[pronunce]

n. 268 del 1992), ordinamento degli uffici e del personale (art. 8, numero 1 dello statuto), finanza locale (artt. 80 e 81 dello statuto), igiene e sanità (art. 9, numero 10 dello statuto), con riguardo al finanziamento del sistema sanitario. La ricorrente aggiunge, in riferimento all'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012 che, in base agli artt. 69, 70, 75 e 79 dello statuto, nonché all'art. 2, commi 106 e 108, della legge n. 191 del 2009, approvata ai sensi dell'art. 104 dello statuto, le quote dei proventi erariali spettanti alla Provincia non possono venire trattenute dallo Stato, ma vanno immediatamente poste a disposizione presso la tesoreria provinciale dello Stato, secondo le modalità definite dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 20 luglio 2011 (Attuazione dell'articolo 2, comma 108, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, in materia di versamenti diretti delle quote dei proventi erariali spettanti alla Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol ed alle Province autonome di Trento e di Bolzano). Infine la Provincia autonoma di Bolzano lamenta, con riguardo ai parametri già enunciati, che il concorso alla finanza pubblica indicato dall'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012 non incontra limiti temporali. La ricorrente impugna, con riferimento ai parametri già esposti, anche l'art. 24-bis del d.l. n. 95 del 2012, nella parte in cui rende direttamente applicabile l'art. 16, comma 3, alla Provincia. Si tratterebbe di norma di dettaglio, che irragionevolmente comprime l'autonomia statutaria. 4.- Con un secondo ricorso spedito per la notificazione il 25 febbraio 2013, ricevuto il successivo 5 marzo e depositato il 4 marzo 2013 (reg. ric. n. 30 del 2013) , la Provincia autonoma di Bolzano ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 118, della legge n. 228 del 2012, in riferimento agli artt. 75, 79, 83, 103, 104 e 107 dello statuto, all'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, all'art. 16 del d.lgs. n. 268 del 1992 e ai principi di leale collaborazione, di ragionevolezza e di delimitazione temporale. La ricorrente ribadisce che l'incremento del contributo previsto dall'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012 nella misura di 500 milioni di euro all'anno incorre nei medesimi vizi già dedotti nei confronti dell'art. 16. 5.- Con ricorso notificato il 13 ottobre 2012 e depositato il 18 ottobre 2012 (reg. ric. n. 155 del 2012) , la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 16, commi 3 e 4, e 24-bis del d.l. n. 95 del 2012, in riferimento agli artt. 69, 79, 104 e 107 del d.P.R. n. 670 del 1972 e all'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009. L'art. 16, comma 3, impugnato, determinerebbe «una ulteriore rilevante sottrazione di risorse alle Regioni speciali» che «non ha alcuna base statutaria». La ricorrente evidenzia, in particolare, che il concorso alla finanza pubblica avviene o nei modi indicati dall'art. 79 dello statuto o in forza dell'accordo con lo Stato ivi previsto. Pertanto, un accantonamento unilaterale, come quello derivante dalla norma impugnata, lede il principio dell'accordo, in riferimento agli artt. 79, 104 e 107 dello statuto. Esso, inoltre, contrasta con tali parametri anche sotto tre altri profili. La norma impugnata, predeterminando il contenuto dell'accordo quanto al rispetto degli importi indicati, rende meramente fittizio il rinvio alla fonte concertata e introduce un criterio per ripartire il contributo tra le autonomie speciali, quello relativo alle spese sostenute per consumi intermedi, che non è stato oggetto di concertazione. Infine, il contributo è disposto a decorrere dall'anno 2015, e dunque a tempo indeterminato, in contrasto con la natura necessariamente transitoria che esso dovrebbe rivestire. La Regione aggiunge che disporre un accantonamento sulla compartecipazione ai tributi erariali assicurati dall'art. 69 dello statuto viola tale ultima previsione, nonché l'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009, che assicura il diretto versamento delle somme mediante il deposito presso la tesoreria provinciale dello Stato. L'art. 16, comma 4, a propria volta, violerebbe gli artt. 79 e 104 dello statuto ed il principio dell'accordo, perché prevede una modalità di partecipazione della Regione al patto di stabilità incompatibile con tali previsioni. Peraltro, nella parte in cui la disposizione impugnata ribadisce la vigenza di contributi posti a carico della ricorrente da altra normativa, anch'essa impugnata in separati giudizi innanzi a questa Corte, vi sarebbe una illegittimità in via derivata. L'art. 16, comma 4, lederebbe il principio pattizio anche perché prevede un termine perentorio di conclusione dell'accordo, scaduto il quale vengono imposte alla ricorrente conseguenze unilateralmente determinate dallo Stato, con l'effetto di vanificare la previsione stessa dell'intesa. Infine, l'art. 24-bis, nella parte in cui afferma l'applicabilità alle autonomie speciali dell'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012, incorrerebbe nei medesimi vizi dedotti rispetto a quest'ultima disposizione. 6.- Con un secondo ricorso notificato il 27 febbraio 2013 e depositato il 5 marzo 2013 (reg. ric. n. 33 del 2013) , la Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 118, della legge n. 228 del 2012, in riferimento agli artt. 69, 79, 104 e 107 del d.P.R. n. 670 del 1972 e all'art. 2, comma 108, della legge n. 191 del 2009. La ricorrente svolge le medesime censure proposte nel precedente ricorso (reg. ric. n. 155 del 2012) avverso l'art. 16, comma 3, del d.l. n. 95 del 2012. 7.- Con ricorso notificato il 13 ottobre 2012 e depositato il 18 ottobre 2012 (reg. ric. n. 156 del 2012) , la Provincia autonoma di Trento ha promosso, tra le altre, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 16, commi 3 e 4, e 24-bis del d.l. n. 95 del 2012, in riferimento agli artt. 75, 79, 104 e 107 del