[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 37 BORGHESI La seduta inizia alle ore 11,10. IN SEDE REFERENTE (840) d-l 113/18 - sicurezza pubblica DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 25 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine fissato alle ore 17 di venerdì 26 ottobre, sono stati presentati subemendamenti, pubblicati in allegato, riferiti agli emendamenti del Governo, già pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 25 ottobre. Informa, inoltre, di aver presentato in qualità di relatore, sempre nella giornata di venerdì 26 ottobre, alcuni emendamenti, pubblicati in allegato. Ricorda, quindi, come anticipato nella seduta precedente, che è fissato alle ore 14 di oggi il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti. Comunica, infine, che gli emendamenti 1.9, 2.12, 6.0.1, 12.12, 14.32, 15.0.3, 16.0.7, 16.0.8, 18.10, 19.9, 22.0.3, 23.0.8, 23.0.9, 23.0.10, 29.0.3, 32.0.2 e l'ordine del giorno G/840/1/1 sono stati riformulati in testi 2, pubblicati in allegato. Comunica, inoltre, che la senatrice Nugnes aggiunge la propria firma all'emendamento 1.18. La Commissione prende atto. Il senatore PARRINI ( PD ) chiede di posticipare alle ore 15 il termine per la presentazione dei subemendamenti agli emendamenti del relatore. Non essendovi obiezioni, il PRESIDENTE comunica che il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti agli emendamenti del relatore, già fissato per oggi, lunedì 29 ottobre, alle ore 14, è posticipato alle ore 15. La Commissione prende atto. Riprende l'illustrazione degli emendamenti. La senatrice NUGNES ( M5S ) illustra gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 9, soffermandosi in particolare sull'emendamento 9.20, che intende limitare l'applicazione della norma relativa alla procedura accelerata di esame della domanda di protezione internazionale a coloro che abbiano tentato di ritardare o impedire l'esecuzione di una decisione che ne comporterebbe l'espulsione. Con riferimento all'articolo 10, illustra l'emendamento 10.7 (testo 2), volto a riallineare il testo alle prescrizioni della direttiva n. 32 del 2013, recepita dal decreto legislativo n. 142 del 2015. Si sofferma, quindi, sull'emendamento 12.5, con il quale si propone di sopprimere l'articolo 12, che modifica radicalmente il sistema di accoglienza, incentrandolo principalmente sulle strutture temporanee di emergenza cosiddette CAS, le quali - al contrario dei centri previsti nell'ambito dello SPRAR - non consentono l'integrazione dei richiedenti asilo nel tessuto sociale. In alternativa, con l'emendamento 12.30 si prevedono alcune modifiche al sistema di accoglienza dei CAS, per garantire servizi di assistenza adeguati e avviare un percorso di inclusione. Infine, illustra il subemendamento 7.0.500/4, volto a modificare l'emendamento 7.0.500 del Governo. Ritiene preferibile che si compia una valutazione specifica della situazione dei richiedenti asilo, mentre ciò non sarebbe possibile se si ritenesse manifestamente infondata la richiesta di migranti provenienti da una lista di Paesi considerati comunque sicuri. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra i subemendamenti riferiti all'emendamento 7.0.500. In particolare, con il subemendamento 7.0.500/2 si prevede che la lista di Paesi di origine sicuri sia stilata su proposta o previo parere della Commissione nazionale per il diritto di asilo e aggiornata con la medesima procedura. Con riferimento all'articolo 9, oltre all'emendamento 9.2, soppressivo dell'intero articolo, illustra l'emendamento 9.14, con cui si allinea la procedura alle disposizioni della direttiva europea n. 32 del 2013. Quanto all'articolo 10, oltre all'emendamento soppressivo 10.3, segnala gli emendamenti 10.6 e 10.8, che fanno riferimento alle condizioni di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 142 del 2015. Richiama quindi l'attenzione non solo sull'emendamento 12.1, volto a sopprimere l'articolo 12, ma anche sull'emendamento 12.9. Ricorda che la modifica è stata sollecitata dall'ANCI nel corso delle audizioni informali ed è volta a ripristinare il sistema di accoglienza SPRAR soprattutto per le persone più vulnerabili. Illustra altresì l'emendamento 12.12 (testo 2), che propone di estendere i servizi di accoglienza a ulteriori categorie di persone in condizioni di disagio. L'emendamento 13.2 è volto a sopprimere l'articolo 13. Ritiene che la norma sia particolarmente afflittiva, in quanto non consente l'iscrizione anagrafica ai titolari di permesso di soggiorno, i quali pertanto non potranno accedere ai servizi connessi. Infine, l'emendamento 14.3 è volto a sopprimere l'articolo 14, che sostanzialmente introduce una inaccettabile distinzione, a seconda della modalità di acquisizione della cittadinanza, in violazione dell'articolo 3 della Costituzione. Il senatore COLLINA ( PD ) segnala, in particolare, gli emendamenti riferiti all'articolo 12, volti a recuperare il sistema di accoglienza dello SPRAR, che - come sottolineato dal presidente dell'ANCI - finora ha dato ottimi risultati sotto il profilo dell'integrazione dei migranti. Il senatore MIRABELLI ( PD ) segnala, in particolare, l'emendamento 36.18, volto ad alimentare - con il 10 per cento delle somme ricavate dalla vendita dei beni sottratti alla criminalità organizzata - un fondo per le spese di manutenzione di tali beni. In tal modo, si consentirebbe ai Comuni di disporre delle risorse necessarie per manutenere e utilizzare le proprietà confiscate. Il senatore DE FALCO ( M5S ) illustra le proposte di modifica a sua firma riferite all'articolo 14, soffermandosi in particolare sull'emendamento 14.15, in base al quale si propone che l'acquisto della cittadinanza da parte del richiedente asilo abbia effetto anche nei riguardi dei figli minorenni e del coniuge. In tema di revoca della cittadinanza, segnala invece l'emendamento 14.21, che esclude l'applicazione della norma quando il soggetto abbia collaborato con le pubbliche autorità o nel caso che egli abbia acquisito la cittadinanza da oltre sette anni. In questo caso, infatti, ritiene che la situazione giuridica del soggetto debba ritenersi ormai stabilizzata.