[pronunce]

SENTENZA ha pronunciato la seguentenel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Calabria 8 gennaio 2002, n. 4, recante &laquo;Definizione del rapporto precario del personale operante presso il Centro "Ricerca applicata in Oncologia e Farmacia Tossicologica dell'Azienda Ospedaliera "Ciaccio Pugliese" di Catanzaro"&raquo; , promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato l'8 marzo 2002, depositato in Cancelleria il 18 successivo ed iscritto al n. 27 del registro ricorsi 2002. Visto l'atto di costituzione della Regione Calabria; udito nell'udienza pubblica del 25 novembre 2003 il Giudice relatore Paolo Maddalena; uditi l'avvocato dello Stato Danilo Del Gaizo per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Attilio Zimatore per la Regione Calabria.. Ritenuto in fatto Considerato in diritto 1. - Con ricorso notificato in data 8 marzo 2002, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha sollevato, in riferimento agli artt. 51, primo comma, 97, primo e terzo comma, e 117 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Calabria 8 gennaio 2002, n. 4, avente per oggetto &laquo;Definizione del rapporto precario del personale operante presso il Centro "Ricerca applicata in Oncologia e Farmacia Tossicologica dell'Azienda Ospedaliera "Ciaccio Pugliese" di Catanzaro"&raquo;. L'art. 1 della citata legge regionale n. 4 del 2002, al fine "di consolidare l'attività scientifica di ricerca applicata avviata fino dal 1992 presso il presidio ospedaliero di Girifalco nell'ambito dei progetti di ricerca inerenti l'oncologia e la farmaco-tossicologia e presso il centro microcitemia dell'Azienda ospedaliera di Catanzaro nell'ambito dei progetti di ricerca afferenti la thalassemia" ed al fine di acquisire permanentemente le "specifiche professionalità in materia", autorizza l'Azienda ospedaliera "Ciaccio Pugliese" di Catanzaro "ad aumentare di n. 5 posti di biologo e n. 2 posti di medico la dotazione organica esistente presso il proprio Centro di microcitemia". Il successivo art. 2 autorizza poi l'Azienda ospedaliera "Ciaccio Pugliese" a coprire tale aumento di organico mediante un concorso riservato cui è ammesso a partecipare solo "il personale che già ha operato con l'assegnazione di borse di studio nell'ambito di progetti di ricerca nei Centri di cui al precedente art. 1 e che abbia ottenuto almeno due proroghe al contratto nell'ambito di attività di ricerca". Il ricorrente censura quest'ultima disposizione prospettandone il contrasto: "con il principio costituzionale di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, sancito dall'art. 97, comma primo, della Costituzione", in quanto il legislatore regionale avrebbe limitato l'accesso al concorso in base a criteri che non assicurerebbero "la selezione tecnica e naturale dei soggetti effettivamente più qualificati e capaci per la copertura dei posti in organico"; con l'art. 97, terzo comma, della Costituzione, in quanto la disciplina censurata non integrerebbe un caso legittimo "di deroga alla regola dell'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni mediante concorso"; con l'art. 51, primo comma, della Costituzione, "in quanto, limitando la cerchia dei soggetti che possono concorrere alla copertura dei posti, disattende il diritto di tutti i cittadini ad accedere agli uffici pubblici"; con l'art. 117 della Costituzione, "laddove prevede che la potestà legislativa regionale debba essere esercitata nel rispetto della Costituzione". 2. - La Regione Calabria si è costituita prospettando, preliminarmente, la inammissibilità per genericità della censura proposta in riferimento all'art. 97, terzo comma, della Costituzione e, nel merito, la infondatezza del ricorso. In ordine alle censure proposte in relazione all'art. 97, primo e terzo comma, della Costituzione, la Regione richiama la giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di accesso al pubblico impiego, secondo la quale la regola del pubblico concorso, sebbene rappresenti il mezzo più idoneo ed imparziale per garantire la scelta dei soggetti più capaci e per assicurare il buon andamento della pubblica amministrazione (sentenza n. 453 del 1990), può essere derogata "in presenza di peculiari situazioni giustificatrici", adottando criteri diversi, nell'esercizio di una discrezionalità che trova il suo limite nella necessità di garantire il buon andamento della pubblica amministrazione (sentenza n. 313 del 1994). La Regione medesima sostiene, inoltre, che, nel caso di specie, la previsione di un concorso "riservato" in luogo di un concorso "aperto" sia una deroga non arbitraria o irragionevole al principio dettato dall'art. 97 della Costituzione, in quanto la riserva assoluta a favore dei soggetti titolari di borse di studio, che abbiano ottenuto almeno due proroghe, sarebbe coerente con gli obiettivi della legge ed in particolare attuerebbe il "principio finalistico" del buon andamento, consolidando l'attività scientifica di ricerca applicata attraverso la formazione di un ruolo permanente composto "di specifiche professionalità". La resistente nega, poi, che le norme censurate si risolvano in un inquadramento ope legis, rilevando che l'assegnazione delle borse di studio postula una precedente selezione di carattere scientifico e che in ogni caso l'assunzione segue una procedura concorsuale, seppure riservata. In ordine alle censure proposte in relazione agli artt. 51, primo comma, e 117 della Costituzione, la Regione ritiene, infine, che le stesse non abbiano contenuto autonomo e che siano strettamente dipendenti da quelle sollevate in riferimento al citato art. 97, restando pertanto assorbite e superate dall'infondatezza di queste. Nell'imminenza dell'udienza, la Regione ha presentato altra memoria nella quale ribadisce e sottolinea le argomentazioni già svolte in precedenza.1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri promuove giudizio di costituzionalità dell'art. 2 della legge della Regione Calabria 8 gennaio 2002, n. 4, avente per oggetto &laquo;Definizione del rapporto precario del personale operante presso il Centro "Ricerca applicata in Oncologia e Farmacia Tossicologica dell'Azienda Ospedaliera "Ciaccio Pugliese" di Catanzaro"&raquo; , in riferimento agli artt. 51, primo comma, 97, primo e terzo comma, e 117 della Costituzione.