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Roma, 9 novembre 1970 Signor Ambasciatore, riferendomi all'accordo di coproduzione cinematografica concluso oggi tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica federativa del Brasile, ho l'onore di proporre a Vostra Eccellenza che nell'applicazione dell'accordo stesso siano osservate le seguenti norme: 1. Particolare importanza è attribuita alla disposizione dell'articolo 5 dell'accordo, per quanto si riferisce all'assegnazione di un ruolo principale ad un attore del Paese del coproduttore minoritario. 2. Nell'applicazione dell'articolo 5, comma 3) dello accordo è decisiva, per quanto riguarda il valore artistico e culturale del film, la valutazione delle autorità competenti del Paese cui appartiene il coproduttore maggioritario. In caso di film a partecipazione equilibrata (50-50) questa valutazione è fatta concordemente dalle autorità dei due Paesi. 3. Le competenti autorità dei due Paesi vigileranno attentamente affinchè sia mantenuto l'equilibrio delle coproduzioni. All'uopo, se necessario, esse terranno riunioni ogni sei mesi o anche ad intervalli più ravvicinati. 4. Con riferimento al comma 3) dell'articolo 6 dell'accordo, saranno obbligatoriamente utilizzati, nel quadro di ciascuna partecipazione minoritaria del 20%, due elementi scelti tra un autore, un interprete di un ruolo principale e un tecnico qualificato. Con riferimento allo stesso comma, un film di coproduzione non può essere riconosciuto di nazionalità italiana dal punto di vista e per gli effetti della prima direttiva in materia cinematografica del Consiglio della Comunità economica europea del 15 ottobre 1963, se gli apporti artistici e tecnici del coproduttore o dei coproduttori, aventi la nazionalità di uno Stato membro della Comunità, siano nel loro insieme inferiori al 30%. 5. Lo sviluppo del negativo di un film di coproduzione è effettuato nel Paese del coproduttore maggioritario, così come la stampa delle copie destinate alla programmazione in tale Paese. Le copie destinate alla programmazione del film nel Paese del coproduttore minoritario sono stampate in tale Paese. Ogni deroga a tale principio; giustificata da ragioni tecniche, deve essere concordata di volta in volta dalle autorità dei due Paesi in casi particolari. Nel caso di film da stamparsi con il sistema Technicolor, le cui copie siano ottenute da matrici Technicolor, sarà sufficiente che ciascun produttore sia proprietario di un negativo o di un mastro positivo a colori. 6. Nella valutazione dei costi delle coproduzioni dei film sarà tenuto conto anche delle spese per l'approntamento delle diverse versioni dei Paesi dei coproduttori. 7. Il saldo della partecipazione minoritaria può essere regolato, tra i coproduttori, mediante compensazione con i proventi o con le vendite nei terzi Paesi, qualora tale compensazione si effettui nel termine previsto per il conferimento della totalità dell'apporto del coproduttore minoritario. Non sono ammesse le cessioni di quote dei diritti di utilizzazione economica dei film tra i coproduttori dei due Paesi. 8. Per quanto si riferisce alla ripartizione dei mercati di cui all'articolo 10, comma 2) dell'accordo, il mercato italiano è riservato al coproduttore italiano ed il mercato brasiliano al coproduttore brasiliano, mentre i proventi degli altri Paesi saranno ripartiti in proporzione alla quota di partecipazione. 9. L'equilibrio previsto dall'articolo 7 dell'accordo sarà esaminato per la prima volta alla scadenza del primo anno di validità. Sarò grato a Vostra Eccellenza se vorrà cortesemente comunicarmi l'accordo del Governo brasiliano su quanto precede. Infine, con riferimento all'articolo 2 dell'accordo, ritengo opportuno precisare che la legge italiana 4 novembre 1965, n. 1213 ha, fra l'altro, stabilito: a) all'articolo 4, che gli interpreti aventi la nazionalità di un Paese non appartenente alla Comunità economica europea, e che risiedono in Italia da più di tre anni, possono essere assimilati ai nazionali per lavorare nell'industria cinematografica. In generale, il lavoro dei cittadini degli Stati membri della CEE è disciplinato dal regolamento n. 38 del Consiglio della CEE del 25 marzo 1964; b) all'articolo 19, terzo comma, che il riconoscimento della coproduzione decade "ipso jure" qualora il coproduttore minoritario non versi il saldo della sua partecipazione nel termine di sessanta giorni dalla consegna del materiale, come previsto dall'articolo 9 dell'accordo; in tal caso, il film perderà anche la nazionalità italiana qualora non presenti tutte le condizioni richieste dagli articoli 4 e 10 della legge sopra citata. c) all'articolo 19, sesto comma, che il numero del film che ciascuna impresa italiana può realizzare in coproduzione con quota minoritaria non può superare il doppio dei film realizzati dalla medesima, da sola o in coproduzione con quota maggioritaria, riconosciuti nazionali da non oltre due anni. Voglia gradire, signor Ambasciatore, gli atti della mia più alta considerazione. Franco EVANGELISTI A Sua Eccellenza il signor Carlos MARTINS THOMPSON FLORES Ambasciatore del Brasile ROMA TESTO IN LINGUA Parte di provvedimento in formato grafico Roma, 9 novembre 1970 Signor Ambasciatore, riferendomi all'articolo 13 dell'accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica federativa del Brasile, concluso in data odierna, ho l'onore di proporre a Vostra Eccellenza che le norme di procedura della coproduzione siano stabilite come segue: Le istanze di ammissione al beneficio della coproduzione cinematografica debbono essere depositate in Italia presso il Ministero del turismo e dello spettacolo ed in Brasile presso l'istituto nazionale del cinema almeno 30 giorni prima dell'inizio delle riprese del film come previsto dall'articolo 8 dell'accordo. La documentazione completa per l'ammissione, che deve pervenire alle autorità competenti dei due Paesi prima dell'inizio della lavorazione del film, deve comprendere i seguenti elementi redatti nella lingua nazionale di ciascuno dei Paesi: I. la sceneggiatura con i dialoghi del film; II. un documento comprovante che la proprietà dei diritti di autore per l'adattamento cinematografico è stata legalmente acquistata o, in mancanza, una opzione valida; III. il contratto di coproduzione (un esemplare firmato e parafato e tre copie conformi) concluso con riserva d'approvazione da parte delle autorità competenti dei due Paesi. Tale documento deve precisare: 1) il titolo del film; 2) il nome dell'autore del soggetto o dell'adattatore, se si tratta di un soggetto tratto da un'opera letteraria; 3) il nome del regista (una clausola di salvaguardia è ammessa per il suo cambiamento); 4) l'ammontare del costo; 5) l'ammontare degli apporti dei coproduttori; 6) la ripartizione dei proventi e dei mercati; 7) l'impegno dei coproduttori a partecipare agli eventuali superi o a beneficiare delle economie sul costo del film in proporzione ai rispettivi apporti. La partecipazione ai superi può essere limitata al 30% del costo del film; 8) una clausola del contratto deve prevedere che l'ammissione al beneficio dell'accordo non impegna le autorità competenti dei due Paesi a rilasciare il visto di proiezione in pubblico.