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17) ad assumere ogni opportuna iniziativa tesa al contrasto del cambiamento climatico, in maniera determinata e con uniformità di indirizzi in tutto il Paese, adottando al più presto il piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, individuando con estrema urgenza le azioni e le politiche di mitigazione e adattamento del territorio, tenendo in considerazione in particolare quelle aree del Paese sottoposte a forte rischio idrogeologico, sempre più frequentemente colpite da eventi meteorologici estremi causati da un clima mutato che hanno provocato lutti, danni economici ingentissimi, profonda distruzione del territorio e del paesaggio, come ad esempio avvenuto in questi stessi giorni a Matera e purtroppo in tutto in Paese, con conseguenze purtroppo durature cui è necessario porre rimedio, anche attraverso gli stanziamenti di risorse idonei a farvi fronte. Interrogazioni Atto n. 3-01238 CORBETTA ANASTASI ANGRISANI DE LUCIA DONNO LANNUTTI MAIORINO MONTEVECCHI PARAGONE PAVANELLI PESCO PRESUTTO ROMANO TRENTACOSTE CORRADO CAMPAGNA RICCIARDI Al Ministro dell'interno Premesso che: la necessità di garantire l'ordine pubblico obbliga lo Stato ad impiegare un elevato numero di operatori di pubblica sicurezza per prevenire e sedare i disordini e gli scontri tra i tifosi in occasione delle partite di calcio; secondo l'ultimo rapporto dell'"Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive" del Ministero dell'interno, sono circa 170.000 gli agenti utilizzati nel corso della stagione 2018-2019 nei campionati di calcio professionistici; per ogni partita sono state impiegate in media 209 unità in serie A, 119 in serie B e 43 in lega pro; il massiccio utilizzo delle forze dell'ordine per gli eventi calcistici sottrae personale e risorse economiche alle normali attività di prevenzione, di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità. Infatti l'impiego delle forze dell'ordine negli eventi calcistici genera costi molto elevati che sono legati al personale (retribuzione, straordinari, buoni pasto, eventuale ospitalità, riposi compensativi, malattie in caso di scontri con feriti) e ai mezzi utilizzati (auto, furgoni e camionette); costi che complessivamente, secondo alcune stime riportate dalla stampa, si attestano tra i 20 e i 40 milioni di euro all'anno; a parere degli interroganti, tali costi, che oggi sono pagati dalla collettività, dovrebbero essere addebitati a coloro che traggono profitti dagli eventi calcistici, ossia le società sportive. Nella sola serie A gli eventi calcistici della stagione 2016-2017 hanno fruttato alle società incassi per biglietti e abbonamenti pari a 228 milioni di euro, una cifra notevole che, oltre tutto, rappresenta solo l'8 per cento dei ricavi complessivi, in gran parte provenienti dai diritti televisivi, dagli sponsor e dalle plusvalenze dei giocatori; con il decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, il Governo pro tempore Renzi stabilì che le società sportive contribuissero alla copertura delle spese degli straordinari delle forze dell'ordine impegnate negli stadi mediante un versamento compreso tra l'1 e il 3 per cento degli incassi dei biglietti, ma tale norma non è mai stata applicata per la mancanza dei necessari decreti attuativi; nel novembre 2018 il Ministro pro tempore Salvini propose di incrementare il contributo al 5-10 per cento dell'incasso dei biglietti; tale contributo fu poi istituito con la legge 1° dicembre 2018, n. 132, di conversione del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ("decreto sicurezza"), ma, alla data odierna, non si hanno ancora notizie circa l'emanazione dei necessari decreti attuativi, si chiede di sapere se i decreti attuativi siano stati emanati e se conseguentemente la norma sia pienamente operativa; in caso contrario, quali siano le procedure che restano da adempiere e i necessari tempi tecnici. Atto n. 3-01240 CASTELLONE MARINELLO DI MARZIO GAUDIANO DRAGO DI MICCO GIANNUZZI LICHERI VACCARO AUDDINO Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, ai commi 34 e 34- bis , della legge 23 dicembre 1996, n. 662, prevede che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, possa vincolare quote del Fondo sanitario nazionale (FSN) per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale indicati dal piano sanitario nazionale (PSN) da assegnare alle Regioni per la predisposizione di specifici progetti sulla scorta di linee guida proposte dal Ministro della salute ed approvate con accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni; inoltre, il comma 34 -bis prevede che il CIPE, su proposta del Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, provveda a ripartire tra le Regioni le medesime quote vincolate all'atto dell'adozione della propria delibera di ripartizione delle somme spettanti alle Regioni a titolo di finanziamento della quota indistinta di FSN di parte corrente. Al fine di agevolare le Regioni nell'attuazione dei progetti di cui al comma 34, il Ministero dell'economia e finanze provvede ad erogare, a titolo di acconto, il 70 per cento dell'importo complessivo annuo spettante a ciascuna Regione, mentre l'erogazione del restante 30 per cento è subordinata all'approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro della salute, dei progetti presentati dalle Regioni. La mancata presentazione e approvazione dei progetti comporta, nell'anno di riferimento, la mancata erogazione della quota residua del 30 per cento e il recupero, anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti nell'anno successivo, dell'anticipazione del 70 per cento già erogata; peraltro, l'intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente il nuovo patto per la salute per gli anni 2014-2016 (rep. 82/CSR del 10 luglio 2014), all'articolo 1, comma 5, sancisce che: "Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono utilizzare la quota complessiva annua spettante a valere sul riparto della quota vincolata degli obiettivi di carattere prioritario del Piano sanitario nazionale per la realizzazione di alcune o tutte le linee progettuali proposte dal Ministero della salute ed approvate con Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ad integrazione delle risorse ordinariamente preordinate a tali aree di attività. Le Regioni impegnate nei Piani di rientro individuano le linee progettuali da realizzare, in coerenza con gli obiettivi dei Programmi operativi approvati. Resta comunque inteso che dette quote, così come il finanziamento di cui al comma 1, non possono essere destinate a finalità extrasanitarie.