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anche le imprese agrituristiche, oltre 24.000 su tutto il territorio nazionale, stanno assistendo ad una grave perdita di fatturato; si tratta di strutture a conduzione familiare, spesso situate in zone isolate, le cui attività contribuiscono a render unico il nostro Paese dal punto di vista culinario e attrattivo; l'ospitalità e la ristorazione, grazie all'eccellenza dei prodotti agroalimentari offerti, costituiscono non solo una parte importante del nostro tessuto economico, ma anche l'espressione dell'identità e dell'unicità dei territori del nostro Paese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia intraprendere tutte le iniziative di sua competenza al fine di persuadere il Governo ad adottare provvedimenti che, pur contemplando l'esigenza di mantenere alti i livelli di sicurezza sanitaria nel Paese, vadano incontro alla necessità della ristorazione di poter continuare a svolgere il proprio lavoro, prevedendo il posticipo dell'orario di chiusura degli esercizi alle ore 23; se, a favore della ristorazione, voglia mettere in atto immediate iniziative che coincidano con la necessità di concedere al settore l'adeguato ristoro a compensazione delle perdite subite, la liquidità necessaria per il pagamento dei fornitori, l'estensione delle misure di cassa integrazione fino alla stabilizzazione della domanda turistica; la proroga per l'intero anno 2021 delle misure di decontribuzione; la riduzione dell'aliquota IVA per l'anno 2021; se non ritenga che la filiera dell'agroalimentare italiana sia strategica per l'economia del Paese, e come tale necessiti di adeguate misure di sostegno, le quali in ogni caso dovranno necessariamente essere rivolte a tutto l'indotto che gravita intorno al canale Horeca. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02050 TESTOR Ai Ministri della salute, per le politiche giovanili e lo sport e dell'economia e delle finanze Premesso che: tra le nuove misure urgenti di contenimento del contagio varate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 24 ottobre 2020, all'articolo 1, comma 9, lettera f) , sono sospese le attività di palestre, piscine, centri termali (fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza); ai sensi del citato decreto le prestazioni di rieducazione motoria e di ginnastica medica tra il professionista e la singola persona ( one to one , come usualmente si definiscono) possono continuare solo se svolte in un presidio sanitario obbligatorio (fisioterapia o riabilitazione) o erogate come prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza; l'attività del chinesiologo si occupa della prevenzione primaria, secondaria e terziaria mediante rieducazione motoria, rientrando nei servizi essenziali alla persona e riguarda il movimento umano razionale attivo ad indirizzo educativo (educazione fisica nelle scuole), preventivo (ginnastica posturale, di mantenimento, terza età), formativo (ginnastica per bambini, giovani), ricreativo (ginnastica con musica, animazione, giochi) e sportivo (preparazione atletica, allenamenti). Il chinesiologo clinico, le cui competenze includono quelle mirate alla prevenzione e al ricupero mediante l'attività motoria, sono finalizzate: al mantenimento della migliore efficienza fisica lungo l'arco dell'intera vita, sia in soggetti normali, che in quelli predisposti o affetti da patologie correlate con la sedentarietà o con scorretti stili di vita; in soggetti con disabilità motorie, in quelli affetti da patologie cronico-degenerative stabilizzate (diabete, parkinson, sindrome metabolica), che possono trarre beneficio dall'esercizio fisico in condizioni di disagio infantile e adolescenziale; il percorso formativo dopo la laurea in scienze motorie (L22), si completa con la laurea in scienze delle attività motorie preventivo adattate LM67 (laurea magistrale), formando il chinesiologo clinico con conoscenze scientifiche avanzate nel campo delle attività motorie dell'uomo, con particolare riguardo alle aree preventiva e adattativa. A differenza di quanto avviene negli altri Stati dell'Unione europea, nei quali la laurea magistrale conferisce al chinesiologo il riconoscimento di figura operante in ambito sanitario e consente di lavorare anche presso strutture ospedaliere, in Italia, dove vi è una lacuna legislativa in materia di riconoscimento professionale, il chinesiologo è stato inserito nell'ambito dello sport e opera principalmente da libero professionista o da solo o in collaborazione con diverse figure mediche (ortopedico, fisiatra, fisioterapisti, nutrizionista) all'interno di centri privati. L'attività libero professionale viene svolta individualmente o all'interno di piccoli gruppi sempre con programmazione individuale e principalmente su appuntamento con la massima sicurezza della salute della persona; considerato che tale lacuna legislativa della figura del chinesiologo si evidenzia nei molteplici codici Ateco che tentano di definire la sua attività: 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti nca), 96.09.09 (Altre attività di servizi per la persona nca), 85.51.00 (Corsi sportivi e ricreativi). Tutte queste attività non sono state inserite nell'elenco degli aventi diritto ai ristori previsti dal decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, assegnato in prima lettura al Senato (A.S.1994), si chiede di sapere: se ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020, l'attività del chinesiologo sia esclusa da quelle soggette ad una sospensione o chiusura, al fine di poter continuare ad offrire prevenzione primaria, secondaria e terziaria mediante rieducazione motoria, cioè servizi essenziali alla persona, e se, ove ciò non sia, i Ministri in indirizzo non ritengano necessario includerle, anche con un proprio intervento di carattere emendativo, in quelle attività che hanno diritto al ristoro; se alla luce di quanto esposto in premessa, i Ministri non ritengano necessario riconoscere con urgenza la figura professionale del chinesiologo in ambito sanitario, come avvenuto nel resto d'Europa. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04333 CALIGIURI AIMI BARBONI BATTISTONI BERARDI BINETTI CALIENDO DAMIANI FERRO GALLIANI GALLONE MALAN MALLEGNI MASINI MINUTO MOLES PAGANO PAPATHEU PEROSINO PICHETTO FRATIN RIZZOTTI ROSSI SICLARI STABILE TIRABOSCHI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'estate ha visto impegnato il Ministero dell'istruzione in un vero e proprio inventario, che ha coinvolto gli 8.088 dirigenti scolastici italiani, al fine di comprendere lo stato dell'arredo scolastico; dall'indagine è emersa la necessità di 2.540.236 banchi, tra cui solo 440.245 con le rotelle, e di 1.374.425 sedie tradizionali; le richieste "conservatrici" degli istituti italiani lasciano comprendere come, nel metodo di studio adottato, l'utilità di un banco con poco spazio per tutto il necessario per l'attività didattica sia vana e, di fatto, costituisca un vero e proprio spreco di denaro pubblico;