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a di apposite targhe, in luogo ben visibile al pubblico, con formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro e di un apposito cartello con formule di avvertimento e riferimenti sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro; b del cartello indicante l'orario di apertura delle sale da gioco e di funzionamento degli apparecchi. 4 Al fine della tutela della salute, per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante costituisca incentivo al gioco, il locale in cui è svolta l'attività di sala pubblica da gioco deve essere distante almeno 100 metri da sportelli bancari, postali o bancomat , da agenzie di prestito e di prestito su pegno o da attività in cui si eserciti l'acquisto di oro, argento o altri oggetti preziosi. 5 La distanza tra i locali in cui è svolta l'attività di sala pubblica da gioco e i luoghi di cui ai precedenti commi è calcolata dal centro della porta di ingresso del locale, seguendo il percorso pedonale più breve, nel rispetto del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, fino al centro della porta di ingresso dei luoghi di cui ai commi precedenti. 6 L'esercizio delle attività di cui alla presente legge è vietata negli immobili di proprietà delle amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 4 (Devoluzione del prelievo erariale unico ai territori) 1 Un importo pari al 30 per cento delle entrate derivanti dal prelievo erariale unico (PREU) applicato sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettere a) e b) , del TULPS, è devoluta ai comuni per il finanziamento delle attività civico-amministrative di competenza. 2 Al fine di corrispondere ai comuni le entrate di cui al comma 1, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le modalità attraverso le quali i concessionari di rete comunicano periodicamente i proventi della raccolta delle giocate su base comunale e le modalità di attribuzione ai comuni della quota parte ad essi spettante. 5 (Divieto d'utilizzo delle carte di debito per il pagamento delle puntate di gioco) 1 Negli esercizi commerciali di cui all'articolo 2 è vietato mettere a disposizione del giocatore strumenti per il pagamento delle giocate effettuate con gli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, del TULPS, mediante carte di debito. 2 In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 1, il trasgressore è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 10.000 per ogni violazione del divieto. 6 (Contrasto al gioco illegale ed irregolare) 1 Sono vietati l'apertura e l'esercizio di attività di soggetti che effettuino la raccolta di gioco attraverso l'utilizzo di CTD con operatori esteri privi di concessione governativa. Tale divieto vale anche qualora l'attività legata al gioco non sia quella prevalente. 2 È vietato installare apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, del TULPS, presso i circoli privati. 3 L'esercizio dell'attività da parte di soggetti che effettuano la trasmissione di dati verso operatori di scommesse esteri in possesso di concessione governativa è soggetto al versamento di una fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta. 7 (Sanzioni) 1 Salvo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 5, per l'inosservanza degli obblighi prescritti dalla presente legge, il trasgressore è punito: a con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 7.000 a euro 18.000 per la violazione degli obblighi di installazione degli apparecchi di cui all'articolo 2; b con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 800 a euro 7.000 per la violazione dei limiti di orario previsti dal comma 1 dell'articolo 3; c con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 25.000 per la violazione dei limiti sulla collocazione geografica degli apparecchi previsti dal comma 2 dell'articolo 3; d con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 a euro 6.000 per la violazione degli obblighi sull'informazione previsti dal comma 3 dell'articolo 3; e con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 6.000 a euro 18.000 per la violazione della distanza degli apparecchi da sportelli bancari, postali o bancomat , da agenzie di prestito e prestito su pegno o da attività in cui si eserciti l'acquisto di oro, argento o altri oggetti preziosi, di cui al comma 4 dell'articolo 3; f con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 8.000 a euro 25.000 per la violazione del divieto di esercizio di attività di gioco nei locali di enti pubblici previsto dal comma 6 dell'articolo 3. 2 In caso di particolare gravità o reiterazione della violazione si applica, per un periodo da dieci a quarantacinque giorni, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attività delle sale da gioco autorizzate ai sensi dell'articolo 86 del TULPS, ovvero la sanzione amministrativa accessoria della sospensione del funzionamento degli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, del TULPS, collocati in altre tipologie di esercizi; la reiterazione si verifica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte in un anno, anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione in misura ridotta, ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 3 La violazione del provvedimento di sospensione di cui al comma 2 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.500 a euro 7.000, e la confisca amministrativa degli apparecchi, quali cose che sono servite o sono state destinate a commettere la violazione, ai sensi dell'articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, previo sequestro cautelare ai sensi dell'articolo 13 della stessa legge n. 689 del 1981. 4 Le violazioni delle disposizioni della presente legge diverse da quelle di cui ai commi 1, 3 e 5 sono soggette al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 5.000. 5 La detenzione abusiva degli apparecchi comporta la rimozione degli stessi entro trenta giorni dalla rilevazione della violazione. 6 L'accertata inottemperanza al provvedimento di rimozione di cui al comma 5 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 10.000 e la confisca degli apparecchi, quali cose che sono servite o sono state destinate a commettere la violazione, ai sensi dell'articolo 20 della legge 24 novembre 1981, n. 689, previo sequestro cautelare ai sensi dell'articolo 13 della medesima legge n. 689 del 1981. 7 Le violazioni al presente articolo non possono essere sanate. 8 (Disposizione finale) 1 Con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due mesi dalla di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le disposizioni per l'attuazione della presente legge.