[resaula]

Una manovra da circa 32 miliardi di euro, molto superiore rispetto a quella da 27 e 28 miliardi di euro degli ultimi anni, che potrà contare su una serie di misure, quali, ad esempio, l'aumento degli investimenti infrastrutturali e gli investimenti nel capitale umano, attraverso l'introduzione del reddito di cittadinanza, lo sblocco del turnover - contenuto del decreto-legge concretezza - e l'abolizione finalmente della legge Fornero, con quota 100. (Applausi dai Gruppi M5S e FI-BP) . Il rilancio delle infrastrutture sarà poi supportato da nuovi centri di progettazione centrali e decentrati, dallo svincolo degli avanzi di amministrazione degli enti locali e dalla riforma annunciata del codice degli appalti. Reddito di cittadinanza e quota 100 rappresentano per noi investimenti (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) e non semplici costi monetari, perché mirano a riqualificare il Paese e ad alleviare la povertà, a ridurre la disoccupazione e a garantire la pace sociale. Concludo, ringraziando il Governo e le forze politiche che lo sostengono, perché hanno dimostrato responsabilità e fermezza: responsabilità per aver dialogato con l'Europa e scongiurato la procedura di infrazione; fermezza per non aver rinunciato a soddisfare gli obiettivi e le promesse fatte in campagna elettorale. PRESIDENTE. Senatore Turco, la invito a concludere. TURCO (M5S) . Ritengo che la strada sia stata ormai segnata. Diversi saranno le insidie e i pericoli. Nonostante ciò si deve perseverare e andare avanti con forza. Questa legge di bilancio è quella voluta dai cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, capisco che l'orario non agevola l'attenzione, ma, come hanno già detto i colleghi nel corso del dibattito, siamo di fronte ad una manovra che c'è e non c'è. C'è però una serie di dichiarazioni apparsa oggi sulla stampa - con la quale, a questo punto, direi di concludere la serata - pur sapendo che il Senato era impegnato nel presente dibattito. Abbiamo visto infatti il vice premier Di Maio in prima fila a compilare un bel fogliettino - penso che l'avrete letto - con su scritto ciò che si sarebbe fatto in questa manovra e ciò che quindi considera cose fatte. Si tratta dunque di una specie di sintesi, volta a dire che lui le cose le ha fatte, mentre noi, in questo momento, non sappiamo ancora cosa dobbiamo approvare. La cosa un po' più patetica della giornata, con riferimento al reddito di cittadinanza, sono stati gli interventi di Grillo e di Casaleggio, che, comprendendo la difficoltà in cui si trova la maggioranza, hanno pensato bene di dire «bravo» a Di Maio per essere riuscito a inserire il reddito di cittadinanza in mezzo a tutte queste difficoltà e a questi cattivoni dei giornali, con le opposizioni che strillano e tutto il mondo che va contro il Governo del cambiamento. Non mi butto sulle questioni che sono già state affrontate, ma per rispondere alle cose che secondo Di Maio sono state fatte - prego i colleghi dei 5 Stelle di avvisarlo che qui si sta discutendo la manovra - credo sia necessario esaminare questo fogliettino. Alcuni punti sono già stati spiegati dai miei colleghi. Ad esempio Di Maio mette al primo punto, tra le cose fatte, il blocco dell'aumento dell'IVA. Il senatore Malan, nel suo intervento ripreso poi anche da altri colleghi, come i senatori Dal Mas e Conzatti, ha spiegato chiaramente che la questione delle clausole di salvaguardia sull'IVA non solo sono un debito, ma di fatto - e non sto a insistere su questo concetto - si fa finta che abbiamo una specie di pozzo da cui attingere circa 20 miliardi di euro all'anno, e poi non si sa bene chi ci rimetterà. Nella lista c'è poi scritto, inoltre «Reddito di cittadinanza: fatto». Nel passaggio a Bruxelles il reddito di cittadinanza si è ridotto a 5 milioni di euro e anche qui non ve la faccio lunga, ma ricordo che sempre il senatore Malan - mi scuso se lo cito ancora, ma ha parlato di queste due cose in particolare - quando vi spiegò i conti del reddito di cittadinanza la prima volta disse che esso ammontava a circa 82-83 euro. Stasera ha rifatto i conti e ha detto che ammonta a circa 60-62 euro, perché lungo la strada l'Europa ha tagliato parecchio, cioè 1,9 miliardi di euro (che naturalmente ora non ci sono) su una platea sempre fantomatica di 5 milioni di interessati (che invece c'è e rimane). Ma le questioni del fatto e non fatto, che già abbiamo avuto il piacere di leggere, riguardano, ad esempio, la vicenda delle pensioni che è veramente abominevole. Le pensioni di invalidità, infatti, da quanto si evince chiaramente, non vengono innalzate, ma si livella tutto sul fantomatico reddito di cittadinanza; le pensioni di invalidità sarebbero non aumentate, ma rivalutate, e poi vi è una serie di scaglioni a seconda di quello che si può considerare più o meno ricco per decidere le indicizzazioni. Per recuperare poi un po' di soldi, non abbiamo il taglio delle pensioni d'oro (questo lo spiegheremo, come spiegheremo tutto il resto), ma abbiamo il solito vecchio sistema del contributo di solidarietà che hanno utilizzato tutti i Governi di questo Paese, prevedendo una finestra temporale perché altrimenti arriva la mannaia della Corte costituzionale. Rispetto alla questione del 30 per cento, siamo sempre dinanzi alle cose fatte e spuntate da Di Maio. Qui apro e chiudo la parentesi: capisco l'affaticamento, perché son partiti dicendo «spacchiamo il mondo» e sono ritornati come li abbiamo visti tornare da Bruxelles, ma a volte anche il silenzio è importante in politica. È inutile dire che la riduzione del 30 per cento dei premi INAIL è fatta, quando sappiamo benissimo che il 30 per cento si raggiunge come cumulo di una serie di provvedimenti che ha addirittura preso il governo Letta: eliminiamolo dal «fatto», perché non è roba del Governo. Sull'IMU stendiamo un velo pietoso: ne ha parlato il collega Dal Mas. Tanto l'Europa l'IMU non la toglie, perché parte comunque dal presupposto, se ci andate a discutere, che ci deve massacrare per quello che riguarda gli immobili, che sono uno dei patrimoni più importanti nel Paese. Non parliamo poi delle dichiarazioni che sono state fatte con riferimento alla questione delle assunzioni. Dite allora a Bonafede da parte mia, signor Sottosegretario, che lo aspetto a patollo, perché non ho ben compreso questa storia delle assunzioni da novembre e se per caso c'è una differenziazione tra le straordinarie e le ordinarie, per cui magari Salvini si fa le sue e qualcosa dai ricercatori mettete dentro; ma i magistrati sono assunzioni ordinarie, quindi la famosa mega- task force di magistrati che dovrebbero risolvere tutti i problemi dei tempi della giustizia sicuramente fino al primo di novembre non si può fare. Per com'è messa non si possono neanche assumere quelli che dovevano essere assunti prima.