[resaula]

Noi ci aspettiamo un intervento a favore delle famiglie (quoziente familiare o altra denominazione), che è fondamentale, perché una riforma del Paese, la corretta lettura del Paese, non può che partire dalla struttura demografica, l'unica peraltro prevedibile nei vari anni. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,03) ( Segue PICHETTO FRATIN). Ci sono percorsi che immaginiamo siano condivisi anche dall'attuale maggioranza. Parlo del federalismo fiscale, che al contrario la precedente maggioranza aveva individuato come nemico da combattere. E tale e tanta è stata la penalizzazione nei confronti degli enti che governano il territorio, Regioni, Comuni e Province (queste ultime soppresse, ma mai abolite), che oggi gli stessi boccheggiano rispetto alle esigenze dei loro territori. Bisogna razionalizzare la spesa pubblica; bisogna, una volta per tutte, invertire il trend e intraprendere una strategia che si concentri esclusivamente su misure di carattere strutturale e permanente che riguardano il costo del lavoro, così come è necessario definire un quadro più esaustivo delle misure di crescita. Noi abbiamo presentato - e concludo - una proposta di risoluzione, che naturalmente la procedura ha già "decapitato", portando ai voti la proposta di risoluzione individuata dal Governo. La nostra proposta di risoluzione tratta molti temi che noi abbiamo ripresentato come emendamenti, perché riteniamo che nel complesso quegli emendamenti, se accolti, possano davvero dare un contributo al Governo, anche in sede europea, per raggiungere gli obiettivi Paese che stiamo perseguendo e di cui in parte anche il Ministro ha parlato. Forza Italia, come già la presidente Bernini affermò nella dichiarazione di voto sulla fiducia al Governo Conte, non è per il no ad ogni costo: è per valutazioni di merito. Ma in questo caso, sulla base di un tendenziale preparato dal Governo Gentiloni Silveri, e ormai inattuale, ci aspettavamo forse un po' di più da parte del Governo Conte. Per questi motivi, il voto di Forza Italia sarà contrario su questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,05) PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, cari cittadini, negli interventi che abbiamo ascoltato molte volte si è fatto riferimento con un cenno critico all'assenza di elementi di programmazione all'interno di questo DEF, citando come unico elemento eventualmente di programmazione il contratto di Governo. Ebbene, io credo che, invece, quel riferimento sia fondamentale, perché quel contratto contiene alcuni elementi che sono la stella polare e il faro del Movimento 5 Stelle e rappresentano anche la motivazione per cui noi siamo in queste Aule, che è quella di migliorare la qualità della vita di nostri cittadini (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) , che si declina in termini di lavoro, di salute, di ambiente, di giustizia e di sviluppo. Questa stella polare noi l'abbiamo bene a mente e l'azione di Governo sarà indirizzata a questi elementi. Nel suo discorso alle Camere il Presidente del Consiglio è stato molto chiaro: il debito pubblico lo vogliamo ridurre con la crescita della nostra ricchezza e non con misure di austerità. Credo ci sia bisogno di ascolto, di esecuzione e di controllo e anche su questi fronti il Parlamento sarà chiamato ad esprimersi in modo chiaro. Non vogliamo però avventure, tantomeno fughe in avanti, in nome di una responsabilità che ci ha sempre contraddistinti ed è stata anche premiata dagli italiani. Prima di tutto, perciò, esprimiamo un forte apprezzamento e ribadiamo oggi in quest'Aula come lo spauracchio dell'aumento dell'IVA e dell'aumento delle accise su benzina e gasoli (coscienti del fatto che avrebbe effetti drammatici sulla già fragile dinamica della domanda interna) debba essere scongiurato con ogni mezzo. Siamo certi che l'operato di questo Governo e di tutta la squadra di Governo sarà in questa direzione. Siamo altresì certi dell'attenzione massima che l'Esecutivo riserverà ai nostri giovani. Venerdì scorso Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea, ha diramato i dati sui NEET, cioè coloro i quali non studiano, né lavorano: l'Italia è in testa alla classifica del 2017 e ha fatto registrare una percentuale del 25,7, contro una media del 14,3 del resto d'Europa. Un dato impietoso, un fallimento manifesto delle politiche messe in atto negli ultimi anni dai Governi che si sono succeduti, come, ad esempio, la gestione del programma Garanzia giovani: solo il 17,5 per cento che vi ha aderito ha oggi un lavoro. Rimettere in moto l'Italia vuol dire non distribuire bonus a pioggia, come accaduto nel recente passato; vuol dire piuttosto fare formazione, attrarre investimenti, sfruttare le potenzialità che finora questo Paese ha utilizzato con il contagocce, anche per colpa di un disagio socio-economico che in molti casi, soprattutto al Sud, ha precluso qualsiasi possibilità di sviluppo. Va perciò sollecitato l'incontro tra domanda e offerta, attraverso una riforma seria, trasparente e condivisa dei centri per l'impiego. È questo il primo elemento che metteremo in campo, per poi attivare il reddito di cittadinanza, che non è una misura assistenziale; è una misura che evita che quei giovani che ha citato anche il relatore Bagnai vengano poi sfruttati come caporalato, perché non hanno speranza di trovare un lavoro. Noi dobbiamo accompagnare, attraverso un reddito di cittadinanza, le persone giovani o meno giovani che perdono il loro lavoro; dobbiamo formarle e mettere assieme domanda e offerta di lavoro, dando, però, la certezza che in quel periodo di formazione le persone possono sopravvivere in modo dignitoso. (Applausi dal Gruppo M5S) . Riteniamo che questo processo debba essere accompagnato da una serie di riforme. Pensiamo al sistema della giustizia, che deve diventare più a misura d'uomo. Non si può certamente prescindere, come scritto nel contratto di programma, da un abbassamento dei costi di accesso alla giustizia, da una semplificazione e una riduzione dei processi e un rafforzamento delle garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini, senza dimenticare ovviamente una riforma della prescrizione e un contrasto serrato ai conflitti di interesse e alla corruzione, che ci costa da un punto di vista economico e soprattutto nei confronti dell' appeal che possiamo avere per gli investimenti esteri. Soprattutto occorre una lotta forte, costante e quotidiana a tutte le mafie. (Applausi dal Gruppo M5S) . Una recente ricerca ha rilevato come a pesare sull'attrattività dell'Italia nei confronti delle imprese straniere siano sostanzialmente tre fattori: fisco, giustizia civile e burocrazia. Una tassazione meno opprimente è una tassazione che funziona; una semplificazione del rapporto fra Agenzia delle entrate e contribuenti, con l'abolizione di quegli adempimenti che penalizzano in particolar modo i cittadini onesti, è assolutamente necessaria e non più rinviabile.