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Il Ministro della giustizia informa altresì la Corte penale internazionale due mesi prima della data di scarcerazione del condannato per espiazione della pena. 3. I procedimenti penali e ogni altra circostanza rilevante che concerne il condannato sono tempestivamente comunicati alla Corte penale internazionale. Art. 19. Art. 20. (Luogo di detenzione) (Luogo di detenzione) 1. Per i delitti previsti dalla presente legge, la detenzione sia per fini cautelari che in espiazione della pena può avere luogo in una sezione speciale di un istituto penitenziario, ovvero in un carcere militare, conformemente alle disposizioni vigenti in materia. Identico Art. 20. Art. 21. (Esecuzione di pene pecuniarie e degli ordini di riparazione) (Esecuzione di pene pecuniarie e degli ordini di riparazione) 1. Le sentenze irrevocabili di condanna a una delle sanzioni previste nell'articolo 77, paragrafo 2, dello statuto sono eseguibili nel territorio dello Stato italiano in conformità a quanto in esse stabilito. Identico 2. La corte d'appello di Roma, su richiesta del procuratore generale presso la medesima corte, provvede all'esecuzione della confisca dei profitti, beni o averi disposta dalla Corte penale internazionale. 3. Quando non è possibile eseguire la misura di cui al comma 2, la corte d'appello di Roma dispone la confisca per equivalente di somme di denaro, beni o altre utilità, di cui il condannato abbia la disponibilità anche per interposta persona fisica o giuridica. 4. Sono fatti salvi i diritti dei terzi in buona fede. Si applicano le disposizioni dell'articolo 676 del codice di procedura penale. 5. Le somme, i beni e le utilità confiscati sono messi a disposizione della Corte penale internazionale dal Ministro della giustizia. 6. Gli ordini di riparazione a favore delle vittime o per il risarcimento delle persone arrestate o condannate, ai sensi degli articoli 75 e 85 dello statuto, sono eseguiti secondo le forme e i contenuti stabiliti dalla Corte penale internazionale. Art. 21. Art. 22. (Consultazioni con la Corte penale internazionale per l'esecuzione di pene pecuniarie, di misure patrimoniali e degli ordini di riparazione) (Consultazioni con la Corte penale internazionale per l'esecuzione di pene pecuniarie, di misure patrimoniali e degli ordini di riparazione) 1. Se, a seguito di richiesta di sequestro o di confisca di beni o di esecuzione degli ordini di riparazione a favore delle vittime o per il risarcimento delle persone arrestate o condannate, ai sensi degli articoli 75 e 85 dello statuto, da parte della Corte penale internazionale, insorgono difficoltà nell'esecuzione, il procuratore generale presso la corte d'appello di Roma ne informa preventivamente il Ministro della giustizia per l'avvio delle procedure di consultazione anche ai fini della conservazione dei mezzi di prova. Identico Art. 22. Art. 23. (Disposizioni in materia di giurisdizione) (Disposizioni in materia di giurisdizione) 1. Per i fini di cui alla presente legge si applicano le disposizioni vigenti in materia di riparto tra la giurisdizione ordinaria e la giurisdizione penale militare. Identico 2. Per i fatti rientranti nella giurisdizione penale militare, le funzioni degli uffici giudiziari previste dalla presente legge sono esercitate dai corrispondenti uffici giudiziari militari. 3. Limitatamente ai fatti di cui al comma 2, le funzioni attribuite dalla presente legge al Ministro della giustizia sono esercitate d'intesa con il Ministro della difesa. Resta salva la competenza esclusiva del Ministero della difesa per quanto attiene all'ordinamento penitenziario militare. Art. 23. Art. 24. (Clausola di neutralità finanziaria) (Clausola di neutralità finanziaria) 1. All'attuazione della presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Identico Capo I DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI COOPERAZIONE Art. 1. (Disposizioni di principio) 1. La presente legge dà attuazione, nel rispetto dei princìpi fondamentali dell'ordinamento interno, alle disposizioni relative agli obblighi di cooperazione con la Corte penale internazionale, contenuti nello Statuto della Corte adottato dalla Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite a Roma il 17 luglio 1998 e ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende: a) per «Statuto», lo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato dalla Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite a Roma, il 17 luglio 1998; b) per «cooperazione con la Corte penale internazionale», la cooperazione internazionale e l'assistenza giudiziaria, come previste nel capitolo IX dello Statuto, nonché l'esecuzione dei provvedimenti emessi dalla Corte penale internazionale, come prevista nel capitolo X dello Statuto; c) per «Corte», ove non diversamente stabilito, la Corte penale internazionale istituita con lo Statuto; d) per «regolamento di procedura e prova», il testo delle regole procedurali e di ammissibilità delle prove approvato dall'Assemblea degli Stati parte ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto. Art. 3. (Attribuzioni del Ministro della giustizia) 1. Il Ministro della giustizia cura i rapporti di cooperazione con la Corte previa intesa, se necessario, con i ministri interessati, nell'ambito delle rispettive attribuzioni. Il Ministro della giustizia riceve le richieste provenienti dalla Corte, vi dà seguito e trasmette immediatamente ad essa atti e richieste, salvo quanto previsto dall'articolo 94 dello Statuto. 2. Nel caso di concorso di più domande di cooperazione provenienti dalla Corte e da uno o più Stati esteri, relative al medesimo fatto, anche se diversamente qualificato, ovvero a reati connessi a norma dell'articolo 12 del codice di procedura penale e concernenti la stessa persona, il Ministro della giustizia ne stabilisce l'ordine di precedenza, secondo le disposizioni contenute negli articoli 90 e 93, paragrafo 3, dello Statuto. 3. Quando sorgono difficoltà nell'esecuzione di una richiesta di cooperazione, il Ministro della giustizia ne informa tempestivamente la Corte. 4. Il Ministro della giustizia acquisisce il consenso di uno Stato estero, quando esso è necessario per provvedere all'esecuzione di una richiesta della Corte. 5. Il Ministro della giustizia trasmette, per l'esecuzione, le richieste formulate dalla Corte al procuratore generale presso la corte di appello di Roma. Art. 4. (Norme applicabili) 1. La cooperazione con la Corte è assicurata nel rispetto delle disposizioni dello Statuto e della presente legge e, ove richiamate dallo Statuto, delle Convenzioni internazionali in vigore per lo Stato. In materia di consegna, di assistenza giudiziaria con la Corte e di esecuzione di pene si osservano, in quanto compatibili, le norme contenute nel libro XI, titoli II, III e IV, del codice di procedura penale. 2.