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Per l'ennesima volta, il Governo omette di indicare quali opere ritenga prioritarie per il Paese, analogamente a quanto ha fatto nel corso dell'esame della legge di bilancio per il 2019 e, da ultimo, durante l'esame del Documento di economia e finanza. L'oratore ricorda di aver posto reiteratamente, durante i lavori dell'8ª Commissione la questione dell'impatto che le rimodulazioni di risorse effettuate dalla legge di bilancio per il 2019 dispiegheranno sulla programmazione delle opere di ANAS, ma di non essere mai riuscito ad ottenere una risposta. Il presidente COLTORTI ( M5S ) preannuncia che nella seduta pomeridiana dell'8ª Commissione darà conto dell'esito delle sue interlocuzioni con ANAS, dalle quali emerge che la rimodulazione a somma zero dei fondi stanziati per il triennio 2019-2021 non ha impatti sulla possibilità di ANAS di avviare i propri lavori in quanto tutte le risorse stanziate nel triennio sono comunque impegnabili. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ) afferma che i dati in suo possesso sono di segno profondamente diverso, in quanto gli risulta che alcune opere siano state posticipate di 2 o 3 anni rispetto alla precedente programmazione dei governi Renzi e Gentiloni. La presidente MORONESE invita tutti ad attenersi al tema all'ordine del giorno, rinviando la discussione di temi propri dell'8ª Commissione alle sedute di tale Commissione. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) rileva innanzitutto, con riferimento specifico al tema dell'appalto integrato, come l'esperienza della Provincia autonoma di Bolzano al riguardo sia stata in realtà positiva. Si tratta di uno strumento che ha funzionato anche sul versante della qualità delle opere realizzate. Un'analoga valutazione positiva deve esprimere, sempre con riferimento all'esperienza della Provincia autonoma predetta, in ordine alla valorizzazione del ruolo della procedura negoziata, una strada questa sulla quale riterrebbe opportuna una valutazione particolarmente attenta per le potenzialità della stessa. Manifesta invece perplessità in ordine alla modifica apportata all'articolo 80 del Codice dei contratti, laddove si prevede l'esclusione di operatori economici dalle procedure di gara anche per irregolarità fiscali o contributive non definitamente accertate. Ritiene che sul punto debba essere effettuato un ulteriore approfondimento e che la soluzione proposta nel provvedimento d'urgenza non possa essere ritenuta definitiva. Passando ad altri aspetti del provvedimento di conversione, il senatore Steger esprime una valutazione positiva sulla soppressione dell'obbligo di indicare una terna di subappaltatori a carico dei partecipanti alla procedura di gara, mentre ritiene non condivisibile l'innalzamento dal 30 al 50 per cento del limite entro quale è possibile ricorrere al subappalto. Giudica infatti questa soluzione incompatibile sia con l'esigenza di favorire l'accesso alle procedure di gara da parte delle aziende in possesso di per sé stesse di una struttura operativa significativa, sia con l'esigenza di adottare soluzioni normative che, ferma restando la compatibilità con il quadro comunitario, tengano conto anche dell'opportunità di un maggiore coinvolgimento delle imprese legate al territorio in cui l'opera deve essere realizzata. In conclusione giudica che l'insieme delle misure contenute nel decreto-legge in titolo non sia sufficiente a realizzare quel processo di riattivazione dell'attività dei cantieri e di realizzazione delle opere infrastrutturali di cui ha certamente bisogno il Paese. Il senatore DESSI' ( M5S ) rileva come le considerazioni e i rilievi di cui è fatto oggetto il decreto-legge in titolo debbano comunque partire da un dato di fatto, e cioè dalla circostanza che, se un simile provvedimento si è reso necessario, ciò è stato determinato dall'esistenza di una situazione oggettiva di blocco dei cantieri per le opere infrastrutturali che si trascina da anni e sulla quale - è del tutto evidente - non si è intervenuti efficacemente fino ad ora. Le cause di questa situazione sono note e vanno dal fenomeno della cosiddetta "paralisi" della firma a quello della mancanza di un'adeguata qualificazione delle stazioni appaltanti, per non trascurare poi un livello della classe imprenditoriale italiana che non può certo definirsi soddisfacente. In questo contesto deve riconoscersi che lo strumento del decreto-legge, con tutti i suoi limiti, è però l'unico disponibile per un intervento che, nell'immediato, possa consentire di far ripartire attività che attualmente sono in una situazione di stallo. Ciò peraltro non elimina la necessità di un intervento riformatore di più ampia portata che possa rivedere, in modo organico, le linee portanti del sistema. Resta comunque ferma l'opportunità che, nel corso dell'esame del decreto-legge in conversione, possano essere apportati miglioramenti, idonei a correggerne gli aspetti più problematici e, in generale, a migliorarne l'incisività. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) rileva come ancora una volta ci si trovi di fronte ad un provvedimento d'urgenza del Governo le cui dichiarate finalità sono in concreto smentite e contraddette dall'analisi dei contenuti dello stesso. Al riguardo è sufficiente considerare la vicenda relativa ai limiti del subappalto. Tutta l'attività istruttoria, e in particolare le audizioni svolte dalla 8 a Commissione fino ad oggi, ha fatto emergere un generale consenso sul fatto che il limite ideale per il ricorso al subappalto è pari a zero. Su questo, lo ripete, si è registrato un consenso generale sia all'interno, sia all'esterno del Parlamento. In questo momento è in esame un provvedimento d'urgenza che porta il limite entro il quale è ammesso il ricorso al subappalto, nelle procedure considerate, dal 30 al 50 per cento. Una scelta semplicemente incredibile. Considerazioni non dissimili valgono per il tema dell'offerta economicamente più vantaggiosa che - anche in questo caso per generale consenso - costituisce il miglior meccanismo di aggiudicazione. Ancora una volta il provvedimento d'urgenza del Governo va in una direzione esattamente opposta estendendo l'area di operatività del criterio di aggiudicazione del massimo ribasso (ovvero del minor prezzo se così si preferisce dire), nonché modificando la disciplina del criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa con l'eliminazione del limite massimo al punteggio da attribuire alla componente economica (una soluzione questa che implica il rischio di trasformare alcuni casi di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa in forme mascherate di aggiudicazione con il criterio del massimo ribasso). Per quanto riguarda poi le problematiche relative alla realizzazione delle grandi opere e, quindi, in particolare all'articolo 4 del provvedimento, il senatore Mallegni evidenzia come sia assurdo che al provvedimento non sia allegato un elenco delle opere la cui realizzazione è ancora incompiuta, quando, quali queste siano, è ampiamente noto. L'oratore procede quindi all'elencazione puntuale di quali siano queste opere sottolineando, tra l'altro, come il loro valore complessivo ammonti a 33,2 miliardi di euro e ricordandone più specificamente alcune, fra cui in particolare gli assi viari del sistema della tangenziale lucchese, con riferimento al quale auspica che il Governo voglia quanto prima fornire indicazioni precise sulle prospettive di ultimazione degli stessi.