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Ma siccome noi tutti - e lei che ci rappresenta ancora di più - abbiamo e svolgiamo una funzione alta in rappresentanza del nostro Paese, non penso che la questione possa essere chiusa dicendo che è successo alla Camera e che, quindi, spetta solo al Presidente della Camera. Ognuno di noi - e noi le chiediamo che sia lei per noi - si deve associare alla richiesta che a nessun italiano possa essere mossa l'accusa e assegnata la patente di terrorista senza che non ci siano fatti a comprovarlo, a maggior ragione per una situazione come quella che riguarda la ragazza appena riportata a casa dal nostro Paese. (Applausi). PRESIDENTE . Lei consentirà che, in ordine a questo episodio, io non posso entrare nel merito perché voi avete estratto un pezzo di una dichiarazione. Un conto è che uno renda una dichiarazione nella sua interezza qui, un altro è che qui mi si notifichi che alla Camera succede qualcosa alla quale non ho assistito e di cui non ho il resoconto completo. Del resto, mi pare stia avvenendo un'indagine proprio su questi temi sui quali non posso pertanto esprimermi fino a che non sia conclusa. Si sta facendo chiarezza da più parti; attendiamo di avere chiarezza in ordine alla situazione nella sua completezza che riguarda la liberazione di Silvia Romano e poi farete le vostre considerazioni quando avremo un quadro un po' più preciso di quanto accaduto. Io non mi sottraggo mai alle mie responsabilità; né ho timore di fare dichiarazioni alcune. Mi limito soltanto a quella prudenza che è necessaria rispetto a un episodio al quale non ho assistito. Non conosco le dichiarazioni e quanto è accaduto; so che intorno a questo episodio si sta facendo chiarezza. Quando avremo un quadro, qui dibatteremo e mi sembra una cosa corretta che tutti possano intervenire su questo punto. Daremo luogo a un dibattito. Se lo chiederete, sarò ben lieta di accoglierlo in quest'Aula. MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non penso che si possa assolutamente, anzi, non si deve in nessun modo addebitare al Presidente del Senato la responsabilità di intervenire su quanto avviene nell'altro ramo del Parlamento. (Applausi). Il senatore Cossiga, che è stato senatore per diversi anni, proponeva - anzi, praticava - di fare come si fa nei due famosi college britannici di Oxford e Cambridge, in cui, parlando dell'altro ramo del Parlamento, non lo si chiama con il suo nome, ma si dice « the other place », l'altro posto. Credo che tantomeno si possa imputare alcuna responsabilità al Presidente del Senato, tanto più che si è detta pronta, come sempre, al dibattito e a ogni approfondimento sul caso. Ciò che accade dall'«altra parte», però, non è questione che riguarda questa Aula. (Applausi). PRESIDENTE . Sospendo la seduta fino alle ore 11. (La seduta, sospesa alle ore 10,43, è ripresa alle ore 11,07) . Informativa del Ministro per le politiche giovanili e lo sport sulle iniziative di competenza del Ministero per le politiche giovanili e lo sport per fronteggiare l'emergenza da Covid-19 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro per le politiche giovanili e lo sport sulle iniziative di competenza del Ministero per le politiche giovanili e lo sport per fronteggiare l'emergenza da Covid-19». Ricordo che è in corso la diretta televisiva con la RAI. Ha facoltà di parlare il ministro per le politiche giovanili e lo sport, onorevole Spadafora. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, l'emergenza sanitaria in corso ci ha obbligato ad una rimodulazione dei programmi e delle azioni del nostro Ministero, come alla rimodulazione di tutti gli altri programmi del Governo. I giovani sono stati tra i principali testimoni di iniziative molto importanti, in questo periodo di emergenza sanitaria. Voglio citare soprattutto il servizio civile universale, che ha avuto la capacità, insieme ai suoi enti e a tutti i ragazzi, di rigenerarsi e fare in modo che ben 27.000 ragazze e ragazzi dei 30.000 che erano in attività abbiano potuto riprendere il proprio impegno e riadattare i propri programmi alle esigenze dettate da questa emergenza. In realtà, 3.200 di loro non si sono mai fermati durante tutto il periodo dell'emergenza sanitaria. Del resto, le ragazze e i ragazzi italiani hanno davanti a loro proprio questa sfida del dopo, cioè di come riorganizzare la propria vita e le proprie relazioni seguendo le nuove regole che ci vengono dettate da questa emergenza sanitaria. È per questo che abbiamo convocato per la prima settimana di giugno una grande assemblea, una maratona web con migliaia di ragazzi che saranno rappresentativi di tutte le realtà associative culturali laiche e religiose del nostro Paese, perché insieme a loro vogliamo discutere di un programma di attività e di azioni che il Governo poi si impegnerà a sostenere e per le quali il Governo metterà le proprie risorse. Tutto ciò per fare in modo che questi ragazzi possano sentirsi, in questa nuova fase post emergenza, protagonisti, ma soprattutto per consentire a noi come Governo di essere in grado di individuare le iniziative e i programmi migliori che oggi devono adattarsi alla vita quotidiana dei ragazzi. Penso al fatto che cambierà anche il loro modo di andare all'università e a scuola, di fare vacanza o di andare a studiare all'estero, di poter fare degli stage , ma anche semplicemente la loro socialità. Ebbene, con tutti questi ragazzi e grazie a delle nuove tecnologie messe a punto da un gruppo di straordinari ragazzi del Politecnico di Torino, abbiamo organizzato per i primi giorni di giugno questa maratona che ci consentirà di avere elementi utili per il nostro lavoro. Questo perché anche in questo periodo di emergenza sanitaria tutti i ragazzi e tutte le ragazze possano esercitare il loro diritto a partecipare e la loro libertà di scegliere di contribuire a disegnare, ciascuno secondo le proprie idee, una rotta per il futuro e azioni concrete da realizzare con il sostegno del Governo. In questo periodo di lockdown , come sapete, in Italia, ma anche nel resto del mondo, si sono fermate anche tutte le competizioni e le attività sportive di ogni tipo e di ogni genere. Per questo motivo, sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria, ancora prima che ci fosse il lockdown , ho mantenuto rapporti costanti con tutti gli organismi sportivi, a partire dal CONI, al Comitato italiano paralimpico, a tutte le federazioni, alle discipline sportive associate, alle associazioni e alle società dilettantistiche, agli enti di promozione sportiva, a tutte quelle realtà che potessero dare a noi come Governo un'immediata percezione di quello che stava avvenendo nel Paese per consentirci di prendere i provvedimenti più adeguati. Proprio ieri ho chiesto e ottenuto di partecipare ad una giunta straordinaria del CIP e domani parteciperò ad una giunta straordinaria del CONI. Mi sono tenuto in collegamento, ovviamente, con tutti gli altri Ministri per le politiche giovanili e lo sport degli altri Paesi europei per cercare, nei limiti del possibile, di condividere una linea comune. Del resto, che fosse necessario fermarsi lo abbiamo capito anche da alcuni rinvii di valore altamente simbolico.