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Oggi i principali fenomeni criminali e le attività illecite maggiormente lucrose e dannose per il tessuto economico sociale presentano una dimensione internazionale ed è pertanto richiesta una pari coesione di tutti i Paesi dell'eurozona (e non solo) per dare vita a un'efficace azione di contrasto, approntando linee di intervento politiche e strumenti di lotta comuni e coordinati. Di conseguenza, per fronteggiare efficacemente l'aumento della criminalità transfrontaliera registratosi negli ultimi anni, questo Dicastero ha intensificato l'impegno nella cooperazione giudiziaria nel contesto dell'Unione europea, costituendo tra i punti cardine dell'azione ministeriale la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Tra i più significativi risultati va menzionato il recente arresto del latitante Cesare Battisti, condannato in via definitiva alla pena dell'ergastolo. Egli è stato consegnato al nostro Paese dalle autorità boliviane, Paese dove si era rifugiato a seguito alla riforma del decreto di estradizione nei suoi confronti, siglato nel dicembre 2018 dalla Presidenza brasiliana, ponendo così fine alla lunga e complessa procedura attivata dalle nostre autorità e dal Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero che rappresento per assicurare il suo rientro in Italia. Fondamentale tappa raggiunta in questi mesi è stata l'adozione del regolamento istitutivo della nuova Procura europea, con competenza sulle frodi ai danni del bilancio dell'Unione, costituendo l'ufficio del procuratore europeo un passo decisivo nel complessivo disegno di costruzione di uno spazio europeo di giustizia. A seguito dell'entrata in vigore del regolamento istitutivo della Procura europea si è elaborato il contributo per la stesura della legge di delegazione europea e della legge europea, individuando i criteri di delega per la implementazione della direttiva UE 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale, cosiddetta direttiva PIF (protezione interessi finanziari), e il regolamento EPPO. Entrambi gli schemi di disegno legislativo sono stati approvati dal Consiglio dei ministri in data 6 settembre 2018 e sono adesso al vaglio dell' iter parlamentare per verificare, su una materia così delicata, se devono essere apportate correzioni importanti. La procedura di nomina del procuratore europeo sta già costituendo un motivo di proficuo dialogo tra il mio Ministero e il Consiglio superiore della magistratura. In materia di corruzione, particolare impegno nell'anno in corso è stato profuso dalla delegazione italiana, della quale è capofila questo Ministero, nell'ambito del Gruppo di Stati contro la corruzione (Greco) presso il Consiglio d'Europa, dove si è ottenuto un importante riconoscimento circa l'adeguatezza del nostro sistema di prevenzione e lotta alla corruzione per l'introduzione di fattispecie di reati che sanzionano forme di corruzione nel settore privato. Sui temi della prevenzione della corruzione nei confronti dei membri del Parlamento e della magistratura, nel corso dell'ultima assemblea plenaria di dicembre scorso è stato dato dal Greco ampio riconoscimento ai progressi fatti dal Paese negli ultimi anni, con il conseguente ritiro di buona parte delle raccomandazioni facenti capo al settore della giustizia. Nel rapporto adottato, grande risalto ha avuto l'adozione della citata legge cosiddetta spazza corrotti, le cui novità sono state viste come un significativo passo avanti del Paese nell'impegno nella lotta alla corruzione, nonché assolutamente adeguate a superare le contestazioni mosse dal Greco nel rapporto sul terzo ciclo di valutazione dell'Italia relativo alle incriminazioni e al finanziamento dei partiti. Da questo punto di vista - ci tengo a sottolinearlo - l'Italia è ora titolata, grazie a una normativa considerata all'avanguardia a livello internazionale, a porsi in una posizione di leadership nel panorama internazionale nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. (Applausi dal Gruppo M5S) . Chiaramente, nella relazione mi sono riferito alle iniziative che hanno avuto un impulso più diretto dal Governo, non trascurando che, nell'ambito della giustizia, il Parlamento sta portando avanti un iter di esame e approvazione su materie importanti come la legittima difesa o la modifica dell'articolo 416 -ter . Rispetto a tali iniziative - come sapete - il confronto con il Governo è stato assolutamente trasparente, franco e costruttivo. Ci tengo a dire che tutta l'attività di cui vi ho parlato, e che ho dovuto sintetizzare, seppure in un tempo ampio, verrà portata avanti - lo voglio sottolineare - nell'interlocuzione con il Parlamento e anche nel dialogo fondamentale con il Consiglio superiore della magistratura e con gli addetti ai lavori. Un esempio di questo confronto auspico siano le riforme del processo civile e del processo penale. E, proprio in questo senso, ho voluto dare un segnale con l'individuazione dello strumento della legge delega, che permetterà al Parlamento di esprimersi su progetti così importanti, sui quali si apriranno contemporaneamente tavoli di confronto con gli addetti ai lavori, e quindi con i magistrati e gli avvocati, che potranno dare un contributo fondamentale nel calibrare le riforme rispetto alle esigenze concrete che arrivano dai nostri uffici giudiziari. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La ringrazio, Ministro. Avverto che eventuali proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione del dibattito. VALENTE (PD) . Anche stamattina, come è naturale, giusto e doveroso, abbiamo ascoltato con estrema attenzione le comunicazioni che lei, signor Ministro, ha reso a quest'Assemblea sullo stato e dell'amministrazione della giustizia. Le dico con franchezza e senza mezzi termini che questa è stata per lei, ancora una volta, un'occasione persa per cambiare rotta rispetto a quanto ha fatto e detto negli ultimi questi mesi. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 10,41) ( Segue VALENTE). Non parlo direttamente dei singoli temi, ma provo a partire - come ha fatto lei - in primo luogo da un metodo, da lei richiamato, peraltro giustamente, nella conclusione della sua ampia e lunga relazione. Lei ancora oggi ha lasciato intendere, ripetendolo più volte, che ascolto, confronto e collaborazione siano il suo metodo di lavoro, ma ancora oggi - esattamente come ha fatto tante volte negli ultimi mesi - per lei queste sono state parole vuote, prive di significato e di senso. Signor Ministro, lei ha detto che vorrebbe essere un Ministro che discute e ricerca il dialogo in Parlamento con le forze di opposizione, oltre che con la sua maggioranza, ma soprattutto un Ministro che ricerca il dialogo fuori, con i soggetti e il mondo della giustizia. Le faccio presente, però, che sicuramente sarà ricordato come il Ministro che a notte fonda ha portato in Parlamento, a insaputa dello stesso e senza dialogo e confronto con tutti i soggetti più autorevoli del mondo della giustizia, la riforma di un istituto molto importante nel mondo della giustizia, la prescrizione.