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a seguito delle elezioni svoltesi in data 7 novembre 2021, nell'ambito dei controlli effettuati sulle liste elettorali per il rinnovo dei Consigli comunali di Africo, San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria) e Sinopoli (Reggio Calabria), di Carmiano (Lecce), di Manfredonia (Foggia), di Orta di Atella (Caserta) e di Scanzano Jonico, il 4 novembre 2021, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha votato all'unanimità la proposta del presidente Nicola Morra di rendere pubblici i nominativi segnalati dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo per i quali vi erano condizioni ostative alla candidatura; tra i nominativi suddetti era presente anche quello dello stesso Mario Altieri, candidato sindaco di Scanzano Jonico. Dai successivi accertamenti è emersa, a suo carico, una causa di incandidabilità ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lett. c) , del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, in applicazione delle norme della "legge Severino"; tale circostanza è stata notificata da parte della commissione elettorale circondariale di Matera al presidente dell'adunanza dei presidenti di sezione per gli adempimenti di competenza, che in data 8 novembre 2021, in sede di proclamazione degli eletti, ha dato lettura della dichiarazione di mancata proclamazione del signor Altieri, candidato sindaco che ha ottenuto il maggior numero dei voti; in seguito alla mancata proclamazione del candidato sindaco, che ha determinato il mancato rinnovo degli organi elettivi con la conseguente impossibilità di assicurare il normale governo e funzionamento dell'ente, il prefetto di Matera in data 9 novembre 2021 ha nominato i commissari prefettizi per la provvisoria gestione del Comune; considerato inoltre che; il signor Altieri ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato rispetto all'esito della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Basilicata del gennaio 2022, che ha respinto il suo ricorso avverso perché infondato, definendo legittima la procedura dell'adunanza dei presidenti di sezione. Il ricorso è stato respinto dal Consiglio di Stato con sentenza del 20 maggio 2022; precedentemente, nel febbraio 2022, il Tribunale civile in composizione collegiale di Matera aveva respinto il ricorso presentato da Mario Altieri confermando la tesi della Prefettura, che aveva fatto riferimento ad una relazione del tribunale di sorveglianza, in cui si precisa che Altieri è stato riabilitato parzialmente solo per le condanne riportate fino al 2010; il Comune di Scanzano non è stato inserito tra i Comuni in cui si è andati ad elezione il 12 giugno 2022, poiché la Prefettura ha ritenuto comunque necessario attendere l'esito dell'appello presentato dal signor Altieri; considerato altresì che, in risposta ad una nota del rappresentante del gruppo politico "SiAmo Scanzano", lista candidata alle elezioni del 7 novembre 2021, il prefetto di Matera ha riferito che "nel caso di specie l'accertamento della legittimità delle operazioni elettorali pertanto è ancora sub judice, la convocazione dei comizi elettorali per il Comune di Scanzano Jonico resta inequivocabilmente subordinata alla definizione del giudizio di appello e al passaggio in giudicato della relativa pronuncia, con il conseguente protrarsi della gestione commissariale in essere"; considerato infine che: il prolungamento del commissariamento, che comporta la sola gestione ordinaria dell'amministrazione, sta penalizzando gli investimenti economici sul territorio comunale, oltre ad alimentare il disagio sociale nella popolazione che da oltre 2 anni non ha una rappresentanza politica democraticamente eletta; a parere dell'interrogante, meritano attenzione le pronunce autorevoli del TAR, del Consiglio di Stato e del Tribunale civile, che non hanno ritenuto valida di accoglimento la domanda presentata dal signor Mario Altieri. Nonostante ciò il Comune di Scanzano Jonico non è potuto andare al voto e avere una rappresentanza politica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere al fine di verificare, per quanto di competenza, se tale situazione sia legittima e, laddove possibile, garantire con urgenza la convocazione delle elezioni del Consiglio comunale e del sindaco di Scanzano Jonico e il ripristino della rappresentanza democratica dei cittadini attraverso l'espressione elettorale. Atto n. 3-03422 BINETTI Paola Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: è allo studio una riforma che riscrive le modalità di selezione e di progressione nella carriera dei giovani ricercatori e nella quale lo stesso Ministro in indirizzo chiede di semplificare le procedure, accelerando i tempi di inserimento definitivo dei giovani nella vita accademica, promettendo inoltre un maggior numero di posti messi a bando e migliori condizioni di remunerazione; risulta all'interrogante che ci siano ancora molte denunce relative ai concorsi pilotati in università, con almeno 191 indagati e con una prassi di lavoro che parte dal presupposto: "Scegliamo i vincitori, poi facciamo i bandi"; risulterebbe, e ciò appare sorprendente, che molte di queste denunce vengano messe a tacere, con il coinvolgimento di molti colleghi universitari dello stesso settore scientifico disciplinare o più semplicemente colleghi dello stesso Ateneo, in cui si svolge il concorso in questione; si tratta molto probabilmente di docenti estranei alle manovre scorrette del concorso in discussione, ma decisamente assai poco coraggiosi nel chiedere chiarezza agli organi competenti; sono gli organi di stampa e le inchieste giornalistiche che ogni tanto sollevano lo scandalo su prassi note, ma non denunciate e, se denunciate, velocemente insabbiate; ci sarebbero casi clamorosi come quello del rettore dell'Università di Firenze, indagato ed interdetto, proprio con questa accusa, che solo l'inchiesta di un grande quotidiano, come "la Repubblica", ha rivelato, mostrando con i fatti come siano ben 191 i docenti indagati da nord a sud; si tratta di un "sistema" che, se confermato dalle sentenze, dimostrerebbe la gravità della denuncia con concorsi truccati, bandi "postumi" e rapporti "parentali" tra i vari professori; anche la procura di Catania è intervenuta con una lunga sequenza di denunce, citando un numero impressionante di indagini ancora in corso, specie presso le facoltà di Giurisprudenza e Medicina; perché, se i docenti indagati sono 191, i bandi incriminati sono almeno 57, come è emerso dalle indagini di questi anni, in cui è apparso chiaro come non di rado fossero coinvolti i vertici stesse delle università, dal nord al sud, senza esclusioni di sedi; ovviamente un simile sistema non sembra premiare i migliori e i più qualificati, ma sempre e solo i più raccomandati, legati a cordate spesso familiari, ma comunque sempre con carattere clientelare, giungendo a fare del vero e proprio mobbing nei confronti dei candidati meno graditi; un mobbing che non di rado si traduce con giudizi pesanti nell'abilitazione scientifica nazionale e con uno strano meccanismo di valutazione dei titoli presentati, che privilegi alcuni, quelli dei segnalati, a scapito di altri, spesso più meritevoli;