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considerato che sussiste un interesse generalizzato a conoscere le modalità d'implementazione del citato accordo diplomatico con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'ultimo quinquennio, nonché a conoscere le modalità e le condizioni per attuare tali rimpatri verso il Bangladesh, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di assumere urgenti iniziative in merito ai fatti richiamati; quale sia lo stato di implementazione dell'accordo con la Repubblica del Bangladesh per il rimpatrio dei relativi cittadini irregolari giunti in Italia, con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'arco dell'ultimo quinquennio, nonché le modalità e le condizioni per il rimpatrio che il suddetto accordo prevede. Atto n. 4-06241 CALANDRINI Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo la relazione speciale della Corte dei conti europea n. 17/2021, intitolata "La cooperazione dell'UE con i paesi terzi in materia di riammissione: azioni pertinenti hanno prodotto risultati limitati", ogni anno, dal 2008, circa mezzo milione di cittadini non europei riceve un'ingiunzione di lasciare il territorio dell'Unione europea perché vi sono entrati o vi soggiornano senza autorizzazione; tuttavia, meno di uno su 5 di tali cittadini è ritornato effettivamente al Paese d'origine, e questo si può imputare anche alla difficoltà di collaborazione con questi Stati; l'Unione europea ha concluso 18 accordi di riammissione giuridicamente vincolanti e ha aperto formalmente i negoziati con altri 6 Paesi, negoziando inoltre anche altri 6 accordi non vincolanti per rimpatri e riammissioni; ciononostante, i risultati ottenuti sono stati modesti e l'attuale sistema messo in atto dall'Unione per i rimpatri presenta inefficienze che, a parere dell'interrogante, tendono ad incoraggiare l'immigrazione illegale; nell'ambito dell'afflusso di cittadini extracomunitari sul territorio italiano per via terrestre ovvero più spesso marina, si registra una cospicua quota di arrivi di cittadini della Repubblica della Tunisia; è pacifico che si tratti di uno Stato privo di conflitti, circostanza dalla quale discende che i cittadini che giungono in Italia in stato di clandestinità non detengono titolo alcuno al fine dello status di rifugiato o beneficiario di altre forme di protezione internazionale e devono ritenersi meri migranti; come si evince tra l'altro da fonti giornalistiche lo Stato italiano e la Repubblica tunisina hanno da tempo siglato accordi per il rimpatrio dei cittadini tunisini irregolari giunti nel nostro Paese e in particolare nel 1998, 2009 e 2011 si sono susseguiti tre accordi bilaterali che unitamente alla dichiarazione congiunta del 2017 costituiscono procedure semplificate; considerato che: sussiste un interesse generalizzato a conoscere le modalità d'implementazione del citato accordo diplomatico con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'ultimo quinquennio nonché a conoscere le modalità e le condizioni per attuare tali rimpatri verso la Tunisia; rileva evidenziare, inoltre, che gli sbarchi di provenienza tunisina siano 10 volte quelli di due anni fa. Al 20 maggio 2019 si contavano 326 persone, 1.150 lo scorso anno e 3.041 quest'anno. Nella classifica dei Paesi di partenza, la Tunisia è seconda dopo la Libia; rispetto all'anno precedente, come emerso dall'analisi del dossier , da agosto 2020 a luglio 2021 sono sbarcati in Italia 49.280 migranti, il 128 per cento in più. Nei 12 mesi precedenti, agosto 2019-luglio 2020, erano sbarcati 21.616 migranti, mentre 8.691, dall'agosto 2018 al luglio 2019, mentre sono 4.321 i migranti rimpatriati nell'ultimo anno, il 2 per cento in meno dell'anno precedente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di assumere urgenti iniziative in merito ai fatti richiamati; quale sia lo stato di implementazione dell'accordo con la Repubblica della Tunisia per il rimpatrio dei cittadini irregolari giunti in Italia con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'arco dell'ultimo quinquennio nonché le modalità e le condizioni per il rimpatrio che l'accordo prevede. Atto n. 4-06242 CALANDRINI Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo la relazione speciale della Corte dei conti europea 17/2021, dal titolo «La cooperazione dell'UE con i paesi terzi in materia di riammissione: azioni pertinenti hanno prodotto risultati limitati», ogni anno, dal 2008, circa mezzo milione di cittadini non europei ricevono un'ingiunzione di lasciare il territorio dell'Unione europea, perché vi sono entrati o vi soggiornano senza autorizzazione; tuttavia, meno di uno su cinque di tali cittadini è ritornato effettivamente al Paese d'origine, e questo si può imputare anche alla difficoltà di collaborazione con questi Stati; l'Unione europea ha concluso 18 accordi di riammissione giuridicamente vincolanti e ha aperto formalmente i negoziati con altri sei Paesi, negoziando inoltre anche altri 6 accordi non vincolanti per rimpatri e riammissioni; ciò nonostante, i risultati ottenuti sono stati modesti e l'attuale sistema messo in atto dall'Unione europea per i rimpatri presenta inefficienze che, a parere dell'interrogante, tendono ad incoraggiare l'immigrazione illegale; nell'ambito dell'afflusso di cittadini extracomunitari sul territorio italiano per via terrestre ovvero più spesso marina, si registra una cospicua quota di arrivi di cittadini della Repubblica del Pakistan; è pacifico che si tratti di uno Stato privo di conflitti da cui discende che i relativi cittadini che giungono in Italia in stato di clandestinità non detengono titolo alcuno al fine dello status di rifugiato o beneficiario di altre forme di protezione internazionale e devono ritenersi meri migranti; risulta all'interrogante che lo Stato italiano e la Repubblica del Pakistan abbiano da tempo siglato un accordo per il rimpatrio dei relativi cittadini irregolari giunti nel nostro Paese; considerato che sussiste un interesse generalizzato a conoscere le modalità d'implementazione del sopracitato accordo diplomatico con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'ultimo quinquennio nonché a conoscere le modalità e le condizioni per attuare tali rimpatri verso il Pakistan, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di assumere urgenti iniziative in merito ai fatti richiamati; quale sia lo stato di implementazione dell'accordo con la Repubblica del Pakistan per il rimpatrio dei relativi cittadini irregolari giunti in Italia con particolare attenzione al numero di migranti irregolari effettivamente rimpatriati nell'arco dell'ultimo quinquennio, nonché le modalità e le condizioni per il rimpatrio che il suddetto accordo prevede. Atto n. 4-06243 CALANDRINI Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo la relazione speciale della Corte dei conti europea n. 17/2021, intitolata "La cooperazione dell'UE con i paesi terzi in materia di riammissione: