[ddlpres]

Il controllo generalizzato vietato dalla norma sarebbe stato, quindi, funzionale a consentire la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico e ad assicurare un diritto a conoscere in piena libertà anche dati ulteriori, diversi da quelli pubblicati, naturalmente senza travalicare i limiti previsti dal legislatore e posti a tutela di eventuali interessi pubblici o privati. Alla luce di siffatte considerazioni, si ritiene che le istanze di accesso ai documenti della pubblica amministrazione non corredate da una specifica motivazione possano essere ritenute inammissibili solo per le esigenze di riservatezza, di segretezza e di tutela di determinati interessi pubblici e privati previste dal medesimo articolo 24. Probabilmente la ratio dell'inammissibilità delle richieste volte ad ottenere un accesso diffuso è quella di proteggere la PA dalle possibili richieste eccessive da parte dei cittadini; tuttavia, tale giustificazione è stata ormai ampiamente superata con il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, che modificando il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ha introdotto l'istituto dell'accesso civico generalizzato, una forma di accesso ai dati alla stregua degli ordinamenti caratterizzati dal sistema FOIA ( Freedom of information act , ossia la legge sulla libertà di informazione degli Stati Uniti). Per tutte le ragioni fin qui esposte, la lettera c) , n. 1, dell'articolo 1 del presente disegno di legge prevede l'abrogazione dell'obbligo di motivazione della richiesta di accesso agli atti, prevista dal comma 2 dell'articolo 25 della legge n. 241 del 1990. L'onere per il richiedente di fornire adeguata motivazione dell'istanza, previsto dal testo vigente, è funzionale alla verifica da parte dell'amministrazione circa l'effettiva sussistenza di un interesse specifico del richiedente, che, invece, si intende superare con il presente disegno di legge. La lettera c) , n. 2, dell'articolo 1 prevede altresì l'eliminazione dell'ipotesi di silenzio-diniego prevista dal comma 4 dell'articolo 25, il quale specifica che se la pubblica amministrazione non si pronuncia entro trenta giorni dalla richiesta di accesso, essa si intende respinta. Lo scopo è principalmente quello di ossequiare il canone della correttezza evitando di lasciare in inutile attesa l'istante, che per qualunque motivo potrebbe anche aver sbagliato, considerato il valore « tempo ». Pertanto, il presente disegno di legge, contrastando l'inerzia amministrativa, intende dare al cittadino la garanzia di una decisione amministrativa circa la pretesa avanzata, prevedendo, tuttavia, un congruo termine di conclusione del procedimento, pari a sessanta giorni. Gli articoli 2 e 3, infine, recano rispettivamente, la clausola di invarianza finanziaria della proposta normativa in esame e la sua entrata in vigore, a partire dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 (Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241) 1 Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 22, comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) per “interessati”, tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi; »; b all'articolo 24 sono apportate le seguenti modificazioni: 1 al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « nei casi di cui al comma 6. »; 2 al comma 3, la parola: « Non » è soppressa; c all'articolo 25, sono apportate le seguenti modificazioni: 1 il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. La richiesta di accesso ai documenti deve essere rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente. »; 2 al comma 4, il primo periodo è sostituito dal seguente: « L'amministrazione è tenuta ad accogliere o respingere espressamente la richiesta entro sessanta giorni. »; 3 al comma 4, secondo periodo, le parole: « espresso o tacito, » sono soppresse. 2 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .