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se si guarda alla presenza di inquinanti, censita nel rapporto "Air quality in Europe", si vede come la situazione in Italia sia tra le peggiori a livello europeo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda realizzare politiche per migliorare la qualità dell'aria che, soprattutto nei mesi invernali, segna forti criticità in diverse aree della nazione per concentrazione di Pm10 e Pm 2.5. Atto n. 4-00874 DE BERTOLDI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dall'agenzia di stampa Ansa lo scorso 27 ottobre 2018, in merito all'analisi di una ricerca economica sul settore delle produzione e commercializzazione del sale italiano, la necessità di avviare un processo affinché il sale made in Italy diventi un prodotto di qualità tipico, (e pertanto una denominazione delle tante eccellenze doc del patrimonio nazionale) risulta indispensabile in relazione, sia ai pochissimi sali nazionali che rientrano in un riconoscimento ufficiale, (come l'Igp Antica Salina Nubia di Trapani e il presidio slow food del sale di Cervia) che dell'esigenza di tutelare e salvaguardare l'etichettatura italiana dall'acquisizione sempre più insistente di holding straniere, nei confronti delle imprese italiane in generale, con conseguenze economiche ed occupazionali spesso negative e preoccupanti per il nostro Paese; a tal fine, nel corso di un'intervista a Giampietro Comolli, economista agronomo e docente esperto di distretti produttivi-turistici, si è evidenziato il pericolo che numerose aziende saline italiane, possano essere cedute ad investitori francesi, in particolare alla Salins SpA, (che rappresenta la più grande azienda del sale transalpino) attraverso la controllata Cis già presente nel Veneto, cessione i cui effetti rischiano di determinare riflessi economici e d'immagine dell'Italia, altamente penalizzanti per l'intero processo della filiera salina; il medesimo docente a tal fine, ha rilevato che se da un lato, in un'economia di libero mercato, gli effetti aggregati delle decisioni dei singoli sono descritti dalle naturali leggi della domanda e dell'offerta, dall'altro risulta così evidente come la mancanza di scelte strategiche e di adeguate risposte al Paese per un prodotto naturale come il sale, originario dei mari nostrani, di produzione sul suolo italiano, ma poi venduto al mercato e nei supermercati con il marchio francese, per la quota alimentare, (a volte anche senza quella ricercatezza, tracciabilità e certificazione cui il sale, come il vino, l'aceto, il formaggio, può ambire) rischia di causare pesanti ripercussioni economiche, occupazionali e d'immagine per l'intero Paese, così come per i consumatori, per le differenti dichiarazioni circa la qualità e la provenienza; l'intervista giornalistica ha inoltre evidenziato un ulteriore aspetto, legato alle molteplici difficoltà economico-finanziarie e alla durata delle concessioni, che coinvolgono numerose imprese del settore, in particolare le saline di Trapani, Palermo, Volterra, Sant'Antioco in Sardegna, e anche quelle pugliesi, la cui crisi è in larga parte imputabile all'assenza da anni di un piano industriale nazionale, che non ha colto l'importanza distrettuale e integrata del sale per offrire opportunità, nuovi posti di lavoro e imprese, facendo squadra e sistema; in tale ambito occorre, ad avviso del docente, porre in essere un evidente cambio di passo, nei confronti del settore salino italiano, che rappresenta un patrimonio nazionale importante, in grado di determinare favorevoli sbocchi, interessi e possibilità di creare imprese nel mondo della cosmesi, della medicina, dei coadiuvanti, della sanificazione e della conservazione dei cibi; tali considerazioni, ad avviso dell'interrogante, ripropongono nuovamente le difficoltà evidenti del Paese e dei soggetti decisionali, in merito alla mancanza di strategia industriale ed economica in grado di tutelare e difendere le imprese made in Italy , da un processo che appare inarrestabile, considerato che da anni oramai è in corso un'evidente attività di acquisizione di aziende italiane, (dal settore manifatturiero, a quello della moda e dell'agroalimentare) da parte di holding straniere con l'evidente rischio di aumento dei livelli di disoccupazione, diminuzione dell'approvvigionamento delle materie prime nel nostro Paese e di conseguenza un danno d'immagine; l'introduzione di misure volte ad innalzare i livelli di tutela e salvaguardia del distretto integrato del sale italiano, facendo squadra e sistema in termini economici ed occupazionali, a giudizio dell'interrogante, appaiono pertanto urgenti ed indispensabili, al fine di rilanciare un brand italiano , che unitamente ad altri, rischia di essere anch'esso ceduto a gruppi stranieri, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se non convenga che le osservazioni critiche in precedenza riportate, con riferimento al rischio di acquisizione di alcune importanti aziende saline italiane da parte di holding francesi, evidenzino anche per questo settore, un gap dimensionale legato all'assenza di un piano industriale nazionale per tutelare e salvaguardare le imprese italiane, oltre che le scarse opportunità previste attualmente, affinché gli investitori italiani possano continuare a possedere la maggioranza delle quote di capitale delle proprie aziende, nel nostro Paese; in caso affermativo, quali iniziative urgenti ed indispensabili intenda assumere, al fine di rilanciare il settore del sale italiano, che come evidenziato in premessa, rischia di avviarsi verso una profonda crisi di sistema. Atto n. 4-00875 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Associazione nazionale dei commercialisti, (organismo federale sindacale degli iscritti all'ordine dei dottori commercialisti) rileva una serie di criticità in merito alle condotte commerciali improprie, relativamente alle procedure di fatturazione elettronica, che entreranno in vigore a partire dal prossimo 1°gennaio 2019, da parte di alcuni soggetti fornitori dei sistemi contabili e gestionali, che riguardano i dati sensibili, (come quelli di natura economica) i cui effetti, in assenza di un intervento normativo, rischiano di rivelarsi estremamente dannosi per tutti i soggetti economici che operano sul mercato; l'Associazione prosegue evidenziando che, sulla gravità dei rischi connessi alle procedure di fatturazione elettronica, (che investono temi di particolare rilevanza come la concorrenza del mercato e la tutela dei dati personali) occorre, a tal fine, interessare il legislatore, affinché sia possibile garantire un'azione di vigilanza volta a contrastare ogni forma di abuso, i cui possibili effetti destabilizzanti generano inevitabilmente incertezza e preoccupazione; all'Assosoftware viene infatti contestata, la condotta di alcune delle aziende associate che stanno veicolando informazioni non corrette, volte a condizionare le scelte dei commercialisti, per indurli a non adottare informazioni indipendenti per la gestione della fatturazione elettronica, paventando inverosimili malfunzionamenti, che non potranno essere oggetto di assistenza prevista nel contratto;