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Ci appare ancora più grave questa imposizione da parte dello Stato laddove consideriamo che questo personale ha tutte le competenze scientifiche per poter dire se effettivamente è il caso di effettuarlo sulla propria persona o no. Un'altra misura assolutamente inaccettabile è quella sui concorsi della pubblica amministrazione, che comprendono anche il personale docente. Innanzitutto questa misura, che dovrebbe essere anche correlata a quanto previsto nel Piano nazionale per la ripresa e per la resilienza e diretto a colmare quella carenza di personale amministrativo competente che possa portare avanti tutte le pratiche connesse alle misure del Piano, purtroppo cozza con l'obiettivo trasversale del Piano, che è quello di colmare il divario occupazionale tra generazioni. I giovani purtroppo sono i grandi penalizzati da questa riforma: a loro viene preclusa la possibilità anche solo di accedere alle procedure selettive in quanto la preselezione è previsto che avvenga per titoli, che possono essere conseguiti solamente da chi ha i mezzi economici e il tempo per potervi accedere. Quindi i giovani sono i grandi penalizzati in questa situazione. Per quanto riguarda il personale docente, ho sentito qualche intervento in Aula che vanta l'opportunità di una selezione non tanto di merito per conoscenze e per competenze nell'area didattica attraverso specifiche prove per titoli ed esami (soprattutto esami), ma con una sorta di procedura di tirocinio in corso d'opera che in qualche modo dovrebbe distinguere il bravo docente da chi non lo è. Purtroppo mi corre l'obbligo di ricordare che questa procedura in genere avviene a valle, alla fine di una procedura selettiva che deve misurare le competenze e le conoscenze in possesso del docente attraverso prove che prevedono una selezione scritta e orale dei candidati, quindi anche una preselezione di merito, e non una preselezione sulla base di titoli. Quella procedura che invece si attua sul campo, avviene alla fine, quando il docente è già stato individuato per l'immissione in ruolo e viene svolta durante l'anno di prova, che deve confermare o meno la sua immissione in ruolo. È quindi inutile confondere le acque semplicemente per effettuare una sanatoria, perché di questo si parla. Abbiamo appena effettuato un concorso straordinario per esami e per titoli, ma in una procedura seria per il reclutamento del personale docente i titoli vengono sempre valutati alla fine e non all'inizio, solo dopo che le prove d'esame sono state superate e se sono state superate. Tutta questa procedura che viene effettuata ha escluso determinate persone, che adesso avrebbero la possibilità di essere ripescate in questo meccanismo di reclutamento che si vuole introdurre nella scuola. Cioè quelli che non hanno superato la procedura selettiva appena conclusa adesso vengono ripescati e immessi in ruolo con una sorta di sanatoria. Di questo, infatti, si tratta, è inutile cercare di mescolare le carte. Di tutto ha bisogno la nostra scuola, se stiamo parlando di scuola e non di un centro estivo, come quello che pure il ministro Bianchi sta promuovendo come una grande soluzione ai gap formativi degli studenti. Questa non è una misura adatta per reclutare il personale docente, che invece deve avere conoscenze e competenze correlate all'esercizio della sua professione, che si deve svolgere nell'adempimento dei doveri correlati all'insegnamento, sulla classe di concorso che è quella prescelta e confacente al suo titolo di studio. Questo è quindi un tentativo surrettizio di cancellare la funzione formativa e di ascensore sociale della scuola italiana, perché purtroppo, con vari tentativi stravaganti, la si vuole equiparare ad una sorta di parcheggio di minori, ad una sorta di residenza sociale per adolescenti, dove gli studenti acquisiscono solamente una capacità di interagire con la società civile estremamente generica, che quindi non necessita nemmeno di un personale docente altamente qualificato, come invece ci richiede una società complessa come la nostra; una società complessa che oggi in Italia manca di quelle competenze, specialmente nell'ambito scientifico-tecnologico e matematico, che potrebbero invece dare ai nostri giovani la possibilità di avere un futuro. Noi stiamo quindi tagliando le gambe ai nostri giovani con queste misure che sono totalmente prive di visione, sia della scuola sia della società in cui viviamo. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, dopo le acrobazie della scorsa settimana sul maxiemendamento al decreto-legge sostegni, sulla conversione in legge del decreto-legge n. 44 del 2021, date, come Governo e come maggioranza, un'altra pessima dimostrazione di voi, a conferma di ciò che Fratelli d'Italia sostiene fin dall'inizio di questa nuova esperienza, cioè che la confusione riesce ad essere anche più ampia della maggioranza che avete in quest'Aula. Sempre tenendo fede al nostro ruolo di opposizione patriottica e responsabile, noi abbiamo cercato in ogni modo, con le nostre proposte emendative, di dare un contributo a questo decreto-legge per migliorarlo in tutti i settori. In particolare, io mi sono prodigato per ciò che riguarda le questioni afferenti agli enti locali e alla scuola. Per quanto riguarda gli enti locali scomodiamo m onsieur de La Palice se diciamo che, senza dare la possibilità di acquisire capitale umano nuovo e formato, ogni futura riforma rimarrà soltanto sulla carta. Per quanto riguarda la scuola, dobbiamo constatare una continuità assoluta con le decisioni del precedente Ministro e si continua a sonnecchiare senza scegliere sulle tematiche fondamentali e le problematiche che affliggono il mondo della scuola. Chi ha un po' di esperienza, anche da amministratore locale, sa che l'anno scolastico va preparato con molto anticipo, soprattutto in questa condizione, ovviamente perché le difficoltà che già ha scontato questo mondo non sono ancora superate e, quindi, rischiamo in maniera capitale di trovarci il prossimo anno scolastico con le solite difficoltà o, anzi, con maggiori difficoltà rispetto a quelle che già solitamente il mondo della scuola sconta. Riteniamo che vadano prese delle decisioni - lo stiamo sostenendo ormai da anni - perché è letteralmente inaccettabile che nella scuola si sia arrivati ad avere in Italia un personale precario che sfiora le 200.000 unità. Come si può pensare di governare un settore strategico della vita pubblica che investe il futuro delle nostre generazioni andando avanti in questo modo? Per questo motivo abbiamo riproposto gli emendamenti - ogni volta che un provvedimento ne dà spazio - che rappresentano le nostre battaglie. Rimangono, però, sempre inascoltati. Abbiamo proposto una soluzione per la mobilità straordinaria, per l'eliminazione del vincolo quinquennale per gli immobilizzati, un concorso riservato ai direttori dei servizi generali amministrativi (DSGA) facenti funzione, un concorso per gli insegnanti di religione cattolica, che aspettano da anni la possibilità di essere stabilizzati, l'aumento dell'aliquota per la mobilità interprovinciale e un piano per l'assunzione dei docenti di disegno, oltre che una serie di emendamenti che riguardano i dirigenti scolastici che hanno fatto un lavoro veramente molto oneroso in questa fase di pandemia e che sono stati lasciati soli al cospetto delle proprie responsabilità.