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Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, il provvedimento al nostro esame ha un titolo che sembra annunciare un contenuto complesso, particolarmente tecnico («Disposizioni in materia di tutela giurisdizionale nel procedimento elettorale preparatorio per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica»). Colleghi, è quindi un nostro dovere comunicare all'esterno di quest'Aula che si tratta di un provvedimento che fondamentalmente statuisce una questione semplice, ma molto importante - come è stato ricordato dai colleghi nei precedenti interventi - ovvero la necessità di dare seguito a un monito della Corte costituzionale. Quest'ultima, in una sua sentenza, ha ravvisato un vuoto di tutela giurisdizionale rispetto al contenzioso eventuale che si può creare nel procedimento elettorale preparatorio, per cui, nel caso di ricusazione di liste e incandidabilità, chi intende adesso ricorrere ha solo un rimedio di natura amministrativa, ovvero ricorrere all'ufficio centrale o all'ufficio nazionale elettorale. La Corte costituzionale ha ravvisato, invece, la necessità di una tutela giurisdizionale forte che sia riconducibile - come è prescritto dal nostro ordinamento - a un giudice naturale che non può che essere il giudice amministrativo, come la stessa Consulta ha riconosciuto in precedenti sentenze. La questione importante che si vuole qui sottolineare, in quanto presenta anche un carattere di attualità, è proprio il dialogo che c'è tra la Corte costituzionale e un altro organo costituzionale, quale il Parlamento. La Corte in molti casi ha indicato la strada da seguire al legislatore, pur rispettando i margini e la discrezionalità che, nel perseguire questo obiettivo, nel dibattito parlamentare il legislatore deve avere. È importante perché la Corte costituzionale l'ha fatto in diversi modi, con sentenze anche recenti, stabilendo una data entro la quale sarebbe subentrata una pronuncia di incostituzionalità (ovvero, se il legislatore non avesse provveduto entro questa determinata data, sicuramente la Corte avrebbe dichiarato incostituzionale quel provvedimento). Abbiamo esempi molto specifici di questo, come la questione dell'ergastolo ostativo e quella dell'assistenza al suicidio. Ci sono, quindi, delle sentenze molto importanti che la Corte ha emesso, perché sta seguendo l'evoluzione della società e del nostro vivere quotidiano, che ha bisogno di regole. Questo invito al legislatore, pertanto, non può cadere nel vuoto, come spesso accade ed è accaduto in molti altri casi. L'importanza di tale legge sta nel fatto che le forze politiche abbiano deciso, in maniera concreta e operativa, di dare seguito al monito della Corte costituzionale e di provvedere a colmare un vuoto. Naturalmente lo si è fatto - anch'io desidero rimarcarlo - a seguito di un'indagine in Commissione, un affare assegnato che ha dato l'occasione ai membri commissari di ascoltare costituzionalisti ed esperti, di farsi un'opinione, di leggere nei resoconti la storia della vicenda, di quello che è stato definito un nodo che è stato oggetto anche di una legge precedente, senza essere però mai veramente risolto. Ora tutti coloro i quali, all'esito dell'approvazione definitiva di questa legge, dovranno ricorrere al proprio giudice per vedere soddisfatte eventuali controversie relative a diritti fondamentali - stiamo parlando di effettività di diritti politici e dell'elettorato passivo, che è un tema rilevantissimo - con il ricorso a un giudice amministrativo beneficeranno di quella tempestività che non può esserci in altri casi. La Corte ha esaminato anche il ruolo che la Giunta preposta alle verifiche previste dall'articolo 66 della Costituzione può avere rispetto a questo. La differenza, però, è sostanziale: stiamo parlando di controversie che nascono prima che le elezioni politiche si tengano (quindi nel procedimento preparatorio), mentre la Giunta interviene determinando la correttezza delle elezioni (quindi, sostanzialmente, dei requisiti per l'eleggibilità), ma dopo le elezioni. Vi è pertanto non una sovrapposizione, ma una distinzione di ruoli che deve essere mantenuta. La Corte, poi, si sofferma su un altro dato importante, sul quale il MoVimento 5 Stelle intende intervenire, ovvero la regolamentazione delle firme per la presentazione delle liste. Questo provvedimento esamina e colma il vuoto della tutela giurisdizionale, affidando al giudice amministrativo - e modificando il processo amministrativo - l'aspetto della tutela, ma mancano l'attuazione e il perseguimento dell'obiettivo della regolamentazione delle firme. È un fatto noto a tutti che i giovani movimenti politici e i nuovi partiti spesso non riescano, in tempi sempre variabili e con modalità sempre diverse, a presentare le firme necessarie per poter garantire l'effettiva rappresentatività dei propri cittadini e degli elettori che ne sono sostenitori. È quindi fondamentale rivedere la possibilità di garantire questo spazio e dobbiamo provvedere in tal senso. Intendo, con la nostra forza, presentare un disegno di legge per modificare, rendendola più semplice, la presentazione delle liste e garantire la rappresentatività, che è un obiettivo che non dobbiamo mai perdere e che è nel nostro DNA. Signor Presidente, annuncio pertanto il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle a questo provvedimento, che spero sia il primo di una serie di misure che raccolgano altri moniti della Corte costituzionale, che intende dar seguito in maniera ancora più proficua a questa sorta di collaborazione tra organi costituzionali, così da andare al concreto e al pratico delle necessità della società. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). A questo punto, colleghi, dovremmo sospendere i lavori per la sanificazione dell'Aula. Se non vi sono però controindicazioni, anticiperei gli interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, per poi sospendere e riprendere i lavori alle ore 12. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ROMANO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Signor Presidente, le cronache ci parlano di quotidiani infortuni sul lavoro, purtroppo anche mortali, e di aggressioni nei confronti di chi ha il compito di vigilare sul rispetto degli obblighi prevenzionistici. Il Governo, con il recente decreto-legge n. 146 del 2021, si è mosso sul fronte della sicurezza negli ambienti di lavoro, riportando in capo allo Stato la totalità delle competenze e potenziando gli strumenti di contrasto allo sfruttamento e di tutela dei lavoratori. Tuttavia, mi preme rimarcare che i progetti di potenziamento ed efficientamento della vigilanza in materia di lavoro, previsti dal PNRR, non risultano finanziati. Appare inoltre paradossale che il personale dell'Ispettorato nazionale del lavoro e dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, a cui si applica per legge il contratto collettivo dei Ministeri, sia rimasto fuori dall'armonizzazione delle indennità di amministrazione disposta per il personale ministeriale.