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Questo disegno di legge è anche un modo per dire grazie a tutti i sindaci per il lavoro che fanno e per la dedizione che ci mettono. Grazie, sindaci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, intervengo nell'ambito di un disegno di legge che riguarda gli enti locali. Ritengo che ogni dibattito e ogni intervento sui Comuni sia uno dei modi più efficaci per occuparci delle comunità che vi vivono. La valorizzazione delle nostre comunità territoriali per il tramite degli enti che li rappresentano, ne curano gli interessi e ne promuovono lo sviluppo era uno degli obiettivi della riforma del Titolo V che ha sovvertito la formulazione dell'articolo 114 della Costituzione. Pensate che siamo passati dall'originaria formulazione, che ripartiva la nostra Repubblica in Regioni, Province e Comuni, a quella attuale, che ha stabilito che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Come vedete, il cambio di paradigma è netto. La nuova formulazione attribuisce massimo valore agli enti di maggiore prossimità ai cittadini e dà concreta attuazione al precetto di cui all'articolo 5 della Costituzione. Inoltre, questa norma costituisce la base per il principio di sussidiarietà previsto dall'articolo 118 della Costituzione, che assegna le funzioni amministrative in via principale proprio ai Comuni. Il descritto impianto definito dalla nostra Carta costituzionale dovrebbe già far comprendere l'importanza dei temi trattati oggi. Il discorso è valido ancora di più considerando che il disegno di legge in discussione riguarda anche la materia elettorale. Solo qualche settimana fa, in occasione dell' iter di conversione in legge del decreto che ha differito le elezioni amministrative previste per questa primavera all'autunno prossimo, è stato approvato un emendamento da me presentato che, per la prima volta, permette di inviare le nomine dei rappresentanti di lista tramite posta elettronica certificata ed evitare l'autenticazione della firma del delegato qualora l'atto sia stato firmato elettronicamente dal delegato stesso. (Applausi) . Al momento, la misura è stata prevista per la tornata elettorale del prossimo autunno, ma l'Assemblea ha già dato prova di mostrarsi sensibile all'obiettivo di semplificare e digitalizzare i procedimenti elettorali. A tal proposito, desidero ringraziare tutti i senatori che hanno sottoscritto il mio disegno di legge, attualmente all'esame della Commissione affari costituzionali, che mira a dare stabilità alla misura a tutti i livelli territoriali ed elettorali. Non meno importante è il disegno di legge che oggi ci apprestiamo ad approvare. L'intervento normativo interviene sulla legge n. 81 del 1993, prevedendo un numero minimo di sottoscrizioni per la presentazione delle liste di candidati al Consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di sindaco nei Comuni più piccoli. Al contempo, si interviene sul testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali riducendo al 40 per cento il quorum strutturale richiesto per la validità delle elezioni amministrative nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti. Nel computo, peraltro, non si terrà conto degli elettori iscritti all'anagrafe degli italiani residenti all'estero che non hanno votato. Si tratta di modifiche tecnicamente semplici, ma destinate a semplificare la normativa elettorale dei piccoli Comuni ed evitare che gli stessi vengano paralizzati a causa del numero di residenti che si trovano impossibilitati a esercitare il diritto di voto perché fuori sede o residenti all'estero. Si tratta di un altro piccolo tassello che va a comporre un mosaico ben più ampio, quello di tutte le riforme epocali che, anche grazie al MoVimento 5 Stelle, sul pezzo da anni, siamo riusciti ad approvare nelle corso di questa legislatura, mentre altre sono in itinere . Il nostro Paese attendeva tali riforme da decenni e neanche la brusca interruzione dei due Governi presieduti dal nostro Giuseppe Conte è riuscita ad arrestarle. In quel caso, a vincere furono il trasformismo e i giochi di palazzo, che sicuramente non interessano tutti i cittadini che si trovano oggi fuori da quest'Aula; oggi, invece, sono proprio loro a vincere, soprattutto coloro che vivono nei piccoli Comuni, realtà modeste e spesso periferiche che meritano di essere valorizzate e sostenute da tutti noi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. La relatrice e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge n. 1196, nel testo proposto dalla Commissione. La Presidenza dichiara improponibili per estraneità di materia gli emendamenti 1.101, 1.102, 1.103, 1.104 e 1.105. Avverto l'Assemblea che l'emendamento 1.0.100, a firma del senatore Iannone, è stato trasformato nell'ordine del giorno G1. Passiamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati un emendamento e un ordine del giorno, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, il parere sull'emendamento 1.100 è contrario. Esprimo parere contrario anche sull'ordine del giorno G1, per la motivazione che non lo ritengo necessario alla norma. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.100 e un invito al ritiro sull'ordine del giorno G1. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.100, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Chiedo al senatore Iannone se insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1. IANNONE (FdI) . Insisto. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. GRIMANI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) .