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Ne approfitto, però, per ricordare a quest'Assemblea e a lei, signor Presidente, che esiste una relazione finale su un atto assegnato, votato in Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, senza alcun voto contrario, ma che non riusciamo a portare all'attenzione dell'Assemblea a causa dell'ostruzionismo di alcune forze politiche di maggioranza. Nessuna risorsa è stata prevista per la gestione delle risorse idriche, che diventano fondamentali in questo sistema climatico sempre più imprevedibile. Poche risorse sono state previste per interventi finalizzati al contrasto della xylella che, a causa di una pessima gestione della crisi da parte dell'amministrazione regionale della Puglia, sta distruggendo un intero comparto e territorio. Il sistema climatico può mettere in crisi molte produzioni e far perdere la qualifica di produttore agricolo a causa della perdita della prevalenza della produzione. Per fortuna, almeno in questo, il Governo ci ha voluto ascoltare. Allo stesso modo, ha ascoltato l'appello legato alla rinegoziazione del debito. Meno male che in alcuni casi - pochi, purtroppo - il Governo non si è arroccato su posizioni pregiudiziali. Abbiamo cercato di compensare la totale mancanza di misure per il comparto della pesca, messo sotto stress da una normativa europea sempre più stringente e dalla mancanza di strategia per tutelare i nostri pescatori e, automaticamente, i nostri mari dall'assalto selvaggio di flotte e pescherecci di altri Paesi che certamente poco rispettano le regole imposte ai nostri pescatori. Niente: ci dispiace molto. Potrei aggiungere molte altre cose, ma concludo. Colleghi, analizzando tutto ciò che è stato approvato in Commissione, sembra di aver approvato più una vecchia legge mancia, che una legge di bilancio. Ciò a dimostrazione di come, per tenere in piedi una maggioranza così eterogenea e frastagliata, ci sia bisogno di una mediazione al ribasso e di cercare di accontentare tutti, il che non fa certo bene alla Nazione. Soprattutto, però ritengo - e lo ribadisco - che l'agricoltura ha bisogno di una visione che, da questa legge di bilancio, certamente non appare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, chiedo un po' di attenzione perché credo di dover dire delle cose abbastanza importanti. Mi dispiace che l'Assemblea non sia rappresentata al massimo, perché parlerò delle prerogative del Parlamento e del ruolo dei singoli parlamentari, approfittando della discussione del disegno di legge di bilancio, sul quale ho poco o quasi nulla da dire. Nelle condizioni date, infatti, aver affrontato l'argomento dell'Irpef, dell'IRAP, della TOSAP, del superbonus, della proroga delle cartelle esattoriali, del reddito di cittadinanza così come modificato, della magistratura onoraria credo che sia un passo importante per cercare di trainare definitivamente il Paese fuori dalle secche. Si poteva fare di più, si poteva fare di meglio; sicuramente il Parlamento avrebbe potuto incidere maggiormente, ma abbiamo fatto ancora una volta prevalere gli interessi del Paese a quelli territoriali e dei singoli partiti. In questa sede desidero, però, segnalare un antipatico episodio che si reitera da parte del Governo nei confronti del singolo parlamentare. Nel decreto-legge sostegni fu approvata una norma che modificò temporaneamente, quindi non a sistema, la legge sugli appalti, consentendo agli imprenditori morosi con il fisco non soltanto di partecipare alle gare (mentre la legge sugli appalti ne prevedeva e ne prevede la esclusione), ma addirittura la sospensione delle procedure esecutive. Da quel momento il sottoscritto ha cercato di introdurre in tutti i provvedimenti che si sono succeduti una norma priva di copertura finanziaria e che non era in contrasto con il sistema, una norma conseguenziale a quella modifica che era stata fatta nel decreto-legge sostegni. Quell'emendamento affermava che, se è vero che gli imprenditori morosi non soltanto vedevano sospese le procedure ma potevano partecipare alle gare di appalto, a maggior ragione l'avrebbero potuto fare coloro che invece durante le gare avevano addirittura estinto il loro debito. Questo emendamento nei vari provvedimenti ha trovato sempre un'opposizione, e non per motivazioni politiche - io l'avrei capito - ma per motivazioni tecniche da parte di funzionari, capi dell'ufficio legislativo, consulenti e non so chi altri dei Ministeri, che hanno accampato motivazioni inconsistenti, ingiustificate, irrazionali. E si è arrivati, signora Sottosegretaria, alla discussione del decreto-legge fiscale, in cui il Sottosegretario che rappresentava il Governo, in una infuocata discussione - non so quanti colleghi erano presenti nelle Commissioni riunite 6 a e 11 a - mentre rischiava di andare in minoranza su questo emendamento, propose l'approvazione di un ordine del giorno. Sapendo che in quel momento il Governo sarebbe stato messo in minoranza e che sarebbe stata una cosa sacrosanta, perché sarebbe stata una risposta non al Governo politico ma ai suoi consulenti tecnici esterni, per senso di responsabilità accettammo di trasformare quell'emendamento in un ordine del giorno. Normalmente gli ordini del giorno vengono accolti con la formula «a valutare l'opportunità di», ma quello è stato accolto senza condizioni. Dopodiché nella discussione sul disegno di legge di bilancio è stato presentato l'emendamento 13.0.61 - non so se il Sottosegretario se lo vuole appuntare, perché siete ancora in tempo per riparare a questa ingiustizia e irragionevolezza - che riprendeva esattamente l'ordine del giorno sul quale il Governo aveva espresso parere favorevole. Si è trattato, quindi, non soltanto di un atteggiamento ostruzionistico, ma anche di una mancanza di lealtà nei confronti dei parlamentari. Su questo emendamento ancora una volta si sono inseriti i soliti noti, che hanno espresso un infondato parere. Io vi prego di valutarlo. Leggo delle dichiarazioni sibilline del presidente Draghi. Lui dice che pensa al presente e non al futuro e dice anche che il Governo andrà avanti senza di lui. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12) ( Segue VITALI). Io chiedo formalmente al presidente Draghi, in virtù del mandato popolare che ho ricevuto e in virtù di quell'impegno che ho sottoscritto nel febbraio del 2021, sostenendo questo Governo, se è cambiato qualche cosa rispetto alle prospettive che si era dato. Chiedo, cioè, se ha intenzione di continuare a portare avanti il Paese verso l'uscita dal tunnel o se, invece, in presenza del mancato raggiungimento di un'aspettativa, seppur legittima, possa cambiare il suo atteggiamento. Se è così, infatti, da oggi mi sento libero e prenderò le mie determinazioni. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vi dico una mia convinzione molto forte. Bisognerebbe cambiare il nome a questo disegno di legge di bilancio.