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A questo proposito, nell'ambito dell'indagine conoscitiva che stiamo portando avanti nelle Commissioni finanze di Camera e Senato, è emerso il suggerimento di autorevoli auditi di slegare dalla dichiarazione dei redditi il tema della redistribuzione del reddito e dell'incentivo agli investimenti e agli acquisti per le spese cosiddette meritorie. Secondo questi esperti, è piuttosto discutibile utilizzare il sistema delle detrazioni e deduzioni in dichiarazione redditi, perché impoverisce la base imponibile Irpef, tagliando spesso fuori dai benefici i cosiddetti incapienti. Sarebbe invece più efficiente un sistema di sussidi diretti nel caso di interventi redistributivi, commisurati - ad esempio - alla dichiarazione ISEE. In questo senso, occorre una riflessione sull'impiego di crediti d'imposta cedibili quali sussidi diretti; crediti d'imposta slegati dal sistema delle detrazioni e deduzioni che sappiamo tanto danno hanno fatto al nostro sistema fiscale. I crediti d'imposta cedibili possono essere una valida soluzione di sussidi e sostegni diretti, per diverse ragioni: funzionano ; garantiscono un'erogazione immediata ai beneficiari; comporteranno un esborso da parte dello Stato, ovvero un minor gettito, soltanto una volta ottenuti gli effetti positivi anche per il gettito dello Stato. L'utilizzo dei criteri d'imposta potrebbe essere una soluzione a saldo zero per le casse dello Stato, ma con effetti dirompenti per l'economia, per l'ambiente e per le famiglie (vedi il superbonus). Signor Presidente, termino il mio intervento con l'argomento con cui ho iniziato. Il nostro è un Paese di microimprese. Non facciamoci sedurre da modelli che non ci appartengono. È un modello che sicuramente mostra elementi di debolezza, di forte debolezza - ad esempio - nei confronti dei colossi web , ma è anche un sistema che ha sempre dimostrato una capacità di reazione e resilienza superiore a sistemi di altri Paesi. Le nostre piccole imprese sono sempre state in grado di innovarsi e adattarsi alle mutazioni del mercato. L'indipendenza, la capacità di resilienza e la fantasia delle nostre microimprese sono lo specchio del nostro modo di essere. Anche il nostro superbonus è una misura italiana, un'intuizione italiana, perché coniuga rilancio e sviluppo della vera economia verde, efficientamento energetico, miglioramento del nostro patrimonio edilizio e anche dell'umore degli italiani, perché parliamo del bene più prezioso che hanno: la casa. (Applausi) . Gli emendamenti al decreto-legge sostegni, che hanno esteso la cedibilità anche ad altri crediti d'imposta, sono un segno importante. Occorre prima o poi mettere in ordine il sistema dei crediti cedibili anche attraverso lo sviluppo della piattaforma realizzata recentemente dall'Agenzia delle entrate per certificare questi crediti, rendendoli quindi certi e sicuri per lo Stato e spendibili per l'acquisto di beni e servizi. Questa potrebbe essere una strada tutta italiana di autofinanziamento: tutta italiana esattamente come le nostre piccole imprese. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, ringrazio ancora quanti si sono adoperati in questo iter che ci vede ormai prossimi alla votazione del decreto-legge sostegni. E rivolgo i miei ringraziamenti anche ai senatori e alle senatrici che in questa seduta di discussione generale hanno voluto, con il loro contributo, portare alla nostra attenzione e a quella del Governo ancora proposte ed evidenziare delle criticità che possono comunque essere costruttive in vista dei futuri provvedimenti, a cominciare dal decreto-legge sostegni- bis. È vero: quello che stiamo per approvare è un buon provvedimento; non è un provvedimento di certo risolutivo, vista la pandemia ancora in corso; considerate le risorse limitate che abbiamo avuto a disposizione rispetto allo scostamento votato lo scorso gennaio, e viste anche le misure e le loro conseguenze adottate dal precedente Governo e che incidono ancora in questa nostra logica. Questo Governo non può di certo accontentare tutte le richieste e soddisfare le esigenze e le gravi criticità che emergono nel nostro Paese. È vero: sono stati presentati 2.852 emendamenti al provvedimento, ma ciò non significa che la maggioranza abbia bocciato il decreto-legge in esame. Anzi, credo sia stata, invece, data la possibilità di rappresentare le proprie sensibilità e di raccogliere, nelle sue molteplicità, il grido di aiuto che ci è pervenuto dai cittadini, attraverso i loro rappresentanti e tutte le associazioni che sono stati auditi nelle Commissioni finanze e bilancio. Poi, però, la responsabilità di questa maggioranza si è esplicitata nel lavoro di grande sintesi che è stato portato avanti, prediligendo misure di ampia portata, che hanno trovato una grande convergenza e hanno evitato che le ulteriori risorse a disposizione del Parlamento finissero disperse in tanti rivoli, ovviamente impercettibili e inefficaci a livello di intervento. Certo, si poteva fare meglio. Si può fare di più - come ho già detto nella mia relazione - e noi siamo pronti a impegnarci anche per il futuro. È tuttavia vero che questo Governo non è la continuazione del Conte II: mi pare evidente che abbia dimostrato una grande discontinuità, anche per il fatto che il PNRR, sul quale poggia il futuro nostro e di tutto il Paese, sicuramente è stato migliorato ed è stato presentato nei termini previsti. L'Europa aveva bocciato il precedente, ma il Governo Draghi è riuscito a presentare un progetto che può rimettere in moto tutto il sistema Paese. È anche vero che, con il Governo Draghi, il Parlamento - come abbiamo dimostrato con questo provvedimento - ha lanciato un segnale importante, perché ha riacquistato il proprio ruolo nel processo legislativo, dando un forte contributo e soprattutto riuscendo ad incidere sul provvedimento in arrivo, il decreto sostegni- bis , attraverso l'impegno assunto dal Governo di proseguire anche nel futuro con la logica che abbiamo iniziato in questa fase. Pertanto, tutti i temi di ampia portata trattati nel primo decreto sostegni saranno completati con le nostre richieste nel secondo decreto sostegni. Finalmente non si usa più la logica del bonus , che vogliamo dimenticare, ma si parla di incidere sui costi fissi delle imprese che sono state chiuse e non hanno potuto usufruire dei servizi sui quali noi vogliamo portare delle agevolazioni. Noi riteniamo che occorra soprattutto dare liquidità alle imprese. Certo, con i contributi a fondo perduto - è vero, e lo dico ai colleghi dell'opposizione - non si assicurano grandi iniezioni di liquidità a chi riceve il contributo. È per questo che abbiamo impegnato il Governo a intervenire con la moratoria dei mutui, ma anche creando nuovi fondi di garanzia dello Stato, perché l'impresa per ripartire ha bisogno di liquidità. Noi abbiamo anche chiesto al Governo di poter procedere con le riaperture, che devono essere effettuate al più presto, perché solo con il lavoro si potrà far ripartire il nostro sistema. Occorre ovviamente attenzione per la sicurezza e che il piano vaccinale proceda come sta facendo. Anche questo è un segnale di discontinuità rispetto al precedente Governo: