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Il PPV è aggiornato nei termini e nei modi di cui al comma 3 prima della sua naturale scadenza, qualora le condizioni epidemiologiche di sanità umana e animale, gli esiti dei controlli ufficiali, l'evoluzione scientifica e l'eventuale riorganizzazione delle autorità competenti in materia di prevenzione veterinaria lo richiedano. 5. Il PPV definisce procedure uniformi per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per l'esecuzione dei controlli ufficiali, compresi quelli volti a verificare il rispetto degli impegni previsti nell'ambito della condizionalità, ai sensi del regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013. Il PPV definisce azioni finalizzate all'implementazione di un sistema integrato di categorizzazione del rischio al fine di migliorare la collaborazione tra autorità competenti e operatori della filiera agroalimentare, elevando il livello di sicurezza e la qualità dei prodotti. 6. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centoventi giorni dalla data della pubblicazione del PPV nella Gazzetta Ufficiale , adottano il piano regionale o provinciale integrato della sanità veterinaria che individua gli obiettivi specifici territoriali di prevenzione, sicurezza e controllo che le aziende sanitarie, con il supporto degli istituti zooprofilattici sperimentali (IZS), di cui all'articolo 1, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270, nonché delle altre autorità competenti, sono tenute ad assicurare. 7. In linea con gli obiettivi del PPV, – ai fini del consolidamento di sistemi di classificazione degli alimenti, di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, del Ministro della salute e del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 19 novembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 7 dicembre 2020, per lo sviluppo di strategie volte a favorire diete sane ed equilibrate nell'ambito di un sistema alimentare sostenibile, preservando il patrimonio agroalimentare quale insieme di prodotti espressione del processo di evoluzione socio-economica e culturale del Paese di rilevanza strategica per l'interesse nazionale –, è istituito, su base volontaria, un sistema di valutazione degli operatori, tenuto conto di quanto stabilito dall'articolo 11 del regolamento (UE) 2017/625, integrato con il Sistema di qualità nazionale per il benessere animale (SQNBA) di cui all'articolo 224-bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 e del sistema di qualità nazionale zootecnia (SQN), di cui al decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 4 marzo 2011, e del sistema di qualità « prodotto di montagna » di cui al decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 26 luglio 2017, al fine di rendere disponibili ai consumatori informazioni circa la qualità e la sicurezza degli alimenti e valorizzare le eccellenze delle filiere agroalimentari italiane, nel rispetto di quanto stabilito dal regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite su prodotti alimentari. 8. Il sistema di valutazione degli operatori è fondato sulla verifica della corrispondenza dei singoli operatori economici delle filiere agroalimentari a criteri che determinino livelli più alti degli standard di conformità, accertati dalle autorità competenti in materia di sicurezza alimentare, in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, a garanzia della qualità e della sicurezza alimentare, tenendo conto della conformazione orografica del territorio, con particolare riferimento alle aree territoriali interne e disagiate. 9. L'adesione al sistema di valutazione degli operatori e la puntuale alimentazione dei relativi flussi informativi, di cui al comma 11, sostituisce in materia esaustiva qualsivoglia adempimento cartaceo o richiesto per lo scopo. 10. La fissazione dei criteri per la determinazione della valutazione in materia di alta qualità e sicurezza degli alimenti e di elevata affidabilità sarà disposta con decreto interministeriale del Ministro della salute e del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni secondo formule che tengano conto delle variabili in percentuale rispetto ai pesi predeterminati e che soddisfino le seguenti condizioni: a) assicurare il nesso comprovato tra la provenienza e l'origine, l'affidabilità e la reputazione dei sistemi di controllo e vigilanza e la qualità dell'alimento quale livello di eccellenza, con l'intento di assicurare effetti positivi per la salute, in relazione alle corrette modalità di consumo degli alimenti stessi; b) fornire chiare indicazioni tra la proprietà nutritiva e l'appropriatezza del consumo nella giornata alimentare, in particolare con riferimento al contenuto di sale, zuccheri e acidi grassi saturi e ai processi, ai trattamenti e alle trasformazioni subiti, nonché alla formulazione finale; c) determinare quali azioni di filiera sono necessarie al raggiungimento di standard qualitativi elevati anche in contesti produttivi diversi, siano essi a bassa che ad alta densità produttiva; d) rendere evidente al consumatore finale, secondo criteri di trasparenza e di tracciabilità, le procedure che hanno determinato la valutazione positiva in merito al raggiungimento degli standard qualitativi previsti dal sistema di valutazione degli operatori. 11. Per le finalità di cui al comma 7, nel rispetto delle funzioni già esercitate dalle autorità competenti, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero della salute e il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, stipulano una convenzione con un soggetto pubblico o privato che risulti in possesso dei seguenti requisiti, diretti ad assicurare l'immediata operatività del sistema di valutazione: a) integrità e trasparenza; b) metodologie analitiche e di calcolo rigorose e sistematiche; c) capacità di codificare i processi da adottare e renderli comunicabili all'interno e all'esterno del territorio nazionale; d) capacità operativa sul territorio nazionale, sia nelle zone a forte densità che a bassa densità produttiva; e) esperienza pluriennale nei processi di valutazione del merito; f) elevata professionalità e competenza; g) riconoscimento in ambito europeo e internazionale; h) assenza di conflitto di interesse. 12. Nella convenzione di cui al comma 11 sono definiti le modalità di finanziamento e i compiti del concessionario, in particolare volti a: a) elaborare e codificare il modello di valutazione da applicare, su base volontaria, ai singoli operatori economici della filiera agroalimentare; b) predisporre le modalità di verifica, rispondenza e mantenimento della valutazione da parte dei singoli operatori economici; c) pubblicare sui siti istituzionali o rendere altrimenti disponibili al pubblico informazioni circa la valutazione dei singoli operatori in base al risultato raggiunto, assicurando che non siano divulgate le informazioni coperte dal segreto professionale;