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Quando non deve disporre la liberazione dell'arrestato, il presidente della corte di appello ovvero un magistrato della corte stessa da questi delegato, entro quarantotto ore dal ricevimento del verbale, convalida l'arresto con ordinanza, disponendo l'applicazione di una misura cautelare coercitiva. I provvedimenti emessi e gli atti sono trasmessi senza ritardo alla corte di appello di Roma. 5. La misura cautelare coercitiva cessa di avere effetto se la corte di appello di Roma, entro venti giorni dall'ordinanza di trasmissione, non provvede a norma dell'articolo 12. 6. Delle decisioni assunte la corte di appello di Roma informa senza ritardo il Ministro della giustizia. Capo III FORME DI ASSISTENZA GIUDIZIARIA Sezione I (Condizioni) Art. 14. (Modalità di esecuzione della assistenza giudiziaria) 1. Se la richiesta della Corte ha per oggetto un'attività di indagine o di acquisizione di prove, il procuratore generale presso la corte di appello di Roma chiede alla corte di appello stessa di dare esecuzione alla medesima. 2. La corte di appello di Roma, ove ne ricorrano le condizioni, dà esecuzione alla richiesta con decreto con il quale delega un proprio componente ovvero il giudice per le indagini preliminari del luogo in cui gli atti devono essere compiuti. 3. Se la Corte ne ha fatto domanda, l'autorità giudiziaria comunica la data e il luogo di esecuzione degli atti richiesti. I giudici e il procuratore della Corte sono ammessi a presenziare all'esecuzione degli atti e possono proporre domande e suggerire modalità esecutive. 4. Le citazioni e le altre notificazioni richieste dalla Corte sono trasmesse dal procuratore generale della corte di appello di Roma al procuratore della Repubblica presso il tribunale del luogo in cui esse devono essere eseguite, il quale provvede senza ritardo. 5. Se la Corte ne fa richiesta, è disposto l'accompagnamento coattivo davanti ad essa del testimone, del perito o del consulente tecnico, quando, sebbene citati, non siano comparsi. Le spese di accompagnamento sono a carico dello Stato. 6. Nei casi indicati dall'articolo 99, paragrafo 4, dello Statuto, il procuratore generale può assistere il procuratore della Corte nello svolgimento dell'attività da eseguire nel territorio dello Stato. Art. 15. (Trasmissione di atti e documenti) 1. Senza il consenso dello Stato da cui provengono non possono essere trasmessi alla Corte atti o documenti riservati che siano stati acquisiti all'estero. Resta salva l'applicazione dell'articolo 73 dello Statuto. 2. Qualora il Ministro della giustizia, previa intesa con i ministri interessati, abbia motivo di ritenere che la consegna di determinati atti o documenti possa compromettere la sicurezza nazionale, la trasmissione è sospesa. In tale caso si procede alle consultazioni stabilite dall'articolo 72 dello Statuto. 3. Fermo quanto disposto dal comma 2, l'autorità giudiziaria, al fine di dare esecuzione alle richieste della Corte, trasmette al Ministro della giustizia, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti di procedimenti penali e informazioni scritte sul loro contenuto. L'autorità giudiziaria può sollecitare il Ministro ad esercitare i poteri di cui all'articolo 4, comma 3. 4. I documenti inviati a sostegno della richiesta di assistenza non possono essere utilizzati nell'ambito di altri procedimenti senza il consenso della Corte. Art. 16. (Misure cautelari reali) 1. Su richiesta della Corte, possono essere applicate le misure cautelari di cui al titolo II del libro IV, del codice di procedura penale. 2. Qualora vi sia pericolo nel ritardo, le misure cautelari di cui al comma l possono essere applicate anche prima che la richiesta della Corte sia pervenuta. Le misure sono revocate se la Corte non presenta la richiesta entro il termine fissato dalla corte di appello di Roma. Art. 17. (Consegna di mezzi di prova) 1. Se la Corte ne fa richiesta, gli oggetti, i documenti o i beni sequestrati a scopo di prova, nonché gli atti e le decisioni dell'autorità giudiziaria italiana sono messi a sua disposizione. 2. Previa consultazione con la Corte, la consegna può essere rinviata quando gli oggetti, i documenti o i beni sono necessari per un procedimento penale pendente in Italia. Art. 18. (Consegna a scopo di confisca, di devoluzione al Fondo per le vittime o di restituzione) 1. Su richiesta della Corte, gli oggetti o i beni oggetto di sequestro possono esserle in ogni momento consegnati a scopo di confisca o di devoluzione al Fondo per le vittime di cui all'articolo 79 dello Statuto o di restituzione. 2. Gli oggetti e i beni sono sottoposti a sequestro fino al momento in cui sono consegnati alla Corte o fino a quando quest'ultima comunica alla corte di appello di Roma di voler rinunciare alla consegna. Sezione II (Procedura) Art. 19. (Contenuto della richiesta) 1. La richiesta di assistenza avanzata dalla Corte contiene: a) la relazione con la esposizione sommaria dei fatti essenziali sui quali si fonda la richiesta di cooperazione e la qualificazione giuridica del reato; b) i dati per l'identificazione della persona nei cui confronti la Corte procede; c) la relazione sommaria sull'oggetto e sui motivi della richiesta di cooperazione; d) ove possibile, informazioni circostanziate sulle persone o i luoghi che devono essere identificati o localizzati, affinché possa essere fornita la cooperazione richiesta; e) se del caso, informazioni circostanziate e motivate sulle procedure e le condizioni da rispettare. 2. Se una richiesta non soddisfa le esigenze di cui al comma 1, la corte di appello di Roma chiede alla Corte informazioni integrative o supplementari. Art. 20. (Immunità temporanea nel territorio dello Stato italiano) 1. Nel caso in cui, in esecuzione della richiesta di assistenza della Corte, sia prevista per il compimento di un atto la presenza nel territorio dello Stato italiano di un testimone o di un imputato, lo stesso non può essere sottoposto a restrizione della libertà personale in esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza né assoggettato ad altre misure restrittive della libertà personale per fatti anteriori all'ingresso nel territorio dello Stato. 2. L'immunità prevista dal comma 1 cessa qualora la persona in questione, avendone avuto la possibilità, non abbia lasciato il territorio dello Stato decorsi quindici giorni dal momento in cui la sua presenza non è più richiesta dall'autorità giudiziaria italiana ovvero, avendolo lasciato, vi abbia fatto volontariamente ritorno. Art. 21. (Patrocinio a spese dello Stato) 1. Le disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato si applicano anche alle procedure di esecuzione di richiesta della Corte da adempiere nel territorio dello Stato, in favore della persona nei cui confronti la Corte procede. Art. 22. (Collaborazione in materia di protezione di vittime, testimoni e loro congiunti) 1. Il Ministro della giustizia dà corso alle richieste di collaborazione che la Corte formula ai sensi dell'articolo 68 dello Statuto per la protezione di vittime, testimoni e loro congiunti, trasmettendo le stesse al Ministro dell'interno. 2.