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Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni, individua le infrastrutture pubbliche e private e gli insediamenti produttivi di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo sostenibile del Paese. L'individuazione è operata, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, tramite un programma delle infrastrutture di preminente interesse nazionale, di seguito definito "programma", predisposto su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri competenti e d’intesa con le regioni o le province autonome interessate, ovvero su proposta delle regioni, sentiti i Ministri competenti, e inserito nell’apposito allegato al documento di economia e finanza (DEF), con indicazione degli stanziamenti necessari per la loro realizzazione. 1 -bis. Il Governo, nella definizione del programma, procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto della normativa in materia ambientale, tenendo conto delle reali carenze della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; della specificità insulare e dei particolari requisiti delle zone di montagna; della densità della popolazione e delle unità produttive e individuando gli interventi nell'ambito dei piani di settore e, in particolare per le infrastrutture di trasporto, nell'ambito del piano generale dei trasporti e della logistica. 1 -ter. Le infrastrutture pubbliche e private di preminente interesse nazionale di cui alla presente legge, ai fini dell'inclusione nel programma, sono sottoposte a valutazioni comparative da inserire nell’apposito allegato al DEF, in relazione alle risultanze della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS) del programma ed alla migliore realizzazione dei seguenti obiettivi: a) promozione del riequilibrio modale; b) potenziamento e integrazione delle reti delle aree metropolitane con il sistema dei trasporti nazionale; c) riduzione delle emissioni inquinanti e dei gas serra; d) efficienza della spesa pubblica e qualità dei servizi. 1- quater . Il programma contiene, oltre all'elenco delle infrastrutture di cui al comma 1, le priorità infrastrutturali e le previsioni di spesa subordinate all'approvazione della legge di stabilità ed agli indirizzi contenuti nel DEF, nel rispetto delle regole adottate dall'Unione europea in materia di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri. Ogni anno, in concomitanza con la scadenza dei termini di presentazione del DEF, il Ministro dell'economia e delle finanze presenta alle Camere una relazione, da inserire nell’apposito allegato al DEF concernente lo stato di attuazione del programma e quello di avanzamento del medesimo programma relativo all'anno precedente; i costi stimati; le reali disponibilità economico-finanziarie e le relative fonti di finanziamento per ciascuno degli interventi; il quadro complessivo delle risorse finanziarie già destinate e degli ulteriori finanziamenti necessari per il completamento dei medesimi interventi. Tale relazione è predisposta dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze, e con altri Ministri competenti, e contiene altresì le risultanze della VAS relativa al medesimo programma, in conformità con la normativa europea in materia. Il Governo indica annualmente, nella manovra di finanza pubblica, le risorse necessarie, che integrano i finanziamenti pubblici europei e privati allo scopo disponibili. Il Governo, in sede di revisione e aggiornamento del programma, al fine di individuare gli investimenti pubblici realmente necessari, nonché quelli per i quali disporre la non prosecuzione dell'opera, tiene adeguatamente conto delle valutazioni ex ante dei fabbisogni di infrastrutture e servizi, delle valutazioni ex ante delle singole opere, delle modalità di selezione delle opere, nonché delle valutazioni ex post su opere pubbliche ancora incomplete o in via di realizzazione, ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228, e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 agosto 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 22 novembre 2012. Al fine di garantire ampia trasparenza in ordine ai processi di pianificazione, realizzazione e valutazione delle opere, i Ministeri competenti pubblicano tempestivamente nei propri siti istituzionali ogni documento predisposto nell'ambito delle valutazioni ai fini dell'aggiornamento del programma». 2 All'articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, i commi 3, 3- bis , 4, 6, 8, 9, 10, 12, 13, 14, 17, 18 e 19 sono abrogati. 3 (Revisione del piano generale dei trasporti e della logistica) 1 Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro della difesa e con il Ministro dello sviluppo economico, previo parere del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) e previa intesa della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, provvede all'aggiornamento del piano generale dei trasporti e della logistica, di seguito denominato «piano», di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, pubblicato nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2001. Il decreto di cui al primo periodo è trasmesso alle Camere per l’acquisizione del parere delle competenti Commissioni permanenti che si pronunciano entro trenta giorni dalla trasmissione. 2 L'aggiornamento del piano persegue i seguenti obiettivi generali: a riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale; b promozione del riequilibrio modale favorendo il trasporto su ferro, il cabotaggio, il trasporto collettivo e la mobilità ciclo-pedonale e la sua integrazione coi trasporti collettivi, garantendo una mobilità regionale e locale sostenibile; c integrazione delle reti delle aree metropolitane con il sistema dei trasporti nazionale, con particolare riferimento alle connessioni con i porti marittimi e con gli aeroporti; d riduzione delle emissioni inquinanti e dei gas serra con interventi per decongestionare il traffico nei centri urbani e nelle infrastrutture autostradali; e miglioramento della mobilità sul territorio nazionale e i collegamenti internazionali, con interventi coerenti ed integrati negli ammodernamenti e nella realizzazione di infrastrutture e nella loro gestione; f efficienza della spesa pubblica e qualità dei servizi, garantendo in particolare l'accessibilità totale delle infrastrutture di trasporto da parte delle persone disabili; g promozione della sicurezza nei trasporti; h progressiva decarbonizzazione di tutti i modi di trasporto attraverso la transizione verso tecnologie di trasporto innovative a basse emissioni di carbonio e a basso consumo energetico; i individuazione di un elenco di infrastrutture pubbliche e private di preminente interesse nazionale, e della relativa tempistica di realizzazione, che siano coerenti con gli obiettivi di cui alla lettere da a) a g) .