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Un esempio per tutti, che mi ha particolarmente colpito durante le storie che abbiamo ascoltato, sono i racconti di questi uomini, che non sanno cosa sia la paura. Dietro gli abusi domestici, ci sono spesso figli che hanno assistito alle botte sulla propria madre o ne sono stati essi stessi vittime. (Applausi) . Lasciare la possibilità, sempre e solo nel caso il figlio lo volesse, di ricucire un rapporto con il proprio genitore è una strada che non dev'essere preclusa, ma neanche imposta, come purtroppo alcuni giudici minorili fanno, su consiglio degli assistenti sociali e non degli psicologi. Questa realtà virtuosa è parte di un processo di liberazione dalla violenza sulle donne: tendere una mano al colpevole. Per dare il diritto alla sicurezza della donna bisogna che gli uomini prendano coscienza di sé. Per questo, la relazione fornisce alcune soluzioni anche normative affinché i centri esistenti possano riuscire nel loro intento. La relazione, molto articolata e votata all'unanimità, dopo una discussione anche accesa, ha convinto tutti i commissari, perché sono stati eliminati i punti inizialmente non condivisi. Si è giunti all'unanimità perché si è arrivati a soffocare alcuni approcci ideologici, ovviamente non condivisi. Ringrazio per questo la presidente, senatrice Valente, gli Uffici e tutti i commissari. (Applausi) . Io appartengo a Forza Italia, partito liberale e non giustizialista. Proprio per questo, credo fermamente nella riabilitazione durante la pena, che non deve influire sullo sconto della pena. Su questo tema, come per altre violenze (ricordo, purtroppo, un caso di stupro di gruppo di tanti anni fa, i cui colpevoli non furono mai mandati a processo per continue messe in prova), non dobbiamo dimenticare che esistono un aguzzino e una vittima, che ha più diritti dell'aguzzino. La riabilitazione dell'aguzzino non deve mai essere messa sullo stesso piano dei diritti della vittima. Purtroppo, l'esagerazione di certi episodi recenti fa sì che la vera violenza perda il suo senso di orrore quando si fa di tutta un'erba un fascio. Per questi motivi, annuncio convintamente il voto favorevole di Forza Italia. (Applausi) . CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASOLATI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ministro Bonetti, colleghi senatori, dall'inizio dell'anno ci sono stati 21 casi di femminicidio, che forse si sarebbero potuti evitare, se si fosse agito in tempo e prevenuto. Le vittime sono però molte di più, perché queste donne erano, a loro volta, mogli, madri, figlie e sorelle. È proprio nell'ottica della prevenzione che si pone la risoluzione che votiamo oggi in Aula. I centri per il recupero degli uomini maltrattanti sono purtroppo troppo pochi, non in rete tra loro e distribuiti in modo non omogeneo sul nostro territorio nazionale. I dati sono allarmanti: senza un aiuto psicoterapeutico, le persone violente tendono a compiere atti aggressivi sempre più gravi e con una recidività altissima, pari all'85 per cento. Lo studio dei dati raccolti dalla questura di Milano dal 2018 al 2021, su una casistica di 381 persone ammonite e invitate a frequentare i centri di rieducazione, ci dice che la recidiva, dopo almeno un colloquio in un centro, è pari al 10 per cento scarso, a fronte di quella, pari al 20 per cento, di coloro che non si sono mai presentati all'appuntamento. Le cause scatenanti la violenza sono risapute: fattori socio-culturali, relazionali, psicologici e comportamentali; quindi, quale metodo migliore per combattere il fenomeno della violenza, se non un intervento nelle scuole di ogni ordine e grado, atto a insegnare il rispetto del prossimo, degli animali e dell'ambiente che ci circonda? L'insegnamento del superamento di ogni tipo di stereotipo, genere, razza o fisicità: il tutto non certamente sostituendo la vocale finale con un asterisco (Applausi) , ma inculcando nelle giovani menti l'assioma che la propria libertà finisce nel momento in cui si invade lo spazio - e quindi la libertà - del proprio vicino o familiare. Molti sono i casi di aguzzini che in gioventù o nella fanciullezza sono stati vittime a loro volta di violenza, diretta o assistita. Proprio per questo, l'approccio dei centri con il fruitore non lo identifica come affetto da patologia, ma come incapace di gestire gli aspetti sociali, culturali, relazionali ed emotivi che sta vivendo, aiutandolo a superare i propri tabù, ma al tempo stesso valutandone la pericolosità effettiva; il tutto, però, sempre finalizzato alla piena tutela dei soggetti deboli che vivono accanto a lui. Importantissimo è l'accreditamento dei centri per garantire che la professionalità espressa sia qualificata e funzionale alla riabilitazione effettiva del soggetto. I dati raccolti devono essere messi in rete e - come perorato dalla relazione - non possono e non devono essere tutelati da privacy , ovviamente facendo sottoscrivere all'interessato un modulo di consenso. È notizia di ieri che Marco, torinese affetto da narcisismo patologico, denunciato dalla famiglia dopo anni di soprusi e angherie - che avevano spinto i familiari addirittura a fuggire e a nascondersi da lui - dopo un percorso riabilitativo presso un centro di rieducazione, si è rimesso in carreggiata e, seppur a distanza di diverso tempo, ha ricominciato ad avere rapporti normali con i genitori e il fratello minore. Non si hanno ancora dati scientifici sulla reale efficacia dei percorsi di recupero degli uomini autori di violenza. Ciononostante, emerge con evidenza che la frequentazione di questi centri è sicuramente sempre un aiuto e mai un danno, ed è proprio per questo che è importantissimo accreditare nuovi centri in tutta Italia e soprattutto mettere in rete i dati raccolti. Ogni informazione nuova è sicuramente utile ad analizzare e inquadrare la potenziale pericolosità di un individuo; se condivisa con le autorità competenti, magari a prevenire una nuova tragedia. Concludendo, voglio ringraziare anch'io le relatrici, la Presidente, tutti i commissari e gli uffici della Commissione sul femminicidio per l'approfondimento e il grande impegno profuso nella stesura della relazione. Mi associo a chi prima di me ha detto che questa risoluzione, sottoscritta da tutti i Gruppi parlamentari, rappresenta oggi veramente una pagina di buona politica. (Applausi). LEONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, Ministra, è con soddisfazione ed entusiasmo che intervengo per l'approvazione di questa importante relazione predisposta dalla Commissione di inchiesta sul femminicidio, ma curata in prima linea delle colleghe Maiorino e Conzatti. Con questo documento e con le informazioni, gli approfondimenti e le linee di azione in esso contenuti, diamo al nostro Paese nuovi strumenti per superare, prevenire e contrastare la violenza contro le donne. Si tratta di un approccio nuovo - che ci piace definire pioneristico - ma che non esiste solo nella teoria.