[massime]

ORD. 342/05. CIRCOLAZIONE STRADALE - INFRAZIONI AL CODICE DELLA STRADA - RICORSO AL GIUDICE DI PACE AVVERSO IL VERBALE DI ACCERTAMENTO - ONERE, PER IL RICORRENTE, DI VERSARE PRESSO LA CANCELLERIA, A PENA DI INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO, UNA SOMMA PARI ALLA METÀ DEL MASSIMO EDITTALE DELLA SANZIONE INFLITTA - DENUNCIATA LESIONE DEL DIRITTO ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE E IRRAGIONEVOLEZZA DELLA DISCIPLINA - SOPRAVVENUTA DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA NORMA CENSURATA - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL GIUDICE RIMETTENTE.. Restituzione, al giudice rimettente, degli atti relativi al giudizio di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 2, 3 e 24 della Costituzione, dell’art. 204-bis, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall’art. 4, comma 1-septies, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214. La Corte, infatti, investita di analoghe questioni aventi ad oggetto la norma censurata, ha dichiarato la illegittimità costituzionale di tale disposizione, affermando, con particolare riferimento alle questioni oggetto dell’ordinanza all’esame, che l’imposizione dell’onere economico di cui alla norma censurata finisce “con il pregiudicare l’esercizio di diritti che l’art. 24 della Costituzione proclama inviolabili, considerato che il mancato versamento comporta un effetto preclusivo dello svolgimento del giudizio, incidendo direttamente sull’ammissibilità dell’azione esperita”. - Prec. specifico v. sentenza citata n. 114/2004.