[ddlpres]

Modifiche all'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa e misure di solidarietà in favore delle vittime della criminalità. Onorevoli Senatori. -- L' escalation delle rapine nelle abitazioni sta diventando un fenomeno sempre più esteso nel nostro Paese, da Nord a Sud. Sono ormai centinaia i casi in cui vittime sono i proprietari delle case o dove a rimetterci la vita è il ladro, molto spesso con i suoi complici, anche di nazionalità straniera. Uno dei casi più tristemente eclatanti è stato quello avvenuto a Pontoglio, in provincia di Brescia, alla signora Federica Pagani che ha visto entrare in casa quattro rapinatori incappucciati – già conosciuti dalle Forze dell’ordine – che hanno aggredito il marito Pietro Raccagni, di 53 anni, sferrandogli un colpo di bottiglia alla testa. In seguito alle ferite riportate, dopo giorni di agonia in coma, è deceduto. Uno degli scopi di questo disegno di legge è quello di migliorare il testo vigente dell'articolo 52 del codice penale in materia di legittima difesa, definendone più adeguatamente gli ambiti e favorendo una più omogenea ed uniforme applicazione della norma. Il disegno di legge si propone di contribuire al superamento delle questioni sorte con riferimento all'ampia discrezionalità, che la legge riconosce ai giudicanti, individuando con più precisione le varie fattispecie e il conseguente relativo nuovo perimetro di discrezionalità riservato dal legislatore al potere giudiziario. Si prevede anche la non applicabilità dell'omicidio preterintenzionale se durante una aggressione la vittima, a causa delle lesioni riportate, decede e se a commettere l'omicidio è persona con precedenti penali. In particolare si ritiene con l'articolo 1 che ai luoghi indicati nell'articolo 52 del codice penale (abitazioni, negozi, studi, uffici) si debbano equiparare le immediate adiacenze agli stessi, sempreché l'offesa ingiusta risulti in atto. A titolo esemplificativo si fa riferimento ad un tentativo violento di intrusione con chiaro pericolo d'aggressione, ovvero ad un tentativo di proseguire nell'offesa all'incolumità o ai beni specificati nel comma 2, pur uscendo dai luoghi sopra indicati. Con l'articolo 2 si intende meglio circostanziare e rafforzare la presunzione assoluta già stabilita dal legislatore nel 2006 per i casi indicati dal secondo e terzo comma del vigente articolo 52 del codice penale. Al riguardo si stabilisce che, ove il pericolo di aggressione a persone o beni avvenga da parte di chi si introduce illegalmente in ore notturne in una abitazione (o negli altri luoghi previsti dalla legge), sia in ogni caso presunta la proporzionalità con l'offesa di cui al primo comma. Analoga presunzione assoluta si stabilisce ove il pericolo di aggressione a persone o a beni avvenga fuori dalle ore notturne, se le modalità del suddetto pericolo di aggressione siano tali da ingenerare timore per l'incolumità propria dell'aggredito, ovvero di altri presenti all'interno dei luoghi. Con la proposta di modifica dell'articolo 52 del codice penale si vuole, in sostanza, rafforzare la tutela delle persone oneste altrimenti esposte al pericolo di lunghe e dolorose indagini giudiziarie per il solo fatto di avere dovuto fronteggiare un pericolo di aggressione da loro certamente non auspicato e di fronte al quale sono stati costretti dalle circostanze a reagire. Il disegno di legge ha come ulteriore scopo quello di riconoscere una elargizione di solidarietà a tutte quelle persone, che per effetto di aggressioni subite nelle proprie case, negozi, uffici, eccetera, abbiano riportato un'invalidità permanente, derivata da ferite o lesioni gravi. Tale contributo sarà riconosciuto anche nel caso in cui la vittima abbia un'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica e che abbia, come conseguenza dell'aggressione, subito un danno sotto forma di mancato guadagno inerente all'attività esercitata. Tale elargizione sarà proporzionata alla percentuale di invalidità riscontrata. Inoltre si prevede che i cittadini che abbiano subito ferite o lesioni in conseguenza della rapina siano esentati dal pagamento dei ticket per ogni tipo di prestazione sanitaria. Bisogna ricordare, a tal proposito, che la direttiva 2004/80/CE del Consiglio del 29 aprile 2004 si propone il duplice obiettivo di stabilire prescrizioni minime per il risarcimento alle vittime di reato e di istituire meccanismi di cooperazione tra gli Stati membri al fine di facilitare l’accesso alla tutela risarcitoria nelle situazioni transfrontaliere. A tal fine, dunque, la direttiva ha imposto agli Stati membri dell’Unione europea, a far data dal 1° luglio 2005, di apprestare una tutela risarcitoria-indennitaria equa ed adeguata, di carattere sussidiario (in assenza di altre fonti di riparazione), a beneficio delle vittime (cittadini europei residenti o in transito) o loro prossimi congiunti, anche in assenza di una sentenza penale di condanna ed in ragione di esigenze fortemente avvertite di sicurezza, libertà di circolazione, equità e solidarietà sociale. L'articolo 12 della citata direttiva, in particolare, impone agli Stati membri di dotarsi di normative nazionali in materia di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori. Il paragrafo 2 statuisce, più specificatamente, che «Tutti gli Stati membri provvedono a che le loro normative nazionali prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime». Il legislatore italiano ha recepito tale direttiva nell’ordinamento interno con il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 204, che tuttavia ha previsto un indennizzo a carico dello Stato solo in favore delle vittime di particolari categorie di reato contemplate da una serie di leggi speciali. Tra le altre, si fa riferimento alle vittime dei reati di mafia e terrorismo, di criminalità organizzata, di richieste estorsive e di usura, di delitti commessi in occasione di missioni internazionali, nonché in favore delle vittime, militari e civili, di attentati terroristici all’estero. Pertanto, il carattere frammentario della legislazione ha comportato che le vittime di alcune categorie di reati rimanessero senza ristoro. Tale lacuna normativa ha determinato l’intervento della Commissione europea, che ha richiesto l'estensione del sistema nazionale d'indennizzo in relazione a qualunque fattispecie di reato qualificabile, ai sensi dell'ordinamento interno, come intenzionale e violento. In tal senso è stata avviata una procedura d'infrazione a carico dell'Italia per l'incompleto recepimento dell'articolo 12, paragrafo 2, della citata direttiva 2004/80/CE. Il presente disegno di legge vuole altresì scongiurare casi come quello del signor Ermes Mattielli.