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Le designazioni avvengono con deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti per materia, fra coloro che abbiano presentato la loro candidatura, e sono sottoposte al parere vincolante della Commissione parlamentare per i rapporti con le Autorità indipendenti di cui all'articolo 5, espresso a maggioranza dei tre quinti dei componenti, previa pubblicazione del curriculum vitae e audizione delle persone designate. 4 I componenti delle Autorità sono scelti tra persone di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata professionalità e competenza nei settori in cui operano le Autorità medesime. Non possono essere nominati componenti coloro che nei due anni precedenti alla nomina abbiano ricoperto incarichi di governo o elettivi politici o che, in relazione alle cariche assunte nell'anno precedente alla nomina nelle imprese regolate o vigilate, permangano portatori di interessi in conflitto con l'esercizio della funzione di regolazione o di vigilanza, nonché coloro che siano stati componenti del collegio di altra Autorità indipendente. Restano ferme altresì le incompatibilità per i titolari di cariche di Governo previste dalla normativa vigente. I componenti delle Autorità sono nominati per un periodo di quattro anni e possono essere confermati nella carica una sola volta. 5 In caso di dimissioni o impedimento del presidente o di un componente delle Autorità si procede alla sostituzione secondo le regole ordinarie previste per la nomina dei componenti dell'Autorità e la loro durata in carica. Per i primi rinnovi successivi all'entrata in vigore della presente legge, due dei componenti sono nominati per un periodo di cinque anni, al fine evitare il rinnovo contestuale dell'intero collegio. 6 In caso di gravi e persistenti violazioni della legge istitutiva, di impossibilità di funzionamento o di prolungata inattività, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, può deliberare, previo parere favorevole espresso a maggioranza di tre quinti dei componenti dalla Commissione parlamentare di cui all'articolo 5, la revoca motivata del collegio, che viene disposta con decreto del Presidente della Repubblica. 7 Per l'intera durata dell'incarico i componenti delle Autorità non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati, né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi nelle imprese operanti nei settori di competenza delle Autorità. All'atto di accettazione della nomina, i componenti delle Autorità, se dipendenti di pubbliche amministrazioni, sono collocati fuori ruolo o in posizione analoga. Nei due anni successivi alla cessazione dall'incarico, i componenti delle Autorità non possono intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego con imprese nei cui confronti sono state adottate misure regolatorie specifiche o aperte istruttorie di vigilanza dell'Autorità presso cui hanno svolto il mandato, né esercitarvi funzioni societarie. La violazione di tale divieto è punita, ferma restando la responsabilità penale ove il fatto costituisca reato, con una sanzione pecuniaria pari nel minimo a 25.000 euro e nel massimo alla maggiore somma tra 250.000 euro e l'importo del corrispettivo percepito. Ferme restando le altre disposizioni previste dagli ordinamenti di settore, all'imprenditore che abbia violato tale divieto si applicano le sanzioni previste dall'articolo 2, comma 9, della legge 14 novembre 1995, n. 481. I valori delle predette sanzioni sono rivalutati, ogni due anni, in base alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT). 8 I componenti e i funzionari delle Autorità, nell'esercizio delle proprie funzioni, sono pubblici ufficiali e sono tenuti al segreto d'ufficio. Restano ferme le disposizioni in materia di segreto d'ufficio e di scambio di informazioni previste dalla normativa vigente. Con apposito regolamento le Autorità adottano il proprio codice deontologico, che stabilisce le regole di condotta dei componenti, dei dirigenti e del personale, anche con previsioni relative al biennio successivo alla cessazione del mandato o del rapporto di impiego. 9 Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente articolo non si applicano alla Banca d'Italia. 10 Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano alle nomine successive alla data di entrata in vigore della presente legge. 4 (Rapporti istituzionali delle Autorità) 1 Le Autorità di cui alla presente legge riferiscono al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti presentando una relazione annuale che viene esaminata dalla Commissione di cui all'articolo 5, in relazione ai profili generali ed ordinamentali, e dalle Commissioni parlamentari permanenti competenti per materia, in relazioni ai profili specifici del settore di competenza. 2 Le Autorità possono presentare al Parlamento e al Governo pareri e segnalazioni in ordine alle iniziative legislative o regolamentari necessarie alla promozione della concorrenza e al perseguimento degli obiettivi stabiliti dalle leggi istitutive. 3 Le Autorità collaborano tra loro nelle materie di competenza concorrente, anche mediante la stipula di apposite convenzioni, e assicurano la leale cooperazione, anche attraverso segnalazioni e scambi di informazioni, con le Autorità e le amministrazioni competenti dell'Unione europea e degli altri Stati, al fine di agevolare le rispettive funzioni. Le Autorità sono gli unici soggetti designati a partecipare alle reti e agli organismi comunitari, europei e internazionali che riuniscono le Autorità nazionali di regolamentazione, vigilanza e garanzia nei settori e negli ambiti di rispettiva competenza. La designazione dei soggetti partecipanti al Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri presso il Consiglio dell'Unione europea, di cui all'articolo 240 del Trattato per il funzionamento dell'Unione europea (TFUE), nonché agli organi preparatori del Consiglio dell'Unione europea, di cui all'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento interno del Consiglio medesimo, spetta ai Ministeri competenti per settore, i quali, sotto la propria responsabilità e il proprio controllo, possono farsi assistere o sostituire da organi tecnici. 4 Le pubbliche amministrazioni sono tenute a fornire alle Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione necessaria per l'adempimento delle loro funzioni. 5 Nell'esercizio dei poteri ispettivi e di raccolta di informazioni previsti dalle leggi istitutive, le Autorità possono avvalersi, in relazione alle specifiche finalità degli accertamenti, del Corpo della Guardia di finanza, che agisce con i poteri ad esso attribuiti per l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi, utilizzando strutture e personale disponibili in modo da non determinare oneri aggiuntivi. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dal Corpo della Guardia di finanza nell'assolvimento dei compiti previsti dal presente comma sono coperti dal segreto d'ufficio e vengono senza indugio comunicati alle Autorità che hanno richiesto la collaborazione. 5 (Commissione parlamentare per i rapporti con le Autorità indipendenti) 1 È istituita la Commissione parlamentare per i rapporti con le Autorità indipendenti.