[resaula]

Favorire l'imprenditoria giovanile con politiche economiche di formazione adeguata rappresenterebbe certamente una leva per aiutare questi ragazzi a rialzarsi e a farli camminare da soli. Nel nostro Sud i giovani vogliono investire, crescere e rialzarsi con le proprie forze, partendo, come ho detto prima anche dall'agricoltura, ma si sentono abbandonati dal Governo. Lasciatemi dire che forse non sono mai stata d'accordo sul reddito di cittadinanza, ma vi ho sempre visto un qualcosa di positivo per alcune persone. L'altra sera, in un'associazione alla quale partecipo dove ci sono degli anziani e in cui mi nutro del loro sapere, si è verificato un vero e proprio pellegrinaggio: mi chiedevano perché non fossero stati accettati per ottenere il famoso reddito di cittadinanza. Riflettendo mi sono resa conto che quand'ero ragazza c'erano le stesse persone che chiedevano i sussidi; sono passati trentacinque anni e ho sentito che stiamo facendo dei passi indietro perché abbiamo pensato di inserire nel mondo lavorativo queste persone mettendole a lavorare. In che modo? (Richiami del Presidente). Signor Presidente, mi conceda altri due minuti. PRESIDENTE.Senatrice, lei ha già superato di due minuti il tempo a sua disposizione. MINUTO (FI-BP) . Si è pensato di inserirli nel mondo lavorativo come lavoratori socialmente utili e poi con i cantieri. Non vuole essere una polemica, credetemi: abbiamo sempre cercato di aiutarli a trovare un'occupazione. Permettetemi in chiusura un pensiero per i nostri agricoltori pugliesi che, già piegati dalla xylella, proprio in queste ore stanno fronteggiando una nuova emergenza maltempo con la grandine, che ha colpito e distrutto decine di ettari di colture, specie di ciliegie. Sono abbandonati a loro stessi: non esiste infatti un vero piano di emergenza che li aiuti Oggi più che mai abbiamo bisogno di custodire i nostri agricoltori, gente semplice e seria che ama gli alberi, conosce il sole, il vento e tutte le forze che governano la nostra terra. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore D'Alfonso. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Russo. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, oggi siamo chiamati a discutere il disegno di legge avente in oggetto la conversione del decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi. Esso prevede, fra l'altro, fondi volti a migliorare la qualità dei prodotti suinicoli e il benessere animale nei relativi allevamenti. A tal fine, l'articolo 11- bis del decreto-legge in esame prevede l'istituzione di un Fondo nazionale per la suinicoltura, con una dotazione di 1 milione di euro per l'anno 2019 e di 4 milioni di euro per l'anno 2020. Per l'assegnazione delle suddette risorse, il decreto-legge oggi in discussione prevede che il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo definisca, con decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, i criteri e le modalità di utilizzazione del Fondo, nell'ambito di un apposito piano. Per l'assegnazione delle suddette risorse, il disegno di legge oggi in discussione prevede che il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo definisca, con decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, i criteri e le modalità di utilizzazione del fondo, nell'ambito di un apposito piano. Il mio intervento mira a tutelare il rispetto del benessere animale, che deve essere perseguito soprattutto negli allevamenti intensivi dove è messo in serio pericolo. A tal fine mi auguro che l'ordine del giorno da me presentato possa trovare l'appoggio di questo Parlamento. Esso, infatti, mira ad impegnare il Governo affinché in fase di emanazione del suddetto decreto lo stesso rispetti il principio di legalità nella ripartizione e assegnazione del Fondo nazionale per la suinicoltura. Sì, cari colleghi, sembrano parole forti, quasi retoriche (legalità), ma non lo sono se riflettiamo sul fatto che alcune pratiche assolutamente vietate dalla normativa europea e nazionale sono tuttora utilizzate in numerosi allevamenti intensivi in tutta Italia. In particolare, per quanto riguarda la filiera suinicola, in data 8 marzo 2016, la Commissione europea ha adottato la raccomandazione n. 336 del 2016 relativa all'applicazione della direttiva n. 120 del 2008 del consiglio sulle norme per la protezione dei suini, con particolare riferimento alle misure per ridurre la necessità della caudectomia. La Corte dei conti europea, nella relazione speciale n. 31 del 2018 sul benessere degli animali, ha evidenziato come in alcuni settori permanevano debolezze connesse alle condizioni del bestiame presso gli allevamenti, con particolare riferimento all'abituale mozzamento della coda nei maialini, al mancato rispetto della normativa relativa al trasporto su lunghe distanze e il trasporto di animali non idonei, all'uso della deroga per la macellazione senza stordimento nonché a procedure di stordimento inadeguate. Infatti, negli allevamenti intensivi, in condizioni di vita animale stressante, se non viene fornito ai suini del materiale di arricchimento ambientale adeguato (come paglia o fieno) oppure se l'areazione non è ottimale o vi sono altri problemi relativi alla gestione dell'allevamento, i suini rivolgono la loro frustrazione sugli altri, mordendosi e anche mangiandosi tra di loro. Per questo la necessità di mozzare sistematicamente la coda dei maialini è molto spesso indice di problemi ambientali e di gestione dell'allevamento. Tant'è che la direttiva europea di protezione dei suini prevede la caudectomia come ultima ratio , e che prima di effettuarla è necessario modificare le condizioni ambientali con sistemi di gestione adeguati. Pratiche quali la troncatura o la levigatura dei denti, la castrazione, il mozzamento della coda di routine sono assolutamente nocive al benessere dei suini; tuttavia, vengono ancora abbondantemente praticate. Per porre fine a queste odiose pratiche, nel febbraio scorso è stata emessa una nota della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute recante: «Chiarimenti sul Piano di azione nazionale per il miglioramento dell'applicazione del decreto legislativo n. 122 del 2011, che stabilisce norme minime per la protezione dei suini» e che prevede un preciso cronoprogramma per gli allevatori, con scadenze fisse per l'adeguamento. Il mio ordine del giorno mira proprio al rispetto della normativa vigente. Nell'emanando decreto, infatti, il Governo dovrà verificare che i fondi per la suinicoltura siano erogati agli allevamenti che rispettano la legge e che ad essa si stiano adeguando, attraverso un serio percorso volto alla promozione del benessere animale. Non possono esistere più rinvii, ce lo chiede la normativa sovranazionale e quella nazionale;