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(Requisiti della gestante, controlli medici e luogo della gestazione) 1. La gestante: a) deve avere un'età compresa tra ventuno e quarantadue anni; b) deve essere legalmente residente nel territorio italiano; c) deve avere già portato a termine una gravidanza con un bambino nato vivo; d) deve avere almeno un figlio proprio vivente; e) non può portare a termine, fino al parto, più di una gravidanza per altri solidale e altruistica. 2. La gestante può avere legami di parentela o di affinità con la persona singola o con la coppia che accede alla gravidanza per altri solidale e altruistica. 3. La gestante è tenuta a sottoporsi ad accurati controlli medici presso una struttura autorizzata all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, al fine di accertare l'assenza di patologie che rappresentino un rischio per la gravidanza o per la sua stessa salute. Tale condizione è attestata dalla struttura medesima mediante certificazione scritta, che è inviata alla Commissione. La gestante e la persona con cui la gestante è sposata, convivente o unita civilmente ai sensi dell'articolo 1, commi da 37 a 67, della legge 20 maggio 2016, n. 76, nonché la persona singola o la coppia che accede alla gravidanza per altri solidale e altruistica sono tenuti a sottoporsi, prima del trasferimento dell'embrione in utero, agli esami clinici previsti dalla normativa vigente per i donatori di gameti, ferma restando la valutazione medica circa l'opportunità di effettuare ulteriori esami clinici, nel rispetto del benessere delle parti. Art. 6. (Congedo) 1. La persona singola o la coppia che accede alla gravidanza per altri solidale e altruistica ha diritto, per un periodo massimo di cinque mesi, a usufruire, in via alternativa o cumulativa, del congedo previsto dall'articolo 26 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Il congedo previsto dal comma 3 del medesimo articolo 26 può essere parzialmente fruito nel periodo antecedente la nascita, fermo restando che il periodo da fruire dopo la nascita non può comunque essere inferiore a tre mesi. Art. 7. (Atto di nascita, rapporti futuri e revoca del consenso) 1. I nati a seguito della gravidanza per altri solidale e altruistica hanno lo stato di figli della coppia o della persona singola di cui all'articolo 3, comma 1. 2. La gestante e la persona con cui essa è sposata, unita civilmente o convivente ai sensi dell'articolo 1, commi da 37 a 67, della legge 20 maggio 2016, n. 76, non acquisiscono alcun diritto od obbligo nei confronti dei nati e non sono nominati nell'atto di nascita. 3. Le parti che accedono alla gravidanza per altri solidale e altruistica decidono sull'eventuale mantenimento di reciproci contatti dopo il parto dei nati, nel rispetto e ai fini della tutela del benessere psico-fisico dei nati medesimi. 4. In nessun caso i registri dello stato civile possono contenere dati dai quali si possano desumere le circostanze del concepimento e della gestazione in caso di gravidanza per altri solidale e altruistica. 5. Il consenso di cui all'articolo 2, comma 14, espresso e non revocato prima del trasferimento in utero dell'embrione, può essere revocato dalla persona singola o della coppia solo qualora la gravidanza non sia confermata, e preclude ogni azione di disconoscimento o di negazione del rapporto di filiazione. 6. Il consenso di cui all'articolo 2, comma 6, espresso e non revocato prima del trasferimento in utero dell'embrione, può essere revocato dalla gestante se la gravidanza non è confermata o, se è confermata, qualora la gestante medesima decida di accedere all'interruzione volontaria di gravidanza ai sensi dell'articolo 2, comma 12. 7. In caso di controversie relative al riconoscimento del rapporto di genitorialità con i nati si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 11. Art. 8. (Registro nazionale delle gestanti e campagne informative sulla gravidanza per altri solidale e altruistica) 1. Presso l'ISS, nell'ambito del registro di cui all'articolo 11 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, è istituito il registro nazionale delle gestanti. Il registro è costituito con decreto del Ministro della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ed è volto alla conservazione dei dati di cui all'articolo 4 della presente legge per un periodo pari ad anni trenta, secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia di tracciabilità e di sicurezza relativa ai dati trattati dagli istituti dei tessuti. 2. Il Ministero della salute organizza campagne informative sulla gravidanza per altri solidale e altruistica e raccoglie le istanze e le dichiarazioni di interesse delle donne che intendono diventare gestanti, indicando loro le strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, presso le quali sono effettuate procedure mediche di fecondazione in vitro , più vicine al loro luogo di residenza. 3. L'iscrizione al registro di cui al comma 1 è obbligatoria per le gestanti. 4. Le strutture di cui al comma 2 del presente articolo sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali e all'ISS i dati e le informazioni necessari al fine di garantire la trasparenza dei risultati conseguiti, nonché il rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 5. Art. 9. (Modifica all'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40) 1. All'articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, le parole: « coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi » sono sostituite con le seguenti: « persone singole, coppie di maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso, coniugate , conviventi o unite civilmente ». Art. 10. (Modifica all'articolo 600 del codice penale) 1. All'articolo 600, primo comma, del codice penale, dopo le parole: « al prelievo di organi » sono inserite le seguenti: « o a una gravidanza per altri ». Art. 11. (Disposizioni finali) 1. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge in materia di effettuazione delle procedure mediche di fecondazione in vitro , di divieti e di sanzioni, si applicano le disposizioni di cui alla legge 19 febbraio 2004, n. 40.