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b) iniziative delle istituzioni scolastiche che, progettate e attuate con la collaborazione delle associazione e dei mediatori linguistico-culturali e con la partecipazione attiva delle stesse donne rom e sinte, garantiscano che le donne e le ragazze abbiano accesso, in condizioni di parità, all'istruzione e, se maggiori di età, anche a forme di alfabetizzazione; c) iniziative e attività, anche tramite le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere e i servizi sociali, con la collaborazione delle associazione e dei mediatori linguistico-culturali, che favoriscano l'effettivo accesso di tutte le donne rom e sinte all'assistenza sanitaria e una formazione del personale sanitario che prevenga ogni pregiudizio; d) iniziative specifiche contro la disoccupazione delle donne rom e sinte, che ne favoriscano la formazione professionale. 5. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, favoriscono iniziative ed attività che favoriscano l’accesso dei bambini appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, in condizioni di effettiva parità, agli asili nido e ad altri servizi per l'infanzia, anche nel caso in cui la madre rimanga a casa ad accudire gli altri figli. 6. Il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Commissione per le pari opportunità fra uomo e donna, il Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, i consiglieri di parità istituti a livello statale e regionale ai sensi del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, nell'ambito dei loro compiti specifici, attuano in modo sistematico attività di indagine, ispezione, informazione e promozione in favore delle donne rom e sinte e favoriscono iniziative mirate alla partecipazione, alla consapevolezza e al coinvolgimento delle donne medesime nella promozione e difesa dei loro diritti e delle pari opportunità. 7. Le iniziative in favore dell'avvio e del mantenimento dell'imprenditorialità delle donne appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti sono ammissibili al finanziamento disposto in applicazione delle norme sulle azioni positive per l'imprenditorialità femminile previste dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215, e dalle relative norme di attuazione, nonché dalle norme regionali e degli enti locali vertenti sulla medesima materia. Art. 10. (Tutela dei minori) 1. La Repubblica tutela la vita, i diritti, l'identità, la dignità e i legami familiari di ogni bambino appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti, in conformità con gli articoli 29, 30, 31, 33, 34 e 37 della Costituzione e con le applicabili convenzioni internazionali in vigore. 2. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali adottano i provvedimenti necessari affinché ogni minore appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione motivata dalla sua condizione sociale, dalle attività, dalle opinioni professate o dalle convinzioni dei suoi genitori o dei suoi familiari. 3. In conformità con l'articolo 30 della Costituzione e con gli articoli 5 e 30 della Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, i genitori e la famiglia allargata hanno il diritto e il dovere di istruire, educare e mantenere i bambini appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. È sempre tutelato il diritto di ogni minore appartenente alla suddetta minoranza di partecipare alla propria vita culturale, di professare o praticare la propria religione o di avvalersi della lingua romanì con gli altri appartenenti alla stessa minoranza. 4. La Repubblica rimuove ogni ostacolo nel godimento dei diritti dei minori appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, con particolare riguardo all'effettiva possibilità di accedere all'istruzione nelle scuole di ogni ordine e grado, ai servizi sociali e sanitari, ad alloggi e strutture abitative adeguate che preservino i minori da rischi di segregazione. 5. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, i servizi socio-assistenziali e le associazioni dei Rom e dei Sinti, predispongono e attuano specifiche misure e programmi globali per prevenire l'esclusione sociale e la discriminazione, tali da consentire ai bambini appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti il pieno godimento dei loro diritti, incluso l'accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria. 6. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, favoriscono azioni positive, destinate ai bambini e agli adolescenti appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, finalizzate alla frequenza scolastica, al sostegno delle responsabilità genitoriali, al mantenimento dell'unità familiare, alla prevenzione e repressione di ogni atto di maltrattamento, abuso o violenza sui minori, nonché di ogni tipo di sfruttamento da parte degli adulti. Tali azioni possono anche essere inserite nell'ambito delle misure, dei programmi e delle azioni positive previste in generale dalle vigenti norme statali, regionali e locali, al fine di sostenere le famiglie, prevenire e contrastare la tratta delle persone e favorire l'infanzia e l'adolescenza. 7. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, in collaborazione con le istituzioni scolastiche e con le associazioni rappresentative dei gruppi dei Rom e dei Sinti, attuano ogni opportuna azione informativa, educativa e di vigilanza volta a prevenire e contrastare ogni tendenza dei minori, degli adolescenti e delle loro famiglie ad abbandonare precocemente la scuola, al fine di evitare che l'abbandono precoce ne comprometta l'educazione personale, la capacità d'integrazione sociale e le opportunità sul mercato del lavoro. Art. 11. (Usi in materia di defunti) 1. Le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti presenti in Italia possono osservare i propri usi in materia di sepoltura e di celebrazione dei defunti, a condizione che tali usi non siano in contrasto con le norme della Costituzione, dello Stato, delle regioni e degli enti locali e siano in conformità con il diritto internazionale e dell'Unione europea. Art. 12. (Libertà di espressione e uso di mezzi di informazione. Campagne informative) 1. Il diritto alla libertà di espressione di ogni persona appartenente alla minoranza dei Rom e dei Sinti comporta la libertà di opinione e la libertà di ricevere e di comunicare informazioni o idee nella lingua romanì, senza che vi sia ingerenza di una pubblica autorità e senza badare a frontiere, in conformità con gli articoli 9 e 17 della Convenzione-quadro. 2. È vietata ogni discriminazione delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti nell'accesso ai mezzi d'informazione. 3.