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Paghiamo più tasse, e non solo non c'è la crescita e l'anno non è stato finora bellissimo, ma l'Istat dice anche che per il prossimo trimestre saremo in difficoltà e aumenta il differenziale di produttività tra noi e i Paesi europei (in negativo per noi). Avete un'idea? Avete una proposta? Avete una politica industriale che affronti i problemi del Paese? È di questo, infatti, che dobbiamo parlare? Assolutamente no. Voglio concludere ponendo un problema e spero, colleghi, che mi possiate ascoltare. Alla Camera dei deputati, è stato approvato un piccolo emendamento all'articolo 14, con cui si estende agli enti associativi assistenziali la defiscalizzazione. Non so se lo avete fatto consapevolmente o inconsapevolmente, ma si estende la defiscalizzazione - per esempio - ai fondi sanitari. Attenzione: si tratta di uno dei provvedimenti più gravi contro il Sistema sanitario nazionale e contro i principi di equità e uguaglianza all'accesso. Con quell'articolo come Stato andiamo a finanziare chi fa concorrenza diretta al Sistema sanitario nazionale, già enormemente in crisi. I fondi sanitari - vi prego di andare a verificare: trovate l'elenco al Ministero della salute - per i quattro quinti sono gestiti direttamente dalle assicurazioni. Possiamo dire che non hanno un effetto commerciale? Vi prego di riflettere su questo punto. Chi ha cuore il Sistema sanitario nazionale, a fronte della crisi drammatica che sta vivendo, alzi la voce; fermi questa scelta sbagliata e pericolosa di cui non si ha nemmeno il coraggio di parlare esplicitamente. Il modo più negativo e pericoloso per procedere alla privatizzazione della sanità è farlo senza dirlo; farlo nascondendo la faccia. Cari colleghi, ciò è molto grave. Se qualcuno ha a cuore il nostro Sistema sanitario nazionale, fermi questo intervento magari attraverso il voto sull'incostituzionalità. (Applausi dal Gruppo Misto e dei senatori Di Marzio e Rojc) . RICHETTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RICHETTI (PD) . Signor Presidente, colleghi, credo sia il giorno giusto per parlare di crescita. Presidente, tutte le notizie odierne sul nostro Paese parlano di crescita: la prima ha riguardato la crescita delle tasse. Aumentiamo come non mai la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese del nostro Paese, con tanti saluti a flat tax , accise, riduzione delle tasse e a tutto ciò che si era promesso a questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . C'è una seconda notizia più drammatica sui temi della crescita: la crescita degli infortuni mortali in questo Paese. Il Presidente dell'INAIL oggi denuncia anche parte dei contenuti del provvedimento in esame. A mettere un titolo a un decreto ci vuole un attimo; fare reazioni conseguenti è più complesso e i risultati sono quelli che ci raccontano la giornata di oggi. La terza notizia della giornata di oggi viene dalla Corte dei conti: cresce il debito e la sua crescita può annullare qualunque beneficio portato sempre dai provvedimenti mirabolanti riguardanti flat tax e riduzione delle tasse. C'è una sola notizia in controtendenza rispetto alla crescita che racconta di una tendenza al calo: è quella relativa alle stime di crescita del Paese. È vero che le hanno fatte Standard and Poor's e, pertanto, a una parte di questo Parlamento non toccano, ma le stime riguardanti la crescita del nostro Paese sono al ribasso. Presidente, farò una dichiarazione di voto relativa alla pregiudiziale, premesso che la nostra è di incostituzionalità, ma anche di coerenza, di decenza, di logica e di ragionevolezza che questo provvedimento non incrocia. Lo dico perché sull'incostituzionalità mi aspetterei dai colleghi del MoVimento 5 Stelle solidarietà nella battaglia che stiamo conducendo, e non solo circa l'abuso della decretazione d'urgenza. L'ha spiegato molto bene la collega Teresa Bellanova in Commissione e so di trovarvi sensibili al tema, perché - diciamo la verità - siete saliti sui tetti per molto meno cinque anni fa. (Applausi dal Gruppo PD) . Siete saliti sui tetti per molto meno, quando allora ci rimproveravate sul tema dell'urgenza. Lo ricordava il collega Errani: come fa un provvedimento che sprigiona i propri effetti nel 2023 ad avere ragioni di urgenza? Come si fa a non cogliere il tema dell'eterogeneità di materia, quando nello stesso provvedimento si parla di lampade votive nei cimiteri, del commissario per la Valtellina, dell'acquedotto pugliese e del rientro degli sportivi in Italia? Da 50 articoli il provvedimento arriva ad averne più di 100. Eppure, va tutto bene. Va tutto bene anche quando un elemento che poteva avere le caratteristiche di eccezionalità, come il provvedimento su Roma, diventa un provvedimento ergo omnes per Comuni in dissesto e in predissesto, perdendo le uniche ragioni di straordinarietà del provvedimento. Ho detto che la nostra obiezione non è solo sul tema della costituzionalità, ma è dentro a un tema di coerenza che sta nella necessità di un impianto legislativo. Non consentiamo più di chiamare un provvedimento «sicurezza», «dignità» e «crescita» quando produce esattamente il contrario. Non vi consentiamo di parlare di crescita ai cittadini quando questo è un provvedimento che riduce di 490 milioni un fondo che recita la seguente dicitura: «Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività». Ebbene, tagliare questo fondo vuol dire accompagnare la crescita: ora c'è un limite a tutto. So cos'è accaduto, Presidente, e quest'Assemblea è in grado di ricostruire la dinamica del provvedimento, perché non è affatto vero che i colleghi della maggioranza vivono sulla luna o su un altro pianeta. Anche voi parlate con il Paese. Andate dagli imprenditori, andate dagli artigiani e dai commercianti, i quali vi dicono che l'ultima cosa buona che la politica ha fatto per loro sono stati i superammortamenti del Governo Renzi e del ministro Calenda dentro Industria 4.0 e quei provvedimenti hanno consentito loro di fare investimenti. Guardate che chi vota MoVimento 5 Stelle e Lega non perde l'interesse sul Paese, sull'azienda e sulla sua competitività. Allora giustamente voi cosa fate, se anche i vostri imprenditori raccontano questo? Reintroduce i superammortamenti: corretto. C'è solo un problema, anzi ce ne sono due: reintroducete i superammortamenti, riducendone l'impatto in maniera significativa, ma soprattutto vi siete dimenticati di chiedere all'imprenditore che vi ha chiesto di reintrodurli che tempi di programmazione abbia nei suoi investimenti. Reintroducete i super ammortamenti a giugno che valgono per il 2019 e hanno davanti sei mesi di orizzonte di programmazione. Sapete come funziona un'azienda? Lo avete chiesto alle imprese? Avete chiesto come pianificano e studiano il mercato? Questo è quanto manca al provvedimento.