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Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, vorrei rassicurare ancora una volta sulle condizioni di salute dei pescatori e sul fatto che sono stati fatti loro recapitare tutti i farmaci di cui avevano bisogno: voglio ribadirlo ancora una volta e posso dirvi, per il livello di dettaglio con il quale ci stiamo preoccupando della loro salute, che sappiamo anche che cosa hanno mangiato ieri. Dico questo perché stiamo seguendo con la massima attenzione il caso. Aggiungo che stiamo lavorando in silenzio, ma in un silenzio responsabile e lavorare in silenzio non significa non lavorare, anzi. Vorrei richiamare l'attenzione su casi che ovviamente non sono paragonabili, ma non abbiamo mai rilasciato dichiarazioni roboanti o di dettaglio prima della liberazione di padre Maccalli, di Silvia Romano o di Luca Tacchetto. Noi lavoriamo in silenzio, sotto traccia, e grazie a questo lavoro la Farnesina, l' intelligence e il Governo tutto, nell'ultimo anno, hanno riportato a casa sette nostri connazionali. (Applausi) . Ad oggi tutti gli italiani che purtroppo avevamo all'estero sono rientrati. Il caso dei pescherecci è diverso perché, come diceva prima anche il senatore Urso, non siamo di fronte a nostri connazionali nelle mani di terroristi, ma nelle mani di forze libiche autoproclamate che non riconosciamo. Per riportare a casa i nostri concittadini stiamo concentrando tutti gli sforzi sia sul piano del dialogo e del confronto tra le nostre agenzie e gli attori libici sia sul piano delle telefonate e degli incontri che ho avuto con i principali Governi di tutto il mondo che hanno influenza su quell'area. Ho letto che, siccome della mediazione se ne stanno occupando anche i nostri amici emiratini, il Governo non ha peso: ma chi ha attivato i nostri cari amici? Ci stanno dando tutti una mano in questo momento per provare a riportare a casa i pescatori. È un lavoro corale; ci sono stati vari incontri, che non vuol dire siano stati l'unico momento di contatto con le famiglie: le famiglie hanno un canale diretto con l'unità di crisi della Farnesina che può sentire quando vuole per avere tutte le informazioni che il Ministero può dare. Credo che in questo momento sia importante che tutti noi ci stringiamo attorno ai connazionali trattenuti a Bengasi, evitando facili speculazioni politiche ma perseguendo insieme l'unico obiettivo che conta: restituirli al più presto all'affetto dei loro cari. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Bonis, per due minuti. DE BONIS (Misto) . Signor Presidente, signor Ministro, le signore Rosaria Giacalone, Cristina Amabilino e Jemmail Insaf che sono accampate davanti a Montecitorio, chiedono una cosa molto semplice, come mi hanno ribadito poche ore fa: vogliono una prova certa del fatto che i loro marittimi si trovino ancora in vita (una foto, un video, una telefonata); la possibilità di capire se non sia tutta una messa in scena, in quanto temono che, come per i marò, questa vicenda possa protrarsi per oltre otto anni. PRESIDENTE . La senatrice Papatheu ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01979 sulle circostanze del sequestro dei marittimi italiani in Libia e sulle condizioni per la loro liberazione, per tre minuti. PAPATHEU (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, oggi, come Gruppo Forza Italia (ma come un po' tutto il Parlamento), siamo molto provati perché abbiamo perso una collega, di cui lei forse non ha saputo perché non ha espresso alcun tipo di commento all'inizio di questa seduta. Le voglio dire una cosa: siamo stanchi delle sue parole, perché sono le stesse che pronunciava quando faceva campagna elettorale, dicendo che, una volta entrato nei palazzi, li avrebbe aperti - questo palazzo come tutti gli altri - come scatolette di tonno. Si è capito che a lei il tonno piace e sia rimasto là inchiodato. Lei deve prendere atto della sua inadeguatezza, legata a un fatto anzitutto cronologico della sua giovane età, perché lei non ha l'esperienza e soprattutto non può avere neanche l'autorevolezza di persone di chiara fama che lei invece avrebbe dovuto scegliere se amasse questo Paese... PRESIDENTE. Senatrice Papatheu, la invito a porre le domande. Le sue considerazioni non sono inerenti al question time . PAPATHEU (FIBP-UDC) . Lo stesso Salvini si è dimesso per non essere complice di questi delitti che vengono compiuti ogni giorno. Lei, signor Ministro, parla e dice tante belle parole, però di queste notizie non è a conoscenza nessuno e neanche i familiari, che sono inchiodati davanti a Montecitorio notte e giorno, sotto il vento e la pioggia. Nessuno di loro ha ricevuto una videochiamata. Lei dovrebbe prendere un aereo e presentarsi lì con il suo premier Conte e affrontare la questione per sapere quando saranno liberati. Infatti, le garantisco che è la prima volta nella storia (lei è giovane e forse non lo sa) che passa tutto questo tempo senza che i pescatori tornino nelle proprie abitazioni. È inutile che lei parli di giorni, in quanto non si tratta di giorni. La storia ci dice - lo possiamo leggere - che Berlusconi ha chiamato Gheddafi e in tre giorni è arrivata la soluzione. (Commenti). Quel Berlusconi, che lei ha sempre criticato e contro il quale ha fatto campagna elettorale, è stato in grado perché autorevole. Non perché forse è più bravo di lei, ma solo perché autorevole. Lei, invece, malgrado non lo sia, riveste il ruolo di Ministro secondo me con grandi lacune. Le chiedo quando questi pescatori torneranno a casa e, soprattutto, quando lei prenderà un aereo e si presenterà là, pretendendo di fare una videochiamata e guardando con i suoi occhi quello che sta accadendo. PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, prima di tutto tengo a dire che stamattina, appena appresa la notizia della morte della Governatrice della Calabria, ho espresso la mia solidarietà pubblica e le mie condoglianze alla famiglia. Ci tenevo a dirlo. (Applausi) . Poi vorrei dire un'altra cosa. Ovviamente non posso giudicarmi da solo sulla mia competenza, ma se sono l'ennesimo Ministro degli affari esteri che si sta occupando della Libia è perché qualche Governo l'ha bombardata (e non è questo Governo). (Applausi) . Credo che la destabilizzazione della Libia sia stato uno dei più grandi errori che questo Paese abbia mai fatto, soprattutto perché il giorno prima chiamava Gheddafi e il giorno dopo permetteva il bombardamento in Libia. (Applausi) . Come Ministro degli affari esteri non posso oggi dirvi il giorno in cui i pescatori rientreranno, ma posso dirvi che, così come abbiamo lavorato per un anno (grazie al nostro grande apparato di intelligence , ai nostri diplomatici e a tutte le diramazioni e articolazioni dello Stato) per gli altri, lavoreremo ogni giorno per riportare a casa i nostri pescatori.