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quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento a quanto esposto in premessa; se non convengano che i gravissimi episodi, accaduti nella Valle di Susa, che dimostrano un livello di intolleranza inaccettabile, evidenzino, fra l'altro, anche un vuoto normativo e organizzativo da parte dello Stato, nel contrastare le azioni violente degli antagonisti ribelli, le cui finalità chiaramente di eversione dell'ordine democratico, sono volte non solo a danneggiare una infrastruttura strategica per tutto il Paese, ma anche a creare le condizioni per una degenerazione dell'ordine pubblico; quali misure urgenti e necessarie di competenza intendano infine assumere, al fine di rivedere le strategie, tutelando maggiormente le forze dell'ordine, dall' escalation da parte degli estremisti di sinistra no-TAV (che sembra divenuta inarrestabile) dopo gli ennesimi scontri in Valle di Susa, non soltanto attraverso misure volte a rafforzare il presidio del cantiere, ma attraverso interventi sanzionatori di tipo penale, più efficaci e rigorosi nei riguardi dei colpevoli di azioni criminali nei confronti delle forze di Polizia, Carabinieri e dell'Esercito, che stanno pagando un prezzo altissimo. Atto n. 3-02783 LA PIETRA CALANDRINI FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' MALAN RAUTI ZAFFINI Ai Ministri della salute e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: sono numerose e diffuse le segnalazioni pervenute dai nostri connazionali residenti all'estero che, in varie aree del mondo, stanno riscontrando notevoli difficoltà legate al rilascio del green pass e conseguentemente al rientro in Italia; gli italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE risultano essere, al gennaio 2020, 5.486.081 ed è noto che al di fuori dell'area europea di farmacovigilanza sono state autorizzate ed implementate campagne vaccinali che prevedono l'inoculazione di vaccini diversi da quelli autorizzati dall'Agenzia europea del farmaco, oltre che, conseguentemente, dall'Agenzia italiana del farmaco: tra questi, il vaccino russo Sputnik e il vaccino cinese Sinopharm; sono infatti numerosi gli italiani che, coerentemente alle disposizioni delle autorità sanitarie dei rispettivi Paesi di residenza, si sono immunizzati all'estero con i vaccini russi e cinesi, quali lo Sputnik, Sinopharm, Sinovac o altri sieri non autorizzati dalle agenzie del farmaco italiana ed europea; tale circostanza determina allo stato attuale l'impossibilità per i nostri connazionali già immunizzati con tali vaccini di ottenere il green pass vaccinale, con tutte le conseguenze, gli inconvenienti e i disagi che ciò comporta in termini di limitazioni della mobilità internazionale e di necessaria osservanza dei periodi di isolamento precauzionale e quarantena fiduciaria al rientro sul territorio nazionale; si tratta di una situazione di grave disagio che coinvolge un numero imprecisato ma presumibilmente molto elevato di nostri connazionali, residenti in Paesi che hanno fondato le campagne vaccinali sulla somministrazione di vaccini diversi da quelli autorizzati dalle autorità sanitarie europee e nazionali, e che oggi si trovano, loro malgrado, nella situazione di non vedersi rilasciato il green pass vaccinale pur essendo immunizzati; pur nella consapevolezza della necessità di agire in un contesto di sicurezza generale, di contenimento dei rischi di contagio e di tutela della salute pubblica non si può comunque trascurare come la comunità scientifica internazionale non sia stata, né sia tuttora concorde nell'identificare e valutare l'efficacia dei diversi vaccini anti-COVID sviluppati e somministrati alla popolazione a livello mondiale; analogamente, non è trascurabile, né può a parere degli interroganti divenire motivo penalizzante, né ragione di limitazione della libertà personali, la circostanza per cui i nostri connazionali residenti all'estero (peraltro, in assenza di diverse indicazioni governative o di una chiara strategia vaccinale che rendesse disponibili anche per gli italiani all'estero vaccini autorizzate dall'EMA), si trovino oggi limitati nelle possibilità di accesso e circolazione sul territorio nazionale, per il fatto di aver civilmente ottemperato alle disposizioni delle autorità sanitarie locali, trovandosi adesso nella paradossale situazione di un mancato riconoscimento dell'efficacia del siero inoculato e nell'impossibilità, d'altro canto, di immunizzarsi con sieri diversi, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo ritengano di poter adottare per consentire ai cittadini italiani residenti all'estero, già immunizzati con vaccini diversi da quelli autorizzati dall'Agenzia europea del farmaco e dall'Agenzia italiana del farmaco, anche eventualmente adottando una speciale strategia di monitoraggio delle condizioni di salute e di prevenzione idonea a garantire il contenimento dei rischi di contagio, di ottenere il rilascio del green pass . Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02768 CONZATTI Al Ministro della salute Premesso che: il settore ricettivo rientra tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi economica connessa all'emergenza da COVID-19, avendo registrato nel solo 2020 un calo di fatturato che, secondo le stime diffuse da Federalberghi, si attesta al 54,9 per cento in meno rispetto a quello dell'anno precedente, il che ha comportato, nonostante il blocco dei licenziamenti, l'abbandono del settore da parte di circa 20.000 lavoratori a tempo indeterminato; considerando i recenti flussi turistici e quindi l'andamento dell'attuale stagione estiva, nonostante i numeri delle prenotazioni siano ancora significativamente inferiori rispetto a quelli che si registravano prima della pandemia, vi sono indicazioni di una concreta ripresa del settore, che può dipendere unicamente da un ripristino della normale attività economica; in questa delicata fase è pertanto fondamentale tutelare la ripresa e far sì che, qualora si renda necessaria l'adozione di nuove misure di contenimento, siano sempre preferite quelle soluzioni che consentono di impedire l'aumento dei contagi, interferendo il meno possibile con lo svolgimento delle attività economiche; sebbene il nuovo sistema di impiego delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, vada in questa direzione, appunto proponendosi di contenere il diffondersi della variante "delta" senza stabilire delle nuove chiusure, relativamente all'utilizzo del green pass nelle strutture ricettive si rileva una mancata chiarezza normativa, in quanto viene prescritto un utilizzo non uniforme dello strumento all'interno dei vari locali di cui si compongono tali strutture, il che sta già comportando la cancellazione di numerose prenotazioni, come segnalato con allarme dalle organizzazioni di settore, incluse Federalberghi e Confcommercio; nello specifico, mentre tali strutture, in generale, sono esenti dalle nuove restrizioni, per cui resta libero l'accesso alle camere, secondo il disposto dell'articolo 3, comma 1, lo stesso articolo prevede l'utilizzo del certificato per accedere ai ristoranti, nonché alle piscine, ai centri natatori, alle palestre e ai centri benessere ubicati all'interno delle stesse strutture ricettive; considerato che: