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Avete detto che le opposizioni hanno presentato troppi emendamenti. Vi ricordo che dietro quegli emendamenti c'è il popolo, quel popolo che richiamate in ogni vostro discorso. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Evidentemente non lo rispettate davvero, altrimenti avreste speso tempo a lavorare in Commissione e non a mortificare quanti avrebbero voluto confrontarsi e ricevere - perché no, sta nelle cose, nei fatti, - anche delle bocciature. Questo avreste dovuto fare, ma ciò non è successo e rappresenta il vostro non rispetto del popolo italiano. Voi avete ancora la testa al 4 marzo: noi abbiamo la testa e il cuore per i tanti milioni di italiani, che da questa vostra manovra usciranno purtroppo devastati e disillusi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'introdurre alcune brevi considerazioni sul disegno di legge di bilancio che ci apprestiamo a votare, mi sia preliminarmente consentito rivolgere il mio personale apprezzamento - ma credo di interpretare il sentimento di tutti i colleghi del Gruppo del quale faccio parte, il Gruppo della Lega Salvini-Premier-PSd'Az (sia ben chiaro, questo è un aspetto importante della nostra denominazione sociale) - per il lavoro svolto dal nostro Presidente del Consiglio, che ha condotto con autorevolezza e competenza una dura trattativa con l'Unione europea. Aver evitato la procedura di infrazione senza rinunciare gli obiettivi che questa maggioranza si era data, primi tra tutti quota 100 e reddito di cittadinanza, corrisponde a un grande successo politico, checché ne dica l'opposizione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ho ascoltato con grande interesse tutti gli interventi dei colleghi dell'opposizione che mi hanno preceduto, che si sono basati essenzialmente su un'eccezione, che è quella sul metodo e che, a voler essere generoso, per alcuni versi è anche condivisibile. Ma sul merito hanno sciorinato, come al solito, il libro dei sogni. Le opposizioni, durante la discussione della manovra di bilancio, tirano fuori sempre tutto quello che può essere discusso all'interno del contesto finanziario di un Paese. Fanno bene il proprio lavoro, non c'è dubbio, e credo lo facciano talmente bene che l'auspicio che voglio rivolgere loro ma penso di poter interpretare anche il pensiero di tutto il Paese - è che questo lavoro, visto che lo fanno così bene, possano farlo il più a lungo possibile. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Battute a parte, questa non è solo una manovra finanziaria e una semplice legge di bilancio, ma traccia una linea spartiacque tra due modi diversi di intendere il Paese. Rappresenta la diversità tra chi reputa prioritari gli interessi italiani rispetto a chi è sempre stato succube della burocrazia comunitaria. Rappresenta la diversità tra chi vuole garantire serenità a chi ha lavorato per anni e, nel contempo, favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, rispetto a chi ha innalzato l'età pensionabile degli italiani alla più alta d'Europa. Rappresenta la diversità di chi vuole rimettere in moto il sistema Paese rispetto a chi ne ha rallentato la crescita. Potrei proseguire per altri minuti, ma il tempo è tiranno e devo riferirmi a un argomento che mi sta particolarmente a cuore da rappresentante dell'associazionismo sportivo. C'è un argomento nel disegno di legge di bilancio che mi interessa e mi riferisco alla riforma dell'ordinamento sportivo. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale: per anni ci siamo riferiti al nostro sistema sportivo incentrandolo tutto sulla figura del CONI, un'istituzione importante che sicuramente ha fatto un grande lavoro e che ha, di fatto, supplito alle carenze dello Stato. Per tanti anni i nostri atleti sono andati in giro per il mondo, hanno rappresentato bene l'Italia e le hanno permesso di conseguire importanti successi che ne hanno migliorato l'immagine in giro per il mondo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma non c'è solo questo modo di intendere lo sport. C'è la necessità di sviluppare una cultura sportiva a trecentosessanta gradi, che vada oltre gli aspetti competitivi e possa conferire allo sport una dimensione sociale e accentuarne i profili legati al benessere, al miglioramento della qualità della vita, all'educazione e alla prevenzione. Per anni lo Stato, in un eccesso di delega, ha attribuito al CONI le funzioni di un Ministero, senza che il CONI ne avesse né le risorse né le competenze. E se di colpe vogliamo parlare, queste non sono certo del CONI. È lo Stato che ha impedito l'affermazione sociale dello sport, trincerandosi dietro queste grandi vittorie e dietro le grandi affermazioni dei nostri atleti che hanno nascosto tutte le altre carenze. Oggi, con questa manovra economica, lo Stato si riappropria della capacità di indirizzo in questa materia esercitandola direttamente. Non c'è alcun intento punitivo nei confronti del CONI, ma solo l'intento di ridistribuire ruoli e funzioni con chiarezza. Ci troviamo, quindi, di fronte a un passaggio di consegne tra un modello che ha esaurito la sua funzione e una concezione dello sport che mira ad esaltarne la sua funzione sociale. Ciò non deve farci dimenticare, però, quello che il CONI ha fatto nel corso degli anni, i risultati che ha ottenuto e il rispetto che merita questa istituzione. Al CONI va la nostra gratitudine e la nostra attenzione perché se l'è meritata nel corso degli anni. È stata la casa di tutti gli italiani che hanno fatto sport e continuerà a esserlo, in un contesto di rinnovamento che, di fatto, coinvolgerà tutto il sistema sportivo italiano. Ma noi, oggi, stiamo dando grandi impulsi al cambiamento del Paese. E vogliamo farlo anche in questa materia, confidando nel fatto che, grazie al nostro lavoro, possa effettivamente diventare quel grande fenomeno sociale che in effetti è. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Patriarca. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, per quasi due o tre mesi avete raccontato molte frottole. Avete proposto quattro schemi di legge di bilancio. Avete infranto ogni regola e ogni forma di rispetto istituzionale che si dovrebbe a quest'Aula e ai senatori. Non abbiamo avuto la possibilità, il diritto e il dovere di esercitare quello che ci chiedono i cittadini, cioè di leggere, approfondire, intervenire, emendare ed arricchire la proposta di legge, in questo caso il disegno di legge di bilancio, che è la proposta di legge più importante. Ci ritroviamo qui vuoti, senza poter svolgere quello che ci chiedono i cittadini e quello che ci chiede la nostra carta costituzionale. Avete infranto ogni regola di rispetto verso le opposizioni, che si trovano oggi qui a parlare su un testo di legge che neppure conoscono. Avete giocato con l'Unione europea. Avete giocato e avete avuto cappotto. Avete mostrato i muscoli, ma io dico anche che i muscoli bisogna averli.