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Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Onorevoli Senatori. -- Art. 1. - (Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati) L'articolo 1 interviene, limitatamente all'anno 2014, sull'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al fine di riconoscere un credito, che non concorre alla formazione del reddito, ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati per i quali l’imposta lorda sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti. Contestualmente, è dettata, al di fuori del testo unico, la disciplina dell'attribuzione del predetto credito agli aventi diritto da parte dei sostituti d'imposta. Con l'inserimento del comma 1- bis nel citato articolo 13 è previsto che il riconoscimento del credito compete in misura pari: all'importo fisso di 640 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro; all'importo di 640 euro che decresce linearmente in caso di superamento del predetto limite di 24.000 euro, fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro. Il comma 2 specifica che il credito compete con riferimento al numero di giorni lavorati nell'anno. Ai commi 4 e 5 è dettata la disciplina operativa del riconoscimento del credito previsto dall'articolo 13, comma 1- bis , del TUIR. In particolare, al fine di consentire quanto più possibile una rapida fruizione del credito, con il comma 4, considerata l'entrata in vigore del decreto-legge nel corso del periodo d'imposta, è stabilito che, per l'anno 2014, il credito eventualmente spettante è attribuito dai sostituti d'imposta ripartendone il relativo ammontare sulle retribuzioni erogate a partire dal primo periodo di paga utile successivo alla data di entrata in vigore del decreto-legge. In sostanza, il sostituto d'imposta è tenuto a determinare l'importo del credito di cui all'introdotto comma 1- bis dell'articolo 13 del TUIR, suddividendone il relativo ammontare sui restanti periodi di paga. Lo stesso comma 4 prevede che il predetto credito sia riconosciuto automaticamente da parte dei sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. In tal modo, i sostituti d'imposta, senza attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari, riconoscono il credito spettante sulla base dei dati reddituali a loro disposizione. Relativamente alle modalità di attribuzione del credito, il comma 5 stabilisce che il sostituto d'imposta è tenuto a determinare in via previsionale l'ammontare del credito eventualmente spettante e a riconoscere tale ammontare sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo ai periodi di paga medesimi. Le somme a credito spettanti in ciascun periodo di paga sono riconosciute entro la capienza del monte ritenute disponibile nel periodo di paga medesimo e, per la residua parte, utilizzando i contributi previdenziali del medesimo periodo di paga in relazione ai quali, limitatamente all'applicazione del presente articolo, non si procede al versamento della quota determinata ai sensi del presente articolo. I sostituiti d'imposta sono tenuti a indicare l'importo del credito riconosciuto nel CUD evidenziando sia l'importo riconosciuto attraverso l'utilizzo delle ritenute disponibili nel mese, sia quello riconosciuto attraverso l'utilizzo dei contributi previdenziali del medesimo periodo di paga. Il comma 6 disciplina la modalità con cui l'INPS recupererà i contributi di cui al comma precedente non versati dai sostituti d’imposta alle gestioni previdenziali, rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all'Erario nella sua qualità di sostituto d'imposta. Infine il comma 7 prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze apporti, in relazione alla effettiva modalità di fruizione del credito, le necessarie variazioni di bilancio compensative al fine di consentirne la corretta rappresentazione contabile. Art. 2. -- (Disposizioni in materia di IRAP) La norma prevede la riduzione generalizzata delle aliquote dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) applicabili dai diversi soggetti passivi del tributo, con esclusione di quella prevista dall'articolo 16, comma 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997, relativa ai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera e-bis) , del medesimo decreto (vale a dire Amministrazioni ed enti pubblici, nonché organi costituzionali e organi legislativi delle regioni a statuto speciale). Quest'ultima aliquota continua ad applicarsi nella misura dell'8,5 per cento. In particolare, con il comma 1, viene prevista, a regime, una riduzione del 10 per cento (circa) della misura delle aliquote base a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013: -- riduzione dal 4,20 per cento al 3,80 per cento dell'aliquota applicata da parte di società di capitali ed enti commerciali titolari di concessioni per la gestione di servizi e opere pubbliche, diverse da quelle aventi ad oggetto la costruzione e la gestione di autostrade e trafori; -- riduzione dal 4,65 per cento al 4,20 per cento dell'aliquota cui sono obbligate le banche e gli altri soggetti finanziari che determinano il valore della produzione ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 446 del 1997; -- riduzione dell'aliquota dal 5,90 per cento al 5,30 per cento, per le imprese di assicurazione che determinano il valore della produzione ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 446 del 1997; -- riduzione dall'1,9 per cento all’1,70 per cento dell'aliquota prevista ai fini della determinazione del tributo da parte dei soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative di piccola pesca e loro consorzi, di cui all'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo in questione. Oltre alle suddette aliquote, riferite a soggetti operanti in specifici settori economici, viene rimodulata, dal 3,9 per cento al 3,50 per cento, anche l'aliquota di cui al comma 1 dell'articolo 16 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997, applicabile, in via ordinaria, dalla generalità dei restanti soggetti passivi IRAP. In sede di determinazione dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, con il metodo previsionale, in luogo delle aliquote di cui al comma 1, si applicano aliquote ridotte del 4 per cento (circa) delle misure vigenti anteriormente alle modifiche operate con il medesimo comma 1. Il comma 3 conferma, per via normativa, il limite massimo entro cui le regioni e le province autonome possono incrementare le misure delle aliquote base a 0,92 punti percentuali, misura attualmente adottata in ragione della risoluzione del Ministero dell’economia e delle finanze -- Dipartimento delle finanze 10 dicembre 2008, n. 13/DF.