[pronunce]

a) dalla mancanza della comunicazione preventiva al Governo dell'iniziativa intrapresa, finalizzata alla espressione dell'assenso da parte del Governo ed “alla verifica della conformità delle iniziative regionali con gli indirizzi politici generali dello Stato (non solo, quindi, con quelli di politica estera) e della riconducibilità delle stesse nell'ambito della competenza regionale”; b) dalla circostanza che “la stipulazione del Protocollo” sarebbe intervenuta “fra enti non omologhi, arrogandosi la Regione il ruolo proprio dello Stato nei rapporti con l'Argentina”; c) dalla circostanza che le materie oggetto della lettera di intenti - “atteso che l'accordo mira ad instaurare tra Regione Veneto e Repubblica Argentina una vera e propria collaborazione sul piano, tra l'altro, istituzionale ed economico” - rientrerebbero nella sfera di competenza statale, piuttosto che in quella della Regione. 2. - Il ricorso, come di recente affermato da questa Corte (sentenza n. 507 del 2002) e come peraltro concordano le stesse parti, deve essere scrutinato alla luce delle disposizioni costituzionali sulla competenza vigenti nel momento in cui l'atto all'origine del conflitto è stato adottato, non rilevando di norma il successivo mutamento del parametro conseguente all'entrata in vigore del nuovo Titolo V della Parte seconda della Costituzione. 3. - Il ricorso è fondato. Questa Corte ha più volte affermato che la sottoscrizione di accordi con organi o enti esteri senza che la Regione abbia preventivamente informato il Governo, quindi senza la necessaria intesa o assenso, è di per sé lesiva della sfera di attribuzioni statali (sentenze n. 204 e n. 290 del 1993; n. 212 del 1994; n. 332 del 1998). Il Governo deve, infatti, essere messo in grado, in osservanza del principio di leale cooperazione, di verificare la compatibilità di tali atti con gli indirizzi di politica estera, riservati alla competenza dello Stato (sentenza n. 332 del 1998). La “lettera di intenti” sottoscritta dal Presidente della Regione Veneto senza la preventiva intesa o l'assenso del Governo, contenente accordi tra la Regione Veneto e la Repubblica Argentina - esaminata alla stregua dei parametri normativi invocati - è perciò lesiva della sfera di attribuzioni dello Stato, indipendentemente da ogni valutazione della riconducibilità delle materie trattate dalla “lettera” stessa alla sfera di attribuzioni regionali. La “lettera di intenti” deve essere, pertanto, annullata.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara che non spetta alla Regione Veneto il potere di stipulare la “lettera di intenti” sottoscritta a Venezia il 31 marzo 1999 dal Presidente della Regione Veneto e, di conseguenza, annulla tale atto. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Fernanda CONTRI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 30 gennaio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA