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Non nascevano nel Ministero, oppure nel Parlamento, ma nascevano dalla consapevolezza del ruolo dell'indipendenza dell'intellettuale che esplora il suo sapere, lo rende disponibile e, rendendolo disponibile, in qualche modo si confronta con tutto quello che gli sta intorno. In quegli anni non mi occupavo di politica; mi occupavo di una giovane università che stava nascendo in quel momento. Quando poi l'ho ritrovato all'interno del Parlamento come senatore e poi - come ricordavano le colleghe Malpezzi e Sbrollini - come protagonista rispetto a un lavoro che si stava costruendo, certamente anche lui ha sofferto del peso di una burocratizzazione di scelte che in qualche modo riusciva forse a fare con maggiore scioltezza nel suo ruolo di presidente della CRUI, a dimostrazione che si può fare una politica di qualità svolgendo diversi tipi di ruoli. Il Parlamento è uno, forse il punto più importante e più qualificante, ma non è l'unico o l'esclusivo. Lo ricordo quindi con grande piacere per il contributo veramente straordinario offerto all'università e al suo rinnovamento. Esprimo anch'io vicinanza alla famiglia. (Applausi) . GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il senatore Modica nasce a Catania, come è stato ricordato; poi diventa professore alla Normale di Pisa: brillante carriera accademica da matematico, allievo di De Giorgi. Ha insegnato presso atenei di grande prestigio in tutto il mondo: Parigi, New York University, Edimburgo, Bonn, Minneapolis. La sua carriera politica si avvia nel 2002: eletto durante le elezioni suppletive e successivamente, con Prodi, Sottosegretario al Ministero dell'università e della ricerca. Non conoscevo Luciano Modica ma, per un'incredibile coincidenza, sono amico, stimo una persona che lo conosceva personalmente e lo stimava. Di Luciano Modica oggi, al di là dei meriti strettamente scientifici che riguardano la sua materia, ci restano gli scritti e le riflessioni in ordine alla misurazione delle prestazioni dell'università italiana e della ricerca. Consentitemi di leggere la prefazione di un volume del 2002, a firma appunto di Luciano Modica, in cui scriveva: «L'autonomia dell'università, recentemente completata con la riforma della didattica, pone con forza il sistema universitario di fronte alla sfida della qualità. (...) Gli elementi chiave per vincere questa sfida sono legati alla capacità di tenere costantemente sotto controllo e di misurare quanto viene concretamente realizzato all'interno di ciascuna università; di trasformare queste informazioni in occasioni di apprendimento, di crescita e di miglioramento continuo; di fare di questa stessa capacità di lettura un elemento di trasparenza sempre a disposizione di chi deve scegliere, sia esso studente o decisore politico». Questa mattina ho avuto modo di parlare con l'amico comune che lo conosceva e gli ho chiesto quale fosse la posizione di Luciano oggi di fronte a quegli obiettivi che lui, vent'anni orsono, aveva contribuito a tratteggiare. Mi ha risposto: di grande amarezza, perché negli ultimi anni aveva cercato invano di limitare la deriva burocratica di quel sistema di valutazione. Era molto amareggiato, mi dice l'amico. Ho chiesto allora a lui che lo conosceva se ritenesse che io potessi ricordare in quest'Aula i suoi ultimi anni e la sua amarezza. Mi ha detto assolutamente sì, gli avrebbe fatto piacere, anche perché ritiene che, proprio in ragione del suo atteggiamento critico nei confronti della citata deriva, fosse stato allontanato dalla politica. Mi viene descritto un uomo intellettualmente onesto, capace di guardare avanti perché certamente quello dell'efficienza dell'università e parte della pubblica amministrazione è un tema che interessa tutti noi ed è trasversale. Era un uomo intellettualmente onesto - ripeto - capace di cogliere le derive negative che talvolta i sistemi umani assumono, a dispetto delle buone intenzioni. Un uomo così mancherà a tutti perché abbiamo bisogno di uomini intellettualmente onesti. (Applausi). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2191 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2191, già approvato dalla Camera dei deputati. I relatori, senatori Garruti e Alessandrini, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Garruti. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, reca misure urgenti in materia di contenimento della diffusione del Covid-19 e di sostegno ai lavoratori con figli in didattica a distanza o in quarantena. Il provvedimento, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, si compone di 6 articoli e un allegato. Nell'illustrare il contenuto del decreto-legge, mi soffermerò sulle parti di competenza della 1 a Commissione, ovvero sui commi da 1 a 7 dell'articolo 1 e sugli articoli 1- bis e 2- bis , questi ultimi inseriti nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati. L'articolo 1, ai commi da 1 a 7, reca alcune misure che hanno in gran parte già esplicato i loro effetti. È stata prevista infatti l'applicazione di disposizioni restrittive per il periodo temporale compreso fra il 15 marzo e il 6 aprile 2021, volto a rimodulare sul territorio nazionale le misure di contenimento e di contrasto dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, in considerazione della maggiore diffusività del virus e delle sue varianti, al fine di limitare ulteriormente la circolazione delle persone ed evitare un aggravamento dell'epidemia. In particolare si è stabilita l'applicazione alle Regioni e Province autonome in zona gialla delle misure previste per quelle situate in zona arancione e, per i giorni di festività pasquali del 3, 4 e 5 aprile, l'applicazione su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della zona bianca, delle misure previste per la zona rossa. Sono state quindi disposte le sanzioni applicabili alla violazione delle prescrizioni previste. Inoltre, è prevista e disciplinata una comunicazione quotidiana da parte delle Regioni e delle Province autonome al Ministero della salute del numero dei tamponi eseguiti sul proprio territorio. L'articolo 1- bis dispone che gli spostamenti per lo svolgimento dei colloqui con i congiunti o con altre persone, ai quali hanno diritto i detenuti, gli internati o gli imputati, siano consentiti anche in deroga alla normativa adottata ai fini del contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, quando i medesimi colloqui siano necessari per salvaguardare la salute fisica e psichica delle stesse persone detenute o internate.