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f per l'incremento, il recupero e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico destinato o da destinare a prima abitazione e a iniziative di coabitazione e di condivisione del lavoro al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana; g per incrementare l'efficienza e la prestazione energetica degli edifici pubblici privilegiando l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione del consumo di energia dei medesimi edifici, anche nel rispetto degli obiettivi e delle disposizioni di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, per una transizione verso edifici a energia quasi zero; h per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, museale e archeologico, anche attraverso campagne di scavi e il mantenimento e la fruibilità dei siti archeologici; i per il recupero di terreni pubblici incolti o abbandonati, anche al fine di cederli in comodato, o in altre forme di assegnazione, per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura, nel rispetto degli ecosistemi esistenti, e per il ripristino della flora e della fauna tipiche, per la valorizzazione e l'incremento del patrimonio boschivo, nonché per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento e per la valorizzazione dei fiumi, delle aree paludose, delle spiagge e delle coste attraverso il ripristino dell'ecosistema; l per la valorizzazione delle aree protette e attuazione dei piani di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, in particolare nei settori d’intervento dell’agricoltura biologica dello sviluppo e della promozione delle produzioni agroalimentari e artigianali tipica dell’area stessa, della manutenzione del territorio e gestione forestale, del restauro e dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente, attraverso il prioritario utilizzo di energia da fonti rinnovabili; m per un trasporto pubblico locale in un contesto di mobilità sostenibile. 3 (Istituzione del Comitato per lo sviluppo sostenibile) 1 È istituito, con il concorso dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle politiche agricole alimentari e forestali, e sotto la vigilanza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Comitato per lo sviluppo sostenibile per l’attuazione del piano verde nazionale per il lavoro, di seguito denominato «Comitato». 2 Il Comitato è diretto da un presidente nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri, coadiuvato da un consiglio direttivo di sei membri ciascuno dei quali è nominato da uno dei Ministri di cui al comma 1, nonché da un membro nominato dalla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Il personale necessario al Comitato è trasferito dai Ministeri di cui al citato comma 1 senza maggiori oneri per la finanza pubblica. Il presidente e i membri del consiglio direttivo non percepiscono alcun compenso aggiuntivo per la loro attività. 3 Il Comitato è costituito entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4 Per le spese di finanziamento del Comitato è autorizzata la spesa annua di 3 milioni di euro. 4 (Funzioni del Comitato) 1 Il Comitato svolge funzioni di organizzazione, programmazione, attuazione, indirizzo, controllo e coordinamento della realizzazione dei progetti del piano. 2 Con proprio provvedimento il Comitato, entro tre mesi dalla sua costituzione, stabilisce: a la ripartizione regionale e per aree di particolare disagio occupazionale delle risorse del fondo di cui all'articolo 11 per il finanziamento del piano, prevedendo anche forme di consultazione con i soggetti proponenti; b il trasferimento alle direzioni regionali o territoriali del lavoro delle risorse per le retribuzioni del personale impiegato nella realizzazione dei progetti; c le modalità di presentazione e le caratteristiche a cui si devono attenere i progetti, nonché i criteri per stabilire le priorità tra i progetti, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 5; d un contratto standard unico che i centri per l'impiego e le direzioni regionali o territoriali del lavoro sottoscrivono con i soggetti proponenti; e la previsione di attività formative per il personale di cui all'articolo 6 impiegato nella realizzazione dei progetti e il trasferimento delle risorse necessarie ai centri per l'impiego; f la definizione delle modalità con le quali il Comitato rendiconta annualmente, sulla base dei dati e degli aggiornamenti obbligatoriamente trasmessi dai soggetti proponenti, il lavoro compiuto nella realizzazione dei singoli progetti e degli obiettivi del programma; g le modalità per la partecipazione dei soggetti interessati all'elaborazione e al controllo dell'attuazione dei progetti; h le ulteriori disposizioni per l'utilizzazione di strumenti, attrezzature, mezzi meccanici e apparecchiature di proprietà delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento militare, delle regioni e degli enti locali ai fini della realizzazione dei progetti, nel rispetto di quanto disposto dal decreto di cui all'articolo 7, comma 1; i le modalità di intervento delle strutture periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti competenti per territorio; l l'ammontare e i limiti degli importi riconoscibili ai proponenti i progetti per l'acquisto di beni strumentali, attrezzature, mezzi meccanici e apparecchiature. 5 (Caratteristiche e presentazione dei progetti) 1 Per la redazione dei progetti i soggetti proponenti possono avvalersi del personale tecnico avente la qualifica e la professionalità richieste, impiegato presso di essi o individuato tra i soggetti di cui all'articolo 6, commi 4 e 5, assunti ai sensi del citato articolo 6, comma 3, o avvalendosi di strutture ed enti specializzati della pubblica amministrazione. 2 Il soggetto proponente elabora il progetto preliminare, recante le modalità per realizzarlo, compresi gli elaborati tecnici, grafici e descrittivi, nonché i calcoli e i computi metrici, i costi, la durata, il numero di lavoratori che si intende impiegare, le qualifiche e le competenze professionali richieste, i beni strumentali, le attrezzature, i mezzi meccanici e le apparecchiature necessari. 3 Il progetto preliminare è presentato alle strutture periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti competenti per territorio per la sua valutazione tecnica. Il progetto viene esaminato e approvato entro novanta giorni, con le eventuali indicazioni tecniche da integrare ai fini della fattibilità o della realizzazione del progetto e assicurando la coerenza dei progetti con le finalità della presente legge e del piano. 4 Fermo restando che i progetti devono utilizzare nel modo migliore le professionalità disponibili e le tecnologie più moderne, tra i progetti di costo analogo deve essere data priorità a quelli che prevedono una maggior occupazione.