[massime]

Impiego pubblico - Norme della Regione Lazio - Incarichi di direzione di enti pubblici dipendenti dalla Regione - Direttore generale di azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica (ATER) - Cessazione di diritto al momento della costituzione del nuovo consiglio di amministrazione - Ritenuta operatività anche in caso di nomina di un commissario straordinario - Denunciata previsione di un'ipotesi di decadenza automatica dalla funzione dirigenziale, in violazione del principio di buon andamento ed efficienza della pubblica amministrazione - Carenza di motivazione in ordine al presupposto interpretativo da cui dipende la rilevanza - Inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate inammissibili - per carenza di motivazione in ordine al presupposto interpretativo da cui dipende la rilevanza - le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 55, comma 5, della legge statutaria reg. Lazio n. 1 del 2004 e dell'art. 11, comma 2, della legge reg. Lazio n. 30 del 2002, sollevate dal Tribunale di Viterbo, giudice del lavoro, in riferimento all'art. 97 Cost. Nel ritenere che la cessazione di diritto del direttore generale dell'azienda territoriale per l'edilizia residenziale - contemplata dalle norme censurate solo nell'ipotesi di costituzione di un nuovo consiglio di amministrazione - operi anche nel caso (oggetto del giudizio a quo) di commissariamento dell'azienda, il rimettente non motiva in ordine alla pretesa assimilazione della nomina di un commissario straordinario alla costituzione di un nuovo consiglio di amministrazione dell'ATER, non tenendo conto, tra l'altro, dei poteri inerenti alla specifica missione riorganizzativa, limitata anche nel tempo, attribuita dalla legge alla figura del commissario straordinario, con la conseguenza che risulta irrimediabilmente minato l'iter argomentativo su cui è basata la valutazione di rilevanza.