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a) uno designato dal Comitato degli amministratori locali, che la presiede; b) uno designato dalla Cabina di regia tra i suoi componenti; c) uno designato dall'ISPRA, tra soggetti esperti di tutela ambientale. 11-quater. All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 11 si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente nel bilancio dell'Ente parco e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 11-quinquies. Il bando di selezione pubblica di cui al comma 11 -bis è predisposto dall'Ente parco e approvato con delibera del Consiglio direttivo, ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell'articolo 21, comma 1, prima della sua applicazione. 11-sexies. Il Presidente, sentito il Consiglio direttivo, stipula con il direttore un contratto individuale di durata non superiore a cinque anni. 11-septies. Il Presidente, sulla base degli indirizzi del Consiglio direttivo, assegna annualmente al direttore gli obiettivi di gestione, di performance amministrativa e di budget da conseguire»; e i commi 12 e 12 -bis sono abrogati. 8 (Modifica dell'articolo 10 della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 10 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 10. - (Comitato degli amministratori locali) – 1. Il Comitato degli amministratori locali è costituito: a) dal Presidente delle regione nel cui territorio è compreso il parco, o dai Presidenti delle regioni in caso di parco interregionale; b) dai sindaci dei comuni compresi nel territorio del parco; c) dai presidenti delle comunità montane comprese nel territorio del parco; d) dai presidenti delle unioni montane di comuni comprese nel territorio del parco. 2. Il Comitato degli amministratori locali è un organo consultivo e propositivo dell'Ente parco. In particolare, il suo parere è obbligatorio e vincolante: a) sul regolamento del parco di cui all'articolo 11; b) sul Piano del parco di cui all'articolo 12; c) sul bilancio e sul conto consuntivo; d) sullo statuto dell'Ente parco; e) su altre questioni, a richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio direttivo. 3. Il Comitato degli amministratori locali elegge al suo interno un presidente e un vice presidente. Il Comitato è convocato dal presidente almeno quattro volte l'anno e ogni volta che lo richiedano il Presidente dell'Ente parco o uno dei componenti del Comitato direttivo». 9 (Modifica degli articoli 11 e 11 -bis della legge n. 394 del 1991) 1 L'articolo 11 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 11. - (Regolamento del Parco) – 1. Il regolamento del parco disciplina l'esercizio delle attività consentite entro il territorio del parco, è adottato dall'Ente parco, anche contestualmente all'approvazione del Piano del parco, di cui all'articolo 12, e comunque entro sei mesi dall'approvazione del medesimo, ed è inviato per conoscenza alla Cabina di regia. 2. Allo scopo di garantire il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1 e il rispetto delle caratteristiche naturali, paesaggistiche, antropologiche, storiche e culturali locali proprie di ogni parco, il regolamento del parco disciplina in particolare: a) la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti; b) lo svolgimento delle attività artigianali, commerciali, turistiche, di servizio e agro-silvo-pastorali; c) il soggiorno e la circolazione del pubblico con qualsiasi mezzo di trasporto; d) lo svolgimento di attività sportive, ricreative ed educative; e) lo svolgimento di attività di ricerca scientifica e biosanitaria; f) i limiti alle emissioni sonore, luminose o di altro genere, nell'ambito della legislazione in materia; g) l'accessibilità del parco, attraverso percorsi e strutture idonee per disabili, portatori di handicap e anziani. 3. Il regolamento del parco valorizza altresì gli usi, i costumi, le consuetudini e le attività tradizionali delle popolazioni residenti sul territorio, nonché le espressioni culturali proprie e caratteristiche dell'identità delle comunità locali e ne prevede la tutela. 4. Nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat . In particolare sono vietati: a) la cattura, l'uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; la raccolta e il danneggiamento delle specie vegetali, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro-silvo-pastorali, nonché l'introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare l'equilibrio naturale; b) l'apertura e l'esercizio di cave, di miniere e di discariche, nonché l'asportazione di minerali; c) la modificazione del regime delle acque; d) l'introduzione e l'impiego di qualsiasi mezzo di distruzione o di alterazione dei cicli biogeochimici; e) l'introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, se non autorizzati; f) l'uso di fuochi all'aperto; g) il sorvolo di velivoli non autorizzato, salvo quanto definito dalle leggi sulla disciplina del volo. 5. Il regolamento del parco stabilisce altresì le eventuali deroghe ai divieti di cui al comma 4. Con riferimento ai divieti di cui alla lettera a) del medesimo comma 4, esso può prevedere appositi piani di gestione della fauna selvatica, con prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi, ai sensi dell'articolo 11- bis . 6. Il regolamento del parco è approvato dal Consiglio direttivo, previo parere del Comitato degli amministratori locali, e inviato per controllo alla Cabina di regia. Il regolamento acquista efficacia a decorrere dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ». 2 L'articolo 11 -bis della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 11 -bis. - (Gestione della fauna selvatica e regolamentazione dell'attività venatoria) – 1. Gli interventi di gestione delle specie di uccelli e mammiferi, con l'esclusione dei ratti, nelle aree naturali protette e nelle aree contigue sono definiti con specifici piani redatti dall'ente gestore dell'area naturale protetta, previo parere obbligatorio e vincolante del Comitato degli amministratori locali. I piani indicano gli obiettivi di conservazione della biodiversità da raggiungere, le modalità, le tecniche ed i tempi di realizzazione delle azioni previste, nonché tempi e modalità per prelievi faunistici ed eventuali abbattimenti selettivi, anche tramite eventuale apertura regolata e temporanea all'attività venatoria selettiva, necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dall'Ente parco.