[pronunce]

In proposito l'Avvocatura generale dello Stato ribadisce quanto già dedotto in sede di ricorso n. 67 del 2019, ovvero che «[d]alla verifica dei dati relativi al costo per il lavoro flessibile sostenuto dalla regione Valle d'Aosta nel 2009, non risultava che la stessa avesse sostenuto tali tipologie di spese, e doveva pertanto essere escluso che rientrasse nella possibilità di avvalersi della previsione contenuta all'ultimo capoverso dell'art. 9, comma 28 del DL n. 78/2010, ossia della facoltà di utilizzare come parametro di riferimento la media delle spese sostenute per il personale a tempo determinato o con convenzioni e co.co.co nel triennio 2007-2009», e che «ove si fosse consentita l'applicazione della disposizione regionale in esame, ne sarebbero conseguiti maggiori oneri per la Regione, dato che, dai calcoli effettuati sui dati estratti dal conto annuale, il 70% della media della spesa sostenuta nel triennio 2007/2009 risultava maggiore rispetto al 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nel 2009». Il ricorrente afferma dunque di impugnare per le medesime ragioni la disposizione dell'art. 6, comma 7, della legge reg. Valle d'Aosta n. 4 del 2019, in quanto, nel ribadire l'efficacia e validità della norma di cui all'art. 1, comma 4, della legge reg. Valle d'Aosta n. 1 del 2019, oggetto della precedente impugnazione, presenta gli stessi vizi ivi denunciati in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., relativamente alla materia del coordinamento della finanza pubblica. 3.2.1.- La disposizione regionale violerebbe, parimenti, la previsione dell'art. 2 dello statuto speciale per la Valle d'Aosta, «che, tanto nell'ipotesi di competenza legislativa esclusiva, quanto in quella di competenza concorrente, pone comunque limiti alla stessa (che deve esercitarsi "in armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica")». Tra tali principi vanno ascritti quelli dettati dall'art. 9, comma 28, del d.l. n. 78 del 2010, che, pertanto, costituisce la norma interposta che è stata violata. 4.- Con atto depositato in data 25 luglio 2019 si è costituita la Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, eccependo l'inammissibilità della questione e deducendone comunque l'infondatezza nel merito. 4.1.- In riferimento alla censura relativa all'art. 6, comma 6, della legge reg. Valle d'Aosta n. 4 del 2019, la difesa regionale eccepisce preliminarmente l'inammissibilità per mancata individuazione dei motivi di eccedenza delle competenze statutarie regionali rispetto ai parametri indicati nel ricorso, non avendo il ricorrente operato nessun riferimento «alla particolare autonomia finanziaria e contabile riconosciuto alla Valle dal proprio Statuto e dalle relative norme di attuazione». In proposito viene richiamata la giurisprudenza costituzionale secondo cui «nei confronti delle Autonomie Speciali, e in un ambito materiale inciso, come nella specie, dalle competenze statutarie, l'omissione di ogni argomentazione sulle ragioni dell'applicazione, nella specie, delle norme del Titolo V, Parte II, della Costituzione, secondo quanto previsto dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 ("Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione"), determina l'inammissibilità del ricorso statale (tra le altre, Corte cost. , sentenze nn. 315 del 2013; 288 del 2013; 90 del 2011)». 4.1.1.- La difesa della Regione eccepisce, altresì, l'inammissibilità della questione per difetto d'interesse sotto un duplice profilo. Innanzitutto, essendo ormai scaduto il termine del 31 maggio 2019, fissato dalla disposizione impugnata, e risultando la finalità sollecitatoria sottesa alla previsione regionale ormai esaurita, la difesa regionale sostiene che «dall'accoglimento del motivo di ricorso non potrebbe derivare alcun effetto ordinamentale» con conseguente «inammissibilità della doglianza per difetto di interesse». Inoltre, la censura sarebbe inammissibile «tenuto conto che il suo eventuale accoglimento non potrebbe comunque, in nessun caso, rimuovere il vizio lamentato dallo Stato», in quanto la norma impugnata «è stata adottata in aderenza a quanto già previsto dal più volte richiamato art. 29, comma 1, della legge regionale n. 19 del 2015, che non è mai stato impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri e che consente agli Enti Locali, come visto, di approvare il rendiconto consuntivo "entro i termini previsti dalla normativa statale vigente, salvo diversa previsione di legge regionale"»; disposizione che, dunque, «rimarrebbe valida ed efficace anche nella denegata ipotesi di annullamento dell'art. 6, comma 6. Con conseguente inammissibilità della censura, anche sotto l'esposto versante, per difetto di interesse». 4.1.2.- Nel merito la questione promossa nei confronti dell'art. 6, comma 6, della legge reg. Valle d'Aosta n. 1 del 2019 sarebbe comunque infondata per essere stata «legittimamente adottata dal legislatore regionale nell'esercizio delle proprie competenze normative in materia di "ordinamento degli enti locali" e di "finanze regionali e locali", garantite, rispettivamente, dall'art. 2, comma 1, lettera b), e 3, comma 1, lettera f), dello Statuto speciale valdostano, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, in combinato disposto con gli articoli 117, commi 3 e 4, 119 Cost. e 10 della legge cost. n. 3 del 2001». Sul punto la resistente rappresenta che «[l]a competenza legislativa della Valle nelle predette materie è altresì assicurata dalle norme di attuazione del relativo Statuto - le quali, secondo l'insegnamento costante della Corte, per la loro "particolare competenza separata e riservata, risultano caratterizzate da particolare forza e valore e, di conseguenza, sottratte, anche in assenza di un'espressa clausola di salvaguardia, alla possibilità di abrogazione o di deroga da parte di norme di legge ordinaria" (tra le molte, Corte cost. , sent. n. 191 del 1991; sent. n. 206 del 1975). Ciò, avuto particolare riguardo al d.lgs. 28 dicembre 1989, n. 431 ("Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Valle d'Aosta in materia di finanze regionali e comunali"), il cui art. 6 riserva alla Regione, fatto salvo il rispetto dei principi fondamentali delle leggi dello Stato, il potere di emanare norme "in materia di bilanci, di rendiconti, di amministrazione del patrimonio e di contratti degli Enti Locali della Valle d'Aosta e delle loro aziende"».