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Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Garruti, Ricciardi e Toninelli hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00335 del senatore Cioffi ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Nannicini ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02320 del senatore D'Arienzo ed altri. I senatori Naturale, Vanin, Fede, Gallicchio, Agostinelli, Castaldi e Di Girolamo hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02365 del senatore Ferrara ed altri. I senatori Romano, Donno, Presutto e Trentacoste hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02373 della senatrice Leone ed altri. Le senatrici Gaudiano e Donno hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05134 del senatore Ferrara ed altri. La senatrice Taverna ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05136 del senatore Cioffi ed altri. Il senatore Barbaro ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05140 del senatore Fazzolari ed altri. Il senatore Buccarella ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05154 del senatore De Bonis. Mozioni Atto n. 1-00337 DONNO PAVANELLI PUGLIA CASTALDI ROMANO RUSSO TRENTACOSTE CROATTI PRESUTTO - Il Senato, premesso che: a seguito del progresso tecnologico ed infrastrutturale e di una crescente urbanizzazione del territorio nazionale, si è assistito ad un graduale, ma inarrestabile, abbandono di gran parte della rete ferroviaria nazionale, nonché di tronchi stradali dismessi, di strade secondarie e campestri, interpoderali o vicinali, di strade prima appartenute al demanio militare, di argini e di alzaie dei fiumi e dei canali, di sentieri, mulattiere e tratturi; la riqualificazione di infrastrutture ferroviarie dismesse in piste ciclabili e " greenway " rappresenta un'efficace strategia per contrastare l'abbandono e il degrado ambientale e promuovere la mobilità sostenibile, contribuendo alla valorizzazione dei territori e incentivando lo sviluppo di un turismo ecosostenibile, che potrebbe contribuire a dare nuovo slancio alle piccole economie locali; secondo l'ultima ricerca pubblicata dalla Federazione italiana ambiente e bicicletta sono 5.000 i chilometri di ferrovie dismesse nel nostro Paese, dei quali solo 1.000 sono stati convertiti in 57 ciclovie, con una lunghezza media di 12 chilometri; le regioni che più si sono impegnate nella riconversione sono il Veneto con 165,5 chilometri (tra cui la tratta Treviso-Colzè di 54 chilometri, parte della ciclovia Treviso-Ostiglia e la tratta di 42 chilometri Calalzo-Cimabanche, lungo la Calalzo-Cortina-Dobbiaco) seguito dall'Emilia-Romagna con 132,2 chilometri e dalla Lombardia con 121,3; indipendentemente dal numero di chilometri di ferrovie riqualificate, negli ultimi dieci anni alcune regioni hanno dimostrato particolare sensibilità su questo tema. La regione più attiva è stata l'Umbria, con un incremento da 11 a 73 chilometri (più 564 per cento), seguita dalla Basilicata, da zero tratte recuperate a 41,6 chilometri (416 per cento), e dall'Abruzzo (più 425 per cento una volta completato il cantiere in corso lungo la Costa dei Trabocchi). La tratta ferroviaria con più chilometri recuperati è la Godrano-Ficuzza-San Carlo in Sicilia, 62 chilometri, che necessitano però di una maggiore attenzione in termini di manutenzione e conservazione, seguita in Friuli dalla tratta Tarvisio-Gemona di 58 chilometri lungo la ciclovia dell'Alpe Adria; sono attualmente in corso i lavori per il recupero dei 50 chilometri della Umbertide-Gubbio-Fossato di Vico della Ferrovia Centrale Umbra, e dei 34 chilometri della Lagonegro-Rotonda, nel Parco del Pollino, sulla ex ferrovia Calabro-Lucana inaugurata nel 1929. Nella provincia di Pavia si sta lavorando per portare a 32 i 14 chilometri già recuperati della Voghera-Varzi, mentre in Puglia è stato avviato l'intervento di rigenerazione di un tratto di 8 chilometri dell'ex ferrovia Gioia del Colle-Palagianello, che si aggiungeranno ai 5 già realizzati. Entro l'estate 2021 dovrebbe inoltre essere ultimata la Via Verde della Costa dei Trabocchi, 42 chilometri da Ortona a Vasto, sul tracciato della ferrovia Adriatica che, in prospettiva, potrebbe essere estesa a tutta la dorsale da Rimini a Brindisi; considerato che: ai sensi dell'art. 5 della "Convenzione europea sul paesaggio", resa esecutiva nel nostro ordinamento con legge 9 gennaio 2006, n. 14, ogni parte aderente "si impegna a: a) riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità; b) stabilire e attuare politiche paesaggistiche volte alla protezione, alla gestione, alla pianificazione dei paesaggi tramite l'adozione delle misure specifiche (...); c) avviare procedure di partecipazione del pubblico, delle autorità locali e regionali e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche (...); d) integrare il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale ed economico, nonché nelle altre politiche che possono avere un'incidenza diretta o indiretta sul paesaggio"; nel nostro Paese il recupero delle ferrovie in disuso è finora parzialmente avvenuto su iniziativa di istituzioni per lo più provinciali e, in alcune realtà comunali, con il supporto di alcune associazioni locali; a conclusione della XVII Legislatura è stata approvata la legge 11 gennaio 2018, n. 2, di iniziativa parlamentare, recante "Disposizioni per lo sviluppo della mobilità' in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità' ciclistica", con l'obiettivo di rendere lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle necessarie infrastrutture di rete una componente fondamentale delle politiche della mobilità a tutti i livelli amministrativi sia centrali che locali; la legge n. 2 del 2018 introduce nell'ordinamento la definizione normativa delle ciclovie, delle reti cicloviarie e la loro classificazione e prevede l'adozione di un "Piano generale della mobilità ciclistica", quale parte integrante del Piano generale dei trasporti e della logistica, finalizzato allo sviluppo della mobilità ciclistica in ambito urbano e metropolitano, ma anche su percorrenze definite a livello regionale, nazionale ed europeo, individuando le ciclovie di interesse nazionale che costituiranno la Rete ciclabile nazionale denominata "Bicitalia" e la rete infrastrutturale di livello nazionale che dovrà essere integrata nel sistema della rete ciclabile transeuropea "Eurovelo";