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L'obbligo di trasferire al fondo i contributi, raccolti a livello nazionale ai sensi della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014 (cosiddetta Bank recovery and resolution directive - BRRD) e del regolamento SRM, è sancito dall'IGA (si veda l’articolo 1, paragrafo 1, lettera a) . L'articolo 10 obbliga gli Stati membri partecipanti a dotarsi delle «misure necessarie a garantire l'osservanza dell'obbligo di trasferire congiuntamente i contributi». La violazione dell'obbligo comporta l'impossibilità di accedere alle risorse degli altri comparti. In realtà già l'articolo 67, comma 4, del regolamento SRM statuisce che i contributi sono raccolti dalle autorità di risoluzione nazionale e da queste trasferiti al fondo secondo quanto previsto dall'IGA. L'autorità di risoluzione nazionale italiana sarà la Banca d'Italia, come previsto dai criteri di delega per il recepimento della direttiva BRRD, di cui all'articolo 8 della legge 9 luglio 2015, n. 114 (legge di delegazione europea 2014) e del relativo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 settembre u.s. La Banca d'Italia già partecipa al Comitato di risoluzione unico ( Single Resolution Board -- SRB) nel cui ambito sono in corso di definizione le modalità e procedure per la raccolta e il trasferimento dei contributi, che saranno implementate dalla Banca d'Italia. 2) Suddivisione in comparti e finanziamento dei costi della risoluzione. Come già sopra accennato per un periodo transitorio di 8 anni, corrispondente al periodo entro il quale dovrà essere conseguito il livello obiettivo del SRF ( built-up period ) ai sensi dell'articolo 69 del Regolamento SRM, il SRF sarà organizzato in comparti, ognuno corrispondente a uno Stato membro partecipante. Si noti comunque che ai sensi dell'articolo 67 del medesimo regolamento le risorse del Fondo appartengono al Single Resolution Board (SRB) e non agli Stati membri. La divisione in comparti è funzionale ad una mutualizzazione solo progressiva dei costi delle procedure di risoluzioni: nel caso in cui un ente rilevante venga assoggettato alla procedura, infatti, l'IGA prevede che vengano in primo luogo utilizzate le risorse provenienti dal comparto corrispondente allo Stato membro partecipante dove è autorizzato l'ente, in misura decrescente (il primo anno tutte le risorse presenti nel comparti devono essere utilizzate prima del coinvolgimento degli altri comparti, nel secondo anno il limite scende al 60 per cento, il terzo anno al 40 per cento e nei restanti 5 anni di circa il 6,75 per cento ogni anno). La partecipazione degli altri comparti è prevista secondo un meccanismo di mutualizzazione crescente tale da trasferire progressivamente l'onere sulla totalità dei comparti, fino alla loro eliminazione al termine del periodo transitorio (articolo 5). Il sistema di mutualizzazione non è lineare, in modo tale da assicurare una progressione più rapida nei primi due anni, tenendo anche conto che in tale periodo le risorse accumulate nel SRF saranno comunque modeste: nel primo e secondo anno di applicazione dell'IGA, le risorse dei comparti corrispondenti agli Stati membri le cui banche non sono direttamente coinvolte nella procedura posso essere utilizzate fino al 40 per cento e fino al 60 per cento rispettivamente. Nei successivi sei anni la quota di risorse mutualizzate aumenta di circa il 6,75 per cento all'anno. L'IGA prevede altresì ulteriori strumenti di finanziamento delle risorse disponibili nei comparti: contributi ex post da parte dei sistemi bancari degli Stati membri in cui sono autorizzati gli enti coinvolti dalla procedura di risoluzione; trasferimenti temporanei tra comparti, con riferimento alle risorse non ancora oggetto di mutualizzazione, e il ricorso da parte del SRB a forme di finanziamento da parte di soggetti terzi. Ad esclusione del trasferimento fra comparti, gli altri meccanismi sono previsti e disciplinati dal regolamento SRM. Con riguardo alla sequenza degli strumenti di finanziamento dei costi della risoluzione, fermo restando l'utilizzo delle risorse disponibili nei compartimenti corrispondenti a ciascuno Stato membro partecipante, secondo le regole di mutualizzazione, si è lungamente discusso dell'ordine secondo il quale fare ricorso alle altre forme di finanziamento (contributi ex post da parte del settore bancario dei Paesi delle banche coinvolte dalla risoluzione; finanziamento da parte di terzi, trasferimento tra comparti nei limiti delle risorse non mutualizzate). L'articolo 5 indica come primo step i contributi ex post ma consente al Board , nel caso in cui detta modalità di finanziamento non sia di immediato accesso, di far ricorso al trasferimento fra comparti o di contrarre prestiti con parti terze. 3) Rispetto dei principi generali e degli obiettivi della procedura di risoluzione. La condizione del rispetto dei principi generali e degli obiettivi della procedura di risoluzione previsti nel regolamento SRM, inclusa nei Terms of reference concordati dall'Ecofin del 18 dicembre 2013, è stata tradotta nel richiamo nell'articolato alle disposizioni del regolamento sulla procedura decisionale e sui resolution tool , con particolare riferimento ai requisiti minimi di bail-in da soddisfare per poter utilizzare il SRF a copertura delle perdite. Nel corso del negoziato la Germania, l’Olanda e la Finlandia, hanno fortemente supportato l'introduzione di ulteriori previsioni volte a vincolare gli Stati membri partecipanti, attraverso la stipula dell'IGA, a non modificare successivamente il regolamento SRM per mitigare l'attuale disciplina del bail-in quale condizione di accesso al SRF. Infatti, maggiore è la partecipazione dei creditori alle perdite dell'ente in risoluzione, minore sarebbe l'onere per il SRF. Nell'IGA (considerando n. 17 e n. 18 e articolo 9) la perdurante efficacia delle disposizioni sopra richiamate o di un assetto normativo equivalente, o comunque non meno stringente, è stata considerata elemento essenziale del consenso degli Stati membri: pertanto, gli Stati membri che invochino un mutamento fondamentale di esse e che non abbiamo concorso alla approvazione delle modifiche normative, potrebbero esercitare, ai sensi del Trattato di Vienna, il diritto di recesso dall'Accordo. Gli altri Stati membri partecipanti possono adire la Corte di giustizia perché valuti se le modifiche comportino un fondamentale mutamento delle circostanze in base alle quali lo Stato membro ha acconsentito all'accordo. La Corte può sospendere l'efficacia del recesso fino alla risoluzione della controversia. Al fine di rafforzare ulteriormente tale impianto, con la dichiarazione n. 1, allegata all'Accordo, le Parti contraenti hanno espresso l'intenzione di non modificare le disposizioni rilevanti in modo tale da non assicurare un risultato equivalente o non meno stringente di quello risultante dal regolamento SRM al momento della sua adozione. 4) Implementazione del meccanismo di compensazione a favore degli Stati membri non partecipanti al sistema SSM/SRM. L'articolo 15 dell’IGA ha ad oggetto l'ipotesi in cui l'Unione europea sia condannata al risarcimento di danni derivanti da una decisione illegittimamente assunta dalle istituzioni europee investite di poteri decisionali nell'ambito del SRM.