[ddlpres]

e) all'articolo 294, secondo comma, dopo le parole: « marito e moglie » sono aggiunte le seguenti: « o coniugi ». 2. Le disposizioni contenenti le parole: « coniuge », « coniugi », « marito », « moglie » o termini equivalenti, ovunque ricorra nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ai coniugi nel matrimonio fra persone dello stesso sesso. Art. 3. (Modifiche alla legge 19 febbraio 2004, n. 40) 1. Alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: « 2-bis. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito altresì quando la condizione di sterilità o di infertilità di coppia derivi dalla coincidenza di sesso nella coppia formata da due donne o quando sia manifestata la volontà della donna di stato libero di accedere individualmente alla procreazione medicalmente assistita »; b) all'articolo 4, comma 1, le parole: « Il ricorso » sono sostituite dalle seguenti: « Al di fuori dei casi previsti dall'articolo 1, comma 2- bis , il ricorso »; c) all'articolo 5, comma 1 le parole: « coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi » sono sostituite dalle seguenti: « le coppie formate da persone di sesso diverso o da due donne, in età potenzialmente fertile, entrambe maggiorenni e viventi, nonché la donna di stato libero maggiorenne e in età potenzialmente fertile »; d) all'articolo 6: 1) al comma 1, le parole: « Alla coppia » sono sostituite dalle seguenti: « Ai soggetti di cui all'articolo 5 »; 2) al comma 2, le parole: « Alla coppia » sono sostituite dalle seguenti: « Ai soggetti di cui all'articolo 5 »; 3) al comma 3, il primo periodo è sostituito dal seguente: « La volontà di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto, congiuntamente nel caso di accesso da parte di una coppia, al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 » e, al terzo periodo, le parole: « indicati dal presente comma » sono sostituite dalle seguenti: « di cui all'articolo 5 »; 4) al comma 4, le parole: « alla coppia » sono soppresse; e) all'articolo 8, comma 1, le parole: « della coppia che ha » sono sostituite dalle seguenti: « dei soggetti che hanno »; f) all'articolo 9: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Qualora una coppia di donne o di persone di sesso diverso ricorra, in Italia o all'estero, a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, il coniuge, la parte unita civilmente o il convivente, il cui consenso sia stato espresso ai sensi dell'articolo 6 ovvero sia ricavabile da atti concludenti, non può esercitare l'azione di cui all'articolo 243- bis né l'impugnazione di cui all'articolo 263 del codice civile, che restano in questo caso precluse anche al figlio e agli altri soggetti che ne avrebbero legittimazione secondo il codice civile »; 2) il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. In caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo, il donatore o la donatrice di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto né essere titolare di obblighi. La disposizione di cui al primo periodo non si applica nel caso di ricorso a gamete proveniente da una delle parti della coppia »; 3) la rubrica è sostituita dalla seguente: « Divieto di disconoscimento e dell'anonimato della madre »; g) all'articolo 12, il comma 2 è sostituito dal seguente: « 2. Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita in violazione dell'articolo 4, comma 1, o dell'articolo 5 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 euro a 400.000 euro ». 2. I Ministri della giustizia e della salute sono autorizzati ad apportare, con propri decreti da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, come modificato dal comma 1, lettera d) , del presente articolo, le modificazioni al regolamento di cui al decreto dei Ministri della giustizia e della salute 28 dicembre 2016, n. 265, necessarie ad adeguarne il contenuto alle disposizioni della presente legge. 3. Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono apportate le modificazioni al decreto del Ministro della salute 4 agosto 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 26 agosto 2004, necessarie ad adeguarne il contenuto alle disposizioni della presente legge. Art. 4. (Modifiche alla legge 31 maggio 1995, n. 218) 1. Alla legge 31 maggio 1995, n. 218, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 64, comma 1, le parole: « La sentenza » sono sostituite dalle seguenti: « Fermo quanto previsto dall'articolo 67- bis , la sentenza »; b) all'articolo 65, comma 1, la parola: « Hanno » è sostituita dalle seguenti: « Fermo quanto previsto dall'articolo 67- bis , hanno »; c) dopo l'articolo 67 è inserito il seguente: « Art. 67- bis . – (Atti, sentenze e provvedimenti stranieri formati a seguito di ricorso a surrogazione di maternità) – 1. La sentenza, l'atto o il provvedimento straniero formato a seguito di ricorso a surrogazione di maternità realizzata in conformità alla legge del luogo, che riconosce il rapporto di filiazione con il genitore di intenzione è trascritto dall'ufficiale dello stato civile. L'atto è trasmesso senza indugio al pubblico ministero per l'impugnazione ai sensi dell'articolo 67. 2. L'autorità giudiziaria accerta con ogni mezzo la non contrarietà del riconoscimento all'interesse del minore, considerate le concrete circostanze del caso ». Art. 5. (Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184) 1. Alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 6, comma 1, il primo periodo è sostituito dal seguente: « L'adozione è consentita individualmente a persone di stato libero, nonché ai conviventi purché la convivenza duri da almeno tre anni, ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni e alle parti dell'unione civile costituita da almeno tre anni »; b) all'articolo 46, dopo il primo comma è inserito il seguente: « Il consenso del genitore non può essere rifiutato se l'adozione risponde all'interesse del minore, anche considerato il legame instauratosi tra questi e l'adottante.