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Delega al Governo per l'unificazione delle Forze di polizia e per la riorganizzazione delle funzioni di protezione civile. Onorevoli Senatori. -- La cronaca più. recente ci mostra un’Europa sempre più esposta rispetto al pericolo di attentati terroristici. In questa ottica è importante che anche l'Italia si adegui ad un sistema di sicurezza in linea con i principali Paesi europei. La gran quantità di Forze di polizia presenti sul territorio italiano, spesso mal coordinate, pone l'accento sulla necessità di un riordino delle Forze di polizia. Paesi come la Germania, nonostante abbiano un assetto istituzionale di tipo federale, sono risusciti a contenere il numero di Forze di polizia sul territorio affidando la gran parte delle funzioni in capo ai singoli Land per il tramite Landespolizei . Accanto alle polizie dei Land operano due soli tipi di polizie di tipo «federale», impiegate per lo più nelle questioni concernenti la grande criminalità organizzata, nazionale ed internazionale, e poste inoltre a tutela delle sedi istituzionali federali. La Francia conosce solo tre principali corpi di difesa del territorio. La prima, e più importante, è la Police nationale , posta sotto l'autorità del Ministro dell'interno e, a livello locale, sotto l'autorità dei prefetti e dei nuovi direttori dei dipartimenti di polizia nazionale competenti in materia di sicurezza pubblica, di informazioni generali e di polizia aeroportuale e di frontiera. Ha un ventaglio di competenze vastissimo, inglobando un pò tutte le funzioni di polizia, compresa la grande criminalità organizzata. Accanto alla polizia nazionale troviamo la Gendarmerie , corpo a carattere militare posta sotto l'autorità del Ministro della difesa durante le operazioni militari mentre durante le normali operazioni di polizia è posta sotto la direzione del Ministero dell'interno. Esercita una funzione di polizia militare, di polizia amministrativa e di polizia giudiziaria. Infine troviamo la polizia municipale posta sotto la direzione del sindaco con compiti principalmente in materia di sicurezza stradale e di controlli dei documenti. Infine anche la Spagna conosce all'interno del proprio ordinamento solo due tipi di polizia, una di stampo civile ( Cuerpo national de Policia - CNP), l'altra di tipo militare ( Guardia civil ). Infine ai comuni con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti è consentito istituire una polizia municipale, sotto le dipendenze del sindaco. Dal breve quadro esposto di tipo comparato è possibile evincere come i principali Stati europei si siano dotati di una quantità ristretta di corpi di polizia, mantenendo, nonostante ciò, un significativo quadro di sicurezza e di controllo del territorio. Non è quindi il numero di corpi ad essere sinonimo di sicurezza, quanto piuttosto l'effettiva capacità organizzativa e di coordinamento degli stessi. Il presente disegno di legge tende a modificare strutturalmente la configurazione del sistema di ordine pubblico, sicurezza e prevenzione nel nostro Paese, con la predisposizione di una delega legislativa finalizzata a riscrivere un nuovo modello organizzativo, volto a razionalizzare il quadro normativo sulla sicurezza e dell'ordine pubblico. Per raggiungere tale obiettivo occorre rimodulare le Forze di polizia italiane (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Corpo della guardia di finanza, Corpo di polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato, Corpo dei vigili del fuoco e Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera) secondo una diversa articolazione funzionale. Il primo corpo -- definito «Polizia del territorio» -- assorbirà tutti i compiti e le funzioni di polizia amministrativa, di presidio territoriale, di controllo e sicurezza di interesse esclusivamente locale, finora esercitati dai corpi di polizia locale, dall'Arma dei carabinieri e dalle Forze di polizia dello Stato, assicurando un effettivo controllo generale di tutto il territorio della Repubblica e tutelando a livello locale la popolazione rispetto a tutti i tipi di esigenze e di pericoli connessi con l'ordine pubblico e la sicurezza. Si tratterebbe di personale civile abilitato al porto e all'uso delle armi, con mantenimento della funzione di ufficiale di polizia giudiziaria e della possibilità di delega di funzioni da parte dell'autorità giudiziaria. Se ne sancisce la dipendenza gerarchica dal Ministero dell'interno, con possibilità di dipendenza funzionale dalle amministrazioni competenti per materia ad attivare le predette funzioni di vigilanza e controllo. Il secondo corpo -- definito «Polizia della sicurezza» -- assorbirebbe tutti i compiti e le funzioni di polizia di protezione dei confini nazionali, di contrasto della grande criminalità nazionale ed internazionale, anche di stampo mafioso, di sicurezza nei confronti di attività o minacce terroristiche e di prevenzione di manovre che mettano in pericolo la stabilità finanziaria del Paese. Si crea così un'unica rete investigativa, che assorbirebbe le competenze di Polizia di Stato e Arma dei carabinieri (ed in prospettiva con l'unificazione di tutti gli attuali organi speciali di polizia giudiziaria: DIA, ROS, SCO, GICO e Nuclei antisequestro di persona). Si tratterebbe di una struttura di contrasto al crimine organizzato, che, proprio per la caratteristica qualificante dell'accordo associativo e per il collegamento con analoghe organizzazioni straniere, avrebbe la funzione di agire in modo particolare nelle regioni che sono interessate dalla loro presenza. Il tessuto parassitario e criminale di queste organizzazioni assorbe continuamente e indebitamente la ricchezza «sana» del nostro Paese ed è importante creare un corpo ad hoc che abbia il compito di debellare questo annoso problema, molto radicato in Italia. Va quindi creata una struttura complessiva, con un'organizzazione delle funzioni e degli uomini tale da porre in essere un'incisiva azione di repressione del crimine mediante una rete di accertamento degli illeciti penali all'avanguardia. Con questa nuova struttura, l'investigazione dei reati di carattere organizzato riceverà un impulso tale da farle raggiungere un'efficienza molto più elevata di quella attuale, permettendo una progressiva riduzione della grande criminalità organizzata. La lotta alla criminalità si tradurrà, nel medio periodo, in un grande vantaggio per la collettività, sia dal punto di vista della sicurezza del territorio sia sul versante economico. Va così assicurato un adeguato e specialistico svolgimento delle diverse attività che devono essere esercitate in modo unitario o che necessitano di particolari specializzazioni. Si dispone il mantenimento, per i relativi componenti, dello status di militari (con apposita formazione integrativa); la dipendenza gerarchica sarebbe dal Ministero della difesa e quella funzionale -- salva la funzione di ufficiale di polizia giudiziaria e la possibilità di delega di funzioni da parte dell'autorità giudiziaria -- discenderebbe dal Ministero dell’interno per i compiti di polizia e, a livello decentrato, dal prefetto territorialmente competente. Il terzo corpo -- definito «Polizia delle coste» -- avrebbe il compito specifico di tutela delle coste italiane, sempre più esposte a preoccupanti fenomeni che necessitano di interventi puntuali e specialistici. La Polizia delle coste sarebbe guidata dall'attuale Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera, che già da tempo svolge egregiamente il proprio compito di tutela delle acque. Confluirebbero quindi nella Polizia delle coste tutti i vari corpi delle diverse Armi che oggi si sovrappongono, spesso senza un valido coordinamento, alle funzioni di tutela del mare.