[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 24 della legge della Regione Puglia 31 ottobre 2002, n. 18, recante “Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale”, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 2 gennaio 2003, depositato in cancelleria l'11 successivo ed iscritto al n. 4 del registro ricorsi 2003. Visto l'atto di costituzione della Regione Puglia; udito nell'udienza pubblica dell'11 novembre 2003 il Giudice relatore Ugo De Siervo; uditi l'avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Alberto Arcangeli per la Regione Puglia.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 2 gennaio 2003 e depositato l'11 gennaio 2003, il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 24 della legge della Regione Puglia 31 ottobre 2002, n. 18 (Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale), per violazione degli articoli 114, 117, secondo comma, lettera p), e 120, secondo comma, della Costituzione. La norma impugnata stabilisce che, “in caso di mancato o irregolare esercizio da parte degli enti locali delle funzioni agli stessi conferite dalla presente legge, la Giunta regionale, previa immediata diffida e dopo sessanta giorni dalla stessa, dispone, con propri provvedimenti, specifici interventi in sostituzione dell'ente locale inadempiente”. Secondo la difesa erariale tale disposizione violerebbe l'art. 120, secondo comma, Cost., che attribuisce al Governo il potere sostitutivo nei confronti delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni e riserva alla legge la definizione delle procedure a tal fine necessarie. Ciò in quanto tale norma costituzionale, unitamente alle disposizioni contenute nell'art. 114 Cost., nonché alla considerazione dell'attribuzione allo Stato, da parte dell'art. 117, secondo comma, lettera p), Cost., della potestà legislativa esclusiva in relazione alla materia “organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”, indurrebbe a ritenere che la legge cui è demandata la disciplina dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali non potrebbe essere che quella dello Stato. In tal senso deporrebbe anche “la cogente esigenza di una disciplina unica o quanto meno fortemente coordinata delle modalità di esercizio dei poteri sostitutivi”. Pertanto, ritiene l'Avvocatura, in mancanza di una legge statale attuativa dell'art. 120, le Regioni non avrebbero potestà legislativa in tema di poteri sostitutivi, e dunque la legge regionale non potrebbe autonomamente disporre in materia, in assenza di una previa normativa statale. 2. - La Regione Puglia, in data 30 gennaio 2003, ha depositato atto di costituzione in giudizio, nel quale, riservandosi di articolare successivamente le proprie difese, ha chiesto che la questione sollevata venga respinta in quanto “non rilevante” e comunque infondata. In data 21 ottobre 2003 la Regione resistente ha inoltre depositato una memoria difensiva nella quale sostiene che il ricorso dello Stato sarebbe infondato a causa dell'erronea interpretazione dell'art. 120 Cost. da cui prenderebbe le mosse. In particolare - osserva la memoria - secondo la Presidenza del Consiglio dei ministri la citata disposizione costituzionale individuerebbe nello Stato “l'unico depositario” dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali, “con la conseguente titolarità esclusiva della relativa regolamentazione tramite apposita legge statale”. Viceversa, la difesa regionale sostiene che l'art. 120 Cost. non esaurirebbe tutte le ipotesi di potere sostitutivo ammissibili nell'ordinamento costituzionale, limitandosi invece a disciplinare “uno specifico ed eccezionale strumento di intervento a tutela di interessi primari affidati dalla stessa Costituzione alla responsabilità esclusiva dello Stato”. A riguardo, si nota come non sia casuale “che le tipologie previste nell'art. 120 Cost. [siano] tutte attinenti ad interessi relativi a materia la cui competenza esclusiva viene ascritta allo Stato”. La norma costituzionale in questione, dunque, non regolando ipotesi di poteri sostitutivi differenti da quelli appena descritti, non conterrebbe conseguentemente alcun divieto, per la legge regionale, di disciplinare ulteriori ipotesi di interventi sostitutivi. Pertanto ciascuna Regione potrebbe, nell'ambito delle proprie competenze, intervenire in tal senso. Secondo la resistente, peraltro, nella specifica materia nella quale interviene la legge impugnata - ossia la disciplina del trasporto pubblico locale - sarebbero gli stessi principi di sussidiarietà e adeguatezza a richiedere l'intervento della Regione in caso di inadeguato esercizio delle funzioni da parte degli enti locali. Non potrebbe, infatti, in casi del genere, intervenire il Governo se non in quelle situazioni tali da determinare la minaccia ad uno dei valori tipizzati dall'art. 120 Cost., risultando dunque sfornita di rimedi ogni altra situazione di mancato o irregolare esercizio delle funzioni da parte degli enti locali. Ancora, la Regione Puglia nota come la disciplina impugnata non escluda affatto che, nell'ambito della materia da essa regolata, ove il pericolo della lesione degli interessi individuati dall'art. 120 sia sussistente, il Governo possa attivare il proprio potere sostitutivo ai sensi di quanto previsto da tale disposizione. Da ultimo, la Regione osserva che la legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), la quale all'art. 8 regola l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'art. 120 Cost., non farebbe che confermare quanto finora esposto, non aggiungendo “particolari specificazioni o chiarificazioni in ordine alle ragioni che possono postulare l'esercizio di poteri sostitutivi”, e limitandosi ad affermare che questi ultimi sono esercitabili “nei casi e per le finalità” di cui alla citata disposizione costituzionale.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 24 della legge della Regione Puglia 31 ottobre 2002, n. 18 (Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale), in riferimento agli articoli 114, 117, secondo comma, lettera p) e 120, secondo comma, della Costituzione Secondo la difesa del governo la norma impugnata - la quale prevede che, in caso di mancato o irregolare esercizio da parte degli enti locali delle funzioni loro conferite dalla legge stessa nell'ambito della materia da questa regolata, la Giunta regionale disponga interventi sostitutivi - violerebbe i parametri costituzionali evocati, in quanto da questi ultimi deriverebbe che la legge cui l'art. 120 Cost. demanda la disciplina dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali non potrebbe essere che quella statale: conseguentemente, in mancanza di una legge dello Stato attuativa dell'art. 120, le Regioni non avrebbero potestà legislativa in materia. 2.