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e) a contribuire a progetti di prevenzione della malattia e di promozione ed educazione alla salute; f) ad affiancare il medico nella gestione del paziente; g) ad offrire un supporto al personale sanitario in caso di presenza di conflittualità e rapporti difficili con l'utenza afferente al suo studio o con gli altri membri dell' équipe ambulatoriale; h) a mantenere il contatto con i servizi specialistici e con i servizi sociali territoriali. 3. Il servizio di psicologia di cure primarie sviluppa un rapporto strategico con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per intervenire sui sintomi psichici di lieve o media entità o sintomi fisici i quali, a seguito di idonei accertamenti diagnostici e clinici, non risultino ascrivibili a patologie organiche producendo somatizzazioni di ansia o stati depressivi e, a tal fine, opera di norma nelle unità complesse di cure primarie in collaborazione con le aggregazioni funzionali territoriali di cui al decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189. 4. Gli aspetti funzionali di integrazione e di collaborazione tra medici e psicologi nelle cure primarie sono ricompresi in tre percorsi operativi: a) invio da parte del medico direttamente allo psicologo, cui segue la presa in carico integrata; b) trattamento congiunto, in cui il medico e lo psicologo valutano contestualmente il paziente, indicato per le patologie organiche invalidanti ad elevato carico emozionale per persone con eventi di vita traumatici e nei casi di persone poco motivate; c) consulenze specifiche in relazione a situazioni in cui il medico chiede allo psicologo: 1) di individuare e condividere strategie di intervento e indicatori rispetto alla salute psicologica della persona in famiglia; 2) di analizzare le dinamiche che limitano il mantenimento dello stile di vita e lo stato di salute della persona in famiglia; 3) di avere un confronto su problematiche relazionali con la persona o un supporto nella presa in carico di persone ad alta intensità emotiva. Art. 3. (Istituzione degli elenchi regionali degli psicologi di cure primarie) 1. Afferiscono al servizio di psicologia di cure primarie gli psicologi assunti con fondi delle regioni, in un rapporto di riferimento di uno psicologo ogni cinque medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. A tal fine le regioni istituiscono gli elenchi regionali degli psicologi di cure primarie divisi per ciascun ambito territoriale di azienda sanitaria locale sulla base dei seguenti requisiti: a) laurea magistrale in psicologia e iscrizione all'albo degli psicologi; b) assenza di rapporto di lavoro dipendente con il Servizio sanitario nazionale (SSN); c) diploma di formazione in psicologia di cure primarie rilasciato dalla regione a seguito di uno specifico corso post laurea regolamentato da un'apposita intesa tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2. In fase di prima applicazione e sino allo svolgimento dei corsi di cui al comma 1, possono far domanda di accesso agli elenchi regionali di cui al comma 1, gli psicologi che documentino di aver svolto l'esercizio dell'attività professionale di psicologo per un periodo almeno biennale in lavoro autonomo o dipendente, nonché gli psicologi in possesso di una specializzazione post laurea prevista per la professione sanitaria di psicologo. 3. La regolamentazione del rapporto di lavoro degli psicologi delle cure primarie con il SSN è definito ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. 4. Al fine di ottimizzare la presenza e l'utilizzo degli psicologi dipendenti e convenzionati, le aziende sanitarie locali e ospedaliere, nell'adozione dell'atto aziendale, istituiscono il Dipartimento aziendale di psicologia, all'interno del quale è ricondotto anche il servizio di psicologia di cure primarie, la cui direzione è affidata ad un dirigente psicologo.