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L'adozione di misure ritenute limitative, ritorsive o discriminatorie è denunciata all'UDW, all'ANAC o al RPCT dal segnalante o dall'organizzazione sindacale alla quale l'interessato sia iscritto. L'UDW e l'ANAC, se riconoscono che l'amministrazione ha dimostrato che le misure adottate non hanno alcun carattere limitativo della facoltà di segnalazione di cui al comma 1 o sono motivate da ragioni totalmente estranee alla segnalazione, e pertanto non hanno alcun carattere discriminatorio o ritorsivo, archiviano la denuncia; se invece riconoscono che le misure stesse hanno carattere limitativo, discriminatorio o ritorsivo ne dichiarano la nullità e adottano, obbligatoriamente, le sanzioni di cui al comma 8. 8 . L'UDW o l'ANAC, qualora nell'ambito della propria istruttoria ravvisino la sussistenza delle violazioni di cui ai commi 6 e 7 da parte di una amministrazione o di un ente di cui al comma 2, applicano ai responsabili di ciascuna violazione, fermi restando gli altri profili di responsabilità, una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 50.000, per ciascun responsabile, determinata tenendo conto della gravità dell'illecito e delle dimensioni dell'amministrazione o dell'ente cui si riferisce la segnalazione, dandone tempestiva comunicazione alla competente procura della Repubblica. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui al periodo precedente non può essere assolta dall'amministrazione, in surroga dei responsabili, né coperta da assicurazione. 9. I provvedimenti adottati dal RPCT e dall'ANAC, anche se di archiviazione, vanno comunicati all'UDW e al segnalante. 10. Qualora l'amministrazione segnalata o uno dei soggetti individuati nella segnalazione del whistleblower denuncino il segnalante per calunnia o per diffamazione, il segnalante gode del gratuito patrocinio in sede giurisdizionale. La sentenza definitiva di condanna del segnalante per calunnia o diffamazione comporta la revoca delle sanzioni inflitte ai sensi del comma 8. Il segnalante che sia stato licenziato o demansionato a seguito di una segnalazione non manifestamente infondata e non inficiata da malafede è, rispettivamente, con effetto retroattivo reintegrato nel posto di lavoro, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, o nelle sue mansioni, e può chiedere ai responsabili delle misure sanzionatorie o ritorsive, di cui al comma 6, il risarcimento di tutti i danni, economici e non, da lui subiti. Le retribuzioni arretrate corrisposte al segnalante dopo la reintegrazione, limitatamente alla quota parte dovuta alla mancata trattenuta contributiva generata dalla perdita del diritto di rivalsa ai sensi dell'articolo 23 della legge 4 aprile 1952, n. 218, è posto, da parte dell'amministrazione o ente, integralmente a carico dei responsabili dell'adozione delle misure sanzionatorie o ritorsive, in solido tra loro e con divieto di surroga da parte dell'amministrazione e di copertura assicurativa. Nel caso di anticipazione dell'importo da parte dell'amministrazione, la stessa ha l'obbligo di esercitare la rivalsa nei confronti dei suddetti responsabili. 11 . L'UDW: a) adotta le opportune iniziative per sanzionare e correggere le condotte illecite segnalate e ne dà pubblica notizia sul proprio sito, tenendo riservata l'identità del segnalante che non abbia consentito la propria identificazione; b) vigila sull'effettiva osservanza della tutela legale del segnalante; c) adotta idonee misure di ricollocamento lavorativo nei casi in cui l'incisività delle ritorsioni renda sconsigliabile, a giudizio dell'UDW stesso, la prosecuzione dell'attività lavorativa del denunciante nei ruoli della sua amministrazione o ente. A tal fine, l'UDW propone l'inserimento del denunciante in qualunque altra amministrazione o ente, sentito il denunciante stesso. La richiesta di ricollocamento da parte dell'UDW ha precedenza su qualunque altro tipo di collocamento lavorativo; d) entro il 30 giugno di ogni anno riferisce al Parlamento sull'attività svolta nell'anno precedente; e) prevede nel proprio statuto misure premiali in favore dei whistleblowers che abbiano dato un significativo contributo al contrasto della corruzione. 12. È istituito il Fondo tutela whistleblowers (FTW), gestito dall'UDW. Il Fondo eroga, con carattere di immediatezza e continuità, il trattamento economico ai whistleblowers allontanati a seguito di ritorsione, con obbligo di rivalsa sull'amministrazione e fino al reintegro del whistleblower . Il Fondo sostiene inoltre, in via diretta, le spese legali che il whistleblower debba sostenere per resistere alle ritorsioni poste in essere dall'amministrazione, e può stipulare convenzioni al fine di contenere l'entità delle spese medesime ». 3 1 La dotazione del Fondo tutela whistleblowers , di cui all'articolo 54- ter del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto dall'articolo 2 della presente legge, è di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021. 2 Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse attribuite all'ANAC in considerazione del trasferimento all'UDW di parte delle sue competenze. 3 Il Fondo di cui al comma 1 è ulteriormente alimentato mediante il conferimento, da parte delle amministrazioni pubbliche, del 40 per cento degli importi recuperati per effetto delle segnalazioni o dell'attività concreta posta in essere dai whistleblowers .