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Chiediamo infine l'accesso degli operatori dei servizi dell'assistenza pubblica e del privato sociale negli spazi dedicati al gioco, perché, con la loro competenza e con le loro capacità, possano verificare quali soggetti sono realmente a rischio e quindi approcciarli e aiutarli in un percorso di recupero. Ora, al netto di tali considerazioni legate a questo specifico emendamento, mi preme sottolineare come il Governo, con questo provvedimento, abbia evidenziato che questi interventi legati al gioco d'azzardo siano delle prime misure, in attesa di un riordino complessivo del settore dei giochi. Qualcheduno in quest'Aula prima diceva che per le realtà complesse non si hanno soluzioni semplici. Ebbene, il rischio di queste pur positive misure è che, se noi le prendiamo singolarmente, le possiamo considerare... (Brusìo) . Signor Presidente, le chiedo se possiamo ottenere attenzione, anche da parte del Governo. PRESIDENTE. Mi scusi lei, senatore Comincini, mi ero distratto un attimo. Governo, per cortesia. Senatrice Vono, mi scusi. COMINCINI (PD) . Grazie, signor Presidente. Dicevo che queste misure, prese nella loro cartaceità - come direbbe un illustre collega - possono anche sembrare positive, ma il rischio è quello di una possibile inefficacia del loro insieme, perché, senza un'operazione che riguardi la possibilità di eliminare altre macchinette dalle sale gioco, queste misure legate alla pubblicità rischiano di essere assolutamente inefficaci. Voglio ricordare che i Governi precedenti sono riusciti a portare da 378.000 a 265.000 le macchinette legate al gioco, con una riduzione superiore al 30 per cento. Certamente queste misure hanno un'efficacia importante, perché riducono gli spazi per il gioco. Quindi ben venga l'impegno, da parte del Governo, a operare in una maniera più completa su questo settore, ma vorrei ricordare al Ministro e Vice Presidente del Consiglio che a febbraio, durante la campagna elettorale, più volte egli si è espresso con affermazioni tese a sottolineare la necessità di semplificare le norme: c'è bisogno di meno leggi, c'è bisogno di eliminare alcune leggi. Forse, signor Ministro, sarebbe stato utile non avere fretta di inserire queste importanti misure in un decreto-legge, dal momento che dichiarate di voler intervenire in maniera più organica su tutto il settore. Queste misure, che hanno una loro positività (lo ripeto), ma sono sganciate da provvedimenti tesi a ridurre in maniera significativa - come è già stato fatto nel recente passato - gli spazi dedicati al gioco, rischiano di essere inefficaci. Vi chiedo quindi, nei provvedimenti che assumerete in futuro su questo tema, di considerare la gamma completa degli interventi: la riduzione degli spazi, l'informazione, il coinvolgimento dei servizi di assistenza socio-sanitaria territoriali e tutto quanto il terzo settore, in modo particolare in questi anni, ha segnalato come misure utili per intervenire in maniera significativa su questo delicato settore. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento e vorrei chiedere al Governo di valutare la possibilità di trasformarlo in un ordine del giorno. PRESIDENTE. Questo lo deve chiedere il presentatore. Senatore Comincini, il senatore Floris vorrebbe sottoscrivere il suo emendamento e chiedere al Governo di valutare la possibilità di trasformarlo in un ordine del giorno. Lei è d'accordo? COMINCINI (PD) . Sono certamente favorevole alla sottoscrizione, ci mancherebbe altro, ma chiedo di mettere ai voti l'emendamento. MANTERO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTERO (M5S) . Signor Presidente, nel merito, l'emendamento del collega Comincini riguarda aspetti di competenza delle Regioni, in quanto i compiti delle aziende sanitarie locali (ASL) e il modo in cui tali tematiche vengono affrontate a livello locale sono competenza della sanità regionale e in molte Regioni che hanno recepito il cosiddetto decreto Balduzzi queste cose vengono già fatte. Ovviamente ci auguriamo che siano ampliate e portate a livello nazionale, come anche il numero verde proposto dalla collega senatrice Binetti, sicuramente un'iniziativa importante, che porteremo avanti con una proposta di legge di natura parlamentare. Quello in esame è però un decreto-legge, con il quale abbiamo ritenuto di intervenire su una situazione di urgenza, perché ormai il dilagare dell'azzardo sul territorio nazionale e l'aumento sconsiderato dell'offerta, che hanno portato avanti, in perfetta continuità, per vent'anni i Governi di centrodestra e di centrosinistra, hanno fatto diventare l'azzardo la seconda azienda italiana, con un milione di malati di azzardo e due milioni di persone a rischio. Capisco i colleghi del centrosinistra - o meglio, del Partito Democratico: non so se si può ancora dire centrosinistra - molti dei quali avevano sottoscritto la proposta di legge per il divieto totale della pubblicità, nella scorsa Legislatura, senza vederla attuata, se non per quel ridicolo divieto parziale, che si è rivelato completamente inefficace. Abbiamo infatti visto il divieto della pubblicità, limitato alle televisioni generaliste e ad orari che addirittura non andavano neanche oltre la fine delle partite: quindi, se un ragazzino inizia a vedere la partita col genitore, rischiava di vedere la pubblicità di Intralot nel secondo tempo. Capisco dunque che i colleghi possano trovare difficile digerire che noi, dopo sessanta giorni, abbiamo già fatto quello che per anni hanno raccontato e non hanno mai concluso. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Abbiamo affrontato delle lobby , che non hanno mai osato toccare e, anzi, le hanno assecondate per anni (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo hanno fatto i Governi di centrodestra e di centrosinistra, in perfetta continuità, come dicevo, dal cosiddetto decreto Abruzzo, che ha sdoganato le videolottery , facendo diventare gli abruzzesi i più dipendenti dall'azzardo, invece che venire incontro ai danni del terremoto, al Governo Letta, che ha fatto un ulteriore sconto sulle sanzioni per l'evasione delle concessionarie, fino alla circostanza che ha visto far scadere la delega fiscale e al tentativo di divieto della pubblicità, che era già nella delega fiscale ed è stato fatto saltare da un emendamento, approvato qui al Senato e proposto dal senatore Nencini; ci sono poi tanti altri esempi. Avete fatto qualcosina, qualche finta, come appunto il divieto parziale della pubblicità o la riduzione delle slot machine . È vero, avete iniziato la riduzione delle slot , ma, in sostanza, avete fatto quanto vi hanno detto ancora una volta i concessionari, ovvero spostare le offerte verso le videolottery , che sono molto più pericolose, e abbandonare un settore, che ha una filiera lunga e che ai concessionari rende poco, abbandonando così le slot , che non rendono. Se in un bar si passa da tre a due slot , semplicemente si concentra il raccolto nelle due slot che rimangono: