[resaula]

Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mallegni, per due minuti. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Ministro, come ha detto prima la senatrice Bonino, era naturale che lei oggi non ci desse i numeri, ma era importante che il Senato e quantomeno tutti noi - me lo sono anche scritto - chiedessimo a lei, che di conti se ne intende - e il confronto con il presidente del Consiglio Conte mi sembra doveroso - di dire ai padroni di casa che, francamente, per attuare un programma di Governo - anche noi, che auspicavamo di essere forza di Governo, ce lo eravamo prefisso - occorre un periodo di cinque anni. Il problema sa qual è? Sapendo di essere carenti sia di pazienza, ovviamente, sia - permettetemelo - di competenza, condizioni entrambi essenziali, probabilmente attuare tutto ciò in novanta, centoventi o centottanta giorni risulterà impossibile. Purtroppo, però, questa Nazione, questo Governo e questo Stato non possono essere continuamente in campagna elettorale e a lei non può essere tirata la giacca soltanto perché fra qualche mese ci saranno le elezioni europee. (Applausi del senatore Vitale). PRESIDENTE . La senatrice Garavini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00216 sul programma di acquisto di droni da parte dell'Aeronautica militare, per tre minuti. GARAVINI (PD) . Signor Ministro, dobbiamo dotarci di regole morali ed etiche per il funzionamento dei droni, perché l'evoluzione tecnologica li mette nelle condizioni di decidere quali obiettivi colpire attraverso un algoritmo, senza presenza di decisioni umane. Si tratta di un dibattito al quale abbiamo assistito nel corso dell'ultima conferenza delle Nazioni Unite, riunitesi a Ginevra qualche settimana fa, e che dobbiamo fare nostro, perché è importante. Fatta questa doverosa premessa, signor Ministro, è indubbio che i droni già oggi rappresentino un pezzo importante delle politiche di difesa a livello internazionale e siano destinati a diventarlo ancora di più. Innanzi tutto, consentono ricognizioni in zone ad alto rischio senza mettere in pericolo la vita dei piloti, dal momento che sono manovrati da remoto, e dall'altra parte consentono una serie di applicazioni ad uso civile. Ricordo - per esempio - che possono essere utilizzati nel monitoraggio ambientale, e quindi per prevenire eventi catastrofici, oppure nel controllo del progressivo deterioramento di opere infrastrutturali, cosa che acquista una rilevanza particolare anche alla luce della recente tragedia del Ponte Morandi a Genova. Potrebbero inoltre essere utilizzati anche per il controllo delle frontiere. Insomma, vi è tutta una serie di applicazioni che rendono l'uso e la produzione di droni particolarmente interessante e importante per il futuro. L'Italia dunque non può essere assente nella produzione di droni, anche perché può vantare notevoli eccellenze, acquisite negli ultimi anni attraverso gli investimenti effettuati nella produzione dei droni P.1HH, proprio perché sono maturate competenze e know how , per non parlare della proprietà intellettuale. Tali know how e competenze interessano non soltanto la ditta possibilmente interessata alla costruzione, la Piaggio, ma tutta la relativa, articolata filiera produttiva. Ecco che, signor Ministro, in questo question time siamo a chiederle quale intenda essere la posizione del Governo. Nella sua prima audizione, a Camere riunite, ha soltanto sorvolato sull'argomento, ma il tema è troppo importante e i diversi veti posti dal Governo su una serie di investimenti pubblici importanti - penso alla recente decisione sulle Olimpiadi invernali, ma anche a quelle presumibilmente assunte sulla TAV e sulla TAP - ci fanno temere il peggio. Con questo quesito chiediamo dunque quale sia l'intenzione del suo Ministero. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, professoressa Trenta, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRENTA, ministro della difesa . Signor Presidente, la parte del contratto di Governo relativa alla Difesa sancisce l'imprescindibilità della tutela dell'industria italiana del comparto della Difesa, con particolare riguardo al finanziamento della ricerca e dell'implementazione del know how nazionale in ambito non prettamente bellico (progettazione e costruzione di navi e aeromobili e sistemistica hi-tech ). A tal riguardo, in merito allo sviluppo - per esempio - del programma relativo al drone mail , sono in corso approfondimenti da parte del Dicastero per individuare, in relazione alle capacità offerte dal sistema, il più ampio spettro possibile d'impiego, al di là del potenziamento fondamentale delle capacità d' intelligence , surveillance e reconnaissance della Difesa. Mi riferisco, come già delineato nella presentazione delle linee programmatiche del mio Dicastero, al concetto di dual use, ossia delle sue applicazioni anche in ambito civile a titolo di esempio, al controllo del territorio, all'ambito ambientale, al contrasto agli incendi boschivi, al monitoraggio dei siti archeologici. A tal proposito, proprio in virtù del citato impiego dual use del velivolo in questione, lo sviluppo del programma trova la piena approvazione da parte del mio Dicastero anche in considerazione del fatto che lo schema di decreto è stato già concertato con il Ministero dell'economia e delle finanze e prevede il finanziamento attingendo dai capitoli d'investimento dello stato di previsione della Difesa nell'ambito delle risorse iscritte alla missione «difesa e sicurezza del territorio» e delle risorse recate dall'articolo 1, comma 140, della legge di bilancio 2017, legge n. 232 del 2016. Va doverosamente sottolineato, tuttavia, che sotto l'aspetto procedurale l'approvazione dello schema di decreto del programma pluriennale relativo al programma del drone mail è competenza parlamentare, essendo richiesto il preventivo parere delle Commissioni parlamentari in quanto riferito a programmi di ammodernamento e rinnovamento non afferenti al mantenimento delle dotazioni o ripianamento delle scorte direttamente destinati alla difesa nazionale. Inoltre, rappresento che è tuttora in valutazione la modalità più idonea di governance del programma prevedendo il coinvolgimento di Piaggio aerospace e Leonardo poiché, in aderenza a quanto definito nel citato contratto di Governo, le due aziende costituiscono, senza dubbio alcuno, due eccellenze nazionali nell'industria di settore a forte connotazione hi-tech , di cui si impone da parte del Dicastero la doverosa salvaguardia in virtù del know how di cui esse dispongono, dei riflessi occupazionali e dell'indotto economico che riverberano sul territorio. Nel concludere voglio rappresentarvi che le competenze che si acquisiranno con l'implementazione del programma costituiranno un ragguardevole bagaglio in termini di know how da poter utilmente sfruttare in ambito europeo internazionale, sia quale opportunità in un settore di mercato in continua espansione, sia quale punto di forza nazionale in iniziative industriali in ambito europeo nel medesimo settore. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Vattuone, per due minuti. VATTUONE (PD) . Signor Ministro, le abbiamo dato l'opportunità di fare chiarezza sullo sviluppo del velivolo a pilotaggio remoto, un prodotto innovativo, sebbene non ce ne fosse bisogno, perché vi abbiamo già lavorato in Commissione con audizioni a più riprese. Prendiamo atto che lei ha dichiarato una sorta di condivisione del programma, seppure ha accennato alla necessità di alcuni approfondimenti.