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Ed è la prima volta che si interviene sul Titolo III della Parte I dedicato ai rapporti economici, modificando l'articolo 41. Quando ci sono così tante "prime volte" significa che l'azione che si sta compiendo è significativa. C'era un ritardo da colmare rispetto ad altri ordinamenti. Eravamo, come purtroppo spesso ci succede, troppo indietro rispetto ad altri Paesi. Se prendiamo quelli più simili a noi in Europa, la Spagna ha nella propria Carta costituzionale il concetto del dovere di conservare l'ambiente già dalla sua formulazione originaria del 1978. Certo, è facilitata dal fatto che si tratta di una Costituzione scritta trent'anni dopo la nostra, ma era il 1978, quarantatré anni fa; la Germania fece una revisione nel 1994 per inserire la tutela ambientale in Costituzione; la Francia nel 2005 fece una modifica di proporzioni enormi, che è diventata paradigmatica, perché addirittura la tutela dell'ambiente è stata messa nel preambolo della Costituzione. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la cosiddetta Carta di Nizza, all'articolo 37 inserisce la tutela ambientale nel 2000, più di vent'anni fa. Noi davvero avevamo accumulato troppo ritardo e davvero era il momento di scrivere una buona pagina di politica di revisione costituzionale. È stato fatto con equilibrio, grazie al buon senso e allo spirito costruttivo di molti e mi sembra sia stato fatto anche con un testo perfettamente adeguato. È giusto associare alla tutela ambientale i concetti di biodiversità e di tutela degli ecosistemi. Come sappiamo, gli ecosistemi (cioè tutte le interazioni tra gli organismi e i sistemi in cui vivono) e la biodiversità (cioè la varietà degli organismi che vivono in questi sistemi) sono l'oggetto tipico dell'ecologia, una scienza fondamentale per fare una buona tutela ambientale. Considero fondamentale il riferimento al fatto che si operi nell'interesse delle future generazioni. Quel detto abusatissimo, ma che non posso fare a meno di citare anche oggi, ossia che il nostro Pianeta e il nostro ambiente li abbiamo non ereditati dai padri ma ricevuti in prestito dai nostri figli, è vero e doveva avere una sanzione nel testo costituzionale. Mi pare che, con il riferimento all'interesse delle future generazioni, questo sia stato fatto. Era necessario realizzare quell'allineamento che dicevo tra testo scritto e Costituzione vivente, anche perché ormai è evidente che noi viviamo in un pianeta in cui la popolazione, che ammonta a 8 miliardi di persone, è il quadruplo di quella di cento anni fa. Le risorse non sono aumentate per quattro, ma sono finite. La pressione sulle risorse è gigantesca; i rischi sono enormi. Quindi era necessario stabilire il principio che è doveroso un diverso modo di vivere, di produrre, di consumare, di muoversi. Questo lo si fa in maniera adeguata. Lo facciamo grazie al lavoro unificante svolto dalla relatrice Maiorino, che ringrazio, dai senatori Perilli, De Petris e Ferrazzi nel comitato ristretto, dal senatore Calderoli, che è già stato ringraziato e che ha svolto un ruolo di supervisione molto significativo, e dal senatore Bressa che, dal canto suo, ha contribuito affinché questo lavoro giungesse a conclusione. Credo che, anche sul piano del metodo, abbiamo fatto qualcosa che ci può servire per il futuro, per questo scorcio di legislatura. Le riforme costituzionali si fanno così. Io mi auguro che questa riceva un consenso larghissimo domani e che si possa davvero salutare come una modifica che ci unisce. La difesa dell'ambiente, infatti, è un tema di tutti e un indice di saggezza consiste anche nell'avere la capacità di non piantare bandierine divisive. Sarebbe la cosa più sbagliata: quando un tema è di tutti, ognuno deve riconoscere la propria parte di merito, ma anche la parte di merito che hanno gli altri per portare avanti, tutti insieme, con fierezza, un risultato significativo. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,44) PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, salutiamo con grande piacere e interesse questa iniziativa legislativa che intende ampliare le tutele contenute nell'articolo 9 della Costituzione, estendendole anche all'ambiente. Ci auguriamo altresì di non dover vedere disattesi - purtroppo - anche questi commi che riguardano l'ambiente, così come vengono disattesi il primo e il secondo comma dell'articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica». Lo sviluppo della cultura purtroppo è stato abbandonato da tempo, quando è stata smantellata la funzione costituzionale della scuola statale pubblica, quando è stato svilito il suo ruolo, attraverso la sua trasformazione in una sorta di fucina per la manodopera a basso costo delle aziende e delle imprese del futuro o delle multinazionali e quando è stata trasformata in un centro estivo, con la funzione docente svilita a ruolo di animatore turistico o di badante, in sostituzione di quelle che dovrebbero essere, invece, ben altre e alte funzioni che la Costituzione aveva affidato a questa nobile professione. Comunque anche la ricerca scientifica, che dovrebbe essere tutelata dall'articolo 9, è stata sottomessa alle logiche di mercato, dettate dall'interesse economico, e ha perso quella libertà che invece è tutelata dall'articolo 33 della Costituzione. Vogliamo parlare della tutela del paesaggio? Praticamente nel Piano nazionale di ripresa e resilienza si promuove la competitività nello sfruttamento delle nuove fonti energetiche rinnovabili e quindi il proliferare delle pale eoliche, che ormai devastano qualsiasi meraviglioso angolo dei nostri territori e del nostro Paese. Vogliamo parlare della tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione? È stato ormai abbandonato totalmente a causa dello svilimento del ruolo di tutela svolto dalle Soprintendenze e quindi dello smantellamento del Ministero della cultura (ormai si chiama così), che non assolve più in realtà al compito di preservare il nostro patrimonio storico e artistico. Purtroppo, l'articolo 9 non è l'unico ad essere stato completamente disatteso, perché è facile parlare di principi, ma bisogna far sì che questi principi trovino attuazione nella legislazione ordinaria. Vogliamo parlare appunto di come viene disatteso completamente l'articolo 70 della Costituzione attraverso l'utilizzo improprio della decretazione d'urgenza? Un bicameralismo perfetto è diventato un monocameralismo di fatto, poiché i decreti-legge vengono esaminati praticamente in una sola delle due Camere, la prima in cui iniziano l' iter . Vogliamo parlare poi della modifica dell'articolo 81 della Costituzione, che impone, purtroppo, il vincolo di equilibrio di bilancio, limitando quindi l'esercizio dei diritti contenuti nella prima parte della Costituzione? Per non parlare poi dell'articolo 41, un articolo fondamentale che purtroppo viene totalmente disatteso; ce ne siamo accorti attraverso gli episodi degli ultimi giorni. Esso recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana».