[ddlpres]

Sostituzione dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 settembre 2000, n. 267, in materia di responsabilità dei dirigenti e dipendenti dell’ente locale i cui organi siano sottoposti a scioglimento per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende porre rimedio ad una serie di evidenti cointeressenze nella cattiva gestione degli enti locali i cui consigli siano disciolti per mafia. La Commissione antimafia ha riscontrato come la struttura amministrativa sottostante agli organi disciolti, spesso, non vada esente da fenomeni di infiltrazione e condizionamento della medesima natura, e di intensità non minore (quando non addirittura maggiore). Eppure, la continuità dell'amministrazione fa sì che la nuova dirigenza politica, conseguente alle elezioni provocate dallo scioglimento, si trovi spesso a fronteggiare i medesimi problemi della precedente, incorrendo in nuovi scioglimenti. Manco a dirlo, coloro che in questa girandola restano alloro posto sono proprio dirigenti (e, talvolta, dipendenti) dalla cui condotta deriva buona parte del malcostume amministrativo, asservito a logiche familistiche e di cosca. Ecco perché il presente testo propone di addivenire a forme di responsabilità anche per chi appartiene alla struttura amministrativa, in modo da costituire un deterrente per la prosecuzione di condotte di cui, alla fine, pagano le conseguenze i cittadini e gli utenti incolpevoli dei servizi dell'ente locale.. 1 1 L'articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è sostituito dal seguente: «Art. 143. - (Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dei dipendenti) -- 1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell'articolo 11, comma 8, del testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori di cui all'articolo 77, comma 2, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un'alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica. 2. Al fine di verificare la sussistenza degli elementi di cui al comma 1, del presente articolo, anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti ed ai dipendenti dell'ente locale, il prefetto competente per territorio dispone ogni opportuno accertamento, di norma mediante l'accesso presso l'ente interessato. In tal caso, il prefetto nomina una commissione d'indagine, composta da tre funzionari della pubblica amministrazione, attraverso la quale esercita i poteri di accesso e di accertamento di cui è titolare per delega del Ministro dell'interno ai sensi dell'articolo 2, comma 2- quater, del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 1991, n. 410. Entro il termine di tre mesi dalla data di accesso, rinnovabile una volta per un ulteriore periodo massimo di tre mesi, la commissione termina gli accertamenti e rassegna al prefetto le proprie conclusioni. Il prefetto, sentito il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica competente per territorio, invia al Ministro dell'interno una relazione: a) entro il termine di quarantacinque giorni dal deposito delle conclusioni della commissione d'indagine di cui al presente comma; b) in qualunque momento, quando abbia comunque diversamente acquisito gli elementi di cui al comma 1 del presente articolo, in ordine alla sussistenza di forme di collegamento o di condizionamento ivi previste. Costituisce acquisizione utile, ai fini della presente lettera, la proposta di misure di prevenzione personali avanzata, ai sensi dell'articolo 5 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e successive modificazioni, nei confronti dei soggetti componenti degli organi amministrativi ed elettivi, anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti ed ai dipendenti dell'ente locale, purché le misure di prevenzione proposte siano relative al reato di cui all’articolo 416- bis del codice penale; c) in qualsiasi momento, quando abbia comunque diversamente acquisito gli elementi di cui al comma 1 del presente articolo, previo accertamento dell’esistenza di appalti, contratti e servizi interessati dai fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica. Costituiscono acquisizione utile, ai fini della presente lettera, gli accertamenti disposti dal prefetto avvalendosi dei poteri delegati dal Ministro dell'interno ai sensi del decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, ovvero di quelli di cui all'articolo 93 del citato codice di cui al decreto n. 159 del 2011, e successive modificazioni. 3. La relazione di cui al comma 2 del presente articolo dà conto della eventuale sussistenza degli elementi di cui al comma 1 anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti e ai dipendenti dell'ente locale. Nella relazione sono, altresì, indicati gli appalti, i contratti e i servizi interessati dai fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica. Nei casi in cui per i fatti oggetto degli accertamenti di cui al presente articolo o per eventi ad essi connessi sia pendente un procedimento penale, il prefetto può richiedere preventivamente informazioni al procuratore della Repubblica competente, il quale, in deroga all'articolo 329 del codice di procedura penale, gli trasmette tutte le informazioni che non ritiene debbano rimanere segrete per le esigenze del procedimento. A decorrere dalla data di trasmissione della relazione di cui al comma 2, le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano efficaci ed irrevocabili, ai sensi dell'articolo 53, comma 3, del presente testo unico, trascorso il termine di venti giorni dalla data di adozione del decreto di cui al comma 7 del presente articolo.