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Nei giorni della scorsa settimana, in quelle convulse ore, venivate richiamati come scolaretti dal Presidente del Consiglio, che in otto minuti vi ha detto: o si fa così, senza neanche la fiducia, altrimenti sciogliamo le righe e tutti a casa. Questo perché probabilmente, nei prossimi giorni, deve portare all'Unione europea, come garanzia del PNRR, la testa dei balneari italiani. (Applausi) . Questa è la verità ed è una verità vergognosa, perché dobbiamo stare a quello che è scritto: non c'è questa condizionalità per il PNRR. Noi siamo lo Stato, rappresentiamo lo Stato e le leggi che facciamo noi sono solo scritte. Chi fa le leggi senza scriverle e vuole farle rispettare surrettiziamente porta tutt'altri nomi, ma non si chiama Stato! (Applausi) . Allora mi dispiace moltissimo aver sentito anche dal capogruppo della Lega una speciosa polemica sull'emendamento (Richiami del Presidente) , ma voi sapete bene cosa avete fatto in Commissione: anziché presentare un emendamento a firma del relatore e del Governo, avete presentato delle riformulazioni dei vostri subemendamenti, che hanno precluso i nostri. Volete continuare a votare contro i balneari italiani? PRESIDENTE. Concluda, senatore Iannone. IANNONE (FdI) . Lo potevate fare, perché c'era il voto soppressivo, qui in Assemblea: bastava votare no all'articolo 2 e l'articolo 2 si sarebbe cancellato. (Applausi) . Se vi volete ancora accanire su queste persone, avrete modo di farlo anche alla Camera dei deputati. (Applausi) . Vediamo come voterete alla Camera dei deputati. PRESIDENTE. Senatore Iannone, siamo ad undici minuti di intervento: non le voglio togliere la parola, ma deve concludere. IANNONE (FdI) . Concludo, Presidente, dicendo che il Governo dei migliori è il Monti- bis , lo abbiamo constatato anche dalle argomentazioni del professor Monti questa mattina, che ha detto cose gravissime e che certamente noi rifiutiamo, perché non abbiamo delegato nulla all'Europa dei tecnocrati, soprattutto quando è sulla pelle degli italiani. Mai una cosa del genere. È stato detto che le banche centrali hanno sbagliato e candidamente si dice che ne devono pagare il prezzo i cittadini. Fratelli d'Italia a questo non ci starà mai, perché il nostro non è il partito che starà con i balneari domani o che stava con i balneari ieri: Fratelli d'Italia è il partito che sta con i balneari ieri, oggi e domani. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ringrazio anch'io i relatori, il vice ministro Pichetto Fratin e la sottosegretaria Bini, che hanno lavorato e seguito un lavoro molto complicato e difficile. Non servivano drammatizzazioni metodologiche, fuori dalle righe a mio parere. Abbiamo fatto una sintesi difficile, non scontata, perché certamente, come hanno sottolineato anche altri colleghi, la discussione e le posizioni tra i diversi Gruppi e anche nella maggioranza erano e sono posizioni differenti. Tuttavia, questo provvedimento è, dal nostro punto di vista, significativamente cambiato su questioni per noi fondamentali. Del resto, la proposta del Governo era nata in una situazione profondamente differente rispetto a quella che stiamo vivendo e a quella che vivremo. Il mondo, come è già stato detto da diversi colleghi, è già cambiato; non avremo più la globalizzazione che abbiamo conosciuto negli anni precedenti la guerra e dovremo capire quali sono i nuovi equilibri. Dunque, l'impostazione originaria di quel provvedimento partiva da alcune premesse che oggi non sono più oggettivamente sostanziali. Da questo punto di vista, abbiamo fatto alcuni passi in avanti, ad esempio sui servizi pubblici locali, con una distinzione netta tra i servizi a rete, a valenza economica, e gli altri. Ancora, abbiamo cercato, ottenendo forse un risultato per noi non ancora soddisfacente, ma certamente importante, di superare un atteggiamento preconcetto nei confronti dell'autoproduzione e cercando un equilibrio tra autoproduzione e accesso al mercato. Ci sono alcune modifiche sostanziali: non c'è più la lettera g) , che prevedeva l'obbligo del parere preventivo dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Vorrei ricordare che il percorso di motivazione per gli interventi delle aziende pubbliche dei Comuni era già previsto nella cosiddetta legge Madia, la n. 124 del 2015. Invece noi abbiamo cercato e introdotto un elemento molto importante - almeno per noi - e che ci aspettiamo non rimanga sulla carta: i Comuni, prima di scegliere - come ha ricordato il vice ministro Pichetto Fratin, e lo ringrazio per questo - tra autoproduzione e mercato, debbono fare una serie di valutazioni che non sono solo economiche, ma anche relative alla qualità, all'appropriatezza e alla dimensione del servizio. Non ne abbiamo discusso in questa sede, ma abbiamo introdotto una novità, non so fino a che punto efficace, secondo la quale adesso una parte dell'articolato la esamina la Camera e un'altra parte il Senato, ma sul metodo ho già detto quello che penso. È chiaro, ad esempio, che se per il trasporto pubblico locale (TPL) devo fare un servizio per i cittadini di un piccolo Comune in montagna e guardo solo all'economicità, quel servizio non glielo faccio. Invece è un problema fondamentale assicurare quel servizio. Dunque, i provvedimenti attuativi e le deleghe non sono né una passeggiata, né una cosa formale: sono nell'ispirazione che abbiamo introdotto. Ecco l'importanza del lavoro fatto sull'ex articolo 6; quelle indicazioni sono da rispettare e occorre costruire gli equilibri giusti. Abbiamo poi introdotto altre questioni importanti, per esempio in relazione ai porti, e abbiamo vissuto una sorta di paradosso: concorrenza, ma nei porti più importanti c'è la possibilità di avere più concessioni. La concorrenza è sempre un concetto complesso, dipende sempre da come lo guardi e da quale punto di vista: dal punto di vista dell'interesse ad allargare e a costruire magari piccoli monopoli, oppure invece come strumento per contrastare i monopoli, come dovrebbe essere. Abbiamo introdotto una cosa importante: è l'autorità portuale che deve valutare la possibilità di concedere la seconda concessione, fermi restando i valori e i diritti del lavoro portuale. Anche questa è una cosa non scontata. Sulle grandi derivazioni idroelettriche - come abbiamo fatto nel provvedimento taglia prezzi - la golden power è un punto importantissimo, a fronte anche della situazione particolare che ci troviamo ad affrontare. Pe quanto riguarda la questione dei balneari, le posizioni sono diverse e a me piacerebbe che, al di là della demagogia e della campagna elettorale, di cui abbiamo assistito a qualche accenno anche qui, si facesse una riflessione che forse sarebbe utile. È stata una scelta saggia non decidere per dodici anni per i balneari, per lo Stato, per la qualità dei servizi offerti? Colleghi, credo che con sincerità e onestà intellettuale - risorse sempre più che finite - dovremmo prendere atto del fatto che non è stata una scelta saggia. Si è costruito un equilibrio che va gestito e a tale proposito voglio essere chiaro su due punti. Ci sono gli indennizzi: