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4 All'articolo 727- bis del codice penale, il primo comma è abrogato. 8 (Modifiche agli articoli 727, 733- bis e 131- bis del codice penale) 1 L'articolo 727 del codice penale è abrogato. 2 L'articolo 733- bis del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 733- bis. - (Distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto) -- . Chiunque distrugge o comunque deteriora in modo significativo un habitat all'interno di un sito protetto è punito con l'arresto da uno a tre anni e con l'ammenda da 50.000 a 300.000 euro. Ai fini dell'applicazione del presente articolo per habitat all'interno di un sito protetto si intende qualsiasi habitat di specie per le quali una zona sia classificata quale zona di protezione speciale a norma dell'articolo 4, paragrafi l e 2, della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, o qualsiasi habitat naturale o un habitat di specie per un sito segnato come zona speciale di conservazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 92/43/CE del Consiglio, del 21 maggio 1992». 3 Al secondo comma dell’articolo 131- bis del codice penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero nei reati contro gli animali». 9 (Modifiche al codice di procedura penale) 1 Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 257, comma 1, dopo la parola: «restituzione» sono inserite le seguenti: «nonché gli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale»; b all'articolo 260 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «3- quater . Se si tratta di animali vivi l'autorità giudiziaria ne ordina, secondo i casi, durante il procedimento o il processo, l'affido definitivo mediante alienazione allo Stato, agli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale o a loro sub-affidatari tramite gli enti stessi»; c all'articolo 322, comma 1, dopo la parola: «restituzione» sono inserite le seguenti: «nonché gli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale»; d all'articolo 322- bis , comma 1, dopo la parola: «restituzione,» sono inserite le seguenti: «nonché gli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale,»; e all'articolo 325, comma 1, dopo la parola: «restituzione» sono inserite le seguenti: «nonché gli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale»; f all'articolo 355, comma 3, dopo la parola: «restituzione» sono inserite le seguenti: «nonché gli enti di cui all'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale». 10 (Modifiche alle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale) 1 L'articolo 19- ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale è abrogato. 2 All'articolo 19- quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «È vietato all'indagato o all’imputato o al terzo proprietario l'alienazione o l'abbattimento degli animali oggetto di procedimento penale sino a sentenza definitiva per i reati introdotti dalla legge 20 luglio 2004, n. 189, se non per la cessione definitiva agli enti di cui al primo periodo del presente comma o a loro sub-affidatari anche in relazione all'articolo 260, comma 3- quater , del codice di procedura penale e all'articolo 544- sexies del codice penale». 11 (Introduzione dell’articolo 544- ter .1 del codice penale in materia di contrasto alla zooerastia e alla zoopornografia) 1 Dopo l'articolo 544- ter del codice penale è inserito il seguente: «Art. 544- ter .1 - (Zooerastia e zoopornografia) -- Chiunque compie atti sessuali su animali o favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla lo sfruttamento sessuale di animali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque utilizzando animali realizza, produce o commercia esibizioni o spettacoli pornografici ovvero rappresenta, con qualunque mezzo, animali coinvolti in attività sessuali con persone esplicite, reali o simulate. Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza il materiale zoopornografico di cui al primo comma, è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 30.000 euro a 150.000 euro. Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi precedenti, offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale zoopornografico di cui al secondo comma, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Nei casi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale sia di ingente quantità. Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dai commi precedenti, consapevolmente si procura o detiene materiale zoopornografico è punito con la reclusione fino a diciotto mesi e con la multa non inferiore a euro 5.000. La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque assiste a esibizioni o spettacoli pornografici in cui siano coinvolti animali è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 15.000 a 60.000 euro. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche quando il materiale zoopornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di animali o parti di esse, in tal caso la pena è diminuita di un terzo. Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali. Chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività sessuali con animali, o comunque comprendenti tali attività, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere atti di zooerastia o reati relativi al materiale zoopornografico di cui ai commi precedenti è punito con la reclusione fino a diciotto mesi e con la multa da 5.000 a 15.000 euro. Alla stessa pena di cui al decimo comma soggiace anche chi pubblicamente fa l'apologia di uno o più delitti previsti dal presente articolo. Non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume».