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Atto n. 3-02667 FEDELI MIRABELLI MALPEZZI BITI CIRINNA' D'ARIENZO ROSSOMANDO ALFIERI ASTORRE BOLDRINI D'ALFONSO FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MANCA MARCUCCI MARGIOTTA MISIANI PINOTTI PITTELLA RAMPI ROJC STEFANO TARICCO VALENTE VERDUCCI Al Ministro della giustizia Premesso che: a inizio di aprile del 2020, in alcune sezioni del reparto "Nilo" dell'istituto penitenziario "F. Uccella" di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, si sono verificate proteste e manifestazioni da parte delle persone detenute che contestavano la sospensione delle visite e richiedevano la possibilità di avere mascherine e igienizzanti per le mani al fine di ridurre il rischio di diffusione del coronavirus nella struttura; in data 5 aprile la protesta è divenuta più accesa quando nel carcere è circolata la notizia relativa ad un addetto alla distribuzione della spesa, messo in isolamento con febbre alta e altri sintomi, e in seguito risultato positivo al COVID-19; in data 6 aprile, secondo quanto ricostruito dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, 300 circa tra agenti di Polizia penitenziaria del carcere ed esterni, sovrintendenti, ispettori, commissari e appartenenti al Gruppo di supporto agli interventi, struttura che dipende dal provveditore regionale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, hanno organizzato «perquisizioni personali arbitrarie e abusi di autorità», allo scopo di reagire alle proteste del giorno precedente nel reparto Nilo; per 4 ore, sempre secondo quanto riscostruito dalla procura Santa Maria Capua Vetere, sono state usate violenze, arrivando a commettere vere e proprie torture, contro circa trecento detenuti del reparto Nilo, come mostrano le immagini diffuse da diversi organi di informazione, presi a schiaffi, pugni, calci e percossi anche con uso di manganelli, il cui impiego è consentito solo in rarissime circostanze e per motivi di immediato pericolo e urgenza; in alcune conversazioni intercettate si ascoltano espressioni come «li abbattiamo come i vitelli», «domate il bestiame» e «domani chiave e piccone in mano» riferite alle persone detenute. Secondo i magistrati da questi e altri documenti emergerebbe quanto molti degli agenti coinvolti ritenessero di potere agire liberamente e senza conseguenze per il loro operato; ritenuto che: a seguito di quanto emerso, a cinquantadue tra ufficiali e sottufficiali della Polizia penitenziaria in servizio nelle predette date nell'istituto, sono state notificate dai Carabinieri le misure cautelari emesse dal GIP Sergio Enea, che ha definito l'accaduto "un'orribile mattanza", per i reati di tortura, maltrattamenti, depistaggio e falso; di questi, otto sono finiti in carcere e diciotto ai domiciliari, mentre ventitré, tra cui il provveditore regionale alle carceri Antonio Fullone, sono stati raggiunti dalla misura della sospensione dal lavoro ; rilevato, inoltre, che, a seguito della diffusione delle immagini dei pestaggi da parte dell'edizione on line del quotidiano "Domani", la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha chiesto «un rapporto completo su ogni passaggio di informazione e sull'intera catena di responsabilità», si chiede di sapere quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere e se non ritenga altresì necessario e urgente informare il Senato relativamente ai fatti esposti in premessa, che per la loro inaudita gravità scuotono nel profondo la coscienza civica e morale del nostro Paese e rappresentano un'offesa, oltre che ai diritti umani fondamentali delle persone detenute, anche ai principi e valori su cui si fonda la nostra Repubblica, lo Stato di diritto e tutte le istituzioni democratiche. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05712 DE VECCHIS Al Ministro dell'interno Premesso che: martedì 22 giugno 2021, presso l'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Fiumicino, si è verificato l'ennesimo episodio di violenza ai danni delle forze dell'ordine in servizio presso lo scalo; nello specifico, un agente della Polaria è stato colpito, mentre eseguiva un fermo amministrativo ad un noleggiatore di auto abusivo, ex pugile, e altri due agenti sono stati aggrediti nel prestare soccorso al collega ferito e trasportato poi in ospedale; è inaccettabile che le forze dell'ordine, in particolare Polizia e Guardia di finanza quotidianamente impegnate nell'aeroporto internazionale per contrastare abusivismo ed illegalità e consentire il regolare svolgimento delle attività lavorative dei tassisti e noleggiatori con conducente onesti, debbano subire continue aggressioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga importante pianificare una strategia, in accordo con il Comune di Fiumicino e la società che gestisce l'aeroporto internazionale, per attuare interventi presso lo scalo e le relative aree di sosta di pertinenza, col fine, in primo luogo, di scongiurare il verificarsi di episodi di violenze e aggressioni ai danni delle forze dell'ordine impegnate nello svolgimento del proprio servizio pubblico, oltre a consentire la regolare attività lavorativa che viene danneggiata da continui episodi di abusivismo e illegalità. Atto n. 4-05713 DE BONIS Ai Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la legge prevede che i lavoratori svolgano le loro attività nelle condizioni idonee a garantire stabilità psicofisica; come è noto, nel nostro Paese è vigente, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, una normativa quanto mai complessa, estesa e rigorosa, emanata in linea con le direttive dell'Unione europea ed incentrata essenzialmente nel corposo decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che contiene una rilevantissima serie di obblighi di carattere giuridico e tecnico, senza dubbio in grado di fornire, se opportunamente osservati, un poderoso schermo protettivo alle esigenze di tutela dei lavoratori e di tutti coloro che, a qualsiasi, legittimo, titolo, frequentano i luoghi di lavoro; l'articolo 63 del testo unico n. 81 del 2008, al comma 1, stabilisce che i luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell'allegato IV (come sostituito dall'art. 149, comma 1, del decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106), che si occupa del microclima, e prescrive che nei luoghi di lavoro chiusi deve essere garantita la presenza di aria salubre in quantità sufficiente, ottenuta "preferenzialmente" con aperture naturali. Se questo non è possibile, si deve fare ricorso agli impianti di aerazione, la cui installazione va eseguita tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori; gli impianti di aerazione, a norma del punto 1.9.1.2 dell'articolo 63, allegato IV, devono essere sempre mantenuti funzionanti; devono essere dotati di automatici sistemi di controllo, in grado di segnalare eventuali guasti o difetti di funzionamento;