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In primo luogo, verrà ulteriormente potenziato il fondo centrale di garanzia a sostegno delle piccole e medie imprese: il fondo sarà esteso con accesso gratuito su tutto il territorio nazionale; saranno prolungate le garanzie prestate e sarà possibile aumentare le percentuali di garanzia. Prevediamo, inoltre, di rendere più semplice la sospensione delle rate dei mutui per la prima casa, ma sarà anche resa possibile la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti bancari prolungandone la durata grazie all'intervento di parziali garanzie statali. Sarà, quindi, assicurato che le imprese possano continuare a beneficiare delle aperture di credito accordate, ma non ancora utilizzate. A queste misure - che auspichiamo saranno sostenute anche da adeguati interventi della Banca centrale europea - si aggiungono le risorse messe a disposizione da Cassa depositi e prestiti e da Servizi assicurativi del commercio estero (SACE) per sostenere le imprese che sono state incrementate da 1 a 7 miliardi. Il quarto asse di intervento riguarderà il fisco: da un lato, prevediamo di posticipare una serie di adempimenti per venire incontro alle oggettive difficoltà di contribuenti e operatori del fisco; dall'altro lato, per assicurare un adeguato sostegno alle aziende e ai lavoratori autonomi colpiti dagli effetti dell'emergenza sanitaria con riduzione del livello di attività di fatturato e conseguente impatto sulla liquidità, potranno essere introdotte misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi anche in previsione di un futuro parziale ristoro. A fianco di questi assi principali di intervento, il Governo è poi impegnato ad accelerare e sbloccare gli investimenti già programmati e finanziati anche rivedendo le procedure amministrative. Per valutare le conseguenze economiche dell'epidemia e delle relative misure preventive sarà necessario disporre di previsioni scientificamente fondate basate sull'osservazione, giorno per giorno, dei dati sanitari. La durata della crisi nella sua dimensione economica dipenderà anche dall'evoluzione dell'epidemia negli altri Paesi. Il grado di incertezza è assai elevato e, pertanto, dovremo ragionare in termini di scenari preparandoci per quelli più sfavorevoli, ma lavorando affinché si realizzino quelli più favorevoli. Dal punto di vista dell'economia italiana, l'entità della crisi sarà determinata dagli effetti di tre diverse fasi. La prima è stata quella dell'insorgere dell'epidemia in Cina e del suo impatto diretto sul commercio Italia - Cina e quello indiretto sul commercio mondiale. A esso va assommato l'impatto dell'interruzione di alcune catene del valore e il calo previsto degli afflussi di turisti orientali in Italia. La seconda fase è quella drammaticamente in corso, che vede l'allargarsi dell'epidemia in Italia. È ragionevole ritenere che la caduta del prodotto durerà almeno un paio di mesi, a prescindere dagli interventi messi in campo. Se riusciremo nelle prossime settimane a realizzare un contenimento efficace dell'epidemia ci avvicineremo alla terza fase, quella del ritorno alla normalità, i cui tempi dipenderanno, però, anche dalla diffusione dell'epidemia a livello internazionale. È, dunque, prematuro che io indichi oggi uno specifico dato previsionale. Vorrei che fosse chiaro, tuttavia, che non teniamo la testa nella sabbia. Stiamo tenendo in considerazione tutti gli scenari, e in occasione del DEF formuleremo un nuovo quadro macroeconomico equilibrato e realistico. Stiamo affrontando una sfida che fino a poco tempo fa non vedevamo all'orizzonte. L'impegno che tutto il Paese sta profondendo è notevole e non ha precedenti nella storia repubblicana. L'Esecutivo, in costante dialogo con tutte le forze politiche, i livelli di governo, le istituzioni europee, le parti sociali e gli esperti di settore, sta agendo con tempestività e risoluzione, studiando ed implementando soluzioni spesso inedite. La finanza pubblica italiana è sostenibile, come dimostra il miglior risultato registrato a consuntivo 2019. Secondo i dati diffusi dall'Istat, l'indebitamento netto dell'anno appena trascorso è sceso all'1,6 per cento del PIL, il valore più basso degli ultimi dodici anni, inferiore di oltre mezzo percentuale rispetto sia al dato del 2018, sia alle previsioni elaborate ad ottobre per il Documento programmatico di bilancio (DPB). L'aumento del disavanzo per il quale il Governo chiede l'autorizzazione - e che confido sarà approvato con una larga maggioranza -, frutto della situazione straordinaria che stiamo vivendo, non mette a repentaglio la sostenibilità di lungo termine delle nostre finanze pubbliche. Quando questa fase sarà alle nostre spalle, riprenderà il percorso di aggiustamento. Nei giorni scorsi mi sono astenuto dal fare previsioni sull'andamento economico futuro del Paese, e non ne ho fatte oggi perché, come ho detto, finché non avremo la certezza che le politiche di contenimento stanno dando risultati, non sarebbe serio farle. Però voglio dire qui una cosa che molti di voi hanno già sentito: la risposta economica più efficace all'attuale emergenza è sconfiggere tutti insieme l'epidemia ed arrestarne la diffusione. Questa è l'assoluta priorità. L'epidemia ci ha colpiti per primi in Europa e, ad oggi, in modo più duro rispetto ad altri Paesi. Ma se continueremo a lavorare come stiamo facendo, ne usciremo anche per primi e con un Paese più forte e più unito. Il Paese, malgrado l'impatto dell'emergenza sanitaria e delle necessarie misure restrittive poste in essere, è solido. Ed è proprio nei momenti più difficili che gli italiani sanno mostrare le loro straordinarie virtù civili e la loro forza. Se saremo uniti e collaboreremo tutti con impegno, a partire dai comportamenti che ciascuno di noi tiene ogni giorno, sono sicuro che supereremo anche questa drammatica sfida. (Applausi). PRESIDENTE . Avverto che sono state presentate le seguenti proposte di risoluzione: n. 1 (testo 2), dai senatori Perilli, Marcucci, De Petris, Faraone e Steger, n. 2, dal senatore Romeo, e n. 3, dalla senatrice Bernini e da altri senatori, che è stata successivamente ritirata. I testi sono stati già distribuiti. Chiedo al rappresentante del Governo di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. MISIANI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo esprime parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 1 (testo 2), a prima firma del senatore Perilli. Il testo 2 raccoglie e condivide anche proposte avanzate dai Gruppi di opposizione. Invito al ritiro della restante proposta di risoluzione n. 2. Colgo l'occasione per ringraziare i Gruppi di maggioranza e di opposizione per il senso di responsabilità, lo spirito costruttivo e di solidarietà nazionale con cui è stata affrontata la discussione su questo passo importante che chiediamo al Parlamento di fare nell'interesse generale del nostro Paese. PRESIDENTE . Passiamo quindi alla votazione della proposta di risoluzione n. 1 (testo 2). STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) .