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1 Ai fini e per gli effetti di cui alla presente legge si intende per: a amianto: i silicati fibrosi denominati actinolite d'amianto, n. CAS 77536-66-4; grunerite d'amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5; antofillite d'amianto, n. CAS 77536-67-5; crisotilo, n. CAS 12001-29-5; crocidolite, n. CAS 12001-78-4; tremolite d'amianto, n. CAS 77536-68-6. L'elenco di cui al periodo precedente può essere integrato dall’Agenzia nazionale amianto di cui alla lettera aa) ; b amianto in matrice friabile: materiale che può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale; c amianto in matrice compatta: materiale che può essere sbriciolato o ridotto in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici; d fibre asbestiformi: erionite e fluoro-edenite, presenti in natura con abito cristallino fibroso asbestiforme; e fibre di amianto: soltanto ai fini della misurazione dell'amianto nell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel sottosuolo si considerano quelle fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri (L)>5 μm, una larghezza inferiore a tre micrometri (D)<3 μm e il cui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1; f materiali contenenti amianto: prodotti in cui una delle componenti è costituita da amianto in percentuale superiore al valore da determinare, congiuntamente alle relative tecniche, con linee guida dell'Agenzia nazionale amianto di cui alla lettera aa) ; g utilizzazione dell'amianto: la lavorazione e la produzione di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto libero o legato in matrice friabile o in matrice compatta, o di prodotti che comunque possano immettere nell'ambiente fibre di amianto; h rifiuti di amianto: i materiali di scarto delle attività estrattive di amianto, i detriti e le scorie delle lavorazioni che utilizzano amianto, anche proveniente dalle operazioni di decoibentazione, nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto contenente amianto che abbia perso la sua destinazione d'uso e che possa disperdere fibre di amianto nell'ambiente in concentrazioni superiori a quelle ammesse dagli articoli 5, 6 e 7; i Fondo per le vittime dell'amianto: Fondo istituito presso l'INAIL, con contabilità autonoma e separata, in favore di tutte le vittime che hanno contratto malattie asbesto-correlate a seguito di esposizione all'amianto e a fibre asbestiformi, e in caso di premorte a favore degli eredi. Rimangono fermi gli effetti dell'articolo 1, comma 241, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per i soggetti riconosciuti quali esposti alla fibra «fiberfrax» prima dell'entrata in vigore della presente legge; l malattie professionali asbesto-correlate: 1 la cui origine lavorativa è di elevata probabilità a seguito di esposizione a: 1.1 asbesto: 1.1.1 asbestosi polmonare J61; 1.1.2 placche e/o ispessimenti della pleura J92; 1.2 asbesto e altri minerali contenenti fibre di asbesto: 1.2.1 mesotelioma pleurico C45.0; 1.2.2 mesotelioma pericardico C45.2; 1.2.3 mesotelioma peritoneale C45.1; 1.2.4 mesotelioma della tunica vaginale del testicolo C45.7; 1.2.5 tumore del polmone C34; 1.2.6 tumore della laringe C32; 1.2.7 tumore dell'ovaio C56; 1.3 fibre asbestiformi: 1.3.1 mesotelioma pleurico C45.0; 1.3.2 mesotelioma peritoneale C45.1; 2 la cui origine lavorativa è di limitata probabilità a seguito di esposizione ad asbesto: 2.1 tumore della faringe C10-C13; 2.2 tumore dello stomaco C16; 2.3 tumore del colon retto C18-C20; 3 la cui origine lavorativa è possibile a seguito di esposizione ad asbesto: 3.1. tumore dell'esofago C15; m valutazione dei rischi da esposizione ad amianto: analisi e misurazione complessive e documentate di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, per la salute collettiva e per l'ambiente esterno, derivanti dall'esposizione ad amianto, finalizzata ad individuare le misure di prevenzione e protezione idonee all'abbattimento dei rischi e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; n esposizione ambientale: condizione di vita, abitativa, familiare, topografica in cui vi è la probabilità di inalazione di amianto o fibre asbestiformi a causa della presenza di amianto, di materiali contenenti amianto o di luoghi in cui venivano effettuate lavorazioni di amianto; o lavoratore direttamente esposto e lavoratore ex esposto: rispettivamente soggetto addetto ad attività lavorativa, nel settore pubblico o privato, quale ricerca, controllo, manutenzione, rimozione dell'amianto o di materiali contenenti amianto, trasporto, stoccaggio, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti nonché bonifica delle aree interessate, che possa comportare inalazione di fibre d'amianto o fibre asbestiformi, e soggetto che a qualsiasi titolo abbia manipolato amianto o che abbia operato nell'ambiente di lavoro con comprovata inalazione superiore al valore indicato nelle linee guida dell'Agenzia nazionale amianto di cui alla lettera aa) . Ai fini della presente legge resta ferma la definizione di lavoratore di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; p soggetto esposto: persona soggetta a comprovata esposizione, nell'ambiente di vita, a concentrazioni superiori al valore del fondo naturale e comunque superiore a 1 fibra per litro (f/l) aerodisperse identificate come fibre di amianto; q soggetto ex esposto: cittadino che si sia trovato in condizioni di esposizione ambientale analoghe a quelle di cui alla lettera p) , in cui sia provata la presenza di fibre areodisperse di amianto; r sito contaminato: area o porzione di territorio comprensiva delle eventuali strutture edilizie e impiantistiche, in cui risultano superati uno o più valori limite per una o più matrici ambientali, aria, acqua, suolo e sottosuolo, di cui agli articoli 5, 6, e 7; s aree industriali dismesse: specifici territori a vocazione industriale di rilevanza regionale o nazionale soggetti a diffuso o totale abbandono produttivo individuati da ciascuna regione, d'intesa con i comuni ricadenti nel proprio territorio, con priorità per le aree in cui sono presenti edifici contenenti amianto o costituiti anche solo in parte da manufatti contenenti cemento-amianto; t monitoraggio ambientale: misurazione della concentrazione delle fibre di amianto nell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel sottosuolo all'interno di un ambiente circoscritto di vita o di lavoro; u materiali integri non suscettibili di danneggiamento: prodotti dai quali non deriva pericolo di rilascio di fibre di amianto in atto o potenziale o di esposizione degli occupanti ed in particolare: