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com'è altrettanto noto, l'Italia ha partecipato al Forum di Vilnius sui beni culturali trafugati durante il periodo dell'Olocausto (3-5 ottobre 2000), all'esito del quale i Paesi e gli Enti internazionali non governativi partecipanti hanno approvato una «Dichiarazione» che, facendo anche riferimento ai Principi della Conferenza di Washington, ha chiesto a tutti i Governi di: «compiere ogni sforzo ragionevole al fine di pervenire alla restituzione, ai proprietari originari o ai loro eredi, dei beni culturali sottratti durante l'epoca dell'Olocausto…adottare tutti i provvedimenti adeguati per attuare i principi della Conferenza di Washington sulle opere d'arte confiscate dai nazisti …fornire tutte le informazioni necessarie ad ottenere tale restituzione…mantenere o costituire in ciascun Paese un ufficio centrale di riferimento e di richiesta di informazioni su beni culturali trafugati, su archivi e su richiesta dì restituzione/risarcimento»; anche il Parlamento europeo (viste anche le proprie precedenti risoluzioni del 14 dicembre 1995 sulla restituzione alla comunità ebraica dei beni depredati e del 16 luglio 1998 sulla restituzione dei beni appartenenti alle vittime dell'Olocausto) ha approvato, il 17 gennaio 2019, una risoluzione sulle domande di restituzione transfrontaliere delle opere d'arte e dei beni culturali saccheggiati durante conflitti armati e guerre, con la quale, fra l'altro, sono stati formulati i seguenti inviti e raccomandazioni: «… occorra ovviamente adoperarsi per stilare un elenco completo di tutti i beni culturali, compresi quelli di proprietà di ebrei, che sono stati saccheggiati dai nazisti e dai loro alleati, dalla data del loro saccheggio ad oggi; … al fine di consentire un'adeguata ricerca della provenienza, sia necessario procedere alla creazione di un archivio documentale o di un registro delle transazioni quanto più dettagliato possibile; … al fine di superare gli ostacoli giuridici esistenti, a considerare l'istituzione di uno specifico meccanismo di risoluzione delle controversie per trattare i casi di domande di restituzione di opere d'arte e beni culturali saccheggiati, come ad esempio una forma ibrida di arbitrato e mediazione; … i termini di prescrizione spesso mettono in difficoltà le parti ricorrenti nelle questioni riguardanti le restituzioni; invita la Commissione a valutare la questione e a trovare il giusto equilibrio per quanto riguarda i termini di prescrizione applicabili alle domande di restituzione delle opere d'arte trafugate, comprese quelle saccheggiate dai nazisti, tenendo in considerazione la tutela degli interessi delle vittime di razzia e furto come pure degli interessi del mercato; ritiene che la legge statunitense sul recupero delle opere d'arte espropriate durante l'Olocausto potrebbe fungere da esempio; … considerare l'adozione di misure legislative atte a rafforzare il sistema giuridico per le domande di restituzione transfrontaliere delle opere d'arte e dei beni culturali saccheggiati durante conflitti armati e guerre sulla base degli strumenti del diritto internazionale privato»; considerato che: nonostante l'Italia abbia preso parte ad ognuno degli eventi rammentati, e si sia quindi impegnata a dare attuazione alle prescrizioni, voti o raccomandazioni ivi deliberati, un Convegno internazionale svoltosi presso l'Università Cattolica di Milano il 5 e 6 maggio 2021, «Questo è stato: arte, memoria, riparazione. L'accidentato cammino di attuazione dei Principi di Washington in Europa», avendo messo a confronto le situazioni di Italia, Svizzera, Germania, ossia di tre fra i Paesi maggiormente coinvolti nel traffico di beni culturali durante il periodo bellico, ha dovuto constatare la sostanziale inerzia dell'Italia sul piano dell'attuazione dei principi sottoscritti; significativa, in tal senso, la testimonianza riportata il 3 maggio 2021 sulla stampa nazionale: «…dal punto di vista dell'azione istituzionale e legislativa il nostro paese è ancora molto indietro... A differenza che in Germania, Austria, Olanda, Francia e Regno Unito, non esistono linee guida strutturate e organismi incaricati di investigare sistematicamente sulla provenienza delle opere… Solo nel luglio 2020 è stato finalmente costituito, presso il Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali del MiBAC, un tavolo di lavoro per lo studio e la ricerca sui beni culturali sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945, composto da sette membri incaricati di «svolgere attività di ricognizione, ricerca e individuazione dei beni culturali sottratti alla comunità ebraica e ai singoli cittadini ebrei nel periodo delle persecuzioni razziali» e aventi facoltà di consultare esperti esterni, ma senza dotazione di fondi. » (si veda "Arte, memoria, riparazione. L'accidentato cammino dei Principi di Washington" su "ilsole24ore.com"); lo stesso forte ritardo da parte dell'Italia è emerso nel successivo convegno internazionale del 25 marzo 2022, tenutosi presso l'Ateneo Veneto, con il significativo titolo «Why are we still looking for looted art in Italy?» (Perché siamo ancora alla ricerca dell'arte espropriata in Italia?). L'iniziativa ha avuto lo specifico intento di accrescere la consapevolezza dei ritardi e delle inadempienze su questo tema e di segnalare l'urgente necessità di accurate ricerche sulla provenienza delle collezioni d'arte italiane e l'adozione di opportune soluzioni normative in linea con i Principi di Washington del 1998 (si veda "Nazi-Looted Art in Italy" su "lootedart.com"), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga giunto il momento di dare un segnale di resipiscenza rispetto alla politica finora perseguita, che agli interroganti appare del tutto evanescente, in materia di recupero delle opere d'arte sottratte da fascisti e nazisti non solo alla popolazione italiana di origine ebraica, ma anche alle istituzioni italiane, pubbliche e private, anche grazie all'applicazione di disposizioni arbitrarie e gravemente lesive dei diritti inviolabili dell'uomo e dei principi di uguaglianza e pari dignità sociale delle persone, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione opinioni politiche e condizioni personali e sociali; se non ritenga di impegnarsi, mediante azioni concrete, a dare attuazione agli impegni dall'Italia sottoscritti in ambito internazionale, dismettendo la prassi, a giudizio degli interroganti vanesia ed autoreferenziale, che soprattutto in questi ultimi anni ha contraddistinto l'azione ministeriale, e dando innanzitutto vita ad un'apposita struttura commissariale, con competenze tecnico-giuridiche, in grado di affrontare e risolvere i numerosi e spesso ardui problemi che insorgono, sia nella fase di ricerca dei beni sottratti da fascisti e nazisti, sia nella fase di attuazione di puntuali azioni di recupero, quindi elaborando specifiche disposizioni normative che consentano di predisporre elenchi il più possibile completi di tutti i beni culturali (compresi quelli di proprietà di ebrei) che sono stati saccheggiati dai fascisti e dai nazisti loro alleati, dalla data del loro saccheggio ad oggi; di creare un archivio documentale o un registro delle transazioni quanto più dettagliato possibile;