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Si tratta di un'impostazione strategica che consentirà di affrontare la complessità del tema, pur con i suoi tempi, ma credo possa rappresentare un'infrastruttura di controllo e verifica della sicurezza nazionale in questo campo, che flessibilmente accompagnerà anche gli sviluppi futuri. Noi, infatti, ancora non sappiamo bene come questo mondo si svilupperà e come i flussi delle informazioni e il controllo delle reti potranno rappresentare in futuro un tema che si sviluppa con delle tecnologie o con delle altre. Il confronto su questi temi è in atto, ma riguarda anche la geopolitica - è inutile che ci nascondiamo - perché ci sono aspetti che riguardano i rapporti con gli Stati Uniti o con la Cina. Sono tecnologie diverse, che si stanno confrontando e che ciascuno ovviamente cerca di imporre. La notizia di qualche mese fa, relativa al lancio, da parte di una società privata americana, di un numero significativo di nuovi satelliti per la telecomunicazione, posti ad altezze più ridotte rispetto alle attuali convenzioni, che prefigura un Internet superveloce satellitare, ci fa capire che ognuno sta sviluppando tecnologie differenti, ma l'obiettivo è sempre quello della gestione di grandi masse di dati. Altri temi sono stati affrontati, ad esempio dal collega D'Alfonso, come quello del sottosuolo. Anche in questo caso, nella logica della liberalizzazione, in Italia abbiamo visto sviluppare cose differenti. Oggi la fibra ottica, nel nostro Paese, viene stesa in modo concorrenziale da vari soggetti: mi riferisco alle infrastrutture e non ai servizi. Dunque sono tutti temi che ci fanno capire che, per quanto sia certo che stiamo intervenendo successivamente rispetto ad altri, il decreto-legge in esame affronta e ci offre gli strumenti per governare questo grado di complessità, anche nel futuro. Non sto a dire ciò che rappresenta oggi il mondo digitale, perché credo si tratti di una sfida che dobbiamo raccogliere. Come è stato detto anche da altri colleghi, attraverso tali strumenti dobbiamo immaginare la società del futuro, la società che verrà. Questa è la sfida non solo della conoscenza, ma anche della convivenza e della democrazia ed è la frontiera che ci deve interrogare tutti, perché non stiamo parlando solamente di mezzi, ma anche di linguaggi e di modalità di relazione, che sono importanti e spesso possono veicolare valori positivi. Affrontiamo dunque con fiducia tali temi, così come dobbiamo affrontare con fiducia e con grande serietà il tema della sicurezza e della cyber security . Il nostro voto sarà dunque favorevole: ritengo infatti che il Governo, con il provvedimento in esame, abbia dato prova di saper affrontare in modo competente e importante un tema complesso. Magari passerà sottotraccia e i cittadini non se ne accorgeranno o non lo riterranno importante. Credo però che, in un momento in cui leggiamo sui giornali fatti che suscitano preoccupazione, si tratta di un passaggio in grado di darci fiducia per il futuro. (Applausi dal Gruppo PD) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, rappresentante del Governo, finalmente il Governo ci sottopone un provvedimento utile e, per farlo - questo è il motivo del nostro apprezzamento - si è deciso ad emanare un decreto-legge sovranista, per la difesa dei nostri confini dalle illecite intrusioni extracomunitarie. Purtroppo, però, stiamo parlando solo dei confini digitali, perché, per quanto riguarda quelli fisici, siamo ritornati al colabrodo delle frontiere, che ben conoscevamo nella precedente legislatura, ai tempi dei Governi Renzi e Gentiloni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Su questo ci sarebbe molto da dire, ma non è questo l'argomento di oggi e non servirebbe comunque. Le notizie e i numeri degli sbarchi sono sotto gli occhi di tutti gli italiani, che li terranno bene in mente quando saranno chiamati a votare alle prossime elezioni regionali, a partire da quelle dell'Emilia-Romagna, fino alle prossime elezioni politiche, che speriamo arrivino il prima possibile. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non siamo, come si è detto, contrari a questo provvedimento, perché nasce da valutazioni e su input specifico dell'esperienza governativa della Lega. Anche l'intero articolo, relativo al golden power , non è altro che la riproposizione letterale del decreto non convertito la scorsa estate dal Governo Conte 1. Come vedete, a differenza dell'ex avvocato del popolo, noi la parola su questo la manteniamo. In totale spirito collaborativo abbiamo tentato di suggerire migliorie al testo, in particolare all'articolo 1: ad esempio, abbiamo proposto di accelerare i tempi in cui dotarsi del perimetro difensivo cibernetico, ma avete votato contro; abbiamo proposto di estenderlo al sistema radiotelevisivo, ma avete votato contro. Volevamo introdurre le soluzioni del cloud driven per garantire il controllo continuo, costante e sicuro delle infrastrutture, ma avete votato contro. Volevamo che ci fosse uno scambio di informazioni tra tutte le autorità al fine di contrastare il terrorismo, ma avete votato contro. Abbiamo inoltre cercato di farvi capire che c'è una falla nell'articolato del testo. I soggetti interessati sono infatti tenuti a segnalare alle autorità competenti gli incidenti che interessano i loro sistemi. Ebbene, in tutto il decreto-legge non vi è alcuna indicazione di cosa si debba intendere per incidenti. Abbiamo presentato un emendamento per chiarire la questione, ma lo avete respinto e non avete nemmeno accolto il suggerimento di demandare la cosa a un successivo provvedimento. Il rischio reale e concreto è che, se non vi è piena chiarezza, ci si troverà in futuro a brancolare nell'incertezza con il rischio di vedere aperti innumerevoli contenziosi. Non è nemmeno questo il motivo che ci spinge a non votare a favore del decreto, ma a dichiarare il nostro voto di astensione. Sebbene oggi il Governo si prodighi in aggiustamenti dell'ultimo minuto e sebbene nell'altro ramo del Parlamento siano stati inseriti alcuni contrappesi, come il coinvolgimento delle Commissioni parlamentari competenti, riteniamo che questo atto conferisca troppi poteri al Presidente del Consiglio, soprattutto visto chi è il Presidente del Consiglio in carica. Com'è possibile affidare la sicurezza delle frontiere digitali ad un Premier che è stato chiamato dal Copasir a chiarire il possibile uso distorto dei servizi segreti per fare l'interesse di una potenza straniera? Quello che ha svenduto l'Italia in cambio di una benedizione di Macron, della Merkel e della von der Leyen? Quello che chiedeva consigli al cancelliere tedesco per limitare l'azione del suo vice, nonché ministro degli interni? Quello che ha fatto tornare le frontiere del mare un colabrodo e si è chinato al volere delle ONG straniere? Quello che non batte ciglio se la Germania ci rispedisce i "dublinanti", o se la Francia ci scarica centinaia di clandestini al confine con Piemonte e Liguria? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) .