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Cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza (articoli 29-34) Le Parti -- riconoscendo l'importanza del consolidamento dello stato di diritto e del rafforzamento delle istituzioni preposte all'applicazione della legge ed all'amministrazione della giustizia (articolo 29) -- si impegnano a cooperare scambiandosi informazioni su sistemi giuridici e legislazione, adoperandosi onde sviluppare forme di assistenza giudiziaria reciproca nell'ambito del quadro giuridico esistente. L'articolo 30 è dedicato alla protezione dei dati personali, settore nel quale le Parti intendono cooperare per migliorare il livello di protezione dei dati personali attraverso lo scambio di informazioni, conoscenze ed assistenza tecnica, in conformità alle più rigorose norme internazionali -- quali quelle contenute, tra l'altro, negli orientamenti delle Nazioni Unite per la gestione degli schedari computerizzati di dati personali di cui alla risoluzione 45/95 del 14 dicembre 1990 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'articolo 31 disciplina la cooperazione in materia di migrazione, che le Parti si impegnano a realizzare attraverso la gestione congiunta dei flussi migratori, istituendo un meccanismo di dialogo e di consultazione in ordine alle questioni in campo migratorio, nel rispetto del diritto nazionale della Mongolia e di quello vigente dell'UE. Le Parti si conformeranno alle disposizioni contenute negli strumenti internazionali applicabili -- quali la convenzione sullo status dei rifugiati del 28 luglio 1951 ed il relativo Protocollo, firmato il 31 gennaio 1967 -- nel rispetto del principio di non respingimento. Se, da un lato, l'impegno delle Parti deve garantire un trattamento equo e la possibilità di integrazione per gli stranieri che soggiornano legalmente nei rispettivi territori, combattendo tutte le forme di razzismo, xenofobia e discriminazione, dall'altro lato UE e Mongolia ribadiscono il comune impegno nel contrastare il traffico e la tratta di esseri umani. La cooperazione in materia di migrazione ha per scopo principale quello di prevenire l'immigrazione clandestina e la presenza irregolare dei loro rispettivi cittadini nel territorio dell'altra Parte. A tale riguardo, UE e Mongolia si impegnano a riammettere i propri cittadini che non soddisfano le condizioni per l'ingresso, la presenza o il soggiorno nel territorio dell'altra Parte. In base all'articolo 31, paragrafo 3, l'UE contribuirà finanziariamente all'applicazione di tale intesa, mediante gli strumenti di cooperazione esistenti. Le Parti convengono, inoltre, di negoziare un accordo volto a disciplinare gli obblighi specifici in materia di riammissione dei loro cittadini, compreso l'obbligo di riammettere i cittadini di Paesi terzi e gli apolidi. Le Parti cooperano nella lotta agli stupefacenti (articolo 32) attraverso un efficace coordinamento delle rispettive autorità competenti, secondo i principi concordati conformemente alle convenzioni internazionali a cui hanno aderito -- quali la Dichiarazione politica e la Dichiarazione speciale sui principi fondamentali della riduzione della domanda di droga, adottate nel giugno 1998 dalla XX sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nonché la Dichiarazione politica e il Piano d'azione sulla cooperazione internazionale, adottate nel marzo 2009 dalla 52ª Sessione della Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. La cooperazione tra le Parti comprende l'assistenza tecnica ed amministrativa sia all'elaborazione della legislazione e delle politiche nazionali, sia alla creazione di enti e centri di informazione nazionali, formazione del personale, nonché il sostegno alle azioni della società civile. La cooperazione per la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione (articolo 33) avviene attuando e promuovendo le norme internazionali, quali la convenzione e i protocolli addizionali ONU contro la criminalità organizzata transnazionale e la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. L'articolo 34, in materia di lotta contro il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo, disciplina le forme e la collaborazione tra le Parti riguardo all'azione di contrasto in tale ambito, al fine di prevenire il riciclaggio dei proventi di attività criminali quali il traffico di droga e la corruzione. La cooperazione si articolerà, in particolare, attraverso la promozione di assistenza tecnica ed amministrativa, oltre che attraverso lo scambio di informazioni, nell'ambito del rispettivo quadro normativo e l'adozione di misure appropriate nel settore, equivalenti a quelle adottate dall'UE e dagli organi internazionali che operano nel settore come la Task Force «Azione Finanziaria» (FATF). Titolo VI: Cooperazione in altri settori (articoli 35-54) La cooperazione in materia di diritti umani (articolo 35) ha lo scopo di promuovere la loro tutela efficace anche attraverso la ratifica e l'attuazione dei pertinenti strumenti internazionali. La collaborazione tra le Parti in tale settore si attua anche mediante un dialogo ampio e costruttivo ed il potenziamento delle istituzioni, nazionali e regionali, che si occupano di diritti umani, intensificando inoltre la collaborazione in seno alle Nazioni Unite. La cooperazione nel settore dei servizi finanziari (articolo 36) va rafforzata al fine di armonizzare le norme e gli standard comuni, migliorare i sistemi contabili e di vigilanza, nonché i sistemi di regolamentazione nei settori bancario, finanziario e assicurativo. Le Parti collaborano per sviluppare i necessari quadro normativo, infrastrutture, risorse umane e principi contabili internazionali nel mercato dei capitali della Mongolia, in conformità al GATS ed al documento dell'OMC relativo alla futura conclusione di un'intesa nel settore dei servizi finanziari. Le Parti promuovono lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche economiche (articolo 37 -- dialogo sulla politica economica) e decidono di condividere esperienze nel settore del coordinamento delle politiche economiche nell'ambito della cooperazione e dell'integrazione economica regionale, approfondendo il dialogo in tema di politica monetaria e tributaria, tassazione delle imprese, finanza pubblica, stabilizzazione macroeconomica e debito estero. Nel potenziare le attività economiche, le Parti si impegnano ad applicare i principi del buon governo nel settore fiscale (articolo 38) sottoscritti dagli Stati membri a livello intra-UE, impegnandosi a migliorare la cooperazione internazionale in materia fiscale ed agevolando la riscossione del gettito fiscale legittimo, oltre a sviluppare misure volte a garantire l'effettiva applicazione di questi principi. La cooperazione in materia di politica industriale e PMI (articolo 39) deve tener conto delle rispettive strategie e finalità economiche e promuovere la collaborazione in materia di politica industriale al fine di migliorare la competitività delle PMI, incentivando gli investimenti comuni e creando joint venture e reti di informazione volte a sostenere l'attività del settori privati e delle associazioni imprenditoriali delle Parti. La cooperazione in tale ambito deve promuovere sia la responsabilità sociale delle imprese che le pratiche commerciali responsabili -- anche in termini di consumo e produzione sostenibili -- tenendo conto delle esigenze di tutela dei consumatori.