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oltretutto, il locale interrato di circa 6 metri da realizzare al di sotto della platea, come prescritto dal bando di concorso e previsto dal progetto prescelto, farebbe di molto aumentare i costi e renderebbe addirittura la spesa assai poco prevedibile, soprattutto in considerazione del possibile rinvenimento di reperti storici, dal momento che il teatro sorge su strutture preesistenti di epoca romana. Infatti, nella relazione di verifica dell'interesse archeologico della zona interessata, è emerso che "il rischio archeologico relativo e connesso con l'attuazione dell'intervento in progetto è di grado alto"; in data 26 giugno 2020, il soprintendente ad interim , dottoressa Rosaria Mencarelli, in risposta a una richiesta di un'associazione culturale ternana in merito al ripristino dell'aspetto originario del teatro Verdi, dopo aver ricordato il parere espresso dal comitato tecnico-scientifico per le belle arti, riunitosi in data 24 luglio 2019, auspicando "il mantenimento del complesso con le trasformazioni subite nel tempo evitando falsificazioni e limitando l'intervento a una rifunzionalizzazione che assicuri la conservazione delle parti originarie e il miglioramento delle restanti parti", affermava "che per quanto riguarda i teatri di Fano e Rimini, entrambi ad opera di Luigi Poletti, la loro ricostruzione e il ripristino dell'aspetto originario, a differenza di quanto accaduto per il teatro Verdi di Terni, avvenne, a seguito delle distruzioni della Seconda Guerra mondiale, senza l'interposizione di un'ulteriore fase storico-architettonica che, nel caso in esame, coincide con l'impostazione attuale relativa al teatro degli anni '50"; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: il progetto vincitore prevede la costruzione di un teatro che non risulta compatibile con le regole del vincolo della Soprintendenza, in quanto la sala spettatori elimina totalmente le testimonianze strutturali della sala cinema-teatro del 1949; sussiste un possibile conflitto di interessi tra un membro della giuria e i vincitori del concorso stesso, già oggetto di denuncia alla magistratura; esistono evidenti discordanze tra il progetto vincente e alcune indicazioni del bando di concorso; sono facilmente reperibili i disegni progettuali dell'architetto pontificio Poletti e gli spolveri ottocenteschi (in possesso dell'amministrazione comunale) del pittore Domenico Bruschi, con i quali fu decorato il plafond della sala. La città potrebbe così riacquisire il suo teatro storico, come hanno fatto molte altre comunità italiane, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di attivarsi nelle opportune sedi affinché siano valutate le anomalie descritte, anche relativamente a eventuali profili di irregolarità relativamente al concorso di progettazione per il restauro del teatro Giuseppe Verdi; se, qualora non dovesse ritenere opportuna la rivisitazione del vincolo da parte degli organi competenti, intenda porre in essere le misure necessarie perché sia garantita la ricostruzione di un teatro all'italiana ottocentesco, ripristinando i volumi originari della sala spettatori e del palcoscenico. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02613 del senatore De Bertoldi, sulla classificazione delle detrazioni del "Transition plan 4.0"; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02622 del senatore Lannutti ed altri, sull'attuazione di efficaci misure di salvaguardia dell'INPGI.