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Si ricorda, inoltre, che con la sentenza n. 231 del 23 aprile 2022, n. 121, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 262, primo comma, del codice civile « nella parte in cui prevede, con riguardo all'ipotesi del riconoscimento effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, che il figlio assume il cognome del padre, anziché prevedere che il figlio assume i cognomi dei genitori, nell'ordine dai medesimi concordato, fatto salvo l'accordo, al momento del riconoscimento, per attribuire il cognome di uno di loro soltanto ». In attuazione della predetta sentenza costituzionale, ha quindi fatto seguito la circolare del Ministro dell'interno n. 63 del 1° luglio 2022, ferma restando la necessità – come peraltro dalla stessa Corte auspicato – di un intervento del legislatore in tal senso. Più nel dettaglio, l'articolo 1 del presente disegno di legge modifica la disposizione dell'articolo 143- bis del codice civile, con esclusione della possibilità di aggiungere al proprio il cognome dell'altro coniuge. La formulazione proposta ha un grande valore promozionale, perché l'aggiunta del cognome ha sempre riguardato solo la donna, che verrebbe in tal modo a riappropriarsi del suo diritto alla identità personale di soggetto autonomo di diritti anche dopo il matrimonio. Peraltro, la relativa durata dei matrimoni che oggi si va diffondendo nella società moderna dovrebbe costituire ulteriore elemento a favore del mantenimento del proprio cognome anche dopo il matrimonio, anche sotto il profilo della semplificazione delle procedure amministrative. In subordine, ove si preveda la possibilità per ciascun coniuge di aggiungere il cognome dell'altro (in ipotesi costituito da più parti), non si può rimettere alla scelta del coniuge l'assunzione solo di una parte del cognome dell'altro. Dovrà essere se del caso prevista un'apposita procedura. L'articolo 2 sostituisce l'articolo 156- bis del codice civile attribuendo al giudice la facoltà di impedire l'utilizzo del cognome del coniuge qualora da tale uso ne derivi all'altro grave pregiudizio. L'articolo 3 inserisce un ulteriore comma all'articolo 143 del codice civile e disciplina l'attribuzione del cognome dei figli, ai quali sono attribuiti entrambi i cognomi nell'ordine dagli stessi indicato, salvo l'accordo di attribuirne uno solo a scelta. Nel caso di mancato accordo, il giudice, sentiti i genitori e disposto l'ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili al fine di risolvere il contrasto. Se il contrasto permane, il giudice procede alle operazioni per l'estrazione a sorte del cognome da attribuire L'articolo 4 disciplina l'attribuzione del cognome dei figli nati fuori dal matrimonio seguendo le disposizioni dell'articolo 3. Si stabilisce inoltre che ove uno dei due genitori riconosca il figlio successivamente, affinché possa aggiungere il proprio cognome a quello del genitore che per primo ha effettuato il riconoscimento, occorre il consenso di quest'ultimo. L'articolo 5 disciplina il cognome dei figli adottati sostituendo interamente l'articolo 299 del codice civile. L'articolo 6 norma l'attribuzione del cognome per il figlio maggiorenne, prevedendo che possa aggiungere al proprio il cognome materno o quello paterno, con dichiarazione resa personalmente o mediante atto con sottoscrizione autenticata all'ufficiale dello stato civile, che procede all'annotazione nell'atto di nascita. Infine, gli articoli 7, 8 e 9 sono rispettivamente relativi all'adeguamento delle norme regolamentari in materia di stato civile a quanto previsto dal presente disegno di legge, all'entrata in vigore della legge stabilita al giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale , alla clausola di invarianza finanziaria e all'attribuzione del cognome dei figli nati prima della data di entrata in vigore del regolamento emanato ai sensi dell'articolo 7.. 1 (Cognome dei coniugi) 1 L'articolo 143- bis del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 143 -bis . – (Cognome dei coniugi) – Ciascuno dei coniugi conserva il proprio cognome e può aggiungere al proprio quello dell'altro coniuge e conservarlo durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze. Se uno dei coniugi ha due cognomi lo stesso indica quale dei due intende mantenere ». 2 All'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, i commi secondo, terzo e quarto sono abrogati. 2 (Uso del cognome del coniuge) 1 L'articolo 156- bis del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 156- bis . – (Uso del cognome del coniuge) – Il giudice può vietare a un coniuge l'uso del cognome dell'altro, quando tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole, e può parimenti autorizzare un coniuge a non utilizzare il cognome dell'altro, qualora dall'uso possa derivargli grave pregiudizio ». 3 (Cognome del figlio di genitori coniugati) 1 Dopo l'articolo 143- ter del codice civile è inserito il seguente: « Art. 143- quater . – (Cognome del figlio di genitori coniugati) – Al figlio di genitori coniugati è attribuito il cognome di entrambi i genitori nell'ordine dagli stessi indicato fatto salvo l'accordo di attribuire il cognome di uno solo dei genitori secondo le dichiarazioni rese all'ufficiale dello stato civile. In caso di disaccordo il giudice, sentiti i genitori e disposto l'ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili al fine di risolvere il contrasto. Se il contrasto permane, il giudice procede alle operazioni per l'estrazione a sorte del cognome da attribuire, scegliendo tra il cognome di entrambi i genitori secondo i vari ordini possibili, il cognome del padre o il cognome della madre. Ai figli degli stessi genitori coniugati , nati successivamente , è attribuito lo stesso cognome del primo figlio. Il figlio cui è stato attribuito il cognome di entrambi i genitori trasmette al proprio figlio solo uno dei due cognomi, a sua scelta ». 4 (Cognome del figlio nato fuori del matrimonio) 1 L'articolo 262 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 262. – (Cognome del figlio nato fuori del matrimonio) – Al figlio nato fuori del matrimonio e riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori si applicano le disposizioni di cui all'articolo 143- quater . Se il riconoscimento è effettuato da un solo genitore, il figlio ne assume il cognome. Nel caso di riconoscimento successivo da parte del secondo genitore, il figlio ne assume il cognome aggiungendolo al proprio. A tal fine sono necessari il consenso dell'altro genitore e quello del minore che abbia compiuto i dodici anni di età e anche di età inferiore ove capace di discernimento.