[pronunce]

ed E.T.A. Energie Tecnlogiche Ambiente S.p.a. nel giudizio promosso dalla Regione Piemonte. Il giudizio di costituzionalità delle leggi, promosso in via di azione, è, infatti, configurato come svolgentesi esclusivamente tra soggetti titolari di potestà legislativa, fermi restando, per i soggetti privi di tale potestà, i mezzi di tutela delle loro posizioni soggettive, anche costituzionali, di fronte ad altre istanze giurisdizionali ed eventualmente anche di fronte a questa Corte in via incidentale (sentenze n. 405 del 2008 e n. 469 del 2005). 3. - In via preliminare deve, anzitutto, essere rigettata l'eccezione di inammissibilità sollevata dall'Avvocatura dello Stato con riguardo al ricorso promosso dalla Regione Piemonte in ragione della asserita tardività della notifica dell'atto introduttivo. Posto che anche nei giudizi in via principale vige il principio della scissione fra il momento in cui la notificazione deve intendersi perfezionata nei confronti del notificante rispetto al momento in cui essa lo è per il destinatario dell'atto (sentenze n. 477 del 2002 e n. 300 del 2007), deve, infatti, rilevarsi che, nella specie, la notifica è stata effettuata tempestivamente dalla Regione, in quanto il ricorso risulta spedito a mezzo posta in data 12 giugno 2006, e dunque nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto legislativo impugnato, avvenuta il 14 aprile 2006. 3.1. - Preliminarmente alla trattazione nel merito delle varie questioni, è, poi, opportuno ricostruire la vicenda normativa relativa all'impugnato d.lgs. n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale. 3.2. - Tale decreto, per espressa indicazione contenuta nelle premesse, risulta emanato in virtù della delega contenuta nella legge n. 308 del 2004. L'art. 1, comma 1, della suddetta legge, in particolare, delega il Governo ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa (e, pertanto, entro l'11 luglio 2006) uno o più decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione, anche mediante la redazione di testi unici, delle disposizioni legislative in materia di: a) gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati; b) tutela delle acque dall'inquinamento e gestione delle risorse idriche; c) difesa del suolo e lotta alla desertificazione; d) gestione delle aree protette, conservazione e utilizzo sostenibile degli esemplari di specie protette di flora e di fauna; e) tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente; f) procedure per la valutazione di impatto ambientale (VIA), per la valutazione ambientale strategica (VAS) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC); g) tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera. L'art. 1, comma 4, della medesima legge prevede che tali decreti legislativi siano adottati «su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro per le politiche comunitarie e con gli altri Ministri interessati, sentito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281». Il successivo art. 1, comma 6, prevede che «entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dalla presente legge, il Governo può emanare, ai sensi dei commi 4 e 5, disposizioni integrative o correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del comma 1, sulla base di una relazione motivata presentata alle Camere dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, che individua le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le ragioni dell'intervento normativo proposto». L'art. 1, comma 8, prevede, invece, che «i decreti legislativi di cui al comma 1 si conformano, nel rispetto dei princìpi e delle norme comunitarie e delle competenze per materia delle amministrazioni statali, nonché delle attribuzioni delle Regioni e degli enti locali, come definite ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e fatte salve le norme statutarie e le relative norme di attuazione delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, e del principio di sussidiarietà» a taluni princìpi e criteri direttivi generali, tra i quali, ai fini del presente giudizio, assumono particolare rilievo quelli di cui all'art. 1, comma 8, lettera e), (relativo alla «piena e coerente attuazione delle direttive comunitarie, al fine di garantire elevati livelli di tutela dell'ambiente e di contribuire in tale modo alla competitività dei sistemi territoriali e delle imprese, evitando fenomeni di distorsione della concorrenza») e quelli di cui all'art. 1, comma 9, lettera f) (avente ad oggetto il «garantire il pieno recepimento della direttiva 85/337/CEE del 27 giugno 1985 del Consiglio, e della direttiva 97/11/CE del 3 marzo 1997 del Consiglio, in materia di VIA e della direttiva 2001/42/CE del 27 giugno 2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, in materia di VAS»). 3.3. - Il Governo ha dato attuazione a tale delega predisponendo un unico decreto, articolato in oltre trecento articoli e suddiviso in sei parti (e vari allegati a ciascuna parte), la prima delle quali (artt. 1-3) reca disposizioni comuni, mentre la seconda (artt. 4-52) è relativa alla disciplina della VAS, a quella della valutazione di impatto ambientale (d'ora in poi VIA) ed a quella della autorizzazione ambientale integrata (d'ora in poi IPPC oppure AIA). Lo schema del testo di tale decreto, approvato dal Consiglio dei ministri, a seguito dei pareri delle Commissioni parlamentari, in data 18 novembre 2005, è stato trasmesso in data 29 novembre 2005 alle Regioni ed agli enti locali, mentre lo schema degli allegati al decreto stesso è stato immesso in rete informatica in data 7 dicembre 2005, in vista della riunione del 15 dicembre 2005 della Conferenza unificata. Nel corso della riunione della Conferenza del 15 dicembre 2005: a) i rappresentanti delle Regioni nonché quelli degli enti locali hanno chiesto un rinvio del termine per l'espressione del parere, in ragione della estrema complessità della materia e dell'esiguità del tempo concesso per l'esame dell'ampio corpus normativo inserito nel decreto; b) il rappresentante governativo (nella specie il Viceministro dell'ambiente e della tutela del territorio) si è opposto alla proroga, argomentando, da un lato, che la tutela dell'ambiente è di esclusiva competenza dello Stato, dall'altro, che la delega sarebbe scaduta il giorno stesso;