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Ogni anno non si poteva spendere più di quello che era stato speso nell'anno 2004, meno l'1,4 per cento. Quella norma, che vorrei definire una vera e propria camicia di forza, frutto della stagione dei tagli e dell'austerità, vista con gli occhi di questi mesi, appare figlia di un tempo che non c'è più, appare lontana anni luce dall'oggi. Basti pensare che solo in queste poche settimane le Regioni hanno assunto, con il sostegno dello Stato, 25.947 persone nel nostro Servizio sanitario nazionale. Nei prossimi mesi dovremo avere il coraggio di investire come mai prima e di riformare con visione e lucidità. In conclusione, credo che oggi si apra una fase straordinariamente sfidante, che chiede a tutti noi, alla politica, alle istituzioni, al Governo come al Parlamento, un enorme salto di qualità. Le parole più chiare sulla posta in gioco e sul senso di fondo del lavoro da fare le ha pronunciate - a mio avviso - Papa Francesco, quando ha affermato che «peggio di questa crisi, c'è solo il dramma di sprecarla». Io penso che tutti insieme abbiamo una grande responsabilità e sono convinto che tutti insieme dovremo lavorare per essere all'altezza di questa sfida. (Applausi). PRESIDENTE . Avverto che le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione del dibattito. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, farebbe piacere avere un po' di attenzione, soprattutto da parte del Ministro. (Richiami del Presidente) . Poiché vorrei rivolgermi al Ministro, chiedo gentilmente al collega di consentirgli di ascoltare. Signor Ministro, non farò un intervento particolarmente collegato a quanto lei ha detto, anche perché - e dovrà ammetterlo - la storia recente del nostro Paese, dell'attività del Governo e del nostro Parlamento è stata talmente rapida e gli avvenimenti si sono talmente accavallati l'uno all'altro - possiamo dire che avete prodotto, a livello governativo, possiamo dirlo, decine di decreti-legge e non so quanti DPCM che, visto che l'acronimo sta per decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ben sappiamo essere atti amministrativi - che anche le cose di cui ci parla oggi sembrano quasi appartenere, per certi aspetti, alla preistoria. Il tema sul quale, invece, intendo soffermarmi, sia pure per pochi minuti, riguarda esattamente questo: il valore delle sue dichiarazioni oggi, per il ruolo che il Parlamento ha, in base alla Costituzione, e che dovrebbe avere per chi crede in una democrazia parlamentare. Lei, signor Ministro, non è un novellino, pur essendo giovane di età - io ho i capelli bianchi, lei no - già da tempo. Nel corso della sua storia politica è stato parlamentare, e si è più volte dimostrato particolarmente attento al ruolo delle Camere. Oggi viene in questa sede a parlarci ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dalla legge di conversione n. 35 del 2020: questo è ciò che prevede l'ordine del giorno di oggi. Traducendo, anche per chi ci sta ascoltando dalla propria abitazione, ciò significa che lei, oggi, interviene ai sensi di tale comma che fu proposto da un deputato del Partito Democratico nel corso della prima lettura del disegno di legge di conversione del decreto-legge n.19 - cosa che non abbiamo potuto fare qui in Senato, perché il Governo ha incardinato tale provvedimento alla Camera dei deputati - per cercare, in modo però raffazzonato e pasticcione, di dare una parvenza di ruolo ai senatori e ai deputati. Ciò serve a dare una parvenza di partecipazione, perché lei, signor Ministro, oggi ci sta raccontando una bella storia. Come è noto, noi siamo vicinissimi ai camici bianchi, agli infermieri e al ruolo che ha svolto il Servizio sanitario nazionale. Personalmente ho addirittura dei congiunti coinvolti in reparti Covid - il sottosegretario Sileri lo sa - e quindi chi le parla, illustre Ministro, è perfettamente consapevole di quanto è accaduto anche e soprattutto nei nostri ospedali e nei cosiddetti Covid hospital. Sono tra coloro che sanno per certo che non è stata una finzione e che il Paese ha vissuto davvero momenti tragici e drammatici, di cui è giusto essere consapevoli e che non dobbiamo dimenticare, soprattutto affinché - facendo le corna - non accadano nuovamente in futuro. Signor Ministro, voglio semplicemente dirle che la sua relazione, per delega del Presidente del Consiglio dei ministri, non ha valore per il ruolo che deve avere il Parlamento. Mi sono battuto in 1 a Commissione affari costituzionali e qui in Senato, quando si è trattato di votare in seconda lettura il decreto-legge n. 19 del 2020, perché si desse piena attuazione alla nostra Carta costituzionale. Il ruolo del nostro Parlamento, signor Presidente del Senato, è stato ridotto davvero a poca cosa. La nostra Costituzione, ai sensi dell'articolo 77 e, in modo ancora più significativo, dell'articolo 78, prevede che il Parlamento abbia un ruolo fondamentale anche nelle situazioni di emergenza, come ricordato anche dal presidente della Corte costituzionale, Cartabia. È del tutto insufficiente il pannicello caldo che è stato proposto dal deputato Ceccanti, approvato alla Camera dei deputati in prima lettura e poi qui in Senato, perché il ruolo del Parlamento è svilito e, soprattutto, è fuori dalle regole della Costituzione. (Applausi) . Siccome oggi è in discussione, presso la 1 a Commissione affari costituzionali del Senato, il decreto-legge n. 33 del 2020, di cui è relatore il senatore Parrini, del Partito Democratico, che in questo momento non vedo in Aula, che si occupa delle stesse materie del decreto-legge n. 19 del 2020, solo per la cosiddetta fase 2, auspico che almeno in quel provvedimento si riescano a introdurre delle modifiche che facciano sì che il Parlamento svolga un ruolo preventivo e non successivo rispetto alle decisioni del Governo. Tra l'altro abbiamo visto che, il più delle volte, si è trattato di decisioni non del Governo, ma del Presidente del Consiglio dei ministri, che le ha persino scippato il ruolo, signor Ministro, di cui giustamente si era reso protagonista, quando - ad esempio - impedì i collegamenti aerei con la Cina. È al Ministro della salute che spettava questo ruolo, ai sensi del provvedimento sulla Protezione civile. Glielo dico con franchezza per la seconda volta e rivolgo un appello anche ai senatori di maggioranza: nel corso della discussione del decreto-legge n. 33 noi proporremo l'istituzione di una Commissione bicamerale che consenta che la democrazia parlamentare possa avere compiutezza in questo Parlamento. Noi pensiamo che in questa fase i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri al limite avrebbero anche potuto avere una legittimità di rango primario, ma questo è del tutto insufficiente per il ruolo che il Parlamento deve avere ai sensi della nostra Costituzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) .