[sommcomm]

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 26 TESEI La seduta inizia alle ore 10,30. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente TESEI comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori. PROCEDURE INFORMATIVE Audizione del sottocapo di Stato maggiore della Difesa, generale di corpo d'armata Luigi Francesco De Leverano, in relazione al disegno di legge n. 1152 (delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militare) La presidente TESEI ringrazia il generale De Leverano per la disponibilità, cedendogli contestualmente la parola per lo svolgimento del suo intervento. Il generale DE LEVERANO rileva che il processo che si intende avviare con il disegno di legge n. 1152 rappresenta la prosecuzione di una analoga attività, in attuazione della legge n. 246 del 2005 (provvedimento comunemente chiamato "taglia leggi"), che mosse i suoi primi passi circa un quindicennio fa per poi trovare una sua prima disciplina nella codificazione militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 (recante il Codice dell'ordinamento militare). In particolare, la legge aveva delegato il Governo alla identificazione di tutte le disposizioni legislative anteriori e posteriori al 1970 la cui permanenza in vigore fosse ritenuta indispensabile, alla semplificazione ed al riassetto della materia "sopravvissuta", nonché alla armonizzazione delle disposizioni mantenute in vigore con quelle emanate successivamente al 1970. Questi obiettivi, per l'ordinamento militare, sono stati realizzati mediante principi e criteri direttivi, fra i quali: la codificazione della normativa primaria; la raccolta organica delle norme regolamentari in un Testo Unico; il coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza logico giuridica e sistematica della normativa anche al fine di adeguare e semplificare il linguaggio normativo; la definizione dei procedimenti amministrativi nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge n. 241/1990, compresa la soppressione di quelli non più rispondenti alla legislazione primaria e la loro semplificazione in termini di disciplina unitaria ed onnicomprensiva, di riduzione del numero delle fasi, delle amministrazioni, degli uffici. Il Ministero della difesa articolò quindi la propria attività in due fasi: la prima di ricognizione delle norme vigenti di interesse, differenziando quelle di perdurante utilità da quelle valutate superflue o ridondanti; la seconda di costituzione di una Commissione di studio denominata "Comitato scientifico per il coordinamento delle attività del Ministero della difesa in materia di semplificazione della legislazione", per il riassetto delle norme primarie e secondarie di perdurante interesse. L'opera di ricognizione consentì di catalogare 2250 fonti primarie, 390 secondarie e 11 terziarie di interesse - lato sensu - dell'Amministrazione militare e di affrontare e risolvere questioni circa la natura, primaria o secondaria, di determinate fonti anteriori all'entrata in vigore, nel 1948, della Costituzione. Una piccola parte di norme di interesse della Difesa, non più utile, fu quindi oggetto di abrogazione espressa. Il risultato finale raggiunto consistette nella riduzione di quattro quinti della normativa di rango primario e secondario finora vigente (da circa 1.600 fonti primarie e secondarie ad una sola fonte primaria e una sola secondaria e da un totale di circa 17.000 articoli a una risistemazione in 3.398 articoli). L'attività si rivelò molto articolata e si dovette misurare soprattutto con un ordinamento normativo multilivello (comunitario, nazionale e regionale) e con una complessità regolamentare elevata, non trascurando l'esigenza di assicurare l'aderenza alla Costituzione, che il Codice ha attuato in modo organico ed alla quale puntualmente si ispira, integrandosi, peraltro, con gli altri ordinamenti, pur conservando una tendenziale autosufficienza ordinamentale. L'ordinamento militare, infatti, deve convivere con altri sistemi di codificazione, ad esso trasversali (si pensi al codice degli appalti, a quello dell'ambiente e non ultimo a quello della protezione dei dati personali), rispetto ai quali deve relazionarsi attraverso il ricorso alla tecnica del rinvio al fine di superare disomogeneità e ingiustificate disparità nelle relative discipline. Oppure, utilizzando specifiche discipline in termini di deroghe espresse come, ad esempio, in materia di status giuridico del personale militare al quale si applicano taluni istituti come quello degli "ordini militari" (articolo 1349 del Codice dell'ordinamento militare). L'obiettivo di organicità della disciplina è stato quindi assicurato attraverso la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 2267, comma 2 del Codice dell'ordinamento militare, secondo la quale le disposizioni dello stesso e del regolamento collegato (di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010), possono essere abrogate, derogate, sospese, modificate, coordinate o implementate solo in modo esplicito, e mediante intervento avente a oggetto le disposizioni contenute nel codice o nel regolamento. Sempre rimanendo nel confronto con le altre legislazioni vigenti (con le quali l'ordinamento militare si è dovuto misurare per salvaguardare le proprie specificità), sul versante della semplificazione procedimentale e burocratica, va evidenziato come i procedimenti delle Forze armate siano diversi da quelli amministrativi incidenti sui cittadini, essendo autoritativi e tipizzati, prevalentemente interni all'Amministrazione medesima (pubblico impiego, avanzamento, reclutamento, procedimento disciplinare). Pertanto, si è proceduto, ove possibile, ad una semplificazione. Ad esempio, in materia di leva (snellendo procedure per eventuali suoi ripristini in casi di straordinarietà e urgenza - tempo di guerra, grave crisi internazionale, e così via); di beni militari (sopprimendo la requisizione di alloggi per le esigenze di truppe cosiddette di passaggio); di organizzazione delle casse previdenziali; di reclutamento, formazione ed impiego del personale militare; di organizzazione delle scuole, accademie ed enti formativi. Stante quanto precede, l'attuale attività di riduzione delle disposizioni legislative del corpo normativo in questione, deve partire dal necessario presupposto costituzionale di tutte quelle disposizioni ricoperte dal cosiddetto istituto giuridico della riserva di legge, potendo delegificare le altre. L'obiettivo da perseguire, in questo nuovo riassetto, è quello di definire un articolato normativo di duplice livello. Un ambito primario, con il rinvio alla normativa di settore e il recepimento nel codice dell'ordinamento militare della sola disciplina generale in termini di principi, ed un ambito secondario per i profili applicativi, anche prevedendo per taluni settori nuovi elementi di organizzazione: ad esempio, in materia di cyber security , di trasparenza delle attività della pubblica amministrazione (legge. n. 241 del 1990 e decreto legislativo n. 33del 2013), nonché di Privacy (attraverso il coordinamento tra il Regolamento UE n. 679 del 2016 e il decreto legislativo n. 101 del 2018).