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Vorrei comunque ricordare - e mi rivolgo non solo ai colleghi e all'Aula, ma anche ai pescatori e agli agricoltori, compagni di viaggio del mio mandato - che, anche in fase di approvazione del decreto aiuti alla Camera, ho nuovamente presentato gli emendamenti per il settore dell'agricoltura e della pesca, e soprattutto la moratoria finanziaria, così necessaria alle aziende che stanno fallendo. Devo dirvi, però, che anche in quella sede nessuno, eccetto i colleghi del mio Gruppo, ha sottoscritto gli emendamenti e li ha votati. Quindi, cari amici agricoltori e pescatori, non credete a chi adesso viene a raccontarvi che è necessaria e fondamentale una moratoria finanziaria per le piccole e medie imprese dell'agricoltura e della pesca in difficoltà, perché sono solo e semplicemente vane promesse elettorali. Se infatti avessero voluto combattere per questo emendamento, avrebbero potuto farlo con me e nell'esame di questo decreto-legge, per una ripresa delle aziende che - come sappiamo - sono in difficoltà, tanto che 70.000 aziende del settore dell'agricoltura sono già chiuse. Ricordatelo, amici pescatori e agricoltori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, mi fa piacere si possa intervenire anche in terza lettura, così come prevede il nostro ordinamento. Lo avremmo voluto fare - come sarebbe stato più che giusto - anche per le leggi di bilancio e ci si augura che, nella nuova legislatura, il Parlamento possa farsi valere al meglio. Andiamo però senza indugio al punto e cioè al motivo per cui oggi siamo qui riuniti. Diciamolo chiaramente ai cittadini: se oggi il decreto-legge arriva in Assemblea in terza lettura è per approvare il provvidenziale correttivo voluto dal MoVimento 5 Stelle e apportato dalla Camera dei deputati al testo del provvedimento licenziato poco meno di una settimana fa qui in Senato. Siamo qui perché qualche partito ha pensato bene, con un colpo di coda di fine legislatura, di eliminare il tetto di 240.000 euro ai mega-stipendi dei manager pubblici. Facciamo pure i nomi, perché è giusto che i cittadini lo sappiano: si tratta di Forza Italia, del Partito Democratico e di Italia Viva. La cosa più assurda, però, è che solo pochi giorni dopo aver votato questa ingiusta norma, PD e Italia Viva hanno presentato alla Camera dei deputati un emendamento soppressivo: quanto basta per cercare oggi di prendersi il merito della modifica. Allora la domanda sorge spontanea: perché l'hanno approvata? A questa domanda credo ci siano due possibili risposte. Nella migliore delle ipotesi hanno votato senza sapere cosa si stava votando. Se così fosse, non si comprende quali garanzie tali partiti sarebbero in grado di dare a chi oggi pensa di sostenerli alle prossime elezioni. Nell'ipotesi peggiore, invece, si è tentato di fare l'ennesimo regalo ad alcuni alti dirigenti dello Stato, sperando che la modifica passasse in sordina, salvo poi ritrattarla quando invece ha acquisito, grazie al MoVimento 5 Stelle, una forte eco mediatica. Ecco perché ci siamo ed è lo stesso motivo per cui il sistema ci vuole fuori dalle istituzioni. Se c'è una cosa su cui qui dentro siete tutti d'accordo è proprio l'avversione nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Quale sia il motivo andrebbe forse spiegato ai cittadini. Forse perché si vuole tentare di ripristinare i privilegi della casta oppure per approvare norme come quella che oggi viene cancellata, senza alcun controllo? Credo proprio che sia questo l'intento della vecchia politica, come emerge dalle dichiarazioni, neanche poco plateali, di colui che il centrodestra indica come possibile futuro ministro della giustizia, Nordio, attualmente candidato con Fratelli d'Italia. Diciamo che, ancora una volta, siamo gli unici a mostrarci diversi da chi da sempre vive questi Palazzi, diversi dalla vecchia politica che vuole ripristinare le immunità parlamentari e i vitalizi, alzare gli stipendi dei manager pubblici e magari anche dei parlamentari stessi. Come Movimento 5 Stelle, invece, dal nostro ingresso nelle istituzioni abbiamo fatto una cosa semplice: ci siamo tagliati i privilegi! (Applausi) . Non servivano leggi, ma bastava la semplice volontà: lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Avete idea della sofferenza che oggi il Paese vive, a causa del caro energia? Famiglie e imprese sono in ginocchio, non riescono a pagare le utenze e, addirittura, per farlo adesso si chiede loro di contrarre altri debiti. Ecco qual è la realtà fuori da queste stanze: una realtà di cui chi ha votato questa norma non ha alcuna contezza. Ai cittadini voglio dire che chi oggi voterà per eliminarla, solo pochi giorni fa era d'accordo a introdurla. Sono gli stessi partiti che per mezza legislatura hanno ignorato la nostra richiesta di introdurre un salario minimo orario, per aiutare chi guadagna 3 o 4 euro l'ora e non riesce a portare un piatto caldo a tavola. (Applausi) . Mentre in tutta Europa gli altri Stati membri lo stanno addirittura alzando, siamo rimasti tra i 6 Paesi a non averlo ancora introdotto. Oggi non c'è spazio per il ravvedimento operoso per chi solo una settimana fa ha votato questa norma porcheria e i cittadini lo hanno capito. Vorrei ricordare una frase di Adriano Olivetti, che chi ha votato quell'emendamento dovrebbe tenere più spesso a mente: «nessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di 10 volte l'ammontare del salario» più basso. È una frase che racchiude un concetto semplice, ma al tempo stesso rivoluzionario. Forse è un'utopia oggi, ma di certo una regola morale a cui ritengo che un legislatore avveduto e coscienzioso dovrebbe ispirarsi, soprattutto quando si tratta di denaro pubblico, e a maggior ragione in un momento di così grande sofferenza per il Paese. Concludo salutando i conduttori di «Un giorno da pecora»: è il modo giusto di fare ironia anche sulla politica. Declamo una breve ma significativa rima: molti leader stan dicendo: senza me non c'è speranza, ma il consenso sta crescendo per chi ha stile ed eleganza. Parlo di Giuseppe Conte, che il destino ci ha affidato. Le matite sono pronte, è il migliore candidato! Viva l'Italia. Viva il MoVimento 5 Stelle! (Applausi) . CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, circa l'inammissibilità dell'ordine del giorno G1.1000, siccome si risparmierebbero 0,5 miliardi di euro estendendo l'ora legale... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Ciampolillo, per che cosa sta chiedendo di intervenire? CIAMPOLILLO (Misto) . Vorrei semplicemente conoscere le motivazioni dell'inammissibilità. PRESIDENTE . Intanto non riguarda parti modificate del provvedimento, e questo è il motivo per cui è inammissibile. Dichiaro chiusa la discussione generale. I relatori e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica.