[pronunce]

Quanto ai restanti motivi di impugnazione, la Regione ha ribadito come il ricorso del Governo muova dalla erronea premessa di ritenere che la Regione medesima abbia preteso di disciplinare aspetti dominicali riguardanti il demanio statale, mentre la normativa censurata sarebbe stata adottata, nella prospettiva dell'attuazione del cosiddetto "federalismo demaniale", in esclusivo riferimento al demanio regionale. Ciò emergerebbe chiaramente dalle modifiche apportate all'art. 2 della legge impugnata, ove espressamente si identifica, quale oggetto della disciplina, il demanio e il patrimonio della Regione nonché il demanio marittimo «qualora acquisito a seguito dell'attuazione del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85»; chiarendo, per ciò che attiene alle funzioni amministrative, che nulla muterà fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti statali di attuazione del predetto d. lgs. n. 85 del 2010. A proposito, poi, delle censure relative agli artt. 7, comma 3, 11 e 14, la Regione nella sostanza ribadisce le argomentazioni già svolte nell'atto di costituzione. Per ciò che riguarda la impugnativa relativa all'art. 47, comma 9, si sottolinea come la norma stessa sia stata abrogata dall'art. 4, comma 10, della legge regionale n. 15 del 2012 e che il regolamento ivi menzionato non è stato sino ad oggi approvato. Relativamente all'impugnazione dell'art. 8, se ne ribadisce l'inammissibilità per assenza di censure nello sviluppo del ricorso.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello Stato, ha proposto ricorso avverso l'intera legge della Regione Liguria 7 febbraio 2012, n. 2 (Disciplina regionale in materia di demanio e patrimonio) nonché avverso gli articoli 1, 4, 5, 6, 16 e 17 della stessa legge nel loro insieme; e ancora avverso gli articoli 7, comma 3; 8; 11, lettera c); 14; 15, comma 3; e, inoltre, l'art. 15, comma 2; l'art. 26; l'art. 38, comma 5, lettere a) e c); e l'art. 47, in riferimento, complessivamente, all'art. 117, secondo comma, lettere e), l), s), nonché terzo comma, della Costituzione e ad alcune disposizioni interposte. A parere del ricorrente, l'intera legge sarebbe in contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., riguardando una materia, come il demanio e patrimonio, che, in quanto riconducibile a quella dell'ordinamento civile, sarebbe riservata in via esclusiva alla competenza legislativa dello Stato. Risulterebbero nel loro insieme in contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., anche gli artt. 1, 4, 5, 6, 16 e 17 della legge impugnata, «nelle parti in cui la Regione Liguria disciplina aspetti dominicali del demanio, così esorbitando dalle sue competenze che sono limitate alla gestione amministrativa dei beni, alla stregua di quanto stabilito dalla legge n. 382/1975, dal d.P.R. n. 616/1977 e dal decreto legislativo n. 85/2010». Il medesimo parametro sarebbe violato anche dall'art. 7, comma 3, riguardante l'istituto della consegna, disciplinato dal codice della navigazione, in quanto attinente ad aspetti che coinvolgono il profilo dominicale del demanio marittimo, dal momento che quell'istituto è relativo alle modalità di uso diretto del bene demaniale da parte dello Stato quale proprietario. Ugualmente in contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost., si porrebbero l'art. 11, con riferimento ai beni demaniali marittimi, in quanto, a norma dell'art. 5, comma 2, del già citato d. lgs. n. 85 del 2010, sarebbero esclusi dal trasferimento in proprietà agli enti territoriali tutta una serie di beni riferiti, appunto, al demanio marittimo; nonché l'art. 14, in relazione al potere di autotutela amministrativa di cui la Regione si dichiarerebbe titolare proprio in virtù del contestato «principio di dominicalità». Quanto alle altre disposizioni impugnate, l'art. 15 violerebbe, al comma 2, l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. e, al comma 3, l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost.; l'art. 26 violerebbe le lettere e) ed s) del secondo comma dell'art. 117 Cost., nonché il terzo comma del medesimo articolo 117; l'art. 38, comma 5, violerebbe l'art. 117, secondo comma, lettera e), Cost.; l'art. 47, contrasterebbe sia con la lettera l) del secondo comma, dell'art. 117 Cost., sia con il terzo comma del medesimo articolo. 2.- Occorre preliminarmente rilevare che, per quanto attiene all'impugnativa degli artt. 15, commi 2 e 3; 26, comma 2; e 38, comma 5, lettera c), il ricorrente ha depositato atto di rinuncia parziale e che questa è stata accettata dalla Regione resistente. Atteso che, ai sensi dell'art. 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, la rinuncia al ricorso, accettata da tutte le parti costituite, estingue il processo, deve essere dichiarata l'estinzione del processo in riferimento alle relative questioni di legittimità costituzionale. 3.- Inammissibile è, invece, sulla base del consolidato orientamento di questa Corte, la questione proposta «con riferimento all'intera legge regionale», censurata globalmente «nella sua impostazione sistematica» per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera l), Cost: considerata la notevole varietà dei temi coinvolti nella articolata disciplina legislativa - in una materia nella quale la Regione Liguria era intervenuta già con la legge 26 novembre 1991, n. 33 (Disciplina del demanio e del patrimonio regionale) e poi con la legge 29 maggio 2007, n. 21 (Norme per la conservazione, gestione e valorizzazione del demanio e del patrimonio regionale) - risulta impossibile individuare uno specifico e chiaro oggetto di censura. 4.- Al medesimo epilogo occorre pervenire anche per ciò che concerne l'impugnativa riferita, nel loro complesso, agli artt. 1, 4, 5, 6, 16 e 17 della legge censurata, dal momento che, trattandosi di disposizioni a contenuto assai vario e disomogeneo, risulta non esaurientemente chiarito l'oggetto della doglianza: non sono, infatti, enunciati specifici profili di contrasto delle singole disposizioni censurate con il parametro di riferimento unicamente evocato; senza che, a tal fine, possa reputarsi sufficiente un generico richiamo alla disciplina di non meglio indicati «aspetti dominicali del demanio».