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e, nel suo rapporto alle Camere, uno dei maggiori giuristi europei del XX secolo, Massimo Severo Giannini, scriveva che lo Stato non è un amico sicuro e autorevole, ma una creatura ambigua, irragionevole e lontana. Oggi, a distanza di oltre quarant'anni, molto è cambiato e con l'importante intervento normativo che ci apprestiamo a votare facciamo un ulteriore passo in avanti per ridurre questa distanza e rendere lo Stato un amico sicuro e autorevole per i cittadini, ma anche per i nostri enti territoriali. In conclusione, il modello del MoVimento 5 Stelle ha fatto scuola e i partiti possono chiedere prima delle candidature i certificati penali; vedremo i fatti, non ci sono più scuse. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore non intende intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, vorrei semplicemente ringraziare, a mia volta, tutti i senatori e coloro che hanno partecipato direttamente alla stesura del testo. Il testo Lanzi ha permesso nel comitato ristretto la partecipazione dei senatori di tutte le forze politiche della 1 a Commissione. È un testo che, a mio avviso, ha un valore molto alto, perché la sintesi estrema è rendere più semplice la partecipazione del cittadino alla vita democratica e politica del nostro Paese. Anche se si tratta di sei articoli, che possono sembrare qualcosa di riduttivo e di semplice, non lo sono affatto; sono un grande esercizio democratico, dal quale personalmente imparo, e credo possano essere un metodo di lavoro che insegna la strada da seguire per portare a casa risultati concreti. Molte cose dividono le forze politiche, però in tal caso c'è l'intento di tutti i partiti politici di tentare in tutti i modi di avere tra le proprie fila persone che possano attestare di avere come unico interesse nella partecipazione democratica quello di rappresentare i cittadini. Ciò si fa anche con l'attestazione dei certificati giudiziari; in questo caso, si può quindi aggiungere documentazione senza rallentare la tempistica del procedimento, inserendo piccoli strumenti tecnologici che permettano ad oggi di velocizzare il processo di presentazione delle liste, che sappiamo essere farraginoso e complesso. Si attualizzano inoltre alcuni aspetti e soprattutto, grazie anche allo strumento della posta elettronica certificata, riusciamo a velocizzare quel processo, che viene equiparato a un altro, come stabilito nell'articolo 5 approvato dalla Commissione, che dà pari dignità al processo tecnologico rispetto a quello fisico, che viene rappresentato. La possibilità di fare da rappresentante di lista con questi due metodi, potendo trasmettere le informazioni alla pubblica amministrazione in questo modo, apre una strada importantissima, che da qui potrà avere, a mio avviso, spiragli molto più ampi. Ringrazio il senatore Lanzi, presentatore del provvedimento, il relatore Garruti, con il quale ci sono stati continui scambi per arrivare alla soluzione di oggi, e tutte le forze politiche che si sono veramente messe a disposizione. Credetemi: come sottolineava il senatore Pagano, è veramente un bel segnale quando in poche settimane - diciamocelo pure - uno dei due rami del Parlamento riesce in una tale velocizzazione dell'accettazione di un processo legislativo. Spero che ciò venga preso ad esempio dalla Camera. Il Governo, quando vede questo tipo di unità politica in tali temi, chiaramente non può far altro che sentirsi forte di questa unità e riuscire chiaramente ad avere la meglio dalla parte politica nelle interlocuzioni con gli uffici e con la macchina burocratica del nostro Paese. Voglio quindi davvero ringraziarvi e spero che la stessa celerità del Senato possa essere replicata ugualmente alla Camera. (Applausi) . PRESIDENTE . A questo punto, come termine per la presentazione degli emendamenti, stabiliamo un'ora da questo momento, quindi entro le ore 17,30. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un attimo di attenzione, perché la questione ci riguarda tutti. Oggi purtroppo è successo un fatto a mio avviso raccapricciante: su alcuni siti è stato pubblicato un video relativo alla tragedia della funivia del Mottarone, che mi ha fatto pensare molto, moltissimo, perché con esso si incorre in un incubo che le famiglie continueranno a rivivere. Si vede quando la cabina della funivia arriva alla stazione: in quel mentre, si spezza il cavo. Si vedono, fra l'altro, i visi del piccolo Eitan, del padre e di due signore; poi è stato corretto su alcuni siti, perché l'ho preso dall'applicazione Telegram e comunque era già in larghissima diffusione (è stato diffuso su alcune TV a livello nazionale, in cui i visi sono stati oscurati con dei bollini). La mia domanda è questa: fin dove si spinge il diritto di cronaca? È regolare questo, quando spesso, anche su provvedimenti legati agli atti parlamentari, parliamo di privacy ? Ci sono state tante critiche e tanti problemi per quanto riguarda la videosorveglianza nelle scuole e nelle case di riposo; questo è un provvedimento voluto dalla Lega, che è stato criticato perché non viene tutelata la privacy dei dipendenti che magari talvolta si possono macchiare di eventi criminosi. (Applausi) . Con questo video non vi è nessun rispetto per i vivi e per i morti. Chiedo l'attenzione della Presidenza, al fine di sollecitare le commissioni e gli enti preposti, per verificare come sia potuto uscire, su un fatto del genere, con immagini e apparecchiature sequestrate, un video che viola la privacy . Non vorrei trovarmi nei panni di quei familiari che per anni vivranno una vita da incubo nel visionare questo video. (Applausi) . BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la prossima settimana, nei giorni 24 e 25 giugno, presso il Ministero della salute ci sarà un incontro per affrontare il tema della salute mentale. Sarà un'occasione per discutere di un problema sul quale non si riesce a influire e a incidere con la dovuta serietà da molti anni a questa parte. L'ultimo episodio di cronaca, verificatosi ad Ardea, è sotto gli occhi di tutti: coinvolge una persona che forse non aveva nemmeno ricevuto una diagnosi del tutto esatta, però era certamente noto il suo disagio psicologico, a tal punto che aveva fatto un trattamento sanitario obbligatorio. Non si riesce tuttavia a capire la diagnosi e quindi nemmeno quale trattamento avesse ricevuto. Quello che è certo è che era una persona che aveva bisogno di accedere ai famosi servizi (chiamiamoli di salute mentale o nel modo che vogliamo) di quei centri di presa in carico del disagio sociale le cui ripercussioni sappiamo che possono essere gravissime, perché il prezzo che molte persone si trovano a pagare, in questi casi, è la vita.