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Il sottosegretario DELL'ORCO acconsente alla richiesta, fissando informalmente un nuovo termine per il 25 ottobre, in linea con quanto già accordato alla omologa Commissione della Camera. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che per il prosieguo dei lavori sarà assicurata la pubblicità ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 1-bis - Nota aggiornamento DEF 2018 Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE comunica che è stato presentato uno schema di parere favorevole con osservazioni da parte del Relatore, nonché due schemi di parere alternativi di senso contrario, uno a firma dei senatori del Gruppo Partito democratico e del senatore Nencini, l'altro a firma dei senatori Schifani e Mallegni (pubblicati in allegato). Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) illustra il proprio schema di parere. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) interviene per manifestare la propria contrarietà al documento e allo schema di parere del relatore: ritiene infatti la manovra prospettata dal Governo rischiosa per il Paese ed esprime viva preoccupazione per gli attacchi di esponenti dell'Esecutivo contro le istituzioni, in particolare la Banca d'Italia, che hanno valutato in senso critico la Nota di aggiornamento. Si sofferma poi sull'analisi costi-benefici delle grandi opere infrastrutturali, precisando che tale procedura in realtà era stata già prevista e seguita in passato: a suo avviso non si tratterebbe altro che di uno stratagemma per evitare di adottare decisioni sul destino di tali opere, dal momento che le forze politiche che sostengono il Governo non hanno una visione comune. Ritiene poi che la rinegoziazione di opere a carattere internazionale costituirebbe una minaccia per la credibilità del Paese, oltre che un danno per la sua economia. Critica poi l'assenza di un riferimento alla riduzione del divario infrastrutturale tra il Sud e il resto d'Italia, a differenza di quanto invece si riscontra nel contratto di programma di RFI, il cui contenuto era stato predisposto dal precedente Governo. Il senatore D'ARIENZO ( PD ) illustra lo schema di parere alternativo del suo Gruppo, esprimendo innanzi tutto preoccupazione per il ritardo, rispetto alla scadenza del 27 settembre, con il quale il documento è stato trasmesso alle Camere, comprimendo i tempi di esame. Sul piano generale, valuta negativamente la volontà del Governo di rinnegare gli impegni presi con l'Unione europea, portando il deficit al 2,4 per cento del PIL e soprattutto allontanandosi dal pareggio strutturale di bilancio, basandosi peraltro su una prospettiva di crescita assai ottimistica che non trova riscontro in alcuna analisi esterna. Si dichiara perplesso sulla prospettiva di riformare il codice degli appalti nel senso di ridimensionare i controlli, laddove, come ha avuto modo di spiegare il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Cantone in audizione presso la Commissione, non è quella la problematica da affrontare. Si dichiara anche contrario al riesame delle grandi opere, ciò che, laddove portasse alla decisione di bloccarle, creerebbe danni irreparabili per la crescita del Paese: a quelle opere sono infatti legati investimenti ingenti di varia natura. In alcuni casi, peraltro, il riesame è già stato effettuato con conseguenti modifiche progettuali, come l'alta velocità Brescia-Verona, rispetto alla quale i presidenti delle regioni interessate, esponenti della Lega, non sembrano intenzionati ad alcuna ridiscussione. Nello schema di parere del proprio Gruppo ci si sofferma anche sulle criticità che tuttora si riscontrano nel trasporto ferroviario regionale, anche con riferimento all'ammodernamento del materiale rotabile, nonché sui temi del trasporto pubblico di massa, degli aeroporti e delle concessioni: a questo ultimo proposito si chiede che vengano omogeneizzati i meccanismi di controllo. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ), ricordando di aver aggiunto la propria firma allo schema di parere alternativo appena illustrato, esprime preoccupazione per recenti dichiarazioni del vice presidente del Consiglio Salvini e del ministro Tria, che riportano notevoli differenze sul valore complessivo della manovra (rispettivamente 16 e 37 miliardi). Nota tuttavia che entrambi parlano di 3,5 miliardi di euro destinati agli investimenti, una somma palesemente inadeguata per un Paese grande come l'Italia. Anche l'analisi costi-benefici sembra essere una manovra dilatoria, dovuta all'impossibilità, con quella cifra, di finanziare opere di rilievo, come si desume dal solo costo della ricostruzione del Ponte Morandi. Ritiene che la Commissione dovrebbe definire degli orientamenti per il Governo in materia di infrastrutture e chiedere un aumento degli stanziamenti rispetto ai 3,5 miliardi previsti. Rileva anche come nella Nota e nel parere di maggioranza non vi sia riferimento alla costruzione di alloggi popolari. Esprime poi preoccupazione sulle possibili conseguenze per il Paese e il suo debito nel caso in cui le agenzie di rating , a fine mese, decidessero per un declassamento. Il senatore SANTILLO ( M5S ), in risposta al senatore Margiotta, nota come la manovra non prefiguri alcuna catastrofe per il Paese ma stimoli la cittadinanza. Circa i lamentati attacchi alle istituzioni che hanno espresso riserve sul documento, ritiene che il vero problema da porsi sia piuttosto di quanto la politica si sia insinuata, negli anni, in quelle istituzioni. Dissente anche sul fatto che l'analisi costi-benefici sarebbe già stata effettuata in passato, dal momento che, a quanto gli consta, l'attuale Ministro non ha trovato riscontri in tal senso. Anche il deficit al 2,4 per cento del PIL non deve destare scandalo, poiché negli ultimi anni vi è stata una media del 2,5 per cento, con una punta al 3 per cento. Con riferimento al codice degli appalti, una sua riforma era già stata al centro della campagna elettorale della sua parte politica: l'intento tuttavia non è stravolgerlo, ma migliorarlo, e auspica a tal fine una condivisione con le opposizioni. Il senatore PATUANELLI ( M5S ), riservando alla discussione in Aula le valutazioni politiche generali, interviene sull'analisi costi-benefici, precisando che, anche nel caso in cui sia stata effettuata in passato, occorre verificare le modalità con le quali è stata condotta. Ne sostiene in ogni caso l'utilità, visto che ha portato a evitare opere inutili come ad esempio il raddoppio della linea ferroviaria Venezia-Trieste, che non avrebbe portato risultati apprezzabili rispetto ad un adeguamento della linea esistente.