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BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, nel preannunciare il voto favorevole della componente LeU-Ecosolidali del Gruppo Misto, passo a illustrare brevemente le motivazioni che sostengono questo voto. Il decreto-legge in esame, come sappiamo, interviene innanzitutto nella maniera necessaria ed emergenziale per scaricare da imprese e famiglie il costo delle bollette del trimestre in corso mediante l'azzeramento degli oneri di sistema per i consumi elettrici del secondo trimestre e la riduzione dell'IVA sui consumi del gas al 5 per cento. Ritengo di particolare rilevanza la nascita della Strategia nazionale contro la povertà energetica prevista nel provvedimento, che ne prevede l'adozione da parte del Ministro della transizione ecologica con proprio futuro decreto. La strategia nazionale stabilirà gli obiettivi indicativi periodici per l'elaborazione, a livello nazionale, di misure strutturali e di lungo periodo e per l'integrazione delle azioni in corso di esecuzione e di quelle programmate nell'ambito delle politiche pubbliche al fine di contrastare in modo omogeneo ed efficace il fenomeno della povertà energetica. Ciò va benissimo, ma il grosso della portata innovativa del decreto-legge in esame dà riscontro alle tante volte sollecitate azioni dirette alla semplificazione per il potenziamento della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. A tale riguardo, anche grazie al lungimirante e puntuale intervento dei colleghi della Camera dei deputati rispetto alla versione iniziale del provvedimento, ci si muove esattamente nella direzione auspicata con le norme della cosiddetta solar belt , la cintura solare. Ricordo che la solar belt semplifica notevolmente l'installazione di energie rinnovabili, stabilendo delle aree idonee nelle zone industriali e artigianali, permettendo anche la possibilità di installare fotovoltaico a terra entro 300 metri dalle zone di destinazione industriale, artigianale e commerciale, compresi siti di interesse nazionale nonché le cave, le miniere e le aree interne industriali, la rete autostradale, le Ferrovie dello Stato. Il gruppo Ferrovie dello Stato avrà la possibilità di utilizzare, con incentivi a regime, le grandi aree industriali e logistiche a sua disposizione per rendere concreto l'aumento della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Sull'autoconsumo un'altra norma importantissima consente la produzione e l'utilizzo di energia rinnovabile per impianti posti in siti o edifici diversi dal punto di consumo. È una catena che si spezza e che sblocca la limitatezza fisica della disponibilità di aree disponibili, consentendo che la rete possa essere il vettore della fonte energetica in modo che l'industria o anche la famiglia che ha nella propria disponibilità un sito o un edificio diverso dal punto di consumo possa realisticamente realizzare questi impianti. È poi di grande interesse per le imprese la previsione della possibilità di realizzare collegamenti elettrici diretti per una distanza massima di 10 chilometri purché questa linea unisca unicamente il punto di produzione e il punto di utilizzo. Mi viene in mente una notizia che ho letto circa una settimana fa: poche settimane fa un grande gruppo dolciario umbro ha posto in cassa integrazione molti dipendenti a causa dell'aumento delle materie prime e anche a causa dell'aumento dell'energia. Per curiosità sono andato a vedere su Google Earth la superficie di questo grandissimo impianto, notando l'assenza di un pannello solare. Ora, non so la tematica energetica del caso da me portato come esempio, ma dall'analisi satellitare si notava che tutti gli altri opifici intorno erano pieni di migliaia di pannelli solari. Anche gli imprenditori, quelli che sono in prima linea, devono avere sensibilità nei confronti dei costi energetici. Una sensibilità che comunque adesso saranno costretti ad avere, anche se non l'avevano prima, perché si tratta ora di un'emergenza che riguarda la stessa sopravvivenza industriale. Le normative introdotte in questo decreto-legge aiuteranno gli energy manager e i consulenti, se gli imprenditori non ne hanno la capacità, a trovare soluzioni virtuose per dirigerci verso quella che era una direzione chiara già da tempo, anche in tempi prepandemici, relativa alla necessità di elettrificare essenzialmente il più possibile i consumi domestici e industriali. Occorre elettrificare e l'elettrificazione deve essere sostenuta dalle fonti rinnovabili, che con questo decreto in tanti ambiti procedurali saranno facilitate. Anche per il fotovoltaico sul tetto è prevista una modifica della regolamentazione amministrativa, molto più semplificata, e anche nei centri storici o nelle zone dove vincoli di tipo urbanistico impediscono a oggi la realizzazione del solare termico (per avere l'acqua sanitaria) o fotovoltaico; si è trovata una possibile soluzione con pannelli integrati nelle coperture, non visibili dagli spazi pubblici, così contemperando le esigenze di natura paesaggistica, architettonica e storico-culturale con la necessità di produrre molta più energia. Delle aree ferroviarie già ho detto: anche questa sarà una grandissima occasione di sviluppo per il primo consumatore di elettricità nazionale, le Ferrovie dello Stato. I nostri treni, che muovono l'intera Nazione, sono alimentati dall'energia elettrica; anche questo è un elemento che va nella direzione giusta. L'agrivoltaico, quello ragionevole e fatto bene, permette la prosecuzione dell'attività agricola senza consumare il suolo e al contempo producendo energia elettrica, creando anche effetti favorevoli che contrastano l'impoverimento idrico dei terreni stessi, soprattutto nel Mezzogiorno. Anche qui è stato eliminato il limite del 10 per cento della superficie agricola aziendale utilizzabile per la produzione elettrica. Ci sono poi i sistemi di accumulo. Noi sappiamo benissimo che il limite delle fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico) è quello di essere discontinue e non programmabili. Ma, signori, sui sistemi di accumulo si sta sviluppando la ricerca, con un'innovazione che dal mio modo di vedere è esaltante. Non dobbiamo pensare solo alle batterie e ai sistemi elettrochimici, con le note problematiche relative alla disponibilità delle materie prime, come il litio, la cui scarsità sembra dover caratterizzare anche il futuro, in un mondo sempre meno globalizzato. Esistono sistemi innovativi. La settimana scorsa, pochi giorni fa, una startup italiana ha vinto un premio mondiale organizzato da BloombergNEF: hanno sperimentato un sistema di accumulo che utilizza la CO 2 che viene sequestrata dall'aria, senza utilizzare metano o gas. Utilizzando i sistemi di passaggio da liquido a gassoso, con un sistema termico di transito e di tampone, c'è la possibilità di utilizzare l'energia rinnovabile per cambiare di stato la CO 2 e riottenere la stessa energia elettrica, con un coefficiente di efficienza molto elevato, senza emettere nulla in atmosfera e facendo sì che l'energia elettrica che le fonti rinnovabili in un momento di sovrapproduzione possono fornire possa essere utilizzata ventiquattro ore dopo. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,03) ( Segue BUCCARELLA).