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(Disposizioni urgenti per assicurare la trasparenza, la semplificazione e l'efficacia del sistema di contribuzione pubblica allo spettacolo e al cinema). -- Ancorché l’articolo disponga oneri economico-finanziari (solo per i commi 6 e 7) prevalentemente a partire dall'anno 2014, essa soddisfa comunque appieno i requisiti di necessità ed urgenza previsti per il decreto-legge, in quanto è indispensabile che l'Amministrazione che ne è responsabile (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) possa immediatamente agire al fine di approntare tempestivamente tutte le misure gestionali e organizzative necessarie al fine di poter effettivamente conseguire gli obiettivi e le finalità disposti dal comando giuridico (ci si riferisce alla dematerializzazione e semplificazione delle istanze di contribuzione al cinema ed allo spettacolo), in vista di una piena operatività delle misure a partire dall'ultima parte del 2013. Comma 1 -- La norma di cui al presente comma viene incontro ad un problema, quello delle assegnazioni dei contributi allo spettacolo dal vivo, che ha assunto caratteri di urgenza, in quanto le criticità registrate a normativa vigente, relativamente alla certezza e utile finalizzazione degli stessi, mettono a rischio il buon funzionamento del sistema di attribuzione delle specifiche risorse pubbliche, sia nei confronti degli utenti che dell'Amministrazione. A normativa vigente, l'assegnazione di contributi alle attività di spettacolo dal vivo avviene dietro presentazione ed esame delle domande da parte degli organismi interessati, circostanza che comporta la valutazione dei programmi artistici e dei relativi preventivi finanziari riferiti all'anno in corso. Per consentire la liquidità necessaria al conseguimento degli obiettivi artistici l'Amministrazione, in base all'articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2004, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, può erogare anticipazioni in misura fino all'80 per cento dell'ultimo contributo assegnato, poiché l'elevato costo di realizzazione di eventi e programmazioni non commerciali esige una iniezione di liquidità. Una volta che l'attività sia stata infine interamente svolta e correttamente rendicontata, l'Amministrazione provvede a saldare l'importo del contributo, detraendo ovviamente le quote già eventualmente erogate in sede di concessione di anticipazione. Tale schema fisiologico è in larga misura non adeguato alla realtà e ai fini istituzionali. Infatti, i preventivi finanziari e i connessi progetti artistici costituiscono, specie se redatti da organismi meno strutturati, un «pronostico» che la complessa macchina organizzativa di uno spettacolo dal vivo difficilmente consente di rispettare; nella prassi si verificano più casi anomali, quali: a) mancata effettuazione del programma (o assenza di spettacoli con borderò SIAE); b) effettuazione del programma con modifiche anche molto consistenti alla parte artistica; c) effettuazione del programma con modifiche anche consistenti alla parte economica (nella quale essenziale è la contribuzione INPS/gestione ENPALS); d) rinuncia in corso d'anno al contributo. Solo in quest'ultimo caso, l'Amministrazione può essere messa in grado di recuperare l'importo dell'assegnazione e attribuirlo a favore di altri organismi, e ciò, beninteso, allorché sia possibile consultare la competente commissione consultiva ed «impegnare» nuovamente la somma prima della chiusura contabile dell'esercizio. Negli altri casi anomali, l'Amministrazione deve limitarsi a considerare le somme in questione come transitate in economia e quindi perse ai fini del sostegno istituzionale delle attività di spettacolo, e tanto sia a fronte di una rinuncia non tempestiva per la quale è perso l'intero contributo, sia a fronte di riduzioni che conseguono alla contrazione dei costi o alla contrazione del numero degli eventi di spettacolo considerato in fase di assegnazione, ovvero alla minore qualità effettiva dei medesimi. Si è allora intervenuti normativamente con i metodi di cosiddetto «abbattimento» e «tolleranza». Con il cosiddetto «abbattimento» l'Amministrazione, a fronte di alcuni progetti finanziariamente ed organizzativamente rilevanti -- e la cui realizzazione può non apparire attendibile -- prende in considerazione solo una parte del progetto e concede all'organismo istante di ridurre percentualmente l'attività offerta. Con la cosiddetta «tolleranza» si concede, all'atto del controllo a valle, ovvero a consuntivo, una sorta di franchigia, pari al 15 per cento dell'attività considerata all'atto dell'assegnazione, entro la quale non vengono operate riduzioni del contributo. Tale politica, ideata in ragione delle illustrate difficoltà oggettive di programmare con certezza spettacoli dal vivo, non consente però all'Amministrazione e alle commissioni consultive di analizzare e valutare con piena cognizione di causa il reale prodotto degli organismi, né sul piano artistico né sul piano finanziario. Inoltre l'abbattimento calcolato a preventivo è indotto dall'organismo richiedente il contributo, che tende a dilatare i dati quantitativi della produzione contando su un contributo proporzionalmente più elevato di quello ottenibile con una offerta realistica. Ma, nonostante i suvvisti metodi dell’«abbattimento» e della «tolleranza», le rendicontazioni delle manifestazioni infine realizzate offrono spesso consuntivi economici eccedenti per difetto, sul piano meramente quantitativo, i limiti di «abbattimento» e «tolleranza», e relazioni artistiche divergenti radicalmente per numero degli eventi e per qualità da quanto a suo tempo valutato in sede di assegnazione, così da imporre nuovo esame delle commissioni consultive; le quali, in alcuni casi, possono apprezzare la qualità degli spettacoli come pari a quella originariamente offerta, mentre in altri casi riducono il contributo assegnato. In ogni caso il principio della certezza delle assegnazioni, se non quello della correttezza delle relazioni giuridiche, viene in questo modo intaccato, così da non consentire nemmeno agli stessi beneficiari sicurezza sulle aspettative finanziarie. Il sistema delle assegnazioni dei contributi deve essere congegnato in relazione alle attività svolte e rendicontate al fine di: 1) evitare la riduzione de facto del FUS; 2) evitare il fenomeno della conferma ex post di assegnazioni a favore di programmi ridotti o modificati nella qualità intrinseca; 3) formare un quadro veritiero e compiuto delle attività di spettacolo effettivamente realizzate in Italia, e all'estero; 4) premiare gli organismi nella misura in cui sappiano realizzare e rendicontare le attività, e rispettare gli obblighi assunti, non ultimi quelli previdenziali; 5) fornire certezza finanziaria al settore dello spettacolo. Per ovviare a tali deficienze di sistema, è necessario, pertanto, riferirsi alle attività svolte e rendicontate per l'anno/esercizio solare. Commi 2 e 3 -- Si tratta di disposizioni necessarie e urgenti ai fini della trasparenza nel conferimento di incarichi amministrativi e artistici di vertice e di incarichi dirigenziali nel settore dello spettacolo.