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Siamo stati un po' sviati dal titolo di questo decreto-legge che parla, appunto, di emergenze in agricoltura, e che poi interviene solo su alcune di esse, che sono emergenze importantissime, ma tutto ciò non basta, perché la nostra agricoltura, che pure è uscita meglio rispetto ad altri comparti dalla terribile crisi economica, vive un momento di forte difficoltà. Mi riferisco non solo agli eventi atmosferici dannosi, ormai sempre più frequenti, ma anche alla incapacità delle nostre imprese agricole a reggere alle sfide del mercato, così pesantemente disequilibrato da concorrenza sleale sul prezzo, da contraffazione di prodotti alimentari fatti all'estero ma spacciati per italiani e dalla penuria di infrastrutture del nostro sistema Paese. Le risorse messe in campo in questo testo, quindi, sono poche e maldistribuite, essendo finalizzate solo su alcune priorità. Quindi, ci chiediamo: qual è il disegno unitario che questo Governo vuole mettere in atto? Esiste una strategia di medio e lungo periodo che affronti seriamente i problemi strutturali del comparto agricolo? Affrontare emergenze, sì, ma non solo. I cambiamenti climatici ormai in atto ci impongono di avere una visione di lungo periodo. Molte Regioni sono state colpite da eventi atmosferici avversi, come il Lazio e il Veneto, e, proprio nelle ultime ore, ancora l'Emilia-Romagna, cui voglio rivolgere un pensiero, investita da un evento eccezionale di maltempo che ha danneggiato fortemente l'agricoltura. Conosco bene, purtroppo, quanto male possa fare un evento atmosferico eccezionale. Ho ancora negli occhi i boschi delle mie montagne, che in pochi minuti sono stati abbattuti da un vento eccezionale, che ha piegato alberi di centinaia di anni, trasformando uno dei polmoni verdi d'Europa in un deserto. D'altronde, Coldiretti ce lo ricorda di continuo: le campagne italiane sono ormai sotto scacco da grandine, pioggia e vento forte, esondazioni o, all'estremo opposto, dalla siccità. E questo inibisce i nostri imprenditori agricoli, perché non permette loro di programmare investimenti volti alla crescita. Nell'ultimo decennio tali disastri hanno influenzato la redditività del settore agricolo e le perdite di raccolta dovute a calamità naturali sono ormai ricorrenti e gravissime. La centralità della questione dei cambiamenti climatici è riconosciuta anche a livello dell'Unione europea, nella definizione delle nuove linee della politica agricola comune (la PAC) successiva al 2020. Per gli anni 2021-2027 la Commissione europea ha infatti proposto di inserire nella politica di coesione ulteriori obiettivi di sviluppo sostenibile e adattamento ai cambiamenti climatici. La nuova PAC per gli anni 2021-2027 dovrebbe essere più coraggiosa e spingere gli agricoltori verso obiettivi più ambiziosi in materia ambientale. Il 30 per cento - ad esempio - della dotazione degli Stati membri per lo sviluppo rurale dovrebbe essere dedicato a misure ambientali e il 40 per cento del bilancio complessivo della PAC dovrebbe contribuire all'azione per il clima. Per questo chiediamo al Governo una politica che agisca in maniera sistemica e complessiva su un comparto di estrema importanza come l'agricoltura, che può e deve diventare un'opportunità straordinaria per aumentare l'occupazione giovanile. Dobbiamo e possiamo essere protagonisti in Europa, incidendo di più sulla politica agricola comune; dobbiamo porci al fianco dei nostri agricoltori, specialmente di coloro che puntano su produzioni di qualità. Siamo la seconda potenza agricola d'Europa e pertanto l'Italia, per mantenere questa posizione, deve uscire dalla mera gestione della fase emergenziale e costruire un progetto di lungo periodo che preveda incentivi per l'innovazione e la crescita della competitività, nel quadro di una decisa sostenibilità ambientale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pietro Pisani. Ne ha facoltà. PISANI Pietro (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi, con l'approvazione degli interventi contenuti nel provvedimento in esame, stiamo dando risposte importanti e concrete ai nostri pastori e agricoltori. Quelli che accingiamo a discutere sono senza dubbio interventi attesi da tantissimi addetti del settore agricolo e ittico che, negli ultimi anni, si sono sentiti dimenticati dalla politica. Nel provvedimento in esame, oltre agli strumenti per il settore lattiero-caseario del comparto ovino e caprino, ci sono soluzioni reali e contenuti concreti volti a incidere sui settori olivicolo-oleario e agrumicolo, in ragione dello stato di crisi nel quale versano. A essi si aggiungono interventi di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e una disciplina destinata allo stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto. Rispetto all'impostazione iniziale del decreto-legge, dopo l'esame presso la Camera dei deputati, il provvedimento risulta arricchito con ulteriori importanti interventi. La finalità del provvedimento è dettata dalla necessità e l'urgenza di sviluppare, per i settori colpiti dalla crisi, un piano di interventi per il recupero della capacità produttiva e di sostenere concretamente le imprese agricole in crisi, anche per il perdurare degli effetti dei danni causati dagli eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale dello scorso anno e dalle infezioni di organismi nocivi ai vegetali. L'agricoltura ha bisogno di tutta l'attenzione possibile e il ministro Centinaio sta dimostrando, con atti concreti, di avere la giusta attenzione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'agricoltura ha anche bisogno di una ristrutturazione, altrimenti ci troveremo sempre nella condizione di dover affrontare continue emergenze che, in alcuni comparti, mettono a rischio non solo l'occupazione, ma anche la tenuta di quei territori a vocazione agricola che contraddistinguono il nostro Paese nel mondo e realizzano prodotti di straordinaria eccellenza. È per questo motivo che, giustamente, si deve intervenire. Con questo provvedimento ci sono tutti gli strumenti per rilanciare alcuni settori in crisi. Penso, in particolare, al settore agrumicolo, che negli anni ha subìto contraccolpi e un susseguirsi di eventi atmosferici, quali esondazioni e gelate, che hanno messo in ginocchio l'intera produzione, ritardando in alcuni casi la maturazione dei prodotti e causando la rovina del raccolto. A questi ritardi si è aggiunto anche l'eccesso di offerta di prodotti provenienti da Spagna e Marocco a prezzi estremamente competitivi, che ha reso impossibile per i nostri produttori recuperare le perdite subite a causa dei danni derivanti dagli eventi atmosferici. Anche qui, con questo decreto-legge si sono investite risorse importanti per poter ristrutturare il settore, come il sostegno alle aziende che hanno contratto i mutui proporzionalmente alla produzione che hanno fatto, in modo da rilanciare un settore sicuramente importante per l'Italia e, in particolar modo, per il Sud.