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La pandemia sta dimostrando in maniera innegabile che l'ambiente e l'uomo sono parte dello stesso ecosistema e che in un ambiente malato l'uomo non può essere sano, come ripete con insistenza il Papa nella Enciclica «Laudato si'». Quindi le vecchie visioni, i modi di dire «Noi non siamo contro l'ambiente, ma» non reggono da alcun punto di vista. Invitiamo quindi a ragionare puntualmente sulla questione, perché la difesa dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è un punto ormai qualificante per qualsiasi assemblea parlamentare a livello internazionale. Tre settimane fa abbiamo avuto un importante incontro alla pre-COP26 dei Parlamenti e ho avuto modo di sentire discutere le rappresentanze parlamentari di tutti gli archi costituzionali di 70 Paesi: la sensibilità e l'urgenza rispetto a tali questioni - grazie a Dio - ormai sono a livelli assolutamente elevati. Signor Presidente, riteniamo che il voto di oggi sia davvero importantissimo, e per innumerevoli ragioni. Lo è - ad esempio - perché superiamo un gap storico: per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, in settantatré anni di vita della nostra grande Costituzione, andiamo a modificare uno dei primi dodici articoli della Costituzione, gli articoli che definiscono il corpo dei principi fondamentali. Rispetto a ciò, alcuni, come "sacerdoti" della Costituzione - come già diceva il senatore Parrini - hanno storto il naso per il fatto di modificare la Costituzione nei principi fondamentali. In realtà, non modifichiamo nulla di ciò che esiste: andiamo, invece, a integrare, a colmare un'assenza dovuta al fatto che i nostri Padri costituenti non avevano la contezza - non potevano averla - di quello che sarebbe successo dal 1947 ad oggi, e cioè l'emergenza climatica, l'innalzamento dell'inquinamento, la crescita esponenziale della CO 2 e di tutti i gas climalteranti, come avvenuto dalla fine della Seconda guerra mondiale - anche prima, ma da allora in maniera ancora più esponenziale - ad oggi. Dunque, signor Presidente, colleghi, era assolutamente necessario colmare questo vuoto; recuperare il tempo perduto; darci la possibilità di fare quello che altre Nazioni e altri Parlamenti hanno fatto da tempo, in tutto il mondo, certamente anche nell'Unione europea. Noi integriamo l'articolo 9, quello che parla di sviluppo della cultura, della ricerca scientifica e tecnica, che naturalmente rimangono per noi principi inalienabili. È l'articolo che parla della tutela del paesaggio, del patrimonio storico e artistico. E noi aggiungiamo la tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi nell'interesse delle future generazioni. Il Partito Democratico ritiene - è convinto - che questo sia un passaggio di importanza storica: per la prima volta all'interno della Costituzione inseriamo l'interesse nei confronti delle future generazioni. Abbiamo capito che l'ambiente è una risorsa finita e che noi dobbiamo legiferare non solamente nell'interesse di chi oggi vive, ma anche - e, permetteteci, soprattutto - di chi sta arrivando, dei nostri figli, dei nostri nipoti. Certo, c'è stato un passaggio, quello sulla tutela degli animali, che ha visto un dibattito molto acceso in seno al comitato ristretto. Io ricordo che una forza politica, la Lega, ha presentato - mi pare - 250.000 emendamenti su questo. Abbiamo trovato una forma di equilibrio, definendo una riserva di legge statale per la disciplina delle forme della tutela degli animali, capendo che su questo tema ci sono posizioni assolutamente distinte. Si va dal codice civile italiano, che ancora oggi stabilisce che gli animali sono cose di cui le persone umane possono disporre, fino al lato opposto, al trattato di Lisbona, che stabilisce, invece, che gli animali sono esseri senzienti. È evidente che non è facile ricomporre una visione unitaria all'interno di posizioni così diverse e diversificate. Voglio ricordare che ci sono anche posizioni, nel nostro Paese e non solo, secondo le quali l'essere umano è un animale umano, ad esempio. La forma che abbiamo trovato, però, è assolutamente equilibrata e, nell'inserimento nella Costituzione del tema della tutela degli animali, stabilisce anche il modo di trovare la forma di tutela che possa essere la più organica ed equilibrata possibile. Inoltre, vorrei menzionare l'articolo della Costituzione che definisce i rapporti economici, ossia l'articolo 41, che era ed è straordinario e di grandissima importanza. I nostri Padri costituenti hanno voluto tutelare l'iniziativa privata e pubblica e avevano stabilito che l'iniziativa economica privata è libera, ma già dicevano che essa non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale e in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità: ponevano quindi già dei paletti. Io sono veneto e ho visto con i miei occhi cosa sta succedendo con le PFAS: centinaia di migliaia di persone direttamente colpite dalle acque che, per decine di anni, hanno bevuto loro, i genitori e i loro figli, con tutte le conseguenze che ne stanno derivando e con un inquinamento profondo e strutturale delle falde. Allora, signor Presidente, cosa era necessario? Era necessario comporre quel bilanciamento costituzionale tra il sacrosanto diritto alla tutela dell'iniziativa economica privata e quello alla tutela dell'ambiente; bisognava scriverlo ed esplicitarlo, perché non erano sufficienti le sentenze della Corte costituzionale, della Corte di cassazione e quant'altro. Bisognava bilanciare e accostare accanto al termine previsto e all'iniziativa privata la tutela dell'ambiente, ricordando che il mondo ormai sta già andando in quella direzione: non c'è contrasto, non c'è dicotomia, non c'è contraddizione tra l'iniziativa economica e la tutela dell'ambiente. Ormai, anche se la dovessimo vedere solamente dal punto di vista della redditività dell'investimento, tutti i mondi assicurativi, bancari e della comunicazione hanno già capito che o si fa iniziativa privata che si muove nella tutela dell'ambiente, oppure non si porta a casa il risultato economico. Quindi, è un principio di razionalità economica quello che stiamo ponendo all'interno della Costituzione. Signor Presidente, credo dunque che sia risultato abbastanza evidente che il Partito Democratico voterà a favore di questo provvedimento, che ha contribuito a scrivere. Abbiamo rispettato i tempi: dal primo voto in Senato del 9 giugno al voto del primo passaggio alla Camera del 12 ottobre. Abbiamo modo di chiudere questa modifica costituzionale entro la metà di gennaio 2022. Lo dobbiamo a chi ha combattuto contro la crisi climatica da tempo, capendo prima di noi quello che stava per avvenire. Lo dobbiamo a noi, ma soprattutto lo dobbiamo ai nostri figli, a cui dobbiamo consegnare un sistema mondiale che ci è stato prestato in condizioni migliori di quello che abbiamo costruito. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghi, abbiamo aspettato per tantissimi anni questo momento e finalmente oggi siamo alla terza lettura; siamo arrivati ormai a raggiungere il traguardo per il quale abbiamo aspettato e lavorato per tanti anni.