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Senza tali discariche, i tempi di attuazione degli interventi previsti dall’AIA in questione si allungherebbero notevolmente, considerato che risulta difficile trovare altre discariche esterne al sito dello stabilimento, sia per i suoi considerevoli fabbisogni di abbancamento, sia perché tale reperimento richiederebbe comunque tempi lunghi e costi molto elevati, che sottrarrebbero risorse ad altri interventi ambientali. La collocazione e il progetto di queste discariche sono già stati giudicati ambientalmente idonei dai menzionati provvedimenti positivi di valutazioni d’impatto ambientale. Nella costruzione e gestione di queste discariche, le cui modalità sono definite su proposta del sub commissario nominato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e l’Agenzia regionale protezione ambientale (ARPA) della regione Puglia, deve essere assicurato comunque il rispetto delle normative vigenti e un elevato livello di protezione ambientale. La disposizione non comporta oneri per la finanza pubblica in quanto le spese inerenti la costruzione e gestione delle discariche in questione sono a carico dell’ILVA in qualità di gestore delle medesime. Il comma 3 attribuisce al commissario straordinario la possibilità di sciogliersi dai contratti in corso d’esecuzione alla data di avvio del commissariamento che non risultino coerenti rispetto alle esigenze connesse alla predisposizione ed all’attuazione del piano delle misure di tutela ambientale, sanitaria e di sicurezza e del piano industriale di conformazione della produzione alle predette prescrizioni, semplificandone e meglio definendone il relativo regime. Tale facoltà di scioglimento non si applica ai contratti di lavoro subordinato ed autonomo, ai contratti preliminari di compravendita di immobili che siano già stati trascritti e che siano destinati a costituire l’abitazione principale o la sede principale dell’impresa dell’acquirente, ai contratti di finanziamento destinati ad uno specifico affare e ai contratti di locazione di immobili nei quali l’impresa commissariata è parte locatrice. Il comma 4 è finalizzato a meglio definire il regime di applicazione della responsabilità del commissario straordinario, del sub-commissario e degli esperti del comitato estendendolo anche nei confronti dei soggetti da questi funzionalmente delegati con riferimento alla predisposizione ed all’attuazione dei piani ivi previsti, semplificandone e precisandone l’ambito e l’estensione temporale. Il comma 5 si prefigge di garantire l’accesso al credito dell’impresa sottoposta a commissariamento ai sensi dell’articolo 1, comma 1 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89, attraverso il riconoscimento del beneficio della prededuzione, in caso di successiva insolvenza dell’impresa commissariata, ai finanziamenti contratti in funzione della predisposizione e dell’attuazione del piano delle misure di tutela ambientale, sanitaria e di sicurezza e del piano industriale di conformazione della produzione alle predette prescrizioni. La norma si propone quindi di semplificare e rendere di più immediata applicazione il regime dei finanziamenti all’impresa commissariata, assicurando che la medesima disponga delle risorse finanziare necessarie all’esecuzione dei piani di cui sopra, scongiurando il rischio che il conseguimento degli obiettivi di tutela dell’ambiente e della salute e di salvaguardia dei livelli occupazionali perseguiti attraverso il commissariamento dell’impresa possano essere pregiudicati per l’impossibilità dell’impresa di accedere al mercato del credito. Il comma 6, infine, dispone che con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare siano individuate le modalità di gestione e smaltimento dei rifiuti del ciclo produttivo dell’ILVA, prevedendo anche misure di compensazione ambientale per i comuni interessati.. Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Capo I DISPOSIZIONI URGENTI PER IL PERSEGUIMENTO DI OBIETTIVI DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E NELLE SOCIETÀ PARTECIPATE Articolo 1. (Disposizioni per l'ulteriore riduzione della spesa per auto di servizio e consulenze nella pubblica amministrazione) 1. All'articolo 1, comma 143, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, le parole: «fino al 31 dicembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2015». Per il periodo di vigenza del divieto previsto dal citato articolo 1, comma 143, della legge n. 228 del 2012, il limite di spesa previsto dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, si calcola al netto delle spese sostenute per l'acquisto di autovetture. 2. Ferme restando le vigenti disposizioni di contenimento della spesa per autovetture, e, in particolare, l'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, a decorrere dall'anno 2014, le amministrazioni pubbliche che non adempiono, ai fini del censimento permanente delle autovetture di servizio, all'obbligo di comunicazione previsto dal provvedimento adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, non possono effettuare, fermo restando quanto previsto dal comma 1, spese di ammontare superiore all'80 per cento del limite di spesa previsto per l'anno 2013 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi. Si applicano altresì le sanzioni previste dall'articolo 46 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. 3. Gli atti adottati in violazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 in materia di riduzione della spesa per auto di servizio e i relativi contratti sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono, altresì, puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria, a carico del responsabile della violazione, da mille a cinquemila euro, alla cui irrogazione provvede l'autorità amministrativa competente in base a quanto previsto dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, salva l'azione di responsabilità amministrativa per danno erariale. 4.