[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio per conflitto di attribuzione sorto a seguito dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari della Procura della Repubblica presso il tribunale di Mantova, notificato al consigliere regionale Enzo Lucchini in data 16 ottobre 2000, per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, promosso con ricorso della regione Lombardia, notificato il 30 novembre 2000, depositato in cancelleria il 19 dicembre 2000 ed iscritto al n. 62 del registro conflitti 2000. Udito nell'udienza pubblica del 22 maggio 2001 il giudice relatore Giovanni Maria Flick; Udito l'avvocato Beniamino Caravita di Toritto per la Regione Lombardia.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato il 30 novembre 2000 e depositato il 19 dicembre 2000, la Regione Lombardiaha proposto conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato in relazione alla "informazione di garanzia"(recte: avviso della conclusione delle indagini preliminari, a norma dell'art. 415-bis cod. proc. pen.), asseritamente notificato al consigliere regionale Enzo Lucchini il 16 ottobre 2000 dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Mantova, "per eventualmente rispondere del reato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del direttore generale della azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova, dott. Lelio Pischedda, a causa di una intervista rilasciata al quotidiano La Gazzetta di Mantova in data 14 febbraio 2000". In tale intervista - sottolinea la regione ricorrente - il consigliere Lucchini avrebbe espresso, quale Presidente della commissione consiliare "Sicurezza sociale" - che si occupa fra l'altro di sanità - "le proprie valutazioni politiche circa il provvedimento del direttore Pischedda di revoca dell'incarico di direttore sanitario del dott. Gustavo Galmozzi". Il 16 febbraio 2000, poi, il consigliere Lucchini aveva inviato all'assessore alla sanità ed al presidente della giunta regionale una "istanza di verifica della regolarità della delibera del dott. Pischedda di licenziamento in tronco del direttore sanitario dott. Gustavo Galmozzi, opinando sulla sussistenza della giusta causa della revoca dall'incarico e sulla correttezza procedurale della medesima". Malgrado - sostiene la ricorrente - l'evidente nesso funzionale fra il contenuto dell'intervista e l'attività politico-consiliare del Lucchini, la procura di Mantova avrebbe adottato l'iniziativa censurata, dando così luogo ad un illegittimo sindacato della magistratura circa l'attività del consigliere regionale Lucchini, con conseguente pregiudizio per la autonomia costituzionalmente garantita alla regione ed ai suoi organi, tra cui il Consiglio regionale. Dopo aver sottolineato, alla luce della giurisprudenza di questa Corte, la sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi per la ammissibilità del conflitto, il ricorrente ha rievocato varie pronunce atte a delineare la ratio e l'ampiezza della garanzia sancita dall'art. 122, quarto comma, della Costituzione, rammentando come l'immunità in parola si estenda ai comportamenti che, pur non rientrando fra gli atti tipici, siano collegati da nessofunzionale con l'esercizio delle attribuzioni proprie degli organi di appartenenza. Al tempo stesso - ha ancora ricordato la ricorrente - il criterio di delimitazione della insindacabilità dei consiglieri regionali sta nella fonte attributiva della funzione, e non nella forma degli atti, sì che risultano garantite sotto tale aspetto anche le funzioni che, benché di natura amministrativa, sono assoggettate al Consiglio regionale in via immediata e diretta dalle leggi dello Stato. Quanto, poi, al nesso funzionale, questa Corte - rammenta, ancora, la regione - ha più volte avuto modo di affermare che la sostanziale corrispondenza, e quindi il carattere divulgativo, sia il criterio che consente di identificare le dichiarazioni rese al di fuori della attività parlamentare tipica e ciononostante riconducibili o inerenti a quella funzione. Risulterebbe quindi evidente - secondo la regione - che il contenuto della intervista rilasciata dal consigliere Lucchini e "la sua contestuale istanza di verifica inoltrata al presidente della Giunta regionale nonché all'assessore alla sanità" costituirebbero "diverse modalità di esercizio della medesima attività politico-istituzionale, ovvero quella di controllo, affidata sia al Consiglio regionale nel suo complesso, sia alle Commissioni, sia ai singoli componenti del medesimo". Da ciò la pretesa illegittimità dell'atto, fatto notificare dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Mantova, del quale conclusivamente si chiede l'annullamento, a seguito di declaratoria di non spettanza del relativo potere. 2. - Con successiva memoria la regione ricorrente, richiamata la giurisprudenza di questa Corte, ha sottolineato come le dichiarazioni del consigliere Lucchini siano state rese nell'ottica di un complessivo disegno volto ad accertare la correttezza dell'operato di un determinato ente dell'amministrazione regionale; disegno - ha puntualizzato la ricorrente - che sarebbe stato posto in essere dal Lucchini proprio nella sua qualità di consigliere regionale, attraverso attività in parte tipiche (istanza di verifica della regolarità formale della delibera), in parte atipiche (intervista rilasciata al quotidiano La Gazzetta di Mantova), costituenti, peraltro, "la manifestazione all'esterno dei contenuti di un atto tipico".1. - La Regione Lombardia ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato deducendo che l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Mantova nei confronti del consigliere regionale Enzo Lucchini, integrerebbe atto invasivo della sfera di garanzia presidiata dall'art. 122, quarto comma, della Costituzione, con correlativo pregiudizio per la autonomia che la Carta fondamentale assicura alla regione ed ai suoi organi. Ciò in quanto, sottolinea la ricorrente, il procedimento penale per il reato di diffamazione a mezzo stampa - cui l'avviso contestato si riferisce - trarrebbe esclusivo fondamento da una intervista rilasciata dal consigliere Lucchini, nella quale il medesimo avrebbe espresso, quale Presidente della commissione consiliare "Sicurezza sociale", valutazioni inerenti l'operato del direttore generale della azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova: intervista, peraltro, pressoché contestuale ad un atto di sindacato consiliare, rappresentato da una nota che il medesimo Lucchini aveva indirizzato all'assessore alla sanità ed al presidente della giunta regionale, nella quale si prospettavano dubbi circa la correttezza delle deliberazioni adottate dal direttore generale della citata azienda ospedaliera. 2. - Il ricorso è fondato. 3.