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Proprio per incentivare gli investimenti pubblici nel periodo emergenziale dovuto all'inaspettata pandemia, che ha cambiato lo scenario economico e sociale del Paese, si interviene sulle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici, applicando procedure di affidamento in deroga alle previsioni del codice degli appalti e stabilendo riferimenti diversi a seconda che si tratti di lavori o di servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione. Le misure legate ai contratti pubblici, con interventi precisi a seconda che si tratti di contratti sopra o sotto soglia, sono un segnale di attenzione alle imprese, che sono il cuore pulsante della nostra economia, la cui attività è spesso intrappolata in una rete di lungaggini anacronistiche. Per questo motivo è da segnalare la possibilità di partecipare a queste procedure anche per i raggruppamenti temporanei di imprese e l'autorizzazione dei lavori in via d'urgenza nelle more della verifica dei requisiti di cui al codice degli appalti sui motivi di esclusione e dei requisiti di qualificazione per la partecipazione alle procedure; riguardo alle procedure pendenti o avviate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2021, è sempre autorizzata la consegna dei lavori in via d'urgenza nelle more delle predette verifiche. Mi preme sottolineare però - come sosteniamo da tempo - che finalmente viene introdotta la possibilità di operare in deroga alle norme sui contratti pubblici fino alla fine del 2021, eccetto che per le norme europee e antimafia e per pochissime norme essenziali del codice degli appalti. Noi abbiamo lavorato affinché tra le deroghe specifiche fossero favorite le sinergie tra il gruppo Ferrovie dello Stato e ANAS, finora rimaste inattuate e ferme sulla carta, tanto da impedire gli interventi necessari per le infrastrutture del nostro Paese. Altro risultato importantissimo è l'estensione della procedura di VIA per i porti anche agli aeroporti, escludendo così la valutazione ambientale strategica per i piani di sviluppo aeroportuali ed evitando che tutti gli elementi richiesti per la VIA vengano richiesti anche per la VAS (con chiaro intento di appesantimento burocratico), evitando sovrapposizioni procedurali che rendono queste valutazioni troppo lunghe temporalmente e con passaggi ripetuti. Ringrazio il Governo per il parere favorevole espresso sul nostro emendamento, che ha permesso una vera semplificazione, di contro ad altri emendamenti tendenti invece a irrigidire la normativa e che nulla portavano di positivo alle imprese del settore, se non una rivendicazione di bandiera ideologica. Così come abbiamo ritenuto di intervenire per mettere fine alla situazione assurda creata dalla norma del decreto Calabria sulla sanità che, tra i vari blocchi causati, aveva sospeso le competenze della stazione unica appaltante regionale, delegando il tutto a convenzioni commissariali con società di altre Regioni, che ad oggi non hanno espletato alcuna gara e quindi nulla hanno apportato di positivo alla sanità calabrese, se non consentire, in spregio a ogni regola di legalità e trasparenza, proroghe di gare scadute e aumento di costi per i calabresi. Tengo a ribadire, a scanso di equivoci e di altre alzate di bandiera, che la stazione unica appaltante (SUA) della Regione Calabria non è mai stata interessata da inchieste o sospetti di malaffare, ma addirittura, in seguito alla valutazione più che positiva degli ispettori ANAC, lo stesso MEF le ha riconosciuto negli anni importi di premialità per l'attività svolta pari o superiore a quella delle migliori centrali di committenza. Si interviene anche per un'innovazione delle pubbliche amministrazioni ponendo l'accento sulla flessibilità organizzativa e sul nuovo modello organizzativo incentrato sugli obiettivi, nella direzione di realizzare il lavoro agile, che - tengo a sottolineare - è cosa ben diversa dal lavoro da casa, molto spesso in contestazione e - a mio parere - altro rispetto all'innovazione vera della pubblica amministrazione. È chiaro che una vera innovazione è legata strettamente alla formazione continua, che non può essere però delegata a un decreto emergenziale, ma è conseguenza naturale delle misure previste per rendere il lavoro sostenibile con determinazione di progetti e obiettivi specifici. È palese che in alcuni casi e settori gli obiettivi di performance sono generici e inadeguati alla realizzazione dei risultati e altrettanto lo sono i criteri specifici di misurazione e valutazione del lavoro raggiunto. Per questo - mi auguro - rimandiamo a una vera riforma della pubblica amministrazione e del lavoro, che non consiste in assistenzialismi, ma che deve andare realmente ad agevolare i livelli occupazionali con riconoscimento delle competenze e del merito di ognuno. Segno di apertura al mondo della ricerca e della cultura è avere poi esteso la possibilità di sperimentazione anche a università, enti di ricerca e società private, ampliando così l'opportunità per tutti i soggetti che operano in questo campo e senza la limitazione solo ai soggetti pubblici. Soprattutto la ricerca in questo momento di emergenza deve essere libera e consentire le stesse opportunità a tutti i soggetti (soprattutto giovani) che quotidianamente si occupano di questo, chiaramente valutando - ripeto - i criteri di competenza in merito sia nel pubblico che nel privato, senza preclusioni ideologiche e condizionamenti dettati magari da una gestione miope di settori importantissimi, ma spesso lasciati a loro stessi e prettamente autoreferenziali. In questo decreto attenzione viene riservata anche alla disciplina del sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza di ponti e viadotti e opere similari su strade e autostrade, intervenendo però anche sul codice della strada per modificare aspetti che forse - a mio umilissimo parere - avrebbero bisogno di uno studio più approfondito e tecnico per comprenderne l'effettiva ricaduta, oltre che l'effettiva esistenza di infrastrutture necessarie alla sicurezza stessa. Non si può insistere, infatti, forse per incompetenza o forse strumentalizzando l'emergenza, sulla normativa vigente, in attesa di una riforma complessiva del codice della strada, se non vengono prioritariamente indicate le risorse e previsto il coinvolgimento diretto di tutti gli enti interessati. Per usare un proverbio meridionale che conosco poiché del Sud, diciamo che, a volte, si apparecchia la tavola senza aver fatto la spesa. Prendiamo, quindi, queste norme inserite nel decreto-legge come buona volontà - mi rivolgo al Sottosegretario - per un impegno che deve essere immediato e sostanziale da parte del Governo appena queste norme vengono trasformate in legge. È poi di preminente interesse delle imprese, degli enti territoriali e anche direttamente della Presidenza del Consiglio l'articolo 10 sulla semplificazione in materia edilizia, che introduce importanti deroghe ai limiti determinati dalle leggi in materia edilizia per risolvere incertezze in tema di edilizia ricostruttiva; ridurre il peso burocratico a carico dei cittadini e delle imprese; assicurare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo dei processi di rigenerazione. Sull'articolo 10, però, non mi voglio dilungare, perché sono sicura che altri colleghi avranno il giusto interesse per situazioni che hanno implicato confronti costruttivi per andare oltre le battaglie di partito.