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nell'esclusione dalle attività ricreative per non più di dieci giorni; nell'esclusione dalle attività in comune per non più̀ di dieci giorni. L'articolo 25 disciplina la fase di dimissione del detenuto minorenne, prevedendo che nei sei mesi precedenti l'ufficio di servizio sociale per i minorenni, in collaborazione con l'area trattamentale, prepari e curi la dimissione: elaborando, per i condannati cui non siano state applicate misure penali di comunità, programmi educativi, dì formazione professionale, di lavoro e di sostegno all'esterno; curando i contatti con i familiari di riferimento e con i servizi socio- sanitari territoriali; rafforzando, in assenza di riferimenti familiari, i rapporti con i servizi socio-sanitari territoriali e con le organizzazioni di volontariato per la presa in carico del soggetto. L'articolo 26, infine, contempla le opportune disposizioni finanziarie. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA A.G. n. 25 (Adeguamento normativa nazionale a regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato) Doc n. 25 Schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle diposizioni del regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato e che abroga la direttiva 2003/6/CE e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (Osservazioni alla 6 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore CANDURA ( L-SP ) illustra lo schema di decreto legislativo in titolo. Ricorda che con la legge di delegazione europea 2016-2017 (legge n. 163 del 2017), il Parlamento ha delegato al Governo l'adeguamento dell'ordinamento interno alle disposizioni del regolamento (UE) n. 596/2014 Market Abuse Regulation - MAR) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato, che abroga la direttiva 2003/6/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/UE, 2003/125/UE e 2004/72/UE della Commissione. I principi e i criteri direttivi per l'esercizio della delega sono contenuti nell'articolo 8 della legge di delegazione. Poiché il regolamento rappresenta una fonte del diritto immediatamente applicabile nell'ordinamento italiano, lo schema in esame non riproduce il suo contenuto nel decreto legislativo n. 58 del 1998 (Testo Unico della Finanza - TUF) ma si limita ad adottare le misure per cui è espressamente richiesto l'intervento degli Stati membri, ai sensi dell'articolo 39, paragrafo 3, del medesimo regolamento. Lo schema di decreto reca le conseguenti disposizioni di modifica del TUF, suddivise in quattro articoli relativi, rispettivamente, alle disposizioni comuni (parte I del TUF), alla disciplina dei mercati (parte III del TUF), alla disciplina degli emittenti (parte IV del TUF) e alle sanzioni (parte V del TUF). Lo schema contiene, infine, la consueta clausola d'invarianza finanziaria. La legge di delegazione europea 2016-2017, all'articolo 8, comma 3, reca quindi gli specifici principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega in argomento. In particolare, limitatamente ai profili oggetto di parere della Commissione, il Governo è tenuto ad attribuire alla Consob il potere di imporre le sanzioni e le altre misure amministrative per le violazioni espressamente elencate dall'articolo 30 del regolamento MAR, nel rispetto dei criteri, dei limiti e delle procedure stabilite dal regolamento medesimo, della Parte V del TUF, che reca l'impianto sanzionatorio applicabile in Italia. Si prevede inoltre che le norme delegate rivedano l'articolo 187- terdecies del TUF, vincolando l'autorità giudiziaria o la Consob a tenere conto, al momento dell'irrogazione delle sanzioni di propria competenza, delle misure punitive già irrogate; le norme delegate devono altresì disporre che l'esecuzione delle sanzioni, penali o amministrative, aventi la medesima natura, sia limitata alla parte eccedente a quella già eseguita o scontata; prevedere che, per stabilire il tipo e il livello di sanzione amministrativa per le violazioni delle previsioni stabilite dal regolamento MAR, si tenga conto delle circostanze pertinenti, elencate dall'articolo 31 del medesimo regolamento. L'articolo 4 dello schema di decreto legislativo prevede le modifiche alla disciplina delle sanzioni. Nel dettaglio, il comma 1 modifica l'articolo 172 del TUF che dispone le sanzioni applicabili all'acquisto irregolare di azioni. In coerenza con l'estensione dell'ambito di applicazione effettuata dall'articolo 3, comma 11, dello schema di decreto, vengono soppressi i riferimenti ai (soli) mercati regolamentati e viene prevista l'applicazione della sanzione anche agli amministratori di società con azioni negoziate su un sistema multilaterale di negoziazione italiano (« MTF »). Mentre il comma 2 rinomina il titolo I- bis della Parte V del TUF «abusi di mercato», il comma 3 e il comma 5 modificano rispettivamente gli articoli 180 e 182 del TUF che contengono le definizioni e l'ambito di applicazione della disciplina sanzionatoria degli abusi di mercato. In tal senso, le fattispecie già previste sono state adeguate alle nuove definizioni elaborate in sede europea e sono stati inclusi i riferimenti ai nuovi ambiti di applicazione della disciplina (prodotti, sedi di negoziazione, operazioni, emittenti e istituti giuridici). Il comma 4 abroga l'articolo 181 del TUF che conteneva la definizione di informazione privilegiata ora disposta dall'articolo 7 del regolamento UE n. 596 del 2014. La definizione è stata inclusa nel TUF (all'articolo 180, comma 1, lettera b- ter ), con le modifiche introdotte dal precedente comma 3. Il comma 6 modifica la disciplina delle esenzioni, richiamando espressamente le condotte e le operazioni alle quali non sono applicabili le disposizioni del Titolo I- bis della Parte V del TUF, rinviando per riferimento agli articoli 5 e 6 del MAR. Le modifiche, apportate dai commi 7 e 8 alle disposizioni penali contenute negli articoli 184 e 185 del TUF, assolvono a una funzione di coordinamento e di chiarificazione del testo. In particolare, il comma 7 modifica l'articolo 184, comma 1, del TUF che indica le sanzioni penali per l'abuso di informazioni privilegiate, includendo i sondaggi di mercato  svolti ad esempio per saggiare la disponibilità di potenziali investitori a prendere parte ad un'operazione di pubblico acquisto o un collocamento di strumenti finanziari  fra le fattispecie per le quali non è sanzionata la comunicazione di informazioni privilegiate. Inoltre, si estende la fattispecie contravvenzionale di cui al comma 3- bis , oltre che alle condotte aventi a oggetto strumenti finanziari negoziati su un sistema multilaterale di negoziazione italiano (MTF), anche alle condotte relative a strumenti finanziari negoziati su sistemi organizzati di negoziazione (OTF), strumenti derivati e quote di emissioni. Il comma 8 modifica l'articolo 185 del TUF che indica le sanzioni penali per la manipolazione del mercato.