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1 L'incarico di direttore di istituti e luoghi di cultura di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, è riservato a dirigenti, pubblici e privati, o a professori universitari nelle materie attinenti alla tipologia degli istituti e dei luoghi di cultura oggetto della procedura concorsuale, che abbiano svolto per almeno cinque anni attività di direzione di istituti analoghi di media o grande dimensione o che abbiano svolto attività di controllo, vigilanza o coordinamento presso i medesimi istituti; per « istituti e luoghi di cultura di media o grande dimensione » si intendono quelli il cui numero di visitatori, nei cinque anni precedenti all'indizione del bando, non sia stato inferiore a 50.000 visitatori all'anno, così come accertato dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), o da altro equivalente organismo pubblico straniero. 2 Per gli effetti di cui al comma 1, la direzione di istituti pubblici o privati o lo svolgimento di attività di controllo, vigilanza o coordinamento deve aver comportato la diretta responsabilità delle risorse umane e strumentali assegnate agli istituti medesimi. 3 L'attività quinquennale di cui al comma 1 deve essere stata svolta nei dieci anni precedenti al conferimento dell'incarico. 4 L'accertamento del possesso dei requisiti di cui al comma 1 è effettuato dalla commissione esaminatrice di cui all'articolo 5. 3 (Preselezione) 1 Nel caso in cui il numero di candidati sia superiore a dieci volte il numero di posti messi a concorso, la commissione esaminatrice di cui all'articolo 5 procede a una preselezione per soli titoli, mediante colloquio, previa fissazione di criteri e punteggi. Ai colloqui sono ammessi candidati in numero non superiore a dieci volte i posti messi a concorso. 2 Il bando di concorso di cui all'articolo 1 indica i titoli valutabili e il punteggio massimo agli stessi attribuibile singolarmente o per categorie di titoli. 4 (Criteri di valutazione dei titoli) 1 Per la valutazione dei titoli la commissione esaminatrice di cui all'articolo 5 assegna fino ad un massimo di 60 punti, attenendosi ai seguenti criteri: a pubblicazioni: 1 la valutazione delle pubblicazioni deve essere adeguatamente motivata, in relazione all'originalità della produzione scientifica, all'importanza della rivista che contiene la pubblicazione, alla continuità e ai contenuti dei singoli lavori, al grado di attinenza dei lavori stessi con la posizione funzionale da conferire, all'eventuale collaborazione di più autori. Non possono essere valutate le pubblicazioni delle quali non risulti l'apporto del candidato; 2 la valutazione delle pubblicazioni deve tener conto altresì: 2.1) della data di pubblicazione dei lavori in relazione all'eventuale conseguimento di titoli accademici eventualmente già valutati in altra categoria di punteggi; 2.2) del fatto che le pubblicazioni abbiano contenuto prevalentemente compilativo o divulgativo ovvero che costituiscano monografie di elevata originalità; b curriculum formativo e professionale: 1 nel curriculum formativo e professionale sono valutate le attività professionali e scientifiche documentabili, idonee a evidenziare il livello di qualificazione professionale acquisito nell'arco della intera carriera e specifiche rispetto alla posizione direttiva da conferire, nonché gli incarichi di insegnamento eventualmente conferiti da enti pubblici e privati e gli eventuali giudizi di idoneità scientifica all'insegnamento universitario; 2 il punteggio attribuito deve essere adeguatamente motivato dalla commissione esaminatrice con riguardo ai singoli elementi documentali che hanno contribuito a determinarlo. La motivazione deve essere riportata nel verbale dei lavori della commissione medesima. 5 (Commissione esaminatrice) 1 La commissione esaminatrice è composta da cinque membri, dei quali: a un dirigente generale di ruolo del Ministero della cultura; b due professori universitari in materie attinenti alla tipologia degli istituti e dei luoghi di cultura oggetto della procedura concorsuale; c un esperto di economia o organizzazione aziendale; d un magistrato contabile o amministrativo o un avvocato dello Stato. 2 Le funzioni di segreteria della commissione sono assicurate dalla Direzione generale presso il Ministero della cultura competente per materia. 3 Per l'accertamento della capacità linguistiche dei candidati, la commissione esaminatrice può essere integrata da un esperto in materia, secondo le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, lettere b) e c) . 6 (Svolgimento delle prove) 1 Alla prova orale, mediante colloquio, la commissione esaminatrice assegna fino a un massimo di 40 punti. A tal fine, la prova deve avere ad oggetto: a la progettazione, l'analisi e la discussione di un caso di gestione di un istituto o di un luogo di cultura, sotto il profilo tecnico, economico e giuridico; b per i candidati stranieri, l'accertamento della conoscenza della lingua italiana; c per i candidati italiani, l'accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera. 7 (Graduatoria finale e conferimento dell'incarico dirigenziale) 1 La votazione complessiva è determinata sommando il voto conseguito nella valutazione dei titoli e il voto riportato nella prova orale. 2 È conferito al candidato che ha riportato il punteggio maggiore l'incarico di direttore di istituti e luoghi di cultura di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169. 3 L'incarico è quinquennale, non rinnovabile, ed è conferito anche in deroga alle quote dei contingenti di cui all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e comunque nei limiti delle dotazioni finanziarie disponibili a legislazione vigente per il personale dirigenziale del Ministero della cultura. 4 Colui che sia già titolare di incarico di direttore di istituti e luoghi di cultura, di cui all'articolo 43 del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169, non può partecipare alla procedura concorsuale di cui alla presente legge ove non sia dirigente di ruolo del Ministero della cultura. 8 (Disposizioni finali) 1 Per tutto quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. 9 (Abrogazioni) 1 Sono abrogati: a l'articolo 14, comma 2- bis , del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106; b l'articolo 22, comma 7, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96; c l'articolo 22, comma 7- bis , del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.