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Per le udienze pubbliche e le camere di consiglio che si svolgono tra il 9 e il 20 novembre 2020, si prevede, infine, che l'istanza di discussione orale, prevista al quarto periodo del comma 1 dell'articolo 4 del decreto-legge n. 28 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 70 del 2020, possa essere presentata fino a cinque giorni liberi prima dell'udienza pubblica o camerale. Articolo 26. – (Disposizioni in materia di giudizio contabile nonché misure urgenti relative allo svolgimento delle adunanze e delle udienze del processo contabile durante l'ulteriore periodo di proroga dello stato di emergenza epidemiologica) La norma, al comma 1, prevede che per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento e sui tempi delle attività istituzionali della Corte dei conti, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, le adunanze e le udienze dinanzi alla Corte dei conti alle quali è ammessa la presenza del pubblico si celebrino a porte chiuse ai sensi dell'articolo 91, comma 2, del codice di giustizia contabile, di cui al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174. Il comma 2 modifica la disciplina prevista dal decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020, in materia di semplificazione e svolgimento in modalità decentrata e telematica delle procedure concorsuali relative al personale della Corte dei conti. In particolare: la lettera a) proroga, fino al termine dell'emergenza epidemiologica in corso, il termine ivi previsto, e già fissato al 31 dicembre 2020; la lettera b) estende l'ambito di operatività della norma, non più limitato alle procedure concorsuali in corso; la lettera c) include nell'ambito di applicazione della norma anche le procedure concorsuali relative al personale di magistratura. Articolo 27. – (Misure urgenti relative allo svolgimento del processo tributario) La disposizione prevede che nel processo tributario, sino alla cessazione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da COVID-19, ove sussistano divieti, limiti, impossibilità di circolazione su tutto o parte del territorio nazionale conseguenti al predetto stato di emergenza ovvero altre situazioni di pericolo per l'incolumità pubblica o dei soggetti a vario titolo interessati, lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali e delle camere di consiglio con collegamento da remoto venga autorizzato, con decreto motivato del presidente della Commissione tributaria provinciale o regionale, da comunicare almeno cinque giorni prima della data fissata per un'udienza pubblica o una camera di consiglio. In alternativa alla discussione con collegamento da remoto, le controversie fissate per la trattazione in udienza pubblica, passano in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti non insista per la discussione, con apposita istanza da notificare alle altre parti costituite e da depositare almeno due giorni liberi anteriori alla data fissata per la trattazione. Esonera, su richiesta e previa comunicazione al Presidente di sezione interessata, componenti dei collegi giudicanti residenti, domiciliati o comunque dimoranti in luoghi diversi da quelli in cui si trova la Commissione di appartenenza dalla partecipazione alle udienze o camere di consiglio da svolgere presso la sede della Commissione interessata. Le modalità di svolgimento delle udienze da remoto sono disciplinate in conformità con le regole del processo tributario telematico. Articolo 28. – (Licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà) Prevede che al condannato ammesso al regime di semilibertà possano essere concesse licenze con durata superiore a quella prevista dal comma 1 dell'articolo 52 della legge 26 luglio 1975, n. 354, salvo che il magistrato di sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura. Prevede che, in ogni caso, la durata delle licenze premio non può estendersi oltre il 31 dicembre 2020. Articolo 29. – (Durata straordinaria dei permessi premio) Prevede che la durata fissata per legge dei permessi premio, nello stesso ambito temporale che va dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020, possa essere derogata, salvo per soggetti condannati per taluno dei delitti indicati dall'articolo 4- bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e dagli articoli 572 e 612- bis del codice penale, anche nel caso in cui abbiano già espiato la parte di pena relativa ai predetti delitti. Peraltro, rispetto ai delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza e ai delitti di cui all'articolo 416- bis del codice penale, o commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni in esso previste, il cumulo non può essere sciolto quando sia stata accertata dal giudice della cognizione o dell'esecuzione la connessione ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettere b) e c) , del codice di procedura penale tra i reati la cui pena è in esecuzione. In particolare, il beneficio aggiuntivo opera per detenuti che già hanno dato prova di affidabilità per essere stati già assegnati al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, o ammessi all'istruzione o alla formazione professionale all'esterno ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, e aver già goduto di permessi. Peraltro, la concessione dello speciale beneficio qui previsto avviene in presenza dei presupposti generali per l'accesso ai permessi premio e, quindi, solo a favore dei soggetti non pericolosi e che hanno tenuto una condotta regolare. Articolo 30. – (Disposizioni in materia di detenzione domiciliare) Con la disposizione si è ritenuto possibile recuperare ulteriormente il modello operativo già sperimentato con la legge 26 novembre 2010, n. 199, che già prevede la possibilità di eseguire le pene detentive di durata non superiore a diciotto mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, in luoghi esterni al carcere (ed esattamente presso l'abitazione o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza). L'intervento del 2010 era mosso dalla necessità di ridurre le presenze di detenuti presso gli istituti penitenziari e alleggerire, in tal modo, sia il carico gravante sull'amministrazione, sia la stessa esecuzione della pena, in favore dei soggetti destinati alla detenzione extracarceraria e per tutti coloro che presso la struttura carceraria debbano continuare a permanervi. Un'esigenza ripetuta al momento della conversione del decreto-legge n. 18 del 2020. Oggi quelle esigenze si mostrano ancora impellenti alla luce del fatto indicato, per cui l'intero Paese è impegnato nello sforzo di far fronte a un'emergenza sanitaria che, all'interno degli istituti penitenziari, tanto più agevolmente può essere gestita quanto minore è la popolazione carceraria.