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Vi è un intervento anche per il Mezzogiorno e le zone economiche speciali, e speriamo che questa volta il primo risponda con maggiore elasticità, meglio di quanto è riuscito a fare in passato. Vi sono, infine, misure per l'estensione del bonus al 110 per cento, per l'abbattimento delle barriere architettoniche e per le ONLUS. Auspico che questa cabina di regia, il segretariato tecnico e i vari organi costituiti riescano a comunicare in maniera costruttiva fra loro e che queste misure vengano prorogate oltre i termini necessari allo sviluppo e all'attuazione del PNRR. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rufa. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il ruolo della Lega al Governo è di responsabilità e controllo per il bene dell'Italia. Ripartire con il Covid-19 che ancora incombe sulle nostre vite e avere comunque un fiume di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza non lascia il tempo per opportunità politiche, a prescindere. Il nostro compito primario è solo quello di collaborare per migliorare provvedimenti che rimarranno regole per la crescita e soprattutto debiti economici e culturali per i nostri figli. Ammettiamo sia necessario, perciò, convertire in legge con urgenza il decreto-legge del 31 maggio 2021, n. 77, ovvero il decreto semplificazioni- bis , perché reca disposizioni opportune anche per la gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel provvedimento si definiscono i rapporti tra le amministrazioni e il monitoraggio e il dialogo con le autorità europee, lasciando la cabina di regia a vari Ministri e Sottosegretari guidati dal Presidente del Consiglio. Si tratta di un PNRR di oltre 200 miliardi di euro: circa 65 di sovvenzioni e 130 di prestiti; circa un miliardo e mezzo di just transition fund e 13,5 di React-EU. Sono un fiume di soldi, strutturato e semplificato in sei missioni. Se però nella vita pubblica e amministrativa non siamo pronti e preparati, questo fiume si seccherà, lasciandoci privi di strutture e vantaggi e solo con debiti, problemi e rimpianti. Il decreto semplificazioni- bis , infatti, continua nello snellimento delle procedure burocratiche. Vediamo di buon'occhio, tra le novità presenti nei 67 articoli (poi arrivati a oltre 120), le norme in materia di superbonus, tra cui la possibilità che sia solo la CILA l'unica comunicazione necessaria anche in caso di interventi di tipo strutturale e di prospetti e che eventuali variazioni in corso d'opera si comunichino anche a fine lavori. Valutiamo con favore la semplificazione dell'accesso al superbonus anche da parte dei condomini (se n'è compresa la necessità, perché solo il 10 per cento delle 12.754 domande proveniva proprio da essi), nonché la semplificazione, perché non è più necessaria la richiesta dell'attestazione di stato legittimo dell'immobile. Quest'ultima lascia così spazio a migliori interventi di efficientamento energetico e sismico, perché sono da sempre complessi e onerosi: si valutano in circa 110 milioni, che possono così essere messi a disposizione per le migliorie. È prevista la massima semplificazione per gli investimenti in edilizia libera, per i quali basterà una semplice descrizione e dichiarazione. Si conferma il superbonus per l'eliminazione delle barriere architettoniche, che si estende inoltre, per attività di prestazioni di servizio sociosanitari e assistenziali e per immobili quali - ad esempio - collegi, convitti, orfanotrofi, ospizi, caserme, conventi, case di cura e ospedali per gli addetti ai lavori nelle categorie B1, B2 e D4. L'ampliamento della semplificazione riguarda anche la digitalizzazione: dall'articolo 38 sulle notifiche digitale agli atti della pubblica amministrazione. Vi sarà l'introduzione della possibilità di delegare, a mezzo DSG (sistema di gestione deleghe) ad altro soggetto, l'accesso per il proprio conto o servizio on line e di conferire, modificare o eleggere il proprio domicilio digitale. Nell'articolo 38- ter è previsto, per i gestori di servizio di pubblica utilità e agli operatori di telefonia di reti televisive e comunicazioni, l'obbligo di trasmettere agli utenti in tempi opportuni (almeno quaranta giorni) l'eventuale sospensione delle forniture. Gli articoli 38 e 39 sono propedeutici se vogliamo veramente autostrade digitali per la pubblica amministrazione. Si riduce a tre mesi, partendo da sei mesi, il termine per la conclusione dei procedimenti in materia di installazione di reti di comunicazione elettronica. Per affrontare queste sfide abbiamo bisogno di gente competente. Occorrono responsabilità, controllo e capacità. Seneca diceva che non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto. Ed allora svegliamo gli anestetizzati del reddito di cittadinanza e iniziamo a lavorare tutti, perché c'è molto da fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Di Girolamo. Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, vorrei concentrare il mio intervento sul tema dei lavori pubblici e provare a interpretare la visione del MoVimento 5 Stelle sulle fasi di realizzazione di un'opera da parte della pubblica amministrazione. I lavori pubblici nel decreto-legge semplificazioni rivestono un ruolo di primaria importanza. L'enorme quantità di denaro che stiamo per ricevere dalla Comunità europea non va semplicemente speso, ma deve essere per l'Italia una forma di investimento che dia immediate ricadute sull'economia del Paese per un immediato rilancio. Per questo le semplificazioni possono essere intese non come una mera spinta alla spesa rapida e forsennata, ma come una vera e propria proiezione al futuro di quello che sarà il patrimonio infrastrutturale del Paese. Per avere un'infrastruttura resiliente e che garantisca longevità bisogna necessariamente partire dalla centralità della progettazione, perché un progetto concepito e fatto perbene permetterà di avere un'infrastruttura rispondente alle finalità per le quali è stata ideata. (Applausi) . La centralità del progetto è quindi un vero e proprio dogma, e la vera necessità sarebbe quella di revisionare il codice degli appalti. Sarebbe essenziale avere tre codici diversi e distinti rispetto a quello attuale, che invece racchiude in sé lavori, servizi e forniture. Ognuno di questi tre settori ha una specificità e peculiarità diversa ed è per questo motivo che andrebbero distinti nettamente tra loro. Per quanto riguarda il subappalto, in questo decreto-legge se ne modifica la disciplina con alcune norme che entrano in vigore immediatamente ed altre che hanno efficacia differita, a decorrere dal 1° novembre 2021. Tra quelle che entrano in vigore subito vi è la norma che dispone che, fino al 31 ottobre 2021, il subappalto passerà dal 30 per cento ad un massimo del 50 per cento. Viene di conseguenza abrogato l'articolo 1, comma 18, del decreto-legge sblocca cantieri, che prevedeva una norma transitoria che fissava la quota massima al 40 per cento fino al 31 giugno 2021.