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quale sia l'attuale andamento della fruizione della misura e, in particolare, se le risorse stanziate risultino sufficienti rispetto all'entità delle richieste di contributo e se il Ministro in indirizzo escluda il rischio di un altro " click day ", analogo a quello verificatosi in passato sul portale INPS; se abbia valutato l'idoneità della misura, da una parte, a soddisfare la domanda e fabbisogno di mercato, e, dall'altra, a tutelare ed incentivare le aziende produttrici italiane, anche a garanzia della conformità alla normativa nazionale in materia di sicurezza dei prodotti per una piena tutela dell'incolumità dei consumatori e utilizzatori di prodotti il cui acquisto è incentivato dal Governo. Atto n. 4-04128 MODENA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: numerosi proprietari di immobili in Umbria si ritrovano, a causa di un problema di coordinamento tra le varie disposizioni legislative, a pagare le rate IMU sospese a seguito del terremoto del 2016 su edifici dichiarati inagibili; il decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016, prevede che tutti i proprietari di immobili ricadenti nei comuni del cratere e dichiarati a causa dell'evento sismico inagibili siano esentati dal pagamento dell'IMU; nei mesi successivi sino ad oggi si stanno adempiendo tutte le procedure atte ad ottenere da parte dei proprietari i finanziamenti per la ricostruzione dei manufatti con annessi sopralluoghi dei tecnici incaricati dagli uffici per la ricostruzione; purtroppo molti proprietari si sono visti recapitare delle contestazioni da parte degli uffici comunali, come ad esempio del Comune di Spello, nelle quali si chiede, con le relative sanzioni, il pagamento di parte dell'IMU del 2016 e di quella del 2017; tali contestazioni fanno riferimento all'articolo 1, comma 747, lettera b) , della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020); al di là del fatto che, in modo singolare, ci si richiama retroattivamente ad una disposizione di legge, all'articolo indicato si permette il dimezzamento dell'importo IMU per abitazioni inagibili (indipendentemente dal terremoto) e per abitazioni poco utilizzate, mentre il citato decreto-legge n. 189 del 2016, che tratta in modo specifico le questioni riguardanti il post sisma, permette l'esenzione dall'IMU per tutte le abitazioni dichiarate inagibili, anche di quelle al di fuori del cratere sismico; non appare comprensibile perché, secondo il Comune di Spello ed altri, gli immobili dichiarati totalmente inagibili ma non ricadenti nel cratere sismico non solo debbano assolvere al pagamento dell'IMU, ma se ritardatari, anche in conseguenza della farraginosità della norma e delle incertezze dei procedimenti legislativi, i contribuenti sarebbero gravati da sanzioni, more e interessi, si chiede di sapere quali interventi urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di risolvere la suddetta incongruenza legislativa, evitando ulteriori aggravi fiscali ai cittadini già duramente colpiti dal sisma e attualmente anche dagli effetti del COVID-19, ponendo fine alle diseguaglianze tra chi si trova nei comuni del cratere e chi no. Atto n. 4-04129 ASTORRE Al Ministro dell'interno Premesso che: da quanto si apprende da alcune fonti giornalistiche e da notizie diffuse sul web , molti cittadini, residenti nel comune di Roma, ma non solo, si trovano a fronteggiare sanzioni amministrative derivanti da infrazioni del codice stradale maggiorate rispetto all'importo iniziale indicato al momento della scrittura del verbale da parte dell'agente di Polizia locale; non è raro, infatti, che l'operatore di ufficio si accorga dell'errore sull'importo della sanzione riportato sul verbale dall'agente stradale e provveda a correggerlo, disponendo un aumento della sanzione: in tal modo il cittadino si ritrova a dover pagare una contravvenzione più onerosa, anche nel caso in cui avesse proceduto alla contestazione del fatto. In tal senso, si è espresso anche l'ufficio "Studi e coordinamento normativo" della Polizia municipale di Roma; in un parere espresso dall'ufficio emerge che l'obbligazione in capo al destinatario degli atti deve essere riferita all'importo riportato nel secondo verbale; soltanto nell'ipotesi in cui chi ha commesso l'infrazione stradale abbia provveduto al pagamento prima dell'arrivo del secondo verbale, allora è escluso il pagamento dell'importo maggiorato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se e quali iniziative intenda assumere affinché possa essere garantita al cittadino l'effettività del principio di affidamento nei confronti della pubblica amministrazione. Atto n. 4-04130 PARAGONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, ha istituito, presso il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il "fondo salva opere", al fine di garantire il rapido completamento delle opere pubbliche e tutelare i lavoratori. Le risorse del fondo, infatti, come stabilito dall'art. 47, comma 1 -bis , sono destinate a soddisfare, nella misura massima del 70 per cento, i crediti insoddisfatti dei subappaltatori, dei subaffidatari e dei subfornitori nei confronti dell'appaltatore, ovvero, nel caso di affidamento a contraente generale, dei suoi affidatari, subfornitori, subappaltatori, subaffidatari, quando questi sono assoggettati a procedura concorsuale, nei limiti della dotazione del fondo; all'art. 47, i commi da 1 -bis a 1 -septies disciplinano il funzionamento del fondo; ai sensi del comma 1 -quater , i criteri per "l'assegnazione delle risorse e le modalità operative del Fondo salva-opere, ivi compresa la possibilità di affidare l'istruttoria, anche sulla base di apposita convenzione, a società o enti in possesso dei necessari requisiti tecnici, organizzativi e di terzietà, scelti mediante gara" sarebbero dovuti essere individuati tramite decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento di legge. Tale decreto, approvato oltre la scadenza dei 30 giorni, il 12 novembre 2019, e pubblicato il 16 dicembre, conteneva, fra l'altro, il termine per la presentazione delle domande relative al 2020 da parte degli aventi diritto, fissato al 10 dicembre 2019, quindi scaduto all'atto della pubblicazione dell'atto stesso; per tale ragione, stando a quanto si apprende, si sarebbe resa necessaria l'adozione di un decreto direttoriale da parte del Ministero delle infrastrutture, che ha riformulato i termini contenuti del decreto interministeriale, fissando al 24 gennaio 2020 il termine per la presentazione dell'istanza di ammissione al riparto delle risorse del fondo; con decreto direttoriale 19 giugno 2020, prot. n. 8447, recante "Importi ammessi al Fondo salva opere e primo piano di riparto - annualità 2019 e 2020",