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in questo caso c'è un ulteriore aggravio della loro situazione per via di questo intervento. C'è inoltre un pericolo di arrivo in Europa da quella zona di foreign fighters in fuga dalle carceri; apprendiamo infatti che a causa dell'arrivo dei turchi e delle milizie che li fiancheggiano diverse carceri sono state aperte, per cui ne vengono fuori dei combattenti che spesso provengono dall'Europa e c'è il rischio che, a questo punto, tornino in Europa per continuare la loro battaglia di fanatismo e di estremismo. Vi è, quindi, anche un interesse specifico da parte da parte nostra rispetto a questa incresciosa vicenda. Inoltre vi è la doverosa solidarietà nei confronti dei curdi, che negli scorsi anni si sono battuti contro l'estremismo islamista di Daesh, dell'ISIS, perdendo molti combattenti uomini e donne e non possiamo pensare di lasciarli al loro destino senza azioni concrete. Purtroppo ho sentito da lei, signor Presidente del Consiglio, delle parole di preoccupazione - sì - per la situazione in cui si trova la popolazione di quelle aree, ma lei ha specificato che devono essere azioni senza alcun carattere militare. Ebbene, noi riteniamo che la proposta di una forza d'interposizione internazionale in quell'area sia l'unica che oggi può avere una qualche efficacia, perché l'embargo sulle armi (supponendo anche che si faccia, poiché vediamo che non abbiamo grandi prospettive neanche questo senso) in questo momento è del tutto inefficace atteso che la Turchia è ampiamente fornita di armi; inoltre le sanzioni economiche, pur doverose, nell'immediato non hanno efficacia. Invece, nell'immediato ci sono centinaia di persone che vengono uccise, per cui chiediamo una proposta dell'Italia per una forza d'interposizione simile a quella che non molto lontano da quelle aree ha avuto un'ottima riuscita. Mi riferisco a quella Forza di interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL), in cui l'Italia ha avuto un grande ruolo, con ottimi comandanti, e che ha dato risultati straordinari al confine sud del Libano (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bossi Simone. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, svegliarsi all'alba, seminare, lavorare e curare la terra: questa è l'arte di saper attendere. Diversamente la nostra terra non darà mai buoni frutti. Le chiediamo, presidente Conte, di andare in Europa a testa alta e difendere la sovranità agroalimentare del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La nostra è un'agricoltura di qualità e lo sarà per sempre. È sbagliato pensare che la nostra competitività si possa e debba basarsi sulla quantità. Sono infatti le nostre eccellenze che ci rendono unici nel mondo. Lo dimostra il fatto che i nostri prodotti sono quelli più contraffatti e che soltanto i nomi utilizzati per commercializzarli evocano la storia, la tradizione e la cultura del nostro Paese. L'agricoltura è un settore strategico che nell'ultimo anno ha visto, in controtendenza con una crisi generalizzata e diffusa, una crescita economica importante. Il nostro mangiare e il nostro bere sono il nostro orgoglio, sono la salute, la ricchezza e il lavoro del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io sono un giovane senatore di campagna, come amo definirmi, e così tanti miei colleghi. Vengo da un paesino, da San Bassano in provincia di Cremona, nella bella pianura Padana, una piccola provincia che vive di agricoltura, dove quelli che lavorano sodo nei campi e nelle stalle li chiamiamo e li chiamo con grande rispetto agricoltori e, con amicizia, contadini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non li chiamiamo come alcuni suoi colleghi - anche se colleghi è una parola impegnativa visto che lei di voti non ne ha mai presi, non si è mai candidato e non è mai stato eletto da nessuno - che chiamano i nostri agricoltori (e li ho sentiti con le mie orecchie in Commissione) "quelli delle mucche". Ci vuole rispetto, signori, ci vuole rispetto e riconoscenza per chi ancora in questo Paese lavora. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vede, Presidente, non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Nel lavoro onesto risiede solo la dignità, la dignità, e bisogna ricordarselo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vede, io vivo in una provincia dove i dazi americani sul grana o sul parmigiano metterebbero in ginocchio tutte le latterie e le nostre aziende agricole. Vivo in quella piccola provincia dove se mi chiedono di difendere un pezzo di grana sarei anche capace di andare di fronte al Padreterno, perché dietro quel semplice pezzo di formaggio c'è tutto il sudore e il sacrificio di persone, di famiglie e di un territorio che non conosce sabati e domeniche, che non conosce Pasqua, Natale e Ferragosto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dietro quel semplice pezzo di formaggio c'è il sacrificio di chi lavora. Mi ha fatto male vederla rinnegare con arroganza, supponenza e superficialità il nostro territorio, il nostro lavoro e la nostra cultura contadina della quale io, a differenza sua, non mi vergogno e non me ne vergognerò mai. Io sono fiero della nostra cultura contadina. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'arroganza con la quale ha liquidato una giornalista di inchiesta che voleva denunciare i rischi per la nostra agricoltura con l'introduzione dei dazi è inaccettabile. Vede, presidente Conte, non basta portare la pochette a due o più punte e parlare di educazione costituzionale. Lo stile è un'altra cosa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E mi permetto di dirle anche che quella pochette elegante su di lei non è altro che un cencio sbiadito. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ABATE (M5S) . Ma come si permette! BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . L'agroalimentare italiano vale 215 miliardi, quasi il 13 per cento del PIL. L' export agroalimentare italiano vale 42 miliardi, perciò se difende le nostre produzioni lei non sta difendendo il nulla, lei le deve difendere. È un suo dovere farlo. Lei deve difendere milioni di aziende e di posti di lavoro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az.) AIROLA (M5S) . Come avete fatto con la canapa! BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Come hai fatto tu con la TAV! PRESIDENTE. Prosegua, per favore. Senatore Airola, lo lasci concludere. (Commenti dei senatori Airola e Montevecchi) . BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . I dazi che saranno applicati a partire dal 18 ottobre dagli USA saranno a rotazione, cioè colpiranno molti prodotti simbolo del nostro Made in Italy e peseranno sul nostro export per un miliardo di euro all'anno così come sono stati impostati.