[pronunce]

Considerato che le ordinanze di rimessione propongono analoghe questioni, onde i relativi giudizi vanno riuniti per essere unitamente definiti; che entrambe le ordinanze difettano della descrizione delle fattispecie concrete oggetto dei giudizi a quibus, con l'ulteriore limite che la questione sollevata dal Giudice di pace di Milano è, in ordine al requisito della rilevanza, del tutto ipotetica, essendosi il rimettente limitato ad affermare che la mancata comparizione in udienza dello straniero è «presumibilmente determinata dalla già avvenuta esecuzione dell'espulsione o dal timore di incorrere nella sanzione penale prevista dall'art. 14, comma 5-ter, del d.lgs. n. 286 del 1998»; che le questioni così sollevate devono essere, pertanto, dichiarate manifestamente inammissibili. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 13, commi 2, lettere a) e b), 3 e 7, 13-bis e 14, comma 5-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 13, commi primo, secondo e terzo, e 24 della Costituzione, dal Giudici di pace di Milano e di Catanzaro con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Maria Rita SAULLE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 luglio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA