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Lo voglio ricordare come un uomo molto perbene, un uomo colto, attento alle questioni istituzionali, acutissimo nello sguardo delle persone e ricco di attenzione nei confronti di chiunque gli capitava di incontrare. Di lui possiamo parlare ricordando le molte facce di una vita ricca e complessa. Ha fatto tanti mestieri ed ha sempre eccelso in tutto quel che ha fatto: è stato un grande giornalista e, in una professione che spesso cede al sensazionalismo e purtroppo anche agli eccessi della politica partigiana, Paolo Bonaiuti ha mantenuto sempre la linea deontologica e professionale che considerava irrinunciabile: la fedeltà nel racconto dei fatti e l'onestà nell'espressione dei giudizi. È stato il portavoce del presidente Berlusconi e credo di poter dire che sia molto difficile trovare un mestiere più complicato e più delicato di una stretta collaborazione con Berlusconi. Ebbene, Paolo Bonaiuti è riuscito a mantenere intatta la sua figura professionale pur nella convivenza con una personalità così strabordante e carismatica come quella del presidente Berlusconi e anche in quella circostanza è rimasto se stesso, è rimasto Paolo Bonaiuti, ad esempio per tutti noi, e ci ha insegnato che avere la schiena dritta è meglio del servilismo politico. È stato poi anche un nostro collega qui in Senato, in una legislatura difficile, nella quale lo abbiamo tutti apprezzato per l'equilibrio delle sue posizioni, ma anche per la compostezza che sempre, in ogni occasione, ha saputo mantenere, anche quando l'Assemblea si agitava e, talvolta, sembrava persino perdere il controllo della correttezza parlamentare. Paolo Bonaiuti era un gentiluomo e lo ha dimostrato anche nella sua vita di senatore. Infine, vorrei ricordarlo anche come persona. Negli ultimi anni mi è capitato più volte di andare a pranzo con lui: incontri di vecchi amici con idee diverse. Era un gran buongustaio, aveva un umore sempre scintillante e ironico ed era anche uno straordinario conversatore. Era soprattutto un amico intellettualmente onesto; conosceva le cose della politica e anche le cose della vita. Ironico e colto, a me piaceva soprattutto per la ricchezza e la profondità della sua umanità, per il suo essere sempre un galantuomo e per la capacità di visione dei problemi del nostro Paese e del mondo. Così lo ricordo. (Applausi) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anche da parte mia un ricordo commosso del senatore Bonaiuti, che ho avuto il piacere di conoscere, come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, quando ero in 7 a Commissione, durante la XVI legislatura. Come hanno già ricordato i colleghi, tutti abbiamo di lui un ricordo di persona garbata, colta, raffinata, sempre equilibrata. Immagino come il suo ingresso in politica sia avvenuto gradualmente. Si occupava, da giornalista, di esteri e poi si è occupato di politica; immagino che lì sia scattata una grande passione e così, con Silvio Berlusconi, ha iniziato la sua carriera come portavoce, una carriera che poi è durata ben sei legislature. È stata quindi una persona che ha potuto incidere molto, anche grazie al suo ruolo, per quattro volte, di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Penso che siano più che doverosi un saluto e un ricordo rispettoso di una figura che è stata importante per la politica italiana, a partire dal 1996 fino ad ora. Proprio per questo motivo, a nome di tutto il mio Gruppo, presento i sensi del più vivo cordoglio non solo al Gruppo Forza Italia, ma anche ai familiari tutti. (Applausi) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, è molto bello che oggi il Senato, con le parole dei colleghi Gasparri, Zanda e Rivolta, abbia indirizzato un saluto verso un collega che abbiamo visto per tanti anni nelle Aule parlamentari. La politica a volte non ha una grandissima dose di umanità; a volte ha anche una certa sua disumanità. Bene, oggi, con questo momento comune di ricordo, vogliamo invece restituire alla politica il valore di un'esperienza vissuta assieme; assieme con altre persone, assieme con persone che magari sono avversari politici, ma con cui si condivide un comune cammino della propria vita, una fase importante. Io appartenevo, assieme ad un gruppo di colleghi della XVII legislatura, che solitamente si riuniscono a casa del senatore Viceconte, a una comunità di colleghi di quella legislatura che solitamente, assieme a Bonaiuti, si trovavano per discutere di politica. Si trovavano e si trovano per riflettere assieme, con molta serenità e obiettività, ma anche con grande passione. Bene, Paolo è stato un signore, è stato un uomo - come i colleghi hanno detto - che veramente può costituire un esempio di buona politica, ma non solo, un esempio di signorilità anche nella sua professione giornalistica. Vorrei ricordare una cosa, che è stata tratteggiata dal senatore Zanda quando, con molta educazione, come fa solitamente, ha accennato al periodo di collaborazione lunghissimo e significativo di Paolo Bonaiuti con il presidente Berlusconi. Bene, io vorrei far riferimento all'ultima fase della sua esperienza politica, ricordando la riservatezza, il rispetto e la devozione che mai sono venuti meno nel rapporto con Berlusconi rispetto a quella fase della sua esperienza professionale e politica. (Applausi del senatore Calenda) . La cifra umana di Paolo Bonaiuti è questa: in momenti in cui tante volte ci si è dispersi nei chiacchiericci, nelle maliziosità e nelle piccole critiche, Paolo è stato intonso. Se qualche volta un collega si avvicinava a lui, magari per chiedere qualche particolare su Berlusconi, Paolo diventava muto, si alzava e se ne andava se c'era un capannello di colleghi, proprio per evitare in qualsiasi modo di essere coinvolto in chiacchiericci che non gli appartenevano sotto il profilo morale. Paolo Bonaiuti è stato questo: un signore della politica, un signore del giornalismo, un uomo che ha sempre rispettato tutti, avversari e amici. In questo senso è bello che il Senato si trovi oggi a ricordare la figura di questo nostro collega, di cui serberemo a lungo un ricordo pieno di affetto e amicizia. (Applausi). SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, dopo le belle parole dei colleghi che mi hanno preceduto, anche io userò pochi secondi per ricordare una persona a nome di Italia Viva-P.S.I, perché ho avuto il piacere di conoscere Paolo Bonaiuti nella scorsa legislatura e di incontrarlo spesso vicino al Senato, nelle passeggiate che ogni tanto mi capitava di fare. È bello il ricordo di Paolo Bonaiuti che ha fatto ogni Gruppo parlamentare, in modo anche molto trasversale e libero, un po' informale (forse gli sarebbe piaciuto così). Lo ricordiamo anche noi come una persona perbene, un collega di grande umanità, curioso e attento ai cambiamenti della società. Lo ricordiamo anche per quel suo modo di essere, molto semplice e riservato, con quella passione che accomuna ognuno di noi che è seduto in quest'Aula, così importante. Era un piacere conversare con lui;