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b) un locale di ricerca adeguatamente attrezzato, che possa essere chiuso a chiave e che possa essere oscurato qualora si utilizzi il trichinoscopio; c) dispositivi che assicurino un'aerazione adeguata e, se necessario, un impianto di climatizzazione che permetta di mantenere costantemente la temperatura ambientale sotto ai + 25 °C ; d) illuminazione naturale o artificiale sufficiente, che non alteri i colori; va evitata un'irradiazione solare intensa; e)nel locale di preparazione, impianti sufficienti, per la pulizia e la disinfezione delle mani; f) se necessario, un impianto di refrigerazione per la conservazione dei campioni di carni; g) un locale per la pulizia e la disinfezione degli strumenti d'esame (ad esempio contenitori per il deposito dei campioni, vetri compressori, coltelli e forbici) con: 1) pavimenti in materiali impermeabili e imputrescibili, facili da pulire e disinfettare; 2) pareti lisce, rivestite o verniciate con materiale lavabile e chiaro fino all'altezza di almeno 2 m. Tale disposizione non è applicabile quando vengono utilizzati i metodi di cui ai punti II, III, IV, V, VI del presente allegato, purché i laboratori dispongano di un grande acquaio adeguatamente piombato; h) spogliatoi, lavabi e locali di soggiorno nonché latrine a sciacquone; i) lavabi alimentati con acqua corrente calda e fredda, potabile e provvisti di prodotti per la pulizia e la disinfezione, nonché di asciugamani da utilizzare una sola volta; l) recipienti a tenuta stagna, resistenti alla corrosione, muniti di coperchio a chiusura ermetica tale da impedire qualsiasi prelevamento non autorizzato del contenuto, destinati ad accogliere i resti di campioni; m) impianti che forniscano in quantità sufficiente acqua potabile calda e fredda; n) un dispositivo per l'evacuazione delle acque di scarico che risponda alle norme previste per il riconoscimento dei macelli; o) adeguati dispositivi di protezione contro gli animali indesiderabili (insetti, roditori, eçc.). Capitolo III DISPOSIZIONI RELATIVE AL PERSONALE, AI LOCALI, ALLE ATTREZZATURE ED AGLI STRUMENTI DEI LABORATORI PER LA RICERCA DELLE TRICHINE 2) È sempre richiesta la massima pulizia del personale addetto al laboratorio, dei locali dell'attrezzatura e degli strumenti: a) in particolare, il personale deve indossare abiti da lavoro puliti e deve lavarsi le mani più volte nel corso di una giornata di lavoro, oltre che ad ogni ripresa del lavoro; b) nessun animale deve essere ammesso nei laboratori per la ricerca delle trichine; c) il materiale e gli strumenti di lavoro devono essere sempre in ottimo stato di manutenzione e di pulizia; devono essere puliti e disinfettati con cura più volte nel corso di una giornata di lavoro, nonché alla fine della stessa. 3) L'utilizzazione dell'acqua potabile è d'obbligo per tutti gli usi. 4) Per quanto riguarda lo stato di salute del personale incaricato del prelievo dei campioni al fine d'esame, si applicano le disposizioni dell'allegato B, capitolo IV, n. 11 e n. 12, del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 889. 5) I campioni di carni necessari per l'esame e prelevati subito dopo la macellazione devono essere sottoposti immediatamente all'esame nel laboratorio per la ricerca delle trichine del macello. È vietato effettuare esami all'esterno del macello nel quale gli animali sono stati macellati. 6) Per prevenire l'insorgere della stanchezza e le relative conseguenze, devono essere concessi al personale addetto al controllo brevi periodi di riposo. Capitolo IV DISPOSIZIONI CONCERNENTI I TRICHINOSCOPI La concezione e il tipo dei trichinoscopi devono soddisfare ai seguenti requisiti minimi: l. Semplicità d'impiego 2. Alta luminosità: a) deve essere possibile ottenere risultati sicuri del controllo anche in locali non completamente oscurati; b) quale fonte luminosa si utilizzerà una lampada da proiezione di 100 W (12v.). 3. Ingrandimento sufficiente: a) normale ingrandimento di lavoro: 50 volte; b) ingrandimento da 80 a 100 volte per identificare oggetti non chiaramente identificati con l'ingrandimento normale. 4. Contrasto: a qualsiasi ingrandimento si deve avere un'immagine chiara, precisa, a colori netti. 5. Meccanismo di commutazione: quando si cambia il rapporto di ingrandimento, la compensazione della luminosità dello schermo deve avvenire automaticamente. 6. Aumento del contrasto: a) il sistema di condensatori deve essere provvisto di un diaframma per la variazione del contrasto che consenta di esaminare accuratamente anche i campioni più difficili; b) il diaframma deve essere di facile impiego (ad esempio, regolabile mediante levetta fissata sul quadro di comando del trichinoscopio). 7. Agevole messa a fuoco dell'obiettivo: a) messa a fuoco rapida mediante anello zigrinato; b) messa a fuoco di precisione mediante levetta. 8. Regolazione della tensione: per ottenere la luminosità voluta nella situazione specifica. 9. Guida a senso unico del vetro compressore: un dispositivo automatico di blocco deve assicurare il passaggio a senso unico del vetro compressore per evitare spostamenti accidentali. 10. Visibilità della superficie di proiezione. 11. Superficie di proiezione: a) diametro minimo di 54 cm, b) alto potere riflettente, c) durevolezza, d) smontabilità, e) facilità di pulizia. Capitolo V BOLLATURA DELLE CARNI CHE HANNO SUBITO L'ESAME PER LA RICERCA DELLE TRICHINE 1. La bollatura sanitaria deve essere effettuata sotto la responsabilità del veterinario ufficiale. A tal fine egli detiene e custodisce: a) gli strumenti per la bollatura che può consegnare al personale ausiliario soltanto al momento e per il tempo necessario per effettuare la bollatura stessa; b) i bolli metallici di cui al numero 5. Questi bolli metallici sono consegnati al personale ausiliario al momento in cui sono utilizzati e in numero corrispondente alle necessità. 2. Il bollo deve essere un timbro di forma rotonda, di 2,5 cm di diametro. Sul timbro devono figurare le seguenti indicazioni, in caratteri perfettamente leggibili: a) verso il centro, la lettera T maiuscola formata da due barre della lunghezza di 1 cm e della larghezza di 0,2 cm; b) sotto la lettera T predetta, una delle sigle CEE, EEG, EWG, E0F o EEC. Le lettere devono avere un'altezza di 0,4 cm. 3. Le carcasse sono bollate con marchio a inchiostro o a fuoco sulla faccia interna della coscia, in conformità del paragrafo 2. 4. La testa è bollata con un marchio a inchiostro o a fuoco rispondente alle prescrizioni del paragrafo 2. I pezzi, esclusi quelli esenti da bollatura sanitaria ai sensi dell'allegato B, capitolo X, paragrafo 43, della direttiva 72/462/CEE, ottenuti nei laboratori di sezionamento da carcasse regolarmente bollate, semprechè non rechino alcuna stampigliatura, devono essere bollati prima dell'applicazione del bollo sanitario, in conformità del paragrafo 2.