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L'articolo 13 affronta una questione di grande delicatezza sociale. Il patrimonio immobiliare pubblico deve diventare il volano per facilitare la ripresa economica e produttiva del Paese, mediante la sua destinazione ad usi economici a favore di imprese, in particolare giovanili. Inoltre, di fronte al dramma dell'assenza di alloggi sociali per le fasce sociali più deboli, per le giovani coppie e per gli anziani, l'articolo impone che il reimpiego del patrimonio pubblico sia volto prioritariamente a sopperire alle situazioni di più grave disagio abitativo. Soltanto dopo tali adempimenti, da attuarsi mediante le più ampie forme di pubblicità, lo Stato potrà procedere alla vendita degli immobili non utilizzabili a questi fini. L'articolo 14 torna sul tema delle politiche per il sostegno delle attività agricole, che versano oggi in gravi difficoltà economiche. In particolare, con l'articolo 15 si prevede l'esenzione dall'imposta municipale propria in favore degli immobili strumentali all'esercizio delle attività agricole. Gli ultimi due articoli, infine, contengono le disposizioni di carattere finanziario e sanzionatorio (articolo 16) e le disposizioni transitorie e finali (articolo 17). Con questo disegno di legge ci proponiamo di salvare il paesaggio italiano da un'ulteriore fase di devastazione urbanistica e di contribuire alla ripresa economica nazionale, utilizzando in modo intelligente il grande patrimonio immobiliare pubblico. Soltanto così si potrà aprire una nuova prospettiva per l'Italia e per le sue giovani generazioni.. 1 (Tutela dei terreni agricoli e contenimento del consumo del suolo) 1 La presente legge stabilisce i princìpi fondamentali per la tutela del paesaggio, per il razionale sfruttamento del suolo nonché per la conservazione e la valorizzazione dei terreni agricoli, al fine di promuovere l'attività agricola e forestale, di prevenire il dissesto idrogeologico del territorio e di promuovere un rapporto equilibrato tra sviluppo delle aree urbanizzate e delle aree rurali mediante il contenimento del consumo di suolo libero, in attuazione degli articoli 9, secondo comma, e 44 della Costituzione, nonché della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000, resa esecutiva dalla legge 9 gennaio 2006, n. 14. 2 Le politiche di sviluppo territoriale attuate dallo Stato e dalle regioni perseguono la tutela e la valorizzazione dell'attività agricola attraverso il contenimento del consumo di suolo e l'utilizzazione agroforestale dei suoli agricoli abbandonati, privilegiando gli interventi di reimpiego e di recupero di aree urbanizzate. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, si intendono: a per «aree agricole», le superfici costituite da suoli produttivi o comunque vegetati, coltivati, incolti o forestali, libere da edificazioni e infrastrutture; b per «aree a vocazione ambientale», le superfici boschive o forestali nonché le aree sottoposte a vincolo ambientale, idrogeologico, forestale o paesaggistico, tutelate ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, della legge 16 giugno 1927, n. 1766, o della legge 6 dicembre 1991, n. 394; c per «aree urbanizzate», le aree individuate dagli strumenti urbanistici vigenti come zone territoriali omogenee di cui alle lettere A), B), D) e F) dell'articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; d per «consumo di suolo», la riduzione di superficie agricola o forestale o di aree agricole o a vocazione ambientale, derivante da interventi di impermeabilizzazione del suolo, urbanizzazione ed edificazione non connessi all'esercizio dell'attività agricola; e per «impermeabilizzazione del suolo», la copertura permanente di parte del terreno e del relativo suolo con materiale artificiale. 3 (Perimetrazione del territorio agricolo e naturale) 1 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni redigono gli atti di perimetrazione della superficie del rispettivo territorio comunale e li trasmettono alla regione o provincia autonoma. L'atto di perimetrazione ripartisce la superficie del territorio comunale tra le seguenti categorie: a aree urbanizzate; b aree caratterizzate da edificazione sparsa; c aree agricole; d aree a vocazione ambientale. 2 Entro tre mesi dalla ricezione degli atti di perimetrazione di cui al comma 1, le regioni o le province nonché le province autonome di Trento e Bolzano, sulla base delle leggi regionali vigenti, predispongono, in forma cartografica, la mappa del rispettivo territorio e la trasmettono al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 3 Gli enti di cui al comma 2 verificano l'inclusione negli atti di perimetrazione dei suoli soggetti a rischio idrogeologico. 4 Entro tre mesi dalla ricezione delle mappe di cui al comma 2, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare approva, con proprio decreto, il Quadro nazionale dello stato del territorio, il cui contenuto è pubblicato nel Geoportale nazionale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 5 Le trasformazioni urbanistiche dei territori comunali che determinano consumo di suolo sono ammesse esclusivamente all'interno del perimetro delle aree urbanizzate. 4 (Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) 1 All'articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, dopo la lettera m) è aggiunta la seguente: «m- bis) il territorio non urbanizzato, sia allo stato naturale sia sottoposto ad attività agricola o forestale»; b dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti: «4- bis . Le regioni, d'intesa con la competente soprintendenza, delimitano le aree costituenti il territorio di cui al comma 1, lettera m- bis) . 4- ter . Fino all'intervenuta delimitazione ai sensi del comma 4- bis , il territorio di cui al comma 1, lettera m- bis) , è individuato nell'insieme delle zone di cui alla lettera E) dell'articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, ovvero delle corrispondenti zone, comunque denominate nelle leggi regionali, individuate e perimetrate negli strumenti di pianificazione vigenti. 4- quater .