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la quota di donne che denunciano, nel caso di un autore straniero, è 10 volte più alta rispetto al caso in cui l'autore sia un italiano"; in tema di violenza maschile sulle donne, il "Contratto del governo per il cambiamento" sottoscritto dalle forze di Maggioranza, si limita a circoscrivere quest'ultima alla sola violenza sessuale. Nessuna riflessione viene fatta sulla violenza fisica, psicologica, economica e sulle molestie sul luogo di lavoro. Un approccio duro e repressivo, quello scelto dall'Esecutivo, che rivela a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo tutta la sua incapacità nel promuovere e proporre interventi adeguati e integrati che partano dalla prevenzione e arrivino ad elaborare progetti personalizzati di sostegno e di ascolto per la fuoriuscita delle donne dall'esperienza di violenza subita; ai proclami securitari al momento non è seguita alcuna azione concreta, né in termini legislativi, né in termini amministrativi, e intanto la strage infinita di donne continua; la Cabina di regia per dare impulso alle politiche in tema di violenza sulle donne che il Governo Conte ha ereditato, è stata convocata dal Sottosegretario con delega alle pari opportunità solo qualche giorno fa e fino ad ora si sono sentite solo tiepide dichiarazioni; si sottolinea poi che le risorse stanziate dalla legge di bilancio per il 2018 ai centri antiviolenza e alle case rifugio, ripartite nel maggio scorso in Conferenza Stato Regioni, ad oggi non risultano ancora essere state trasferite alle Regioni. È invece importante che tali risorse vengano distribuite al più presto e che ciò avvenga in modo coerente e giusto, attraverso meccanismi che stabilizzino il sapere costruito in molti anni di ascolto delle donne, delle loro esperienze, dei loro bisogni, desideri e volontà; nella legge di bilancio per il 2019 dell'attuale Governo, in merito allo stanziamento di risorse destinate al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, si registra una decurtazione, per il triennio 2019, 2020 e 2021, di circa 500.000 euro l'anno. Stesso identico trattamento viene riservato al Piano nazionale antitratta di cui alla legge n. 208 del 2015, che subisce una decurtazione pressoché identica a quella prevista per il Fondo pari opportunità. Anche il Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti e quello per gli orfani di femminicidio subiscono un ritocco al ribasso rispetto a quanto previsto dal Contratto di governo. Si interrompe così una tendenza di crescita nello stanziamento di risorse dedicate al tema, che i Governi precedenti hanno sempre confermato; viene definanziata e lasciata morire la normativa sul congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, introdotta in via sperimentale dall'articolo 4, comma 24, lettera a) della legge 28 giugno 2012, n. 92: un'importante misura di civiltà e parità, voluta e apprezzata anche dai padri; il rischio, dunque, non è solo che si disperda il lavoro importante fatto nella XVII Legislatura da Parlamento e Governo, ma che si possa assistere ad un vero e proprio passo indietro su questo tema, impegna il Governo: 1) a mettere in campo tutte le misure necessarie a rendere efficace il complesso sistema di strumenti e di tutele citati in premessa, con l'obiettivo di raggiungere la piena applicazione della Convenzione di Istanbul; 2) a proseguire nella strada tracciata dai governi Letta, Renzi e Gentiloni, attuando la strategia delineata dal Piano nazionale 2017-2020 e implementando e monitorando le Linee guida nazionali per l'assistenza socio-sanitaria alle donne che subiscono violenza e che si rivolgono ai pronto soccorso; 3) a favorire il coordinamento tra processo penale, civile e tribunali per i minorenni, al fine di garantire una efficace protezione delle donne e dei loro figli e per evitare l'affido condiviso nei casi in cui vi sia violenza domestica; 4) a promuovere la parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere attraverso l'educazione scolastica, destinando a tale scopo nuove risorse finanziarie; 5) a promuovere strumenti e procedure di valutazione del rischio di letalità della vittima, gravità, reiterazione e recidiva del reato, partendo dall'esistenza di protocolli di valutazione del rischio sviluppati nell'ambito degli studi e delle ricerche sulla violenza di genere e ai protocolli investigativi in via di diffusione presso le forze dell'ordine con specifico riferimento a questa materia (esempio protocollo EVA); 6) ad assumere iniziative per investire risorse adeguate per la formazione specifica e per il necessario aggiornamento del personale chiamato ad interagire con la vittima, Polizia e Carabinieri, magistrati, personale della giustizia, Polizia municipale e personale sanitario, anche nell'ambito di specifiche provviste finanziarie destinate alla violenza di genere; 7) a ricercare modalità organizzative condivise, utili ad assicurare la trattazione prioritaria dei procedimenti e protezione alla vittima anche in ambito processuale, così come indicato nelle linee guida del Csm; 8) ad adottare politiche volte a garantire la parità di genere e ad incrementare l'occupazione femminile, elemento quest'ultimo fondamentale per la liberazione delle donne dalla violenza; 9) a dare attuazione all'art. 17 della Convenzione di Istanbul; 10) a invertire la rotta intrapresa dal Governo, modificando le previsioni di spesa presenti nella legge di bilancio per il 2019, nel corso dei lavori parlamentari, eliminando i tagli e anzi incrementando le risorse destinate al Fondo per le pari opportunità, al Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti, al Fondo antitratta e in generale a tutte le politiche per la promozione della parità di genere e per la prevenzione ed il contrasto di ogni forma di violenza contro le donne; 11) mettere in campo strategie efficaci per prevenire e perseguire ogni forma di violenza, fisica, psicologica e sessuale, che può affliggere le donne nel contesto di un rapporto di lavoro; 12) a promuovere in sede internazionale l'impegno dell'Italia affinché tutti i Paesi del G7 arrivino ad adottare un piano nazionale contro la violenza di genere; 13) ad adottare tutti gli atti normativi ed organizzativi necessari all'attuazione della legge n. 4 del 2018, volta a rafforzare le tutele per i figli rimasti orfani a seguito di un crimine domestico, al fine di renderla finalmente pienamente operativa; 14) in relazione all'istituendo "Tavolo di coordinamento per la creazione di una rete integrata di servizi di assistenza alle vittime di reato", a chiarire la natura (onerosa, gratuita o in regime di convenzione) e il contenuto della prestazione che si prevede di offrire agli utenti degli istituendi "centri di ascolto", all'uopo precisando modalità di selezione e remunerazione del personale che opererà in detti centri. Atto n. 1-00052 CIRIANI GARNERO SANTANCHE' BALBONI BERTACCO FAZZOLARI IANNONE LA PIETRA MARSILIO RAUTI RUSPANDINI Il Senato, premesso che: il Global compact