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Il disegno di legge, nel novellare la legge n. 211 del 2000, che ha istituito il Giorno della Memoria, ha riproposto il tema della sensibilizzazione sulle questioni relative ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. In tal senso il provvedimento ha voluto incentivare e favorire i viaggi della memoria nei luoghi dove si è compiuta la barbarie più efferata delle persecuzioni. I viaggi della memoria nei campi di concentramento nazisti da parte degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado devono contribuire a formare, nella maturazione della coscienza critica dei nostri ragazzi, una compiuta determinazione a essere guardiani della libertà, al fine che mai più si ripeta tale abominio dell'uomo contro l'uomo, e, altresì, che mai più siano praticati il dispotismo, l'autoritarismo e la tirannia. In quei campi di detenzione e di sterminio si è celebrato il ferale rito dell'odio fanatico, del bieco razzismo, della viltà violenta e degradante. Quei luoghi siano oggi un monumento perenne al valore della libertà, la cui mancanza può degenerare fino all'istituzione dei campi di morte. Ognuno di quei campi tecnicamente era una struttura governativa, incardinata in una burocrazia dello Stato e affidata a uomini dello Stato, incaricati di perseguire un criminale interesse collettivo della pubblica amministrazione. Riflettiamo su questo dato: in buona parte i reclusi di quei campi erano essi stessi cittadini tedeschi, non nemici catturati. Il loro stesso Stato, le loro istituzioni e il Governo avevano deciso che costoro non meritassero di vivere nella società e da essa dovessero essere esclusi e perseguitati, senza altra colpa che semplicemente esistere. Mai più ciò dovrà e potrà accadere. I campi di concentramento nazisti, così come i gulag della Russia sovietica, fino a strutture in realtà tutt'ora esistenti nei regimi autoritari contemporanei, possono avere differenze sulla tipologia dei detenuti, deportati per ragioni razziali, religiose o politiche, ma in comune hanno pur sempre una cosa: la brutalità del totalitarismo. Nel preannunciare il voto favorevole del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia, anche personalmente tengo a condividere l'importanza di questo disegno di legge, con l'auspicio che esso autenticamente contribuisca a offrire alle nuove generazioni elementi di riflessione intimi, profondi, durevoli. È assolutamente giusto mostrare profondo rispetto nei confronti della sofferenza patita dal popolo ebraico durante la persecuzione della shoah ed è eticamente necessario che, nell'età evolutiva, le istituzioni, a partire da quelle scolastiche, offrano agli italiani del futuro l'occasione per comprendere quanto sia motivato e importante questo rispetto. È nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature. È fondamentale, ma non basta, ricordare e celebrare tutti coloro che sono stati oggetto di persecuzioni. Occorre altresì un'analisi efficace, anche frutto dell'esperienza fisica del viaggio nei luoghi di tali persecuzioni, per interiorizzare fino in fondo i pericoli del fanatismo e dell'integralismo, mali del tempo passato che non siamo ancora riusciti a sradicare. L'odio dei campi di sterminio contro gli ebrei, nella sua infinita tragicità, a tanti anni di distanza può trasformare quei luoghi che furono teatro di morte in novelli altari di libertà, da visitare con contegnoso rispetto. Da questi viaggi si formi la gioventù che capisca l'importanza della libertà e sia pronta sempre a difenderla. È vero, come ha scritto nella relazione la collega prima firmataria di questa legge: i luoghi possono parlare. Occorre avere la predisposizione e la sensibilità per sapere ascoltare. La storia dell'uomo ci consegna la voce dei tanti luoghi che parlano di sofferenza, di eccidio, di vittime inermi e di carnefici spietati. I viaggi della memoria siano quindi promossi, favoriti, incentivati e sempre più praticati. Ma mi si consenta l'auspicio che gli stessi non si limitino a una forma di tragico turismo della morte. La scuola si prodighi nell'analisi e nello studio dei fatti che portarono a tali atrocità e sappia educare e formare la coscienza civile degli studenti sia verso il ricordo rispettoso, sia anche verso la difesa della libertà, il più supremo tra i beni. Mi sia consentita una citazione dall'opera «Se questo è un uomo» di Primo Levi: «I lager tedeschi costituiscono qualcosa di unico nella pur sanguinosa storia dell'umanità: all'antico scopo di eliminare o di terrificare gli avversari politici, affiancavano uno scopo moderno e mostruoso, quello di cancellare dal mondo interi popoli e culture». Che mai più si ripeta tutto ciò. Nel confermare, quindi, senza alcun esitazione il voto favorevole di Fratelli d'Italia, ci pare altresì doveroso sottolineare come il nostro partito si è da sempre schierato contro tutte le forme di antisemitismo presenti in Europa. In quanto membro del Partito dei conservatori e riformisti europei (ECR) - raggruppamento che tra gli altri gode anche del sostegno del partito israeliano del Likud - Fratelli d'Italia ha una posizione chiara e netta di condanna dell'antisemitismo, così come di ogni altra forma di razzismo e xenofobia. In Italia, il nostro partito ha denunciato più volte l'incapacità di vedere l'antisemitismo nella sua interezza. Vale la pena ricordare che Fratelli d'Italia ha presentato una mozione, che giace dimenticata in Senato, per condannare ogni forma di antisemitismo, quello di estrema destra come quello di estrema sinistra, che si cela dietro l'odio per Israele, e soprattutto quello di matrice islamista. Allora colgo l'occasione anche per riprendere alcuni passaggi di quella mozione - non voglio leggerla tutta - importanti e fondamentali che voglio lasciare agli atti di questa dichiarazione di voto. Leggo dalle premesse: «esiste a tutt'oggi un antisemitismo contemporaneo, che assume forme diverse, la cui condanna deve essere ribadita con fermezza e senza forma alcuna di reticenza». Nelle considerazioni della mozione si fa riferimento a diversi esempi di carattere sia storico che politico, che hanno permesso la sua costruzione e sono riportati con estrema fedeltà: «l'antisemitismo si manifesta in diverse forme. Nel maggio 2017 Jonathan Greenblatt, CEO e direttore nazionale dell'Anti-defamation league, denunciò che milioni di messaggi antisemiti diffondono costantemente su "Twitter" stereotipi negativi e complottisti riguardo agli ebrei; il centro studi "Machiavelli" ha pubblicato e divulgato, in data 22 settembre 2018, il rapporto «L'antisemitismo nell'Europa contemporanea», realizzato da Fiamma Nirenstein, nel quale si evidenzia come "ai vecchi stilemi antisemiti" del passato "se ne sono aggiunti oggi di nuovi, travestiti da critiche a Israele ma in realtà motivati da odio verso gli ebrei in quanto tali", e attualmente riconducibili a tre matrici: il fondamentalismo islamico; alcune frange di estrema sinistra; alcuni movimenti di estrema destra;