[pronunce]

che - nei termini in cui sono stati prospettati, rispetto alle riferite vicende contrattuali, nelle quali (secondo l'assunto degli stessi rimettenti) i beneficiari sarebbero titolari di un autonomo e non derivato diritto ai vantaggi dell'assicurazione, trovandosi nel loro rapporto con l'assicuratore nella stessa posizione del contraente - i palesati dubbi di incostituzionalità si basano essenzialmente su un'apodittica affermazione dell'impossibilità di dare alla norma impugnata una diversa lettura; che l'assenza di altre argomentazioni al riguardo rivela come i rimettenti - non adempiendo l'onere gravante sul giudice che intenda proporre una questione di legittimità costituzionale - non abbiano previamente neppure tentato un'interpretazione della norma conforme a Costituzione (cfr. da ultimo, sentenza n. 229 del 2003; ordinanza n. 279 del 2003); che a questo assorbente vizio di inammissibilità si correla la mancata qualificazione, in termini di esatta indicazione dei rischi effettivamente coperti, dei contratti di assicurazione in esame, genericamente definiti come «polizze cumulative contro gli infortuni professionali ed extraprofessionali» stipulate dai datori di lavoro dei beneficiari; che, pertanto, la questione di legittimità costituzionale deve essere dichiarata manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1469-bis del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 luglio 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 16 luglio 2004. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA