[ddlpres]

Nella domanda sono indicati i dati anagrafici, di residenza e di stato di famiglia della vittima del reato. 2. Alla domanda di indennizzo sono allegati: a) gli eventuali certificati di invalidità o di morte; b) copia del decreto o della sentenza di cui all'articolo 424 del codice di procedura penale ovvero copia del decreto di archiviazione di cui all'articolo 409, comma 1, del medesimo codice; c) copia della dichiarazione dei redditi della vittima del reato, di cui all'articolo 4, comma 1; d) una dichiarazione attestante che non spettano al richiedente, per il medesimo evento, indennizzi derivanti da contratti assicurativi. 3. Il Ministero dell'economia e delle finanze chiede alle autorità di pubblica sicurezza, al pubblico ministero e all'autorità giudiziaria competenti le informazioni necessarie ai fini della concessione dell'indennizzo e può disporre gli accertamenti medico-sanitari necessari per verificare la sussistenza dei presupposti per la concessione dell'indennizzo. 4. Il Ministero dell'economia e delle finanze può altresì richiedere alle pubbliche amministrazioni e ad ogni altro soggetto pubblico o privato informazioni sulla professione e sulla situazione finanziaria e fiscale dell'autore del reato e della vittima, a condizione che tali informazioni siano necessarie per la concessione dell'indennizzo ovvero per le eventuali azioni di surrogazione. Le informazioni raccolte sono riservate e il loro uso è ammesso solo per i fini previsti dal presente comma. 5. Il Ministero dell'economia e delle finanze decide sul diritto all'indennizzo e ne determina l'importo entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda. Art. 6. (Provvisionale) 1. Prima della conclusione del procedimento di cui all'articolo 5, la vittima del reato o, in caso di morte di questa, i beneficiari indicati nell'articolo 1, comma 2, qualora si trovino in situazione di documentato disagio economico, possono richiedere l'erogazione di una provvisionale sull'indennizzo. 2. Alla domanda di concessione della provvisionale sono allegati l'ultima dichiarazione dei redditi presentata dai soggetti richiedenti la provvisionale ovvero ogni altro documento idoneo a documentare la situazione di disagio economico dei soggetti richiedenti la provvisionale. 3. L'importo della provvisionale non può superare l'80 per cento dell'importo dell'indennizzo, calcolato ai sensi dell'articolo 4. Art. 7. (Ricorso) 1. Contro la decisione del Ministero dell'economia e delle finanze sulla domanda di indennizzo o di erogazione della provvisionale è ammesso ricorso giurisdizionale ai sensi del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Art. 8. (Azione di surrogazione dello Stato) 1. Lo Stato è surrogato nei diritti del beneficiario dell'indennizzo relativamente al risarcimento del danno derivante dal reato per il quale è stato erogato l'indennizzo medesimo. Art. 9. (Recupero degli importi erogati) 1. Il Ministero dell'economia e delle finanze procede al recupero totale o parziale degli importi erogati ai sensi della presente legge, qualora alla conclusione del procedimento penale risulti che il reato non sussiste, o che l'entità delle lesioni subite è inferiore a quanto dichiarato. L'indennizzo è ridotto in proporzione al danno come accertato all'esito del processo. Art. 10. (Obblighi di informazione) 1. L'autorità di pubblica sicurezza e il pubblico ministero che procedono per un delitto contro la persona o commesso mediante violenza alle persone informano la vittima del reato del diritto di chiedere l'indennizzo previsto dalla presente legge. 2. Nei procedimenti per i delitti di cui al comma 1, nell'udienza preliminare e all'inizio del dibattimento, il giudice informa le parti civili del diritto di chiedere l'indennizzo previsto dalla presente legge. Art. 11. (Estensione del patrocinio a spese dello Stato in favore delle vittime di violenze sessuali all'estero) 1. All'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 4- ter è aggiunto il seguente: « 4 -quater. La disposizione del comma 4- ter si applica anche nel caso in cui i reati ivi indicati siano stati commessi all'estero in danno di un cittadino italiano residente in Italia. In tale caso, l'istanza è presentata al presidente del tribunale competente per il luogo di residenza del richiedente, il quale provvede anche alla liquidazione dell'onorario e delle spese spettanti al difensore. L'istante è ammesso al patrocinio a spese dello Stato qualora tale istituto non sia contemplato dalla legislazione dello Stato in cui si svolge il processo ovvero non sia stato ammesso per carenza di requisiti». Art. 12. (Regolamento di esecuzione) 1. Con regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adottate le disposizioni necessarie per l'esecuzione della presente legge. Art. 13. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e si applica in relazione ai reati commessi entro i due anni antecedenti alla data della sua entrata in vigore.