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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 231 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 13,10. IN SEDE REFERENTE (2005 e connessi) Contrasto della discriminazione o violenza per sesso, genere o disabilità DDL 2005 Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità DDL 59 Disposizioni in materia di contrasto alle discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere DDL 1176 Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale e istituzione della Giornata nazionale contro l'omotransfobia nonché dei centri antiviolenza per le vittime di omofobia e transfobia DDL 1430 Modifiche al codice penale in materia di contrasto dell'istigazione all'odio e alla discriminazione di genere DDL 1613 Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale e ulteriori misure volte alla prevenzione e al contrasto del linguaggio d'odio (Esame congiunto. Disgiunzione del seguito dell'esame dei disegni di legge nn. 59, 1176, 1430, 1613 e rinvio) , approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge dei deputati Laura Boldrini e Speranza; Zan ed altri; Scalfarotto ed altri; Perantoni ed altri; Bartolozzi Interviene sull'ordine dei lavori la senatrice MAIORINO ( M5S ), chiedendo al Presidente, al fine di accelerare l' iter di approvazione del disegno di legge n. 2005, di procedere alla disgiunzione di tale disegno di legge, posto all'ordine del giorno congiuntamente con altri disegni di legge di contenuto analogo. Conviene il senatore MIRABELLI ( PD ), che ricorda come la disgiunzione sia comunemente ammessa dalla prassi parlamentare. Il PRESIDENTE fa presente che fu l'Ufficio di Presidenza integrato all'unanimità a chiedere la riassegnazione dei disegni di legge proposti in Senato in una sede compatibile con la trattazione congiunta con il disegno proveniente dalla Camera. Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), sottolineando come la richiesta della senatrice Maiorino non trovi alcun riscontro della disciplina dell'articolo 51 del Regolamento, potendosi al più trovare un fondamento nella prassi e sempre a condizione di non negare l'evidenza, per la quale l'oggetto dei cinque disegni di legge è ictu oculi strettamente connesso; chiede quindi che, vista la delicatezza della questione, si possa fissare una apposita seduta per la discussione su tale richiesta procedurale. Ricorda inoltre che il Presidente, avendo già predisposto una relazione su tutti i disegni di legge precedentemente congiunti, svolgendola metterebbe in condizioni tutti i commissari di valutare ex informata conscientia la richiesta avanzata. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) esprime sorpresa e biasimo per il fatto che, nell'avanzare tale richiesta, non si sia considerato l'effetto di precludere la strada al confronto dialettico tra le diverse forze politiche, manifestazione ciascuna di diverse sensibilità presenti nella Commissione. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) ritiene che i firmatari di un disegno di legge mantengano la piena disponibilità di decidere il percorso procedurale relativo ai disegni di legge a propria firma: quindi eventualmente anche di richiedere, per il tramite del Gruppo di appartenenza o singolarmente, la disgiunzione alla luce di una valutazione di opportunità politica effettuata in un momento successivo rispetto a quello della presentazione. Controbatte il senatore BALBONI ( FdI ), secondo cui la forzatura cercata da una parte della maggioranza è assolutamente inutile e ne pagano lo scotto soltanto le buone prassi ed il fair play parlamentare: è ovvio e scontato che un testo approvato dalla Camera diventerà testo-base al quale si riferiranno gli emendamenti, per cui fare tabula rasa preventivamente degli altri disegni di legge - quando è di tutta evidenza che sono strettamente connessi - è un arbitrio assolutamente fine a se stesso. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) fa presente come tale richiesta possa solo far perdere ulteriore tempo e rallentare i lavori; ritiene sterile ed improduttiva la fase incidentale che si è aperta ed invita a procedere oltre nella relazione. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) interviene proponendo che la questione sia messa ai voti. Si susseguono commenti dei senatori CALIENDO ( FIBP-UDC ), GRASSO ( Misto-LeU-Eco ), MIRABELLI ( PD ), MAIORINO ( M5S ), MALPEZZI ( PD ) e DAL MAS ( FIBP-UDC ). Il PRESIDENTE replica agli intervenuti prendendo atto che i Gruppi di appartenenza delle senatrici proponenti dei disegni di legge in titolo o sono promotori, o sono acquiescenti rispetto alla proposta di disgiunzione: solo a queste condizioni, ammette la possibilità di investire la Commissione con un voto sulla proposta di disgiunzione. In ogni caso, essa non potrà aver luogo prima di procedere alla relazione per tutti disegni di legge attualmente all'ordine del giorno. Dissente il senatore MIRABELLI ( PD ). Il relatore OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) illustra i provvedimenti in titolo. Il disegno di legge n. 2005, già approvato dalla Camera dei deputati, si compone di 10 articoli, attraverso i quali, anzitutto, modifica i delitti contro l'uguaglianza previsti dagli articoli 604- bis e 604- ter del codice penale, per aggiungere alle discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi gli atti discriminatori fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità. L'articolo 1 reca una serie di definizioni. In particolare per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico. A legislazione vigente, con l'espressione "sesso" si individua il complesso dei caratteri anatomici, morfologici, fisiologici che determinano e distinguono, tra gli individui di una stessa specie animale o vegetale, i maschi dalle femmine. Nel nostro ordinamento è anzitutto la Costituzione ad utilizzare questo termine all'articolo 3, laddove si afferma il principio di uguaglianza "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali", e all'articolo 51, in base al quale "tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge". Anche il legislatore ordinario ha ampiamente utilizzato il concetto, da ultimo e per i profili che rilevano in questa sede, per disciplinare la "rettificazione di attribuzione di sesso" (legge n. 164 del 1982) o le "unioni civili tra persone dello stesso sesso" (legge n. 76 del 2016). Per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso.