[pronunce]

che, quanto alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 42, comma 1, del d.l. n. 133 del 2014, nella parte in cui aggiunge i commi 7-bis, 7-ter e 7-quater all'art. 46 del d.l. n. 66 del 2014, la Regione ricorrente omette ogni riferimento alla circostanza che con tali disposizioni si è espressamente data attuazione all'intesa prevista dal precedente comma 6 del medesimo art. 46 del d.l. n. 66 del 2014, e che tale intesa è stata raggiunta in seno alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano il 29 maggio 2014; che con tale intesa le Regioni hanno concordato le modalità mediante le quali assicurare il previsto contributo alla finanza pubblica che il legislatore avrebbe poi inteso recepire; che ciò rende la prospettazione gravemente carente quanto alla necessaria ricostruzione del quadro normativo; che, pertanto, anche sotto questo profilo la questione è manifestamente inammissibile; che la Regione omette ogni riferimento alla previsione ed attuazione dell'intesa, con una conseguente carenza di motivazione delle censure anche con riguardo ai parametri non competenziali.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con il ricorso in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 42, commi 1, 2, 3 e 4, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 novembre 2014, n. 164, promossa, in riferimento agli artt. 2, 3, 97, 117, terzo comma, 118 e 119 della Costituzione, dalla Regione Veneto con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2016. F.to: Paolo GROSSI, Presidente Giancarlo CORAGGIO, Redattore Roberto MILANA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 13 aprile 2016. Il Cancelliere F.to: Roberto MILANA