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in questo momento di emergenza dovuta al coronavirus, che limita gli spostamenti e crea notevoli difficoltà operative, e viste anche le disposizioni previste nel decreto "cura Italia" (decreto-legge n. 18 del 2020), che prevedono l'anticipo del 70 per cento della PAC, gran parte dei liberi professionisti stanno comunque continuando a svolgere la loro attività, per necessità, senso di responsabilità e soprattutto correttezza verso i clienti; gli ordini e collegi dei periti agrari, agrotecnici e dottori agronomi e forestali, dopo un incontro ufficiale con il direttore di AGEA, in data 18 maggio 2020 hanno inviato ad AGEA una proposta di modifica della convenzione che tenga conto delle esigenze del mondo agricolo e delle categorie dei liberi professionisti; per cui le prossime azioni del Ministero e di AGEA stessa dovranno porre rimedio ad un'imposizione che danneggia sia i liberi professionisti che le aziende agricole italiane, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché sia modificata la proposta di convenzione 2020 tra AGEA e i CAA, tenendo conto delle richieste legittime degli ordini e collegi delle professioni coinvolte, rivedendo l'obbligo per i CAA di operare esclusivamente attraverso dipendenti, disposizione che estromette i liberi professionisti da un settore che è sempre stato di loro competenza e nel quale hanno sempre operato, privandoli di competenze, lavoro e fatturato. Atto n. 3-01604 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA CAMPARI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'acutizzarsi dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 ha inferto un duro colpo al comparto agro-zootecnico con riguardo agli allevatori di suini, molti dei quali, già da tempo in crisi, sono prossimi al fallimento; le misure di lockdown imposte per affrontare l'emergenza epidemiologica hanno portato ad un evidente rallentamento del consumo, italiano ed estero, di carne suina, in particolare di prosciutti DOP e salumi DOP e IGP, determinando un eccesso di offerta sul mercato ed un conseguente crollo dei prezzi del suino vivo, tanto da risultare impossibile per gli allevatori ricoprire i costi stessi di produzione; in tale scenario sono proliferati anche fenomeni di speculazione che hanno rappresentato un'ulteriore minaccia alla competitività del comparto, scaricando sugli allevatori, che sono notoriamente l'anello più debole della filiera, l'onere della competizione derivante dall'ingresso nel Paese di carne estera; si ritiene estremamente urgente l'adozione, a beneficio di tutta la filiera suinicola, di misure di sostegno volte, da un lato, a far affluire alle aziende una maggiore liquidità e, dall'altro, ad evitare l'accumulo di prodotto che i mercati, sia quello interno che quello estero, allo stato attuale non sono in grado di assorbire, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia urgentemente convocare un tavolo di concertazione a cui partecipino tutti gli operatori della filiera, al fine di proporre immediate misure di sostegno al settore suinicolo, che coincidano con la necessità di: a) rifinanziamento del fondo istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari forestali con il decreto-legge n. 27 del 2019, al fine di sostenere il reddito delle imprese che operano nel settore; b) adozione di specifici bandi per la fornitura nelle mense presso le pubbliche amministrazioni di prosciutti DOP e salumi DOP e IGP; c) attivazione, su richiesta ai competenti organi europei, dell'intervento di ammasso privato per i prosciutti a marchio tutelato a lunga stagionatura; d) azzeramento dell'IVA per i prodotti di qualità, a partire da quelli a marchio tutelato, al fine di sostenere gli acquisti orientati al consumo di prodotti nazionali; e) concessione di un credito di imposta alle esportazioni di prosciutti DOP ed altri salumi italiani sui mercati internazionali, anche al fine di contrastare il fenomeno dell'" Italian sounding ". Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01602 NUGNES LA MURA FATTORI Al Ministro dell'interno Premesso che: da quanto si è appreso attraverso i media il 2 maggio 2020 a Ravanusa (Agrigento) un uomo, Dario Musso, 33 anni, è stato fermato dai Carabinieri e dai Vigili urbani e alla presenza dei medici, il cui intervento era stato chiesto dalle forze dell'ordine, è stato gettato a terra, bloccato con le gambe sulla schiena, sedato e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (TSO), poi convalidato dal sindaco Carmelo D'Angelo. Sul prestampato della proposta di TSO i medici hanno scritto che l'uomo presentava "scompenso psichico e agitazione psicomotoria"; per quanto risulta agli interroganti, sembrerebbe che l'uomo andasse in giro con la sua auto a Ravanusa e con un megafono negasse l'esistenza della pandemia invitando le persone ad uscire di casa per ricominciare a vivere; dopo che la notizia coi relativi video delle fasi del fermo di Musso e di quando è stato immobilizzato, e poi l'audio della sua telefonata dall'ospedale di Canicattì ai familiari, in cui diceva di essere legato, sono rimbalzati su "Youtube" e sui social network , il Garante nazionale delle persone private della libertà ha chiesto una relazione d'informazione al sindaco e alle autorità sanitarie, relativamente alle modalità di attuazione e al successivo sviluppo di tale trattamento; una nota del garante dice: "Le immagini delineano una situazione quantomeno irrituale, essendo stata la persona atterrata prona sull'asfalto dagli agenti intervenuti, poi ammanettata e sedata in loco con una iniezione farmacologica"; il fratello di Dario, l'avvocato Lillo Musso, ha chiesto pubblicamente se "si può disporre un tso per un'opinione politica" e su "Facebook" ha raccontato di come il fratello fosse stato male al rientro a casa e di averlo visto urinare sangue, nonché delle difficoltà del padre ad ottenere la cartella clinica del fratello; il Garante nazionale ha chiesto informazioni sulle persone che hanno operato (il Corpo di appartenenza degli agenti e l'azienda sanitaria da cui gli operatori sanitari dipendono) e di conoscere gli elementi che hanno indotto all'avvio della procedura; gli estremi della convalida del provvedimento di TSO da parte del giudice tutelare; i tempi intercorsi tra la disposizione del TSO stesso e la sua convalida; la durata del trattamento; considerato che ascoltato l'audio della telefonata tra Musso e i propri congiunti il Garante ha richiesto un chiarimento all'autorità sanitaria sull'impiego della contenzione meccanica, le terapie in essere e le condizioni attuali della persona; la Procura di Agrigento, a seguito di questi fatti, ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, per il presunto TSO arbitrario al quale sarebbe stato sottoposto Dario Musso. Secondo quanto si apprende, la Procura, guidata da Luigi Patronaggio, ha disposto l'acquisizione di documenti da parte dei Carabinieri; i pubblici ministeri agrigentini, nel fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti, ipotizzano l'abuso d'ufficio, reati contro la libertà personale e lesioni; considerato altresì che: