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Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano qualora intendano, nell'ambito delle rispettive competenze, fornire a soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico prestazioni ulteriori rispetto a quelle previste dai livelli essenziali di assistenza, con fondi diversi dalla quota di riparto delle disponibilità complessive del Servizio sanitario nazionale, si attengono comunque alle Linee guida ai fini dell'individuazione dei trattamenti basati sull'evidenza scientifica (comma 3). L'articolo 3 traccia i princìpi fondamentali che regolano i progetti-obiettivo, le azioni programmatiche e le altre idonee iniziative dirette alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dell'autismo predisposti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e avvalendosi delle risorse del Fondo nazionale per l'autismo previsto all'articolo 4 (comma 1). Tali regioni e provincie autonome istituiscono centri di riferimento con documentata esperienza di attività diagnostica e terapeutica specifica, con compiti di coordinamento dei presìdi della rete sanitaria regionale e delle province autonome, al fine di garantire la diagnosi tempestiva e mettono a punto percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico (comma 2). Il comma 3 dell'articolo 2 prevede che nella organizzazione dei servizi di assistenza sanitaria ai soggetti con disturbi dello spettro autistico le regioni e le province autonome adottino misure idonee al conseguimento dei seguenti obiettivi: -- realizzazione sul territorio di servizi gestiti da unità funzionali multidisciplinari per la cura e la riabilitazione delle persone affette da disturbi dello spettro autistico; -- formazione degli operatori sanitari operanti nel servizi di neuropsichiatria infantile, di riabilitazione funzionale e di psichiatria in merito agli strumenti di valutazione e le metodologie validati a livello internazionale, nel rispetto delle linee guida; -- formazione degli insegnanti che seguono alunni con disturbi dello spettro autistico sulle metodologie di intervento educative, validate a livello internazionale; -- incentivazione di progetti dedicati all'educazione sanitaria delle famiglie che hanno in carico persone affette da autismo allo scopo di ottimizzare le competenze, le risorse e la collaborazione con i servizi di cura; -- scambio di informazioni tra operatori sanitari e famiglie per garantire la tempestività e l'appropriatezza degli interventi terapeutici; -- previsione di idonee misure di coordinamento tra i servizi di neuropsichiatria infantile e di psichiatria per garantire la presa in carico e il corretto trasferimento di informazioni nel passaggio all'età adulta; -- disponibilità sul territorio di strutture diurne e residenziali con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico in grado di effettuare, insieme ai servizi territoriali, la presa in carico di soggetti minori, adolescenti e adulti; -- promozione di progetti finalizzati all'inserimento lavorativo di soggetti adulti con disturbi dello spettro autistico che ne valorizzino le capacità. Infine, con l'articolo 4 viene istituito il Fondo nazionale per l'autismo finanziato con una quota vincolata nell'ambito dei finanziamenti sanitari nazionali destinati annualmente alle regioni e dei finanziamenti previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104.. Art. 1. (Linee guida) 1. L'Istituto Superiore di Sanità pubblica e aggiorna ogni tre anni, sulla base della documentazione scientifica nazionale e internazionale disponibile, le Linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico di seguito denominate «Linee guida». 2. Le Linee guida prendono in esame gli interventi farmacologici e non farmacologici per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico e formulano raccomandazioni di comportamento clinico basate sull'evidenza, per distinte fasce d'età, di soggetti trattati. 3. L'Istituto Superiore di Sanità pubblica e aggiorna ogni tre anni l'elenco degli esperti esterni e dei centri scientifici e clinici che collaborano alla redazione delle Linee guida. 4. Prima di ogni approvazione triennale delle Linee guida, l'Istituto Superiore di Sanità pubblica il relativo progetto nel proprio sito internet, invitando le istituzioni e le figure professionali coinvolte nell'assistenza a soggetti con disturbi dello spettro autistico a fornire suggerimenti e osservazioni. L'Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione degli interessati, nel medesimo sito, strumenti informatici in grado di agevolare l'invio delle osservazioni e di raccogliere, valutare e assemblare i relativi contenuti. Una sintesi dei suggerimenti e delle osservazioni, anche se non accolte, è allegata alla stesura finale delle Linee guida. Art. 2. (Livelli di assistenza) 1. Con decreto del Presidente del Consiglio del ministri, adottato ai sensi dell'articolo 54, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono individuate le prestazioni riconducibili ai livelli essenziali di assistenza, erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale nei confronti dei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. 2. Il ricorso a prestazioni e interventi farmacologici e non farmacologici, realizzati secondo le Linee guida e le raccomandazioni di cui all'articolo 1, comma 2, non deve comportare oneri aggiuntivi a carico del Servizio sanitario nazionale. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano qualora intendano, nell'ambito delle rispettive competenze, fornire a soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico prestazioni ulteriori rispetto a quelle previste dai livelli essenziali di assistenza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002, come integrati ai sensi del comma 1 del presente articolo, con fondi diversi dalla quota di riparto delle disponibilità complessive del Servizio sanitario nazionale, si attengono comunque alle Linee guida ai fini dell'individuazione dei trattamenti basati sull'evidenza scientifica. Art. 3. (Politiche in materia di autismo nei piani sanitari regionali) 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono nell'ambito dei rispettivi piani sanitari e avvalendosi delle risorse del Fondo nazionale per l'autismo di cui all'articolo 4, progetti-obiettivo, azioni programmatiche e altre idonee iniziative dirette alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dell'autismo. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito delle iniziative di cui al comma 1, istituiscono centri di riferimento con documentata esperienza di attività diagnostica e terapeutica specifica, con compiti di coordinamento dei presìdi della rete sanitaria regionale e delle province autonome, al fine di garantire la diagnosi tempestiva e mettono a punto percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico. 3. Nella organizzazione dei servizi di assistenza sanitaria ai soggetti con disturbi dello spettro autistico, le regioni e le province autonome, nel rispetto del comma 2, adottano misure idonee al conseguimento dei seguenti obiettivi: