[sommcomm]

Con riferimento alla riforma delle pubbliche amministrazioni e alla semplificazione, il documento richiama la necessità di proseguire nella partecipazione alle attività della rete informale EUPAN - European public administration network e del Comitato europeo per il dialogo sociale nelle pubbliche amministrazioni centrali. Sottolinea, inoltre, l'opportunità di rafforzare la cooperazione con gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea per assicurare un rinnovato impegno di carattere strategico nell'attuazione delle iniziative di "migliore regolamentazione". Nell'ambito del capitolo dedicato alla giustizia e agli affari interni, la Relazione conferma l'esigenza di sviluppare e rafforzare le strategie dell'Unione finalizzate a contrastare il terrorismo e la criminalità organizzata, con particolare riguardo alle iniziative volte a migliorare lo scambio dei dati e l'interoperabilità delle banche dati europee per finalità di sicurezza. È confermato, inoltre, l'impegno dell'Italia nella lotta ai trafficanti di esseri umani. Anche in materia di protezione civile il documento ribadisce il tradizionale sostegno dell'Italia al miglioramento e all'incremento dell'efficienza della cooperazione europea. In tema di libertà, sicurezza e giustizia, è richiamato l'impegno ad avviare l'attuazione delle linee strategiche che il Consiglio europeo ha approvato nel giugno 2016. Con riguardo alle statistiche europee a sostegno delle politiche, la Relazione richiama l'impegno all'attuazione del Programma di lavoro della Commissione europea (Eurostat) per il 2018, nonché alla semplificazione e razionalizzazione della normativa europea sulle statistiche sociali, sulla struttura delle aziende agricole e sulle imprese. Viene infine ricordato l'impegno all'attuazione del memorandum di Budapest, adottato nel settembre 2017 dal Comitato del Sistema statistico europeo in materia di statistiche sulle migrazioni. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE (840) d-l 113/18 - sicurezza pubblica DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno al testo del decreto-legge in titolo, pubblicati in allegato. Informa, inoltre, che sono state presentate le riformulazioni 1.47 (testo 2), 2.11 (testo 2) e 10.7 (testo 2), pubblicate in allegato. Comunica, quindi, che l'emendamento 19.8 è stato collocato come emendamento riferito all'articolo 36 e ha pertanto assunto un'altra numerazione: 36.22. Gli emendamenti 16.4 e 16.5, in quanto emendamenti aggiuntivi all'articolo, assumono rispettivamente la seguente numerazione: 16.0.9 e 16.0.10. Avvisa, infine, che la senatrice Granato ritira gli emendamenti 1.19, 1.43, 1.87, 12.8, 12.27 e 13.4, la senatrice De Petris ritira l'emendamento 14.22, il senatore Grasso ritira gli emendamenti 30.5 e 30.6, mentre il senatore De Poli ritira l'emendamento 34.0.4. Il senatore COLLINA ( PD ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede chiarimenti in merito ad alcune notizie di stampa. Infatti, il presidente Borghesi avrebbe anticipato che saranno accolti solo pochi emendamenti presentati dai senatori del Movimento 5 Stelle. Il PRESIDENTE si riserva di precisare il proprio orientamento sulle proposte di modifica presentate, in qualità di relatore, in sede di espressione del parere. Si passa, quindi, all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra gli emendamenti 1.1 e 1.4, volti - rispettivamente - a sopprimere l'intero Titolo I, recante disposizioni in tema di immigrazione, o quanto meno l'articolo 1, che elimina il permesso di soggiorno per motivi umanitari. L'emendamento 1.7, invece, è volto ad ampliare il novero delle fattispecie previste per il rilascio di permessi di soggiorno speciali. Si sofferma, quindi, sugli emendamenti 1.25 e 1.27, che ampliano la possibilità di cure mediche per gli stranieri in gravi condizioni di salute, nonché sull'emendamento 1.44, con cui si propone che il permesso di soggiorno possa essere convertito in permesso per motivi di lavoro. Infine, segnala l'emendamento 1.57, che prevede il rilascio di un permesso di soggiorno allo straniero che dimostri di essere socialmente integrato. La senatrice NUGNES ( M5S ) illustra complessivamente gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 1, che sono volti sostanzialmente a garantire agli stranieri cui sia riconosciuto un permesso di soggiorno il godimento di diritti fondamentali. Ritiene che i casi specifici previsti per la concessione di permessi speciali siano del tutto insufficienti. Tale disposizione, a suo avviso, costringerà i migranti a restare in una situazione di illegalità, senza poter accedere alle cure sanitarie e al diritto al lavoro. In questo modo, si determineranno situazioni di grave allarme sociale. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) precisa di aver presentato solo emendamenti di tenore soppressivo, non ritenendo possibile correggere disposizioni che violano gli articoli 3, 10, 22 e 24 della Costituzione, per le motivazioni già illustrate nel corso della discussione generale. Il senatore COLLINA ( PD ) sottolinea che l'intento delle proposte di modifica a sua firma è principalmente quello di sopprimere misure che mutano radicalmente il sistema di accoglienza delineato dal Governo del centro-sinistra. In alternativa, si propongono alcuni correttivi, per esempio individuando ulteriori casi per il rilascio dei permessi di soggiorno speciali. In particolare, segnala l'emendamento 1.100, con cui si intende evitare che gli stranieri già in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, alla scadenza, si trovino in una situazione di illegalità. Il senatore GASPARRI ( FI-BP ), nell'illustrare complessivamente gli emendamenti presentati al decreto-legge in esame, evidenzia che il provvedimento è coerente con l'obiettivo, condiviso da tutto lo schieramento di centro-destra nel corso della campagna elettorale, di garantire più sicurezza ai cittadini italiani. Registra, tuttavia, alcune lacune. A suo avviso, sarebbe preferibile sopprimere del tutto i permessi di soggiorno per motivi umanitari, senza individuare alcuni casi speciali, e valorizzare il parere dei sindaci degli enti locali coinvolti nella ripartizione dei richiedenti asilo.