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Allo stesso modo, sulle assunzioni dei medici abbiamo presentato un secondo ordine del giorno: in una situazione come questa si è compreso, in un anno orribile, che nel nostro Paese si era sbagliato quando si era tagliato troppo sulla sanità territoriale. Dico bene, colleghi? Si era tagliato troppo. (Applausi) . Abbiamo ospedali con tanti medici alla vigilia del pensionamento e intanto abbiamo parcheggiato tanti giovani medici in attesa di occupazione. Oggi ne abbiamo bisogno, non sappiamo nemmeno come propinare le vaccinazioni e siamo dovuti ricorrere, in emergenza, alla possibilità di stipulare contratti con l'ordine dei medici di famiglia per inoculare i vaccini anti-Covid. Assumiamo medici. Dobbiamo anche aiutare la rete oncologica, cari colleghi, che invece è stata un po' dimenticata. Non dobbiamo dimenticarlo. Anche in materia di giustizia, relativamente alla ragionevole durata del processo, il collega Vitali - che cito per la terza volta - ha certamente fatto una un grande lavoro per far capire che, seppure è stata sciaguratamente abrogata la prescrizione, bisogna intervenire drasticamente sull'aspetto della durata. Allora, amici, colleghi, italiani, sappiate che Forza Italia è sempre dalla vostra parte, in modo particolare verso la parte dei lavoratori autonomi e delle partite IVA che hanno tanto sofferto. Anche in questa occasione daremo un contributo votando a favore della fiducia. (Applausi) . OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghe e colleghi, secondo lo studio di Adacta pubblicato ieri, analizzando i bilanci di 22.000 aziende del Nord-Est, chiusure, incertezza e burocrazia hanno contribuito a dissolvere 52 miliardi di fatturato: questo in Friuli-Venezia Giulia, Trentino e Veneto, Regione da cui provengo; 22,5 miliardi nel solo settore manifatturiero. Le previsioni non sono migliori dell'immagine istantanea. Le aziende di una delle aree più produttive del Paese usciranno dalla crisi con una perdita media del 16 per cento, dato che si accentua nei settori più prestigiosi del made in Italy , quali il tessile e l'arredamento, e nelle attività che più contraddistinguono il fare impresa nel nostro Paese, tra le quali il turismo. Per completare il ritratto, al computo sconfortante dell'impatto sull'economia dell'emergenza sanitaria, vanno aggiunti i ritardi strutturali che affliggono il nostro sistema Paese: nel 2019 in Italia c'erano 3.300.000 giudizi pendenti in ambito civile, addirittura in aumento rispetto agli anni precedenti. Un processo civile dura in media sette anni e mezzo: questo dato, cari colleghi, è tra i peggiori d'Europa e ci costa 180 miliardi di investimenti esteri che non vedremo mai, con una perdita del PIL pari a circa 20 miliardi di euro l'anno. Il tutto mentre più di 5.000 magistrati onorari lavorano sottopagati e senza tutele ed eccellenti professionalità negli ambiti del diritto, quali avvocati e notai, attendono di potersi esprimere compiutamente e, perché no, mettersi a disposizione per alleggerire il peso che opprime i nostri tribunali. Fra gli altri, cari colleghi, ho particolarmente apprezzato un passaggio dell'intervento al Senato del presidente Mario Draghi, secondo cui bisogna: «aumentare l'efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l'applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza». Cari colleghi, in Italia, fra l'altro, ci sono decine di migliaia di lavoratori onesti e di imprese che attendono di essere pagati per prestazioni che hanno regolarmente erogato, per beni che hanno consegnato o per attività che hanno svolto. (Applausi) . Si tratta di attività soffocate spesso non per l'impossibilità effettiva del debitore di versare il credito, ma perché, facendosi scudo di leggi sbagliate e di una burocrazia invincibile, un esercito di furbetti ben addestrati ha assunto il costume di approfittare delle persone oneste, senza nei fatti rischiare nulla. Non si tratta di un fenomeno secondario: secondo una stima del 2018, il 70 per cento dei professionisti e delle piccole e medie imprese e l'84 per cento delle grandi aziende segnalano insoluti. Su questo, cari colleghi, la Lega è presente e ha presentato un suo disegno di legge. Anche nel settore della sicurezza si sarebbe potuto osare di più, lo dico senza polemica, ma citando i dati. Da anni, quando si doveva tagliare, si è scelto di farlo in questo settore, riducendo organici, risparmiando sulle dotazioni di sicurezza e sulle divise, chiedendo sacrifici persino sulle spese di cancelleria. Con i decreti Salvini avevamo provato ad invertire la rotta: ora anche su questo ci sarà da lavorare, pacatamente, ma senza fingere che la realtà sia un'altra. Come ha ricordato alla Camera dei deputati l'amico onorevole Gianni Tonelli, in Italia mancano 10.000 ufficiali di Polizia giudiziaria; in Sicilia, dal 2015, le pattuglie demandate al controllo sul territorio sono il 40 per cento in meno e in città capoluogo, come Latina, Mantova o Ferrara, le questure hanno a disposizione non più di 500 euro all'anno per comprare carta e penne. Le partite IVA italiane, tartassate e illuse da promesse di ristori giunti in ritardo - quando sono giunti - e in maniera insufficiente, che sono la colonna portante del nostro sistema Paese, non hanno garanzie, sono escluse da ogni forma di protezione del reddito, sono sommerse dalla burocrazia e, più di tutti, sono esposte ai danni della crisi. Oggi avremmo voluto parlare anche di questo, mettendo davanti a tutto il bene del Paese, come responsabilmente e - lasciatemelo dire - anche coraggiosamente ha scelto di fare la Lega, appoggiando il nuovo Esecutivo. Purtroppo l'inesorabile calendario delle scadenze ci ha imposto di affrontare altre questioni - bene, facciamolo! - anche rinunciando a modificare un decreto-legge, che avrebbe potuto accogliere da questa Assemblea contributi migliorativi, ma che per ragioni contingenti siamo urgentemente chiamati a licenziare così com'è, senza emendamenti. Si tratta di un provvedimento che contiene comunque dispositivi di buon senso su temi importanti; penso a quello relativo al differimento dell'entrata in vigore di parte del decreto gallerie, agli arretrati delle autoscuole e delle motorizzazioni, al sostegno del pluralismo dell'informazione, agli interventi sulla linea ferroviaria ad alta velocità e agli organismi di controllo sui vini DOP e IGP, per citarne alcuni. Il provvedimento però dimentica tante istanze richieste da cittadini e associazioni, come nel caso della proroga del blocco degli sfratti, effettuata senza un necessario e non prorogabile ristoro per i proprietari (Applausi) , che non sono dei Mazzarò, ma sono molto spesso piccoli risparmiatori o pensionati senza altre fonti di reddito. Per loro e per tutti i cittadini italiani, che hanno atteso risposte senza riceverne, apriamo una nuova stagione di dialogo e collaborazione.