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Le previsioni contenute nelle clausole nulle sono sostituite di diritto da previsioni che consentono al lavoratore assicurato di avvalersi delle prestazioni di un professionista o una struttura non convenzionati con le imprese assicuratrici e di ricevere il rimborso del corrispettivo pagato o di parte di questo. Il rimborso del corrispettivo pagato dal lavoratore a favore di un professionista o struttura non convenzionati non può essere inferiore a quello previsto dall'impresa assicuratrice per il medesimo tipo di prestazione in caso di tutela assicurativa diretta, fermi restando i massimali e i limiti contrattualmente previsti. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano ai nuovi contratti (...)», eccetera. Il parere continua: nel merito, sentito il mercato assicurativo - lo sottolineo - si segnala il potenziale impatto negativo sulla libertà contrattuale delle parti e per i relativi effetti sui premi di polizza sui consumatori (ma la polizza la sottoscrive il datore di lavoro). In particolare, la previsione contrattuale di cui si propone la nullità ha funzione calmierante dei prezzi, consentendo di accedere alle offerte economicamente più sostenibili per i sottoscrittori. La medesima previsione contrattuale favorirebbe altresì l'ampliamento delle coperture assicurative - ma abbiamo detto che restava fermo tutto a quanto già previsto - con un'estesa mutualità del rischio e conseguente supporto al sistema sanitario nazionale (come se il supporto al sistema sanitario nazionale fosse qualcosa di negativo, invece che positivo). Il Ministero dello sviluppo economico, insomma, sembrerebbe aver formulato questo parere sentendo solo la campana delle assicurazioni: nessun cenno alle associazioni di consumatori o all'ordine dei medici, agli odontoiatri o alle sigle sindacali, trattandosi di polizze aziendali. (Applausi) . Non va dimenticato poi che la calmierazione dei prezzi va solo a vantaggio degli introiti delle compagnie assicurative, che in questo modo si trovano a pagare di meno, perché ci sono meno prestazioni da rimborsare e non va sicuramente a vantaggio neanche dei centri odontoiatrici, per esempio, che erogano queste prestazioni, perché per fare i prezzi più bassi alle compagnie assicuratrici potrebbero essere costretti a utilizzare materiali più scadenti e manodopera meno qualificata, tutto a svantaggio del cittadino, che, quando ha un danno alla carrozzeria del proprio veicolo, può rivolgersi al carrozziere di propria fiducia, mentre, quando si tratta di farsi mettere le mani in bocca per farsi curare i denti o sul proprio corpo per altre prestazioni sanitarie, deve rivolgersi esclusivamente ai centri convenzionati. Mi avvio a concludere, Presidente: peccato che clausole di questo tipo siano già state giudicate vessatorie per ben due volte nel 2017 dal tribunale di Torino per quanto riguarda le RC auto; non si capisce come mai dovrebbe essere diverso il concetto quando si tratta di tutela della salute. (Applausi) . Solitamente cerco di essere pacata e politically correct nei miei interventi, ma di fronte a tanta spudorata faziosità - scusatemi - mi indigno profondamente e credo che ve ne siate accorti. Ho già ripresentato l'emendamento al disegno di legge concorrenza, perché la tutela della salute dei cittadini viene prima di tutto e non mi fermerò finché non lo capirà e accetterà anche il Ministero dello sviluppo economico. Invito tutti i colleghi che siano interessati all'argomento a supportare questa battaglia e a sottoscrivere il mio emendamento o a presentarne altri uguali. PRESIDENTE . La ringrazio, senatrice Pirro. I suoi toni sono stati vibranti e, nel contempo, le argomentazioni e le parole contenute, ma non per questo meno forti. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, i drammatici avvenimenti di queste ultime tre settimane hanno stravolto le prospettive precedenti e, di conseguenza, sconvolto le agende dei Governi dei Paesi europei e non solo, accelerando in maniera esponenziale i cambiamenti della situazione economica. Le dinamiche che tutti purtroppo conosciamo (i rincari dell'energia, del carburante e delle materie prime) comportano un aumento dell'inflazione molto preoccupante, attestata al 4,3 per cento, secondo i dati Istat di febbraio 2022 - lo ricordo - che però non tengono conto degli ultimi sviluppi. La situazione che stiamo vivendo implica che il Governo e il Parlamento debbano agire cambiando con rapidità le progettualità già previste e derivate dal quadro economico favorevole della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanze di novembre, chiuso a fine anno addirittura con un rimbalzo del PIL, sopra ogni aspettativa, al 6,3 per cento. Allora non c'era nemmeno l'ombra della scure della guerra e la campagna di vaccinazione faceva ben presagire per un'uscita dallo stato di emergenza. Determinante sarà quindi esaminare il DEF, con la fotografia aggiornata della situazione economica del Paese, rispetto anche al contesto internazionale, in tempi rapidissimi, per agire rispetto alle conseguenze non solo della pandemia, per cui questo provvedimento era stato concepito, ma anche della guerra. Ricordo che questa maggioranza si è coalizzata con l'unico obiettivo di uscire dall'emergenza da Covid-19 e per far decollare il PNRR; ora si trova ad affrontare quella che il presidente Draghi ha definito «un'economia di guerra». La nostra attenzione si deve concentrare prevalentemente su interventi per limitare l'inflazione, quindi a sostegno dell'impresa, per permettere una buona offerta, e dei cittadini, per dar loro più potere d'acquisto. Con il decreto-legge sostegni- ter sono stati messi a disposizione 2 miliardi di euro, con cui essenzialmente si è provveduto a dare ulteriori sostegni ai settori particolarmente penalizzati dalla pandemia, stanziando risorse per ridurre i costi dell'energia per le imprese, ma oggi - è evidente - non basta più. Si tratta di buoni interventi, declinati in una serie di misure anche a vantaggio degli enti locali, ma devo evidenziare una criticità del provvedimento: l'intervento sul superbonus. Bloccando inizialmente le cessioni del credito, di fatto, si è bloccato tutto e non solo a partire dall'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto-legge, ma fin dal suo annuncio. Questa è l'ennesima riprova che gli annunci anticipano gli eventi e le loro conseguenze. (Applausi) . Tutto ciò, infatti, ha creato un terremoto, che ha colpito cittadini, imprese, istituti finanziari e tutto il complesso mondo coinvolto nella misura delle agevolazioni fiscali. Pur comprendendo la volontà del Governo di bloccare le frodi che sono avvenute grazie a queste agevolazioni (ricordo i circa 4 miliardi maggiormente imputabili al bonus facciate), non è possibile però bloccare una misura con effetti retroattivi, che ricadono anche su interventi già avviati, mettendo in seria difficoltà tutti, dal cittadino, che si vede costretto a pagare i lavori già concordati, all'impresa, che non può cedere il credito agli istituti finanziari.