[massime]

Arbitrato - Opere pubbliche - Divieto di arbitrato per le controversie concernenti rapporti relativi ad appalti per la costruzione di opere pubbliche rese necessarie da calamità naturali - Denunciata lesione del principio di ragionevolezza e della libertà di iniziativa economica privata - Prospettazione, in via subordinata, di ulteriore questione di legittimità costituzionale concernente l'esclusione dell'applicazione del divieto in esame alle controversie per le quali sia stata già notificata la domanda arbitrale alla data di entrata in vigore dell'impugnato divieto legislativo - Sopravvenuto mutamento del quadro normativo - Necessità di riesame dei termini della questione - Restituzione degli atti al collegio arbitrale rimettente.. Va ordinata la restituzione degli atti nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, dell'art. 8, comma 1, lettera d ), del decreto legislativo 20 settembre 1999, n. 354, e dell'art. 1, comma 2- quater , del decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2003, n. 62, censurati in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 42, 97, 117 della Costituzione. Invero, successivamente alla proposizione delle questioni, è mutato il quadro normativo in quanto è stata approvata la legge 24 dicembre 2007, n. 244, la quale all'art. 3, commi da 19 a 22 - ancorché soltanto dal 1° agosto 2008, per effetto dell'art. 15 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 - ha introdotto il divieto del giudizio arbitrale per tutte le controversie scaturenti da appalti pubblici, sicché è necessario che il remittente riesamini i termini della questione.