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le dichiarazioni rilasciate dal gestore violano apertamente l'articolo 3 della Costituzione e sei degli otto principi generali della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità: rispetto dell'autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e dell'indipendenza delle persone; la non-discriminazione; la piena ed effettiva partecipazione e inclusione all'interno della società; il rispetto per la differenza; l'eguaglianza di opportunità; l'accessibilità; la stessa Convenzione, del resto, all'articolo 9, obbliga gli Stati ad eliminare le barriere anche nel settore dei trasporti; non è più tollerabile che nelle stazioni gli ascensori e i montascale non funzionino e che si debba inviare una prenotazione diversi giorni prima per poter usufruire di un servizio pubblico; è intollerabile che, ancora oggi, i treni abbiano dei gradini e che le persone con disabilità vi debbano salire con dei montacarichi, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere, in tutte le sedi opportune, al fine di rimuovere prontamente le barriere architettoniche nel settore dei trasporti e consentire alle persone con disabilità di essere pienamente inclusi in tutte le attività nelle quali si realizza la vita umana. Atto n. 4-02952 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nel Comune di Bonifati, in provincia di Cosenza, avvengono sistematiche provocazioni da parte di gruppi neo e postfascisti, in palese contrasto con il dettato costituzionale e le leggi Scelba, che, si ricorda, pone fuori dall'ordinamento costituzionale coloro che agiscono "denigrando la de denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista" (art. 1, legge 20 giugno 1952, n. 645), e Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205); nello specifico il gruppo politico di Forza Nuova, oltre a diffondere immagini inneggianti alla Repubblica di Salò (RSI), organizza annualmente una manifestazione per omaggiare i caduti della RSI proprio nella data del 25 aprile, il giorno che celebra la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo; Rosario Castiglia, il responsabile provinciale di Forza Nuova, è arrivato lo scorso anno a dichiarare che "il 25 aprile sia una giornata che divide e non unisce gli italiani, perché siamo l'unico Paese che ricorda una sconfitta militare": un'affermazione gravissima, che mette in discussione le basi fondanti del nostro ordinamento costituzionale, nato proprio dalla Resistenza e dalla Liberazione dal regime nazifascista; sono stati i partigiani, pagando spesso con la vita, a costruire quello spazio democratico che oggi consente al nostro Paese di garantire le libertà di tutti. Gli elementi divisivi sono riconducibili, invece, di revisionismo nostalgico di chi, per ignoranza o malafede, mette sullo stesso piano esperienze con dignità storica totalmente differente; tale manifestazione dovrebbe dunque essere impedita, anche a causa dei rischi per l'ordine pubblico, visto il probabile contatto tra i militanti di Forza Nuova e coloro che vogliono omaggiare la giornata della Liberazione, in un paesino di tradizione antifascista come Bonifati; in merito si è espresso con opinioni discutibili il sindaco di Bonifati Francesco Grosso, che ha definito la comprensibile indignazione di molti cittadini un "fascismo degli antifascismi". Si segnala che l'antifascismo non è un'opinione, ma un valore fondante della Repubblica, che dovrebbe attivare una immediata vigilanza da parte di tutte le cariche istituzionali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda vigilare in merito alla situazione creatasi a Bonifati, intervenendo al fine di impedire la manifestazione del gruppo postfascista di Forza Nuova in una giornata simbolica come quella del 25 aprile, che unisce i cittadini italiani nel valore dell'antifascismo. Atto n. 4-02953 AIMI Al Ministro della salute Premesso che: a seguito dell'accertata presenza di numerosi casi di nuovo coronavirus anche in Italia, diverse Regioni d'Italia, tra cui l'Emilia-Romagna, hanno emanato ordinanze restrittive, chiudendo le scuole per una settimana e vietando eventi, manifestazioni e ogni forma aggregativa pubblica o privata dal 24 febbraio al 1° marzo 2020; giungono all'interrogante diverse segnalazioni relative al fatto che le aziende sanitarie, nello specifico quelle di Modena e di Parma, non sarebbero in grado di fornire né le mascherine da dare ai pazienti sospetti per isolarli, né i dispositivi di protezione per i medici (tuta con cappuccio, maschere a facciale FFP2, guanti ed occhiali di protezione). Nella medesima situazione potrebbero trovarsi anche altre aziende sanitarie, non solo quelle emiliano-romagnole; se ciò fosse confermato, si tratterebbe di un fatto molto grave visto che la protezione dovrebbe essere tra i comportamenti più importanti da mettere in atto per il contenimento del contagio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali misure urgenti e tempestive intenda adottare per dotare immediatamente le strutture sanitarie di un numero adeguato e sufficiente di mascherine nonché per fornire a medici, infermieri e operatori sanitari i dispositivi di protezione più opportuni e adeguati per assistere i pazienti sospettati di aver contratto il coronavirus o già infetti. Atto n. 4-02954 MORRA Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: dopo l'emergenza conseguente anche a illegalità diffuse, la sanità calabrese è commissariata per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo; il commissario ad acta , Saverio Cotticelli, ha proposto e nominato, d'intesa con il Ministro della salute, Daniela Saitta, professore nell'Università La Sapienza di Roma, commercialista con studio nella capitale e già rappresentante degli obbligazionisti di Atlantia SpA, quale Commissario straordinario dell'Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Cosenza; nel curriculum del nuovo commissario straordinario non figura il possesso di esperienza in materia di organizzazione e gestione sanitaria, precipuamente richiesto per codesto ruolo dal decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2019, n. 60; tale nomina è stata contestata anche dall'Ordine dei medici della provincia di Cosenza;