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non si tratta solo di accompagnare il salto tecnologico, ma attuare politiche sociali per una gestione sostenibile di tutti gli ambiti di vita dalla sanità alla cultura, dal lavoro alla finanza, dalla partecipazione politica alla socialità; 3) la transizione deve essere partecipata, la trasformazione del sistema economico e sociale richiede di attivare percorsi democratici e partecipativi in cui i piani, le politiche e gli investimenti siano determinati attraverso processi cooperativi e collaborativi tra istituzioni pubbliche, imprese, parti sociali e cittadini valorizzando le rispettive risorse e competenze poste al servizio di interessi comuni; 4) la transizione deve essere rapida, non solo per gli obiettivi temporali sottoscritti dal nostro Paese rispetto al raggiungimento di indici virtuosi, né per i termini temporali previsti per l'impiego dei finanziamenti, quanto piuttosto per l'efficacia degli interventi, perché non c'è altro tempo per riparare; uno dei compiti fondamentali delle prossime settimane sociali sarà quindi anche quello di riaffermare il principio di una "transizione verde equa", all'insegna dell'ecologia integrale invocata da papa Francesco; è fondamentale offrire le maggiori garanzie possibili alle popolazioni destinate a subire i costi maggiori del disagio ambientale legato ai cambiamenti climatici; salvaguardando, oltre al clima, anche la dignità dell'uomo e delle attività in cui realizza sé stesso, nel rispetto dell'ecologia umana; rilevato che nella città di Taranto, che ospita la 49a settimana sociale, ha sede il principale stabilimento italiano delle Acciaierie d'Italia S.p. A. (ex ILVA) e tale circostanza impone da parte di tutti un maggior impegno per garantire le dovute tutele sia ai lavoratori che alle popolazioni che vivono nelle zone interessate dal rischio di contrarre patologie a seguito dell'esposizione a sostanze e ad agenti cancerogeni, impegna il Governo: 1) a sostenere azioni in grado di accogliere e rafforzare le conclusioni della 49a settimana sociale dei cattolici italiani nell'ambito della sostenibilità ambientale; 2) a sostenere una forte sfida educativa, considerando l'educazione un diritto fondamentale per tutti ed in particolare per le giovani generazioni, per garantire una formazione orientata alla sostenibilità ed alla complessità, integrando i saperi umanistici con quelli tecnico-scientifici, per intrecciare competenze differenziate insostituibili dinanzi alle sfide di un tempo complesso come quello attuale; 3) ad accertarsi che le misure disposte a favore della sostenibilità ambientale, nonché quelle di politica sociale e industriale, tengano conto non solo del loro impatto sull'assetto produttivo del Paese, ma anche della valorizzazione della ricerca e delle risorse umane impiegate; 4) a supportare con strumenti e iniziative adeguate il passaggio dalla singolarità della persona all'intera comunità nella realizzazione del bene comune sociale; 5) a sostenere politiche che valorizzino le relazioni umane, sia nelle zone rurali che nelle grandi città, favorendo iniziative sociali virtuose in attuazione del principio di sussidiarietà; 6) a farsi promotore di un'iniziativa che, mettendo al centro la questione dei cambiamenti climatici, richiami l'intervento dell'Unione europea ponendosi come punto di riferimento nell'ambito della prossima Cop26 puntando al ruolo di Paese proponente capofila; 7) a favorire il dibattito politico e parlamentare intorno al tema del welfare civile, capace di rispondere ai nuovi bisogni sociali grazie a forme alternative, integrative e sussidiarie; 8) a prestare attenzione alla peculiarità del sistema economico italiano, dal momento che la struttura industriale e commerciale del Paese è rappresentata da piccole e medie imprese, tenendo conto della crescente importanza che vanno assumendo le imprese sociali e più in generale gli enti del terzo settore; 9) allo scopo di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori dell'ex ILVA e delle popolazioni del territorio di Taranto, a definire un programma di azione per rimuovere ogni possibile elemento di rischio derivante dall'esposizione ad agenti cancerogeni. Atto n. 1-00422 MALPEZZI PARRINI FERRARI MIRABELLI BITI COLLINA D'ARIENZO CIRINNA' ROSSOMANDO MARCUCCI ALFIERI ASTORRE BOLDRINI CERNO COMINCINI D'ALFONSO FEDELI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MANCA MARGIOTTA MARILOTTI MISIANI NANNICINI PINOTTI PITTELLA RAMPI ROJC STEFANO TARICCO VALENTE VATTUONE VERDUCCI ZANDA - Il Senato, premesso che: il 9 ottobre 2021, in occasione di una manifestazione contro l'obbligo del green pass per i lavoratori (che entrerà in vigore il 15 ottobre), nel centro di Roma, per l'intero pomeriggio e fino a tarda sera, soggetti appartenenti a "Forza Nuova" e ad altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni dando luogo a duri scontri con la Polizia, a numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati nel grave danneggiamento della sede della CGIL dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzione al piano terra devastando diverse stanze; i leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, erano a capo di quei manifestanti che si sono staccati dal corteo proprio per assaltare la sede della CGIL dopo aver minacciato dal palco con le parole "Stasera ci prendiamo Roma" ed essersi diretti verso palazzo Chigi; al momento sono 12 le persone arrestate per i suddetti fatti, fra i quali Roberto Fiore, Giuliano Castellino e Luigi Aronica, un ex esponente dei NAR (Nuclei armati rivoluzionari), per numerosi reati fra i quali violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio; sono 38 i feriti tra agenti di polizia, finanzieri, giornalisti e passanti; come dichiarato dal Ministro dell'interno, Lamorgese, si è trattato di atti di violenza con un'"inquietante carica eversiva", in cui erano evidenti la matrice neofascista, la premeditazione nella scelta degli obiettivi e l'utilizzo della violenza quale "metodo" di azione politica per realizzare un attacco alla democrazia, alle istituzioni e ai sindacati che della democrazia rappresentano un importante presidio; si tratta solo dell'ultimo di decine di inquietanti episodi di violenza, verificatisi e intensificatisi negli ultimi anni, riconducibili a partiti e movimenti di estrema destra che si organizzano sui social network per infiltrarsi in manifestazioni organizzate allo scopo di alimentare la tensione sociale e compiere atti di violenza e vandalismo; la gravità delle azioni violente poste in essere da un partito politico come Forza Nuova e da altre organizzazioni di estrema destra è aumentata dall'evidente matrice fascista di tali azioni, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l'ispirazione di queste organizzazioni politiche all'eredità del ventennio fascista e l'uso della forza e della violenza come "metodo" di azione politica in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana; premesso inoltre che: la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista;