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Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del dissesto della Cassa di risparmio di Ferrara Spa, della Banca delle Marche Spa, della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio -- Società cooperativa e della Cassa di risparmio della provincia di Chieti Spa. Onorevoli Senatori. -- La oramai nota vicenda del dissesto e del successivo tentativo di salvataggio della Cassa di risparmio di Ferrara, della Banca delle Marche, della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio e della Cassa di risparmio della provincia di Chieti si sta avvitando su se stessa, in una girandola di accuse e scaricabarile, portando alla ribalta un quadro a tinte fosche dal quale emerge un confine poco definito tra la responsabilità di chi non ha debitamente informato la clientela sui rischi a cui andava incontro e quella di chi, invece, avrebbe dovuto e potuto, per dovere istituzionale, evitare ed impedire, attraverso la propria vigilanza, il tracollo finanziario delle stesse, e disvelare quel groviglio di connivenze e di conflitto di interessi che caratterizzava la loro gestione. I suddetti istituti di credito, infatti, pur essendo particolarmente radicati sul territorio ove operavano quali motore dell'economia locale, avevano iniziato a manifestare problemi di solvibilità già da diversi anni, divenendo, così, l'obiettivo di frequenti ispezioni da parte della Banca d'Italia e subendo fasi di commissariamento fino a raggiungere l'attuale configurazione di good bank . Una turbolenza, la loro, che nasce da lontano ma che, stando ai particolari che si vanno di giorno in giorno disvelando, poteva essere domata o fortemente ridimensionata da un'adeguata azione di vigilanza da parte delle autorità di controllo all'uopo preposte. La vigilanza sul sistema bancario si sostanzia oggi nell'emanazione di regole prudenziali e standard di affidabilità e correttezza delle gestioni, in linea con le disposizioni dell’Unione europea e con le indicazioni elaborate in altre sedi internazionali, nell'esercizio di poteri autorizzativi concernenti le vicende ed i fondamentali momenti di vita delle banche (costituzione, fusioni, ecc.), nella verifica della qualità della loro gestione, negli interventi sulle situazioni aziendali per impedire il deteriorarsi dei profili tecnici, nella gestione delle crisi in caso di situazioni di patologia conclamata, nell'interazione con gli esponenti aziendali e più in generale con i destinatari delle norme attraverso il ricorso alla consultazione pubblica e a forme di dialogo prima della definizione degli atti normativi. Difficile, pertanto, immaginare che non si sarebbe potuto riparare l'irreparabile. Eppure il loro dissesto ha mandato in fumo circa 780 milioni di euro di obbligazioni subordinate, oltre la metà delle quali in tasca a piccoli risparmiatori, gettando alcuni di questi nella più totale disperazione. Secondo dati più precisi diramati tramite una infografica dal Ministero dell'economia e delle finanze, il numero dei risparmiatori possessori dei bond subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, che hanno perso le loro piccole fortune frutto dei risparmi di una vita, sono 10.559, per un controvalore di 392,2 milioni di euro: tutti, come li ha bollati Jonathan Hill, commissario europeo ai servizi finanziari, «prodotti inadatti ai risparmiatori». Le tragedie personali hanno sempre un forte peso mediatico che spesso esula dalla realtà oggettiva dei fatti, realtà dietro la quale, escluse presunte azioni di circonvenzione da parte di promotori finanziari, spesso si nascondono la scarsa trasparenza degli istituti bancari e la poca consapevolezza del reale rischio da parte dei risparmiatori, una variabile, quest'ultima, che pur avendo una sua importanza, non può essere giustificata aprioristicamente. I crack finanziari della Lehman Brothers, dei bond argentini e di Cirio e Parmalat insegnano che si tratta di uno scenario tristemente ricorrente, che purtroppo finisce col penalizzare quasi sempre l'inconsapevole ignoranza dei cittadini. Come parlamentari, oltre a quelli normativi, disponiamo di altri strumenti in grado di rompere il muro di gomma dietro il quale si cela un gioco tanto marcio e spietato quanto profondamente fragile. La nostra Costituzione, infatti, con l'articolo 82 riconosce alle Assemblee parlamentari un potere d'inchiesta capace di restituire loro una cognizione possibilmente piena e veritiera del tessuto e dei fenomeni sociali che sono chiamati a regolare, e del modo in cui il Governo svolge la sua attività, potere reso ancora più penetrante, rispetto agli strumenti di conoscenza e d'ispezione, dalla previsione contenuta al secondo comma dello stesso articolo che lo dota di mezzi eccezionalmente coercitivi capaci di incidere sulle situazioni giuridiche soggettive dei singoli, grazie ai quali le Commissioni di inchiesta possono raggiungere la verità. Dopo il terremoto determinato dal crack finanziario dei quattro istituti di credito è diventata ineludibile quanto inderogabile la necessità di dare stabilità al sistema bancario e di restituire immediatamente la massima fiducia a risparmiatori e investitori. Gli sviluppi dell’intera vicenda, inoltre, hanno fatto emergere tutta l’inadegatezza di un sistema di regole che antepone la sopravvivenza della stabilità finanziaria europea – principio base del nuovo meccanismo del bail-in europeo, progettato, peraltro, per crisi sistemiche ben più grandi rispetto a quelle dei quattro istituti di credito e di altri su cui sta sperimentando la «risoluzione» – alla tutela del risparmio in tutte le sue forme previste dall’articolo 47 della Costituzione. Per tali ragioni proponiamo l'istituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta sul dissesto finanziario della Cassa di risparmio di Ferrara, della Banca delle Marche, della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio e della Cassa di risparmio della provincia di Chieti, che faccia piena luce oltreché sulle cause che lo hanno determinato, anche e soprattutto su eventuali cortocircuiti e colpevoli responsabilità che hanno interrotto la filiera della vigilanza bancaria.. 1 (Istituzione e compiti della Commissione) 1 È istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del dissesto della Cassa di risparmio di Ferrara Spa, della Banca delle Marche Spa, della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio -- Società cooperativa e della Cassa di risparmio della provincia di Chieti Spa, di seguito denominata «Commissione», con i seguenti compiti: a verificare se, come ed in quale misura si sia svolta l'attività di vigilanza nei confronti delle medesime banche da parte delle autorità istituzionali preposte al controllo dell'attività bancaria nell'intero periodo 2005-2015, anche con particolare riferimento al tipo di rapporti intercorsi tra le stesse autorità e gli enti sottoposti a commissariamento o quando questi ultimi abbiano usufruito di intervento pubblico, al fine di accertare il grado di adeguatezza della loro azione di controllo rispetto a situazioni di dissesto protrattesi nel tempo; b verificare l'efficacia della legislazione vigente al fine di prevenire il ripetersi di ulteriori situazioni di dissesto bancario e di tutelare il risparmio; c verificare le modalità con le quali le medesime banche abbiano provveduto al proprio autofinanziamento, con particolare riferimento alla emissione ed al collocamento al pubblico di titoli azionari ed obbligazionari;