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Il presidente PESCO nel chiarire la motivazione di improponibilità di alcuni sub-emendamenti fa presente che tali sub-emendamenti intervengono direttamente sull'emendamento 1.1000 in luogo del sub-emendamento 1.1000/3000. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) intervenendo sull'emendamento 22.0.16, in materia di caregiver familiare, esprime perplessità in relazione alla dichiarazione di improponibilità, dando conto analiticamente della proposta di legge n. 7 da lui presentata all'inizio della legislatura. Il presidente PESCO conferma che l'emendamento è improponibile per materia. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) , nel far presente che i decreti ristori all'esame delle Commissioni riunite si occupano praticamente di tutto, osserva che è difficile comprendere come non possa esserci spazio per una materia importante come il caregiver familiare e chiede che venga rivalutata la dichiarazione di improponibilità sull'emendamento 22.0.16. Il presidente D'ALFONSO ( PD ), nel rassicurare che su tale tema vi è grande attenzione e sensibilità anche da parte della maggioranza, ricorda che per il caregiver familiare ci sono risorse del patto per la salute, fa presente che l'emendamento in questione reca disposizioni a regime, non limitate all'emergenza del decreto ristori. La senatrice NISINI ( L-SP-PSd'Az ), chiede che venga data la possibilità di presentare testi 2 per ricollocare correttamente emendamenti e sub-emendamenti, o per limitarne la portata normativa all'anno 2020, al fine di poter rimuovere le cause di improponibilità. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) , osserva che il gran numero di emendamenti e sub-emendamenti molti dei quali della maggioranza, sono indice di un provvedimento preparato non bene, stratificato e mal coordinato; chiede quindi che, lasciando da parte l'ostruzionismo, sia concordato un metodo serio di lavoro e non venga limitata la possibilità delle Commissioni riunite di intervenire per migliorare il provvedimento, senza adottare eccessivi vincoli per materia, ad esempio sui codici ATECO e assicurando adeguati tempi di discussione. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) , intervenendo in merito agli emendamenti 23.36 e 24.0.10 in materia di giustizia, ricorda che si tratta di adempimenti indispensabili e chiede venga riesaminata, per tali emendamenti, la valutazione di improponibilità. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) , intervenendo sugli emendamenti 5.0.1 in materia di pubblicità degli avvisi legali sui giornali, 8.0.35 in materia di social card carburante per i soggetti residenti delle aree montane e 17.0.27 in materia di voucher nel settore della ristorazione, dichiarati improponibili, chiede venga riesaminata la valutazione di improponibilità, anche per meglio specificare la declaratoria riferita al 17.0.27. Il senatore CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) , in relazione all'emendamento 14.1, al quale aggiunge la propria firma, chiede chiarimenti sulle motivazioni che hanno dato luogo al giudizio di improponibilità. Il presidente PESCO comunica che l'emendamento 14.1 è ammissibile. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) , chiede ulteriori chiarimenti sui tempi concessi per gli interventi, ribadendo che l'andamento convulso dei lavori è da ascrivere esclusivamente alla condotta della maggioranza che ha accetto di compattare quattro decreti-legge in uno. Il presidente PESCO ricorda che il regolamento è chiaro sui tempi di illustrazione, tuttavia se si vuole fare diversamente si potrebbe concordare un tempo limite per terminare i lavori, nella consapevolezza che la prossima settimana il provvedimento è calendarizzato in Assemblea. Al fine di ottimizzare i tempi di lavoro delle Commissioni riunite, invita coloro che intendono, per alcuni emendamenti, sottoporre ai Presidenti il riesame della valutazione di improponibilità, di presentare tali richieste alla segreteria delle Commissioni riunite. La senatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ) , osserva in via di premesse che l'insindacabilità non può equivalere ad arbitrarietà. E ristorare' significa anche rimediare' a vulnus inaccettabili non solo dal punto di vista economico ma anche alleggerendo in semplificazione, come è il nostro emendamento 1.1000/3000/190 in materia di individuazione dei soggetti esenti dalla comunicazione del domicilio digitale, colmando una lacuna del decreto legge n.76 del 2020, che va ad incidere su un segmento di quella categoria i medici che a inizio pandemia, anche in carenza di dispositivi di protezione e a prescindere se pensionati o no, hanno dato prova di anteporre il bisogno degli altri e il codice deontologico alla propria sicurezza. Soggiunge che non può essere ulteriormente posposto, anche alla luce dell'attuale recrudescenza epidemica che vede ancora una volta tutti gli operatori sanitari e socio sanitari impegnati con abnegazione nelle attività di assistenza e cura e che non dobbiamo solo chiamare "eroi" ma, dar loro un immediato segno tangibile della sensibilità con cui lo Stato segue il loro percorso professionale, di vita e di famiglia anche in età anagraficamente avanzata ma, in cui possono essere ancora una preziosissima risorsa per conoscenza e competenza a servizio della comunità. Si tratta di una misura di ristoro etico e valoriale che esenta i medici di età superiore ai 75 anni, non più titolari di partita IVA e che non esercitano più la professione ma, ancora iscritti ai rispettivi Albi o Ordini, legittimandone l'esenzione dall'obbligo di comunicazione del proprio domicilio digitale. Evidenzia che trattasi di riconoscimento in chiave semplificatrice e senz'oneri, doveroso e legittimamente inserito nell'economia di un provvedimento di conversione che nel convertire ben quattro decreti legge, da una chiara ed evidente dimostrazione che non vi è stata una programmazione che abbia tenuto conto di quanto effettivamente il Paese ha bisogno. Difatti se vi fosse stato un lungimirante, sistematico e analitico approfondimento dei bisogni, nel Ristori uno dovevano esserci già contemplate tutte le casistiche che avrebbero potuto, con il palesarsi di tutte le condizioni e requisiti predefiniti, trovare tutela immediata senza la necessità di continue integrazioni. Conclude rilevando che inserire questa previsione in articolato vuol dire anche se in termini di ravvedimento tardivo, trasformare questa criticità in un vantaggio eccependo che l'inserimento del nostro sub-emendamento 1.1000/3000/190 nell'elenco degli improponibili è senz'altro un refuso che si chiede prontamente di espungere. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) , interviene in relazione all'emendamento 1.176, pur dichiarato inammissibile, finalizzato a derogare all'obbligo di chiusura nei giorni festivi e prefestivi delle librerie nei centri commerciali, osservando che tale obbligo penalizza ingiustamente le librerie e favorisce la vendita dei libri su Amazon. Il presidente PESCO osserva che l'emendamento è improponibile in quanto intervenendo su un obbligo disposto con DPCM, avrebbe come effetto di introdurre norme primarie all'interno di una fonte secondaria.