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Ciò ha creato distorsioni, provocato contenziosi, ma soprattutto ha fatto arrivare alla norma prevista dall'articolo 13, comma 1- bis , per cercare di sanare tutte le domande che, effettuate con requisiti precedenti rispetto alla conversione in legge del decreto-legge, non rispettano i cambiamenti che sono stati apportati. Ciò è gravissimo perché le mancanze di certificazione da parte degli stranieri, tanto decantate dalla senatrice Nisini, sicuramente non potranno essere certificate in tempi utili; pertanto verranno erogati sei mesi di mensilità anche senza avere i requisiti necessari proposti dalla conversione in legge del decreto-legge. Noi diciamo no al provvedimento perché esso vede un mix di politiche attive di assistenzialismo fatto e costruito male. Si tratta inoltre di misure che non andranno ad abolire la povertà. Dovete dirlo al ministro Di Maio, che crede di aver abolito la povertà già da qualche mese. Dovete dirglielo che non è così, che la povertà non è stata abolita nel mese di dicembre, né, tantomeno, verrà abolita nel futuro. Purtroppo il provvedimento non porterà nemmeno alla diminuzione della disoccupazione e tutte le strutture che dovrebbero essere messe in condizione di prendersi in carico i beneficiari del reddito di cittadinanza, come ha già detto chiaramente la senatrice Catalfo, non sono pronte. Ciò dimostra ancora una volta che il provvedimento servirà soltanto per le prossime elezioni europee, ma non darà beneficio a chi ne ha veramente bisogno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per quanto riguarda quota 100, ci dispiace che gli amici della Lega applaudano contro Forza Italia, perché noi in realtà ci eravamo presi un impegno, firmato da noi e dagli amici della Lega, per fare in modo di superare veramente la cosiddetta legge Fornero e non di adottare una misura riduttiva, limitata nel tempo, che darà accesso a pochi, pochissimi rispetto a chi avrebbe veramente diritto di andare in pensione. Non è una misura che supera la legge Fornero e ciò è dimostrato dal semplice fatto che chi andrà in pensione con quota 100 non prenderà l'intero importo, ma vedrà riconosciuta la pensione rispetto agli anni di versamento dei contributi con riferimento alla legge Fornero. Si tratta quindi di un'ennesima finestra e questo accade perché è una misura spot che, come tutte le altre misure del Governo, che vedono due forze politiche in contrasto tra loro, si è dovuto procedere con la regola del ribasso. Noi invece avremmo voluto farlo in maniera efficace affinché tutti andassero in pensione e non soltanto il signor Walter. Per carità, siamo felicissimi che egli possa andare in pensione e prendersi cura della sua persona, ma avremmo voluto che ci andassero anche il signor Antonio, il signor Mario, il signor Giacomo (Applausi dal Gruppo FI-BP) e tutti i lavoratori che nei prossimi tre anni non compiranno sessantadue anni di età, ma hanno già versato più di trentotto anni di contributi, svolgendo magari i cosiddetti lavori usuranti. Questa è la discriminazione che il provvedimento al nostro esame produce. Del resto, questo è il risultato a cui si arriva facendo soltanto degli spot di comunicazione, senza pensare al contesto in cui il provvedimento viene calato e senza tener conto della realtà economica, sociale e geografica del Paese. Se invece di finanziare in deficit le misure, si fosse prima provveduto a un vero rilancio economico del Paese, avremmo avuto sicuramente un provvedimento capace di contrastare la povertà e superare la legge Fornero. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Parente. PARENTE, relatrice di minoranza . Signor Presidente, ho un sentimento contrastante di rabbia, nervosismo e tristezza per come in questi due mesi di permanenza del decretone in Parlamento è avvenuta la dialettica, e ora non abbiamo altro. Purtroppo sarà approvato, anche se sono ad esso fermamente contraria: solo la realtà ormai sarà il principio di verità per misurare queste norme, che includeranno ed escluderanno, ma non aumenteranno i diritti. Il tema dei diritti è molto importante in uno Stato democratico e queste norme non supereranno la legge Fornero. Il mio amico Carmine - equivalente all'amico Walter della collega Ferrero - dal 1º gennaio 2022 avrà i requisiti per la pensione, ma non l'accesso a questa norma, che sarà sperimentale fino al 2021. La preoccupazione sui nonni - non a caso si usa il maschile - non comprende le madri (Applausi dal Gruppo PD) , che lasciano il lavoro quando affrontano periodi di cura, per cui hanno carriere più discontinue: tale norma le penalizza, per cui non solo non hanno potuto fare le madri, pur avendo un bel compito di cura, ma non potranno fare le nonne, perché - come dimostrano i dati - meno donne usciranno, dato che questa norma non premia le carriere discontinue. (Applausi dal Gruppo PD). Signor Presidente, colleghi, c'è una cosa che i poveri e le persone in difficoltà sanno: si può avere un bisogno, ma non avere un diritto; stabilendo regole burocratiche e rigide, qualcuno andrà al centro per l'impiego e qualcun altro ai Comuni, agli assessorati del sociale, come questa norma stabilisce. Durante la discussione generale mi sono chiesta se davvero abbiamo letto tutte le norme che stiamo votando. La senatrice Catalfo sostiene che non siamo d'accordo sul fatto che tutti andranno ai servizi sociali, dato che lì c'è una carenza: perché, nei centri per l'impiego non c'è? (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S). Penso e pensiamo, come vi abbiamo detto sempre... (Commenti del senatore Romagnoli). Forse mi sono sbagliata, può succedere, ma voi non costruite una norma che va ai diritti sociali, tant'è che i suoi beneficiari non vi andranno tutti. ROMAGNOLI (M5S) . State inventando le cose. (Commenti della senatrice Malpezzi). PARENTE, relatrice di minoranza . È scritto nella norma. Alcuni, per criteri rigidi e burocratici, andranno ai centri per l'impiego, mentre altri andranno... (Commenti dal Gruppo M5S). Anche se ho compreso male, la norma parla: non vanno in prima istanza le persone in povertà. Un cittadino della Calabria ha la stessa possibilità di un cittadino della Lombardia di rendere davvero esigibili i propri diritti, a trenta giorni dall'approvazione della norma, secondo quanto essa prevede? Non si garantiscono pari diritti. Persino il nostro Ufficio del bilancio ha detto che questa norma sul reddito di cittadinanza non stabilisce diritti soggettivi, quindi per tutti. Chiudo dicendo che è molto facile - lo sarebbe per tutti i Governi - fare norme che includono ed escludono altre persone. Faccio un solo esempio, riprendendo il tema della disabilità: perché non si è messo mano a una scala di equivalenza che dia di più alle famiglie che hanno persone con disabilità? (Commenti della senatrice Taverna). Non l'avete fatto: la norma parla, perciò il principio di realtà sarà quello di verità. Ho avuto il grande onore di essere relatrice di una legge bellissima come quella sul dopo di noi e conosco la sofferenza delle famiglie e quello che succede.