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Atto n. 3-02364 MALLEGNI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: da notizie giunte all'interrogante riguardo all'approvvigionamento delle mascherine per far fronte all'emergenza sanitaria, risulta il dato relativo all'impiego di 1.600.000 chilogrammi di meltblown , tessuto estruso a soffio abbastanza particolare, che è un complemento essenziale nel multistrato delle mascherine e ne consente la filtrabilità; le mascherine chirurgiche ne contengono circa un grammo, il che significa che il materiale pubblicato il 16 giugno e aggiudicato il 1° luglio 2020 serve a produrre un miliardo e 600 milioni di mascherine; 1.600 tonnellate di meltblown sarebbero state pagate 41 milioni 440.000 euro, ovvero 25,9 euro al chilo, ai quali bisogna aggiungere il costo necessario per il trasporto, che aumenta in modo sensibile in caso di trasporto aereo; risulta, altresì, che il 23 di giugno 2020 (una settimana dopo la pubblicazione delle 1.600 tonnellate richieste e una settimana prima dell'aggiudicazione), la struttura commissariale in carica avrebbe sottoscritto un contratto da 46.000.060 euro per la fornitura di 2.303.000 chili di meltblown a 20 euro al chilo. Quindi, alla data del 1° luglio 2020, risultano impegnati 87.500.000 euro per una quantità elevata di meltblown : 3.903.000 chilogrammi, che servono a produrre quasi 4 miliardi di mascherine chirurgiche; la Baritech è un'azienda pugliese che produce luci, con capitale sociale di 11.000 euro, e che versa in stato di crisi, con 180 dipendenti, la maggior parte dei quali in cassa integrazione. Dai produttori tedeschi di Ledvance (Osram) la società è passata inspiegabilmente a un gruppo svizzero, che ristruttura aziende in crisi, e a una finanziaria di Vaduz; alla fine del mese di giugno 2020, sarebbero state ordinate dalla Cina 4 linee di produzione, installate nel successivo mese di agosto, per produrre il meltblown necessario per le mascherine chirurgiche di FCA; desta perplessità il fatto che la sottoscrizione del contratto per 2.300 tonnellate di materiale sia avvenuta quando le macchine per produrlo risultano installate solo 2 mesi più tardi; altrettanti dubbi solleva il prezzo delle mascherine: 25,9 euro dalla Cina e 20 dall'Italia, posto che alcuni produttori in Italia hanno evidenziato anomalie riguardo al costo che, a seguito di conferme documentate da produttori esteri, risulta di molto inferiore: il prezzo applicato da Witold Makowsky dell'azienda Fibeco Polonia è pari a 8 euro al chilo per 600 tonnellate di produzione meltblown per anno; quello di Galina Atanasova di Extrapack OOD Bulgaria oscilla tra 4 e 4,90 euro al chilo per 720 tonnellate per anno, ciò a conferma di quanto emerso, ovvero che il costo di produzione del materiale si attesta intorno a 4 euro in Italia e meno in Cina; pertanto, il costo di 25,9 o anche 20,20 euro risulta essere 5 volte più elevato il prezzo della Bulgaria e 2 volte e mezza quello della Polonia, con la differenza che il contratto da 2.300 tonnellate è addirittura in funzione di un inizio della produzione che avverrà fra mesi; per tale motivo è ancor più incomprensibile un contratto così oneroso con una società di cui si sospetta un disimpegno e una messa in liquidazione alla fine del contratto stesso per la fornitura di meltblown ; risulta, altresì, che al 31 gennaio 2021 per le mascherine chirurgiche sarebbero stati spesi 627.411.963 euro: una cifra enorme, posto che ad esempio la Business creation investments Svizzera avrebbe concluso nello stesso periodo della pandemia un contratto con 2 aziende di Brescia per la fornitura alla struttura commissariale di siringhe automatiche di sicurezza con ago retrattile, per un costo di 50 milioni di euro, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato e se intenda far luce al riguardo; se intenda adoperarsi e avviare opportune ispezioni per verificare che fine abbiano fatto le 1.600 tonnellate di mascherine arrivate dalla Cina (se siano state vendute, scontate dal prezzo finale di quelle acquistate dai produttori nazionali o semplicemente regalate); come valuti la stipula del contratto da oltre 46 milioni di euro per la fornitura di 2.303.000 chilogrammi di meltblown a 20 euro al chilo, con un'azienda con capitale sociale di appena 11.000 euro e che versa in stato di crisi. Atto n. 3-02366 BOLDRINI PITTELLA VALENTE ASTORRE MARGIOTTA ALFIERI IORI VERDUCCI D'ALFONSO PARRINI BITI TARICCO ROSSOMANDO D'ARIENZO STEFANO ROJC FEDELI GIACOBBE LAUS FERRAZZI MANCA COLLINA Al Ministro della salute Premesso che: al fine di rafforzare i servizi infermieristici, il decreto-legge n. 34 del 2000 ha previsto l'istituzione dell'infermiere di famiglia e comunità con la previsione del reclutamento di infermieri, in numero non superiore a 8 unità ogni 50.000 abitanti, dal 15 maggio al 31 dicembre 2020 con contratti di lavoro autonomo e con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, attraverso assunzioni a tempo indeterminato e dal 1° gennaio 2021 con contratti a tempo indeterminato; esistono alcune best practice territoriali e regionali dell'implementazione dell'infermiere di famiglia (come il progetto CoNSENSo in Piemonte e Liguria e l'attivazione della figura nell'ambito delle aggregazioni funzionali territoriali, AFT, in Toscana). Inoltre, in alcune Regioni, Lazio e Sicilia, sono state presentate delle proposte di legge regionale a favore dell'istituzione della figura; il patto per la salute 2019-2021 ha previsto l'adozione di linee di indirizzo per l'implementazione di parametri di riferimento per la presa in carico, favorendo il processo integrativo di tutte le figure professionali, compresa l'assistenza infermieristica di famiglia e comunità. La Commissione salute della Conferenza delle Regioni ha inoltre incaricato un sottogruppo tecnico, costituito da rappresentanti del tavolo area assistenza territoriale e del tavolo risorse umane, per effettuare approfondimenti in merito all'introduzione della figura. Le linee di indirizzo sono state redatte dal sottogruppo tecnico a partire dal documento "Position statement su infermiere di famiglia e comunità" della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, in cui la descrizione delle competenze dell'infermiere di famiglia e comunità risulta completa e in linea con gli orientamenti europei per quanto riguarda i due ambiti di competenza (famiglia e comunità) ritenuti strategici per la promozione della salute e gestione della cronicità e della fragilità sul territorio; la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il 10 settembre 2020, ha approvato le "linee di indirizzo" sulla figura per delineare gli orientamenti organizzativi e formativi adattabili alle diverse realtà regionali in merito all'introduzione dell'infermiere di famiglia;