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«Regolarizzate le vostre posizioni fiscali, pagate il 100 per cento delle imposte e vi abboniamo le sanzioni e vi raddoppiamo la rateizzazione da 48 mesi a 8 anni». Questa sarebbe stata una politica educativa, utile a tutti i cittadini e a tutte le imprese, non come la buffonata dell'articolo 4; avrebbe permesso ai cittadini di mettersi in regola con il fisco, nel tempo giusto e senza essere gravati da sanzioni. Per questo dico che siamo un'opposizione costruttiva e perché abbiamo l'onore di poter dire che vi portiamo su un piatto d'argento proposte che potreste fare vostre e che invece, per il fatto che provengono dall'opposizione, vi guardate bene anche solo dal considerare. Altre le risposte che avete dato sui cui contenuti non ci avete ascoltato. Non si potevano utilizzare i 5 miliardi del cashback o il denaro impiegato nella lotteria degli scontrini per indennizzare le nostre partite IVA, ossia quei lavoratori, quei bar, quei pubblici esercizi o quei lavoratori autonomi che di fatto stanno patendo da soli tutta la crisi generata dalla pandemia? Non si poteva magari evitare, con la proroga continua degli sfratti, di addossare ai piccoli proprietari il ruolo di welfare che spetta allo Stato? Perché oggi il cittadino, che magari ha un paio di appartamenti sui quali vive, comprati con la propria liquidazione o i propri risparmi, di fatto deve mantenere persone che, grazie al blocco degli sfratti, vi rimangono, svolgendo così una funzione di welfare che - ribadisco - non gli spetta, ma è dello Stato? Voglio pensare poi anche alle risposte che non avete dato in questo decreto-legge e che continuate a non dare. Continuate a far brindare le mafie, cari colleghi. Le sale giochi sono chiuse, come pure il gioco legale, mentre le bische clandestine proliferano e brindano a champagne, perché hanno triplicato e quadruplicato i fatturati. Le casse dello Stato, cari colleghi, nel 2020 hanno perso sei miliardi, che, lasciando lavorare il gioco legale anziché le mafie, avreste potuto dare ai baristi, ai ristoratori o alle piccole imprese tanto gravate dalla situazione. Sono tante quindi le critiche che potremmo muovere a questo decreto. Naturalmente le risposte di Fratelli d'Italia, come ho detto, sono tante. Alcune le ho citate. Ricordo anche il tema della liquidità: visto che tutti sapevamo di non avere i mezzi della Francia e della Germania per dare indennizzi adeguati alle imprese, si doveva intervenire di più sul fronte della liquidità e quindi utilizzare la leva finanziaria che permette chiaramente di moltiplicare per sei, sette e otto le garanzie, dando liquidità alle imprese. Questo si doveva fare: dite che lo farete con il decreto sostegni- bis . Come sempre, dobbiamo attendere fiduciosi, salvo poi purtroppo rimanere delusi, come accade spesso, da quello che andrete a proporci la prossima volta. Concludo, però, con una nota positiva e un ringraziamento a quei colleghi trasversali della politica, dal Partito Democratico alla Lega, che hanno voluto supportare una battaglia che stiamo conducendo da circa due anni sul differimento termini dei professionisti. Riconosciamo alle Commissioni riunite di averci approvato un emendamento importantissimo per i professionisti italiani, che finalmente - per ora per la materia Covid, ma sono certo che, assieme a voi, arriveremo ad approvare nelle prossime settimane il disegno di legge che è da oltre un anno in lavorazione in Commissione - hanno il diritto di potersi ammalare senza dover pagare le sanzioni. Avranno quindi il diritto di essere parificati agli altri lavoratori e agli altri cittadini. Concludo con una nota di speranza, dopo le critiche doverose per quanto non c'era e non c'è stato nel vostro decreto. Su questo tema, in Commissione tra partiti abbiamo saputo lavorare assieme e dovremmo imparare da questo, perché - ribadisco - quando si lavora assieme, quando si sanno accettare le proposte e le idee dell'opposizione, ne guadagniamo tutti, ma soprattutto il Paese. Non è utile giocare sporco; non è utile volersi arrogare solamente i meriti; bisogna condividerli, ma assieme arrivare al traguardo, che serve al nostro Paese per uscire dalla negatività e dalla crisi nella quale, purtroppo, si trova. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alfonso. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, ringrazio i colleghi intervenuti perché mi facilitano il ruolo. Siamo adesso in fase di completamento di un'attività istruttoria di nostra competenza riguardante il primo decreto-legge sostegni. Abbiamo trovato copertura finanziaria aggiuntiva rispetto a questioni che erano rimaste fuori. Pensate al supplemento di copertura finanziaria concernente tutta la debolezza di categorie del lavoro che abbiamo riconosciuto come invisibili, ancorché fondamentali: i lavoratori stagionali, quelli che hanno prestazioni con ritorno ciclico all'interno delle attività riguardanti la collettività e la moltitudine, come la cultura e lo spettacolo. Abbiamo trovato copertura ai costi fissi delle imprese. È immaginabile una società che ricominci a girare con vigore e fiducia, se non consentiamo alle imprese di superare quegli impedimenti necessitati e imposti dall'ordinamento? Il lockdown ha rappresentato un forte impedimento per ragioni riferite al contagio da bloccare. È chiaro che questo ha portato a nudo i costi fissi delle imprese. Abbiamo fatto un lavoro di discernimento laico e lucido nel merito per avere il consenso di tutti. Abbiamo lavorato per fare in modo che realtà tipo l'economia bianca della montagna non riguardasse soltanto i grandi numeri della montagna del Nord, che ha una forza di trazione per la collocazione turistica nazionale e internazionale. Attraverso l'attività emendativa di merito abbiamo fatto in modo che si ricomprendesse anche la montagna dei piccoli numeri dell'Appennino, che però consente l'offerta turistica del sistema Paese Italia. Abbiamo fatto in modo che anche figure riguardanti l'innovazione della cultura e della ricerca, come i dottori di ricerca, venissero a trovarsi davanti all'opportunità di allungare la propria expertise di applicazione nella ricerca e nell'innovazione. Dobbiamo sapere che senza queste risorse dell'innovazione per l'innovazione non ci sarai economia capace di competere sul piano internazionale. Noi, però, sappiamo che ci sono ancora questioni che devono essere fronteggiate. Pensate, per esempio, all'economia della piccola pesca, che poi si connette all'attività della ristorazione. Questi lavoratori hanno bisogno di misure. Allo stesso modo abbiamo trovato la maniera per permettere ai Comuni il rispetto della produzione dei documenti contabili per tempo e adeguatamente, perché anche loro hanno patito la guerra dell'interruzione della normalità e dell'attività dei dipendenti preposti alla cura dei documenti contabili. Lo potranno fare i Comuni entro il 30 settembre di quest'anno, grazie ad un emendamento, che mi ha visto impegnato in prima fila, perché ho visto la fatica di alcuni Comuni, rinnovati di recente, che non ce la facevano. E non è possibile che la regola della pubblica amministrazione prevalga rispetto alla vita reale. (Applausi) . A questo proposito voglio mettere in evidenza un dato: