[pronunce]

2.2.- Un rapporto siffatto correrebbe anche tra la disciplina della bonifica in via sostitutiva e d'ufficio di cui all'art. 250 cod. ambiente e quella generale dettata dall'art. 242 cod. ambiente. La prima delle previsioni richiamate costituirebbe, infatti, «naturale prosecuzione e completamento» delle prescrizioni dell'art. 242 del medesimo codice, in quanto non farebbe altro che estendere agli enti locali le competenze sui medesimi eventi di contaminazione ambientale previsti da tale ultima disposizione. 2.3.- La difesa regionale rileva, quindi, che la competenza degli enti locali in materia di bonifica nei rispettivi territori era già prevista dalla previgente versione dell'art. 59, comma 6, della legge reg. Sardegna n. 9 del 2006 e non è stata oggetto di impugnazione da parte dello Stato. Detta legge regionale - osserva la resistente - disciplina altresì i poteri di indirizzo e di coordinamento, il supporto tecnico-amministrativo e il potere sostitutivo, secondo quanto richiesto dall'art. 22 del d.l. n. 104 del 2023, come convertito. L'art. 75 della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023 si sarebbe, pertanto, limitato a «riordinare e meglio esplicitare quanto già in vigore ai sensi della normativa precedente e oggetto di pratica applicazione in sede amministrativa». 2.4.- La Regione autonoma Sardegna evidenzia, altresì, che la materia delle piccole bonifiche rientra nella propria competenza legislativa esclusiva ai sensi dell'art. 3, primo comma, lettera d), dello statuto speciale, e che tra i principi dell'ordinamento o di riforma economico-sociale cui l'esercizio di tale competenza deve uniformarsi non è rinvenibile un divieto di conferimento dalle regioni agli enti locali delle funzioni amministrative relative a procedure e attività già comprese tra quelle indicate dall'art. 242 cod. ambiente. 2.5.- Ricorda, infine, la resistente che l'art. 4, primo comma, lettera c), dello statuto speciale attribuisce alla Regione autonoma Sardegna la competenza legislativa concorrente in materia di opere di grande e media bonifica. 2.6.- Per quanto concerne l'impugnazione dell'art. 130, comma 1, lettera a), della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023, la difesa regionale ne ha eccepito la «improcedibilità», sul presupposto che tale disposizione è stata abrogata dall'art. 4, comma 1, lettera e), della legge della Regione Sardegna 19 dicembre 2023, n. 17, recante «Modifiche alla legge regionale n. 1 del 2023 (Legge di stabilità 2023), variazioni di bilancio, riconoscimento di debiti fuori bilancio e passività pregresse e disposizioni varie», a decorrere dal 20 dicembre 2023, ai sensi di quanto disposto dall'art. 27, comma 1, della stessa legge regionale. 3.- Il Presidente del Consiglio dei ministri ha depositato, nell'imminenza della udienza pubblica, una memoria illustrativa. 3.1.- Quanto all'impugnazione dell'art. 75, alle deduzioni della resistente il ricorrente ha replicato che l'art. 22 del d.l. n. 104 del 2023, come convertito, preclude alle regioni di conferire agli enti locali attribuzioni diverse rispetto a quelle espressamente individuate dal legislatore statale e, in particolare, le funzioni amministrative relative agli interventi di bonifica ambientale previsti dagli artt. 249 e 250 cod. ambiente. La difesa statale ha, quindi, richiamato le sentenze di questa Corte n. 160 del 2023 e n. 189 del 2021, nelle quali si è escluso che le regioni possano attribuire funzioni in materia di bonifiche in difformità da quanto previsto dal codice dell'ambiente, «stante la natura "unitaria" e "primaria" del bene tutelato». L'Avvocatura generale dello Stato ha, inoltre, contestato l'assunto della resistente secondo cui la disposizione impugnata troverebbe legittimazione negli artt. 3 e 4 dello statuto speciale, ribadendo che l'esercizio della potestà legislativa della Regione autonoma Sardegna in materia di bonifica incontra, tra gli altri, il limite delle norme fondamentali di riforma economico-sociale, tra le quali si inscrivono anche gli artt. 249 e 250 cod. ambiente, indicati come disposizioni interposte. 3.2.- Con riferimento alla impugnazione dell'art. 130 della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023, il Presidente del Consiglio dei ministri ha contestato l'eccezione di «improcedibilità» svolta dalla difesa regionale sulla base del rilievo che tale disposizione, al pari degli artt. 128, comma 3, e 131, è stata abrogata. In proposito, il ricorrente ha evidenziato che la Regione autonoma Sardegna, con riferimento al citato art. 131, nella nota prot. n. 15671 del 22 marzo 2024 ha precisato che, prima della modifica normativa, «la disposizione impugnata era vigente ed efficace e, conseguentemente, non può escludersi in termini assoluti che essa possa aver trovato applicazione (introducendo, tra l'altro, una fattispecie di intervento edilizio assoggettato al regime di edilizia libera)». La difesa dello Stato, ritenendo che tali affermazioni riguardino anche l'art. 130 della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023, ha, quindi, confermato che per tale disposizione persiste l'interesse al ricorso.1.- Con il ricorso indicato in epigrafe, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato varie disposizioni della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023. Riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con il medesimo ricorso, nella presente sede vengono scrutinate quelle riguardanti gli artt. 75 e 130. 1.1.- La prima di tali disposizioni è impugnata nella parte in cui, sostituendo l'art. 59, comma 6, della legge reg. Sardegna n. 9 del 2006, da un lato, stabilisce che le funzioni e i compiti amministrativi regionali inerenti al procedimento semplificato di bonifica ambientale di siti di ridotte dimensioni di cui all'art. 249 cod. ambiente sono attribuiti ai comuni, per i siti insistenti interamente sul territorio di loro competenza, e alle province e alle città metropolitane per i siti ricadenti tra più comuni della stessa provincia o città metropolitana; e, dall'altro, conferisce alle province e alle città metropolitane il potere - che l'art. 250 cod. ambiente riserva alle regioni - di sostituzione del comune che non realizzi, in via suppletiva, gli interventi di cui all'art. 242 cod. ambiente nel caso in cui il responsabile della contaminazione si renda inadempiente o non sia individuabile e neppure il proprietario del sito e gli altri soggetti interessati provvedano agli adempimenti necessari alla bonifica. 1.2.- Il ricorrente osserva che le funzioni e i compiti indicati negli artt. 249 e 250 cod. ambiente non sono compresi tra quelli che, ai sensi dell'art. 22 del d.l. n. 104 del 2023, come convertito, possono essere conferiti dalle regioni agli enti locali ex art. 114 Cost.