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Disposizioni finalizzate all'incentivazione del riciclo di telefoni cellulari e smartphone. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge intende delineare un quadro normativo comune che favorisca il riciclo di telefoni cellulari, introducendo un deposito cauzionale su ogni cellulare venduto in Italia, con la finalità di dare ai consumatori un incentivo per smaltire correttamente i loro dispositivi. Gli smartphone caratterizzano l'era in cui viviamo. Si tratta di dispositivi che sono diventati indispensabili per la vita di tutti i giorni. Sono infatti più di 49 milioni i cittadini italiani che possiedono uno smartphone e questi vengono sostituiti con intervalli di tempo sempre più brevi. Il nostro Paese è al primo posto mondiale per consumo di prodotti di telefonia mobile. Uno studio di Kantar Worldpanel ha riportato che gli italiani cambiano telefono ogni 17,7 mesi, ancora più frequentemente di altri Paesi come Francia e Stati Uniti, dove la durata di vita media degli smartphone negli ultimi anni è andata crescendo, passando da 18 a 21,6 mesi. I dati dell'istituto di ricerca Eurispes mostrano infatti che il 35 per cento degli italiani non si lascia mancare l'ultimo modello. La breve durata dell'uso di un telefono, indipendentemente dal fatto che sia ancora funzionante nel momento in cui viene dismesso, contribuisce allo spreco di risorse naturali preziose e limitate, necessarie per la costruzione di un telefono cellulare. Un recente rapporto della British Royal Society of Chemistry (RSC) ha rilevato che uno smartphone medio contiene trenta elementi diversi. Altre stime indicano che il numero di alcuni modelli di fascia alta arriva perfino a settantacinque, tra questi ci sono molti materiali non rinnovabili che rischiano di esaurirsi nel giro di appena un secolo, se non si procede a un loro uso oculato. L'estrazione mineraria di questi materiali comporta un consumo molto elevato di olio combustibile pesante e contribuisce in modo significativo ai cambiamenti climatici. Uno studio del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente dimostra che circa l'80 per cento dei danni legati all'emissione di carbonio a seguito della produzione di uno smartphone si verifica durante il processo di fabbricazione. L'impatto ambientale della telefonia mobile può essere ridotto laddove si attui il corretto riciclaggio dei dispositivi. Le nuove tecnologie permettono di riciclare fino al 99 per cento dei materiali contenuti nei telefoni cellulari. L' Osservatorio del Politecnico di Milano stima che, se in Italia si recuperassero tutti i cellulari venduti in un anno, si arriverebbe a 35 milioni di unità per un valore economico di circa 200 milioni di euro. Un ulteriore studio delle Nazioni Unite stima che solo il 20 per cento dei dispositivi elettronici viene riciclato correttamente. Quello dei dispositivi elettronici è il tipo di rifiuto che sta riscontrando la crescita più rapida. Infatti i rifiuti elettronici, di cui i telefoni cellulari fanno parte, rappresentano il 70 per cento dei rifiuti tossici sparsi nelle discariche a livello mondiale. L'Italia dispone di un'idonea infrastruttura di raccolta per il riciclaggio di telefoni cellulari. Attualmente i dispositivi possono essere portati nei centri di raccolta, chiamati anche « isole ecologiche », strutture allestite dagli enti locali per la raccolta differenziata. Inoltre, è possibile consegnare gratuitamente i piccoli apparecchi elettronici, smartphone compresi, ai grandi negozi di elettronica con superficie superiore ai 400 metri quadri. Tuttavia, come risulta dal monitoraggio eseguito dal consorzio Remedia, il tasso di raccolta dei cellulari dismessi nel nostro paese è inferiore al 5 per cento del numero dei dispositivi in circolazione. Inoltre, un'indagine di Ecodom ha rilevato che il 73 per cento degli italiani non è al corrente della possibilità di restituire il proprio cellulare negli esercizi commerciali a fini di riciclo. Il presente disegno di legge si pone l'obiettivo specifico di incentivare il riciclo di cellulari nel nostro Paese: a tal proposito, la proposta trae spunto da una proposta di legge analoga, depositata al Bundestag tedesco dal gruppo parlamentare dei Verdi, che introduce un deposito cauzionale da parte del consumatore su ogni smartphone o tablet acquistato. Il deposito cauzionale viene restituito al consumatore nel momento in cui riporta il dispositivo al negozio per farlo riciclare. Attraverso un sistema di incentivi per il riciclo di telefoni cellulari è possibile promuovere l'economia verde e circolare del nostro Paese, tutelando l'ambiente attraverso la riduzione di rifiuti elettronici, creando posti di lavoro nei centri di smaltimento e di riciclaggio di apparecchi e, contestualmente, consentendo un uso oculato di materie prime scarse. Una win solution , sostanzialmente a costo zero. In particolare, all'articolo 1 si introduce l'obbligo per i consumatori di versare un deposito cauzionale di 30 euro ogniqualvolta venga effettuato l'acquisto di un telefono cellulare. Il comma 2 del medesimo articolo prevede, inoltre, che tale cifra venga restituita al consumatore nel momento in cui questi restituisca presso qualsiasi esercizio commerciale – situato sul territorio italiano e preposto al commercio al dettaglio di apparecchi elettronici – il dispositivo mobile. Si crea in tal maniera un chiaro incentivo per il consumatore a restituire il telefono cellulare e a realizzare così il riciclo del dispositivo medesimo. L'articolo 2 prevede che il deposito cauzionale sia garantito dall'Agenzia delle entrate: l'istituto assume così il ruolo di intermediario tra l'esercizio commerciale in cui viene venduto il dispositivo e quello in cui viene riportato per il riciclo. La medesima Agenzia è responsabile della gestione dell'importo, fino al momento del riciclaggio del dispositivo, e provvede a rimborsare l'importo del deposito cauzionale all'esercizio commerciale qualora il dispositivo sia restituito. Ciò consente di evitare che l'esercizio commerciale in cui viene restituito debba necessariamente essere quello in cui il dispositivo è stato acquistato. Ai fini fiscali, le somme derivanti dal saldo tra le spese e i ricavi legati ai depositi da smartphone vengono conteggiate e versate/accreditate in un'unica soluzione in concomitanza con l'annuale adempimento a saldo dei propri obblighi fiscali. L'articolo 3 attribuisce al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'incarico di realizzare una campagna di sensibilizzazione finalizzata a promuovere una puntuale informazione verso i cittadini in relazione alle modalità di riciclo del proprio telefono cellulare. Per la realizzazione di tale campagna è stanziato l'ammontare di 1 milione di euro, a cui si fa fronte, ai sensi dell'articolo 4, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e la tutela del territorio e del mare.. 1 (Funzionamento del sistema di deposito cauzionale) 1 È fatto obbligo a ciascun consumatore di versare al venditore un deposito cauzionale ogni volta che effettua l'acquisto di un telefono cellulare o di uno smartphone . L'importo del deposito cauzionale ammonta ad euro 30. 2