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Di notte, come è documentato dai giornali - faccio l'esempio di sabato e domenica scorsi - partono musica a tutto volume e schiamazzi che interessano addirittura il quartiere circostante, che è residenziale. Il problema è gravissimo, che arreca danni anche alle comunità locali. Ho sentito i sindaci Mario Conte di Treviso e Renzo Carraretto di Casier che sono in allarme. Voglio essere sintetico. Ho alcune richieste da fare. Per quanto riguarda la prima: il centro va chiuso e le persone in esso abitate non vanno trasferite ad altre città o Paesi; non voglio che il male della mia città natale sia trasferito ad altri. Vanno rimpatriate, come già chiesto dalle amministrazioni della Regione, della Provincia e dei Comuni coinvolti. In merito alla seconda: lo Stato italiano dia seguito alle domande di risarcimento danni presentate dai due sindaci di Treviso e Casier, Conte e Carraretto, e si provveda anche a costituire un fondo per coprire le spese sanitarie dei clandestini affidati dallo Stato alla Regione Veneto, i quali devono essere assolutamente rimpatriati perché comportano costi. La terza richiesta è la seguente: non pretendo - e mi rivolgo in particolare alla parte più sinistra di questa maggioranza - che imitiate o impariate da quello che ha fatto il ministro Salvini, perché siete impermeabili alla conoscenza. Abbiate, però, almeno un po' di compassione nei confronti dei cittadini italiani che hanno vissuto con spirito civico ammirevole - riconosciuto anche da voi - il lockdown e tutte le privazioni che ancora oggi sopportano, e poi si trovano - per esempio - a Treviso davanti a 136 nuovi casi positivi. È di ieri la notizia che in Italia ci sono 300 casi in più, e ciò ha destato scandalo e allarme. Vi chiedo, quindi, di avere compassione, per una volta, anche per il popolo italiano: chiudete i porti. Basta con gli sbarchi! Basta! (Applausi) . PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, voglio ricordare quanto avvenne il 6 agosto del 1863 a Pietrarsa, Portici, presso un'eccellenza dell'industria del Sud, con circa 1.200 lavoratori, di cui 800 specializzati. L'eccellenza era l'opificio borbonico voluto da Ferdinando II di Borbone, azienda poi ceduta e caduta in rovina dopo la fine del Regno delle due Sicilie; la fabbrica venne privatizzata e venduta all'ingegner Bozza per pochi soldi. Quel 6 agosto di centocinquantasette anni fa i lavoratori decisero di manifestare fuori la fabbrica e le guardie che furono chiamate spararono sui lavoratori. Manifestarono perché in pochi mesi furono ridotti lavoratori e salari. Il malcontento era così diffuso che, appunto, il 6 agosto del 1863 gli operai decisero di fermare le macchine e suonare la sirena in segno di protesta: una rivolta pacifica, volta a chiedere diritti e garanzie, si trasformò in tragedia. Spararono sugli operai uccidendone quattro: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso, Aniello Olivieri. In base a studi successivi possiamo affermare che ci furono altre vittime, in realtà in ospedale, proprio per le ferite riportate. Quattro uomini, quattro lavoratori napoletani furono uccisi perché provavano a difendere i propri diritti. Per noi la storia non può essere cancellata. Con l'eccidio di Pietrarsa, il 6 agosto è il primo maggio dei lavoratori napoletani. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 1° settembre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 1° settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 14,28) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 31 luglio 2020, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di parità di genere nelle consultazioni elettorali delle regioni a statuto ordinario (1905) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 31 luglio 2020, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di parità di genere nelle consultazioni elettorali delle regioni a statuto ordinario. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1. ARTICOLI DA 1 A 3 DEL DECRETO-LEGGE NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Articolo 1. (Intervento sostitutivo in materia di consultazioni elettorali regionali per l'anno 2020) 1. Il mancato recepimento nella legislazione regionale in materia di sistemi di elezione del Presidente e degli altri componenti della Giunta Regionale nonché dei consigli regionali dei princìpi fondamentali posti dall'articolo 4 della legge 2 luglio 2004, n. 165, come modificata dalla legge 15 febbraio 2016, n. 20, integra la fattispecie di mancato rispetto di norme di cui all'articolo 120 della Costituzione e, contestualmente, costituisce presupposto per l'assunzione delle misure sostitutive ivi contemplate. 2. Al fine di assicurare il pieno esercizio dei diritti politici e l'unità giuridica della Repubblica, nella Regione Puglia per le elezioni del consiglio regionale, in luogo delle vigenti disposizioni regionali in contrasto con i princìpi della legge n. 165 del 2004 e salvo sopravvenuto autonomo adeguamento regionale ai predetti princìpi, si applicano le seguenti disposizioni: a) ciascun elettore può esprimere due voti di preferenza, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso dall'altro, e le schede utilizzate per la votazione sono conseguentemente predisposte; b) nel caso in cui siano espresse due preferenze per candidati del medesimo sesso, si procede all'annullamento della seconda preferenza. 3. Il Prefetto di Bari è nominato commissario straordinario con il compito di provvedere agli adempimenti conseguenti per l'attuazione del presente decreto, ivi compresa la ricognizione delle disposizioni regionali incompatibili con il comma 2, fermo restando il rispetto del principio della concentrazione delle consultazioni elettorali di cui al comma 3 dell'articolo 1- bis del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 giugno 2020, n. 59. Articolo 2. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 3. (Entrata in vigore) 1.