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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l'art. 1-ter della legge 19 luglio 1993, n. 236, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, che istituisce il Fondo per lo sviluppo ed in particolare il comma 2 che prevede che i criteri e le modalità di utilizzo di detto Fondo siano stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del tesoro, sentito il Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1992 che istituisce, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione; Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, recante "Modifiche alla legge 1 marzo 1986, n. 64, in tema di disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno"; Vista la deliberazione CIPI 22 aprile 1993 concernente "Direttive per la concessione delle agevolazioni ai sensi dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito nella legge 19 dicembre 1992, n. 488, in tema di disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno; Visto il regolamento CEE, n. 2081/1993, del Consiglio del 20 luglio 1993 che definisce le missioni dei Fondi a finalità strutturale; Visto il regolamento CEE, n. 328/1988, del Consiglio del 2 febbraio 1988 che istituisce un programma comunitario a favore della riconversione di zone siderurgiche; Visto il decreto-legge 1 aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181, recante "Misure di sostegno e di reindustrializzazione in attuazione del piano di risanamento della siderurgia"; Visto l'art. 36 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616; Visto l'art. 15 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1992, n. 359; Visti gli articoli 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Considerata la necessità di accrescere l'efficacia delle risorse finanziarie pubbliche e degli altri strumenti disponibili ai fini del sostegno e dello sviluppo delle attività produttive e dell'occupazione, operando attraverso programmi di intervento in grado di concentrare nelle aree di crisi le disponibilità finanziarie di provenienza regionale, nazionale e comunitaria, nonché privata; Considerato che in questo stesso contesto assume fondamentale importanza la possibilità di accedere al cofinanziamento comunitario nella forma della sovvenzione globale; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 4 luglio 1994; Vista la proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del tesoro, sentito il parere del Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione; EMANA il seguente regolamento: Art. 1 Interventi ammissibili 1. Le disponibilità del Fondo per lo sviluppo, istituito ai sensi dell'art. 1-ter, comma 1, della legge 19 luglio 1993, n. 236, sono destinate a promuovere e realizzare programmi di sviluppo localizzati nelle aree di intervento di cui all'art. 1 della citata legge. 2. I programmi ammissibili al contributo del Fondo per lo sviluppo devono riguardare in via prioritaria: a) interventi per la realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali, di reindustrializzazione, di ristrutturazione e di riconversione dell'apparato produttivo esistente, che prevedano il reimpiego degli addetti espulsi dai processi produttivi, con priorità per l'attuazione dei programmi di riordino delle imprese già appartenenti alle partecipazioni statali; b) interventi indirizzati alla promozione ed al sostegno di iniziative industriali ivi compresi i servizi comuni alle imprese; c) interventi volti alla promozione dell'efficienza complessiva dell'area di intervento, anche attraverso l'acquisizione di aree dismesse, la loro eventuale bonifica ed il loro recupero funzionale, nonché la realizzazione di infrastrutture tecnologiche. AVVERTENZA: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note al D.P.C.M. del 3 novembre 1994: - L'art. 1 della legge n. 236 del 19 luglio 1993 recante "Interventi urgenti a sostegno dell'occupazione" è così formulato: "Art. 1 (Fondo per l'occupazione). - 1. Per gli anni 1993-1995 il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, d'intesa con il Ministro del tesoro, attua, sentite le regioni, e tenuto conto delle proposte formulate dal Comitato per il coordinamento delle iniziative per l'occupazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, istituito ai sensi dell'art. 29 della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1992, misure straordinarie di politica attiva del lavoro intese a sostenere i livelli occupazionali: a) nelle aree individuate ai sensi degli obiettivi 1 e 2 del regolamento CEE n. 2052/1988 o del regolamento CEE n. 328/1988 così individuate ai sensi del decreto-legge 1 aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181, recante misure di sostegno e di reindustrializzazione in attuazione del piano di risanamento della siderurgia; b) nelle aree che presentano rilevante squilibrio locale tra domanda ed offerta di lavoro secondo quanto previsto dall'art. 36, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, accertati dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, su proposta delle commissioni regionali per l'impiego, sulla base delle intese raggiunte con la Commissione delle Comunità europee. 1-bis. Ai fini della definizione degli interventi di cui al comma 1 si tiene altresì conto: a) della presenza di crisi territoriali di particolare gravità o di crisi settoriali strutturali con notevole impatto sui livelli occupazionali, facendo riferimento ai criteri già definiti sulla base della legislazione vigente per particolari settori; b) della sussistenza di situazioni di sviluppo ritardato o di depressione economica;