[ddlcomm]

Norme per la promozione dell'equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo. Onorevoli Senatori . – Il disegno di legge, presentato da senatrici e senatori esponenti di tutti i Gruppi parlamentari, è volto a colmare alcune lacune esistenti nel nostro Paese in tema di rappresentanza di genere. In attuazione dell'articolo 51, primo comma, della Costituzione, è finalizzato a promuovere l'equilibrio tra i sessi nelle autorità indipendenti, negli organi delle società a controllo pubblico e delle società quotate e nei comitati di consulenza del Governo, prevedendo che sia assicurato il rispetto del principio di equilibrio tra i sessi, almeno nella misura di due quinti. Il provvedimento è stato approvato dalla Commissione dopo un approfondito percorso di riflessione che ha condotto all'elaborazione di un nuovo testo nel quale si è cercato di tenere conto delle osservazioni formulate da tutti i Gruppi. In particolare, l'articolo 1, che non è stato modificato dalla Commissione, definisce alcuni princìpi. L'articolo 2 prevede che nella scelta dei componenti delle autorità indipendenti sia assicurato il rispetto del principio dell'equilibrio tra i sessi, in una misura che, nel caso più frequente di collegi composti da cinque membri, è di due quinti; ciò si applica anche nei casi di sostituzione dei componenti venuti a cessare anticipatamente in corso di mandato. Con l'articolo 3 si è tentato di sistematizzare la complessa e articolata disciplina sulla parità tra i sessi negli organi delle società a controllo pubblico, inserendola in una norma di rango primario. Infatti, dopo la legge n. 120 del 2011, la cosiddetta « Golfo-Mosca », sulla materia sono intervenuti: il regolamento di attuazione della legge, adottato con il decreto del Presidente della Repubblica n. 251 del 2012; il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (decreto legislativo n. 175 del 2016); la legge n. 162 del 2021 sulla parità salariale. Nello specifico, per tali società si dispone che sia assicurato il rispetto del principio dell'equilibrio tra i sessi almeno nella misura di due quinti, da computare sul numero complessivo delle designazioni o nomine effettuate in corso d'anno. L'articolo 4 introduce il principio dell'equilibrio tra i sessi, sempre nella misura di due quinti, per i componenti dei comitati di consulenza del Governo, per i commissari straordinari e per le strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri. L'articolo 5 reca disposizioni di principio per regioni e province autonome, da un lato, e università, dall'altro. Gli articoli 6 e 7 contengono, rispettivamente, disposizioni finanziarie e sulla decorrenza del provvedimento. Rispetto al testo iniziale, è stato soppresso il riferimento agli organi costituzionali e di rilievo costituzionale. Ulteriori modifiche inserite nel nuovo testo riguardano la durata di applicazione delle disposizioni della legge, che è fissata in dieci anni, e la decadenza dalla carica dell'organo collegiale costituito in violazione del principio di equilibrio tra i sessi, dopo l'inottemperanza alla diffida a ripristinare l'equilibrio entro sessanta giorni, in sostituzione della sanzione pecuniaria. Al contempo, la sanzione così individuata è stata estesa per la prima volta anche alle autorità indipendenti, di cui all'articolo 2, e ai comitati di consulenza del Governo, come previsto all'articolo 4. Valente , relatrice. DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE D'iniziativa dei senatori Pinotti ed altri Testo proposto dalla Commissione Norme per la promozione dell'equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo Norme per la promozione dell'equilibrio tra i sessi nelle autorità indipendenti, negli organi delle società a controllo pubblico e delle società quotate e nei comitati di consulenza del Governo Art. 1. Art. 1. (Princìpi) (Princìpi) 1. In attuazione della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre 1979, resa esecutiva dalla legge 14 marzo 1985, n. 132, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, del Trattato sull'Unione europea, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e delle disposizioni degli articoli 2, 3, 37, 51 e 117, settimo comma, della Costituzione, la Repubblica, nel rispetto delle competenze regionali e locali, concorre alla realizzazione dell'uguaglianza sostanziale e della democrazia paritaria, nonché allo sviluppo di un sistema ispirato ai princìpi della cittadinanza sociale responsabile, al rispetto per la cultura plurale delle diversità e alle pari opportunità. 1. Identico. 2. La Repubblica favorisce il pieno sviluppo della persona e sostiene la soggettività femminile come elemento di cambiamento e di progresso della società; promuove la cultura della rappresentanza paritaria, del potere condiviso, della prevenzione, della cura e del benessere della persona anche in relazione al genere, dell'educazione e della valorizzazione delle differenze di genere per il contrasto agli stereotipi contro tutte le discriminazioni; favorisce l'equilibrio tra l'attività lavorativa e professionale e la vita privata e familiare per donne e per uomini; valorizza la differenza di genere e l'affermazione della specificità, della libertà e dell'autonomia femminili per il raggiungimento della parità giuridica e sociale tra donne e uomini. 2. La Repubblica favorisce il pieno sviluppo della persona e sostiene la soggettività femminile come elemento di cambiamento e di progresso della società; promuove la cultura della rappresentanza paritaria, del potere condiviso, della prevenzione, della cura e del benessere della persona anche in relazione al sesso , dell'educazione e della valorizzazione delle differenze tra i sessi per il contrasto agli stereotipi contro tutte le discriminazioni; favorisce l'equilibrio tra l'attività lavorativa e professionale e la vita privata e familiare per donne e per uomini; valorizza la differenza tra i sessi e l'affermazione della specificità, della libertà e dell'autonomia femminili per il raggiungimento della parità giuridica e sociale tra donne e uomini. Art. 2. 1. All'articolo 1 della legge 11 marzo 1953, n. 87, è aggiunto, in fine, il seguente comma: « Nella scelta dei giudici si assicura il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti, da computare sul numero complessivo delle nomine effettuate nel corso di tre anni, e si prevedono altresì le modalità di sostituzione dei componenti della Corte venuti a cessare in corso di mandato, in modo da garantire il rispetto della quota di cui al presente comma ». Art. 3. 1. Alla legge 30 dicembre 1986, n. 936, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2, comma 1: 1) alla lettera a) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « . Nella scelta degli esperti, si assicura il rispetto del principio di equilibrio di genere, almeno nella misura di due quinti degli esperti da nominare »;