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l'ambulanza con dentro un paziente è stata, invece, dirottata presso un altro ospedale dell'Agro nocerino sarnese; sul posto sono giunte le squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento di Sarno e di Nocera e del comando provinciale salernitano, per ripristinare le condizioni di sicurezza e i volontari della Croce Azzurra, che hanno supportato il trasferimento dei pazienti ricoverati nei reparti a rischio; un grosso aiuto è stato dato, nell'immediatezza, anche dalla vigilanza privata dell'ospedale; nessuno è rimasto ferito, ma Carabinieri e Polizia hanno avviato accertamenti, nei minuti successivi allo spegnimento dell'incendio, per comprendere cosa sia accaduto e stabilire la natura dell'incendio; non si esclude nulla, né che si sia trattato di un incendio doloso o di un fatto accidentale, come una sigaretta spenta in malo modo, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza del grave fatto che ha determinato grande apprensione; se i Ministri in indirizzo intendano attivare i propri poteri ispettivi per verificare se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza a tutela dell'utenza e del personale. Atto n. 4-01191 DE FALCO FATTORI Ai Ministri della difesa e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: venerdì 18 gennaio 2019 si è verificata un'ulteriore tragedia in mare a circa 50 miglia dalle coste libiche; avendo avvistato un gommone carico di naufraghi in imminente pericolo di vita, la nave non governativa "Sea Watch" dava l'allarme alla Guardia costiera italiana verso le ore 18 di venerdì, offrendosi di prestare soccorso e aiuto ai naufraghi; al riguardo, la Guardia costiera italiana afferma in una propria nota di aver verificato che la Guardia costiera libica fosse a conoscenza dell'evento in atto, assicurando la propria collaborazione alla struttura libica; nonostante il passare del tempo sembra che nessuno sia intervenuto. Infatti, con un messaggio su "Twitter", Sea Watch sostiene di aver chiamato il Mrcc Italia (Maritime rescue coordination centre) per ottenere informazioni, ma che l'autorità italiana avrebbe rifiutato di fornire tali indicazioni nonostante la Sea Watch avesse fatto presente che "a comunicazione con gli il centro di soccorso libico non era risultato possibile né in inglese, né in francese, né in italiano, né in arabo", confondendo, a parere degli interroganti, la competenza amministrativa di coordinamento dei libici con l'obbligo di soccorso e, quindi, di fornire informazioni a chi, come Sea Watch, si rendeva disponibile ad intervenire; poco dopo il "Twitter" si è levato in volo un elicottero dalla nave militare "Caio Duilio" che ha tratto in salvo tre naufraghi in stato di ipotermia e privi di giubbotti di salvataggio; successivamente, una nave è giunta nel teatro delle operazioni, non trovando, però, traccia del gommone verosimilmente affondato; il portavoce dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) ha riferito che i tre sopravvissuti arrivati a Lampedusa hanno affermato che a bordo vi fossero 120 persone, tra cui anche donne e bambini piccoli. Le vittime sarebbero quindi 117; sabato 19 gennaio un'altra unità navale con a bordo circa 100 naufraghi si è trovata alla deriva ed in procinto di affondare; non essendo stato rilevato alcun intervento, né diretto né di coordinamento da parte della Guardia costiera libica, la nave "Sea Watch III", sebbene si trovasse a 15 ore di navigazione, ha cominciato a dirigersi verso la zona dell'evento; appare chiaro che troppo spesso il centro di coordinamento libico non risponde, e che oramai anche molte navi mercantili, sebbene non distanti dalle zone nelle quali si verificano i naufragi, evitano dik intervenire per non compromettere l'attività commerciale a causa della difficoltà trovare poi un porto di sbarco per i naufraghi; notizie di stampa danno conto che è stato necessario un intervento personale del Presidente del Consiglio dei ministri italiano nei confronti di Al Serraj e del generale Haftar, per ottenere l'intervento della Guardia costiera libica, che avrebbe solo a questo punto assunto l'iniziativa di dirottare in zona un mercantile; non è inutile ricordare che nell'estate 2018 l'Italia ha speso oltre 300 milioni di euro per dotare la Guardia costiera libica di mezzi e per addestrare il personale alla gestione delle operazioni di soccorso; il gran numero di eventi che si stanno susseguendo rende evidente che la politica dei presunti "porti chiusi" è del tutto ininfluente rispetto al numero delle partenze dalle coste libiche; inoltre, è evidente che la delegittimazione delle organizzazioni non governative, da un lato, e, dall'altro, l'allontanamento delle navi della Marina militare e della Guardia costiera italiane dalle zone in cui si verificano questi eventi sono concause delle tragedie, si chiede di sapere: quali iniziative intendano mettere in atto i Ministri in indirizzo per impedire che si ripetano tragedie come quelle ricordate; se non ritengano che depotenziando il dispositivo di controllo "Eunavformed", attraverso il quale si opera per proteggere la sicurezza europea e cittadini, intervenendo nella prevenzione e nel contrasto dei traffici illeciti e della tratta di esseri umani, non si consenta, invece, il riespandersi dei traffici illeciti, portando ad una crescita in percentuale dei naufragi, senza alcun presidio; se ritengano la Libia luogo realmente sicuro, sebbene quel Paese non abbia aderito alle convenzioni sui diritti umani, e sebbene sia certo che in quel Paese sono sempre più numerose le torture e le violenze sui migranti e sui naufraghi, come questi ultimi attestano preferendo rischiare concretamente di morire una sola volta piuttosto che tornare indietro ed essere uccisi ogni giorno. Atto n. 4-01192 DE FALCO FATTORI Al Ministro della giustizia Premesso che: nei giorni scorsi notizie di stampa hanno evidenziato che sussisterebbe il concreto rischio di prescrizione per i procedimenti penali che coinvolgono esponenti politici, a causa della modifica dell'articolo 316- ter del codice penale, introdotta dal "DDL anticorruzione", di cui alla legge n. 3 del 2019; in sostanza, si fa riferimento ai procedimenti giudiziari prendenti in Liguria ed in Lombardia, che coinvolgono numerosi esponenti della Lega e di Forza Italia; il dubbio è se il nuovo l'articolo 316- ter del codice penale, denominato "indebita percezione di erogazioni a carico dello Stato", sia applicabile ora anche a quegli illeciti commessi dai pubblici ufficiali; rispetto a questi, infatti, dovendosi applicare il principio generale del favor rei , non troverebbe più applicazione il delitto proprio più grave previsto dall'art. 314 del codice penale, relativo al peculato; di conseguenza, l'applicazione del nuovo art. 316- ter del codice penale comporterebbe anche la riduzione dei tempi di prescrizione, che passerebbero dai 12 anni e mezzo previsti per il reato di peculato, ai soli 7 anni e mezzo;