[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 69, quarto comma, del codice penale, come modificato dall'art. 3 della legge 5 dicembre 2005 n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), promossi con ordinanze del 30 gennaio e del 6 marzo 2007 dal Tribunale di Roma, del 5 dicembre 2006, del 29 e del 25 gennaio 2007 dal Tribunale di Prato, del 21 febbraio 2007 dal Tribunale di Firenze, del 13 febbraio 2007 dalla Corte d'Appello di Torino, del 18 aprile 2007 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, dell'8 giugno 2007 dal Tribunale di Roma, del 7 e del 30 marzo 2007 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato, rispettivamente iscritte ai numeri 391, 488, 516, 518, 582, 587, 606, 656, 657, 675 e 676 del registro ordinanze 2007 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn, 21, 26, 27, 34, 35, 36, 38, 39 prima serie speciale, dell'anno 2007. Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nella camera di consiglio del 30 gennaio 2008 il Giudice relatore Giovanni Maria Flick. Ritenuto che il Tribunale di Roma, con tre ordinanze di analogo tenore, emesse il 30 gennaio 2007 (r.o. n. 391 del 2007), il 6 marzo 2007 (r.o. n. 488 del 2007) e l'8 giugno 2007 (r.o. n. 657 del 2007), ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione – e, limitatamente all'ordinanza r.o. n. 488 del 2007, anche in riferimento all'art. 24 della Costituzione – questione di legittimità costituzionale dell'art. 69, quarto comma, del codice penale, come modificato dall'art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui, nel disciplinare il concorso di circostanze eterogenee, vieta al giudice di ritenere le circostanze attenuanti prevalenti sull'aggravante della recidiva reiterata, prevista dall'art. 99, quarto comma, cod. pen. ; che il giudice a quo – chiamato a giudicare persone imputate di detenzione o cessione illecita di sostanze stupefacenti, con l'aggravante della recidiva reiterata – premette che risulterebbe configurabile, stante la non elevata quantità dello stupefacente detenuto e le modalità della condotta, la circostanza attenuante ad effetto speciale del fatto di lieve entità, di cui all'art. 73, comma 5, del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza): circostanza che comporta l'applicazione della pena della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 3.000 ad euro 26.000, in luogo di quella edittale, assai più severa, prevista dal comma 1 dello stesso art. 73 (reclusione da sei a venti anni e multa da euro 26.000 ad euro 260.000); che, ciò premesso, il rimettente osserva che l'art. 69, quarto comma, cod. pen. , come modificato dall'art. 3 della legge n. 251 del 2005, nel disciplinare il cosiddetto giudizio di comparazione fra circostanze eterogenee, stabilisce il divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulla recidiva reiterata; che, di conseguenza, l'attenuante di cui al citato art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990 potrebbe essere considerata, al più, equivalente all'aggravante contestata: sicché all'imputato andrebbe inflitta una pena minima di sei anni di reclusione ed euro 26.000 di multa; che, ad avviso del rimettente, la norma censurata si porrebbe in contrasto con il principio di proporzionalità della pena, desumibile dagli artt. 3 e 27, primo e terzo comma, Cost., giacché solo una pena proporzionata all'offesa sarebbe in grado di assolvere alla sua composita funzione retributiva, intimidatrice e rieducativa, e di armonizzarsi con i principi di eguaglianza e di personalità della responsabilità penale; che – precludendo il giudizio di prevalenza delle attenuanti sulla recidiva reiterata – la norma impugnata verrebbe, per contro, ad uniformare il trattamento sanzionatorio di situazioni anche profondamente diverse, imponendo l'applicazione di pene che possono risultare del tutto sproporzionate rispetto alla gravità del fatto e, come tali, inidonee ad esplicare una funzione rieducativa; che questi effetti negativi risulterebbero ancor più evidenti in rapporto ad ipotesi criminose come quella oggetto dei giudizi a quibus, caratterizzate da una marcata differenza della risposta sanzionatoria tra la fattispecie ordinaria e quella attenuata: col risultato di equiparare, quoad poenam, il narcotrafficante all'occasionale cedente di modeste dosi di stupefacente; che, inoltre, verrebbero allineati nel trattamento sanzionatorio anche autori dalle personalità del tutto diverse: gli imputati ritenuti meritevoli di una pluralità di attenuanti e quelli ai quali ne sia riconosciuta una sola; i recidivi per reati «bagatellari» e i recidivi per reati gravissimi; i recidivi per reati risalenti nel tempo e quelli per reati recentemente commessi; che le ordinanze r.o. n. 488 e n. 657 del 2007 evidenziano, altresì, come un ulteriore profilo di contrasto con l'art. 3 Cost. si connetta al fatto che l'art. 52 del d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468) – non modificato dalla legge n. 251 del 2005 – consenta tuttora, per i reati di competenza del giudice di pace e in relazione all'aggravante della recidiva reiterata infraquinquennale, quel giudizio di prevalenza delle attenuanti che la norma censurata viceversa preclude per i reati di competenza di giudici superiori, in caso di mera recidiva reiterata; che il Tribunale di Prato, con due ordinanze emesse il 5 dicembre 2006 (r.o. n. 516 del 2007) e il 25 gennaio 2007 (r.o. n. 582 del 2007), il Giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale, con due ordinanze emesse il 7 marzo 2007 (r.o. n. 675 del 2007) e il 30 marzo 2007 (r.o. n. 676 del 2007)