[resaula]

Ciò che purtroppo non viene meno, però, è la ghigliottina che le famiglie e le imprese hanno sul loro collo, rappresentata dai 23 miliardi di euro nel 2020 e i 28 miliardi di euro nel 2021 che il Governo dovrà trovare per evitare che scattino le clausole di salvaguardia e quindi l'aumento dell'IVA. Dove troverete le risorse per scongiurare l'aumento dell'IVA e le risorse per evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo? Come dicevo, le vostre due misure bandiera, reddito di cittadinanza e quota 100, anche in termini del numero dei destinatari che ne hanno beneficiato, non hanno avuto l'impatto positivo che voi speravate e credevate. Questo dovrebbe comportare una somma di circa 2 miliardi di euro di oneri in meno; si tratta comunque di risorse in deficit rispetto a quelle preventivate, soldi che si dovevano investire nella crescita, mentre i partiti di Governo vorrebbero metterci le mani per finanziarie probabilmente altre misure elettoralistiche che non faranno aumentare né il PIL, né l'occupazione. È evidente che si tratta, nel caso di questa come delle altre misure, solo di fumo gettato negli occhi degli italiani per tentare di distrarli dalla questione di fondo: la totale mancanza di una visione univoca e coerente di sviluppo da parte dei due azionisti del Governo; due forze politiche fra loro inconciliabili, che hanno programmi completamente diversi. Infatti, l'obiettivo dichiarato del MoVimento 5 Stelle è la decrescita felice, mentre il programma della Lega è - o dovrebbe essere - quello che ha sottoscritto insieme agli altri partiti del centrodestra prima delle elezioni politiche, ma che purtroppo non vede la luce, se non in qualche misura in tema di sicurezza e di immigrazione, e che è totalmente oscurato dalla preminenza grillina sui provvedimenti di natura economica. Sulla mancanza di crescita e di politiche per il lavoro il Governo è riuscito a mettere d'accordo addirittura Confindustria e sindacati, unanimi nel denunciare l'inadeguatezza delle misure messe in campo. Del resto, l'atteggiamento dei grillini nei confronti del mondo delle imprese e del lavoro è di carattere punitivo, perché i 5 Stelle preferiscono cittadini poveri e disoccupati, da poter facilmente illudere con misure assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza, piuttosto che cittadini che, avendo una indipendenza economica, abbiano anche una indipendenza politica, non essendo ricattabili con l'elemosina dello Stato. L'Italia ha bisogno di crescere ma ci vogliono idee e persone giuste; idee come il rilancio delle infrastrutture, delle grandi opere, non come il blocco del TAV; idee come la defiscalizzazione per i nuovi assunti, specie nelle aree svantaggiate del Sud, non come il reddito di nullafacenza; idee come gli investimenti nella sanità, con la cancellazione del numero chiuso per l'accesso alle facoltà di medicina e chirurgia e l'assunzione di medici e infermieri, non i tagli alla salute. Lo domando a voi, signori del Governo: vi siete accorti che ogni volta che escono dati statistici è una Caporetto per le vostre politiche? Ed è una Caporetto, purtroppo, per tutta l'Italia. Noi di Forza Italia, nel programma elettorale condiviso da tutto il centrodestra, abbiamo insistito sull'introduzione della flat tax . Purtroppo, però, come oggi ha certificato l'Istat, le tasse stanno aumentando addirittura più del PIL, perché nel primo trimestre dell'anno la pressione fiscale è salita dello 0,3 per cento, mentre se tutto va bene il PIL aumenterà dello 0,1 per cento nel corso dell'intero anno. In conclusione, per crescere non servono soltanto i decreti-legge, ma servono innanzitutto capacità e volontà, qualità che purtroppo scarseggiano in questo Governo. Sono sicura che anche molti colleghi della maggioranza la pensano in questo modo, ma tra poco il Governo si accingerà a chiedere la fiducia: volete quindi un voto a scatola chiusa. L'esame di riparazione che avete tentato, per rimediare ad una legge di bilancio sbagliata, purtroppo per l'Italia ha avuto esito negativo e siete stati bocciati. Di conseguenza, voteremo contro il provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saviane. Ne ha facoltà. SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi e colleghe del Senato, rappresentanti del Governo, intervengo in questa discussione con grande piacere per commentare il decreto-legge recante misure urgenti per la crescita economica; insieme al decreto sblocca cantieri, già approvato, sono i due provvedimenti con cui la maggioranza intende rilanciare il percorso di sviluppo economico del nostro Paese. Noi della Lega abbiamo ben chiaro cosa serve al nostro Paese per un vero rilancio economico, ossia una riforma fiscale coraggiosa che preveda un taglio delle tasse serio e che permetta la ripresa dei consumi interni in modo da rianimare l'economia, rimettendo i soldi in circolazione. La recessione che più ci preoccupa è quella demografica: il blocco delle nascite è il vero dramma del nostro Paese. Proprio perché il futuro dei nostri figli e dell'Italia viene prima dei vincoli decisi da altri, la riduzione delle tasse sarà il nostro obiettivo finale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Intanto con il decreto crescita interveniamo sulle direttrici d'azione che riguardano, da un lato, il potenziamento degli investimenti pubblici e privati e, dall'altro, l'implementazione degli incentivi e degli sgravi fiscali alle imprese e ai cittadini, compreso il potenziamento della tutela del made in Italy . Tra le altre, voglio ricordare alcune misure cardine del decreto-legge, come la reintroduzione del maggior ammortamento per i beni strumentali nuovi: un'agevolazione che consente di aumentare del 30 per cento il costo di acquisizione, ai fini fiscali, degli investimenti in beni materiali strumentali nuovi. C'è poi l'aumento della deducibilità dell'Imu per le imprese, che riduce la pressione fiscale sulle imprese stesse: la deducibilità raggiungerà il 70 per cento nel 2022 e arriverà al 100 per cento nel 2023. Un intervento degno di nota è rappresentato anche dalla definizione della mini-Ires. Infatti, al fine di favorire la patrimonializzazione delle imprese, è stato semplificato il meccanismo di fruizione del beneficio attraverso l'applicazione di un'aliquota ridotta sugli utili non distribuiti. A differenza della normativa attuale, che prevede una riduzione del 9 per cento su specifici investimenti incrementali rispetto al passato, la modifica prevede una semplice riduzione di aliquota su utili non distribuiti - nei limiti dell'incremento di patrimonio netto, ad esclusione delle banche - collegata al solo reimpiego degli stessi. Ugualmente importante è la previsione a regime - perché ora prevista per gli anni 2019 e 2020 - della riduzione dei premi e dei contributi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ossia i contributi INAIL.