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L'unica cosa che noto e che fa un po' strano è che il Ministro del Governo attuale è lo stesso del Governo precedente, quindi c'è da capire se non se ne occupava prima ma se ne occupa adesso, o se non se ne occupava prima e non se ne occupa neanche adesso. Comunque vada, forse se non fa nulla mi sembra che vada benissimo, da questo punto di vista. Cosa ho chiesto al Ministro in oggetto? Una cosa a mio avviso molto semplice. Poiché oggi rincorriamo un po' la campagna vaccinale anche attraverso obblighi surrettizi che stanno innescando non poche polemiche e, da questo punto di vista, invito anch'io ad abbassare un po' i toni, credo sia utile una maggiore trasparenza sull'indicazione dei dati forniti quotidianamente dal Ministero e ripresi dai media. A me viene spontaneo, da uomo vaccinato, pensare che il percorso vaccinale sia davvero una tutela così come è riportato sul sito dell'Istituto superiore di sanità. Nel momento in cui vengono forniti i dati dei contagiati, degli ospedalizzati, delle terapie intensive e dei deceduti, vorrei che fosse chiara la percentuale di vaccinati che sono stati contagiati, ricoverati, che sono in terapia intensiva e di vaccinati che purtroppo sono deceduti. (Applausi) . Dico questo con lo spirito più positivo possibile, volto all'incremento di un percorso di vaccinazione che io, essendo vaccinato, condivido. Ciò anche rispetto agli over 50 che sono tra i milioni di non vaccinati. Evitando il percorso della restrizione di alcune libertà perché, al di là del fatto che io possa essere più o meno d'accordo sulla questione del green pass , è evidente che si tratti di una restrizione della libertà, forse attraverso questa informazione si darebbe un impulso. Allora delle due l'una; funziona o non funziona? Io credo di sì. Il presidente della Regione Liguria Toti ha oggi affermato che il 99 per cento dei ricoverati in terapia intensiva della Regione non è vaccinato. Allora diamo queste informazioni; magari, a spizzichi e bocconi, sono già state date, ma facciamole diventare una prassi. Mi direte che probabilmente bisognerebbe completarle, chiarendo le dosi ricevute, il tipo di vaccino, l'età o le patologie. Sarei però già felice di sapere la percentuale di vaccinati che sono ospedalizzati, perché mi darebbe anche un po' di certezze nei confronti del futuro. Se andiamo verso la terza dose in qualche modo secondo me la popolazione e i cittadini hanno il diritto di saperlo. Credo fortemente che il combo tra trasparenza della comunicazione dei dati, implementazione delle cure domiciliari e forse anche implementazione e abbassamento dei costi di tutti quegli strumenti atti a capire se si è o no contagiati sia la vera soluzione per impedire che ci siano sommosse di piazza e che lo scontro sociale diventi maggiore dell'attuale. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge n. 2382, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 105, va nella giusta direzione di una gradualità e di una progressione, anche se via via sempre più accelerata, di tutto ciò che ruota intorno alla vita sociale e relazionale della collettività. Come non bisogna fare voli pindarici con brusche accelerazioni che comporterebbero rischi reali di risalita dei contagi, allo stesso modo non si può non guardare con fiducia al futuro e realisticamente riprendersi quelle modalità dei rapporti interpersonali, quelle abitudini conviviali e di sano divertimento, quei momenti di aggregazione, di socialità, di ricreazione, di arricchimento culturale o semplicemente di cura del proprio corpo attraverso le attività sportive in palestre o piscine. Tutto questo rappresenta non solo un completamento, direi necessario, della nostra vita, ma costituisce anche una fetta importante del tessuto economico del nostro Paese. È giusto e sacrosanto che ciò avvenga. Tutti noi lo abbiamo tanto desiderato durante i periodi più difficili e tristi della pandemia, durante i lockdown e le chiusure più o meno totali indispensabili per la sicurezza collettiva. Per queste riaperture e per un accesso disciplinato, ordinato e rispettoso della salute degli altri, a tutte le diverse attività ricreative e culturali, agli eventi sportivi, teatrali, alle mostre, ai musei, ma anche semplicemente a ristoranti e bar, è secondo me indispensabile rispettare sempre le misure di sicurezza individuali e collettive. Tale accesso a specifici servizi ed attività è consentito solo con il green pass. Essa vuole essere, appunto, una misura di messa in sicurezza per tutti coloro che condividono un determinato luogo o manifestazione e che, nel rispetto delle normative, dei suggerimenti e delle indicazioni date, vogliono riprendersi - ovviamente in sicurezza - la propria socialità. Le proprie convinzioni, le scelte personali fatte in maniera difforme dalle opinioni comuni diffuse tra gli altri cittadini non possono e non devono provocare conseguenze sugli altri o mettere in pericolo un diritto inviolabile della persona sancito dalla nostra Costituzione: il diritto alla salute. La libertà e la sicurezza collettiva vengono sempre prima della libertà e della sicurezza individuali. (Applausi) . Occorre condannare e stigmatizzare con fermezza e decisione gli atti di violenza verbale, o peggio ancora fisica, inopinatamente motivati e giustificati come mezzo estremo di protesta; in realtà, rappresentano vere azioni intimidatorie e di prevaricazione compiute dai cosiddetti no vax o no green pass . Non sono tollerabili, sono da respingere con fermezza, nei modi, nei tempi e nei contenuti. La distruzione avvenuta a Milano di un gazebo del MoVimento 5 Stelle - ma poteva appartenere a una qualsiasi altra forza politica - così come le minacce indirizzate al ministro Di Maio, ma anche a giornalisti o a medici come l'infettivologo Bassetti, sono gesti profondamente antidemocratici e confermano una deriva quasi oscurantista, un grado di esaltazione mentale e di gretta spregiudicatezza di alcuni personaggi. La pandemia, con le sue oltre 130.000 vittime innocenti solo in Italia, avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Poter manifestare il proprio dissenso è uno dei principi fondamentali della democrazia; aggredire o fare violenza no. In questo momento occorre abbassare i toni, ridurre le paure. Serve una corretta e capillare campagna di informazione e di sensibilizzazione per stimolare le persone a vaccinarsi, superando ritrosie e dubbi, soprattutto mettendo in evidenza i risultati lampanti e i dati statistici della pandemia pre e post inizio della campagna vaccinale, in termini di contagi, di occupazione di posti letto, di ricoverati nelle terapie intensive e di decessi. Il MoVimento 5 Stelle, come ribadito anche dal nostro presidente Conte, ritiene che nell'attuale situazione epidemiologica - lo voglio evidenziare - non vi siano i presupposti per porre l'obbligo vaccinale, tranne che per determinate categorie. L'obbligo rappresenta l' extrema ratio da applicare qualora si verificassero situazioni contingenti particolari - auguriamoci ovviamente di no - di importante risalita della curva dei contagi.