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i vari dati sui lavori delle opere finanziate andavano inserite dai Comuni nel sistema di "Monitoraggio delle opere pubbliche - MOP" della "banca dati delle pubbliche amministrazioni - BDAP"; l'inizio dei lavori per i contributi del 2020 (art. 1 della legge n. 160 del 2019, per come modificato dall'art. 51, comma 1- bis del decreto-legge n. 104 del 2020) era fissato entro il 15 novembre 2020, mentre per quelli del 2021 (art. 13 del decreto-legge n. 121 del 2021) entro il 31 dicembre 2021; l'assegnazione dei contributi era prevista per il 50 per cento, previa verifica dell'avvenuto inizio dell'esecuzione dei lavori, attraverso il sistema di monitoraggio e per il 45 per cento previa trasmissione al Ministero dell'interno del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal direttore dei lavori, e per il restante 5 per cento previa verifica della completa alimentazione del sistema di monitoraggio; il comma 34 dell'art. 1 della legge n. 160 del 2019 e l'art. 4 del decreto del 14 gennaio 2020 disciplinano le modalità di revoca e recupero del contributo assegnato nel caso di mancato rispetto del termine di inizio dell'esecuzione dei lavori o di parziale utilizzo del contributo; migliaia di Comuni stanno ricevendo una comunicazione dalla Direzione centrale della Finanza locale in cui si comunica l'avvio del procedimento amministrativo per la revoca del finanziamento ricevuto; nel tabulato allegato alla comunicazione i progetti di cui si chiede la revoca del finanziamento sono ben 4.770 riferiti a circa 3.000 Comuni, considerato che per alcuni vengono revocati i contributi sia del 2020 che del 2021, per un importo totale di ben 498.030.000 euro; le causali addotte fanno riferimento a: l'ente ha avviato le opere oltre i termini previsti; l'ente non ha provveduto ad utilizzare nei termini previsti il finanziamento concesso, in quanto non risultano CUP associati al citato finanziamento; l'ente ha provveduto ad utilizzare parzialmente il finanziamento concesso; l'ente non ha proceduto al corretto inserimento dei dati nel sistema di monitoraggio previsto; i Comuni interessati dal procedimento possono presentare motivate controdeduzioni corredate di idonea documentazione entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione pena la revoca del contributo entro 30 giorni; in diverse amministrazioni comunali i dati richiesti sono stati inseriti nel BDAP e, considerati i numeri delle infrazioni contestate, è difficile ipotizzare un numero così elevato di Comuni inadempienti; i sindaci lamentano anche la complessità delle procedure burocratiche, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda provvedere alla sospensione delle richieste di revoca, all'avvio di una verifica del sistema BDAP e all'istituzione di un tavolo di confronto tecnico con ANCI e UNCEM per la semplificazione delle procedure burocratiche per la registrazione dei lavori pubblici, anche in considerazione degli organici ridottissimi degli enti locali, in particolare i piccoli Comuni. Atto n. 4-07032 Garavini Laura Ai Ministri per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, per la pubblica amministrazione e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, che è stato avviato con la legge 7 agosto 2015, n. 124, dal Governo Renzi, ha opportunamente coinvolto anche gli italiani iscritti all'AIRE, i quali, in linea con le linee guida adottate dall'Agenzia per l'Italia digitale (AgID), dovranno utilizzare unicamente SPID (sistema pubblico di identità digitale) e CIE (carta d'identità elettronica) per l'identificazione e l'accesso ai servizi consolari gestiti da Fast-IT; sono state riscontrate molte difficoltà da parte degli italiani residenti all'estero nella creazione di un'identità digitale, necessaria al fine di accedere a tutti i servizi delle pubbliche amministrazioni, ed è stata prevista una dilazione dei tempi dal 28 febbraio 2021 (termine originario della proroga) al 31 dicembre 2022 e al 31 marzo 2023 rispettivamente per la necessità di rilascio e utilizzo di credenziali SPID e CIE per l'identificazione e l'accesso dei cittadini ai servizi consolari in rete; considerato che: i connazionali residenti all'estero hanno evidenziato una serie di limiti tecnici e di procedure complesse nel funzionamento dei portali. In particolare, per l'acquisizione dell'identità digitale, molti gestori ( identity provider ) hanno posto dei requisiti che non sono compatibili con quelli dei cittadini iscritti all'AIRE. Ad esempio, nella modulistica messa a disposizione per l'iscrizione allo SPID, non compare l'opzione della residenza all'estero e pertanto vi è la richiesta di un indirizzo esclusivamente italiano. Di conseguenza, i nostri connazionali, nel momento in cui si registrano, si trovano oggettivamente impossibilitati ad accedervi. Alcuni prevedono inoltre la possibilità di utilizzare solamente una tessera sanitaria italiana in funzione della verifica del codice fiscale ed un numero di cellulare italiano, che pochissimi possiedono, rendendo quindi complessa anche la sola registrazione ai portali; ulteriori difficoltà sono state riscontrate in merito alla necessità di utilizzare per la registrazione esclusivamente un documento in corso di validità. Tra questi vi è sicuramente la problematica legata all'impossibilità di inserire il rilascio del documento da parte di un consolato o quella riferita ai tempi d'attesa molto lunghi per la richiesta di una carta di identità elettronica. In particolare, in alcuni Stati, sono previsti fino a 5 mesi di attesa per ottenere un appuntamento per le impronte digitali. Infine, una serie di gestori di identità non prevede e non ammette l'utilizzo del passaporto biometrico per accedere allo SPID. Cosa che, invece, sarebbe estremamente agevole e faciliterebbe il tutto; rilevato, inoltre, che: l'acquisizione dell'identità digitale rimane un passo fondamentale verso la progressiva digitalizzazione della pubblica amministrazione, è necessaria una revisione dei requisiti da parte degli identity provider al fine di semplificare e snellire le procedure che ostacolano i nostri connazionali nell'accesso ai servizi consolari; a causa delle distanze, il fatto di accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione da remoto è ancora più proficuo di quanto non possa essere a livello nazionale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non intendano sensibilizzare le amministrazioni e i gestori di identità in merito alla necessità di semplificare e snellire le procedure di registrazione per l'ottenimento dell'identità digitale, sollecitando una modifica di tali procedure e la revisione di alcuni aspetti tecnici; se non ritengano opportuno prevedere una campagna informativa, in collaborazione con l'intera rete diplomatico-consolare e i COMITES, indirizzata ai cittadini italiani residenti all'estero in merito alle nuove modalità di accesso alla pubblica amministrazione. Atto n. 4-07033 De Vecchis Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta dall'interrogante: