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a seguito di detta sentenza, stabilita come dirimente per l'espressione di un parere da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, lo stesso ha inviato ai richiedenti il riconoscimento nota di rigetto per detta proposta di riconoscimento del "Cacio Romano Dop", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga, quantomeno, curioso il tempismo e la sequela di eventi narrati in premessa; se i fatti esposti non siano sufficienti per riesaminare la richiesta, contrariamente a quanto espresso nella nota inviata all'associazione proponente; cosa intenda fare per fare chiarezza su quanto riportato in premessa. Atto n. 4-02566 STABILE MALLEGNI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: il 25 novembre 2015 è entrata in vigore la legge 30 ottobre 2014, n. 161, recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis", che all'articolo 14, comma 1, abroga due precedenti norme (il comma 13 dell'articolo 41 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6- bis dell'articolo 17 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66), derogatorie della direttiva comunitaria in tema di orari e riposi del personale sanitario dipendente, medici e non medici; da tale data si applicano a pieno titolo, anche alla dirigenza sanitaria e ai sanitari, tutte le disposizioni di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 recante "Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro" e, in particolare, la previsione dell'articolo 7, comma 1, secondo la quale «il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo continuativo, ogni 24 ore». Peraltro, l'articolo 14, comma 3, della citata legge n. 161 del 2014 dispone che le norme contrattuali (ad esempio l'articolo 17 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2008, area IV) che avevano dato attuazione alle norme ora abrogate cessino di aver applicazione alla stessa data del 25 novembre 2015, dalla quale va pienamente applicata la direttiva europea 88/2003 sull'orario di riposo e di lavoro dei medici e sanitari dipendenti; l'articolo 9 del citato decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 prevede che il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive; gli interroganti evidenziano come per il solo personale «pubblico» del servizio sanitario nazionale da giugno 2008 era stato possibile continuare a derogare dalle regole europee, sia per quanto riguardava la durata massima dell'orario settimanale di lavoro (48 ore, secondo l'Unione europea, deroga italiana ex articolo 41) che per quanto riguarda il riposo giornaliero (11 ore, ogni 24 ore lavorate, secondo l'Unione europea, deroga italiana ex articolo 17). Al fine di evitare la procedura di infrazione europea, il Parlamento italiano ha ripristinato, anche per la sanità pubblica, le regole del diritto comunitario già in vigore per tutti gli altri lavoratori; la citata legge 30 ottobre 2014, n. 161 fornisce precise indicazioni su come si possa assicurare ai lavoratori il pieno rispetto dei diritti in questione, precisando che «le Regioni devono garantire i servizi attraverso una più efficiente allocazione delle risorse umane disponibili sulla base della legislazione vigente» e prevedendo «appositi processi di riorganizzazione delle strutture e dei servizi dei propri enti sanitari»; è ormai annosa la problematica in base alla quale nel Servizio sanitario nazionale esiste una carenza di personale medico ed in particolare di specialisti in diverse discipline come pediatria, chirurgia, ginecologia, cardiologia, medicina di emergenza-urgenza; ne sono un esempio i dirigenti medici dell'Aas Bassa Friulana - Isontina di Gorizia, che da tempo lamentano una situazione divenuta ormai insostenibile. L'assenza di confronto e collaborazione con i vertici dell'Azienda sanitaria, come denunciano i professionisti sanitari, sommata alla mancanza di personale medico, provoca grandi problemi alle strutture ospedaliere che si ripercuotono anche sulle prestazioni mediche e sui pazienti; le liste di attesa che si allungano, i residenti che si spostano in ospedali di altri territori, il ricorso a professionisti esterni e l'aumento delle eccedenze orarie non retribuite, infatti, creano serie problematiche la cui soluzione non è più rinviabile; a tutto ciò vanno aggiunti i numerosi e consistenti definanziamenti del settore pubblico, che rendono gli ospedali sempre più insicuri per i medici e meno soddisfacenti per i pazienti, aumentando il rischio di errori in corsia e l'esasperazione degli utenti con i noti casi, sempre più frequenti, di aggressioni al personale ospedaliero, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, siano a conoscenza dei dati e degli elementi riportati in premessa e se non ritengano di procedere ad un monitoraggio nazionale sull'effettiva applicazione della citata legge 30 ottobre 2014, n. 161. Atto n. 4-02567 AIMI MALLEGNI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: da alcune segnalazioni ricevute, gli interroganti hanno appreso che in diverse classi di scuole superiori modenesi, all'interno del liceo classico "San Carlo", dello scientifico "Tassoni", del classico "Muratori" e dell'istituto tecnico "Corni", è stato realizzato un progetto "sensoriale" al fine di far vivere agli studenti l'esperienza dei migranti in mare. Il tutto nell'ambito del festival delle migrazioni; gli studenti sono stati portati in una struttura gestita da volontari assieme al professore di religione per circa due ore al fine di realizzare il percorso. I ragazzi sarebbero stati costretti anche a togliersi le scarpe e gli operatori del centro avrebbero poi bagnato i piedi agli alunni e caricato la scolaresca su un finto gommone. Per simulare il mare ed il vento sarebbe poi stato utilizzato un ventilatore con aria gelida sulla faccia. Durante tale "esperimento" i ragazzi erano bendati; il percorso prevedeva anche una finta visita medica, con la guardia costiera che spintonava gli studenti-migranti e faceva inginocchiare tutti in terra. Agli interroganti risulterebbe inoltre che un operatore, alla fine del percorso, abbia fatto una battuta: "ora sapete per chi votare"; quanto accaduto desta a parere degli interroganti enormi perplessità dal punto di vista pedagogico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga di sospendere immediatamente il progetto "sensoriale"; se tali progetti, dall'evidente messaggio ideologico e politico, siano da ritenersi coerenti con il piano dell'offerta formativa;