[pronunce]

a) da un lato, la facoltà, e non l'obbligo, per la Regione di assicurare i servizi socio-assistenziali rientranti nei livelli essenziali delle prestazioni; b) dall'altro, condizionano la fruizione di tali servizi, per coloro che non versano in stato di bisogno, all'obbligo di contribuzione nella spesa; c) infine, nella parte in cui prevedono che il relativo onere possa gravare a totale carico del beneficiario; che il giudizio a quo ha ad oggetto, previo accertamento del relativo obbligo, la condanna del convenuto al pagamento del corrispettivo per la prestazione socio-assistenziale di cui ha goduto presso il Centro socio educativo di Oggiona Santo Stefano; che il rimettente sospetta di incostituzionalità le norme censurate in quanto, da un lato, non consentono alla generalità dei possibili beneficiari di godere degli interventi socio-assistenziali che rientrano nei livelli essenziali delle prestazioni, ex art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, dall'altro, non prevedono la gratuità di tali interventi seppur rientranti nei suddetti livelli essenziali; che la prima censura, relativa all'art. 12, comma 2, della legge della Regione Lombardia n. 1 del 1986, nella parte in cui, a parere del rimettente, riconosce il diritto alla prestazione socio-assistenziale direttamente a chi versa in una situazione di bisogno economico e, solo in via subordinata, a chi non si trova in tale situazione, risulta priva del requisito della rilevanza, in quanto il giudice a quo è chiamato a decidere in ordine alla sussistenza, o meno, in capo a M. R. dell'obbligo di pagamento della prestazione socio assistenziale di cui ha già usufruito; pertanto, la questione di legittimità costituzionale attinente al diritto di usufruire di dette prestazioni, irrilevante nel giudizio a quo, è manifestamente inammissibile; che anche le altre censure, secondo cui le norme impugnate condizionerebbero la fruizione delle prestazioni socio-assistenziali rientranti nei livelli minimi, da parte di coloro che non versano in stato di bisogno, all'obbligo di contribuzione alla relativa spesa da parte di questi ultimi, vanno dichiarate manifestamente inammissibili; che esse, infatti, si fondano sul presupposto che la prestazione erogata a favore del convenuto nel giudizio a quo rientri tra quelle individuate come espressione di livelli essenziali delle prestazioni in materia socio-assistenziale di cui all'art. 22, comma 2, lettera f), della legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali); che, in realtà, la norma da ultimo citata elenca una serie di prestazioni del tutto eterogenee, differenziate tra di loro sia per il contenuto sia per le condizioni legittimanti la loro erogazione; che il rimettente omette di fornire qualunque elemento in ordine alla effettiva tipologia delle prestazioni godute da M. R., rendendo in tal modo impossibile il controllo della loro riconducibilità a quelle previste dalla norma di riferimento; che tali carenze, impedendo la verifica della effettiva rilevanza della questione nel giudizio a quo, ne determinano la manifesta inammissibilità. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 12, comma 2, e 63, comma 1, della legge della Regione Lombardia 7 gennaio 1986, n. 1 (Riorganizzazione e programmazione dei servizi socio-assistenziali della Regione Lombardia), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 38, terzo comma, e 117, comma secondo, lettera m), della Costituzione, dal Tribunale di Busto Arsizio, sezione distaccata di Gallarate, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Maria Rita SAULLE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 13 giugno 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA