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quali siano le azioni previste nell'immediato futuro per garantire ai cittadini la massima reperibilità di mascherine chirurgiche a prezzi equi e, contemporaneamente, per tutelare le imprese che hanno sostenuto costi elevati per immettere sul mercato nazionale dispositivi strumentali a fronteggiare l'emergenza sanitaria e che rischiano di subire perdite economiche rilevanti a causa delle disposizioni previste dal commissario straordinario. Atto n. 4-03636 BRUZZONE RIPAMONTI PUCCIARELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da molti mesi a questa parte l'autostrada dei Fiori (A10) e l'autostrada dei Trafori (A26) sono interessate da ispezioni e lavori di manutenzione dei viadotti e delle gallerie, a causa di manutenzione inadeguata e di eventi franosi che si sono susseguiti nel corso del tempo; i lavori di manutenzione sulle due arterie autostradali sono causa di code e rallentamenti su tutta la rete viaria, con pesanti disagi per i cittadini soprattutto nelle ore di punta; da ultimo, in data 9 giugno 2020, la mancata riapertura entro i termini previsti delle gallerie "San Paolo della Croce" e "Rexello" nel tratto di A10 compreso tra Genova Pra' e Genova Pegli, dopo l'esecuzione delle attività ispettive, ha comportato code sulla A10 in direzione Genova e sulla A26 in direzione di Ovada con particolare intensità nella fascia dalle ore 7 alle ore 9, obbligando tutti gli automobilisti e i camionisti diretti verso Genova e il levante ligure a stare fermi per ore, bloccati sull'asfalto, fino alla piena riapertura delle gallerie avvenuta solo dopo le ore 11; inoltre intorno alle 13 si è verificato uno smottamento nei pressi del casello di Masone che ha portato alla chiusura del casello in entrata, con tempi ancora da definire per quanto riguarda la riapertura; per via delle code di oltre 20 chilometri verificatesi nella mattina del 9 giugno, persino la seduta del Consiglio regionale della Liguria è stata rimandata, essendo il presidente del Consiglio regionale e numerosi consiglieri bloccati in autostrada; pur comprendendo la necessità di garantire la massima sicurezza della rete autostradale, appare d'uopo richiamare l'attenzione del Governo rispetto ad una situazione insostenibile per quanti, cittadini liguri e non, giornalmente percorrono l'autostrada dei Fiori e l'autostrada dei Trafori e vivono situazioni di disagio come quelle descritte, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno attivare, con la massima sollecitudine, le azioni di sua competenza, anche nei riguardi delle società concessionarie delle autostrade A10 e A26, per evitare che si verifichino code e rallentamenti che paralizzano la viabilità ligure e creano innumerevoli disagi ai cittadini. Atto n. 4-03637 LUNESU PITTONI PIANASSO ALESSANDRINI ZULIANI STEFANI BRIZIARELLI BERGESIO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione Premesso che: nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 maggio 2020, contenente le misure per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, in vigore dal 18 maggio, si legge che: "Sono sospesi i servizi educativi per l'infanzia di cui all'art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in medicina generale"; l'emergenza sanitaria di questi mesi ha colpito molti settori e in modo particolare quello del turismo linguistico, molte scuole sono state chiuse con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo e nel decreto del 17 maggio non è stata prevista una riapertura: di fatto il decreto, attualmente in vigore, equipara queste strutture alle scuole pubbliche, obbligandole ad una chiusura forzata fino a settembre; queste scuole sono totalmente private e non godono di nessun tipo di beneficio economico. Attualmente non esiste una vera e propria mappatura delle scuole di lingua italiana sparse nel territorio nazionale, ma si ritiene che siano circa 300; queste scuole operano nel settore del turismo linguistico, l'utenza è composta da persone adulte di varie nazionalità straniere che scelgono di andare in una determinata regione d'Italia per imparare l'italiano e per immergersi nella cultura del territorio; in Sardegna, ad esempio, il periodo di maggior affluenza va dalla primavera all'autunno; già dai primi mesi dell'anno viene svolta la programmazione, promozione e vendita dei corsi. Gli studenti sono stranieri che programmano con larghissimo anticipo le proprie vacanze; con la chiusura totale del 9 marzo 2020 tutte le prenotazioni sono state annullate, con conseguente rimborso dei clienti, ma le spese di affitto, energia elettrica e utenze telefoniche continuano ad essere corrisposte, nonostante l'assenza di incassi; i clienti frequentano le lezioni, prendono in affitto appartamenti, prenotano alberghi, frequentano ristoranti, fanno spese nei negozi, visitano musei, noleggiano auto, da questa realtà perciò si muove un indotto trainante dell'economia, specie in regioni a vocazione turistica come la Sardegna; in altre regioni con un'incidenza dei contagi decisamente maggiore a quella riscontrata in Sardegna (Emilia-Romagna e Toscana) le scuole di lingua italiana hanno ricevuto il permesso di riaprire, nel caso dell'Emilia-Romagna sono state equiparate alle scuole di guida, si chiede di sapere se si intenda prevedere, quanto prima, la riapertura delle scuole di lingua e cultura italiana in Sardegna e nelle altre regioni per le quali non sia già stata prevista, per poter continuare a svolgere quest'attività, per la crescita del turismo culturale di queste regioni, nel rispetto delle misure di contenimento del COVID-19. Atto n. 4-03638 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con riferimento al fenomeno della delocalizzazione all'estero delle imprese, il legislatore è intervenuto nell'ambito della legge di stabilità per il 2014 (legge n. 147 del 2013) attraverso alcune disposizioni (e segnatamente i commi 60 e 61 dell'articolo 1) ove si dispone sulla decadenza dai benefìci ricevuti per le imprese che delocalizzano la propria produzione;