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in una recente intervista rilasciata alla rivista "Sapere" nel numero di gennaio-febbraio 2019 il professor Peter Styles (emeritus professor Keele University, Regno Unito), presidente della commissione ICHESE, che fu istituita per indagare se alla base dei terremoti del maggio 2012 in Emilia-Romagna potessero esserci attività umane, è ritornato su quella esperienza lamentando fughe di notizie, pressioni da parte delle aziende titolari delle concessioni minerarie che finirono sotto la lente di ingrandimento della commissione, scarsa trasparenza nelle istituzioni, affermando che "Con il senno di poi, non sono sicuro che tutte le informazioni che avrebbero potuto essere rilevanti per le nostre decisioni siano state messe a nostra disposizione e quindi potrebbe essere prudente - alla luce degli eventi devastanti del 2012 e con un occhio al futuro - dare un'ulteriore occhiata a queste attività considerando l'enorme e accurato lavoro svolto in merito negli ultimi anni, specialmente negli Stati Uniti"; non sembra pertanto certo che alla commissione ICHESE siano state consegnate e debitamente evidenziate tutte le informazioni tecniche in merito alla fase sperimentale di esercizio in sovrappressione del deposito di Minerbio nella stagione 2011-2012 (pochi mesi prima del terremoto); la popolazione residente a Minerbio e in tutta l'area circostante è fortemente preoccupata per i rischi che potrebbe comportare l'esercizio in sovrappressione del deposito, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra e quali iniziative di competenza intendano assumere in base al principio di precauzione per rassicurare la popolazione e tutelare la sicurezza delle persone e delle attività produttive di quel territorio, nonché per la salvaguardia del rilevante patrimonio storico-monumentale che lo caratterizza. Atto n. 4-01418 DAMIANI Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la casa circondariale di Trani è stata interessata, a far data dal 2013, dall'affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione di un nuovo padiglione detentivo da 200 posti; nonostante i lavori siano stati ultimati e collaudati, la nuova opera non è stata ancora consegnata; la situazione igienico-sanitaria, come più volte denunciato tanto dai sindacati, quanto dai detenuti, si avvia alla pericolosa precarietà; la lesione dei diritti dei detenuti appare oramai un dato incontrovertibile; 200 posti in più servirebbero a ristabilire i criteri minimi di dignità e di decoro della persona umana; la struttura di nuova realizzazione non presenta criticità ed è già predisposta all'accoglienza; non vi sono difficoltà o impedimenti di carattere strutturale o logistico, ma solo burocratico e amministrativo; la situazione lavorativa genera negli addetti di Polizia penitenziaria forti carichi di stress dovuti alla mancanza di sicurezza, che si aggiungono alle altre gravi situazioni già denunciate più volte dai sindacati del settore; il sovraffollamento carcerario non è un problema che può passare in secondo piano, specie, come in questo caso, quando la problematica da affrontare è meramente burocratica e non pratico-logistica, si chiede di sapere: in che modo e in che tempi il Ministro in indirizzo intenda ovviare alla situazione descritta in premessa; in che modo intenda garantire la vivibilità della casa circondariale di Trani, preservando i diritti dei detenuti nelle more della risoluzione del problema e in che modo intenda tutelare i lavoratori della stessa, garantendo loro sicurezza e decoro. Atto n. 4-01419 CIRINNA' Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: come denunciato in un'inchiesta del quotidiano "La Stampa" il 25 febbraio 2019, i combattimenti fra animali, con migliaia di vittime ogni anno, sono un vero affare per la criminalità, grande e piccola; si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi: i casi più diffusi fanno capo a delinquenti locali, teppisti di periferia, sbandati, allevatori abusivi e trafficanti di cani, cosiddetti "da presa", ma non mancano casi riconducibili alla classica criminalità organizzata; provvedimenti giudiziari hanno accertato il coinvolgimento di elementi appartenenti alla camorra, alla sacra corona unita, al clan Giostra di Messina e ad alcune 'ndrine; vengono frequentemente segnalati ritrovamenti di cani con ferite da morsi o di cani morti con esiti cicatriziali riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine internet o profili di "Facebook" che esaltano i cani da lotta, e ciò indica una recrudescenza del fenomeno; solo pochi mesi fa si è conclusa con sei patteggiamenti, tre affidamenti in prova e la confisca di tutti gli animali l'udienza preliminare presso il Tribunale di Urbino (con la LAV parte civile) a carico di nove persone accusate a vario titolo di organizzazione di combattimenti tra dogo argentini e cinghiali, uccisione e maltrattamento di animali; gli imputati sono stati rinviati a giudizio "per avere in concorso tra loro, promosso ed organizzato nonché diretto il combattimento non autorizzato tra animali, nello specifico tra cani e cinghiali" e "per avere in concorso tra loro, per crudeltà e senza necessità, a seguito della condotta di cui al capo a), cagionato la morte di un cinghiale"; alcuni imputati sono stati accusati anche di maltrattamento di animali per aver sottoposto un dogo argentino e un cinghiale "a sevizie e a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche"; a livello nazionale, i procedimenti penali per il reato di organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate, di cui all'articolo 544- quinquies del codice penale, nel 2017, rispetto al 2016, sono aumentati del 4,54 per cento, come risulta dal "rapporto Zoomafia" realizzato dalla LAV con il patrocinio dell'Arma dei Carabinieri; considerato che la legge 20 luglio 2004, n. 189, all'articolo 6, comma 1, stabilisce "Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla presente legge, con decreto del Ministro dell'Interno, sentito il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute, adottato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di coordinamento dell'attività della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei Corpi di polizia municipale e provinciale", si chiede di sapere quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo, anche attraverso il richiamato coordinamento, al fine di contrastare in modo efficace gli interessi criminali delle organizzazioni dedite ai combattimenti fra animali. Atto n. 4-01420 LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: il quotidiano on line "Gazzetta della Spezia" ha pubblicato, in data 13 marzo 2019, una nota stampa dell'Anpi, Associazione nazionale partigiani italiani, che denuncia la presenza di uno stemma della Decima Mas in un noto locale del Comune di Follo, in provincia di La Spezia;