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Il servizio nazionale di istruzione si qualifica come servizio da rendere alla persona del discente e al Paese, in termini di educazione, formazione, anche professionale, e istruzione, in attuazione del principio di eguaglianza sostanziale di cui all'articolo 3, secondo comma, della Costituzione. 3 Ogni istituzione scolastica elabora e realizza il piano dell'offerta formativa, secondo le modalità previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in conformità ai princìpi di eguaglianza sostanziale, di imparzialità, di trasparenza, di giustizia, di buon andamento, di partecipazione e di sussidiarietà, improntando l'organizzazione delle attività ai criteri dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità. 4 È garantita la libertà d'insegnamento, l'autonomia professionale dei docenti e la libertà progettuale, nello svolgimento dell'attività didattica, di ricerca e di insegnamento, ai fini della piena fruizione dei diritti e dell'adempimento dei doveri, che fanno capo al discente all'interno del servizio. 5 Al discente sono garantiti i diritti inviolabili alla libertà di apprendimento, alla continuità di esso e alla propria diversità anche di natura culturale e ideologica, in attuazione dell'articolo 2 della Costituzione. 6 Il discente ha diritto ad una prestazione didattica secondo standard di qualità e di quantità, definiti dall'ente erogatore della prestazione, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del servizio nazionale di istruzione, definiti dall'articolo 1, comma 2, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999. 7 Le istituzioni scolastiche autonome, ai sensi dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, costituiscono espressione di autonomia funzionale, al cui interno al discente è attribuito il diritto soggettivo e il dovere sociale di svolgere la propria personalità attraverso l'acquisizione di apprendimenti liberi, critici, sistematici e unitari, ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione. 8 Al fine della maturazione di una consapevole cittadinanza comunitaria e, altresì, del progresso civile ed economico dell'Unione europea, ogni attività progettuale e di ricerca, nell'ambito del servizio nazionale di istruzione si ispira ai princìpi dell'Unione europea. 2 (Regioni ed enti locali) 1 Le regioni, in rapporto alle funzioni ad esse delegate, e gli enti locali in rapporto ai compiti e funzioni ad essi trasferiti ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n, 112, in materia di funzionamento del servizio nazionale di istruzione collaborano con le istituzioni scolastiche nella rilevazione della domanda di formazione discendente dalle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, nel rispetto di quanto disposto nell'articolo 3, comma 3, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999. 3 (Articolazione del comparto scuola) 1 Il comparto scuola è unico. Esso è articolato, ai fini della contrattazione collettiva, nelle seguenti aree autonome: a area della funzione docente; b area della funzione dirigente; c area della funzione ispettiva tecnica; d area della funzione amministrativa, tecnica e ausiliaria. 4 (Delega al Governo) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e con l'osservanza dei princìpi e dei criteri direttivi indicati rispettivamente negli articoli 5, 6, e 14 uno o più decreti legislativi per: a la disciplina dello «statuto dei discenti»; b la disciplina dello «statuto dei docenti»; c l'istituzione e il riordino degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche. II STATUTO DEI DISCENTI 5 (Princìpi e criteri direttivi) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), concernente la disciplina dello statuto dei discenti, appartenenti ad ogni ordine e grado di scuola, tenuto conto delle finalità del servizio nazionale di istruzione, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a i discenti hanno diritto ad una prestazione didattica secondo gli standard di qualità e di quantità definiti, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del servizio nazionale di istruzione, in rapporto al tipo di scuola frequentato. Ogni attività progettuale e di insegnamento è svolta in attuazione dei diritti di cui il discente è titolare. La garanzia del diritto inviolabile alla propria diversità è posto a fondamento dell'attuazione del principio di eguaglianza sostanziale, di cui all'articolo 3, secondo comma, della Costituzione. Ogni istituzione scolastica, nell'elaborazione del piano dell'offerta formativa, in rapporto a particolari tipi di diversità accertata, è tenuta a definire modelli organizzativi di prestazione didattica in attuazione di tale diritto; b a ciascun discente, titolare del diritto inviolabile alla libertà di apprendimento, è riconosciuto il diritto alla propria libertà di pensiero, di parola e di critica, nell'ambito di un confronto attivo e responsabile con chi rappresenta l'istituzione scolastica e in rapporto alle finalità della stessa. Ciò al fine di assicurare al discente la partecipazione ai processi formativi e l'instaurazione del metodo democratico nella scuola; c ai discenti del secondo ciclo di istruzione sono riconosciuti spazi di aggregazione, per fini culturali e di sport, consonanti con le finalità del servizio nazionale di istruzione e il diritto di assemblea, come momenti significativi di partecipazione attiva e responsabile alla vita e alle specifiche attività della propria comunità scolastica; d ai discenti stranieri è garantita e tutelata la propria diversità culturale e religiosa, nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Nei loro confronti vanno attuate iniziative di accoglienza e di attività interculturali; e in ogni istituzione scolastica del secondo ciclo è istituito il consiglio dei discenti che dura in carica un anno, composto da nove membri in rappresentanza delle classi che compongono il corso di studi. Il consiglio elegge, tra i propri membri, il coordinatore. Il consiglio dei discenti esprime proposte al dirigente scolastico e agli organi collegiali in ordine alla partecipazione dei medesimi alla vita della comunità scolastica e ad iniziative riguardanti l'attività didattica. È compito del dirigente scolastico e dei docenti fornire una costante informazione ai discenti sui contenuti e sulle finalità del piano dell'offerta formativa e sui risultati da conseguire. Ciascun discente ha diritto di essere adeguatamente informato sui criteri adottati per la propria valutazione; f la componente genitori delle istituzioni scolastiche ha titolo a presentare alle medesime istituzioni motivate proposte in tema di attività didattica relativa a particolari bisogni formativi dei discenti. Gli organismi destinatari delle proposte devono pronunciarsi motivatamente sulle stesse e, in caso di accoglimento, devono predisporre i relativi piani di attività;