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La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Identico 1 (Deturpamento e imbrattamento di beni di interesse culturale) 1 Il secondo comma dell'articolo 639 del codice penale è sostituito dal seguente: «Chiunque, fuori dei casi previsti dal primo comma, deturpa o imbratta, in qualsiasi modo e mediante l'utilizzo di qualsiasi materiale, superfici murarie di edifici e compendi monumentali, reperti isolati o inseriti in complessi archeologici, manufatti scultorei o altri beni, mobili o immobili, di proprietà altrui e di interesse storico o artistico, ovunque essi siano ubicati, nonché immobili ricompresi all'interno di centri storici, è punito con la pena della reclusione fino a diciotto mesi e della multa fino a 5.000 euro». 2 Dopo il secondo comma dell'articolo 639 del codice penale è inserito il seguente: «La pena di cui al primo comma si applica se il fatto è commesso su edifici demaniali, ancorché non rivestano interesse storico o artistico, e si procede d'ufficio». 2 (Ordine di ripristino dei beni deturpati o imbrattati) 1 Indipendentemente dalle sanzioni di cui all'articolo 639 del codice penale, il Ministero per i beni e le attività culturali, di seguito denominato «Ministero», ordina al responsabile del deturpamento o dell'imbrattamento di cui al secondo comma del citato articolo 639, l'esecuzione a sue spese degli interventi di ripristino necessari, sotto la direzione e la vigilanza del Ministero. 2 Qualora gli interventi da disporre ai sensi del comma 1 abbiano rilievo urbanistico-edilizio, l'avvio del procedimento e il provvedimento finale sono comunicati anche al comune interessato. 3 In caso di inottemperanza all'ordine impartito ai sensi del comma 1, il Ministero provvede all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato. Al recupero delle somme relative si provvede nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato. 4 Qualora gli interventi di riparazione di cui al comma 1 abbiano carattere di urgenza, il Ministero provvede senza indugio alla loro esecuzione d'ufficio, a spese dell'obbligato, in deroga alla procedura prevista dai commi 1, 2 e 3, primo periodo. È fatta comunque salva l'applicazione del comma 3, secondo periodo. 5 Resta fermo quanto disposto dall'articolo 12 della legge 8 ottobre 1997, n. 352, e successive modificazioni, in materia di generatori aerosol contenenti vernici. 6 Quando il ripristino non sia possibile, il responsabile è tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari alla diminuzione di valore subita dal bene deturpato o imbrattato. Se la determinazione della somma, effettuata dal Ministero, non è accettata dall'obbligato, la somma stessa è determinata da una commissione composta di tre membri nominati uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'obbligato. 7 Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente articolo si applicano anche alla fattispecie di cui all'articolo 639, terzo comma, del codice penale, introdotto dall'articolo 1, comma 2, della presente legge. In tal caso la competenza a provvedere è del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 1 (Delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale) 1 Il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale, attraverso modifiche del codice penale, dei capi I e II del titolo II della parte quarta del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, di seguito denominato «decreto legislativo n. 42 del 2004», nonché, ai soli fini di cui al comma 2, lettera s) , del presente articolo, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. 2 Il decreto o i decreti legislativi di cui al comma l sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a introdurre il delitto di furto di bene culturale, consistente nel porre in essere la condotta prevista dall'articolo 624 del codice penale sui beni di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modificazioni, prevedendo per tale reato la pena della reclusione non inferiore a un anno e non superiore a sei anni e della multa da 5.000 a 10.000 euro; prevedere, per tale reato, l'applicabilità delle circostanze aggravanti e attenuanti previste dagli articoli 625 e 625- bis del codice penale; b prevedere l'aumento delle pene, anche attraverso una specifica circostanza aggravante, in misura non inferiore ad un terzo e non superiore alla metà, per i delitti contro il patrimonio previsti e puniti dagli articoli 648, 648- bis e 648- ter del codice penale, quando il fatto ha ad oggetto i beni culturali di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni; c introdurre il delitto di danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici, consistente nel porre in essere le condotte previste dagli articoli 635 e 639 del codice penale sui beni culturali o sui beni paesaggistici di cui agli articoli 10 e 134 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modificazioni; prevedere, per tale delitto, la pena della reclusione non inferiore a un anno e non superiore a sei anni; prevedere che la condotta sia punita anche a titolo di colpa, stabilendo per tale ipotesi una riduzione della pena in misura non superiore a un terzo; prevedere la procedibilità d'ufficio e la possibilità di concedere la sospensione condizionale della pena soltanto nei termini di cui all'articolo 635, terzo comma, del codice penale; abrogare, per l'effetto, le disposizioni in materia di circostanze aggravanti di cui agli articoli 635, secondo comma, numero 3), e 639, secondo comma, del codice penale, limitatamente alle parti in cui si riferiscono alle condotte aventi ad oggetto cose di interesse storico o artistico; d prevedere che le condotte di cui all'articolo 733 del codice penale siano inserite nella fattispecie di opere illecite di cui all'articolo 169 del decreto legislativo n. 42 del 2004, con conseguente armonizzazione del trattamento sanzionatorio ed abrogazione dell'articolo 733 del codice penale; e prevedere, per il delitto di alienazione di beni culturali senza la prescritta autorizzazione, di cui all'articolo 173, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo n. 42 del 2004, la pena della reclusione fino a tre anni e della multa da 1.549,50 a 77.469 euro;