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Se non altro, almeno in prima lettura non ponevate la fiducia. Poi, avete superato anche questo e siete arrivati a porre la fiducia subito, su tutti i decreti-legge, già dalla prima lettura. Siete andati poi ben oltre, introducendo il periodo dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri quando questo Parlamento non è potuto assolutamente intervenire su nulla. Signor Ministro, so che lei è consapevole che ci sono gli strumenti giuridici: ci sono i decreti-legge, ci sono le ordinanze contingibili e urgenti in materia di salute ed igiene. Le applichi, signor Ministro, non servono strumenti eccezionali: il nostro ordinamento ha già gli strumenti. Nella risoluzione che abbiamo presentato diamo dei suggerimenti. Vi togliamo ogni alibi nel dire che le minoranze non collaborano. Avete bocciato tutti i nostri emendamenti, sistematicamente, in tutti i provvedimenti; poi, però, li prendete a spizzichi e bocconi e li inserite nei vostri, copiando anche male, perché sono frammentati e fuori da una logica. (Applausi) . Nella risoluzione da noi presentata vi sono dei punti chiari, così non avete l'imbarazzo di pensare a come fare le cose. Non ci sono delle limitazioni dei diritti costituzionali. Noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini e abbiamo a cuore la loro sicurezza, senza bloccare tutta l'Italia. Per noi questo è fondamentale. Quale scusa adotterete, signor Ministro, per non votare la nostra risoluzione e per bypassare ancora una volta il Parlamento? Potrete non rispondere oggi qui, ma lo farete di fronte agli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire al gentile signor Ministro che oggi ho il sospetto che la massima prudenza da egli indicata ci è sembrata eccessiva e ingiustificata. Non per niente, signor Ministro, le ricordo - se non ci ha fatto caso - che siamo l'unico Paese di tutti i Paesi dell'Unione europea ad assumere questa posizione; quindi, questo dovrebbe dirle qualcosa. Per contro, crediamo che essa corrisponda più a un desiderio del Governo prolungare di fatto uno stato di soggezione da parte di tutti i cittadini e che alla base, forse, ci sia la vostra speranza di accrescere i consensi. Le darei un consiglio, signor Ministro, anziché continuare ad incentivare l'ansia dei cittadini amplificando i pericoli (come ha fatto oggi nella sua relazione) di un'emergenza che oggi assolutamente non esiste (non lo diciamo noi, lo dicono i dati che sono noti a tutti gli italiani e che tutte le sere hanno modo di ascoltare), credo che il Governo dovrebbe assumere un atteggiamento molto più equilibrato: essere certamente capace di preservare la salute di tutti i cittadini (che sta a cuore a noi come a lei) ma, nel contempo, preoccuparsi di far ripartire l'economia. Vede, Ministro, la salute è estremamente importante e oggi siamo tutti contenti che questa pandemia del Covid sia sotto controllo (come vediamo dagli ospedali Covid che stanno chiudendo e dal numero dei posti letto in terapia intensiva), ma forse voi non avete ancora ben chiaro ciò che produrrà, dall'altro lato, la crisi economica, che oggi non ci appare ancora nella sua - ahimè - grandezza reale, ma quando ve ne renderete conto non vorremmo che fosse troppo tardi. Non vorremmo che questo Governo avesse lo stesso atteggiamento che ha usato nel gennaio 2020, quando tutto l'Esecutivo ha perso un mese di tempo perché voleva tranquillizzare la cittadinanza. Abbiamo visto esponenti e capi di partiti politici che venivano a Milano a fare gli aperitivi, con molti assembramenti, o sindaci di importanti città che dicevano che bisognava abbracciare i cinesi perché non c'era alcun problema. Siccome allora di tempo ne avete perso tanto, non vorremmo che adesso perdeste altro tempo non occupandovi di ciò che questa Nazione subirà a causa della pandemia - che certamente non è colpa di nessuno - da un punto di vista economico. Signor Ministro, anche in riferimento alla possibilità, di cui lei ha parlato, che venga prolungato lo stato di emergenza - e spero di aver capito male visto che lei ha parlato testualmente di un ordine del giorno - le anticipo sin d'ora la nostra contrarietà, e le chiarisco anche i motivi citando non le mie parole, ma quelle di un costituzionalista, il professor Cassese, sul «Corriere della sera». Secondo il professor Cassese «sono molte le ragioni per non prorogare al 31 dicembre lo stato di emergenza». E specifica: «Perché venga dichiarato o prorogato uno stato di emergenza, non basta che vi sia il timore o la previsione di un evento calamitoso. Occorre che vi sia una condizione attuale di emergenza». Ebbene, oggi questa emergenza in atto non è assolutamente confermata dai numeri; quindi, credo che il problema - non solo per voce mia, ma anche per voce di Cassese - non ci sia. Pertanto, signor Ministro, chiediamo all'intero Governo, anziché continuare a limitare le libertà personali di tutti i cittadini italiani, di controllare gli sbarchi nella nostra Nazione. (Applausi) . Non vi sfuggirà che i numeri sono impietosi e stanno aumentando in maniera esponenziale. Oltretutto lì non ci sono controlli e lo vediamo tutti i giorni, perché sono ampiamente documentate dalla stampa tutte le fughe da questi centri di accoglienza di immigrati che dovrebbero star lì a fare la quarantena e invece vanno in giro tranquillamente, senza essere limitati in alcunché, su tutto il territorio nazionale, portando in giro il Covid-19. Credo, signor Ministro, che oggi sia urgente accogliere la proposta di Fratelli d'Italia, che è sempre stata quella del blocco navale, perché è l'unico strumento a nostra disposizione per bloccare il traffico degli scafisti e l'immigrazione illegale. Non soltanto non ascolta con attenzione, Ministro, ma capisco che la differenza è netta, perché la nostra posizione è che forse è meglio non limitare le libertà individuali, ma controllare questi flussi migratori illegali che invece nessuno controlla e di cui nessuno si occupa. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Lei, l'11 gennaio scorso, signor Ministro, aveva detto - e vorrei richiamare le sue parole - che da allora in poi ci sarebbe stato un confronto con l'opposizione, una limpida dialettica tra maggioranza ed opposizione; un confronto a tutto campo, a partire dalle forze politiche presenti in Parlamento. Bene, lei si è presentato oggi - e sappiamo tutti che c'è il decreto in scadenza - leggendoci una serie di belle misure preconfezionate. Questo Parlamento, cui dovremo mostrare rispetto, è trattato come fossimo tutti dei passacarte o degli spettatori. La mascherina serve, sì, ma serve per mettere il bavaglio a noi dell'opposizione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, l'esposizione del ministro Speranza è stata decisamente convincente.