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l'articolo 1, comma 399, della legge di bilancio per il 2019 dispone che, per l'anno 2019, la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri, gli enti pubblici non economici e le agenzie fiscali in relazione alle ordinarie facoltà assunzionali non possano effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019; nello stato di previsione del Ministero della giustizia per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (tabella 5) allegato alla citata legge di bilancio è riportato, alla voce "somme a disposizione per le assunzioni di personale da effettuare mediante utilizzo delle facoltà assunzionali non esercitate", un importo disponibile pari a 10.559.287 euro, il quale, sommato al residuo delle facoltà assunzionali 2017, pari a 554.672,28 euro, nonché al residuo delle facoltà assunzionali 2018, pari a 2.089.004,59 euro, comporta una disponibilità finanziaria non utilizzata finalizzata alle procedure d'assunzione e pari a 13.202.963,87 euro, somma non soggetta al blocco del turnover di cui al predetto articolo 1, comma 399, e, dunque, nelle immediate disponibilità del Ministero della giustizia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno utilizzare la somma citata, disponibile nello stato di previsione e non utilizzata, nonché non soggetta al blocco del turnover , in quanto residuo di facoltà assunzionali antecedenti all'anno 2019, al fine di provvedere all'assunzione di assistenti giudiziari nel numero minimo di 365 unità; se non ritenga, altresì, opportuno, alla luce delle perduranti carenze di personale, procedere allo scorrimento della citata graduatoria in deroga al citato blocco del turnover , di cui alla legge di bilancio per il 2019. Atto n. 3-00602 GARAVINI VATTUONE ROJC Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che, è nota la particolare situazione del Comune di Campione d'Italia, che si trova geograficamente in territorio svizzero e, di conseguenza, ha condizioni economico-finanziarie del tutto peculiari, ricadendo in una zona considerata area doganale della Confederazione elvetica; per dare un'idea della particolarità di tale situazione, il Comune di Campione d'Italia deve far fronte con il proprio bilancio anche a spese non riconducibili alle funzioni di un Comune, ma più riferibili a competenze, funzioni e attività statali nonché ai rapporti con la Confederazione elvetica regolati da specifici accordi; in considerazione di tale situazione il Governo, fin dal 1933, ha autorizzato l'apertura di una casa da gioco con il fine di assicurare al Comune mezzi finanziari adeguati alla situazione; la crisi della casa da gioco (per legge dello Stato, affidata ad una società il cui socio unico è il Comune e sottoposta al controllo dei Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze) ha determinato lo stato di dissesto finanziario del Comune di Campione d'Italia con preoccupanti ricadute sociali e occupazionali; il nucleo Carabinieri di Campione d'Italia rappresenta l'unica forza di polizia a competenza generale presente sul territorio e in questi anni è stato chiamato a svolgere compiti impegnativi per quantità e importanza, in ragione, soprattutto, dell'extraterritorialità del Comune e della presenza della casa da gioco; a causa del dissesto finanziario, il Ministero dell'interno ha autorizzato il Comune a revocare, con effetto retroattivo, per il personale statale residente e operante in quel territorio, tra cui figura quello del nucleo Carabinieri, i benefici di cui alla legge n. 425 del 1989 ; dichiarazione di fallimento della casa da gioco, dissesto finanziario del Comune e revoca dei benefici indispensabili per un tenore di vita accettabile, dato che la moneta circolante è il franco svizzero, stanno originando un cospicuo contenzioso; si ritiene doveroso un intervento dei Ministri in indirizzo, competenti per materia; si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano assumere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, per risolvere la situazione descritta. Atto n. 3-00603 BOLDRINI Al Ministro dell'interno Premesso che: il rimpatrio volontario assistito e reintegrazione consiste nell'opportunità offerta ai cittadini di un Paese terzo di fare ritorno in patria, attraverso un progetto individuale che comprende il counselling , l'assistenza all'organizzazione del viaggio e l'accompagnamento finalizzato al reinserimento sociale ed economico nel Paese di origine. I progetti di RVA&R sono promossi dal Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, finanziati con risorse economiche europee o nazionali ed attuati da enti pubblici e organizzazioni non governative attivi nel settore dell'immigrazione; questa misura rappresenta per gli Stati una parte integrante di un'efficace politica di gestione dei movimenti migratori e garantisce una possibilità di ritorno di particolare valore, perché prevede percorsi personalizzati in considerazione dei bisogni individuali e familiari; la misura del rimpatrio volontario assistito (RVA) è attuata dal Governo italiano da oltre un decennio, attraverso l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). I programmi di ritorno volontario hanno sostenuto nel corso degli anni centinaia di migranti, nel 2016 in Italia circa 3.700 sugli 81.000, che l'hanno fatto in tutta Europa. Nel 2018 le attività sono state realizzate in stretta sinergia con il progetto REVITA, finanziato dal fondo FAMI, che ne potenzia anche caratteristiche e servizi; il progetto prevede una presa in carico dell'utente che non si limita al pagamento del viaggio e al ritorno a casa senza pericoli, ma prosegue col garantire un rientro dignitoso con la possibilità di iniziare una nuova vita: è previsto infatti un contributo in acquisto di servizi (non cash ) fino a 2.000 euro per casa, lavoro, farmaci (nel caso di patologie non coperte dal servizio sanitario del Paese d'origine), formazione o per intraprendere un'attività imprenditoriale monitorata per i successivi 6 mesi (le più frequenti, acquisto di taxi, realizzazione di allevamenti o attività agricole); i programmi di ritorno volontario assistito vengono realizzati sia su base individuale, che con nuclei familiari, e seguono sempre una richiesta volontaria del migrante; data tale volontarietà, non si deve commettere l'errore di confonderlo con il rimpatrio forzato, strumento completamente diverso che, tra l'altro, ha un costo molto superiore per lo Stato italiano, oltre ad essere una misura di fatto inefficace per il numero limitato di stranieri effettivamente rimpatriati; l'articolo 6 del decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018 (decreto-legge immigrazione e sicurezza pubblica), assegna al Fondo rimpatri presso il Ministero dell'interno le risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2018, destinate al programma di rimpatrio volontario assistito. Per l'attuazione di tale previsioni, il comma 1122, lettera b) , dell'articolo 1 ha autorizzato la spesa (fino a): 500.000 per il 2018; 1.500.000 euro per il 2019; 1.500.000 euro per il 2020;