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In base al principio dettato dalla lettera h ) il Governo è chiamato a prevedere l'invalidità delle clausole, dei patti o degli accordi che risultino in contrasto con la tutela dei diritti della persona aventi rango costituzionale, operante soltanto a vantaggio del titolare dei predetti diritti, con salvezza quando possibile delle altre clausole del contratto. Tale principio mira ad ampliare le tutele contrattuali estendendo il meccanismo delle nullità di protezione oltre l'ambito delle specifiche previsioni variamente presenti nell'ordinamento, per farne un istituto di generalizzata applicazione a clausole, patti o accordi. Il principio di cui alla lettera i ) affronta il delicato tema delle sopravvenienze nella fase esecutiva dei contratti ad esecuzione continuata o periodica ovvero ad esecuzione differita. A tale materia, limitatamente ai contratti con prestazioni corrispettive, è dedicata - a legislazione vigente - soltanto la disposizione di cui all'articolo 1467 del codice civile. Il Governo, in sede di esercizio della delega è chiamato a prevedere il diritto delle parti di contratti divenuti eccessivamente onerosi per cause eccezionali e imprevedibili di pretendere la loro rinegoziazione secondo buona fede o, in caso di mancato accordo, di chiedere in giudizio l'adeguamento delle condizioni contrattuali in modo che sia ripristinata la proporzione tra le prestazioni originariamente convenuta dalle parti. In base al criterio successivo (lettera l ) il Governo è delegato a disciplinare nuovi schemi contrattuali che vantino una sufficiente tipizzazione sul piano sociale. Si vuole in tal modo adeguare il codice civile alle nuove esigenze dei rapporti personali ed economici di maggiore diffusione. In base al criterio direttivo di cui alla lettera m ) il legislatore delegato è chiamato ad intervenire sulla disciplina relativa alle diverse forme di responsabilità contrattuale, extracontrattuale e precontrattuale, al fine di realizzare un coordinamento funzionale delle eventuali ipotesi di concorso, cumulo o sovrapposizione delle stesse. La lettera n ) introduce un criterio di delega, strettamente collegato a quello della lettera precedente, concernente la razionalizzazione delle ipotesi di risarcibilità del danno non patrimoniale. L'obiettivo del principio è l'introduzione di criteri di "selezione" delle ipotesi di risarcibilità dei danni non patrimoniali che siano direttamente correlati al rango costituzionale degli interessi lesi. Esclusa la necessità di una tipizzazione legislativa è demandato al legislatore delegato il compito di dettare i criteri per l'identificazione delle situazioni soggettive corrispondenti a quelle protette a livello costituzionale, senza direttamente incidere sui criteri e sull'entità della liquidazione dei danni risarcibili. Si vuole in tal modo perseguire al contempo il duplice obiettivo di evitare duplicazioni risarcitorie e di prevenire la risarcibilità di pregiudizi cosiddetti bagatellari, pur conservando l'integralità del ristoro della sfera patrimoniale del soggetto che ha subìto la lesione e garantendo la funzione di deterrenza interna al sistema di responsabilità civile. In base al criterio di cui alla lettera o ) il Governo è chiamato a disciplinare le nuove forme di garanzia del credito, anche in considerazione delle prassi contrattuali in ambito bancario e finanziario. In altri termini il criterio direttivo è quello del recepimento normativo di prassi o schemi negoziali che si siano già consolidati «nell'uso bancario e finanziario». Il criterio di cui alla lettera p ) prevede che il Governo, in sede di attuazione della delega, disciplini le modalità di costituzione e di funzionamento del trust e degli altri contratti di affidamento fiduciario, al fine di assicurare adeguate forme di tutela dei beneficiari. Tale principio risponde all'esigenza di introdurre una disciplina interna sulla costituzione e sul funzionamento del trust , che vada oltre le isolate disposizioni di legge attualmente vigenti in materia fiscale, consentendo di superare sia i residui dubbi di ammissibilità dell'istituto che quelli concernenti i suoi rapporti con l'articolo 2645- ter del codice civile. La previsione del disegno di legge risponde altresì all'esigenza, di carattere più generale, di introdurre una disciplina sistematica della fiducia e delle sue applicazioni contrattuali, che garantisca in primo luogo un'adeguata tutela dei beneficiari; disciplina sistematica assente nel codice civile, cui pure non sono estranee figure settoriali di negozi fiduciari. La Commissione conviene quindi di svolgere sul provvedimento un ciclo di audizioni. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. diffamazione mezzo stampa DDL 812 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 luglio. Il presidente OSTELLARI , nessuno chiedendo di intervenire, propone di fissare il termine per la presentazione degli ordini del giorno e degli emendamenti per giovedì 12 settembre alle ore 10. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CUCCA ( PD ) richiama all'attenzione della Commissione la gravità degli episodi che si sono verificati in Sardegna, e precisamente a Dorgali, e che hanno riguardato la sede locale del Partito democratico. Fa presente che si tratta di un'aggressione che ha investito un edificio storicamente simbolico e auspica che il comitato per la sicurezza locale si riunisca al più presto con la partecipazione del Ministro dell'interno. La Commissione prende atto e si associa nella solidarietà al senatore Cucca. La seduta termina alle ore 13,20.