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Non mi soffermo qui su un altro tema che è stato più volte evocato, cioè che questo provvedimento sia una copia, che abbiamo fatto come voi (o come loro) e che l'altra volta eravamo contrari. Questo è un tema politico, a mio avviso, anche se ci sono dei dati di fatto che vanno messi in evidenza per verificare se veramente questo episodio sia la fotocopia di altri episodi. Magari di questo preferirei parlare con maggiore ampiezza in fase di dichiarazione di voto. Qui vorrei sollevare, avviandomi a concludere, un altro tema di carattere generale, che ho visto emergere in moltissimi interventi nel corso della discussione generale (non cito i colleghi, perché ritengo che sia meglio non farlo). Mi riferisco al tema della tutela del credito locale. Ognuno di noi ha esperienze nei propri collegi e sa cosa significa quando le istituzioni del credito territoriale incorrono in situazioni di crisi. Sa cosa significa questo per il mondo della piccola e media impresa e sa cosa significa questo per gli artigiani e per le famiglie (insomma, per la popolazione in generale). Vorrei fare due rapide considerazioni, che sono anche queste di ordine culturale (visto che la discussione generale ha volato alto). Io non capisco molto quando viene detto che dobbiamo affidarci al mercato più che alle banche e che dobbiamo sostituire il debito con il finanziamento sul mercato. Certo, la parola debito ha una valorizzazione negativa e quindi è chiaro che, nel momento in cui il credito bancario viene chiamato debito, già lì è implicito che si vuole mettere l'interlocutore in una posizione di inferiorità tattica e che si vuole demonizzare il lavoro che gli istituti di credito fanno in quanto intermediari bancari. Ma ci vogliamo ricordare del fatto che il mercato, quello su cui strutturalmente si finanziano le grandi aziende, sbaglia e sbaglia pesantemente? Sbagliano le banche, ma anche il mercato, che spesso sbaglia di più. La crisi di Wall Street o della Lehman Brothers sono state crisi di mercato e hanno lasciato cicatrici profonde sulla storia economico-finanziaria mondiale. Non vorrei che entrassimo in questa strana ottica per cui da un lato c'è la banca piccola, localistica, familistica, corrotta e con un debito brutto e, dall'altro, c'è il mercato rigeneratore, sano, incorrotto, moralizzatore e finanziatore delle buone pratiche aziendali perché non è così nei fatti e non è così neanche nella volontà o - forse dovrei dire - nella capacità operativa del regolatore europeo, che ieri è venuto qui a dirci che lui non si preoccupava del fatto che, per esempio, la gestione delle sofferenze fosse in mano a un oligopolio. L'oligopolio non è il mercato, ma un posto dove quattro o cinque persone si mettono d'accordo per fare il prezzo. Mi avvio a concludere. Credo di aver risposto a pressoché tutti i temi sollevati. Torno, però, sull'esigenza di tutelare il credito territoriale, il patrimonio delle casse di risparmio e il patrimonio delle banche di credito cooperativo, che è fortemente avvertita da questo Governo, tanto più in un momento in cui vediamo profilarsi all'orizzonte un nuovo rallentamento dell'economia mondiale e in cui è assolutamente indispensabile che la parte sana della nostra economia reale non sia affidata all'isteria collettiva dei cosiddetti mercati, ma sostenuta da un sistema creditizio vicino ai territori e alle loro esigenze. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo delle scienze umane «Giosuè Carducci», di Ferrara, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1063 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. VILLAROSA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, proverò a rispondere a qualche affermazione che ho sentito durante la discussione qui in Senato. Il tema principale dibattuto anche alla Camera dei deputati e su cui viene accusato il Governo non riguarda il testo perché alla Camera, in realtà, è stato approvato quasi all'unanimità. Forse Fratelli d'Italia è l'unico Gruppo politico che si è astenuto. All'unica accusa mossa verso il Governo secondo cui il testo di questo decreto-legge è uguale al testo del precedente Governo rispondo dicendo che è un'ovvietà. Dal 16 novembre 2015, ovvero dal recepimento della direttiva europea BRRD, che prevede come vadano gestite le banche durante i periodi di crisi, sono possibili solo quattro o cinque tipologie di intervento. Queste tipologie prevedono dei testi che effettivamente sono standard perché si prevede la possibilità di utilizzare l' emergency liquidity assistance (ELA) o anticipazione di liquidità, delle garanzie pubbliche per emissioni obbligazionarie sul mercato privato oppure di procedere con una ricapitalizzazione precauzionale. Le strade sono, quindi, quelle. È normale che il testo di drafting sia quello. La differenza con il vecchio Governo è molto ampia. Vorrei semplicemente ricordare il decreto varato per le quattro banche. MIRABELLI (PD) . Parliamo di questo. VILLAROSA , sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . È costato a questo Paese ben - ho preso un po' di appunti perché neanche ricordavo queste cifre così importanti - 870 milioni, più 1,7 miliardi dati al Fondo di solidarietà. Nel decreto per le quattro banche gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati hanno visto azzerati i loro risparmi. Questo decreto non prevede un azzeramento dei risparmi per nessuno e questa è la prima differenza. (Commenti della senatrice Malpezzi). MARCUCCI (PD) . È la strada giusta, bravo! VILLAROSA , sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Stiamo parlando del Governo precedente. MARCUCCI (PD) . Parli di questo decreto. PRESIDENTE. Il Governo si limiti alle considerazioni sul provvedimento. VILLAROSA , sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Presidente, durante la discussione del provvedimento sono state messe in piedi analogie rispetto ad altri provvedimenti e sto cercando di spiegare ai senatori e dare risposta a chi ha fatto determinate dichiarazioni all'interno di quest'Aula. (Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE. I senatori devono però consentire al rappresentante del Governo di terminare il suo intervento. Vi ringrazio. VILLAROSA , sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Stessa cosa sulle banche venete, dove l'azzeramento è stato di 2,5 miliardi: i capitali messi a disposizione del Fondo Atlante sono stati di 2,5 miliardi e successivamente di 938 milioni. Ricordiamo che Cassa depositi e prestiti è un'azienda partecipata dal pubblico, anch'essa ha partecipato a Fondo Atlante e ha perso tutti i soldi, i soldi dei cittadini italiani. (Commenti della senatrice Malpezzi) . Successivamente alle banche venete, abbiamo visto mettere a disposizione soldi pubblici per una banca privata italiana, Intesa Sanpaolo.