[resaula]

la privazione della libertà reca un forte disagio anche da un punto di vista clinico, in quanto un individuo, specialmente se è alla prima esperienza detentiva, può fare emergere una vasta gamma di quadri psicopatologici, tra cui: sintomi depressivi, tendenza all'isolamento, intensi sensi di colpa e di vergogna che incidono negativamente sulla socializzazione, difficoltà ad integrarsi con la struttura e ad adattarsi al contesto carcerario; la de-personalizzazione del carcerato inoltre è un fattore che purtroppo si riscontra sovente negli istituti penitenziari, ed è un meccanismo messo in atto al fine di livellare e uniformare i comportamenti dei detenuti per motivi legati all'ordine, alla sicurezza e alla controllabilità. L'operazione di spersonalizzazione diviene tanto più efficace quanto più i contatti con la società esterna sono limitati e resi difficoltosi; considerato inoltre che: la situazione delle carceri e le condizioni detentive spesso disumane esistenti in Italia sono estremamente preoccupanti; l'autolesionismo e il comportamento violento dei detenuti sono sovente causati dal sovraffollamento e dalle condizioni detentive; un considerevole numero di edifici, attualmente utilizzati come carceri, non è più adatto per essere impiegato come tali a causa delle condizioni strutturali in cui essi versano; serve considerare il carcere, e le persone detenute, come parte integrante della collettività e non come luogo distaccato dalla società reale in cui l'essere umano viene separato dalla società esterna e relegato ad una condizione di vita parallela, che nulla ha a che vedere con la funzione rieducativa e riabilitativa; le condizioni delle carceri, così come le dinamiche interne, rappresentano il fattore che maggiormente determina il buono o il cattivo esito della funzione stessa che riveste l'istituto penitenziario, la quale non si esaurisce nella mera pena da scontare, ma si sostanzia anche nella funzione rieducativa della pena stessa, il cui fine ultimo è dotare la società di un soggetto riabilitato che possa essere reinserito all'interno della collettività; considerato infine che, a parere degli interroganti: istituire sistemi e banche dati per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni carcerarie dei detenuti potrebbe garantire un'efficace distribuzione della popolazione carceraria; sarebbe opportuno prevedere per i detenuti un programma bilanciato di attività in modo tale che possano trascorrere tante ore al giorno fuori dalla propria cella quante sono necessarie per un livello adeguato di interazione umana; garantire il mantenimento di regolari forme di contatto con la famiglia e amici potrebbe agevolare il benessere psicofisico del detenuto, prevenendo non solo atti di autolesionismo e di tentativi di suicidio ma favorendo il perfezionarsi della funzione riabilitava, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, possa prendere in considerazione quanto sopra e valutare la fattibilità e l'attuazione delle proposte, nonché di ulteriori, al fine di intervenire per consentire la realizzazione di tutte le misure necessarie a garantire una detenzione che non si esaurisca nel mero sconto della pena, ma si sostanzi anche nella realizzazione della funzione riabilitativa e rieducativa della pena così come indicato all'art. 27 della Costituzione, comma terzo. Atto n. 4-05988 ROMEO Al Ministro dell'interno Premesso che: la gestione dell'assembramento abusivo al rave party che ha avuto luogo per 5 giorni consecutivi questa estate sul lago di Mezzano nel viterbese si è dimostrata fin dal principio poco appropriata e completamente inefficace; la situazione era chiaramente fuori controllo, con incidenti anche gravi e una vittima accertata: l'atteggiamento del Ministero dell'interno richiedeva fermezza e autorevolezza per ripristinare l'ordine pubblico, identificare le persone e individuare le responsabilità all'origine di un evento così rischioso per la sicurezza e la salute dei cittadini durante una pandemia; a distanza di un mese dall'accaduto, accertata la presenza di droga, l'occupazione e il danneggiamento di proprietà private, la devastazione di paesaggi naturali, in questi giorni articoli di stampa fanno cenno ad una nota prefettizia trasmessa al capo di gabinetto del Ministro in indirizzo da cui risulterebbe la scelta del Viminale di non intervenire, sebbene a conoscenza di tutta la situazione, per evitare disordini, optando quindi per non interrompere il rave party e addirittura per scortare con la polizia 40 camper di partecipanti; se tale notizia fosse confermata, sarebbe davvero grave e minerebbe completamente la credibilità del Ministro che, invece di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza, sarebbe scesa a compromessi legittimando, di fatto, comportamenti illegali e pericolosi. Sarebbe inaccettabile ipotizzare l'omissione di atti d'ufficio in presenza di numerosi profili di reato, la cui flagranza sarebbe emersa immediatamente con un intervento delle autorità di polizia, si chiede di sapere: se, relativamente al rave party che ha avuto luogo nel mese di agosto 2021 vicino al lago di Mezzano, il Ministro in indirizzo abbia ricevuto segnalazioni riguardo ai reati che si sono perpetrati per 5 giorni consecutivi fra cui occupazione abusiva di terreni altrui, detenzione e spaccio di droga, danneggiamento, rumori molesti, maltrattamento di animali, violazione delle normative anti COVID; quali siano le ragioni che hanno motivato la scelta di disporre gli agenti delle forze dell'ordine intorno al sito senza un intervento tempestivo che potesse accertare in flagranza eventuali reati consumati nel corso dei giorni in cui si è svolto l'evento abusivo; se risponda al vero che le forze di polizia hanno addirittura scortato numerosi camper al rave party e se non ritenga che un atteggiamento tanto "morbido" possa risultare "debole" e sicuramente inefficace a scongiurare altri episodi similari in futuro. Atto n. 4-05989 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del turismo e dello sviluppo economico Premesso che: il 12 dicembre 2006 il Parlamento e il Consiglio europeo hanno adottato la direttiva 123/60/CE nota come "direttiva Bolkestein", nata per assicurare la libera circolazione dei servizi, come disposto dall'art. 1.1: "La presente direttiva stabilisce le disposizioni generali che permettono di agevolare l'esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori nonché la libera circolazione dei servizi, assicurando nel contempo un elevato livello di qualità dei servizi stessi", intendendo per "servizi" "qualsiasi attività economica non salariata di cui all'articolo 50 del trattato fornita normalmente dietro retribuzione" (art. 4, n. 1); in base a quanto disposto dall'art. 12, gli spazi occupati dagli stabilimenti balneari dovrebbero essere messi a gara al momento della scadenza delle concessioni, con divieto di rinnovo automatico; l'Italia ha recepito la direttiva Bolkestein, che non ha carattere self executing , con decreto legislativo n. 59 del 2010;