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È stata già per me un'emozione enorme sentir parlare della mia città e del mio Arco in quest'Aula, ma mi vedo costretta a ripetere qualche concetto, perché non fa mai male parlare dei monumenti e dei beni culturali che ci circondano. Peraltro, ho scoperto per caso che sono molti i colleghi che hanno origini beneventane, origini sannite, o sono coniugati con donne e uomini provenienti dal mio territorio, e questo rende ancora più gioviale il momento che stiamo vivendo oggi in Senato. Considerato una delle testimonianze più importanti e significative dell'arte figurativa romana, l'Arco fu eretto da Traiano, un uomo magnificato già dai contemporanei e ricordato dagli storici antichi come optimus princeps , ovvero il migliore tra gli imperatori romani. Da molti storici moderni ed esperti è considerato, in virtù del suo operato e delle sue grandi capacità come generale e amministratore politico, come uno degli statisti più completi e parsimoniosi della storia e uno dei migliori imperatori romani. Famoso per le opere benefiche, raggiunse i municipi e le colonie d'Italia attraverso l'Istituzione alimentare, provvedimento che aveva lo scopo di favorire lo sviluppo agricolo tramite la concessione di prestiti ai proprietari terrieri, i cui interessi erano utilizzati per il mantenimento di bambine e bambini. Proprio questo programma assistenziale fu celebrato nei rilievi dell'Arco di Traiano. Questo straordinario esempio di assistenza del potere imperiale offrì un sostegno all'economia dell'Italia anche grazie alla costruzione di infrastrutture - come ha giustamente sottolineato la collega Saponara - strade e porti. Quasi la totalità delle azioni munifiche di Traiano furono opere di pubblica utilità. Già solo per questo approvare oggi il disegno di legge in esame rappresenta un modo per omaggiare un illustre personaggio che ha fatto la nostra storia, ma è il monumento in sé che merita di essere dichiarato un bene nazionale. La nostra Porta Aurea di Benevento: definito così l'Arco in epoca longobarda, era inglobato nella cinta muraria della città e per gli studiosi ha rappresentato una straordinaria fonte attraverso la quale raccontare buona parte delle vicende storiche del nostro Paese. A cominciare da Giovanni De Nicastro che scriveva nel 1723: «Devesi l'Arco ammirare siccome appunto da tutti si ammirano le grandi ossa dei giganti, devesi rivivere con lo stupore e quasi adorare col silenzio. Deve considerarsi che forse questa gran mole non fu mai in tanta venerazione come si è al presente, anzi, ella sarà sempre più venerabile e venerata nei secoli avvenire». Ed è quello che stiamo facendo oggi in quest'Aula. Di recente, poi, così a rappresentare quanti volumi sono stati dedicati ai diversi significati dell'Arco di Traiano, mi fa piacere sottolineare la pubblicazione di un libro di Giuseppe Di Pietro, edito dall'Archeoclub di Benevento. È una pubblicazione che raccoglie alcuni straordinari saggi di studiosi tedeschi dedicati tutti all'Arco e tradotti in italiano per la prima volta proprio dal professor Di Pietro. È importante sottolineare, poi, che l'Arco di Traiano è anche un eccellente esempio di complessità scultorea, interpretando ricchezza e finezza della lavorazione a caratteri stilistici in un rapporto integrato e unitario. A supporto di quanto dico, pensate che in una delle più fornite gipsoteche del nostro Paese, quella dell'Istituto d'arte di Firenze, oggi liceo artistico, sono riprodotti nella sala convegni, in gesso, tutti i pannelli dell'Arco di Traiano. Due curiosità ancora: nel 1989 una riproduzione a grandezza naturale dell'Arco di Traiano di Benevento fu esposta a Parigi, sugli Champs Élysées, su precisa richiesta, nell'ambito del bicentenario della Rivoluzione francese. Ed ancora, il percorso dichiarazione di monumento nazionale parte da molto lontano. Era il 1870: all'indomani della costituzione delle commissioni archeologiche provinciali presso le prefetture, con una dettagliata relazione a firma del sacerdote Giuseppe Pallante, l'Arco fu segnalato al Ministero proprio per riconoscergli il titolo di monumento nazionale. Insomma, per i beneventani, per i sanniti l'Arco rappresenta un simbolo straordinario di affezione alla propria terra; un perno storico dai molteplici significati, oggetto di una serie di interventi conservativi nel corso dei secoli, protetto in tutti i modi dalle guerre e dai terremoti, tutelato dal degrado dovuto all'aggressività dell'ambiente urbano. A noi oggi tocca il dovere di dichiararlo monumento nazionale perché diventi patrimonio di tutto il Paese. Vorrei fare una rapida precisazione su quanto detto dalla collega Petrenga: nessuna dichiarazione di monumento nazionale può prevedere uno stanziamento di fondi, ma - mi fa piacere sottolinearlo in questo momento in Aula - nella recente legge di bilancio, con un mio emendamento, sono stati stanziati dei fondi proprio per la valorizzazione degli archi romani in Italia. Quindi, ci sarà sicuramente qualche cosa da dedicare a tutti questi importanti monumenti. Concludo ringraziando ancora tutti voi e tutti coloro che vorranno venirci a trovare a Benevento. Vi porterò a vedere l'Arco di Traiano! (Applausi) . Inutile dire che dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. Grazie ancora a tutti! (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). (La seduta, sospesa alle ore 11,12, è ripresa alle ore 15,35) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022 e conseguente discussione». Ha facoltà di parlare il presidente del Consiglio dei ministri, professor Draghi. DRAGHI, presidente del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, il Consiglio europeo del 24 e 25 marzo si aprirà con l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Sarà preceduto da un vertice NATO e da un vertice G7, che si terranno sempre a Bruxelles. In queste sedi la comunità euroatlantica intende ribadire la sua unità e determinazione nel sostegno all'Ucraina: un impegno comune per tutelare la pace, la sicurezza e la democrazia, che l'Italia ha riaffermato ieri nell'Aula dell'altro ramo del Parlamento alla presenza del presidente Zelensky. Il Consiglio europeo si tiene a un mese esatto dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, cominciata il 24 febbraio. Da allora, secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, sono state registrate 2.510 vittime civili, con 953 persone uccise, tra cui 78 bambini, e oltre 1.500 feriti. Purtroppo, questi numeri sono provvisori, sottostimano fortemente i morti e i feriti e continuano a crescere. Davanti agli orrori della guerra l'Italia lavora con determinazione, insieme a tutta la comunità internazionale, per la cessazione delle ostilità.