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La frode si presume, salva prova in contrario, quando il trasferimento sia effettuato entro tre mesi dall'accertamento della violazione di una norma, per la quale la legge finanziaria stabilisce la pena pecuniaria superiore nel massimo a lire centomila, accertamento risultante dagli atti dell'Intendenza nella cui circoscrizione ha sede l'azienda". "Art. 26. - In base al processo verbale di constatazione di una contravvenzione di competenza dell'intendente di finanza o della violazione di una norma, per la quale sia stabilita una pena pecuniaria, e quando vi sia pericolo nel ritardo, l'intendente può chiedere al presidente del tribunale competente l'inscrizione di ipoteca legale sui beni del trasgressore, od anche l'autorizzazione di procedere, a mezzo dell'ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo sui beni mobili del trasgressore. Le precedenti disposizioni si applicano anche contro le persone e gli enti civilmente responsabili dell'ammenda o delle pene pecuniarie, a norma degli artt. 9, 10 e 12. Rispetto alle violazioni che costituiscono reato le facoltà indicate nel presente articolo non possono essere esercitate dall'intendente di finanza dopo che sia stata prodotta opposizione contro il decreto di condanna". "Art. 27. - La iscrizione dell'ipoteca e il sequestro possono essere impugnati da chiunque vi abbia interesse. La impugnazione è proposta: 1 - Innanzi al giudice civile, quando si tratti di garenzìa presa in seguito a violazione delle leggi finanziarie, la quale non costituisca reato; 2 - Innanzi al tribunale competente a conoscere del reato o che sarebbe competente se fosse proposta opposizione contro il decreto di condanna dell'intendente, quando si tratti di garenzìa presa in seguito a violazione delle leggi finanziarie, la quale costituisca reato. Tuttavia, in caso di contestazione relativa alla proprietà, il tribunale ne rinvia la risoluzione al giudice civile. Nel caso indicato nel n. 2, la impugnazione è proposta, trattata e decisa nelle forme stabilite per gli incidenti dal Codice di procedura penale". "Art. 28. - Quando siano in qualsiasi modo trasgrediti gli obblighi, disposti dall'autorità per la conservazione dei libri, a termini dell'art. 25, l'autore della trasgressione è tenuto al pagamento di una pena pecuniaria da lire 8.000 a lire 300.000, salvo l'applicazione delle disposizioni del Codice penale, qualora il fatto costituisca reato". "Art. 29. - I provvedimenti, con cui si ordina ovvero si revoca la chiusura di un pubblico esercizio o negozio, ovvero di uno stabilimento industriale o commerciale, sono sempre emanati dall'intendente di finanza nell'esercizio delle sue funzioni amministrative. Il decreto è motivato ed è immediatamente notificato all'interessato. Contro il provvedimento di chiusura è ammesso ricorso nel termine perentorio di giorni cinque al Ministro per le finanze. Il ricorso sospende l'esecuzione del provvedimento. La decisione del Ministro per le finanze non è soggetta ad alcun gravame". "Art. 55. - Per le violazioni delle norme delle leggi finanziarie, per cui sia stabilita la pena pecuniaria, l'intendente di finanza, nella cui circoscrizione la violazione è stata accertata, notifica al trasgressore il verbale di accertamento e lo invita a presentare le sue deduzioni entro il termine di 15 giorni. Decorso tale termine, l'intendente, qualora in base agli atti raccolti e alle deduzioni che siano state presentate, accerti la esistenza della violazione e la responsabilità del trasgressore, determina con provvedimento motivato, sotto forma di ordinanza, l'ammontare della pena pecuniaria". "Art. 56. - L'ordinanza è notificata al trasgressore e diventa titolo esecutivo se nel termine di giorni 30 dalla sua notificazione il trasgressore non abbia proposto ricorso al Ministro per le finanze. Il ricorso non è ammesso contro le ordinanze relative a violazioni, per le quali la pena pecuniaria stabilita dalla legge non sia superiore nel massimo a lire 300.000". "Art. 57. - Il ricorso è motivato ed è presentato dal trasgressore o da un suo rappresentante, munito di mandato generale o speciale, all'intendente di finanza". "Art. 58. - Il decreto con cui il Ministro per le finanze provvede sul ricorso è definitivo e contro di esso non è ammesso alcun gravame. Il decreto con cui il Ministro per le finanze stabilisce in misura diversa l'ammontare della pena pecuniaria è titolo esecutivo e la sua esecuzione è promossa dall'intendente di finanza". "Art. 59. - Qualora del pagamento della pena pecuniaria debbano rispondere le persone o gli enti, indicati nell'art. 12, le notificazioni da farsi al trasgressore debbono essere eseguite anche alle dette persone o enti, ai quali spetta altresì la facoltà di ricorso accordata al trasgressore". "Art. 60. - Le disposizioni contenute negli articoli 16, 19 e 22, e nei capi II e V del titolo II non si applicano in materia di redditi soggetti a tributi diretti, che continuano ad essere regolati dalle disposizioni e dalle norme stabilite nelle leggi e nei regolamenti che riguardano tale materia". "Art. 61. - Nel caso che nelle leggi finanziarie sia stabilita una sanzione che non sia una delle pene prevedute dal Codice penale, né una delle altre sanzioni indicate negli artt. 3 e 5, la predetta sanzione deve essere considerata sopratassa ovvero pena pecuniaria, avuto riguardo al suo carattere, secondo la distinzione fatta nella presente legge fra sopratassa e pena pecuniaria". "Art. 62. - Con decreto Reale, su proposta del Ministro per le finanze, di concerto col Ministro per la giustizia e per gli affari di culto, sarà stabilita la data dell'entrata in vigore della presente legge e saranno altresì emanate le disposizioni occorrenti per l'attuazione della legge medesima e per il suo coordinamento con le singole leggi finanziarie, che saranno all'uopo sottopposte alla necessaria revisione, e con i nuovi Codici penale e di procedura penale quando saranno emanati. La revisione delle leggi finanziarie sarà effettuata dal Governo sentita una Commissione parlamentare composta di sette senatori e sette deputati nominati dalla relativa Assemblea, i quali restano in carica anche in caso di decadenza del mandato parlamentare". "Art. 63. - Il Ministro per le finanze è autorizzato ad emanare le norme necessarie per la determinazione delle riduzioni delle pene pecuniarie". - Il testo dell'art. 20 della legge citata n. 4 del 1929, come modificato dal presente decreto legislativo, è il seguente: "Art. 20. - Le disposizioni penali delle leggi finanziarie si applicano ai fatti commessi quando tali disposizioni erano in vigore, ancorché le disposizioni medesime siano abrogate o modificate al tempo della loro applicazione". - Il D.M. ministeriale 1 settembre 1931 recava: "Norme per la determinazione delle riduzioni delle pene pecuniarie". - Il testo dell'art. 39 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) come modificato dalla presente legge, è il seguente: "Art. 39 (Violazioni finanziarie). - Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro le violazioni previste dalle leggi in materia finanziaria punite con la sola multa o con l'ammenda.