[resaula]

con ordinanza n.1 del 9 luglio 2022, a seguito degli accertamenti effettuati in data 8 luglio sullo stato di manutenzione del ponte romano sul Volturno, il sindaco di Capua (Caserta) ha disposto, in via temporanea, a titolo precauzionale e cautelativo, il divieto di transito per tutti i veicoli e per tutti i pedoni sul ponte, unica via di collegamento tra la parte nord e quella sud della città; come riferito anche dagli organi di stampa, la Prefettura di Caserta ha convocato un tavolo urgente con amministrazione provinciale, genio civile, Vigili del fuoco e forze dell'ordine. Il sindaco ha chiesto l'intervento del genio militare per tentare di realizzare in tempi brevi le necessarie strutture provvisorie di collegamento tra le due sponde del Volturno. L'articolo del "Corriere del Mezzogiorno", edizione on line del 10 luglio 2022, intitolato "Capua divisa come nel '43 dai ponti pericolanti e chiusi. Chiesto lo stato di emergenza", riferisce che tra le ipotesi allo studio vi sia anche quella di un ponte pedonale sospeso, così da consentire "a chi abita dall'altro lato di raggiungere casa o il luogo di lavoro"; per attraversare il fiume Volturno è al momento necessario fare un giro di circa 16 chilometri. I disagi per i cittadini residenti e per le attività economiche sono estremamente rilevanti, anche perché al danno si aggiunge la beffa: il ponte nuovo, che sorge poco distante e che è stato inaugurato negli anni '50, è chiuso dal 2018 perché a rischio di crollo. Così, dopo che di fatto il traffico veicolare era stato dirottato interamente sul ponte romano, ora è arrivata l'ennesima chiusura per la messa in sicurezza; la città non può rimanere divisa, anche tenendo conto dei circa 10.000 studenti che frequentano l'università provenienti da ogni zona della Campania e dei tantissimi cittadini che per lavoro hanno la necessità di attraversare il fiume. Non essendoci infatti altre strade di collegamento, vi sono grandi difficoltà anche per raggiungere i paesi limitrofi, oltre che per muoversi all'interno del territorio comunale; considerato che: in data 14 maggio 2019 il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 4-01628, che ad oggi non ha ricevuto risposta, con cui evidenziava la situazione di emergenza in cui già versava la città di Capua in seguito alla chiusura del ponte nuovo; risulta estremamente grave che, in questi anni, nessuno si sia adoperato per risolvere la situazione in cui versano i ponti della città di Capua, lasciando una struttura come il ponte romano nell'incuria totale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione di emergenza descritta; se intendano, nei limiti delle proprie competenze e di concerto con gli enti territoriali preposti, adottare con urgenza, al fine di garantire la pubblica incolumità e il diritto alla mobilità dei cittadini, ogni opportuna iniziativa volta alla messa in sicurezza del ponte romano, nonché all'avvio e al completamento dei lavori del ponte nuovo di Capua. Atto n. 4-07276 PARAGONE MARTELLI GIARRUSSO DE VECCHIS Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: il 26 maggio 2022 si è tenuta presso l'Aula Nassirya del Senato della Repubblica la conferenza dei familiari delle vittime del COVID di Bergamo, radunati nell'associazione "sereniesempreuniti"; durante il proprio intervento, il responsabile della comunicazione dell'associazione, Robert Lingard, cittadino italiano residente nel Regno Unito e noto alle cronache per avere ritrovato il rapporto dell'OMS scritto dal gruppo di ricercatori guidati da Francesco Zambon, da cui è partita l'inchiesta della Procura di Bergamo sul piano pandemico, ha dichiarato: "Mi è stato riferito da fonti che qualche politico avrebbe commissionato alle agenzie di intelligence centinaia di pagine di dossier sulle persone che oggi si trovano al mio fianco a parlare di accountability delle istituzioni", come riportato anche da "Il Giornale" il 26 maggio stesso. Una circostanza in cui Lingard specificò che tale dossieraggio sarebbe stato compiuto, oltre che nei suoi confronti, anche nei confronti del Gen. Pier Paolo Lunelli e dell'avvocato Consuelo Locati, rappresentante legale di oltre 600 familiari delle vittime della bergamasca in causa contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero della salute e la Regione Lombardia, per fatti attinenti alla mancata istituzione della "zona rossa" in Valseriana, il mancato aggiornamento e la mancata attivazione del piano pandemico nazionale; la dichiarazione venne ripresa da alcune testate, ma sembrò cadere nel vuoto finché, qualche giorno dopo, sul "Corriere della Sera" venne pubblicata una lista di alcuni esponenti della società civile, che sarebbero finiti nel mirino dei dossier dell' intelligence perché considerati filo-russi; lo scorso 8 giugno, l'attuale presidente del COPASIR, intervistato a "Porta a Porta" su quanto riportato dalla stampa, ha dichiarato: "Nel maggio del 2020, il Comitato Parlamentare che non presiedevo io ma il collega Volpi, con cui condividevo le decisioni in quanto vice-presidente, ha fatto un report dal titolo Covid - 19 e disinformazione su come funzionava la macchina della disinformazione nel pieno della pandemia". "Noi quel documento non l'abbiamo pubblicato perché, in quel momento, additare Russia e Cina, con cui fronteggiavamo insieme la pandemia, era un fatto politicamente sensibile. Ma abbiamo pubblicato un riassunto in cui diciamo: È diffusa attività di disinformazione online nella quale sono inseriti attori statuali, attori strutturati, think tank, stakeholder , professionisti della comunicazione, speculatori e gruppi industriali con forte co-interesse rispetto ai Paesi d'origine, che intendono manipolare il dibattito politico interno, influenzare gli equilibri geopolitici internazionali, incitare al sovvertimento dell'ordine sociale e destabilizzare l'opinione pubblica in merito alla diffusione del contagio e alle misure di prevenzione e di cura". L'attività di approfondimento non avrebbe dunque interessato solo gli attori statuali (come Russia e Cina), ma anche soggetti pertinenti alla più ampia società civile, cui non viene fatto riferimento in una successiva intervista a "Il Messaggero", specificando che con il rapporto del maggio 2020 si individuò "con chiarezza che le macchine della disinformazione erano statuali e facevano capo a Russia e Cina"; considerato che: l'indagine sarebbe stata realizzata nel periodo immediatamente successivo alla pubblicazione sul "The Guardian" dell'articolo " Italians call for justice for relatives killed by coronavirus ", del 23 aprile 2020, a cui lo stesso Lingard aveva collaborato, tanto da esserne menzionato e successivamente ripreso dalle maggiori testate europee ed internazionali, oltre che concomitante al ritiro del rapporto dell'OMS del team guidato dal ricercatore Francesco Zambon e in cui si definiva la gestione della pandemia in Italia "improvvisata, caotica e creativa"; in quel frangente era lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore , Giuseppe Conte, a detenere la delega ai Servizi segreti e, secondo quanto scritto all'interno del piano pandemico del 2006, vigente fino al gennaio 2021, la pandemia "costituisce una minaccia alla sicurezza dello Stato";