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Vi è infine l'aspetto del pragmatismo che è stato introdotto in maniera scientifica nei contratti pubblici, che vengono intesi non come semplici bandi e procedure ad evidenza pubblica, ma come strumenti di programmazione strategica, di vera e propria politica industriale, che hanno al loro interno una serie di parametri dei quali non possiamo assolutamente fare a meno, perché denotano il mondo moderno e contemporaneo. Mi riferisco alle politiche di assunzione che privilegiano i giovani, la parità di genere, la conciliazione della vita privata con il lavoro. Se tutto quello che ho sinteticamente detto va nella direzione di mettere al centro il cittadino, le imprese e la pubblica amministrazione su un binario non straordinario, ma ordinario di velocità, secondo me questo Paese può ritornare a crescere e quel debito di cui siamo tutti consapevoli potrà effettivamente essere ripagato grazie alla crescita del PIL. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Puglia. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola in questo alto consesso per manifestare la soddisfazione mia e del mio Gruppo per questo Piano nazionale con il quale sono stati predisposti numerosi progetti per il nostro Paese per l'attuazione del recovery fund , approvato poco più di un anno fa, dopo estenuanti trattative. Finalmente l'Italia ha alzato la testa e - è importante che noi italiani non lo dimentichiamo - il risultato è frutto dell'impegno profuso dal presidente Conte. Con questo risultato abbiamo tutelato la dignità del Paese e l'autonomia delle istituzioni comunitarie. Il Governo italiano è forte e l'approvazione di questo Piano ne rafforza l'azione. Ora, per noi, c'è la responsabilità di far ripartire al meglio l'Italia. «Dobbiamo correre»: con queste parole pronunciate il 21 luglio 2020, e quindi un anno fa, proprio a margine del quarto incontro tra i leader europei, Giuseppe Conte ha salutato il conseguimento di questo importante risultato grazie al quale l'Italia potrà vivere una stagione di riscatto economico mediante - finalmente - investimenti europei che devono trovare una loro piena ed efficiente attuazione. Se il presidente Conte ha ottenuto una capacità di spesa di notevole rilievo mai vista prima, il presidente Draghi e l'attuale Governo hanno varato un Piano nazionale denso di investimenti che, nel corso degli anni, potrà ridurre il gap economico accumulato rispetto agli altri Paesi europei e aggravato dalla devastante pandemia. Dico anche: ricordiamoci il Sud Italia. Entrando nel merito del decreto-legge in esame, vorrei soffermarmi sulle misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure che questo Governo ha introdotto. Tra i tanti strumenti previsti, di dirimente importanza è sicuramente l'ampliamento dei poteri sostitutivi in caso di inerzia dell'amministrazione pubblica. Non ne possiamo più della burocrazia. L'espressione «potere sostitutivo» ricomprende istituti diversi afferenti ai rapporti tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazioni e privati. Quanto alla natura giuridica, si tratta, pur nella sua varietà, di un potere inquadrabile nell'ambito dei controlli. Ecco, dunque, individuata la ratio principale di questo strumento: vigilare affinché le risorse ottenute dal recovery fund siano spese in maniera celere ed efficiente. Tale potere, inoltre, si articola in modo diverso, assumendo caratteristiche specifiche e ulteriori a seconda dell'ambito di applicazione. L'elemento comune è rappresentato dalla sostituzione di un soggetto a un altro nello svolgimento di una determinata attività in conseguenza della mancata adozione, con rapidità ed efficienza, nei termini previsti di atti rientranti nella competenza di un'altra amministrazione, ovvero nell'adozione di atti non conformi al paradigma normativo. Il decreto-legge disciplina l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dello Stato in caso di inadempienza di un soggetto attuatore di progetti o interventi del PNRR, ovvero qualora sia messo a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali dello stesso. La norma specifica che l'inadempienza può concretizzarsi in presenza di mancato rispetto di un obbligo assunto; mancata adozione di atti prodromici all'avvio di progetti; inerzia e ritardi nell'esecuzione dei progetti. In ogni caso, condizione per esercitare il potere sostitutivo è che sia messo a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del Piano. In tali casi, il Presidente del Consiglio, su proposta della cabina di regia o del Ministro competente, assegna al soggetto attuatore un termine non superiore a trenta giorni per provvedere. Questo principio andrebbe applicato a tutti i procedimenti amministrativi del nostro Stato. Nel caso in cui il soggetto attuatore continui a non provvedere, il Consiglio dei ministri individua il soggetto cui attribuire, in via sostitutiva, il potere di provvedere ad adottare gli atti o i provvedimenti necessari o all'esecuzione dei progetti. L'individuazione del soggetto a cui affidare il potere sostitutivo avviene sentito il soggetto attuatore. Questi soggetti possono essere un'amministrazione, un ente o un organo, un ufficio, ovvero uno o più commissari ad acta appositamente nominati. Dunque, si tratta di una misura importante, volta a semplificare e accelerare l'attuazione del PNRR. In relazione a siffatto potere sostitutivo di natura amministrativa, si possono distinguere vari ambiti di applicazione, i quali vengono ricostruiti alla luce della particolare articolazione dei rapporti di diritto pubblico che possono venire in rilievo. Nei rapporti orizzontali tra amministrazioni, ai fini dell'adozione di decisioni pluristrutturate, viene di rilievo il silenzio-assenso tra amministrazioni ex articolo 17- bis della legge n. 241 del 1990. In caso di mancato accordo tra le amministrazioni statali coinvolte nei procedimenti in esame, il Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, decide sulle modifiche da apportare allo schema di provvedimento. Si tratta di un potere sostitutivo la cui funzione è semplificare il procedimento decisionale consentendo l'adozione dell'atto finale. Nei rapporti tra amministrazione e privati vengono in rilievo i termini per la conclusione del procedimento. Se l'amministrazione competente non conclude il procedimento entro i termini previsti dall'articolo 2 della legge n. 241, è previsto l'intervento sostitutivo di altro soggetto inserito nell'ambito della stessa struttura organizzativa. Se vengono in rilievo procedimenti rilevanza economica di cui all'articolo 4 della legge n. 124 del 2015 e al regolamento n. 194 del 2016, è previsto l'intervento sostitutivo del Presidente del Consiglio dei ministri, che ha natura giuridica di alta amministrazione. Le modifiche introdotte, dunque, determinano conseguenze rilevanti sui poteri sostitutivi enunciati, attuabili in caso di inerzia dell'amministrazione a provvedere. Con un'unica modifica il Governo ha previsto che il potere sostitutivo possa essere attribuito non solo a una figura apicale, ma anche a un'unità organizzativa. In secondo luogo, si introduce la possibilità che l'attuazione del potere sostitutivo possa avvenire anche d'ufficio, oltre che su istanza del privato.