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Non deve essere ricordata semplicemente come una delle tante comunità di passaggio che si vedono dal finestrino di un treno in viaggio. Il Governo le deve riservare un occhio di riguardo perché, pur essendo un territorio piccolo che ha poco da offrire, ha sicuramente la voglia di lavorare. Chiediamo, quindi, al Governo di darci una mano. Mi dispiace che non sia presente oggi il senatore Rampi, originario del mio stesso paese, che è già intervenuto in merito. Entrambi possiamo fare un buon lavoro per cercare di portare investimenti a vantaggio di tutta la comunità. Convinto che non ci siano colori politici, a questo punto, mi auguro che il Governo - oggi ovviamente non presente in Aula - possa prendere buona nota di quanto appena detto e aiutarci a lavorare insieme per creare infrastrutture davvero degne di questo nome. (Applausi) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, 44 fronti di fuoco nella nottata tra il 29 e il 30 agosto nella sola Sicilia occidentale hanno devastato migliaia di ettari boschivi, deturpandone le bellezze naturali e paesaggistiche, oltre ad arrecare ingenti danni alle persone e alle loro cose. Voglio fare solo alcuni nomi delle località più note: San Vito Lo Capo; la riserva naturale orientata dello Zingaro; Alcamo; sulle Madonie, il parco archeologico di Himera; Monte Iato e, per finire, il secolare bosco della Moarda, vanto e orgoglio del Comune di Altofonte, che sorge ai suoi piedi, e dove per poco non si è sfiorata la tragedia. Gente esperta dei luoghi, conoscitrice delle leggi del fuoco e sicuramente senza scrupoli, ha approfittato del caldo vento di scirocco per attuare questo piano criminale. Ora è facile indignarsi e imprecare contro coloro che materialmente hanno realizzato tale disastro. E questo l'ha fatto la gente comune, ma non può farlo chi è preposto a governare e a gestire quel territorio e le risorse umane di cui dispone per prevenire e valorizzarlo. Quando, poi, la politica regionale vuole sfuggire alle proprie responsabilità, sovrapponendo l'emergenza degli sbarchi a Lampedusa, e fa la voce grossa con il Governo nazionale per celare le proprie inadempienze, nella speranza di stornare l'attenzione dell'opinione pubblica, ciò risulta a dir poco ridicolo, se non proprio grottesco. Proprio nelle ultime ore è in corso a Palazzo d'Orléans, sede del Governo regionale siciliano, una riunione della Giunta regionale per parlare delle misure di prevenzione da mettere in pratica contro gli incendi. Mi auguro che almeno questa volta una Giunta regionale sappia risolvere finalmente l'annosa questione forestale siciliana, che interessa più di 20.000 operai forestali impiegati a tempo determinato, alcuni per 151 giornate lavorative, altri per 101, altri ancora addirittura per 68. Il dramma della categoria degli operatori forestali, ostaggio della vecchia politica con una promessa di stabilizzazione, non è più prorogabile. Non si possono tenere padri e madri di famiglia per più di vent'anni appesi a un filo di speranza in previsione di una collocazione stabile. Ciò demotiva, angoscia e svilisce la dignità umana. Con il nostro esercito di oltre 20.000 unità dovremmo essere il fiore all'occhiello dell'intera Penisola italiana, dato che assorbiamo da soli più del 50 per cento degli impiegati nel settore a livello nazionale. E invece non è così: siamo tra i primi posti per numero di incendi e di superficie bruciata, e ciò non è gratis, perché comporta una grande spesa, che già la Corte dei conti ha quantificato, ordinando alla Regione una riforma organica, che tarda a venire, perché fa comodo lasciare le cose così come sono, dal momento che finora ha pagato elettoralmente. Il Governo Musumeci si trova pertanto a dover rispondere a una procedura d'infrazione avviata già nel luglio 2019 dalla Commissione europea per aver abusato dei contratti a tempo determinato, in particolare dei lavoratori forestali, che lo stesso Musumeci ha più volte dichiarato essere tra le sue priorità. Mi auguro che a Palazzo d'Orléans si parli anche di dare dignità ai forestali attraverso un lavoro vero, che ne valorizzi le professionalità maturate nel tempo, e si smetta di ergersi a paladini dei siciliani contro un'invasione avvenuta più di mille anni fa, che ha portato alla nascita di una delle più belle espressioni culturali, concretizzata nell'arte arabo-normanna, oggi patrimonio dell'UNESCO. (Applausi). PAVANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi giorni si è accesa la discussione sul tema scuola e istruzione. Ogni rappresentante politico del Parlamento italiano ha dimostrato sensibilità sull'argomento, che però non si è concretizzata in una proficua collaborazione. Molta attenzione è stata manifestata dal capo politico di Fratelli d'Italia quando il 19 aprile ha invitato il Governo a valutare la possibilità di riaprire il prima possibile le scuole per i bambini dai sei ai dodici anni. Ancora Fratelli d'Italia, il 6 agosto, dopo aver individuato criticità nei confronti del distanziamento sociale e delle classi pollaio, ha chiesto al Governo una programmazione in anticipo e soprattutto la possibilità di investire nelle scuole paritarie. Ora che la riapertura della scuola è alle porte e le classi sono state attrezzate con circa due milioni di banchi classici e 450.000 con le rotelle, l'opposizione alza il polverone mediatico al limite dell'indecenza, al punto che una deputata ha accusato il ministro Azzolina di sperperare i soldi. Siamo arrivati alla bagarre delle rotelle, invece di pensare a costruire il futuro dei nostri figli: alla faccia del senso di responsabilità! Mi chiedo se finanziare la scuola pubblica e investire nel futuro del Paese equivalga per la minoranza a sperperare denaro. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre lavorato contro la dispersione scolastica, preservando il diritto allo studio dei nostri figli. Mai come con questo Governo la scuola ha visto tanti soldi investiti in pochi mesi (circa 7 miliardi da gennaio ad oggi). Tra i vari interventi, ricordo i finanziamenti all'edilizia scolastica, proprio come chiesto da Fratelli d'Italia; l'assunzione di nuovo personale tramite gli uffici scolastici regionali e, a brevissimo, due maxi concorsi; gli aiuti per l'acquisto di kit scolastici per le famiglie più bisognose, la digitalizzazione e la messa in sicurezza delle scuole. Vista l'anomala agitazione dimostrata negli ultimi giorni dal partito Fratelli d'Italia, viene da pensare che forse il problema non è che il Ministro abbia destinato troppi soldi alla scuola pubblica, ma che ne abbia destinati pochi a quella paritaria. Ricordo che le classi pollaio sono il risultato del Governo Berlusconi - sostenuto anche da Giorgia Meloni - con l'ex ministro Gelmini. Vi chiedo se sia normale che il capo politico di un partito, donna e madre, possa giocare su un tema così delicato come il futuro dei nostri figli. Non si può cambiare bandiera a distanza di qualche mese.