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Dobbiamo fare questa considerazione con grande soddisfazione, ma non dobbiamo dimenticare che non siamo completamente usciti dalla pandemia. Probabilmente, quello che sta succedendo nel cuore dell'Europa (ossia il conflitto tra la Russia e l'Ucraina) ha portato i mezzi di informazione e i talk show a occuparsi di questa problematica e a non sottolineare quello che sta succedendo a proposito della pandemia. Voglio ricordare che ancora ieri ci sono stati circa 50.000 contagiati e 148 vittime. Quindi sicuramente il peggio è alle spalle, ma non possiamo dirci completamente indenni dal rischio di contagio e dal rischio della malattia. Finisce quindi lo stato di emergenza e, con esso, terminano i compiti del commissario straordinario, generale Figliuolo, che cogliamo l'occasione per ringraziare ancora una volta per la grande incisività con cui ha portato avanti la campagna di vaccinazione che ha fatto dell'Italia un modello, un faro, una guida riconosciuta da tutta l'Europa. (Applausi) . È proprio perché non siamo completamente fuori da questa pandemia, però, che questo decreto-legge sostituisce l'attività del commissario straordinario con un'unità per il completamento della campagna vaccinale e per l'adozione delle misure necessarie alla pandemia fino al 21 dicembre 2022. Il Governo giustamente si è dato questa tempistica per verificare se, entro tale data, potremo dire definitivamente sconfitto il virus e dal 1° gennaio 2023 tutte le attività e tutte le iniziative potranno tornare in capo al Ministro della salute. Vi sono delle misure, nel decreto-legge al nostro esame, che alcune forze politiche come Forza Italia hanno più volte sollecitato e che il Governo ha tenuto in considerazione e questo è uno dei motivi che rendono plausibile ed opportuna la partecipazione di Forza Italia ad un Governo di salute pubblica e di larghe intese. Vi è, ad esempio, la possibilità per i farmacisti, che siano stati adeguatamente formati, di inoculare i vaccini anti-Covid e i vaccini antinfluenzali; vi è l'autorizzazione ad aumentare il personale della Lega italiana per la lotta contro i tumori e la possibilità per il Ministro della salute, di concerto con le Regioni e con le Province autonome, di aggiornare i protocolli per lo svolgimento in sicurezza di attività economiche, sociali e produttive e questo la dice lunga sulla necessità di provvedimenti collettivi, di partecipazione, di interventi di intesa con le altre istituzioni territoriali. Si prevede, inoltre, la possibilità di stabilire limitazioni negli spostamenti da e per l'estero. Vi sono poi le nuove norme a proposito di isolamento in caso di positività al Covid e di autosorveglianza in caso di contatti con positivi. Cambia completamente la normativa, cambiano completamente i protocolli, che sono più elastici, più dinamici, danno più libertà ed è quello che avevamo chiesto e che abbiamo ottenuto. Finalmente la mascherina non è più un tabù e, fatta eccezione per i settori dei trasporti, dello sport, dello spettacolo e soprattutto delle strutture sanitarie, non è più obbligatoria, anche se viene consigliata - e noi ci auguriamo che gli italiani ascoltino questa raccomandazione - nelle sedi di grande aggregazione, dove vi è una concentrazione elevata di persone, ma il semplice fatto che questa mascherina non sia più obbligatoria e che quindi veniamo liberati da una schiavitù è un risultato importantissimo. Credo che ognuno di noi abbia provato soddisfazione a vedere stadi e strutture sportive che sono tornate a riempirsi del pubblico, elemento necessario allo svolgimento delle attività sportive. Tutto questo ci ripaga dei tanti sacrifici che abbiamo fatto in questi due anni. Vi è anche una parte del provvedimento che riguarda gli ospiti delle strutture residenziali che hanno vissuto - oserei dire - in regime di detenzione domiciliare in questi due anni e che con questo provvedimento hanno la possibilità di tornare ad uscire, sia pure con la garanzia e con l'assunzione di determinati protocolli e di determinate misure di sicurezza. Sino al 31 dicembre 2022, per l'accesso nelle strutture residenziali e negli ospedali, è necessario il certificato verde, un certificato di guarigione o un test antigenico. Io credo che si debba fare qualcosa in più proprio per le persone che si trovano all'interno di strutture sanitarie o ospedaliere, per consentire che, al di là della precauzione per evitare l'infezione da Covid-19, non soffrano la solitudine e l'enorme distacco dai familiari; qualcosa si è fatto in questo provvedimento, ma si può fare sicuramente di più. L'apertura a una vita quasi normale ci porta a dire che adesso è necessario ritornare a occuparci di tutti quegli interventi chirurgici che sono stati sospesi o rinviati perché le strutture sanitarie erano impegnate nel fronteggiare l'epidemia. Mi riferisco ai casi oncologici, mi riferisco ai casi di interventi chirurgici importanti e gravi, che adesso possono tornare a essere espletati con la normalità e con la tempestività di cui hanno bisogno. E poi finalmente - lo abbiamo chiesto a gran voce, anche se siamo alla fine dell'anno scolastico - c'è la possibilità di continuare l'attività scolastica in presenza anche con qualche caso di contagio da Covid-19, a condizione che sia gli studenti che il personale docente usino la mascherina FFP2. Nel settore sanitario c'è la possibilità di utilizzare giovani laureati e la possibilità di trattenere in servizio il personale sanitario e il personale medico. Ci sono inoltre norme a favore dei dipendenti pubblici fragili; si può e si deve fare di più, ma consideriamo questo un primo passo importante. Vorrei citare inoltre l'incremento della spesa per la sostituzione del personale nelle istituzioni scolastiche e la proroga della semplificazione dei concorsi; sono tutte norme che ci portano su un percorso di normalità. Ci aspetta un momento importante, il momento dell'estate. A ottobre faremo il punto della situazione; se saremo stati responsabili, se saremo stati prudenti, se saremo stati attenti, se non avremo vanificato i sacrifici fatti in questi due anni, probabilmente ritorneremo a una vita normale. Io mi auguro che gli italiani continuino a essere responsabili come lo sono stati fino a questo momento. Per tutti questi motivi, signor Presidente, annuncio il voto favorevole di Forza Italia alla conversione di questo decreto-legge. (Applausi) . DORIA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DORIA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, nel solco della critica costruttiva tracciata oggi dal nostro Capogruppo e ieri dall'amico Bagnai e dai colleghi che mi hanno preceduto, intervengo in dichiarazione di voto sulla conversione in legge del decreto-legge riaperture, per celebrare finalmente la cessazione dello stato di emergenza. Non è per me una polemica, ma a onor del vero, nella mia duplice veste di medico e di parlamentare, mi preme sottolineare che oggi stiamo convertendo in legge un decreto-legge che potrei definire decotto, perché reca in sé una serie di norme temporalmente già scadute. Per consentirvi di seguire il nesso logico del mio ragionamento, citerò gli articoli più salienti e mi permetterete qualche commento.