[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, lettere d e g e 2, comma 1, lettera a numero 2, del decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 422, recante "Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 9 luglio 1997, n. 237 e n. 241, 4 dicembre 1997, n. 460, 15 dicembre 1997, n. 446 e 18 dicembre 1997, n. 472", promosso con ricorso della Regione Siciliana, notificato l'8 gennaio 1999, depositato in cancelleria il 13 successivo ed iscritto al n. 2 del registro ricorsi 1999. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 12 dicembre 2000 il giudice relatore Valerio Onida; Uditi l'avvocato Giovanni Carapezza Figlia per la Regione Siciliana e l'avvocato dello Stato Giancarlo Mandò per il Presidente del Consiglio dei ministri.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato l'8 gennaio 1999 e depositato il successivo 13 gennaio, la Regione Siciliana ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli articoli 3, 81, 116 e 119 della Costituzione, nonché all'art. 36 dello statuto speciale e alle relative norme di attuazione di cui al d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074, di quattro disposizioni contenute nel decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 422 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 9 luglio 1997, n. 237 e n. 241, 4 dicembre 1997, n. 460, 15 dicembre 1997, n. 446 e 18 dicembre 1997, n. 472). Si tratta precisamente delle disposizioni contenute nell'art. 1, comma 1, lettere d e g che recano modifiche ad alcuni articoli del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 237 (Modifica della disciplina in materia di servizi autonomi di cassa degli uffici finanziari); e dell'art. 2, comma 1, lettera a numero 2, che reca modifiche all'art. 17 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni). Il provvedimento impugnato è un decreto legislativo "correttivo", emanato in base alla delega di cui all'art. 3, comma 17, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per la modifica e integrazione di precedenti decreti legislativi in materia tributaria. La Regione ricorrente lamenta, in via generale, che le disposizioni impugnate, riguardanti le modalità di riscossione e versamento di tributi il cui gettito, di regola, spetta alla Regione medesima, differenzino irragionevolmente le relative modalità di riscossione, esclusivamente in relazione alla circostanza che il gettito sia di spettanza dello Stato o della Regione. La prima delle disposizioni impugnate (art. 1, comma 1, lettera d) riguarda la modifica dell'art. 4 del d.lgs. n. 237 del 1997: mentre nel testo originario tale disposizione prevedeva che le entrate fossero riscosse "dal concessionario del servizio di riscossione dei tributi nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio finanziario competente" (oltre che dagli istituti di credito), la disposizione correttiva, sopprimendo le parole "nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio finanziario competente", viene a consentire la riscossione da parte di qualsiasi concessionario del servizio, indipendentemente dall'ambito territoriale. La ricorrente lamenta che, eliminando il collegamento territoriale con l'ufficio finanziario competente, e non prevedendo, di contro, l'obbligo del riversamento nelle casse regionali delle somme riscosse in relazione a fattispecie tributarie maturate nell'ambito della Regione, detta disposizione violi l'art. 4 delle norme di attuazione di cui al d.P.R. n. 1074 del 1965, secondo cui spetta alla Regione Siciliana l'intero gettito dei tributi erariali (salvo alcune eccezioni) riscossi nel territorio regionale. La seconda disposizione impugnata (art. 1, comma 1, lettera e, che modifica l'art. 6 del d.lgs. n. 237 del 1997) , in correlazione con il ripristino dei servizi autonomi di cassa degli uffici dipendenti dal Dipartimento del territorio (di cui invece il preesistente art. 1 del d.lgs. n. 237 del 1997 prevedeva la soppressione), disposto dallo stesso comma 1, lettera a stabilisce che la riscossione delle tasse ipotecarie e di taluni tributi speciali sia effettuata dagli uffici periferici di detto Dipartimento (salvo il caso di pagamento contestuale di imposte ipotecarie o di bollo), e demanda ad un decreto del Ministro delle finanze il compito di stabilire le modalità per il versamento nella tesoreria provinciale dello Stato delle somme così riscosse e di approvare le convenzioni che determinano i compensi agli intermediari. Secondo la ricorrente tale previsione sottrarrebbe illegittimamente alla Regione la potestà di organizzare la riscossione di detti tributi, prevedendo soltanto una competenza ministeriale, con esclusione di ogni partecipazione della Regione alle determinazioni in ordine alle previste convenzioni e alla quantificazione dei compensi agli intermediari. L'art. 1, comma 1, lettera g, anch'esso impugnato, modificando i commi 1 e 2 dell'art. 8 del d.lgs. n. 237 del 1997, che disciplinano i termini e le modalità per il versamento, da parte del concessionario della riscossione, delle somme allo stesso accreditate, sopprime in detti commi le parole "o alle casse degli enti territoriali competenti", così che nel nuovo testo si dispone che il versamento avvenga soltanto "alla competente sezione della tesoreria provinciale dello Stato". Secondo la ricorrente tale modifica comporterebbe l'esclusione della Regione Siciliana dai destinatari del riversamento delle entrate da parte dei concessionari. Pur escludendosi, alla luce di quanto statuito dall'art. 9 del d.lgs. n. 237 del 1997, anch'esso modificato dal decreto impugnato, che ciò comporti la sottrazione alla Regione dei proventi dell'imposizione indiretta, oggetto della disciplina in esame, la ricorrente afferma che dalla normativa censurata conseguirebbe un ingiustificato ritardo nell'acquisizione delle entrate di spettanza regionale, mentre termini più brevi e modalità puntualmente determinate varrebbero per il versamento di detti tributi alle competenti sezioni di tesoreria provinciale dello Stato. L'ultima delle disposizioni denunciate (art. 2, comma 1, lettera a, numero 2) modifica l'art. 17, comma 2, del d.lgs. n. 241 del 1997, avente ad oggetto l'individuazione dei crediti e debiti per i quali si prevede da parte dei contribuenti il versamento unitario delle imposte, dei contributi dovuti all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle Regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti dello stesso periodo nei confronti dei medesimi soggetti.