[resaula]

Ricordo bene le discussioni intorno al 2010, 2011 e 2012 della dottrina e degli studiosi in ordine alla necessità di affrontare una simile normazione che riguarda un settore che da più parti è stato definito una galassia di enti eterogenei, diversi e accomunati tutti dal desiderio di perseguire obiettivi di interesse generale senza scopo di lucro. Questo fenomeno sociale non è soltanto questione di altruismo o beneficenza. Siamo ben consapevoli che si tratta di un fenomeno che si inserisce in un flusso storico. Non è un caso che gli enti del terzo settore si siano affermati all'indomani del crollo delle ideologie, quando le democrazie che definiamo occidentali hanno assunto quale unico parametro di riferimento il mercato. Eppure, in quel momento, alcuni cittadini hanno avvertito la necessità di contrastare la logica del profitto a tutti i costi e di intervenire a sostegno delle categorie più disagiate, dei più deboli e di tutte quelle attività che non generano immediatamente lucro, ma un vantaggio sociale non misurabile in denaro. Parlo di quelle attività coerenti e conformi ai primissimi articoli della nostra Carta costituzionale. Da giurista so bene che il lavoro svolto per la redazione del codice è stato immane. Mi risulta che siano state audite ben 1.016 associazioni durante i lavori, ma attenzione: ciò non implica necessariamente che il testo prodotto sia all'altezza della bontà del fine. Il codice del terzo settore è, per certi aspetti, involuto, complesso e di difficile lettura. Attenzione, questa critica squisitamente di tipo tecnico non vuole essere anche una censura all'operato. È inevitabile storicamente che quando la materia è magmatica il prodotto del legislatore non è lineare, non è chiaro. A noi è arrivato il decreto correttivo che è stato predisposto dalla precedente maggioranza, ma esso continua a presentare delle criticità. Un collega del PD ha detto che il Governo deve lavorare presto e bene. Permettetemi di osservare che talvolta questi due termini sono in conflitto: presto e bene in questo caso forse non si conciliano. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . Ho sottolineato con onestà intellettuale l'apprezzamento per il lavoro svolto. Nessuno si deve offendere se osserviamo che il testo prodotto e attualmente in vigore ha bisogno di notevoli perfezionamenti. Deve essere limato e chiarito ed è - ripeto - di difficile lettura. Abbiamo svolto anche noi ora un lavoro consistente: abbiamo ascoltato le associazioni di categoria e ricevuto molte indicazioni che devono essere trasfuse nel decreto integrativo e correttivo. Ma alcune osservazioni sono tra loro addirittura in conflitto e contraddittorie. C'è bisogno di tempo; sono stupito nell'osservare come la semplice proroga di un termine abbia assunto una valenza politica. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . Non è in discussione l'importanza del codice del terzo settore. Nessuno vuole negare l'importanza di questo settore che svolge un ruolo sociale importantissimo; il nostro intento è soltanto quello di svolgere un lavoro di buona qualità. Quindi, se qualcuno manifesta preoccupazione per questa proroga, è bene che si tranquillizzi. Non intendiamo prendere tempo perché siamo contrari al codice o all'impianto del codice. Come si fa a essere contrari al lavoro di chi lavora senza retribuzione per volontariato? È chiaro che siamo favorevoli. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . Ma i gravi quesiti, anche tecnici, che sono stati sollevati (penso, per esempio, alle obiezioni del notariato) hanno bisogno di una risposta meditata. Questa proroga è necessaria affinché il terzo settore abbia un codice all'altezza della sua importanza. (Applausi dai Gruppi M5S e LN-SP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte in Commissione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Consentitemi ora di fare gli auguri di buon compleanno, per par condicio di genere e politica, alla senatrice D'Angelo che oggi compie gli anni. (Applausi) . Mi sia consentito, colleghi, di esprimere un compiacimento, che voglio condividere con il presidente Zanda, con la presidente Bernini, con il presidente Grasso e il senatore Buccarella, per il funzionamento della riforma del Regolamento del Senato. Questo provvedimento è stato incardinato alle ore 15 di martedì e quindi, dopo meno di quarantott'ore, viene approvato in termini di legge. Ed è un disegno di legge di iniziativa parlamentare: finalmente non solo decreti-legge. Adesso la palla passa alla Camera. Voglio fare una riflessione rispetto a chi voleva abolire il Senato. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV), i cui componenti si levano in piedi. Proteste dal Gruppo PD). Vi ringrazio ma adesso basta, anche perché ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente voluto! (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP, L-SP, FdI, Misto e Aut (SVP-PATT, UV). Commenti del senatore Mirabelli). COMINCINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, lo lasci dire a uno che non era presente nella scorsa legislatura: la riforma non avrebbe abolito il Senato, ma gli avrebbe dato funzioni e competenze diverse. (Commenti dai Gruppo M5S, e della senatrice De Petris). PRESIDENTE . Senatore Comincini, lei nella scorsa legislatura non c'era ma io sì, e sono stato anche, purtroppo, relatore di quel provvedimento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BERGESIO (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP) . Signor Presidente, intervengo su un fatto tragico. (Brusio). BELLANOVA (PD) . La propaganda che ha fatto è indecorosa, Presidente! (Commenti dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, il senatore Bergesio vuole intervenire su un episodio tragico. Credo gli si debba consentire di svolgerlo. (Proteste dal Gruppo PD). BINI (PD) . Ci doveva pensare prima, Presidente! PRESIDENTE. Prego, senatore Bergesio. (Vivaci proteste dal Gruppo PD). BERGESIO (L-SP) . Signor Presidente, colleghi senatori, desidero ricordare in questa Assemblea la figura del caporal maggiore scelto degli alpini Maurizio Giordano, morto in Pakistan lo scorso 11 luglio. (Applausi). (L'Assemblea si leva in piedi). Trentadue anni, militare inappuntabile e figlio modello della nostra Patria. Con una missione internazionale alpinistica promossa dall'Esercito, insieme ad altri colleghi, era partito per l'Asia per ripercorrere e commemorare, donandone nuovo lustro, la prima ascesa al Gasherbrum IV, 7.925 metri incastonati nella catena montuosa del Karakorum, che fu realizzata dagli alpinisti italiani Bonatti e Mauri, ormai sessant'anni fa.