[resaula]

Vogliamo ricordare - dobbiamo farlo per correttezza - gli 8.000 esecutati da quando nel gennaio del 1959 Fidel Castro raggiunse il potere. Non possiamo nemmeno dimenticare i mille desaparecido che hanno tentato di attraversare il mare per arrivare in America, in Florida, da cui li separavano più o meno 200 chilometri. La gente è stata uccisa dalle motovedette, a volte su zattere di fortuna, o molto spesso mangiata dagli squali. Dobbiamo ricordare la situazione per quello che è. La rivoluzione aveva promesso la libertà. Sapete qual è la libertà di Cuba? Secondo l'articolo 53 della Costituzione, le libertà di parola e di stampa sono garantite conformemente ai fini della società socialista. Ciò significa che personaggi e poeti come Armando Valladares potevano e possono ancora oggi - a Cuba ci sono ancora detenuti politici - essere incarcerati per queste cose. Nelle ultime pagine di quel libro c'era l'indicazione di tutti i gulag , di tutti i campi di concentramento presenti a Cuba. Voglio ricordare all'Assemblea che, quando cadde Batista nel 1959, a Cuba c'erano 14 istituti penitenziari. Oggi gli istituti penitenziari a Cuba sono più di 200. Vorrà dire qualcosa? Oggi abbiamo una percentuale di incarcerati per ogni 100.000 persone superiore a 500. È il record dell'America Latina. Con l'amico senatore Cangini prima parlavamo del fatto che c'è un corto circuito nel sistema del diritto internazionale, perché se, da un lato, l'unico strumento che abbiamo sono le sanzioni, dall'altro, conosciamo anche la loro scarsa, inutile e, a volte - peggio ancora - degradante efficacia, che può portare anche a reazioni. Queste sono le ragioni per le quali credo che dobbiamo fare un'attenta riflessione su ciò che sta avvenendo. Anche questi medici che sono venuti sono una cosa un po' strana, perché non abbiamo mai saputo, pur essendo state presentate alcune interrogazioni, quale sia stato il loro emolumento o il loro salario; pare che fosse dai 4.000 ai 6.000 euro, quindi non è che stiamo parlando, in questa situazione, di un'attività filantropica o solidaristica. Il Governo italiano ha pagato e pare addirittura che ai medici cubani, oltre naturalmente ad essere stato sequestrato il passaporto all'arrivo, perché in molti casi sono anche scappati via (non in Italia, ma in altre parti del mondo), sia stato dato circa il 10 per cento dell'emolumento. Ora, capisco che la vita a Cuba costi poco: per comperare un televisore ci vogliono 16 mensilità e per un pacco di detersivo ci vuole il 20 per cento dello stipendio. Si era promesso il benessere e ci siamo ritrovati in una situazione di crisi, anche alimentare, di quel popolo. Allora giustamente diciamo che non lo possono pagare i bambini e i deboli. Quali strumenti abbiamo per farlo pagare a questo regime sanguinario, che ha dimostrato nella storia di essere tale, nonostante la cecità di tanti? Voglio ricordare il carcere di La Cabaña, che era gestito da Che Guevara, e le torture che avvenivano lì. Le vogliamo dimenticare? Oppure i campi di lavoro nei quali ancora oggi si lavora per dodici ore, incessantemente. Come ha detto con molta eleganza il Governo, i diritti umani tra noi e loro non sono coincidenti; certo, non sono coincidenti, siamo su strade diametralmente opposte. C'è la necessità, in questa situazione, di guardare in faccia alla realtà, come ho detto tante volte intervenendo in Aula. Cosa possiamo fare? Vi anticipo che il Gruppo Forza Italia voterà a favore dell'ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia e che ci asterremo su quello presentato dalla senatrice Nugnes e da altri senatori, perché abbiamo la speranza che si possa davvero trovare una soluzione positiva al dramma che sta vivendo Cuba in questo momento. È una situazione davvero disastrosa e siamo di fronte a una mozione che ha anche un sapore ideologico. Dobbiamo dirla tutta: questa è una mozione che ha un sapore ideologico. Mi domando se sia il caso di eliminare le sanzioni a Cuba, che ci ha aiutato inviando questi medici. Peraltro il presidente dell'ordine dei medici venezuelani ci ha indicato che in Venezuela circa il 70 per cento non erano nemmeno medici. Poi affrettatamente se ne sono andati da Crema; anche questo è un aspetto che avevamo chiesto in passato di verificare. Credo che dobbiamo avere il linguaggio della verità e, di fronte a questa situazione, non possiamo dimenticare tutto ciò che è avvenuto in quella realtà, che è drammatica. E non capisco perché, nonostante ci fosse la possibilità di avere oltre 200 medici venezuelani specializzati a disposizione, questi non siano stati presi in considerazione, ma siamo andati a guardare altrove. Se togliamo le sanzioni a Cuba con questo sistema, per relationem , dovremmo farlo anche con quelli che ci hanno aiutato, anche con la Russia e - perché no? - dovremmo considerare Bolsonaro e soprattutto il Brasile una Nazione da non fustigare, come stiamo facendo raccontando il numero dei morti. Se ci guardiamo in casa, forse avremmo anche noi qualche cosa di cui vergognarci per ciò che è avvenuto prima dell'arrivo di questo Governo. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Aimi, mi permetto di ricordarle - non è una correzione, ma un'informazione - che comunque un gruppo di medici venezuelani sta operando meritoriamente nella Regione Marche; a loro va il nostro ringraziamento. (Applausi) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nell'apprestarmi a fare la dichiarazione di voto, mi sono soffermato sulle ragioni che sono alla base della mozione al nostro esame. Credo che una delle ragioni principali che hanno accomunato tutte le dichiarazioni che sono state fatte finora sia quella della solidarietà con un popolo, com'è quello cubano, che subisce un regime. Siamo assolutamente vicini al popolo cubano e questo penso sia unanimemente venuto fuori un po' da tutti nella discussione, perché non deve essere un popolo a pagare per le scelte di quello che, com'è stato detto anche dal collega Aimi, è di fatto un regime. Procediamo però per punti. Nella mozione si fa riferimento all'intervento dei medici cubani anche nella Regione Lombardia, nella mia Lombardia, e per questo, di cui è stato dato atto sia dalla Regione sia dalle amministrazioni locali, sicuramente dobbiamo dire grazie a coloro che ci hanno dato una mano in un momento in cui è scoppiata una tempesta, una tragedia devastante che nessuno si poteva aspettare. Io stesso - posso citare questo episodio - nel settembre 2019, quando ho fatto parte della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ho avuto modo di confrontarmi con il rappresentante del Governo cubano, che ha portato avanti proprio l'eccellenza medica che poi abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. I ringraziamenti vanno quindi sicuramente ribaditi, perché è giusto riconoscere ciò che è giusto. Oggi parliamo di sanzioni, che non sono nei confronti del popolo cubano, che sicuramente ne subisce le conseguenze.