[pronunce]

e ciò senza nemmeno menzionare espressamente la deroga a detto art. 3, comma 3, come invece richiesto dall'art. 1, comma 1, della stessa legge n. 212 del 2000; che, sempre ad avviso dei giudici a quibus, la violazione delle norme dello statuto del contribuente si risolverebbe nella violazione dei princípi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario di cui all'art. 119, secondo comma, Cost.; che, quanto alla rilevanza, la Commissione rimettente si limita ad affermare che gli avvisi di accertamento impugnati, relativi al recupero della tassa automobilistica regionale dell'anno 1999, sono stati notificati ai contribuenti il 1° dicembre 2003, e cioè oltre il termine triennale (nella specie, scaduto il 31 dicembre 2002) stabilito dal menzionato art. 5, cinquantunesimo comma, primo periodo, del decreto-legge n. 953 del 1982, e che, ove la norma censurata fosse dichiarata incostituzionale, la pretesa fiscale risulterebbe esercitata illegittimamente, per il decorso di detto termine; che, attesa l'identità delle questioni sollevate, i relativi giudizi debbono essere riuniti e decisi con un'unica pronuncia; che, anteriormente alle ordinanze di rimessione, è entrato in vigore, il 1° gennaio 2004, l'art. 2, comma 22, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2004), il quale ha disposto in via di sanatoria l'applicabilità, fino al 1° gennaio 2007, delle disposizioni legislative regionali sulla tassa automobilistica, anteriormente emanate, che non siano conformi alla normativa statale (v., in tema, la sentenza n. 455 del 2005 e l'ordinanza n. 476 del 2005); che, nella specie, i giudici a quibus, pur deducendo l'illegittimità costituzionale della norma censurata in ragione della sua non conformità alla legislazione statale, non hanno tenuto conto della incidenza sulla stessa norma del citato art. 2, comma 22, della legge n. 350 del 2003, senza motivare al riguardo; che le questioni sono, pertanto, manifestamente inammissibili per carente motivazione sulla rilevanza, in relazione al mutamento del quadro normativo intervenuto nel corso dei giudizi principali. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 10 della legge della Regione Liguria 7 maggio 2002, n. 20 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria – Legge finanziaria 2002), sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione, dalla Commissione tributaria provinciale di Genova con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 febbraio 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Franco GALLO, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 febbraio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA