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Questo ha anche un'incidenza economica importantissima, perché i settori primari di produzione e di trasformazione hanno costi capitalistici naturali non valutati per un totale di 7,3 trilioni di dollari. Queste incidenze sono dovute soprattutto al gas serra per il 38 per cento, all'uso dell'acqua per il 25 per cento, all'uso del suolo - impermeabilizzazione e perdita di servizi ecosistemici - per il 24 per cento, all'inquinamento atmosferico per il 7 per cento. Naturalmente la pandemia di coronavirus è dovuta al degrado ambientale, all'inquinamento, alla deforestazione e all'espansione di agricoltura e allevamento industriali. Lo sappiamo tutti. Eppure, mi perdoni, Ministro, perché so che lei è consapevole di questo, non abbiamo ancora visto allo studio l'atteso grande piano ambientale di rinascita. Dov'è il grande piano ambientale di rinascita? Abbiamo ascoltato ieri il Presidente del Consiglio ma non ne ho sentito fare cenno. Sono stati investiti 80 miliardi, ma non c'è stata una differenziazione tra imprese ambientalmente sostenibili e altre. Non abbiamo curato che questo facesse la differenza, mentre si sente parlare di condoni edilizi, di deroghe agli appalti e ancora del rilancio di grandi opere slacciate dalle tutele preposte dagli enti che si occupano di beni culturali e ambientali. Vogliamo sapere anche cosa se ne farà di tutto questo monouso, che lei stesso ha detto non essere necessario in questa fase, di tutte queste plastiche e dei dispositivi personali di protezione. Il Politecnico di Torino dice che in un solo mese si producono un miliardo di mascherine, 456 milioni di guanti, due milioni di termometri e 250.000 cuffie per capelli. Quando facciamo partire il recupero di questo materiale che oramai già invade i nostri mari? E poi, mi perdoni, l'investimento sui trasporti pubblici non può essere compensato dagli incentivi. Noi abbiamo bisogno di un massivo investimento in questo settore perché non possiamo sperare che ancora venga usata l'auto privata per il distanziamento. Poi bisogna vedere anche cosa ha intenzione di fare il Governo con i SAD (sussidi ambientali dannosi) perché ha preso un impegno con il Parlamento, e per la revisione del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima). Mi perdoni, Ministro, lei lo sa: questo piano non è sufficiente per gli obiettivi che dobbiamo darci e per le attuali evidenze alla nostra attenzione. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, generale Costa, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, ringrazio la senatrice Nugnes. Le domande sono molte. Proverò velocemente a rispondere nei limiti del tempo dato. La senatrice faceva riferimento al rapporto tra il virus e l'inquinamento. Ci sono delle ricerche in merito, ormai anche accreditate, che però sono ancora nella cosiddetta fase tecnica del no paper . Pertanto stiamo incrementando questo tipo di ricerca, avendo raggiunto un accordo tra l'Istituto superiore di sanità e l'ISPRA SNPA, per studiare il livello di inquinamento atmosferico in relazione all'effetto Covid. Al pari, conduciamo un'altra ricerca, con l'Istituto superiore di sanità, l'ISPRA SNPA ed ENEA, sulle dinamiche di inquinamento nel periodo del lockdown , con particolare riferimento a quello che lei, senatrice Nugnes, diceva a proposito dei gas serra. Queste ricerche sono già partite (le abbiamo fatte partire già da alcuni mesi), e ovviamente c'è un tempo tecnico. Stiamo aspettando che i ricercatori individuati dallo Stato - sono i tre istituti più qualificati nel campo specifico - ci diano la risposta per poter agire. È chiaro che parliamo di scienza in questo caso, ma già ci stiamo muovendo. Per quanto riguarda ciò a cui lei, senatrice, faceva riferimento sul PNIEC, che poi ha effetto su tutto il mondo del contrasto al cambiamento climatico, abbiamo depositato - come la norma prevede - al 31 dicembre il Piano nazionale energia e clima con il taglio previsto al 40 per cento. Tuttavia abbiamo già stabilito nel Consiglio dei Ministri dell'ambiente dell'Unione europea che, non appena in tutta la geografia dell'Unione europea verrà depositata la previsione sullo studio di impatto dell'Unione europea del commissario Sinkevičius a settembre di quest'anno, entro la fine dell'anno dovremo avere l'individuazione del cosiddetto target di riferimento, all'interno di una forbice che, ad oggi, prevede un taglio tra il 50 e il 55 per cento delle emissioni di gas climalteranti. È chiaro che, una volta che sarà stabilito questo dato, tutti i Paesi dell'Unione europea dovranno rivedere i propri PNIEC, compresa l'Italia, che tra l'altro ha assunto la posizione di leadership in questa direzione, perché è la prima firmataria, insieme a Francia e Spagna (ma non siamo solo in tre), della lettera a Timmermans che chiede di fare presto, di avere i dati entro settembre e il nuovo target entro la fine dell'anno. Questo è il percorso che stiamo facendo. Io sono assolutamente contrario - e lei lo sa - alla logica dei condoni; lei faceva questo riferimento, e mi trova assolutamente contrario. La soglia di tutela ambientale è una soglia che politicamente consideriamo invalicabile, ma comunque, se mai fosse valicata, ci porterebbe in infrazione europea. Quindi, se mai qualcuno pensasse di volerla valicare, non avrebbe alcun senso anche da questo punto di vista, perché ci chiameremmo fuori dall'Unione europea, in quanto sono soglie stabilite non soltanto dall'Italia, ma dal diritto europeo dell'ambiente. Sulle mascherine e sui guanti c'è una distinzione importante da fare. Ciò che è il chirurgico, l'uso sanitario, che ha il percorso previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 2003, è già ben individuato. Per quanto concerne tutto ciò che non è sanitario, ma è di uso familiare - uso questa espressione - che può essere un tessuto come quello che ad esempio ho in questo momento, cerchiamo di utilizzarlo nelle nostre famiglie in quanto lavabile e sanificabile in casa. Questo significa che si possono utilizzare per dieci-quindici volte a persona e sono lavabili, il che vuol dire che ogni persona mediamente in un mese ne usa due o massimo tre, quindi non vengono subito gettati. Abbiamo poi raggiunto accordi con Federfarma, la grande distribuzione, l'ANCI e con il consorzio Polieco per poter raccoglierle anche davanti alle farmacie, lì dove ci sono problemi, specialmente nelle grandi città dove purtroppo vediamo che vengono gettate a terra. Da una parte, stiamo facendo un piano di formazione ed informazione - penso alla pubblicità progresso - e, dall'altra, stiamo anche strutturando un sistema che aiuti il cittadino a saper scegliere dove gettare i propri rifiuti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Nugnes, per due minuti. NUGNES (Misto-LeU) .