[sommcomm]

La senatrice SUDANO ( PD ) illustra l'ordine del giorno G/909/78/8 e 13 che chiede di adottare misure a supporto dei territori colpiti dagli eventi calamitosi verificatisi a seguito delle precipitazioni eccezionali occorse tra i mesi di ottobre e novembre di quest'anno. Interviene il sottosegretario per rendere noto che il Consiglio dei Ministri si appresta a riunirsi per decretare lo stato di emergenza in tutte le zone citate. Il PRESIDENTE propone di passare all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'Articolo 1. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) chiede di poter effettuare un solo intervento sul complesso degli emendamenti presentati, riservandosi poi di approfondire le singole proposte in sede di dichiarazione di voto. Il PRESIDENTE , acconsentendo alla richiesta, propone quindi di svolgere un'unica discussione per l'illustrazione di tutte le proposte emendative. Le Commissioni riunite unanimi convengono. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) si sofferma innanzitutto sul tema di Genova, apprezzando il fatto che il vice ministro Rixi abbia riconosciuto come il testo iniziale, la cui genesi peraltro non è stata immune da incertezze, avesse profili critici e come l'iter alla Camera abbia apportato correzioni e migliorie. A suo avviso tutta la gestione dell'emergenza è stata costellata di errori, che gli emendamenti del proprio Gruppo, incentrati sul merito delle questioni, sono intesi a correggere: infatti, ad oggi non è iniziata la demolizione, la procedura da seguire resta incerta, e i tempi prospettati per la ricostruzione sono assolutamente irrealistici. Passando alle norme su Ischia, dà conto di emendamenti soppressivi dell'articolo 25. Precisa al riguardo, svolgendo le considerazioni che avrebbe voluto avanzare nella seduta di mercoledì se gli fosse stata data la parola che, mentre il sisma di Ischia rappresenta un'emergenza, tale non si può definire il condono, che può sì riguardare piccole e marginali situazioni su cui è necessario dare risposte, ma che corrisponde anche all'idea di abuso: ricorda al riguardo il caso dell'unico palazzo crollato, sopraelevato illegalmente di un piano. Quello dell'isola è stato un piccolo terremoto, che però ha provocato dei morti proprio a causa dell'abusivismo: il governo guidato dal proprio partito non ha adottato una norma come quella in discussione perché contrario ai condoni. Avrebbe preferito che si stabilisse l'impossibilità di condonare alcunché per dare un segnale all'Italia nel senso che abuso e rischio vanno di pari passo e l'unica soluzione sono le demolizioni: è sicuro peraltro che molti, nella maggioranza, la pensino come lui. Circa il tema dei fanghi di depurazione di cui all'articolo 41, ne afferma l'indubbia rilevanza ma dissente nel merito della soluzione, perché, a suo avviso, certe soglie restano in ogni caso troppo elevate (il tema degli idrocarburi è particolarmente sensibile per la sua regione, la Basilicata) e il risultato è che, a seguito dell'emanazione del decreto, si possono legittimamente sversare più sostanze di quanto fosse consentito prima; per questo ha presentato un emendamento soppressivo dell'articolo. Condivide anche l'ordine del giorno presentato dai senatori La Mura e De Bonis che, se formulato in termini di emendamento, avrebbe senz'altro il proprio voto. Illustra infine le proposte relative alla Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSF), invitando a tale riguardo il Governo ad assumere una linea univoca. Sono notizia di ieri infatti le dimissioni dell'amministratore delegato di Anas in polemica con la contrarietà dell'Esecutivo all'accorpamento tra la gestione di strade e ferrovie. Pur non condividendo tale linea, ne riconosce tuttavia la legittimità politica. Ciò però contrasta con quanto operato dal decreto-legge, laddove l'esistente agenzia in materia di sicurezza ferroviaria viene trasformata in un'agenzia, l'ANSFISA, competente anche in materia di strade e autostrade. Gli emendamenti del proprio gruppo, soppressivi o modificativi, sono volti a favorire la coerenza in particolare con l'istituzione di una separata agenzia per strade e autostrade, posto peraltro che l'ANSF non ha competenze per occuparsi anche di un settore le cui problematicità sono drammaticamente evidenti. Il PRESIDENTE rende noto di avere ricevuto la richiesta di sospendere i lavori a motivo dell'imminente inizio della seduta di interrogazioni a risposta immediata in Aula. Si svolge un breve dibattito all'esito del quale le Commissioni riunite unanimemente convengono di proseguire con l'illustrazione degli emendamenti, restando ferma la facoltà, per i senatori che lo desiderino, di assentarsi per partecipare alla seduta dell'Assemblea. Il senatore FERRAZZI ( PD ) interviene in sede di illustrazione degli emendamenti a sua firma, soffermandosi innanzitutto sulle disposizioni del Capo I del decreto-legge in conversione relative agli interventi urgenti per il sostegno e la ripresa economica del comune di Genova a seguito della vicenda del crollo del ponte Morandi. A questo proposito sottolinea, in linea generale, come appaia a dir poco discutibile la scelta del Governo di inserire nel provvedimento di urgenza in titolo un numero così cospicuo e rilevante di disposizioni, che con la situazione genovese nulla hanno a che vedere, da far sì che queste disposizioni rappresentino più dei due terzi del decreto-legge. Tale scelta non solo risulta assolutamente non condivisibile nel merito, ma altresì contraddittoria rispetto al dichiarato intendimento di assicurare la massima rapidità possibile alla attuazione degli interventi per la città di Genova. Più in particolare gli emendamenti presentati dal suo Gruppo al citato Capo I sono volti a rafforzare l'efficacia e l'incisività delle previsioni del decreto in tema di tutela del diritto all'abitazione, di messa in sicurezza e gestione delle tratte autostradali, di sostegno alle imprese danneggiate e al reddito dei lavoratori, nonché al fine di rendere più funzionali e operativi gli interventi relativi alla zona logistica semplificata per il porto di Genova e all'istituzione della zona franca urbana. Passando alle questioni relative all'articolo 25 del decreto-legge, sulle quali si è concentrata parte significativa del dibattito, il senatore Ferrazzi ribadisce la contrarietà della sua parte politica a qualsiasi intervento normativo che sia qualificabile come condono. A questo proposito richiama ancora una volta l'attenzione sulla differenza fra la nozione di condono in senso proprio e i provvedimenti di sanatoria previsti degli articoli 36 e 37 del Testo unico in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, avendo questi ultimi provvedimenti portata più circoscritta ed essendo subordinati alla conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento sia al momento della presentazione della domanda. In questa prospettiva appaiono non condivisibili le modifiche apportate all'articolo 1- sexies del decreto-legge n. 55 del 2008 dall'articolo 39- ter del decreto-legge in titolo, in quanto tali modifiche finiscono per ampliare in modo significativo l'ambito di operatività della sanatoria ivi prevista in deroga alle disposizioni del citato Testo unico.