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Rappresento che, nell'ambito della riforma della Politica agricola comune, la Commissione europea aveva già avanzato una proposta di modifica dell'articolo 119 del regolamento UE n. 1308 del 2013, con l'intento di rendere obbligatorie, nell'etichettatura dei prodotti vitivinicoli, le dichiarazioni nutrizionali e l'elenco degli ingredienti utilizzati. Nel corso del lungo e complesso negoziato, che ha portato al compromesso raggiunto in Consiglio e in Parlamento nello scorso mese di ottobre, tale impostazione è stata profondamente rivista, tenuto conto che la dichiarazione nutrizionale può essere limitata all'indicazione del valore energetico, mentre la lista degli ingredienti può essere fornita in modalità elettronica. Si tratta ora di vigilare, sia nelle fasi che dovranno condurre all'approvazione della riforma della PAC, sia nella fase di modifica del regolamento riguardante le informazioni sugli alimenti ai consumatori, affinché tale impostazione non venga stravolta in nome di un approccio indiscriminato di lotta all'alcol, con cui il vino non ha nulla a che fare. Sarà mia premura seguire il tema con la massima attenzione, anche con il necessario supporto e coordinamento con il Ministero della salute, che ha la competenza primaria sulla materia. Ci stiamo già adoperando e ci adopereremo in tutte le sedi europee per contrastare l'attuazione delle decisioni sul vino contenute nel predetto piano, non solo alla luce della letteratura scientifica, ma anche nella ferma convinzione che l'eventuale dannosità di tale prodotto non è mai determinata dal prodotto stesso, ma dall'abuso di quel prodotto. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Taricco, per due minuti. TARICCO (PD) . Signor Presidente, anch'io approfitto per augurare buon lavoro al Ministro. Ne abbiamo veramente bisogno. Tutta l'agricoltura e tutto il territorio nazionale ne hanno veramente bisogno. Ovviamente, accolgo con molto favore le sue parole. Così come diceva prima il senatore Stefano, noi abbiamo accolto con favore le parole del commissario Schinas. Detto questo, abbiamo però la necessità di ribadire due cose. La prima è che siamo assolutamente convinti della necessità di un'alimentazione equilibrata, sana, naturale e che le etichette, forniscano tutti gli elementi di informazione ai consumatori per poterla valorizzare al meglio. Questo anche perché siamo convinti che l'elemento alimentazione sia fondamentale, come composto e in riferimento alla salute. Siamo, però, anche convinti che il tema non sia quello del valore degli alimenti in sé, ma delle modalità e delle quantità di assunzione, come lei diceva prima. Stiamo parlando della difesa di una serie di alimenti (vino, olio, formaggi, miele e tanti altri), che sono fondamentali e alla base di quella cultura alimentare mediterranea, di quella dieta alimentare, cui lei faceva riferimento, che è stata classificata come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Ed è stata così classificata perché è il risultato di una serie di tradizioni, consuetudini sociali, cultura alimentare, produzione artigianale, che hanno reso grande la nostra agricoltura e il nostro territorio, dando anche salute ai suoi cittadini. Difendere quella cultura e quegli elementi, difendere il vino in questa accezione equivale a difendere la salute delle persone. Signor Ministro, noi la appoggeremo veramente di cuore nel lavoro che lei porterà avanti, con tutte le alleanze possibili, per difendere questa idea e questa cultura della salute. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Bergesio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02312 sulla tutela e la promozione del made in Italy agroalimentare, per tre minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, la filiera del cibo italiano è l'unico settore economico che resiste, in questa emergenza coronavirus che ha fatto crollare comunque i fatturati di tutti gli altri comparti protagonisti del made in Italy , soprattutto nel mondo. La filiera del cibo si evidenzia con 538 miliardi di fatturato, un valore agroalimentare molto forte, ed è diventato la prima ricchezza del Paese. L'agroalimentare è una realtà allargata: sono 3,8 milioni gli occupati in questo settore, che vale oggi il 25 per cento del prodotto interno lordo; 740.000 aziende agricole; 70.000 aziende industriali strutturate; oltre 330.000 realtà della ristorazione; 230.000 punti vendita al dettaglio; i servizi e tutto l'indotto per quanto riguarda i trasporti. Una rete diffusa lungo tutto il territorio, che viene quotidianamente rifornita dalle campagne italiane, dove stalle, serre e aziende continuano a produrre nonostante le difficoltà legate alla pandemia. La filiera agroalimentare, poi, è protagonista nel mondo, avendo registrato una continua crescita. Nel 2019, 44,6 miliardi di export di fatturato. Quasi due terzi del fatturato sono rivolti all'Unione europea, dove il principale sbocco è soprattutto la Germania. Per il resto, fuori dall'Unione europea, il principale sbocco sono gli Stati Uniti. È notizia positiva, proprio di questi giorni, quella dello sportello alimentare in Cina: oltre 500 milioni di euro nel 2020, con una crescita del 20,5 per cento. Noi abbiamo un patrimonio straordinario, come diceva anche lei prima: 305 specialità DOP, IGP, STG; 415 vini DOC; 5.155 prodotti tradizionali e regionali; 60.000 aziende agricole impegnate nel biologico. Ma un dato importantissimo è il primato della sicurezza alimentare mondiale, col minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari. Siamo i campioni anche della biodiversità. Signor Ministro, considerato tutto questo, sono due, sostanzialmente, i motivi di questa interrogazione. Il primo è la difesa dall' italian sounding nel mondo e dalla contraffazione, che vale il doppio dell' export : 100 miliardi l'anno. Vogliamo sapere che iniziative intende intraprendere lei all'inizio di questo mandato così importante, che ha anche il nostro sostegno. Dall'altra parte vi è il tema dell'etichettatura: no al Nutri-score, com'è stato detto anche in precedenza; no al traffic light e a quelle etichette che ingannano il consumatore; sì a quelle che danno prestigio, forza, valore e contenuto al prodotto e soprattutto valorizzano la filiera. PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, senatore Patuanelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. PATUANELLI, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . Signor Presidente, ringrazio i senatori interroganti e voglio iniziare ringraziando tutta la filiera agroalimentare, perché in un anno di pandemia non ha mai fatto mancare il cibo ai nostri cittadini, pur con le mille difficoltà che ha dovuto subire. Non è vero che è un settore che non ha subito la crisi; è stata una crisi probabilmente asimmetrica all'interno di quel settore, ma ci sono tante aziende - penso tutta la filiera Horeca - che ha patito e sta patendo ancora molto per questa pandemia. Quindi, non posso che ringraziare i nostri agricoltori, i nostri produttori e i nostri trasformatori che hanno dimostrato grande resilienza. Gli interroganti sottopongono diverse questioni alla mia attenzione: