[resaula]

Dopo biasimevoli condoni edilizi e pessime gestioni dell'abusivismo - ancora in atto - non sono tollerabili comportamenti politicamente dissociati e palesemente strumentali. Non è un condono. Per il primato della verità, è definizione delle procedure di condono, ferme da decenni, al fine di accedere ai contributi per la ricostruzione, nell'ambito di programmi di riduzione delle situazioni di rischio sismico e idrogeologico. Negare all'infinito una risposta declassa i richiedenti a figli di un Dio minore. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . In Commissione è stato narrato come mezzo di distruzione di massa, perché si condonerebbero decine di migliaia di case abusive mal costruite. È esattamente il contrario. Definire le poche pratiche di condono contemplate, per consentire a chi ne ha i requisiti, e nel rispetto dei vincoli paesaggistici, di accedere ai contributi, significa rendere più sicuro il patrimonio edilizio. Da geofisico, vi dico che i frequenti terremoti ischitani, deboli nella magnitudo ma molto forti nello scuotimento, non suonano il campanello quando arrivano. E, se trovano case vulnerabili, a causa di lentezze burocratiche, le abbatteranno, persone comprese. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'articolo 25 sancisce un diritto e può salvare la vita. Passo all'articolo 41 che reca disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione. In un assordante silenzio politico, si sono tollerate pratiche agricole aggressive e velenose. Dove erano gli attuali improvvisati censori negli ultimi ventisei anni, alle Bahamas? (Applausi dal Gruppo M5S) . Ad allora risale il decreto legislativo n. 99 del 1992 che consente e regola lo spandimento dei fanghi su suoli agricoli. In quel decreto gli idrocarburi pesanti C10-C40, così come molte altre sostanze tossiche e cancerogene, non sono tabellati. La Regione Lombardia fissò per gli idrocarburi pesanti un limite di 10 grammi per chilogrammo di sostanza secca. Ci fu un ricorso e, a luglio scorso, il TAR stabilì che per C10-C40 nei fanghi si applica il limite di 50 milligrammi per chilo di sostanza secca, previsto per la bonifica dei suoli dal decreto legislativo n. 152 del 2006. Pur comprendendo la ratio della sentenza, il limite di cui sopra riguarda il sistema suolo, composto da terra più inquinante. Il limite del TAR, applicato al solo fango, avrebbe difatti impedito un suo spandimento, con gravi problemi di stoccaggio temporaneo e necessità di trattamento, messa in discarica o incenerimento immediato. L'articolo 41 rimedia a tale grave emergenza. Per gli idrocarburi pesanti, considerando che non tutti sono cancerogeni e sono naturalmente presenti nella sostanza organica, il limite di 50 milligrammi per chilo nei fanghi è di fatto attualmente improponibile. Da esperto di monitoraggi geofisici per l'agricoltura di precisione, vi dico che gli idrocarburi si formano anche naturalmente nei suoli agrari e forestali. La semplice caduta delle foglie in un bosco può causare concentrazioni di idrocarburi ben superiori al limite di 50 milligrammi per chilogrammo, come la letteratura internazionale sancisce. Ma come pensate che si formino gli idrocarburi fossili, scusate? In questo decreto emergenziale viene stabilito per C10-C40 un limite di 1.000 milligrammi per chilogrammo di tal quale. Ciò significa che nel sistema suolo interessato dallo spandimento, il fango peserà al massimo per una decina di milligrammi per chilogrammo di sostanza secca, al netto di assorbimenti vari, ben inferiori ai limiti della legge n. 152 del 2006. Inoltre, ai metalli pesanti - cadmio, mercurio, nickel, piombo, rame e zinco - tabulati nel decreto legislativo n. 99 del 1992, vengono aggiunti IPA, toluene, selenio, berillio, arsenico, cromo, eccetera. Verranno finalmente monitorati e non permessi. Quindi, il decreto-legge garantisce maggior sicurezza sulla provenienza e sulla qualità dei fanghi: facciamo un notevole passo in avanti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Siccome in Commissione si è poi narrato di spandimenti scriteriati di fanghi su colture in atto, quasi che fossero sparsi - non so - su insalata e pomodori, tengo a dire che, in tal caso, essi sono vietati dal suddetto decreto legislativo, così come in colture orticole e frutticole nei dieci mesi antecedenti il raccolto. Comunque, l' incipit dell'articolo 41 è il seguente: «Al fine di superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi di depurazione, nelle more di una revisione organica della normativa di settore,» eccetera. La normativa - come ha detto bene il relatore e come più volte ha ribadito il ministro Costa - sarà rivista. Non faremo gli struzzi come chi ci ha preceduto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Anche nel caso dei fanghi, siamo dalla parte dell'ambiente, di un'agricoltura sana e della vita, ma decisamente contro le falsità e le strumentalizzazioni. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, onorevole rappresentante Governo, intervengo brevemente solo per mettere in evidenza un punto. Quando fu fatto il decreto sul terremoto - tra l'altro attraverso un lavoro anche abbastanza compiuto e complesso, perché c'era ancora la Commissione speciale - fu posta con vigore dal Gruppo Forza Italia la necessità di una serie di interventi strettamente legati alla questione della ricostruzione, che oggi ritroviamo nel decreto Genova, in modo particolare nell'articolo 39- ter . Mi riferisco ai senatori del MoVimento 5 Stelle, perché la situazione si è sbloccata nel momento in cui Di Maio ha fatto visita a Ischia. Sicuramente, se ci fosse stato da parte loro un minimo di attenzione in più - a nostro modestissimo avviso - questa norma, insieme a quella riguardante Ischia - ne avevamo fatte sia per quest'ultima che per il Centro Italia - avrebbe trovato la sua normale collocazione nel decreto terremoto, senza perdere il tempo che si è perso, perché quello fu fatto addirittura prima dell'estate. Rivendico, in sostanza, che la battaglia che è stata portata avanti dal nostro Gruppo per avere, in assenza di titolo e in difformità, la possibilità di intervenire sulle domande - e quindi di ricostruire - è stata riacchiappata solamente adesso. Signor Presidente, voglio dire una cosa. Non capisco quale sia la problematicità riguardante i termini. Alla fine, quello che conta è il risultato pratico. Che esso venga raggiunto attraverso il condono - parola che tutti temono - o altro non importa. Parliamo di zone che versano in una situazione di emergenza, dove la ricostruzione non va avanti perché le case non hanno i titoli abitativi. Quindi, io uscirei dal trip del condono, anche perché ieri ho sentito un esponente del Movimento di Grillo fare confusione tra i condoni del Governo Berlusconi e quello del Governo Craxi. Pertanto, ritengo sia opportuno dire che si fa una cosa che serve con urgenza alle popolazioni.