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Per effetto della modifica normativa in argomento, al nulla osta è ricondotto l'effetto dell'autorizzazione all'instaurazione del rapporto di lavoro e al conseguente inizio dell'attività lavorativa. La novella di cui alla lettera c) introduce l'articolo 24- bis , recante misure di semplificazione delle verifiche concernenti l'osservanza delle prescrizioni del contratto collettivo e la congruità del numero delle richieste presentate. In particolare, tale verifica è demandata ai professionisti di cui all'articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, e alle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale ai quali il datore di lavoro aderisce o conferisce mandato. Vengono, inoltre, fissati i criteri in base ai quali i professionisti e le organizzazioni datoriali sono tenute ad effettuare le verifiche, sulla scorta della capacità patrimoniale, dell'equilibrio economico-finanziario, del fatturato, del numero dei dipendenti, ivi compresi quelli già richiesti ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e del tipo di attività svolta dall'impresa. In caso di esito positivo di tali verifiche, è rilasciata apposita asseverazione che il datore di lavoro dovrà presentare in allegato alla richiesta di assunzione del lavoratore straniero. Tale asseverazione non è richiesta con riferimento alle istanze presentate dalle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale che abbiano sottoscritto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un apposito protocollo d'intesa. In tali casi, il nulla osta al lavoro è sostituito dalla comunicazione di cui all'articolo 27, comma 1- ter del testo unico, secondo i termini e le modalità di cui all'articolo 22, commi 5.0.1 e 6- bis , introdotti dal presente decreto. Resta ferma, infine, la possibilità per l'Ispettorato nazionale del lavoro, in collaborazione con l'Agenzia delle entrate, di svolgere controlli a campione sul rispetto delle procedure e dei requisiti, in relazione alle verifiche di cui sopra. L'introduzione, all'articolo 22, comma 2, della lettera d- bis ) per effetto della novella di cui alla lettera a), numero 1) si rende necessaria al fine di includere la menzionata asseverazione nell'elenco dei documenti che il datore di lavoro deve presentare allo Sportello unico per l'immigrazione ai fini della richiesta di nulla osta al lavoro subordinato. Con la novella di cui alla lettera a) , numero 4) viene, infine, inserito, all'articolo 22 del testo unico sull'immigrazione, il comma 5- quater , il quale disciplina, per il nulla osta al lavoro subordinato, gli effetti che conseguono al sopravvenuto accertamento della sussistenza di elementi ostativi o della inosservanza delle prescrizioni del contratto collettivo di lavoro o della mancanza delle condizioni di congruità economica di cui all'articolo 30- bis del decreto del Presidente della Republica 31 agosto 1999, n. 394, all'esito delle verifiche a campione svolte dall'Ispettorato nazionale del lavoro, in collaborazione con l'Agenzia delle entrate. In tali casi, è prevista la revoca del nulla osta e del visto, la risoluzione del contratto di soggiorno, nonché la revoca del permesso di soggiorno. Articolo 3 (Ingresso e soggiorno al di fuori delle quote) L'articolo 3, al comma 1, lettere a) e b) , modifica la rubrica dell'articolo 23 del citato decreto legislativo n. 286 del 1998, che, da « Titoli di prelazione » diventa « Corsi di istruzione e formazione professionale nei Paesi di origine ». Al comma 1 del medesimo articolo 23, le parole « e dal Ministero dell'istruzione, » sono sostituite dalle seguenti da « , dal Ministero dell'istruzione e del merito o dal Ministero » e, dopo le parole « formazione professionale », sono aggiunte le parole « e civico-linguistica ». In tal modo si aggiorna l'attuale denominazione del Ministero dell'istruzione e del merito e si chiarisce che accanto alle attività di istruzione e formazione professionale, sono svolte attività attinenti alla formazione civico-linguistica. Lo stesso comma 1, alla lettera c) , inserisce, all'articolo 23 del decreto legislativo n. 286 del 1998, il comma 2- bis , secondo cui è consentito, al di fuori delle quote di cui all'articolo 3, comma 4, con le procedure di cui all'articolo 22, l'ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato allo straniero residente all'estero che completa le attività di istruzione e formazione previste dal comma 1 dell'articolo 23, organizzate sulla base dei fabbisogni manifestati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dalle associazioni di categoria del settore produttivo interessato. Il nulla osta è rilasciato senza il rispetto dei limiti numerici, quantitativi e qualitativi previsti ai commi 5 e 5.1 dell'articolo 22. La domanda di visto di ingresso è presentata, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla conclusione del corso ed è corredata dalla conferma della disponibilità ad assumere da parte del datore di lavoro. Nel caso in cui vi sia il sopravvenuto accertamento degli elementi ostativi di cui all'articolo 22 o di cui all'articolo 24- bis , comma 4, consegue la revoca del visto e del nulla osta, la risoluzione di diritto del contratto di soggiorno, nonché la revoca del permesso di soggiorno. La disposizione prevede, inoltre, che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotti linee guida con le quali sono fissate le modalità di predisposizione dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica e individuati i criteri per la loro valutazione. Infine, per consentire l'espletamento dei controlli, da effettuare nel termine indicato dall'articolo 22, comma 5, e per verificare l'assenza degli elementi ostativi di cui al medesimo articolo 22, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali comunica, entro sette giorni dall'inizio dei corsi, al Ministero dell'interno e al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, le generalità dei partecipanti ai corsi di formazione di cui trattasi. La norma, inoltre, prevede al comma 1, lettera d), una modifica al comma 3 dell'articolo 23, facendo salva la disciplina di cui al comma 2- bis , sopra descritta. Si introduce, altresì, al comma 1, lettera e) , il comma 4- bis al citato articolo 23, stabilendo che per gli obiettivi formativi indicati dalla disciplina normativa in esame, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche con il concorso di proprie agenzie strumentali e società in house , può promuovere la stipula di accordi di collaborazione e intese tecniche con soggetti pubblici e privati operanti nel campo della formazione e dei servizi per il lavoro nei Paesi terzi di interesse per la promozione di percorsi di qualificazione professionale e la selezione dei lavoratori direttamente nei Paesi di origine, che potranno fare ingresso in Italia con le procedure semplificate, sopra descritte. Da ultimo, al comma 2, che novella l'articolo 6 del testo unico sull'immigrazione, si prevede che il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di studio e formazione può essere convertito al di fuori delle quote.