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Nel capo sono contenute poi le norme sulla ricostruzione degli immobili pubblici e privati. Sono altresì disciplinate le regole specifiche per l'affidamento degli interventi sulle opere pubbliche e per l'attribuzione dei contributi finalizzati alla riparazione e ricostruzione dei beni privati, nonché le misure per il sostegno alle attività economiche ed alle imprese danneggiate dall'evento calamitoso e per la ripresa dello sviluppo economico nelle zone colpite, ivi comprese le misure in favore delle attività economiche operanti in tali zone e per sostenere gli enti locali interessati. Obiettivo principale delle presenti disposizioni è quello di determinare, per la popolazione colpita dai predetti eventi calamitosi, condizioni per l'immediata ripresa del territorio in conformità con quanto disciplinato in occasione degli ultimi eventi sismici verificatisi sul territorio nazionale, come, ad esempio, le principali disposizioni di cui al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. All'articolo 6 è preliminarmente individuato l'ambito territoriale di operatività dei Commissari straordinari, che, nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con i Presidenti delle Giunte regionali competenti per territorio, con proprio decreto, hanno l'obiettivo di concretizzare la corretta ricostruzione e il recupero culturale, sociale ed economico del territorio. In particolare, detti Commissari hanno il compito di assicurare una ricostruzione unitaria e omogenea nei territori colpiti, anche attraverso specifici piani di delocalizzazione e trasformazione finalizzati alla riduzione del rischio sismico ed idrogeologico e alla tutela paesaggistica. A tal fine, programmano l'uso delle risorse finanziarie e adottano le direttive necessarie per la progettazione ed esecuzione degli interventi, nonché per la determinazione dei contributi spettanti ai beneficiari sulla base di indicatori del danno, della vulnerabilità e di costi parametrici. La durata delle predette gestioni straordinarie è stabilita fino alla data del 31 dicembre 2021. All'articolo 7 vengono elencati, nello specifico, le funzioni e i poteri dei Commissari, che operano in raccordo con il Dipartimento della protezione civile e, a seconda degli ambiti di competenza, rispettivamente con i Commissari delegati nominati ai sensi delle ordinanze di protezione civile, al fine di coordinare le attività disciplinate dal presente capo con gli interventi relativi al superamento dei rispettivi stati di emergenza. Oltre alle funzioni di direzione e coordinamento degli interventi di ricostruzione pubblica e privata ed al raccordo con gli organismi di protezione civile per le attività di rispettiva competenza, di fondamentale importanza è il compito, dei predetti Commissari, di operare, secondo criteri omogenei, ricognizioni complessive dei danni, al fine di definire la programmazione delle risorse nei limiti di quelle rispettivamente assegnate. I Commissari provvedono altresì, d'intesa con il Dipartimento della protezione civile, alla redazione di un piano finalizzato a dotare i comuni interessati dall'evento sismico degli studi di microzonazione sismica di terzo livello, disciplinando la concessione di contributi ai comuni indicati all'allegato 2 del decreto. L'articolo 8 prevede che, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, sia istituito un fondo per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici. Prevede inoltre che ai Commissari straordinari siano intestate apposite contabilità speciali su cui vengano assegnate le risorse stanziate e ripartite dal medesimo articolo. L'articolo 9 disciplina la ricostruzione privata, demandando ai Commissari straordinari l'adozione di provvedimenti nei quali sono individuate le modalità dei diversi interventi di riparazione, di ripristino, di ricostruzione, di delocalizzazione e trasformazione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati, delle infrastrutture, delle dotazioni territoriali e delle attrezzature pubbliche distrutte o danneggiate, in relazione al danno effettivamente subito. Inoltre sono analiticamente elencate le tipologie di danni in relazione ai quali si potrà fruire di contributi, ove sia documentata la sussistenza di nesso causale tra la distruzione o danneggiamento e l'evento sismico in rassegna. I contributi previsti sono quantificati fino al 100 per cento dei costi sostenuti dai richiedenti per gli immobili siti nei comuni dei territori colpiti dal sisma. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano nei limiti del rispetto delle condizioni previste dall'Unione europea in materia di aiuti di Stato. L'articolo 10 contiene le regole specifiche sull'entità dei contributi che possono essere in concreto riconosciuti ai soggetti legittimati, sulla base dei parametri fissati dall'articolo 9, individuandone l'estensione in relazione al livello di danno subito dall'immobile e agli interventi conseguentemente necessari. Si precisa che il contributo deve intendersi al netto delle eventuali altre provvidenze pubbliche percepite dall'interessato per le medesime finalità. Nell'articolo 11 sono dettate le prescrizioni tecniche generali per la ricostruzione, il ripristino, la delocalizzazione e la riparazione degli immobili distrutti o danneggiati dall'evento sismico e viene specificato, limitatamente agli interventi di riparazione e ripristino, che le opere di miglioramento o di adeguamento sismico debbano conseguire il massimo livello di sicurezza, compatibile in termini tecnico-economici con la tipologia dell'immobile, nel rispetto della normativa di settore. Per quanto riguarda la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di « interesse strategico » di cui al decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 21 ottobre 2003 e quelli ad uso scolastico colpiti dal sisma, l'intervento deve conseguire l'adeguamento sismico ai sensi delle vigenti norme per le ricostruzioni. Quanto invece alla riparazione o al ripristino degli immobili soggetti alla tutela del codice dei beni culturali e del paesaggio, è specificato che l'intervento di miglioramento sismico debba conseguire il massimo livello di sicurezza, compatibile con le concomitanti esigenze di tutela e conservazione dell'identità culturale del bene stesso. L'articolo 12 disciplina le modalità di concessione e di erogazione dei contributi, le cui domande sono presentate dagli interessati ai comuni di riferimento. Alla domanda devono essere allegate, oltre alla documentazione necessaria per il rilascio del titolo edilizio, la relazione tecnica asseverata a firma di un professionista abilitato, attestante la riconducibilità causale diretta dei danni esistenti agli eventi sismici in parola, con eventuale scheda AeDES o ordinanza di sgombero, il progetto degli interventi proposti con l'indicazione delle attività di ricostruzione e riparazione necessarie, nonché degli interventi di miglioramento sismico. All'esito della predetta istruttoria, il comune rilascia il titolo edilizio. Al termine della verifica i comuni trasmettono ai rispettivi Commissari straordinari la proposta di concessione del contributo e quest'ultimo definisce il procedimento e concede il contributo nella misura ritenuta congrua. Viene specificato che i contributi sono erogati sulla base di stati di avanzamento lavori relativi all'esecuzione degli stessi, alle prestazioni di servizi ed alle acquisizioni di beni necessari all'esecuzione degli interventi ammessi a contributo.