[pronunce]

In tale ottica non può valere ad elidere il contrasto con i suddetti principi costituzionali quanto sostenuto dalla difesa della Regione siciliana in ordine alla specificità del modello di governo prescelto per la società di riscossione, giacché l'aver scelto il modello con unico revisore contabile aggrava, semmai, i profili di incostituzionalità posti in rilievo dalla citata pronuncia del 1999. Peraltro, l'esistenza reale di una “contaminazione” tra controlli interni ed esterni che si viene a determinare in forza della disposizione denunciata è posta in evidenza dalla norma (art. 2, comma 6, della legge regionale n. 19 del 2005) che prevede che l'Assessorato regionale per il bilancio e le finanze, nel redigere la relazione annuale all'Assemblea regionale «sullo stato dell'attività di riscossione», si avvale proprio dei «risultati dei controlli sull'efficacia e sull'efficienza dell'attività svolta dalla Riscossione Sicilia S.p. A.», effettuati dal revisore scelto tra i magistrati della Corte dei conti in servizio nella Regione siciliana.. per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3 della legge della Regione siciliana 5 dicembre 2006, n. 21 (Provvedimenti urgenti per il funzionamento dell'Amministrazione regionale ed interventi finanziari). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 23 giugno 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Paolo MADDALENA, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 27 giugno 2008. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA