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serve la continuità aziendale, quindi una soluzione definitiva che preveda l'ingresso di nuovi soci nella quota del 51 per cento detenuta da Meridiana, posto che la linea aerea qatariota avrebbe dato la disponibilità a mantenere la propria quota del 49 per cento; peraltro hanno già dato la propria disponibilità le Regioni Sardegna e Lombardia ad un ingresso nell'azionariato, e sarebbe opportuno, per consegnare all'azione della compagnia un carattere più industriale, coinvolgere partner industriali già operanti nell'ambito dei trasporti e nel perimetro aeroportuale, si chiede di sapere come, e con quali tempi, i Ministri in indirizzo intendano affrontare la questione della continuità territoriale da e per la Sardegna, non solo in termini operativi, ma anche di sostegno economico e fiscale, essenziale a garantire che il servizio venga assicurato con costi contenuti e non come spesso avviene addirittura superiori a quelli di mercato, così trasformando l' handicap dell'insularità in un vantaggio monopolistico. Atto n. 4-02944 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto risulta dall'interrogante, a gennaio 2020 alcune prefetture, tra cui quella di Lecco, hanno emanato un bando per la gestione dei CAS, centri di accoglienza straordinaria, che prevede l'utilizzo di piatti, bicchieri e posate in plastica monouso, per tre pasti, e lenzuola di carta; riguardo alla gestione dei CAS, vale la pena sottolineare che negli anni sono state date indicazioni diverse e in parte contraddittorie su come dovessero essere strutturati; considerato che, al momento i richiedenti asilo ospiti dei CAS sono circa 67.000 e la misura implicherebbe il consumo di mezzo milione di plastica al giorno, contravvenendo alla direttiva (UE) 904/2019, che mette al bando la plastica monouso a partire dal 2021; ritenuto che nell'assegnazione degli accordi quadro per le tre tipologie di centro previste dal nuovo capitolato alcune prefetture hanno riscontrato problemi. In alcuni casi infatti le gare sono state annullate, in altri sono andate deserte e in altri ancora sono stati assegnati alcuni posti, ma senza riuscire a coprire l'intero fabbisogno previsto. Per questo è stato necessario ripetere le gare, tentando, non sempre con successo, di assegnare i posti rimasti non aggiudicati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover procedere, per quanto di competenza, nei confronti delle prefetture per rivedere questi bandi ed evitare l'ingente danno ambientale che ne deriverebbe; se non voglia valutare l'utilizzo di utensili in materiali alternativi, che permetterebbero un risparmio di risorse, da utilizzare per potenziare progetti d'integrazione; se non ritenga, inoltre, utile rivedere la normativa concernente la gestione dei CAS. Atto n. 4-02945 MALLEGNI MASINI BERARDI Al Ministro della salute Premesso che: l'emergenza dovuta alla diffusione del coronavirus è sempre più seria e più estesa a livello mondiali: ad oggi si contano 2.118 decessi e più di 74.000 contagiati. Ma questi sono dati del tutto provvisori e destinati, purtroppo, a crescere nei prossimi giorni; come è noto, la regione Toscana ospita una delle comunità cinesi più numerose del territorio italiano; solo nella città di Prato, che conta 195.000 abitanti, vivono tra i 30 e i 40.000 cinesi, il numero purtroppo è "inquinato" da irregolari non censiti, in gran parte provenienti dallo Zhejiang, quarta regione cinese interessata per numero di casi accertati del coronavirus; nei giorni scorsi a Osmannoro (Firenze) è stato aperto, senza alcun coinvolgimento della comunità, un ambulatorio dedicato allo screening preliminare per chi è in procinto di rientrare dalla Cina, dopo aver trascorso in patria il capodanno cinese; secondo il console cinese i rientri potrebbero essere circa 2.000 nella provincia di Prato e 500 in quella di Firenze, per un totale di 2.500 persone, potenzialmente a rischio; è evidente che un numero così imponente di persone possa faticosamente essere gestito da un solo presidio sanitario, peraltro temporaneo; pur apprezzando lo sforzo che i membri della comunità cinese di Prato e dintorni stanno sostenendo, mettendo in atto una quarantena volontaria, non possiamo non evidenziare come questa iniziativa sia del tutto personale e sfugga a controlli di sicurezza con il rischio, quindi, che la buona volontà non sia sufficiente; non esiste, infatti, alcuna struttura di riferimento apposita che possa controllare e coordinare le operazioni di quarantena. Sarebbe invece opportuno fermare questi ingressi attuando una quarantena obbligatoria e minuziosamente controllata coinvolgendo in ogni decisione i Comuni e prevedendo risorse da parte del Governo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione in merito; se non ritenga di adottare, senza alcuna esitazione, le iniziative di competenza per garantire tutte le indispensabili misure di prevenzione sanitaria, bloccando il rientro in Toscana, e in particolare a Prato e a Firenze, di circa 2.500 persone provenienti dalla Cina. Atto n. 4-02946 BATTISTONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il sistema infrastrutturale della provincia di Viterbo è inadatto a sostenere il traffico connesso alla portata turistica dell'intera provincia e non più sostenibile per il trasporto pubblico e privato: l'unico collegamento stradale con la "vicina" città di Roma è la Cassia bis, strada che dal comune di Monterosi fino al Comune di Viterbo ha una carreggiata composta da due sole corsie; anche le infrastrutture ferroviarie sono disastrate, come evidenzia il rapporto annuale di "Pendolaria" di Legamebiente, che mette la Viterbo-Roma al secondo posto delle peggiori ferrovie italiane con 102 chilometri di percorso ed una media di percorrenza di 39 chilometri orari; inoltre Viterbo era stata individuata come terzo scalo aeroportuale del Lazio da parte del Governo, salvo poi un dietrofront tra le cui cause vi è stata proprio la mancanza di collegamenti con Roma e Civitavecchia; del raddoppio della Cassia bis si parla in sede governativa da oltre 50 anni; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 febbraio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2018, è stato previsto il passaggio del soggetto gestore (cioè l'ente di manutenzione della Cassia nel tratto Roma-Viterbo) dall'Astral regionale all'Anas statale; tale passaggio è avvenuto formalmente soltanto il 5 gennaio 2019; il decreto non ha previsto il passaggio del soggetto attuatore (cioè l'ente che deve attuare tutte le procedure amministrative necessarie per realizzare l'opera) dalla Regione Lazio all'Anas stessa; recentemente si è tenuto un incontro presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla situazione del raddoppio della Cassia bis tra Monterosi e Viterbo, tra i responsabili dell'Anas e della Regione Lazio, che si è risolto con un nulla di fatto. Fino a quando il Ministero non definirà con un decreto specifico il soggetto attuatore, la pratica sarà ferma, si chiede di sapere: