[resaula]

Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 2099 dell'11 maggio 2018 ha accolto l'appello cautelare disponendo la sospensione della procedura, ritenuta non adeguatamente motivata producendo "(…) l'effetto di escludere dalla procedura -relativa ad un settore altamente specializzato in cui i possibili candidati non sono verosimilmente molto numerosi- un soggetto come il ricorrente appellante, il quale appare particolarmente qualificato in ragione del suo curriculum, che è pure non contestato e ne riporta la considerevole esperienza di chirurgo"; l'università non ha sospeso la procedura, ma con decreto rep. 890 del 5 luglio 2018 ha disposto l'annullamento del decreto rettorale del 5 ottobre 2017, rep. 1110/2017, avente ad oggetto il bando di concorso della procedura in questione "alla luce della decisione assunta dal Consiglio di Stato", riconoscendo l'illegittimità degli atti impugnati per difetto di motivazione, confermato dalla successiva condanna del TAR Piemonte (sentenza n. 1130/2018, del 17 ottobre 2018) per un totale di circa 10.000 euro di risarcimento per spese legali dall'ateneo; il consiglio del DIMET, in data 17 luglio 2018, ha proposto di bandire nuovamente una procedura ai sensi dell'art. 18, comma 4, della legge n. 240 del 2010 riservata ai professori esterni sempre per il SSD MED/11, proposta approvata dal consiglio di amministrazione il 20 luglio 2018, senza fornire una congrua motivazione come richiesto dal Consiglio di Stato. Difatti sono numerosi SSD altrettanto rilevanti e decisamente più critici della Cardiologia, quali Chirurgia, Psichiatria, Ginecologia e Ostetricia (e di recente la Pediatria), in base a: 1) uguale o superiore numero di specializzandi (unico criterio adottato per giustificare la scelta del SSD nella delibera del DIMET del 17 luglio 2018); 2) accreditamento parziale della scuola di specialità (pertanto destinate alla chiusura); 3) assenza di professori idonei alla prima fascia; in data 22 febbraio 2019 il Consiglio di Stato con ordinanza n. 898-19 ha accolto l'appello cautelare disponendo la sospensione della procedura. Inoltre, al pensionamento del professor Marino (31 ottobre 2018), il professor DL, ai sensi dell'art. 8, comma 6, del protocollo d'intesa tra Regione Piemonte e l'università del Piemonte Orientale, avrebbe dovuto, in qualità di unico professore del settore, come sempre accaduto nell'ateneo e tra l'altro in virtù della sua rilevante esperienza clinica, subentrare alla guida della divisione della Cardiologia universitaria dell'ospedale Maggiore della Carità di Novara. Invece quest'ultima azienda ha deliberato in data 25 ottobre 2019, a parere dell'interrogante irragionevolmente, l'assegnazione pro tempore al primario della divisione ospedaliera (tra l'altro prossimo al pensionamento) riportando che "Al momento non sono pervenute indicazioni da parte del Rettore dell'Università del Piemonte Orientale circa la nomina della sopracitata Struttura"; al pensionamento del professor Marino, tramite indizione di formali elezioni (mai svolte negli anni passati), si è cercato di osteggiare l'elezione del professor DL (unico candidato in quanto unico docente del SSD, come imposto dalla legge) a direttore della scuola di specialità in Cardiologia, per attendere l'espletamento del suddetto concorso di prima fascia. Il rettore, ben conscio che un direttore dello specifico SSD fosse un requisito necessario all'accreditamento della scuola, ha rifiutato la richiesta di assegnazione diretta avanzata dal professor DL, assegnandola al decano, professore ordinario di altro SSD (MED/09, epatologo); inoltre al 15 marzo 2019, termine ultimo per gli accreditamenti, gran parte delle scuole di specialità mediche di tale ateneo (oltre il 60 per cento) non presentavano i requisiti ministeriali, per mancanza di docenti o presenza di docenti privi dei parametri bibliometrici richiesti dalla legge. Saranno, pertanto, inevitabilmente destinate alla chiusura. Inoltre nelle schede di accreditamento inviate al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca il 22 marzo 2019 l'ateneo, pur di ottenere l'accreditamento senza ottemperare agli obblighi imposti dalla legge, ha indicato, a sua insaputa, il professor DL come direttore di tale scuola, seppur affidata temporaneamente (oramai da 8 mesi) ad altro docente di altro SSD; considerato che, secondo quanto risulta all'interrogante: l'università del Piemonte Orientale non ha mai bandito procedure concorsuali "riservate ad esterni" ai sensi dell'art. 18, comma 4, della legge n. 240 del 2010, e, come ammesso dalla stessa, ha sempre "ragionevolmente" assunto docenti esterni all'ateneo solo in SSD vacanti; l'assegnazione di tale procedura concorsuale nuovamente all'SSD MED/11 non presenta congrua motivazione, come invece richiesto dal Consiglio di Stato nell'ordinanza n. 2099 dell'11 maggio 2018; sussiste un danno grave e irreparabile, atteso che l'impossibilità di partecipare al concorso oggetto di causa riservato ai docenti esterni impedisce al professor DL di concorrere e di ricoprire il posto di professore ordinario presso l'università del Piemonte Orientale. In effetti, la chiamata di soggetti solo esterni all'università preclude la possibilità di progressione in carriera del ricorrente, docente presso la medesima università dal 2007 e abilitato alla prima fascia dal 1° agosto 2017, comportando una saturazione dei punti in organico; la struttura cardiologica universitaria dell'azienda ospedaliera universitaria Maggiore della Carità si sarebbe dovuta assegnare temporaneamente al professor DL, ai sensi dell'art. 8, comma 6, del protocollo d'intesa tra Regione Piemonte e l'università del Piemonte Orientale, così come la scuola di specialità in Cardiologia per preservarne l'accreditamento, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo al fine di verificare l'operato dell'università del Piemonte Orientale e, qualora ne sia accertata l'illegittimità, se non ritenga opportuno valutare le relative responsabilità, considerato che quanto accaduto, a parere dell'interrogante, di certo non favorisce la meritocrazia, ma "la fuga dei cervelli". Atto n. 4-01815 ORTOLANI PRESUTTO ACCOTO DELL'OLIO GARRUTI PIRRO PELLEGRINI Marco ANGRISANI DI GIROLAMO RICCIARDI LUCIDI GIANNUZZI DRAGO MARINELLO ROMAGNOLI DI MARZIO GAUDIANO ROMANO DI MICCO AUDDINO LEONE FENU FATTORI PESCO URRARO PIARULLI NATURALE AGOSTINELLI ABATE CROATTI PISANI Giuseppe GALLICCHIO MININNO LANZI TRENTACOSTE FEDE QUARTO L'ABBATE DESSI' LA MURA VANIN LANNUTTI CASTALDI CORRADO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: