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24 1 Il Governo provvede, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti, a modificare le tabelle previste dall'articolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, prevedendo un trattamento penale differenziato e più mite per le condotte aventi a oggetto sostanze stupefacenti o psicotrope meno dannose per la salute. VII DELEGA AL GOVERNO PER LA RIDUZIONE DEL SOVRAFFOLLAMENTO NEGLI ISTITUTI DI PENA 25 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la riduzione del sovraffollamento negli istituti di pena, in conformità ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a introduzione nel libro primo del codice penale di ulteriori sanzioni diverse da quella detentiva; b previsione della punibilità dei reati puniti con una pena detentiva non superiore a tre anni mediante sanzioni di tipo interdittivo, prescrittivo o pecuniario; c revisione del divieto all'accesso ai benefici penitenziari per i soggetti recidivi; d revisione delle pene detentive in caso di condannati tossicodipendenti; e revisione del reato di immigrazione clandestina; f abolizione della pena dell'ergastolo. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, sentiti i Ministri competenti per la singola materia, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, da rendere entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati. 1 1 Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a gli articoli 206, 209, terzo comma, 211, terzo comma, 212, secondo e terzo comma, 213, 214, 216, 217, 218, 219, 220, 221, 222, 223, 224, 225, 226, 227, 230, secondo comma, e 231, secondo comma, sono abrogati; b all'articolo 210, secondo comma, il secondo periodo, è soppresso; c all'articolo 212, quarto comma: 1 il primo periodo è soppresso; 2 al secondo periodo, la parola: «nondimeno» è soppressa; d l'articolo 215 è sostituito dal seguente: «Art. 215. - (Specie). -- Le misure di sicurezza personali sono esclusivamente non detentive e consistono in una delle seguenti misure: 1) la libertà vigilata; 2) il divieto di soggiorno in uno o più comuni o in una o più province; 3) il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche; 4) l'espulsione dello straniero dallo Stato. Quando la legge stabilisce una misura di sicurezza senza indicarne la specie, il giudice dispone che si applichi la libertà vigilata»; e l'articolo 232 è sostituito dal seguente: «Art. 232. - (Casi di affidamento). -- Ai sensi dell'articolo 230, primo comma, numero 4), deve essere ordinata la libertà vigilata per le seguenti categorie di soggetti, con le modalità di cui al secondo comma del presente articolo: 1) i condannati alla reclusione per delitti commessi in stato di ubriachezza, qualora questa sia abituale, o per delitti commessi sotto l'azione di sostanze stupefacenti o psicotrope, qualora tale uso sia abituale; 2) coloro che sono destinatari di una sentenza di proscioglimento per infermità psichica, ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti o psicotrope, ovvero per sordità, salvo che si tratti di contravvenzioni o di delitti colposi o di altri delitti per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un tempo non superiore nel massimo a due anni; 3) i minori di anni diciotto, prosciolti per ragione dell'età, quando abbiano commesso un fatto previsto dalla legge come reato, trovandosi in alcuna delle condizioni indicate al numero 2); 4) il minore di anni quattordici che abbia commesso un fatto previsto dalla legge come reato e che sia dichiarato pericoloso dal giudice; 5) il minore che, nel momento in cui ha commesso il fatto previsto dalla legge come reato, aveva compiuto gli anni quattordici, ma non ancora gli anni diciotto, e che sia stato riconosciuto non imputabile, a norma dell'articolo 98; 6) il minore che ha compiuto gli anni quattordici, ma non ancora gli anni diciotto, e che sia stato riconosciuto imputabile per un delitto ovvero che sia stato condannato durante l'esecuzione di una misura di sicurezza a lui precedentemente applicata per difetto d'imputabilità; 7) il minore di anni diciotto che sia delinquente abituale o professionale, ovvero delinquente per tendenza. La persona di cui al primo comma è posta in libertà vigilata ed è affidata ai genitori, o a coloro che abbiano l'obbligo di provvedere alla sua educazione o assistenza, ovvero a istituti di assistenza sociale». 2 1 A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge non trovano applicazione i riferimenti alle misure di sicurezza detentive contenuti nel codice di procedura penale, nella legge 26 luglio 1975, n. 354, e nel relativo regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, nonché nelle leggi speciali. 2 Coloro che sono sottoposti a una misura di sicurezza detentiva alla data di entrata in vigore della presente legge passano, per il residuo della pena da scontare, al regime di libertà vigilata che, nei casi di cui all'articolo 232 del codice penale, è applicato unitamente alla modalità dell'affidamento ivi prevista. 1 1 Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il numero 3) del primo comma dell'articolo 17 è inserito il seguente: «3- bis. l'affidamento al servizio sociale»; b all'articolo 18 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Sotto la denominazione di pene alternative alla detenzione la legge comprende: l'affidamento al servizio sociale»; c dopo l'articolo 23 è inserito il seguente: «Art. 23- bis. -- (Affidamento al servizio sociale). -- La pena dell'affidamento al servizio sociale si estende da cinque giorni a tre anni ed è scontata al di fuori degli istituti penitenziari. La pena dell'affidamento al servizio sociale è inflitta dal giudice per tutti i reati che prevedano una pena detentiva fino a un massimo di tre anni. Nella sentenza di condanna all'affidamento al servizio sociale il giudice stabilisce le prescrizioni che il soggetto deve seguire in ordine ai suoi rapporti con il servizio sociale, alla dimora, alla libertà di locomozione, al divieto di frequentare determinati locali e al lavoro. Con lo stesso provvedimento può essere disposto che durante tutto o parte del periodo di affidamento al servizio sociale il condannato non soggiorni in uno o più comuni o soggiorni in un comune determinato; in particolare sono stabilite prescrizioni che impediscano al soggetto di svolgere attività o di avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati. Il giudice stabilisce, altresì che l'affidato al servizio sociale si adoperi per quanto possibile in favore della vittima del suo reato e adempia puntualmente agli obblighi di assistenza familiare.