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1 L'articolo 23 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 23. – 1. L'affidamento preadottivo è revocato dal tribunale per i minorenni d'ufficio o su istanza del pubblico ministero o del tutore o del curatore speciale se nominato o di coloro che esercitano la vigilanza di cui all'articolo 22- bis , comma 6, quando vengano accertate difficoltà di idonea convivenza ritenute non superabili. Il provvedimento relativo alla revoca è adottato dal tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, con decreto motivato. Debbono essere sentiti il pubblico ministero, l'istante, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, gli affidatari, il tutore, il curatore speciale, se nominato, e coloro che abbiano svolto attività di vigilanza o di sostegno. 2 . Il decreto è comunicato al pubblico ministero, all'istante, agli affidatari, al tutore e al curatore speciale, se nominato. Il decreto che dispone la revoca dell'affidamento preadottivo è annotato a cura del cancelliere entro dieci giorni a margine della trascrizione di cui all'articolo 18. 3 . In caso di revoca, il tribunale per i minorenni adotta gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell'articolo 10, comma 3 ». 19 (Modifica dell'articolo 24 della legge n. 184 del 1983, in materia di impugnazione del decreto del tribunale sull'affidamento preadottivo o sulla sua revoca) 1 L'articolo 24 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 24. – 1. Il pubblico ministero, gli affidatari, il tutore e il curatore speciale, se nominato, possono impugnare il decreto del tribunale relativo all'affidamento preadottivo o alla sua revoca, entro dieci giorni dalla comunicazione, con reclamo alla sezione per i minorenni della Corte d'appello. 2. La Corte d'appello, sentiti il ricorrente, il pubblico ministero e, ove occorra, le persone indicate nell'articolo 23 ed effettuati ogni altro accertamento ed indagine opportuni, decide in camera di consiglio con decreto motivato ». 20 (Modifica dell'articolo 25 della legge n. 184 del 1983, in materia di dichiarazione di adozione) 1 L'articolo 25 della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: « Art. 25. – 1. Il tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, decorso un anno dall'affidamento preadottivo, entro i successivi trenta giorni, sentiti i soggetti adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e il minore di età inferiore in considerazione della sua capacità di discernimento, il pubblico ministero, il tutore, il curatore speciale, se nominato, e coloro che abbiano svolto attività di vigilanza o di sostegno, verifica che ricorrano tutte le condizioni previste dal presente capo e, senza altra formalità di procedura, provvede sull'adozione con sentenza in camera di consiglio, decidendo di fare luogo o di non fare luogo all'adozione. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all'adozione nei confronti dei soggetti prescelti. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche nell'ipotesi di prolungato periodo di affidamento ai sensi dell'articolo 4, comma 6. 3. Qualora la domanda di adozione venga proposta da soggetti che hanno discendenti, questi ultimi, se maggiori degli anni dodici, debbono essere sentiti. 4. Nell'interesse del minore il termine di cui al comma 1 può essere prorogato di sei mesi, d'ufficio o su domanda dei soggetti affidatari, del tutore o del curatore speciale, con ordinanza motivata. 5. Se uno dei soggetti componenti la coppia muore o diviene incapace durante l'affidamento preadottivo, l'adozione, nell'interesse del minore, può essere ugualmente disposta ad istanza dell'altro soggetto nei confronti di entrambi, con effetto, per il soggetto deceduto, dalla data della morte. 6. Se nel corso dell'affidamento preadottivo interviene separazione o cessazione della convivenza tra i soggetti affidatari, questi ultimi ne debbono dare immediata comunicazione al tribunale per i minorenni, specificando se intendono entrambi o chi di loro intenda richiedere l'adozione del minore. L'adozione può essere disposta nei confronti di uno solo o di entrambi, nell'esclusivo interesse del minore, qualora uno di loro o entrambi ne facciano richiesta. 7. Nel caso di provvedimento negativo viene meno l'affidamento preadottivo ed il tribunale per i minorenni assume gli opportuni provvedimenti temporanei in favore del minore ai sensi dell'articolo 10, comma 3. 8. La sentenza che decide sull'adozione è comunicata al pubblico ministero, ai soggetti adottanti, al tutore e al curatore speciale, se nominato ». 21 (Modifica all'articolo 27 della legge n. 184 del 1983, in materia di acquisto da parte dell'adottato dello stato di figlio) 1 All'articolo 27 della legge 4 maggio 1983, n. 184, il primo comma è sostituito dal seguente: « Per effetto dell'adozione l'adottato acquista lo stato di figlio dell'adottante o degli adottanti dei quali assume e trasmette il cognome ». 22 (Modifiche all'articolo 28 della legge n. 184 del 1983, in materia di informazioni concernenti l'identità dei genitori biologici) 1 All'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . L'adottato, raggiunta l'età di venticinque anni, può accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l'identità dei propri genitori biologici. Se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti alla salute psicofisica dell'adottato minore i genitori adottivi possono accedere alle sole informazioni di carattere sanitario. L'istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza »; b il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 . L'accesso alle informazioni è consentito nei confronti della madre che, avendo dichiarato alla nascita di non voler essere nominata ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, abbia successivamente revocato tale dichiarazione. La revoca deve essere resa dalla madre con dichiarazione autenticata dall'ufficiale dello stato civile, contenente le indicazioni che consentano di risalire al luogo e alla data del parto nonché all'identità della persona nata. L'ufficiale dello stato civile trasmette senza ritardo la dichiarazione di revoca al Garante per la protezione dei dati personali »; c dopo il comma 7 è inserito il seguente: « 7 -bis. I soggetti legittimati ad accedere alle informazioni ai sensi dei commi 4 e 5, o il figlio non riconosciuto alla nascita raggiunta l'età di venticinque anni, possono richiedere al tribunale per i minorenni che ha pronunciato l'adozione, di contattare la madre biologica.