[massime]

ORD. 251/05. PATROCINIO A SPESE DELLO STATO - INDAGATO, IMPUTATO O CONDANNATO PER REATI DI EVASIONE IN MATERIA DI IMPOSTE SUI REDDITI E SUL VALORE AGGIUNTO - ESCLUSIONE DAL BENEFICIO - DENUNCIATA LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA DEI NON ABBIENTI, DEL PRINCIPIO DI PRESUNZIONE DI NON COLPEVOLEZZA FINO ALLA CONDANNA DEFINITIVA, IRRAGIONEVOLEZZA, DISPARITÀ DI TRATTAMENTO NEI CONFRONTI DI INDAGATI O IMPUTATI DI ALTRI REATI - MOTIVAZIONE INSUFFICIENTE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLE QUESTIONI.. E’ manifestamente inammissibile, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 91, comma 1, lettera a), del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, secondo cui l'ammissione al gratuito patrocinio è esclusa per l'indagato, l'imputato o il condannato di reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, in riferimento all'art. 24, terzo comma, della Costituzione. Infatti, i provvedimenti di rimessione omettono di fornire qualsiasi descrizione in ordine alle fattispecie concrete sottoposte all'esame dei giudici 'a quibus', mentre, per costante giurisprudenza di questa Corte, il giudice deve rendere esplicite le ragioni che lo inducono a sollevare la questione di costituzionalità con una motivazione autosufficiente, tale da permettere la verifica della valutazione sulla rilevanza, ciò che, per le evidenziate lacune, non risulta possibile nei casi di specie.