[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive), degli articoli 13 e 14 della legge 1° agosto 2002, n. 166 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti) e degli articoli 1, comma 2, e 3 del decreto-legislativo 20 agosto 2002, n. 190 (Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale), promosso con ordinanza del 3 marzo 2004 dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, sul ricorso proposto da Pietro Vinci ed altri contro il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ed altri, iscritta al n. 483 del registro ordinanze 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 22, prima serie speciale, dell'anno 2004. Visti gli atti di costituzione di Pietro Vinci, della Regione Calabria, della società Stretto di Messina s.p.a., della società FINTECNA – Finanziaria per i Settori Industriale e dei Servizi s.p.a., della Federazione dei Verdi ed altra, della associazione Italia Nostra-onlus ed altra, nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 25 gennaio 2005 il Giudice relatore Alfonso Quaranta; uditi gli avvocati Carmelo Briguglio per Pietro Vinci, Carlo Milana e Michele Pallottino per la Regione Calabria, Piero d'Amelio, Angelo Clarizia e Giuseppe Morbidelli per la società Stretto di Messina s.p.a., Stefano Vinti e Salvatore Alberto Romano per la società FINTECNA – Finanziaria per i Settori Industriale e dei Servizi s.p.a. –, Paola Balducci e Luca Di Raimondo per la Federazione dei Verdi ed altra, Luca Di Raimondo per l'associazione Italia Nostra-onlus ed altra e l'avvocato dello Stato Marco Corsini per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, con ordinanza emessa in data 3 marzo 2004, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1 e 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive), degli artt. 13 e 14 della legge 1° agosto 2002, n. 166 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti), degli artt. 1, comma 2, e 3 del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 (Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale), in riferimento agli artt. 3, 5, 97, 117, 118 e 120 della Costituzione e all'art. 14 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2; che il giudice a quo ha ritenuto che le indicate disposizioni non appaiono rispettose del principio di sussidiarietà (che informa gli artt. 114, 117 e 118 della Costituzione) e del principio di leale collaborazione (che ispira l'art. 120 della Costituzione); che il rimettente ha osservato, in particolare, che le norme sospettate di illegittimità costituzionale non prevedono la partecipazione nella forma dell'intesa anche degli enti locali direttamente interessati dalla costruzione dell'infrastruttura, e che, pur stabilendo l'acquisizione di pareri obbligatori e parzialmente vincolanti resi da Regioni e Province autonome, consentono tuttavia che in sede di approvazione del progetto preliminare si possa prescindere da qualsiasi parere degli enti locali; che, inoltre, la circostanza che l'approvazione del progetto comporti automatica variante agli strumenti urbanistici vigenti viola le competenze amministrative, sia regionali che comunali, nella materia urbanistica, rimessa alla potestà normativa e amministrativa degli enti locali ai sensi degli artt. 5, 117 e 118 della Costituzione e dell'art. 14 dello statuto della Regione Siciliana; che si è costituito in giudizio il primo ricorrente nel giudizio a quo, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale sollevata dal TAR per la Sicilia venga accolta; che si è costituita, altresì, la società Stretto di Messina s.p.a. deducendo, preliminarmente, l'irrilevanza della questione per incompetenza del giudice a quo e per pretestuosità della rimessione, e nel merito la non fondatezza della stessa; che, inoltre, si è costituita la società FINTECNA s.p.a., deducendo, anch'essa, in via preliminare, l'inammissibilità della questione sollevata e, nel merito, la sua infondatezza; che anche la Regione Calabria si è costituita in giudizio eccependo l'inammissibilità e l'infondatezza della questione; che è intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, con il patrocinio dell'Avvocatura generale dello Stato, la quale ha, a sua volta, eccepito l'inammissibilità della questione in quanto, con sentenza 24 maggio 2004, n. 3395, il Consiglio di Stato ha dichiarato la competenza del TAR per il Lazio; nel merito, quindi, ha chiesto di dichiarare non fondata la questione stessa; che si sono, altresì, costituite la Federazione dei Verdi e l'Associazione Qualità Italia-onlus, che hanno, invece, chiesto l'accoglimento della questione; che, analogamente, hanno chiesto dichiararsi l'illegittimità costituzionale delle disposizioni in esame l' associazione Italia Nostra-onlus e l'Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF); che in prossimità dell'udienza pubblica sono state depositate articolate memorie, con le quali sono state approfondite le difese già svolte, invocandosi, in particolare, da parte del primo ricorrente nel giudizio a quo, a sostegno dell'ammissibilità della questione, l'art. 22 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. Considerato che il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, dubita della legittimità costituzionale delle disposizioni innanzi indicate per violazione degli artt. 3, 5, 97, 117, 118 e 120 della Costituzione e dell'art. 14 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;