[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 1, lettera a), della legge della Regione Campania 10 aprile 1996, n. 8 (Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell'attività venatoria in Campania), come modificato dall'art. 49, comma 1, lettera e), della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 15 (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002), promosso con ordinanza del 10 aprile 2003 dal Tribunale amministrativo regionale per la Campania sul ricorso proposto dall'Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature - Onlus (WWF Italia) ed altra contro la Regione Campania ed altri, iscritta al n. 607 del registro ordinanze 2003 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 35, prima serie speciale, dell'anno 2003. Visti gli atti di costituzione del WWF Italia Onlus e di Della Pietra Giuseppe ed altri nonché l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 20 gennaio 2004 il Giudice relatore Fernanda Contri; udito l'avvocato dello Stato Massimo Mari per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che nel corso di un giudizio promosso dall'Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature - Onlus (WWF Italia) contro la Regione Campania (con l'intervento ad adiuvandum della Lega Antivivisezione e ad opponendum dell'Unione Nazionale delle Associazioni Venatorie nonché di Della Pietra Giuseppe ed altri) per l'annullamento, previa sospensione, del calendario venatorio della Regione Campania per l'annata 2002-2003, il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sede di Napoli, ha sollevato, con ordinanza del 10 aprile 2003, questione di legittimità costituzionale dell'art. 49, comma 1, lettera e), della legge della Regione Campania 26 luglio 2002, n. 15 (Legge finanziaria regionale per l'anno 2002), ovvero dell'art. 16, comma 1, lettera a), della legge della Regione Campania 10 aprile 1996, n. 8 (Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell'attività venatoria in Campania), come modificato dal suddetto art. 49, comma 1, lettera e), della legge campana n. 15 del 2002, per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, in relazione all'art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), nonché per contrasto con l'art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione alla direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979; che il suddetto art. 49, comma 1, lettera e), della legge campana n. 15 del 2002 ha modificato l'art. 16 della legge regionale n. 8 del 1996 prevedendo l'anticipazione della apertura della caccia al 1° settembre, in luogo della terza domenica di settembre originariamente prevista nella lettera a) del predetto art. 16 per le specie ivi elencate (quaglia, tortora, merlo, allodola, starna, pernice rossa, etc.); che la norma censurata, nel fissare il termine di apertura dell'esercizio venatorio per alcune specie al 1° settembre dell'anno, senza prevedere il parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), amplierebbe la durata della stagione venatoria oltre i limiti consentiti dalla legge nazionale, sia sotto il profilo dell'entità complessiva della stagione venatoria, sia sotto il profilo del superamento dei periodi dell'anno, prima ed oltre i quali si svolge ancora o si inizia l'attività riproduttiva dell'avifauna, che la normativa nazionale considera invalicabili, violando, indirettamente, anche la normativa comunitaria (in particolare l'art. 7.4 della direttiva 79/409/CEE); che il Tribunale rimettente premette che la controversia ha ad oggetto il calendario venatorio per l'annata 2002-2003 assunto dalla amministrazione regionale - con la delibera di Giunta n. 3628 del 26 luglio 2002 - in attuazione dell'art. 24 della legge regionale n. 8 del 1996; che il calendario venatorio campano indicava tra l'altro, nella sua originaria formulazione, al primo capoverso, lettera a), le specie cacciabili dal 1° al 15 settembre 2002 (colombaccio, ghiandaia, merlo, quaglia, tortora; ed un solo capo per specie in tutto il periodo per: starna, lepre comune, fagiano); che con decreto presidenziale n. 4004 del 28 agosto 2002 il TAR ha disposto la sospensione dell'atto impugnato, confermata con l'ordinanza collegiale n. 4022 del 4 settembre del 2002; che il rimettente riferisce che, con delibera n. 4063 dell'11 settembre 2002, la Giunta regionale della Campania avrebbe modificato il calendario venatorio allegato alla delibera n. 3628 del 26 luglio 2002, sostituendo il primo capoverso, lettera a), del primo deliberato, nel senso che le specie colombaccio, ghiandaia, merlo, quaglia e tortora sono considerate cacciabili dall'8 al 15 settembre 2002 (e non più, come nella originaria delibera, dal 1° al 15 settembre 2002), con integrale conferma, per il resto, della prima delibera del 26 luglio 2002; che il TAR riferisce che avverso la nuova determinazione il WWF Italia ha proposto motivi aggiunti e che è intervenuta la legge regionale Campania 26 luglio 2002, n. 15, la quale, all'art. 49, ha modificato l'art. 16 della legge regionale n. 8 del 1996, prevedendo, tra l'altro, l'anticipazione dell'apertura della caccia al 1° settembre, in luogo della terza domenica di settembre originariamente prevista; che il rimettente riferisce altresì di aver evidenziato, nella motivazione dell'ordinanza di sospensione n. 4022 del 4 settembre 2002, che il complessivo meccanismo procedimentale previsto dalla legge regionale n. 8 del 1996 - e in particolare dall'art. 24 della suddetta legge, che prevede l'adozione del calendario venatorio entro il 15 giugno dell'anno e comunque entro un termine ragionevole e compatibile con le esigenze di regolamentazione e disciplina preventive della stagione venatoria - non consentiva una immediata operatività della novella legislativa, per cui, in presenza di un calendario venatorio già adottato nel luglio 2002 sulla base della legge regionale allora vigente, la nuova norma anticipatoria dell'apertura della caccia per talune specie cacciabili avrebbe potuto trovare concreta applicazione solo per il successivo calendario venatorio, relativo all'annata 2003-2004;