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Noi del MoVimento 5 Stelle supportiamo questo disegno di legge, perché da sempre il MoVimento è per la difesa dei diritti di tutti e soprattutto di coloro che spesso sono dimenticati, perché in questo unico Pianeta che abbiamo siamo una sola e unica comunità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Maffoni. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, il dibattito che stiamo affrontando oggi non è per nulla scontato e neppure secondario, come qualcuno vuole strumentalmente farci credere. Siamo in Aula ad affrontare una discussione in merito a un disegno di legge che altro non è che un bavaglio imposto dalla dittatura del pensiero unico che, usando la scusa delle discriminazioni, peraltro già punite dall'attuale ordinamento, con relative aggravanti, tenta in realtà di eliminare ogni possibile voce di dissenso. Il disegno di legge Zan è ideologico, profondamente sbagliato e antidemocratico. La verità è che, dietro a molti esponenti del politicamente corretto che oggi si battono per questa proposta, si celano in realtà colossi della finanza e del marketing , che promuovono uno stile di vita consumistico, intento ad annientare ogni forma di identità e differenza, dal genere al pensiero dissidente. Il piano è chiaramente quello di creare un esercito di burattini, che, mercificando le loro vite e facendosi profilare in tutto e per tutto, vadano a formare l'archetipo del perfetto consumatore, annullando ogni scelta personale. (Applausi) . Oggi qualcuno vorrebbe vivere in una società che neghi le figure del padre e della madre per quelle del genitore 1 e del genitore 2: non più maschio e femmina, ma un essere indeterminato e autodeterminato, con il paradosso di non fermarsi al genere umano. Se così fosse, cosa potremmo fare, se un domani qualcuno dovesse sentirsi di appartenere al genere animale oppure di provenire da un altro pianeta? L'eccesso di libertà provoca inevitabilmente un annullamento della verità, portando caos normativo e annacquando i giusti provvedimenti che già esistono contro le discriminazioni. Siamo convinti, cari colleghi, che in politica le giuste e doverose rivendicazioni dei diritti debbano seguire un binario legislativo ben preciso, altrimenti rischiamo un cortocircuito, come nel caso del disegno di legge Zan, di cui oggi stiamo discutendo. Ad oggi, esiste già un numero potenzialmente illimitato di generi: ad esempio, il famoso social network Facebook, nelle fasi di iscrizione, ne censisce già diversi, ma questi come possono essere determinati e identificati, se il genere è una scelta arbitraria e non biologica? Come porre limiti per legiferare e certificare l'appartenenza, più o meno duratura nel tempo, a un certo genere? Se una persona ogni giorno ne sceglie uno diverso, come adottare misure di sostegno a una determinata categoria, come nel caso delle quote rosa, del femminicidio, del lavoro delle diverse categorie, delle discipline sportive e dei regimi carcerari? Affermiamo sempre più spesso il valore della parità di genere e dell'esserci dimenticati delle differenze, anzi delle bellissime differenze di genere che la natura ha creato tra uomo e donna. Se non ci sono differenze, vorrà dire che domani tirare un pugno in faccia a un uomo o a una donna avrà lo stesso impatto sociale? I maltrattamenti sulle donne e sugli altri generi autodeterminanti saranno parimenti sanzionati? Capite, colleghe e colleghi, che, senza differenze, né direzione, non ci sarebbero più tutele per le categorie più fragili? Questa è una vera e propria discriminazione al contrario. Presentare il disegno di legge Zan solo come una proposta per aggiungere all'elenco delle categorie particolarmente protette dalla legge Mancino anche quelle dei discriminati per sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere è estremamente fuorviante. Chi non sarebbe d'accordo con questo? Discriminare qualcuno per futili motivi, perché si veste in un certo modo o è omosessuale, è assolutamente folle e va punito severamente, ma siamo davvero sicuri che allungare l'elenco di queste categorie non costituisca di per sé un discrimine nei confronti delle altre? I senzatetto, le persone sovrappeso, quelle con disturbi psichici o semplicemente con una corporatura più fragile sono forse più discriminabili? No, cari amici: la verità è che bisogna riconoscere che già adesso la legge punisce severamente ogni forma di discriminazione, comprendendo già le aggravanti che il disegno di legge Zan vorrebbe introdurre. Basta vedere il numero delle sentenze che giustamente confermano quanto detto. A riprova del fatto che il disegno di legge Zan è orientato, più che a combattere le discriminazioni, ad affermare una nuova ideologia, basterebbe osservare con attenzione le stesse proposte di legge che l'onorevole Zan e altri hanno presentato in passato, in cui tutti i riferimenti all'identità di genere, all'indottrinamento scolastico e agli altri punti controversi non erano nemmeno considerati (come nel disegno di legge del 2013, i cui primi firmatari erano gli onorevoli Scalfarotto e Zan, o la proposta di legge del 2018, i cui primi firmatari erano gli onorevoli Zan e Annibali). Perché, allora, aggiungerli soltanto ora? Se fosse stato solo un disegno di legge contro le discriminazioni, probabilmente l'avremmo votato tutti all'unanimità, ma la verità è che il disegno è molto differente e subdolo. Non solo, ma ad oggi - dobbiamo ricordarlo - non risulta esserci in Italia un'emergenza legata al problema dell'omotransfobia, cioè una diffusione allarmante di violenze o discriminazioni basate sull'orientamento sessuale, tali da rendere necessari ulteriori interventi del legislatore. Benché il nostro Paese venga percepito - anzi, venga fatto percepire - da qualcuno come omofobo, i dati non supportano questa suggestione mediatica. Le più ampie ricerche della European Union Agency for Fundamental Rights (FRA) dell'Unione europea hanno rivelato, sia nel 2014, sia nel 2020, che l'Italia è tra i Paesi più sicuri d'Europa per quanto riguarda concreti episodi di violenza, minaccia e discriminazione. Ecco perché in conclusione, signor Presidente, al contrario, ho l'impressione che il vero obiettivo di questo disegno di legge sia permettere a chiunque di parlare e di sostenere la propria contrarietà a una minoranza che continua ad arrogarsi il diritto di imporre una propria visione. Tuttavia, noi di Fratelli d'Italia, per difendere i principi e i valori che hanno forgiato la nostra cultura millenaria, continueremo la nostra battaglia di libertà, senza odio e senza alcuna discriminazione. Lo faremo consapevoli di andare controcorrente, con l'unico scopo di non permettere l'annientamento della nostra civiltà, condannata a soccombere contro un male che la sta annullando in modo irreparabile. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, inizialmente non avevo molta intenzione di intervenire sul tema, nonostante a me piaccia molto il dibattito e, anzi, qualcuno giustamente mi faccia notare che parlo anche troppo.