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si continua tristemente a registrare il susseguirsi di suicidi all'interno delle forze armate, l'ultimo dei quali poche settimane fa quando una giovane soldatessa, già in servizio da 4 anni come fuciliere degli Alpini, è stata ritrovata dopo essersi tolta la vita in caserma; appare indubbia l'esigenza di cercare di capire le cause ed intervenire adeguatamente per scongiurare il ripetersi di tali allarmanti episodi; è necessario, altresì, attendere che l'Autorità giudiziaria definisca l'accertamento dei fatti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga indispensabile agire con urgenza, provvedendo ad adottare misure che possano garantire una maggiore protezione di tutto il personale militare, volte ad intercettare eventuali fattori di rischio, al fine di disincentivare tempestivamente situazioni che degenerino in tristissimi epiloghi; se, a tale scopo, non si ritenga opportuno prevedere e allestire una struttura operativa composta da tecnici-analisti con il compito di studiare e supportare quelle situazioni di criticità psicologica che necessitano di un aiuto per un loro recupero; non ultimo, se non ritenga che detta struttura (considerato il carattere di emergenza e di particolare sensibilità del fenomeno) sia strettamente collegata al Gabinetto del Ministro. Atto n. 4-02345 RAUTI PETRENGA Al Ministro della difesa Premesso che: dal 2012, in ragione dell'acuirsi del conflitto siriano e del conseguente aggravarsi della situazione di tensione lungo il confine, la NATO ha dato avvio al "NATO Support To Turkey (NS2T)", sulla base di una specifica richiesta avanzata dallo Stato turco, per la protezione del suo territorio da un'eventuale minaccia missilistica proveniente dalla Siria; dal 2013, la Nato ha quindi disposto assetti di difesa aerea cui contribuiscono cinque Paesi membri dell'Alleanza: la Germania, l'Italia, la Spagna, l'Olanda e gli Stati Uniti; dal giugno 2016 l'Italia, con la missione "Nato active fence", provvede alla difesa dello spazio aereo turco schierando una batteria di missili SAMP/T (sistema missilistico terra - aria di ultima generazione), nonché impiegando 24 mezzi terrestri e 130 unità di personale militare di stanza nella base militare "Gazi Kisla?i" di Kahramanmaras; rilevato che la missione che vede impegnati i nostri militari al confine meridionale della Turchia nella difesa del Paese, ha un fabbisogno finanziario pari ad euro 12.756.900 e non ha un termine di scadenza predeterminato e, allo stato, la presenza italiana è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019; considerato che la recente aggressione militare della Turchia ai danni della Siria, in particolare nei territori del nord est, occupati dalla popolazione curda, sta provocando centinaia di morti, inclusi, purtroppo, molti civili, nonché migliaia di sfollati e che la tregua appena concordata, e contestuale, all'avanzata delle forze siriane nella zona, è stata violata e risulta poco solida, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle condizioni effettive di sicurezza e tutela in cui stanno attualmente operando i militari italiani impegnati nella missione; quali iniziative intenda assumere al fine di valutare l'opportunità di tale impegno, alla luce delle ostilità poste in essere dalla Turchia nei confronti della Siria, e l'eventualità del ritiro della presenza italiana nel territorio turco alla prevista scadenza del 31 dicembre 2019. Atto n. 4-02346 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il drammatico calo della produzione di mais, al di sotto del 50 per cento, sta generando molta preoccupazione per gli operatori della filiera zootecnica, per la quale il mais rappresenta una materia prima strategica, utilizzata per l'alimentazione degli animali, compresi quelli destinati alle produzioni di eccellenza; circa la metà del fabbisogno italiano di mais viene infatti importato dall'estero con ricadute pesanti sul reddito degli agricoltori; soltanto nel 2018, per far fronte alla minore produzione, è stato necessario importare 5,6 milioni di tonnellate di granella per un controvalore di 1,05 miliardi di euro; soltanto nei primi sei mesi del 2019, le importazioni hanno subito un incremento del 9 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; si tratta di una situazione che grava sulla competitività dell'intero sistema delle produzioni alimentari di origine animale, con il rischio di comportare pesantissime ricadute sulle produzioni di eccellenza: DOP, IGP e STG che rappresentano un valore di 7 miliardi di euro alla produzione e di 15 miliardi di euro al consumo; lo scenario descritto richiede dunque interventi urgenti di sostegno degli agricoltori, a garanzia non solo della qualità delle produzioni italiane, ma anche del mantenimento di un livello minimo di auto-approvvigionamento per le filiere zootecniche, che dipendono sempre più dalle importazioni estere; con decreto n. 31929 del 6 maggio 2019, è stato istituito il Tavolo tecnico nazionale del settore del mais, i cui lavori, già in fase avanzata, si concluderanno con la sottoscrizione di un documento di filiera; sarebbe utile un intervento di sostegno per la promozione di tale iniziativa, anche allo scopo di colmare il gap competitivo che scontano le aziende italiane produttrici di mais, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia affrontare le criticità esposte in premessa attraverso: la promozione della sottoscrizione di un accordo di filiera per il mais da granella, con il coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria, per favorire la ripresa della coltivazione del mais italiano, riconoscendo specifici incentivi nei confronti di quegli agricoltori che si impegnano a coltivare mais con determinate caratteristiche, riscontrabili: nell'origine certificata italiana, nella sostenibilità e nella qualità della granella; un sostegno accoppiato alla produzione in favore degli agricoltori che sottoscrivono contratti di coltivazione di mais sulla base di un accordo di filiera. Atto n. 4-02347 MONTANI SAVIANE VALLARDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge del 30 dicembre 2018 n. 145 (legge di bilancio per il 2019) ha istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze il Fondo indennizzo risparmiatori (FIR), chiamato ad indennizzare i risparmiatori che hanno subìto un pregiudizio ingiusto da parte di banche e controllate con sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018; l'8 agosto è arrivato il terzo e ultimo decreto che ha fissato i termini per la presentazione delle domande al FIR e, con la pubblicazione del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze in Gazzetta Ufficiale , ora scattano i 180 giorni di tempo per inviare le richieste, allegando la documentazione necessaria e utilizzando la piattaforma on line gestita da Consap;