[resaula]

il bonus professionisti che non c'è o non è dignitoso e il bonus vacanze che non è un credito esigibile, ma un anticipo dell'albergatore e un credito d'imposta. Ricordo che il decreto rilancio nasceva per riscattare l'Italia dalla crisi economica drammatica scatenata dalla pandemia: una crisi di domanda e di offerta per effetto della quale, stando alle previsioni di ieri della Commissione europea, l'Italia esce peggio di tutti, con un crollo del PIL previsto pari a meno l'11,2 per cento, una ripresa stimata pari al 6,1 per cento per l'anno prossimo - ad arrivarci - e una recessione che è quasi il doppio di quella tedesca. Purtroppo questo non è il solo allarme, ma ce ne sono altri. Secondo l'Istat il 30 per cento delle imprese rischia di chiudere. Inoltre, secondo un'indagine di Banca d'Italia, i redditi delle famiglie sono stati falcidiati; il 40 per cento non paga il mutuo, il 34 per cento ha difficoltà con i pagamenti a rate e oltre un terzo delle famiglie dispone di risorse finanziarie sufficienti per meno di tre mesi. Tre mesi sono esattamente quel periodo di tempo che voi avete perso per fare questo decreto rilancio di aprile, che però arriva a luglio. Le famiglie (quelle che hanno retto durante il lockdown , hanno erogato servizi ai loro componenti e sono stati piccoli centri di welfare sussidiario) sono le più dimenticate, specie se numerose. Il vostro presentismo e il vostro respiro corto vi impediscono di pensare in prospettiva. Infatti, nelle trattative europee (scusate la parentesi) non sento mai parlare di risorse, nell'ambito del recovery fund , destinate a sostenere le famiglie e favorire la natalità. L'Istat ci avverte che in Italia siamo già oltre l'inverno demografico, in piena emergenza demografica. Siamo destinati all'estinzione se non lanciamo un piano di salvataggio per famiglie e natalità. Insomma, nel decreto rilancio ci sono 55 miliardi di euro impiegati male: quasi un paio di leggi di bilancio, una cifra notevole ottenuta anche grazie al nostro voto sullo scostamento di bilancio. Abbiamo fatto questo nuovo deficit per questo tipo di omnibus ? Inoltre, 266 articoli, migliaia di commi, misure che richiederanno 98 decreti ministeriali attuativi e tanto tempo. È un provvedimento infarcito di cose che non servono al rilancio, è questo il dramma. Mance, marchette e bonus a termine, pioggerelle senza, a presidio di questo, una visione politica di progettualità e di sistema ed è stato praticamente impossibile, soprattutto al Senato, presentare emendamenti. Questo decreto doveva far ripartire l'economia dell'Italia e per essere efficace doveva farlo in questi mesi di aprile, di maggio e di giugno, ora. Come chiesto da Fratelli d'Italia, doveva essere snello, immediato, per essere efficace, con zero burocrazia, doveva contenere solo misure di rilancio, secondo tre direttrici precise di strategia: difesa dei posti di lavoro, sostegno a imprese e lavoratori autonomi, sostegno alle famiglie e alle persone in difficoltà. E invece no, quanto abbiamo chiesto - che non ho il tempo di ripetere - dallo sblocco degli investimenti alla semplificazione delle procedure nel codice degli appalti, alla confluenza del reddito di cittadinanza nel reddito di emergenza (Rem), non è stato accettato. Il nostro Gruppo ha presentato tantissimi emendamenti alla Camera, inutilmente riproposti al Senato, anche per contributi a fondo perduto per la piccola e media impresa, per le famiglie, ma nulla di quanto proposto è stato accettato. È stato detto sempre pregiudizialmente no alle proposte delle opposizioni. Si è preferita una legge mancia, con norme e prescrizioni eterogenee ed estranee al rilancio, oltre che contraddittorie. Anche tutti questi bonus (eco, sisma, baby-sitter , mobilità, vacanze) vanno bene, ma il diavolo si nasconde nei dettagli e prima bisogna assumerne il costo e poi si può fruire del credito di imposta, quindi è quasi una presa in giro e di fatto non c'è alcuna agevolazione automatica o iniezione di liquidità: in sostanza nessun rilancio per il sistema economico e produttivo, ma direi più che altro un lancio nel vuoto. Tralascio la parte delle nostre proposte, perché i cittadini le conoscono, ma voglio dire in quest'Aula - il senatore Bagnai ha usato toni pacati, io mi scuso se i miei lo sono un po' meno, ma sono sofferente perché ricevo tante grida di sofferenza - che le parole hanno un senso e hanno una storia. La fiducia, termine che viene dal latino, significa avere fede, confidare in qualcuno o in qualcosa, significa fidarsi, significa anche affidarsi. In quest'Aula voi riuscirete a strappare la fiducia, ma con una maggioranza sempre più risicata, una maggioranza che è in quest'Aula, ma che non rappresenta la maggioranza del Paese, fuori da questo palazzo, fuori dai palazzi di una politica impaludata. C'è solo un modo in cui potete chiedere un atto di fiducia e sono le elezioni, sono i seggi, è chiedere ai cittadini un atto di fiducia. Questo voi non lo farete, questo voi lo temete, lo rinviate. Accontentatevi, allora, di strappare qui, con unghie e denti, la fiducia, sapendo bene, nelle vostre coscienze, di non avere il consenso popolare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei iniziare questo intervento sulla fiducia al Governo sul decreto rilancio agganciandomi ad alcuni degli interventi che ho sentito svolgere da colleghi dell'opposizione, perché l'impressione, ascoltandoli, è che al Governo, da questo lato dell'Emiciclo, ci siano persone incompetenti, inconcludenti, incapaci di ascoltare, incapaci di sintetizzare quello che ascoltano in provvedimenti. Pertanto, vorrei chiedere agli esponenti dell'opposizione, che sono cosi larghi di critiche, se esiste un modello, una ricetta, una proposta che in Europa o nel mondo stia avendo successo rispetto ad una crisi che ha delle dimensioni epocali, mai viste dal Dopoguerra ad oggi. Credo che non ci siano queste risposte e che neppure voi le abbiate. In questo momento la cosa positiva che si dovrebbe fare, anche da parte degli esponenti dell'opposizione, è dare realmente un contributo positivo e di cooperazione fattiva. L'impressione a volte, invece, è che si mettano sul tavolo delle proposte per farsi dire di no e poi poter gridare in questo modo dall'altra parte. Io mi auguro che, con i prossimi provvedimenti, si possa realmente arrivare a un dialogo e a un confronto che sia maggiormente produttivo.