[pronunce]

3.3.– Il prevalere di tale funzione sulla natura latamente cautelare dell'ordinanza ex art. 648 cod. proc. civ. esclude che, in senso opposto, possa ritenersi decisiva la (asseritamente comune) natura del tertium comparationis costituito dall'art. 624, secondo comma, cod. proc. civ. , disciplinato – a giudizio sia del rimettente che del Presidente del Consiglio dei ministri – secondo i principi propri del procedimento cautelare uniforme. In proposito, deve rilevarsi che l'applicabilità dell'art. 669-terdecies cod. proc. civ. all'ordinanza che provvede sull'istanza di sospensione del processo esecutivo è stata disposta in un contesto nel quale tale ordinanza è sempre stata ritenuta impugnabile, e ciò anche quando i provvedimenti cautelari – prima della Novella del 1990 – non lo erano in alcun modo; sicché la sostituzione dell'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 cod. proc. civ.) con il reclamo ai sensi dell'art. 669-terdecies appare dovuta, in primo (se non esclusivo) luogo, all'esigenza di individuare un rimedio più agile ed efficace di quello, macchinoso e poco garantista, preesistente. Più agile, perché assai più sollecito di quello offerto dall'ordinario giudizio di cognizione ex art. 617 cod. proc. civ. (che poteva, poi, sfociare anche in un giudizio, ai sensi dell'art. 111, comma settimo, Cost., davanti alla Corte di cassazione); più efficace (e garantista), perché deciso nell'immediatezza da un collegio del quale non può fare parte il magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato. 4.- In conclusione, la comune natura latamente cautelare dei provvedimenti posti a confronto dall'ordinanza di rimessione non impone affatto, né in base all'art. 3 né in base all'art. 24 Cost., una comune disciplina quanto ai rimedi utilizzabili contro ciascuno di essi.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 648 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Giudice di pace di Belluno con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Luigi MAZZELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 20 luglio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA