[resaula]

la situazione è rimasta immutata anche a seguito dell'entrata in vigore della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, il cui articolo 18, nel prevedere il subentro dell'Arma dei Carabinieri nei rapporti giuridici attivi e passivi del Corpo forestale dello Stato, non ha sviluppato un percorso, né di salvaguardia né di progressiva valorizzazione delle professionalità esistenti; considerato che: gli operai svolgono mansioni di diversa natura. Ad esempio, ci sono operai agrari e forestali, quelli che svolgono l'attività di falegname, gli operatori esperti antincendio e per attività di divulgazione ed educazione ambientale, gli operai addetti ai terminali evoluti e all'acquisizione e registrazione dei dati, e gli operai che svolgono la funzione di assistente tecnico di laboratorio di analisi; inoltre, nel corso degli anni è stato assunto anche personale altamente specializzato, in possesso dei medesimi titoli di studio richiesti per i funzionari appartenenti ai ruoli, come il diploma di laurea in psicologia, economia, ingegneria ed altro, per prestare servizio non solo presso i 28 uffici territoriali per la biodiversità sul territorio italiano, ma anche negli uffici dei comandi regionali e provinciali, nella scuola di formazione di Cittaducale, negli uffici dell'ispettorato generale anche in assegnazione presso gli uffici del gabinetto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali nonché alla Corte dei conti; gli operai forestali corrispondono a circa il 18 per cento del personale di ruolo in servizio al 31 dicembre 2016 e a circa il 15 per cento della dotazione organica. Delle 1.400 unità, che fino al 31 dicembre 2016 svolgevano il loro operato alle dipendenze del Corpo forestale dello Stato, circa 120 operai sono assunti con contratti di lavoro a tempo determinato, 1.007, invece, sono stati assunti da O.T.D. a O.T.I. il 1° novembre 2008, contravvenendo alle norme sulla stabilizzazione del personale a tempo determinato nella pubblica amministrazione disposta nell'articolo 1, commi 519 e 521, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), il restante personale è stato assunto a tempo indeterminato ai sensi dell'articolo 1 comma 4 della legge 5 aprile 1985, n. 124, prima della legge finanziaria per il 2007; ad avviso degli interroganti appare irragionevole assoggettare ad un diverso regime giuridico il rapporto di lavoro degli operai forestali rispetto a quello del personale appartenente ai ruoli, atteso che le mansioni svolte dal personale operaio derivano dallo svolgimento di compiti istituzionali e concorrono alla realizzazione degli interessi della collettività; la necessità di rivedere la natura giuridica del rapporto di lavoro risulta impellente, alla luce della necessità di salvaguardare professionalità preziose anche in vista degli impegni che l'Italia ha assunto con il piano nazionale di ripresa e resilienza, e, in particolare, nella missione 2 "rivoluzione verde e transizione ecologica"; di recente, a conclusione di un'indagine che ha riguardato una pluralità di soggetti, tra cui il sindaco di Sabaudia (Latina), sarebbe emerso che gli operai forestali venivano impiegati per svolgere lavori presso il Comune nell'ambito di uno scambio di favori, come riportato, ad esempio, dal giornale on line "iltempo" del 22 febbraio 2022; ad avviso degli interroganti, il verificarsi di situazioni di questo tipo è favorito dall'attuale qualificazione giuridica del rapporto di lavoro del personale operaio, atteso che è sufficiente una disposizione di servizio per impiegare gli operai presso soggetti terzi, siano essi pubblici o privati; in sede di esame del disegno di legge AS 2448 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024", il Governo ha approvato l'ordine del giorno G/2448/200/5, presentato dalla prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, contenente l'impegno a valutare l'opportunità di intraprendere iniziative dirette a consentire che il personale operaio sia inserito in sovrannumero nei ruoli del Ministero della difesa e inquadrato nel contratto collettivo nazionale di lavoro di diritto pubblico applicato al personale ministeriale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti o di altri elementi al riguardo e se ritengano, nei limiti delle proprie competenze, in ossequio all'impegno assunto in forza del citato ordine del giorno, di assumere iniziative dirette a consentire che il personale operaio sia inserito in sovrannumero nei ruoli del Ministero della difesa e inquadrato nel contratto collettivo nazionale di lavoro di diritto pubblico applicato al personale ministeriale. Atto n. 3-03232 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che: alla periferia ovest di Terni, l'area denominata "Maratta", che il piano regolatore comunale (PRG) vigente, approvato il 15 dicembre 2008, destinava, in quanto zona D4F, ad infrastrutture tecniche per industria e artigianato, nonché a verde pubblico in parchi territoriali, con relative viabilità e parcheggi (zone F) e a spazi pubblici attrezzati a parco (zone G), è oggetto, al presente, di un'accesa controversia a causa di una proposta di variante parziale; se accolta, detta proposta, che coinvolge 43 particelle del foglio catastale n. 82, sacrificherebbe superfici già votate a verde e parcheggi alla viabilità interna della zona e ad un più funzionale innesto di quella nella strada di Maratta bassa, che con il completamento dell'anello viario sarebbe sgravata dal traffico in uscita verso nord; l'anello, però, ricade in gran parte, così come una fascia di parcheggi, sulle particelle assoggettate a vincolo archeologico ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004, recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", con previsione nel PRG di destinazione a parco archeologico (zona F43) per la presenza di un insediamento pre-romano esteso a nord e a sud della strada statale 675, scoperto alla fine del secolo scorso e parzialmente indagato dalla competente Soprintendenza a partire dal 1999, mediante saggi di scavo, che ha restituito importanti stratigrafie relative alle fasi di occupazione protostorica e arcaica; quanto alla proprietà dell'area, risulta all'interrogante che nel 2008 il Comune di Terni assegnò direttamente un'area PAIP alla società Edilstart, in violazione del regolamento comunale, sul presupposto che, realizzando quella un museo dello sport accanto alle previste aree commerciali, la cessione di detta superficie rispondesse all'interesse pubblico. Il progetto, però, non fu eseguito e la proprietà passò dalla Edilstart alla Cosmo S.p. A., quindi alla MareBlu S.p. A., che oggi la detiene; considerato che: la variante parziale al PRG, redatta dalla Direzione urbanistica del Comune su mandato della Giunta (10 gennaio 2019) a seguito di un'istanza della Cosmo S.p.