[resaula]

nel nuovo accordo sono inserite alcune norme di grande valore per tutelare la produzione nazionale dagli effetti distorsivi della globalizzazione, che di fatto costituiscono un precedente di straordinaria importanza sia per quanto riguarda i prossimi accordi di libero scambio, bilaterali o multilaterali, sia per l'eventuale riforma del Wolrd trade organization (WTO) nel "Doha round" o in altri processi negoziali; nell'USMCA l'amministrazione USA ha ottenuto che Messico e Canada si impegnino, di fatto, a fronteggiare l'espansionismo cinese e ad adottare precise misure di natura sociale, lavorativa e sindacale per evitare forme di dumping sociale e quindi di concorrenza sleale; considerato che: nel nuovo accordo l'amministrazione Trump è riuscita ad imporre, riscuotendo il consenso entusiasta sia degli imprenditori che dei sindacati americani, salari minimi più alti, tutela del diritto di sciopero e del diritto dei sindacati di entrare in fabbrica (spesso negato in Messico e non solo), e addirittura norme per proteggere i lavoratori immigrati e le donne, introducendo anche un sistema sanzionatorio molto efficace nel caso in cui il Messico continui a violare i diritti dei lavoratori spesso immigrati da altri Paesi centro americani; tra l'altro, è previsto che, a partire del 2023, per avere diritto a "dazio zero", auto e camion dovranno avere almeno il 75 per cento dei costi netti riferiti a beni originati in Canada, Messico e Stati Uniti: ciò costituisce una spinta sostanziale al " made in North America " tesa a fronteggiare le componenti asiatiche; è inoltre previsto che nel settore automotive il salario degli operai debba essere di almeno 16 dollari all'ora, tre volte più di quanto guadagna un operaio messicano, dando così una formidabile spinta al miglioramento delle condizioni salariali e sociali in Messico, con evidente riduzione del dumping sociale, che serve anche a restituire migliori condizioni di competitività alla produzione statunitense; nel nuovo accordo è inoltre inserita una norma che prevede che gli Stati firmatari non possano sottoscrivere accordi con Stati a cui non è riconosciuto lo status di "economia di mercato" senza il consenso degli altri partner , norma che evidentemente ha come obiettivo la Cina; il presidente USA ha intrapreso la stessa strategia con la Corea del Sud, ed ha lanciato i primi segnali in tal senso al tavolo con la UE, il Giappone e l'India; gli Stati Uniti, inoltre, potrebbero usare lo USMCA per riaprire le trattative con i Paesi del Pacifico, membri del CPTPP, il cui precedente accordo (TPP) era stato denunciando dal presidente americano, con l'obiettivo di ottenerne uno più equilibrato al fine di tutelare la produzione nazionale USA e a franare l'espansionismo commerciale produttivo e tecnologico della Cina, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario che anche l'Unione europea cambi passo e strategia negli accordi di libero scambio, su ogni tavolo, bilaterale e multilaterale, al fine di tutelare la produzione nazionale ed europea, ristabilire condizioni di parità tra sistemi economici e produttivi, contrastare la concorrenza sleale, il dumping sociale e ambientale e nel contempo favorire la crescita dei diritti sindacali, sociali e ambientali nei Paesi in cui sono tuttora negati o calpestati, soprattutto in quelli che ormai si profilano come temibili concorrenti commerciali avendo raggiunto straordinarie capacità produttive favorite proprio da questi fattori, con conseguenze distorsive sui fenomeni di globalizzazione; se non ritengano che l'Italia debba farsi promotrice, in sede europea, di una politica commerciale che favorisca rapporti bilaterali preferenziali al fine di meglio tutelare la nostra produzione e quindi il nostro lavoro e il nostro sistema sociale dagli effetti distorsivi di una competizione globale le cui regole favoriscono di fatto le economie asiatiche e quelle dei cosiddetti Paesi emergenti, oggi con sistemi produttivi che spesso praticano una politica predatoria favorita dal supporto degli Stati al di fuori dalle regole di mercato; se non ritengano che l'Unione europea debba rivedere la sua piattaforma propositiva sin dai prossimi accordi con i quali dovrà misurarsi, nello specifico con Messico, Paesi del Mercosur, Indonesia, Cile, Australia e Nuova Zelanda al fine di introdurre vincoli che possano creare migliori condizioni di parità tra i rispettivi settori produttivi, riducendo il dumping sociale e ambientale, così come ha fatto l'amministrazione americana con l'USMCA; se non ritengano che l'Unione europea debba introdurre misure sanzionatorie davvero efficaci ed immediate nel capitolo "trade and sustainable development" riguardante proprio il diritto del lavoro e tematiche ambientali nella sua piattaforma negoziale con i partner commerciali; che cosa stia facendo al riguardo il Governo italiano, in sede di Consiglio europeo, e quali siano le motivazioni e gli intendimenti che hanno portato in poche settimane molti rappresentanti dell'Esecutivo (con innumerevoli missioni e incontri) in Cina, tra loro sovrapposti, apparentemente senza strategia, proprio mentre la Cina appare l'obiettivo della nuova strategia americana e la fonte di preoccupazione maggiore anche dei nostri partner europei, persino di quelli, come Germania e Francia, più adeguati a fronteggiarne le mire espansionistiche nel nostro continente e gli atteggiamenti predatori nei confronti della nostra tecnologia e del nostro sistema produttivo. Atto n. 3-00308 BINI ASTORRE BELLANOVA BITI CIRINNA' COLLINA CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MALPEZZI MANCA MARGIOTTA MARINO MISIANI PARRINI PATRIARCA PITTELLA ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO VALENTE VATTUONE Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 20 ottobre 2018, nei locali della parrocchia di Vicofaro a Pistoia, sono stati effettuati diversi controlli sulla struttura e sui migranti ivi presenti da parte di circa 50 tra agenti di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia locale, personale della Asl competente, dell'Ispettorato del lavoro e dei vigili del fuoco; i controlli sono avvenuti nella serata di sabato nel momento in cui, su iniziativa del parroco don Massimo Biancalani, era in corso una cena a base di pizza organizzata in favore dei migranti ospitati dalla parrocchia; durante le due ore di svolgimento dei controlli le forze dell'ordine hanno verificato i documenti dei migranti presenti, i vigili del fuoco hanno effettuato controlli legati alla sicurezza delle strutture, la Polizia municipale ha controllato il rispetto dell'ordinanza del Comune sulla non idoneità delle strutture di Vicofaro all'accoglienza dei migranti (60, di cui 15 dormono in chiesa), mentre gli ispettori del lavoro e la Guardia di finanza hanno effettuato controlli sull'attività della pizzeria e sul personale da questa utilizzato; al termine dei controlli non risulta che siano stati emessi verbali o scattati sequestri presso la struttura; rilevato che: l'utilizzo di un numero così elevato di personale delle forze di polizia, personale della Asl competente, dell'Ispettorato del lavoro e dei Vigili del fuoco, tipico di operazioni speciali contro la criminalità, appare agli interroganti del tutto sproporzionato rispetto alla situazione in essere presso la parrocchia di Vicofaro;