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L'ISPRA provvede a trasmettere ogni anno al Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, di cui all'articolo 8 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, una relazione sui dati ad essa pervenuti. 3. Gli organismi di gestione delle aree protette, istituite ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, forniscono alle Regioni e alle Province autonome i dati di cui al presente comma in relazione al territorio di propria competenza. 4. Le Regioni e le Province autonome trasmettono al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con cadenza triennale, una relazione che illustra i risultati raggiunti dalle attività di contenimento dei danni e il grado di raggiungimento degli obiettivi di compatibilità tra la presenza di ungulati e le esigenze delle imprese agricole conseguenti all'attuazione della presente legge. Art. 10. (Tutela del patrimonio zootecnico dai danni di specie carnivore protette) 1. Le Regioni promuovono interventi al fine di tutelare il patrimonio zootecnico bovino, ovicaprino ed equino soggetto agli attacchi di specie carnivore selvatiche di cui all'allegato IV della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nei cui confronti vige un divieto assoluto di caccia, di seguito denominati animali predatori. 2. Per le finalità di cui al comma 1 sono previsti i seguenti interventi finanziari volti a: a) realizzare opere di prevenzione a tutela del patrimonio zootecnico; b) incentivare la stipula di contratti assicurativi per i danni causati al patrimonio zootecnico dall'attacco di animali predatori. 3. I contributi sono concessi fino ad un massimo del 80 per cento della spesa riconosciuta ammissibile effettivamente sostenuta o ad integrale corrispondenza della spesa nelle zone montane e svantaggiate di cui alla Direttiva 75/268/CEE del Consiglio del 28 aprile 1975, relativa all'elenco comunitario delle zone agricole svantaggiate ai sensi della Direttiva 75/268/CEE. Non è ammesso un contributo superiore a 40.000,00 euro per ciascun intervento. Tali contributi non sono cumulabili con ulteriori interventi previsti per lo stesso titolo da altre disposizioni. 4. Con il regolamento delle Regioni o delle Province autonome sono stabilite le modalità, i termini e le procedure di erogazione del contributo nonché i criteri per la ripartizione dei fondi disponibili fra le province e le comunità montane. Art. 11. (Contratti assicurativi) 1. Le Regioni e le Province autonome erogano contributi per incentivare la stipula di contratti assicurativi, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali di cui al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99. 2. La sottoscrizione dei contratti assicurativi può avvenire in forma individuale o collettiva tramite i consorzi di difesa di cui al titolo I, capo III, del decreto legislativo 29 marzo 2003, n. 102 (Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge del 7 marzo 2003, n. 38). 3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, avvalendosi del Comitato interministeriale per la fauna selvatica, adotta un sistema incentivato per la copertura dei danni da fauna selvatica tramite l'istituzione di un'apposita sezione nel Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004. Art. 12. (Modifica elenco specie cacciabili) 1. All'articolo 18, comma 1, lettera b) , della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «nutria, Myocastor coypus ». Art. 13. (Invarianza degli oneri ed entrata in vigore) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.