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Dà poi conto degli esiti della ricognizione del numero e della classificazione funzionale delle infrastrutture statali del settore idrico, dell'istruzione, della sanità e dei trasporti effettuata dal MIMS nell'ambito della procedura per il superamento del divario infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale, che, in base a quanto previsto dall'articolo 15 del decreto-legge n. 121 del 2021, consentirà il finanziamento di interventi per la perequazione infrastrutturale per un totale di 4.600 milioni di euro negli anni dal 2022 al 2033 a valere sul fondo appositamente istituito. Contiene infine un'analisi della domanda di mobilità sia dei passeggeri che delle merci, che mette in luce l'andamento, le criticità e le opportunità di sviluppo di ciascuna modalità di trasporto. La seconda sezione del Documento è dedicata ad aggiornare, sempre nelle more della predisposizione del PGTL, il quadro dei principali strumenti di pianificazione tenuti in considerazione per la definizione degli interventi prioritari di sviluppo delle infrastrutture. In particolare, oltre a ricordare gli impegni contenuti nel PNRR e nel Piano di ripartizione del Fondo sviluppo e coesione, il Documento si sofferma sui singoli Piani settoriali, relativi ai diversi assi tematici di competenza del MIMS, descrivendone gli obiettivi e lo stato di elaborazione. Fa quindi il punto sul Documento strategico della mobilità ferroviaria; sui Piani e gli investimenti per la sicurezza stradale; sul Piano strategico nazionale della portualità e della logistica e sul Piano nazionale del cold ironing ; sul Piano per l'ammodernamento dei mezzi strumentali del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, sul Programma nazionale della sicurezza marittima e sui Piani di gestione dello spazio marittimo; sul Piano nazionale degli aeroporti; sui Piani urbani della mobilità sostenibile; sul Piano generale della mobilità ciclistica e i Biciplan; sui Programmi per l'abitare sostenibile; sul Piano per la tutela delle risorse idriche; sulle misure per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali mediante la nomina dei commissari straordinari. La terza sezione del Documento individua gli investimenti prioritari per lo sviluppo del Paese. Il Documento avvisa che i valori economici degli investimenti individuati non tengono conto degli incrementi dovuti all'eccezionale aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione più significativi. Chiarisce inoltre che gli investimenti sono suddivisi in interventi prioritari, rappresentati dalle singole infrastrutture ritenute prioritarie per lo sviluppo del Paese, e in programmi di intervento, costituiti da insiemi di interventi diffusi sul territorio e coerenti tra loro nel perseguire le finalità di sviluppo sostenibile definite nelle linee programmatiche. Per ciascun programma e intervento le tabelle individuano inoltre il costo dell'investimento, le risorse disponibili e già ripartite con la relativa fonte di finanziamento, il fabbisogno residuo. Le tabelle comprendono anche gli interventi per i quali è emersa la necessità di avviare e/o completare la redazione di un progetto di fattibilità, pur se in assenza di finanziamenti dedicati alla loro realizzazione, mentre riportano separatamente gli interventi in fase di project review non avanzata, per i quali potrebbe esserci, ad esempio, un ridimensionamento del costo, ovvero quelli in progettazione di fattibilità con un livello progettuale poco maturo, i cui costi non sono quindi riportati nel calcolo complessivo degli investimenti. Complessivamente, il valore economico degli investimenti prioritari per il settore delle infrastrutture per la mobilità e la logistica ammonta a 279,4 miliardi di euro. Di questi, 209 miliardi sono già assegnati, mentre il fabbisogno residuo di risorse è quantificato in 70,4 miliardi. La parte più consistente degli investimenti è concentrata sul settore ferroviario, per il quale si prevedono interventi del valore complessivo di 147,4 miliardi, suddivisi in 48,7 miliardi per programmi prioritari, 13,6 miliardi per interventi prioritari riferiti ai nodi e 85,1 miliardi per interventi prioritari sulle direttrici. Le risorse disponibili complessivamente ammontano a 104 miliardi e comprendono i finanziamenti stanziati dall'aggiornamento 2020-2021 del Contratto di programma con RFI 2017-2021, nonché le risorse del Fondo sviluppo e coesione anticipate dalla delibera del Cipess del febbraio scorso. Il Documento evidenzia che non sono state prese in considerazione le risorse per il finanziamento del Contratto di programma 2022-2026 - parte Investimenti, provenienti dalla legge di bilancio 2022, pari a 5,750 miliardi di euro, in quanto ancora non ripartite tra programmi ed investimenti specifici, ad eccezione delle risorse già destinate, in base all'articolo 1, comma 394, della stessa legge, alla "promozione del trasporto con caratteristiche di alta velocità e alta capacità (AV/AC) sulla linea ferroviaria adriatica, anche al fine dell'inserimento nella rete centrale ( Core Network ) della Rete transeuropea di trasporto (TEN-T)". Complessivamente gli interventi, di cui il Documento dà conto nel dettaglio, sono finalizzati al potenziamento dei servizi passeggeri a lunga percorrenza, all'integrazione e al potenziamento delle linee dedicate al trasporto ferroviario regionale, allo sviluppo del trasporto delle merci su ferro. Per quanto riguarda la rete stradale e autostradale, gli investimenti - finalizzati alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle infrastrutture, con particolare riguardo per le tratte a rischio sismico o che collegano le aree interne; al potenziamento tecnologico e alla digitalizzazione della rete; al decongestionamento delle tratte metropolitane e autostradali - ammontano complessivamente a 83,5 miliardi di euro, 63,2 dei quali disponibili, con un fabbisogno residuo di 20,3 miliardi. Anche in questo caso non si è tenuto conto delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2022 per il contratto di programma con ANAS S.p. A., ancora non perfezionato (circa 4,5 miliardi di euro). La suddivisione delle risorse prevede di destinare 52,7 miliardi di euro (40,8 dei quali già disponibili) ad investimenti per la realizzazione di programmi prioritari, mentre il costo degli interventi prioritari è quantificato in 30,8 miliardi di euro, 22,4 dei quali disponibili. Tra i programmi e gli interventi da realizzare, il Documento, in particolare segnala l'adeguamento della statale 106 Jonica, l'adeguamento funzionale delle strade di accesso e di collegamento alle aree dei crateri sismici 2009 e 2016, a partire dalla SS4 Salaria, e il completamento dell'itinerario nazionale E78, in particolare nelle aree interne. Per il settore della portualità e della logistica si prevedono 10,1 miliardi di investimenti, quasi interamente disponibili (9,2 miliardi) e suddivisi in programmi finalizzati alla manutenzione del patrimonio pubblico demaniale (318,3 milioni di euro); alla digitalizzazione della logistica e ICT (268,2 milioni); all'ultimo miglio ferroviario (889,5 milioni) e stradale (877,4 milioni);