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come certificato dal dossier "Musei italiani 2014-2017", presentato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nel 2017, il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, dove essi sono custoditi, ha registrato un incremento di visitatori pari al 1.727 per cento nel periodo 2013-2016 (passando dagli 11.522 a 210.598 ospiti), proprio in concomitanza con la riapertura e con il nuovo allestimento dei bronzi, a riprova dello straordinario valore artistico, archeologico, culturale ed economico dovuto all'indotto turistico connesso; le sconcertanti rivelazioni denunciate della trasmissione televisiva "Le Iene" riguardano le clamorose incongruenze tra la documentazione relativa al ritrovamento e i reperti effettivamente rinvenuti ed oggi conosciuti; nelle carte si parla del ritrovamento di "un gruppo di statue, presumibilmente di bronzo" e non solo di due; la descrizione delle statue fatta dal subacqueo che le scoprì non coincide con quelle note; mancano tra i reperti pervenuti almeno uno scudo, un elmo e una lancia che sono invece citati nei documenti relative al ritrovamento; dall'inchiesta televisiva sembra anche esistere un testimone oculare che parla della vendita di un terzo bronzo ad acquirenti americani; data la straordinaria importanza dei bronzi di Riace si rende necessario far luce e dirimere le ombre che offuscano la ricostruzione ufficiale del loro ritrovamento, specie in considerazione delle gravi ipotesi di eventuali trafugamenti o smarrimento di parti o elementi di corredo dei due reperti e all'ipotesi della presunta esistenza di un terzo bronzo: ipotesi sino ad oggi non smentita e non manifestamente infondata e che, pertanto, necessita di attenta verifica, si chiede di sapere quali ulteriori elementi il Ministro in indirizzo ritenga di dover fornire con riferimento ai fatti descritti e in particolare quali iniziative di competenza, anche di natura ispettiva , intenda avviare al fine di chiarire le numerose incongruenze storico-documentali relative al ritrovamento dei bronzi di Riace e accertare l'effettiva esistenza di un terzo bronzo e delle suppellettili di corredo al gruppo scultoreo. Atto n. 3-01222 ARRIGONI BRIZIARELLI PAZZAGLINI BRUZZONE BORGONZONI CAMPARI SAPONARA PISANI Pietro Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'industria che lavora la plastica rappresenta uno dei motori trainanti dell'economia del nostro Paese; secondo quanto riportato dal centro studi "Ucima" (associazione nazionale di Confindustria), per l'anno 2017, l'industria dei costruttori di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio di prodotti conta 228 imprese in Emilia-Romagna, 178 in Lombardia, 75 in Veneto, 72 in Piemonte e 28 in Toscana; su un totale di 7 miliardi di euro di fatturato annui in questo settore, solo l'Emilia-Romagna segna dunque oltre 4,4 miliardi di euro, ovvero il 61,9 per cento del totale, e un numero di addetti pari a 16.968 persone, quasi tre volte in più rispetto alla Lombardia (6.167) e ben oltre il Veneto (3.064 occupati), il Piemonte (2.816) e la Toscana (1.184); oggi diverse aziende perseguono vie innovative, nuove tecnologie in grado di contenere, limitare e ridurre a zero l'impatto ambientale e creare ricchezza economica dal rifiuto potenzialmente dannoso; nell'economia circolare, infatti, che è alla base del riciclo dei materiali, ogni rifiuto diventa risorsa e fonte di ricchezza; questo dimostra che si può fare industria tutelando, allo stesso tempo, l'ambiente; molti Paesi europei sono in questo timonieri dell'economia circolare nel campo della plastica: ad esempio, in Germania, da anni si sono adottate vie virtuose, attraverso lo sviluppo e la regolamentazione della partecipazione pubblico-privata, al fine di incentivare economicamente i comportamenti virtuosi dei cittadini nella raccolta dei materiali destinati al riciclo; il nostro Paese, da un lato, dimostra sempre un'altissima soggezione verso modelli nord-europei imposti dalle strutture tecnocratiche di Bruxelles spesso non adatti alla nostra cultura sociale e giuridica, dall'altro lato, è incapace di recepire le buone pratiche nei fatti dimostratesi efficienti e come tali riproponibili anche nel nostro ordinamento. In Italia si adotta sempre la strada più semplice, sanzionando il mondo produttivo e non incentivando i comportamenti virtuosi che i cittadini potrebbero assumere con politiche più lungimiranti; in Germania, ad esempio, il riciclo valorizza piuttosto il vuoto a rendere attraverso la raccolta fatta direttamente dai consumatori, che riconsegnano direttamente ai punti vendita della grande distribuzione i contenitori ricevendo in cambio buoni acquisto spendibili all'interno delle stesse strutture, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per avviare, in tempi rapidi, uno studio di fattibilità di politiche di contrasto all'inquinamento ambientale attraverso l'incentivazione dei comportamenti virtuosi dei cittadini anche attraverso stipule di convenzioni di partenariato pubblico-privato, volte a mettere in campo un vero sistema, che non vada a sanzionare la nostra industria, ma al tempo stesso sia capace di sviluppare una reale economia circolare. Atto n. 3-01223 CONZATTI GARAVINI SBROLLINI GINETTI PARENTE SUDANO VONO Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: con la legge n. 77 del 2013 l'Italia ha autorizzato la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (cosiddetta Convenzione di Istanbul); nel medesimo periodo della ratifica della Convenzione di Istanbul, anche per il susseguirsi di eventi violenti a danno delle donne, sono state introdotte con il decreto-legge n. 93 del 2013, convertito nella legge n. 119 del 2013, misure finalizzate a contrastare la violenza sulle donne, prevedendo un piano d'azione straordinario e risorse dedicate; successivamente, sulla scorta dell'esperienza del piano straordinario, il Governo ha predisposto il piano strategico nazionale 2017-2020, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri del 23 novembre 2017; il modello di governance definito nel piano strategico 2017-2020 prevede che il coordinamento politico sia affidato all'autorità politica delegata alle pari opportunità con la partecipazione dei Ministri interessati e del sistema delle Regioni e delle autonomie locali per garantire la programmazione, l'attuazione, il monitoraggio e la verifica del piano stesso; prevede altresì che la cabina di regia sia supportata da un comitato tecnico, del quale fanno parte anche le principali associazioni del settore; nel corso del 2019, per dare attuazione al piano strategico nazionale, è stato elaborato e definito un primo piano operativo, approvato dalla cabina di regia;