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No, un leader dell'attuale opposizione, che ha trovato un rifugio nel ramo del Parlamento che un tempo voleva abolire e che oggi ci chiede di rispettare. Anche noi vogliamo rispettare questo ramo del Parlamento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Il punto è che vorrei che fossimo oggettivi e sereni nel riconoscere che la compressione del tempo del dibattito non è dipesa da noi, ma dipende da un insieme di regole esogene che finora sono andate bene alle opposizioni, perché sono servite per scaricare se stesse dalla responsabilità politica, quando dicevano: «devo farlo, scusami cara, ma me lo chiede l'Europa». Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,47) ( Segue BAGNAI). Adesso non può più funzionare così. Ora le opposizioni sono in un vicolo cieco, perché ogni loro strepito mette sempre più in luce la deriva antidemocratica che il progetto ha preso. Naturalmente gli elettori assistono a questi strepiti e si chiedono: chi ci ha portato in queste condizioni? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . La risposta è «loro» e quindi per noi va bene, anche se gli strepiti non sono sinceri, perché tanto vanno a nostro vantaggio. MIRABELLI (PD) . Parla della manovra e di cosa c'è scritto, visto che lo sai! BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Noi stiamo resistendo. Il presidente Conte, che avete variamente descritto come inconsistente, velleitario o sconfitto, in realtà ha fatto sul serio una cosa che prima di noi i Governi precedenti avevano fatto solo a chiacchiere, quando avevano la vera possibilità di agire. Ha negoziato con l'Europa, ha negoziato sul serio e senza compromettere l'interesse del Paese, come qui è stato più volte ripetuto. Ha anche fatto un'opera di misericordia, che è visitare gli ammalati, perché l'Unione europea è profondamente malata e bastano pochi esempi a metterlo in evidenza. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . È chiaro che si sarebbe potuto ottenere di più. Certo, in ogni negoziato serio si può ottenere di più. Ci si può sempre comportare in modo migliore e noi siamo sempre disposti ad ascoltare i consigli di chi non può più dare cattivo esempio, come ho già ricordato in altra sede. Intanto quello che è accaduto ha messo in evidenza l'assurdità delle regole europee, in particolare il loro carattere prociclico. Ci è stato detto che le nostre previsioni di crescita erano sbagliate e abbiamo dovuto fare previsioni più realistiche. La verità è diversa e quello è uno snodo tecnico. Purtroppo l'Europa si basa su meccanismi opachi. FARAONE (PD) . Vi siete calati le braghe! BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Quindi è stato necessario rivedere al ribasso la stima della crescita per provare una condizione di necessità, il cosiddetto output gap , senza il quale l'Europa non ci avrebbe magnanimamente concesso di disporre di più risorse per rianimare il Paese. Purtroppo il problema è che se ti chiedono di diminuire la crescita, le risorse sono in quota di quella crescita e quindi alla fine l'Europa ti costringe a fare uno sforzo con risorse inferiori rispetto alla necessità. Questi sono i miracoli dei saldi strutturali, di un meccanismo opaco e assurdo, nonché scientificamente infondato. Sarebbe stato meglio, allora, tenersi la regola del 3 per cento sul saldo nominale, quella regola che Prodi definitiva stupida, ma che aveva due vantaggi: quella di essere trasparente e verificabile, due cose molto importanti in democrazia, perché qui stiamo parlando di previsioni, di ipotesi e di molteplici stime e su questo siamo ipotecando il futuro del nostro Paese. I fatti, invece, dimostrano che le regole dei trattati l'Europa può permettersele. La famosa regola del 3 per cento del rapporto fra saldo di bilancio nominale e PIL nominale l'Italia se la può permettere. Sapete chi l'ha violata di più fra i grandi Paesi europei? Naturalmente in testa abbiamo Grecia e Portogallo, le cui economie sono state martoriate dalla crisi. Ma poi, con 13 violazioni, segue la Francia; e 11 di queste violazioni sono consecutive. Caro Presidente, le do una notizia fresca: il commissario Oettinger ha chiesto che venga aperta una procedura di infrazione contro la Francia e, quando gli hanno detto che Moscovici non era d'accordo, lui ha detto che non gliene importava un granché. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Questo è un primo esempio della fratellanza europea; stanno emergendo i conflitti. Questo, forse, è l'unico argomento che avrei accettato dall'opposizione: dato che i conflitti stavano per emergere ed era così evidente che stavano emergendo, questo avrebbe consigliato un atteggiamento più prudente, aspettando che gli altri si combattessero fra loro, in questa meravigliosa famiglia europea, senza dare loro pretesti per attribuire a noi delle criticità che non dipendono da noi. È stato molto interessante ieri sentire qualcuno citare BlackRock, che sconsiglia agli investitori di comprare i BTP. Ora, il salto da Marx a BlackRock è abbastanza ardito, ma è soprattutto molto significativo. Pochi giorni fa, infatti, «Il Sole 24 Ore» ci riferiva che questa importante società di consulenza è stata la capofila fra le società che hanno gestito, a botte di decine di milioni, gli stress test sulle banche europee. Cioè, l'Autorità di vigilanza unica attribuisce tale compito a delle società private, in evidente conflitto di interessi, perché è chiaro che, se tu vai a dire quanto vale una banca e poi tratti i titoli di quella banca, forse qualche cosa può andare storto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti del senatore Mirabelli) . Ecco, a queste società viene attribuito il compito di garantire il merito di credito dei nostri istituti. Questo è il risultato di riforme fatte in fretta; riforme ambiziose, certo, ma che sono state fatte senza il necessario consenso politico e senza le risorse e gli strumenti necessari. Che una moneta unica implicasse una vigilanza unica doveva essere chiaro fin dall'inizio; non si doveva poi correre ai ripari con dei consulenti, che hanno fatto quello che hanno potuto, per carità. Vi rendete perfettamente conto di cosa significa affidare a chi specula sui titoli bancari il compito di valutarne il merito. Questa cosa è talmente assurda, che vi dico un secondo conflitto franco-tedesco: Schäuble, che non è esattamente un nostro amico, ha chiesto conto dell'accaduto alla signora Nouy, per sapere se ci fosse già evidenza di fughe di notizie e di conflitti di interessi. Questa è la BCE, l'istituzione che pochi giorni fa un autorevole economista, Donato Masciandaro, definiva "il faro nelle nebbie", un faro talmente efficiente che non riesce neanche a seguire la rotta che lui stesso indica, perché noi l'inflazione al 2 per cento, che ci avrebbe aiutato ad alleviare il carico del nostro peso, non l'abbiamo vista. Abbiamo la deflazione e ancora si dispera di poter raggiungere quell'obiettivo.