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Ogni giorno ho tenuto fede a questo giuramento, facendo tutto quanto in mio potere, tutto quanto nelle mie forze, per difendere la salute degli italiani. È stato ed è questo il mio dovere costituzionale, il faro che mi guida in ogni scelta e in ogni azione (Applausi) . Ho ribadito lo stesso giuramento il 13 febbraio 2021 quando, confermato in questo ruolo dal presidente Draghi, ho continuato ad operare senza sosta per il Paese contro questo virus tremendo. Nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che occorre essere più uniti che mai nel combatterlo, resistendo alla tentazione di trascinare la pandemia su di un terreno improprio. È con amarezza che vedo nelle ultime settimane prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l'angoscia di tanti italiani per miopi interessi di parte (Applausi) . Questo è profondamente sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al Governo di cui faccio parte, ma all'intero Paese, che invece deve restare unito in un passaggio così delicato. Questo ci ha chiesto il presidente Mattarella quando ha proposto a tutti noi di sostenere il nuovo governo Draghi; questo ho sempre ribadito in ogni mio intervento in Parlamento e questa rimarrà sempre la mia posizione: unità, unità, unità! Al Paese e al Parlamento ho sempre detto la verità e continuerò a farlo. Considero quindi questa discussione un'opportunità per rispondere puntualmente nel merito, nella sede più appropriata e con rigore, a contestazioni che nel corso delle settimane si sono susseguite con un certo disordine. Lo farò riavvolgendo il nastro dei principali avvenimenti che abbiamo attraversato dalla fine di dicembre del 2019 e ricostruendo la sequenza delle decisioni più rilevanti adottate per fronteggiare questo virus forte, invisibile e sconosciuto. Una lettura unitaria, che tenga insieme eventi, tempi, evidenze scientifiche, contesto internazionale, è fondamentale; una lettura decontestualizzata e parziale non spiega nulla. Senza dilungarmi in troppi preamboli, intendo da subito soffermarmi sui due principali argomenti affrontati nelle mozioni: il Piano pandemico antinfluenzale del 2006 e lo studio dell'ufficio dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Europa di Venezia finanziato dal Kuwait. La contestazione meno pertinente riguarda il mancato aggiornamento del Piano pandemico antinfluenzale. È un tema che va affrontato con grande serietà, evitando di piegarlo alla polemica politica, come purtroppo è avvenuto nelle ultime settimane, anche perché viene da molto lontano. Tutte le mozioni sottolineano come il Piano non sia stato aggiornato secondo le linee guida dell'OMS per molti anni; fanno riferimento, quelle mozioni, a centottanta mesi durante i quali si sono alternati sette Governi con diverse maggioranze parlamentari (Applausi) . Tutti i Gruppi di quest'Assemblea, nessuno escluso, compresi anche quelli che hanno presentato le mozioni oggi in discussione, hanno sostenuto alcuni di questi Governi. Troppo facile far finta oggi di non vedere! (Applausi) Io ho fiducia e rispetto per il delicato lavoro che sta svolgendo la magistratura. Credo fermamente, convintamente, da cittadino italiano prima ancora che da Ministro, che chiunque, nessuno escluso, abbia avuto responsabilità in questi mesi così difficili, dai vertici dell'OMS fino al sindaco del più piccolo Comune del nostro Paese, debba essere pronto a rendere sempre conto delle proprie azioni. Questa è la forza e la bellezza di una grande democrazia come la nostra. Quanto, invece, alle responsabilità politiche, non sono io a dovermi difendere. Come dicevo, ho giurato al Quirinale il 5 settembre 2019 e posso dire a testa alta che adesso il piano pandemico antinfluenzale aggiornato c'è ed è stato approvato all'unanimità in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Quello che non è stato fatto in molti anni è stato invece realizzato in pochi mesi, proprio durante il mio mandato. (Applausi) . E quello approvato è un documento importante, anche e soprattutto per l'impostazione fortemente operativa e per la chiara definizione di compiti, ruoli e responsabilità che vi sono riportati. Il lavoro per organizzare e migliorare la risposta del Paese al Covid non si è mai fermato, neanche nei mesi in cui alcuni abbassavano la guardia. È dell'11 agosto il documento pubblicato dal Ministero della salute «Elementi di preparazione e risposta al Covid-19 nella stagione autunno-invernale», mentre il 12 ottobre è stato pubblicato il manuale «Prevenzione e risposta al Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione della fase di transizione per il periodo autunno-invernale» (anche questo documento è stato approvato all'unanimità in Conferenza Stato-Regioni). Sul piano pandemico antinfluenzale del 2006 e sulla sua applicazione tornerò più avanti, nel corso del mio intervento. Prima intendo affrontare il caso del documento dell'ufficio OMS Europa di Venezia, finanziato dal Kuwait, anch'esso richiamato nelle mozioni presentate. Occorre innanzitutto fornire un'informazione importante di natura preliminare: durante le emergenze sanitarie, una delle principali modalità operative dell'OMS e dell'ECDC è rappresentata dalle cosiddette country visit (visite ai Paesi colpiti). Una delegazione composta esclusivamente da esperti di alto profilo di queste organizzazioni si reca in un Paese membro per effettuare una verifica tecnica indipendente; è sulla base di questo lavoro svolto sul campo che vengono definite alcune raccomandazioni per migliorare la risposta della Nazione visitata alla diffusione dell'infezione. Veniamo quindi allo svolgersi dei fatti. Primo: OMS ed ECDC vengono in Italia per una visita dal 24 febbraio al 4 marzo, tre giorni dopo la scoperta del cluster di Codogno. Gli esiti di questa missione vengono trasmessi formalmente al Governo italiano il 12 marzo 2020. Secondo: il report a cui invece si è fatto riferimento sulla situazione dell'Italia arriva soltanto a metà maggio. Comprendere la differenza tra la visita e il report è fondamentale per dare il giusto peso alla questione sollevata nelle mozioni. La visita infatti produce un documento con raccomandazioni e indicazioni, anche operative, per la Nazione oggetto della missione. Il report invece è uno studio rispettabile il cui fine è far circolare nella comunità scientifica dati e analisi sulla situazione del Paese e di ogni singola Regione. L'OMS e l'ECDC, con i quali abbiamo avuto e abbiamo rapporti costanti e positivi, ci hanno indicato le loro raccomandazioni operative in seguito alla visita del 24 febbraio-4 marzo; quelle valutazioni, pur avendo carattere non vincolante, rappresentano le indicazioni all'Italia che noi abbiamo prontamente valorizzato. Il report al centro della polemica è invece successivo e non ha una ricaduta operativa nella gestione della pandemia; non ha infatti indicazioni di natura operativa. Non è un caso che la visita avvenga pochi giorni dopo Codogno, mentre il documento tanto discusso viene pubblicato il 13 maggio, dopo il lockdown , quando la curva del contagio della prima ondata era già stata appiattita. Questi sono i fatti di rilievo.