[resaula]

il progetto del Ministero di istituire un hub , peraltro già irritualmente presente nella road map presentata alla Commissione europea (irritualmente anche tenuto conto del fatto che allora la proprietà del bene era stata dichiarata in capo alla Regione), per l'accoglienza e lo smistamento di 250 richiedenti asilo in un paese di poco più di 3.000 abitanti, periferico e privo di collegamenti se non di interesse locale, ha ingenerato non poche tensioni, ulteriormente acuite dalla totale assenza di dialogo del Dipartimento con i territori di riferimento; il Ministero, pur manifestando la volontà ad individuare una diversa soluzione, ha contemporaneamente incaricato il Provveditorato alle opere pubbliche di eseguire i lavori di ristrutturazione; a partire dal 2017, il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Piemonte, la Valle d'Aosta e la Liguria è stato incaricato dal Ministero di eseguire i lavori di ristrutturazione dell'immobile ed ha pertanto chiesto di riprendere l' iter procedurale per l'espletamento dell'intesa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 182 del 1982 per l'esecuzione di opere di amministrazioni statali sul territorio regionale; dal giorno 26 aprile 2018 un'impresa ha iniziato dei lavori di smantellamento della copertura in amianto senza nessuna comunicazione né al Comune di Saint-Pierre né alla Regione Valle d'Aosta; considerato che: il Comune di Saint-Pierre ha formulato una serie di ipotesi sulle possibili destinazioni del bene, tenendo conto delle ridotte dimensioni della regione, della sua posizione periferica rispetto agli sbarchi dei migranti e del fatto che un paese di 3.000 abitanti difficilmente riuscirebbe ad assorbire l'impatto di 250 richiedenti asilo; la Valle d'Aosta si è sempre resa disponibile ad accogliere nel miglior modo possibile i migranti che lo Stato ha assegnato al territorio nell'ambito degli accordi e delle normative vigenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa situazione; se abbia valutato l'impatto sociale sulla piccola comunità di Saint-Pierre considerando il numero degli immigrati che verrebbero ospitati nel centro di accoglienza ivi ipotizzato; se non intenda invece revocare tale decisione ed impedire l'apertura del centro di accoglienza di Saint-Pierre. Atto n. 4-00223 BOLDRINI Al Ministro della salute Premesso che: la sindrome fibromialgica, malattia neurologica riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dal 1992 con la cosiddetta Dichiarazione di Copenhagen e inclusa nella decima revisione dell'International statistical classification of diseases and related health problems (ICD-10, codice M79-7), colpisce in Italia, secondo lo studio "Prevalence of fibromyalgia: a survey in five european countries", circa 2-3 milioni di persone, corrispondenti al 3-4 per cento dell'intera popolazione; 6 volte su 7 la patologia riguarda donne in età giovanile; il dolore è il sintomo predominante della fibromialgia. Generalmente, si manifesta in tutto il corpo, sebbene possa essere particolarmente evidente in alcune sedi quali il rachide cervicale, le spalle e la regione lombosacrale; i pazienti che soffrono di fibromialgia hanno difficoltà a vivere una vita piena e indipendente, in quanto la sensibilità al dolore, il senso di debolezza e la fragilità portano la persona affetta da questa patologia a un isolamento nella vita lavorativa, di gruppo e affettiva, causando una vera e propria invalidità sociale e in molti casi alla perdita del lavoro per rinuncia; il sistema sanitario nazionale non prevede alcuna forma di riconoscimento della fibromialgia e, in assenza di tale riconoscimento, non c'è sul territorio nazionale una prassi consolidata registrando così differenti sensibilità regionali. Infatti solo alcune Regioni come il Veneto, la Toscana, il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia, le Province di Trento e Bolzano, e recentemente anche l'Emilia-Romagna e la Sicilia hanno attivato percorsi per il riconoscimento e l'esenzione; nella dichiarazione del Parlamento europeo del 13 gennaio 2009 (P6-TA (2009)0014) lo stesso ha invitato gli Stati membri: a mettere a punto una strategia comunitaria per la fibromialgia in modo da riconoscere questa sindrome come malattia; a contribuire ad aumentare la consapevolezza della malattia e favorire l'accesso degli operatori sanitari e dei pazienti alle informazioni, sostenendo campagne di sensibilizzazione a livello nazionale; a incoraggiare e migliorare l'accesso alla diagnosi e ai trattamenti; a promuovere lo sviluppo di programmi per la raccolta di dati sulla fibromialgia; il 15 novembre 2017 la XII Commissione (Affari sociali) della Camera ha approvato all'unanimità un testo unificato di risoluzione, 8-00270, che prevede tra gli impegni rivolti al Governo l'inclusione della sindrome fibromialgica nell'elenco delle malattie croniche che rientrano nei nuovi LEA, l'avvio di un piano di informazione e di formazione del personale sanitario per formulare una diagnosi corretta in tempi brevi e il riconoscimento della sindrome quale malattia ad elevato impatto sociale oltre che sanitario, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi al fine di mantenere gli impegni assunti dal Governo Gentiloni nel corso della XVII Legislatura. Atto n. 4-00224 PITTELLA ASTORRE CUCCA FEDELI GARAVINI GIACOBBE PATRIARCA ROJC STEFANO VALENTE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: le strategie macroregionali, nell'intenzione delle istituzioni europee, sono state realizzate in aree che rappresentano la naturale evoluzione della UE in termini di cooperazione transfrontaliera; esse sono in grado di mobilitare attori del settore pubblico e privato, la società civile e il mondo accademico, nonché le risorse per l'attuazione di politiche interconnesse, a lungo termine e trasversali; si esprime in tale senso, da ultimo, la risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2018, sull'attuazione delle strategie macroregionali della UE (2017/2040 INI); nel 2009 venne istituita la prima macroregione, quella relativa all'area del mar Baltico, nel 2010 la macroregione danubiana, nel 2014 la macroregione adriatico-ionica ed infine nel 2015 venne istituita la macroregione alpina; nel 2011 le Commissioni sviluppo regionale ed esteri del Parlamento europeo e, nel 2012, il Parlamento europeo stesso avevano proposto di realizzare macroregioni del Mediterraneo, tra l'altro anche per affrontare i problemi migratori;