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Misto 21'+5' PD 19' FdI 14'+5' IV-PSI 13' Aut (SVP-PATT, UV) 11' Dissenzienti da stabilire Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 26' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17'+5' IV-PSI 15' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da stabilire CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei rimarcare che il calendario è stato approvato all'unanimità. Ovviamente lo spirito con il quale è stato approvato ci sollecita anche all'impegno nei lavori parlamentari. Avremmo desiderato che fosse inserita all'ordine del giorno anche una mozione riguardo la diminuzione delle accise e la riduzione dell'IVA sui carburanti, ma non c'è stato spazio. Tuttavia, aderendo allo spirito di unanimità con cui la Conferenza dei Capigruppo ha approvato questo calendario, non ci possiamo esimere dal sollecitare il Governo a intervenire e prendere provvedimenti in tal senso, appena possibile, auspicabilmente già nei prossimi giorni. PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Candiani, anche per la sottolineatura sullo spirito unitario dei nostri lavori. Discussione del documento: Doc Doc. XXXIV, n. 8 Relazione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sull'attività svolta dal 1° gennaio 2021 al 9 febbraio 2022 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento XXXIV, n. 8. La relazione è stata già stampata e distribuita. Ha la parola il relatore, senatore Urso, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. URSO, relatore . Signor Presidente, cari colleghi, intervengo per la seconda volta in quest'Aula da quando sono stato eletto Presidente del Copasir nel giugno dell'anno scorso. L'ho fatto solo durante le comunicazioni del Governo sulla guerra in Ucraina, per dar conto proprio degli allarmi che il Comitato aveva espresso nelle sue relazioni sulla postura aggressiva della Russia in Ucraina e, più in generale, in Europa e nel Mediterraneo allargato, nei Balcani, in Libia e nel Sahel, in Africa; una minaccia accresciuta nel tempo, tesa ad accerchiare l'Europa, anche attraverso il controllo dell'energia e delle materie prime, pronta a utilizzare ogni mezzo in una moderna, terribile e pervasiva guerra ibrida. Avevamo evidenziato il dispiegamento militare russo intorno all'Ucraina, così come le conseguenze del referendum costituzionale in Bielorussia, che avrebbe cancellato la neutralità di quel Paese, permettendo, quindi, alle truppe russe di agire, anche con dispositivo nucleare, dalla Bielorussia. Avevamo evidenziato nel tempo, anche nelle precedenti relazioni, l'azione di spionaggio e di reclutamento russo nel nostro Paese; la pervasività della penetrazione russa in Europa, tesa a condizionare le istituzioni democratiche; l'azione aggressiva realizzata nei nuovi domini bellici, nello spazio e nel cyber e l'uso sistematico dei mercenari della Wagner, non soltanto in Africa. Avevamo scritto, tra l'altro, e cito testualmente: «(…) un' escalation militare in Ucraina potrebbe comportare un ulteriore peggioramento della situazione, che risulterebbe rovinosa anche e soprattutto per l'Italia, che deve a Mosca oltre il 40 per cento delle importazioni» di gas. L'avevamo scritto. Peraltro, proprio sulla sicurezza energetica il Copasir ha realizzato una specifica relazione al Parlamento il 9 gennaio di quest'anno, al termine di oltre sei mesi di indagine conoscitiva. In quella relazione abbiamo evidenziato la necessità di affrancarci dalla dipendenza estera, tanto più da Paesi come la Russia, che utilizzano l'energia quale fattore di potenza. In quella relazione indicavamo alcune soluzioni, che sono poi quelle che ora il Governo si appresta a varare incalzato dall'emergenza. Già allora parlavamo della necessità di raddoppiare la produzione nazionale di gas, di diversificare le fonti, di utilizzare il potere sostitutivo dello Stato per gli impianti solari ed eolici che erano bloccati. Già allora parlavamo del nucleare di quarta generazione e dell'ipotesi di fusione nucleare, che il presidente Draghi ha citato pochi giorni fa alla Camera dei deputati. Erano tutte indicazioni già contenute nella nostra relazione sulla sicurezza energetica. Così come, nella conclusione della relazione, abbiamo indicato con chiarezza l'assoluta necessità di realizzare un piano nazionale di sicurezza energetica al fine di raggiungere un'autonomia strategica, tecnologica e produttiva nel quadro europeo occidentale, di cui finalmente si parla a fronte dell'emergenza. Cari colleghi, oggi finalmente discutiamo in modo compiuto di sicurezza nazionale sulla base della relazione annuale del Copasir del 14 febbraio. È una novità importante. Onorevoli colleghi - come abbiamo detto nell' incipit della relazione - in passato non è mai accaduto che una relazione annuale del Copasir o una relazione annuale della Presidenza del Consiglio fossero esaminate in Assemblea. La legge n. 124 del 2007, di quindici anni fa, prevede queste due relazioni che non sono state mai esaminate in Parlamento, né in Assemblea, né in Commissione. Per tale ragione, a nome del Comitato, ringrazio la Presidenza e i Gruppi parlamentari di averne condiviso la necessità - come spero accada ogni anno - con una specifica sessione parlamentare. Era questo ciò che chiedevamo nella premessa della nostra relazione annuale; una sessione parlamentare come quella che si svolge ogni anno sulla giustizia, con conseguenze poi legislative. In questi anni in Assemblea si è svolto soltanto un dibattito su un argomento di competenza del Copasir, nel 2009, con l'allora presidente Rutelli. Si trattava del caso delle intercettazioni su cui peraltro - guarda caso - tanti anni dopo, il 21 ottobre dello scorso anno, siamo stati costretti a fare noi stessi una relazione al Parlamento. Nella nostra relazione sul sistema di intercettazioni abbiamo denunciato come perduri una situazione di assoluta discrezionalità sulle modalità e i criteri con cui vengono affidati i mandati a eseguire le intercettazioni giudiziarie anche in merito alla conservazione o alla distruzione delle stesse. Ricordo a tutti che siamo sotto procedura di infrazione europea, perché le procure non intendono attuare quanto previsto in una precisa direttiva europea e quanto stabilito dalla legge italiana. Aspettiamo che il Ministro della giustizia mantenga quel che si era impegnato a fare nel corso dell'audizione. In altri casi, invece, alle nostre relazioni sono seguite azioni concrete. Mi riferisco - per esempio - alla sicurezza cibernetica, che è stata oggetto della nostra prima relazione al Parlamento a inizio legislatura.