[massime]

Corte dei Conti - Procedimento disciplinare a carico di magistrato contabile - Esclusione della facoltà del magistrato incolpato di farsi assistere da un avvocato del libero foro - Violazione del principio di indipendenza dei giudici speciali - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento di ulteriori profili.. È costituzionalmente illegittimo l'art. 34, comma 2, della l. 27 aprile 1982, n. 186 e 10, comma 9, della l. 13 aprile 1988, n. 117, nella parte in cui escludono che il magistrato amministrativo o contabile sottoposto a procedimento disciplinare possa farsi assistere da un avvocato. Invero, se la regola contenuta nelle citate leggi che limita ai soli magistrati la sfera dei soggetti legittimati a svolgere l'ufficio difensivo può permanere ove se ne riconosca una ' ratio ' diversa, che prescinda dalla sua originaria caratterizzazione corporativa, ovvero in ragione dell'idoneità tecnica del magistrato che assume la difesa del collega, è priva, tuttavia, di qualunque fondamento giustificativo la conseguente esclusione degli avvocati del libero Foro, ai quali, a causa del loro specifico statuto professionale, l'attitudine a difendere non può essere disconosciuta. Sussiste, infatti, una stretta correlazione tra l'indipendenza del magistrato sottoposto a procedimento disciplinare e la facoltà di scelta del difensore da lui ritenuto più adatto, sicché limitare quest'ultima facoltà significa in definitiva menomare in parte anche il valore dell'indipendenza. - Questione analoga a quella oggetto della sentenza n. 497/2000, relativa ai procedimenti disciplinari a carico dei magistrati ordinari, citata dalla Corte. - Sulla specificità del procedimento disciplinare per i magistrati e sulle differenze con altri procedimenti a carico di personale pubblico, v. citata sentenza n. 182/2008.