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con l'articolo 47 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cosiddetto decreto "crescita") è stato istituito il fondo "salva opere", alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5 per cento del valore del ribasso offerto dall'aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di lavori, nel caso di importo a base d'appalto pari o superiore a 200.000 euro, e di servizi e forniture, nel caso di importo a base d'appalto pari o superiore a 100.000 euro; le risorse di questo fondo sono destinate a soddisfare i crediti insoddisfatti dei subappaltatori, dei subaffidatari e dei subfornitori nei confronti dell'appaltatore, così da garantire il rapido completamento delle opere pubbliche e di tutelare i lavoratori; la disposizione stanzia complessivi 45,5 milioni di euro (12 milioni per l'anno 2019 e 33,5 milioni per l'anno 2020) per quei crediti insoddisfatti formatisi prima dell'istituzione del fondo "salva opere", in relazione a procedure concorsuali aperte dal 1° gennaio 2018 alla data di entrata in vigore della disposizione, demandando al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il compito di erogare tali risorse ai creditori che ne abbiano fatto richiesta; i criteri di assegnazione delle risorse e le modalità operative del fondo sono state definite con il decreto del Ministro delle infrastrutture 12 novembre 2019, n. 144; il decreto direttoriale n. 168164 del 19 dicembre 2019 ha individuato il 24 gennaio 2020 come termine entro il quale i creditori insoddisfatti prima dell'istituzione del fondo potessero presentare domanda di accesso al fondo, nonché il 6 marzo 2020 come termine per la predisposizione del piano di riparto delle risorse; al Ministero sono tuttavia pervenute domande di accesso al fondo per complessivi 82 milioni di euro a fronte dei 45,5 milioni disponibili a legislazione vigente; così, l'articolo 201 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto "rilancio") prevede un incremento della dotazione del fondo "salva opere" pari a 40 milioni di euro; considerato che agli interroganti giungono numerose e insistenti segnalazioni da parte di imprese che hanno fatto richiesta di accesso al fondo per la soddisfazione di crediti formatisi nei termini prescritti dalle disposizioni citate, imprese per le quali poter beneficiare di tali risorse in tempi brevi costituirebbe una vera e propria "boccata d'ossigeno", vista la situazione di difficoltà economica in cui versano anche per l'emergenza sanitaria da COVID-19, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa fornire informazioni circa i tempi di erogazione delle risorse del fondo destinate al soddisfacimento dei creditori insoddisfatti prima della sua istituzione, anche alla luce dei recenti stanziamenti predisposti allo scopo. Atto n. 4-03662 BRIZIARELLI ALESSANDRINI LUCIDI PILLON Al Ministro della salute Premesso che: il documento di sintesi nazionale sorveglianza integrata COVID-19 diffuso il 16 maggio 2020 evidenzia che in Umbria, in riferimento ai dati 4-10 maggio 2020, la classificazione è passata da bassa a moderata (livello 3), stesso livello della Lombardia, "per un aumento nel numero di casi ed un Rt maggiore di 1 seppur in un contesto ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta"; l'ampio intervallo di confidenza che include valori sotto e sopra ad uno evidenzia un'ampia incertezza sul valore del parametro "Rt" e un risultato ampiamente non significativo dal punto di vista statistico, che non consente in nessun modo di concludere che il valore di Rt in Umbria fosse maggiore di uno e tanto meno può essere utilizzato per assegnare un livello di rischio; lo sfasamento temporale tra la data a cui si riferisce l'indicatore (26 aprile) e la settimana di valutazione (4-10 maggio) rende quasi paradossale l'interpretazione dell'indicatore, dato che l'indicatore sembrerebbe servire a scongiurare attraverso misure di lockdown rischi ormai scongiurati, non piu? esistenti; mettere sullo stesso livello nell'algoritmo di assegnazione il valore dell'indicatore Rt per regioni con un numero esiguo o nullo di casi attivi sintomatici, come l'Umbria, con regioni con un gran numero di soggetti attivi risulta essere poco appropriato. La stima di un Rt determinato da pochi casi e? soggetta a forti oscillazioni in quanto media pochi valori e non implica l'attribuzione del rischio di ripresa per l'intero territorio regionale; in questo particolare periodo in cui le persone hanno bisogno di avere certezze sui rischi che corrono, l'informazione diffusa il 16 maggio attraverso il documento di sintesi, oltre a creare confusione non fotografando il dato reale immediato, crea anche un danno di immagine all'intera regione, che sta invece cercando di risollevarsi, puntando su una promozione del territorio anche in vista della stagione estiva; destano perplessità le dichiarazioni rese dal ministro Boccia sull'argomento, laddove etichetta la contrarietà motivata con dati scientifici espressa ufficialmente dalla Regione Umbria, come "nervosismo", confermando comunque che i dati espressi non sono riferiti alla situazione effettivamente presente sul territorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso, al fine di evitare l'uso distorto dell'informazione diffusa e migliorare il sistema di monitoraggio nella qualità, tempestività ed utilizzabilità in termini di controllo dell'evoluzione della pandemia, riemettere il rapporto rappresentando le situazioni delle Regioni, nel caso specifico dell'Umbria, con una valutazione completa degli indicatori, in particolare l'interpretazione del Rt combinata con la bassa incidenza; se sia al vaglio del Governo una revisione dell'algoritmo per la sorveglianza integrata COVID-19 nazionale nelle aree a basso contagio, al fine evitare risultati distorti come quello verificatosi per la Regione Umbria e realmente utilizzabile ai fini del controllo dell'epidemia; se non reputi opportuno condividere il codice utilizzato per il calcolo dell'Rt fruibile tramite una piattaforma pubblica di condivisione, analogamente a quanto accade per i dati del Dipartimento della protezione civile, oltre alla formulazione teorica del modello utilizzato per calcolare Rt, per consentire alle Regioni stesse di effettuare un controllo incrociato e stimare l'indicatore con le stesse modalità utilizzate dall'Istituto superiore di sanità. Atto n. 4-03663 MARTI Al Ministro dell'interno Premesso che: recentemente sono stati trasferiti all'interno dell' hotspot di Taranto 120 cittadini extracomunitari di nazionalità tunisina, sbarcati illegalmente sulle coste dell'agrigentino, e gli stessi, su decisione del Ministero dell'interno, sono stati messi in quarantena nell' hub per 14 giorni; secondo i dati ufficiali del Ministero, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli sbarchi clandestini sono passati da 1.878 a ben 5.461 e dunque, a causa dell'aumento del flusso migratorio illegale e dell'accoglienza degli stranieri nei vari centri, nel nostro Paese si registrano forti criticità legate alla pandemia;