[resaula]

preferiamo fare in modo che l'ENI continui a decuplicare i propri utili e preferiamo tassare gli extraprofitti come stiamo facendo ora, magari anche arrivando al 25 per cento, ma rimangono comunque troppi utili a vantaggio di pochi operatori. Questo è sbagliato, colleghi, quindi vi prego di fare il possibile affinché, riguardo alle prossime misure che ci troveremo a valutare, si trovi una soluzione alla fonte. I nostri cittadini non hanno bisogno dell'aiuto per pagare la bolletta, ma hanno bisogno che la bolletta costi meno, e secondo me le condizioni per farlo ci sono. Quindi vi prego veramente di fare il possibile per poter attuare una misura del genere. (Applausi) . Ci sono altre due punti che non mi piacciono in questo decreto-legge. Il primo è quello riferito al 5G, di cui si è occupato molto il nostro collega Sergio Romagnoli: un emendamento che permette agli operatori che costruiscono torri di non depositare la documentazione che fino a oggi hanno sempre dovuto depositare per l'installazione di torri e tralicci per il 5G. È una cosa che ci lascia perplessi: se hanno dovuto farlo fino ad oggi, perché da ora non devono più farlo, soprattutto considerando l'arrivo di una tecnologia molto importante per le nostre telecomunicazioni? Il MoVimento 5 Stelle è a favore delle tecnologie, delle telecomunicazioni e della digitalizzazione, però ci tiene alla salute dei cittadini (Applausi) , quindi anche se per rifare i tralicci può essere immaginato che non serva fornire la documentazione che comprovi il rispetto della normativa sui campi elettromagnetici, secondo noi è utile che ci sia un riferimento a questi dati. Diversamente, si rischia di fare del male. Vi è poi un'altra norma che purtroppo mi ha lasciato molto perplesso, quella sui dirigenti pubblici; me ne sono già occupato nella scorsa legislatura. Sappiamo di una famosa sentenza che ha dichiarato illegittimi alcuni dirigenti dell'Agenzia delle entrate. Poi si sono accavallate molte altre questioni, ma in questo provvedimento vi è una norma che permette di stabilizzare come dirigenti dei funzionari. Secondo me, questo non è corretto. Nella nostra pubblica amministrazione abbiamo persone validissime, estremamente competenti e bravissime che possono svolgere ruoli più importanti, ma stabilizzare in questo modo dei dipendenti pubblici nel ruolo di dirigenti, a mio parere, non è corretto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dopo il decreto-legge n. 17 del 2022 sull'energia, con il quale abbiamo messo in campo risorse per 6,7 miliardi di euro, ecco ora un provvedimento importante: il decreto-legge n. 21 sull'Ucraina, con una dotazione iniziale di 3,6 miliardi, e a seguire l'emendamento del Governo che aggiunge ulteriori 2,3 miliardi, per un totale di quasi 6 miliardi di euro. Si tratta di un provvedimento che contiene misure importanti - oltre alla Presidenza del Consiglio, ci sono nove Ministeri coinvolti - per sostenere adeguatamente il sistema Italia: il contenimento dei prezzi di gasolio e benzina, il taglio delle accise, il bonus carburante ai lavoratori dipendenti, il credito d'imposta a favore delle imprese, il bonus sociale su elettricità e gas. Vi sono temi importanti quali la rateizzazione delle bollette, la cessione dei crediti d'imposta, l'integrazione salariale, le misure a sostegno di autotrasporto, agricoltura, pesca, turismo e di tutti gli enti pubblici. Sul tema dell'agricoltura il provvedimento introduce, all'articolo 19, un'importante novità in tema di aiuto e sostegno al comparto, finanziando la rinegoziazione o la ristrutturazione dei mutui agrari: un aspetto che riguarda molte delle oltre 720.000 imprese agricole attive nel nostro Paese, che potranno contare su un intervento in garanzia fino a 5 milioni di euro. Il fondo è stato rifinanziato per 20 milioni di euro da Ismea e c'era anche un emendamento condiviso del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali che aveva messo a disposizione ulteriori 80 milioni di euro, sul quale però non c'è stato un riscontro positivo della Ragioneria generale dello Stato. Abbiamo però la ragionevole certezza, leggendo le bozze, che il fondo verrà rifinanziato nel decreto-legge aiuti, già approvato in Consiglio dei ministri, per ulteriori 100 milioni di euro, in modo tale da portare una garanzia totale che supera quasi i 2 miliardi di euro solo per il comparto agricolo e questo diventa importante. A questo articolo, volto a generare una maggiore liquidità per le imprese, è stata apportata una modifica importante, che arriva dopo anni di assurde battaglie e giudizi non sempre corretti sul tema rimborsi da multe derivanti da quote latte. In Italia nel 2021 abbiamo importato circa 621.000 tonnellate di latte; il confronto tra produzione e consumo è all'88 per cento. Siamo cresciuti: fino al 2018 era al 78 per cento, 10 per cento in più, ma manca ancora il 12 per cento. Allora perché, nonostante la crescita di questo settore, che sta aumentando in quantità e qualità, ci sono molti allevatori ancora in contenzioso per il pagamento delle multe derivanti dalle quote latte? Con il nostro emendamento all'articolo 21, che attua la riapertura dei termini per la rateizzazione del pagamento di queste multe, forniamo una chiara indicazione alle migliaia di produttori coinvolti e chiudiamo una pagina buia della storia zootecnica del nostro Paese, che ha visto l'imposizione dei limiti alle produzioni di latte da parte dell'Unione europea, senza tener conto come la nostra produzione da sempre sia inferiore al fabbisogno del consumo in Italia. Il nostro emendamento consente di riaprire per sessanta giorni i termini, attivando così la fase di riscossione coattiva da parte dell'Agenzia delle entrate, dando la possibilità alle aziende di aderire alla rateizzazione di cui avrebbero potuto beneficiare nella fase di prima imputazione del debito. Ciò riguarderebbe oltre 3.000 aziende - non poche - per un importo totale che supera gli 800 milioni di euro: da un lato consentirebbe ai debitori di pagare i loro danni senza affrontare una procedura di riscossione coattiva, permettendo loro anche di accedere ai benefici della pubblica amministrazione e, dall'altro lato, all'amministrazione di incrementare il livello di recuperi senza sopportare gli oneri delle procedure esecutive. Perciò, questo emendamento, portando a venticinque anni quella che era la ristrutturazione del debito, genera la liquidità per affrontare questo tema, tenendo presente che chi ha delle multe che superano i 300.000 euro le può rateizzare in venti o trent'anni con un pagamento unico annuale. Noi abbiamo ritenuto come Lega che fosse doveroso coniugare le indicazioni che arrivano dall'Europa - senza tacciarne gli eccessi, quando dovuto - con le istanze dei produttori italiani. Un altro tema per noi importante è quello dei cambiamenti climatici. La diminuzione del 35 per cento delle precipitazioni su gran parte della nostra penisola fa a pugni con l'entrata in vigore, dal 1° gennaio 2022, della normativa sul deflusso ecologico, che sostituisce quella in essere al 31 dicembre 2021 sul deflusso minimo vitale.