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Da questo punto di vista, credo sia estremamente importante tenere conto dell'impatto, delle carenze comunicazionali e delle sottese finalità non dichiarate. È per questo che vorrei insistere sul concetto che il green pass , così come è stato congegnato, potrebbe essere percepito, da una parte minoritaria ma non trascurabile della popolazione, come strumento coercitivo, che potrebbe incrinare ulteriormente la credibilità del sistema. Prova ne sono le manifestazioni della settimana scorsa, alimentate da una surrettizia precettività della vaccinazione, di fatto sine die , con un green pass che, inevitabilmente, dovrà essere prolungato e rinnovato, con costi sociali ed economici insostenibili nel tempo, posto che l'unica strategia percorribile oggi è la mitigazione del rischio. È quindi su questo assioma che si dovrebbe fondare il patto di fiducia tra Stato e cittadino, con una disciplina del green pass improntata al principio dell'autocertificazione, che non nasconda la necessità di vaccinarsi e che rafforzi la relazione fra società civile, istituzioni sanitarie e scienza, in virtù di regole non solo percepite come giuste, ma semplici e applicate secondo etica solidale e responsabilità, escludendo l'obbligo di controllo in capo agli esercenti. (Applausi) . Allo stesso modo occorre impiegare correttamente gli anticorpi monoclonali di nuova generazione, raggiungendo tutti i casi eleggibili e sostenere la ricerca di antivirali a basso costo e di facile somministrazione, dedicando risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) sui più promettenti studi in corso (Applausi), a garanzia di cure domiciliari e territoriali tempestive, diffuse ed appropriate, su cui si stanno accumulando ritardi, mancando protocolli nazionali degni di nota. (Applausi) . Occorre un sistema integrato di prevenzione e cura in grado di coniugare correttamente i due obiettivi fondamentali del Servizio sanitario nazionale a vocazione universalistica, in termini di effettiva tutela dei singoli, delle famiglie e delle imprese e che non vada a portare potenziale nocumento alle future generazioni (Applausi) , nel pur pregevole intento di salvaguardare la protezione degli anziani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, ritengo che noi usciamo da questa pandemia seguendo un principio di realtà (qualcuno parlava di realismo). L'arma più potente che abbiamo sono i vaccini, presto avremo su larga scala delle mitragliatrici, gli anticorpi monoclonali, grazie anche alla ricerca italiana che si sta compiendo a Siena. Il green pass è il nostro documento per rientrare in comunità: quanti di noi hanno provato l'emozione di tornare a visitare un museo, ad ascoltare la musica dal vivo, ad assistere a una partita di calcio? Mostrare il green pass è un atto d'amore degli uni verso gli altri. Il green pass va visto come spinta gentile alla vaccinazione. Noi ricordiamo che la stragrande maggioranza delle italiane e degli italiani hanno già ricevuto la seconda dose (40 milioni di italiani), guidano questa classifica i giovani dai venti ai ventinove anni. Spesso parliamo dei giovani, ma non molti parlano ai giovani. Pensiamo che le ragazze e i ragazzi non abbiano voce, invece con le loro scelte, a volte serie, pratiche, silenziose, determinano il corso delle cose. Rimane una fetta di persone che va tranquillizzata e accompagnata; ne abbiamo discusso anche nella Commissione che mi onoro di presiedere. Non vaccinarsi è pericoloso perché si finisce più facilmente in terapia intensiva; ma purtroppo gli infarti, gli ictus e gli incidenti stradali ci sono ancora, quindi le persone hanno bisogno di terapia intensiva e non possiamo più permetterci che questa sia occupata dalle persone non vaccinate. Oggi stiamo convertendo in legge il decreto-legge n. 105 dello scorso 23 luglio e sappiamo che il Governo ha già emanato un nuovo decreto-legge, che ora è all'esame della Camera, per estendere il green pass a scuole, università, a tutti i luoghi della formazione e alle RSA. Noi dobbiamo proteggere il futuro dei nostri figli, non possiamo più avere didattica a distanza e dobbiamo fare barriera rispetto ai nostri anziani: ci sono troppi morti nelle RSA e non possiamo dimenticarlo. A proposito di RSA, la Camera ha fatto un buon lavoro e concordo con i colleghi e le colleghe che lo dicevano: su proposta della collega Lisa Noja, dopo aver ascoltato associazioni, famiglie e pazienti, è stata introdotta una norma secondo la quale le direzioni sanitarie garantiscono la possibilità di visita con green pass , con cadenza giornaliera, consentendo di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente. Si tratta di un grande passo avanti. Dobbiamo prenderci cura della carenza di personale infermieristico nelle RSA, magari assumendo in maniera semplificata personale straniero, superando per il periodo dell'emergenza l'esclusività del pubblico: abbiamo bisogno di personale. La cura delle persone: questo è quello che dobbiamo riprendere a fare, anche negli ospedali. In questo decreto-legge il Governo ha fatto un passo in avanti, allargando la possibilità che i familiari possano accompagnare i loro parenti nelle sale d'attesa anche dei reparti e non solo in pronto soccorso. Dobbiamo garantire il diritto alla visita quotidiana, perché sappiamo che la cura è parte dell'uscita dalla malattia. Secondo gli ultimi dati di ieri, abbiamo avuto più di 130.000 morti per Covid e tutti piangiamo ancora la solitudine delle persone che non ci sono più rispetto alla malattia e alla morte. Questo non possiamo più permettercelo; non possiamo più continuare a perpetuare questa profonda ingiustizia umana. Quindi, soprattutto nei reparti non Covid, dobbiamo riprendere un percorso di cura e di relazione tra il paziente e il familiare. Sappiamo che in settimana il Governo estenderà il green pass al mondo del lavoro, almeno nei luoghi dove tutti i cittadini e le cittadine devono avere il green pass : anche questa è una questione logica e di realtà. Confido nel senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali: il sindacato italiano tante volte nella storia dell'Italia ha partecipato all'evoluzione della democrazia, e questo penso che sia un momento in cui ci voglia grande responsabilità. Colleghe e colleghi, dopo un anno e mezzo di terribile pandemia, abbiamo la possibilità finalmente di anticipare il virus con le nostre armi, i vaccini, i monoclonali, e la nostra strategia, il green pass , per vincere e rendere innocuo il Covid e, in prospettiva, rafforzare finalmente la medicina di territorio dimostrando che abbiamo imparato dalla terribile lezione del Covid. Uniamoci tutti: mi sento di fare questo appello dentro le Aule e fuori, con spirito repubblicano; sosteniamo tutti, maggioranza e opposizione, la credibilità del premier Draghi, perché l'Italia possa essere capofila di una struttura europea di contrasto alla pandemia e alle prossime epidemie che potrebbero verificarsi. Insistiamo con il mondo, come è stato fatto in parte al G20 della sanità, che si è svolto la settimana scorsa, per la vaccinazione dei Paesi più poveri. Noi, infatti, abbiamo la possibilità di scegliere, mentre ci sono Paesi che non lo possono fare perché non hanno i vaccini, e questa è una profonda ingiustizia mondiale.