[pronunce]

Pertanto la predetta norma pugliese contrasterebbe con l'articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, il quale, con disposizione costituente principio generale in materia di coordinamento della finanza pubblica, non consente deroghe al limite della spesa per l'utilizzazione delle predette categorie di personale. Ne conseguirebbe la violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost., che riconduce la materia del coordinamento della finanza pubblica tra quelle di legislazione concorrente. 2.- La Regione Puglia si è costituita in giudizio ed ha concluso chiedendo che il ricorso sia dichiarato infondato. 2.1.- Riguardo agli artt. 9, comma 1, 10, comma 1, 11, comma 1, e 13, comma 1, della legge reg. Puglia n. 1 del 2011, la resistente sostiene che, come ritenuto anche dalla giurisprudenza contabile e dalla Conferenza delle Regioni, dalla spesa per il personale soggetta alle limitazioni previste dagli artt. 6, comma 7, e 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010 debbano essere escluse le voci di costo finanziate con risorse provenienti dall'Unione europea o da enti pubblici o privati estranei all'ente interessato. Conseguentemente, le predette norme regionali impugnate dal ricorrente non violerebbero l'art. 117, terzo comma, Cost., appunto perché escludono dai limiti di spesa solamente le voci che trovano copertura nelle risorse del bilancio vincolato. 2.2.- Quanto all'art. 11, commi 2, 3, 4 e 5, della legge reg. Puglia n. 1 del 2011, la difesa regionale deduce che esso è oggetto di un esame finalizzato alla sua modificazione e che, comunque, non incide in misura rilevante sulle finanze pubbliche. 3.- Con atto depositato il 20 ottobre 2011, il Presidente del Consiglio dei ministri ha formalizzato rinuncia al ricorso limitatamente all'impugnazione dell'art. 11, commi 2, 3, 4 e 5, della legge reg. Puglia n. 1 del 2011, affermando che la resistente ha recepito i suoi rilievi e, con l'articolo 2 della legge della Regione Puglia 16 giugno 2011, n. 10 [Esenzione ticket assistenza specialistica per motivi di reddito - Modifiche all'articolo 11 della legge regionale 4 gennaio 2011, n. 1 (Norme in materia di ottimizzazione e valutazione della produttività del lavoro pubblico e di contenimento dei costi degli apparati amministrativi nella Regione Puglia], ha disposto l'abrogazione delle predette norme. 4.- In prossimità dell'udienza pubblica la Regione Puglia ha depositato una memoria nella quale insiste affinché la Corte dichiari inammissibili o, comunque, infondate, le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri. Preliminarmente la difesa regionale eccepisce l'inammissibilità della questione concernente l'art. 10, comma 1, della legge reg. Puglia n. 1 del 2011, poiché il ricorrente non ha indicato il parametro legislativo interposto ovvero ne ha indicato uno del tutto inconferente. La resistente eccepisce l'inammissibilità anche della questione relativa all'art. 11, comma 1, perché la delibera del Consiglio dei ministri che ha autorizzato la proposizione del ricorso reca l'indicazione solamente formale della volontà di impugnare tale norma, senza fornire alcuna ragione di contestazione e, anzi, censurando un contenuto normativo diverso e riferibile solamente all'art. 10, comma 1. Ad avviso della difesa regionale, la questione è inammissibile anche perché nel ricorso non è individuato il principio fondamentale della legislazione statale che dovrebbe costituire il parametro interposto, né sono indicate le ragioni dell'asserito contrasto con la disciplina statale. Rispetto alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 11, commi 2, 3, 4 e 5, della legge reg. Puglia n. 1 del 2011, la resistente, dando atto della sopravvenuta abrogazione di tali norme, si rimette alla Corte in ordine alla sussistenza delle condizioni perché sia dichiarata la cessazione della materia del contendere. La Regione Puglia sostiene, infine, l'infondatezza delle questioni concernenti gli artt. 9, comma 1, e 13, ultimo periodo, alla luce delle sentenze di questa Corte n. 182 del 2011 e nn. 139 e 211 del 2012, evidenziando come essa abbia fatto puntuale applicazione degli artt. 6, comma 7, e 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010, essendosi limitata ad escludere dalle riduzioni di spesa le spese finanziate con risorse non gravanti sul bilancio regionale. 5.- All'udienza pubblica la difesa della Regione Puglia ha depositato l'accettazione della rinuncia parziale al ricorso proveniente dal Presidente del Consiglio dei ministri.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso, in riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale degli articoli 9, comma 1, 10, comma 1, 11, commi 1, 2, 3, 4 e 5, e 13 della legge della Regione Puglia 4 gennaio 2011, n. 1 (Norme in materia di ottimizzazione e valutazione della produttività del lavoro pubblico e di contenimento dei costi degli apparati amministrativi nella Regione Puglia). 1.1.- Ad avviso del ricorrente, l'art. 9, comma 1, della legge reg. Puglia n. 1 del 2011, nella parte in cui stabilisce che la disposizione secondo la quale, a partire dal 1° gennaio 2011, la spesa per incarichi di studio e di consulenza non deve essere superiore al 20 per cento di quella sostenuta nel 2009 non si applica agli incarichi gravanti su risorse del bilancio vincolato e agli incarichi istituzionali di consigliere del Presidente della Regione Puglia, vìola l'art. 117, terzo comma, Cost., poiché contrasta con il principio fondamentale in materia di coordinamento della finanza pubblica espresso dall'art. 6, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 30 luglio 2010, n. 122, secondo il quale sono escluse dalla predetta riduzione della spesa per incarichi di studio e consulenza solamente le «attività sanitarie connesse con il reclutamento, l'avanzamento e l'impiego del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco». 1.2.- La difesa dello Stato aggiunge che ledono l'art. 117, terzo comma, Cost., poiché contrastano con la vigente normativa in materia di contenimento della spesa delle pubbliche amministrazioni, anche altre due disposizioni contenute nella legge reg. Puglia n. 1 del 2011: