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La prevista rimodulazione della ripartizione degli organici tra le diverse categorie di personale – in linea con i principi ispiratori contenuti in materia nel Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa (§ 169) – dovrà assicurare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, l'abbassamento della fascia di età media dei militari in servizio con effetti di complessivo «ringiovanimento» delle Forze armate. Per realizzare tale obiettivo si dovrà procedere alla graduale sostituzione di un contingente di personale in servizio permanente, comunque non superiore al cinquanta per cento delle dotazioni organiche complessive di cui all'articolo 798 del codice dell'ordinamento militare, con un corrispondente contingente di personale in servizio a tempo determinato, da conseguire a decorrere dal 1° gennaio 2035, ovvero dal diverso termine stabilito con le medesime modalità di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 244 (decreto annuale del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari); – l'abbassamento del limite di età per il reclutamento dei volontari (da 25 a 22 anni) e la riduzione del periodo complessivo delle ferme (da 11 a 7 anni), prevedendo un sistema di ferme complessivamente non superiore a sette anni, composto di una ferma iniziale e di una successiva unica rafferma, entrambe di durata predeterminata [lettera b) ]. Anche tale misura è intesa a conseguire l'obiettivo del complessivo «ringiovanimento» delle Forze armate, assicurando il reclutamento di personale mediamente più giovane; – l'assunzione di ulteriori misure per agevolare la collocazione del personale delle Forze armate, negli ambiti lavorativi sia pubblico che privato, in particolare quelle consistenti nella formazione del personale indirizzata al reinserimento nel mondo del lavoro attraverso la predisposizione di un curriculum professionale militare e la realizzazione di un registro informatico delle capacità acquisite durante il servizio, diretto a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro [lettera c) ]. Tali misure avranno lo scopo di limitare le criticità rilevate in riferimento all'attuazione delle misure di reinserimento nel mondo del lavoro del personale militare al termine del servizio previste dagli articoli 1013 e 1014 del codice dell'ordinamento militare; – l'adeguamento del sistema di avanzamento degli ufficiali in riferimento ai gradi di generale di divisione e generale di corpo d'armata, e gradi corrispondenti, attualmente caratterizzato dall'attribuzione annuale delle promozioni a scelta in misura tabellare e dall'applicazione dell'istituto dell'aspettativa per riduzione di quadri (articoli 1071 e 906 del codice dell'ordinamento militare) a garanzia del rispetto dei limiti organici (cosiddetto avanzamento normalizzato). Il nuovo sistema dovrà collegare l'attribuzione di tali gradi in funzione della necessità di ricoprire precisi incarichi individuati dal Ministro della difesa, su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, nel limite delle dotazioni organiche di cui agli articoli 809- bis, 812- bis e 818- bis del codice dell'ordinamento militare [lettera d) ]; – la revisione del quadro giuridico in materia di impiego in ambito interforze, internazionale e presso altri dicasteri del personale delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri in relazione ai compiti militari, secondo principi di gestione unitaria e coordinata delle risorse umane. Le misure adottate dovranno assicurare l'adeguata selezione del personale sulla base di procedure comparative e la durata prefissata degli incarichi, secondo criteri uniformi da stabilire con decreto del Ministro della difesa [lettera e) ]; – la revisione del sistema delle indennità d'impiego operativo per il personale delle Forze armate, in linea con le diverse situazioni d'impiego, sentito il Consiglio centrale di rappresentanza, previo reperimento di una idonea copertura finanziaria [lettera f) ]. L'articolo 10 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente disegno di legge, uno o più decreti legislativi per la riorganizzazione del sistema della formazione, al fine di realizzare, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità, un sistema della formazione armonico, sinergico e senza duplicazioni, inteso a sviluppare e valorizzare le capacità professionali del personale militare e civile del Ministero della difesa. In conformità alle previsioni contenute in materia nel Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa (§ 170, da 182 a 186; da 219 a 226, 238 e 247), che assegnano un ruolo centrale alla formazione e all'addestramento, quali leve di valorizzazione delle professionalità, di sviluppo delle capacità di interoperabilità in ambito internazionale e di agevolazione per una eventuale ricollocazione nel mondo del lavoro, gli ambiti di intervento in materia attengono a profili sia organizzativi sia contenutistici. In riferimento ai profili organizzativi: – viene confermato l'affidamento alle accademie della formazione tecnico-professionale e caratteriale iniziale degli ufficiali in riferimento a ciascuna Forza armata [lettera b) ]; – è prevista l'unificazione e la razionalizzazione delle scuole e dei centri che svolgono attività formativo-addestrative specialistiche e tecniche di tipo similare, che dovranno essere accentrate sulla base delle capacità possedute e della competenza specifica per materia [lettera c) ]; Con riguardo ai profili contenutistici, sono previsti: – la salvaguardia delle peculiarità formative delle singole Forze armate, che manterranno la responsabilità della definizione delle relative dottrine, esigenze formative e dei necessari percorsi di crescita tecnico-professionale [lettera a) ]; – l'adozione di un sistema unitario di formazione permanente, adeguato alle diverse professionalità e al contesto di impiego che possa garantire un alto livello di qualità, con percorsi formativi armonizzati a livello nazionale e in linea con gli standard internazionali, nell'ottica del perseguimento di una marcata integrazione interforze dello strumento militare, condizione necessaria per operare con efficacia ed efficienza all'interno di sistemi integrati multinazionali, anche nella prospettiva di una politica di difesa e sicurezza comune dell'Unione europea [lettera d) ]; – lo sviluppo di specifici percorsi formativi in relazione all'impiego, in particolare per il personale destinato agli incarichi internazionali di rappresentanza di maggior rilievo, nonché in materia di acquisizione degli equipaggiamenti delle Forze armate e di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di igiene degli alimenti, di tutela ambientale e tecnico-specialistica per la sicurezza degli impianti e delle attrezzature [lettera e) ]; – la possibilità di una formazione integrata con i Paesi con i quali l'Italia ha rapporti di alleanza o cooperazione attraverso l'agevolazione della partecipazione del personale militare italiano a corsi di formazione all'estero, con piena valorizzazione e riconoscimento in ambito nazionale e, reciprocamente, la partecipazione di personale appartenente a tali Paesi alla formazione svolta in Italia [lettere f), g)] ;