[resaula]

In questa occasione abbiamo espresso tutta la nostra preoccupazione per la gestione dell'ordine pubblico e delle persone fermate. Abbiamo inoltre chiesto adeguata protezione per i cittadini italiani eventualmente coinvolti nelle dimostrazioni e per la nostra sede diplomatica, qualora le circostanze lo rendessero necessario. È essenziale che venga pienamente rispettato lo Stato di diritto e per questo abbiamo sostenuto l'appello dell'alto rappresentante dell'Unione europea Borrell affinché sia consentito al popolo cubano di manifestare liberamente. Le persone fermate devono essere adeguatamente giudicate, se ritenute responsabili di reati durante le dimostrazioni, oppure immediatamente rilasciate, in caso di mancanza di prove. Lavoriamo per favorire nel Paese il riconoscimento e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, a partire dalla libera manifestazione del pensiero. Perseguiamo quest'obiettivo sul piano bilaterale nell'ambito del meccanismo di dialogo politico istituito nel 2011 e riunitosi più volte e nel più ampio contesto europeo, in collaborazione con il Servizio europeo per l'azione esterna. Il dialogo sui diritti umani tra Unione europea e Cuba è uno strumento ormai ben rodato e rappresenta la cornice migliore nell'ambito della quale proseguire il confronto con le autorità cubane. Alla nostra ferma posizione politica associamo un costante impegno a favore della popolazione cubana. Da dieci anni, Cuba è un Paese prioritario per la nostra cooperazione allo sviluppo. Fin dall'inizio della pandemia, abbiamo riorientato alcune delle attività per far fronte all'emergenza sanitaria e alle sue ripercussioni socio-economiche. Sul canale umanitario sosteniamo le attività del Programma alimentare mondiale, in particolare per la fornitura di generi alimentari a oltre 2.000 pazienti ricoverati per Covid in sette strutture ospedaliere del Paese. L'Italia è al fianco del popolo cubano nella sua ricerca di un futuro migliore in termini di libertà e benessere. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Aimi, per due minuti AIMI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, dobbiamo far sentire alta e forte la voce dell'Italia e soprattutto della comunità internazionale e dobbiamo aiutare il popolo cubano. Il presupposto, però, è che il regime la smetta di incarcerare povera gente, perché si è trattato vieppiù di manifestazioni assolutamente pacifiche, contro le quali il regime ha invece scatenato le forze speciali. Chi ha avuto modo di vedere i filmati che sono riusciti ad arrivare sa di quale livello di violenza sto parlando. Forza Italia si è battuta, signor Ministro, in questi ultimi anni per battaglie di libertà: a Cuba, naturalmente, come stiamo facendo in questo momento, ma anche in Nicaragua e in Venezuela, così come ad Hong Kong. Là dove c'è il comunismo, purtroppo i regimi comunisti stanno dimostrando di essere una tragica infezione, anche della politica. Non sono riusciti però, per fortuna, a togliere la dignità al popolo cubano e ai tanti che ci hanno interpellato, anche nelle piazze, nel corso delle manifestazioni alle quali siamo stati invitati, abbiamo detto che avremmo fatto tutto il possibile, ma abbiamo sentito intorno a noi un silenzio anecoico, molto spesso da parte della stampa. Infatti, è molto facile fare i comunisti in un Paese libero, ma è più difficile essere liberi in un Paese comunista. Questa è la ragione per la quale noi di Forza Italia, ma credo di poter dire gran parte di quest'Assemblea, siamo dalla parte della libertà e continueremo ad esserlo. (Applausi) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Chiedo al sottosegretario Bini se può darci notizie circa l'orario di presentazione del maxiemendamento. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, confermo l'orario che ho originariamente dato questa mattina, perché, dalle informazioni che abbiamo dal MEF e dalla Ragioneria, alle 19 è previsto l'arrivo del maxiemendamento. PRESIDENTE . La ringrazio, signor Sottosegretario. Mi auguro che le ore 19 non diventino poi le ore 19,45 o più tardi: credo che questa sia la speranza di tutti. (Commenti) . A questo punto, se i colleghi sono d'accordo, e dato che tutti coloro che ne hanno fatto richiesta sono presenti, passerei agli interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, per evitare di farli alle ore 23 di quest'oggi o di domani. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LANNUTTI (Misto-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signor Presidente, colleghi, iniziò proprio in quest'Aula del Senato, il 23 gennaio 2019, una campagna calunniosa e diffamatoria, amplificata anche da parte di colleghi che ben conoscevano la mia storia trentennale a tutela dei diritti e della legalità contro ogni discriminazione di classe, razza e religione, meglio conosciuta come odio razziale. Una gogna mediatica che ha coinvolto anche la mia famiglia e che ho subìto in silenzio per quasi trenta mesi, per un tweet sui Savi di Sion, prontamente rimosso il giorno dopo con relative scuse, ma andata avanti per mesi su talk show , TV, radio e mass media , dopo la querela del Presidente della comunità ebraica, che aveva denunciato quel post sui social media del 20 gennaio 2019. Patrocinato gratuitamente dal professor Astolfo Di Amato, che ringrazio, perché conosceva la mia storia, la procura di Roma il 5 febbraio 2020 ha rilevato che le mie affermazioni, o meglio le condivisioni dei post , erano coperte dalla causa di non punibilità, espressa all'articolo 68 della Costituzione; secondariamente, senza subordine alcuno e dalla superiore eccezione, quell'ufficio ritiene la non sussistenza del reato ipotizzato e che la mia condotta invece è più realisticamente espressione del diritto di critica: «Nel caso in esame, i parametri guida risultano rispettati, con la conseguenza che non può ritenersi diffamatorio il contenuto di quanto pubblicato e condiviso sui post . A tale proposito, si evidenzia come le espressioni utilizzate risultino prive di espressioni offensive, non risolvendosi in alcun modo in un attacco personale e gratuito». Proprio nel solco di quanto finora delineato, la mia condotta si inquadra nel diritto di critica. Per queste argomentazioni e considerato che non sarebbe fondamentale e sostenibile l'accusa in giudizio e quindi pervenire con certezza a una sentenza di condanna, proprio per l'insussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi del reato ipotizzato, il sostituto procuratore Francesco Caporale e il pubblico ministero Erminio Amelio hanno chiesto al giudice delle indagini preliminari l'archiviazione del procedimento, stante l'infondatezza del reato. Il 15 luglio scorso il gip Monica Ciancio, rigettando l'opposizione della comunità ebraica, ha confermato l'archiviazione, con analoghe motivazioni.