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In particolare, l'articolo 2 riconosce l'autonomia dell'IBISG, liberamente organizzato secondo i propri ordinamenti e disciplinato dal proprio statuto, nonché la non ingerenza dello Stato nelle nomine dei ministri di culto, nell'esercizio del culto, nell'organizzazione della confessione e negli atti disciplinari e spirituali. L'articolo 3 riconosce e garantisce, all’IBISG, agli organismi da esso rappresentati e a coloro che ne fanno parte, la piena libertà religiosa anche nello svolgimento della sua missione spirituale, educativa, culturale e umanitaria. L'articolo 4 specifica che i ministri di culto godono del libero esercizio del loro ministero. L'IBISG rilascia un'apposita certificazione della qualifica di appartenenza. Ai ministri di culto è riconosciuta la facoltà di richiedere, qualora fosse ripristinato il servizio obbligatorio di leva, l'assegnazione al servizio civile. L'articolo 5 assicura il diritto all'assistenza spirituale, da parte di propri ministri di culto, agli appartenenti all'IBISG, anche se ricoverati in strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali o se detenuti in istituti penitenziari. A tale fine l'IBISG è tenuto a trasmettere alle amministrazioni competenti l'elenco dei ministri di culto. Gli oneri finanziari derivanti sono a carico dell'Istituto stesso. In particolare, per quanto riguarda i militari appartenenti all'IBISG, in caso di decesso in servizio, il comando militare competente adotta, d'intesa con i familiari del defunto, le misure necessarie ad assicurare che le esequie siano celebrate nel rispetto della volontà del defunto o della sua famiglia. Gli articoli 6 e 7, in attuazione del principio della libertà della scuola e dell'insegnamento, riconoscono agli alunni, come già previsto nelle leggi di approvazione delle intese con le altre confessioni, il diritto di non avvalersi degli insegnamenti religiosi, che, pertanto, non debbono aver luogo in orari e con modalità discriminanti. All'IBISG è altresì riconosciuto il diritto di rispondere ad eventuali richieste relative al fenomeno religioso, che possano pervenire dagli studenti o dalle loro famiglie, senza ulteriori oneri a carico dello Stato. Si segnala che l'articolo 6, comma 1, del disegno di legge reca la parola «responsabilità» in luogo della parola «potestà» (articolo 5, comma 1, dell'intesa). La modifica, richiesta dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, è volta a conformare il disegno di legge alla normativa attualmente vigente e non modifica la sostanza dell'intesa. L'articolo 8 è dedicato alla tutela degli edifici aperti al culto pubblico dell'IBISG, i quali non possono essere occupati, requisiti, espropriati o demoliti, se non per gravi motivi e previo avviso e accordo con il ministro di culto responsabile dell'edificio. All'interno e all'ingresso dei luoghi di culto e delle loro pertinenze possono essere affissi e distribuiti pubblicazioni e stampati di carattere religioso, senza ingerenza o autorizzazione da parte dello Stato, così come possono essere liberamente raccolte offerte, esenti da qualsiasi tributo. Per quanto riguarda il trattamento delle salme, l'articolo 9 dispone il rispetto della tradizione degli appartenenti all'IBISG, purché avvenga in maniera conforme alla normativa vigente in materia. Analogamente a quanto previsto dalle leggi di approvazione di altre intese, nei cimiteri possono essere previste aree riservate, ai sensi della normativa vigente. Per lo svolgimento delle attività di cui agli articoli 4, 5 e 8, l'articolo 10 prevede che l'IBISG rilasci apposita certificazione della qualificazione di ministro di culto. Gli articoli da 11 a 16 vertono, sul modello delle precedenti intese, sul regime degli enti religiosi e in particolare disciplinano: le modalità di riconoscimento degli enti aventi fine di religione o di culto; l'attività di religione o di culto; il regime tributario degli enti; la gestione degli enti; l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche; il mutamento degli enti stessi. Si segnala che, al fine di esplicitare che lo svolgimento di attività diverse da quelle di religione e di culto è soggetto anche al rispetto della normativa dell'Unione europea, all'articolo 13, comma 3, del disegno di legge (articolo 12, comma 3, dell'intesa), prima delle parole: «alle leggi dello Stato», sono state aggiunte le parole: «alla normativa europea e». L'integrazione, suggerita dal Sottosegretario alle politiche europee, non è modificativa della sostanza dell'intesa. Con l'approvazione dell'intesa verrà esteso all'IBISG il sistema dei rapporti finanziari tra lo Stato e le confessioni religiose, delineato dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, recante disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi, e dalle leggi di approvazione delle intese già concluse. In particolare, l'articolo 17 consente, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa, la deduzione, agli effetti dell'Irpef, delle erogazioni in denaro a favore dell'IBISG e degli organismi da essa rappresentati, destinate: alla realizzazione delle finalità istituzionali dell'Istituto, ad attività di religione o di culto dirette al rito del Gongyo e al culto del Gohonzon, alle cerimonie religiose, allo studio dei testi buddisti, all'assistenza spirituale, alla formazione dei ministri di culto, alla diffusione dei princìpi buddisti di nonviolenza e di rispetto e compassione per tutte le forme di vita esistenti. L'articolo 18 consente all'IBISG di concorrere alla ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito Irpef, destinata, oltre che ai fini di cui all'articolo 17, anche ad interventi sociali e umanitari, in Italia e all'estero, nonché ad iniziative per la promozione della pace, del rispetto e difesa della vita in tutte le forme esistenti, nonché per la difesa dell'ambiente. Su indicazione del Dipartimento delle finanze -- Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Ministero dell’economia e delle finanze, all'articolo 18, comma 1 (articolo 17, comma 1, dell'intesa), dopo le parole: «oltre che ai fini di cui all'articolo 17», sono state aggiunte le parole: «, comma 2, anche». La modifica è volta a individuare in maniera più puntuale le finalità cui può essere destinata la quota dell'otto per mille dell'IRPEF e non risulta modificativa della sostanza dell'intesa. L'articolo 19 prevede che l'eventuale revisione del predetto sistema sia sottoposta alla valutazione di un'apposita commissione paritetica Infine, l'articolo 20 dispone che i rendiconti sull'utilizzazione delle somme percepite siano trasmessi annualmente al Ministero dell'interno. L'articolo 21 sancisce il reciproco impegno a collaborare per la tutela e la valorizzazione dei beni afferenti al patrimonio culturale dell'Istituto e dei soggetti di cui all'articolo 11, anche istituendo a tal fine un'apposita Commissione mista.