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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto lo statuto dell'Università cattolica del S. Cuore di Milano, approvato con regio decreto 20 aprile 1939, n. 1163 e modificato con regio decreto 26 ottobre 1940, n. 2030, e successive modificazioni; Veduto il testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592; Veduto il regio decreto-legge 20 giugno 1935, n. 1071, convertito nella legge 2 gennaio 1936, n. 73; Veduto il regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, e successive modificazioni; Veduta la legge 22 maggio 1978, n. 217; Veduta la legge 21 febbraio 1980, n. 28; Veduto il decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162; Vedute le proposte di modifiche dello statuto formulate dalle autorità accademiche dell'Università degli studi anzidetta; Riconosciuta la particolare necessità di approvare le nuove modifiche proposte, in deroga al termine triennale di cui all'ultimo comma dell'art. 17 del testo unico 31 agosto 1933, n. 1592; Sentito il parere del Consiglio universitario nazionale; Sulla proposta del Ministro della pubblica istruzione; Decreta: Articolo unico Lo statuto dell'Università cattolica del S. Cuore di Milano, approvato e modificato con i decreti sopraindicati, è ulteriormente modificato come appresso: Dopo l'art. 94, e con il conseguente spostamento della numerazione degli articoli successivi, sono aggiunti i seguenti nuovi articoli relativi alla istituzione delle scuole di specializzazione in "discipline economiche, bancarie e finanziarie" e in "economia e politica del lavoro", afferenti alla facoltà di economia e commercio. Parte VI DELLE SCUOLE POST-UNIVERSITARIE DI SPECIALIZZAZIONE FACOLTÀ DI ECONOMIA E COMMERCIO Scuola di specializzazione in discipline economiche bancarie e finanziarie Art. 95. - È istituita presso l'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano la scuola di specializzazione in discipline economiche bancarie e finanziarie, che conferisce il diploma di specialista in disciplina economiche bancarie e finanziarie. Art. 96. - La direzione della scuola ha sede presso la facoltà di economia e commercio. Art. 97. La scuola ha lo scopo di promuovere la formazione professionale nelle aree disciplinari di interesse economico e bancario. Art. 98. - La durata del corso è di tre anni e non è suscettibile di abbreviazioni. 99. - Il numero degli iscritti è di venti per ogni anno e complessivamente di sessanta per l'intero corso di studi. Art. 1 Art. 100. - Alla scuola sono ammessi i laureati in economia e commercio, in scienze economiche e bancarie, in economia politica, in economia aziendale e in scienze politiche, in possesso del diploma di abilitazione all'esercizio professionale, qualora prescritto. Art. 101. - Per l'ammissione alla scuola è richiesto il superamento di un esame consistente in una prova scritta che dovrà svolgersi mediante domande a risposte multiple integrata eventualmente da un colloquio e da una valutazione, in misura non superiore al 30% del punteggio complessivo a disposizione della commissione, dei seguenti titoli: a) la tesi nella disciplina attinente alla specializzazione; b) il voto di laurea; c) il voto riportato negli esami di profitto del corso di laurea nelle materie concernenti la specializzazione; d) le pubblicazioni nelle predette materie. Il punteggio dei predetti titoli è quello stabilito dal decreto ministeriale 16 settembre 1982. Sono ammessi alla scuola di specializzazione coloro che, in relazione al numero dei posti disponibili, si siano collocati in posizione utile nelle graduatorie compilate sulla base del punteggio complessivo riportato. Art. 102. - Le materie di insegnamento, tutte afferenti alla facoltà di economia e commercio, sono le seguenti: 1° Anno: economia e politica monetaria; economia e tecnica operativa delle aziende di credito; finanza aziendale ; statistica economica e finanziaria ; storia della banca. 2° Anno: contabilità e bilancio bancario; economia e tecnica operativa degli intermediari finanziari non bancari; metodologie di valutazione del fido bancario; tecnica dei crediti speciali; tecnica valutaria. 3° Anno: controllo di gestione e pianificazione ; marketing bancario; mercati monetari e finanziari interni ed internazionali; organizzazione e informatica; problematiche fiscali delle istituzioni creditizie. Le materie di insegnamento fondamentali possono essere integrate di anno in anno, su richiesta del consiglio della scuola, da corsi, conferenze e seminari su argomenti specialistici tenuti da studiosi delle varie materie. Art. 103. - La frequenza ai corsi è obbligatoria. L'insegnamento ha carattere prevalentemente seminariale con possibilità di svolgimento interdisciplinare. Il numero minimo di riunioni seminariali, ciascuna di durata non inferiore alle due ore, è di quindici per ogni materia di insegnamento. Al termine di ciascun anno di corso - che può essere ripetuto una sola volta - ogni iscritto deve sostenere un esame teorico-pratico individuale, davanti, ad una commissione di cui fanno parte il direttore della scuola e i docenti delle materie prescritte per l'anno di corso, per dimostrare il suo grado di preparazione nelle singole discipline. Il giudizio globale sul livello di preparazione del candidato è espresso in trentesimi. Art. 104. - Al termine del curriculum degli studi, e superato l'esame dell'ultimo anno, gli iscritti sono tenuti a presentare una tesi scritta di specializzazione che dovrà vertere su una o più materie oggetto di insegnamento. L'esito positivo della discussione della tesi, che sarà valutata in settantesimi, dà diritto al diploma di specialista in discipline economiche bancarie e finanziarie. La commissione per il rilascio del diploma è composta di almeno sette docenti. La presidenza della commissione spetta al direttore della scuola o ad altro docente da quest'ultimo delegato. Art. 105. - L'importo delle tasse e soprattasse dovute dagli iscritti alla scuola è quello previsto dallo statuto dell'Università cattolica, determinato dal consiglio di amministrazione in base alle vigenti disposizioni di legge; i contributi sono stabiliti anno per anno dal consiglio di amministrazione. Art. 106. - Nella scuola è costituito un consiglio presieduto da un direttore. Il consiglio è composto dai docenti universitari di ruolo e dai professori a contratto previsti dall'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, ai quali sono affidate attività didattiche nella scuola, nonché da una rappresentanza di tre specializzandi eletti secondo le modalità di cui all'art. 99 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. Il consiglio esercita le competenze spettanti, ai sensi dell'art. 94 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/80, al consiglio di corso di laurea in materia di coordinamento insegnamenti. Il direttore viene nominato dal rettore, su proposta del consiglio della scuola, tra i professori ordinari, straordinari o fuori ruolo che insegnino anche nella scuola stessa;