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Tante di queste stesse persone erano riuscite, in realtà, ad avere il finanziamento per poter respirare, perché proprio a questo è servito e serve il decreto liquidità: a dare respiro a un sistema produttivo rimasto in debito di ossigeno. È una misura doverosa, vera, concreta e pensata apposta per le imprese e non per le banche, in continuità con il precedente decreto cura Italia, che è stato il primo salvagente da 25 miliardi di euro, lanciato soprattutto in soccorso di imprese e lavoratori e poi integrato con il successivo decreto rilancio da 55 miliardi di euro, nel quale sono previsti ben 15 miliardi di euro di contributi a fondo perduto e defiscalizzazioni. Nel complesso, quindi, abbiamo già stanziato 80 miliardi di euro di interventi diretti in appena ottantacinque giorni, malgrado tutte le difficoltà, le situazioni impreviste e, soprattutto, l'assoluta urgenza di fare tutto e subito. Questo decreto liquidità vuole essere supporto del nostro sistema produttivo costituito dalle piccole, medie e grandi imprese. Sono tutti provvedimenti interconnessi che si integrano e si completano tra di loro. Il decreto che stiamo approvando ha richiesto un lavoro importante, giacché consente di immettere velocemente liquidità nel sistema delle imprese con un uso imponente delle garanzie statali. Il decreto-legge si compone di più parti, ma va posta grande attenzione anche alle risorse ulteriormente attivabili attraverso il sistema delle garanzie di Stato. Sappiamo che parliamo di 400 miliardi di euro, di cui 200 per il mercato interno ed altri 200 per potenziare il mercato dell' export e del made in Italy . Un'altra parte fondamentale del provvedimento prevede il potenziamento del Fondo centrale di garanzia fino a 7 miliardi di euro per le piccole e medie imprese per finanziamenti fino a 25.000 euro, poi saliti, come sappiamo, a 30.000 euro nel passaggio alla Camera, garantiti fino al 100 per cento. All'inizio ci sono state difficoltà per gli ostacoli tra le aziende e l'accesso al credito, ma già ora sono 2,4 milioni le pratiche di moratoria dei mutui per un totale di 250 miliardi di euro, mentre le domande al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese sono 469.000 per una cifra di quasi 22 miliardi di euro, di cui 426.000 pratiche per circa 8,8 miliardi di euro sui prestiti fino a 25.000 euro. Il decreto-legge prevede anche la semplificazione sulle fatture elettroniche, la proroga dei termini per alcuni adempimenti fiscali, come la certificazione unica 2020, e la sospensione di altri adempimenti fiscali, le disposizioni relative a salute e lavoro, il potenziamento del golden power , voluto per tutelare le nostre aziende strategiche. Venendo poi più nello specifico ai lavori parlamentari, il testo che stiamo discutendo è frutto di un lavoro intenso svolto in Parlamento durante queste settimane. Il dibattito è stato ampio e lo sforzo per migliorare il decreto è stato lodevole e molto proficuo, superando anche le differenze politiche e ideologiche per guardare, invece, all'interesse generale del Paese. È un testo migliorato grazie alla collaborazione tra Camera e Senato e grazie anche ad alcune proposte fatte dalle opposizioni e crediamo giusto riconoscerlo. Deve essere, infatti, questo lo spirito necessario ad affrontare un momento così drammatico e unico nella storia del nostro Paese. Come portavoce del MoVimento 5 Stelle, voglio anche ricordare alcuni dei più significativi emendamenti approvati, dei quali il MoVimento 5 Stelle, fatemelo dire, può essere orgoglioso. Abbiamo aumentato il tetto ai prestiti garantiti al 100 per cento da 25.000 a 30.000 euro, intervento molto richiesto, ne abbiamo allungato la scadenza, misura anche questa molto richiesta, da sei a dieci anni e abbiamo ampliato la platea dei potenziali beneficiari. Abbiamo ridotto il costo dei prestiti, abbassando i tassi di interesse bancari. Abbiamo destinato 100 milioni al Fondo di garanzia per il terzo settore e allargato le condizioni di accesso al prestito (non illustro i dettagli, perché li abbiamo già ascoltati). Inoltre, per quanto riguarda i prestiti fino a 800.000 euro, abbiamo esteso la loro durata a ben trent'anni. Abbiamo esteso il Fondo Gasparrini per i mutui prima casa. Abbiamo esteso la platea di coloro che possono richiedere la sospensione dei mutui prima casa anche alle ditte individuali, ai piccoli imprenditori, agli artigiani, ai piccoli commercianti, alle attività individuali o familiari. Abbiamo risolto, soprattutto, il problema dell'accesso al credito, grazie alla autocertificazione, resa da chi richiede il prestito sotto la propria responsabilità, che alleggerisce molto il lavoro di accertamento delle banche. La semplificazione, quindi, è alle porte. Diciamo che è arrivata. Adesso, per l'erogazione dei prestiti da parte delle banche, le procedure risultano molto più fluide e gli impedimenti sono molto ridotti. Questo decreto-legge rappresenta, dunque, un altro passo decisivo in avanti nel difficile percorso di rinascita che stiamo compiendo. Siamo sempre disponibili ad accettare critiche, se costruttive, e soprattutto proposte. Dobbiamo comunque ammettere che è stato fatto un grande lavoro e che i risultati si vedono. Su questo, non possiamo che riconoscere l'impegno del Governo, un Governo che ha dimostrato capacità, coraggio e senso di responsabilità, anche in Europa, per ottenere che l'Europa faccia l'Europa, se vuole essere riconosciuta come tale. Così come è giusto - è ovvio - ammettere che ritardi ci sono stati e ci sono ancora: ritardi, inefficienze, resistenze e complicazioni, alle quali porremo rimedio con il prossimo decreto economico, il quarto, che sarà dedicato proprio alla semplificazione delle procedure. Per quanto esposto, quindi, è giusto dare fiducia a questo provvedimento, perché non farlo significherebbe girare le spalle alle imprese, alle famiglie e all'Italia intera. Certo, c'è ancora da fare, da dialogare e da ascoltare i bisogni reali dei nostri cittadini, la loro voglia di lavorare, di uscire, di riprendere le attività di una vita piena. E questo continueremo a farlo, con in testa una frase, che si sente dire sempre, ma che è una frase proprio vera: da ogni crisi, nasce sempre un'opportunità. Anche alla nostra crisi deve seguire un grande cambiamento, una svolta, in una parola: una innovazione di tutto quel vecchio sistema che dobbiamo lasciarci alle spalle. Per attuare questa innovazione ci vogliono idee nuove, coraggiose, rivoluzionarie. Noi, come MoVimento 5 Stelle e come Governo, sempre a fianco dei cittadini, accompagneremo il Paese in questo nuovo percorso per la ripresa. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, faccio soltanto alcune precisazioni. Mi ha colpito molto, in questo dibattito, la sottovalutazione del termine liquidità e di quello che sta dietro a questo termine nel decreto che stiamo convertendo. È stato detto che questo provvedimento è un regalo alle banche.