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In caso di adozione o di riconoscimento del figlio naturale, è consentita – con il consenso di entrambi i genitori o per effetto di un provvedimento giudiziale – la modifica del cognome al momento della formazione del nuovo atto di nascita. Una nuova registrazione della nascita è necessaria in caso di successivo matrimonio dei genitori naturali. In Spagna, la normativa sul cognome dei figli è contenuta nell'articolo 109 del codice civile, modificato dalla legge n. 40 del 1999. In Spagna vige la regola del « doppio cognome », per cui ogni individuo porta il primo cognome di entrambi i genitori, nell'ordine deciso in accordo tra di essi. In caso di disaccordo, è attribuito al figlio il primo cognome del padre insieme al primo cognome della madre. Una volta maggiorenne, si può chiedere di invertire l'ordine dei cognomi. Per quanto riguarda i figli naturali, se il figlio è riconosciuto da entrambi i genitori, assume come primo il cognome paterno e poi quello materno. Se è riconosciuto da un solo genitore, assume i due cognomi di quest'ultimo. Analogamente avviene per i figli adottati, che assumono i due cognomi dei genitori in caso di adozione da parte di entrambi, mentre assumono i due cognomi del genitore adottante, nel caso di adozione da parte di una sola persona. Disposizioni di dettaglio sono contenute negli articoli da 49 a 57 della legge sul Registro civile del 2011. In Italia, la possibilità che le coppie potessero attribuire ai propri figli un cognome diverso da quello paterno, o se lo preferivano entrambi i cognomi in un ordine da loro indicato, era stata oggetto di un'ampia discussione alla Camera dei deputati, conclusa il 24 settembre 2014 con l'approvazione della norma. Era allora Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta e la legge venne trasmessa al Senato per la sua approvazione definitiva. L'articolo 1 della proposta di legge recitava: « I genitori coniugati, all'atto della dichiarazione di nascita del figlio, possono attribuirgli, secondo la loro volontà, il cognome del padre o quello della madre ovvero quelli di entrambi nell'ordine concordato. In caso di mancato accordo tra i genitori, al figlio sono attribuiti i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico ». Ma la proposta di legge non venne mai approvata dal Senato e finì col decadere. Ancora una volta però la Magistratura è intervenuta anticipando il Parlamento e dichiarando incostituzionale l'automatica attribuzione del solo cognome paterno, prevista dall'attuale sistema normativo. La decisione è scattata dopo che Corte di appello di Genova aveva sollevato la questione di legittimità per il caso di un bambino nato nel 2012 con cittadinanza italiana e brasiliana. La coppia si era vista negare il diritto di mettere il doppio cognome al figlio. L'8 novembre 2016 la Corte costituzionale con la sentenza n. 286 ha dichiarato incostituzionale l'automatica attribuzione del solo cognome paterno prevista dall'attuale sistema normativo quando i genitori decidono diversamente. Il tema in questione è che i diritti individuali sono diventati il perno intorno a cui ruota l'assetto normativo di questo nostro tempo: diritto della donna a trasmettere il suo cognome, diritto di un figlio a decidere del suo cognome, diritto di un figlio nato fuori dal matrimonio a vedersi riconosciuto e a poter scegliere, anche lui in condizioni di parità, il cognome che desidera assumere. Il cuore del problema è se tutto ciò contribuirà a rafforzare i legami intra-familiari, se renderà questa famiglia più unita e capace di interagire in modo solidale con i bisogni di tutti, o se invece ci troveremo davanti ad una soluzione che serve solo a ribadire nei diversi ruoli la logica della loro priorità, per capire chi viene prima e chi viene dopo. Il disegno di legge attuale intende rappresentare un'occasione di ampio dibattito a livello parlamentare per coniugare una serie di obiettivi di grande interesse personale, familiare e sociale: il diritto delle donne ad essere presenti con il loro stesso cognome nella storia e nella vita personale del figlio; il diritto alla parità nella coppia genitoriale per cui entrambi i cognomi sono presenti nella vita familiare; una istanza sociale a cui risulta difficile rinunciare per molteplici motivi, che consente di ripercorrere in chiave genealogica la vita personale e familiare di ognuno di noi. La storia personale di ognuno si intreccia profondamente con la storia familiare nello svolgersi delle diverse generazioni ed ha un suo rilievo specifico non solo sul piano patrimoniale, ma anche sul piano della salute, e delle relazioni inter-familiari, che rappresentano un elemento importante nella coesione sociale. In definitiva, il presente disegno di legge punta a dare attuazione alla parità di diritti e responsabilità tra i due genitori, padre e madre, descrivendo un processo che inizia con l'attribuzione al neonato di entrambi i cognomi nell'ordine scelto dai genitori. Al momento in cui questo soggetto, divenuto adulto, avrà dei figli, trasmetterà al nuovo nato un solo cognome a sua scelta, dal momento che il bambino assumerà anche un secondo cognome, quello dell'altro genitore.. 1 (Introduzione dell'articolo 143- bis .1 del codice civile, in materia di cognome del figlio nato nel matrimonio) 1 Dopo l'articolo 143- bis del codice civile è inserito il seguente: « Art. 143- bis. 1 – (Cognome del figlio nato nel matrimonio) – I genitori coniugati, all'atto della dichiarazione di nascita del figlio, attribuiscono al figlio il cognome di entrambi nell'ordine concordato, secondo la loro volontà. In caso di mancato accordo tra i genitori, al figlio sono attribuiti i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico. I figli degli stessi genitori coniugati, nati successivamente, portano gli stessi cognomi attribuiti al primo figlio. Il figlio, al quale è stato attribuito il cognome di entrambi i genitori, trasmette al proprio figlio soltanto un cognome, a sua scelta ». 2 (Modifica dell'articolo 262 del codice civile, in materia di cognome del figlio nato fuori del matrimonio) 1 L'articolo 262 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 262. – (Cognome del figlio nato fuori del matrimonio) – Al figlio nato fuori del matrimonio e riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori si applicano le disposizioni dell'articolo 143- bis. 1. Se il riconoscimento è fatto da un solo genitore, il figlio ne assume il cognome. Quando il riconoscimento del secondo genitore avviene successivamente, il cognome di questo si aggiunge al cognome del primo genitore. Ai fini di cui al terzo comma sono necessari il consenso del genitore che ha effettuato per primo il riconoscimento e quello del minore che abbia compiuto gli anni quattordici. Le disposizioni del terzo comma si applicano anche quando la paternità o la maternità del secondo genitore è dichiarata giudizialmente. In caso di più figli nati fuori del matrimonio dai medesimi genitori, si applica quanto previsto dall'articolo 143- bis. 1, secondo comma. Al figlio al quale è attribuito il cognome di entrambi i genitori si applica quanto previsto dall'articolo 143- bis .1, terzo comma ».