[pronunce]

La promozione dello sviluppo economico contribuirebbe all'equilibrio finanziario, accrescendo il gettito delle entrate fiscali e ponendo le condizioni per la sostenibilità della spesa pubblica e per la riduzione della pressione fiscale. 5.2.- Riguardo all'art. 35, comma 7, del decreto-legge n. 1 del 2012, come convertito nella legge n. 27 del 2012, la difesa dello Stato sostiene l'infondatezza della asserita lesione della competenza regionale in materia di indirizzo e gestione dei tributi propri regionali. L'Avvocatura generale ritiene che la disposizione impugnata abbia semplicemente soppresso un passaggio procedurale, cioè l'intesa riferita all'atto d'indirizzo presupposto alla convenzione tra Ministero e Agenzia delle entrate, non necessario, perché concernente una fase in cui la stipula di intese o convenzioni tra le Regioni e l'Agenzia delle entrate sarebbe ancora meramente eventuale. Tale stipula, a differenza della convenzione tra Ministero e Agenzia delle entrate, non sarebbe obbligatoria, rimanendo ciascuna Regione libera di organizzare in proprio la gestione dei tributi regionali. Sarebbe, quindi, ragionevole, secondo la difesa dello Stato, che le Regioni non partecipino a un'attività organizzativa, cioè la stipula della convenzione obbligatoria tra Ministero e Agenzia delle entrate, che ricade interamente nella competenza esclusiva dello Stato in materia di tributi erariali e di organizzazione amministrativa dello Stato, ex art. 117, secondo comma, lettere e) e g), Cost., mentre resta salva la facoltà delle Regioni di stipulare poi con l'Agenzia e con il Ministero dell'economia e delle finanze le intese e convenzioni che ritengano più opportune. Esclusa la sussistenza di qualsiasi, anche ipotetica, lesione delle competenze regionali, diviene inammissibile la subordinata censura in merito alla mancanza dei requisiti di necessità ed urgenza per sopprimere l'intesa in questione mediante decreto-legge. La presunta violazione dell'art. 77 Cost., secondo l'Avvocatura generale, anche a volerla ritenere sussistente, non ridonderebbe in lesione di alcuna competenza regionale. La censura sarebbe parimenti infondata, poiché in realtà sussisterebbe l'urgenza di rendere più efficienti tutti gli strumenti di contrasto all'evasione e di gestione dei tributi erariali, snellendo le procedure organizzative attraverso le quali l'amministrazione dello Stato si dota dei mezzi organizzativi necessari. 6.- Le Regioni Veneto e Toscana, rispettivamente in data 12 e 13 novembre 2012, hanno depositato memorie in replica all'atto di costituzione dell'Avvocatura generale dello Stato. 6.1.- La memoria della Regione Veneto, in merito all'art. 1, comma 4, del d.l. n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, nella legge n. 27 del 2012, asserisce l'assenza, nell'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri, di qualsiasi replica agli argomenti avanzati nel ricorso. La ricorrente torna a ripetere che la qualificazione della disciplina impugnata nell'ambito della tutela della concorrenza non può consentire l'ingresso nell'ordinamento di sistemi di controllo dell'attività legislativa regionale, stante l'attuale assetto autonomistico, disegnato anzitutto dalla Costituzione e dalla legge n. 42 del 2009. 6.2.- La memoria della Regione Toscana, in merito all'art. 1, comma 4, del d.l. n. 1 del 2012 convertito, con modificazioni, nella legge n. 27 del 2012, ribadisce la lesione delle competenze concorrenti e residuali, attribuite alle Regioni dagli artt. 117, terzo e quarto comma, e 119 Cost. In particolare la ricorrente ripete che l'adeguamento degli enti locali al principio di liberalizzazione delle attività economiche, così come stabilito dall'art. 1, commi 1, 2 e 3, del d.l. n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, nella legge n. 27 del 2012, non potrebbe essere assunto quale valido elemento di valutazione della virtuosità dei predetti enti, poiché del tutto estraneo alle finalità di coordinamento della finanza pubblica. Come già rilevato nel ricorso, la Regione ribadisce che la misura prevista nella norma impugnata avrebbe l'effetto di vincolare l'esercizio della potestà legislativa regionale per finalità estranee all'obiettivo di contenimento della spesa. Per quanto concerne l'art. 35, comma 7, del d.l. n. 1 del 2012, convertito nella legge n. 27 del 2012, la ricorrente ribadisce l'infondatezza delle argomentazioni statali. Al riguardo si rileva come l'intesa prevista dall'originario art. 10, comma 1, del d.lgs. n. 68 del 2011 non sarebbe esclusivamente preordinata a definire indirizzi su aspetti di spettanza meramente statale. Da tale atto d'indirizzo dipenderebbero, invece, anche le convenzioni, facoltative e obbligatorie, tra Regioni e Direzioni regionali delle Entrate, in quanto condizionanti la politica di gestione organica dei tributi e delle compartecipazioni, nonché l'attività di recupero dell'evasione fiscale.1.- Con i due ricorsi indicati in epigrafe, la Regione Toscana (reg. ric. n. 82 del 2012) e la Regione Veneto (reg. ric. n. 83 del 2012) hanno proposto in via principale varie questioni di legittimità costituzionale relative al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, nella legge 24 marzo 2012, n. 27, tra cui alcune aventi ad oggetto l'articolo 1, comma 4, e, per quanto riguarda la sola Regione Toscana, l'art. 35, comma 7, del decreto-legge indicato così come convertito. In particolare, in ordine all'art. 1, comma 4, la Regione Toscana lamenta la violazione degli artt. 117, terzo e quarto comma, e 119 della Costituzione; mentre la Regione Veneto ritiene che siano stati violati gli artt. 3, 5, 97, 114, 117, primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma, 118, 119 della Costituzione, nonché l'art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), il principio di leale collaborazione e i principi di cui agli artt. 1, comma 1, e 2, comma 2, lettere z) e ll), della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione). Per quanto riguarda l'art. 35, comma 7, poi, la sola Regione Toscana lamenta la violazione degli artt. 77, secondo comma, 117, terzo comma, 118, primo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione, nonché del principio di leale collaborazione.