[resaula]

responsabilità e rispetto verso le Forze dell'ordine, sulle cui spalle grava un impegno logistico e umano non indifferente. Le cifre sono impressionanti: 50 milioni di euro annui a carico dello Stato per garantire la sicurezza negli stadi; 1.600 agenti feriti nell'ultimo decennio; 165.000 agenti impiegati soltanto nel 2017. A fronte di tutto ciò, un evidente paradosso: l'Italia è l'unico Paese al mondo che finanzia attraverso il CONI la propria Federcalcio, con 30 milioni di euro annui. Potrei aprire un altro capitolo, che non tecnicamente collegato ma che tengo a lasciare a verbale: potremmo anche parlare degli oneri derivanti dalle spese di viabilità per i Comuni per ogni per ogni partita di calcio. Anche in questo caso parliamo di milioni e milioni di euro, ma ci torneremo in un'altra sede e in un altro contesto. Parlando di responsabilità, infine, c'è la più importante delle responsabilità, quella nei confronti del mondo dello sport tutto, soprattutto quello di base, al quale si sottraggono le risorse che invece potrebbero ad esso essere destinate. (Richiami del Presidente) . Presidente, ho già finito il tempo a mia disposizione? PRESIDENTE. Ha ancora un minuto. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Devo accelerare, allora, perché evidentemente ho sprecato tempo per la parte introduttiva. Chiedo comunque l'autorizzazione alla Presidenza di poter allegare il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Per quel che riguarda la deriva commerciale che il mondo del calcio ha subìto nel corso di questi anni, che lo ha fatto diventare sempre più business e meno sport, andrebbe aperta una riflessione, verso una responsabilità precisa che è quella del Partito democratico, che ha introdotto all'interno del nostro ordinamento sportivo un principio che lo ha scardinato, ossia la possibilità di perseguire lo scopo di lucro. Al di là delle responsabilità, ci domandiamo per quale motivo dovremmo rimanere inerti di fronte ad una deriva, che ormai è palese e manifesta, e che alimenta correnti di pensiero che vorrebbero eliminare alla radice fenomeni sportivi non ritenuti redditizi per il sistema, come il Chievo Verona, il Sassuolo, l'Empoli o il Frosinone. Per non parlare poi della volontà, ormai manifesta, di depauperare il panorama calcistico nazionale dando vita ad una Superlega europea. Allora ben venga il provvedimento al nostro esame, soprattutto se esso può essere propedeutico al ritorno di un calcio patrimonio di tutti e non di pochi eletti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,38) PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, innanzitutto vorrei dire che quando si parla di sicurezza e di immigrazione, Fratelli d'Italia c'è sempre, anche quando, come in questo caso, stiamo parlando di un compromesso al ribasso, come ha già spiegato bene il collega La Pietra, che mi ha preceduto poco fa. Un compromesso al ribasso per accontentare l'ala più di sinistra del MoVimento 5 Stelle. Del programma di centrodestra, che anche la Lega ha sottoscritto, nel decreto sicurezza al nostro esame, cari colleghi della Lega, sopravvive ben poco. Manca, ad esempio, qualsiasi iniziativa di contrasto all'integralismo islamico. Avete respinto l'emendamento di Fratelli d'Italia che chiedeva di considerare reato esaltare in Italia, magari dai pulpiti di qualche moschea o di qualche falsa moschea mascherata da centro culturale, le legislazioni di altri Paesi in cui si considera reato punito con la pena di morte l'apostasia, la blasfemia, l'adulterio o addirittura la stregoneria (non so questo cosa possa significare nella mente di chi in quei Paesi ha deciso di punire come reato anche questa strana pratica). Avete rifiutato di inserire tra i reati che devono portare alla revoca o al rifiuto della protezione internazionale l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato, dimenticandovi che molti imam predicano costantemente la guerra santa dai pulpiti di una moschea. Ancora, vi siete rifiutati di prendere qualsiasi iniziativa per risolvere finalmente la grave emergenza dei campi rom e degli insediamenti abusivi in generale. Vi siete rifiutati di accogliere la nostra proposta di procedere a un censimento di tutti gli insediamenti abusivi e di fissare un termine entro il 2019 affinché finalmente questi insediamenti abusivi vengano chiusi. Vi siete rifiutati di accogliere la nostra proposta di estendere l'operazione denominata «Strade sicure» anche alla vigilanza di questi insediamenti fino al momento in cui saranno chiusi; anzi, nel testo in esame avete limitato ulteriormente la possibilità di ricorrere ai nostri militari per garantire la sicurezza degli italiani, una delle iniziative più apprezzate dall'opinione pubblica italiana, perché i nostri concittadini hanno visto la loro sicurezza un po' meno precaria grazie a migliaia di militari, altamente professionali, che hanno garantito il presidio dei siti sensibili, ma anche un'opera di pattugliamento che certamente ha migliorato le condizioni di sicurezza delle nostre strade. Avete tolto anche questa possibilità di pattugliamento. Insomma, ci sarebbe molto da dire, ma i tempi sono quelli che ci sono stati assegnati, quindi mi avvio alla conclusione. Cari colleghi, quando si parla di sicurezza e di immigrazione clandestina, occorre notare che le nostre strade sono piene di centinaia di migliaia di immigrati che avevate promesso di rimandare a casa, ma non ne è stato mandato a casa nemmeno uno; continuano ad arrivare i barconi, sono di meno ma continuano ad arrivare, e si sommano agli almeno 600.000 immigrati irregolari che avreste dovuto iniziare a rimpatriare e che non state rimpatriando. Questi immigrati vengono nel nostro Paese per delinquere, per ingrossare le file degli spacciatori e di quanti sfruttano la prostituzione, soprattutto quella minorile, e arrivano da Paesi diversi da quelli da cui invece giungono in tutto il resto dell'Europa. In Europa la maggioranza di coloro che chiedono protezione sono afgani, iracheni e siriani; in Italia la maggioranza di coloro che chiedono protezione proviene dall'Africa, in particolare dai Paesi subsahariani, dal Marocco, dall'Egitto, dalla Nigeria, dal Gambia e dal Mali, che non sono propriamente Paesi in cui ci sono conflitti armati in corso e non sono teatro di guerra. Arrivano perché la mafia nigeriana organizza il loro arrivo qui: arrivano oggi e domani stanno già spacciando. Concludo dicendo che il Governo, su tutto questo, non sta facendo assolutamente nulla e anzi lo ignora in quello che si ostina a chiamare decreto sicurezza. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, mai avremmo voluto che un fatto di cronaca ci offrisse lo spunto per riflettere sulla validità del decreto-legge n. 113 del 2018, che oggi ci apprestiamo a convertire in legge.