[resaula]

stiamo lavorando a questa espansione - come è stato detto dalla destra - grazie alla sospensione della clausola di salvaguardia, che però scadrà nel 2023. Quindi, stiamo lavorando su soldi che non abbiamo. Infatti, 23,3 miliardi sui 37 sono a deficit e tra poco dovremo rendere conto di tutti questi movimenti a debito. In questa legge di bilancio sarebbe stato necessario fare tante cose e farle bene. Si discute da tanto tempo della necessità di presentare un decreto-legge che risolva la questione delle delocalizzazioni. Ebbene, la montagna ha partorito un topolino; anzi, ad ascoltare chi ha ben presente quali siano le conseguenze di questo emendamento del Governo, sembra che la pezza sia peggiore del buco, perché ponendo la questione soltanto in termini di pagamento, di prebende e di una maggiore multa, stiamo creando il binario e dando la possibilità a chi vuole delocalizzare di farlo secondo norme e riduciamo tutto al bon ton istituzionale, andando a "sgridare" letteralmente quelle aziende che comunicano i licenziamenti con un sms. Eppure, una delle cose più importanti da fare è rivedere proprio la disciplina aziendale, secondo gli articolo 41 e 42 della Costituzione, perché non dobbiamo dimenticare che l'articolo 41, al comma 1, prevede sicuramente che l'imprenditore abbia ragione e possa essere garantito nel suo ius utendi , ma al comma 2, laddove vieta un agire di impresa in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, nega lo ius abutendi . La conseguenza è che le imprese che intendono disimpegnarsi in via definitiva da un sito produttivo per ragioni non determinate da squilibrio patrimoniale, economico o finanziario possono venderlo ma non procedere alla sua chiusura. Eppure nessuna di queste procedure è prevista in questo emendamento. Nessuno dei subemendamenti all'emendamento del Governo, che prevedeva un iter che consentiva agli stessi operai di subentrare nell'azienda, è stato preso in considerazione. La visione del Governo, quindi, si può tradurre proprio in questa inadempienza grave nei confronti delle delocalizzazioni. Un disegno di legge è stato scritto con costituzionalisti e tecnici del settore grazie all'aiuto degli operai della GKN ed è stato depositato al Senato e alla Camera. Nonostante ciò, il Governo, senza ascoltare nessuna delle parti, è andato per la sua strada e, quindi, emetteremo multe che sarà facile pagare per chi vuole comunque prendere i soldi pubblici dell'Italia e poi andare a lavorare altrove. Ci sono sicuramente tante altre questioni sul tavolo. Penso, per esempio, alle autonomie, cui viene aperta una porta con la legge di bilancio, anche se esclude il dibattito parlamentare. Eppure, con l'emergenza sanitaria abbiamo avuto prova di quanto il Titolo V sia stato deleterio e di quanto, invece che procedere sulla strada sbagliata, sarebbe necessario tornare a mettere mano al Titolo V per rimediare agli errori. Avevo firmato anch'io un emendamento che prevedeva un aiuto per le Città metropolitane. La collega Valente lo aveva presentato e io lo avevo sottoscritto, ma sapevo che sarebbero arrivate le condizionalità, il cappio al collo per le città che sono state invece il bancomat dello Stato. La sottosegretaria Castelli era una delle grandi fautrici del risarcimento dei Comuni... (Il microfono si disattiva automaticamente). Hanno pagato e hanno fatto pagare ai cittadini un debito nazionale... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi del Governo, colleghi presenti in Aula, di questi cinque minuti - sono veramente pochi per esprimere un giudizio sulla legge di bilancio - voglio riservare il primo a sottolineare le critiche di metodo e di sistema, che mi auguro davvero che in questo ultimo anno di legislatura che ci attende possano essere corrette per consegnare alla prossima legislatura uno stile e una prassi parlamentare con una nuova vitalità. Le tre critiche sono le seguenti: abbiamo inventato un sistema monocamerale a corrente alternata, una volta noi del Senato, una volta la Camera. Ciò di fatto pregiudica la ricchezza e la potenzialità del Parlamento. La seconda critica coincide esattamente con quella che hanno fatto alcuni dei nostri colleghi: si è cominciato a votare a notte fonda. Necessariamente, quindi, la consapevolezza di quanto scritto nel disegno di legge e di ciò che diventerà operativo è quantomeno limitata dal tempo, se non dallo stato di vigilanza. La terza critica, che è la mia critica sistematica, mira a sottolineare come, con una maggioranza al 75 per cento dell'intero Parlamento, il ricorso alla fiducia sembra quasi un segno di sfiducia nei confronti del Parlamento stesso. Sono tre critiche di sistema, critiche procedurali che reputo importanti e che mi piacerebbe venissero ascoltate. Detto questo, quali sono gli aspetti che considero più interessanti e positivi di questa manovra di bilancio? Voglio soffermarmi, ovviamente, sul campo di nostra competenza, che è, al tempo stesso, un campo che riguarda la sanità ed uno che riguarda l'università. Per quanto riguarda il mondo della sanità, ho apprezzato molto l'aumento di due miliardi al fondo sanitario nazionale. Tanti o pochi che siano segnano, in modo in questo caso inequivocabile, l'inversione di tendenza, la considerazione che i costi per la salute non sono mai solo costi, ma sono sempre e soprattutto investimenti per la salute. Certamente, due milioni che sono stati investiti quasi tutti per vaccini, che non possono che essere, in questo momento, la principale preoccupazione di tutti noi. La nuova ondata omicron sembra quasi far ribaltare le nostre prospettive, le nostre speranze e ci pone davvero molti dubbi, molte incertezze. Siamo tutti fortemente impegnati, in questo momento, nella campagna di vaccinazione che riguarda i bambini. Io non posso che rallegrarmi per quello che è stato l'emendamento, a mia prima firma, per l'ospedale del Bambin Gesù, per sostenere gli ospedali che oggi si occupano dei bambini, che sono in questo momento la categoria più esposta. Bisognerebbe sentir parlare i pediatri, su queste polmoniti interstiziali, a volte molto gravi, con cui stanno arrivando ad horas i bambini, che richiedono poi di essere intubati. Sostenere gli ospedali dei bambini diventa, quindi, in questo momento, la misura più coerente rispetto all'obiettivo che ci siamo dati. Mi rallegro anche perché è aumentato il fondo per i farmaci innovativi. Noi ci siamo rallegrati, poche settimane fa, per l'approvazione della legge sulle malattie rare. Abbiamo più volte sottolineato come una legge sulle malattie rare non possa essere efficace se non si sostiene la ricerca sui farmaci cosiddetti orfani e la sperimentazione che, mai come nel caso delle malattie rare, va verso farmaci innovativi, perché dobbiamo inventare farmaci che non esistono e non hanno un parametro di riferimento con altri. In questo contesto, mi rallegro anche di altre due misure. Una è l'aumento di 12.000 borse di specializzazione per gli studenti, per i giovani laureati in medicina.