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2 I titolari di stabilimenti enologici di capacità complessiva superiore a 100 ettolitri, non titolari di deposito fiscale, hanno l'obbligo di mettere a disposizione del competente ufficio periferico dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, di seguito denominato «Ispettorato», la planimetria dei locali dello stabilimento nella quale deve essere specificata la prima collocazione di tutti i recipienti fissi di capacità superiore a 10 ettolitri. La planimetria è corredata di una legenda riportante per ogni contenitore il numero identificativo che lo contraddistingue e la sua capacità. 3 La planimetria deve riguardare tutti i locali dello stabilimento e le relative pertinenze. Fino alla implementazione della specifica funzionalità nell'ambito dei servizi del SIAN, deve essere inviata a mezzo di lettera raccomandata o posta elettronica certificata (PEC) ovvero tramite consegna diretta in duplice copia, una delle quali è restituita all'interessato munita del timbro di accettazione dell'ufficio periferico dell’Ispettorato ricevente. 4 L'Agenzia delle dogane e dei monopoli mette a disposizione degli uffici periferici dell'Ispettorato, che ne facciano richiesta, le planimetrie loro presentate dai soggetti obbligati. 5 Qualsiasi successiva variazione riguardante la capacità complessiva dichiarata ai sensi del comma 2, quali l'inizio di lavori di installazione o di eliminazione di vasi vinari o i cambi di destinazione d'uso, deve essere immediatamente comunicata al competente ufficio periferico dell'Ispettorato. Fino alla implementazione della specifica funzionalità nell'ambito dei servizi del SIAN, la comunicazione può avvenire tramite lettera raccomandata, consegna diretta, telefax, PEC o sistemi equipollenti riconosciuti. 6 Lo spostamento dei recipienti nell'ambito dello stesso stabilimento è sempre consentito senza obbligo di comunicazione. 7 Deve essere presentata una nuova planimetria qualora siano intervenute sostanziali variazioni nell'assetto dello stabilimento, tali da rendere difficoltosa la verifica ispettiva da parte degli organismi di vigilanza. 12 (Determinazione del periodo vendemmiale e delle fermentazioni) 1 Il periodo entro il quale è consentito raccogliere uva ed effettuare le fermentazioni e le rifermentazioni dei prodotti vitivinicoli è fissato dal 1° agosto al 31 dicembre di ogni anno. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono adottare specifici provvedimenti modificativi del periodo fissato dal presente comma. 2 Con proprio provvedimento, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi della vigente normativa dell'Unione europea, autorizzano annualmente l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale delle uve fresche, del mosto di uve, del mosto parzialmente fermentato, del vino nuovo ancora in fermentazione e del vino, destinati alla produzione di vini con o senza IGP e DOP, nonché delle partite per l'elaborazione dei vini spumanti, dei vini spumanti di qualità e dei vini spumanti di qualità del tipo aromatico, con o senza IGP o DOP 3 Le fermentazioni, che avvengono al di fuori del periodo stabilito ai sensi del comma 1, devono essere immediatamente comunicate al competente ufficio periferico dell'Ispettorato fino alla implementazione della specifica funzionalità nell'ambito dei servizi del SIAN, a mezzo telegramma, telefax, PEC o sistemi equipollenti riconosciuti. 4 Fatto salvo quanto previsto dal comma 5, è consentita, senza obbligo di comunicazione, qualsiasi fermentazione o rifermentazione, al di fuori del periodo stabilito al comma 1, effettuata in bottiglia o in autoclave per la preparazione dei vini spumanti, dei vini frizzanti, dei mosti parzialmente fermentati in versione frizzante e dei vini con la menzione tradizionale vivace, nonché per quelle che si verificano spontaneamente nei vini imbottigliati. 5 Con il provvedimento di cui al comma 1 sono altresì individuati i particolari vini per quali, al di fuori del periodo stabilito ai sensi del medesimo comma 1, è consentito effettuare le fermentazioni o rifermentazioni dei mosti e dei vini. 13 (Detenzione di vinacce, centri di raccolta temporanei fuori fabbrica, fecce di vino, preparazione del vinello) 1 La detenzione delle vinacce negli stabilimenti enologici è vietata a decorrere dal trentesimo giorno dalla fine del periodo di cui ai commi 1 e 5 dell'articolo 12. 2 Fatta eccezione per i casi di esenzione per ritiro sotto controllo previsti dalla vigente normativa dell'Unione europea e nazionale, nonché per le vinacce destinate ad usi alternativi compresi quelli per l'estrazione dell'enocianina, le vinacce e le fecce di vino comunque ottenute dalla trasformazione delle uve e dei prodotti vitivinicoli devono essere avviate direttamente alle distillerie riconosciute. 3 È consentita alle distillerie l'istituzione di centri di raccolta temporanei fuori fabbrica previa comunicazione da inviarsi al competente ufficio periferico dell'Ispettorato. L'introduzione dei sottoprodotti nei locali di deposito è comunque subordinata alla tenuta di un registro di carico e scarico, redatti secondo le norme dell'Unione europea e nazionali in vigore per prodotti vitivinicoli. 4 La detenzione di vinacce destinate ad usi diversi dalla distillazione, compresa l'estrazione dell'enocianina, deve essere preventivamente comunicata dai responsabili degli stabilimenti industriali utilizzatori all'ufficio periferico dell'Ispettorato competente in base al luogo di detenzione delle vinacce. La comunicazione, in carta libera e valida per una campagna vitivinicola, deve pervenire all'ufficio periferico, con qualsiasi mezzo, antecedentemente alla prima introduzione di vinaccia e deve contenere il nome o la ragione sociale dell'impresa, la sede legale, la partita dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), l'indirizzo dello stabilimento di detenzione delle vinacce e la quantità complessiva che si prevede di introdurre nel corso della campagna vitivinicola di riferimento. 5 Le fecce di vino, fatta eccezione per quelle destinate ad usi agronomici, prima di essere estratte dalle cantine, devono essere denaturate con le sostanze rivelatrici individuate con apposito decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il quale sono altresì stabilite le modalità da osservare per l'impiego delle sostanze denaturanti. 6 La preparazione del vinello è consentita: a presso le distillerie e gli stabilimenti per lo sfruttamento dei sottoprodotti della vinificazione; b presso le cantine dei viticoltori vinificatori di uve proprie aventi capacità ricettiva non superiore a 25 ettolitri di vino, a condizione che ne siano prodotti non più di 5 ettolitri e che siano utilizzati esclusivamente per uso familiare o aziendale. 14 (Altri prodotti vitivinicoli)