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Se firmeranno anche solo mezzo MES presenteremo una mozione di sfiducia in quest'Aula al Governo, che se ne sta fregando di quanto il Parlamento e i cittadini hanno richiesto. E non è un passaggio tanto per fare. La seconda riflessione riguarda l'Europa, che noi abbiamo fondato. I posti letto in Europa, dal 2000 (moneta unica) al 2017 sono scesi da 5,7 a 5 per abitante. Quindi i posti letto in tutta Europa, per tener fede ai vincoli imposti al tetto deficit PIL, ai limiti di spesa, Italia compresa, sono stati tagliati. Si sono dovute chiudere le scuole di montagna, si sono chiusi i punti nascita e le caserme della polizia e dei pompieri. Spero che gli europeisti a 3 euro al chilo abbiano capito che se l'Europa è fame, morte e sacrificio, non è il futuro che dobbiamo lasciare in mano i nostri figli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Riprendiamoci in mano il nostro Paese, senza andare col cappello in mano da nessuno. Viva l'Italia, viva gli italiani (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , e chiunque ci accosti alla mafia e a dei mendicanti si sciacqui la bocca perché abbiamo solo da insegnare ad altri popoli e poco da imparare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni.) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, Governo, colleghi, devo dire che noi in questo momento siamo chiamati ad una strana operazione. Non consideratemi puntigliosa; noi, in questo momento, dobbiamo discutere della fiducia sulla fiducia, perché anche se io vedo il ministro D'Incà, mi risulta che il maxiemendamento non sia ancora arrivato in Commissione. Ministro D'Incà, noi ci troviamo in una curiosa, veramente curiosa temperie non solamente parlamentare, ma anche umana. Ci aspettavamo almeno più di un rappresentante del Governo presente oggi a parlare di questioni tanto importanti. Lei è stato gentilissimo ed estremamente disponibile. Ci siamo lasciati qualche settimana fa carichi di buoni propositi. Il presidente Conte ha detto che sarebbe stato presente in Parlamento in misura maggiore, con il suo Governo, per cercare di colmare la mancanza di attenzione nei confronti del Parlamento e la mancanza di ascolto nei confronti delle opposizioni. Noi ci abbiamo creduto; abbiamo creduto che il lavoro che cominciavamo a fare insieme, a cui noi ci siamo impegnati, potesse essere veramente l'organizzazione di una squadra al servizio del Paese, perché questo ci siamo impegnati a fare. Abbiamo detto al Presidente del Consiglio di passarci la palla, che Forza Italia è in campo, pronta a collaborare; che Forza Italia c'è con le sue soluzioni e le sue misure, e sempre ci sarà. Però, ministro D'Incà, mi devo rivolgere a lei e, ovviamente, al vice ministro Sileri - congratulandomi con lui, compiacendomi della sua guarigione - per dire che quanto abbiamo visto non è stata una partita, è stato un gioco solitario del Governo, che ci ha fatto sedere in panchina, ci ha fatto assistere molto garbatamente al lavoro svolto, rifiutando parte delle nostre proposte in maniera assolutamente inspiegabile, come ha detto il collega Salvini prima di me. Se l'obiettivo comune è fare il bene del Paese, per quale motivo avete rifiutato la nostra richiesta di spostare le scadenze fiscali e amministrative (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Equitalia fino al 31 dicembre del 2020? Avete spostato la data di due mesi. Collega D'Incà, questo è surrealismo politico, nemmeno Salvador Dalì sarebbe riuscito a fare altrettanto. Ciò significa che gli italiani, che sono chiusi in casa e non stanno guadagnando, non sanno quando usciranno, non sanno quando ricominceranno a vivere, non sanno quando ricominceranno a lavorare, non sanno - frase cara al Presidente del Consiglio - quando potranno riabbracciarsi, ma hanno l'unica certezza che tra due mesi pagheranno le tasse. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ma vi sembra possibile, colleghi? Il nostro presidente Berlusconi ha detto oggi che collaborazione non significa essere serventi; noi ve lo abbiamo detto due settimane fa. Essere responsabili non significa essere complici di soluzioni che noi non condividiamo. Abbiamo due priorità fondamentali: mettere il Paese in sicurezza con tutti gli strumenti che abbiamo, qualcuno direbbe whatever it takes , costi quel che costi anche al nostro debito pubblico e risollevare il più velocemente possibile il nostro Paese, cercando di renderlo più forte, più moderno e anche più grande di quanto non fosse prima che questo gelo spaventoso calasse su tutti noi. Allora, a fronte di questa tempesta, quali sono i salvagenti che il Governo effettivamente sta lanciando con questo decreto cura Italia, al netto degli annunci? Per carità, ormai abbiamo imparato tutti a essere non soltanto spettatori in Parlamento, ma anche spettatori televisivi. Ogni settimana, adesso anche due volte a settimana, attendiamo... Ministro D'Incà, non se ne vada anche lei, la prego, altrimenti rimaniamo a parlare da soli. PRESIDENTE.L'ho chiamato io, per sapere lo stato dell'arte. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio; è arrivato quel famoso emendamento di cui stiamo discutendo, ma che non era ancora arrivato. Tutto questo è oltre il surrealismo; però andiamo avanti, per il bene del Paese, e facciamo finta che tutto questo vada bene. Dicevo che abbiamo chiesto delle cose molto importanti e che le abbiamo chieste con un atto di grande disponibilità nei confronti del Governo. Noi chiediamo che un Paese che è stato per primo e più duramente degli altri colpito dall'emergenza del coronavirus non sia l'ultimo a prendere provvedimenti a favore delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, quando tutto il resto d'Europa, colpito più tardi, si è già organizzato, quando la Germania ha già dato soldi alle famiglie e alle imprese, quando l'Inghilterra ha rinviato le tasse al 31 gennaio 2021. Lasciamo stare gli Stati Uniti, altra economia e altro contesto. Però la prima cosa da fare non è parlare nei night live e non è fare annunci stupendi; tutti noi siamo d'accordo nel dare più liquidità alle famiglie, alle imprese e agli autonomi e più soldi ai Comuni (è già stato detto). A tal punto questi annunci hanno convinto le persone che i soldi sarebbero effettivamente arrivati, che alcuni sindaci ci hanno detto che i loro cittadini gli mandano i codici IBAN per avere il bonifico, cioè per avere dei soldi che non sono ancora arrivati. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Amici, non è possibile governare così, ingenerando drammatiche aspettative in persone che stanno soffrendo non solamente per l'emergenza sanitaria, ma anche perché la loro situazione economica sta limitando drasticamente le loro possibilità. Andiamo nel concreto. Perché avete messo la fiducia su questo provvedimento? Perché lo avete fatto? Noi non abbiamo mai fatto ostruzionismo; dateci questa risposta. Vorrei che ci fosse il Governo e che fosse presente il Presidente del Consiglio.