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Decorso tale termine, il Piano di sistema, che ha durata triennale ed è aggiornato annualmente, è approvato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 6. Nell’ambito dei progetti finanziati ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, una quota dei proventi delle aste di competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per gli anni 2018, 2019 e 2020, nel limite di 10 milioni di euro annui, è destinata prioritariamente al finanziamento delle attività previste dal Piano di sistema 2018-2020 di cui al comma 2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorenti variazioni di bilancio». Art. 2. Art. 3 . (Contributo di sbarco a favore delle aree protette) (Modifiche all’articolo 4 del decreto legislstivo n. 23 del 2011 in materia di contributo di sbarco a favore delle aree protette) 1. All’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, dopo il comma 3- bis sono aggiunti i seguenti: 1. I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori in cui sono presenti aree protette terrestri o marine e i comuni nel cui territorio insistono isole minori ove sono presenti aree protette terrestri o marine possono destinare il gettito del contributo di cui all'articolo 4, comma 3- bis , del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, per finanziare, in accordo con l'ente gestore dell'area protetta, interventi volti alla tutela ambientale, alla conservazione della biodiversità, al ripristino o al restauro di ecosistemi naturali e del patrimonio archeologico e culturale, alla promozione del turismo sostenibile del territorio nonché ad attività di educazione ambientale. « 3-ter . I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori in cui sono istituite aree naturali protette terrestri o marine e i comuni nel cui territorio insistono isole minori ove sono istituite aree naturali protette terrestri o marine possono destinare il gettito del contributo di cui al comma 3- bis per finanziare, in accordo con l'ente gestore dell'area protetta, interventi volti alla tutela ambientale, alla conservazione della biodiversità, al ripristino o al restauro di ecosistemi naturali e del patrimonio archeologico e culturale, alla promozione del turismo sostenibile del territorio nonché ad attività di educazione ambientale. 2. I comuni di cui al comma 1 possono inoltre deliberare una maggiorazione, fino ad un massimo di 2 euro, del contributo di sbarco di cui all'articolo 4, comma 3- bis , del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, nelle medesime forme ivi previste. 3-quater . I comuni di cui al comma 3- ter possono inoltre deliberare , esclusivamente per le finalità di cui al medesimo comma 3- ter , una maggiorazione, fino ad un massimo di 2 euro, del contributo di sbarco di cui al comma 3- bis, nelle medesime forme ivi previste. 3. I comuni facenti parte di un'area protetta marina possono richiedere un contributo di sbarco con le stesse finalità e modalità di cui all'articolo 4, comma 3- bis , del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 . 3-quinquies . I comuni facenti parte di un'area marina protetta possono richiedere un contributo di sbarco con le stesse finalità e modalità di cui al comma 3- bis » . Art. 4. (Modifica dell'articolo 7 della legge n. 394 del 1991) 1. L'articolo 7 della legge n. 394 del 1991 è sostituito dal seguente: «Art. 7. - (Misure di incentivazione). – 1 . Le Regioni destinano prioritariamente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nel quadro della programmazione dei fondi per lo sviluppo ad esse attribuiti dall'Unione europea, una quota delle risorse dei piani operativi regionali (POR) ai territori compresi in un parco nazionale o in un parco naturale regionale, previa intesa con i rispettivi enti di gestione, per i seguenti obiettivi: a) restauro conservativo dei centri storici e di edifici di particolare valore storico e culturale; b) recupero e valorizzazione dei nuclei abitati rurali; c) opere igieniche e idropotabili e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo; d) opere di conservazione e di riqualificazione ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali; e) attività culturali legate alla tutela ambientale e alla valorizzazione dell'area protetta; f) agriturismo; g) attività sportive compatibili; h) interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili; i) mantenimento dei livelli essenziali nell'erogazione dei servizi pubblici; l) copertura della rete di telefonia mobile e ADSL, con interventi rispettosi dell'ambiente e del paesaggio; m) sostegno alla pianificazione territoriale dei Comuni; n) restauro e riqualificazione del paesaggio, urbano e rurale, volto al recupero dei connotati identitari del territorio; o) realizzazione di fonti di energie rinnovabili a basso impatto paesaggistico; p) sostegno all'imprenditoria in agricoltura; q) sostegno alle attività culturali formative e di educazione in campo ambientale e a quelle volte alla valorizzazione del territorio; r) riduzione dei costi dei combustibili da riscaldamento per i territori montani. 2 . Il medesimo ordine di priorità di cui al comma 1 è attribuito ai privati, singoli o associati, che intendano realizzare, nel rispetto delle previsioni e dei vincoli stabiliti dal piano e dal regolamento del parco, iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o del parco naturale regionale. Una quota parte di tali attività deve consistere in interventi diretti a favorire l'occupazione giovanile e il volontariato nonché l'accessibilità e la fruizione del parco, in particolare per i portatori di handicap ». Art. 5. (Fondo per l’incentivazione fiscale nelle aree protette) 1. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un Fondo con una dotazione di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, destinato al finanziamento di misure di incentivazione fiscale nelle aree protette di cui alla presente legge, da adottare con successivi provvedimenti legislativi, volti a promuovere iniziative compatibili con le finalità delle medesime aree. 2. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2018 e 2019, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3.