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Lo stato di avanzamento della discussione in merito, con diversi disegni di legge e testi unificati già esaminati in questa e nelle precedenti legislature, rende possibile e necessario un approfondimento di tale problematica, con l'introduzione della definizione giuridica di «agricoltura sociale» e la previsione di alcune misure agevolative per questa specifica forma di attività multifunzionale, obiettivi perseguiti con la formulazione dell'articolo 8. L'articolo 9 introduce il marchio «Prodotto di fattoria», orientato alla valorizzazione dei prodotti a filiera corta, per i quali si propone una compiuta definizione. Il marchio rivolto a valorizzare le produzioni a «chilometro zero» è in fase di avanzata discussione anche in sede di Unione europea, laddove la Commissione europea si prepara a presentare una specifica valutazione dell'impatto. Prevista dal testo dell'articolo anche una riserva per l'assegnazione delle postazioni nei mercati agli imprenditori agricoli in vendita diretta. I dati messi a disposizione dagli organi di vigilanza testimoniano la persistenza di gravi fenomeni di lavoro irregolare in agricoltura che interessano, seppure in diversa misura, l'intero Paese. L'articolo 10 del disegno di legge ricalca la proposta unitaria presentata recentemente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori agricoli ed è rivolto ad incentivare il rispetto delle disposizioni in materia mediante istituzione di un credito d'imposta a favore degli imprenditori che effettuano assunzioni attraverso una «rete» di coordinamento della domanda e dell'offerta istituita presso l'INPS, con la collaborazione delle parti sociali. I danni da fauna selvatica al settore agricolo, in gran parte riconducibili alla diffusione del cinghiale, continuano ad essere fonte di rischio per il settore e occasione di conflitto fra gli agricoltori e gli enti locali. L'articolo 11 del presente disegno di legge consente alle regioni di rivedere i propri piani faunistico-venatori con l'introduzione, nelle aree particolarmente vulnerabili, del divieto di allevamento e introduzione del cinghiale. Istituisce inoltre un Fondo destinato in via permanente al risarcimento dei danni agli agricoltori, le cui risorse potranno essere destinate dalle regioni anche agli interventi di prevenzione. L'articolo 12 prevede che l'assistenza delle organizzazioni professionali alla stipula dei contratti agrari in deroga (introdotta dall’articolo 45 della legge 3 maggio 1982, n. 203) divenga facoltativa. La situazione dell'agricoltura italiana è infatti profondamente mutata da quando l'attuale disciplina dei contratti è entrata in vigore, essendo pertanto maturi i tempi per rendere facoltativa l'assistenza delle organizzazioni professionali, con il conseguente risparmio nei costi per le aziende, tenendo presente che, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 318 del 2002, pressoché tutti i rinnovi di contratti di affitto sono stipulati in deroga. L'articolo 13 è rivolto, infine, a consentire il superamento degli ostacoli di natura giuridica che ancora si frappongono allo sviluppo della filiera della canapa a basso tenore di tetraidrocannabinolo, le cui sementi sono iscritte al registro europeo, indubbiamente una delle più efficaci colture delle filiera no food . La coltura della canapa si presta, in particolare, per l'intervento nelle aree interdette alle coltivazioni a fini alimentari a causa di fenomeni di inquinamento, in relazione alla comprovata capacità della specie di ridurre la presenza di metalli pesanti e altri agenti inquinanti nel suolo.. 1 (Piani nazionali di settore) 1 A decorrere dall'anno 2015 è istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un apposito Fondo destinato all'attuazione dei piani nazionali di settore, predisposti dal Ministero stesso, in ordine ai quali è stato raggiunto l'accordo, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede, con proprio decreto, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, alla ripartizione annuale delle risorse disponibili nel suddetto Fondo. 2 Il Fondo di cui al comma 1 è alimentato con i proventi derivanti dall'incremento del 50 per cento, a decorrere dall'anno 2015, dell'aliquota di prodotto che i titolari delle concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, estratti in terraferma e in mare, sono tenuti a corrispondere annualmente, ai sensi dell'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625. 3 Per l'anno 2015 le risorse del Fondo di cui al comma 1 sono prioritariamente destinate all'attuazione degli interventi previsti dal piano del settore olivicolo oleario, dal piano cerealicolo e dal piano d'azione per l'agricoltura biologica. 2 (Modernizzazione della logistica) 1 A decorrere dall'anno 2015 sono inseriti nell'ambito delle infrastrutture strategiche e di preminente interesse nazionale di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, gli interventi prioritari finalizzati alla modernizzazione delle infrastrutture logistiche del comparto agroalimentare, con particolare riferimento agli interventi orientati alle seguenti finalità: a modernizzazione della rete dei mercati all'ingrosso; b sviluppo dei poli logistici rivolti al potenziamento dell'intermodalità; c sviluppo di piattaforme innovative per l'esportazione; d sostituzione del trasporto su gomma con il trasporto ferroviario e marittimo; e implementazione di tecnologie innovative per il monitoraggio, la gestione dei traffici e l'integrazione con la rete europea. 2 Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede, con proprio decreto, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti fra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, all'individuazione degli interventi di cui al comma 1 che accedono ai finanziamenti dell'Unione europea allo scopo disponibili e alle risorse finalizzate stanziate per le infrastrutture strategiche dalla legge di stabilità.