[resaula]

un ulteriore profilo problematico deriva dal fatto che, a tutt'oggi, tra le indicazioni terapeutiche dei farmaci non è ricompreso il trattamento della disforia di genere, con tutto ciò che ne consegue, ad esempio in relazione alle modalità di prescrizione, all'eventuale importazione dall'estero ma anche alla pianificazione delle terapie con specifico riguardo alle interazioni con altri farmaci che il soggetto eventualmente assuma; allo stesso modo, si registra presso le ASL, salvo eccezioni, la carenza di personale adeguatamente formato al trattamento delle persone trans , anche solo sul piano della corretta gestione delle relazioni con il pubblico (ad esempio, per quel che riguarda l'uso della giusta declinazione di genere nel rivolgersi loro); considerato che: la somministrazione e l'assunzione regolare di farmaci a base di testosterone è fondamentale nel trattamento delle transizioni dal genere femminile a quello maschile; la sospensione dell'assunzione determina gravi sofferenze fisiche e psicologiche negli uomini trans , improvvisamente alterando i livelli ormonali con conseguente progressiva ricomparsa dei caratteri secondari del genere di provenienza, cui si accompagna un forte disagio a livello psicologico; la carenza di personale adeguatamente formato, unita alla difficoltà di reperire il farmaco, determina per gli uomini trans non solo una violazione del diritto alla salute, ma anche una lesione della dignità, sotto il profilo del rispetto dell'identità personale e di genere; l'identità di genere è protetta, come elemento essenziale dell'identità personale, anche in relazione all'accompagnamento nel percorso di transizione fino alla rettificazione di attribuzione legale del sesso, dagli artt. 2, 3, 13 e 32 della Costituzione nonché dall'art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla costante giurisprudenza della Corte di Strasburgo (a partire dal caso Goodwin c. Regno Unito, 11 luglio 2002, ric. n. 28957/95); considerato altresì che: in risposta ad un'interrogazione a risposta immediata (5-01976) alla XII Commissione (Affari sociali) della Camera dei deputati, il sottosegretario Bartolazzi aveva assicurato, alla fine di aprile 2019, che la situazione era in via di risoluzione; ad oggi, tuttavia, persistono i problemi di reperimento dei suddetti farmaci, ed in particolare del Testoviron, si chiede di sapere: quali iniziative intenda intraprendere il Ministro in indirizzo per fare fronte alla situazione di grave e persistente emergenza che si è venuta a creare in ragione dell'improvvisa carenza di farmaci a base di testosterone; quali iniziative intenda adottare per adeguare l'effettiva garanzia del diritto di intraprendere e proseguire percorsi di transizione di genere, anche assicurando la presenza presso le ASL di personale adeguatamente formato al trattamento delle persone trans e delle loro specifiche esigenze sanitarie, psicologiche e umane; quali iniziative intenda infine adottare per assicurare la piena effettività del diritto alla salute delle persone trans , in particolare garantendo protocolli terapeutici e di prevenzione adeguati alla specificità della condizione transessuale. Atto n. 3-01041 ORTOLANI PRESUTTO GARRUTI FEDE RICCIARDI DI GIROLAMO TURCO PACIFICO MARILOTTI DESSI' QUARTO VACCARO ANASTASI CROATTI LOMUTI TRENTACOSTE DRAGO ABATE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il 3 luglio 2019 il vulcano Stromboli ha dato esito ad un'eruzione parossistica con rilascio di ceneri e lapilli ed alte colonne di gas e polveri superiori anche ai 2 chilometri; in occasione dell'esplosione un escursionista è deceduto; le cronache dei giorni successivi riportano la prosecuzione, nell'area interessata, di un'intensa attività vulcanica; considerato che: nonostante un costante monitoraggio geofisico e vulcanologico di Stromboli, non è stata data nessuna preallerta dell'esplosione, né dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (che, sotto la sovrintendenza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, gestisce le reti nazionali di monitoraggio per i fenomeni sismici e vulcanici), né da qualunque altra autorità istituzionale; sembra che episodi simili possano ripetersi, anche in tempi molti brevi ; luglio e agosto sono mesi in cui le attività turistiche e balneari raggiungono valori elevati, con incremento di turisti sull'isola che possono accedere a visite guidate al vulcano, ragion per cui è importante accertare se vi siano elementi di criticità geofisica e vulcanologica che possano essere monitorati per consentire di preallertare la popolazione con congruo anticipo, si chiede di sapere: per quale motivo, nonostante il cospicuo sistema italiano di monitoraggio dell'attività vulcanica, non vi sia stata, nel caso delle esplosioni dello Stromboli, alcuna preallerta; se, dato l'attuale sistema di monitoraggio dell'attività vulcanica, la mancata preallerta sia stata dovuta ad un errore, ovvero ad un limite dello stesso sistema di monitoraggio tale per cui non sia oggettivamente possibile intervenire con congruo anticipo a fronte di eventi come quello del 3 luglio 2019 che potrebbero verificarsi in futuro; quali siano le precauzioni e le azioni che il Governo intenda adottare per impedire che possano esservi altri morti dovuti ad eventi vulcanici e geologici imprevisti, come quello del 3 luglio 2019. Atto n. 3-01043 SICLARI Al Ministro della salute Premesso che: la morte per emorragia di una giovane donna, deceduta dopo aver partorito il proprio figlio all'ospedale di Cetraro (Cosenza), riapre prepotentemente il dibattito sull'emergenza sanitaria in Calabria; dalle prime notizie stampa relative alla vicenda, sulla quale dovrà indagare la Procura della Repubblica per accertare l'esatta dinamica dei fatti, sarebbero emerse circostanze inquietanti dalle quali risulterebbe che nella sala operatoria, mentre la giovane spirava, non c'era nessun chirurgo ad assisterla; da qualche settimana all'ospedale di Cetraro non si può operare più in regime di emergenza e urgenza, nonostante si tratti di un presidio ospedaliero che ospita un punto nascita con circa 600 parti all'anno; l'ospedale di Cetraro non può contare nemmeno su un centro trasfusionale, presente invece all'ospedale di Paola, dove si è deciso di incentrare il polo chirurgico; il decreto-legge 30 aprile 2019, n. 35, recante "Misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria", convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2019, n. 60, cosiddetto decreto Calabria, non ha per nulla migliorato la situazione, non prevede lo sblocco del turnover, non individua alcuna strategia per affrontare l'emergenza della sanità calabrese, né per aumentare i livelli essenziali di assistenza per i pazienti che si curano in Calabria; non affronta neanche la carenza, ormai strutturale, di personale;