[normattiva_dump]

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l'articolo 25 della legge 4 gennaio 1968, n. 15; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 1974 recante norme sulla fotoriproduzione sostitutiva dei documenti d'archivio e di altri atti delle pubbliche amministrazioni pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 25 novembre 1974; Vista la legge 29 gennaio 1975, n. 5; Visti gli articoli 7 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805; Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto l'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto l'articolo 7-bis del decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489; Udito il comitato di settore per i beni archivistici nella seduta del 1 luglio 1992; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 25 luglio 1996; Sulla proposta del Ministro per i beni culturali e ambientali, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, con il Ministro delle finanze e con il Ministro del tesoro; ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1 Limiti, modalità e procedimenti tecnici per la riproduzione sostitutiva 1. Per i privati la facoltà prevista dall'articolo 25 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, di riproduzione sostitutiva dei documenti di archivio, delle scritture contabili compresi i libri giornali e degli inventari, della corrispondenza e degli altri atti di cui per legge è prescritta la conservazione, è esercitata, fatti salvi i limiti di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 1974, con le modalità ed i procedimenti tecnici stabiliti dal presente decreto. 2. Il procedimento di microfilmatura è disciplinato dal presente decreto. 3. I documenti d'archivio, sottoposti a riproduzione sostitutiva sono riprodotti su qualsiasi supporto tecnico previsto dalla legge, che dà garanzia di fedeltà al documento riprodotto, di duplicabilità, di leggibilità, di resistenza dell'immagine a tentativi di alterazione e di stabilità nel tempo, in condizioni normali di conservazione. 4. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 7-bis, comma 9, del decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489, i procedimenti tecnici e le modalità della riproduzione e della autenticazione su supporti diversi da quello previsto dal comma 2, sono stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri per i beni culturali e ambientali, di grazia e giustizia, delle finanze e del tesoro, previo parere del comitato di settore per i beni archivistici. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - L'art. 25 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 27 gennaio 1968, così dispone: "Art. 25 (Riproduzione di documenti d'archivio ed altri atti). - Le pubbliche amministrazioni ed i privati hanno facolta di sostituire a tutti gli effetti, ai documenti dei propri archivi, alle scritture contabili, alla corrispondenza ed agli altri atti di cui per legge o regolamento è prescritta la conservazione, la corrispondente riproduzione fotografica anche se costituita da fotogramma negativo. Salvo quanto previsto nel successivo comma, con decreto del Presidente del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri per l'interno, per la grazia e giustizia, per le finanze e per il tesoro, previo parere della commissione di cui all'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963. n. 1409, sono stabiliti i limiti di tale facoltà, nonché i procedimenti tecnici e le modalità della fotoriproduzione e della autenticazione. Per le pubbliche amministrazioni le modalità della riproduzione sono di volta in volta stabilite con deceto del Ministro per l'interno, sentito il Ministro interessato, previo parere della commissione di cui al citato art. 12 del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1049". - Il D.P.C.M. 11 settembre 1974 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 25 novembre 1974. - La legge 29 gennaio 1975, n. 5, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 14 febbraio 1975. - Gli articoli 7 e 8 del D.P.R. 3 dicembre 1975, n. 805, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 23 del 27 gennaio 1976, così dispongono: "Art. 7 - Sono costituiti i seguenti comitati di settore composti ciascuno di otto membri scelti tra quelli di cui alle lettere b) c), d), f), g), h) ed i) dell'art. 4: 1) comitato di settore per i beni ambientali e architettonici; 2) comitato di settore per i beni archeologici; 3) comitato di settore per i beni storici ed artistici; 4) comitato di settore per i beni archivistici; 5) comitato di settore per i beni librari; 6) comitato di settore per gli istituti culturali. Ogni comitato elegge a maggioranza nel proprio seno un presidente e un vice presidente. La composizione di ciascun comitato è determinata con decreto del Ministro. Su richiesta del Ministro o dei presidenti dei singoli comitati e per materia di comune interesse nonché per l'esame dei programmi predisposti dalla conferenza regionale di cui all'art. 32 quando ciò sia richiesto dalla natura degli interventi previsti, più comitati di settore possono riunirsi in seduta comune". "Art. 8. - I comitati di settore sulla base degli indirizzi di carattere generale indicati dal Consiglio nazionale: a) propongono, per la materia di propria competenza, programmi annuali o pluriennali redatti per obiettivi o comunque individuano obiettivi di intervento; b) coordinano metodologie e criteri di interventi; c) esprimono parere sugli acquisti e gli interventi, su e per i beni culturali, di particolare impegno. Il Ministro può con propri decreti sentito il Consiglio nazionale, fissare misure, limiti e direttive; d) danno parere su questioni loro sottoposte dal Ministro; e) possono chiedere agli uffici ministeriali che siano loro sottoposte questioni di particolare rilevanza; f) si pronunciano sulle questioni ad essi demandate da leggi e da regolamenti".