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integrare sistemi di mobilità sostenibile con il tessuto urbano delle aree oggetto di rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla rete dei trasporti collettivi, alla ciclabilità e ai percorsi pedonali, senza consumo e impermeabilizzazione di nuovo suolo; favorire la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale allo scopo di soddisfare la domanda abitativa e la coesione sociale, privilegiando il riutilizzo di edifici abbandonati e di aree dismesse e senza consumo e impermeabilizzazione di nuovo suolo; favorire la partecipazione attiva dei residenti alla progettazione e alla gestione dei programmi di rigenerazione urbana; valorizzare le discipline regionali già adottate in materia di rigenerazione urbana, se coerenti con i principi della presente legge, e adeguare ad essa la restante legislazione regionale. Nella pianificazione riguardante la riqualificazione urbana occorre aver ben chiara la « gerarchia del consumo di suolo », dando priorità al riutilizzo di terreni già consumati e impermeabilizzati, anche attraverso iniziative di regolamentazione e graduale abolizione degli incentivi finanziari contrari a questa gerarchia. È importante prevedere disposizioni per la rendicontazione dei progressi compiuti verso gli obiettivi relativi alla riduzione del consumo e dell'impermeabilizzazione di nuovo suolo su scala sia locale, sia nazionale, introducendo metodologie che consentano il loro monitoraggio e il loro bilancio. Gli interventi volti alla rigenerazione delle aree urbanizzate degradate si potranno assicurare attraverso progetti e strumenti organici relativi a edifici e spazi pubblici e privati, basati sulla bonifica, sul riuso, nonché sulla rigenerazione delle funzioni ecologiche del suolo, ove possibile, sulla riqualificazione, demolizione, ricostruzione e sostituzione degli edifici esistenti, sulla creazione di aree verdi pedonalizzate, di percorsi ciclabili, di aree naturalistiche, di aree per forestazione urbana e sull'inserimento di funzioni pubbliche e private diversificate volte al miglioramento della qualità della vita dei residenti, della vivibilità e salubrità dell'aria, dell'acqua e degli spazi urbani pubblici. Negli interventi di rigenerazione urbana dovranno essere garantiti elevati standard di qualità, di sicurezza sismica, con un miglioramento dell'efficienza energetica e idrica con obbligo alla realizzazione di superfici filtranti, di minimo impatto ambientale e paesaggistico, nonché, in particolare, di tutela delle aree verdi esistenti e di una riduzione delle emissioni inquinanti, attraverso l'indicazione di precisi obiettivi prestazionali degli edifici, di qualità architettonica perseguita anche attraverso specifici bandi e concorsi rivolti a professionisti con requisiti idonei, di informazione e partecipazione dei cittadini. Nel rispetto dei principi di precauzione e di azione preventiva, del principio di correzione dei danni inferti all'ambiente e delle loro cause, nonché del principio « chi inquina paga », si dovranno prevedere finanziamenti statali e regionali ai comuni, singoli o associati, per gli interventi di riuso e di rigenerazione urbana e di bonifica dei siti contaminati, oltreché per gli interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura sociale e contadina di piccola scala a basso impatto ambientale, anche all'interno di aree urbanizzate, e il ripristino delle colture nei terreni agricoli incolti, abbandonati o in ogni caso non più utilizzati ai fini agricoli, ad esclusione delle aree coperte da foreste e dei cosiddetti « boschi di neo-formazione ». Nel percorso volto al raggiungimento di queste finalità occorrerà tenere in considerazione e fare riferimento agli indicatori dell'impronta di carbonio, dell'impronta idrica e dell'impronta ecologica che permettano di valutare e quantificare i relativi impatti nell'ambito delle politiche di settore al fine di garantirne l'alto livello di sostenibilità ambientale. Occorrerà prevedere una campagna di educazione ambientale finalizzata ad accrescere, nella vita quotidiana dei cittadini e della politica, la consapevolezza dell'importanza del suolo quale capitale naturale limitato e non rinnovabile e del ruolo strategico che svolge nella bio-economia sostenibile e circolare e nella prevenzione del dissesto idrogeologico. La presente proposta di legge si compone di ventiquattro articoli e di un allegato. Il capo I comprende l'articolo 1 che individua l'oggetto della legge e le sue finalità e l'articolo 2 che elenca le definizioni. Nel capo II, che tratta della pianificazione della rigenerazione urbana e del consumo di suolo, troviamo l'articolo 3 che introduce le disposizioni generali e gli adempimenti a carico di regioni, province autonome e comuni disponendo, tra l'altro, che non sia consentito il consumo o l'impermeabilizzazione di nuovo suolo e definendo i tempi e le modalità per la pianificazione territoriale. L'articolo 4 detta disposizioni particolari per le opere pubbliche e l'articolo 5 per i suoli contaminati e per l'uso circolare e sostenibile dei suoli escavati con una attenzione alla pubblicazione dei dati e al monitoraggio. L'articolo 6 apporta precisazioni alla definizione di boschi e foreste disponendo anche misure per il censimento e per la tutela dei boschi di neoformazione. L'articolo 7 rubricato <<piano del verde e delle superfici libere urbane>> introduce l'obbligo per i comuni di dotarsi del Piano del Verde come strumento di pianificazione All'articolo 8. viene data rilevanza alla partecipazione delle comunità locali nella definizione degli obiettivi dei piani di rigenerazione urbana garantendo ai cittadini la piena informazione. L'articolo 9 detta i tempi e le modalità per l'introduzione del bilancio ecologico-economico dei servizi ecosistemici quale strumento per attribuire una valutazione economica delle funzioni ecologiche nei bilanci ambientali e nella pianificazione territoriale al fine di garantire l'uso sostenibile delle risorse naturali e delle funzioni degli ecosistemi. Gli articoli del capo III trattano del monitoraggio e delle banche dati. In particolare, l'articolo 10 e 11 del monitoraggio del consumo di suolo, delle aree e degli edifici inutilizzati. L'articolo 12 rubricato « Funzione sociale della proprietà » prevede il ripristino delle condizioni di decoro degli immobili fatiscenti o inutilizzati con la possibilità del comune di acquisire il bene in caso di inadempienza del privato. Con l'articolo 13 viene istituita la banca di dati pedologica nazionale e con l'articolo 14 si prevede la pubblicazione dei dati relativi al monitoraggio del consumo e dell'impermeabilizzazione del suolo, coinvolgendo ISPRA. Il capo IV è composto dagli articoli 15 e 16 e tratta dei compendi agricoli neo rurali intesi come insediamenti rurale da riqualificare con dotazioni urbanistiche ed ecologiche e delle nuove tecnologie di comunicazione e di trasmissione di dati, in modo da offrire agli stessi un nuovo sviluppo economico e occupazionale. A tal fine si precisa il divieto di cambio di destinazione d'uso dei terreni agricoli. Gli articoli del capo V trattano di fondi, incentivi, sanzioni e premi.