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In passato, inoltre, prima che fosse stesa una guaina di protezione, un'altra parte di acque meteoriche penetrava direttamente nel sotterraneo grazie alla rottura dei vetri di una sequenza di lucernai realizzati sull'area piana a cielo aperto (lastrico solare) esterna al terrazzo dove si aprivano gli uffici del primo piano, posta a quota più alta rispetto a quella del cortile e corrispondente alla parte più esterna del solaio del piano interrato. Anche i gocciolatoi del terrazzo convogliavano inizialmente la pioggia sulla superficie sottostante, prima di essere tappati per dirottarla verso una tubatura che la dirige sulla strada; nel tempo, perciò, i locali del piano terra e del piano interrato dati in locazione all'archivio di Stato hanno conosciuto macchie di umidità, fioritura di sali, vere e proprie infiltrazioni d'acqua e parziali allagamenti dai punti critici già descritti non meno che dalle finestre dei versanti più esposti (protette solo da rete metallica e tapparelle), nonché dalle tubature condominiali che corrono dentro e sul soffitto, in occasione di episodiche rotture; nel 2018, allo scopo di interrompere tale intollerabile stato di cose, fu stipulato dall'allora Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo un accordo di locazione per uno spazio (comprensivo di sala studio) presso la Italarchivi S.r.l. di Pastorano, distante 18 chilometri dal capoluogo. Tale accordo, tuttora in essere al costo di circa 12.000 euro all'anno, avrebbe permesso di trasferire provvisoriamente in quella sede tutto il fondo notarile, fiore all'occhiello dell'archivio di Caserta, ma lo spostamento fu eseguito solo per due terzi, lasciando in viale dei Bersaglieri proprio la parte più antica e preziosa, collocata negli scaffali più distanti dall'ingresso del deposito, perché, a circa una settimana dalla fine del trasloco, l'amministratore del condominio negò al camion che eseguiva il trasloco di sostare nel cortile per il tempo necessario a caricare i documenti restanti. Ciò fu sufficiente a scoraggiare, da allora in poi, qualsiasi iniziativa tesa a completare l'operazione. A Pastorano, dunque, nella sala studio destinata al pubblico, si può consultare solo la parte del fondo notarile già trasferita; ad ottobre 2018, inoltre, anche a seguito delle prescrizioni dettate dai Vigli del fuoco dopo l'allagamento del seminterrato verificatosi 21 settembre, il materiale bibliografico dell'istituto, pari a circa 1.000 metri lineari (accantonato in quei locali ad aprile 2017, in occasione del trasferimento degli uffici, ostruendo parzialmente le vie di fuga dei depositi archivistici), veniva spedito a Benevento per essere ospitato temporaneamente presso l'archivio di Stato, in attesa di essere sistemato nella reggia di Caserta una volta ristrutturati i locali assegnati all'archivio a gennaio 2016 e di cui si dirà; valutato che: ormai da lungo tempo, per mettere fine alla intollerabile precarietà della sistemazione di viale dei Bersaglieri, la Direzione generale archivi va in cerca di una sede alternativa, demaniale, e l'aveva individuata fin dal 2002 nel settore orientale (costruito negli anni 1773-metà '800) dell'emiciclo vanvitelliano che chiude a nord la piazza ellittica antistante alla reggia, puntando agli ampi spazi dell'ex caserma "Pollio" che l'Aeronautica militare si apprestava a rilasciare all'Agenzia del demanio. Nelle more, era stato ipotizzato anche che altri locali liberati dal Ministero della difesa all'interno del palazzo reale (nell'angolo sudest del piano terra e dell'ammezzato, nonché nel piano interrato sottostante), una volta adeguati alle nuove necessità, potessero offrire una sistemazione, come depositi, a documentazione dell'archivio di Stato di Caserta da distribuire su circa 10.000 metri lineari; per ragioni diverse, ad oggi né l'uno né l'altro cantiere sono stati completati e quello dell'emiciclo, in particolare, legato al "Progetto di riassegnazione e di restituzione degli spazi del complesso della Reggia alla loro esclusiva destinazione culturale, educativa e museale", elaborato ex art. 3, comma 1, della legge n. 106 del 2014 dal commissario Ugo Soragni e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 maggio 2015, cantiere le cui vicende Nadia Verdile ha ricostruito sul "Mattino" il 20 giugno 2022, è fermo dal 2018 senza che sia dato conoscere la causa e le responsabilità dello stallo. Nel frattempo, la Direzione generale archivi ha ricominciato a destinare denaro alla manutenzione dei depositi di viale dei Bersaglieri, lasciando implicitamente intuire di avere preso atto o forse di avere optato per inerzia, irresponsabilmente, per una permanenza sine die del materiale archivistico in quella sede inadeguata e indecorosa, si chiede di sapere quando sarà messo in sicurezza il patrimonio documentale dei depositi dell'archivio di Stato di Caserta individuando (o facendo individuare da un servizio di esternalizzazione) locali a piano terra, in città o altrove, in grado di accogliere subito quei documenti in condizioni non pregiudizievoli per la loro conservazione e per il tempo necessario al completamento dei lavori dell'ex caserma "Pollio" (depositi) e della reggia (biblioteca), nonché ad assicurarne la fruizione al pubblico, svincolandosi dal rapporto extracontrattuale con la proprietà degli spazi di viale dei Bersaglieri, dove pezzi di storia della comunità sono andati perduti per sempre mentre erano in consegna allo Stato e altri rischiano giornalmente uguale sorte. Atto n. 3-03430 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: a seguito della pubblicazione (febbraio 2022) del pamphlet "Pompei. La catastrofe (2014-2020 d.C.)", scritto da Helga Di Giuseppe e Marco Di Branco per i tipi di Scienze e Lettere S.r.l. , con tiratura inferiore a 2.000 copie e ad un prezzo contenuto, il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il 3 maggio avrebbe inviato alla casa editrice una nota (prot. 4493-P) a sua firma e del responsabile dell'ufficio contenzioso, avvocato M. Rovito, che, ex artt. 107 e 108 del decreto legislativo n. 42 del 2004, chiedeva di esibire copia dell'autorizzazione all'uso delle immagini poste a corredo del piccolo saggio, lamentando, in qualità di ente gestore delle opere riprodotte, di non averne traccia agli atti;