[pronunce]

che, a fronte di tale inequivoco dato normativo, è dunque di tutta evidenza come, nel momento in cui formula richiesta di giudizio abbreviato, sia pure "condizionata", l'imputato - come "contropartita" ad una riduzione di pena nel caso di condanna - accetta l'utilizzabilità, ai fini della decisione di merito, dell'intero materiale probatorio raccolto nelle indagini preliminari fuori del contraddittorio tra le parti, senza alcuna eccezione; che, in tale ottica, la dedotta violazione dell'art. 111, quarto comma, della Costituzione si rivela manifestamente insussistente, posto che - come questa Corte ha già avuto modo di affermare e come lo stesso giudice a quo, in via generale, non contesta - il "consenso" all'utilizzazione degli atti di indagine, insito nella richiesta di giudizio abbreviato, ricade nell'ambito delle ipotesi di deroga al principio di formazione della prova in contraddittorio, cui è riferimento nel quinto comma dello stesso art. 111 della Costituzione (v. sentenza n. 115 del 2001): con conseguente esclusione di ogni contrasto della disciplina in esame con i principi del "giusto processo"; che priva di consistenza è, altresì, la denuncia di violazione dell'art. 3 Cost., stante la paleseeterogeneità - quanto a presupposti e disciplina - dei due moduli processuali posti a confronto (rito ordinario, con piene garanzie dibattimentali, e rito abbreviato, che presuppone la rinuncia dell'imputato alle stesse in cambio di uno "sconto" di pena in caso di condanna); che la questione deve essere dichiarata, pertanto, manifestamente infondata. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 438, comma 5, e 442, comma 1-bis del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 111, quarto comma, della Costituzione, dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Savona con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 2001. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Flick Il cancelliere: Fruscella Depositata in cancelleria il 27 luglio 2001. Il cancelliere: Fruscella