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numerose le proteste di contadini e piccoli allevatori cui non si è dato peso, che avevano riferito del rifiuto degli animali di abbeverarsi nei fossi al di sotto della discarica in esercizio. Fatto sta che la Regione ha ritenuto prive di fondamento tutte le osservazioni di illegittimità formulate dall'amministrazione comunale; la discarica sta ottenendo, quindi, il via libera e diverrà la più grande d'Europa nel settore dei rifiuti petroliferi, fanghi, amianto ed altri rifiuti speciali solidi, a cui si aggiungeranno altre tipologie di rifiuti classificati come "speciali non pericolosi" secondo il CER; considerando che il nuovo lotto verrebbe realizzato prolungandosi verso il centro abitato ed in posizione molto visibile dai punti d'osservazione panoramica del paese, parte consistente della popolazione si è costituita in comitato, dopo aver inviato osservazioni e petizioni sia al Comune che alla Regione, opponendosi alla costruzione di questo nuovo quinto lotto. Ma, nonostante ciò, le procedure di conferimento delle autorizzazioni da parte della Regione Basilicata stanno procedendo senza tenere conto di quanto ribadito dalla cittadinanza ed è stato approvato il verbale della conferenza dei servizi, dando sostanzialmente il via libera all'ampliamento; sarebbe stato certamente più opportuno che le istituzioni si fossero confrontate con la popolazione ed i comitati per raccogliere le loro istanze ed elaborarle in ragione degli interessi locali e di quelli più generali della pubblica utilità, costruendo consensi o riconoscendone le ragioni di resistenza. Ma niente di tutto ciò è avvenuto; la splendida regione Basilicata deve essere valorizzata nelle sue peculiarità culturali, storiche, naturali e paesaggistiche e la strada tracciata dalla recente delibera regionale appare fortemente antitetica rispetto alla protezione del territorio, proprio perché Guardia Perticara rappresenta un microcosmo dalle inestimabili qualità possedute dalla terra. Tutto ciò senza dimenticare i rischi per la salute pubblica che potrebbero derivare dall'inquinamento delle falde acquifere a causa dei metalli pesanti; occorre tenere presente sempre il dettato costituzionale, poiché l'articolo 9 riconosce il valore estetico-culturale del bene paesaggistico come valore primario dell'ordinamento, facendo da ciò discendere che la tutela del paesaggio, che sovrintende a superiori interessi pubblici, prescinde da ogni valutazione di interessi privati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che con l'ampliamento la discarica, di 5 volte superiore ai fabbisogni regionali per lo smaltimento di quel tipo di rifiuti, non sia invece finalizzata a smaltire rifiuti provenienti da altre regioni, soprattutto del Nord; quali iniziative intenda assumere perché le scelte che si stanno per intraprendere vengano quanto prima riviste, evitando la prosecuzione dell'ampliamento della discarica al fine di garantire il rispetto dei luoghi, dell'ambiente e della salute umana. Atto n. 4-03797 RAUTI IANNONE Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, il comma 147 stabilisce che le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono utilizzare le graduatorie dei concorsi pubblici, fatti salvi i periodi di vigenza inferiori previsti da leggi regionali, nel rispetto dei seguenti limiti: a) le graduatorie approvate nell'anno 2011 sono utilizzabili fino al 30 marzo 2020 previa frequenza obbligatoria, da parte dei soggetti inseriti nelle graduatorie, di corsi di formazione e aggiornamento organizzati da ciascuna amministrazione, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità ed economicità e utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente, e previo superamento di un apposito colloquio diretto a verificarne la perdurante idoneità; b) le graduatorie approvate negli anni dal 2012 al 2017 sono utilizzabili fino al 30 settembre 2020; c) le graduatorie approvate negli anni 2018 e 2019 sono utilizzabili entro 3 anni dalla loro approvazione. considerato che: tutta l'attività burocratica e amministrativa della pubblica amministrazione ha subito delle limitazioni, connaturate alle disposizioni conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza deliberata dal Consiglio dei ministri; i provvedimenti e le restrizioni connessi all'emergenza COVID-19 stanno determinando una drastica riduzione di tutte le attività concorsuali; le necessità di turnover previste per il prossimo futuro, a causa dei numerosi pensionamenti in previsione, rischiano di esporre le pubbliche amministrazioni a forti criticità, anche nel breve e medio periodo; sono in procinto di scadere le graduatorie approvate dal 2012 al 2017, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda, vista l'emergenza epidemiologica in atto e nel rispetto del principio di economicità della pubblica amministrazione, trovare una soluzione normativa, attivandosi al fine di modificare la norma citata, per prorogare tutte le graduatorie approvate negli anni dal 2012 al 2017 fino al 31 dicembre 2021 e le graduatorie approvate negli anni 2018 e 2019 fino a 3 anni dalla loro approvazione. Atto n. 4-03798 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da uno studio sullo stato dei mercati dei capitali, presentato nel mese di gennaio 2020 dai rappresentanti dell'OCSE al Ministero dell'economia e delle finanze, quello italiano, nonostante anni di sforzi con incentivi fiscali, crediti d'imposta, minibond e piani individuali di risparmio, si ritrova ancora ad essere un mercato ancora gracile, incapace di intercettare i grandi flussi di capitali privati, con la frustrazione di assistere alla "fuga" del risparmio italiano, per circa 190 miliardi di euro, che esce dal nostro Paese per finanziare il capitale di rischio delle imprese oltre confine; le maggiori criticità che evidenzia il rapporto dell'OCSE si rinvengono principalmente: nella limitata capitalizzazione dei valori di borsa rispetto al prodotto interno lordo (nonostante la crescita dell'AIM, l' alternative investment market , in termini di numero di emittenti) e nella scarsa presenza di società high tech ; nella ridotta dimensione delle società (il peso preponderante nell'economia reale di micro imprese relativamente poco produttive a confronto con altre realtà europee e l'elevata dipendenza da fonti di finanziamento a breve termine) e nell'elevata concentrazione proprietaria degli emittenti, unitamente al ridotto livello di flottante sui mercati (scarsa propensione della proprietà a cedere il controllo sulla società e limitate offerte pubbliche sul mercato secondario);