[pronunce]

che la sollevata questione è manifestamente inammissibile, perché non ricomprende fra le norme censurate e richiamate dall'art. 26, ultimo comma, del d.P.R. n. 602 del 1973 l'art. 60, primo comma, lettera f), del d.P.R. n. 600 del 1973, il quale, unitamente alla lettera c) dello stesso comma, evidenzia l'intenzione del legislatore di non prendere affatto in considerazione luoghi di notificazione degli atti tributari diversi da quello del domicilio fiscale in un comune dello Stato, stabilendo che alla notificazione degli atti tributari non si applica l'articolo 142 del codice di procedura civile, e cioè proprio la norma che riguarda il caso, oggetto di esame, della notificazione di atti a persona che non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio; che, in mancanza dell'espressa esclusione disposta dalla citata lettera f) del primo comma dell'art. 60, il citato art. 142 cod. proc. civ. sarebbe stato applicabile, nella specie, in virtù del generale richiamo, contenuto nell'alinea del primo comma dello stesso art. 60, alle «norme stabilite dagli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile»; che, in particolare, solo la dichiarazione di incostituzionalità della non censurata lettera f) del primo comma dell'art. 60, oltre che delle censurate lettere c) ed e) dello stesso comma, renderebbe applicabili le forme di notificazione previste dall'art. 142 cod. proc. civ. e, quindi, potrebbe assicurare al contribuente – del quale risulti anagraficamente la residenza all'estero – la conoscibilità degli atti allo stesso destinati, garantita dagli evocati parametri costituzionali e richiesta, sia pure con norma non applicabile alle notificazioni di atti tributari, dallo Statuto dei diritti del contribuente (comma 1 dell'art. 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante «Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente»), nonché dal principio, proprio dell'ordinamento comunitario, di non discriminazione tra residenti e non residenti che si trovino in una situazione comparabile; che, pertanto, i dubbi di illegittimità costituzionale sollevati dal rimettente con riguardo alle norme che disciplinano le modalità di notificazione della cartella di pagamento al contribuente residente all'estero avrebbero dovuto investire il complesso di norme costituito, oltre che dalle disposizioni censurate, anche dal predetto art. 60, primo comma, lettera f), del d.P.R. n. 600 del 1973, come già affermato da questa Corte con l'ordinanza n. 417 del 2001, con riferimento ad analoga questione in tema di notificazione dell'avviso di accertamento al contribuente residente all'estero ed iscritto nell'AIRE; che l'omessa denuncia dell'art. 60, primo comma, lettera f), del d.P.R. n. 600 del 1973 si risolve nell'incompleta e, dunque, erronea indicazione delle norme oggetto di censura e comporta, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte (v., ex plurimis, ordinanze numeri 96 del 2004 e 417 del 2001 citata), la manifesta inammissibilità della questione; che la richiesta del rimettente di una pronuncia additiva diretta ad introdurre, con riguardo ai contribuenti residenti all'estero che non abbiano eletto domicilio in Italia, forme di notificazione degli atti tributari diverse da quelle previste dall'art. 142 cod. proc. civ. rende, comunque, manifestamente inammissibile la questione, perché le modalità di notificazione suggerite dal giudice a quo (invio alla residenza estera della cartella di pagamento o, in alternativa, dell'avviso di deposito nella Casa del comune del domicilio fiscale) non costituiscono, per la loro atipicità, scelta costituzionalmente obbligata, restando riservata alla discrezionalità del legislatore ogni determinazione in proposito (v., ex plurimis, sentenza numero 199 del 1996, ordinanza numero 185 del 2006). Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi avanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 26, ultimo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), 58, primo comma e secondo periodo del secondo comma, e 60, primo comma, lettere c) ed e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), sollevata, in riferimento agli artt. 1, 3 e 24 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Genova con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 maggio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 maggio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA