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considerato che, ad oggi, nonostante siano trascorsi due anni dalla sentenza, le motivazioni non sono state ancora depositate, tanto è vero che il comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro, Medicina democratica e l'Associazione italiana esposti amianto, poche settimane fa, hanno inviato una segnalazione al presidente del tribunale milanese, Roberto Bichi, e al presidente della quinta sezione penale, Ambrogio Moccia, per denunciare il grave nocumento subito dalle parti civili, tenuto altresì conto dell'imminente incombenza della prescrizione, che per questa fattispecie di reato consiste in 15 anni a decorrere dall'evento della morte, e che il mancato deposito delle motivazioni, di fatto, impedisce il ricorso in appello per coloro che ne avrebbero facoltà ed interesse, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non intenda, anche a seguito delle segnalazioni al presidente del tribunale di Milano e al presidente della quinta sezione penale, valutare l'invio di ispettori ministeriali presso i Tribunali di Milano e di Pavia, al fine di appurare se non vi siano stati negligenze od omissioni nella vicenda descritta, ovvero se non intenda sollevare la questione dinanzi al procuratore generale presso la Corte di cassazione, affinché sia valutata l'eventuale promozione di un'azione disciplinare. Atto n. 3-00482 ANASTASI DRAGO CATALFO D'ANGELO PUGLIA Al Ministro della giustizia Premesso che: l'istituto penitenziario di Giarre (Catania), aperto nel 1993 come ex casa mandamentale, senza autonomia amministrativa e contabile, inizialmente dipendente dalla casa circondariale di piazza Lanza e destinato in un primo momento ad ospitare solo detenuti tossicodipendenti provenienti da altri istituti, venne riconosciuto nel 2000 dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, istituto a custodia attenuata per tossicodipendenti (ICAT). Divenuto luogo per la detenzione anche di detenuti comuni dal 2008, oggi ne conta 68 (rispetto ad una capienza limite di 58) e soffre da tempo di una grave carenza di organico di Polizia penitenziaria; nel 1993 l'organico era composto da 79 unità, oggi appena 25 effettive (31 formalmente assegnate). Nel tempo, a seguito di trasferimenti, congedi e pensionamenti il personale si sarebbe notevolmente ridotto senza alcun reintegro, finché, negli ultimi anni, l'ufficio del personale del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria di Palermo, per far fronte a tale carenza, avrebbe deciso di provvedere ad integrare il personale con decreti di assegnazione provvisoria; con decreto ministeriale 10 marzo 2016, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia fissò la pianta organica del penitenziario di Giarre in 44 unità. Il decreto ministeriale 2 ottobre 2017, in attuazione della legge 124 del 2015 (cosiddetta legge Madia), stabilì una riduzione d'organico per tutta la Sicilia del 12 per cento, da 4.770 unità a 4.230. A causa dell'apertura di nuovi padiglioni detentivi in altri istituti dell'isola, con decreto ministeriale 5 dicembre 2017, il DAP rideterminò in maniera definitiva l'organico in servizio a Giarre, che passò da 44 unità, previste con il precedente decreto, a 34; considerato che: attualmente il personale effettivo risulterebbe di 9 unità inferiore rispetto alla previsione del decreto ministeriale 5 dicembre 2017 e, per tale ragione, le condizioni di lavoro all'interno della struttura a custodia attenuata, dove confluiscono anche detenuti comuni, non sarebbero più sostenibili, profilandosi addirittura un serio rischio di garanzia di ordine e sicurezza; a quanto risulta all'interrogante, il personale lamenta l'impossibilità di fruire dei diritti soggettivi, oltre a denunciare condizioni di lavoro prive di programmazione continuativa, spesso prestando servizio per 11 ore al giorno. Nel tempo molti posti di servizio sarebbero stati soppressi o accorpati, a causa della mancanza di personale di Polizia penitenziaria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non ritenga urgente intervenire per sanare la condizione di carenza strutturata di organico causata dai tagli lineari della cosiddetta riforma Madia, anche al fine di ristabilire normali condizioni di lavoro, con la riattivazione di posti di servizio essenziali, garantendo adeguata sicurezza all'istituto. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01047 ANGRISANI DE LUCIA RICCIARDI URRARO NOCERINO GAUDIANO NUGNES LA MURA ORTOLANI PRESUTTO GIANNUZZI DI MICCO CAMPAGNA DRAGO TRENTACOSTE ROMANO PISANI Giuseppe Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da quanto denunciato nei giorni scorsi da organi d'informazione locale, sarebbe pervenuta al Ministero in indirizzo, al sindaco di Sarno (Salerno) e ad altri enti, in forma anonima, mediante missiva , la descrizione dettagliata di una zona ricompresa nel territorio comunale di Sarno, dove, in passato, sarebbero stati interrati rifiuti tossici di ogni genere ("ilfattovesuviano" del 15 dicembre 2018); nella ricostruzione giornalistica si riferisce addirittura della presenza di scorie radioattive; i luoghi dell'atto criminale sarebbero stati individuati in due appezzamenti di terreno e di una cava di tufo nella zona di Fossa Lupara, nel Comune di Sarno; lo sversamento illegale avrebbe determinato, con alta probabilità, la contaminazione anche della falda acquifera, considerando che la segnalazione relativamente ai rifiuti interrati si riferisce a un'area a ridosso dell'argine del fiume Sarno; considerato che: a seguito della segnalazione anonima, il portavoce del Comune di Sarno ha dichiarato che: "In relazione a un esposto anonimo pervenuto al protocollo del Comune di Sarno su una presunta presenza in località Fossalupara di Lavorate di rifiuti tossici e radioattivi, il Sindaco Giuseppe Canfora e l'Assessore agli Affari Legali Eutilia Viscardi hanno provveduto a trasmettere una nota alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, ai Carabinieri del Noe di Salerno e al Comando della Polizia Municipale di Sarno, affinché pongano in essere tutte le attività di loro competenza a salvaguardia della salute pubblica" ("puntoagronews" del 13 dicembre 2018); il pericoloso fenomeno dello sversamento abusivo di rifiuti riguarda anche il territorio dell'intera area vesuviana, come emerge dall'ultima operazione effettuata dai Carabinieri della stazione di Striano, che hanno denunciato tre persone, colte in flagranza di reato nell'atto di interrare alcuni materiali di risulta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intraprendere con urgenza efficaci azioni di competenza, affinché sia appurata la veridicità delle suddette notizie, garantendo una costante e incisiva attività di monitoraggio sul territorio dell'Agro Sarnese Nocerino, in particolare nei pressi del fiume Sarno.