[resaula]

alcuni provvedimenti non sono stati ancora approvati perché dovevano portare la firma di questo o di quell'altro senatore, prima di questo o di quell'altro partito. Diciamo la verità: giochi di Palazzo, quei giochi che noi vogliamo abbattere, che qualcuno ha detto che avrebbe abbattuto e, invece, oltre alla scatoletta di tonno si è preso i grissini e anche la bistecca, mentre c'è gente veramente che, con 4 euro all'ora, non riesce ad avere quella bistecca. Scusate se semplifico con parole povere, ma io vengo dal popolo, sono uno del popolo e ho sofferto per essere stato disoccupato come tanti. Quindi, voglio parlare al popolo. Non sto parlando a voi, ma sto parlando al popolo. Vinceremo, popolo, perché voi andrete a casa! Noi non abbiamo paura di andare al voto! Dimettetevi e andiamo al voto! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi da inizio legislatura si è affermata la prassi di definire i provvedimenti con un nome oltre che con una designazione tecnica. Spesso, in passato, al nome pomposo, non è corrisposto un contenuto altrettanto importante. A mio avviso, però, non è questo il caso. Definire quello in esame come decreto aiuti è del tutto pertinente, perché contiene misure per 14 miliardi: misure a favore del nostro sistema produttivo, a favore della nostra popolazione e a favore di tutte le categorie in difficoltà. Non è un caso che, come primo riferimento al contenuto, voglio parlare del fondo per le imprese in crisi. Da due anni si parla di crisi: crisi per il Covid-19, crisi per la supply chain , crisi del causata dalla guerra in Ucraina, crisi determinata dal caro delle materie prime, crisi determinata dal caro petrolio. È da due anni, praticamente, che dobbiamo fronteggiare una crisi dietro l'altra. Quindi, avere provvedimenti a favore delle imprese potrebbe essere fondamentale per la loro sopravvivenza. (Applausi) . Evidenzio, però, che non si tratta di misure a pioggia, di aiutini una tantum , finalizzati solo a dare un piccolo conforto temporalmente limitato. Prevedere, infatti, una maggiorazione del credito d'imposta per l'acquisto di beni strutturali significa guardare al futuro; significa spingere l'impresa e gli investimenti; significa spingere le nostre attività produttive al loro miglioramento; significa, appunto, puntare sul futuro, alla prospettiva futura e non alla sopravvivenza attuale. In questo senso vanno anche le misure a favore degli autotrasportatori. Noi sappiamo che l'inflazione in Europa non è determinata da una crescita economica florida come quella che vi è stata, ad esempio, negli Stati Uniti negli ultimi anni. L'inflazione in Europa è determinata, quasi esclusivamente, dal caro materie prime, in primis il petrolio e il gas, aggravata poi dal fatto che il rapporto di cambio tra euro e dollaro è andato a nostro sfavore. Questo perché, pagando le materie prime in dollari, è evidente che, se il dollaro si rafforza nei confronti dell'euro, le materie prime costano di più, nonostante un calo del prezzo nominale. Faccio questa osservazione perché molti si stupiscono che, con il petrolio a 100 dollari al barile, i carburanti siano ancora vicini a due euro. Ma se, quando era a 110, il rapporto di cambio era di 1 a 10 e adesso è a 100, ma il rapporto di cambio è a 1, è evidente che il prezzo è lo stesso; è lo stesso identico prezzo che pagavamo prima. Quindi, realizzare misure a favore degli autotrasportatori, che in Italia sono fondamentali (Applausi) per il nostro sistema produttivo, in quanto praticamente tutto il trasporto avviene su gomma, significa sostenere non solo quella categoria produttiva, ma anche tutti gli italiani, perché in questo modo contribuiamo ad abbattere il costo finale per i consumatori. È stato già detto del bonus dei 200 euro, che non è elevato, certo, ma comunque è un aiuto. È stato già detto della proroga concessa per chi sta facendo i lavori per il superbonus, per il bonus 110 per cento. Su questo aspetto però mi voglio soffermare, perché, in occasione della mia dichiarazione di voto in Aula sulla conversione del decreto-legge bollette, avevo lamentato l'inopportunità di non poter intervenire nel miglioramento di quel provvedimento, evidenziando la necessità di derogare anche all'articolo 136 del Testo unico dell'edilizia, oltre alla deroga contenuta in quel decreto all'articolo 142. In questo provvedimento è contenuta anche la deroga all'articolo 136 e questa per me è una soddisfazione personale. Si tratta infatti di una misura utile per tutto il territorio nazionale, ma indispensabile per i Comuni terremotati, che si trovano molto spesso a ricadere nei limiti dell'articolo 136 e non in quelli dell'articolo 142. Quindi, oltre a intervenire con sostegni economici, in questo provvedimento il Governo interviene anche con misure a favore di quanto già fatto, per semplificare le procedure, per eliminare i problemi, per dare opportunità a chi si trova in una situazione di difficoltà. In questo senso va anche la misura a favore dei Comuni. Da ex sindaco evidentemente sono molto sensibile a tutto quello che va a favore dei Comuni, sia perché ritengo che i sindaci, soprattutto dei piccoli Comuni, siano in trincea, e quindi debbano dare risposte concrete e immediate cittadini (Applausi) , sia perché già prima di tutte queste emergenze era difficile dare queste risposte. Ora che i prezzi dell'illuminazione pubblica si sono quadruplicati; ora che i prezzi del riscaldamento sono aumentati (i Comuni evidentemente hanno molti edifici pubblici da riscaldare); ora che gli introiti per questi Comuni si sono ridotti, è evidente che adottare queste misure significa consentire a questi amministratori di continuare con la loro attività di volontariato. Fare il sindaco in un piccolo Comune vi garantisco che è volontariato nella sua massima essenza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. SACCONE (FIBP-UDC) . Signora Presidente, signora sottosegretaria Sartore, oggi in questa Aula si consuma una vendetta, che non è la vendetta del conte di Montecristo, ma è la vendetta del Conte cerchiobottista, di colui che dice no alla fiducia, ma non ritira uno straccio di Ministro, di Sottosegretario o di quella pletora di consulenti. Rimane con i piedi ancorati alle sue poltrone. Questa è la bizzarra situazione: si dice di no a questo decreto aiuti. Io temo e penso che il presidente Conte non abbia ancora digerito la sua defenestrazione del gennaio 2021, che non è stata causata da un complotto di palazzo, ma è stata semplicemente la scarsità o la fine della spinta propulsiva di quel Governo. Ecco perché oggi Conte ha maturato la vendetta. Oggi il MoVimento 5 Stelle dirà di no a un decreto-legge di 23 miliardi. Voglio elencare, per chi ci ascolta, a cosa si sta dicendo oggi di no. Si dice di no a 31 milioni di italiani che avranno 200 euro; si dice di no agli oneri annullati per le utenze domestiche; si dice di no all'IVA sul gas al 5 per cento;