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1 I genitori, i familiari, le persone che hanno un riconosciuto legame affettivo e il tutore possono avere con il soggetto sottoposto a misura detentiva sei colloqui al mese, in orari distribuiti su almeno tre giorni di cui uno festivo o prefestivo, stabiliti dal regolamento interno della struttura detentiva. 2 Ogni colloquio non può superare la durata di novanta minuti. 3 L'ingresso per i colloqui è autorizzato dal direttore della struttura detentiva o da una persona da questi delegata, previa verifica del diritto al colloquio e dell'identità del richiedente, che al momento dell'ingresso è sottoposto alle opportune ispezioni. 4 Ai minorenni e ai giovani adulti privi di riferimenti familiari sono proposti colloqui con rappresentanti del volontariato. 11 (Dimissioni) 1 Nei sei mesi precedenti la fine della misura detentiva i servizi sociali minorili preparano e curano la fase delle dimissioni: a intensificando i contatti con i familiari di riferimento del minore e con i servizi sociali degli enti locali che devono proseguire l'intervento per il pieno reinserimento sociale; b rafforzando, in assenza di riferimenti familiari, i rapporti con i servizi sociali degli enti locali e con il volontariato per la presa in carico del soggetto; c attivando sul territorio le possibili risorse di lavoro e di sostegno, in particolare in assenza di legami familiari sul territorio nazionale, ovvero se la famiglia sia irreperibile o inadeguata, e individuando le figure educative o la comunità di riferimento proposta dai servizi sociali minorili o dell'ente locale. 12 (Visite per motivi di studio e di informazione) 1 Il direttore del centro per la giustizia minorile può autorizzare visite alle strutture detentive per motivi di studio e di informazione, nel rispetto della riservatezza delle persone ristrette. II ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI LIMITATIVI E PRIVATIVI DELLA LIBERTÀ I AREA PENALE APERTA E MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE 13 (Sanzioni sostitutive della detenzione) 1 Il tribunale per i minorenni con la sentenza di condanna può determinare una pena consistente in una delle seguenti sanzioni per un tempo pari alla pena detentiva applicabile: a semidetenzione; b permanenza domiciliare; c permanenza domiciliare nei fine settimana; d libertà controllata; e sanzioni a contenuto interdittivo; f) sanzioni consistenti nello svolgimento di attività riparatorie o di pubblica utilità. 2 La libertà controllata, le sanzioni interdittive e le sanzioni consistenti in condotte riparatorie o nello svolgimento di prestazioni di pubblica utilità sono cumulabili. 3 Il tribunale per i minorenni, con la sentenza di condanna a misura sostitutiva della detenzione, prevede contestualmente la pena applicabile in caso di inottemperanza accertata da parte del magistrato di sorveglianza. 14 (Misure alternative alla detenzione) 1 Il tribunale di sorveglianza può applicare le seguenti misure alternative alla detenzione: a semilibertà; b detenzione domiciliare; c detenzione domiciliare nei fine settimana; d detenzione domiciliare speciale; e affidamento in prova ai servizi sociali; f liberazione anticipata; g liberazione anticipata per positivo svolgimento di attività riparatorie o di pubblica utilità; h liberazione condizionale; i affidamento in prova nei casi particolari; l sospensione dell'esecuzione della pena detentiva. 15 (Semidetenzione e semilibertà) 1 Il tribunale per i minorenni può pronunciare la sentenza di condanna alla semidetenzione quando ritiene di poter irrogare una pena detentiva entro il limite massimo di due anni. 2 La semidetenzione e la semilibertà si applicano ai soggetti minori di età al momento del reato senza limiti di condizioni soggettive. 3 Le sanzioni di cui al comma 2 sono attuate presso locali predisposti separati dall'area detentiva in regime ordinario collocati in istituti di detenzione prossimi al luogo dove il soggetto ha la famiglia o il lavoro. 4 Il magistrato di sorveglianza delibera con decreto i tempi e le modalità per lo svolgimento delle attività all'esterno e impartisce prescrizioni dirette alla migliore realizzazione del progetto con il coinvolgimento della famiglia ovvero, se quest'ultima non è reperibile o è inadeguata, individua le figure educative di riferimento proposte dai servizi sociali minorili o dell'ente locale. 5 Il magistrato di sorveglianza può disporre controlli anche tramite il personale di polizia penitenziaria del contingente minorile. 16 (Permanenza domiciliare e detenzione domiciliare) 1 Il tribunale per i minorenni può pronunciare sentenza di condanna alla permanenza domiciliare quando ritiene di poter irrogare una pena detentiva entro il limite massimo di un anno. 2 La permanenza domiciliare e la detenzione domiciliare sono attuate con le modalità della permanenza in casa. 3 Il tribunale per i minorenni con la sentenza di condanna o successivamente il magistrato di sorveglianza prescrive al condannato lo svolgimento di attività di studio o di lavoro ovvero di attività comunque utili per il suo positivo inserimento sociale, determinando gli orari in cui, per il loro svolgimento, egli può allontanarsi dal luogo della misura. 17 (Permanenza domiciliare nei fine settimana e detenzione domiciliare nei fine settimana) 1 Il tribunale per i minorenni può pronunciare sentenza di condanna alla permanenza domiciliare nei fine settimana quando ritiene di poter irrogare una pena detentiva entro il limite massimo di sei mesi. 2 Il tribunale di sorveglianza può sostituire, in favore del soggetto detenuto che ha scontato almeno metà della pena irrogatagli con la sentenza di condanna, la pena residua non superiore a sei mesi con la misura della detenzione domiciliare nei fine settimana. 3 La permanenza domiciliare nei fine settimana e la detenzione domiciliare nei fine settimana sono attuate con la forma della misura cautelare della permanenza in casa per quaranta ore tra il sabato e il lunedì mattina e con l'adempimento, nel tempo residuo, di prescrizioni relative alla condotta. 4 Il tribunale per i minorenni con la sentenza di condanna, o successivamente il tribunale di sorveglianza: a determina gli orari e le modalità della detenzione; b prescrive, su proposta dei servizi sociali minorili, le attività di formazione o di lavoro da svolgere durante la settimana; c incarica gli uffici del servizio sociale minorile e i servizi sociali e sanitari degli enti locali del sostegno per il reinserimento sociale e il personale di polizia penitenziaria del contingente minorile o altre Forze di polizia per il controllo. 18 (Libertà controllata e affidamento in prova al servizio sociale) 1 Il tribunale per i minorenni può pronunciare sentenza di condanna alla libertà controllata quando ritiene di poter irrogare una pena detentiva entro il limite massimo di due anni. La libertà controllata è eseguita con le modalità dell'affidamento in prova al servizio sociale. 2 Il tribunale di sorveglianza può sostituire al condannato la pena detentiva inflitta quando essa non supera, anche come parte residua, i quattro anni, con l'affidamento in prova al servizio sociale, per un periodo pari a quello della pena residua.