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PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, il Partito Democratico voterà a favore del decreto-legge Carige, perché la sua rapida approvazione è utile all'Italia. Lo faremo per due ragioni fondamentali: una riguarda le lavoratrici e i lavoratori della banca, i correntisti, le imprese che hanno crediti e la certezza dell'impatto drammatico che avrebbe il fallimento dell' ex Cassa di risparmio di Genova e Imperia sulla Liguria, dove è concentrata gran parte dell'attività della banca. L'altra ragione è la stabilità finanziaria dell'Italia, la tutela del risparmio delle famiglie e la consapevolezza che l'insolvenza di un'importante banca danneggerebbe l'economia nazionale, già alle prese con il rallentamento dell'economia mondiale, proprio mentre il calo della produzione industriale ci porta dentro una vera e propria recessione. All'inizio della XVII legislatura, all'indomani della crisi economica più lunga e profonda dal dopoguerra, ci si è dovuti misurare con le difficoltà specifiche di singoli istituti bancari, frutto anche di errori manageriali. Ci si è dovuti confrontare con la necessità di migliorare la capitalizzazione e la qualità degli attivi delle banche e di rafforzarne la governance , nel quadro dell'introduzione della vigilanza unica e nel nuovo quadro dell'Accordo di Basilea 3. Si è quindi messa in campo una strategia organica di intervento nel settore finanziario, con l'adozione di riforme incisive, mentre in parallelo si gestivano specifiche crisi bancarie, in assenza, inizialmente, di adeguati strumenti. Parto da qui, da questo giudizio netto su quanto fatto dai Governi della scorsa legislatura, che rivendico e rivendichiamo. Voglio qui ricordare che il ministro Tria, in audizione, ha ammesso di aver fatto, con il decreto-legge in esame, la stessa cosa dei Governi precedenti, perché è l'unica cosa giusta e possibile che si può e si deve fare in questi casi. Egli ha poi aggiunto che, se un «fatto specifico è simile a un altro, la norma è la stessa e il decreto è uguale» a quello fatto dei Governi precedenti. «Non vedo come si possa fare un decreto in modo diverso»: così parlò Tria (Applausi dal Gruppo PD) , autorevole ministro del Governo formato da Lega e MoVimento 5 Stelle. Quindi salutiamo positivamente il fatto che le forze politiche che attualmente governano il Paese abbiano finalmente fatto un bagno di realtà. L'attuale decreto-legge è identico ai decreti-legge fatti dai Governi precedenti e in particolare a quello del Governo Gentiloni Silveri: lo ha ricordato magistralmente il senatore Malan e quindi non occorre che dica altro. Mi dispiace, signor Sottosegretario, che lei non fosse presente: sarebbe stato veramente pedagogico ascoltare l'illustrazione del senatore Malan. (Applausi dal Gruppo PD) . La stessa cosa ha dichiarato ieri il relatore facente funzioni, senatore Bagnai. Devo dire che ho apprezzato la relazione di ieri, che aveva tenuto toni molto tecnici e anche neutri. Mi sono un po' persa, invece, sul tono della replica odierna, in cui ad un certo punto ho sentito parlare di un'ossequiosità che ci sarebbe stata, da parte dei Governi precedenti, nei confronti dell'Europa. Vede, senatore Bagnai, non è molto utile, per contare in Europa, battere i pugni davanti alle telecamere italiane per far vedere che si conta. In realtà le battaglie si fanno ai tavoli giusti ed è molto più utile farle con determinazione lì, che non ostentarle a favore di telecamere in Italia. (Applausi dal Gruppo PD) . Quindi salutiamo positivamente il fatto che le forze politiche che governano attualmente il Paese siano arrivate a vedere la realtà, ma non possiamo dimenticare che, nella scorsa legislatura, su decreti analoghi, soprattutto il MoVimento 5 Stelle, ma anche la Lega, abbiano non solo votato contro, ma addirittura presentato eccezioni di costituzionalità. Lo hanno ricordato gli ottimi interventi dei miei colleghi senatori Comincini, Grimani e D'Alfonso. Tuttavia, se oltre al criterio di realtà ci fosse anche una conversione ad una nuova civiltà politica, avremmo ascoltato delle scuse per la vergognosa strumentalizzazione sui decreti banche che è stata fatta nella scorsa legislatura. (Applausi dal Gruppo PD) . Non le ho sentite negli interventi dei colleghi e non l'ho sentita nell'intervento odierno del sottosegretario Villarosa, che devo dire mi ha lasciato costernata: un intervento inutilmente provocatorio, tutto guardando al passato, senza tener conto del provvedimento attuale e neanche del fatto che stiamo parlando di un decreto-legge sul quale il Partito Democratico voterà favorevolmente. La scorsa settimana si è chiusa con un intervento del Capogruppo dei 5 Stelle, il senatore Patuanelli, che ricordava quanto sarebbe importante rispettarsi in quest'Aula. Lo voglio ricordare perché anche io lo penso, ma credo che anche il Governo, quando viene in quest'Aula, dovrebbe rispettare con molta più attenzione le forze politiche che rappresentano l'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Tornando al decreto-legge, riteniamo doveroso l'intervento di urgenza del Governo su Carige, a valle - bisogna ricordarlo - del commissariamento della Banca centrale europea. Registriamo al riguardo anche una rinnovata preoccupazione internazionale sull'affidabilità e credibilità dell'Italia. Il provvedimento contiene due opzioni diverse sul futuro della banca, che però a nostro avviso è giusto mettere in campo contemporaneamente: la garanzia per le passività di nuova emissione e l'intervento sul capitale, la cosiddetta ricapitalizzazione precauzionale. La garanzia sui bond senior è funzionale alla prioritaria ricerca di una soluzione di mercato per Carige. Questa è l'opzione migliore, che meno impegna risorse pubbliche e più valorizza il patrimonio della banca. Nel corso dell'audizione nelle Commissioni finanze congiunte di Camera e Senato, il ministro Tria ha detto - lo cito ancora - che il Governo auspica la soluzione di mercato per Banca Carige; il presidente Conte ha ribadito in Europa lo stesso concetto, ma diverse e destabilizzanti erano state le dichiarazioni dei dioscuri del Governo, in particolare del vice premier Di Maio, che inopinatamente aveva parlato di nazionalizzazione della banca, affiancando a ciò anche attacchi contro la Banca d'Italia, che indeboliscono il Paese in un negoziato difficile e dall'esito non scontato. Noi riteniamo positivo che, dopo la conversione del decreto-legge con un ampio concorso delle forze politiche, si possa dire che il Parlamento auspica la soluzione di mercato per Banca Carige, facendo attenzione a quegli errori di mercato a cui ha fatto riferimento il senatore Bagnai e ripresi dall'intervento del collega Errani. Non è però in contrasto con quest'obiettivo la predisposizione di una possibile ricapitalizzazione precauzionale, che consenta il contemporaneo ingresso dello Stato nel capitale della banca.