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ne esistono due clade genetici, uno dell'Africa centrale, associato a quadri clinici più gravi, e uno dell'Africa occidentale; attesa la diffusione per fortuna ancora limitata del virus, è opportuno a parere degli interroganti che siano poste in essere tutte le misure idonee a contenerne l'espansione, si chiede di sapere: quali misure siano state adottate ad oggi in relazione ai casi segnalati e confermati di vaiolo delle scimmie; quanti siano ad oggi i casi confermati; quali iniziative si intenda adottare al fine di intensificare i controlli sulle persone in entrata dall'Africa e per quanto riguarda la gestione e la drastica riduzione, se non anche l'azzeramento, degli sbarchi di irregolari sulle nostre coste. Atto n. 4-07118 SANTANGELO CIOFFI VANIN Orietta RICCIARDI Sabrina DI GIROLAMO Gabriella PAVANELLI Emma ROMANO CASTALDI CROATTI ANASTASI LOREFICE FEDE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il caro gasolio sta colpendo molto duramente anche l'intera filiera ittica. Di recente, è tornata a dilagare la protesta in molte marinerie d'Italia con numerosi pescherecci rimasti fermi in banchina, com'era già avvenuto all'inizio di marzo scorso, quando il pieno di un peschereccio è repentinamente passato da 700 a quasi 1.200 euro, presentando un incremento del 70 per cento in una sola settimana (da 86 centesimi a 1,30 euro al litro); secondo le stime di Fedagripesca-Confcooperative, dall'inizio del conflitto in Ucraina il caro gasolio è costato ai pescatori italiani 200 milioni di euro di mancato fatturato con una perdita di profitto lordo nel 2022 di circa il 28 per cento rispetto al 2019 e al 2020; secondo quanto reso noto da Coldiretti Impresapesca, il prezzo medio del gasolio per la pesca è praticamente raddoppiato (più 90 per cento) rispetto allo scorso anno; l'aumento del costo ha costretto molti pescatori a ridurre il numero delle uscite in mare per poter far fronte ai rincari del carburante; gli insostenibili aumenti, oltre a mettere in forte crisi la stabilità dell'intera filiera ittica, sono destinati a ricadere a valle sul consumatore finale determinando una scarsa disponibilità dei prodotti italiani di stagione generata anche da un effetto scorta, assimilabile a quanto avvenuto durante i lockdown , nonché da aumenti fino al 30 per cento nei supermercati e nei ristoranti; considerato che: a causa dei rincari i pescherecci italiani sono costretti a navigare in perdita o a tagliare il numero delle loro uscite; detta condizione penalizza la pesca locale e di riflesso soprattutto l'economia dei territori ad alta vocazione e tradizione ittica, favorendo per converso le importazioni di pesce straniero; oltre la metà dei costi fissi sostenuti dalle aziende ittiche è rappresentata proprio dal carburante; i descritti rincari del costo del gasolio costituiscono un aumento della spesa senza precedenti per il settore, pertanto la prolungata assenza di misure di sostegno ulteriori a quelle già introdotte con l'articolo 18 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, rischia di provocare la crisi della filiera e di migliaia di imprese ittiche, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per porre rimedio alla descritta situazione e scongiurare quindi la paralisi della filiera ittica e ogni ricaduta su pescherecci e consumatori finali. Atto n. 4-07119 VANIN Orietta RICCIARDI Sabrina PAVANELLI Emma ROMANO CROATTI MONTEVECCHI Michela Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della cultura Premesso che: si apprende da notizie di stampa dell'ampia diffusione e del proliferare, su tutto il territorio nazionale, dell'utilizzo del contratto di servizi cosiddetti "fiduciari" nei luoghi della cultura e in particolare nei musei; la situazione appare davvero preoccupante per le inique e indegne retribuzioni offerte agli addetti del settore e ciò a fronte di eventi che garantiscono guadagni notevoli per gli organizzatori: i servizi di biglietteria, guardiania e accoglienza sono oggetto di esternalizzazione attraverso appalti di servizi che consentono comunque agli operatori economici partecipanti alla procedura ad evidenza pubblica di aggiudicarsi l'appalto offrendo ribassi notevoli; in particolare, relativamente alla mostra inaugurata recentemente presso Palazzo della Gran Guardia a Verona, l'Associazione "Mi Riconosci", rilevando che all'interno del grande budget necessario per la realizzazione di tutta l'esposizione i soldi investiti sull'appalto di guardiania e accoglienza al pubblico sono poco più di 144.000 euro, ha denunciato che la società cooperativa "Rear", leader nel settore e già vincitrice di altri appalti nel comune scaligero, ha ottenuto un punteggio complessivo di 100 punti di cui 70 per l'offerta tecnica e 30 per l'offerta economica grazie a un ribasso del 29,50 per cento, ribasso che è apparso "anomalo" in sede di gara ma non abbastanza da evitare l'aggiudicazione ("Il Manifesto", 18 maggio 2022); i lavoratori impiegati a seguito dell'aggiudicazione di tali servizi non vengono inquadrati con il contratto di settore, il cosiddetto Federculture (come peraltro è avvenuto in un primo momento), bensì con quello dei servizi fiduciari, cioè il contratto che si applica ai servizi di guardiola armata e non armata; in questo modo il livello di retribuzione minimo dei lavoratori viene fissato in 5 euro lordi all'ora, mentre con la prima tipologia di contratto (Federculture) la retribuzione che verrebbe garantita ai lavoratori sarebbe di 8,50 euro netti all'ora, e ciò a fronte di competenze non certo basilari, in quanto viene richiesta all'addetto la conoscenza delle lingue straniere, ad esempio dell'inglese; si tratta evidentemente di un contratto all'interno del quale viene peraltro spesso applicato a questi addetti, in maniera impropria, il livello retributivo più basso (ma era già capitato in occasione dell'affidamento dell'appalto dei servizi di biglietteria di tutti i musei civici) in quanto, ad esempio, gli stessi devono: svolgere servizi di sorveglianza delle sale dei musei, con ogni conseguente e ovvia responsabilità con riferimento alle opere che i musei custodiscono ed espongono; dare informazioni ai visitatori sia sul museo che sulla mostra allestita; svolgere servizi di biglietteria o servizi di bookshop con responsabilità per la gestione del denaro. In altri e più chiari termini questi operatori abbisognano di una formazione specifica e competenze non certo basilari, pertanto devono essere retribuiti in ragione delle competenze anche con specifiche indennità (ad esempio indennità di cassa spettanti a chi maneggia denaro); Verona non è un caso isolato in Italia, questa prassi è tuttora in corso anche a Milano (Musei civici e Palazzo reale, ove gli addetti sono in stato di agitazione e prossimi allo sciopero), a Torino (Museo del cinema e al Museo Egizio), a Roma presso il museo Maxxi e Palazzo Barberini, nonché a Firenze presso il Museo degli Innocenti e presso i Musei civici di Trieste, in agitazione dal mese di aprile 2022, ma anche a Cagliari, Monza e Forlì; considerato che: