[pronunce]

Ordinanza ha pronunciato la seguentenei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 15-quater 15-quinquies, commi 2 lettera a) e 10, 15-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), 72 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo) e 1 del decreto legislativo 2 marzo 2000, n. 49 (Disposizioni correttive del d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229, concernenti il termine di opzione per il rapporto esclusivo da parte dei dirigenti sanitari), promossi con ordinanze emesse il 16 maggio 2000 dal Tribunale di Grosseto, il 13 novembre 2000 (n. 2 ordinanze) dal Tribunale di Piacenza, il 9 aprile 2001 dal Tribunale di Camerino e il 19 febbraio 2001 dal Tribunale di Bari, rispettivamente iscritte al n. 431 del registro ordinanze 2000, ed ai nn. 83, 84, 373, 380 del registro ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 30, 1ª serie speciale, dell'anno 2000 e nn. 6, 21, 1ª serie speciale, dell'anno 2001. Visti gli atti di costituzione di V. S. e A. M., di L. A. ed altra, nonché gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri; Udito nell'udienza pubblica del 15 gennaio 2002 il giudice relatore Piero Alberto Capotosti; Uditi gli avvocati Gualtiero Pittalis e Gian Carlo Muccio per V. S. e A. M. e l'avvocato dello Stato Chiarina Aiello per il Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto che il Tribunale di Grosseto, il Tribunale di Piacenza, il Tribunale di Camerino e il Tribunale di Bari - tutti in composizione monocratica e in funzione di giudice del lavoro - con cinque ordinanze del 16 maggio 2000, 13 novembre 2000, 9 aprile 2001 e 19 febbraio 2001, rispettivamente, sollevano questione di legittimità costituzionale: a) del "combinato disposto" degli artt. 15-quater commi 2 e 3, 15-sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della L. 23 ottobre 1992, n. 421) - nel testo modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419) - ed 1 del decreto legislativo 2 marzo 2000, n. 49 (Disposizioni correttive del d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229, concernenti il termine di opzione per il rapporto esclusivo da parte dei dirigenti sanitari), nonché dell'art. 15-quater comma 4, di detto d.lgs. e dell'art. 1, cit. , in riferimento agli artt. 3, 4, 35 e 97 della [Costituzione ordinanza] n. 431 del 2000; b) dell'art. 15-quater comma 3, cit. , in riferimento agli artt. 3, 4, 32 e 97 della Costituzione [ordinanze n. 83 e n. 84 del 2001]; c) degli artt. 15-quater commi 2, 3 e 4, 15-sexies cit. , 15-quinquies comma 10, cit. , 72 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Misure di finanza pubblica per la stabilizzazione e lo sviluppo) , nonché dell'art. 1, cit. , in relazione agli artt. 3, 4, 35, 76 e 97 della Costituzione [ordinanza n. 373 del 2001]; d) degli artt. 15-quater e 15-quinquies lettera a) [recte: art. 15-quinquies comma 2 lettera a)] cit. , e del "combinato disposto" degli artt. 15-quater commi 2 e 3, 15-sexies cit. , e 1, cit. , in riferimento agli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione [ordinanza n. 380 del 2001]; che in tutti giudizi costituisce oggetto di controversia, tra l'altro, l'obbligo dei dirigenti medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn) di esercitare l'opzione tra rapporto di lavoro esclusivo e non esclusivo e la modalità di svolgimento dell'attività libero-professionale; che, secondo alcune ordinanze (n. 431 del 2000; n. 373 del 2001 e n. 380 del 2001), il "combinato disposto" degli artt. 15-quater commi 2 e 3, 15-sexies del d.lgs. n. 502 del 1992 ed 1 del d.lgs. n. 49 del 2000, imponendo ai dirigenti medici in servizio al 31 dicembre 1998 di esercitare entro un termine assai ristretto l'opzione per il rapporto di lavoro esclusivo, si porrebbe in contrasto con gli artt. 3, 4, 35 e 97 della Costituzione, in quanto la mancata subordinazione dell'opzione alla preventiva predisposizione da parte dell'Azienda sanitaria locale (Asl) delle strutture per l'esercizio dell'attività libero-professionale, nonché alla disciplina del rapporto di lavoro da parte della contrattazione collettiva, costringerebbe il dirigente medico a scegliere tra esercizio della libera professione extramuraria ed opzione per una "mera aspettativa" - incerta nell'an e nel quando - allo svolgimento della libera professione intramuraria, in violazione del principio di buon andamento, in pregiudizio del diritto al lavoro di detti dirigenti e del "diritto soggettivo dei sanitari primari alla conservazione della propria funzione apicale", tutelato soltanto nel caso di scelta del rapporto di lavoro esclusivo che, però, può comportare il sacrificio del diritto all'"esercizio effettivo della libera professione intramurale"; che, ad avviso del Tribunale di Piacenza, l'art. 15-quater comma 3, del d.lgs. n. 502 del 1992, stabilendo a carico dei dirigenti medici l'obbligo di esercitare l'opzione in esame, benché l'Asl possa "procrastinare sine die" l'inadempimento dell'obbligo di approntare le strutture necessarie allo svolgimento dell'attività libero-professionale intramuraria, si porrebbe in contrasto con gli artt. 3, 4, 32 e 97 della Costituzione, vulnerando il diritto dei dirigenti medici ad una scelta consapevole e ad esercitare attività libero-professionale, in pregiudizio degli scopi assegnati al S.s.n. e del diritto del cittadino a scegliere il proprio medico di fiducia; che, secondo il Tribunale di Bari, gli artt. 15-quater e 15-quinquies lettera a) [recte: art. 15-quinquies comma 2 lettera a)] del d.lgs.