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da notizie raccolte risulterebbe che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non abbia intenzione di presentare all'esame del CIPE il pacchetto di accordi convenuto con la Commissione europea sulla regolazione e lo sviluppo della rete autostradale del Nord-Ovest, in particolare in relazione all'autostrada Asti-Cuneo, soprattutto in merito al meccanismo di finanziamento dell'opera che non prevedeva oneri a carico della Stato e che vi sarebbe la volontà di voler declassare l'opera a strada a scorrimento veloce; la posizione del Ministero fa riferimento alla ridefinizione del progetto richiesta nella XVII Legislatura e alla ricerca della soluzione migliore in termini di rapidità, efficienza e sostenibilità finanziaria, rispetto alla quale l'approvazione dell'Unione europea è un passaggio importante, ma preliminare; rilevato che a parere degli interroganti: un eventuale declassamento dell'autostrada a strada a scorrimento veloce comporterebbe la necessità da parte dello Stato di reperire le risorse necessarie alla sua realizzazione e manterrebbe il nodo dei termini della concessione il cui decorso formalmente partirà solo dal momento del completamento della stessa autostrada; il tratto Roddi-Diga Enel del lotto 2.6, cioè quello non interessato da modifica del tracciato, potrebbe essere immediatamente cantierabile, non dovendo più essere sottoposto ad attività approvative già esperite, diversamente dal tratto sostitutivo che necessita invece di completamento della fase di riprogettazione e di approvazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tutto quanto descritto in premessa; se non ritenga utile e necessario rendere noto ai cittadini, agli enti locali ed alle istituzioni interessate i tempi di definizione dell'atto integrativo e dell'invio dello stesso al CIPE, ed i tempi di avvio della realizzazione di un'opera così fondamentale per il territorio. Atto n. 3-00117 MIRABELLI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il progetto di razionalizzazione della rete a 220 kV della val Formazza interconnector Svizzera-Italia "all'Acqua - Pallanzeno - Baggio" prevede, tra gli interventi elencati, la realizzazione di una stazione di conversione (Baggio 2) da corrente continua a corrente alternata (DC/AC) che permetta di interconnettere il costruendo collegamento Italia-Svizzera alla stazione già esistente localizzata a Settimo Milanese, per poi immettersi nella rete di trasmissione nazionale; il progetto è stato dichiarato dalla Commissione europea "di interesse comunitario" secondo le procedure previste dal regolamento (UE) n. 347/2013. La sua localizzazione si basa sulla contiguità con l'esistente stazione denominata Baggio, dal nome del vicino quartiere della città di Milano, pur trovandosi nel comune di Settimo milanese; il progetto è stato realizzato ai sensi della legge n. 99 del 2009. Un gruppo di investitori privati ha incaricato di progettare e realizzare l' interconnector Terna Rete Italia SpA, la quale ha individuato, per la realizzazione della nuova stazione sul territorio di Settimo milanese, un'area di circa 115.000 metri quadrati, attualmente destinata a uso agricolo, all'interno dell'area vincolata del parco agricolo sud Milano; Terna Rete Italia, in risposta ai numerosi quesiti esposti sia dall'amministrazione comunale di Settimo milanese sia dai numerosi altri enti e comitati coinvolti a livello territoriale, nel dicembre 2016 ha controdedotto su tali osservazioni, senza però colmare le molteplici lacune ed interrogativi che sono rimasti irrisolti; nel maggio 2018, Terna ha protocollato presso il Comune e presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un nuovo progetto che continua a ignorare le principali richieste presentate dal Comune in data 5 aprile 2017, in particolare sulla salvaguardia che deve essere garantita a un'area protetta destinata a parco regionale agricolo di cintura metropolitana e alla necessità di realizzare un progetto maggiormente integrato con i componenti di rete esistenti; considerato che: la direttiva 2014/52/UE, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, obbliga il proponente di un progetto soggetto a VIA a fornire: una descrizione dei probabili effetti significativi del progetto sull'ambiente; una descrizione delle caratteristiche del progetto o delle misure previste per evitare, prevenire o ridurre e, possibilmente, compensare i probabili effetti negativi significativi sull'ambiente; una descrizione delle alternative ragionevoli prese in esame dal committente, adeguate al progetto e alle sue caratteristiche specifiche, con indicazione delle ragioni principali alla base dell'opzione scelta, soprattutto in relazione agli effetti ambientali; a fronte di tali obblighi Terna Rete Italia SpA, nelle più recenti controdeduzioni pubblicate, si è rifiutata di svolgere gli approfondimenti richiesti dal Comune di Settimo milanese, dagli altri enti e dai comitati, tra cui l'analisi del rapporto tra costi e benefici e l'analisi multicriteria da parte di soggetti terzi e indipendenti delle varie alternative proposte anche dai comitati stessi; a fronte di richieste di trasparenza sui costi delle varie alternative Terna risponde con valutazioni qualitative non verificabili. La documentazione predisposta da Terna risulta inoltre carente in quanto: non appaiono opportunamente approfonditi e motivati gli elementi che hanno portato ad escludere una sia pur parziale integrazione della nuova stazione di conversione con la stazione elettrica preesistente; vi sono dati insufficienti circa l'inquinamento elettromagnetico; la documentazione risulta priva di un'analisi mirata e dettagliata del progetto; il progetto definitivo non è corredato da alcun intervento esaustivo relativo alle mitigazioni, né da una qualsivoglia opera compensativa; manca di un'analisi paesaggistisca che valuti il congruo inserimento paesistico-ambientale dell'opera; manca l'identificazione dei potenziali rischi, da effettuare mediante una valutazione scientifica realizzata in modo rigoroso e completo sulla base dei dati esistenti; non sono specificate le eventuali misure di contenimento dei rischi o la certezza scientifica che permetta di escludere ragionevolmente la presenza di rischi identificati; visto che: rispetto alla documentazione prodotta nell'ambito delle ultime controdeduzioni, non appaiono opportunamente approfonditi e motivati gli elementi che hanno portato a escludere una sia pur parziale integrazione della nuova stazione di conversione con la stazione elettrica preesistente, prevedendone l'ammodernamento tramite la sostituzione con componenti più compatti (interruttori blindati isolati in gas SF6: tale soluzione permetterebbe di migliorare l'impatto elettromagnetico della situazione esistente e di guadagnare spazio per realizzare l'intervento all'interno di aree già dedicate a applicazioni industriali, salvaguardando l'area destinata a scopi agricoli e la rete di fontanili esistenti, tutelata dall'istituzione parco; terna Rete Italia SpA ha già realizzato impianti con caratteristiche analoghe che permettono di integrare la nuova stazione HVDC all'interno di stazioni di conversione già esistenti.