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Dev'esserci, però, la volontà di parlare e non bisogna limitarsi al momento dell'Aula o della conferenza stampa, in cui si dice di essere pronti ad accogliere i suggerimenti dell'opposizione e che bisogna avere il dialogo: questo avviene se ci si parla e ci si ascolta. Ieri Matteo Salvini lo ha ribadito. Noi ci siamo, con responsabilità, come sempre. Lo abbiamo dimostrato, nonostante l'andamento talvolta schizofrenico dei lavori, ma deve esserci anche la vostra disponibilità. Altrimenti, è una piccola commedia, in cui ognuno fa la sua parte, ma poi le cose non cambiano. Siamo portatori di voci di territori e di problematiche magari più di altri, quindi questo confronto dev'esserci. Dipende però da voi far diventare tale passaggio un momento importante per questa Istituzione. Altrimenti, saremo sempre il Parlamento di serie B, diversamente da quanto era stato pensato dai Padri costituenti. Sì, bisogna che i provvedimenti passino da qui, ma, tutto sommato, facciamo in fretta, con una lettura sola, e seghiamo questo e quell'altro. No! Il momento è tanto grave da rendere necessaria questa unione di intenti, non solo per il breve termine. Adesso stiamo pensando di adottare provvedimenti tutti insieme per arginare un'eventuale seconda ondata ma, allo stesso tempo, dobbiamo essere tutti così lungimiranti da pensare a quello che sarà il Paese dopo. Dobbiamo cioè permettere, ad esempio, alle piccole e medie imprese, visto che il nostro tessuto è fatto da questi soggetti, di essere così resilienti da poter ripartire, appena sarà possibile, con una quasi normalità, perché così lo si potrà fare. Ci sono aziende, per loro fortuna, così smart , così avanti e così strutturate che stanno superando comunque la crisi, perché hanno investito nel green e nella digitalizzazione. Tante, però, sono ancora indietro. Non possiamo guardare solo il presente, dimenticando l'obiettivo di lunga durata; dobbiamo programmare quello, per la scuola, per l'edilizia, per il lavoro dei giovani e per tutte queste categorie fondamentali. Se, finita la pandemia, saremo soltanto disorientati, allora sarà davvero la fine. Spero che la pandemia passi presto. Permettetemi, qui, di fare questa nota personale, da persona che ha vissuto in famiglia malattie, addirittura un decesso e l'esperienza di pazienti che non si negativizzavano, pur non avendo vissuto la stessa drammaticità delle zone di Bergamo, di Cremona e delle aree più colpite. Spero che ci sia tanta responsabilità da parte di tutti e che non si senta mai più, da nessuna parte, irridere chi sta peggio o è nell'emergenza, perché è stata una cosa vergognosa. (Applausi) . Non ho mai augurato il male a nessuno. Spero che tutti possano guarire e che, con l'aiuto di tutti, si possa migliorare. La Lombardia - l'odiata, la detestata Lombardia - ha dato la disponibilità per far utilizzare l'ospedale Fiera Milano anche ad altre Regioni. Penso che questo sia l'atteggiamento giusto, di chi supera le cattiverie e le meschinità e pensa al bene delle persone italiane, di qualunque parte siano. Prendiamo esempio dalla Lombardia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, stamattina in Commissione sanità, che ho l'onore di presiedere, un collega di opposizione ha ricordato a tutti noi, anche a proposito della NADEF, che nessuno avrebbe mai immaginato di aver timore dell'altro e di andare a cena con gli amici o di parlare con la mascherina; stiamo vivendo quindi un tempo eccezionale. Eccezionale nella NADEF è anche la prospettiva di caduta del PIL al 9 per cento. Un tempo eccezionale richiede una collaborazione, certo, che deve partire però dalla responsabilità, la quale va agita. Mi rivolgo soprattutto all'opposizione: dove si può agire la responsabilità meglio che in una Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 in un tempo eccezionale? Sono stati citati molti nostri Padri costituenti: De Gasperi, Togliatti, Nenni; sarebbero però da citare anche grandi donne, grandi nostre madri: Tina Anselmi, Nilde Iotti, Giglia Tedesco. (Applausi) . Questi grandi uomini e queste grandi donne non sono nati Togliatti, Nenni, De Gasperi, Iotti, Anselmi e Tedesco, ma lo sono diventati per la loro responsabilità nell'agire. (Applausi) . Usciamo da questa crisi sanitaria ed economica solo tutti insieme (perché penso profondamente che ne usciamo). La sicurezza del Sistema sanitario nazionale è fondamentale per lo sviluppo economico e occupazionale. In questa fase eccezionale, ecco la questione dirimente. A questo proposito, l'Italia, come si ricorda nella NADEF, deve tener conto della raccomandazione n. 1 del Consiglio dell'Unione europea del 20 luglio 2020: rafforzare la capacità e la resilienza del Sistema sanitario per quanto riguarda gli operatori, i prodotti medici essenziali e le infrastrutture. Il nostro Paese deve colmare, sì, la carenza di investimenti pubblici nell'assistenza; l'assunzione del personale sanitario, in rapporto alla proiezione occupazionale in questo settore, deve superare l'imbuto formativo dei medici specializzandi. La terribile epidemia - lo diciamo, ma dobbiamo agire anche questo - deve essere per noi un'opportunità. La NADEF prepara la legge di bilancio. Sicuramente dobbiamo mettere risorse per attuare quanto previsto del decreto ministeriale n. 70 del 2015, al fine di non sottrarre assistenza ai nostri concittadini e alle nostre concittadine, soprattutto in alcune zone del Paese (penso al Sud). Ho ricevuto l'altro ieri una delegazione di sindaci dell'entroterra cosentino, che hanno rappresentato il loro grido di dolore (si sono espressi con queste parole) per la paura della mancata assistenza ai loro concittadini. Dobbiamo rovesciare le politiche sanitarie, mettendo al primo posto la prevenzione primaria, la medicina di territorio, la digitalizzazione, i servizi domiciliari. Dobbiamo dare il massimo sviluppo alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; la NADEF richiama il disegno di legge collegato alla legge di bilancio su questo tema. Dobbiamo avere un piano generale dei trasporti pubblici: questo Governo dovrà farlo molto bene nella legge di bilancio, perché sappiamo che molti contagi avvengono durante il trasporto. Oggi leggevo per esempio i dati dei non contagiati in un Paese come il Giappone, che è già abituato a gestire il trasporto pubblico, perché ha subito altre pandemie; quindi i cittadini giapponesi sono già abituati. È necessario un piano di bonifica ambientale strettamente connesso alla salute e allo sviluppo. C'è poi la ricerca. Come diceva molto bene ieri la senatrice Cattaneo in Aula, un Paese che non investe in ricerca non ha futuro; questo nella legge di bilancio dobbiamo affrontarlo in maniera molto forte. Dovremo pensare anche a forme di partecipazione dello Stato come socio garante per quelle realtà che sviluppano nuove tecnologie, cure, vaccini.