[resaula]

Occorre un'azione forte a livello nazionale e a livello continentale affinché tutto quello che serve sia fatto per non entrare in recessione e per non mettere le nostre economie, non parlo solo di quella italiana, in condizione di soggezione rispetto ad altre economie. (Applausi) . Ci siamo risvegliati molto più fragili di prima. Ci siamo riscoperti molto più fragili di prima e anche molta di quella illusione, spinta da una certa insidiosa retorica e ideologia ambientalista a prescindere, ci fa scoprire oggi molto fragili a causa della nostra dipendenza energetica sproporzionata rispetto ad altri partner europei. Non è difficile il confronto con la Francia che si approvvigiona con l'energia nucleare rispetto all'Italia che deve approvvigionarsi con gas che viene dalla Russia e che deve sostituire le provviste di metano con gas proveniente da altri Paesi che per quanto oggi possano essere attenti nei nostri confronti, sono tutt'altro che democrazie stabili, sono tutt'altro che esempi di Paesi in equilibrio. Abbiamo bisogno, Presidente, che questa situazione faccia maturare anche nel nostro Paese la consapevolezza che qualsiasi passo verso una sostenibilità ecologica sia fatto in funzione anche di una sostenibilità socio-economica. (Applausi) . Non possiamo permetterci di creare migliaia, centinaia di migliaia e temo anche milioni di disoccupati, solamente per soddisfare qualche stimolo ambientalista basato solo su ideologie, ma disancorato dalla realtà. Non ce lo potevamo permettere ieri, non ce lo possiamo permettere oggi. Abbiamo bisogno quindi che sia messo un tetto in maniera seria al costo del metano; abbiamo bisogno di azioni a livello europeo che ci consentano di non essere tra i Paesi in difficoltà e certamente avremo bisogno di un'Unione europea in grado non solo di accogliere l'Ucraina come Paese che bussa alla porta, ma anche di garantire a chi ne fa parte un livello di tutela che non può essere lo stesso che l'Unesco garantisce ai suoi siti, pari cioè a zero. (Applausi) . Se si entra nell'Unione europea, ci deve essere un valore politico aggiunto, non solamente una targhetta da mettere alla porta, altrimenti l'Unione europea, che già oggi a 27 fatica a rimanere compatta sulle decisioni, sarà ancora più fragile. È inutile con questo illudere chi sta bussando oggi alla porta che il percorso sia facile, perché oggi c'è una pressione psicologica forte data della guerra. Il percorso è complicato ed è molto articolato. Lo vuole fare, Presidente? Lo vogliamo fare tutti assieme, ma bisogna che le regole su cui oggi si regge l'Unione europea siano riviste, a partire dalle regole principali, quelle economiche e quelle su cui si regge la nostra economia. Ci sono costi, ci sono azioni da decidere, ci sono scelte da fare. Lei va in questo caso in sede europea con un mandato chiaro, va con un determinato mandato affinché sia fatto tutto quello che è necessario per far terminare la guerra in Ucraina. Questa deve essere l'azione principale in sede europea e su qualsiasi tavolo di confronto a livello internazionale. Presidente, noi voteremo la risoluzione di maggioranza, ma ci aspettiamo che ci sia una seria e forte azione determinata per contrastare i costi a cui ho accennato. La grave situazione di siccità che stanno vivendo le nostre Regioni a sviluppo agricolo e i gravi costi sull'energia, con il caro benzina che stiamo affrontando, devono essere risolti subito. Il nostro supporto c'è a questo Governo per risolvere i problemi, il nostro supporto non c'è a questa maggioranza se diventa litigiosa e se viene a far perdere tempo per arrivare a non combinare nulla. Vada avanti, Presidente, e tenga a bada chi all'interno della sua compagine non ha ben chiari questi principi. (Applausi) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, presidente Draghi, colleghi, oggi voglio ribadire con forza un concetto già citato da chi mi ha preceduto: il 24 febbraio è cambiato tutto, perché il 24 febbraio Putin non ha solo dichiarato guerra all'Ucraina, ma ha dichiarato guerra ai valori di libertà e di democrazia dell'Europa. Un attacco violento a quell'idea di Europa, nata sulla proposta di Schuman e sulla visione di Altiero Spinelli, di una nuova forma di cooperazione politica che avrebbe reso impensabile la guerra tra le Nazioni europee. Noi non ci siamo voltati dall'altra parte e fin dall'inizio siamo stati convinti dell'importanza di rispondere in modo coeso, schierandoci al fianco dell'Ucraina contro l'aggressore e garantendo il massimo sostegno, senza se e senza ma. (Applausi) . Sempre in quest'ottica, Presidente, noi supportiamo le domande di adesione all'Unione europea di Ucraina, Repubblica Moldova e Georgia e chiediamo di favorire il percorso di adesione all'Unione europea dei Paesi dei Balcani occidentali. Oggi più che mai serve un'Europa forte e fondata sui principi di coesione sociale e di pace, quella coesione sociale a cui anche lei fa spesso riferimento, Presidente. Noi ribadiamo anche con forza la nostra appartenenza all'Unione europea e all'Alleanza atlantica, cosa peraltro mai messa in discussione, perché la politica del MoVimento 5 Stelle è saldamente ancorata alla Carta delle Nazioni Unite e dell'Alleanza atlantica. Basta falsità e strumentalizzazioni su questo tema. Presidente, siamo convinti che l'Europa debba svolgere quel ruolo diplomatico che forse finora non ha ancora espresso pienamente, per giungere al più presto a un cessate il fuoco che apra finalmente una prospettiva di pace. Il MoVimento 5 Stelle è stato la prima forza politica a sottolineare la necessità di una soluzione diplomatica a questo conflitto, evidenziando che il ruolo di mediatore non può essere svolto solo da Paesi come la Turchia di Erdogan. Ecco perché negli impegni della risoluzione abbiamo voluto chiedere con forza che il Governo si adoperi in tutti i consessi internazionali per la cessazione delle operazioni belliche e il ritiro di tutte le forze militari dal suolo ucraino. (Applausi) . Il fine è favorire la de-escalation militare e potenziare l'azione diplomatica per arrivare alla pace, ribadendo il sacrosanto diritto del popolo ucraino all'autodifesa come sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Tra gli impegni inseriti nella risoluzione di maggioranza, Presidente, noi abbiamo voluto porre anche il tema della centralità del Parlamento, che ha un ruolo fondamentale e insostituibile; un concetto che in realtà dovrebbe essere scontato in una democrazia parlamentare, ma che in modo incomprensibile ci ha visti impegnati da ieri, per quasi ventiquattro ore, in una sorta di braccio di ferro con il Governo. Un confronto che però alla fine ha portato a trovare la sintesi in un testo che prevede un necessario e ampio coinvolgimento delle Camere in occasione dei più rilevanti summit internazionali riguardanti la guerra in Ucraina, ivi comprese le cessioni di forniture militari. (Applausi) . Un coinvolgimento del Parlamento, Presidente, che è funzionale a dare sempre più forza all'azione di questo Governo e non, come qualcuno dice erroneamente, a commissariare il Governo.