[ddlpres]

Art. 5, commi 2 e 3, primo periodo Art. 1546, comma 2 Art. 5, comma 3, secondo periodo Art. 1555, comma 4 Art. 6 Art. 1546, comma 1 Art. 7, comma 1 Art. 1608 e Ali. 1611, comma 1 Art. 7, comma 2 Art. 1612 Art. 7, comma 3 Art. 1611, comma 2 Art. 8, comma 1 Art. 1548, Art. 1549 e Art. 1559 Art. 8, comma 1, primo periodo Art. 1548 Art. 8, comma 1, secondo periodo Art. 1549 Art. 9 Art.1621 Art. 10 Art. 1625 Art. 11, comma 1 Art. 1555, comma 2 Art. 11, comma 2 Art. 1555, comma 1 Art. 11, comma 3 Art. 1555, comma 3 Art. 12, comma 1 Art. 1599 Art. 12, comma 2 Art. 1601 Art. 12, comma 3 Art. 1602 Art. 12, comma Art. 1603 Art. 13, comma 1 Art. 1599 Art. 13, comma 2 Art, 1577, comma 1 Art. 13, comma 2, lettera a) Art. 1597, comma 1, lettera a) Art. 13, comma 2, lettera b) Art. 1578 Art. 13, comma 2, lettera c) Art. 1577, comma 1, lettera d) Art. 13, comma 2, lettera d) Art. 1599, comma 1, lettera c) Art. 13, comma 2, lettera e) Art. 1577, comma 1, lettera g) e h) L'articolo 3 del disegno di legge, al comma 1, reca il citato riassetto della nuova disciplina dell'intesa, consistente nella modifica di alcuni degli articoli del codice nell'ambito della sede della materia. Al contempo, vengono altresì sostituiti o abrogati gli istituti superati ovvero divenuti con essa incompatibili: lettere f) ; g) ; h) ; l) ; m) ; n) ; o) ; p) ; q) ; v) ; bb) ; ff) ; hh) ; ii) ; ll) ; rr) ; tt) ; uu) e aaa) . Restano, invece, in vigore le fattispecie regolate precedentemente e riferite ad aspetti della materia non trattati direttamente dall'intesa e che costituiscono completamento anche della nuova disciplina. Nel dettaglio gli articoli del codice ove sono stati riassettati gli articoli dell'intesa: – lettera a) – articolo 17 (Assistenza spirituale), il quale al comma 1, richiama direttamente l'intesa, specificando che essa è prevista ai sensi dell'articolo 11, comma 2, dell'accordo firmato a Roma il 18 febbraio 1984, di modifica del Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, ratificato e reso esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121; la modifica dell'articolo 17 riproduce fedelmente la fonte originaria dell'articolo 11, comma 2, del citato accordo del 1984, ratificato ai sensi della legge n.121 del 1985; il comma 2 dell'articolo 17 riproduce il comma 1 dell'articolo 2 dell'intesa in materia di libertà nell'esercizio del ministero da parte dei cappellani; esso dispone che le autorità militari garantiscano ai cappellani militari la piena libertà nell'esercizio del loro ministero, riconoscendo la dignità e la natura peculiare del loro servizio, e assicurano la disponibilità dei luoghi e dei mezzi necessari per l'assolvimento delle loro funzioni; – lettera b) – articolo 1533 (Direzione del Servizio di assistenza spirituale), il quale riproduce l'articolo 4 dell'intesa; esso dispone che la direzione e il coordinamento del servizio di assistenza spirituale spettano all'Ordinario militare per l'Italia, coadiuvato dal Vicario generale militare; l'Ordinario militare può avvalersi di cinque cappellani militari coordinatori presso gli Stati maggiori di Forza armata e i Comandi generali. L'Ordinario militare e il Vicario generale militare sono assimilati di rango, rispettivamente, al grado di tenente generale e di maggiore generale. Il Vicario generale militare sostituisce l'Ordinario militare nei casi di sede vacante, assenza o di impedimento e lo rappresenta quando non può personalmente intervenire. Il Ministro della difesa determina con apposito decreto le sedi ove è prestata l'assistenza spirituale; l'Ordinario militare individua la sede per ciascun cappellano militare, previa comunicazione ali ’autorità militare competente; – lettera c) – articolo 1533 -bis (Svolgimento del servizio di assistenza spirituale), di nuova introduzione, il quale riproduce le disposizioni dei commi 2 e 3 dell'articolo 1 dell'intesa, in materia di assistenza spirituale, disciplinando l'esercizio del ministero spirituale dei cappellani; e i commi 1 e 2 dell'articolo 3 dell'intesa in materia di supplenze e collaborazioni. Esso dispone che i cappellani militari attendano al loro ministero per soddisfare le esigenze spirituali del personale individuato al comma 4 dell'articolo 1533 (cappellani militari, personale religioso maschile e femminile addetto agli ospedali militari, personale delle Forze armate dello Stato e Corpi la cui assistenza spirituale è affidata all'Ordinario militare dalle autorità governative d'intesa con la superiore autorità ecclesiastica) che intende fruite del loro ministero, nel pieno rispetto della libertà religiosa e di coscienza; hanno competenza parrocchiale per il personale, i loro familiari e il territorio sottoposto alla propria giurisdizione ecclesiastica e curano la celebrazione dei riti liturgici, la catechesi, e l'organizzazione di ogni attività pastorale, anche oltre l'orario di servizio, senza oneri aggiuntivi per l'amministrazione. I cappellani militari sono tenuti ad osservare le norme sull'ordinamento canonico e le direttive dell'Ordinario militare; previa comunicazione alle autorità militari competenti da parte dell'Ordinario militare, ai fini delle attività di culto, possono avvalersi della collaborazione di altri sacerdoti in servizio della Diocesi competente per territorio, senza oneri aggiuntivi per l'amministrazione. In caso di assenza, il cappellano militare è sostituito dal parroco competente per la sede di servizio, previa comunicazione dell'Ordinario militare al comandante della sede, senza oneri aggiuntivi. Infine, al comma 5 sono riprodotte le disposizioni dell'articolo 2, comma 2 dell'intesa, in materia di sedi: i cappellani risiedono in una delle sedi di servizio, salva dispensa dell'Ordinario militare e l'amministrazione di appartenenza garantisce loro l'alloggio; – lettera d) – articolo 1534 (Nomina dell'Ordinario militare e del Vicario generale), il quale riproduce il comma l dell'articolo 4 dell'intesa nella specifica patte riferita alle nomine di Ordinario e Vicario.