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Sappiamo bene che può essere praticato non solo a livello agonistico, come quello che ha determinato la discussione odierna, ma può essere praticato da tanti appassionati che, così facendo, migliorano non solo il proprio stato psichico, ma anche le proprie condizioni fisiche. È universalmente riconosciuto, infatti, che lo sport sia probabilmente il più antico, il più efficace e il più salutare metodo di vita. Lo definisco "metodo" perché è dimostrato che chi fa regolarmente attività sportiva ne trae giovamento e arriva a migliorare anche le proprie condizioni fisiche. Tutto questo per dire che il decreto-legge al nostro esame, che non poteva che essere strutturato in maniera così semplice, essendo finalizzato al soddisfacimento di un'esigenza specifica, avrebbe potuto e forse dovuto, anche se magari non nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione e con le necessità che si intendevano perseguire, contenere ulteriori misure per un settore che, a mio avviso, è talmente importante che avrebbe meritato ben altra considerazione. Un anno e mezzo fa, quando si discuteva del riordino dei Ministeri, mi sono ritrovato, sempre da questo da questo banco, ad evidenziare la necessità di un Ministero per il turismo e, anche se con un ritardo importante, alla fine ci si è arrivati; vorrei quindi proporre oggi un analogo spunto di riflessione ed evidenziare, per un altro settore così importante nella vita di tutti noi, l'opportunità, probabilmente l'utilità e la necessità di predisporre un apposito Dicastero. Consideriamo infatti quante persone praticano sport a livello agonistico o amatoriale o seguono lo sport pur non praticandolo e soprattutto quanto lo sport può essere importante per il nostro spirito di corpo, per la capacità di aggregazione che crea e per la passione che suscita in tutti noi, anche in coloro che abitualmente non lo seguono. Un esempio attuale è quello di Luna Rossa. Nonostante la vela sia un ambito del quale probabilmente la stragrande maggioranza degli italiani non si interessa per gran parte dell'anno (o degli anni), nel momento in cui riportiamo risultati come quelli ottenuti da Luna Rossa e otteniamo visibilità internazionale per le vittorie che riporta, ecco che ci sentiamo orgogliosi e fieri del fatto che rappresenti la nostra stessa Nazione. Da marchigiano potrei fare un altro esempio: pochissime persone seguono il volley , ma, nel momento in cui la Lube ha ottenuto certi risultati a livello internazionale, tutti ci siamo sentiti orgogliosi di avere una simile realtà nel nostro territorio. Tutto questo per dire che lo sport riesce a unirci, specie in un momento di difficoltà come quello attuale, in cui la pandemia ci sta mettendo tutti alla prova e abbiamo un disperato bisogno di ritrovare quella socialità che solo un anno fa davamo per scontata, ma che adesso ci sembra quasi una chimera e un obiettivo praticamente impossibile da raggiungere, visto lo sconforto che sta investendo troppe persone. Ebbene, in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, caratterizzato da sofferenze psicologiche, oltre che fisiche - perché la costrizione inevitabilmente ha ripercussioni anche fisiche - valorizzare lo sport potrebbe essere una via d'uscita, ovviamente a costo zero per lo Stato, praticabile da tutti e potrebbe migliorare non solo la qualità della nostra vita, ma anche le relazioni sociali e i nostri rapporti con gli altri, e quindi far sì che si possa uscire meglio, più rapidamente e non dico in maniera indolore - perché temo che potrebbe non essere possibile - ma in maniera più agevole, sì, dalle difficoltà che stiamo vivendo. Considerando il poco tempo che ho a disposizione, mi permetto di indicare alcuni spunti di riflessione che, secondo me, dovrebbero essere contenuti in un provvedimento successivo a questo che ci troviamo a discutere oggi, che, per evidenti motivi, non avrebbe potuto contenere norme in tal senso. Penso alle 19 discipline sportive associate, che strutturalmente e funzionalmente sono come federazioni, ma non hanno tale rango. Questo comporta limitazioni nella ripartizione dei fondi, perché evidentemente, non avendo quella qualifica, non hanno la possibilità di attingere a determinati fondi. Sia chiaro, però, che ciò che propongo non è di consentire anche a queste discipline di spartirsi il montante previsto per tutte le federazioni, perché sarebbe come chiedere di fare delle nozze con i funghi, per usare un detto popolare, e probabilmente scatenare una guerra tra poveri. Le mie intenzioni sono tutt'altre. Ciò che vorrei è che questo settore importantissimo venisse dotato delle risorse adeguate anche per queste discipline che presentano peculiarità tali per cui, anche a livello internazionale, si è accettato di avviare sperimentazioni per far sì che alcune possano partecipare alle Olimpiadi; hanno centinaia di migliaia di iscritti in tutta Italia e coinvolgono la vita e la quotidianità di milioni di italiani. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione, perché il tempo purtroppo è tiranno. A mio avviso, tali discipline associate dovrebbero avere dignità di federazione; lo Stato dovrebbe impegnare maggiori risorse anche per il soddisfacimento delle loro necessità, al fine di consentire a tutti coloro che si vedono rappresentati in queste discipline di praticare lo sport che amano, senza le limitazioni che adesso hanno. Un ulteriore vantaggio sarebbe la facilitazione dei rapporti internazionali, che evidentemente una federazione può soddisfare in maniera molto più agevole e più efficace di quanto non possa fare una disciplina non riconosciuta come federazione. Avrei voluto proporre altri spunti, ma purtroppo il tempo è troppo poco e non me lo consente. Spero che si rilevi lo spirito positivo di questo intervento, che vuol essere un incentivo affinché non si perda il tempo che non abbiamo per arrivare alla disciplina di un settore fondamentale per la vita di tutti noi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, devo purtroppo constatare come la materia dello sport sia trattata in modo a dir poco ambiguo dall'odierna maggioranza. Provo a ricostruire brevemente i fatti. Il decreto-legge n. 5 del 2021 è stato l'ultimo atto approvato dal Governo Conte- bis per evitare l'apposizione di sanzioni da parte del Comitato olimpico internazionale che avrebbero probabilmente comportato l'assenza della bandiera italiana ai prossimi Giochi olimpici di Tokyo. Il contenuto dell'atto, tuttavia, avrebbe potuto essere ben diverso. Basti guardare il testo degli emendamenti, depositati anche dalle forze di maggioranza in 7 a Commissione (compresi quelli del MoVimento 5 Stelle e addirittura di Forza Italia), con cui si chiedeva esplicitamente di ridurre le molteplici concessioni fatte dal Governo al CONI. Nessuna proposta parlamentare, però, è stata approvata, perché la Commissione ha deciso a maggioranza - ovviamente con noi contrari - di rimettere all'Assemblea, e quindi al voto di fiducia, il decreto così com'era. Chiedo quindi a me stessa, all'Assemblea e a tutti i cittadini interessati quale sia la ragione per cui il decreto aumenta inopinatamente il numero dei dirigenti del CONI, incrementando d'un tratto il rapporto tra funzionari e dirigenti: perché mai dare al Comitato maggiori risorse, sottraendo contributi pubblici a sport e salute, dipartimento che avevamo creato con il primo Governo Conte? (Applausi) .