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Art. 13 Caso di morte In caso di morte dell'iscritto che abbia almeno due anni di anzianità contributiva, il coniuge superstite, i figli legittimi, naturali e riconosciuti, legittimati, adottati o affiliati o, in mancanza, i genitori che a termine di legge siano a completo carico, conseguono il diritto alle aliquote, previste nel seguente art. 14, della pensione che sarebbe spettata all'iscritto, se colpito da invalidità totale. Qualora la morte sia conseguente ad infortunio, il diritto alla pensione si consegue purché l'iscritto, al verificarsi dell'evento, abbia versato almeno una rata di contribuzione. ((I superstiti di coloro che si iscrivono o reiscrivono alla Cassa dopo il cinquantesimo anno di età hanno diritto alla pensione prevista dal primo comma solo se l'iscritto, al verificarsi dell'evento, aveva maturato cinque anni di anzianità contributiva, ovvero due anni, qualora la morte sia conseguente ad infortunio; detti limiti sono elevati rispettivamente a dieci ed a cinque anni per i superstiti di coloro che si iscrivono o reiscrivono alla Cassa dopo il sessantesimo anno di età)).