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dalla suddetta nota si apprende come su circa 210 milioni di euro di mutuo, solo 7,5 milioni di euro sarebbero stati finora pagati dalla fondazione policlinico Tor Vergata; con decreto del commissario ad acta 27 novembre 2017 n. U00501, tra Regione Lazio (gestione commissariale) ed università degli studi di Tor Vergata viene siglato un protocollo d'intesa. Tale protocollo, tra l'altro, costituisce una nuova fondazione ("fondazione policlinico Tor Vergata" di diritto pubblico) e prevede l'accollo sulla medesima di tutte le partite debitorie insolute della precedente fondazione "policlinico Tor Vergata". Inoltre si rappresenta, nel citato protocollo d'intesa, il desiderata di attribuire alla nuova fondazione le prerogative dei cosiddetti IRCCS (istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) ai sensi del decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288; risulta altresì agli interroganti che il riconoscimento ministeriale ai sensi degli artt. 13 e 14 del decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, necessario per attuare il modello di fondazione IRCCS alla fondazione di diritto pubblico, non sarebbe allegato al predetto protocollo d'intesa; il suddetto protocollo d'intesa è stato impugnato da diverse sigle sindacali davanti al TAR del Lazio per numerose violazioni di leggi e regolamenti che, sostanzialmente, sollevano l'impossibilità di procedere attraverso il citato protocollo d'intesa alla costituzione della nuova fondazione sul modello IRCCS, si chiede di sapere: quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione a quanto descritto; se, e come, si intenda verificare la legittimità di quanto riportato, nonché risalire ai documenti contabili dei citati pagamenti per 7,5 milioni di euro da parte della fondazione "policlinico di Tor Vergata" all'università; se, nell'ambito delle proprie competenze, i Ministri in indirizzo intendano attivarsi per verificare l'esistenza di comportamenti dai quali sembrerebbe derivare un danno erariale per 7,5 milioni di euro; se la convenzione stipulata abbia comportato un'erogazione di denaro non dovuta in quanto risulterebbe illegittima la costituzione della fondazione di diritto pubblico. Atto n. 4-01021 CASTIELLO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la società che gestisce le stazioni ferroviarie ha ammodernato la stazione di Agropoli-Castellabate (Salerno) e, tra l'altro, ha installato gli ascensori per l'accesso ai binari 2 e 3 di uso per la fermata dei treni. Gli impianti da circa un anno fanno bella mostra di sé, ma non sono in funzione, con grave disagio dei viaggiatori, anche perché l'innalzamento dei marciapiedi ha comportato la giusta eliminazione di ogni passo carraio per il superamento del binario 1; sarebbe opportuno accelerare il necessario collaudo degli impianti installati e la loro messa in funzione. La stazione serve un vasto territorio del Cilento interessato non solo dal turismo, ma anche dal fenomeno migratorio al Nord per la maggiore offerta di lavoro. Entrambi i fenomeni comportano, a differenza di quanto avviene in occasione dell'intenso traffico pendolare, la presenza di bagagli pesanti, anche numerosi e di grandi dimensioni, con grave disagio per i soggetti diversamente abili nelle attività motorie e per le persone anziane; del resto è un assurdo che una infrastruttura, da tempo ultimata con un dispendio di non irrilevanti risorse pubbliche, debba essere relegata nello stato di mancato utilizzo e di abbandono, intralciando gravemente un servizio pubblico di tutt'altro che secondaria rilevanza sotto il profilo socio-economico, qual è il trasporto ferroviario, si chiede di sapere quali iniziative e misure il Ministro di indirizzo intenda assumere affinché vengano rimosse le evidenziate criticità. Atto n. 4-01022 GIRO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: Formez PA - Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle pubblica amministrazione, è un'associazione riconosciuta con personalità giuridica di diritto privato, in house alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, alle amministrazioni centrali dello Stato e alle amministrazioni associate (Regione Abruzzo, Regione Basilicata, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Lombardia, Regione Molise, Regione Puglia, Regione autonoma della Sardegna, Regione Siciliana, Comune di Pescara, Comune di Roma, Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, Agenzia per la coesione territoriale); l'associazione è commissariata dal 2014, ai sensi dell'articolo 20 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114; il commissario straordinario di Formez avrebbe presentato un piano triennale con promozioni a dirigente, avanzamenti di carriera vari e 37 nuove assunzioni, si chiede di sapere se, a distanza di quattro anni dal commissariamento, il Ministro in indirizzo non intenda assumere iniziative in merito allo scioglimento dell'ente e al conseguente ricollocamento del personale già formato e con le competenze già acquisite sul campo, piuttosto che a nuove assunzioni e avanzamenti di carriera. Atto n. 4-01023 TIRABOSCHI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da autorevoli fonti di stampa si apprende che circa il 12 per cento dei rifiuti italiani non trova destinazione; questa situazione comporta conseguenze importanti, in quanto molti rifiuti, non trovando destinazione, si accumulano senza indirizzarsi né verso il riciclo, né verso lo smaltimento, in quanto non ci sono sufficienti impianti; in Italia, che è leader in Europa nel riciclo, a differenza degli altri Paesi che preferiscono bruciare o avviare in discarica, non ci sono sufficienti impianti di selezione, di rigenerazione, di trattamento e di recupero energetico necessario, sia per raggiungere il 65 per cento del riciclo che richiede la UE, sia per scendere sotto il 10 per cento di smaltimento in discarica; per conseguire gli obiettivi indicati dalla UE, sarebbero necessari: nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti organici per almeno 2,3 milioni di tonnellate all'anno e nuovi impianti di incenerimento per smaltire circa 1,7 milioni di tonnellate in più all'anno; 53 nuovi impianti di digestione anaerobica e almeno 4 impianti di incenerimento, uno in Campania di dimensioni pari a quello di Acerra, uno equivalente in Sicilia, uno di media grandezza a servizio delle regioni del Centro e uno in Sardegna; si comprende chiaramente che senza gli impianti si rischia di ricorrere più del dovuto alle discariche; il Nord dell'Italia è in sostanziale pareggio tra i rifiuti prodotti e la capacità di trattarli, il Centro è a meno 16 per cento e il Sud a meno 27 per cento;