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Constatiamo quindi, con molto rammarico, il ruolo sempre più marginale del Parlamento, che viene ridotto ad un'appendice del Governo, quando invece dovremmo essere in una Repubblica parlamentare, in cui il Parlamento è sovrano, in quanto espressione del popolo. Venendo ai contenuti della Nota al nostro esame, non possiamo non notare i toni entusiastici che ha usato il Governo e che troviamo anche nella relazione del relatore. Leggiamo di un PIL in aumento del 6 per cento su base annuale, del 7,6 per cento su base nominale e una previsione più rosea addirittura rispetto al 5,6 per cento. Leggiamo anche del prodotto interno lordo in netta crescita fino al 2024, quando si attesterà all'1,9 per cento. Ancora, il calo del deficit passa dall'11,8 stimato al 9,4 e l'indebitamento netto è in calo, fino ad arrivare al 2,1 per cento entro il 2024. Insomma, sembra siano tutte rose e fiori in questo momento, peccato però che questi numeri si scontrino con una diversa realtà che riscontriamo sul territorio. La verità è che negli ultimi due anni il debito netto è aumentato di circa 20 punti percentuali e oggi ci stiamo solo sforzando di non mandare l'Italia al collasso. Quel che più ci dispiace constatare è che i numeri di cui oggi vi vantate sono solo il sintomo di una ripresa che arriva in ritardo e non per meriti vostri, ma per la forza del popolo italiano, che non è abituato ad arrendersi nonostante voi l'abbiate abbandonato a se stesso. Queste vostre previsioni ottimistiche nascondono il fatto che se siamo in questa situazione è per colpa dei Governi che negli ultimi due anni hanno gestito l'emergenza e sprecato miliardi in mancette e prebende, in spregio alle vere e reali esigenze del Paese. Questo spreco di denaro non è una tesi inventata da Fratelli d'Italia. Persino il Capo dello Stato ha richiamato le Camere a un ricorso più razionale e disciplinato alla decretazione di urgenza e al rispetto dei limiti di contenuto dei provvedimenti emanati. Tradotto in parole povere, viene messo nero su bianco quello che Fratelli d'Italia denuncia da sempre. In tutti i provvedimenti emergenziali adottati negli ultimi anni sono stati inseriti commi e misure che con l'emergenza Covid nulla avevano a che fare e finanziati con risorse in deficit . Si tratta dello stesso debito che oggi voi vi vantate di ridurre (e meno male, ci verrebbe da dire). Va anche ricordato che le vostre previsioni ottimistiche sono legate all'attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che si basa su riforme di cui conosciamo ancora poco e quel poco di cui siamo a conoscenza non ci fa sicuramente dormire sonni tranquilli. Pensiamo alla riforma del fisco, sulla quale ci pare di capire che state già litigando, tanto per cambiare. Abbiamo denunciato come dietro questa riforma si nasconda una profonda revisione del sistema catastale, volto ad aumentare le tasse sulla casa (l'emendamento che presentiamo va proprio in questa direzione), anche se ieri il presidente Draghi ci ha rassicurato dicendo che il contribuente non si accorgerà di nulla. Ce lo auguriamo convintamente. Abbiamo sentore che dietro le vostre belle parole e previsioni ottimistiche si nasconda il vuoto totale. Parlate di ridurre l'Irpef e le tasse sul lavoro, ma ieri la Corte dei conti ci ha detto in audizione che non ci sono le risorse per farlo. Basate tutto sull'utilizzo delle risorse del PNRR, ma di fatto ancora non ci sono gli strumenti che consentono al Piano nazionale di ripresa e resilienza di essere efficace ed efficiente. Dite che la ripresa è dovuta anche all'incremento della campagna vaccinale, ma dimenticate di mettere in sicurezza quei luoghi dove il contagio è più facile, con o senza vaccino, tipo i mezzi di trasporto pubblico o le scuole. Vi vantate di un'occupazione che aumenta, senza tener conto del fatto che si tratta di contratti a termine e di dati inferiori al periodo pre-pandemico. A proposito di lavoro, continuate a difendere questo benedetto reddito di cittadinanza, che di posti di lavoro ne ha creati ben pochi rispetto alle vostre stesse aspettative. In pratica, fate solo tanta confusione quando gli italiani vi chiedono fatti e concretezza. Proviamo ancora una volta a chiedere interventi concreti e veritieri per le famiglie e le imprese italiane. Con la risoluzione di oggi chiediamo al Governo di impegnarsi a varare una riforma fiscale che riduca veramente gli oneri che gravano su imprese e famiglie. Pensiamo, in particolare, al cuneo fiscale, visto che le tasse sul lavoro rappresentano il maggior ostacolo alle assunzioni da parte delle aziende italiane. Non c'è niente di impossibile, basta eliminare il reddito di cittadinanza che vale miliardi di euro l'anno e utilizzare le risorse liberate per finanziare una vera e significativa riduzione del costo del lavoro. Chiediamo anche di non includere nella delega fiscale - come ho già anticipato - la revisione degli estimi catastali e nessuna altra misura che si possa tradurre in un prelievo legato ai beni immobili, in un momento storico così grave di crisi economica per lo Stato nazionale. Vorremmo che questo Governo iniziasse finalmente a finanziare le politiche attive sul lavoro, superando il decreto dignità e assumendo delle misure che vadano nella direzione del principio "più assumi e meno paghi". Chiediamo anche nuove misure a tutela dei lavoratori autonomi, a completamento di quelle recentemente emanate e fortemente volute dal nostro Gruppo parlamentare. Infine, dal Governo pretendiamo interventi concreti - come diceva il collega Malan prima di me - per ridurre il costo dell'energia, affinché non gravi sulle famiglie, viste le recenti notizie che annunciano forti rincari sulle bollette. Su questi punti e sugli altri contenuti nella nostra proposta di risoluzione, che per ragioni di tempo evidentemente non cito, Governo e maggioranza possono contare sul pieno appoggio del nostro Gruppo parlamentare. Per questi motivi, il voto di Fratelli d'Italia sulla proposta di risoluzione accettata dal Governo sarà un voto contrario. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, affrontiamo oggi uno dei passaggi più importanti del ciclo di bilancio. Come sappiamo bene, la NADEF descrive la situazione economica e di finanza pubblica e fissa i paletti dell'azione programmatica dell'Esecutivo, a partire dalla legge di bilancio. I colleghi Misiani, Collina e Fedeli hanno già indicato diverse proposte del Partito Democratico verso la predisposizione della legge di bilancio, ma anche misure importanti per contrastare le incertezze possibili che possono rallentare o frenare il quadro di crescita economica che la NADEF ha validato. Dunque non le riprendo, ma senza dubbio la proroga dei bonus energetici per favorire il sostegno alla ripresa e alla ripartenza del comparto delle costruzioni e dell'edilizia è un elemento fondamentale per sostenere la transizione ecologica sostenibile e per metterci nelle condizioni di realizzare una conversione in chiave ecologica della nostra economia. La riduzione delle emissioni in atmosfera è una componente essenziale per far tornare i conti anche di un saldo ambientale positivo, necessario per sostenere la nuova crescita. Ma insieme a questi sono stati evidenziati tanti interventi: