[pronunce]

che nel procedimento davanti al giudice di pace, la domanda di oblazione può essere infatti presentata, ai sensi dell'art. 29, comma 6, del d.lgs. n. 274 del 2000, nel corso dell'udienza di comparizione, prima dell'apertura del dibattimento; che, d'altro canto, nell'udienza di comparizione l'imputato è obbligatoriamente assistito, a norma dell'art. 20, comma 2, lettera e), del citato decreto legislativo, da un difensore, di fiducia o d'ufficio: onde risultano pienamente garantite la difesa tecnica e l'informazione circa le varie forme di definizione del procedimento, anche alternative al giudizio di merito (conciliazione tra le parti, oblazione, risarcimento del danno, condotte riparatorie); che, inoltre, l'udienza di comparizione, ove avviene il primo contatto tra le parti ed il giudice di pace – al quale è istituzionalmente assegnato il compito di «favorire, per quanto possibile, la conciliazione tra le parti» (art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 274 del 2000) e, comunque, di propiziare forme di definizione del procedimento alternative al giudizio di merito – risulta sede idonea per verificare anche la possibilità di estinguere il reato mediante oblazione, ai sensi degli artt. 162 e 162-bis cod. pen. ; che con riguardo, poi, al principio di buon andamento dei pubblici uffici, enunciato dall'art. 97, primo comma, Cost., esso, per costante giurisprudenza della Corte, è riferibile all'amministrazione della giustizia per quanto attiene all'organizzazione ed al funzionamento degli uffici giudiziari, ma non anche all'attività giurisdizionale in senso stretto; che, non essendo stati dedotti profili nuovi rispetto a quelli già valutati con le pronunce dianzi richiamate, la questione va dichiarata manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'art. 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Ortona con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 gennaio 2007. F.to: Franco BILE, Presidente Giovanni Maria FLICK, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 6 febbraio 2007. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA