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quali iniziative, per quanto di competenza, si intendano intraprendere per verificare se le richieste concernenti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale avanzate dalla Questura di Cosenza nei confronti degli attivisti cosentini siano compatibili con il democratico godimento dei loro diritti civili e costituzionali e se tali richieste, visto quanto esposto, non debbano essere revocate. Atto n. 4-06515 IWOBI FREGOLENT Ai Ministri della salute e dell'università e della ricerca Premesso che: la pandemia ha messo in evidenza quanto sia fondamentale la medicina generale e territoriale, ed il ruolo importante e strategico del medico di medicina generale nell'organizzazione del sistema sanitario nazionale; secondo l'elenco pubblicato dalla SISAC, la struttura interregionale che si occupa delle convenzioni, gli ambiti territoriali carenti per l'assistenza primaria, rimasti vacanti perché non ci sono abbastanza medici, sono in tutto 1.213. In particolare: 456 in Veneto, 239 in Toscana, 205 in Emilia-Romagna, 98 nelle Marche, 91 in Abruzzo, 59 in Friuli-Venezia Giulia; 55 in Umbria; 10 in Valle D'Aosta; in Lombardia la situazione risulta particolarmente complessa, si stima che manchino ben 1.532 medici di medicina generale, con interi comuni e quartieri scoperti nelle città; considerando che la media nazionale è di 1.150 assistiti per ogni medico, solo in queste Regioni circa un milione e quattrocentomila cittadini non hanno un proprio medico di famiglia. E il numero è sottostimato, poiché alcune Regioni non hanno fornito la comunicazione dei dati; si stima che ci saranno circa 14.000 pensionamenti entro il 2023, che diventeranno più del doppio, circa 35.200, nel 2027, e non risultano esserci nuovi medici di medicina generale pronti a sostituirli; a fronte del boom dei pensionamenti, che sta raggiungendo il picco in questi anni, le assunzioni e le borse di specializzazione previste dopo la laurea per formarsi in medicina generale sono state finora poche e insufficienti; l'investimento 2.2 inserito nella Missione 6 del PNRR, il quale prevede l'incremento del numero delle borse di studio per la formazione specifica in medicina generale per i trienni formativi 2021-2024, 2022-2025 e 2023-2026, attraverso il finanziamento di 900 borse di studio aggiuntive l'anno per i corsi specifici di medicina generale, risulta essere inadeguato a colmare i posti vacanti lasciati dai quiescenti; il problema è molto serio, le regioni, che già si trovano in situazione di affanno, rischiano di trovarsi in una situazione di seria criticità, anche perché sulla base delle previsioni dell'aumento della durata di vita media e di un conseguente incremento dei malati cronici, sarà richiesta una, sempre, maggiore assistenza sanitaria, si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso e urgente procedere ad una revisione strutturale degli accordi che disciplinano i rapporti tra lo Stato, le Regioni e i medici di famiglia e a provvedere, per una pronta risposta alla carenza dei medici di medicina generale, alla revisione della disciplina normativa vigente in tema di accesso programmato al corso di laurea in medicina, al fine di adeguare l'offerta formativa del sistema universitario alle esigenze del Servizio sanitario nazionale e garantire la continuità dell'assistenza medica territoriale. Atto n. 4-06516 PARAGONE Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione Premesso che: domenica 23 gennaio 2022 si è svolta a Roma una manifestazione di solidarietà per Lorenzo Parelli, il giovane tirocinante morto a Udine, sul luogo di lavoro, durante l'alternanza scuola- lavoro; stando a quanto si apprende dagli organi di stampa, alla protesta avrebbero preso parte circa duecento studenti che, radunati pacificamente in piazza della Rotonda, avrebbero tentato di muoversi in corteo verso il Ministero dell'istruzione e, a quel punto, per impedire loro di raggiungere il dicastero, la polizia sarebbe intervenuta caricando i manifestanti. Stando a quanto risulta dai video diffusi in rete, diversi studenti avrebbero riportato lesioni; solo successivamente, per evitare problemi di ordine pubblico, il corteo verso il Ministero sarebbe stato autorizzato dalla Questura; anche durante la manifestazione organizzata nella città di Torino, venerdì 28 gennaio, si sono registrati momenti di tensione fra gli studenti e le forze dell'ordine che, anche in questo caso, stando alle immagini diffuse in rete, avrebbero reagito con alcune cariche. I manifestanti hanno denunciato la presenza di almeno una decina di feriti fra loro; considerato che la manifestazione legittima di centinaia di giovani era finalizzata a solidarizzare per la perdita del giovane friulano e a protestare contro il sistema dell'alternanza scuola-lavoro, una riforma che ha portato molti studenti ad accostarsi al mondo del lavoro senza una vera adeguata preparazione in termini di sicurezza e diritti; considerato altresì che a parere dell'interrogante, la scuola dovrebbe essere il luogo per la formazione di coscienze critiche e per l'apprendimento di diritti civili e sociali e non uno strumento di avvicinamento degli studenti a un mondo del lavoro precario e sottopagato, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno intenda chiarire come sia stato possibile che sia giunto ordine di caricare giovani che manifestavano pacificamente a Roma come a Torino, ai quali, nel caso della prima protesta, dopo l'azione degli agenti, sarebbe comunque stato concesso di muoversi in corteo verso Trastevere, come chiedevano; se il Ministro dell'istruzione abbia intenzione di riformare il sistema dell'alternanza scuola -lavoro e permettere così alla scuola di tornare a essere centrale esclusivamente in un sistema di formazione, educazione, apprendimento e sviluppo di coscienze critiche. Atto n. 4-06517 PUGLIA VACCARO TRENTACOSTE DONNO LANNUTTI CROATTI PRESUTTO Al Ministro della cultura Premesso che: l'ex dazio doganale situato a Napoli in via Ponte dei Granili, strada al confine tra la zona industriale e il quartiere San Giovanni a Teduccio, è testimonianza del "Muro finanziere" voluto da Ferdinando I nel 1824: cinta muraria, lunga 11 miglia, con cui si intendeva contrastare il contrabbando e consolidare le entrate mediante la riscossione dei dazi; in particolare il "Muro finanziere", costruito da Stefano Gasse tra il 1826 e il 1830, circondava la città passando da Posillipo al Vomero, da Miano a Capodichino, da Poggioreale al "ponte della Maddalena", ovvero nell'attuale zona di Napoli est. Dall'enciclopedia Treccani si apprende che: "La planimetria del nuovo tracciato, delimitante il confine tra città e casali, lungo ben venti chilometri e articolato in tre tratti, venne approvata dal re Francesco I il 28 ottobre 1825"; l'architetto Stefano Gasse progettò anche diversi edifici doganali che avrebbero avuto la funzione di posti di guardia. In realtà, si trattava di nuove porte della città. Tra queste: la barriera di Capodichino nell'attuale piazza Giuseppe Di Vittorio e la barriera di Poggioreale, posta di fronte all'ingresso del cimitero;