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1 (Modifiche al codice di procedura penale e all'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152) 1 All'articolo 274 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1: 1 alla lettera a) , dopo le parole: « fondate su circostanze di fatto » sono inserite le seguenti: « e su condotte concrete della persona sottoposta alle indagini o dell'imputato, »; 2 alla lettera b) , le parole: « si è dato alla fuga o sussiste concreto e attuale pericolo che egli si dia alla fuga » sono sostituite dalle seguenti: « si è dato alla fuga, tenta di darsi alla fuga o ha tentato di darsi alla fuga »; 3 alla lettera c) , le parole: « sussiste il concreto e attuale pericolo » sono sostituite dalle seguenti: « sussistono il concreto e attuale pericolo ed elementi di prova »; b dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1 - bis . Al di fuori dei casi di cui al comma 1, le misure cautelari sono disposte nei confronti di chi sia stato colto in stato di flagranza ai sensi dell'articolo 380 se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ». 2 Al comma 2 dell'articolo 380 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a alla lettera h), le parole: « salvo che per i delitti di cui al comma 5 del medesimo articolo » sono sostituite dalle seguenti: « salvo che ricorra la circostanza prevista dal comma 5 del medesimo articolo »; b dopo la lettera m-quinquies) sono aggiunte le seguenti: « m-sexies) reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, ai sensi dell'articolo 10- bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286; m-septies) delitto di travisamento in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico, di cui all'articolo 5, primo comma, della legge 22 maggio 1975, n. 152 ». 3 I commi secondo, terzo e quarto dell'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, sono sostituiti dai seguenti: « Chiunque viola il divieto di cui al primo comma è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 3.000 a 10.000 euro. La pena prevista dal secondo comma del presente articolo è aumentata nel massimo fino a sei anni di reclusione e fino a 15.000 euro di multa quando il colpevole porta con sé uno strumento compreso tra quelli indicati nel secondo comma dell'articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110. Per i delitti di cui al presente articolo è obbligatorio l'arresto in flagranza ». 4 Al numero 2) della lettera a) del comma 2 dell'articolo 407 del codice di procedura penale, dopo le parole: « delitti consumati o tentati di cui agli articoli » sono inserite le seguenti: « 336, primo comma, ». 5 Il primo periodo del comma 2 dell'articolo 444 del codice di procedura penale è sostituito dai seguenti: « Se vi è il consenso anche della parte che non ha formulato la richiesta e non deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento a norma dell'articolo 129, il giudice, sulla base degli atti, sentite le persone offese, se ritiene corrette la qualificazione giuridica del fatto, l'applicazione e la comparazione delle circostanze prospettate dalle parti, nonché congrua la pena indicata, ne dispone con sentenza l'applicazione enunciando nel dispositivo che vi è stata la richiesta delle parti. Il giudice condanna l'imputato al pagamento di un'adeguata provvisionale a favore delle persone offese, subordinando la stessa applicazione della pena su richiesta all'effettiva corresponsione della predetta provvisionale ». 6 All'articolo 656 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a i commi 4- bis , 4- ter e 4- quater sono abrogati; b il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5 . Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a un anno, o a sei anni nei casi di cui agli articoli 90 e 94 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, il pubblico ministero, fatto salvo quanto previsto dai commi 7 e 9 del presente articolo, ne sospende l'esecuzione. L'ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato e al difensore nominato per la fase dell'esecuzione o, in difetto, al difensore che lo ha assistito nella fase del giudizio, con l'avviso che entro trenta giorni può essere presentata istanza, corredata delle indicazioni e della documentazione necessarie, volta a ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione previste dagli articoli 47, 47- ter e 50, comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e dall'articolo 94 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, ovvero la sospensione dell'esecuzione della pena di cui all'articolo 90 dello stesso testo unico. L'avviso informa altresì che, ove non sia presentata l'istanza o la stessa sia inammissibile ai sensi degli articoli 90 e seguenti del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, l'esecuzione della pena avrà corso immediato »; c al comma 9, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente: « b-bis) nei confronti dei condannati ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, del codice penale ». 2 (Modifiche al codice penale) 1 Dopo l'articolo 187 del codice penale sono inseriti i seguenti: « Art. 187- bis. – (Risarcimento da parte dello Stato) – Il danno patrimoniale o non patrimoniale cagionato dal reato è risarcito dallo Stato quando il fatto sia stato commesso da persona: 1) liberata per la concessione dell'amnistia, dell'indulto, della grazia, della liberazione condizionale o della sospensione condizionale della pena, nei cinque anni successivi all'applicazione del beneficio; 2) ammessa a una misura alternativa alla detenzione durante l'esecuzione della misura; 3) ammessa al permesso o ad altro beneficio penitenziario che comporti il godimento di libertà durante l'esecuzione della pena; 4) che abbia fatto ingresso e soggiornato illegalmente nel territorio dello Stato. Lo Stato provvede al risarcimento del danno ai sensi del primo comma quando la persona danneggiata abbia agito in giudizio contro il colpevole e le persone civilmente responsabili e sia rimasta, anche in parte, insoddisfatta. Lo Stato recupera dal colpevole e dalle persone civilmente responsabili le somme erogate ai sensi del presente articolo. Si applicano le disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. Art. 187- ter.