[resaula]

ma noi lo vogliamo fare cum grano salis , creando tutte le condizioni necessarie per gestire al meglio un fenomeno che potrebbe diventare inarrestabile se non lo si affronta in maniera seria e coinvolgente, partendo dagli accordi bilaterali a livello europeo, ma anche mondiale, passando dal mettere in atto ogni iniziativa mirata ad aiutare concretamente le persone a crescere e prosperare nel loro Paese (il famoso piano Marshall, che adesso forse serve più all'Italia che all'Africa), ma soprattutto a non essere turlupinate e prese in giro. Questa è la serietà, proprio per il profondo rispetto della dignità della persona umana e dei diritti fondamentali di ogni singola persona, secondo il medesimo concetto che stiamo cercando di far passare da noi in Italia, soprattutto oggi, in questo momento difficile: l'assistenzialismo fine a se stesso non serve a nulla, se non è affiancato da interventi e azioni concrete di investimento rispetto alla realizzazione di condizioni idonee a creare lavoro e rendere autonome le persone. Bisogna agire, di fronte all'aumento degli sbarchi che l'Italia sta vivendo, realizzando un piano di sostegno nei confronti di chi dovrà subire ancora il peso della gestione dell'accoglienza, che vede in prima linea i nostri sindaci e i nostri Comuni, soprattutto quelli più piccoli e più decentrati. (Applausi) . I sindaci siciliani, per esempio, che devono sopportare la prima ondata, e poi paradossalmente i sindaci del Nord più profondo, quelli dei Comuni più piccoli e più decentrati di montagna. Sindaci e Comuni agli antipodi in Italia, che si ritrovano a dover gestire situazioni ingestibili che innescano intolleranza e insofferenza, laddove intolleranza e insofferenza non è certo la prerogativa di chi abita territori naturalmente generosi. Negli anni scorsi in territori di montagna come il mio, i sindaci dei Comuni delle nostre valli si sono ritrovati a subire situazioni per cui dalla sera alla mattina le prefetture requisivano strutture e locali per trasformarli alla bell'e meglio in centri di prima accoglienza temporanei (ce ne sono ancora in piena attività) che poi, appunto, sono diventati permanenti, con paesini da cento abitanti che si sono ritrovati ad ospitare cento migranti senza un piano di integrazione. (Applausi) . Vi immaginate? Cento migranti, tra l'altro solitamente tutti dello stesso genere, quindi o tutti uomini o tutte donne, più spesso tutti uomini; ovviamente non credo che possiate immaginarlo, perché governare da dietro una scrivania non consente di vedere cosa succede nel Paese reale. Proprio per non dover far rivivere a territori già disagiati geograficamente ed economicamente ulteriori disagi e per tutelare parimenti le persone immigrate, noi avevamo già chiesto alla Camera e continuiamo a chiedere oggi in Senato al Governo di tenere conto del parere dei sindaci. Nella litania perenne che continuiamo a ripetere, i sindaci e il Parlamento sono la task force dimenticata. I sindaci sono la prima linea, conoscono i territori e il loro parere dovrebbe essere tenuto in assoluta considerazione. Ma la prerogativa di questa maggioranza di Governo è una e una sola: non ascoltare chi andrebbe ascoltato, ritrovandosi poi a prendere decisioni surreali e senza senso, addirittura smontando quello che la precedente maggioranza aveva costruito, come se Conte 1 e Conte 2 fossero due Presidenti del Consiglio diversi. Secondo me è un po' triste che per rimanere in maggioranza ci si vendano i principi. Decreto immigrazione ed eccezionalità e urgenza: entrando nel merito del decreto-legge, con questo provvedimento la norma diventa più aperta e rende meno respingente accedere. Considerando che non siamo mai riusciti a governare totalmente il fenomeno e che tanti sono i fattori influenti, in particolare per l'immigrazione dal Mediterraneo (si pensi alla Libia divisa in due, ai Paesi africani in piena guerra civile e affamati, al ruolo di tanti Paesi e ai tanti interessi, alla Turchia, all'America e alla Francia), è presumibile un aumento del numero dei migranti. Perciò non si è considerato l'aspetto più importante, quello pratico, vale a dire la necessità di inserire la previsione di maggiore spesa e non, come previsto, stanziamenti sostanzialmente invariati. E nemmeno si può dire, come in altri casi di spesa, che finiti i soldi finisce la spesa, perché queste sono azioni a rubinetto, come lo sono gran parte delle spese sanitarie. In Italia, per Costituzione, per civiltà e per cultura, non possiamo dire «opero di peritonite i primi dieci e gli altri li lascio morire»; lo stesso vale per i migranti. Quindi, come faremo quando saranno finiti i soldi? È possibile che non abbiate il benché minimo senso pratico, quell'attenzione del buon padre di famiglia che è il requisito minimo di chi amministra e di chi governa la cosa pubblica? Pertanto, nel provvedimento, come minimo, c'è da eccepire una carenza di copertura, che comporterà il disastro: le previsioni ex articolo 81 della Costituzione valgono solo per gli emendamenti intelligenti delle opposizioni e per il resto nulla. Quindi è una norma ideologica e di contrapposizione politica, questo lo capiamo, ma che almeno sia corretta, sia coperta e abbia i requisiti minimi. Non so se posso prendere qualche minuto in più. PRESIDENTE. No, ha dieci minuti. I suoi sono stati ricalcolati, senatrice. GALLONE (FIBP-UDC) . Vado velocissima: l'eccezionalità e l'urgenza sarebbe quella di cominciare a fare bene le cose per l'Italia, se vogliamo diventare un Paese davvero accogliente, perché se continua così saranno gli italiani a voler scappare. Ci basterebbe anche che un momento così prezioso, che saremo costretti a vivere lontani, come il Natale, non veda degli errori macroscopici: chiudere dal 24 al 27, come previsto; poi riaprire dal 28 al 30, poi richiudere dal 31. Io spero che siano boutade e illazioni giornalistiche, perché altrimenti saremmo alla follia. Rinsavite. Spero che questa maggioranza, se ci sono componenti che decidono di tirare fuori la testa dalla sabbia, rinsavisca e capisca che non è il tempo di un decreto immigrazione come questo. Ricordo - e concludo - che il provvedimento in esame aprirà le porte a tutti indistintamente e farà molto male ai migranti che davvero arrivano per necessità. Farà molto male a tutti perché il vero problema, come ha ricordato prima la collega Binetti, non è solo accogliere, ma integrare. Noi non gireremo mai la testa davanti alla reale sofferenza, ma cercheremo di usarla per creare le condizioni più vantaggiose per chiunque abbia diritto a una vita migliore. Non si fa una legge così, tanto per mettere una bandierina. Ci si appresta a votare con la fiducia un provvedimento che avrebbe invece bisogno di tempo, approfondimenti, accordi e intese forti. Colleghi, questo è il tempo di concentrarci su quanto dovremmo fare per evitare, un giorno non troppo lontano, di trovarci a invertire le parti e riprendere in mano noi la valigia di cartone, costretti ad abbandonare il nostro Paese, che è il più bello del mondo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto-+Eu-Az) .