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gli piaceva parlare con i giovani ed era attento e rispettoso delle sensibilità di tutti. Penso che oggi il modo migliore per ricordare una figura importante del giornalismo e della politica sia proprio questo: in maniera semplice e attenta, come forse avrebbe voluto lui, a non andare troppo nel particolare, sapendo che ognuno di noi ha avuto un pensiero, anche oggi, per ricordare questa figura importante della politica italiana. (Applausi). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, anche noi, senatori della componente Liberi e Uguali (ma credo di parlare a nome di tutto il Gruppo Misto), vogliamo associarci alle belle parole e al ricordo del nostro collega Bonaiuti, che abbiamo conosciuto anche in quest'Aula per il suo lavoro. Vogliamo ricordarlo con affetto. Negli anni, ancorché su posizioni così diverse dalle nostre, è sempre stata una persona molto attenta e garbata. Con signorilità ha affrontato anche momenti non semplici, legati al suo ruolo. Soprattutto, egli era capace di dialogo e di prestare attenzione alle posizioni degli altri, anche a quelle, come le nostre, molto diverse dalle sue. Credo sia assolutamente doveroso e giusto che quest'Assemblea non solo si associ al dolore e al cordoglio della famiglia, ma lo ricordi oggi, così come hanno fatto tutti i colleghi degli altri Gruppi. (Applausi). GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, anche noi del Gruppo Fratelli d'Italia al Senato ci associamo alle parole che abbiamo sentito da tutti i nostri colleghi sulla figura e la persona di Paolo Bonaiuti. Ho avuto l'onore di conoscerlo e di lavorare con lui per alcuni anni e devo dire che era un uomo veramente straordinario, considerato anche il compito difficile che gli era stato assegnato e che ha sempre saputo svolgere con grande passione e anche con grande riservatezza. Paolo aveva un grande dono, quello dell'ascolto. Anche se molto spesso avevamo visioni differenti, caratteri diversi, modi diversi di affrontare determinate questioni, lui era sempre la persona che ascoltava, che aveva la capacità di fare una sintesi, che sapeva aiutarti a comprendere e indirizzarti, dando un aiuto o un contributo. Credo che ci mancherà, che non mancherà soltanto alla sua famiglia, alla quale va il nostro grande abbraccio e il mio personale affetto. Credo che mancherà una persona come lui, una persona perbene, animata, nel giornalismo e nell'attività politica, dalla passione, che credo sia un elemento molto, molto importante. Gli diciamo: «arrivederci» e siamo contenti che oggi, in quest'Aula, venga ricordato da tutti noi con le giuste parole. (Applausi). AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, anche io, a nome mio e del Gruppo, faccio le condoglianze alla famiglia. Quando sono arrivato in Senato, Paolo Bonaiuti rappresentava, come molti altri parlamentari di Forza Italia, un uomo visto solo in televisione e di cui non avevo potuto ancora apprezzare il garbo e la gentilezza che aveva mostrato nel rapportarsi con me, soprattutto nella Commissione di vigilanza RAI, dove abbiamo passato cinque anni, affrontando, lui da una sponda e ovviamente noi dall'altra, problemi riguardanti il servizio pubblico. Sempre con saggezza - devo ammetterlo - e pacatezza riusciva a dire al momento giusto la cosa giusta, magari per portare avanti un discorso utile a tutti nell'ambito del lavoro della Commissione di vigilanza RAI. Io lo ricordo per questo. Non l'ho conosciuto in altre occasioni, però, anche quando lo incontravo per strada, si fermava sempre a scambiare qualche parola, anche negli ultimi tempi, in cui era - si vedeva - davvero sofferente. Esprimiamo quindi le nostre condoglianze. (Applausi). PRESIDENTE . La Presidenza si associa al ricordo ed invita l'Assemblea a rispettare un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1476 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, sul decreto‑legge in esame, recante disposizioni per la tutela del lavoro e per la risoluzione delle crisi aziendali, il Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato una serie di emendamenti - il 3.0.1 e i seguenti - per rimediare alla vergogna, che è stata denunciata da molti, riguardante il reddito di cittadinanza. Abbiamo visto infatti, in questi giorni, che esso viene erogato a terroristi, ad ex brigatisti, a mafiosi e oggi abbiamo scoperto che viene erogato anche a contrabbandieri. Colleghi, non vi sarà sfuggita la notizia, che oggi è su molti quotidiani, secondo cui ad una banda di contrabbandieri, che trafficava in sigarette comprate dall'estero, per un giro d'affari di 600.000 euro, per circa 3.000 chili di tabacco, veniva erogato il reddito di cittadinanza, da 300 a 700 euro al mese. Esso è stato infatti erogato a cinque membri di questa banda di contrabbandieri, che è stata arrestata. Ebbene, i nostri emendamenti, volti a mettere fine a questa vergogna, in Commissione sono stati dichiarati inammissibili, nonostante il chiaro riferimento, nel testo del decreto-legge al nostro esame, alla legge n. 26 del 28 marzo 2019, che istituiva il reddito di cittadinanza. A chi non mi crede, basta leggere l'articolo 5 del decreto‑legge in esame, che interviene esplicitamente sulla dotazione organica dell'INPS. Ci dovete spiegare allora perché avete escluso e lo chiedo al Governo... Signor Presidente, chiederei al rappresentante del Governo se può ascoltare, perché mi sembra cosa buona e giusta. PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi di permettere al Ministro di ascoltare la senatrice che sta intervenendo. Vi ringrazio. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Lo chiedo per una questione di mera educazione, anche se magari poi non risponderanno. Chiedevo al Governo come mai i nostri emendamenti in Commissione siano stati dichiarati inammissibili, nonostante il chiaro riferimento dell'articolo 5 del provvedimento in esame alla legge n. 26 del 28 marzo 2019, che istituiva il reddito di cittadinanza. Domando al Governo per quale motivo siano stati esclusi i nostri emendamenti, dato che, per quanto ci risulta, tale decisione è assolutamente infondata e non è sicuramente una decisione tecnica. Dunque il Governo deve avere il coraggio di dire che la scelta operata è stata squisitamente una scelta politica, perché tutti voi, tutti i rappresentanti del Governo rosso e giallo, dal vostro capo politico, ai Ministri, ai Sottosegretari, ai parlamentari, in ogni trasmissione televisiva denunciate questa vergogna e dite che al più presto verrà messa a posto.