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L'inquadramento normativo scelto è stato l'articolo 254- ter del codice di procedura penale, ovvero quello successivo rispetto al sequestro di dati informatici presso fornitori di servizi informatici, telematici e di telecomunicazioni. L'articolo detta una completa disciplina del procedimento di sequestro dei dispositivi elettronici riprendendo, in parte, la normativa relativa ai tabulati telefonici e quella afferente alle intercettazioni. Attraverso il combinato disposto di tali norme si è giunti ad un adeguato punto di equilibrio tra il rispetto della privacy e la salvaguardia delle esigenze di indagine. Il procedimento prevede la richiesta, da parte del pubblico ministero di autorizzazione del sequestro al giudice per le indagini preliminari qualora sussistano gravi indizi di reato – sufficienti, per quanto concerne i delitti di criminalità organizzata – ; lo stesso pubblico ministero, nei casi di urgenza, può disporre il sequestro subordinando la convalida ad un momento successivo. Una volta effettuato il sequestro il pubblico ministero ne ordina la copia su adeguato supporto con una procedura che ne garantisca l'immodificabilità e la genuinità del materiale acquisito rispetto agli originali presenti nel dispositivo. La disposizione, quindi, assicura i diritti dell'indagato nella misura in cui è effettiva la rispondenza tra quanto estratto e quanto effettivamente presente nel dispositivo al momento dell'atto a sorpresa. A conclusione di tali operazioni, da svolgere nel più breve tempo possibile e comunque non oltre le settantadue ore dal momento in cui il sequestro è stato convalidato, il dispositivo è restituito al soggetto, salvo i casi in cui si debba procedere alla confisca. Sempre a tutela dell'indagato la conservazione dei dati estrapolati dal dispositivo è prevista all'interno dell'archivio riservato del pm. Una volta concluse le operazioni di selezione del materiale rilevante per le indagini, gli interessati possono richiedere la distruzione di quanto ad esse estraneo o irrilevante. In coordinamento, al comma 2, si modifica anche la norma relativa all'archivio riservato contenuta nelle disposizioni attuative del codice di procedura. Tale intervento appare altresì necessario, in relazione ai molteplici interventi che sono stati disposti in occasione dell'indagine conoscitiva in materia di intercettazioni, i quali hanno segnalato questo vulnus in materia di sequestri di cellulari e dispositivi elettronici.. Art. 1. 1. Dopo l'articolo 254- bis del codice di procedura penale è inserito il seguente: « Art. 254- ter . – (Sequestro di uno strumento elettronico) – 1. Il pubblico ministero, quando abbia fondato motivo di ritenere che uno strumento informatico contenga dati o documenti pertinenti al reato necessari per l'accertamento dei fatti, richiede al giudice competente l'autorizzazione a disporre il sequestro. Il giudice, nelle quarantotto ore successive, decide sulla convalida con decreto motivato qualora sussistono gravi indizi di reato. Nella valutazione dei gravi indizi di reato si applica l'articolo 203. 2 . In deroga a quanto disposto dal comma 1, la convalida è data, con decreto motivato, quando il sequestro dello strumento elettronico è necessario per lo svolgimento delle indagini in relazione ad un delitto di criminalità organizzata in ordine al quale sussistano sufficienti indizi. Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica l'articolo 203. 3. Nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini, il pubblico ministero dispone il sequestro con decreto motivato, che è comunicato immediatamente e comunque non oltre quarantotto ore al giudice competente. Il giudice, entro quarantotto ore dal provvedimento, decide sulla convalida con decreto motivato. Se il decreto del pubblico ministero non viene convalidato entro il termine stabilito, il sequestro perde di efficacia. 4. Al sequestro provvede il pubblico ministero personalmente ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria delegato. 5. Copia del decreto di sequestro è consegnata all'interessato se presente. 6. Il pubblico ministero ordina la copia del contenuto dello strumento elettronico su adeguato supporto, con una procedura che assicuri la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità, nonché la tutela degli stessi. 7. Le operazioni di cui al comma 6 devono essere svolte nel più breve tempo possibile e comunque non oltre settantadue ore dal momento in cui il sequestro è stato convalidato. Al termine delle operazioni le cose sequestrate sono restituite a chi ne abbia diritto, salvo i casi in cui si debba procedere ai sensi degli articoli 240 e 240- bis del codice penale. 8. La copia dei dati è immediatamente trasmessa al pubblico ministero per la conservazione nell'archivio di cui all'articolo 269, comma 1, per il tempo strettamente necessario alla selezione dei dati rilevanti per le indagini relativamente al reato per il quale si procede. Una volta effettuate le operazioni di selezione, a tutela della riservatezza e su richiesta degli interessati, il pubblico ministero provvede alla distruzione della copia dei dati ». 2. All'articolo 89- bis , comma 1, delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « nonché la copia dei dati di strumenti elettronici ».