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Invece di confermare e perfezionare una riforma della giustizia - mi riferisco a quella di Bonafede, che pure era stata avviata - si stanno distruggendo tutto il lavoro fatto in questi anni e anche gli importanti risultati raggiunti e che sono costati la vita a tanti Falcone e Borsellino. Colleghi, la dinamite alla giustizia si può infatti mettere in tanti modi. Vorrei scendere - umilmente e stante ciò che avverto nel mio animo di avvocato di Provincia - nel dettaglio delle grosse criticità che la riforma presenta, ma non lo faccio perché, a questo punto, non ne vale la pena e anche perché siamo ormai di fronte a una farsa, visto che il Parlamento è chiamato solo a ratificare con una maggioranza bulgara tutto ciò che viene dal Governo. La speranza è che questo andazzo finisca presto e il Parlamento torni ad essere il luogo di confronto e democrazia dove si promuove, si discute, si dibatte e si corregge per raggiungere poi decisioni politiche e sostanziali - ho una visione molto laica della politica: la politica è servizio per il benessere dei cittadini e della Nazione - e non resti un luogo dove si continuano a ratificare decisioni. Mi rivolgo a tutti i colleghi di buon senso in quest'Aula: possiamo ancora fermarci. Fermiamo questa devastante riforma del diritto penale. È stato anche detto che non ce lo chiede l'Europa, che ci ha chiesto procedimenti più veloci e più giusti, ma non l'improcedibilità. Fermiamoci, colleghi: siamo ancora in tempo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, stiamo discutendo la legge delega al Governo per la riforma del processo penale e non siamo nemmeno 40 o 50 presenti in Aula. Questo è evidentemente quello che sarà il Parlamento che qualcuno vuole, introducendo attraverso le firme digitali la democrazia diretta, tanto cara agli amici del MoVimento 5 Stelle, che - per carità - ha una sua filosofia sulla quale ho qualche perplessità. Evidentemente però una ragione indiretta c'è nel ritenere che questi avrebbero anche ragione, visto che qui non c'è nessuno a discutere della riforma del processo penale. (Applausi) . Credo che la Presidenza del Senato dovrebbe fare un rilievo a tutti i parlamentari. C'è questione e questione e la questione afferente alla riforma del processo penale interessa tutti i cittadini. Entrando nel merito, si diceva « factum infectum fieri nequit »; non c'è rimedio. Ebbene, c'è finalmente un rimedio. La riforma di cui stiamo discutendo toglie e spazza via dal cosiddetto spazzacorrotti, un abominio del diritto, la sospensione, così impropriamente chiamata dopo la sentenza di primo grado di proscioglimento del processo, il cosiddetto fine processo mai. Si ristabilisce il diritto sostanziale e lo si fa utilizzando un orologio ordinario e un orologio sulla sfera di Greenwich - consentitemi l'espressione - e cioè la prescrizione del reato e la prescrizione del processo che attiene all'improcedibilità, secondo quanto previsto dall'articolo 344 di nuovo conio, sul quale sicuramente ci saranno anche dei problemi di valutazione e di inferenza rispetto al diritto sostanziale e al diritto processuale. Credo che la materia della prescrizione sia materia ampiamente consolidata nella giurisprudenza e quindi alcuni principi sono intangibili, anche se attingiamo al diritto al diritto processuale. Il diritto all'oblio e al tempori cedere , che scandisce la vita di ognuno di noi e rende di per sé irrilevante ricercare una punibilità, ad eccezione dei reati più gravi, viene ristabilito con questa legge delega. Esprimo quindi grande apprezzamento per il lavoro che è stato fatto. Tuttavia, devo anche precisare che forse non ho colto alcuni aspetti nel cosiddetto spazzacorrotti, che qualcuno continua a celebrare. Ricordo che il Ministro del tempo quando è stata approvata legge n. 3 del 2019 aveva parlato di una riforma epocale, salvo correggersi subito dicendo che comunque la prescrizione sarebbe entrata in vigore dopo qualche anno e i primi effetti ci sarebbero stati a distanza di tre o quattro anni. Di epocale c'era solo la portata disastrosa di ciò che aveva introdotto. (Applausi) . E disastroso è anche il fatto che viene sottaciuto - ed è pericolosissimo - l'inserimento della pesca a strascico attraverso i trojan, attraverso i captatori informatici, anche per i reati che non hanno nulla a che fare con quelli più violenti, i reati di mafia, che sono fondati sulla violenza, bensì per i reati contro la pubblica amministrazione. L'uso improprio del fotocopiatore, che si chiama peculato, può essere oggetto di intercettazione trojan anche al di fuori dell'articolo 12 del codice di procedura penale. Vogliamo mettere fine a tutto ciò? (Applausi) . Ho detto bene, collega Vitali? Lei è d'accordo? Posso procedere? PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, senatore Dal Mas. DAL MAS (FIBP-UDC) . È vero, lei è molto gentile, ma mi dispiace che non sia in Aula il collega Crucioli, che questa mattina ha dato il meglio di sé - lo conosciamo - (Applausi) e ha ridicolizzato il Parlamento, non sapendo però che ridicolizzava anche sé stesso. Perché non è qui ora? Dovrebbe essere qui ora, perché chi rivendica la mancanza di dibattito è il primo che, terminato il suo intervento, se ne va. E, quindi, non può dire che è stato un attentato alla democrazia. Dove eravate? Dove siete? Siete quattro gatti spennacchiati. Cosa volete? (Commenti). PRESIDENTE. Senatore Dal Mas, si rivolga alla Presidenza. (Commenti). Il collega è già stato richiamato. DAL MAS (FIBP-UDC) . Siete dei palloni gonfiati! PRESIDENTE . Senatore Dal Mas, per cortesia: si è appena richiamato alla dignità del Parlamento, sia conseguente. Si rivolga alla Presidenza e non mi costringa anche lei a un richiamo formale. DAL MAS (FIBP-UDC) . Sono colleghi che vengono qui e ci fanno lavorare alle ore 9 del mattino e poi se ne vanno. Li dovete richiamare! (Commenti). PRESIDENTE . Colleghi, la Presidenza ha già richiamato all'ordine e in quest'Aula non è consentito dire a nessuno di tacere. Senatore Dal Mas, può continuare. Confidiamo nella sua oratoria pacata. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, abbiamo parlato delle intercettazioni. La Costituzione tutela la segretezza delle comunicazioni con una riserva di legge e con una riserva di giurisdizione: tutte queste cose le abbiamo perse. Io invito il Governo a riflettere seriamente su questo. Il sottosegretario Macina, che è qui presente, lo farà nei confronti del mio intervento - forse - ma questa è una tematica importante. Lo è come la prescrizione; lo è perché abbiamo esteso il patteggiamento allargato, che vuol dire non creare impunità, ma risolvere delle questioni che erano aperte, per esempio gli effetti extrapenali del patteggiamento. In tale caso, con questo provvedimento si fa chiarezza su questi aspetti.