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La disciplina prevista nel provvedimento consente, pertanto, una piena valorizzazione dei servizi di condivisione della mobilità poiché ne riconosce la peculiare logica di funzionamento, senza confonderli, come accade purtroppo nella realtà e nel dibattito pubblico, con i servizi di mobilità con trasporto. La condivisione, infatti, può essere agevolata da servizi imprenditoriali innovativi senza perdere il carattere volontario e informale della relazione tra le persone e con l'ambiente. Lo sviluppo su grande scala dei servizi di mobilità condivisa amplierà il mercato per le imprese specializzate nell'offerta in rete di servizi di condivisione dei mezzi, su base volontaria e senza pagamento del trasporto. Le piattaforme tecnologiche forniranno il supporto logistico alle diverse realtà imprenditoriali che si costituiranno secondo i variegati interessi o stili di vita. In conclusione, il disegno di legge mira a superare l'attuale assetto dei servizi di mobilità, caratterizzato da rendite di posizione, da una forte conflittualità tra i diversi operatori e da atteggiamenti anticoncorrenziali, proponendo soluzioni che promuovano un moderno sviluppo del settore e la diversificazione dell'offerta dei servizi. Per modificare tale situazione occorrono norme al passo con i tempi, imprese che curino la qualità del lavoro e aiutino milioni di cittadini ad abbandonare il mito della proprietà dell'automobile. È l'occasione imperdibile per migliorare la qualità della vita urbana creando tanti posti di lavoro dignitosi.. I SERVIZIO TAXI-PIÙ 1 (Taxi-più) 1 Sono definiti servizi di trasporto pubblico non di linea con conducente, di seguito taxi-più, quelli che provvedono al trasporto individuale o collettivo di gruppi di persone, con funzione complementare e integrativa rispetto ai trasporti pubblici di linea ferroviari, automobilistici, marittimi, lacuali ed aerei, che vengono effettuati, in modo non continuativo o periodico, a richiesta o su prenotazione del trasportato o dei trasportati, per soddisfare una prestazione di trasporto a tempo o a viaggio su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta. 2 Il servizio taxi-più è obbligatorio all'interno del bacino territoriale sovracomunale individuato dalle regioni. Lo stazionamento dei veicoli e dei natanti che svolgono il servizio taxi-più può avvenire in luogo pubblico o all'interno di rimessa, nonché presso pontili in attracco. Il prelevamento dell'utente ovvero l'inizio del servizio avvengono all'interno del bacino territoriale sovracomunale individuato dalle regioni. L'arrivo a destinazione del passeggero può avvenire, previo consenso del conducente, oltre il limite del bacino territoriale sovracomunale individuato dalle regioni. 3 Le regioni possono stipulare accordi reciproci per la gestione del servizio di cui al comma 1 a livello interregionale. 2 (Competenze regionali) 1 Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni, sentiti gli enti locali interessati, individuano i bacini territoriali ottimali sovracomunali per la gestione uniforme e coordinata del servizio taxi-più e definiscono: a in relazione a ciascuno dei bacini territoriali individuati, il numero dei veicoli e dei natanti da adibire al servizio taxi-più e le quote da assegnare in relazione alle necessità a ciascun comune; b i livelli minimi del servizio obbligatorio che devono essere assicurati all'interno dei bacini territoriali sovracomunali, anche al fine di rispondere alle fluttuazioni giornaliere e stagionali della domanda, e l'orario massimo di guida nel rispetto della normativa sulla sicurezza e sulla tutela della salute; c i requisiti per lo svolgimento dell'attività; d sulla base dei criteri individuati dalla Autorità di regolazione dei trasporti, le seguenti tariffe: 1 a chiamata individuale con una tariffa pubblica massima; 2 a prenotazione o ad abbonamento a prezzo da concordare tra le parti, più alto o più basso della tariffa pubblica massima, in relazione ad eventuali servizi aggiuntivi richiesti dall'utente; 3 a tariffa multipla, più bassa della tariffa pubblica massima, rivolta ad utenti disponibili all'uso condiviso con altri utenti dello stesso mezzo di trasporto; e le tipologie dei servizi aggiuntivi al trasporto di cui all'articolo 1 sui quali è possibile richiedere all'utenza l'applicazione di tariffe supplementari; f sulla base dei criteri individuati dall’Autorità di regolazione dei trasporti, le condizioni minime di qualità del servizio; g le modalità per favorire in determinate aree del bacino territoriale sovracomunale, l'espletamento, da parte dei titolari di licenza del servizio taxi-più, del servizio a chiamata in favore degli utenti e degli abbonati al trasporto pubblico di linea; h l'ammontare delle risorse da mettere a disposizione per gli indennizzi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) , numero 2); i i criteri e le modalità per l'indennizzo dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 15 gennaio 1992, n. 21, che rinunciano alla licenza taxi-più, che deve essere proporzionato al trattamento di fine rapporto maturato e agli anni di servizio. 3 (Competenze comunali) 1 Fatto salvo il potere sanzionatorio esercitabile nei confronti dei soggetti sottoposti a regolazione ai sensi dell'articolo 37, comma 3, lettera m) , del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nell'ambito dei bacini territoriali sovracomunali di cui all'articolo 2, ciascun comune, in base alla quota di contingente assegnato dalla regione, rilascia le licenze per l'esercizio del servizio taxi-più: a a tutti soggetti già titolari di licenza o autorizzazione ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 5 della presente legge, che presentano la richiesta nel rispetto delle modalità di cui all'articolo 4; b per la restante quota, tramite bando di pubblico concorso, la cui onerosità è definita sulla base dei criteri individuati dall’Autorità di regolazione dei trasporti. Le relative entrate sono destinate alle finalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a ), numero 2, da svolgere nel periodo compreso tra i due e i tre anni successivi alla data di definizione dei provvedimenti di cui all’articolo 2, comma 1. 4 (Licenze e indennizzi) 1 Ai fini di cui alla presente legge, entro un anno dalla data di definizione dei provvedimenti di cui all'articolo 2, comma 1: a i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) , della legge 15 gennaio 1992, n. 21, possono: 1 richiedere, con apposita domanda depositata presso il comune di riferimento del bacino territoriale ottimale individuato dalla regione, il rilascio della licenza per l'esercizio del servizio taxi-più, con contestuale restituzione di quella rilasciata ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 15 gennaio 1992, n. 21, nonché una seconda licenza per l'esercizio del servizio taxi-più;