[massime]

ORD. 367/05. STRANIERO - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - ARRESTO IN FLAGRANZA DI REATO DELLO STRANIERO ESPULSO - RICHIESTA DEL TERMINE A DIFESA ALL’ESITO DEL GIUDIZIO DI CONVALIDA - INIDONEITÀ DEL MECCANISMO PROCESSUALE PREVISTO DAL DECRETO LEGISLATIVO N. 286 DEL 1998 A GARANTIRE L’EFFETTIVITÀ DEL DIRITTO DI DIFESA DELL’IMPUTATO - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI PARITÀ TRA LE PARTI - SOPRAVVENUTO MUTAMENTO DEL QUADRO NORMATIVO - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL GIUDICE REMITTENTE.. Va ordinata la restituzione degli atti al giudice remittente, a causa del sopravvenuto mutamento del quadro normativo, nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 13, commi 3 e 3-bis, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, e, «di conseguenza», dell'art. 17 della «medesima legge» ('recte': del medesimo decreto legislativo) e dell'art. 558 del codice di procedura penale, nella parte in cui prevedono che il giudice possa negare il nulla osta all'espulsione dello straniero sottoposto a procedimento penale solo in presenza di inderogabili esigenze processuali valutate in relazione all'accertamento della responsabilità di terzi o all'interesse della persona offesa, e non pure per esigenze attinenti al diritto di difesa dell'imputato, in relazione agli artt. 3, 24 e 111 Cost.