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(Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, chiedo attenzione perché farò fatica a fare questo intervento. Siamo a tre donne vittime di femminicidio quest'anno solo a Bergamo, la mia provincia; dieci in tre anni e tredici tentativi solo in una Provincia. «Non sono così forte! Ho paura, mamma». Così ha scritto la maggiore dei figli dell'ultima vittima, due giorni fa, sedici anni. La mamma è Zina Solonari, mamma tre volte, morta ammazzata a trentasei anni da un marito impazzito, che l'ha sorpresa sulla soglia di casa al ritorno da un lavoro di cameriera che non voleva che svolgesse, spaventato dalla sua autonomia. Quando una donna viene uccisa la vittima non è solo lei: con lei diventano vittime i suoi figli, condannati a un ergastolo, senza sbarre e senza riduzione di pena, alla più ingiusta delle pene, da innocenti. «Ciao mamma, ora sei lontana, troppo lontana. È tutto così ingiusto. (...) Sono a pezzi. (...) Eri la donna più importante della mia vita». Zina: due denunce (una il 23 settembre e l'altra il 2 ottobre) non sono servite a salvarle la vita. «Mamma. Una bellissima parola che ora, quando la sento, mi fa fermare il fiato». Sedici, dodici e otto anni l'età dei suoi figli. «Questa notte una parte di me è morta: una brutta parola, orribile direi. Avrei voluto svegliarmi e averti accanto a me». Abbiamo una Commissione di inchiesta sul femminicidio, sono state adottate riforme ed emanato il codice rosso e interveniamo ogni volta che una donna muore. Bene adottare riforme ma, se sono a costo zero, senza risorse economiche e umane, rischiano di rimanere solo sulla carta. Abbiamo e abbia il coraggio oggi questo Governo di rinunciare - per esempio - al reddito di cittadinanza - per i giovani, secondo noi, è immorale - e destini le risorse al personale delle Forze dell'ordine e dei tribunali, nonché alle associazioni per le loro sedi, affinché possano attivare sezioni dedicate. Le parole stanno a zero. Presenteremo un emendamento al disegno di legge di bilancio e spero con tutto il cuore che sarà sostenuto da tutti noi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, desidero intervenire oggi in Assemblea - così come ho fatto nello scorso mese di luglio - per una mancanza e negligenza del Governo regionale siciliano presieduto dall'onorevole Nello Musumeci. Purtroppo stiamo raggiungendo l'ultima data utile - il 27 ottobre - per poter sanare e rendere di nuovo vigente il piano paesaggistico dell'Ambito 9 in Provincia di Messina. Sembra che, a oggi, il presidente Musumeci non abbia ancora sanato questo vizio - a quanto pare, manca solo una firma - e non abbia intenzione di farlo. Questo lascerebbe scoperta una zona molto depressa dal punto di vista ambientale come quella della Valle del Mela, che invece ha bisogno di particolari attenzioni. Inoltre, sembra che il Governo regionale abbia smarrito la documentazione necessaria per le bonifiche dei SIN di Milazzo, Gela e Priolo, mettendo così a rischio 64 milioni di finanziamenti per il risanamento. Credo che queste due mancanze siano gravi e ci auguriamo che il Governo regionale possa presto provvedere. (Applausi dal Gruppo M5S) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, l'intervento di quest'oggi ha lo scopo di accendere i riflettori su una vicenda incresciosa, che persiste nel territorio che rappresento e che riguarda il servizio sanitario inerente le vaccinazioni. Stiamo quindi parlando di un servizio necessario, il cui malfunzionamento determina file e attese estenuanti. Specifico, soprattutto, che i fruitori di tale servizio sono neonati, bambini e ragazzi e che spesso le file risultano vane, già alle ore 5 del mattino. Questo è quanto accade nel mio territorio. Mi riferisco, nella fattispecie, all'ambulatorio vaccinale di San Giuseppe Jato, che accoglie, a parte lo stesso Comune, anche i Comuni di San Cipirello, Camporeale e, a intermittenza, Piana degli Albanesi. Si tratta di un caso emblematico di un'intera Regione, la Sicilia. È una vera emergenza. Tale servizio viene erogato nella sola giornata di mercoledì dalle ore 9 alle ore 12, ma spesso la chiusura viene pure anticipata e si registra la mancanza di personale, poiché quello a disposizione è caratterizzato dalla presenza di un solo medico e di due infermieri. Inoltre, a questo si aggiungono l'indisponibilità dei vaccini per tutti e la mancanza del cotone idrofilo per disinfettare gli aghi delle siringhe. È chiaro che questo stato delle cose inficia l'articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana, che tutela la salute come fondamentale diritto per la persona e di interesse della collettività. Vorrei però soffermarmi sull'ultima parte, che recita come segue: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Preciso inoltre, signor Presidente, che a quest'intervento seguirà un'interrogazione parlamentare al Ministro della salute, per capire come intende procedere, e parimenti il collega alla Regione, membro della Commissione sanità, Salvatore Siracusa, già sta provvedendo. (Applausi dal Gruppo M5S). Per fatto personale DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire per segnalare quanto accaduto nel corso della seduta del 25 settembre 2019. Ricorderete come, nel corso degli interventi di fine seduta, i colleghi senatori della Lega abbiano occupato i banchi del Governo, al fine di impedire il corretto svolgimento dell'attività parlamentare. Una volta presa la parola, richiamavo l'attenzione del Presidente di turno e del senatore Alberto Bagnai su un tema estremamente delicato, quello della sicurezza sismica degli edifici scolastici. Lo facevo in considerazione della veste accademica ricoperta dal senatore Bagnai, poiché la delicata problematica riguarda anche l'edilizia universitaria. Successivamente, il senatore Bagnai interveniva per fatto personale, usando espressioni gravemente offensive, tanto da destare - per esempio - lo sdegno del senatore Zanda - lo ringrazio - intervenuto successivamente, purtroppo nel silenzio della Presidenza. In particolare, il senatore Bagnai, rivolgendosi nei miei confronti, affermava quanto segue: «Abbiamo avuto da un collega del suo Gruppo un'indicazione chiara di che cosa sia la professione del collega Di Nicola in Italia, cioè quella di giornalista: propalatore di notizie false».