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non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un proprio diritto o altrui contro il pericolo attuale o percepito. Perché dobbiamo anche metterci nei panni di colui che si trova di fronte ad una situazione di pericolo, magari al buio, di notte, in circostanze particolari, di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa non sia palesemente sproporzionata all'offesa. Ecco, questo termine «palesemente» restringe di parecchio la possibilità anche di interpretazione. Io credo che questa norma, così come da noi modificata, vada nel senso di semplificare anche il lavoro di chi deve applicare la legge e quindi del giudicante, e probabilmente in tantissimi casi anche di evitare l'apertura di procedimenti penali. Io ho la convinzione che noi, approvandola, facciamo il bene dei cittadini. Ormai la situazione nazionale è chiara. La norma, il diritto - lo diceva poc'anzi il collega Gasparri - è qualche cosa di vivente, si deve adeguare alle situazioni che noi viviamo in questo momento. I fatti tragici degli ultimi mesi, direi degli ultimi anni, stanno ad evidenziare che la norma, così come è formulata oggi, è assolutamente superata. Noi non sosteniamo il giustiziere della notte, come qualcuno può pensare - mi riferisco al collega Grasso - ma nemmeno la cultura della resa, cioè noi siamo contrari al fatto che si possa pensare che non ci sia il diritto di difendere i propri beni, la propria famiglia, le proprie cose all'interno della propria abitazione. La difesa - come si è detto tante volte e lo voglio ripetere - è legittima sempre. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CUCCA (PD) . Signor Presidente, noi abbiamo cercato di riportare l'articolo 1 in sintonia con il sistema. Abbiamo già detto della totale inutilità di intervenire su una norma che, se applicata correttamente, è già sufficiente a garantire la sicurezza dei cittadini. Pertanto, avevamo spostato la nostra attenzione più che altro sull' articolo 55 e non sul 52. Con l'emendamento 1.4 stiamo cercando di chiarire quale deve essere il rapporto di proporzione di cui si parla, ma che poi è risultato assolutamente disapplicato. Quindi con l'emendamento 1.4 facciamo chiarezza e spazziamo via quegli elementi di insicurezza e di incertezza che sono invece contenuti nella norma così come è stata approvata in Commissione e portata all'attenzione dell'Aula. Specifichiamo molto bene quali devono essere le condizioni per cui si possa dire che ci troviamo in presenza di una effettiva proporzione fra l'offesa e la difesa, che deve essere quello che deve necessariamente essere tenuto presente per la corretta applicazione della legittima difesa. Altrimenti ricadiamo in ciò che ho detto in precedenza, e cioè nel fatto che una semplice intrusione, in qualsiasi maniera essa sia fatta, porterà il soggetto proprietario, possessore, che occupa quell'edificio a usare legittimamente o comunque a reagire fino persino all'uso delle armi e con le situazioni di cui ho parlato in precedenza. Poi ci siamo limitati con gli altri argomenti. Abbiamo tentato di chiarire, con gli altri emendamenti, quegli elementi di genericità che improntano tutto l'articolo 1 di questa normativa, che riscrive l'articolo 52, levando via e spiegando che la violenza deve essere alle persone e che, per la minaccia dell'uso delle armi, bisognerebbe levare «minaccia di» ma deve trattarsi di un uso effettivo delle armi. La minaccia, infatti, non significa niente. Tutto questo abbiamo provato a esporre con gli emendamenti, per cercare di migliorare questo testo che, altrimenti, porterebbe davvero delle situazioni aberranti. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti. MORRONE, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Grasso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.200 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.201, presentato dai senatori Gallone e Caliendo, fino alle parole «all'offesa». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.2. BOTTICI (M5S) . Ma la vogliamo ritirare qualche scheda? PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.5. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, questo è un intervento di natura generale sull'emendamento 1.5, fatto però con lo spirito con cui noi affrontiamo questo provvedimento, per ribadire che, a nostro avviso, al di là dei problemi procedurali che consentono di considerare decaduti degli emendamenti, la nostra posizione è che non consideriamo sufficiente la stesura del testo. Quindi, la nostra attività emendativa, anche con l'emendamento 1.5, è tesa a migliorare la qualità del testo. Con proposte di legge alla Camera e al Senato siamo stati i promotori della ripresa, in questa legislatura, della discussione che era stata avviata e non conclusa nella precedente. Siamo stati i fautori, come centrodestra, della legge che nel 2006 ha migliorato le norme sulla legittima difesa. Tuttavia, nei dieci e più anni successivi, molti casi concreti hanno determinato incertezza nella interpretazione delle norme; da qui la necessità, ravvisata da vari Gruppi, di tornare sulle materie del codice penale proprio per tutelare maggiormente il cittadino, il commerciante e le persone offese dalla criminalità. In questo caso, quindi, anche questo emendamento si sofferma sulla proporzione dell'attacco e della risposta. Noi non vogliamo il far west , come ho detto anche prima in discussione generale. Noi non vogliamo i cittadini tutti armati, perché è lo Stato che ha il compito primario di difendere i cittadini. E siamo preoccupati del fatto che, a mesi di distanza dalla nascita di questo Governo, i soldi per l'assunzione delle forze di polizia non ci sono. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Si parlava di un miliardo di euro. Nella legge di stabilità (ma di questo discuteremo anche col decreto sicurezza) il miliardo però è già diventato mezzo miliardo e la destinazione al comparto sicurezza e difesa è stata estesa alla magistratura e al pubblico impiego nel suo complesso. I soldi diminuiscono, la platea si allarga, la possibilità di assunzione di poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco diminuisce. Noi non vogliamo delegare ai cittadini la legittima difesa, che vogliamo far esercitare dallo Stato, ma i soldi delle assunzioni non li mettete o li riducete e la legittima difesa va compressa.