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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 227 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del vice presidente TAVERNA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,33). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Abbiamo appreso da fonti di stampa - ci sono state recapitate dai giornali le slide - del piano Colao, il prodotto di questa task force che sapevamo esistesse e che stesse lavorando. A una prima superficiale analisi dei contenuti di quel documento, con una certa indignazione che vorrei sottoporre a lei e all'Assemblea e che ritengo sia motivata - ma questo emergerà anche dal dibattito - i primi punti su cui è caduto il mio occhio sono stati quattro emendamenti che erano stati presentati dal centrodestra al decreto-legge cura Italia. Ciò pone un problema, oltre a quello già esistente della legittimazione di un organo tecnico: nell'abituale spregio della Costituzione perpetrato dal Governo, il Premier , che ha competenze giuridiche, dimentica per esempio l'esistenza di un articolo 99 della Costituzione, quello che istituisce il CNEL come organo consultivo di rango costituzionale del Governo e del Parlamento in materia economica. Può piacere o non piacere ma c'è, quindi perché, dopo aver vilipeso il Parlamento, si procede a vilipendere un altro organo di rango costituzionale tenendolo escluso dal circuito decisionale? (Applausi). Al di là di tali questioni, che mi rendo conto che, anche grazie a chi ha seminato il degrado dell'antipolitica nel dibattito italiano, possono sembrare considerazioni bagatellari, generiche, non di sostanza - perché non si vuole capire che la forma è sostanza - qui c'è un tema fondamentale. Abbiamo delle slide in aziendalese in cui vengono esposti come punti argomenti che erano contenuti in emendamenti già lavorati e approvabili tre mesi fa. Quindi il Governo anzitutto dovrebbe venirci a spiegare perché sono stati persi tre mesi, nel senso che qui adesso i percorsi sono due: o il Governo boccia nuovamente le stesse proposte, nonostante gliele presenti il suo Colao, oppure le approva, e allora deve chiarire alle imprese e alle famiglie perché quello che noi proponevamo (ad esempio l'anno bianco fiscale e tutta una serie di provvedimenti a favore della liquidità delle imprese oppure la sospensione del codice degli appalti) adesso diventano un diamante mentre tre mesi fa erano considerati letame. E nel frattempo il tessuto delle imprese di questo Paese si smaglia, con gravi conseguenze anche per la tenuta dell'ordine sociale. Pertanto, a nome del mio Gruppo, chiedo che il Premier venga urgentemente a riferire sul significato di questa operazione, perché un Governo che si presenta in questo modo delegittima se stesso. Voglio ricordare peraltro che non è un'operazione molto elegante da parte di un Governo sostenuto da quattro partiti, tre dei quali hanno perso le elezioni precedenti - in realtà due, ma poi uno si è sfasciato in due pezzetti - e uno aveva dichiarato di non volersi mai alleare con gli altri. Non è una grande operazione, né è elegante che questo Governo si proponga di tracciare la strada dell'Italia, fra l'altro trascurando alcuni nodi fondamentali: se proprio di riforme si vuole parlare, infatti, la grande assente nel piano Colao è una riforma della giustizia. Tra l'altro, c'è anche un altro tema: la convocazione degli "Stati generali" a cosa serve se tutto è già stato scritto nel piano Colao? Quindi, sinceramente siamo alla passerella: l'unica cosa positiva degli Stati generali è che, come si sa, gli ultimi convocati nel 1789 non portarono molto bene alla monarchia. Ci aspettiamo quindi che anche "re Giuseppi", in modo meno cruento, veda la fine della sua esperienza grazie a questa geniale idea. (Applausi). PRESIDENTE. Decisamente meno cruento; la ringrazio, senatore Bagnai. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Interviene sempre sullo stesso argomento, senatore Zaffini? ZAFFINI (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Ne ha facoltà e invito eventuali ulteriori colleghi che vogliano intervenire sullo stesso argomento a prenotarsi. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, come non dare ragione al collega Bagnai? Mi sembra assolutamente logico, ma non scontato, quello che ci ha detto. Come Gruppo Fratelli d'Italia ovviamente sosteniamo la richiesta - pleonastica - al Governo di venire a riferire sulle circostanze e sui dettagli dell'operazione Colao. Il collega Bagnai ha parlato di passerella, perché tale operazione rientra completamente nel mood di questo Governo: prima mostrare e poi, probabilmente e imparzialmente, produrre. L'operazione è quindi stata presentata con la grancassa e grande dispendio di aggettivi: in realtà, poi viene partorito un documento di sintesi, presentato in assenza del Governo e del Premier , il che immagino sia già un segnale che si è voluto dare (se alla presenza viene annessa così grande importanza, reputo che altrettanto sarà accaduto per l'assenza). In generale, da una prima lettura sommaria di questo piano, osservo proprio una sorta di ulteriore smantellamento dello Stato e dei gioielli di famiglia. Ad esempio, l'ipotesi di costituire un fondo, che non si capisce bene se ammonta a 100 o 200 miliardi di euro (siamo proprio ai numeri estratti al lotto);