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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 445 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-I.d. V.: CAL-Alt-PC-IdV; Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE ; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,30). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 giugno. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2653 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento contestuale delle elezioni amministrative e dei referendumprevisti dall'articolo 75 della Costituzione da tenersi nell'anno 2022, nonché per l'applicazione di modalità operative, precauzionali e di sicurezza ai fini della raccolta del voto (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2653, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Parrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PARRINI, relatore . Signor Presidente, col suo permesso, darei per letta la relazione. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (Misto-IpI-PVU) . Signor Presidente, vorrei iniziare il mio intervento con una semplice parola: astensionismo. È una parola che sta spaventando i partiti, ma dovrebbe spaventare tutti i cittadini, tutti i politici, perché indica il fallimento della politica. Quando il popolo italiano non vota, infatti, significa che qualcuno ha fallito e spesso e volentieri i cittadini non votano perché non si sentono più rappresentati. Si parla di democrazia partecipativa, oggi addirittura di democrazia deliberativa, ma in Italia non esiste più la democrazia, perché i cittadini non votano, perché si stanno allontanando dalla politica, che è una cosa importante, è sinonimo di libertà. Chiedo quindi, in nome della democrazia, alcuni chiarimenti. Per quale motivo al decreto-legge in esame è stato aggiunto l'articolo 6, che esonera alcuni partiti dalla raccolta delle firme? Noi abbiamo una proposta importante, quella di allargare le previsioni di questo articolo anche ai partiti che nell'ultimo anno hanno ricevuto il 2 per mille. Lo chiedo perché non bisogna avere paura di affrontare tutti i cittadini che non si rispecchiano nello steccato partitico che voi volete creare, un bipolarismo che non è altro che un racchiudere i cittadini in due concetti e non dare ad altri partiti la possibilità di esprimere la loro opinione, il loro programma elettorale. Lo dico con forza e anche Berlusconi lo ha affermato: i sindaci eletti in questa tornata elettorale non possono dirsi rappresentativi del popolo; sono delegittimati e limitati nella loro azione. Quindi lo chiedo con forza e mi appello al Presidente della Repubblica, affinché tutti i partiti che hanno le qualifiche che prima ho espresso, ovvero quelli che ricevo il 2 per mille, possano concorrere senza raccogliere le firme. Non lo dico perché abbiamo paura, ma perché non ci possono essere figli e figliastri, perché l'articolo 6 è un vestito cucito per alcuni partiti e per alcune componenti politiche. Questo non è ammissibile: o tutti o nessuno! Lo ripeto, questa non è democrazia, ma è paura di confrontarsi con tutte le realtà partitiche e politiche presenti in Italia. Quindi, in nome della democrazia, della libertà e del coraggio di affrontare il voto popolare, chiedo un'estensione di questo provvedimento, altrimenti avete fallito, perché avete ricevuto una vittoria partitica ma non politica. Governare una città con quattro voti non è degno di una Repubblica parlamentare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, (Brusio) se in Aula si facesse un po' meno confusione, sarebbe un bene per tutti. Intervengo brevemente sul decreto-legge in esame, la cui scadenza per la conversione è prossima, consapevole che stiamo discutendo un provvedimento relativo a un appuntamento elettorale che è già stato celebrato, cioè quello delle elezioni amministrative - dico bene, senatrice Gallone? - congiuntamente all'appuntamento referendario. (Brusio). Chiedo ai colleghi di fare meno "mercato", chiedendo scusa per l'utilizzo di questo termine. Signor Presidente, se fosse vero che ogni provvedimento varato dal Parlamento deve tendere a una maggiore partecipazione dei nostri concittadini agli appuntamenti elettorali, allora mi spiace doverlo dire, seppur appartenente alla maggioranza e consapevole che il provvedimento in esame sarà votato da me e dal mio Gruppo parlamentare: il decreto-legge in esame non ha raggiunto il suo obiettivo. Signor presidente Calderoli, lei può confermare che la partecipazione al voto delle ultime elezioni amministrative e, peggio ancora, all'appuntamento referendario è stato di fatto un flop . È stato soprattutto questo il tema affrontato dai commenti dei leader politici. Senatore Caliendo, so che lei condivide questa mia analisi: dico bene?