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d) terzo esempio derivato dalla rigidezza della durata del governo USA, innestato nella forma di governo parlamentare, con una sola Camera che legifera e che esprime l'indirizzo politico, ma con la durata fissa del Governo investito della fiducia. Quando in dottrina si vuole denigrare il bicameralismo perfetto italiano non si parla degli USA, ma si associa l'Italia alla Romania (che evidentemente è giudicata di minor lignaggio sia rispetto agli USA, sia rispetto alla Norvegia). Vorrei liquidare con non più che una battuta la questione rumena. In Romania c'è attualmente il bicameralismo perfetto; ma è anche vero che in questi ultimi anni in quel Paese si è, dapprima, lasciato il bicameralismo perfetto, e poi vi si è tornati. Perché si è tornati al bicameralismo perfetto non viene detto. Quindi, certi paragoni demolitori vanno anche saputi fare. Merita poi riportare che nel 2009, in Norvegia, si è passati, dopo 195 anni di nascosto bicameralismo meno che perfetto, ad un monocameralismo rafforzato . Si è cioè comunque mantenuta la necessità di una doppia pronuncia sull'identico testo, distanziata da un tempo minimo prefissato. A questo punto, la domanda che potrebbe porsi è: ma perché farlo fare alla stessa persona, e non ad un'altra, ancorché eletta e legittimata nella stessa maniera? Sarebbe comunque una testa diversa. Abbiamo già visto la risposta di Ruini ( supra ). E siamo finalmente al più antico e vigente bicameralismo perfetto. Perché gli USA vengono sempre volutamente dimenticati? Le banali scuse sono due: è una democrazia presidenziale, è uno stato federale. Non viene detto però che la seconda Camera non ha alcun legame «organico» con gli stati federati, né per derivazione né per elezione di secondo grado, bensì viene eletta dallo stesso Corpo elettorale (!) che elegge la Camera bassa e con il medesimo sistema elettorale (inclusa la formula!). Né viene detto che la perfezione USA risiede proprio nel campo della funzione legislativa (che viene messa in discussione in Italia, insieme alla funzione di indirizzo). Né -- ancora -- viene detto che, nel campo del controllo politico, il Senato USA ha poteri che non ha la Camera bassa (per cui, complessivamente, si può parlare di bicameralismo più che perfetto). Donde, questo richiamo agli USA è assai opportuno, e potrebbe anzi giustificare che in Italia l'indirizzo lo esprima esclusivamente il Senato (questi profili erano emersi anche nei lavori della Commissione per studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato, presso il Ministero per la Costituente, del 1945-1946). Data l'impostazione del Costituente a proposito del ruolo delle comunità regionali, che abbiamo visto all'inizio della disamina, non sarebbe il caso di sviluppare quella traccia dell'esempio USA per la formazione della seconda Camera. Essa è presente infatti nella locuzione «base regionale» di cui all'articolo 57, primo comma, della Costituzione : potrebbe essere sviluppata a pieno rimanendo in una composizione a suffragio diretto (salvi eventualmente i senatori a vita), ma con una distribuzione pari del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni regionali. Ovviamente, in questa ottica, si potrebbero contestualmente correggere le ragioni di più macroscopica sovrarappresentazione di più piccole comunità, accorpando alcune realtà regionali . Ed ora alcune brevi illustrazioni sull'articolato seguente. Nell'ottica di valorizzare complessivamente la democrazia costituzionale (entro i partiti e nel rapporto tra i poteri), si propone di contenere gli strumenti che in questi decenni hanno prestato maggiormente il fianco alle spinte della demagogia e del plebiscitarismo (entrambi incompatibili con la democrazia). Questa la ragione per l'innalzamento del numero di firme necessarie a proporre referendum abrogativi. Poi, il divieto espresso di incisione sulla normativa elettorale, oltre che per le stesse ragioni, è volto anche a sanare una forzatura che venne perpetrata in sede di coordinamento formale del testo approvato in Costituente. Infatti un analogo espresso divieto di sottoposizione a referendum abrogativi era presente nel testo approvato dall'Assemblea Costituente. È proposta un’uniformazione dell'elettorato attivo e passivo per le due Camere. Più un sistema per la formazione delle Camere, e cioè il voto unico per entrambe . In connessione a ciò, si prevede poi il superamento dello scioglimento anticipato limitatamente ad una sola Camera. Date le nuove funzioni del Parlamento in seduta comune, si prevedono più chiaramente anche le sue capacità regolamentari. La normazione di primo grado consentita al Governo viene meglio precisata e regolata, alla stregua dei princìpi affermati dalla giurisprudenza della Corte costituzionale. La legislazione regionale viene significativamente ridotta; viene fissato il numero dei componenti delle rispettive assemblee regionali; viene consentito solo ai comuni, e non più alle regioni, la possibilità di ricorso all'indebitamento (solo per finanziare spese di investimento). Infine sul funzionamento della questione di fiducia, secondo i proposti commi aggiunti all'articolo 94 della Costituzione. Il nuovo quarto comma codifica dei limiti alla posizione della questione di fiducia, che sono presenti, ancorché impliciti, nella forma costituzionale vigente. I commi quarto e sesto formalizzano in Costituzione la consuetudine ( rectius convenzione) circa l'approvazione delle questioni di fiducia poste dal Governo, ne correggono l'uso distorto e ne coordinano la procedura con le mozioni (di fiducia o sfiducia, salve le sottoscrizioni necessarie per quest'ultima). Nell'attuale sistema, può accadere che la questione di fiducia sul medesimo progetto di legge non sia (stata) posta nell'altra Camera, perché non è detto che il progetto di legge incontri le stesse difficoltà nell' iter , ovvero che sia necessario rispettare particolari scadenze od impegni. Ma accade anche che la questione di fiducia sia lo strumento con il quale l'Esecutivo si appropria in via esclusiva della funzione legislativa (contro la quale spoliazione Tosato ammonì la Costituente ). Per condurre a fisiologia tale uso, si propone la presunzione della fiducia nell'altro ramo e comunque la discussione e votazione del legame fiduciario nella riunione comune, sede altra rispetto a quella deputata alla legislazione. In questa maniera si introduce il primo e forse più significativo elemento di separazione dei poteri. Il Governo non potrà più avvalersi della questione di fiducia per portare ad approvazione definitiva un progetto di legge che propone. La sede della conferma della fiducia non avrà alcun effetto sull' iter legislativo di quello specifico progetto di legge. Ciò porterà ricadute positive sulla qualità della legislazione, ai fini della quale potrebbero convergere maggioranze diverse da quella che sostiene il Governo in carica, secondo il merito dei provvedimenti all'esame e quindi secondo una più serena valutazione tecnica (che è politica) della normativa prodotta. Quindi, nel settimo comma, si stabilisce il principio che la presunzione della fiducia, concessa dall'una Camera (approvando una mozione di fiducia, respingendone una di sfiducia, approvando una questione), possa essere superata nell'altra Camera solo dalla presentazione in quest'ultima di analoga mozione o questione, che attivano il Parlamento in seduta comune.