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le rappresentanze sindacali dei lavoratori campani hanno più volte richiesto all'azienda negli ultimi anni di destinare maggiori commesse e di investire risorse su Pozzuoli, ma a detta delle rappresentanze sindacali unitarie l'azienda ha sempre risposto che i committenti avrebbero preferito altre sedi; nel frattempo, è stata operata una progressiva riduzione degli organici, da circa 130 agli attuali 60 lavoratori; il 7 maggio 2018 a Pozzuoli è avvenuto uno sciopero di due ore con assemblea dei lavoratori; nonostante la protesta dei lavoratori Comdata, l'azienda non si è presentata ad alcuna trattativa per rimettere in discussione la sua decisione unilaterale; è forte la preoccupazione dei lavoratori della sede campana per la chiusura dello stabilimento, in un'area che mantiene alti tassi di disoccupazione, ove sarebbe complicata la ricollocazione; il settore dei lavoratori di call center in Italia ha attraversato una grave crisi a causa del dumping contrattuale e salariale; nei mesi scorsi, dopo il caso Embraco, il Ministro dello sviluppo economico pro tempore Carlo Calenda aveva posto ai tavoli europei il problema della concorrenza sleale fra Paesi basata sul costo del lavoro, proponendo la creazione di appositi fondi nazionali di equilibrio; l'8 maggio 2018 egli ha poi firmato il decreto per l'istituzione di un fondo, con dotazione iniziale di 200 milioni di euro, per il contrasto e la prevenzione delle delocalizzazioni aziendali dall'Italia a Paesi esteri, che mettono a rischio l'occupazione e il tessuto produttivo del nostro Paese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle decisioni di Comdata circa i lavoratori degli stabilimenti di Ivrea, Padova e Pozzuoli e quali iniziative intenda adottare per salvaguardare i livelli occupazionali dell'azienda, con particolare attenzione per le aree di maggiore crisi occupazionale, anche dando seguito alle iniziative assunte dal precedente Governo per il contrasto al dumping salariale e contrattuale e alle delocalizzazioni aziendali. Atto n. 3-00050 GIAMMANCO BARBONI MISIANI CONZATTI ZAFFINI SICLARI MODENA GALLONE URSO BINETTI PAGANO MALLEGNI SERAFINI Alfredo MESSINA SCIASCIA RIZZOTTI PEROSINO FERRO BERARDI TESTOR MASINI DE POLI Al Ministro della salute Premesso che: il legame tra disabilità, sport e salute ha origini antiche, e sin dai primi anni del secolo XX sono state promosse attività sportive dei soggetti disabili: il ruolo dello sport sin da allora è stato valorizzato come formidabile strumento di cura e di integrazione delle persone disabili; sin dal primo evento sportivo internazionale per persone disabili è stato chiaro che gli atleti paraplegici attraverso lo sport non solo migliorano dal punto di vista fisico ma anche da quello psicologico e vedono aumentare la loro possibilità di instaurare relazioni sociali; in Italia vivono più di 4 milioni di persone disabili, una percentuale rilevante di persone cui occorre garantire una maggiore tutela sia mediante l'assistenza medico-sanitaria che mediante il riconoscimento di pari opportunità e diritti; nell'articolo 30 della Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità, dispone che "Gli Stati Parti prenderanno misure appropriate per incoraggiare e promuovere la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive ordinarie a tutti i livelli, che prenderanno misure appropriate per assicurare che le persone con disabilità abbiano accesso a luoghi sportivi, ricreativi e turistici e per assicurare che abbiano accesso ai servizi da parte di coloro che sono coinvolti nell'organizzazione di attività ricreative, turistiche, di tempo libere e sportive"; emerge dunque l'obbligo dello Stato di agevolare la persona disabile nell'accesso al mondo dello sport, garantendole il diritto a sviluppare pienamente le proprie capacità fisico-motorie, intellettuali e sociali; nonostante il diritto alla pratica sportiva sia proclamato e riconosciuto, tanto a livello globale quanto in ambito europeo, occorre evidenziare l'esistenza di lacune sistemiche che impediscono l'accesso ad essa in maniera effettiva ed incondizionata; la pratica sportiva impone per le diverse forme di disabilità la dotazione indispensabile di ausili e protesi appositamente studiate e realizzate, i cui costi proibitivi o comunque notevoli impediscono, di fatto, l'accesso ad essa; ne consegue che una percentuale rilevante di persone disabili, nonché la collettività nel suo insieme, è privata di tutte le ricadute positive che la pratica abituale di uno sport assicura, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda inserire nel prossimo nomenclatore tariffario, di cui al decreto del Ministro della sanità n. 332 del 1999, e successive modificazioni e integrazioni, ausili e protesi personalizzate di ultima generazione, che utilizzano tecnologie avanzate e presentano caratteristiche funzionali allo svolgimento della pratica sportiva, destinate a persone con disabilità. Atto n. 3-00051 BOLDRINI Al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Vinyloop è un'azienda specializzata in materie plastiche, leader nel riciclo degli scarti di Pvc, costituita dalle multinazionali Inovyn Italia Spa e dal gruppo francese Serge Ferrari, con sede a Ferrara; in data 28 giugno 2018 la proprietà ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria la cessazione dell'attività, la messa in liquidazione dell'azienda e l'apertura della procedura di licenziamento collettivo di tutti i 17 dipendenti; l'azienda, da più di un anno, aveva avviato la procedura di cassa integrazione per i dipendenti e il 3 maggio 2018 si è tenuto un incontro presso l'Assessorato per le attività produttive della Regione Emilia-Romagna per trovare soluzioni alla crisi aziendale, dopo che all'inizio di aprile la stessa Regione aveva dato un mese di tempo alla Vinyloop per avanzare una proposta di riconversione del sito produttivo; l'amministratore delegato, dopo avere rifiutato le proposte di intervento a sostegno dell'attività produttiva della Vinyloop, si era impegnato in un secondo momento a non intraprendere soluzioni unilaterali senza prima averne discusso in un ulteriore incontro nella stessa sede istituzionale: impegno completamente ignorato che denota, a parere dell'interrogante, una politica societaria irresponsabile e inqualificabile; il 29 giugno 2018 le organizzazioni sindacali Filctem Cgil Femca Cisl e Uiltec hanno inviato formale richiesta di incontro urgente al Ministro in indirizzo per affrontare i temi della continuità delle attività e del mantenimento dell'occupazione. Analogamente è stata richiesta la riconvocazione del tavolo di crisi presso la Regione, si chiede di sapere che cosa il Ministro in indirizzo intenda fare per garantire il futuro occupazionale dei lavoratori e i diritti delle loro famiglie e se non reputi urgente attivarsi per la valorizzazione futura del sito produttivo all'interno del polo industriale del petrolchimico di Ferrara. Atto n. 3-00053 BOLDRINI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della difesa Premesso che: