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Tale esame, altamente specifico e sensibile, ha il limite di prevedere un processo di analisi in appannaggio di pochi laboratori specializzati, dotati per lavorare su un grande numero di campioni biologici, il che, quindi, richiede un'organizzazione in rete e tempi tecnici non sempre tempestivi ai fini dell'ottenimento dei risultati del test . Inoltre, tali laboratori necessitano di raccogliere un congruo numero di campioni da analizzare per evitare di sprecare l'intero kit . Tali caratteristiche non sempre si conciliano con le situazioni in cui la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 abbia carattere di urgenza; l'Italia è certamente uno dei Paesi ad aver, finora, effettuato dall'inizio dell'emergenza più test molecolari (più di 3 milioni) con il numero più elevato numero di tamponi per 100.000 abitanti (più di 5.000 su 100.000 abitanti). Ancora una volta, però, va evidenziata la grande variabilità di numeri e protocolli tra le diverse Regioni. Tuttavia, in attesa di definire meglio una strategia comune sul territorio nazionale, serve certamente aumentare la disponibilità di test molecolari per garantire la diagnosi precoce dei casi di contagio, l'individuazione dei contatti stretti, nonché dei focolai epidemici, e soprattutto il controllo dell'infezione negli ambienti sensibili, tra cui strutture per acuti, strutture che ospitano soggetti fragili (strutture residenziali extraospedaliere per malati cronici non autosufficienti, per disabili e per malati terminali, strutture di riabilitazione e di lungodegenza post acuzie, eccetera) e comunità chiuse; la crescente necessità di test per il contenimento del virus nella "fase 2" ha spinto le principali aziende ed associazioni di categoria a confermare la saturazione della capacità produttiva mondiale di reagenti per estrazione di RNA, inducendo anche il comitato tecnico scientifico a pubblicare sul portale dedicato una richiesta di offerta per reperire almeno 5 milioni di test molecolari (rapidi, automatizzati e compositi); alla luce dell'esigenza di rendere il test molecolare disponibile ed accessibile ad un numero sempre maggiore di soggetti a rischio o casi sospetti e loro contatti e di ridurre al minimo i tempi di diagnosi, di recente, sono stati sviluppati alcuni test molecolari rapidi per l'identificazione del nuovo coronavirus (alcuni anche effettuabili sul posto e, pertanto, definiti " point of care test "), che forniscono il risultato in tempi sensibilmente più rapidi rispetto al tampone classico; la circolare del 3 aprile, emanata dal Ministero della salute, riporta che "sono stati messi a punto i test molecolari rapidi CE-Ivd e/o Eua/Fda basati sulla rilevazione dei geni virali direttamente nelle secrezioni respiratorie che permetterebbero di ottenere risultati in tempi brevi. Secondo il Comitato tecnico-scientifico, questi test potrebbero essere utili nei casi in cui la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2 assuma carattere di urgenza" e potrebbero, pertanto, rappresentare un passaggio indispensabile, in prospettiva della riapertura ordinaria; inoltre, tali test potrebbero trovare capillare utilizzo nella gestione in tempo reale dei pazienti sottoposti a valutazione per l'ammissione alle strutture sanitarie; alla luce di quanto finora esposto, risulta auspicabile l'utilizzo di test molecolari rapidi al fine di monitorare l'andamento dell'infezione da COVID-19 in Italia, e diagnosticare precocemente tutti i soggetti infetti, per poi tracciarne i contatti e limitare il contagio, impegna il Governo: 1) a definire in tempi rapidi il fabbisogno di test molecolari per la fase 2 e programmare efficaci strategie di approvvigionamento; 2) a sostenere ed incentivare la capillare diffusione dell'utilizzo dei test molecolari rapidi per la ricerca di RNA virale, nei luoghi sensibili, quali strutture sanitarie per acuti, strutture sanitarie per cronici, strutture che ospitano soggetti fragili, strutture di comunità e farmacie; 3) a dettare linee univoche per l'utilizzo dei test molecolari e sierologici, che tutte le Regioni dovranno seguire, sull'intero territorio nazionale introducendo precise disposizioni al fine di individuare i soggetti tenuti all'effettuazione dei test ; 4) a prevedere la creazione di una piattaforma digitale dove convogliare tutti i dati regionali relativi alle indagini sierologiche e molecolari svolte, al fine di valorizzare il patrimonio informativo derivante da tali dati, in aggiunta alle evidenze generate dallo screening sierologico nazionale attualmente in corso. Interrogazioni Atto n. 3-01640 LANZI MONTEVECCHI ANASTASI ANGRISANI CORRADO DONNO MARILOTTI LANNUTTI LEONE MANTOVANI MORONESE PAVANELLI ROMANO TRENTACOSTE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il Comune di Sassuolo (Modena) con delibera del Consiglio comunale n. 70 del 18 dicembre 2017 ha approvato il piano operativo comunale (POC) con valenza di piano urbanistico attuativo (PUA), di iniziativa privata, relativo al comparto denominato "AN.1B - via indipendenza - via muraglie" adottato con delibera n. 48 del 25 luglio 2017 (approvazione ai sensi dell'art. 34 della legge regionale n. 20 del 2000); il progetto prevede la costruzione di un complesso residenziale composto da 49 villette nell'area verde che si apre a ovest del duplice filare di pioppi cipressini, poco a sud della traversa di via Indipendenza, entro i confini storici del parco Ducale segnati dalle tracce ancora rinvenibili delle muraglie; considerato che: in particolare l'ambito è localizzato nella parte sudovest della città, delimitato a nord da via Indipendenza, a sud e a ovest dal tracciato della circonvallazione sudovest e a est dal percorso alberato dell'asse storico che collega il palazzo Ducale al belvedere (filare dei pioppi); la zona è costituita da un'area non urbanizzata, residuo dell'impianto agricolo del parco Ducale, attraversata dal canale di Modena, entro cui si trovano un fabbricato in disuso (ex discoteca) e alcuni complessi rurali; come specificato anche nel POC, il piano urbanistico attuativo e i successivi titoli abilitativi devono essere sottoposti al conseguimento dell'autorizzazione paesaggistica, di cui all'art. 146 del codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004); considerato inoltre che: non risulta agli interroganti che sia ancora stato espresso alcun parere sul progetto da parte della Soprintendenza, né che questa abbia partecipato al procedimento urbanistico POC-PUA; dalle notizie apprese da organi di stampa locale, tra i quali si cita l'articolo di "Modenatoday" del 16 maggio 2020 dal titolo "Un nuovo quartiere con 49 villette accanto al Parco Ducale, 'Intervenga la Soprintendenza'", sono iniziati alcuni lavori di eradicazione di alberi e di predisposizione del cantiere edilizio relativo al progetto residenziale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;