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Tutto è cambiato da quel momento per i suoi familiari, che hanno dovuto arginare un'assenza incolmabile e un dolore incontenibile, nella speranza almeno di una sentenza equa per quel feroce assassinio, una sentenza che restituisse almeno un po' di giustizia alla memoria di Filomena. Ora i familiari di Filomena non devono solo fare i conti con il dolore, ma anche con la rabbia di una sentenza che non rende giustizia e oltretutto li obbliga a portarsi addosso il peso di costi diretti e indiretti di questo tragico evento. Dal momento, infatti, che il cinese è stato dichiarato incapace di intendere e di volere e, quindi, non processabile, ne consegue che non si arriverà a sentenza definitiva e perciò resta impossibile proporre domanda di risarcimento. Non posso e non voglio per tutto questo rimanere indifferente all'accorato appello che mi ha lanciato la sorella di Filomena, Rosangela, chiedendomi in quanto parlamentare di Parma di farmi portavoce in questo consesso, coinvolgendo anche le altre colleghe dei vari schieramenti, della urgenza e ormai inderogabile necessità di promuovere una campagna legislativa. (Il microfono si disattiva automaticamente) . ( Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Senatrice, si può dire che lei abbia portato la voce della signora. Ci sono due richieste di intervento delle senatrici Gallone e Marin sull'uccisione di un carabiniere in provincia di Bergamo. Prima di darvi la parola, mi corre l'obbligo di segnalare che, come Vice Presidente del Senato, ho inviato al comandante dell'Arma dei carabinieri Nistri le condoglianze, non solo mie, per questa ennesima vittima del dovere che ha dato la vita per la tutela dell'ordine pubblico e della nostra libertà. ( Appalusi ). Ha facoltà di parlare la senatrice Gallone. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, la ringrazio per l'importante gesto di vicinanza. Ha intimato l'alt alla sua morte, ma lei non si è fermata e lo ha portato via. Lo ricordano così sulla pagina Facebook dell'Arma dei carabinieri i colleghi dell'appuntato scelto Emanuele Anzini, travolto e ucciso da un automobilista ubriaco fuggito al posto di blocco. Emanuele Anzini oggi avrebbe festeggiato il suo quarantaduesimo compleanno. Era abruzzese di origine, di Sulmona, sposato e padre di Sara, una ragazza di diciannove anni. Figlio di carabiniere, si era arruolato nell'Arma nel 1997, prestando servizio dal 1998 al 2006 a Brembate, in provincia di Bergamo, e dal 2006 fino a domenica notte al nucleo operativo radiomobile della compagnia di Zogno. È caduto mentre era in servizio nell'adempimento del proprio dovere. Sono le ore 3 a Terno d'Isola e la pattuglia è sulla strada per i normali controlli. Anzini e il collega sono fuori dalla macchina; il lampeggiante è acceso; indossano la pettorina rossa ed è impossibile non vederli. Poco prima era stata fermata una vettura e stavano consegnando i documenti al conducente. Fin lì sembra una notte come le altre, ma all'improvviso si verifica la tragedia: sopraggiunge un'auto a velocità sostenuta. Al volante c'è un giovane uomo che nel 2018 era stato già denunciato per omissione di soccorso perché dopo l'incidente era fuggito, e al quale tre mesi fa era stata ritirata la patente per un mese per eccesso di velocità. Quando l'auto arriva all'altezza del distributore, Anzini intima l'alt. Consapevole di aver bevuto troppo, il conducente (a cui è stato riscontrato un tasso alcolemico di 2,97 grammi per litro, sei volte sopra il consentito) invece di fermarsi accelera e investe l'appuntato. L'impatto è violentissimo: il parabrezza si sfonda e il corpo del carabiniere viene sbalzato a una cinquantina di metri. L'investitore scappa. Dopo una decina di minuti torna indietro e viene arrestato dalla polstrada. Pesanti sono le accuse nei suoi confronti, ma l'appuntato Anzini non si rialzerà. Molti i messaggi di cordoglio, a partire da quello del Presidente della Repubblica e del nostro Vice Presidente. Sergio Mattarella ha inviato una lettera al comandante generale dell'Arma parlando di «profonda tristezza» e di «commossa partecipazione al dolore dei familiari». Oggi, l'appuntato Anzini avrebbe compiuto quarantadue anni. Oggi sarebbe stato il suo compleanno. Ciò che quest'Assemblea può fare per Emanuele Anzini, appuntato caduto nell'adempimento del suo dovere, è garantire alla sua famiglia che giustizia sarà fatta e che lo Stato non li lascerà soli. A nome della città e della provincia di Bergamo, di Sulmona, dell'Abruzzo e dell'Italia intera, esprimiamo alla famiglia e all'Arma dei carabinieri tutta la nostra profonda vicinanza. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Marin. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è un atto di dolore. Ci sono persone che ogni giorno ed ogni notte scelgono di indossare una divisa, ben sapendo di mettere a rischio il dopo più prezioso: la vita. Così ha fatto Emanuele Anzini, appuntato scelto dell'Arma dei carabinieri, travolto ed ucciso a Bergamo mentre stava svolgendo il suo lavoro ad un posto di controllo. È stato ucciso da un automobilista ubriaco. Emanuele proprio oggi, 18 giugno, avrebbe compiuto quarantadue anni. Buon compleanno Emanuele e che la terra ti sia lieve. Signor Presidente, chiedo di utilizzare il tempo concesso per il mio intervento perché si osservi un minuto di silenzio. PRESIDENTE . Avrei comunque invitato l'Assemblea a osservarlo, senatrice Marin. Lo faccio molto volentieri su sua richiesta. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 19 giugno 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 19 giugno, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,12) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Arrigoni, Bagnai, Barachini, Bogo Deledda, Bonfrisco, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bressa, Candiani, Castaldi, Cattaneo, Cioffi, Cirinna', Conzatti, Crimi, D'Angelo, De Poli, Di Micco, Faggi, Grassi, Mantero, Merlo, Monti, Napolitano, Ronzulli, Santangelo, Sciascia, Solinas, Vaccaro e Zanda. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Aimi, Ferrara e Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente;