[massime]

Ordinamento militare - Esperimento diretto del gravame giurisdizionale senza il previo ricorso gerarchico - Possibilità di configurare un illecito disciplinare - Questione proposta in via subordinata - Omesso tentativo da parte del rimettente di dare alle norme impugnate un significato costituzionalmente orientato - Incidente di costituzionalità finalizzato ad ottenere un avallo interpretativo - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 76 Cost., dell'art. 14, commi 14 e 14 -ter , della legge 28 novembre 2005, n. 246 (Semplificazione e riassetto normativo per l'anno 2005), come modificata dall'art. 4, comma 1, lett. a) , della legge n. 69 del 2009, con cui si delega al Governo l'individuazione delle disposizioni legislative statali pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970 da mantenere in vigore. Infatti, il remittente non ha adeguatamente utilizzato i suoi poteri interpretativi e non ha esplorato diverse soluzioni ermeneutiche per far fronte agli ipotizzati dubbi di costituzionalità, che concernono, in ultima analisi, la possibilità di configurare un illecito disciplinare a carico del personale militare in caso di esperimento diretto del gravame giurisdizionale senza il previo ricorso gerarchico. - Sulla manifesta inammissibilità per il mancato esperimento di interpretazioni delle disposizioni impugnate conformi alla Costituzione, v. le citate ordinanze nn. 102/2012 e 212/2011. - Sull'uso improprio dell'incidente di costituzionalità per ottenere dalla Corte costituzionale un avallo interpretativo, v. le citate ordinanze nn. 126/2012, 26/2012 e 240/2012. - Sull'insufficiente motivazione in ordine alla rilevanza della questione, connessa al non adeguato esercizio dei poteri interpretativi del giudice, v. le citate ordinanze nn. 198/2013 e 240/2012.