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La seconda questione riguarda le autorità indipendenti. Nate e sviluppatesi negli ultimi decenni, esse trovano la propria giustificazione proprio nell'esigenza di garantire che alcune delicate funzioni di garanzia e di regolazione, relative a diritti fondamentali o ad attività economiche, vengano esercitate in maniera indipendente e siano sottratte all'indirizzo politico del governo in carica, al quale viceversa normalmente rispondono le ordinarie strutture amministrative. La revisione della forma di governo e il rafforzamento della posizione istituzionale di quest'ultimo determinati, di fatto, dal superamento del bicameralismo paritario e dal nuovo sistema elettorale, rendono centrale il tema della definizione degli equilibri e dei contrappesi necessari a scongiurare il rischio che la razionalizzazione del sistema istituzionale si traduca in uno strapotere dell'esecutivo. Pertanto, è innanzitutto necessario introdurre una norma costituzionale «quadro» che fissi all'interno della Carta costituzionale i principi fondanti di questo nuovo equilibrio, accentuando e rafforzando il loro collegamento con il Parlamento (oltre all'esigenza di procedere a una razionalizzazione della disciplina che sovraintende al funzionamento delle diverse autorità indipendenti, da perseguire attraverso un intervento di legge ordinaria). A questo fine il presente disegno di legge (con il secondo articolo) propone di aggiungere all'articolo 97 della Costituzione due commi. Con il primo si prevede che la legge possa individuare le attività amministrative di garanzia o di vigilanza che vengono svolte, con imparzialità, trasparenza e competenza tecnica, da Autorità indipendenti. Con il secondo si prevede che i componenti delle Autorità siano nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e previo parere parlamentare vincolante, espresso a maggioranza di tre quinti dei componenti. Lo stesso comma prevede altresì che la legge stabilisca la durata del mandato, i requisiti di eleggibilità e le condizioni di indipendenza nello svolgimento delle funzioni delle Autorità. La terza questione, infine, riguarda l'esigenza di rafforzare il ruolo dell'opposizione. Nel testo della riforma costituzionale per il superamento del bicameralismo paritario si prevede, al nuovo articolo 64 della Costituzione, che «Il regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle opposizioni». Per dare concretezza a tale previsione, essenziale all'interno di un disegno riformatore che punti ad affermare un modello compiuto di democrazia maggioritaria, appare essenziale prevedere la istituzione, presso la Camera dei deputati, di una Commissione di controllo sulla finanza pubblica, con particolare riferimento all'equilibrio fra entrate e spese nonché alla qualità e all'efficacia della spesa delle pubbliche amministrazioni. È infatti evidente che il controllo sulla finanza pubblica rappresenta il core business di uno statuto delle opposizioni. Proprio per tale ragione, appare opportuno prevedere che la Commissione sia composta in modo da garantire la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni e che il suo Presidente sia eletto a maggioranza dei tre quinti dei componenti. Tali previsioni sono volte a rafforzare il ruolo istituzionale delle opposizioni e si giustificano proprio in quanto esse non hanno responsabilità sul procedimento legislativo. È infatti evidente che la funzione di controllo parlamentare non è per sua natura caratterizzata da quel vincolo di maggioranza che viceversa appare essenziale nel caso di Commissioni con funzioni legislative. Si tratta di una fondamentale innovazione istituzionale per un Paese come l'Italia nel quale la funzione di controllo, che pure è fondamentale in una democrazia maggioritaria, ha sempre stentato ad affermarsi. Tale Commissione potrebbe, oltretutto, affiancarsi all'organismo indipendente per l'analisi e la verifica degli andamenti di finanza pubblica istituito con la legge costituzionale n. 1 del 2012 che ha modificato l'articolo 81 della Costituzione. Già l'articolo 5, comma 4, della legge costituzionale n. 1 del 2012 aveva attribuito alle Camere, secondo modalità demandate ai regolamenti, l'esercizio della funzione di controllo sulla finanza pubblica (senza prevedere, però, una Commissione ad hoc ), ma tale disposizione non ha trovato attuazione. D'altro canto, la funzione di controllo sulla finanza pubblica (essenziale anche per la spending review) non è mai stata e tuttora non viene esercitata dalla Commissione bilancio, essendo essa dedita essenzialmente alle decisioni incrementali di spesa, senza alcuna attenzione alla verifica e al controllo della qualità e dell'efficacia della spesa prevista dalla legislazione vigente. Il presente disegno di legge costituzionale consta anche di un quarto articolo che prevede l’entrata in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione. Dato che le proposte da esso recate rappresentano, in realtà, un completamento del quadro normativo scaturente dalla riforma costituzionale relativa al superamento del bicameralismo paritario e alla revisione del titolo V, si prevede l’applicazione delle disposizioni della presente legge costituzionale a decorrere dal primo giorno della legislatura successiva a quella in corso alla data di entrata in vigore della legge costituzionale che reca disposizioni, tra le altre, per il superamento del bicameralismo paritario attribuendo alla sola Camera dei deputati la titolarità del rapporto di fiducia con il Governo. In tal senso, si confida nel fatto che la prevalenza delle norme del presente disegno di legge sia garantita dalla successione temporale della loro entrata in vigore rispetto a quella della riforma in itinere .. 1 (Modifiche all'articolo 83 della Costituzione) 1 All'articolo 83 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a dopo il primo comma è inserito il seguente: «All'elezione partecipano i membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia di cittadinanza italiana». b al terzo comma, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta». 2 (Modifiche all'articolo 97 della Costituzione in materia di Autorità indipendenti) 1 All'articolo 97 della Costituzione sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «La legge può individuare le attività amministrative di garanzia o di vigilanza che vengono svolte, con imparzialità, trasparenza e competenza tecnica, da Autorità indipendenti. I componenti delle Autorità sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e previo parere parlamentare vincolante, espresso a maggioranza di tre quinti dei componenti. La legge stabilisce la durata del mandato, i requisiti di eleggibilità e le condizioni di indipendenza nello svolgimento delle funzioni delle Autorità». 3 (Modifica all’articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 2012 per l’istituzione di una Commissione di controllo sulla finanza pubblica) 1 Il comma 4 dell'articolo 5 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, è sostituito dal seguente: «4.