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sta suscitando non poche polemiche e legittime perplessità la partecipazione, negli scorsi giorni, di 5 detenuti del carcere di Genova (condannati in via definitiva per gravi reati, tra cui l'omicidio preterintenzionale, la produzione di traffico di stupefacenti e truffa ai danni dello Stato), ad una puntata del programma televisivo "Italia's Got Talent", prodotto da "Sky" e registrato lo scorso lunedì 5 ottobre 2020 presso gli studi di Cinecittà a Roma; l'iniziativa, come si apprende dalla stampa, sarebbe stata approvata dal giudice di sorveglianza e resa possibile nell'ambito di un permesso premio per uno dei 5 detenuti e, per gli altri 4, conformemente a un programma di lavoro esterno disposto dalla direttrice dell'istituto penitenziario; ha reso necessaria l'organizzazione di un'operazione straordinaria per il trasferimento dei partecipanti dal carcere di Genova agli studi di Cinecittà, che ha conseguentemente determinato l'impiego di 3 mezzi e 7 uomini della Polizia penitenziaria; risorse umane e strumentali impiegate dunque in via straordinaria e nell'ambito di una trasferta che, come riportato dalle ricostruzioni giornalistiche e dalle dichiarazioni rese dal sindacato di Polizia penitenziaria, avrebbe imposto la partenza «alle 3.45 del mattino, fuori dal turno di lavoro e in un orario in cui di solito sono vietati i trasferimenti»; al di là di qualsiasi valutazione in ordine all'opportunità e adeguatezza della modalità prescelta dal direttore dell'istituto e autorizzata dal giudice di sorveglianza per l'attuazione di un programma di lavoro esterno, nonché della piena compatibilità di una simile iniziativa con l'apparato costituzionale sotteso alla funzione riabilitativa della pena e alla finalità di rieducazione del condannato (istituti che in questo caso appaiono a dir poco travisati), la vicenda desta scalpore soprattutto per il ricorso, inopportuno e improprio, se non addirittura indebito, alle forze dell'ordine italiane e nella fattispecie al Corpo di Polizia penitenziaria, preposto all'espletamento di funzioni di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza e non certo ad attività di intrattenimento televisivo; l'interrogante rileva come tali fatti, oltre ad essere a dir poco discutibili sul piano della credibilità, serietà, fermezza e coerenza che le istituzioni dello Stato in tutte le loro articolazioni e diramazioni dovrebbero esprimere nell'esercizio ed espletamento delle funzioni pubbliche cui sono costituzionalmente preposte, siano il sintomo di una sempre più spinta, pervasiva e marcata tendenza alla spettacolarizzazione delle attività istituzionali che rischia di corrodere e ledere irrimediabilmente quei principi di autorevolezza e fermezza posti a presidio di giustizia, legalità e civiltà in una società democraticamente organizzata che, peraltro, si trova in questo momento intenta a fronteggiare un'emergenza nazionale senza precedenti e dovrebbe concentrare sforzi e risorse umane e strumentali nel presidio dell'ordine e della sicurezza pubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario avviare con la massima urgenza un'indagine interna volta ad accertare i fatti e verificare l'appropriatezza ed adeguatezza dell'iniziativa alla legge e ai regolamenti penitenziari. Atto n. 4-04176 PIRRO PELLEGRINI Marco MATRISCIANO AIROLA GALLICCHIO FERRARA ANGRISANI PRESUTTO D'ANGELO VANIN DONNO MAIORINO TRENTACOSTE GIANNUZZI PISANI Giuseppe DE LUCIA Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 28 gennaio 2019 è stata presentata l'interrogazione 4-01156 sul caso dell'imprenditore Giuseppe Masciari, testimone di giustizia, nei cui confronti è stata disposta la rimodulazione delle preesistenti misure tutorie con l'applicazione di un livello di protezione inferiore; in data 19 aprile 2019 è pervenuta la risposta all'interrogazione nella quale, a giudizio degli interroganti, sono riportate alcune inesattezze; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: il signor Giuseppe Masciari, detto Pino, imprenditore edile calabrese e testimone di giustizia dal 1994, è stato sottoposto insieme alla sua famiglia a uno speciale programma di protezione fino all'anno 2010 e trasferito in una località protetta del Nord Italia per aver denunciato alcuni esponenti di spicco della malavita calabrese e i loro rapporti con la politica e le istituzioni. Per vendetta la criminalità organizzata ha cominciato a intralciare le sue imprese di costruzioni edili bloccandone le attività, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione in cui era infiltrata e intralciando i rapporti con le banche con cui operava; Masciari è altresì fondatore dell'associazione "Legalità organizzata" e gira l'Italia raccontando la sua storia e divulgando la cultura della legalità nelle scuole e negli incontri organizzati della società civile. È stato inoltre candidato per il Senato dal Movimento 5 Stelle, nel collegio uninominale di Settimo Torinese, in Piemonte. Pertanto è inevitabile che, coerentemente con gli impegni assunti, incontri quotidianamente persone; giova ricordare che il contributo testimoniale di Masciari non si è ancora esaurito, dal momento che è stato convocato recentemente dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e, inoltre, ha promosso azioni giudiziarie a fini risarcitori nei confronti di alcun soggetti facenti parte di associazioni criminali di matrice 'ndranghetista; la 'ndrangheta, come un recente studio di Banca d'Italia ha rivelato, è maggiormente diffusa proprio nella parte centro settentrionale del Paese, dove tende a infiltrarsi nelle imprese che hanno difficoltà finanziaria e in settori che dipendono maggiormente dalla domanda del settore pubblico oppure in cui è più diffuso il riciclaggio di denaro; nonostante la situazione persistente di grave pericolo, il livello di sicurezza riconosciuto al signor Masciari e alla sua famiglia è stato ingiustificatamente depotenziato per quanto attiene alle caratteristiche e alla dotazione della scorta senza alcuna previa notifica formale all'interessato (tutela sull'auto non protetta da attuare su tutto l'ambito nazionale); il persistere della situazione di pericolo è testimoniato da alcuni episodi: 1) durante la presenza del testimone di giustizia alla manifestazione "no 'ndrangheta tour", svoltasi in diverse province della Calabria dal 17 al 23 maggio 2018, si è verificata una strana collisione tra il camper su cui viaggiava Masciari e un'altra auto; 2) a Torino, in data 23 ottobre 2018 presso il bar Roberto di via Garibaldi, Masciari è stato video ripreso col cellulare da un soggetto non meglio identificato, il quale, agitando freneticamente le mani, ha insospettito il barista del locale il quale ha richiamato l'attenzione della scorta; 3) nei giorni successivi, infine, è stato rinvenuto sul pianerottolo dell'abitazione del testimone un uccello morto in posizione non casuale né scomposta;