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Attualmente la materia è regolata dal decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, precedente alla riforma del titolo V della Costituzione, ma successivo al decreto legislativo 31 maggio 1998, n. 112. Si rende in particolare necessaria la revisione degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica, anche alla luce delle criticità emerse dal contenzioso registratosi negli ultimi anni, soprattutto nella relazione tra organi collegiali e dirigente scolastico. Attraverso il criterio di cui alla lettera i) , si intendono adottare misure per valorizzare e garantire la qualità della pratica sportiva sin dal primo ciclo di istruzione e procedere alla riorganizzazione dell'attività sportiva studentesca con una forte connotazione educativa da svilupparsi in modo graduale anche verso forme agonistiche. Appare necessario prevedere forme di pratica sportiva che favoriscano corsi di avviamento sportivo all'interno della scuola e per la durata dell'intero anno scolastico. L'attività a livello di singola istituzione scolastica potrà concretizzarsi sia in autonome iniziative sportive, sia all'interno di un più complesso circuito studentesco. Si tratta di misure che, oltre a favorire l'attività sportiva, contrastano in misura concreta e rilevante i fenomeni di dispersione scolastica. Per garantire il necessario raccordo tra i centri sportivi scolastici, costituiti volontariamente da parte delle singole istituzioni, è previsto che il legislatore delegato definisca, ai fini del coordinamento ed indirizzo delle attività, le modalità di svolgimento, nell'ambito dell'organizzazione del Ministero, delle funzioni di federazione nazionale dello sport scolastico, anche considerando che l'attuale Direzione generale per lo studente, l'integrazione e la partecipazione già prevede, tra le proprie funzioni, l'elaborazione degli indirizzi e delle strategie nazionali in materia di rapporti delle scuole con lo sport (articolo 5, comma 7, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 febbraio 2014, n. 98, recate il regolamento di organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca); funzioni confermate nell'ambito della « Direzione generale per lo studente, l'inclusione e l'edilizia scolastica » secondo il nuovo regolamento di organizzazione il cui iter di approvazione è in corso di perfezionamento. L'articolo 2 reca le disposizioni finanziarie, prevedendo che le norme di delega non debbano comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente disegno di legge è collegato alla manovra di bilancio 2019-2021, come indicato nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) 2018 e confermato dal DEF 2019.. 1 (Delega al Governo) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di provvedere alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni legislative in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e di ricerca, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività assicurando l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina; b coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportando le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e intervenendo laddove possibile mediante novellazione e aggiornamento dei codici o dei testi unici di settore già esistenti; c adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; d indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; e rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni, i dati da fornire e la relativa modulistica, anche adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio; f razionalizzare, eventualmente anche attraverso fusioni o soppressioni, gli enti, le agenzie e gli organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, purché rientranti nel perimetro definito all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, salvo la necessità di preservarne l'autonomia, ovvero attraverso liquidazione di quelli non più funzionali all'assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti, ferma restando la salvaguardia del personale in carico ai suddetti soggetti, qualora incardinato nel rispetto della disciplina normativa sulle assunzioni, nonché la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica; g ridurre il numero di componenti degli organi collegiali degli enti sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e razionalizzare e omogeneizzare i poteri di vigilanza ministeriale; h fermo restando il principio di autonomia scolastica, revisionare la disciplina degli organi collegiali territoriali della scuola, in modo da definirne competenze e responsabilità, eliminando duplicazioni e sovrapposizione di funzioni, e ridefinendone la relazione rispetto al ruolo, alle competenze e alle responsabilità dei dirigenti scolastici, come attualmente disciplinati; i riordinare e promuovere l'attività sportiva studentesca in ogni ciclo di istruzione, tramite la previsione della facoltà di costituire, nel rispetto dell'autonomia scolastica, centri sportivi studenteschi e, ai fini del coordinamento ed indirizzo delle attività, dello svolgimento, nell'ambito dell'organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, delle funzioni di federazione nazionale dello sport scolastico. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri competenti. Sugli schemi di decreti legislativi sono acquisiti il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.