[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione del Senato della Repubblica 16 febbraio 2022 (doc. IV-quater, n. 4), in merito all'insindacabilità dei fatti ascritti al senatore Mario Michele Giarrusso, promosso dal Tribunale ordinario di Catania, sezione quarta penale, in composizione monocratica, con ricorso depositato in cancelleria il 7 febbraio 2023 ed iscritto al n. 1 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2023, fase di ammissibilità. Udito nella camera di consiglio del 21 giugno 2023 il Giudice relatore Augusto Antonio Barbera; deliberato nella camera di consiglio del 21 giugno 2023. Ritenuto che, con ricorso depositato il 7 febbraio 2023 (reg. confl. poteri n. 1 del 2023), il Tribunale ordinario di Catania in composizione monocratica, sezione quarta penale, ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, in riferimento alla deliberazione del 16 febbraio 2022 (doc. IV-quater, n. 4) con la quale il Senato della Repubblica ha affermato che quanto pubblicato sulla propria pagina Facebook, in data 30 ottobre 2017 e 21 gennaio 2018, dal senatore Mario Michele Giarrusso fosse stato espresso nell'esercizio delle funzioni parlamentari e, pertanto, fosse riconducibile alla garanzia di insindacabilità di cui all'art. 68, primo comma, della Costituzione; che il ricorso è promosso nell'ambito di un processo penale a carico del senatore Giarrusso, citato a giudizio per rispondere del reato di diffamazione aggravata dall'impiego di mezzo di pubblicità (art. 595, commi primo e terzo, del codice penale), in danno di D. B.; che, in particolare, con un primo post pubblicato su Facebook, il 30 ottobre 2017, l'imputato, dopo avere affermato che «[t]utti hanno parenti lontani impresentabili», ha aggiunto le seguenti espressioni: «Pensate che una nota lingua velenosa catanese malgrado il suo cognome pseudo rivoluzionario, mi dicono sia discendente di Madame De Pompadour», ossia «[u]na finta seguace di Robespierre e vera stipendiata da Fratelli d'Italia. Al solo nominarla accadono disgrazie come ben può testimoniare un mio amico che gli va dietro a cui capita davvero di tutto». Nella medesima occasione, replicando ad un lettore del post che vi aveva letto un «[a]ttacco volgare a [D.]», il senatore Giarrusso ha scritto la seguente frase: «Attento alla sfiga»; che, con un secondo post, pubblicato il 21 gennaio 2018, l'imputato ha pubblicato una vignetta raffigurante D. B., commentando: «[n]el frattempo Madame Pompadour continua a sbavare bile», mentre, in relazione ad una fotografia che ritrae la persona offesa con un terzo, il senatore Giarrusso ha chiosato: «[p]essima compagnia»; che il Tribunale ricorrente prende atto della deliberazione del 16 febbraio 2022, con la quale il Senato della Repubblica, accogliendo la proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ha ritenuto che le dichiarazioni così riassunte fossero insindacabili, ma, alla luce della giurisprudenza di questa Corte, ritiene che, al contrario, esse non siano meramente divulgative di alcun atto assunto nell'esercizio della funzione parlamentare; che il Tribunale si sofferma anzitutto sull'interrogazione orale del 22 luglio 2014, discussa in Aula dal senatore Giarrusso il 10 marzo 2016 (n. 3-01125), e valutata dalla Giunta; che, con tale atto il parlamentare, occupandosi delle elezioni comunali ad Alcamo del 2012, ha denunciato che il sindaco eletto fosse stato appoggiato da un «impresentabile», vale a dire da persona gravata da accuse tali da impedirne o comunque rendere sconveniente una candidatura ad uffici pubblici. Il senatore Giarrusso ha poi deprecato l'influenza che «esponenti politici locali» avrebbero esercitato per ritardare l'esito dei giudizi pendenti nei confronti del sindaco eletto; che, in secondo luogo, il Tribunale prende in esame l'interrogazione, richiamata dalla Giunta, del 4 febbraio 2016 (n. 3-02557), con la quale il senatore Giarrusso ha sostenuto che l'allora neo eletta sindaca del Comune di Agira sarebbe stata «politicamente vicina al più influente politico della provincia di Enna», vale a dire a persona estromessa dalle liste elettorali nel 2013 «in quanto definito "impresentabile"»; che, infine, il Tribunale valuta l'intervento svolto dall'imputato in Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 13 giugno 2017 (doc. n. 210). In tale occasione il senatore Giarrusso ha denunciato che «un pregiudicato per mafia» «svolge campagna elettorale»; che «il candidato arrivato secondo alle elezioni di Palermo è un indagato per voto di scambio»; che «il candidato più votato a Trapani è una persona appena arrestata dalla magistratura», che «uno degli sfidanti era un soggetto che la procura ha indicato come socialmente pericoloso», che ad Avola vi sarebbe stata un'indicazione mafiosa a favore di un candidato al consiglio comunale; che la Giunta ha poi rammentato, seppure genericamente, l'attività del senatore Giarrusso in veste di membro della Commissione parlamentare antimafia, della Commissione Giustizia e della stessa Giunta, indicando più specificamente, quale atto tipico valutabile ai fini della insindacabilità, la presentazione di un progetto di legge per la modifica dell'art. 416-ter cod. pen. (rubricato «Scambio elettorale politico-mafioso»); che, in conclusione, a parere della Giunta, la cui proposta è stata approvata dall'aula, i post pubblicati su Facebook dal parlamentare sarebbero da ricondurre all'attività che quest'ultimo ha svolto in riferimento alla incandidabilità dei cosiddetti impresentabili; che il Tribunale esclude, invece, che i post oggetto della imputazione penale siano riproduttivi di atti parlamentari tipici, posto che la persona offesa non vi viene «mai neppure menzionata»; che, anzi, il tenore dei post induce il Tribunale a escludere che essi rappresentino opinioni, trattandosi, invece, di «giudizi di valore aventi ad oggetto la persona di B. D.»; che il Tribunale ne conclude che la deliberazione di insindacabilità abbia «illegittimamente sottratto all'autorità giudiziaria il potere di decidere in ordine al reato contestato» e debba perciò essere annullata da questa Corte. Considerato che, con ricorso depositato il 7 febbraio 2023 (reg. confl. poteri n. 1 del 2023), il Tribunale ordinario di Catania, sezione quarta penale, in composizione monocratica, ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, in riferimento alla deliberazione del 16 febbraio 2022 (doc.