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Articolo III Extraterritorialità della sede centrale SEZIONE 6 (a) Il Governo riconosce la extraterritorialità della sede centrale, la quale sarà sottoposta al controllo e all'autorità della FAO, in conformità alle disposizioni del presente Accordo. (b) Salvo che non sia altrimenti disposto dal presente Accordo, le leggi della Repubblica italiana avranno vigore nell'interno della sede centrale. (c) Salvo che non sia altrimenti disposto dal presente Accordo, i Tribunali della Repubblica italiana avranno giurisdizione, secondo le leggi vigenti, per gli atti compiuti ed i negozi trattati nell'interno della sede centrale. SEZIONE 7 (a) La sede centrale sarà inviolabile. Nessun agente o funzionario della Repubblica italiana, o chiunque altro eserciti una pubblica funzione nella Repubblica italiana, potrà entrare nella sede centrale per esercitarvi le proprie funzioni, se non con il consenso del Direttore Generale e alle condizioni da lui stabilite. La notificazione e l'esecuzione degli atti giudiziari, compreso il sequestro dei beni privati, non potrà avere luogo nella sede centrale, se non con il consenso del Direttore Generale, e alle condizioni da questi stabilite. (b) Senza pregiudizio delle disposizioni dell'art. X, la FAO non permetterà che la sede centrale sia usata come asilo da persone che si siano ivi rifugiate per sfuggire all'arresto ordinato in esecuzione di una legge della Repubblica italiana, che siano ricercate dal Governo per essere estradate in altro Paese, o che tentino di sottrarsi alla notificazione o all'esecuzione di un atto giudiziario.