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PROTOCOLLO FINALE Al momento della firma in data odierna della Convenzione in materia di sicurezza sociale tra l'Italia e la Svizzera (denominata qui appresso "La Convenzione"), i Plenipotenziari delle due Parti contraenti hanno concordato le seguenti dichiarazioni: 1. La Convenzione si applica ugualmente ai superstiti di cittadini italiani e svizzeri, qualunque sia la loro cittadinanza. 2. Sono considerate superstiti o figli ai sensi della Convenzione le persone designate come tali dalla legislazione applicabile. 3. Il principio dell'uguaglianza di trattamento enunciato all'articolo 2 della Convenzione non si estende da parte svizzera alle disposizioni relative alle assicurazioni facoltative di vecchiaia, superstiti e invalidità dei cittadini svizzeri all'estero, alle assicurazioni di vecchiaia, superstiti e invalidità dei cittadini svizzeri occupati all'estero per conto di un datore di lavoro in Svizzera, e alle prestazioni di assistenza corrisposte a invalidi svizzeri residenti all'estero. 4. La regolamentazione dell'articolo 5 della Convenzione si applica a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro cittadinanza, ad eccezione della lettera f) del citato articolo. 5. Quando, in applicazione dell'articolo 5 della Convenzione, un lavoratore è soggetto alle disposizioni della legislazione svizzera, ciò significa che, per quel che riguarda la sua posizione nelle assicurazioni svizzere, egli è considerato come se esercitasse la sua attività in Svizzera, salvo i casi previsti alla lettera c). 6. Sono assimilati alle persone dipendenti da servizi ufficiali ai sensi dell'articolo 5, lettera e), della Convenzione: i) i dipendenti di cittadinanza svizzera dell'Ufficio nazionale svizzero per il turismo inviati in Italia; ii) il corpo insegnante svizzero delle scuole svizzere in Italia; iii) il personale di cittadinanza svizzera presso lo Istituito svizzero di Roma. 7. I cittadini svizzeri che sono stati iscritti alle assicurazioni sociali italiane di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), della Convenzione, i quali ritornano in Svizzera, possono proseguire volontariamente tali assicurazioni alle stesse condizioni dei cittadini italiani. 8. L'indennità forfettaria prevista agli articoli 7, lettera a) e 8, lettera c), della Convenzione, è pari al valore attuale della rendita dovuta al verificarsi dello evento assicurato in base alle disposizioni delle leggi svizzere oppure al valore attuale di detta rendita al momento in cui l'assicurato lascia definitivamente la Svizzera, qualora questa partenza abbia luogo dopo la concessione della rendita. 9. Per l'applicazione degli articoli 7, lettera b), e 8, lettere a) e d) della Convenzione, il termine "domicilio" deve essere inteso nel senso del Codice civile svizzero. Secondo quest'ultimo il domicilio è di regola il luogo dove una persona dimora con l'intenzione di stabilirsi durevolmente. 10. Per quel che riguarda il diritto alle rendite straordinarie, un cittadino italiano che lascia la Svizzera per un periodo che non superi tre mesi all'anno, non interrompe la residenza in Svizzera ai sensi degli articoli 7, lettera b), e 8, lettera d), della Convenzione. D'altra parte i periodi durante i quali un cittadino italiano residente in Svizzera è stato esonerato dalle assicurazioni svizzere per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità non verranno considerati nel computo dei termini previsti dagli articoli 7, lettera b), e 8, lettera d), della Convenzione. 11. I lavoratori frontalieri domiciliati in Svizzera i quali, prima dell'entrata in vigore della Convenzione, sono stati esonerati dalle assicurazioni sociali italiane in conformità al punto 2 del Protocollo finale allegato alla Convenzione italo-svizzera sulle assicurazioni sociali del 17 ottobre 1951, continuano ad esserne esonerati. 12. I contributi versati nell'assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera che sono stati trasferiti alle assicurazioni sociali italiane in applicazione delle Convenzioni italo-svizzere del 4 aprile 1949 e del 17 ottobre 1951 non possono più essere ritrasferiti all'assicurazione svizzera. Nessun diritto può più derivare dai suddetti contributi nei confronti di questa assicurazione. 13. Qualora i lavoratori italiani non godano già di una assicurazione per le cure mediche e farmaceutiche ai sensi della legge federale del 13 giugno 1911 sull'assicurazione contro le malattie e gli infortuni, il datore di lavoro deve curare che essi contraggano tale assicurazione e, se non lo fanno, deve concluderla egli stesso per loro. Egli può detrarre dal salario il contributo necessario, salvo differente intesa fra le parti interessate. Il presente Protocollo finale, che costituisce parte integrante della Convenzione in materia di sicurezza sociale conclusa in data odierna tra l'Italia e la Svizzera, sarà ratificato e sarà valido alle stesse condizioni e per la stessa durata stabilite per la Convenzione medesima. FATTO in Roma, il 14 dicembre 1962, in due esemplari, uno in italiano l'altro in francese, i due testi facenti ugualmente fede. Per il Governo della Repubblica italiana G. LUPIS Per il Consiglio federale svizzero SAXER