[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 1, commi 1, 2, 3, 5, primo periodo, e 7, lettera e); 2, commi 1, 3, 5, 7 e 8; 3; 4, commi 4 e 5; 13, comma 5; 15 e 19, comma 2, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, recante: «Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale», promosso con ricorso della Regione Lombardia, notificato il 25 ottobre 2002, depositato in cancelleria il 4 novembre 2002 ed iscritto al n. 82 del registro ricorsi 2002. Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei ministri; udito nell'udienza pubblica del 6 maggio 2003 il Giudice relatore Carlo Mezzanotte. Ritenuto che la Regione Lombardia ha proposto questione di legittimità costituzionale in via principale degli articoli 1, commi 1, 2, 3, 5, primo periodo, e 7, lettera e); 2, commi 1, 3, 5, 7 e 8; 3; 4, commi 4 e 5; 13, comma 5; 15 e 19, comma 2, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, recante: «Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale», deducendone il contrasto con gli artt. 5, 76, 114, 117, 118 e 120 della Costituzione; che, specificamente, sono oggetto di impugnazione: a) l'art. 1, comma 5, primo periodo, il quale porrebbe in materie di competenza regionale una normativa cedevole di dettaglio, il che, dopo la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione, non sarebbe più consentito; b) l'art. 1, comma 7, lettera e), che, nell'escludere la concorrenza dell'interesse regionale con il preminente interesse nazionale in relazione ad opere aventi carattere interregionale o internazionale, lederebbe le competenze attribuite alle Regioni dagli artt. 117, commi terzo, quarto e sesto e 118, comma primo; c) l'art. 2, commi 5 e 7, il quale stabilisce che per la nomina di commissari straordinari destinati a seguire l'andamento delle opere aventi carattere interregionale o internazionale debbano essere sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, anziché prevedere la procedura dell'intesa; d) l'art. 2, comma 7, che attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri il potere di abilitare i commissari straordinari ad adottare atti di sostituzione dei soggetti competenti che si rendano necessari per la sollecita realizzazione delle infrastrutture, in base al rilievo che tali poteri avrebbero dovuto essere conferiti ai Presidenti delle Regioni interessate; e) l'art. 2, comma 8, che sarebbe illegittimo poiché non includerebbe le Regioni tra i soggetti a cui i commissari straordinari debbano riferire ed inoltre sottoporrebbe i commissari ai poteri di indirizzo e di controllo del Governo e non delle Regioni; f) l'art. 3, in quanto disciplinerebbe la procedura di approvazione del progetto preliminare con regolazione di minuto dettaglio mentre, vertendosi su oggetti ricadenti nella competenza regionale in materia di governo del territorio, la legislazione statale avrebbe dovuto limitarsi alla predisposizione dei principi fondamentali; g) il medesimo art. 3, il quale, nella parte in cui affida al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) l'approvazione del progetto preliminare delle infrastrutture e coinvolge le Regioni interessate ai fini dell'intesa sulla localizzazione dell'opera (comma 5), ma prevede che il medesimo progetto non sia sottoposto a conferenza di servizi, violerebbe l'art. 76 della Costituzione, e specificamente l'art. 1, comma 2, lettera d), della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive), che autorizzava solo a modificare la disciplina della conferenza dei servizi e non a sopprimerla; h) l'art. 3, commi 6 e 9, il quale, nel prevedere che lo Stato possa procedere comunque all'approvazione del progetto preliminare relativo alle infrastrutture di carattere interregionale e internazionale superando il motivato dissenso delle Regioni, relegherebbe la Regione in posizione di destinataria passiva di provvedimenti assunti a livello statale in materie che sono riconducibili alle competenze regionali; i) gli artt. 4, comma 5, e 13, comma 5, che alla procedura dell'art. 3, comma 6, fanno espresso rinvio; j) l'art. 4, comma 5, nella parte in cui non subordina all'intesa regionale l'approvazione del progetto definitivo; k) l'art. 15, che, attribuendo al Governo la potestà regolamentare di integrazione di tutti i regolamenti emanati in base alla legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge-quadro in materia di lavori pubblici), contravverrebbe al rigido riparto di competenza posto nell'art. 117, comma sesto, della Costituzione; l) l'art. 19, comma 2, il quale, demandando la valutazione di impatto ambientale a una Commissione speciale costituita dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sarebbe illegittimo per la mancata previsione di una partecipazione regionale; m) l'art. 1, commi da 1 a 3; l'art. 2, commi 1, 3 e 5; l'art. 3, comma 6; l'art. 4, commi 4 e 5; nonché l'art. 15, poiché in relazione a tutti gli articoli menzionati il Governo non ha accolto gli emendamenti che in sede di Conferenza unificata la Conferenza dei Presidenti delle Regioni aveva espressamente dichiarato come irrinunciabili, subordinando al loro accoglimento l'espressione del proprio parere favorevole; che si è costituito in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, e ha chiesto che il ricorso sia dichiarato infondato; che, secondo la difesa erariale, la materia dei lavori pubblici, non richiamata nel nuovo testo dell'art. 117 della Costituzione, non potrebbe essere ascritta alla potestà residuale della Regione; che inoltre la legge 1° agosto 2002, n. 166 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti), recependo le istanze regionali, avrebbe previsto che l'individuazione delle opere avvenga d'intesa fra lo Stato e le Regioni, sicché il decreto impugnato si dovrebbe considerare rispettoso delle attribuzioni regionali;