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Se io vado in un ristorante - perdonatemi, seduto o in piedi non cambia nulla - devo avere il green pass : se si va al bar, idem . Metteremo un dispositivo all'ingresso, ovviamente con il tax credit , perché non possiamo ammazzare le aziende e fargli pagare tutto il sistema dei dispositivi di sicurezza; qualcosa oggi è previsto, ma bisogna a mio avviso incentivarlo. Dobbiamo estendere il più possibile questo meccanismo. Io mi occupo di turismo, come tutti sanno. Il convincimento dei cittadini di visitare il nostro Paese e le nostre imprese oggi è legato, sempre di più, alla questione della sicurezza sanitaria. Già prima le persone si informavano su dove fosse l'ospedale, se vicino alla struttura ricettiva; oggi questo accade ancora di più per quanto riguarda la questione del vaccino e del green pass . Noi dobbiamo avere aziende Covid free per lo sviluppo economico di questo Paese. Opporsi a questo significa non avere a cuore il futuro dei nostri figli, il futuro sanitario, il futuro della salute personale, della salute pubblica e della salute economica di questo Paese. Noi dobbiamo chiedere alla Presidenza del Consiglio di allargare il più possibile a tutto il sistema del lavoro il green pass , nell'interesse generale dello sviluppo di questa Nazione. Non entro nel merito delle zone gialle e delle zone rosse. Mi sembra che i parametri siano sufficientemente corretti. Forza Italia ritiene e io personalmente ritengo, correttamente, per una questione di buon senso, che il green pass sia un fatto di civiltà, che serve per guardare al futuro con responsabilità, competenza e prospettiva. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, il decreto-legge che oggi convertiamo e quello del 6 agosto rappresentano un atto gravissimo. Sono atti che comprimono infondatamente i diritti costituzionali dei cittadini italiani: gli articoli 2, 27 e 32, gli articoli 3, 34, 36 e 41 e così via. Per non parlare di quelli della Carta di Nizza, che è la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ci sono una ventina di articoli che sono stati completamente cancellati da questo provvedimento. Questa compressione è infondata perché noi sappiamo che il green pass prevede il rilascio di una certificazione ai vaccinati e a coloro che ogni quarantott'ore si sottopongono a un tampone. Ebbene, si sa, ormai è comprovato, che i vaccinati trasmettono il contagio e sono a loro volta contagiati, mentre il tracciamento dei contagi viene fatto solo sui non vaccinati. Praticamente i contagi continueranno allegramente a circolare. La durata di dodici mesi del green pass per i vaccinati, prevista in base al decreto-legge n. 105 del 2021 oggi al nostro esame, non coincide nemmeno con la copertura immunologica che è dichiarata nei bugiardini di questi vaccini, approvati dall'AIFA, che prevedono una copertura massima di nove mesi; senza tener conto che, da individuo a individuo, la copertura immunologica varia. Quindi gente con patente legale di immunità se ne va in giro tranquilla a contagiare con la copertura dello Stato e con il certificato verde. L'indice anticorpale, invece, che è quello che fa la differenza fra chi è coperto a livello immunitario e chi non lo è, non è un titolo valido per il rilascio del green pass . Questo è gravissimo perché, comunque, chi ha un titolo anticorpale alto è costretto comunque ad effettuare almeno una dose di vaccino per ottenere il rilascio di questa carta verde, mettendo a rischio la propria salute. Poi, ovviamente, chi è economicamente svantaggiato non può scegliere se effettuare il vaccino oppure se procedere attraverso l'uso di tamponi, che oltretutto sono invasivi. Non avete nemmeno voluto approvare l'utilizzo dei tamponi salivari rapidi, ma solamente quello dei tamponi salivari molecolari, che prevedono, per essere processati, un tempo di ventiquattro ore: quindi, sono praticamente inutilizzabili per accedere ai luoghi di lavoro oppure a quelli di interesse come le palestre. Questo provvedimento, pertanto, non serve a tutelare la salute pubblica, proprio per nulla. Esso limita la mobilità, comprimendo i diritti costituzionali dei cittadini, ma non sui mezzi di trasporto più affollati, dove i contagi circolano meglio, come per esempio sul trasporto pubblico locale. Limita la possibilità di accesso ai luoghi pubblici all'aperto, come i parchi archeologici, o gli spettacoli all'aperto; nei ristoranti all'aperto, però, si può andare. Questa misura, dunque, non segue un criterio di proporzionalità e adeguatezza al quale si dovrebbero ispirare tutti i provvedimenti normativi che si applicano, specialmente in questo caso, per la tutela della salute pubblica. Si discriminano i cittadini non per tutelare la loro salute, ma per obbligarli a praticare una terapia che non è sufficientemente supportata da dati clinici che ne comprovino la sicurezza. Anzi, i dati a nostra disposizione comprovano tutt'altro. In Europa sono state registrate ben 2.189.537 reazioni avverse al vaccino, di cui la metà molto gravi, mentre 23.252 sono i decessi registrati al 28 agosto dall'agenzia EudraVigilance che è un'agenzia riconosciuta e questi sono dati ufficiali. Quindi, i dati che a noi vengono riportati dalle agenzie italiane sono assolutamente parziali, messi insieme attraverso statistiche suggestive, come quello relativo alla circolazione dei contagi, laddove il tracciamento viene fatto, chiaramente, solo su chi effettua il tampone e, quindi, non è vaccinato. Pertanto, la percezione della circolazione dei contatti su vaccinati e non vaccinati è tranquillamente fuorviata. Intanto, però, sono le stesse case produttrici dei vaccini che ci dicono qual è la vera efficacia con la quale sono stati messi in commercio. I vaccini hanno effettuato dei test prima di essere, non messi in commercio perché non sono stati autorizzati, ma di essere messi in circolazione. Sono state condotte delle prove in doppio cieco, prima di metterli in circolazione. La Pfizer dice che il vaccino previene otto casi di Covid-19 grave su 21.720 immunizzati, ma con 90 effetti avversi. Per quanto riguarda Janssen, sono solo sei i casi di prevenzione da Covid-19 su 19.630 immunizzati, con 264 effetti avversi. Moderna riporta che sono solo 30 i casi su 15.210 immunizzati con 3042 effetti avversi. Quindi, in realtà le stesse case produttrici dei vaccini testimoniano tutt'altro rispetto a quello che viene propagandato da questo Governo per sponsorizzare a tutti i costi dei farmaci, sui quali, invece, si dovrebbe adottare una necessaria prudenza. Quando assistiamo alle pubblicità dei prodotti farmaceutici, infatti, c'è sempre una parte conclusiva dello spot pubblicitario che parla di effetti collaterali, di eventi avversi, di controllo medico e di assunzione di quel farmaco sotto controllo medico. Invece, su questi prodotti non c'è mai una parola né sugli eventi avversi, né su nessun report ufficiale, nessun organo di informazione pubblica ne parla e neanche nella comunicazione istituzionale se ne fa mai cenno. È una pubblicità a senso unico che sinceramente è un inedito nella prevenzione sanitaria e nella tutela della salute e pubblica.