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Rimane quell'impianto che è stato molto attaccato e controverso negli anni, mentre a mio avviso ha prodotto risultati. Oggi lo modifichiamo parzialmente, ma lo lasciamo inalterato. Vorrei fare alcune considerazioni, andando verso la conclusione del mio intervento, sull'importanza che il provvedimento ha sul lato della risoluzione delle crisi. Penso ci siano strumenti importanti per arginare le crisi aziendali in corso in molti territori del Paese, a partire dalla Sicilia, dalla Sardegna e da Isernia, in modo che ci sia la garanzia al sostegno del reddito e alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Credo siano state molto importanti le norme sull'istituzione di un fondo per ridurre i prezzi dell'energia per le imprese che operano nelle aree in cui è prevista la chiusura delle centrali a carbone. Valutiamo positivamente anche l'istituzione del fondo per la transizione energetica e il fondo per la riconversione occupazionale nei territori dove sono ubicate le centrali a carbone. Vengo, infine, alla vicenda Ilva. Credo che questa situazione ci debba portare a una riflessione importante e unitaria. Viene stralciato l'articolo che estendeva lo scudo penale a chi operava nell'ambito dell'attuazione del Piano ambientale. Prendiamo atto di questa scelta, però pensiamo che il tema Ilva debba tornare a essere centrale nei prossimi mesi, per la salvaguardia dell'occupazione, per la realizzazione delle azioni di protezione ambientale di quell'area e, soprattutto, per mettere in campo tutti gli strumenti che serviranno per la riconversione ambientale di quelle aree, facendo fede anche alla programmazione prevista dalla area di crisi complessa di Taranto e delle realtà circostanti. Dobbiamo vedere questo stop come un elemento per rilanciare con forza il tema della tutela di quella area industriale importante del nostro Paese dal punto di vista sia della salvaguardia dell'occupazione, sia della salvaguardia dell'ambiente. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE . Come da intese, sospendiamo i lavori fino alle ore 15, lavori che riprenderanno con l'intervento del senatore Gasparri e, a seguire, di altri, in ricordo del senatore Bonaiuti. (La seduta, sospesa alle ore 12,34, è ripresa alle ore 15,01) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Sulla scomparsa di Paolo Bonaiuti GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per ricordare in quest'Aula, che lo ha visto protagonista della sua intensa esperienza di politico, di giornalista, di persona che con il pensiero ha dato un contributo importante al dibattito di questa ultima fase della vita italiana, Paolo Bonaiuti. Nato a Firenze il 7 luglio del 1940, Paolo Bonaiuti ci ha lasciato il 16 ottobre del 2019, dopo una malattia che non è riuscito a superare. È stato un uomo politico, come i mandati parlamentari e i prestigiosi incarichi di Governo che ha ricoperto testimoniano, e giornalista di razza e di grande qualità. È stato per lungo tempo, per quattordici anni, portavoce di Silvio Berlusconi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei Governi Berlusconi II, III e IV. Ha animato l'esperienza politica di Forza Italia, del Popolo della Libertà e dell'intero arco del centrodestra. Laureato in giurisprudenza, ha insegnato inglese; è stato capo del servizio economico de «Il Giorno», inviato che ha seguito tante vicende soprattutto economiche. Venerdì, quando abbiamo salutato Paolo nell'attigua chiesa di Sant'Ivo, alcuni suoi colleghi ne hanno ricordato i viaggi, le esperienze, la saggezza e la capacità con cui ha raccontato crisi petrolifere e tanti altri capitoli della storia economica contemporanea. De «Il Messaggero» divenne anche vice direttore. Nel 1996 avviò una fase di attività politica che, come ricordavo, l'ha visto eletto per molte legislature, dal 1996 fino al 2013, prima alla Camera dei deputati e poi, infine, al Senato. Paolo Bonaiuti ha avuto un riconoscimento unanime nei giorni scorsi dai giornalisti che lo hanno avuto per interlocutore per lungo tempo, alla ricerca di una notizia, di un'interpretazione autentica, talvolta raggiunti da una smentita; a volte si ironizzava con lui sulle smentite preventive, che chi svolge un ruolo così delicato alla Presidenza del Consiglio deve diramare per stemperare notizie, polemiche, incomprensioni, equivoci o frasi che a volte si pronunciano non valutandone, poi, la ricaduta. Paolo ha sempre interpretato, spiegato, smussato, anche con un suo tratto elegante, con la cultura che tanti di noi in questo Gruppo, ma penso anche nell'arco parlamentare più vasto e nel mondo del giornalismo, hanno potuto apprezzare. Anche in questi ultimi anni, anche in questa fase della sua malattia, avevo mantenuto, come altri amici, la consuetudine dell'incontro per il caffè mattutino, anche in una fase in cui il fisico gli creava un ostacolo nel parlare, nella comunicazione. Tuttavia, anche in queste fasi la sua cultura di base, la sua conoscenza dei testi classici, ma anche dei temi dell'economia e della politica, ne hanno fatto sempre per tutti un prezioso punto di riferimento. Nelle fasi più gloriose di Forza Italia, con «Il Mattinale» e altre pubblicazioni, iniziava all'alba a dare un indirizzo e un orientamento a un intero mondo politico. Queste sue qualità sono state ricordate e testimoniate da tutti i giornalisti anche in questi giorni. Lui ha raccolto giudizi lusinghieri: sul «Corriere della Sera» ricordavano il suo sorriso ironico ma anche malinconico, la sua eleganza raffinata, la sua cultura; su «la Repubblica» hanno parlato di una persona amabile e molto civile. È stato ricordato anche l'atteggiamento a volte un po' scanzonato che lo portava a sdrammatizzare i momenti difficili, come ce ne sono stati, che per la sua funzione ha vissuto in prima linea dovendo filtrare le prime reazioni e le prime interpretazioni di questo o di quel fatto. Credo quindi che non sia solo il Gruppo Forza Italia a ricordarlo con commozione; personalmente ricordo anche qualche amarezza, ma non è questa la sede per ricordarle. Con grande stile, Paolo ha saputo vivere i giorni della gloria e quelli in cui forse qualche amarezza lo ha colpito e lo ha fatto sempre con grande discrezione. In questi anni, dopo la chiusura della sua esperienza parlamentare, avrebbe potuto scrivere libri non su retroscena, ma ad esempio sugli incontri internazionali e le tante vicende positive che lo hanno visto protagonista accanto a Berlusconi; egli però ha fatto della riservatezza una lezione di stile per tutti, perché anche quando una funzione delicata ed importante cessa, la serietà e il rigore del comportamento non vengono meno. Tra i tanti insegnamenti di qualità, di saggezza, di cultura e di equilibrio, anche questo credo che il Senato debba riconoscere a Paolo Bonaiuti, che ricordiamo con commozione ed amicizia. (L'Assemblea si leva in piedi). (Applausi). ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, con Paolo Bonaiuti avevamo idee politiche diverse, ma ci siamo sempre rispettati, anzi eravamo due vecchi amici.