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Istituzione di un Senato delle Autonomie e delle Garanzie e riduzione del numero dei parlamentari. Onorevoli Senatori. -- L'Italia ha urgente bisogno di modernizzare le istituzioni nelle quali si esprime la volontà politica dei suoi cittadini, a cominciare dai due rami del Parlamento. L'opinione pubblica reclama un'autentica riduzione dei costi della politica, un innalzamento della qualità della rappresentanza liberandola dalla morsa delle burocrazie di partito vecchie e una più efficace azione di governo superando il bicameralismo paritario. Al Governo va riconosciuto il merito di aver posto concretamente il problema. Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, va dato atto di essere riuscito a coinvolgere una parte dell'opposizione nel disegno riformista. Ma in una repubblica parlamentare, che non ha deciso di diventare presidenzialista, le Camere possono fare di più. Molto, moltissimo di più. Questo disegno di legge si prefigge di raggiungere tutti e tre gli obiettivi, che stanno a cuore anche all'opinione pubblica, rivedendo il numero dei deputati e dei senatori e ridefinendo le competenze delle due Camere. La Costituzione fissa in 630 il numero dei deputati e in 315 quello dei senatori. Questo disegno di legge costituzionale dimezza i primi e riduce a 100 i secondi, ai quali vanno aggiunti sei senatori delle circoscrizioni estere. L'elezione dei senatori su base regionale assicura una rappresentanza dei territori aggiuntiva rispetto a quella già naturalmente prevista nei collegi entro i quali avviene l'elezione dei deputati. Per rafforzare questo legame e per ulteriori risparmi è da prevedere la possibilità che ciascuna regione riduca i componenti dei propri consigli di un numero di consiglieri pari a quello dei senatori eletti nella regione medesima. La democrazia si fonda sulla sovranità dei cittadini e sulla evidente opportunità di non cumulare in capo alla stessa persona una molteplicità di funzioni, anche al fine di evitare indebite sovrapposizioni di incarichi e possibili conflitti di interessi. Per questo, pur differenziando chiaramente il ruolo e i compiti della Camera e del Senato, il disegno di legge affida ai cittadini il diritto di eleggere deputati e senatori.. 1 (Camera dei deputati) 1 L'articolo 56 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 56. -- La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, tenuto conto del necessario equilibrio di genere. Il numero dei deputati è di trecentoquindici. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i ventuno anni di età. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per trecentoquindici e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti». 2 (Senato delle Autonomie e delle Garanzie) 1 L'articolo 57 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 57. – Il Senato delle Autonomie e delle Garanzie è eletto su base regionale, tenuto conto del necessario equilibrio di genere. Il numero dei senatori elettivi è di cento, più sei senatori eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a quattro; il Molise ne ha due, la Valle d'Aosta uno. La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettuano in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interni e dei più alti resti». 3 (Elettorato attivo e passivo del Senato delle Autonomie e delle Garanzie) 1 L'articolo 58 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 58. -- I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il ventunesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età». 4 (Senatori a vita) 1 L'articolo 59 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 59. – È senatore di diritto a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica». 5 (Incandidabilità, ineleggibilità, incompatibilità) 1 Il primo comma dell'articolo 65 della Costituzione è sostituito dal seguente: «La legge determina i casi di incandidabilità, di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore». 6 (Verifica e permanenza dei titoli di ammissione) 1 L'articolo 66 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 66. – Ciascuna Camera verifica i titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità. Contro le decisioni di cui al comma precedente è ammesso ricorso alla Corte costituzionale, da parte di chi ha un interesse diretto ed immediato e secondo le modalità previste dalla legge». 7 (Funzione legislativa paritaria) 1 L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, nonché per le leggi: a) in materia di sistemi elettorali; b) in materia di ordinamenti dell'Unione europea; c) in materia di tutela delle minoranze linguistiche; d) di cui ai seguenti articoli: 7, comma secondo, 8, comma terzo, 10, commi secondo e terzo, 13, 14, comma secondo, 15, comma secondo, 16, 21, commi primo, secondo e terzo, 24, commi primo e secondo, 25, 27, 32 comma secondo, 40, 48, commi terzo e quarto, 51, 60, comma secondo, 65, 66, 69, 75, 80, 87, comma nono, 98, comma terzo, 100 comma terzo, 102, 103, 108, 111, 125, 135, comma quinto e sesto, 137, comma secondo. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati, secondo le norme di cui all'articolo 72». 8 (Procedimento legislativo) 1 L'articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 72. -- Ogni disegno di legge è presentato alla Camera dei deputati. Possono essere presentati al Senato delle Autonomie e delle Garanzie i disegni di legge che richiedono la necessaria approvazione anche di quest'ultimo ai sensi dell'articolo 70, primo comma. Ogni disegno di legge è esaminato da una Commissione e poi dalla Camera competente, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale, secondo le norme del suo regolamento. Il regolamento di ciascuna Camera stabilisce procedimenti prioritari e abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza, anche su richiesta del Governo. Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari.