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infine, relativamente alle risorse "non territorializzabili", nell'articolo di stampa si chiede dove andranno a finire le risorse, assolutamente maggioritarie, per le quali non vi è un'allocazione territoriale predefinita sostenendo che molto probabilmente finiranno in parte dove l'economia è più forte e ci sarà maggior "tiraggio" delle misure, in parte l'esito dipenderà dai contenuti delle norme attuative di riparto stabilite dai diversi Ministeri che hanno le responsabilità. In parte rilevante dipenderà però dall'esito dei bandi che essi predisporranno per allocare su base competitiva le risorse fra i diversi beneficiari. E dai criteri che essi definiranno per questi bandi; infine l'articolo riferisce che, ad esempio, nel primo bando sugli asili nido (che già usa risorse del PNRR) "sono stati inseriti diversi criteri che non favoriscono certo chi oggi non ha", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda confermare che, a fronte degli 81,6 miliardi di euro previsti per il Mezzogiorno nel PNRR e nel "fondo complementare", risultano presenti nelle singole misure di spesa appena 35,3 miliardi di euro per il Sud, pari al 16 per cento degli stanziamenti totali; se quanto riportato dalla stampa relativamente al concreto pericolo che gli investimenti del PNRR al Sud potrebbero essere molti meno di 80 miliardi di euro corrisponda al vero; quali siano i motivi per cui in alcune linee di intervento del piano sia presente una precisa indicazione alla localizzazione territoriale della spesa e in molte altre no; se intenda garantire che verranno destinati al Sud almeno gli importi previsti nel PNRR approvato dal Parlamento, seppur in misura minore rispetto a quelli spettanti se fossero stati adoperati i parametri indicati dalla Commissione europea; quali siano le modalità attraverso cui verranno stabiliti i riparti delle risorse prive di un'allocazione territoriale predefinita; se, riguardo alle risorse non territorializzabili, intenda istituire sistemi di monitoraggio e di informazione ai cittadini ( open data ) sui contenuti delle norme attuative di riparto e sui criteri di riparto previsti dai bandi al fine di garantire il rispetto dell'equità territoriale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05785 CRUCIOLI ANGRISANI CORRADO GRANATO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: i portuali genovesi hanno a più riprese denunciato il transito nel porto di Genova di armi dirette verso scenari di guerra; su tale vicenda è stata recentemente presentata un'interrogazione, 4-05758, per la quale si attende una doverosa e celere risposta da parte dei Ministri in indirizzo; da fonti giornalistiche (articolo pubblicato il 6 luglio 2021 sulla pagina "world news" dall'agenzia di stampa "Reuters") si è appreso che il transito incontrastato di armi, anche in violazione degli indirizzi espressi dal Parlamento, sarebbe consentito da una recente direttiva del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; tale direttiva risulterebbe contrastante con l'orientamento espresso dal Governo Conte II, che giustificava la decisione di un fermo dell' export di armi per via del coinvolgimento di Arabia saudita ed Emirati arabi nella guerra in Yemen; come denuncia da tempo "Amnesty International", i raid colpiscono in modo indiscriminato la popolazione. Il triste bilancio di questa guerra è di oltre 6.000 morti, 2,5 milioni di sfollati, abusi, crimini di guerra. Ospedali, scuole, fabbriche e campi profughi bombardati. Oltre 1.000 bambini uccisi nei raid e oltre 740 morti nei combattimenti; nessuna rilevante iniziativa politica italiana risulta essere stata assunta nell'ambito dell'Unione europea al fine di condividere una comune pressione verso i Paesi coinvolti nelle operazioni militari in corso nello Yemen. E nessuna rilevante iniziativa politica risulta essere stata assunta nei confronti dei due Paesi verso i quali oggi si allenta l' embargo , si chiede di conoscere quali siano le direttive espresse dal Governo, ed in particolare dal Ministero degli affari esteri, in materia di commercio e di transito di armi verso teatri di guerra o verso Paesi che non rispettano i diritti umani e le convenzioni internazionali, con particolare riferimento all'Arabia saudita e agli Emirati arabi. Atto n. 4-05786 MARINO CUCCA MAGORNO SBROLLINI VONO GARAVINI CARBONE Al Ministro della salute Premesso che: i risultati sino a qui raggiunti dalla campagna vaccinale possono dirsi soddisfacenti, sebbene il percorso sia ancora lontano dall'essere concluso: da quanto emerge dal report della struttura commissariale per l'emergenza, durante la prima settimana di luglio, infatti, è stata raggiunta una quota superiore a 21 milioni di individui vaccinati, per un totale di oltre 55 milioni di somministrazioni effettuate; e tuttavia, sono ancora diverse le sfide che ci si trova di fronte per raggiungere l'ambizioso obiettivo di vaccinare entro settembre l'80 per cento degli italiani, arrivando entro quel mese ad un alto livello di immunizzazione della popolazione complessiva: dall'individuazione di corsie preferenziali per le vaccinazioni di professori e personale scolastico e universitario, come è stato promosso dallo stesso commissario per l'emergenza Figliuolo, al monitoraggio riguardo alla diffusione delle ultime varianti, alla somministrazione vaccinale per tutte quelle categorie di persone che non rientrano formalmente tra i destinatari delle dosi; per quanto attiene a quest'ultimo aspetto, occorre riflettere sul fatto che, in taluni casi, il possesso della tessera sanitaria o l'assegnazione ad un medico di base si qualificano quali condizioni imprescindibili senza le quali non si può aver accesso alla somministrazione delle dosi di vaccino; in questo senso, ad un'ampia moltitudine di persone risulta oggi preclusa la possibilità di ricevere il vaccino: si può far riferimento, a titolo di esempio, agli immigrati senza permesso di soggiorno, ai cittadini comunitari in condizione di irregolarità amministrativa, ai richiedenti asilo che ancora non hanno accesso al servizio pubblico, agli apolidi e ai soggetti socialmente fragili o senza dimora, e comunque a tutti coloro che sono sprovvisti di medico di base e che riscontrano difficoltà di accesso al SSN; proprio per far fronte a tali criticità, alcune Regioni stanno promuovendo azioni volte ad includere anche le suddette categorie all'interno della campagna vaccinale; tra i vari esempi, si può citare quello dell'Emilia-Romagna, dove nel relativo portale per le vaccinazioni, nello specifico, sono accettati anche i codici STP (stranieri temporaneamente presenti) e ENI (europei non iscritti), o quello della Puglia, che ha incluso STP ed ENI tra i soggetti che possono sottoscrivere la manifestazione di interesse per la vaccinazione, necessaria per l'inserimento nelle liste vaccinali. Nella direzione inaugurata da questi due virtuosi esempi, dunque, si stanno inserendo anche le altre Regioni italiane: è il caso, tra le altre, della Sicilia, dove saranno a breve allestiti due punti di vaccinazione straordinari da parte dell'ASP di Ragusa a San Giacomo e a Marina di Ragusa; considerato che: tra i soggetti non ancora inclusi nelle liste di somministrazione del vaccino, sono presenti anche persone con elevata fragilità o soggetti svantaggiati;