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decorso inutilmente tale termine, il Presidente del Consiglio dei ministri, con successivo decreto, adotta i provvedimenti necessari, o procede alla nomina di un commissario ad acta . 5 (Princìpi, strumenti e procedure per il coordinamento e l'armonizzazione delle politiche territoriali) 1 Per l'armonizzazione del governo del territorio e il suo coordinamento con le altre politiche di settore lo Stato, le regioni, le province autonome e le città metropolitane, nell'ambito del quadro strategico e delle politiche comuni europee, concorrono alla definizione della DQT, nelle modalità e secondo le procedure stabilite dal presente articolo. Tutte le amministrazioni aventi potere di pianificazione territoriale e urbana coordinano i rispettivi strumenti di pianificazione e cooperano per garantire la coerenza e l'efficacia degli strumenti medesimi. 2 Fatti salvi i programmi di cui al comma 5, per l'armonizzazione del governo del territorio, delle pianificazioni di settore nonché della difesa del suolo, della salvaguardia e valorizzazione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici e delle aree agricole di pregio produttivo e delle altre politiche territoriali, lo Stato adotta la DQT quale strumento di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali competenti e di indirizzo unitario delle azioni territoriali operate da tutti livelli di governo. La DQT definisce la strategia nazionale e gli obiettivi di programmazione in materia di ambiente, paesaggio, difesa del suolo, prevenzione dai rischi naturali maggiori, reti infrastrutturali, assetto insediativo e funzioni produttive e detta indirizzi di coordinamento al fine di garantire il carattere unitario e indivisibile del territorio, come definito all'articolo 1. La DQT ha durata settennale ed è soggetta ad aggiornamento triennale. 3 La proposta di DQT è predisposta dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle attività culturali e del turismo, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, di seguito denominata «Conferenza unificata», ed è successivamente sottoposta a procedura di valutazione ambientale strategica (VAS), ai sensi del titolo II della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 4 La proposta di DQT e il rapporto ambientale insieme con il parere motivato e la documentazione acquisita nell'ambito della consultazione sono successivamente trasmessi, per l'approvazione definitiva, al Consiglio dei ministri, che ha potere di integrazione e di modifica. 5 Lo Stato adotta programmi d'intervento speciali, anche per specifici ambiti territoriali ai sensi del quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione, al verificarsi di particolari situazioni di necessità e per rimuovere gli squilibri economici e sociali, ovvero per promuovere la messa in sicurezza del territorio, lo sviluppo economico sostenibile e la coesione e la solidarietà sociali, per superare situazioni di degrado ambientale, paesaggistico e urbano e per favorire la rilocalizzazione di insediamenti esposti a rischi naturali e tecnologici, coordinando la sua azione con quella delle regioni e degli altri soggetti di volta in volta competenti. 6 La regione, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 1 ai sensi delle disposizioni degli articoli 6 e 7, adegua la pianificazione generale regionale, di area vasta e di settore, alla DQT. La regione altresì, al fine di garantire un razionale uso del suolo, detta indirizzi per la definizione delle densità insediative edilizie ottimali di riferimento per la pianificazione urbanistica, tenendo conto delle culture insediative locali, delle caratteristiche strutturali del territorio e delle dotazioni territoriali in essere e programmate, della popolazione presente e prevista, nonché della condizione socio-economica dei comuni, assicurando il raggiungimento delle dotazioni territoriali essenziali di cui all'articolo 6, ed elabora la cartografia di base e gli studi di settore che le amministrazioni locali e i privati sono tenuti a utilizzare. 6 (Dotazioni territoriali e livelli essenziali delle prestazioni) 1 La pianificazione e la programmazione del territorio prevedono la dotazione di attrezzature pubbliche e di servizi di interesse pubblico collettivo e generale per garantire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili, la dotazione delle reti e delle infrastrutture che consentono l'accessibilità alle attrezzature urbane e territoriali e la mobilità delle persone e delle merci, nonché la realizzazione della città pubblica e il godimento del paesaggio, del patrimonio storico-artistico e dell'ambiente. 2 Costituiscono dotazioni territoriali essenziali, indispensabili per il raggiungimento dei livelli di qualità urbana e per la realizzazione di interventi organici di riqualificazione dei tessuti edilizi, nonché di infrastrutturazione del territorio, gli immobili e le attività gestionali finalizzati alla fornitura dei servizi relativi ai seguenti diritti di cittadinanza: a salute, assistenza sociale e sostegno delle famiglie; b istruzione, innovazione e ricerca; c fruizione del tempo libero, del verde pubblico, della cultura, dello sport e dello spettacolo; d mobilità e accessibilità delle persone, del trasporto e delle merci, delle infrastrutture materiali e immateriali a rete; e approvvigionamento idrico ed energetico, reflui, depurazione; f sostegno dell'iniziativa economica in coerenza con l'utilità sociale e la sicurezza del lavoro; g esercizio della libertà di religione e di espressione etico-sociale, di associazione a fini comunitari e culturali; h servizio abitativo ed edilizia residenziale sociale. 3 Il Governo è delegato ad emanare, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la definizione dei livelli quantitativi e qualitativi minimi inderogabili delle dotazioni territoriali essenziali per l'intero territorio nazionale, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a individuazione delle categorie di dotazioni territoriali essenziali, tenendo conto della differenziazione delle amministrazioni comunali per ubicazione geografica, soglia demografica, caratteristiche insediative e di ulteriori elementi di diversificazione o di omogeneità; b individuazione dei parametri minimi inderogabili di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati, dei rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e alle dotazioni territoriali essenziali, nonché di sostenibilità ambientale ed energetica dell'abitato; c coordinamento e armonizzazione delle categorie di dotazioni territoriali essenziali con la disciplina relativa alle infrastrutture territoriali, come definite dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 26 novembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del l° aprile 2011, e con la disciplina relativa alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui alla normativa vigente. 4 Il decreto legislativo di cui al comma 3 è adottato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il parere della Conferenza unificata, che si pronuncia entro trenta giorni; decorso tale termine il decreto legislativo è adottato anche in mancanza di tale parere.