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Un ultimo passaggio lo voglio dedicare al mondo della cooperazione, che attraverso le tante cooperative sociali ha rappresentato in tanti territori un pilastro del terzo settore, che si è fatto carico di attutire gli impatti economici e sociali della pandemia. La rete delle cooperative sociali rappresenta nel nostro Paese un esempio concreto non solo di solidarietà, ma anche di resilienza. Se posso dire, tutta la cooperazione nel suo complesso rappresenta nel nostro Paese un esempio concreto non solo di solidarietà, ma anche di resilienza perché anche le cooperative di produzione e lavoro, quelle di consumo e di servizio, le coop agricole e di trasformazione dei prodotti hanno saputo adattarsi, pur con tante difficoltà, a questo anno terribile. Con alcune norme aggiuntive abbiamo dato la possibilità a questa realtà di predisporsi meglio alla ripresa, che queste settimane di vaccinazione a ritmo sostenuto ci fanno vedere più vicina. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, sarò breve ed essenziale. Vado subito al punto. Voglio semplicemente ribadire quanto molti di noi stasera hanno detto. Quello al nostro esame è un buon decreto; abbiamo anche detto che va migliorato per le imprese e, a mio parere, soprattutto per il mondo dello spettacolo. Prima il senatore Collina parlava del mondo del sociale. So bene ciò che fa perché vengo dal mondo del sociale. Loro hanno continuato comunque a lavorare. Credo che, invece, dobbiamo dare più attenzione e intervenire al più presto sul contrasto alla povertà in una maniera diversa. Bisognerebbe dare più sostegno agli enti territoriali perché essi, insieme ai sindaci, sono tutti in difficoltà. Se aiutiamo gli enti territoriali, automaticamente aiuteremo le attività che in questo periodo - parlo dei piccoli artigiani - sono stati in grave difficoltà. Nonostante tutto, le piccole imprese hanno continuato a pagare la Tari, come hanno continuato a pagare l'occupazione del suolo pubblico. Faccio un esempio banale, ma serio e vero. I parrucchieri hanno tenuto le loro attività chiuse, ma nonostante questo hanno continuato a pagare i rifiuti speciali. Faccio questi esempi perché, se aiutiamo tutti gli enti e le nostre città, automaticamente queste persone possono essere aiutate. Sulla campagna vaccinale, nulla da dire. Il generale Figliuolo sta portando a termine gli obiettivi che tutti quanti ci eravamo imposti. Io, però, vorrei porre l'attenzione, in particolare, sulla questione del credito di imposta di industria: questo è l'obiettivo del mio intervento. I crediti d'imposta possono essere utilizzati non necessariamente in compensazione, ma anche ceduti a soggetti terzi, tra i quali anche istituti di credito e intermediari finanziari. Questa opzione riguarderebbe solo i crediti maturati dalle imprese in relazione agli investimenti in beni strumentali, sia quelli del 4.0 sia quelli tradizionali. In questa maniera, daremmo anche nuovo ossigeno e nuovi investimenti soprattutto all'agricoltura, che non è risultato da poco. Questa è un'ottima iniziativa che - a mio parere - potrebbe essere intesa anche per quanto concerne il credito di imposta e per i bonus relativi agli investimenti per il Mezzogiorno. Se la ratio del recovery plan è aiutare le zone più in sofferenza, non vedo perché non estendere questa possibilità alle misure di riferimento. Io non devo aggiungere granché. Spero soltanto che, nel secondo decreto, si diano una possibilità e una speranza alla misura che poc'anzi ho illustrato. Concludo auspicando che questa possibilità possa essere messa in campo e si possa dare così alle imprese la possibilità di effettuare ulteriori investimenti con più serenità, visto che in questo periodo la serenità è stata loro tolta a causa della pandemia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Augussori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il mio intervento sarà riferito a una sola categoria tra le tante di cui si occupa questo decreto: i lavoratori fragili. Ma chi sono i lavoratori fragili? Sono, prima di tutto, persone che hanno la sfortuna di avere una fragilità, sono persone deboli. Stiamo parlando di persone immunodepresse, trapiantate o con disabilità gravi che, per un anno, hanno dovuto dividersi tra la scelta del lavoro e la scelta della salute. Nei primi mesi della pandemia, fino a metà ottobre, per non esporli al contagio, coloro che non potevano essere assegnati al lavoro agile potevano essere collocati in malattia, parificata al ricovero ospedaliero, anche se con garanzie diverse da contratto a contratto. Poi, però, essi sono stati abbandonati dal Governo Conte fino al 31 dicembre, proprio durante la seconda ondata; costretti a tornare al lavoro, magari in luoghi affollati, e i più sfortunati andandoci con un mezzo pubblico. Si è detto che ciò è avvenuto per mancanza di fondi. Ma com'è possibile? Com'è possibile che un Governo non abbia trovato le risorse per salvaguardare persone così fragili e, invece, quei fondi li abbia trovati per i monopattini e per i banchi a rotelle? (Applausi) . Ancora coperti, ma solo per i mesi di gennaio e febbraio, e poi di nuovo il vuoto, in un tira e molla continuo che, oltre ai rischi sanitari, ha esposto questi lavoratori ad uno sconforto e ad uno stato di preoccupazione continuo, altrettanto nocivi per la loro salute. Solo la Lega si è battuta, per mesi, per dare ascolto e quindi risposte a queste categorie. (Applausi) . Da marzo, finalmente, con il nuovo Governo abbiamo agito subito e siamo riusciti ad ottenere, con questo decreto, che le tutele venissero estese fino al 30 giugno. Abbiamo sanato, in modo retroattivo, il buco normativo dal 15 ottobre al 31 dicembre. E, soprattutto, abbiamo reso vincolante per tutti il non impatto sul comporto a partire dal 17 marzo 2020, inizio della pandemia. Si conclude oggi, con successo, una battaglia che ci ha visto, spesso, unica voce nel deserto. Ho perso il conto di quanti interventi ho tenuto in quest'Aula e in Commissione e di quanti emendamenti e ordini del giorno ho presentato. Mi sono scontrato sempre contro un muro di gomma posto da chi diceva di comprendere le esigenze, ma nulla faceva. Queste persone sono le stesse che oggi si autocelebrano e cercano vergognosamente di intestarsi la norma e il buon esito della vicenda. È proprio vero che la vittoria ha tante madri, mentre la colpa è sempre orfana. Dico chiaramente che, solo grazie alla Lega e alla tenacia di due sue fantastiche donne, Tiziana Nisini, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, ed Erika Stefani, Ministro per le disabilità, ora i lavoratori fragili hanno una vera e piena tutela. (Applausi) . Per loro fortuna ci siamo noi dalla loro parte, dalla parte dei fragili, dei deboli e degli ultimi, quelli che voi avete dimenticato. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi.