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(Applausi) Potrei dire che l'avevamo detto e che fin dall'inizio avevamo sostenuto che questo Governo è una iattura per l'Italia. E invece no. Dico - e mi riferisco agli amici del centrodestra - che ho sempre rispettato la loro scelta, diversa dalla nostra, di stare al Governo, ma sono lieto che adesso abbiano considerato positivo il fatto che, con questo Governo e nelle attuali condizioni, non si possa proseguire. Mentre ci sono il caro bollette, la guerra, l'inflazione e tutto quello che sappiamo, Draghi non può passare le sue giornate a mettere d'accordo non solo il centrodestra con il centrosinistra, ma anche Letta con Renzi, Conte con Di Maio e Conte con se stesso. Il povero Draghi deve fare anche questo. (Applausi) . Riteniamo quindi di appellarci - proprio noi che siamo tra i pochissimi a non averlo votato - al Presidente della Repubblica, al quale - lui lo sa - mi unisce una stima personale e anche qualcosa che assomiglia molto all'amicizia. Presidente Mattarella, lo so che lei, anche per natura politica, sta cercando di trovare un modo per rappattumare la situazione, ma la prego di guardare, questa volta, a quello che sta avvenendo in quest'Aula ed ascoltare gli interventi che si stanno susseguendo. Non dico nella Prima Repubblica, ma in qualunque Parlamento del mondo un Governo con posizioni di così profondo contrasto tra i partiti che lo compongono, come sta avvenendo qui, non reggerebbe. Signor Presidente della Repubblica, anziché tentare un rattoppo impossibile, faccia quello che la Costituzione le consente in questa situazione: si metta la mano sulla coscienza e ridia la voce agli italiani, così da avere un Governo compatto, coeso e con un programma serio e non quella ridicola contrapposizione che fa vergognare noi e gli italiani. (Applausi) . Sulla scomparsa di Eugenio Scalfari PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, vorrei esprimere, a nome mio personale e di tutto il Senato, il cordoglio per la morte di Eugenio Scalfari, uno dei più grandi giornalisti del ventesimo secolo, che ha fondato il quotidiano «La Repubblica» e il settimanale «L'Espresso», oltre a essere stato rappresentante importante della politica italiana nella Camera dei deputati. Vorrei dedicargli un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2668 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, mi unisco, a nome mio personale e di tutto il Gruppo Partito Democratico, al ricordo di Eugenio Scalfari, figura di insigne giornalista, ma anche di grande uomo di cultura e appassionato di politica. Pochi giornalisti come lui in Italia hanno saputo disegnare percorsi, costruire proposte editoriali e anche avere una passione così grande per il Paese, in maniera non solo genuina, ma raffinata, non scadente e non scontata, come purtroppo spesso oggi vediamo. Lo ricordiamo con commozione e con affetto. Il decreto-legge che invece ci apprestiamo a votare quest'oggi contiene misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, di produttività delle imprese, di attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi generata dalla guerra in Ucraina. Il testo che è pervenuto al Senato, dopo che la Camera dei deputati lo ha discusso e votato, ha subito numerose modifiche ed integrazioni, che lo hanno arricchito e migliorato rispetto al testo approvato il 17 maggio scorso dal Consiglio dei ministri. Chi siede nelle Aule parlamentari, chi ha la responsabilità di definire l'indirizzo politico del Paese, chi si assume l'onere di sostenere il Governo nazionale non può non percepire e sentire forte la gravitas del momento, per usare le parole pronunciate ieri dal segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta. Essersi posti sulle spalle il peso di accompagnare il Paese in questa difficilissima congiuntura internazionale, dopo la drammatica fase - peraltro non ancora conclusa - della pandemia da Covid-19, necessita di capacità di lettura dei bisogni, di definizione delle possibili risposte, di discernimento sulle scelte da compiere nella consapevolezza di avere risorse scarse per definizione. Le narrazioni da bacchetta magica, dove tutto ciò che si vorrebbe può concretizzarsi, sono tramontate da un pezzo. È il tempo invece della fatica e della responsabilità, del confronto e delle rinunce. Per ogni forza politica non è il tempo delle rivendicazioni, ma quello della responsabilità, ed è con questa responsabilità che il Governo Draghi, sorretto da forze politiche molto diverse fra loro, ha compiuto scelte coraggiose, mettendo in campo risorse complessive per circa 20 miliardi di euro, per dare risposte a famiglie ed imprese. Risorse importanti tese a contrastare l'inflazione crescente e il pesantissimo caro energia; misure che hanno l'inesorabile e condiviso obiettivo di salvaguardare la tenuta del Paese. Lo short name del provvedimento in discussione, decreto-legge aiuti, sintetizza e descrive esattamente le finalità e i contenuti del provvedimento. Nel settore dell'energia, il decreto-legge in discussione interviene sul contenimento dei prezzi per consumatori finali. Vengono ridotti gli effetti degli aumenti dei prezzi sul settore elettrico per il terzo trimestre del 2022. In tema di politiche fiscali e finanziarie, si proroga la misura tesa a contrastare anche gli aumenti del prezzo del gas metano sui consumi, stimati o effettivi, dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021. Viene altresì prorogato al secondo trimestre 2022 il credito di imposta pari al 20 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto di carburante limitatamente alle imprese della pesca. Vengono pure incrementati alcuni crediti d'imposta concessi alle imprese del settore energetico. In tema di lavoro, il decreto aiuti prevede la corresponsione di una indennità una tantum , pari a 200 euro, a favore dei pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi (stiamo parlando di una platea di oltre 25 milioni di persone). Anche gli enti locali ricevono aiuti concreti da questo provvedimento. Ci sono 170 milioni aggiuntivi per il 2022 al fine di garantire la continuità dei servizi erogati in relazione alla maggiore spesa per utenze di energia elettrica e gas derivanti dalla crisi energetica. Per i Comuni con più di 500.000 abitanti viene istituito un fondo da 665 milioni di euro volto a rafforzare gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A questi significativi interventi, che portano a 35 miliardi le risorse stanziate dal Governo in questi mesi per far fronte alle emergenze che viviamo derivanti dalla guerra in Ucraina, si aggiunge l'azione politica intrapresa per avviare una nuova agenda sociale. Il governo Draghi ha annunciato di voler mettere al centro dell'azione dei prossimi mesi e della prossima legge di bilancio misure per contrastare la precarietà lavorativa, per favorire il salario minimo, per contrastare un fenomeno che in Italia riguarda 4,3 milioni di lavoratori che operano con meno di 9 euro all'ora. Il Governo intende operare anche sulla riduzione delle tasse sul lavoro, sul cuneo fiscale;