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Le Regioni e le Province autonome stabiliscono i limiti di densità della presenza di ungulati nelle diverse zone, tenuto conto delle specifiche condizioni locali e sentito il parere dell'ISPRA, ricorrendo alle misure di prevenzione e di controllo faunistico nonché, quando queste siano inefficaci, alle misure straordinarie di controllo faunistico. 4. Qualora le misure stabilite in base al precedente comma 3, garantiscano una presenza sostenibile di ungulati sul territorio, al fine di mantenere le condizioni di stabilità ottenute, le Regioni e le Province Autonome prevedono, oltre ad eventuali misure di difesa delle colture e degli allevamenti, specifici incentivi agli imprenditori agricoli che: a) realizzano sistemi di alimentazione complementare per gli ungulati, quali la presenza di coltivazioni a perdere che abbiano l'effetto di dissuadere gli animali dall'alimentarsi presso le colture aziendali destinate a finalità produttive; b) garantiscono il foraggiamento artificiale degli ungulati, tramite la somministrazioni di prodotti e mangimi in grado di ridurre significativamente la mobilità della popolazione nelle zone definite. Art. 7. (Indennizzo per danni provocati dalla fauna selvatica e dall'attività venatoria) 1. Sono oggetto di indennizzo: a) i danni causati alle colture erbacee, orticole ed arboree, inclusi gli impianti di arboricoltura da legno realizzati con incentivi pubblici; b) i danni causati a prati, pascoli e foreste; c) i danni causati agli animali da reddito da specie protette; d) i danni alle strutture ed alle opere in dotazione alle aziende agricole. 2. Qualsiasi danno di cui al comma 1 deve essere comunicato all'ambito territoriale di caccia e al comprensorio alpino entro otto giorni dalla scoperta da parte del danneggiato. Per la quantificazione dell'indennizzo l'ambito o il comprensorio si avvalgono di soggetti scelti tra i dottori agronomi iscritti nel relativo albo professionale e dei quali sia accertata la terzietà rispetto al soggetto danneggiato. 3. L'indennizzo è determinato assumendo come valore di riferimento l'entità del danno accertato dai soggetti di cui al comma 2. Per le colture e gli allevamenti è calcolato sulla base dei prezzari pubblicati dai mercuriali della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, riferiti al momento in cui si è verificato il danno o, in alternativa, alle rilevazioni effettuate dall'ISMEA sulle piazze di riferimento. Per la valutazione dei danni arrecati alle opere approntate sui terreni si assume come valore di riferimento il prezziario regionale delle opere di miglioramento fondiario e per gli interventi forestali. Nel caso di particolari materiali non compresi nel prezziario regionale o di lavori non riconducibili alle voci del prezziario, si assumono come valori di riferimenti i correnti prezzi di mercato. 4. L'imprenditore agricolo che ha subito il danno ha la facoltà di assistere alle operazioni di stima dei danni subiti che devono essere svolte entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2. Delle operazioni di stima è redatto un processo verbale sottoscritto dai soggetti incaricati ai sensi del comma 2 e, per accettazione, dal legale rappresentante dell'impresa agricola che ha subito il danno. Il verbale è inoltrato al competente Ufficio della Provincia per la determinazione definitiva dell'indennità che deve essere effettuata entro e non oltre trenta giorni dal predetto inoltro. 5. Le controversie relative agli atti ed ai provvedimenti degli ambiti territoriali di caccia, dei comprensori alpini o delle Province, sono devolute alla giurisdizione esclusiva e di merito del competente Tribunale Amministrativo Regionale. 6. Sono esclusi dall'indennizzo i danni provocati: a) alle foreste che non arrecano pregiudizio alla conservazione, alle sue funzioni o alla sua rigenerazione; b) alle colture ed agli allevamenti destinati essenzialmente all'autoconsumo; c) ai prati, ai pascoli ed alle foreste di proprietà pubblica e gestiti da enti pubblici. 7. Gli ambiti territoriali di caccia, i comprensori alpini o le Province, al fine di indennizzare i danni occorsi ad imprese agricole, possono stipulare convenzioni con i Centri Autorizzati di Assistenza Agricola (CAA) di cui all'articolo 3- bis del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 e successive modificazioni e/o integrazioni, per disciplinare il procedimento di concessione dell'indennizzo richiesto, per il tramite dei CAA, dalle imprese danneggiate. Le predette convenzioni possono derogare alle modalità ed ai termini di conclusione dei procedimenti previsti dalla normativa vigente. 8. Conformemente a quanto disposto dall'articolo 29, comma 2- quater , della legge del 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e/o integrazioni, è in ogni caso fatta salva l'applicabilità della disciplina regionale che preveda livelli ulteriori di tutela per le imprese. Art. 8. (Responsabilità dell'Amministrazione competente al risarcimento) 1. Il mancato rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti di risarcimento dei danni da fauna selvatica costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, ai sensi dell'articolo 2, comma 9 della legge del 7 agosto 1990 n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»). 2. L'Ente tenuto a risarcire il danno, per i procedimenti amministrativi di propria competenza, in caso di inosservanza dei tempi di conclusione del procedimento, deve corrispondere all'interessato che ne faccia richiesta una somma di denaro a titolo di indennizzo per il mero ritardo, stabilita nella misura di euro 100,00 (cento) per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di euro 5.000,00 (cinquemila). Resta salvo, per l'interessato, il diritto al risarcimento in conformità con quanto previsto dall'articolo 2- bis della legge n. 241 del 1990. 3. L'istanza è presentata, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato per la conclusione del procedimento alla Direzione regionale competente in materia di risorse umane, finanziarie e strumentali. 4. Le disposizioni di cui al presente articolo sono comunicate all'interessato contestualmente alla comunicazione del nominativo del responsabile del procedimento, al fine di garantirne l'attuazione. Art. 9. (Dati statistici sui danni da fauna selvatica) 1. Le Regioni e le Province autonome provvedono alla raccolta dei dati relativi alle misure adottate per la prevenzione dei danni arrecati dalla fauna selvatica, nonché dei dati statistici relativi agli abbattimenti eseguiti in regime di attività venatoria ordinaria e per finalità di controllo. I dati di cui al presente comma sono raccolti in apposite banche dati regionali, secondo protocolli nazionali predisposti dall'ISPRA e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, la Regione e le province autonome di Trento e di Bolzano. 2. I dati raccolti dalle Regioni e dalle Province autonome devono essere trasmessi all'ISPRA e sono resi accessibili a chiunque ne faccia richiesta.