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1 Il CENPSU effettua una valutazione globale delle aree a rischio di degrado, attuale e potenziale, e di desertificazione del suolo, secondo le linee guida di cui all'articolo 5, comma 2, della presente legge, tenendo conto delle procedure proposte dalle Nazioni Unite per quantificare l'obiettivo 15.3 della neutralità del degrado delle terre, previsto dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, e degli effetti dei cambiamenti climatici sul suolo e della loro interazione con l'uso agricolo e forestale. 2 Il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico dei servizi pedologici regionali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale, provvede all'individuazione, e all'inserimento in un apposito elenco, delle aree minacciate dal degrado e dalla desertificazione del suolo sulla base di una valutazione globale delle singole minacce in base alle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 3 Ogni quattro anni il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico delle agenzie regionali per la protezione ambientale, aggiorna l'elenco delle aree minacciate dal degrado del suolo di cui al comma 2. 4 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, le regioni definiscono programmi d'azione obbligatori basati sull'impiego di tecniche di gestione sostenibile dei suoli, per la tutela, il risanamento e la valorizzazione delle aree minacciate dal degrado e dalla desertificazione del suolo, sulla base della valutazione globale delle singole minacce per le aree individuate ai sensi dei commi 1, 2 e 3, in base alle linee guida di cui all'articolo 5, comma 2. 5 I programmi d'azione, definiti ai sensi del comma 4, sono attuati, senza possibilità di deroga, entro l'anno successivo a quello della loro predisposizione. 6 Le regioni e le autorità di bacino tengono conto della valutazione globale delle aree a rischio di degrado, attuale o potenziale, e di desertificazione del suolo, al fine di valutare, per il territorio di competenza, la presenza delle aree vulnerabili soggette o minacciate da fenomeni di degrado del suolo e da processi di desertificazione. 16 (Uso circolare sostenibile dei suoli escavati) 1 In attuazione di quanto previsto dalla Strategia dell'Unione europea per il suolo per il 2030, di cui alla comunicazione della Commissione europea COM(2021) 699 definitivo, del 17 novembre 2021, con riferimento all'utilizzo sicuro, sostenibile e circolare dei suoli escavati, il CENPSU monitora il flusso dei suoli escavati sani e il flusso dei suoli escavati contaminati sul territorio italiano, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120, con lo scopo di riutilizzare i suoli escavati per il ripristino di suoli degradati, tenendo conto della compatibilità tra le funzioni e i servizi ecosistemici del suolo escavato e quelle del suolo degradato da ripristinare. 2 Al fine di limitare il consumo di suolo e l'impermeabilizzazione, nella pianificazione territoriale si applica la seguente gerarchia del contrasto al consumo di suolo, come indicata nella Strategia di cui al comma 1: a evitare nuovo consumo di suolo; b utilizzare aree già compromesse, quali suoli bonificati o aree urbane dismesse, ove si possa dimostrare che il nuovo consumo di suolo non sia evitabile; c evitare l'utilizzo di aree agricole e forestali fertili e integre, ove non si possa evitare nuovo consumo di suolo e il riutilizzo di aree già compromesse; d attuare le misure di mitigazione e di compensazione per minimizzare le perdite di servizi ecosistemici e per arrivare a un bilancio non negativo di consumo e di impermeabilizzazione del suolo. 3 Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente ogni cinque anni, il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico delle agenzie regionali per la protezione ambientale, individua e aggiorna le procedure per il riutilizzo e la valorizzazione sostenibile del suolo agricolo o forestale destinato alle infrastrutture e alle opere edilizie, nel rispetto di quanto stabilito dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120, al fine di garantire e promuovere il suo reimpiego per il ripristino ambientale e la deimpermeabilizzazione di altre superfici. 17 (Copertura finanziaria) 1 Per l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 7 e 8, è autorizzata la spesa di euro 500.000 annui a decorrere dall'anno 2022. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell'ambito del programma « Fondi di riserva speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.