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assumono la qualifica di meno significative, in quanto rientranti nella definizione europea di « ente piccolo e non complesso », con la conseguente esenzione dalla regolamentazione prevista per le banche significative. Con riferimento ai principali profili sopra evidenziati, il disegno di legge riforma il TUB e introduce una serie coordinata di interventi, di seguito indicati, prevedendo: 1) all'articolo 33, comma 1- bis, del TUB, la possibilità per le BCC, di aderire ad un gruppo bancario cooperativo, ovvero ad una « aggregazione bancaria cooperativa » quale presupposto per l'esercizio dell'attività bancaria; 2) all'articolo 35, comma 2, del TUB, che le BCC che aderiscono all'aggregazione bancaria cooperativa debbano includere nei propri statuti le clausole che disciplinano il ruolo dell'ente gestore, attraverso il richiamo al disposto del successivo articolo 37- quater , relativo ai compiti assegnati dalla legge all'ente gestore; 3) all'articolo 36 del TUB, la modifica del comma 1- bis e l'introduzione del comma 1- ter , per prevedere l'analoga applicazione degli istituti del recesso e dell'esclusione delle banche di credito cooperativo previsti per il gruppo anche all'aggregazione bancaria cooperativa, con l'introduzione della facoltà di aderire ad un modello organizzativo alternativo. È altresì previsto che nel caso in cui la richiesta di adesione all'aggregazione bancaria cooperativa riceva un diniego da parte della Banca d'Italia, le banche di credito cooperativo restino a tutti gli effetti aderenti al gruppo bancario cooperativo di appartenenza e mantengano la licenza bancaria individuale. Parimenti, nel caso in cui la richiesta di adesione al gruppo bancario cooperativo riceva un diniego da parte della Banca d'Italia, le banche di credito cooperativo restano a tutti gli effetti aderenti alla propria aggregazione bancaria cooperativa e mantengono la licenza bancaria individuale; 4) all'articolo 37- quater del TUB, l'introduzione della definizione dell'aggregazione bancaria cooperativa, intesa quale complesso strutturato ed organizzato di banche di credito cooperativo, istituito mediante un « contratto di adesione », con una società per azioni avente patrimonio netto di almeno 500 milioni di euro e il cui capitale sia detenuto esclusivamente dalle banche di credito cooperativo aderenti alla stessa aggregazione bancaria cooperativa. Alla società per azioni è affidato il ruolo di « ente gestore » del fondo di tutela istituzionale, riconosciuto ai sensi dell'articolo 113, paragrafo 7, regolamento (UE) n. 575/2013. All'ente gestore vengono attribuiti poteri di indirizzo, di controllo e classificazione dei rischi, di intervento preventivo, nel rispetto del principio di proporzionalità, sull'operatività delle singole banche di credito cooperativo per limitare i rischi di liquidità e di solvibilità, nonché compiti consistenti nell'adozione di misure di supporto finanziario, laddove necessarie a rafforzare l'attività e l'efficienza delle banche di credito cooperativo. Può svolgere il ruolo di ente gestore anche una capogruppo di un gruppo bancario cooperativo già costituito ed operante. Il relativo contratto di adesione dovrà essere sottoposto all'autorizzazione della Banca d'Italia e le singole banche di credito cooperativo aderenti dovranno adottare le conseguenti modifiche statutarie. Si stabilisce, poi, che la singola banca di credito cooperativo che intenda aderire ad una aggregazione bancaria cooperativa, ottenuta la relativa autorizzazione della Banca d'Italia dovrà comunicare alla capogruppo del gruppo bancario cooperativo cui aderisce ed alla Banca d'Italia il recesso dal contratto di coesione a suo tempo sottoscritto. La singola banca di credito cooperativo, tuttavia, resterà obbligata verso il precedente sistema di garanzia per i successivi dieci anni; 5) all'articolo 37- quinquies del TUB, la disciplina del procedimento autorizzativo dell'aggregazione bancaria cooperativa, demandando alla società per azioni o alla capogruppo di un gruppo bancario cooperativo già costituita ed operante la presentazione alla Banca d'Italia della relativa istanza corredata dalla prescritta documentazione. Spetterà alla Banca d'Italia valutare il possesso dei requisiti di legge, nonché i contenuti del contratto di adesione e dello statuto delle banche aderenti, al fine garantire la liquidità e solvibilità dei partecipanti e la sussistenza dei requisiti per riconoscere l'aggregazione bancaria quale sistema di tutela istituzionale. La Banca d'Italia, effettuate le opportune verifiche e valutazioni, rilascia autorizzazione alla società per azioni o alla capogruppo di un gruppo bancario cooperativo già costituito ed operante e alle singole banche di credito cooperativo partecipanti; 6) all'articolo 37- sexies del TUB, la disciplina del funzionamento dell'aggregazione bancaria cooperativa e le modalità di misurazione e gestione dei rischi; 7) all'articolo 37- septies del TUB, la disciplina, sul piano attuativo, dell'aggregazione bancaria cooperativa. All'articolo 2 del disegno di legge si prevedono ulteriori disposizioni di coordinamento col TUB. In particolare, all'articolo 150- ter del TUB, si stabilisce per l'ente gestore dell'aggregazione bancaria cooperativa, al fine di meglio salvaguardare la solvibilità e la liquidità delle banche di credito cooperativo, la possibilità di sottoscrivere titoli azionari di finanziamento, definendo i relativi diritti amministrativi e patrimoniali. La Banca d'Italia autorizza tale emissione disciplinando i relativi diritti di partecipazione alle assemblee, il diritto di voto, nonché il diritto di recesso. Infine, all'articolo 3, il disegno di legge prevede l'istituzione presso la Banca d'Italia di un « Fondo di garanzia per la transizione al modello dell'aggregazione bancaria cooperativa » quale sistema di tutela istituzionale da parte delle banche di credito cooperativo. Peraltro, il disegno di legge prevede che, allo scopo di assicurare la piena solidarietà fra gli operatori del settore, la Banca d'Italia, nell'individuare le quote di contributi ordinari ovvero straordinari che i gruppi bancari cooperativi e le aggregazioni bancarie cooperative ai quali risultino aderenti le banche di credito cooperativo, aventi sede legale in Italia, devono obbligatoriamente versare al Fondo, definisca e disciplini le modalità per il versamento di contributi speciali di solidarietà per la transizione al modello dell'aggregazione bancaria cooperativa, aventi durata quinquennale, parametrati al profilo di rischio e da calcolare tenendo conto anche delle diverse fasi del ciclo economico e del possibile impatto prociclico. Si prevede quindi che i contributi speciali di solidarietà per la transizione al fondo di garanzia dell'aggregazione bancaria cooperativa, secondo le modalità e le proporzioni definite dalla Banca d'Italia, siano obbligatoriamente versati dalle banche di credito cooperativo che intendano esercitare il diniego dell'adesione e il recesso dai contratti di coesione di cui all'articolo 37- bis , comma 3, lettera d) , del TUB, al fine di aderire al modello dell'aggregazione bancaria cooperativa quale sistema di tutela istituzionale di cui all'articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013.. 1 (Disposizioni in materia di aggregazione bancaria cooperativa)