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Fino all'adeguamento delle leggi regionali ai principi fondamentali stabiliti dalla legislazione dello Stato in materia di governo del territorio con riferimento al territorio non urbanizzato, nonché fino all'entrata in vigore dei piani paesaggistici, ai sensi dell'articolo 156 ovvero dell'articolo 135, e all'adeguamento, ove necessario, degli strumenti urbanistici ai sensi dell'articolo 145, nel territorio di cui al comma 1, lettera m- bis) , del presente articolo sono vietate ogni modificazione morfologica dell'assetto del territorio e ogni nuova costruzione, ovvero demolizione e ricostruzione, di edifici, ad eccezione di quelle volte alla difesa del suolo e alla riqualificazione ambientale». 2 Al comma 4 dell'articolo 143 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, dopo il comma 4 è inserito il seguente: «4- bis . Per i territori di cui all'articolo 142, comma 1, lettera m- bis) , il piano prevede altresì gli obiettivi e gli strumenti per la conservazione e il ripristino del paesaggio agrario e non urbanizzato». 5 (Diritti edificatori) 1 I comuni, contestualmente alla redazione dell'atto di perimetrazione di cui all'articolo 3, individuano anche le aree su cui sussiste un diritto edificatorio. 2 Il diritto edificatorio sussiste quando sia previsto da un titolo abilitativo non decaduto né annullato alla data in cui l'atto di perimetrazione è adottato. 3 Le previsioni di espansione urbana contenute negli strumenti urbanistici comunali costituiscono indicazioni meramente programmatiche, che, sulla base di provvedimenti motivati e imparziali, possono subire modifiche o cancellazioni, attraverso la normale attività pianificatoria della pubblica amministrazione competente. 6 (Previsioni di nuove urbanizzazioni) 1 Le trasformazioni urbane sono ammesse esclusivamente all'interno del perimetro delle zone urbanizzate. 2 I comuni, sulla base di specifiche ed effettive esigenze abitative o infrastrutturali e accertata l'assenza di alternative di reimpiego e riorganizzazione degli immobili e delle infrastrutture esistenti, possono individuare nuove aree edificabili all'esterno del perimetro delle aree urbanizzate, individuato ai sensi dell'articolo 3. 3 I provvedimenti di individuazione di nuove aree edificabili ai sensi del comma 2 devono essere motivati sulla base di esigenze desunte da indicatori statistici relativi alla dinamiche demografiche, economiche e occupazionali a livello regionale, elaborati dall'Istituto nazionale di statistica o da istituti di ricerca pubblici, e non possono superare il 60 per cento dell'incremento registrato dai dati statistici. In ogni caso la possibilità di nuove edificazioni ad usi abitativi deve essere preventivamente accompagnata dalla realizzazione dei servizi connessi alla vita residenziale, come previsto dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. 4 I provvedimenti di individuazione di nuove aree edificabili ai sensi del comma 2 devono altresì essere motivati specificamente con la dimostrazione dell'impossibilità di soddisfare le esigenze all'interno delle aree interstiziali urbane non edificate o mediante il recupero o il reimpiego di immobili esistenti inutilizzati, individuati con il censimento previsto dall'articolo 9. L'atto è trasmesso alla regione o alla provincia autonoma competente, la quale verifica la congruità della motivazione di cui al presente comma. 5 Le costruzioni nelle nuove aree edificabili, individuate ai sensi del comma 2, sono soggette ad un contributo addizionale rispetto agli obblighi di pagamento connessi con gli oneri di urbanizzazione e con il costo di costruzione, la cui misura è stabilita dai comuni ai sensi delle leggi statali e regionali vigenti e con le modalità previste dal comma 6. 6 Il contributo di cui al comma 5 è determinato in un importo pari a cinque volte il contributo relativo agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione. Esso si applica in tutto il territorio nazionale con riferimento a qualunque attività di trasformazione urbanistica ed edilizia che determina un nuovo consumo di suolo. Gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione non possono subire diminuzioni rispetto agli anni precedenti. 7 Sono obbligati al pagamento del contributo di cui al comma 5 i soggetti tenuti al pagamento degli oneri relativi ai costi di urbanizzazione e al costo di costruzione, secondo le stesse modalità e negli stessi termini. 8 I comuni destinano i proventi del contributo di cui al comma 5 a un capitolo di bilancio vincolato per l'esecuzione dei seguenti interventi: a per non meno del 20 per cento, alla bonifica dei suoli, adottando preferibilmente le tecniche dell'ingegneria naturalistica; b per non meno del 20 per cento, al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico esistente, con priorità per gli interventi di messa in sicurezza e risanamento conservativo degli edifici scolastici e per l'edilizia agevolata e sovvenzionata da realizzare in aree già edificate o in disuso; c per non meno del 20 per cento, alla riduzione del rischio idrogeologico, sia mediante interventi di eliminazione delle cause o di riduzione del pericolo, adottando preferibilmente le tecniche dell'ingegneria naturalistica, sia mediante interventi di delocalizzazione di edifici pubblici situati in aree soggette ad elevato rischio; d per non meno del 20 per cento, all'acquisizione, alla realizzazione e alla manutenzione di aree verdi estese e per la demolizione e acquisizione di immobili realizzati abusivamente. 9 L'utilizzazione degli importi versati nel capitolo vincolato e destinati agli interventi di cui al comma 8 è esclusa dai vincoli del patto di stabilità interno. 7 (Destinazione dei proventi derivanti dal rilascio di titoli abilitativi edilizi) 1 I comuni destinano i proventi derivanti dal rilascio dei titoli abilitativi edilizi, compreso il contributo addizionale di cui all'articolo 6, comma 5, della presente legge, nonché dall'applicazione delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, a interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, anche ai fini della messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico e sismico, all'acquisizione e alla realizzazione di aree verdi e a interventi di qualificazione dell'ambiente e del paesaggio. 2 Il comma 8 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, è abrogato. 8 (Ripristino delle regole ordinarie in materia urbanistica) 1 Qualora la definizione e l'esecuzione di interventi complessi, programmi di intervento, opere pubbliche o di interesse pubblico, anche di iniziativa privata, richiedano l'azione integrata e coordinata di comuni, province, regioni, amministrazioni dello Stato e altri enti pubblici, si procede alla stipulazione di un accordo di programma secondo le disposizioni dell'articolo 34 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.