[pronunce]

Considerato che l'ordinanza di rimessione riferisce esplicitamente che, nella specie, la domanda riconvenzionale - cui si correlano l'eccezione di intempestività e la conseguente questione di legittimità costituzionale - è stata proposta (dalla creditrice opposta nel giudizio di opposizione di terzo all'esecuzione) "per l'ipotesi di accoglimento dell'opposizione"; che, pertanto, il giudice rimettente è tenuto ad esaminare la riconvenzionale soltanto in caso di rigetto dell'opposizione; che invece il tribunale - che pure ha trattenuto in decisione l'intero giudizio - non motiva in alcun modo sulla fondatezza dell'opposizione e quindi non chiarisce se sussistano le condizioni alla presenza delle quali l'esame della domanda riconvenzionale, ed in primo luogo il tema della sua tempestività, risulta esplicitamente subordinato; che il silenzio dell'ordinanza circa l'insorgere del dovere di esaminare la riconvenzionale si risolve in difetto di motivazione sulla rilevanza della questione di legittimità costituzionale e ne determina la manifesta inammissibilità. Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 619, 163 [terzo comma] n. 7, 164, primo comma, e del "combinato disposto" degli artt. 166 e 167, secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale di Venezia con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Bile Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 6 marzo 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola