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Nel frattempo, voteremo a favore della richiesta di modifica del calendario avanzata dal Gruppo Forza Italia. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo rapidamente a mia volta: sono d'accordo con la proposta del senatore Malan, ribadita dai colleghi Urso e Marcucci. Dato, però, che so come funzionano situazioni del genere e a volte mettere una sola fiche sul tavolo è autolesionista, vorrei dire una cosa alla Presidenza, in modo costruttivo. Se oggi pomeriggio, per qualche ragione, il Ministro degli affari esteri non fosse disponibile e poiché il tempo in questo caso non è una variabile indipendente, chiedo che il Ministro venga in Senato almeno domani mattina, perché non possiamo prenderci tempi biblici. Il Gruppo delle Autonomie, pertanto, appoggerà la proposta avanzata dal senatore Malan, che forse è meglio riformulare nel senso di chiedere che il Ministro, in alternativa a oggi pomeriggio, venga domani mattina. MALAN (FI-BP) . Per me va bene, signor Presidente. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Se non vi sono ulteriori interventi in proposito, per cercare di procedere con ordine, la richiesta del senatore Malan comprende anche l'eventualità, ove non fosse possibile per il Ministro di venire a riferire in Aula oggi, di posticipare le comunicazioni del Governo alla prossima settimana. Chiedo intanto ai colleghi se vi sono altre richieste di intervento sul calendario che esulino da questo argomento. RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire sul calendario dei lavori perché sulla richiesta della presenza in Aula del ministro Moavero Milanesi ci siamo già espressi in maniera favorevole. Voglio intervenire sul calendario per stigmatizzare un metodo che ormai si sta consolidando e ribadire qui quanto ho già detto durante la Conferenza dei Capigruppo usando l'adagio musicale «era già tutto previsto». Ed era previsto anche in occasione della Conferenza dei Capigruppo di martedì scorso, quando abbiamo chiesto al Governo di sapere con certezza se il provvedimento sarebbe arrivato o no in Aula. Il risultato è stato un rinvio continuo e lasciatemi dire che la settimana corrente qui in Assemblea non ha prodotto alcun frutto, poiché è stata un'inutile perdita di tempo. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). In Commissione abbiamo perso tempo e c'è stata da parte delle opposizioni la più ampia collaborazione - com'è giusto che sia - perché il decreto-legge è importante. A fronte di questo, però, c'è stato un problema politico di cui non si parla più. Non nascondiamoci dietro a un dito: i lavori della Commissione sono andati avanti tra stop and go , mentre un Ministro ha minacciato di dimettersi e sulla stampa a un certo punto si è paventata addirittura l'idea che il decreto-legge non si potesse affrontare e si è parlato quasi di crisi di Governo. Abbiamo dimenticato tutto, ma ciò è accaduto tra ieri pomeriggio e stanotte. C'è stato un problema politico all'interno di questa maggioranza e non è un caso che in Commissione la maggioranza continui a presentare emendamenti a se stessa. In genere sono le opposizioni che presentano gli emendamenti e non la maggioranza, che ne ha presentati una montagna. C'è stato un problema politico sulle trivelle ed è stato risolto: benissimo. Questo, però, non ha corretto, ancora una volta, il metodo dei lavori di questa Aula. Inoltre, abbiamo anche cercato di inaugurare una sorta di alternanza tra i lavori dell'Assemblea e quelli delle Commissioni. Se però non utilizziamo la settimana dedicata ai lavori dell'Assemblea, cominciamo veramente a rasentare il ridicolo e sicuramente ciò dimostra una mancanza di rispetto. Noi abbiamo votato contro questo calendario dei lavori, per attirare l'attenzione su un metodo che respingiamo. Come ieri ha detto anche il nostro capogruppo Ciriani, la pazienza è finita. Noi vogliamo lavorare e vogliamo farlo bene. Abbiamo avanzato la controproposta di continuare a lavorare fino a domani e poi ricominciare martedì. È stato inteso dare un altro calendario: ne prendiamo atto, ma voteremo contro per le ragioni che ho appena enunciato e perché è veramente inaccettabile continuare a procedere con questa mancanza di rispetto per l'Assemblea e per l'istituzione che essa rappresenta. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP e del senatore Steger) . PRESIDENTE . Comunico, ad integrazione della precedente comunicazione, che i subemendamenti agli emendamenti delle Commissioni riunite dovranno essere presentati nel termine di due ore lavorative dal momento della trasmissione dei testi ai Gruppi. Ciò vuol dire che, se il testo viene trasmesso alle ore 23, il termine naturalmente scade l'indomani. Questo mi pare chiaro. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, desidero associarmi a quanto ha detto la senatrice Rauti. Il Gruppo Per le Autonomie, come ha detto la collega Rauti, ritiene questi continui rinvii non accettabili. Io sollecito il Governo del cambiamento a darsi un po' da fare e a non tenere in ostaggio l'Aula per un paio di giorni, senza che succeda nulla. È questa una perdita di tempo per tutti noi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta a richiedere la presenza in Aula entro oggi - o, se oggi non fosse possibile, al più presto - del ministro Moavero Milanesi o di altro esponente del Governo, avanzata dal senatore Malan e da altri senatori. (Segue la votazione) . Non è approvata . FARAONE (PD). Vergogna! PRESIDENTE. Dispongo la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP e PD, e del senatore Casini) . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea volta a procedere alla discussione del disegno di legge n. 989 domani, venerdì, con la ripresa dei lavori martedì prossimo, avanzata dalla senatrice Rauti. Non è approvata . GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, voglio esprimere indignazione perché l'Assemblea ha votato perché non si discuta dei misfatti di Maduro. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Aut (SVP-PATT, UV)) . Vi dovete vergognare di un Parlamento che sta dalla parte di Maduro. Vergognatevi! (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Aut (SVP-PATT, UV)) . Noi non c'entriamo niente con voi e con Maduro! Viva il popolo del Venezuela! (Applausi dai Gruppi FI-BP FI-BP, PD e Aut (SVP-PATT, UV)). PRESIDENTE. La ringrazio. Si è associato alle parole del senatore Faraone. ROMEO (L-SP-PSd'Az) .