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Al contempo, l'istituzione di una unica prova concorsuale e di una graduatoria nazionale unica, che si inseriscono nel contesto di una selezione meritocratica, trasparente e oggettiva, consentirà di risparmiare risorse, atteso che la platea dei candidati alle due selezioni è quasi del tutto sovrapponibile e che l'organizzazione dei concorsi per l'accesso ai corsi regionali di medicina generale è, in atto, posta in capo alle singole regioni e provincie autonome. Inoltre, al fine di contrastare ulteriormente il fenomeno dell'abbandono dei contratti di formazione e delle borse di studio, si propone la previsione di decurtazioni del punteggio attribuibile, ovvero di una limitazione alla partecipazione alle selezioni, per quanti tra i concorrenti fossero già in corso di specializzazione o di formazione specifica in medicina generale, ovvero già in possesso di un diploma di specializzazione o diploma di formazione specifica di medicina generale o altri titoli equipollenti. All'articolo 37 si prevede l'adozione di un contratto di formazione-lavoro per i medici iscritti agli ultimi due anni della scuola di specializzazione, eventualmente estensibile anche agli anni antecedenti laddove le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano reperissero i finanziamenti necessari. I medici titolari di questa tipologia contrattuale saranno definiti « assistenti in formazione ». In tal modo si potrà favorire un inserimento anticipato del medico nel mondo del lavoro, fermo restando l'assunzione di una graduale autonomia, garantendo al contempo adeguati riconoscimenti economici e tutele contributive, legali e previdenziali. A tal fine, l'introduzione del comma 2- bis disciplina le modalità di definizione dello schema-tipo del contratto di formazione-lavoro, nonché l'entità del finanziamento integrativo stanziato dalle regioni e dalle provincie autonome di Trento e di Bolzano in aggiunta al finanziamento statale, ovvero di eventuali ulteriori risorse pubbliche e private di volta in volta destinate alla formazione medica specialistica, ai fini della copertura degli oneri contrattuali aggiuntivi rispetto ai contratti di formazione specialistica. Viene, altresì, riconosciuta l'esigenza di disciplinare il rapporto tra il numero di medici strutturati e di medici in formazione specialistica con contratto di formazione-lavoro, in ragione della compartecipazione di questi ultimi alle attività e responsabilità cliniche, assistenziali e organizzative delle strutture nelle quali svolge la formazione, in modo da prevenire il rischio che le regioni e province autonome ricorrano impropriamente all'utilizzo dei medici titolari di contratto di formazione-lavoro, a elevato turn over , saturando le piante organiche e limitando le possibilità di assunzione del personale dirigente medico nelle aziende sanitarie. Ai successivi commi 2- ter e 2- quater sono previste agevolazioni fiscali per i soggetti giuridici o gli enti che vogliano conferire o donare risorse a sostegno della formazione medica post lauream . Con l'articolo 38 viene riconosciuta a tutti gli effetti l'attività tutoriale espletata dal personale, a qualsivoglia livello svolta, sia ai fini della formazione continua sia della progressione di carriera. Inoltre, si introduce un meccanismo virtuoso di vicendevole valutazione del tutor e del medico in formazione specialistica. L'articolo 39 intende adeguare il trattamento economico all'impegno a tempo pieno nonché all'assunzione di responsabilità progressiva da parte del medico in formazione. Viene introdotta la previsione di una remunerazione aggiuntiva per eventuali attività di guardia, incentivando le specialità che coinvolgono lo specializzando anche in turni di guardia ordinari e straordinari (notti o festivi). Il comma 3, inoltre, consente alle regioni e alle province autonome, che hanno necessità di medici in formazione, un margine maggiore di modulazione della parte variabile del contratto di formazione-lavoro, in modo da incentivare la frequenza dei percorsi formativi per i quali si registra una certificata carenza di specialisti nel territorio. Infine, il comma 4- bis si prefigge di implementare un meccanismo premiale ai fini della ripartizione dei contratti di formazione per le scuole che documentino le performance formative migliori a seguito delle procedure di accreditamento. L'articolo 40 al comma 1 definisce e chiarisce più efficacemente l'impegno richiesto per la formazione specialistica, che è pari a quello previsto per il personale medico del Servizio sanitario nazionale a tempo pieno, comprensivo di eventuale attività di guardia, fermo restando che per il medico in formazione specialistica il monte ore per l'aggiornamento professionale equivale all'attività didattica frontale come prevista dal piano formativo. Inoltre, le modifiche introdotte delimitano un pacchetto di interventi che rendono più attrattiva la formazione specialistica, in linea con le esperienze di altri Paesi, sia membri che non dell'Unione europea. Nel dettaglio, viene assicurata allo specializzando la facoltà dell'esercizio della libera professione intramuraria – a oggi disattesa, salvo rarissime eccezioni – nonché di effettuare prestazioni occasionali, professionali e intellettuali, purché queste ultime vengano svolte al di fuori dell'orario di formazione, ferma restando la possibilità di effettuare sostituzioni dei titolari di continuità assistenziale. Con il comma 3 si introduce la possibilità di sospendere la formazione sino al periodo massimo di un anno per frequentare strutture estere, anche in assenza dell'approvazione del Consiglio della Scuola di specializzazione. L'intera durata del periodo di formazione, tuttavia, non è ridotta a causa delle suddette sospensioni, consentendo quindi il raggiungimento degli obiettivi formativi. I commi 4 e 5 intervengono sui diritti fondamentali, quali assenze giustificate e ferie, e sulle ulteriori possibilità di sospensione della formazione. Il comma 6 prevede di estendere l'espletamento della formazione anche a enti sanitari e di ricerca italiani ed esteri. Il comma 7 regolamenta la fattispecie del riconoscimento di competenze pregresse già acquisite attraverso la frequenza di un altro corso di formazione post lauream , fatta salva la durata complessiva del corso. In ogni caso, il periodo riconosciuto non potrà superare la metà della durata minima del corso di formazione medica specialistica, al quale si accede tramite il concorso nazionale di cui all'articolo 36. Le università pertanto potranno riconoscere in forma di ECTS all'atto dell'iscrizione i periodi esentati. Per i medici in formazione che fruiscano di tale riconoscimento per un periodo della durata pari ad almeno un anno non si applica la fattispecie di cui al comma 6. L'articolo 41, comma 3, pone in capo alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano la copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all'attività assistenziale svolta dal medico in formazione, nonché per malattia e infortunio professionale ed extra professionale, per le conseguenze di lungo periodo, nonché per la responsabilità professionale e la tutela legale. Con gli articoli 43 e 45- ter si intende ottimizzare e potenziare l'attuale sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione, finalizzato al miglioramento continuo della qualità della formazione, estendendolo anche ai corsi di formazione specifica di medicina generale.