[resaula]

ritenuto che dette condotte potrebbero mettere seriamente a repentaglio l'interesse pubblico e determinare un possibile blocco delle attività di ADM, in un momento particolarmente delicato dell'economia del Paese; visto l'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 nonché l'allegato 1, numero 1, della Convenzione triennale per gli esercizi 2020-2022 (articolo 59, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300), che disciplina il potere di vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze; considerato che, secondo quanto riportato da notizie stampa, il direttore Marcello Minenna risulterebbe attualmente indagato dalla Procura di Roma per i reati di abuso d'ufficio e falso, a seguito degli episodi descritti; considerato che il Consiglio di Stato ha precisato, con sentenza n. 4641/2015, che il Ministero dell'economia e delle finanze non può eccepire l'autonomia delle Agenzie, per giustificare il suo mancato intervento in casi simili, rilevando inoltre che l'«alta vigilanza» attribuitagli, se non comporta una verifica dei singoli «atti di gestione» (articolo 60, comma 3, del decreto legislativo n. 300 del 1999), assegna certamente all'autorità politica il dovere di intervenire con direttive, di fronte a condotte in aperto contrasto con i princìpi del buon andamento dell'amministrazione, di legalità, imparzialità e trasparenza; ritenuto che, nel caso di specie, le irregolarità che sembrano trasparire delle condotte poste in essere dal direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, dottor Marcello Minenna, debbano necessariamente comportare l'intervento del Governo, per mezzo del ministro dell'Economia e delle Finanze, con l'esercizio del potere di alta vigilanza e di tutti gli atti ritenuti utili o opportuni a ripristinare una situazione di legalità e di gestione corretta ed imparziale degli interessi pubblici, impegna il Governo per mezzo del ministro dell'Economia e delle Finanze, ad esercitare il potere di alta vigilanza e controllo sull'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al fine di ripristinare, ad avviso dei sottoscrittori, una situazione di legalità e corretta gestione amministrativa della predetta Agenzia fiscale. Interpellanze Atto n. 2-00098 DESSI' Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 viene istituita l'Agenzia delle dogane e dal 1° dicembre 2012 l'agenzia ha incorporato l'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato assumendo la nuova denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli; l'art 67 del predetto decreto legislativo prevede, tra gli organi delle Agenzie fiscali, il direttore, scelto in base ai criteri di alta professionalità, di capacità manageriale e di qualificata esperienza nell'esercizio di funzioni attinenti al settore operativo delle Agenzie fiscali, che è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Finanze, sentita la Conferenza Unificata Stato-regioni-autonomie locali; l'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 dispone che "Le agenzie sono sottoposte all'alta vigilanza del Ministro, il quale la esercita secondo le modalità previste nel presente decreto legislativo"; il direttore attualmente in carica dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli è il dottor Marcello Minenna, nominato con decreto del Presidente della Repubblica del 31 gennaio 2020, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, vista la deliberazione del Consiglio dei ministri del 29 gennaio 2020; in data 6 ottobre 2021, veniva presentata dal Senatore Emanuele Dessì l'interrogazione a risposta scritta 4-06074, indirizzata al ministro dell'Economia e delle Finanze, con la quale si portava all'attenzione del Ministro talune scelte gestionali operate dal direttore Minenna che apparivano non conformi ai principi di buona amministrazione; in data 2 novembre 2021, il Senatore Emanuele Dessì, in un intervento di fine seduta, poneva ancora una volta l'attenzione sui fatti oggetto dell'interrogazione già presentata ed alla quale il ministro dell'Economia e delle Finanze non aveva ancora dato risposta; nel frattempo, ai fatti sopra narrati, se ne aggiungevano altri, di cui si veniva a conoscenza attraverso gli organi di informazione e che non venivano mai smentiti dal diretto interessato. In particolare, nel corso della trasmissione giornalistica "Piazza Pulita", andata in onda su La7, in data giovedì 25 novembre 2021, veniva trasmesso un servizio, che evidenziava taluni fatti dai quali traspariva la mala gestio del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, dottor Marcello Minenna, contraddistinta particolarmente da spreco ingiustificabile di risorse pubbliche, assegnazione di incarichi ad amici e, ad avviso degli interpellanti, da una dissennata gestione amministrativa dell'Agenzia. In particolare, venivano mandate in onda alcune dichiarazioni della dottoressa Anna Maria Forenza, che risulta legata da un contratto di consulenza con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli dal marzo 2020, con una retribuzione di 7.000 euro mensili, e dalle quali si evincerebbe che la stessa avrebbe ottenuto l'incarico di medico responsabile della task force medica COVID-19 dell'ADM, in virtù del rapporto di conoscenza personale col Minenna ed in quanto medico che si occuperebbe degli interventi estetici ed anti aging usufruiti dallo stesso; dall'esame del curriculum vitae della dottoressa Forenza risulta che la stessa, titolare di uno studio specializzato in trattamenti anti aging e in medicina estetica, sia in possesso di una specializzazione in patologia clinica; con determinazione direttoriale n. 414208 del 5 novembre 2021, a firma del direttore Minenna, veniva pubblicato un bando di concorso a 40 posti da dirigente di cui un posto per dirigente medico. Il requisito obbligatorio per la partecipazione per il posto da dirigente è proprio la specializzazione in patologia clinica posseduta alla Forenza. Detto requisito, ad avviso dell'interpellante, non corrisponderebbe ad un reale interesse pubblico, in quanto impedirebbe la partecipazione al concorso a medici del lavoro, ai medici generali o agli infettivologi, che avrebbero più titolo, per inerenza con le attività di un ente pubblico e con l'attuale stato pandemico, a parteciparvi. Sorge, pertanto, il dubbio che anche l'inserimento di tale requisito nel pubblico concorso sia dovuto ai rapporti amicali intercorrenti tra il Minenna e la Forenza; inoltre, dalle parole del direttore Minenna, nel corso dell'intervista andata in onda durante lo stesso programma "Piazza Pulita", si evince una condotta che sembrerebbe profilare il reato di peculato, avendo, lo stesso, ad una precisa domanda dell'intervistatore, dichiarato: