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Misure per lo sviluppo e la diffusione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale. Onorevoli Senatori. – Nel corso degli ultimi anni sta crescendo il ruolo svolto dalle imprese start-up innovative a vocazione sociale come dimostrato da varie ricerche scientifiche, da ultimo quella condotta dal team di ricerca Social Innovation Monitor del Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Torino. A fine 2022 le imprese start-up innovative a vocazione sociale sono state pari a 486 unità, con un aumento pari al 28 per cento rispetto alla fine del 2021, contro una crescita del solo 12 per cento delle altre start-up innovative. Inoltre, queste realtà sempre di più si distinguono per aver raggiunto risultati economicamente rilevati con ben ventitré realtà che si sono distinte particolarmente in termini di ricavi, numero di dipendenti e finanziamenti ricevuti. L'importanza delle imprese start-up innovative a vocazione sociale non è solo di natura economica, ma soprattutto sotto il profilo dell'innovazione sociale, che sempre di più si sta diffondendo nella nostra società. Promuovere la diffusione dell'innovazione sociale è fondamentale in quanto con essa si punta a rispondere in modo innovativo ai bisogni della società costruendo nuove relazioni tra pubblico, privato e terzo settore, ovvero creando nuovi prodotti e servizi. L'innovazione sociale rappresenta una rottura nel modo di fare le cose e un nuovo modo di produrre soluzioni; rappresenta una nuova risposta, creativa, a problematiche sociali non soddisfatte né dal mercato né dallo Stato. Una delle sfide più importanti dei tempi moderni, la riduzione delle diseguaglianze, e, non meno importante, quella del miglioramento della qualità dell'ambiente di vita e delle relazioni sociali, richiedono al legislatore di introdurre strumenti innovativi per raggiungere questi obiettivi sempre più importanti per lo sviluppo delle nostre società. Obiettivo del presente disegno di legge è quello di introdurre una disciplina uniforme per le imprese start-up innovative a vocazione sociale al fine di individuare un quadro di riferimento uniforme e un insieme di agevolazioni che nella logica delle « spinte gentili » aiuti a far crescere questo importante settore. Sé attraverso l'innovazione sociale si può dar inizio a un nuovo ordine di cose più equo e giusto non si può non richiamare la citazione di Nicolò Macchiavelli « Non c'è niente di più difficile da condurre, né più dannoso da gestire, dell'iniziare, un nuovo ordine di cose ». Nel merito, il disegno di legge si articola in 5 titoli. Il titolo I reca disposizioni di carattere generale in tema di imprese start-up innovative a vocazione sociale. In particolare, si individuano le finalità perseguite dalla legge, i requisiti che deve possedere un'impresa start-up innovativa a vocazione sociale e i suoi ambiti di operatività. L'articolo 1 reca i principi generali e la definizione degli obiettivi della legge. In particolare, il comma 1 specifica che lo scopo principale della proposta è quello di promuovere la costituzione delle imprese start-up innovative a vocazione sociale. Accanto a questo obiettivo primario l'articolato si pone il conseguente obiettivo di promuovere la loro più ampia diffusione. Le imprese start-up innovative a vocazione sociale nello svolgimento della loro attività perseguono non solo il tradizionale scopo di conseguire utili economici, ma anche finalità non economiche, quali i benefici comuni, l'utilità sociale e il soddisfacimento di bisogni individuali o collettivi. Le imprese start-up innovative a significativo impatto sociale sono configurate come organizzazioni ibride, che perseguono obiettivi sia economici che sociali o ambientali. In altri, termini esse si configurano come organizzazione focalizzate sulla creazione di valore sociale piuttosto che un vantaggio esclusivo per la sola organizzazione economica. Il comma 2 specifica che le finalità dell'impresa start-up innovativa a significativo impatto sociale devono essere indicate nell'oggetto sociale e tali finalità devono essere perseguiti nell'interesse esclusivo di coloro verso i quali l'attività innovativa viene svolta, in termini di capacità di dare una nuova soluzione a problemi sociali, soluzione che deve essere più efficace, efficiente e sostenibile rispetto a quelle precedentemente proposte. Il comma 3 prevede che l'impresa deve sviluppare, produrre, commercializzare prodotti o servizi alto valore tecnologico, come previsto per in generale per le imprese start-up innovative disciplinate dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Oltre a questo principio generale viene previsto che l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale deve introdurre le migliori forme di innovazione tecnologica nello svolgimento di attività rivolte a perseguire interessi di natura generale. In sintesi, l'articolo 1 delinea una tipologia d'impresa che accanto all'obiettivo economico persegue obiettivi sociali o ambientali, un'impresa che presta particolare attenzione alla propria responsabilità sociale, intesa come impegno alla creazione di valore condiviso dall'intera società, diversamente da quelle tradizionali che si limitano a perseguire unicamente obiettivi economici a favore dei propri soci. L'articolo 2 reca disposizioni sulla costituzione e sull'acquisizione della qualifica di impresa start-up innovativa a vocazione sociale. In particolare, il comma 1 prevede che l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale può essere costituita sotto forma di società di persone o di capitale, anche in forma cooperativa ai sensi delle norme del codice civile. In particolare, si specifica che le azioni o quote rappresentative del capitale sociale non possono essere quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Questa disposizione vuole rispondere all'esigenza di evitare che le quote o azioni rappresentative del capitale sociale di un'impresa start-up innovativa a vocazione sociale sia oggetto di forme di speculazione finanziaria. Il comma 2 stabilisce che l'impresa start-up innovativa a vocazione sociale non può essere costituita a seguito di una fusione o di una scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo d'azienda. In particolare, è necessario che l'impresa svolga una o più attività di interesse generale, definite nell'articolo 3. Con riferimento alle attività di interesse generale è utile richiamare la circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 4 agosto 2022, che espressamente prevede che l'interesse generale conosce, in pratica, tre declinazioni: a) interesse diffuso ovvero attività rivolte a categorie o gruppi di persone, indeterminati a priori, ma chiaramente individuabili sulla base di uno specifico status; b) interesse collettivo ovvero attività rivolte a categorie o gruppi i cui componenti sono chiaramente individuabili a priori e che vengono considerati in modo omogeneo; e c) interesse sociale, ovvero tutte quelle azioni che mirano a produrre un beneficio che va a vantaggio della società, cioè un beneficio sociale. Ai sensi della lettera b) del comma 4 dell'articolo 2 del disegno di legge l'impresa deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovati ad alto valore tecnologico. Oltre all'elemento dell'innovazione tecnologica viene richiesto che il prodotto o il servizio ad alto valore tecnologico debba fornire soluzioni a uno o più problemi di carattere sociale, soluzioni che devono essere più efficaci, efficienti e sostenibili rispetto a quelli prevalenti sul mercato.