[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, lettera b), della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), promosso con ordinanza del 3 luglio 2002 dal Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce, sul ricorso proposto da Coppola Giovanni contro il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, iscritta al n. 11 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 4, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visti l'atto di costituzione di Coppola Giovanni, nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 28 settembre 2004 il Giudice relatore Alfonso Quaranta; uditi l'avvocato Fausto Buccellato per Coppola Giovanni e l'avvocato dello Stato Claudio Linda per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. — Nel corso di un giudizio promosso da un docente precario di conservatorio contro il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce, con ordinanza emessa il 3 luglio 2002, ha sollevato, in riferimento agli articoli 3, 4 e 97 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, lettera b), della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), che disciplina le modalità di prima integrazione delle graduatorie nazionali permanenti, previste all'articolo 270, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), come sostituito dall'art. 3, comma 1, lettera a), della medesima legge n. 124 del 1999. La disposizione suddetta è censurata, in primo luogo, là dove stabilisce che i docenti dei conservatori e delle accademie hanno titolo all'inclusione nelle graduatorie nazionali permanenti, istituite dall'art. 270, comma 1, del d.lgs. n. 297 del 1994, come sostituito dall'art. 3, comma 1, lettera a) , della legge n. 124 del 1999, qualora abbiano superato gli esami di una sessione riservata e abbiano conseguito, nella valutazione dei titoli artistico-culturali e professionali, ai fini dell'inclusione nelle graduatorie nazionali per il conferimento delle supplenze, nonché nelle graduatorie di istituto, un punteggio non inferiore a 24 punti su 40, come richiesto dalla previgente normativa. È prospettata, in secondo luogo, l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, lettera b), della legge n. 124 del 1999, nella parte in cui non prevede, quale requisito per l'ingresso nelle suddette graduatorie, l'inserimento negli elenchi aggiuntivi di cui all'ordinanza ministeriale 21 febbraio 1989, ritenuti analoghi agli elenchi aggiuntivi di cui al decreto ministeriale 13 febbraio 1996, come richiamato dall'art. 1, comma 2-bis, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255 (Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2001/2002), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 20 agosto 2001, n. 333. 2.— Ad avviso del giudice a quo la norma censurata si pone in contrasto con l'art. 3 della Costituzione perché determina una sperequazione: a) tra i docenti delle accademie e dei conservatori e i docenti della scuola secondaria, in quanto solo per questi ultimi, secondo quanto previsto dall'art. 2, commi 1, lettera b), e 2, della legge n. 124 del 1999, l'inserimento nelle analoghe graduatorie permanenti prescinde dal requisito del conseguimento del punteggio minimo sopra richiamato; b) tra i docenti delle accademie e dei conservatori e i docenti di strumento musicale della scuola media, perché solo questi ultimi, secondo quanto previsto dall'art. 1, comma 2-bis, del decreto-legge n. 255 del 2001, accedono alla graduatoria nazionale in ragione dell'abilitazione e dell'inserimento negli elenchi compilati ai sensi del decreto ministeriale 13 febbraio 1996. Secondo il rimettente «la differenziazione normativa tra i docenti di istruzione artistica (conservatorio e accademia) e tutti gli altri docenti della scuola secondaria, risulta discriminatoria e non giustificata da particolari ragioni, che inducano il legislatore a disciplinare più severamente l'accesso alle graduatorie permanenti dei docenti di conservatorio ed accademia rispetto a quello previsto per tutti gli altri docenti». Ad avviso del rimettente, inoltre, la norma censurata si pone in contrasto anche con l'art. 4 della Costituzione, dal momento che impone irrazionali limitazioni all'accesso al lavoro da parte dei cittadini, e con l'art. 97 della Costituzione, poiché i requisiti richiesti per l'inclusione nelle graduatorie permanenti dei docenti dei conservatori e delle accademie non risultano idonei ad assicurare una provvista di docenti in grado di garantire il miglior andamento dell'amministrazione scolastica. 3.— Nel giudizio innanzi a questa Corte si è costituita la parte ricorrente nel giudizio a quo, la quale, nel chiedere l'accoglimento della questione, ha sottolineato che il requisito del conseguimento del punteggio di 24 punti è irragionevole, in quanto detto punteggio non consegue all'applicazione di parametri omogenei. Ha, quindi, depositato la circolare n. 1672 del 2002 del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, relativa alle modalità di formazione delle graduatorie d'istituto per l'anno accademico 2002/2003. 4.— Nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha depositato memoria in data 13 agosto 2004. La difesa erariale ha rilevato come la questione di legittimità costituzionale sollevata dal giudice rimettente si basi sull'erroneo presupposto che i docenti della scuola secondaria e i docenti dei conservatori appartengano a categorie analoghe. Ha quindi osservato che le accademie e i conservatori di musica sono storicamente destinatari di specifica disciplina, che ha attribuito loro un particolare status giuridico e li ha distinti da tutti gli altri tipi di scuole, annoverandoli nel sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale. Solo alle accademie ed ai conservatori di musica è attribuita un'ampia autonomia amministrativa, come già previsto dall'art. 255 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297; solo per gli insegnanti di tali istituzioni sono previste procedure concorsuali particolari e più rigorose rispetto a quelle dirette al reclutamento del personale docente delle altre scuole.