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Ratifica ed esecuzione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra, fatto a Ulan-Bator il 30 aprile 2013. Onorevoli Senatori. -- 1.1 Contesto dell'Accordo Al fine di consolidare le relazioni bilaterali e di approfondire il dialogo politico con Ulan-Bator, l'Unione Europea ha promosso la conclusione di un Accordo quadro di partenariato e cooperazione con la Mongolia (Partnership and Cooperation Agreement -- PCA), che è stato firmato il 30 aprile 2013. L'Accordo -- il secondo ad essere concluso dall'Unione europea (UE) con la Mongolia -- consentirà, una volta in vigore, di sviluppare un partenariato di ampia portata strategica e di ampliare la cooperazione non solo in campo politico ma anche nei settori correlati al commercio e agli investimenti, al fine di consentire una maggiore integrazione della Mongolia nell'economia mondiale, nel quadro della cooperazione regionale ed internazionale. Il PCA renderà più efficace l'impegno dell'Unione europea, e degli Stati membri, nei confronti della Mongolia, oltre a rappresentare un ulteriore progresso verso un maggiore coinvolgimento, politico ed economico, dell'Unione europea (UE) stessa in Asia. L'Accordo amplierà notevolmente la portata dell'impegno reciproco dell'UE e della Mongolia sia per quanto riguarda il volet economico e commerciale, sia in materia di giustizia, libertà e sicurezza, occupazione ed affari sociali, estendendo inoltre la portata della cooperazione ad ambiti quali l'ambiente e il cambiamento climatico, l'energia, la scienza e la tecnologia, i trasporti aerei, fino a questioni di primaria importanza quali il riciclaggio del denaro ed il contrasto al finanziamento del terrorismo, la lotta al traffico di droghe illecite, la criminalità organizzata e la corruzione, la tutela dei diritti umani. L'Accordo -- che contempla le clausole standard dell’UE in materia di diritti umani, corte penale Internazionale, armi di distruzione di massa, armi leggere e di piccolo calibro, lotta antiterrorismo -- rispecchia le politiche dell’UE in materia fiscale, regolamentare e sulle questioni migratorie. La Mongolia, che per la sua collocazione geopolitica è vista dall’UE come un partner dalle grandi potenzialità, guarda all'Europa con crescente interesse ed ha palesato una ferma volontà di adeguare la propria struttura normativa e produttiva al modello europeo. Fra i settori per i quali le Autorità mongole hanno mostrato particolare attenzione figura la cooperazione su principi, norme e standard produttivi. L'entrata in vigore del PCA -- che contiene esplicite disposizioni in materia di scambi di informazioni, di esperti e di competenze -- porrà le premesse per venire incontro alle richieste mongole. La Mongolia ha ratificato l'Accordo quadro già il 28 giugno 2013 e -- in attesa del consenso del Parlamento europeo e della formale ratifica da parte di tutti gli Stati membri -- la Commissione ha proposto di anticipare di fatto, prima della sua entrata in vigore, l'applicazione di alcuni capitoli del PCA di particolare interesse per gli Stati membri, quali cooperazione regionale ed internazionale, commercio ed investimenti, dialogo e cooperazione su principi, norme e standard. 1.2 Iter procedurale di firma dell'Accordo Parafato il 20 dicembre 2010, dopo un rapidissimo negoziato avviato il 17 settembre 2009, l'Accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'UE e la Mongolia è destinato a fornire la cornice giuridica di riferimento dell'insieme delle relazioni bilaterali e pone le basi per il rafforzamento della cooperazione in numerosi settori. L'Accordo è stato firmato dall'Italia, e da numerosi altri Stati membri, a margine del Consiglio Affari esteri del 12 settembre 2011. La cerimonia ufficiale di firma -- posticipata a causa della riserva di esame parlamentare apposta dal Regno Unito, che aveva ritardato anche la firma di altri PCA già da tempo parafati -- si è tenuta ad Ulan-Bator il 30 aprile 2013. L'accordo è stato firmato per l'UE dall'Alto rappresentante Catherine Ashton e, per la controparte, dal Ministro degli affari esteri della Mongolia, Luvsanvandan Bold. 1.3 Finalità dell'Accordo L'Accordo persegue l'obiettivo di consolidare il dialogo politico e rafforzare la cooperazione settoriale. Fra le aree di collaborazione ritenute prioritarie figurano, in particolare, i settori del commercio e degli investimenti (in modo coerente con i principi dell'OMC e con le iniziative regionali UE-Asia-Europe-meeting-ASEM), lo sviluppo sostenibile (salute, ambiente, occupazione e affari sociali, energia e cambiamenti climatici, agricoltura); istruzione e cultura; giustizia libertà e sicurezza (cooperazione giuridica, migrazione, lotta contro il traffico di droga, lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo). La cooperazione settoriale verrà attuata anche attraverso programmi e progetti di assistenza tecnica e capacity building . L'Accordo ha anche il fine di accrescere il ruolo e la visibilità di ciascuna Parte nella regione dell'altra e di promuovere l'eliminazione della povertà, perseguendo lo sviluppo sostenibile e integrando gradualmente la Mongolia nell'economia mondiale. Una volta in vigore, l'Accordo porterà vantaggi concreti per entrambe le Parti, creando i presupposti per la promozione dei più vasti interessi politici ed economici dell'UE, di particolare importanza in un Paese rivolto da sempre verso la Cina, ma che mantiene legami storici anche con la Russia. L'approfondimento delle relazioni politiche costituisce il presupposto per il rafforzamento della cooperazione commerciale e garantisce la necessaria coerenza nelle relazioni tra UE e Mongolia. L'inclusione di un capitolo dedicato al commercio ed agli investimenti è volta ad agevolare in futuro anche l'avvio di negoziati per la conclusione di un Accordo in materia di indicazioni geografiche, analogamente alla linea negoziale seguita dall'UE nei confronti della Cina. 1.4 Esame delle disposizioni Titolo I: Natura e ambito di applicazione (articoli 1-6) Al pari di altri Accordi quadro conclusi dall'UE, anche il PCA con la Mongolia pone il rispetto dello stato di diritto, dei principi democratici e dei diritti umani -- quali enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli altri strumenti internazionali sui diritti umani -- alla base delle politiche interne ed estere di entrambe le Parti, riconoscendoli quali elementi essenziali dell'Accordo. Le Parti confermano la loro adesione ai valori comuni sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e ribadiscono l'impegno a promuovere lo sviluppo sostenibile, a collaborare per affrontare le sfide connesse al cambiamento climatico ed alla globalizzazione, contribuendo alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale, compresi gli obiettivi di sviluppo del millennio (articolo 1). Le Parti ribadiscono l'importanza attribuita ad un elevato livello di tutela ambientale ed a strutture sociali inclusive nonché al rispetto della Dichiarazione di Parigi del marzo 2005 sull'efficacia degli aiuti, concordando di intensificare la cooperazione bilaterale per migliorare i risultati in termini di sviluppo (articolo 1, paragrafi 3 e 4).