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Il provvedimento attribuisce effetto abilitante ad alcune lauree ai fini dell'esercizio delle rispettive professioni. Nello specifico, l'esame finale per il conseguimento delle lauree magistrali a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria, in farmacia e farmacia industriale, in medicina veterinaria, nonché della laurea magistrale in psicologia, abilita all'esercizio delle professioni rispettivamente di odontoiatria, farmacista, medico veterinario e psicologo. Analogamente il conseguimento delle lauree professionalizzanti in professioni tecniche per l'edilizia e il territorio, in professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali e professioni tecniche industriali e dell'informazione ha effetto abilitante all'esercizio della professione di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e perito industriale laureato. Inoltre, il possesso delle lauree magistrali in chimica fisica e biologia abilita rispettivamente all'esercizio delle professioni di chimico, fisico e biologico. Oltre alle menzionate lauree, il disegno di legge prevede che, con regolamenti di delegificazione, e quindi non più con legge, si possono rendere abilitanti all'esercizio delle professioni regolamentate ulteriori lauree. Si tratta di un intervento organico con cui si estende ad altri ambiti professionali la misura avviata con l'articolo 102 del decreto cura Italia, che ha introdotto la laurea abilitante in medicina e chirurgia, consentendo di fornire una risposta immediata all'esigenza di fronteggiare le condizioni di criticità del Servizio sanitario nazionale in seguito all'emergenza pandemica. Ulteriori integrazioni saranno possibili al tavolo che il Governo si è impegnato ad attivare in tempi celeri per la revisione e l'aggiornamento della disciplina relativa all'accesso alle professioni regolamentate, dando seguito alle istanze provenienti da alcune professioni in un'ottica di completamento del quadro normativo di riferimento. La legge non comporterà scavalcamenti, in quanto il dispositivo abilitante alla professione decorrerà non dall'entrata in vigore della norma, bensì dall'anno accademico successivo a quello in corso alla data di adozione dei decreti rettorali, cui è demandato l'adeguamento dei regolamenti didattici di ateneo, previo accreditamento dei corsi di studio abilitanti. Costituisce un primo tassello cui faranno seguito disposizioni attuative del Governo e delle università e la fase di accreditamento. Coloro che hanno già conseguito il titolo in base ai previgenti ordinamenti didattici, o lo conseguiranno nel frattempo, per accedere alle rispettive professioni dovranno sostenere l'esame di Stato per l'abilitazione. Tuttavia, l'articolo 6 dispone che siano assicurate modalità semplificate. La loro definizione sarà rimessa a uno o più decreti del Ministro dell'università, di concerto con il Ministro vigilante sull'ordine o sul collegio professionale competente, sentite le rappresentanze nazionali del medesimo ordine o collegio. Per gli studenti che hanno conseguito o conseguiranno la laurea magistrale in psicologia in base ai previgenti ordinamenti didattici non abilitanti, è prevista una specifica disciplina transitoria (articolo 7). L'abilitazione all'esercizio della professione di psicologo sarà acquisita previo superamento di un tirocinio pratico valutativo e di una prova pratica valutativa. Anche in questo caso la disciplina concreta è rimessa al decreto del Ministro dell'università. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Saponara. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, le chiedo di poter allegare il testo del mio intervento al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE . La Presidenza la autorizza in tal senso, senatrice Saponara. Dichiaro chiusa la discussione generale. Il relatore e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Invito i presentatori a illustrare i loro emendamenti. DRAGO (FdI) . Signora Presidente, illustro l'emendamento 3.0.1. Premetto che in Commissione sono già stati accolti due ordini del giorno. La prima è una proposta che viene dai giovani di Fratelli d'Italia, in merito all'immatricolazione nella facoltà di medicina e chirurgia: si chiede di immatricolare tutti coloro che ne facciano richiesta e di procedere a una selezione successiva, nel passaggio dal primo al secondo anno, con un test che tenga conto dei CFU raggiunti dagli studenti, con contenuti già conosciuti e circoscritti, al fine di valutare la loro reale preparazione. L'altro ordine del giorno riguarda invece la figura dell'assistente sociale. L'emendamento in esame viene un po' a completamento e ci tengo a spiegarne il contenuto. In questo momento storico, in cui assistiamo a un incremento delle violenze ai danni delle donne (e non solo) e delle violenze a cui assistono ragazzi e bambini all'interno dei nuclei familiari, noi dovremmo potenziare la figura dell'assistente sociale, che negli anni ha avuto un'evoluzione. La categoria chiede di coprire il gap normativo nella formazione che si è venuto a creare nel passaggio dal decreto del 1999, che prevedeva la laurea magistrale (quindi il quinquennio), al decreto ministeriale n. 270 del 2004, che ha dato vita alla suddivisione tra la laurea triennale e la laurea specialistica biennale. Sostanzialmente in questo passaggio è intervenuto un decreto interministeriale che ha equiparato alcune classi di concorso che una volta includevano la laurea conseguita in cinque anni e quella conseguita con i primi tre anni nella facoltà di scienze politiche. Quindi, capite bene che la finalità è stata concorsuale, ma non si è coperto il vuoto relativo alla formazione. Con l'emendamento 3.0.1 noi interveniamo sull'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, affinché venga considerato l'articolo 23, permettendo ai nuovi laureandi di essere sottoposti a un esame, possibilmente da parte di personale specializzato appartenente all'albo degli assistenti sociali. Con questo tentativo si supererebbe un altro problema tutto italiano relativo alla figura dell'assistente sociale: la divisione, all'interno dell'albo, tra la sezione A e la sezione B, che invece a livello internazionale si considera in toto . Addirittura intervengono in questa direzione sia le linee guida relative agli standard educativi approvate dall'Associazione internazionale delle scuole di servizio sociale, sia la Federazione internazionale degli assistenti sociali. Arrivo al dunque: è stata approvata in questa legislatura una serie di ordini del giorno in questa direzione, che però non hanno preso in carico tale figura. Concludo sottolineando che al Ministero dell'interno la Divisione anticrimine, insieme al CNOAS e ad altre figure, sta stilando un protocollo di intervento nei casi di violenza anche sulle donne. È un'emergenza.