[pronunce]

Sentenza ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 2 della legge della Regione Liguria, riapprovata il 1 marzo 2000, concernente "Disposizioni integrative alle leggi regionali 27 dicembre 1994, n. 66 e 6 settembre 1999, n. 28, recanti disposizioni in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie", promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 17 marzo 2000, depositato in cancelleria il 25 successivo ed iscritto al n. 12 del registro ricorsi 2000, nonché dell'art. 3, commi 1 e 2, della legge della Regione Toscana, riapprovata il 19 dicembre 2000, concernente "Disposizioni in materia di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie. Modifiche alle leggi regionali 15 maggio 1980, n. 80; 29 luglio 1996, n. 60; 1 luglio 1999, n. 37", promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato l'11 gennaio 2001, depositato in cancelleria il 18 successivo ed iscritto al n. 11 del registro ricorsi 2001. Visti gli atti di costituzione della Regione Liguria e della Regione Toscana; Udito nell'udienza pubblica del 4 dicembre 2001 il giudice relatore Massimo Vari; Uditi l'Avvocato dello Stato Giancarlo Mandò per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Mario Loria per la Regione Toscana.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1.1. - Con il primo dei ricorsi in epigrafe il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato, in riferimento all'art. 119 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 2 della legge approvata dal Consiglio regionale della Liguria in data 1 marzo 2000 (n. 355 del 2000), concernente "Disposizioni integrative alle leggi regionali 27 dicembre 1994, n. 66 e 6 settembre 1999, n. 28, recanti disposizioni in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie". La disposizione dell'art. 1 prevede, per le tasse sulle concessioni regionali, la riduzione, al quinto del minimo, della sanzione applicabile per il caso di mancato pagamento del tributo (o di un acconto) entro il termine previsto, se il pagamento stesso sia comunque eseguito prima che la violazione sia stata constatata o siano iniziate verifiche o altre attività amministrative di accertamento portate a formale conoscenza dell'autore o dei soggetti obbligati. Il ricorrente, nel rammentare il carattere attuativo della competenza regionale in materia tributaria, è dell'avviso che la norma all'esame si ponga in contrasto con la disciplina del "ravvedimento" racchiusa nell'art. 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997. È oggetto di censura anche l'art. 2, il quale prevede la inapplicabilità delle sanzioni amministrative tributarie per insufficiente o ritardato versamento del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, relativamente al 1996, qualora i dovuti conguagli siano stati effettuati entro il 31 gennaio 1997. Secondo il ricorrente, l'art. 3 della legge statale n. 549 del 1995 non consentirebbe al legislatore regionale - al quale è rimessa solo la potestà di "stabilire le modalità di versamento" (comma 30 art. cit. ) - di esonerare, in via generale, i soggetti tenuti a corrispondere il tributo dal rispetto del termine e dalle sanzioni correlate al ritardato o insufficiente pagamento. 1.2. - Si è costituita in giudizio la Regione Liguria, chiedendo "il rigetto del ricorso siccome inammissibile e/o infondato"; conclusioni ribadite nella memoria depositata nell'imminenza dell'udienza. 2.1. - Con il secondo dei ricorsi in epigrafe, il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato, in riferimento agli articoli 3 e 119 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, commi 1 e 2, della legge approvata dalla Regione Toscana in data 19 dicembre 2000 (n. 67 del 2000), concernente "Disposizioni in materia di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie. Modifiche alle leggi regionali 15 maggio 1980, n. 80; 29 luglio 1996, n. 60; 1 luglio 1999, n. 37". Nel rammentare, anche in questo caso, che la potestà tributaria regionale ha carattere meramente attuativo, il ricorrente denuncia l'art. 3, comma 1, con il quale, per i periodi precedenti all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 472 del 1997, viene disposto che, in caso di tardivo versamento del tributo speciale dovuto per il deposito in discarica di rifiuti solidi, la sanzione, sempreché il ritardo sia contenuto entro cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza di legge, è pari al 5 del tributo stesso. Secondo il ricorrente, la menzionata disposizione violerebbe l'art. 119 della Costituzione, per contrasto con la norma statale (art. 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997) che regola gli effetti del ravvedimento. La medesima disposizione, disattendendo l'art. 3 della Costituzione, introdurrebbe, inoltre, una non ragionevole discriminazione tra le medesime infrazioni tributarie, a seconda che esse siano state commesse prima o dopo il 1 aprile 1998 (data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 472 del 1997). Il ricorrente censura, in relazione agli articoli 3 e 119 della Costituzione, anche la disposizione contenuta nel comma 2 del menzionato art. 3, riguardante le sanzioni da applicare per le ipotesi di esercizio di attività di discarica abusiva ovvero di abbandono, scarico o deposito in modo incontrollato di rifiuti. 2.2. - Con memoria del 22 ottobre 2001, il Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato di rinunciare all'impugnazione di quest'ultima disposizione, insistendo per la declaratoria di illegittimità costituzionale del comma 1 del medesimo articolo. 2.3. - Si è costituita in giudizio la Regione Toscana, chiedendo che la questione di legittimità costituzionale della legge regionale censurata sia dichiarata "inammissibile e infondata". Con memoria depositata nell'imminenza dell'udienza, la stessa regione sostiene che l'intervenuta entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione) e, in particolare, della modifica dell'art. 127 della Costituzione, ha fatto venir meno l'istituto del "ricorso in via preventiva" nei confronti delle leggi regionali. Di qui la richiesta di declaratoria di improcedibilità sopravvenuta o comunque di inammissibilità del giudizio avverso la delibera legislativa n. 67 del 2000. In tale mutata situazione normativa, la regione chiede, in via subordinata, che venga dichiarata l'intervenuta cessazione della materia del contendere o, comunque, l'infondatezza del ricorso.1.