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sì alla cassa integrazione (e ci mancherebbe altro), ma nessun sostegno a tutte quelle aziende che hanno il coraggio, ancora oggi, di non licenziare e la forza di non chiudere definitivamente, anche quando l'emergenza sanitaria sarà alle nostre spalle. E che dire degli 8.000 Comuni italiani, che sono la spina dorsale del sistema economico e sociale dell'intero Paese, che sono stati lasciati soli, senza nessuna risorsa, e che vorranno in qualche modo continuare a fornire i servizi di prima necessità alle loro comunità? C'è poi questo cancro della burocrazia: è arrivato il momento di semplificare tutto, così come in quest'Aula sento dire da sempre. Dobbiamo rendere ogni pratica a portata di click , per il privato e per l'impresa. E invece cosa sta accadendo con questo decreto? Cito due casi per tutti, che sono forse i più emblematici: il sito dell'INPS, che collassa sotto la richiesta di centinaia di migliaia di utenti che presentano domande per il bonus di 600 euro, e le parole del ministro Azzolina, che dice che siamo l'Italia della didattica online e poi comunica ai propri docenti, scusandosi, che le graduatorie non saranno aggiornate, perché ci sono troppe domande cartacee. Ma come pensiamo di poter essere credibili comportandoci in questo modo? Oggi il sistema economico e produttivo del Paese ci chiede liquidità e i cittadini ci chiedono lavoro, ma voi rispondete con la burocrazia. Penso alle tante aziende che in questo momento dovrebbero avere il massimo sostegno e la massima semplificazione, per aprire o per tentare di restare aperti. Invece voi ci bocciate gli emendamenti sugli ISA, che sono una diabolica evoluzione degli studi di settore; ci bocciate gli emendamenti sul tetto all'uso del contante, ci bocciate gli emendamenti che evitano di concedere due anni in più all'Agenzia delle entrate per fare gli accertamenti fiscali, a fronte solo di quattro giorni in più nel mese di marzo per il pagamento degli F24. Ecco, pochi giorni per pagare, a fronte di due anni in più per poter essere perseguitati dal fisco. Lasciatecelo dire: è vergognoso questo modo di fare. Quello che vi stiamo dicendo qui ora erano tutte proposte di buonsenso che Fratelli d'Italia aveva posto all'attenzione del Governo: vi avevamo presentato proposte importanti per modificare questo decreto-legge, ma avete detto no, siete stati accecati dalla vostra furia ideologica. Noi crediamo che non sia così che si possa curare l'Italia. Questo decreto-legge è la fotografia di un Paese che alza le braccia al cielo e scrolla le spalle, che ammette la propria sconfitta e la propria impotenza. Voi state dando una cura a una cavia; qui bisogna salvare l'Italia, bisogna avere il coraggio dei giovani medici italiani che sono scesi in campo, come i ragazzi del '99, per l'Italia e per la nostra Nazione. Ecco, essere degni di questa Patria è un nostro dovere. Noi siamo l'Italia e siamo una grande Nazione; siamo la culla della civiltà romana. Non ci arrenderemo perché la resa non è nel nostro DNA. Certo, ci saremmo aspettati aiuti dall'Europa, comprensione e solidarietà. Noi nell'Europa ci abbiamo creduto sin dall'inizio; noi l'Europa l'abbiamo fondata; noi siamo l'Europa, ma evidentemente l'Europa non è l'Italia. Ed è stato evidente come in questi giorni non ci sia stata una sola mano tesa nei confronti del nostro Paese. L'Europa dei numeri a noi non interessa, noi vogliamo l'Europa dei popoli e delle civiltà. L'Italia non chiede elemosina; pretende giustizia ed esige rispetto. Signor Presidente, oggi l'Europa deve essere degna del popolo italiano e quando finirà - speriamo presto - quest'emergenza sanitaria e sarà alle nostre spalle, sicuramente verrà il momento per farci delle domande e cercare delle risposte, ma non è questo il momento. Questo è il momento dell'emergenza e dell'unità nazionale. È con questo spirito che Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni hanno mostrato sin da subito la volontà di dialogo con il Governo. Eppure - lasciatecelo dire - siamo rimasti completamente delusi. Speravamo di poter scrivere insieme questo provvedimento, ma dalla vostra parte abbiamo ricevuto solo dei no a prescindere. Noi eravamo stati molto chiari fin dall'inizio; non avremmo accolto e votato nulla a scatola chiusa. Purtroppo abbiamo assistito a un crescendo di un atteggiamento ostile da parte del Governo rispetto agli emendamenti che il nostro Gruppo ha presentato. Permettetemi di dire che questa fantomatica cabina di regia è stata inutile, è stata una farsa. Avremmo potuto dire: «fate voi» e metterci a fare ostruzionismo, ma non lo abbiamo voluto fare. Piuttosto, abbiamo continuato a mostrare spirito di collaborazione lasciando in piedi solo 20 emendamenti e sei ordini del giorno, ma ci avete respinto anche quelli, comprese proposte di buonsenso a costo zero per le casse dello Stato. Concludendo, signor Presidente, desidero confermare che abbiamo mostrato tutto il nostro spirito di collaborazione per migliorare un decreto-legge che resta insufficiente. Lo abbiamo fatto per il popolo italiano, che oggi è chiuso in casa, ha perso il lavoro e non sa se domani potrà riaprire le proprie attività. È per i cittadini italiani che vogliamo e dobbiamo salvare il nostro Paese. Votiamo per l'Italia, non per voi; votiamo per la nostra gente, nonostante voi. Quando la Patria chiama, noi rispondiamo sì e non ci chiediamo null'altro, ma restiamo coerenti con la nostra storia. Avrete, se lo vorrete, il nostro supporto in questa fase critica emergenziale, ma non avrete mai il nostro voto favorevole. Per questi motivi, Fratelli d'Italia voterà contro il provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FdI) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, noi voteremo convinti a favore del provvedimento in esame. Ho sentito in questa discussione polemiche anche forti. Devo dire che per un verso non sono sorpreso (fa parte della dialettica politica), per l'altro un po' sì. Noi - e prima il Governo - abbiamo fatto un lavoro in Commissione, coinvolgendo le minoranze. C'erano due dati abbastanza chiari e riconosciuti: il Governo ha utilizzato nel decreto-legge l'intero sfondamento su cui è stato autorizzato, pari a 25 miliardi di euro e c'era (e c'è) l'impegno del Governo a costruire una soluzione che con il nuovo decreto, quello di aprile, fosse in grado di rispondere all'insieme di problemi, alcuni dei quali - ne siamo pienamente consapevoli - sono rimasti aperti con il provvedimento in esame. Tutto questo era chiaro, tant'è che ringrazio l'opposizione per l'atteggiamento che ha avuto in Commissione, un atteggiamento serio che ci ha consentito, in un momento difficile, di concludere il lavoro e in quella discussione - i colleghi dell'opposizione della Commissione bilancio lo possono certamente confermare - abbiamo trovato anche importanti convergenze.