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Il Commissario delegato ex O.P.C.M. n. 3858 del 12 marzo 2010, con lettera in data 4 gennaio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 1- bis , del decreto-legge 12 maggio 2014, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2014, n. 97, la relazione sull'attività commissariale relativa all'emergenza sismica della galleria Pavoncelli dell'acquedotto Sele-Calore, svolta nel II semestre 2018 e relativa rendicontazione contabile. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 5). Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 14 gennaio 2019, ha trasmesso le seguenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative a cause in cui la Repubblica italiana è parte o adottate a seguito di domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un'autorità giurisdizionale italiana, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 144- ter del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 14 a Commissione permanente: sentenza della Corte (Ottava sezione) del 19 dicembre 2018, causa C-216/17, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Antitrust e Coopservice Scarl contro Azienda socio-sanitaria Territoriale della Vallecamonica - Sebino (ASST) e altri, domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. La Corte ha dichiarato che, in base all'articolo 1, paragrafo 5, e all'articolo 32, paragrafo 2, quarto comma, della direttiva 2004/18/CE, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi, un'amministrazione aggiudicatrice può agire per se stessa e per altre amministrazioni aggiudicatrici, chiaramente individuate, che non siano direttamente parti di un accordo quadro, purché i requisiti di pubblicità e di certezza del diritto e, pertanto, di trasparenza siano rispettati. Ha, altresì, escluso la possibilità che le amministrazioni aggiudicatrici che non siano firmatarie di tale accordo quadro non determinino la quantità delle prestazioni che potranno essere richieste all'atto della conclusione da parte loro degli accordi che gli danno esecuzione o che la determinino mediante riferimento al loro ordinario fabbisogno, pena violare i princìpi di trasparenza e di parità di trattamento degli operatori economici interessati alla conclusione di tale accordo quadro (Doc. XIX, n. 25) - alla 8 a Commissione; sentenza della Corte (Terza sezione) del 6 dicembre 2018, causa C-675/17, Ministero della Salute contro Hannes Preindl, domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. La Corte ha dichiarato che, nell'ambito della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, gli articoli 21, 22, e 24, concernenti i titoli di formazione di medico, di infermiere, di dentista, di veterinario, di farmacista e di architetto, impongono ad uno Stato membro, la cui normativa prevede l'obbligo di formazione a tempo pieno e il divieto della contemporanea iscrizione a due formazioni, di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttiva e rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti. Ha, altresì, dichiarato che l'articolo 21 e l'articolo 22, lettera a), della direttiva 2005/36/CE ostano a che lo Stato membro ospitante verifichi il rispetto della condizione che la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno (Doc. XIX, n. 26) - alla 2 a e alla 12 a Commissione; sentenza della Corte (Decima sezione) del 19 dicembre 2018, causa C-667/17, Francesca Cadeddu contro Agenzia delle Entrate - Direzione provinciale di Cagliari e Regione autonoma della Sardegna, domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Cagliari. La Corte ha dichiarato che l'articolo 80 del regolamento (CE) n. 1083/2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, in combinato disposto con l'articolo 2, punto 4, di tale regolamento, non osta a una normativa tributaria nazionale che assoggetta all'imposta sul reddito delle persone fisiche gli importi concessi a queste ultime, a titolo di borsa di studio, dall'organismo pubblico incaricato dell'attuazione del progetto selezionato dall'autorità di gestione del programma operativo di cui trattasi, ai sensi dell'articolo 2, punto 3, del suddetto regolamento, e finanziato con fondi strutturali europei (Doc. XIX, n. 27) - alla 6 a Commissione; sentenza della Corte (Grande sezione) del 19 dicembre 2018, causa C-219/17, Silvio Berlusconi e Finanziaria d'investimento Fininvest Spa (Fininvest) contro Banca d'Italia e Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. La Corte ha dichiarato che l'articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea osta a che gli organi giurisdizionali nazionali esercitino un controllo di legittimità sugli atti di avvio, preparatori o di proposta non vincolante adottati dalle autorità nazionali competenti nell'ambito della procedura prevista agli articoli 22 e 23 della direttiva 2013/36/UE, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, all'articolo 4, paragrafo 1, lettera c), e all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1024/2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, nonché agli articoli da 85 a 87 del regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea, che istituisce il quadro di cooperazione nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la Banca centrale europea e le autorità nazionali competenti e con le autorità nazionali designate (Regolamento quadro sull'MVU); è al riguardo irrilevante la circostanza che un giudice nazionale sia stato investito di un'azione specifica di nullità per asserita violazione del giudicato formatosi su una decisione giudiziaria nazionale (Doc. XIX, n. 28) - alla 6 a Commissione.