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Atto n. 3-01864 RIZZOTTI Al Ministro della giustizia Premesso che: su segnalazione dell'Associazione infanzia e famiglia (AIEF) di Torino, e a seguito di alcuni articoli apparsi su "La Stampa" nei giorni scorsi, l'interrogante è venuta a conoscenza della storia di due ragazze minorenni che sarebbero state sottratte, con disposizione del Tribunale di Torino, contro la propria volontà alla madre e alla propria casa per essere affidate ai servizi sociali e collocate in comunità per minori; le giovani ragazze hanno scritto una lettera indirizzata ai giornali e alle autorità, in cui hanno raccontato la loro storia e i fatti accaduti. Tutto è iniziato 4 anni fa con la separazione dei genitori e il successivo intervento del sistema giuridico-assistenziale nelle loro vite che ha portato il Tribunale a decretare l'allontanamento delle ragazze dalla loro famiglia; negli articoli pubblicati, le ragazze evidenziano chiaramente di aver manifestato sin da subito la loro volontà di non essere allontanate dalla madre, dalla propria casa o dai nonni materni, che hanno anche offerto la propria disponibilità ad accogliere le nipoti come previsto dalla legge, ma che le loro precise volontà non sono state ascoltate; le minori hanno anche pubblicato recentemente le loro denunce attraverso un proprio canale su "Facebook", ribadendo la richiesta di essere ascoltate nelle proprie volontà e di tornare a casa; inoltre, sembrerebbe che la decisione di allontanare le minori da ogni membro della famiglia di origine sia stata presa con superficialità, in quanto ad esempio la figura dei nonni materni sembrerebbe essere stata ritenuta non idonea, con motivazioni alquanto insufficienti; inizialmente le ragazze, collocate in un'unica comunità per minori, hanno denunciato il fatto di essere rimaste per diversi giorni chiuse in una stanza in attesa di essere sottoposte ad accertamenti circa il contagio da COVID-19. Da qualche giorno le minorenni sono state divise e collocate in due diverse strutture, aggravando così la loro condizione psicologica a seguito dell'ennesima separazione dai propri affetti; parrebbe dunque che le giovani sono completamente isolate e si teme addirittura che possa essere tolto loro anche il cellulare a seguito di presunte pressioni, anche sotto forma di ricatti, da parte dei servizi sociali; molte convenzioni internazionali ed europee e precise norme italiane prevedono il diritto-dovere per i giudici di ascoltare e rispettare le volontà dei minori, specie se vi sono forme di violenza. Gli ultimi interventi legislativi in materia di diritto di famiglia sono stati tutti tesi a una valorizzazione e considerazione della volontà del minore e l'ascolto del bambino e dell'adolescente. È un diritto fondamentale del minore vivere con i propri genitori ed essere allevato all'interno della sua famiglia, nonché un dovere per legge valutare l'allontanamento del nucleo di origine come ultimo passaggio; a parere dell'interrogante non si tratta di eccezioni o di errori giudiziari, perché in tutta Italia casi analoghi in cui le volontà dei minori non vengono nemmeno prese in considerazione o peggio vengono calpestate sono frequenti in ogni tribunale ordinario, in ogni tribunale per minorenni, in ogni corte d'appello; a parere dell'interrogante infine, l'audizione dei minori è utile, tanto sotto il profilo dell'affidamento (è noto, ad esempio, il principio giurisprudenziale secondo il quale il rifiuto ostinato del figlio minore a frequentare un genitore legittimi l'affido esclusivo all'altro, in quanto rispondente all'interesse del minore stesso, si veda la sentenza della Cassazione 15 settembre 2011, n. 18867), quanto, soprattutto, per la collocazione ed il regime di incontri con il genitore non collocatario, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga opportuno inviare urgentemente degli ispettori per verificare la gravità dei fatti esposti e il radicato perdurare di atteggiamenti che negano il diritto dei minori di essere ascoltati e di vedere tenute in considerazione nelle disposizioni dei tribunali le proprie volontà. Atto n. 3-01865 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: per le persone con epilessia la criticità pandemica si sta coniugando con altra grave problematica, determinata dal coincidente incremento di costo del farmaco Zarontin e dalla carenza di diversi specifici medicinali "salvavita" (come Micropam e Buccolam) per la cura di questa patologia; in particolare il Micropam, 10 milligrammi o 2,5 millilitri soluzione rettale (principio attivo diazepam), è un medicinale indicato per la sedazione delle crisi epilettiche prolungate per il quale non esistono attualmente in commercio prodotti equivalenti; il medicinale risulta carente nel nostro Paese dal 29 febbraio 2020, per non meglio specificati "problemi produttivi", come certificato dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) nella pertinente lista pubblicata nel suo sito internet istituzionale; tale situazione, altamente pregiudizievole per i soggetti affetti da epilessia, sembra destinata ad aggravarsi a partire dal 1° settembre 2020, data in cui, stando a quanto riportato nella medesima lista AIFA, la carenza di cui si discute interesserà anche il dosaggio 5 milligrammi o 2,5 millilitri del prodotto Micropam, per ragioni connesse, questa volta, ad una presunta "elevata richiesta" del medicinale stesso; le associazioni interessate hanno denunciato, a più riprese, la gravità della situazione, inviando diverse lettere all'AIFA alle quali, tuttavia, non risulta sia stato dato riscontro; sempre in tema di farmaci antiepilettici, a quanto risulta, le associazioni attendono una risposta alla nota inviata all'AIFA in data 4 giugno 2020, nella quale si è denunciata l'illogicità della decisione della commissione tecnico-scientifica (CTS) dell'AIFA di non ammettere nella lista dei medicinali erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale ai sensi della legge n. 648 del 1996, il farmaco Nayzilam spray nasale, principio attivo midazolam, indicato per sedare le crisi epilettiche in soggetti di età pari o superiore a 12 anni; a fronte della risposta ad un'interrogazione (5-04462) in XII Commissione permanente (Affari sociali) alla Camera, il sottosegretario per la salute ha dichiarato che "In merito alla decisione della Commissione Tecnico Scientifica (CTS) presso AIFA, di non ammettere alla rimborsabilità SSN ai sensi della legge n. 648/96 il medicinale Nayzilam- spray nasale, si precisa che, nella seduta della stessa Commissione del 15 luglio u.s. è stata approvata una estensione di indicazione per il farmaco Buccolam (stesso principio attivo e stessa modalità di somministrazione del Nayzilam) anche per gli adulti con esordio delle crisi epilettiche dopo i 18 anni. La determina è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica"; le associazioni hanno appreso dalla stessa AIFA del parere favorevole della CTS all'inserimento del medicinale Midazolam (Nayzilam) nell'elenco istituito ai sensi della legge n. 648 del 1996 per il trattamento acuto di crisi epilettiche prolungate nei pazienti di età pari o superiore ai 12 anni, ma restano in attesa di ricevere la determina e il relativo chiarimento al contrario di quanto dichiarato dal Ministro durante la risposta citata;