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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 37 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 18,07). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Vedo con piacere che è ritornato il vice presidente Calderoli, cui do il benvenuto a nome di tutti. (Vivi applausi). Sullo svolgimento della seduta del 3 agosto 2018 PRESIDENTE . Onorevoli senatori, ricorderete che, a seguito della seduta dell'Assemblea dello scorso 3 agosto, la Presidenza fu investita della richiesta di fare luce su presunte espressioni verbali pronunciate dalla senatrice Taverna nei confronti di senatori dell'opposizione. La Presidenza ha svolto, insieme agli Uffici, tutte le possibili verifiche, visionando le immagini a disposizione. Al termine di tale accertamento comunico che non è emerso alcun elemento sindacabile attribuibile alla vice presidente Taverna nel corso della sopracitata seduta dell'Assemblea. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Alla vice presidente Taverna la Presidenza rinnova l'apprezzamento a nome di tutta l'Assemblea. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Con questo ritengo pertanto chiuso tale episodio. Sulla scomparsa di Carlo Dell'Aringa ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, purtroppo ieri sera siamo stati raggiunti da una pessima notizia: è scomparso Carlo Dell'Aringa, portato via purtroppo da un malore improvviso. Era un nostro collega, uno dei nostri, della nostra comunità del Partito Democratico. Era un docente appassionato ed era soprattutto un uomo gentile. È stato tante cose, ha ricoperto diversi ruoli. Si è formato a Milano, ha studiato scienze politiche all'Università Cattolica, si è poi specializzato all'estero in economia e alla Cattolica ha fatto tutta la sua carriera accademica, diventando giovanissimo ordinario di economia politica e poi fondando negli anni Ottanta un laboratorio, un pensatoio si direbbe oggi, cioè il Centro di ricerche economiche per i problemi del lavoro e dell'industria. Proprio sui problemi del lavoro tanti di noi l'hanno conosciuto e proprio su questi temi ha servito la pubblica amministrazione e il proprio Paese: lo ha fatto alla guida dell'Agenzia rappresentanza negoziale pubbliche amministrazioni (ARAN) e all'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) e poi lo ha fatto in Parlamento, quando nel 2013 il Partito Democratico gli chiese di candidarsi in Lombardia, e come Sottosegretario durante il governo Letta. Questi incarichi li ha svolti con il suo stile, con il suo profilo caratteriale. Carlo era una persona che non amava la politica urlata, la politica sguaiata; amava studiare e approfondire, era un politico serio, competente e appassionato. Mite lo definirebbero i più, ma di quella mitezza che non è da scambiare per arrendevolezza, perché era determinato e chi lo ha conosciuto lo può testimoniare. Quando l'ho incontrato nei cinque anni in cui abbiamo lavorato insieme, mi colpiva, nei confronti e nelle discussioni che avevamo, l'eleganza nei modi e nei pensieri; e questo dovrebbe farci pensare, in un periodo come questo in cui lo scontro, spesso sguaiato, come dicevo prima, prevale sul rispetto reciproco. Lui era lontano anni luce da quel tipo di politica. In queste ore vorrei che ai familiari giungesse l'abbraccio dei colleghi del Partito Democratico e non solo, di tutti coloro che l'hanno conosciuto e che hanno fatto con lui un tratto di strada insieme. Un pensiero speciale a te, Carlo. Che il tuo esempio e il tuo stile ci sia di ispirazione nel nostro impegno politico. Ne abbiamo davvero bisogno. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). (Applausi) . PRESIDENTE. Invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio) . Discussione e deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge: DDL 717-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione e la deliberazione su proposte di questione pregiudiziale riferite al disegno di legge n. 717-B. Ha facoltà di parlare la senatrice De Petris per illustrare la questione pregiudiziale QP1. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, molti di voi sanno quanto noi ostinatamente alla presentazione di decreti cosiddetti «milleproroghe» abbiamo sempre opposto una pregiudiziale di costituzionalità; lo abbiamo fatto anche in questa occasione già in fase di prima lettura al Senato, reiterando tale richiesta dopo il passaggio del provvedimento all'esame della Camera. Infatti, le numerose modifiche apportate al decreto-legge in esame risulta, certamente non in linea con quanto prescritto dall'articolo 77 della Costituzione, hanno ulteriormente appesantito il contenuto disorganico ed eterogeneo che è alla base di tale provvedimento, da cui deriva la denominazione «milleproroghe». Presidente, il fatto di definirlo in questo modo certamente non è in ossequio alla prescrizione dell'articolo 77 della Costituzione. Ribadisco qua quanto ha ripetuto varie volte la Consulta in vari procedimenti e pronunciamenti. Mi riferisco, in particolare, alla sentenza n. 22 del 2012 in cui la Consulta ha definito l'illegittimità di un decreto-legge perché il contenuto non rispettava quanto l'articolo 77 prescrive come vincolo, cioè l'omogeneità.