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La fattispecie si applicherebbe "salvo che il fatto costituisca più grave reato". La disposizione contempla poi una serie di aggravanti ed il reato sarebbe procedibile a querela. L'articolo 2 introduce nel codice penale l'articolo 612- bis .1, con il quale si puniranno gli atti vessatori in ambito lavorativo con la reclusione da sei mesi a cinque anni. La pena si applicherebbe al datore di lavoro, al dirigente o al lavoratore che nel luogo o nell'ambito di lavoro, reiteratamente, compie atti, omissioni o comportamenti di vessazione o di persecuzione psicologica tali da compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore; anche tale fattispecie reca clausola di salvaguardia della perseguibilità del più grave reato. La disposizione contempla poi una serie di aggravanti. Il reato è procedibile a querela, ma nelle ipotesi aggravate si procede d'ufficio. L'articolo 3prevede infine misure di prevenzione e informazione, impegnando le amministrazioni dello Stato a promuovere campagne di informazione e comunicazione, che devono essere svolte con le risorse finanziarie, materiali e strumentali disponibili a legislazione vigente. Condivisi i contenuti testé esposti, il relatore per la 2 a Commissione, senatore CUCCA ( IV-PSI ), d'intesa con la correlatrice propone lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni da parte degli Uffici di Presidenza integrati delle due Commissioni riunite. Il presidente OSTELLARI , d'intesa con la Presidente dell'11 a Commissione, propone che i Gruppi facciano pervenire alla segreteria della 2 a Commissione i nominativi dei soggetti, di cui si richiede d'audizione, entro le ore 15 del prossimo martedì 13 aprile. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,20.