[ddlpres]

d) che gli stessi possano, altresì, in relazione al carico di lavoro dell'ufficio, essere incaricati anche della trattazione dei procedimenti di cui al regolamento (CE) n. 861/2007, dell'11 luglio 2007, e di altre controversie di valore inferiore a 50.000 euro, con esclusione di quelle in materia di lavoro, previdenza ed assistenza, di quelle in materia fallimentare, di famiglia e di stato e capacità delle persone, in materia di separazione personale dei coniugi o scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, di responsabilità professionale, di diffamazione a mezzo stampa, di marchio e brevetto, di diritto d'autore, di divisione o successione, di diritti reali immobiliari, di querela di falso, di società, di impugnazione dei provvedimenti concernenti la disciplina dell'immigrazione, in materia cautelare, delle opposizioni avverso i provvedimenti delle autorità indipendenti e della Banca d'Italia, delle opposizioni avverso le sanzioni finanziarie, nonché in materia di appalti quando sia parte una pubblica amministrazione, in materia elettorale, in materia di diritto della navigazione e in tutti i procedimenti di valore indeterminato. Anche in questo caso la esclusione di settori di attività da quelli in cui il progetto tabellare può prevederne la utilizzazione trova la sua giustificazione nella rilevanza che le relative controversie ordinariamente assumono nella vita di relazione della collettività, rendendo opportuna la loro riserva alla sola magistratura professionale; e) che nell'ambito delle funzioni di sostituto procuratore della Repubblica onorario i magistrati onorari possano essere delegati a rappresentare l'accusa nella udienza dibattimentale o camerale e per i procedimenti aventi ad oggetto reati di cui alla precedente lettera b) , con esclusione di quelli nei quali sia stato eseguito un arresto o fermo da parte della polizia giudiziaria e di quelli nei quali insorga la necessità di richiedere una misura cautelare personale o reale, fatta eccezione, in entrambi i casi, per i giudizi direttissimi; possono inoltre trattare i procedimenti in cui debbano essere richiesti o adottati provvedimenti di sequestro probatorio, previo visto del procuratore della Repubblica sulla richiesta o sul provvedimento; non possono, invece, richiedere o emettere i provvedimenti di cui agli articoli 254, 255, 267, 384, comma 1, 388, 389 e 390 del codice di procedura penale né essere delegati a prendere parte alla udienza di cui all'articolo 391 del predetto codice; possono essere delegati nei procedimenti in camera di consiglio di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale, salvo quanto previsto dalla precedente lettera b) , nei procedimenti di esecuzione ai fini dell'intervento di cui all'articolo 655, comma 2, del medesimo codice, e nei procedimenti di opposizione al decreto di pagamento di cui all'articolo 170 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 maggio 2002, n. 115; al magistrato onorario può inoltre essere delegata la richiesta di emissione del decreto penale di condanna ai sensi degli articoli 459, comma 1, e 557 del codice di procedura penale; in materia civile, stante la delicatezza degli interessi coinvolti, si è ritenute, di dover escludere ogni possibilità di delega. Si conferma poi la previsione che i magistrati onorari, fatte salve le attività per le quali è esclusa la trattazione, possano essere incaricati, in caso di assenza o impedimento, della sostituzione di magistrati ordinari sia nelle funzioni monocratiche sia in quelle collegiali, in quest'ultimo caso in misura non eccedente una singola unità e mai per la sostituzione del presidente. Si forniscono, altresì, anche alcuni criteri di indirizzo al fine della corretta interpretazione della valenza della fattispecie dell'impedimento, chiarendo che in essa rientra anche la situazione del magistrato ordinario che abbia un carico di lavoro eccedente la media nazionale o lo svolgimento di incarichi previsti dalla legge o l'impegno in una attività di carattere eccezionale o straordinaria attestata dal capo dell'ufficio. La norma consente, infine, l'applicazione dei magistrati ordinari presso altri uffici del medesimo distretto, per periodi non superiori a sei mesi consecutivi. Il successivo capo III del nuovo titolo III- bis dell'ordinamento giudiziario è integralmente dedicato al sistema di responsabilità disciplinare, dettando la disciplina attuativa dei princìpi della tassatività degli illeciti disciplinari, delle sanzioni applicabili, del procedimento disciplinare, del diritto di difesa. L'articolo 84- duodecies prevede che, per quanto non specificamente previsto nel medesimo capo III, al procedimento disciplinare nei confronti dei magistrati onorari si applicano i seguenti articoli del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109: 1, comma 1, 2, comma 1, fatta eccezione per le lettere b), p), dd), ee) e gg), 3, comma 1, fatta eccezione per le lettere c) e d), 3- bis, 4, 15, comma 1- bis, e 20. Si prevede, inoltre, che costituisca altresì illecito disciplinare lo svolgimento di attività incompatibili con la funzione giudiziaria onoraria di cui all'articolo 84- septies nonché di attività tali da recare in concreto pregiudizio all'assolvimento dei doveri disciplinati dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109. L'articolo 84- terdecies prevede che il magistrato onorario che viola i propri doveri sia soggetto alle sanzioni disciplinari della censura e della revoca dell'incarico. Si prevede inoltre la disciplina del concorso di più illeciti disciplinari per i quali si debbano irrogare più sanzioni di diversa gravità, stabilendo che in tali casi si applichi la sanzione prevista per l'infrazione più grave; quando, invece, più illeciti disciplinari, commessi in concorso tra loro, sono puniti con la medesima sanzione, si applica la sanzione immediatamente più grave. Nell'uno e nell'altro caso può essere applicata anche la sanzione meno grave se compatibile. Gli articoli 84- quaterdecies e 84- quinquiesdecies definiscono in cosa consistono le sanzioni disciplinari, prevedendo in particolare che la censura sia una dichiarazione formale di biasimo, contenuta nel dispositivo del provvedimento adottato dal Consiglio superiore della magistratura su proposta del consiglio giudiziario competente, e che la revoca dell'incarico sia adottata con decreto del Ministro della giustizia su conforme delibera del Consiglio superiore della magistratura e determini la cessazione dall'incarico dalla data di comunicazione del decreto stesso o della sospensione dalle funzioni onorarie se disposta a seguito di procedimento cautelare. L'articolo 84- sexiesdecies disciplina il raccordo tra gli illeciti disciplinari e le sanzioni, prevedendo che si applichi la sanzione della censura per: a) i comportamenti che, violando i doveri di cui all'articolo 84- decies , arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio a una delle parti; b) la consapevole occasionale inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge;