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n. 1116); da notizie stampa si è appreso che in data 4 maggio 2020, l'amministratore unico della suddetta società, avrebbe denunciato il Comune di Cosenza per il "mancato impegno, nell'anno 2020, di buona parte delle somme necessarie a garantire la copertura del pagamento del servizio", come si apprende dallo stesso giornale il 27 maggio 2020; da un articolo di "lacnews24" del 25 maggio emerge, inoltre, che la missiva sia stata destinata alla Prefettura di Cosenza, al prefetto Cinzia Guercio, al vicario Franca Tancredi e al vicecapo di gabinetto, Vito Turco, alla sezione di controllo della Corte dei conti e alla procura della Corte dei conti, al TAR, alla Procura, al Tribunale e all'ufficio del giudice per le indagini preliminari di Cosenza, al comando provinciale e a quello regionale della Guardia di finanza e al nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Caserta (NIPAAF) dei Carabinieri; dalla stessa fonte di stampa si apprende che il vincolo contrattuale tra la stessa società e l'ente prevede per la gestione del servizio l'impegno di circa 2.500.000 euro all'anno e che la società stessa vanterebbe nei confronti del Comune crediti per le annualità 2018 e 2019 di 2.735.638,88 euro; nel citato bilancio di previsione del triennio 2019-2021 era stata postata la cifra di 2.500.000 euro per l'annualità 2020; nella predisposizione del bilancio 2019-2021 sono stati iscritti nel relativo capitolo di bilancio "depurazione", considerato servizio essenziale, appena 400.000 euro (di cui 300.000 di liquidità) successivamente ridimensionati in fase di assestamento senza nessun atto giustificativo; secondo la società, l'amministrazione comunale deve alla stessa "l'annualità 2019 e residua 2018, in quanto le somme stanziate nell'esercizio finanziario 2019 sono state utilizzate per pagare parzialmente le spettanze dell'anno 2018" e per l'anno 2020 è priva dell'impegno di spesa necessario a coprire la regolare copertura di bilancio, come si legge nel citato articolo; l'art 107 del decreto legislativo n. 267 del 2000 prevede che è specificatamente attribuito ai responsabili il compito di attuare gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione degli impegni di spesa; l'art. 183, comma 8, disciplina l'obbligo di accertamento preventivo al fine di evitare ritardi nei pagamenti e la formazione di debiti pregressi. La violazione dell'obbligo comporta responsabilità disciplinare ed amministrativa; secondo quanto riportato da un altro articolo dello stesso quotidiano on line del 25 maggio 2020, la società asserisce che venerdì 22 maggio 2020, in occasione dell'ultima riunione della Giunta comunale, i revisori avrebbero appostato a bilancio 1,32 milioni di euro senza un atto di disimpegno delle somme; secondo quanto riportato dalla stessa fonte la società chiede lo scioglimento del Comune di Cosenza accusando che le stesse somme "sparite" possano essere andate a coprire altri capitoli di spesa "ai fini della determinazione di un fraudolento risultato contabile", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se non ritengano necessario e urgente inviare ispettori ministeriali al fine di fare chiarezza sulle variazioni di bilancio sopra riportate; se non ritengano di intervenire al fine di valutare l'operato degli amministratori in merito alle loro responsabilità disciplinari e amministrative con conseguente rimozione di chi avrebbe compiuto le stesse variazioni; se non ritengano di intervenire, per quanto di competenza, al fine di valutare l'operato di funzionari e dirigenti del Comune di Cosenza in merito alle loro responsabilità disciplinari e amministrative, con conseguenti sanzioni e rimozioni. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-01728 della senatrice Garavini, sulla chiusura dell'istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara in Eritrea; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-01717 del senatore Mallegni, sull'inquinamento della zona tra Livorno e Pisa.