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Nell'ambito delle loro competenze, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le istituzioni scolastiche, le università e gli istituti di alta cultura e di ricerca, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali favoriscono l'istituzione da parte di persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti di centri culturali per la lingua romanì e ne favoriscono le iniziative editoriali, documentarie, di divulgazione e di insegnamento, anche in collaborazione e nell'ambito delle attività di insegnamento e di ricerca svolte dalle istituzioni scolastiche ed universitarie e delle attività di tutela e valorizzazione della cultura svolte da istituzioni culturali nazionali, regionali e locali. Art. 21. (Promozione delle pari opportunità dei Rom e dei Sinti nell'accesso al diritto all'istruzione e alla formazione professionale) 1. La Repubblica promuove le pari opportunità nell'accesso al diritto ad ogni ordine e grado di istruzione per le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, in attuazione degli articoli 33 e 34 della Costituzione. 2. Nell'ambito delle rispettive competenze il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le istituzioni scolastiche, le università e gli istituti di alta cultura e di ricerca, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali: a) adottano le opportune misure nel settore dell'educazione e della ricerca per promuovere presso la popolazione italiana la conoscenza della cultura e della storia della minoranza Rom e Sinti, delle loro religioni e della lingua romanì; b) favoriscono lo studio della lingua italiana da parte delle persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; c) predispongono iniziative di formazione per gli insegnanti e di accesso ai manuali scolastici degli alunni bisognosi appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; d) facilitano i contatti tra alunni e insegnanti appartenenti a comunità differenti rispetto ai Rom e a Sinti; e) promuovono l'uguaglianza delle opportunità nell'accesso all'educazione a tutti i livelli per le persone appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti; f) provvedono affinché i testi scolastici adottati contengano informazioni corrette e complete circa la cultura e la storia della minoranza dei Rom e dei Sinti; g) promuovono e favoriscono iniziative qualificate di formazione e di aggiornamento svolte nei confronti dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado circa la conoscenza delle lingue e culture dei Rom e dei Sinti e la didattica da svolgersi nei confronti degli alunni appartenenti a tale minoranza. 3. È vietata l'istituzione nelle scuole di ogni ordine e grado di classi riservate in tutto o in parte ad alunni appartamenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti. Eventuali attività di sostegno o attività didattiche specifiche, anche interculturali, non devono essere riservate ai soli alunni appartenenti a tale minoranza se svolte durante il normale orario scolastico. 4. Le disposizioni del regolamento concernente l'integrazione delle norme relative alla vigilanza sull'adempimento dell'obbligo scolastico, emanato con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 13 dicembre 2001, n. 489, si applicano anche alle famiglie e ai minori appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti che si trovino di fatto nel territorio di un comune, alle autorità di quel medesimo comune e ai dirigenti delle istituzioni scolastiche aventi sede sul suo territorio. 5. Al fine di prevenire i casi di abbandono scolastico o di elusione dell'obbligo scolastico da parte dei minori appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti e di favorirne il successo scolastico, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, le istituzioni scolastiche, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze e in collaborazione tra di loro e con le associazioni rappresentative dei Rom e dei Sinti: a) promuovono apposite iniziative nell'ambito delle misure generali di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica e formativa; b) favoriscono, mediante la collaborazione con gli uffici scolastici regionali e le istituzioni scolastiche autonome, l'inserimento e il successo scolastico di tali minori; c) promuovono la formazione del personale docente, dei dirigenti degli istituti scolastici e degli altri operatori scolastici per una migliore comprensione delle lingue e delle culture dei Rom e dei Sinti e per rendere più efficace l'organizzazione dei percorsi scolastici finalizzata all'assolvimento dell'obbligo dell'istruzione e al completamento dei cicli d'istruzione; d) definiscono, insieme con gli uffici scolastici regionali, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, previa intesa con gli enti e le associazioni rappresentative dei gruppi di Rom e di Sinti, interventi di formazione e aggiornamento di docenti, personale educativo e dirigenti scolastici volti a garantire in modo stabile e continuativo il raccordo tra le culture d'origine e la scuola nonché ad attivare modalità di documentazione di buone pratiche di integrazione e di interazione della minoranza dei Rom e dei Sinti, anche come sostegno effettivo al lavoro dei docenti; e) sostengono attività di ricerca e di sperimentazione didattica, anche con il sostegno dell'Unione europea e delle organizzazioni internazionali; f) intraprendono attività di monitoraggio permanente dei fenomeni dell'evasione scolastica, dell'abbandono, del ritardo scolastico e della dispersione scolastica degli alunni; g) promuovono iniziative di sensibilizzazione delle comunità del Rom e dei Sinti qualora ciò sia necessario per la completa scolarizzazione degli adulti e dei minori, e forniscono loro informazioni relative all'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo, con particolare riguardo per i contatti con i familiari dei minori e per la scolarizzazione dei bambini e delle bambine; h) stipulano convenzioni con gli uffici scolastici regionali per l'inserimento scolastico dei minori appartenenti alla minoranza dei Rom e dei Sinti, tenendo conto delle realtà territoriali attraverso le quali transitano o all'interno delle quali si trovano i diversi gruppi della minoranza; i) elaborano ed attuano iniziative, mediante progetti integrati con gli uffici scolastici regionali, per assicurare il diritto allo studio e l'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo, nonché il successo scolastico dei minori Rom e Sinti; l) collaborano fra loro e con le comunità dei Rom e dei Sinti per avviare corsi di formazione di mediatori linguistici e culturali Rom e Sinti, organizzati dai competenti uffici degli enti locali, in accordo con gli uffici scolastici regionali, sulla base delle esigenze prospettate dalle istituzioni scolastiche e dalle famiglie nell'ambito dei servizi di accoglienza. 6.