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Mozioni Atto n. 1-00299 MALLEGNI MASINI BERARDI DAL MAS VITALI STABILE BARACHINI RONZULLI - Il Senato, premesso che: la crisi sanitaria del COVID-19 e tutte le problematiche connesse continuano a mettere in difficoltà anche gli studenti universitari; è necessario avere un sistema universitario che non penalizzi nessuno e che garantisca a tutti i diritti dettati dalla Costituzione con interventi adeguati alle sfide della pandemia; preso atto che: digitalizzazione, espletamento dei tirocini previsti nel pre laurea, didattica ed esami a distanza in diversi casi hanno messo in grande difficoltà gli utenti, i quali si trovano molto spesso a non avere la connessione adeguata con interruzioni non solo delle lezioni ma, ancora più grave, degli esami, i quali non vengono dai docenti riproposti nell'immediato ma rimandati ad altra sessione (si rammenta che in alcuni atenei, per la ripetizione dell'esame, per statuto, è previsto il "salto" di una sessione); tutto ciò comporta ritardi incredibili nel percorso universitario, portando gli studenti ad andare fuori corso con aggravio anche dal punto di vista economico, in quanto in tale situazione è previsto un considerevole aumento delle tasse annuali da pagare, che penalizza soprattutto quei ragazzi che lavorano per potersi pagare gli studi o chi è in condizioni di disagio economico, impegna il Governo, al fine di eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra lo studente e la laurea, in modo da avere il minor impatto possibile della difficile situazione che sta vivendo il nostro Paese, ad adottare tutte le iniziative utili affinché si possa disporre: a) il prolungamento dell'anno accademico 2020/2021, per evitare ricadute negative sulla vita universitaria degli studenti; b) l'abbassamento delle tasse; c) l'aumento delle agevolazioni; d) la sospensione della tassa per chi si dovesse laureare oltrepassando la durata massima del corso di laurea, cercando di abbattere quell'eccessiva burocrazia che non fa altro che danneggiare il percorso di studi; e) la sospensione delle regole che prevedono il "salto" d'appello (con tale pratica è più facile andare fuoricorso) e che si deroghi anche a causa delle difficoltà di collegamento; f) la disapplicazione delle maggiori quote di iscrizione per i fuori corso; g) l'eliminazione degli sbarramenti sui crediti scolastici per accedere agli anni successivi; h) la proroga data per il conseguimento dei crediti formativi universitari. Atto n. 1-00300 PITTONI SAPONARA BORGONZONI ALESSANDRINI VALLARDI LUCIDI AUGUSSORI ZULIANI FERRERO PIANASSO RICCARDI URRARO PELLEGRINI Emanuele RIVOLTA FREGOLENT LUNESU RUFA PUCCIARELLI PISANI Pietro - Il Senato, premesso che: è ormai chiaro che urge un cambio di passo affinché nell'attuale crisi economica, occupazionale e sociale diventino davvero prioritarie la questione educativa e l'effettiva pluralità dell'offerta scolastica; a tal fine si ritiene necessario prendere concretamente in considerazione la possibilità di: sottoscrivere patti educativi di comunità che coinvolgano il Ministero dell'istruzione, le Regioni e i Comuni, generando un'alleanza tra le 40.000 scuole statali e le 12.000 scuole paritarie, al fine di reperire locali e mezzi di trasporto che consentano a tutti gli allievi di frequentare, alle stesse condizioni, una scuola statale o una paritaria, con particolare attenzione alle famiglie che vivono una situazione di difficoltà a causa della pandemia o che condividono l'esperienza della disabilità; prevedere un incremento delle risorse per il pluralismo scolastico in riferimento a qualità e continuità del servizio scolastico ed educativo offerte dalle scuole paritarie, di cui alla legge n. 62 del 2000, e prevedere, a partire dell'esercizio fiscale 2021, la deducibilità della retta versata per studente per la frequenza della scuola pubblica paritaria del ciclo primario e secondario di istruzione, per un importo non superiore a 5.500 euro ad alunno; eliminare ogni discriminazione fra scuola pubblica statale e scuole pubbliche paritarie, per superare l'impari accessibilità in tema di erogazione di fondi, dotazioni e risorse, specie se legate alle criticità e agli oneri determinati dalla pandemia, al fine di garantire la migliore funzionalità dell'apprendimento e la sicurezza sanitaria negli edifici; incrementare il fondo, di cui all'art. 1, comma 616, della legge n. 232 del 2016, destinato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità, allo scopo di riconoscere a ciascun allievo disabile la disponibilità del docente di sostegno, al fine di evitare una grave discriminazione quale quella di negare il docente di sostegno ad allievi svantaggiati, imponendone il costo alla famiglia o alle scuole paritarie che, chiaramente, non sono in grado di sostenerlo; va inoltre evidenziato che le scuole pubbliche paritarie offrono assoluta disponibilità alla rendicontazione dei contributi, rivedendo le linee di finanziamento del sistema scolastico italiano attraverso l'introduzione dei costi standard di sostenibilità da declinare in: convenzioni, voucher , buono scuola, detraibilità, 10 per mille alle paritarie, misura peraltro già proposta dalla Lega con specifico disegno di legge presentato in Senato (AS 1787); la fase 2 del COVID-19 ha reso evidente che la scuola statale, il cui costo annuale a carico della collettività per alunno è pari a 8.500 euro, non è riuscita ad assicurare la ripartenza della didattica per tutti, mentre le scuole paritarie che sono sopravvissute alla carenza di risorse generata dalla pandemia con rette che vanno dai 3.800 euro per la scuola dell'infanzia, ai 5.000 euro per il liceo, hanno comunque assicurato il servizio, impegna il Governo ad avviare una sinergica collaborazione tra scuole pubbliche statali e paritarie, al fine di innalzare il livello qualitativo del sistema scolastico nel suo complesso, rendendolo più equo e, a fronte di un servizio migliore, generando un significativo risparmio di risorse pubbliche. Interrogazioni Atto n. 3-02117 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: nelle ultime settimane il numero dei contagiati da COVID-19 è tornato a salire, con un impatto preoccupante sulle strutture ospedaliere di molte regioni; secondo quanto stabilito in una circolare del Ministero della salute del 23 marzo 2020 avente ad oggetto "Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19", sarebbe stato necessario identificare prioritariamente strutture e stabilimenti dedicati alla gestione esclusiva del paziente affetto da COVID-19, tenuto conto che le attività precipue sono legate alle malattie infettive, assistenza respiratoria e terapia intensiva. Parimenti, le Regioni avrebbero dovuto individuare altre strutture ospedaliere da dedicare alla gestione dell'emergenza ospedaliera non COVID (patologie complesse tempo dipendenti).