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La percentuale di cui al presente comma è stabilita, anche con l'applicazione di eventuali riduzioni in relazione alla durata residua del vincolo, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il decreto di cui al periodo precedente individua altresì i criteri e le modalità per la concessione da parte dei Comuni di dilazioni di pagamento del corrispettivo di affrancazione dal vincolo. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano agli immobili in regime di locazione ai sensi degli articoli da 8 a 10 della legge 17 febbraio 1992, n. 179, ricadenti nei piani di zona convenzionati»; considerato che ai sensi del comma 3 dell'articolo 25- undecies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di cui al comma 49- bis dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sarebbe dovuto essere adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto stesso, ma, ad oggi, il suddetto decreto non è ancora stato emanato; rilevato infine che, risulta all'interrogante, numerosi uffici comunali si rifiutano di procedere alle istanze di affrancazione a seguito di una interpretazione, a parere dell'interrogante, restrittiva delle avvocature comunali che ritengono implicitamente abrogata la norma dell'articolo 29 comma 16- undecies del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, la quale consentiva ai comuni di stabilire la percentuale di cui al comma 49- bis dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, dare precisazioni sull' iter e sui tempi di adozione del citato decreto; quali provvedimenti di competenza intendano adottare al fine di consentire, nelle more dell'adozione del decreto in questione, ai comuni di agevolare le procedure di affrancazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01216 GASPARRI MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: a Trento sono comparse, la notte scorsa a seguito della proiezione del film "Red Land", delle scritte sul cinema "Astra" contro Norma Cossetto, medaglia d'oro al merito civile, vittima dei comunisti titini, infoibata insieme a migliaia di italiani sul confine orientale negli anni '40; la coincidenza con la proiezione del film non è casuale in quanto lo stesso racconta proprio la vicenda della Cossetto e delle persecuzioni che subirono gli italiani; si tratta quindi di una vera e propria ritorsione nei confronti di un atto di verità e di memoria storica e contro chi ha avuto il coraggio di produrre e proiettare quest'opera, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno sollecitare ogni azione di investigazione utile ad individuare e punire i responsabili di questo vile e oltraggioso gesto. Atto n. 4-01217 MANGIALAVORI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, concernente "Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria", convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, reca all'articolo 6 la definizione agevolata delle controversie tributarie; il comma 1 dispone che le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l'Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l'atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia. Il valore della controversia è stabilito ai sensi del comma 2 dell'articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. In caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pagamento del 90 per cento del valore della controversia; il comma 2 dispone, in deroga a quanto previsto dal comma 1, in caso di soccombenza dell'Agenzia delle entrate nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata alla data di entrata in vigore del decreto, le controversie possono essere definite con il pagamento: a) del 40 per cento del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado; b) del 15 per cento del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado; in caso di accoglimento parziale del ricorso o comunque di soccombenza ripartita tra il contribuente e l'Agenzia delle entrate, l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni è dovuto per intero relativamente alla parte di atto confermata dalla pronuncia giurisdizionale e in misura ridotta per la parte di atto annullata. Le controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di cassazione, alla data di entrata in vigore della legge di conversione, per le quali l'Agenzia delle entrate risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, possono essere definite con il pagamento di un importo pari al 5 per cento del valore della controversia; constatato che: una causa è pendente quando il giudizio fra le parti è in corso e quindi continua a verificarsi attraverso quella successione di atti e attività processuali che caratterizza il processo; la causa non è più pendente a seguito dell'emissione del provvedimento finale, e non con il deposito, da parte dell'organo giudiziario chiamato a pronunciarsi sulla questione; considerato che: si ha tecnicamente pendenza di giudizio per tutto il lasso di tempo intercorrente dal momento dell'instaurazione del procedimento giurisdizionale e fino alla deliberazione della sentenza, provvedimento finale della lite tra le parti in causa; la pronuncia della sentenza, corredata della data di deliberazione e di sottoscrizione del presidente del tribunale e del giudice estensore ex art. 36, comma 3, del codice del processo tributario (decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546), costituisce il momento finale della pendenza della causa tra le parti; il successivo procedimento di deposito e di pubblicazione della sentenza, disciplinato dall'art. 37 del codice, è mera attività burocratica degli uffici giudiziari subordinata al termine meramente ordinatorio di giorni 30 dalla deliberazione, che non influisce sulle motivazioni e sul dispositivo della pronuncia giurisdizionale che definisce il rapporto tra le parti in causa;