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In data 6 agosto, come ricordato nelle scorse ore, James MacLeod, direttore delle relazioni con i comitati olimpici nazionali, ha scritto al Presidente del CONI per avere rassicurazioni su alcuni punti critici del disegno di legge delega sull'ordinamento sportivo, al fine di garantire l'autonomia del Comitato olimpico nazionale e delle federazioni sportive nazionali, senza alcuna interferenza esterna nella governance e nelle attività di queste organizzazioni. Si tratta con tutta evidenza di un fatto nuovo che ci induce a proporre la questione pregiudiziale di una dura testimonianza del CIO, preoccupato del destino del CONI a seguito dell'approvazione di questa delega e noi, con loro, preoccupati anche che la preoccupazione del CIO si possa trasformare in un ostacolo alla realizzazione dei tanto agognati giochi sportivi olimpici che Milano e Cortina sono riuscite a conquistare nell'ultima decisione del CIO. (Applausi dal Gruppo PD) . Una preoccupazione notevole e chiara del CIO, cui aggiungiamo le nostre preoccupazioni, perché questo atto non è un legittimo tentativo di riorganizzare il mondo dello sport, bensì uno scomposto e forzato modo di controllarlo, non sappiamo - ma li immaginiamo - per quali scopi. Per il Partito Democratico questo disegno, prima ancora che di legge, deve essere fermato. Pertanto, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, presento la richiesta di non procederne all'esame. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulla questione pregiudiziale si svolgerà una discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, è stato illustrato bene, sia dalla senatrice Sbrollini che dal senatore Ferrari, che c'è un problema di fondo. Abbiamo provato a dirvelo anche nel pochissimo tempo che abbiamo avuto a disposizione come opposizioni per affrontare il provvedimento: è un errore di fondo che vede la sua origine in quel colpo di mano che avete fatto nell'ultima legge di bilancio, quando, con pochissimi commi, avete sostanzialmente distrutto il mondo dello sport, per portarvelo tutto a Palazzo Chigi. È scritto nero su bianco e lo avete scritto voi. Poi però vi siete resi conto di aver fatto un provvedimento monco all'interno della legge di bilancio e di aver bisogno di una serie di deleghe per poterlo realizzare. Noi abbiamo provato, come facciamo sempre, a porci, nei confronti di queste deleghe, in maniera costruttiva, esaminando il testo e proponendo una serie di emendamenti, addirittura - glielo dico, Presidente, poi mi saprà dire lei in futuro se è una cosa giusta - prima che le audizioni fossero fatte. A noi, infatti, è stato chiesto di presentare gli emendamenti prima ancora di fare le audizioni. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 13,53) ( Segue MALPEZZI). Questa è la nuova democrazia, questa è la modalità di lavoro del Governo a matrice Lega e 5 Stelle. Nonostante questo abbiamo provato a proporvi una serie di correttivi, che anche ieri sera, nella discussione e nella votazione di tutti gli emendamenti, abbiamo sottoposto alla vostra attenzione, partendo da una preoccupazione. Vi abbiamo detto che quanto stavate facendo e avete intenzione di fare rischia di mettere in grave pericolo tutto il mondo sportivo. Qualcuno continua ad accusarci di voler semplicemente difendere il CONI, di fare i lobbisti del CONI. No, noi vogliamo difendere lo sport e per farlo questa delega non deve passare. Non possiamo affidarvi carta bianca e lasciarvi liberi di inserire norme che rischiano di danneggiare profondamente tutto il settore. Da cosa siamo partiti? Pochi spunti, molto semplici, che però, dal nostro punto di vista, sono assolutamente dirimenti. Intanto abbiamo detto che i finanziamenti che oggi voi avete tolto al CONI per distribuirli a pioggia in generale dovrebbero avere dei criteri. Vi abbiamo quindi suggerito dei criteri, delle possibilità, ma le avete assolutamente respinte al mittente, per non creare uno schema all'interno del quale stabilire a chi vanno i finanziamenti. Vi abbiamo suggerito di guardare il numero dei tesserati alle associazioni, i loro risultati, il loro andamento, un normale criterio di misurabilità; potevate sceglierne altri e sarebbe andato bene. Ma darvi carta bianca, senza dire nulla e facendo in modo che la gestione sia completamente autonoma, ma soprattutto senza criterio, ci creava qualche problema. Ci avete detto di no, avete respinto tutto il lavoro che le opposizioni, in maniera costruttiva, hanno provato a fare. Abbiamo aggiunto indicazioni che, dal nostro punto di vista, potevano esservi molto utili. Abbiamo provato a introdurre una norma sulla rappresentanza dei tifosi negli organi consultivi, non come avete fatto voi, che li avete messi negli atti costitutivi delle società sportive. Noi non siamo contrari in modo aprioristico a quella norma. Vi abbiamo solo chiesto di essere sicuri che chi ricoprirà un ruolo di rappresentanza in quel contesto almeno non sia stato colpito dal Daspo, almeno non abbia reati alle spalle, altrimenti voi mettete all'interno di quelle associazioni - chiamiamole così - di quegli organismi persone che, se non altro, non hanno un comportamento molto chiaro. Anche in questo caso si trattava di un semplice criterio di trasparenza. Respinta al mittente anche questa proposta. Un'altra cosa importante è relativa ad una delega all'articolo 2 (visto che all'interno del provvedimento le deleghe sono tante) rispetto alla quale non abbiamo delle grosse contrarietà, che prevede il finanziamento da parte di "Sport e salute" alle federazioni e agli enti di promozione sportiva, alle discipline sportive e anche ai centri sportivi scolastici. Vi abbiamo detto che la delega è valida ma è a costo zero. Tutte le deleghe previste dal provvedimento non hanno risorse tranne quelle che, con il colpo di mano della legge di bilancio, avete tolto al CONI. Senza risorse non potranno fare niente. Perché quindi prevedere una delega vuota, senza assolutamente alcuna possibilità di essere sviluppata? Ancora, a me dispiace - e lo dico in maniera non ideologica a tutte le colleghe donne di questo Senato e alle colleghe della Commissione cultura - perché abbiamo provato a far passare delle norme relative al professionismo sportivo femminile. Abbiamo cercato di inserire norme che garantissero davvero a tutti pari opportunità di accesso e di trattamento: carta morta, lettera morta. Ci avete detto di no. Donne, dove siete? (Applausi dal Gruppo PD) . Siete sicure di voler votare in questo modo, mettendo in un angolo tutto il professionismo femminile? E poi facciamo le battaglie e ci dimentichiamo che in ogni comparto è necessario fare una battaglia? Vorrei che questa battaglia la facessero gli uomini. Sono stanca di dover chiedere alle donne di allearsi. Uomini: fatela con noi questa battaglia sul professionismo femminile. (Applausi dal Gruppo PD) . Dispiace, poi, sentire le parole del presidente Romeo, che stamattina ha dichiarato, forse nell'enfasi, che si va avanti dritti senza lettere e letterine, e si riferiva forse alla lettera, tanto citata, arrivata stamattina.