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Art. 2 1. L'art. 19 del decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1978, n. 775, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 19 ottobre 1984, n. 797, è sostituito dal seguente: "Art. 19 (Spese). - Le spese di esercizio sono correnti (o di funzionamento) e in conto capitale (o di investimento). Le spese correnti sono costituite dalle erogazioni necessarie per il conseguimento dei fini istituzionali del Fondo di cui agli articoli 2 e seguenti del capo I, dalle spese generali di amministrazione e dalle devoluzioni di entrate stabilite dalle norme vigenti. Le spese per le finalità dell'ente sono determinate in corrispondenza con le entrate acquisibili nell'anno, tenuto conto del presunto avanzo di amministrazione al 31 dicembre dell'esercizio precedente e, se necessario, delle disponibilità del fondo di riserva previsto dall'art. 21, secondo comma. Il Ministro delle finanze, all'inizio di ciascun esercizio finanziario, ripartisce indicativamente, su proposta del consiglio di amministrazione, le somme così calcolate, in relazione alle finalità istituzionali del Fondo previste dall'art. 2 della legge 20 ottobre 1960, n. 1265. Nel corso dell'esercizio il Ministro può variare in più o in meno la ripartizione effettuata in relazione all'andamento della gestione. Il presunto avanzo di amministrazione al 31 dicembre dell'esercizio precedente quello cui il bilancio di previsione si riferisce è determinato sulla base delle risultanze della gestione finanziaria al momento della formazione del bilancio di previsione e dei presumibili accertamenti ed impegni per il restante periodo dell'esercizio. Quote non superiori al 5 per cento ed al 10 per cento delle entrate sono destinate, rispettivamente, a costituire il fondo di riserva ordinario ed il fondo di riserva speciale per indennità di buonuscita previsti dall'art. 21. Le spese correnti previste dal secondo comma vanno tenute distinte dalle spese che si compensano con le entrate e da quelle che sono iscritte in partite di giro e in contabilità speciali in corrispondenza con le poste di entrata di uguale natura previste dall'art. 18. Le spese in conto capitale sono costituite dagli oneri complessivi relativi all'acquisto di immobili, di titoli pubblici e privati e di altri beni fruttiferi.". Note all'art. 2: - Gli articoli 2 e seguenti (fino all'art. 8) del capo I del D.P.R. n. 775/1978 riguardano, rispettivamente, l'assistenza agli orfani (art. 2), l'assistenza ai militari (art. 3), le borse di studio (art. 4), le assicurazioni e gli indennizzi (art. 5), i sussidi (art. 6), l'indennità di buonuscita (art. 7) e i contributi ad enti morali (art. 8). - Il testo dell'art. 2 della legge n. 1265/1960, istitutiva del Fondo di assistenza per i finanzieri, già modificato dalla legge 6 ottobre 1967, n. 942, poi sostituito dall'articolo unico della legge 2 dicembre 1980, n. 804, è il seguente: "Art. 2. - Il fondo di cui al precedente art. 1 ha scopi previdenziali e assistenziali e provvede: a) all'assistenza degli orfani dei militari della guardia di finanza di qualsiasi grado, in servizio e in congedo; dei militari stessi e dei loro familiari superstiti in caso di bisogno; b) al conferimento, mediante concorso, di borse di studio ai figli dei militari anzidetti; c) all'assistenza del personale della guardia di finanza destinato a servizi particolarmente rischiosi, quanto tale onere non sia a carico dello Stato; d) alla concessione di sussidi straordinari ai militari del Corpo, alle loro vedove, ai loro orfani ed eccezionalmente ad altri loro parenti superstiti, in caso di infortunio, di malattia, di indigenza o di altro particolare stato di necessità; e) alla concessione di indennità di buonuscita ai militari che cessano definitivamente dal servizio nel Corpo. Nel caso di morte del militare in attività di servizio l'indennità è corrisposta ai seguenti superstiti in ordine di preferenza: 1) alla vedova, purché non sia intervenuta sentenza di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, ovvero di separazione giudiziale dichiarata addebitabile alla stessa o a entrambi i coniugi a norma dell'art. 151, secondo comma, del codice civile; 2) ai figli legittimi, legittimati, naturali riconosciuti o adottivi; 3) ai genitori; 4) ai fratelli minorenni o inabili al lavoro e nullatenenti; f) alla concessione di contributi ad enti morali che svolgano attività intesa a sviluppare la personalità dei militari del Corpo, nonché alle sale di convegno e ai circoli costituiti presso comandi e reparti del Corpo". - Il testo dell'art. 18 del predetto D.P.R. n. 775/1978 è il seguente (per il nuovo testo dell'art. 21 del medesimo decreto si veda l'art. 3 del decreto qui pubblicato): "Art. 18 (Entrate). - Le entrate del Fondo sono correnti e in conto capitale. Le entrate correnti sono costituite da: a) redditi patrimoniali (fitti, interessi attivi, ecc.); b) proventi istituzionali attribuiti al Fondo dalla legge 7 febbraio 1951, n. 168, e da qualsiasi altra disposizione precedente che ne preveda la devoluzione al Fondo cassa della guardia di finanza nonché dagli articoli 5 e 6 della legge 15 novembre 1973, n. 734; c) entrate eventuali e diverse. Le entrate in conto capitale sono costituite da ricavi per vendite di beni immobili ed altri beni fruttiferi, da rimborsi di titoli di proprietà, da lasciti e oblazioni in danaro con l'onere di investimento, da accensione di mutui e di prestiti per acquisizioni patrimoniali. Le entrate di cui al primo comma del presente articolo vanno tenute distinte da quelle di cui il Fondo ha soltanto la temporanea disponibilità e che si compensano con la spesa, dalle entrate affluenti in conti d'ordine e da quelle che danno luogo a contabilità speciali quali proventi della vendita del periodico 'Il Finanzierè ed altre simili".