[pronunce]

ORDINANZA ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 e modificato dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214, promossi con ordinanze del 26 maggio 2004 dal Giudice di pace di Parma, del 3 maggio 2004 dal Giudice di pace di Legnago, del 16 aprile 2004 dal Giudice di pace di Olbia, del 22 giugno 2004 dal Giudice di pace di Pordenone, del 14 maggio 2004 dal Giudice di pace di Vergato, del 18 maggio 2004 dal Giudice di pace di Siena, del 9 giugno 2004 (2 ordinanze) dal Giudice di pace di Livorno, del 30 giugno 2004 dal Giudice di pace di Modena, del 23 giugno 2004 dal Giudice di pace di Torino, del 20 maggio 2004 dal Giudice di pace di Porretta Terme, del 14 giugno 2004 dal giudice di pace di Verolanuova, del 4 giugno 2004 dal Giudice di pace di Sulmona, del 30 giugno 2004 dal Giudice di pace di Siena, del 19 giugno 2004 dal Giudice di pace di Cortona, del 24 maggio 2004 (2 ordinanze) dal Giudice di pace di Chiavenna, del 1° luglio 2004 dal Giudice di pace di Rimini, del 1° luglio 2004 dal Giudice di pace di Castel di Sangro, del 20, del 27 maggio e del 14 giugno 2004 dal Giudice di pace di Lugo, del 19 maggio 2004 dal Giudice di pace di Guastalla, del 17 maggio 2004 dal Giudice di pace di Erba, del 3 giugno 2004 dal Giudice di pace di Milano, del 2 luglio 2004 dal Giudice di pace di Arcidosso, del 7 e del 28 giugno 2004 dal Giudice di pace di Cesena, del 29 aprile 2004 dal Giudice di pace di Pisa, del 23 luglio 2004 dal Giudice di pace di Sorso, del 14 maggio 2004 dal Giudice di pace di Codogno, del 6 luglio 2004 dal Giudice di pace di Pescara, del 5 luglio 2004 dal Giudice di pace di Palermo, del 22 settembre 2004 dal Giudice di pace di Cerignola, del 13 luglio 2004 dal Giudice di pace di Montepulciano, del 18 agosto 2004 dal Giudice di pace di Cervignano del Friuli, del 29 luglio 2004 dal Giudice di pace di Monza, del 2 settembre 2004 dal Giudice di pace di Massa, dell'8 ottobre 2004 dal Giudice di pace di Portogruaro, del 21 maggio 2004 dal Giudice di pace di Urbino, del 28 settembre 2004 dal Giudice di pace di Casteggio, del 3 agosto 2004 dal Giudice di pace di Bologna, del 6 ottobre 2004 dal Giudice di pace di Cerignola e del 20 ottobre 2004 (2 ordinanze) dal Giudice di pace di Castelfiorentino rispettivamente iscritte ai nn. 745, 751, da 762 a 764, da 772 a 774, 820, 823, 825, 834, 835, 847, 848, da 873 a 880, 888, 932, da 963 a 968, 981, 982, 1002, da 1004 a 1006, 1017, 1020, 1022, 1027, 1036, 1037, 1049 e 1050 del registro ordinanze 2004 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 39, 40, 41, 43, 44, 45, 48 e 49, prima serie speciale, dell'anno 2004 e nn. 1, 2 e 3, prima serie speciale, dell'anno 2005. Udito nella camera di consiglio del 9 marzo 2005 il Giudice relatore Alfonso Quaranta. Ritenuto che tutti i Giudici di pace meglio indicati in epigrafe hanno sollevato questione di legittimità costituzionale – adducendo, complessivamente, la violazione degli artt. 2, 3, 13, 16, 23, 24, 27, 111, 113 e 134 della Costituzione – dell'art. 126-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), introdotto dall'art. 7, comma 1, del decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (Disposizioni integrative e correttive del nuovo codice della strada, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 22 marzo 2001, n. 85), nel testo risultante all'esito della modifica apportata dall'art. 7, comma 3, lettera b), del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151 (Modifiche ed integrazioni al codice della strada), convertito, con modificazioni, nella legge 1° agosto 2003, n. 214; che, in via preliminare, peraltro, deve chiarirsi – al fine di una corretta identificazione del thema decidendum – come il dubbio di costituzionalità prospettato dai giudici a quibus investa sempre la previsione normativa di cui al comma 2 dell'articolo suddetto, il quale prevede che, in caso di mancata immediata identificazione del responsabile di un'infrazione stradale, la segnalazione della decurtazione del punteggio attribuito alla patente di guida debba essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi entro trenta giorni «i dati personali e della patente del conducente»; che, sebbene in talune ordinanze di rimessione – segnatamente quelle provenienti dai Giudici di pace di Parma (r.o. n. 745 del 2004), Legnago (r.o. n. 751 del 2004), Sulmona (r.o. n. 835 del 2004), Chiavenna (r.o. nn. 873 e 874 del 2004), Erba (r.o. n. 888 del 2004), Palermo (r.o. n. 982 del 2004), Cerignola (r.o. nn. 1002 e 1037 del 2004) e Monza (r.o. n. 1006 del 2004) – si faccia riferimento all'intero art. 126-bis del codice della strada, non vi è dubbio che la censura sollevata anche dai suddetti Giudici di pace investa, come esplicitano chiaramente le argomentazioni dedotte a sostegno della stessa, la previsione normativa di cui al comma 2 di tale articolo di legge;