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un articolo pubblicato da "Il Sole-24 ore", in data 15 novembre 2021, riporta i dati dell'Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e pneumatici fuori uso in Italia, costituito nel maggio 2016 per fare luce sul mercato parallelo degli pneumatici "fantasma", ossia quelli che sfuggono al censimento (dalla vendita allo smaltimento) perché "venduti in nero o seguendo canali non ufficiali e quindi fuori da ogni possibile tracciamento"; i dati evidenziano che nonostante il decreto legislativo n. 152 del 2006 stabilisca per venditori e importatori l'obbligo di provvedere alla gestione di un quantitativo di pneumatici fuori uso pari a quanto venduto nell'anno precedente, a fine anno è presente sempre una quota di pneumatici in più rispetto a quelli previsti dal target che viene assegnato in base a quanto è stato venduto durante l'anno trascorso. Le stime parlano di flussi di pneumatici messi illegalmente in commercio che oscillano tra le 30.000 e le 40.000 tonnellate annue; tale situazione ha spinto nel 2020 l'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ad emanare una direttiva con cui si è stabilito che tutti i soggetti autorizzati alla gestione dei PFU raccolgano e gestiscano ulteriori quantità di pneumatici fuori uso oltre il 15 per cento ( target di legge stabilito dal decreto ministeriale n. 82 del 2011) dei propri obiettivi, avvalendosi del contributo rideterminato per le nuove quantità. Inoltre, la percentuale di raccolta e gestione può essere ulteriormente incrementata fino a un massimo del 20 per cento qualora si riscontri la necessità di raccogliere pneumatici fuori uso superiori alle quantità determinate dal decreto ministeriale; tra le attività dell'osservatorio c'è anche il rapporto "I flussi illegali di pneumatici in Italia", che rileva come ai suddetti dati "si legano un mancato versamento del contributo ambientale per la loro raccolta e riciclo pari a un totale di circa 12 milioni di euro, evasione dell'Iva stimabile in circa 80 milioni di euro e un'esposizione al rischio di abbandono nell'ambiente di pneumatici fuori uso derivanti da attività illegali, che non esistono e sono dunque fuori dalle regole del sistema nazionale di gestione dei Pfu" (dalla stessa fonte di stampa); il direttore generale di Ecopneus, l'organismo che ogni anno raccoglie, tratta e recupera circa 200.000 tonnellate di pneumatici fuori uso su un totale di 360.000, conclude ritenendo che occorre lavorare a soluzioni strutturali del problema, anche attraverso meccanismi di tracciamento e controllo degli pneumatici che possano scongiurare ogni distorsione del mercato causata dai flussi di pneumatici illegali che portano conseguenze anche per gli operatori onesti, mettendo in campo una vera e propria concorrenza sleale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e quali azioni di competenza intendano adottare per tutelare il sistema di gestione degli pneumatici fuori uso e il suo funzionamento, per mantenerlo nella legalità, per recuperare e mitigare il mancato introito nelle casse dello Stato nonché per salvaguardare l'ambiente. Atto n. 4-06296 PAVANELLI TRENTACOSTE ANASTASI VANIN GALLICCHIO DONNO Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti e a quanto emerso su numerosi organi di stampa, in data 16 novembre 2021 il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Perugia, su delega della Procura guidata da Raffaele Cantone, ha notificato gli avvisi di garanzia emessi nei confronti di 23 fra docenti e ricercatori dell'università per Stranieri di Perugia indagati, a vario titolo, per i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d'ufficio, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio e turbata libertà degli incanti; considerato che dall'analisi del materiale e dei documenti, anche informatici, acquisiti in occasione di precedenti perquisizioni nel settembre 2020 presso l'ateneo umbro, sono emersi elementi che consentono di ipotizzare l'esistenza di irregolarità nello svolgimento di alcuni concorsi, indetti per l'assunzione di ricercatori e professori universitari. In particolare, gli esiti potrebbero essere stati predeterminati, a seconda dei casi, mediante la scelta dei tempi dell'uscita dei bandi, la loro profilazione, l'individuazione di commissari compiacenti e il controllo di ciascuna fase delle selezioni, fino alla nomina a vincitori dei candidati prescelti, a prescindere da ogni valutazione comparativa e di merito, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali azioni di competenza intenda adottare affinché siano ristabilite procedure rispettose dei principi di legalità nell'università di Perugia e affinché quanto accaduto nell'ateneo umbro non si verifichi in altri atenei italiani, tutelando e difendendo così l'onorabilità dell'intero sistema universitario italiano. Atto n. 4-06297 FAZZOLARI Al Ministro della salute Premesso che: dall'inizio della campagna vaccinale in Italia, numerosi provvedimenti governativi hanno regolato lo svolgimento della stessa, con norme accavallatesi l'un l'altra e spesso in contraddizione tra loro, ingenerando confusione e insicurezza nei cittadini, come testimoniato, ad esempio, dalle controverse indicazioni fornite dal Governo in merito alla somministrazione del vaccino AstraZeneca; ad oggi, a quasi due anni dall'insorgere della pandemia e a diversi mesi dall'inizio della campagna vaccinale, rimane non del tutto chiarita la questione relativa alla protezione (anticorpale e non solo) indotta dalla somministrazione vaccinale e a quella generata in seguito alla contrazione di infezione da SARS-CoV-2, in particolar modo rispetto alla durata delle stesse; attualmente non sono disponibili studi, unanimemente riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, su un arco temporale sufficientemente ampio per dimostrare l'ampiezza e la durata della protezione indotta dai vaccini, stante l'insufficiente lasso di tempo intercorso tra l'inizio della campagna vaccinale e le odierne rilevazioni scientifiche; al contrario, è invece già possibile analizzare le rilevazioni statistiche sulle guarigioni da COVID-19, precedenti di alcuni mesi rispetto all'inizio delle somministrazioni dei vaccini; la durata attesa della protezione ottenuta dalla somministrazione vaccinale non viene chiarita nemmeno dall'EMA (European Medicines Agency) che, nelle "FAQ" sul proprio sito istituzionale, alla domanda sulla durata stimata della stessa, per ogni singolo vaccino autorizzato risponde alla medesima maniera: " It is non currently known "("al momento è sconosciuta"); allo stesso modo, non sono attualmente conosciute con esattezza, né l'ampiezza, né la durata dell'immunizzazione conseguita in seguito a guarigione da infezione da SARS-CoV-2, sebbene la gran parte degli studiosi sostenga che una produzione naturale di anticorpi sia più efficace e duratura rispetto a quella indotta da vaccino;