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Il 22 gennaio del 2020, presso l'ufficio di gabinetto del Ministero della salute, è stata istituita e si è contestualmente riunita la task force coronavirus, composta da rappresentanti del Ministero, dai Carabinieri dei NAS, dai rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità, dall'Agenas, dall'Agenzia italiana del farmaco, dall'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dalla Protezione civile, da un rappresentante delle Regioni, dagli ordini dei medici e degli infermieri, dalle società aeroportuali SEA e ADR, dallo Stato maggiore della difesa - Ispettorato generale della sanità militare. Detta task force è permanentemente operativa e si riunisce quotidianamente e ha il compito di seguire in tempo reale l'evolversi della situazione determinata dal coronavirus, supportando il Ministro nell'individuazione di ogni iniziativa idonea a fronteggiare le eventuali criticità emerse. La task force sta verificando lo stato di approntamento di misure di preparazione idonee a fronteggiare un ipotetico peggioramento della situazione epidemiologica in quanto a risorse umane, test di laboratorio e presidi sanitari, comunicazioni e relative procedure. Permettetemi, anche in questa sede, di ringraziare sentitamente a nome del Governo italiano e credo di tutto il Paese ogni soggetto che è stato coinvolto per la prontezza e la qualità del lavoro prestato fino ad oggi. (Applausi). Nel corso della prima riunione della task force e tenuto conto che l'OMS sta esaminando la problematica al fine di emanare omogenee linee guida o raccomandazioni per fronteggiare la situazione sanitaria, si è convenuto di diramare nel frattempo un'articolata circolare sul coronavirus alle Regioni e alle altre istituzioni, enti e organizzazioni professionali. Questa circolare contiene indicazioni operative sulla individuazione, notifica, sorveglianza, test di laboratorio, gestione dei casi sospetti predisposta dalla Direzione generale della prevenzione. Tale circolare permette di attivare una sorveglianza mirata a livello nazionale e individua l'Istituto superiore di sanità come laboratorio nazionale di riferimento. Successivamente, il 27 gennaio, è stato inviato un aggiornamento relativo alla definizione di caso per la segnalazione e alla diagnostica di laboratorio. Di entrambe le copie delle due circolari deposito testo presso il Senato della Repubblica. La Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi odontoiatri (FNOMCEO) e la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) hanno riferito di aver provveduto a diramare a tutti gli ordini provinciali la circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, mentre lo Stato maggiore della difesa ha diramato la stessa ai propri servizi sanitari per informare adeguatamente le Forze armate nazionali. Il Centro nazionale sangue e il Centro nazionale trapianti hanno diramato circolari in cui forniscono istruzioni sulle misure di prevenzione della trasmissione del nuovo coronavirus mediante trasfusione di emocomponenti labili e di trapianti. In base agli obblighi internazionali, la Direzione generale della prevenzione informa costantemente delle misure adottate a livello nazionale la Commissione europea e i Paesi aderenti alla Global health security initiative e partecipa alle teleconferenze organizzate per armonizzare la risposta a livello internazionale. Da quanto comunicato sinora, risulta che l'Italia sia uno dei Paesi che ha adottato un approccio più protettivo, raccomandando tra l'altro, sin dall'inizio dell'epidemia, di posticipare i viaggi non strettamente necessari, applicando immediatamente procedure di controllo sui voli provenienti dalla Cina, attivando il canale sanitario e gli screening in entrata agli aeroporti e prevedendo immediatamente misure di prevenzione diffuse tramite i più moderni strumenti telematici. Sono costanti i contatti con l'ambasciata d'Italia a Pechino, l'unità di crisi del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, la commissaria europea, lo European centre for disease prevention and control, l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Organizzazione mondiale della sanità animale, partecipando in tutte le occasioni in cui richiesto a incontri e teleconferenze con tali organismi. Inoltre, nel pomeriggio di ieri ho incontrato personalmente l'ambasciatore cinese in Italia. Dopo aver espresso la nostra solidarietà e l'apprezzamento per le severe misure adottate in Cina, ho soprattutto rappresentato la disponibilità del Ministero della salute a partecipare, attraverso le nostre istituzioni scientifiche, in primo luogo con l'Istituto superiore di sanità, agli sforzi già avviati per una rapida realizzazione di strumenti diagnostici, terapeutici e di prevenzione vaccinale dell'infezione. Abbiamo concordato di assicurare un costante collegamento affinché la numerosa comunità cinese in Italia possa essere tempestivamente messa a conoscenza delle ulteriori misure sanitarie che l'Italia dovesse eventualmente valutare. L'operato del Ministero della salute è pienamente in linea con quanto raccomandato in data 23 gennaio 2020 dall'OMS al termine della riunione del comitato per l'emergenza, il quale, non ritenendo unanimemente vi fossero le condizioni per dichiarare l'esistenza di una situazione di emergenza sanitaria di interesse internazionale, ha comunque fornito agli Stati membri dell'Organizzazione alcune raccomandazioni relative alla necessità di essere preparati al contenimento, alla identificazione precoce, isolamento e gestione dei casi, tracciatura dei contatti e prevenzione, tutti aspetti e misure già messi in atto in anticipo dal nostro Paese. In data 25 gennaio si è tenuta una riunione con i rappresentanti delle Regioni italiane, volta al miglior coordinamento interistituzionale, e il successivo 28 gennaio ho partecipato personalmente alla riunione della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla gestione delle attività di prevenzione sul coronavirus, ritenendo, d'intesa con tutti gli assessori regionali competenti, fondamentale su questa vicenda il massimo di coordinamento tra le istituzioni. È stato rafforzato il personale operativo per il numero di pubblica utilità del Ministero della salute (numero 1500), ora attivo 24 ore su 24. Esso opera sia da un punto di vista centralizzato di raccolta delle segnalazioni di casi sospetti da parte dei cittadini per il successivo smistamento, ove necessario, alle strutture sanitarie delle Regioni, che per fornire informazioni alla popolazione sul virus e sulle misure di prevenzione da adottare. A tal fine sono state assunte iniziative per il potenziamento del servizio con ulteriore personale, che è stato sottoposto preliminarmente a un programma di formazione. Lunedì scorso mi sono recato personalmente in visita alla sala operativa del 1500 per constatarne, in prima persona appunto, la piena operatività. Nella sola giornata del 28 gennaio, dalle ore 8 alle ore 22, il 1500 ha gestito oltre 700 telefonate, per un tempo medio di conversazione di circa sei minuti. In un caso si è provveduto, dopo un primo triage telefonico, a trasferire la chiamata alle strutture sanitarie regionali, per operare un accesso alle strutture sanitarie in piena sicurezza per il paziente e per gli altri cittadini presenti presso le stesse. Sta risultando molto importante la presenza tra gli addetti alla risposta dei mediatori linguistici, che hanno affrontato diverse telefonate effettuate in lingua cinese, contribuendo a eliminare la possibilità di fraintendimenti e migliorando la conoscenza dei casi e dell'esposizione al rischio del contagio.