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Il comma 3 incide sulla disposizione che trasferisce al MIMS la vigilanza sulle dighe, al fine di precisare che restano comunque fermi i compiti, gli obblighi e le responsabilità degli enti concessionari e dei soggetti gestori in materia di sicurezza, nonché le funzioni di controllo delle amministrazioni concedenti. Il comma 4 modifica le disposizioni del codice dell'ambiente relative al piano di gestione delle dighe ai fini delle operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento. La disciplina previgente - che demanda la predisposizione del piano al gestore sulla base di criteri fissati con apposito decreto ministeriale - viene adesso integrata per precisare che essa si applica solamente alle grandi dighe e che, per le piccole dighe, le modalità di attuazione della normativa nazionale sono demandate alle singole regioni interessate. I commi 4- bis e 4- ter recano disposizioni concernenti il Piano nazionale di interventi nel settore idrico, che incidono, tra l'altro, sulla formazione e attuazione del Piano, sul monitoraggio degli interventi ivi previsti e sui poteri sostitutivi in caso di inerzia dei soggetti preposti all'attuazione degli interventi. Il comma 4- quater modifica la disciplina relativa all'approvazione dei progetti delle opere di derivazione e adduzione connesse alle grandi dighe e alla vigilanza tecnica sulle operazioni di controllo eseguite dai concessionari, prevedendo tra l'altro che entrambe le attività rientrino nella competenza del MIMS. L'articolo 2- bis prevede che il MIMS, d'intesa con i concessionari delle tratte autostradali in concessione, proceda alla valutazione dei siti per l'ubicazione dei caselli autostradali funzionali all'accesso alle stazioni ferroviarie per l'alta velocità e per l'alta capacità di prossima realizzazione. All'articolo 3, i commi da 1 a 4 contengono disposizioni volte ad accelerare l'attuazione del Piano nazionale di implementazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS), prevedendo anche l'istituzione di un fondo con una dotazione di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026. Il comma 5 proroga al 2021 il termine di operatività del Fondo per la formazione del personale impiegato in attività della circolazione ferroviaria, con particolare riferimento alla figura professionale dei macchinisti del settore del trasporto ferroviario di merci. I commi da 6 a 8 introducono disposizioni finalizzate ad assicurare la continuità del servizio di trasporto ferroviario lungo la linea che collega la località italiana di Tirano con Campocologno in Svizzera. Il comma 9 prevede che le eventuali risorse residue dello stanziamento per il finanziamento dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale possano essere utilizzate anche per potenziare i controlli sul rispetto, nell'utilizzo dei mezzi, delle misure di contenimento dei rischi sanitari. Il comma 9- bis autorizza l'Autorità di regolazione dei trasporti a far fronte alla copertura delle minori entrate, quantificate in 3,7 milioni di euro, mediante l'utilizzo della quota non vincolata dell'avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2020. Il comma 9- ter , in relazione alla realizzazione della tratta ferroviaria Torino-Lione, estende la qualifica di aree di interesse strategico nazionale alle aree e ai siti del comune di Chiomonte individuati per la realizzazione delle opere connesse, comprese quelle di risoluzione delle interferenze, nonché alle aree e ai siti dei comuni di Bruzolo, Bussoleno, Giaglione, Salbertrand, San Didero, Susa e Torrazza Piemonte, individuati per l'installazione dei cantieri della sezione transfrontaliera della parte comune e delle opere connesse, ivi comprese quelle di risoluzione delle interferenze. L'articolo 4 reca disposizioni in materia di investimenti e sicurezza nel settore del trasporto marittimo. In particolare, il comma 1 aggiorna alle previsioni della normativa europea taluni aspetti del decreto legislativo n. 53 del 2011 in materia di segnalazioni delle anomalie a bordo delle navi e di requisiti per la formazione del personale ispettivo del Corpo delle capitanerie di porto. I commi da 1- bis a 1- quinquies recano norme per l'attuazione del regolamento europeo (UE) 2019/1239, che ha istituito un sistema di interfaccia unica marittima, per la segnalazione delle navi che attraccano e partono dai porti dell'Unione. Il comma 1- sexies introduce la definizione di nave abbandonata. I commi da 1- septies a 1- novies apportano modifiche all'articolo 5 della legge n. 84 del 1994 per disciplinare in maniera dettagliata la programmazione strategica delle Autorità di sistema portuale, anche attraverso la previsione di un nuovo strumento, il documento di programmazione strategica di sistema (DPSS), e la revisione dei contenuti e delle finalità del Piano regolatore portuale (PRP). Il comma 2 inserisce il Porto di Arbatax nella circoscrizione di competenza dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, il Porto Rifugio, il Porto Isola di Gela e il Porto di Licata nella circoscrizione di competenza dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale, nonché il Porto di Saline nella circoscrizione di competenza dell'Autorità di sistema portuale dello Stretto. Il comma 3 assegna all'Autorità di sistema portuale dello Stretto 2 milioni di euro per il 2021, 30 milioni di euro per il 2022 e 5 milioni di euro per il 2023 per la realizzazione degli interventi infrastrutturali necessari per aumentare la capacità di accosto per le unità adibite al traghettamento nello Stretto di Messina, nonché i servizi ai pendolari. I commi da 3- bis a 3- quinquies introducono - con tappe progressive, dal 30 giugno 2022 al 1° gennaio 2024 - il divieto di circolazione sul territorio nazionale dei veicoli delle categorie M2 e M3, adibiti a servizi di trasporto pubblico locale, alimentati a benzina o gasolio e con emissioni da Euro 1 a Euro 3 e stanziano risorse per l'acquisto di mezzi su gomma ad alimentazione alternativa. Il comma 4 estende le compensazioni per la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020, previste finora a favore delle sole navi battenti bandiera italiana impiegate nel trasporto di passeggeri e di passeggeri e merci via mare, anche alle navi iscritte nei registri degli Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo ovvero battenti bandiera di altri Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo. Il comma 4- bis estende alle navi iscritte nei registri degli Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo che esercitano attività di cabotaggio, di rifornimento dei prodotti petroliferi necessari alla propulsione ed ai consumi di bordo delle navi, nonché adibite a deposito ed assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali, anche gli sgravi contributivi previsti per le navi iscritte nei registri nazionali.