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Atto n. 3-00125 MONTEVECCHI DE LUCIA CORRADO FLORIDIA GRANATO MARILOTTI RUSSO VANIN Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in Italia esiste un patrimonio edilizio scolastico vetusto e che necessita di continui interventi di messa in sicurezza degli edifici; nonostante gli investimenti del Governo pro tempore Gentiloni, i dati sinora pubblicati non consentono di considerare, nel complesso, migliorato il quadro generale di riferimento; di fatto, ancora il 40 per cento degli edifici non risulta possedere la relativa certificazione di agibilità; nonostante l'istituzione di una Struttura di missione per il coordinamento e l'impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, resta una frammentazione eccessiva delle linee di finanziamento, con diversi interlocutori istituzionali, che non consente una visione e gestione unitaria dell'edilizia scolastica in Italia; considerato che: a tal riguardo il Governo Conte non ha riconfermato la Struttura di missione; la suddetta Struttura non era operativa già da tempo e da mesi non aveva più un coordinatore e la stessa gestiva solo le procedure per lo sblocco del patto degli enti locali in materia di edilizia scolastica; risultano allo stato già stanziate risorse per 7 miliardi di euro, ma non ancora autorizzate, in considerazione della complessità delle procedure, che ne ritardano l'assegnazione agli enti locali; ad oggi ancora non vi è la necessaria pubblicità e fruibilità dei dati contenuti nell'anagrafe dell'edilizia scolastica, si chiede di sapere quali nuove iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per migliorare la qualità del patrimonio edilizio scolastico, garantirne la riqualificazione e rendere effettiva la fruibilità e pubblicità dei dati contenuti nell'anagrafe dell'edilizia scolastica, al fine di pianificare al meglio gli interventi necessari e gestire in modo oculato ed efficace le risorse a disposizione. Atto n. 3-00126 MARCUCCI PARRINI MISIANI ZANDA MALPEZZI MIRABELLI VALENTE FERRARI COLLINA BINI CIRINNA' Al Ministro dell'interno Premesso che: il 3 aprile 2018, sul settimanale "L'Espresso", un articolo a firma di Giovanni Tizian e Stefano Vergine ha rivelato come la Lega negli ultimi anni abbia aggirato il sequestro di quasi 49 milioni di euro (48.969.617 euro) disposto dal Tribunale di Genova a seguito della condanna di Umberto Bossi a due anni e sei mesi per truffa in danno dello Stato ed abbia investito illegalmente milioni di euro in violazione di quanto disposto dalla legge 6 luglio 2012, n. 96, recante "Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi", a conferma di una gestione economica delle risorse del partito, ad avviso degli interroganti, quantomeno opaca; secondo la ricostruzione de "L'Espresso", l'aggiramento del sequestro di circa 49 milioni di euro sarebbe avvenuto mediante la costituzione di un'associazione senza scopo di lucro, la onlus "Più Voci", creata nell'autunno del 2015 da tre commercialisti, Giulio Centemero, tesoriere del partito, Alberto Di Rubba ed Andrea Manzoni. Questa associazione sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla stessa Lega, evitando così il deposito dei soldi sui conti correnti intestati al partito; oggi sui conti correnti della Lega non è rimasto quasi più nulla ed è per questo motivo che il Tribunale di Genova ha potuto sequestrare solo 3 milioni di euro a fronte dei 49 posti sotto sequestro e che la Corte di cassazione, nelle motivazioni della decisione del 12 aprile scorso con cui ha ordinato il sequestro di tutti i fondi della Lega, fino al raggiungimento dell'importo dovuto, ha stabilito che ogni somma di denaro riferibile al partito guidato dal Ministro dell'interno, Matteo Salvini, debba essere sequestrata "ovunque venga rinvenuta"; con la predetta sentenza, la Corte di cassazione ha stabilito che la Guardia di finanza, su ordine dei giudici, blocchi qualsiasi nuova somma dovesse arrivare sui conti della Lega o su conti ad essa riferibili in futuro; il 17 luglio 2018 si è appreso che il Tribunale del riesame di Genova ha disposto il sequestro da parte della Guardia di finanza di una somma pari a 16.000 euro ai danni della Lega Toscana, riconoscendo la continuità patrimoniale della stessa con la Lega Federale e riaffermando, pertanto, nei fatti il contrasto a qualsiasi tentativo di elusione degli effetti della predetta sentenza di condanna; premesso inoltre che: secondo quanto riportato dal "Corriere della sera" del 5 luglio 2018 e da altri quotidiani, alcuni esponenti della Lega avrebbero reso sconcertanti dichiarazioni in merito alle motivazioni della sentenza della Corte di cassazione sul sequestro di circa 49 milioni di euro, dicendo che questa sentenza "costituisce un gravissimo attacco alla democrazia, una sentenza politica senza senso giuridico per mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano"; tali dichiarazioni rappresentano a giudizio degli interroganti un attacco pesante, inaccettabile e inaudito al principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico; fra l'altro, la sentenza della Cassazione non può essere ritenuta una sentenza "politica", come sostenuto, non solo in quanto "ossimoro", ma in quanto risale al 12 aprile scorso, quando la formazione del Governo Conte era ancora molto lontana; con queste dichiarazioni si è tentato di macchiare l'onorabilità dei giudici della Corte di cassazione, attribuendo loro moventi politici, in assoluto e improvvido dispregio della funzione della magistratura e della sua indipendenza; considerato che: secondo una successiva ricostruzione del settimanale "L'Espresso" del 3 giugno 2018, a firma degli stessi autori della precedente, l'associazione "Più voci" ha sede a Bergamo all'interno dello studio Dea Consulting , di proprietà di Alberto Di Rubba ed Andrea Manzoni, e sul suo conto corrente, tra l'ottobre del 2015 e l'agosto del 2016, sarebbero stati versati, con diversi bonifici, centinaia di migliaia di euro; secondo "L'Espresso", i fondi raccolti da "Più voci" sarebbero stati girati successivamente a società della Lega: Radio Padania e Mc srl, società che controlla il quotidiano on line "Il Populista"; l'amministratore unico della Mc e di Radio Padania è Giulio Centemero, tesoriere del partito, nonché creatore della onlus , mentre le azioni della Mc appartengono alla Pontida Fin, il cui 1 per cento continua a essere in mano a Umberto Bossi;