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Più nel dettaglio, precisa che esso ha per oggetto le misure per la tutela, il risanamento e la gestione sostenibile dei suoli con lo scopo di conseguire gli obiettivi delineati dalle Strategie sopra richiamate, nonché gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall'Agenda 2030. L'articolo 1 chiarisce, inoltre, che le predette finalità sono realizzate attraverso le linee guida e prescrizioni tecniche per la protezione e la gestione sostenibile del suolo, adottate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 5, tenendo conto degli obiettivi di medio e di lungo periodo fissati dalla Strategia dell'Unione europea per il suolo per il 2030. La norma, infine, elenca le attività attraverso le quali sono realizzate le citate finalità. L'articolo 2 fornisce una serie di definizioni, che sono in linea con quanto previsto dalla Strategia dell'Unione europea per il suolo per il 2030, e con la precedente Strategia tematica per la protezione del suolo dell'Unione del 2006. L'articolo 3 elenca le funzioni e i servizi ecosistemici, di natura ambientale, sociale, culturale ed economica dei suoli e precisa che il disegno di legge introduce misure per la conoscenza, l'analisi e la prevenzione dei processi di degrado del suolo, derivanti da cause naturali o da attività umane. L'articolo 4 istituisce, presso l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), il Centro nazionale per la protezione e la gestione sostenibile dei suoli (CENPSU) e ne definisce le competenze. L'articolo 5 istituisce, presso il CENPSU, il Comitato tecnico-scientifico, ne disciplina la composizione e ne definisce le competenze. Il Comitato, con il supporto tecnico dell'ISPRA e del CREA, dei servizi pedologici regionali o delle agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA), adotta le linee guida e le prescrizioni tecniche per la protezione e la gestione sostenibile del suolo, in base alle quali sono individuate le aree sottoposte alle diverse tipologie di minaccia di degrado e sono predisposti specifici programmi di azione obbligatori, volti alla prevenzione o alla riduzione del degrado. L'articolo 6 disciplina i poteri sostitutivi dello Stato. Più nel dettaglio, la norma è diretta a consentire l'attivazione dei poteri sostitutivi in una serie di casi, tra cui quello di accertata inattività delle regioni e degli enti locali in relazione agli obblighi derivanti dall'applicazione del disegno di legge, compresi quelli di informazione, al fine di evitare che tale inattività possa compromettere le finalità della legge. L'articolo 7 istituisce presso l'ISPRA la banca dati pedologica nazionale in scala 1:50.000 per una valutazione completa e affidabile dei servizi ecosistemici svolti dai suoli. Come già anticipato, si tratta di uno strumento fondamentale per costruire un quadro conoscitivo omogeneo dei suoli italiani, per conoscere a quali minacce essi sono sottoposti e quali sono le aree soggette a maggior rischio di degrado. L'articolo 8 prevede una serie di misure in tema di informazione e di formazione sul suolo, in linea con quanto previsto dalla Strategia dell'Unione europea per il suolo per il 2030, che ha individuato nella scarsa attenzione prestata al suolo nell'istruzione una delle ragioni per le quali il suolo, tra gli elementi naturali, è probabilmente il più sottovalutato. Secondo la Commissione europea occorre intervenire con attività educative e di comunicazione. Più nel dettaglio, la norma prevede la predisposizione di un sito internet di divulgazione sul suolo e di materiali divulgativi per migliorare la percezione dell'importanza del suolo e la sua conoscenza. Essa, inoltre, affida alle ARPA l'organizzazione di corsi di formazione e di informazione sui programmi di azione adottati per la tutela del suolo e sulle minacce a cui è esposto, sia per informare le amministrazioni locali e le aziende rurali situate nelle aree esposte a minaccia di degrado della normativa vigente, che per formare il relativo personale sulle pratiche agro-silvo-pastorali per limitare o impedire il degrado del suolo o limitarne il consumo. L'articolo 9 prevede che il CENPSU, con il supporto tecnico dei servizi pedologici regionali e delle ARPA, provvede alla valutazione e quantificazione delle funzioni e dei servizi ecosistemici dei suoli, sulla base delle linee guida e prescrizioni tecniche del Comitato tecnico-scientifico, nonché all'aggiornamento di tali prescrizioni tecniche. L'articolo 10 stabilisce che il CENPSU predispone gli strumenti informativi e operativi del sistema geospaziale LANDSUPPORT utili alla gestione sostenibile del suolo e del territorio per i diversi ambiti, agricolo, forestale, urbano, e a supporto della pianificazione urbanistica e territoriale, nonché per affrontare una serie di sfide delineate nella Strategia dell'Unione europea per il suolo per il 2030. L'articolo 11 si occupa dell'individuazione delle aree sottoposte a minaccia di erosione, compattazione, salinizzazione, perdita di sostanza organica, perdita di biodiversità, e della predisposizione e dell'attuazione di specifici programmi di azione obbligatori in relazione alle stesse. In particolare, la norma prevede che il CENPSU, avvalendosi del supporto tecnico dei servizi pedologici regionali e delle ARPA, individui le predette aree sulla base delle linee guida e prescrizioni tecniche adottate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 5, che devono tener conto anche: a) degli usi attuali del suolo; b) delle aree maggiormente danneggiate dagli incendi rilevate annualmente dal Comando unità carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare; c) della quantità di materia organica che può essere stoccata nei suoli agricoli e forestali, al fine di conseguire effetti positivi per la fissazione del carbonio e per la diminuzione dell'anidride carbonica atmosferica. Il CENPSU inserisce tali aree in un apposito elenco, che viene aggiornato ogni quattro anni. Sulla base di tale elenco le regioni predispongono programmi di azione obbligatori, basati su tecniche di gestione sostenibile dei suoli per il recupero di quelli soggetti alle minacce di cui sopra e per la tutela di quelli potenzialmente minacciati, e provvedono alla loro attuazione entro l'anno successivo alla loro predisposizione. I programmi di azione obbligatori sono predisposti entro tre anni dall'entrata in vigore del presente disegno di legge e successivamente con cadenza quinquennale. L'articolo 12 reca disposizioni dirette a garantire il coordinamento dei controlli ambientali per la prevenzione della contaminazione dei suoli ad ogni livello di pianificazione. Più nel dettaglio, esso stabilisce che l'ISPRA conferisca alla banca dati pedologica nazionale i dati dallo stesso raccolti e quelli ricevuti dalle regioni e dalle province, relativi ai siti contaminati inseriti nei piani regionali e provinciali, ai siti da bonificare secondo le prescrizioni della normativa vigente, ai siti di interesse nazionale.