[resaula]

non dimentichiamoci delle cosiddette isole minori, nessuno ne ha parlato, ma l'Italia è caratterizzata da tantissime isole minori (Applausi) , completamente circondate dalle acque, piccole, dove vivono delle realtà che non possiamo dimenticare, dall'arcipelago pontino a quello delle isole campane a quello delle Egadi a quello toscano, alle Eolie, alle Tremiti. Sono tantissime le persone che vivono in quelle piccole isole che non vanno dimenticate, ma al contrario supportate. Dichiaro, quindi, il voto favorevole del Gruppo Forza Italia al provvedimento in esame. (Applausi) . LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi in quest'Aula si compirà quel passo avanti tanto atteso da noi isolani: la terza lettura della proposta di legge di iniziativa popolare, in modo da riconoscere alle isole come Sardegna e Sicilia lo svantaggio naturale derivante dall'insularità e instaurare le misure necessarie per garantire un'effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuali inalienabili, principio eliminato nel 2001 - come già è stato detto - con la riforma del Titolo V. Ringrazio il Presidente della Commissione affari costituzionali del Senato, senatore Parrini, e i suoi componenti, per aver dato parere favorevole al testo. Al voto di oggi, che auspico unanime, seguirà l'ultimo passaggio alla Camera che, se avverrà entro l'estate, ci porterà presto al traguardo atteso. Gentile Presidente, gentili senatori, non potete immaginare quanto per noi sardi sia importante l'approvazione di questo disegno di legge che aggiunge all'articolo 119 il seguente comma: «La Repubblica riconosce la peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità». Sono diversi i punti essenziali che voglio citare. Fra questi, cito l'estensione a tutti gli enti territoriali, e non solo alle Regioni come previsto attualmente, l'autonomia di entrata e di spesa, in modo che godano di risorse autonome e possano fissare e applicare tributi ed entrate propri; la domanda di legge statale, l'istituzione di un fondo perequativo assente nel testo previgente è coerente con la logica del decentramento fiscale in cui i territori sono responsabilizzati, nelle scelte di spesa e nelle decisioni relative, del loro finanziamento; intervento di sostegno di territori in cui le entrate non sono adeguate ed è perciò motivo di minore sviluppo; minore crescita misurata attraverso la minore capacità fiscale e non dalla inefficienza amministrativa dell'ente territoriale; risorse statali aggiuntive, interventi speciali in favore di tali enti al fine di perseguire una delle seguenti finalità: promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, rinnovare gli squilibri economici e favorire l'esercizio dei diritti delle persone. È proprio l'esistenza della condizione geografica, l'insularità, che ne costituisce la specialità, che si riflette sui settori dell'economia, sul modo di fare impresa, sul costo dei trasporti e, in un periodo in cui ovunque l'innovazione digitale viene applicata alle nuove tecnologie per una forte propensione al cambiamento, non è semplice - credetemi - per noi. Per questo urge intervenire e questa legge sarà un ottimo strumento, un'ottima misura che dovrà necessariamente essere riempita di contenuti. Lo Stato dovrà successivamente farsi portatore di questo progetto. I cittadini sardi hanno capito che per le isole si aprirà un nuovo scenario che ha visto coinvolti, oltre ai rappresentanti istituzionali, i Comuni, le università, le associazioni sindacali e di categoria, le scuole, i circoli degli emigrati e che prevede le pari opportunità soprattutto nel mondo del lavoro, dove si competerà a pari condizioni di partenza. È una battaglia in sinergia con la Sicilia, il concetto è di una insularità consapevole, dove le tutele del paesaggio, degli usi civici, della lingua e della cultura possono avere un adeguato riconoscimento. Voglio sottolineare come da questa importante iniziativa - nata circa cinque anni fa con una proposta forte e decisa attraverso la raccolta di 200.000 firme; la promozione di un referendum; il comitato promotore guidato dal compianto onorevole Frongia; il comitato scientifico diretto dalla professoressa Mongiu; l'istituzione di una commissione speciale regionale presieduta dall'onorevole Michele Costa e il prosieguo intanto dell' iter parlamentare del disegno di legge costituzionale - si siano inserite numerose iniziative legislative da parte del Consiglio regionale e dei parlamentari sardi di tutte le compagini politiche, che hanno in modo determinante rafforzato l'esigenza di voler colmare il gap dovuto al grave svantaggio naturale con una compattezza che raramente si riscontra. Come rappresentante parlamentare, non posso tollerare che un'isola produttiva debba partire con un deficit enorme come quello che ha oggi. C'è il problema energetico, dovuto in primis alla mancanza di metano, e del trasporto dell'energia con costi elevatissimi, che vale anche per i rifiuti e per la loro gestione. In un momento come questo, in cui il caro bollette mette in ginocchio l'Italia e vengono colpite non solo famiglie e imprese, il caro energia colpisce anche gli enti locali, con il rischio di tagli per i servizi. Immaginiamo quali siano le conseguenze per chi parte svantaggiato. Nei territori insulari non abbiamo alcuna possibilità di colmare la discontinuità territoriale con interventi infrastrutturali. Servono interventi immateriali, che tengano conto della loro natura. Il regime degli aiuti di Stato è spesso inefficace e non è in grado di sostenere le imprese. Servono dispositivi giuridici mirati e normative europee specifiche in grado di orientare la futura politica verso il settore dei trasporti e delle energie a lungo termine. Per questi motivi, il riconoscimento del principio di insularità in Costituzione ha raccolto il consenso di tutta la società civile e non solo. Rappresenta una battaglia politica e sociale trasversale. Unisce tutti gli schieramenti politici sardi, le associazioni culturali, le imprese, il mondo del volontariato, la cultura e lo sport. Perciò, a nome del mio Gruppo, con tanto orgoglio dichiaro il voto favorevole. (Applausi) . FENU (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, non l'ho fatto nell'intervento in prima lettura del disegno di legge costituzionale, ma intendo farlo adesso: oltre a ringraziare tutti i promotori dell'iniziativa popolare e i colleghi parlamentari, in particolare i senatori sardi che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alla proposta, intendo rivolgere un pensiero e un ringraziamento a Roberto Frongia, che è stato tra i principali promotori del disegno di legge di iniziativa popolare, che ho avuto l'onore di conoscere e apprezzare e che ora non c'è più. Era un eccellente politico e un sardo. Tra le caratteristiche che spesso vengono attribuite a noi sardi ci sono la testardaggine e la diffidenza.