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Altrettanto non può certo dirsi per l'applicazione dell'obbligo di permanenza al personale di cui all'articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia maturato le condizioni ivi previste antecedentemente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali. La legge-quadro, infatti, tutela le persone affette da una minorazione fisica, psichica o sensoriale, indistintamente e senza alcun genere di esclusione. Il discrimine temporale previsto dal richiamato art.1, comma 17 -octies , pertanto, non solo non risulta in linea con la ratio legis e le previsioni normative della legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, ma, altresì, pone in essere una irragionevole disparità di trattamento tra cittadini appartenenti alla stessa categoria, di dubbia legittimità costituzionale in relazione al principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione; infine, ai sensi delle disposizioni di cui agli arti. 21 e 33, comma 6, della legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, la persona con disabilità personale ha diritto alla precedenza nell'assegnazione della sede, nonché, a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio. Le disposizioni di cui all'art. 33, comma 5, della stessa legge-quadro, attribuiscono analoghi diritti anche alla persona che assiste un parente o affine in situazione di disabilità grave. Per quanto attiene alle nomine in ruolo da effettuare attingendo dalle graduatorie di merito relative a concorsi svolti su base regionale, sembrerebbe che il sistema delle precedenze e della scelta della sede di lavoro non operi relativamente alla scelta della provincia, ma, esclusivamente, nella scelta della sede (del comune) all'interno della provincia. Anche questa ulteriore limitazione non sembrerebbe in linea con le disposizioni normative e costituzionali poste a tutela delle persone affette da una minorazione fisica, psichica o sensoriale; con una recente ordinanza, il Giudice del lavoro di Teramo ha accolto il ricorso di un docente di scuola primaria, che assiste un parente con disabilità grave, escluso dalla procedura di mobilità interprovinciale. Il Giudice ha chiarito che la richiesta di mobilità del docente ricorrente sia da considerarsi in deroga al vincolo di permanenza triennale, nonché, prioritaria, nella scelta della sede, rispetto alle immissioni in ruolo. Infine, la Corte di cassazione, sez. lavoro, con l'ordinanza n. 6150 del 2019, ha stabilito che il diritto del lavoratore di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere sussista, non solo nel momento iniziale dell'instaurazione del rapporto di lavoro, ma anche successivamente nell'ipotesi di domanda di trasferimento; una eventuale compressione di tale diritto lederebbe i diritti fondamentali della Costituzione richiamati da numerose pronunce della Corte costituzionale, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per risolvere le problematiche descritte in premessa. Atto n. 3-02726 MARIN FREGOLENT CANTU' DORIA LUNESU Al Ministro della salute Premesso che: nel corso degli ultimi giorni, il Comando Carabinieri per la tutela della salute ha condotto una vasta operazione di controllo a livello nazionale presso i centri e le strutture pubbliche e private deputate, a vario titolo, alla presa in carico, assistenza, riabilitazione, trattamento sanitario e ricovero di pazienti sofferenti di disabilità e disagi mentali e psichici; tale controllo è scaturito dall'esigenza di valutare lo stato di tali servizi a seguito di recenti episodi di cronaca, che hanno riproposto l'attualità e l'importanza nella corretta gestione della salute mentale nel più ampio contesto di tutela delle fasce più deboli della collettività, anche in relazione ai cambiamenti sociali causati dall'emergenza da SARS-Cov-2; i Carabinieri dei NAS hanno ispezionato 536 strutture e centri incaricati dell'erogazione di servizi di salute mentale, accertando irregolarità presso 122 di questi, pari al 22 per cento. Nel corso delle verifiche sono state comminate 141 sanzioni penali e amministrative per un ammontare complessivo di 62.000 euro; tra le infrazioni più gravi, la contestazione dei reati di maltrattamento e abbandono di incapaci riscontrati presso due strutture di Agrigento e Sassari, i cui gestori sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria per aver ospitato pazienti con patologie mentali in ambienti insalubri, senza assicurare la presenza di figure professionali e un adeguato livello di cura; la maggior parte delle irregolarità hanno interessato le inadeguatezze strutturali, assistenziali ed organizzative dei servizi dedicati alle persone con patologie psichiche, rilevando 77 strutture con spazi insufficienti e servizi igienici malfunzionanti, carenze nei livelli di assistenza dovute alla mancanza di piani riabilitativi e operatori inadeguati alle necessità rieducative dei pazienti, nonché ambienti insalubri per umidità, muffe alle pareti, ed esfoliazione degli intonaci; da tali controlli, ancora una volta, emerge chiaramente l'inadeguatezza del sistema di gestione della malattia mentale, e l'esigenza di provvedere individuando pronte e valide soluzioni, si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente assumere iniziative immediate per garantire strutture adeguate per i malati affetti da patologie psichiche. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05821 FERRARA Al Ministro della salute Premesso che: le infezioni correlate all'assistenza sanitaria (ICA), largamente causate da germi antibiotico-resistenti, destano grave preoccupazione e coinvolgono un numero drammaticamente alto di cittadini. Si registrano oltre 4 milioni di casi all'anno in Europa, con oltre 37.000 decessi, di cui 10.000 solo in Italia; la spesa sanitaria collegata alla gestione di questa emergenza ammonta a più di 7 miliardi di euro in Europa e supera il miliardo in Italia; anche nell'ambito della pandemia da COVID-19 si sono registrati decessi che sembrerebbero correlati a sovrainfezioni batteriche contratte negli ospedali. A titolo esemplificativo tale dato è stato rilevato anche a livello locale, con un'incidenza importante del 22 per cento dei ricoverati che sono deceduti per COVID in area pisana, come riportato dal professor Francesco Menichetti, direttore del reparto sanitario di malattie infettive di Pisa, anche in un'intervista a "La Nazione" del 14 dicembre 2020; nel 2018 la professoressa Elisabetta Caselli, insieme al presidente dell'Istituto superiore di sanità, dottor Silvio Brusaferro, e altri medici ed esperti, ha pubblicato sulla rivista scientifica internazionale "PLOS One" lo studio "Riduzione dell'incidenza di infezioni correlate all'assistenza mediante un sistema di sanificazione a base di probiotici" relativo al metodo probiotic cleaning hygien system (PCHS); il sistema di sanificazione PCHS, basato su un meccanismo di esclusione competitiva biologica, consiste nell'uso di un detergente ecosostenibile, al quale vengono aggiunte spore di un probiotico ( Bacillus species ) che pare inibire la crescita di batteri e miceti in misura dell'80 per cento superiore alla sanificazione tradizionale;