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I criteri e le modalità in base ai quali potrà essere assicurato tale collegamento tra l'elezione dei senatori e i rinnovi dei Consigli regionali saranno definiti con una legge bicamerale che dovrà disciplinare il nuovo sistema di elezione del Senato, cui dovranno peraltro armonizzarsi i sistemi di elezione dei Consigli regionali definiti con legge regionale a norma dell'articolo 122, primo comma, della Costituzione, all'uopo appositamente modificato. Il legame con il territorio viene, altresì, rafforzato dalla nuova disposizione, aggiunta al medesimo articolo 58 della Costituzione, che prevede che siano eleggibili a senatori solo gli elettori che risiedano nella regione da almeno cinque anni, fatti salvi ovviamente i seggi assegnati alla circoscrizione Estero, i cui senatori sono invece eletti contestualmente all'elezione dell'Assemblea nazionale. Nella stessa prospettiva si innesta, infine, la previsione, introdotta all'articolo 57, che attribuisce ai senatori la facoltà di partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni dei rispettivi Consigli regionali e delle province autonome. Il complesso di tali disposizioni è dunque orientato a favorire la rappresentatività territoriale dei senatori e l'esercizio della funzione di raccordo tra lo Stato e le autonomie locali attribuita al Senato ai sensi delle citate modifiche apportate all'articolo 55 della Costituzione. Senatori eletti direttamente, in quanto autorevoli interlocutori delle autonomie regionali e rappresentanti dei territori, dovrebbero così efficacemente esprimere nell'ambito delle dinamiche parlamentari e del circuito della rappresentanza politica nazionale le istanze e i bisogni delle diverse comunità territoriali. Naturalmente, la scelta in favore dell'elezione diretta dei senatori contestuale a quella dei Consigli regionali comporta una diversa configurazione del Senato quale organo permanente i cui componenti si rinnovano di volta in volta in ciascuna elezione locale; i senatori eletti in ciascuna regione e nelle province autonome di Trento e di Bolzano rimarrebbero, infatti, in carica fino alla data della proclamazione dei nuovi senatori della medesima regione o provincia autonoma. Inoltre, contestualmente all'elezione della Assemblea nazionale avrà luogo il rinnovo degli eletti nella circoscrizione Estero. Per evidenti ragioni connesse ai loro impegni nella istituzione di provenienza, viene anche previsto, nella novella all'articolo 63 della Costituzione, che i Presidenti delle Giunte regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano non possano in ogni caso fare parte dell'Ufficio di presidenza del Senato, né assumere la Presidenza di organi parlamentari. Con una norma introdotta all'articolo 69 viene, inoltre, disposto che a questi ultimi non possa essere corrisposta l'indennità spettante ai membri del Parlamento, in considerazione del fatto che essi già ricevono emolumenti in ragione di un altro ufficio pubblico elettivo. Inoltre, si prevede che l'indennità spettante ai deputati, ai senatori di diritto e a vita e quelli eletti nella circoscrizione Estero sia stabilita con legge dello Stato, mentre quella per i restanti membri del Senato diviene eventuale, rimettendo alla legge della regione in cui ha avuto luogo l'elezione dei senatori la facoltà di istituire o meno l'indennità, che rimarrebbe pertanto a carico del bilancio della regione. Nulla viene infine mutato con riguardo ai senatori a vita. Per quanto attiene alle funzioni, il bicameralismo differenziato prospettato dal disegno di legge prevede in primo luogo che la titolarità del rapporto fiduciario spetti in via esclusiva all'Assemblea nazionale, e a tal fine sono conseguentemente modificate le disposizioni dell'articolo 94 della Costituzione. Per quanto attiene alla funzione legislativa, il disegno di legge lascia immutate le attuali competenze legislative delle due Camere in relazione alle leggi di revisione costituzionale e alle altre leggi costituzionali. Analogamente, entrambe le Camere sono chiamate ad approvare le leggi che danno attuazione a una serie di articoli inerenti ai princìpi fondamentali e alla parte prima della Costituzione concernente i diritti e doveri dei cittadini. In tale ambito, il nuovo secondo comma dell'articolo 70 indica, specificamente, le leggi richiamate agli articoli 6 (tutela delle minoranze linguistiche), 7, secondo comma, ultimo periodo (modificazioni ai Patti lateranensi), 8, terzo comma (intese con confessioni religiose diverse dalla cattolica), 10, terzo comma (diritto d'asilo dello straniero), 32, secondo comma (trattamenti sanitari obbligatori), 48, terzo e quarto comma (diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e limitazioni al diritto di voto), e 52, secondo comma (servizio militare di leva), della Costituzione. Con specifiche modificazioni a talune disposizioni dei titoli I, II e III della parte seconda della Costituzione, si è inoltre prevista la natura bicamerale delle leggi di cui agli articoli 75, quinto comma (attuazione del referendum ), 84, terzo comma (dotazione del Presidente della Repubblica), e 122, primo comma (sistema di elezione e casi di ineleggibilità e incompatibilità di componenti di Giunte e Consigli regionali). Inoltre, nell'ambito delle modifiche apportate all'articolo 70, è stata prevista l'approvazione da parte delle due Camere della legge per l'elezione del Senato delle Regioni. Infine, il nuovo secondo comma dell'articolo 70 reca una clausola generale che stabilisce l'adozione del procedimento bicamerale ordinario per tutte le altre leggi per le quali la Costituzione lo preveda espressamente, quali, ad esempio, le leggi di amnistia e di indulto di cui all'articolo 79 e la cosiddetta «legge-quadro» di attuazione del pareggio di bilancio di cui al nuovo articolo 81, sesto comma, della Carta; quest'ultimo articolo è stato peraltro specificamente modificato ai commi secondo e quarto per chiarire, viceversa, che le leggi di approvazione del bilancio e del rendiconto e quella che autorizza all'indebitamento al verificarsi di eventi eccezionali, essendo direttamente connesse all'attuazione dell'indirizzo politico, devono essere approvate in via definitiva dalla sola Assemblea nazionale. Con riferimento all'articolazione del procedimento legislativo, va evidenziato, in via preliminare, come la scelta compiuta nella predisposizione del presente disegno di legge sia stata quella di introdurre appositamente una «formula aperta» di riparto delle competenze legislative bicamerali: ciò per consentire, nel corso dell'esame parlamentare e nell'ambito dell'esame di altri eventuali disegni di legge di riforma di altri titoli della Costituzione non interessati dalle modifiche proposte dal presente disegno di legge, l'individuazione di ulteriori leggi da sottoporre all'approvazione delle due Camere, con particolare riferimento a quelle concernenti l'ordinamento e le funzioni di regioni e autonomie locali, nonché i loro rapporti con lo Stato che non coinvolgano il rapporto fiduciario, quali, ad esempio, le leggi che attribuiscono a tutte le regioni o ad alcune di esse l'esercizio delle funzioni amministrative nelle materie di legislazione esclusiva dello Stato e le leggi concernenti le funzioni fondamentali degli enti locali. Il novero di queste ultime leggi potrà essere meglio specificato allorquando si procederà all'esame della riforma del titolo V.