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Nuove disposizioni in materia di affitto di fondi rustici. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge che qui si presenta («Nuove disposizioni in materia di affitto di fondi rustici»), in materia di affitto a titolo gratuito di fondi rustici in stato di abbandono, si impone alla luce della profonda crisi economica che sta investendo tutti i comparti produttivi del Paese a partire da quello agricolo e si collega con l'altro disegno di legge da me proposto di materia di concessioni di terreni demaniali per finalità agricole (atto Senato n. 228). L'attuale quadro economico, infatti , penalizza maggiormente un settore, quale quello agricolo, dove le rendite derivanti dalla commercializzazione delle materie prime difficilmente copre i relativi costi di produzione. Una simile copertura, infatti, può essere raggiunta unicamente attraverso l'impiego di ingenti capitali e fattori produttivi, non sempre facilmente possibile. A fare le spese di una tale situazione, ovviamente, sono le nuove generazioni che si affacciano al mercato del lavoro in generale, ed a quello della imprenditoria agricola in particolare. Il costo delle superfici agricole da lavorare molto più alto di quello registrabile in altri Paesi dell'Unione europea aggravano ulteriormente la situazione, impedendo ai giovani che vogliano cimentarsi nell'imprenditoria di tipo agricolo di poter essere competitivi sul mercato nazionale ed europeo. Da un diverso punto di vista, mai come in questi anni si sente il bisogno di un ricambio generazionale nel panorama degli operatori agricoli. Molti piccoli imprenditori agricoli non hanno più le forze per portare avanti lo sfruttamento agricolo dei terreni e molto spesso lo fanno con poca sensibilità per le nuove tecnologie eco-sostenibili. Molti terreni privati potrebbero essere sfruttati in modo migliore, ma restano spesso in condizioni di non produttività poiché non vi è più nessuno che li coltivi e li curi Per ovviare a queste problematiche, ciò che si propone è l'introduzione di un nuovo istituto di diritto civile (denominato «contratto di sfruttamento») volto a permettere a giovani imprenditori di poter affittare, a titolo gratuito, terreni agricoli privati con la sola obbligazione contrattuale di migliorare il fondo medesimo. Un simile intervento ha due immediate finalità: la prima, già illustrata, è di permettere a giovani imprenditori agricoli di immettersi nel mercato agricolo in modo competitivo; la seconda, di rilevante impatto ambientale, è di recuperare delle terre spesso incolte ed in stato di grave abbandono con delle colture realizzate con tecniche eco-sostenibili e compatibili con l'assetto geo-morfologico delle zone interessate. Il disegno di legge, oltre ad individuare i requisiti necessari per poter validamente contrarre un simile contratto (età inferiore agli anni quaranta dell'affittuario, non edificabilità del terreno, stato di abbandono dello stesso debitamente certificato dal comune di appartenenza) e gli elementi essenziali dell'istituto (assenza di canone in denaro, obbligo di miglioramento del fondo), prevede anche l'istituzione presso le province (già competenti in materia agricola con gli ispettorati provinciali dell'agricoltura) di una camera arbitrale ad hoc per la risoluzione, in via conciliativa e gratuita, delle eventuali controversie che potrebbero sorgere durante l'esecuzione del contratto tra locatore e conduttore. A differenza, quindi, dell'enfiteusi, la quale prevede meccanismi di affrancazione in grado di trasferire la proprietà da un soggetto ad un altro, nel presente istituto ci si muove ancora all'interno dei contratti di godimento, dove entrambe le parti posso trarre notevoli vantaggi economici: l'affittuario può sfruttare terreni per la sua attività agricola (adempiendo con la stessa attività all'adempimento dell'obbligazione di miglioramento del fondo), ed il locatore potrà veder accrescere il valore del proprio terreno agricolo, anche al fine di una successiva ed eventuale compravendita. Si precisa, infine, che il presente disegno di legge non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, né per quello di altri enti locali.. Art. 1. (Oggetto e finalità) 1. Al fine di salvaguardare e valorizzare l'imprenditoria giovanile nel settore agricolo, nonché di tutelare ed implementare le capacità produttive del territorio in tale ambito, la presente legge istituisce un contratto gratuito di sfruttamento di fondi agricoli, di seguito denominato «contratto di sfruttamento», a vantaggio dei giovani agricoltori che non abbiano compiuto quaranta anni di età. 2. Il contratto di cui al comma 1 può essere adottato dalle parti esclusivamente per lo svolgimento delle seguenti attività agricole: a) realizzazione di insediamenti imprenditoriali agricoli; b) recupero e miglioramento dei fondi; c) esercizio della pastorizia; d) servizi di altra natura complementari alle attività agricole. Art. 2. (Affittuari) 1. L'affittuario, al momento della conclusione del contratto di sfruttamento, non deve aver superato i quaranta anni di età, a pena di nullità del contratto medesimo. L'affittuario, inoltre, deve possedere i requisiti di cui all'articolo 6 della legge 3 maggio 1982, n. 203, ovvero almeno uno di quelli previsti dall'articolo 2, comma 1, lettere a), b), c), d), della legge 15 dicembre 1998, n. 441. Art. 3. (Fondi rustici) 1. Il contratto di sfruttamento può avere ad oggetto esclusivamente fondi rustici non edificabili in stato di abbandono ovvero di grave incuria. 2. La situazione di degrado di cui al comma 1 è accertata dal competente ufficiale del comune nel cui territorio si trova il fondo, il quale predispone apposito verbale da allegare in copia al contratto di sfruttamento. Una copia del verbale è contestualmente inviata all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. Art. 4. (Obblighi del locatore) 1. Il locatore è tenuto a consegnare il fondo con i suoi accessori e le sue pertinenze. 2. Il locatore ha il diritto di controllare, a sue spese e di concerto con il conduttore, lo stato del fondo ogni dodici mesi. Art. 5. (Obblighi dell’affittuario) 1. L'affittuario è tenuto a sfruttare il fondo in conformità con le normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, nonché a migliorare il fondo, privilegiando colture e tecniche produttive eco-sostenibili e compatibili con le caratteristiche geo-morfologiche del fondo stesso. A lui spettano i frutti e le altre utilità del fondo. 2. L’affittuario effettua i miglioramenti, le addizioni e le trasformazioni, nel rispetto e secondo le modalità di cui agli articoli 16, 17, 19, 20 della legge 3 maggio 1982, n. 203, e all’articolo 4, commi terzo e quarto, della legge 11 febbraio 1971, n. 11, e successive modificazioni, in quanto compatibili con la disciplina di cui alla presente legge. Art. 6. (Durata del contratto) 1. Il contratto di sfruttamento ha durata minima di sette anni, rinnovabili per altri sette. 2. In mancanza di disdetta di una delle parti, il contratto di sfruttamento si intende tacitamente rinnovato.