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Dispiace che, mentre il nostro Presidente era impegnato in quello sforzo diplomatico e politico, qualcuno ha preferito incontrare l'ambasciatore della Cina, Paese che noi rispettiamo profondamente perché abbiamo rapporti commerciali fondamentali e rappresenta sicuramente una eccellenza mondiale nel campo delle relazioni economiche ed anche politiche, ma che sicuramente non fa parte del nostro modo di intendere, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani, i rapporti politici e la quotidianità della vita. Ben venga l'impegno del nostro Presidente, che continuiamo a sostenere con convinzione. Il Parlamento ha il dovere - come ha fatto già per questo decreto - di lavorare al fianco del Governo, garantendo la conversione dei decreti-legge e il miglioramento degli stessi, dando al Paese lo slancio per uscire da una crisi difficile che nei prossimi mesi mostrerà ancora il segno. Con questi provvedimenti e con una tale questa determinazione, però, si consentirà al Paese di rivedere la luce. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, do alcuni elementi. Il Governo Conte nel 2020 ha emanato 35 decreti e ha posto 10 volte la fiducia. Il Governo Draghi in poche settimane ha emanato 10 decreti e posto tre fiducie. Colleghi, fatte le dovute proporzioni, il Governo Draghi è peggiore del Governo Conte perché, con una maggioranza così enorme, porre la questione di fiducia è un fatto istituzionalmente inconcepibile e incomprensibile. Presidente, in più questa ennesima posizione fiducia nella prima tornata della valutazione parlamentare della conversione del decreto, e cioè alla Camera, innova anche una sorta di autoriforma delle istituzioni, che ci ha visto colpevolissimamente inclini ad annullare un ramo del Parlamento ragionando e approvando dei provvedimenti solo in una Camera e lasciando alla seconda la loro ratifica e il loro passaggio senza colpo ferire, perché bloccati o blindati dalla posizione della questione di fiducia. Con questo provvedimento abbiamo innovato ulteriormente e abbiamo pensato, pur avendo a disposizione un'ipertrofia di maggioranza, di apporre la questione fiducia sin dal primo passaggio istituzionale. E non lo facciamo su un provvedimento di normale portata, su una sorta di atto dovuto che deve ragionevolmente e velocemente integrare un vuoto normativo: lo facciamo sull'atto più importante che gli italiani aspettano da oltre un anno, cioè da oltre quindici mesi, che prevede come, quando e perché riaprire le attività, le libertà individuali e le libertà di impresa. Stiamo parlando del sogno di tutti gli italiani da ormai più di un anno. Presidente, questo tipo di atto noi lo vediamo trattare in siffatto modo e siamo spettatori pagati dell'attività del Governo che agisce in totale noncuranza del necessario confronto nei livelli istituzionali costituzionalmente preposti all'analisi e alla valutazione dei provvedimenti e alla loro deliberazione. Ovviamente il risultato di tutto ciò è un provvedimento ampiamente lacunoso, per nulla esaustivo e ampiamente apodittico. Continua la prassi delle decisioni assolutamente incomprensibili, che non trovano un logico riscontro e che la gente non capisce. Presidente, non parlo solo delle norme per le riaperture. Faccio un esempio per far capire ai colleghi: ieri nella Commissione sanità abbiamo svolto l'audizione di Asso Intrattenimento: un comparto assolutamente importante che attiene al mondo - per così dire - della notte, delle sale da ballo, delle discoteche, dei locali dove ci si intrattiene - vivaddio - in grande libertà. Siamo all'approssimarsi della stagione turistica e ricordo a tutti che un quarto del prodotto interno lordo (PIL) italiano fa riferimento al comparto allargato del turismo, tra diretto e indiretto: si tratta quindi di una parte importante del nostro PIL; il comparto dell'intrattenimento è all'interno della grande industria del turismo e sappiamo tutti quanto ha sofferto sotto i colpi dei provvedimenti del Governo che, latitante sul versante del contenimento sanitario della pandemia, si è trovato costretto a dover agire sul versante della limitazione delle libertà individuali e di impresa. Questo mondo oggi non capisce che cosa deve fare. Nel decreto-legge in esame non sono contenuti i chiarimenti necessari; i Comuni agiscono in totale libertà di giudizio e inevitabilmente i sindaci devono colmare le lacune dei provvedimenti del Governo che non parlano chiaro ed equiparano una discoteca o un locale da ballo con 50-60 dipendenti a un bar con due dipendenti o a un ristorante con tre o quattro dipendenti. Anche dopo quindici mesi, e quindi anche dopo aver avuto tutto il tempo necessario per pensare, ragionare, valutare, predisporre e confrontarsi con gli operatori sui provvedimenti necessari, noi oggi abbiamo una ripartenza a dir poco a singhiozzo, una non ripartenza. Oggi siamo di fronte all'ennesimo provvedimento non condiviso da gran parte degli operatori del nostro Paese. Inoltre, vista la presenza del collega Sileri, vorrei soffermarmi sulla parte sanitaria di questo momento storico che definiamo come ripartenza. Il ministro Speranza ha pensato bene di allontanarsi, perché evidentemente il provvedimento che attiene alla ripartenza non è roba sua; lascia il Ministero degnamente rappresentato dal collega Sileri e vorrei dire che non sentiamo la mancanza del ministro Speranza, se non a livello istituzionale. Venuto in Aula correttamente e giustamente per raccontarci il suo dolore per la perdita del compianto Guglielmo Epifani, poteva almeno avere l'accortezza di trattenersi per un caffè con noi, per trattare un provvedimento che l'Italia aspetta da oltre un anno. Comunque, tant'è. Il provvedimento ci desta preoccupazione ulteriore sul versante del tracciamento. Collega Sileri, noi abbiamo perso il tracciamento nel momento in cui la pandemia ci ha superato, quando i numeri hanno superato la realtà; ora che i numeri sono più bassi il tracciamento deve essere recuperato, perché vanno tracciate e sequenziate le varianti. Se, anche con i numeri attuali, non riusciamo a ripristinare il tracciamento, siamo fottuti e mi scuso con la Presidenza per aver usato un termine forte, ma immagino che serva... PRESIDENTE. Forse era meglio trovare un sinonimo. ZAFFINI (FdI) . Mi scuso con la Presidenza. Faccia finta che non l'ho pronunciato. Faccio ammenda. Tuttavia, il tema rimane, collega Sileri. Anche con questi numeri pensiamo di non effettuare il tracciamento? Dirò di più. Noi pensiamo di agganciare il green pass , con tutti i dubbi espressi, anche autorevolmente, dal Garante, alla app Immuni, che è una app per definizione anonima, costruita per essere anonima. E noi vi attacchiamo un documento che, invece, per definizione deve essere personale, individuale; deve essere un certificato, che, incredibilmente, ci dà la possibilità - nella speranza di qualcuno, che io credo sia poco normale - di entrare al ristorante, di andare a teatro, di giocare una partita a calcetto. Siamo veramente a una fase di attività incomprensibile di questo Governo e del Ministero. Andate avanti da soli, continuate ad andare avanti da soli. E vorrei dire che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi). VALENTE (PD) .