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Disposizioni in tema di riciclaggio di relitti navali e di navi abbandonate e istituzione del fondo per la riduzione dei rifiuti prodotti dalle navi. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge si colloca a valle dell'attento e approfondito esame svolto dalla 13ª Commissione permanente del Senato nel corso della XVI legislatura in ordine alle questioni relative al riciclaggio delle navi e in particolare alle problematiche che la normativa in corso di formazione in sede di Unione europea (Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al riciclaggio delle navi (COM (2012) 118 DEFINITIVO)) rischia di lasciare irrisolte. La 13ª Commissione permanente del Senato in XVI legislatura, attraverso l'approvazione della risoluzione Doc. XVIII n. 167, ha inteso segnalare l'assoluta necessità di inserire nella legislazione vigente la nozione di «relitto navale» e di prevedere una specifica procedura di smantellamento per i relitti al fine di salvaguardare l'ambiente e la sicurezza della navigazione. La Commissione ha evidenziato, altresì, la necessità di inserire nella legislazione vigente la nozione di «nave abbandonata» e di approntare una normativa capace di affrontare in modo adeguato il fenomeno delle navi abbandonate che costituisce --- oltre che un rilevante problema umano, data la condizione in cui vengono a trovarsi i marinai impiegati su tali navi --- un grave problema ambientale ed economico. Questo fenomeno, che nell'attuale fase di grave crisi economica è in continua crescita, deve essere affrontato considerando la nave abbandonata come un elemento diverso dalla nave, assoggettandola ad un distinto e peculiare percorso di smaltimento. In tal modo si raggiunge l'obiettivo di rendere la nave abbandonata appetibile in termini economici per un eventuale soggetto interessato alla sua demolizione e al successivo recupero della parti costituite che presentano un valore di mercato. Appare, infatti, di tutta evidenza che, in caso contrario, un potenziale acquirente di una nave abbandonata, non intravedendo margini di profitto per i complessi e costosi oneri derivanti dalla disciplina attualmente vigente, non avanzerebbe alcuna proposta di acquisto, cosicché nel tempo la nave abbandonata non potrebbe che diventare un relitto. L'articolo 1 del disegno di legge ne stabilisce la finalità e l'ambito di applicazione, mentre l'articolo 2 reca le definizioni di relitto navale, nave abbandonata e Autorità competente. L'articolo 3 prevede che l'Autorità competente realizzi, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ed entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, una mappatura dei relitti navali e delle navi abbandonate presenti nei porti e negli approdi o nelle immediate vicinanze degli stessi. La mappatura è realizzata secondo modalità da stabilire con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanarsi entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, L'articolo 4 istituisce presso il comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto l'Osservatorio nazionale sui relitti navali e sulle navi abbandonate, mentre l'articolo 5 crea il Consorzio per il riciclaggio del relitti navali e delle navi abbandonate (CO.R.RE.N.AB.) al fine di assicurare il riciclo dei materiali da questi provenienti. Gli articoli 6 e 7 recano alcune modificazioni al codice della navigazione di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n, 327, dirette a dare finalmente soluzione al grave problema del relitti sommersi nei porti, nelle rade e negli approdi. Da tempo, purtroppo, un rilevante numero di porti italiani è interessato dalla presenza di relitti sommersi e questa situazione è dovuta anche all'inadeguatezza dell'attuale impianto normativo, in quanto lo Stato, in dipendenza dell'articolato sistema che presiede alla rimozione, dovrebbe farsi parte attiva nel recupero dei relitti e poi rifarsi delle spese verso un proprietario che nei fatti risulta sempre ignoto od insolvente. Appare necessario, pertanto, novellare l'articolo 73 del citato codice della navigazione, nel senso di prevedere che l'Autorità marittima, una volta scaduto infruttuosamente il termine ordinato al proprietario per rimuovere il relitto, anche per questioni di inquinamento dello stesso, dispone che il Consorzio per il riciclaggio dei relitti navali e delle navi abbandonate rimuova e ricicli il relitto. In coerenza con questa impostazione risulta necessario anche abrogare l'articolo 92 del regolamento per l'esecuzione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, per l'esecuzione del codice della navigazione e dettare una nuova disciplina di rango primario che prescrive che qualora il Consorzio per il riciclaggio del relitti navali e delle navi abbandonate, su ordine dell'Autorità marittima, provveda alla rimozione ed al riciclaggio dei relitti, questi ultimi passano in proprietà del Consorzio medesimo. L'articolo 8 stabilisce che il proprietario del relitto navale o della nave abbandonata possa cederlo volontariamente al Consorzio, mentre l'articolo 9 dispone che ogni nave che attracca in un porto nazionale è tenuta a versare un contributo ambientale finalizzato a migliorare le azioni per la riduzione dell'inquinamento derivante dai rifiuti prodotti dalle navi. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti l'ammontare del contributo e le modalità di versamento del medesimo. I contributi versati affluiscono presso il Fondo per la riduzione dei rifiuti prodotti dalle navi, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.. Art. 1. (Finalità e ambito di applicazione) 1. La presente legge si applica ai relitti navali ed alle navi abbandonate nei porti nazionali o nelle immediate vicinanze dei porti medesimi al fine di salvaguardare l'ambiente e di tutelare la sicurezza della navigazione. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge si intende per: a) «relitto navale»: una nave affondata, o qualsiasi parte di una nave affondata, incluso qualsiasi oggetto che è, o che è stato, a bordo della nave, o una nave che sta per affondare o si possa ragionevolmente prevedere che stia per affondare; b) «nave abbandonata»: qualsiasi nave per la quale l'armatore non ponga in essere alcun atto, previsto dalla legge, relativamente agli obblighi verso lo Stato costiero, il raccomandatario marittimo e l'equipaggio; c) «Autorità competente»: l'Autorità portuale o, dove questa non sia stata istituita, l'Autorità marittima. Art. 3. (Mappatura dei relitti navali e delle navi abbandonate) 1. L'Autorità competente realizza, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, una mappatura del relitti navali e delle navi abbandonate presenti nei porti e negli approdi o nelle immediate vicinanze degli stessi. 2.