[resaula]

se, vero quanto rappresentato e alla luce del danno registrato, non vi siano gli estremi per l'azione di commissariamento, ai sensi dell'art. 2, comma 6, del decreto, a tutela del patrimonio della fondazione e degli interessi degli iscritti; se i rappresentanti ministeriali presso i collegi dei sindaci abbiano le competenze adeguate in materia di investimenti per le verifiche e i controlli sulle delibere degli organi in materia; infine, per quale motivo non sia ancora adottato il regolamento, di cui al comma 3 dell'art. 14 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che avrebbe potuto rafforzare il sistema dei controlli interni e regolamentare al meglio la gestione del rischio e i conflitti di interessi. Atto n. 3-00990 PAROLI BIASOTTI GALLONE VITALI MALLEGNI LANIECE GARNERO SANTANCHE' Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: al fine di perseguire l'efficacia dell'economia circolare, l'articolo 1, comma 19, del decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, riscrive il comma 3 dell'articolo 184- ter del codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006), che disciplina in via transitoria i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto ( end of waste ), in attesa di quelli definitivi; la disposizione consente alle Regioni di utilizzare, in via transitoria, i criteri statali per la qualificazione delle materie prime secondarie o prodotti, mediante le procedure agevolate di cui ai decreti ministeriali 5 febbraio 1998, n. 161 del 2002 e n. 269 del 2005. Prevede altresì l'emanazione di linee guida del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per garantire l'uniforme applicazione sul territorio nazionale. Tali linee guida dovranno riferirsi alle verifiche sui rifiuti in ingresso nell'impianto e ai controlli sugli oggetti e sulle sostanze risultanti dalle operazioni di recupero svolte nell'impianto medesimo e dovranno comunque tener conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore delle linee guida, i titolari delle autorizzazioni rilasciate in forza delle nuove disposizioni presentano all'autorità competente istanza di aggiornamento ai criteri generali definiti dalle stesse linee guida; l'entrata in vigore dell'articolo 1, comma 19, sta destando viva preoccupazione tra le aziende operanti nel settore, le associazioni rappresentative e gli enti locali, a causa di numerose problematiche, alcune delle quali sono irrisolte, altre invece incautamente aperte; in tale contesto, al fine di prevenire le gravi problematiche che iniziano a profilarsi, la Regione Lombardia ha inoltrato al Ministero dell'ambiente una richiesta di chiarimenti, in considerazione del fatto che, dal 18 giugno, non è possibile rilasciare nuove autorizzazioni, poiché la nuova normativa non sarà disposta prima di un anno e le autorizzazioni già rilasciate non sembrerebbero più efficaci, dovendosi disporre la loro revoca; dalla revoca delle autorizzazioni già rilasciate conseguirà la chiusura di numerose imprese operanti nel settore con la perdita di migliaia di posti di lavoro, in un contesto, quello dell'economia circolare, che dovrebbe invece rappresentare uno degli elementi trainanti per lo sviluppo dell'economia, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; quali siano le iniziative che intendono intraprendere: per prevenire la saturazione delle discariche, immediata conseguenza del blocco delle nuove autorizzazioni e della revoca di quelle già rilasciate; per evitare che la revoca delle autorizzazioni comporti la chiusura delle numerose imprese operanti nel settore, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro; per consentire l'operatività di un settore vitale, quello dell'economia circolare, per la Lombardia ed il Paese. Atto n. 3-00991 GARAVINI ALFIERI GIACOBBE Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'interno Premesso che: l'articolo 7- vicies ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2006, la sostituzione della carta d'identità su supporto cartaceo, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identità elettronica; l'articolo 10, comma 3, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, ha disposto che: "L'emissione della carta d'identità elettronica è riservata al Ministero dell'interno"; alla data odierna su 7.957 Comuni presenti nel territorio nazionale, 7.810 sono già dotati di postazioni per il rilascio della carta d'identità elettronica, per una copertura pari al 98,15 per cento del totale; la carta di identità in versione cartacea, facilmente falsificabile, è oramai ampiamente superata e viene talvolta contestata in alcuni Paesi esteri, anche nei controlli alla frontiera, risultando particolarmente problematica per gli italiani residenti all'estero; presso la commissione interministeriale permanente della carta d'identità elettronica, istituita ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Ministro dell'interno 23 dicembre 2015, recante "Modalità tecniche di emissione della carta d'identità elettronica", sono ancora in corso di svolgimento le attività finalizzate a rendere possibile l'emissione della carta di identità elettronica ai cittadini italiani residenti all'estero; infatti, secondo quanto emerso dai lavori della commissione, dovrebbero essere estese anche alle sedi consolari europee le procedure già previste per i Comuni, per consentire anche ai concittadini all'estero di presentare domanda di rilascio della carta elettronica e poterla ricevere presso il proprio domicilio, senza costi aggiuntivi rispetto a quanto avviene in Italia; il sottosegretario per l'interno, Stefano Candiani, rispondendo all'interrogazione 4-00236 presentata dal primo firmatario del presente atto in data 19 giugno 2018, ha chiarito che, per quanto riguarda l'emissione della carta elettronica per gli italiani residenti all'estero, l'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato ha già predisposto un documento tecnico, oggetto di confronto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, contenente le linee programmatiche di intervento per lo sviluppo della relativa progettualità; inoltre, ha assicurato che: "L'obiettivo, una volta superati taluni passaggi tecnico-operativi e secondo un cronoprogramma predisposto dal Ministero degli affari esteri per il graduale avvio del rilascio della CIE all'estero, è quello di procedere all'integrazione dei sistemi informatici della rete consolare, per avviare, entro l'anno 2019, una fase di sperimentazione, con il dispiegamento di 95 postazioni CIE presso taluni consolati";