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con il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, è stato modificato l'articolo 122, decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n. 1229, prevedendo, in favore dell'ufficiale giudiziario, un compenso aggiuntivo di natura privatistica per il pignoramento mobiliare presso il debitore, a carico del debitore esecutato o del creditore procedente, commisurato a percentuale (fino al 5 per cento) sul ricavato della vendita dei beni pignorati. Tale « diritto di percentuale » si sostanzia in una sorta di « quotalizio » o « quota-lite » vietato per gli avvocati (articolo 13, comma 4, legge 31 dicembre 2012, n. 247). La Corte di cassazione ha sempre motivato il « divieto di quotalizio » per gli avvocati con l'esigenza di tutela dell'indipendenza e dell'autonomia della professione forense, dovendosi evitare cointeressenze personali nella lite. È palese che tale compenso privatistico a percentuale, stabilito per legge senza alcuna derogabilità in favore dell'ufficiale giudiziario, da un lato viola il principio costituzionale dell'imparzialità della pubblica amministrazione (articolo 97 Costituzione); dall'altro, qualora volesse introdurre un principio di « privatizzazione » degli ufficiali giudiziari, sulla falsariga di ordinamenti stranieri, porrebbe un serio problema di tutela della concorrenza e del libero mercato, sia sotto il profilo del « numerus clausus » e della competenza territoriale, sia sotto il profilo della inderogabilità di codesto diritto di percentuale. Andrebbe, infine, prospettata una totale riorganizzazione delle professioni forensi, dovendosi discutere se anche altri professionisti possano svolgere quelle attività, anche in considerazione dei titoli di studio conseguiti e delle specifiche competenze tecnico-giuridiche.. Art. 1. 1. Dopo l'articolo 11 della legge 21 gennaio 1994, n. 53, è inserito il seguente: « Art. 11- bis . – 1 . Le disposizioni di cui alla presente legge, salvo quanto previsto dai commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11, si applicano anche ai pignoramenti che si eseguono mediante notificazione di un atto. 2 . L'avvocato che intende avvalersi delle facoltà previste dalle disposizioni di cui alla presente legge, anche quando la notificazione del pignoramento deve essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata, deve essere previamente autorizzato, tramite specifico e distinto provvedimento, dal consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto. Tale autorizzazione, distinta da quella per le notificazioni di cui all'articolo 7, potrà essere concessa esclusivamente agli avvocati iscritti nell'albo da almeno otto anni, che non hanno riportato sanzioni disciplinari definitive da almeno dieci anni, che hanno adempiuto l'obbligo formativo di cui all'articolo 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 e che comprovano l'esercizio continuativo di attività nel settore civile con la produzione di documentazione attestante la titolarità di almeno dieci mandati processuali civili e la gestione dei correlati incarichi, nei dodici mesi precedenti, di cui almeno sette innanzi al tribunale, con esclusione di quelli inerenti le opposizioni a sanzioni amministrative. 3 . Si osservano le disposizioni dell'articolo 7, in quanto applicabili. 4 . L'avvocato autorizzato deve munirsi di apposito registro cronologico, distinto da quello delle notificazioni di cui all'articolo 8, nel quale devono essere annotati anche i pignoramenti notificati a mezzo di posta elettronica certificata. 5 . Si osservano le disposizioni dell'articolo 8, in quanto applicabili. 6 . Prima della relazione di notificazione, l'avvocato deve sottoscrivere l'ingiunzione e le altre formalità di cui all'articolo 492 del codice di procedura civile, salve le forme particolari previste per i singoli tipi di pignoramento. 7 . A pena di nullità rilevabile d'ufficio, l'avvocato deve attestare, prima del compimento delle azioni di cui all'articolo 492 del codice di procedura civile, di essere munito del titolo esecutivo indicato nell'atto di pignoramento, nonché, ove previsti, della relazione di avvenuta notificazione del titolo stesso e del precetto. L'avvocato deve attestare altresì che, al momento della notificazione del pignoramento, è decorso il termine di cui all'articolo 482 del codice di procedura civile, ovvero che sussiste la deroga ivi prevista nel medesimo articolo, e che il precetto è efficace ai sensi dell'articolo 481 del codice di procedura civile. 8 . Per i pignoramenti eseguiti a norma del presente articolo, i termini per il deposito in cancelleria al fine dell'iscrizione a ruolo decorrono dal momento del perfezionamento della notificazione al debitore, salvo quanto previsto dall'articolo 521- bis del codice di procedura civile. 9 . L'autenticazione delle copie al fine della trascrizione o dell'iscrizione nei pubblici registri è eseguita dall'avvocato notificante. 10 . La qualità di pubblico ufficiale, di cui all'articolo 6 della presente legge, e le responsabilità ivi previste, si estendono all'esecuzione delle azioni di cui all'articolo 492 del codice di procedura civile, ed alle attestazioni e autenticazioni previste dal presente articolo. 11 . Per i pignoramenti eseguiti dall'avvocato a norma del presente articolo non è dovuto alcun compenso aggiuntivo, salvo il rimborso delle spese vive ».