[pronunce]

che il remittente riferisce di avere già affermato, in numerosi provvedimenti resi nel medesimo processo nei confronti di altri imputati, che l'ipotesi della simultanea revoca dei rispettivi difensori da parte di tutti gli imputati detenuti, denotando un evidente atteggiamento ostruzionistico, non può essere sussunta sotto la lettera a) del comma 1 dell'art. 304 del codice di procedura penale, per la quale il periodo di sospensione non opera ai fini del limite massimo di fase ex art. 304, comma 7, cod. proc. pen. , ma rientra nella previsione dell'art. 304, comma 1, lettera b), e che conseguentemente detto periodo è computabile ai fini del calcolo del citato limitemassimo; che, nonostante ciò, egli chiede a questa Corte "un ulteriore e definitivo approfondimento interpretativo", giustificando tale richiesta con l'esistenza di una diversa interpretazione, riconducibile ad una pronuncia della Corte di cassazione, secondo la quale la fattispecie in oggetto ricadrebbe invece nella sfera di operatività dell'art. 304, comma 1, lettera a) del codice di procedura penale e pertanto, in forza dell'art. 304, comma 7, cod. proc. pen. , sarebbe esclusa dal computo dei termini di cui all'art. 304, comma 6, del medesimo codice; che è qui del tutto evidente l'utilizzazione impropria del giudizio di legittimità costituzionale, dichiaratamente attivato per contrastare una interpretazione che l'ordinanza di rimessione, con un diffuso e insistito argomentare, lungi dal fare propria e dal porre a fondamento del giudizio di costituzionalità, mostra di non condividere affatto, con il paradossale risultato di sottoporre a censura una soluzione interpretativa alla quale si è negata ogni plausibilità; che la questione va pertanto dichiarata manifestamente inammissibile. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi innanzi alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 304, comma 1, lettera b), e comma 7, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte d'assise di Reggio Calabria con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 giugno 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Mezzanotte Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 14 giugno 2001. Il direttore della cancelleria: Di Paola