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L'articolo 4 disciplina i rapporti istituzionali tra la nuova Autorità e gli altri organi amministrativi indipendenti, nonché le amministrazioni statali ed europee. Si prevede che essa riferisca al Parlamento annualmente e che la relazione sia esaminata dalle Commissioni per le relative materie di competenza. L'articolo 5 assicura la pubblicità dei regolamenti e degli atti a contenuto generale adottati dall'Autorità, prescrive l'analisi sull'impatto degli stessi, la consultazione dei soggetti interessati e la motivazione delle scelte compiute. Si prescrivono, inoltre, adeguate garanzie in ordine ai procedimenti aventi ad oggetto contenziosi. L'articolo 6, infine, elenca le norme che, in seguito all'entrata in vigore del nuovo assetto, necessitano di essere abrogate.. 1 (Autorità di regolazione e concorrenza, per la protezione dei consumatori e dei dati personali) 1 È istituita l'Autorità di regolazione e concorrenza, per la protezione dei consumatori e dei dati personali, di seguito denominata «Autorità», con sede in Roma. L'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione. 2 All'Autorità sono attribuite le competenze precedentemente esercitate dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dall'Autorità di regolazione dei trasporti e dal Garante per la protezione dei dati personali. Nei settori di propria competenza, all'Autorità sono altresì attribuite, in via esclusiva, le competenze precedentemente esercitate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato. 2 (Disposizioni in materia di composizione del collegio dell'Autorità) 1 L'Autorità è costituita dal presidente e da sei commissari. Ai fini dell'esercizio delle competenze di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, sono organi dell'Autorità la commissione per le infrastrutture e le reti, la commissione per i servizi e prodotti e il consiglio. Ciascuna commissione è organo collegiale costituito dal presidente dell'Autorità e da tre commissari; il consiglio è costituito dal presidente e da tutti i commissari. 2 Il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati eleggono, rispettivamente, due e quattro commissari ciascuno, i quali sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica. Ciascun senatore e ciascun deputato esprime il voto indicando un nominativo per il consiglio. 3 Il presidente dell'Autorità è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. La designazione del nominativo del presidente dell'Autorità è previamente sottoposta al parere delle competenti Commissioni parlamentari, che esprimono un parere vincolante a maggioranza dei due terzi dei componenti. Le medesime Commissioni possono procedere all'audizione del presidente designato. 4 Il presidente e i commissari sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nei settori di esercizio dell'Autorità e di riconosciuta indipendenza; durano in carica sette anni e non possono essere riconfermati, pena la immediata decadenza. 5 In caso di dimissioni o impedimento del presidente o di un componente dell'Autorità si procede alla sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina dei componenti dell'Autorità e la loro durata in carica. 6 In sede di prima applicazione, tre commissari durano in carica per cinque anni. Al presidente o al commissario che subentri quando mancano meno di tre anni alla scadenza ordinaria del mandato non si applica il divieto di conferma di cui al comma 4. 7 Il collegio nomina un segretario generale, scelto fra persone di elevata professionalità e competenza, che sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e ne risponde al presidente. 8 Il mandato di presidente e commissario, nonché l'incarico di segretario generale, può essere conferito a magistrati e avvocati dello Stato, purché gli stessi presentino istanza di dimissioni entro quindici giorni dalla nomina, fermo restando che l'esercizio delle suddette funzioni resta sospeso sino al perfezionamento delle dimissioni. 9 Le indennità spettanti ai componenti dell'Autorità sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze. 3 (Disposizioni in materia di organizzazione dell'Autorità) 1 L'Autorità ha autonomia organizzativa, contabile e amministrativa. 2 Nelle materie inerenti all'organizzazione interna dell'Autorità, il collegio svolge le funzioni di indirizzo, programmazione e controllo. Le funzioni di gestione, ai sensi del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono attribuite ai servizi e agli uffici. Il collegio può attribuire al presidente o a singoli componenti la delega a svolgere attività specifiche o ad assumere determinazioni in ambiti di competenza specificamente individuati. 3 Per l'intera durata dell'incarico i componenti dell'Autorità non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi nelle imprese operanti nei settori di competenza dell'Autorità. All'atto di accettazione della nomina, i componenti dell'Autorità, se dipendenti di pubbliche amministrazioni, sono collocati fuori ruolo o in posizione analoga. 4 Nei due anni successivi alla cessazione dall'incarico, i componenti dell'Autorità non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con imprese nei cui confronti sono state adottate misure regolatorie specifiche o aperte istruttorie di vigilanza dell'Autorità presso cui hanno svolto il mandato, né esercitarvi funzioni societarie. La violazione di tale divieto è punita, ferma restando la responsabilità penale ove il fatto costituisca reato, con una sanzione pecuniaria pari nel minimo a 25.000 euro e nel massimo alla maggiore somma tra 250.000 euro e l'importo del corrispettivo percepito. Ferme restando le altre disposizioni previste dagli ordinamenti di settore, all'imprenditore che abbia violato tale divieto si applicano le sanzioni previste dall'articolo 2, comma 9, della legge 14 novembre 1995, n. 481. I valori delle predette sanzioni sono rivalutati, ogni due anni, in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT). 5 I componenti e i funzionari dell'Autorità, nell'esercizio delle funzioni, sono pubblici ufficiali e sono tenuti al segreto d'ufficio. Nell'adozione degli atti, incluse segnalazioni e pareri, e in particolare nei procedimenti volti all'adozione di atti di regolazione, l'Autorità si conforma a princìpi di massima trasparenza, assicurando la più ampia ed effettiva partecipazione dei soggetti interessati, anche mediante il riconoscimento di adeguate garanzie di accesso agli atti e di partecipazione al dialogo amministrativo.