[resaula]

tenuto conto che i bilanci della fondazione Arena di Verona sono proposti dal sovrintendente, valutati artisticamente e contabilmente dai consiglieri nominati dai soci istituzionali, analizzati dal collegio dei revisori dei conti, il cui presidente è nominato dalla Corte dei conti, certificati da un'azienda terza di revisione contabile e che la verifica degli stessi da parte dei medesimi organi di controllo dopo molti anni non può conseguire ricadute sui lavoratori che in buona fede hanno ricevuto al tempo quanto stabilito dal loro contratto di lavoro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e se non intenda assumere iniziative di propria competenza volte a risolvere il contenzioso, anche attraverso l'avvio di un tavolo di concertazione con la fondazione Arena di Verona e le organizzazioni sindacali, perseguendo una soluzione condivisa che tuteli i diritti acquisiti, la professionalità e la dedizione dei lavoratori del settore. Atto n. 4-01671 LANNUTTI LEONE VONO PELLEGRINI Marco CASTELLONE BOTTO ANGRISANI NATURALE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: attualmente gli enti privati che gestiscono la previdenza, anche complementare, e l'assistenza dei liberi professionisti, ovvero le cosiddette casse previdenziali private, regolate dal decreto legislativo n. 509 del 1994 e dal decreto legislativo n. 103 del 1996, ammontano a 20; le casse previdenziali private, secondo quanto riferito nell'"VIII Rapporto dell'Associazione degli enti di previdenza privati (ADEPP) sulla previdenza privata relativo all'anno 2018", rappresentano oltre un milione e mezzo di professionisti, ovvero "una realtà complessa (...), che coniuga l'autonomia privata degli Enti stessi con la funzione pubblica esercitata", costituendo un tassello importante del sistema previdenziale italiano; tutte le casse hanno una propria autonomia normativa, gestionale, finanziaria e contabile, sebbene sotto la stretta vigilanza dei Ministeri competenti, in modo da declinare le misure previdenziali da erogare, secondo le caratteristiche proprie della professione e della platea demografica degli iscritti. Molte casse, inoltre, erogano anche trattamenti aggiuntivi rispetto alle prestazioni per la vecchiaia, l'invalidità e i superstiti, come trattamenti per la maternità, trattamenti specifici in favore dei familiari degli iscritti alle casse o trattamenti assistenziali o aggiuntivi, secondo il regolamento attuativo della gestione; la riforma pensionistica del 2011 ha ribadito l'autonomia delle casse e, nel contempo, l'obiettivo di assicurarne l'equilibrio finanziario delle gestioni; a fronte dell'autonomia degli enti previdenziali privati, il legislatore ha previsto numerosi strumenti di vigilanza e controllo, al fine di garantire gli interessi costituzionalmente tutelati dei relativi iscritti. Tra gli strumenti di vigilanza vi è la COVIP, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, chiamata dunque a vigilare sul complessivo risparmio previdenziale, che supera i 250 miliardi di euro e riguarda circa 10 milioni tra iscritti e pensionati. Nell'ambito della previdenza complementare, la COVIP costituisce ormai da molti anni l'autorità unica di vigilanza. Con riguardo alle 20 casse professionali, che dispongono di circa 85 miliardi di euro di patrimonio (19,7 miliardi l'ENPAM, bilancio 2017) a fronte di oltre 2 milioni di iscritti, l'azione della COVIP si inserisce, invece, in un più articolato sistema di vigilanza, che coinvolge altre istituzioni. In particolare, l'art. 4 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha attribuito alla COVIP il compito di vigilare sulla gestione finanziaria degli enti e sulla relativa composizione dei patrimoni, avuto riguardo alle competenze tecniche specialistiche maturate nella vigilanza esercitata sul risparmio previdenziale privato, nel contesto di un disegno normativo riorganizzatore, che affidava ad un regolamento interministeriale la concreta disciplina in materia di investimento delle risorse finanziarie, di conflitti di interessi e di depositario. Tale regolamento doveva essere emanato entro sei mesi dall'entrata in vigore della normativa citata. L' iter per l'adozione del regolamento non si è ancora concluso. Le casse risultano quindi oggi gli unici investitori istituzionali affrancati da una regolamentazione unitaria in materia, che è invece di livello primario e secondario per i fondi pensione; a dicembre 2018, il dottor Alberto Oliveti è stato riconfermato all'unanimità presidente ADEPP, ovvero dell'associazione che raccoglie le casse dei professionisti, che incidono per il 6 per cento sul Pil italiano, come evidenziato dall'ottavo report annuale sulla previdenza privata, presentato a dicembre scorso a Roma. Le casse appaiono anche dei "poltronifici", che generano compensi spesso oscuri e di difficile comprensione ad amministratori; considerato che: secondo il "Quadro di sintesi 2017" della COVIP su "Le politiche di investimento", "il 73 per cento dell'attivo delle Casse è di pertinenza delle 5 Casse di dimensioni più grandi (a Enpam fa capo il 25,7 per cento del totale, seguono la Cassa Forense con il 15 per cento, Inarcassa con il 13,1 per cento, Cassa dottori commercialisti con il 9,8 per cento ed Enasarco con il 9,2 per cento)" e, quindi, "le prime tre Casse raggruppano il 54 per cento del totale", mentre, sempre in riferimento all'anno 2017, "due Casse, Cassa Geometri e INPGI-gestione AGO, le prestazioni superano i contributi"; a puro titolo di esempio, il dottor Alberto Oliveti ricopre da diversi anni anche il ruolo di presidente ENPAM. Gli interroganti ritengono che i suoi compensi non siano "trasparenti": non è possibile risalire a dati recenti dell'ammontare del suo compenso annuo, in quanto non esplicitati negli ultimi bilanci dell'ENPAM e neppure individuabili dal sito della fondazione. Dati che per legge dovrebbero essere resi pubblici e che sono stati oggetto in passato di diversi atti di sindacato ispettivo, in particolare dall'interrogazione 5-03544 presentata dal deputato Michele Anzaldi il 15 settembre 2014, secondo la quale "emergono le informazioni utili a quantificare il trattamento economico per il presidente Alberto Oliveti, la cui indennità di carica si attesterebbe a quota 9.750 euro mensili lordi (117.000 euro annuali lordi), cui si aggiungono gli 82.000 euro lordi percepiti come presidente della società EnpamRe, nonché i 90.000 lordi corrispondenti al compenso per la presidenza di tre comitati consultivi di fondi di gestione immobiliari riferibili alla Fondazione Enpam. Cinque incarichi in tutto, dunque, per un totale di 658.000 euro annui lordi percepiti dallo stesso ente";