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4 Il diritto di accesso, in conformità ai princìpi stabiliti dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sull'accesso ai documenti ufficiali, aperta alla firma dal 18 giugno 2009, costituisce livello essenziale di prestazione, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, si intende: a per «amministrazione»: ciascuno dei soggetti indicati all'articolo 3 della presente legge; b per «diritto di accesso»: il diritto di richiedere e di ottenere la conoscenza delle informazioni formate, detenute o comunque in possesso dei soggetti di cui all'articolo 3. Il diritto di accesso comprende: il diritto di sapere se l'informazione richiesta è nella disponibilità dell'amministrazione e il diritto di ottenere la effettiva disponibilità dell'informazione richiesta. L'amministrazione soddisfa il diritto di accesso comunicando al richiedente l'informazione richiesta nel rispetto delle disposizioni della presente legge; c per «informazione»: tutti i documenti, gli atti, le informazioni e i dati formati, detenuti o comunque in possesso dei soggetti di cui all'articolo 3, indipendentemente dalla data della loro formazione; d per «chiunque»: qualsiasi persona, fisica o giuridica, a prescindere dalla cittadinanza, ivi compresi gli apolidi; e per «richiedente»: chiunque eserciti il diritto di accesso mediante la presentazione di una istanza di accesso ad una amministrazione, secondo le disposizioni della presente legge. 3 (Ambito di applicazione) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano: alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; alle autorità indipendenti di garanzia e di vigilanza; agli enti pubblici, economici e non economici; ai gestori di servizi pubblici; agli organismi di diritto pubblico; alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché alle società da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile. 2 Sono in ogni caso accessibili le informazioni, i dati ed i documenti connessi o pertinenti all'esercizio di funzioni pubbliche da parte di un soggetto di diritto pubblico o di diritto privato. 3 Gli organi costituzionali, il Consiglio superiore della magistratura e le autorità amministrative indipendenti, con riferimento all'esercizio delle funzioni amministrative di supporto ai loro compiti istituzionali e di gestione dei rispettivi apparati amministrativi, adeguano i rispettivi ordinamenti ai principi della presente legge. 4 (Diritto di accesso) 1 Chiunque ha il diritto di accesso alle informazioni formate, detenute o comunque in possesso delle amministrazioni, senza obbligo di motivazione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 6 della presente legge. 2 Il diritto di accesso si esercita presso l'amministrazione che ha formato o che detiene stabilmente le informazioni alle quali si chiede di accedere. Se l'amministrazione non detiene le informazioni richieste, ha il dovere di informare il richiedente, e di indicare a quale amministrazione può essere presentata la richiesta di accesso. 3 Presso ciascuna amministrazione, la decisione sulle istanze di accesso è di competenza del responsabile per la trasparenza di cui all'articolo 43 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 4 Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono ammessi nei soli casi e nei limiti stabiliti dall'articolo 6 e debbono essere motivati. 5 (Tutela del diritto di accesso) 1 Decorsi inutilmente trenta giorni dalla presentazione della richiesta di accesso, questa si intende respinta. In caso di diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso, il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. I procedimenti in materia di accesso sono esenti dal pagamento del contributo unificato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 2 Contro il diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso il richiedente può presentare ricorso all'Autorità nazionale anticorruzione di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190, ovvero al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito. L'Autorità o il difensore civico si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o l'Autorità ritengono ingiustificato il diniego o il differimento, ne informano il richiedente ed ordinano all'amministrazione che lo ha disposto di consentire l'accesso. In tal caso, la richiesta di accesso deve essere soddisfatta, a meno che l'amministrazione non confermi il diniego o il differimento con atto motivato entro quindici giorni dal ricevimento dell'ordinanza. In tale ultimo caso, ove il diniego o il differimento siano successivamente giudicati illegittimi in sede giurisdizionale, valutate le circostanze, il giudice condanna l'amministrazione al pagamento di una penale aggiuntiva compresa tra i 500 euro e i 5.000 euro. Tali somme confluiscono in un apposito fondo finalizzato alla promozione di iniziative di formazione in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione destinate ai pubblici dipendenti. Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o all'Autorità, il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza, ovvero dal maturare del silenzio-rigetto. Se l'accesso è negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, l'Autorità provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l'accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, dell'Autorità. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all'acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione. 6 (Esclusioni dal diritto di accesso) 1 Il diritto di accesso di cui all'articolo 4 è escluso: a per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge;