[ddlpres]

c) effettuare un'analisi di diritto comparato tra gli Stati membri dell'Unione europea e dell'area euro al fine di individuare, caso per caso, le modalità di applicazione agli istituti di credito cooperativo della disciplina in materia di vigilanza e requisiti prudenziali e valutare l'eventuale opportunità di estendere le medesime modalità di applicazione della suddetta disciplina alle banche cooperative, popolari e di credito cooperativo italiane; d) indagare sull'impianto dei princìpi di concorrenza indotti da una valutazione differenziata e dunque particolarmente severa per l'esposizione al rischio del credito commerciale rispetto alla valutazione degli strumenti scambiati nei mercati finanziari tra cui i derivati finanziari, anche delegata in potenziale conflitto di interesse alle stesse banche; e) analizzare le indicazioni della BCE e il suo operato nei confronti dei consigli di amministrazione bancari relativamente alle indicazioni di questa sulle liquidazioni degli NPL ( non performing loans) ; f) indagare sulle dinamiche di espansione e riassorbimento del «prestito sociale» quale forma surrogata di risparmio ai fini di un suo necessario re-inquadramento nella generale tutela del risparmio; g) indagare sul tendenziale cambiamento di assetto del conto economico del sistema bancario da tradizionale baricentro dell'attività creditizia al crescente peso dell'attività di risparmio gestito e servizi; h) indagare sulla solidità, efficienza ed organizzazione del sistema dei confidi (controassicuratori del credito) e sul rischio di impatto di questi sugli enti pubblici sia come sottoscrittori sia come essi stessi controassicuratori; i) indagare sul modello e sulla procedura di calcolo delle soglie di tassi di usura, anche analizzando e confrontando i vari modelli europei; l) analizzare e valutare il debito pubblico nella componente di esposizione al rischio in relazione alle garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS); m) analizzare i rischi indotti dai derivati finanziari sottoscritti dallo stato italiano e relative garanzie bilaterali; n) analizzare la gestione degli istituti bancari che sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e sono stati o sono destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o sono stati posti in risoluzione; o) verificare l'efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari poste in essere dagli organi preposti, in relazione alla tutela del risparmio, alla modalità di applicazione delle regole e degli strumenti di controllo vigenti, con particolare riguardo alle modalità di applicazione e all'idoneità degli interventi, dei poteri sanzionatori e degli strumenti di controllo disposti, nonché all'adeguatezza delle modalità di presidio dai rischi e di salvaguardia della trasparenza dei mercati; p) valutare l'adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare nazionale ed europea sul sistema bancario e finanziario, nonché sul sistema di vigilanza, anche ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie. Tale iniziativa nasce da un'esigenza di verifica e riscontro oggettivo delle eventuali mancanze nell'espletamento delle funzioni di garanzia e controllo che dovrebbero svolgere enti come la Banca d'Italia e la CONSOB. Tali riscontri si ritrovano in vicende antecedenti alle vicende di Banca delle Marche, Cari Ferrara, Banca Etruria, Cari Chieti, come ad esempio risultano lampanti le mancanze dei due istituti di garanzia sopra citati nelle vicende di Banca popolare di Spoleto e Banco Desio, vicende per le quali risultò indagato dal 28 gennaio 2015 il Governatore di Banca d'Italia oltre ad alcuni commissari nominati dalla Banca d'Italia nella vicenda della Banca popolare di Spoleto e ad alcuni componenti del comitato di sorveglianza. L'articolo 1 istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XVIII legislatura. L'articolo 2 definisce la composizione della Commissione, che sarà composta da venti senatori e venti deputati nominati dai Presidenti delle Camere di apparenza in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari e assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. Lo stesso articolo reca le disposizioni per l'elezione dell'ufficio di presidenza della commissione. L'articolo 3 definisce le competenze della Commissione, illustrate nella premessa. L'articolo 4 regola l'attività di indagine della Commissione che procederà alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e limitazioni dell'autorità giudiziaria. L'articolo 5 reca una specifica disposizione per la richiesta di atti e documenti all'autorità giudiziaria o ad altri organi. L'articolo 6 disciplina l'obbligo del segreto a cui sono tenuti i componenti della Commissione, i funzionari, il personale addetto alla Commissione e ogni altra persona che collabora con essa per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti acquisiti al procedimento d'inchiesta. L'articolo 7 disciplina, in fine, l'organizzazione interna (sedute, regolamento interno, personale, strumenti e locali) e le spese per il funzionamento della Commissione, che sono stabilite nel limite massimo di 75.000 euro per l'anno 2018 e di 200.000 euro per ciascuno degli anni successivi e sono poste per metà a carico del bilancio interno del Senato e per metà a carico del bilancio interno della Camera.. 1 (Istituzione e durata) 1 È istituita, per la durata della XVIII legislatura, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, di seguito denominata «Commissione». 2 La Commissione presenta annualmente alle Camere una relazione sull'attività e sui risultati dell'inchiesta. Prima della conclusione dei lavori presenta altresì alle Camere una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. Sono ammesse relazioni di minoranza. Il presidente della Commissione trasmette alle Camere, dopo sei mesi dalla costituzione della Commissione stessa, una relazione sullo stato dei lavori. 2 (Composizione) 1 La Commissione è composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento. 2 La nomina a commissario è subordinata alla previa dichiarazione da parte del senatore o deputato interessato dell'assenza di precedenti incarichi di amministrazione o controllo o rapporti di collaborazione e di consulenza continuativa con gli istituti bancari oggetto dell'inchiesta. 3 Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convocano la Commissione per la costituzione dell'ufficio di presidenza. 4 L'ufficio di presidenza, composto dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari, è eletto dai componenti della Commissione a scrutinio segreto. Nell'elezione del presidente, se nessuno riporta la maggioranza assoluta dei voti, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 5 La Commissione elegge al proprio interno due vicepresidenti e due segretari.