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a tal proposito occorre definire regole e parametri per le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura tali da garantire il perseguimento di obiettivi di pubblica utilità, nonché le regole di funzionamento e di controllo dei patronati all'estero necessari all'integrazione dei medesimi alla rete dei servizi. Quanto ai consolati onorari, è opportuno limitarne la presenza ai soli Paesi dove non vi siano altre sedi o uffici, ad eccezione dei Paesi di maggiore estensione territoriale e rilevanza strategica, e valorizzarne la funzione di sostegno all'economia italiana nel mondo, tenendo conto che il loro inquadramento attuale esclude che possano essere impiegati per fornire servizi alle comunità italiane all'estero. L'articolo 1, comma 1, lettere da b) a d) , concerne la composizione della spesa per il personale e l'introduzione di una corretta politica di valorizzazione delle risorse umane: si propone che il personale di ruolo impiegato nella rete diplomatico consolare all'estero non sia superiore complessivamente ad un quarto del totale del personale impiegato nella medesima rete. Tali modifiche della composizione del personale impiegato nella rete diplomatico consolare all'estero implicano una ridefinizione dell'inquadramento del personale a contratto, allo scopo di coprire le qualifiche funzionali necessarie all'operatività delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli istituti italiani di cultura, nonché di intervenire su disparità di trattamento che non solo hanno conseguenze negative rilevanti sulla qualità del lavoro, ma espongono il nostro Paese a vicende imbarazzanti, quali ad esempio la citazione per discriminazione razziale presso un tribunale locale indiano. Si propone, pertanto, di sbloccare il contingente complessivo di unità a contratto previsto dall'articolo 152 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, adeguandone la quantità alle necessità di organico; di prevedere un inquadramento giuridico uniforme per l'insieme del personale a contratto, in ragione del quale i livelli retributivi siano stabiliti in sede di contrattazione con le rappresentanze sindacali di categoria, siano garantiti degli standard minimi di trattamento (nei casi e per le materie in cui le previsioni della normativa locale si rivelino inesistenti o insufficienti, ad esempio maternità, orario di lavoro, assistenza sanitaria, infortuni sul lavoro, carichi di famiglia), e, in caso di controversie legali, il foro competente sia quello italiano. Per fare un esempio, con il piano elaborato dal Ministero, in Svizzera si ottengono risparmi pari a 100.000/150.000 euro annui; con la proposta avanzata con il disegno di legge si risparmiano a regime almeno 3 milioni di euro all'anno sulla sola Svizzera, che potrebbero essere utilizzati non solo per garantire e potenziare i servizi essenziali (si potrebbero riaprire tre uffici di servizi), ma anche per investire sulla formazione del personale, assolutamente necessaria se davvero si vuole che la rete svolga compiti complessi e sostanzialmente estranei alle pur valentissime esperienze consolidate. Si propone, inoltre, una revisione del trattamento economico del personale diplomatico e di ruolo, al fine di adeguare le retribuzioni, le spese di rappresentanza e soprattutto l'indennità di servizio all’estero (ISE), alla media vigente nei Paesi fondatori dell'Unione europea con esclusione del nostro Paese. In attesa che si realizzi tale adeguamento, si propone una riduzione pari ad almeno il 25 per cento dell'ISE e di ogni altro trattamento economico accessorio in essere per il personale diplomatico, e una riduzione pari ad almeno il 12,5 per cento dell'ISE e di ogni altro trattamento economico accessorio in essere per il personale di ruolo. Infine, si auspica l'introduzione di metodi di valutazione della performance individuale e organizzativa del personale della carriera diplomatica, del personale di ruolo e del personale a contratto, affidando il monitoraggio e la verifica dei risultati a soggetti terzi e indipendenti dall'amministrazione. L'articolo 1, comma 1, lettere da e) a g) , interviene sulla valutazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare nazionale all'estero, allo scopo di ridurre le spese sostenute per le sedi nonché i costi di affitto, attraverso la previsione di modalità e tempi certi per un censimento affidabile del patrimonio stesso, oggi non disponibile, e una conseguente e verificabile opera di razionalizzazione del suo utilizzo. Inoltre, si prevede di riorganizzare la presenza e il ruolo degli Istituti di cultura italiani nel mondo, al fine di costruire uno strumento operativo unico, che dovrebbe avvalersi prevalentemente di personale a contratto assunto in loco . Un autorevole sociologo francese, Michel Crozier, in un noto saggio del 1964 intitolato «Il fenomeno burocratico», sosteneva che un'organizzazione burocratica è un'organizzazione incapace di correggersi in funzione dei propri errori. Sembra che qualcuno abbia deciso di omaggiarne la memoria confermando, a distanza di mezzo secolo, una massima che ha fatto scuola e che oggi alcuni studiosi, evidentemente ottimisti, considerano il simbolo del cosiddetto «pessimismo antiburocratico». Credo non possano essere tacciati di un simile pregiudizio quanti hanno cercato da tempo, in particolare nel corso della XVI legislatura, un rapporto costruttivo con il MAE, al fine di corrispondere nella maniera migliore agli obiettivi indicati già nella spending review . Quei tentativi sono risultati finora del tutto vani. Con il presente disegno di legge si vuole costruire un percorso che, con le stesse risorse a bilancio, metta in grado la nostra rete diplomatica consolare di funzionare con maggiore efficienza e di garantire a cittadini ed imprese nuovi servizi, maggiormente rispondenti alle esigenze che emergono in un contesto in continua evoluzione e sempre più globale.. Art. 1. (Delega al Governo per il riordino della rete diplomatica e consolare) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, un decreto legislativo finalizzato alla promozione della politica estera italiana e della politica di cooperazione internazionale, all'internazionalizzazione delle imprese e al sostegno delle esportazioni dei prodotti italiani, all'attrazione di investimenti diretti esteri, al potenziamento dei servizi offerti ai cittadini, alla diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, attraverso il riordino della rete diplomatica e consolare, nonché alla revisione del trattamento economico del personale della carriera diplomatica e del personale di ruolo all'estero, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare nazionale all'estero e alla riorganizzazione degli istituti italiani di cultura all'estero, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) revisione dell'assetto organizzativo della rete diplomatica e consolare del Ministero degli affari esteri, nella prospettiva della riduzione delle sedi e del contestuale potenziamento degli uffici di servizio. A tal fine: 1) prevedere il riordino e l'accorpamento delle sedi diplomatiche e consolari nei Paesi esteri extra Unione europea, allo scopo di migliorarne l'efficienza e l'organizzazione.