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L'unica motivazione, quindi, è la paura degli uomini di perdere le poltrone. Ma ci troviamo ora ad approvare questo decreto-legge che è monco di una parte importante, ovvero della inammissibilità delle liste con oltre il 60 per cento dei candidati dello stesso sesso. La domanda è: perché non abbiamo presentato emendamenti in tal senso, perché non lo si è previsto dall'inizio? Se un secondo dopo l'approvazione del decreto-legge è uscito un comunicato congiunto delle tre forze della destra che invece di mettersi al fianco del Governo affermavano che si stavano piegando le istituzioni agli interessi di una parte politica e che si rischiava di compromettere il libero esercizio del voto in Puglia, chiedendo che su queste situazioni vigilasse il Presidente della Repubblica, la domanda è: perché non ci hanno pensato prima e hanno fatto un irresponsabile ostruzionismo con emendamenti che non c'entravano nulla con la doppia preferenza. La risposta è semplice: forse il non detto è che se fosse stata inserita l'inammissibilità delle liste che non rispettano il rapporto 60-40 per cento avrebbero fatto saltare le elezioni. In realtà c'è una cosa che deve essere detta, Presidente. La legge elettorale pugliese prevede una sanzione per chi non rispetta quel rapporto, ma il fatto è che non è stata applicata nel 2015 perché tutti i Gruppi politici erano sotto quella soglia, tranne il MoVimento 5 Stelle. Per questo approviamo questa legge oggi monca di questa parte, ma è il primo passo per rendere la Puglia migliore ed è per questo che dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rubo trenta secondi per certificare il mio voto di astensione, perché il mio tablet si è spento mentre votavo, quindi desideravo specificarlo. PRESIDENTE. Ne prendiamo atto. Informativa del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus Covid-19 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus Covid-19». Dopo l'intervento del rappresentante del Governo, ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Ha facoltà di parlare il ministro della salute, onorevole Speranza. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, onorevoli senatori, considero sempre la presenza in Parlamento un'opportunità per poter condividere la strategia che il Governo sta mettendo in campo sulla vicenda coronavirus e soprattutto un'occasione per poter ricevere spunti, idee e suggerimenti anche in vista delle prossime scelte che dovremo assumere da qui al 10 agosto. La dialettica democratica, anche se a volte aspra, sono convinto che renda il Paese più forte nell'affrontare un passaggio così difficile e anche per questo credo che non dobbiamo mai perdere di vista le ragioni di un confronto: qual è lo stato dell'arte? Come sta messa oggi l'Italia sul piano sanitario? In questa mia informativa vorrei partire da alcuni numeri che giudico molto rilevanti e che sono stati ufficializzati negli ultimi giorni dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), quindi dal principale istituto europeo che segue l'evoluzione dell'epidemia nel nostro continente. Questo centro ha indicato il tasso di incidenza su 100.000 abitanti negli ultimi quattordici giorni e in Italia il numero è pari a 5,7 casi, in Germania 8,4 casi, nel Regno Unito 12,6 casi, in Francia 19 casi, in Croazia 25,3 casi, in Spagna 53,6 casi, in Romania 75,1 casi. Sono numeri che credo spieghino meglio di tante altre parole il lavoro fatto in questi mesi e la situazione in cui si trova il nostro Paese, in un contesto che è tutt'altro che semplice, perché nel mondo è sicuramente il momento più difficile. Procediamo a livello globale con circa un milione di nuovi casi a settimana, ci sono ormai 19 milioni di casi a livello globale e il numero dei decessi ha superato i 700.000. Sono numeri che non richiedono commento per la loro drammaticità e per la loro forza. Anche in Europa, nel nostro pezzo di mondo, la situazione è tutt'altro che tranquilla: basti guardare ai Balcani, dove i numeri sono assolutamente preoccupanti e in crescita e questo ci ha portato anche ad adottare alcune misure drastiche di contenimento, con divieto d'ingresso e di transito da alcuni di questi Paesi; tuttavia nelle ultime giornate la situazione è complicata anche in alcuni importantissimi Paesi europei. Voglio ricordare tra questi la Spagna, che nella giornata di ieri segnala quasi 1.800 casi, il numero più alto dalla fase più intensa dei mesi di marzo e di aprile. Qual è allora la verità? La verità, se alziamo per un istante lo sguardo, è che oggi l'Italia è oggettivamente messa meglio degli altri Paesi. Questo è un dato oggettivo che ci viene riconosciuto anche a livello internazionale. È un risultato di tutti. Voglio essere molto chiaro su questo punto: è un risultato di tutto il Paese, non di una parte: è il risultato del Governo, è il risultato delle Regioni, è il risultato del Parlamento. È un risultato, prima di tutto, del nostro Servizio sanitario nazionale, di cui dobbiamo essere orgogliosi. (Applausi) . È un risultato dei nostri medici; è un risultato dei nostri infermieri; è un risultato dei nostri operatori sanitari, che hanno svolto un lavoro straordinario e ai quali, senza retorica, non smetteremo mai esprimere la nostra gratitudine. A questo proposito, permettetemi solo per un istante di ringraziare tutti i Gruppi parlamentari del Senato, proprio perché nella giornata di ieri si è consumato un voto importante ed è stata approvata la legge contro le aggressioni: una norma di grande civiltà, approvata all'unanimità alla Camera dei deputati e poi al Senato della Repubblica, che credo dia un segnale giusto, un segnale di un Paese che vuole prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura di noi. Naturalmente questi risultati sono stati resi possibili dal comportamento dei nostri concittadini, che è stato straordinario e che dobbiamo ricordare in ogni passaggio. Anche in questo caso, una verità semplice: nessuno di noi, ad alcun livello, aveva un manuale di istruzioni. Siamo stati il primo Paese occidentale colpito dopo la Cina; non lo avevamo noi a Roma, non lo avevano i presidenti e gli assessori regionali nelle Regioni, non lo avevano i medici, gli infermieri, gli operatori negli ospedali. Eppure le istituzioni repubblicane hanno retto. Ecco, io penso che questa dovrebbe essere una valutazione condivisa della nostra comunità nazionale, del nostro Parlamento: le istituzioni repubblicane hanno retto. Basta tutto questo? È sufficiente?