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Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale. Onorevoli Senatori . – La Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2022 attesta a consuntivo una pressione fiscale in Italia del 43,4 per cento del PIL per il 2021, prevedendo un picco al 43,8 per cento per il 2022, che vale, per il nostro Paese, il quinto posto tra i Paesi dell'Unione europea a 27, quanto a pressione fiscale. A questo dato si affianca il tema della burocrazia fiscale che, secondo le più recenti statistiche della Banca mondiale, costa alle imprese italiane un mese all'anno solo per la raccolta di informazioni e documenti necessari a calcolare le imposte dovute, con le evidenti conseguenze in materia di competitività del nostro sistema produttivo. Con un tax gap ancora molto sostenuto, seppur in riduzione, appare evidente come non sia più prorogabile la riforma organica di un sistema tributario che, al netto di interventi puntuali di revisione di alcune specifiche imposte, o di introduzione di strumenti precipuamente indirizzati a incentivare una maggiore compliance , presenta tutt'oggi una struttura sostanzialmente immutata negli ultimi cinquant'anni. Una riflessione che era già iniziata la scorsa legislatura, e che aveva condotto ad un'indagine conoscitiva da parte della VI Commissione finanze della Camera e la 6ª Commissione finanze e tesoro del Senato, conclusasi con un documento il cui contenuto era stato in parte ripreso dal disegno di legge delega sulla riforma fiscale il cui iter si è interrotto con la conclusione anticipata della legislatura. Una riflessione che si fa ancora più impellente alla luce dell'inserimento della revisione del sistema fiscale tra le riforme abilitanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'intenzione di questa iniziativa legislativa è dunque quella di riprendere quel percorso, proponendo una riforma organica del sistema fiscale che garantisca maggiore efficienza e semplicità, in grado di contrastare efficacemente l'evasione e l'elusione fiscale, alleggerendo al contempo il peso sui contribuenti. Il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale, nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza formale e sostanziale, di tassazione in ragione della capacità contributiva, di progressività del sistema tributario e di autonomia finanziaria degli enti territoriali, nonché nel rispetto del diritto dell'Unione europea. I decreti sono adottati sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi generali: a) stimolare la crescita economica attraverso l'aumento dell'efficienza del sistema delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall'impiego dei fattori di produzione; b) razionalizzare e semplificare il sistema tributario anche con riferimento: – agli adempimenti dichiarativi e di versamento a carico dei contribuenti al fine di ridurre i costi di adempimento, di gestione e di amministrazione del sistema fiscale, anche attraverso il rigoroso rispetto, da parte dell'amministrazione finanziaria, del divieto di richiedere al contribuente documenti già in possesso delle amministrazioni pubbliche, estendendo la possibilità di ottemperare agli adempimenti tributari in via telematica; – al pieno utilizzo dei dati resi disponibili dalla fatturazione elettronica e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi nonché alla piena realizzazione dell'interoperabilità delle banche di dati, ferma restando la salvaguardia dei dati personali ai sensi del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016; – ad un utilizzo efficiente, anche sotto il profilo tecnologico, da parte dell'amministrazione finanziaria, dei dati ottenuti attraverso lo scambio di informazioni; – all'individuazione e all'eliminazione di microtributi per i quali i costi di adempimento dei contribuenti risultino elevati a fronte di un gettito trascurabile per lo Stato e assicurando le opportune compensazioni di gettito nell'ambito dell'attuazione della legge; c) preservare la progressività del sistema tributario e garantire il rispetto del principio di equità orizzontale; d) ridurre l'evasione e l'elusione fiscale, anche attraverso la piena utilizzazione dei dati che affluiscono al sistema informativo dell'anagrafe tributaria, il potenziamento dell'analisi del rischio, il ricorso alle tecnologie digitali e alle soluzioni di intelligenza artificiale, ferma restando la salvaguardia dei dati personali ai sensi del citato regolamento (UE) 2016/ 679 del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché mediante il rafforzamento del regime di adempimento collaborativo di cui al decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128; e) coordinare il sistema impositivo con il rispetto dell'autonomia finanziaria degli enti territoriali e in particolare con i princìpi previsti dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, e dal decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68; f) razionalizzare le sanzioni amministrative, garantendone la gradualità e la proporzionalità rispetto alla gravità delle violazioni commesse, con particolare attenzione alle violazioni formali o meramente formali. I successivi commi dell'articolo 1 disciplinano l'esame parlamentare degli schemi dei decreti legislativi. Questi ultimi devono essere corredati dalle relazioni sull'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e da relazione tecnica, che ne indichi, per ciascuna misura, l'impatto sul gettito e in termini di tributi locali, per essere esaminati dalle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari, nonché dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Le Commissioni competenti devono rendere parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione, ma possono chiedere una proroga di venti giorni, qualora si renda necessario per la complessità della materia o per il numero dei decreti legislativi. Decorso il termine il decreto è comunque adottato. Qualora il Governo non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le osservazioni e le eventuali modifiche. Entro dieci giorni dalla trasmissione si conclude il secondo esame parlamentare. Decorso il termine, il Governo può adottare comunque i decreti. Al comma 4 è previsto il meccanismo di scorrimento dei termini di delega di novanta giorni, nel caso in cui i termini per l'espressione dei pareri parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la loro scadenza. Vengono inoltre stabilite le modalità di integrazione, coordinamento formale e sostanziale e abrogazione della normativa vigente da parte dei decreti legislativi di attuazione della legge, fissandone altresì i termini per l'adozione degli eventuali decreti legislativi correttivi e integrativi. All'articolo 2 sono recati i principi e i criteri direttivi specifici concernenti la revisione del sistema di imposizione personale sui redditi, prevedendo da un lato che venga effettuata una progressiva revisione del trattamento fiscale dei redditi personali derivanti dall'impiego del capitale, aumentando il grado di neutralità fiscale e prevedendo ordinariamente l'applicazione di un prelievo proporzionale e di regimi cedolari ai redditi da capitale, nonché distinguendo tra redditi da capitale mobiliare e immobiliare, e dall'altro che venga mantenuto il regime forfettario, prevedendo altresì un sistema agevolato per uscire dal medesimo regime forfettario, applicabile per due periodi d'imposta.