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da qui per la mulattiera volge prima in direzione sud-est fino a q. 364 e quindi in direzione nordovest, toccando Case Calcagno, Cascinale di Benzi, San Rocco q. 185-216, raggiunge il rio Noce sul ponte Carameli, ne segue il corso fino allo sbocco sul rio Armea, attraversa questo indi per il fosso Pinea raggiunge la Costa Bandita a circa 500 metri a sud-est di San Giovanni; da qui per la mulattiera tocca quest'ultima e la contrada Bregiana, raggiunge la rotabile militare Baiardo-San Romolo, segue il tracciato di questa rotabile fino al ponte sul rio Valle di San Romolo; di qui per mulattiera passa a nord dell'abitato di San Romolo, tocca q. 819, 823, 830 e raggiunge la Costa Abbeveratoi; indi, sempre per mulattiera, tocca la vetta del monte Caggio, q. 823, San Bartolomeo, monte Peiga, q. 662 in contrada Costa di San Bartolomeo, volge ad ovest e dopo. circa 500 metri imbocca la mulattiera che passando a sud di Suseneo arriva alla rotabile Soldano-Perinaldo nei pressi della confluenza dei rio Massabò col torrente Vallecrosia, e qui si allaccia alla linea di delimitazione della zona lungo la frontiera terrestre. Frontiera terrestre Dalla confluenza del rio Massabò col torrente Vallecrosia per rotabile fino a Perinaldo; da qui lungo la rotabile Perinaldo-Apricale fino al ponte sul rio Mandaccio, indi per mulattiera passante per il ponte Villarer Balestrina, San Martino fino all'incrocio con la rotabile Apricale-Baiardo, segue questa fino al Bivio con la rotabile Baiardo-Vignai-Badalucco;imbocca quest'ultima e la segue fino al ponte sul vallone Vignai, qui lungo il corso di detto vallone e di quello chiamato delle "Nove Vene" tocca la fontana delle Nove Vene e raggiunge per sentiero "Croce di Praesto" Costa Tomena, rio Collabracca, Valle di Gavano oltrepassando il torrente Argentina sul ponte della ferriera, incrocia la rotabile provinciale di Valle Argentina che segue per breve tratto in direzione sud-est, riprende il sentiero che tocca villa Martemucci, Palazzo Capponi, Croce della Colletta, Case della Colletta, Case Gaugioso e chiesa di Drego. Qui pervenuta, segue la rotabile Triora-Rezzo fino al ponte dei Passi. Dal ponte dei Passi segue il corso del rio Trosselli, raggiunge q. 1451 P q. 1373 seguendo una linea ideale. Da quest'ultima quota per sentiero tocca le quote 1102, 1048, Case di Pian Soprano, località Costa di Poca e raggiunge, nei pressi della confluenza del rio Santa Lucia col fiume Aroscia, la rotabile Pieve di Teco-Ponte di Pornassio-Mendatica; segue questa direzione di Pieve di Teco fino alla località Ponte di Pornassio, indi per sentiero che attraversa il rio Bagio Secco, il rio Crescone, raggiunge il rio Morella, ne segue il corso verso le sorgenti fino all'incrocio col sentiero che porta a Colla del Piano; segne detto sentiero toccando q. 1073 fino a raggiungere l'incrocio con la rotabile Case di Nava-Monesi; da qui segue il sentiero che lungo il rio della Fonda raggiunge al ponte Sciairante il torrente Tanarello: segue il torrente fino alla confluenza col torrente Negrone ove il corso d'acqua, assumendo il nome di fiume Tanaro, forma limite provinciale con Cuneo. Qui si allaccia con la linea di delimitazione della provincia di Cuneo. Parte insulare SICILIA PROVINCIA DI MESSINA La linea che delimita la zona di vigilanza di questa Provincia si raccorda con quella della provincia di Palermo alla vetta la Follia nella regione omonima; segue il confine provinciale, tocca il pizzo della Taverna e le sorgenti del San Pantaleo. Dal punto ove detto confine attraversa il fondo del vallone San Pantaleo, la linea continua lungo il torrente sino all'incrocio del fiume Tusa, passa nel vallone San Giovanni e giunge alla vetta del monte San Cotto comprendendo nella zona l'abitato di Pettineo. Da questo monte si dirige, con una virtuale, alla vetta del monte Santa Croce di Santo Stefano (includendo nella zona l'abitato di Reitano), alla vetta del monte Pagano, al Pizzo Santa Domenica, al pizzo di Porro, alla vetta dei monte Furci (comprendendo nella zona l'abitato di San Fratello), al convento di Militello (l'abitato di Militello rimane nella zona), al pizzo di Dasa, al pizzo Poppano, a monastero di Mirto (l'abitato di Mirto rimane escluso dalla zona e quello di Caprileone resta nella zona) ed al confluente della fiumara di Zappulla nel rio Cangiano. Da questo confluente la linea di delimitazione volge ad est lungo la riva destra della fiumara Zappulla, incontra lo sbocco del rio Sagravozzo nella detta fiumara, risale il Sagravozzo e nel punto ove questo è attraversato dalla strada mulattiera (trazzera) proveniente dalla contrada Feudo (Feo) volge lungo la mulattiera, arriva al vallone Gogito e scende per questo nel vallone della fiumara Naso, comprendendo nella zona l'abitato di Naso. Dalla foce del rio Gogito nella fiumara Naso, con una virtuale si dirige alla estremità sud-ovest dell'abitato di Ficarra che resta nella zona, e con altra virtuale dall'estremità, sudovest di Ficarra, va alla Cappella della Pietà, al monte Castelluccio, lasciando fuori zona l'abitato di Sant'Angelo di Birolo, alla vetta del monte Santa Domenica, alla Cappella Vignale, alle vette dei monti Camera (l'abitato di Montagnareale resta compreso nella zona), Tana del Vento, Vigna, San Cosimo, Scarrata, Quattro Finaite, Pirgo (lasciando nella zona Mazzarà Sant'Andrea), Santa Domenica, al confluente del torrente San Giacomo nel torrente Longano, alla vetta del monte Lanzaria ed alla vetta del monte Santobuono. Da questa ultima vetta la linea passa sulla strada mulattiera (trazzera) che va agli abitati di Soccorso e di Gualtieri-Sicaminiò, che restano nella zona, indi con altre virtuali, dalla estremità sud-est dell'abitato di Gualderi si dirige all'estremità sud dell'abitato di Rocca Valdina che resta pure compreso nella zona, alla vetta del monte del Bosco, al confluente del rio Ghiatto nella Fiumara Saponara presso il molino, alla vette dei monti Campone e Carcarello. Sotto il monte Carcarello, la linea di delimitazione continua lungo la strada rotabile Messina-Gesso che abbandona presso il colle San Rizzo per seguire la strada mulattiera (trazzera) che conduce alla Portella dell'Armacera nord. Giunge a Colle Molimenti con nuove virtuali, va ai vertici dei monti Ariello, Antennamare, Portella della Armacera sud, Capraro, Bottino, Della Mota, presso la fiumara di Pagliara, alle vette dei monti Petraro, Sant'Elia, Cellea, Liparossa, Pernice, San Giorgio, Guardia ed allo sbocco del rio Kaggi nel fiume Alcantara. Qui la linea di delimitazione si collega con quella della provincia di Catania.