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È una norma vigliacca, signor Presidente, che produrrà i suoi affetti tra dieci giorni, quando le programmazioni dei bilanci di previsione delle aziende sono ormai fatte. Una norma inserita in questo maxiemendamento, il cui contenuto nessuno di noi conosce, senza discussione, senza confronto, senza possibilità di essere modificata. Io stesso ho rincorso il senatore Crimi tante volte, anche con l'aiuto di tante persone del MoVimento 5 Stelle, che hanno voluto mettersi a disposizione, ma che non sono riuscite purtroppo a impedire questo drammatico provvedimento. Una norma che il Presidente della Repubblica dovrebbe assolutamente bloccare, perché mette in discussione il pluralismo stesso dell'informazione, un principio cardine della nostra Costituzione. Una norma che non dovrebbe essere nella disponibilità di nessuna maggioranza e che mai e poi mai dovrebbe essere modificata con un maxiemendamento votato con una fiducia, senza nemmeno un passaggio vero in Parlamento. Ho voluto citare questi quotidiani locali senza calcolare, appunto, quanto verrà colpito l'indotto, le famiglie, le aziende. Questo perché il MoVimento 5 Stelle, fin dalla sua costituzione, ha voluto iniziare una campagna, attraverso Grillo, pensando che probabilmente questo finanziamento servisse ai grandi giornaloni di Stato come «la Repubblica», il «Corriere della sera» e «il Messaggero» che noi abbiamo da sempre combattuto. Invece, cari amici e cari senatori, oggi il MoVimento 5 Stelle, con questa norma, regala tra maggiori vendite e maggiori introiti pubblicitari, oltre 200 milioni di euro ai grandi giornali. Quelli che (sbagliando perché la stampa non si combatte eliminandola) volevano colpire i giornaloni gli servono invece su un piatto d'argento un regalo di Natale inaspettato. E, con il silenzio della Lega, si riesce probabilmente ad alimentare quello che a molti di noi viene in mente e cioè questa idea di formazione delle piattaforme e dei blog tanto cari allo stesso Grillo e alla Casaleggio associati, che sono purtroppo i veri leader di questo Governo. (Applausi dei senatori Fazzolari e Rizzotti). Ecco, quello che avete combinato ha una ricaduta sociale drammatica e devastante sui territori e sulle province. Il MoVimento 5 stelle non brilla certo per il numero degli amministratori locali, è un movimento nuovo, e non sa che cosa significhi un quotidiano per i territori, non sa che cosa significhi per le province, caro Presidente, narrare quello che accade nei piccoli Comuni sperduti di montagna. I quotidiani, quelli locali, sono degli avamposti di libertà e di giustizia, danno la possibilità di conoscere questi territori. Voi li avete tolti, li state distruggendo sull'altare del mondialismo, sull'altare dei grandi giornaloni e di queste grandi testate social come Facebook e Google, che solo in parte, in realtà, volete colpire con una web tax , un'idea alla quale, se aveste avuto l'umiltà di parlarne nelle Commissioni, avremmo sicuramente dato il nostro contributo. Milioni di italiani - voglio inserire questo argomento - in questo momento stanno facendo acquisti su Amazon ed eBay. Rimangono deserti migliaia di esercizi commerciali gestiti da imprenditori italiani. Lì si doveva colpire per cercare di reperire i fondi necessari ad una manovra che doveva essere, quella sì, veramente di cambiamento. E invece no, si colpiscono le eccellenze italiane, quindi gente che fa affari in Italia, che paga i propri dipendenti 700 euro al mese e che paga le tasse in paradisi fiscali viene tutelata; vengono invece tagliate le gambe ai veri imprenditori, a migliaia di giornalisti che hanno studiato per fare quel mestiere e che tutti i giorni ci mettono la faccia. Il Governo, il presidente Conte e il sottosegretario Crimi, invece di distruggere un sistema sano, virtuoso e strategico per tantissime province italiane, doveva pensare ad una norma che obbligasse questi giganti a restituire il dovuto agli editori, che li rendesse responsabili delle fake news che diffondono, che prevedesse per loro le stesse sanzioni e le stesse norme che hanno sempre regolato l'editoria. Questo è soltanto un piccolo grido di dolore per questo maltorto, per questo dramma, dato che il Governo si è voluto purtroppo accanire contro le eccellenze italiane. È una pagina brutta e triste di questo Parlamento e della storia della Repubblica. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, chi mi ha preceduto, non solo i senatori del mio Gruppo - e certamente in modo più autorevole di quanto potrò fare io - ma anche altri colleghi dell'opposizione, ha descritto in modo efficace quel disprezzo nei confronti della Costituzione che, da più parti e da più tempo, in particolare voi del MoVimento 5 Stelle, avete posto come baluardo imprescindibile, e oggi ci troviamo in questa sede a discutere una manovra di bilancio che non conosciamo e non abbiamo visto. I membri della Commissione bilancio sono stati letteralmente sequestrati per giorni, come nell'Achille Lauro, per poi non votare nulla. Questa è la verità. Mi dicono che non ci siano precedenti al riguardo. Comunque, a prescindere da questo, già ieri il Presidente del Consiglio si è lasciato andare a un tentativo di ragionamento, dicendo che, in fin dei conti e per certi versi, il fatto che non ci sia un aumento della crescita e del PIL potrebbe anche essere positivo, perché ci consente di fare maggior deficit . Forse ho capito male io, ma mi pare che oggi diverse agenzie di stampa abbiamo riportato la notizia. Ciò è pericolosissimo perché qualcuno - non certamente io, che sono l'ultimo arrivato - spiegherà al Presidente del Consiglio che il pareggio di bilancio è un obbligo strutturale e che l'Europa non ci concederà più sconti in futuro. Mi riferisco a quegli stessi sconti che oggi avete in qualche modo cercato di elemosinare, rinunciando agli obiettivi dichiarati che questa manovra non raggiungerà: il reddito di cittadinanza - una pia illusione - e la quota 100. Tutte queste manovre rientrano nel novero delle cose ipotetiche, ma nei fatti abbiamo visto - lo sviscereremo forse domani in modo più concreto - che non sono contingibili, urgenti e nemmeno spendibili. Ciò perché le clausole di salvaguardia sono una mannaia terrificante, in quanto nei prossimi anni avremo un potenziale aumento dell'IVA dal 22 al 25-26 per cento. E chi ci rimette? Il popolo italiano. E voi siete il Governo del cambiamento, il Governo del popolo: avete fatto i conti senza il popolo. Vi chiamate Governo del cambiamento e siete il Governo dei sostantivi: il decreto «sicurezza», il decreto «dignità», il decreto «concretezza». Siete un Governo di sostantivi ma senza sostanza, quella sostanza che avete cercato di mostrare anche nel recente provvedimento anticorruzione, con cui il ministro Bonafede si è avvolto all'interno di una nube prettamente ideologica tutta sua per cui l'Italia è un Paese solo di corrotti. Colleghi, l'Italia non è un Paese di corrotti, è un Paese di cittadini onesti perlopiù! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dovete ribaltare il paradigma che avete nella testa, voi del MoVimento 5 Stelle.