[resaula]

se ritengano opportuno avviare una discussione riguardo alla necessità di aggiornare, modificare ed integrare la normativa attuale sulla tutela degli animali; se non ritengano opportuno attivare un tavolo tecnico presso i Ministeri di rispettiva competenza con la partecipazione delle associazioni animaliste e figure professionali di settore, al fine non solo di assicurare la maggiore tutela possibile agli animali, ma anche di dare compimento alle ordinanze emesse. Atto n. 4-00502 PERGREFFI Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: da notizie di stampa pare che la Prefettura di Bergamo dal 2016 stia negando il porto d'armi per difesa personale ad alcuni agenti di Polizia locale in servizio nei comuni dell'area di Zingonia, che da anni consentiva loro di detenere una pistola anche al di fuori dell'orario di servizio; risulterebbero revocati i porto d'armi anche agli agenti di altri comandi di Polizia locale; nel 2016 la Prefettura di Bergamo ha dimezzato il rilascio dei porto d'armi per difesa personale passando dai 273 del 2015 (a fronte di circa 350 richieste) ai 134 del 2016 (335 le domande); considerato che: a motivare la richiesta del porto d'armi per gli agenti dei comuni dell'area di Zingonia è l'alto tasso di criminalità, nonché le frequenti azioni di prevenzione e repressione che vedono i comandi di Polizia locale intervenire in proprio o in supporto di Carabinieri e Polizia nella lotta al degrado, allo spaccio, alla prostituzione, in particolare nell'area delle torri Anna e Athena e nella zona di piazza Affari; come dichiarato alla stampa da un agente in servizio a Zingonia, "gli spacciatori sanno chi sono, dove abito, chi sono i membri della mia famiglia. Mi sentirei più tutelato ad avere sempre con me una pistola"; gli agenti di Polizia locale hanno una preparazione idonea a maneggiare e detenere una pistola; visto che: i sindaci di Verdellino e Ciserano sostengono convintamente le richieste dei propri agenti di Polizia locale, consci dell'alto grado di rischio della loro attività in un territorio così critico; tutte le istituzioni, Comuni dell'area, Provincia, Regione e la stessa Prefettura, sono impegnate da anni nel progetto di riqualificazione di Zingonia, che porterà a breve alla demolizione delle torri Anna e Athena; di fronte a questa azione, che va a bonificare la principale area di spaccio della Bergamasca, il livello di guardia deve salire nell'eventualità di possibili vendette da parte delle bande di spacciatori, motivo per cui vanno ulteriormente tutelati tutti gli operatori di sicurezza della zona; valutato che gli agenti di Polizia locale, pur essendo sempre più chiamati ad operare in situazioni di pubblica sicurezza, come il contrasto allo spaccio e alla prostituzione, il supporto per sgomberi e l'allontanamento di persone moleste, non dispongono di idonei strumenti di difesa personale (se non per iniziative di qualche regione o singoli comuni) e non possono nemmeno accedere, ad esempio, ai sistemi di identificazione tramite fotosegnalazione, se non tramite i Carabinieri o la Polizia, allungando però notevolmente i tempi operativi di intervento, si chiede di sapere: se la rigorosa stretta sul rilascio dei porti d'arma messa in atto dal 2016 sia un'iniziativa autonoma della Prefettura di Bergamo o una direttiva generale valida per tutto il territorio italiano; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare il rilascio, ove richiesto, del porto d'armi agli agenti di Polizia locale per difesa personale, visto che i comandi di Polizia locale non svolgendo più solo interventi legati alla viabilità, ma sempre più spesso di pubblica sicurezza, hanno personale addestrato all'uso di armi da fuoco; se abbia intenzione di adeguare le dotazioni di strumenti di difesa personale degli agenti di Polizia locale di tutta Italia, oltre che autorizzandoli all'accesso della banca dati SDI e ai sistemi di fotosegnalazione, aggiornando la normativa sulla Polizia locale che risale agli anni '80; se non ritenga di concedere specificatamente agli agenti di Polizia locale operanti nell'area di Zingonia che ne facessero richiesta il porto d'armi per difesa personale anche in prospettiva dell'imminente demolizione delle torri di Zingonia, che potrebbe portare gli spacciatori a compiere azioni vendicative. Atto n. 4-00503 CASTIELLO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, secondo l'interrogante: i precedenti Governi hanno mostrato inadeguata attenzione per la tutela della salute, contravvenendo alla disposizione di cui all'art. 32 della Costituzione, che qualifica tale diritto come "fondamentale" e ne individua la corrispondenza a un interesse primario della collettività; e invero il decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012, per favorire i gestori dei servizi di telecomunicazioni, riducendone gli oneri, ha permesso di dilatare i limiti di esposizione per la popolazione alle onde elettromagnetiche a mezzo di uno stratagemma tecnico: all'art. 14, comma 8, viene indicato come valore di "inquinamento" misurato, da confrontare con i limiti di legge, un valore non misurato direttamente, ma una stima su una media fatta su 24 ore. Se un impianto, prima della suddetta legge, emetteva valori di radiazioni sopra i limiti consentiti dalla legge, in un qualsiasi momento della giornata veniva costretto alla riconduzione a conformità. Con la nuova legge è sufficiente che rimanga sotto soglia la media dei valori misurati in 24 ore. Poiché le antenne emettono radiazioni rapportate al numero degli utenti collegati, è evidente che durante le ore di scarsa richiesta (la notte in particolare) gli impianti emettono poco segnale, che invece diventa notevole nelle ore di maggiore attività (8-13 e 15-20); ne consegue che durante il giorno rimangono non sanzionabili e tollerabili emissioni che raggiungono oltre il 300 per cento dei limiti di legge; nella stessa prospettiva di scarsa considerazione della salute pubblica quale valore fondamentale tutelato dalla Costituzione, si colloca il decreto ministeriale 2 dicembre 2014, che detta le linee guida circa le modalità con le quali gli operatori forniscono all'ISPRA e alle ARPA i dati di potenza degli impianti per la valutazione del rispetto dei limiti di esposizione, stabilendo che le medesime agenzie possono eseguire le misure in qualsiasi momento della giornata, quindi anche durante la notte, quando gli impianti emettono scarsi segnali. Per stabilire se nelle 24 ore vengono superati i limiti di legge, esse hanno facoltà di richiedere ai gestori i parametri di emissione degli impianti, sicché, in pratica, la verifica viene eseguita sulla base di dati dichiarati dai gestori stessi e cioè dai soggetti controllati, che si trovano in un evidente stato di conflitto di interessi;