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Riforma delle modalità di vendita dei prodotti agroalimentari e delega al Governo per la regolamentazione e il sostegno delle filiere etiche di qualità. Onorevoli Senatori . – Il tema dell'introduzione di un equo prezzo di acquisto per i prodotti agroalimentari rappresenta una priorità per sostenere il comparto agricolo nazionale. In effetti la vendita al dettaglio di prodotti agroalimentari attraverso campagne promozionali particolarmente aggressive, tra tutte quelle relative al cosiddetto « sottocosto », specie nella grande distribuzione organizzata (GDO), avviene con sempre maggiore frequenza. Il consumatore finale, per ovvie ragioni, ne trae indiscutibili vantaggi economici ma tali pratiche portano i grandi buyer della GDO a riconoscere ai produttori agricoli prezzi talmente bassi che gli eventuali ricavi, in molti casi, non sono sufficienti neppure a coprire i costi di produzione. La corsa al ribasso incide, inevitabilmente, sulla qualità dei prodotti e, dati i maggiori costi di produzione causati dagli stringenti disciplinari di produzione, mortifica i consumi di quei beni che godono di certificazioni europee di qualità come la denominazione di origine protetta o la indicazione geografica garantita. La crisi economica e la nota frammentazione del sistema produttivo, con la conseguente incapacità di far valere le proprie istanze dinanzi ai grandi gruppi di interesse, porta i nostri produttori agricoli a doversi piegare a tali distorsioni del mercato e a cedere i propri prodotti a prezzi eccessivamente bassi. Il meccanismo, peraltro, presenta un'altra inquietante caratteristica in base alla quale chi non si adegua ai diktat dei buyer viene escluso dai successivi rapporti commerciali. Strumento principe di tali pratiche è il ricorso all'asta elettronica a doppio ribasso che consiste in una modalità di acquisto che mortifica l'intera filiera produttiva, con inevitabili ripercussioni lesive dei diritti dei lavoratori, del benessere animale e della sostenibilità ambientale. Nello specifico, la procedura prevede che i grandi buyer di alcune sigle della GDO richiedano ai fornitori agroalimentari un'offerta di vendita per i propri prodotti. Raccolte le diverse proposte, viene indetta una seconda gara basata sul prezzo più basso. Tale pratica porta ad una competizione al ribasso tra le aziende fornitrici e il soggetto che si aggiudica la fornitura, nella maggior parte dei casi, ne fa pagare il prezzo ai sub-fornitori; spesso micro produttori locali che non avendo capacità negoziale non possono che accettare. Il fenomeno ha portata europea e, in effetti, l'Unione europea sta mettendo a punto strumenti di contrasto come la proposta di direttiva COM (2018)173 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 aprile 2018, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare. Il macro obiettivo è l'efficientamento della filiera e la garanzia di una più equa distribuzione del valore aggiunto del comparto agroalimentare. La realizzazione di tale meccanismo avrebbe ripercussioni positive sugli agricoltori, specie quelli che gestiscono microimprese prive di capacità e peso negoziale. L'introduzione di strumenti di contrasto a pratiche scorrette e di prezzi minimi equi, oltre ad aiutare gli agricoltori, andrebbe a riequilibrare il sistema di concorrenza del mercato agroalimentare ma non sarebbe sufficiente a garantire gli alti standard qualitativi a cui il consumatore italiano è abituato e, soprattutto, a garantire diritti minimi a tutti gli attori della filiera e ad essere sostenibile in termini ambientali. In questo senso è indispensabile introdurre dei sistemi premianti per le aziende che scelgono di investire risorse e capitale umano per garantire qualità ed eticità nelle produzioni. Il sostegno alle filiere etiche di qualità deve rappresentare una priorità per le istituzioni, perché tali buone pratiche garantiscono il consumatore, fanno sì che venga rispettano l'ambiente e il benessere animale oltre a tutelare lo straordinario patrimonio di biodiversità e tradizione che caratterizza il nostro comparto agroalimentare. Per vincere questa importante sfida è fondamentale informare adeguatamente i nostri concittadini, attraverso solide campagne di sensibilizzazione finalizzate a superare la nota asimmetria informativa che inibisce il consumatore a spendere maggiori risorse per prodotti qualitativamente superiori ad altri, non comprendendone le peculiarità. Il presente disegno di legge si compone di 11 articoli suddivisi in tre capi. Il capo I è dedicato alla regolamentazione delle pratiche di vendita per i prodotti agroalimentari e l'introduzione del prezzo minimo equo di acquisto. In particolare, con l'articolo 1 si prevede la regolamentazione della vendita sottocosto di prodotti agroalimentari freschi e deperibili. L'articolo 2 introduce il divieto di utilizzo delle aste elettroniche a doppio ribasso e l'introduzione del prezzo minino equo di acquisto. L'articolo 3 promuove la realizzazione di campagne informative finalizzate alla sensibilizzazione del consumatore. L'articolo 4 reca la modifica all'articolo 56 del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Il capo II si propone di introdurre strumenti atti al rafforzamento delle filiere agricole nazionali. L'articolo 5, al fine di contrastare l'asimmetria nel potere negoziale all'interno delle filiere agroalimentari, prevede che le associazioni e le organizzazioni dei produttori agricoli siano trattati alla stregua degli imprenditori agricoli. L'articolo 6 prevede che sia l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) a prestare le garanzie per dare esecuzione al programma comune di rete. L'articolo 7 reca una modifica del comma 3 dell'articolo 1- bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, concernente la cessione della produzione agricola. L'articolo 8 introduce delle misure per la competitività della filiera e il miglioramento della qualità dei prodotti cerealicoli nazionali. L'articolo 9 introduce modifiche alle norme sulla trasparenza contrattuale nelle filiere agricole. Il capo III è finalizzato all'individuazione di misure di sostegno alle imprese che promuovono filiere etiche di qualità nel sistema di produzione di prodotti agroalimentari. L'articolo 10 prevede modifiche relative all'elenco nazionale delle organizzazioni di produttori. L'articolo 11, infine, delega il Governo ad adottare norme per la regolamentazione e il sostegno alle filiere etiche di qualità nel sistema di produzione, importazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari..