[massime]

Riscossione delle imposte - Versamenti diretti - Istanza di rimborso dell'indebito - Termine di decadenza di diciotto mesi dalla data dell'eseguito versamento - Ritenuta inapplicabilità nei giudizi 'a quibus' del più favorevole 'jus superveniens' che ha previsto il più elevato termine decadenziale di quarantotto mesi - Denunciata violazione dell'art. 25 Cost. - Carenza di motivazione in ordine alla manifesta infondatezza della questione, anche con riferimento alla denunciata incidenza sul diritto alla tutela giurisdizionale del contribuente - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 25 della Costituzione, dell'art. 38, primo comma, del d.P.R. 29 settembre 1972, n. 602, nel testo anteriore alle modifiche introdotte dall'art. 1, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, il quale stabilisce che «Il soggetto che ha effettuato il versamento diretto può presentare all'intendente di finanza nella cui circoscrizione ha sede l'esattoria presso la quale è stato eseguito il versamento istanza di rimborso, entro il termine di decadenza di diciotto mesi dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell'obbligo di versamento». L'ordinanza di rimessione non contiene, infatti, argomentazione in ordine alla affermata non manifesta infondatezza della questione medesima in relazione al parametro evocato.