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Disposizioni per l'istituzione del sistema «casa qualità». Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge, che riproduce il testo presentato nella XVI legislatura dal Gruppo della Lega Nord, così come approvato dall'Aula della Camera dei deputati, (vedi atto Senato n. 2770) ha lo scopo di elevare la qualità dell'edilizia residenziale, per assicurare non solo il risparmio energetico ma anche la tutela dell'ambiente interessato dagli interventi edilizi e il benessere fisico e psichico dei fruitori. Con l'entrata in vigore della legge 9 gennaio 1991, n. 10, sono state introdotte nell'ordinamento norme per la certificazione energetica degli edifici che successivamente sono entrate a far parte del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Il meccanismo dei certificati bianchi, o, più propriamente, dei titoli di efficienza energetica (TEE), istituiti con il decreto del Ministro delle attività produttive 20 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 205 del 1° settembre 2004, ha rappresentano un incentivo atto a ridurre il consumo energetico, che però, non è mai decollato effettivamente. Con il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, in attuazione della direttiva 2002/91/CE, in materia di rendimento energetico nell'edilizia, sono stati stabiliti i criteri per la certificazione energetica degli edifici e la metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche, allo scopo di migliorare le prestazioni energetiche e di contribuire al risparmio energetico e al conseguimento degli obiettivi nazionali del Protocollo di Kyoto (reso esecutivo ai sensi della legge 1° giugno 2002, n. 120), in ordine alla limitazione delle emissioni di gas a effetto serra. Prima il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, poi il decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, hanno proceduto alla revisione del citato decreto legislativo n. 192 del 2005. Il decreto-legge n. 63 del 2013, in particolare, ha reso obbligatorio l'attestato di prestazione energetica dal 4 agosto 2013 per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti, trasferiti o locati ad un nuovo locatario. Il citato decreto ha disposto l'adeguamento della metodologia di calcolo ai nuovi criteri da esso introdotti. Tale adeguamento avviene con la promulgazione di un apposito decreto ministeriale che ancora non è stato adottato. Inoltre, la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), all'articolo 1, commi 344 e seguenti, ha introdotto ulteriori disposizioni a favore del risparmio energetico, come la detrazione fiscale del 55 per cento per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il citato decreto-legge n. 63 del 2013 ha riproposto, fino al 31 dicembre 2013, tali meccanismi di incentivazione, innalzando al 65 per cento la spesa detraibile. Per conto loro alcune regioni e province, come le regioni Lombardia e Toscana e la provincia di Treviso, sulla scia delle certificazioni «CasaClima» applicate dalla provincia autonoma di Bolzano, hanno promosso linee guida per la valutazione della qualità energetica degli edifici. Si tratta di iniziative sporadiche che non riescono a fare fronte alle richieste di privati che da più parti, in via volontaria, promuovono la certificazione della propria abitazione, chiedendo ai comuni i relativi attestati. Sono infatti evidenti a tutti i vantaggi che si possono ottenere in termini di risparmio energetico attraverso alcuni accorgimenti, come l'orientamento dell'edificio, la disposizione delle superfici vetrate, la coibentazione, oppure alcune tecnologie attive di trasformazione dell'energia proveniente da fonti rinnovabili, come l'utilizzo di pannelli solari o quelli fotovoltaici. Il presente disegno di legge fa un ulteriore passo verso la qualità, intendendo coniugare la certificazione energetica con la sostenibilità ambientale e il benessere dei fruitori. Si tratta di un vero e proprio marchio di qualità, da applicare in primis agli edifici residenziali, essendo l'abitazione il luogo principale di identificazione delle persone, ove si svolgono le attività essenziali della vita, ma anche l’ambito ove è richiesto il maggiore consumo di energia. La certificazione relativa al sistema unico per la qualità dell'edilizia residenziale, denominato «casa qualità», rappresenta un aiuto concreto ai fruitori per risparmiare sui costi energetici e per migliorare il comfort abitativo e può diventare nel tempo una misura valida per la valutazione del mercato delle costruzioni e per la regolamentazione del mercato degli affitti. Il presente disegno di legge tiene conto della legislazione vigente, in materia di risparmio energetico, considerandola una delle componenti valide per l'individuazione delle odierne esigenze dell'abitare, esigenze che si misurano anche con la qualità del vivere quotidiano in una casa confortevole e con una crescente attenzione della popolazione per la qualità ambientale e per l'utilizzo di materiali eco-compatibili. Infatti, cresce continuamente il numero delle persone in Italia che non solo vuole risparmiare sui costi energetici ma che desidera anche vivere in modo sano e confortevole, proteggendo il clima terrestre e tutelando l'ambiente. Al fine di stabilire i criteri che corrispondono alle moderne esigenze dell'abitare e di individuare una scala di misura per il benessere e per il comfort abitativi sono stati presi a riferimento i requisiti di cui alla norma UNI 8289 per le operazioni del processo edilizio e i requisiti essenziali della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sui prodotti da costruzione, essendo tali norme le uniche a disposizione a livello comunitario in grado di razionalizzare concetti come il benessere e il comfort , che si pongono per lo più in modo astratto ma che si riconoscono in una serie di aspetti della vita quotidiana, come la sicurezza contro atti vandalici e incidenti, la luminosità della casa, l'isolamento acustico, la fruibilità, dello spazio, la dotazione di servizi e di impianti tecnologici o la durabilità e la manutenzione dei materiali da costruzione. Il presente disegno di legge non intende invadere competenze regionali in materia di energia, edilizia o governo del territorio, classificate dalla Costituzione «di legislazione concorrente», ma si pone come una legge quadro, nel rispetto del titolo V della parte seconda della Costituzione, ed è diretta ad armonizzare le norme nazionali, regionali e comunali ai fini della definizione di un sistema unico per la certificazione della qualità della casa, costituendo, fino all'emanazione delle leggi regionali, un modello per i soggetti privati e per i comuni che già oggi aderiscono a sistemi diversi per la certificazione degli immobili. Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previsto dall'articolo 3, definirà le linee guida per uniformare, sul territorio nazionale, le modalità utilizzate dai privati per certificare la qualità dell'edilizia residenziale.