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la terza ondata in quei giorni imporrebbe un rinvio della data del 14 febbraio, persino se non scattassero nuovi provvedimenti da "zona rossa", essendo impensabile chiudere la gente in casa, serrare le saracinesche, allontanare gli studenti dalle scuole e poi chiedere di andare alle urne. È evidente che tutto questo si traduce in una esclusione dal voto, che parrebbe addirittura programmata, delle formazioni politiche non già presenti nel Consiglio regionale o in Parlamento, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo voglia intraprende, al più presto possibile, affinché la data del 14 febbraio 2021 sia spostata almeno all'ultimo giorno utile previsto dal Governo, ovvero il 14 aprile 2021; in alternativa, se voglia adoperarsi al fine di accorpare le elezioni regionali calabresi con quelle amministrative previste per la tarda primavera del 2021, per una maggiore sicurezza ed un più agevole esercizio del diritto di partecipazione democratica e dei diritti di elettorato passivo. Atto n. 3-02185 SEGRE DE PETRIS MARILOTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che: a breve avrà inizio la campagna di vaccinazione di massa per arginare la drammatica pandemia in corso e tutelare il maggior numero possibile di cittadini e cittadine; la campagna di somministrazione del vaccino è stata opportunamente organizzata secondo alcune riconosciute priorità: dal personale medico e infermieristico , alle persone di età superiore a sessant'anni, ai malati cronici e affetti da più patologie, ad insegnanti e forze di polizia e comunque a quanti vivano o lavorano in condizioni in cui è impossibile assicurare il distanziamento sociale; appare, altresì, necessario comprendere anche le persone affette da fragilità o comunque in condizioni tali da comportare un'elevata complessità assistenziale, nonché beneficiarie dell'amministrazione di sostegno ai sensi della legge 9 gennaio 2004, n. 6; considerato che: nelle circa 200 carceri italiane vivono e lavorano oltre 100.000 persone, oltre a detenuti e detenute, anche operatori di Polizia penitenziaria, personale socio-sanitario, amministrativo e di direzione; dai dati forniti dal Ministero della giustizia e ripresi dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà e dall'Osservatorio Carcere dell'Unione camere penali italiane, risultavano a metà dicembre 2020, 1.023 persone contagiate, per lo più asintomatiche, di cui solo 31 ospedalizzate. Mentre fra il personale amministrativo e gli agenti di Polizia penitenziaria risultano rispettivamente 810 e 72 contagiati; appare drammaticamente evidente come il carcere, nonostante le misure predisposte per il contenimento, sia uno dei luoghi in cui sono più alte le possibilità di contagio e diffusione, anche all'esterno, del contagio stesso; considerato infine che al momento, in ambito carcerario risulta prevista la prioritaria vaccinazione anti COVID soltanto del personale di Polizia penitenziaria, in quanto personale delle forze dell'ordine, previsione che per altro non tiene adeguato conto del fatto che lo Stato ha un preciso obbligo di garanzia nei confronti delle persone che sono affidate alla sua custodia durante tutto il periodo della detenzione negli istituti di pena, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo non ritengano urgente la predisposizione di un piano vaccinale per detenuti e personale che lavora nelle carceri; se non si ritenga altresì che, proprio per i rischi congeniti, l'insieme delle persone che vivono e lavorano nelle carceri debba essere inserito sin dall'inizio fra le categorie sottoposte con priorità alla campagna di vaccinazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04644 PERGREFFI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che a quanto risulta all'interrogante : da oltre un anno nel comune di Romano di Lombardia (Bergamo) scorrazza una banda di una quindicina di minori di origine straniera; questa baby gang , come da denunce della Polizia locale, è ritenuta responsabile di vari reati, da rapine, minacce, aggressioni, a furti e vandalismi; a marzo 2019 il presunto capobanda, dopo vari furti, con la tecnica del branco, nei supermercati e minacce ai dipendenti e alla clientela, veniva fermato per rapina a un cliente ultrasessantenne con un coltello e una pistola elettrica taser ; ad aprile 2019 in pieno centro quattro componenti della banda avvicinavano un passante, puntandogli un coltello in faccia per farsi consegnare soldi e cellulare; a giugno 2019, identificati dalle telecamere, venivano denunciati alla Procura dei minori di Brescia un romeno di 14 anni, un marocchino di 15 e un albanese di soli 12 anni, per furti di biciclette e risse; la banda da mesi terrorizza anche i ragazzi del paese con continui furti di cellulari e minacce, che spesso non vengono nemmeno denunciati per paura di ritorsioni, come avvenuto con l'aggressione, il 26 maggio, davanti al municipio a tre ragazzi coetanei, tanto da costringere gli studenti delle scuole medie a chiudersi in casa per timore di venire aggrediti e rapinati; l'8 maggio un 12enne albanese e un 14enne romeno erano stati fermati, perché sottraevano biciclette dal bicipark della stazione, mentre pochi giorni dopo insieme a un 16enne marocchino venivano identificati, mentre cercavano di forzare il deposito del bar dell'oratorio parrocchiale; nelle scorse settimane la gang ha minacciato un operatore della sosta al mercato e alcuni membri della banda erano stati fermati con piccole quantità di stupefacenti; la sera del 22 novembre 2020 i tre capi della banda venivano denunciati ancora dalla Polizia locale per la rapina ad un pony pizza 18enne, poi sfumata per l'intervento di un agente fuori servizio di passaggio nella zona; nonostante le innumerevoli denunce, anche di recente, violando le disposizioni di coprifuoco, si sono resi protagonisti di vandalismi alla capanna di Babbo Natale allestita nel centro del paese, come accertato dalle riprese della videosorveglianza; messi di fronte alle proprie responsabilità i ragazzini della gang hanno sempre assunto un atteggiamento sprezzante contando di farla franca, oltre che per la giovane età, per il clima di omertà e paura che si è creato tra le vittime; constatato che: a carico di questi minori di origine straniera vi sono diverse denunce alla Procura dei minori per gravi reati quali rapina, furto, aggressioni, minacce, vandalismi; a tutt'oggi non risulta essere stato preso alcun provvedimento da parte della Procura dei minori di Brescia, si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risulti il motivo per il quale la Procura dei minori dopo quasi due anni dalle prime denunce e vista la persistente recividità, non abbia ancora valutato dei provvedimenti nei confronti dei minori, ora tutti in età perseguibile dal punto di vista giudiziario. Atto n. 4-04645 BINETTI Al Ministro dell'istruzione Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: R.C. è stato assunto dal Ministero dell'istruzione con mansioni di "bidello", nonostante avesse dei precedenti penali specifici: due sentenze di condanna per abusi sessuali nei confronti di minore;