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la recente ordinanza della Cassazione civile, sezioni unite, 1° aprile 2020, n. 7645, nel ribadire che l'ENPAM svolge un'attività pubblica che si colloca nel quadro dell'articolo 38 della Costituzione, che prevede la funzione di previdenza e di assistenza obbligatoria e lo svolgimento di questo compito attraverso organi o istituti predisposti o integrati dallo Stato, ha sostenuto che la privatizzazione dell'ente rappresenta un'innovazione di carattere essenzialmente organizzativo, e ha anche richiamato, esprimendo condivisione, la sentenza della Cassazione, sezione VI, 17 febbraio 2016, n. 23236; tale sentenza ha stabilito, relativamente ad altra cassa previdenziale privatizzata (ENASARCO), riguardo alla trasformazione in fondazione di diritto privato: "È possibile solo sul piano della gestione perché l'ente continua a perseguire finalità di pubblico interesse, occupandosi della previdenza integrativa (a contribuzione obbligatoria) degli associati, imponendo tassazione ed erogando un servizio pubblico di previdenza e assistenza con la correlata vigilanza ministeriale e il controllo della Corte dei Conti; fruisce di un sistema di finanziamento tramite pubbliche risorse derivanti da quelle destinate a fini generali e connesso agli sgravi, alla fiscalizzazione degli oneri sociali e alla obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione garantiti agli enti previdenziali privatizzati; il suo patrimonio deriva dall'accumulazione delle imposte e dei contributi previdenziali pagati dagli obbligati per legge, che, poiché strumentale al servizio pubblico, anche se assunta nel patrimonio della fondazione, va gestita secondo il diritto pubblico. L'ente è una pubblica amministrazione che si occupa dell'assicurazione obbligatoria per invalidità e vecchiaia rientrante nella 'previdenza sociale' che, ex articolo 38 della Costituzione, comma 4, e della Legge del 12 giugno 1990, n. 146, articolo 1, costituisce pubblico servizio"; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: l'approvazione della riforma previdenziale ENPAM ha determinato, per i medici e gli odontoiatri che versano contributi nella "quota B" del fondo generale, penalizzanti riduzioni della valorizzazione dei contributi versati unite ad aumenti oltre il necessario delle percentuali di contribuzione previdenziale, violando addirittura anche i fondamentali principi ricordati di equità e imparzialità. Tali ulteriori non necessari sacrifici previsti per gli iscritti alla quota B erano funzionali esclusivamente a non aumentare la quota contributiva a carico dei contribuenti ad altri fondi previdenziali ENPAM e a non ridurne la sua valorizzazione; il presidente di ENPAM Alberto Oliveti ha scritto: "L'obbiettivo prioritario e istituzionale e? garantire a tutti i contribuenti attivi e futuri dell'Enpam la massima pensione possibile, purché sostenibile dall'autonomo equilibrio attuariale di ognuno dei fondi che lo compongono, senza compensazioni tra gli stessi"; la quota B, nell'ultimo bilancio tecnico presentato ai Ministeri vigilanti, relativo al periodo 2017-2067, presenta sempre, per tutti gli anni della previsione, un'ipercapitalizzazione patrimoniale che e? stata funzionale a permettere alla fondazione nel suo complesso a passare indenne le stringenti condizioni imposte dalla riforma del ministro Fornero, viste le difficolta? patrimoniali di altri fondi. L'ipercapitalizzazione patrimoniale della quota B in tutti gli anni delle previsioni del bilancio tecnico rende chiaro che i sacrifici imposti agli iscritti al fondo sono ingiustificati e andrebbero riequilibrati. Sono gli iscritti alla quota B che garantiscono con il loro eccesso di contributi (poco remunerati ai fini pensionistici, rispetto a quanto garantirebbe la salute intrinseca del loro fondo), la pluriennale stabilita? del sistema pensionistico ENPAM, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se intendano intervenire con efficienza e urgenza, ponendo in essere tutti i provvedimenti necessari ad eliminare la situazione di grave inefficienza dimostrata a carico degli iscritti ENPAM fondo generale-quota B, che lede addirittura i principi costituzionali di equità e imparzialità dell'agire dell'amministrazione pubblica, rimuovendo entro 90 giorni la grave inefficienza rilevata nell'approvazione della riforma previdenziale ENPAM; se ritengano si possa stabilire a partire dal 2020 per i contribuenti alla quota B del fondo generale: la riduzione del 20 per cento dell'aliquota contributiva ordinaria portandola dal 19,5 al 15,6 per cento, il mantenimento dell'aliquota di rendimento della contribuzione ordinaria all'1,25 per cento; in alternativa, se si possa prevedere per tutti i contribuenti al fondo generale-quota B la minor aliquota contributiva necessaria a mantenere a livelli equi il surplus patrimoniale rispetto all'obbligo di avere una riserva legale pari (anno per anno) a 5 volte la spesa pensionistica corrente, mantenendo sempre ferma l'aliquota di rendimento della contribuzione ordinaria all'1,25 per cento. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02931 della senatrice Evangelista, sull'istituzione di un rito unitario in tutti i procedimenti relativi a minorenni.