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in caso di adulterio, se la donna è musulmana e l'uomo non lo è, è prevista anche la pena di morte, perché c'è un aggravante che noi non capiamo; nelle scuole, ovviamente, le ragazze sono separate dai ragazzi. In Qatar è ammessa la tortura, non secondo il genere delle leggi che girano in Italia, ma con la previsione di pene corporali, per consumo di alcol, in caso di furto e in caso di rapporti sessuali illeciti, e qui non sappiamo bene a che cosa si riferiscano. Alla grande sensibilità di alcuni nostri colleghi, tra i quali vedo la senatrice Cirinnà, ricordo che in Qatar l'omosessualità è un reato, che prevede la pena di morte, ma, loro bontà, non la applicano da tempo e per gli omosessuali è prevista solamente la reclusione, solitamente di tre o cinque anni. C'è una totale assenza di libertà religiosa. Ricordo che il reato di apostasia è punito con la pena di morte e, se in virtù del nostro accordo, a un certo punto, nella contaminazione, qualche qatariota che viene in Italia dovesse convincersi che è interessato ad altra religione rispetto all'Islam, torna in patria e rischia la pena di morte. Per il proselitismo sono previsti dieci anni di carcere. La responsabilità penale in Qatar inizia a sette anni. Quindi, richiamando l'attenzione del Governo su un tema importante, noi prevediamo interscambio culturale dei nostri ragazzi anche nelle scuole tra l'Italia e il Qatar; mandiamo, ad esempio, una scolaresca di dieci anni in Qatar. Se il bambino in Qatar commette un reato, secondo la legge qatariota è pienamente responsabile, anche se ha sette anni. Tra i reati che possono essere contestati al bambino, c'è anche, ad esempio, il proselitismo: se il bambino prega Gesù Bambino prima di andare a dormire, rischia dieci anni di carcere. È inutile che faccia così, lo dica al Qatar se quella legge non le piace, vada in Qatar e dica che la legge è ignobile, medievale e che noi non l'accettiamo, ma non firmi un accordo di collaborazione con il Qatar. Per quanto riguarda i diritti umani, non siamo noi di Fratelli d'Italia a sollevare queste questioni: vi segnalo che in tutte le sedi internazionali il Qatar è stato richiamato su questi ambiti, dalla vostra cara Amnesty International e dalle varie Organizzazioni non governative (ONG). Non dovete cercare nella biografia dei sovranisti per andare a vedere quali siano le violazioni dei diritti umani in Qatar. A proposito di diritto dei lavoratori - visto che il tema è molto sensibile e c'è gente che si commuove parlando di braccianti - vi ricordo che in Qatar c'è la pratica della kafala e cioè un lavoratore straniero che arriva in Qatar, è di fatto al servizio in stato di schiavitù del proprio datore di lavoro finché non ripaga il costo del viaggio che ha sostenuto per arrivare in Qatar. Questa pratica è stata denunciata da tutte le organizzazioni internazionali, con riferimento particolare all'organizzazione dei mondiali del 2022. Questo accordo tuttavia è stato firmato nel 2012, in un'epoca geologica molto antica rispetto a oggi perché nel frattempo si è verificato l'aggravamento della guerra in Siria, ci sono stati una serie di conflitti e si è definito uno scontro a livello geopolitico nel Golfo tra il Qatar e l'Arabia Saudita, che, come sappiamo, pur essendo entrambi due Paesi integralisti islamici, si contendono la supremazia dell'integralismo nel mondo sunnita. Ciò ha fatto sì che i rapporti tra Qatar, Turchia, Fratelli musulmani, da una parte, e Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi, eccetera, da un'altra, sono in questi anni particolarmente aggravati e peggiorati. Ci ricordiamo tutti che c'è una serie di azioni di denuncia di favoreggiamento del terrorismo da parte di questi Stati nei confronti del Qatar e quindi nella stipula di questo accordo ci sono anche implicazioni di natura geopolitica. Noi ci stiamo perciò apertamente schierando in una disputa tra monarchie del Golfo. Lo stiamo facendo solamente perché non abbiamo capito cosa oggi votiamo o lo stiamo facendo con consapevolezza? In conclusione, la richiesta di una questione sospensiva è semplicemente la richiesta di rinviare la discussione a quando avremo chiarito due aspetti: le accuse di favoreggiamento del terrorismo mosse da diversi Stati al Qatar (chiariamole, anche in un contesto geopolitico) e tutte le accuse di violazione dei diritti umani fondamentali mosse al Qatar. Credo che una volta che avremo chiarito tutto questo, saremo in grado di votare questo accordo con maggiore libertà e consapevolezza. (Applausi) . PRESIDENTE . Ricordo che, ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione sospensiva può prendere la parola non più di un rappresentante per Gruppo per non più di dieci minuti. *RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo brusio in Aula circonda spesso i nostri dibattiti e i nostri incontri intorno ai temi delle ratifiche di accordi internazionali. Non è la prima volta che discutiamo di accordi internazionali, ma lo facciamo - lasciatemelo dire - con questo atteggiamento un po' distratto, con questo chiacchiericcio di fondo e con un po' di disattenzione, in un clima che vorrei definire (pregando i colleghi di fare silenzio e di prestare attenzione) di unanimismo che spesso circonda queste scelte. Non è l'unanimismo un valore aggiunto della politica del confronto e del dibattito, piuttosto è una superficialità, una disattenzione, quando non addirittura, in alcuni casi, una vera e propria ipocrisia. Vengo al merito della ratifica in oggetto, che - com'è stato anticipato - Fratelli d'Italia non condivide, non sottoscrive e di cui chiede addirittura la sospensiva. Con questo intervento non solo vogliamo spezzare questo clima - che non ci piace in questo caso - di unanimismo, ma vogliamo attirare l'attenzione (perché ce n'è bisogno) sul perché questo accordo non deve essere ratificato. Naturalmente conosciamo molto bene gli importanti legami che esistono tra l'Italia e il Qatar: sono legami di carattere economico e legati all'industria militare e non sfugge a nessuno che nell'ultimo anno e mezzo tali rapporti si sono infittiti con un susseguirsi di visite ufficiali e - lo sottolineo - anche non ufficiali, ma comunque importanti, tutti ad omaggiare l'emiro al-Thani. Molte visite sono state anche restituite. Insomma, questo emirato affacciato sul golfo Arabico naturalmente attira molte attenzioni, nonostante la vicinanza ai Fratelli musulmani (questo dovremmo ricordarlo a chi ci va in pellegrinaggio) e nonostante la predilezione dell'emirato per l'integralismo più estremo. E anche quelle visite fatte invece da esponenti o dall'emiro stesso del Qatar in Italia non ci debbono piacere quando si rivelano - e si sono rivelate - uno shopping da supermercato, perché si viene in Italia non a finanziare la charity , ma a comprare interi immobili di lusso e non solo immobili. Penso - per esempio - all'aver rilevato il 49 per cento della compagnia aerea Meridiana; penso all'Excelsior Hotel Gallia di Milano, al Four Seasons Hotel di Firenze o ad alcuni alberghi della Costa Smeralda, alla Maison Valentino.