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parimenti, sarebbero state avanzate ipotesi di progetti inerenti allo sfruttamento del potenziale abitativo e ricettivo del Palazzo, trasformando così, almeno parzialmente, la destinazione sostanziale originaria dell'edificio, ossia la fruizione da parte della comunità dei tesori artistico-culturali in esso custoditi, e snaturandone oltremodo la preziosa funzione sociale e storica; il Comune di Vicenza, sebbene intenzionato a entrare in possesso di questo gioiello incastonato nel cuore della città, non risulterebbe tuttavia in grado di acquistarlo per motivi di carattere finanziario; considerato, inoltre, che la normativa attualmente vigente in materia prevede che, nel caso di alienazione a titolo oneroso di un bene di interesse storico-culturale, il Ministero, la Regione o un altro ente pubblico territoriale interessato, abbiano la facoltà di acquistare il bene in via di prelazione allo stesso prezzo stabilito nell'atto di alienazione, e che la medesima prelazione debba essere esercitata entro sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, essendo già stato informato della questione, non ritenga necessario adottare le più idonee iniziative volte ad evitare che Palazzo Thiene venga destinato ad ospitare un progetto alberghiero o abitativo, così come sarebbe stato recentemente paventato, ed in considerazione, altresì, della manifestazione di interesse espressa da un istituto bancario; se non ritenga contestualmente opportuno valutare l'opportunità di esercizio, da parte del Ministero, del diritto di prelazione nell'acquisto del palazzo, al fine di preservarne e valorizzarne la destinazione, il prestigio e l'importanza storico-culturale. Atto n. 4-04960 DE CARLO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: la legge 30 marzo 2004 n. 92 intende conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani, giuliani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale; considerato che, al comma 2, dell'articolo 1 della legge si dispone che "Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero"; appreso che: nel comune di Vanzaghello (Milano), la celebrazione della ricorrenza del "Giorno del Ricordo" non ha avuto luogo, a causa della decisione del dirigente scolastico, Domenico Pirrotta, che ha vietato la distribuzione del fumetto "Foiba rossa", che ripropone per immagini la tragica vicenda di Norma Cossetto, nelle classi della scuola media dell'istituto "De Gasperi"; il preside Pirrotta avrebbe sospeso la distribuzione del fumetto, in quanto i docenti, dopo averlo letto per valutarlo, avrebbero deciso che non fosse adatto "per ragazzi di quell'età"; verificato che il blocco della distribuzione del materiale commemorativo del Giorno del Ricordo sarebbe avvenuto in realtà in seguito al suggerimento dell'ANPI, di vietarne la diffusione; appurato che le tesi negazioniste e giustificazioniste relative alla tragedia delle Foibe e dell'Esodo sono state stigmatizzate anche dal Presidente della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati in occasione della commemorazione del 10 febbraio 2021, si chiede di sapere: in quale modo per il futuro il Ministro in indirizzo intenda garantire l'applicazione della legge n. 92 del 2004, anche tramite la distribuzione di materiale e documentazione inerente ai quei tragici fatti, come nel caso della distribuzione agli studenti della terza media dell'istituto "De Gasperi" di Vanzaghello (Milano) della grafic-novel "Foiba rossa" sulla storia di Norma Cossetto. Atto n. 4-04961 CALIGIURI ALDERISI BARBONI CANGINI CRAXI FERRO MALAN PAPATHEU PEROSINO RIZZOTTI GALLIANI GALLONE MASINI Ai Ministri della salute e dell'università e della ricerca Premesso che: la pandemia da COVID-19, nel corso del 2020, ha messo in luce una serie di criticità latenti del Sistema sanitario nazionale e dei diversi sistemi sanitari regionali; le varie criticità scaturiscono, tra l'altro, da una vera e propria difficoltà a reperire personale medico qualificato, carente nei diversi settori della sanità territoriale e ospedaliera; nonostante la carenza di personale medico qualificato, nel 2020 risulta che, a fronte di circa 70.000 candidati al test di ammissione in Medicina e Chirurgia, solo 13.000 sarebbero stati i posti realmente disponibili; tra gli ammessi alla facoltà, bisogna tenere in considerazione che una parte di studenti solitamente non arriva a completare gli studi e che, tra i laureati, non tutti riescono ad accedere ai corsi di specializzazione preferiti, si chiede di sapere: se questo tipo di programmazione non risulti carente ed insufficiente per il concreto efficientamento del sistema, già al collasso a causa della pandemia da COVID-19; se non sia il caso di implementare in misura consistente o finanche liberalizzare, già da subito, l'accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia ed il successivo accesso alle scuole di specializzazione o ai corsi di Medicina generale, privilegiando i settori specialistici in cui maggiore attualmente è la carenza; se, pur in assenza di risorse sufficienti per attivare borse di studio collegate alla scuola di specializzazione, sia comunque possibile consentire, vista la penuria e la criticità del momento, al laureato in Medicina di poter proseguire gli studi al fine di conseguire, in ogni caso, anche senza percepire borsa di studio, un titolo di specializzazione medica assolutamente oggi necessario per coprire le carenze di posti nelle diverse piante organiche del Sistema sanitario. Atto n. 4-04962 GRANATO Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) è nominato dal Ministro dell'Università, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo n. 213 del 2009 e dell'articolo 1, comma 7, dello statuto dell'ente; in particolare, come prevede la normativa, la nomina è disposta dal Ministro sulla base della proposizione al medesimo di una cinquina di candidati, da parte di un comitato di selezione (di nomina anch'esso ministeriale); l'atto di nomina del presidente Massimo Inguscio, scelto dalla ministra Stefania Giannini, è scaduto il 20 febbraio 2020; tuttavia, a partire da tale data, non si è provveduto, da parte del titolare del dicastero dell'Università, alla nomina del nuovo Presidente, nell'ambito dei nominativi proposti dal comitato di selezione, insediatosi nel dicembre 2019;