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(Applausi) . PRESIDENTE . Non sono stati presentati ordini del giorno. Passiamo alla votazione dei documenti. TRENTACOSTE (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (Ipf-CD) . Signor Presidente, ciò che è emerso dalla relazione dei senatori Questori e ciò che ci accingiamo a votare oggi sono un Progetto di bilancio interno per l'anno 2022 e un Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno 2021 in linea con il processo di razionalizzazione della spesa di questa istituzione. Onorevoli colleghi, i dati che emergono dal rendiconto finanziario certificano che nell'anno 2020 non è stata sbagliata la previsione. È stata infatti realizzata una perfetta coincidenza tra le entrate, le uscite e la relativa dotazione finanziaria, in linea con la missione di contenimento della spesa intrapresa da questa istituzione da molti anni. A saldo di tali operazioni attive e passive è certo che sarebbe sempre meglio far quadrare il funzionamento della Camera alta con una voce sempre più elevata di saldi positivi nel rendiconto, ma occorrerebbe comunque realizzarlo senza scontrarsi con l'incomprimibilità dei costi della democrazia. Con riferimento al bilancio di previsione 2021, il dichiarato obiettivo di contenimento della spesa è stato confermato dalle risultanze dell'esercizio medesimo, che hanno fatto registrare una spesa finale effettiva netta in diminuzione di circa 3,5 milioni di euro rispetto allo stesso dato del 2020. Con riferimento quindi al bilancio 2022, gli aumenti dei costi e le spese variabili esterne sono stati compensati dalle riduzioni del bilancio come dalla tabella 1, di cui al doc. VIII. Non dobbiamo dimenticare poi che la razionalizzazione della spesa ha dovuto tenere conto, ancora una volta e per il terzo anno consecutivo, della situazione pandemica e delle conseguenze in termini di regole di svolgimento dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni, come detto dal Collegio dei questori. Orbene, come abbiamo avuto modo di leggere dai risultati del bilancio corrente, la dotazione del Senato mantiene infatti una dotazione ridotta ormai storica, pari a circa 20 milioni di euro, ovvero non cresce come avrebbe potuto essere prevedibile e, al contrario, conferma la linea strutturale di contenimento e razionalizzazione della spesa intrapresa dal Senato. Ad una ulteriore riduzione si è assistito anche per quanto riguarda i costi del trattamento del personale dipendente e di tutte le spese di natura previdenziale. Se in questi dieci anni il Senato è riuscito a comprimere i costi di gestione, nel ringraziare il Consiglio di presidenza e il Collegio dei senatori questori, che rendono possibile tale risultato tecnico, non posso non ringraziare, per il loro contributo, i colleghi che, venendo dalla società civile, hanno dato impulso alla realizzazione di questa buona politica, esercitando una sana pressione di responsabilità nei confronti degli organi di governo del Senato, che ha reso possibile questo risultato. Onorevoli colleghi, concludo il mio intervento con un rilievo, al quale come sapete tengo particolarmente: si tratta di un tema importante, come quello dell'inquadramento dei dipendenti dei Gruppi e dei collaboratori parlamentari sul piano della loro professionalità, in particolar modo per i collaboratori che lavorano nei diversi Gruppi parlamentari. Ad oggi, gli organi competenti di Camera e Senato stanno cominciando a disciplinare il rapporto che intercorre tra i parlamentari e i suddetti professionisti, per cui la mancata regolamentazione della figura professionale del collaboratore parlamentare demanda il rapporto di lavoro alla sola e unica contrattazione tra le parti. Ritengo che questo aspetto vada sanato e quindi, ringraziando ancora una volta il Collegio dei senatori questori, mi auguro che il prossimo Consiglio di presidenza possa finalmente adottare tutte le iniziative necessarie al fine di giungere, d'intesa con la Camera dei deputati, al riconoscimento della figura del collaboratore parlamentare, prendendo come modello le soluzioni individuate dai principali Paesi europei e anche nell'ambito del Parlamento europeo. Signor Presidente, concludo dichiarando il voto favorevole del Gruppo Insieme per il futuro - Impegno civico al bilancio del Senato. (Applausi) . CRUCIOLI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, a noi il rendiconto e il bilancio non convincono. Ci sono voci molto poco chiare: vorremmo ad esempio sapere che cosa sono i servizi accessori ai servizi di supporto funzionale, che cubano 600.000 euro. Vorremmo sapere, ad esempio, dove sono i costi dei voli di Stato, a piene mani utilizzati dalla presidente del Senato Casellati. Vorremmo sapere ad esempio se rientrano in quei servizi di mobilità, servizi di trasporto, che valgono 6.800.000 euro, cioè se in quelle voci ci sono soltanto le auto blu o anche gli aerei blu della presidente Casellati. Vorremmo sapere qualcosa di più dei circa 1,45 milioni di euro che sono stati reperiti, senza evidentemente grossi sforzi, per spese di cerimoniale e rappresentanza. Questi soldi sono stati trovati; invece, non sono stati trovati i fondi per mettere a posto, ad esempio, gli arazzi del Cinquecento che sono presenti nelle sale del Senato e che, come mi fa notare la collega Margherita Corrado, cadono a pezzi. Noi non siamo convinti di questo progetto di bilancio e di questo rendiconto, pertanto voteremo contro. (Applausi) . CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, naturalmente noi di Italia Viva-PSI voteremo a favore di questo atto. Anche in questo caso, credo che la sottolineatura dei risparmi non sia semplicemente retorica, ma faccia parte di un lavoro importante che è stato fatto e che, a mio avviso, non è stato guidato dal furore ideologico. Intendo dire che la mia percezione è quella di un lavoro condotto in ragione di un obiettivo di fondo, che è la funzionalità del sistema e non semplicemente il cosiddetto taglio con l'accetta da spendere poi politicamente. Vorrei però concentrare i pochi minuti di questo mio intervento non su ciò che di positivo è stato fatto - ed è tanto - ma su una sottolineatura che sta a cuore a me e credo a tutti i miei colleghi. Mi riferisco a un tema importante come quello dell'inquadramento dei dipendenti dei Gruppi e dei collaboratori parlamentari sul piano della loro professione e professionalità e, in modo particolare, della salvaguardia di tutte le professionalità che lavorano nei diversi Gruppi parlamentari. Il Parlamento si è spesso trovato a varare misure in favore del precariato, tralasciando forse con colpa la situazione dei dipendenti dei Gruppi, che in alcuni casi hanno prestato servizio in componenti politiche diverse, a dimostrazione delle professionalità e non solo dell'attaccamento a un colore politico, per diversi anni (in alcuni casi, anche più di dieci). Bisogna assumersi la responsabilità di collegare alcuni ragionamenti che spesso echeggiano in quest'Aula e che sono anche oggetto di una traduzione in termini di iniziativa legislativa.