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Il testo definisce il concetto di residenza (articolo 4), di stabile organizzazione (articolo 5) e di utili di impresa (articolo 7), accogliendo il principio generale in base a cui gli utili di impresa sono imponibili nello Stato di residenza dell'impresa stessa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una organizzazione stabile, e disciplina le modalità di tassazione dei redditi immobiliari (articolo 6) e degli utili derivanti da navigazione marittima e aerea (articolo 8). La disciplina relativa ai dividendi (articolo 10) prevede la tassazione definitiva nel Paese di residenza del beneficiario e della concorrente facoltà di prelevare un'imposta alla fonte entro il limite del 5 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi, nel caso in cui il beneficiario effettivo sia una società che detiene almeno il 25 per cento del capitale della società che paga i dividendi, oppure il 10 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi in tutti gli altri casi. Con riferimento alle imposizioni sugli interessi (articolo 11) e sui canoni (articolo 12), l'Accordo promuove il principio di tassazione esclusiva nel Paese di residenza, mentre, con riferimento ai compensi per servizi (articolo 13), prevede la tassazione concorrente di tali remunerazioni nello Stato della fonte, con un'aliquota massima del 10 per cento, indipendentemente da una presenza minima temporale dell'operatore non residente nel suo territorio, con l'esclusione di alcune significative tipologie di servizi amministrativi e di supporto «di routine» connessi al normale svolgimento dell'attività d'impresa. I successivi articoli disciplinano il trattamento fiscale degli utili da capitale (articolo 14), dei redditi derivanti da professioni indipendenti (articolo 15), da lavoro subordinato (articolo 16), i compensi degli amministratori (articolo 17) e da attività di artisti e sportivi (articolo 18). In materia di pensioni, l'Accordo (articolo 19) stabilisce il criterio della tassazione esclusiva nel Paese di residenza del soggetto al quale dette remunerazioni sono corrisposte, mentre per le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche stabilisce di regola la tassazione nello Stato pagatore (articolo 19). Nel caso di somme ricevute da studenti per le spese relative al proprio mantenimento, istruzione e formazione professionale, a condizione che esse provengano da fonti situate fuori della Parte contraente di soggiorno, il testo prevede (articolo 21) l'esenzione da imposta in quest'ultima Parte contraente, mentre per gli insegnanti e i ricercatori residenti di uno Stato contraente, che soggiornino nell'altro Stato contraente per un periodo non superiore a due anni, le remunerazioni derivanti dalle relative attività di insegnamento e ricerca esercitate nell'altro Stato contraente sono ivi esenti da imposta (articolo 22). Per quanto attiene ai meccanismi intesi ad evitare le doppie imposizioni, l'Accordo prevede (articolo 24), per entrambe le Parti, il ricorso al metodo di imputazione ordinaria. I successivi articoli dispongono, quindi, un principio di non discriminazione (articolo 25), una procedura amichevole per la risoluzione di eventuali casi di imposizione non conformi all'Accordo (articolo 26), lo scambio di informazioni fra le autorità competenti degli Stati contraenti (articolo 27) e l'intangibilità dei privilegi fiscali previsti per agenti diplomatici e funzionari consolari (articolo 28). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di quattro articoli e, corredato di relazione tecnica, non ascrive all'intesa bilaterale effetti finanziari. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sulle missioni svolte in Azerbaigian dal 14 al 18 ottobre 2019 e in Cina dal 15 al 21 ottobre 2019 Il presidente PETROCELLI informa che una delegazione guidata dal Vice Presidente della Commissione Affari esteri, senatore Tony Chike Iwobi, e composta dai senatori membri della medesima, Francesco Giacobbe e Marinella Pacifico, si è recata in Cina dal 15 al 21 ottobre 2019, per svolgere una visita di approfondimento delle relazioni parlamentari bilaterali tra i due Paesi, su invito dell'omologa Commissione della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPPCC). Per l'intera durata della visita, la delegazione senatoriale è stata accompagnata dall' ex Ambasciatore cinese in Italia, signor Li Ruiyu, attualmente membro della suddetta Commissione affari esteri della CPPCC. Nella prima giornata di lavoro, i senatori hanno avuto l'opportunità di incontrare il Vice Presidente della Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture (AIIB), dottor Luky Eko Wuryant, il quale era accompagnato dai signori Yanning Wang (Assistant Corporate Secretary), Gregory Liu (Manager), Pramod Vijayasankar (Principal Investment Officer) e David Morgado (Senior Energy Policy Specialist). Alla riunione ha preso parte il dottor Fabrizio Costa, addetto finanziario dell'Ambasciata d'Italia a Pechino, il quale ha, prima dell'incontro, svolto un breve briefing ai parlamentari, per spiegare, soprattutto, il coinvolgimento dell'Italia alle attività della banca stessa. Il vice presidente Wuryant ha preliminarmente illustrato gli scopi e le modalità di funzionamento dell'AIIB, informando che essa è stata formalmente istituita a Pechino il 24 ottobre 2014, alla presenza dei capi di Stato e di Governo dei 21 Paesi aderenti: Bangladesh, Brunei Darussalam, Cambogia, Cina, Filippine, India, Kazakistan, Kuwait, Laos, Malesia, Mongolia, Myanmar, Nepal, Oman, Pakistan, Qatar, Singapore, Sri Lanka, Tailandia, Uzbekistan e Vietnam. Nella primavera del 2015 sono giunte ulteriori adesioni, tra cui quelle di 14 Paesi UE (inclusi Italia, Francia, Germania e Regno Unito). Il 29 giugno 2015 si è tenuta a Pechino la cerimonia di firma del Trattato Istitutivo, mentre il primo board of governors della Banca ha avuto luogo nel giugno del 2016. Al 2019 il numero di membri ha raggiunto quota 93. Con una decisione inattesa - nella tempistica - per una banca multilaterale di sviluppo appena istituita, Moody's ha assegnato il 29 giugno 2017 la tripla A alle obbligazioni a lungo termine in valuta che l'AIIB emetterà per finanziare i progetti di sviluppo infrastrutturale in Asia e Pacifico. La decisione di Moody's è principalmente dovuta all'ampiezza del capitale della Banca, 20 miliardi di dollari di capitale versato e 80 miliardi richiamabile, che colloca l'AIIB ai primi posti tra le diverse banche multilaterali di sviluppo. La Cina ha sottoscritto la metà del capitale e ha una quota di voto del 28,7 per cento, sostanzialmente più grande rispetto alla seconda, quella indiana, di 8,3 per cento. Questo divario è il più grande nelle banche multilaterali di sviluppo esistenti. Dopo l'esposizione, sono seguiti alcuni quesiti posti dai parlamentari: il senatore Iwobi ha domandato se la Banca è coinvolta in iniziative di investimento che riguardino anche il continente africano;