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L'articolo 7 modifica la disciplina sull'aggiornamento dei dati presenti nella dichiarazione sostitutiva unica (DSU) relativa alle determinazioni dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). L'articolo 8 consente che il fondo per il diritto al lavoro dei disabili sia alimentato anche attraverso versamenti da parte di soggetti privati, a titolo spontaneo e solidale. Venendo ora al capo II, che reca, a seguito delle modifiche approvate dalle Commissioni, altrettante norme di rilievo al pari del Capo I, segnalo in particolare l'articolo 9, che assegna ulteriori risorse alle Regioni Sardegna e Sicilia per la prosecuzione, nel 2019, di trattamenti d'integrazione salariale straordinaria in deroga o di mobilità in deroga, riconosciuti ai lavoratori occupati o già occupati in aree di crisi industriale complessa. Per il nuovo intervento finanziario è stabilito un limite pari a 3,5 milioni di euro per la Regione Sardegna e a 30 milioni per la Regione Siciliana. Con l'approvazione dell'emendamento 9.0.100 (testo 2), le Commissioni riunite 10 a e 11 a propongono di incrementare, per il 2019, le risorse finanziarie destinate alla proroga di trattamenti straordinari di integrazione salariale concessi per riorganizzazione, crisi aziendale o contratto di solidarietà. L'articolo 10 consente, nel limite di spesa di 1,5 milioni di euro per il 2019, l'applicazione delle summenzionate norme sui trattamenti di mobilità in deroga in favore dei lavoratori dell'area di crisi industriale complessa Venafro-Campochiaro-Bojano e aree dell'indotto che, alla data del 31 dicembre 2016, risultino beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di un trattamento di mobilità in deroga, salvo che gli stessi, alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, non siano percettori del reddito di cittadinanza. L'articolo 11 prevede l'esonero, in favore delle imprese operanti nel settore della fabbricazione di elettrodomestici, dal versamento del contributo addizionale dovuto in caso di ricorso al trattamento di integrazione salariale. Il beneficio è riconosciuto qualora le imprese suddette abbiano un organico superiore alle 4.000 unità nonché unità produttive site nel territorio nazionale, di cui almeno una in un'area di crisi industriale complessa, e a condizione che le stesse imprese abbiano stipulato contratti di solidarietà che prevedano, nell'anno 2019, la riduzione concordata dell'orario di lavoro di durata non inferiore a quindici mesi. Con l'approvazione dell'emendamento 11.1 (testo 3), l'attività del personale addetto agli impianti di trasporto a fune, destinati ad attività sportive in località sciistiche e montane, e alla gestione delle piste da sci viene inclusa nell'elenco delle attività stagionali per cui è previsto l'esonero dal versamento del contributo addizionale per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato. Tra le modifiche approvate nelle Commissioni sempre sul tema del sostegno ai lavoratori, anche autonomi, segnalo: l'emendamento 11.0.100, con cui si propone di introdurre una nuova forma di finanziamento per alcuni trattamenti di mobilità in deroga relativi ai lavoratori che abbiano cessato il trattamento di integrazione salariale in deroga nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 e che non abbiano diritto alla fruizione della Naspi (per assenza dei requisiti inerenti alla contribuzione o alla durata minima del lavoro effettivo); l'emendamento 11.0.18 (testo 2), con cui si estende l'indennizzo corrisposto a seguito della cessazione di attività commerciale ai soggetti in possesso di determinati requisiti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018. L'articolo 12 introduce norme funzionali al potenziamento della struttura di cooperazione tra il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, struttura relativa al monitoraggio delle politiche volte a contrastare il declino dell'apparato produttivo. Con l'approvazione degli emendamenti 12.1 e 12.2 (testo 2), le Commissioni riunite propongono, rispettivamente, alcune importanti misure in materia di incompatibilità per il personale che abbia fatto parte della struttura e l'ampliamento dell'ambito istituzionale della collaborazione e della trasparenza cui è chiamata la struttura, prevedendo la possibilità per i parlamentari di partecipare ai tavoli di crisi che riguardano i territori in cui sono stati eletti. L'articolo 13 - che interviene nell'ambito delle azioni volte a favorire la decarbonizzazione, su cui tanto ancora c'è da fare e speriamo si possa fare con questo Governo - destina la quota annua dei proventi derivanti dalle aste CO 2 , eccedente il valore di 1 miliardo di euro: nella misura massima di 100 milioni di euro per il 2020 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, al fondo per la transizione energetica nel settore industriale, per finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore industriale; per una quota fino a un massimo di 20 milioni di euro annui per il periodo 2020-2024, al Fondo per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone. Inoltre, con l'approvazione dell'emendamento 13.0.1 (testo corretto) le Commissioni riunite 10 a e 11 a propongono alcune norme in materia di controlli e sanzioni concernenti gli incentivi relativi alle energie da fonti rinnovabili. Siamo finalmente riusciti ad approvare tali norme, che aiuteranno sicuramente il settore, dopo un'approfondita istruttoria che va avanti da almeno un anno. Con l'approvazione dell'emendamento 13.0.2 (testo 3) le Commissioni riunite dispongono l'incremento (nella misura di 500.000 euro per il 2019, di un milione di euro per il 2020 e di 5 milioni di euro per il 2021) della dotazione del Fondo per la crescita sostenibile, al fine di sostenere sull'intero territorio nazionale la nascita e lo sviluppo di società cooperative di piccole e medie dimensioni, costituite in misura prevalente dai lavoratori provenienti da aziende in crisi. Questo, colleghi, è il famoso strumento del workers buyout che tanto bene sta facendo in alcune zone del territorio nazionale e globale e che potrebbe fare ancora meglio. Con l'approvazione degli emendamenti identici 14.1 e 14.2 le Commissioni riunite 10ª e 11ª propongono la soppressione dell'articolo 14 del presente decreto-legge, il quale interviene sulla disposizione che esclude la responsabilità penale e amministrativa del commissario straordinario, dell'affittuario o dell'acquirente dell'Ilva di Taranto in relazione alle condotte poste in essere in attuazione del piano ambientale previsto. Con l'approvazione dell'emendamento 14.0.3 (testo 3) le Commissioni riunite propongono l'intervento in materia di cessazione della qualifica di rifiuto (il cosiddetto end of waste ), novellando a tal fine l'articolo 184- ter del codice dell'ambiente, di cui al decreto legislativo l3 aprile 2006, n. 152, e recando ai commi da 4 a 10 ulteriori disposizioni in materia.