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Disposizioni per il sostegno, il rilancio e la promozione del turismo, nonché deleghe al Governo in materia di turismo. Onorevoli Senatori . – Il turismo italiano, settore su cui si sono maggiormente riversate le conseguenze dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, si prepara ad affrontare quella che è stata definita come « l'estate horribilis », forse la peggiore degli ultimi venti anni. Nonostante la ripresa della mobilità, a livello nazionale e internazionale, i dati indicano infatti una stima di 12,8 milioni di viaggiatori in meno e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto all'estate 2019. Si tratta di perdite pesantissime se inserite in un contesto più generale in cui i primi effetti economici sui flussi turistici si sono registrati già nel mese di febbraio, per arrivare al totale azzeramento di tutte le attività in concomitanza dei provvedimenti di lockdown adottati dal Governo per fronteggiare l'emergenza epidemiologica. Con il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, infatti, le strutture ricettive extra-alberghiere sono state considerate attività non essenziali e, salvo eccezioni, hanno chiuso. Le strutture alberghiere hanno continuato ad operare ma, nella maggior parte dei casi, solo formalmente, sospendendo di fatto anch'esse ogni attività. Uno scenario simile si è potuto osservare anche in altri settori fortemente dipendenti dalla domanda attivata dai turisti, come il commercio, la ristorazione e i trasporti, anch'essi oggi in profonda sofferenza. L'epidemia ha messo letteralmente in ginocchio il settore. Il turismo in Italia vale il 13 per cento del PIL, con un contributo diretto e indiretto pari a 223 miliardi di euro, comportando alti livelli di occupazione, oltre 4,2 milioni di lavoratori. Per ben comprendere quale sia l'impatto dell'epidemia da COVID-19 sul turismo, per poter mettere in campo strategie che vadano oltre l'anno 2020, in un'ottica non più emergenziale, ma di ripresa e sviluppo del settore, è utile partire dai dati pubblicati nell'ultimo rapporto dell'ISTAT proprio sull'impatto del COVID-19 sul turismo medesimo, da cui si evince che senza l'emergenza COVID-19 nel trimestre marzo-maggio 2020 si sarebbero realizzati: 81 milioni di presenze (il 18,5 per cento del totale annuale), il 23 per cento delle presenze annuali di stranieri e il 20,3 per cento delle presenze annuali in strutture alberghiere, e si sarebbero guadagnati: 9,4 miliardi di euro (spesa dei turisti stranieri) pari al 21,4 per cento della spesa annuale dei turisti stranierei e al 16 per cento della spesa annuale dei turisti italiani. Parliamo dunque di un settore assolutamente strategico per l'economia italiana, che necessita dell'urgente adozione di un piano di sostegno e rilancio supportato da adeguate risorse economiche. Questo è l'obiettivo che intende perseguire il presente disegno di legge. Lo stesso si compone di 17 articoli suddivisi in quattro capi. Il capo I disciplina gli interventi che possono assicurare alle imprese di settore la liquidità necessaria per affrontare l'attuale fase emergenziale. L'articolo 1 concede per gli anni 2020 e 2021 un contributo a fondo perduto agli operatori del settore turistico e ricettivo per fronteggiare gli effetti della crisi dovuta all'emergenza da COVID-19. Gli articoli 2 e 3 intervengono sull'esonero dal pagamento dell'IMU e della TASI. Gli articoli 4 e 5 intervengono sull'estensione delle misure del fondo di garanzia salariale per i lavoratori del comparto turistico ed incentivano le riassunzioni dei lavoratori stagionali nelle aree a forte vocazione turistica. L'articolo 6, al fine di rendere nuovamente attrattivo il nostro Paese, agendo sul canale del commercio e del made in Italy , introduce un abbassamento della soglia minima del tax free shopping per il recupero dell'IVA da parte dei turisti stranieri sugli acquisti effettuati in Italia. Gli analisti concordano sulla previsione che la ripresa del mercato non avverrà prima dell'inizio del 2021 e che la pandemia abbia bruciato 60 anni di turismo. Uno studio del Cerved Group ha stimato che l'emergenza COVID-19, se fosse finita a maggio, avrebbe bruciato un giro di affari, tra il 2020 e 2021, di 275 miliardi di euro, mentre si stimano perdite per 641 miliardi di euro, qualora durasse invece fino al prossimo dicembre. La stessa Commissione europea nel definire il quadro temporaneo delle misure per gli aiuti di stato (comunicazione 2020/C 91 I/01) ha sottolineato come il turismo sia tra i settori maggiormente colpiti dalle restrizioni che sono state via via adottate dagli Stati membri per fronteggiare l'emergenza. Gli interventi hanno tutti un carattere diretto ed immediato a favore del comparto turistico e impegnano risorse per un ammontare pari a 4,5 miliardi solo per l'anno 2020. Il capo II detta misure per il rilancio delle attività turistiche e ricettive e delle professioni turistiche. L'articolo 7 introduce una detrazione delle spese sostenute nei periodi di imposta 2020 e 2021 per l'acquisto di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistiche e ricettive, nonché per l'acquisto di biglietti per manifestazioni, rappresentazioni musicali, teatrali, proiezioni cinematografiche, mostre e disposizioni, sostenuto nel periodo di svolgimento della vacanza. L'articolo 8 ripristina per gli anni 2020 e 2021 il credito di imposta per le ristrutturazioni. L'articolo 9 estende la possibilità di utilizzare da parte delle imprese turistiche e della ristorazione i contratti di prestazione di lavoro occasionale. L'articolo 10 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la revisione e l'aggiornamento della disciplina della professione di guida turistica. L'Italia offre un patrimonio culturale esteso ed estremamente ricco, che necessita di essere valorizzato al meglio, attraverso il riconoscimento della professionalità di coloro che sono chiamati ad illustrarlo, esaltandone la bellezza in tutti i suoi aspetti, anche in relazione al contesto demo-etno-antropologico, paesaggistico ed enogastronomico che caratterizza ciascun territorio. Questo specialmente in un momento particolarmente difficile come quello attuale. L'articolo 11 interviene in materia di canoni di concessione demaniale marittima, mentre l'articolo 12 introduce disposizioni per l'adeguamento alla normativa antincendio delle strutture ricettive. Il capo III contiene una delega al Governo in materia di turismo per far ripartire il settore attraverso la generale revisione della normativa di settore, nonché l'ammodernamento dell'offerta turistica italiana. L'articolo 13, al comma 2, individua princìpi e criteri direttivi cui il Governo dovrà attenersi nell'esercizio della delega stessa. In particolare, si prevede: