[resaula]

Il suo mandato consiste nell'approfondire la dinamica dei fatti, al fine di accertare la legittimità e la correttezza di ogni iniziativa adottata. L'amministrazione penitenziaria deve essere capace di indagare al suo interno. Deve capire ed essere essa stessa in grado di portare alla luce eventuali violazioni. I fatti di Santa Maria Capua Vetere, emersi solo a seguito degli atti dell'autorità giudiziaria, denotano che questa capacità di indagine interna è mancata almeno in questa occasione. Occorre indagare sugli episodi critici, ma occorre anche andare alla ricerca delle cause più profonde di quanto accaduto e creare le condizioni materiali e normative per evitare ogni ulteriore nuova violenza. II confronto con la Polizia penitenziaria, il personale, i provveditori, il Garante, e la stessa visita in loco già ci stanno offrendo alcuni elementi di riflessione. E' stato ad esempio segnalato come tra il personale chiamato ad intervenire a Santa Maria Capua Vetere ci fossero anche agenti che da diversi anni svolgevano altro genere di incarico; è stato da più parte ricordata anche l'età avanzata di alcuni, e più in generale è stata segnalato un innalzamento dell'età media del corpo della Polizia penitenziaria, che non ha un adeguato turn over . Tutti gli interlocutori hanno poi richiamato anche la fortissima tensione che in quei mesi di pandemia si viveva in tutti gli istituti penitenziari: un'indagine che voglia cogliere le cause profonde di quanto successo non può non tener conto anche di questi spunti. Se vogliamo allora farci carico fino in fondo dei mali del carcere, perché non si ripetano mai più episodi di violenza, occorre preparare una strategia che operi su più livelli ed in particolare agendo sulle strutture materiali, sul personale e sulla sua formazione. Sarebbe molto più semplice per tutti parlare genericamente di "mele marce" e andare avanti. Se le responsabilità penali torno a ripetere sono sempre e solo individuali e non possono ricadere su nessun altro - men che meno sull'intero corpo dell'amministrazione penitenziaria le responsabilità "politiche" dell'accaduto risiedono anche nella disattenzione con cui per anni si è lasciato che peggiorassero le condizioni di chi si trova in carcere e di chi in carcere ogni giorno lavora. Anzitutto le strutture materiali, costituiscono con ogni evidenza una dimensione essenziale, perché vivere in un ambiente degradato di sicuro non aiuta nell'impegnativo percorso di risocializzazione dei detenuti e d'altro canto rende ancor più gravoso il lavoro di chi ogni mattina supera i cancelli delle carceri italiane per svolgere un servizio delicatissimo, prezioso e difficile. A Santa Maria Capua Vetere manca l'acqua corrente. II sovraffollamento complica ancor di più la quotidianità. Questi dati non sono giustificazione o attenuante a quanto commesso. Ma sono dati che fanno riflettere, Sono problemi da risolvere. Per quanto riguarda l'edilizia, nell'ambito dei fondi complementari al PNRR, è stata prevista la realizzazione di 8 nuovi padiglioni. Tra gli istituti sui quali dovranno insistere le nuove costruzioni, c'è anche Santa Maria Capua Vetere, insieme a Rovigo, Vigevano, Viterbo, Civitavecchia, Perugia, Ferrara e Reggio Calabria. L'intervento di ampliamento nel caso di Santa Maria Capua Vetere, studiato come gli altri dalla commissione sull'architettura penitenziaria, è previsto in un' area verde non attrezzata e fino ad ora non utilizzata. È un ampliamento che riguarda tanto i posti disponibili le camere quanto gli spazi trattamentali: questo è un aspetto su cui abbiamo corretto precedenti progetti, nuove carceri, nuovi spazi che ci saranno, voglio dire anche a chi li invoca non può significare solo posti letto. Più in generale, per il triennio 2021-2023, abbiamo già previsto circa 381 milioni per le ristrutturazioni e l'ampliamento degli spazi. Si tratta di fondi ordinari, a cui contiamo di aggiungere anche 8,5 milioni che risultano iscritti nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture per quest'anno, quasi altrettanti per l'anno 2022 e circa 20,5 per l'anno 2023. Queste strutture - come ho già avuto modo di dire - andranno ora anche dotate di una capillare videosorveglianza, a garanzia di tutti. E nella riunione con i provveditori degli istituti regionali, è stato toccato anche il tema del codice identificativo per gli agenti; tema su cui sto facendo una riflessione. Per offrire risposte immediate ed indifferibili alle domande che la vita di tutti i giorni all'interno dei 190 istituti penitenziari reclama, occorre inoltre rimediare alla grave diminuzione del personale che si è verificata nel corso degli anni, provvedendo immediatamente a nuove assunzioni e, possibilmente, ad incrementare l'organico della Polizia penitenziaria, senza dimenticare gli educatori e tutto il personale dell'esecuzione penale esterna. Le scoperture di personale sono significative per tutte le categorie, ma, viste le cifre, per la Polizia penitenziaria, i concorsi in atto e quelli già programmati non saranno sufficienti nemmeno a coprire il turn over . A breve, per il personale della Polizia penitenziaria si concluderà il 178° corso di formazione, per 938 allievi agenti, vincitori del concorso. Sono terminate le visite mediche e attitudinali per 650 allievi agenti assunti. Sono poi in atto le prove di efficienza fisica per 976 allievi agenti, dopo il concorso pubblico. Nell'arco del quinquennio 2021-2025, oltre il turn over , è altresì autorizzata l'assunzione straordinaria di complessive 2804 unità. Sono poi stati banditi molteplici concorsi interni straordinari per titoli, per un totale di 3.692 posti. Per i funzionari mediatori culturali, si stanno correggendo oli elaborati dei 139 candidati che hanno partecipato alle prove scritte dell'ultimo concorso. Tra gli - e non li cito tutti - voglio solo ricordare il concorso per 45 posti di dirigenti di istituto penitenziario: dal 13 luglio è iniziata la prova preselettiva. Questa vicenda di Santa Maria Capua Vetere ha confermato poi con la sua drammaticità l'importanza della formazione, che fin dal mio insediamento nei primi colloqui con i vertici DAP e con il Garante ho segnalato come priorità. Formazione per tutto il personale e, in particolare, per quello della Polizia penitenziaria, che svolge un compito complesso e delicatissimo. Ma voglio dire esplicitamente che è il corpo stesso della Polizia penitenziaria il primo a sollecitare un' adeguata e più costante formazione. Formazione significa preparazione per una gestione corretta di situazioni complesse, ma formazione significa anche scatto culturale verso la piena consapevolezza dell'autentico e delicato compito affidato al Corpo della polizia penitenziaria. Chi è intervenuto quel 6 aprile 2020 aveva ricevuto una formazione adeguata? La formazione è un aspetto decisivo e per questo ho deciso sin dall'inizio del mio ministero di occuparmene in prima persona, senza delegarla ai Sottosegretari. La Polizia penitenziaria infatti, oltre all'esercizio della tradizionale funzione della vigilanza e della custodia, raccoglie anche il compito di accompagnare il detenuto nel percorso rieducativo, come vuole la nostra Costituzione.