[ddlpres]

c svolge attività di valutazione della conformità del soggetto richiedente il rilascio del marchio etico agli standard qualitativi definiti dalla presente legge lungo l'intero ciclo produttivo, verificando il possesso e il mantenimento dei requisiti di cui all'articolo 4. Tale verifica avviene tramite richiesta di informazioni diretta alle imprese e tramite riscontri incrociati effettuati in coordinamento con i servizi ispettivi, con le aziende sanitarie locali, con gli enti previdenziali e con gli organi tributari, anche mediante la stipula di apposite convenzioni. In seguito agli accertamenti è redatto un apposito rapporto in base al quale è successivamente verificata la corrispondenza tra quanto accertato e quanto dichiarato dall'impresa in sede di presentazione della domanda di rilascio del marchio etico; d definisce il regolamento d'uso del marchio etico che dispone, fermo restando quanto previsto dall'articolo 4, le modalità di produzione e di commercializzazione alle quali devono attenersi i soggetti che hanno acquisito la facoltà d'uso del marchio etico, nonché i criteri e le modalità per l'esecuzione uniforme su tutto il territorio nazionale dei relativi controlli. 6 Entro il 30 settembre di ogni anno l'Organismo trasmette al Parlamento una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente. 7 L'ufficio di presidenza e il comitato consultivo di cui ai commi 3 e 4 sono nominati, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dello sviluppo economico. 8 Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è adottato lo statuto dell'Organismo, le disposizioni concernenti la sua organizzazione e il suo funzionamento, il trattamento giuridico del personale a esso assegnato, nonché le disposizioni dirette a disciplinare la gestione delle spese. 9 Per le spese di funzionamento dell'Organismo è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, con una dotazione di 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2020. 3 (Sistema di certificazione etica del lavoro di qualità) 1 Il marchio etico certifica, sulla base degli standard definiti nella presente legge, la conformità del sistema organizzativo-gestionale delle imprese a parametri di stabilità e di durata del lavoro, di sicurezza nei luoghi di lavoro, di valorizzazione professionale dei lavoratori, nonché di promozione di un modello partecipativo di relazioni sindacali. 2 Il marchio etico può essere rilasciato esclusivamente dall'Organismo, a tutti gli operatori, qualunque sia la forma giuridica con cui esercitano l'attività di impresa, che ne fanno richiesta e che soddisfano congiuntamente i seguenti requisiti: a rispettano il regolamento d'uso del marchio etico; b sono in possesso della certificazione SA 8000; c sono iscritti alla rete del lavoro agricolo di qualità. 3 Possono acquisire la facoltà di uso del marchio etico anche le reti di imprese di cui all'articolo 3, comma 4- ter , del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e le organizzazioni di produttori di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102. 4 Le imprese che hanno acquisito la facoltà di uso del marchio etico possono apporre il contrassegno dello stesso sui prodotti commercializzati o esposti per la vendita al dettaglio, nonché pubblicizzare la qualifica di impresa certificata sui mezzi di informazione. 4 (Requisiti del lavoro di qualità) 1 La valutazione della qualità del lavoro, ai fini della concessione del marchio etico, avviene mediante la verifica da parte dell'Organismo del rispetto dei seguenti requisiti: a rispetto della contrattazione collettiva delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; b tutela del diritto di associazione e di attività sindacale; c non utilizzo del lavoro minorile e del lavoro sotto coercizione; d garanzia della sicurezza e della salubrità dei luoghi di lavoro, anche attraverso la promozione di investimenti finalizzati a miglioramenti delle condizioni di sicurezza ulteriori rispetto a quanto già previsto dalla vigente legislazione in materia; e rispetto dei diritti relativi alla retribuzione, con particolare riferimento all'uguaglianza di genere nei trattamenti retributivi; f assenza di pratiche discriminatorie nonché di pratiche disciplinari lesive della dignità del lavoratore; g incentivazione della partecipazione dei lavoratori a corsi di formazione professionale; h congruità tra il titolo di studio o di qualificazione del lavoratore e l'inquadramento e le mansioni cui lo stesso è adibito; i promozione di azioni per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; l adozione di sistemi di gestione aziendale trasparenti e verificabili. 5 (Tutele e concessioni) 1 Le imprese alle quali è stato rilasciato il marchio etico hanno diritto a beneficiare di tutele e promozione da parte dello Stato e degli enti territoriali competenti, anche attraverso: a la concessione di un credito di imposta nella misura pari alla spesa, documentata, sostenuta per l'ottenimento della certificazione SA 8000, e utilizzabile in compensazione, a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data di rilascio del marchio etico, ai sensi della sezione I del capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241; b la possibilità, per le pubbliche amministrazioni che bandiscono gare di appalto per la fornitura di prodotti di consumo alle proprie strutture, di prevedere, nei capitolati di gara, misure che promuovono l'utilizzo di prodotti di imprese cui è stato rilasciato il marchio etico; c la predisposizione di campagne di promozione del marchio etico sul territorio nazionale, nonché sui mercati esteri, per il sostegno e la valorizzazione della produzione etica e per la sensibilizzazione del pubblico ai fini della tutela del consumatore. 2 Le disposizioni di cui al comma 1, lettera b) , sono adottate nell'osservanza della normativa nazionale e dell'Unione europea, con specifico riferimento al regime degli aiuti de minimis stabilito dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, e nel rispetto del Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dell'11 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 dell'8 maggio 2008, nonché dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara delle pubbliche amministrazioni di cui all'allegato I al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 25 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 21 settembre 2011. 6 (Verifiche e sanzioni) 1 Le imprese che hanno acquisito la facoltà di utilizzo del marchio etico sono sottoposte a controlli periodici secondo i criteri e le modalità definiti ai sensi dell'articolo 2, comma 5, lettera d) . 2 I controlli di cui al comma 1 sono effettuati da una società di certificazione da individuare in base a selezione con procedura ad evidenza pubblica.