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l'attacco alle eccellenze enogastronomiche italiane avviene peraltro in un contesto particolare, nel quale si sta discutendo a livello europeo della possibile revisione del regolamento per la ripartizione dei fondi alla promozione alimentare, circostanza che potrebbe comportare tagli alle risorse destinate proprio all'agroalimentare italiano, ed in primo luogo ai comparti vinicoli e zootecnici, si chiede di sapere quali immediate iniziative il Ministro in indirizzo voglia intraprendere per instaurare un dialogo costruttivo con le competenti istituzioni europee, affinché venga riconosciuto il valore che le produzioni agroalimentari made in Italy sono in grado di esprimere in termini di qualità, sicurezza e salubrità, ed impedendo che il nostro Paese possa essere discriminato nell'assegnazione dei fondi europei per la promozione di alimenti, a cui l'Italia ha pieno diritto vista l'alta qualità nutrizionale, la sostenibilità ambientale ed il rispetto della biodiversità e della salute che il cibo made in Italy garantisce grazie ad un'antichissima tradizione. Atto n. 3-03073 MALAN LA PIETRA RAUTI BALBONI PETRENGA IANNONE GARNERO SANTANCHE' DRAGO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in una conferenza stampa tenutasi nella sede dell'ambasciata della Repubblica popolare cinese a Washington, il signor Yang Shu, vice direttore generale delle relazioni internazionali del comitato organizzatore dei giochi olimpici invernali in programma in Cina dal 2 al 20 febbraio 2022, ha affermato che "comportamenti o dichiarazioni contrarie allo spirito olimpico o a leggi e regolamenti cinesi saranno soggetti a sicura punizione", che potranno includere la cancellazione degli accrediti e dunque l'esclusione dalle gare; per quanto riguarda le violazioni dei regolamenti olimpici, non tocca certo al comitato organizzatore sanzionarle bensì ai preposti organi del Comitato internazionale olimpico; quanto invece alle leggi e regolamenti cinesi, ne è ben nota la natura totalitaria, e la formulazione ampiamente ambigua che può far diventare reato qualunque dichiarazione che non sia di acritico e incondizionato sostegno al governo del Partito comunista cinese e non si discosti su alcun tema, come ad esempio la pandemia da COVID-19, dalla versione gradita al regime; tali norme liberticide sarebbero applicabili anche a quanto gli atleti o i loro accompagnatori scrivessero sui social media e, per la loro pretesa universalità, ci sarebbe anche il rischio che affermazioni fatte in passato fuori dalla Cina venissero colpite in occasione dei giochi olimpici; nella storia olimpica, che pure ha visto diverse edizioni aver luogo in Paesi governati da feroci dittature, non si erano mai verificate simili intimidazioni, anzi, i regimi tentavano sempre in qualche modo di mostrare un volto di tolleranza e accoglienza, che fosse compatibile con lo spirito olimpico; i governi di diversi Paesi membri dell'Unione europea, Belgio, Danimarca, Estonia, Lituania, Svezia e Austria, oltre a Stati Uniti, Giappone, Kosovo, Nuova Zelanda, Regno Unito, Canada e Australia, hanno annunciato l'assenza dei propri rappresentanti politici e diplomatici alla cerimonia inaugurale come segno di protesta per le sistematiche violazioni dei diritti umani in Cina, per i gravissimi atti di genocidio contro la minoranza uigura e per la vicenda della tennista cinese Peng Shuai, scomparsa il 2 novembre 2021, dopo aver pubblicato un lungo messaggio accusando Zhang Gaoli, ex vicepremier cinese e membro di alto rango del Partito comunista cinese di violenza sessuale avvenuta circa 10 anni prima, si chiede di sapere: in che modo si intenda reagire alle dichiarazioni intimidatorie del vice direttore generale delle relazioni internazionali del comitato organizzatore dei giochi olimpici invernali in programma in Cina dal 2 al 20 febbraio, che ha annunciato sicure punizioni nei confronti degli atleti, inclusa l'esclusione dalle gare, per comportamenti o dichiarazioni contrarie allo spirito olimpico o a leggi e regolamenti cinesi, incluse quelle che negano la libertà di espressione; se, e in caso contrario perché, il Governo non abbia unito l'Italia alle numerose nazioni che non hanno mandato rappresentanti politici o diplomatici alla cerimonia inaugurale dei giochi olimpici invernali di Pechino. Atto n. 3-03074 MALAN Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: da una nota del 13 gennaio 2022 sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, si apprende che con un decreto ministeriale, ad oggi non pubblicato, è stata istituita una Commissione sulle concessioni autostradali con una serie di compiti; tra i quattordici membri della Commissione figurano avvocati che hanno difeso concessionari autostradali, componenti di istituto fondato da un ben retribuito consulente di Autostrade per l'Italia, nonché l'autore di un articolo pubblicato su "Il Sole 24 Ore" tre giorni dopo il crollo del Ponte Morandi, in cui difendeva ASPI rispetto alle accuse di responsabilità nel disastro; ciò avviene mentre la magistratura ordinaria sta lavorando su alcuni aspetti della gestione delle concessioni autostradali da parte del Governo, mentre la Corte dei conti solleva pesanti rilievi rispetto al cosiddetto riassetto societario promosso dal Governo stesso per ASPI, dopo che la firma di un Atto Aggiuntivo alla Convenzione Unica per la concessione dell'autostrada Brescia-Padova ha profondamente modificato i termini di quella convenzione, a suo tempo approvata con legge, sulla base della delibera n. 21 del 18 marzo 2013 del CIPE, benché questa fosse stata in precedenza definitivamente annullata dal Consiglio di Stato, dopo che il principio di rotazione degli incarichi richiesto dalla normativa anti-corruzione è risultato non applicato presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora MIMS); l'interrogante rileva come in relazione alle questioni in argomento già in data 27 maggio 2020 veniva rivolta al Ministro in indirizzo l'interrogazione 4-03541, mediante la quale si domandava, a proposito del mancato completamento dell'autostrada Asti-Cuneo, per quali ragioni si fosse ignorato il mancato rispetto delle condizioni stipulate in sede di gara del 2003-2005 da parte del socio privato, perché si fossero ignorati gli importanti rilievi della Corte dei conti, perché non fosse stato aggiornato il tasso di congrua remunerazione del capitale investito (WACC) e se ritenesse che remunerare il capitale al tasso del 9,23 per cento, quando l'inflazione è vicina allo zero così come il tasso di rendimento dei titoli di Stato, fosse compatibile con l'interesse pubblico, e perché fosse stata ritirata la richiesta di parere alla Commissione europea, nonostante il valore di subentro stabilito fosse più di 3 volte superiore al limite da essa fissato; si chiedeva inoltre perché, per un'operazione che è un prestito, ci si fosse rivolti a una società autostradale e non al mercato finanziario o a un istituto bancario, cose che con ogni probabilità avrebbero consentito, in assenza di fattori di rischio, di ottenere tassi assai inferiori al 9,23 per cento;