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la signora Massaro, madre del bambino, non ha mai presentato una condotta pregiudizievole nei confronti del figlio minore e la sola motivazione per la quale subisce, insieme al figlio, questo trattamento inumano e degradante è l'accusa di non aver favorito, o addirittura di aver ostacolato, il rapporto del bambino con il padre; il minore ha manifestato dinanzi all'autorità giudiziaria nel 2017 e alle consulenti tecniche di ufficio, che si sono susseguite negli anni, la volontà di non essere allontanato dalla madre; il bambino versa in condizioni di salute precaria, oggettivamente documentata, situazione che avrebbe di per sé richiesto una protezione del bambino da qualsiasi esposizione a situazioni potenzialmente traumatiche per lui; a causa della situazione di salute del bambino i medici si sono espressi negativamente in ordine ad un suo trasferimento; l'allontanamento del minore dalla mamma, nelle sue attuali condizioni, appare quindi come un'operazione illegittima costituente un abuso di potere nei confronti del bambino, a seguito della quale è stato esposto ad un grave rischio della sua salute; inoltre, il mancato supporto al bambino e alla sua famiglia sul piano socio-sanitario, nonostante le innumerevoli richieste di aiuto rivolte dalla madre alle autorità competenti, costituisce una grave violazione dei diritti umani e contraddice i principi costituzionali fondanti lo Stato di diritto, primi tra tutti la libertà personale tutelata dall'art. 13 Costituzione e il diritto alla salute protetto dall'art. 32 Costituzione; la situazione di allontanamento dalla famiglia in cui versa il piccolo L. è analoga a quella di molti altri bambini e il loro caso è stato spesso oggetto di interrogazioni rivolte al Ministro della giustizia, al Ministro per la famiglia, al Ministro della salute e perfino al garante dell'infanzia, senza mai ottenere nessuna risposta soddisfacente, come se fosse quasi impossibile risalire alle autorità competenti; in molteplici circostanze è stato più volte ribadito come la diagnosi di PAS (sindrome di alienazione parentale) che viene rivolta alla madre di L. sia priva di qualsiasi fondamento scientifico; sull'abuso di questa diagnosi usata per allontanare i bambini dalle loro famiglie e ricollocarli in case famiglia si è scritto e detto molto, anche per una serie di inchieste ben note, per cui è stata recentemente istituita una Commissione d'inchiesta bicamerale; la Commissione d'inchiesta è stata istituita nella piena consapevolezza del fatto che casi analoghi a quello di L. siano davvero fin troppo frequenti e che questi bambini soffrano di danni gravissimi per il loro sviluppo psicofisico e che spesso anche la loro madre esca distrutta da questa prassi; mentre si cerca di fare chiarezza su una prassi che appare malauguratamente consolidata, molti bambini continuano a soffrire di questo allontanamento che li penalizza, ma anche ognuno dei suoi genitori, tra i quali le madri, che spesso sono quelle che pagano il prezzo più alto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di casi come quello di L. e del fatto che il bambino sia stato forzatamente prelevato dalla sua casa e dalla sua scuola da operatori che comunque dipendono dal suo Ministero e che eseguono ordini senza avere una chiara rappresentazione della sostanziale ingiustizia del procedimento. Atto n. 3-02699 RICCIARDI TURCO PRESUTTO PELLEGRINI Marco CASTELLONE TRENTACOSTE FERRARA VACCARO PISANI Giuseppe GALLICCHIO FENU ROMANO GAUDIANO CAMPAGNA LOREFICE PAVANELLI LOMUTI D'ANGELO PIARULLI Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: in data 20 aprile 2021 sul sito internet del Ministro per il Sud e la coesione territoriale è stato pubblicato un approfondimento recante "Fondi destinati al Sud nei prossimi anni". In particolare, si riporta, testualmente, che al Mezzogiorno "andrà il 40% dei fondi territorializzabili, ossia circa 82 miliardi su un totale di 206"; in data 6 luglio 2021 "Il Mattino" ha pubblicato un articolo dal titolo "Beffa Recovery per il Sud, 80 miliardi annunciati ma nel testo non c'è traccia". Nel testo, firmato dal professor Gianfranco Viesti, si lamenta il fatto che al Sud sono garantiti appena 35 miliardi di euro del recovery fund , risultando "introvabili le risorse nel PNRR inviato all'UE", come si legge nel sottotitolo; relativamente agli investimenti nel Mezzogiorno previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dal "fondo complementare", da una tabella pubblicata si apprende che, a fronte degli 81,6 miliardi di euro indicati dal Governo (pari al 40 per cento degli stanziamenti totali), risultano presenti nelle singole misure appena 35,3 miliardi, pari al 16 per cento degli stanziamenti totali; più specificamente, per la "missione 1", a fronte dei 14,6 miliardi di euro indicati dal Governo, risultano presenti nelle singole misure solo 3,7 miliardi. Per la "missione 2", a fronte dei 23 miliardi indicati dal Governo, risultano presenti nelle singole misure solo 7,7 miliardi. Per la "missione 3", a fronte dei 14,5 miliardi indicati dal Governo, risultano presenti nelle singole misure solo 13,6 miliardi. Per la "missione 4", a fronte dei 14,6 miliardi indicati dal Governo, risultano presenti nelle singole misure solo 5,1 miliardi. Per la "missione 5", a fronte degli 8,8 miliardi indicati dal Governo, risultano presenti nelle singole misure solo 4,2 miliardi. Per la "missione 6", a fronte dei 6 miliardi indicati dal Governo, risulta presente nelle singole misure solo un miliardo di euro; il professor Viesti ritiene che sommando gli stanziamenti di ciascuna linea di intervento destinati al Mezzogiorno risultano impegnati solo 22 miliardi di euro a fronte degli 82 previsti. Le risorse allocate sicuramente al Sud sono 22 e non 82 miliardi, cioè il 10 per cento del totale, anche se è altamente probabile che almeno altri 13 miliardi di euro saranno spesi nel Mezzogiorno; lo stesso Viesti solleva che solo in parte questi 35 miliardi di euro finanziano interventi nuovi. "Certamente i nuovi binari fra Napoli e Bari, inclusi in questa cifra, disponevano di un finanziamento. Si tratta di una sorta di partita di giro finanziaria (...). Questo non significa affatto che al Sud arriveranno solo 35 miliardi, ma che quelli sono garantiti. Per gli altri si vedrà. Il Governo ha cioè preso un generale impegno politico a favore del Sud: ma a tale impegno non ha fatto seguire una redazione conseguente e coerente del Piano. In alcune linee di intervento si trova una precisa indicazione alla localizzazione territoriale della spesa, ma in molte altre no. Non possono essere differenze dovute al caso, ma sono i frutti di precise scelte (...). Esiste un concreto pericolo che gli investimenti del PNRR al Sud alla fine potrebbero essere meno, ma molti meno di 80 miliardi";