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È un segnale importante, a nostro avviso, in questo momento complesso perché segnato dalla pandemia e che rimarca la necessità di assicurare pari condizioni ed opportunità a uomini e donne, nel rispetto dei principi costituzionali e soprattutto nel rispetto di quel principio di effettiva uguaglianza sostanziale tra i sessi e più in generale delle persone, intese con la P maiuscola. In un Paese con un basso tasso di natalità, incentivare la genitorialità, sostenere la famiglia con aiuti economici concreti per ciascun figlio a carico o un nuovo nato è certamente importante, soprattutto se guardiamo ai nostri giovani e ai precari, troppo spesso costretti a rinunciare alla gioia di diventare genitori perché magari non hanno un lavoro stabile che sia in grado di assicurare a loro stessi e alla propria famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Questo decreto ponte è una misura temporanea e il prossimo step sarà quello di dare piena attuazione alla riforma che, nell'introdurre l'assegno unico universale, prevede una razionalizzazione di quei micro aiuti che sono previsti per chi ha figli e che dalle leggi vigenti sono spesso frammentati e necessiterebbero di lungaggini burocratiche e diversi passaggi prima di arrivare nella disponibilità dei cittadini. Da gennaio 2022, invece, le famiglie italiane, a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai ventuno anni per ciascun figlio a carico, potranno finalmente contare su un assegno unico e universale che rappresenta una novità assoluta per il nostro Paese. Lo Stato ha il dovere di abbattere le disuguaglianze e sostenere i cittadini, promuovere pari opportunità per tutti e con questo strumento compiamo un ulteriore passo in avanti anche a tutela delle nuove generazioni. Per questo motivo, esprimo il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, recante misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,55) Discussione del disegno di legge costituzionale: Doc 1440-B Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica Deputato BRUNO BOSSIO. - (Approvato, in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati; approvato, in prima deliberazione, dal Senato; approvato senza modificazioni in seconda deliberazione dalla Camera dei deputati) (Seconda deliberazione del Senato) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge costituzionale n. 1440-B, approvato in prima deliberazione, dalla Camera dei deputati; approvato, in prima deliberazione, dal Senato; approvato senza modificazioni in seconda deliberazione dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 123 del Regolamento, in sede di seconda deliberazione, il disegno di legge costituzionale, dopo la discussione generale, sarà sottoposto solo alla votazione finale per l'approvazione nel suo complesso, previe dichiarazioni di voto. Avverto altresì che, ai sensi dell'articolo 138, primo comma, della Costituzione, il disegno di legge costituzionale sarà approvato, in sede di seconda deliberazione, se nella votazione finale otterrà il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti del Senato. Il relatore, senatore Parrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PARRINI, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi cominciamo l'esame in seconda deliberazione di un disegno di legge di riforma costituzionale molto importante, già esaminato dall'Assemblea del Senato nel settembre 2020 e che affronta oggi il suo quarto passaggio parlamentare. Ricordo che il 31 luglio 2019 c'è stata la prima lettura alla Camera, il 9 settembre del 2020, come ricordavo, la seconda lettura del Senato e lo scorso 9 giugno la seconda deliberazione della Camera dei deputati. In tutte queste votazioni c'è stata un'adesione molto ampia dell'Assemblea parlamentare in favore di questo provvedimento che, come si sa, è davvero semplice nella sua natura. Si tratta di una modifica dell'articolo 58 della Costituzione, al primo comma, fatta per consentire che si abbiano elettorati uguali per l'elezione di entrambi i rami del Parlamento, in modo che i diciottenni possano eleggere anche la Camera alta. È una modifica che si traduce nella eliminazione, dal comma 1 dell'articolo 58 della Costituzione, di dieci parole; ma è una modifica che, togliendo dieci parole, opera in realtà un grande cambiamento, perché rimuove, dal nostro sistema istituzionale, un'anomalia che da lunghissimo tempo si tentava di eliminare e che non si è riusciti a eliminare, nonostante molti tentativi e discussioni. A me fa piacere ricordare che dell'equiparazione degli elettorati per l'elezione dei due rami del Parlamento si discute, nel dibattito pubblico italiano, perlomeno da quando, nel marzo del 1975, quindi tantissimi anni fa, venne approvata la legge di riforma del diritto di famiglia, con l'abbassamento da ventuno a diciotto anni della maggiore età. Fin da quel momento apparve necessario a vasti settori della politica italiana, anche per il mutare dei tempi e dei costumi, superare la diversificazione degli elettorati delle due Camere, per una ragione sia funzionale sia di equità intergenerazionale. Ma non ci si è riusciti. Ricordo, tra i tanti tentativi, un disegno di legge costituzionale, anticipatore e molto lucido soprattutto nei contenuti della sua relazione, presentato nel luglio del 1987 dal senatore Mancino, che poi sarebbe diventato, nella XIII legislatura, Presidente molto apprezzato di questa Assemblea. Adesso siamo davvero ad un passo dal traguardo e ci sono tutte le condizioni perché, anche al Senato, nella seconda deliberazione si possa arrivare ad un voto favorevole ampio in favore di questo provvedimento. Ricordo soltanto che con l'approvazione di questo provvedimento facciamo in modo che quattro milioni di italiani escano dalla situazione di minorità e di inferiorità civile nella quale si trovano oggi, perché esclusi dal diritto di votare una Camera che esercita, su un piede di perfetta parità con l'altra, il potere legislativo: una differenziazione che, come dicevamo prima, non ha davvero più alcuna ragione d'essere. Oltre a questa ragione di equità, c'è una motivazione di funzionalità, perché sappiamo che avere elettorati uguali per le due Camere abbassa, fin quasi ad azzerare, uno dei rischi che molte volte ha costituito un problema per il funzionamento ordinato delle nostre istituzioni, cioè quello di maggioranze diverse nelle due Camere in conseguenza di elettorati differenti.