[pronunce]

In ordine alla censura relativa al principio di leale collaborazione, l'Avvocatura generale dello Stato osserva che il coinvolgimento delle Regioni nella concreta determinazione dei criteri di accreditamento e certificazione delle strutture formative, effettivamente necessario, è comunque assicurato dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali), recante la disciplina delle attribuzioni della Conferenza Stato – Regioni e della Conferenza Stato – città e autonomie locali. La questione sarebbe quindi, relativamente a questa censura, inammissibile, potendo eventualmente la ricorrente dolersi di eventuali provvedimenti attuativi che non prevedessero adeguate forme concertative. 6. – In prossimità della data fissata per l'udienza, le Regioni Toscana e Lombardia hanno depositato memorie insistendo sui motivi dei rispettivi ricorsi. 7. – L'Avvocatura dello Stato, a sua volta, ha presentato memorie, di contenuto analogo, per resistere ai tre ricorsi. Oltre a ribadire le precedenti argomentazioni, la difesa statale osserva che le norme impugnate devono essere interpretate in modo costituzionalmente orientato: poiché esse non includono espressamente le Regioni, l'espressione «amministrazioni pubbliche», in esse contenuta, deve essere interpretata nel senso di amministrazione statale, con esclusione di quelle regionali. L'attività dell'Agenzia per la formazione, compresa quella di accreditamento, sarebbe quindi rivolta solo alle amministrazioni statali e non si avrebbe alcuna lesione delle prerogative regionali.1. – Le Regioni Toscana, Valle d'Aosta e Lombardia, con tre distinti ricorsi, hanno promosso questioni di legittimità costituzionale di diverse disposizioni della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007), tra cui l'art. 1, commi 581, 583, 584 e 585. Le Regioni ricorrenti ritengono che le disposizioni in questione, volte a riformare il sistema di formazione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, imponendo alle amministrazioni stesse – compresi le Regioni e gli enti locali – di servirsi, per la formazione del proprio personale, di organismi accreditati dall'Agenzia nazionale e attribuendo quindi le relative funzioni amministrative a un'amministrazione dello Stato, violino l'art. 117 della Costituzione, in quanto intervengono in materie riservate alla potestà legislativa esclusiva delle Regioni, quali la formazione professionale e l'organizzazione degli uffici regionali. Le Regioni Toscana e Lombardia, sulla base dello stesso presupposto interpretativo, lamentano altresì la lesione dell'art. 118 Cost., mancando le condizioni per l'esercizio unitario delle funzioni amministrative ed essendo violato il principio di leale collaborazione. La sola Regione Lombardia lamenta anche la lesione di altre norme costituzionali: l'art. 3, sotto il profilo della ragionevolezza; l'art. 97, sotto il profilo del buon andamento dell'amministrazione; l'art. 119; l'art. 120, sotto il profilo della leale collaborazione. La Regione Valle d'Aosta, infine, lamenta la lesione della potestà legislativa esclusiva attribuitale dal relativo statuto speciale. 2. – Le impugnazioni aventi a oggetto i commi 581, 583, 584 e 585 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006 sono qui trattate separatamente rispetto alle altre questioni promosse nei ricorsi nn. 9 e 14 del 2007. Esse, in quanto formulate con riferimento a profili in parte coincidenti, possono essere decise con un'unica pronuncia. 3. – La questione di legittimità costituzionale del comma 581 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, sollevata dalla Regione Toscana con riferimento agli artt. 117 e 118 Cost., è inammissibile. La Regione non chiarisce come la disposizione in questione, che definisce le funzioni di un ente nazionale, quale la nuova Agenzia per la formazione, possa determinare una lesione della sfera di autonomia garantita alle Regioni. 4. – Allo stesso modo, la questione di legittimità costituzionale del comma 584 dell'art. 1 della stessa legge, sollevata dalla Regione Lombardia con riferimento agli artt. 3, 97, 117, 118, 119 e 120 Cost., è inammissibile. La censura non è argomentata, né si vede come la disposizione impugnata, che riguarda la definizione annuale del fabbisogno di dirigenti da parte delle amministrazioni dello Stato, possa incidere sulla sfera di autonomia garantita alle Regioni. 5. – Le questioni di legittimità costituzionale relative ai commi 583 e 585 dell'art. 1 della legge n. 296 del 2006, sollevate dalle Regioni Toscana, Valle d'Aosta e Lombardia con riferimento all'art. 117 Cost., dalle Regioni Toscana e Lombardia con riferimento all'art. 118 Cost., dalla Regione Lombardia con riferimento agli artt. 3, 97, 119 e 120 Cost., e dalla Regione Valle d'Aosta con riferimento all'art. 2 dello statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta, non sono fondate. Le censure prospettate dalle Regioni ricorrenti si basano sul presupposto che le disposizioni impugnate si applichino anche alle amministrazioni regionali e locali. Esse, invece, possono essere interpretate in modo conforme a Costituzione, intendendo in senso meno ampio l'espressione «pubbliche amministrazioni», contenuta nei due commi impugnati. Questa Corte già in precedenti decisioni ha escluso che detta espressione comprendesse le Regioni e gli enti locali (sentenze n. 31 del 2005 e nn. 3 e 390 del 2004). Nel caso in esame, a sostegno di questa interpretazione può essere invocato il fatto che la riforma del sistema di formazione dei dipendenti pubblici, operata con la legge impugnata, si svolge a livello nazionale: le disposizioni dei commi 580-586 menzionano espressamente le amministrazioni statali e il reclutamento di dirigenti statali (commi 580, 582 e 584) e riordinano le sole scuole di formazione nazionali (commi 580, 582 e 585), ignorando le strutture di formazione delle Regioni. Si può dunque ritenere che il legislatore statale non abbia voluto estendere il sistema di accreditamento all'attività di formazione assicurata dalle Regioni e dagli enti locali.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale del comma 581 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007), sollevata dalla Regione Toscana in riferimento agli artt. 117 e 118 della Costituzione, con il ricorso in epigrafe;