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Segnala poi l'importante norma di semplificazione introdotta con l'articolo 39- ter che dà soluzione alla problematica delle lievi difformità edilizie e alle pratiche pendenti ai fini dell'accelerazione delle attività di ricostruzione e riparazione degli edifici privati, ai sensi dell'articolo 1- sexies del decreto-legge n. 55 del 2018. Ricorda infine quanto previsto dall'articolo 16- bis che affronta la problematica venutasi a creare a seguito della chiusura al traffico per motivi di sicurezza del ponte ferroviario e stradale di Paderno d'Adda: la Camera dei deputati, infatti, ha attribuito il relativo potere commissariale all'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italia S.p. A. al fine di consentire la manutenzione straordinaria del ponte. Il senatore D'ARIENZO ( PD ) si esprime preliminarmente sul tema del condono, non reputando che questo possa rappresentare una soluzione bensì solo una modalità per aggravare i problemi: le abitazioni condonate, ove ricostruite, sarebbero infatti esposte agli stessi rischi in caso di sisma. Si sofferma poi sulla città di Genova, notando che a quasi tre mesi dalla tragedia restano ancora aperte molte questioni: mentre alcune disposizioni del decreto sono condivisibili, altre non danno le risposte sperate. Nel testo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, a fronte di quanto promesso, non si trovava infatti riscontro di quanto promesso né delle soluzioni prospettate. In sede di esame alla Camera poi, mentre la parte riguardante Genova è stata praticamente riscritta, ben poche modifiche sono intervenute sugli altri capi del testo, a testimonianza di quale fosse la vera emergenza e di come quella tragedia sia stata utilizzata per sanare situazioni prive di tale carattere urgente. Nota anche come il commissario sia stato nominato solo a seguito di vibranti proteste provenienti dal territorio e di come alcune questioni, come quella degli sfollati, siano state affrontate e risolte nel corso dell'esame alla Camera, mentre resta insoluta una parte importante delle emergenze createsi nel capoluogo ligure: sarebbe stato infatti opportuno affrontare, nell'ambito del decreto, la realizzazione della Gronda e del Terzo valico, opere necessarie per la città che invece si trovano a essere vittime di una visione ideologica e a proprio avviso errata propugnata dalla maggioranza di governo. Si unisce alle critiche degli altri componenti del proprio Gruppo sulla mancata effettuazione di audizioni presso il Senato, ricordando che le norme su Genova sono state riscritte presso l'altro ramo del Parlamento proprio a seguito del ciclo di audizioni: sarebbe allora stato opportuno risentire quegli stessi soggetti per verificare la rispondenza del nuovo testo alle esigenze emerse in quella sede. Il Gruppo del Partito democratico, pur ritenendo che nel provvedimento vi siano disposizioni condivisibili, esprime tuttavia il timore che il non aver affrontato il tema delle infrastrutture necessarie alla città produrrà un danno. Ravvede infine l'opportunità di affrontare in questa sede anche altre emergenze, come quelle dei fenomeni meteo degli ultimi giorni, e si riserva di effettuare approfondimenti al riguardo. La senatrice PINOTTI ( PD ), dopo aver incidentalmente sottolineato che la richiesta di audizioni avanzata dal Gruppo del Pd non è stata fatta per allungare i tempi della discussione dovendo comunque restare circoscritta nei tempi della procedura parlamentare prevista, fa presente che il decreto-legge originariamente approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso settembre è stato profondamente modificato dalla Camera, soprattutto nella parte concernente la città di Genova. Ricorda come il testo originariamente varato dall'Esecutivo risultasse in alcuni passaggi di difficile applicazione, citando a questo proposito il caso delle norme concernenti la demolizione e la rimozione delle macerie di ponte Morandi, e che soltanto a seguito delle correzioni approvate dalla Camera talune disposizioni sono state rese effettivamente operative. Sottolinea come l'urgenza di dettare norme di immediata applicazione per risolvere il complesso delle situazioni emergenziali della città di Genova sia enorme: esemplare a tale riguardo è la risoluzione dei problemi che incombono sul porto cittadino, caratterizzato da un enorme movimento di merci e che gioca un ruolo centrale non soltanto nell'economia regionale ma dell'intero territorio nazionale. Il porto, per poter svolgere appieno le sue funzioni, necessita di una viabilità adeguata, in assenza della quale si blocca l'economia dell'intera area. A tale riguardo, intervenire sulla viabilità in tempi rapidi è essenziale al fine di evitare che gli operatori economici possano prendere in considerazione l'ipotesi di spostare le proprie attività in altre realtà portuali più attrezzate da un punto di vista infrastrutturale. In un quadro di miglioramento del sistema viario della città di Genova ritiene importante la realizzazione di opere quali l'Autostrada di Gronda ed il Terzo valico. Sottolinea poi come manchino ancora tra le norme del provvedimento previste per la città di Genova alcuni importanti passaggi, quali ad esempio: la mancata indicazione di una zona arancione, che evidenzi come i disagi causati dal crollo del ponte Morandi si siano irradiati ad una fascia molto più ampia di quella della cosiddetta zona rossa; la limitatezza delle risorse stanziate per la Cassa integrazione guadagni, prevista per un solo anno; la mancata indicazione delle risorse necessarie per l'attuazione della zona franca urbana, della quale si individuano solamente gli strumenti; una chiara indicazione di cosa avverrà qualora la Società Autostrade non dovesse pagare i costi per la ricostruzione. In conclusione, segnala il rischio che, nonostante sia nel frattempo intervenuta la scelta del commissario, continuino a sussistere ancora molte situazioni di incertezza anche dopo l'approvazione definitiva del provvedimento in esame. Ciò costituirebbe un pericolo gravissimo per la città di Genova con conseguenti danni incalcolabili. Il senatore MIRABELLI ( PD ) ritiene che il provvedimento in esame doveva mantenere l'impostazione originaria di costituire una risposta all'emergenza venutasi a creare con il crollo del ponte Morandi di Genova. Su tale questione il decreto-legge compie una serie di scelte, alcune condivisibili, altre più discutibili; sicuramente potevano essere effettuati interventi più coraggiosi su temi quali il porto cittadino, il sistema viario ed il sostegno alle imprese. Poiché l'emergenza nella città di Genova costituisce l'aspetto prioritario del provvedimento, il Gruppo del Partito Democratico è disponibile ad offrire la massima collaborazione su tale tematica, al fine di una sua definizione il più celere possibile. Rileva però come in realtà si sia approfittato dell'emergenza venutasi a creare con il crollo del ponte Morandi per inserire nel provvedimento altre tematiche, in particolare il condono nell'Isola d'Ischia, facendo notare come su 46 articoli di cui è composto il testo in esame ben 20 siano dedicati a tale condono. Nega che sussista una situazione emergenziale su tale disposizione; fa presente inoltre che, se da un lato la normativa sul condono nell'Isola d'Ischia non dovrebbe essere applicabile agli abusi effettuati precedentemente al 2003, è anche vero che è prevista l'applicazione delle norme varate per il condono del 1985 che, tra l'altro, non si occupano del dissesto idrogeologico.