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La senatrice De Petris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00151 sulle misure per contrastare le forme di illegalità nel lavoro agricolo, per tre minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, dispiace che il ministro Di Maio vada via, perché credo che la domanda dovrebbe in qualche modo interessare anche lui. Ministro Centinaio, lei conosce perfettamente i dati ISTAT relativi al 2017, che confermano, ancora una volta, che il settore primario è tutt'ora fortemente interessato da forme di illegalità nei rapporti di lavoro, con irregolarità rilevate che riguardano il 39 per cento dei rapporti di lavoro dipendente. Credo che lei sappia quanto me che, sulla base dei dati del Quarto rapporto agromafie e caporalato, sono tra i 400.000 e i 430.000 i lavoratori agricoli esposti al rischio di un ingaggio irregolare e sotto caporale. Di questi, più di 132.000 sono in condizione di grave vulnerabilità sociale e forte sofferenza occupazionale. Questi numeri, purtroppo, confermano uno scenario simile a quello degli anni precedenti: più di 300.000 lavoratori agricoli, ovvero quasi il 30 per cento del totale, lavorano meno di cinquanta giornate l'anno. È proprio in questo bacino in cui, presumibilmente, si annida il lavoro irregolare e grigio. Il tasso di irregolarità dei rapporti di lavoro in agricoltura è pari al 39 per cento. Secondo le stime, sono 30.000 le aziende che ricorrono all'intermediazione tramite caporale, ossia circa il 25 per cento del totale delle aziende del territorio nazionale che impiegano manodopera dipendente. Il 60 per cento di tali aziende ingaggia quelli che vengono definiti caporali capi squadra. Signor Ministro, credo che lei abbia potuto prendere visione delle condizioni dei lavoratori sottoposti in maniera molto grave a queste forme di sfruttamento di caporalato, con la paga media che varia dai 20 ai 30 euro al giorno, il lavoro a cottimo e lavoratori sotto caporale che devono pagare. Ministro, lei dovrebbe sapere - nella scorsa legislatura era senatore - quanto sia stato fondamentale approvare la legge n. 199 del 2016 in materia di caporalato. Eppure, dalle sue parole ha dato quasi l'idea di voler mettere mano a quella legge, che è entrata in vigore per la parte repressiva. Tutte le leggi hanno bisogno - a mio avviso - di un periodo di verifica per espletare i loro effetti, ma quello è stato un momento molto importante e significativo di civiltà del lavoro, di civiltà giuridica, di lotta contro le mafie e la criminalità organizzata. Non ritiene, quindi, lei, Ministro, che bisogna andare avanti nell'applicazione della legge, magari mettendo mano alle nuove disposizioni per quanto riguarda anche la parte sul trasporto e il collocamento su cui ancora si registrano ritardi? PRESIDENTE. Senatrice, la invito a concludere. DE PETRIS (Misto-LeU) . La domanda precisa è che cosa intende fare. Intende smentire categoricamente di voler cambiare la legge sul caporalato, ampliando piuttosto la rete nazionale di qualità, che permetterebbe di poter fare grandi passi in avanti anche nell'adesione delle aziende? (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, senatore Centinaio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CENTINAIO, ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, onorevoli senatori, rilevo in premessa che sulle questioni rappresentate dagli interroganti, il Ministero è coinvolto direttamente in modo particolare per quanto riguarda la Rete del lavoro agricolo di qualità e la relativa cabina di regia, che costituiscono uno dei punti dell'azione di prevenzione del fenomeno del caporalato e del lavoro nero in agricoltura previsto dalla legge n. 199 del 2016. Tale norma si caratterizza per due componenti: una repressiva, che fornisce nuovi strumenti - come la confisca - e inasprisce le pene per chi sfrutta manodopera in stato di bisogno senza più la necessità di dover dimostrare l'uso della violenza come in passato; una preventiva, che mira a valorizzare le imprese in regola attraverso l'iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità. Su questa, il Ministero è fortemente impegnato e intende continuare a promuovere lo sviluppo di tale strumento anche attraverso l'incentivazione delle sezioni territoriali. Con la norma si è esteso l'ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete e l'ambito delle funzioni svolte dalla cabina di regia della Rete stessa, che è presieduta dall'INPS e composta da rappresentanti di sindacati, organizzazioni agricole e istituzioni. Allo stato attuale, sono iscritte alla Rete 4.000 imprese. Ritengo che tale risultato vada rafforzato ancora attraverso un'azione di promozione della Rete e di ulteriore semplificazione dell'accesso per le aziende agricole La Rete del lavoro agricolo di qualità si articola in sezioni territoriali a cui possono aderire i soggetti che hanno stipulato le convenzioni previste dalla norma in parola. Tra le attività a esse attribuite, rientra la promozione di iniziative per la realizzazione di funzionali ed efficienti forme di organizzazione del trasporto dei lavoratori fino al luogo di lavoro, anche mediante la stipula di convenzioni con gli enti locali. Ad oggi, grazie all'impulso della nostra amministrazione e del commissario di Governo per emergenza criminalità a Manfredonia, è stata creata una sezione territoriale della Rete a Foggia. Analoga richiesta di costituzione della sezione territoriale è stata avanzata dal prefetto per l'area di San Ferdinando- Rosarno. In merito alla questione voucher , molti fra voi si sono detti favorevoli alla modifica della disciplina vigente relativa alle prestazioni occasionali in agricoltura. Uno dei primi interventi di questo Dicastero si è mosso proprio in tal senso, riconoscendo che si tratta di un'esigenza reale, avvertita da parte tanto degli imprenditori quanto dei lavoratori che svolgono il proprio impiego principalmente in alcuni periodi dell'anno e che oggi non riescono a utilizzare lo strumento messo loro a disposizione, perché non rispondente alle reali necessità. Pensando alla stagionalità del lavoro, i settori che risultano maggiormente coinvolti sono quelli dell'agricoltura e del turismo, e sono proprio questi alla base dell'intervento normativo su cui stiamo lavorando. (Richiami del Presidente). Presidente, posso concludere? Altrimenti consegno il testo scritto. PRESIDENTE. Prego, Ministro, concluda molto rapidamente. CENTINAIO , ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Sappiamo bene che un'impresa agricola che si trovi a gestire, in un determinato periodo dell'anno, una mole di lavoro particolarmente gravosa ha la necessità temporanea di avvalersi di personale aggiuntivo. Si sta, quindi, lavorando in più direzioni, con lo scopo di superare le criticità sia dei vecchi voucher sia degli attuali. Prima di tutto, si vuole facilitare l'individuazione dei lavoratori disponibili; in secondo luogo, si vuole ampliare l'arco temporale in cui si può usufruire della prestazione, visto che, soprattutto in agricoltura, le condizioni meteorologiche potrebbero costringere ad un inevitabile ritardo dell'attività.