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Si fa riferimento, in particolare, all'introduzione del divieto di utilizzo della quota dell'otto per mille del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche devoluta alla diretta gestione statale, posto che tale utilizzo mette in luce una contraddizione profonda del nostro ordinamento che, da un lato, affida a decisioni consapevoli dei contribuenti la destinazione di quote delle risorse prelevate agli stessi e, dall'altro, a causa di un'evidente lacuna normativa, non prevede nella disciplina contabile un preciso divieto che impedisca l'utilizzo di tali risorse per finalità diverse. Analogo divieto, peraltro, viene previsto anche per la quota del cinque per mille del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che i contribuenti destinano al finanziamento della ricerca scientifica e universitaria, delle ONLUS e di altri organismi che svolgono attività sociali di particolare rilievo, per la parte delle risorse effettivamente utilizzate sulla base delle scelte dei contribuenti. L'articolo 4 interviene in ordine alla classificazione economica delle spese, disciplinando espressamente la classificazione già di fatto presente nei quadri riassuntivi del bilancio. Il comma 1 apporta, infatti, un'integrazione all'articolo 25 della legge n. 196 del 2009, relativo alla classificazione delle entrate e delle spese del bilancio dello Stato, specificando che, ai fini della classificazione economica, le spese sono ripartite in titoli a seconda che siano di natura corrente, in conto capitale o necessarie per il rimborso di prestiti. Il comma 2 interviene sull’articolo 30 della legge di contabilità, in materia di leggi di spesa pluriennale e a carattere permanente, con correzioni formali necessarie per adeguarlo alla soppressione dell'articolo 11, recante la disciplina del disegno di legge di stabilità. In particolare la lettera a) modifica il comma 6 dell'articolo 30, recante, ai fini dell'individuazione degli oneri delle leggi di spesa a carattere permanente, un rinvio all'articolo 11, comma 3, lettera d) : tale rinvio viene ora sostituito da quello all'articolo 23, comma 3, lettera b) , come novellato dal presente disegno di legge, nel quale si affida alla seconda sezione del disegno di legge di bilancio la proposizione, per periodi temporali anche pluriennali, di modifiche degli stanziamenti di bilancio relativi a spese sia di parte corrente sia di conto capitale. La lettera b) , invece, abroga il comma 7 dell'articolo 30 della stessa legge n. 196, che prevede un apposito allegato informativo riguardo ai residui di stanziamento relativi alle spese in conto capitale, in considerazione delle modifiche previste alla disciplina contabile vigente dall'atto del Governo n. 265, recante Disposizioni in materia di riordino della disciplina per la gestione del bilancio dello Stato e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa in attuazione dell'articolo 42 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, che dovrebbero portare ad un sostanziale superamento di tale categoria di residui. Le lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 5 del disegno di legge modificano rispettivamente i commi 1 e 3 dell'articolo 33 della legge n. 196 del 2009. In particolare, la lettera a) precisa che le previsioni di bilancio e le dotazioni finanziarie contenute nel disegno di legge di assestamento sono riferite alla legislazione vigente, al fine di evidenziare che il citato disegno di legge non può innovare la legislazione vigente. Come è emerso, infatti, nel corso della più volte menzionata indagine conoscitiva, il carattere sostanziale della legge di bilancio non può essere esteso alla legge di assestamento, la quale, quindi, verrebbe ad assumere caratteristiche e contenuti analoghi alla seconda sezione della nuova legge di bilancio. La successiva lettera b) prevede invece che con il disegno di legge di assestamento possano essere proposte, limitatamente all'esercizio in corso, variazioni compensative tra le dotazioni finanziarie previste a legislazione vigente, anche relative ad unità di voto diverse, conformemente a quanto previsto dall'articolo 15, comma 9, della legge n. 243 del 2012. Con la lettera c) del comma 1 dell'articolo 5 del disegno di legge vengono infine aggiunti i commi 4- bis e 4- ter all'articolo 33 della legge n. 196 del 2009. In particolare, il comma 4- bis prevede che il disegno di legge di assestamento sia corredato di una relazione tecnica in cui si dà conto della coerenza del valore del saldo netto da finanziare o da impiegare con gli obiettivi programmatici definiti dal DEF, ai sensi dell'articolo 10, comma 2, lettera e) . Tale relazione è aggiornata all'atto del passaggio del provvedimento tra i due rami del Parlamento. Il comma 4- ter , invece, prevede che il budget dei costi contenuto nello stato di previsione di ciascuna amministrazione, previsto dall'articolo 21, comma 11, lettera f) , sia aggiornato sulla base del disegno di legge di assestamento e, successivamente, sulla base delle eventuali modifiche apportate al medesimo disegno di legge a seguito dell'esame parlamentare. L'articolo 6 reca la copertura finanziaria degli oneri derivanti dal disegno di legge, pari a euro 3.010.000 per l'anno 2016, a euro 2.540.000 per l'anno 2017 e a euro 200.000 annui a decorrere dall'anno 2018, provvedendo, quanto a euro 975.000 per l'anno 2016, mediante utilizzo delle risorse autorizzate dall'articolo 1, comma 188, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, quanto a euro 2.015.000 per l'anno 2016 e a euro 2.540.000 per l'anno 2017, a valere sulle risorse previste dalla delibera CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015 e, quanto a euro 20.000 per l'anno 2016 e a euro 200.000 annui a decorrere dall'anno 2018, mediante corrispondente riduzione dell'accantonamento del fondo speciale di parte corrente di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze.. 1 (Controllo parlamentare della spesa, ciclo e strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio) 1 All'articolo 6, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le parole da: «hanno accesso» fino alle fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «hanno accesso, sulla base di apposite intese, alle informazioni risultanti da banche di dati delle amministrazioni pubbliche e ad ogni altra fonte informativa gestita da soggetti pubblici rilevante ai fini del controllo della finanza pubblica, anche al fine di consentirne la consultazione da parte dei membri del Parlamento». 2 All'articolo 7 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 2, lettera b) , le parole: «20 settembre» sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre»; b al comma 2, la lettera c) è abrogata; c al comma 2, lettera d) , le parole: «da presentare alle Camere entro il 15 ottobre di ogni anno» sono sostituite dalle seguenti: