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SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni della Presidente sulle missioni svolte in Slovacchia, dal 5 al 7 luglio 2022, e a Washington, dal 12 al 14 luglio 2022 La presidente CRAXI dà conto della recenti missioni ufficiali svolte in Slovacchia e a Washington. Dal 5 al 7 luglio scorsi, una delegazione composta dalla stessa Presidente, al vicepresidente Fabio Di Micco e dal senatore Enrico Aimi, si è recata a Bratislava, in Slovacchia per svolgere una visita - organizzata grazie all'apporto dell'Ambasciatore d'Italia in Slovacchia, Catherine Flumiani, e dell'Ambasciatore di Slovacchia in Italia, Karla Wursterova - di approfondimento delle problematiche che interessano un Paese che sta accogliendo profughi dalla confinante Ucraina, a causa dell'aggressione russa, nonché di rafforzamento delle relazioni parlamentari bilaterali tra i due Paesi. La delegazione ha, in effetti, potuto toccare con mano i vari problemi, di natura non solo logistica, riguardanti l'assistenza delle persone che sono state costrette ad abbandonare il proprio Paese in guerra, visitando, sotto la guida del Direttore dell'Ufficio per le migrazioni del Ministero dell'interno slovacco, Ján Orlovský, dapprima il centro di accoglienza del Comune di Bratislava, e, successivamente, l'ONG Tenenet, situata a Modra, cittadina a 50 chilometri dalla capitale. In entrambi i contesti, i responsabili di tali enti hanno sottolineato l'importanza del delicato profilo psicologico dell'assistenza ai profughi, costituiti, per la maggior parte dei casi, da donne e bambini, ovvero da mogli che hanno il loro compagno al fronte, o figli con i loro papà coinvolti in combattimenti. Dopo tali visite, la delegazione ha avuto l'opportunità di incontrare il Ministro degli affari esteri ed europei, Ivan Korčok, al quale la Presidente Craxi ha evidenziato come, con la guerra tra Russia e Ucraina, ci si trovi di fronte al momento più difficile per l'Europa, dall'ultimo conflitto mondiale: si tratta, in effetti, di una vera e propria sfida "valoriale" a cui l'Occidente è chiamato a reagire, in quanto l'azione illegale della Russia è suscettibile di mettere in gioco il ruolo stesso dell'Unione europea nel futuro del continente. Ha, inoltre, messo in rilievo anche come lo stesso Occidente, evidentemente, non sia riuscito, soprattutto negli ultimi due decenni, a coinvolgere, in maniera più decisa e stringente, il Cremlino nel dialogo euro-russo. Il ministro Korčok, nel condividere tali argomentazioni, ha sostenuto come l'invasione russa rappresenti, in realtà, oltre che una sfida all'Occidente, un vero e proprio attacco "sistemico", di natura imperiale, che il presidente russo ha deliberatamente deciso di sferrare per ridefinire un nuovo equilibrio europeo, a proprio vantaggio. In tale frangente, ha proseguito, risulta sempre più prioritario, per i Paesi europei, rimanere uniti e non ripetere errori come quelli commessi nel 2014, quando la Russia ha invaso la Crimea con una reazione assai tiepida da parte europea ed americana. Sotto tale profilo, rimane ancora più urgente rafforzare la politica estera e di difesa comune dell'Unione europea, prefigurando, se possibile, l'attivazione di un meccanismo che consenta decisioni, in merito, a maggioranza qualificata. Il capo della diplomazia slovacca ha tenuto, inoltre, a rimarcare come le relazioni bilaterali tra i due Paesi, già ottime, siano state ulteriormente rinsaldate dal recente incontro, svolto a Roma, della Presidente della Repubblica, Susanna Caputova, con il presidente Sergio Mattarella. La presidente Craxi ha concordato pienamente con l'esigenza di mettere mano, prima possibile, ad una sostanziale riforma delle Istituzioni europee, le quali non devono essere più percepite dai cittadini solamente come mere entità burocratiche che producono vincoli e regolamenti dall'alto, come una sorta di imposizione normativa. L'Unione, inoltre, deve agire ancor più decisamente nella concessione degli aiuti per i Paesi, come, appunto, la Slovacchia, che sono in prima linea nello sforzo di assistenza dei profughi ucraini. Secondo il ministro Korčok, la drammatica situazione in corso deve indurre l'Unione europea a prendere decisioni che siano, al contempo, assertive e pragmatiche, alla stregua di come si comportano alcuni Paesi extra-europei, ad esempio nei Balcani e nel Mediterraneo. Nei Balcani occidentali, in particolare, la situazione sta divenendo sempre più incandescente: in tale contesto, l'Unione europea dovrebbe agire da protagonista, più assertivamente, pur senza perdere di vista i valori democratici tipici del background culturale occidentale, allo scopo di evitare che, in tale cruciale area, prendano il sopravvento altri attori, globali o regionali, come la Cina e la Turchia. Per ultimo, l'esponente governativo ha chiesto il sostegno dell'Italia in vista della diversificazione energetica che l'Europa dovrà approntare, allo scopo di essere meno dipendente dal gas russo. In seguito, la delegazione senatoriale ha avuto un incontro con i vertici della società slovacca ESET, all'avanguardia nell'elaborazione di software contro attacchi cibernetici. Durante un'apposita illustrazione, sono state esposte le modalità attraverso le quali, nei mesi precedenti l'invasione dell'Ucraina, hacker russi hanno proceduto, in diverse fasi, a provocare aggressioni cyber , di grave entità, contro installazioni industriali e centrali elettriche ucraine. Nella seconda giornata di lavoro, giovedì 7 luglio, i parlamentari hannoincontrato rappresentanti delle varie ONG umanitarie della piattaforma Ambrela, che hanno dato conto dei progetti di soccorso allestiti anche in territorio ucraino. Successivamente, si è svolto, in Parlamento, l'incontro con l'onorevole Tomas Valasek, componente dell'omologa Commissione affari esteri e affari europei del Consiglio Nazionale slovacco. Quest'ultimo ha fatto presente che, in Slovacchia, nonostante le naturali contrapposizioni politiche tra i vari partiti, della maggioranza e dell'opposizione, esiste una sostanziale consonanza sull'atteggiamento da tenere avuto riguardo al conflitto in Ucraina. La sua convinzione - peraltro di un appartenente all'attuale opposizione - è che, purtroppo, in Europa è finita l'era della convivenza "liberale" tra Russia e Unione europea e, conseguentemente, occorre essere consci del fatto che il conflitto, che durerà a lungo, ha instaurato, per colpa del presidente Putin, una nuova guerra fredda. Nella corrente contingenza, che vede l'Europa costretta a reperire fonti alternative di energia, va riconosciuto all'Italia di essersi mossa attivamente nella ricerca di gas e petrolio provenienti da altri fornitori. A suo modo di vedere, tuttavia, sarebbe auspicabile che, come è avvenuto con il reperimento dei vaccini contro il Covid-19, sia la Commissione europea a farsi gestore principale nella ricerca di nuove risorse energetiche. In via generale, la presidente Craxi ha messo in risalto la priorità dell'Italia, ossia di un Paese collocato nel mezzo del Mediterraneo.