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se la presunta ingerenza nella scelta del sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma sia già stata smentita ufficialmente dallo stesso Ministro o se questi intenda avallare l'opinione, diffusa dalla stampa, di un ribaltamento di ruoli per cui il titolare del dicastero subirebbe le decisioni del vertice amministrativo del Ministero; se, inoltre, non ravveda la necessità di smentire la circostanza che il vertice politico-amministrativo del Ministero abbia imposto al primo cittadino di Roma il proprio candidato a sovrintendente, invece di limitarsi a ratificare la proposta del consiglio d'indirizzo della fondazione, violando le prerogative di quello e del sindaco-presidente; se sappia riferire per quale ragione Francesco Giambrone sia riuscito a superare prima l'ostilità del ministro Bonisoli, dettata da oggettive ragioni di opportunità, al suo rinnovo a Palermo, poi ad imporsi con il successore, Franceschini, se i fatti daranno ragione a Cappelli, sulle presunte candidate del sindaco Gualtieri, senza che questa volta alcuno gridasse allo scandalo per l'ingerenza del Ministero in una scelta riservata al consiglio d'indirizzo della fondazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06388 LEONE VANIN TRENTACOSTE CROATTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il 26 maggio 2017 venivano pubblicati in Gazzetta Ufficiale i concorsi per il reclutamento di complessivi 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato. Tra questi c'era il concorso pubblico, per esame, a 893 posti, successivamente elevati a 1.182, aperto ai cittadini italiani in possesso dei requisiti prescritti per l'assunzione nella Polizia di Stato, che allora prevedevano età non superiore a 30 anni e titolo di scuola media inferiore; al concorso venivano presentate 173.000 domande. La sufficienza alle relative prove scritte è stata raggiunta da 54.533 partecipanti, dei quali 3.421 sono stati selezionati per le successive prove psicoattitudinali (quelli cioè con votazione non inferiore a 9,62); considerato che: successivamente, con il decreto-legge n. 135 del 2018, è stata autorizzata l'assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato, mediante lo scorrimento della graduatoria della prova scritta del citato concorso del maggio 2017; detta autorizzazione, tuttavia, limita le assunzioni ai soggetti in possesso, alla data del 1° gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 335 del 1982, così come modificato dal decreto legislativo n. 95 del 2017. Pertanto vengono chiamati a svolgere le successive prove concorsuali esclusivamente i candidati di età non superiore a 26 anni e in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, alla suddetta data, penalizzando coloro che, pur avendo superato la prova preselettiva, non sono risultati idonei per punteggio, e che attendevano un ulteriore scorrimento da 8 a 6 punti; l'esclusione di candidati che soddisfacevano i requisiti del primo concorso risulta non solo penalizzante per gli stessi, ma, alla luce del prepensionamento di 20-30.000 unità che risulta all'interrogante, anche per lo stesso Corpo di Polizia, che si ritroverà sottorganico, ipotesi che imporrà all'amministrazione pubblica di bandire giocoforza altri concorsi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, possa prendere in considerazione quanto esposto e valutare la possibilità di intervenire al fine di reperire le risorse necessarie per garantire il prosieguo delle prove attitudinali e psicofisiche degli allievi agenti idonei ma esclusi del concorso pubblico, per esame, a 893 posti, aperto ai cittadini italiani, inserito nel bando di reclutamento di 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio 2017. Atto n. 4-06389 IANNONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: dopo 11 anni di commissariamento della sanità calabrese, la Corte costituzionale, nella sentenza nr. 168/2021, ha, ad avviso dell'interrogante, attestato, o meglio certificato, il fallimento dei Governi che hanno preceduto l'attuale; con tale sentenza, infatti, la Corte non ha solo dichiarato l'illegittimità costituzionale del decreto-legge n. 150 del 2020 (cosiddetto "decreto Calabria bis"), perché la misura in questione "? si dimostra irragionevole per la sua inadeguatezza alla situazione nella quale deve intervenire, segnata dal più che decennale commissariamento della sanità della Regione Calabria (? ) che costituisce un unicum nel panorama nazionale, essendosi caratterizzato in modo particolare rispetto a tutti gli altri sinora intervenuti? ", ma ha pesantemente censurato la gestione da parte del Governo di questi 11 anni di commissariamento, attesa "? l'incongrua modalità di disciplina del potere sostitutivo statale?"; il Governo recentemente è intervenuto su tale disastrosa situazione nominando il Presidente della Regione, quale Commissario ad acta , e affiancandolo, è la prima volta in tema di commissariamenti, da un ufficiale dei Carabinieri in servizio, il colonnello Maurizio Bortoletti, che, diretto collaboratore del prefetto Luigi De Sena a Reggio Calabria dopo l'omicidio Fortugno e, poi, del generale Nistri, nelle prime e più delicate fasi di avvio della Direzione generale del Grande Progetto Pompei, è soprattutto noto per aver restituito all'equilibrio operativo l'ASL di Salerno, che perdeva, da anni, in un silenzio assordante, 500 euro al minuto, cioè oltre 700.000 euro al giorno, cioè 830 milioni di euro nei 39 mesi precedenti il suo arrivo; purtroppo, dalla nomina in Consiglio dei ministri del 18 novembre 2021, le Amministrazioni interessate non hanno, però, ancora dato corso (sono trascorsi oltre 30 giorni), a tale decisione e alla consequenziale definizione della posizione di impiego del colonnello Bortoletti; in questi giorni, la Calabria ha perso ulteriori 20 milioni di euro ma, soprattutto, i tanti calabresi per bene hanno iniziato a veder vacillare le loro certezze circa la possibilità che il colonnello Bortoletti possa prestare la sua opera; in questi 32 giorni, si trattava solo di scegliere quale delle due soluzioni di successo copiare, per assicurare quella flessibilità operativa indispensabile in aree permeate da una forte presenza della criminalità mafiosa e in situazioni dove, a volte, non esiste nemmeno una norma da applicare. Nel marzo 2011, il Ministro pro tempore La Russa, il capo di Gabinetto gen. Graziano e il Comandante generale dell'Arma, gen. Gallitelli, impiegarono pochissimo tempo, per consentire al col. Bortoletti di operare nel migliore dei modi a Salerno con questa posizione di impiego: "A disposizione del Capo del II Reparto, quale consigliere del Ministro... e Commissario Straordinario dell'ASL di Salerno" . Non sono noti i tempi necessari per definire quella del gen.