[pronunce]

Ricordata la generalizzata proroga sino al 31 dicembre 2005, introdotta col decreto-legge n. 143 del 2003, del termine per operare la dismissione delle partecipazioni di controllo delle fondazioni bancarie nelle banche conferitarie, proroga tale da confermare, sino alla sua scadenza, la qualificazione di “ente creditizio” in capo alla Fondazione, la ricorrente segnala quello che definisce il «punto cruciale della questione»: cioè che l'art. 25, comma 3-bis, del d.lgs. n. 153 del 1999 esenta le fondazioni aventi sedi operative prevalentemente nelle regioni a statuto speciale da alcuni dei vincoli imposti dallo stesso d.lgs. n. 153 del 1999, fra i quali l'obbligo di dismissione della partecipazione nella banca conferitaria. Sottolineato che, a termini statutari, la Fondazione Cassa di risparmio di Bolzano indirizza la sua attività prevalentemente nell'ambito territoriale altoatesino, la ricorrente rileva che, di conseguenza, la suddetta Fondazione non è obbligata alla dismissione della partecipazione di controllo nella banca conferitaria; partecipazione che nei fatti sussiste, detenendo quella oltre il 58 per cento delle azioni della Cassa di risparmio di Bolzano s.p.a. Non essendo pertanto reciso il vincolo genetico-funzionale fra le due istituzioni, quanto stabilito con le due sentenze della Corte costituzionale n. 300 e n. 301 del 2003 non sarebbe applicabile al caso in esame. Quanto alla violazione del principio di leale collaborazione, la Provincia ribadisce gli argomenti già contenuti nel ricorso. Dopo che il conflitto era stato una prima volta rinviato a nuovo ruolo, a seguito di concorde richiesta delle parti costituite, la ricorrente ha, nell'imminenza della nuova udienza pubblica, depositato una ulteriore memoria illustrativa in cui ha ribadito le precedenti deduzioni.1. – La Provincia autonoma di Bolzano ha proposto, nei confronti dello Stato, conflitto di attribuzione in relazione alla nota del Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento del tesoro – Direzione IV – Ufficio III del 25 gennaio 2005, prot. n. 7076, con la quale sono state approvate, con una precisazione, talune modifiche apportate allo statuto della Fondazione Cassa di risparmio di Bolzano. Secondo la ricorrente, con l'atto impugnato il Ministero dell'economia, pretendendo di approvare le modifiche statutarie, e non limitandosi ad esprimere su di esse un parere, avrebbe violato le previsioni attributive delle competenze regionali e provinciali, in materia di ordinamento del credito locale, contenute negli artt. 5, numero 3, 11 e 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), nonché nelle relative norme di attuazione, dalle quali la ricorrente fa derivare la sua competenza riguardo alla «approvazione delle modifiche» apportate allo statuto della Fondazione Cassa di risparmio di Bolzano. Inoltre, la ricorrente ritiene l'atto impugnato in contrasto col principio di leale collaborazione, in quanto la Provincia è venuta a conoscenza dell'atto solo indirettamente, dato che il Ministero dell'economia lo aveva indirizzato alla sola Fondazione, così «scavalcando» l'organo costituzionalmente competente, sebbene la Provincia avesse rivolto a tale dicastero l'invito ad esprimere il suo parere. Infine, la Provincia di Bolzano sottolinea che l'art. 25, comma 3-bis, del d.lgs. 17 maggio 1999, n. 153 (Disciplina civilistica e fiscale degli enti conferenti di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, e disciplina fiscale delle operazioni di ristrutturazione bancaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 1998, n. 461), esenta le fondazioni che hanno sedi operative prevalentemente nelle Regioni a statuto speciale da taluni dei vincoli imposti dallo stesso d.lgs. n. 153 del 1999, fra i quali l'obbligo di dismissione della partecipazione nella banca conferitaria e che, quindi, lo stato della normativa sarebbe del tutto conforme a quello che determinò le sentenze di questa Corte n. 163 del 1995, n. 341 e n. 342 del 2001. La ricorrente chiede, perciò, che questa Corte dichiari che non spetta allo Stato, e, per esso, al Ministero dell'economia e delle finanze, approvare le modifiche allo statuto della Fondazione Cassa di risparmio di Bolzano e, conseguentemente, annulli l'atto con cui il già menzionato Ministero dell'economia e delle finanze in data 25 gennaio 2005 (prot. n. 7076) ha approvato, con una precisazione, le modifiche dello statuto della citata Fondazione. 2.1. – La Provincia autonoma di Bolzano pone a principale fondamento del ricorso la specifica normativa prevista dallo statuto di autonomia e dalle relative norme di attuazione. È quindi necessario esaminare il contenuto delle disposizioni che la Provincia ritiene determinino la non spettanza della attribuzione fatta valere dallo Stato con il provvedimento oggetto del conflitto. 2.2. – L'art. 5 del d.P.R. n. 670 del 1972 dispone che «La Regione, nei limiti del precedente articolo e dei principi stabiliti dalle leggi dello Stato, emana norme legislative nelle seguenti materie: […] 3) ordinamento degli enti di credito fondiario e di credito agrario, delle Casse di risparmio e delle Casse rurali, nonché delle aziende di credito a carattere regionale». Il richiamato art. 4, a sua volta, prevede che «In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali – tra i quali è compreso quello della tutela delle minoranze linguistiche locali – nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la Regione ha la potestà di emanare norme legislative» in una serie di materie che vengono indicate. In base al primo comma dell'art. 11 dello statuto, «La Provincia può autorizzare l'apertura e il trasferimento di sportelli bancari di aziende di credito a carattere locale provinciale e regionale, sentito il parere del Ministero del Tesoro» e, in base al successivo terzo comma, «La Provincia nomina il presidente e il vice presidente della Cassa di risparmio, sentito il parere del Ministero del tesoro». L'art. 16 del citato statuto di autonomia prevede, poi, al primo comma, che «Nelle materie e nei limiti entro cui la regione o la provincia può emanare norme legislative, le relative potestà amministrative, che in base all'ordinamento preesistente erano attribuite allo Stato sono esercitate rispettivamente dalla regione e dalla provincia». Il d.P.R. 26 marzo 1977, n. 234 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di ordinamento delle aziende di credito a carattere regionale), dispone, inoltre, all'art. 3, che «Rientrano nella competenza regionale i provvedimenti riguardanti le banche di cui al precedente art. 2 ed aventi in particolare per oggetto: […] d) l'approvazione delle modifiche statutarie».