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se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, non ritengano che le particolari circostanze descritte richiedano un intervento urgente teso a precisare ed indicare nei protocolli eventualmente già adottati, la corretta applicazione della gerarchia delle fonti di diritto stabilendo la preminenza delle norme nazionali e delle disposizioni amministrative tese al contrasto della diffusione del COVID-19 rispetto ai regolamenti corporativistici. Atto n. 4-04685 PEROSINO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: a partire dall'inizio della pandemia COVID-19 nel marzo 2020, l'orario di apertura al pubblico degli uffici postali dei comuni di minore dimensione è stato ridotto a 3 giorni settimanali e comunque con orario molto ristretto; ciò ha comportato un disservizio mano a mano aggravatosi rispetto alle funzioni fondamentali dell'istituto: pagamento delle pensioni, incasso delle fatture per le utenze dei servizi, spedizioni di lettere e pacchi, ed altro; ciò ha altresì causato lunghe code all'esterno degli uffici in giusto ossequio alle normative, ma in questa stagione al freddo; inoltre gli utenti lamentano di non aver potuto espletare le loro pratiche alla chiusura dell'orario, dovendo ritornare a mani vuote a casa senza denaro per le funzioni ordinarie della vita; la raccolta del risparmio postale, fondamentale soprattutto nei piccoli comuni, di interesse dell'Istituto per il proprio bilancio, ma anche di interesse pubblico generale, non può essere curata con orari e personale ridotto, si chiede di sapere: se sia previsto un piano di riaperture a tempo pieno con scadenze fissate e, nel caso in cui esista, se esso sia a livello regionale o provinciale; quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per porre in atto la propria "moral suasion" all'interno delle leggi e degli accordi che regolano il servizio postale, per garantire un servizio efficiente a favore di tutta la popolazione secondo equità. Atto n. 4-04686 FREGOLENT Al Ministro della salute Premesso che: l'individuazione rapida dei casi positivi di infezione da COVID-19 è un aspetto prioritario nel contrasto alla diffusione del virus , perché consente di identificare e isolare i focolai attivi; ad oggi i metodi di rilevazione maggiormente utilizzati sono rappresentati dal tampone antigenico rapido e da quello molecolare, entrambi faringei e in grado di rilevare se un soggetto ha in corso l'infezione al momento del prelievo; le differenze sostanziali tra i due esami sono nei tempi di attesa per gli esiti e soprattutto nella loro attendibilità, infatti il test antigenico rapido si basa sulla semplice tecnica immunocromatografica per la rilevazione dell'antigene Sars-Cov-2, che ne consente l'esecuzione presso ambulatori e farmacie e fornisce in pochi minuti risultati qualitativi, ovvero o "positivo" o "negativo", mentre il test rapido molecolare viene eseguito in laboratorio attraverso metodiche più elaborate che necessitano di tempi più lunghi, ma risulta molto più attendibile; diversi studi, condotti anche a livello internazionale, hanno messo in evidenza le differenze di affidabilità tra i due metodi, tuttavia un recente studio condotto dal Centro Ricerche Altamedica di Roma ha rivelato, applicando una assoluta correttezza metodologica, una situazione peggiore del previsto; dalle indagini condotte da Altamedica sui test antigenici rapidi effettuati su un campione di 332 pazienti, è emerso che 4 risultati su 10 sarebbero errati, dimostrando un'affidabilità estremamente bassa; la consuetudine di effettuare uno smisurato numero di test rapidi in Italia, ha come principale conseguenza la definizione di un importante numero di falsi negativi, alterando le informazioni reali e le statistiche che circolano quotidianamente attraverso i principali canali di informazione a livello nazionale; queste informazioni errate possono anche dare un senso di sicurezza e tranquillità ad un positivo non diagnosticato che potrebbe essere portato ad abbassare il livello di attenzione nel rispettare le misure anticontagio almeno nei giorni immediatamente successivi all'effettuazione del test , quali far visita ad una persona anziana o malata, il mancato utilizzo della mascherina, il non rispetto delle distanze di sicurezza; i test antigenici rapidi aumentano in attendibilità nei casi di forte carica virale e quindi possono risultare maggiormente utili per un controllo di massa, ad esempio nei porti o in aeroporti, per intercettare immediatamente almeno una parte di positivi; è comunque necessario garantire che ai soggetti risultati "negativi" al tampone antigenico rapido vengano fornite informazioni chiare circa la poca attendibilità del risultato comunicato e quindi la necessità di continuare ad osservare strettamente tutte le misure anti contagio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e come intenda intervenire per garantire una più ampia diffusione di test rapidi molecolari rispetto ai test rapidi antigenici, al fine di garantire una maggiore affidabilità nell'individuazione di soggetti negativi e quindi a contenere efficacemente la diffusione del contagio. Atto n. 4-04687 MONTANI FREGOLENT Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID -19, Domenico Arcuri, ha, tra i compiti a lui affidati in base all'articolo 122 del decreto-legge 17 marzio 2020, n. 18, quello dell'attuazione di ogni intervento utile a fronteggiare l'emergenza sanitaria, "organizzando, acquisendo e sostenendo la produzione di ogni genere di bene strumentale utile a contenere e contrastare l'emergenza stessa, o comunque necessario in relazione alle misure adottate per contrastarla", ivi incluso il potenziamento delle strutture ospedaliere in riferimento ai reparti di terapia intensiva; a tale scopo al commissario è data facoltà di valutare la possibilità di procedere ad affidamenti diretti per ragioni di estrema urgenza, quali l'allestimento di strutture movimentabili per il ricovero di pazienti affetti da SARS-CoV 2, attrezzate con posti letto per terapia intensiva, le annesse dotazioni impiantistiche e le necessarie attrezzature medicali; agli interroganti risulta che siano state attivate le procedure per l'acquisizione di forniture per la realizzazione di alcune strutture movimentabili per il ricovero di pazienti affetti da SARS-CoV 2, attrezzate con posti letto per terapia intensiva anche modulari, per strutture ospedaliere di alcune Regioni, si chiede di sapere se il Governo possa chiarire i criteri sulla base dei quali vengono individuate le Regioni beneficiarie delle forniture oggetto dei bandi emanati da o per conto del commissario straordinario per le emergenze per l'allestimento di strutture movimentabili attrezzate con posti di terapia intensiva per il ricovero di pazienti COVID.