[resaula]

ma, se si entra nel merito della decisione oltre un certo limite, questa Presidenza non lo consentirà, per il rispetto dei ruoli e delle attribuzioni, di cui questa Presidenza è garante. Senatore Di Nicola, ovviamente può esprimere il suo parere e il tempo si è fermato; ma la pregherei di non mettere in difficoltà la Presidenza. DI NICOLA (M5S) . La ringrazio, Presidente, e invito a tener conto del tempo effettivo del mio intervento. Per questo credo ci siano i margini doverosi affinché il Senato sollevi di fronte alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione. L'invasione di campo di un organo giurisdizionale ha inflitto un vulnus al principio della separazione dei poteri e penso che il Consiglio di Presidenza abbia il dovere di promuovere questa iniziativa. Altrimenti - lo dico a tutti i componenti che ne contestano la decisione - meglio uscire dal Consiglio di Presidenza. (Commenti) . PRESIDENTE. Va bene, senatore Di Nicola. Però io davvero le chiedo... DI NICOLA (M5S) . Posso parlare, Presidente? PRESIDENTE . No, le spiego. C'è un ricorso, fatto da chi è competente a farlo, che ha toccato tutti questi argomenti. Quindi, le chiedo di stare nel merito della questione. L'ha detto e l'abbiamo capito, altrimenti sarò costretta a toglierle la parola. DI NICOLA (M5S) . Altri lo hanno fatto, Presidente. Comunque ritengo che questo sia il modo giusto per denunciare, di fronte al Paese, la gravità delle decisioni prese dagli organi presieduti dai senatori Caliendo e Vitali. (Applausi) . Dirò di più, Presidente: c'è un'altra vergogna sulla quale questo Parlamento continua a tacere. (Commenti) . PRESIDENTE . La discussione si è svolta finora con toni impegnati, ma molto adeguati al luogo, vediamo di concluderla. La Presidenza interviene quando lo ritiene opportuno. Prego, senatore Di Nicola. Il suo è un intervento in dissenso e la prego di concludere. DI NICOLA (M5S) . Dicevo, Presidente, che c'è un'altra vergogna in tema di pensioni, rispetto alla quale il Parlamento continua a tacere, utilizzandone tutti i privilegi, mentre potrebbe cancellarla in cinque minuti con una delibera del Consiglio di Presidenza. È quella delle doppie e triple pensioni, accanto ai vitalizi, che i parlamentari continuano a lucrare a danno dei cittadini, grazie allo scandalo dei contributi figurativi. (Commenti) . PRESIDENTE. La prego di concludere. Naturalmente è sin troppo ovvio che, interrompendo, il momento della conclusione rischia di essere ritardato. La prego di concludere, senatore Di Nicola. DI NICOLA (M5S) . Mi deve restituire il tempo dell'interruzione. PRESIDENTE. Gliel'ho già restituito e si è già fermato. Adesso la prego davvero di concludere. DI NICOLA (M5S) . Lo scandalo dei contributi figurativi. Come oggi ha ricordato l'ex presidente dell'INPS Boeri, ci sono centinaia di parlamentari che, versando appena il 9 per cento dei contributi, ottengono che l'INPS versi per loro quasi il 24 per cento. E poi parliamo di equità! Rispetto a questo non possiamo rimanere inerti, perché, mentre in quest'Aula i senatori si concedono privilegi odiosi, fuori ci sono cittadini disperati, senza lavoro e costretti a pagare la vergogna dei vitalizi e dei contributi figurativi. (Applausi. Commenti) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. (Commenti) . VITALI (FIBP-UDC) . State buoni. PRESIDENTE. Senatore Vitali, si rivolga alla Presidenza. VITALI (FIBP-UDC) . Sì, Presidente, perché si parla di democrazia, ma si vuole imbavagliare il Parlamento. PRESIDENTE. Non si preoccupi che il Parlamento in questo momento è liberissimo. Però, essendo già intervenuto, chiedo anche a lei di non entrare nel merito della decisione, come è già stato fatto per gli altri. (Commenti) . VITALI (FIBP-UDC) . Presidente, la sentenza è stata pubblicata e, quindi, è pubblica. Sono stati fatti interventi sulla sentenza e, siccome sono il relatore della sentenza, intervengo in dissenso anche per questo motivo. Non farò un comizio, come altri, perché i comizi li faccio in campagna elettorale; né citerò casi personali politici, perché anche questi non appartengono al dibattito civile in quest'Aula. Voglio soltanto dire alla presidente Taverna che esiste l'articolo 57, ma esiste anche l'articolo 3 della Costituzione, per il quale ogni cittadino deve essere trattato alla stessa maniera e, allora, se ci sono delle leggi - una di queste è stata fatta dal MoVimento 5 Stelle; mi riferisco all'articolo 18- bis del decreto-legge n. 4 del 2019 - che consente ai condannati non per reati gravi di continuare a mantenere la pensione e l'assegno, non ho capito per quale motivo il parlamentare debba essere trattato in maniera peggiore di un qualunque cittadino. ( Commenti ). Fatemi parlare! Concludo perché mi aspetto che qualcuno chieda scusa per quegli slogan , chiaramente se c'è onestà intellettuale; se non c'è onestà intellettuale, ognuno fa ciò che vuole. Voglio soltanto citare un passo della sentenza. PRESIDENTE . No, le tolgo la parola. La Presidenza deve garantire la separazione dei ruoli. Se lei entra nel merito della sentenza, sono costretta a toglierle la parola. Su questo la decisione è irrevocabile. VITALI (FIBP-UDC) . Non cito la sentenza, però dico che il mio voto è in dissenso perché con la sentenza non è stato ridato il vitalizio ai condannati. Con la sentenza è stato stabilito che l' ex parlamentare deve avere un grado di onorabilità maggiore rispetto al cittadino e che le sanzioni vanno comminate dal legislatore interno (il Consiglio di Presidenza), ma tenuto conto dei principi di ragionevolezza stabiliti dalla Costituzione, come per tutti i cittadini, per garantire il rispetto della dignità e dei diritti umani. Questo dice la sentenza e questo è praticamente ciò che chiedono le mozioni. Per questo motivo voterò in dissenso. CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, a leggere le tre mozioni presentate potrebbe sembrare che tutti i partiti presenti in Aula siano contrari a dare i vitalizi a coloro che sono stati condannati. Leggetele; sono pressoché identiche e, tuttavia, i vitalizi sono stati restituiti a coloro che sono stati condannati per gravissimi reati. Allora, ai partiti presenti e, soprattutto, a chi sventola cartelli con la scritta «no ai vitalizi» dico che avete un modo specifico per far cessare tutto ciò: staccate la spina al Governo e fate andare a casa questa maggioranza indecente. Altrimenti, la sensazione è che queste mozioni e questi piagnistei siano un mero lavaggio delle coscienze.