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sabato 15 febbraio 2020 è stato organizzato dal "comitato spontaneo per il socialismo" un convegno presso l' hotel CdH Parma & Congressi di Parma dal titolo "Storia delle brigate rosse nel contesto degli anni '70" con l'esplicito obiettivo di fornire "un contributo alla formazione politica dei compagni e delle compagne che lottano nella fase attuale di crisi e guerra del sistema imperialista", sottolineando la presenza al dibattito di brigatisti degli anni '70; domenica 16 febbraio è andata in onda una puntata della trasmissione "Non è l'Arena", in cui l'ex brigatista Raimondo Etro, di cui si è parlato ultimamente perché beneficiario del reddito di cittadinanza, riferendosi alle stragi compiute negli anni '70, ha dichiarato in studio "Meglio mani sporche di sangue", da cui si deduce che la condanna ricevuta a 20 anni e 6 mesi di carcere non ha portato al pentimento per aver partecipato all'organizzazione del sequestro di Aldo Moro e all'omicidio del giudice Riccardo Palma; solo pochi giorni fa, il 12 febbraio, ricorreva l'anniversario della morte del professor Vittorio Bachelet, un giurista emerito ed un politico, che ha ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura prima di essere ucciso dalle Brigate rosse nel 1980 perché, per dirlo con le parole del Presidente della Repubblica Mattarella, "impersonava il senso più autentico della nostra democrazia"; a giudizio dell'interrogante difficilmente viene colta l'occasione per ribadire che è doverosa una ferma condanna e lotta contro la degenerazione della politica che sfocia in estremismi violenti e distruttivi, quando tali comportamenti e dialettiche provengono dall'orbita politica della sinistra; appare allarmante che nel nostro Paese si dia spazio e visibilità ad ex terroristi, quasi a configurare reati di apologia ed istigazione al delitto di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, si chiede di sapere: se gli organizzatori del convegno di Parma abbiano effettuato le dovute comunicazioni agli uffici preposti e, conseguentemente, ricevuto tutte le dovute autorizzazioni ed il relativo nulla osta; se il prefetto sia stato informato dell'evento in programma in cui ex brigatisti sarebbero stati presenti per fornire "un contributo alla formazione politica di compagni e compagne" e, in caso affermativo, chi e perché abbia ritenuto l'insussistenza delle condizioni per impedire lo svolgimento del convegno, anche in ragione sia del tipo di argomento trattato, che del rischio di eventuali contromanifestazioni con conseguente ricaduta sul mantenimento dell'ordine pubblico; se reputi opportuno che persone che si sono macchiate di crimini atroci e che hanno combattuto contro il sistema democratico e contro le istituzioni ricevano regolare reddito di cittadinanza, sebbene si dichiarino tuttora convinti delle azioni compiute in passato, come nel caso di Raimondo Etro. Atto n. 4-02914 PITTELLA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Atto n. 4-02915 IANNONE Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: un uomo di nazionalità cinese vive a Bisaccia (Avellino) con la sua famiglia ed ha un'attività commerciale nel paese; qualche giorno prima del blocco dei voli dalla Cina è andato in Cina per motivi commerciali, in una cittadina a 700 chilometri da Wuhan; non potendo rientrare in maniera diretta in Italia, ha preso altri voli, passando per Parigi, poi in Germania e alla fine è arrivato a Napoli, dove non è noto se sia stato sottoposto a controlli preventivi, non avendo potuto dimostrare nulla; avvisata del suo ritorno, l'Amministrazione comunale di Bisaccia si è preoccupata di accoglierlo con Polizia locale, forze dell'ordine e personale medico sanitario; l'Amministrazione comunale ha evitato che incontrasse la sua famiglia e lo ha fatto trasferire all'ospedale Moscati di Avellino per ulteriori controlli; la moglie e la figlia sono state prese in carico direttamente dal comune: alla moglie è stato messo a disposizione una stanza di albergo, la figlia invece di 9 anni è stata affidata ad una famiglia di Bisaccia che se ne prenderà cura fino ad emergenza cessata; il cinese intanto, dopo i controlli al Moscati, è stato dimesso con prescrizione di restare in isolamento per 14 giorni ed ora si trova nella propria dimora, mentre operatori comunali provvedono a portargli generi di prima necessità sperando che l'ASL si preoccupi di effettuare i dovuti controlli quotidiani, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza del fatto che questa persona, nonostante gli aeroporti chiusi ai voli dalla Cina, è riuscita ugualmente a rientrare in Italia eludendo qualsiasi tipo di controllo; se risulti che non sia stato applicato un protocollo standard dall'ASL, sia dal punto di vista di assistenza sanitaria, sia dal punto di vista di quarantena e sia dal punto di vista di assistenza giornaliera per la quarantena domiciliare; se ritenga possibile che sia stata l'Amministrazione comunale in maniera autonoma ed esclusiva a preoccuparsi di avviare tutto l' iter necessario alla tutela dei cittadini. Atto n. 4-02916 TOSATO Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: da notizie di stampa si apprende che presso la casa circondariale San Pio X di Vicenza nei primi giorni di febbraio vi è stato un ennesimo increscioso caso di violenza commesso ai danni degli agenti di Polizia penitenziaria, aggrediti da un detenuto durante lo svolgimento delle proprie mansioni; in particolare un detenuto, di nazionalità maliana, si è reso responsabile di un'aggressione ai danni di due agenti intervenuti in difesa di altri ospiti del penitenziario di Vicenza, contro i quali lo stesso straniero si era avventato; una situazione, quella dell'istituto penitenziario di Vicenza, molto critica, specie per quanto riguarda la sicurezza di chi vi opera prestando il proprio servizio; il sistema penitenziario del regime aperto applicato nella casa circondariale San Pio X di Vicenza non funziona e a pagarne le spese è il corpo della Polizia penitenziaria, quotidianamente abbandonato al proprio destino e sottoposto a turni intollerabili, vista anche la cronica mancanza di personale; il corpo della Polizia penitenziaria non è dotato di alcuno strumento atto alla difesa, il che sottopone gli agenti in servizio a non avere mezzi idonei alla propria come alla altrui difesa in caso di aggressioni all'interno delle case circondariali, si chiede di sapere: quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano intraprendere i Ministri in indirizzo al fine di salvaguardare il personale della Polizia penitenziaria della casa circondariale San Pio X di Vicenza; se ritengano opportuno dotare il personale della Polizia penitenziaria dei taser , anche solo ed esclusivamente nei casi in cui gli stessi si trovino costretti ad affrontare aggressioni e al fine di salvaguardare la propria incolumità. Atto n. 4-02917 LAFORGIA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: