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Se l'intesa non è fondata sul principio di parità tra i liberi conviventi è nulla. Gli impegni di carattere personale previsti dall'intesa di solidarietà a carico di un contraente nei confronti di uno qualsiasi degli altri non sono coercibili. Se tali impegni sono suscettibili di valutazione patrimoniale, si applica il regime delle obbligazioni naturali, ai sensi dell'articolo 2034. L'intesa di solidarietà può contenere disposizioni di carattere economico e assistenziale in vista di un suo eventuale scioglimento. I contraenti possono stipulare convenzioni patrimoniali, analoghe a quelle indicate nel capo VI in relazione al matrimonio. Tali convenzioni non sono opponibili ai terzi, a meno che non siano espressamente indicate negli atti stipulati con gli stessi, da cui derivi il diritto azionato. Eventuali termini o condizioni presenti nel testo dell'accordo si hanno per non apposti. Art. 204. - (Conseguenze dell'intesa di solidarietà) . -- Salvo che le conseguenze di seguito indicate non vengano espressamente escluse dai contraenti, dal momento in cui l'accordo viene iscritto nel registro comunale si producono i seguenti effetti: 1) gli impegni di carattere personale previsti dall'accordo di unione libera, a carico di un libero convivente e nei confronti degli altri, non sono coercibili. Se tali impegni sono suscettibili di valutazione patrimoniale, si applica il regime delle obbligazioni naturali, ai sensi dell'articolo 2034; 2) i contraenti assumono l'obbligo di prestarsi gli alimenti, ai sensi dell'articolo 383, numero 1), fino a che la convivenza è in corso; 3) i contraenti assumono, per ciò che riguarda la reciproca assistenza in ambito ospedaliero ed i contatti in caso di detenzione, gli stessi diritti riconosciuti ai coniugi; 4) i contraenti assumono i diritti previsti per il coniuge in relazione a quanto stabilito dall'articolo 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392. Art. 205. - (Scioglimento dell'intesa di convivenza) . -- I contraenti che desiderano sciogliere il vincolo di appartenenza all'intesa di solidarietà notificano agli altri liberi conviventi l'atto di recesso e lo comunicano all'ufficiale o agli ufficiali di stato civile responsabili della tenuta del registro delle unioni, presentandosi personalmente o a mezzo di un procuratore speciale dinanzi allo stesso e documentando l'avvenuta notificazione per chiedere la modifica dell'unione sul registro. Se tutti i componenti di un'intesa desiderano il suo scioglimento si presentano personalmente, o inviano a mezzo di procuratore richiesta congiunta con firme autenticate, all'ufficiale di stato civile del comune o dei comuni di residenza, chiedendo la cancellazione dell'unione dal registro. In caso di morte di uno o più dei liberi conviventi dell'intesa, i superstiti possono decidere di mantenere efficace l'intesa oppure di scioglierla chiedendone la modifica o la cancellazione con le stesse modalità del secondo comma. I contraenti, al momento del suo scioglimento o della sua modifica, hanno gli obblighi reciproci derivanti dalle pattuizioni stipulate ai sensi dell'articolo 203. In assenza di diverse pattuizioni tra le parti, ogni controversia nascente dallo scioglimento o della modifica dell'intesa appartiene alla competenza del tribunale ordinario. Sezione II Le comunità intenzionali Art. 206. - (Definizione. Diritti e doveri degli associati) . -- Le persone fisiche possono costituirsi in comunità intenzionali nelle quali condividono un progetto di vita fondato su forme di convivenza continuativa, comunione dei beni, collettività delle decisioni, solidarietà e sostegno reciproco tra gli aderenti. I partecipanti alla comunione hanno diritti e doveri di natura mutualistica e solidaristica, equiparati, ai fini della possibilità di reciproca assistenza in ospedale, a quelli dei familiari, purché sussista comune residenza, risultante da dichiarazione registrata nell'ufficio di stato civile del comune ove essa sussiste. Art. 207. - (Requisiti per la costituzione delle comunità) . -- La comunità si costituisce per atto pubblico rogato dal notaio o da pubblico ufficiale, purché sussistano i seguenti requisiti: 1) vi partecipino al momento della costituzione almeno venti persone fisiche, compresi i minori emancipati e i figli dei partecipanti, salvi i diritti del genitore che non partecipa alla comunità; 2) esplicita dichiarazione delle finalità di cui all'articolo 206, con indicazione delle modalità della convivenza continuativa e dello svolgimento di attività di utilità sociale; 3) formulazione di un ordinamento interno con indicazione delle modalità per l'elezione delle cariche della comunità, per la formulazione e la presentazione del bilancio etico sociale, dei criteri di ammissione, delle modalità di scioglimento, degli obblighi devolutivi in caso di scioglimento, dei diritti economici del partecipante che receda dalla comunità. La comunità è sciolta quando il numero dei suoi partecipanti è inferiore a dieci. Trascorsi tre anni dalla costituzione, le comunità esistenti ed operanti, purché in possesso dei predetti requisiti, possono richiedere la iscrizione in apposito registro nazionale delle comunità, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. L'iscrizione è sancita dopo la verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui al presente articolo. Con l'iscrizione nel registro nazionale delle comunità, la comunità acquista la personalità giuridica, tutti i diritti, gli obblighi, i benefici e le qualità previste dalla legge in favore di detti soggetti e per i rapporti da essa disciplinati, nonché l'attribuzione di un trattamento normativo e fiscale equiparato a quello degli enti no profit ed ONLUS. Il registro nazionale delle comunità è sottoposto alla vigilanza dell'Osservatorio nazionale delle comunità, del quale deve essere chiamato a far parte anche un rappresentante nazionale delle comunità. Art. 208. - (Patrimonio e gestione) . -- Il patrimonio della comunità intenzionale è costituito da: 1) quote e contributi dei partecipanti; 2) donazioni, lasciti, eredità ed erogazioni liberali; 3) contributi di amministrazioni o enti pubblici; 4) entrate derivanti da prestazioni di servizi verso terzi privati o pubblici; 5) proventi di cessioni di beni derivanti da attività economiche svolte tramite prestazioni d'opera dei partecipanti, di carattere professionale, commerciale, artigianale o agricolo; 6) altre entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al finanziamento della comunità; 7) avanzi della gestione. I proventi derivanti dalle attività economiche svolte dalla comunità in conformità con le finalità istitutive sono reinvestiti per il miglioramento della comunità e comunque al proprio interno. È vietata la distribuzione tra i membri di utili eventualmente maturati. La comunità può essere titolare di beni di proprietà collettiva, ai sensi degli articoli 2659 e 2660, con l'obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità istituzionali della comunità. I partecipanti della comunità che prestano in maniera continuativa e prevalente presso la stessa la loro attività lavorativa hanno diritto al mantenimento sulla base della condizione patrimoniale della comunità stessa ed in modo che sia garantito un livello corrispondente ai principi posti dall'articolo 36 della Costituzione ed a quanto previsto dall'articolo 211. Art. 209. - (Rinuncia dei partecipanti) .