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da fonti stampa si apprende di numerosi episodi criminosi verificatisi nella frazione di Montale, nel comune di Castelnuovo Rangone (Modena), dove, nei giorni scorsi, una banda di criminali ha preso d'assalto almeno 4 ville; i residenti, sempre a mezzo stampa, hanno riportato una dinamica dei fatti particolarmente preoccupante: la banda non si sarebbe curata degli allarmi, né dell'evidente presenza di persone negli appartamenti e avrebbe continuato ad agire indisturbata. Non si esclude nemmeno che i malviventi avessero monitorato le abitudini delle diverse famiglie nei giorni precedenti; tali episodi, ad avviso dell'interrogante, devono essere considerati con grandissima severità di giudizio. Non è la prima volta, infatti, che nel nostro Paese gli assalti alle ville, da parte di bande più o meno organizzate, destano preoccupazione e mettono in allarme interi quartieri o aree cittadine. Alcuni di questi episodi si sono conclusi anche in modo tragico, come purtroppo fonti stampa nel tempo hanno riferito; ciò che sembra emergere è il fatto che i malviventi siano completamente privi di scrupoli e agiscano anche in presenza di elementi di disturbo e con particolare freddezza: ciò indubbiamente crea notevole allarme sociale tra la popolazione, in particolare nelle piccole frazioni e comunità, come quella di Montale, dove i residenti si aspettano di poter vivere in tranquillità, lontani dai problemi di sicurezza tipici delle grandi città; in realtà, anche nei piccoli centri, si stanno verificando da tempo episodi criminosi evidentemente preoccupanti come quelli descritti. Le forze dell'ordine, sempre impegnate al massimo nel contrasto ai reati predatori, devono essere messe, anche in questi territori di provincia, nelle condizioni di lavorare al meglio, con una maggiore e migliore dotazione di mezzi e di tecnologie oltre che di uomini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto accaduto; se disponga di informazioni relative all'episodio e di eventuali sviluppi della vicenda in relazione alle indagini avviate; se intenda altresì procedere, per quanto di competenza, ad una verifica puntuale volta ad accertare la necessità di potenziare il presidio delle forze dell'ordine nel comune di Castelnuovo Rangone e in particolare nella frazione di Montale, sia in termini di organico, che di dotazione di mezzi e di tecnologie, per contrastare fenomeni di criminalità comune, che stanno diventando particolarmente preoccupanti anche nelle piccole comunità. Atto n. 4-00463 GAUDIANO GRASSI LOMUTI LANZI BOTTO AGOSTINELLI FERRARA AIROLA LUCIDI ORTOLANI PUGLIA VACCARO DE LUCIA CORRADO MARILOTTI QUARTO MORONESE CROATTI DESSI' CORBETTA RICCIARDI LA MURA RICCARDI LEONE DE BONIS DI PIAZZA DRAGO ANASTASI CASTELLONE Giuseppe PISANI CAMPAGNA AUDDINO ANGRISANI MATRISCIANO EVANGELISTA Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: presso la Regione Campania lavorano 3.920 addetti con mansioni di idraulici forestali, tra cui 183 assunti a tempo indeterminato (OTI) che afferiscono direttamente alla stessa (le altre unità afferiscono agli enti delegati, ossia Province, Città metropolitane e Comunità montane); i suddetti lavoratori operanti presso le foreste demaniali e i vivai della Regione versano in una situazione di grave difficoltà economica, a causa dei reiterati ritardi nel pagamento degli stipendi; in particolare, i 183 OTI non percepirebbero la dovuta remunerazione dal mese di dicembre 2017; considerato che: in data 29 marzo 2017, l'VIII Commissione consiliare permanente ha approvato, ai sensi dell'art. 123 del regolamento interno del Consiglio regionale, una risoluzione di indirizzo in ordine alla problematica degli idraulici forestali in servizio presso i vivai forestali; con la risoluzione, la Commissione ha impegnato la Giunta regionale a disporre con urgenza interventi finalizzati a dare risposte concrete alle richieste dei 183 lavoratori dei vivai forestali e procedere alla loro assunzione nei ruoli della Regione e a sollecitare il percorso avviato in Consiglio regionale nella redazione della riforma della forestazione e tutela del patrimonio boschivo, definendo un piano di interventi finalizzati alla riorganizzazione del settore con l'obiettivo di rendere efficiente la gestione del patrimonio forestale e vivaistico della Regione stessa; considerato inoltre che a parere degli interroganti è necessario attivarsi, in conformità all'indirizzo espresso dalla Commissione consiliare permanente, con la massima urgenza per garantire ai suddetti lavoratori il trattamento economico arretrato e futuro, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi presso le opportune sedi di competenza, affinché sia garantito il pagamento delle mensilità arretrate ai 183 lavoratori a tempo indeterminato, nonché assicurata la puntuale erogazione degli stipendi; se non ritengano che sia auspicabile un piano di rafforzamento del suddetto organico nella prospettiva di migliorare e potenziare il servizio di manutenzione e valorizzazione del patrimonio forestale e demaniale che rappresenta per la Campania non solo un importante attrattore turistico, ma il volano per lo sviluppo del comparto enogastronomico, sicuramente punto di forza dell'economia della regione. Atto n. 4-00464 LANNUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: diversi anni fa nella zona Pip (piano insediamento produttivo) dei Comuni di Carpinone, Pettoranello del Molise e Pesche, in provincia di Isernia, veniva realizzato un grande depuratore consortile che, nelle intenzioni della Regione Molise, doveva servire i tre Comuni. Al riguardo furono spesi ingenti capitali (circa 7,5 miliardi di lire); una volta terminati i lavori, fu formata una società consortile, la Carpino Ecologica Srl, a capitale pubblico-privato per la gestione del depuratore, alla quale partecipavano anche i tre Comuni interessati, investendo il 20 per cento delle quote ciascuno, mentre il restante 40 per cento era capitale privato; il depuratore aveva la capacità di smaltimento giornaliero di circa 4.000 metri cubi di reflui e l'autorizzazione allo scarico degli stessi; a seguito dell'entrata in funzione del depuratore, nella zona sono iniziate subito le problematiche ambientali. Gli abitanti lamentavano strane lacrimazioni e esalazioni fetide e assistevano a un proliferare di autobotti provenienti da fuori regione, che facevano la fila per scaricare liquami nel depuratore; considerato che: da una delibera del commissario prefettizio del Comune di Isernia (n. 57 del 25 maggio 2013), capofila per i fondi Pisu (programma integrato di sviluppo urbano) dell'Unione dei Comuni sarebbe emerso: