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Ci aspettavamo una norma - come era stato annunciato anche dal ministro Salvini, anche se c'era un nostro progetto di legge in materia antecedente il suo annuncio - che ripristinasse il reato di atti osceni in luogo pubblico, perché questa è l'unica Nazione in cui si rischia la galera per sormontati reati di opinione e invece c'è soltanto una multa per chi commette atti osceni in luogo pubblico. Ci auguriamo che non venga posta la questione di fiducia sul provvedimento e ci sia ancora lo spazio parlamentare per fare un vero decreto sicurezza che dia risposta concreta agli italiani. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nisini. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il provvedimento che oggi stiamo convertendo in legge segna la fine di un sistema strutturato a un solo e unico scopo: fare del fenomeno migratorio un business . Con il provvedimento che oggi è in discussione in quest'Aula si pone la parola fine a un sistema deviato, che si avvantaggiava della coesistenza nel nostro ordinamento di due diverse tipologie di strumenti di protezione internazionale: la prima di matrice europea e la seconda di origine interna, costituita da quei provvedimenti rilasciati per non meglio specificati motivi umanitari, che avrebbe dovuto costituire un'eccezione da applicare in ipotesi particolarissime. Proprio attraverso questo secondo strumento è stato possibile procedere a una emissione di massa di permessi umanitari che ha portato - come confermano i dati ormai tristemente consolidati degli ultimi anni - a una crescente sproporzione tra i riconoscimenti di protezione internazionale disciplinati a livello europeo e il numero di rilasci di permesso di soggiorno per motivi umanitari; una prassi dettata dall'interesse ad assicurare la più lunga permanenza possibile degli immigrati che sbarcavano numerosi, grazie - ahimè - all'aiuto delle ONG e degli altri trafficanti, che hanno trovato nel bacino del Mediterraneo la loro valle dell'oro. Si trattava di immigrati che, nella stragrande maggioranza, erano privi dei requisiti per poter ambire al rilascio dei permessi previsti dalla disciplina internazionale, ma che, grazie all'uso distorto che è stato fatto degli strumenti forniti dal diritto interno, hanno potuto rimanere e far prosperare le associazioni impegnate nel sistema di accoglienza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). La nuova disciplina prevede un'individuazione precisa delle ipotesi in cui la protezione può essere riconosciuta, sancendo così la fine di quel sistema di falso moralismo e di evidente opportunismo economico che ha così duramente colpito il tessuto sociale delle nostre comunità, garantendo al contempo una tutela effettiva ed efficace ai soggetti che ne hanno realmente diritto e necessità. La protezione internazionale dev'essere concessa solamente a quei soggetti che ne hanno veramente titolo. Si contesta poi che il provvedimento licenziato dal Governo e dal ministro Salvini abbia l'effetto di produrre un elevato numero di irregolari. Nulla di più falso: l'intenzione è quella di superare l'ipocrisia attraverso la concessione di provvedimenti solo per chi ne ha titolo. Quello dell'accoglienza è un sistema complesso, fatto di più fasi e di tempistiche ormai chiare. È noto dalle relazioni tecniche del Ministero che occorrono mediamente cinque mesi per il completamento delle procedure necessarie all'accertamento dell'identità e della nazionalità degli irregolari e all'acquisizione dei documenti di viaggio necessari per il rimpatrio. Con la legge n. 161 del 2014 il trattenimento fu abbassato nel limite di non oltre novanta giorni, rendendo di fatto impossibile procedere all'effettivo rimpatrio degli stranieri irregolari: una situazione che, oltre che prevedibile, era anche ampiamente aggirabile, ma che i Governi del PD hanno preferito gestire emettendo a cascata permessi umanitari a chiunque ne facesse richiesta . (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Mi rivolgo alla senatrice Bonino per dirle che, nel 2000, abbiamo trattato di badanti e colf; oggi, con questo provvedimento, stiamo parlando di spacciatori, e non di badanti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Questo è un bluff a spese degli italiani, per giunta costoso, dato che poi il sistema si completava con i progetti di accoglienza meglio noti come SPRAR (per intendersi, quelli dei 35 euro al giorno a favore delle coop e ONG, leader indiscusse di questo munifico business ): un sistema sapientemente regolato per garantire una lunga permanenza da parte del più ampio numero di soggetti, accolti a spese dei cittadini. La previsione di un prolungamento a centottanta giorni del periodo massimo di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri garantisce invece di svolgere l'intera procedura necessaria alla verifica dell'identità, della nazionalità e del possesso dei requisiti per i richiedenti la protezione internazionale, senza correre il rischio di perdere il contatto con soggetti che fino ad ora, decorsi inutilmente i novanta giorni previsti, facevano sapientemente perdere le proprie tracce. Si tratta di uno strumento dunque veramente in grado di distinguere tra aventi e non aventi diritto, predisponendo l'opportuna tutela e provvedimenti idonei per i primi e un immediato respingimento per i secondi, ma non solo. Il sistema vigente fino ad oggi permetteva de facto a soggetti che si erano macchiati di gravi reati di continuare le loro scorribande del tutto indisturbati. Tutto cambia con il decreto sicurezza: una norma di buonsenso che prevede l'immediato respingimento di chi, pur dichiarando di venire in Italia per sfuggire a guerre, persecuzioni e carestie, in realtà delinque e utilizza il nostro sistema garantistico per perseguire scopi manifestamente illeciti. Se è vero, infatti, che un reato commesso da un italiano o da un richiedente asilo ha in sé il medesimo disvalore, è altrettanto vero che, se a delinquere è un soggetto che viene chiedendo ospitalità e protezione, allora è evidente come questo debba essere rimandato indietro con la garanzia che non possa più tornare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). È compito dello Stato assicurare i propri cittadini dal rischio d'infiltrazione di soggetti dediti ad ogni sorta di delinquenza. Questo provvedimento è ad ampio raggio e va a normare diversi aspetti attinenti alla sicurezza, tra i quali: dotazione, in via sperimentale, alla Polizia locale di armi ad impulsi elettrici; misure per il potenziamento e la sicurezza delle nostre strutture penitenziarie; modifica al codice antimafia; divieto di esecuzione degli arresti domiciliari in immobili occupati e tanto altro ancora. Per tutte le ragioni fin qui analizzate, si tratta quindi di un provvedimento che deve essere convertito in legge per riportare finalmente buon senso e difesa della sicurezza nazionale, riaffermando concetti come legalità, sovranità e sicurezza, che i precedenti Governi avevano di buon grado sacrificato sull'altare del dio denaro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE .