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Qualora il contributo indicato nel provvedimento di concessione risulti, rispetto a quello da liquidare, superiore del 15 per cento, l'importo complessivo del contributo medesimo è liquidato in misura pari alla differenza fra il doppio dell'ammontare dello stesso, calcolato a lavori ultimati, e l'85 per cento di quello stabilito nel provvedimento di concessione. 6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai lavori di trasformazione e modificazione navale". - Il testo dell'art. 8 del R.D.L. n. 1836/1935 (Organizzazione della marina mercantile per il tempo di guerra), come modificato dall'art. 1 della legge 3 dicembre 1962, n. 1689, è il seguente: "Art. 8. - Prima di iniziare la costruzione di qualsiasi nave o scafo metallico per conto di nazionali, i costruttori devono sottoporne i piani allo Stato Maggiore della Marina che indica i lavori e le modifiche, da eseguirsi sin dal tempo di pace e durante la fase costruttiva dell'unità, allo scopo di consentire l'installazione in periodo bellico degli armamenti e delle attrezzature necessari per assicurare la difesa della nave ed il suo impiego in compiti ausiliari a scopo difensivo. I lavori e le modifiche di cui al precedente comma non devono, a giudizio del Ministero della marina mercantile, portare nocumento all'esercizio commerciale della nave. Alle navi mercantili italiane a scafo metallico, costruite nel regno prima dell'entrata in vigore del presente decreto, o comunque costruite o acquistate all'estero, possono essere imposti gli obblighi previsti dal precedente comma, purché i lavori conseguenti, a giudizio del Ministero delle comunicazioni, non portino nocumento al loro esercizio commerciale. I lavori di cui al primo comma di questo articolo sono eseguiti a spese del Ministero della marina, se si tratta di naviglio ausiliario od occorrente per le operazioni belliche e sussidiarie delle forze armate; a spese del Ministero delle comunicazioni, se si tratta invece di naviglio da traffico, secondo la distinzione fra le due categorie di naviglio indicate dall'art. 13. Tali lavori sono effettuati nell'epoca più opportuna, d'accordo con gli armatori, ed eventualmente col Ministero delle comunicazioni per non disturbare l'utilizzazione delle navi e sarà data la precedenza alle navi di costruzione più recente e a quelle di maggior rendimento. In caso di impossibilità i lavori saranno rimandati al momento della mobilitazione. Il Ministero della marina richiederà l'adesione di quello delle comunicazioni nel caso che la nave, sulla quale devono eseguirsi i lavori in questione, sia addetta ai servizi sovvenzionati".