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più verosimilmente si tratta di misure a tutela dei cittadini introdotte nel rispetto dei principi fondamentali di un Paese civile e democratico e, al contempo, a tutela della ricerca della verità ad opera della magistratura; considerato inoltre che: in data 11 luglio 2018, in sede di comunicazioni sulle linee programmatiche del suo Dicastero alle Commissioni Giustizia della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il Ministro della giustizia ha reso dichiarazioni in merito al contrasto alla corruzione; alla Camera dei deputati il Ministro della giustizia ha affermato: "Il primo punto che voglio affrontare è quello della lotta alla corruzione. Il contrasto senza quartiere alla corruzione costituisce un architrave dell'azione del Governo e in particolare del ministero di cui ho la responsabilità. Il dilagare dei fenomeni corruttivi rappresenta storicamente, come dimostrato da corposa produzione di ricerche e di risultanze statistiche, uno dei limiti maggiori che grava sulla qualità complessiva del sistema Paese italiano, drenando risorse alle componenti sane del sistema economico e produttivo, riducendo gli spazi di libera concorrenza per le imprese virtuose, compromettendo il fisiologico funzionamento della pubblica amministrazione e mortificando, in tal modo, le legittime aspirazioni dei cittadini onesti. Combattere questa vera e propria piaga sociale è un imperativo etico e una necessità strategica per incrementare la possibilità di intraprendere un percorso di crescita economica, sociale e culturale duratura nel tempo e tangibile nei suoi effetti sulla società"; gli interroganti non possono non chiedere al Ministro della giustizia quale credibilità possono avere le sue parole e, di conseguenza, l'operato del suo Ministero, a seguito dei gravi fatti, riportati nell'interrogazione 3-00107, riguardanti il suo rapporto con l'avvocato Lanzalone; si ricorda, infatti, che in data 19 giugno 2018, intervistato nel corso del programma televisivo "Otto e mezzo", il Ministro in indirizzo ha ammesso di aver presentato, insieme all'attuale Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, l'avvocato Lanzalone a Virginia Raggi, circostanza corrispondente a quanto, secondo fonti di stampa non smentite, avrebbe dichiarato la stessa Virginia Raggi in un interrogatorio avvenuto presso la Procura della Repubblica di Roma, nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio dell'AS Roma; secondo quanto riportato da "Il Foglio" del 16 giugno 2018, il sindaco Raggi avrebbe affermato, nel corso del programma televisivo "Porta a Porta" del 14 giugno 2018, che "Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede all'epoca erano del gruppo enti locali che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto perché all'indomani dell'arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità"; secondo il suddetto quotidiano, il Ministro della giustizia indicò Lanzalone al sindaco Raggi come consulente per le questioni riguardanti il nuovo stadio dell'AS Roma; secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Sole 24-ore" del 16 giugno 2018, il sindaco Raggi chiese "un approfondimento sul concordato preventivo per alcune partecipate del Comune. Fraccaro e Bonafede mi suggerirono l'avvocato Lanzalone"; considerato inoltre che a parere degli interroganti è stato desolante dover ricordare al Ministro della giustizia, con l'interrogazione 3-00137, in merito alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il Ministro dell'interno, nonché segretario federale del partito Lega Nord, che uno dei suoi doveri è quello di tutelare il principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico, oltre che l'onorabilità e la dignità della funzione giudiziaria, si chiede di sapere: di quali informazioni il Ministro della giustizia sia in possesso per affermare che "ogni volta che qualcuno del Pd veniva ascoltato, c'era il Pd che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni", sulla base di quale legge dello Stato, con quali modalità e con quali finalità abbia ottenuto queste informazioni e se non ritenga doveroso, vista la gravità dei fatti riportati, informarne subito il Parlamento; se non ritenga che le sue affermazioni siano state gravemente lesive delle prerogative e dei compiti della magistratura e della polizia giudiziaria e che nel suo ruolo di Ministro della giustizia sia tenuto al rispetto e all'applicazione delle leggi vigenti; se, al fine di tutelare il ruolo istituzionale che ricopre, non ritenga necessario chiarire, in tempi brevi, la natura dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, in relazione ai fatti riportati in premessa e in ragione di quali valutazioni abbia ritenuto di indicare Lanzalone al sindaco Raggi quale consulente su questioni di rilevante importanza per l'amministrazione della Capitale; se, in relazione ai suddetti fatti e a tutela del prestigio e dell'integrità delle Istituzioni, il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso spiegare, altresì, se, dal giorno in cui è stato eletto alla Camera dei deputati, nella XVII Legislatura, ad oggi, siano intercorsi rapporti di natura professionale o di altro tipo, e in caso affermativo in cosa sono consistiti, tra lo studio legale dell'avvocato Luca Lanzalone e lo studio legale "Bonafede & Partners", attivo dal gennaio 2007 a Firenze e direttamente riferibile, secondo quanto riportato dal social network "Linkedin", ad Alfonso Bonafede; quali iniziative urgenti intenda altresì adottare al fine di rassicurare il Parlamento e l'intero Paese che, nonostante i fatti riportati in premessa minino, a giudizio degli interroganti, in modo grave la credibilità del suo Ministero, egli può ricoprire l'importante compito che è chiamato ad assolvere con onore e disciplina, nel massimo rispetto del prestigio dell'Istituzione che presiede. Atto n. 3-00154 PARENTE PITTELLA FEDELI ALFIERI GINETTI Ai Ministri per i beni e le attività culturali, del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: il 4 gennaio 2017 è stato pubblicato sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali e su quello del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri il bando per la selezione per complessivi 1.050 volontari da impiegare in progetti in Italia; la selezione dei candidati è stata effettuata, ai sensi dell'art. 8 del decreto legislativo n. 77 del 2002, dal Ministero dei beni culturali, verificando per ciascun candidato la sussistenza dei requisiti previsti e provvedendo ad escludere i richiedenti che non ne fossero in possesso; considerato che: tra i settori di intervento nei quali si realizzano le finalità del servizio civile universale risulta la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese; i circa 1.050 volontari altamente specializzati nel settore culturale e nei settori connessi hanno dedicato ed investito un anno della propria vita nella tutela del nostro patrimonio culturale acquisendo ulteriori e specifiche competenze;