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Riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge in oggetto interviene in modo incisivo a riformare l'assetto di governance della RAI, con il duplice obiettivo di renderla nel contempo più efficiente e più autonoma dal condizionamento politico, allo scopo di accentuarne la funzione sociale di servizio pubblico. Il ruolo della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, istituita allo scopo di garantire, attraverso il controllo parlamentare, il principio del pluralismo dell'informazione, viene ricondotto a tale missione originaria, eliminando per contro compiti interferenti con la gestione della società e della sua governance . Quanto detto, nel pieno rispetto, ed anzi in coerenza e in attuazione del quadro costituzionale come delineato, in particolare, dalla giurisprudenza della Corte a partire dalla sentenza n. 225 del 1974. Non a caso, sono stati trasfusi in norma i princìpi relativi alla revoca dei membri del consiglio di amministrazione, condizionandone l'efficacia al vaglio della menzionata Commissione parlamentare. Risulta, altresì, salvaguardato il principio secondo cui gli organi direttivi dell'ente gestore non sono costituiti in modo da rappresentare direttamente o indirettamente l’espressione, esclusiva o preponderante, del potere esecutivo e che la loro struttura è tale da garantirne l'obiettività. In questo senso il disegno di legge prevede la nomina da parte del Governo di due soli membri. Inoltre la norma intende garantire, anche attraverso la partecipazione dei dipendenti alla nomina dell'organo amministrativo, che le linee editoriali siano ispirate a criteri di imparzialità e pluralismo. È confermato il potere di controllo della Corte dei conti attraverso il meccanismo di cui all’articolo 2 della legge n. 259 del 1958 ed è specificamente richiamato in capo agli organi amministrativi e di controllo il regime di responsabilità previsto per le società di capitali. Articolo 1. -- (Contratto nazionale di servizio). -- Reca modifiche all'articolo 45 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, potenziando il ruolo del Consiglio dei ministri che delibererà anche appositi indirizzi prima di ciascun rinnovo del contratto nazionale e prorogando la durata dei contratti di servizio da tre a cinque anni. Inoltre, per esigenze di riordino normativo, si provvede alla sostituzione del comma 3 del citato articolo 45, con il testo di cui al comma 3- bis dell'articolo 17 della legge 3 maggio 2004, n. 112 (che è integralmente abrogato dall'articolo 5, comma 1, del presente disegno di legge), nonché mediante l'inserimento al medesimo articolo 45 del comma 3- bis , corrispondente al comma 3- ter del predetto articolo 17. Tali modifiche si rendono necessarie al fine di mantenere inalterata la disciplina - come modificata da ultimo dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89 -- relativa alle sedi locali RAI che svolgono il servizio pubblico radiotelevisivo nei territori ove vi è la presenza di minoranze linguistiche, in un'ottica di coerenza con gli indirizzi recentemente assunti. Articolo 2. -- (Disciplina della governance della RAI Spa ). -- Riforma l'assetto di governanc e della RAI prevedendo la riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione da nove a sette membri, dei quali due eletti dalla Camera dei deputati, due dal Senato della Repubblica, due di nomina governativa, designati dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, e uno designato dall'assemblea dei dipendenti. I consiglieri sono revocabili con delibera dell'assemblea solo a seguito di valutazione favorevole della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Il consiglio di amministrazione, oltre ai compiti allo stesso attribuiti dalla legge e dallo statuto della società, approva il piano industriale, il piano editoriale, il preventivo di spesa annuale, gli investimenti superiori a 10 milioni di euro. È introdotta inoltre la figura dell'amministratore delegato, che non può essere dipendente RAI ed è nominato dal consiglio di amministrazione su proposta dell'assemblea. In particolare l'amministratore delegato risponde al consiglio della gestione aziendale e sovrintende alla organizzazione e al funzionamento dell'azienda nel quadro dei piani e delle direttive definite dal consiglio di amministrazione, assicura la coerenza della programmazione radiotelevisiva con le linee editoriali e le direttive adottate dal consiglio di amministrazione, firma gli atti e contratti aziendali attinenti alla gestione della società, provvede alla gestione del personale dell'azienda, propone all'approvazione del consiglio di amministrazione gli atti e i contratti aziendali aventi carattere strategico nonché quelli che siano di importo superiore a 10 milioni di euro, provvede all'attuazione del piano industriale, del preventivo di spesa annuale, delle politiche del personale e dei piani di ristrutturazione, nonché dei progetti specifici approvati dal consiglio di amministrazione in materia di linea editoriale, investimenti, organizzazione aziendale, politica finanziaria e politiche del personale. Si prevede inoltre che, in caso di revoca, all'amministratore delegato spetti un'indennità in misura fissa pari a tre dodicesimi del compenso annuo. La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi continuerà a svolgere le funzioni di indirizzo generale e di vigilanza sui servizi pubblici radiotelevisivi, come ridefinite dal presente disegno di legge. La nuova governance si applicherà fintanto che non sia alienato più del 10 per cento del capitale della RAI Spa. È infine previsto l’adeguamento dello statuto societario alle modifiche apportate dalla presente disciplina. Articolo 3. -- (Attività gestionale della RAI Spa). -- Disciplina la responsabilità dei componenti degli organi di amministrazione e controllo della RAI Spa specificando che essi sono soggetti alle azioni civili di responsabilità previste dalla disciplina ordinaria delle società di capitali. Si prevede inoltre la deroga all'applicazione della disciplina del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, per i contratti conclusi da RAI Spa per importi inferiori alla soglia comunitaria, aventi per oggetto l'acquisto, lo sviluppo, la produzione o la coproduzione di programmi radiotelevisivi e le relative acquisizioni di tempo di trasmissione. Per quanto concerne il reclutamento del personale, si prevede che l'amministratore delegato, con proprio provvedimento, sentito il consiglio di amministrazione, definisca i criteri e le modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e della disciplina generale relativa alle società in totale partecipazione pubblica, nonché i profili professionali e gli incarichi per i quali è possibile derogare ai suddetti criteri.