[resaula]

Soprattutto bisogna «fare» per dare lavoro, occupazione e sviluppo. (Commenti della senatrice Lupo). PRESIDENTE . Colleghi, stiamo svolgendo interrogazioni a risposta immediata. È diritto di qualsiasi senatore interrogante intervenire e non deve essere interrotto da chicchessia. Il senatore Ferro ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01001 sulla revoca delle concessioni autostradali affidate alla Società autostrade per l'Italia, per tre minuti. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, preliminarmente, a nome del Gruppo Forza Italia, voglio esprimere solidarietà al ministro Salvini per le minacce ricevute, che anche noi riteniamo non siano un sistema corretto. E, quindi, vogliamo cogliere l'occasione per manifestargli la nostra solidarietà. Signor ministro Toninelli, il 14 agosto 2018 è crollato il ponte Morandi di Genova e questo ha sollevato l'attenzione sulla società Atlantia SpA, concessionaria dell'autostrada A10. Lei addirittura, nei giorni conseguenti, assieme al vice presidente Di Maio, si era spinto a sostenere l'opportunità di revocare le concessioni autostradali all'importante colosso. Lo scorso 6 luglio, lei, Ministro, in merito al lavoro svolto dalla commissione ministeriale istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Venerdì sera è arrivato il parere degli esperti in supporto al MIT. Da quello che emerge, possiamo iniziare a dire che c'è stata una grave inadempienza». Questa inadempienza comporta sicuramente dei risarcimenti in caso di risoluzione anticipata e pertanto non si può escludere che la concessionaria li possa ottenere. Sempre secondo fonti di stampa, sembra che si parli di 20 miliardi di euro; secondo Mediobanca si va dai 23 ai 25 miliardi di euro. Le domandiamo, signor Ministro, se questa deriva giustizialista che contraddistingue la sua attività da quando è al Ministero non porti a un blackout infrastrutturale del nostro Paese, con evidenti ricadute economiche negative sull'intero sistema di sviluppo del nostro Paese. È inoltre di queste ore la questione attinente al salvataggio di Alitalia, sulla quale la stessa Atlantia SpA, nei giorni scorsi, aveva manifestato il suo interesse per un ipotetico piano di investimento insieme ad altri partner azionari. Vogliamo chiederle, signor Ministro, se intende procedere con la revoca della concessione, con quali evidenti ricadute economiche che la stessa comporterebbe; quando ritiene di rendere noto alle Camere il lavoro svolto dalla commissione in premessa da lei citata; e se non ritenga opportuno fornire - per quanto di competenza - chiarimenti in merito al coinvolgimento di Atlantia SpA nel rilancio della compagnia di bandiera Alitalia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringrazio il collega senatore che parla di blackout infrastrutturale in conseguenza di scelte legittime da parte di un Governo che cerca finalmente di riequilibrare gli interessi e i diritti legittimi dello Stato nei confronti degli interessi legittimi - ma enormemente sproporzionati - dei concessionari. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Io, purtroppo, ho visto il blackout infrastrutturale quando è crollato quel ponte con sotto 43 vittime, non certamente nell'iniziativa di ristabilire l'ordine di importanza dello Stato nei confronti di un privato. Detto questo, rispondo innanzitutto alla domanda che ha appena posto su quando il Ministro ritenga di rendere noto al Parlamento il lavoro svolto dalla commissione di giuristi sulla vicenda del ponte Morandi. Sono lieto di comunicare e di comunicarle che il lavoro svolto dal gruppo di lavoro dei giuristi, istituito con un decreto ministeriale del marzo 2019, è stato pubblicato sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti già nove giorni fa - penso sia cosa nota a tutti (Applausi dal Gruppo M5S) - e pertanto da allora è disponibile a chiunque, compreso il concessionario, compreso lei, ma anche qualsiasi cittadino che voglia entrare sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. È questa un'operazione di trasparenza che è in atto da quando c'è il MoVimento 5 Stelle; da quando - ad esempio - abbiamo pubblicato - per la prima volta nella storia - gli allegati di quei contratti concessori da cui si capiva come mai quei concessionari si arricchivano enormemente. In quella relazione, che potevate esaminare integralmente in qualunque momento da quel 2 luglio, è riportato, tra l'altro, - è un passaggio fondamentale, fatto da giuristi, da una commissione indipendente - che lo Stato, in qualità di concedente, rappresenta l'interesse generale di tutti nell'accordo con il concessionario privato e, dunque, può far valere la grave responsabilità del gestore. Il concessionario ha reso inutilizzabile per un tempo comunque lungo il bene costituito dal ponte Morandi, con gravissimi effetti in termini di vittime e danni morali, economici e di immagine per lo Stato stesso. Siamo dunque di fronte a un inadempimento, che i giuristi del gruppo di lavoro definiscono «di particolare gravità» e «definitivo». È venuto meno l'obbligo di custodia del bene assegnato in concessione, l'obbligo di restituzione, perché il ponte è crollato e non può più essere restituito e ovviamente c'è anche il grave inadempimento per mancanza di manutenzione. La relazione dice, tra l'altro, che dal 2005 ad oggi sono stati spesi soltanto 440.000 euro per la manutenzione strutturale del ponte, mentre nella fase precedente alla privatizzazione erano stati spesi 1.300.000 euro all'anno. Quindi è una prova provata dai numeri, presenti nelle relazioni tecniche, che non hanno investito. Nella loro domanda, gli interroganti ricordano inoltre che «nella nota di Autostrade per l'Italia, viene specificato che i termini della convenzione "prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo, che corrisponde al giusto valore della concessione"». Leggo dal vostro quesito. Prendo atto che i parlamentari dell'opposizione hanno assunto - e me ne dispiace - il ruolo di avvocati di Autostrade per l'Italia: credetemi che esiste un elenco infinito di studi legali, i quali stanno già tutelando gli interessi dei privati, sproporzionati nei confronti dello Stato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Siccome rappresentiamo lo Stato, l'istituzione e l'interesse generale, ricordo però che dovrebbero conoscere bene i termini assurdi di quella convenzione, perché sono stati loro - siete stati voi, colleghi - ad approvarla, con la legge n. 101 del 2008, ovvero una delle prime leggi votate dai parlamentari di Forza Italia nella XVI legislatura. (Applausi dal Gruppo M5S) . Avete votato una norma chiaramente nulla, secondo cui se lo Stato revoca legittimamente una concessione, perché il concessionario ha fatto crollare un ponte, lo Stato dovrebbe pagarlo fino al termine della concessione.