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Caro collega Toninelli, lei ha centrato il problema: questo non è un Governo che si tira indietro e invece dovrebbe farlo subito, perché siamo sul ciglio del burrone. Con il 18 agosto si aprirà la stagione dei licenziamenti e allora la miccia sotto il barile dell'esplosivo sociale si accenderà. Non c'è maggior pericolo dell'incoscienza, che non è coraggio, ma irresponsabilità. Non avete neanche l'umiltà di ascoltare per imparare o la furbizia almeno di copiare. Arroganza e presunzione come quello del super ministro Di Maio che, come riportava il «Corriere della Sera» l'altro giorno, dopo aver incontrato Draghi ha detto: «Mi ha fatto un'ottima impressione», come dire: «Ho palleggiato con Federer, mi ha fatto un'ottima impressione». (Applausi) . Andate a lavorare, provate a lavorare un giorno e forse capirete quello che state combinando. Roosevelt diceva: «È duro fallire, ma è ancor peggio non aver mai provato ad avere successo». Questo vale per il Governo, non certo per l'Italia, che ce la farà non appena voi lascerete il posto a chi sa come fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi onestamente questi quattro minuti li dobbiamo spendere facendo un grande sforzo di intelligenza e lo dico senza fare ironia, perché ovviamente parliamo di un provvedimento, che oggi discutiamo praticamente in quattro e quattr'otto, che parla di 55 miliardi di euro che dovrebbero essere necessari per rilanciare questo Paese e facciamo veramente un grande sforzo di intelligenza, lo stesso sforzo, in realtà, che ha fatto anche il presidente Rossomando quando ieri, in Commissione, la relatrice, per quanto riguarda la nostra competenza, ha cercato di spiegare. Ne ho apprezzato lo sforzo, ma credo che in cuor suo, come del resto in cuor mio, ci fosse un po' la sensazione di essere inutili, perché, diciamocelo con grande franchezza: in questo ramo del Parlamento, quello che è chiamato la Camera alta, siamo stati, onestamente, su questo provvedimento e su molti altri semplicemente inutili. (Applausi) . Ma voi pensate davvero che questo provvedimento non lo volessimo votare? Pensate davvero che in un momento di grande e profonda crisi di questo Paese, in cui tutti richiamano alla necessità di essere uniti, di essere bravi, tutti insieme, non avremmo voluto votare un provvedimento di 55 miliardi, che sono tre finanziarie? Ma certo che lo avremmo voluto votare, eccome! Il problema è che non ce ne avete data la possibilità, perché di provvedimento in provvedimento, giorno dopo giorno, un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dopo l'altro, ci avete detto di star fermi, che c'era bisogno della collaborazione di tutti, di stare calmi e ci avete raccomandato di farvi delle proposte. Noi allora, da bravi scolari, ci siamo messi lì e abbiamo provato a fare delle proposte, lo abbiamo fatto dall'inizio e non abbiamo mai smesso di farlo, fino a quando anche il presidente Mattarella, a un certo punto, ha invitato alla calma e a fare tutti insieme le riforme o le grandi manovre che servivano al Paese. E invece voi, che cosa avete fatto? E non mi riferisco a nessuno di voi in particolare, se non a quello che siede là in mezzo e che oggi non c'è, che si chiama Giuseppe Conte: se n'è ampiamente fregato. (Applausi) . Si è limitato a dirci, durante le dirette Facebook, di fare delle proposte e noi - santo Cielo! - le abbiamo fatte, ma con che coraggio andiamo dalla nostra gente, da coloro che ci chiedono, a dire loro di avere pazienza, perché si tratta di sfiga? Non possiamo, perché sapete cosa c'è? Ci hanno detto di dare collaborazione, abbiamo dato il pacchetto e cosa hanno fatto? Una task force e poi si scopre che quella task force , rinchiusa in una villa particolarmente importante, esce fuori con quasi tutte le nostre proposte. Allora ci prendete anche per i fondelli. Abbiate almeno il coraggio di dire: fermi tutti, abbiamo il decreto-legge rilancio, questa volta lo facciamo insieme. Signor Presidente, lo dica ai componenti della cosiddetta Camera bassa che forse devono impiegare un po' meno tempo, devono darci la possibilità di entrare nel merito. Vedo che annuisce, perché probabilmente perlomeno su questo sappiamo di avere ragione entrambi. Non mi soffermo sul provvedimento in sé perché quattro minuti sono veramente pochi, ma su di esso la pietra tombale l'hanno messa alcune associazioni, non ultima la Confindustria: il Governo non ha un progetto, la fase 3 è senza visione. Il presidente di Assiterminal ha parlato di 3 miliardi di euro per Alitalia, 200 milioni per Ferrovie dello Stato, 140 milioni sui monopattini (su questo stendiamo un velo pietoso) e 10 milioni di euro per i porti: peccato che sono quelli che portano le merci e le distribuiscono. Sulla logistica e le infrastrutture del nostro Paese, da ligure, potrei raccontare qualunque cosa e forse anche lei Presidente, che è piemontese, qualcosa potrebbe dirla. Poi vi è l'Associazione tour operator italiani (ASTOI). Ieri lei ha fatto un accenno ai tour operator e ha fatto un'affermazione che io condivido, augurandosi cioè che il prossimo provvedimento contempli qualcosa in più per quella categoria . Questo è un leitmotiv: tutte le volte sentiamo dire che nel prossimo provvedimento ci sarà qualcosa che interesserà qualcuno o qualcun'altro. Ebbene, glielo dico io cosa pensa ASTOI del decreto-legge rilancio: si può dire senza tema di smentita che ogni aspettativa è stata disattesa e l'impressione è che non vi sia l'intenzione di salvaguardare un comparto e una buona parte delle 80.000 famiglie che vi lavorano. Concludo il mio intervento, signor Presidente, con un accenno a colui che mi dà grande soddisfazione, il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. È un uomo straordinario, nella sua altezza e nelle sue fattezze gentili, peccato che per un comparto che rappresenta il 13 per cento del PIL e che rappresenta tantissime imprese abbia proposto il bonus vacanze. Nel corso dell'esame in 10 a Commissione, di cui lei fa parte, dell'affare assegnato n. 445 abbiamo audito tantissime associazioni e - lo dico senza timore di smentita, i senatori Lanzi e Croatti fanno parte di quella Commissione - sul bonus vacanze c'è stata unanimemente una critica, perché evidentemente non si può dire alle imprese del comparto turistico che per salvare il turismo devono metterci i soldi, dopo che sono state in crisi, con il 60 per cento in meno: non glielo puoi dire! (Applausi) . Allora vi prego di copiare bene; nella logica della collaborazione copiate bene: 300 euro a persona fisica che devono avere immediatamente, purché si stia in Italia e si utilizzino i tour operator. Era semplicissimo, meno male che una cosa l'ha fatta quel Ministro lì (semmai è un Ministro del turismo): non ha toccato la legge Centinaio, vivaddio una cosa l'abbiamo fatta bene. (Applausi) . PRESIDENTE .