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è il collegamento dell'Italia con la Francia e con i grandi traffici di merci e di persone a livello internazionale. In altre parole, si tratta di decidere se essere nella parte più produttiva, più avanzata, che possa avere maggiori prospettive di sviluppo nel nostro Continente, oppure restare nella parte emarginata. I dati sull'evoluzione del prodotto interno lordo dimostrano che già oggi, grazie a questo Governo, siamo nella parte emarginata. Dobbiamo assolutamente impedire al Governo di tagliare le gambe al progresso nei prossimi dieci, vent'anni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dobbiamo avere un centesimo della lungimiranza che ebbe Camillo Cavour negli anni Cinquanta dell'Ottocento, che ebbe quel Parlamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per questo abbiamo presentato la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Toninelli; non tanto nei confronti della sua persona, che pure ci ha abituati a una serie di atteggiamenti che ci possono lasciare perplessi, ma per questo aspetto specifico, ossia il suo no, ribadito in tutti i modi e con tutti i pretesti, alla linea ad alta velocità. Abbiamo aspettato mesi per uno studio costi-benefici, i cui esiti erano scontati, dato che coloro che facevano parte della commissione erano tutti, tranne uno, schierati da decenni contro il TAV, a cominciare dal suo personaggio più folkloristico, più noto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'unico che non era allineato si è rifiutato di firmare la relazione, perché assolutamente non condivisibile. Poi abbiamo avuto una relazione per cui abbiamo scoperto che questi costi sono comunque trattabili: il costo è di 3 miliardi e mezzo, però trattabili, per cui potrebbero essere un po' di meno. Poi si parla del mini TAV, dimenticando che questo è un progetto a livello internazionale, sancito da un trattato internazionale. È una cosa gravissima: fa perdere credibilità all'Italia, ben al di là dello specifico fatto della linea ad alta velocità, che pure è importantissimo. Ci interessa di meno il fatto che la discussione della mozione sia prima o dopo il 20 marzo, quando è stabilita la votazione sulla questione dell'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, perché sul TAV siamo sempre stati a favore, sempre, costantemente, senza rallentare, senza avere una parola a Roma, un'altra a Torino e un'altra in Val di Susa come altri hanno tenuto (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ricordo che se nella seconda parte della scorsa legislatura ci fosse stato più attivismo sul TAV, oggi saremmo molto più avanti e sarebbe molto più difficile per questo Governo irresponsabile bloccare i lavori, che sono già a livello molto avanzato. Anche sulla questione che riguarda il ministro Salvini siamo coerenti: noi siamo sempre stati per le garanzie per gli imputati e per la separazione tra politica e giustizia, mentre altri, a quanto pare, scoprono questo valore soltanto quando riguarda qualcuno che sta al Governo con loro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per queste ragioni, chiediamo di votare la mozione di sfiducia al ministro Toninelli in qualunque momento prima del 20 marzo e non perché il 20 marzo si vota sul ministro Salvini, ma perché quella è la scadenza entro la quale l'Italia si deve muovere se non vuole perdere subito, irrevocabilmente, 300 milioni di euro. Poi, qui si porteranno risparmi risibili su altri argomenti, ma intanto si perdono 300 milioni. Chiediamo, quindi, che la discussione avvenga prima del 20 marzo, il più presto possibile: martedì. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo perché a ogni Conferenza dei Capigruppo c'è un mistero, che riguarda il fatto che non riusciamo mai a portare a buon fine la ratifica da parte del Parlamento della Convenzione di Faro. Come lei sa, Presidente, ne abbiamo discusso anche oggi: era arrivata in Aula ed è ritornata in Commissione. Francamente, non riesco davvero a comprendere i motivi per cui, da parte della maggioranza - o almeno di una parte della maggioranza - si continui a osteggiare la ratifica di una convenzione molto importante, che tra l'altro è stata sottoscritta dall'Italia nel 2013. Sono passati ormai quasi sei anni e mi pare arrivato il tempo di poterla ratificare, anche perché la convenzione tratta aspetti molto importanti, direi rivoluzionari rispetto al patrimonio culturale perché introduce i concetti di eredità culturale, di comunità di eredità. Capisco che forse le parole «comunità di eredità» a qualcuno possano risultare indigeste, ma credo che sarebbe assolutamente opportuno affrontare comunque la discussione in quest'Aula perché credo che la ratifica della Convenzione di Faro possa davvero segnare un passo in avanti, dimostrando che in Europa può esservi una valorizzazione vera di convenzioni e di trattati che vanno nella direzione - come ognuno di noi ha auspicato avvenga in Europa - della promozione di valori condivisi molto importanti, come quelli appunto considerati all'interno della Convenzione di Faro. Per questo motivo, signor Presidente, è vero che la prossima settimana è dedicata al lavoro delle Commissioni, però credo che martedì si possa benissimo mettere all'ordine del giorno la ratifica della Convenzione di Faro per poi proseguire tranquillamente con il lavoro delle Commissioni. Chiedo pertanto che tale ratifica venga calendarizzata la prossima settimana. (Applausi dal Gruppo Misto) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo e penso di parlare a nome della maggioranza - non so se il collega Patuanelli vorrà intervenire - per respingere la ricostruzione fatta dalle minoranze sulla Conferenza dei Capigruppo. Noi ci siamo resi disponibili anzitutto sul tema del TAV, perché è nel calendario di questa settimana una mozione presentata dalle minoranze che abbiamo calendarizzato non appena le minoranze ce lo hanno chiesto. In merito alla mozione di sfiducia, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo tenuto fede al fatto di mantenere l'impegno, previsto dal nostro Regolamento, di fare una settimana Aula e una settimana Commissione ed è per questo motivo che la prima settimana utile è quella che va dal 18 marzo in poi, per cui abbiamo calendarizzato la mozione di sfiducia il 21 perché, come è stato ricordato, martedì c'è il presidente Conte e mercoledì si discute la questione del caso Diciotti. Sinceramente non comprendiamo la storia del do ut des ; ci resta un po' difficile, anche perché se avessimo calendarizzato la mozione di sfiducia a Toninelli la settimana prima, qualcuno avrebbe potuto parlare di scambi al contrario. Ma soprattutto, la mozione di sfiducia l'avete presentata voi; avete chiesto voi di discuterla, per quanto ci riguarda avremmo potuto discuterla anche fra sei mesi, a testimonianza che non c'è nessun do ut des sul tema. Capiamo che siamo in un momento dove si devono cercare a tutti i costi alchimie di natura politica. Al presidente Marcucci, noto alchimista della politica italiana, auguriamo buona continuazione e buon lavoro: