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1) ad adottare, nell'ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell'economia, comunque garantendo la sicurezza del sistema energetico del Paese, fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell'UE per la riduzione delle emissioni di gas serra - COM(2018) 773 del 28 novembre 2018; 2) ad attuare ogni misura che favorisca la transizione, dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili, compatibilmente con la grid parity , e dall'economia lineare all'economia circolare, favorendo l'investimento nella ricerca e nelle ecoinnovazioni; 3) a promuovere lo sviluppo di sistemi eco-efficienti di produzione ricorrendo alla bioeconomia e all'eco- design ; 4) al fine di ridurre gli sprechi energetici, a potenziare ulteriormente il percorso di eco-efficienza energetica da applicare al patrimonio pubblico e privato, anche attraverso sinergie con il mondo produttivo per una costante formazione degli operatori di settore; 5) a porre in essere ogni iniziativa volta a favorire l'autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili; 6) a promuovere, in sinergia con gli enti locali, campagne di sensibilizzazione / informazione rivolte ai cittadini, sulle buone pratiche ambientali finalizzate alla mitigazione dei cambiamenti climatici, anche mediante l'introduzione dell'educazione ambientale nelle scuole di ogni grado; 6.a) a promuovere politiche di sviluppo infrastrutturale e interventi finalizzati alla promozione di iniziative virtuose di mobilità urbana ed extraurbana sostenibile, incluso il trasporto intermodale a beneficio diretto dell'ambiente e degli ecosistemi ma anche della salute e del benessere dell'uomo; 7) a promuovere, di concerto con le regioni e gli enti locali e le Autorità di bacino distrettuali, nell'ambito delle proprie competenze, interventi finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico, nonché misure per l'utilizzo responsabile del suolo; 8) ad attuare, nell'ambito delle proprie competenze, tutte le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas ad effetto serra concordate a livello internazionale ed europeo, e tenendo conto dei benefici ambientali, sociali ed economici connessi alla riduzione delle emissioni. Interrogazioni Atto n. 3-00875 IORI ROSSOMANDO Ai Ministri per la pubblica amministrazione e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: nel 2015 si è tenuto presso il Comune di Torino un concorso, per titoli ed esami, per la copertura con contratto a tempo indeterminato di posti nel profilo specifico di educatore di asili nido; nell'ambito di tale selezione pubblica, alcune candidate sono state giudicate idonee all'assunzione, rientrando in una graduatoria di durata triennale; con la legge n. 145 del 2018 (comma 366 dell'art. 1), è stata prorogata la validità della graduatoria fino al 31 marzo 2020; il Comune di Torino, nonostante le insistenti richieste di copertura dei numerosi posti vuoti in organico, aumentati in seguito all'approvazione della "quota cento", ha dichiarato di non poter procedere alle assunzioni a causa della mancata approvazione del bilancio 2018 e della cronica mancanza di fondi; finalmente, in data 6 maggio 2019, il bilancio comunale è stato approvato contestualmente a una mozione a favore della stabilizzazione del personale precario dei servizi educativi; tuttavia, non si può procedere alle assunzioni poiché, con una norma inserita nel decreto-legge n. 4 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26 del 2019, recante disposizioni urgente in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, si modifica il comma 366 citato e si abroga la proroga della suddetta graduatoria che è l'unica vigente per i servizi educativi di Torino; essi versano in uno stato di forte criticità per la carenza di personale. In tal senso l'Anci, considerata la gravità della situazione che riguarda molti Comuni, ha chiesto al Governo di procedere alla revisione della modifica introdotta con la legge n. 26 del 2019, ripristinando le graduatorie; tale modifica ha gettato i Comuni in una condizione di estrema difficoltà e confusione, rischiando di compromettere l'erogazione del servizio e cancellando la speranza di stabilizzazione di molti educatori che per anni hanno prestato servizio negli asili del Comune di Torino ma non solo; autorevoli esponenti del Governo hanno dichiarato in più di una circostanza che i pensionamenti derivanti dall'approvazione di "quota cento" avrebbero determinato un incremento delle assunzioni, tuttavia, nel solo Comune di Torino, per il prossimo triennio, sono previsti circa 1600 dipendenti uscenti a fronte di circa 400 nuove assunzioni, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover intervenire con azioni di competenza per la proroga delle graduatorie, garantendo l'erogazione dei servizi nei nidi comunali di Torino. Atto n. 3-00876 D'ARIENZO Ai Ministri della difesa e dell'economia e delle finanze Premesso che il 9 dicembre 2015 è stato sottoscritto un protocollo tra il Ministero della difesa, l'Agenzia del demanio ed il Comune di Verona con il quale si è dato avvio ad un processo di razionalizzazione, riqualificazione, riuso e valorizzazione del patrimonio immobiliare della difesa presente nella città di Verona; considerato che: nel dettaglio, l'intesa prevede che l'Agenzia del demanio prenda in consegna dal Ministero della difesa le caserme "Busignani" e "Rossani" e che trasferisca quest'ultima in proprietà al Comune di Verona, che la destinerà a nuova sede della Polizia municipale, e riutilizzi la caserma Busignani per destinarvi sedi di vari uffici pubblici per i quali lo Stato attualmente paga un affitto; inoltre si prevede che il Comune di Verona si faccia carico dei lavori di rifunzionalizzazione di altri immobili militari, tra cui il comprensorio "Pianelli-Li Gobbi", per un totale di 3.650.000 euro, in modo di soddisfare le esigenze del comando delle forze operative terrestri di supporto; tenuto conto che: sempre sulla base dell'intesa il Comune di Verona si impegna, con riguardo alla caserma "Trainotti", ad attuare un cambio di destinazione d'uso al fine della valorizzazione urbanistica del sito, attivando le forme semplificate di variazione dello strumento urbanistico previste dall'art. 26 del decreto-legge n. 133 del 2014, il cosiddetto sblocca Italia, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 164 del 2014; si prevede la costituzione di un tavolo tecnico che, tra le altre attività, avrà il compito di individuare le soluzioni tecniche e i percorsi amministrativi adeguati al raggiungimento degli obiettivi strategici condivisi dalle amministrazioni pubbliche e, inoltre, verificare possibili sinergie tra le esigenze di valorizzazione, sviluppo, razionalizzazione, gestione e dismissione dei patrimoni immobiliari pubblici; valutato che: