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Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.318, presentato dalla senatrice La Mura e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.319, presentato dalla senatrice Angrisani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.320, presentato dalla senatrice La Mura e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'articolo 4. GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, voglio fare una dichiarazione di voto sull'articolo 4, affinché sia chiaro ciò che stiamo votando, perché altrimenti abbiamo discusso e mediato settimane intere in Commissione. Per quanto riguarda il Gruppo Forza Italia questo articolo ci soddisfa a metà. Non rifaccio qui la storia, perché l'ho detto già nel mio intervento in discussione generale. È ancora pendente davanti a organi della giustizia europea la questione che nei giorni scorsi è stata posta, ad esempio, dal Tar di Lecce, dicendo che la direttiva Bolkestein si potrebbe non applicare a queste concessioni. Il Tar di Lecce ha fatto quello che fa in Italia la magistratura interna quando rinvia un quesito alla Corte costituzionale. In questo caso il Tar di Lecce ha investito la giustizia europea. Si vedrà quando e se arriverà la risposta, che può essere importante in un senso o nell'altro. Noi abbiamo anche detto oggi in Aula - e lo ribadisco - che, siccome questa è una legge delega e questo articolo delega cose importanti al Governo, noi verificheremo puntualmente come questa delega sarà esercitata. Ci sarà il passaggio per i pareri in Parlamento e se l'attuazione di queste norme non fosse soddisfacente e le autorità di giustizia europee dovessero pronunciarsi in modo diverso da come hanno fatto nel passato e dovessero aprire la strada alla non applicazione della Bolkestein, che noi auspicheremmo, a quelli che sono dei beni e non dei servizi, avremmo tutta la possibilità di riscrivere le norme. Con l'articolo 3 abbiamo ottenuto un differimento dei tempi. Dove ci saranno contenziosi e situazioni non chiare, il termine non è più quello del 31 dicembre 2023, deciso dal Consiglio di Stato con una sentenza che contiene anche numerose inesattezze e autentiche bugie circa i ricavi e i pagamenti, ma intanto si è detto che si potrà andare al 31 dicembre del 2024 e, come ricordato prima anche dal senatore Mallegni nel suo intervento, abbiamo ottenuto un differimento dei tempi. Credo anche di capire, collega Romeo, perché non siano stati presentati emendamenti da alcuni Gruppi a questo articolo, perché in esso ci sono molte cose positive. Si stabilisce il principio degli indennizzi: qualora la giustizia europea, il corso delle cose dovesse confermare le gare, il problema è chi risarcisce il perdente e qui c'è scritta tutta una serie di cose circa gli eventuali perdenti. E, siccome in Commissione - c'è qui il vice ministro Pichetto Fratin, che con grande pazienza ha seguito e mediato la lunga discussione sul valore residuale e non residuale - si è lasciato in maniera più generica il capitolo sugli indennizzi, proprio per consentire la definizione in sede di decreti delegati. Il Parlamento darà poi i suoi pareri e poi le prossime legislature, perché non è che finisce la democrazia, potranno rivedere le cose, se non andranno bene. In conclusione, presidente La Russa, nel fare questa dichiarazione di voto a favore sull'articolo 4, voglio dire una cosa, perché poi le norme vanno anche lette. In questi giorni si afferma che c'è il rischio che le multinazionali si approprino delle nostre coste e figuratevi se il nostro Gruppo, che si chiama Forza Italia - per la precisione Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC - può essere favorevole a questa eventualità, alla colonizzazione delle nostre coste. Però, quando si parla di questo rischio, bisogna anche leggere il testo che stiamo per votare: la lettera l ) dell'articolo 4 del testo proposto dalla Commissione recita: «definizione, al fine di favorire l'accesso delle microimprese e delle piccole imprese alle attività connesse alle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative (...) del numero massimo di concessioni», cioè introduce un limite al numero delle concessioni. Pertanto, il limite del numero che noi abbiamo voluto è importante, perché se poi una multinazionale viene in Italia e prende una concessione o ne prende tre, può darsi che già abbia tre concessioni in un posto dove le concessioni sono 200 o 300; ci saranno la sora Lella che gestisce la cabina e il signor Mario che gestisce i lettini a Laigueglia. Può darsi anche che ci sia un'azienda di diverso tenore: ho visto, ad esempio, giorni fa - non la vedo oggi qui con noi, ma la cito positivamente - la senatrice Garnero Santanchè, che difendeva la sua attività dicendo che è di qualità e si rivolge a un certo tipo di pubblico. Se si rispettano le leggi, uno può andare al ristorante di lusso o alla trattoria; noi siamo per la libertà dell'impresa. Ci dev'essere anche la spiaggia libera per chi non vuole pagare nulla - e questa legge lo conferma - e poi il cittadino sceglierà, così come sceglie un ristorante: c'è chi vuole andare anche dalla multinazionale - ahimè - che vende le polpette, alla trattoria che costa poco o al ristorante di lusso. Questo vale anche per le spiagge, se tutti rispettano la legge. Questo articolo introduce il principio degli indennizzi, sempre che poi l'Europa non sia convinta a cambiare strada, o se poi si dovranno rivedere le leggi; introduce anche un principio della limitazione delle licenze. Quindi, raccontare che dopodomani la bibita gassata di Atlanta si compra tutte le spiagge italiane non è vero perché non è possibile, ai sensi di questa norma. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento 4.0.300, che si intende illustrato e su cui chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di pronunziarsi. RIPAMONTI, relatore . Esprimo parere contrario. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico . Esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.300, presentato dal senatore Crucioli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. COLLINA, relatore . Esprimo parere contrario sull'emendamento 5.300. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico . Esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE .