[resaula]

il sindacato (di base e confederale) contesta il fatto che Alitalia assicurerà i servizi di terra non solo utilizzando il proprio personale già in forza a Linate, ma anche assumendo personale precario e sottopagato, e, come se non bastasse, impiegando a Linate anche staff con base a Roma Fiumicino; di fatto oggi Alitalia, secondo i sindacati, gestisce in proprio il 70-75 per cento delle attività e, senza un cambiamento, il personale di Airport Handling finirebbe inevitabilmente in esubero. In tutta Europa non c'è più una singola compagnia che gestisca in proprio i servizi di terra nei vari aeroporti, perché è più economico esternalizzare queste attività a società attrezzate e specializzate; oltre ad una questione di qualità del lavoro si ravvisa anche una questione di contraccolpo su Airport Handling, che oggi opera sia a Linate che a Malpensa e con il diminuire del lavoro sarà costretta, secondo i sindacati, a tenere parte della sua forza lavoro (soprattutto quella in servizio all'aeroporto di Linate) in cassa integrazione fino al marzo 2021, con danno per i lavoratori e anche aggravio per le uscite erariali, per poi dover procedere al licenziamento di almeno 550 dipendenti ritenuti in esubero; a parere degli interroganti, a fronte di un investimento da parte dello Stato di 3 miliardi di euro per il rilancio della compagnia di bandiera, la stessa Alitalia non tiene conto delle ricadute economiche e sociali sui lavoratori delle società dei servizi a terra; l' handling è un servizio pubblico essenziale soggetto alle disposizioni della legge n. 146 del 1990, strettamente legato al trasporto aereo erogato dalle compagnie; come tutto il settore del trasporto aereo, anche le imprese che erogano servizi di handling aeroportuale sono state fortemente colpite dalla crisi economica conseguente all'epidemia da COVID-19, e pertanto rischiano di dover ricorrere a numerosi licenziamenti di personale con gravi ricadute in ambito sociale, qualora non siano adottate misure specifiche a sostegno del settore, si chiede di sapere se e quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, i Ministri in indirizzo intendano adottare con riguardo a quanto esposto, anche nell'ottica della salvaguardia dei livelli occupazionali negli scali aeroportuali della Lombardia. Atto n. 4-04164 ALESSANDRINI PITTONI BARBARO BORGONZONI SAPONARA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: dal 2013, non esiste più la Direzione generale per la formazione e l'istruzione tecnica, cancellata dall'allora Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Maria Chiara Carrozza in seguito ad un'operazione di spending review ; con il nuovo regolamento che riorganizza il Ministero dell'istruzione, in corso di attuazione, l'alternanza scuola-lavoro e l'istruzione tecnica, istituti tecnici superiori inclusi, rischiano di subire un nuovo pesante ridimensionamento; numerosi sono stati in questi anni gli appelli bipartisan , culminati poi nell'impegno assunto, nel 2014, dal ministro Stefania Giannini di ripristinare una struttura (allora, si parlava di una struttura interdipartimentale) dedicata ai rapporti con il mondo del lavoro e i territori; nel nuovo regolamento del Ministero di tutto questo non c'è traccia; il dicastero oggi guidato da Lucia Azzolina si articolerà in due dipartimenti, uno dedicato a istruzione e formazione, con 4 direzioni generali (di cui una con competenze anche in tema di orientamento scolastico), e il dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali, suddiviso in 3 direzioni generali; il tema è delicato, specie oggi, con una mancata corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro proprio nei profili tecnico-scientifici, un abbandono scolastico in ripresa, in primis negli istituti professionali, e un tasso di disoccupazione giovanile che è tornato a superare il 30 per cento; quest'anno, l'alternanza tra scuola e lavoro e l'istruzione tecnica rischiano di finire vittime indirette del COVID-19; a giudizio degli interroganti negli ultimi anni tutti i Paesi industrializzati hanno comunque investito sul collegamento tra formazione e lavoro, tutti tranne l'Italia, che anzi ha fatto tagli di risorse e uffici con effetti nefasti: già oggi, nonostante la crisi innescata dal COVID-19, vi è forte carenza di tecnici specializzati e si può solo immaginare la situazione che ci sarà quando l'economia tornerà a crescere; considerato poi che, tra la pandemia e l'avanzare del 5G, è fondamentale avere una riconoscibile struttura di riferimento istituzionale, anche tra più dicasteri, che presidi i temi chiave per la crescita: alternanza, istruzione tecnica, istruzione e formazione professionale, istituti tecnici superiori, apprendistato, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di incrementare percorsi formativi professionalizzanti che diano ai giovani italiani le competenze tecniche richieste dal mercato del lavoro. Atto n. 4-04165 DE VECCHIS Ai Ministri per la pubblica amministrazione e della difesa Premesso che: ai sensi dell'articolo 7 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", al fine di contrastare e contenere la diffusione del COVID-19 è stato disposto l'arruolamento eccezionale, per il 2020, di militari dell'Esercito italiano in servizio temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno, di 120 ufficiali medici, con il grado di tenente, e di 200 sottufficiali infermieri, con il grado di maresciallo, in possesso rispettivamente della laurea magistrale in medicina e chirurgia e della laurea in infermieristica, e della relativa abilitazione professionale; al fine di ridurre i maggiori costi derivanti dalle procedure concorsuali e contenere i rischi di contagio per il personale preposto all'organizzazione e allo svolgimento delle relative procedure nella fase di emergenza epidemiologica, è senz'altro auspicabile che le professionalità e l'esperienza acquisite non vengano disperse e si proceda in tempi brevi alla stabilizzazione del personale assunto ai sensi del richiamato articolo 7; in questa direzione andava l'emendamento 36.1, presentato al disegno di legge AS 1925, di conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia", che tuttavia non è stato approvato dalla Commissione in sede referente, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo ritengano opportuno procedere alla stabilizzazione del richiamato personale e quali iniziative di propria competenza vogliano assumere a tal fine. Atto n. 4-04166 RAMPI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, dell'istruzione e per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il mondo dello spettacolo viaggiante è uno dei più colpiti dalle conseguenze della pandemia;