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Il punto vero è che mi auguro fortemente che la direzione si corregga finalmente e che con questa sua relazione si segni una discontinuità tra una prima parte del suo Governo e una seconda parte. Sappiamo che c'è la campagna elettorale, ci sono le elezioni europee, ci saranno mille polemiche: speriamo che non inquinino e non avvelenino più di tanto i pozzi della politica. Abbiamo bisogno di trovare una congiunzione di intenti e di destino comune con gli altri Paesi europei, perché siamo del tutto irrilevanti; a dire il vero, questo vale anche per la Francia e la Germania. Quando pensiamo che nell'anno in cui sono nato, il 1955, l'Unione europea rappresentava il 45 per cento del PIL mondiale mentre oggi ha il 20 per cento, ci rendiamo conto di come non possiamo permetterci di procedere in ordine sparso, perché diventiamo irrilevanti tutti. Ma il nostro Governo deve recuperare quello spirito europeo che noi non abbiamo visto in questi mesi. Altre considerazioni le faranno i colleghi. Io voglio solo dirle che mi auguro che questo Consiglio europeo possa essere produttivo e foriero di risultati positivi. Voglio esprimere un auspicio anche rispetto al Regno Unito: noi abbiamo un destino comune con il Regno Unito; credo personalmente che sia stato un errore enorme il voto sulla Brexit, a dimostrazione che non ci sono vie di fuga solitarie, e questo lo dico a tutti i sovranisti. Noi dovremmo sì essere sovranisti, ma essere sovranisti europei. Per noi, il nostro vero sovranismo è tornare a identificarci in un destino comune con i nostri partner europei: questo è il sovranismo positivo che io voglio evocare. E mi auguro che il Regno Unito possa recuperare, con queste trattative in zona Cesarini, un senso di un destino comune che inevitabilmente ha con il resto d'Europa. Le auguro buon lavoro e speriamo che il vertice europeo possa essere positivo per tutti i cittadini del nostro continente. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lucidi. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, ringrazio il signor Presidente del Consiglio per la sua relazione. I temi che verranno trattati nel prossimo Consiglio europeo sono la sintesi delle problematiche su cui i nostri partner europei discutono già da molto tempo. La questione del rilancio economico, la questione ambientale, la questione dei rapporti della UE in questo caso sono su uno scenario internazionale multipolare; lo stesso dicasi per la questione della disinformazione. Mi concentrerò, lasciando qualche elemento di discussione, soltanto su alcuni di questi fronti, in particolare quello economico e quello ambientale, a me molto caro. È anzitutto fondamentale, signor Presidente, agire sul fronte del cambiamento economico. Come sappiamo, le regole imposte dall'Unione europea sui bilanci degli Stati hanno inibito l'espansione economica e, con le riforme del lavoro approvate negli ultimi anni, hanno anche aumentato precarietà e disoccupazione. Per questo è necessario compiere quello che lei, signor Presidente del Consiglio, ha definito uno sforzo di responsabilità collettiva, e affrontare la questione del lavoro e della disoccupazione giovanile perseguendo un'efficace tutela della dignità della persona, che protegga sia il salario dei cittadini, sia i disoccupati, prevedendo ad esempio un'assicurazione europea contro la disoccupazione, come pure l'introduzione di un salario minimo europeo. Il Governo del cambiamento ha già dimostrato che è una strada percorribile con l'introduzione del reddito di cittadinanza e le riforme collegate, come ad esempio quota 100. Sono misure che - lo ricordo - oltre a sostenere le fasce più deboli della popolazione, permettono anche di introdurre nuova liquidità nel mercato interno e di conseguenza aumentare l'occupazione. Ma occorre per questo superare il dogma del pareggio di bilancio, che stride con l'esigenza di rilanciare un ruolo pubblico dell'economia con investimenti e opere infrastrutturali. Per questo è il momento di uscire dal dilemma crescita-stabilità. Questo non esime l'Italia e i partner europei ad attuare riforme coraggiose anche dei meccanismi di funzionamento politico dell'Unione, a partire dalla centralità del Parlamento europeo, che oggi, come sappiamo, incide relativamente nei processi decisionali interni dell'Unione europea. Non basta. L'Unione europea deve avere una strategia industriale di sostegno alla ricerca e all'innovazione comune, seppur nel rispetto delle peculiarità delle singole realtà. Un esempio su tutti è la tecnologia 5G, sulla quale l'Unione europea non è in grado in questo momento di produrre una risposta sotto il profilo tecnico-economico. Vorrei terminare con alcune considerazioni che riguardano i cambiamenti climatici, altro tema molto importante del quale andremo a discutere. Sul tema dei cambiamenti climatici è necessario infatti andare oltre i limiti evidenti del cosiddetto sviluppo sostenibile ed anche qui è necessaria una linea comune, che faccia dell'Unione europea un attore globale nella promozione della decarbonizzazione e delle fonti rinnovabili. Vorrei ora lasciare un'altra considerazione agli atti, ma lo faccio in maniera più libera, perché è un argomento sul quale ho riflettuto nei giorni scorsi. Cari colleghi, avrete sicuramente notato, perché siamo tutti molto attenti, che la scorsa settimana è stata caratterizzata da un fatto e cioè la grande mobilitazione da parte di un'importante fascia della popolazione, in particolare quella giovanile, a sostegno della lotta ai cambiamenti climatici e per richiedere un maggiore sforzo da parte dei Governi. C'è un personaggio che ha catalizzato l'attenzione pubblica ed è la giovane ragazza svedese, Greta, che è diventata la capofila di questo movimento. Ebbene, c'è stata anche una polemica rispetto a una foto pubblicata da questa ragazza mentre era su un treno, ma è stata una polemica strumentale sulla quale non voglio aggiungere altro. C'è però un elemento importante, che è stata la sua risposta, nella quale in parte si legge la chiave e una possibile soluzione al problema. La ragazza giustamente ha affermato, in risposta alla polemica inutile e strumentale sul suo utilizzo di alcune confezioni di plastica, che doveva fare un lungo viaggio e per affrontare un lungo viaggio quello era il suo unico modo per approvvigionarsi del cibo. Risponde che non poteva fare altrimenti: questo secondo me è un elemento molto importante sul quale i nostri cittadini si confrontano probabilmente tutti i giorni. Nessuno dei nostri cittadini è messo nelle condizioni opportune per acquistare e muoversi in maniera sostenibile all'interno di un mercato del lavoro, ma anche di un mercato dei beni e dei consumi, che troppo spesso ci costringono a non seguire pratiche sostenibili. Credo che sia questa la direzione verso cui andare ed è questo l'intento che ho ritrovato nelle sue parole, sia nel discorso di stamattina alla Camera che in quello di oggi pomeriggio al Senato. Grazie Presidente, buon lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Bagnai) . Senato, composizione PRESIDENTE .