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c) la predisposizione di linee guida nazionali volte a individuare i criteri per la valutazione e l'ammissibilità dei progetti forestali nonché per la certificazione e il rilascio, da parte del CREA, dei crediti di carbonio generati (comma 3), che potranno essere così inseriti nel Registro; d) l'istituzione, con decreto del Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, di una « Sezione speciale crediti di carbonio forestali » presso il CREA (comma 4), con il compito di curare il controllo e la valutazione dei progetti forestali presentati per l'ammissibilità all'iscrizione nel Registro e la verifica del rispetto delle disposizioni definite con le linee guida nazionali di cui al comma 3. Le risorse assegnate al bilancio del CREA ai sensi del comma 5 saranno impiegate nella costruzione di un nuovo sistema di valutazione, gestione e controllo, nell'ambito di una materia mai sviluppata prima in Italia e che richiede specifiche competenze e conoscenze tecnico-scientifiche. Il sistema dovrà prevedere un coordinamento tra la valutazione formale e il controllo in campo dei progetti forestali realizzabili in tutto il territorio nazionale, la gestione e l'aggiornamento del Registro nazionale dei crediti di carbonio volontari nonché la certificazione dei crediti di carbonio e il controllo delle transazioni sul mercato volontario. L'articolo 18 contiene la clausola di salvaguardia. La disposizione fa salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, le quali provvedono alle finalità del disegno di legge in conformità a quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione. L'articolo 19, al comma 1, esplicita le abrogazioni necessarie a consentire il compendio delle disposizioni inerenti alla montagna in un corpus normativo organico e coerente. Sono interessate dalle abrogazioni di seguito elencate la legge 25 luglio 1952, n. 991 (Provvedimenti in favore dei territori montani), la legge 3 dicembre 1971, n. 1102 (Nuove norme per lo sviluppo della montagna) e la legge 31 gennaio 1994, n. 97 (Nuove disposizioni per le zone montane). Con riguardo alla legge 25 luglio 1952, n. 991, sono abrogate le disposizioni relative: – ai mutui di miglioramento e per l'artigianato montano, di cui all'articolo 2; – all'anticipazione ad enti pubblici e ad aziende speciali dei mezzi necessari alla realizzazione di ricerche e studi finalizzati alla predisposizione di progetti per il più razionale sfruttamento dei beni agro-silvo-pastorali dei territori montani, di cui all'articolo 5; – al demanio forestale, di cui all'articolo 6; – alle espropriazioni dei terreni rimboschiti a carico dello Stato, di cui all'articolo 7; – alle agevolazioni fiscali in favore dei territori montani in materia di imposta sui terreni e sui redditi agrari, di cui all'articolo 8; – alla classificazione di comprensori di bonifica e di bacini montani in comprensori di bonifica montana, di cui all'articolo 15, primo comma; – alle opere private di interesse comune, di cui all'articolo 22; – all'espropriazione per inadempienza, di cui all'articolo 24; – alle autorizzazioni di spesa per gli oneri della medesima legge, di cui all'articolo 31; – alla denominazione della Direzione generale per l'economia montana e per le foreste, di cui all'articolo 33; – alle comunioni familiari vigenti nei territori montani, di cui all'articolo 34; – alle agevolazioni fiscali riconosciute ai consorzi, costituiti anche per la gestione dei beni silvo-pastorali degli enti pubblici, di cui all'articolo 35; – alle agevolazioni fiscali per trasferimenti e permute di fondi rustici nei territori montani, di cui all'articolo 36; – alla deroga ai requisiti prescritti per la nomina di direttore tecnico delle aziende speciali e dei consorzi di prevenzione, di sistemazione e di bonifica montana, di cui all'articolo 37; – infine, alla previsione del regolamento di esecuzione della medesima legge, di cui all'articolo 38. Con riguardo alla legge 3 dicembre 1971, n. 1102, sono abrogate le disposizioni relative: – alle finalità, collegate alla valorizzazione delle zone montane, perseguite dalla legge medesima e ai mezzi predisposti per il loro raggiungimento, di cui agli articoli 1 e 2; – alle autorizzazioni di spesa per gli interventi previsti dalla legge medesima e alla riserva di investimenti pubblici disposta dal Comitato interministeriale per la programmazione economica a favore dei territori montani, di cui agli articoli 15 e 16; – al coordinamento delle disposizioni della legge medesima con le altre prescrizioni vigenti in materia di zone montane e all'estensione delle stesse disposizioni anche alle regioni a statuto speciale, di cui agli articoli 17 e 18; – al finanziamento, da parte delle regioni, di opere e interventi sulla base di programmi presentati dalle comunità montane, di cui all'articolo 19. Con riguardo alla legge 31 gennaio 1994, n. 97, sono abrogate, tra l'altro, le disposizioni relative: – alle finalità collegate alla salvaguardia e alla valorizzazione delle zone montane perseguite dalla legge medesima, di cui all'articolo 1; – all'istituzione del Fondo nazionale per la montagna, di cui all'articolo. 2; – alla facoltà di istituire istituti comprensivi di scuola materna, elementare e secondaria di primo grado nei comuni montani con meno di 5.000 abitanti, di cui all'articolo 21; – agli oneri finanziari derivanti dall'applicazione della legge medesima e alle ulteriori disposizioni concernenti l'istituzione del Fondo nazionale per la montagna, di cui all'articolo 25. Viene infine precisato, al comma 2 del medesimo articolo 19 del disegno di legge, che, nelle more dell'efficacia della nuova disciplina sulla classificazione dei comuni montani, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti, anche regionali, nonché le correlate misure di sostegno, anche di ordine finanziario.. I NORME GENERALI 1 (Finalità) 1 La presente legge riconosce e promuove le zone montane, il cui sviluppo integrale costituisce un obiettivo di interesse nazionale in ragione della loro importanza strategica ai fini della tutela dell'ambiente, delle risorse naturali, del paesaggio, della salute e delle loro peculiarità storiche, culturali e linguistiche. 2 Alla realizzazione delle finalità di cui al comma 1 concorrono lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali, le comunità montane e gli enti associativi tra comuni montani, comunque denominati, ciascuno per quanto di rispettiva competenza. 3 La presente legge, in attuazione dell'articolo 44, secondo comma, della Costituzione, è volta a valorizzare le specificità delle zone montane al fine di limitare gli squilibri economici e sociali rispetto ai territori non montani, di favorirne il ripopolamento, di garantire a coloro che vi risiedono l'effettivo esercizio dei diritti e l'agevole accesso ai servizi pubblici essenziali, di promuovere l'agricoltura e la gestione forestale sostenibile, l'industria, il commercio, l'artigianato e il turismo e di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale montano.