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Signor Presidente, sottosegretaria Sartore, colleghi, l'esame e l'approvazione del rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 e delle disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022 è uno dei momenti economicamente e finanziariamente più significativi della vita istituzionale o almeno così dovrebbe essere. Il rendiconto, infatti, serve per rendere conto al Parlamento dell'attività del Governo a chiusura dell'anno finanziario, mentre l'assestamento fissa l'andamento dei conti rispetto a due altri appuntamenti fondamentali, il Documento di economia e finanza (DEF) e la Nota di aggiornamento al DEF (NADEF), cercando di assestare i saldi della legge di bilancio. L'andamento dei saldi del rendiconto 2021 fa registrare differenze positive, tutte positive, nel 2021 sul 2020, così per la gestione di competenza e anche per la gestione di cassa. Il risparmio pubblico migliora di 40,5 miliardi; il ricorso al mercato finanziario di 82,5 miliardi. Il saldo netto da finanziare ha un miglioramento significativo di 83,2 miliardi, grazie a un significativo aumento delle entrate, molto significativo, rispetto, invece, a un lieve aumento delle spese. Nel complesso, nonostante il 2021 sia stato ancora un anno molto difficile, per la pandemia da Covid-19 e per le chiusure che ne sono conseguite, tutti i saldi registrano un miglioramento, sia rispetto alle previsioni iniziali dell'anno sia rispetto all'anno precedente. Questi saldi comprendono anche gli scostamenti che abbiamo approvato. Oggettivamente, quindi, i dati che vengono riportati dimostrano come, attraverso gli investimenti, attraverso una gestione oculata, attraverso una attenta lotta all'evasione fiscale, anche con strumenti digitali, si possa davvero generare un vantaggio competitivo per questo Paese. Anche il cambio di strategia vaccinale è stato decisivo, superando la pandemia che bloccava il Paese, dando impulso alla ripresa economica e, di conseguenza, al miglioramento dei saldi macroeconomici. Da questo punto di vista, smentendo politicamente entrambe le tesi avverse, sia quella di coloro che sostenevano che non fosse stata organizzata una efficiente campagna vaccinale, sia quella di coloro che non volevano una vera campagna vaccinale e nemmeno le restrizioni, questa strategia è stata invece la salvezza dell'Italia e i dati lo dimostrano. Per quanto riguarda i dati dell'assestamento di bilancio, abbiamo un andamento positivo di tutti i saldi: un andamento positivo dei conti pubblici ed anche un andamento positivo dei dati macroeconomici fotografati dai recentissimi dati del PIL e dell'occupazione. La crescita del PIL al 3,4 per cento, addirittura superiore a quella prevista nel DEF, al 3,1 per cento, fa dell'Italia uno dei Paesi più virtuosi nella crescita in questo periodo. Anche l'occupazione registra dati straordinariamente positivi: anche nel mese di giugno, più 0,4 per cento e tasso di occupazione oltre il 60 per cento. Ma il dato veramente storico è quello segnalato dall'Istat: 18 milioni di occupati nel lavoro dipendente. Sono decenni che non c'era un valore così alto. Questo dipende anche da una trasformazione del lavoro a tempo determinato in lavoro a tempo indeterminato e ci dà ragione anche di aver tolto i vincoli del decreto dignità. Quei vincoli non ci avrebbero permesso di mantenere, nel momento di più grave crisi, l'occupazione, anche a tempo determinato: quella occupazione che oggi, come ci dicono i dati, si sta trasformando in occupazione a tempo indeterminato. Quanto alle variazioni dell'assestamento 2022, il saldo netto da finanziare registra un miglioramento di 39 miliardi, dovuto, anche in questo caso, ad un significativo aumento delle entrate e a un lievissimo aumento delle spese. Quindi, il saldo è decisamente positivo. A trainare questo andamento positivo è l'aumento delle entrate tributarie, sia quelle dirette ma soprattutto indirette. L'aumento dell'IVA, certamente dovuto alla lotta all'evasione, alla fatturazione elettronica, uno strumento messo in campo dal Governo Renzi già dal 2014, purtroppo, e va detto, è legato anche all'inflazione, che, trascinando verso l'alto i prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici, trascina con sé, ovviamente, anche il valore del gettito dell'IVA. Altri saldi sono molto positivi anche sul 2022: il risparmio pubblico presenta un saldo positivo di 37,9 miliardi, un ricorso al mercato molto ridotto rispetto alle necessità degli anni precedenti, e l'indebitamento netto, come è stato detto, che ammonta a 22,7 miliardi, dei quali 14,3 sono stati autorizzati proprio con la relazione ex articolo 6, approvata da quest'Assemblea la scorsa settimana per supportare finanziariamente il decreto-legge aiuti bis , un provvedimento fondamentale per rispondere ancora una volta alle esigenze di imprese, famiglie ed enti locali per la crisi energetica, nonché del mondo agricolo e produttivo per la crisi della siccità. Gli altri 8,4 miliardi di questo indebitamento netto sono un dato da osservare con attenzione, perché rispondono a una misura che è stata introdotta sull'extra tassazione delle società energetiche. Si tratta di una norma controversa, oggetto di ricorso in Corte costituzionale, spinta molto dalle forze populiste, oggettivamente anche per come è stata scritta - poteva essere scritta in modo diverso, se solo non avessero insistito - quindi, abbiamo un dato: la tassazione degli extra profitti è molto al di sotto delle attese. Ciò ci dimostra ancora una volta che il combinato disposto delle norme populiste, da un lato, e dell'urlo della pace fiscale e delle sanatorie, dall'altro, non aiuta i conti dello Stato né supporta l'azione di questo Governo e del prossimo. Tuttavia, la tassazione resta un elemento fondamentale. Certamente è fondamentale continuare la lotta all'evasione, ma altrettanto importante è lavorare sulla pressione fiscale, alta e iniqua. Per questo, il disegno di legge delega sulla riforma fiscale è particolarmente importante nei contenuti, per come è stato strutturato ed è importante che sia approvato. Spero che domani la Capigruppo deciderà in questo senso; in ogni caso, quei contenuti devono essere la base della riforma fiscale per fare il bene del Paese. Questi documenti importantissimi ci raccontano moltissimo perché i dati parlano in un certo senso, e ci dicono che, nonostante questo Paese abbia attraversato crisi significative (quella pandemica, il conflitto bellico, la crisi energetica e anche quella alimentare), quando la gestione dei conti pubblici è oculata e gli strumenti messi in campo sono buoni, il Paese regge. L'impatto di queste misure è attenuato e c'è una risposta positiva: il PIL sta a confermare tutto questo. Il Paese navigava bene, quindi aver interrotto questa azione è stato un atto che io giudico colpevole, sicuramente da politici un po' strabici che hanno visto con maggiore dimensione il proprio tornaconto personale rispetto all'interesse del Paese e alle sue reali necessità. Eppure, in questi due anni abbiamo comunque visto una cosa importante: quello che può essere l'Italia, credibile, capace e autorevole. Ora siamo in una fase caotica, purtroppo, e siamo fermi;