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Pensiamo davvero che questo cambio di passo anche nel rapporto del nostro Paese e del nuovo Governo con l'Europa possa significare la volontà di intestarci fino in fondo la battaglia perché l'Europa possa cambiare, perché deve cambiare: è assolutamente necessario e imprescindibile che possa cambiare. Come deve cambiare? Innanzitutto - bene abbiamo fatto anche a indicarlo nella proposta di risoluzione di maggioranza - all'insegna di un nuovo patto sociale per l'Europa, che possa coniugare insieme le grandi questioni e le grandi emergenze ambientali (quindi la lotta ai cambiamenti climatici), e un rinnovato rapporto e patto con i cittadini più deboli e più esposti. È stato per certi versi il contrario in questi anni in Europa, dove il prezzo delle politiche di austerity purtroppo è stato pagato proprio dalle fasce più deboli. Due sono le questioni su cui è necessario concentrarci. Non bisogna parlare solo di green new deal , altrimenti diventa uno slogan vuoto; bisogna mettere in atto politiche concrete. Devo dirle, signor Presidente del Consiglio, non è stata molto opportuna la decisione della BEI dell'altro giorno di rinviare la decisione sul termine dei finanziamenti per i combustibili fossili. Dobbiamo trasformare la BEI in una banca per il clima che deve sostenere i progetti che a noi servono. Per noi è fondamentale - e su questo c'è l'impegno che lei ha più volte ribadito - che gli investimenti green siano esclusi dal Patto di stabilità e concentrarci su questo. Cambiare modello di sviluppo significa costruire un nuovo patto sociale per l'Europa. Sulla Turchia dobbiamo mettere in campo tutte le nostre capacità per far sì che l'Europa possa parlare con una voce unica per sanzionare e fare in modo che cessi immediatamente il fuoco. Per quanto ci riguarda, la preghiamo ancora una volta: occorre sospendere immediatamente non solo le vendite future di armi ma anche interrompere quelle immediate. Per tutti questi motivi, annunciamo il voto favorevole dei senatori di LeU alla proposta di risoluzione di maggioranza n. 1. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, mi sono emozionato a vedere i colleghi della Lega coi cartelli, perché mi ha ricordato i bei tempi andati, ma, vede Presidente, siamo contenti di averli all'opposizione, perché se lei, signor Presidente del Consiglio, potrà partecipare al Consiglio europeo forte del fatto che esiste una grande differenza fra questo Governo e quello che l'ha precedentemente sostenuto - e che lei ha presieduto - è perché questo Governo ha dalla sua parte forze politiche autenticamente europeiste, mentre il precedente era sostenuto da una forza politica che invece l'Europa la voleva smontare. La più grande discontinuità è questa e noi le differenze in questo Consiglio europeo vogliamo vederle tutte. Vogliamo l'unità politica europea, oltre che quella economica, a maggior ragione quando i nostri amici e alleati degli Stati Uniti d'America e anche della Russia sono guidati da uomini che ai sovranisti di casa nostra strizzano l'occhio. I sovranisti sono tutti amici fra loro. Abbiamo sentito anche negli interventi dei colleghi della Lega in merito alla contestazione dei dazi degli Stati Uniti d'America che comunque ognuno è sovrano a casa sua, così come dimostrato proprio da Trump; dopodiché il nostro Paese per quei dazi rischia di perdere un miliardo di euro. Con la guerra contro il nostro parmigiano reggiano e tanti altri prodotti di qualità made in Italy rischiamo concretamente di subire dei colpi. Diciamo chiaramente al prossimo Consiglio europeo che il protezionismo, i dazi, le frontiere e i muri sono una vera e propria peste. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Lo può dire con chiarezza con questa maggioranza in questo Parlamento perché negano ogni libertà e bloccano lo sviluppo. La disgregazione europea è voluta anche dai sovranisti europei; è la fortuna delle altre potenze mondiali ed è la nostra disgrazia. Anche sul clima, sull'ambiente e su un'idea di Europa che si occupi non solo di politiche monetarie ma di lavoro e di evasione fiscale noi abbiamo un'idea profondamente diversa che coincide, in grossa parte, con quella delle forze socialiste, popolari e liberali presenti in Europa. Ai colleghi di Forza Italia chiedo cosa c'entrino loro - che in Europa stanno con la Lega di Salvini - in quella piazza che il 19 ottobre si riunirà e li ospiterà soltanto per fare un po' di folla, ma non per una condivisione politica. Anche se il Presidente del Consiglio attuale è lo stesso del passato Governo, ciò che conta è che la risoluzione che voteremo positivamente oggi mai sarebbe stata votata dalla vecchia maggioranza con dentro la Lega, che è una forza sovranista in questo Paese. L'impianto è europeista e si occupa senza paura del futuro delle nuove generazioni. Questo Governo ai tavoli europei, dove si discute di immigrazione, agricoltura, imprese e lavoro, partecipa; non diserta, salvo poi puntare il dito contro. Si partecipa e se ne influenza l'esito. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . È una grande differenza anche questa fra il passato Governo e quello attuale. D'altronde, Salvini è sempre stato lo stesso assenteista da parlamentare europeo, da Ministro e da senatore. Non c'è nessuna sorpresa se a quei tavoli non c'era mai. All'Europa va però restituita dignità, anima e umanità. I morti annegati in mare che toccano la nostra terra dentro le bare e i cadaveri di donne e uomini scappati dai loro Paesi alla ricerca di pace sporcano le nostre coscienze. L'accordo di Malta è un passo avanti, ma non sia una grossa presa per i fondelli. Ci fidiamo di quel Paese e del ministro Lamorgese, ma troppe volte siamo già stati presi in giro sulla revisione del Trattato di Dublino e sulla gestione comune del fenomeno migratorio. Orbán non può rubare le nostre risorse, quelle che stanno nelle tasche degli italiani che pagano le tasse, insieme a quelle di tutti i cittadini europei, per rifarsi le strade, le scuole, creare lavoro nel suo Paese e poi fregarsene bellamente della gestione dei migranti. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Presidente, diciamolo forte (e lo può dire in questo Consiglio europeo), diciamoci la verità: abbiamo rischiato l'"orbanizzazione" nel nostro Paese e oggi possiamo dire che il pericolo è scampato. Lei potrà andare al Consiglio europeo senza alleati che la aspettino o provochino la rissa per farle l'applauso. Usi bene questa forza che le è data dalla sua maggioranza in Italia. Il nostro Paese deve farsi rispettare, ma noi non crediamo che l'Europa sia un autobus su cui salire o da cui scendere a seconda delle convenienze. La debolezza e la disgregazione che stiamo mostrando sui nostri fratelli curdi, usati per contrastare i terroristi e ora lasciati al loro destino, è l'emblema della debolezza di quest'Europa. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Noi ci vergogniamo di un'Europa così, che non riesce a decidere "un tubo". Li stanno ammazzando e noi stiamo fermi.