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Inoltre, durante l'esame in Commissione diverse questioni sono emerse, da parte di tutte le forze politiche, sul tema delle verifiche. Il decreto prevede infatti che sia a carico dei datori di lavoro la definizione delle modalità operative per le verifiche del green pass , nonché per il loro svolgimento. Innanzitutto, per rafforzare questi passaggi con una modifica, si è voluta garantire un'adeguata comunicazione di queste modalità ai lavoratori, così come, per quanto riguarda i lavoratori in somministrazione, è stato chiaro che la verifica del rispetto delle prescrizioni spetti all'utilizzatore, mentre è onere del somministratore dare idonea informazione ai lavoratori. Soprattutto, con l'obiettivo di semplificare le verifiche, è stato previsto che i lavoratori, sia nel pubblico che nel privato, possano richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde, risultando così esonerati dai controlli successivi, naturalmente fino a scadenza della stessa. L'articolo 2, attraverso una novella al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, prevede che i magistrati anche onorari - e da ora anche i giudici popolari - debbano possedere ed esibire certificazioni verdi per poter accedere agli uffici giudiziari. L'assenza dall'ufficio conseguente alla carenza o mancanza di esibizione della certificazione è considerata assenza ingiustificata, con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, ma senza retribuzione, né altro compenso o emolumento. È stato poi previsto sempre in Commissione, fino al termine dello stato di emergenza, la compatibilità per alcune professioni sanitarie tra rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale e altri rapporti di lavoro dipendente, purché al di fuori dell'orario di lavoro ed entro un limite settimanale massimo di quattro ore. L'articolo 4 reca misure urgenti per la somministrazione di test antigenici rapidi. In particolare, proroga dal 30 novembre al 31 dicembre 2021 la somministrazione a prezzi contenuti di test antigenici rapidi, stabilendo l'obbligo, per le farmacie e per tutte le strutture sanitarie autorizzate dalle Regioni ad effettuare tali test, di applicare il prezzo calmierato secondo il protocollo di intesa siglato dal Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19. In Commissione si è inoltre inserita la previsione di campagne informative a favore dei vaccini. L'articolo 5 inserisce modifiche all'articolo 9 del citato decreto-legge n. 52, concernenti la disciplina generale delle certificazioni verdi. L'articolo 6 disciplina l'utilizzo delle somme trasferite a Sport e Salute SpA per il pagamento delle indennità per i collaboratori sportivi connesse all'emergenza Covid-19 e non utilizzate. L'articolo 7 trasferisce al Ministero della salute il servizio di contact center per l'acquisizione delle certificazioni verdi Covid-19, stanziando a tal fine un finanziamento aggiuntivo di 3 milioni di euro. Infine, l'articolo 8 stabilisce che il 30 settembre 2021 il Comitato tecnico-scientifico esprima il proprio parere sulle misure di distanziamento, capienza e protezione nei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive, sociali e ricreative. È stato inoltre previsto che per le attività didattiche di teatro dei ragazzi, per quanto concerne l'impiego del green pass , si applichino le disposizioni per le attività didattiche. In conclusione, signora Presidente, voglio aggiungere a margine una considerazione dal senso più strettamente politico. Il provvedimento in esame è il risultato di una complessa mediazione fatta dal Governo e ha comprensibilmente sollevato incertezze e anche timori sull'applicazione delle novità introdotte. È stato giusto, da parte del Parlamento e del Governo, dare attenzione a quegli allarmi e in alcuni casi siamo riusciti anche a dare risposte e soluzioni che, a mio avviso, si possono ritenere soddisfacenti. Tuttavia, è stato possibile fare ciò solo partendo da un dato di realtà e per questo voglio ringraziare tutta la composita maggioranza, ma anche le opposizioni per il contributo significativo e prezioso che hanno dato. In questo caso - lo voglio dire con chiarezza - sono stati davvero gli italiani a fare la differenza attraverso i vaccini e, soprattutto, il rispetto degli altri e delle regole date fino a oggi. Sono gli italiani, in larghissima maggioranza, ad avere compreso che vaccino e green pass sono i soli strumenti con cui poter tornare a progettare il futuro dell'Italia (un futuro anche migliore di quello che era pensabile soltanto due anni fa). Tutto ciò a riprova del fatto che non si tratta di limitazioni e di discriminazioni della libertà dei cittadini al di fuori di uno Stato di diritto e, a maggior ragione, che non si tratta neppure di un modo per controllare surrettiziamente le vite dei nostri concittadini, come purtroppo pure ho sentito dire in maniera incauta in alcune delle audizioni che abbiamo svolto. La certificazione verde sta dimostrando la sua efficacia di prevenzione nella realtà, compresa quella dei luoghi di lavoro. Questa è la strada che l'Italia, ma anche tanti altri Paesi democratici hanno intrapreso e probabilmente altri Paesi intraprenderanno. Il green pass è soprattutto uno strumento che è stato disciplinato cercando e trovando un equilibrio tra interessi dei lavoratori e interessi dell'impresa, tra diritto al lavoro, alla sicurezza e alla tutela dei dati personali. Si tratta, come è evidente, di interessi e diritti diversi, ma che mai una democrazia dovrebbe mettere in contrapposizione. È su questo terreno - e non su quello delle costruzioni ideologiche che nascondono la realtà dei fatti - che si misura per noi il livello democratico delle Istituzioni di un Paese, anche nei momenti di maggiore stress e difficoltà, come evidentemente è quello che stiamo vivendo. PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1. Ha chiesto di intervenire il senatore Ciampolillo per illustrarla. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, con il collega senatore Martelli abbiamo presentato la questione pregiudiziale QP1 in ordine alla conversione del decreto-legge n. 127 del 2021. Si evidenzia in premessa che il decreto-legge in esame introduce misure di straordinaria necessità ed urgenza in relazione all'emergenza Covid in ambito lavorativo, estendendo la necessità di esibizione del certificato verde a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, identificando altresì un regime di controlli e sanzioni, controlli attuabili in alternativa alla scansione dei certificati eseguita dai soggetti preposti mediante l'utilizzo dell'applicazione C19, anche con appositi software o piattaforme. Al riguardo, si segnalano numerose criticità, alcune già evidenziate in occasione della conversione del decreto-legge n. 111 del 2021 che verranno reiterate, altre verranno a breve sollevate per la prima volta. Si richiama innanzitutto una nota della Commissione europea già conosciuta a questa Assemblea, nella quale si evidenziava come l'utilizzo del certificato UE rilasciato ai sensi del regolamento (UE) 2021/953 per scopi domestici, ovvero diversi da quelli previsti dal regolamento, gli Stati membri possono effettivamente utilizzare il certificato digitale Covid dell'Unione europea per scopi nazionali, ma sono tenuti a fornire una base giuridica nel diritto nazionale.