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ALLEGATO 1. DEFINIZIONI. 1.1. Pressioni. Per "pressioni" s'intendono le pressioni interne espresse in bar (pressioni relative). 1.2. Pressione di prova. Per "pressione di prova" s'intende la pressione alla quale il recipiente vuoto del generatore aerosol può essere sottoposto per 25 secondi senza che si producano fughe, né appaiano, nel caso dei recipienti di metallo di materia plastica, deformazioni visibili e permanenti ad eccezione di quelle ammesse al punto 6.1.1.2. 1.3. Pressione di rottura. Per "pressione di rottura" s'intende la pressione minima che provoca un'apertura o una rottura del recipiente del generatore aerosol. 1.4. Capacità totale del recipiente. Per "capacità totale" s'intende il volume espresso in millilitri di un recipiente aperto definito all'orlo della sua apertura. 1.5. Capacità netta. Per "capacità netta" s'intende il volume espresso in millilitri del recipiente del generatore aerosol confezionato. 1.6. Volume della fase liquida. Per "volume della fase liquida" s'intende la parte del volume del recipiente del generatore aerosol confezionato occupata dalle fasi non gassose. 1.7. Condizioni di prova. Per "condizioni di prova" s'intendono le pressioni di prova e di rottura esercitate idraulicamente a 20 °C (± 5 °C). 1.7-bis. Sostanza Per "sostanza" s'intende una sostanza quale definita all'art. 2, paragrafo 7, del regolamento (CE) n. 1272/2008. (5) 1.7-ter. Miscela Per "miscela" s'intende una miscela quale definita all'art. 2, paragrafo 8, del regolamento (CE) n. 1272/2008. (5) 1.8. Componenti infiammabili. Il contenuto di un aerosol è considerato infiammabile se contiene componenti classificati come infiammabili: a) per "liquido infiammabile" si intende un liquido avente un punto di infiammabilità non superiore a 93 °C; b) per "solido infiammabile" si intende una sostanza o una miscela solida facilmente combustibile o che può causare o contribuire a causare un incendio per sfregamento. I solidi facilmente infiammabili sono sostanze o miscele in polvere, granulari o pastose, che sono pericolose se possono prendere fuoco facilmente per breve contatto con una sorgente d'accensione, come un fiammifero che brucia, e se la fiamma si propaga rapidamente; c) per "gas infiammabile" si intende un gas o una miscela di gas con un campo di infiammabilità con l'aria a 20 °C e a una pressione normale di 1,013 bar. Tale definizione non si applica alle sostanze e miscele piroforiche, autoriscaldanti o idroreattive, che non sono mai utilizzate come componenti di aerosol. 1.9. Aerosol infiammabili. Ai fini del presente decreto un aerosol è considerato "non infiammabile", "infiammabile" o "estremamente infiammabile" in funzione del suo calore chimico di combustione e del contenuto in massa di componenti infiammabili, nel seguente modo: a) l'aerosol è classificato come "estremamente infiammabile" se contiene una quantità di componenti infiammabili superiore all'85% e il calore chimico di combustione è pari o superiore a 30 kJ/g; b) l'aerosol è classificato come "non infiammabile" se contiene una quantità di componenti infiammabili inferiore all'1% e il calore chimico di combustione è pari o inferiore a 20 kJ/g; c) tutti gli altri aerosol saranno sottoposti alle seguenti procedure di classificazione in base alla loro infiammabilità o sono classificati come "estremamente infiammabili". La prova della distanza di accensione, la prova di accensione in spazio chiuso e la prova di infiammabilità per le schiume aerosol sono conformi alle disposizioni di cui al punto 6.3. 1.9.1. Aerosol nebulizzatori infiammabili Nel caso degli aerosol nebulizzatori, la classificazione si effettua tenendo conto del calore chimico di combustione in funzione dei risultati della prova della distanza di accensione, nel seguente modo: a) se il calore chimico di combustione è inferiore a 20 kJ/g: i) l'aerosol è classificato come "infiammabile" se l'accensione avviene ad una distanza pari o superiore a 15 cm, ma inferiore a 75 cm; ii) l'aerosol è classificato come "estremamente infiammabile" se l'accensione avviene ad una distanze pari o superiore a 75 cm; iii) se nella prova della distanza di accensione questa non ha luogo, si effettua la prova di accensione in spazio chiuso e in questo caso l'aerosol è classificato come "infiammabile" se il tempo equivalente è pari o inferiore a 300 s/m3 o la densità di deflagrazione è pari o inferiore a 300 g/m3; altrimenti l'aerosol è classificato come "non infiammabile"; b) se il calore chimico di combustione è pari o superiore a 20 kJ/g, l'aerosol è classificato come "estremamente infiammabile" se l'accensione si produce ad una distanza pari o superiore a 75 cm; altrimenti l'aerosol è classificato come "infiammabile". 1.9.2. Aerosol di schiuma infiammabili Nel caso di aerosol di schiuma, la classificazione si effettua sulla base dei risultati della prova di infiammabilità dei prodotti di schiuma. a) L'aerosol è classificato come "estremamente infiammabile" se: i) l'altezza della fiamma è pari o superiore a 20 cm e la durata della fiamma è pari o superiore a 2 secondi; oppure ii) l'altezza della fiamma è pari o superiore a 4 cm e la durata della fiamma è pari o superiore a 7 secondi; b) l'aerosol non conforme ai criteri enunciati alla lettera a), è classificato come "infiammabile" se l'altezza della fiamma è pari o superiore a 4 cm e la durata della fiamma è pari o superiore a 2 secondi. 1.10. Calore chimico di combustione. Il calore chimico di combustione (ΔHc ) è determinato: a) sulla base di regole tecniche generalmente riconosciute, ad esempio quelle previste dalle norme ASTM D 240, ISO 13943 86.1-86.3 e NFPA 30B, o quelle che figurano nella letteratura scientifica consolidata; oppure b) applicando il seguente metodo di calcolo: Il calore chimico di combustione (ΔHc ), espresso in kilojoule per grammo (kJ/g), può essere calcolato come il prodotto del calore teorico di combustione (ΔHCOMB ) e del coefficiente di rendimento della combustione, in generale inferiore a 1,0 (il valore più frequente è dell'ordine di 0,95 o 95%). Per un aerosol comprendente più componenti il calore chimico di combustione è la somma dei valori ponderati dei calori di combustione dei singoli componenti, calcolato come segue: Parte di provvedimento in formato grafico dove: ΔHc = calore chimico di combustione del prodotto (in kJ/g); Wi % = frazione in massa del componente i nel prodotto; ΔHc(i) = calore specifico di combustione del componente i nel prodotto (in kJ/g).