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Disposizioni in materia di stadi e impianti calcistici italiani. Onorevoli Senatori . – Il calcio, come tutti gli sport, ha come funzione primaria quella di educare il cittadino verso i valori che da sempre questo sport incarna: attitudine al sacrificio, senso di responsabilità e condivisione dell'obiettivo di squadra. Accanto alla funzione sociale che svolge il calcio, vi è poi una considerazione non meno importante circa l'impatto economico, fiscale e occupazionale che questo sport ha sul sistema Paese: sul PIL, per oltre 11 miliardi di euro; sulla contribuzione fiscale/previdenziale del settore professionistico, per oltre 1,3 miliardi; sulla capacità di impiego, per oltre 120.000 posti di lavoro. Il sistema delle infrastrutture sportive in Italia presenta criticità legate all'obsolescenza, alla scarsa redditività e alla complessità delle procedure autorizzative. Il presente disegno di legge si prefigge lo scopo di rendere gli stadi luoghi moderni e integrati, favorendo la rigenerazione urbana e la rinascenza biocreativa nonché migliorando la sostenibilità, anche in vista del Campionato europeo di calcio 2032, che rappresenta un'occasione unica di rilancio per l'intero sistema calcistico nazionale. C'è da evidenziare che, pur rientrando in mano pubblica la stragrande maggioranza degli impianti calcistici, gli ultimi interventi su questo enorme patrimonio risalgono al 1990, anno dell'edizione italiana dei Mondiali di calcio. Anche in vista degli Europei 2032, l'età media degli stadi utilizzati dalle società professionistiche (61 anni in serie A e 63 anni in serie B) costituisce un elemento di elevata criticità a discapito del nostro Paese. La mancanza di investimenti in infrastrutture e servizi, nonché di una visione di lungo periodo e di un management in grado di comprendere con acutezza la situazione, hanno comportato una gestione fallimentare degli stadi di calcio italiani che si è prolungata per anni. Tuttavia, la realizzazione di nuovi impianti o la ristrutturazione di quelli esistenti è scoraggiata in massima parte dalle molteplici difficoltà burocratiche e amministrative nonché, quale effetto del notevole ritardo registrato nel proporre nuove forme di gestione come avvenuto in altri Paesi, della considerevole mole di risorse economiche necessarie per imprimere una svolta al settore. In tale contesto, abbiamo di fronte alcuni problemi che reclamano soluzioni tempestive ed efficaci, per realizzare una serie di obiettivi: 1) riavvicinare il calcio ai cittadini e, in specie, ai più giovani; 2) valorizzare un asset economico di notevole portata; 3) ridurre drasticamente il peso della burocrazia sui cittadini e sulle imprese; 4) incoraggiare gli investimenti privati nel settore in considerazione della mole di risorse economiche da impegnare; 5) garantire la qualità architettonica e la sostenibilità ambientale delle opere; 6) promuovere la realizzazione di stadi multifunzionali, fruibili sette giorni su sette, a vantaggio delle comunità. Alla luce delle considerazioni svolte, il presente disegno di legge si compone di dodici articoli, di seguito illustrati. L'articolo 1 descrive le finalità principali del disegno di legge volte ad incoraggiare gli investimenti pubblici e privati attraverso la riduzione dei tempi di approvazione dei progetti, la promozione della qualità architettonica e della sostenibilità ambientale delle opere, la fruibilità degli impianti per un arco temporale annuale mediante la previsione di strutture multifunzionali, concepite per conseguire plurimi vantaggi per le collettività. Viene, inoltre, introdotto il concetto di « Rinascenza » da intendersi come processo di rigenerazione urbana che combini salute, sostenibilità e innovazione architettonica, configurandosi come un progetto globale, integrato e inclusivo. Lo stesso articolo introduce la possibilità per gli enti proprietari degli impianti – nel rispetto degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni – di promuovere il coinvolgimento di soggetti privati in relazione agli aspetti finanziari, progettuali e realizzativi degli interventi atti a procurare redditività derivante dalla gestione delle infrastrutture calcistiche nonché dei servizi e delle opere ad esse funzionalmente collegati. L'articolo 2 circoscrive gli ambiti di applicazione delle norme alla realizzazione ex novo di stadi e strutture sportive – nel rispetto degli standard internazionali – nonché al rinnovamento, alla riqualificazione, alla ristrutturazione e all'adeguamento agli standard degli stadi e delle strutture calcistiche esistenti che assumano, quale punto focale degli interventi, la Rinascenza delle aree su cui insistono gli impianti. L'articolo 3, al fine di assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi, introduce la struttura di missione e l'autorizzazione unica quale fulcro della realizzazione di nuovi stadi ovvero delle operazioni di rinnovamento, riqualificazione, ristrutturazione e adeguamento agli standard degli impianti esistenti. L'articolo 4 disciplina, nel caso di interventi realizzati con fondi interamente pubblici, la necessità di affidamento all'esterno dei servizi di progettazione, tramite l'obbligo dell'indizione di concorsi internazionali, articolati in due sezioni: una alla quale concorrono i professionisti esperti e una riservata a giovani architetti under 35. L'articolo 5, nell'ambito della fase di programmazione degli interventi, affida alla struttura di missione il compito di proporre all'amministrazione il ricorso al partenariato pubblico-privato (PPP), come definito dal codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, nonché le tipologie contrattuali alle quali aderire. Precisa anche che la struttura di missione può valutare proposte di PPP presentate da operatori economici in possesso dei requisiti indicati dall'articolo 183 del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 36 del 2023, essendo in tal caso previsto che il soggetto privato individui le opere da realizzare nonché le caratteristiche fondamentali relative alla gestione degli impianti e dei servizi correlati. L'articolo 6 descrive l' iter dell'istruttoria tecnico-amministrativa finalizzata al rilascio dell'autorizzazione unica introdotta dall'articolo 3. L'articolo 7 descrive le modalità e i termini per addivenire al rilascio dell'autorizzazione unica. Prevede anche, nel caso di mancato rispetto dei termini per qualsivoglia motivo o di insuperabili valutazioni contrastanti, il ricorso alla procedura straordinaria di approvazione, svolta dalla struttura di missione nazionale nominata con decreto del Ministro per lo sport e i giovani. L'articolo 8, oltre a descrivere gli incentivi e i contributi che è possibile accordare agli interventi, stabilisce le priorità per il loro ottenimento. Fra questi, viene accordato criterio di priorità alle proposte che prevedano l'autosufficienza energetica e l'installazione di impianti di comunità energetica rinnovabili (CER), il cui obiettivo principale è quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali ai residenti delle aree urbane in cui il progetto si colloca. L'articolo 9 istituisce il Fondo nazionale per la rinascita degli stadi destinato a finanziare i costi sostenuti per la predisposizione dei progetti.