[pronunce]

, 19 maggio 2004, con il n. R.O. 389 del 2004), con la quale è stato promosso giudizio incidentale di legittimità costituzionale dell'art. 3 della l. 20 giugno 2003, n. 140, nella parte precisata al dispositivo della predetta ordinanza». 6. – Con ordinanza n. 44 del 2005, questa Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto, disponendo, ai sensi dell'art. 37, quarto comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la notifica del ricorso al Tribunale di Messina entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione della stessa ordinanza alla Camera ricorrente. Quest'ultima, ricevuta la suddetta comunicazione in data 27 gennaio 2005, ha provveduto alla notificazione in data 14 febbraio 2005 e al deposito di rito ai sensi dell'art. 26 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale il successivo 22 febbraio. 7. – Ha depositato atto di intervento fuori termine, in data 6 aprile 2005, la S.E.S. – Società Editrice Siciliana s.p.a., parte del giudizio che ha originato il conflitto, sostenendo, sul piano della ammissibilità del proprio intervento, che il termine di cui all'art. 25 della legge n. 87 del 1953 non sarebbe perentorio e che, comunque, questa Corte avrebbe in casi analoghi ammesso l'intervento, della parte attrice nel giudizio che ha provocato il conflitto (sentenze n. 154 del 2004 e n. 76 del 2001). Nel merito, la società interveniente ritiene che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile e comunque infondato. 8. – Nella memoria depositata in prossimità dell'udienza, la Camera dei deputati ribadisce le argomentazioni svolte nel ricorso e aggiunge che il conflitto sarebbe ammissibile anche in considerazione del fatto che la ricorrente non avrebbe potuto essere parte nel giudizio che ha originato il conflitto medesimo, sicché non avrebbe avuto altri rimedi giurisdizionali per tutelare le proprie prerogative costituzionali. Osserva inoltre che sarebbe pacifico in dottrina ed in giurisprudenza che nei conflitti tra poteri «il parametro costituzionale debba essere necessariamente integrato da fonti subcostituzionali». Con specifico riguardo all'ordinanza pronunciata dal Tribunale di Messina successivamente alla delibera di insindacabilità e con la quale è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 1 e 7, della legge n. 140 del 2003, la ricorrente dà conto della sopravvenienza dell'ordinanza n. 37 del 2006 con cui la Corte si è pronunciata su detta questione. Tale decisione, secondo la Camera, avrebbe ribadito la giurisprudenza costituzionale in materia. Né ciò sarebbe smentito dalla circostanza che la Corte, in quell'occasione, si sia pronunciata sul merito della questione, senza arrestare il giudizio incidentale in limine in ragione della riscontrata lesione delle attribuzioni costituzionali di un altro potere dello Stato, dal momento che tali attribuzioni non sono tutelate dalla Corte ex officio, ma solo ad istanza di parte manifestata in un apposito ricorso. La difesa della ricorrente precisa che la lesione delle proprie prerogative sarebbe dovuta non al solo fatto che è stato promosso in via incidentale il giudizio di costituzionalità, bensì al fatto che esso è stato promosso nel corso di un giudizio sull'applicabilità dell'art. 68, primo comma, Cost. in violazione delle regole procedimentali che, delimitando in concreto le rispettive sfere di attribuzione costituzionale, disciplinano il rapporto tra Camera dei deputati e autorità giudiziaria.1. – La Camera dei deputati ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Tribunale di Messina, in relazione ad alcuni provvedimenti da questo assunti nell'ambito di un procedimento civile, nel quale il deputato Nicola Vendola era stato convenuto per il risarcimento dei danni causati da alcune dichiarazioni asseritamente diffamatorie espresse nei confronti di una testata giornalistica e del suo direttore. In particolare, la Camera si duole del fatto che, malgrado il deputato avesse eccepito la applicabilità dell'art. 68, primo comma, della Costituzione, ai sensi dell'art. 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140 (Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato), il Tribunale abbia proseguito il giudizio, non dando applicazione a quanto previsto nell'art. 3 della legge n. 140 del 2003 e in concreto adottando due provvedimenti con i quali è stato disposto il rinvio delle relative udienze (rispettivamente in data 30 giugno 2003 e 21 luglio 2003) e un provvedimento con il quale la causa è stata trattenuta in decisione (in data 22 settembre 2003). La Camera lamenta, inoltre, che il Tribunale di Messina, sopravvenuta la deliberazione di insindacabilità del parlamentare nel corso del medesimo procedimento, invece che conformarsi ad essa o contestarne la legittimità mediante ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, abbia adottato l'ordinanza 27 gennaio 2004, con la quale ha sollevato questione di legittimità costituzionale dei commi 1 e 7 dell'art. 3 della legge n. 140 del 2003. Tutto ciò, ad avviso della ricorrente, comporterebbe «violazione degli artt. 67 e 68, comma 1, della Costituzione (anche per come attuato dalla legge 20 giugno 2003, n. 140), anche in riferimento agli artt. 64, 70 e 101, comma 2, Cost.». La Camera dei deputati chiede pertanto a questa Corte di dichiarare «che non spetta all'Autorità giudiziaria e in particolare al Tribunale civile di Messina proseguire il giudizio pendente nei confronti di un membro della Camera dei deputati nonostante la formulazione dell'eccezione di applicabilità dell'art. 68, comma 1, della Costituzione, né, una volta sopravvenuta la deliberazione di insindacabilità del parlamentare da parte della Camera dei deputati, adottare altri atti del procedimento ed in particolare promuovere questione incidentale di legittimità costituzionale e conseguentemente annullare i seguenti atti: a) provvedimento di rinvio dell'udienza relativa al procedimento nei confronti dell'on. Nicola Vendola (R.G. n. 2807/2001) assunto dal Tribunale di Messina in data 30 giugno 2003; b) provvedimento di rinvio dell'udienza relativa al medesimo procedimento assunto del Tribunale di Messina in data 21 luglio 2003; c) provvedimento di trattenimento della causa in decisione, relativamente al medesimo procedimento, assunto dal Tribunale di Messina in data 22 settembre 2003; d) ordinanza del Tribunale di Messina 26-27 gennaio 2004 (in G.U., 1^ Serie spec. , 19 maggio 2004, con il n. R.O. 389 del 2004), con la quale è stato promosso giudizio incidentale di legittimità costituzionale dell'art. 3 della l. 20 giugno 2003, n. 140, nella parte precisata al dispositivo della predetta ordinanza». 2.