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Signor Ministro, le chiediamo se innanzitutto è a conoscenza di questa vicenda e, nel caso, quali provvedimenti abbia intrapreso o intenda intraprendere per scongiurare la diffusione dell'odio tra le giovani generazioni palestinesi, grazie, per altro, anche ai fondi stanziati dal nostro Governo. Inoltre, vogliamo sapere le modalità di monitoraggio che il nostro Paese, quale membro dell'Advisory Commission UNRWA, pone in essere affinché non si abbia più a ripetere una tale circostanza che - come ella potrà certificare certamente - è in palese violazione dei principi cardine contenuti nella nostra Carta costituzionale. PRESIDENTE. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, senatore Saccone, senatori interroganti, senatrici e senatori, tengo in premessa a sottolineare che la questione palestinese è una delle crisi umanitarie più lunghe e dolorose della storia recente con oltre 5 milioni di rifugiati. È in questa prospettiva che si inserisce il contributo della cooperazione italiana all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel vicino Oriente, che opera in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e striscia di Gaza. Sono aree prioritarie per l'Italia, tanto più in una fase resa ancor più drammatica dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni al movimento internazionale di beni e personale umanitario. Vengo al quesito specifico. Sul tema dei libri di testo utilizzati nelle scuole gestite dall'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, tema sollevato dai rapporti pubblicati da Impact-SE, organizzazione no profit basata in Israele, vorrei assicurare che il Governo segue la questione con particolare attenzione, anche nel quadro del dialogo tra Agenzia e donatori. In quanto membro della Commissione consultiva dell'Agenzia, l'Italia partecipa, per il tramite del Consolato generale a Gerusalemme, alle varie riunioni di coordinamento e monitoraggio delle iniziative. Nel corso degli ultimi incontri l'Agenzia ha fornito chiarimenti puntuali proprio in risposta alla richiesta di massima trasparenza avanzata dai donatori, Italia inclusa, su questa vicenda. In un primo documento dello scorso gennaio, la Impact-SE aveva, infatti, criticato i messaggi, ritenuti non in linea con i valori delle Nazioni Unite, e i contenuti dei materiali utilizzati nelle scuole gestite dall'Agenzia ONU per la didattica online nel periodo febbraio-novembre 2020. Il vertice dell'Agenzia ha risposto con una lettera ai membri della Commissione consultiva. Nella lettera il commissario generale ha fatto presente che l'Agenzia utilizza un sistema interno di revisione permanente dei materiali scolastici. Come risultato della revisione, l'Agenzia aveva deciso di rimuovere i materiali didattici ritenuti effettivamente non in linea con gli standard delle Nazioni Unite. Successivamente, a febbraio, Impact-SE ha pubblicato un secondo rapporto in cui punta il dito anche contro i materiali di autoapprendimento utilizzati nel periodo novembre 2020-gennaio 2021. Al fine di non lasciare dubbi circa la politica di tolleranza zero verso ogni atto di discriminazione e di incitamento alla violenza, l'Agenzia ha risposto a questo secondo rapporto sospendendo in via precauzionale la piattaforma allora utilizzata, contenente i materiali didattici in questione al fine di garantire un ulteriore approfondito esame ad opera di un organo neutrale di valutazione, appositamente creato. Il 19 aprile, nel corso di un incontro con i membri della Commissione consultiva, a cui l'Italia ha partecipato, l'Agenzia ha annunciato la conclusione del processo di revisione e la decisione di adottare una nuova piattaforma per i materiali di autoapprendimento. Anche grazie a questa piattaforma, d'ora in avanti, qualsiasi materiale online utilizzato nelle scuole gestite dalle Nazioni Unite, dove la modalità di didattica a distanza è tutt'ora prevalente, dovrà superare una valutazione ancora più stringente, cui parteciperanno personalmente dirigenti dell'Agenzia al più alto livello. Questo è l'impegno preso. La Farnesina, anche per il tramite del Consolato generale d'Italia a Gerusalemme, continuerà ad esercitare un ruolo di vigilanza sulle iniziative dell'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, in modo da prevenire ogni discordanza fra le attività finanziate e i principi cardine della cooperazione italiana, quali la non discriminazione e il sostegno alla convivenza pacifica. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Saccone, per due minuti. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro. Mi permetta di dire subito che mi ritengo soddisfatto dalla sua risposta. Non è questa la sede per aprire un dibattito sulle ragioni dei 5 milioni di rifugiati; non è questa la sede per dire che ci sono razzi che partono da Gaza. Non è questo il momento. Abbiamo espresso apprezzamento per l'attività che l'Agenzia svolge a sostegno dei rifugiati. Sono contento del monitoraggio, che sarà capillare. Noi, come Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC, vogliamo monitorare costantemente, non vogliamo abbassare la guardia, perché l'intento non è discriminatorio, ma è ribadire la tolleranza zero verso l'odio, da chiunque esso provenga. Pertanto, la ringrazio, signor Ministro. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Carbone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02471 sulla fine del blocco dei licenziamenti e su iniziative per il sostegno al mercato del lavoro, per tre minuti. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, tra le principali e più importanti misure adottate per far fronte all'emergenza Covid-19, ha assunto un rilievo notevole, fin dai primi mesi del 2020, il cosiddetto blocco dei licenziamenti. Con questa misura si è inteso impedire alle aziende di licenziare i propri dipendenti per ragioni economiche, sia in forma collettiva, sia in forma individuale. L'obiettivo dell'allora Governo Conte- bis era quello di evitare che le conseguenze più crude dell'emergenza venissero addossate sulle classi lavoratrici, trasformando così una crisi sanitaria e una crisi economica addirittura in una crisi sociale. D'altro canto, sono stati molti gli interventi normativi che hanno consentito il ricorso agli ammortizzatori sociali, come la Cassa integrazione guadagni (CIG) e il Fondo di integrazione salariale (FIS), soprattutto al fine di supportare le aziende che maggiormente hanno risentito della diminuzione della domanda di beni e servizi e, in special modo, quelle imprese attive in settori cruciali, come il turismo e la ristorazione. Il cosiddetto decreto sostegni ha previsto la fine del blocco dei licenziamenti, con riguardo al tipo di ammortizzatore sociale a cui si fa ricorso. Il 30 giugno, infatti, termina il blocco per le imprese che usufruiscono della CIG ordinaria; per lo più sono le imprese del settore industriale. Il 31 ottobre, invece, rappresenta il termine per il blocco dei licenziamenti delle aziende beneficiarie delle 28 settimane di assegno ordinario a carico del FIS o di cassa integrazione in deroga.