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Per le coproduzioni nel settore dell'audiovisivo, per la prima volta disciplinate da una normativa di settore, è prevista, invece, una quota minima di proprietà dei diritti in capo alle imprese italiane e una percentuale di sfruttamento dell'opera nel territorio italiano. Articolo 7 (Tutela e fruizione del patrimonio cinematografico e audiovisivo -- Cineteca nazionale) [ articolo 24 del decreto legislativo n. 28 del 2004 ] -- L'articolo riprende la disposizione dell'articolo 24 del decreto legislativo n. 28 del 2004 prevedendo che, ai fini dell'ammissione ai benefici della legge, l'impresa di produzione depositi l'opera ultimata, anche in formato digitale, presso la Cineteca nazionale, decadendo, in caso contrario, dai benefici ricevuti. Per proiezioni a scopo culturale e didattico, organizzate direttamente o in collaborazione con altri enti a carattere culturale, la Cineteca si avvale delle copie depositate, in deroga a quanto previsto dalla legge sul diritto d'autore. Il Ministero può avvalersi della copia acquisita dalla Cineteca nazionale per manifestazioni non aventi finalità di lucro. Con decreto del Ministro sono stabilite le modalità applicative della norma. Articolo 8 (Valorizzazione delle sale cinematografiche) -- Introduce misure volte alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio rappresentato dalle sale cinematografiche, sia prevedendo il vincolo di destinazione per le sale storiche, sia introducendo la possibilità che le regioni introducano previsioni urbanistiche ed edilizie dirette, anche in deroga agli strumenti urbanistici, a favorire ed incentivare il potenziamento e la ristrutturazione di sale cinematografiche. Capo II ORGANIZZAZIONE (Articolo 9) Articolo 9 (Funzioni statali) [ articolo 1, decreto legislativo n. 28 del 2004 ] -- La norma definisce le attribuzioni e le competenze del Ministero, volte alla promozione ed al coordinamento delle iniziative in materia di sviluppo della produzione, distribuzione, promozione e diffusione in Italia e all'estero di opere cinematografiche e audiovisive. Tale intervento ha la finalità di evidenziare la missione strategica legata allo sviluppo dell'industria cinematografica e audiovisiva, anche e soprattutto in relazione agli effetti virtuosi che possono essere prodotti a favore dell'intera filiera. Ciò anche in riferimento alle politiche del turismo che dal mondo del cinema e dell'audiovisivo possono trarre significativi benefici, anche attraverso la divulgazione e la diffusione delle conoscenze relative ai beni culturali e paesaggistici, patrimonio di inestimabile valore per il nostro Paese e per l'umanità. Capo III FINANZIAMENTO E FISCALITÀ (Articoli 10-26) Sezione I Finalità e strumenti (Articoli 10-12) Articolo 10 (Obiettivi e tipologie di intervento) -- La norma stabilisce quali siano gli interventi finanziari del Ministero a sostegno del settore, individuati negli incentivi fiscali, nei contributi automatici, nei contributi selettivi e nei contributi alle attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva. Le regole tecniche e le disposizioni applicative delle tipologie di interventi finanziari vengono demandate ad appositi decreti ministeriali. Si prevede altresì che entro il 30 settembre di ciascun anno il Ministro trasmetta alle Camere una relazione annuale sullo stato degli interventi di cui al presente disegno di legge. Articolo 11 (Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo) -- La norma istituisce, presso il Ministero, il «Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo», destinato al finanziamento degli interventi a sostegno del settore, nonché del Piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali e del Piano straordinario per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. A tal fine, a decorrere dal 2017, al Fondo affluisce annualmente una quota pari all'11 per cento, e in misura comunque non inferiore a 400 milioni di euro annui, delle entrate derivanti dalle imposte IRES e IVA, nei seguenti settori di attività: distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; proiezione cinematografica; programmazione e trasmissioni televisive; erogazione di servizi di accesso a internet ; telecomunicazioni fisse; telecomunicazioni mobili. In questo modo, riprendendo il modello francese, si imposta un meccanismo di «autofinanziamento» del settore, reperendo le risorse necessarie per le misure di sostegno a cinema e audiovisivo a valere su una quota parte delle imposte dovute dagli operatori del settore. L'articolo prevede che con decreto del Ministro, sentita la sezione competente per il cinema della Consulta per lo spettacolo, si provvederà al riparto del Fondo tra le tipologie di contributi previsti dalla presente legge, fermo restando che l'importo complessivo per i contributi selettivi non può essere superiore al 15 per cento del Fondo medesimo. Le modalità di gestione del Fondo sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore. Tale decreto dovrà anche stabilire tempi e modi del trasferimento delle risorse -- ulteriori rispetto alle somme di cui all'articolo 36, comma 2 -- da destinare agli interventi di cui alla sezione II del presente capo al programma «Interventi di sostegno tramite il sistema della fiscalità» della missione «Competitività e sviluppo delle imprese» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. In tal modo, si assicura che la gestione dei crediti di imposta previsti dal presente disegno di legge sia affidata al Ministero dell'economia e delle finanze. Infine, la norma prevede che, nell'anno 2017, previo versamento dell'entrata del bilancio dello Stato, al Fondo sono conferite, altresì, le risorse finanziarie disponibili ed esistenti alla data di entrata in vigore della legge sul Fondo per la produzione, la distribuzione l'esercizio e le industrie tecniche previsto all'articolo 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni, nonché le eventuali risorse relative alle restituzione dei contributi erogati a valere sul medesimo Fondo o a valere sui fondi in esso confluiti. Articolo 12 (Requisiti di ammissione e casi di esclusione) [ articolo 5 del decreto legislativo n. 28 del 2004 ] -- La norma prevede che l'ammissione ai benefici previsti dal presente disegno di legge è subordinata al riconoscimento della nazionalità italiana e che, con decreto del Ministro, acquisito il parere della sezione competente per il cinema della Consulta per lo spettacolo, sono individuati i casi di esclusione con riferimento ad alcune tipologie di opere (quali, ad esempio, quelle a carattere pornografico o che incitano alla violenza o all'odio razziale o le pubblicità e le televendite o le dirette di eventi artistici). Sezione II