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Tanto si è fatto e si sta facendo per arginare questo fenomeno, ma i numeri continuano a tornare indietro travolgendoci. L'85 per cento dei femminicidi avviene in famiglia; nel 63 per cento dei casi è un fenomeno compiuto da recidivi, ma il fatto più sconcertante è che, nel 28 per cento dei casi noti, le vittime avevano subito maltrattamenti noti a terzi, terze persone che sapevano e hanno taciuto. Occorre quindi una presa di coscienza una volta per tutte. Bisogna compiere una rivoluzione culturale. Bisogna tornare a mettere il rispetto al centro di tutto; rispetto come primo valore; rispetto per il genere umano, si tratti di uomini, donne, bianchi, neri, gialli, alti, bassi, grassi, magri, eterosessuali, omosessuali. Per il ruolo che rivestiamo abbiamo una grandissima responsabilità: fungiamo da cassa di risonanza. Tale responsabilità probabilmente è sfuggita agli organizzatori del settantesimo Festival della canzone italiana e ai selezionatori dei cantanti in gara (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Martelli) . Ieri sera c'è stato un toccantissimo intervento della giornalista Rula Jebreal, da pelle d'oca, e stasera si darà spazio a uno pseudo cantante, tale Junior Cally. Personalmente non discuto la sua arte, se così si può chiamare: discuto l'opportunità di far comparire su un palco così prestigioso e seguito un essere che, nelle sue performance canore, istiga proprio al femminicidio. È una vergogna. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI e dei senatori Fedeli, Martelli e Unterberger) . L'educazione al rispetto per la persona deve essere introdotta a partire dalle scuole primarie. È una rivoluzione che certamente darà i suoi frutti, se nelle prossime generazioni questi valori si caricheranno nei futuri adulti. Bisogna interrogarsi per capire quale direzione prendere. È evidente che i provvedimenti adottati da noi legislatori fino ad oggi si sono rivelati insufficienti: l'inasprimento delle pene del codice rosso non è servito da deterrente e sono i numeri a dirlo. Occorre aumentare la paura della certezza della pena: pene certe. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) Questo è quello di cui si ha bisogno. Un condannato per femminicidio difficilmente sconterà i suoi venticinque anni di reclusione. Per i femminicidi le attenuanti sono veramente tante, si sprecano: «lei (la vittima) ha provocato»; «lui era un depresso»; «è stato un impeto di gelosia» o «un raptus d'ira»; «eh, però lei aveva un altro». In caso di uxoricidio, poi, «mancato pericolo di reiterazione del reato»; grazie al tubo: ormai è vedovo. Basta con le attenuanti di genere. La risposta deve essere ferma, dura e certa. È un reato trasversale rispetto al contesto sociale e proprio per questo motivo è più che mai fondamentale radicare la cultura del rispetto. I dati ci mostrano che non c'è un Nord e non c'è un Sud. Le donne vengono ammazzate in quanto donne dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, passando per tutte le regioni italiane, non dimenticandone nemmeno una: sorrisi spenti da chi un tempo diceva di amarle. A tal proposito, bisogna avere il coraggio di deplorare la condizione di inferiorità in cui talune religioni relegano la figura femminile, senza nascondersi dietro l'affermazione «è la loro cultura». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A tal riguardo, sono particolarmente orgogliosa di quanto il Governo giallo-verde ha fatto approvando il codice rosso, che ha istituito il reato di costrizione e induzione al matrimonio, anche se commesso all'estero da cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, e il revenge porn , che è il reato di deformazione dell'aspetto con lesioni permanenti del viso. Proprio in virtù di quanto detto poc'anzi, la Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione non può che trovarsi favorevole alla proroga della Commissione, ma con l'auspicio, dopo un anno di sole audizioni - colgo qui l'occasione per ringraziare tutte le associazioni, le forze di polizia, i giudici, i sindacati e tutte le persone che si sono succedute nelle nostre audizioni, fornendo materiale di studio e di riflessione a noi commissari - che parta al più presto il benedetto tavolo di consulenza e analisi sulle sentenze. Questo tavolo deve aiutare il Parlamento a capire dove sono i vulnus nella legge per porvi rimedio. Devo dire poi che siamo rimasti delusi, anche se non proprio stupiti, del fatto che nessuno dei nostri emendamenti proposti in 1 a Commissione sia stato accettato. Erano emendamenti, dal nostro punto di vista, di buon senso: relazione annuale dei lavori; rendicontazione contabile annuale; rinnovo dell'Ufficio di Presidenza, con l'elezione di un Presidente di minoranza, come la prassi parlamentare prevede, generalmente per le Commissioni di inchiesta, tant'è che la presidente Valente era stata eletta dall'allora maggioranza giallo-verde. Su quest'ultimo punto è stato candidamente dichiarato dalla senatrice Maiorino che la maggioranza ha cambiato idea. Ne prendiamo atto; solo gli stupidi non cambiano idea. Ma mi è sorto un dubbio: non è che, vista la difficile situazione di spartizione di posti vacanti e l'alta litigiosità delle componenti della maggioranza, la conferma della senatrice Valente alla Presidenza risolve almeno in parte il problema? Non sarà invece che andate talmente d'accordo da non sentire l'esigenza di rivolgervi alla minoranza, visto e considerato che l'opposizione l'avete già al vostro interno? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Delle due l'una, o probabilmente sono vere entrambe. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FdI) . RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, quando lo scorso anno Forza Italia ha votato convintamente a favore dell'istituzione della Commissione d'inchiesta sul femminicidio, è perché, senza ombra di dubbio, credevamo - e crediamo - fosse fondamentale continuare ad approfondire quanto nella scorsa legislatura, nei sei mesi precedenti, si era riusciti a fare, producendo un documento conclusivo con grandi proposte. Io stessa presentai, proprio il 24 marzo 2018, il documento di richiesta per le Commissioni d'inchiesta sul femminicidio e sui fatti accaduti al Forteto. I femminicidi e i maltrattamenti familiari continuano a essere all'ordine del giorno e sappiamo che, a parte rari casi, un pronto intervento delle Forze dell'ordine, ma soprattutto della tutela giudiziaria, può fare la differenza nella vita delle vittime. L'allarme lanciato pochi giorni fa dal procuratore generale della Corte di cassazione Giovanni Salvi, nella relazione, in occasione dell'avvio dell'anno giudiziario, parlando di femminicidi come emergenza nazionale, ci deve portare a pensare che quanto fatto fino adesso evidentemente non è abbastanza. Certamente si è fatto molto sul fronte della violenza contro le donne;