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l'alienazione delle partecipazioni negli alberghi diffusi pone notevoli problemi di ordine normativo, interpretativo e finanziario, in primis la perdita della qualità di socio e quindi la revoca dei contributi regionali ottenuti, causando in tal modo un grave danno economico ed il rischio della perdita dei requisiti richiesti dalla normativa regionale ai fini dell'esercizio dell'attività di ospitalità; valutato che la ratio della riorganizzazione delle partecipazioni pubbliche è la riduzione della spesa pubblica e il suo adeguamento alle necessità dei territori, anche di ordine comunale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare la peculiarità della partecipazione pubblica nelle società di gestione degli alberghi diffusi, e quindi intervenire con apposito dispositivo normativo al fine di consentirne la partecipazione agli enti comunali. Atto n. 4-00828 ASTORRE Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: si apprende dalla stampa che l'agenzia dell'Istituto nazionale di previdenza sociale di Tivoli, nell'ambito della Città metropolitana di Roma, è stata oggetto di un declassamento, che la fa passare da agenzia complessa ad agenzia territoriale, deciso con determinazione del presidente dell'Istituto; tale decisione ha determinato numerose manifestazioni di protesta, organizzate da alcune associazioni sindacali a cui hanno partecipato i lavoratori dell'agenzia Inps, quelli dell'Inail, del Tribunale e di altre sedi Inps dell'area romana come Casilino-Prenestino, Tuscolano, Tiburtino, Montesacro e della direzione generale. Solidarietà e vicinanza a tale mobilitazione sono state espresse da diversi esponenti politici, di vari schieramenti e da molti comitati civici; considerato che: tale agenzia eroga servizi in un territorio complesso della valle dell'Aniene che conta oltre 200.000 abitanti e 39 comuni; dal 1° novembre 2018 l'agenzia è senza governo e in queste condizioni i lavoratori non senza difficoltà riescono ad assicurare un corretto e pieno funzionamento dell'attività d'informazione agli utenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se e quali misure intenda adottare per evitare il declassamento e riconoscere nella città di Tivoli la presenza dell'Istituto quale sede dirigenziale in luogo dell'attuale agenzia territoriale, con il conseguente incremento di organico della struttura. Atto n. 4-00829 TOTARO Al Ministro della salute Considerato che: a Firenze appaiono evidenti disfunzioni nel funzionamento del CUP (centro unico di prenotazione) per quanto riguarda le risonanze magnetiche: senza codice di urgenza, per una risonanza magnetica al momento non c'è posto, non ci sono date e non c'è neanche possibile prendere nessun appuntamento in strutture pubbliche né private; molti fiorentini sono costretti a visite fuori regione, come denunciato da una signora fiorentina costretta ad "emigrare" in Emilia-Romagna; risulta anche impossibile prenotare qualsiasi esame strumentale: Tac, Moc, eccetera; questo nonostante, il 6 luglio 2018, la Giunta regionale avesse annunciato una nuova delibera, firmata dal presidente Enrico Rossi e dall'assessore per la salute Stefania Saccardi, che stanziava 10 milioni di euro per abbattere le liste d'attesa, finanziando l'attività aggiuntiva di medici e infermieri (e consentire loro di lavorare la sera e il sabato pomeriggio) e riorganizzando gli appuntamenti in basi a codici di priorità: per visite e esami urgenti un'attesa massima di 3 giorni (il " fast track ", prenotabile dal medico di famiglia) e, per il codice di priorità "breve", un massimo di 10 giorni. Più scaglionato l'universo del codice "differibile": 15 giorni al massimo per le "7 sorelle" (cardiologia, ginecologia, oculistica, neurologia, dermatologia, ortopedia e otorinolaringoiatria), 30 giorni per tutte le altre visite, 60 giorni per gli esami strumentali; nonostante ciò, gravi disagi continuano a grave discapito dei pazienti fiorentini, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere per consentire un'adeguata risposta ai bisogni dei cittadini, viste le criticità emerse nella gestione regionale, e far fronte ai pesanti ed ingiusti disagi. Atto n. 4-00830 TURCO CORBETTA FEDE GALLICCHIO PIRRO RICCIARDI CASTALDI DI GIROLAMO LEONE ROMANO Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: con il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e con la legge 9 dicembre 1998, n. 426, sono stati individuati i siti di interesse nazionale (Sin), aree del territorio nazionale, classificate e riconosciute dallo Stato, che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari; con decreto 10 gennaio 2000, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha approvato il perimetro del sito di interesse nazionale di Taranto e ne ha pubblicato la cartografia; in data 26 luglio 2012 la Procura della Repubblica di Taranto ha posto sotto sequestro, senza facoltà d'uso, l'intera area a caldo dell'Ilva SpA nell'ambito di un'inchiesta per disastro ambientale denominata "Ambiente svenduto"; il Governo in carica in quel frangente storico ha garantito la continuità produttiva dell'acciaieria tramite decreto, concedendo la facoltà d'uso degli impianti maggiormente inquinanti (decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231); con decreto del Ministro dell'ambiente (prot. DVA/DEC/2012/0000547) del 26 ottobre 2012 si è provveduto al riesame dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) rilasciata all'Ilva SpA; considerato che: la Regione Puglia ha promulgato la legge 24 luglio 2012, n. 21, recante "Norme a tutela della salute, dell'ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale", con la quale veniva istituita la cosiddetta valutazione del danno sanitario (VDS); il 24 aprile 2013 è stato emanato il decreto interministeriale recante "Disposizioni volte a stabilire i criteri metodologici utili per la redazione del rapporto di valutazione del danno sanitario in attuazione dell'articolo 1- bis , comma 2, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231"; la valutazione del danno sanitario introdotta con il decreto interministeriale, secondo l'autorevole parere di diversi esperti, non viene avviata qualora le autorità di controllo riscontrino valori soglia al di sotto dei limiti di legge per ciascuno degli inquinanti presi in esame;