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(Computo della pena per l'applicazione dell'amnistia) 1. Ai fini del computo della pena per l'applicazione dell'amnistia: a) si ha riguardo alla pena stabilita per ciascun reato consumato o tentato; b) non si tiene conto dell'aumento di pena derivante dalla continuazione e dalla recidiva, anche se per quest'ultima la legge stabilisce una pena di specie diversa; c) si tiene conto dell'aumento di pena derivante dalle circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa o dalle circostanze ad effetto speciale. Si tiene conto della circostanza aggravante prevista dall'articolo 61, numero 7), del codice penale. Non si tiene conto delle altre circostanze aggravanti; d) si tiene conto della circostanza attenuante di cui all'articolo 98 del codice penale nonché, nei reati contro il patrimonio, delle circostanze attenuanti di cui all'articolo 62, numeri 4) e 6), del codice penale. Quando le predette circostanze attenuanti concorrono con circostanze aggravanti di qualsiasi specie, si tiene conto soltanto delle prime. Ai fini dell'applicazione dell'amnistia la sussistenza delle predette circostanze è accertata, dopo l'esercizio dell'azione penale, anche dal giudice per le indagini preliminari, nonché dal giudice in camera di consiglio nella fase degli atti preliminari al dibattimento ai sensi dell'articolo 469 del codice di procedura penale; e) si tiene conto delle circostanze attenuanti previste dall'articolo 48 del codice penale militare di pace quando siano prevalenti o equivalenti, ai sensi dell' articolo 69 del codice penale, rispetto ad ogni tipo di circostanza aggravante. Art. 3. (Indulto) 1. È concesso indulto: a) nella misura non superiore a cinque anni per le pene detentive e non superiore ad euro 12.911,41 per le pene pecuniarie, sole o congiunte alle pene detentive; b) nella misura non superiore a otto anni a chi faccia completa divulgazione di tutti i fatti relativi a reati commessi durante la loro partecipazione in organizzazioni criminali con le modalità e nei termini stabiliti dall’articolo 5. Rientrano nella fattispecie di cui al presente articolo anche i reati di cui all'articolo 4- bis , comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, nonché i condannati ai sensi dell’articolo 416- bis del codice penale. 2. L'indulto di cui al presente articolo ha efficacia per i reati commessi fino a tutto il 30 settembre 2013. Art. 4. (Indulto per le pene accessorie e misura dell'espulsione dello straniero) 1. È concesso indulto, per intero, per le pene accessorie temporanee, conseguenti a condanne per le quali è applicato, anche solo in parte, l'indulto. 2. All'indulto di cui alla presente legge non si applicano le esclusioni di cui al quinto comma dell'articolo 151 del codice penale. 3. Nei confronti dello straniero, identificato, detenuto, che si trova in taluna delle situazioni indicate nell'articolo 13, comma 2, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, il magistrato di sorveglianza dispone con decreto motivato la misura dell'espulsione per un periodo non inferiore a cinque anni, con ordine di accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica, al termine del periodo di detenzione nell'ambito del quale sia stato applicato, anche solo in parte, l'indulto. Il magistrato di sorveglianza decide senza formalità, acquisite le informazioni degli organi di polizia sull'identità e sulla nazionalità dello straniero. Il decreto di espulsione è comunicato allo straniero che, entro il termine di dieci giorni, può proporre opposizione dinanzi al tribunale di sorveglianza. Il tribunale decide nel termine di venti giorni. Art. 5. (Indulto per reati di cui all'articolo 4- bis , comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e all'articolo 416- bis del codice penale) 1. Ai fini dell’applicazione dell'indulto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) , il condannato deve rendersi disponibile ad onorare le obbligazioni civili derivanti dalla condanna ed a rilasciare una dichiarazione esplicitamente rivolta alle persone offese nella quale si dichiara pentito per quanto commesso e chiede il perdono per tutti i danni inflitti sia sotto il profilo fisico, mentale, emozionale, nonché per ogni altro tipo di sofferenza. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il condannato deve avanzare apposita istanza di audizione avanti al magistrato di sorveglianza individuato ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale il quale, entro venti giorni dall'avvenuta audizione, richiede al tribunale di sorveglianza dal quale dipende, la concessione del beneficio. Art. 6. (Esclusioni dall'indulto) 1. L'indulto non si applica alle pene: a) per i delitti previsti dai seguenti articoli del codice penale: 1) 285 (devastazione, saccheggio e strage); 2) 422 (strage). Art. 7. (Revoca dell'indulto) 1. Il beneficio dell'indulto è revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a tre anni. In tale caso, lo stato di detenzione è ripristinato e riprende l'esecuzione della pena 2. Il beneficio dell'indulto è altresì revocato di diritto laddove, entro dieci anni dall'esecuzione dell'espulsione ai sensi dell'articolo 4, comma 3, lo straniero sia rientrato illegittimamente nel territorio dello Stato. In tale caso, lo stato di detenzione è ripristinato e riprende l'esecuzione della pena. 3. Dall'attuazione delle disposizioni della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Art. 8. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno stesso a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .