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il Presidente statunitense dichiara che i danni verranno pagati da BP e la stessa Compagnia petrolifera dichiara: «Accettiamo qualsiasi tipo di aiuto». Se l'Italia nel 2003 avesse approvato la legge mantenendo gli articoli 7 e 8 e si fosse conseguentemente dotata delle due navi anti-marea nera, se l'Unione europea avesse adottato misure similari e gli organismi internazionali fossero stati previdenti, oggi avremmo potuto contare su una ventina di navi a tecnologia avanzata, in grado di intervenire e recuperare il petrolio che fuori esce dal pozzo messicano, o in altri luoghi. Ovviamente il presente disegno di legge non potrà contribuire a risolvere l'emergenza in atto. Potrà, se approvato urgentemente, contribuire in occasione di altre emergenze ambientali che dovessero presentarsi in futuro. Ovviamente sarà altresì necessario che, una volta approvata questa proposta, il Governo si adoperi poi a livello comunitario e internazionale affinché l'esempio italiano venga seguito da altri Paesi, così come avvenuto per la legge n. 51 del 2001. Ultimo elemento, ma non per importanza, l'industria di costruzione navale italiana è in ginocchio per carenza di commesse. Fincantieri e altre società private sono sicuramente in grado di costruire le navi suddette e ci sono sicuramente armatori in grado di metterle in esercizio. Si potrebbe realizzare una sinergia positiva tra cantieri -- armatoria -- occupazione -- ambiente e futuro della nostra umanità. Anche per questo ne chiediamo il rapido esame e l'approvazione.. Art. 1. (Finalità) 1. La presente legge, in attuazione della legge 7 marzo 2001, n. 51, e della decisione 2002/868/CE della Commissione, del 17 luglio 2002, e in conformità alla politica dell'Unione europea sulla sicurezza dei mari, al fine, di limitare le conseguenze dei sinistri marittimi nei quali sono coinvolte navi cisterna e piattaforme petrolifere, favorisce la costruzione e l'esercizio di navi tecnologicamente avanzate per gli interventi di emergenza e di recupero di prodotti petroliferi sversati in mare in conseguenza di incidenti, di collisioni o di sinistri alle piattaforme e per la salvaguardia della vita umana in mare e dell'ambiente. Art. 2. (Dotazione di navi cisterna specializzate per interventi di emergenza) 1. Lo Stato, in conformità alle conclusioni dei Ministri dei trasporti dell'Unione europea nel corso della 2472ª sessione del Consiglio, tenutasi a Bruxelles il 5 e 6 dicembre 2002, alla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio COM (2002) 681 definitivo, del 3 dicembre 2002, nonché alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del 12 e 13 dicembre 2002, promuove la costruzione e la messa in uso di due navi cisterna specializzate atipiche, destinate al recupero di grandi quantità di idrocarburi sversati in mare in qualunque condizione meteorologica. 2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, determina le caratteristiche e le specifiche tecniche delle navi di cui al comma 1. Entro i successivi due mesi lo stesso Ministro promuove una procedura concorsuale a livello europeo per la costruzione e gestione delle navi. Il servizio è disciplinato da una convenzione stipulata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e firmata, senza alcuna possibilità di riserva, dalla società aggiudicataria. 3. La convenzione stipulata al sensi del comma 2 prevede: a) la durata della concessione fino a un periodo massimo di venti anni; b) la tipologia del servizio; c) la tabella d'armamento, per la composizione degli equipaggi, da definire con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale; d) le modalità di pagamento del corrispettivo di esercizio nonché dell'ammortamento del capitale anticipato per la costruzione o l'acquisto delle navi specializzate; e) ogni altra determinazione che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ritenga di dover prescrivere al fine di garantire un rapido ed efficace intervento di rimozione del prodotti sversati in mare e per la salvaguardia dell'ambiente; f) altri eventuali usi delle navi specializzate per il miglioramento dell'ambiente e per il contenimento dei costi di esercizio. 4. All'impresa armatoriale concessionaria si applica l'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30. 5. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, pari a euro 26.000.000 annui, a decorrere dall'anno 2013, si fa fronte mediante gli stanziamenti del fondo di cui all'articolo 3. Art. 3. (Istituzione del fondo per la costruzione e per l'esercizio delle navi specializzate) 1. È istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo per la costruzione e per l'esercizio delle due unità navali di cui all'articolo 2, di seguito denominato «fondo». 2. Il fondo è finanziato dalle società importatrici di petrolio e prodotti derivati che sono tenute a versare allo stesso l'importo di euro 0,18 per ogni tonnellata acquistata a decorrere dal 1º gennaio 2013 e per la durata di venti anni. 3. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di corresponsione delle somme di cui al comma 2, nonché le procedure e i criteri di operatività del fondo. 4. Le risorse derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 2, stimate in euro 27.000.000 annui, sono poste a carico di un’apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Lo stesso Ministero provvede alle erogazioni di cui all'articolo 2.