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ALLEGATO 5 CAPO I DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, ISCRIZIONI, OMOLOGAZIONE CEE, CARATTERISTICHE, PROVE, CONFORMITA DELLA PRODUZIONE (1.) 2. DEFINIZIONI Ai sensi della presente direttiva: (2.1.) 2.2. per "tipo di trattore per quanto concerne il dispositivo antiradiodisturbo", si intendono i trattori che non differiscono sostanzialmente fra loro per quanto riguarda, in particolare, i seguenti punti: 2.2.1. le forme e i materiali della parte della carrozzeria che costituisce il vano motore e la parte dell'abitacolo più vicina ad esso; 2.2.2. il tipo di motore (due o quattro tempi, numero dei cilindri e cilindrata, numero di carburatori, disposizione delle valvole, potenza massima e regime di rotazione corrispondente, ecc.); 2.2.3. l'ubicazione o il modello dei dispositivi del circuito di accensione (bobina, spinterogeno, candele, schermature, ecc.); 2.2.4. l'ubicazione degli elementi metallici situati nel vano motore (per esempio apparecchi di riscaldamento, ruota di scorta, filtro d'aria, ecc.); 2.3. per "limitazione dei disturbi radioelettrici" si intende una diminuzione dei disturbi radioelettrici nella gamma di frequenza della radiodiffusione e della televisione tale che il funzionamento degli apparecchi riceventi che non fanno parte del trattore non sia disturbato in modo sensibile; tale condizione è considerata soddisfatta se il livello di disturbo è inferiore ai limiti imposti dalle prescrizioni del punto 6.2.2. ; 2.4. per "dispositivo antiradiodisturbo" si intende un insieme completo di elementi necessari a limitare i disturbi radioelettrici provocati dal sistema di accensione di un trattore. Il dispositivo antiradiodisturbo comprende i fili di collegamento a massa e gli elementi schermanti montati con il preciso scopo di limitare i disturbi radio-elettrici; 2.5. per "dispositivi antiradiodisturbo di tipo diverso" si intendono dispositivi che presentano fra loro differenze essenziali per quanto riguarda: 2.5.1. dispositivi i cui elementi portano marchi di fabbrica o marchi commerciali diversi; 2.5.2. dispositivi in cui sono diverse le caratteristiche "ad alta frequenza" di un elemento qualsiasi o i cui elementi hanno una forma o dimensioni diverse; 2.5.3. dispositivi in cui almeno un elemento è basato su principi di funzionamento diversi; 2.5.4. dispositivi i cui elementi sono combinati in modo diverso; 2.6. per "elemento di un dispositivo antiradiodisturbo" si intende uno dei componenti isolati dell'insieme che costituisce il dispositivo antiradiodisturbo. 3. DOMANDA D'OMOLOGAZIONE CEE 3.1. La domanda di omologazione CEE di un tipo di trattore per quanto concerne il dispositivo antiradiodisturbo è presentata dal costruttore del trattore o dal suo mandatario. 3.2. Essa è accompagnata dai documenti indicati in appresso, in triplice esemplare, e dalle seguenti indicazioni: 3.2.1. descrizione del tipo di trattore con riferimento ai punti di cui al punto 2.2. , accompagnata da una vista esplosa o da una fotografia del vano motore. Si devono indicare i numeri e/o i simboli che caratterizzano il tipo di motore e il tipo di trattore; 3.2.2. distinta degli elementi, debitamente identificati, che costituiscono il dispositivo antiradiodisturbo; 3.2.3. disegni particolareggiati di ciascun elemento per facilitarne l'individuazione e l'identificazione; 3.2.4. indicazione del valore nominale delle resistenze misurato in corrente continua e, per i cavi di accensione resistivi, indicazione della resistenza nominale per metro. 3.3. Inoltre, la domanda di omologazione CEE è accompagnata da un campione del dispositivo antiradiodisturbo. 3.4. Un trattore rappresentativo del tipo di trattori da omologare deve essere presentato al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione. 4. ISCRIZIONI 4.1. Gli elementi del dispositivo antiradiodisturbo recano: 4.1.1. il marchio di fabbrica o il marchio commerciale del fabbricante del dispositivo e dei suoi elementi; 4.1.2. la designazione commerciale data dal fabbricante. 4.2. Le iscrizioni devono essere ripetute sui cavi di antiradiodisturbo almeno ogni 12 cm. 4.3. I marchi debbono essere ben leggibili e indelebili. 5. OMOLOGAZIONE CEE (5.1.) (5.2.) 5.3. Si acclude alla scheda di omologazione CEE una scheda conforme al modello indicato al capo IV. (5.4.) (5.5.) (5.6.) 6. CARATTERISTICHE 6.1. Caratteristiche generali Gli elementi del dispositivo antiradiodisturbo devono essere concepiti, costruiti e montati in modo che, in normali condizioni di impiego, il trattore possa soddisfare alle prescrizioni della presente direttiva. 6.2. Caratteristiche radioelettriche 6.2.1. Metodo di misura L'emissione di disturbo provocata dal tipo di trattore presentato all'omologazione e misurata con il metodo descritto nel capo II. 6.2.2. Limiti di riferimento 6.2.2.1. I limiti di emissione, basati su misure di "quasi cresta", sono di 50 microV/m nella gamma di frequenza da 40 a 75 MHz e da 50 a 120 microV/m nella gamma di frequenza da 75 a 250 MHz e tale limite, oltre i 75 MHz, aumenta linearmente con la frequenza. 6.2.2.2. Quando le misure sono effettuate con un apparecchio per le misure della cresta, i risultati ottenuti, espressi in microV/m, devono essere divisi per 10. 6.2.3. Sul tipo di trattore presentato all'omologazione per i dispositivi antiradiodisturbo i valori misurati devono essere inferiori almeno del 20% ai limiti di riferimento. 7. PROVE Il controllo della conformità alle prescrizioni del punto 6 è effettuato secondo il metodo indicato nel capo II. 9. CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE (9.1.) 9.2. Nella verifica della conformità di un trattore prelevato dalla serie si ritiene che la produzione sia conforme alle disposizioni della presente direttiva se i livelli misurati non superano di oltre il 25% i limiti prescritti nel punto 6.2.2. 9.3. Se almeno uno dei livelli misurati sul trattore prelevato dalla serie supera di oltre il 25% i limiti prescritti nel punto 6.2.2. , il costruttore ha la facoltà di chiedere che siano effettuate misure su un campione di almeno 6 trattori prelevati dalla serie. I risultati per ciascuna gamma di frequenza dovranno essere interpretati secondo il metodo statistico indicato nel capo III. (10.) (11.) ((8)) CAPO II METODO DI MISURA DEI DISTURBI RADIOELETTRICI PROVOCATI DAI SISTEMI DI ACCENSIONE AD ALTA TENSIONE 1.