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Il master di secondo livello è titolo preferenziale per l'accesso alla direzione di unità organizzative complesse e di unità programmatiche nelle aziende sanitarie, nelle aziende ospedaliere universitarie, negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e negli altri enti sanitari. A tale titolo preferenziale è equiparata la docenza universitaria di ruolo nello specifico settore scientifico-disciplinare. 4 Le università programmano l'attivazione dei corsi di dottorato di ricerca di cui all'articolo 1, comma 3, lettera e) , al fine di promuovere la formazione alla ricerca e alla didattica qualificata per gli specifici ambiti. La suddetta programmazione tiene conto degli immatricolati ai corsi di laurea per le professioni sanitarie rispetto ad altri corsi di laurea. L'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, di cui all'articolo 2, comma 138, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, in sede di valutazione delle attività formative e della qualità dell'attività di ricerca sanitaria nell'ambito dei predetti corsi di dottorato di ricerca, impartisce disposizioni al fine dell'accreditamento periodico delle specifiche strutture formative. 3 (Dipartimenti ad attività integrata delle professioni sanitarie e aree di coordinamento) 1 Nelle aziende ospedaliere universitarie, negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, nelle aziende sanitarie e negli altri enti del Servizio sanitario nazionale, che svolgono attività formative per le lauree sanitarie in convenzione con le università, è costituito il dipartimento ad attività integrata delle professioni sanitarie, finalizzato a garantire unitarietà della gestione e una migliore integrazione tra didattica, ricerca ed assistenza. Compete al responsabile del dipartimento, su proposta dei dirigenti delle unità operative complesse, stabilire obiettivi e disporre periodiche valutazioni secondo quanto disciplinato negli atti aziendali di cui all'articolo 3, comma 1- bis , del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. 2 Nelle aziende ospedaliere universitarie di cui al comma 1, il direttore del dipartimento per le attività sanitarie è scelto con le procedure di cui all'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, sulla base della posizione accademica, del curriculum scientifico e dei titoli professionali. Nelle altre tipologie di aziende sanitarie si prescinde dalla posizione accademica. 3 Nelle aziende sanitarie territoriali il dipartimento delle professioni sanitarie è finalizzato a garantire unitarietà, efficacia ed efficienza della gestione professionale sanitaria, anche mediante obiettivi e periodiche valutazioni disposti secondo quanto disciplinato negli atti aziendali di cui all'articolo 3, comma 1- bis , del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. In relazione alla dimensione e complessità dell'azienda sanitaria, il dipartimento può essere articolato in unità complesse territoriali alla quali possono essere delegate funzioni di indirizzo e di valutazione. 4 (Osservatorio nazionale per la formazione e la ricerca delle professioni sanitarie) 1 Con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, l'Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie di cui all'articolo 10 del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 19 febbraio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 2009, è integrato con due esperti proposti dalla sezione C del Comitato tecnico scientifico del Ministero della salute e con due esperti designati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 2 Le finalità dell'Osservatorio includono il monitoraggio della formazione ai diversi livelli delle professioni sanitarie e la proposta di requisiti minimi per l'accreditamento delle strutture formative, riguardanti in particolare le risorse strutturali e professionali da rendere disponibili da parte delle università e delle aziende sanitarie, anche al fine di ulteriori interventi per lo sviluppo delle professioni sanitarie. 5 (Disposizioni transitorie e finali) 1 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'università e della ricerca provvede, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale, ad allineare i settori scientifico-disciplinari e i correlati settori concorsuali e macrosettori alle classi delle professioni sanitarie di cui alla legge 10 agosto 2000, n. 251, prevedendo: a per le professioni sanitarie della classe I, due specifici settori scientifico-disciplinari, rispettivamente per le professioni sanitarie infermieristiche e per la professione ostetrica, e settori concorsuali nell'ambito del macrosettore della sanità pubblica; b per le professioni sanitarie della classe IV della prevenzione, un settore scientifico-disciplinare e un settore concorsuale nell'ambito del macrosettore della sanità pubblica; c per le professioni sanitarie delle classi II e III, specifici settori scientifico-disciplinari e settori concorsuali nell'ambito del macrosettore delle professioni sanitarie tecniche, delle tecnologie mediche applicate e dell'esercizio fisico e sportivo. 2 Nella stesura delle relative declaratorie, il Consiglio universitario nazionale deve tener conto, per ciascuna classe e per i corrispondenti settori scientifico-disciplinari e settori concorsuali, delle declaratorie dei vigenti profili professionali, come determinati dal Ministro della salute. 3 Le funzioni assistenziali svolte dai docenti universitari di ruolo devono in ogni caso essere coerenti con quanto disposto dall'articolo 102, settimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, in relazione altresì all'Ordine professionale d'iscrizione. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, coloro che si trovino in posizione difforme devono presentare opzione per il settore scientifico-disciplinare coerente con i propri titoli scientifici e professionali. 4 La denominazione delle facoltà o scuole o del dipartimento ove sono collocati i corsi di laurea e i corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie deve prevedere anche la denominazione relativa alle professioni sanitarie. 5 Il master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento, di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b) , della legge 1° febbraio 2006, n. 43, previsto per l'accesso all'incarico di coordinatore, è sostituito dalla laurea magistrale nella specifica classe delle professioni sanitarie. In deroga alla predetta disposizione, il possesso del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento e l'aver già svolto l'incarico di coordinatore costituisce requisito valido per l'accesso alla funzione di professionista coordinatore. Al medesimo fine, la laurea specialistica è equiparata alla laurea magistrale. 6 Nei cinque anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, il master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento, di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b) , della legge 1° febbraio 2006, n. 43, continua ad essere requisito valido per il conferimento di incarichi di coordinamento ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 6.