[ddlpres]

Il sistema di cui al primo periodo è dotato di servizi standard relativi ai sistemi Port Community System interoperabili con le pubbliche amministrazioni e compatibili con le disposizioni del regolamento (UE) 2020/1056 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2020, nel rispetto di quanto previsto dalle linee guida sull'interoperabilità tecnica delle pubbliche amministrazioni adottate dall'Agenzia per l'Italia digitale nonché dall'articolo 69 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. 2. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione del comma 1 nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ». All'articolo 21: al comma 1, la parola: « assicurato » è soppressa; al comma 2, dopo le parole: « con modificazioni » è inserito il seguente segno d'interpunzione: « , » e le parole: « servizi digitali e cittadinanza digitale » sono sostituite dalle seguenti: « “Servizi digitali e cittadinanza digitale” »; al comma 3, le parole: « anche in relazione al relativo gruppo societario » sono sostituite dalle seguenti: « anche nell'ambito del relativo gruppo societario » , le parole: « nazionale, e di » sono sostituite dalle seguenti: « nazionale e di », le parole: « informatica, che siano » sono sostituite dalle seguenti: « informatica e che siano » e le parole: « Identity Provider e abbiano la qualifica di Certification Authority accreditata dall'Agenzia » sono sostituite dalle seguenti: « gestori di identità digitale in possesso della qualificazione quali prestatori di servizi fiduciari qualificati, ai sensi dell'articolo 29 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, presso l'Agenzia ». All'articolo 22: al comma 1: alla lettera a) , numero 2.3), capoverso d-bis) , le parole: « amministrazioni dello Stato. ”. » sono sostituite dalle seguenti: « amministrazioni dello Stato”; »; alla lettera c): all'alinea, le parole: « dopo l'articolo 16, è » sono sostituite dalle seguenti: « dopo l'articolo 16 è »; al capoverso Art. 16- bis , comma 1, le parole : « primo periodo e » sono sostituite dalle seguenti: « primo periodo, e »; al comma 7, le parole: « con legge » sono sostituite dalle seguenti: « dalla legge ». All'articolo 23: al comma 2, le parole: « Ministero della Giustizia » , ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « Ministero della giustizia »; al comma 4, le parole: « Ministero della Giustizia » , ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « Ministero della giustizia ». Dopo l'articolo 23 è inserito il seguente: « Art. 23- bis . – (Applicazione straordinaria di magistrati per il raggiungimento degli obiettivi del PNRR) – 1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 110 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, il Consiglio superiore della magistratura predispone un piano straordinario di applicazione di magistrati al di fuori del distretto in cui prestano servizio, diretto ad agevolare il raggiungimento degli obiettivi di smaltimento dell'arretrato e abbattimento delle pendenze previsti dal PNRR. A tal fine il Consiglio, con propria deliberazione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, procede all'individuazione degli uffici giudiziari di primo e secondo grado destinatari delle applicazioni straordinarie, delle macromaterie rilevanti ai fini del raggiungimento degli obiettivi del PNRR e del numero dei magistrati da applicare, fino a un massimo di 60 unità, e bandisce la procedura di interpello. 2. Gli uffici giudiziari destinatari delle applicazioni straordinarie sono individuati, indipendentemente dall'integrale copertura del relativo organico, dal Consiglio superiore della magistratura, in collaborazione con il Ministero della giustizia, tra quelli in cui la percentuale di riduzione dei procedimenti civili rispetto agli obiettivi del PNRR è inferiore al valore medio nazionale. 3. Sono ammessi a partecipare all'interpello previsto dal comma 1 i magistrati che, congiuntamente: a) prestano servizio negli uffici in cui il numero e il tempo medio prevedibile di definizione dei procedimenti civili rilevanti ai fini del PNRR sono inferiori ai rispettivi valori medi nazionali e in cui l'applicazione non determina una scopertura superiore al 20 per cento; b) svolgono funzioni giudicanti civili o le hanno svolte per almeno due anni negli ultimi dieci anni. 4. L'applicazione straordinaria ha durata sino al 30 giugno 2026 e non è rinnovabile né prorogabile. 5. Entro trenta giorni dalla deliberazione del Consiglio superiore della magistratura di cui al comma 1, il presidente dell'ufficio destinatario delle applicazioni straordinarie individua i procedimenti civili rilevanti ai fini del PNRR maturi per la decisione e predispone un programma di definizione ai fini dell'assegnazione dei suddetti procedimenti ai magistrati applicati sulla base di criteri oggettivi e predeterminati, con provvedimento immediatamente esecutivo. 6. I magistrati applicati sono destinati in via esclusiva alla definizione dei procedimenti di cui al comma 5. 7. In deroga all'articolo 35 del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, le disposizioni di cui agli articoli 189 e 281- sexies del codice di procedura civile, nel testo modificato dallo stesso decreto legislativo n. 149 del 2022, si applicano anche ai procedimenti di cui al comma 5 del presente articolo. Il magistrato applicato fissa, con decreto, la data dell'udienza di discussione orale o di rimessione della causa in decisione, assegnando i termini previsti; con lo stesso decreto può formulare una proposta transattiva o conciliativa. Il decreto è comunicato alle parti a cura della cancelleria. Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, non può far parte del collegio più di un magistrato applicato. 8. Il presidente dell'ufficio destinatario delle applicazioni straordinarie vigila sull'andamento del programma di definizione e trasmette semestralmente apposita relazione al Consiglio superiore della magistratura e al Ministero della giustizia. 9. Il magistrato applicato a seguito di disponibilità manifestata con riferimento all'interpello di cui al comma 1 ha diritto, ai fini del primo trasferimento in uffici di grado pari a quello occupato in precedenza, a un punteggio di anzianità aggiuntivo pari a 0,10 per ogni otto settimane di effettivo esercizio di funzioni nonché, durante l'applicazione, a un'indennità in misura corrispondente a quella di cui all'articolo 2 della legge 4 maggio 1998, n. 133, per il periodo di effettivo servizio in applicazione straordinaria.