[resaula]

C'è un Presidente del Consiglio sicuramente autorevole, che in Europa può esprimere, senza se e senza ma la sua visione, mi auguro anche essendo ascoltato. Cosa aspettate a dirci che quel PNRR va cambiato nelle sue fondamenta? Questa è la prima domanda cui mi piacerebbe lei desse una risposta, cosa che non ha ancora fatto. In più, signor Ministro, vi è un secondo elemento. Oltre a questa spaventosa guerra che stiamo vivendo, le nostre imprese vivono da due anni e mezzo, da tre inverni, una serie di disastri economici e credo che lei conosca la vita del Paese reale. Tutto quello che è successo, infatti, ha sicuramente impattato moltissimo sulla nostra vita economica. Pertanto, è il momento di capire cosa bisogna fare. Per noi di Fratelli d'Italia cosa bisogna fare è molto semplice: bisogna immediatamente mettere mano alle accise e all'IVA, oltretutto senza preoccuparsi più di tanto della copertura economica. Vista l' escalation dei prezzi, lo stato ha incassato più IVA e oggi potrebbe avere i soldi per tranquillizzare tutti quei settori produttivi altamente energivori e forse farli lavorare più tranquillamente. Signor Ministro, che cosa succederà allorquando voi immaginate, perché non abbiamo contezza di questo, di non intervenire sui prezzi o forse di intervenire tardi, buttando via il tempo, quel tempo che le imprese e le famiglie non hanno? Se voi non decidete oggi, ma forse era bene già farlo ieri, di abbassare il prezzo del gasolio e dell'energia, le imprese chiuderanno, le imprese licenzieranno ed il costo sugli ammortizzatori sociali sarà molto più alto rispetto all'intervento che oggi dovreste fare. Si tratta pertanto di una visione veramente miope. Signor Ministro, siamo anche contenti quando lei afferma che forse nel giro di trenta, quaranta mesi riusciremo a essere meno dipendenti dalla Russia o da altri Paesi. Le famiglie e le imprese, però, non hanno trentasei, quaranta mesi; le famiglie e le imprese pensano al domani! Ha visto cosa sta succedendo nel settore dei trasporti? Noi siamo uno dei Paesi con il più alto numero di camion per il trasporto su gomma e se si fermano loro, si fermerà tutto, perché avremo il problema di andare al supermercato a fare la spesa. A mio avviso dovreste quindi intervenire senza indugio. Mi sarei aspettata, signor Ministro, che oggi lei venisse in quest'Aula a dire che l'energia è un bene primario. Fino ad ora, infatti, le ho parlato di aziende e di famiglie, ma potrei anche parlarle di tutte quelle persone disabili e fragili, che in questo momento sono attaccate a delle macchine per poter continuare a vivere. (Applausi) . Vi rendete conto che ci sono italiani per cui l'energia è un bene primario, perché senza quel tubo attaccato a una spina morirebbero? Possiamo dunque dire che l'energia è un bene primario? Non ho sentito una parola da questo Governo sulle persone fragili. Signor Ministro, lei ci deve dare una risposta perché quando un Ministro della Repubblica afferma che c'è una truffa gigantesca e che ci sono gli speculatori, ci deve dire se sono delle persone fisiche, e in quel caso si deve dire nome e cognome, o se gli speculatori e i truffatori sono coloro che oggi determinano il prezzo, perché in quel caso lei, in quanto Ministro e componente del Governo, in due minuti può decidere - se questo è il problema - di rivalutare la formazione del prezzo. Fratelli d'Italia lo afferma da molti giorni e ieri è stata anche presentata una mozione alla Camera. Le nostre proposte sono semplici ma efficaci e soprattutto impatterebbero domani sulla vita delle imprese e delle famiglie. Io non riesco a capire come mai, magari decidendo di valutare di tre mesi in tre mesi, non si stabilisca che da domani si eliminano l'IVA e le accise. Lei sa benissimo, signor Ministro, che in quel modo il prezzo sarebbe completamente diverso. (Applausi) . Mi dispiace, per certi versi, correggere un professore, ma le devo ricordare che pochi giorni fa lei aveva detto che il prezzo medio dei carburanti non avrebbe superato 1,95 euro. Lunedì 7 marzo rilevava settimanalmente il prezzo medio dei carburanti e riportava un prezzo finito di 1,95 euro al litro per la benzina verde; come sappiamo, però, ha superato abbondantemente i 2,30 euro. Anche in quel caso forse sarebbe opportuno non fare previsioni così azzardate, che per un verso potrebbero porre i cittadini in una condizione di maggiore tranquillità pensando che quello sia il prezzo massimo, perché lei sa che molto probabilmente arriverà oltre 4 euro per litro. In conclusione, signor Ministro, oggi non ci aspettavamo una lezione o una relazione; noi credevamo che gli italiani, che pendono dalle sue labbra, avrebbero potuto capire se i loro camion possono circolare, se possono continuare a produrre le piastrelle, se le cartiere possono ancora fare la carta, se quelle eccellenze italiane possono ancora continuare a produrre, perché dalle lezioni universitarie non arrivano soluzioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, senatrici e senatori, siamo in presenza di un insopportabile rincaro dei prezzi dell'energia, che vengono scaricati - come lei, Ministro, giustamente sottolineava nella sua relazione - su famiglie e imprese. Questo è il punto di partenza imprescindibile per il Partito Democratico. Siamo in presenza di momenti drammatici, di una guerra nel cuore dell'Europa, di settimane di angoscia e di imprese che rischiano di chiudere; anzi molte hanno già chiuso e altre stanno per chiudere a fronte dei rincari dell'energia. Siamo in presenza di costi di carburanti, e non solo della benzina, ma anche del gasolio e del metano, che nel nostro Paese non si vedevano da lustri. E allora è su questo che il Governo deve compiere la prima azione, certamente non da solo, ma con l'appoggio di tutto il Parlamento. La sicurezza energetica del nostro Paese, prezzi ed energia accessibili costituiscono questioni strategiche fondamentali per noi, per le imprese e le nostre famiglie. Signor Ministro, nel corso delle ultime giornate ed anche oggi lei giustamente ha parlato di speculazioni inaccettabili, mentre alcuni hanno parlato anche di truffe. È giusto sottolinearlo, ma non è sufficiente: vanno denunciati nomi e cognomi. Le magistrature hanno aperto dei filoni d'inchiesta, ma noi abbiamo la responsabilità politica, nel momento in cui denunciamo e facciamo bene a denunciare fatti del genere, di individuare i responsabili e, di conseguenza, di trovare i rimedi. Il Partito Democratico non è stato con le mani in mano e, proprio per affrontare gli insopportabili rincari delle bollette delle famiglie e delle imprese, ha proposto molto concretamente un programma di azioni molto concrete volte ad aiutare concretamente le nostre famiglie e le nostre imprese. Vedo in Aula il senatore Misiani che proprio ieri ha fatto la prima presentazione.