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è un contenitore di tanti buoni propositi ma, se si va alla sostanza, è privo delle coperture finanziarie necessarie a far sì che quei buoni propositi possano diventare realtà concrete nell'ambito delle isole minori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci sono buoni propositi e si ricominciano a stanziare soldi, i cosiddetti fondi DUPIM, per la realizzazione di opere che possono essere fondamentali per lo sviluppo delle isole minori. Dico che ricominciano a stanziare risorse perché va ricordato che la prima volta che questo è stato fatto, specificamente con finalità di sviluppo delle isole minori, è accaduto all'inizio degli anni 2000 con il Governo Berlusconi, quando vi furono i primi stanziamenti annui di 100 milioni. In quel periodo ero sindaco del Comune di un'isola minore e posso testimoniare concretamente i vantaggi derivati a quei territori da finanziamenti del genere. Man mano che passavano gli anni, quei finanziamenti annui di 100 milioni si sono ridotti fino a scomparire del tutto: è positivo quindi il fatto che oggi venga reintrodotto un finanziamento del genere, anche se in misura minore. Nell'ambito del disegno di legge, poi, ho notato all'articolo 17 il positivo trasferimento dei beni demaniali regionali ai Comuni. È un fatto significativo: da cittadino di un'isola minore testimonio concretamente - al 99 per cento - lo stato di abbandono di questi beni, che, trasferiti ai Comuni, possono incidere in maniera positiva sugli sviluppi di quei territori. In conclusione, come dicevo all'inizio, credo che questo disegno di legge debba essere propedeutico ad altri tipi di intervento. C'è stata un'iniziativa di riforma costituzionale, tra i cui firmatari e promotori figurava il senatore Floris, volta a sancire in Costituzione lo svantaggio dell'insularità. Credo che questa sia la strada maestra tramite la quale il Parlamento, abbattendo le divergenze partitiche e ideologie esistenti, possa iniziare un percorso di ammodernamento e crescita di determinanti territori. Oltre al disegno di legge in esame, dovremmo ragionare per inserire in quel disegno di legge costituzionale un'altra norma fondamentale, ossia la fusione dei Comuni per aree omogenee, nell'ambito di realtà territoriali come le isole minori. Sono un ischitano... PRESIDENTE. Deve concludere, senatore. DE SIANO (FI-BP) . Vivo a Ischia, un'isola di 34 chilometri quadrati, con 60.000 abitanti circa, sei Comuni, sei amministrazioni e sei Consigli comunali; insomma, sei mentalità diverse per amministrare un territorio omogeneo. Tante volte - nel 99 per cento dei casi - in una strada con due marciapiedi, a destra si ragiona in un modo, a sinistra in un altro. Un Parlamento che voglia lavorare in maniera concreta e seria negli interessi del Paese deve porsi la risoluzione di queste problematiche. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE . Colleghi, alla Presidenza dispiace interrompere ed è scortese nei confronti di chi sta parlando, quindi vi chiedo la cortesia di rimanere nei tempi. Considerate che, quando comincia a lampeggiare la luce del microfono, avete ancora un minuto, e ci sono più interventi da svolgere. È iscritta a parlare la senatrice Messina Assuntela. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, le decisioni che si rimettono oggi all'Assemblea interessano importanti comunità, le isole minori, che hanno una valenza simbolica e un'importanza concreta. Offrire una soluzione alle problematiche avvertite dai nostri concittadini è tutta la nostra missione e oggi, in particolar modo, abbiamo il dovere di fare la nostra parte per riparare alcune condizioni patite dagli abitanti delle isole minori. Le isole minori sono tra le più preziose risorse del nostro Paese; rappresentano motivo di orgoglio e di prestigio sotto il profilo culturale, paesaggistico, turistico ed economico. La loro unicità, però, dovuta alla particolare collocazione geografica, è cagione di esigenze economiche, sociali e territoriali di grande rilievo. Ignorare queste necessità vorrebbe dire che andiamo a vivere in una condizione differente rispetto alle comunità dell'Italia peninsulare. Questa è la principale ragione per cui è stato essenziale occuparsi di una profonda analisi e della conseguente revisione di una loro disciplina, affinché lo Stato possa farsi carico della rimozione di quegli ostacoli che caratterizzano la loro peculiare condizione e che intralciano, a volte, il pieno godimento dei diritti civili, sociali ed economici delle popolazioni insulari. Partendo da queste considerazioni, si è reso opportuno pensare a una legislazione speciale che tenesse conto dell'assoluta straordinarietà di queste piccole e micro realtà locali e che potesse, quindi, dotare le amministrazioni locali di risorse e strumenti adeguati a promuovere uno sviluppo economico, sociale e culturale con lo sguardo rivolto alla tutela del territorio e del mare. Il disegno di legge, dunque, si proponeva di innovare tale disciplina, riservando loro nuove prerogative, più autonomia finanziaria e amministrativa, nonché maggiori garanzie da parte dello Stato. Il primo fine di questa legge era assicurare agli abitanti delle isole minori una maggiore tutela in materia di diritti e di servizi, di aprire nuovi spazi di crescita economica e turistica e di fornire mezzi essenziali per la valorizzazione delle risorse culturali e naturalistiche che custodiscono. Il Partito Democratico ha lavorato perché si ispirasse ai princìpi dell'economia verde, della crescita sostenibile ed etica, del rispetto della biodiversità e dell'ecosistema, improntato alla promozione della mobilità sostenibile e della produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili compatibili con i diversi contesti insulari. Purtroppo, però, tutti questi buoni propositi, gli ottimi princìpi, l'intenzione convinta di poter migliorare la condizione di disagio avvertita in queste parti di Paese con misure volte a implementarne i servizi sanitari, a sostenerne il sistema scolastico locale, a garantire uno sviluppo sostenibile di una crescita riguardosa delle loro particolarità si sono dovuti scontrare, a volte, con i pareri ostativi della maggioranza. Provvedere in tal senso con una disciplina organica e attenta a molti aspetti della vita di questi cittadini senza poi disporre delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione di tutti questi obiettivi sortisce il solo effetto di convertire una buona legge in una legge sterile, privata di ogni possibilità di essere pienamente attuata. Eppure, per tutto il corso delle attività di elaborazione e modificazione della legge svolte in Commissione ambiente nell'ultimo periodo, il nostro intento è stato apportare cambiamenti qualitativi e tangibili sempre tesi al miglioramento delle condizioni di vita di chi abita in quelle splendide realtà. Ci siamo fatti promotori di emendamenti volti ad assicurare alle amministrazioni locali una maggiore assistenza per ciò che riguarda la gestione ordinaria e straordinaria del territorio. Ugualmente abbiamo presentato proposte in ambito fiscale, tese a offrire agli amministratori di queste comunità maggiori margini di manovra.