[ddlcomm]

e prevedere le modalità di impiego dei giudici onorari di pace e dei vice procuratori onorari in modo da garantire la natura occasionale e temporanea tipica del rapporto di servizio onorario; f prevedere le modalità di inserimento funzionale del giudice onorario di pace di cui alla lettera b) nell'ufficio del processo presso il tribunale ordinario; g prevedere le modalità d'inserimento funzionale del vice procuratore onorario di cui alla lettera c) nell'ufficio del processo presso la procura della Repubblica; h ampliare, nel settore civile, la competenza dell'ufficio del giudice di pace per materia e valore ed estendere i casi di decisione secondo equità; i prevedere in quali procedimenti le funzioni del pubblico ministero sono svolte dal vice procuratore onorario; l regolamentare il regime della incompatibilità del magistrato onorario; m individuare i doveri e i casi di astensione del magistrato onorario; n regolamentare i casi di decadenza dall'incarico, astensione e dispensa dal servizio; o regolamentare la responsabilità disciplinare individuando le fattispecie, le relative sanzioni dell'illecito disciplinare e la procedura per la loro applicazione, nonché disciplinare la partecipazione dei magistrati onorari al consiglio giudiziario; p prevedere i criteri di liquidazione dell'indennità quale ristoro economico per il servizio reso dal magistrato onorario; q prevedere il regime transitorio applicabile a tutti i giudici di pace, ai giudici onorari presso il tribunale, ai vice procuratori onorari, in servizio in regime di proroga, e comunque da oltre sei anni alla data di entrata in vigore della presente legge, che assicuri il loro inserimento in modo permanente ed organico nell'ufficio del processo del tribunale o della procura della Repubblica secondo la funzione giudicante o requirente, attraverso l'istituzione del ruolo ad esaurimento presso ogni ufficio del processo per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali delegate, secondo le competenze individuate dalla presente legge; r con riferimento ai soggetti interessati dal regime transitorio di cui alla lettera q) , disciplinare il trattamento economico, previdenziale, assistenziale e delle guarentigie; s con riferimento ai soggetti interessati dal regime transitorio di cui alla lettera q) , regolamentare il regime delle incompatibilità; t con riferimento ai soggetti interessati dal regime transitorio di cui alla lettera q) , individuare i doveri ed i casi di astensione; u con riferimento ai soggetti interessati dal regime transitorio di cui alla lettera q) , regolamentare i casi di sospensione e decadenza dal servizio, la responsabilità disciplinare, individuando le fattispecie, le relative sanzioni dell'illecito disciplinare e la procedura per la loro applicazione; v con riferimento ai soggetti interessati dal regime transitorio di cui alla lettera q) , disciplinare la partecipazione al consiglio giudiziario; z prevedere e regolamentare il potere del presidente del tribunale di coordinare l'ufficio del giudice di pace; aa operare la ricognizione e il riordino della disciplina in materia di formazione professionale dei magistrati onorari e dei soggetti interessati dal regime transitorio di cui alla lettera q); bb modificare la disciplina della connessione nel procedimento penale davanti al giudice di pace, uniformandola alla disciplina contenuta nel codice di procedura penale; cc prevedere specifiche norme di coordinamento delle nuove disposizioni con le altre disposizioni di legge nonché l'abrogazione delle norme divenute incompatibili. 2 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e successivamente trasmessi al Consiglio superiore della magistratura per l’espressione del parere, da rendere entro trenta giorni. I medesimi schemi dei decreti legislativi sono successivamente trasmessi alle Camere, perché su di essi sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, entro il termine di trenta giorni dalla data della ricezione; decorso il predetto termine i decreti possono essere emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti la scadenza del termine previsto per l’esercizio della delega o successivamente, quest’ultimo è prorogato di sessanta giorni. Il Ministero della giustizia predispone gli schemi dei decreti legislativi avvalendosi della commissione tecnica per la creazione dell'ufficio per il processo, istituita presso il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del medesimo Ministero. 3 Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può emanare disposizioni correttive e integrative nel rispetto dei princìpi e dei criteri direttivi di cui alla presente legge e con la procedura di cui al comma 2. 2 (Princìpi e criteri direttivi con riferimento all'istituzione dell'ufficio del processo) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a istituire l'ufficio del processo presso il tribunale e l'ufficio del processo presso la procura della Repubblica quale articolazione organizzativa rispettivamente del tribunale e della procura della Repubblica; b prevedere l'ufficio del processo come modello organizzativo per l'esercizio del potere giurisdizionale del tribunale e della procura della Repubblica nell'ambito del quale il titolare svolge la propria funzione giudicante e requirente avvalendosi dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a) , secondo le rispettive funzioni e competenze; c prevedere che titolari del rispettivo ufficio del processo siano il magistrato giudicante e quello requirente professionale, nonché il presidente del tribunale e il procuratore della Repubblica, secondo le competenze delle figure dirigenziali attribuite dalle disposizioni dell’ordinamento giudiziario ai magistrati professionali, che esercitano il proprio potere giurisdizionale sia attraverso la propria attività sia mediante l'attività dei soggetti inseriti nell'ufficio per il processo di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a) ; d prevedere che i magistrati titolari dell'ufficio del processo di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a) , hanno il potere di coordinare i soggetti inseriti nel medesimo ufficio del processo secondo le disposizioni stabilite dal presidente del tribunale e dal procuratore della Repubblica, che attribuiscono la trattazione dell'attività giudiziaria ai predetti singoli soggetti in ragione delle esigenze di ufficio e secondo le distinzioni specificate con i decreti legislativi adottati in attuazione dell’articolo 1 della presente legge; e prevedere che, salvo il ruolo organico dei soggetti interessati dal regime transitorio di cui all'articolo 4, le dotazioni organiche degli altri soggetti inseriti nell'ufficio del processo siano determinate con decreto del Ministero della giustizia tenuto conto della pianta organica dei magistrati professionali. 3 (Princìpi e criteri direttivi con riferimento alla riforma organica della magistratura onoraria) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettere b) ed f) , il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a superare la distinzione tra giudici onorari di tribunale e giudici di pace, denominandoli «giudici onorari di pace» e facendoli confluire tutti nell'ufficio del giudice di pace;