[massime]

Alimenti e bevande - Latte alimentare - Commercializzazione - Termine per la consumazione del latte sottoposto a trattamento di pastorizzazione a temperatura elevata - Mancata previsione della possibilità di superare i quattro giorni successivi alla data di confezionamento - Prospettata disparità di trattamento, priva di giustificazione, tra le imprese italiane rispetto a quelle importatrici comunitarie, libere di attribuire una maggiore durata a tale tipo di latte, con violazione della libertà di iniziativa economica - Sopravvenienza di normativa nazionale e di pronuncia dell’organo di giustizia delle comunità europee - Necessità del riesame della rilevanza della questione - Restituzione degli atti al giudice rimettente.. Restituzione al giudice rimettente degli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma 3, della legge 3 maggio 1989, n. 169, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 41, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevede che il termine per la consumazione del latte sottoposto a trattamento di pastorizzazione a temperatura elevata possa superare i quattro giorni successivi a quello di confezionamento. Successivamente all'ordinanza di rimessione, infatti, è intervenuto il decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 181, sulla cui scorta il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali di concerto con il Ministro delle attività produttive e il Ministro della salute 24 luglio 2003 ha fissato la data di scadenza per il “latte fresco pastorizzato” e per il “latte fresco pastorizzato di alta qualità” nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico; inoltre, è sopravvenuta la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee 13 novembre 2003, in causa C-294/01, che, nel risolvere la questione della conformità della norma censurata al diritto comunitario, ha enunciato principi che, inserendosi direttamente nell’ordinamento interno, con il valore di 'jus superveniens', condizionano e determinano i limiti in cui quella norma conserva efficacia e deve essere applicata anche dal giudice nazionale, sicché si impone una valutazione sulla persistente rilevanza della questione sollevata.