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La gravità della situazione è tale che non può non essere affrontata se non con strumenti straordinari. Abbiamo bisogno di un'apertura mentale che introduca strumenti innovativi. Solo così saremo in grado di dare un messaggio forte di speranza ad una popolazione fortemente provata, incoraggiandola a credere nel futuro del nostro Paese. Non possiamo più trincerarci dietro misure palliative che già sappiamo non essere in grado di affrontare in modo risolutivo i problemi legati all'economia reale. Il superbonus 110 per cento è stato una palestra per sperimentare un modo nuovo di concepire il credito d'imposta, elevandolo a vero e proprio volano per le transazioni economiche. A noi ora il compito di non affossare questo esperimento, bensì di estenderne la portata, sempre nel pieno rispetto dei trattati europei. Colgo l'occasione infatti per ringraziare il MoVimento per quello che sta facendo per tutelare questa misura strategica in questo delicato momento. Abbiamo il dovere di punire chi trasgredisce le regole, ma anche di tutelare chi con onestà si è approcciato al superbonus producendo effetti positivi sia sull'economia che sulla tutela ambientale in un momento particolarmente buio. Sarebbero proprio questi ultimi a pagare il prezzo più alto di una limitazione allo strumento. Onorevoli colleghi, infine, nel ricordare a me stessa che dobbiamo agire in modo razionale e che la storia ci giudicherà per le scelte odierne, vi chiedo se siamo certi di avere chiaro l'obiettivo che andiamo a perseguire con la conversione di questo decreto-legge e se siamo certi che stiamo perseguendo fini di tutela della sanità pubblica. E ancora: siamo sicuri che le regole che stiamo imponendo non stiano inducendo uno stato di stress tale nella popolazione che renderà difficile un ritorno alla normalità? Vi chiedo infine se siamo pronti ad affrontare i mesi che verranno con apertura mentale disancorandoci dagli schemi tradizionali, inidonei per fronteggiare la situazione economica attuale. Auspico, colleghi, in questo momento un dibattito sano, sereno e ponderato a tutela di tutta la popolazione italiana. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, mi unisco alle considerazioni svolte dalla collega Cantù riguardo alla vergognosa circostanza di non essere riusciti in tutto questo tempo a riconoscere un indennizzo minimo ai familiari dei medici e del personale medico in generale che ha perso la propria vita a causa della disorganizzazione, della disinformazione, della mancanza di dispositivi sufficienti a proteggerli nella prima e anche nella seconda ondata di questa epidemia. Lo faccio dopo aver condiviso il provvedimento in Commissione e in tutte le successive occasioni in cui si è tentato di convincere il Governo a fare una cosa assolutamente normale, indispensabile, dignitosa. Devo anche dar ragione al collega Airola e non me ne vogliano gli altri. In effetti, ascoltando il dibattito, l'opposizione in quest'Aula - mi rivolgo al Sottosegretario che rappresenta il Governo - va veramente molto oltre Fratelli d'Italia. L'opposizione verbale, orale ha una consistenza notevole in quest'Aula e potrei citare i colleghi che hanno parlato prima di me; il problema è che poi, quando si pigia il bottoncino, bisogna fare attenzione perché si scambia il verde con il rosso, insomma si scambia il voto a favore del Governo con quello contrario. (Applausi) . Senza scomodare un grande siciliano come Sciascia, questa gente lui l'avrebbe chiamata "quaquaraquà", ponendoli cioè all'ultimo livello nella classifica degli uomini di quel grande uomo che era Sciascia. Do quindi ragione al collega Airola, perché in effetti Fratelli d'Italia è l'unico partito di opposizione che poi vota coerentemente con quello che dice. Questo è vero. Ci sono anche altri che fanno opposizione verbale e poi si allineano a quanto stabilisce il Governo. Il decreto-legge in conversione reca le norme che hanno interessato le ultime festività natalizie, di fine anno e dell'epifania, perché questo Governo è attento alla santificazione delle feste e ci ha regalato un decreto-legge per ogni festività: i provvedimenti oggi in conversione solo quelli di Natale e di San Silvestro. Non me ne voglia il rappresentante del Governo, ovviamente non c'è niente di personale, anzi, a livello personale esprimo totale solidarietà, perché verso chi lavora al Ministero della salute con il ministro Speranza e viene qui in Aula a prendersi tutte le giuste considerazioni fin qui ascoltate, c'è solo da esprimere umana considerazione, ci mancherebbe. Personalmente io non lo farei. Vi è però un problema di coerenza e quasi di dignità, di decoro delle Istituzioni, del Senato della Repubblica e del Parlamento in generale. Colleghi, oggi abbiamo di nuovo a che fare con provvedimenti che agiscono sul versante delle restrizioni e li andiamo a convertire in presenza di una realtà dell'epidemia che ci vede assolutamente soccombenti. Non è un'esagerazione verbale dire che continuate a emanare e a convertire provvedimenti mortiferi. Questo è un Governo che rispetto alla pandemia ha esercitato un'azione mortifera e non è un'esagerazione, perché in tutti i passaggi della pandemia, fin dall'inizio, l'Italia ha registrato e continua ancora oggi a registrare il record dei decessi. Questa evidenza è drammatica, perché non stiamo parlando di numeri di passivo di bilancio, ma di centinaia di migliaia di decessi e dei loro familiari. Rispetto a questo l'intero Governo, il Ministro della salute, il famigerato comitato tecnico-scientifico (CTS), i signori che siedono in quel consesso, che ancora parlano, ancora pontificano e non si vergognano di farlo. Siamo davanti a una circostanza drammaticamente rilevante: abbiamo messo in ginocchio la nostra economia con risultati drammatici sul nostro prodotto interno lordo, abbiamo impedito l'esercizio di libertà fondamentali, abbiamo anche impedito la libertà di parola e di un confronto sereno e normale su temi essenziali, ottenendo come risultato il record dei morti, ancora oggi. E ancora oggi andiamo in televisione e veniamo in Parlamento a raccontare che dobbiamo continuare a fare le stesse cose fatte fino a oggi, che sono state mortifere. E di tutto questo non ci si vergogna, neanche davanti a se stessi, davanti allo specchio, davanti alla propria coscienza. Rappresentante del Governo, le cose da cominciare a fare, perché le fanno anche gli altri, ottenendo risultati egregi, sono: fare la ventilazione meccanica nelle aule, che costa quattro spicci e va fatta subito; potenziare i trasporti per evitare l'assembramento dei ragazzi (che non si proteggono con le mascherine, perché sono ragazzi) dentro gli autobus del trasporto scolastico; sviluppare le terapie domiciliari, perché è per questo motivo che abbiamo il record dei decessi. (Applausi) . La gente che non viene curata a casa, infatti, arriva in condizioni drammatiche in ospedale e crepa. Bisogna inoltre aggiornare i vaccini. Signor Sottosegretario, ci spiega perché continuiamo a vaccinare con il vaccino che protegge dalla prima versione del virus, quando ormai il virus è totalmente mutato? (Applausi) . Noi, signor Sottosegretario, non facciamo il tracciamento;