[resaula]

nessuno faccia il tifoso; nessuno ponga in discussione l'autonomia del CONI, che non è mai stata messa in discussione. La sfida è fare sistema; per questo il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC voterà con pieno convincimento il sostegno a questa proposta (Applausi) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio innanzitutto il sottosegretario Bergamini perché, come è già stato detto in altri interventi, si è ritrovata questa patata bollente - mi si consenta il termine - da un momento all'altro e la ringrazio comunque per la disponibilità che ha dato negli incontri che sono stati fatti durante le sedute della Commissione. Allo stesso modo ringrazio comunque tutti i colleghi della 7 a Commissione che hanno avuto modo di discutere questo provvedimento, anche tramite le audizioni. Il testo in esame, per un caso strano, trova un consenso pressoché unanime perché si tratta di un decreto-legge che doveva essere emesso in quanto emergenziale, cioè in un momento di urgenza dovuto al problema della partecipazione della compagine italiana alle prossime Olimpiadi di Tokyo, che comunque subiranno un deficit, perché è di ieri la comunicazione che verranno svolte senza la presenza del pubblico; si tratterà quindi di una manifestazione olimpica che sarà di fatto dimezzata, perché ovviamente la si potrà seguire soltanto tramite i media e i social. Ciò detto, in tanti abbiamo detto (lo riassumo, magari semplificando, ma solo per fare un po' il punto) che sostanzialmente il CIO riteneva che il CONI non avesse garantita la propria autonomia, perciò lo Stato doveva dare al comitato una forza organica affinché potesse espletare le proprie attività. Il termine "autonomia" è tornato più volte durante la preparazione dell'intervento, perché anche la senatrice Sbrollini poco fa diceva che con questi numeri non si poteva garantire appieno l'autonomia del CONI. Io rispettosamente non sono d'accordo con quest'affermazione, perché credo che il decreto-legge in esame comunque garantisca al CONI la possibilità di svolgere le sue funzioni; infatti, chi conosce questa realtà sa benissimo che, sia per quanto riguarda la sua parte centrale, sia le sue articolazioni territoriali, si troverà nella possibilità di svolgere comunque le proprie funzioni elettive, come sta facendo regolarmente anche in queste settimane. Dobbiamo chiederci cos'è l'autonomia del CONI, perché non deve essere un obiettivo. Questo è fondamentale secondo me. L'autonomia deve essere uno strumento che il CONI utilizza per portare avanti il vero spirito sportivo. A mio avviso dobbiamo sottolineare questo aspetto, altrimenti perdiamo di vista il vero obiettivo, che è quello di far conoscere lo sport nelle sue qualità migliori, come quella di poter crescere ed educare; molti colleghi hanno richiamato grandi e bei principi che io sottoscrivo perché lo sport serve a combattere le differenze, a integrare. In questa giornata ho sentito poco il termine disabilità, ma lo sport serve anche ai disabili, per far sì che possano davvero integrarsi (Applausi) e sentirsi parte reale della società, perché purtroppo - ce lo dobbiamo dire - molte volte non c'è una integrazione vera; l'integrazione non è soltanto fra i diversi colori della pelle e i generi, ma anche rispetto alla disabilità. Io tengo molto a questo tema e lo ricordo sempre. Ciò detto, siamo tutti d'accordo nel ritenere che questo provvedimento doveva essere adottato, è stato adottato e pertanto la fiducia verrà data anche dal nostro Gruppo. Una cosa però va detta e va fatta una riflessione sullo sport, che è stata richiamata da tanti, se non da tutti i Gruppi. Il collega senatore Saccone, giustamente, nel suo intervento ha detto che il CONI deve guardare all'ambito che è forse più federativo e agonistico, ovvero alla partecipazione alle Olimpiadi. C'è poi Sport e Salute, che è un'altra realtà, maggiormente focalizzata sullo sport di base. È importantissimo che tali realtà riescano a parlarsi e a dialogare: sono d'accordo con il collega Saccone nel dire che in questo campo non ci devono essere tifoserie. Purtroppo, nel leggere qualche articolo di giornale, ci si rende conto che le tifoserie ci sono e forse, qui in Assemblea, dobbiamo ricordare a tutti i protagonisti, a livello dirigenziale, che le tifoserie devono essere davvero messe da parte. Ricordiamo sempre che lo sport serve, infatti, per integrare. Anche io mi collego, personalmente, alla richiesta di creare un'interlocuzione tra il Governo e il mondo sportivo, non perché lo chiedano il senatore Pellegrini, la Lega o il Senato, ma perché lo chiede il mondo sportivo. Chi ha modo di frequentare l'ambito della promozione e delle federazioni sa benissimo che tutti richiedono un interlocutore, anche perché nel passato l'interlocuzione era iniziata: qui faccio un passo indietro, dal punto di vista temporale. Mi riferisco al ministro Spadafora, che obiettivamente aveva iniziato un buon lavoro - lo dico da appartenente al Gruppo della Lega - perché aveva cominciato un confronto, dando un rilievo particolare a ciò a cui tengo maggiormente, ovvero alla promozione sportiva e sociale. C'è stato uno scambio, ho partecipato anche a dei lavori in materia e ho avuto confronti con il ministro Spadafora. Poi c'è stato il silenzio più totale: arrivano gli atti di Governo in Commissione, si svolgono le audizioni e non si sa più nulla. Credo che ciò rappresenti un monito per l'attuale Governo, che ha i numeri e le carte in regola per portare a termine questo discorso, facendolo però in senso propositivo e obiettivamente positivo per lo sport. Al di là degli slogan , tutti facciamo sport. Nelle nostre famiglie tutti abbiamo contatti con lo sport, per via dei figli, perché lo pratichiamo direttamente o perché ne abbiamo bisogno per la riabilitazione. All'interno dell'ambiente dello sport c'è infatti anche l'ambito riabilitativo, che non viene abbastanza sottolineato. Dobbiamo riuscire a creare un vero ambiente propositivo e positivo, perché chi conosce gli ambiti dirigenziali e sportivi sa benissimo che non esiste ambiente più litigioso (tanto che supera anche la litigiosità che abbiamo in questa sede). Quindi, dal Governo e dalle persone che ne fanno parte, devono a mio avviso arrivare un monito, un invito e una prima carta da mettere sul tavolo. Sediamoci tutti intorno, cerchiamo di dar vita a meno personalismi e facciamo sì che l'autonomia, che oggi andremo a consolidare votando la conversione in legge del decreto al nostro esame, sia vera e venga indirizzata verso l'obiettivo finale. Altrimenti diciamo solo tante belle parole, siamo tutti contenti di vedere i nostri atleti alle Olimpiadi e ci auguriamo facciano degli ottimi risultati, portando onore ai vari ambiti sportivi italiani, ma poi tutto finisce lì. Colleghi, immagino succeda a tutti voi di ricevere tonnellate di messaggi e centinaia di telefonate, in cui si dice che vengono pronunciate tante belle parole, ma loro sono chiusi da un anno e c'è chi magari ha ricevuto solo due bonus e chi da un anno non prende nulla.