[sommcomm]

Composto di 4 articoli, il testo presenta una puntuale disciplina della materia dell'estradizione dei cittadini e del transito degli stessi sul territorio, per le ipotesi in cui un cittadino consegnato da uno Stato terzo a uno dei due Stati contraenti debba transitare sul territorio degli stessi. In particolare l'articolo 1 prevede la facoltà degli Stati contraenti di estradare reciprocamente i propri cittadini, con espresso riferimento sia all'estradizione processuale, fondata su misure cautelari, che a quella esecutiva, basata su decisioni passate in giudicato. Nel caso di estradizione processuale, il testo prevede la facoltà di estradare i cittadini per i reati di criminalità organizzata, di corruzione e di riciclaggio di denaro, punibili, in base alle leggi di entrambi gli Stati, con una pena detentiva non inferiore nel minimo a quattro anni, mentre, nel caso di estradizione esecutiva prevede la facoltà di estradare i propri cittadini per i medesimi reati solo ove la pena detentiva inflitta sia pari ad almeno due anni. È, inoltre, stata prevista, per il caso di estradizione processuale, la facoltà di condizionare la consegna del cittadino alla sua restituzione allo Stato richiesto, affinché possa ivi scontarvi la pena inflitta all'esito del procedimento penale celebrato nello Stato richiedente (articolo 2). L'Accordo disciplina, inoltre, il transito sul territorio di una delle Parti contraenti in maniera conforme a quanto previsto dalla Convenzione europea di estradizione (articolo 3) e subordina l'entrata in vigore della Convenzione allo scambio degli strumenti di ratifica, prevedendo la possibilità della denunzia del testo convenzionale (articolo 4). Con riferimento all'Accordo bilaterale aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 1959, il relatore evidenzia come esso si inserisca nell'ambito degli strumenti volti a migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e a rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità transnazionale. Il testo, composto di 6 articoli, prevede, innanzitutto, l'impegno per le Parti a prestarsi reciproca assistenza giudiziaria in materia penale, con particolare riferimento alla notificazione degli atti giudiziari, all'assunzione di testimonianze o dichiarazioni, all'assunzione e alla trasmissione di perizie, alle attività di acquisizione documentale, all'invio di documenti ed elementi di prova, alla ricerca di persone, al trasferimento di detenuti, all'esecuzione di indagini, alla trasmissione di sentenze penali e di informazioni estratte da archivi giudiziari (articolo 1). Il testo, inoltre, dopo aver previsto anche lo scambio di informazioni di carattere penale e relative alla legislazione nazionale, nonché qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione dello Stato richiesto, disciplina l'esecuzione della richiesta di assistenza e l'eventuale rinvio della stessa (articolo 2), nonché le modalità di trasmissione delle richieste di assistenza giudiziaria (articolo 3). L'Accordo prevede, inoltre, il ricorso ai collegamenti in videoconferenza per l'assunzione di testimonianze, dichiarazioni e per lo svolgimento di interrogatori, previo accordo specifico tra gli Stati e compatibilmente con la rispettiva legislazione e con le possibilità tecniche di ciascuno Stato (articolo 4). Il testo dispone, inoltre, che su domanda dello Stato richiedente, lo Stato richiesto debba effettuare accertamenti sui rapporti bancari, finanziari e di conto corrente che una persona fisica o giuridica, sottoposta a procedimento penale dalle autorità giudiziarie dello Stato richiedente, intrattenga nel territorio dello Stato richiesto, senza che possano essere opposti motivi di segreto bancario (articolo 5). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2), alla copertura finanziaria (articolo 3) ed all'entrata in vigore (articolo 4). Per quanto attiene l'onere complessivo annuo derivante dall'attuazione del disegno di legge di ratifica dei due Accordi con la Macedonia, così come dettagliato nella relazione tecnica, esso ammonta, a decorrere dal 2018, ad euro 19.598, di cui euro 9.698 per gli oneri valutati e ad euro 9.900 per gli oneri autorizzati. Infine, gli Accordi non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE , successivamente, dichiara aperta la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI NELL'AMBITO DELL'AFFARE ASSEGNATO N. 47 (IL FUTURO DELLE RELAZIONI TRA L'ITALIA E LA FEDERAZIONE RUSSA) Il PRESIDENTE fa presente che, nell'ambito dell'Affare assegnato n. 47 (Il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione russa), sono stati auditi, in sede di Ufficio di Presidenza, il 15 novembre, il Direttore delle relazioni internazionali di ENI S.p. A., Lapo Pistelli, e il 20 novembre, il Direttore dell'Ufficio di Supporto Pianificazione Strategica e Controllo di gestione dell'Ice-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Riccardo Landi, i quali hanno depositato della documentazione scritta che sarà pubblicata sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,10.