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Tuttavia, tale mappatura non risulta ancora completata a causa di alcune difficoltà nel dialogo e collaborazione tra amministrazioni e organismi coinvolti; nell'ambito della cronicità, secondo quanto scritto nel piano della cronicità del 2016, i servizi di telemedicina possono realizzare le seguenti finalità sanitarie: prevenzione, diagnosi e cura e riabilitazione; proprio nell'ottica di una sempre più robusta integrazione tra ospedale e territorio e nelle nuove forme di aggregazione, la telemedicina è l'esempio di come la tecnologia possa supportare un'efficace operatività, anche ai fini della gestione della cronicità; i vantaggi e i benefici della telemedicina per i pazienti sono evidenti: meno visite a strutture sanitarie e studi medici, minori costi e fastidi da sostenere per gli spostamenti, soprattutto per aree difficili da raggiungere o in cui le strutture sanitarie non siano vicine; trattamento delle patologie, soprattutto quelle croniche; accesso a trattamenti che altrimenti non sarebbero disponibili se non dopo lunghe attese o solo per periodi limitati (come per esempio riabilitazione e terapia di linguaggio per i pazienti colpiti da infarto o ictus eccetera); allo stesso tempo i potenziali vantaggi per il SSN ed i medici non sono trascurabili: incremento dell'equità nell'accesso ai servizi sanitari e a competenze di eccellenza, grazie al decentramento e alla flessibilità dell'offerta di servizi resi. Inoltre può avere effetti positivi sull'efficacia dell'azione e sulla riduzione dei costi da sostenere; è necessario un lavoro nazionale di approfondimento ed aggiornamento delle linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina (approvate il 10 luglio 2012 dall'assemblea generale del Consiglio superiore di sanità) come richiesto da tutti gli stakeholder del settore; proprio durante l'emergenza da coronavirus, numerose Regioni, tra cui il Veneto, la Toscana, la Lombardia e la Provincia autonoma di Trento, hanno emanato delibere attuative sulla telemedicina, basate sulle linee di indirizzo citate, tutte le altre Regioni italiane le hanno recepite; sarebbe utile, a parere degli interroganti, identificare una strategia unitaria che permetta di definire un quadro regolatorio coerente a livello nazionale, al fine di coadiuvare l'utilizzo della telemedicina come strumento di sanità digitale in grado di favorire sia la gestione dell'appropriatezza clinica e prescrittiva, sia l'aderenza terapeutica e l'accessibilità ad elevati standard di servizi nonché per garantire equità territoriale e sostenibilità dei costi, si chiede di sapere quale sia lo stato dell'arte relativo all'attuazione e all'implementazione delle linee guida in materia di telemedicina e se il Ministro in indirizzo non intenda, soprattutto alla luce dell'emergenza da COVID-19, valutare l'opportunità di promuovere, su tutto il territorio nazionale, un protocollo uniforme per la telemedicina e per ogni singola patologia, per la presa in carico e per la gestione dei pazienti con malattie croniche e degli eventuali nuovi casi di Sars-Cov-2 con un monitoraggio degli esiti e della rimborsabilità. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01926 DE PETRIS Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il parco di palazzo Giustiniani a Bassano Romano (Viterbo) rappresenta un bene di particolare rilievo: al suo interno, oltre al polmone verde di 23 ettari, si trova infatti l'omonimo palazzo, collegato al parco da un ponte levatoio e da un giardino all'italiana di particolare pregio; il parco, progettato con viali, piazzette, statue e arredi in pietra, ospitava un tempo uno splendido patrimonio arboreo fatto di lecci, castagni, cipressi, abeti, pecci, alberi da frutto. Tuttavia, a dimostrazione dello stato di incuria che colpisce buona parte del patrimonio artistico e paesaggistico italiano, esso si è trovato negli anni in uno stato di progressivo abbandono, con cumuli di rovi e sterpaglie che rappresentano oggi un rischio per possibili incendi e frane; come intuibile, il parco e la casina di caccia hanno seguito le vicende del palazzo, alternando periodi di disinteresse e spoliazione, favoriti anche dalla gestione privata, a speranze di rilancio legate alla presa in carico da parte del Ministero per i beni culturali, con l'obiettivo di favorire la ripresa delle attività turistiche; all'inizio degli anni 2000, dopo decenni di chiusura al pubblico, il Ministero ha annunciato infatti lavori parziali di restauro (sia sul palazzo che sulla rocca), consentendo aperture settimanali e visite guidate sotto la gestione del polo museale del Lazio, che hanno permesso al pubblico di accedere agli splendidi affreschi del Domenichino, dell'Albani, del Tempesta; è in questo contesto di parziale, ma costante, riappropriazione del bene da parte della collettività che appare del tutto incomprensibile quanto sta avvenendo oggi nel parco, dove i rovi, le sterpaglie, le ortiche, gli alberi caduti e l'incuria sfigurano i viali, coprendo quel che resta delle statue, soffocando essenze arboree plurisecolari e ostruendo il passaggio verso la casina di caccia, sempre più cinta d'assedio dalle erbacce e da una vegetazione fittissima; il luogo, fiore all'occhiello per l'architettura italiana dei giardini, è stato in passato scelto da attori e registi come scenario di film di grande importanza: su tutti "La Dolce Vita" di Fellini, "Il Gattopardo" di Visconti e "Il Marchese del Grillo" di Monicelli; come accennato, tra l'altro, l'attuale condizione di degrado risulta particolarmente rischiosa sia nella stagione più calda, per via degli incendi boschivi, sia nella stagione autunnale, nella quale le piogge possono attivare frane e smottamenti della cinta muraria, che, nello scorso inverno, ha già ceduto in diversi punti; in questo contesto si è innestata nell'ultimo anno un'ulteriore vicenda: una puntuale diffida al Comune di Bassano Romano, presentata il 1° agosto 2019 dal polo museale regionale del Lazio (oggi Direzione regionale dei musei), affinché cessi lo sversamento di liquami fognari comunali in un fosso che attraversa il versante sudest della villa. Secondo alcune analisi effettuate dalla ASL di Viterbo, il fosso presenta oggi livelli altissimi di contaminazione da Escherichia coli; nel febbraio 2018 il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini, in un incontro a Bassano Romano, annunciò lo stanziamento di 4 milioni di euro per il restauro del complesso, con un probabile successivo raddoppio di tali fondi. Tale stanziamento è effettivamente riscontrabile nel decreto ministeriale 11 gennaio 2018, recante approvazione del programma integrativo degli interventi finanziari con i fondi 2007-2013, si chiede di sapere: a quanto ammontino oggi le risorse complessivamente stanziate per la villa Giustiniani di Bassano Romano; quali siano le motivazioni per le quali, nonostante le risorse annunciate, il parco della villa e la casina di caccia al suo interno siano in uno stato di abbandono e degrado, con un forte rischio di incendi e frane;