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Signor Presidente, anche noi esprimiamo grande preoccupazione per l'attacco della Turchia nel Nord della Siria. Tra l'altro, la Turchia è il terzo Paese dell' export italiano di armamenti. I curdi siriani del Rojava hanno combattuto in prima linea contro lo Stato islamico e si sono davvero tanto sacrificati. Senza di loro lo Stato islamico non sarebbe stato sconfitto. Quindi, non possiamo permetterci di lasciarli soli. Sarebbe davvero molto ingiusto. Signor Presidente, la Turchia è anche un membro della NATO e sarebbe auspicabile una sua riunione straordinaria per fermare questa aggressione che ha già determinato diverse vittime civili. Il nostro Ministro degli affari esteri, Luigi Di Maio, sin dalle prime ore si è messo al lavoro e confidiamo sulle sue capacità diplomatiche. La Siria è un Paese che ha sofferto moltissimo. Tra l'altro, con questo Paese dovremmo riallacciare i rapporti diplomatici. Le potenze straniere in Siria hanno fatto carne da macello del popolo siriano: sono 500.000 i morti siriani, milioni i profughi e i migranti costretti a scappare per via della guerra. A proposito di migrazioni, vorrei ricordare che l'Unione europea ha versato alla Turchia circa 6 miliardi di euro per fermare i flussi migratori verso l'Europa, ma questa nuova guerra necessariamente ne creerà degli altri. Signor Presidente, noi rivendichiamo i princìpi di non ingerenza e ovviamente quello del ripudio della guerra, come previsto dall'articolo 11 della nostra Carta costituzionale. Chiediamo che NATO, ONU ed Europa pragmaticamente intervengano per fermare questa occupazione illegale. (Applausi dal Gruppo M5S) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, quello che sta accadendo con l'attacco turco è davvero grave. Vorrei ricordare a tutti non solo che dobbiamo essere in prima fila nel condannare l'attacco da parte della Turchia, ma anche che i combattenti curdi, comprese le donne, in prima fila, sono stati determinanti per sconfiggere l'ISIS. Ancora oggi stanno in prima linea lì dove, tra l'altro, sono tenuti i 2.000 prigionieri appartenenti 2.000 appartenenti all'ISIS. Ma l'attacco della Turchia viene da lontano. Non possiamo dimenticare la persecuzione continua e costante posta in essere nei confronti dei curdi. Quello che sta accadendo sta ulteriormente creando problemi di destabilizzazione in Siria. È una situazione grave e per questo motivo dovrebbe intervenire non solo il Consiglio di sicurezza dell'ONU, ma anche la NATO. La posizione assunta fino ad ora, che tende semplicemente a contenere l'intervento della Turchia, non solo non è sufficiente, ma sembra quasi anche di compiacimento. Guardate che la vicenda della Turchia è un ulteriore ricatto nei confronti dell'Europa, perché pensano che una presa posizione dell'Europa per fermare l'attacco nei confronti dei curdi sarebbe un altro modo per dire che aprono le frontiere, visto che abbiamo pagato i turchi per contenere il flusso dei migranti nella parte dei Balcani. Per questo motivo - ha ragione il senatore Alfieri - serve una posizione assolutamente univoca del Parlamento e dell'Europa, per fare in modo che vi sia una condanna - e non ipotesi subalterne - chiara non soltanto perché è interesse di quell'area non creare ulteriori problemi di destabilizzazione, ma anche perché noi per una volta dobbiamo assumere una posizione lineare. Torno a ripetere che i curdi sono stati una forza determinante per fermare l'ISIS. E l'Europa commetterebbe ancora una volta un vero e proprio atto di vigliaccheria se non riuscisse a fermare con tutte le sue forze, quelle in campo e quelle politiche, l'attacco vergognoso posto in essere. Quella della Turchia credo sia ormai una questione che dobbiamo affrontare fino in fondo, e non solo per i problemi democratici presenti in quel Paese ma anche per il continuo ruolo di destabilizzazione che assume in quell'area e di ricatto vero e proprio nei confronti dell'Europa. Quindi, si deve levare la voce dell'Europa, ma si deve levare con molta forza anche la voce del nostro Paese, che è assolutamente determinante per gli equilibri in tutta l'area del Mediterraneo. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e dei senatori Ginetti e Verducci) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, gli organi di stampa ci parlano di vittime tra i civili, che sono già la conseguenza dell'invasione delle truppe turche. Quindi, anch'io mi aggiungo a quanto affermato dai colleghi che mi hanno preceduto sulla necessità che il nostro Parlamento prenda una posizione chiara, netta e unitaria, e inciti il Governo italiano a fare altrettanto, nei confronti sia dell'Unione europea che della NATO, affinché ci sia il coinvolgimento dell'ONU per arrivare a un cessate il fuoco. La situazione di grande instabilità, infatti, rischia di creare un'ulteriore destabilizzazione, in un'area molto fragile, che vede la possibile esplosione di ulteriori conflitti: non a caso già si osservano nuovi movimenti militari, anche da parte dell'Iran, al confine con la Turchia. Quindi, si corre il pericolo di una rinnovata esplosione del conflitto siriano, che già da otto anni vede la popolazione civile in enorme sofferenza. Anch'io voglio ribadire che esiste il rischio concreto di una riorganizzazione del Daesh, ovvero dell'ISIS. Proprio poco fa, l'ex sindaco di Kobane, la città curda che per prima ha sconfitto l'ISIS, ha sostenuto che sia molto concreta una sua possibile riorganizzazione, anche alla luce del fatto che, tra i 12.000 miliziani dell'ISIS attualmente in custodia - e spesso sotto il controllo proprio di quei curdi che adesso rischiano di essere colpiti e sterminati - si possano formare nuovi foreign fighter , arrecando così un pericolo molto grave e tangente alla stessa Europa. C'è poi il pericolo ingente che si venga a creare una vera e propria tragedia umanitaria, con l'arrivo massiccio di nuovi profughi. Dunque, è quanto mai necessario che il Governo intraprenda tutti i passi diplomatici utili, volti a scongiurare una recrudescenza degli atti in corso e a proporre un immediato cessate il fuoco. È poi quanto mai necessario che l'Europa intraprenda una politica estera ed una di difesa ad un'unica voce. Tutti i passi che possono essere intrapresi, politicamente, in questo senso, sono da ribadire ed è utile che ci sia stato un cambio nella compagine di Governo, in modo tale da poter portare avanti, anche su questo fronte, passi concreti e positivi rispetto a conflitti come quello in oggetto, che sono molto preoccupanti anche per il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per dire ai colleghi che sono testé intervenuti che, visto che adesso sono loro in maggioranza, è inutile che facciano interventi in Aula di sollecito: dovete risolvere voi, i problemi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Discussione dei disegni di legge: