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Continuando ad augurare buona vita e buona fortuna a Silvia Romano o, anzi, ad Aisha, aspettiamo di avere con le dovute cautele chiarezze e certezze sul fatto che siano stati dati o meno soldi all'organizzazione estremista e terrorista islamica di al-Shabaab, perché un conto è la cooperazione sulla ricerca e lo sviluppo, un altro è dare valigette con milioni di euro a chi con quei soldi compra armi per preparare attentati in Italia e nel mondo. Speriamo di poter parlare, oltre che dei problemi del Qatar, anche dei problemi degli estremisti di tutto il mondo. ( Applausi ). FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, si è fatto un po' un minestrone. È giusto ricordare Israele, ma ricordiamo anche il popolo palestinese che subisce un'invasione da tantissimi decenni e soffre tantissimo. Noi, a differenza di quanto è stato detto, crediamo molto nella cooperazione scientifica e culturale tra gli Stati, perché è il modo migliore per consolidare i rapporti proficui tra i vari Paesi. La cooperazione e le relazioni sono molto importanti e l'ha capito anche il deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Caiata, che è andato in Qatar e ha donato la maglietta del Potenza Calcio, di cui mi pare sia il presidente. Poi risulta anche - lo sanno un po' tutti - che l'ex deputato di Fratelli d'Italia Crosetto sia il migliore amico del Qatar in Italia. Si poteva quindi evitare tutto questo sproloquio, secondo me un po' ridondante e inutile. Potremmo definire la cooperazione un vero e proprio bene immateriale che - come abbiamo potuto constatare durante la triste fase dell'emergenza da Covid-19 - si traduce poi in sostegno concreto e tangibile. Grazie ai buoni rapporti che l'Italia ha con la stragrande maggioranza dei Paesi nel mondo, è stato possibile ricevere mascherine, respiratori, ventilatori polmonari, assistenza di medici, personale sanitario, esperti in procedure di sanificazione che hanno aiutato concretamente il nostro Paese a uscire dalla fase critica dell'epidemia. In particolare, per quanto riguarda il Qatar, grazie al lavoro del nostro ministro degli affari esteri Luigi Di Maio, Doha ha inviato due ospedali da campo per accogliere 500 pazienti: direi che sicuramente è andata meglio rispetto al baraccone dell'Expo, che ha ospitato soltanto 21 pazienti. Spesso sono gli accordi di cooperazione culturale e scientifica a dare lustro al nostro Paese, alle sue tradizioni e all'innovazione insita nel lavoro degli italiani. Da questo punto di vista il nostro Paese ha molto da trasmettere in termini di know how ad altri Paesi. Concludo quindi, signor Presidente, augurandomi che dall'Accordo in esame possano nascere legami sempre più forti tra il nostro popolo e quello del Qatar e il nostro contributo più grande sia quello di promuovere la pace e la concordia tra popoli, di cui la cultura e la conoscenza reciproca sono i semi più promettenti per il futuro. Annuncio dunque il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle del Senato. (Applausi) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima di dare la parola al senatore Casini, ricordo che le Commissioni 5 a e 7 a erano autorizzate a convocarsi nel corso dei lavori dell'Assemblea. Prego, senatore Casini. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, sono un pochino meravigliato - mi rivolgo al senatore Salvini - perché leggo che la ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in discussione è stata presentata alla Camera, tra gli altri, dal ministro Bussetti (Applausi) , che non mi sembra sia un Ministro del Partito Democratico o del MoVimento 5 Stelle: è un Ministro della Lega. Evidentemente, dunque, si tratta di un accordo sul quale ha lavorato il Governo che precede in questa legislatura l'Esecutivo attualmente insediato. (Applausi). Francamente non vedo dunque a chi si dovrebbe indirizzare l'indignazione. È un accordo come tanti altri. Se ogni accordo prevedesse l'omologazione dei sistemi politici, culturali e religiosi, non faremo accordi con nessuno. È dunque un accordo che è doveroso che il Senato approvi, come hanno detto anche altri esponenti dell'opposizione. Vorrei aggiungere due considerazioni. Per quanto riguarda le frasi del leader , della guida spirituale iraniana, ha totalmente ragione. Quello che ha detto Salvini oggi qui rappresenta quello che pensa il Senato: per noi il diritto all'esistenza di Israele è questione su cui non ci possono essere idee che non siano quelle di respingere al mittente le parole di Khamenei. (Applausi) . È inutile quindi che su questo inseriamo in Aula degli argomenti su cui tutti siamo d'accordo o, se qualcuno non è d'accordo, senatore Salvini, non ha il coraggio di dirlo in quest'Aula. Sfido chiunque oggi pensasse una cosa analoga a venirlo a dire al Senato: credo che nessuno avrebbe il coraggio di alzarsi in quest'Aula, perché il diritto all'esistenza di Israele è il minimo comune denominatore di tutte le forze politiche che stanno in Parlamento. (Applausi) . Il secondo punto riguarda l'Organizzazione mondiale della sanità. Senatore Salvini, mi segua solo un attimo su questo, se è così cortese. Vede, penso che Trump non abbia tutti i torti. Sappiamo tutti che il segretario dell'Organizzazione mondiale della sanità, che è un etiope, è stato portato in quel posto per un grande aiuto dei cinesi. Se devo dare la mia opinione, considerando le varie posizioni che l'Organizzazione mondiale della sanità ha preso in questi mesi, dico che lei nn ha tutti i torti, come non li ha Trump, perché c'è stata una mancanza di autonomia rispetto a uno stakeholder , che era ed è la Cina, nell'Organizzazione mondiale della sanità. Il punto su cui oggi dobbiamo riflettere e discutere in quest'Aula non riguarda tanto gli errori, che sono palesi, e neanche la necessità di fare un'indagine indipendente, che è già stata deliberata dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità; il punto è capire - ed è dirimente - se la risposta di Trump, di togliere gli aiuti all'Organizzazione mondiale della sanità, è la via da seguire, perché è quella con cui si abbatte completamente il multilateralismo, mentre oggi sappiamo che una delle questioni del mondo, proprio dopo il Covid-19, è rafforzarlo, non indebolirlo. Tutte le critiche pertanto sono legittime e forse in parte anche giuste, ma la risposta finale è di rafforzare il multilateralismo, non di indebolirlo togliendo i fondi. Se c'è una cosa su cui l'Italia è sempre stata d'accordo, è la premessa della nostra politica estera, basata su tre punti: l'Europa, la scelta atlantica e il multilateralismo. Oggi la scelta atlantica è messa in discussione dalla necessità di ridefinire un'identità della NATO, che non è chiara, perché le sfide sono cambiate. L'Europa vediamo che sta cercando di rispondere a quest'epidemia, e speriamo che lo faccia in modo convincente per tutti.