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Secondo il dettato dell'articolo 4, le imprese di assicurazione possono offrire al contraente, all'atto di sottoscrizione del contratto ed in alternativa al risarcimento per equivalente, la facoltà di ricevere un risarcimento in forma specifica di danni a cose, con garanzia non inferiore a due anni sulle riparazioni effettuate e a fronte di una riduzione non inferiore al 5 per cento del premio medio applicato dalla compagnia l'anno precedente su base regionale per il profilo di rischio corrispondente alla classe unificata di merito del contraente. Inoltre, qualora il danneggiato, persona diversa dall'assicurato che ha sottoscritto la clausola, rifiuti il risarcimento in forma specifica da parte dell'impresa convenzionata con l'impresa di assicurazione, è previsto un meccanismo per cui il versamento della somma corrisposta a titolo di risarcimento, che non può superare i costi standard per lavori a regola d'arte, viene effettuato direttamente all'impresa di autoriparazione con contestuale presentazione della documentazione fiscale prevista ai sensi di legge. Al fine di realizzare un equo contemperamento degli interessi contrapposti delle parti, si prevede che l'IVASS determini i costi standard per lavori a regola d'arte, sentite le associazioni nazionali maggiormente rappresentative del settore dell'autoriparazione e l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA). La norma, quindi, mira a tutelare la libertà di concorrenza nel mercato dell'autoriparazione assicurando in capo al danneggiato la libertà di scelta delle imprese di autoriparazione di fiducia ed evitando forme di abuso di posizione dominante da parte delle imprese di assicurazione. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell'ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del bene e, in tali casi, la somma corrisposta a titolo di risarcimento non può comunque superare il medesimo valore di mercato incrementato delle eventuali spese di demolizione e immatricolazione di altro veicolo. La disciplina recata dall'articolo 5, prevede il riconoscimento di tariffe premio in favore degli assicurati virtuosi, ovvero di coloro che non denuncino sinistri nell'arco di un quinquennio. Tale tariffa premio è predisposta da ciascuna compagnia assicurativa ed è valida su tutto il territorio nazionale ed è offerta agli assicurati virtuosi in tutta la rete di vendita della compagnia. La disciplina recata dall'articolo 6, al fine di consentire alle imprese di assicurazioni l'utile accertamento della sussistenza e dell'entità del danno, nonché una più attenta valutazione delle determinazioni conclusive da comunicare al danneggiato in merito alla richiesta di risarcimento, aumenta da cinque a otto i giorni non festivi in cui le cose danneggiate sono messe a disposizione dell'assicuratore. È previsto che la procedura attivabile nei casi in cui vengano evidenziati indizi di frode si applichi anche in presenza di altri indicatori acquisiti dall'archivio integrato informatico di cui all'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, nonché dai dispositivi elettronici di cui all'articolo 132, comma 1, del CAP o emersi in sede di perizia da cui risulti documentata l'incongruenza del danno dichiarato dal richiedente. È previsto, infine, che l'azione in giudizio per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti in presenza di indicatori di frode, sia proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell'impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Si stabilisce, inoltre, che l'impresa, a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto dell'impresa di assicurazione del veicolo responsabile, ferma la successiva regolazione dei rapporti fra le imprese medesime sulla base dei costi effettivamente sostenuti. La disciplina recata dall'articolo 7 stabilisce che l'impresa di assicurazione possa offrire al contraente la facoltà di prevedere, in via contrattuale, il divieto di cessione a terzi del diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, senza il consenso dell'assicuratore tenuto al risarcimento. Anche in questo caso, onde garantire l'immediato vantaggio economico per coloro che accettino la limitazione delle proprie facoltà contrattuali, è previsto che l'impresa di assicurazione applichi una significativa riduzione del premio a beneficio dell'assicurato, in misura non inferiore al 4 per cento del premio per il profilo di rischio corrispondente alla classe di merito del contraente applicato su base regionale nell'anno precedente. L'articolo 8 prevede che le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 170- bis del CAP, relative alla durata del contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, vengano applicate anche alle assicurazioni dei rischi accessori al rischio principale, qualora lo stesso contratto garantisca simultaneamente sia il rischio principale sia i rischi accessori. Al fine di ridurre i costi di gestione in esito ai sinistri con lesioni, secondo la disciplina dettata dall'articolo 9, le imprese sono tenute a proporre clausole contrattuali, facoltative per l'assicurato, che prevedono prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti individuati e remunerati dalle imprese stesse. È altresì prevista una significativa riduzione del premio a beneficio dell'assicurato che acconsenta ad avvalersi dei professionisti convenzionati. Al comma 2, inoltre, viene modificata la disciplina concernente il risarcimento del danno alla persona per lesioni di lieve entità, accordato a seguito di riscontro medico legale da cui risulti solo strumentalmente accertata l'esistenza della lesione. La disciplina recata dall'articolo 10 prevede l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie a carico dell'impresa, nonché la riduzione automatica del premio contrattuale, sia nel caso di mancata riduzione dei premi, con riferimento agli articoli 2, 4, 7 e 9, sia nelle ipotesi in cui le stesse imprese non abbiano dato comunicazione del mancato avvalimento delle facoltà previste agli articoli 2 e 4 tramite apposita dichiarazione da allegare al contratto in fase di stipula. Con l'articolo 11, viene modificato il secondo comma dall'articolo 2947 del codice civile prevedendo, con riferimento al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie, la decadenza del diritto del danneggiato qualora non venga presentata la richiesta entro sei mesi dal verificarsi del fatto dannoso. La norma, che mira a contrastare il fenomeno delle frodi in assicurazione in fase di accertamento e liquidazione del sinistro, fa salva, in ogni caso, la prescrizione biennale già prevista dall'articolo 2947, escludendo dall'applicazione del termine decadenziale i casi di forza maggiore e di impedimento senza colpa.