[pronunce]

a) la legge provinciale n. 20 del 2005 (art. 27, comma 2) stabilisce che la suddetta aliquota speciale dell'IRAP fissata con la legge provinciale n. 11 del 2001 si applica «per» i periodi d'imposta in corso alla data del 1° gennaio 2006, del 1° gennaio 2007 e del 1° gennaio 2008; b) la legge provinciale n. 16 del 2008 (art. 18, comma 3) stabilisce che il comma 2 dell'art. 6 della citata legge provinciale n. 11 del 2001 (riguardante la suddetta aliquota speciale dell'IRAP in àmbito provinciale) si applica anche «per» il periodo d'imposta in corso alla data del 1° gennaio 2009; c) la legge provinciale censurata (n. 2 del 2009, art. 3, comma 2) stabilisce, nella versione originaria, che l'indicata aliquota speciale dell'IRAP provinciale è prorogata «per il» periodo d'imposta in corso al 1° gennaio dell'anno successivo a quello fissato dall'art. 1, comma 43, della legge n. 244 del 2007 e successive proroghe (cioè «per il» periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2011); d) in forza della versione originaria della censurata legge provinciale n. 2 del 2009, pertanto, l'aliquota speciale IRAP provinciale è «prorogata», omisso medio, «per» il periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2011, senza che sia stata fissata una aliquota speciale provinciale per il periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2010. Poiché l'impiego del participio «prorogata», nella disposizione originaria, non costituisce, da solo, un dato linguistico sufficiente per interpretare il testo normativo nel senso che l'aliquota speciale ridotta sarebbe applicabile anche «per» il periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2010, deve concludersi che la lacuna relativa a tale anno risulta colmata solo a séguito del parimenti censurato art. 20, comma 1, lettera a), della legge provinciale n. 19 del 2009, il quale - nel modificare il comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009, nel senso che l'applicazione dell'aliquota speciale dell'IRAP provinciale è prorogata «fino al» periodo in corso al 1° gennaio 2011 - ha stabilito, per la prima volta, che la suddetta aliquota si applica anche al periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2010. L'evidente innovatività, sul punto, di tale modifica esclude che le disposizioni censurate abbiano identica portata precettiva e, quindi, esclude anche l'eccepita inidoneità lesiva della vigente versione del comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009. In base a quanto precede deve poi osservarsi che - contrariamente a quanto affermato nei ricorsi e ribadito espressamente dalla difesa dello Stato nel corso della pubblica discussione - il thema decidendum della questione in esame riguarda non anche i periodi di imposta in corso al 1° gennaio 2008 e al 1° gennaio 2009, ma solo quelli in corso al 1° gennaio 2010 ed al 1° gennaio 2011, cioè gli unici periodi d'imposta che, complessivamente, costituiscono oggetto del censurato comma 2 dell'art. 3 della legge provinciale n. 2 del 2009, nelle sue due versioni. 2.1.2. - La resistente eccepisce, poi, che i ricorsi n. 35 del 2009 e n. 37 del 2010 - nei quali si deduce l'illegittimità della modificazione dell'aliquota speciale dell'IRAP anche per il periodo successivo alla trasformazione dell'imposta in tributo proprio della Provincia autonoma (cosiddetta "regionalizzazione" dell'IRAP), fissata dalla legge statale, da ultimo, nel 1° gennaio 2010 - sono inammissibili, perché si pongono in contrasto con quanto deliberato dal Consiglio dei ministri, il quale, nell'approvare la determinazione di impugnare le suddette censurate disposizioni, richiama la relazione del Ministro per i rapporti con le regioni, secondo cui la variazione dell'aliquota speciale IRAP (aliquota fissata dalla legge statale nella misura dell'1,90%) «deve ritenersi preclusa al legislatore provinciale e regionale, in quanto l'IRAP, seppur tributo quasi interamente devoluto alla competenza regionale, è istituito con legge dello Stato ed ogni intervento non assentito dalla legge è precluso alle Province o alle Regioni [...], finché non diventerà tributo proprio, ai sensi dell'art. 1, comma 43 della L. n. 244/2007». Anche tale eccezione non è fondata. L'indicata deliberazione del Consiglio dei ministri, infatti, non vieta l'impugnazione delle suddette disposizioni provinciali per i periodi d'imposta per i quali l'IRAP deve già essere qualificata come «tributo proprio» della Regione o della Provincia autonoma (cioè per il periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2010 e per il periodo d'imposta successivo). È vero che nella deliberazione si legge che «Il Consiglio approva [...] la determinazione di impugnare [...] la legge della provincia autonoma di Trento del 28 marzo 2009, n. 2» sulla base «di quanto specificato nell'allegata relazione del Ministro per i rapporti con le regioni» e, quindi, anche sulla base del sopra riportato passo della relazione citato dalla resistente. Tuttavia la richiamata relazione contiene anche la proposta di impugnare la disposizione di legge provinciale, che, «nel ridurre di un punto percentuale l'aliquota [...] e nel mantenere tale riduzione fino al primo gennaio dell'anno successivo a quello fissato dall'art. 1, comma 43 della l. n. 244/07, eccede dalla competenza statutaria provinciale di cui agli artt. 8 e 9 dello statuto di autonomia, si pone in contrasto con l'art. 16, d.lgs. n. 446/97 , e, conseguentemente, viola l'articolo 117, comma 2, lett. e) della Costituzione in materia di sistema tributario». È dunque incontrovertibile che la delibera del Consiglio dei ministri, contrariamente a quanto sostenuto dalla resistente, ha approvato la determinazione di impugnare le citate disposizioni di legge provinciale anche per i periodi d'imposta in corso al 1° gennaio 2010 ed al 1° gennaio 2011, successivi alla "regionalizzazione" dell'IRAP (che fa data, appunto, dal 1° gennaio 2010). 2.2. - Nel merito, la questione non è fondata. 2.2.1. - Al riguardo, va premesso che la resistente Provincia non contesta l'assunto del ricorrente di aver ridotto allo 0,90% l'aliquota speciale dell'IRAP, fissata dalla vigente legge statale nell'1,90%, ma deduce che l'art. 16, comma 3, del d.lgs. n. 446 del 1997 consente alle Regioni (e alle Province autonome) di modificare l'aliquota base e le aliquote speciali dell'IRAP (comma 1 e comma 2 dell'art. 45 del d.lgs.