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L'articolo 19 chiarisce il rapporto del disegno di legge attuale con la precedente legge 40, alcune parti della quale restano in piedi, nell'ambito della nuova impostazione e dei diritti che essa tutela.. 1 (Finalità) 1 La presente legge garantisce il diritto alla salute e alla genitorialità e i diritti di ogni nuovo nato, tenuto conto delle conoscenze scientifiche nel campo della fecondazione medicalmente assistita. 2 (Definizione delle tecniche) 1 Per tecniche di fecondazione medicalmente assistita si intendono tutte le pratiche tendenti a ottenere la fecondazione di una cellula uovo al fine di favorire una gravidanza. 3 (Definizione e tutela dell'embrione) 1 Per embrione si intende il prodotto del concepimento. Ai fini della presente legge assumono rilievo, secondo quanto indicato nei successivi articoli, la distinzione tra embrione prima e dopo il quattordicesimo giorno del suo sviluppo, a tal fine non computando i tempi di crioconservazione, e la circostanza che l'embrione si trovi o meno in fase extracorporea. 2 La tutela dell'embrione, nelle diverse forme indicate, è attuata ai sensi della presente legge nonché delle altre disposizioni vigenti in materia. 4 (Presupposti oggettivi) 1 Il ricorso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita può essere attuato nel caso in cui sussistano problemi di sterilità o di infertilità non adeguatamente risolvibili con altri interventi terapeutici, nonché per la prevenzione delle malattie e delle patologie trasmissibili per via cromosomica, genetica e sessuale. È altresì possibile ricorrere a tali tecniche, in assenza dei presupposti di cui al periodo precedente, anche in seguito a valutazioni di opportunità concordemente stabilite dal medico e dal paziente, nel rispetto delle norme deontologiche vigenti. 5 (Requisiti soggettivi) 1 Possono accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita i soggetti maggiorenni. 6 (Strutture autorizzate) 1 Le tecniche di fecondazione medicalmente assistita sono effettuate esclusivamente nelle strutture pubbliche e private appositamente autorizzate dalle regioni e iscritte al registro nazionale ai sensi degli articoli 10 e 11 della legge 19 febbraio 2004, n. 40. Il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, in conformità alla normativa tecnica dell’Unione europea in materia di standard di sicurezza e sentiti i pareri dell'Istituto superiore di sanità e di un comitato di esperti composto da rappresentanti delle maggiori società scientifiche in materia di riproduzione umana e da esperti in materia, con proprio decreto, fissa i requisiti delle strutture e del personale ai fini della concessione dell'autorizzazione e dell'accreditamento delle strutture pubbliche e private all'effettuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita. 7 (Consenso informato) 1 Il medico deve informare in modo dettagliato i soggetti richiedenti in ordine ai metodi, ai problemi, agli effetti collaterali e alle possibilità di successo derivanti dall'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, nonché sui costi economici della procedura. 2 Nell'esercizio dell'attività di cui al comma 1 il medico garantisce altresì ai soggetti richiedenti la più completa ed esauriente informazione e favorisce una presa di coscienza reale delle problematiche esistenti. A tale fine, il medico può essere coadiuvato da un consulente psicologo e da un consulente legale. 3 La volontà di entrambi i soggetti che richiedono di accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita è espressa in modo chiaro e univoco e per iscritto, congiuntamente al medico responsabile della struttura o da un suo delegato, in un atto da cui risulti, mediante autocertificazione degli stessi richiedenti, il rispetto di quanto indicato negli articoli 4 e 5, nonché l'adempimento dell'obbligo di cui al comma 1 del presente articolo. 4 Tra la manifestazione della volontà espressa ai sensi del comma 3 e l'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. 5 La volontà manifestata ai sensi del comma 3 può essere revocata da ciascuno dei soggetti richiedenti fino al momento del trasferimento dell'embrione nell'utero. 6 Nel caso in cui sopravvenga la revoca di cui al comma 5, la struttura deputata all'effettuazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita raccoglie il consenso a trasferimento futuro degli embrioni o alla donazione degli stessi per finalità di ricerca. 8 (Diagnosi preimpianto) 1 Prima di procedere al trasferimento in utero dell'embrione, su richiesta dei soggetti cui sono applicate le tecniche di fecondazione medicalmente assistita, deve essere effettuata una diagnosi preimpianto, con una metodologia che, limitando i rischi per l'embrione, fornisca le maggiori garanzie di accuratezza e di completezza di indagine sullo stato di salute dello stesso e sull'esistenza di patologie rilevanti di cui la coppia è portatrice. 2 I soggetti richiedenti devono essere informati del risultato dell'indagine effettuata ai sensi del comma 1. 9 (Fecondazione medicalmente assistita con donazione di gameti) 1 I soggetti aventi titolo per accedere alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita con donazione di gameti si sottopongono all'applicazione della tecnica nelle strutture autorizzate alla fecondazione in vitro . 2 Informazioni sul donatore o la donatrice dei gameti, diverse da quella relativa alla sua identità, possono essere richieste alla struttura dai figli nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita eterologa o dai loro legali rappresentanti. La struttura è comunque tenuta a fornire tali informazioni quando esse non comportano la violazione dell'obbligo di anonimato, anche ai sensi dell'articolo 28, comma 7, della legge 4 maggio 1983, n. 184. 3 Il donatore o la donatrice dei gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può fare valere nei suoi confronti alcun diritto o essere titolare di alcun obbligo. 10 (Donazione dei gameti) 1 La donazione dei gameti, per le finalità consentite dalla presente legge, è un contratto gratuito, stipulato per iscritto tra il donatore o la donatrice e la struttura autorizzata all'applicazione di tecniche di fecondazione medicalmente assistita. Entrambi i contraenti sono tenuti ad adottare ogni cautela per impedire che notizie relative al contratto siano conosciute da parte di terzi non autorizzati, fermo restando quanto previsto dal codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 2 La donazione di gameti avviene nel rispetto e nelle modalità stabilite dalla normativa vigente in materia di tracciabilità e sicurezza 3 Il donatore o la donatrice dei gameti deve essere maggiorenne e nel pieno possesso delle capacità di agire, di intendere e di volere al momento della sottoscrizione del contratto di cui al comma 1. 4 Il donatore o la donatrice dei gameti deve essere sottoposto a screening per patologie infettive HIV, HBV, HCV entro sei mesi dalla donazione. 5 La donazione dei gameti è revocabile qualora il soggetto donatore, per infertilità sopravvenuta, abbia necessità dei gameti a fini procreativi e gli stessi non siano stati utilizzati dalla struttura autorizzata.