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I passaggi attraverso cui tale commissione vorrebbe realizzare i propri piani sono gravemente lesivi della libertà di scelta del consumatore, al punto da prevedere prima una guida delle scelte attraverso incentivi, poi una guida attraverso disincentivi (che vorrebbe dire tassare alcuni cibi), poi la restrizione tramite l'esclusione di alcuni prodotti dal mercato e infine addirittura l'eliminazione della scelta, sulla base del fatto che sarebbe lo Stato a indicare al consumatore quali sono i cibi salutari. Viene naturale pensare che dietro questo ennesimo attacco al made in Italy ci siano ben altri interessi e che sotto la copertura della salute umana si voglia invece colpire l'agricoltura e la filiera agroalimentare. Le chiediamo pertanto se e come intenda nuovamente intervenire per tutelare ancora una volta la filiera agroalimentare italiana nei confronti di un modello contrario alle abitudini e alle tradizioni alimentari. Sarebbe opportuno farlo anche attraverso campagne di informazione mirate, che consentano ai cittadini consumatori di valutare in modo obiettivo l'iniziativa di questa commissione, la cui propaganda purtroppo ha già attecchito presso diversi media all'estero e, alcuni, anche in Italia, al fine di evitare che i consumatori possano mettere in atto comportamenti alimentari nocivi per la loro salute. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, senatore Centinaio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CENTINAIO, ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, onorevoli senatori, il Ministero ha sempre lavorato rispondendo nell'ottica della mozione che era stata approvata all'unanimità da entrambi i rami del Parlamento. Proprio per questo motivo di recente, al fine di rappresentare la posizione italiana nell'ultima sessione del comitato etichettatura alimentare del Codex Alimentarius, organismo della FAO, che si è tenuto a Ottawa dal 13 al 17 maggio scorso, insieme con i Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della salute e dello sviluppo economico abbiamo elaborato una posizione che ha modificato la posizione originaria che la Commissione avrebbe presentato a nome di tutti gli Stati membri, ancora una volta contro l'agroalimentare italiano. L'azione della delegazione italiana è stata finalizzata a contrastare l'eventuale approvazione di nuove linee guida sull'etichettatura nutrizionale fronte pacco, che legittimano sistemi di etichettatura basati sulla classificazione cibi sani/cibi non sani, sistemi di etichettatura FOP a colori (il famoso semaforo), sistemi che attribuiscono un giudizio sintetico sulle qualità complessive dell'alimento (Nutri-score) e sistemi basati su indicatori di nocività. Per quanto riguarda nello specifico l'iniziativa Eat, una startup no profit dedicata alla trasformazione del sistema alimentare mondiale, quest'ultima è ormai nota per il rapporto della commissione Eat-Lancet «Diete salutari da sistema alimentare sostenibile», in cui viene affermata la necessità di modificare le abitudini alimentari mondiali verso regimi alimentari più dietetici, da un punto di vista non solo della salute pubblica ma, anche e soprattutto, di lotta al cambiamento climatico. Questo modello pone attenzione su un incremento a livello mondiale della produzione e del consumo dei cibi ritenuti salubri (frutta, verdura, cereali integrali, legumi e frutta secca) e una drastica riduzione, o totale eliminazione, del consumo dei cibi ritenuti dannosi (in particolare di carne rossa, ma anche di carne bianca, latticini, zuccheri e cereali raffinati). Sono previste diverse gradazioni di intervento pubblico per «cambiare il sistema alimentare globale», comprensive di misure più morbide e misure più drastiche, quali l'adozione di incentivi per alcune categorie di prodotti alimentari identificati come sani, e di disincentivi per le altre categorie merceologiche, fino alla totale eliminazione della libertà di scelta da parte del consumatore. Il rapporto della Commissione afferma che l'industria alimentare dovrebbe addirittura ritirare dal commercio i prodotti inappropriati e diversificare il proprio business . Il rapporto succitato ha suscitato forte preoccupazione, non solo da parte del Governo italiano, ma anche a livello imprenditoriale presso le organizzazioni agricole di categoria e di produttori agroalimentari. Le principali perplessità si incentrano sulla non adeguata fondatezza scientifica del rapporto e soprattutto sul carattere prescrittivo delle sue conclusioni e raccomandazioni. Infatti, in linea con i più consolidati orientamenti scientifici, il Ministero della salute e il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo hanno sempre ritenuto invece fondamentale la totalità della dieta e non il singolo alimento, evitando di classificare gli alimenti in buoni e cattivi, poiché tali alimenti devono essere commisurati alle esigenze del singolo individuo e non giudicati nell'ambito di una semplice valutazione standardizzata. L'Italia ha promosso, promuove e sempre promuoverà la dieta mediterranea, riconosciuta il 16 novembre del 2010 patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'UNESCO (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, per i suoi positivi effetti sulla salute e incoraggia i produttori a mantenere la qualità eccellente dei prodotti tradizionali italiani. La posizione concettuale espressa nel rapporto della Commissione Eat-Lancet potrebbe produrre effetti discriminatori soprattutto nei confronti di quei prodotti italiani riconosciuti a livello europeo come patrimonio nazionale (DOP e IGP), che sono obbligati per legge a mantenere determinati tenori di nutrienti, previsti dai disciplinari di produzione a tutela delle tradizioni e dei consumatori. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Nel mese di settembre 2019 a Parigi è prevista un'ulteriore iniziativa dei promotori della campagna Eat-Lancet nell'ambito di un think tank cui sono stati invitati diversi rappresentanti della Commissione europea. Non si mancherà in tale sede di intervenire per controbattere rispetto a questi tentativi di influire sui Governi e sulle competenti autorità regolatorie in varie parti del mondo per imporre una visione non suffragata da convincenti evidenze scientifiche e senz'altro controproducente per il mondo agricolo e i produttori di alimenti sani e di qualità come quelli italiani. Quanto sopra non esaurisce l'azione di tutela delle eccellenze agroalimentari nazionali, perché intendiamo mantenere alta l'attenzione in tutti i fori internazionali, FAO compresa, in cui vengono definite le politiche della salute con potenziale impatto sulla produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari, con l'intento di imprimere incisività e determinazione al ruolo dell'Italia, salvaguardando il made in Italy . (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Bergesio, per due minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) .