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1 Il magistrato di sorveglianza: a effettua visite periodiche per verificare l'organizzazione delle strutture detentive e delle strutture pubbliche, anche convenzionate, e del privato sociale, con particolare riguardo all'idoneità funzionale e alla realizzazione di programmi individualizzati di trattamento e di reinserimento; b vigila perché l'esecuzione delle misure sia attuata in conformità delle leggi e dei regolamenti con rispetto del diritto del minorenne all'educazione e alla costruzione di un'identità positiva; c vigila sullo svolgimento delle misure alternative alla detenzione; d vigila sull'attuazione delle misure di sicurezza personali; e approva il regolamento interno delle strutture detentive; f decide sui ricorsi del sottoposto a misura di sicurezza relativi alla violazione dei diritti della persona, all'esecuzione e alla mercede del lavoro all'interno delle strutture detentive e alle sanzioni disciplinari; g provvede con decreto motivato sui permessi e sulle licenze; h esprime parere motivato sulle proposte e sulle istanze di grazia; i concede la liberazione anticipata; l dispone in via provvisoria sulla detenzione domiciliare; m dispone la sospensione dell'esecuzione della pena detentiva; n dispone la sospensione provvisoria dell'esecuzione della pena detentiva quando è stata presentata istanza di affidamento in prova al servizio sociale; o svolge ogni altra funzione attribuita dalla legge alla sua competenza. 39 (Tribunale di sorveglianza) 1 Il tribunale di sorveglianza è composto da un collegio formato dal magistrato di sorveglianza che lo presiede e da due giudici onorari. 2 Il tribunale di sorveglianza: a controlla le modalità di applicazione delle misure di sicurezza avendo particolare riguardo ai progetti di cure, di riabilitazione e di reinserimento; b riesamina periodicamente la situazione dei soggetti sottoposti a misura di sicurezza ai fini della sua prosecuzione, trasformazione o revoca e della revoca dell'eventuale dichiarazione di delinquenza abituale, professionale o per tendenza; c valuta il programma individualizzato di trattamento dei minorenni con condanna definitiva sottoposti a misura penale, proposto dai servizi sociali minorili, suggerisce le opportune modifiche dirette a garantire i diritti all'educazione e al reinserimento e lo approva con decreto; d autorizza il programma di avviamento del minorenne sottoposto a misura di sicurezza al lavoro, allo studio o ad attività di natura socializzante svolte all'esterno, valutando i tempi e le modalità proposti dai servizi sociali minorili; e delibera sulla concessione, sulle modalità di esecuzione e sulla revoca o sulla cessazione delle seguenti misure: 1 affidamento in prova al servizio sociale; 2 affidamento in prova nei casi particolari; 3 detenzione domiciliare e relative modifiche; 4 detenzione domiciliare speciale; 5 detenzione domiciliare nei fine settimana; 6 rinvio obbligatorio o facoltativo delle pene detentive; 7 semilibertà; 8 misure alternative alla detenzione nei confronti dei soggetti affetti da AIDS conclamato o da grave deficienza immunitaria; 9 liberazione anticipata per esito positivo dell'attività riparatoria; 10 differimento o sospensione della pena in caso di infermità psichica sopravvenuta del condannato ai sensi dell'articolo 148 del codice penale; 11 liberazione condizionale; f determina e modifica le modalità di esecuzione della semidetenzione e della libertà controllata e provvede alla loro conversione in caso di violazione; g provvede alla trasformazione della pena non detentiva in pena detentiva quando accerta gravi inottemperanze; h svolge ogni altra funzione attribuita dalla legge alla sua competenza. II PROCEDURA DI SORVEGLIANZA 40 (Provvedimenti in camera di consiglio) 1 Il magistrato di sorveglianza assume in camera di consiglio con decreto motivato i provvedimenti di cui alle lettere f) e g) del comma 1 dell'articolo 38, sentiti la persona sottoposta alla misura di sicurezza e l'operatore socio-educativo di riferimento. 2 I provvedimenti del magistrato di sorveglianza sono ricorribili al tribunale di sorveglianza entro dieci giorni dalla comunicazione all'interessato. In tali casi il collegio del tribunale di sorveglianza è presieduto da un magistrato di sorveglianza diverso dal magistrato di sorveglianza che ha pronunciato il provvedimento impugnato. 3 Il tribunale di sorveglianza provvede in camera di consiglio. L'udienza si svolge in forma collegiale con la partecipazione del difensore e del pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni. L'interessato, se presente, deve essere sentito e può presentare memorie. I servizi sociali minorili presentano la documentazione relativa al programma di trattamento individualizzato, all'evoluzione della personalità in funzione del trattamento attuato e alle prospettive di reinserimento. 4 Il tribunale di sorveglianza può delegare un giudice onorario che compone il collegio a sentire il giovane sottoposto a misura di sicurezza e a svolgere accertamenti per riferirne in udienza. 5 Il tribunale di sorveglianza delibera con ordinanza motivata, di cui dà lettura contestuale. Il provvedimento può prevedere che un giudice onorario effettui il monitoraggio del programma di reinserimento in accordo con i servizi sociali minorili e degli enti locali, anche ai fini di eventuali adeguamenti del programma all'evolversi della personalità del sottoposto a misura di sicurezza. 6 I provvedimenti del tribunale di sorveglianza pronunciati in primo grado sono appellabili alla sezione per i minorenni della corte di appello entro il termine di dieci giorni dalla lettura in camera di consiglio o, se l'interessato era assente, dalla loro comunicazione. IV DISPOSIZIONI FINALI, DI COORDINAMENTO E TRANSITORIE 41 (Norme abrogate) 1 L'articolo 79 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, l'articolo 75 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e l'articolo 30 delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, sono abrogati. 42 (Modifica dell'articolo 17 del codice penale) 1 L'articolo 17 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 17. -- (Pene principali: specie). -- Le pene principali stabilite per i delitti sono: 1) l'ergastolo; 2) la reclusione; 3) la multa. Le pene principali stabilite per le contravvenzioni sono: 1) l'arresto; 2) l'ammenda. Le pene principali stabilite per i minorenni che abbiano commesso reati fino al compimento della maggiore età sono: 1) la reclusione; 2) l'arresto; 3) le sanzioni sostitutive». 43 (Introduzione dell'articolo 26- bis del codice penale) 1 Dopo l'articolo 26 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 26- bis. -- (Sanzioni sostitutive per i minorenni che abbiano commesso un reato fino al compimento della maggiore età). -- Le sanzioni sostitutive per i minorenni che abbiano commesso un reato fino al compimento della maggiore età consistono in: 1) semidetenzione; 2) permanenza domiciliare; 3) permanenza domiciliare nei fine settimana; 4) libertà controllata; 5) sanzioni a contenuto interdittivo; 6) sanzioni consistenti nello svolgimento di attività riparatorie di pubblica utilità».