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abbiamo proposto il voucher , almeno nei settori dell'agricoltura, del turismo, per le baby-sitter , per lo sport di base, per fare in modo che gli italiani possano lavorare. (Applausi). Voi, invece, vi siete preoccupati di fare la sanatoria. Abbiamo sentito adesso dal senatore Salvini notizie che speriamo non siano reali, ma sarebbe una sanatoria generalizzata. Cominciamo a far lavorare gli italiani in regola e poi pensiamo ad altre cose. (Applausi). Abbiamo chiesto la decertificazione per ottenere i finanziamenti, perché altrimenti sono finanziamenti promessi che non arrivano; abbiamo chiesto che chi percepisce il reddito di cittadinanza vada a lavorare quando almeno ne ha occasione; abbiamo chiesto la moratoria per gli affitti: le persone e in particolare le imprese e i negozi chiusi devono pagare l'affitto e il padrone di casa, alla luce delle norme vigenti, deve pagare le tasse anche se non gli pagano l'affitto. Questo abbiamo chiesto di cambiare. Abbiamo chiesto aiuti veri per le scuole paritarie; abbiamo chiesto aiuti per le bollette non utilizzate; abbiamo chiesto di togliere l'IVA sulle mascherine. Abbiamo ricevuto una serie di no. A questo punto dico una cosa: noi puntiamo sull'Italia della libertà, del lavoro, delle regole certe, della libertà e dei diritti dei cittadini come loro propri, non concessi dallo Stato. Lo Stato deve lavorare per garantire questi diritti, non sono concessioni. Presidente Conte, lei ha detto tante volte che consentite questo e quello nelle conferenze stampa. No, non è lei che lo consente; è la Costituzione che lo consente (Applausi) , e, in casi eccezionali, queste libertà si possono limitare con leggi chiare temporanee e possibilmente efficaci. Lo Stato deve essere quello che tutela i diritti dei cittadini, non la Repubblica delle multe, dei divieti e delle sovvenzioni. (Applausi). Ho la sensazione che i cittadini abbiano coscienza di questo Governo come quello, per l'appunto, delle sovvenzioni a pioggia inefficaci, delle multe e dei divieti. Così non si va avanti. Dobbiamo puntare sulla creatività e sul lavoro degli italiani. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morra. Ne ha facoltà. MORRA (M5S) . Presidente Conte, non posso che rivolgerle - credo a nome non semplicemente della maggioranza, ma di tanti, forse soprattutto fuori da quest'Aula - un ringraziamento per quello che sta facendo. In tanti hanno pronunciato in queste ore la parola «responsabilità». Responsabilità è qualcosa facile da dirsi, un po' più impegnativo da assumersi. Pochi sanno che, per esempio, John Kennedy - che lei conosce bene - sosteneva che ogni decisione deve partire dalla volontà di prendere quella decisione. Questo lo diceva con le parole efficaci « every accomplishment starts with the decision to try »: c'è la volontà di iniziare a cambiare. In quest'Aula alcuni, soprattutto il senatore Errani, hanno auspicato che quello che stiamo vivendo sia la possibilità di un nuovo cominciamento, perché altrimenti tutto sarà inutile. Vorrei rivolgermi al senatore Salvini, anche se non è più in Aula, per dirgli che certamente alcune delle cose da lui dette hanno un fondamento e una giustificazione, perché è assolutamente inammissibile ad esempio che, seppure in chat private, dei magistrati giudichino un Ministro nel modo in cui è stato appunto giudicato. Su questo il senatore Salvini, con cui sono stato in feroce polemica in passato, non può che avere ragione, perché un magistrato è pur sempre parte di un corpo terzo (la magistratura); c'è una distinzione netta fra potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario e, per quanto possa pensarla diversamente, ci sono leggi che normano il rispetto reciproco fra poteri, nel caso in cui - Dio ce ne scampi e liberi - quel tipo di atteggiamento dovesse essere prevalente. (Applausi) . È altrettanto vero che il senatore Salvini, a differenza di altri esponenti dell'opposizione che hanno preso la parola, per quanto abbia esordito con un «cerchiamo di portare qualche soluzione», ha indicato delle possibilità che materialmente non sono nelle nostre disponibilità. Potessimo anche noi immediatamente avere liquidità a sufficienza per gonfiare i conti correnti degli italiani. Ma magari! Magari potessimo recuperare gli errori fatti anche forse da chi governava all'epoca e magari c'era anche qualcuno che adesso dimentica di aver commesso qualche errore. (Applausi) . Qua di errori ne sono stati fatti tanti, ma il Presidente del Consiglio - questo è stato rimarcato dall'intervento di chi mi ha preceduto - ha anche detto che certamente potremmo fare di più e meglio, a dimostrazione del fatto che c'è una chiara consapevolezza della necessità di fare di più e meglio. Aggiungo, Signor Presidente del Consiglio, che si dovrebbe fare anche più velocemente, perché - come si dice in Toscana, anche se non è la mia terra d'origine - a babbo morto certe cure risultano inutili. Dobbiamo essere veloci e per essere veloci dobbiamo sburocratizzare. Certamente, dobbiamo rendere tutto ciò che è inutile, appunto perché inutile, un lascito del passato e lo dobbiamo cancellare. (Applausi) . Mi domando: ci troviamo adesso con una situazione al Governo voluta da una legge elettorale che è stata pensata contro qualcuno, ereditando quella burocrazia che tutti a parole volevano e vogliono combattere, salvo poi, pontificando con leggi e leggine, innalzarla fino a farla diventare, come voleva Max Weber, un orpello che appesantisce e poi diventa un tumore, perché la burocrazia troppe volte diventa una struttura autoreferenziale che drena risorse vitali, sottraendole alla società civile e al cuore pulsante della comunità Italia e - aggiungo - non soltanto Italia. Prima citavo un detto toscano, per quanto la Toscana non sia la mia terra d'origine, perché lei, senatore Salvini, ha parlato della «mia Lombardia». Ha detto che qualcuno ha ironizzato sui morti della sua Lombardia. Io direi che siamo tutti esseri umani, che si sia nati in Lombardia, in Puglia, oppure in Repubblica Centrafricana: questo nessuno di noi lo decide. Si è esseri umani nella misura in cui il particolarismo di certe posizioni viene superato attraverso la cultura dell'universalismo, per cui quello che è mio e pretendo per me debbo riconoscere agli altri. (Applausi) . E allora qua diciamo alcune verità: per esempio, stiamo realizzando con fatica un'intesa con enti locali e Regioni che alla fine, attraverso un dialogo che è stato anche sofferto e lacerante, ha prodotto comunque risultati per cui, poco alla volta, non la ripartenza, signor Presidente del Consiglio, ma un ricominciamento su basi diverse, questo Paese lo dovrà avere. Ci dovremo assumere la responsabilità di cambiare tanto, perché nella Regione Lombardia evidentemente qualcosa non deve aver funzionato (Commenti) , se vi si è concentrata circa la metà delle vittime. Per tutte quante bisogna piangere e mostrare comprensione, ma circa la metà delle vittime - che sono vittime del nostro Paese - è concentrata in un'area che evidentemente ha dimostrato di non saper affrontare una pandemia. (Proteste. Commenti.). PRESIDENTE. Colleghi, fate esprimere il senatore Morra.