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Ricordavamo bene infatti, perché le abbiamo ascoltate con le nostre orecchie in quest'Aula, le dichiarazioni molto forti di alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle, ad esempio, contro l'istituzione dei commissari straordinari, che loro avevano definito come gestioni incubatrici di illegalità e di corruzione e che, invece, ritornano anche nella norma e, magari, ne parleremo da qui a qualche minuto. Volevamo capire che fine avrebbe fatto l'emendamento annunciato dalla Lega e poi ritirato per motivi tecnici, ma chiaramente per finalità di natura politica, legato al commissariamento del TAV, nel senso che il TAV va realizzato e che non si può attendere oltre. Con il collega De Bertoldi abbiamo anche provato a rilanciare il tema delle trivellazioni, dell'autonomia energetica di questo Paese, del futuro energetico che l'Italia vuole affrontare, ma non abbiamo ricevuto risposte. Secondo noi, quindi, il decreto-legge che stiamo per convertire rappresenta un'occasione perduta o utilizzata soltanto in parte, perché non vogliamo negare che alcuni passi in avanti siano stati fatti, ma complessivamente era del tutto lecito attendersi qualcosa di più. Che il risultato sia un po' deludente e un po' il frutto di un compromesso al ribasso non lo dice il sottoscritto o il Gruppo Fratelli d'Italia, ma lo ha messo nero su bianco il principale partito italiano, nonché il principale partito della maggioranza, la Lega, che ha depositato un emendamento a firma della senatrice Pergreffi, che di fatto rivoluzionava l'intero impianto approvato dalla Commissione. Ciò voleva dire - lo capisce chiunque - che quello uscito dalla Commissione era un provvedimento debole, insufficiente e probabilmente anche sbagliato. L'emendamento dei colleghi della Lega, che noi abbiamo analizzato nel dettaglio, era per alcuni aspetti sicuramente provocatorio, per altri forse inapplicabile, ma per molti aspetti anche coraggioso, perché dava la sensazione che finalmente si passasse dalla teoria alla pratica, dalle parole ai fatti e che il codice degli appalti, che è all'origine di tanti problemi in questo Paese, si potesse finalmente rivoluzionare profondamente. Sappiamo, però, com'è andata a finire: c'è stata la riunione della maggioranza, il tira e molla e, alla fine, si sono fatti tre o quattro passi in avanti, per poi farne rapidamente due o tre indietro. Rimangono, quindi, molti aspetti per noi critici, alcuni dubbi e alcune proposte che purtroppo non hanno trovato accoglienza. La principale criticità, secondo noi, rimane quella legata al fatto che non viene intaccata quasi per nulla la miriade di norme che coinvolgono ogni opera, di piccole o di grandi dimensioni, pubblica o privata (ma soprattutto privata in questo caso), che rendono di una lentezza esasperante ogni realizzazione. Parlo, ad esempio, delle fasi autorizzative delle opere, ma anche degli allungamenti dei tempi relativi alla messa al bando, alla valutazione, all'approvazione, alla firma del contratto, ai pagamenti, al collaudo, alla certificazione e così via. Purtroppo ho la sensazione che i 150 miliardi di euro, di cui spesso si parla, stanziati dal Governo italiano e da fondi europei allocati e non impegnati, tutta questa massa di denaro che potrebbe avere un effetto moltiplicatore in termini di investimenti, non verrà, se non in piccola parte, toccata dalle misure che state per approvare. Ne è dimostrazione il fatto che avete scelto la strada del commissariamento, come a dire che le norme ordinarie, anche alla luce delle modifiche che state per approvare, non saranno in grado di garantire quelle accelerazioni burocratiche che tutti si attendevano. Segnalo anche, in modo che ne rimanga traccia nel dibattito, Presidente, che la riforma dell'articolo 80 del codice degli appalti prevede la possibilità per la stazione appaltante di escludere un piccolo imprenditore che ha magari un piccolo contenzioso per inadempimenti fiscali e contributivi. Questa è una norma, secondo noi, profondamente sbagliata e ingiusta, perché non consente a piccoli imprenditori che non sono dei ladri, ma sono persone in difficoltà, di accedere agli appalti e di pagare con i soldi degli appalti i debiti che hanno con l'erario. Vi sollecitiamo ancora una volta, anche se fuori tempo massimo, a rivedere questa norma, perché penalizza persone che hanno soltanto il desiderio di lavorare e di pagare i loro debiti, ma che così non potranno né lavorare, né pagare i debiti, soprattutto nei confronti dell'erario. Ricordo anche che, con il collega Zaffini, con un emendamento credo di maggioranza, ma comunque trasversale, si era proposto di istituire un fondo, finanziato in parte con i ribassi d'asta, per dare garanzia ai subappaltatori delle autostrade umbre, dell'Ancona-Perugia in particolare, che rischiano di saltare per aria, e non si capisce per quale motivo la 5 a Commissione abbia fatto calare la tagliola dell'articolo 81 su un provvedimento che si autofinanziava e che avrebbe garantito sonni più tranquilli o la certezza della sopravvivenza a molti subappaltatori. Il fondo cosiddetto salva cantieri, purtroppo, non verrà approvato e anche questo ci dispiace particolarmente. Concludo, signor Presidente, se ho ancora un po' di tempo, con un riferimento alla seconda parte del decreto-legge che ha trattato i temi del terremoto. Su questo, i colleghi che provengono da quelle zone hanno detto cose più dettagliate di quante ne possa dire io, ma rimane - e lo vogliamo dire con molta forza - il fatto che il primo grande cantiere da avviare in questo Paese per motivi di utilità economica, per motivi di dignità delle persone e per motivi, dovrei dire, anche di natura etica, è il grande cantiere del terremoto. (Applausi dal Gruppo FdI) . Il grande cantiere del terremoto, però, non si può avviare se le pratiche non vengono istruite e completate perché non ci sono le persone che le possono istruire, vidimare e asseverare, Presidente. Le 200 persone che avete assunto sono poca cosa. Ricordo che avete appena stanziato 200 milioni di euro per assumere 3.000 navigator , che in futuro saranno 10.000, per una legge che si è rivelata un fallimento dal punto di vista pratico e anche dal punto di vista elettorale: prendete i navigator e mandateli in Umbria, mandateli in Abruzzo a fare qualcosa di utile per questa Nazione e non a perdere tempo! (Applausi dal Gruppo FdI) . Duecento milioni per i navigator li avete trovati, quattro soldi per i Comuni terremotati invece no. Anche per quest'ultimo motivo - il tempo purtroppo è concluso - noi ci asterremo su questo provvedimento. Avevamo la speranza che la Camera, in seconda lettura, lo potesse migliorare, ma i tempi così ristretti in vista della scadenza ci fanno intendere che questo sarà anche il testo definitivo e quindi il nostro voto sarà, purtroppo, un voto di astensione. (Applausi dal Gruppo FdI) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, abbiamo seguito seriamente questo provvedimento senza alcuna volontà ostruzionistica.