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Annesso 5 della Assemblea Plenaria del CCITT, Maggio-Giugno 1964, Libro Blu, Vol III, pagina 445). Applicando all'ingresso RF del dispositivo un segnale radioelettrico con livello pari a -50 dBm, modulato a 1000 Hz con deviazione di frequenza di picco variabile tra +/- 0,4 kHz e +/- 9,7 kHz, il livello di bassa frequenza in uscita all'espansore deve variare tra -30 dB e +25 dB rispetto al livello corrispondente alla deviazione di frequenza di picco di +/- 2,3 kHz (livello che non subisce espansione) con una tolleranza di +/- 1 dB. L'espansore deve avere un tempo di attacco nominale di 13,5 ms ed un tempo di rilascio nominale di 13,5 ms (Riferimento: Raccomandazione G162, Assemblea Plenaria CCITT, Maggio-Giugno 1964, Libro Blu, Vol III, pagine 52-60, con x=0,75 e y=1,5 nel metodo di misura definito nella nota 3 di pagina 59). Il processo di espansione del segnale deve essere successivo a tutti gli altri processi di banda base (incluso la rete di deenfasi ed il filtraggio). a.2.1.5 DISTORSIONE DI DEMODULAZIONE Applicando all'ingresso RF del dispositivo un segnale radioelettrico con livello pari a -50 dBm, modulato a 1000Hz con deviazione di frequenza di picco pari a +/- 6,4 kHz, il livello distorsione armonica totale generata nel dispositivo deve essere almeno di 32 dB piu' basso del livello del tono ad 1 kHz. La distorsione deve essere misurata all'uscita di bassa frequenza del dispositivo attraverso una rete di pesatura psofometrica del tipo descritto nella Raccomandazione CCITT 0.41. L'espansore deve essere disabilitato. Inoltre, applicando all'ingresso RF del dispositivo una portante non modulata avente un livello di -50 dBm, il ronzio ed il rumore residuo, misurati all'uscita di linea, debbono essere almeno 34 dB piu' bassi del livello che sarebbe prodotto da una portante modulata con un tono di 1 kHz avente una deviazione di frequenza di picco pari a +/- 6,4 kHz. APPENDICE B B.1 CODICE IDENTIFICATORE DI AREA (AID) In ambito nazionale, con riferimento alla sezione 2.3.8, i 5 bit piu' importanti del Codice Identificatore di Area (AID), sono definiti come segue: Bit n. 14 13 12 11 Codice di Nazione 1 1 0 0 Bit n. 10 Codice di Operatore X B.2 NUMERO DI IDENTIFICAZIONE MOBILE (MIN) Come definito nel paragrafo 2.3.1 relativo al Numero di Identificazione del Mobile (MIN: Mobile Identification Number) utilizzato nella procedura di segnalazione sul canale radio, e' derivato dalle 10 cifre dell'Identificativo Internazionale della stazione mobile (IMSI). Gli apparati radiomobili per la rete italiana dovranno contenere in questo identificativo i seguenti valori: * Codice della Nazione di appartenenza (MCC): 222 (in accordo alla Raccomandazione CCITT E. 212) * Codice della rete di appartenenza (all'interno della Nazione) MNC: 0,1 ...9 I codici 0-2-4 sono assegnati alla Concessionaria SIP. B.3 CLASSI DI CONTROLLO DI SOVRACCARICO DI ACCESSO Le Classi Di Sovraccarico di Accesso sono definite come segue (vedi la Sez. 2.6.3.4): numero di bit Assegnazione ACCOLC 0 - 9 Distribuiti casualmente tra apparecchiature mobili "normali" 10 Apparecchiature mobili di prova 11 Apparecchiature mobili usate per servizi di emergenza. 12 - 15 Riservato APPENDICE C C.1 SERVIZI NON VOCALI DI TIPO PUNTO-PUNTO I servizi non vocali di tipo punto-punto che possono essere attuati tra gli apparati della rete radiomobile ed i terminali connessi alla Rete Telefonica Pubblica Commutata devono soddisfare i requisiti descritti nei paragrafi successivi. C.1.1 SEGNALI MULTIFREQUENZA A DUE TONI C.1.1.1 FORMATO DI CODIFICA Il segnale trasmesso dall'apparato alla rete per rappresentare ciascuna cifra e' costituito da due sole frequenze, il cui valore nominale, per ciascuna cifra, e' dato come segue: Cifra da codificare Valore della frequenza in banda bassa 1 2 3 A 697 4 5 6 B 770 7 8 9 C 852 * 0 D 941 Valore della frequenza in 1209 1336 1477 1633 banda alta ===================================================================== Le frequenze emesse debbono essere comprese entro +/- 1,5% del loro valore nominale. C.1.2 LIVELLI DI SEGNALAZIONE L'indice di modulazione per i toni in banda alta (1209, 1336, 1477, 1633 Hz) deve essere costante e pari a 2,16. Le corrispondenti deviazioni di frequenza di picco devono essere, rispettivamente, pari in moduli a: 2,61, 2,88, 3,19, 3,52 KHz. L'indice di modulazione per i toni in banda bassa (697, 770, 852, 941 Hz) deve essere costante e pari a 2,16. Le corrispondenti deviazioni di frequenza di picco devono essere, rispettivamente, pari in modulo a: 1,20, 1,32, 1,47, 1,62 KHz. C.2 ALTRI SERVIZI NON VOCALI Il livello di potenza media dei segnali non vocali fornito in un minuto alla RPTN (Rete Pubblica Telefonica Nazionale) non deve essere maggiore di -9dBm. Per l'apparato mobile, a questo livello massimo deve corrispondere un indice di modulazione massimo di 1,82, mentre per l'apparato terminale, al livello massimo di -6dBm, citato nella Tavola C.1, deve corrispondere un indice di modulazione massima di 2,16. Per esempio, per un segnale a 450 Hz la deviazione di frequenza di picco della portante sara' +/- 0,98 kHz. C.3 APPARATI MOBILI CON FUNZIONE AUTOMATICA DI RICHIAMATA Questi apparati debbono soddisfare i requisiti riportati nei paragrafi seguenti. C.3.1 SCHEMI DI CHIAMATA Quando l'impegno di una linea della Rete Pubblica Telefonica Nazionale e' parte di una sequenza di tentativi ripetuti per stabilire un collegamento verso uno stesso numero di abbonato senza intervento diretto dell'utente durante i tentativi di chiamata di quella sequenza, il numero delle ripetizioni dei tentativi di chiamata e la durata minima fra queste ripetizioni, deve essere conforme allo schema o agli schemi di chiamata designati dal fornitore tra quelli elencati nella Tavola C.1. C.3.2 SEQUENZE DI TENTATIVI RIPETUTI In tutte le sequenze di tentativi ripetuti, l'apparato e' inibito ad operare in una combinazione di schemi di chiamata A, B e C riportati nella Tavola C.1. C.3.3 Nel caso in cui l'apparato puo' operare automaticamente con entrambi gli schemi di chiamata A o B dati nella Tavola C.1, non ci deve essere piu' di una sequenza dello schema scelto verso lo stesso numero di abbonato della RPTN, nel periodo di 2 ore dall'inizio del primo tentativo di chiamata.