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Presidente, in questi giorni è accaduto un disastro nel nostro Paese, e il problema è che ogni volta che c'è una precipitazione o un evento climatico che possiamo dire si discosta dalla normalità, gli effetti che si producono sono devastanti. Infatti, i danni che si sono prodotti in particolare nei giorni 12, 13 e 14 novembre non hanno colpito solo Venezia. (Brusio). PRESIDENTE . Le chiedo scusa, senatore. Colleghi, il brusio sta cominciando a essere eccessivo e non riusciamo a sentire l'intervento del senatore Ferrazzi. Pregherei soprattutto i senatori del lato destro dell'Emiciclo di abbassare il volume della voce. Prego, senatore Ferrazzi. FERRAZZI (PD) . Dicevo che gli eventi avvenuti sono stati drammatici, ma sono stati conseguenti a quello che era avvenuto solo un anno fa. La tempesta Vaia nel Nord-Est o tutte le inondazioni nel Centro e nel Sud Italia, infatti, sono ormai diventati, purtroppo per il nostro Paese, eventi ordinari. Ebbene, per restare nella drammatica cronaca, a Venezia è avvenuto un fenomeno drammatico. Se andiamo a verificare l'andamento del fenomeno dell'acqua alta nella città lagunare, nel giro di una settimana si è verificato ciò che non era avvenuto nel corso dei trent'anni precedenti. Fenomeni di acqua alta di così eccezionale portata non sono avvenuti nel corso dei trent'anni precedenti, ma li abbiamo avuti nel corso di sette giorni. Ciò non deriva da una particolare sfortuna o da una sfiga cosmica, ma dipende anche da fenomeni direttamente ascrivibili all'attività antropica. Certamente ci sono degli elementi astronomici, la gravitazione lunare e quella del sole, ma certamente ci sono anche gli elementi meteorologici, come, ad esempio, il vento. Certamente c'è la questione della bassa marea, che non è ascrivibile direttissimamente al mutamento climatico, ma la portata dei venti lo è direttamente, così come lo è la questione dell'innalzamento dei mari, perché il combinato disposto dello scioglimento dei ghiacci e dell'innalzamento della temperatura del mare, e dunque dell'aumento del volume, ha portato, in questi ultimi cento anni a Venezia, un aumento del livello del medio mare di 25 centimetri, con un aumento di 2,5 millimetri all'anno. Si tratta di un dato drammatico, che riguarda direttamente l'attività antropica. Se poi lo sommiamo alla subsidenza della città lagunare, che ha portato nel corso di cento anni ad un abbassamento della città di 14 centimetri - anche in questo caso vediamo che 8 di questi 14 centimetri sono dovuti ad attività antropica e in particolare all'emungimento delle falde acquifere - è del tutto evidente che è l'attività umana che sta determinando in maniera consistente i fenomeni di mutamento climatico in corso, ovviamente affiancata da tutti gli elementi naturali. L'attività umana è dunque l'elemento fondamentale che sta cagionando questi disastri. Signor Presidente, dopo tutto questo lungo preambolo, voglio dire che finalmente c'è un Governo che prende il toro per le corna e cerca di risolvere la questione. Il decreto-legge in esame - ho sentito prima quanto diceva la collega in proposito - non è un provvedimento risolutore, ma si inserisce all'interno di un percorso nazionale, internazionale ed europeo, perché le forze di questo Governo stanno sostenendo, a livello europeo, un piano straordinario, che non si era mai visto nel corso della storia dell'Unione europea. Prevedere 1.000 miliardi di euro per le politiche green , nel corso di un mandato, è una cosa che non si era mai vista, così come la definizione di obiettivi green non solamente per il commissario europeo dedicato all'ambiente, ma anche per ogni singolo commissario europeo, nella definizione dei propri programmi. Allo stesso modo, un accordo di Governo nazionale basato fondamentalmente sulle politiche green non si era mai visto. Queste politiche sono evidenti nella legge di bilancio che andremo ad affrontare e che discuteremo nelle prossime settimane e certamente le vediamo anche nel provvedimento in esame. Non si può dire, infatti, che il tema della qualità dell'aria non sia direttamente ascrivibile alla qualità della vita dei nostri cittadini e dei nostri territori, come ho sentito dire adesso. Ciò non solo perché la Pianura Padana ha l'aria più inquinata di tutta l'Europa, ma perché il fenomeno dell'inquinamento dell'aria riguarda ormai, purtroppo, tutto il territorio nazionale. Signor Presidente, quando parliamo di buona mobilità, parliamo di 255 milioni di euro, che con il provvedimento in esame vengono messi a disposizione per dare una mano a migliorare la qualità dell'aria e per mettere in condizione i nostri cittadini di fare un salto. Mi riferisco probabilmente a coloro che hanno i mezzi più vecchi e inquinanti e, quindi, anche meno denaro da spendere in questa direzione. Quando parliamo di ammodernamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, intendiamo aiutare e, a volte, anche spronare i sindaci a capire che i centri storici e i centri abitati devono essere sviluppati nella logica della mobilità sostenibile. Quando parliamo di trasporto scolastico sostenibile, incentivando l'ibrido e l'elettrico, stanziamo in questa direzione, tra questo e il trasporto pubblico locale, 60 milioni di euro. Allo stesso modo, il grande piano delle foreste urbane e periurbane non riguarda solo qualche cittadino di qualche città metropolitana; questo provvedimento, infatti, riguarda 21 milioni di abitanti, perché di questo stiamo parlando. Esso non consiste solamente in piccoli interventi per la mitigazione locale, perché un vero piano di piantumazione e riforestazione all'interno delle città metropolitane, sostenuto con 30 milioni di euro nel biennio, riguarda direttamente l'adattamento climatico. È evidente che quando parliamo di clima non ci dobbiamo limitare alla mitigazione, cioè alla riduzione dell'emissione, ma dobbiamo prendere atto del fatto che il cambiamento climatico è strutturale e quindi dobbiamo organizzare i nostri territori e le nostre città, rendendoli capaci di un adattamento al clima, e questo intervento va in tale direzione. Signor Presidente, ho avuto modo, come amministratore locale anche di importanti città, come Venezia, di vedere come purtroppo il sistema di rilevamento della qualità dell'aria attraverso le centraline sia tutt'altro che trasparente; spesso i cittadini non lo conoscono oppure non è diffuso in modo capillare. Con questo intervento creiamo un sistema capillare e trasparente in tutte le città; gli enti locali e gli enti gestori hanno il dovere della trasparenza nei confronti dei cittadini e il Governo nazionale se ne fa carico, inserendolo anche all'interno dei dati dell'ISPRA, affinché ciò consenta un benchmark , che spinga le singole attività dell'amministrazione locale verso il meglio. (Richiami del Presidente). Concludo, Presidente. C'è certamente l'intervento di proroga in favore delle popolazioni colpite da calamità che sono state drammatiche. C'è, poi, l'inizio di una discussione sull'incentivazione dei prodotti sfusi, alla spina, con il contributo ai negozi di vicinato e di media struttura (1.600 metri quadri di superficie). Il discorso si apre in funzione soprattutto del disegno di legge di bilancio.