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anzi, dalle Camere oggi deve uscire un messaggio chiaro agli operatori delle Forze dell'ordine, che si sacrificano ogni giorno per garantire il diritto di manifestare in sicurezza, pacificamente. Dobbiamo dare il messaggio che tutte le istituzioni sono al loro fianco, a fianco dei manifestanti pacifici, a fianco delle Forze dell'ordine. E un messaggio chiaro deve arrivare anche a chi vuol fare delle legittime proteste un'occasione di violenza: le istituzioni sono più forti di loro e sapranno restare unite per contrastare con determinazione ed equilibrio tutti violenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruotolo. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, signori membri del Governo, signor Ministro, colleghe e colleghi, intanto voglio ringraziare il Ministro per la sua corposa ed esaustiva informativa e, a nome delle senatrici e dei senatori del Gruppo Liberi e Uguali-Ecosolidali, voglio esprimere la nostra solidarietà ai 41 agenti rimasti feriti negli scontri del 9 ottobre a Roma. Sono passati ormai dieci giorni da quel 9 ottobre, ma quella data resterà impressa nella nostra storia. Era già accaduto cento anni fa che squadracce fasciste assediassero e devastassero le camere del lavoro. Allora lo Stato non si oppose e ci fu la marcia su Roma e il regime fascista. Addirittura, Gaetano Salvemini, come è stato ricordato, solo con l'omicidio Matteotti si rese conto di quanto per anni avesse sottovalutato quel tremendo pericolo per la democrazia. Oggi la reazione c'è stata, con gli arresti, ma anche con la straordinaria risposta popolare di sabato scorso a Roma promossa dai sindacati. Bene ha fatto il presidente Mattarella a evidenziare la fortissima reazione del Paese all'assalto alla sede del sindacato. So bene che all'ordine del giorno di oggi non c'è la richiesta dello scioglimento delle organizzazioni fasciste, che discuteremo domani, ma proprio lei, nella sua ricostruzione del sabato fascista, ci fornisce gli elementi per sostenere la nostra richiesta, forti della disposizione transitoria della Costituzione italiana. Dunque, vengo alla sua informativa. Sono più che legittimi gli interrogativi sul 9 ottobre. Appare chiaro, innanzitutto, che qualcosa non ha funzionato nella gestione dell'ordine pubblico. C'è stata sottovalutazione e, di conseguenza, inadeguatezza da parte delle Forze dell'ordine nel fronteggiare proprio quelli che lei, a caldo, ha definito segnali eversivi. Proprio lei ha fornito, poco fa, i numeri di quel 9 ottobre. Non vi aspettavate una partecipazione così numerosa alla manifestazione, perché le altre manifestazioni di no green pass e no vax dei sabati precedenti non erano state così consistenti. Vi aspettavate 3.000-4.000 persone: ne sono arrivate il triplo e, quindi, gli 840 uomini e donne delle Forze dell'ordine erano insufficienti. Piazza del Popolo questa volta era piena. Piazza del Popolo è stato un errore: troppo vicina ai palazzi delle istituzioni. Un anno fa, prima del green pass , in piena pandemia e lockdown , Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, oggi in carcere, alla vigilia della manifestazione di Napoli, il 24 ottobre del 2020 scriveva in un tweet : «Che si accenda a Napoli la prima scintilla di rivoluzione contro la dittatura sanitaria». Quella stessa notte Forza Nuova pubblicò le foto della guerriglia cittadina: «Noi in strada a Roma; da Napoli partita la rivolta». Certo, è vero ed indubitabile che abbiamo garantito la libertà di manifestare. Lei ha citato 5.700 manifestazioni, ma in questi mesi vanno ricordati anche degli altri episodi violenti avvenuti nei cortei no vax e no green pass . Per brevità ne cito uno: il 28 agosto, a Roma, due manifestazioni, la prima a Piazza del Popolo e l'altra alla Bocca della Verità. A Piazza del Popolo, più di duecento militanti di Forza Nuova tentano di superare lo sbarramento delle Forze dell'ordine, con cariche di alleggerimento per disperdere i neofascisti. Senza dimenticare il gazebo distrutto a Milano del MoVimento 5 Stelle. E voglio ricordare anche i numerosi giornalisti, cui va la nostra solidarietà, picchiati e insultati in queste manifestazioni. Signor Ministro, queste di estrema destra sono frange, lo sappiamo, e non rappresentano l'intero movimento no green pass . Commetteremmo un errore a pensare che queste piazze non vadano ascoltate, perché esprimono un disagio sociale con il quale bisogna fare i conti. Non possiamo, però, non sottolineare la gravità della situazione, con le minacce a personalità politiche e del mondo scientifico impegnate nella battaglia contro la pandemia. Campagne di odio sui social media , pedinamenti fisici e minacce, come capitato all'infettivologo Matteo Bassetti, primario del San Martino di Genova. Questi distinguo, anche all'interno della maggioranza, questo cavalcare la protesta da parte della destra, sono pericolosi. Non c'è da contrastare nessuna dittatura sanitaria; non c'è nessuna libertà calpestata. Quanto successo il 9 ottobre a Roma segna un punto di non ritorno. In Corso d'Italia non c'era il popolo disorientato, impaurito dalla pandemia. Il 9 ottobre, sul palco di Piazza del Popolo, c'era il sorvegliato speciale Giuliano Castellino. Il 9 ottobre c'erano Roberto Fiore e Luigi Aronica, tra i fondatori dei NAR di Fioravanti e Mambro. Lo abbiamo ascoltato tutti Giuliano Castellino arringare la folla e annunciare l'obiettivo della CGIL: come è stato possibile che non sia stato fermato? Oggi sappiamo, per esempio, che la procura aveva chiesto ad agosto di arrestarlo per le continue violazioni degli obblighi imposti dalla sorveglianza. Abbiamo saputo anche che, però, il giudice aveva detto no. Ecco perché Castellino stava in quella piazza. Ma perché dopo averlo sentito dire «assediamo la CGIL» non è stato arrestato? E perché la sede della CGIL, obiettivo sensibile, non era ben presidiata dalle Forze dell'ordine per respingere l'assalto? Lei ha parlato, se non ricordo male, di 20 uomini davanti alla sede della CGIL e ce n'erano 1.500 tumultuosi, così li ha definiti nella sua informativa. Certamente, in quel contesto l'arresto in piazza dell'esponente di Forza Nuova avrebbe potuto provocare una reazione violenta; in quelle circostanze vale la regola della riduzione del danno, è vero, ma non possiamo non ribadire qui che l'assalto alla CGIL è stato un attacco alla nostra democrazia e alla nostra Costituzione, che è antifascista. La leader di Fratelli d'Italia ha sostenuto che ci sia una regia dello Stato che ci farebbe tornare agli anni bui, alla strategia della tensione, che Forza Nuova sia stata lasciata di proposito a briglia sciolta: è un goffo tentativo di depistaggio, un far caciara, come dicono a Roma. Noi, invece, stiamo sulla questione; noi esprimiamo solidarietà alle Forze di polizia. Riprendo un articolo di Paolo Berizzi, il giornalista di «la Repubblica» sotto scorta minacciato dai neofascisti: era il 10 ottobre di un anno fa - scrive Berizzi - quando i capi di Forza Nuova, insieme a no vax e no mask, diedero vita a un esecutivo che nei loro piani avrebbe dovuto sostituire il Governo Conte.