[massime]

ORD. 370/05. STRANIERO - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - REATO DI TRATTENIMENTO NEL TERRITORIO DELLO STATO IN VIOLAZIONE DELL’ORDINE DI ALLONTANAMENTO IMPARTITO DAL QUESTORE - ARRESTO OBBLIGATORIO IN FLAGRANZA - OBBLIGO PER IL GIUDICE DI RILASCIARE ALL’ATTO DI CONVALIDA DELL’ARRESTO IL NULLA OSTA ALL’ESPULSIONE - DENUNCIATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO ALL’IMPUTATO CITTADINO ITALIANO - LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA - VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO E DELLA PRESUNZIONE DI NON COLPEVOLEZZA - QUESTIONE SOLLEVATA DOPO IL RILASCIO DEL NULLA OSTA ALLA ESPULSIONE DELL’IMPUTATO - RILEVANZA DELLA QUESTIONE MERAMENTE FUTURA E IPOTETICA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ.. Va ordinata la restituzione degli atti al giudice remittente, per il sopravvenuto mutamento del quadro normativo, nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 13, commi 3 e 13, 14, comma 5-ter, e 17 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, censurati, in relazione agli artt. 3, 10, 13, 24, 27 e 111 Cost., in quanto l'esecuzione coattiva ed immediata dell'espulsione dello straniero, prima della celebrazione del processo per il reato di trattenimento nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine di allontanamento impartito dal questore, compromette il diritto di difesa dell'imputato, impedendogli di organizzare, con l'ausilio del difensore, una adeguata strategia difensiva e, in particolare, di valutare l'opportunità di accedere ai riti alternativi e di raccogliere prove a discarico, ad esempio riguardo alla sussistenza di un giustificato motivo di permanenza nel territorio dello Stato: con conseguente irragionevole disparità di trattamento rispetto ai casi in cui l'imputato sia cittadino italiano.