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La vicinanza culturale risultò addirittura più effervescente sotto il regime di Tito. Solo con la frantumazione della Jugoslavia i rapporti videro un appannamento, causato perlopiù dalla forte pressione delle cancellerie europee, che erroneamente puntarono ad un asse privilegiato con Belgrado. Per qualche anno la quasi totalità della comunità internazionale ha considerato il Montenegro, inclusi i governanti, come un Paese dedito al contrabbando di sigarette e rifugio di molti malavitosi italiani. Fu indagato per questo anche l'allora capo del Governo, Djukanovic e infatti molte procure italiane lo iscrissero nel registro degli indagati. Il corso dell'attività investigativa dimostrò poi l'estraneità ai fatti, ma si acclarò che effettivamente le coste montenegrine furono usate come piattaforma operativa dai contrabbandieri balcanici e dai mafiosi italiani. Oggi quella rotta del tabacco risulta essere completamente smantellata, tuttavia qualche attento osservatore politico si è spinto a dire che le indagini a carico di Djukanovic furono solo formidabili accuse per screditare il neogoverno montenegrino, colpevole di essersi discostato troppo da Belgrado. In sostanza, millenni di amicizia e di scambi culturali furono bruciati in un decennio di cecità politica e direi anche di scarso realismo. Solo dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato Stato indipendente, internazionalmente riconosciuto, e dal 2017 è il ventinovesimo membro della NATO, un Paese saldamente stabile, con un'economia in espansione, sia per quanto riguarda il turismo che le infrastrutture. Non può certo sfuggire che quel Paese oggi offre importanti possibilità di investimenti in infrastrutture stradali e per la rete ferroviaria. Anche la valorizzazione turistica potrebbe apparire conveniente per gli investitori italiani, considerando che il Paese risulta ancora poco conosciuto. Infatti, solo il 2 per cento dei turisti che visitano lo Stato adriatico proviene dall'Italia. Faccio riferimento a questi aspetti ben sapendo che l'Accordo oggetto di ratifica prevede la cooperazione culturale e di istruzione, ma proprio per questo non possono essere slegati con tutte le intese che, inevitabilmente, si andranno ad intrecciare. Per tutti questi aspetti la ratifica e l'esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, siglato a Roma il 15 aprile del 2014, saranno prodromiche rispetto a futuri e vantaggiosi rapporti. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle non può che esprimere un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). ( Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 676 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, fatto a Bangkok il 17 febbraio 2003 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 676. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, d'iniziativa parlamentare, recante ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica sottoscritto dall'Italia e dal Laos nel febbraio 2003. L'Accordo, composto da tredici articoli, si pone l'obiettivo di sviluppare i rapporti di collaborazione bilaterale, e di consolidare e approfondire la conoscenza reciproca, fornendo al contempo una risposta alla crescente richiesta di cultura, scienza e tecnologia che emerge nel Paese asiatico, ma offrendoci l'opportunità di allargare i nostri orizzonti economici e culturali anche in Asia, non solo quando si parla di delocalizzare imprese italiane. In particolare l'Accordo, dopo aver stabilito i princìpi generali di mutuo sostegno e di collaborazione culturale, scientifica e tecnologica ai quali dovrà ispirarsi la cooperazione, afferma la volontà delle due parti di sostenere lo sviluppo di attività di cooperazione culturale attraverso scambi di artisti, esperti, ricercatori e di mostre, favorendo altresì gli scambi di conoscenza e le esperienze nell'aggiornamento e nella formazione negli ambiti dell'informazione, delle traduzioni e delle pubblicazioni in campo scientifico e letterario. (Brusio). PRESIDENTE. Il Gruppo di Fratelli d'Italia mi pare troppo rumoroso. Invito i colleghi ad abbassare il tono della voce, grazie. FERRARA, relatore . La ringrazio, Presidente, in effetti c'era brusio. Il testo prevede, altresì, che le attività di cooperazione scientifica e tecnologica si realizzino attraverso lo scambio di scienziati e tecnici, l'organizzazione di convegni, seminari e di altri eventi, nonché mediante la realizzazione di progetti di ricerca congiunta, di attività di addestramento e aggiornamento professionale. L'Accordo punta, inoltre, a promuovere la collaborazione nei campi archeologico e antropologico per la salvaguardia del patrimonio archeologico e culturale, nonché la cooperazione nel campo dell'istruzione secondaria, professionale e post -secondaria e fra le rispettive istituzioni accademiche, oltre a prevedere l'impegno, nei limiti della disponibilità dei fondi, per l'erogazione di borse di studio per studenti e laureati per studi e ricerche a livello universitario, post -universitario o presso altre istituzioni accademiche nel campo delle belle arti, dell'archeologia e della linguistica. Il disegno di legge al nostro esame ripropone, sia pure parzialmente e limitatamente al solo Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica con il Laos, il testo di ratifica proposto dal Governo nel corso della XVII legislatura che, presentato il 4 maggio 2017, fu esaminato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato in data 28 giugno 2017, ma non vide completato il proprio iter di esame, nonostante la Commissione si fosse prodigata nell'approvazione di decine di accordi di cooperazione militare con Stati spesso in guerra o ai confini di grossi conflitti, tuttora in corso, e su cui credo sia necessario tornare per verificarne la compatibilità con la legge n. 185 del 1990. Il disegno di legge di ratifica consta di cinque articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alle disposizioni finanziarie, alla clausola di invarianza finanziaria e all'entrata in vigore. Signor Presidente, credo che il nostro Paese possa finalmente dare corso ad una nuova forma di relazione che superi i limiti del neo colonialismo, soprattutto con quei Paesi che hanno vissuto la tragedia del colonialismo e della guerra.