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Le modalità di attuazione del presente articolo sono definite entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy , di concerto con il Ministro della cultura. L'articolo 3 reca disposizioni in materia di istituzione di un apposito fondo per lo sviluppo delle attività culturali e creative per il 2023, 2024, 2025. Il fondo sarà destinato alle imprese che perseguono: promozione di nuova imprenditorialità e di misure per la crescita del settore; promozione di forme di collaborazione con le imprese di altri settori produttivi, le università e gli enti di ricerca, i musei, le istituzioni culturali; predisposizione di misure per favorire l'accesso al credito e misure volte a favorire lo sviluppo del settore anche mediante progetti di analisi e studio e attività di promozione e valorizzazione. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano nei limiti previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. Le modalità per la concessione e per l'utilizzo delle risorse dell'articolo 3, così come gli strumenti per il monitoraggio e il controllo sono stabilite con decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro dell'economia e delle finanze. L'articolo 4 reca disposizioni in materia di credito d'imposta per le imprese culturali e creative. Questo è riconosciuto entro un anno dalla loro costituzione, nel limite di spesa di 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2023 nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo produzione e promozione di prodotti e servizi. Le imprese possono accedere al credito d'imposta ivi previsto nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione. Le modalità per la concessione del credito d'imposta sono stabilite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, on decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro delle imprese e del made in Italy . L'articolo 5 reca disposizioni in merito all'uso di immobili pubblici per lo svolgimento di attività culturali e creative. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali e gli altri enti pubblici possono: concedere a titolo gratuito beni immobili di loro proprietà, in stato di abbandono o di grave sottoutilizzazione da almeno tre anni; dare in concessione o in locazione i beni immobili di loro proprietà che richiedono interventi di restauro, con pagamento di un canone agevolato, determinato dalle amministrazioni interessate, ai fini della riqualificazione e riconversione dei beni tramite interventi di recupero, restauro, e ristrutturazione a spese del concessionario; dare in concessione o in locazione beni immobili di loro proprietà. L'articolo 6 reca il piano strategico delle imprese culturali e creative adottato ogni tre anni con proprio decreto dal Ministro della cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy , senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il primo Piano strategico è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Nell'individuazione delle priorità e degli obiettivi generali del Piano strategico si tiene conto di finalità come: definire modalità organizzative e di collegamento nelle attività delle amministrazioni competenti; favorire la sinergia dei programmi e degli strumenti finanziari destinati al settore; favorire lo sviluppo del settore; incentivare i percorsi di formazione, anche manageriale, finanziaria e gestionale, dedicati alle competenze connesse alle attività del settore; individuare misure di sostegno per le start-up innovative; favorire lo sviluppo delle opere dell'ingegno e la tutela della proprietà intellettuale; promuovere studi e ricerche in ambito nazionale e internazionale e sostenere la promozione all'estero. L'articolo 7 infine reca disposizioni in materia di modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio.. 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge è volta a favorire la crescita e lo sviluppo delle imprese culturali e creative. 2 Ai fini della presente legge possono acquisire la qualifica di impresa culturale e creativa tutti gli enti privati, comprese le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), inclusi quelli costituiti nelle forme di cui al libro V del codice civile, in possesso dei seguenti requisiti: a hanno per oggetto sociale ed esercitano in via prevalente o esclusiva attività di ideazione, creazione, produzione, sviluppo, diffusione, conservazione, ricerca e valorizzazione o gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell'ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, al teatro, alla cinematografia e all'audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati, alla progettazione di design e di architettura, nonché alla direzione artistica in genere, o alla organizzazione di eventi di cui alle attività sopra descritte; b svolgono attività stabile e continuativa con sede in Italia, ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo purché sia soggetto passivo di imposta in Italia. 2 (Sezione speciale del registro delle imprese) 1 Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura istituiscono un'apposita sezione nel registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, cui sono iscritte le imprese culturali e creative di cui all'articolo 1 della presente legge. 2 Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura trasmettono annualmente al Ministero della cultura l'elenco delle imprese culturali e creative iscritte nell'apposita sezione del registro di cui al comma 1. Ai fini dell'iscrizione, il possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, è attestato mediante autocertificazione prodotta dal rappresentante legale dell'impresa e depositata presso l'ufficio del registro delle imprese. 3 Le imprese culturali e creative possono introdurre, accanto alla denominazione sociale, la dicitura « Impresa culturale e creativa » o « ICC » e utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni verso terzi. 4 Entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale dell'impresa, con le modalità di cui al comma 2 del presente articolo, attesta il mantenimento dei requisiti previsti dall'articolo 1, comma 2.