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Semmai, gli ostacoli al lavoro del Senato vengono da altrove e oggi ne abbiamo avuto una prova. Oggi, infatti, dopo il provvedimento approvato in mattinata, doveva essere esaminato il decreto-legge n. 121 del 2021 sulle infrastrutture, arrivato in Senato all'ultimo momento perché la maggioranza governativa ha deciso di escludere il più possibile questo ramo del Parlamento da ogni tipo di intervento su tale provvedimento e già questo è assai in contrasto con la Costituzione. Addirittura quel poco di lavori che si devono fare in Commissione - siccome si sa che non si può intervenire, i lavori sono ridotti al minimo - hanno subito dei ritardi, per cui il provvedimento non è pronto. Con l'intervento del nostro capogruppo, senatore Ciriani, abbiamo chiesto di mantenere il calendario dei lavori che era previsto, secondo il quale tale provvedimento sarebbe stato discusso domani. Tale proposta ci è stata rifiutata, in quanto la maggioranza ha usato i suoi numeri, che corrispondono al 90 per cento abbondante del Senato, per respingerla. Indubbiamente questo non è il modo di agire. L'unica forza di opposizione costituita in Gruppo ha il dovere di partecipare ai lavori e deve poterlo fare nel modo migliore, in modo informato e da poter anche prendere al proprio interno delle decisioni che siano conformi a quello che noi riteniamo essere il bene del Paese. Questo ci è stato impedito e aumenta le nostre perplessità. Colleghi - come ho detto all'esordio - noi siamo perfettamente d'accordo nella difesa dell'ambiente, della natura e della biodiversità, ma il nostro territorio non è quello del Canada e in grandissima parte è frutto dell'interazione dell'uomo con la natura. Milioni di ettari del territorio del nostro Paese sono un patrimonio naturale straordinario e sono patrimonio dell'UNESCO; comunque, aldilà di questo riconoscimento, sono una risorsa anche paesaggistica straordinaria e lo sono perché c'è stata l'interazione dell'uomo con l'ambiente, che va in una direzione come nell'altra. La ridotta presenza umana nelle località di montagna - per esempio - ha fatto aumentare di gran lunga il territorio coperto da boschi e da foreste. Non si può pensare a un ambiente che esclude la componente umana, che rischia di considerarla come una sorta di disturbo alla natura. Di certo questo ragionamento non si può fare in Italia. Poco fa è intervenuto un autorevole senatore del MoVimento 5 Stelle, il maggiore Gruppo nel Senato, il senatore Toninelli, già Ministro, il quale ci ha detto che il provvedimento in esame implica anche andare verso cambiamenti delle abitudini alimentari, di ridurre o addirittura di abolire il consumo di carne. L'Italia - come è stato già ricordato dal collega - ha 112.000 aziende che vivono di allevamento e poi c'è tutta la filiera (non ci sono solo queste 112.000 aziende). Quindi, non possiamo far finta di essere in un altro Paese (Applausi) . Non possiamo far finta che contrastare qualunque tipo di attività economica sia una cosa che va da sola e non ha influenza su altri aspetti. Il rischio che è stato paventato è che il cambiamento della Costituzione possa avere delle conseguenze anche a livello di intervento da parte della magistratura rispetto - per esempio - a piani regolatori di Comuni, a piani di sviluppo. Se si mettono sullo stesso piano l'attività economica e l'ambiente, l'interpretazione che poi ne può derivare da parte di qualche magistrato, forse ideologizzato - posto che ci sia qualche magistrato ideologizzato - potrebbe portare a conseguenze per cui un sindaco, un consiglio o una giunta comunale, rischiano di trovarsi indagati per aver fatto un certo piano che, secondo la valutazione di qualcuno, ha dato troppo spazio allo sviluppo e troppo poco alla natura. Naturalmente poi ci si affida a giudizi, ne derivano anni di questioni e si possono creare problemi dal punto di vista degli investimenti dall'Italia o dall'estero. Se infatti c'è il rischio che le attività economiche subiscano delle particolari limitazioni, per di più non prevedibili dal momento che di limitazioni - come è giusto che sia - ce ne sono tante a legislazione vigente, qualche timore sugli sviluppi ha sicuramente le sue ragioni di essere. Per tali motivi avevamo chiesto di poter discutere il provvedimento secondo i tempi previsti e con noi concordati. Ciò non è stato possibile. Bisogna allora che la maggioranza, per quanto schiacciante dal punto di vista numerico, tenga conto nei suoi continui cambiamenti di programmi, pur essendo stati concordati, del fatto che c'è un'opposizione che vuole dare il suo contributo. Oggi - ad esempio - eravamo intenzionati a comportarci come ci siamo comportati alla Camera, e cioè proponendo la libertà di voto ai senatori componenti del Gruppo Fratelli d'Italia, di modo che ciascuno potesse esprimere le diverse sensibilità che vi sono sull'argomento proprio perché esso è importante, ma insidioso sotto alcuni aspetti. Il comportamento della maggioranza, i continui cambi di idea, i comportamenti che rifiutano il confronto, il Governo che non risponde alle interrogazioni e la maggioranza che non accetta la formazione di una Commissione d'inchiesta sulla sanità che si chiede da anni, che c'è sempre stata e che in questa legislatura è stata rifiutata, ci hanno costretto ad annunciare che non parteciperemo alla votazione. L'anticipazione di un provvedimento così importante, cambiando la Costituzione, peraltro con pochissimi senatori presenti in Aula - a quanto pare non lo ritengono così importante - solo perché si teme che domani i numeri si assottiglino perché, non fidandosi troppo della stragrande e schiacciante maggioranza, qualcuno potrebbe prendere la via di casa, ci ha portato ad annunciare che non parteciperemo alla votazione. E ribadiamo il nostro sostegno alla difesa per l'ambiente, ma al contempo la nostra perplessità su alcuni punti e alcune conseguenze possibili del disegno di legge di riforma costituzionale al nostro esame. (Applausi) . FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, il mio Gruppo ha già ripetuto nella dichiarazione di voto e nel voto del 9 giugno scorso quanto per il Partito Democratico sia fondamentale il voto che tra poco il Senato sarà chiamato ad esprimere. Le ultime parole che abbiamo udito dal senatore Malan, a nome del suo Gruppo, lasciano perplessi. Presidente, le obiezioni e il rispetto che naturalmente tutta l'Assemblea deve all'opposizione sono stati - a nostro avviso - assolutamente mantenuti. Devo anche dire che il testo è del tutto identico a quello che abbiamo votato il 9 giugno nell'Aula del Senato: non è stata cambiata una virgola. Ci sono stati quindi quattro mesi per approfondire il testo nel caso in cui ci fosse ancora qualcosa da approfondire. Rimango un po' stupito quando sento affermare ad esempio che l'ambiente esclude la componente umana. Ma quando mai? Il testo dice esattamente l'opposto, parlando di difesa e tutela della biodiversità degli ecosistemi e, dunque, della componente umana. Non c'è divisione e dicotomia alcuna tra l'uomo e l'ambiente che risponde a visione vecchie superate, grazie a Dio.