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da ultimo, la legge di bilancio per 2019 (legge n. 145 del 2018, art. 1, comma 615) ha incrementato di 4 milioni di euro per il 2019 le risorse del Fondo, da destinate al riconoscimento di incentivi e agevolazioni fiscali attraverso lo strumento del credito d'imposta; le modalità di gestione del Fondo sono state definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 maggio 2017, mentre il riparto dello stesso fra le diverse tipologie di contributi è stato effettuato, per il 2017, con decreto ministeriale 13 luglio 2017, per il 2018, con decreto ministeriale n. 148 del 15 marzo 2018 e, per il 2019, con decreto ministeriale n. 149 del 14 marzo 2019, decreto ministeriale 2 aprile 2019 e decreto ministeriale n. 199 del 24 aprile 2019; la sproporzione tra le risorse finora messe a disposizione per la copertura del credito d'imposta alla produzione per il 2019 e il reale fabbisogno delle imprese ha determinato la necessità di ragionare in termini di "priorità" delle richieste presentate nella prima sessione 2019; l'entità residua del Fondo, pari a 47,3 milioni di euro, non sarà, a parere dell'interrogante, sufficiente a coprire i fabbisogni per le attuali e prossime produzioni; il decreto-legge n. 59 del 2019, attualmente in corso di esame presso il Senato, all'art. 3, rubricato "Misure urgenti di semplificazione e sostegno per il settore cinema e audiovisivo", non prevede ulteriori risorse da destinare al Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, si chiede di sapere quale sia lo stato di operatività e di attuazione delle disposizioni di cui alla legge n. 220 del 2016 e se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare iniziative, anche di proposta legislativa, necessarie ad incrementare lo stanziamento del Fondo, al fine di risolvere le problematiche esposte, almeno coprendo il fabbisogno straordinario determinato dalle richieste pervenute per l'anno 2019, nonché dalle richieste che prevedibilmente perverranno con riferimento al medesimo anno. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01026 PINOTTI MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI STEFANO COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' VALENTE ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI CERNO COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PITTELLA RAMPI RICHETTI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI ZANDA Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da diversi organi di stampa, in data 15 luglio 2019, la Polizia di Torino, coordinata dalla Procura di Torino, ha sequestrato nel Nord Italia un autentico arsenale di guerra rinvenuto nelle disponibilità di diverse persone appartenenti all'estrema destra; durante l'operazione, condotta dal Servizio antiterrorismo dell'Ucigos e dalla Digos di Torino, che ha agito in collaborazione con quella di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì, sono stati sequestrati fucili d'assalto di ultima generazione, nonché un missile aria-aria perfettamente funzionante che gli arrestati, reduci dai combattimenti a Donbass, in Ucraina, stavano cercando di vendere per una cifra pari a 470.000 euro; considerato che: i fatti seguono una serie allarmante di accadimenti che testimoniano come le formazioni riconducibili all'estrema destra si muovano con una preoccupante libertà d'azione; in tal senso, si pensi all'aggressione ai danni del giornalista Federico Marconi e del fotografo Paolo Marchetti del settimanale "L'Espresso", avvenuta lo scorso 7 gennaio al cimitero del Verano, durante la commemorazione dei morti di Acca Larentia. Tra gli aggressori figurano Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli, esponenti di spicco rispettivamente di "Forza Nuova" e "Avanguardia Nazionale". In particolare, si evidenzia che Avanguardia Nazionale, organizzazione neofascista e golpista italiana, è stata fondata il 25 aprile 1960 da Stefano Delle Chiaie e disciolta formalmente il 5 giugno 1976 a seguito della condanna del Tribunale di Roma di gran parte dei dirigenti e degli attivisti di Avanguardia Nazionale per ricostituzione del disciolto partito fascista; tra i numerosi fatti accaduti in questi mesi si ricordano anche gli scontri avvenuti a Genova lo scorso 23 maggio nel corso del comizio di "CasaPound", o ancora le violenti minacce sempre ad opera di diversi esponenti di CasaPound, in occasione dell'assegnazione di una casa popolare nel quartiere di Casal Bruciato a Roma. Tra gli insulti e le minacce, occorre menzionare anche la minaccia di uno stupro rivolta ad una donna bosniaca con in braccio una bambina; inoltre, come noto, la Corte dei conti ha stimato in 4,6 milioni di euro il danno all'erario dovuto all'occupazione abusiva dell'immobile di via Napoleone III, a Roma, da parte di CasaPound. Come sottolineato dalla Corte di conti: "L'occupazione sine titulo dell'immobile da parte di Casa Pound ha determinato una perdita economica per le finanze pubbliche e comunque una lesione al patrimonio immobiliare pubblico, dato che il cespite non è stato proficuamente utilizzato per oltre 15 anni". Nonostante le predette stime e le sollecitazioni pervenute da diversi esponenti istituzionali, ad oggi il Ministro in indirizzo non ha adottato alcuna iniziativa volta a sgomberare l'immobile; considerato, inoltre, che l'articolo 1 della legge 20 giugno 1952, n. 645, recante norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione dispone che: "Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista", si chiede di sapere quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di contrastare efficacemente le attività criminali delle diverse organizzazioni riconducibili all'estrema destra, oramai divenute una vera emergenza nazionale, anche alla luce del dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista, il cui rispetto deve sempre guidare l'attività di tutti i membri del Governo della Repubblica italiana.