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Cos'altro dobbiamo aspettare? Lei, Ministro, come molti di noi, è perfettamente aggiornato sui dati che vengono continuamente pubblicati. Il nostro Paese è una specie di piattaforma in una delle aree più sottoposte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, l'area del Mediterraneo. Noi per molto tempo abbiamo pensato che i problemi derivanti dai cambiamenti climatici fossero altrove, magari nelle isolette delle Maldive che affondano, e abbiamo continuato a ignorare che il cuore - caldo purtroppo - era proprio qui, nell'area del Mediterraneo, con tutto quello che ciò produce. E lo stiamo vedendo. Non possiamo continuare a non renderci conto di quanto negli ultimi anni siano aumentati gli eventi estremi proprio nel nostro Paese, che per la sua struttura, per la sua conformazione orografica e geografica, è fragile, anche a causa di una serie di interventi assolutamente sbagliati che abbiamo fatto sul nostro territorio. In queste ore continuiamo a monitorare quanto sta accadendo a Venezia; per la bellezza del suo grande patrimonio siamo stati su tutte le prime pagine dei giornali, ma quello che è accaduto a Venezia, a Matera o nel litorale romano e che accade continuamente non è casuale. L'ultimo rapporto presentato ieri da Legambiente evidenzia, ad esempio, come gli eventi estremi nel nostro Paese siano aumentati in un modo incredibile negli ultimi anni. Addirittura, a fine 2019 risulta che sono aumentati quasi del 70 per cento gli eventi estremi rispetto allo scorso anno. Questo significa che c'è un'accelerazione potentissima. Anche l'aumento della temperatura, particolarmente nell'area del Mediterraneo e quindi da noi, che siamo piattaforma all'interno del Mediterraneo, è stato più elevato. Evidentemente il provvedimento in esame non risolve, ma, torno a ripetere, è un primo passo. Tuttavia contiene una misura importante, che a noi preme e su cui bisognerà tornare a lavorare, per riempirla di contenuti. All'articolo 1 si prevede l'approvazione di un Programma strategico nazionale, nei tempi dovuti. Per la verità, Ministro, penso che sia necessario un coordinamento, non soltanto presso il suo Ministero ma anche presso la Presidenza del Consiglio, di tutte le competenze delle politiche pubbliche. Anche in tal caso il lavoro della Commissione e la modifica della definizione del CIPE in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile non è una questione banale, ma di sostanza verso lo sviluppo sostenibile. Abbiamo una necessità, che per me è fondamentale: il Piano strategico vuol dire che non dobbiamo solo monitorare, ma anche coordinare le politiche e avere la capacità di decidere di agire e di utilizzare le risorse. Dobbiamo parlarci e fare delle scelte; ricordo ancora che la transizione non è un pranzo di gala, ma una necessità. Ogni volta che c'è una necessità, come sappiamo bene, bisogna assumere anche delle decisioni che non sono semplici. L'importante è che chiamiamo a questa missione tutti gli attori sociali e le categorie economiche, dimostrando che se non acceleriamo la transizione, se non fermiamo l'aumento della temperatura e non mettiamo in campo operazioni serie dal punto di vista della mitigazione e dell'adattamento, le conseguenze sul piano economico, anche per gli operatori, saranno tremende, così come lo saranno le conseguenze sulle fasce più deboli della popolazione. È qualcosa che stiamo vedendo dappertutto; la lotta ai cambiamenti climatici è la più grande operazione in difesa delle persone che sono più in difficoltà, delle persone più povere, delle fasce meno abbienti, perché l'impatto su di loro comincia ad essere devastante. Nel provvedimento si fanno una serie di operazioni, inserendo anche la questione dell'inquinamento con riferimento alle grandi città. I dati mostrano come l'impatto dei cambiamenti climatici sulle aree metropolitane sia ancora più forte. È un fenomeno che riguarda tutto il mondo, ma in particolare l'Italia: sono già di per sé delle isole di calore. Si crea allora un combinato disposto di questo fattore e dei problemi di inquinamento che noi abbiamo. Il decreto-legge affronta la questione; qualcuno dirà che sono piccole cose, che ritengo, però, molto importanti. Pensiamo all'articolo 2 che riguarda il programma sperimentale per il buono mobilità o al lavoro, sul quale tornerò, fatto sulla legge di bilancio. Vi è poi anche un altro intervento che è in qualche modo di mitigazione ma ci aiuta ad intervenire in parte anche sul rischio idrogeologico: il programma sperimentale per la riforestazione è molto importante ed interviene sulle aree metropolitane e nel lavoro della Commissione si è proposto anche di mettere in campo buone pratiche per la rinaturalizzazione di tutto il sistema idrografico delle aree a rischio. Dobbiamo inoltre affrontare nella Commissione ambiente del Senato una grande questione per il nostro Paese che riguarda la misura dello stop al consumo del suolo, una delle misure fondamentali; ne abbiamo tante sul tavolo e su di esse bisogna accelerare. Abbiamo messo in campo nella legge di bilancio, e il lavoro del Senato e della Camera dovrà contribuire ad implementarlo, il green new deal , che non può essere soltanto uno slogan . Abbiamo messo in campo delle risorse e bisogna apporvi dei miglioramenti. Vi sono norme che possono sembrare ostili, come ad esempio la fiscalità ambientale, che però se ben gestita diventa uno strumento importante per accelerare la riconversione del processo produttivo e cambiare i consumi. È uno sforzo che iniziamo; un passo che dobbiamo implementare. L'importante è il coordinamento delle nostre politiche e capire bene ciò che facciamo, senza pensare che fare interventi possa bastare: possono esserci infatti anche degli interventi controproducenti. L'importante è che vi sia la capacità di rendersi conto che oggi non possiamo più aspettare. Ne va del futuro del Paese e del futuro delle nuove generazioni. Noi abbiamo una responsabilità verso le future generazioni, verso i giovani che scendono in piazza. Non possiamo ricordarcelo solo quando vengono a trovarci o fanno le grandi manifestazioni, ma dobbiamo fino in fondo assumerci la nostra responsabilità. Con il decreto-legge al nostro esame, e con il lavoro di miglioramento svolto in Commissione, è stato fatto un primo passo nella direzione giusta. (Applausi del senatore Errani) . Saluto a rappresentanze di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Dante Alighieri», di Bellona in provincia di Caserta, e gli studenti della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Firenze, che stanno assistendo ai nostri lavori dal secondo ordine di tribune. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi intervengo con particolare piacere perché ieri in Commissione - non era mai accaduto - in piena discussione ci è stato intimato di stare zitti da una collega dei 5 Stelle; evidentemente dava fastidio quello che dicevamo. Se siamo arrivati a tanto, probabilmente servirà utilizzare un po' più di ragione e un po' meno emotività perché in questa sede abbiamo una responsabilità diversa da chi manifesta, magari anche con buone intenzioni. Se non abbiamo presentato, su questo atto, una questione pregiudiziale è perché riteniamo che non sia un attentato alla Costituzione, bensì all'intelligenza e al buon senso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) .