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Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, nonché disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge, presentato alle Camere ai sensi dell'articolo 18 dello statuto della Regione siciliana, apporta modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, il quale, insieme al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, ha riformato le circoscrizioni giudiziarie italiane, in attuazione della delega conferita dalla legge 14 settembre 2011 n. 148, recante conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138. Come è noto, la riforma del 2012 ha avuto come conseguenza fondamentale la soppressione di alcune sedi di tribunale e delle relative procure della Repubblica, nell'ottica del contenimento della spesa pubblica e della stabilizzazione finanziaria e di una miglior organizzazione della distribuzione territoriale degli uffici giudiziari. Si ricorda che, già al momento della sua entrata in vigore e poi nelle prime manifestazioni dei suoi effetti, la riforma non era apparsa indolore, poiché era palese che sguarnendo i territori di questi importanti presidi di giustizia e del relativo apparato amministrativo, si andava ad impoverire tutto un contesto, sociale, economico e civile, isolando ancora di più i cittadini delle zone più periferiche, con speciale riguardo alle aree interne, che già soffrono da tempo lo spopolamento conseguente alle difficoltà legate alla crisi economica. In Sicilia sono stati soppressi i tribunali di Nicosia (accorpato a Enna), Mistretta (accorpato a Barcellona Pozzo di Gotto) e Modica (accorpato a Ragusa). I territori di Nicosia e Mistretta, collocati nell'entroterra, sono fortemente penalizzati da una rete viaria a dir poco carente e da una rete ferroviaria inesistente. L'ex circondario di Modica presenta il paradosso di una struttura giudiziaria moderna, capiente, realizzata con criteri antisismici, con una spesa impegnata di dodici milioni di euro circa, inaugurata il 29 gennaio 2004 dall'allora Presidente della Camera Pierferdinando Casini, al servizio del tribunale di Modica, soppresso il 13 settembre 2013 in forza del decreto legislativo n. 155 del 2012; a fronte di ciò si nota la situazione del tribunale accorpante di Ragusa, per la cui sede i tecnici nominati dalla presidenza e dalla procura della Repubblica presso quello stesso tribunale hanno segnalato – con nota n. 917 del 5 luglio 2010 e successivamente con nota n. 1611 del 3 ottobre 2013 – nel complesso criticità strutturali, registrando altresì la mancata esecuzione degli interventi di adeguamento e il completamento della pratica relativa alla segnalazione certificata di inizio attività ai fini antincendio. Analoga situazione è riscontrabile per le aree di Salaparuta, Poggioreale, Partanna, Gibellina e Santa Ninfa che facevano capo al circondario di Marsala con le sezioni distaccate di Partanna e Castelvetrano. La loro soppressione ha comportato lo spostamento presso il tribunale di Sciacca con l'impossibilità, a causa dell'assenza di mezzi pubblici, di far spostare i testimoni che vengono accompagnati coattivamente dalle Forze di polizia, con carenza delle stesse sul territorio per i fini a cui sono deputati. Esse vengono inutilmente impiegate come servizio di trasporto presso il tribunale di Sciacca, mentre per Marsala o Castelvetrano vi sono sia il treno sia gli autobus. I detenuti in regime di detenzione domiciliare e affidati in prova fanno capo al magistrato di sorveglianza di Agrigento e il personale dell'ufficio di esecuzione penale esterna di riferimento, a causa della distanza, non si reca nei territori, delegando gli uffici di Trapani, che tardano negli adempimenti in quanto devono interfacciarsi con il tribunale di Agrigento e nelle more il detenuto rimane in attesa per mesi di un provvedimento che, se gestito da Trapani, sarebbe emesso in tempi brevissimi. Gli accertamenti per le indennità di accompagnamento e invalidità vengono trattate dal tribunale di Sciacca, che nomina consulenti tecnici d'ufficio in aree dell'agrigentino molto distanti da raggiungere, per cui i richiedenti spesso con le ambulanze vengono trasportati molto lontano per essere sottoposti a visita, con enormi disagi per le famiglie e per il soggetto invalido. A questo si aggiunge che l'ufficio dell'INPS di Agrigento, per la definizione della pratica, trasmette gli atti a Trapani con tempi per la liquidazione dei compensi che si allungano pregiudicando sempre le suddette fasce deboli. Si ritiene indispensabile far ritornare le citate aree nella circoscrizione marsalese, poiché dallo spostamento sono derivati gravi pregiudizi per gli utenti del servizio, soprattutto perché storicamente Salaparuta, Poggioreale, Gibellina, Santa Ninfa e Partanna hanno sempre fatto riferimento alla provincia di Trapani e nulla hanno a che vedere con l'agrigentino, che risulta difficile da raggiungere soprattutto per i procedimenti attinenti a detenuti e soggetti sottoposti a misura di sicurezza i cui processi si svolgono presso il magistrato di sorveglianza di Agrigento. Lo stesso dicasi per i comuni di Contessa Entellina, Bisacquino, Giuliana, Chiusa Sclafani e Campofiorito, che hanno espresso una specifica richiesta in tal senso con proprie delibere consiliari. In particolare, questi ultimi comuni hanno evidenziato le enormi difficoltà per raggiungere Termini Imerese a causa di diversi fattori, dalla distanza alle condizioni disastrose della viabilità e, non da ultimo, alla mancanza di servizi pubblici di collegamento. In sostanza, mentre sono falliti gli obiettivi di risparmio di spesa e di maggiore efficienza della giustizia, si obbligano gli operatori di giustizia e gli utenti a frequentare edifici fragili, affetti da criticità strutturali e situati in zone soggette a grave rischio sismico. Anche sulla scorta di queste considerazioni, tenendo conto che la concentrazione dei « servizi giudiziari » solo presso i tribunali delle città capoluogo di provincia e nei centri maggiori, eliminando i tribunali cosiddetti « minori », ha reso estremamente gravoso l'accesso alla giustizia, anche a causa delle estensioni territoriali dei circondari giudiziari, dell'inadeguatezza antisismica delle loro sedi, delle difficili condizioni orografiche, logistiche e infrastrutturali, senza tra l'altro produrre né una minore spesa né l'accelerazione dei procedimenti giudiziari né una migliore resa qualitativa o quantitativa della macchina giudiziaria, con il presente disegno di legge si vuole innovare il sistema delineato dal decreto legislativo n. 155 del 2012, attribuendo un ruolo attivo e propositivo alle regioni interessate.