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Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06975 CONZATTI Al Ministro della salute Premesso che: in Italia ci sono circa 3,6 milioni di persone che hanno avuto in passato una diagnosi di tumore e circa un milione sono considerate clinicamente guarite da oltre 5 anni, ma per la burocrazia sono spesso considerate ancora malate e rischiano discriminazioni nell'accesso a servizi, come l'ottenimento di mutui, la stipula di assicurazioni sulla vita, l'assunzione in un posto di lavoro e l'adozione di un figlio. Oggi, infatti, per richiedere molti servizi è necessario dichiarare se si è avuto il cancro, anche se si è già guariti; lasciarsi la malattia alle spalle non è semplice, tanto più ove i percorsi burocratici inchiodano a una diagnosi ricevuta diverso tempo prima, impedendo a queste persone di sentirsi come tutti gli altri; nello specifico, la materia delle adozioni per chi ha avuto il cancro ed è guarito incontra oggettive maggiori difficoltà, benché non sia vietata. La legislazione vigente, infatti, ai fini dell'ottenimento dell'idoneità all'adozione, prevede, in capo ai tribunali per i minorenni, tramite l'ausilio dei servizi sociali, l'avvio di indagini sugli aspiranti genitori adottivi che riguardano, tra l'altro, anche lo stato di salute dei richiedenti; i tribunali per i minorenni tendono a riferirsi a un periodo di 5 anni dalla guarigione come riferimento utile per considerare l'idoneità all'adozione degli ex malati oncologici, tuttavia l'ordinamento non prevede un termine stabilito per legge e non vi è alcuna certezza in tal senso; considerato che: per guarigione, in oncologia, si intende il periodo dopo il quale l'aspettativa di vita torna ad essere la stessa della popolazione generale, e oggi dal cancro si può guarire. Infatti, grazie all'innovazione dei percorsi terapeutici, moltissimi tumori vengono curati e altri possono essere cronicizzati, e questo comporta che tantissimi pazienti possano tranquillamente vivere anche a molti anni di distanza da una diagnosi; tutti i trattamenti antitumorali, sia sistemici (chemioterapia, ormonoterapia) che locali (radioterapia e chirurgia), possono compromettere temporaneamente o permanentemente la fertilità; sebbene il principio ispiratore della legge sulle adozioni sia, in primo luogo, la tutela del minore ad avere una famiglia, è pur vero che l'esperienza di avere un figlio costituisce speranza di vita e desiderio umano per qualsiasi persona, e, quando c'è una condizione di lunga sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore senza recidiva, non c'è motivo per cui non si debba riconoscere l'idoneità all'adozione; questo percorso andrà valutato caso per caso, perché il requisito di buon senso deve essere che non vi sia un rischio concreto, e prossimo, per la sopravvivenza di chi aspira a diventare genitore, ma è necessario che vi siano delle indicazioni normative di principio, che permettano di superare le discriminazioni e le difficoltà che continuano ad incontrare quotidianamente gli ex malati oncologici, e che permetta di diffondere, anche socialmente, il principio per il quale lo stato di malattia passato non equivale ad una malattia del futuro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire affinché, in relazione agli ex malati oncologici, siano individuati dei termini certi che, una volta decorsi, fatte salve situazioni specifiche, facciano sì che tale pregressa patologia non possa costituire motivo avverso al riconoscimento dell'idoneità all'adozione. Atto n. 4-06976 VANIN CROATTI COLTORTI ROMANO TRENTACOSTE RUSSO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: recenti notizie di stampa riportano di numerose segnalazioni, provenienti da diversi contesti territoriali della regione Veneto, in merito al rischio di formazione delle classi e alle conseguenti ripercussioni sul futuro del servizio scolastico; è il caso dell'Istituto comprensivo "Ugo Foscolo" di Murano-Burano nella Laguna Veneta, che è formato, tra gli altri, dai plessi di scuola secondaria di primo grado "Vivarini" di Murano e "Galuppi" di Burano, ove le iscrizioni per l'a.s. 2022/2023 contano 33 bambini nella scuola Vivarini e 7 bambini (di cui due con disabilità) nella scuola Galuppi; l'Ufficio scolastico regionale (USR) per il Veneto ha comunicato l'intenzione di respingere la richiesta del dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo "Ugo Foscolo" Murano-Burano di formare 3 classi secondarie di primo grado, necessarie per il mantenimento degli alunni nelle scuole di Murano e Burano; la formazione di una sola classe a Murano e di una a Burano significherebbe obbligare tanti alunni a un tragitto tra un'isola e l'altra di quasi un'ora; peraltro la costituzione di due classi a Murano e la soppressione dell'unica classe a Burano, si legge sempre dalla stampa, potrebbe essere preludio per la chiusura della scuola dell'isola, dando luogo a una perdita di percorso scolastico difficile da recuperare ("veneziatoday", 27 aprile 2022); situazioni di difficoltà analoghe sono affrontate da altre scuole come la secondaria di primo grado "Loredan" di Pellestrina e la classe prima della sezione Montessori della Giudecca; per questo, a parere degli interroganti, si conferma urgente il riconoscimento di uno stato di specialità a Venezia anche rispetto al suo contesto scolastico per venire incontro alle esigenze delle famiglie e contrastare la perdita di residenzialità a Venezia e nelle sue isole; rilevato che: anche nel comune di Cittadella non si formerà la prima elementare nella scuola primaria della frazione di Santa Maria di Cittadella. Nonostante sembrino esserci le condizioni, il consiglio di istituto ha deciso di non avviare per l'a.s. 2022/2023 una prima classe, causando notevoli disagi a famiglie, genitori e studenti, essendo l'unico istituto presente a sud di Cittadella; vengono, in aggiunta, denunciate da genitori e associazioni cittadine preoccupanti situazioni di sovraffollamento delle classi del primo anno presso la scuola primaria "Lambruschini" (dell'Istituto comprensivo "G. Galilei") nel comune di Padova, scuola che si caratterizza per l'unicità del suo metodo d'insegnamento laboratoriale e che verrebbe fortemente penalizzata; considerato che, a parere degli interroganti: l'avvio dell'a.s. 2022/2023 è imminente e quanto rappresentato descrive solo alcuni dei tanti casi in un complesso e variegato territorio come quello veneto, pertanto appare necessario avviare un'indagine che coinvolga non solo la realtà veneta, ma anche l'intero territorio nazionale, onde evitare per il prossimo anno scolastico (dopo i difficili due ultimi anni che ha vissuto la scuola italiana a seguito dell'emergenza pandemica) ulteriori difficoltà alle famiglie e agli studenti; occorrono azioni concrete che incidano in maniera evidente sull'attuale disciplina normativa, concedendo flessibilità nella determinazione delle classi con riguardo alla motivata e documentata particolarità del territorio di riferimento, e altresì a sostegno della residenzialità in molte zone del territorio spesso in difficoltà, si chiede di sapere: