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Oggi la proprietà comune del popolo, i cosiddetti beni comuni, costituiti principalmente dai beni artistici e storici, dal paesaggio (articolo 9 della Costituzione), nonché dalle industrie strategiche, dai servizi pubblici essenziali, dalle fonti di energia e dalla situazione di monopolio (articolo 43 della Costituzione), una volta quasi sempre appartenenti allo Stato e a enti pubblici territoriali, sono stati cinicamente privatizzati. Si è fatto in modo che, attraverso la fraudolenta trasformazione dell'ente pubblico in una SpA, essi passassero dalla proprietà comune del popolo sovrano a lestofanti di ogni genere (Applausi) , oltre che a multinazionali e a operatori finanziari. Meno Stato e più privato non ha tolto le ricchezze nazionali a uno Stato persona giuridica, considerato come un terzo soggetto rispetto ai cittadini, ma all'intero popolo italiano, elemento strutturale ed essenziale dello Stato comunità. Mi avvio alla conclusione, non utilizzando tutto il tempo a mia disposizione. I licenziamenti sono sempre più frequenti; la vita dei lavoratori è considerata di nessun valore rispetto alla prospettiva di guadagno del datore di lavoro, che apre e chiude le fabbriche a proprio piacimento, le delocalizza o ne provoca il fallimento, gettando sul lastrico intere famiglie, facendo crollare l'economia nazionale. La forbice tra ricchi e poveri si è allargata per effetto dell'attuale sistema economico predatorio, quel neoliberismo che ha fatto innamorare anche le sinistre (Applausi) ; un sistema predatorio, cinico, illecito e incostituzionale, che ha ridotto molte fasce della popolazione alla miseria. Questo feticcio neoliberista fallimentare, che ha prodotto recessione, guerra e disperazione, deve essere conosciuto e combattuto. Il Titolo III della Parte I della Costituzione ritiene legittimo solo un sistema economico keynesiano, che produca lavoro e ricchezza, non miseria e disoccupazione. Chiudo finalmente, signora Presidente, perché siamo stati derubati - così conclude il giurista Paolo Maddalena - del nostro patrimonio comune, costituito da beni comuni in proprietà pubblica di tutti i cittadini. Lo si ricordi: coloro che professano le idee neoliberiste, che arricchiscono i ricchi e impoveriscono i poveri, non sono degni di governare questo Paese. Lo dice Paolo Maddalena. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berardi. Ne ha facoltà. BERARDI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi, ci troviamo a esaminare il disegno di legge per il mercato e la concorrenza, già approvato dal Senato e poi modificato dalla Camera dei deputati, in particolare con lo stralcio dell'articolo 10 riguardante i taxi. Le norme del disegno di legge per la concorrenza sono coordinate con gli obiettivi assunti dal Governo nel PNRR, con il quale l'Esecutivo si è impegnato a definire norme su vari settori, dai servizi pubblici locali all'energia, dai trasporti ai rifiuti, passando per la vigilanza sul mercato. Il disegno di legge si pone dunque la finalità di promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche al fine di garantire l'accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni, di rimuovere gli ostacoli regolatori di carattere normativo e amministrativo all'apertura dei mercati e di assicurare la tutela dei consumatori. L'approvazione del disegno di legge rappresenta uno degli ultimi appuntamenti di questa legislatura: sappiamo bene quello che è successo qualche settimana fa. Nonostante la crisi, però, questa riforma, determinante per centrare gli obiettivi, va avanti grazie ad un accordo della ex maggioranza che ne ha deciso il via libera. Il buon senso ha voluto che il Governo cedesse su alcune questioni per non perdere tempo su quanto contenuto nella delega che ci accingiamo ad approvare in questa sede. Il disegno di legge rappresenta un'importante tappa del processo di riforma previsto dal PNRR ed è indicato tra i disegni di legge collegati alla manovra di bilancio 2022-2024. Nel PNRR il Governo ha assunto l'impegno di realizzare la prevista cadenza annuale di tali leggi. Si tratta di un riconoscimento esplicito dell'operato del Governo Berlusconi, che nel 2009 introdusse l'adozione di una legge annuale sulla concorrenza, già allora fortemente voluta dal mondo delle imprese; tale norma è stata però disattesa finora, se si considera che ad oggi l'unica che è stata approvata risale al 2017. Pur essendo l'Italia l'ottava economia mondiale, è al trentesimo posto al mondo per livello di concorrenza. Da noi solo alcuni settori hanno beneficiato della spinta delle disposizioni sulla concorrenza; disposizioni mirate sostanzialmente a consentire a nuovi soggetti la possibilità di accedere alla fornitura di beni e servizi, con conseguenti minori oneri per gli utenti e per i consumatori finali. Tuttavia la concorrenza non è solo uno strumento di mercato, serve anche a proteggere interessi non economici della comunità delle imprese che rappresentano specificità nazionali e delle persone più vulnerabili. Forza Italia si è accostata al disegno di legge sulla concorrenza con la massima attenzione e con spirito collaborativo. Non appena saremo al Governo riprenderemo con forza la questione dei balneari, di cui si parlava poco fa e rispetto alla quale ci preme chiarire che cercheremo veramente di risolvere il problema fino in fondo. Siamo riusciti a portare a casa tre risultati: tempo, indennizzi e valori. Il tempo perché fino al 2025 probabilmente non cambierà nulla e con noi al Governo cambierà in positivo; abbiamo portato a casa gli indennizzi per riconoscere a chi ha lavorato finora, a chi ha preso un pezzetto di spiaggia e lo ha trasformato in un'impresa, quanto ha investito nel malaugurato caso che la concessione vada persa. Soprattutto insistiamo nel ritenere che in questo momento dobbiamo rispettare e pensare a chi lavora, perché in questo momento sembra che in Italia sia furbo chi non lavora e chi percepisce il reddito cittadinanza (Applausi) ; dobbiamo invece tutelare le nostre imprese, le nostre famiglie, le nostre partite IVA e i nostri lavoratori, che vanno avanti tutti i giorni, pagano le tasse e comunque si ritrovano anche danneggiati da chi usufruisce del reddito cittadinanza, perché non si trova personale. In questo momento Forza Italia è dalla parte dei lavoratori, dalla parte di chi investe nel turismo; noi siamo dalla parte dello sviluppo dell'Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. *CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, andiamo ad esaminare in terza lettura un provvedimento che, per quanto riguarda l'articolo 15, ha una criticità insita, già rilevata da una delle più importanti associazioni di categoria, perché non sono trattati allo stesso modo gli erogatori pubblici e privati nel nuovo sistema di valutazione monitoraggio e controllo delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie.