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Mentre fuori da quest'Aula già è partito il processo mediatico, con le tifoserie di turno, qui dentro dobbiamo provare a capire, perché ogni evento di questo tipo è una grave sconfitta per tutti noi, che in qualche modo dovremmo garantire un supporto a chi vive situazioni drammatiche come questa, far capire che si può chiedere aiuto, ma soprattutto far capire alle persone che solo oggi denunciano i maltrattamenti subiti da quei bambini, i due fratellini di cui uno è morto, che anche loro avrebbero potuto allertare i servizi sociali, i centri antiviolenza o le autorità competenti. Eppure nessuno lo ha fatto, forse per distrazione, forse perché ognuno troppo preso dalla propria vita, ma sicuramente anche perché gli strumenti che lo Stato offre non sono tenuti in considerazione, troppo deboli sui territori, carenti di risorse e spesso inadeguati a rispondere alle esigenze di una popolazione che, per diversi motivi, porta dentro angosce e frustrazioni irrisolte. Anche questi terribili casi sono lo specchio della nostra società, una società dove l'isolamento è sempre maggiore, dove ognuno vive la propria vita non relazionandosi con l'altro o non attivandosi per aiutarlo, una società che vede un sempre più diffuso disagio psicologico dei soggetti deboli, quelli che nel mondo dei forti sono sempre più emarginati. Risposte che possiamo dare noi come Stato, risposte che sicuramente devono essere anche economiche, ma non basta, dobbiamo offrire maggiore supporto andando a rafforzare chi si occupa di sviscerare i problemi psicologici delle persone, strutturare meglio i servizi di prossimità, far emergere di nuovo quello spirito di comunità e solidarietà che sembra essere passato in secondo piano. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Ci associamo alla solidarietà della comunità del paese dove il piccolo è stato barbaramente ucciso. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, care colleghe e cari colleghi, purtroppo ci risiamo, interventi come questo non avrei proprio voluto più farne, perché mi pesa come un sasso sul cuore, mentre vi parlo, il pensiero di quello che è accaduto e che continua ad accadere, ancora l'ennesimo caso di femminicidio. Marisa Sartori, venticinque anni, che oggi non è riuscita a compierne ventisei, perché oggi sarebbe stato il suo compleanno ed invece è morta, ammazzata con una coltellata al cuore, perché la sua unica colpa è stata quella di innamorarsi dell'uomo sbagliato e di cambiare idea, resasi conto dell'errore. Marisa che avrà venticinque anni per sempre e che abitava a Curno. Curno è un piccolo centro dell' hinterland bergamasco come tanti, dietro l'angolo di casa nostra, in questo caso a due chilometri da casa mia, nella civile e ordinata Lombardia, non a un milione di chilometri da noi, ma accanto a noi, accanto a me, accanto ad altre mie colleghe come la senatrice Pergreffi, come la senatrice Pirovano, e forse per questo lo sento ancora più forte. È la seconda giovane vita spezzata in pochi giorni nella mia Provincia per una ragione paradossale. L'amore non dovrebbe mai essere un pretesto per la violenza, ma qui non parliamo di amore. La parola amore oggi è proprio il termine meno adeguato da utilizzare. Marisa aveva denunciato da poco il suo ex amato, divenuto il suo persecutore. Marisa era spaventata, era preoccupata, per questo non si muoveva mai da sola ed è per questo che sua sorella Deborah, per non lasciarla da sola, è stata ferita gravemente e a sua volta si trova in condizioni critiche in ospedale, massacrata di coltellate. Marisa si era rivolta al centro antiviolenza, aveva denunciato suo marito, ma troppo tardi e nonostante il fatto che i carabinieri fossero già intervenuti due volte per le azioni violente dell'uomo, perché a volte la paura delle conseguenze di una denuncia è più forte della paura stessa. Oggi esiste un codice rosso approvato dal Consiglio dei Ministri a fine novembre, anche se non è ancora stato ratificato dal Parlamento e che dovrà essere una delle priorità della nostra Assemblea, come ha affermato anche il ministro Salvini. Il codice rosso prevede una corsia preferenziale per le denunce, indagini più rapide sui casi di violenza alle donne e l'obbligo per i pubblici ministeri di ascoltare le vittime entro tre giorni, forse troppi, perché il marito di Marisa andava fermato prima di potersi avvicinare a lei. Invece la mattanza continua. Anche ieri mattina a Vercelli un'altra donna è stata incendiata fisicamente da un uomo, che prima aveva pensato anche di picchiarla per farla soffrire un pochino di più. Parliamo di rivoluzione culturale e le rivoluzioni vanno sostenute e, quindi, ciò che chiedo oggi sono investimenti dal parte del Governo: nella scuola, sull'educazione e sulle Forze dell'ordine, che devono avere più personale dedicato e formato per essere adeguato a intervenire. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Biti) . Bisogna aiutare i Comuni, che sono lasciati soli, e i centri di violenza, che sono le prime sentinelle sul territorio a proteggere per prevenire. Abbiamo parlato tanto; facciamo seguire alle parole i fatti e per questo appoggeremo il Governo su ogni azione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DONNO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DONNO (M5S) . Signor Presidente, la vicenda accade a Trepuzzi, in provincia di Lecce, ma è senza dubbio ripetibile nella stragrande maggioranza dei Comuni italiani. Si tratta di una questione di facile risoluzione che, solo per l'evidente mancanza di volontà di alcuni degli attori coinvolti, porto all'attenzione dell'Aula. In data 10 ottobre 2018 il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Massimo Scarpa presentava una mozione in Consiglio con cui chiedeva alla Giunta comunale di Trepuzzi di impegnarsi ad agire con imparzialità nei confronti del cittadino contribuente, semplicemente chiedendo l'applicazione di quanto disposto dall'articolo 97 della Costituzione. Nello specifico, è previsto che, in caso di mancato o insufficiente pagamento di un tributo, l'amministrazione interessata produca automaticamente l'atto di accertamento. In seguito all'accertamento, l'amministrazione informa il cittadino circa la facoltà di richiedere il rimborso del maggior pagamento effettuato o la compensazione, in diminuzione, della maggior somma versata. Per quanto sopra, il consigliere Scarpa chiedeva, appunto, che il contribuente che avesse versato un importo errato in eccesso si vedesse comunicato l'errore. In più precisava che la detta operazione poteva essere fatta a costo zero per l'amministrazione prendendo, ad esempio, il file già predisposto dall'Agenzia delle entrate e aggiornabile allo scopo senza produrre alcuna informativa. La morale della favola è che la mozione viene respinta con la motivazione che la richiesta avrebbe previsto un'ulteriore attività per l'ufficio.