[resaula]

se non vengono sbloccati i permessi saremo in grave crisi di raccolto, oltre ai danni che la siccità sta provocando. Vi sono poi i settori della zootecnia, del turismo e dell'alberghiero: tutti settori che stanno andando anche bene e andrebbero molto meglio, ma purtroppo non riescono a trovare manodopera. Per l'aumento dei prezzi energetici alcune imprese, nella mia Regione, hanno dichiarato la chiusura perché lavorano con perdite gravissime che non sono in grado di sopportare. Il presidente Draghi in questi giorni, parlando con le parti sociali, sindacali e datoriali, ha annunciato che è atteso un altro provvedimento importante a fine luglio; lo stiamo aspettando, le aziende lo stanno aspettando, così come le imprese, perché la situazione è veramente drammatica. Colleghi, guardando a questa situazione da una prospettiva di politica macroeconomica, il quadro è già chiaro: chi sta bene sta sempre meglio e chi sta male sta sempre peggio. Questo delta è sempre più pericoloso e sempre più marcato e, se non governato, può portare a crisi di sistema veramente pericolose, che vanno evitate. Forza Italia è leale, responsabile e corretta; ci aspettiamo che forze che si richiamano a questa maggioranza lo siano altrettanto. La conversione di questo decreto-legge, che comunque dobbiamo portare a casa in giornata, sarà una prima risposta a questa situazione di grave crisi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (Ipf-CD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il decreto-legge n. 50 del 2022, cosiddetto decreto-legge aiuti, reca una serie di provvedimenti vigorosi per sostenere famiglie e imprese, le nostre realtà sociali ed economiche in gravi difficoltà già per gli effetti disastrosi della pandemia e per gli sconvolgimenti che essa ha provocato, ma ulteriormente provate dalle conseguenze indirette della guerra di aggressione in Ucraina, dal caro energia, dagli stravolgimenti economici e dai picchi inflazionistici. Il tasso di inflazione ormai ha raggiunto quasi l'otto per cento, valori che non si vedevano dal 1986. Il nostro Paese sta subendo un vero e proprio shock , da cui, con caparbietà e impegno, sta cercando di uscire. Il provvedimento oggi in esame reca, appunto, misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese, attrazione degli investimenti e in materia di politiche sociali. Certamente, il decreto-legge aiuti non poteva e non può essere la panacea di tutti i mali e di tutte le complesse problematiche che attanagliano il nostro Paese e che coinvolgono in maniera più o meno simile gli altri membri dell'Unione europea. Al tempo stesso, non si può certamente negare che le misure adottate rappresentano una risposta concreta, sia pure parziale, alle richieste delle imprese, delle attività commerciali, delle associazioni e delle famiglie, con i previsti sostegni economici, tangibili e concreti. Quando una tempesta di dimensioni epocali si abbatte su una comunità le cui cause sono di difficile e complessa risoluzione, sia per l'eterogeneità dei soggetti in gioco sia per la molteplicità delle criticità da affrontare, vi è una sola certezza: fare fronte comune, ciascuno per il proprio ruolo, con senso di responsabilità e con atteggiamenti collaborativi. (Applausi) . Occorre essere leali e coerenti, non per mettere ognuno una propria bandierina o fare un proprio spot elettorale, ma semplicemente perché occorre operare e cooperare insieme nell'interesse dei cittadini e del Paese. Secondo me, non bisogna anteporre gli interessi di partito alla necessità di realizzare interventi fondamentali per contrastare un'emergenza nazionale e internazionale. Tutto ciò rappresenta un obbligo dei rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni, e al tempo stesso costituisce un dovere verso gli italiani. I nostri concittadini non necessitano di posizioni ballerine e ondivaghe; non vogliono polemiche o, peggio ancora, ricatti politici. Al contrario, chiedono risposte concrete ai problemi reali e quotidiani con cui vivono e convivono ogni giorno e con cui si confrontano nelle difficoltà che comunque affrontano con spirito di sacrificio. Dividersi ora con atteggiamenti unilaterali, sotto la spinta dei sondaggi o guidati dalla vaga ricerca di allargare i propri consensi elettorali, significa non fare il bene dell'Italia (Applausi) e mettere a rischio la tenuta del nostro Paese. In questo momento storico particolarmente difficile, la priorità è l'Italia. Come detto, serve compattezza e disponibilità di tutte le forze politiche, non si può abbandonare a cuor leggero un Governo di unità nazionale nato, appunto, dall'emergenza, senza valutare i gravissimi e consequenziali effetti che una tale decisione potrà comportare. Ciò comporterà un grave ritardo nell'applicazione e nell'utilizzo dei fondi del PNRR e nella loro stessa erogazione, nella formulazione della legge di bilancio, con un probabile esercizio provvisorio, senza considerare l'indebolimento delle posizioni e della nostra leadership nell'ambito del consesso europeo. Non si può lavorare sotto il peso gravoso ed asfissiante di ultimatum : occorre chiarezza e una visione lungimirante che guardi al futuro per il bene comune del nostro Paese. È indispensabile una partecipazione al Governo del nostro Paese non sofferta o obbligatoria, ma responsabile e collaborativa. Ci attendono delle difficili battaglie nei contesti europei, come ad esempio quella per ottenere un tetto massimo al prezzo del gas. Il raggiungimento di questo obiettivo rappresenta, a mio parere, come anche suggerito dagli esperti, una conditio sine qua non per raffreddare l'inflazione ed abbassare il costo delle bollette. Non occorrono né populismi che promettono cose irrealizzabili, né sovranismi esasperati: occorre semplicemente un Paese ricostruito in maniera pragmatica e perfettamente e convintamente inserito nel contesto europeo e nello scacchiere atlantico, un Paese che possa guardare con uno spirito nuovo, con un entusiasmo riacquistato e con più certezze al futuro prossimo, capace di superare e vincere le difficoltà contingenti legate alla pandemia prima e alla guerra in Ucraina dopo. I cittadini italiani vogliono tutto ciò, è nostro obbligo morale e politico, nostro dovere istituzionale porre le basi e lavorare per poterlo realizzare. Andiamo avanti con fiducia e coerenza, Insieme per il futuro c'è. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (CAL-Alt-PC-IdV) . Signor Presidente, qui dentro stiamo discutendo della grave crisi che la Nazione sta vivendo, ma fuori da qui la vivono sulla propria pelle. C'è un vecchio proverbio che dice: mentre il medico studia, il malato muore. Mai come in questo momento si può constatare questa verità. Fuori da questi palazzi, ci sono famiglie che non riescono più a pagare le bollette, che non riescono ad assicurare ai propri figli i beni primari. Ci sono tutte le piccole e medie imprese che hanno dato fondo a tutte le proprie riserve per sopravvivere, ma ormai sono allo stremo.