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Lei è il Ministro che ha imbracciato il tema serissimo della lotta alla corruzione per usarlo esclusivamente come una medaglia politica da mettersi al petto anziché ascoltare - per esempio - le critiche, ma anche i validi suggerimenti che venivano dalla stessa autorità anticorruzione, oltre che dal suo presidente Raffaele Cantone. Lei è il Ministro che, di fronte a un Vice Premier che rivela di indagini ancora in corso per poi attaccare singoli magistrati che facevano il loro dovere, ha preferito tacere, anziché difendere l'indipendenza e l'autonomia della magistratura. Le chiedo: è questo sinceramente il modo con cui vorrebbe costruire le premesse del rispetto, del dialogo e della collaborazione reciproca con il Parlamento innanzitutto, con le forze di opposizione, ma anche con i principali soggetti operatori del mondo della giustizia? Signor Ministro, ci dica per quanto ancora spaccerete a piene mani le buone intenzioni ispirate al dialogo se poi ogni evento e ogni provvedimento per voi è buono soltanto per diffondere rancore, sospetto e per costruire nemici da delegittimare? Lei crede veramente di fare un servizio alla giustizia italiana o di toglierla dal pantano politico - come spesso ha ripetuto - usando l'arresto di un crudele terrorista per mettere in piedi un'esibizione incredibile e indegna all'aeroporto di Roma, insieme al suo collega e competitor ministro Salvini? (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Carbone) . Questo per lei è il sistema della giustizia? Voi avete sporcato un arresto, che è il successo a lungo ricercato di tutte le Forze dell'ordine e di indagini italiane. Il vostro Governo dovrebbe imparare - mi consenta - la lezione di civiltà che vi hanno impartito il figlio di Torregiani e la poliziotta - lei vera, per fortuna - della Digos di Milano, che ha effettuato l'arresto di Battisti. Dato che questo è quello a cui ci avete abituato in questi mesi, oggi vorrei restare ai fatti. Nei primi mesi di questo Governo, molti sono stati i provvedimenti simbolo, fatti più che altro per rispondere alla volontà delle piazze, ma pochissimi sono stati quelli congegnati per portare effetti visibili e migliorare il nostro sistema giustizia. Prendo in considerazione quelli di cui voi andate più fieri. Lei ha detto - lo ha ripetuto anche stamattina qui in Aula - di aver risolto la situazione del tribunale di Bari senza misure straordinarie. Lei ha detto esattamente così, e lo ha ripetuto facendo riferimento alla mancata nomina di un commissario. Nel mese di luglio questo Parlamento - le ricordo - ha convertito un decreto-legge del Governo che assumeva una misura più che straordinaria, la sospensione dei procedimenti penali del tribunale di Bari, per l'inagibilità dell'ufficio. Ricordiamo ancora le sue parole trionfali, nuovamente ripetute da lei oggi. Oggi la situazione è che metà del palazzo di giustizia è stata trasferita in una sede che dovrebbe essere temporanea, ma da lei Ministro, non c'è notizia riguardo al nuovo polo sulla giustizia. Voglio ricordare che per il tribunale di Bari, penso che lei questo lo sappia, c'era un finanziamento consistente lasciato in eredità dal precedente Ministro della giustizia. Le chiedo: che fine hanno fatto quelle risorse? Sono ancora destinate a Bari oppure si sono semplicemente perse nei meandri dei milioni per l'edilizia giudiziaria che lei, Ministro, ogni tanto annuncia e poi dimentica di portare ad attuazione? Se lei vuole essere ricordato come il Ministro che passa dalle parole ai fatti, dia risposte concrete e predisponga finalmente un luogo idoneo ad ospitare, in via definitiva, il sistema della Giustizia penale barese. Fino ad ora sono stati troppi gli annunci a vuoto e molto, molto deludenti le iniziative reali. Lo dico perché anche nella legge di bilancio, da cui sarebbero dovuti arrivare - lei sostiene - stanziamenti epocali per il settore della giustizia, abbiamo visto soprattutto tagli consistenti ai programmi per l'amministrazione penitenziaria, per la giustizia civile e per la giustizia penale, tagli in controtendenza, a dir la verità, con gli anni precedenti. E allora, se vogliamo davvero parlare dell'aumento della pianta organica dei magistrati, diciamo pure - certo - che è e sarebbe un fatto estremamente positivo, purtroppo però solo se vi fossero, in corrispondenza, le necessarie coperture. Invece, e lei lo sa bene, in questa legge di bilancio si estende anche al comparto della giustizia il blocco delle assunzioni fino a novembre 2019. Ancora una volta, dunque, promesse vuote, promesse di facciata. Non prendiamoci in giro: voi state tagliando le risorse all'amministrazione della giustizia, promettendo qualcosa che in realtà state minando già da ora con le vostre scelte scellerate e irresponsabili. Ministro Bonafede, lei rischia di essere ricordato come il Ministro che, con la sospensione della prescrizione, ha dato un colpo definitivo al processo penale. (Applausi dal Gruppo PD) . Nessuno ha ancora capito in che modo lo stop della prescrizione dovrebbe favorire la durata dei processi, né tantomeno lei ci consente di capirlo. Nessuno lo ha capito perché quella norma è un assegno scoperto sulle spalle degli italiani, che dal 2020 avranno processi infiniti e imputati colpevoli e comunque esposti alle pene a prescindere, perché la pena di un processo eterno è una pena a prescindere. Avreste potuto attendere i dati relativi all'intervento del 2017, come avrebbe fatto chiunque avesse a cuore davvero l'interesse della giustizia penale e non soltanto il proprio consenso. Questo Governo, invece, ha fatto uno scambio: abolizione della prescrizione in cambio di una riforma del processo di cui non si sa nulla, nulla! Questo rischia di chiudere in anticipo ogni spiraglio di confronto sul processo penale ma soprattutto rischia di chiudere la partita sulla depenalizzazione, faticosamente aperta negli anni precedenti, che richiede così di andare avanti. E invece scegliete la strada della criminalizzazione in chiave di consenso elettorale, così come siete andati dritti sulla prescrizione solo per mostrare un finto rigore, un pugno duro, senza però ascoltare la pioggia di critiche che proveniva da magistrati e avvocati, senza intervenire sostanzialmente sulla macchina e sul funzionamento della giustizia, su cui oggi ci saremmo aspettati, proprio per il tipo di relazione che lei doveva a quest'Aula e a questo Parlamento, parole più chiare, parole alle quali sarebbero dovuti seguire fatti. Lo avete fatto, per esempio, sull'anticorruzione, dove avreste potuto combinare, certo, repressione penale ma anche e soprattutto prevenzione, avreste potuto puntare, per esempio, su semplificazione organizzativa e trasparenza dei procedimenti amministrativi, perché è da qui che passa innanzitutto la legalità dei comportamenti, signor Ministro. E invece avete scelto la strada opposta, basata solo e soltanto sulla repressione dei fenomeni criminali, equiparando pericolosamente mafia e corruzione, come se fossero esattamente la stessa cosa. Peccato che mentre con una mano approvate l'anticorruzione, con l'altra consentite di derogare al codice degli appalti, alzando a 150.000 euro la soglia per l'affidamento diretto nei Comuni.