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Balboni Calandrini, Ciriani de Bertoldi, Drago Fazzolari Garnero Santanchè Iannone La Pietra, La Russa Maffoni Nastri Paragone, Petrenga Rauti, Ruspandini Totaro Urso Zaffini. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello della mozione n. 235, di sfiducia individuale nei riguardi del Ministro della giustizia, presentata dalla senatrice Bonino e da altri senatori: Senatori presenti 302 Senatori votanti 301 Maggioranza 142 Favorevoli 124 Contrari 158 Astenuti 19 Il Senato non approva. (Applausi) . Sospendo la seduta fino alle ore 16,05 per dar modo di sanificare l'Aula. (La seduta, sospesa alle ore 15,38, è ripresa alle ore 16,16) . Colleghi, sto verificando, attraverso l'audio, se è stata usata un'espressione che certamente non si confà a quest'Aula da parte del senatore Giarrusso, che mi spiace non essere ora presente in Aula. L'ho sentita ripresa in televisione, in Aula non l'ho sentita. Me ne dolgo e mi duole il fatto che nessuno me l'abbia segnalata. Adesso verificherò ciò attraverso l'audio, perché è inaccettabile che in quest'Aula vengano usate espressioni come quella utilizzata dal senatore Giarrusso, che andrò a verificare. (Applausi). Ripeto, l'ho sentita al telegiornale e mi spiace non averla sentita qui. In ricordo di Massimo D'Antona PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, esattamente ventuno anni fa il professor Massimo D'Antona, insigne giurista, consulente del Ministero del lavoro, cadeva vittima di un agguato mortale posto in essere da un commando aderente all'organizzazione terroristica delle Nuove Brigate Rosse. Nove furono i colpi di pistola che raggiunsero il professor D'Antona a pochi passi dalla sua abitazione, gli ultimi dei quali esplosi quando già il suo corpo giaceva a terra. Massimo D'Antona era un cittadino mite, onesto, un uomo colto e sensibile, un docente universitario che insegnava con passione e con la stessa dedizione aveva messo le sue capacità, la sua competenza e la sua esperienza al servizio delle istituzioni e della collettività per proteggere il lavoro di tanti cittadini; quel lavoro che è il cardine della nostra democrazia, quel lavoro che è un diritto fondamentale e il primo strumento di dignità sociale ed economica per milioni di famiglie. La sua fu una fredda esecuzione, premeditata e accuratamente pianificata in ogni dettaglio. Ricordare Massimo D'Antona oggi, in questo triste anniversario, è prima di tutto un'occasione per rinnovare la vicinanza del Senato e di tutti gli italiani alla moglie Olga, alla figlia Valentina, ai familiari e a tutti gli amici. Ma questo nostro momento di raccoglimento deve rappresentare anche un'opportunità per riflettere sui doveri che, come istituzioni, abbiamo nei confronti di ogni cittadino e sul futuro che dobbiamo garantire al nostro Paese. Nessuna rivendicazione ideologica potrà infatti mai giustificare il progetto criminale che ha portato all'assassinio di Massimo D'Antona. Oggi l'Italia sta attraversando un'emergenza economica e sociale grave e complessa, con milioni di cittadini che hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro e centinaia di migliaia di famiglie sempre più povere. È un'emergenza che abbiamo il dovere di affrontare con consapevolezza, lungimiranza, condivisione e comune senso di responsabilità, per dare fiducia e speranza ai cittadini, perché è nella povertà, nel malessere, nelle disuguaglianze, nell'ingiustizia sociale che matura il seme della rabbia, del disordine, del conflitto e della violenza. Scongiurare questo pericolo, proteggere il lavoro, tutelare la dignità dei cittadini deve quindi essere oggi la nostra priorità comune; lo dobbiamo al sacrificio di Massimo D'Antona e di tanti altri italiani di valore. In ricordo di Massimo D'Antona, invito pertanto l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi). Sulla scomparsa di Ezio Bosso PRESIDENTE . Senatori, com'è tristemente noto, venerdì scorso si è spento a Bologna, la città che da tempo lo aveva adottato, il maestro Ezio Bosso. Desidero ricordarlo oggi nella solennità di questa Aula legislativa, nella convinzione che il Parlamento, che è la voce di tutti gli italiani, abbia il dovere di rendere omaggio alla memoria di un suo concittadino non solo per il prestigio che ha donato al Paese, ma per l'incredibile lezione di amore, di cultura e di vita che ha lasciato a tutti noi. Ezio Bosso era nato a Torino e sin dalla più giovane età ha lavorato con impegno e instancabile dedizione per affermare il proprio talento. Il successo raggiunto a livello nazionale, così come all'estero, è stato il più che meritato riconoscimento di tanti sacrifici, di tanto studio, di tanta passione. La terribile malattia che lo ha colpito appena quarantenne e che lo ha inesorabilmente consumato nel fisico non gli ha mai tolto la voglia di emozionare, di raccontare e di raccontarsi attraverso la musica. Fino a quando ne ha avuto le forze, fino all'ultimo giorno, Ezio Bosso non ha mai smesso di suonare, di comporre musica o di dirigere alcune delle più importanti orchestre italiane e internazionali. Parlando di se stesso diceva: «Non so se sono felice, ma tengo stretti i momenti di felicità». E quando suonava o teneva in mano la bacchetta, la malattia si faceva da parte e lasciava il posto al genio, al talento, al sorriso, un sorriso di gioia, un sorriso di amore. Con la stessa maestria, Ezio Bosso ha diretto la complicatissima orchestra della sua esistenza, lasciandoci il patrimonio di un'opera suonata con gli strumenti dell'umanità, della poesia, della quotidiana capacità di reinventarsi, di rialzarsi, di ricominciare; un patrimonio in cui la musica non è il rifugio dal dolore, ma è una casa per l'anima, che trasforma il dolore, lo plasma e ne fa un messaggio universale di creatività, di entusiasmo e di coraggio. In ricordo del maestro Ezio Bosso, invito pertanto quest'Assemblea a stringersi al dolore dei familiari e degli amici e ad osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi). Discussione e deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge: Doc 1811 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19 (Approvato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione e la deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge n. 1811, già approvato dalla Camera dei deputati. Ha facoltà di parlare il senatore Augussori per illustrare la questione pregiudiziale QP1.