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risoluzione sulla trasparenza dell'UE sullo sviluppo, l'acquisto e la distribuzione dei vaccini contro la COVID-19, alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1013); risoluzione sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2021 in programma a Glasgow, Regno Unito (COP26), alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1014); risoluzione sui Pandora papers: implicazioni per gli sforzi volti a contrastare il riciclaggio di denaro e l'evasione e l'elusione fiscale, alla 2 a , alla 3 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1015); risoluzione sulla crisi dello Stato di diritto in Polonia e il primato del diritto dell'UE, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1016). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 6 dicembre 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a misure nei confronti degli operatori di trasporto che agevolano o praticano la tratta di persone o il traffico di migranti in relazione all'ingresso illegale nel territorio dell'Unione europea (COM(2021) 753 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 6 dicembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a , 8 a e 14 a . Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Coltorti e Trentacoste hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06349 della senatrice Montevecchi ed altri. Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti L'interrogazione 4-06336, del senatore Pesco ed altri, rivolta al Ministro della giustizia, è rivolta anche al Ministro dell'economia e delle finanze. Mozioni Atto n. 1-00439 ALFIERI BITI MALPEZZI FERRARI MIRABELLI COLLINA D'ARIENZO CIRINNA' MARCUCCI ROSSOMANDO ROJC ZANDA - Il Senato, premesso che: il 4 novembre 2020 le forze armate dell'Etiopia, sostenute dall'Esercito eritreo e dalla polizia regionale amara, hanno occupato il capoluogo del Tigray, Macallè, sconfiggendo apparentemente il Fronte popolare di liberazione del Tigray (TPLF). Il 28 giugno 2021, dopo 8 mesi di guerra, il Governo federale ha abbandonato la città. Quella che nelle intenzioni del Governo di Addis Abeba doveva essere una rapida operazione di polizia si è, invece, trasformata in un conflitto civile su larga scala, suscettibile di rimettere in discussione sia l'assetto dell'Etiopia che l'intero assetto geopolitico del Corno d'Africa; l'occupazione del Tigray nel novembre 2020 ha rappresentato l'apice dello scontro in atto sin dal 2018, anno dell'ascesa al potere del primo ministro Abiy Ahmed, tra il Governo federale di Addis Abeba e l'amministrazione regionale a Macallè. La leadership tigrina, infatti, non ha mai accettato la sconfitta elettorale. Forte della superiorità militare delle proprie forze di sicurezza regionali, aveva impedito ogni tentativo d'intromissione delle autorità federali nelle questioni interne del Tigray, respingendo i mandati d'arresto emanati dalla procura contro alti ufficiali del partito. L'occasione dello scontro armato si è avuta nel settembre 2020, quando il TPLF ha sfidato il provvedimento di rinvio delle elezioni disposto dal Parlamento federale a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19; dopo un iniziale successo delle forze governative, i combattenti tigrini hanno riconquistato la città di Macallè ed esteso il conflitto ad altre province, prendendo il controllo di due centri nevralgici come Dessie e Kombolchoa, e giungendo oramai a poche centinaia di chilometri dalla capitale Addis Abeba; a quanto detto si aggiunga che anche i ribelli Oromo dell'Oromo liberation front si sono schierati contro il Governo centrale e il 5 novembre è nata un'alleanza tra 9 gruppi armati etiopi, tutti uniti in chiave antigovernativa; considerato che: secondo quanto riportato da un'indagine congiunta della Commissione etiope per i diritti umani e dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, tutte le parti in causa hanno commesso violazioni dei diritti umani e crimini efferati quali uccisioni illegali, esecuzioni, torture e non da ultimo violenze sessuali diffuse e sistematiche. Al riguardo, Mark Lowcock, coordinatore dei soccorsi di emergenza delle Nazioni Unite, ha dichiarato che "non c'è dubbio che la violenza sessuale sia usata in questo conflitto come arma di guerra, come mezzo per umiliare, terrorizzare e traumatizzare un'intera popolazione oggi e una generazione successiva domani"; l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha affermato che il conflitto "è continuato senza sosta e rischia di estendersi all'intero Corno d'Africa". A fine agosto è intervenuto anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha sottolineato come siano in gioco l'unità dell'Etiopia e la stabilità dell'intera regione; di tutta risposta alle continue denunce degli organismi internazionali, sette funzionari, tra cui operatori del fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia e dell'ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (UNOCHA), sono stati accusati di "ingerenza" negli affari interni dell'Etiopia e invitati a lasciare il Paese africano. A fronte della chiusura di qualunque corridoio d'accesso alla regione del Tigray e del perdurare delle ostilità, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al Governo centrale presieduto da Abiy Ahmed, che al momento della sua elezione nel 2018 contava sul sostegno politico e finanziario degli Stati Uniti e dell'Unione europea. Come noto, la pace con l'Eritrea, la liberazione di giornalisti e attivisti politici, le promesse di libere elezioni e di liberalizzazione dell'economia gli erano valse l'apertura di linee di credito presso la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale, nonché il premio Nobel per la pace nel 2019; a seguito delle sanzioni, l'Esecutivo etiope per reperire tecnologie militari si è rivolto ad altri Paesi, in particolare alla Russia e alla Turchia; da ultimo non si può tacere la preoccupazione dei principali attori internazionali, vista la rilevanza che l'Etiopia riveste a livello sia politico che strategico per la stabilità dell'intero Corno d'Africa.