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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 178 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15. IN SEDE REFERENTE Diffazione mezzo stampa DDL 812 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato Doc n. 604 - e petizione n. 604 ad esso attinente (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue il seguito dell'esame, sospeso nella seduta del 18 giugno. La Commissione respinge a maggioranza l'emendamento 1.19/13. La Commissione respinge altresì l'emendamento 1.19/14. Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 1.19/15. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) accetta la riformulazione dell'emendamento 1.19/16, già avanzata dal RELATORE nella scorsa seduta. L'emendamento 1.19/16 testo 2 (pubblicato in allegato al resoconto) messo ai voti è approvato. Risultano pertanto preclusi o assorbiti gli emendamenti 1.19/17 e 1.19/18. La Commissione respinge l'emendamento 1.19/19, mentre accoglie l'emendamento 1.19/22 con riserva di correzione di forma derivante dal coord. 1 già approvato. Il RELATORE ricorda la proposta di riformulazione dell'emendamento 1.19/23 avanzata nell'ultima seduta. Il senatore MIRABELLI ( PD ) l'accoglie; a seguito dei rilievi avanzati dal senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) - secondo cui andrebbero spiegati i moventi che inducono a modificare i criteri della competenza territoriale per quanto riguarda il reato di diffamazione commesso on-line - preferisce PERò ritirare l'emendamento per non pregiudicare la celere approvazione del provvedimento. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) lo fa proprio e ne propone una formulazione che comprenda le nozioni più ampie di stampa, intesa anche ma non solo come testata giornalistica on-line . La Commissione accoglie l'emendamento 1.19/23 (testo 3) - pubblicato in allegato al resoconto - con riserva di correzione di forma, volta a rendere coerente il testo con il coord. 1 già approvato nonché a sancirne la prevalenza sulla lettera f) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo in sede di dichiarazione di voto contrario sull'emendamento 1.19 nel testo emendato, ricorda come la pena minima prevista dall'emendamento sia molto bassa e finirebbe per indebolire la funzione deterrente della sanzione penale; paventa il rischio che si venga a realizzare una depenalizzazione di fatto del reato. Il senatore BALBONI ( FdI ), pur astenendosi, condivide l'opinione espressa sottolineando come tra l'altro la previsione legislativa sia già abbastanza mite nei confronti dei giornalisti: essa introduce una nuova causa di non punibilità data dalla rettifica della dichiarazione lesiva della reputazione di taluno. Ricorda come la previsione della pena pecuniaria sia, dal punto di vista edittale, quasi insignificante e finisca col vanificare la funzione deterrente della norma penale; per l'esame in Assemblea, invita il Governo ed il relatore a rivedere la previsione edittale nel minimo. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) evidenzia come la approvazione di alcuni emendamenti susciti delle perplessità, in particolare nella parte in cui si fa riferimento alla previsione della circostanza aggravante del fatto determinato; annuncia perciò la propria astensione sull'emendamento 1.19 nel testo emendato. La Commissione approva a maggioranza l'emendamento 1.19 nel testo emendato. Risultano pertanto preclusi o assorbiti gli emendamenti 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16 e 1.17. La Commissione approva infine l'articolo 1 nel testo emendato. Si passa agli emendamenti proposti all'articolo 2. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.6/1. Dopo che il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) interviene in sede di dichiarazione di voto favorevole sul proprio emendamento 2.6/1 prima parte, esso viene respinto a maggioranza dalla Commissione. Il PRESIDENTE ricorda che la seconda parte sarà votata, come emendamento 2.11 (pubblicato in allegato), insieme con gli emendamenti contenutisticamente analoghi. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.6/2 che, posto ai voti, risulta respinto dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari agli emendamenti 2.6/3, 2.6/47, 2.6/5 e 2.6/6. Conseguentemente, i senatori Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) e MIRABELLI ( PD ) ritirano rispettivamente gli emendamenti 2.6/4 e 2.6/5. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) interviene in sede di dichiarazione di voto favorevole all'emendamento 2.6/6, che, posto congiuntamente ai voti con l'emendamento 2.6/3 (di contenuto identico), è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.6/7, che, posto ai voti, è respinto a maggioranza dalla Commissione. La sottosegretaria ZAMPA esprime parere favorevole sull'emendamento 2.6 del Relatore. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) in sede di dichiarazione di voto di astensione sull'emendamento 2.6, sottolinea come la prima parte sia identica all'emendamento a sua firma tuttavia già respinto. Concorda il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), evidenziando come la differenza tra il testo e l'emendamento respinto - in materia di delega di funzioni - finisca per consentire lo svolgimento della funzione di vigilanza anche ad un giornalista esterno al comitato di redazione. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) nota che, a differenza del testo originario, non è più oggetto di esplicita previsione la circostanza dell'articolo che non rechi la firma dell'articolista; ricorda come le pene siano assolutamente non dissuasive e preannuncia la propria astensione. Posto ai voti, l'emendamento 2.6 è approvato dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si pronunciano in senso contrario all'emendamento 2.1. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) dichiara voto favorevole all'emendamento a sua firma 2.1, che ha l'obiettivo di aprire un dibattito sul tema della regolazione dei sistemi informativi e dei social network : già la giurisprudenza ha sollecitato il legislatore ad intervenire su una materia che allo stato è priva di qualsiasi controllo.