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Ci sarebbe un altro aspetto e cioè la necessità di regolare in modo diverso i distacchi dei magistrati soprattutto al Ministero della giustizia perché c'è una commistione fra potere esecutivo e magistratura anche nei fuori ruolo. Questi sono i temi che pongo alla sua attenzione nel presente question time . PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, la credibilità e il prestigio della magistratura sono stati duramente colpiti dagli eventi emersi recentemente nel contesto del cosiddetto caso Palamara, che non ho esitato a definire come vero e proprio terremoto per la magistratura. Siamo al punto di non ritorno: non è più rimandabile un intervento netto e profondo a tutela dei cittadini e della stragrande maggioranza della magistratura che guarda con sdegno a quel tipo di dinamiche. La riforma interverrà in un settore delicato che coinvolge diritti fondamentali e organi di rilevanza costituzionale. Ho sempre creduto nel metodo del confronto all'interno delle forze che compongono la maggioranza così come con le opposizioni e, a maggior ragione, per questa riforma auspico che la discussione sia la più ampia possibile e che, pur con le legittime divergenze, conduca ad approvare un impianto normativo capace di porre rimedio a tutte le distorsioni che coinvolgono la magistratura. Proprio con questo spirito la settimana scorsa, mercoledì 3 giugno, ho avuto un primo incontro con le forze di opposizione, ascoltando i vari punti di vista, le considerazioni e le proposte che venivano presentate in un dialogo che, almeno finché eravamo all'interno del Ministero, è stato costruttivo. Mi riprometto di confrontarmi con gli addetti ai lavori e, cioè, l'Associazione nazionale magistrati, il Consiglio nazionale forense e le associazioni rappresentanti l'avvocatura e nuovamente con le forze di opposizione. Due settimane fa ho rappresentato alla Camera che la riforma dovrà prevedere un nuovo sistema elettorale per eliminare le degenerazioni del correntismo; meccanismi per garantire, in un'ottica di eliminazione del cosiddetto carrierismo, che solo il merito sia al centro dei criteri con cui si procede nelle nomine e nell'avanzamento di carriera; una separazione tra politica e magistratura con previsione di regole che chiudano definitivamente le cosiddette porte girevoli; rigide previsioni che, più in generale, demarchino in maniera netta la linea tra lo svolgimento delle funzioni proprie del magistrato rispetto a tutti gli incarichi che lo stesso potesse essere chiamato a svolgere fuori dal ruolo della magistratura. Tra l'altro, sebbene già sussistono rigidi meccanismi di separazione funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente, nell'attuale bozza di riforma in cantiere viene prevista una riduzione del numero dei cosiddetti transiti da una funzione all'altra. Queste sono le direttrici sulle quali sono disponibile al confronto, nella consapevolezza che, solo attraverso un serio dibattito, si possono ritrovare le soluzioni indifferibili per ripristinare la fiducia dei cittadini nella giustizia e nell'operato della magistratura. ( Applausi ). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Modena, per due minuti. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, abbiamo avuto molti momenti di scontro con il Ministro perché la pensiamo in modo drasticamente diverso su tante cose, a cominciare dallo spazzagiustizia; le ricordo, per esempio, che quella era una legge che siete riusciti a fare in quattro mesi in Parlamento. La questione del CSM è fondamentale, a nostro avviso, e, quindi, non va ringuattata - mi perdoni il termine, ma rende l'idea - come è successo l'anno scorso quando era esplosa e poi all'improvviso la riforma è scomparsa. In caso contrario, noi avremo sempre un problema: tutte le volte che viene messo sotto accusa un personaggio politico ci chiederemo se è un'accusa vera oppure se si è in situazioni come quelle che si sono verificate con Berlusconi per molto tempo e oggi con il ministro Salvini. Va chiusa un'epoca. Questa è la sfida. Capisco che lei ce l'ha sulle sue spalle, però su questo noi non molleremo la presa perché è tempo di voltare pagina. Lo dobbiamo al Paese e a un equilibrio costituzionale corretto che è stato immaginato e che va portato a compimento. ( Applausi ). PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare il Governo rispetto a un tema che io credo vada affrontato con un piglio diverso; mi riferisco al mancato conferimento da parte dell'INPS del bonus di 600 euro ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Purtroppo, infatti, la scelta di riprocessare le istanze rigettate non ha risolto il problema. Probabilmente, numeri alla mano, solo 23.000 lavoratori si vedranno riconosciuta questa indennità a fronte di stimati 181.000 lavoratori che rimangono di fatto scoperti e non otterranno questa misura, tanto eccezionale quanto necessaria per un settore che si trova in ginocchio e che da giorni manifesta e protesta per vedersi conosciuto questo bonus. Mi rivolgo quindi a lei, signor Presidente, affinché venga sollecitata la risposta da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali all'atto di sindacato ispettivo 3-01649 , sottoscritto da me e da numerosi colleghi del Gruppo Partito Democratico, con il quale chiediamo al Ministro se intende intraprendere ulteriori iniziative per risolvere il problema di tutti i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, perché mai come nel lavoro uno vale uno. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, si chiamava Zohra, aveva otto anni e, anziché vivere con la propria famiglia, frequentare la scuola e magari giocare con le bambole, faceva la domestica. Per me è impossibile anche solo immaginare una bambina di otto anni che per sopravvivere o poter studiare deve accudire un bambino più fortunato di lei. Ma non è bastato. Zohra è stata ammazzata e forse abusata dai suoi datori di lavoro, quelli che dovevano strapparla all'estrema povertà e magari darle un'istruzione. È stata ammazzata perché aveva liberato due pappagallini dalla gabbia. Per il suo omicidio nessuno si è inginocchiato; la sua uccisione non ha fatto scalpore: pochissimi articoli sono apparsi sulla stampa. Non esiste nemmeno una sua foto (quella che circola è di un'altra bambina). Aspetto ancora di leggere qualche comunicato dell'ONU o dell'Unione europea attraverso l'alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Borrell su questo feroce crimine. Tuttavia, nonostante le continue ricerche che ho fatto per trovare qualcosa in merito, ad ora non ho trovato nulla.