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il Governo, in quella sede, ha solamente ricordato tutte le attività di sostegno al reddito per i lavoratori degli stabilimenti FCA in sofferenza, senza entrare nel merito della gestione degli esuberi, una volta terminata la cassa integrazione; è notizia di questi giorni che è stato prolungata la cassa integrazione per i lavoratori di FCA-Vm di Cento (Ferrara), giunta ormai al terzo mese consecutivo al reparto progettazione e sviluppo. E questo mentre è imminente l'avvio della produzione del nuovo motore (evoluzione V6) che dovrebbe fungere da "polmone" per lo stabilimento centese; considerato che: in Emilia-Romagna, quello dell'automotive è da sempre un settore strategico per l'elevato grado di competenze professionali esistenti e lo sarà sempre più nei prossimi anni, a fronte dei rilevanti cambiamenti tecnologici e di innovazione che interesseranno progettazione e produzione: il futuro della mobilità è legato, infatti, allo sviluppo di motori sempre più ecocompatibili ed alla guida assistita; sembra esservi una relazione tra il perpetrato utilizzo degli ammortizzatori sociali e il recente mancato accordo tra FCA e Renault, nonché inefficace presidio da parte del Ministero dello sviluppo economico, come dimostra la vicenda della catena "Mercatone UNO", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa; quali saranno le conseguenze della mancata fusione FCA-Renault per i lavoratori del comparto automotive e quale impatto si avrà sul territorio a livello socio-economico. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01769 DE FALCO DE PETRIS GARAVINI GIACOBBE NUGNES Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: è stato firmato nel maggio 2019 il contratto di cessione del pacchetto di maggioranza della società "Porto di Livorno 2000 srl", che gestisce il terminal crociere e la stazione marittima per i traghetti, parcheggi e banchine dislocate su tutta l'area portuale di Livorno, fornendo servizi ai passeggeri ed alle navi che approdano; la società, controllata sino alla firma dell'accordo dall'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, che deteneva il 72,8 per cento delle azioni, e con la partecipazione della Camera di commercio di Livorno (27,2 per cento delle azioni), è passata ora sotto il controllo di una società a maggioranza privata; l'accordo prevede, infatti, che le quote siano in mano per il 66 per cento alla "Livorno Terminals", società controllata in maggioranza dal gruppo Onorato, e partecipata da Msc. Il rimanente 34 per cento resta, in quote paritetiche, alla Camera di commercio di Livorno e all'Autorità di sistema portuale; la Livorno Terminals è controllata al 60 per cento da Sinergest, la società del gruppo Onorato che a sua volta gestisce il terminal passeggeri di Olbia "Isola Bianca". Il gruppo detiene anche il 10 per cento del pacchetto azionario della Livorno Terminals tramite la Ltm e il 5 per cento attraverso la Moby. Marinvest (Msc) ha il 25 per cento delle quote; il 2 maggio 2019, l'assemblea dei soci della Porto di Livorno 2000 srl ha nominato il nuovo consiglio d'amministrazione della società, designando come presidente Matteo Savelli, già amministratore delegato di Toremar, e quindi rappresentante dell'azionista di maggioranza, ossia di Onorato; l'operazione giunge quattro anni dopo la gara che l'associazione temporanea di imprese Onorato-Msc si era aggiudicata; si tratta di un'operazione che non può lasciare indifferenti, e che, anzi, preoccupa molto; infatti, già nell'ottobre 2018 l'allora presidente di Porto di Livorno 2000 srl, Luciano Guerrieri, aveva espresso il timore che il completamento dell'operazione portasse alla creazione di un vero e proprio monopolio, a discapito del servizio pubblico, con l'affidamento ai privati della totalità del traffico passeggeri, e metteva in guardia da possibili danni finanziari; non è certo inutile ricordare, inoltre, che la Stazione marittima SpA diviene proprietà di uno dei soggetti operanti nel settore in regime di concorrenza con altri. È ben difficile, per non dire impossibile, che la società di proprietà di Onorato intenda garantire in maniera imparziale l'assegnazione delle banchine a coloro che sono concorrenti diretti, si chiede di sapere: quali iniziative di sua competenza intenda adottare il Ministro in indirizzo per verificare se le scelte adottate dall'Autorità di sistema portuale, che hanno condotto a al passaggio della maggioranza delle azioni della società Porto di Livorno 2000 srl a privati, non causino le temute distorsioni nel mercato, compromettendo la stessa libera concorrenza; se intenda attivarsi per quanto di sua competenza per verificare se l'operazione sia foriera di danni finanziari pubblici, e quali siano le iniziative che intende intraprendere per evitarli; se intenda anche verificare che la decisione presa dall'Autorità di sistema portuale sia conforme alle norme contenute nel regolamento (UE) 2017/352 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 febbraio 2017, che istituisce un quadro normativo ben definito per quel che riguarda la fornitura dei servizi portuali, oltre a norme comuni in materia di trasparenza finanziaria dei porti, entrato in vigore nel marzo 2019. Atto n. 4-01770 PAGANO Al Ministro della giustizia Premesso che: risulta complessa la situazione in cui versa la casa circondariale di Pescara; sono previsti 167 appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria mentre ad oggi risultano essercene 118; 17 sono distaccati presso altri uffici o servizi extra sede; i detenuti presenti sono 400 a fronte di una capienza massima di 280; sono presenti diverse tipologie di detenuti come psichiatrici, comuni e collaboratori di giustizia, e 70 extracomunitari quasi tutti provenienti dal nord e centro Africa, che comportano un notevole dispendio di unità di Polizia penitenziaria a fronte delle criticità giornaliere per la loro gestione; la direttrice in carica in data 23 maggio 2019 ha convocato le organizzazioni sindacali per la contrattazione delle ferie estive; le organizzazioni sindacali hanno proposto un piano per far fronte alle criticità di servizio; in risposta la stessa direttrice ha disposto con ordine di servizio la modifica e riorganizzazione dei turni di servizio del personale di Polizia penitenziaria, passando dalle previste 6 ore giornaliere alle attuali 8 ore, con programmazione di due ore di straordinario giornaliero, in totale inottemperanza di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro per le forze di Polizia all'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 1995, nonché dall'art. 3, comma 12, e dall'art. 8, comma 4, dell'accordo nazionale quadro Polizia penitenziaria e dalla recentissima direttiva P.R.A.P. n. 0026572.U del 28 marzo 2019, si chiede di sapere quali misure intenda assumere il Ministro in indirizzo, considerato anche il numero di condanne inflitte dalla Corte europea dei diritti dell'uomo all'Italia a causa dello stato di sovraffollamento delle sue carceri e l'enorme ammontare dei risarcimenti.