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L'intervento di un professionista nei rapporti familiari permette inoltre di prevenire negligenze e violenze psicologiche, anche inconsapevoli, che espongono i figli al rischio di danni psicologici ed emotivi, nonché di comportamenti sociali devianti. Come evidenziato dall'associazione Genitori ancora (GeA) da anni impegnata nell'opera di mediazione nelle relazioni familiari, è necessario diffondere un approccio al tema del conflitto che ne valorizzi le potenzialità, controlli gli aspetti più distruttivi e supporti lo sforzo di trovare soluzioni pacificatorie, per fare sì che la fine di una relazione di coppia non coincida con lo scioglimento della coppia genitoriale. In questo processo è fondamentale la capacità del mediatore, un professionista esperto nel campo della mediazione, della negoziazione e del problem solving , in possesso di conoscenze approfondite in psicologia, pedagogia, diritto ed economia, con particolare riferimento ai rapporti familiari e genitoriali. Egli può prestare la propria opera sia come operatore in un organismo di mediazione, sia come libero professionista, essendo la mediazione familiare professione non organizzata ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4. Conformemente a quanto previsto nella Carta europea sulla formazione dei mediatori familiari nelle situazioni di separazione e di divorzio del 15 ottobre 1992 e per assicurare un'adeguata e uniforme preparazione su tutto il territorio nazionale, il mediatore familiare, pubblico o privato, e i mediatori familiari liberi professionisti idonei a eseguire le attività di mediazione previste dal presente disegno di legge devono essere in possesso di laurea specialistica in discipline psicologiche, pedagogiche o giuridiche, nonché di una formazione specifica e certificata per l'esercizio della mediazione familiare di almeno 250 ore ripartite in modo tale da favorire l'assimilazione delle competenze acquisite. Possono svolgere la medesima attività di mediazione anche coloro che, alla data di entrata in vigore della legge, sono in possesso di laurea specialistica e hanno acquisito una formazione specifica certificata dal possesso di un attestato di mediatore familiare rilasciato a seguito della partecipazione a un corso della durata di almeno 250 ore, riconosciuto dalla regione di residenza. Al fine di facilitare l'accesso alla mediazione familiare è determinante il contributo delle regioni volto a istituire elenchi pubblici degli organismi di mediazione familiare e dei mediatori familiari liberi professionisti in possesso dei requisiti formativi indicati. Occorre altresì che in ogni azienda sanitaria locale, di preferenza presso i servizi dei consultori familiari ove esistenti, sia istituito un servizio di mediazione familiare, ad accesso libero e gratuito, idoneo a svolgere il tentativo obbligatorio di mediazione familiare. Un elemento fondamentale e imprescindibile è infine l'introduzione del carattere obbligatorio della mediazione familiare e di almeno tre colloqui di mediazione come condizione di procedibilità nelle controversie di separazione personale in presenza di figli minorenni, nelle procedure di negoziazione assistita per la separazione personale dei coniugi di cui all'articolo 6 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, e nei procedimenti di regolamentazione della potestà genitoriale, regolati dall'articolo 316 del codice civile, di competenza del tribunale per i minorenni. Se è infatti vero che il percorso di mediazione familiare necessita del carattere della volontarietà per poter essere perseguito con la necessaria efficacia, è altrettanto vero che difficilmente la coppia accederà alla mediazione senza un'adeguata informazione sulla stessa e sulle sue potenzialità. Dagli incontri obbligatori con il mediatore può conseguire l'instaurazione di un percorso comune per addivenire a un accordo condiviso, equilibrato e duraturo fra le parti riguardo l'organizzazione dei rapporti personali e patrimoniali fra i genitori e i figli minorenni dopo la cessazione della convivenza, garantendo la continuazione di un rapporto genitoriale idoneo a soddisfare i bisogni affettivi e materiali dei figli.. 1 (Finalità) 1 La finalità della presente legge è sostenere la genitorialità in caso di separazione o di cessazione di una convivenza, tramite lo strumento della mediazione familiare e conformemente alle convenzioni e alle raccomandazioni dell'Unione europea, affinché tutte le madri e i padri possano rimanere in condizione di cogenitorialità, anche in caso di separazione di coppia, al fine di garantire il superiore interesse affettivo, educativo e materiale dei figli. 2 (Caratteristiche della mediazione familiare) 1 La mediazione familiare in materia di separazione personale dei coniugi è l'attività in cui un terzo professionista qualificato, indipendente ed equidistante dalle parti, il mediatore familiare, fornisce colloqui di sostegno alla genitorialità finalizzati a migliorare la comunicazione e a cercare accordi sulla nuova organizzazione familiare conseguente alla separazione personale dei coniugi o alla cessazione di una convivenza, con riguardo al superiore interesse educativo, affettivo e materiale del figlio o dei figli minorenni e nel rispetto della normativa vigente in materia. 2 Il mediatore familiare opera per ristabilire o per rafforzare la comunicazione fra i coniugi nella fase pre-separativa, al fine di pervenire a un accordo condiviso, equilibrato e duraturo fra le parti riguardo l'organizzazione dei rapporti personali fra i genitori e i figli minorenni dopo la cessazione della convivenza, garantendo la continuazione di un rapporto genitoriale idoneo a soddisfare i bisogni educativi, affettivi e materiali dei figli. 3 Il procedimento di mediazione familiare è informale e riservato; nessun elemento, atto o documento relativo alla procedura di mediazione può essere prodotto in un eventuale giudizio; nessun soggetto può essere chiamato a testimoniare su circostanze relative al procedimento di mediazione familiare svolto. 4 La mediazione familiare si pone i seguenti obiettivi: a aiutare la coppia genitoriale a elaborare un progetto condiviso e consensuale di cogenitorialità nella separazione attraverso una metodologia mirata alla gestione del conflitto avendo come obiettivo specifico l'interesse dei figli; b garantire ai figli il mantenimento di rapporti significativi e regolari con entrambi i genitori, ricevendo cure, affetto, educazione e istruzione; c aiutare la coppia genitoriale a cogliere i bisogni e le manifestazioni emotive dei figli evitandone la strumentalizzazione nel conflitto; d prevenire negligenze e violenze psicologiche, anche inconsapevoli, che possono esporre i figli al rischio di danni emotivi, nonché di comportamenti sociali devianti. 3 (Mediatore familiare) 1 Gli operatori del servizio di mediazione familiare, pubblico o privato, e i mediatori familiari liberi professionisti idonei a eseguire le attività di mediazione di cui alla presente legge devono essere in possesso di laurea specialistica in discipline psicologiche, pedagogiche o giuridiche, nonché di una formazione specifica e certificata per l'esercizio della mediazione familiare di almeno 250 ore ripartite in modo tale da favorire l'assimilazione delle competenze acquisite.