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In questo Comitato ha creduto anche l'altro ramo del Parlamento, perché non ci sono state perplessità nell'approvarlo. Solo che noi ci siamo resi conto che questo Governo non ha fatto altro che spartirsi in maniera equa posti e poltrone. Non vorremmo che in questa circostanza si sia spartito anche le Camere, e quindi, poiché la Camera ha dato il via libera a questo Comitato, il Senato dicesse di no attraverso le forze di Governo. Ricorderete anche voi - e non abbiamo sentito vostre parole indignate - l'intervento qui in Aula del vice presidente Calderoli rispetto alla sua visione degli eletti all'estero e quindi anche del ruolo che svolgono. Non cito testualmente, perché la citazione non la ricordo, ma ricordo chiaramente che c'era un attacco rispetto alla grande utilità e al grande valore dei nostri rappresentanti eletti all'estero. A quanto pare, se voi aveste la possibilità di scegliere in questo momento, li togliereste del tutto. Non vorrei che la posizione della Lega qui in Senato avesse portato il MoVimento 5 Stelle, che - lo ricordo - aveva firmato questa mozione, a ritirare le sue firme. Infatti, in questo caso sarebbe veramente vergognoso. Vedremo tra poco come vi comporterete. Purtroppo non riusciamo a pensarla in maniera positiva nei vostri riguardi; la vostra miopia non vi fa vedere nei confronti degli italiani all'estero quell'opportunità che invece noi riteniamo essi siano e di cui siano portatori. Non vi sentiamo mai parlare, infatti, della grande opportunità che gli italiani all'estero possono dare al sistema Paese Italia, grazie alla loro capacità di creare network e di creare rete. I nostri imprenditori hanno bisogno anche di quella base all'estero, che dal vostro punto di vista non merita assolutamente di essere valorizzata. Forse perché voi avete in mente una figura degli italiani all'estero molto diversa da quella che, ad esempio, la collega Garavini e il collega Giacobbe vi hanno illustrato prima, ossia di un mondo estremamente complesso ma con molte risorse, pronto a mettersi in gioco per il proprio Paese di provenienza (se il proprio Paese di provenienza avesse il buon gusto di prenderli in considerazione). Questo Governo invece continua incessantemente ad ignorarli e non riusciamo a cogliere nessun gesto. Aggiungo ancora che questa vostra miopia vi rende incapaci di vedere e leggere le problematiche che i nostri connazionali stanno vivendo. Lo dico con la consapevolezza di chi è stata italiana all'estero, perché ho vissuto in Germania e anche in Croazia e ho avuto l'opportunità di vedere qual è il ruolo che le comunità italiane svolgono nel fare ponte, nella possibilità di trovare contatti, anche nel semplice modo di facilitare le questioni burocratiche. Un Comitato come quello che potrebbe nascere al Senato serve anche per migliorare questo sistema, perché ha proprio la funzione di portare avanti dei progetti che siano veramente ad hoc , che diano l'opportunità di parlare di quel tema, che risolvano il problema nella sua specificità, altrimenti passa sempre tutto in secondo piano, diventa uno dei tanti commi che si trovano all'interno della legge di bilancio, diventa uno dei tanti emendamenti senza progettualità, senza costruzione, proprio secondo quella regola di improvvisazione che invece vi caratterizza. C'è un altro aspetto che mi preoccupa e che indubbiamente sarà smentito dal voto di questa Assemblea, perché spero che i colleghi leghisti e i colleghi del MoVimento 5 Stelle abbiano la volontà invece di dar vita a questo Comitato: non vorrei che la possibilità di questo Comitato di fare anche indagini di natura conoscitiva, di valorizzare le belle esperienze delle nostre comunità all'estero che portano con sé delle storie grandi di integrazione, turbasse gli animi di qualche collega che invece pensa che l'integrazione non sia una ricchezza e che invece vive sempre il principio di mescolanza non tanto come un'opportunità, ma come un pericolo. Con questa moda del sovranismo, del guardare sempre e solo in casa propria, nella visione di un'italietta ristretta all'interno dei propri confini, tutto ciò che arriva dall'esterno diventa pericoloso, e allora guai, meglio bloccarlo. Non vorrei che la possibilità di avere contatto con i nostri emigrati, con le comunità vive e forti che sono in tutto il mondo - ricordava prima il senatore Giacobbe che la nostra è la comunità più numerosa al mondo - che queste buone pratiche e questi buoni esempi potessero far cambiare idea a qualcuno. Temo che in questa vostra miopia ci sia anche l'assoluta mancanza di coraggio di dire che alcune volte conoscere e farsi portatori di un patrimonio di esperienze, che magari molti all'interno di quest'Aula non conoscono, sia una ricchezza e non una paura da combattere. (Applausi dal Gruppo PD) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi ero annotato alcune idee, ma in realtà a seguito di alcuni interventi mi preme chiarire un aspetto in premessa. Sembra che la rappresentanza del mio Gruppo sia quella che sostanzialmente non tiene minimamente in conto l'importanza e gli interessi degli italiani attualmente residenti all'estero. Questa cosa io la voglio smentire, perché a dispetto di chi parla di miopia su questo argomento, voglio ricordare - e lo ricordo a me stesso, che ho parte della mia famiglia che è residente all'estero e che vive quella situazione in prima persona, esattamente dall'altra parte del mondo - che so esattamente cosa vuol dire far parte di una comunità importante, che vuole mantenere le proprie radici, i rapporti con la propria Nazione di appartenenza, con il fatto di essere italiani, di essere lombardi, piemontesi, emiliani, siciliani, di tutte le Regioni della nostra Penisola. Oggi discutiamo però di un'altra cosa: con questa mozione si chiede di istituire un Comitato che si occupi delle problematiche degli italiani residenti all'estero. Parliamo di un'altra cosa, parliamo di un organo che dovrebbe preoccuparsi di seguire queste problematiche, ma abbiamo appena sentito proprio dal Sottosegretario che queste problematiche vengono seguite e c'è un impegno formale in questa sede (ricordiamoci che siamo al Senato). E ha appena detto che la problematica degli italiani all'estero non è una problematica di secondo piano. Questo secondo me è molto importante; però molti probabilmente non lo vogliono sentire, ma vogliono semplicemente buttarla in polemica, là ove non c'è proprio nulla. Appartengo alla Commissione affari esteri, emigrazione; ci dimentichiamo spesso che nel nome della Commissione c'è anche il riferimento all'emigrazione. Abbiamo recentemente approvato un'indagine conoscitiva in Commissione plenaria; ciò vuol dire che la Commissione affari esteri, emigrazione si occuperà di queste problematiche. La collega Garavini poc'anzi ricordava che, rispetto ai 4 milioni di iscritti all'AIRE nel 2008, oggi gli iscritti sono poco sotto i 6 milioni. Ebbene, evidentemente, se il fenomeno si è accresciuto in questo modo, bisogna anche modificare gli strumenti con cui andiamo ad approcciare questo problema. Noi riteniamo che l'indagine conoscitiva che abbiamo recentemente approvato in Commissione, e che è stata approvata dalla Presidenza del Senato, sia uno strumento a maglie ben più larghe di quello di un comitato.