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Signor Presidente, con l'approvazione di questo provvedimento sul riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale daremo una risposta concreta a centinaia di persone che purtroppo ne soffrono, alle associazioni che spesso le rappresentano e ai loro familiari. Il provvedimento, naturalmente, consta di un solo articolo ed è, come ricordava la relatrice senatrice Fregolent, atteso da due legislature, forse tre, anzi i colleghi che da anni si occupano di questo tema mi dicono addirittura da quattro legislature. È quindi un provvedimento molto atteso. Nel primo ed unico articolo di questo disegno di legge, si parla di diagnosi, perché naturalmente questa è fondamentale, in quanto questa malattia deve essere accertata nel paziente da più di un anno e la diagnosi deve essere effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato dai centri di specializzazione per la cefalea (nel lasso di tempo in cui ancora non disponevamo di una legge sono infatti sorti moltissimi centri specializzati su questo tema). La diagnosi è molto importante, è fondamentale, essendo questa la terza malattia invalidante del sistema nervoso nel mondo. Quando riconosciamo una malattia sociale, riconosciamo anche dei benefici alle persone che ne soffrono, quindi è ancora più importante fare una diagnosi precisa anche per accertare la cefalea come primaria e quindi non come sintomo di un'altra malattia. La diagnosi, quindi, è al centro di questo provvedimento. Il fatto che questa sia una malattia invalidante è l'altro tema fondamentale. I colleghi che mi hanno preceduta ricordavano le statistiche: ne soffrono di più le persone giovani, quindi quelle in età da lavoro, addirittura i bambini a scuola e quindi è una malattia sociale molto rilevante che impatta moltissimo sul mondo del lavoro. Basti pensare che i sintomi sono nausea, vomito, sensibilità alla luce e al suono - quindi ci sono delle persone che non sono in grado di andare al lavoro - e soprattutto che si perde molto la concentrazione. Per questo si tratta di un provvedimento fondamentale. C'è una recente ricerca del Censis che parla anche di impatto psicologico della cefalea, nelle persone che ne soffrono e nelle loro famiglie. Ne soffrono di più le donne e anche questo è un tema molto importante. Nel secondo comma, come ricordava il Sottosegretario, la legge - non poteva non farlo rientrando la sanità tra le materie di legislazione concorrente - parla appunto di un decreto da emanarsi entro centottanta giorni da parte del Governo, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, per progetti sperimentali di metodi innovativi per la cefalea primaria. Signor Sottosegretario, ci abbiamo messo tanto a fare questa legge e ora ci auguriamo che il Governo, in questa fase, si impegni subito per il decreto attuativo insieme alle Regioni. Lei usava una parola importante: «uniforme», affinché questo percorso diagnostico-terapeutico sia uniforme in tutto il territorio nazionale. Questo è stato un problema per tutti gli ambiti, ma l'uniformità dell'accesso, anche alle cure, e del riconoscimento della cefalea è molto importante. Dell'ultima questione abbiamo già discusso nelle settimane precedenti a proposito di provvedimenti in seguito al Covid-19, ed è la necessità di rafforzare la medicina di territorio. Questo aspetto è già presente nel primo articolo del decreto rilancio e noi dobbiamo, a mio avviso, andare in questa direzione. Si parlava di provvedimenti di sistema perché anche per affrontare la cefalea cronica noi abbiamo sicuramente bisogno di équipe preparate sul territorio, come del rafforzamento delle aggregazioni funzionali territoriali, che sono già previste dal contratto. Un gruppo di medici specialisti, infatti, che va dal neurologo allo psichiatra, all'oculista, all'otorino, al cardiologo e al dentista, possono affrontare al meglio questo tema della cefalea cronica. Gli interventi di sistema devono quindi andare in questa direzione per affrontare questa malattia. Naturalmente, la giornata di oggi, con l'approvazione del riconoscimento della cefalea primaria come malattia sociale, è importante. Il mio Gruppo voterà convintamente a favore di tale provvedimento e penso che il valore aggiunto importante sia che tutte le forze politiche lo votano e che tutte le forze politiche si sono impegnate in questa direzione, sia in Commissione che in Aula, e soprattutto alla Camera. Ritengo che quanto meno ci dividiamo sulla salute tanto più procuriamo un bene al nostro Paese. BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizio con un riferimento a quanto afferma la coordinatrice dell'associazione dei cefalalgici in merito alla cefalea, che parla di una vita molto complicata e del fatto che spesso non si trova ascolto e si pensa che si stiano trovando scuse. Questo è quello che i malati di cefalea hanno trovato sempre, fino a oggi, perché l'inclusione della cefalea primaria cronica come malattia sociale non era ancora avvenuta. Quindi, l'individuazione di metodi innovativi (e ce ne sono molti, che si stanno sperimentando e cominciano ad avere anche buoni frutti) non aveva ancora avuto un riconoscimento. Quindi, rispetto a questa penosa condizione che vi ho citato prima, oggi, se vogliamo, come Parlamento, possiamo raggiungere due grandi obiettivi, approvando definitivamente il testo unificato. Devo dire davvero grazie ai colleghi, anche della Camera, che hanno presentato due testi, uno della Lega e uno del Partito Democratico, ma li hanno unificati e hanno votato un testo unico tutti insieme. Questo testo, arrivato qui da noi al Senato e, grazie anche in questo caso alla volontà di tutti i nostri colleghi, lo abbiamo approvato senza introdurre nessun cambiamento, ritenendolo già un testo esaustivo rispetto a quanto noi abbiamo bisogno. Questo testo era arrivato quasi all'approvazione, ma il Covid ne ha fermato purtroppo l' iter . Il provvedimento era infatti all'ordine del giorno della seduta dello scorso 11 marzo, ma abbiamo dovuto cambiare i nostri programmi. Come hanno già detto i colleghi, la cefalea non è un semplice mal di testa (quello di cui soffriamo tutti e che magari qualcuno ha anche oggi qui), bensì una malattia molto più invalidante e con dei costi sociali ed economici davvero non indifferenti. È la terza malattia più diffusa nel mondo, anche se - lo dicevo prima - è francamente sottovalutata e quasi sminuita e minimizzata. La difficile convivenza con i sintomi dolorosi che prova chi ne soffre non ha quindi trovato mai una soluzione definitiva. Come è stato detto prima, in Italia la spesa sanitaria connessa alla cefalea è enorme. Chi non ha una cefalea frequente spende circa 800 euro l'anno, mentre chi soffre di una cefalea frequente arriva a spendere oltre 2.000 euro, quindi una cifra importante, e sappiamo che di queste persone ci dobbiamo prendere cura. Tra l'altro - lo abbiamo già detto in alcuni passaggi - la cefalea è la cosiddetta malattia di genere, perché rispetto agli uomini le donne che ne soffrono sono tre volte di più ed essa è ancora più impattante perché colpisce nel periodo fertile e lavorativo, con tutti gli effetti che ne conseguono (in particolare dover affrontare in maniera stancante la vita quotidiana con la famiglia e il lavoro, cui spesso non si riesce purtroppo ad andare).