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Atto n. 4-05049 DE CARLO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: in data 29 dicembre 2020 il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ha emanato il decreto concernente il "piano di gestione dei rischi in agricoltura 2021", il quale detta la disciplina in materia di sostegno pubblico alla gestione del rischio in agricoltura sugli interventi ex ante , ai sensi di quanto disposto dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni, dal regolamento (UE) n. 1305/2013, così come modificato dal regolamento (UE) n. 2017/2393, e dal programma di sviluppo rurale nazionale 2014-2020; successivamente, in data 1° febbraio 2021, la competente direzione generale dello sviluppo rurale, con riferimento ad alcune richieste di chiarimento pervenute in merito all'introduzione dei valori standard nel piano di gestione dei rischi in agricoltura (PGRA) 2021, ha pubblicato sul sito istituzionale una circolare, indirizzata alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, all'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, agli organismi collettivi di difesa e, per conoscenza, all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni; la circolare afferma, tra l'altro, che "anche per il 2021 l'agricoltore può assicurarsi con le stesse modalità delle campagne precedenti; resta ferma, pertanto, la piena libertà di contrattazione tra operatori di settore e agricoltori/organismi collettivi di difesa nell'ambito del rapporto privatistico esistente tra gli stessi, senza tuttavia dimenticare che il valore assicurato non può eccedere il valore reale della produzione, in conformità alle disposizioni del c.c. che regolano il comparto assicurativo"; risulta, però, che diversi produttori di vini abbiano riscontrato delle difficoltà gestionali ed operative nella sottoscrizione delle assicurazioni per l'anno corrente rispetto all'anno 2020, con importi massimi di copertura più bassi, ovvero dal 2021 risulta non essere possibile assicurare, come nelle annualità passate, in base a 3 valori (basso, medio, alto) la resa per ettaro del vigneto. Con gli standard VALUE (valori unitari massimi assicurabili ai fini dell'agevolazione pubblica) si è stabilito che ci sono dei valori massimi oltre i quali non è più possibile assicurare; inoltre nella normativa vigente non è possibile rinvenire, ad esempio, valori standard per il cosiddetto biologico, di cui sembra essere ignorato il valore sostanziale di qualità; al fine di tutelare e garantire le produzioni vitivinicole italiane, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato e quali eventuali azioni intenda porre in essere per sanare le fattispecie esposte, fra cui quelle connesse al metodo biologico. Atto n. 4-05050 DE BERTOLDI Al Ministro della salute Premesso che: secondo recenti studi clinici e scientifici, gli anticorpi monoclonali, definiti come proteine omogenee ibride (ottenute da un singolo clone di linfocita ingegnerizzato, molto sfruttati in ambito clinico, sia per scopi diagnostici che per scopi terapeutici), sarebbero in grado di contrastare efficacemente il virus COVID-19, riducendone il tasso di mortalità; le ricerche effettuate sembrerebbero infatti dimostrare che l'efficacia degli anticorpi monoclonali risulterebbe massima nella fase iniziale della malattia, in base alla valutazione del requisito dell'urgenza a cui sembrerebbe subordinata la somministrazione degli anticorpi monoclonali (i cui oneri sono a carico del sistema sanitario nazionale); il 3 febbraio 2021, la commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco, sebbene in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, ha dato il via libera agli anticorpi monoclonali in Italia, con alcune condizioni e limitazioni, per i farmaci destinati a pazienti in fase precoce con alto rischio di evoluzione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda confermare quanto esposto; quali siano i motivi per i quali non sia attualmente consentita la libera commercializzazione degli anticorpi monoclonali in Italia, considerato che, sia in ambito internazionale, che anche nel territorio nazionale, la terapia legata è stata considerata scientificamente efficace, affidabile e idonea al contrasto alla diffusione del virus COVID-19; quali siano infine i criteri per la somministrazione della terapia ai pazienti. Atto n. 4-05051 DE BERTOLDI Al Ministro della salute Premesso che: l'associazione "Avvocatura in missione", in relazione all'emergenza epidemiologica determinata dal coronavirus sull'intero territorio nazionale, è intervenuta pubblicamente, nell'ambito delle procedure previste per le terapie di cura adottate per fronteggiare la pandemia, attraverso una formale richiesta al Ministro in indirizzo, al fine di approfondire i motivi per i quali il servizio sanitario nazionale non abbia considerato sin dall'inizio della crisi sanitaria l'opportunità di curare i malati direttamente nella propria residenza; l'associazione si domanda i motivi per i quali i medici che hanno curato a casa o addirittura attraverso internet i malati di COVID-19, e che hanno riscontrato risultati di guarigione e non di ospedalizzazione, non sono stati ascoltati e considerati adeguatamente, a differenza del personale sanitario prescelto, nei confronti del quale è stata prestata maggiore attenzione attraverso l'uso dei social media ; l'interrogante rileva come il 4 marzo 2021 il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto l'istanza cautelare presentata dai medici del "comitato cura domiciliare COVID-19", ritenendo fondata la richiesta dei medici nel prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni "in scienza e coscienza", contraddicendo pertanto la nota dell'Agenzia italiana del farmaco, che invece aveva previsto nei primi giorni di malattia la sola "vigile attesa" e la somministrazione di paracetamolo; a seguito della decisione del TAR, il documento dell'associazione "Avvocatura in missione" evidenzia pertanto la necessità di una revisione in tempi rapidi delle linee guida ministeriali, al fine di mettere al centro il cittadino con i propri diritti alla libertà, alla salute e al lavoro, rivedendo al contempo l'impostazione del servizio sanitario nazionale per aumentare il numero dei medici di base, fornendo loro gli schemi di terapie che hanno funzionato, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se condivida le osservazioni da parte del "comitato cura domiciliare COVID-19" finalizzate a contrastare tempestivamente gli effetti causati dal virus direttamente a domicilio, tutelando il diritto alle cure senza alcuna limitazione in ogni regione; quali iniziative urgenti intenda intraprendere al fine di rivalutare, alla luce del rapporto tra rischi e benefici, l'utilizzo di terapie precoci domiciliari da parte dei medici nei pazienti delle tipologie indicate dallo stesso comitato. Atto n. 4-05052 BARBARO RAUTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: