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Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, recante attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di formazione specialistica dei medici. Onorevoli Senatori . – Da più parti, negli ultimi anni, è emersa l'esigenza di rendere il sistema formativo di riferimento per i medici più rispondente alle sfide cui è chiamato a cimentarsi il nostro Servizio sanitario nazionale (SSN) e, in particolare, ai mutati scenari di salute ascrivibili alla transizione demografica, con un crescente invecchiamento della popolazione, cui è associato il fenomeno della transizione epidemiologica, caratterizzato da un maggior impatto delle malattie complesse, croniche, cronico-degenerative, e delle disabilità, ma anche in ragione dell'inarrestabile evoluzione dell'innovazione e della ricerca applicata alla sanità. In quest'ambito e a tal fine il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, rappresenta la legge quadro che, nel recepire le direttive dell'Unione europea, ha disciplinato la materia della libera circolazione dei medici e del reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati e altri titoli, nonché la formazione medica post lauream in Italia. Con riferimento, in particolare, sia alla formazione specialistica, erogata dalle università, cui si accede tramite concorso a graduatoria nazionale, sia alla formazione specifica di medicina generale, erogata dalle regioni, cui si accede a mezzo di concorsi organizzati su base regionale. Inoltre, il suddetto decreto legislativo disciplina norma lo status dei medici in formazione specialistica e dei medici iscritti ai corsi di medicina generale, oltre che le modalità per la definizione del fabbisogno di medici da formare all'interno dei predetti percorsi formativi. In ultimo, ma non da ultimo, il decreto legislativo in oggetto ha introdotto un sistema di accreditamento alla qualità dedicato alle scuole di specializzazione riservate ai medici, recentemente implementato e armonizzato per mezzo di un aggiornamento dei relativi decreti attuativi (per cui si vedano, rispettivamente, il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 4 febbraio 2015, n. 68, e 13 giugno 2017, n. 402. È ormai dunque esigenza ineludibile per il legislatore quella di far evolvere il sistema formativo post lauream di riferimento per i medici italiani, favorendo un'osmosi culturale tra medicina generale e specialistica, nell'ottica di un potenziamento delle cure primarie e intermedie. A tal fine, si rende necessario sviluppare la formazione specifica di medicina generale, ampliandone gli orizzonti alle cure primarie, istituendo un curriculum omogeneo su base nazionale, rivisitandone la governance e rendendo strutturale il contributo delle università a supporto dei corsi organizzati dalle regioni, valorizzando lo strumento delle reti formative integrate tra università e aziende sanitarie territoriali e delle strutture assistenziali. Si ritiene altresì indifferibile sostenere il continuum tra la formazione pre lauream , creando i presupposti per l'introduzione della laurea abilitante in medicina e chirurgia, la formazione post lauream e la formazione continua, mettendo al centro del percorso formativo, e quindi dell'esercizio della professione, il tema delle competenze da misurare attraverso il sistema europeo per l'accumulazione e il trasferimento dei crediti (ECTS). Appare inoltre di strategica importanza superare le crescenti criticità in tema di definizione e programmazione del fabbisogno di medici, generalisti e specialisti, istituendo una piattaforma informativa evoluta che integri tutti i flussi informativi esistenti, dotando nel medesimo tempo le regioni di metodologie e strumenti idonei a pianificare gli interventi in funzione degli scenari di salute prevedibili. Ciò consentirà di risolvere e prevenire il fenomeno della pletora medica, che ha condannato migliaia di medici a ripiegare su ruoli e posizioni diversi da quelli per i quali si erano formati, ma anche il cosiddetto « imbuto formativo », caratterizzato da un disallineamento tra numero di laureati in medicina e possibilità di accesso alla formazione post lauream . In questa prospettiva è opportuno intervenire parimenti al fine di efficientare l'attuale sistema di accesso alle scuole di specializzazione e ai corsi di medicina generale, preservando criteri di merito e di trasparenza nelle selezioni, ma superando nel contempo il fenomeno degli abbandoni ascrivibili a un disallineamento tra le selezioni per l'accesso ai due percorsi formativi. Il disegno di legge si prefigge infatti l'obiettivo di valorizzare i giovani medici in formazione attraverso l'evoluzione del contratto di formazione specialistica nonché l'adozione del medesimo strumento, con i relativi riconoscimenti economici, giuridici e le tutele fondamentali, anche per gli iscritti ai corsi regionali di formazione specifica di medicina generale e cure primarie, con ciò anticipando sensibilmente l'inserimento delle giovani professionalità mediche nel mondo del lavoro. Ci si propone, infine, di completare l'evoluzione del sistema di accreditamento delle scuole di specializzazione, estendendolo alla formazione specifica di medicina generale e cure primarie, in modo da sostenere una formazione di qualità che è presupposto della tutela della salute dei cittadini. Più in dettaglio, le modifiche all'articolo 18 si prefiggono di implementare la definizione e i contenuti della formazione dei medici chirurghi, nonché di istituzionalizzare il concetto di rete formativa integrata tra università e strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale. Tali reti saranno individuate in conformità a standard , requisiti e livelli di performance stabiliti con un apposito decreto adottato dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro della salute. Inoltre, le integrazioni al comma 2 intendono dare un peso maggiore e valorizzare le pratiche, attestate da mdi tutori ed espletate nelle predette reti formative integrate sotto il coordinamento dell'università di riferimento. A mezzo di uno specifico decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, si intende introdurre, infine, la disciplina delle modalità per la verifica dell'abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo, attraverso il superamento di una prova espletata contestualmente al conseguimento del diploma di laurea, cui si accede previa verifica dell'espletamento dell'attività di tirocinio attestata dai tutori. In tal modo, quindi, diverrebbe possibile realizzare una vera laurea abilitante in medicina e chirurgia. Con l'introduzione dell'articolo 18- bis si intende mettere al centro del sistema formativo-professionalizzante del medico la valorizzazione delle competenze, mirando a garantire un'omogenea qualità dell'offerta formativa sul territorio nazionale. A tal fine, la certificazione dell'acquisizione delle conoscenze e competenze necessarie a esercitare la professione di medico chirurgo si baserà sul sistema europeo per l'accumulazione e il trasferimento dei crediti (ECTS) a partire dalla formazione pre e post lauream , per continuare con l'alta formazione universitaria e la formazione continua.