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IL PROCEDIMENTO DI CONCILIAZIONE IN PENDENZA DI GIUDIZIO 118 (Conciliazione concordata in pendenza di giudizio) 1 Per il rafforzamento e la razionalizzazione dell'istituto della conciliazione nel processo tributario, se le parti in pendenza del giudizio, anche in grado di appello, di ricorso per cassazione e di revocazione, raggiungono un accordo conciliativo per la definizione in tutto o in parte della controversia, possono presentare alla segreteria del giudice davanti al quale pende la causa istanza sottoscritta congiuntamente da tutte le parti o dai rispettivi difensori per la definizione conciliativa, totale o parziale, di quanto forma oggetto della controversia stessa. 2 Il collegio, riscontrata la formale ritualità dell'accordo, dà atto della intervenuta conciliazione. Se l'accordo esaurisce l'oggetto del giudizio il collegio pronuncia sentenza di cessazione della materia del contendere. Se l'accordo conciliativo riguarda soltanto una parte di quanto forma oggetto di giudizio, il collegio procede all'ulteriore trattazione della causa e dell'intervenuta cessazione parziale della materia del contendere si dà atto nella sentenza che definisce la controversia. 119 (Istanza unilaterale di conciliazione in pendenza di giudizio) 1 Ognuna delle parti può presentare alla segreteria del giudice davanti al quale pende la causa istanza per la conciliazione totale o parziale della controversia. 2 L'istanza deve contenere a pena d'inammissibilità l'indicazione esatta dei presupposti fattuali e delle ragioni giuridiche su cui si basa, con l'esatta precisazione dell'oggetto della conciliazione e dei relativi effetti tra le parti. 3 Il collegio, se non ritiene manifestamente inammissibile l’istanza, all'udienza invita le parti alla conciliazione fissando altra udienza per il perfezionamento dell'accordo conciliativo a norma dell'articolo 120 o altrimenti per la discussione della causa. 4 Il giudice tributario può trarre argomento di prova ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di proceduta civile. 120 (Verbale di conciliazione) 1 L'intervenuta conciliazione viene fatta risultare a verbale. 2 Il processo verbale, sottoscritto dal presidente del collegio e dal segretario, costituisce titolo esecutivo per le parti private e legittima il soggetto dotato di potere impositivo od esattivo a provvedere, in caso d'inadempimento, alla sua esecuzione nelle forme stabilite dalla legge. 3 Con provvedimenti apicali sono indicate agli uffici le modalità degli accordi conciliativi, anche per quanto concerne la rateizzazione dei versamenti da effettuare e le garanzie che devono essere prestate prima dell'accordo. 121 (Riduzione delle sanzioni amministrative pecuniare) 1 Se la conciliazione ha luogo le sanzioni amministrative pecuniarie si applicano nella misura di un terzo delle somme irrogabili in rapporto all'ammontare del tributo risultante dalla conciliazione giudiziale. 2 Se la conciliazione ha luogo durante il grado di appello, di ricorso per cassazione e di revocazione, le sanzioni amministrative pecuniarie si applicano nella misura del 40 per cento delle somme irrogabili in rapporto all'ammontare del tributo risultante dalla conciliazione giudiziale. IV DISPOSIZIONI FINALI COMUNI 122 (Errore sulla norma tributaria) 1 I giudici tributari, anche d'ufficio, dichiarano non applicabili le sanzioni non penali previste dalle leggi tributarie, se la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferisce. 2 I giudici tributari, anche d'ufficio, dichiarano applicabile la legge nel senso più favorevole al contribuente pienamente accolto dall'interpretazione dell'Amministrazione finanziaria e della giurisprudenza al momento del comportamento del contribuente che ha originato il verificarsi del presupposto impositivo. 123 (Pagamento del tributo in pendenza del processo) 1 Il tributo, con i relativi interessi e senza le sanzioni amministrative, deve essere corrisposto: a per due terzi, dopo la sentenza del tribunale tributario che respinge il ricorso; b per l'ammontare risultante dalla sentenza del tribunale tributario e, comunque, non oltre due terzi se lo stesso accoglie parzialmente il ricorso; c per il residuo ammontare determinato nella sentenza della corte di appello. 2 Per le ipotesi indicate nelle lettere a) , b) , e c) del comma 1 gli importi da versare vanno, in ogni caso, diminuiti di quanto già corrisposto. 3 Le somme riscosse in eccedenza rispetto alla sentenza devono essere rimborsate d'ufficio, oltre gli interessi come per legge, entro e non oltre dieci giorni dalla pubblicazione della sentenza. 4 La sentenza costituisce per il contribuente titolo esecutivo anche se non è passata in giudicato. 5 Le sanzioni amministrative devono essere pagate soltanto al momento del passaggio in giudicato della sentenza. 124 (Sanzioni processuali proporzionali) 1 Le sanzioni processuali devono essere ancorate al canone di proporzionalità e devono sempre prevalere le interpretazioni dirette a consentire al processo tributario di giungere al suo sbocco naturale. 125 (Abrogazioni) 1 I decreti legislativi 31 dicembre 1992, n. 545 e n. 546, sono abrogati. 2 Gli articoli 32, commi quarto e quinto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 52, quinto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 363, sono abrogati. 126 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .