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Del resto, parafrasando don Abbondio, si potrebbe dire che il senso di responsabilità uno se non ce l'ha, mica se lo può dare da solo. Tuttavia, nel disegno di legge in esame ci sono anche altre norme, purtroppo di immediata efficacia, che noi non possiamo condividere. Mi riferisco all'articolo 6 che, attraverso le mentite spoglie dell'agente sotto copertura, introduce di fatto la non punibilità dell'agente provocatore, prevedendo addirittura che possa compiere attività prodromiche o strumentali e persino che possa offrire al pubblico ufficiale denaro o qualsiasi altra utilità all'evidente fine di indurlo in tentazione. Non si tratta, quindi, di un'attività volta a prevenire e acquisire le prove dei reati, su cui saremmo pienamente concordi, ma a provocarli e che, al contrario, si traduce in un altro gravissimo vulnus per lo stato di diritto, dalle conseguenze che temo saranno devastanti. Infine vorrei concludere il mio intervento denunciando la doppia morale di questa maggioranza, che da un lato diminuisce ad appena 500 euro la soglia di pubblicità dei finanziamenti ai partiti, mentre dall'altro alla Camera respinge un emendamento - condiviso anche da Fratelli d'Italia - inizialmente presentato dalla Lega e poi sparito, come molti altri, nella nebbia del compromesso al ribasso. Mi riferisco alla proposta che avrebbe esteso anche alla piattaforma Rousseau le regole di trasparenza dei partiti e delle loro fondazioni. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . In conclusione, cari colleghi, Fratelli d'Italia avrebbe voluto confrontarsi in quest'Aula nel merito, non solo per tentare di migliorare il provvedimento su questi punti appena illustrati, ma per valorizzare anche quanto di positivo contiene. Il Governo con l'apposizione della fiducia ce lo ha impedito e anche per questa ragione il nostro voto sarà doppiamente contrario. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni) . UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, le intenzioni del provvedimento in esame sono positive e condivisibili, ma il modo con cui vengono declinate lascia diverse perplessità. La corruzione è un male profondo che penalizza i migliori e gli onesti e distorce le regole del vivere civile. Bisognava continuare sulla strada delle riforme per affermare la piena certezza del diritto, la cui assenza è uno dei problemi più gravi per lo sviluppo del Paese. Si calcola infatti che la lentezza della giustizia costi un punto di PIL all'anno e sappiamo tutti che costituisce uno dei principali ostacoli nell'attrarre investimenti stranieri. Con il provvedimento in esame, però, si è scelta una scorciatoia. Lo si fa, come al solito, per ragioni propagandistiche, per la necessità di mettere una bandierina rispetto alla domanda di maggiore giustizia che viene dall'opinione pubblica, ma lasciando sul tavolo tutta una serie di problemi. Questo vale soprattutto per la prescrizione. Sono d'accordo con la necessità di sospenderla, anche con l'inizio del processo penale, come accade in tanti altri Paesi europei. Non sono pochi i casi dove la difesa punta al raggiungimento della prescrizione e non all'assoluzione dell'imputato. Ma la sospensione della prescrizione, per avere senso, deve essere inserita in una rivisitazione complessiva del processo, mentre con questo provvedimento si aumenta soltanto il rischio di ledere il principio costituzionale della ragionevole durata del processo. Per questo, prima di eliminare la prescrizione, si doveva semplificare il processo penale e riformare il sistema mettendo il focus sulla sostanza e non sulla forma, come purtroppo è adesso. Il coro di proteste che si è levato da parte di tutti gli operatori della giustizia la dice lunga su quali sono i rischi insiti in questa norma, non solo sul fronte delle garanzie per l'imputato, ma anche per quel che riguarda l'intasamento delle aule giudiziarie. La norma sull'agente di copertura andava definita con maggiore cautela. Qui, invece, assomiglia di più all'agente provocatore, ossia una figura che, anziché aiutare la magistratura a individuare i reati, provoca le persone a commetterne, ed è una deriva pericolosa del ruolo dello Stato e del rapporto che deve avere con i cittadini. E lasciano perplesse le norme sulla non punibilità per i corrotti che si pentono, così come quelle sulle pene accessorie, a cominciare da quella sull'interdizione perpetua di contrattare con la pubblica amministrazione, che scatta automaticamente e priva il giudice di ogni possibilità di valutazione. Come con la legge sui permessi umanitari, con quella sulla legittima difesa e la famosa proposta Pillon, anche in questo caso si provano a introdurre nel nostro ordinamento norme-sentenza, che limitano la discrezionalità dei giudici di decidere caso per caso. Vi è poi tutto il capitolo che riguarda le norme sui partiti. Trovo significativo che queste norme vengano inserite in un provvedimento che voi definite spazza corrotti, quasi a voler suggerire all'opinione pubblica l'esistenza di una stretta correlazione tra politica e corruzione. Credo che questa continua svalutazione della politica sia una minaccia per la democrazia, anche perché, come si suol dire, la rivoluzione divorerà i propri figli. Quindi, basta con questa continua delegittimazione della politica alla quale appartenete anche voi. Prima o poi occorrerà fare una riflessione sui costi della politica, sulle forme del finanziamento, un tema su cui non c'è mai stata la serenità necessaria, e che invece è essenziale per il corretto funzionamento della democrazia. In conclusione, signor Presidente, noi crediamo che su questo provvedimento il Governo abbia scelto, ancora una volta, la strada della propaganda, scaricando sui cittadini le inefficienze della giustizia e rimandando invece questioni e criticità che meritavano altro approccio, altro trattamento. Avete chiamato questa legge spazza corrotti e non anti corruzione, come altri prima di voi che hanno lavorato su questa tematica. Come ha detto il senatore Balboni, domani direte che avete abolito i corrotti, come avete già abolito la povertà. E lo fate ponendo nuovamente la questione di fiducia, che congela il ruolo e le prerogative del Parlamento. I numeri, da questo punto di vista, cominciano a essere rilevanti: è la sesta volta che si ricorre a questo strumento, la seconda in Senato. Tutto questo non fa che accentuare il nostro giudizio negativo ed è per queste ragioni che il Gruppo Per le Autonomie voterà contro la fiducia. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e della senatrice Rojc. Congratulazioni) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, come è noto, la corruzione è un reato senza testimoni, senza vittime, se non la collettività, e senza denunce, con un comune interesse degli autori al silenzio e all'omertà.