[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59); 11 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica);3, commi 5 e 6, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 (Regolamento recante norme sul riordino dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici), promossi con ordinanze emesse il 23 novembre 1999 dal tribunale di Prato, il 4 gennaio 2000 dal tribunale di Oristano, il 30 maggio 2000 dal tribunale di Viterbo, il 12 e il 24 giugno 2000 dal tribunale di Firenze rispettivamente iscritte ai nn. 59, 208, 582, 703 e 704 del registro ordinanze 2000 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 9, 21, 43 e 48, 1ª serie speciale, dell'anno 2000. Visti gli atti di costituzione dell'I.N.P.S. nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 6 febbraio 2001 il giudice relatore Piero Alberto Capotosti; Uditi gli avvocati Antonio Todaro e Carlo De Angelis per l'I.N.P.S. e l'avvocato dello Stato Oscar Fiumara per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che nel corso di diversi procedimenti aventi ad oggetto la spettanza di crediti previdenziali per causa di invalidità civile, i tribunali di Prato, di Oristano, di Viterbo e di Firenze, con ordinanze di contenuto in larga parte coincidente rispettivamente emesse il 23 novembre 1999, il 4 gennaio, il 30 maggio, il 12 e il 24 giugno 2000, hanno sollevato questione di costituzionalità dell'art. 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) per violazione degli artt. 76 e 77 della Costituzione e che il tribunale di Oristano - il cui giudizio riguarda la corresponsione degli interessi legali e della rivalutazione monetaria su assegni previdenziali arretrati - ha sollevato anche questione di costituzionalità del "combinato disposto" del medesimo art. 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998, dell'art. 11 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), dell'art. 3, comma 5 e dell'art. 6, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 (Regolamento recante norme sul riordinamento dei procedimenti in materia di riconoscimento delle minorazioni civili e sulla concessione dei benefici economici), in relazione agli artt. 3, 38 e 97 della Costituzione; che, secondo i giudici a quibus l'art. 130 del decreto legislativo n. 112 del 1998 conferendo, al primo comma, all'Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) la funzione di erogazione degli assegni previdenziali a titolo di invalidità civile a partire dal centoventesimo giorno dall'entrata in vigore dello stesso decreto, e stabilendo, al terzo comma, la legittimazione passiva dello stesso I.N.P.S. per tutti i provvedimenti concessori non assentiti dalle regioni, anche se "antecedenti al termine di cui al medesimo comma 1", violerebbe la legge di delegazione 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa), e quindi, gli artt. 76 e 77 della Costituzione, poiché tale legge, secondo i rimettenti, autorizzerebbe il Governo esclusivamente al conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali, e non potrebbe essere quindi applicata ad un ente nazionale quale appunto è l'I.N.P.S.; che inoltre, ad avviso del tribunale di Oristano, la separazione fra la fase di accertamento sanitario dell'invalidità civile e la fase di concessione dei relativi benefici economici - prevista dal "combinato disposto" dei predetti artt. 130 del d.lgs. n. 112 del 1998, 11 della legge n. 537 del 1993, 3, comma 5, e 6, comma 4, del d.P.R. n. 698 del 1994 - contrasterebbe con l'art. 3 della Costituzione, per la disparità di trattamento tra soggetti beneficiari di prestazioni accertate e liquidate dal medesimo I.N.P.S. e gli invalidi civili, per i quali invece la procedura di accertamento e di liquidazione sarebbe molto più complessa, nonché per irragionevolezza in quanto lo stesso art. 11 della legge n. 537 prescrive la razionalizzazione dei procedimenti in materia; con l'art. 38, poiché la dilatazione dei tempi delle relative procedure vanificherebbe la funzione degli assegni previdenziali di rimediare allo stato di necessità determinato dalla invalidità e infine con l'art. 97, per la distribuzione tra enti diversi delle competenze in materia; che è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'avvocatura generale dello Stato, chiedendo di "verificare la rilevanza" della questione di costituzionalità sulla scelta legislativa di separare il procedimento di accertamento sanitario dell'invalidità dal procedimento di concessione dei benefici economici, sollevata in relazione agli artt. 3, 38 e 97 della Costituzione dal tribunale di Oristano nel corso di un giudizio limitato al riconoscimento di "accessori delle provvidenze già riconosciute"; che secondo il Presidente del Consiglio dei ministri la questione di costituzionalità dell'art. 130 del d.lgs. n. 112 del 1998 in relazione agli artt. 76 e 77 della Costituzione è infondata, in quanto il fondo di gestione presso l'I.N.P.S., previsto da detta disposizione ai fini della erogazione dei pagamenti in esame, riveste "una funzione di mera cassa rispetto all'amministrazione competente", conferita all'I.N.P.S. in conseguenza della "soppressione della relativa struttura amministrativa a livello centrale nell'ambito del Ministero dell'interno", e dalla conseguente individuazione nello stesso I.N.P.S. della "struttura organizzativa a livello nazionale, idonea a garantire l'esercizio di detta funzione in osservanza dei fondamentali principi di snellimento ed accelerazione delleprocedure";