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4 Varianti costruttive 4.1 Agli effetti dell'articolo 3, comma 4, del decreto Presidente della Repubblica n. 753/80 si considera variante costruttiva rispetto alle soluzioni previste nel progetto presentato originariamente ed approvato/autorizzato dall'Autorità di sorveglianza, qualsiasi modifica apportata all'impianto non consistente in semplice sostituzione di singoli elementi con altri simili a quelli originali o, se diversi, a questi equivalenti sotto il profilo tecnico-funzionale, ma finalizzate ad ottenere variazioni delle caratteristiche costruttive dell'impianto stesso o delle sue prestazioni. Non costituiscono variante le modifiche che riguardano la realizzazione di quanto già previsto nel progetto già approvato, ma che non sono state poste in essere all'atto della realizzazione dell'impianto. Per quanto riguarda le opere civili debbono essere comunque applicate le Norme Tecniche sulle Costruzioni (N.T.C.), di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture del 14 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008 (S.O.), quando previste. 4.2 Il progettista della variante costruttiva deve verificare e dimostrare la compatibilità delle parti modificate con le restanti parti dell'impianto ai fini della sicurezza globale. 4.3 Le parti elettromeccaniche dell'impianto oggetto di variante costruttiva, così come quelle altre eventuali, che, agli effetti della sicurezza, possono risultarne influenzate, nonché le caratteristiche geometriche e fisiche dell'impianto (franchi, distanze, velocità, portata ...) sono riverificate secondo la normativa vigente alla data in cui è stato presentato il progetto originario. Oltre a quanto indicato nel punto precedente, per gli impianti realizzati antecedentemente all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 210/2003 (che ha recepito la direttiva 2000/9/CE), le parti elettromeccaniche dell'impianto oggetto di variante costruttiva, così come quelle altre eventuali, che, agli effetti della sicurezza, possono risultarne influenzate, nonché le caratteristiche geometriche e fisiche dell'impianto (franchi, distanze, velocità, portata ...) sono riverificate nel rispetto delle ultime norme tecniche nazionali vigenti antecedentemente all'entrata in vigore del citato decreto legislativo n. 210/2003 (che ha recepito la direttiva 2000/9/CE). Per ultime norme tecniche nazionali vigenti si intendono quelle di seguito indicate: decreto ministeriale 15 febbraio 1969 (pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 4 aprile 1969, n. 87), decreto ministeriale 15 marzo 1982, n. 706, decreto ministeriale 8 marzo 1999 (pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 1999, n. 68) e decreto ministeriale 15 aprile 2002 (pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 29 aprile 2002, n. 99). 4.4 Per le opere strutturali interessate dalla variante si applica la normativa tecnica vigente al momento della presentazione della variante. 4.5 Per gli impianti costruiti antecedentemente all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 210/2003 di applicazione della direttiva 2000/9/CE, è consentito l'impiego di componenti di sicurezza o di sottosistemi certificati, ai sensi della predetta direttiva, purché siano rispettati i seguenti criteri: compatibilità dei componenti o sottosistemi certificati con le altre parti di impianto con le quali essi si interfacciano ai fini della sicurezza; rispetto dei limiti di impiego di cui ai documenti di utilizzo allegati all'attestato CE per i suddetti componenti o sottosistemi; condizioni di sicurezza almeno equivalenti a quelle originarie. 5 Autorizzazioni e nulla osta 5.1 L'autorizzazione o il nulla osta di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 753/80 decade automaticamente qualora, alle scadenze temporali indicate ai precedenti capitoli 2 e 3, il Direttore o il Responsabile dell'esercizio (o l'Assistente tecnico se previsto) non dimostri di aver provveduto a tutti gli adempimenti in essi previsti 6 Disposizioni transitorie 6.1 Ai sensi dell'articolo 31-bis della legge 11 novembre 2014 n. 164 i termini previsti dal paragrafo 3.1 delle norme regolamentari di cui al decreto del Ministro dei trasporti 2 gennaio 1985, relativi alla scadenza di vita tecnica complessiva massima degli impianti a fune, non si applicano ai medesimi impianti che risultano positivi alle verifiche effettuate dai competenti uffici ministeriali. Ai sensi dell'articolo 31-bis della legge 11 novembre 2014 n. 164 e dell'articolo 145, comma 46 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive modificazioni e integrazioni, non può essere concessa la proroga nel caso non venga rinnovato o sostituito l'impianto al termine della vita tecnica. 6.2 I M.U.M. relativi alle seggiovie ed alle cabinovie ad attacchi fissi devono essere adeguati alla periodicità previste dal presente decreto per la prima revisione generale. 6.3 Le «norme regolamentari in materia di varianti costruttive, di adeguamenti tecnici e di revisioni periodiche per i servizi di pubblico trasporto effettuati con impianti funicolari aerei e terrestri», approvate con decreto 2 gennaio 1985 e successive disposizioni, non si applicano agli impianti disciplinati dal presente decreto. (1) (2) (3) (5) ((7)) ------------ AGGIORNAMENTO (1) Il D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96, ha disposto (con l'art. 43, comma 5-bis) che "In deroga al regolamento di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1° dicembre 2015, n. 203, la vita tecnica degli impianti di risalita in scadenza nel 2017, limitatamente agli skilift siti nel territorio della regione Abruzzo, è prorogata di un anno, previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell'esercizio da parte dei competenti uffici ministeriali". ------------ AGGIORNAMENTO (2) Il D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96, come modificato dalla L. 30 dicembre 2018, n. 145, ha disposto (con l'art. 43, comma 5-bis) che "In deroga al regolamento di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1° dicembre 2015, n. 203, la vita tecnica degli impianti di risalita in scadenza nel 2018, limitatamente agli ski-lift siti nel territorio delle regioni Abruzzo e Marche, è prorogata di un anno previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell'esercizio da parte dei competenti uffici ministeriali".