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Per questo motivo guardiamo con particolare attenzione al progetto del disegno di legge in tema di salute, ambiente e clima, previsto nella componente C1 della Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che il Governo presenterà alle Camere entro la metà del prossimo anno, definendo una politica sanitaria con approccio one health ,cioè salute unica degli uomini, degli animali, degli ambienti in cui vivono. La politica deve indicare le direttrici lungo le quali deve muoversi lo sviluppo economico. Il presente disegno di legge, novellando anche l'articolo 41 della nostra Carta costituzionale, riserva alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l'attività economica pubblica e privata, non solo a fini sociali, ma anche ambientali; stabilisce che l'iniziativa economica privata non si può svolgere in danno della salute e dell'ambiente, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti, ovvero la sicurezza, la libertà e la dignità umana. Ciò vuol dire che l'iniziativa privata economica è libera, ma non può svolgersi senza limiti nell'unico perseguimento delle finalità del profitto di pochi. È necessario guardare al futuro con gli occhi dei nostri figli e dei nostri nipoti. La tutela dell'ambiente e dell'ecosistema deve essere messa in atto nell'interesse delle future generazioni. È un patto generazionale che deve essere rinnovato e rinsaldato costantemente. Ogni azione sbagliata che compiamo oggi è un torto che facciamo alle future generazioni, è una sottrazione dei loro diritti. Con l'auspicio che possiamo davvero cambiare rotta, perché non abbiamo un pianeta B, concludo il mio intervento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il disegno di legge costituzionale oggi al vaglio in terza lettura intende modificare gli articoli 9 e 41 della Costituzione, introducendo nella legge fondamentale dello Stato la tutela dell'ambiente e della biodiversità, delegando poi il legislatore ordinario a varare norme a tutela degli animali. La nostra Costituzione è stata la prima nel panorama mondiale a prevedere la tutela del patrimonio culturale, storico, artistico e del paesaggio, esprimendo la forte vocazione dello Stato italiano alla conservazione della memoria storica e dei propri tesori. Evidenzio questo perché l'articolo 9 della nostra Costituzione è inserito nella parte relativa ai cosiddetti principi fondamentali, valori immodificabili alla base dell'ordine repubblicano. Di tutela dell'ambiente, invece, si è cominciato a parlare con più attenzione agli inizi degli anni Ottanta. Tali argomenti sono ormai da tempo al centro del dibattito politico nazionale e comunitario, grazie anche alla presa di coscienza delle giovani generazioni, che hanno esercitato e continuano a esercitare forme di pressione verso le istituzioni. (Brusio). Vorrei capire se sento male io. PRESIDENTE. Prego, senatore. Non tutti hanno chiaro che, a volte, quando si è in pochi in Aula, se si parla in sottofondo è ancora più di disturbo. VITALI (FIBP-UDC) . Uno dei primi impegni che il presidente del Consiglio Draghi ha chiesto al Parlamento è stato proprio quello di inserire la tutela dell'ambiente e della biodiversità in Costituzione, ed il Parlamento ha risposto con tempestività, pur non sacrificando l'approfondimento della materia. Infatti, grazie al lavoro svolto in prima lettura in questo ramo del Parlamento e grazie all'impegno della relatrice e alla sapiente conduzione della 1 a Commissione da parte del presidente Parrini, si è contribuito prima a redigere un testo unico delle varie proposte in materia all'esame e dopo a trovare una sintesi ragionevole quando sembrava che il testo poteva essere approvato solo a maggioranza. Il lavoro è stato così sapiente, approfondito e formato dal contributo di tutti i Gruppi che la Camera ne ha preso di fatto soltanto atto. Credo che essere arrivati a questo traguardo, in concomitanza con il forum romano del G20 e della riunione della Cop26 di Glasgow, abbia rappresentato plasticamente come il nostro Paese sia impegnato a migliorare le condizioni ambientali per consegnare alle nuove generazioni un Paese più vivibile, ponendo rimedio alle storture e allo sfruttamento sregolato del nostro territorio. È vero, come qualcuno ha detto, che nella nostra Costituzione la tutela della salubrità e dell'ambiente è già presente, sia pure in forma implicita, in quanto costituisce uno dei presupposti della salute umana tutelata dall'articolo 32; ma averla introdotta espressamente ha evitato di doversi sempre rivolgere alla giurisprudenza costituzionale e di merito in presenza di contrasti interpretativi. Anche la tutela generale dell'ecosistema e della biodiversità, cui rimanda il terzo comma dell'articolo 9, non rappresenta una novità. Infatti, la riforma modificativa dell'articolo 117 della Costituzione ha introdotto, alla lettera s) , la previsione della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema tra le materie riservate alla potestà legislativa esclusiva dello Stato, ed ha attribuito alla legislazione concorrente la valorizzazione dei beni ambientali, con la conseguenza che lo Stato può dettare standard di tutela uniformi sull'intero territorio nazionale, anche incidente sulle competenze legislative regionali. La novità è l'inserimento degli animali tra gli oggetti di protezione costituzionale. Qui vi è stato un lavoro di sintesi, che ha consentito di non togliere il grande consenso a questa norma: si è stabilito, infatti, che sarà il legislatore ordinario a disciplinare modi e forme di tutela degli animali. Per la verità, c'è da dire che il legislatore ordinario ha già prodotto una vasta normativa a tutela degli animali, fino ad introdurre nel codice penale un titolo IX- bis dedicato ai delitti contro il sentimento per gli animali (vedasi la legge n. 189 del 2004). Con l'articolo 41 inizia la Costituzione economica, cioè quelle norme regolatrici dell'attività economica, secondo un presupposto conciliativo proprio dell'Assemblea costituente che, da una parte, sposa lo spirito liberale riconoscendo la libertà dell'iniziativa economica e, dall'altra, l'idea socialista di un'economia programmata orientata a promuovere il progresso sociale. La riforma dell'articolo 41 introduce due nuovi limiti rispetto a quelli già esistenti entro i quali può essere svolta l'iniziativa economica privata. Essa, oltre a non dover recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, non dovrà recare neanche danno alla salute e all'ambiente. Appare chiaro, con questa formulazione, che il nostro Paese si pone in maniera irreversibile verso una transizione ecologica delle attività economiche. Ciò significa che, fatto questo passo, dovremo riflettere su che direzione concretamente intraprendere per rendere effettiva questa transizione. Il riscaldamento globale, elevatosi esponenzialmente negli ultimi anni, è il risultato dello sfruttamento delle materie fossili e del petrolio. Dobbiamo decidere come sostituire queste fonti di energia inquinante con energie pulite. Eolico e fotovoltaico vanno sicuramente bene, anche se bisognerà svolgere una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Faccio un esempio concreto per renderci conto di che cosa stiamo parlando: