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Signor Ministro, lei ha cavalcato la tigre del giustizialismo politico e del rancore, negli atti che ha compiuto e in ciò che contiene la sua idea di giustizia. Forse, probabilmente, è arrivato il momento in cui da quella tigre potrebbe ricevere qualche graffio. Il collega intervenuto in precedenza ha citato Pietro Nenni ed ha ragione: quando si fa gara con chi è più puro, c'è sempre qualcuno più puro che ti epura. (Applausi. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Prima di dare la parola al prossimo iscritto a parlare, voglio dire che non mi va di ricordare continuamente all'Assemblea che non si possono creare assembramenti. Mi corre l'obbligo di ricordare che non siamo un buon esempio per tutti i cittadini in questo momento. Solo dal rispetto delle regole di sicurezza sanitaria dipenderà l'apertura di tutte le attività produttive, quindi la ripresa economica, e credo che non sia poca cosa. Pertanto, fate in modo che io non debba fare richiami, perché spesso vedo assembramenti e persone che parlano vicine. Non vi richiamo più, ma non siamo un buon esempio. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe senatrici, colleghi senatori, rappresentanti del Governo, Bertolt Brecht diceva: «Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi». Io non so se lei, ministro Bonafede, sia un eroe o no, ma di sicuro lei è esattamente il Ministro della giustizia che il MoVimento 5 Stelle sognava, che il Paese meritava e che questo Governo e questa maggioranza sostiene con forza. (Applausi) . La sfiducia alla quale alcune forze politiche la stanno sottoponendo è, in realtà, l'attacco a un nuovo modello di Paese, più vicino ai cittadini, più equo, più solidale, forte con i potenti e giusto con gli ultimi e gli indifesi. (Applausi) . Lei, fino ad oggi, si è dimostrato un Ministro capace di affrontare con coraggio, determinazione e risolutezza problemi lasciati irrisolti dai suoi predecessori per decenni; penso, ad esempio, al problema del contrasto alla corruzione dilagante nel Paese. Per anni le istituzioni europee hanno sollecitato l'Italia ad adottare interventi efficaci per arginare i fenomeni corruttivi, ormai insostenibili per la nostra economia, e per assicurare che i colpevoli fossero messi in condizione di non nuocere, in quanto la perpetuazione di questo grave reato, ormai presente in ogni ambito della pubblica amministrazione e nella gestione della cosa pubblica, stava distruggendo il Paese: ha sottratto risorse alla collettività, specie ai più deboli, ha fatto esplodere il debito pubblico e ha costituito una palla al piede allo sviluppo della nostra economia e agli investimenti degli operatori economici stranieri. Ce lo chiedevano l'Europa e i consessi internazionali. La legge n. 3 del 2019, cosiddetta spazzacorrotti (e lei che l'ha promossa, signor Ministro), ha ricevuto riconoscimenti unanimi in campo internazionale, tranne ovviamente che dai corrotti e dai loro amici. (Applausi. Commenti). Da allora, lei, signor Ministro, e il MoVimento 5 Stelle siete diventati i nemici da abbattere, da insultare, da ridicolizzare, da delegittimare. Siamo diventati i nemici che non consentono di rubare sulla pelle dei cittadini; quello siamo. Che la legge spazzacorrotti sia efficacissima e che costituisca un concreto e imponente deterrente per chi voglia commettere questi reati lo testimonia proprio la sentenza della Corte costituzionale in tema di non applicabilità retroattiva dei benefici alternativi alla detenzione per questo reato. L'Alta corte, con un comprensibile mutamento di orientamento giurisprudenziale, ha in buona sostanza reso esplicito quello che tutti noi sapevamo: precedentemente all'entrata in vigore di questa legge chi si macchiava del reato di corruzione lo faceva perché sapeva che, con tutta probabilità, l'avrebbe fatta franca e che l'ipotesi di andare in galera era meno probabile di farsi una passeggiata sulla luna. Questa era la verità. (Applausi) . Lei è intervenuto anche sulla prescrizione, che è l'altra faccia della medaglia della corruzione e ne costituisce il necessario completamento, per i comportamenti criminali. Gli italiani erano stufi che migliaia di processi finissero nel nulla, che tante vittime non ricevessero giustizia, che episodi, parte di reati gravissimi, come la strage di Viareggio, rimanessero impuniti. Ma la sua azione non si è fermata a questo: la riforma per lo snellimento del processo penale, affinché abbia una durata ragionevole di quattro anni nei tre gradi di giudizio e che possa dare giustizia e risposte ai cittadini, porta la sua firma. Se la Lega non avesse messo i bastoni tra le ruote, la legge delega avrebbe visto la luce l'anno scorso e non quest'anno. (Applausi) . A differenza di quanto sostengono i suoi detrattori, che le imputano di essere un "manettaro", lei ha agito anche sul fronte del carattere rieducativo della pena, sottoscrivendo circa 70 protocolli concernenti lavori di pubblica utilità per i detenuti e per il loro reinserimento nella società. Inoltre, ha affrontato l'annoso problema della carenza degli agenti di polizia penitenziaria e dei posti nelle carceri. Dal 2018 - mi avvio alla conclusione, signor Presidente - sono stati immessi in ruolo quasi 4.000 agenti di polizia penitenziaria e, nel contempo, sono aumentati i posti detentivi disponibili, riconvertendo in istituti di pena vecchi complessi militari. Proprio in queste settimane apriranno nuovi padiglioni a Parma, Lecce, Trani, Sulmona e Taranto. Lei ha predisposto un piano che porterà complessivamente alla creazione di 5.000 nuovi posti detentivi, cioè poco meno del 10 per cento dell'attuale occupazione degli stessi. Lei ha messo in campo tutta una serie di norme che rendono meno conveniente delinquere e rubare risorse ai cittadini ed è per questo che è attaccato con polemiche pretestuose da chi nel 2006, per esempio, ha votato l'indulto. (Applausi) . Lei viene attaccato da Forza Italia, da quella stessa forza politica in cui militano due parlamentari raggiunti nei giorni scorsi dalla richiesta di misure cautelari per reati di corruzione commessi quando guidavano la provincia di Napoli. Vogliamo parlare poi di qualche suo predecessore? Faccio veramente un rapidissimo accenno: vogliamo parlare dell'ex ministro Alfano, che ha firmato la legge n. 199 del 2010, cioè proprio quella in base alla quale alcuni detenuti sono stati posti ai domiciliari? Concludo chiedendole, signor Ministro, di andare avanti e di non farsi intimidire: gli attacchi che da mesi sta subendo sono medaglie che si può appuntare sul petto. PRESIDENTE. Concluda davvero, senatore. PELLEGRINI Marco (M5S) . Ho terminato, signor Presidente. Continui nella sua azione meritoria.