[pronunce]

inoltre, la ricorrente si sarebbe limitata ad asserire la violazione dell'art. 81 Cost., senza specificare i parametri e argomentare le ragioni. Comunque, la Regione Lombardia osserva che il rischio che dall'attuazione dell'art. 116, terzo comma, Cost. possano derivare maggiori oneri per il bilancio pubblico non sarebbe stato trascurato: in base all'art. 4, comma 1, della legge impugnata, qualora si verificasse detta ipotesi, il trasferimento delle funzioni potrà avvenire solo dopo l'entrata in vigore dei decreti legislativi di stanziamento delle risorse finanziarie necessarie. 12.6.- Anche il sesto motivo di ricorso (finanziamento LEP) sarebbe non fondato. Si rileva che la stessa legge impugnata prevede l'aggiornamento dei LEP (art. 3, comma 7) e che, in base all'art. 10, comma 1, lo Stato «promuove l'esercizio effettivo dei diritti civili e sociali che devono essere garantiti dallo Stato e dalle amministrazioni regionali e locali nell'esercizio delle funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni». Dunque, sarebbero rispettati sia l'art. 2 (principi personalista e solidarista) sia l'art. 3 (principio di eguaglianza) Cost. La Regione osserva che la clausola di invarianza finanziaria «potrà essere riscontrata nel procedimento di attuazione delle singole intese ed e&#768; volta ad orientare le future attività negoziali nonché il futuro legislatore». Il risultato si potrebbe ottenere con l'operare congiunto delle disposizioni di spesa «con contestuali disposizioni di risparmio». In caso di maggiori oneri derivanti dalla determinazione dei LEP, sarebbero «pienamente applicabili all'esigenza di finanziamento di tali nuovi o maggiori oneri i meccanismi contemplati in via generale dall'art. 17 della legge n. 196/2009», in conformità all'art. 81 Cost. Neanche l'art. 119 Cost. sarebbe violato, dato il contenuto dell'art. 9, comma 3 , e dell'art. 10 della legge impugnata. 12.7.- Il settimo motivo di ricorso (concorso agli obiettivi finanziari) sarebbe in parte inammissibile, perché non sarebbe argomentata l'asserita violazione degli artt. 2 e 119 Cost. Esso sarebbe, comunque, non fondato, essendo «evidente che l'intento legislativo non sia quello di sottrarre le Regioni che hanno sottoscritto le intese con lo Stato dall'onere di contribuire alla finanza pubblica». 12.8.- Anche l'ottavo motivo di ricorso (ruolo della Conferenza unificata) sarebbe non fondato. Non vi sarebbe alcun obbligo costituzionale di trovare un'intesa in sede di Conferenza unificata, né di coinvolgerla durante il dibattito parlamentare. La Regione osserva che nella sede legislativa «non operano gli ordinari meccanismi procedimentali della leale collaborazione». 12.9.- Quanto al nono motivo di ricorso (poteri del Presidente del Consiglio dei ministri), secondo la Regione Lombardia non potrebbe «ritenersi contrario all'art. 3 Cost. ogni enunciato normativo che presenti margini, più o meno ampi, di incertezza, essendo, invece, a tal fine, necessario l'utilizzo di espressioni il cui significato, nonostante ogni sforzo interpretativo, rimanga del tutto oscuro». Inoltre, gli artt. 1 e 2 della legge impugnata detterebbero i «criteri necessari per indirizzare l'attività del Presidente del Consiglio dei Ministri». Infine, l'art. 120 Cost. menziona anche la tutela dei LEP e a ciò farebbe riferimento l'art. 2, comma 2, della legge n. 86 del 2024, là dove si riferisce all'unità «di indirizzo rispetto a politiche pubbliche prioritarie». 12.10.- Anche il decimo motivo di ricorso (cessazione di efficacia di leggi statali) sarebbe non fondato: la predisposizione di un elenco delle disposizioni statali che cessano di avere efficacia con l'entrata in vigore delle leggi regionali attuative dell'intesa assicurerebbe «chiarezza e certezza nell'applicazione del diritto, cercando di ovviare a quell'inevitabile conseguente abrogazione implicita [...] che, all'indomani dell'entrata in vigore delle intese in parola, si sarebbe inevitabilmente venuta a creare, destando dubbi sulla normativa applicabile». Sarebbe inoltre evidente «che le intese non potranno giungere fino al punto di agire sull'efficacia di norme statali attuative di obblighi sovranazionali o a contenuto costituzionalmente vincolato». 12.11.- L'undicesimo motivo di ricorso (iniziative pregresse) sarebbe ugualmente non fondato: l'art. 11 della legge impugnata intenderebbe «uniformare, per tutte le Regioni, il procedimento volto all'attribuzione» della maggiore autonomia, «proprio al fine di evitare disparità di trattamento». Le iniziative pregresse, «per giungere ad una positiva conclusione, dovranno [...] adeguarsi ai criteri e ai presupposti stabiliti dalla norma, anche con riferimento [ai] profili finanziari». 12.12.- Infine, anche il dodicesimo motivo di ricorso (iniziativa legislativa) sarebbe non fondato: la legge impugnata prevederebbe - in ossequio a quanto disposto dall'art. 116, terzo comma, Cost. - «un iter procedimentale fondato su un atto di iniziativa regionale, adottato nel pieno rispetto della relativa normativa, anche costituzionale». 13.- Con atto depositato il 29 settembre 2024, la Regione Lombardia è intervenuta ad opponendum nel giudizio promosso dalla Regione Toscana. 13.1.- Quanto al primo motivo di ricorso (trasferimenti puntuali), si osserva che, poiché e&#768; la regione interessata all'autonomia che avvia la procedura, «[l]'interesse di ogni singola Regione punterà ex se a valorizzare ciò [che] la medesima sente peculiare per il proprio territorio»; dunque, «predeterminare con legge nazionale gli ambiti e le materie a cui ciascuna Regione potrebbe accedere per la richiesta di autonomia differenziata, significherebbe privare la Regione stessa di quelle sue peculiarità». 13.2.- Quanto al secondo motivo di ricorso (ruolo marginale delle Camere), il procedimento regolato dalla legge rivelerebbe l'assenza di una limitazione dei poteri del Parlamento. La Regione osserva che «e&#768; stato proprio il Parlamento ad approvare la legge 86/2024 evidentemente ritenendo garantite e tutelate le proprie prerogative costituzionali», e che «la legge in questa sede impugnata si muove nel solco del criterio delle scelte insindacabili del Parlamento». 13.3.- Quanto al terzo motivo di ricorso (mancato coinvolgimento della Regione richiedente nella fase parlamentare), esso - oltre a smentire il precedente motivo sul ruolo marginale delle Camere - sarebbe inammissibile per genericità e non fondato, perché l'art. 116, terzo comma, Cost. prevede un'intesa a monte e nessun coinvolgimento della regione interessata nella fase parlamentare.