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Oggi si discute di semplificazioni alla Camera, ma se servono soltanto a semplificare gli altri e non invece gli oneri a carico della pubblica amministrazione, non abbiamo risolto alcun problema, soprattutto oggi, quando si annunciano decine di migliaia di assunzioni che devono servire proprio per digitalizzare il nostro sistema e renderlo più veloce e rispondente alle esigenze dei tempi moderni. Esprimiamo quindi un voto favorevole sul provvedimento, ringraziando il collega Lanzi che ha lanciato la pietra nello stagno e ha dato immediatamente disponibilità, quando gli ho chiesto di inserire norme aggiuntive, sempre nel solco della semplificazione. Pur di ottenere un risultato, abbiamo evitato di attendere l'abbinamento del disegno di legge al nostro esame con quello che avevo presentato, inserendone le norme nel testo, perché non ci interessa la forma, ma la sostanza. Non ci interessa avere il nome su un disegno di legge, ma aver ottenuto un risultato nell'interesse del Paese e degli italiani. Nonostante il piccolo neo citato, che mi auguro prima o poi venga affrontato e risolto, esprimiamo un voto convintamente favorevole al disegno di legge. (Applausi) . PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, è un piacere intervenire in dichiarazione di voto sul provvedimento al nostro esame, perché è il secondo in pochissimo tempo che è stato trattato e concluso dalla 1 a Commissione con esito molto favorevole, non solo per il risultato concreto e formale, ma anche per la modalità di lavoro. Mi riferisco a quelle del comitato ristretto, cui ha partecipato il collega Augussori, che già durante la discussione generale ha spiegato nei dettagli gli articoli del provvedimento. Ritengo molto importante che ciascuno, a suo tempo, in base alla propria esperienza e alle proprie capacità - perché non tutti sappiamo tutto di qualsiasi cosa - si renda di volta in volta disponibile per approfondire una tematica. Sembra una cosa molto semplice da dire, ma, in realtà, purtroppo non è e non è stato sempre così. Nella nostra Commissione abbiamo la fortuna di avere, oltre a provvedimenti enormi, che si fa fatica ad analizzare nei tempi prestabiliti, anche altri, che sono più piccoli non come importanza, ma come numero di articoli, e riusciamo a intervenire in modo puntuale e con buon senso. Vorrei rilevare che siamo abituati a sentir parlare di decreti semplificazioni, ma poi alla fine non si capisce più neanche cosa c'è dentro. Provvedimenti come quello al nostro esame o come quello sul quorum della lista unica dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) riguardano invece vere semplificazioni, che vanno a migliorare davvero il funzionamento della macchina pubblica e a facilitare il lavoro dei cittadini, che in questo caso si trovano nelle vesti di potenziali candidati o di persone che all'interno dei partiti gestiscono le operazioni pre-elettorali o anche incaricati dell'amministrazione pubblica che riescono a velocizzare il proprio lavoro grazie a queste norme puntuali. Non voglio dilungarmi troppo nella mia dichiarazione di voto, perché è ovvio che il nostro voto sarà favorevole. Ritengo infatti che bisognerebbe impiegare il tempo in Parlamento per parlare quando si ha qualcosa da dire. Se riusciamo a portarci a casa un disegno di legge in meno di un mese significa che, quando si parla poco e si lavora tanto, bene in modo collaborativo e cordiale, i risultati ci sono. Quindi, forse, uno dei problemi di questo posto è anche che bisognerebbe pensare ad altri metodi di lavoro. Non dico che la 1 a Commissione sia la migliore o quella che ha indovinato tutto, perché non sarebbe assolutamente vero; tuttavia è opportuno prendere spunto, così come stiamo facendo noi, da altri colleghi in altre Commissioni per capire quali sono i modi migliori per esercitare il nostro potere democratico e fare in modo che quello che facciamo in questa sede produca risultati concreti per i cittadini. Vi porto un esempio: quando una persona si candida, all'inizio non sa cosa l'aspetta in termini di burocrazia, ma il disegno di legge in esame risolve questioni che creavano ansie terribili, soprattutto, come dicevano anche i colleghi, per le liste civiche o per quelle piccole (magari non parliamo dei grandi partiti), perché ci si ritrovava all'improvviso a confrontarsi con la macchina della burocrazia, con cui non si aveva mai avuto a che fare e purtroppo a volte si possono commettere piccoli errori. Ad esempio, si potrà comunicare il simbolo elettorale via posta elettronica certificata (PEC), mentre prima bastava che si stampasse il simbolo sulla carta lucida con uno sbaglio di millimetri perché venisse annullato il deposito e venisse quindi messa in discussione anche la candidatura. È prevista la semplificazione dell'autentica delle firme, quindi il consigliere comunale non deve più dare la comunicazione al sindaco per poter fare l'autentica delle firme; semplicemente è in suo potere autenticare le firme come consigliere comunale. Si realizza poi una semplificazione nella richiesta dei certificati elettorali: è possibile farne sia l'invio sia la ricezione via PEC. Se il candidato non presenta il certificato del casellario giudiziario, fino all'entrata in vigore del presente provvedimento, è prevista una sanzione per il partito, che non può sanare la situazione; il disegno di legge prevede invece che il partito stesso possa richiederlo direttamente. Chiunque abbia fatto da rappresentante di lista, anche in un piccolo centro, sa che fino ad oggi bisognava presentarsi al seggio il venerdì oppure il sabato (per essere in presenza, magari si potevano avere problemi di lavoro); adesso, basta semplicemente comunicare, con un unico invio tramite PEC, i nomi dei rappresentanti di lista. Oltre a quanto è stato detto sulla capacità di lavoro di questo Parlamento, vorrei sottolineare che, nonostante a volte si riescano a ottenere bei risultati, anche grazie alla collaborazione tra di noi, si prova sempre un po' di amarezza, quando ci si scontra con problemi interni relativi proprio al funzionamento burocratico dei vari Ministeri, uffici e funzionari. Infatti, tanti di noi a volte partono con buonissimi propositi e tanto entusiasmo, ma poi ci si rende conto che, per questioni che a noi sembrano veramente di poco conto e piccole rispetto al problema da affrontare, ci sono ostacoli rispetto ai quali a volte non si capisce se ci siano la mancanza di volontà di risolverli o uno strano piacere nel mettere i bastoni fra le ruote alla democrazia. Sono questioni che a un parlamentare dovrebbero dare veramente tanto fastidio e che accadono sempre con tutti i Governi, non ci sono grandi differenze tra maggioranza e minoranza, ognuno è stato vittima di questi inghippi burocratici. Se vogliamo che la burocrazia non sia più un ostacolo insormontabile per il progresso di questo Paese, dovremmo innanzitutto cercare di fare in modo che non lo sia neanche per il lavoro di questo Parlamento. (Applausi) . LANZI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) .