[pronunce]

che, peraltro, al momento dell'emissione dell'ordinanza di rimessione, era già intervenuto il decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, recante proprio «integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144»; che tale provvedimento limita definitivamente il bacino dei lavoratori utilizzabili in lavori socialmente utili ai soggetti originariamente previsti dall'impugnata disciplina, alla quale si sovrappone, abrogando altresì l'art. 1, comma 2, lett. a), b), e c), commi 3, 4 e 6, del d.lgs. n. 468 del 1997 e confermando la vigenza di tale decreto delegato nel suo complesso, ma solo in quanto compatibile con il medesimo d.lgs. n. 81 del 2000 (art. 10, comma 3); che, pertanto, il giudice a quo, nel delineare il quadro normativo in cui si iscrive la fattispecie dedotta in giudizio, ha omesso di motivare in ordine agli effetti del citato d.lgs. n. 81 del 2000 sulle situazioni soggettive dedotte in tale controversia, così incorrendo in un evidente difetto argomentativo circa la rilevanza della questione stessa; che la questione di legittimità costituzionale è pertanto manifestamente inammissibile.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 45, comma 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina l'INAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Torino con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il il 16 gennaio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 5 febbraio 2003. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA