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Il profilo dinamico-funzionale è aggiornato in relazione all'evoluzione della persona con disabilità». 8 Nel momento in cui viene rilasciata la certificazione della disabilità dell'alunno, la famiglia è messa a conoscenza di tutti i diritti delle persone disabili. 8 (Assegnazione delle risorse professionali per l'integrazione scolastica. Organico funzionale di rete) 1 L'assegnazione delle risorse professionali per il sostegno è determinata dalle effettive necessità educativo-didattiche dei singoli alunni con disabilità certificata, individuate nel profilo di funzionamento secondo quanto stabilito dall'articolo 1, comma 605, lettera b) , della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 2 Al fine di assicurare il buon andamento dell'amministrazione scolastica e in attuazione di quanto stabilito dall'articolo 13, comma 2- ter , del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, è istituito un sistema di rilevazione in tempo reale dei dati relativi agli alunni con bisogni educativi speciali come definiti dall’articolo 1, comma 2, che è gestito dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nel rispetto della tutela dei dati personali sensibili prevista dal codice di cui al decreto-legislativo 30 giugno 2003, n. 196. I dati rilevati sono utilizzati dall'amministrazione scolastica per fini istituzionali allo scopo di garantire il pieno diritto allo studio degli alunni di cui al primo periodo. I dati possono essere trattati e diffusi solo a livello statistico. 3 Ai fini dell'attuazione del presente articolo è garantito l'organico funzionale di rete previsto dall'articolo 50 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. 9 (Assistenti per l'autonomia e per la comunicazione) 1 Ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, gli enti locali e gli enti con essi convenzionati sono tenuti a fornire assistenti per l'autonomia agli alunni non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti e assistenti per la comunicazione agli alunni con grave difficoltà di comunicazione dovuta a qualsiasi causa. 2 Gli assistenti per l'autonomia e per la comunicazione di cui al comma 1 devono avere una formazione iniziale e obbligatoria in servizio idonea a svolgere proficuamente i loro compiti educativi secondo i diversi bisogni segnalati dalle famiglie e dai servizi socio-sanitari. 3 Gli enti che forniscono gli assistenti per l'autonomia e per la comunicazione ai sensi del comma 1 sono tenuti a garantirne la continuità educativa per la durata del grado di istruzione frequentato dall'alunno con disabilità. L'individuazione degli assistenti è concordata con le famiglie anche avvalendosi delle associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari. 4 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge è sancito, in sede di Conferenza unificata, un accordo per disciplinare il profilo professionale e lo stato giuridico degli assistenti per l'autonomia e per la comunicazione. 10 (Riconoscimento della LIS e diritti delle persone sorde) 1 La Repubblica riconosce la lingua italiana dei segni (LIS) come lingua non territorialmente propria della comunità dei sordi, in applicazione degli articoli 3 e 6 della Costituzione, ai sensi della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, adottata dal Consiglio d'Europa a Strasburgo il 5 novembre 1992, e in ottemperanza alla risoluzione del Parlamento europeo 17 giugno 1988, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. C 187 del 18 luglio 1988, e alla risoluzione del Parlamento europeo 18 novembre 1998, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. C 379 del 7 dicembre 1998. 2 La pubblica amministrazione garantisce la prestazione di tutti i servizi a sostegno e a integrazione dell'alunno sordo, tra cui la presenza dell'insegnante di sostegno, dell'assistente alla comunicazione, di ausili tecnologici e altre risorse e operatori che assicurino la piena partecipazione alle attività scolastiche ed extrascolastiche. La pubblica amministrazione garantisce altresì all'alunno e alla sua famiglia la libertà di scelta tra le metodologie didattiche e di sostegno alla comunicazione e all'apprendimento. 3 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca garantisce l'apprendimento della LIS e della LIS tattile da parte degli studenti sordi, sordo-ciechi e con disabilità uditiva in genere che abbiano optato per questa lingua, nonchè l'accesso a modelli educativi che promuovano il bilinguismo tra la lingua italiana parlata e la LIS e l'oralismo, che sono di libera scelta da parte degli alunni sordi, sordociechi e con disabilità uditiva in genere e delle loro famiglie. 4 Nei corsi di laurea universitari, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 14 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è prevista l'istituzione della disciplina facoltativa attinente all'insegnamento della LIS. 5 La Repubblica, sia nell'ambito dei corsi di laurea sia nella formazione post lauream , promuove l'uso da parte degli studenti della LIS e di altre tecniche, metodologie e risorse, anche informatiche, idonee a favorire la comunicazione delle persone sorde e l'accesso all'informazione. 11 (Conciliazione pregiudiziale obbligatoria) 1 In caso di contestazioni da parte delle famiglie di alunni con disabilità relative alla composizione numerica della classe, al numero massimo di alunni con disabilità nella stessa classe, all'assegnazione del numero di ore di sostegno didattico, all'assegnazione di assistenti per l'autonomia e di assistenti per la comunicazione, trasporto gratuito e, comunque, concernenti il diritto allo studio di tali alunni, prima di avviare un'azione giurisdizionale la famiglia deve chiedere l'intervento di un collegio di conciliazione con l'amministrazione con cui è in conflitto. 2 Il collegio di conciliazione di cui al comma 1 è costituito da un rappresentante dell'amministrazione interessata dotato di poteri decisionali, dalla famiglia che ha diritto ad essere accompagnata da un rappresentante di un'associazione delle persone con disabilità e dei loro familiari indicata dalla famiglia stessa e dal dirigente scolastico della scuola interessata, che la presiede. 3 Il collegio di conciliazione si riunisce presso la scuola dell'alunno entro dieci giorni dalla richiesta della famiglia. 4 Qualora le parti in conflitto non raggiungano una conciliazione entro quindici giorni dal primo incontro, la famiglia, ricevuto il verbale di mancata conciliazione che deve essere consegnato entro lo stesso termine, può direttamente avviare le azioni giudiziali. 5 Per la durata del tentativo di conciliazione la decorrenza dei termini di decadenza per la presentazione del ricorso è sospesa. 12 (Trasporto casa-scuola)