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Nuove disposizioni sulla perequazione automatica dei trattamenti di pensione nei settori privato e pubblico, sulla pensione ai superstiti e delega al Governo per le pensioni cosiddette d'annata. Onorevoli Senatori. -- Rivalutazione delle pensioni Con la normativa vigente: -- le pensioni vengono rivalutate ogni anno sulla base dell'indice Istat dell'aumento del costo della vita, calcolato su un paniere di prodotti valido per tutte le categorie sociali; -- a partire dal 2008, solo le pensioni inferiori a 2.180,70 euro lordi mensili sono rivalutate al 100 per cento dell'indice Istat (come sopra determinato); le pensioni mensili ricomprese tra 2.180,70 e 3.489,12 euro sono rivalutate al 75 per cento Istat; invece quelle di importo superiore non fruiscono di alcuna rivalutazione. Con il presente disegno di legge si chiede: -- un paniere specifico dell'indice Istat, calcolato esclusivamente su prodotti di interesse per la categoria dei pensionati; -- l'adeguamento delle pensioni al 100 per cento del costo della vita, come sopra determinato, per le pensioni inferiori a 3.052,98 euro lordi mensili; -- l'adeguamento al 70 per cento dell'indice Istat per le pensioni di qualsiasi importo superiore a 3.052,98 euro lordi mensili. Reversibilità delle pensioni Con la normativa vigente al coniuge superstite spetta: -- il 60 per cento della pensione del deceduto purché il beneficiario non abbia redditi propri superiori a 17.009,46 euro (tre volte il minimo Inps); -- il 45 per cento se ha redditi propri tra 17.009,46 e 22.679,28 euro (quattro volte il minimo Inps); -- il 36 per cento se ha redditi propri tra 22.679,28 a 28.349,10 euro (cinque volte il minimo Inps); -- il 30 per cento se ha redditi propri superiori a 28.349,10 euro (sempre al lordo). Con il presente disegno di legge si chiede che sia consentito anche al coniuge superstite, se pensionato o lavoratore, il cumulo del relativo reddito con la pensione di reversibilità, nella misura del 70 per cento prevista al comma 2 dell'articolo 72 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001) per i redditi di lavoro autonomo, nel senso che le riduzioni in vigore, di cui sopra, valgano solo per la quota di reddito proprio non cumulabile. Rivalutazione delle pensioni Con la normativa vigente non è prevista alcuna rivalutazione o aggiornamento della pensione con riferimento alla data in cui è stata liquidata. L'ultimo ed unico intervento effettuato in favore dei pensionati d'annata risale al 1991 (decreto-legge 22 dicembre 1990, n. 409, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1991, n. 59), con il quale furono concessi aumenti percentuali dei trattamenti di pensione in relazione alla decorrenza più indietro fino al giugno 1982. Con il presente disegno di legge si chiede: una immediata sanatoria delle pensioni d'annata, con effetto dal gennaio 2008, da realizzare con l'approvazione da parte del Parlamento di una legge di delega al Governo per emanare uno o più decreti legislativi, che prevedano aumenti percentuali delle pensioni liquidate anteriormente alla legge 8 agosto 1995, n. 335 (cosiddetta riforma Dini), parametrati all'anno di decorrenza del trattamento e agli indici del costo della vita e della dinamica salariale intervenuti nel periodo. Commenti al testo della proposta Articolo 1 -- Rilevazione dell'indice annuo dei prezzi al consumo per la perequazione automatica delle pensioni L'invecchiamento della popolazione, l'aumento della speranza di vita e il forte incremento della spesa pensionistica comportano l'esigenza di rendere compatibili i costi della previdenza con gli obiettivi di risanamento della finanza pubblica, concordati nel Trattato di Maastricht. Simile politica, perseguita da tutti i governi succedutisi alla guida del Paese dal 1993 ad oggi, non ha però tenuto conto del dovere primario che ha qualsiasi Stato di assicurare a tutti i cittadini un dignitoso livello di vita ed in particolare ai pensionati ed ai lavoratori il mantenimento del reddito al verificarsi di alcuni eventi determinanti la riduzione o la perdita del potere di acquisto. Ciò premesso, si è rilevato che ogni anno il potere di acquisto della moneta perde un 4-5 per cento: la conseguenza è che il trattamento economico dei pensionati, nel giro di 10 anni dall'andata in quiescenza, si riduce di circa il 50 per cento. Inoltre a partire dal 1º gennaio 1988 tutti gli indici Istat utilizzati per elaborare il costo della vita hanno carattere convenzionale e non misurano le effettive variazioni di costi, essendo basati su rilevazioni a campione dei prezzi al consumo di un complesso di beni e servizi, ritenuti di uso corrente e calcolati su base annua, detto «Paniere» e risultante dalla media aritmetica degli indici mensili accertati nel corso dell'anno. Per contenere gli aumenti da inflazione si ritiene necessaria una rideterminazione delle voci di un nuovo Paniere includendo tra le stesse quelle relative alle spese di prima necessità delle persone anziane e pensionate, per le quali si preveda anche un maggior «peso» (ponderazione con cui i prodotti partecipano al calcolo degli indici), come per esempio spese farmaceutiche e prestazioni specialistiche non a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN), spese per badanti dovute alla mancanza di strutture pubbliche, rette di Residenze sanitarie per anziani e così via. Articolo 2 -- Disposizioni in materia di perequazione automatica A dimostrazione, anche se non sarebbe necessario trattandosi di un fatto incontestabile, si riproduce la tabella A quale prova dell'insufficiente effetto della perequazione automatica sulle pensioni ai fini del loro recupero sulla perdita del potere di acquisto. Ne consegue la necessità di riformare il meccanismo della rivalutazione annua calcolata dall'Istat, da una parte con il prendere alla base un nuovo e specifico paniere e dall'altra con il neutralizzare integralmente l'effetto dell'inflazione almeno sulle pensioni di importo fino a sette volte il minimo, somma tale da garantire al pensionato un reddito sufficiente al mantenimento del proprio livello di vita, al di sotto del quale non si deve, né si può scendere. L'articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, ha stabilito che il meccanismo di rivalutazione delle pensioni si applica per ogni singolo beneficiario in funzione dell'importo complessivo dei trattamenti corrisposti a carico dell'assicurazione obbligatoria (nonché dei fondi sostitutivi, esclusivi ed esonerativi). L'articolo 21 della legge 11 marzo 1988, n. 67 (legge finanziaria 1988) ha fissato le aliquote della retribuzione imponibile, eccedente il limite massimo di retribuzione annua pensionabile, da computare ai fini della determinazione della misura delle pensioni: la prima fascia è del 33 per cento. Detto valore per il 2007 è di 40.083,00 euro, corrispondente ad una pensione lorda (per 13 mensilità) di 3.083,31 euro: è questo l'importo sul quale l'indicizzazione delle pensioni, con il nuovo paniere, dovrà essere pari al 100 per cento. Articolo 3 --