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Perché più che parti di una teoria economica, le analisi e gli studi sul gioco sembrano un trattato sulla speculazione. I dati Istat sulla povertà italiana, pubblicati qualche giorno fa, ci restituiscono la fotografia di un Paese in grande difficoltà, con 5,6 milioni di persone (circa una su 10) in condizioni di povertà assoluta, cioè con difficoltà ad arrivare alla fine del mese, nonostante misure importanti adottate dagli ultimi Governi, come il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, il reddito d'emergenza, cui aggiungiamo i tanti cassaintegrati, su cui pende l'incertezza del futuro. Non è certo di giustizia sociale che si parla quando si parla di puntate e scommesse. La giustizia sociale agisce contro ogni forma di discriminazione e tutela i diritti imprescindibili di ciascuna persona. Oggi è il valore della persona, della sua fragilità e dei suoi diritti, ad essere minacciato dalla diffusa tendenza a ricorrere esclusivamente ai criteri dell'utilità e dell'avere imposti dall'economia liberista. Forme di Stato e di Governo che attuano politiche sociali fondate su principi transgenerazionali, misurate e misurabili sull'impatto nella vita di ciascuna persona, sono temi ormai diventati protagonisti del cambiamento in atto verso la sostenibilità e lo sviluppo umano integrale. Oggi, in tempi di pandemia, dobbiamo parlare di uno Stato che premia le imprese che creano valore e avviarci verso un modello economico sostenibile, che genera ricchezza e benessere. L'economia dell'azzardo, invece, è costruita su una mega macchina sociale, che estrae valore e non genera ricchezza. Il gioco d'azzardo è un'operazione finanziaria in sé, non dispone di progetto industriale e di economia reale sottostante. Chiediamoci, allora, quali sono i costi reali da computare per rimanere nei temi dell'etica. Ben venga una Commissione di inchiesta che mostri intransigenza sugli affari della criminalità e che abbia una forza generatrice di idee innovative per le politiche sociali correlate. Riflettere sul gioco, dunque, come strumento, riconoscendone le ricadute negative nell'utilizzo illegale e non controllato. Non siamo convinti che sia utile arrivare al proibizionismo, perché, avendo raggiunto il gioco d'azzardo volumi notevolissimi, ciò determinerebbe fratture sociali e nuovi spazi di crimine. Riteniamo, invece, utile rafforzare le riforme restrittive, nel segno della tutela della salute dei cittadini e delle comunità. Regioni ed enti locali hanno avviato iter legislativi significativi, che a regime prevedranno misure operative e formative: limiti agli orari di apertura delle sale da gioco, distanziometro ovvero il divieto di apertura di sale da gioco e/o servizi commerciali che ospitano slot machine entro una distanza, in genere circa 500 metri, da luoghi definiti sensibili, quali scuole, luoghi di culto, ospedali, centri ricreativi e sportivi, luoghi frequentati soprattutto dai soggetti più a rischio, in primo luogo giovani e anziani. Ma questo non basta: c'è bisogno di procedere con un'azione coordinata a livello parlamentare e governativo, per individuare le fasce che distinguono i tipi di gioco per categorie, individuate per persone coinvolte e rischi connessi; bisogna formare addetti ai lavori e pubblicizzare il rischio dell'azzardo, studiando nuovi equilibri, che non trasformino il tempo libero di un giocatore in tempo da liberare per consegnarlo ad una ossessione distruttiva. Con lo stop imposto dal Covid-19 anche su alcune aree del gioco d'azzardo, cogliamo l'occasione per ripartire in un modo nuovo, che abbia un valore guida assoluto: la protezione di ciascuna persona da catene di sofferenza da cui è difficile e improbabile venire fuori. Mentre alle nuove generazioni chiediamo scusa in nome di un futuro sostenibile, non inchiodiamo i nostri ragazzi in una realtà virtuale fatta di slot machine e scommesse, che distraggono da percorsi di vita. Non vi è bene comune nel miraggio della ricchezza costruita su una speculazione. Un agire che non mortifichi i posti di lavoro creati in questo comparto, ma che garantisca che il mercato cui si riferiscono non sia territorio di illegalità e di sofferenza. Vedete, colleghe senatrici e colleghi senatori, ricordo bene i volti fieri degli esercenti di Palermo, quando prima del mio mandato di senatore mi occupavo di contrasto alle ludopatie. Gli esercenti, insieme all'insegna della propria attività, chiedevano di apporre una semplice targa, con scritto: «Un bar senza slot ha più spazio per le persone»: semplice, ma nello stesso tempo necessaria di tanto coraggio e fiducia in uno Stato che tutela e garantisce i diritti fondamentali. Se i ragionamenti asettici sui bilanci industriali non dovessero dimostrarlo, è da queste manifestazioni di responsabilità che dobbiamo prendere lezione, monito e spunto per costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle, che nella giustizia sociale ha la sua stella polare, accoglie con favore la richiesta di istituire una Commissione d'inchiesta sul gioco d'azzardo, esprimendo il proprio voto favorevole al documento in esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del documento XXII, n. 32. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B) . Come da accordi intercorsi, concludiamo qui i lavori dell'Assemblea per la seduta odierna. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, «non si arrestano le ondate degli sbarchi dei migranti. Nella notte sono arrivati circa un centinaio di stranieri a bordo di barche di fortuna» ed è questa «solo l'ultima conta, che va ad aggiungersi agli oltre 1.100 migranti che sono sbarcati nel weekend sull'isola di Lampedusa, ormai ridotta al collasso». Signor Presidente, questo è l'inizio di uno dei tanti articoli di giornale, che registrano la situazione, che si ripete ormai da molti anni a questa parte - troppi - sulle nostre coste. Oggi, signor Presidente, non voglio però parlare solo di numeri, che conosce bene anche lei, così come li conoscono bene anche i miei colleghi senatori. Signor Presidente, le chiedo la cortesia di prestare un attimo di attenzione, perché l'argomento è molto importante. PRESIDENTE. Chiedo scusa, senatrice Saponara. Stavo cercando di fare, impropriamente, due cose in contemporanea. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, come dicevo, oggi non voglio parlare solo di numeri, perché i numeri li conosce bene lei, così come li conoscono bene anche i miei colleghi senatori. Oggi vorrei parlare di altro, vorrei parlare di quello che c'è dietro a questi numeri, perché non basta dire che abbiamo salvato e accolto i naufraghi che i trafficanti di esseri umani mettono in mare, per dire che abbiamo assolto ai nostri doveri umanitari.