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le opzioni terapeutiche contro l'orticaria acquagenica si limitano essenzialmente a taluni medicinali, in particolare gli antistaminici, la cui efficacia pare dimostrata, ma non esiste alcun trattamento preventivo; tale patologia comporta notevoli disagi nella vita quotidiana delle persone colpite, data la difficoltà di limitare qualsiasi contatto con l'acqua, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per un adeguato riconoscimento di questa malattia e per un suo inserimento tra i LEA, anche sulla base delle nuove ricerche attivate a livello europeo. Atto n. 3-02847 GIAMMANCO RIZZOTTI PAPATHEU Al Ministro della salute Premesso che: con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Dipartimento per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta della Commissione di vigilanza antidoping , pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2021, veniva vietato l'utilizzo per uso sistemico del farmaco deidroepiandrosterone, più comunemente chiamato "Dhea", essendone consentito l'uso solo topico in forma di gel o crema; la ratio della norma era quella di prevenire l'uso del Dhea come farmaco dopante, in vista delle olimpiadi di Tokyo, poiché esso, avendo un effetto anabolizzante sulla muscolatura, è inserito nell'elenco delle sostanze dopanti predisposto dal Comitato olimpico; considerato che: l'utilizzo del Dhea è fondamentale nella terapia delle donne in menopausa, nonché per chi è affetto da deficit ipofisario, surrenalico e gonadico, essendo esso un ormone naturalmente prodotto dal nostro corpo la cui carenza provoca gravi scompensi; la Società italiana di endocrinologia e la Società italiana di ginecologia ed ostetricia hanno rivolto un appello al Ministro in indirizzo, affinché predisponga una deroga in modo tale che il deidroepiandrosterone sia ancora prescrivibile per uso sistemico nei pazienti con comprovata carenza dell'ormone, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di provvedere in modo celere a colmare il vulnus descritto e in quale tempistica, considerando il rischio inflitto alla salute di tantissime donne e uomini affetti da carenza di Dhea. Atto n. 3-02848 ALESSANDRINI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: le Fattorie Novelli sono una nota azienda umbra, che si occupa da anni della produzione di uova presso due siti produttivi, uno a Casalta, località sita nel comune di Amelia, in provincia di Terni, dove si trovano i capannoni con le galline, e l'altro a Spoleto, in provincia di Perugia, dove viene gestita la fase di confezionamento; il gruppo vive molte difficoltà dopo l'ultimo fallimento del 2017, a seguito del quale è stato preso in gestione dalle curatele dei creditori di Alimenti italiani e Fattorie Novelli; in data 11 gennaio 2021 il Tribunale di Terni ha respinto la richiesta di concordato in bianco avanzata dall'amministratore; l'andamento della vicenda mette a rischio non soltanto l'azienda, ma anche i lavoratori, ai quali non sono state pagate le tredicesime mensilità, né il TFR per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato; i capannoni di Casalta, sotto assedio da parte dei creditori, sono stati messi all'asta e sono stati aggiudicati da parte del gruppo Eurovo; al momento, l'assegnatario sta prendendo possesso dei capannoni, mentre i dipendenti occupati presso il sito rimangono a carico di Alimenti italiani e Fattorie Novelli in fallimento; i sindacati chiedono giustamente di sapere quali siano le intenzioni del gruppo Eurovo in merito alla riassunzione dei lavoratori impiegati presso Casalta e quali ammortizzatori sociali verranno messi a disposizione per traghettare il sito al momento di conclusione dei lavori sui capannoni; è altresì necessario conoscere i progetti industriali in merito agli altri siti produttivi, si chiede di sapere: se non si intenda procedere ad un'urgente convocazione di uno specifico tavolo di crisi su "Alimenti italiani e Fattorie Novelli" presso la struttura di crisi di impresa del Ministero dello sviluppo economico con tutte le parti interessate in modo da realizzare interventi concreti; quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di evitare che la crisi industriale del gruppo possa mettere a repentaglio i posti di lavoro di tutti coloro i quali sono occupati presso i siti produttivi umbri. Atto n. 3-02850 CORRADO Ai Ministri della cultura e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il sommerso, fenomeno dilagante nel settore musicale dello spettacolo (soprattutto in occasione di piccoli eventi, ancorché di musica classica), affligge non poco gli artisti del raggruppamento A del Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS), già Ente nazionale previdenza e assistenza lavoratori dello spettacolo (ENPALS), quello decisamente più numeroso; con delibera del 27 febbraio 2019, presso le Commissioni riunite XI (Lavoro pubblico e privato) e VII (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati è stata predisposta una "indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo", allo scopo di elaborare un documento che contenesse i risultati della ricognizione statistica e le eventuali ipotesi di intervento normativo in un settore da decenni bisognoso di mirati adeguamenti legislativi; a partire dal 30 aprile 2019, sono state avviate le audizioni di INPS/FPLS, ISTAT, dirigenti ministeriali (dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della cultura), sindacati confederali e di un notevole numero di associazioni rappresentative del comparto dello spettacolo, tra cui l'associazione nazionale denominata, non a caso, "SOS musicisti", nata nel 2012 con lo scopo di portare all'attenzione delle istituzioni le criticità del settore, individuate con notevole puntualità sul proprio sito web nel "Manifesto dei musicisti", dove al primo posto figura proprio il sommerso; nel corso dell'indagine, fin dalla prima audizione è stato posto l'accento sul sommerso, senza che emergesse adeguatamente, però, il fatto che tale fenomeno è in gran parte riconducibile alle complesse normative dei versamenti contributivi e agli alti costi dei contributi stessi in presenza di eventi minori con budget pressoché irrilevanti, e neanche il fatto che lo stesso lavoro sommerso, con evidente omissione contributiva, sembrerebbe non aver pari in alcun'altra categoria di lavoratori, come circostanziato nella memoria meticolosamente da SOS musicisti e presentata nel corso dell'audizione svolta il 21 ottobre 2020; per avvicinarsi alle dimensioni del sommerso, tuttora sfuggenti e tali da determinarne una certa sottovalutazione, ci si potrebbe basare sul numero dei borderò consegnati dalla SIAE negli eventi in cui c'è musica, numero che la stessa SIAE attesta essere stato, in epoca pre COVID, prossimo a 1,5 milioni annui. Poiché a ciascun borderò corrisponde una prestazione musicale con una media verosimile di almeno tre elementi, si arriva, probabilmente per difetto, a circa 4,5 milioni di prestazioni musicali annue di singoli artisti, alle quali dovrebbero corrispondere altrettante giornate lavorative con relativo versamento contributivo.