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L'impressione, nella mia breve esperienza di parlamentare, è che stiamo ancora - consentitemi il termine -rattoppando quei buchi che sono stati creati non certo dalla nostra gestione. Ma guardiamo avanti. Autorevoli agenzie di analisi internazionali - e questo non viene riportato sui giornali o dai mass media - riferiscono di un quadro economico italiano più positivo rispetto agli altri Paesi, con un aumentato livello di fiducia delle imprese italiane sulle prospettive future di attività, occupazione e spesa per investimenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo, nonostante l'indubbia nuova fase di congiuntura negativa che sta attraversando l'Europa e, in particolare, la Germania, i cui dati dimostrano una profonda crisi di produzione e di esportazione. Non dimentichiamo che le grandi aziende tedesche, in particolare nell'ambito dell' automotive , quando devono fornirsi di componenti di meccanica di precisione si rivolgono alle aziende italiane, talvolta piccoli artigiani, che devono quindi essere tutelati dalla contrazione degli ordinativi esteri. Sono infatti queste piccole aziende il motore della nostra economia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Certo è che anche il quadro di finanza pubblica è orientato al ristabilimento della fiducia da parte dei mercati. In questo senso, è positivo che la procedura di infrazione sia stata evitata. Ieri, in una giornata di audizioni, abbiamo potuto appurare una generalizzata tendenza positiva su vari fronti: positivo è il rimbalzo dell'industria delle costruzioni; positiva è la crescita dell'occupazione: i dati Istat di maggio segnalano +36.000 occupati a tempo indeterminato, +18.000 occupati a termine e +12.000 autonomi (non dimentichiamo l'introduzione delle nuove agevolazioni per il regime dei minimi), il livello più alto dall'inizio di tali rilevazioni, dal 1996. Positivo è l'andamento dei saldi di finanza pubblica, con un miglioramento delle stime di saldo netto da finanziare pari a 1,9 miliardi in termini di competenza e 3,4 in termini di cassa, con un miglioramento dell'indebitamento netto di circa 6 miliardi. Positiva è la tendenza alla riemersione del nero, con un andamento sorprendentemente favorevole delle entrate fiscali. L'IVA sugli scambi interni ha registrato, nei primi cinque mesi del 2019, una crescita del 4,6 per cento, crescita che nel DEF era prevista al 2,8 per cento. Positiva è stata l'audizione che abbiamo avuto con l'INPS su quota 100 e reddito di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Essa ha evidenziato risparmi di spesa derivanti dal minor utilizzo delle risorse, ma ha testimoniato anche l'efficacia di due provvedimenti su cui noi, che fortunatamente viviamo ancora il territorio, abbiamo quotidianamente riscontro diretto con le persone. Signor Presidente, forse allora siamo sulla strada giusta. Forse le nostre misure, tanto criticate e che tanti ostacoli hanno superato, stanno funzionando. Forse, perché la prudenza è d'obbligo. Ma, se anche in Europa le preoccupazioni sui rischi di stabilità finanziaria stanno cedendo il passo a quelle relative alla crescita (cito l'audizione di ieri del ministro Tria), allora vuol dire che la scelta della manovra espansiva è stata quella giusta e che dobbiamo continuare su questa strada. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Calandrini. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, con il decreto-legge che oggi ci apprestiamo a discutere e a votare congeliamo 1,5 miliardi di euro, destinati ai Ministeri (di cui solo 1,3 miliardi al Ministero dell'economia), in attesa che si configurino eventuali risparmi dovuti al minor utilizzo delle risorse messe a disposizione per misure quali il reddito di cittadinanza e quota 100. Quindi, se oggi prendiamo atto che potremmo risparmiare 1,5 miliardi di euro dalle due misure chiave del Governo giallo-verde, devo dedurre che forse si sono sbagliati i conti iniziali e neanche di poco. Ho ragione di credere che i tempi strettissimi con cui si approvò la legge di bilancio sul finire del 2018, con le feste natalizie di mezzo, lo stop ai lavori delle Commissioni e il rischio serio di andare ben oltre i termini consentiti, hanno fatto in modo che si producessero calcoli affrettati e dunque sbagliati, calcoli che oggi ci apprestiamo a correggere con questa sorta di manovra per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Un miglioramento di cui siamo ben lieti, perché ci consente di evitare la procedura di infrazione da parte dell'Unione europea, che ci sarebbe costata molto in termini di sanzioni. Come Paese fondatore dell'Unione europea avremmo fatto una pessima figura, senza contare le conseguenze economiche che tali sanzioni ci avrebbero comportato. Ciononostante, ribadisco che siamo in presenza di una correzione della precedente legge di bilancio, votata sette mesi fa; una legge che, oltre che dettata dalla fretta, la maggioranza di Governo ha voluto fare al limite dei parametri imposti dalla normativa europea. Ho il sospetto che l'obiettivo fosse quello di mostrare i muscoli all'Europa, cioè di dire, in sostanza, che potevamo fare una legge di bilancio come volevamo noi e spendere quello che avremmo voluto per le misure di nostro interesse, in spregio alle rigide richieste comunitarie. Come Fratelli d'Italia non amiamo l'Europa che ci viene a fare i conti in tasca e poi ci lascia da soli su altri fronti, uno su tutti quello dell'immigrazione. Però ci piace anche la serietà, che per prima cosa deve venire da noi, dal nostro Paese, dai nostri conti, che poi, per forza di cose, dobbiamo presentare nel contesto europeo. Se non siamo seri e credibili noi per primi, poi non possiamo pretendere serietà dei nostri interlocutori. Dunque, come dicevo prima, siamo ben lieti che questa procedura di infrazione sia stata evitata e che oggi ci troviamo a parlare di congelare i risparmi da 1,5 miliardi di euro. Ciò non toglie la constatazione che i conti relativi ai fondi da destinare al reddito di cittadinanza e a quota 100 sono stati fatti e continuano a essere fatti in modo che definirei sommario o quantomeno approssimativo. Fino a ieri avrei detto che non c'era alcuna certezza su questo eventuale risparmio e che eravamo in presenza di un ipotetico accantonamento non basato su dati certi, perché ancora non avevamo i conti esatti di coloro che hanno fatto domanda per andare in pensione usufruendo di quota 100 e di quanti invece avevano richiesto il reddito di cittadinanza. Ieri invece mi sono dovuto ricredere, quando nelle Commissioni congiunte di Camera e Senato, tramite l'audizione del presidente dell'INPS, ci è stato dato un chiarimento e ci sono stati forniti i dati relativi alle domande e all'erogazione di quota 100, aggiornati al 30 giugno, e quelli relativi al reddito di cittadinanza, aggiornati al 31 maggio. Da tale analisi l'INPS stima un risparmio maggiore, che è di oltre 1,081 miliardi di euro per quota 100 e di 815 milioni di euro per il reddito di cittadinanza.