[ddlpres]

– alle imposte di cui al testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (le accise) e relative addizionali; – alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto; – all'imposta prevista dall'articolo 3, comma 143, lettera a) , della legge 23 dicembre 1996, n. 662; – ai contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative; – ai contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa; – ai premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dovuti ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124; – agli interessi previsti in caso di pagamento rateale ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241; – al saldo per il 1997 dell'imposta sul patrimonio netto delle imprese, istituita con decreto-legge 30 settembre 1992, n. 394, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 novembre 1992, n. 461, e del contributo al servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, come da ultimo modificato dall'articolo 4 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85; – al credito d'imposta spettante agli esercenti di sale cinematografiche; – alle somme che i soggetti tenuti alla riscossione dell'incremento all'addizionale comunale debbono riversare all'INPS, ai sensi dell'articolo 6- quater del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43; – alle tasse sulle concessioni governative; – alle tasse scolastiche; – alle imposte comunali e agli altri tributi locali. Con il medesimo comma 1, sono altresì eliminate le limitazioni quantitative di cui agli articoli 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in quanto ritenute particolarmente inique ed eccessivamente stringenti nell'attuale contesto economico. Sempre nell'ottica di ampliare l'ambito di operatività della compensazione, con il comma 2 dell'articolo 17- quater è estesa la regola sancita dal comma 1 anche ai soggetti titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Tali crediti, potranno essere utilizzati dai contribuenti per il pagamento dei debiti tributari, previdenziali e assistenziali, anche se iscritti a ruolo, derivanti da atti esecutivi, dovuti in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario, nonché per il pagamento dei debiti commerciali maturati nei confronti delle stesse pubbliche amministrazioni. Con il medesimo comma si è deciso di attribuire al contribuente che sia titolare dei suddetti crediti la possibilità di procedere immediatamente alla compensazione e, qualora gli stessi non siano già in possesso del creditore, in un'ottica di semplificazione è rimesso all'amministrazione l'onere di verificare d'ufficio la sussistenza dei requisiti per il rilascio delle certificazioni, considerando avvenuta la compensazione laddove quest'ultima non provveda entro il termine di trenta giorni al relativo rilascio. Al fine della gestione del bilancio delle pubbliche amministrazioni, secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 17- quater , anch'esso introdotto dall'articolo 1 del presente disegno di legge, una volta effettuata la compensazione le pubbliche amministrazioni devono entro quindici giorni chiudere le posizioni di debito e credito tra di loro; termine decorso il quale trovano applicazione gli interessi di mora di cui all'articolo 5 del decreto legislativo del 9 ottobre 2002, n. 231. Al fine di garantire una maggiore flessibilità è stata in ogni caso fatta salva la facoltà dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni di cedere a istituti bancari o altro istituto finanziario il credito verso le altre pubbliche amministrazioni originato a seguito della compensazione. Con l'articolo 2, comma 1, del presente disegno di legge, sono abrogate tutte le disposizioni che intervenendo sul tema delle compensazioni ne hanno limitato oltremodo l'utilizzo. Tali previsioni sono particolarmente inique specie nell'attuale contesto di crisi economica, atteso che lo Stato dovrebbe venire incontro al contribuente assicurandogli la possibilità di estinguere i propri debiti verso le pubbliche amministrazioni senza introdurre pesanti limitazioni qualitative e quantitative. In questo modo si possono gettare le basi per un'azione di buon governo dell'azione amministrativa, facendo sì che l'evasione venga contrastata con gli attuali strumenti di accertamento e controllo di cui dispone l'Agenzia delle entrate e non introducendo disposizioni tali da configurare a monte il contribuente come un potenziale evasore. Le modalità di attuazione degli articoli 17- ter e 17- quater , secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, del presente disegno di legge, sono stabilite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro il 30 ottobre 2020, anche in sostituzione dei decreti del Ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2012, 25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 2 luglio 2012, e 19 ottobre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2012. Nell'ipotesi in cui, entro il 31 dicembre, il decreto non sia stato emanato, secondo quanto previsto dal comma 3, al fine di evitare qualsiasi pregiudizio in danno del contribuente, quest'ultimo può in ogni caso procedere alla compensazione tramite comunicazione da trasmettere all'Agenzia delle entrate competente quindici giorni prima che avvenga la compensazione.. 1 1 Dopo l'articolo 17- bis del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sono inseriti i seguenti: « Art. 17- ter . – (Istituzione del conto unico della pubblica amministrazione) – 1 . A decorrere dal 1° gennaio 2021, è istituito il conto unico della pubblica amministrazione sul quale sono registrati i crediti e i debiti vantati verso le pubbliche amministrazioni. 2 . Ai fini della presente legge per “pubbliche amministrazioni” si intendono tutte le amministrazioni di cui all'articolo 17- ter del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633, escluse quelle di cui alle lettere c) e d) del comma 1- bis del medesimo articolo. 3 .