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Inoltre, il decreto dispone lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario, che viene incrementato di 250 milioni di euro per il 2020; l'incremento di 320 unità del personale medico infermieristico militare, nonché la possibilità per l'INAIL di assumere a tempo determinato 200 medici specialisti e 100 infermieri. Per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica, viene aumentato anche lo stanziamento a favore dell'Istituto superiore di sanità. Nell'ambito della protezione del lavoro e dei redditi, il decreto stanzia oltre 12 miliardi di euro in favore degli ammortizzatori sociali, della preservazione dei posti lavoro e di misure specifiche per determinate categorie di lavoratori. La cassa integrazione guadagni in deroga, a cui si è già ricorso nei precedenti interventi normativi, viene estesa nel decreto all'intero territorio nazionale per i dipendenti di tutti i settori produttivi, per una durata massima di nove settimane. Abbiamo prestato attenzione - una prima attenzione, preciso - anche alle categorie lei lavoratori autonomi e atipici. Il decreto-legge interviene anche in materia di licenziamenti, prevedendone la sospensione ; misure specifiche sono rivolte anche a categorie particolari di lavoratori che svolgono attività essenziali e non sono coperti dalla sospensione delle attività. I contraccolpi economici dell'emergenza sanitaria naturalmente riguardano da vicino il mondo delle imprese. È perciò imperativo garantire loro il massimo grado possibile di liquidità e a questo scopo il Governo ha già predisposto misure significative che permettono di attivare complessivamente 350 miliardi di euro di finanziamenti a beneficio del mondo produttivo. Queste misure si articolano in quattro direzioni principali: abbiamo disposto una moratoria sui prestiti fino al 30 settembre 2020 a beneficio di tutto il sistema delle piccole e medie imprese; abbiamo poi potenziato con 1,5 miliardi di euro il fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese - e al riguardo possiamo e dobbiamo fare di più - affinché possa intervenire in maniera più capillare ed erogare garanzie per oltre 100 miliardi complessivi; in favore dei lavoratori autonomi che abbiano subito una perdita di oltre un terzo del loro fatturato medio viene esteso l'accesso al cosiddetto fondo Gasparrini, che per diciotto mesi garantisce la sospensione delle rate e il pagamento da parte dello Stato di una parte degli interessi sui mutui per l'acquisto della prima casa; a favore delle aziende di maggiori dimensioni, infine, abbiamo previsto una garanzia dello Stato sulle esposizioni assunte da Cassa depositi e prestiti diretta alle medie e grandi imprese colpite dall'emergenza. Sono previste anche forme di incentivo alle imprese bancarie e industriali finalizzate alla cessione di crediti incagliati o deteriorati attraverso la conversione delle loro attività fiscali differite in crediti d'imposta. Il decreto-legge dedica inoltre un capitolo importante alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, estendendo la portata degli interventi disposti dai provvedimenti precedenti. Al fine di sostenere il sistema Paese in questa delicata fase abbiamo poi costituito un fondo per l'internazionalizzazione del sistema economico e il sostegno delle esportazioni italiane. Infine, per supportare il lavoro nell'ambito dell'emergenza, il decreto-legge dispone misure per la funzionalità delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Non da ultimo, abbiamo previsto alcuni interventi in favore del sistema scolastico e universitario, un capitale prezioso su cui dobbiamo investire ancora con maggiore convinzione in nome del futuro del Paese, aiutandolo a superare questa fase di contenimento dell'epidemia. L'impegno del Governo nel sostegno all'economia italiana trova nel decreto-legge cura Italia soltanto un primo passaggio, un primo passo di carattere emergenziale. Per questa ragione il Governo è al lavoro per un nuovo intervento in grado di potenziare e rafforzare misure economiche già adottate sul fronte della liquidità, della protezione sociale, del sostegno al reddito, a favore delle imprese, delle famiglie e dei lavoratori, con particolare riguardo - ma non solo - a quelli autonomi. Con il nuovo provvedimento miriamo a incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che - l'ho già ricordato - con il decreto-legge cura Italia è già in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. Con il nuovo intervento normativo confidiamo di pervenire a uno strumento che abbia stanziamenti aggiuntivi non inferiori ai 25 miliardi già stanziati. Consentiteci di lavorare ancora: vorremmo potenziare maggiormente questo intervento. In definitiva confidiamo di poter offrire alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori stanziamenti aggiuntivi per una somma totale non inferiore - lo ripeto, non inferiore - a 50 miliardi di euro. Non solo: con i prossimi interventi dovremo rendere ancora più incisivi gli sforzi di semplificazione amministrativa e burocratica - questo è un passaggio molto importante - in modo da realizzare una terapia d'urto che acceleri finalmente e risolutamente nel nostro Paese - adesso ne ha più bisogno che mai - gli investimenti pubblici e privati, in modo da metterlo nella condizione di ripartire con forza, di rimbalzare non appena si riuscirà a intravvedere l'uscita dalla fase più acuta dell'emergenza. Sarà cruciale, quindi, superare le rigidità strutturali che hanno impedito di dispiegare fin qui, negli ultimi anni, tutto il potenziale di crescita dell'Italia. Penso - ad esempio - ad alcuni settori dell'edilizia e delle opere pubbliche. Al contempo, è fondamentale garantire che il sistema Paese sia sempre più preparato a sostenere situazioni di emergenza, qualunque ne sia la causa scatenante. Il nostro Sistema sanitario nazionale e il sistema della ricerca in campo scientifico, clinico e farmacologico sono due risorse di valore inestimabile e noi le dobbiamo rafforzare e proteggere. Allo stesso tempo, dobbiamo salvaguardare la capacità finanziaria dei nostri enti locali, che sono davvero molto in difficoltà, a partire dai Comuni, che sono il volto dello Stato più prossimo ai nostri cittadini, affinché possano erogare servizi pubblici di qualità e assicurare reti di protezione sociale solide e resilienti. Come dicevo prima, il lavoro che stiamo portando avanti si è già giovato - penso al primo decreto cura Italia - dei suggerimenti che le forze politiche non solo di maggioranza, ma anche di opposizione hanno fatto pervenire. Quindi, il Governo - lo confermo - è favorevole a proseguire in questo confronto tra le varie forze politiche rappresentate in Parlamento, in modo da concordare un percorso di condivisione delle misure riparatorie e di rilancio dell'economia quanto più ampie possibile. Importante sarà anche il coinvolgimento delle associazioni, delle categorie produttive e delle parti sociali perché l'opera di ricostruzione che stiamo elaborando deve poter coinvolgere più ampie fasce rappresentative dell'intero tessuto economico-sociale. Permettetemi di rivolgere un ringraziamento sia alle associazioni di categoria dei datori di lavoro, sia alle associazioni di categoria sindacali, perché stanno dimostrando un grande senso di responsabilità in questa fase emergenziale. Dobbiamo approfittare per capovolgere quest'emergenza, questo shock di origine esogena in opportunità di rilancio dell'intero sistema sociale ed economico lungo un sentiero di crescita equa e sostenibile.