[resaula]

Mettetevi una mano sulla coscienza, quando voterete oggi. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno G1, dei senatori Dell'Olio, Bagnai, Errani, Manca, Conzatti, Damiani, Steger ed altri, già stampato e distribuito, che si intende illustrato. Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sommessamente ricordare quale sia il periodo storico in cui il Governo ha scelto di implementare una misura superflua e ideologica (ideologica perché naturalmente chi utilizza il contante è sempre e comunque uno sporco evasore) come il cashback e di metterci sopra 5 miliardi di euro. Nell'anno appena trascorso abbiamo visto morire in Italia 300.000 imprese a causa della gestione della pandemia, che è stata sempre e solo di chiusure. La pandemia è stata gestita così dal Governo giallorosso, che era il Governo dei peggiori, ma la gestione è stata replicata, pari, pari, anche dal cosiddetto Governo dei migliori. Ricordo - perché ci pare che questo Governo sia un po' distratto - che nel 2020 il sistema produttivo italiano ha avuto un calo di fatturato di 423 miliardi, una perdita gigantesca, enorme, peraltro non dovuta a dinamiche di mercato o a incapacità, ma a una imposizione del Governo, che ha costretto tanti italiani a non lavorare. Il Governo ha voluto "rimediare" - il termine, per chi non lo capisse, naturalmente è ironico e credo che non ci sia mai stata ironia più tragica di questa - con un totale di contributi a fondo perduto pari a 11 miliardi di euro. Vorrei che queste due cifre, 423 miliardi e 11 miliardi, si scolpissero bene nella testa di tutti (soprattutto le proporzioni). Signori e membri del Governo, prima di alzare il sopracciglio dai nostri scranni privilegiati perché ieri qualche ristoratore e qualche commerciante hanno alzato la testa e i toni - peraltro, per la prima volta, direi - vi dico che, se non cambiate passo, quella di ieri non sarà certo l'ultima delle proteste di piazza. In realtà, ferma naturalmente la solidarietà alle Forze dell'ordine e la condanna per i casi - vorrei sottolinearlo - iperminoritari di violenza, sono molto stupita che queste proteste arrivino solo ora, dopo un anno di coma economico del nostro sistema produttivo, ma anche sociale. Ciò dimostra - e l'hanno dimostrato tutti gli italiani - che queste persone sono sicuramente molto più responsabili di chi li sta governando. Le persone di ieri - dobbiamo ricordarlo - non sono professionisti della protesta e non appartengono ai centri sociali, ma pensano che non rialzeranno mai più la loro serranda, non sanno cosa dare da mangiare ai loro figli domani e hanno visto polverizzare in un anno il sudore, le lacrime e i sogni di una vita intera. E voi - perché Fratelli d'Italia, è bene sottolinearlo, non ha alcuna responsabilità in questa vostra "follia", e non saprei usare un sostantivo diverso - invece di destinare ogni centesimo disponibile ai rimborsi per queste persone, concedete ristori, come un sovrano concede ai sudditi. Destinare 5 miliardi al cashback : per noi siete dei marziani. Non sentite vergogna morale dentro di voi? Non capite la vostra miopia sulla visione economica della nostra Nazione? Sul serio pensate che quella parte d'Italia (le partite IVA, i commercianti e i ristoratori) che ha solo il grande difetto di non essere il vostro elettorato, quello di riferimento del PD, possa accettare un'ingiustizia - o, meglio, una presa in giro - del genere? Mi auguro che, se quest'Assemblea conserva ancora una dignità, cancelli subito questa follia modaiola e ideologica del cashback e metta 5 miliardi per lenire - certo, parzialmente - le ferite di quell'Italia che lavora (o, forse, sarebbe più giusto dire che lavorava). (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, sappiamo che le finalità attribuite alla misura del cashback sono due: l'aumento della digitalizzazione delle transazioni effettuate nel nostro Paese e la diminuzione dell'evasione fiscale. Possiamo già in parte misurare alcuni effetti legati al primo obiettivo, perché sappiamo quante sono le transazioni effettuate (circa 7,2 milioni) e sappiamo anche che sono quasi 15 milioni gli strumenti elettronici di pagamento attivati per poter beneficiare di questa misura. Almeno in parte, possiamo dire che su uno dei due obiettivi ci sono già riscontri positivi. Ovviamente necessitano di maggior tempo per poter essere adeguatamente misurati e ponderati, a maggior ragione per quanto riguarda una misurazione degli effetti della riduzione dell'evasione fiscale. Non è pensabile che in soli tre mesi si possa stabilire se questa misura abbia avuto un effetto positivo o meno sull'emersione del nero. È inutile che ce lo nascondiamo: sappiamo bene che in molti casi i pagamenti vengono effettuati in una modalità che non permette la tracciabilità e, quindi, con comportamenti poco ortodossi. Credo che, proprio per il breve lasso di tempo che ci separa dall'introduzione di questa misura e dall'avvio della sua operatività, prima in maniera sperimentale e oggi più ordinata e concreta, abbiamo la necessità di prenderci del tempo per meglio meditare sugli effetti legati alle finalità e ai principi che questa misura si è data. Ci sono però accorgimenti che già oggi possiamo dirci essere necessari, perché la mole di risorse che stiamo impegnando su questo provvedimento e la modalità con la quale si sta sviluppando ci fa dire che possono essere già oggi adottati correttivi che si traducono ovviamente in risparmi. I correttivi possono essere rispetto al numero di transazioni semestrali, al tetto del valore delle transazioni stesse e alla possibilità che anche i commercianti e gli esercenti recuperino almeno in parte i maggiori costi derivanti dalle commissioni sulle transazioni elettroniche. I miglioramenti, che si traducono in risparmi, sono certamente possibili e fattibili. C'è anche il tema che riguarda - ahimè - le operazioni che si fanno in questo Paese: cambiano i Governi e chi arriva dopo passa il tempo a smontare le misure fatte dal Governo e dalle maggioranze precedenti. Uno dei grandi temi del nostro Paese è la certezza del diritto e quindi ci sono anche il bisogno e la necessità di far sì che i provvedimenti, una volta che entrano in vigore, non vengano smontati in quattro e quattr'otto nel giro di pochi mesi. La certezza del diritto è infatti uno dei capisaldi su cui si basano gli investimenti. I commercianti e gli esercenti che hanno dovuto adeguare i propri sistemi elettronici per poter accogliere queste modalità di pagamento a supporto del cashback e dell'altra misura, quella della lotteria degli scontrini, hanno fatto investimenti e, se si dice loro che abbiamo scherzato e che quegli investimenti vanno a decadere, credo che non sia neppure rispettoso dell'impegno che hanno messo nell'adeguare i propri strumenti. C'è invece un tema sul quale credo che dobbiamo chiedere al Governo di impegnarsi maggiormente.