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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 45 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,33). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 ottobre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 4 ottobre 2018 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'interno: «Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata» (840). Comunico che in data 6 ottobre 2018 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri: «Conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive» (846). Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sul 55° anniversario del disastro del Vajont PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, come ha ricordato questa mattina il presidente Mattarella, oggi ricorre la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo. Nello scegliere la data per una giornata di riflessione e consapevolezza così importante, il Parlamento nel 2011 non ebbe alcun dubbio: il 9 ottobre è infatti un giorno scolpito nella storia italiana. Cinquantacinque anni fa la tragedia del Vajont colpì intere comunità, distrusse borghi, paesi, intere vallate. Le vittime accertate furono oltre 1.900, tra le quali circa 500 bambini; un disastro inaudito e dalle conseguenze incalcolabili, un disastro che poteva e doveva essere evitato. Il ricordo di quei giorni ci restituisce ancora l'immagine di una Nazione ferita, incredula, priva di certezze. Una Nazione che seppe rialzarsi, soccorrendo e sostenendo gli abitanti dei territori colpiti, ai quali vanno il mio pensiero e la mia vicinanza. Dopo quei tragici fatti il Parlamento seppe interpretare la necessità di una svolta culturale e legislativa, che oggi però appare, così come allora, superata dagli eventi, dai cambiamenti climatici, dalla storia. Il nostro dovere è creare le condizioni affinché non ci siano più tragedie come quelle del Vajont, non ci siano più ponti che crollano, non ci siano morti per frane, alluvioni o inondazioni. Siamo chiamati tutti ad una sfida che non ammette rinvii, non consente soluzioni occasionali, non contempla scorciatoie. Politica, istituzioni, imprese, comunità scientifica: è arrivato il momento di ripensare insieme l'intero patrimonio infrastrutturale nazionale. Sappiamo tutti quanto l'Italia sia straordinaria; lo è il nostro patrimonio storico, artistico, architettonico, così come ambientale, naturale e paesaggistico. L'Italia è però anche fragile. Starà a noi custodirla e amarla con rispetto, per consegnarla ancor più bella alle future generazioni. (Applausi). Sulla scomparsa di Franco Pannuti CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la ringrazio per la sua cortesia. Intervengo solo per ricordare ai colleghi un avvenimento triste che ha colpito la mia città, la città di Bologna, il 5 ottobre scorso. Ci ha lasciato il professor Franco Pannuti, oncologo primario della divisione di oncologia dell'ospedale Malpighi di Bologna dal 1972 al 1997, che nel 1978 ha dato vita a un'esperienza straordinaria per questo Paese, Associazione nazionale tumori (ANT), una realtà no profit che in quarant'anni di attività ha portato assistenza medica gratuita a oltre 125.000 persone malate di tumore. Parlandovi dell'ANT, solo così si può trasmettere il senso profondo della missione di quest'uomo straordinario, quello di garantire al malato oncologico la qualità e la dignità della vita nel momento difficile della malattia. Grazie a Franco Pannuti, precursore di una sanità capace di mettere al primo posto la dignità umana, ogni anno oltre diecimila malati vengono assistiti con profonda cura e amore e possono scegliere di vivere questo tragico momento della loro esistenza a casa propria, circondati dagli affetti familiari, senza per questo dover rinunciare a una qualificata assistenza medica e specialistica. L'ANT è questo: il progetto di assistenza gratuita a domicilio, che ha saputo moltiplicarsi a livello nazionale e oggi conta su venti équipe medico-sanitarie specialistiche presenti in undici Regioni italiane. A queste unità operative si affiancano oltre duemila volontari, che ogni giorno garantiscono un sostegno umano, sociale e psicologico ai pazienti colpiti da tumore a ai loro cari. In ottantasei anni Franco Pannuti ha dato tanto, anche come amministratore pubblico (è stato assessore nella giunta Guazzaloca), una figura ricordata da tutti e da tutte le amministrazioni di qualsiasi colore politico nella mia città. Voglio salutarlo con le parole che lui ci ha lasciato. Egli diceva: « Bologna mi ha amato e io ho amato lei, con la città ho avuto un grande debito, come cittadino, studente, professionista e amministratore, e ho avuto il privilegio di servirla. Bologna è stata per noi di ANT il punto di partenza e di arrivo, una grande mamma, un grande incoraggiamento per tutta l'Italia».