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a alla definizione del modello organizzativo di presa in carico attraverso l' equipe multidisciplinare, il progetto personalizzato e il contratto per l'autonomia; b alla revisione delle misure a sostegno dei figli a carico e di contrasto alla povertà minorile; c alla revisione delle misure di contrasto alla povertà alimentare e alla carenza di beni di prima necessità; d alla revisione delle misure di sostegno economico agli adulti abili al lavoro e della carta acquisti; e alla definizione delle misure per realizzare lavori minimi di comunità. 3 Le nuove misure e la revisione delle misure esistenti sono definite e realizzate prevedendo una stretta integrazione con interventi di protezione sociale attuati in particolare in materia di politiche attive del lavoro, edilizia residenziale pubblica, educazione, tutela della salute; sono inoltre introdotte con criteri di gradualità, prevedendo al termine di ogni annualità un rapporto di verifica redatto a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con l'obiettivo di assicurare progressivamente la presa in carico degli aventi titolo, con la previsione dei corrispondenti benefici. 4 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e sono successivamente trasmessi alle Camere, corredati da relazione tecnica, ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono richiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di trenta giorni il termine per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia. Decorso infruttuosamente il termine previsto per l'espressione dei pareri, o quello eventualmente prorogato, il decreto legislativo può essere comunque adottato. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione, perché su di esso sia espresso il parere delle competenti Commissioni parlamentari entro trenta giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto legislativo può comunque essere adottato in via definitiva. 5 Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui alla presente legge e con la procedura di cui al comma 4, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive. 6 Per l'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono stanziate risorse aggiuntive rispetto a quelle già stanziate e disponibili per le medesime finalità a legislazione vigente, pari a 2.000 milioni di euro per l'anno 2017, a 4.000 milioni di euro per l'anno 2018 e a 6.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019. Alla copertura dei relativi maggiori oneri si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 7. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più dei decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione nelle disposizioni di cui all'articolo 7, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di stabilità, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 2 (Modello organizzativo di presa in carico) 1 Il decreto legislativo finalizzato alla definizione del modello organizzativo di presa in carico, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a) , è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a istituzione da parte degli enti gestori delle funzioni socio-assistenziali di un' equipe multidisciplinare, a cui partecipino i centri per l'impiego, che possa integrare o coinvolgere enti di terzo settore, enti gestori dei servizi abitativi ed enti gestori dei servizi educativi; b predisposizione da parte dell' equipe multidisciplinare, insieme al soggetto beneficiario, di un progetto personalizzato finalizzato, sulla base della conformazione del suo nucleo familiare, alla fruizione di una o più misure di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6; al raccordo tra gli strumenti volti a sostenere il reddito e la capacità di consumo e quelli volti a favorire l'integrazione sociale e il rafforzamento della rete sociale; all'individuazione e all'applicazione delle misure già attive a livello locale e complementari a quelle previste dalla presente legge; all'impegno del destinatario del progetto consistente, ove possibile, in attività a vantaggio della comunità locale, ovvero tese al potenziamento delle capacità personali, relazionali e sociali, ovvero alla presa in carico dei bisogni dei familiari; c previsione che il progetto personalizzato confluisca nel contratto per l'autonomia, stipulato tra l' equipe multidisciplinare e il soggetto beneficiario, disponendo che l'inosservanza, da parte del destinatario, degli impegni contenuti nel contratto per l'autonomia determini una serie di diffide e sanzioni, fino alla revoca degli interventi di cui agli articoli 4, 5 e 6; d erogazione delle misure in regime di diritto soggettivo limitatamente all'articolo 3; le misure di cui agli articoli 4, 5 e 6 sono invece condizionate al loro adempimento. In caso di grave inadempienza ai doveri di mantenimento dei figli, anche le misure di cui all'articolo 3 possono essere sospese o negate, su iniziativa e richiesta dell'equipe multidisciplinare; e definizione dei livelli di reddito e di patrimonio sulla base dei quali identificare le situazioni di grave povertà che danno titolo ad accedere alle misure di cui agli articoli 4, 5 e 6. 2 Per l’attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2017, di 150 milioni di euro per l'anno 2018 e di 200 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 6. 3 Qualora dall'attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1 derivino nuovi o maggiori oneri rispetto all'autorizzazione di spesa di cui al comma 2, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6. 3 (Riordino delle misure a sostegno dei figli a carico e di contrasto alla povertà minorile) 1 Il decreto legislativo finalizzato a riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b) , è adottato nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a riconoscimento di un'unica misura universalistica di contributo al mantenimento dei figli a carico, pari a 150 euro mensili per ogni figlio a carico fino ai diciotto anni; b applicazione della misura di cui alla lettera a) pari a 100 euro mensili per ogni figlio a carico dal compimento della maggiore età fino e non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età;