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1 Il Ministero della salute e le regioni avvalendosi del Centro nazionale trapianti e del Registro nazionale dei donatori di cui all'articolo l, comma 298, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, garantiscono la tracciabilità delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa. 2 Nel rispetto delle disposizioni sulla tutela della riservatezza di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191, è consentito l'accesso alle informazioni sanitarie e relative al patrimonio genetico del donatore nei casi in cui sussistano gravi e comprovati motivi attinenti alla salute dell'embrione formato, del nascituro o del nato da procreazione medicalmente assistita di tipo etera lago, attestati da un medico responsabile di una struttura ospedaliera pubblica, e le predette informazioni siano necessarie ai fini della tutela della salute dell'embrione o del nato. L'accesso a tali informazioni è consentito esclusivamente per il tramite del suddetto medico. 3 Le persone nate a seguito di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sono informate circa le modalità del loro concepimento e i genitori vi provvedono nei modi e nei termini che essi ritengono più opportuni. 4 È consentito l'accesso alle informazioni sulle proprie origini nei termini previsti dall'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184. 5 Il donatore è tenuto a informare, nei tempi e con le modalità che ritenga più opportune, i propri partner e i propri figli, delle donazioni effettuate. 6 Il donatore può essere informato, su richiesta, dell'esito delle proprie donazioni, sia in caso di gameti o embrioni crioconservati, che di eventuali nati. 7 Il donatore può entrare in contatto, su sua richiesta e attraverso il Registro nazionale dei donatori, con il figlio genetico e solo in presenza di un consenso di quest'ultimo. 8 I figli legali del donatore possono entrare in contatto con figli genetici riconducibili alla donazione del padre solo in presenza di un loro consenso e sempre attraverso il Registro nazionale. 9 Donatori, figli legali e genetici nati da procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo possono interrogare il Registro nazionale dei donatori, al fine di evitare unioni inconsapevoli fra consanguinei. 10 Ai fini dell'espressione del consenso informato, fermo restando quanto previsto dall'articolo 6 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, e dall'articolo 13 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191, al donatore deve essere comunicata la possibilità di essere contattato dal figlio genetico nei casi e con le modalità di cui al comma 4. 11 Sulla base di quanto disposto dall'articolo 9, comma 2, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, la facoltà di non essere nominate non è consentita alle donne che hanno avuto accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. 12 Alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo ed alle strutture sanitarie che le praticano è vietata la selezione dei donatori sulla base delle caratteristiche fenotipiche o delle informazioni relative alle condizioni sociali, al titolo di studio, all'etnia, alla religione e all'orientamento sessuale. 4 (Sanzioni) 1 Chiunque violi le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1, della presente legge, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 euro a un milione di euro.