[pronunce]

Considerato che il Tribunale di Grosseto dubita della legittimità costituzionale, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122 (Disposizioni concernenti proroghe in materia di sfratti, di edilizia e di espropriazione), convertito in legge dall'art. 1 della legge 1° agosto 2002, n. 185, nella parte in cui non prevede che l'opposizione al tribunale, avverso il decreto del giudice dell'esecuzione, sia proposta entro il termine di cui all'art. 617 cod. proc. civ. ; che la questione è manifestamente infondata non essendo condivisibile la premessa – dalla quale apoditticamente muove il rimettente – secondo la quale l'opposizione alla sospensione disciplinata dal decreto-legge n. 122 del 2002 sarebbe sostanzialmente identica a quella promuovibile nell'ambito di una ordinaria procedura esecutiva avverso il provvedimento di sospensione emesso dal giudice dell'esecuzione; che, in effetti, la sospensione disposta dal giudice dell'esecuzione ai sensi degli artt. 623 e 624 cod. proc. civ. costituisce strumento di coordinamento del processo esecutivo con giudizi di cognizione destinati ad incidere sull'esecuzione (opposizioni ex artt. 615 e 619 cod. proc. civ. , contestazioni ex art. 512 cod. proc. civ.) ovvero previsti dalla legge quali fasi del processo esecutivo (artt. 548 e 601), laddove quella di cui al decreto-legge n. 122 del 2002 costituisce una vera e propria (se pur temporanea) negazione del diritto di procedere ad esecuzione forzata; che la disomogeneità dell'oggetto dell'opposizione de qua e di quella agli atti esecutivi comporta che il riferimento all'art. 618 cod. proc. civ. , operato dal decreto-legge n. 122 del 2002, non giustifica l'adozione dell'intera disciplina dell'opposizione agli atti esecutivi come tertium comparationis, ma – conformemente alla lettera della norma, che parla di “modalità di cui all'art. 618” – costituisce un mero richiamo ad una data disciplina del procedimento e del provvedimento conclusivo di esso nonché del regime di tale provvedimento. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122 (Disposizioni concernenti proroghe in materia di sfratti, di edilizia e di espropriazione), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 1° agosto 2002, n. 185, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Grosseto con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 gennaio 2005. F.to: Valerio ONIDA, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 19 gennaio 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA