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Art. 45. (D.L.L. 7 gennaio 1946, n. 1, art. 41, comma 1°, nn. 1, 2 e 3, e art. 61, comma 1°, nn. 1, 2 e 3 e comma 2°) Decorsa l'ora prevista dall'articolo precedente come termine per la votazione e sgombrato il tavolo delle carte e degli oggetti non necessari per lo scrutinio, il presidente: 1) dichiara chiusa la votazione; 2) accerta il numero dei votanti risultanti dalla lista autenticata dalla Commissione elettorale mandamentale e dai tagliandi dei certificati elettorali. Questa lista, prima che si inizi lo spoglio dei voti, deve essere, a pena di nullità della votazione, ((vidimata in ciascun foglio dal presidente e da due scrutatori)) e chiusa in piego sigillato, insieme con il plico dei tagliandi dei certificati elettorali con facoltà a qualunque elettore presente di apporre la propria firma sulla busta. Il piego viene immediatamente rimesso al Pretore del mandamento che ne rilascia ricevuta; 3) estrae e conta le schede rimaste nella prima urna o nell'apposita scatola e riscontra se, calcolati come votanti gli elettori che dopo aver ricevuto la scheda non l'abbiano riportata o ne abbiano consegnata una senza il bollo o le firme degli scrutatori, corrispondano al numero degli elettori iscritti che non hanno votato. Tali schede, nonché quelle rimaste nel pacco consegnato al presidente dal Sindaco, vengono, con le stesse norme indicate al n. 2, rimesse al Pretore del mandamento. ((2)) Queste operazioni devono essere eseguite nell'ordine indicato: del compimento e del risultato di ciascuna di esse deve farsi menzione nel processo verbale, nel quale si prenderà anche nota di tutti i reclami presentati, delle proteste fatte e delle decisioni prese. --------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 23 marzo 1956, n. 136 ha disposto (con l'art. 28, comma 2) che "Nel n. 3) del primo comma dell'art. 45 del testo unico 5 aprile 1951, n. 203, le parole: "il bollo e le firme degli scrutatori", sono sostituite con le parole: "appendice o senza il numero o il bollo o la firma dello scrutatore"."