[pronunce]

; esecuzione dei lavori; forma e contenuto della contabilità dei lavori; proroghe; contestazioni, controversie e riserve; formulazione di nuovi prezzi; schemi-tipo di cauzioni e polizze assicurative; casi e procedure per l’esecuzione d’ufficio dei lavori; modalità di collaudo e attività di supporto tecnico-amministrativo, comprese le ipotesi di collaudo semplificato sulla base di apposite certificazioni di qualità, i relativi compensi, i requisiti professionali secondo le caratteristiche dei lavori. L’art. 18, comma 1, lettera a), della legge prov. n. 10 del 2008, modifica l’art. 14 della legge prov. n. 26 del 1993, introducendo i commi 01 e 02. Tali disposizioni, nell’indicare il contenuto del documento preliminare di progettazione, lederebbero i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai quali concorre la progettazione uniforme delle opere pubbliche. L’art. 20 della legge prov. n. 10 del 2008 introduce l’art. 17-bis nella legge prov. n. 26 del 1993. Esso disciplina il «documento tecnico di cantiere», che può essere chiesto dal direttore dei lavori nella fase esecutiva. La norma interferirebbe con la progettazione e con l’esecuzione, che costituiscono oggetto della potestà legislativa statale, ai sensi dell’art. 117, lettere l) ed m), Cost. L’art. 22, comma 1, lettera c), della legge n. 10 del 2008, nel modificare l’art. 20, comma 5, della legge prov. n. 26 del 1993, disciplina l’affidamento esterno degli incarichi di progettazione e «pertanto, la tutela della concorrenza (tra cui rientrano secondo la Corte costituzionale le procedure di affidamento), e gli appalti di servizi, che non sono compresi tra le materie di competenza legislativa provinciale» secondo l’art. 11 (recte: art. 8) dello statuto di autonomia. L’art. 22, comma 1, lettera d), nel modificare l’art. 20, comma 8, della legge prov. n. 26 del 1993, indicando come vanno utilizzate le tariffe professionali, lederebbe la potestà legislativa statale nella materia tutela della concorrenza. L’art. 22, comma 1, lettera e), nell’introdurre nell’art. 20 della legge prov. n. 26 del 1993, il comma 12-bis, detta limiti al subappalto per i servizi di progettazione. Esso ricadrebbe, pertanto, nelle materie tutela della concorrenza ed ordinamento civile, ed atterrebbe, altresì, alla fase di esecuzione del contratto, anch’essa da ascrivere all’ordinamento civile. L’art. 22, comma 1, lettera e), nell’introdurre nell’art. 20 della legge prov. n. 26 del 1993, il comma 12-ter, disciplina i requisiti soggettivi per l’affidamento e verrebbe ad incidere, pertanto, sulla materia tutela della concorrenza. L’art. 23, della legge n. 10 del 2008 sostituisce l’art. 21 della legge prov. n. 26 del 1993. La norma sarebbe incostituzionale, nel suo complesso, in quanto disciplina i concorsi di progettazione, che esulano dalla materia lavori pubblici, rientrando tra i servizi. Si tratterebbe, altresì, di un istituto riconducibile alla materia tutela della concorrenza. L’art. 24 della legge prov. n. 10 del 2008, è impugnato nella parte in cui sostituisce l’art. 22, comma 3, della legge prov. n. 26 del 1993. La norma sarebbe incostituzionale in quanto, mediante il rinvio al precedente art. 20, disciplinerebbe anche l’affidamento di incarichi esterni, «che rientra nelle procedure di affidamento e dunque nella materia tutela della concorrenza, riservata allo Stato». L’art. 25 sostituisce l’art. 23 della legge prov. n. 26 del 1993 e nel disciplinare l’istituto della garanzia dell’offerta sarebbe interamente incostituzionale. La garanzia infatti è un contratto civilistico, che rientra nella materia ordinamento civile e pertanto non può essere disciplinato dalla legge provinciale. L’art. 26 della legge prov. n. 10 del 2008, introduce l’art. 23-bis della legge prov. n. 26 del 1993. Detta norma, nel disciplinare le garanzie che l’esecutore dei lavori è tenuto a prestare, invaderebbe la materia ordinamento civile. L’art. 27 della legge prov. n. 10 del 2008, modifica l’art. 24, comma l, della legge prov. n. 26 del 1993. Esso sarebbe lesivo delle competenze statali, laddove disciplina gli incarichi esterni di collaudo e i requisiti soggettivi richiesti, incidendo sulle materie ordinamento civile e tutela della concorrenza. L’art. 28 della legge prov. n. 10 del 2008 sostituisce l’art. 27 della legge prov. n. 26 del 1993. La norma sarebbe incostituzionale in quanto disciplina, in generale, le procedure di affidamento, la pubblicità e i termini – tutti istituti regolati dalle direttive comunitarie sugli appalti – che rientrano nella materia «tutela della concorrenza», riservata alla legge statale. L’art. 29 della legge n. 10 del 2008 introduce l’art. 27-bis della legge prov. n. 26 del 1993, relativo alla pubblicità dei bandi di gara. La disposizione in esame sarebbe incostituzionale perché invade la materia tutela della concorrenza. Una pubblicità uniforme su tutto il territorio nazionale, infatti, è condizione essenziale per la concorrenza. L’art. 30 della legge prov. n. 10 del 2008 sostituisce l’art. 28 della legge prov. n. 26 del 1993, che disciplina gli avvisi di aggiudicazione, incidendo sulla materia della tutela della concorrenza. L’art. 31 introduce l’art. 28-bis della legge prov. n. 26 del 1993. Esso disciplina le informazioni circa i mancati inviti, le esclusioni e le aggiudicazioni. Anche in questo caso sarebbe lesa la potestà legislativa statale in materia di tutela della concorrenza, oltre quella attinente alla giurisdizione e al processo. Infatti, una pubblicità uniforme su tutto il territorio nazionale è condizione essenziale per la concorrenza ed è inoltre prodromica alla tutela giurisdizionale. A sostegno delle proprie argomentazioni, il ricorrente deduce che «la disciplina delle informazioni circa mancati inviti, esclusioni e aggiudicazioni forma oggetto di disciplina dettagliatissima da parte delle direttive comunitarie sugli appalti, essendo strumentale alla tutela giurisdizionale e ai meccanismi di standstill previsti dalla direttiva ricorsi di imminente recepimento in Italia». Si imporrebbe «pertanto come indispensabile una disciplina unitaria su tutto il territorio nazionale». L’art. 32 della legge n. 10 del 2008 modifica l’art. 29, comma 2-bis, della legge prov. n. 26 del 1993 , e disciplina i contratti a corpo e a misura in modo difforme dal d.lgs. n. 163 del 2006, come successivamente modificato.