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È proprio la mascherina il punto di partenza di un ragionamento che in quest'Aula è stato ridicolizzato da tempo, da tantissimi esponenti politici, arrivando addirittura - anche all'interno di questa Camera - al negazionismo del coronavirus. Questo è assolutamente inaccettabile. Io sono stato contagiato, ho avuto il coronavirus e posso dire che non è un'influenza, non c'è da scherzare, non c'è niente da negare: è una malattia da prendere seriamente e da affrontare in maniera concreta. Mi sono allontanato dalla mia famiglia e sono stato assistito e guarito dal reparto ospedaliero, ma per 42.330 persone non è stato così, loro non ce l'hanno fatta, ed erano i nostri genitori, i nostri amici, familiari, i nostri nonni, i nostri colleghi di lavoro. (Applausi). Dobbiamo dirlo a tutti quanti: la mascherina va portata sempre. Questo dice il decreto-legge, e dice anche un'altra cosa molto importante, ovvero che le Regioni non potranno più utilizzare misure meno stringenti di quelle governative, perché c'è bisogno di un raccordo, c'è bisogno di remare tutti nella stessa direzione, che è quella di tutelare la salute pubblica. (Applausi). Io sono romagnolo, ho avuto la fortuna di trovarmi in una Regione, l'Emilia-Romagna, appunto, che ha reagito meglio di tante altre Regioni. Sono stato fortunato, non ho avuto bisogno di essere ricoverato perché nella mia Regione c'era la possibilità di scegliere di trascorrere l'isolamento in una struttura dedicata, scongiurando così il rischio di contagiare i miei figli e i miei cari. Ora, però, trovo assurdo che ciò che è capitato a me, ma magari sarebbe potuto succedere ad un mio familiare o ad un mio amico, in un'altra Regione sarebbe stato gestito diversamente perché questo principio non esiste o non c'è. Purtroppo la regionalizzazione della sanità, con la riforma del Titolo V della Costituzione ha miseramente fallito in tante, troppe Regioni. (Applausi) . In Senato, la nostra presidente Paola Taverna ha presentato un disegno di legge in materia. Quando tutto questo sarà finito dovremo riflettere su come cambiare e organizzare meglio la sanità. Dovremo riflettere su quei modelli che hanno preferito dare soldi pubblici ai privati e che, anche in questa emergenza, non sono stati in grado di dare delle risposte. (Applausi) . Dovremmo riflettere seriamente sui costi esorbitanti dei servizi che sono sotto una soglia accettabile, dove nemmeno i LEA vengono garantiti. Dovremmo riflettere, sì, perché è il caso di farlo. Adesso, però, è il momento di agire, quindi, per esempio, quando ascolto le lamentele che si sentono in televisione o le dichiarazioni dei Presidenti delle Regioni che continuano a scaricare le proprie responsabilità, mi viene il dubbio che non sia chiaro il problema che stiamo affrontando. (Applausi) . Stiamo combattendo insieme contro un virus perché si è scatenata un'epidemia. Non solo noi, tutto il mondo sta lavorando in questa direzione. E noi dobbiamo sentire continuamente discussioni sulle zone rosse o arancioni, anziché porre rimedio alle disfunzioni che stiamo trovando sui territori. Quello che voglio dire in Aula quest'oggi è che non dobbiamo abbassare la guardia, il che non significa solo continuare a dire a chi è fuori che deve mettere le mascherine e che deve distanziarsi. Significa - e mi rivolgo a quei governatori che ancora non lo hanno fatto - aumentare i posti in terapia intensiva, se non è stato fatto questa estate. (Applausi) . Significa potenziare, o in qualche caso ancora addirittura creare, le USCA per assistere i pazienti Covid a casa. Significa assumere medici e infermieri, scorrere le graduatorie regionali e fare tutto ciò che... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Croatti. Senatore Perosino, prima di tutto indossi la mascherina, in secondo luogo, ci sono stati interventi energici da ogni parte dell'emiciclo. (Commenti) . Ho capito, ma lei è iscritto a parlare e avrà il suo momento di protagonismo parlamentare. Prego, senatore Croatti. CROATTI (M5S) . La situazione è difficile. Questo Governo c'è. Abbiamo appena approvato due decreti ristori e sono già partiti 210.000 bonifici per un miliardo di euro volti a sostenere le imprese in difficoltà. Serve collaborazione, non lamentele se, sulla base di ventuno parametri stilati ad aprile che vengono analizzati da una cabina di regia in cui sono presenti anche le Regioni, la propria Regione è collocata in zona rossa o in zona arancione. In conclusione, Presidente, rivolgo un appello a chi è fuori da quest'Aula. Raccolgo un tema che cita sempre la mia collega Guidolin: per contrastare questa seconda ondata di coronavirus, è necessario stringere un patto generazionale. Chiedo a chi è più giovane, più forte e più in forma di dimostrare quanto vale tutelando i genitori e i nostri nonni che sono le radici, i custodi delle nostre vite, della memoria, delle origini e del nostro passato. (Applausi) . Abbiamo una grande occasione in questo momento. Possiamo finalmente ribellarci all'individualismo e dare invece spazio alla collettività. Ricordiamoci quel senso di comunità a cui apparteniamo. Nella sua tragedia, la pandemia del coronavirus ci impone di pensare e di ragionare attraverso un principio che spesso dimentichiamo: i grandi problemi si affrontano insieme, collettivamente. (Applausi) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, volevo solo segnalare che il Presidente della Commissione di vigilanza RAI ha chiamato in audizione il ministro Gualtieri, quindi si tratta di una audizione importante. Ritengo anche - l'ho sempre creduto ogni volta che è accaduto - che sia importante partecipare ai lavori di Assemblea e, infatti, sono qua. Trovo che queste sovrapposizioni siano inopportune perché non permettono di ascoltare e confrontarsi, anche se l'Aula è semivuota, ma ciò non importa. Io ci sono. Io ora dovrò assentarmi per recarmi in Commissione perché l'audizione è importante, però prego la Presidenza di gestire diversamente la situazione la prossima volta, anche con il presidente Barachini. PRESIDENTE . Senatore Airola, ho recepito. Normalmente c'è sempre molta attenzione. Chiaramente sono giornate particolari. In ogni caso, la Presidenza ne prende atto e se ne farà sicuramente carico. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sottoscrivo il contenuto dell'intervento del senatore Airola, che però se ne va invece di ascoltarmi e credo sia corretta la non sovrapposizione delle sedi. Signor Presidente, Governo, colleghi, inizio ribattendo a quanto detto dal collega Croatti, che stimo, relativamente all'implementazione dei posti letto di terapia intensiva. Ricordo - non credo di essere l'unico a farlo - che a Bergamo, nella Regione Lombardia, si è fatto un ospedale da campo con 200 posti di terapia intensiva con soldi privati e che è stato aspramente criticato. Almeno su questo la Lombardia credo abbia poco da farsi insegnare.