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Nel nostro Paese gli utilizzatori abituali e occasionali di e-cig , le sigarette elettroniche, sono circa 900.000. Di questi l'80,1 per cento è costituito da fumatori, consumatori "duali" che fumano le sigarette tradizionali e contemporaneamente l' e-cig . Il 5 per cento dei fumatori abituali o occasionali di sigaretta elettronica è costituito da persone che prima di utilizzare l' e-cig non avevano mai fumato sigarette tradizionali. Oltre la metà dei giovani fumatori tra i 15 e 24 anni fuma già più di 10 sigarette al giorno e oltre il 10 per cento più di 20; a tal proposito, da notizie di stampa, si è appreso che le autorità statali e federali degli Stati Uniti che stanno indagando su alcuni casi di misteriose malattie polmonari legate alle sigarette elettroniche che hanno colpito 215 persone in 25 Stati, provocando anche due decessi in Illinois e Oregon, hanno scoperto la stessa sostanza chimica nei campioni di marijuana usati dalle persone che si sono ammalate e che hanno usato differenti marchi di prodotti: si tratta di un olio derivato dalla vitamina E che si trova in certi alimenti, come l'olio di colza, l'olio d'oliva e le mandorle; l'olio derivato è disponibile comunemente come integratore nutrizionale ed è usato nei trattamenti topici della pelle. Non è noto se sia sostanza dannosa quando è ingerita come integratore o applicata sulla pelle, ma la sua struttura molecolare, secondo gli esperti, potrebbe essere pericolosa se inalata. Le proprietà simili a quelle dell'olio potrebbero essere associate con il tipo di sintomi respiratori che hanno riportato molti pazienti: tosse, mancanza di respiro e dolore al petto. L'Illinois e l'Oregon hanno registrato in estate quelli che sono considerati i primi due decessi legati alla sigaretta elettronica o, più probabilmente, ai prodotti inalati, con riferimento a vitamina E acetato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale fenomeno registrato negli Usa e se risultino esserci rischi per la salute anche per chi utilizza e-cig in Italia, e se siano altresì stati previsti accertamenti specifici. Atto n. 4-02201 PAPATHEU Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: secondo le anticipazioni del rapporto Svimez 2019, gli emigrati dal Sud Italia tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni, di cui 132.187 nel 2017. Di questi ultimi, si legge, "66.557 sono giovani, il 50,4% per cento, di cui il 33% per cento laureati". L'anticipazione del rapporto "L'Economia e la Società del Mezzogiorno" da parte di Svimez, l'associazione che promuove lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno d'Italia, delinea un quadro molto grave sulla situazione economica e sociale dell'area meridionale del nostro Paese; da questa analisi si evince chiaramente come l'Italia sia un Paese sempre più spaccato in due, con un Sud svuotato dall'emigrazione di migliaia di giovani. Nessuna inversione di tendenza si registra nel biennio 2017-2018, in cui l'Italia è stata governata da Esecutivi di PD e M5S; l'aspetto che più colpisce di quest'ultimo rapporto è che i giovani se ne vanno "ancora di più", un segnale in totale controtendenza con le speranze di una "possibilità" di sollevarsi del Meridione d'Italia dalla sua crisi storica. Secondo i dati del rapporto sono più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Centro-Nord e all'estero, che non gli stranieri immigrati regolari che scelgono di vivere nelle regioni meridionali; si riscontra, altresì, un'"emorragia" di abitanti in particolare tra i giovani: tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni i giovani che sono andati via dalle regioni meridionali. Il fenomeno è più evidente e sentito nei centri minori, nei paesi medio-piccoli, con il rischio reale del loro spopolamento. Nei piccoli centri lo Stato non dà opportunità sociali, culturali e occupazionali ai ragazzi e ragazze, e queste aree rischiano a loro volta di morire. Secondo il report Istat sulla mobilità, nel 2017 sono stati circa 110.000 i movimenti da Sud a Nord (perdita netta di 54.000 unità). Nei 20 anni precedenti sono andati via oltre 1 milione di residenti. I giovani scelgono Milano, Roma, Firenze e Venezia e molti emigrano in Germania, Regno Unito, Francia e Svizzera. Le grandi città del Sud, come Napoli e Palermo, non riescono a competere con Milano, Bologna e Roma; ancora più preoccupante, nel rapporto Svimez 2019, è il basso tasso di occupazione femminile al Sud rispetto ad altre parti d'Italia: nel 2018 appena il 35,4 per cento delle donne era impegnato in un lavoro, contro il 62,7 per cento del Centro-Nord, il 67,4 per cento dell'Europa a 28 Paesi (la Germania è al 75,8 per cento). Gli altri fanno meglio e il Sud Italia è fermo, abbandonato al suo destino, e anziché ridurre il gap tra Nord e Sud d'Italia, il divario si è allargato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano al corrente di tale grave quadro economico e sociale nelle regioni del Mezzogiorno e quali misure urgenti e concrete intendano attuare per iniziare ad affrontare in termini immediati l'emergenza. Atto n. 4-02202 PAPATHEU Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il neo ministro Lorenzo Fioramonti in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera" il 2 settembre 2019 ha palesato l'intenzione di far introdurre delle nuove tasse per finanziare la scuola. Nello specifico Fioramonti, prima ancora di essere nominato Ministro, ha dichiarato testualmente: "Vorrei delle tasse di scopo: ad esempio sulle bibite gasate e sulle merendine, o tasse sui voli aerei che inquinano. L'idea è: faccio un'attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani. Con i soldi che lo Stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi di euro". Fioramonti ha inoltre aggiunto: "Ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l'università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto"; a fronte di tali esternazioni si ravvisa l'urgenza di un chiarimento immediato ed esaustivo da parte del Ministro in indirizzo su contenuti che non possono non essere considerati preoccupanti per gli italiani, a riprova della volontà del nuovo Esecutivo di gestire la cosa pubblica facendo gravare sugli italiani una forte pressione fiscale ed acuendo le difficoltà di tante famiglie;