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Questo settore ha un grande valore, ma soprattutto, Ministro, le sue parole hanno testimoniato la piena consapevolezza che questo settore è il più colpito dalla pandemia e anche che esso sarà il settore che avrà bisogno di più tempo per risollevarsi e quindi avrà bisogno di più sostegno diluito nel tempo per potersi riprendere. È evidente che in un Paese in cui oltre il 50 per cento dei turisti è costituito da stranieri, cioè vengono dall'estero, in una fase come questa in cui è tanto difficile spostarsi, questo settore impiegherà tanto tempo per riprendersi. Non solo è chiaro il danno grande, ma è anche chiaro che ci vorrà molto tempo per tornare alla normalità e perché questo settore si riprenda. D'altra parte è già così oggi. I primi mesi hanno già azzerato il lavoro di un intero comparto; sono venute meno le vacanze di Pasqua, sono venuti meno i ponti, sono venute meno tante visite straniere. Si è perso già moltissimo. Questa consapevolezza si deve tradurre e si traduce efficacemente nelle proposte e nei provvedimenti che ha annunciato e che giustamente costituiranno una parte prioritaria del prossimo decreto economico. C'è un impegno concreto e fondamentale del Governo per aiutare prima di tutto i lavoratori del settore che hanno già avuto, e avranno ancora di più nei prossimi mesi, accesso ad ammortizzatori sociali - voglio sottolinearlo - che non esistevano prima, quali la cassa in deroga e il sostegno di 600 euro per gli stagionali. Il tema principale, come ha ben rilevato il Ministro, è quello del sostegno alle imprese e alle strutture ricettive, che hanno di fronte un tempo lungo di grande difficoltà, più di altri settori economici. In questa direzione è importante dare ristoro al fatturato delle aziende e mi permetto di aggiungere, Ministro, anche delle start-up , con finanziamenti a fondo perduto, così come è stato annunciato. Anche il credito d'imposta per affitti di botteghe e strutture ricettive aiuterà. Il fatto però che torneremo tra molto tempo alla situazione pregressa e che la ripresa di questo settore sarà più lenta di altri non toglie che sia importante anche qui investire subito sulla ripartenza. Quindi fa bene, signor Ministro, a dire che si andrà in vacanza; è giusto lavorare per creare le condizioni affinché almeno per gli italiani e per gli stranieri che verranno qui a trascorrere le loro vacanze ciò possa avvenire in sicurezza. Quindi bene l'idea di promuovere le vacanze in Italia, ma soprattutto la scelta di creare una forma di bonus per le famiglie con redditi medio-bassi che consenta loro di fare le vacanze e alle aziende di acquisire questi soldi, trasformandoli subito in liquidità. È un momento di una difficoltà enorme, di un'emergenza che non abbiamo mai affrontato prima. Credo che le misure e le politiche che qui ci ha raccontato rappresentino un impegno necessario e importante, il segno dell'importanza che il Governo attribuisce e riconosce a questo settore. Siamo un Paese bello, ricco di cultura e di tradizioni; possiamo competere con ogni altro Paese e le misure prodotte aiutano a recuperare... (Il microfono si disattiva automaticamente) . (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, dico la verità: ero arrivato oggi a questa informativa con una grande voglia e passione, pensando che francamente si fosse compreso il problema reale che la Nazione sta affrontando. Ma debbo dire che purtroppo non siamo assolutamente entrati nel merito. Solo sentire le percentuali che ricordava poco fa il collega Mirabelli mi fa comprendere che voi non conoscete assolutamente la questione della quale state parlando (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) , perché state discutendo di un qualcosa che va dal 6 al 13 per cento, da 6 a 25 miliardi, e state prendendo in considerazione due categorie, tra cui la categoria alberghiera. I numeri sono questi, così almeno andate a casa ricordando qualche cosa di più di quello che avete portato in quest'Aula. I numeri sono 232 miliardi, 3 milioni e mezzo di occupati e il 13 per cento del PIL; questo è soltanto ciò che è legato alle strutture che si occupano direttamente di turismo. Al fianco di questo dobbiamo mettere tutta la parte dell'indotto; l'indotto non è solo l'agenzia di viaggio, ma è l'elettricista, l'idraulico, il falegname, tutto quello che gira intorno alle strutture ricettive, alle case vacanza, agli stabilimenti balneari e così via. In tal modo arriviamo, preso come elemento a sottrazione perché ho cercato di star basso e ho tolto di mezzo alcune categorie che sono elemento trainante anche dello stesso turismo, a 7 milioni di addetti. Vi ricordo che in Italia ci sono 18 milioni di lavoratori e che, di questi, 7 milioni sono legati al turismo e a quello che muove il turismo; sono 450 miliardi di fatturato, praticamente quasi più di un terzo del prodotto interno lordo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questi sono i numeri reali, queste sono le cose su cui dobbiamo basarci, questa è l'industria reale. Se chiude un'azienda importante da 1.600-1.800 addetti, facciamo i tavoli al Ministero dello sviluppo economico; ma, se chiudono 27.000 alberghi in Italia, nessuno se ne preoccupa (e muovono più persone). Questo è il problema. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Sono decine le categorie: alberghiera, extralberghiera, commerciale, dei pubblici esercizi e stabilimenti balneari. Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, ci sono delle ordinanze e c'è il codice della navigazione che stabilisce, signor Ministro, che possono aprire a partire dal 15 maggio e devono chiudere entro il 15 settembre. Ma noi il 15 maggio non possiamo aprire. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Abbiamo fatto un provvedimento che revochi questa norma del codice della navigazione? No, assolutamente no. C'è la questione legata ai distanziamenti e stiamo ragionando per dare loro una prospettiva; ma non è che gli stabilimenti balneari si montano con uno schiocco di dita. Io so che lei queste cose le conosce, però purtroppo mi rendo conto che in questo momento c'è una distanza siderale tra le necessità della categoria e quello che il Governo metterà in campo. Abbiamo chiesto un fondo di 2 miliardi e mezzo: liquidità vera, non ulteriori debiti. Abbiamo chiesto la sospensione del decreto dignità. Vogliamo i voucher , ma non quelli per le vacanze: vogliamo un tax credit totale. Se io vado in vacanza lo posso dedurre dal reddito di quest'anno, sennò non serve a niente. Il voucher serve per la flessibilità del lavoro, sennò come faccio ad assumere? Avrò soltanto costi certi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . La responsabilità penale del datore di lavoro, che avete voluto approvare con l'articolo 42 del decreto-legge cura Italia, è una follia assoluta. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) .