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dopo numerose manifestazioni pubbliche e una raccolta di sottoscrizioni portate avanti dal Movimento 5 Stelle, in collaborazione con il comitato "Mare Nostrum", in data 30 novembre 2018, presso l'Aula consiliare di Termini Imerese si è svolta un'assemblea cittadina convocata dal Comune, da Legambiente e dal suddetto comitato, rappresentativo della volontà delle plurime associazioni territoriali firmatarie e delle circa 8.000 sottoscrizioni raccolte, durante la quale è emersa la volontà unanime delle componenti sociali e politiche di manifestare il proprio dissenso nei confronti di un progetto che vorrebbe il ritorno di petroliere, lavorazione e commercializzazione di idrocarburi in un territorio che ha già dovuto pagare, in passato, le scelte e le attività altamente inquinanti della centrale Enel; considerato che: Enel SpA non ha rispettato i principi dalla stessa enunciati in seno alla progettazione denominata Futur-E, di condivisione e partecipazione della collettività al processo decisionale che avrebbe dovuto stabilire quale fosse il progetto ritenuto più idoneo per la riconversione della porzione di centrale dismessa; Enel ha avviato e portato avanti un progetto di trasformazione urbanistica della centrale elettrica, assumendo impegni con soggetti privati in difformità rispetto sia alle procedure relative alle progettazioni partecipate che alle procedure relative ai titoli abilitativi di natura urbanistica; dal progetto di frazionamento è evidente che la destinazione d'uso di una delle parti frazionate verrebbe a costituire una nuova azienda avente a oggetto la commercializzazione di carburanti, ponendosi così in contrasto con l'obbligatoria destinazione per attività produttive di tipo industriale prevista dagli strumenti urbanistici vigenti per la porzione di territorio in questione, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di prevenire i danni di carattere ambientale connessi alla cessione di Enel SpA del parco serbatoi e del pontile della centrale "Ettore Majorana" di Termini Imerese alla Cancascì Petroli Srl. , garantendo il diritto a un ambiente salubre alle popolazioni di Termini Imerese e dell'intero comprensorio, e affinché sia verificata la legittimità della cessione stessa. Atto n. 3-00493 BELLANOVA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: gli organi di stampa locale riportano, come da diverso tempo, purtroppo, oramai accade, la notizia del viaggio da incubo al quale sono stati sottoposti i passeggeri del treno Frecciargento, partito da Lecce il 13 gennaio 2018 e diretto a Roma; una domenica da odissea, così le persone che viaggiavano sul treno hanno definito il viaggio, dopo essere partite alle 11.50 dal Salento ed essere giunte a destinazione solo dopo mezzanotte; dalla ricostruzione che si legge sulla stampa la circolazione ferroviaria sarebbe rimasta bloccata sulla linea Caserta-Foggia delle Ferrovie dello Stato nel tratto tra le stazioni di Orsara di Puglia e Bovino-Deliceto a causa di un guasto; i passeggeri denunciano di essere rimasti bloccati per circa tre ore e mezza al buio, senza vivande e la possibilità di usufruire dei bagni; non è la prima volta che si producono tali disagi in questi ultimi mesi nel trasporto ferroviario da e per la Puglia, e sono stati segnalati anche sui mezzi di informazione, basti ricordare il Milano-Lecce del 6 settembre 2018, giunto a destinazione con ben 4 ore di ritardo o il Frecciabianca Milano-Lecce del 15 agosto, rimasto bloccato per più di due ore nelle Marche e giunto a destinazione anch'esso con notevole ritardo; va segnalato che il Salento è anche terra di turismo e dunque questi continui disagi, oltre che ripercuotersi sui passeggeri pendolari, che si spostano per motivi di lavoro, ledono anche l'immagine di una terra che, in queste condizioni, è difficilmente raggiungibile e che se supportata adeguatamente anche da un puntuale ed adeguato trasporto ferroviario, avrebbe certamente maggiori potenzialità di espansione economica e turistica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle vicende esposte e cosa intenda fare per impedire il verificarsi di questi continui disagi a carico dei cittadini che usufruiscono del trasporto ferroviario da e per la Puglia. Atto n. 3-00494 ALFIERI CERNO FERRARI MALPEZZI MIRABELLI MISIANI RAMPI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 17 dicembre 2018, il CEO della società canadese Hammond Power Solutions, senza alcun preavviso, ha comunicato ai suoi 40 dipendenti dello stabilimento di Marnate (Varese) la cessazione dell'attività dell'azienda con avvio delle procedure di licenziamento; l'avvio delle procedure di licenziamento non è stato preceduto da alcuna comunicazione o trattativa e addirittura era in programma, proprio il giorno successivo, mercoledì 18 dicembre, un incontro tra i rappresentanti sindacali e i vertici societari per definire i dettagli del passaggio migliorativo contrattuale dei dipendenti; sono notevoli lo smarrimento dei lavoratori e di tutta la comunità locale di fronte alle modalità ed ai tempi di questa decisione, le cui motivazioni rimangono ad oggi ignote, e la difficoltà dei rappresentanti dei lavoratori di interloquire con i vertici della corporate canadese; tenuto conto che, per effetto della decisione, 40 lavoratori e le loro famiglie rischiano di rimanere nel breve tempo senza una fonte di reddito, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sulla situazione; quali iniziative intenda intraprendere per conoscere le intenzioni della Hammond Power Solutions di Marnate, per evitare il licenziamento dei 40 dipendenti dello stabilimento e scongiurare che un'impresa storica del territorio chiuda, con il rischio di veder trasferita all'estero la produzione in un settore che non pare in difficoltà. Atto n. 3-00495 URSO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 gennaio 2018 è stato disposto il commissariamento dell'Aero Club d'Italia (AeCI), su conforme parere reso dall'Avvocatura dello Stato, atteso che l'architetto Giuseppe Leoni, presidente designato dall'assemblea dell'AeCI il 10 giugno 2017, aveva superato il limite di tre mandati elettivi; il Tar Lazio, con sentenza depositata il 4 gennaio 2019, accoglieva parzialmente il ricorso di Giuseppe Leoni, ritenendo che i periodi di commissariamento dell'ente affidati, per diversi anni e in più occasioni, allo stesso Leoni non possono sommarsi ai periodi di effettiva presidenza, statuendo, pertanto, che egli non ha ancora superato il limite dei tre mandati elettivi; la medesima sentenza disponeva che il Presidente del Consiglio dei ministri, entro trenta giorni "riprenderà il procedimento avviato a seguito delle elezioni del 10 giugno 2017 e si pronuncerà sulla nomina del ricorrente a presidente dell'AeCI per il quadriennio 2017-2021";