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Rimane ancora pregnante, però, la necessità di superare l'antistorica distinzione fra vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni raccomandate per conseguire l'obiettivo di porre tutte le vaccinazioni inserite nel calendario vaccinale sullo stesso piano. Per uscire fuori dalla diversità di offerta vaccinale fra regione e regione, inoltre, occorre una norma che dia obbligatorietà alle vaccinazioni per i minori e che dia uniformità di comportamenti sull'intero territorio nazionale. Occorre altresì prevedere una equa ripartizione del Fondo per le vaccinazioni e attivare una anagrafe vaccinale informatizzata nazionale. Non da ultimo, poi, in un'epoca in cui la comunicazione è primaria, stanti i ricorrenti interventi disinformativi in tema di vaccinazioni, occorre avviare in tempi rapidi una campagna di informazione e di sensibilizzazione a livello nazionale e locale. È noto che i bimbi che frequentano una comunità presentano un rischio più elevato di contrarre malattie infettive. In assenza di adeguate coperture vaccinali detto rischio tende ad aumentare sensibilmente. Per questo non è più derogabile l'obbligo di vaccinare i bambini poiché essi stessi hanno bisogno di essere tutelati e protetti. L'introduzione di norme coercitive, allora come ora, oltre a contribuire al contenimento delle spese sanitarie, è indispensabile per prevenire il rischio di nuove epidemie. La riduzione delle coperture vaccinali fin qui registrata, infatti, pur non rappresentando un pericolo imminente di epidemia, potrebbe, se non arginata in tempo, portare a conseguenze catastrofiche, stante la molteplicità di occasioni di incontro, quindi di contatto, cui vanno incontro i minori oggi (attività didattiche e ludiche, sport, svago, recitazione, musica, ballo, eccetera). Tuttavia, poiché nessuna imposizione -- è noto -- può dare risultati concreti se non è accompagnata da un adeguato grado di conoscenza e di fiducia fra le persone, l'obbligo vaccinale non può prescindere da una ritrovata e consapevole fiducia dei genitori nelle istituzioni (che detto obbligo impongono) e da adeguati atti informativi e formativi predisposti ed erogati proprio dalle strutture sanitarie preposte ad effettuare le vaccinazioni in collaborazione con gli ordini dei medici e dei farmacisti. L'incontro tra l'obbligo, la fiducia, l'informazione e la conoscenza è, infatti, l'unica combinazione in grado di produrre effetti positivi sulla salute pubblica. Il presente disegno di legge si propone pertanto di rendere effettiva l'obbligatorietà delle vaccinazioni per i minori, di favorire la messa in campo di adeguati incontri informativi per i genitori e di prevedere risorse aggiuntive per l'acquisto dei nuovi vaccini. In quest'ottica si è ritenuto di considerare utilmente il nuovo Calendario vaccinale per fascia d'età -- primo anno, secondo anno, infanzia (cinque-sei anni) -- in particolare, indicato nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2017. Il presente disegno di legge si propone, altresì, di istituire una banca dati per ciascuna regione e un Servizio nazionale anagrafe vaccini al fine di monitorare l'affluenza di tutti i dati relativi alle vaccinazioni in età scolare e presecolare al fine di migliorare ulteriormente il servizio.. 1 (Obbligatorietà vaccinale) 1 L'articolo 47 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Art. 47. - 1 . Al fine di tutelare la salute dei cittadini, costituisce requisito per l'accesso ai servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, nonché alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, l'avere assolto agli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente. 2 . I dirigenti dei servizi e delle scuole di cui al comma 1 sono tenuti, all'atto dell'iscrizione, a richiedere la presentazione della certificazione vaccinale accompagnata dall'indicazione della struttura del Servizio sanitario nazionale competente all'effettuazione delle vaccinazioni medesime. 3 . Ai fini dell'accesso di cui al comma l gli obblighi vaccinali devono essere omessi o differiti solo in caso di accertato pericolo per il minore e in relazione a specifiche condizioni cliniche. 4 . La mancata certificazione, in assenza delle condizioni riportate al comma 3, comporta il rifiuto all'accesso ai servizi educativi e ricreativi, pubblici e privati, nonché alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private». 2 (Informazione ed educazione sanitaria) 1 I Ministeri della salute e dell'istruzione, dell’università e della ricerca, d’intesa con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il parere delle federazioni degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonché degli ordini dei farmacisti italiani, definiscono e attuano annualmente almeno una campagna nazionale di comunicazione per informare sull'efficacia dei vaccini, sui danni causati dalle malattie e sugli eventuali rischi derivanti dalle vaccinazioni. 2 Gli enti locali definiscono e patrocinano campagne di informazione da effettuare almeno una volta l'anno presso le scuole di ogni ordine e grado, le farmacie, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per informare sull'efficacia dei vaccini, sui danni causati dalle malattie e sugli eventuali rischi derivanti dalle vaccinazioni. 3 Le strutture del Servizio sanitario nazionale competenti all’effettuazione delle vaccinazioni, d'intesa e in collaborazione con gli ordini provinciali dei medici di medicina generale e dei farmacisti, nonché delle organizzazioni rappresentative dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e delle farmacie pubbliche e private convenzionate, hanno l'obbligo di predisporre appositi incontri, tenuti da personale specializzato con i genitori dei minori, per informarli sull'efficacia dei vaccini, sui danni causati dalle malattie e sugli eventuali rischi derivanti dalle vaccinazioni. 3 (Organizzazione) 1 Ciascuna azienda sanitaria locale determina il numero dei posti di personale necessario al dipartimento di prevenzione per l'attuazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), di cui all’intesa tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano 19 gennaio 2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2017. 2 La mobilità del personale interno delle aziende sanitarie locali costituisce strumento per la copertura dei posti eventualmente vacanti. 4 (Banca dati) 1 Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono una banca dati delle vaccinazioni in età scolare e prescolare al fine di monitorare l'andamento delle vaccinazioni e migliorare il livello di assistenza. 2 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono annualmente i dati vaccinali raccolti al Servizio nazionale anagrafe vaccini (SNAV) costituito presso il Ministero della salute entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge al fine di raccogliere i dati delle banche dati regionali.