[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 2, 26, 27, 34, 37, 44, 75, 78, lettera a), 123, 124, 131, da 135 a 138, da 142 a 154, da 163 a 204, 207, da 209 a 212, 215, 217, 218, 219, da 221 a 232, da 238 a 241, 243, 244, 245 e 263 della legge della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011) e dell'art. 1, comma 1, lettera c), e comma 2, della legge della Regione Campania 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni per l'attuazione del Piano di Rientro del Settore Sanitario), promossi dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorsi notificati l'11-18 maggio 2011 e il 23-27 marzo 2012, depositati in cancelleria il 17 maggio 2011 ed il 30 marzo 2012 ed iscritti rispettivamente al n. 45 del registro ricorsi 2011 e al n. 64 del registro ricorsi 2012. Visti gli atti di costituzione della Regione Campania; udito nell'udienza pubblica del 25 marzo 2014 il Giudice relatore Mario Rosario Morelli; uditi l'avvocato dello Stato Diego Giordano per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Beniamino Caravita di Toritto per la Regione Campania.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.- Con ricorso iscritto al reg. ric. n. 45 del 2011, ritualmente notificato e depositato, il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto questione di legittimità costituzionale di numerosi commi (novantanove) dell'art. 1 della legge della Regione Campania 15 marzo 2011, n. 4 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2011). L'impugnativa, in ragione della sua dichiarata "complessità", è divisa dal ricorrente in due parti. La prima delle quali ha ad oggetto i commi (del predetto art. 1) attinenti alla materia del bilancio e della contabilità pubblica (commi 2, 34, 37, 44, 75, 123, da 135 a 138, da 142 a 154, 195, 207, 263, raggiunti da convergenti censure di violazione degli artt. 81, quarto comma, e 117, terzo comma della Costituzione, in relazione alla competenza legislativa statale in tema di armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario), ed alle materie dell'ambiente (comma 124, sul monitoraggio di impianti per la produzione di energia termoelettrica, denunciato per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.) e dei diritti sociali (comma 78, lettera a, sul requisito residenziale per l'ottenimento di un «bonus bebè»), censurati per violazione degli artt. 3, 38, 117, secondo comma, lettera m), Cost. La seconda parte, della impugnazione aggrega le disposizioni di cui ai restanti commi (del medesimo art. 1) 26, 27, 131, da 163 a 204, da 209 a 212, 215, da 217 a 219, da 221 a 232, 238, 239, 240, 241, 243, 244, 245: tutti - direttamente o indirettamente - attinenti alla materia del disavanzo sanitario e censurati (in quanto autorizzativi di spese non obbligatorie ovvero attributivi alla Giunta di poteri riservati al Commissario straordinario) per profili vari di violazione degli obblighi discendenti dal concordato Piano di rientro o di interferenza od ostacolo all'attività od ai poteri del Commissario ad acta della Regione Campania, in riferimento agli artt. 81, quarto comma, 117, terzo comma, e 120 Cost.; nonché, quanto al comma 27 (sulla inefficacia dei contratti assunti in contrasto con il Piano di rientro), in riferimento anche all'art. 117, secondo comma, lettera l), sulla competenza statale in tema di «ordinamento civile». Per evitare superflue duplicazioni espositive, il puntuale contenuto delle singole disposizioni impugnate verrà, per quanto rileva, richiamato in prosieguo, contestualmente all'esame delle correlative censure, nel Considerato in diritto. 1.1.- Si è costituita la Regione Campania, che ha eccepito l'inammissibilità del ricorso - per «vizio di corrispondenza di contenuti tra la delibera recante la determinazione all'impugnazione ed il ricorso stesso», e per difformità, altresì, relative a specifiche censure - ed ha concluso, in subordine, per la sua infondatezza nel merito. 1.1.1.- Con successiva memoria, la resistente ha poi preso atto della rinunzia, nel frattempo formalizzata dal Presidente del Consiglio, relativamente ai seguenti (venticinque) commi dell'impugnato art. 1 della legge regionale n. 4 del 2011: 2, 26, 131, da 167 a 175, 192, da 194 a 202, 231 e 232. Ha evidenziato, altresì, la Regione resistente che le disposizioni di cui agli ulteriori commi del medesimo art. 1 - 210, 211, 212, 217, 218, 219, 222, 223, 238, 239, 241 e 243 - erano state, a loro volta, successivamente abrogate dall'art. 1, comma 1, lettera e), della legge regionale 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni per l'attuazione al Piano di Rientro del Settore Sanitario). Ed ha aggiunto che la legge regionale 4 agosto 2011, n. 14 (Disposizioni urgenti in materia di finanza regionale) e la già citata legge regionale n. 3 del 2012 avevano altresì modificato varie altre disposizioni di cui all'art. 1 della legge regionale n. 4 del 2011 in questione, in senso a suo avviso satisfattivo delle ragioni del Presidente del Consiglio. In particolare: - la legge regionale n. 14 del 2011, al suo art. 1, comma 1, lettera b), aveva definanziato, «per il corrente esercizio finanziario», gli interventi, l'erogazione di contributi e l'istituzione di fondi straordinari (censurati dal ricorrente per difetto di copertura) di cui ai commi da 164 a 166, da 176 a 179, da 181 a 191 e 203. - la legge regionale n. 3 del 2012 - al suo art. 1, commi 1, lettere a), b), c) e d), e 2, aveva modificato, rispettivamente, i commi 209, 221, da 224 a 230, e 244, eliminando, secondo essa resistente, i profili di contestata violazione del Piano di rientro del disavanzo sanitario. Nel merito delle ulteriori censure, la Regione ha argomentato come segue.