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Inoltre, il dogma dell'obbedienza al Fiscal compact , e in generale alle politiche di austerità e di pareggio di bilancio, è stato nettamente negato anche dalla sentenza della Corte costituzionale n. 275 del 2016. Secondo la Consulta, i servizi primari incomprimibili per i cittadini non possono venire negati da vincoli di bilancio e il corpus normativo costituzionale nazionale ha preminenza sull'obbligo del rispetto dei Trattati medesimi (anche se tale obbligo è inserito in un articolo della Carta costituzionale). Il primo indispensabile passo nella giusta direzione deve compierlo, quindi, il Parlamento italiano, attraverso l'eliminazione del principio del pareggio di bilancio dalla Carta costituzionale. Non avrebbe, infatti, alcun senso cambiare le regole a livello europeo e poi rimanere vincolati da quanto stabilito dalla Costituzione italiana. Quel che con il presente disegno di legge si vuole conseguire è la riaffermazione di un corretto equilibrio tra princìpi costituzionali. L'intero costituzionalismo moderno ha preteso una tutela privilegiata dei diritti fondamentali delle persone. Questi diritti, nella nostra Costituzione dichiarati « inviolabili » (articolo 2), sono collegati allo sviluppo della personalità e richiedono, in ogni caso, l'adempimento di doveri di solidarietà politica, sociale ed economica. Una pretesa di tutela che non può essere abbandonata in nessuna contingenza economica, neppure nelle fasi avverse del ciclo. Il rispetto dei diritti fondamentali delle persone (locuzione preferita a quella di diritti inviolabili nella giurisprudenza internazionalistica e nella normativa europea) deve essere perseguito sempre, anche nei casi in cui si pongano in essere le più rigorose manovre di contenimento dei disavanzi pubblici. D'altronde la presente proposta opererebbe nel pieno rispetto dei (reali) vincoli contratti dall'Italia a livello europeo. Il principio costituzionale della necessaria salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone deve essere assicurato nel rispetto dei vincoli di bilancio fissati nella legge generale sulla contabilità e la finanza pubblica: una normativa nazionale « di natura permanente », così come richiesto dal Trattato di stabilità. Il presente disegno di legge costituzionale si prefigge di cancellare il principio del pareggio di bilancio e di collegare comunque la politica di bilancio dello Stato alla salvaguardia dei « diritti fondamentali della persona », come stabiliti dal nostro ordinamento costituzionale. In particolare, si propone di eliminare le disposizioni dell'articolo 81 della Costituzione che impongono regole di equilibrio puramente economico-finanziario senza alcuna garanzia per i diritti e di aggiungere un nuovo comma che affermi invece la garanzia della tutela dei diritti fondamentali della persona in sede di definizione dei vincoli di bilancio nella legge di contabilità e finanza pubblica. Il principio costituzionale di salvaguardia dei diritti fondamentali della persona deve evidentemente impegnare l'intero Stato-apparato ed essere garantito sull'intero territorio nazionale, ponendosi altresì come limite rispetto alla normativa europea. Deve coinvolgere, oltre lo Stato centrale, anche l'insieme delle pubbliche amministrazioni e ogni altro livello di governo. Per questo diventa necessario modificare l'articolo 97, abrogando il primo comma che (nella formulazione introdotta nel 2012) impone di assicurare l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, senza tenere in alcun conto la primaria esigenza di tutela dei diritti fondamentali. L'abrogazione di tale comma non si porrebbe in contrasto con i vincoli europei, ma si limiterebbe a impedire (in coerenza con il nuovo ultimo comma dell'articolo 81) che questi si possano spingere sino a compromettere le garanzie dei diritti ritenuti fondamentali, da parte delle pubbliche amministrazioni. Contemporaneamente, si rende necessario modificare il primo comma dell'articolo 117, con riferimento ai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, specificando che questi devono operare, ma pur sempre « assicurando la tutela dei diritti fondamentali della persona ». Oltre all'aggiunta del primo comma, è stata anche modificata la « sistematica » dell'articolo 119: secondo la nuova formulazione proposta, i primi tre commi devono riguardare la finanza pubblica degli enti territoriali (e gli obblighi statali nei confronti delle autonomie), i restanti quattro commi l'autonomia finanziaria degli enti territoriali. Pertanto, gli attuali quinto e terzo comma sono trasformati, rispettivamente, nel secondo e nel terzo comma dell'articolo proposto. È stato, inoltre, abrogato l'attuale quarto comma, che viene assorbito nella previsione del nuovo primo comma. Si segnala, infine, che le risorse « aggiuntive » di cui al secondo comma (nella formulazione proposta) non riguardano le risorse a tutela dei diritti fondamentali, garantite invece in via ordinaria e per tutte le autonomie territoriali dal nuovo primo comma. Per concludere, si prevede l'abrogazione dell'articolo 5 della legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, che specifica i criteri che devono essere contenuti dalla legge di attuazione del principio di pareggio di bilancio, nonché l'abrogazione della legge 24 dicembre 2012, n. 243, che specifica le disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi del sesto comma dell'articolo 81. Data la rilevanza del tema trattato, si auspica un celere avvio dell' iter del disegno di legge costituzionale in oggetto.. 1 (Modifica dell'articolo 81 della Costituzione) 1 L'articolo 81 della Costituzione è sostituito dal seguente: « Art. 81. – Le Camere approvano ogni anno con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte. La legge generale sulla contabilità e sulla finanza pubblica definisce i vincoli di bilancio, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona ». 2 (Modifica all'articolo 97 della Costituzione) 1 Il primo comma dell'articolo 97 della Costituzione è abrogato. 3 (Modifica all'articolo 117 della Costituzione) 1 All'articolo 117, primo comma, della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , assicurando la tutela dei diritti fondamentali della persona ». 4 (Modifica dell'articolo 119 della Costituzione) 1 L'articolo 119 della Costituzione è sostituito dal seguente: « Art. 119. – Ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni sono attribuite con legge dello Stato risorse pubbliche adeguate a garantire i diritti fondamentali della persona e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali in qualunque parte del territorio nazionale. Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.