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quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, al fine di favorire la mobilità ecosostenibile nell'area est della Brianza, con particolare riferimento alle attività di rilancio del distretto hi-tech del vimercatese e i collegamenti con l'aeroporto di Linate; se intenda attivare un tavolo di confronto con la Regione Lombardia, con tutti i parlamentari eletti sul territorio e con i Comuni coinvolti per trovare insieme una soluzione che vada incontro alle esigenze dei cittadini. Atto n. 4-00217 LANNUTTI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali e dell'interno Premesso che, a giudizio dell'interrogante: il Governo M5S-Lega viene accusato di fascismo in merito alla gestione più appropriata dell'immigrazione; sono accuse destituite di fondamento come ha ben detto il deputato europeo del M5S Ignazio Corrao, in un intervento riassunto in un articolo de "il Fatto Quotidiano", a firma di Lucio Musolino, in cui dichiara «L'Aquarius non è una bagnarola che sta affondando, ma una nave moderna dove nessuno sta rischiando la vita. (...) l'Italia (...) sta dicendo legittimamente che l'immigrazione verso l'Europa va gestita in modo congiunto»; considerato che: il business dell'immigrazione, come risulta agli atti dell'inchiesta della Procura di Roma denominata "Mafia capitale", rende più della droga, come aveva affermato Salvatore Buzzi; la Rai ha coprodotto il film documentario "Iuventa" sui "tassisti del mare", presentato enfaticamente in questi giorni, come si legge su "Today" in un articolo del 12 giugno: «Cosa ha spinto un gruppo di giovani tedeschi a mettere a rischio le loro proprie vite per salvare quelle di migliaia di migranti nel Mediterraneo? Quali speranze, quali sogni, quali timori? (...) Il documentario segue per oltre un anno i protagonisti della ONG tedesca Jugend Rettet, dalla prima missione nel Mediterraneo al sequestro della nave, avvenuto il 2 agosto del 2017 nel porto di Lampedusa. L'ONG - fondata nel 2015 da un gruppo di ragazzi tedeschi per salvare i migranti nel Mediterraneo, ma soprattutto come gesto di richiesta attiva ai governi d'Europa di creare un servizio pubblico di salvataggio, come era stato Mare Nostrum - in Italia è diventata nota soprattutto per le accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina»; l'organizzazione non governativa tedesca Jugend Rettet, che nel 2015 ha acquistato e rimesso a nuovo la nave "Iuventa", nel 2017 rifiutò di firmare il "codice di condotta" approntato dal Ministro pro tempore dell'interno Minniti. I membri dell'equipaggio, intercettati, ribadirono di non voler collaborare con le autorità italiane e si rifiutarono di rispettare gli ordini della Guardia costiera italiana. Il sequestro della "Iuventa" da parte della Procura di Trapani, deciso agli inizi di agosto 2017, è stato confermato dalla Corte di cassazione il 24 aprile 2018; l'interrogante ritiene che una struttura come la Rai, finanziata dal canone dei cittadini, non debba contribuire alla realizzazione di una pellicola di vera e propria propaganda per "bucanieri" del mare, presentandola come un modello positivo e da emulare per i giovani, e che il Ministro dello sviluppo economico, in virtù anche del contratto di servizio con la Rai, dovrebbe bloccare, anche per il futuro, tali fiction propagandistiche, si chiede di sapere: se possa essere tollerato che continui a circolare una narrazione falsa e manipolatoria rispetto all'Italia, agli italiani e ad una politica tutt'altro che xenofoba verso migranti, disperati e richiedenti asilo; se non si ritenga doveroso normare le attività delle organizzazioni non governative, per stroncare il commercio dei disperati, il business dell'immigrazione e per garantire l'accoglienza dignitosa ai rifugiati che scappano dalle guerre; infine se i Ministri in indirizzo non intendano attivarsi in relazione alla nuova stesura della convenzione di Dublino. Atto n. 4-00218 LANNUTTI Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, per quanto risulta: la fatturazione delle bollette a 28 giorni è utilizzata dalle compagnie telefoniche e dalle televisioni a pagamento per far lievitare il costo degli abbonamenti, che ha esposto i consumatori a comportamenti fraudolenti, con pratiche commerciali scorrette, col risultato che in un anno si pagano 13 "mensilità" invece di 12, con un incremento dell'8,6 sulle bollette rispetto al passato, ed un aggravio tangibile di ben 35 euro all'anno per ogni famiglia su un consumo medio telefonico, di ben 1,8 miliardi di euro annui complessivi; per impedire alle imprese telefoniche di riformare il calendario gregoriano in vigore da 435 anni, accorciando il mese a 28 giorni ed allungando l'anno a 13 mesi, con l'indebita fatturazione aggiuntiva di un mese, Adusbef (tra le più importanti ed antiche associazioni dei consumatori) ha lanciato una petizione online che ha raccolto 173.800 firme, dopo aver presentato esposti-denunce alle maggiori Procure della Repubblica, ipotizzando i reati delittuosi di truffa ed appropriazione indebita, con l'impegno di far restituire ai frodati l'indebito lucro frutto di inaccettabili fatturazioni truffaldine, le cui somme indebite di almeno 1,8 miliardi di euro (negli ultimi 18 mesi) devono essere restituite o compensate agli abbonati; fino ad oggi, le compagnie telefoniche hanno fatto di tutto per non risarcire i clienti, impugnando delibere e sentenze pronunciate da diversi tribunali, tentando di rinviare sine die il pacifico riconoscimento dei rimborsi, non più rinviabili, che potrebbero essere rateizzati e compensati sule future bollette; in data 6 giugno 2018, il Tribunale di Milano ha respinto i reclami di Fastweb, Telecom e Wind confermando l'illegittimità della fatturazione a 28 giorni, confermando ancora una volta il diritto degli utenti di ricevere la restituzione delle somme pagate in eccesso in conseguenza di questo sistema di emissione delle bollette, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non abbia il dovere di intervenire per imporre l'erogazione dei rimborsi cui gli utenti hanno diritto e che le compagnie telefoniche continuano illegittimamente a negare, sanando così un contenzioso che sta perpetuando una situazione di ingiustizia, facendo prevalere ragioni e diritti dei consumatori sugli interessi economici delle aziende; se, dopo la citata petizione, che ha raccolto 173.800 firme di sostenitori, a conferma della straordinaria sensibilità dei cittadini per la tutela dei loro diritti, ritenga di promuovere la discussione della legge sulla class action , uno dei pochi deterrenti contro i predoni del mercato, che ricorrono ad artifici e raggiri per conseguire ingenti profitti a danno delle famiglie, formidabile strumento (come si vede negli Stati Uniti, dove è in vigore da oltre un secolo) per impedire guadagni mediante pratiche commerciali scorrette e comportamenti truffaldini; quali misure urgenti intenda adottare, per impedire che tali comportamenti scorretti delle compagnie telefoniche, compresi gli abbonamenti "trappola" a servizi mai richiesti, abbiano a ripetersi.