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In base all'articolo 3 - inserito dalla Camera - il Ministro della salute promuove iniziative di informazione sull'importanza del rispetto del lavoro del personale esercente una professione sanitaria o sociosanitaria, utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente per la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale. La novella di cui all'articolo 4 estende ai casi di lesioni personali gravi o gravissime, cagionate a soggetti esercenti una professione sanitaria o sociosanitaria o a soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell'esercizio delle relative professioni o attività, le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive; tali pene sono costituite dalla reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime. La riformulazione operata dalla Camera ha soppresso la limitazione agli eventi verificatisi in relazione allo svolgimento della professione o attività presso le strutture sanitarie e sociosanitarie e ha introdotto il riferimento ai soggetti che svolgono le attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento delle suddette professioni sanitarie o sociosanitarie - in luogo del precedente riferimento agli incaricati di pubblico servizio - si ricorda che, in via generale, per le lesioni gravi e gravissime (come definite dall'articolo 583 del codice penale) si prevede, rispettivamente, la reclusione da tre a sette anni e da sei a dodici anni (ai sensi del medesimo articolo 583). La novella di cui all'articolo 5 - nella versione modificata dalla Camera - inserisce tra le circostanze aggravanti dei delitti commessi con violenza o minaccia l'aver agito in danno di soggetti esercenti una professione sanitaria o sociosanitaria o di soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell'esercizio delle relative professioni o attività; più in particolare, le attività ausiliarie sono costituite da quelle di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento delle suddette professioni. Nella versione approvata dal Senato in prima lettura, si faceva riferimento a tutti i reati (non solo ai delitti) commessi con violenza o minaccia in danno dei soggetti esercenti una delle suddette professioni; non si faceva riferimento ai soggetti che svolgono le suddette attività ausiliarie. L'articolo 6 non è stato modificato dalla Camera. Ai sensi dell'articolo 7 - inserito dalla Camera - le strutture presso le quali operano gli esercenti professioni sanitarie o sociosanitarie prevedono, nei propri piani per la sicurezza, misure volte a stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia, al fine di garantire il tempestivo intervento di queste ultime. L'articolo 8 - inserito dalla Camera - prevede l'istituzione della "Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari", al fine di concorrere allo sviluppo di una cultura che condanni ogni forma di violenza. La Giornata è celebrata annualmente in una data stabilita con decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca. Si specifica altresì che le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e che la Giornata nazionale in oggetto non determina gli effetti civili propri delle "ricorrenze festive". L'articolo 9 - inserito dalla Camera - prevede una sanzione amministrativa pecuniaria - salvo che il fatto costituisca reato - a carico di chi tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o sociosanitaria o di soggetti che svolgano attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, presso strutture sanitarie o sociosanitarie, pubbliche o private. I limiti minimi e massimi della sanzione sono pari, rispettivamente, a 500 euro e 5.000 euro. L'articolo 10 non è stato modificato dalla Camera. In conclusione vorrei esprimere tutta la mia soddisfazione per essere riusciti a portare a termine questo provvedimento, in accordo in Commissione con tutti i colleghi che hanno condiviso la necessità di chiudere in terza lettura il provvedimento e che il mondo delle professioni sanitarie aspettavano da inizio legislatura. Garantire al medico e a tutto il personale sociosanitario il diritto di curare in tutta sicurezza, garantisce al contempo una migliore erogazione delle cure e del servizio ai cittadini e ai pazienti. Durante l'emergenza Covid abbiamo avuto la dimostrazione di quanto, anche in carenza di risorse umane ed economiche, i professionisti sanitari si sono incessantemente fatti carico della salute dei malati, senza mai venire meno alla missione di chi si occupa di salute. Questa dimostrazione di grande lealtà nei confronti del bene più importante che è la salute ci deve servire per riflettere sull'importanza degli investimenti da fare per il nostro Sistema nazionale, riconosciuto da tutto il mondo come il migliore anche durante l'emergenza Covid. Vedete, colleghi: per garantire la sicurezza degli operatori sanitari è necessario eliminare tutte le criticità riscontrate prima e durante il Covid, una su tutte la carenza di personale, la precarietà dei contratti, l'aumento delle liste d'attesa. Pertanto, oltre alla legge sicuramente necessaria che oggi approveremo, dobbiamo porre rimedio alle esigenze emerse, perché la serenità di chi opera in sanità, porta ad avere anche una migliore serenità nella gestione delle cure ai pazienti. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 1086 Presidente, onorevoli colleghi senatori, la tutela della sicurezza nazionale e della difesa interna è un tema sempre più legato alla dimensione sovranazionale. Questo vale sia in ambito europeo, dove infatti la questione della creazione di una difesa comune sta assumendo una posizione prioritaria nel dibattito sul prossimo bilancio pluriennale, sia a livello globale. È importante, quindi, dare seguito all'Accordo con la Repubblica argentina sul tema della sicurezza perché esso ci consente di ottimizzare una rapporto di cooperazione improntato a consolidare le nostre capacità difensive, così come quelle dell'altro Paese, e a migliorare la comprensione reciproca sulle questioni di sicurezza. Italia Viva voterà a favore della ratifica, e lo farà perché riteniamo che questo testo vada nella direzione giusta. ln primo luogo perché risponde all'esigenza di incrementare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei nostri due Paesi e poi perché si tratta di un atto bilaterale che ha effetti positivi anche dal punto di vista economico, con effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi, effetti virtuosi sulla cui utilità, data la particolare contingenza economica attuale, auspichiamo che nessuno degli altri Gruppi abbia motivo di avere dubbi. L'Argentina rappresenta inoltre un'area di particolare interesse per l'Italia in considerazione delle particolari condizioni geopolitiche dell'America meridionale e centrale attualmente attraversate da crisi sconvolgimenti civili e politici. In questo quadro l'Argentina mantiene ad oggi una sua stabilità e un suo equilibrio.