[pronunce]

Dall'accoglimento delle questioni dipenderebbe «quindi l'esistenza del diritto alla ripetibilità pro rata temporis degli oneri upfront, che è lo specifico oggetto della domanda». 7.- In data 8 marzo 2022 si è costituita in giudizio V. spa, parte del giudizio principale, la quale ha chiesto che le questioni di legittimità costituzionale sollevate siano dichiarate inammissibili e, in ogni caso, manifestamente infondate. 7.1.- Le eccezioni di inammissibilità riguardano i seguenti profili. 7.1.1.- In primo luogo, il ricorso sarebbe carente sotto il profilo della descrizione della fattispecie oggetto di giudizio, il che ridonderebbe in un difetto di motivazione sulla rilevanza. In particolare, il rimettente avrebbe omesso di indicare il giorno in cui si sarebbe verificata l'estinzione anticipata del mutuo sottoscritto dal consumatore, parte del giudizio a quo, limitandosi a riferire che esso sarebbe avvenuto «dopo il pagamento della rata di maggio 2019». 7.1.2.- In secondo luogo, la difesa della parte ritiene che l'eventuale declaratoria di illegittimità costituzionale non consentirebbe in ogni caso al Tribunale di Torino di accogliere la domanda del consumatore, il che paleserebbe un ulteriore difetto di rilevanza. Secondo la parte, dal momento che la disposizione censurata è solo il comma 2 dell'art. 11-octies e posto che il senso di tale norma sarebbe quello di esplicitare una regola generale di irretroattività del nuovo art. 125-sexies t.u. bancario, il Tribunale di Torino non potrebbe, anche là dove la norma di diritto intertemporale fosse dichiarata costituzionalmente illegittima, applicare al caso sottoposto al suo esame il nuovo art. 125-sexies, in quanto tornerebbe ad operare la disciplina generale. Al contempo, in caso di accoglimento delle questioni, il giudice a quo non potrebbe pretendere di applicare il testo precedente dell'art. 125-sexies t.u. bancario reinterpretato, in quanto - sempre secondo la difesa di V. spa - sarebbe stato lo stesso giudice a quo a sostenere che la riformulazione della disposizione si sarebbe resa necessaria, poiché non sarebbe stato possibile interpretare quel testo in conformità a quanto statuito dalla sentenza Lexitor. 7.1.3.- Ancora, un terzo profilo di inammissibilità viene fatto valere con riferimento alla censura di violazione dell'art. 3 Cost. Secondo la difesa della parte, l'ordinanza di rimessione non avrebbe assolto l'onere di motivazione in ordine alla non manifesta infondatezza del dubbio di legittimità costituzionale, essendosi limitata a lamentare una diversità di trattamento, non giustificata dalle fonti europee, fra contratti conclusi anteriormente e successivamente al 25 luglio 2021, senza tuttavia spiegare le ragioni che renderebbero tale differenza contrastante con il parametro costituzionale evocato. 7.1.4.- Infine, sempre la parte ha sollevato un'ulteriore eccezione d'inammissibilità. La difesa di V. spa sottolinea come uno dei costi addebitati al consumatore, nel caso da cui è sorta la controversia davanti al Tribunale di Torino, sarebbe stato quello per «commissione rete esterna», che risulterebbe - a detta della parte costituita in giudizio - pacificamente al di fuori del perimetro dei costi ripetibili, anche in base alla sentenza Lexitor. Secondo la difesa della parte, poiché il rimettente non si sarebbe soffermato su tale circostanza, ciò renderebbe «la questione - una volta di più - anche inammissibile, stavolta per difetto di motivazione, oltre che della rilevanza, della non manifesta infondatezza». 7.2.- Nel merito, la difesa di V. spa osserva, anzitutto, che la sentenza Lexitor origina da un contesto normativo diverso da quello italiano e si occupa «soltanto dei costi unilateralmente manipolabili dal finanziatore». Resterebbero pertanto fuori dal perimetro della ripetibilità i costi che, nel caso di specie, il cliente ha sostenuto a titolo di «commissione rete esterna» e di cui chiede la restituzione, in quanto gli stessi non sarebbero per definizione manipolabili unilateralmente. Inoltre, la difesa della parte sostiene che, in nome del principio della chiarezza, precisione e prevedibilità delle disposizioni dell'Unione, ribadito da numerosi precedenti della Corte di giustizia, «la portata vincolante della sentenza Lexitor risulta oggettivamente limitata al tempo successivo alla sua pubblicazione». Ove la Corte «dovesse ritenere che Lexitor abbia magicamente attribuito chiarezza e precisione anche per il passato a una disposizione che secondo la stessa corte di Lussemburgo chiara e precisa certamente non era, altro insormontabile ostacolo impedirebbe di attribuirle rilevanza nel diritto interno, ostacolo rappresentato dal principio di tutela del legittimo affidamento, nonché (con risultato equivalente) dal diritto al pacifico godimento dei propri beni ex art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU, la cui applicazione è presidiata dall'art. 117, comma 1, Cost.». Si realizzerebbe sul punto una piena consonanza fra i principi ripetutamente affermati dalla Corte EDU, in merito alla necessità di tutelare il legittimo affidamento, e gli orientamenti di questa Corte, circa il necessario rispetto del canone di ragionevolezza e proporzionalità. Infine, la difesa di V. spa osserva che, anche a voler ritenere che la norma della direttiva sia sufficientemente chiara e che sia stata mal recepita dal legislatore italiano, essa sarebbe comunque priva di efficacia diretta nei rapporti fra privati e, dunque, non potrebbe creare obblighi a carico dei singoli. In via ulteriormente subordinata, V. spa richiede che questa Corte tenga conto dell'impatto che la propria pronuncia di accoglimento determinerebbe su altri principi costituzionali e, facendo uso della facoltà che questa stessa Corte si è riconosciuta con la sentenza n. 10 del 2015, provveda a graduare gli effetti temporali della decisione sui rapporti pendenti, consentendo che i principi affermati dalla sentenza Lexitor investano «i soli contratti stipulati dopo un ragionevole lasso di tempo (indispensabile per l'adeguamento della condotta di ogni non piccola realtà imprenditoriale) dalla pubblicazione della sentenza Lexitor ovvero, a tutto concedere, quelli la cui estinzione sia intervenuta dopo il predetto ragionevole lasso di tempo». 8.- In data 8 marzo 2022, è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura dello Stato, il quale ha sostenuto tanto l'inammissibilità delle questioni sollevate, quanto la loro non fondatezza. 8.1.- Sotto il primo profilo, vengono sollevate eccezioni di rito per insufficiente motivazione e, comunque, per erroneità dei presupposti interpretativi. L'Avvocatura dello Stato osserva che il rimettente, pur considerando possibile un'interpretazione dell'art. 125-sexies t.u. bancario, nella sua originaria formulazione, in senso conforme al diritto dell'Unione europea, come interpretato dalla Corte di giustizia nella sentenza Lexitor, ravviserebbe un ostacolo a tale adeguamento ermeneutico nell'introduzione nella disposizione censurata del riferimento alla normativa secondaria della Banca d'Italia.