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In conseguenza delle modifiche apportate dalla norma, il nuovo disposto del predetto comma 6 (secondo periodo) prevede che le condotte poste in essere in attuazione del Piano, approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, non possano dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario, dell'affittuario o acquirente e dei soggetti da questi funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell'incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro; in base al citato comma 6 dell'art. 2 del decreto-legge n. 1 del 2015, l'osservanza delle disposizioni contenute nel piano ambientale, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, equivale all'adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione, previsti dall'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all'attuazione dell'AIA e delle altre norme a tutela dell'ambiente, della salute e dell'incolumità pubblica. In base a tale disposizione, le condotte poste in essere in attuazione del Piano non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell'incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro; fonti di stampa, il 23 ottobre 2018, hanno riportato alcune frasi contenute in una missiva a firma di Veronica Manfredi, direttore del settore Qualità della vita (Aria, Acqua ed Emissioni industriali) della Commissione europea, la quale, rispondendo ad una richiesta della Regione Puglia in materia di immunità penale, affermerebbe che "L'operatore rimane l'unico responsabile di eventuali danni causati a terzi o all'ambiente a seguito dell'utilizzo dell'impianto"; considerato che: l'articolo 3 della Carta costituzionale prevede che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge"; ai sensi dell'articolo 27, comma primo, della stessa Costituzione la responsabilità penale è personale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano adottare le opportune iniziative volte al superamento della normativa attualmente vigente relativa alla responsabilità di soggetti che, a qualsiasi titolo, hanno posto in essere condotte penalmente rilevanti. Atto n. 4-00899 ROMEO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nell'ambito degli accordi europei per lo sviluppo delle reti ferroviarie ad alta velocità e delle infrastrutture transfrontaliere strategiche definite dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443 ("legge obiettivo"), la linea Milano-Como-Chiasso è destinata a diventare una linea ad alta velocità a prevalenza merci collegata alla galleria svizzera del Gottardo (progetto elvetico "Alptransit"); sulla linea è previsto, a regime, il transito di 220-250 convogli al giorno nell'arco delle 24 ore, per la maggior parte composti da carrelli porta container e porta semirimorchi, lunghi fino a 800 metri, con un ingombro di 4 metri in altezza e un carico medio che supera le 2.000 tonnellate ciascuno; per l'adeguamento della linea era inizialmente previsto il quadruplicamento dei binari tra Monza e Chiasso, poi sostituito, per mancanza di risorse, con il potenziamento di quelli esistenti e con la modifica degli armamenti di linea, delle stazioni e degli spazi necessari per i nuovi ingombri; considerato che: la tratta contempla, in particolare, il "nodo" di Monza dove la linea a due soli binari passa, interrata a cielo aperto, parallela a via Gottardo e poi nella vecchia galleria urbana del 1847, ampliata nel 1963, lunga 450 metri, sino a largo Mazzini e alla stazione Monza principale; non avendo la stessa galleria un'altezza sufficiente, il livello della linea ferrata esistente è stato abbassato per consentire il transito dei nuovi convogli alti 4 metri; i grandi treni merci transiteranno dentro la città di Monza, nelle zone del centro storico, ad ogni ora del giorno e della notte, a velocità elevate e pertanto pericolose per possibili incidenti; la citata galleria urbana non rispetta i moderni requisiti di sicurezza ed inoltre termina con una curva stretta sulla trafficatissima stazione in cui, quotidianamente, centinaia di persone attendono il proprio treno, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adoperarsi presso le opportune sedi, ed in particolare con RFI, al fine di: sottoporre la galleria a delle preventive e complete verifiche statiche e di sicurezza; realizzare barriere acustiche sufficientemente estese ed elevate sui due lati dei binari; stabilire appositi limiti di velocità all'ingresso della galleria e lungo tutto il tracciato interno al centro abitato; valutare l'ipotesi, suggerita da cittadini ed esperti, di dirottare parte dei treni su percorsi alternativi più idonei al transito dei treni merci. Atto n. 4-00900 CASINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che il 12 e 13 novembre 2018 si è svolta a Palermo (presso Villa Igiea) la conferenza per la Libia, si chiede di sapere: se l'ambasciatore d'Italia accreditato in Libia, dottor Giuseppe Perrone, abbia partecipato alla conferenza e quale ruolo in particolare abbia svolto; se l'ambasciatore Perrone sia tornato nella sede di Tripoli dopo i risultati illustrati dal Governo, tra cui il rafforzamento del dialogo politico tra le diverse parti in campo; nel caso in cui non fosse ancora rientrato alla testa della missione, quali siano i motivi di tale scelta, che risulterebbe incomprensibile per l'interrogante, contraddittoria rispetto alle considerazioni espresse da esponenti governativi nelle sedi parlamentari e dannosa per gli interessi nazionali. Atto n. 4-00901 CIRIANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: le recenti ondate di maltempo che si sono a più riprese scatenate sull'intero territorio nazionale hanno messo in luce la grave precarietà a cui sarebbero soggette le linee di telecomunicazione in varie aree del Paese; in particolare, ben prima di tali eventi atmosferici, numerosi amministratori locali di comunità alpine e collinari hanno denunciato lo stato di scarsa manutenzione delle tradizionali linee telefoniche e dei ripetitori per cellulari; a simili episodi si aggiunga una costante dismissione di impianti in zone poco popolose ma strategiche per la loro valenza turistica e ambientale (tra tutte, le Dolomiti friulane) nell'ottica di una riduzione dei costi da parte delle compagnie di riferimento;