[massime]

Parlamento - Immunità parlamentari - Procedimento penale nei confronti di un parlamentare per il reato di diffamazione aggravata a mezzo della stampa - Deliberazione di insindacabilità della camera di appartenenza del parlamentare - Ricorso del giudice per le indagini preliminari del tribunale di roma, per conflitto di attribuzione tra poteri dello stato - Sussistenza di un nesso funzionale tra la dichiarazione del parlamentare e un atto di sindacato ispettivo a lui riferibile - Rigetto del ricorso - Spettanza alla camera del potere di affermare, nel caso di specie, l’insindacabilità ai sensi dell’art. 68 della costituzione.. Spetta alla Camera dei deputati affermare l'insindacabilità, ai sensi dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, delle dichiarazioni rese da un proprio membro a una agenzia di stampa, secondo quanto deliberato dall'Assemblea della Camera in data 17 giugno 1999, e va, conseguentemente, respinto il ricorso per conflitto di attribuzione proposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti della stessa Camera, in relazione alla predetta deliberazione di insindacabilità. Sussiste, infatti, una sostanziale corrispondenza di contenuti e - sui profili maggiormente qualificanti - una pressoché totale identità tra le dichiarazioni rese dal parlamentare, il 31 luglio 1998, alla agenzia di stampa -, dunque, al di fuori dell'esercizio delle attività tipiche svolte in Parlamento - e l'atto di sindacato ispettivo (interrogazione) presentato in precedenza, il 28 gennaio 1998, dallo stesso parlamentare a membri del Governo, sicché tali dichiarazioni possono essere iscritte nel panorama delle "opinioni" per le quali opera la garanzia costituzionale della insindacabilità. - Sul criterio discretivo delle opinioni 'extra moenia' riconducibili alla funzione parlamentare, e come tali insindacabili, v. in particolare il richiamo alle sentenze n. 56 e n. 58, n. 320 e n. 321/2000. - Per l'ammissibilità del ricorso, si veda l'ordinanza n. 480/2000.