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Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo del 26 marzo 2001, n. 151, e altre disposizioni a sostegno dei genitori in lutto. Onorevoli Senatrici e Senatori. – Per affrontare la morte di un figlio è necessario un lungo percorso di sostegno volto ad elaborare il lutto. È una condizione di tabù sociale alla quale non siamo preparati né affettivamente né culturalmente. È sufficiente considerare che in quasi tutte le lingue del mondo, esistono termini appositi per descrivere chi ha perso un coniuge (vedovo) o chi ha perso entrambi i genitori (orfano). Tuttavia, non esiste un termine specifico per definire coloro che hanno perso i figli a dimostrazione della scarsa visibilità sociale di un evento che si consuma e con il quale convivere nella solitudine o grazie al sostegno di parenti e amici. Mancano specifiche misure di sostegno, di varia natura, per coloro che si trovano in questa terribile condizione, la più terribile nella quale un essere umano possa mai trovarsi nel corso dell'esistenza. Secondo le ultime rilevazioni dell'ISTAT, nel quinquennio 2019-2023 in Italia si sono registrate circa 3.869 morti di bambini, adolescenti e giovani adulti (0-29 anni). Ciò significa che, ogni anno, migliaia di persone tra madri e padri si trovano a fare fronte ad un evento dalle ricadute emotive devastanti senza alcun supporto. In più della metà dei casi in esito alla morte di un figlio si verifica una rottura del nucleo familiare, cambio dei progetti futuri, aumentata incidenza di malattie fisiche e psicologiche, perdita del lavoro o rinuncia allo stesso. Il disegno di legge in esame si pone, troppo tardi, l'obiettivo di dare riconoscimento a questa condizione e di prevedere misure adeguate di supporto. L'articolo 1 del presente disegno di legge introduce il « congedo parentale per il genitore in lutto », apportando modifiche al testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo del 26 marzo 2001, n. 151, ricalcando gli articoli riferiti al « congedo parentale ». In base alle nuove disposizioni, ogni genitore avrà diritto a un congedo di massimo sei mesi, che potrà essere richiesto anche se l'altro genitore decide di non usufruirne. Inoltre, nel caso in cui un genitore manifesti sintomi postraumatici certificati da uno specialista, il congedo potrà essere prolungato fino a un anno. Durante i primi sei mesi di congedo, si prevede la corresponsione del trattamento economico ordinario; in caso di prolungamento, è invece prevista un'indennità pari all'80 per cento della retribuzione. Il nuovo congedo spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. La legislazione vigente in materia di congedo parentale, infatti, non contempla le esigenze dei genitori in lutto, lasciandoli sprovvisti di un adeguato supporto in un momento di estrema vulnerabilità. L'introduzione di un congedo parentale ad hoc consentirà ai genitori di prendersi cura della propria salute mentale e fisica, godere del supporto morale dei propri affetti, nonché intraprendere appositi percorsi di psicoterapia. Questo riconoscimento è fondamentale allo scopo di garantire che i genitori possano affrontare il lutto per evitare che diventi patologico. L'articolo 2 modifica la legge 8 marzo 2000, n. 53, introducendo un nuovo diritto per i lavoratori. In particolare, stabilisce che, in caso di decesso di un figlio, i lavoratori hanno diritto a un permesso retribuito di quindici giorni lavorativi all'anno. L'articolo 3 prevede lo svolgimento dell'attività lavorativa in modalità agile per i lavoratori dipendenti pubblici e privati che hanno subito la perdita di un figlio. Questa scelta, che dovrebbe essere scontata, purtroppo non lo è e non è raro il caso di genitori, lavoratori pubblici o privati, che si sono visti negare la possibilità di continuare a svolgere l'attività lavorativa in modalità agile. Ci sono dei casi in cui i genitori in lutto vorrebbero riprendere il lavoro in presenza dopo un certo periodo e ci sono dei casi in cui i genitori in lutto vorrebbero riprendere il lavoro in modalità agile. E tale scelta dovrebbe essere rispettata, non certo avversata. L'articolo 4 prevede l'istituzione del « Fondo di assistenza per i genitori che hanno subito la perdita di figli », con una dotazione pari a 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2024, destinato al finanziamento di specifici percorsi di assistenza psicoterapeutica volti a favorire l'elaborazione del lutto da parte dei genitori e degli altri familiari, con particolare riguardo ai fratelli e alle sorelle del defunto. L'articolo 5 prevede che il Ministero dell'interno, di concerto con il Ministro della salute, adotti linee guida per la comunicazione del decesso da parte delle Forze dell'ordine. Troppo spesso, infatti, accade che questo gravoso « compito » da parte delle Forze dell'ordine sia svolto in modo sbrigativo e senza alcuna empatia. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di disattenzione o cattiva volontà da parte di chi deve dare la comunicazione, ma di mancanza di formazione nel dover comunicare la più triste delle notizie. Come affermato da esperti che seguono i genitori in lutto, le modalità della comunicazione restano indelebili nella mente dei genitori e rappresentano un peso insopportabile che si aggiunge alla notizia. Ciò non è degno di un Paese civile.. Art. 1. (Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di congedo parentale per morte di figlio) 1. Dopo il capo V del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, è inserito il seguente: « Capo V- bis CONGEDO PARENTALE PER IL GENITORE IN LUTTO Art. 38- bis . – (Congedo parentale per il genitore in lutto) – 1. Ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro, secondo le modalità stabilite dal presente articolo, a seguito della morte di un figlio. Il relativo congedo parentale spetta ad entrambi i genitori, che possono usufruirne per un periodo massimo di sei mesi ciascuno. 2. Il congedo parentale per morte del figlio può essere richiesto da entrambi i genitori e spetta al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore decida di non usufruirne. 3. Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma 1, il genitore richiedente è tenuto, salvi casi di oggettiva impossibilità, ad avvisare il datore di lavoro, secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi e, comunque, entro il termine di sette giorni dall'evento. Art. 38- ter . – (Prolungamento del congedo) – 1. In caso di valutazione psicodiagnostica di prolungamento della sintomatologia postraumatica, certificata da uno specialista, la lavoratrice madre o il lavoratore padre hanno diritto al prolungamento del congedo parentale di cui all'articolo 38- bis , per un periodo massimo non superiore a un anno. 2.