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Art. 26 Il pagamento della pensione di invalidità è sospeso quando l'avente diritto presti opera alle dipendenze di terzi, in forza della legislazione speciale sulla assunzione obbligatoria dei mutilati o invalidi del lavoro, di guerra e per servizio, con una retribuzione superiore ad un terzo del guadagno normale che aveva anteriormente al riconoscimento dell'invalidità se si tratta, di operaio o alla metà, se si tratta di impiegato. La sospensione del pagamento della pensione ha inizio a partire dalla rata avente scadenza nel bimestre successivo a quello nel quale avviene l'assunzione obbligatoria, o nel bimestre successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto per le assunzioni già avvenute, e ha termine col primo giorno del mese nel quale avviene la cessazione del rapporto di lavoro. I contributi eventualmente versati per il corrispondente periodo di lavoro sono computati ai sensi del precedente art. 21. Il datore di lavoro che ha alle proprie dipendenze o che assume pensionati per invalidità in forza della legislazione speciale sopra richiamata è tenuto a darne notizia all'Istituto nazionale della previdenza sociale, indicando l'importo della retribuzione a qualsiasi titolo ad essi corrisposta, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto o, se assunti successivamente, dalla data di assunzione. Esso è inoltre tenuto a comunicare all'Istituto la data di cessazione del rapporto di lavoro entro 15 giorni dalla data stessa.((1)) ---------------- AGGIORNAMENTO (1) La Corte Costituzionale con sentenza 18 aprile-5 maggio 1959, n. 24 (in G.U. 1a s.s. 9/5/1959, n. 110) ha dichiarato l'illegittimità " costituzionale dell'art. 26 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818, in relazione all'art. 37 della legge 4 aprile 1952, n. 218, e in riferimento agli artt. 70 e 76 della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 aprile 1959."