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L'esigenza di regolamentare il processo di ricostruzione privato nasce dal fatto che i contratti stipulati dai soggetti beneficiari dei contributi pubblici alla ricostruzione, riparazione o acquisto di immobili privati non sono ricompresi tra quelli previsti dall'articolo 32, comma 1, lettere d) ed e) , del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, e quindi non sono assoggettati alle procedure di evidenza pubblica, in quanto il suddetto contributo è concesso a titolo di indennizzo per il ristoro, totale o parziale, dei danni causati dal sisma (si veda l’articolo 3- ter del decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con modificazioni dalla legge 1° ottobre 2010, n. 163). Trattandosi di risorse pubbliche, pur riconoscendo l'imprescindibile esigenza di ristorare il danno subito dai cittadini abruzzesi, si ritiene opportuno contemperare la suddetta esigenza con quella di rendere trasparente, oltre che efficace, l'utilizzo di dette risorse. L'articolo 12 al comma 1 individua l'ambito di applicazione a cui viene rivolto il provvedimento nei territori colpiti dall'alluvione del 17 gennaio 2014 e quelli colpiti dal sisma del 2012 con zone rosse nei centri storici. Al comma 2 l'ambito soggettivo di applicazione dell'intervento è individuato nelle micro imprese con un numero di addetti inferiore o uguale a 5 e un reddito lordo nel 2014 inferiore a 80.000 euro, intercettando in questo modo le piccolissime imprese la cui attività è strettamente dipendente dal contesto territoriale locale. Il comma 3 precisa il regime di aiuto applicato « de minimis », previsto dal regolamento (UE) n. 1407/2013. Il comma 4 specifica che i soggetti debbono avere sede o unità locale nell'area e disponibilità sul plafond « de minimis ». Il comma 5 individua le agevolazioni a cui possono accedere i beneficiari della presente disposizione, ossia: esenzione dalle imposte sui redditi, esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive, esenzione dalle imposte municipali per gli immobili destinati all'esercizio dell'attività economica. Il comma 6 circoscrive a determinati periodi di imposta le agevolazioni introdotte. Il comma 7 individua la copertura finanziaria in 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016; considerando che tratta di micro imprese con un reddito inferiore a 80.000 euro, si ritiene di poter sostenere, con le agevolazioni previste, tutte le imprese che continuano ad operare o si stanno ricollocando all'interno delle zone colpite. Il comma 8 rinvia al decreto del Ministro dello sviluppo economico per l'attuazione degli interventi. L'articolo 13 prevede che il Presidente della regione Lombardia possa destinare fino a 205 milioni di euro, con la modalità del contributo diretto, per le finalità di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) , b) e f) , del decreto-legge n. 74 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2012, in cui si prevede la concessione di contributi per: – riparazione, ripristino o ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, ad uso produttivo e per i servizi pubblici e privati e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, distrutti o danneggiati; -- attività produttive che abbiano subito danni a scorte e beni mobili strumentali; -- delocalizzazione temporanea delle attività danneggiate al fine di garantire la continuità produttiva. Si prevedono ulteriori interventi volti ad agevolare la ripresa delle attività e consentire l'attuazione dei piani per la ricostruzione e per il ripristino dei danni causati dagli eccezionali eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, tra cui la riduzione degli obiettivi del patto di stabilità interno dei comuni e delle province della regione Emilia-Romagna colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 e il rinvio al 31 dicembre 2016 del termine di sospensione del pagamento dell'IMU. Riguardo all’articolo 14 è da considedare che sulla base della normativa vigente (articolo 1, comma 632, della legge di stabilità 2015) in caso di mancato riconoscimento delle deroghe relative alle disposizioni di cui al comma 629, lettera a) , numero 3), capoverso d)-quinquies , e comma 629, lettera b) , scatterebbe la clausola di salvaguardia recuperando il gettito netto previsto dal 2015 mediante l'aumento delle aliquote delle accise sui carburanti. La disposizione in esame, fermo restando tale meccanismo e fermi restando gli obiettivi di gettito indicati nel suddetto comma 632, prevede solo il differimento dal 30 giugno al 30 settembre 2015 del termine per l'adozione del provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli per aumentare le predette aliquote, in relazione alla mancata autorizzazione della misura di deroga per le disposizioni di cui al citato comma 629. Le aliquote delle accise saranno determinate in misura tale da realizzare dal 2015 gli obiettivi di gettito scontati in bilancio, assicurando l'invarianza dei saldi di finanza pubblica. L'articolo 15 è volto a garantire livelli essenziali di prestazioni in materia di servizi e politiche attive del lavoro. A tal fine, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le regioni e le province autonome, definiscono, con accordo in Conferenza unificata, un piano di rafforzamento dei servizi per l'impiego ai fini dell'erogazione delle politiche attive, mediante l'utilizzo coordinato di fondi nazionali e regionali, nonché dei programmi operativi cofinanziati dal Fondo sociale europeo e di quelli cofinanziati con fondi nazionali negli ambiti di intervento del Fondo sociale europeo, nel rispetto dei regolamenti dell'Unione europea in materia di fondi strutturali. Allo scopo di garantire i medesimi livelli essenziali attraverso meccanismi coordinati di gestione amministrativa, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stipula, con ogni regione e con le province autonome di Trento e di Bolzano, una convenzione finalizzata a regolare i relativi rapporti ed obblighi in relazione alla gestione dei servizi per l'impiego e delle politiche attive del lavoro nel territorio della regione o provincia autonoma. Nell'ambito delle predette convenzioni stipulate con le regioni a statuto ordinario, le parti possono prevedere la possibilità di partecipazione del Ministero agli oneri di funzionamento dei servizi per l'impiego per gli anni 2015 e 2016, nei limiti di 70 milioni di euro annui, ed in misura proporzionale al numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato direttamente impiegati in compiti di erogazione di servizi per l'impiego. Subordinatamente alla stipula delle convenzioni e nei limiti temporali e di spesa stabiliti dalle medesime, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è autorizzato ad utilizzare una somma non superiore a 70 milioni di euro annui, a carico del fondo di rotazione di cui all'articolo 9 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.