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solo i poliziotti penitenziari sono circa 380, mentre gli altri operatori circa 25. Il metodo attraverso il quale si sta eseguendo la procedura di verifica presenta diversi punti di caduta: ogni giorno ne viene inviato un contingente di circa 40-45 presso una tensostruttura dell'Esercito realizzata a Catanzaro Sala. Se per sottoporre tutto il personale a tampone si impiegheranno 7-8 giorni e, se gli ultimi ad esservi sottoposti dovessero risultare poi positivi, tutta la procedura sarà risultata fallimentare poiché nel frattempo a loro volta ne avranno contagiati altri; non si comprende il motivo per il quale non sia stato utilizzato lo stesso metodo adottato con la popolazione detenuta, soprattutto se si tiene conto del fatto che presso la struttura della casa circondariale è presente una tensostruttura della protezione civile; per quanto attiene al personale dell'ASP, presente in istituto, lo stesso è sottodimensionato nel numero di infermieri e di OSS; risulta all'interrogante che nelle ultime ore sta aumentando il numero dei casi di positività al COVID-19 accertati sia fra gli operatori sia fra i detenuti, tanto da far pensare a un vero e proprio cluster nell'istituto; quanto sopra, già di per sé allarmante, sta destando particolare preoccupazione anche perché non sembra affrontato con proporzionate misure di profilassi e di contenimento utili a prevenire l'ulteriore espansione del contagio; è peraltro evidente che interventi in tal senso andrebbero concertati fra le diverse componenti dell'amministrazione penitenziaria e dell'ASP di Catanzaro, sia per sottoporre immediatamente a tampone o ad altri validi test diagnostici tutta la comunità penitenziaria, sia per isolare adeguatamente i casi di positività accertata e i "contatti diretti", nonché dotando tutti gli operatori e, in particolare, quelli del Corpo di Polizia penitenziaria, di idonei e sufficienti dispositivi di protezione individuale, senza peraltro trascurare le istruzioni per il loro corretto utilizzo; in tale ottica, sarebbe senz'altro opportuna la costituzione di una task force che vedesse impegnata, oltre all'amministrazione penitenziaria, anche l'ASP per la parte di competenza; il numero di assenti tra gli agenti di Polizia penitenziaria ha raggiunto una soglia pericolosa, circa 70, tra i positivi e coloro che hanno avuto contatti diretti con questi ultimi. Ci potrebbe essere un problema di sicurezza per come è già accaduto nel marzo 2020 in altri istituti italiani, si chiede di sapere: se sia stato rinforzato l'organico di Polizia penitenziaria che ha una carenza di oltre 90 unità rispetto a quella stabilita da un decreto ministeriale del 2017; se siano stati destinati rinforzi da parte dell'ASP con personale preparato ad affrontare situazioni del genere onde evitare che sia il personale di Polizia penitenziaria ad espletare mansioni che non gli competono con tutti i rischi conseguenti; quali azioni urgenti si intenda mettere in campo, per contenere i contagi ed evitare che quanto sta accadendo in queste ore possa ripetersi nuovamente. Atto n. 4-05199 GASPARRI Al Ministro della salute Premesso che: l'ex sottosegretario Sandra Zampa sarebbe stata ingaggiata dal Ministro della salute Speranza che le avrebbe affidato funzioni nell'ambito delle attività di comunicazione del Ministero; in particolare la Zampa dovrebbe curare aspetti comunicativi relativi alle relazioni internazionali e alle attività istituzionali nazionali del Ministero, come recita una nota che ha ufficializzato il 18 marzo 2021 il suo nuovo incarico, si chiede di sapere: se l'incarico affidato alla dottoressa Zampa sia compatibile con la legge 20 luglio 2004, n. 215, che al comma 4 dell'articolo 2 determina delle incompatibilità per quanto riguarda la collaborazione con enti di diritto pubblico per persone che abbiano nei 12 mesi precedenti svolto incarichi di Governo; se non si ritenga che questo incarico sia contrario, non soltanto alle norme ma anche a evidenti principi etici e di buon senso; se non si ritenga di rendere noto a quanto ammontino i compensi assicurati per questo incarico a Sandra Zampa. Atto n. 4-05200 GIRO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: in data 5 marzo 2021 si è dimesso il presidente dell'ente parco del Circeo; per ben due volte, il 16 settembre 2020 e il 7 febbraio 2021, l'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha bocciato per irregolarità varie l'avviso pubblico dell'ente per l'individuazione delle candidature per l'incarico di direttore, a seguito di scadenza del mandato; in questo difficoltoso momento istituzionale il parco ha comunque pubblicato, l'8 febbraio 2021, tre bandi per la cessione di capi vivi di daini e un avviso pubblico per la formazione degli operatori addetti alla loro cattura, a seguito del piano gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale del gennaio 2017, che prevede una graduale "eradicazione" della specie; contrariamente alle solenni dichiarazioni del parco secondo le quali sarebbe stata data priorità a "soluzioni alternative non cruente", sono previste prevalenti forme cruente; il bando per l'adozione di capi vivi "a scopo ornamentale" presenta condizionalità che scoraggiano enti pubblici e persone fisiche a farne richiesta; i bandi per la cessione di capi vivi ad aziende "a scopo alimentare" e ad agriturismi "a scopo venatorio" segnano inequivocabilmente il destino degli animali catturati; l'avviso pubblico per la formazione degli operatori, in possesso di licenza di caccia e di arma da fuoco a canna rigata, prevede non solo la cattura ma anche "l'abbattimento diretto" dei daini catturati, si chiede di sapere: quali adempimenti il Ministro in indirizzo intenda proporre per risolvere la crisi istituzionale dell'ente parco del Circeo, soprattutto scongiurando che siano riproposti dirigenti apicali che nell'ultimo decennio non hanno dato migliore prova; se non ritenga di intraprendere le opportune interlocuzioni con il parco al fine di pervenire: a) alla revoca in autotutela dei bandi per la cessione di capi vivi "a scopo alimentare" e "a scopo venatorio"; b) alla modifica dell'avviso pubblico per la formazione degli operatori, cancellando la previsione "dell'abbattimento diretto"; c) alla modifica delle condizionalità del bando per la cessione di capi vivi "a scopo ornamentale". Atto n. 4-05201 VANIN CROATTI TRENTACOSTE GALLICCHIO MAUTONE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute Premesso che: il padiglione "Rossi" (cosiddetto monoblocco) è un immobile di proprietà dello Stato situato a nord dell'isola di Lido a Venezia, e fa parte del complesso dell'ex "ospedale al Mare", di cui costituisce la prima fase dell'ampliamento degli anni '70, poi non proseguito oltre; il padiglione è stato dato in concessione alla ULSS 3 "Serenissima", la quale vi ha insediato la sede del distretto socio-sanitario delle isole, un centro riabilitativo e di kinesiterapia con piscine con acqua di mare e il centro di salute mentale, tutti ad oggi attivi e funzionanti;