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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Onorevoli Senatori . — La violenza maschile contro le donne rappresenta un fenomeno sociale diffuso e strutturale con radici culturali profonde, che ancora oggi permeano purtroppo le relazioni tra uomini e donne in tutto il mondo. Trattandosi di una problematica che ha radici culturali molto radicate, non si può non richiedere una risposta forte e chiara da parte della politica tutta. Nella XVII legislatura il Parlamento ha adottato una serie di misure volte a contrastare la violenza contro le donne, anche attraverso la ratifica della Convenzione di Istanbul. Come noto, tale Convenzione ha predisposto una serie di strategie da attuare per raggiungere l'obiettivo di arginare e progressivamente estirpare ogni forma di violenza nelle relazioni di genere. Gli interventi della XVII legislatura, in particolare, si sono concentrati nell'introduzione di modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per inasprire le pene per alcuni reati, più spesso commessi nei confronti di donne, per l'emanazione del Piano d'azione straordinario contro la violenza di genere e per la previsione di stanziamenti per il supporto delle vittime. Nella XVIII il Parlamento ha proseguito nell'adozione di misure volte a contrastare la violenza contro le donne; il legislatore è intervenuto in tale ambito perseguendo in via principale gli obiettivi di prevenzione dei reati e di protezione delle vittime, al contempo prevedendo l'inasprimento delle pene per la commissione dei cosiddetti reati di genere. Il provvedimento che più ha inciso nel contrasto alla violenza di genere è certamente rappresentato dalla legge n. 69 del 2019 (cosiddetto codice rosso), che ha rafforzato le tutele processuali delle vittime di reati violenti, con particolare riferimento ai reati di violenza sessuale e domestica. L'intervento legislativo però non è il solo canale attraverso cui operare in maniera efficace sul terreno delle violenze contro le donne e, più in generale, delle violenze di genere. Nel corso della XVII legislatura è stata istituita per la prima volta la Commissione di inchiesta monocamerale sul femminicidio e contro ogni forma di violenza di genere con delibera del Senato della Repubblica del 18 gennaio 2017. Una seconda Commissione, nella XVIII legislatura, viene istituita con delibera del Senato del 16 ottobre 2018 e poi prorogata con delibera del 5 febbraio 2020. La Commissione, attraverso una costruzione di un sistema integrato di raccolta dati e di attività di monitoraggio del fenomeno in tutte le sue varie articolazioni, nonché attraverso lo studio delle migliori pratiche esperite, anche mediante il supporto di tecnici ed esperti del settore, ha raggiunto degli importanti traguardi su più fronti. Nel corso della scorsa legislatura, infatti, la Commissione ha approvato una serie di relazioni e di documenti che si sono rivelati di fondamentale importanza per il monitoraggio, lo studio e, dunque, il contrasto alle violenze contro le donne e, in generale, alle violenze di genere. Tra questi documenti, si segnalano, in particolare, la relazione sulla vittimizzazione secondaria delle vittime che subiscono violenza e dei loro figli nei procedimenti che disciplinano l'affidamento e la responsabilità genitoriale, ma anche la relazione sulle mutilazioni genitali femminili o quella riguardante la violenza di genere e domestica nel periodo di applicazione delle misure di contenimento della pandemia da COVID-19. Passi significativi sono stati compiuti anche mediante l'approvazione della relazione su « I percorsi trattamentali per uomini autori di violenza nelle relazioni affettive e di genere: prevenire e trattare la violenza maschile sulle donne per mettere in sicurezza le vittime », approvata all'unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nella seduta del 16 febbraio 2022. In particolare, il lavoro con gli uomini autori di violenza costituisce, sia dal punto di vista operativo, sia (soprattutto) dal punto di vista politico e culturale, una parte assai rilevante del contrasto alla violenza di genere, in quanto indirizzato al vero mutamento culturale che deve essere fatto dagli uomini. L'istituzione e il sostegno dei programmi rivolti agli uomini autori di violenza, dunque, accompagnando gli autori in un percorso di cambiamento dei comportamenti violenti per raggiungere la finalità di tutelare le vittime per interrompere le violenze, prevenendo nuove violenze, escalation e recidive, come richiesto dalla stessa Convenzione di Istanbul. Come emerge da quanto sopra, il tema dei femminicidi e della violenza di genere è tutt'altro che risolto, anzi appare in continua ascesa. A titolo esemplificativo, basta guardare i dati degli omicidi con vittime femminili nell'anno 2022 (anno peraltro non ancora concluso). Secondo il report del Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale della polizia criminale (Servizio analisi criminale) nel periodo 1° gennaio – 30 ottobre 2020 sono stati registrati 246 omicidi, con 91 vittime donne, di cui ben 79 uccise in ambito familiare; di queste, 46 hanno trovato la morte per mano del partner /ex partner . Benché si sia verificato un lieve decremento rispetto agli anni passati, non può non colpire non solo il dato quantitativo, ma anche – e soprattutto – il contesto (quello familiare e affettivo) nel quale sono maturati questi drammatici eventi. È dunque indispensabile, anche per affiancare l'opera del legislatore, che i lavori della Commissione continuino per l'intera XIX legislatura, partendo proprio da quei risultati che sono stati già prodotti dai lavori della Commissione negli scorsi anni. L'urgenza di affrontare rapidamente e con piena cognizione di causa il tema della violenza di genere tuttavia rende opportuno dare nuova fisionomia al prosieguo dei lavori di inchiesta, dando alla Commissione carattere bicamerale, proprio al fine di garantire il massimo coinvolgimento dei rappresentanti della Nazione nella definizione delle strategie di contrasto al fenomeno. L'operato della Commissione, in ossequio a quanto previsto dall'articolo 2, concentrerà le sue attività in una duplice direzione. Da un lato l'analisi, anche statistica, degli episodi di femminicidio e di violenza di genere, indagandone cause e contesti e, al contempo, mettendo in luce, laddove presenti, eventuali comportamenti ricorrenti o punti di contatto tra i diversi episodi. Dall'altro, il monitoraggio della concreta applicazione da parte di istituzioni e pubbliche amministrazioni della normativa, anche evidenziandone possibili lacune e carenze. In questa seconda direzione si colloca anche la verifica della realizzazione da parte delle istituzioni di progetti educativi nelle scuole di ogni ordine e grado, finalizzati al rispetto delle persone tutte, all'accettazione e alla valorizzazione di tutte le diversità, a partire da quella di genere. Come tutte le Commissioni di inchiesta, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, anche la Commissione sul femminicidio è chiamata ad agire con gli stessi poteri e gli stessi limiti dell'autorità giudiziaria. Data la delicatezza della materia di cui è chiamata ad occuparsi la Commissione, l'articolo 3 si premura si dettagliare lo spazio di intervento all'interno del quale la stessa è chiamata ad agire. Dal punto di vista organizzativo, la Commissione, ai sensi dell'articolo 6, sarà chiamata ad adottare un regolamento interno che la guiderà nelle successive attività..