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Un altro elemento interessante - ça va sans dire - ed evidente per tutti è che occorre una maggiore e migliore comunicazione scientifica, da modulare nei modi opportuni, sia che si tratti della scuola media inferiore o della media superiore, dell'università o di quella formazione continua cui qualunque persona che lavora deve essere sottoposta. La cosa interessante è che, quando si parla di questo tema, la dimensione scientifica dell'argomentazione è totalmente messa sullo sfondo rispetto alla dimensione - chiamiamola così - un po' di pancia, emotiva, che nasce dal fastidio: il fastidio della terza dose, il fastidio del tampone, il fastidio rispetto a questa sensazione di essere sotto un bombardamento di informazioni che cadono in flagrante contraddizione le une con le altre. Concludo, Presidente, e la ringrazio. Noi ci vaccineremo, in modo convinto e sicuro; ma che non ci diano false argomentazioni e che non ne venga fatta una battaglia demagogica. Il tema è complesso, non sappiamo ancora tutto quanto dovremmo sapere e ci vorranno probabilmente degli anni. Che non ci impongano, quindi, false teorie per giustificare una cosa che, sperimentalmente, comunque vale la pena fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Riccardi. Ne ha facoltà. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, i provvedimenti che, come membri del Senato, ci onoriamo di poter esaminare e che giungono in quest'Aula sono tutti egualmente importanti, meritevoli e delicati. Ma ce ne sono alcuni che, per portata, per ripercussioni o per impatto sociale, finiscono inevitabilmente per diventare più importanti di altri. Questo è sicuramente il caso dell'Atto Senato 2394 «Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127». Sembra passato molto tempo da quando, lo scorso 1° luglio, la comunità europea ha introdotto il certificato verde per permettere la ripresa della circolazione in sicurezza dei cittadini negli Stati membri, lasciando ampia discrezionalità ai Paesi di imporre il proprio modello di certificato. Oggi, dopo pochi mesi, ci troviamo qui a ratificare nel nostro ordinamento l'ultima estensione di portata del certificato, che dal 15 ottobre è divenuto necessario anche per recarsi sul proprio posto di lavoro, pubblico o privato che sia. Vede, Presidente, non ho la presunzione di asserire con assoluta certezza che questa estensione sia corretta o di dire se, invece, possa risultare, sotto certi aspetti, eccessiva. Quello che posso e voglio dire con forza è che, quando un provvedimento incide così nel profondo della vita di una comunità, è giusto e doveroso che ciò venga fatto con tutte le dovute accortezze, senza lasciare alcuna possibilità di dubbio o di fraintendimento. Due anni di pandemia hanno portato i cittadini allo stremo delle forze sotto tutti i punti di vista, nessuno escluso, da quello fisico a quello psicologico, a quello economico. È proprio in questa fase che il ruolo dello Stato riveste un'importanza ancora più grande, come padre responsabile della propria comunità in difficoltà. Il suo compito, delicato e complicato, parte da una base ineluttabile, che è quella sulla quale la Lega si batte e si è sempre battuta: la necessità di una corretta e puntuale informazione. Signor Presidente, fin dagli albori di questa pandemia, come Lega ci siamo accorti di quanto male ha fatto e poteva continuare a fare un'informazione sbagliata, confusionaria e talvolta perfino contraddittoria. La Lega si è sempre battuta su questo punto e siamo stati vittime di critiche strumentali, di chi voleva farci passare per chi non siamo e metterci in bocca parole che non ci appartengono. (Applausi) . I vaccini e le terapie sono importantissimi. Il green pass è uno strumento essenziale per la ripresa economica e sociale del nostro Paese. È così e lo ribadisco con forza, come ho sempre fatto e sempre sostenuto. Ma le persone devono essere aiutate, fornendo loro i giusti strumenti e le giuste nozioni. Non è ammissibile leggere e sentire tutto e il contrario di tutto; non sono ammissibili incongruenze che esasperano gli animi già feriti e mettono in fermento un impianto sociale già precario. Il Governo deve spiegare l'utilità e il valore del sistema vaccinale nell'affrontare la pandemia, andando oltre le contraddizioni, che non arrivano dalla politica, ma che sono venute dal mondo dell'informazione. Deve agire in modo tale che il green pass possa essere visto dai nostri connazionali come uno strumento utile e di buon senso, uno strumento di guida e non di controllo. (Applausi) . È difficile comprendere talune, assurde, illogiche contraddizioni che si sono create in questi mesi. Probabilmente si tratterà di una mia mancanza o di un mio limite, ma reputo personalmente inspiegabile il motivo per il quale nei tribunali si prevede che il giudice e i cancellieri debbano avere il green pass e i testimoni e gli imputati no. Così come per recarsi al bar non è prevista la necessità di certificato per le consumazioni in piedi al chiuso, a differenza di chi decide, invece, di sedersi. Per accedere ai pubblici uffici non è richiesto il green pass agli utenti, mentre è stato bocciato l'emendamento della collega Rivolta, che chiedeva di permettere l'accesso alle biblioteche a chi non ha il green pass per il solo ritiro e la restituzione del libro: emendamento che faceva seguito a un ordine del giorno sul green pass 3, precedentemente approvato da tutte le forze politiche. Al di là della bontà o meno della specifica decisione, sono storture queste che non aiutano ad infondere nei cittadini quel senso di fiducia nelle decisioni prese e imposte, che invece si rende essenziale in questo momento. Cari colleghi, tutti noi, come Parlamento, abbiamo il dovere di lavorare assieme affinché nessun cittadino possa vedere compressa anche una sola delle sue libertà. E siamo chiamati ad agire al fine di mantenere bilanciati i diritti previsti dalla nostra Costituzione. Chiarezza, trasparenza e completezza di informazione: questa deve essere la strada maestra da seguire, per far sì che lo Stato e i cittadini possano davvero diventare un corpo unico che si muove verso la stessa direzione, quella della ripresa e del riscatto. Torno a rivolgermi al Governo, come ho già fatto in precedenza, per rimarcare un altro tema che reputo di primaria importanza. Di recente, si è spesso deciso di far confluire nei decreti, come quello che stiamo ora esaminando, un decreto successivo, che si occupa di temi simili. È stata paventata una simile ipotesi anche per questo decreto-legge. Non voglio entrare ora nel merito, perché avremo modo nei prossimi giorni di parlare diffusamente del decreto-legge n. 139, un decreto che merita totale attenzione, perché introduce delicate e importanti novità sul fronte del trattamento dei dati dei cittadini italiani e interviene con decisione anche sui poteri preventivi del Garante della privacy , rimodulandone portata e possibilità di azione. In questa fase voglio limitarmi ad una piccola e costruttiva critica sul modus operandi .