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Dico anche che è un obiettivo per noi cruciale e se non ci riusciamo dobbiamo forse trovare il modo di agire anche in proprio, come hanno fatto altri Paesi. Stessa questione riguarda il disaccoppiamento. La risoluzione indica la strada del Repower EU; benissimo, ma continuo a insistere: non usiamo la storia della crisi energetica per ritornare al passato. Non abbiamo molto altro: non possiamo permetterci come Italia di tornare indietro, né di mettere in discussione gli obiettivi della riduzione delle emissioni, così come quelli riferiti alle rinnovabili. Vi prego: lo sforzo dev'essere fatto totalmente ed essenzialmente su questo. Non usiamo tutto questo per dire che bisogna rivedere la transizione energetica, perché ci facciamo del male da soli. Mettiamola così: questa crisi può essere anche l'opportunità perché finalmente cominciamo a correre, correre, correre. Non abbiamo altra strada, se non questa, quindi diamo una risposta: da questo punto di vista, significa anche cominciare a mettere pilastri che ci possano permettano di superare una situazione drammatica. Non tornare indietro riguarda anche la questione della crisi idrica. Dobbiamo dare risposte ai cittadini, perché tra uno o due mesi l'inflazione sarà aumentata e il nostro è il Paese con i salari più bassi. Dobbiamo affrontare una volta per tutte questa questione e risolverla. Quanto alla ripresa del nostro Paese, non facciamo come in passato, quando abbiamo ritenuto di puntare sui salari bassi, invece che sull'innovazione; questa è anche l'occasione per fare davvero un salto di qualità. Signor Presidente del Consiglio,le questioni da affrontare sono molte e sono tutte molto articolate e intrecciate tra di loro. La proposta di risoluzione indica alcuni punti; è stato un lavoro complicato e faticoso, ma nell'annunciare il nostro voto favorevole, siamo convinti che almeno la strada che indichiamo per il Consiglio europeo possa portare forse qualche risultato positivo. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, vorrei iniziare con un doveroso ringraziamento al sottosegretario Amendola, al presidente Stefano e al ministro D'Incà, perché abbiamo trascorso veramente tantissime ore insieme, cercando di portare a casa un testo che non facesse sentire escluso nessuno: vorrei sottolineare in questa sede la serietà, la professionalità e l'attenzione con cui avete lavorato tutti insieme a noi. Signor Presidente, vorrei poi rapidamente ricordare che domani tantissimi nostri studenti cominceranno l'esame di Stato, l'esame di maturità, e mi chiedo se tra qualche anno gli studenti del futuro saranno chiamati magari ad affrontare in uno dei loro scritti o nel colloquio orale anche il commento a una delle immagini più potenti che è apparsa in questi giorni durante il suo viaggio a Kiev. Penso infatti che l'immagine di lei insieme al presidente Macron, al cancelliere Scholz e al presidente Zelensky sia stata davvero potente: l'immagine di chi è Europa politica e va in un Paese che è Europa, ma dal punto di vista geografico, per dimostrare che quell'Europa può far parte del contesto politico. Questo è stato un segnale molto forte e non semplicemente simbolico, ma è stato il simbolo di una volontà reale di costruire un'Europa diversa. Noi possiamo solo essere orgogliosi di dire che l'Italia è in prima linea nel voler fare in modo che ci sia l'opportunità per l'Ucraina e per la Moldavia, per esempio, di avere davvero lo status di candidati, perché questo è un percorso che ci vede in prima linea per difendere quell'idea di Europa che abbiamo in mente. Difendiamo l'idea di un'Europa dei popoli e della solidarietà, che non può accettare in alcun modo l'aggressione che Putin ha attuato; l'Europa che ha bisogno di vedere le forze convinte e solidali tra loro, senza nessun piccolo varco, nessuna cessione, perché si possa davvero raggiungere, attraverso questa forza e questa coesione, la via della pace. Ci aspettano grandi appuntamenti oltre a quello di giovedì e venerdì prossimi, come il G7 e il vertice NATO. Sono tre appuntamenti che ci devono vedere tutti uniti, proprio per dare continuità e ulteriore solidità al ruolo che il Governo sta svolgendo e che ha trovato davvero la sua forza nella credibilità della linea europea e atlantica tenuta con fermezza dal nostro Paese. Noi dobbiamo continuare a essere l'asse portante di questa linea, perché possiamo esserne i grandi protagonisti, non solo nella definizione di una soluzione diplomatica del conflitto, ma anche nella costruzione di questa nuova Europa politica e di una nuova architettura di sicurezza europea. Lei, presidente Draghi, ha illustrato una linea politica molto chiara, che noi condividiamo senza esitazioni e che si concretizza proprio nella risposta ferma all'aggressione di Putin e con la spinta per la costruzione di un percorso negoziale che porti alla pace. Dev'essere chiaro a tutti noi che la Russia punta e continuerà a puntare a minare la nostra coesione, ad alimentare e sfruttare qualsiasi divisione politica, a impedire una vera integrazione europea. Ed è per questo che l'azione forte, che lei ha ricordato qui, del Senato e del mandato che viene dato al Governo ha un significato più importante, perché è una vera risposta che va anche in direzione della pace. Noi vogliamo la pace, non smetteremo mai di sottolinearlo. Per arrivarci serve proprio che la Russia non prosegua nella sua aggressione imperialista e che si trovi un accordo accettabile per Kiev, una pace in condizioni di piena dignità. Quello che Putin teme, lo abbiamo detto più volte qui in quest'Aula, è la libertà dell'Europa. È un'Unione europea forte la sua vera ossessione; è il nostro modello di società libera e democratica il suo assillo. Noi siamo orgogliosi del lavoro che questo Governo sta facendo. Siamo orgogliosi del lavoro che sta facendo anche per essere vicino alle famiglie e alle imprese italiane, per prendere per mano chi si trova oggi in grande difficoltà. Tutte quelle misure che questo Governo vara, anche con una velocità che a volte sottopone il Parlamento a tempi veramente stretti, sono però necessarie, proprio perché vogliamo parlare ai cittadini. Abbiamo detto più volte, noi, come forze politiche, quali sono le proposte per aiutare i nostri concittadini a provare a respirare e a stare meglio. Il Partito Democratico ha fatto una serie di proposte e siamo anche molto contenti che il Governo le abbia accolte. L'altro ramo del Parlamento sta lavorando al decreto aiuti, che contiene ulteriori misure concrete per difendere il potere d'acquisto dei salari, per proteggere le famiglie dal caro bollette e per difendere le aziende in difficoltà. Lei prima ha citato la Conferenza sul futuro dell'Europa. Noi ci abbiamo scommesso e ci abbiamo creduto molto. Sappiamo che forse è mancata la partecipazione che avremmo sperato, ma quella conferenza sul futuro dell'Europa rappresenta un'ulteriore opportunità, quella di rivolgersi davvero ai più giovani, per renderli protagonisti dell'Europa che noi vorremmo consegnare loro. È anche l'Europa della sostenibilità. Lei sta svolgendo un grandissimo lavoro, anche rispetto alle politiche energetiche.