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Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n.633, in materia di tutela degli utenti e repressione delle violazioni del diritto d'autore a fini di lucro nelle reti di comunicazione elettronica. Onorevoli Senatori. -- Il diritto d'autore nelle reti di comunicazione elettronica necessita di nuove norme che siano in grado di adattarsi alla realtà del mondo digitale. L'esigenza di una radicale riforma del diritto d'autore a fronte del mutato contesto tecnologico è da anni al centro del dibattito politico. Fino ad oggi, tuttavia, l'unica risposta che l'ordinamento italiano è stato in grado di dare è stata quella della repressione delle condotte di condivisione abilitate da Internet . Non si sono sapute o volute cogliere, al contrario, le straordinarie possibilità offerte dalle reti di comunicazione elettronica in termini di accesso alle opere tutelate dal diritto d'autore e, dunque, alla loro fruizione da parte di una platea sconfinata di utenti. In tale contesto, appare pertanto urgente e necessario modificare la disciplina vigente, contemperando adeguatamente i diritti degli autori ed editori con i diritti di libertà degli utenti della rete che non svolgano attività lucrativa, al fine di cogliere appieno le opportunità del digitale e restituire così al mercato un settore dell'economia, come quello dell'innovazione e della conoscenza, che può fare dell'Italia un caso di eccellenza all'interno del panorama europeo. Il presente disegno di legge ha una triplice finalità. In primo luogo, circoscrivere in maniera chiara, rispettando i principi di tassatività tipici della norma penale, le violazioni del diritto d'autore che avvengono sul web, limitando la repressione ai soli fatti che mettono in pericolo il legittimo sfruttamento del diritto d'autore, con esclusione delle attività meramente non lucrative. In secondo luogo, perseguire più duramente le violazioni relative alla attività di pirateria sul web , attraverso l'identificazione dei soggetti che realmente realizzano i profitti legati alla pirateria, adottando lo standard internazionale del cosiddetto « follow the money ». Infine, liberare il più possibile gli usi delle opere tutelate dal diritto d'autore per finalità di didattica, ricerca scientifica, critica e discussione e riconoscere e promuovere i diritti dei consumatori di opere protette da diritto d'autore anche e soprattutto nel contesto digitale al fine di renderli soggetti attivi nel mercato dei contenuti on line . Soffermandoci in primis sul materiale didattico, risulta del tutto evidente come sia gli insegnanti sia gli studenti ricorrano sempre più spesso alla tecnologia digitale. L'apprendimento basato sull'uso della rete rappresenta oggigiorno una parte significativa delle attività curriculari. Se è vero che la diffusione di materiali per l'insegnamento attraverso le reti on line può avere effetti benefici sulla qualità dell'istruzione e della ricerca, è anche vero che questa diffusione comporta il rischio di violazione dei diritti degli autori quando la digitalizzazione e/o la messa a disposizione di copie di materiali per studio e ricerca riguardi opere coperte dal diritto d'autore. L'eccezione per l'utilizzazione delle opere per finalità didattiche o di ricerca scientifica, di cui all'articolo 70 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (cosiddetta «legge sul diritto d'autore»), mira, giustappunto, a conciliare, da un lato, i legittimi interessi dei titolari dei diritti e, dall'altro, l'obiettivo generale dell'accesso alla conoscenza. Tuttavia, la sua attuale formulazione appare immotivatamente restrittiva e non in linea con la rivoluzione digitale, concernendo solo estratti dell'opera protetta anziché l'opera nella sua integralità e ciò finanche nelle ipotesi in cui non vi sia alcuna finalità direttamente o indirettamente commerciale nell'uso, né alcuna lesione ingiustificata alle pretese economiche dell'autore o al mercato di riferimento dell'opera. La modifica proposta all'articolo 70 della legge 22 aprile 1941, n. 633, prende le mosse da quanto espressamente previsto nella direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, al fine di eliminare l'anacronistico limite sopra richiamato e stabilire regole chiare circa l'utilizzazione di opere protette dal diritto d'autore per finalità di didattica, ricerca scientifica, critica e discussione. Se, tuttavia, ci si limitasse alle osservazioni testé svolte si correrebbe il rischio di perdere di vista una parte importante (forse la più importante!) delle esigenze che la nuova formulazione dell'articolo 70 mira a soddisfare. Occorre prendere atto dell'emersione di nuove forme di linguaggio che utilizzano, in luogo delle parole, immagini, suoni, melodie. È intollerabile che, complice un quadro normativo inadatto al mutato contesto tecnologico, un simile modo di esprimersi trovi nel diritto d'autore un novello censore, uno strumento che, lungi dal promuovere la creatività, ne impedisca in concreto la positiva estrinsecazione. È necessario intervenire affinché le nuove generazioni non vengano private della possibilità di esprimersi nel linguaggio loro più congeniale. La convergenza sta portando allo sviluppo di nuove applicazioni che si basano sulla capacità di coinvolgere gli utenti nella creazione e distribuzione dei contenuti. Le applicazioni web 2.0 quali blog , podcast , wiki , o video sharing , consentono agli utenti di creare e condividere facilmente testi, video o immagini, e di svolgere un ruolo più attivo e collaborativo nella creazione dei contenuti e nella diffusione delle conoscenze. Vi è, tuttavia, una differenza significativa tra i contenuti creati dagli utenti (UGC) e i contenuti esistenti che sono semplicemente caricati dagli utenti e sono di norma tutelati dal diritto d'autore. In uno studio dell'OCSE, i contenuti creati dagli utenti sono stati definiti come «contenuti messi a disposizione del pubblico su Internet che riflettono un certo grado di sforzo creativo e che vengono creati al di fuori di routine e pratiche professionali». Questi contenuti, realizzati a partire da opere esistenti, costituiscono la nuova modalità di scrittura delle giovani generazioni, il modo in cui esse commentano gli accadimenti, esprimono sdegno, entusiasmo o approvazione. La necessità di fornire un quadro normativo diverso che, nei limiti della compatibilità con l'ordinamento europeo, tuteli i nuovi linguaggi abilitati dalla tecnologia non vuole in alcun modo tradursi nell'imposizione di un sacrificio dei diritti degli autori, ma, da una parte, salvaguardare quella libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero che, in ogni modo e forma, è tutelata dalla nostra Carta costituzionale e, dall'altra, contribuire a ridurre l'inefficienza nell'intermediazione dei contenuti musicali e audiovisivi, cominciando a liberalizzare il futuro di questo settore promuovendo innovazione, anche in termini commerciali. In occasione del seminario «Il diritto di autore on line :