[massime]

SENT. 62/05 E. AMBIENTE (TUTELA DELL') - RIFIUTI RADIOATTIVI - DISPOSIZIONI URGENTI PER LA RACCOLTA, LO SMALTIMENTO E LO STOCCAGGIO IN CONDIZIONI DI MASSIMA SICUREZZA - PREVISTA REALIZZAZIONE DI UN DEPOSITO NAZIONALE PER LA SISTEMAZIONE IN SICUREZZA DEI RIFIUTI DI III CATEGORIA - PREVISTA LOCALIZZAZIONE DELL'IMPIANTO DA PARTE DI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PREVIA INTESA CON LA CONFERENZA UNIFICATA (O, IN MANCANZA DI INTESA, DA PARTE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PREVIA DELIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI) - ATTRIBUZIONE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DI POTERI DI APPROVAZIONE DI PIANI E PROGETTI, ANCHE IN SOSTITUZIONE DEI SOGGETTI COMPETENTI - RICORSO DELLA REGIONE BASILICATA - VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ, RAGIONEVOLEZZA, LEALE COLLABORAZIONE E PREVIA INTESA FRA STATO E REGIONI - ESTROMISSIONE DELLA REGIONE IN CUI VERRÀ REALIZZATO IL DEPOSITO DA PROCESSI DECISIONALI E AMMINISTRATIVI INCIDENTI SULL'AMBIENTE REGIONALE E SUI DIRITTI DELLE POPOLAZIONI RESIDENTI - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE 'IN PARTE QUA', NEI SENSI DI CUI IN MOTIVAZIONE.. Sono costituzionalmente illegittimi l’art. 1, comma 4-bis, del decreto legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito con modificazioni dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, nella parte in cui non prevede una forma di partecipazione della Regione interessata, nei sensi di cui in motivazione, al procedimento di “validazione” del sito, nonché l’art. 2, comma 1, lettera f, dello stesso decreto legge n. 314 del 2003, nella parte in cui non prevede una forma di partecipazione della Regione interessata, nei sensi di cui in motivazione, al procedimento di approvazione dei progetti. Infatti, una volta individuato il sito, quando si debba provvedere alla sua “validazione”, alla specifica localizzazione e alla realizzazione dell’impianto, l’interesse territoriale da prendere in considerazione e a cui deve essere offerta, sul piano costituzionale, adeguata tutela, è quello della Regione nel cui territorio l’opera è destinata ad essere ubicata, di tal che non è più sufficiente il semplice coinvolgimento della Conferenza unificata, il cui intervento non può sostituire quello, costituzionalmente necessario, della singola Regione interessata: la disciplina recata dal decreto legge impugnato è dunque carente laddove prevede che alla “validazione” del sito provveda il Consiglio dei ministri, sulla base degli studi della Commissione tecnico-scientifica, e sentiti i soli pareri di enti nazionali (l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, il CNR e l’ENEA: art. 1, comma 4-bis), mentre il Commissario straordinario statale provvede, fra l’altro, anche in deroga alla normativa vigente, ad approvare i progetti (art. 2, comma 1, lettera f), essendo, invece, necessaria la previsione di forme di partecipazione al procedimento della Regione interessata, fermo restando che in caso di dissenso irrimediabile possono essere previsti meccanismi di deliberazione definitiva da parte di organi statali, con adeguate garanzie procedimentali. Poiché alle procedure per la messa in sicurezza e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi di I e II categoria (art. 3, comma 1-bis) “si applicano le procedure tecniche e amministrative di cui agli articoli 1 e 2” del decreto, fatta eccezione per quelle speciali previste dalla legge n. 443 del 2001 e dal d.lgs. n. 190 del 2002, anche a seguito della dichiarazione di parziale illegittimità costituzionale degli art. 1 e 2, ad esse vengono ad essere estese le garanzie previste per quelle relative al Deposito nazionale. - Moduli partecipativi ed insufficienza del coinvolgimento della Conferenza unificata Stato-Regioni-autonomie locali: sentenze n. 338/1994, n. 242/1997, n. 303/2003 e n. 6/2004.