[ddlpres]

Disposizioni in materia di impiego farmaceutico e medico della cannabis e legalizzazione della coltivazione, detenzione e consumo personale della stessa e dei suoi derivati. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende dare un contribuito alla definizione di un quadro giuridico in materia di impiego farmaceutico e medico della cannabis nonché in materia di legalizzazione della produzione e detenzione della stessa e dei suoi derivati finalizzata al consumo personale. La proposta parte dalla considerazione che da un lato si ritiene necessario contrastare un sempre più diffuso uso di cannabis , promuovendo anzitutto una cultura di tutela della salute sin dalla giovane età, con adeguate politiche educative e informative, a partire dalla scuola con specifici programmi di educazione alla salute, dall'altro si intende favorire una più razionale ed efficace azione di repressione al traffico di droghe pesanti, prima fonte di guadagno e di finanziamento delle attività criminali organizzate. Il seguente disegno di legge intende, pertanto, introdurre delle modifiche al testo unico della leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché norme volte all'ampliamento dell'impiego della cannabis e dei suoi derivati a fini farmacologici e per gli impieghi medici. Una norma che legalizzi il consumo personale e in privato di cannabis e derivati per gli adulti, che consenta altresì la coltivazione individuale di cannabis , a determinate condizioni (comunicazione all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, e fino a cinque piante), e che renda lecito detenere corrispondenti quantitativi di cannabis (fino a 5 grammi). Tale innovazione normativa non contempla pertanto una liberalizzazione della produzione della cannabis , ma al contrario una produzione e vendita in regime «autorizzatorio» utile a contrastare peraltro l'attività criminale organizzata che da tale commercio trae oggi proventi significativi. Più nel dettaglio i dati forniti dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri e dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze mette in evidenza quanto il consumo di cannabis sia diventato oggi «un fenomeno sociale» sempre più diffuso tra gli adolescenti dai 13 anni, i quali si riforniscono da un mercato di micro spaccio legato alla criminalità organizzata, che rischia di contaminare tale fascia di giovani con condotte illegali e penalmente rilevanti. Inoltre, dal punto di vista sanitario particolare preoccupazione desta la circostanza che spesso a tali sostanze sono aggiunti principi altamente nocivi, con il rischio di danni permanenti gravi come evidenziato dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Negli istituti penitenziari italiani sono inoltre detenute ben 18 mila persone per violazione del testo unico sugli stupefacenti, che rappresentano il 67 per cento circa del totale dei detenuti. Un numero significativamente alto, che avrebbe dovuto peraltro essere inserito in efficienti circuiti di recupero e di riabilitazione esterni e alternativi al carcere. Il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri evidenziava da un censimento del 2010 un uso sempre più diffuso di tali sostanze, tra i giovani dai 15-24 anni: un consumo occasionale da l a 5 volte all'anno, mentre un 10 per cento ne farebbe un consumo quotidiano o più volte al giorno e spesso legato al policonsumo di sostanze diverse psicoattive o di fumo da sigarette. Il Procuratore nazionale antimafia stima che si tratti di 3 milioni di consumatori stabili. Un quasi stile di vita, pertanto, che necessita di un intervento in grado di invertire un percorso di rischi, di cui peraltro i giovani sembrano pienamente consapevoli, ma che non costituisce deterrente al consumo. Sotto il profilo economico, la Direzione nazionale antimafia stima, in relazione ai quantitativi di cannabis sequestrata, che la reale quantità in circolo nel mercato possa essere di 20 volte superiore, ovvero tra 1,5 e 3 milioni di kg all'anno, corrispondenti a potenziali 200 dosi pro-capite , consumo secondo solo ai dati della Francia. Se si stima un valore di 12 euro a grammo, tale commercio frutta pertanto intorno ai 20 miliardi di euro. Introiti che sfuggono al controllo nonché al fisco e che nonostante gli sforzi del comparto sicurezza non subiscono una efficace azione repressiva, anzi, spesso l'impegno prevalente nel contesto del micro spaccio distoglie le Forze di polizia da impegni in operazioni ben più significative di lotta alla criminalità organizzata. Non di meno rileva la non linearità dell'attuale quadro giuridico che a seguito di recenti interventi della Corte costituzionale risulta destabilizzante dal punto di vista della certezza del diritto. Nello specifico, come ribadito dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 148 del 16 giugno 2016, mentre l'uso personale di droghe non ha rilevanza penale, ma solo amministrativa, ai sensi dell'articolo 75 del testo unico sugli stupefacenti, permane la previsione ex articolo 73 del medesimo testo unico della specifica fattispecie penale che sanziona la coltivazione e il commercio di droghe destinate a consumo personale, creando in questo modo un'incoerenza di sistema tra la depenalizzazione del consumo di droga e la possibilità di reperimento che rimane illegale. Inoltre, a seguito e per effetto della sentenza n. 32 del 2014, con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 4- bis del decreto-legge n. 272 del 2005 (cosiddetta legge Fini-Giovanardi), torna in rilievo la precedente normativa che statuiva una differenziazione della disciplina giuridica tra le condotte riguardanti droghe pesanti di cui alle tabelle I e III e droghe leggere di cui alle tabelle II e IV del testo unico. Con la legge n. 79 del 2014, di conversione del decreto-legge n. 36 del 2014, è stato di conseguenza inserito al comma 1 dell'articolo 75 del testo unico sugli stupefacenti una puntuale differenziazione delle sanzioni amministrative applicabili in termini di durata (sospensione della licenza di porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno, eccetera) a seconda del tipo di droghe per uso personale detenute. In questo contesto si è ritenuto di introdurre la previsione di consumo personale legale per adulti, limitato alla detenzione di 5 grammi di cannabis e derivati (corrispondenti alla coltivazione di 5 piante di cannabis su comunicazione all'Agenzia delle dogane e dei monopoli) consentito solo in luoghi privati. Permarrebbe il divieto di commercio di tali sostanze nonché di consumo in luoghi pubblici e in luoghi aperti al pubblico e la rilevanza penale della detenzione, coltivazione e cessione al di fuori delle quantità indicate per consumo personale di cannabis nonché la detenzione, la produzione o il commercio delle droghe pesanti di cui alle tabelle I e III. Il consumo/detenzione/coltivazione personale per i minori continuerebbe a configurare illecito amministrativo secondo quanto previsto dalla normativa vigente ai sensi dell'articolo 75 del testo unico sugli stupefacenti.