[massime]

Regione liguria - Edilizia popolare, economica e sovvenzionata - Assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica - Requisito della non titolarità di un bene immobile della stessa natura - Valutazione del cespite immobiliare posseduto - Riferimento al criterio del valore locativo calcolato ai sensi della legge n. 392 del 1978 - Arbitrarietà e irrazionalità della scelta del legislatore - Illegittimità costituzionale 'in parte qua'.. Sono costituzionalmente illegittimi, per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione, gli artt. 6, comma 1, lettera d), 8 e 27, comma 2, lettera d) della legge della Regione Liguria 3 marzo 1994, n. 10, limitatamente alle parti in cui individuano il reddito immobiliare, rilevante ai fini rispettivamente dell’assegnazione dell’alloggio e della dichiarazione di decadenza, commisurandolo al valore locativo complessivo determinato ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392. Come questa Corte ha già affermato in relazione ad altre norme regionali di contenuto pressoché identico, appare incongruo, rispetto alla finalità perseguita (evitare abusi nella materia in argomento), l’adozione, come parametro di valutazione del cespite immobiliare, del valore locativo determinato ai sensi della legge n. 392 del 1978. Tale criterio di valutazione è da considerare ormai superato alla luce delle modifiche in materia di locazioni ad opera della legge 9 dicembre 1998, n. 431. Risulta, quindi, evidente il carattere arbitrario ed irrazionale della scelta del legislatore ligure, anche in considerazione che la delibera del CIPE 13 marzo 1995 ha eliminato, a questi fini, qualsiasi riferimento al criterio del valore locativo censurato. - V. sentenze citate nn. 176 e 299/2000; 526/2002.