[pronunce]

n. 152 del 2006, contenente disposizioni specifiche per la VAS in sede statale, nella parte in cui richiama la Commissione di cui all'art. 6, e ciò in contrasto con quanto previsto dalla direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, con conseguente violazione degli artt. 11 e 117, primo comma. della Costituzione». 12.5. - La Regione Valle d'Aosta censura, poi, l'art. 7, comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006, che prevede che siano sottoposti a VAS oltre che i piani ed i programmi indicati al precedente comma 2 dell'art. 7, anche quei piani e programmi concernenti la definizione del quadro di riferimento per la realizzazione di opere, le quali, pur non essendo sottoposte a VIA, possano avere effetti significativi per l'ambiente, secondo un giudizio espresso dalla sottocommissione statale competente per la VAS. Questa disposizione, secondo la ricorrente, violerebbe, il principio di leale collaborazione, nonché l'art. 2, lettere d), f) e g), del proprio statuto speciale, che riconosce la competenza primaria della Regione nelle materie urbanistica, strade e lavori pubblici di interesse regionale, agricoltura e foreste, zootecnia, flora e fauna, in quanto non prevederebbe adeguate forme collaborative con la Regione per sottoporre alla VAS anche piani regionali e consentirebbe, pertanto, ad un organo dello Stato di ingerirsi in materia di governo del territorio. 12.6. - La Regione Valle d'Aosta censura, poi, l'art. 12, comma 2, del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale prevede che qualora l'autorità preposta alla valutazione ambientale non si esprima entro sessanta giorni, il Consiglio dei ministri è autorizzato, previa diffida ed assegnazione di un ulteriore termine di venti giorni, ad esercitare il potere sostitutivo ed ove il Consiglio dei ministri non si pronunci, si intende emesso parere negativo e prevede che tale disciplina si applichi, fino all'emanazione della normativa regionale in materia, anche per le VAS di competenza regionale. La ricorrente ritiene che tale norma, nella parte in cui si riferisce alla VAS di competenza regionale, sia una palese violazione dell'art. 2, lettera g), dello statuto regionale, in base al quale l'urbanistica è materia di competenza esclusiva regionale, e che si ponga, altresì, in contrasto con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione di cui all'art. 97 Cost., implicando il rischio che numerosi piani e programmi abbiano un giudizio negativo di compatibilità per mera scadenza del termine. 12.7. - La Regione Valle d'Aosta censura, poi, gli articoli 10 e 16 del d.lgs. n. 152 del 2006, anzitutto, nella parte in cui stabiliscono: che la valutazione di compatibilità ambientale venga effettuata prima dell'approvazione del piano o del programma (art. 10, comma 1) e che, prima dell'avvio del procedimento di approvazione, ai sensi dell'articolo 10, commi 1 e 2, presso gli uffici delle Province e delle Regioni il cui territorio risulti anche solo parzialmente interessato dal piano o programma o dagli effetti della sua attuazione deve essere depositato un congruo numero di copie della sintesi non tecnica, mentre alle Regioni deve essere inviata anche copia integrale della proposta di piano o programma e del rapporto ambientale (art. 16, comma 2). Per la ricorrente tali norme sarebbero in contrasto con gli artt. 4 e 6, paragrafo 1, della direttiva comunitaria 2001/42/CE, per i quali, invece, la valutazione ambientale deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all'avvio della procedura legislativa e la proposta di piano o di programma ed il rapporto ambientale devono essere messi a disposizione «delle autorità di cui al paragrafo 3 del presente articolo e del pubblico». Secondo la difesa regionale, in base a tali previsioni, la VAS interverrebbe «quando ormai l'elaborazione del piano è giunta nel suo stadio finale, impedendo, così, ai soggetti pubblici e privati che hanno diritto di prendere parte all'iter di approvazione del piano, di effettuare le proprie valutazioni anche sulla base della valutazione ambientale del piano medesimo espressa dall'autorità competente», mentre il deposito della sintesi non tecnica sarebbe una forma pubblicitaria inidonea a garantire il pubblico. La violazione del diritto comunitario e degli artt. 11 e 117, primo comma, Cost., a dire della Regione, «si traduce in una lesione delle attribuzioni regionali in materia di tutela dell'ambiente, ed altresì della competenza regionale in ordine all'attuazione delle direttive comunitarie, di cui all'art. 117, quinto comma, della Costituzione». E costituirebbe, altresì, violazione dell'art. 76 Cost., in relazione all'art. 1, comma 8, della legge n. 308 del 2004, nella parte in cui impone al legislatore delegato il rispetto dei principi e delle norme comunitarie, delle attribuzioni delle Regioni ed in particolare delle norme statutarie e delle relative norme di attuazione delle Regioni a statuto speciale, nonché del principio di sussidiarietà. Per la ricorrente, inoltre, «almeno la prima delle due disposizioni citate, applicabile anche ai procedimenti a livello regionale e locale, è lesiva delle attribuzioni regionali in materia ambientale», oltre che «delle competenze relative alle materie ulteriori trasversalmente interessate dalle procedure di valutazione ambientale». L'art. 10 viene, poi, censurato in riferimento al suo comma 3, il quale stabilisce che la pubblicazione totale o parziale delle proposte di piano sulla rete telematica avvenga solo nei casi stabiliti da un regolamento ministeriale, dacché si porrebbe in contrasto con il medesimo principio comunitario di pubblicità. Mentre l'art. 10, comma 5, in base alla quale le forme di pubblicità previste dalla procedura di VAS sostituiscono a tutti gli effetti tutte le altre forme di pubblicità dei piani previste dalle ordinarie procedure di approvazione, a dire della Regione Valle d'Aosta, violerebbe le competenze regionali esclusive in materia di pianificazione urbanistica , dato che, trattandosi di procedimenti regionali, questi non potrebbero che essere disciplinati con legge regionale anche per quel che concerne le forme di pubblicità. 12.8. - La Regione Valle d'Aosta censura, infine, l'art. 4, comma 1, lettera a), n. 3, del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale stabilisce che la normativa in esame ha l'obiettivo di promuovere l'utilizzo della valutazione ambientale nella stesura dei piani e dei programmi statali, regionali e sovracomunali. Tale norma si porrebbe in contrasto con l'art. 3, paragrafo 1, della direttiva comunitaria 2001/42/CE che assoggetta a valutazione ambientale i piani e i programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente, in quanto non considererebbe «che sussistono aree urbane eccedenti la definizione comunitaria di “piccole aree a livello locale” la cui pianificazione, pur non rientrando nel concetto di “pianificazione sovracomunale”, può avere un significativo impatto sull'ambiente».