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Il 21 settembre 1924 (capisco che si tratta di un'epoca che sicuramente fa inorridire la senatrice De Petris) viene inaugurato il primo tratto autostradale, la Milano-Varese, quella che diventerà l'Autostrada dei laghi; pochi anni dopo, viene inaugurata la Milano-Genova. Le autostrade? Ma perché non limitarsi ai viottoli di campagna? Costi e benefici? Non mi dilungherò troppo su quanto gli altri colleghi hanno detto e diranno, sul percorso incredibile dell'analisi costi-benefici, che prima era di 7,6 miliardi e che improvvisamente diventa di soli 2,2 miliardi al massimo di deficit e di impatto negativo. Non mi dilungherò nell'illustrare il danno enorme che il blocco degli appalti, cioè il blocco del TAV, provocherebbe. Dico che, oltre alle cose che hanno detto tutti (il ripristino delle aree, le penali, le mancate contribuzioni dell'Europa), io non credo sempre a ciò che dice Confindustria. Però Confindustria, attraverso il suo presidente Boccia, sostiene che perderemo, solo per quello, 50.000 posti di lavoro. Poco male; gli diamo il reddito di cittadinanza e il problema è assolutamente risolto. Risparmiamo di qua e poi diamo i soldi a quelli che perdono il posto di lavoro. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Volete creare un danno enorme. Vedete, io sono d'accordo con il Capogruppo del MoVimento 5 Stelle: il problema è figlio di due modi diversi di concepire lo sviluppo. Lo ha detto anche la senatrice De Petris: è figlio di due visioni del mondo opposte. Il resto sono chiacchiere. Ma plasticamente i cittadini hanno fatto vedere come la pensano. Da un lato, a Torino, ci sono state due grandi manifestazioni civili e pacifiche, per uno sviluppo controllato, certo, attento ai costi e attento acché nessuno rubi. Ma non è che per non far rubare non si fanno le cose. Dall'altro lato, le aree della sinistra più antagonista hanno dato vita in questi anni con violenza estrema al movimento No TAV, troppo a lungo accarezzato e coccolato anche da molti che oggi capiscono che la linea TAV non può essere bloccata. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Questi sono i due mondi ed è giusto che i 5 Stelle stiano con il mondo dei No TAV, io ve lo riconosco, anche se poi i voti li prendete per il reddito di cittadinanza che con i No TAV non ha molto a che vedere, considerato che molti sono figli di papà che non hanno bisogno di un reddito di cittadinanza. Mi meraviglio, però, degli amici della Lega. Voi sapete che noi abbiamo fatto e stiamo facendo un'opposizione patriottica. Vi abbiamo sostenuto nella politica sull'immigrazione, nonostante, anziché lavorare per il blocco navale che vi abbiamo ripetutamente chiesto di ottenere, vi siate fermati al no agli sbarchi, forse per non contrastare gli amici dei 5 Stelle. Così, di fronte al movimento No TAV, anziché ribattere ai colleghi di Governo: «Ma che cavolo state dicendo?», dite di fare il mini-TAV. Che cos'è il mini-TAV? È una linea TAV più piccola? Non si è capito neanche bene. (Entra in Aula il ministro Toninelli, che va a sedersi tra i banchi del Gruppo M5S) . Vedo che è arrivato il ministro Toninelli, ma adesso non mi devo certo interrompere perché c'è il ministro Toninelli. Lo saluto; è una persona che fa bene a venire in Aula; tra l'altro si siede sempre tra i banchi del MoVimento 5 Stelle e mai ai banchi del Governo, perché evidentemente si prepara già ai prossimi mesi. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Me lo ha suggerito Gasparri e l'ho detto. Stavo chiedendo agli amici della Lega: «È possibile che, di fronte alla linea TAV, voi proponiate il mini-TAV e che di fronte al blocco navale vi limitiate al mini- blocco degli sbarchi? Possibile che, di fronte al tentativo di fermare la legge sulla legittima difesa, voi tentenniate e consideriate possibile diminuire quello che i vostri elettori - i nostri comuni elettori - vi hanno chiesto? Possibile che, siccome a loro non piace la flat tax , non si parla più, né della mini, né della grande flat tax ?». (Applausi dal Gruppo FdI) . Credo allora che abbia ragione il capogruppo del MoVimento 5 Stelle: sono due mondi diversi. Da un lato, quelli che credono che lo sviluppo si possa ottenere con il No TAV e, dall'altro, quelli che credono invece che non si ferma il progresso, ma lo si controlla, lo si gestisce, lo si governa con onestà, con serenità, ma anche con scelte chiare, non con scelte mini. Infine, come se tutto ciò non bastasse, c'è un dato che ci consente di dire che siamo a favore del TAV, anche se la nostra mozione è l'unica in cui si dice che se proprio siete contrari, voi dei 5 Stelle abbiate il coraggio di proporre un referendum consultivo tra la gente di quelle Regioni e vediamo se ha ragione chi la pensa come voi o come noi. Concludo, signor Presidente, dicendo che c'è una ragione che per me vale più di tutte le altre, il valore della parola data: pacta sunt servanda. (Applausi dal Gruppo FdI) . Chi mai investirà in Italia, se si potrà pensare che la nostra parola non vale niente, quando Toninelli decide che va cambiata? (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni) . MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, ieri ho visto scorrere in televisione le immagini dell'uomo forte del Governo, il vice premier Salvini, mentre si avviava al vertice a Palazzo Chigi e pronunciava queste parole: «Stasera sì o no, il forse non esiste». Il mio cuore si era aperto a una speranza che, invece, era fallace. Il forse esiste ancora nell'esito del vertice di ieri, che non ha deciso nulla, ed esiste ancora più chiaramente nella mozione presentata dai colleghi della maggioranza, persino a prima firma del presidente Romeo, che impegna il Governo a ridiscutere tutto. Siamo ancora al forse. È il caso di dire che - anch'io faccio una citazione latina - dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur . Mentre si entra in recessione tecnica, il mondo delle imprese di costruzione è fortemente in crisi. Due delle prime tre per fatturato rischiano di scomparire in questi giorni. Mentre tutto questo accade e gli organismi autonomi e indipendenti ci mostrano che le previsioni sul prodotto interno lordo vanno assolutamente riviste in diminuzione, qui si discute e ci si consiglia. Abbiamo visto una cosa imbarazzante: il sottosegretario Dell'Orco ha detto di essere d'accordo sull'ordine del giorno della senatrice De Petris, però il parere è contrario, anche se auspica che si vada in quella direzione. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Vitali) . In anni di vita parlamentare una cosa così imbarazzante non l'avevo mai vista, ma questa legislatura ci sta abituando a questo e altro.