dello strumento contenuto nel provvedimento che ci accingiamo a votare è dunque esattamente in linea con quanto affrontato precedentemente. Già all'epoca, nelle conclusioni del suddetto studio, si rivelava l'importanza dei registri tumori, in quanto indice di un ruolo significativo per la determinazione epidemiologica descrittiva e per la possibile correlazione degli indicatori di salute della popolazione residente con quelli di pertinenza ambientale. Con i registri tumori, infatti, si raggiunge una maggiore efficacia nell'individuare il luogo e l'esposizione ambientale, la registrazione della residenza al momento della data di incidenza rispetto alla conoscenza del solo luogo dove si è verificato il decesso, la ricostruzione della storia residenziale dei soggetti e quindi la possibilità di definire i tempi di esposizione a possibili fonti di rischio. Nello specifico del provvedimento, il comma 1 dell'articolo 1 enuncia in modo chiaro le finalità della rete nazionale dei registri tumori, ossia il coordinamento, la standardizzazione e la supervisione dei dati, alimentati direttamente dai flussi dei registri delle Regioni e delle Province autonome, nonché le finalità della validazione degli studi epidemiologici derivanti dall'istituto del referto epidemiologico. L'obiettivo è quindi creare un sistema integrato e unico dei flussi provenienti dai registri tumori esistenti, evitando duplicazioni di banche dati sanitarie, al fine di permettere serie politiche di prevenzione e di tutela della salute dei cittadini. Tutto ciò detto, annuncio a nome del Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, il nostro voto favorevole. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, oggi ci troviamo finalmente in Aula (era un provvedimento a lungo atteso e rinviato) ad analizzare, a discutere e a votare un provvedimento giusto, molto giusto, teso a creare una Rete nazionale dei registri relativo dei tumori.