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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 269 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 15,30. AFFARI ASSEGNATI Documento XXVII, n. 25, 'Relazione sui criteri per la revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi' Doc n. 935 Documento XXVII, n. 25, "Relazione sui criteri per la revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi" (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Il relatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) introduce la Relazione in esame, presentata dal Ministro dell'economia e delle finanze e trasmessa alle Camere per le conseguenti deliberazioni parlamentari, come previsto - anche su sollecitazione del proprio Gruppo politico - dall'articolo 4, comma 10 del decreto-legge n. 41 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 69 del 2021 ai fini di una ridefinizione della disciplina legislativa dei crediti di difficile esazione e per l'efficientamento del sistema della riscossione. La Commissione ha deciso di esaminarla quale affare assegnato, con l'intenzione di approvare un atto di indirizzo al Governo ai fini di orientarne la successiva attività. Il servizio nazionale della riscossione è stato affidato fino al 2006 a società private che operavano in concessione, alle quali è subentrata nel 2006 Equitalia SpA, società partecipata da Agenzia delle entrate e da INPS. Dal 1° luglio 2017, per effetto del decreto-legge n. 193 del 2016, e in accoglimento delle indicazioni dell'OCSE e del FMI, le società del Gruppo Equitalia (a esclusione della società Equitalia Giustizia, ceduta al Ministero dell'economia e delle finanze) sono state sciolte ed è stato istituito l'ente pubblico economico Agenzia delle entrate-Riscossione, ente strumentale dell'Agenzia delle entrate, sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del MEF, che ha assunto la qualifica di "Agente della riscossione". I risultati della riscossione sono passati da una media di circa 3 miliardi di euro all'anno nel periodo 2000-2005, a una media annuale di circa 7,5 miliardi di euro nel periodo Equitalia (2006-2016), fino ad arrivare, anche grazie all'apporto degli istituti di definizione agevolata (cosiddetta "rottamazione" dei carichi affidati alla riscossione, nelle sue tre diverse edizioni rispettivamente previste dal decreto-legge n. 193 del 2016, dal decreto-legge n. 148 del 2017 e dal decreto-legge n. 118 del 2019, nonché l'istituto del cosiddetto "Saldo e stralcio" introdotto dalla legge n. 145 del 2018), ai 10,9 miliardi di euro del periodo successivo alla costituzione di Agenzia delle entrate - Riscossione. Di tali importi, in media circa il 12% si riferisce a crediti affidati dagli enti creditori all'Agente della Riscossione nello stesso anno e circa il 23% nell'anno precedente a quello della riscossione. Nel quadro internazionale, la principale anomalia del sistema di riscossione italiano è rappresentata dall'elevato livello dei carichi residui (cosiddetto "magazzino ruoli") affidati dagli enti creditori all'Agenzia delle entrate-Riscossione per il recupero coattivo. Al 31 dicembre 2020, il valore del carico contabile residuo affidato dal 1° gennaio 2000 ammonta a circa 999 miliardi di euro. Di tale somma, 401,1 miliardi di euro, pari a circa il 40 per cento del totale, risultano difficilmente recuperabili per le condizioni soggettive del contribuente; 445 miliardi di euro, pari a circa il 45 per cento del totale, sono riferiti a contribuenti nei confronti dei quali l'Agente della riscossione ha già svolto azioni esecutive e/o cautelari che non hanno consentito il recupero integrale dell'attuale loro debito; per ulteriori 52,6 miliardi di euro (5 per cento del totale residuo), l'attività di riscossione è sospesa per provvedimenti di autotutela emessi dagli enti creditori, in forza di sentenze dell'autorità giudiziaria o, ancora, perché gli importi residui rientrano tra le quote oggetto degli istituti di definizione agevolata in corso ("Rottamazione-ter" e "Saldo e Stralcio" dei debiti delle persone fisiche in difficoltà economica). Il magazzino residuo è composto da circa 225 milioni di singoli crediti ancora da riscuotere contenuti in circa 137 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento. Con riguardo alla fascia di importo, i crediti di importo superiore a 100.000 euro (lo 0,4 per cento dei 225 milioni totali), corrispondono a 635 miliardi di euro (pari al 64 per cento dei 999 miliardi complessivi). Complessivamente, i contribuenti con debiti residui da riscuotere sono oltre 18 milioni, di cui circa 3 milioni sono persone giuridiche (società, fondazioni, enti, associazioni o altro) e circa 15 milioni sono persone fisiche, di cui quasi 2,5 milioni con una attività economica (tra i quali artigiani e liberi professionisti). Con riguardo all'ente impositore che ha affidato il credito all'Agente della riscossione, il 79 per cento del carico residuo da riscuotere, pari a circa 788 miliardi di euro, è relativo a crediti affidati da Agenzia delle entrate; 1'11 per cento è costituito da crediti affidati da INPS, per un controvalore di 113 miliardi di euro; il restante 10 per cento, pari a circa 98 miliardi di euro, è relativo a crediti di altri enti erariali (5 per cento), INAIL (1 per cento), Comuni (2 per cento) e altri enti non erariali, quali, ad esempio, Camere di commercio, Regioni, Consorzi, Casse di previdenza, Ordini professionali. Dopo aver dato conto delle diverse tipologie di credito da recuperare, l'oratore fa presente che secondo la Relazione, le misure di definizione agevolata dei debiti residui, sebbene abbiano contribuito e contribuiranno nei prossimi anni a sostenere i risultati di riscossione, non possono incidere significativamente sulla riduzione del volume complessivo dei crediti ancora da riscuotere, principalmente costituito da quote rilevanti le cui aspettative di riscossione sono assai remote. Più consistente è stato l'impatto, soprattutto in termini di numero di singoli crediti, dell'annullamento dei carichi fino a 1.000 euro affidati all'Agente della riscossione dal 2000 al 2010. La Relazione individua due fattori alla base dell'anomala consistenza dell'importo totale dei residui da riscuotere, composto principalmente da debiti che si sono stratificati negli anni a partire dal 2000 e che ormai esistono solo nominalmente, in quanto sostanzialmente privi di concrete possibilità di essere effettivamente riscossi. Un primo elemento è rappresentato dal fatto che, ogni anno, circa 5.600 enti differenti affidano mediamente 29 milioni di singoli crediti da riscuotere per un totale di circa 80 miliardi di euro e riferibili a più di 8 milioni di contribuenti.