[massime]

'Referendum' - 'Referendum' per la modificazione territoriale delle Regioni - Richiesta referendaria di distacco del Comune di Pedemonte dalla Regione Veneto e aggregazione alla Regione Trentino-Alto Adige - Dichiarazione di legittimità con ordinanza dell'Ufficio centrale per il 'referendum' presso la Corte di cassazione e indizione del 'referendum' con decreto del Presidente della Repubblica - Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal «delegato supplente» del Comune di Pedemonte (in tale qualità ed in quella di elettore del medesimo Comune) e dal rappresentante del locale comitato promotore del 'referendum', nei confronti dell'Ufficio Centrale per il 'referendum', del Presidente della Repubblica e del Governo - Denunciata menomazione del diritto di autodeterminazione delle popolazioni dei Comuni e richiesta alla Corte di autorimessione di questioni di costituzionalità di varie disposizioni della legge n. 352 del 1970, disciplinanti la procedura referendaria - Insussistenza dei requisiti soggettivo e oggettivo del conflitto tra poteri - Inammissibilità.. E' inammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal "delegato supplente" nonché elettore del Comune di Pedemonte, e dal rappresentante del comitato promotore referendario "Torniamo in Trentino" nei confronti dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione, del Presidente della Repubblica e del Governo in relazione all'ordinanza del predetto Ufficio centrale del 2 ottobre 2007, con cui è stata dichiarata la legittimità della richiesta referendaria, ai sensi dell'art. 43 della legge 25 maggio 1970 n. 352, per il distacco del Comune di Pedemonte dalla Regione Veneto e la sua aggregazione alla Regione Trentino-Alto Adige, e del decreto del Presidente della Repubblica, emanato in data 21 dicembre 2007, di convocazione dei relativi comizi elettorali. Difetta, invero, il requisito soggettivo di un conflitto tra poteri dello Stato, sia del delegato effettivo (o di quello supplente) in quanto nella fase anteriore allo svolgimento del referendum le attribuzioni di detto delegato sono circoscritte al deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione della richiesta di referendum , secondo quanto disposto dall'art. 42 della legge 25 maggio 1970, n. 352; sia di chi agisca nella affermata qualità di elettore del Comune di Pedemonte in relazione al procedimento referendario concernente il distacco di detto Comune dalla Regione Veneto; sia del rappresentante del locale comitato promotore del referendum , dal momento che esso, a differenza del comitato promotore del referendum di cui all'art. 75 Cost., «non è contemplato da alcuna disposizione normativa, essendo l'iniziativa referendaria attribuita dalla legge ai Comuni interessati», mentre, dal punto di vista oggettivo il ricorso risulta, nella sostanza, rivolto, non già a sollevare un conflitto di attribuzione, quanto, piuttosto, ad ottenere la dichiarazione di illegittimità costituzionale di talune disposizioni legislative, attraverso una sorta di ricorso diretto alla Corte costituzionale. - Sul difetto di legittimazione del delegato effettivo (o supplente), v. citate, le ordinanze nn. 69 e 296/2006, 99/2008. - Sul difetto di legittimazione del cittadino elettore, v., citata, ordinanza n. 296/2006. - Sul difetto di legittimazione attiva del rappresentante del comitato promotore del referendum ex art. 132, secondo comma, Cost., v., citata, ordinanza n. 99/2008.