[pronunce]

degli artt. 2, 3, numeri 2 e 3, della direttiva CE del 27 giugno 2001, n. 42 (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente); degli artt. 142, commi 2 e 4, 146, commi da 1 a 5, 9, 11, e dell'art. 157 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137); all'art. 4, comma 16, lettera e), numero 6, e all'art. 5, comma 3, lettera c), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia), convertito, con modificazioni, nella legge 12 luglio 2011, n. 106; degli artt. 5, lettere p) e q); 6, commi 2 e 3, da 11 a 15, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale); delle direttive CE del 5 aprile 2006, n. 12 (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti), e del 19 novembre 2008, n. 98 (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive - Testo rilevante ai fini del SEE); e della sentenza Corte di giustizia 22 settembre 2011, in causa C-295/10; che, successivamente alla proposizione del ricorso, la Regione Umbria, con legge regionale 4 aprile 2012, n. 7 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2012 in materia di entrate e di spese. Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali), in particolare con gli artt. 10, 11, 13 e 19, ha abrogato e/o modificato nel senso indicato dal Governo le disposizioni impugnate; che, proprio in considerazione delle modifiche apportate dalla Regione alle norme impugnate, il ricorrente, con delibera del Consiglio dei ministri in data 7 giugno 2012, depositata nella cancelleria di questa Corte il 13 giugno e notificata alla Regione Umbria, nella persona del Presidente, in data 15 giugno 2012, ha rinunciato al ricorso, affermando che tali modifiche hanno sostanzialmente recepito le censure proposte; che tale rinuncia è stata formalmente accettata dalla Regione Umbria con la delibera della giunta regionale del 18 giugno 2012, depositata presso la cancelleria di questa Corte a mezzo fax il 20 giugno 2012 e a mezzo posta il 27 giugno 2012; che, ai sensi dell'art. 25 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, seguita dall'accettazione della controparte, comporta l'estinzione del processo.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara estinto il processo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 luglio 2012. F.to: Alfonso QUARANTA, Presidente Paolo Maria NAPOLITANO, Redattore Gabriella MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 luglio 2012. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella MELATTI