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Atto n. 3-01734 PUPPATO LAI MORGONI CUOMO SCAVONE CIRINNA' BATTISTA GAMBARO AMATI SCALIA VALENTINI BIGNAMI DI GIACOMO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che nel 2012 risulta essere aperto un focolaio di tubercolosi bovina all'interno del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, dovuto, con ogni probabilità, all'infezione di una mandria nel Comune di Gioia dei Marsi, confinante con il parco; visto che nel marzo 2014 è stata rilevata la morte di un'orsa con tubercolosi diffusa; considerato che durante i controlli nell'anno 2014 è risultato infetto solo un vitello di un nuovo allevamento su oltre 1.000 capi controllati sia in primavera che al ritorno dal pascolo; visto che all'interno del parco vive un numero di cervi stimato in circa 3.000 esemplari; considerato che: l'orso marsicano è una specie in via d'estinzione, protetta dall'Unione europea, di cui si contano solamente 50 esemplari a ridotta differenziazione genetica; la tubercolosi è una zoonosi; secondo gli esperti riuniti in un tavolo tecnico appositamente convocato dal Ministero della salute è necessario mettere in atto fin da subito misure per bonificare il territorio e monitorare la fauna selvatica al fine di delimitare una zona infetta, ma non vi è stato alcun seguito a quanto stabilito durante il tavolo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano al corrente della situazione venutasi a creare nel parco d'Abruzzo, Lazio e Molise; quali siano le misure che intendano adottare per garantire la biodiversità del parco, che attira ogni anno migliaia di turisti. Atto n. 3-01735 Gianluca ROSSI VACCARI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, comma 629, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015), ha introdotto, nel decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, l'articolo 17- ter , che al comma 1 prevede: "Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'imposta sul valore aggiunto, l'imposta è in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze", chiarendo con il comma 2 che: "Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito"; la norma introduce nel nostro ordinamento il cosiddetto split payment , ossia un sistema attraverso il quale le pubbliche amministrazioni elencate nello stesso articolo 17- ter , all'atto del pagamento delle fatture ricevute in relazione ai propri acquisti di beni e servizi, non corrispondono più ai fornitori l'importo lordo della fattura, ma solo l'imponibile, trattenendo l'IVA e riversandola direttamente all'erario; tale disposizione si inquadra tra quelle finalizzate ad innovare il sistema di riscossione dell'imposta sul valore aggiunto, al fine di ridurre il "VAT gap" e contrastare i fenomeni di evasione e le frodi IVA. Il meccanismo della scissione dei pagamenti, infatti, mira a garantire, da un lato, l'erario, dal rischio di inadempimento dell'obbligo di pagamento dei fornitori che addebitano in fattura l'imposta e, dall'altro, gli acquirenti, dal rischio di coinvolgimento nelle frodi commesse da propri fornitori o da terzi; tale meccanismo fiscale introduce una deroga al principio di neutralità dell'IVA, disciplinato dall'articolo 19 del decreto del presidente della Repubblica n. 633 del 1972, per mezzo del quale il "contribuente iva" ad ogni versamento periodico dovuto corrisponde all'erario la differenza tra l'IVA sulle sue vendite addebitata ai suoi clienti e l'IVA sugli acquisti dovuta ai fornitori. Lo split payment costituisce altresì una deroga ai sensi dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio europeo; il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 23 gennaio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2015 Serie generale, recante le "Modalità e termini per il versamento dell'imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni", interviene a disciplinare le "pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti di beni e servizi nell'esercizio di attività commerciali"; in termini applicativi, nella fattura emessa dal cedente o prestatore dovrà essere riportata l'indicazione che l'imposta deve essere versata dall'acquirente o committente direttamente a favore dell'erario. Da un punto di vista soggettivo, la nuova disciplina circoscrive l'ambito applicativo alle operazioni, cessioni di beni e per le prestazioni di servizi, effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'art. 31 del decreto legislativo n. 267 del 2000, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza; per limitare gli effetti negativi il legislatore ha previsto che tali soggetti possano chiedere il rimborso dell'eccedenza detraibile con periodicità annuale o trimestrale ai sensi dell'articolo 30, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. Inoltre, ai sensi dell'articolo 38- bis , comma 10, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633, tale rimborso sarà eseguito in via prioritaria. A tal fine si prevede che il Ministro dell'economia, con un decreto attuativo da emanare, dovrà individuare modalità e termini per ottenere il rimborso delle eccedenze detraibili, limitatamente al credito rimborsabile relativo alle operazioni di cui all'articolo 17- ter ; le deroghe previste riguardano le circostanze in cui l'ente pubblico sia debitore d'imposta e le prestazioni di servizi siano assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, quali ad esempio le prestazioni rese da professionisti o da agenti; le implicazioni pratiche sono molteplici: