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l'agroalimentare italiano, simbolo di eccellenza del "Made in Italy" nel mondo, stando ai dati diffusi dalle principali associazioni di settore, potrebbe subire perdite per circa 1 miliardo di euro; nel comparto agroalimentare, l'Italia è il maggiore esportatore verso gli Stati Uniti: il mercato americano, per l'alimentare italiano, vale infatti circa 5,2 miliardi di euro; nell'elenco pubblicato sul sito del tesoro americano si apprende come i dazi sui prodotti italiani di fatto andranno a colpire il cuore produttivo del nostro Paese, le produzioni DOP Grana Padano e Parmigiano Reggiano e poi i salumi, i pecorini, ed anche gli agrumi; i prodotti lattiero-caseari subiscono una grande concorrenza nel mercato statunitense, dove vengono commercializzati prodotti generici che utilizzano impropriamente falsi nomi, evocativi del nostro Paese, come il "Parmesan" che rappresenta il simbolo del falso italiano; il mercato dei nostri DOP sta già producendo i primi segnali di insofferenza: negli ultimi giorni infatti gli acquisti di questi prodotti negli Stati Uniti sono aumentati e non a caso il Parmigiano è tra i prodotti che hanno subito gli aumenti più consistenti. Il rischio è che, una volta entrati in vigore i dazi, questi possano andare a far crescere proprio il mercato delle imitazioni dell' italian sounding ; il mercato dell 'italian sounding negli Stati Uniti vale oggi 19 miliardi; un valore che con l'introduzione di dazi, che siano selezionati su determinate categorie merceologiche dell'agroalimentare italiano, potrebbe arrivare intorno ai 24 miliardi; è necessario adottare misure che siano in grado di limitare fin fa subito i danni per il settore agroalimentare italiano che scaturiranno dall'imposizione dei dazi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia agire in tutti le sedi opportune, affinché venga promossa un'azione diplomatica che porti al superamento delle politiche protezionistiche imposte dagli Stati Uniti contro il comparto agroalimentare italiano; quali iniziative, nel caso non si arrivasse ad una soluzione per via diplomatica, intenda adottare affinché si provveda ad una compensazione economica delle perdite subite dal comparto agroalimentare italiano, che è strategico per l'economia del nostro Paese. Atto n. 4-02305 TOSATO Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334 ha previsto concorsi straordinari per gli anni 2001, 2002, 2003, 2004 e 2005, in favore degli ispettori della Polizia di Stato, ex legge n. 121 del 1981, cosiddetti ante riordino decreto legislativo n. 197 del 1995, per l'accesso al ruolo direttivo speciale (R.D.S) della Polizia di Stato; mentre Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Esercito e Marina hanno dato seguito a tale previsione indicendo concorsi per ufficiali del ruolo speciale, dando la possibilità ai sottoufficiali di crescere fino a divenire ufficiali superiori, il dipartimento della Polizia di Stato non ha mai bandito detti concorsi e tale deliberata omissione ha creato ingente danno al personale (si tratta di comandanti di reparto, di responsabili delle sezioni di Polizia giudiziaria presso le procure, di responsabili di sezioni delle squadre mobili o delle Digos nelle varie questure, di sezioni di Polizia scientifica, Polfer, polizia Postale) già fortemente danneggiato dalla retrocessione col riordino del 1995 (decreto legislativo n. 197 del 1995); solo grazie alla vittoriosa sentenza frutto di una class action degli interessati innanzi al TAR del Lazio 2 febbraio 2016 n. 01439/2016, dopo ben 17 anni di elusione di legge, l'amministrazione della Polizia di Stato ha finalmente concorso a redigere lo schema di decreto legislativo n. 395 del 2017, che ha previsto, nelle norme transitorie del decreto legislativo n. 95 del 2017, la bandizione di un concorso per coprire i posti del ruolo direttivo speciale per le annualità fino al 2005 in un nuovo e diverso ruolo, denominato ad esaurimento, con sviluppo inferiore a quello previsto per il ruolo contemporaneamente abrogato; il Ministero dell'interno, concorrendo alla stesura delle norme transitorie del decreto legislativo n. 95 del 2017, non solo non ha previsto alcun ristoro, neanche parziale, per gli investigatori, che hanno subito un grave danno per diciassette anni, ma ha paradossalmente prodotto ulteriori danni: a) sono stati retrocessi una seconda volta poiché la promozione a vice commissario ha comportato l'inquadramento nel parametro 136 facendoli così retrocedere di ben 12 punti stipendiali rispetto al parametro rivestito nella qualifica apicale degli Ispettori (parametro 148) rivestita prima del concorso; b) sono stati privati dello sviluppo di carriera già previsto per il ruolo direttivo speciale che con il decreto legislativo n. 334 del 2000 arrivava alla duplice qualifica di vice questore (vice questore aggiunto - vice questore) prevedendo invece, nel nuovo ruolo direttivo ad esaurimento, solo la qualifica apicale di commissario capo ( id est il gradino iniziale del ruolo dei funzionari, rivestito da costoro il primo giorno di servizio); c) è stato previsto il loro inquadramento giuridico a vice commissario non già con le decorrenze espressamente previste a concorso per le annualità 2001, 2002, 2003, 2004 e 2005, ma bensì con decorrenza 26 febbraio 2018 senza tenere in alcun conto dell'enorme ed irreversibile danno arrecato loro per causa di 17 anni di elusione di legge; il tema è stato argomento di discussione anche durante la XVII Legislatura, tanto che le Commissioni riunite 1a e 4a del Senato raccomandarono al Governo in data 11 maggio 2017 l'inquadramento "alla qualifica di commissario capo del ruolo direttivo ad esaurimento, con decorrenza giuridica dal 1° gennaio 2017 e decorrenza economica dal 1° gennaio 2018"; con il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (cosiddetto Decreto Sicurezza) convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 1° dicembre 2018, il Governo è tenuto ad adottare entro il 30 settembre 2019, il secondo dei due decreti legislativi recanti disposizioni integrative in materia di revisione dei ruoli del personale delle forze di polizia, nonché correttive del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95;