[ddlpres]

La maggior parte delle persone accede all'intervento omeopatico soltanto dopo aver subìto un trattamento con farmaci tradizionali ed averne verificato l'inefficacia o l'intollerabilità. Affiancando e/o sostituendo la medicina omeopatica a quella classica si possono così apportare notevoli benefici al malato. L'omeopatia, inoltre, migliora il rapporto medico paziente, in quanto i medici omeopati dedicano molto tempo ai pazienti attraverso il continuo dialogo con il malato e quindi curano la dimensione umana della malattia. La prima e più importante caratteristica delle prestazioni omeopatiche è la diluizione. I rimedi omeopatici sono preparati da sostanze del mondo minerale, vegetale o animale, per successive diluizioni dal materiale di base. Le diluizioni possono essere predisposte con passaggi di 10 (la sostanza di base è diluita di 10 volte ad ogni passaggio), di 100 (la sostanza di base è diluita di 100 volte ad ogni passaggio), di 50.000 (la sostanza di base è diluita di 50.000 volte ad ogni passaggio), per indicare le metodologie di diluizione più in uso. Oltre alla diluizione, le tecniche utilizzate per la produzione di rimedi omeopatici sfruttano un secondo elemento di importanza fondamentale: la dinamizzazione (o «potenziamento»). La dinamizzazione consiste nello scuotimento del prodotto diluito, da effettuarsi per almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci e di breve distanza (circa 20 centimetri). Il nostro Paese rappresenta il terzo mercato europeo di farmaci omeopatici, dopo Francia e Germania, con una spesa complessiva che nel 2009 ha superato i 300 milioni di euro. Nel dettaglio del presente disegno di legge, l'articolo 1 afferma che viene disciplinato l'esercizio della medicina omeopatica e delle metodiche ad essa assimilabili, nell'ottica del riconoscimento del pluralismo nella scienza e della ricerca scientifica. L'articolo 2 istituisce appositi registri di esperti in medicina omeopatica presso gli ordini provinciali dei medici, degli odontoiatri, dei farmacisti e dei veterinari. L'articolo 3 istituisce, presso il Ministero della salute, una Commissione permanente per la disciplina della medicina omeopatica, con funzione consultiva presso il medesimo Ministero e con il compito principale di promuovere la corretta divulgazione delle tematiche sanitarie in materia di medicina omeopatica e le attività di ricerca, anche al fine di riconoscere nuove discipline terapeutiche. L'articolo 4 prevede la possibilità dell'accreditamento delle associazioni, società scientifiche ed enti privati di formazione ai fini della diffusione della medicina omeopatica. L'articolo 5 stabilisce che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca istituisca corsi di formazione post laurea al fine del rilascio della qualifica di esperto in medicina omeopatica. L'articolo 6 prevede la possibilità per lo Stato e le regioni di procedere all'individuazione di nuove discipline complementari. L'articolo 7 infine, reca il principio del consenso informato, ovvero che il paziente che decida di sottoporsi al trattamento omeopatico, sia preventivamente informato dal medico sulla diagnosi, prognosi, scopo e natura del trattamento sanitario proposto, benefici e rischi prospettabili ed eventuali effetti collaterali. Il comma 3 del medesimo articolo prevede che il consenso possa essere sempre revocato, sia pur parzialmente.. Art. 1. (Finalità ed oggetto) 1. La presente legge, nel rispetto degli articoli 32 e 33 della Costituzione: a) riconosce il pluralismo nella scienza e la ricerca scientifica come fattori essenziali per la salvaguardia della salute dell'individuo; b) tutela la libertà di scelta terapeutica del singolo e la libertà di cura da parte dei medici e degli altri professionisti di cui alla presente legge, all'interno di un rapporto consensuale ed informato con il paziente; c) riconosce l'esercizio della medicina omeopatica e delle metodiche ad essa assimilabili, esclusivamente da parte di laureati in medicina e chirurgia, di laureati in odontoiatria, di laureati in veterinaria e di laureati in farmacia, ciascuno per la propria competenza, previo il consenso informato del cittadino di cui all'articolo 7. Art. 2. (Istituzione dei registri per professionisti esperti) 1. Presso gli Ordini provinciali dei medici chirurghi ed odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti sono istituiti appositi registri dei professionisti esperti in medicina omeopatica, che siano in possesso di specifici diplomi di formazione post laurea, secondo quanto previsto all'articolo 5. 2. Ai professionisti esperti nella disciplina di cui all'articolo 1, lettera c) , è consentito definire pubblicamente la propria qualificazione professionale, nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Art. 3. (Commissione permanente per la disciplina della medicina omeopatica) 1. È istituita presso il Ministero della salute senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, la Commissione permanente per la disciplina della medicina omeopatica, di seguito denominata «Commissione». 2. La Commissione è un organo consultivo del Ministro della salute e svolge i seguenti compiti: a) promuove e vigila sulla corretta divulgazione delle tematiche sanitarie relative alla disciplina della medicina omeopatica, nell'ambito di più generali programmi di educazione alla salute, nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione; b) promuove, nell'ambito delle attività di ricerca sanitaria di cui all'articolo 12- bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, le attività di ricerca nel campo degli indirizzi metodologici, clinici e terapeutici della suddetta disciplina, anche al fine del riconoscimento di nuove discipline. Le ricerche promosse dalla Commissione, previa valutazione del Ministro della salute, costituiscono la base per la programmazione degli ulteriori indirizzi di ricerca e per lo stanziamento dei fondi necessari; c) esprime un parere sull'accreditamento delle associazioni e delle società scientifiche di riferimento; d) esprime pareri sui requisiti per il riconoscimento dei titoli accademici e di formazione conseguiti nei Paesi UE e nei Paesi terzi nell'ambito delle discipline complementari; e) trasmette al Ministro della salute, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sull'attività svolta. 3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nomina, con proprio decreto, i componenti della Commissione. Ne fanno parte: a) un funzionario di livello dirigenziale del Ministero della salute, con specifiche competenze in materia; b) un funzionario di livello dirigenziale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con specifiche competenze in materia; c) due funzionari di livello dirigenziale delle regioni, con specifiche competenze in materia, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;