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la città di Siena è da quasi un secolo, tra alterne vicende, protagonista di interventi normativi volti direttamente a preservarne la conservazione e a tutelarne il paesaggio urbano; il patrimonio storico e culturale di cui essa è portatrice è un valore ormai incontestato e, pertanto, non si può che sperare che il Governo mostri nei suoi confronti la stessa sensibilità che hanno avuto i « grandi padri » come Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Bracci. Il presente disegno di legge intende rifinanziare la legge 9 marzo 1976, n. 75, e tutelare la natura giuridica e fiscale delle storiche contrade e delle associazioni dei contradaioli che costituiscono una loro articolazione, così come previsto nei singoli statuti delle contrade e nei regolamenti comunali. In particolare, si dispone un finanziamento di 5 milioni annui per i tre anni dal 2019 al 2021, prevedendo deroghe al principio del rispetto del saldo obiettivo, disposto dalla legge 24 dicembre 2012, n. 243. I progetti presentati dalle contrade storiche verranno considerati preferenziali e le contrade e le associazioni dei contradaioli verranno considerate a tutti gli effetti enti no profit , come già riconosciuto da gran parte della dottrina e della giurisprudenza, e potranno così godere dei benefici fiscali propri degli enti senza scopo di lucro.. 1 1 Per la prosecuzione degli interventi di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 9 marzo 1976, n. 75, volti alla tutela del carattere storico, monumentale e artistico della città di Siena, nonché per l'attuazione di quanto disposto dall'articolo 3 della presente legge, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali. La somma complessiva delle risorse da destinare agli interventi di cui ai citati articoli 1, 2, 3 e 4 della legge n. 75 del 1976 è ripartita con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su motivata proposta del consiglio comunale di Siena. L'erogazione dei contributi di cui agli articoli 3 e 4 della medesima legge n. 75 del 1976 è disposta con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il comune di Siena propone alla regione Toscana il piano per l'attuazione degli interventi di cui agli articoli 3 e 4 della citata legge n. 75 del 1976; nei successivi tre mesi la regione stessa, sentita la soprintendenza competente, adotta le proprie determinazioni e le comunica al comune. 2 1 Gli interventi attuati ai sensi della legge 9 marzo 1976, n. 75, sono finalizzati in via prioritaria alla realizzazione dei programmi presentati dalle storiche contrade di Siena, con le modalità di cui agli articoli 2, 3 e 4 della medesima legge n. 75 del 1976. 2 Le storiche contrade di Siena e le associazioni di contradaioli, denominate società di contrada, sono associazioni senza fine di lucro a cui si applicano le disposizioni recate dall'articolo 1, comma 185, della legge 27 dicembre 2006, n, 296. 3 1 Per le finalità di cui alla presente legge, negli anni dal 2019 al 2021 il comune di Siena è autorizzato ad utilizzare l'eventuale avanzo di amministrazione. 2 Gli importi di cui all'articolo 1 non sono conteggiati ai fini del conseguimento del saldo obiettivo di cui alla legge 24 dicembre 2012, n. 243. In caso di mancato conseguimento del saldo obiettivo, il comune di Siena non è soggetto al divieto di ricorrere all'indebitamento per gli interventi di cui all'articolo 1. 4 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 5 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.