[pronunce]

che tali lacune argomentative, impedendo alla Corte di svolgere la necessaria verifica circa l'applicabilità della normativa impugnata nel giudizio a quo e quindi circa l'incidenza della richiesta pronuncia sulla situazione soggettiva fatta valere, si risolvono in un'insufficiente motivazione sulla rilevanza e non manifesta infondatezza della questione (v., ex plurimis, ordinanze n. 51, n. 291 e n. 309 del 2004); che, pertanto, la questione è manifestamente inammissibile, restando assorbita ogni altra ragione di inammissibilità e conseguentemente precluso l'esame del merito. Visti gli articoli 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 67 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale), sollevata, in riferimento agli articoli 3, secondo comma, 45 e 53 della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Foggia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 marzo 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 25 marzo 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA