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soltanto a fine giugno sono state emanate le linee guida per la riapertura delle scuole, un compendio di indicazioni assolutamente generiche e prive del necessario approfondimento tecnico, senza azioni, metodiche e tempi certi, nonostante la stesura sia stata affidata ad un comitato tecnico-scientifico specificatamente nominato. Il presidente dell'associazione presidi ha segnalato che c'è necessità di 40.000 classi aggiuntive per garantire la riapertura delle scuole in sicurezza. In recenti dichiarazioni il Ministro in indirizzo ha avanzato l'ipotesi di utilizzare altri spazi per creare aule, ma si tratta di soluzioni di cui ancora non si conosce la praticabilità effettiva. Totalmente ignorato, tra l'altro, il contributo che possono fornire con i loro spazi le 12.564 scuole paritarie presenti su tutto il territorio nazionale. Appare inoltre di dubbia realizzazione l'idea di recuperare vecchie scuole dismesse o di attuare l'entrata in classe per fasce orarie; per esprimere il proprio malcontento per questa situazione di generale incertezza genitori, insegnanti e studenti hanno recentemente manifestato in molte città per sollecitare risposte concrete dal Governo; nel resto d'Europa le scuole sono state gradualmente riaperte, sulla base dei rispettivi calendari scolastici, nel rispetto delle norme di sicurezza, assicurando così il pieno rispetto del diritto all'istruzione; da un sondaggio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per testare la validità della didattica a distanza, su un campione rappresentativo delle famiglie italiane, risulta che 10 ragazzi su 100 sono rimasti completamente esclusi dal processo di apprendimento on line , mentre un ulteriore 20 per cento ha potuto frequentare i corsi soltanto in modo saltuario, senza poter svolgere regolarmente le lezioni perché non in possesso di personal computer , tablet e connessione internet veloce; conseguentemente, di fatto, è stato precluso a molti studenti il diritto allo studio garantito dalla Costituzione, si chiede di sapere quali siano le motivazioni che hanno portato l'Esecutivo alla decisione di affidare al commissario straordinario Domenico Arcuri la gestione della ripresa delle scuole nell'anno scolastico 2020/2021. Atto n. 3-01765 FARAONE CARBONE CUCCA BONIFAZI COMINCINI CONZATTI GARAVINI GINETTI GRIMANI MAGORNO MARINO NENCINI PARENTE RENZI SBROLLINI SUDANO VONO Al Ministro della giustizia Premesso che: da fonti giornalistiche televisive e di carta stampata il 29 giugno 2020 sono stati diffusi elementi relativi alla sentenza della suprema Corte di cassazione n. 35729 del 1° agosto 2013, meglio conosciuta come "sentenza Mediaset" o "sentenza diritti TV", che vede Silvio Berlusconi condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per frode fiscale; in particolare, è stata diffusa una registrazione audio nella quale il magistrato Amedeo Franco, che in quel procedimento ricopriva non soltanto il ruolo di membro del collegio giudicante ma anche di relatore della sentenza, a proposito della sentenza medesima affermava, tra l'altro, che «Berlusconi deve essere condannato a priori perché è un mascalzone! Questa è la realtà... a mio parere è stato trattato ingiustamente e ha subito una grave ingiustizia... l'impressione che tutta questa vicenda sia stata guidata dall'alto (...) Io gli stavo dicendo che la sentenza faceva schifo (...) Sussiste una malafede del presidente del Collegio, sicuramente», e riferiva che il presidente Esposito sarebbe stato "pressato" per il fatto che il figlio, anch'egli magistrato, fosse indagato dalla Procura di Milano per «essere stato beccato con droga a casa di...» (dall'articolo intitolato "Sentenza contro Berlusconi sbagliata e pilotata, dopo 7 anni di gogna ristabilita la verità" a firma di Piero Sansonetti su "Il Riformista" del 30 giugno 2020); le affermazioni citate, insieme ad ulteriori allegazioni, costituiscono la base di un ricorso di Berlusconi alla Corte europea dei diritti dell'uomo nell'ambito del quale l'interesse a tutelarsi nei modi più adeguati ha una qualità diversa dall'ordinaria tutela prevista per i medesimi ricorsi, in quanto tale processo assume una valenza spiccatamente politica, considerando che la sentenza in questione ha comportato la condanna penale definitiva di un leader politico che, in conseguenza della medesima sentenza, veniva dichiarato decaduto nel corso della XVII Legislatura dalla carica di senatore della Repubblica sulla base della normativa nazionale e, per i medesimi effetti, non ha potuto avanzare la propria candidatura alle successive elezioni politiche nazionali; gli elementi in questione, nonostante siano asseritamente riferibili ad un esponente appartenente ad una compagine politica diversa rispetto a quella cui appartengono gli interroganti, rappresenterebbero, se accertati nel loro insieme, un insostenibile vulnus allo svolgimento della vita democratica del Paese, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell'ambito delle sue attribuzioni, per l'accertamento dei fatti citati nell'ambito della vicenda relativa alla condanna definitiva deliberata il 1° agosto 2013 nei confronti di Silvio Berlusconi. Atto n. 3-01766 RIZZOTTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: tra le misure straordinarie introdotte dal Governo per tutelare i lavoratori durante l'emergenza sanitaria, c'è il bonus per i lavoratori domestici e per chi si occupa dell'assistenza ad anziani o disabili; in particolare l'art. 85 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, meglio conosciuto come decreto rilancio, in tema di "Indennità per i lavoratori domestici" prevede un'indennità di 500 euro mensili per i mesi di aprile e maggio per i lavoratori domestici. Nello specifico la norma stabilisce che: "Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali è riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un'indennità mensile pari a 500 euro, per ciascun mese. L'indennità di cui al comma 1 sono riconosciute a condizione che i lavoratori domestici non siano conviventi col datore di lavoro"; l'art. 85 stabilisce altresì cause di incumulabilità e cause di esclusione dal beneficio del bonus prevedendo al comma 3 che l'indennità non è cumulabile con le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ovvero con una delle indennità disciplinate in attuazione dell'articolo 44 del medesimo decreto-legge, ovvero con l'indennità di cui all'articolo 84 e non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.