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La parte quinta (articoli 25-28) concerne le condizioni di alloggio e di alimentazione dei pescatori, ai sensi delle cui disposizioni ciascuno Stato membro dovrà adottare conseguenti misure di carattere legislativo o di altra natura, in conformità a quanto più specificamente dettagliato nell'allegato III. La parte sesta (articoli 29-39) è relativa alle cure mediche, alla protezione della salute e alla sicurezza sociale dei lavoratori della categoria, e prevede che ciascuno Stato membro adotti misure legislative atte a prevedere, fra le altre, la presenza di materiale medico a bordo del peschereccio e di un pescatore formato per il primo soccorso. Ulteriori disposizioni riguardano la prevenzione degli infortuni sul lavoro e, più in generale, la sicurezza e la salute dei pescatori, nonché la sicurezza sociale, in ordine alla quale ciascuno Stato membro assicura che i pescatori di propria giurisdizione e le persone a loro carico beneficino della sicurezza sociale a condizioni non meno favorevoli di quelle applicate ai lavoratori dipendenti o autonomi nazionali. La parte settima (articoli 40-44) concerne le condizioni stabilite per il rispetto e l'applicazione della Convenzione stessa, stabilendo che ogni Stato membro eserciti il controllo sulle navi di sua competenza tramite ispezioni, stesura di rapporti, esame di denunce, imposizione di misure correttive adeguate. Le ultime due parti della Convenzione, l'ottava (articolo 45) e la nona (articoli 46-54) stabiliscono, rispettivamente, le procedure di emendabilità dei tre allegati - relativi alle "equivalenze per la misurazione", all' "Accordo di assunzione del pescatore" e all' "alloggio a bordo dei pescherecci" - e le disposizioni finali della Convenzione. Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. L'articolo 4, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La ratifica del Protocollo - conclude il relatore - non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e con gli altri obblighi internazionali assunti dall'Italia. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1378 Ratifica ed esecuzione del Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, con Allegati, fatto a Berlino il 19 marzo 2018 DDL 1378 Ratifica ed esecuzione del Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, con Allegati, fatto a Berlino il 19 marzo 2018 (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge recante la ratifica del Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Regno Unito, fatto nel marzo 2018, spiegando che il progetto relativo alla costruzione e all'esercizio dell'impianto laser europeo a raggi X (XFEL) - dal costo complessivo di circa 1,2 miliardi di euro e situato in Germania - fa parte del Progetto internazionale TESLA per lo sviluppo di un grande acceleratore per la fisica delle particelle elementari. L'intento è quello di realizzare una grande infrastruttura europea di ricerca per la produzione di raggi X coerenti, ad altissima brillanza, e per il loro utilizzo come sorgente di luce per fotografare e filmare, con risoluzione atomica, i processi biologici, chimici e della materia sia condensata che nello stato di plasma. Con tale infrastruttura, avviata nel 2005, in esercizio dal luglio 2017 e destinata ad aprire nuove possibilità di ricerca negli ambiti della fisica dello stato solido, della scienza dei materiali, delle nanotecnologie, della medicina e della microbiologia strutturale, l'Europa si pone in ambito internazionale all'avanguardia nel campo della ricerca. Parti contraenti del progetto sono alcuni Paesi dell'Unione europea (Danimarca, Grecia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria), più Svizzera e Russia. La partecipazione italiana si svolge attraverso il Consiglio nazionale delle ricerche e l'Istituto nazionale di fisica nucleare. La Convenzione che regola la partecipazione e la contribuzione al progetto risale al 2009 ed è stata ratificata dal nostro Paese con la legge 27 novembre 2017, n. 196. Ricorda, in proposito, che firmando la Convenzione, le Parti contraenti si sono impegnate a contribuire ai costi di costruzione, con importi variabili dai 4 milioni di euro per la Grecia ai 580 milioni di euro per la Germania. Il contributo italiano al progetto XFEL, stabilito nella misura percentuale di 2,89 per cento del bilancio complessivo, è pari a 33 milioni di euro, poi rivalutati per effetto delle correzioni inflattive sino a 41,6 milioni di euro. La Gran Bretagna, che pure aveva partecipato alla fase preparatoria dell' European XFEL, al momento della firma decise di non partecipare alla Convenzione reputando in quel momento di non essere in grado di offrire una partecipazione in-kind di alto livello tecnico e scientifico. Alla fine del 2014, tuttavia, approssimandosi la conclusione della fase di costruzione dell' European XFEL, la Gran Bretagna ha riavviato le procedure negoziali per poter diventare, a tutti gli effetti, socio dell'infrastruttura di ricerca, mettendo a disposizione una cifra pari a 30 milioni di sterline, in linea con quella prevista nella fase di preparazione del progetto. Nella relazione introduttiva al disegno di legge di ratifica si evidenzia come la partecipazione della Gran Bretagna - con un contributo in-kind , inclusivo dell'esperienza maturata in questi anni dalla sua comunità di ricercatori attraverso gli esperimenti condotti negli Stati Uniti e in Giappone - arricchirà notevolmente il valore e le potenzialità scientifiche dell' European XFEL, apportando un innegabile vantaggio al progetto. L'ingresso del Regno Unito nel progetto, unito alla variazione di costo della struttura, produrrà peraltro effetti positivi anche per l'Italia, posto che essa vedrà ridursi la propria quota di partecipazione fino al 2,83 per cento, con conseguente riduzione del numero di azioni da sottoscrivere e della quota di contribuzione ai costi di esercizio dell'infrastruttura. Composto da un preambolo, da 4 articoli e da alcune dichiarazioni allegate, il Protocollo disciplina le modalità di accesso del Regno Unito alla Convenzione (articolo 1), quantifica in oltre 26 milioni euro il contributo del Regno Unito ai costi di costruzione dell'impianto (articolo 2), e dispone in ordine alla sua entrata in vigore (articolo 3).