[resaula]

Il testo bilaterale, che si compone di un preambolo e di 12 articoli, dopo aver enunciato principi e scopi dell'intesa (articolo 1), individua le modalità attuative e i campi della cooperazione bilaterale, riferendosi in particolare all'elaborazione di appositi piani annuali e pluriennali e all'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, scambi di esperienze tra esperti e partecipazione a corsi ed esercitazioni militari. Fra gli ambiti di cooperazione sono annoverati settori della ricerca, sviluppo e acquisto di materiali e servizi per la difesa, delle operazioni di mantenimento della pace e dell'assistenza umanitaria, della formazione delle Forze armate e della sanità militare (articolo 2). Lo svolgimento delle attività di cooperazione è subordinato alla disponibilità finanziaria delle parti, che sosterranno ciascuna le spese di propria competenza (articolo 3). I successivi articoli disciplinano gli aspetti giurisdizionali dell'Accordo (articolo 4), le questioni relative al risarcimento dei danni provocati alla parte ospitante (articolo 5), la cooperazione nel campo dei prodotti per la difesa (articolo 6), gli aspetti legati alla tutela della proprietà intellettuale (articolo 7), nonché le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 8). L'Accordo definisce quindi le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 9), i termini per la sua entrata in vigore (articolo 10), la possibilità di emendarne o integrarne i contenuti mediante la stipula di protocolli aggiuntivi, revisioni e programmi (articolo 11), la durata e il termine (articolo 12). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 li quantifica in 5.140 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019, imputabili alle sole spese di missione e di viaggio per lo svolgimento delle visite ufficiali e degli incontri operativi previsti nel quadro della cooperazione generale di cui all'articolo 2 dell'Accordo. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale né con l'ordinamento dell'Unione europea e con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. PINOTTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, c'è un'attenzione forte, giustamente, dell'opinione pubblica, spesso anche della politica, rispetto ai centri di detenzione in Libia per la situazione drammatica in cui vi si trovano le persone. Si parla meno, ma è altrettanto drammatica, della condizione dei percorsi nel deserto fatti da molte persone, che per vari motivi partono dai Paesi subsahariani per cercare rifugio. È un percorso che schiavisti moderni e trafficanti di esseri umani rendono davvero inumano e incredibilmente difficile: le persone muoiono per gli stenti, le donne vengono violentate anche più volte e il viaggio per avvicinarsi alle coste non è certamente meno terribile di quanto poi avviene nei centri di detenzione. Un Accordo come questo, che è un accordo quadro, cioè si ratifica la possibilità di stringere accordi sulla difesa, nasce in colloqui bilaterali con il Niger, proprio trattando dell'esigenza di contrastare i trafficanti di uomini. Parlando con il Ministro della difesa del Niger, veniva fuori l'importanza di acquisire una maggiore formazione nel controllo dei confini. La missione bilaterale, che poi è contenuta nel decreto missioni che ha richiamato anche il relatore, nasce su questa base, cioè fornire il supporto delle Forze armate italiane nell'addestramento delle capacità delle Forze armate del Niger nel controllo dei confini, allo scopo di contrastare non i migranti, ma i trafficanti di esseri umani. So, perché ho seguito parte della discussione generale, che qualcuno si è preoccupato perché nell'ambito dell'accordo - e credo che anche questo sia il motivo di alcuni voti contrari - sono elencate tutte le possibilità di scambio e fra queste vi è anche la possibilità di scambio di armamenti. Questo è un accordo-quadro che vale per tutti gli accordi della Difesa, non è specifico per il Niger e la legislazione italiana è così attenta alle prerogative del Parlamento che qualsiasi passaggio di armamento deve assolutamente essere vagliato dal Parlamento. Addirittura, vi ricordo che nella scorsa legislatura c'è stato un dibattito, proprio qui al Senato, perché non si capiva bene il senso di un emendamento che prevedeva il passaggio di strumenti musicali alle Forze armate della Somalia. È così: la normativa è talmente rigida che essendo l'Arma dei carabinieri a cedere gli strumenti musicali e quindi trattandosi di oggetti appartenenti ad una Forza armata, per poterli conferire alla banda delle Forze armate somale si è dovuti passare attraverso l'approvazione di un emendamento al decreto missioni. Se siamo preoccupati di questo, pensate nel caso di carri armati o altri armamenti se non ci sarebbe un passaggio parlamentare. Lo dico perché ho assistito a discussioni un po' surreali rispetto alla realtà di ciò che può avvenire in Parlamento. Quindi, ovviamente, annuncio il voto favorevole del Partito Democratico al disegno di legge in esame. (Applausi dal Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, la ratifica del presente accordo in materia di difesa con il Niger rappresenta senz'altro una tappa importante per il consolidamento della cooperazione bilaterale in materia di difesa tra l'Italia e il Niger stesso, in una cornice giuridica chiara che permette di strutturare la collaborazione tra i due Paesi. Mi preme sottolineare che il Niger fa parte della regione del Sahel, una fascia territoriale sempre più connessa con il Mediterraneo, da cui nascono molte delle preoccupazioni, soprattutto dopo la caduta di Gheddafi e la guerra civile in Libia e per il conflitto apertosi in Mali nell'anno 2012. Voglio ricordare che nel solo mese di marzo di quest'anno, secondo alcune stime, circa 88 civili hanno perso la vita per l'aumento delle violenze e la ripresa di crimini perpetrati dall'organizzazione islamista Boko Haram nei confronti sia delle Forze dell'ordine che della popolazione civile della regione di Diffa, mentre molte persone sono costrette a fuggire dalle violenze, come ha ricordato anche la senatrice Pinotti, dirigendosi però anche verso la Nigeria per trovare rifugio. È importante, quindi, dare supporto alle autorità locali per cercare di ristabilire l'ordine e di contrastare le forze terroristiche. Per queste ragioni, il Gruppo di Forza Italia esprimerà il proprio voto favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione).