[resaula]

È vero, le persone perbene sono la maggioranza, ma il traffico dei rifiuti - lo attestano le inchieste - è un problema molto serio. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.5, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.14 e 6.8 (testo 2) sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.9 (testo 2), presentato dal senatore Lanzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, l'articolo 6 del provvedimento prevede la soppressione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) a decorrere dal 1° gennaio 2019. In virtù di tale abrogazione, i successivi commi 2 e 3 del medesimo articolo prevedono ulteriori abrogazioni e alcune prescrizioni transitorie che intervengono anche sul cosiddetto codice dell'ambiente. Non è però previsto alcun intervento per recepire il parere S1062 del 29 luglio 2009 dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con cui quest'ultima non aveva giustificato, sotto il profilo concorrenziale, il rifiuto da parte delle sezioni provinciali e regionali dell'Albo nazionale gestori ambientali di iscrivere nell'albo medesimo tutti quei professionisti che, in ragione della loro attività, effettuino operazioni di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi. Con l'emendamento in esame si raccoglie questo parere e si pone una regola al sistema. Anche in questo caso, non vi è necessità di coperture finanziarie. Chiediamo pertanto ai relatori e al rappresentante del Governo di rivedere il parere contrario espresso sull'emendamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.10, presentato dal senatore Pichetto Fratin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 6.12 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.11. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, stiamo parlando della gestione dei rifiuti speciali, che rappresenta un tema di estrema urgenza per il nostro Paese. In questi giorni moltissime associazioni ambientaliste, ma anche il mondo dell'economia (compresa quella circolare, quindi il mondo più innovativo) si sono fatti sentire affinché il Parlamento possa cogliere l'allarme, che è del tutto giustificato. È noto a tutti che gli impianti per lo smaltimento e la gestione dei rifiuti speciali nel nostro Paese sono assolutamente carenti. La mancanza di questi impianti crea delle diseconomie ed ha soprattutto impatti gravi sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla sanità pubblica. Dunque, è del tutto evidente la necessità che il trattamento dei rifiuti speciali, pericolosi e non (pensate ad esempio a quelli sanitari), venga garantito, così come prevede la legge, all'interno di impianti abilitati e dunque certificati. Signor Presidente, il problema è che nel nostro Paese sono pochissime le Regioni in grado di gestire autonomamente e adeguatamente il ciclo dei rifiuti speciali. Inoltre, molte di queste Regioni hanno preso l'abitudine di mandare questi rifiuti in altri Paesi europei e spesso anche extraeuropei. Il problema vero è che da qualche mese molti Paesi, soprattutto del Sud-Est asiatico (pensiamo alla Cina), hanno stretto il cordone e non accettano più l'invio da parte dell'Italia di rifiuti di questo tipo. Stiamo parlando di rifiuti che hanno un impatto notevole dal punto di vista sia qualitativo, che quantitativo. Nel nostro Paese si producono 135 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui 125 milioni di tonnellate sono definiti rifiuti pericolosi, mentre gli altri sono non pericolosi. Il 70 per cento del totale dei rifiuti vengono recuperati come materie prime e seconde, mentre il restante 30 per cento - si tratta di 40 milioni di tonnellate all'anno - viene avviato allo smaltimento e, dunque, in alcuni casi in discariche autorizzate, oppure in impianti di termovalorizzazione. Che cosa si propone con l'emendamento in oggetto? Vista la carenza strutturale di impianti per la gestione di questi rifiuti nel nostro Paese, propone di lavorare in analogia con quanto previsto per gli impianti dei rifiuti urbani, ossia consentendo che vi sia la possibilità di operare a pieno carico termico fintantoché l'impiantistica nazionale non venga portata a regime e adeguatamente modificata e certificata. Questo emendamento però dice di più: l'impatto ambientale di questo pieno carico termico deve essere a zero. Esso quindi stabilisce una serie di normative, in particolare la certificazione EMAS e la certificazione OHSAS, relative sia alla certificazione ambientale che alla sicurezza del luogo di lavoro, affinché ciò possa avvenire. Da ultimo, signor Presidente, vogliamo far presente, in particolare alla maggioranza, che nelle Commissioni ha espresso, per noi ingiustificatamente, un parere negativo su questo emendamento, che è lo stesso codice dell'ambiente a stabilire che è assolutamente virtuoso il recupero energetico attraverso la termovalorizzazione di tutti i rifiuti, che siano rifiuti speciali o non speciali. Dunque chiediamo alla maggioranza un ripensamento. Sappiate - immaginiamo che tutti ne siano consapevoli - che la mancata assunzione di provvedimenti in questa direzione comporterà un impatto ambientale gravissimo per la sicurezza dei nostri cittadini, con roghi e discariche di rifiuti, in questo caso, particolarmente pericolosi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.11, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice De Petris, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G6.100 (testo 2)? DE PETRIS (Misto-LeU) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatrice Pergreffi, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G6.500? PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G6.100 (testo 2) e G6.500 sono accolti come raccomandazione. SANTILLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G6.27. PRESIDENTE . L'emendamento 6.0.1 è improponibile. Gli emendamenti da 6.0.2 a 6.0.600 sono stati ritirati.