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Si prevede inoltre che, in caso di rinuncia all'immissione nel nuovo ruolo, il militare permanga nel grado e ruolo precedentemente posseduti e nella precedente sede di servizio. I posti non ricoperti dai rinunciatari, poi, sono assegnati ai successivi concorrenti idonei nell'ordine della graduatoria di merito. L'articolo 4 del disegno di legge demanda al Ministero della difesa, nel termine di centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge, l'adozione con decreto di un « regolamento sui trasferimenti a domanda delle Forze armate » al fine di disciplinarne le graduatorie in conformità alle già descritte disposizioni, fissandone altresì i criteri e punteggi in riferimento all'anzianità di servizio, al numero dei componenti del nucleo famigliare e all'eventuale presenza di gravi patologie nello stesso nucleo. Ulteriori criteri e punteggi saranno attribuiti a seconda della presenza del coniuge, o unito civilmente, con contratto di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato da non meno di quattro anni entro una distanza massima di novanta chilometri dalla sede dell'ente per il quale si presenta la domanda di trasferimento e in relazione al rendimento lavorativo, all'impiego in sedi disagiate o in missioni fuori dai confini nazionali e al numero dei trasferimenti di sede effettuati. L'articolo 5 specifica che le disposizioni introdotte con il presente disegno di legge non generano l'assunzione di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.. 1 (Congiungimento famigliare) 1 Il personale in servizio permanente delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, coniugato o unito civilmente con personale in servizio permanente presso una delle predette amministrazioni, ovvero a tempo indeterminato presso una amministrazione pubblica di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ha diritto, a domanda, al congiungimento famigliare secondo quanto stabilito dal presente articolo. 2 L'istanza di congiungimento famigliare di cui al comma 1 deve essere presentata presso l'amministrazione di appartenenza da entrambi i dipendenti e nella stessa è possibile indicare la preferenza di una o più sedi in ordine di gradimento. 3 Le amministrazioni coinvolte, tenuto conto delle proprie esigenze di impiego, nonché delle preferenze indicate dai richiedenti, entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell'ultima delle due istanze, individuano, d'intesa tra loro e ciascuna per il proprio dipendente, almeno una coppia di sedi di servizio, anche diverse da quelle in cui prestano servizio i due dipendenti all'atto dell'istanza medesima, purché distanti non più di 50 chilometri l'una dall'altra. 4 Le amministrazioni coinvolte procedono al trasferimento dei dipendenti entro trenta giorni dalla loro accettazione delle sedi proposte. In caso di rinuncia da parte anche di uno solo dei richiedenti, non si dà luogo ai trasferimenti e rimane preclusa la possibilità di presentare una nuova istanza di congiungimento prima che siano trascorsi due anni. 5 Il presente articolo si applica anche nel caso in cui uno o entrambi i componenti della coppia legata da matrimonio o da unione civile appartengano alla categoria degli ufficiali o sottufficiali piloti e navigatori di complemento. 6 I trasferimenti disposti ai sensi del presente articolo non comportano alcun onere a carico delle amministrazioni coinvolte. 2 (Modifica all'articolo 17 della legge 28 luglio 1999, n. 266) 1 All'articolo 17 della legge 28 luglio 1999, n. 266, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: « 1-bis . Le disposizioni del comma 1 si applicano anche alle parti di un'unione civile ovvero ai conviventi di fatto, ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76 ». 3 (Prima assegnazione di sede e trasferimento a domanda e trasferimento d'autorità nelle Forze armate) 1 Al libro quarto, titolo V, capo VI, sezione I, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 976: 1 il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. La prima assegnazione di sede di servizio del militare reclutato con concorso pubblico è stabilita al termine della fase di formazione, in base alla scelta del militare stesso nell'ordine della graduatoria di merito, tra le sedi proposte dalla Forza armata »; 2 dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis. La prima assegnazione di sede di servizio del militare reclutato con concorso interno è stabilita al termine del concorso, in base alla scelta del militare stesso nell'ordine della graduatoria di merito, tra le sedi proposte dalla Forza armata. Il militare utilmente collocato in graduatoria che rinuncia all'immissione nel nuovo ruolo permane nel grado e ruolo precedentemente posseduti e nella precedente sede di servizio. I posti non ricoperti dai rinunciatari sono assegnati ai successivi concorrenti idonei nell'ordine della graduatoria di merito »; b dopo l'articolo 977 sono aggiunti, in fine, i seguenti: « Art. 977 -bis. – (Trasferimento a domanda) – 1. Con cadenza annuale le amministrazioni militari diramano un avviso contenente l'elenco delle posizioni disponibili fino al grado di tenente colonnello, divise per sedi, escluse quelle relative ai comandi degli enti. 2. È facoltà delle amministrazioni suddividere le posizioni di cui al comma 1 per grado, ruolo, categoria, specialità e qualifica, nonché prevedere ulteriori requisiti o limitazioni. 3. I militari interessati al trasferimento nelle sedi indicate nell'elenco di cui al comma 1 hanno diritto a concorrere per tutte le posizioni per le quali posseggono i requisiti, in ordine di preferenza. 4. Entro novanta giorni dalla pubblicazione dell'avviso di cui al comma 1, le amministrazioni compongono le graduatorie e le rendono conoscibili. Entro ulteriori trenta giorni le amministrazioni procedono al trasferimento dei dipendenti utilmente collocati in graduatoria, senza oneri a carico delle amministrazioni. Art. 977 -ter. – (Trasferimento d'autorità) – 1. Nessun militare fino al grado di tenente colonnello può essere trasferito d'autorità prima che siano trascorsi cinque anni dalla data della prima assegnazione, ovvero dell'ultimo trasferimento, ovvero dal termine dell'aspettativa di cui all'articolo 903, fatta eccezione per i seguenti casi: a) assegnazione del comando di un ente; b) compimento dei periodi minimi di comando o di attribuzioni specifiche prescritti per l'avanzamento che non possono essere effettuati presso l'ente di assegnazione; c) consenso dell'interessato; d) incompatibilità ambientale, con osservanza da parte dell'amministrazione dell'obbligo di motivazione di cui all'articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241; e) chiusura dell'ente di servizio del militare, ovvero cancellazione della posizione tabellare organica assegnata al militare, in assenza di utile impiego presso la stessa sede. 2. Le amministrazioni possono procedere a ripianare d'autorità le posizioni vacanti solo dopo aver esperito almeno un tentativo di assegnare le medesime posizioni a domanda ».