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La piazza degli esercizi commerciali, quelli che hanno fatto tutto in regola, che hanno speso soldi fino a 25.000 euro. Pensi, il 51 per cento degli esercizi commerciali ha speso fino a 25.000 euro - e i restanti oltre - per mettersi in sicurezza, sperando in un credito d'imposta del 65 per cento (il famoso bonus) che per mancanza di fondi si è ridotto ad un 15 per cento del 60 per cento, cioè al 9 per cento: un'ulteriore presa in giro. Avevate detto che non volevate il MES perché avevate i soldi: bene, perché non li destinate a questi bonus? Non si può chiedere alle persone di mettersi in regola e poi, dopo che queste persone fanno tutto come Dio comanda, come premio partita dite loro che devono chiudere. È ovvio che si sentano traditi, è ovvio che siano in piazza: hanno ragione, anche perché il problema è stato affrontato dalla coda. Signor Presidente, lei lo sa, ci ha gentilmente consultato dieci minuti prima di emanare il DPCM, però, glielo dico con affetto, se per caso ci chiamerà cinque minuti prima per dire che chiude l'Italia noi le attaccheremo il telefono. Questa volta basta! (Applausi). Signor Presidente, il DPCM prende il problema dalla coda. Perché non avete deflazionato il trasporto pubblico locale? Gliel'ha detto un suo coordinatore del comitato tecnico-scientifico, quello che lei invoca ed evoca sempre, il professor Miozzo, il quale ha dichiarato che è da aprile che dice al Presidente del Consiglio che deve fare una stretta sui trasporti. Ed è evidente che quello su cui si deve agire non è il commerciante virtuoso che si è messo in regola, ma il mezzo di trasporto dove ci si contagia perché ci sono "sardine" strette tra di loro - anche se mascherate - che si trasmettono il virus. (Applausi). E questo vale per gli autobus, le metropolitane, le corriere, gli aerei dove non c'è il distanziamento. Ce n'è molto meno che nei teatri e nei cinema. Anzi, le dirò, nelle sale di dieci cinema di Roma, a ottobre, secondo me c'erano meno persone che in un autobus strapieno all'ora di punta. (Applausi). Signor Presidente, la prego, non è troppo tardi, però non facciamo più demagogia sulla pelle degli italiani, su quelli che la stanno chiamando dalla piazza, quei contestatori che il Ministro dell'interno ha chiamato «autonomi». Vorrei fosse chiaro che sono «autonomi» da intendere come partite IVA, non come autonomi contestatori, ma partite IVA, non garantiti, perché il Covid non è una livella: ha diviso il mondo tra garantiti, che prendono comunque lo stipendio, la pensione o la cassa integrazione, e partite IVA, autonomi, professionisti, commercianti, che non prendono niente. (Richiami della Presidenza) . Mi scusi, Presidente, finisco subito, ho ancora un minuto. Presidente Conte, sa perché quei signori sono in piazza? Perché dentro di loro, nella loro protesta, ci sono anni e anni di sacrifici, di spese, di bollette, di mutui, di burocrazia inutile, di tasse comunali, provinciali, regionali, statali, con delle sigle impronunciabili e urticanti. Oltre a tutto questo, adesso devono chiudere. Non le chiediamo provvedimenti folli, non le chiediamo l'incoscienza; le chiediamo la coerenza. Le chiediamo prima di tutto di collaborare, ma farlo veramente; lo ha detto il Capogruppo del Partito Democratico. Per noi - ripeto -collaborare vuol dire fare le cose insieme, non avere regalini o strapuntini; vuol dire condividere il contenuto dei provvedimenti, significa fare come, secondo noi, le cose vanno fatte per fare in modo che il nostro Paese affronti questa pandemia con armi migliori e non con le armi spuntate che in questo momento sono state proposte. Signor Presidente del Consiglio, e concludo, noi ci siamo dati un appuntamento qui la settimana scorsa; lo sapevo che sarebbe tornato, sapevo che il fine settimana avrebbe annunciato nuove misure, ovviamente in televisione, perché lei va prima in diretta Facebook, poi viene qui in replica, tra Marzullo e il Consorzio Nettuno! Va bene, però, signor Presidente, la prego: gli stop and go stanno ammazzando il Paese. Lo ha detto il presidente Berlusconi tempo fa: non possiamo sopravvivere al Covid e poi morire di fame. Tutti noi dell'opposizione lo impediremo in ogni modo possibile. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Salvini. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, innanzitutto ritengo doveroso - so che il Senato l'ha già fatto stamattina, penso e spero non a nome di una parte, ma di tutti - mandare un abbraccio al popolo francese (Applausi) , perché si stanno ripetendo di ora in ora gli attentati e gli attacchi dei terroristi a Nizza, Avignone, Lione. Stiamo combattendo una malattia virale, ma intanto altri tipi di contagi non si fermano. Quindi siamo tutti francesi, senza se e senza ma da questo punto di vista. Signor Presidente del Consiglio, è preoccupante che, in un momento così grave per il Paese, non ci sia uno scontro opposizione-maggioranza: state facendo tutto voi. Mentre in Italia cresce lo scontro sociale, abbiamo sentito in quest'Aula la bocciatura nei suoi confronti non dalle opposizioni ma dalla sua maggioranza (Applausi) , che in un momento così delicato arriva a chiedere un rimpasto di Governo. Traduco dal linguaggio del PD e del collega Marcucci, che le chiede - e questo è allarmante - se tutti i suoi Ministri siano all'altezza della situazione. Evidentemente, se c'è una domanda, c'è anche una risposta: è evidente che un ministro come la signora Azzolina non è in grado di gestire la scuola italiana. (Applausi) , non è in grado di dare risposte agli studenti e agli insegnanti. Però risolveteveli nelle riunioni di maggioranza i vostri problemi interni. Le dico anche che il centrodestra è pronto a collaborare, ma non vogliamo e non ci interessa mezza poltrona. Vogliamo dare idee. (Applausi) . Commissioni bicamerali no, non ci interessano. Il Paese ha già dato un responso chiaro, quindi la sfiducia nei suoi confronti non è del Senato, ma del Paese. Non abbiamo mai sentito una parola magica, che costa poco però dà la dimensione di una persona, in questi mesi e neanche oggi: «scusa». Non abbiamo sentito qualcuno dire: «scusa». Cosa avete fatto per sei mesi? Per quanto riguarda i lavori negli ospedali, grazie a quel genio del commissario Arcuri, che lei, dopo i disastri per le mascherine e per la scuola ha nominato a sovrintendere la salute degli italiani, sa quando sarà online l'elenco degli operatori per fare i lavori negli ospedali? Il 2 novembre. Ripeto, il 2 novembre. A parte la data non particolarmente felice, la domanda è: che cosa avete fatto a maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre, oltre che ad occuparvi di banchi con le rotelle e monopattini? (Applausi) . Perché non vi siete occupati e preoccupati di ospedali? Sono fermi da giugno 400 milioni di euro per comprare nuovi autobus da Roma a Milano, da Torino a Napoli, perché manca una firma in un Ministero.