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È la festa degli eroi del Paese, anche di quelli che, ammalatisi per il servizio, sono transitati al ruolo civile. In tale ottica, il tema che ha ispirato l'organizzazione dei festeggiamenti per il 2 giugno mi pare del tutto coerente con la vocazione delle Forze armate ed in perfetta armonia con il dettato costituzionale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore La Russa, per due minuti. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, io ho sempre apprezzato i Ministri della difesa degli ultimi Governi, a partire dalla senatrice Pinotti. Questa volta, però, proprio non siamo soddisfatti, perché la toppa che il ministro Trenta ha cercato di mettere al buco ci sembra colorata e la rende ancora più visibile. Io ho capito, signor Ministro, che lei si è vergognata di aver fatto capire che questa storia dell'inclusione fosse un attacco a chi ha altre visioni, per esempio sul tema dell'immigrazione, che fosse un attacco al suo presunto alleato Salvini. Adesso ha cercato di aggiustare tale storia, ma non è andata come dice lei. Angelo Tofalo, il suo Sottosegretario, del MoVimento 5 Stelle (che ha applaudito senza leggere i comunicati), un'ora fa ha detto che ha cercato per un anno di stare accanto al ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini o chissà chi altro ma che, purtroppo, il Ministro ha deciso di fare valutazioni diverse. Non lo dico io, lo dice il suo Sottosegretario. E stia tranquilla: Gianfranco Paglia e Luca Barisonzi, medaglie d'oro ferite in Afghanistan e in altre missioni, non hanno bisogno della sua inclusione, perché sono già nel cuore delle Forze armate e di tutti gli italiani, senza bisogno che lei dedichi loro il 2 giugno. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az) . Vede, quando al Presidente del Consiglio, che ha detto che vendeva sette fucili per creare una borsa di studio, hanno chiesto cosa avrebbero fatto i sette militari senza fucile, egli ha risposto che li avrebbe messi nelle retrovie a parlare di pace. E lei non ha detto una parola; quasi che non siano tutti i militari, con il loro impegno, a difendere ogni giorno in armi la pace! Non sono certo amanti della guerra, i militari! (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az) . Caro ministro Trenta, noi, più che la bandiera arcobaleno, amiamo il Tricolore. Amiamo il Tricolore. (I senatori del Gruppo FdI espongono il Tricolore. Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Bonfrisco) . PRESIDENTE. No, mi stupisce... LA RUSSA (FdI) . E siccome, come insegna il proverbio, dopo il trenta verrà il trentuno, speriamo che lei passi presto. PRESIDENTE . Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 15,46, è ripresa alle ore 15,48) . La seduta è ripresa. CAUSIN (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, a nome del gruppo di Forza Italia, desidero interrogarla sull'annosa e controversa questione che riguarda la dotazione d'arma relativa al programma di rinnovamento della nostra flotta aerea attraverso l'introduzione di caccia di nuova generazione, denominati F-35. Il Gruppo Forza Italia, come lei sicuramente sa, non ha mai nutrito alcun dubbio rispetto all'importanza strategica e industriale della partecipazione dell'Italia al programma degli F-35. Da parte del Governo però questa chiarezza non c'è, non c'è stata e non ci pare all'orizzonte. Sul tema degli F-35 infatti, come su molte altre questioni, si sta verificando una dinamica insolita: anche quando siete in due riuscite ad esprimere tre posizioni. Salvini ha infatti affermato che il programma relativo agli F-35 è irrinunciabile; Di Maio il 31 gennaio 2019 ha detto che assolutamente no, non si possono buttare via i soldi con gli F-35. Lei è stata più cauta, affermando che sta studiando e valutando (ed è da un anno che sta studiando). Dal momento che riteniamo che il programma sia utile e indispensabile sul piano industriale, sul piano dello sviluppo tecnologico, dell'occupazione e del miglioramento delle capacità di difesa dello spazio aereo italiano, le chiediamo tre cose: la posizione ufficiale del Governo rispetto al programma, ammesso che essa ci sia; le valutazioni alle quali ella è giunta in un anno di contemplazione e di riflessione; se ritiene, in coerenza con i pareri tecnici che arrivano dall'Aeronautica militare e dal Ministero della difesa, che il programma di sviluppo e di produzione di caccia strategici di nuova generazione, denominati F-35, possa rappresentare, come dicono tutti, un'eccellenza sul piano militare e possa essere altresì un'opportunità per lo sviluppo tecnologico ed economico dell'industria italiana della difesa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il ministro della difesa, onorevole Trenta, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRENTA, ministro della difesa . Signor Presidente, il programma Joint Strike Fighter, avviato circa vent'anni fa e proseguito dagli Esecutivi che si sono avvicendati fino a oggi, è estremamente complesso sia per le ragioni tecniche legate alle caratteristiche di assoluta innovazione tecnologica del velivolo sia perché presenta una peculiare struttura contrattuale del sistema di partenariato internazionale attraverso cui si sta procedendo. La scelta di partecipare al programma sin dalle sue fasi iniziali va letta nella duplice ottica di soddisfare le esigenze prioritarie di difesa nazionale e alleata attraverso un sistema d'arma dotato di elevata tecnologia in grado di svolgere funzioni multiruolo avanzate, che consenta alle Forze armate di mantenere un adeguato margine di superiorità tecnologica rispetto alle possibili minacce, nonché di assicurare all'industria nazionale l'accesso a tecnologie innovative e all'avanguardia con i correlati e adeguati ritorni industriali e la relativa crescita occupazionale. Va anche detto, tuttavia, che l'impegno finanziario per il programma F-35, così come era stato originariamente concepito, è di assoluta rilevanza nel quadro del budget per la difesa e per le finanze pubbliche, e pertanto deve essere attentamente analizzato in un'ottica di valutazione complessiva del rapporto costi-benefici. Pertanto, sin dal mio insediamento ho chiesto agli uffici tecnici competenti una valutazione approfondita del programma che tenga conto delle esigenze e delle capacità delle nostre Forze armate e dell'indotto occupazionale connesso, delle importanti ricadute imprenditoriali e di ulteriori variabili utili allo scopo di determinare una riflessione esaustiva sul dossier . Al momento, il Dicastero è autorizzato a procedere al completamento della prima fase del progetto, che vedrà la realizzazione e la consegna di 28 velivoli entro il 2022 (i velivoli sinora consegnati sono 13), i cui contratti sono stati completamente finanziati come da richieste del Joint Program Office.