[resaula]

Capisco la necessità di coprire tutto ciò che non va - poi magari ce lo diremo nel prosieguo dell'intervento e degli interventi - ma c'è questa sorta di fittizia interposizione di Speranza, che continuiamo ad affrontare con garbo, come lei ci suggerisce, signor Ministro, ma cercando di rimanere al tema. Ad esempio, il fatto che lei ci racconti che il risultato è di tutti, mi viene da pensare che lei, signor Ministro, lo debba dire a tanti suoi colleghi di Governo o anche ai segretari dei partiti che lo sostengono, a cominciare da Zingaretti, che dice invece che il Governo ha salvato l'Italia rispetto a non si capisce bene cosa, visto che il virus l'abbiamo preso, l'abbiamo digerito, l'abbiamo gestito, lo abbiamo sopportato e, probabilmente, in qualche misura, avendolo preso per primi, ne stiamo faticosamente uscendo altrettanto per primi. Va però ricordato che ciò è stato grazie all'impegno costante, continuo ed eroico di una categoria sociale, quella degli operatori del Servizio sanitario nazionale, e alla misure di banale distanziamento, come lavarsi le mani, proteggersi la bocca, restare a casa, che - mi lasci dire - non serve contenere in un'azione di Governo, ma basta riepilogare in provvedimenti di buon senso. Rispetto a tutto questo, signor Ministro, vorremmo affrontare nel merito un periodo, che ci ha visto per oltre sei mesi impegnati fortemente a contrastare un'epidemia, che è entrata nel nostro Paese con fin troppa facilità. Come ricordiamo nel nostro atto di indirizzo, in tempi utili e non sospetti, senza avere a disposizione i verbali - che invece aveva a disposizione il Governo, come oggi e nei giorni scorsi è stato riepilogato dagli organi di stampa, e che prefiguravano addirittura casi di mortalità con numeri esorbitanti - l'opposizione, i colleghi del centrodestra e noi stessi del Gruppo Fratelli d'Italia auspicavamo, già nei mesi di marzo e di febbraio, misure contenitive atte a proteggere i confini, a testare la presenza del virus nei viaggiatori provenienti dalle zone a rischio e ad adottare fin dall'inizio, come ricordiamo nella nostra proposta di risoluzione, misure di contenimento, come le mascherine e il distanziamento e di igiene, come lavarsi le mani. Quindi tutto ciò, oggi, ad oltre sei mesi di distanza rispetto a quanto accaduto, va affrontato - perdonateci, signor Ministro e colleghi - con un attimo di senso di responsabilità in più, riconoscendo che alcuni errori sono stati compiuti, che i protocolli iniziali di terapia e cura erano completamente sballati, che alcuni percorsi - mi riferisco al plasma iperimmune e all'idrossiclorochina - non si capisce bene a quale titolo e perché ancora ad oggi sono contrastati e sono stati utilizzati con ritardo e non a sufficienza. In sostanza, oggi dovremmo affrontare tutti questi temi fuori dalla dialettica buonista - mi perdoni, signor Ministro - fuori dalla sua dialettica e dal suo speaking , e invece dovremmo dirci, con maggiore lucidità e fermezza e con un gioco delle parti limitato al minimo, quello che è accaduto e che si poteva evitare e quelli che sono gli errori compiuti, che non vanno ripetuti. Invece, davanti a questo clima per cui tutto va bene, madama la marchesa, francamente mi vengono i brividi. Non ci lasciamo trascinare in questo percorso, che poi - mi perdoni, signor Ministro - nei fatti non esiste, perché il contributo delle istituzioni parlamentari è pari a zero, perché tutti i provvedimenti vengono approvati con l'apposizione della questione di fiducia, perché lo spazio riservato all'azione emendativa e migliorativa dei provvedimenti è pari a zero, perché poi le cose proposte magari vengono affrontate nei provvedimenti successivi, camuffandole in altro modo, pur di non dare accesso (non dico ragione, ma almeno accesso) alle proposte di più banale buon senso. Quindi, rispetto a tutto questo, un po' di preoccupazione io la manifesto, anche a dispetto del suo incedere rassicurante. Non so se lei ha fatto esaminare l'andamento del virus con riferimento all'età media dei contagiati, ma ci sono altri mille esempi che ci dicono che questo virus sta mutando molto radicalmente, a cominciare evidentemente dall'età media dei contagiati, ma non solo. Penso anche alle catene di trasmissibilità, che a volte fatichiamo a interpretare. Ci sono trasmissioni inspiegabili e ci sono mancate trasmissioni assolutamente inspiegabili. Ad esempio, signor Ministro, noi sappiamo che circa sette positivi su dieci sono senza sintomi; quali e quanti di questi sono in grado di trasmettere? Lo sappiamo? Esiste uno studio, un'analisi, un'indagine, un'asticella messa a un livello che misuri la carica virale tale per cui si è capaci di trasmettere o non si è capaci di trasmettere il virus? È evidente che, oltre al problema principale di individuarli, i non sintomatici vanno trattati a partire dalla loro capacità di trasmettere il virus. Se uno è non sintomatico, cioè sta bene, e non è capace di trasmettere, allora anche le misure di contenimento vanno tarate in questo senso, perché è difficile costringere queste persone a stare a casa. C'è gente che è positiva per due, tre o quattro tamponi e non ha niente; e i familiari con cui convive, i cosiddetti congiunti veri, sono assolutamente tutti negativi. Che succede? Lo possiamo sapere? Ce lo dirà in qualche modo la comunità scientifica, attraverso questo famigerato e fantomatico Comitato tecnico-scientifico, del quale aspettiamo di leggere i copiosi verbali, ivi compresi gli allegati? Tutto questo, colleghi, ci suggerisce alcune indicazioni. Non che siamo così ottimisti sul fatto che prendiate per buone tali indicazioni, ci mancherebbe; però comunque è dovere nostro rappresentarle, se non altro a beneficio del dibattito d'Aula. La prima indicazione è che noi ancora oggi, a sei mesi abbondanti, continuiamo a tracciare i sintomi. Noi ancora oggi andiamo dietro ai sintomi, sapendo che sei o sette su dieci sono senza sintomi. Noi oggi ancora partiamo dal sintomo. Dobbiamo approfondire l'indagine per individuare i non sintomatici, sì o no? Ben vengano gli 11 milioni di mascherine, ma servono altrettanti tamponi, test rapidi, indagini sierologiche. Tutto questo va reso disponibile copiosamente, coinvolgendo le strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale e tutte le strutture di prevenzione. Tutti sono pronti a fare questo approfondimento di indagine e questo è quanto dobbiamo fare. Seconda cosa: basta con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Lei ha già anticipato, signor Ministro, che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che scadrà il 7 settembre, verrà sostituito, riconfermato o riaggiornato da un altro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Basta decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Voi avete usato uno strumento universalmente considerato illegittimo in una fase di grave emergenza; va bene, l'avete fatto e ve ne siete presi la responsabilità. Non lo dico io, lo dicono i costituzionalisti; c'è una lunga serie di costituzionalisti che lo dicono, anche gente che non è certamente di Fratelli d'Italia, né del centrodestra.