[pronunce]

Per gli ultra quarantacinquenni, ma infra cinquantenni, l'art. 2262, comma 3, aveva previsto un beneficio economico pari alla metà dell'importo complessivo dei predetti premi. 8.- In questo quadro è intervenuta la legge di bilancio n. 190 del 2014 che, per esigenze di contenimento della spesa pubblica derivante dal trattamento economico del personale militare, ha ridotto del cinquanta per cento gli incentivi da riconoscere agli ufficiali piloti in servizio e al personale addetto al controllo del traffico aereo, e per le stesse esigenze di contenimento ha abrogato la disposizione che consentiva alle forze armate in quiescenza di percepire in un'unica soluzione il valore delle ferme biennali non contratte per raggiungimento del limite di età. 8.1.- La ragione di contenimento della spesa pubblica è chiaramente evidenziata dalla relazione tecnica al disegno di legge di bilancio, che stima il risparmio atteso in 3,5 milioni di euro lordi, pari al cinquanta per cento delle risorse destinate al pagamento delle indennità in questione, a valere sul bilancio del Ministero della difesa per l'anno 2015 (è citato Atto Camera dei deputati n. 2679-bis). 9.- Il Presidente del Consiglio dei ministri evidenzia che l'emolumento in discussione non aveva carattere previdenziale e infatti non era erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), ma costituiva una delle voci del trattamento complessivo degli ufficiali delle forze armate, ragione per cui dalla sua soppressione non potrebbe derivare alcuna violazione degli artt. 36 e 97 Cost., avendo la Corte costituzionale più volte affermato che la proporzionalità della retribuzione deve essere valutata in riferimento al trattamento economico complessivo, e che il principio del buon andamento della pubblica amministrazione non può essere richiamato per conseguire miglioramenti retributivi. 10.- Quanto alla violazione dell'art. 3 Cost. per lesione dei canoni di ragionevolezza e legittimo affidamento, l'Avvocatura evidenzia che il premio veniva corrisposto al raggiungimento dei limiti di età per cessazione del servizio e, quindi, derivava da una fattispecie a formazione progressiva, per cui il diritto all'erogazione maturava solo al momento del congedo. Conseguentemente la norma abrogativa del beneficio sarebbe intervenuta sulle fattispecie non ancora perfezionate e non comporterebbe alcuna abrogazione retroattiva del beneficio, trattandosi di fisiologica applicazione della legge vigente al momento della domanda. In ogni caso, la difesa dello Stato sottolinea che il legislatore nell'esercizio della propria discrezionalità può intervenire in senso sfavorevole sui beneficiari della disciplina di rapporti di durata, anche in casi di attribuzione di diritti soggettivi perfetti, con il solo limite della natura non arbitraria e irragionevole della scelta, che non ricorrerebbe nella specie, essendo la norma censurata volta ad assicurare l'equilibrio di bilancio di cui all'art. 81 Cost. 11.- Infine, il Presidente del Consiglio dei ministri contesta la violazione del principio di uguaglianza in relazione al differente trattamento dei dipendenti di cui al comma 3 e al comma 2 dell'art. 2262 cod. ordinamento militare, poiché entrambe le disposizioni sono state abrogate ed entrambe prevedevano il premio residuale per gli addetti al controllo del traffico aereo, diversificando il criterio di calcolo in relazione all'età degli interessati alla data del 22 gennaio 2004. Infine, la difesa dello Stato contesta l'avvenuto ripristino del premio e assume che il TAR rimettente l'abbia desunto da un cedolino di un dipendente riportante assegni per "premio ferma controllori", verosimilmente riconducibile al premio per la ferma biennale e comunque idoneo a dimostrare una diseguaglianza di fatto e non di diritto.1.- Il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 261, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)», che ha disposto l'abrogazione, tra gli altri, dell'art. 2262, comma 3, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare), in riferimento agli artt. 3, 36 e 97 della Costituzione. La norma abrogata prevedeva l'attribuzione di un premio, inizialmente introdotto dalla legge 22 dicembre 2003, n. 365 (Disposizioni per disincentivare l'esodo del personale militare addetto al controllo del traffico aereo) e poi confluito nell'art. 2262, comma 3, cod. ordinamento militare, erogato ai controllori del traffico aereo che, alla data del 22 gennaio 2004, avevano superato il quarantacinquesimo ma non il cinquantesimo anno di età. Tale premio veniva corrisposto in unica soluzione alla cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età. 2.- Il TAR, dopo aver rilevato che il premio aveva la finalità di disincentivare l'esodo dei controllori di volo verso l'Ente nazionale di assistenza al volo (ENAV), ha escluso la possibilità di attribuire alla norma censurata un significato idoneo a garantire il legittimo affidamento dei militari che non hanno lasciato i ruoli delle Armi di appartenenza e ha dedotto che l'abrogazione del premio avrebbe alterato in via retroattiva il rapporto sinallagmatico tra prestazioni lavorative e retribuzione, ponendosi in contrasto con l'art. 36 Cost. 3.- Inoltre, il rimettente ha dedotto che la norma censurata sarebbe in contrasto con l'art. 3 Cost., poiché avrebbe irragionevolmente inciso sul legittimo affidamento riposto dai dipendenti sulla certezza dell'erogazione del trattamento economico premiale, intervenendo nell'ambito di una fattispecie a formazione progressiva il cui presupposto - integrato dalla permanenza nei ruoli dell'amministrazione - si sarebbe radicato nel 2003 con la legge n. 365 e sarebbe stato confermato dal codice dell'ordinamento militare nel 2010 che ha riprodotto una norma di identico contenuto. 4.- La violazione dell'art. 3 Cost. è prospettata anche in relazione ad una pretesa violazione del principio di uguaglianza, con riferimento ai dipendenti che, invece, hanno beneficiato del trattamento premiale. 5.- Infine, il TAR ha dedotto il contrasto con l'art. 97 Cost., poiché la norma censurata indurrebbe ad un'azione amministrativa iniqua, incidendo sul buon andamento della pubblica amministrazione. 6.- In via preliminare, vanno rigettate le eccezioni di inammissibilità sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri, intervenuto in giudizio per mezzo dell'Avvocatura generale dello Stato.