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IL MINISTRO DELLE FINANZE Vista la legge 23 aprile 1959, n. 189, recante l'ordinamento del Corpo della Guardia di finanza; Visti gli articoli 3, 14, 17 e 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, riguardante l'attuazione dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, recante delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione della disciplina in materia di pubblico impiego; Vista la legge 1 aprile 1981, n. 121, recante il nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189, recante il regolamento di amministrazione della Guardia di finanza; Visto l'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto del Ministro delle finanze 5 giugno 1995, n. 241, concernente regolamento recante norme per l'istituzione del servizio per il controllo interno; Ritenuta la necessità di stabilire i termini e le modalità di attuazione del procedimento di verifica dei risultati dell'attività svolta dagli ufficiali di livello dirigenziale non generale; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi, nell'adunanza del 12 gennaio 1998; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 3-3863 del 13 luglio 1998); Adotta il seguente regolamento: Art. 1 1. Il Ministro delle finanze effettua, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 20, commi 2 e 8, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, la verifica dei risultati dell'attività svolta dagli ufficiali di grado equiparato alle qualifiche dirigenziali preposti a comandi, enti, uffici e servizi del Corpo della Guardia di finanza, con esclusione dei dirigenti generali. 2. Per la verifica periodica della corretta ed economica gestione delle risorse, della realizzazione degli obiettivi nonché dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa, il Ministro, avvalendosi anche del Comandante generale della Guardia di finanza: a) determina annualmente i parametri di riferimento del controllo; b) stabilisce i termini e le modalità delle operazioni di verifica; c) accerta la rispondenza dell'attività di gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa alle prescrizioni ed agli obiettivi stabiliti dalle disposizioni normative e dalle direttive generali emanate ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo n. 29 del 1993, e successive modificazioni ed integrazioni; d) individua le cause dell'eventuale mancata rispondenza dei risultati agli obiettivi e valuta eventuali connesse responsabilità a carico dei dirigenti, promuovendo le conseguenti iniziative anche di natura organizzativa e procedurale. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - La legge 23 aprile 1959, n. 189, reca: "Ordinamento del Corpo della guardia di finanza". - Il testo degli articoli 3, 14, 17 e 20 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), è il seguente: "Art. 3 (Indirizzo politicoamministrativo. Funzioni e responsabilità). - 1. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politicoamministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi spettano, in particolare: a) le decisioni in materia di atti normativi e l'adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo; b) la definizione di obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione; c) la individuazione delle risorse umane, materiali ed economicofinanziarie da destinare alle diverse finalità e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale generale; d) la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi; e) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni; f) le richieste di pareri alle autorità amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato; g) gli altri atti indicati dal presente decreto. 2. Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati. 3. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal comma 2 possono essere derogate soltanto ad opera di specifiche disposizioni legislative. 4. Le amministrazioni pubbliche, i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro". "Art. 14 (Indirizzo politicoamministrativo). - 1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all'art. 3, comma 1. A tal fine periodicamente, e comunque ogni anno entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all'art. 16: a) definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l'attività amministrativa e per la gestione; b) effettua, ai fini dell'adempimento dei compiti definiti ai sensi della lettera a), l'assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità delle rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'art. 3, comma 1, lettera c), del presente decreto, ivi comprese quelle di cui all'art. 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, ad esclusione delle risorse necessarie per il funzionamento degli uffici di cui al comma 2;