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La ricerca sulle cellule staminali embrionali rappresenta, infatti, insieme alla ricerca sulle cellule staminali adulte, una delle speranze per la cura di malattie che colpiscono milioni di cittadini. L'articolo 12, sulla diagnosi preimpianto, introduce la possibilità per le coppie di accedere a tale tecnica, prevedendo le massime garanzie per la sua efficacia e valorizzando la professionalità degli operatori. All'articolo 13 viene introdotta e disciplinata con limiti molto precisi la fecondazione eterologa. Gli articoli 14, 15 e 16 prevedono divieti specifici e molto stringenti in materia di maternità surrogata, di clonazione umana a fini riproduttivi e su questioni ulteriori. Gli articoli 18 e 19 stabiliscono una disciplina sanzionatoria di natura penale ed amministrativa articolata a seconda delle varie condotte vietate dal presente disegno di legge. L'articolo 17 consente la ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni umani a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche, ma vieta comunque la produzione di embrioni umani per fini di ricerca o sperimentazione, ogni forma di selezione a scopo eugenetico, nonché interventi di manipolazione, interventi di scissione e la fecondazione di gamete umano con gamete di specie diversa. L'articolo 20 prevede le norme in materia di tutela della riservatezza. L'articolo 21 prevede l'obbligo per il Ministro della salute di presentare ogni anno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge.. 1 (Oggetto) 1 La presente legge disciplina il diritto alla salute della donna e alla genitorialità delle coppie alla luce delle conoscenze scientifiche nel campo della fecondazione medicalmente assistita. 2 (Definizione delle tecniche) 1 Per tecniche di fecondazione medicalmente assistita si intende ogni pratica eseguita dal personale medico che opera nelle strutture di cui all'articolo 8 tendente a ottenere la fecondazione, con tecniche in vivo o in vitro , al fine di favorire una gravidanza. 3 (Accesso alle tecniche) 1 Possono ricorrere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita le donne maggiorenni e in età potenzialmente fertile, che manifestino il relativo consenso, ai sensi dell’articolo 6, presso le strutture autorizzate ai sensi dell'articolo 8. Il coniuge ovvero il convivente, purché maggiorenne, che intenda riconoscere il nascituro ed assumere nei suoi confronti gli obblighi previsti dal codice civile, può associarsi alla richiesta secondo le modalità stabilite dall'articolo 6. 4 (Finalità) 1 Il ricorso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita può essere attuato alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana solo nel caso in cui non siano adeguatamente risolvibili con altri interventi terapeutici, nonché per la prevenzione delle malattie e delle patologie geneticamente trasmissibili. 5 (Definizione e tutela dell'embrione) 1 Per embrione si intende il prodotto del concepimento fino alla ottava settimana di sviluppo. 2 La tutela dell'embrione è attuata ai sensi della presente legge nonché delle altre disposizioni vigenti in materia. 6 (Consenso informato) 1 Il medico, anche avvalendosi della figura professionale dello psicologo e del consulente legale, prima del ricorso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, nonché in ogni successiva fase di applicazione, è tenuto ad informare in modo dettagliato i soggetti richiedenti in ordine ai metodi, ai problemi, agli effetti collaterali e alle possibilità di successo derivanti dall'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, nonché riguardo alle conseguenze giuridiche della procedura per la donna, per il nascituro e per colui a cui è riconosciuta la paternità. Le informazioni di cui al presente comma e quelle concernenti il grado di invasività delle tecniche nei confronti della donna sono fornite per ciascuna delle tecniche applicate e in modo tale da assicurare la formazione di una volontà consapevole e validamente espressa. 2 Alla coppia devono essere prospettati con chiarezza i costi economici dell'intera procedura qualora si tratti di strutture private autorizzate. 3 Il consenso dei soggetti di accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita è espresso in modo chiaro e univoco e per iscritto, congiuntamente al medico responsabile della struttura di cui all'articolo 8. 7 (Stato giuridico del nato) 1 I nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita sono a tutti gli effetti figli, ai sensi del codice civile, della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere alle tecniche medesime. 2 Il consenso al riconoscimento di un figlio nato a seguito dell'applicazione di tecniche di fecondazione medicalmente assistita inizialmente formulato è irrevocabile. Chi lo ha prestato non può esercitare alcuna azione ai sensi degli articoli 235 o 263 del codice civile. 3 La madre del nato a seguito dell'applicazione di tecniche di fecondazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata, ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396. 4 In nessun caso possono risultare dai registri dello stato civile dati dai quali si possa desumere la modalità di concepimento. 8 (Strutture autorizzate) 1 Le tecniche di fecondazione medicalmente assistita sono effettuate esclusivamente nelle strutture pubbliche e private appositamente autorizzate dal Ministero della salute. 2 Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti: a i requisiti tecnico-scientifici ed organizzativi delle strutture di cui al comma 1; b le caratteristiche del personale delle strutture; c i criteri per la determinazione della durata delle autorizzazioni e dei casi di revoca delle stesse; d le modalità di svolgimento dei controlli periodici sulle strutture e sulla qualità dei servizi erogati; e i protocolli di ricerca clinica e sperimentale sull'embrione limitatamente ai casi di cui all'articolo 17. 9 (Registro) 1 Con decreto del Ministro della salute, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito presso l'Istituto superiore di sanità (ISS) il registro nazionale delle strutture autorizzate all'effettuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita. 2 L'iscrizione al registro è obbligatoria. 3 Fatto salvo quanto previsto all’articolo 20, comma 1, della presente legge, l'ISS, in collaborazione con gli osservatori epidemiologici regionali, raccoglie in banche dati liberamente accessibili gli elementi informativi inerenti all’attività svolta dai centri e dalle strutture autorizzati all’effettuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita. 4 Le strutture di cui al presente articolo sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali ed all'ISS i dati necessari ai fini della relazione al Parlamento di cui all'articolo 21. 10 (Donazione di gameti) 1 La donazione di gameti, per le finalità consentite dalla presente legge, avviene previo consenso informato e validamente espresso del donatore. La donazione è un contratto gratuito, stipulato per iscritto tra il donatore e la struttura autorizzata.