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«prevedere limitazioni e vincoli, ivi compresa la possibilità di disporne il divieto, per le scommesse sulle partite di calcio delle società che giocano nei campionati della Lega nazionale dilettanti; » che comunque è un elemento assolutamente fondamentale. Al punto g) si legge «prevedere che il CONI eserciti poteri di vigilanza al fine di verificare che le attività sportive delle federazioni sportive nazionali,» - quelle che dovrebbero essere in pericolo di subire l'influenza della politica - «delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite siano svolte in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del Comitato olimpico internazionale e del CONI medesimo e deliberi il commissariamento di federazioni sportive nazionali e discipline sportive associate qualora siano accertate gravi violazioni». La legge delega è quindi una delega al Governo affinché preveda che il CONI vigili sulle federazioni sportive nel momento in cui queste associazioni non seguono i principi dettati dal CONI stesso: mi spiegate dov'è il rischio di mettere in pericolo l'autonomia del CONI o delle federazioni sportive stesse? Sinceramente, non lo comprendiamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Tra l'altro, visto che c'era qualche elemento di perplessità, in Commissione è stato fatto un ulteriore sforzo, perché abbiamo pensato, se proprio non si riusciva a comprendere, di dare una possibilità in più, con la presentazione da parte del relatore, senatore Barbaro, di un ordine del giorno (ma ce n'è uno simile presentato dal senatore Cangini, se non ricordo male) nel quale c'è un impegno al Governo preciso, che è stato accolto in Commissione ieri in tarda serata, da assumere in sede di attuazione della delega, visto che ci saranno poi i decreti attuativi che dovranno essere approvati, perché si tratta di una legge delega, non di un decreto-legge - presidente Casini, è un collegato all'ordinamento dello sport, non è un decreto-legge - con caratteristiche di necessità ed urgenza. L'urgenza sia nel fatto che abbiamo un provvedimento pronto e tanto vale quindi che lo votiamo anziché andare in vacanza come scrivono i giornali. MALPEZZI (PD) . Non è pronto! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Forse è meglio lavorare e approvare i provvedimenti, anziché andare in vacanza come qualcuno scrive. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'ordine del giorno impegna il Governo, in sede di attuazione della delega, a definire il ruolo del CONI di governo dell'attività olimpica in coerenza con quanto disposto dall'articolo 27 della Carta olimpica stessa e ad aprire un tavolo di confronto con tutti gli attori del settore al fine di raccogliere le loro indicazioni ed esigenze da valutare in sede di attuazione delle deleghe. Quindi, se non siete sicuri ed avete dei timori, c'è anche un tavolo dove noi accoglieremo tutte le proposte e tutte le garanzie, a testimonianza che la verità è che la legge delega nasce con una sola funzione, senatrice Malpezzi, che è quella di migliorare e di favorire lo sviluppo e la crescita delle migliaia di associazioni dilettantistiche sportive che ci sono nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tranquilli, quindi. La prossima volta, prima di scrivere le letterine o di presentare le questioni pregiudiziali, leggiamo il provvedimento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni). MALPEZZI (PD) . Tu lo devi leggere! PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale avanzata dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Sulla base di un accordo tra i Gruppi, chiedo la sospensione dei lavori fino alle ore 15. PRESIDENTE . Non facendosi osservazioni, sospendo la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 14,20, è ripresa alle ore 15) . ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi andiamo a votare un disegno di legge che, se non emendato da quest'Assemblea, lederà drammaticamente non solo tutto il movimento sportivo italiano, ma pure la reputazione dell'Italia nel contesto internazionale. Si vuole svuotare un ente come il CONI delle sue competenze. Vorrei ricordare come, ad esempio per il Friuli-Venezia Giulia - secondo quanto definisce la legge - sia il CONI, assieme alla Regione, ad essere chiamato a decidere sui finanziamenti alle società e alle strutture sportive e ad organizzare, come per quest'anno, gli Stati generali dello sport. Oltre a ciò, vorrei ricordare l'attenzione che il CONI ha nei confronti del territorio, seguendo tutte le società sportive e tutti gli sport, anche quelli cosiddetti minori, e le federazioni, non soltanto le quattro o cinque più importanti. Vorrei ricordare inoltre l'attenzione che il CONI, nelle sue espressioni nazionale, regionale e territoriale, ha per l'attività sportiva delle fasce più deboli, per i ragazzi e gli adulti disabili o diversamente abili, pensando a un'integrazione vera e a un interagire vero e autentico con tutte le sfaccettature della società. Questo provvedimento della maggioranza, di fatto, svuota invece il CONI della sua vocazione primaria, relegando i presidenti, i delegati e i rappresentanti, persone democraticamente elette da tutte le federazioni e con esperienza pluridecennale da dirigenti sportivi, a mere figure di rappresentanza, che di fatto avranno solo il compito di consegnare trofei e medagliette. Non è questa la funzione primaria per cui il CONI esiste e nemmeno potremmo pensare che possa assurgere a una specie di ufficio viaggi per organizzare gli spostamenti delle nostre delegazioni in occasione dei giochi olimpici ed essere privato del proprio ruolo su tutto il territorio nazionale. Qual è, mi chiedo e ci chiediamo, il senso di questa riforma? Spostare la gestione di tutto il movimento sportivo in Italia a un ente come Sport e salute, gestito, a quanto pare, da persone prive di qualsiasi esperienza in campo sportivo? Aggiungiamo inoltre ciò che è stato esposto dal presidente Malagò e ribadito di nuovo dal Comitato internazionale olimpico: questo provvedimento non rispetta la Carta olimpica, la magna charta che determina i diritti e i doveri del movimento sportivo e dell'olimpismo. La letterina, come la chiama il presidente Romeo, ci pone di fronte a una decisione che tocca tutti, non solo la maggioranza. Avete applaudito all'assegnazione dei giochi olimpici invernali a Milano e Cortina e l'abbiamo fatto tutti, nella convinzione che sarà una grande occasione per tutto il Paese. Riascoltatevi, amici della Lega, le dichiarazioni entusiastiche del ministro Salvini. Ma senza il rispetto della Carta olimpica, l'Italia rischia di vedersi togliere le Olimpiadi, perché le Olimpiadi sono una cosa seria e il Comitato olimpico internazionale (CIO) è una cosa serissima.