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Allo stato, la funzione del giudice onorario sarà esercitata da tali soggetti fino ad esaurimento dei relativi ruoli. Giudice monocratico Il presente disegno di legge si propone, altresì, di affrontare la problematica relativa alla particolare struttura del contenzioso tributario. Circa la metà dei contenziosi pendenti in primo grado al 31 dicembre 2019 rivela un valore della lite inferiore a 3.000 euro. In primo grado, per evitare di appesantire i collegi con la trattazione delle vertenze di minor valore, l'articolo 3, comma 2, assegna le pendenze il cui valore non superi 5.000 euro ad un giudice monocratico. Le funzioni del giudice monocratico saranno inizialmente devolute ai giudici onorari di cui all'articolo 8 fino all'esaurimento dei ruoli di questi ultimi. In questo modo non solo saranno fatte salve le esperienze già acquisite nelle vigenti commissioni tributarie, ma si consentirà altresì l'assestamento del ruolo dei giudici tributari togati, che inizialmente comporranno soltanto i collegi per le cause di valore superiore. Istituzione della sezione tributaria della Corte di cassazione Infine, tra gli obiettivi della riforma, si sottolinea la necessità di assicurare che le esperienze acquisite dai nuovi giudici tributari si riflettano anche sull'esercizio della funzione nomofilattica della Corte di cassazione. A tal proposito, è istituita una sezione tributaria della Corte di cassazione, prevista all'articolo 19, che a regime sarà composta esclusivamente dai nuovi giudici tributari togati che abbiano esercitato per almeno otto anni le proprie funzioni nelle corti d'appello tributarie e superato una procedura concorsuale per soli titoli, svolta secondo le disposizioni di un regolamento adottato secondo le modalità individuate dal Consiglio superiore della magistratura. Sempre nell'ottica di garantire una conservazione delle conoscenze già maturate, al comma 5 dell'articolo 19 si prevede che i magistrati già di ruolo presso la Corte di cassazione potranno scegliere di entrare a far parte della nuova sezione tributaria; tale ruolo sarà irrevocabile e incompatibile con altre sezioni della Corte di cassazione. Entrando nel merito dell'articolato, il presente disegno di legge si compone di cinque capi. Il capo I reca le disposizioni sull'organizzazione della giurisdizione tributaria. L'articolo 1, come accennato in precedenza, sancisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura tributaria, la cui organizzazione e gestione è affidata alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed è costituita dai giudici dei tribunali tributari e delle Corti d'appello e dai giudici tributari onorari componenti del tribunale tributario. L'articolo 2 stabilisce che gli organi della giurisdizione tributaria sono i tribunali tributari e le corti d'appello tributarie – con sede in ogni capoluogo di regione e provincia autonoma ed eventuali sezioni staccate – e la sezione tributaria della Corte di cassazione. L'articolo 3 stabilisce che nei giudizi si applicano le vigenti disposizioni processuali di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (disposizioni sul processo tributario) e, se compatibili, le disposizioni del codice di procedura civile. I giudizi con valore inferiore a 5.000 euro sono devoluti al giudice tributario monocratico – fino ad esaurimento dei ruoli sono devolute ai giudici tributari onorari già componenti delle Commissioni tributarie provinciali e regionali e successivamente ai giudici tributari di cui all'articolo 6 –, mentre quelle con valore superiore a tale soglia sono decise dai tribunali tributari in composizione collegiale. Le Corti d'appello giudicano in composizione collegiale. L'appello contro le sentenze del giudice monocratico si propone al tribunale tributario, che giudica in composizione collegiale. L'articolo disciplina, infine, le modalità di coinvolgimento dei giudici già componenti onorari delle Commissioni tributarie provinciali e regionali. L'articolo 4 definisce struttura organizzativa e composizione dei tribunali e delle Corti d'appello. Al vertice è preposto un presidente, con mandato quinquennale, rinnovabile una sola volta, che presiede anche la prima sezione, sostituito in caso di impedimento nelle questioni non giudiziali dal presidente di sezione più anziano nell'incarico. L'articolo stabilisce la composizione delle sezioni e dei collegi giudicanti, prevedendo le modalità di sostituzione. L'articolo 5 individua le modalità di nomina dei presidenti dei tribunali e delle corti d'appello, rispettivamente tra i giudici tributari vincitori di concorso pubblico. L'articolo 6 stabilisce la procedura di nomina a giudice tributario tramite concorso per titoli ed esami. Sono definiti i requisiti per la partecipazione al concorso, nonché le equipollenze per la sussistenza dei requisiti. L'articolo definisce, quindi, le materie del concorso, composto da una prova scritta e orale. È prevista, infine, la possibilità per i magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, che compongono le commissioni tributarie provinciale e regionali di entrare in ruolo nella magistratura tributaria entro 12 mesi dall'entrata in vigore della presente legge. In relazione ai componenti delle commissioni tributarie in servizio da almeno venti anni è prevista una valutazione per soli titoli. In tale contesto costituiscono specifico oggetto di valutazione le sentenze redatte dai candidati negli ultimi dieci anni di attività. L'articolo 7 disciplina le modalità di conferimento della funzione di giudice delle corti d'appello tributarie ai magistrati tributari in servizio da almeno quattro anni che abbiano superato con esito positivo una procedura concorsuale per soli titoli. L'articolo 8 stabilisce la procedura di nomina dei giudici tributari già componenti onorari delle Commissioni tributarie provinciali e regionali, ai quali è riconosciuta la facoltà di scegliere, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di essere inseriti in tale ruolo. L'articolo 9 disciplina le modalità di formazione delle sezioni e dei collegi giudicanti. La composizione delle sezioni è stabilita annualmente con decreto del presidente di ciascun tribunale o corte. I presidenti di sezione su base annuale stabiliscono il calendario delle udienze e su base trimestrale la composizione dei collegi giudicanti. L'articolo 10 definisce i requisiti generali dei magistrati tributari, quali quelli di cittadinanza, di godimento dei diritti civili e politici, e del non aver ricevuto determinate condanne o sanzioni disciplinari, mentre l'articolo 11 fissa i casi di incompatibilità. L'articolo 12 individua il procedimento di nomina dei giudici dei tribunali tributari e delle corti d'appello tributarie, mentre l'articolo 13 fissa la cessazione dell'incarico al compimento del settantesimo anno di età. L'articolo 14 indica, invece, i casi di decadenza dall'incarico, dichiarata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio superiore della giustizia tributaria.