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Tutto ciò, pur negli errori correggibili e nelle carenze evitabili che comunque si sono verificati. D'altronde, una verità è certa: chi non opera o non decide non può incorrere in errori. Se nella triste classifica del numero dei contagi l'Italia si colloca al di sotto della media degli altri Paesi, un motivo alla base ci deve pur essere. Sicuramente i provvedimenti adottati e la loro effettiva applicazione hanno giocato un ruolo positivo e determinante, come è stato giustamente riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della sanità al nostro Paese. Tutto ciò non poteva però realizzarsi senza lo spirito di sacrificio, la professionalità, le competenze, la dedizione e la disponibilità di tutti gli operatori sanitari che, con abnegazione, coraggio e a volte anche il sacrificio della propria vita, hanno reso possibile un vero miracolo umano. Sulla tematica della virulenza e diffusione dei contagi non si può essere rassicurati o rasserenati dal fatto che gli altri stanno peggio di noi. Occorre essere orgogliosamente italiani, non abbassare la guardia e avere fiducia nell'operato di chi finora tale fiducia se l'è meritata e guadagnata sul campo. L'adesione di tutti noi ai programmi e alle misure di prevenzione, lasciando da parte il disfattismo fine a se stesso o l'ostracismo corporativistico di alcuni, permetterà di guardare al futuro, tutti insieme, con fiducia realistica e non utopistica. La strada è ancora lunga, irta di difficoltà e purtroppo vedrà ancora altre vittime innocenti, ma è quella giusta, pur costellata di provvedimenti che qualcuno può giudicare esagerati (ma in realtà commisurati alla gravità del momento). In situazioni eccezionali, anche le risposte devono essere pronte, chiare, improntate a fermezza e a decisione. Riprendiamoci il nostro futuro, il destino nelle nostre mani. In virtù di tutte le considerazioni fatte, il MoVimento 5 Stelle voterà contro la pregiudiziale presentata. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, riferita al disegno di legge n. 1970. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Seguito della discussione congiunta del disegno di legge: Doc 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (Relazione orale) Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (Anno 2020) Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (Anno 2019) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione congiunta del disegno di legge n. 1721 e dei documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dopo mesi di lavoro e un serio confronto politico, ci troviamo in Aula a parlare della legge di delegazione europea. Essendo stato l'anno scorso il relatore della legge di delegazione europea, voglio rinnovare al Sottosegretario - che poi se ne farà portavoce con il Ministro - una raccomandazione che avevo fatto anche allora al suo predecessore. Credo infatti che sia opportuno, vista l'importanza del provvedimento in discussione, che la legge di delegazione europea venga sdoppiata, affrontando una parte ogni sei mesi. Vi sono infatti tanti articoli da trattare, peraltro di tale importanza da agire sulla quotidianità di tutti i giorni per cui credo che sia un suggerimento che si possa attuare, proprio perché vogliamo lavorare bene. Non che in questo disegno di legge non abbiamo lavorato bene; anzi, abbiamo lavorato molto bene, ma potremmo mettere in calendario e possiamo iniziare a parlarne di questo lavoro. Dicevo che si fa fatica ad analizzare 20 articoli in fretta e furia. Serve tempo. Qui c'erano 20 articoli, che spaziavano dalle comunicazioni, al copyright , all'ambiente, all'agricoltura, al benessere animale, all'economia e alle banche. Proprio nella fase emendativa, noi abbiamo avuto delle divergenze con la maggioranza. È normale, proprio perché ognuno ha le proprie idee e porta avanti i suoi temi. Una divergenza su tutte: non ci siamo trovati d'accordo sul divieto dell'utilizzo e sulla dismissione di determinate plastiche (i famosi bicchierini). Non vorrei annoiare quest'Aula ricordando che proprio quest'ultime ci hanno salvato nei momenti tristi di lockdown , ma penso che dobbiamo insegnare alla gente l'utilizzo delle plastiche in modo corretto e non obbligarli alla dismissione immediata delle stesse. Se mi è permesso, invece, faccio una critica costruttiva, che già avevo fatto in Commissione, al relatore e che quest'ultimo aveva anche accolto. Io colgo l'occasione per ringraziare il relatore Pittella per la sua disponibilità, perché è stato veramente molto bravo in questi passaggi. In questa legge di delegazione europea manca tutta una parte relativa al post Covid-19 e al lockdown , alle ricadute sul tessuto economico, produttivo, sanitario e sociale. (Applausi) . Spero che nella seconda lettura alla Camera ci sia la volontà di aggiungere tutta una serie di articoli che vanno in questa direzione, perché non si può far finta di niente e la classe politica del nostro Paese non deve girarsi dall'altra parte, bensì farsi carico dei risvolti drammatici che la pandemia ha lasciato e che sono sotto gli occhi di tutti. Chiedo, quindi, cortesemente, di uniformare quelle linee programmatiche che andremo ad approvare e di uniformare la legge di delegazione europea, anche sulle basi del dramma che abbiamo vissuto. Volevo rivolgermi al Ministro, ma mi rivolgo al Sottosegretario, che è sempre stato presente in questa fase di lavoro. Lei sa benissimo che, quando devo discutere, non ho mai avuto problemi e, anzi, sono sempre stato molto diretto. Personalmente, posso dirvi che stavolta mi avete stupito, perché avete fatto le cose come dovevano essere fatte. C'è stata una lunga parte di audizioni, c'è stata una lunga parte emendativa, dove si è avuto, finalmente, un grande confronto e un dibattito sulle tematiche. Ci sono state votazioni e la possibilità, finalmente, di discutere i temi che sono stati messi sul tavolo. Devo riconoscere che la maggioranza ha accolto anche tanti dei nostri emendamenti e per questo vi ringrazio, proprio perché c'è stato un grande lavoro di condivisione. Mi permetto una raccomandazione: usate questo metodo di lavoro tutto quello che arriva nelle Aule del Parlamento, perché forse è il metodo di lavoro giusto. (Applausi) . Già il fatto che non si chieda la fiducia su questo provvedimento e che, finalmente, vi sarà una sana votazione, mi sembra di buon auspicio per andare in questa direzione. Questo, tra l'altro, è il primo provvedimento di una certa importanza, dalla nascita del Governo Conte bis , che finalmente si vota in Aula.