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Nuove norme in materia di propaganda elettorale esterna. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge si propone la modifica delle norme, ormai ampiamente datate, relative alla propaganda elettorale e referendaria esterna, quali quelle svolte mediante affissione di stampati, giornali murali, manifesti, decorazioni e iscrizioni su veicoli privati o mezzi di trasporto pubblico. Gli obiettivi della proposta si possono così sintetizzare: 1) contrastare la generale situazione di illegalità diffusa nella propaganda elettorale e referendaria che porta all'affissione selvaggia negli spazi predisposti ed autorizzati dai comuni; 2) conseguentemente scongiurare il ricorso a periodiche operazioni di condono a sanatoria delle sanzioni per propaganda abusiva, che generano nell'opinione pubblica un senso diffuso di sfiducia nelle forze politiche e nelle stesse istituzioni rappresentative; 3) ridurre le distorsioni che la pratica delle affissioni abusive produce nella competizione tra partiti e tra candidati, salvaguardando i diritti dei piccoli partiti con la conferma della fascia gratuita e garantendo la regolarità della propaganda elettorale; 4) equiparare i mezzi di comunicazione esterna agli altri mezzi di comunicazione ai fini della propaganda elettorale; 5) consentire un risparmio per tutti gli enti locali sui quali oggi gravano i costi del servizio affissioni elettorali (oggi stimabile in media in complessivi 40 milioni all'anno), scongiurando l'uso ormai invalso di impianti obsoleti e pericolosi. La materia è oggi ancora regolata dalla legge n. 212 del 1956. Essa impone che l'affissione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti di propaganda, da parte di partiti, singoli candidati, movimenti o gruppi politici che partecipano alla competizione elettorale o a consultazioni referendarie sia effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati in ogni comune. Una disciplina ormai datata, introdotta in un periodo in cui la propaganda elettorale poteva essere svolta unicamente mediante la pubblicità esterna, nel quale esisteva un monopolio statale per le trasmissioni televisive e radiofoniche, non esisteva il web e non esistevano, a parte i giornali, altre forme di comunicazione elettorale. Si propone una generale revisione della normativa in materia, che permetta da un lato una effettiva equiparazione dei mezzi di comunicazione esterna agli altri mezzi di propaganda politica e dall'altro aiuti a reprimere con efficacia l'affissione abusiva, determinare un risparmio del denaro pubblico oggi speso per la predisposizione degli spazi, riducendo al contempo l'impatto ambientale di impianti pubblicitari obsoleti. L'articolo 1 del disegno di legge indica le finalità della disciplina proposta. In particolare l'intervento normativo è finalizzato a garantire la parità di trattamento tra i candidati, tra le liste concorrenti e tra i soggetti politici che partecipano alle campagne elettorali e referendarie e reprimere le forme illegalità diffusa nell'affissione di manifesti in occasione delle consultazioni popolari. In tale quadro la legge tutela i diritti dei piccoli partiti e assicura la regolarità dei mezzi di propaganda. L'articolo 2 individua le specifiche modalità di svolgimento della propaganda elettorale esterna, attuata mediante affissione di stampati, giornali murali, manifesti, decorazioni e iscrizioni su veicoli privati o mezzi di trasporto pubblico, da chiunque esercitata. Gli articoli 3 e 4 concernano le modalità di individuazione ed autorizzazione degli spazi pubblici e privati destinati alla propaganda elettorale e referendaria. L'articolo 5 riprende ed aggiorna i divieti già esistenti concernenti la propaganda abusiva. L'articolo 6 abroga la legge 4 aprile 1956, n. 212, e l'articolo 7 destina i risparmi derivanti dalla attuazione delle disposizioni della presente proposta di legge alle spese per il decoro urbano sostenute dai comuni.. 1 (Finalità) 1 Al fine di garantire la parità di trattamento tra i candidati, tra le liste concorrenti e tra i soggetti politici che partecipano alle campagne elettorali e referendarie e reprimere le forme illegalità diffusa nell'affissione di manifesti in occasione delle consultazioni popolari, la presente legge disciplina la propaganda e le attività comunque dirette a determinare la scelta degli elettori svolte mediante affissione di stampati, giornali murali, manifesti, decorazioni e iscrizioni su veicoli privati o mezzi di trasporto. 2 La presente legge disciplina, al fine di garantire la parità di trattamento tra i candidati, tra le liste concorrenti e tra i soggetti politici che partecipano alle campagne elettorali e referendarie e di tutelare i diritti dei piccoli partiti e la regolarità della propaganda, l’accesso ai mezzi di propaganda di cui al comma 1 durante le campagne per l'elezione al Parlamento europeo, per le elezioni politiche, regionali e amministrative e per ogni referendum . 2 (Nuove norme in materia di propaganda elettorale e referendaria) 1 La propaganda elettorale e referendaria e le attività comunque dirette a determinare la scelta di voto degli elettori, svolte mediante affissione di stampati, giornali murali, manifesti, decorazioni e iscrizioni su veicoli privati o mezzi di trasporto pubblico, da chiunque esercitata, deve essere svolta, durante le campagne elettorali e referendarie, esclusivamente: a su impianti privati espressamente autorizzati dai comuni, anche collocati su auto pubblicitarie; b sui mezzi delle imprese di trasporto pubblico locale, previa remunerazione del servizio; c a titolo gratuito, sugli impianti appartenenti al servizio comunale affissioni, per una percentuale massima del 20 per cento degli spazi disponibili; d a titolo oneroso, sugli impianti appartenenti al servizio comunale affissioni, per una percentuale massima del 20 per cento degli spazi disponibili. 2 La propaganda esercitata secondo le modalità di cui alle lettere a), b) e d) del comma 1 può essere soggetta a prescrizioni dalle amministrazioni locali. Tali prescrizioni devono comunque garantire la parità di trattamento tra tutti i candidati e tra tutte le liste concorrenti. 3 Gli spazi di cui alla lettera c) del comma 1 sono distribuiti in parti eguali tra tutte le liste concorrenti, a cura dell'amministrazione comunale d'intesa con la prefettura. 4 Tra gli stampati, giornali murali o altri e manifesti previsti dai commi da 1 a 3 si intendono compresi anche quelli che contengono avvisi di comizi, riunioni o assemblee a scopo elettorale. 5 I divieti di cui al presente articolo non si applicano alle affissioni di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico, regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi. 6 Sono proibite le iscrizioni murali e quelle su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e recinzioni. 7 L'attività di propaganda è esercitata dai quaranta giorni fino alle ventiquattro ore antecedenti le votazioni. 3 (Impianti e spazi comunali destinati alla propaganda elettorale)