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Consapevole di questo limite, per avere indossato la toga per quarantatré anni e per essermi occupato di questi fatti nei diversi ruoli ricoperti, già nel 2013, da Presidente di questa Assemblea, avevo proposto di istituire una Commissione su tutte le stragi rimaste insolute, memore di quanto richiesto già al Parlamento nel 2002 dal compianto magistrato Gabriele Chelazzi. Pur rifiutando ogni tentazione complottistica, non possiamo però non collegare quanto emerge da fatti, ricostruzioni, dichiarazioni e sentenze. C'è indubbiamente un filo, che parte dal fallito attentato a Giovanni Falcone all'Addaura del 1989 e si spinge fino al fallito attentato contro i carabinieri, nel 1994, allo stadio Olimpico di Roma, dove i morti avrebbero dovuto essere centinaia. Se si fa attenzione, non si può non notare come nell'indagine sul depistaggio a Caltanissetta restino ancora oggi aperti molti interrogativi sulla causale di quella deviazione. Chi depista lo fa per un motivo e allora mi chiedo: cosa si voleva nascondere? Cosa non si voleva venisse alla luce? Si potrebbe fare un lungo elenco delle domande ancora senza risposte, contenute nella trama di questo tragico romanzo italiano. Sono tante le domande rimaste senza risposta: un elenco lo firma oggi Fiammetta Borsellino nelle pagine del quotidiano «la Repubblica», ma a quelle se ne potrebbero aggiungere molte altre. Ne indico solo alcune: perché Riina trasforma cosa nostra in un gruppo terroristico? Perché ripete l'attacco meno di due mesi dopo Capaci, contro Paolo Borsellino? Perché viene abbandonato il progetto di uccidere altri uomini politici dopo Salvo Lima e Ignazio Salvo, indirizzando la violenza mafiosa contro il patrimonio artistico? Inoltre, contemporaneamente agli attentati mafiosi, abbiamo visto accadere altri episodi inquietanti nel nostro Paese, che si sovrappongono, in una chiara strategia della tensione, nel 1993. Non possiamo allora limitarci alla commemorazione: il nostro dovere è più alto e richiede a tutti noi un'assunzione di responsabilità e di coraggio. Dobbiamo essere conseguenti, ad esempio, rispetto a quanto deciso all'unanimità dalla Commissione parlamentare antimafia nella scorsa legislatura, che a questi fatti ha dedicato parte della sua relazione conclusiva, e dobbiamo andare avanti nella ricerca della verità. Solo così, con atti concreti, potremo davvero onorare la memoria di uomini e donne, che non volevano essere eroi ma che, nel portare avanti il proprio dovere, non si sono fermati davanti a nulla. Concludo con un ricordo personale, perché ritengo sia importante ricordare queste figure non solo per la loro morte, ma soprattutto per quello che sono state in vita. Ho avuto il privilegio di conoscere e lavorare a stretto contatto con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per molti anni e delle numerose giornate passate a studiare gli atti del maxiprocesso non posso dimenticare l'affetto e il sostegno di Paolo, il suo entusiasmo e la tenacia con cui affrontava ogni giorno il suo lavoro, pur sapendo che questo gli sarebbe costato la sua stessa vita. Per me è stato un grande maestro, sempre prodigo di suggerimenti e chiarimenti, sempre motivato ad andare avanti con la serenità di un cittadino comune. Il profumo della sua terra di Sicilia e il calore della gente, che iniziava a venir fuori dal guscio di omertà, rappresentavano per lui linfa vitale. In quegli anni, il lavoro di Falcone e Borsellino ebbe il grande merito di creare una rivoluzione culturale, di smuovere gli animi e le coscienze di tutti coloro che non erano più disposti ad accettare passivamente la presenza della mafia. Le parole che Paolo Borsellino pronunciò un mese dopo la morte di Falcone, e a pochi giorni dalla sua, sono tutt'ora un monito per tutti, a partire da noi, che sediamo in quest'Aula. Parlando delle vittime di mafia e del suo caro amico, Paolo disse: «Sono morti per tutti noi, per gli ingiusti. Abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera». Mi auguro che ciascuno di noi possa fare tesoro di queste parole. (Applausi). PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in attesa della conclusione dello spoglio delle schede per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,28, è ripresa alle ore 13,38) . Risultato di votazione PRESIDENTE . Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA: Senatori presenti 296 Senatori votanti 295 Hanno ottenuto voti: Coletti 133 Borioni 101 Roccaro 5 Santoro 2 Rossodivita 1 Mazzola 1 Schede bianche 21 Schede nulle 31 Proclamo elette Beatrice Coletti e Rita Borioni, alle quali rivolgo i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi). Sospendo la seduta fino alle ore 17. (La seduta, sospesa alle ore 13,39 è ripresa alle ore 17,09) . Saluto l'elezione del senatore Maurizio Gasparri alla guida della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di Palazzo Madama. Sono certa che svolgerà il suo compito con impegno costante. Buon lavoro al presidente Gasparri e a tutti i componenti della Giunta. (Applausi). Votazioni per l'elezione dei componenti dei consigli di presidenza della giustizia amministrativa,della Corte dei conti e della giustizia tributaria (Votazioni a scrutinio segreto mediante procedimento elettronico su liste bloccate) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Votazioni per l'elezione dei componenti dei consigli di presidenza della giustizia amministrativa, della Corte dei conti e della giustizia tributaria». (Brusio). Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio, grazie. Passiamo alla votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera d) , della legge 27 aprile 1982, n. 186. Tale votazione avverrà a scrutinio segreto sulla seguente lista compilata sulla base delle designazioni pervenute dai Gruppi: - professor Michele Papa - professor Salvatore Sica Ricordo che in base alla citata disposizione di legge i due candidati saranno proclamati eletti se la lista posta in votazione otterrà la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l'Assemblea, cioè 161 voti. I senatori favorevoli alla lista proposta voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si comporteranno di conseguenza. Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico. (Segue la votazione . Il senatore Barbaro segnala il malfunzionamento del proprio dispositivo. Alcuni senatori si attardano nel raggiungere le proprie postazioni. Commenti dal Gruppo PD). Basta adesso: non è possibile aspettare oltre. Vi prego di accelerare le procedure di votazione. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa: Senatori presenti 289 Senatori votanti 288 Maggioranza 161 Favorevoli 264 Contrari 9 Astenuti 15