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Il terzo soggetto, al quale spettano l'aula a piano terra con soffitto a volta, affrescata, e l'ex dormitorio dei monaci posto al primo piano, utilizzato come vano di servizio sia in funzione delle attività di culto che si svolgono nell'aula sottostante, accessibile mediante una scala interna, sia alle funzioni agricolo-pastorali dei terreni circostanti, resta non specificato; considerato che: l'oggetto statutario della citata fondazione "L'Abbadia", presieduta dal notaio Carlo Fragomeni, è: "la conservazione ed il recupero dinamico dell'immobile attraverso il restauro di determinati ambienti, l'arredo d'epoca, l'apertura al pubblico per visite, eventi culturali, con o senza soggiorni brevi?ai fini di una rigenerazione dello spirito e del fisico lungo il cammino della "Via Benedicti" che lambisce l'intera abbadia e la vitalizza" (si veda "Badia San Sebastiano" su "dimorestoricheitaliane"); in effetti, nell'edificio che disegna il limite nord-occidentale del complesso, dove si apre l'accesso di servizio, al primo piano, negli appartamenti quattrocenteschi dell'abate, sono allocati il "Badia San Sebastiano Rooms", dove il portale "Hotelmix" pubblicizza la possibilità di soggiornare, benché le prenotazioni on line si rivelino poi, di fatto, pressoché impossibili (si veda il sito web dedicato) e una piccola galleria d'arte antica che espone dipinti. Negli scorsi anni, i locali hanno ospitato iniziative culturali sovente legate alla riflessione filosofica evoliana (si veda "Eventi Badia San Sebastiano" su "dimorestoricheitaliane"), che Alatri celebra periodicamente. La ricca documentazione fotografica associata mostra ambienti e spazi ben restaurati, tenuti in ottimo stato; diversamente, per quanto attiene al secondo chiostro, dov'è (nella parete nord) l'ingresso principale del complesso e su cui si affaccia la nuova chiesa badiale, alla chiesa primitiva, aperta sul primo chiostro, nonché a tutti gli altri immobili della "Sr John Leslie Foundation", la mera immagine satellitare è sufficiente a mostrare che i tetti presentano invariabilmente disconnessioni nel rivestimento di coppi, tali da far supporre una condizione di precarietà severa, dovuta a mancata manutenzione. Secondo testimoni oculari, dall'infiltrazione delle acque meteoriche deriverebbero danni ai vani sottostanti, specialmente a quelli che conservano pregevoli affreschi come la chiesa e la stanza che ospitò san Benedetto; valutato che l'intero complesso della "Badia di San Sebastiano e delle Sorelle povere di Santa Chiara" è vincolato ai sensi, da ultimo, del "Codice dei Beni culturali e del Paesaggio", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia in grado di riferire a quando rimonti, e quali esiti abbia dato, il più recente sopralluogo svolto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina nella "Badia di San Sebastiano e delle Sorelle povere di Santa Chiara" presso Alatri (Frosinone); se nel corso di detto sopralluogo e dei precedenti il personale ministeriale abbia sempre potuto accedere a tutti i vani e spazi spettanti ai proprietari delle tre parti del compendio; se e quando l'Ufficio di tutela territoriale abbia imposto ai proprietari delle fabbriche in cattivo stato di conservazione di attivarsi per assicurare la conservazione degli stessi, e qualora non l'abbia fatto o quelli non abbiano ottemperato, quali iniziative s'intendano adottare per impedire che importanti testimonianze culturali possano essere ulteriormente danneggiate, con il rischio di andare perdute irrimediabilmente. Atto n. 3-03316 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che il Parco archeologico di Sepino, situato in territorio di Altilia (Campobasso) e gestito dalla Soprintendenza fino all'autunno 2021, mentre l'annesso "Museo della città e del territorio" dipendeva dalla Direzione regionale Musei, gode di autonomia speciale grazie al decreto ministeriale 22 ottobre 2021 n. 380. L'atto di nomina del suo primo direttore, l'archeologo Enrico Rinaldi, vincitore di una selezione (internazionale, ma a carattere non concorsuale) che all'interrogante risulta avere sollevato numerose perplessità, è il decreto del direttore generale n. 90 del 4 febbraio 2022, sospeso dallo stesso Massimo Osanna il 23 marzo a causa del protrarsi dell' iter per l'ammissione a visto da parte della Corte dei conti, che ha registrato l'atto solo il 7 aprile, dopo un'ardua interlocuzione con il Collegio Romano; considerato che: la visita ad Altilia-Sepino, il 5 maggio 2022, di una cinquantina di ospiti della sezione molisana dell'Istituto italiano dei Castelli, i quali si sono detti entusiasti di tutte le tappe del viaggio ma rammaricati per il mancato sfalcio dell'erba nel Parco in questione, ha portato alla ribalta dei media l'incapacità di quest'ultimo di garantire la manutenzione, benché siano già trascorsi sei mesi dalla sua istituzione ufficiale, preconizzata, però, fin dal semestre precedente (si veda "In 50 stregati dai castelli molisani: "Ma Altilia è sommersa dalle erbacce"" su "isnews"); se il presidente della citata sezione molisana dell'IIC commenta, tra l'incredulo e il beffardo, che soltanto il Ministero della cultura "non sa che in primavera cresce l'erba. Eppure ora c'è un direttore del Parco", nessuno ha dimenticato che, in sede di valutazione finale, del Rinaldi Osanna vantava proprio la "specifica expertise acquisita nel campo della manutenzione programmata", mentre la commissione giudicatrice l'aveva definito "accurato conoscitore del luogo" benché dal curriculum non risulti alcuna frequentazione (men che meno assidua) del sito; i più avvertiti colgono una contraddizione, che potrebbe spiegare lo stato attuale del Parco di Sepino (dove lo stesso Osanna, sopraffatto dalla dimensione bucolica, qualche giorno fa ha associato ad uno scatto che lo ritrae "tra i glicini e il sambuco" il memento mori seicentesco "ET IN ARCADIA EGO"), nell'avere l'Amministrazione nominato un dirigente, pagato fin dal 1° marzo 2022, prima di chiedere il codice IPA e aprire il necessario conto corrente, se non addirittura prima di avere predisposto una bozza del bilancio di previsione con cui gestire gli interventi di manutenzione ordinaria (sfalcio dell'erba e pulizie dei servizi) e fare la voltura dei contatori. Tutti costi facilmente stimabili sulla base delle perizie pregresse della Soprintendenza del Molise e delle bollette a quella intestate; in merito allo sfalcio, non disponendo il Parco di Sepino di alcuna somma impegnabile ad hoc , sarà difficile, per l'Amministrazione ministeriale, respingere la tentazione di far tagliare l'erba e far garantire la pulizia dei servizi dalla Soprintendenza o dalla Direzione regionale Musei, costringendo detti uffici, già sovraccarichi, a modificare perizie o redigerne di nuove.