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PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, componenti del Governo, Ministro - arrivato giusto in tempo per la mia dichiarazione di voto - nell'annunciare favorevolmente il parere del MoVimento 5 Stelle al provvedimento al nostro esame, devo dire però a tutti i miei colleghi che noi oggi siamo qui impegnati per dare un segnale concreto al Governo: è possibile superare il solo ricorso alla decretazione d'urgenza. (Applausi) . In un provvedimento difficile come quello sul codice dei contratti, noi in Commissione siamo stati capaci di trovare una convergenza molto larga e trasversale. Ciò sta a significare che, quando al centro del dibattito ci sono gli interessi dei cittadini, è possibile tranquillamente andare oltre le problematiche che esistono tra di noi, pur partendo da visioni originate in contesti molto diversi, come diceva prima il senatore Mallegni. Si privilegia l'offerta economicamente più vantaggiosa, quando invece noi vorremmo privilegiare altro, contestualizzando la modalità di aggiudicazione. La legge delega risulta frammentata nel tempo e disarticolata. Ricordiamo che siamo partiti con la legge Lanza del 1865, centosessanta anni fa. Bastasse solo quello. Dobbiamo anche recepire la normativa europea e, quindi, la complessità aumenta talmente tanto che gli operatori del settore hanno estrema difficoltà a rincorrere le modifiche del codice degli appalti. E questo ci sembra molto chiaro. È però anche vero che l'Italia, a differenza di altri Paesi, ha un riconoscimento storico nella qualità delle sue maestranze edili. In Italia noi facciamo impresa di costruzione. Nel resto del mondo l'obiettivo delle costruzioni viene perseguito soprattutto attraverso società di finanza, e ciò non ci convince. Tornando alla prima legge quadro sui lavori pubblici, la legge n. 109 del 1994, cosiddetta legge Merloni, il problema - speriamo non si ripeta oggi - era relativo all'uscita del regolamento attuativo che - secondo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999 - impiegava cinque anni per uscire. Passiamo poi al decreto ministeriale n. 145 del 2000 e al decreto del Presidente della Repubblica n. 34 del 2000, la nuova legge sui lavori pubblici, il decreto legislativo n. 163 del 2006. Ci vollero quattro anni per un decreto attuativo, il decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010. Veniamo quindi all'ultima legge quadro, il decreto legislativo n. 50 del 2016, i cui regolamenti attuativi si sono persi nel nulla. È questo il problema del fallimento di quel codice. (Applausi) . È soltanto questo. Per tale motivo noi abbiamo dovuto incidere sulla materia durante il corso di questa legislatura, cari colleghi, a iniziare con il decreto-legge Genova. Con il cosiddetto sblocca cantieri abbiamo fatto qualcosa di formidabile. Oggi cambiamo l'aggettivo, lo spostiamo da più basso o, al massimo, se parliamo di prezzo oppure di ribasso. È però anche vero che noi dobbiamo cercare di agevolare procedure tarate in base all'obiettivo da perseguire. Se quell'obiettivo ha una tecnologia molto convincente, allora è premiante - come diceva il senatore Mallegni - l'offerta economicamente vantaggiosa. Altrimenti - come avvenuto con lo sblocca-cantieri - finalmente il prezzo più basso ce lo siamo messi alle spalle definitivamente, nominando finalmente il prezzo più congruo. (Applausi) . Siamo poi arrivati alla fine a intervenire con il decreto-legge semplificazioni nel corso dell'anno 2020, praticamente ieri. Ora però è il momento di accelerare la normativa sui lavori perché stanno arrivando i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono fondi preziosi che ci aspettano. In Commissione con i Gruppi parlamentari abbiamo posto l'accento sull'accelerazione dell'attuazione dei lavori pubblici. Attenzione: attuazione. Cerchiamo di superare il concetto della mera realizzazione. Per realizzare un intervento bisogna partire dalla pianificazione, dalla programmazione, dalla progettazione; poi ci sono la gara, l'affidamento, l'inizio dei lavori, la realizzazione, la manutenzione, il collaudo e infine la gestione dell'opera. Nel presente disegno di legge delega abbiamo quindi deciso di intervenire fortemente proprio nelle fasi che anticipano la realizzazione dei lavori, e cioè in quelle della progettazione e di affidamento dei lavori. Certo, si stima che con il PNRR siano 100 i miliardi che verranno appaltati. Adesso però il Governo deve avere il coraggio di gettare il cuore oltre l'ostacolo, perché oltre a quei lavori pubblici ci sono centinaia di miliardi di lavori edili privati. Al riguardo, in Commissione stiamo discutendo di un disegno di legge per la delega al Governo sul riordino di tutta la normativa sulle costruzioni. Vorrei ricordare a tutti che il settore dei lavori edili contribuisce per un terzo all'incremento del PIL annuale dell'Italia. Nel disegno di legge delega noi avremmo voluto toccare anche altri temi, altri aspetti; ad esempio, avevamo pensato di distinguere nettamente la regolamentazione tra lavori pubblici, servizi e forniture, perché sono argomenti troppo diversi per essere trattati in maniera univoca. Spero che il Governo lo possa fare attraverso i regolamenti attuativi. Volevamo proteggere maggiormente i subappaltatori: sentiamo parlare di crisi di impresa ma, quando l'appaltatore principale ha una crisi o fallisce o ha dei problemi economici e non ha avuto ancora i soldi da parte dello Stato, proponevamo di far subentrare lo Stato a sostegno di quel fornitore o di quel subappaltatore. Allo stesso modo, volevamo agevolare la procedura di aggiudicazione con il criterio della media delle offerte, col metodo anti turbativa e con la disciplina del taglio delle ali. Volevamo inoltre privilegiare, con i dignitosi compensi che sono dovuti, le consulenze esterne quando le pubbliche amministrazioni non ce la fanno a progettare. Per noi, infatti, la progettazione è cruciale e centrale nell'ambito dei lavori pubblici, ma la regia deve essere in capo alla pubblica amministrazione. Per fare questo non sono disponibili tante risorse umane e, quindi, è fondamentale rivolgersi a risorse esterne competenti, quelle che il mondo ci invidia, attraverso una somma che poteva essere allocata all'interno del quadro economico. Non è stato così. Ma vi diciamo che non smetteremo di combattere su questi temi, perché non ci arrendiamo. (Applausi) . Grazie alla presenza del MoVimento 5 stelle all'interno di questa variegata maggioranza abbiamo fatto tante cose buone nel presente disegno di legge delega, a partire dalla tutela dei lavoratori in cantiere - piangiamo tante morti bianche - e anche per il compenso che deve essere garantito a queste persone che lavorano dalla mattina alla sera e sostengono degli sforzi enormi, certe volte lontano dalle proprie case. Abbiamo escluso dalle somme previste dal ribasso di gara gli importi relativi ai costi per la manodopera e la sicurezza. (Applausi) . Ci siamo occupati della tutela delle imprese, delle piccole e medie imprese, prevedendo la suddivisione in lotti con criteri qualitativi e quantitativi, e meno male che lo abbiamo fatto.