[resaula]

I dipendenti che denunciano problemi organizzativi potenzialmente impattanti sulla sicurezza dei pazienti vengono accusati di allarmismo e etichettati come sovversivi; l'utilizzo di comportamenti vessatori e intimidatori nei confronti dei soggetti gerarchicamente sottoposti sarebbe all'ordine del giorno, talvolta con il ricorso al turpiloquio da parte di esponenti della Direzione, così come fenomeni di mobbing e condotte antisindacali, con minacce di trasferimenti e licenziamenti. Tale escalation ha avuto il suo culmine recentemente nel licenziamento di alcune risorse; considerato che: in una struttura, a detta degli stessi dipendenti, un tempo fiore all'occhiello della sanità privata romana, si è verificato un crollo del benessere aziendale con serie ripercussioni sui livelli assistenziali forniti; il malessere del personale dipendente, a fronte dei provvedimenti posti in essere dal management di Medica Group, ha comportato la sindacalizzazione di larga parte dei lavoratori; le legittime proteste dei dipendenti, l'invito a un confronto costruttivo, le soluzioni prospettate di concerto con le organizzazioni sindacali hanno avuto come conseguenza rappresaglie e minacce di licenziamenti di massa nei confronti dei lavoratori, costretti a fronteggiare il clima di terrore instauratosi all'interno dell'azienda; l'attività delle autorità preposte a svolgere funzioni di controllo ha scarsa efficacia in strutture private di dimensioni relativamente ridotte, sia per l'elemento dimensionale che per la minore rappresentatività delle organizzazioni dei lavoratori; alla luce dell'epidemia da SARS-CoV-2 e del conseguente aumento della spesa sanitaria da parte dei vari livelli di governo, che ha rappresentato un enorme opportunità di crescita per le strutture sanitarie private, è necessario tutelare gli operatori sanitari, che non possono essere considerati pedine sacrificabili sull'altare delle logiche di profitto, si chiede di sapere: quali azioni di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per accertare la situazione all'interno del Presidio sanitario Medica Group Srl; se al Ministro risultino altri casi analoghi; quali azioni intenda intraprendere per impedire comportamenti prevaricatori e lesivi nei confronti degli operatori del settore sanitario; se non si ritenga opportuno rimodulare il sistema dei finanziamenti alla sanità privata instaurando un circolo virtuoso per cui soltanto le strutture più meritevoli, nonché maggiormente aderenti al rispetto dei diritti dei propri dipendenti, possano beneficiare delle agevolazioni di legge. Atto n. 4-07392 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che risulta agli interroganti, grazie alla cortese anticipazione di alcuni contenuti del prossimo saggio di Christos Tsirogiannis, oggi Professore Associato AIAS-COFUND Junior Fellow della Aarhus University, in Danimarca, e alla generosa collaborazione di Maurizio Pellegrini e Daniela Rizzo, che nella collezione permanente del Museo del Louvre è presente un'anfora attica a figure rosse decorata dal ceramografo noto con il nome convenzionale di Pittore di Berlino (attivo nei decenni 490-460 a.C.), coniato da John Beazley. Il vaso, risalente all'inizio del V sec. a.C., reca sul lato A un suonatore di cetra, mentre sul lato B gli specialisti riconoscono un giudice o un attento spettatore; considerato che: l'anfora attica in questione compare più volte nel cospicuo archivio fotografico sequestrato nel 1995, su ordine della Procura di Roma, al commerciante romano di antichità Giacomo Medici nel porto franco di Ginevra. Questi, secondo l'organigramma trovato dai Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale (TPC), acquistava reperti dai tombaroli, per immetterli nei canali del commercio internazionale, da Napoli in su, e specialmente dai territori dell'antica Etruria (si veda "Petrolio 2018 - Sulle tracce di Giacomo Medici, il blitz dei carabinieri a Ginevra" su "RaiPlay"; "Vasi apuli a figure rosse: mistero risolto ma questione ancora tutta da derimere" su "arte.icrewplay.com"); cinque polaroid del sequestro Medici ritraggono il vaso del Pittore di Berlino prima in frammenti e poi assemblato (così compare anche in due stampe e altre tre polaroid ) ma non ancora restaurato, ovvero privo delle integrazioni con cui sono state più tardi abilmente colmate le lacune che oggi, nella vetrina del Louvre, lo fanno sembrare completo e apparentemente integro. Le stesse immagini contemplano anche ad altre due anfore, parimenti in frantumi prima del riassemblaggio utile a presentarle ai potenziali acquirenti: un secondo esemplare dipinto a figure rosse attribuito anch'esso al Pittore di Berlino (coevo al primo e con analoga iconografia), restituito all'Italia dal Metropolitan Museum di New York (MET) nel 2007 con gli altri 66 "capolavori ritrovati", come allora si disse, oggi esposto nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (si veda "https://archeoblog.net/2007/nostoi-capolavori-ritrovati-o-per-meglio-dire-restituiti"), ed un'anfora panatenaica, decorata invece a figure nere, attribuita al contemporaneo e rivale Pittore di Kleophrades (500-490 a.C.); valutato che: secondo la ricostruzione di Tsirogiannis, fin qui inedita, tutti e tre i vasi entrarono a far parte della collezione di Nelson Bunker Hunt e William Hunt (dove nel 2006 l'archeologo greco l'ha identificata, nel catalogo "Wealth of the Ancient World" del 1983), venduta interamente da Sotheby's il 19 giugno 1990, come lotto n.10. Riapparve, l'anfora del Pittore di Berlino che qui si esamina, sempre a New York e sempre da Sotheby's, il 14 dicembre 1994, come lotto n. 59, e poco dopo entrò nella disponibilità del Louvre; nel 2017 fu presentata nella mostra "Il Pittore di Berlino e il suo mondo" (il catalogo la illustra alle pagine 238-239, n. 13 e 391-392), organizzata dal Princeton University Museum of Art di New York, che gli studiosi del settore conoscono per essere stato spesso coinvolto nell'acquisizione illecita di reperti di origine italiana, proprio come il più celebre MET, del resto, protagonista anche oggi di restituzioni che fanno seguito ad indagini giudiziarie e confische (si veda "Sequestrate al Metropolitan Museum 27 opere arte antiche: 21 sono italiane" su "gazzettadiparma.it"; "Usa. Contrabbando d'arte internazionale. Il Metropolitan Museum of Art restituisce all'Italia "tesori rubati" su "trapani.gds.it" e "agenpress.it"); ad uno storico curatore del MET, Dietrich F. von Bothmer (1918-2009), autore di saggi per il citato catalogo sulla collezione Hunt e coinvolto in compravendite illegali anche per la sua collezione privata, si deve la donazione al Louvre di un frammento dell'anfora in questione. La Francia, del resto, lo insignì della Legion d'onore e lo volle tra i propri accademici;