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Il comma 1 dell'articolo 3, oggetto di modifiche esclusivamente formali durante l'iter alla Camera, prevede che le misure di cui ai precedenti articoli 1 e 2 siano adottate con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sentito il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze e gli altri Ministri competenti per materia, nonché i Presidenti delle regioni competenti, nel caso in cui esse riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui esse riguardino il territorio nazionale. I decreti non possono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 2 dell'articolo 3 prevede che, nelle more dell'adozione dei predetti decreti, nei casi di estrema necessità ed urgenza, le misure in esame possano essere adottate con ordinanze del Ministro della salute, delle regioni e dei sindaci, emanate in base alle norme ivi richiamate (norme concernenti l'emanazione di misure urgenti, mediante ordinanze, in materia di igiene e sanità pubblica). Secondo una disposizione inserita dalla Camera, le misure adottate dagli enti territoriali ai sensi del presente comma 2 perdono efficacia se non sono comunicate al Ministro della salute entro ventiquattro ore dalla loro adozione. Il successivo comma 3 fa salvi gli effetti delle ordinanze contingibili e urgenti già adottate dal Ministro della salute. Il comma 4 del presente articolo 3 qualifica come illecito penale, di natura contravvenzionale, il mancato rispetto delle misure di contenimento stabilite dai provvedimenti adottati ai sensi del decreto-legge in esame, prevedendo che, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, si applichi l'articolo 650 del codice penale ("Inosservanza dei provvedimenti dell'autorità"). Tale disposizione punisce con l'arresto fino a 3 mesi o l'ammenda fino a 206 euro chiunque non osservi un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene. Ai sensi del successivo comma 5, il prefetto, informando preventivamente il Ministro dell'interno, assicura l'esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Secondo una disposizione aggiunta dalla Camera, al personale delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del prefetto competente, per assicurare l'esecuzione delle misure di contenimento in esame, è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il comma 6, oggetto di una modifica esclusivamente formale durante l' iter alla Camera, dispone che, per i provvedimenti emanati in attuazione del presente articolo 3, i termini per il controllo preventivo della Corte dei conti, ivi richiamati, siano dimezzati e che i medesimi provvedimenti, durante lo svolgimento del suddetto controllo preventivo, siano provvisoriamente efficaci, esecutori ed esecutivi, secondo le norme generali sui provvedimenti amministrativi ivi richiamate. In base alla disciplina dei termini temporali suddetti, gli atti trasmessi alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità divengono in ogni caso esecutivi trascorsi sessanta giorni dalla loro ricezione senza che sia intervenuta una pronuncia della Sezione del controllo, salvo che la Corte, nel predetto termine, abbia sollevato questione di legittimità costituzionale, per violazione dell'articolo 81 della Costituzione, delle norme aventi forza di legge che costituiscono il presupposto dell'atto, ovvero abbia sollevato, in relazione all'atto, conflitto di attribuzione. Il predetto termine è sospeso per il periodo intercorrente tra le eventuali richieste istruttorie e le risposte delle amministrazioni o del Governo, periodo che non può complessivamente essere superiore a trenta giorni. L'articolo 4 incrementa nella misura di 20 milioni di euro per il 2020 le risorse già stanziate per gli oneri inerenti all'emergenza sanitaria in oggetto con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 (queste ultime risorse sono pari a 5 milioni di euro). L'incremento è disposto a valere sulla dotazione del Fondo per le emergenze nazionali, la quale, tuttavia, viene a sua volta incrementata nella misura corrispondente. Alla copertura finanziaria di quest'ultimo stanziamento, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse previste per l'attribuzione dei premi e le spese amministrative e di comunicazione connesse alla gestione della cosiddetta lotteria degli scontrini. La Camera ha operato in merito una modifica di natura formale. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. Infine, la data di entrata in vigore del decreto-legge in conversione (articolo 5) è stabilita al giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (23 febbraio 2020). Il PRESIDENTE , dopo aver ricordato che il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è fissato alle ore 11 di lunedì prossimo, 2 marzo, dichiara aperta la discussione generale. La senatrice BINETTI ( FIBP-UDC ) ritiene che, nell'affrontare l'emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19, si debbano coniugare due distinte esigenze: la tutela della salute e la protezione del sistema produttivo del Paese. Osserva che il provvedimento in esame non effettua un corretto bilanciamento e prevede l'adozione di misure sproporzionate, tali da recare potenziale nocumento alla tenuta del sistema: si riferisce, in particolare, al disposto dell'articolo 1, che nelle aree in cui vi è almeno una persona positiva prefigura iniziative come la chiusura delle scuole. Si domanda se sia stato valutato l'impatto di siffatte misure sulle famiglie, sulla possibilità di lavoratrici e lavoratori di attendere alle loro ordinarie attività, sullo stesso benessere dei bambini. Chiede di sapere se vi siano margini per introdurre miglioramenti in sede emendativa e, pur nella consapevolezza che è imminente l'adozione di un ulteriore decreto-legge recante interventi di carattere economico, ribadisce le sue perplessità circa la razionalità e l'equilibrio complessivo del provvedimento in esame. Il senatore ENDRIZZI ( M5S ) manifesta stupore per l'intervento della senatrice Binetti e la invita a leggere con maggiore attenzione l'articolo 1, comma 1 del decreto-legge in conversione, il quale prevede che le misure siano adeguate e proporzionate all'evolversi della situazione epidemiologica. Soggiunge che in presenza di almeno una persona positiva, per la quale non si conosca la fonte di trasmissione, le autorità sono sì tenute ad attivarsi per contenere l'epidemia, ma non certo a porre in essere tutte le iniziative elencate dal comma 2. Formula l'auspicio di una leale collaborazione di tutte le forze politiche alla positiva conclusione dell'iter di conversione, anche qualora il Governo decidesse di porre la questione di fiducia. Il senatore ZAFFINI ( FdI ) fa anzitutto rilevare che con l'eventuale posizione della questione di fiducia il suo Gruppo incontrerebbe serie difficoltà ad esprimersi a favore del decreto-legge in conversione.