[pronunce]

8.- Entrambe le disposizioni prevedono che la spesa gravi sulla Missione 9, Programma 5, capitolo 150001, del bilancio regionale ed è su tale profilo che si appunta la censura dello Stato poiché, essendo il capitolo relativo a «stipendi ed altri assegni fissi da erogare al personale a tempo indeterminato, con qualifica diversa da quella dirigenziale, in servizio presso il comando del corpo forestale e presso il dipartimento sviluppo rurale (spese obbligatorie)», lo ritiene inidoneo in quanto destinato alla copertura di spese non comprimibili e obbligatorie. 9.- Quanto all'economia di spesa, che dovrebbe concorrere al finanziamento della spesa in questione e che è segnalata nella relazione finanziaria al disegno di legge regionale, pari ad euro 1.135.516,64 e riconducibile alle cessazioni dal servizio nel triennio 2021-2023, lo Stato osserva che essa potrebbe concorrere solo parzialmente alla copertura degli oneri derivanti dalle nuove assunzioni, non essendo stata considerata l'incidenza del trattamento di quiescenza del personale, la cui erogazione rimane a carico del bilancio regionale in ragione della specifica disciplina del trattamento pensionistico dei dipendenti della Regione Siciliana. 10.- Inoltre, quale ulteriore profilo di illegittimità costituzionale, la difesa dello Stato segnala il fatto che le disposizioni normative impugnate non indicano la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'assunzione del personale e dall'adeguamento dell'indennità pensionabile per gli anni 2023 e successivi, in violazione dell'art. 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42) e dell'art. 7, comma 8, della legge della Regione Siciliana 8 luglio 1977, n. 47 (Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione siciliana) che impongono la quantificazione per le spese obbligatorie a carattere permanente. 11.- Infine, con specifico riferimento all'art. 2, comma 1, della legge reg. Siciliana n. 29 del 2020, l'onere economico sarebbe sottostimato, poiché quantificato per n. 802 unità di personale, come si evince nella relazione allegata al disegno di legge, al netto degli oneri riflessi che sono a carico dell'amministrazione (contributi previdenziali e IRAP). 12.- Si è costituita in giudizio la Regione Siciliana eccependo l'inammissibilità dell'impugnazione per indeterminatezza del petitum, poiché lo Stato non avrebbe chiarito i motivi del denunciato difetto di competenza della Regione e, in riferimento alla lesione dell'art. 81, terzo comma, Cost., non avrebbe spiegato i motivi per cui ha ritenuto insufficiente la copertura finanziaria individuata dalle norme impugnate, a fronte dell'attestazione di capienza del capitolo di spesa da parte del Ragioniere regionale. Invero, la Regione ha dedotto che, come rappresentato al Ministero dell'economia e delle finanze, la Missione 9, Programma 5, capitolo 150001, del bilancio regionale contiene uno stanziamento di euro 44.707.000,00 con una disponibilità di euro 8.721.725,00, di cui euro 2.000.000,00 già impegnati dalla legge reg. Siciliana n. 16 del 2020 per far fronte alle nuove assunzioni; alla determinazione delle disponibilità suddette non avrebbero concorso le economie derivanti dal collocamento in quiescenza del personale del Corpo forestale per il triennio 2020-2023, come si evincerebbe dalla relazione tecnica al disegno di legge regionale. Secondo la difesa regionale il capitolo di spesa sarebbe, quindi, capiente anche per l'erogazione dell'adeguamento dell'indennità mensile pensionabile, che è stata già corrisposta al personale del Corpo forestale della Regione. 13.- La Regione segnala di aver agito nell'ambito della propria capacità programmatoria, previa adozione del piano triennale dei fabbisogni del personale, redatto ai sensi dell'art. 6 del d.lgs. n. 165 del 2001, per cui la dotazione organica assume il significato di dotazione di spesa potenziale massima. Il piano assunzionale previsto dalla legge reg. Siciliana n. 16 del 2020 sarebbe stato redatto sulla base degli specifici stanziamenti destinati al rafforzamento del Corpo forestale e avrebbe tradotto in dati numerico-quantitativi di unità di personale le indicazioni del piano triennale dei fabbisogni del personale. Quest'ultimo costituirebbe, quindi, il presupposto del bando di concorso per il reclutamento delle 173 unità di personale, a valere sulle risorse autorizzate nel triennio 2021-2023 sulla base delle capacità assunzionali accertate.1.- Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato, con separati ricorsi indicati in epigrafe (reg. ric. n. 89 del 2020 e n. 8 del 2021) , l'art. 1, commi 10 e 11, lettera b), della legge della Regione Siciliana 20 luglio 2020, n. 16 (Norme per il funzionamento del Corpo Forestale della Regione siciliana. Disposizioni varie) e gli artt. 1, comma 1, e 2, comma 1, della legge della Regione Siciliana 3 dicembre 2020, n. 29 (Norme per il funzionamento del Corpo Forestale della Regione siciliana). Con atto del 9 luglio 2021, la difesa dello Stato ha rinunciato al ricorso limitatamente all'art. 1, comma 11, lettera b), della legge reg. Siciliana n. 16 del 2020. La Regione ha accettato la rinuncia con atto depositato il 27 luglio 2021 e, di conseguenza, il processo va dichiarato estinto, ai sensi dell'art. 23 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale. 2.- La prima legge regionale impugnata (reg. ric. n. 89 del 2020) , ha ad oggetto l'istituzione di una indennità per il Corpo forestale della Regione Siciliana, che non è stato riassorbito nell'Arma dei carabinieri, da corrispondersi, in analogia con i corpi di polizia ad ordinamento civile dello Stato, al personale con qualifica non dirigenziale. Il Presidente del Consiglio dei ministri impugna l'art. 1, comma 10, della legge reg. Siciliana n. 16 del 2020 per la violazione dell'art. 117, terzo comma, della Costituzione in materia di coordinamento della finanza pubblica, e degli artt. 14 e 17 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 (Approvazione dello statuto della Regione siciliana), nonché, implicitamente, anche per la violazione dell'art. 81 Cost. La Regione Siciliana, costituita in giudizio, ha replicato che si sarebbe trattato della mera individuazione dei parametri per i futuri adeguamenti di tale indennità rimessi comunque alla contrattazione collettiva. 3.- Con la successiva legge reg.