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nonostante il 17 marzo 2020 il consiglio di amministrazione abbia approvato, con il parere favorevole del collegio sindacale e con la condivisione della società KPMG, il progetto di bilancio al 31 dicembre 2019, che, in perfetta sintonia con il programma, si chiudeva con un ridimensionamento dei volumi, un miglioramento sostanziale della situazione finanziaria, la corresponsione di un dividendo pari all'1 per cento del valore nominale delle azioni e con ulteriore irrobustimento del patrimonio, che era già più che doppio di quello prescritto, la Banca d'Italia ha notificato un decreto di rimozione di amministratori e sindaci, emesso superficialmente dall'Assessorato regionale per l'economia, senza alcuna istruttoria, in base ad una proposta della Banca d'Italia che riportava le solite frasi di stile dei rapporti di Vigilanza, a giudizio degli interroganti tanto roboanti quanto prive di contenuto sostanziale e significativo. In altre parole, commissariando una banca una banca senza alcuna preventiva contestazione e superando la formale prassi prevista dalle istruzioni di vigilanza che prevede, tra l'altro, le fasi di contestazione, replica, accesso agli atti e controdeduzioni; atteso, inoltre, che, a quanto risulta agli interroganti la Banca d'Italia ha giustificato un tale provvedimento in virtù di una direttiva europea chiamata "Bank recovery and resolution directive", che prevede la rimozione degli organi amministrativi quando esiste il pericolo che le politiche adottate possano comportare rischi di stabilità. La soluzione adottata dalla Banca d'Italia assomiglia tanto a una scorciatoia, non esistendo obiettivamente alcun elemento sul quale, in base alla normativa di Vigilanza, si potesse impiantare una procedura sanzionatoria, che prevede invece specifici presupposti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi eventi, che arrecano grave danno all'economia della provincia di Messina, specie nell'attuale fase molto critica per la pandemia da COVID-19; se non ritenga necessario ripristinare la regola che prevedeva che ad emanare il decreto di amministrazione straordinaria fosse il Ministro dell'economia su proposta della Banca d'Italia, senza quindi l'intervento dell'organo politico. Regola che è stata abolita dall'articolo 70 del testo unico bancario (di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modifiche) al recepimento della direttiva europea, senza che ci fossero necessità reali per tale abolizione. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01608 TESTOR Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i Paesi UE che nella fase iniziale dell'emergenza sanitaria da COVID-19 hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen (vietando il passaggio di merci e di persone), oggi si apprestano a riaprire gradualmente alla libera circolazione mettendo in atto le misure previste per la cosiddetta "fase 2"; alcuni Stati europei, tra cui Germania e Austria, hanno raggiunto accordi per riaprire le frontiere tra loro, mantenendo invece le restrizioni nei confronti dell'Italia. In particolare, l'apertura tra i due Paesi rischia di tagliare in due la regione transfrontaliera Euregio, formata da Tirolo, Provincia autonoma di Trento e Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige Südtirol, non prevedendo all'interno del suo territorio il libero spostamento; anche la Commissione europea, pochi giorni fa, ha spiegato che le riaperture differenziate senza criteri omogenei rischiano di creare delle asimmetrie non giustificate, aumentando malcontenti tra Paesi che invece proprio in questo difficile momento dovrebbero essere ancora più coesi; il ripristino in sicurezza del normale funzionamento dello spazio Schengen di libera circolazione deve essere affrontato in modo coordinato, la riapertura delle frontiere tra vari Stati dell'area Schengen, che escludono l'Italia, potrebbe creare una condizione asimmetrica a discapito delle imprese italiane, in primis quelle del comparto turistico, dei nostri cittadini e dell'intero sistema economico italiano; le misure che Germania e Austria avrebbero intenzione di adottare, potrebbero risultare molto penalizzanti per il Trentino e conseguentemente per tutto il Paese; dal valico del Brennero, infatti, dipende un ecosistema cruciale per l'Italia intera, che interessa non solo scambi commerciali ma anche la libera circolazione delle persone e quindi dei turisti, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di trovare soluzioni appropriate a risolvere questa incoerente discriminazione e di prevenire decisioni di grave impatto su una situazione già incerta e preoccupante per gli aspetti esposti e per gli esiti della stagione turistica già compromessa gravemente. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03497 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 maggio 2020 recante le disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, all'art.1, lettera z) , enuncia che "sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza "a"; non vi sono evidenze scientifiche che attestino la trasmissibilità del virus Sars-Cov2 in ambiente termale, come evidenziato dall'Istituto Superiore di Sanità; sul divieto di attività dei centri termali e di benessere, hanno preso posizione le principali categorie di settore, come Federalberghi e Federterme, denunciando il danno enorme inferto al loro comparto, che consta di 378 stabilimenti sul territorio nazionale, con circa 65.000 addetti; solo le terme Euganee, bacino termale più grande d'Europa, occupano circa 6.000 persone, non tutti beneficiari di ammortizzatori sociali; considerando che il termalismo è uno dei pochi settori che ancora non ha avuto l'autorizzazione alla riapertura dell'attività, si chiede di sapere se il Governo non reputi urgente e necessario emanare nuove disposizioni che consentano anche ai centri benessere, centri estetici e stabilimenti termali, finora incomprensibilmente esclusi dalle riaperture decretate, la ripresa dell'attività consentendo la salvaguardia dei livelli occupazionali. Atto n. 4-03498 LUCIDI PELLEGRINI Emanuele IWOBI CANDURA Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nel dicembre 2019 diversi ospedali di Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei, hanno ricevuto un certo numero di pazienti con polmonite da causa sconosciuta; il 30 dicembre il dottor Li Wenliang ha postato in una delle sue chat di gruppo "WeChat" diversi messaggi di testo di allarme, tra i quali: "sette casi di SARS sono stati confermati al mercato della frutta e dei frutti di mare di Huanan"; "secondo le ultime informazioni, è confermata l'infezione da coronavirus. Il tipo di virus è in corso di determinazione", e inoltre una prima allerta: "vi preghiamo di avvertire le vostre famiglie e di prendere precauzioni";