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come mai il Ministro in indirizzo non abbia schierato un maggiore numero di poliziotti alla manifestazione di piazza del Popolo a Roma, che si è palesata violenta sin dall'inizio, mentre per quella pacifica dei portuali di Trieste ha consentito che le Forze dell'ordine caricassero contro i manifestanti; quali urgenti iniziative intenda intraprendere per evitare che accadano nuovamente episodi simili, e per garantire, invece, il diritto di manifestare pacificamente per esprimere i legittimi dissensi, senza rimanere vittime di violenza, così come è accaduto a Trieste. Atto n. 4-06135 DE BONIS Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della salute e dello sviluppo economico Premesso che: in data 20 dicembre 2020, con raccomandazione n. 2243/2020, la Commissione europea trasporti, in un'ottica di garantire la libera circolazione delle merci, che rappresenta uno dei tre pilastri fondanti del trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, tuttora vigente, nonché di assicurare gli approvvigionamenti in piena emergenza da COVID-19, imponeva agli Stati membri l'esonero da tamponi e vaccinazioni per gli autisti di mezzi pesanti e gli autotrasportatori ("padroncini"); venivano pertanto predisposti i " green lanes ", o "corsie verdi"; ad oggi l'Italia, non solo disattende la fonte comunitaria, gerarchicamente superiore, bensì in data 14 ottobre 2021, con circolare ministeriale n. 37420, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha esonerato, alla vigilia del 15 ottobre, gli autisti esteri da tampone e certificazione verde, imponendola esclusivamente ad autisti ed autotrasportatori nazionali; è in atto una vera e propria discriminazione nei confronti della categoria, in particolare modo nei confronti degli autisti e degli autotrasportatori del Mezzogiorno, i quali garantiscono 24 ore su 24, percorrendo 20 ore di traghetto dalla Sicilia, l'approvvigionamento dei beni deperibili, corrispondenti a 12,5 miliardi di PIL nazionale annuo; occorrerebbe aprire un tavolo di trattativa con Assarmatori, dato che taluni armatori non richiedono sullo stretto di Messina nulla, in rispetto della normativa comunitaria; la Lega autisti autotrasportatori indipendenti siciliani, è dovuta intervenire presso la Prefettura di Salerno, la ASL di Salerno e la società Transitalia di Mercato San Severino, per le discriminazioni attuate nei confronti di alcuni autisti nazionali, obbligati ad autosospendersi dal lavoro; la stessa Cancelliera uscente, Angela Merkel, prima delle vicende polacche, ha apertamente dichiarato che la fonte giuridica comunitaria è gerarchicamente superiore rispetto a quella nazionale e non può essere disattesa, ragione per cui l'Italia è già in procedura di infrazione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, intendano apportare deroghe alla categoria degli autisti e degli autotrasportatori italiani, tenuto conto dell'effettiva carenza di 100.000 unità, dato in aumento e che impatterà sull'intero tessuto economico; se intendano avviare un tavolo tecnico con la Lega autisti autotrasportatori siciliani, ritenendo che il Mezzogiorno sia stato fortemente penalizzato. Atto n. 4-06136 PIARULLI LEONE ANASTASI CROATTI NATURALE PRESUTTO TRENTACOSTE Al Ministro della giustizia Premesso che, in data 7 ottobre 2021, a seguito degli eventi critici accaduti presso la casa circondariale di Trani, la prima firmataria della presente interrogazione e la senatrice Cinzia Leone si sono ivi recate per un sopralluogo; considerato che: dalla direzione degli istituti penali di Trani sono stati forniti i dati che di seguito si rappresentano; nel reparto di Polizia penitenziaria degli istituti penali di Trani, a fronte di un contingente pari a 211 unità, come da dotazione definita dal decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, ne risultano, invece, 206 unità. La situazione è resa ancor più problematica dall'apertura del nuovo plesso da 200 posti letto ad ottobre 2020. Di queste 206 unità, circa 50 unità di Polizia penitenziaria sono assenti o non impiegabili a vario titolo; risulta, inoltre, essere attivo uno spaccio bar dove è impiegato personale di Polizia penitenziaria, nonostante ci siano distributori automatici di bevande e snack , distogliendo il personale dai servizi propri della Polizia penitenziaria; in merito all'organico dei funzionari della professionalità giuridico-pedagogica, la situazione risulta drammatica in quanto al momento l'unica presenza garantita è quella della capo area trattamentale, con il supporto, per 2 giorni a settimana, di un funzionario giuridico-pedagogico; altri due funzionari sono assenti per la fruizione di istituti giuridici previsti dalla legge. Tale situazione comporta, quindi, un grave pregiudizio al trattamento rieducativo dei condannati, in chiaro contrasto con i principi costituzionali; dal punto di vista strutturale si rammenta che, ad ottobre 2020, è stata disposta, dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, la chiusura completa della sezione "Blu", in quanto inagibile poiché necessita di lavori di ristrutturazione volti all'eliminazione dei bagni a vista e delle zone doccia separate dalle camere di pernottamento; dal sopralluogo effettuato e dalla relazione fornita dalla direzione della casa circondariale di Trani, emerge che una parte di tale sezione, nonostante l'ordine completo di chiusura, sia stata invece riaperta, per cui di fatto non solo alcuni detenuti sono ristretti in ambienti non idonei ma vengono impiegate ulteriori unità di Polizia penitenziaria per la vigilanza di tale reparto; solo in data 13 settembre 2021, essendoci stato un decesso di un detenuto allocato in quella sezione, il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria di Bari ha disposto la chiusura completa della sezione "Blu". Tuttavia, all'atto dell'ispezione, essa risulta ancora attiva poiché i detenuti ivi allocati erano in attesa del provvedimento di trasferimento da parte degli uffici superiori; la casa di reclusione femminile attualmente ha una presenza media di 40 detenute a fronte di una capienza tollerabile di 30 unità. Tale situazione di sovraffollamento è dovuta al fatto che la sezione viene utilizzata impropriamente come casa circondariale, poiché, essendo da anni la sezione femminile presso la casa circondariale di Bari chiusa per motivi di ristrutturazione, il carcere di Trani è costretto a farsi carico dell'intero distretto della Corte d'appello di Bari; molti soggetti ristretti hanno gravi patologie psichiatriche e non possono avere a Trani adeguata assistenza in relazione alla mancanza di un'articolazione della ASL per la salute mentale nonché per l'insufficienza numerica sul territorio delle REMS, tenendo presenti gli stanziamenti previsti dalle leggi di bilancio per il 2020 e per il 2021 proprio per l'implementazione delle REMS, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intenda intraprendere al fine di evitare il protrarsi di tale incresciosa situazione.