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infatti l'autorevole Agenzia, pur parlando di carenza momentanea, non ha assunto impegni per il futuro ed anzi ha ammesso che potrebbero ripetersi disagi legati all' irreperibilità del farmaco, con ciò non solo non fugando i dubbi, ma addirittura alimentando le polemiche e le perplessità; è evidente l'emergenza tanto sanitaria, che colpisce i malati, quanto sociale, che subiscono interi nuclei familiari che hanno la sventura di dover gestire una malattia così grave e degenerativa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali misure intenda adottare per eliminare tale gravissimo disservizio, al fine di tutelare la salute dei malati del morbo di Parkinson. Atto n. 4-01663 PAPATHEU Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il 16 marzo 2017, il Ministero dello sviluppo economico, al fine di introdurre in Italia la tecnologia di trasmissione 5G ("5th Generation") per i cellulari di ultima generazione, ha aperto la procedura di acquisizione di proposte progettuali per sperimentazioni pre-commerciali nella disponibilità di spettro radio 3700 MHz. Tale iter concerne: Area 1 - Milano - Città Metropolitana (61 comuni), Area 2 - Prato e L'Aquila, Area 3 - Bari e Matera. Il 2 agosto 2017 sono state rilasciate le relative graduatorie: Vodafone si è aggiudicata Area 1, Wind Tre e OpenFiber l'Area 2, Tim, Fastweb e Huawei l'Area 3; il 2 ottobre 2018 si è conclusa l'asta per l'assegnazione delle frequenze 5G, alla quale hanno partecipato gli operatori Fastweb, Iliad, Tim, Vodafone e Wind Tre, con i seguenti costi di investimento: Fastweb 32.600.000 euro, Iliad 1.193.272.792 euro, Tim 2.407.220.000 euro, Vodafone 2.400.822.931 euro e Wind Tre 516.506.535 euro; il Governo Conte, mediante assegnazioni che hanno fruttato allo Stato 6.550.422.258 euro, ha così effettuato la vendita a privati delle ''bande di frequenza'' per il 5G, con la volontà di innalzare i limiti di soglia dell'irradiazione elettromagnetica. L'avviato piano di sperimentazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si concluderà il 31 dicembre 2021; gli operatori stanno già testando le reti del 5G in 120 città e ciò desta forte preoccupazione tra i cittadini, ricordando che la legge n. 36 del 2001, all'art. 8, demanda agli enti locali la possibilità di intervenire. Vi è il forte timore che le nuove antenne 5G possano rappresentare un grave pericolo per la salute. Il 5 aprile 2019 il Ministro dell'ambiente del Belgio, Céline Fremault, ha bloccato il progetto pilota per l'accesso al web a banda larga 5G, a fine di tutelare la salute dei cittadini; la tecnologia 5G permetterà progressi per operazioni a distanza e mobilità, ma prima di avanzare nell' iter legislativo per consentirne l'attuazione, occorre la garanzia tecnica che le antenne 5G non superino gli standard di emissione compatibili con la salute. La non dimostrata sicurezza del 5G richiama la necessità di una prioritaria difesa del diritto costituzionale alla salute (articolo 32) con l'applicazione del principio di precauzione sancito dall'Unione europea. L'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), per altro, ha già inserito la tecnologia 4G tra i probabili elementi cancerogeni; per gestire milioni di dispositivi collegati al di sopra di 10 gigabit al secondo, le nuove infrastrutture che l'Italia si appresta a installare prevedono "l'implementazione di piccole cellule", ovvero antenne delle quali si ignora il numero e l'intensità del campo elettrico, che andranno a sommarsi alle attuali reti wireless . Pertanto, in Italia si contano oltre 60.000 antenne di telefonia mobile, destinate ad incrementare con altre migliaia di microantenne sul tetto di ogni palazzo dei centri abitati e sui lampioni dalla luce; l'Associazione medici ambientali ha richiesto "una moratoria per le sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sarà stato adeguatamente pianificato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al controllo ambientale e sanitario (Ministero Ambiente, Ministero Salute, Ispra, Arpa, Dipartimenti di prevenzione), in assenza di valutazioni preliminari di rischio secondo metodologie codificate e di un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari sui cittadini esposti, che dovrebbero in ogni caso essere opportunamente informati dei potenziali rischi". Stessa richiesta è stata fatta da 180 scienziati a Onu e Oms; l'elettromagnetismo ad alta frequenza viene definito da Iarc (International agency for research on cancer) "possibile cancerogeno", in quanto può alterare in vario modo le cellule con rischi per la salute (cancro, problemi neurologici, Alzhaimer, infertilità). Le persone più esposte sarebbero i bambini e le donne in gravidanza. Potrebbero essere devastanti gli effetti biologici, poiché a causa dei tanti ostacoli alla trasmissione lineare di questo tipo di segnale, si renderà necessario installare nelle aree urbane di milioni di micro-ripetitori; inoltre, autorevoli studiosi, medici e scienziati pongono ineludibili dubbi, che obbligano ad anteporre il diritto alla salute agli interessi strategici, economici e commerciali, delle multinazionali della telecomunicazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano, ciascuno per le proprie competenze, adottare iniziative volte a sospendere subito la sperimentazione pre-commerciale della tecnologia 5G nel nostro Paese, al fine di scongiurare qualsiasi pericolo per la salute pubblica, in attesa di studi che facciano chiarezza sull'effettivo impatto nei centri abitati di campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive sinora inesplorate su così ampia scala. Atto n. 4-01664 PAPATHEU Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il 26 dicembre 2018 un sisma di magnitudo 4.9 della scala Richter ha interessato la Sicilia orientale, con particolare riferimento ai centri abitati della cintura etnea e nello specifico i comuni di Zafferana Etnea, Milo, Viagrande e Trecastagni, ed inoltre il versante di Santa Venerina, Acireale, Aci Sant'Antonio, Aci Bonaccorsi, Aci Catena; a seguito di tali drammatici accadimenti, si sono registrati 28 feriti, e 1.115 sfollati che nella quasi totalità dei casi, ancora oggi, non sono rientrati nelle loro abitazioni e non sanno quando e se potranno farlo. Un analogo fenomeno sismico della medesima intensità, peraltro, si era già verificato il 6 ottobre 2018 interessando i comuni di Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Paternò e Adrano; in entrambe le circostanze, la Regione Siciliana ha richiesto lo stato di emergenza al fine di accedere al fondo di solidarietà per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto.