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a fronte di un fatturato di poco più di 1.800.000 euro nel solo esercizio 2019 la società ha proceduto ad affidamenti a società esterne per oltre un miliardo di euro, non coperti dalle entrate e dalla liquidità della società; è stato anche deliberato l'acquisto della nuova sede legale ed operativa della società per circa 2.000.000 euro a Zagarolo; in conseguenza della grave situazione finanziaria e di liquidità la società CEP non ha riversato ai Comuni soci le somme derivanti dalla riscossione dei tributi e all'area metropolitana di Roma capitale quelle derivanti dall'addizionale alla tassa rifiuti; durante la conduzione da parte del direttore generale Paride Pizzi, ex direttore della STS Srl, multiservizi del Comune di Frascati, e dell'amministratore unico Gaetano Bartoli, ex sindaco di Colonna, la società CEP ha visto peggiorare notevolmente i propri risultati patrimoniali; molteplici degli affidamenti a ditte esterne non appaiono giustificati a fronte delle attività svolte ed in alcuni casi da nessun incarico svolto a favore della CEP, come appurato dall'attuale consiglio di amministrazione; la Guardia di finanza ha più volte provveduto, su ordine della Procura di Roma, a svolgere perquisizioni e sequestri negli uffici della società, individuando, dalle notizie apprese a mezzo stampa, un disegno criminoso destinato a sottrarre indebitamente alla società pubblica ingenti somme di denaro di cui illecitamente appropriarsi attraverso un giro di fatturazioni false; il mancato riversamento delle somme derivanti dall'attività di riscossione dei tributi e l'eventuale fallimento della società CEP avrà come ulteriore conseguenza il dissesto di molti dei Comuni soci, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e quali azioni vogliano intraprendere per impedire il dissesto dei Comuni soci. Atto n. 4-06625 BARBONI PAGANO GALLIANI AIMI RIZZOTTI Al Ministro della giustizia Premesso che: dalla relazione del presidente della Corte d'appello di L'Aquila sull'amministrazione della giustizia nel distretto di Teramo, presentata all'inaugurazione dell'anno giudiziario, emerge una situazione molto critica rispetto allo stato di salute del distretto; il Consiglio dell'ordine degli avvocati di Teramo ha proclamato, lo scorso 25 gennaio 2022, lo stato di agitazione dell'avvocatura teramana insieme alla camera penale "Giuseppe Lettieri", alla camera civile, e a tutti gli avvocati del foro di Teramo, a causa delle ormai lunghe ed irrisolte criticità che non consentono il regolare svolgimento dell'attività giudiziaria; per come sostenuto dal COA, presso il tribunale di Teramo pendono i due terzi dell'arretrato dell'intero distretto, nonostante nell'ultimo anno vi sia stata una diminuzione del 16,1 per cento. Di fronte a tale scenario si registra il maggior tasso di turnover di magistrati in uscita, in parte anche a causa delle criticità operative dello stesso tribunale; non solo i procedimenti iscritti da più di 10 anni pendono in misura percentuale maggiore presso il tribunale di Teramo, ma le nuove iscrizioni, inferiori solo a quelle del tribunale di Pescara, sono di gran lunga superiori a quelle degli altri, come il caso dei tribunali di Chieti e L'Aquila, dove le nuove iscrizioni sono rispettivamente circa 1.400 all'anno, pari ai due terzi dei nuovi giudizi contenziosi iscritti, invece a Teramo sono circa 2.100 all'anno; nonostante la percentuale di smaltimento rispetto al carico di lavoro dei magistrati in servizio sia in percentuale tra le più alte del distretto, il " disposition time " del tribunale di Teramo, riguardo ai soli processi civili, è superiore ai 1.000 giorni, rispetto per esempio al tribunale di Chieti che si attesta sui 296 giorni o a quello di Pescara sui 368 giorni circa; il personale amministrativo, con riferimento al periodo 2019-2020, ha avuto un carico individuale di lavoro superiore al 24 per cento rispetto alla media distrettuale; presso il tribunale di Teramo, solo nell'anno in corso, verranno celebrati 7 processi in Corte d'assise, anche in assenza di una sezione penale, non ancora istituita a causa dell'attuale dotazione organica che non lo consentirebbe, anche se a piena copertura; risulta che siano state presentate diverse domande di trasferimento di magistrati nel settore sia civile che penale, con conseguente aggravio della scopertura organica, provocando una mobilità in uscita dagli effetti devastanti; sia il consiglio giudiziario che il CSM avevano proposto di aumentare la pianta organica dei magistrati a Teramo di due unità, con conseguente ed automatica istituzione della sezione penale e del relativo presidente, con un'accelerazione dell' iter dei processi penali. Attualmente invece sono stati assegnati 9 nuovi cancellieri, di cui sei in tribunale e 3 in procura, e solo un nuovo magistrato; per le strutture del tribunale, inadeguate a celebrare processi con numeri rilevanti delle parti in periodo pandemico, è stato necessario stipulare una convenzione con l'università per l'utilizzo di aule più capienti dove svolgere le udienze, pena il blocco dell'attività giudiziaria, nonostante il Ministero della giustizia avesse garantito la consegna dei lavori di ristrutturazione per novembre 2021, si chiede di sapere: quali tempestive azioni abbia deciso di intraprendere il Ministro in indirizzo, in merito alla particolare e grave situazione del Tribunale di Teramo, anche a seguito dell'incontro e degli impegni assunti il 6 maggio 2021 con il consiglio dell'ordine degli avvocati di Teramo, alla presenza dei capi dipartimento; come intenda rispondere alle legittime richieste del COA di Teramo sulla revisione efficiente della pianta organica, sull'eliminazione delle scoperture e sull'adeguamento delle strutture edilizie, interventi fondamentali per consentire da un lato la difesa dei diritti e la tutela degli assistiti e dall'altro garantire a tutti gli operatori di esercitare il proprio lavoro in condizioni di dignità e decoro professionale. Atto n. 4-06626 NANNICINI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: il giudizio sanzionatorio è stato introdotto dall'allegato 1 del decreto legislativo n. 174 del 2016, ed è disciplinato dagli artt. 133 e seguenti del codice di giustizia contabile; "ferma restando la responsabilità di cui all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994 n. 20, e successive modificazioni", il disposto dell'art. 133, comma 1, del codice limita espressamente l'applicazione di questo rito speciale ai soli casi in cui "la legge prevede che la Corte dei conti commini, ai responsabili della violazione di specifiche disposizioni normative, una sanzione pecuniaria stabilita tra un minimo ed un massimo edittale";