[resaula]

la corruzione di persona incaricata di pubblico servizio; la corruzione attiva; l'istigazione alla corruzione; i reati di corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, organi e funzionari dell'Unione europea o di Stati esteri; il traffico di influenze illecite. Oltre all'indicato ampliamento del catalogo degli illeciti, è aumentata altresì la durata della misura accessoria temporanea, prevedendo un minimo di cinque e un massimo di sette anni in caso di condanna alla reclusione per un tempo inferiore a due anni, o ove ricorra l'attenuante della particolare tenuità degli illeciti. Si prevede, invece, che l'interdizione temporanea sia compresa tra uno e cinque anni in caso di collaborazione, cioè quando il condannato si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione degli altri responsabili, ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite. La lettera d) sostituisce il comma 1 dell'articolo 158, relativo alla decorrenza del termine di prescrizione del reato. La novità introdotta riguarda il termine di decorrenza per il reato continuato, fissato al giorno di cessazione della continuazione. Ulteriori rilevanti modifiche sono introdotte alla disciplina della sospensione della prescrizione. La lettera e) sostituisce infatti il comma 2 dell'articolo 159 del codice penale, stabilendo che, oltre alle ipotesi di cui al comma 1, il corso della prescrizione venga sospeso dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado o dal decreto di condanna fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio, o alla data di irrevocabilità del citato decreto. Per finalità di coordinamento con le nuove ipotesi di sospensione della prescrizione sono abrogati i commi 3 e 4 dello stesso articolo 159. Infine, la lettera f) , - anche in tal caso per esigenze di coordinamento con quanto previsto dal nuovo comma 2 dell'articolo 159 - abroga il comma 1 dell'articolo 160, che attualmente individua come cause di interruzione del corso della prescrizione la pronuncia della sentenza di condanna o il decreto penale di condanna. Il comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge in esame individua nel 1° gennaio 2020 la data di entrata in vigore della disciplina della prescrizione, come introdotta dai novellati articoli 158, 159 e 160 del codice penale. Le lettere g) e h) - sempre nell'ottica di ampliamento e inasprimento delle sanzioni accessorie per reati contro la pubblica amministrazione - introducono modifiche in materia di sospensione condizionale della pena. In particolare, la lettera g) modifica il comma 4 dell'articolo 165 del codice penale relativo agli obblighi del condannato per specifici reati contro la pubblica amministrazione che accede alla sospensione condizionale. Si tratta di disposizioni volte alla ripetizione del vantaggio indebitamente lucrato, che si collegano al contenuto dell'articolo 322- quater . La novella prevista dalla lettera g) aggiunge al catalogo dei reati di cui all'articolo 165, quarto comma, la corruzione attiva, cioè la corruzione da parte del privato; estende inoltre l'obbligo del pubblico ufficiale (o dell'incaricato di pubblico servizio) al pagamento all'amministrazione lesa della somma determinata a titolo di riparazione pecuniaria ex articolo 322- quater , cioè della somma equivalente al prezzo o al profitto del reato. La lettera h) modifica invece l'articolo 166 del codice penale, relativo agli effetti della sospensione condizionale della pena, prevedendo che il giudice, nella sentenza di condanna per specifici reati contro la pubblica amministrazione, possa disporre - in deroga alla regola generale - che la sospensione condizionale della pena non estenda gli effetti anche alle pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici e all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. La lettera i) interviene sugli effetti della riabilitazione. A tal fine, si aggiunge un settimo comma all'articolo 179 del codice penale, che, derogando alla regola generale dell'articolo 178, stabilisce che la riabilitazione concessa sulla base della disciplina dello stesso articolo 179 non ha effetto sulle pene accessorie perpetue; esso prevede altresì la dichiarazione di estinzione della pena accessoria perpetua quando sia decorso un termine di almeno sette anni e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta. La lettera l) integra il primo comma dell'articolo 316- ter del codice penale, aggiungendo un'aggravante del delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, quando l'illecito è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio con abuso della sua qualità o dei suoi poteri; in tali ipotesi, la pena è della reclusione da uno a quattro anni. Con la lettera n) sono inasprite le pene previste dall'articolo 318 del codice penale a carico del pubblico ufficiale per il reato di corruzione per l'esercizio della funzione: è aumentata infatti la pena della reclusione sia nei limiti minimi (da uno a tre anni) che in quelli massimi (da sei a otto anni), con conseguente aumento anche dei termini di prescrizione del reato. La successiva lettera o) amplia l'ambito applicativo dell'articolo 322- bis del codice penale, che sanziona attualmente i reati di corruzione commessi da membri della Corte penale internazionale o degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri. Il disegno di legge, al primo comma, aggiunge due nuovi numeri che estendono la portata incriminatrice dell'articolo 322- bis : l'uno a carico di funzionari extra UE ovvero di chi esercita, nelle organizzazioni pubbliche internazionali, funzioni corrispondenti a quelle di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio; l'altro relativo ai membri di assemblee parlamentari internazionali o organizzazioni internazionali o sovranazionali, nonché ai funzionari delle corti internazionali. Una seconda modifica introdotta dalla lettera o) riguarda il secondo comma, n. 2), dello stesso articolo 322- bis . La novella amplia l'ambito applicativo della disposizione con riguardo ai funzionari esteri, eliminando l'elemento finalistico dei reati di induzione indebita a dare o promettere utilità, di corruzione attiva e di istigazione alla corruzione. L'integrazione del contenuto della rubrica dell'articolo 322- bis del codice penale è infine dettata dalla necessità di coordinamento con le modifiche introdotte dalla lettera l) alla stessa disposizione. La lettera p) aggiunge al codice penale l'articolo 322- ter .1, con cui è stabilito che i beni diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, oggetto di sequestro nell'ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti contro la pubblica amministrazione, compresi tra gli articoli 314 e 320 del codice penale, possono essere affidati dall'autorità giudiziaria in custodia giudiziale, nonché agli organi di polizia giudiziaria che ne facciano richiesta per le proprie esigenze operative. La previsione è modellata sulla falsariga della custodia dei beni sequestrati nei procedimenti per reati tributari.