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la lotta al cambiamento climatico non può vederci arretrare e siamo fermamente convinti che vada portata avanti. Allo stesso tempo, però, occorre prendere atto che la situazione è cambiata e che ci sono nuove emergenze da affrontare e nuove esigenze di tutela delle nostre economie. L'Europa deve proteggere le nostre imprese e i nostri lavoratori, che devono continuare a essere una nostra priorità, una priorità del Governo, signor Presidente. Nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha votato lo stop alle auto diesel e benzina dal 2035. Forza Italia le chiede, Presidente, di lavorare fin da ora per scongiurare una scelta che minaccia migliaia e migliaia di posti di lavoro (Applausi) e che rischia di creare una nuova dipendenza strategica dell'Unione europea, quella dalle batterie elettriche, nei confronti di un Paese, la Cina, che costituisce attualmente il più grande pericolo per le nostre democrazie liberali. Democrazie liberali che noi di Forza Italia difendiamo e difenderemo con le unghie e con i denti, perché vede, Presidente, a differenza di chi si è scoperto improvvisamente campione di atlantismo, la nostra collocazione non è mai stata in dubbio. Noi liberali e popolari stavamo dalla parte dell'Ungheria quando i carri armati sovietici entravano a Budapest e i padri politici della sinistra applaudivano l'invasione dalle colonne del quotidiano «L'Unità». I nostri militanti non bruciano e non hanno mai bruciato bandiere americane e israeliane in piazza. Nelle nostre casse non sono mai arrivati i rubli del regime sovietico. Affrancarci dal gas russo è fondamentale, siamo d'accordo con la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, è sacrosanto lavorare per la transizione energetica e per rendere il nostro Paese indipendente da Paesi terzi. Già in tempi non sospetti ci siamo detti a favore del nucleare. La storia ci ha dato ragione, ma è evidente come ormai la guerra e il caro bollette ci impongano di percorrere strade più veloci. Allo stesso tempo però, forti della nostra identità, chiediamo che questo affrancamento avvenga tenendo conto della necessità di garantire la coesione sociale, che non può essere in alcun modo compromessa. Imprese e posti di lavoro vanno tutelati, costi quel che costi. Da siciliana, inoltre, non posso non pensare alle poche ma preziose realtà industriali che abbiamo in Sicilia, come la raffineria di Priolo, che il Ministro conosce bene, la raffineria più grande d'Italia: 8.000 dipendenti sono in bilico, perché è a rischio chiusura a causa dell'embargo al greggio russo. A questi 8.000 lavoratori, e non solo a loro, dobbiamo delle risposte, Presidente. Nei prossimi giorni al Consiglio europeo si parlerà della necessità di fissare un limite all'innalzamento indiscriminato del prezzo del gas. È stata in origine una proposta di Forza Italia, che noi rivendichiamo. Inizialmente sembrava una cosa impossibile, invece ora se ne discuterà concretamente. Siamo soddisfatti. Se ne ribadisca la necessità anche nella risoluzione che voteremo a breve. Il Consiglio europeo discuterà anche dell'adesione dell'Ucraina all'Unione europea. Come lei, signor Presidente, Forza Italia è a favore dell'allargamento dell'Unione a tutti quei Paesi che ne hanno fatto richiesta e che condividono i nostri valori e principi. Un'Europa più grande sarà più forte e avrà ancora più voce in capitolo sui tavoli che contano. Oggi Kiev rappresenta l'Occidente: lo scontro che sta avvenendo non è solo quello tra Russia e Ucraina, ma è anche quello tra dittature e democrazie liberali. Al Consiglio si farà inoltre il punto sulla Conferenza sul futuro dell'Europa e ci auguriamo che questa possa fare finalmente da motore propulsore di un nuovo periodo di riforme istituzionali, anche a livello europeo. È necessario mettere a frutto il lavoro svolto in questi mesi, al quale io stessa ho partecipato, e che ha focalizzato alcuni step essenziali. La riforma dei Trattati è una strada percorribile e siamo consapevoli di quanto sia complicata, perché richiede l'unanimità degli Stati membri, ma continuiamo a lavorare per questo. È innegabile che serva un'Europa più moderna, più veloce ed efficiente. L'Europa è cambiata, non è più quella dei padri fondatori dell'Unione e non possiamo non tenerne conto. Non possiamo ignorare che, così come troppo spesso accade, appare un'istituzione ingessata e fuori dal tempo, in un mondo che cambia troppo velocemente, dove le emergenze a cui dare le necessarie risposte sono ormai all'ordine del giorno. Cosa deve accadere ancora per capire che l'Europa è federale o non è? Si potrebbe anche immaginare un'Europa a due velocità, per superare le resistenze dei Paesi che vorrebbero mantenere intatta la loro sovranità. L'Europa non ha un esercito, l'Europa non ha una Costituzione, l'Europa non è uno Stato. Il conflitto ucraino determinerà un mondo diviso fra due grandi potenze: la Cina e gli Stati Uniti d'America. Non possiamo rimanere schiacciati da questo bipolarismo. Infine, da ultimo, è inutile negare in quest'Aula che la guerra in Ucraina sia stato il punto più complesso, controverso e delicato della risoluzione che stiamo per votare, a cui abbiamo lavorato per giorni in Commissione. Forza Italia ritiene sia giusto che il Governo coinvolga il Parlamento, che rappresenta i cittadini, sulle questioni riguardanti la guerra, ma è anche necessario che il Governo svolga il suo ruolo nei summit internazionali avendo la credibilità e il peso contrattuale che gli spettano (Applausi) , con la libertà di poter mediare le soluzioni che ritiene più ragionevoli, per arrivare al cessate il fuoco prima possibile e alla migliore soluzione diplomatica tra le parti in conflitto. In questo, signor Presidente del Consiglio, Forza Italia è con lei e con il Governo. (Applausi) . Concludo, ricordando l'ultimo rapporto della Banca mondiale, che ci avverte che i prezzi di cibo, petrolio, metalli e altri prodotti base rimarranno a livelli elevati almeno fino alla fine del 2024, con un aumento di oltre il 50 per cento dei prezzi dell'energia. I prezzi del cibo subiranno un aumento del 23 per cento solo quest'anno. L'inflazione è quasi all'8 per cento, come ha detto poc'anzi, signor presidente Draghi, e la crescita italiana è al limite della recessione. Forza Italia è a favore della risoluzione di maggioranza e la invita a portare a termine il lavoro iniziato e sin qui condotto, con competenza e lungimiranza. Si avvicinano però mesi molto critici, che dobbiamo saper fronteggiare, offrendo certezze ai nostri cittadini. Signor Presidente del Consiglio, mi auguro che gli italiani continueranno ad essere la sua priorità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, illustri Ministri e Sottosegretari, onorevoli colleghe e colleghi, non vi è alcun dubbio che in questo conflitto siano in gioco la democrazia e la libertà, come ci ha ricordato molto bene il commissario europeo per gli affari economici, Paolo Gentiloni.