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243409) riporta carenze ancora più gravi di quelle già rilevate in precedenza, quali rilevanti divari rispetto alle previsioni di budget , perdite ben superiori a quelle programmate, scarsa efficacia del processo di pianificazione strategica, da tempo ormai orientato alla definizione di specifici obiettivi, poi sistematicamente disattesi, e per questo richiedeva che ci fosse una forte discontinuità nella composizione dell'organo esecutivo della società, ritenuta insoddisfacente e inadeguata. Così il 19 maggio 2019 l'assemblea di CreditAgri Italia sostituì Gesmundo e gli altri amministratori nominando un nuovo consiglio di amministrazione; i sindaci di CreditAgri Italia S.C.p. A., ed i nuovi amministratori ricevono da Coldiretti un ordine prioritario, di uscire subito dall'albo unico degli intermediari finanziari per sottrarsi dalla "vigilanza prudenziale" di Banca d'Italia, a fronte della manifesta impossibilità di ricostituire i requisiti patrimoniali minimi richiesti; questi fatti denotano, ad avviso dell'interrogante, uno stile di Coldiretti all'insegna dei conflitti d'interessi; la successiva scissione per il dissesto economico di CreditAgri Italia in Agri Centro Nord e Agri Centro Sud ha consentito di prevenire l'altrimenti inevitabile commissariamento per perdita del capitale di vigilanza, come già accertato nei citati verbali ispettivi e la relativa nomina di un commissario liquidatore a cura dell'autorità di vigilanza. Coldiretti chiedeva, inoltre, ai nuovi amministratori di astenersi dal rendere pubbliche notizie che avrebbero potuto arrecare danni d'immagine legati al dissesto del Confidi e di astenersi dal promuovere azioni di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori, in primis nei confronti dell'ex presidente del consiglio di amministrazione, Vincenzo Gesmundo; Enrico Leccisi, non appena nominato liquidatore di Agri Centro Nord S.C.p. A. e Agri Centro Sud S.C.p. A., verificava la situazione patrimoniale ed economica lasciata in eredità dai precedenti amministratori e, in aggiunta alle perdite, nell'ordine di 19,95 milioni di euro, rilevava ammanchi e passività ben più gravi di quelli pubblicati nei bilanci della gestione Gesmundo. La stessa Banca d'Italia, nei verbali richiamati, aveva attribuito a quella gestione "la carenza nei controlli del Collegio Sindacale, (...) la carenza nel sistema amministrativo contabile di rilevazione del rischio, (...) l'errata classificazione delle sofferenze"; tenuto conto che la magistratura ha iniziato in più occasioni ad indagare su questo assurdo "sistema di potere" di Coldiretti; infatti, pochi mesi fa il presidente di Coldiretti Lombardia, Paolo Voltini, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione aggravata nei confronti di due dipendenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riguardanti la mala gestione di CreditAgri Italia S.C.p. A., sotto la guida diretta di Vincenzo Gesmundo, e degli esiti delle ispezioni del 18 giugno 2018 (prot. 19556) e del 22 febbraio 2019 (prot. 243409), così come riportato; se tali vicende riportate da organi di stampa corrispondano al vero; in caso affermativo, se non ritengano che la gestione finanziaria di questo sistema, i palesi conflitti d'interesse (già riportati dall'interrogante in altri atti di sindacato ispettivo), i possibili danni per la finanza pubblica nell'ordine di milioni, a partire da CAI S.p. A. per finire a CreditAgri Italia S.C.p. A., non meritino accertamenti più accurati per i profili di rispettiva competenza, considerati i gravi danni che tale sperpero di danaro reca agli agricoltori italiani. Atto n. 4-06397 LANNUTTI GIANNUZZI ORTIS ANGRISANI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che lo Stato italiano, attraverso un consorzio composto da Cassa depositi e prestiti e i fondi d'investimento Blackstone e Macquarie (che erogheranno allo Stato un prestito), ha offerto alla società Atlantia (di cui la famiglia Benetton ha la quota di maggioranza relativa come singola azionista con il 30,2 per cento) 7,9 miliardi di euro per l'acquisto dell'88,06 per cento del capitale di Autostrade per l'Italia. Quota decisa sulla base di una valutazione di 9,1 miliardi per il 100 per cento di ASPI più una quota ( ticking fee ) del 2 per cento annuo sul prezzo dal primo gennaio 2021 alla data del closing dell'operazione che dovrebbe cadere nel marzo 2022. In questo modo la valorizzazione totale è diventata di 9,3 miliardi di euro. A cui vanno sommati i ristori statali per i mancati ricavi causati dal COVID-19, per un totale di 9,5 miliardi. L'88 per cento vale così 7,9 miliardi di euro. Di cui 2,38 spettano ai Benetton; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: a settembre l'Avvocatura dello Stato aveva commentato l'impatto dell'accordo per la possibile "decadenza" del concessionario. Secondo l'Avvocatura, se ASPI perdesse la concessione a seguito dell'accertamento delle sue responsabilità nel processo di Genova. L'accordo "diverrebbe privo di causa, visto che potrebbe rendere applicabile la causa di esclusione obbligatoria prevista dal Codice dei contratti, considerato che il dlgs 231 del 2001 prevede, tra l'altro, la pena accessoria dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per il caso di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro"; il collegio di giudici istruttori della Corte dei conti ha rimproverato il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per una carenza documentale, riservandosi di dare il proprio giudizio solo quando "il provvedimento perverrà nella forma corretta e completo di tutta la necessaria documentazione"; sempre la Corte dei conti ha evidenziato alcuni elementi che ritiene non completi all'interno dell'accordo. Si legge: "nulla dimostra che del costo della transazione (3,4 miliardi) si sia tenuto conto nella valorizzazione (in diminuzione) delle quote di Atlantia in Aspi. In assenza di questi elementi è impossibile valutare l'equilibrio economico dell'accordo e, di conseguenza, il rispetto del principio di economicità"; infine, la Corte dei conti ha stigmatizzato l'operato del Ministero, che prima avrebbe chiesto e poi di fatto ignorato il parere dell'Avvocatura dello Stato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se sia cosciente del fatto che lo Stato rischia di essere esposto al pagamento dei risarcimenti dovuti in caso di condanna di Autostrade per l'Italia. E se per evitare un danno del genere al Paese non ritenga di promuovere una risoluzione dell'accordo; se non intenda dare seguito al parere dell'Avvocatura dello Stato come risulterebbe richiesto anche dal collegio dei giudici istruttori della Corte dei conti. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente: