[pronunce]

La Provincia autonoma di Trento sostiene che l'art. 73, comma 1, dello statuto sarebbe violato poiché quello del tributo proprio provinciale non sarebbe un «gettito erariale suscettibile di alimentare un trasferimento erariale, né tanto meno una riduzione di detto trasferimento erariale». Ad avviso della ricorrente, la norma impugnata sarebbe applicabile anche a essa, in quanto, nel modificare l'art. 1, commi 321 e 322, della legge n. 296 del 2006, il legislatore ha conservato l'espresso riferimento anche alle Province autonome. Né tale espresso riferimento potrebbe ritenersi venuto meno per incompatibilità, per effetto della modifica statutaria recata dall'art. 2, comma 107, lettera c), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria per il 2010)», che ha qualificato come tributi propri le tasse automobilistiche istituite con legge provinciale. 1.1.2.- In secondo luogo, l'art. 39, comma 14-quinquies, del d.l. n. 162 del 2019, modificando l'art. 1, comma 322, della legge n. 296 del 2006, ha aggiunto due nuovi periodi, stabilendo, in particolare, che, ai fini della regolazione finanziaria dei rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, per il triennio 2020-2022, in assenza di dati definitivi, sono confermati gli importi dell'ultima annualità definita con decreto ministeriale. La ricorrente deduce che l'ultimo decreto, emanato ai fini della regolazione finanziaria per l'anno 2013 (decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze dell'8 maggio 2017, recante «Determinazione del maggiore gettito della tassa automobilistica da riservare allo Stato, ai sensi dell'articolo 1, commi 321 e 322, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per l'anno 2013»), «ha completamente trascurato di considerare la natura giuridica di tributo proprio in senso stretto della tassa automobilistica provinciale, nel falso presupposto che lo Stato possa disporre "trasferimenti erariali" di un gettito provinciale e relative "riduzioni" proporzionate all'incremento del gettito derivante dagli incrementi introdotti ai sensi dell'articolo 1, comma 321 della legge n. 296 del 2006». Ciò considerato, la Provincia autonoma di Trento ritiene che nemmeno in questo caso sia possibile offrire un'interpretazione della norma impugnata non lesiva dell'autonomia finanziaria provinciale, poiché un eventuale «ripensamento del Ministero dell'economia e delle finanze, in virtù del quale esso potrebbe, con nuovi decreti relativi agli anni 2014-2019, escludere dai trasferimenti erariali e dalle relative riduzioni il gettito provinciale della tassa automobilistica provinciale», sarebbe escluso dal chiaro tenore letterale della disposizione impugnata, che espressamente menziona la ricorrente fra i suoi destinatari. 1.1.3.- In terzo luogo, l'art. 39, comma 14-sexies, del d.l. n. 162 del 2019, come convertito, aggiungendo il comma 322-bis all'art. 1 della legge n. 296 del 2006, ha imposto un vincolo di destinazione alle maggiori risorse che resteranno nella disponibilità delle Regioni e delle Province autonome, per effetto della «mancata riduzione dei trasferimenti erariali» negli anni 2023-2033, prevista dall'art. 39, commi 14-quater, 14-quinquies e 14-septies, del d.l. n. 162 del 2019, come convertito. Secondo la ricorrente, lo Stato non può stabilire vincoli di destinazione su risorse proprie della Provincia autonoma di Trento, senza incorrere in una violazione dell'art. 73, comma 1, dello statuto. 1.1.4.- Infine, l'art. 39, comma 14-septies, del d.l. n. 162 del 2019 - che aggiunge due periodi all'art. 2, comma 64, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2006, n. 286 - estende anche alla tassa automobilistica provinciale sul possesso dei motocicli le modifiche introdotte dai commi precedenti alla tassa sul possesso degli autoveicoli. Anche per questa disposizione la ricorrente deduce la violazione dell'autonomia finanziaria provinciale, sulla base delle stesse ragioni esposte in riferimento ai precedenti commi 14-quater e 14-quinquies. 1.2.- Subordinatamente alle citate questioni di legittimità costituzionale, la ricorrente lamenta l'illegittimità di tutte le norme impugnate per violazione dell'art. 75-bis, comma 3-bis, dello statuto, che impedisce generiche riserve di gettito per obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica, consentendole solo al ricorrere di tre condizioni: a) che la legge dello Stato indichi la destinazione di tali risorse alla copertura di nuove specifiche spese di carattere non continuativo, non rientranti nelle competenze regionali o provinciali, ivi comprese quelle relative a calamità naturali; b) che la riserva sia limitata nel tempo; c) che la relativa posta sia contabilizzata distintamente nel bilancio statale. La ricorrente assume che la violazione dell'art. 75-bis, comma 3-bis, dello statuto consegue all'intendimento del legislatore statale di sottoporre anche il gettito della tassa automobilistica provinciale al regime dei trasferimenti erariali e delle relative riduzioni. Secondo la Provincia autonoma di Trento, confermare nei confronti delle Province autonome il meccanismo della riduzione di trasferimenti erariali nella misura corrispondente agli incrementi tariffari introdotti dall'art. 2, comma 63, del d.l. n. 262 del 2006 e dall'art. 1, comma 321, della legge n. 296 del 2006 «significa sottrarre ad esse risorse finanziarie proprie, per trasferirle nella disponibilità dello Stato, di tal che questa prescrizione è posta in mancanza dei presupposti di legittimità della riserva all'erario di risorse finanziarie provinciali, delineati dall'articolo 75-bis, comma 3-bis, dello Statuto». In definitiva, le norme impugnate, prevedendo una modifica del regime dei trasferimenti e delle relative riduzioni nei confronti delle Province autonome non limitata nel tempo - si tratterebbe di una sospensione dal 2023 al 2033 - violerebbero le prescrizioni contenute nell'art. 75-bis, comma 3-bis, dello statuto (è richiamata la sentenza di questa Corte n. 142 del 2012). 1.3.- La ricorrente prospetta altresì, sempre in via subordinata, la violazione, a opera di tutte le norme impugnate, dell'art. 79, comma 4, dello statuto, ai sensi del quale alle Province autonome non sono applicabili disposizioni statali che prevedono «obblighi, oneri, accantonamenti, riserve all'erario o concorsi comunque denominati, ivi inclusi quelli afferenti il patto di stabilità interno» diversi da quelli stabiliti dal Titolo VI dello statuto.