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Esame e rinvio) La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) illustra lo schema di decreto legislativo in esame volto ad armonizzare la disciplina penale italiana alla direttiva (UE) 2018/1673 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, in tema di lotta al riciclaggio mediante il diritto penale. Su di esso la Commissione è chiamata ad esprimere parere entro il 16 settembre 2021. Come si precisa anche nella relazione illustrativa, la necessità di un adeguamento della disciplina nazionale "è ancor più attuale alla luce della avvenuta comunicazione da parte della Commissione europea dell'avvio, nei confronti della Repubblica italiana, di una procedura di infrazione n. 2021/0055 ex articolo 258 T.F.U.E. (202110055) per mancato recepimento della direttiva predetta ". Passando al merito dell'atto, l'articolo 1 apporta una serie di modifiche al codice penale. In particolare la lettera a) del comma 1 - in attuazione dell'articolo 10 della direttiva in tema di giurisdizione sui reati di riciclaggio- modifica l'articolo 9 del codice penale. Tale disposizione prevede, in deroga al principio della territorialità, la punibilità in Italia e secondo la legge italiana di alcuni delitti comuni. La legge n. 3 del 2019 ha inserito al quarto comma dell'articolo 9 l'esclusione della necessità della richiesta del Ministro della giustizia, dell'istanza o della querela della persona offesa per i delitti di corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (art. 320, 321) e traffico di influenze illecite (art. 346- bis ). Lo schema in esame modifica il quarto comma inserendo fra i reati per i quali è esclusa la necessità della richiesta del Ministro della giustizia, dell'istanza o della querela della persona offesa anche i reati di riciclaggio di cui agli articoli 648 (Ricettazione) e 648- ter .l (Autoriciclaggio). La lettera c) - in attuazione degli articoli 3 (che individua le condotte che devono essere punite come reato dagli Stati membri) e 6 (che prevede le circostanze aggravanti dei reati di riciclaggio) della direttiva - modifica la disciplina del reato di ricettazione di cui all'articolo 648 del codice penale. Lo schema introduce nell'articolo 648 del codice penale due nuovi commi: il primo (nuovo secondo comma dell'articolo 648) prevede l'applicazione della pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 300 a euro 6.000 quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi; il secondo (nuovo terzo comma dell'articolo 648) stabilisce che la pena è aumentata se il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale. Ancora lo schema riscrive l'attuale secondo comma dell'articolo 648 del codice penale che disciplina la circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto. Si tratta di una modifica che, come sottolinea la relazione illustrativa, è motivata da ragioni di adeguatezza e proporzionalità del trattamento sanzionatorio. Si prevede all'uopo una incidenza differenziata della circostanza a seconda che il reato presupposto sia un delitto o una contravvenzione. Nel dettaglio nei casi di particolare tenuità si applica: la pena della reclusione sino a sei anni e della multa sino a euro 1.000 nel caso di denaro o cose provenienti da delitto; la pena della reclusione sino a tre anni e della multa sino a euro 800 nel caso di denaro o cose provenienti da contravvenzione. E' conseguentemente modificato (lettera b) nell'articolo 240- bis del codice penale relativo ai casi di confisca (si veda l'articolo 9 della direttiva) il riferimento al comma secondo dell'articolo 648 del codice penale con quello al comma quarto del medesimo articolo. La lettera d) modifica l'articolo 648- bis del codice penale che disciplina il reato di riciclaggio, attraverso l'inserimento di un ulteriore comma che prevede, quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi, l'applicazione della pena della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 2.500 a euro 12.500. Lo schema di decreto inoltre interviene sul primo comma dell'articolo 1, sopprimendo il riferimento al carattere non colposo dei delitti "presupposto" del reato di riciclaggio. La lettera e) interviene invece sul reato di impiego di denaro o utilità di provenienza illecita, di cui all'articolo 648- ter del codice penale inserendo una nuova disposizione che prevede che quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi si applichi la pena della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 2.500 a euro 12.500. E' inoltre modificato, per ragioni di coordinamento il riferimento all'articolo 648 di cui all'ultimo comma dell'articolo 648- ter . La lettera f), infine, modifica l'articolo 648- ter .1. , in materia di autoriciclaggio: sopprimendo il riferimento ai delitti "non colposi" contenuto nel primo comma; introducendo nello schema un ulteriore comma che prevede quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi l'applicazione della pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 2.500 a euro 12.500; modificando la diminuente di cui al secondo comma (prevedendo che la pena è ridotta se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni); apportando una modifica di coordinamento al terzo comma. L'articolo 2 reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,15. Allegato