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Il decreto di cui al comma 1 è adottato entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge ed è aggiornato ogni dieci anni. 5. Con deliberazione della Conferenza unificata, ai fini del raggiungimento dell'obiettivo nazionale di cui al comma 1, tenuto conto di quanto previsto dai commi 2 e 3, è stabilito il contributo delle regioni in termini quantitativi alla riduzione del consumo di suolo agricolo. 6. Qualora la Conferenza unificata non provveda entro il termine di sei mesi dall'adozione del decreto ministeriale di cui al comma 1, le determinazioni di cui al comma 5 sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentito il Comitato interministeriale di cui al comma 7 e acquisito il parere della Conferenza unificata. 7. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro per i beni e le attività culturali e acquisita altresì l'intesa della Conferenza unificata, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, un Comitato con la funzione di monitorare la riduzione di consumo del suolo agricolo sul territorio nazionale e l'applicazione della presente legge. Il Comitato opera presso la Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare del Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare e della pesca del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le relative funzioni di segreteria sono svolte dalla Direzione medesima nell'ambito delle ordinarie competenze. Alle spese di funzionamento del Comitato si fa fronte nei limiti delle risorse finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. La partecipazione al Comitato è a titolo gratuito e non comporta l'attribuzione di alcuna indennità neanche a titolo di rimborso spese. Il Comitato redige, entro il 31 dicembre di ogni anno, un rapporto sul consumo del suolo in ambito nazionale, che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali presenta, entro il 31 marzo successivo, al Parlamento. 8. Il decreto di cui al comma 7 è adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 9. Il Comitato di cui al comma 7 è così composto: a) due rappresentanti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; b) un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; c) un rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali; d) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; e) un rappresentante dell'Istituto nazionale di statistica; f) cinque rappresentanti designati dalla Conferenza unificata di cui un rappresentante dell'Unione delle province italiane (UPI) ed un rappresentante dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI). 10. Le regioni stabiliscono, nei limiti del contributo determinato ai sensi del comma 5 e con la cadenza temporale indicata al comma 4, la riduzione in termini quantitativi del consumo di suolo agricolo a livello provinciale e determinano i criteri e le modalità per la definizione dei limiti di consumo del suolo agricolo nella pianificazione territoriale degli enti locali, fatti salvi i diversi sistemi di pianificazione territoriale regionale. 11. Se le regioni non provvedono entro il termine di sei mesi dall'adozione della deliberazione di cui al comma 5, per le determinazioni di cui al comma 10 il Governo esercita il potere sostitutivo secondo quanto previsto dall’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. In tale caso le suddette determinazioni sono adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio del ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentito il Comitato interministeriale di cui al comma 7 e acquisito il parere della Conferenza unificata. Art. 4. (Divieti e sanzioni) 1. Sui terreni e sui fabbricati di aziende agricole in favore delle quali sono stati erogati aiuti di Stato o aiuti dell’Unione europea, limitatamente a quelli oggetto di interventi di miglioramento fondiario o che sono stati acquistati con i medesimi contributi, sono vietati, per almeno cinque anni dall'ultima erogazione, usi diversi da quello agricolo, fatte salve disposizioni più restrittive. Sono altresì vietati per la medesima durata, gli interventi di trasformazione urbanistico-edilizia non funzionali all'attività agricola, ad eccezione della realizzazione di opere pubbliche e di pubblica utilità. 2. Negli atti di trasferimento della proprietà e del possesso dei suddetti terreni deve essere espressamente richiamato il vincolo indicato al comma 1, pena la nullità dell'atto. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai terreni agricoli che sono qualificati tali in base agli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Nel caso di violazione dei divieti di cui ai commi 1 e 2, il comune applica al trasgressore una sanzione amministrativa non inferiore a 5.000 euro per ettaro e non superiore a 50.000 euro per ettaro, fermo restando le disposizioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e le disposizioni regionali in materia di vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, responsabilità e sanzioni. Art. 5. (Criteri di incentivazione) 1. Ai comuni, alle province e alle regioni che avviano azioni concrete per localizzare le previsioni insediative prioritariamente nelle aree urbane dismesse e che procedono al recupero dei nuclei abitati rurali mediante manutenzione, ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo di edifici e manufatti esistenti e della viabilità rurale e conservazione ambientale del territorio, è attribuita priorità nella concessione di finanziamenti dell’Unione europea, statali e regionali. 2. Il medesimo ordine di priorità di cui al comma 1 è attribuito ai privati, singoli o associati, che intendono realizzare il recupero di edifici e delle infrastrutture rurali nei nuclei abitati rurali, mediante gli interventi di cui al comma 1. 3. Le regioni, per le finalità di cui all'articolo 1, possono individuare misure di semplificazione, e misure di incentivazione, anche di natura fiscale, per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Art. 6. (Registro degli enti locali) 1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, presso il medesimo Ministero, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un registro in cui sono indicati, su richiesta, i comuni che hanno adottato strumenti urbanistici in cui non è previsto nessun ampliamento delle aree edificabili o in cui è previsto un ampliamento delle aree edificabili inferiore ai limiti di cui all'articolo 3, comma 10. Art. 7. (Destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi) 1.