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il fabbricante ovvero il venditore di MACSI (quest'ultimo, residente o meno in Italia, che ha ottenuto i MACSI per suo conto in un impianto di produzione, ad altri soggetti nazionali); l'acquirente (il soggetto che acquista i MACSI nell'esercizio dell'attività economica oppure il cedente se i MACSI sono acquistati dal consumatore privato); l'importatore da Paesi extra UE, nonché i committenti ovvero i soggetti per i quali i MACSI sono fabbricati; l'imposta è fissata nella misura di 0,45 euro per chilogrammo di materia plastica e sorge al momento della produzione, dell'importazione definitiva nel territorio nazionale ovvero dell'introduzione nel medesimo territorio da altri Paesi dell'Unione europea. Non paga l'imposta la materia plastica proveniente da processi di riciclo. La norma quindi esonera dal pagamento della tassa quei soggetti (fabbricanti, venditori, acquirenti o importatori) che scelgono processi e materiali che derivano dal riciclo di altra materia. Non la pagano nemmeno i MACSI ceduti direttamente dal fabbricante per il consumo in altri Paesi UE ovvero esportati dallo stesso soggetto (e, nel caso sia stata già versata, è previsto il rimborso dell'imposta). Per quanto riguarda le sanzioni amministrative la legge di bilancio per il 2021 le aveva ridotte come segue: importo pari dal doppio al quintuplo (prima era il decuplo) dell'imposta evasa, non inferiore comunque a 250 euro (prima era 500); in caso di ritardo del pagamento, 30 per cento dell'importo della tassa, non inferiore comunque a 250 euro; considerato che: ogni anno in mare finiscono almeno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, una minaccia per gli organismi marini, per gli equilibri degli ecosistemi e anche per l'uomo, visto che nemmeno la catena alimentare è immune dai rischi di contaminazione soprattutto a causa delle microplastiche. Infatti, ogni giorno nuovi studi certificano la presenza di minuscoli frammenti nella placenta umana o nell'aria o nel cibo; dai dati dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), emerge che l'Italia è seconda solo all'Egitto per immissione di plastica nel Mediterraneo. È bene ricordare inoltre che il 99 per cento della plastica deriva da petrolio e gas fossile, responsabili dell'emergenza climatica in atto; visto che la decisione del Consiglio dei ministri del 20 ottobre 2021 è stata accolta con grande entusiasmo dalla Unionplast, il ramo di Confindustria del settore della gomma e della plastica, e dalla grande distribuzione organizzata che, con questo materiale sintetico, impacchetta milioni di prodotti che finiscono ogni giorno nelle case. Nei giorni precedenti, il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, aveva invitato il Governo a non mettere alcuna nuova tassa nel disegno di legge finanziaria, inclusa la plastic tax . E, a giudizio degli interroganti, il Governo non ha battuto ciglio e ha eseguito, si chiede di sapere: per quale motivo questo Governo che si fregia di un Ministero della transizione ecologica ha deciso di proporre ancora una volta il rinvio della plastic tax , considerando che la questione ambientale è diventata tema dirimente e la crisi climatica reclama scelte radicali di inversione di rotta, e considerando inoltre che secondo il Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici "entro fine secolo in Italia la temperatura potrà aumentare tra 3 e i 6 gradi", con un'estremizzazione del clima accompagnata da precipitazioni violente alternate a periodi di aridità; se la decisione sia stata condizionata dalla pletora di associazioni e rappresentanti di industrie che evidentemente, con questo ennesimo rinvio, hanno visto andare a segno l'incessante lavoro di lobby messo in atto nei mesi scorsi; se intenda ritornare sui suoi passi e introdurre il prima possibile la tassa per disincentivare l'uso dei MACSI; più in generale, quali politiche intenda mettere in atto per invertire la rotta e cercare di garantire alle generazioni più giovani il diritto al futuro. Atto n. 4-06171 LANNUTTI ANGRISANI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: Binck Banca è una filiale della banca olandese Binck Bank, la quale, ad avviso dell'interrogante, ha innovato il modo di fare trading ottenendo vasto successo in vari Paesi europei; nel 2019 Binck Bank è stata acquistata da Saxo Bank, una banca danese, anche lei specializzata nel trading on line ma con sistemi di gestione totalmente diversi; Saxo ha costituito una nuova SIM in società con il gruppo Generali (Banca Generali) chiamata BgSaxo, SIM alla quale intende girare i vecchi clienti Binck. Nel farlo offre molti meno servizi ed opportunità di investimento, e soprattutto condizioni rincarate del cinquanta per cento: le ultime condizioni base di trading di Binck sono a 11 euro, Directa Sim ne vuole 5, mentre BgSaxo addirittura 18; considerato che sono stati presentati numerosi esposti sia alla Banca d'Italia che alla CONSOB (si stanno attendendo i risultati delle relative indagini) che denunciano irregolarita? e scorrettezze poste in essere da Binck Banca - Milano, in corso di conferimento alla neo costituita BgSaxo SIM S.p. A. di Milano. Tali segnalazioni evidenziano gravi carenze in punto di diligenza, correttezza, professionalita? , adeguatezza operativa e deontologica da parte della citata Binck Banca, giunta al punto di trattenere irregolarmente presso di sé i clienti per costringerli a restare BgSaxo, bloccandone nel contempo l'operativita? , imponendo un blocco di quattro mesi del conto trading . Tutto questo ha provocato evidentissimi danni patrimoniali in capo ai titolari dei dossier poiche? i titoli quotati sono soggetti, come ben noto, ad oscillazioni anche ampie; considerato, inoltre, che: nel corso di questi due anni la Saxo Bank, ad opinione dell'interrogante, ha rovinato l'efficienza e l'immagine di Binck in ogni modo possibile. Ad esempio, ha ridotto a soli quattro impiegati il call center che deve gestire cinquemila clienti, per cui era praticamente impossibile avere un supporto. Dalle denunce risulta che centinaia di persone hanno lamentato serie difficolta? perfino nello stabilire contatti con la banca (e trattasi di una banca on line ), che non risponde al telefono del suo call center , con attese di decine e decine di minuti, oppure non rispondendo affatto alle e-mail inviatele quando anche come "PEC"; tale inqualificabile comportamento avrebbe come scopo il portare alla disperazione i clienti apprensivi che, trovandosi ostaggio nelle mani della stessa, rinuncerebbero al richiesto trasferimento dei dossier presso la concorrenza pur di riottenere la disponibilita? del proprio patrimonio, quale probabile manovra rivolta a turbare la liberta? di concorrenza e mercato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa, ovvero dell'irregolare gestione dei dossier titoli dei clienti di Binck Banca-Part of Saxo Bank incorporanda in BgSaxo SIM; se non ritenga essere opportuno assumere con urgenza misure di contenimento nei confronti di probabili malsani comportamenti di banche estere che irrompono sul mercato finanziario italiano con metodologie piratesche avverso i diritti e gli interessi della clientela, e rivolte a scomporre subdolamente la liberta? di concorrenza, ingenerando cosi?