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se non ritenga di dover immediatamente convocare un tavolo di trattative presso il Ministero, alla presenza del Ministro o di un suo delegato, impegnando l'azienda a partecipare al tavolo medesimo; se non ritenga che l'assenza dei rappresentanti della direzione della società multinazionale Bekaert convocati martedì 26 giugno presso il Ministero rappresenti un'offesa alle istituzioni dello Stato ed ai lavoratori coinvolti dall'inaspettata ed immotivata procedura di licenziamento. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00297 MASINI MOLES TOFFANIN GALLONE MODENA CANGINI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: sta destando grande attenzione l'urgente e delicata questione dei ricorrenti al concorso per il ruolo di dirigente scolastico del 2011, questione già al vaglio della Corte costituzionale; l'articolo 1 della legge n. 107 del 2015, nota come "Buona Scuola", ai commi 87-90, ha previsto lo svolgimento di un corso intensivo di formazione di 80 ore e relativa prova finale volto a sanare le posizioni dei ricorrenti dei concorsi a dirigente scolastico degli anni 2004 e 2006, purché avessero un ricorso pendente relativo ai concorsi per dirigenti scolastici alla data di entrata in vigore della legge n. 107, sia che questi avessero superato la prova preselettiva, sia in caso contrario; al comma 88 ha previsto l'ammissione al corso intensivo di formazione di 80 ore anche per i ricorrenti del concorso 2011, ma limitatamente a coloro che sono già vincitori di concorso ovvero utilmente collocati nelle graduatorie ovvero che abbiano superato positivamente tutte le fasi di procedure concorsuali successivamente annullate in sede giurisdizionale relative al concorso indetto con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca il 13 luglio 2011 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale , 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, escludendo, a giudizio degli interroganti clamorosamente e ingiustamente, i ricorrenti 2011 che avevano un ricorso pendente alla data di promulgazione della legge; in sostanza, pur trovandosi nelle medesime condizioni di fatto e di diritto dei colleghi dei concorsi 2004 e 2006, i ricorrenti 2011 sono stati "dimenticati" e quindi esclusi dalla soluzione di contenzioso; il decreto ministeriale n. 499 del 2015, recante le modalità di svolgimento del corso intensivo di formazione, non ha permesso ai ricorrenti 2011 di partecipare al corso intensivo nell'estate 2015, in quanto esclusi dal dispositivo legislativo, creando di fatto una disparità di trattamento tra i ricorrenti 2004 e 2006 e i ricorrenti, 2011: non è stata loro consentita alcuna soluzione del contenzioso pendente pur essendo nelle medesime condizioni degli altri ricorrenti, che peraltro avevano superato la preselettiva; i numerosi ricorsi presentati al TAR Lazio, al Consiglio di Stato e ai vari TAR hanno prodotto ordinanze cautelari e sentenze di annullamento delle prove per varie irregolarità (alcuni dei quali ancora pendenti nel merito), ritenendo doveroso ripristinare la parità di trattamento tra i ricorrenti, secondo il principio costituzionalmente sancito di imparzialità dell'operato della pubblica amministrazione (artt. 2, 3, 51 e 97, comma quarto, della Costituzione e art. 6, par. 1, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo); un intervento tempestivo del Governo potrebbe inoltre risolvere la situazione dei presidi che emergerà nel mese di settembre 2018, quando circa 2.500 scuole saranno affidate in reggenza, con grave disagio per alunni e famiglie, data la complessità della gestione di un'istituzione scolastica. Tale emergenza non potrà essere risolta con il nuovo concorso perché le procedure concorsuali non potranno essere espletate prima di settembre 2019; risulta agli interroganti che è in fase di preparazione al Ministero la bozza del testo del decreto-legge contenente le determinazioni relative alle operazioni di regolare avvio del prossimo anno scolastico che conterrà certamente misure per la soluzione dell'annosa questione dei diplomati con diploma magistrale, nonché modifiche dei punti più controversi della legge n. 107, come ad esempio la contestata chiamata diretta; sarebbe auspicabile che in un eventuale provvedimento d'urgenza fosse inserita una disposizione che ponga rimedio alla condizione dei ricorrenti pendenti con prova preselettiva superata del concorso per dirigenti scolastici del 2011, estendendo anche a costoro (come è stato fatto nell'agosto 2015 per i ricorrenti pendenti del concorso a dirigente scolastico del 2004 e del 2006 che non avevano superato alcuna prova di quei concorsi) le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 87-90, della legge n. 107 del 2015, che prevedono un corso intensivo di 80 ore con prova scritta finale per entrare nei ruoli di dirigente scolastico, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per risolvere definitivamente la questione dei ricorrenti del concorso 2011, riconoscendo loro gli stessi diritti dei ricorrenti dei precedenti concorsi. Atto n. 4-00298 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: nella triste classifica che vede l'Italia tra i primi posti per corruzione, agli ultimi per libertà di informazione, le due facce della stessa medaglia di un Paese divorato da corruzione ed illegalità, che continua a precipitare, occorre inserire le rappresaglie giudiziarie del potere economico-istituzionale che cercano di zittire tutti coloro che tentano di informare l'opinione pubblica, con blog e comunicati stampa, sui gravi pericoli che corrono risparmiatori ed azionisti, come nel fenomeno del risparmio tradito di 500.000 famiglie espropriate di banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, CariChieti, Carife, Banca Etruria, Banca Marche, MPS, con il concorso e l'omessa vigilanza di Consob e Banca d'Italia; molti mass media , invece di fare inchieste sul malaffare dei banchieri e sulle complicità delle autorità vigilanti, hanno preferito sorvolare sulle gravi malefatte o peggio, sponsorizzare in alcuni casi prodotti finanziari dai dubbi rendimenti, violando la carta dei doveri del giornalista; come scrive l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nel rapporto pubblicato il 27 marzo 2018 su "The role of the media and investigative journalism in combating corruption", le inchieste giornalistiche sono centrali nella lotta alla corruzione. Si legge su un comunicato della Federazione nazionale stampa italiana del 9 aprile 2018, che, «Dai dati relativi al 2017, risulta che la Finlandia è al primo posto per libertà di stampa, mentre l'Italia si trova nella parte bassa della classifica seguita, tra i Paesi Ue, unicamente da Grecia e Bulgaria. Tra il 2012 e il 2017, sono stati 368 i giornalisti uccisi dei quali ben 70 indagavano su casi di corruzione». Recita la Carta dei doveri del 1993: