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alcuni produttori di videogrammi e di opere audiovisive non associati a tali associazioni hanno quindi proceduto, per il tramite di una nuova organizzazione collettiva, regolarmente iscritta all'elenco tenuto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), a richiedere alla SIAE di ricevere quanto loro spettante già per le competenze ancora non distribuite; risulta all'interrogante che la SIAE si sia rifiutata di procedere alla distribuzione dei compensi, nonostante la nuova organizzazione collettiva abbia debitamente attivato ogni possibile procedura, indicando come soluzione necessaria un accordo preventivo da trovarsi con le preesistenti associazioni di categoria; tali associazioni hanno tuttavia rifiutato qualsiasi confronto, affermando di essere gli unici soggetti legittimati a ricevere i compensi dalla SIAE. A fronte di tali posizioni, la SIAE, d'accordo con le tre associazioni, ha avanzato alcuni quesiti al Ministero dei beni e delle attività culturali riguardo alla possibilità per un'organizzazione collettiva non costituita in forma di associazione di partecipare alla ripartizione dei compensi; il parere successivamente formulato sembra voler avallare l'ipotesi di un'intermediazione obbligatoria in capo alle associazioni di categoria, smentendo quanto già espresso dalla stessa amministrazione nel luglio 2017, lì dove si affermava che la gestione dei compensi attraverso le associazioni di categoria rappresenta uno dei sistemi alternativi di gestione dei compensi. Se pur non giuridicamente vincolante, il parere fornisce l'alibi alla SIAE di continuare a distribuire i compensi unicamente alle tre organizzazioni, sulla base di obsoleti criteri stabiliti negli anni '90, mettendo, quindi, a rischio la sopravvivenza della nuova organizzazione; le associazioni che partecipano alla distribuzione sono le medesime in favore delle quali è stato concesso un ingiustificato vantaggio competitivo, lì dove con le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 35 del 2017, in violazione di quanto previsto dalla direttiva 2014/26/UE, è stato previsto che le associazioni di produttori di fonogrammi e videogrammi che distribuiscono i compensi per copia privata non si debbano costituire in organismo di gestione collettiva o ente di gestione indipendente, come invece previsto invece per tutte le altre organizzazioni, compresa la stessa SIAE; l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a cui è stato affidato il compito di vigilare sul mercato dei diritti d'autore e diritti connessi, si è espressa contro l'esenzione concessa alle associazioni di categoria con propria segnalazione al Governo del 24 novembre 2017; la stessa SIAE, in ambito di gestione dei compensi di copia privata musicale, già a partire dal 2000, ammette alla ripartizione dei compensi ognuna delle singole organizzazioni, che a mano a mano si affacciano nel mercato, senza mai sollevare questioni riguardo alla loro natura giuridica; la SIAE è attualmente oggetto di un'istruttoria da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per grave abuso di posizione dominante (A508 - provvedimento n. 265319), si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati; come e in che tempi intenda intervenire al fine di consentire a tutti gli operatori collettivi di ricevere i compensi di loro spettanza; se non ritenga opportuno procedere ad una revisione della normativa, al fine di meglio definire e migliorare il sistema della gestione della copia privata. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00473 PILLON Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che per quanto risulta all'interrogante: secondo quanto riportato dagli organi di stampa, nella scuola primaria di Mocasina (Brescia), a fine febbraio 2018 una donna estranea al corpo insegnante avrebbe svolto nelle classi prime una lezione definita "percorso di educazione alla lettura-laboratorio intercultura"; la donna si sarebbe presentata ai bambini come la "strega Romilda" e avrebbe sostanzialmente simulato rituali magici ed esoterici davanti ai bambini, facendo loro bere dei liquidi da lei portati in un thermos , definiti pozioni magiche; la stessa avrebbe altresì consegnato ai bambini degli oggetti, definiti amuleti, che i minori avrebbero dovuto mantenere nascosti ai propri genitori, altrimenti i loro desideri (a suo dire) non si sarebbero mai realizzati; una madre avrebbe trovato uno di questi "amuleti" sotto il cuscino del figlio e quest'ultimo, interrogato sulla provenienza degli oggetti da parte della madre, sarebbe scoppiato in lacrime perché, a suo dire, "la strega ci ha detto che doveva restare un segreto e ora i desideri non si realizzeranno"; la vicenda ha avuto un'ampia diffusione sulla stampa, con giudizi contrastanti, ma tutti convergenti sul fatto che i genitori direttamente interessati non siano stati informati dettagliatamente dell'iniziativa e che non sia stato loro fatto sottoscrivere il consenso informato preventivo, come sarebbe stato d'obbligo; durante tale lezione, come ammesso dall'insegnante ad alcuni genitori il giorno successivo, a seguito di lamentele, l'insegnante titolare si sarebbe allontanata dall'aula; la persona in questione, intervista alla trasmissione di "Radio 24" intitolata "la Zanzara", non avrebbe negato di avere consegnato ai bambini di nascosto dai genitori oggetti da portare a casa, definendoli amuleti; tali fatti, qualora accertati, costituirebbero una gravissima violazione del patto di corresponsabilità educativa, nonché del primato della famiglia nell'educazione dei ragazzi; considerato che: le condotte della persona e della scuola sono state puntualmente contestate da alcuni genitori che si sono rivolti al comitato "Articolo 26"; quest'ultima associazione ha trasmesso al Ministero dell'istruzione, l'università e la ricerca un'apposita richiesta di chiarimenti in data 17 marzo 2018, ad oggi rimasta senza risposta, si chiede di sapere: se i fatti descritti corrispondano a verità; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il primato educativo della famiglia, assicurare che non si svolgano attività con personale extra scolastico all'insaputa delle famiglie, individuare modalità idonee ad informare i genitori ex ante e dettagliatamente circa le attività previste nel tempo scuola ed a formalizzare il necessario consenso preventivo degli stessi genitori, nonché a predisporre delle alternative per i minori nel caso in cui i genitori non vogliano che i rispettivi figli prendano parte alle iniziative proposte. Atto n. 4-00474 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la stazione ferroviaria di Nocera Inferiore (Salerno) rappresenta una delle strutture storiche della Campania, in quanto fu inaugurata il 18 maggio 1844 nell'ambito del prolungamento della Napoli-Portici; nel 1846 si otteneva anche la concessione per il prolungamento su Mercato San Severino e Avellino; nel 1882 la stazione assunse un ruolo di bivio con l'apertura della stazione Nocera Mercato e la linea per Codola;