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con le rimesse arricchiscono il nostro Paese e su di esse altre persone pagano le tasse. Quindi, sotto questo aspetto, ribadiamo come Fratelli d'Italia la volontà che la nostra rappresentanza dei nostri connazionali all'estero sia valorizzata e non sia insultata come è stato fatto. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo a seguito della richiesta di iniziare le votazioni domani. Io mi associo a tale richiesta e credo che cambierebbe di poco l'andamento della seduta e delle votazioni. Potremmo iniziare domani e andare in continuità. Gli emendamenti non sono numerosi e credo non ci sarebbero troppi problemi. PRESIDENTE . Proporrei, se siete d'accordo, di procedere alle votazioni domani mattina, ma questa sera potremmo finire di illustrare i vari articoli. Ripeto che potremmo fare le votazioni domani mattina, ma procedere adesso con le illustrazioni. GARAVINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . Signor Presidente, intervengo rispetto alle dichiarazioni del relatore, senatore Calderoli. Trovo davvero molto infelice, presidente Calderoli, il fatto che abbia addotto come motivazioni quei due elementi. Evidentemente nel mio intervento di ieri non sono stata sufficientemente chiara. Lei fa riferimento al fatto che la proporzione tra eletti in Italia ed eletti all'estero dovrebbe essere la stessa. Il combinato disposto di due elementi - il fatto che già oggi ci sia una forte sproporzione tra l'elettorato che esprime un eletto in Italia e l'elettorato che esprime un eletto all'estero - fa sì, però, che in realtà non ci sia affatto quella proporzione a cui lei fa riferimento. Mi auguravo che ne parlasse all'inizio del suo intervento, quando ha detto che c'è e resta il problema degli eletti all'estero. Lei, purtroppo, con le sue dichiarazioni non soltanto non ha dato una risposta a questo problema, ma ha addirittura offeso gli italiani all'estero. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Bressa) . Le cito di nuovo i dati. Noi avremo - se questa riforma andrà in porto - il fatto che, da un elettore ogni 150.000 alla Camera, si passerà a uno ogni 700.000. Quindi, c'è una sproporzione radicale. Al Senato, se per un parlamentare eletto in Italia serviranno 300.000 elettori, all'estero ne serviranno 1.400.000. Mi dice dov'è la proporzionalità? Me lo dice, senatore Calderoli? Non c'è proporzionalità: è un'ingiustizia bella e buona. Per di più, lei ha detto: « No taxation, no representation». Lei ha presente quanti nostri connazionali pagano le tasse, perché hanno anche un piccolo reddito in Italia perché - ad esempio - proprietari di un immobile nel Paese? Quindi, senatore, questa è veramente un'ingiustizia enorme e mi auguro che la maggioranza si renda conto di che cosa sta facendo. Non è nelle cose il fatto che, magari soltanto per non essere stati sufficientemente premiati dal punto di vista elettorale, adesso si voglia ritorcere contro gli italiani all'estero. (Applausi della senatrice Malpezzi). Questa è una vera vergogna. Gli italiani all'estero saranno identificati, tra l'altro, proprio da un Governo che si riempie la bocca proclamando il fatto di avere un Sottosegretario eletto all'estero. Se questo deve essere il risultato per i nostri connazionali, credo che ne faranno volentieri a meno. (Applausi dal Gruppo PD) . È una vera ingiustizia, una vera vergogna che va a danno di tutti i nostri concittadini, che invece tengono alto il nome dell'Italia e il valore della migliore italianità all'estero. Proprio ieri qui abbiamo avuto qui esponenti della società civile, espressione di intellettuali, professionisti, imprenditori, anche gente normale, ma gente valida, grandi eccellenze che portano davvero avanti il meglio del nostro Paese. E contro queste persone voi adesso state facendo una riforma totalmente anticostituzionale, perché l'equa rappresentatività è totalmente cancellata. Mi auguro, quindi, che questa riforma non vada in porto perché, se è fortemente scorretta e anticostituzionale nella parte riguardante la riduzione del numero dei parlamentari in Italia, lo è ancora di più per quanto riguarda la rappresentanza e la voce degli italiani all'estero. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sono stati presentati diversi subemendamenti all'emendamento 2.100, del relatore, senatore Calderoli, che, nel considerare le minoranze linguistiche - tema di cui non si è occupato molto - ha riconfezionato il numero dei parlamentari per quanto riguarda le Province autonome di Trento e Bolzano. Nella proposta iniziale era previsto che nessuna Regione o Provincia autonoma potesse avere un numero di senatori inferiore a cinque, mentre con l'emendamento 2.100 si intende portare il numero a tre. Di conseguenza, vi è una riconsiderazione del numero minimo di senatori per ogni Regione. Signor Presidente, do lettura di alcuni dati riguardati la proporzione tra senatori ed elettori con riferimento alle Camere alte, e stiamo parlando del Senato. Nel Regno Unito il numero di abitanti per membro è pari a 83.000 e il numero di membri per 100.000 abitanti è pari a 1,2. Do lettura dei coefficienti: in Francia è pari allo 0,5; in Italia - attualmente - allo 0,5; in Spagna allo 0,6. Con la nuova proposta il coefficiente in Italia diventerebbe pari allo 0,3. Anche in questo caso, ci siamo sforzati di fare una cosa che fosse ancorata a un quadro europeo più chiaro. Non leggo i dati di altri Paesi che spero rimangano abbastanza lontani da noi. Non le faccio l'esempio della Slovenia, dell'Irlanda e dell'Austria. Ho riconsiderato il coefficiente perché - lo vedremo in seguito, esaminando l'Atto Senato 881, riguardante l'adeguamento della legge elettorale ai nuovi numeri, conseguenti alla riduzione del 36 per cento del numero dei parlamentari - noi avremo grandi, ma grandi problemi di rappresentanza dei territori, con collegi molto grandi che - lo dico anche al Ministro - creeranno ulteriori problemi di distacco tra rappresentanti e rappresentati. Infatti, se già con la legge attuale è molto difficile riuscire a capire quali sono i candidati e ad avere con loro un rapporto nei collegi uninominali molto grandi, con siffatte riduzioni e con il conseguente adeguamento della legge elettorale, questo rapporto si allenterà ancora di più. Anche in questo caso abbiamo fatto un lavoro per tentare di attestarci su una media europea anche più bassa. Per la Camera abbiamo proposto un coefficiente pari allo 0,8, (in Germania è pari allo 0,9), con una mediazione rispetto alla proposta dello 0,7, e anche per il Senato presentiamo una proposta di 265 senatori, con un coefficiente pari allo 0,4. Signor Presidente, questi numeri più ragionevoli consentono un'articolazione più efficiente (se ci vogliamo soffermare solo sulla vicenda dei numeri). Rimangono poi aperti alcuni problemi che le voglio sottoporre... (Brusio).