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Anche in questo caso è stata presa un'iniziativa sbagliata sul piano dell'approvvigionamento finanziario. Si fa coprire il fabbisogno momentaneo straordinario dalla fiscalità dei cittadini riferita ai servizi di energia elettrica e si scavalca l'onere obbligatorio, anche per l'Europa, di restituzione del prestito-ponte. Serve trovare un partner idoneamente individuato e serve fare una scelta strategica per il futuro, non una scelta estemporanea e immediata. Qual è l'anima di questo decreto-legge? Sembra il tentativo di uno studente che non vuole studiare e che per cercare di ingannare si fa vedere sepolto dai libri e l'unica cosa che riesce a mettere in campo è l'applicazione sulla parte teorica dell'educazione fisica. Nei fatti è un inganno. (Applausi dal Gruppo PD) . È una specie di rospo che dal lavoro del Consiglio dei ministri, adottato due volte, va alle Commissioni competenti della Camera, poi in Assemblea e raddoppia, per cui 50 articoli diventano il doppio. Molta roba introdotta alla Camera, che è davvero il luogo della confidenza normativa di questo Governo, si raddoppia e produce anche norme senza senso, ultronee, come il rinvio al contraddittorio nei rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente. È un dato già acclarato e pacifico, ma si riscrive la norma per invitare al contraddittorio in sede amministrativa. Andando avanti, rispetto alle fantasie di questo decreto-legge, c'è addirittura una norma che stabilisce che, per il recupero di coloro i quali hanno dato luogo a debiti fuori bilancio nelle Regioni, il debito fuori bilancio si potrebbe riconoscere alternativamente in Consiglio regionale oppure in Giunta. L'ordinamento però stabilisce competenze precipue e precise, per cui non si può dire che o si fa in un modo o si fa nell'altro; è così che si comincia a demolire l'ordinamento nella sua terzietà, neutralità e fissità di competenze. Questo decreto-legge va dunque ripensato. C'è un'azienda in Abruzzo che si chiama ICO, Industria cartone ondulato: perché non affidiamo a quest'industria cartaria la rilettura del decreto-legge in esame, che nei fatti è un malloppo di carte che non ha anima né capacità di fronteggiare il fabbisogno dell'economia in questo lasso di tempo? Per questo vi diciamo di fermarvi e di fare in modo che il lavoro degli organi ausiliari del Parlamento, ossia le Commissioni, possa produrre significato. Abbiamo provato a correggerlo qui al Senato, davanti alle Commissioni riunite. Abbiamo anche lavorato sugli ordini del giorno, che non sono le ali degli angeli, ma fissano le priorità tematiche e aggiornano l'agenda. Novanta ordini del giorno sono stati approvati, a rivelare l'inconsistenza della qualità del prodotto lavorato in sede di decreto-legge. Per questo chiediamo di votare la questione pregiudiziale e di tornare ad un giudizio di merito del prodotto di questa norma. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Errani). Saluto ad amministratori locali e ad una rappresentanza di una associazione culturale PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea Giovanni Dal Cero, sindaco del Comune di Castelnuovo del Garda, e Marco Franzoni, sindaco del Comune di Cerea, e una rappresentanza dell'associazione Attivamente di Stornarella, in provincia di Foggia. (Applausi) . Ripresa della discussione e deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge n. Doc 1354 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare la senatrice De Petris per illustrare la questione pregiudiziale QP3. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi rivolgo anche a lei e alla sua sensibilità: cercherei di far ragionare tutti i colleghi sul fatto che il momento della presentazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità non può più essere interpretato come una specie di rito stanco. Evidentemente, se non si dà il giusto peso alle questioni molto serie che poniamo, insieme ai colleghi che mi hanno preceduto, si continua a non comprendere la situazione grave in cui ci troviamo. Devo ricordare ancora una volta che non è più possibile continuare a presentare, confezionare e approvare decreti-legge in modo continuo e reiterato? Si tratta di reati contro la Costituzione che si continuano a perpetrare nel tempo, e che si aggravano di volta in volta, mentre la Corte costituzionale, com'è noto, varie volte ha sanzionato questo comportamento. La violazione è continua e costante. Qui siamo arrivati davvero ad una sorta di manifesto e di elenco delle violazioni e dei reati contro la Costituzione. Il collega d'Alfonso ha parlato di una sorta di odio verso il Senato; forse è un odio antico, ma evidentemente anche qui viene reiterato. In realtà, si mette costantemente in discussione il bicameralismo. Ho sentito colleghi, autorevoli senatori anche della maggioranza, proprio ieri in Commissione affari costituzionali in sede di discussione generale sul provvedimento per la riduzione del numero dei parlamentari, affermare con convinzione che il bicameralismo perfetto - penso al senatore Grassi che ne è iperconvinto (nonostante adesso sia occupato con il computer) - è importante, perché è garanzia per una buona legislazione. Mentre noi siamo qui in presenza continua e costante - perché non è la prima volta, ma oggi lo si fa in maniera palese - di una violazione del bicameralismo. In più vorrei ricordare che la Camera ha tenuto questo decreto-legge per ben cinquantuno giorni. Oggi è mercoledì e forse tra qualche ora voteremo la fiducia, ma vorrei ricordare a tutti che abbiamo trascorso queste ore in Commissione per cercare di fare una valutazione, di provare a conoscere tutti gli elementi contenuti all'interno di questo decreto-legge. Inoltre, vorrei ricordare ancora una volta che tra i criteri fondamentali per ricorrere al decreto-legge ci sono la necessità, l'urgenza e l'omogeneità. Questo è invece un decreto iperomnibus . Il decreto-legge in discussione infatti nasce con 51 articoli originali, ma poi in modo caotico, con una discussione confusa all'interno della maggioranza, con emendamenti su emendamenti dei relatori, alla Camera si è dato vita ad una mostruosità. Ci troviamo infatti di fronte a un decreto-legge con 120 articoli che arriva qui in Senato per una nostra blindata valutazione e approvazione. C'è di tutto e di più. Torno altresì a ripetere: io continuo a non comprendere perché bisogna dare i nomi ai provvedimenti. Non l'avete inventato voi, ma si continua a reiterare questa cattivissima abitudine. Capisco l'ansia di comunicazione e di propaganda, ma chiamare tale decreto "crescita" - l'hanno già fatto altri Governi - quando esso contiene una serie di misure - alcune magari condivisibili e giuste, altre iperdannose - in cui la crescita è assolutamente marginale. Quindi si continua ad andare avanti cercando di mettere toppe, pensando di spingere senza avere un'idea chiara e precisa di quale sia l'asse strategico su cui tentare di far ripartire questo Paese. Questo perché siete divisi su tutto. In questo provvedimento abbiamo la mini-Ires, l'Imu, la Tasi, i redditi fondiari, l'IVA, la cedolare secca, la fatturazione elettronica, la valorizzazione edilizia, l'efficienza energetica. Potrei fare un lunghissimo elenco. Quindi per quanto riguarda l'omogeneità non ci siamo proprio.