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Delega al Governo per l'istituzione presso i tribunali e le corti d'appello delle sezioni specializzate in materia di persone e di famiglia. Onorevoli Senatori. -- Il disegno di legge delega per l'istituzione presso i tribunali e le corti d'appello delle sezioni specializzate in materia di persone e di famiglia mira a riformare in modo profondo l'assetto dell'ordinamento giudiziario e la disciplina processuale, allo scopo di superare l'attuale frammentazione nel settore civile delle competenze nelle materie che riguardano i minori, gli incapaci e la famiglia, garantendo un’elevato grado di specializzazione della magistratura chiamata ad occuparsi di questi affari e delle strutture tecniche di supporto che devono cooperare per l'adozione di delicati provvedimenti che incidono in modo sensibile su soggetti deboli. L'opzione perseguita è quella di prevedere l'istituzione presso gli uffici giudiziari già esistenti (tribunali ordinari e corti d'appello) di una sezione specializzata, costituita solo da magistrati togati, che accentri le competenze su tutti i procedimenti in materia di famiglia, minori, stato e capacità della persona e stato civile, attualmente distribuite tra il tribunale per i minorenni, il giudice tutelare ed i tribunali ordinari (articolo 2, comma 1, lettera b) . Giova ricordare che nel corso della passata legislatura, in data 17 aprile 2012, la II Commissione giustizia del Senato aveva avviato l 'iter del disegno di legge in oggetto -- discusso congiuntamente con altri sulla stessa materia -- e in data 22 maggio 2012, l'Assemblea aveva deliberato la procedura d'urgenza ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento. Il presente disegno di legge ha ripreso largamente il contenuto di un precedente disegno di legge (atto Senato n. 3040) sempre d'iniziativa della scrivente, nella medesima materia, presentato nel corso della XVI legislatura, differenziandosene nella previsione di attivare le sezioni specializzate presso ogni corte d'appello e presso ogni tribunale senza esclusione alcuna, sembrando opportuno e necessario mantenere la trattazione delle specifiche materie in tutte le sedi ove sussista un polo giudiziario a livello di tribunale con relativa Procura della Repubblica. Vi è inoltre una indispensabile aggiunta consistente nella necessità che si tenga conto della nuova distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari così come risulterà dall'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, di conversione in legge del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, che è già in corso mediante la emissione dei relativi decreti legislativi. Così aggiornato, il testo si presenta dunque più idoneo ad essere concretamente esaminato, senza entrare in contraddizione con il reticolo degli uffici giudiziari di I e II grado del territorio nazionale, nonché con la nuova configurazione che esso verrà ad assumere e che, all'evidenza, risulta condizionante rispetto all'auspicata istituzione delle sezioni specializzate. Per garantire la specializzazione delle sezioni viene previsto che i magistrati addetti alle medesime possano essere incaricati solo della trattazione degli affari sopra specificati. Altro importante obiettivo perseguito dal disegno di legge delega è quello di realizzare l'unificazione e la razionalizzazione dei riti processuali, attualmente tra loro molto differenti, nel rispetto delle convenzioni internazionali e della normativa europea in materia. Viene previsto che le sezioni specializzate provvedano in composizione monocratica per gli affari attualmente attribuiti alla competenza del giudice tutelare ed in composizione collegiale per tutti i restanti affari. Nella composizione della sezione specializzata si è inteso privilegiare la competenza professionale già maturata dal personale di magistratura in servizio e, pertanto, si prevede che sia data preferenza ai magistrati che abbiano svolto per almeno due anni funzioni in materia di famiglia o minori. Per garantire un adeguato livello di competenza tecnica specializzata anche negli uffici di procura, che svolgono un ruolo determinante nei procedimenti in materia di minori, di incapaci e di famiglia, avendo sia un potere di impulso sia un dovere di partecipazione a tutti i predetti procedimenti, è stata prevista l'istituzione di un gruppo di lavoro specializzato per la famiglia e le persone presso le procure della Repubblica dei tribunali dove sono istituite le sezioni specializzate. L'intervento normativo proposto dispone che le materie di competenza della sezione siano trattate solo da magistrati togati, aventi una specifica preparazione, la cui formazione professionale e aggiornamento sia curata dalla Scuola superiore della magistratura. Con riferimento al supporto tecnico alle decisioni, che le sezioni specializzate sono chiamate ad adottare, rispetto all'attuale modulo del tribunale per i minorenni, che prevede la partecipazione dei componenti esperti direttamente all'interno del collegio giudicante, l'intervento normativo si propone di contemperare l'esigenza di approfondimento tecnico con la necessaria distinzione tra valutazione tecnica e valutazione delle prove e delle questioni giuridiche. Per tale motivo si è scelto di prevedere l'istituzione di una commissione tecnica consultiva, presso ciascuna sezione specializzata, composta da esperti nelle materie della psichiatria, della psicologia e della pedagogia, che avranno il compito di assistere i giudici delle sezioni specializzate nel compimento degli accertamenti tecnici, nelle forme previste per la consulenza tecnica d'ufficio nel processo civile, con la garanzia dell'eventuale contraddittorio nei confronti di esperti di parte, e con l'esclusione di qualunque partecipazione all'attività dal contenuto decisionale. Nella composizione di tali commissioni è stata data preferenza a coloro che ricoprono o hanno ricoperto l'incarico di componente privato del tribunale per i minorenni o della sezione di corte d'appello per i minorenni, mentre, anche al fine di garantire l'invarianza finanziaria, è stato previsto che il servizio prestato dai componenti di tali commissioni abbia natura esclusivamente onoraria e che ai medesimi competa un compenso determinato con le stesse modalità attualmente vigenti per i compensi derivanti dall'espletamento dell'incarico di componente privato del tribunale per i minorenni o della sezione di corte di appello per i minorenni. Oltre allo scopo di uniformare in maniera organica la disciplina del contenzioso in materia di famiglia, di minori, di stato e capacità della persona e di stato civile, l'intervento normativo si propone la finalità di rendere più efficace la tutela della famiglia e il riconoscimento dei diritti delle persone che ne fanno parte. L'accentramento delle competenze e la semplificazione e l'unificazione dei riti processuali agevola il superamento della crisi coniugale e il momento della decisione sull'affidamento della prole. La riforma, infatti, si rende necessaria per razionalizzare il sistema ed evitare i conflitti di competenza fra tre organi deputati alla decisione (tribunale ordinario, tribunale per i minorenni, giudice tutelare) i quali, a volte, sulle stesse vicende familiari hanno assunto provvedimenti non sempre coordinati e coerenti, operando secondo riti processuali radicalmente diversi. I criteri introdotti dal disegno di legge delega hanno la finalità di dare attuazione al riconoscimento dei diritti del minore e degli incapaci.