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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 6ª RIUNITE 6ª(Finanze e tesoro) 21 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 10,45. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari DDL 2636 Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari Riforma della giustizia tributaria DDL 243 Ordinamento della giurisdizione tributaria DDL 714 Codice del processo tributario DDL 759 Codice della giurisdizione tributaria DDL 1243 Riforma della giustizia tributaria DDL 1661 Ordinamento degli organi di giurisdizione e amministrativi della giustizia tributaria DDL 1687 Codice del processo tributario DDL 2476 Ordinamento della giurisdizione tributaria (Seguito e conclusione della discussione congiunta. Assorbimento dei disegni di legge nn. 243, 714, 759, 1243, 1661, 1687 e 2476) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta di ieri. Il sottosegretario FRENI propone di riformulare in un testo 2 gli emendamenti 1.2, 1.22, 1.54 e 2.0.11 (testo 3)e in un testo 4 l'emendamento 2.0.12, preannunciando sugli stessi il parere favorevole del Governo, ove i presentatori ritengono di accogliere tali riformulazioni. Prendono atto le Commissioni riunite. Il sottosegretario FRENI prosegue, facendo presente, quanto all'emendamento 2.0.11 (testo 3), in materia di definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti dinnanzi alla Corte di cassazione, oggetto di dibattito nella seduta precedente, rileva che la formula del comma 9 è stata impiegata, per ragioni tecniche, anche nei precedenti provvedimenti di pacificazione fiscale e non può quindi essere modificata perché ciò comporterebbe una rilevante perdita di gettito. In via teorica è possibile rivedere il testo prevedendo che il contribuente definirà la controversia con quanto già versato, a condizione che non sia inferiore al 5 o al 20 per cento, a seconda che si tratti della fattispecie del comma 1 o del comma 2. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) prende atto con soddisfazione della proposta di riformulazione del Governo quanto all'emendamento 1.22 relativo al tirocinio dei nuovi magistrati tributari, però si rammarica non sia stata accolta la proposta di attribuire, per i primi cinque anni, un numero preciso di magistrati alle varie sezioni per permettere una riduzione dell'arretrato e una più celere trattazione dei casi. Segnala poi l'emendamento 1.97 sulla funzionalità delle commissioni di secondo grado e gli emendamenti 1.52 e 1.53 sull'efficacia dei nuovi collegi. Il sottosegretario Anna MACINA evidenzia l'assenza di arretrato sui primi due gradi di giudizio e che le assunzioni di magistrati già decise, l'adozione dello strumento della mediazione, nonché l'inversione di tendenza già in atto quanto al contenzioso pendente impediranno un nuovo accumulo di cause dinanzi alla Cassazione. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) conferma il proprio giudizio negativo sull'emendamento 2.0.11 (testo 3), che considera inutile in quanto pochi contribuenti, data l'onerosità della procedura, aderiranno alla definizione agevolata in Cassazione. Su richiesta del senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), il PRESIDENTE sospende la seduta. La seduta, sospesa alle ore 11,05, riprende alle ore 11.25. Le senatrici PIARULLI ( M5S ) e D'ANGELO ( M5S ) e il senatore DELL'OLIO ( M5S ) aggiungono la firma all'emendamento 1.31 (testo 2). Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) richiama l'importanza dell'emendamento 2.32, che intende introdurre una forma di tutela per il contribuente, prevedendo la possibilità di rivolgersi al Presidente della commissione tributaria competente qualora le operazioni di verifica si svolgessero in violazione delle garanzie o dei diritti del contribuente stesso. Ritiene che le Commissioni debbano accogliere tala emendamento, sul quale sollecita l'attenzione del rappresentante del Governo. Il sottosegretario FRENI, senza entrare nel merito della proposta, astrattamente condivisibile, avverte che non sarà possibile esprimere un parere favorevole su emendamenti ulteriori rispetto a quelli sui quali è stato raggiunto un accordo politico. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) chiede la disponibilità del Governo ad accogliere un ordine del giorno sul punto. Il sottosegretario FRENI lo rassicura in tal senso, anticipando la stessa disponibilità nei confronti di altri ordini del giorno frutto di trasformazione di emendamenti. Il senatore LANNUTTI ( UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV ) anticipa che aggiungerà la propria firma all'ordine del giorno del senatore Pillon. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), con riferimento all'emendamento 2.0.11 (testo 3), ringrazia il sottosegretario Freni per il suo intervento e per aver spiegato le motivazioni che impedirebbero di modificare il comma 9 nella direzione voluta, ma chiede allora, come forma di bilanciamento, che ci sia un innalzamento ad almeno 200.000 euro della soglia prevista dal comma 1. Si associa la senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ), che giudica peraltro poco attendibili le statistiche fornite dal Governo. Il sottosegretario FRENI spiega che la soglia di 100.000 è il frutto di un'intesa politica tra i Gruppi e annuncia che in merito, non trattandosi di questione tecnica, il Governo si rimette alla Commissione. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) si associa alla proposta di riformulazione del comma 9 illustrata precedentemente dal sottosegretario Freni. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ), pur comprendendo le esigenze politiche in vista delle imminenti elezioni, contesta la proposta di innalzamento della soglia avanzata dal senatore Bagnai, sottolineando che per il proprio Gruppo le proposte in campo, frutto di compromesso politico, rappresenta già un grande sforzo, finalizzato esclusivamente all'approvazione celere del provvedimento. Il senatore FENU ( M5S ) evidenzia che anche il Movimento 5 Stelle avrebbe obiettivi politici da perseguire, come nel caso del tema sotteso all'emendamento 1.81, tuttavia invita le forze politiche a non chiedere ulteriori modifiche del testo, nel rispetto degli accordi raggiunti. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) ritiene che, non potendosi modificare il testo dell'emendamento, un ordine del giorno possa comunque essere utile per il futuro. Il PRESIDENTE invita a considerare, nella stesura dell'ordine del giorno, l'ipotesi di un monitoraggio, in esito al quale, se le soglie non avranno portato al risultato sperato, si potrà intervenire, modificandole. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) trasforma l'emendamento 2.0.5 nell'ordine del giorno G/2636/5/2 e 6 e aggiunge la firma all'emendamento 2.30 (testo 3).