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Al capo IV, sono poi previsti strumenti di flessibilità degli orari di lavoro, stabilendo criteri per la modulazione degli orari mensili, semestrali e annuali (articolo 17), la gestione negoziale della flessibilità dell'orario (articolo 18), la programmazione degli orari e la formazione (articolo 19), le modalità per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo ridotto (articolo 20). Si prevedono sanzioni (articolo 21) per le violazioni dei limiti massimi di orario e delle norme sul lavoro notturno e gli straordinari. Si specifica poi (articolo 22) che per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e delle imprese esercenti servizi pubblici, nonché per il personale navigante, si applicano le disposizioni della presente legge, salvo che la materia sia diversamente disciplinata da apposite norme di legge o di regolamento o di contratto collettivo nazionale. Per quanto non previsto nella presente legge si fa riferimento, in quanto compatibili, alle disposizioni del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Si dispone, infine, che, qualora i contratti collettivi di un settore prevedano limiti di orario superiori rispetto a quelli previsti dalla presente legge, la predetta disciplina collettiva deve essere adeguata alle disposizioni della presente legge alla prima scadenza contrattuale e, comunque, non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della medesima.. I DISPOSIZIONI GENERALI 1 (Finalità) 1 Le disposizioni della presente legge sono dirette a regolamentare, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e nel pieno rispetto del ruolo della autonomia negoziale collettiva, i profili di disciplina del rapporto di lavoro connessi all'organizzazione dell'orario di lavoro. 2 Ai fini di riorganizzare e ridurre gli orari di lavoro in modo da conciliarli con gli altri tempi di vita, di promuovere le condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione di tutti i cittadini all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese, nonché di favorire lo sviluppo dell'occupazione e l'incremento della competitività delle imprese, la presente legge provvede a favorire una modulazione e riduzione degli orari di lavoro in modo da giungere, a decorrere dal 1° gennaio 2020, a stabilire la durata settimanale legale dell'orario normale dei contratti di lavoro subordinati dei lavoratori pubblici e privati, nonché dei collaboratori di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, in trentaquattro ore effettive a parità di retribuzione, fatti salvi gli aumenti salariali previsti dai contratti collettivi e individuali di lavoro. 3 Decorsi due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo procede ad una verifica, con le parti sociali, degli effetti delle disposizioni della presente legge sui livelli occupazionali e ne riferisce alle Camere anche al fine di rideterminare l'impegno finanziario di cui al capo II. 2 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano a tutti i settori di attività pubblici e privati fatta eccezione per la gente di mare di cui alla direttiva 1999/63/CE del Consiglio, del 21 giugno 1999, per il personale di volo nell'aviazione civile di cui alla direttiva 2000/79/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, e per i lavoratori mobili per quanto attiene ai profili di cui alla direttiva 2002/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002. 2 Nei riguardi dei servizi di protezione civile, ivi compresi quelli del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato, le disposizioni della presente legge non si applicano in presenza di particolari esigenze inerenti al servizio espletato o di ragioni connesse ai servizi di protezione civile, nonché agli altri servizi espletati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, così come individuate con decreto del Ministro competente, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, della salute, dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3 Le disposizioni della presente legge non si applicano al personale della scuola disciplinato dal testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Non si applicano, altresì, al personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, nonché agli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale, in relazione alle attività operative specificamente istituzionali e agli addetti ai servizi di vigilanza privata. 4 La disciplina di cui alla presente legge si applica anche agli apprendisti maggiorenni. II INCENTIVI ALLA RIORGANIZZAZIONE E ALLA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO 3 (Fondo di incentivazione alla riduzione dell'orario di lavoro) 1 È istituito presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), il Fondo di incentivazione alla riduzione dell'orario di lavoro, di seguito denominato « Fondo », con lo scopo di erogare contributi a favore dei datori di lavoro, pubblici e privati, che nell'organizzazione degli orari di lavoro adottano il regime orario di cui all'articolo 1, comma 2, qualora l'adozione di tale regime orario comporti una riduzione di almeno il 10 per cento dell'orario settimanale di lavoro vigente previsto da disposizioni di legge o contrattuali, ovvero che adottano orari ridotti con la previsione di un corrispettivo di aumento dell'occupazione o di una sua salvaguardia nelle situazioni di crisi. 2 Il Fondo, per le cui entrate ed uscite è tenuta una contabilità separata nella gestione dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione, è alimentato: a dal versamento da parte dell'impresa di una somma pari al 15 per cento delle maggiorazioni retributive relative alle ore di lavoro straordinario effettuate; b da tutte le somme corrisposte dal datore di lavoro ai sensi dell'articolo 21; c dalle maggiori entrate derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 4. 3 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, a trasferire al Fondo la quota delle risorse disponibili del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, appositamente destinate ad incentivare la riduzione e la rimodulazione degli orari di lavoro, come stabilito dall'articolo 13, comma 6, della legge 24 giugno 1997, n. 196. 4