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Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge riproduce il testo già presentato dalla scrivente alla Camera nella XVII legislatura (atto Camera n. 1270). Scegliere l'alimentazione vegetariana o vegana rappresenta un importante passo per bandire dalla nostra vita la violenza verso miliardi di animali e verso l'ecosistema. La maggior parte degli animali destinati alla produzione di carne per l'alimentazione, infatti, è confinata in allevamenti intensivi, chiusa in gabbie o strutture anguste che non consente loro neanche la più elementare libertà di movimento, senza la possibilità di uscire all'aperto e di godere della luce del sole. Solo in Italia il consumo alimentare determina la morte di oltre 600 milioni di animali da terra e di un incalcolabile numero di animali acquatici (pesci, molluschi, crostacei). Gli allevamenti intensivi, inoltre, costituiscono una delle principali fonti di inquinamento delle falde acquifere e dell'atmosfera. Bandire dalla propria tavola gli alimenti di derivazione animale è una scelta di rispetto non solo dei diritti degli animali, ma anche di protezione e tutela dell'ambiente. Lo stile di vita vegetariano, e in particolare quello vegano (che esclude dalla dieta tutti gli alimenti di origine animale, come le uova e il formaggio), contribuisce anche a promuovere una più equa distribuzione delle risorse che potrebbe contribuire a combattere la fame nel mondo. Molte delle produzioni cerealicole del sud del mondo, infatti, sono destinate a mangime per animali per la produzione di carne dei Paesi occidentali, mentre, invece, potrebbero coprire il fabbisogno della popolazione locale. La scienza, sia ufficiale che indipendente, riconosce alle alimentazioni vegetariana e vegana ben bilanciate la capacità di favorire un migliore stato di salute rispetto alle diete che includono carne (83 chili l'anno pro capite ) o pesce (oltre 20 chili l'anno). È dimostrato che una dieta vegetariana, ricca di frutta e verdura, protegge dalle malattie cardiovascolari e diminuisce del 24 per cento la probabilità di infarto, una delle principali cause di morte nei Paesi occidentali, favorita da un'alimentazione troppo ricca di grassi e proteine animali. L'incidenza dei tumori più diffusi (colon-retto, mammella, prostata, pancreas) è molto più alta tra le persone che si nutrono di alimenti animali (70 per cento delle persone colpite da queste patologie) piuttosto che tra i vegetariani (solo il 30 per cento). I vegetariani occidentali hanno inoltre una più bassa incidenza di obesità e di diabete in confronto ai non vegetariani. Secondo uno studio della Oxford university dell'ottobre del 2016, se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni. In Italia sta rapidamente aumentando il numero dei vegetariani e dei vegani: negli ultimi anni, a partire dal 2002, sono raddoppiati, passando da 3 a 6 milioni. Secondo il Rapporto Eurispes 2018, in Italia il 6,2 per cento del campione si dichiara vegetariano, valore che risulta in crescita rispetto alla rilevazione del 2017 di 1,6 punti percentuali (erano il 6,5 per cento nel 2014; il 5,7 per cento nel 2015; il 7 per cento nel 2016 ed il 4,6 per cento nel 2017). Nonostante la diffusione e il trend positivo del vegetarismo, le persone che abbracciano questo tipo di scelta, in particolar modo i vegani, incontrano molte difficoltà quando mangiano fuori casa e in particolare nelle mense. Non riuscendo a trovare pasti completi e bilanciati senza carne, pesce o ingredienti di origine animale, sono costretti a pasti frugali e nutrizionalmente non bilanciati in contraddizione con i princìpi di uguaglianza sanciti nella Costituzione, secondo cui lo Stato e la pubblica amministrazione devono garantire un medesimo trattamento a tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso, dalla religione e da ogni diverso tipo di orientamento. Garantire alternative alimentari vegetariane e vegane significa rispettare una scelta etica e salutare delle persone; inoltre è anche un modo per andare incontro ai cambiamenti della nostra società sempre più multietnica, soddisfacendo le esigenze di culture diverse, le cui esclusioni alimentari sono per lo più legate ad alimenti carnei. Proporre pasti vegetariani significa anche poter offrire un'alternativa ai non vegetariani di piatti nutrienti e allo stesso tempo poveri di grassi saturi. Il presente disegno di legge promuove la tutela della libertà di scelta relativa alla propria alimentazione ed è sostenuto da migliaia di cittadini che avevano già firmato una petizione promossa e depositata nella XV legislatura sia al Senato della Repubblica che alla Camera dei deputati. L'articolo 1 illustra le finalità della legge. All'articolo 2 sono definiti i termini vegetariano e vegano: il primo indica il tipo di alimentazione che non include nella dieta alimentare carne, pesce e altri alimenti derivati dall'uccisione di un animale e il secondo indica l'esclusione dalla dieta alimentare, in aggiunta a tutti i prodotti esclusi nella dieta vegetariana, del latte e dei suoi derivati, delle uova, del miele e di qualsiasi altro alimento di origine animale. L'articolo 3 individua i luoghi che devono sempre assicurare l'offerta di almeno un'opzione vegetariana e di una vegana, strutturate in modo da assicurare un apporto bilanciato di tutti i nutrienti, in alternativa alle pietanze contenenti prodotti o ingredienti di origine animali e previste nel menu convenzionale. Si prevede, inoltre, che le uova presenti nelle preparazioni vegetariane provengano da galline allevate con metodo biologico o allevate all'aperto. L'articolo 4 prevede l'insegnamento di nozioni di nutrizione, gastronomia e ristorazione vegetariane e vegane nei programmi didattici destinati agli istituti professionali alberghieri e agli istituti professionali per i servizi alberghieri e ristorativi. Si prevede, inoltre, che studenti contrari alla violenza sugli esseri viventi siano autorizzati dalle competenti autorità scolastiche ad essere esentati dalle lezioni didattiche pratiche su alimenti di origine animale. L'articolo 5 destina una quota, non inferiore al 10 per cento dei fondi stanziati, al finanziamento di progetti di ricerca sulla nutrizione vegetariana e vegana da parte dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. L'articolo 6 prevede la promozione di campagne informative sui benefìci dell'alimentazione vegetariana e vegana e in favore del consumo di prodotti di origine vegetale, da parte del Ministero della salute e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. All'articolo 7 è stabilita una disposizione transitoria. L'articolo 8, infine, individua le sanzioni in caso di violazione delle disposizioni della legge.. 1 (Finalità) 1 La presente legge tutela le scelte alimentari vegetariana e vegana e i soggetti che le adottano, nonché afferma e valorizza gli aspetti etici e scientifici di tali scelte. 2 (Definizioni) 1 Ai sensi della presente legge si intende per: a «vegetariana»: l'alimentazione che esclude carne, pesce e altri alimenti derivati dall'uccisione di animali; b «vegana»: