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Ancora, in direzione della tutela dell'ambiente abbiamo voluto individuare e migliorare interventi orientati a favorire il nostro sistema produttivo verso la sostenibilità ambientale e qui, nel lavoro che abbiamo fatto in Commissione, abbiamo introdotto modifiche importanti alle disposizioni relative alla plastic tax e alle auto aziendali, migliorandone l'impatto, ma senza rinunciare ad investire sulla conversione. Altro tema centrale della manovra è quello degli investimenti pubblici. In aggiunta alla creazione dei due fondi per gli investimenti pubblici delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali e il fondo per il green new deal , durante l'esame in Commissione bilancio sono stati previsti nuovi significativi interventi. Per il miglioramento della rete infrastrutturale e dei trasporti, la cui urgenza è evidente a tutti, abbiamo introdotto modifiche alle disposizioni già previste nel testo relative ai concessionari, attraverso una rimodulazione della cosiddetta Robin tax per i periodi d'imposta 2019-2020-2021, ma facendo lo sforzo di individuare la platea interessata e quindi guardando ai concessionari autostradali, portuali e aeroportuali, alla produzione o distribuzione di energia. E ancora, per Venezia è stato previsto uno stanziamento di 60 milioni di euro per l'anno 2020 per la prosecuzione degli interventi per la relativa salvaguardia previsti dalla legge speciale per la città; per Genova un programma straordinario di investimenti adottato dal commissario straordinario nominato a seguito del crollo del ponte Morandi per la ripresa e lo sviluppo del porto e delle relative infrastrutture e ancora, misure per l'esecuzione di interventi di edilizia scolastica mediante un apposito stanziamento nuovo e introducendo procedure semplificate per l'affidamento della progettazione e l'acquisizione di pareri, visti e nulla osta. Per quanto concerne gli enti locali, anche in questo ambito abbiamo provato ad invertire la rotta, ribaltando un segnale che negli anni precedenti aveva guardato solo a tagli. Noi siamo giunti ad un graduale recupero dei tagli operati al Fondo di solidarietà comunale, la cui dotazione risulta complessivamente incrementata di 100 milioni di euro nel 2020, 200 milioni di euro nel 2021, 300 milioni nel 2022, 330 nel 2023, 560 milioni di euro a decorrere dal 2024. Si tratta di misure importanti, chiare e serie. Signor Presidente, vorrei citare due punti importanti a proposito delle misure sul sociale. Assieme alle risorse per il Fondo prima casa già previste, vi è la dotazione di 50 milioni di euro anni 2020, 2021 e 2022 assegnata al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Inoltre, è stato incrementato di ulteriori 30 milioni il Fondo per la disabilità, e la non autosufficienza portando la dotazione complessiva di tale Fondo a 80 milioni nel 2020, 200 milioni nel 2021 e 300 milioni di euro a decorrere dal 2022. Vorrei ricordare un ultimo punto, relativo agli interventi a favore del personale e del lavoro, soprattutto per il Servizio sanitario nazionale: prevediamo almeno 1.000 borse di studio in più per medici specializzandi (un segnale finalmente chiaro); proroghiamo le graduatorie dei concorsi già espletati; incrementiamo la dotazione del Fondo per la valorizzazione del personale dei Vigili del fuoco: una dotazione di 65 milioni di euro nel 2020, di 120 milioni nel 2021. Si tratta di interventi che nella discussione in Senato hanno irrobustito e qualificato un provvedimento che nasceva già con un chiaro intento, quello di provare a tracciare una strada nuova. Certo, potevamo fare di più, non v'è dubbio; avremmo certamente potuto fare di più se non avessimo dovuto assecondare il peso di una clausola di salvaguardia che avrebbe determinato il più alto aumento di tassazione nella Repubblica italiana da un anno all'altro. Consegniamo allora questo lavoro e ringrazio di cuore per l'impegno profuso tutti i commissari e tutti i colleghi parlamentari che hanno partecipato alle riunioni e alle audizioni svolte in Commissione. Ringrazio il presidente Pesco e la collega Accoto per la collaborazione che hanno saputo praticare in un lavoro complesso e difficile (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) , che però tiene insieme la qualità di un impegno parlamentare che non si è rinchiuso nel recinto di una maggioranza, ma ha provato ad aprire lo sguardo raccogliendo anche contributi importanti che - lo riconosco - le minoranze hanno saputo assicurare. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI). PRESIDENTE. I relatori di minoranza, senatori Damiani e Rivolta, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Damiani. DAMIANI, relatore di minoranza . Signor Presidente, iniziamo subito dicendo che questo disegno di legge di bilancio manca di un indirizzo di politica economica, di una strategia di politica industriale e persino di ciò che una legge di bilancio dovrebbe avere, ossia attuare un pieno controllo dei conti pubblici. Infatti questo disegno di legge di bilancio non migliora affatto i conti pubblici, anzi li peggiora, perché ricorre al deficit per oltre 16 miliardi di euro, senza introdurre misure che abbiano un impatto sulla crescita, posto che nel breve periodo è modesto dal lato della domanda e non fa crescere il PIL in modo strutturale. Mi verrebbe da dire che con tutti i miliardi che ho sentito menzionare dai relatori di maggioranza, il PIL nei prossimi anni dovrebbe crescere almeno del 10 per cento. La premessa è confermata da una legge che è stata modificata più volte, nelle misure principali in essa contenute, cioè nelle stesse norme che rappresentavano una novella rispetto alla legislazione vigente. Quindi il Governo o - meglio - la maggioranza è intervenuta più volte sulla stessa legge di bilancio. Il giudizio, oltre che a questo disegno di legge di bilancio, può essere esteso, senza timore di essere smentiti, all'intera manovra economica perché poi abbiamo anche il cosiddetto decreto-legge fiscale collegato, che costituisce anch'esso una vera fucina di nuove tasse. Va ricordato che la manovra approvata in Consiglio dei ministri da questa maggioranza - come già ho detto - è stata modificata molte volte dopo che diversi organismi indipendenti sono intervenuti pubblicamente, hanno partecipato e manifestato in piazza. Più volte, quindi, la maggioranza è ritornata sui suoi passi e ha cambiato la stessa manovra finanziaria. Noi, come opposizione, abbiamo sostenuto fortemente queste battaglie perché la riteniamo ancora oggi una manovra finanziaria sbagliata. Aumentare le tasse, introducendone anche di nuove sulla plastica e sullo zucchero in nome di un fantomatico nuovo accordo verde, si scontra con la stessa azione dell'Esecutivo, la cui azione è carente persino nell'emanare le più elementari disposizioni per introdurre comportamenti indirizzati al riutilizzo dei rifiuti che portino veramente verso un'economia circolare. Il valore della manovra è poco più di 30 miliardi di euro. Il ricorso al maggiore indebitamento netto è quantificato in circa 16,3 miliardi.