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è evidente che il fenomeno delle baby gang ha assunto, da tempo, dimensioni preoccupanti in tutta Italia e la semplice identificazione dei minorenni coinvolti spesso non è sufficiente ad avviare un percorso di recupero e di rieducazione per questi giovanissimi, sovente provenienti da situazioni di disagio sociale e familiare, si chiede di sapere: di quali dati il Ministro in indirizzo disponga in relazione al fenomeno delle baby gang in tutta Italia e, in particolare, in Emilia-Romagna; quali iniziative normative intenda adottare al fine di avviare immediatamente i minori denunciati ad un percorso di rieducazione e di riabilitazione, coinvolgendo le famiglie e i servizi sociali, evitando così di vanificare gli sforzi delle forze dell'ordine che, pressoché quotidianamente, procedono all'identificazione di decine di minori a vario titolo coinvolti in tali fenomeni. Atto n. 4-04745 DORIA LUNESU FLORIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: con decreto interministeriale di Ministero dello sviluppo economico e Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 30 dicembre 2020, la SOGIN S.p. A., società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, ha ricevuto il nulla osta per la pubblicazione della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) ai fini della realizzazione del deposito nazionale per il combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, come previsto dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, modificato dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45, e dal decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11; nonostante la CNAPI fosse pronta da tempo, è stata fatta uscire nottetempo, in piena emergenza sanitaria e senza i necessari chiarimenti e informazioni, anticipata da comunicazioni informali che sono circolate prima del comunicato stampa sul sito del Ministero dell'ambiente relativo alla pubblicazione della CNAPI e al conseguente avvio della consultazione pubblica necessaria per la definizione della carta nazionale delle aree idonee (CNAI) alla realizzazione del deposito nazionale; la CNAPI individua 67 aree potenzialmente idonee sul territorio nazionale, dislocate in 7 regioni, di cui 14 in Sardegna; la Sardegna nel referendum popolare del maggio 2011 con un'affluenza del 60 per cento degli aventi diritto si è pronunciata con un voto plebiscitario del 97 per cento contro lo stoccaggio di scorie radioattive sul proprio territorio e, il 7 gennaio 2021, il Consiglio regionale ha ribadito all'unanimità il no della Sardegna al deposito delle scorie nella regione; considerato che: la questione del deposito nazionale per il combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi è particolarmente delicata e fonte di preoccupazione per i territori e per i cittadini interessati e il metodo adottato dal Governo è alquanto discutibile in termini di mancato preavviso e assenza di chiarimenti ed informazioni fornite ai territori e alle comunità interessate; questo comportamento del Governo ha alimentato tensioni sociali e preoccupazioni nella popolazione nonché prese di posizione e critiche da parte delle Regioni e dei Comuni coinvolti, già particolare provati dall'emergenza sanitaria in corso; alcune proposte di ubicazione sollevano evidenti dubbi, in particolare per i siti della Sardegna che sembrano contrastare con il criterio di efficacia delle vie di comunicazione primarie e delle infrastrutture di trasporto, si chiede di sapere: quali siano le motivazioni che hanno portato il Governo a non coinvolgere e informare adeguatamente e preventivamente le Regioni e gli enti locali interessati, considerando l'importanza e la delicatezza della questione e quali iniziative intenda adottare al fine di porre rimedio alle carenze di informazioni intervenute; se e come intenda garantire la massima condivisione con i territori interessati e un effettivo coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali in tutte le fasi successive alla CNAPI per l'identificazione dei siti definitivamente idonei, da inserire nella carta nazionale delle aree idonee, scongiurando imposizioni di scelte di livello centrale ai territori; se, in tale percorso, intenda approfondire la questione sull'opportunità di escludere l'ubicazione dei siti in Sardegna, considerando che tale scelta comporterebbe inevitabilmente il trasporto di rifiuti radioattivi per via marittima o aerea, con conseguenti ingenti costi e soprattutto elevati profili di rischio. Atto n. 4-04746 PAGANO Al Ministro dell'interno Premesso che: con l'approssimarsi della stagione invernale, ogni anno vengono messi in atto dalla Polizia di Stato specifici servizi di sicurezza e soccorso in montagna, nell'obiettivo di fornire una risposta alla domanda di sicurezza nel particolare contesto dei comprensori sciistici; generalmente nei mesi di maggio e giugno, la società impianti effettua una richiesta di personale della Polizia di Stato al Ministero dell'interno e conseguentemente viene firmato un accordo tra le parti per stabilire le modalità di fruizione del vitto e degli alloggi, che sono in carico alla società; solitamente, negli anni precedenti, verso la fine di novembre, il Centro addestramento alpino di Moena della Polizia di Stato, centro preposto alla formazione del personale nelle specialità alpine e organo tecnico per l'organizzazione del servizio di sicurezza e soccorso in montagna, chiama il personale selezionato per sottoporlo ad un periodo di aggiornamento di 5 giorni; nel momento in cui la società impianti decide di aprire la stagione, invia una richiesta via PEC al centro di addestramento e alla Questura competente per territorio; di conseguenza il centro di Moena scrive al Ministero il quale, senza ritardo alcuno, autorizza l'aggregazione del personale individuato in precedenza e si procede all'apertura dell'ufficio distaccato sulle stazioni di sci ospitanti; dopo la comunicazione di apertura al centro di addestramento alpino di Moena da parte della società e la successiva richiesta fatta dal centro agli affari generali del Ministero, quest'ultimo sembrerebbe non aver preso alcuna decisione; il centro di addestramento ha chiesto l'invio di 60 soccorritori per lavorare su 20 località sciistiche che hanno deciso di aprire per gli allenamenti degli atleti di interesse nazionale, come indicazioni date da Flavio Roda, presidente della federazione italiana sport invernali; nei giorni antecedenti al Natale, il Ministero ha chiesto ai questori interessati territorialmente se fosse necessario l'invio del personale sulle piste, nonostante la previsione di "zone rosse", anche per la gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e se ritenga che siano state rispettate tutte le procedure del caso; se non ritenga di prevedere un'implementazione di detto personale per la sicurezza ed il controllo del territorio. Atto n. 4-04747 DE POLI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze e per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: da fonti di stampa si apprende che Studiare Sviluppo S.r.l.