[resaula]

1) ad attivarsi nelle competenti sedi europee per promuovere una riforma della normativa in materia di vigilanza bancaria, che possa tenere conto delle specificità delle banche di credito cooperativo e della loro funzione mutualistica, revisionando, a tal riguardo, i criteri dimensionali, di cui alla direttiva 2013/36/UE sull'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli stessi e sulle imprese di investimento; 2) a valutare l'opportunità di intervenire nella normativa nazionale per valorizzare ancor di più la funzione territoriale delle BCC, i cui fini mutualistici e cooperativistici sono, peraltro, riconosciuti come meritevoli di tutela dall'articolo 45 della Costituzione; 3) a promuovere la modifica dell'ultima disciplina del "gruppo bancario cooperativo", a seguito dell'introduzione della quale si è registrato un peggioramento della capacità di presidio del territorio e delle esigenze di credito ivi emergenti, dovuto all'accentramento delle funzioni decisionali presso la capogruppo, che spesso costituisce un ostacolo al rapporto tra BCC e realtà imprenditoriali e sociali; 4) a valutare la possibilità di prevedere che i gruppi bancari cooperativi possano dar luogo facoltativamente ad un IPS, ossia un sistema di tutela istituzionale; 5) ad intervenire per modificare la disciplina dei controlli, al fine di semplificare gli adempimenti per le banche " less significant " e gli obblighi di conformità (che sono significativamente aumentati a seguito dell'assoggettamento delle BCC alla vigilanza della BCE) e, in definitiva, per introdurre una regolamentazione graduata secondo il principio di proporzionalità e tenendo conto delle dimensioni dell'intermediario. Atto n. 1-00472 PESCO CIOFFI GIROTTO VACCARO DELL'OLIO BOTTICI GALLICCHIO PELLEGRINI Marco PRESUTTO FENU FEDE ROMANO CORBETTA LANNUTTI NATURALE AGOSTINELLI TRENTACOSTE MANTOVANI LANZI PIARULLI MONTEVECCHI NOCERINO GUIDOLIN SANTILLO TURCO GAUDIANO VANIN GARRUTI CASTELLONE CASTALDI PERILLI DI GIROLAMO MAIORINO FERRARA PAVANELLI CROATTI AUDDINO - Il Senato, premesso che: il grave conflitto che si sta consumando in terra ucraina sta provocando pesanti ripercussioni nel sistema internazionale e nazionale, oltre che da un punto di vista umanitario, anche riguardo ai profili economici; in particolare, si sta configurando una crisi economico-finanziaria che sta gravando principalmente sulle categorie sociali più disagiate e sulle categorie professionali che più necessitano di utilizzo di gas e petrolio; l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), istituita con la legge n. 481 del 1995, svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell'energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore; l'ARERA è un'autorità amministrativa indipendente che opera per garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nei servizi di pubblica utilità e tutelare gli interessi di utenti e consumatori, funzioni svolte armonizzando gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti i servizi con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse; con delibera del 30 dicembre 2021, n. 637/2021/R/GAS dell'ARERA, sono state aggiornate le tariffe per il primo trimestre 2022; la bolletta del gas per gli utenti domestici del mercato tutelato si compone di una quota fissa su base annuale e di una quota variabile in euro per metro cubo standard (smc); in particolare, la quota variabile si compone di tre elementi: a) il corrispettivo per la materia prima gas naturale; b) le spese per il trasporto e la gestione del contatore, che variano a seconda della classe di consumo e della macroarea regionale; c) gli oneri di sistema che variano a seconda della classe di consumo; a sua volta il corrispettivo per la materia prima gas naturale è la somma di tre elementi: materia prima gas (CMEM), approvvigionamento (CCR), commercializzazione al dettaglio (QVD); nel primo trimestre 2022 il prezzo da corrispondere per la materia prima gas naturale è stato fissato in 0,921641 euro al metro cubo di cui 0,879436 di CMEM (95 per cento del totale); 0,034259 di CCR (4 per cento) e 0.007946 di QVD (1 per cento); la tariffa CMEM è aumentata nel primo trimestre 2022 del 76 per cento rispetto al quarto trimestre 2021 (0,499211 euro al metro cubo) e del 315 per cento rispetto al primo trimestre del 2021 (0,211542 euro al metro cubo); il paragrafo 6.1 del testo integrato delle attività di vendita al dettaglio di gas naturale e gas diversi dal gas naturale distribuiti a mezzo di reti urbane (TIVG), più volte modificato a partire dal 2009, prevede che "l'Autorità, con successivo provvedimento, regola le modalità di calcolo della componente a copertura dei costi di approvvigionamento del gas naturale nei mercati all'ingrosso CMEM,t, assumendo a riferimento i prezzi che si formeranno nel mercato a termine del gas naturale organizzato dal Gestore dei mercati energetici, di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 93/11"; nelle more dell'adozione del provvedimento di cui al punto 6.1, il TIVG dispone al paragrafo 6.2 che la componente relativa ai costi di approvvigionamento del gas naturale nei mercati all'ingrosso CMEM,t, nel trimestre t-esimo, è calcolata come somma di: 1) QTint, espresso in euro a gigajoule, a copertura dei costi di natura infrastrutturale sostenuti fino all'immissione del gas nella rete nazionale e fissato pari a 0,430302 euro a gigajoule; 2) QTPSV, espresso in euro a gigajoule, a copertura dei costi di trasporto dalla frontiera italiana al PSV, e fissato pari ai valori indicati nella tabella 12; 3) PFOR,t, espresso in euro a gigajoule, a copertura dei costi di approvvigionamento del gas naturale nel trimestre t-esimo, pari alla media aritmetica delle quotazioni forward trimestrali OTC relative al trimestre t-esimo del gas, presso l' hub TTF, rilevate dal Platts e, con decorrenza dall'anno termico 2014-2015, da ICIS Heren con riferimento al secondo mese solare antecedente il trimestre t-esimo; l'elemento PFOR,t e la componente CMEM,t sono aggiornati e pubblicati dall'Autorità prima dell'inizio di ciascun trimestre; considerato che: al punto 4.2 del documento di consultazione 38/2015/R/GAS di ARERA del 5 febbraio 2015 si leggeva che "In ottica prospettica, l'Autorità intende perseguire l'obiettivo strategico di creare le condizioni per lo sviluppo delle negoziazioni a termine nel nostro Paese, secondo il più ampio menù possibile di prodotti liquidi alle diverse scadenze. Pertanto, in coerenza con tale obiettivo, per quanto riguarda gli anni termici successivi al 2015-2016, ritiene opportuno definire una roadmap che consenta di modificare le modalità di determinazione della componente CMEM, con il passaggio dai prezzi olandesi ai prezzi italiani come riferimento di mercato, a partire dall'inizio dell'anno termico, rendendole sempre note entro il mese di febbraio dell'anno termico precedente";