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Nel caso dei posti disponibili in via di mero fatto o delle supplenze temporanee su posti di titolari assenti lo strumento del contratto a tempo determinato è utilizzato nel modo corretto (sono posti la cui esistenza è limitata all'anno scolastico o a un termine ancora più breve, legato al ritorno in servizio del titolare) e quindi non ricorrono gli estremi della tutela della più volte citata direttiva. Allo stato della legislazione oggi vigente, nei confronti dei docenti che abbiano maturato trentasei mesi di servizio su posto vacante e disponibile si verrebbe ad attuare un vero e proprio paradosso giuridico: invece di vedere trasformato il proprio rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato (come previsto dalla direttiva europea), sarebbero sperequati in peius : come effetto minimo, infatti, non potrebbero più scegliere il posto di lavoro (si badi bene, sempre a tempo determinato!) secondo le aspettative di diritto scaturenti dalla proprio collocazione in graduatoria (il che, in altri termini, significa «secondo la valorizzazione del merito»), ma con una più o meno marcata perdita di chance e, di conseguenza, con palese violazione del principio della valorizzazione del merito per l'accesso al lavoro nella pubblica amministrazione. In taluni casi poi, e non certo statisticamente marginali, si potrebbe arrivare, nei confronti degli stessi docenti, a negare il diritto al lavoro, qualora il posto da conferire fosse unicamente vacante e disponibile o per esiguità di disponibilità o perché liberatosi dopo le nomine massive di inizio anno per decesso, decadenza o qualunque causale per cui si liberi un posto in corso d'anno.. 1 1 All'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, il comma 131 è sostituito dai seguenti: « 131. Qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo e amministrativo tecnico e ausiliario (ATA) per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo all'assunzione a tempo indeterminato, in ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, con le modalità di cui ai commi successivi. 131 - bis . Al personale docente, educativo e ATA alla scadenza del terzo anno di servizio, è attribuita la precedenza per la stipula di contratti a tempo indeterminato, nell'ambito delle graduatorie in cui risultino inseriti. 131 - ter . Il personale docente, educativo e ATA di cui al comma 131- bis , qualora non consegua il diritto alla nomina per carenza di disponibilità, ha diritto: a) alla precedenza nel conferimento di contratti a tempo determinato su posti disponibili nell'organico di fatto, in relazione a tutte le graduatorie ove risulti inserito; b) alla precedenza nel conferimento delle supplenze temporanee, nell'ambito della provincia di appartenenza, senza limitazioni di scelta delle scuole; c) alla nomina in ruolo con contratto a tempo indeterminato, con effetti giuridici ed economici a partire dall'anno scolastico successivo, nella provincia o regione diverse da quelle di appartenenza, a condizione che in queste ultime risultino esaurite tutte le graduatorie finalizzate al reclutamento a tempo indeterminato e che non ne sia previsto l'aggiornamento per l'anno successivo». 2 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .