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Ci saranno quindi in maniera chiara una quota variabile e una fissa e si percepirà dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età. È l'inizio di un percorso in cui il Governo ha stanziato 6 miliardi in più rispetto ai 15, per arrivare a circa 21. Ci riconosciamo, come Lega, in questo modo di pensare e agire, semplice e veloce; un assegno fisso, che sia garanzia e certezza per progettare un po' di futuro. Ovvio che ad esso lo Stato debba garantire strutture adeguate, dalle scuole agli ospedali, dagli enti ai mezzi pubblici, fino all'urbanizzazione. Uno Stato che accompagna i nostri figli, soprattutto se con disabilità. Uno Stato che dovrà pensare e progettare, caro Ministro, un post-scuola per ragazzi con disabilità, in quanto i figli diventeranno adulti e non ci saranno più i genitori a prendersi cura di loro. È questa la nostra prossima missione. I dati, poi, non aiutano (si registrano 700.000 decessi, a fronte di 400.000 nascite circa), ma non possiamo accettare o credere che la popolazione possa aumentare primariamente tramite i nuovi ingressi in Italia o con agevolazioni rivolte ai figli di altre Nazioni. È l'Italia che deve tornare a essere una mamma felice e feconda. L'assegno unico e universale è un primo investimento per il futuro dei nostri figli, una cifra economica che non basterà mai, ma resta comunque un valore e un volere dello Stato nei confronti di una famiglia. Il disegno di legge si riferisce a questa sacra e inviolabile unione di una mamma e di un papà: si tratta non di un semplice appellativo da documento, ma delle prime parole che i nostri figli pronunciano. Perciò, per favore, caro Ministro, non complichiamo ciò che la natura ci ha spontaneamente donato. Non toccateci più mamma e papà! (Applausi) . Con l'approvazione del disegno di legge in esame auspichiamo che l'assegno unico e universale sia per tutti un seppur piccolo sostegno economico per poter crescere, curare, far studiare i figli e anche comprando loro un giocattolo, perché non c'è ringraziamento più grande che sentirsi dire, anche solo con gli occhi, da chi non può parlare, "grazie mamma" e "grazie papà". (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghe e colleghi, prima di entrare nel merito del disegno di legge sull'assegno unico e universale, mi preme evidenziare in quale contesto demografico, sociale ed economico si sviluppa. Cito solo alcuni esempi, che ci possono aiutare a comprendere al meglio la drammatica e preoccupante situazione che stiamo vivendo. Dal 2008 al 2018 il nostro Paese ha raggiunto il record del saldo naturale, vale a dire il record della differenza tra il numero dei nati e quello dei morti, in negativo di 191.000 unità. Sempre nell'arco dello stesso decennio, abbiamo assistito a una riduzione costante delle nascite, diminuite di quasi 130.000 unità, e a un aumento dei decessi, da attribuirsi a un inesorabile e progressivo invecchiamento della popolazione. È giusto e quanto mai doloroso evidenziare come l'emergenza sanitaria legata alla pandemia abbia soltanto contribuito all'acuirsi del declino demografico già in atto da diverso tempo. Al 1° gennaio 2019 i residenti in Italia sono stati calcolati pari a circa 60 milioni e sono purtroppo 400.000 in meno rispetto al 1° gennaio 2015. Tali dati, secondo l'Istat, vedono segnare un nuovo record minimo storico dall'unità d'Italia a oggi, in quanto solo nel 1918 il nostro Paese, stretto nella morsa della Prima guerra mondiale e dell'influenza spagnola, aveva raggiunto una siffatta soglia. In un momento in cui la parola "incertezza" sembra essere il costante paradigma con il quale ci stiamo abituando a convivere, l'esperienza della genitorialità sembra essere un'ulteriore fonte di preoccupazione e per questo motivo rimandata, se non addirittura evitata. Il numero medio di figli per donna stimato dall'Istat già nel 2018 era di appena 1,29, con età media al momento della nascita del primo figlio pari a circa trentun anni. È ancora più scoraggiante il quadro che emerge dai dati relativi al tasso di occupazione femminile, pari al 70 per cento di disoccupazione durante il periodo Covid, essendo le donne costrette a fare delle scelte tra professione, carriera e figli. Per noi del MoVimento 5 Stelle il tema del sostegno alle famiglie ha sempre costituito una priorità nei fatti e non solo nelle parole, stante la necessità di un cambiamento non più rinviabile e di una grande riforma del welfare familiare, con l'obiettivo di organizzare i vari bonus oggi esistenti in un unico e più consistente assegno da usare per far fronte a tutte le spese legate alla crescita e all'educazione dei figli. Si tratta di una vera svolta nelle politiche per la famiglia di questo Paese, un grande aiuto concreto. Sono sicura che alle giovani coppie e ai giovani di questo Paese non manchi il coraggio, bensì la tranquillità di sperare in un futuro sicuro e stabile ed è questa visione che abbiamo il compito di ricostruire con interventi normativi che non si pongano in contrasto gli uni con gli altri, ma si coordinino e si completino a vicenda. Questo provvedimento prevede, sulla base del principio universalistico, un beneficio economico attribuito progressivamente a tutti i nuclei famigliari con figli a carico, nell'ambito delle risorse disponibili, al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l'occupazione, in particolare femminile. Vengono individuati i principi che l'assegno unico dovrà rispettare, come il criterio della progressività, modulato sulla condizione economica del nucleo familiare. Tale beneficio decorre dal settimo mese di gravidanza, cioè prima della nascita, e questo è un aspetto sicuramente fondamentale. L'assegno verrà successivamente erogato fino al compimento del diciottesimo anno di età e poi in forma ridotta, fino al ventunesimo, a patto che il figlio sia impegnato in un percorso di studio o di formazione. Inoltre, è utile sottolineare come l'assegno sia di importo maggiorato per i figli successivi al secondo. Rilevante è il sostegno previsto per i nuclei familiari con uno o più figli affetti da disabilità. Sono contenta che questo disegno di legge arrivi in Aula proprio in concomitanza con la Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, che ricorre il 2 aprile. In particolare, con la delega che il Parlamento conferirà al Governo sarà necessario individuare risorse economiche affinché l'assegno in favore dei figli disabili sia maggiorato e che tale maggiorazione sia graduata secondo la gravità della disabilità stessa. Inoltre, l'assegno senza maggiorazione continuerà ad essere corrisposto anche dopo il ventunesimo anno, senza un limite di età prefissato, purché il figlio risulti a carico dei genitori.