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Giovane italiano a Melbourne, Nino alla fine degli anni '50 aderì al Democratic Labour Party, un partito di ispirazione cattolica formato da una scissione del partito laburista australiano. Con questo partito fu candidato al Parlamento nel 1964. Sempre attivo nella comunità italo-australiana, Nino è stato vice presidente del Comites del Victoria e Tasmania e consigliere del Consiglio generale degli italiani all'estero, dove ricoprì la carica di presidente della commissione informazione e comunicazione. Io ho conosciuto Nino quasi subito dopo il mio arrivo in Australia, nel 1983. Gli proposi - e lui accettò - di pubblicare una colonna sulla previdenza italiana in cui rispondevo alle domande dei lettori, che allora, per i più giovani, ci pervenivano per posta. Nel 1985 il Ministro australiano della sicurezza sociale nominò me e Nino in una commissione d'inchiesta di cinque persone, per investigare vantaggi e svantaggi della proposta di stipulare accordi di sicurezza sociale con i Paesi di origine degli immigrati, fra cui l'Italia. Lavorammo insieme per molti mesi, incontrando rappresentanti delle comunità e istituzioni in molte città australiane. Fu il consolidamento di una lunga e sincera amicizia. L'accordo di sicurezza sociale tra l'Italia e l'Australia è solo una delle tante battaglie storiche promosse da Nino. Dopo una vita dedicata all'informazione e alla difesa dei diritti degli emigrati e dopo essere stato un rappresentante di primo piano della comunità anche nei rapporti con le autorità civili e politiche australiane, nel 2006 Nino viene eletto senatore nella lista dell'Ulivo e rieletto nel 2008 in quella del Partito Democratico. Negli anni del suo mandato qui in Senato lo ricordo come persona corretta, politico che ha sempre saputo tenere fede al suo mandato, impegnato per la sua comunità. Nino ha svolto il suo lavoro con una vera e autentica passione, legata a un profondo impegno sociale e culturale, voce degli italiani d'Australia, primo difensore degli italiani nel mondo. Signor Presidente, tanti sono i messaggi d'affetto che stiamo ricevendo in queste ore. Uno di questi viene dalle figlie di Nino, che mi chiedono di esprimere la loro gratitudine a lei e, tramite lei, signor Presidente, al Senato perché - mi dicono - i sette anni trascorsi in quest'Aula sono stati tra i più felici della vita di Nino. Nino era orgoglioso di rappresentare gli italiani della sua circoscrizione e mettere a disposizione dell'Italia la sua vasta esperienza di vita. Aveva a cuore gli interessi e le esigenze di tutti gli italiani nel mondo ed era fortemente convinto del loro contributo allo sviluppo dell'Italia. I sette anni al Senato hanno anche permesso a Nino di ritornare nel suo Paese natio, la sua patria, da cui non si era mai staccato e che amava più di ogni altra cosa. Signor Presidente, dopo questi ricordi mi permetta di concludere facendo, a nome di tutte le senatrici e tutti i senatori, sentite condoglianze alle figlie di Nino e alle loro famiglie e affermare che ci mancherà la sua voce critica, la sua onestà e la sua correttezza. (Applausi) . PRESIDENTE . Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Nino Randazzo, di condividere con lui due legislature e di ricordarlo, come lei ha fatto, senatore Giacobbe, con la massima stima come persona e politico. Mi unisco al cordoglio che lei ha rivolto ai suoi parenti e propongo all'Assemblea un minuto di raccoglimento. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 987 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica federale della Nigeria, fatto a Roma l'8 novembre 2016; b) Accordo di mutua assistenza in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica federale della Nigeria, fatto a Roma l'8 novembre 2016; c) Accordo sul trasferimento delle persone condannate tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica federale della Nigeria, fatto a Roma l'8 novembre 2016 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 987. Il relatore, senatore Iwobi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. (Brusio) . Invito i colleghi che si trovano in prossimità del banco delle Commissioni di consentire al senatore Iwobi di svolgere il suo intervento. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. IWOBI, relatore . Signor Presidente, colleghi senatori e senatrici, l'Assemblea è chiamata a esaminare il disegno di legge recante la ratifica di tre accordi bilaterali in materia di cooperazione giudiziaria, sottoscritti dall'Italia con la Repubblica federale della Nigeria nel novembre 2016, concernenti, rispettivamente, le materie dell'estradizione, della mutua assistenza in materia penale e del trasferimento delle persone condannate. Si ricorda innanzitutto che la Nigeria, che conta oltre 190 milioni di abitanti, è il Paese più popolato del continente africano, nonché la più grande economia dell'Africa sub-sahariana. Per l'Italia, che ospita oggi nel suo territorio una comunità di quasi 100.000 nigeriani e che vanta con il Paese africano decennali rapporti di collaborazione economica, la Nigeria rappresenta il secondo partner commerciale nell'Africa sub-sahariana dopo il Sud Africa. L'ampliamento della collaborazione bilaterale, non solo sul piano economico e politico, costituisce una opportunità da cogliere per l'Italia, anche nei delicati settori della cooperazione giudiziaria, su cui insistono appunto gli accordi oggetto del presente disegno di legge di ratifica, in particolare al fine di predisporre una più efficace azione di contrasto al fenomeno del crimine transnazionale, spesso correlato allo sviluppo dei flussi migratori. Il Trattato di estradizione, composto di 25 articoli, impegna le parti a consegnarsi reciprocamente le persone perseguite o condannate dalle autorità giudiziarie dell'altro Stato, ai fini dello svolgimento del processo o dell'esecuzione della pena. L'Accordo di mutua assistenza in materia penale è invece finalizzato a promuovere rapporti di collaborazione bilaterale rapidi ed efficaci in materia di cooperazione giudiziaria penale, in conformità ai principi del diritto internazionale. Da ultimo, l'Accordo sul trasferimento delle persone condannate, composto di 24 articoli, è volto a consentire il trasferimento nel proprio Stato dei cittadini detenuti nel territorio dell'altro Stato contraente, al fine di permettere loro di scontare la pena residua nel proprio Paese di origine. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta complessivamente in oltre 200.000 euro annui, ascrivibili essenzialmente alle spese per il trasferimento delle persone condannate. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con la normativa dell'Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea.