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con il decreto direttoriale n. 703 del 20 aprile 2022, il Ministero dell'università e della ricerca ha approvato gli esiti delle valutazioni delle proposte di intervento per la creazione e il rafforzamento di "ecosistemi dell'innovazione", costruzione di "leader territoriali di R&S" di cui al decreto direttoriale 30 dicembre 2021, n. 3277; il bando prevedeva che potessero essere ammissibili 12 proposte progettuali con una dotazione di circa 120 milioni di euro ciascuna per il prossimo triennio e per garantire un'equa distribuzione degli investimenti sul territorio nazionale, 7 progetti dovevano pervenire da atenei del Centro-Nord e 5 da quelli del Sud; l'università degli studi di Brescia e l'università degli studi di Bergamo sono state le uniche a presentare un progetto congiunto coinvolgendo un vasto raggruppamento di soggetti, fra cui, oltre a politecnico di Milano, università di Verona, Trento e Bolzano, CNR e ENEA, le camere di commercio di Brescia, Bergamo, Trento, Verona e Vicenza e le confederazioni industriali di Brescia, Bergamo, Lecco, Verona, Vicenza e Trento; il progetto "The manufacturing alliance -The MA" ha la finalità di portare avanti attività di trasferimento tecnologico, valorizzazione della ricerca, supporto alla creazione di startup e scale-up delle realtà esistenti, nonché di fare formazione sui bisogni delle aziende della prossima generazione e proporre la valorizzazione rigenerativa dei territori; obiettivo del progetto è quello di valorizzare, anche con riguardo all'impatto ambientale, territoriale e sociale, le eccellenze nazionali ed europee che contraddistinguono gli ecosistemi industriali del Nord Italia nel settore manifatturiero; ad oggi questo progetto, ottavo nella graduatoria delle università del Centro-Nord, è il primo dei non ammessi, benché su 12 progetti finanziabili ne siano stati ammessi soltanto 11, di cui 7 delle università del Nord e solo 4 di quelle del Centro-Sud; sembrerebbe dunque che nessuno degli altri progetti presentati dalle università del Sud abbia ottenuto il punteggio minimo per risultare idoneo al bando; pertanto, se si scorresse la graduatoria complessiva, il progetto delle università di Bergamo e Brescia potrebbe essere finanziato; i rettori degli atenei di Bergamo e Brescia e tutti i rappresentanti della filiera coinvolta manifestano grande dispiacere, dal momento che il progetto rappresentava un'opportunità di rilancio e valorizzazione di un intero settore del Paese che, a seguito della pandemia e ora della crisi energetica, vive un momento di enorme difficoltà, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, al fine di privilegiare e rispettare la qualità dei progetti di ricerca destinatari di finanziamento, intenda procedere all'ammissibilità del dodicesimo progetto, utilizzando la graduatoria generale di merito stilata dalla commissione; nel caso in cui il progetto venga definitivamente escluso per dare priorità ad un progetto di un'università del Sud, benché abbia conseguito un punteggio inferiore, se non ritenga opportuno finanziarlo diversamente in considerazione dell'alto valore che assicurerebbe al territorio. Atto n. 4-06965 LANNUTTI CRUCIOLI ANGRISANI ABATE GRANATO CORRADO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: secondo "il Fatto Quotidiano" del 27 aprile 2022, il commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, nominato il 1° marzo 2021, dall'insediamento non avrebbe ancora rendicontato le spese da lui autorizzate dall'inizio dell'incarico. Con il superamento dello stato di emergenza, dal 1° aprile 2022 il generale Figliuolo non è più commissario straordinario; l'articolo a firma di Ilaria Proietti evidenzia che neppure i costi di ristrutturazione della sede della struttura commissariale, palazzo Caprara in via XX Settembre a Roma, sono stati rendicontati, tanto che la giornalista ipotizza che i soldi per rimettere a nuovo quello che viene chiamato "palazzo Figliuolo", a due passi dal Quirinale, potrebbero essere stati attinti proprio dai fondi per l'emergenza COVID-19; il 20 febbraio 2022, il quotidiano "la Repubblica" ha pubblicato l'inchiesta "Il conto del Covid", nella quale si sostiene che l'elenco delle spese sostenute in questi due anni, dal Dipartimento della protezione civile e dai commissari straordinari, ammonterebbe a 4,36 miliardi di euro; considerato che: l'articolo 122, comma 8, del decreto-legge n. 18 del 2020 ha previsto l'esenzione dal controllo della Corte dei conti, nonché dalla disciplina del controllo di regolarità amministrativa e contabile, interno alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per i contratti di acquisto di beni strumentali o per gli atti negoziali stipulati dal commissario straordinario per l'emergenza epidemiologica; anche la responsabilità contabile e amministrativa sarebbe stata "limitata ai soli casi in cui sia stato accertato il dolo del funzionario o dell'agente che li ha posti in essere o che vi ha dato esecuzione". La disposizione specifica però che sono "fatti salvi gli obblighi di rendicontazione" che, a questo punto, acquistano straordinaria importanza a fronte di una considerevole spesa di risorse pubbliche sottratta ai più elementari principi di controllo e vigilanza nonché, in alcuni casi, alle procedure di evidenza pubblica; il richiamo alla rendicontazione è presente nell'articolo 34 del decreto-legge n. 73 del 2021, che, tra l'altro, vincolava il trasferimento di 1.650 milioni di euro per gli interventi di competenza del commissario straordinario alla "previa presentazione, da parte del medesimo, di rendiconto amministrativo relativo alla gestione successiva al 1° marzo 2021". Sarebbe stato quindi necessario un puntuale rispetto degli obblighi di rendicontazione che, allo stato attuale, però, sarebbero stati limitati al solo rispetto degli adempimenti relativi all'amministrazione trasparente di cui al decreto legislativo n. 33 del 2013, peraltro rispettati parzialmente e con gravi ritardi; considerando infine che a tutt'oggi non è stato pubblicato un rendiconto vero e proprio della spesa sostenuta dalla struttura commissariale, essendo stati pubblicati nella sezione "amministrazione trasparente" solo gli elenchi delle spese relative (unicamente dei quattro trimestri 2021 e il primo trimestre 2022, a partire dal 1° marzo 2021), privi delle motivazioni di necessità e urgenza che hanno determinato quelle spese nonché delle modalità di assegnazione degli approvvigionamenti, dimostrando quindi la scarsa trasparenza nella gestione dei conti della struttura commissariale, si chiede di sapere quali iniziative si intenda adottare, anche di natura normativa, per garantire la massima trasparenza delle spese sostenute dalla struttura commissariale durante l'emergenza da COVID-19, producendo un rendiconto completo e comprensivo delle motivazioni che hanno reso necessarie e urgenti le spese nonché delle modalità di assegnazione degli approvvigionamenti, anche per fugare ogni dubbio sui fondi utilizzati per la ristrutturazione del prestigioso palazzo Caprara, che il Governo Gentiloni, nel 2017, aveva deciso di vendere al Qatar per la considerevole cifra di 50 milioni di euro, in linea con la spending review.