[resaula]

l'ultimo passaggio nell' iter della sperimentazione, prima dell'autorizzazione alla dotazione, prevedeva lo svolgimento di prove balistiche, il cui esito è stato negativo, in base alla nota diffusa dall'Ufficio coordinamento e pianificazione delle forze di polizia, per il rilevamento di alcuni malfunzionamenti delle stesse armi, che sarebbero potute diventare pericolose, sia per i cittadini che per gli agenti, a causa della mancanza di precisione dei dardi; con circolare del 21 luglio 2020 il Ministero ha comunicato la non aggiudicazione della fornitura delle pistole ad impulso elettrico della Axon Public Safety Germany, vincitrice del bando di gara indetto per la fornitura del modello TX2, ed il ritiro degli stessi dispositivi già in dotazione alle forze dell'ordine; una serie di ricercatori, che hanno effettuato degli studi su questo tipo di armi, hanno dichiarato che le morti possono essere rare quando i Taser vengono utilizzati correttamente, ma in una situazione di emergenza è estremamente difficile accertare se la condotta di chi spara sia stata adeguata; recentemente la Polizia americana ha iniziato la sperimentazione di una nuova arma non letale, la BolaWrap100, tipologia di pistola che spara un laccio di kevlar lungo oltre 2 metri ed in grado di intrappolare una persona ad una distanza di 3- 8 metri; tale nuovo dispositivo viene considerato strumento efficace per tutte quelle situazioni in cui gli agenti vogliono bloccare in modo non violento una persona che non obbedisce agli ordini, soprattutto perché in pochi secondi consente agli agenti di neutralizzare l'individuo; questo stesso dispositivo è stato presentato, oltre che negli Stati Uniti, anche in Australia e Nuova Zelanda; il Bola Wrap potrebbe sostituire efficacemente il Taser, e consentire di immobilizzare le persone in modo meno violento; chi opera nello svolgimento delle proprie funzioni non agisce nel proprio interesse, ma in quello dello Stato, perseguendo pertanto in quel momento finalità di interesse pubblico; le dotazioni delle forze di polizia devono essere costantemente adeguate alle nuove tecnologie e con gli strumenti più idonei a garantire, sia l'efficacia e la sicurezza dell'intervento, che le dovute garanzie a chi opera per la sicurezza del Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare il nuovo dispositivo Bola Wrap, arma inoffensiva, che consentirebbe, senza il contatto fisico con i violenti, di bloccarli, evitando che loro azioni possano produrre pregiudizio o danni alla sicurezza dei cittadini, garantendo quindi alle forze dell'ordine l'uso dello stesso dispositivo nel rispetto delle necessarie cautele per la salute e l'incolumità pubblica. Atto n. 4-05012 PAVANELLI DE LUCIA RUSSO SANTANGELO TRENTACOSTE COLTORTI PRESUTTO DONNO MANTOVANI ROMAGNOLI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta agli interroganti: il 3 marzo 2021 il procuratore capo della Repubblica di Terni, a seguito delle indagini svolte in coordinamento e collaborazione con il nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Terni, ha emesso una serie di provvedimenti giudiziari nei confronti della dirigenza aziendale pro tempore dell'impresa Treofan Italy S.r.l. per il reato di truffa aggravata in danno dello Stato, di cui all'art. 640, comma 2, punto n. 1) del codice penale, avendo indebitamente richiesto ed ottenuto dall'INPS l'erogazione di una somma pari a 15.453,05 euro a titolo di cassa integrazione con la causale "emergenza da Covid-19"; la Treofan Italy S.r.l. ha sede legale a Milano, codice ATECO 20.6 - Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali, mentre lo stabilimento produttivo interessato dall'inchiesta della Procura della Repubblica è situato a Terni; la Treofan Italy S.r.l. è parte di una multinazionale di imprese, controllata dalla Treofan Germany GmbH, a sua volta facente parte del Gruppo O.P. Jindal, una conglomerata internazionale avente base mondiale in India; la Procura della Repubblica di Terni ha inoltre formulato ulteriori gravi ipotesi di reato nei confronti della dirigenza della Treofan Italy S.r.l. , giacché dalle indagini svolte emergerebbe un preordinato disegno volto a far apparire una falsa situazione di crisi aziendale, in quanto come dichiarato dal procuratore capo di Terni: «… la flessione della produzione era stata palesata all'Inps artificiosamente per celare una preordinata politica aziendale che nel tempo, progressivamente, ha visto dirottare gli ordinativi dalle linee di produzione ternane in favore di quelle delle sedi tedesche della società Treofan Germany Gmbh (controllante della Treofan Italy Srl) ovvero della sede brindisina della Jindal Film Europe Brindisi Srl, imprese facenti parte del medesimo Gruppo Jindal. L'accesso alla cassa integrazione sarebbe dunque stato strategico al solo fine di creare le condizioni favorevoli allo svuotamento del magazzino della sede ternana dei prodotti finiti e delle materie prime, per un valore di circa 11 milioni di euro, aggirando in tal modo il blocco delle portinerie innescato dallo sciopero indetto dai sindacati nei primi giorni del mese di agosto 2020»; il procuratore capo di Terni ha ulteriormente aggiunto nella conferenza stampa sull'operazione svolta: «… la richiesta di sequestro preventivo, ai fini della confisca, è una iniziativa che nasce tramite canali istituzionali, in particolare statali e concentrata solo ed esclusivamente su fatti ritenuti penalmente rilevanti. In occasione della gestione di alcuni istituti messi a disposizione dallo Stato attraverso l'INPS, l'azienda ha utilizzato un canale legato all'emergenza Covid-19. Ciò per un calo di produttività giustificato con la pandemia. Abbiamo ritenuto invece, in base a prove dichiarative raccolte in fase di indagine e nell'immediatezza, che non si è assistito in questa fase, mi riferisco al 2020, ad un calo della produzione, c'è anzi stato un aumento. La cassa integrazione causa Covid prevede un monte ore per l'azienda che ne fa richiesta. Ne sono state chieste 50 mila, con un utilizzo di 2.272 ore: pochissime e che secondo noi sono state usate per spostare le materie prime dalla sede ternana a quella di Brindisi, per un valore di circa 11 milioni di euro, dove sono state poi lavorate»; considerato che: lo scorso 24 novembre 2020 la Treofan Italy S.r.l. aveva inviato comunicazione ufficiale del licenziamento collettivo di 142 dipendenti, 139 dei quali attivi nello stabilimento di Terni, dunque alla luce di quanto accaduto oggi, sulla base delle accuse della Procura di Terni, mettendo in atto l'atto finale e più grave della strategia di falsa crisi aziendale, ovverosia il licenziamento di tutti i lavoratori dello stabilimento di Terni; a seguito di tali azioni da parte della Treofan Italy S.r.l. era stato aperto un tavolo di crisi apposito presso il Ministero dello sviluppo economico, al fine di poter scongiurare tali licenziamenti e risollevare le sorti dello stabilimento di Terni; ritenuto che: