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la previsione di passaggio del percorso della nuova tratta nazionale Torino-Lione all'interno dello scalo di Orbassano e la conseguente lievitazione dei costi della nuova fermata San Luigi-Orbassano hanno imposto una modifica all'accordo di programma prevedendo di realizzare sulla SFM5, per un costo di 18 milioni di euro non ancora finanziato, le fermate di Quaglia-Le Gru a Grugliasco e di San Paolo a Torino, collocate in aree a forte domanda di mobilità metropolitana. Invece gli interventi originariamente previsti e comprendenti i lavori per l'attraversamento dello scalo merci di Orbassano e la stazione sono stati interamente inseriti nell'ordinaria programmazione degli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale alla luce delle nuove necessità economiche del progetto che ammontano a circa 45 milioni di euro; ne consegue che la linea non è una compensazione della Torino-Lione, infatti RFI, allo stato attuale, ha il mandato di realizzarla ed avviarla in ogni caso, anche se la Torino-Lione non dovesse essere mai realizzata. A tal fine si precisa che è stato definitivamente approvato l'accordo tra Italia e Francia (legge 5 gennaio 2017, n. 1) e sono conclusi gli iter autorizzativi del progetto definitivo della sezione transfrontaliera (e del suo finanziamento). Quanto agli interventi ancora da definire per la tratta nazionale di accesso e sul nodo di Torino (adeguamenti e varianti) è stata avviata, sulla base delle indicazioni del fasaggio, una revisione complessiva del progetto di intervento ( project review ) che si trasformerà in progetto "definitivo" a seguito del serrato confronto con le diverse amministrazioni locali (come si vede sul sito dell'Osservatorio governativo per l'asse ferroviario Torino-Lione); in data 12 febbraio 2020 RFI, illustrando il cronoprogramma dei lavori in Commissione trasporti e viabilità del Comune di Torino, ha confermato che la nuova tratta da porta Susa al San Luigi di Orbassano sarà completata soltanto entro la fine del 2024, 10 anni dopo l'accordo di programma, e ha precisato che si tratta, tuttavia, di una tempistica "da confermare a valle del completamento del Progetto definitivo degli impianti ferroviari". Soltanto in seguito saranno realizzate le fermate di Quaglia-Le Gru vicina al centro commerciale e di San Paolo all'incrocio tra via Tirreno e corso Siracusa, quest'ultima predisposta anche a servire la futura fermata SFM3 che da Torino porta Nuova raggiunge la val di Susa. Il completamento di fermata Zappata e di fermata Dora, delle quali attualmente sono realizzate le sole opere civili al rustico, richiederà la spesa di circa 50 milioni di euro e tempi di realizzazione pari a circa tre anni e mezzo dalla disponibilità del finanziamento; permangono, infine, tutte le criticità determinate dalla localizzazione inadeguata della fermata San Luigi: l'attuale ipotesi di progetto prevede una posizione distante dall'ospedale di circa 690 metri accanto al terrapieno dello scalo verso il torrente Sangone e vicino alla cascina Gonzole. Da qui la necessità del prolungamento del sottopasso della strada provinciale 174 e di costosi interventi di regimentazione idraulica, si chiede di sapere: quali alternative all'attuale fermata San Luigi di Orbassano o quali soluzioni il Ministro in indirizzo intenda offrire al fine di risolvere le citate criticità, considerate le problematiche della viabilità e della distanza tra stazione e ospedale e visto che è stata avviata, allo stato, soltanto la procedura di gara relativa alla progettazione esecutiva e all'esecuzione dei lavori; quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di contenere l'esorbitante aumento dei costi relativi alla realizzazione delle opere infrastrutturali; come intenda intervenire, nelle opportune sedi di competenza, al fine di garantire la domanda di mobilità metropolitana da parte dei cittadini, considerando l'impatto che i cantieri potrebbero avere sulla viabilità da e per Torino in un'area già congestionata dalla presenza del casello autostradale di Beinasco, dall'ospedale, dal centro commerciale "Le Gru", oltre che dalla presenza del termovalorizzatore del Gerbido. Atto n. 4-03003 CORBETTA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 15 ottobre 2019 la A2A SpA ( multiutility che gestisce servizi pubblici locali di rilevanza economica, ex art. 112 del decreto legislativo n. 267 del 2000 nelle provincie di Brescia e Milano) presentava all'ufficio di presidenza di Ambiente Energia e Brianza (AEB) SpA (anch'essa società multiutility a totale partecipazione pubblica che gestisce, tramite società controllate, servizi pubblici locali ai sensi dell'art. 112 in numerosi comuni della Lombardia) una manifestazione di interesse avente ad oggetto l'invito a uno studio congiunto per una possibile partnership tra A2A e AEB, avendo identificato in AEB il possibile operatore attraverso il quale costruire il terzo polo lombardo delle multiutility , anche alla luce della recente partnership attivata con il gruppo A2A nel settore ambiente; la manifestazione di interesse si concretizza attraverso una valutazione congiunta, le cui tempistiche erano di 45 giorni a partire dal 24 ottobre 2019 e con termine al 9 dicembre 2019 poi prorogate al 31 gennaio 2020. Il percorso per la realizzazione del progetto di partnership territoriale, che coinvolge le due multiutility lombarde, si è quindi concluso con la creazione di una nuova società di servizi pubblici che sarà operativa dal 1° luglio 2020. È stato infatti ufficialmente approvato, da parte dei consigli di amministrazione di Unareti SpA (controllata al 100 per cento da A2A) e di AEB SpA, il progetto di aggregazione che si realizzerà attraverso un'operazione di scissione parziale di Unareti in favore della beneficiaria AEB; secondo questo progetto, il ramo d'azienda oggetto di scissione sarà costituito da alcuni asset di distribuzione gas nelle province di Milano e Bergamo e dall'intera partecipazione nella società dedicata alle attività di illuminazione pubblica: AEB arriverebbe così a beneficiare di 79.000 punti di riconsegna del gas e diventerebbe il polo di sviluppo del gruppo nel segmento dell'illuminazione pubblica, con oltre 250.000 punti luce. Il progetto prevede inoltre che, al completamento del percorso di aggregazione, A2A faccia il proprio ingresso nel capitale di AEB con una quota del 33,5 per cento; la cosiddetta partnership industriale potrebbe presentare profili di nullità per violazione di norme imperative che impongono l'applicazione delle regole dell'evidenza pubblica per qualsiasi dismissione di partecipazioni societarie in società a partecipazione pubblica, stante sia l'art. 17 del decreto legislativo n. 175 del 2016, recante "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica", sia il decreto legislativo n. 50 del 2016, recante "Codice dei contratti pubblici"; la prospettata operazione di partnership permetterebbe alla società pubblica AEB di "aprire" il proprio capitale all'apporto di un socio privato industriale attraverso un'operazione straordinaria di vendita di quote o di aumento di capitale modificando così, per effetto di detta operazione, l'assetto soggettivo della gestione.