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L'articolo 15 istituisce il tavolo interministeriale di consultazione permanente sul mare, mentre l'articolo 16 prevede che il Ministro della transizione ecologica presenti una relazione annuale che deve essere presentata alle Camere circa l'attuazione della legge salva mare. Il disegno di legge in oggetto, in sintesi, intende contribuire quindi al risanamento dell'ecosistema marino, alla promozione dell'economia circolare, alla sensibilizzazione della collettività e alla corretta gestione dei rifiuti. I rifiuti vengono distinti in due tipologie in relazione alla modalità di recupero: i rifiuti accidentalmente pescati e quelli volontariamente raccolti. La norma incentiva il recupero dei rifiuti in mare e acque interne - con un emendamento alla Camera si è aggiunto anche il riferimento a fiumi, laghi e lagune - e il loro conferimento agli impianti di raccolta, in quanto consente a chi li recupera di portarli a terra senza rischio di incorrere in sanzioni. Inoltre, è possibile conferirli gratuitamente. È stato anche definito che la gestione dei rifiuti è a carico della collettività sotto forma di componente che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti, perché la salute del mare è un interesse di tutti. Entrambe le tipologie di rifiuti raccolti sono incluse poi nella definizione di rifiuti urbani, sempre con lo scopo di favorirne il conferimento. All'interno del disegno di legge vengono disciplinate le campagne di pulizia. (Brusio). Mi deve scusare, signor Presidente, ma non riesco a concentrarmi per il caos dietro di me. PRESIDENTE. Mi perdoni un attimo, senatrice. Colleghi, è effettivamente molto complicato per la relatrice poter sviluppare il suo intervento con un forte brusio di fondo. Vi pregherei, se non di prestare attenzione, almeno di non fare rumore. LA MURA, relatrice . La ringrazio, signor Presidente. Stavo parlando delle campagne di pulizia che sono state regolamentate. C'è l'interesse da parte di molte categorie, di stakeholder che hanno voluto essere inseriti nell'elenco dei promotori di tali campagne: mi riferisco - ad esempio - ai gestori delle aree protette, alle associazioni ambientaliste, alle associazioni dei pescatori, alle cooperative e alle imprese di pesca. Il cuore del provvedimento, unitamente agli articoli legati alla gestione dei rifiuti, è l'articolo 4, che riguarda la promozione dell'economia circolare, occupandosi di definire i criteri e le modalità con cui i rifiuti accidentalmente pescati e quelli volontariamente raccolti cessano di essere qualificati come tali per entrare nel sistema dell'economia circolare. Abbiamo poi inserito in Commissione ambiente al Senato una modalità per ridurre l'impatto dell'inquinamento di plastiche che dai fiumi arrivano al mare, introducendo la sperimentazione per tre anni di sistemi di raccolta automatici dei rifiuti galleggianti provenienti dai fiumi. Sappiamo infatti che, ogni anno, dai fiumi europei arrivano in mare più di 600 milioni di macro rifiuti galleggianti, inclusi quelli monouso, e il 40 per cento degli oggetti arriva in mare già frammentato. Ancora, abbiamo normato campagne di sensibilizzazione modificando l'articolo nel corso dell'esame in Commissione ambiente, con lo scopo di assicurare un'adeguata informazione dei pescatori e degli operatori del settore circa le modalità di conferimento dei rifiuti. Questo fa parte della prevenzione, oltre che dell'azione di recupero. Abbiamo favorito la promozione dell'educazione ambientale delle scuole di ogni ordine e grado, per rendere gli alunni consapevoli dell'importanza della conservazione dell'ambiente, in particolare del mare e delle acque interne. Si promuovono, sempre all'articolo 9, le corrette pratiche per il conferimento dei rifiuti da parte dei pescatori. Vi è poi un articolo relativo all'etichettatura delle microfibre sintetiche, affinché si possa inserire sui tessuti in microfibra un'etichetta trasparente che indichi anche come lavare questo tipo di indumenti. Una novità importantissima riguarda l'introduzione dalla VIA-Valutazione di impatto ambientale statale per la realizzazione degli impianti di desalinizzazione; una norma necessaria per la tutela dell'ecosistema marino e, in particolare, per gli ecosistemi delle acque salmastre e, quindi, delle lagune. Vi è infatti un forte impatto derivante dagli scarichi degli impianti di desalinizzazione, di cui abbiamo necessità, chiaramente, che comunque dobbiamo affrontare. È importante quindi introdurre la norma sulla valutazione di impatto ambientale. Concludo, signor Presidente, con un altro articolo importantissimo, il 14, introdotto in Commissione ambiente per il contenimento dell'impatto sull'ambiente derivante dalle attività di acquacoltura e di piscicoltura, previsto dall'articolo 111 del codice dell'ambiente. Con esso si intende porre rimedio al gravissimo ritardo nell'adozione del decreto per la definizione di criteri ambientali relativi all'installazione degli impianti in mare. Sono ben quindici anni che le attività di acquacoltura e piscicoltura vengono esercitate in assenza di criteri di contenimento ambientale, a discapito della salute degli ecosistemi marini costieri, favorendo lo sviluppo di attività illecite. In sostanza, il provvedimento in esame è snello, pur avendo recepito molti contributi dal Parlamento. Signor Presidente, concludo e chiedo di poter depositare la relazione agli atti, a disposizione dei senatori. (Applausi) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. Il suo intervento avrebbe meritato una maggiore attenzione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. FONTANA, sottosegretario di Stato per la transizione ecologica . Signor Presidente, desidero in primis esprimere doverosi e non certo formali ringraziamenti per il lungo, articolato e prezioso lavoro svolto da questa Camera del Parlamento, che si aggiunge a un altrettanto proficuo lavoro in prima lettura su un provvedimento che si colloca tempestivamente nella transizione ecologica che abbiamo in mente per il nostro Paese, intesa come rinnovata spinta alla tutela delle nostre risorse naturali, coniugata al nostro orizzonte di sviluppo economico e sociale di breve e lungo termine. Come è stato più volte ricordato e come ha spiegato benissimo la relatrice, il disegno di legge in oggetto ha il merito di coniugare la tutela della risorsa mare (ma anche fiumi, porti idrici, habitat ), nel rispetto della sicurezza degli operatori e dei volontari, con le finalità e gli obiettivi dell'economia circolare, quali il riuso e la seconda vita dei prodotti, anche abbandonati. I pescatori e le flotte della pesca possono dare un loro significativo contributo nella tutela del mare dall'inquinamento e dall'abbandono dei rifiuti. A tale proposito il disegno di legge non solo consente, in maniera auspicabile, di poter conferire rifiuti accidentalmente pescati in luoghi idonei alla loro raccolta, ma si prefigge anche l'obiettivo di promuovere, con specifici interventi, tali condotte. In particolare, desidero esprimere apprezzamento in relazione all'ulteriore e prezioso arricchimento del testo a seguito del lavoro delle Commissioni competenti. Mi riferisco, tra gli altri, ai sistemi di cattura dei rifiuti collocati volontariamente per intercettare rifiuti;