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Con la riforma della geografia giudiziaria, realizzata a seguito della delega conferita al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari con la legge 14 settembre 2011, n. 148, il legislatore ha ritenuto di esercitare la delega provvedendo alla completa abolizione dell'istituto relativo alle sezioni distaccate di tribunale e, quindi, alla soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate esistenti sul territorio nazionale. Successivamente, con il decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14, nell'ambito delle disposizioni integrative, correttive e di coordinamento ai decreti legislativi n. 155 e n. 156 del 2012, è stato disposto esclusivamente il temporaneo ripristino del funzionamento, inizialmente sino al 31 dicembre 2016, delle sezioni distaccate insulari di Ischia (tribunale di Napoli), Lipari (tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto) e Portoferraio (tribunale di Livorno), secondo le modalità fissate all'articolo 10 dello stesso decreto legislativo correttivo. Il termine di temporaneo ripristino dei suddetti presidi giudiziari è stato più volte oggetto di proroga per effetto degli interventi normativi di seguito riportati: – l'articolo 2, comma 2- bis, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, ha previsto il differimento al 31 dicembre 2018; – l'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, ha disposto il differimento al 31 dicembre 2021; – l'articolo 8, comma 6- septies, lettere a) , b) e c) , del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, ha previsto l'ulteriore differimento al 31 dicembre 2022. Si rappresenta che il decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2022, n. 15, non ha contemplato disposizioni relative alle situazioni testé evidenziate, mentre è stato disposto, all'articolo 8 comma 4- quinquies , il differimento al 1° gennaio 2024 dell'efficacia delle modifiche relative alle circoscrizioni giudiziarie di L'Aquila e Chieti, ivi incluse la soppressione delle sezioni distaccate di Ortona (tribunale di Chieti) e Atessa (tribunale di Lanciano), benché nel corso dell' iter parlamentare di conversione fossero stati presentati alcuni emendamenti volti a prorogare il funzionamento ( rectius, differire l'efficacia delle disposizioni soppressive) delle sezioni « insulari » , tuttavia non accolti. Pertanto, in difetto di interventi normativi il 31 dicembre 2022 segnerà l'ultimo giorno di funzionamento delle sezioni distaccate insulari di Lipari (Barcellona Pozzo di Gotto) e Portoferraio (Livorno). La disposizione di cui al comma 7 reca la norma di copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla proroga del termine per la cessazione del temporaneo ripristino delle sezioni distaccate insulari di Lipari e Portoferraio, di cui ai commi 5 e 6. Le disposizioni di cui al comma 8 contengono la proroga delle disposizioni emergenziali dettate, nell'ambito del processo civile, sul giuramento dei consulenti tecnici d'ufficio, sullo svolgimento delle udienze pubbliche nei procedimenti civili davanti alla Corte di cassazione e sulle deliberazioni collegiali in camera di consiglio della stessa Corte, nonché sul rilascio in forma telematica della formula esecutiva, disposizioni che cessano di applicarsi a partire dal 31 dicembre 2022. Considerato infatti che le disposizioni dettate dal decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, sulle modalità di giuramento del consulente tecnico d'ufficio e sul regime di attestazione dell'esecutività dei provvedimenti e degli altri atti che costituiscono titolo per l'esecuzione forzata, si applicheranno ai procedimenti instaurati a partire dal 1° luglio 2023, nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 giugno 2023 non sarà possibile per il consulente tecnico d'ufficio prestare giuramento tramite dichiarazione sottoscritta digitalmente né sarà possibile il rilascio di formule esecutive in formato digitale, con conseguenti rilevanti disagi applicativi per le cancellerie e per gli operatori in generale. Quanto al giudizio di cassazione, poi, l'articolo 35 del decreto legislativo n. 149 del 2022 prevede l'applicazione delle nuove disposizioni in tema di svolgimento delle udienze e delle adunanze in camera di consiglio anche ai procedimenti già pendenti alla data del 1° gennaio 2023 per i quali non sia stato ancora emesso il decreto di fissazione dell'udienza o dell'adunanza, ma nulla prevede per quanto riguarda i procedimenti in cui invece queste siano già state fissate. In particolare, dunque, la norma, anche in deroga alle disposizioni di cui al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, proroga al 30 giugno 2023 la disposizione emergenziale contenuta nell'articolo 221, comma 8, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che, come già detto, consente il giuramento senza richiedere la presenza in udienza del consulente tecnico d'ufficio, nonché quelle di cui all'articolo 23, commi 8- bis (ad eccezione dell'ultimo periodo) e 9- bis , del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, sulla trattazione dei procedimenti civili per cassazione in udienza pubblica e sulle deliberazioni collegiali in camera di consiglio nei procedimenti civili e penali della Corte di cassazione. Per quanto riguarda le udienze e le camere di consiglio, in particolare, si specifica che la disposizione si applica alle udienze già fissate (in quanto per quelle non ancora fissate si applicheranno dal 1° gennaio 2023 le norme di cui al decreto legislativo n. 149 del 2022) e che saranno svolte sino al 30 giugno 2023. Con riferimento alla formula esecutiva digitale, invece, la norma precisa che resta fermo quanto disposto dal decreto legislativo n. 149 del 2022, così chiarendo che la sua efficacia è limitata fino al momento in cui avranno effetto le disposizioni del medesimo decreto legislativo n. 149 e quindi fino al 28 febbraio 2023. Essa si applicherà dunque alle formule esecutive rilasciate fino al 28 febbraio 2023, mentre quanto alle formule esecutive da apporre a partire dal 1° marzo 2023 si applicheranno gli articoli 3, comma 34, e 4, comma 9, lettera a) , del decreto legislativo n. 149 del 2022 con i quali il rilascio della formula esecutiva da parte del cancelliere è stato del tutto abrogato.