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si va, ad esempio, da un minimo di 50 ore per un corso interattivo via internet , a 600 ore in Campania e a 1.200 ore in Puglia, dove è stato finanziato un progetto formativo nell'ambito delle risorse del programma operativo regionale, per cui anche a livello didattico l'offerta rimane fortemente differenziata. In tale ottica si inserisce la presente proposta di legge che ha come principale obiettivo quello di dare un adeguato riconoscimento professionale, sulla base di criteri e di regole validi su tutto il territorio nazionale, alla figura del mediatore interculturale, attraverso l'istituzione dell'albo professionale e di un percorso formativo adeguato su base nazionale. La presente proposta di legge si compone di quattro articoli: l'articolo l conferisce una delega al Governo per l'istituzione dell'Albo dei mediatori interculturali; l'articolo 2 delinea i principi e criteri direttivi a cui devono informarsi i decreti legislativi adottati dal Governo; l'articolo 3 definisce i requisiti per l'esercizio della professione di mediatore interculturale; infine, l'articolo 4 reca la copertura finanziaria, pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.. Art. 1. (Delega al Governo per l'istituzione dell'albo dei mediatori interculturali) 1. Il Governo, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, le organizzazioni datoriali e sindacali nonché le organizzazioni non lavorative di utilità sociali (ONLUS) operanti nel settore maggiormente rappresentative a livello nazionale, è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti l'istituzione dell'Albo dei mediatori interculturali e dell'Albo delle associazioni di mediazione interculturale, secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti dall'articolo 2. 2. Il Governo è altresì delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti l'armonizzazione della normativa vigente in materia di intermediazione culturale, secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti dall'articolo 2. 3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2 sono inviati alle competenti Commissioni parlamentari ai fini dell'espressione del loro parere. Decorso il termine di sessanta giorni senza che le competenti Commissioni parlamentari abbiano espresso il loro parere, i decreti legislativi sono comunque emanati. Art. 2. (Princìpi e criteri direttivi della delega) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo l sono informati ai seguenti principi e criteri direttivi: a) definizione di un percorso formativo comprendente una formazione di base comune a tutti i mediatori interculturali su comunicazione e su legislazione del lavoro, comprese salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e una formazione specialistica relativa alle norme tecniche e specifiche di ogni settore, area socio-sanitaria, area educativa e scolastica, sicurezza e giustizia, lavoro dipendente e autonomo, emergenza e prima accoglienza, risparmio e finanze; b) coinvolgimento dei soggetti istituzionali, Stato, regioni, province e comuni, delle parti sociali, rappresentanti dei lavoratori, dei datori di lavoro dipendente e del lavoro autonomo, delle ONLUS, e delle organizzazioni di volontariato nel percorso formativo dei mediatori interculturali; c) utilizzazione dei mediatori interculturali da parte delle istituzioni pubbliche e private nonché delle organizzazioni di volontariato che si occupano di immigrati. Art. 3. (Requisiti per l'esercizio della professione di mediatore interculturale) 1. L'esercizio della professione di mediatore interculturale è consentito previa iscrizione all'Albo dei mediatori culturali istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 1, la cui gestione è demandata al Ministero dell'interno. 2. L'iscrizione all'Albo di cui al comma 1 è subordinata all'accertamento del possesso dei seguenti requisiti: a) laurea in discipline giuridiche, umanistiche, sociali o linguistiche o titolo equipollente riconosciuto dalla normativa vigente e dagli accordi bilaterali internazionali; in alternativa, è riconosciuta la possibilità di iscriversi all'Albo a coloro che, pur non in possesso di un titolo di studio riconosciuto in Italia, dimostrano di essere in possesso di conoscenze idonee ed equivalenti acquisite nei rispettivi Paesi di origine; b) conoscenza della lingua e della cultura italiane e di almeno una lingua e una cultura di un Paese di origine dei cittadini immigrati presenti regolarmente nel territorio nazionale; c) in via transitoria e per sei mesi dalla data di entrata in vigore dei relativi decreti legislativi, è riconosciuta la possibilità di iscriversi all'Albo di cui al comma 1, ai soggetti che hanno maturato una comprovata esperienza presso enti pubblici o privati. Art. 4. (Copertura finanziaria) 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserve speciali» dalla missione «Fondi da ripartire» nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportate, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.