[ddlpres]

Sono altresì da considerare attività di pertinenza agricola, nella sussistenza delle condizioni di cui al comma terzo dell'articolo 2135 del codice civile, le operazioni colturali che riguardano la manutenzione degli spazi a verde pubblici e privati nel territorio urbano. 4 Le aziende vivaistiche autorizzate alla coltivazione di specie forestali possono stipulare accordi o convenzioni con le amministrazioni, gli enti e le agenzie regionali al fine di contribuire alla produzione di materiale forestale certificato ai sensi del decreto legislativo 10 novembre 2003, n. 386 e del testo unico in materia di foreste e filiere forestali di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018 n. 34. Le aziende vivaistiche possono provvedere altresì, dietro accordi e convenzioni, alla produzione di materiale per l'impiego in spazi verdi urbani o periurbani, certificabile come « selezionato » secondo i commi 6 e 7 dell'allegato III del citato decreto legislativo n. 386 del 2003. 5 Con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy , da adottare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, tenuto conto della peculiarità delle attività agricole florovivaistiche, si provvede alla definizione e all'armonizzazione a livello nazionale degli aspetti tecnici generali che disciplinano l'insediamento delle strutture di protezione indispensabili per l'esercizio delle attività agricole, nonché le principali figure professionali che operano nel settore, in particolare nell'ambito della produzione, della manutenzione e della commercializzazione. 4 (Distretti florovivaistici) 1 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tenuto conto dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, ed in particolare dei sistemi produttivi locali caratterizzati dalla significativa presenza di attività storicamente dedicate al florovivaismo, nonché di una rilevanza economica ed occupazionale di tali imprese rispetto ai sistemi produttivi locali, possono prevedere la costituzione di distretti florovivaistici che si connotano per le interrelazioni fra le imprese floricole, al cui sviluppo e alla cui competitività devono orientarsi i programmi del comparto, anche attraverso il riconoscimento di regimi di premialità. Le medesime regioni e province autonome, nonché gli enti locali per quanto di loro competenza, possono prevedere interventi da attuare nei distretti florovivaistici per la salvaguardia delle aziende florovivaistiche, con particolare riferimento agli aspetti fitosanitari. 2 Nei distretti di cui al comma 1 si possono attuare interventi volti alla qualificazione funzionale e ambientale dei distretti medesimi, per rimuovere le situazioni di criticità che incidono sul corretto svolgimento delle pratiche colturali, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse idriche, alla possibilità di accesso e al corretto assetto idraulico e idrogeologico. 3 Nei distretti di cui al comma 1 possono essere promosse attività volte alla tutela, alla valorizzazione e allo sviluppo delle attività florovivaistiche, nonché specifiche iniziative di formazione nell'ambito dei corsi di studio e delle attività scolastiche. 4 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono individuare i distretti florovivaistici, ai sensi del comma 1, adeguando i contenuti dei piani locali di gestione del territorio ai fini della loro corretta applicazione. 5 (Riconversione strutture produttive ed efficientamento energetico) 1 Al fine di contrastare il degrado ambientale e paesaggistico derivante dal progressivo deterioramento strutturale del patrimonio serricolo nazionale e favorire la riconversione delle strutture per il loro efficiente reimpiego, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministro delle imprese e del made in Italy e con il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con proprio decreto, predispone un Piano nazionale per la riconversione delle suddette strutture in siti agroenergetici. 2 Il decreto di cui al comma 1 stabilisce le modalità più idonee al perseguimento delle seguenti finalità: a rinnovare strutturalmente gli impianti serricoli ai fini dell'adeguamento alle nuove metodologie di produzione, quali agricoltura integrata e coltivazione fuori suolo, nonché dell'aggiornamento alle più recenti norme in materia di sicurezza; b indirizzare gli investimenti verso apprestamenti protetti progettati per la loro sostenibilità ambientale ed efficienza agronomica; c favorire l'uso di energie rinnovabili per la gestione colturale e climatica, incoraggiando gli investimenti dedicati alla riduzione dell'impatto che le attività agricole hanno sull'ambiente; d favorire il passaggio da strutture di consumo a strutture di produzione e di condivisione dell'energia, ovvero rendere le serre produttrici di energia necessaria al loro funzionamento; e incrementare la resilienza delle strutture ai mutamenti climatici; f favorire il recupero delle acque piovane dai tetti delle serre; g favorire investimenti nel comparto del fotovoltaico semitrasparente sui tetti delle serre a duplice utilizzo, sia energetico che agricolo, dedicato a nuove installazioni, al rinnovo e alla manutenzione straordinaria delle installazioni esistenti; h incentivare lo sviluppo della geotermia a bassa entalpia; i favorire la diffusione di impianti di riscaldamento e di raffrescamento, compreso il teleriscaldamento da trasformazione di biomasse e centrali a biogas; l incentivare la rottamazione delle serre e delle strutture con caratteristiche di vetustà e inefficienza energetica, anche attraverso contributi per la demolizione delle strutture, bonifica dei terreni sottostanti e rinaturalizzazione per il rinnovamento delle strutture con finalità produttive, prevedendo l'elaborazione di un piano almeno quinquennale di gestione e di coltivazione; m favorire la manutenzione straordinaria delle serre con l'introduzione di reti e di protezioni antigrandine, e modificarne le caratteristiche strutturali con finalità di miglioramento delle performance di resilienza nei confronti dei mutamenti climatici; n incentivare la rottamazione delle coperture delle serre, il rinnovamento delle coperture in vetro ed eventuale sostituzione con impianti fotovoltaici semitrasparenti, ovvero coperture in grado di incrementare la coibentazione degli ambienti di coltivazione quali riduzione dei ponti termici, impiego di teli e di strutture termicamente isolanti; o favorire il rinnovamento delle coperture plastiche con film innovativi fotoselettivi e di lunga durata, dotati di caratteristiche di efficienza termica o dotati di specifiche capacità di trattamento e di modifica della luce in entrata, ai fini della migliore gestione ed efficienza produttiva delle colture; p favorire il rinnovamento degli impianti di controllo ambientale, quali impianti di raffrescamento, riscaldamento, illuminazione, con impiego di sistemi interattivi con l'operatore e interagenti con gli impianti di controllo;