[pronunce]

a) perché la denunciata disparità di trattamento dei cittadini destinatari di notificazioni di atti in materia tributaria residenti all'estero è esclusa sia dalla specificità di detta materia che, in ragione del dovere dei cittadini di concorrere alle spese pubbliche sancito dall'art. 53 Cost., giustifica la speciale disciplina della notificazione degli atti tributari nel territorio dello Stato ove si è prodotto il reddito, sia dalla facoltà riconosciuta al cittadino residente all'estero, anche successivamente all'istituzione dell'AIRE, di eleggere domicilio presso una persona od un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale, ai sensi dell'art. 60, primo comma, lettera d), del d.P.R. n. 600 del 1973, risultando in tal modo garantita anche al contribuente residente all'estero la conoscibilità degli atti tributari; b) perché l'evocato art. 1 Cost. è parametro ictu oculi non pertinente, potendo ad esso contrapporsi la «valenza etico-sociale» del richiamato art. 53, primo comma, Cost. Considerato che la Commissione tributaria provinciale di Genova dubita, in riferimento agli articoli 1, 3 e 24 della Costituzione, della legittimità del combinato disposto degli articoli 26, ultimo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), 58, primo comma e secondo periodo del secondo comma, e 60, primo comma, lettere c) ed e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), nella parte in cui non è previsto che la notificazione della cartella di pagamento sia eseguita, nei confronti del contribuente residente all'estero, inviando alla sua residenza, risultante anagraficamente, «l'atto di notifica […] o quanto meno la raccomandata contenente l'avviso di avvenuto deposito dell'atto nella Casa Comunale»; che, in particolare, il giudice a quo – chiamato a decidere, previo accertamento della validità della notificazione delle cartelle di pagamento impugnate, sulla prescrizione dei crediti con esse fatti valere – censura espressamente le seguenti disposizioni del d.P.R. n. 600 del 1973: a) l'art. 58, primo comma, il quale stabilisce che «agli effetti dell'applicazione delle imposte sui redditi ogni soggetto si intende domiciliato in un comune dello Stato»; b) il secondo periodo del secondo comma dello stesso art. 58, per il quale le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato «hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui si è prodotto il reddito più elevato»; c) l'art. 60, primo comma, lettera c), secondo cui, «salvo il caso di consegna dell'atto o dell'avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario»; d) l'art. 60, primo comma, lettera e), il quale prevede che, quando nel comune del domicilio fiscale «non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente», la notificazione è eseguita mediante deposito di copia dell'atto nella casa comunale ed affissione dell'avviso di deposito nell'albo dello stesso comune e, «ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell'ottavo giorno successivo a quello di affissione»; che dalla motivazione dell'ordinanza di rimessione si desume agevolmente che lo stesso giudice a quo ha inteso censurare, pur senza espressamente indicarlo, anche l'ultimo comma dell'art. 26 del d.P.R. n. 602 del 1973; che, infatti, tale ultimo comma dell'art. 26 stabilisce che «per quanto non è regolato dal presente articolo si applicano le disposizioni dell'articolo 60» del d.P.R. n. 600 del 1973 e, quindi, rende applicabili, nell'ipotesi della notificazione della cartella di pagamento al contribuente residente all'estero – non contemplata dagli altri commi dello stesso art. 26 e in relazione alla quale è stata sollevata la questione –, le censurate lettere c) ed e) del primo comma del richiamato art. 60 e, attraverso queste, anche le altre disposizioni censurate; che, per la Commissione rimettente, le denunciate disposizioni non prevedono, per l'ipotesi in cui la residenza estera sia conoscibile in base alle risultanze anagrafiche, che la notificazione sia eseguita mediante invio di copia della cartella alla residenza estera del contribuente e neppure che a quest'ultimo sia data notizia della notificazione effettuata ai sensi dell'art. 60, primo comma, lettera e), del d.P.R. n. 600 del 1973; che, pertanto, tali omissioni si porrebbero in contrasto: a) con l'art. 24 Cost., perché pregiudicherebbero l'esercizio del diritto di difesa del destinatario della notificazione, non assicurandogli l'effettiva conoscenza dell'atto; b) con l'art. 3 Cost., perché determinerebbero un'ingiustificata disparità di trattamento tra cittadini residenti all'estero, con residenza conoscibile in base alle risultanze anagrafiche, destinatari di notificazioni di atti non tributari, per i quali la disciplina vigente garantirebbe l'effettiva conoscenza degli atti, e gli stessi cittadini destinatari di notificazioni di atti tributari, per i quali invece detta conoscenza non sarebbe garantita; c) con il principio della sovranità popolare affermato dall'art. 1 Cost., perché presupporrebbero uno stato di soggezione del contribuente alle pretese dell'amministrazione finanziaria; che la difesa erariale ha eccepito l'inammissibilità della questione per insufficiente descrizione della fattispecie, in quanto il rimettente avrebbe omesso di indicare le date di iscrizione della contribuente nell'anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) e di notificazione delle cartelle di pagamento impugnate, precludendo così alla Corte la verifica dell'anteriorità di detta iscrizione rispetto alla notificazione delle cartelle e, quindi, il controllo in ordine alla rilevanza della questione medesima; che l'eccezione è infondata, perché il giudice a quo afferma che la notificazione delle cartelle è stata regolarmente eseguita «all'ultima residenza […] nel territorio dello Stato» della contribuente, «mentre» la residenza estera di quest'ultima «era giuridicamente ben not[a] all'Amministrazione (o doveva esser not[a] con le opportune ricerche anagrafiche […])» e, pertanto, dà per accertata l'anteriorità dell'iscrizione nell'AIRE della stessa contribuente rispetto alla notificazione delle cartelle;