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È l'uso efficiente non solo dell'energia ma anche della materia. È l'idea di uno sviluppo a misura d'uomo. È l'Italia che dà il meglio di sé quando intreccia l'economia con l'ambiente, l'innovazione con la tradizione. Deve crescere la riqualificazione edilizia e urbana e ridursi il consumo di suolo. Devono crescere le energie rinnovabili, e ridursi fino ad annullarli l'utilizzo dei combustibili fossili. Deve crescere il trasporto sui mezzi pubblici, e ridursi la congestione delle città; l'economia circolare è un pilastro fondamentale della green economy . Serve una strategia nazionale e un piano di azione che, anche attraverso adeguate politiche industriali e fiscali, acceleri la transizione verso un modello di economia circolare basato sul risparmio e sull'uso efficiente delle materie prime e dell'energia, oltre che su una corretta gestione del ciclo dei rifiuti; bisogna fare di più senza ulteriori rinvii e tentennamenti e l'azione deve essere rapida, decisiva e congiunta; vi è l'obbligo collettivo e morale nei confronti delle generazioni future di fare tutto ciò che è umanamente possibile per fermare i cambiamenti climatici e per rispondere ai loro perniciosi effetti; l'Italia, in tale processo, può assumere un ruolo guida nel mondo, impegna il Governo a dichiarare lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese e ad operare insieme al Parlamento per giungere ad un cambio di direzione in tutti i settori della nostra economia tale da consentire in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e degli accordi internazionali, la transizione energetica necessaria che spinga il nostro Paese verso la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e la progressiva decarbonizzazione dell'economia. (1-00085) (Testo 3) Mozioni Atto n. 1-00135 L'ABBATE BRIZIARELLI MORONESE ARRIGONI QUARTO ORTOLANI ABATE ACCOTO AGOSTINELLI ANASTASI COLTORTI CORBETTA CORRADO CROATTI DE LUCIA FEDE FLORIDIA GRANATO GRASSI LANNUTTI LEONE LOREFICE MANTOVANI MATRISCIANO MOLLAME PIRRO PRESUTTO PUGLIA VACCARO - Il Senato, premesso che: nel 1988 è stato costituito il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico ("Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC"), foro scientifico internazionale per lo studio e la valutazione dei cambiamenti climatici istituito dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) con lo scopo di fornire una visione scientifica sullo stato delle conoscenze sul cambiamento climatico e sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici; fin dal suo primo rapporto di valutazione elaborato nel 1990, l'IPCC ha rivelato come l'anidride carbonica e gli altri gas climalteranti come il protossido di azoto (N2O), il metano (CH4) e i clorofluorocarburi (CFC) contribuiscano ad aumentare l'effetto serra naturale e come le attività antropiche siano tra le principali cause dell'aumento della concentrazione dei gas serra nell'atmosfera; nel 2018 la NASA e l'Ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa) hanno affermato che i precedenti 5 anni sono stati in assoluto i più caldi dell'ultimo secolo; secondo i dati rilevati e analizzati dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-ISAC), il 2018 è stato l'anno più caldo mai registrato in Italia dal 1800, con un'anomalia sopra la media di 1,58 °C, rispetto al periodo di riferimento che va dal 1971 al 2000. Il 2018 supera quindi il precedente record dell'anno 2015 dove si era registrato un aumento di 1,44 °C rispetto allo stesso periodo di riferimento; l'impatto ambientale negativo di emissioni climalteranti generate da attività antropiche, contribuisce al "riscaldamento globale" ( global warming ), e ha come conseguenza l'aumento in intensità e frequenza di fenomeni meteorologici estremi, quali temperature eccessivamente elevate o estremamente rigide, soprattutto fuori stagione, nevicate a bassa quota, venti eccezionalmente forti, bombe d'acqua e intense grandinate alternate a periodi di forte siccità. Con l'incremento dei fenomeni climatici estremi aumentano anche i rischi di fenomeni di dissesto idrogeologico e quindi di danni all'agricoltura, alle infrastrutture e al territorio e conseguentemente gli impatti sulla sicurezza delle nostre città e sulla salute dei cittadini; attualmente, i costi correlati al dissesto idrogeologico del territorio italiano sono stimati in circa 2,5 miliardi di euro all'anno, ma la cifra potrebbe aumentare nel corso dei prossimi decenni come anche i costi legati al contenimento degli incendi e alla messa in sicurezza dei territori; l'aumento della temperatura media a livello globale, comporta lo scioglimento dei ghiacciai, provocando un innalzamento del livello del mare, che potrebbe giungere a valori particolarmente severi nel giro di pochi decenni con impatti potenzialmente disastrosi in particolare per le regioni insulari, e per quei territori che hanno sviluppato la loro economia e gli insediamenti urbani sulle coste; nell'ottobre 2018, l'IPCC ha presentato il suo report speciale che, per la prima volta, ha valutato gli impatti del cambiamento climatico sul target di 1,5 gradi centigradi di aumento delle temperature globali. Il documento ha dimostrato che il riscaldamento globale è già aumentato di un grado centigrado rispetto ai livelli preindustriali e che sta crescendo, approssimativamente, di 0,2 gradi centigradi a decade; nell'ultima conferenza delle parti, tenutasi a dicembre 2018 a Katowice, si è avviato quello che viene definito il "dialogo facilitativo" per promuovere nuovi impegni di riduzione delle emissioni. La conferenza si è conclusa con l'approvazione del manuale operativo per l'attuazione dell'Accordo di Parigi: il "manuale operativo" ( Rule book ) ha stabilito, fra l'altro, l'utilizzo delle nuove linee guida nella valutazione dei gas climalteranti emessi e la redazione da parte degli Stati membri di un inventario delle emissioni, con scadenza biennale; considerato che: il Governo italiano ha elaborato una proposta di strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese per i prossimi 10 anni: il Piano nazionale integrato per l'energia ed il clima (Pniec) sottoposto a consultazione pubblica dal 19 marzo 2019; il Parlamento europeo nell'aprile del 2019 ha disposto con Regolamento che per il settennato 2021 - 2027 il Fondo europeo sviluppo regionale (FESR) e il fondo di coesione (FC) non possono finanziare investimenti legati ai combustibili inquinanti come il petrolio e gli idrocarburi; ritenuto che riuscire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico ed in particolare i conseguenti impatti sull'ambiente naturale, antropizzato ed urbanizzato, e a governarne le cause non sia solo un dovere morale nei confronti delle future generazioni, ma anche una priorità strategica per l'economia nazionale italiana, impegna il Governo: