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Infatti, è possibile rilanciare la produttività e i consumi solo emancipando i cittadini dalla condizione di bisogno. Il combinato disposto di reddito di cittadinanza e salario minimo orario avrà effetti positivi sull'economia, in quanto aumenta il potere d'acquisto per i lavoratori, rilancerà i consumi e conseguentemente alimenterà la domanda interna, con più profitti per le imprese, alle quali saranno destinate ulteriori misure di riduzione del cuneo fiscale. Con questo provvedimento mandiamo in porto anche un altro dei punti qualificanti del nostro programma e del contratto di Governo, ovvero quota 100. La legge Fornero ci è costata carissima, sia in termini sociali che economici. Vedere per credere quanto lo Stato ha speso per le varie salvaguardie. Nei prossimi tre anni un milione di lavoratori avrà la possibilità di andare in pensione anticipatamente, aprendo al ricambio generazionale, tanto nel pubblico impiego quanto nel settore privato. Abbiamo confermato APE sociale e opzione donna, altre due misure importanti. Signor Presidente, tornando al reddito di cittadinanza desidero citare i nostri fondatori, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo FI-BP e del senatore Faraone) . Il primo ha sempre detto che «il reddito di cittadinanza è vedere il mondo del lavoro in un altro modo, è un diritto civile»: si tratta di dare un'occasione alla gente. Il secondo sosteneva che «togliere dalla disperazione e dalla povertà milioni di poveri è un obbligo morale», «una battaglia di civiltà in cui le appartenenze politiche devono scomparire». (Applausi dal Gruppo M5S) . Con queste frasi, che sono state la nostra guida nel percorso di genesi e realizzazione del reddito di cittadinanza, dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi dai Gruppi M5S, i cui senatori si levano in piedi, e L-SP-PSdAZ.) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSdAZ. Alcuni senatori del Gruppo M5S mostrano lo schermo del tablet su cui è scritto «Reddito di cittadinanza. È legge»). Non siete autorizzati ad esporre cartelli, né tablet . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, il Governo non ha ancora compensato i danni subiti da tante famiglie e imprese veronesi a causa dell'alluvione dello scorso 1° e 2 settembre. Il 27 febbraio scorso è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ripartisce le risorse per fronteggiare i gravi eventi calamitosi che si sono verificati in diversi Comuni del Paese; quindi la realizzazione di investimenti strutturali e infrastrutturali per compensare i danni che quegli eventi hanno provocato. I beneficiari delle risorse nel Paese sono i territori colpiti da eventi atmosferici eccezionali accaduti negli anni 2017 e 2018. Il decreto però esclude i Comuni di Verona, Negrar, San Pietro in Cariano, Colognola ai Colli, San Martino Buon Albergo, Zevio, Belfiore, Soave, Monteforte d'Alpone, Cazzano di Tramigna e Illasi, ovvero Comuni che sono stati colpiti da una grave alluvione nei giorni 1° e 2 settembre 2018, per i quali peraltro la Regione Veneto aveva già dichiarato lo stato di crisi e richiesto lo stato di emergenza, decretato dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio scorso. Perché il Governo ha escluso Verona? Sono in corso le procedure per stanziamenti mirati? Sul territorio c'è una grande preoccupazione, anche perché nel corso dell'esame del disegno di legge di bilancio 2019, lo scorso dicembre, un mio emendamento con il quale chiedevo 10 milioni di euro per coprire quei danni è stato respinto dal Governo. Signor Presidente, voglio qui segnalare il fatto, sollecitando l'urgente necessità di riesaminare la posizione del Governo, ovvero il diniego finora ricevuto, al fine di non discriminare il territorio veronese interessato da questi eventi rispetto ad analoghi accadimenti avvenuti altrove e già compensati. (Applausi dal Gruppo PD) . BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il mio intervento è volto a segnalare a quest'Assemblea e al Governo la situazione di criticità e le problematiche relative alla circolazione dei mezzi pesanti adibiti al trasporto merci sulla route départementale 6204 della Val Roia, che si collega, nel tratto italiano, alla strada statale 20 del Colle di Tenda, che interessa il trasporto e lo scambio di merci tra le Regioni Piemonte e Liguria e il Sud-Est della Francia. Mi riferisco in particolare all'ordinanza di divieto di transito per il traffico pesante emanata da parte dei comuni francesi il 1° settembre 2017. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 18,13) ( Segue BERGESIO). In quella data i sindaci della Val Roia (in tutto cinque) presentarono presso la prefettura di Nizza un'ordinanza congiunta, con la quale decretarono la limitazione sulla strada 6204 nei rispettivi territori municipali ai veicoli aventi massa massima superiore alle 19 tonnellate. Un'ordinanza generica, che indica in modo assolutamente scorretto ai trasportatori di scegliere quali itinerari alternativi - udite bene - il tragitto sulle autostrade A6 e A10, con un aggravio di sette ore in più per viaggio e di 180 euro di costo in più per viaggio e con un allungamento del viaggio per i mezzi pesanti di ben 200 chilometri. È scritto sul divieto che tempi e tragitti alternativi sarebbero minimi. Queste assurde considerazioni, messe nero su bianco nelle ordinanze, non sono state supportate da alcun dato statistico sul reale utilizzo di questo valico strategico per il nostro Paese, ma anche per la Francia. Le cinque municipalità francesi interessate sono di fatto collocate in una lingua di territorio in cui transita una via di comunicazione internazionale, non una stradina comunale; è una via di importanza vitale. Considerata la gravità del provvedimento emanato dai sindaci della Valle Roia, ritenuto da noi inopportuno e in contrasto con gli interessi produttivi e commerciali delle Regioni interessate, noi ribadiamo la richiesta di ritiro e di annullamento dell'ordinanza, come già espresso dalle associazioni di categoria e dalle imprese produttive italiane. Le stesse imprese che il 18 marzo, in occasione della visita del presidente Conte e del ministro Toninelli in quel di Cuneo, hanno sollecitato questo provvedimento; entrambi erano venuti a Cuneo per presentare l'avvio dei lavori dell'Asti-Cuneo - per cui siamo loro grati, dopo sette anni di interruzione di questa importante autostrada - ed entrambi in quella occasione dissero che avrebbero preso a cuore questo provvedimento. PRESIDENTE. La invito a concludere.