[resaula]

In questo periodo, prima dell'attuale discussione, Fratelli d'Italia ha incontrato le categorie agricole più rappresentative; le abbiamo ascoltate, ci siamo confrontati, abbiamo raccolto le loro istanze e le abbiamo trasformate in emendamenti. Abbiamo cercato di cambiare un disegno di legge di bilancio che poco faceva per aiutare chi con sacrificio, ogni giorno, lavora la terra per consegnarci i prodotti che fanno grande e unica la nostra Nazione. Abbiamo proposto di semplificare la burocrazia per rendere più facile il lavoro del settore agricolo; abbiamo proposto un credito d'imposta per chi investe in beni materiali e strumentali entro il 31 dicembre 2020; abbiamo introdotto un regime amministrativo e contributivo semplificato e meno costoso per i rapporti di lavoro stagionali o di breve periodo; abbiamo cercato di agevolare il ricambio generazionale in agricoltura, introducendo sgravi fiscali e contributivi per i giovani al di sotto dei 40 anni; abbiamo cercato di incrementare l'acquisto di prodotti con indicazione geografica, dando un sostegno alle famiglie e ipotizzando una detrazione fiscale. Abbiamo chiesto il ripristino delle agevolazioni sulle accise per il gasolio agricolo e la soppressione della tassa sulla plastica e sullo zucchero, convinti che non si possa pensare di educare tassando. Abbiamo presentato emendamenti per la valorizzazione della filiera del grano duro, per valorizzare il grano italiano, e abbiamo tentato di introdurre misure che cercano di aiutare gli agricoltori che hanno visto distrutti i loro oliveti dalla xylella; abbiamo proposto misure straordinarie per il contenimento della fauna selvatica, in quanto la situazione è ormai diventata emergenziale sotto molti aspetti; non solo quello economico, relativo ai danni all'agricoltura, ma anche quello ambientale, sanitario e, non ultimo, di sicurezza stradale. Il tutto - permettetemi di dirlo - è causato da un ambientalismo demagogico fallimentare, che oggi ci costringe a misure d'emergenza. Queste sono solo alcune delle nostre tante proposte, con le quali abbiamo voluto non solo correggere un disegno di legge di bilancio già di fatto bocciato dalla maggioranza stessa, che ha presentato centinaia di emendamenti di modifica, ma mettere al centro l'agricoltura come asset fondamentale del nostro sistema economico. Purtroppo siamo stati poco ascoltati. Abbiamo cercato di dare al mondo agricolo una voce unica e forte per difendere gli interessi e i prodotti italiani. Cari colleghi, non possiamo essere terra di conquista di hamburger e kebab . Siamo la Nazione della pizza, del parmigiano reggiano, della mozzarella, del prosciutto crudo e di quei tantissimi prodotti che rappresentano l'eccellenza italiana. Non possiamo permettere quindi a un Governo politicamente illegittimo, nato da una manovra di Palazzo, di distruggere questo immenso patrimonio nazionale. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pillon. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei iniziare questo intervento mandando un grande saluto al primo ministro Boris Johnson (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , che nel Regno Unito, con un programma molto semplice, per niente affatto complicato, con poche tasse, sostegno alla famiglia e controllo dell'immigrazione e della criminalità, ha sbaragliato qualsiasi altra forma di concorrenza politica. Quando anche in Italia finalmente ci sarà concesso andare al voto, assisteremo a una cosa del tutto simile. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è una finanziaria, signor Presidente, signori colleghi, di piccolo cabotaggio. Volevo parlare di come ha affrontato il tema della giustizia, ma, dopo le dichiarazioni del ministro Bonafede a «Porta a Porta» due giorni fa, dalle quali è emerso con solare chiarezza che non distingue tra il dolo e la colpa, mi sono cadute le braccia al punto da ritenere il caso di affrontare questo tema in un altro momento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mi limiterò pertanto a parlare di come questa finanziaria si sia occupata del nostro vero capitale, ossia le nostre famiglie, i nostri figli e il nostro futuro. Avevamo presentato a questa manovra finanziaria numerosi emendamenti, con la volontà e lo scopo di aiutare la maggioranza a fare un buon lavoro, perché, se la legge di bilancio è fatta bene, tutto ciò giova all'intero Paese. Avevamo proposto fondi per anticipare il pensionamento delle mamme di famiglie numerose: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto l'aumento degli oneri deducibili per i figli a carico: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto la riduzione dell'IVA sui prodotti della prima infanzia: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto un fondo per sostenere le giovani famiglie e quei giovani eroi che ancora hanno il coraggio di sposarsi e mettere al mondo figli in una società ferocemente contraria alla vita e alla famiglia: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto un fondo per la prima casa, per sostenere le giovani coppie nell'acquisto del loro nido: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto un fondo per la natalità: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto un assegno per la maternità e la paternità e un aumento dei congedi genitoriali: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto ausili per evitare che i figli siano tolti alle famiglie per ragioni economiche, perché non si ripetano più cose come quelle che sono successe a Bibbiano: ci è stato detto di no. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per maggior sicurezza, avete detto di no anche all'installazione di telecamere nel momento in cui vengono ascoltati i minori, perché così possiamo lasciare il sistema inalterato. Avevamo chiesto un ausilio per genitori costretti a lasciare la casa familiare a seguito del divorzio o della separazione: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto il patrocinio dello Stato per coloro che sono soggetti a sottrazione internazionale di minori: ci è stato detto di no. Avevamo chiesto soldi, aiuto e sostegno per finanziare una legge dello Stato, la n. 194 del 1978, che nella prima parte prevede a chiare lettere che le mamme che non riescono a portare avanti la gravidanza per ragioni economiche siano sostenute, perché la vita conta sempre (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Aimi) : ci è stato detto di no anche su questo. La verità vera è che oggi, nel 2019, in Italia ci sono mamme che rinunciano a far nascere il proprio bambino per ragioni economiche e questa è una barbarie della quale siete diventati complici. Manca in questa finanziaria una prospettiva, quale che sia, di futuro e fiducia. Le spese per i nostri figli non possono essere considerate tali, ma debbono essere considerate investimenti. Dobbiamo portare finalmente il Paese a una rivoluzione copernicana dal punto di vista fiscale: la famiglia dev'essere messa al primo posto e non possiamo tassarne alla morte i membri che lavorano, il padre e la madre, e poi graziosamente restituire loro pochi euro sotto forma di contributo, con il cappello in mano.