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Con riferimento alla regione Toscana, l'area proposta, oltre ad essere fortemente integrata nel tessuto infrastrutturale italiano, presenta buona dotazione infrastrutturale particolarmente idonea allo sviluppo di un punto franco (porti, aeroporti, infrastrutture stradali e ferroviarie connesse ed integrate ai principali itinerari di rilievo europeo, interporto di Livorno -- Guasticce) a cui si aggiunge un tessuto industriale (aree destinate a insediamenti produttivi ed industriali, centri di ricerca) che possono determinare un quadro di sinergie rilevanti ai fini di una piena utilizzazione delle potenzialità implementate da un punto franco. Non ultimo va ricordato che le Marche hanno tutta una tradizione e una storia in fatto di punti franchi. Già nel XVIII secolo papa Clemente XII aveva stabilito quello di Ancona come porto franco o zona economica libera, appunto per favorire l'attrazione di capitali e promuovere i commerci e dunque lo sviluppo locale; tra l'altro proprio la fiera franca di Senigallia favorì, dalla fine del 1400 all'Unità d'Italia, quell'interscambio con le banche e le merci istriano-dalmate che oggi appare particolarmente significativo in una prospettiva di pace e cooperazione e in vista dell'integrazione adriatico-ionica, ma certamente anche prestando attenzione ai nuovi mercati asiatici e orientali, a cominciare da quello delle merci cinesi, non potendo rinunciare ad aprire un varco verso il mediterraneo occidentale e ad uno sbocco sui traffici verso la penisola iberica e verso il nord Africa sfruttando l'asse di collegamento intermodale, in particolare, con l'area Livornese. Nel disegno di legge dunque, all'articolo 1 è autorizzata la costituzione dei punti franchi di Ancona e Livorno relativamente ai retroporti, agli interporti e alle aree dedicate, d'intesa con le regioni interessate e con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. All'articolo 2 si definisce il regime di porto franco stabilendo le norme regolamentari che prevedono entità e durata del regime di esenzione delle imposte. Inoltre, le regioni Marche e Toscana indicano ogni anno la lista delle imprese ammesse ad operare in regime di esenzione. All'articolo 3 si stabilisce dove sia concessa l'esenzione dai diritti di confine, dalle imposte di fabbricazione e dalle imposte erariali delle merci e dei prodotti allestiti dalle imprese operanti nei punti franchi e si stabiliscono i contingenti annuali. All'articolo 4 si prevede che le regioni provvedano a realizzare un preciso programma di commercializzazione e trasformazione dei prodotti. All'articolo 5 si stabilisce che presso il Ministero dell'economia e delle finanze sia istituito un apposito Fondo per il cofinanziamento delle iniziative assunte dalle regioni Marche e Toscana per l'istituzione e la gestione dei punti franchi. Infine, l'articolo 6 reca la copertura finanziaria del provvedimento.. Art. 1. 1. In esecuzione del regolamento (CE) n. 450/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, è autorizzata, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, la costituzione dei seguenti punti franchi: a) nel porto di Ancona, nel suo retro-porto, nell'interporto di Jesi, nell'area artigianale di Senigallia; b) nel porto di Livorno, nel suo retro-porto e nell'Interporto A. Vespucci in località Guasticce. 2. Alla delimitazione dei punti franchi di cui al comma 1 si provvede, d'intesa con le regioni Marche e Toscana, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle infrastrutture e trasporti e delle politiche agricole alimentari e forestali, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 2. (Regime di punto franco) 1. Nelle aree di cui all'articolo 1 si applica l'esenzione dai seguenti diritti e imposte: a) diritti di confine, dazi doganali, sovrimposte di confine, prelievi agricoli, restrizioni quantitative e qualitative o qualsiasi tassa o misura di effetto equivalente; b) imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta locale sui redditi; c) imposta sul valore aggiunto, imposte di registro, imposta sull'incremento di valore degli immobili, imposte catastali, imposte ipotecarie, imposte di fabbricazione, imposte erariali di consumo. 2. L'entità e la durata del regime di esenzione di cui alle lettere b) e c) del comma 1 sono stabilite con regolamento adottato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le regioni interessate, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Possono agire in regime di esenzione dai diritti di confine, nel rispetto della normativa europea, le imprese di distribuzione e di commercializzazione localizzate nei punti franchi di cui all'articolo 1, per merci e prodotti importati. Possono agire in regime di esenzione dalle imposte dirette e indirette, nonché dai diritti di confine, nel rispetto della normativa europea sul perfezionamento attivo, le imprese di trasformazione localizzate nei punti franchi di cui all'articolo 1, per merci e prodotti importati. 4. Alle imprese di cui al comma 3, è concessa l'esenzione dai diritti di confine esclusivamente per l'importazione di impianti, macchinari e attrezzature, fonti di energia e lubrificanti, purché destinati all'attività produttiva. 5. La regione Marche e la regione Toscana indicano annualmente agli uffici finanziari dello Stato operanti nel rispettivo territorio regionale la lista delle imprese ammesse a operare in regime di esenzione. Art. 3. (Consumo finale locale) 1. Nei punti franchi di cui all'articolo 1, è concesso un regime di esenzione dai diritti di confine, dalle imposte di fabbricazione e dalle imposte erariali di consumo per l'immissione al consumo finale nei territori dei comuni di cui all'articolo 1 di determinate quantità di merci e prodotti allestiti da imprese operanti nei punti franchi e giudicati di particolare interesse ai fini degli obiettivi di sviluppo. 2. Il Governo, d'intesa rispettivamente con la regione Marche e con la regione Toscana, provvede a determinare i contingenti annui delle merci e dei prodotti immessi al consumo finale ai sensi del comma 1. Art. 4. (Compiti delle regioni Marche e Toscana) 1. La regione Marche e la regione Toscana, ognuna per quanto di competenza, provvedono a definire un programma che indichi, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo, le tipologie di imprese di distribuzione, di commercializzazione e di trasformazione che possono operare nell'ambito dei punti franchi di cui all'articolo 1. 2. La regione Marche e la regione Toscana, con propri provvedimenti: a) individuano le imprese ammesse a operare nei punti franchi; b) istituiscono un fondo di rotazione per iniziative economiche che si localizzino nei punti franchi; c) assicurano il funzionamento, nei punti franchi, di un centro servizi che costituisce lo strumento logistico di supporto per tutte le iniziative, con compiti di consulenza per la commercializzazione dei prodotti;