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Ovviamente la ratio di una simile previsione è quella di preservare le persone che si trovano in una situazione di fragilità. Per ciò che riguarda gli eventi sportivi e i luoghi della cultura come teatri, cinema e spettacoli all'aperto, si stanno facendo grandi passi in avanti proprio per estendere la capienza. Consentitemi però di dire che serve ancora più coraggio, soprattutto se si prosegue con il piano vaccinale e l'estensione del green pass come già si è fatto in questi giorni nei luoghi di lavoro. In questo senso, Italia Viva-PSI ha presentato oggi un ordine del giorno con cui chiede che si arrivi a una capienza piena per tutti i luoghi della cultura, dello spettacolo e dello sport e - aggiungo - anche per quelli di divertimento dei giovani, come le discoteche. Dobbiamo assumerci questo impegno non solo perché ci sono settori al momento ancora fortemente penalizzati, ma anche per evitare che, soprattutto andando incontro alla stagione invernale, si organizzino feste ed eventi privati in cui non è possibile verificare il rispetto delle regole di sicurezza. Sappiamo quanto è successo anche quest'estate: non c'è controllo alle feste e nelle abitazioni private in cui giustamente i ragazzi si ritrovano per stare assieme. Togliamo quindi questo velo ipocrita. Ringrazio il Governo, il presidente Draghi e il sottosegretario Costa che stanno dimostrando una grande capacità di ascolto di tutto il settore della cultura, dello spettacolo e dello sport. Sono certa che si arriverà in tempi brevi alla giusta soluzione. Credo che si colga anche da qui il senso del provvedimento. Da parte del Governo è stata fatta una scelta, che Italia Viva-PSI sostiene convintamente, volta a consentire un ritorno alle libertà attraverso lo strumento del green pass, almeno finché perdurerà lo stato di emergenza. Su questo non possiamo e non dobbiamo avere dubbi come maggioranza. Anzi, dobbiamo agire compattamente e muoverci anche per essere un buon esempio come rappresentanti delle Istituzioni. Mi sembra un ottimo segnale che proprio ieri si sia finalmente deciso di estendere l'obbligo del green pass anche per accedere alla Camera dei deputati, così come faremo - spero molto presto - in Senato. Lo chiediamo da tempo come partito e finalmente si arriverà a questa giusta misura, perché non ci devono essere differenze tra noi e i cittadini. Il green pass è l'unico strumento che ci sta restituendo le libertà e ci permetterà di non chiudere più la scuola. Per tali motivi, esprimo il voto favorevole di Italia Viva-PSI al provvedimento in esame e desidero rivolgermi in particolare a tutti gli altri Gruppi parlamentari: finiamola di inseguire presunti consensi elettorali e pensiamo a scelte responsabili per il nostro Paese e in modo particolare per i nostri giovani. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, nelle scorse settimane un Paese dell'Unione europea ha adottato misure e cambiamenti drastici nella gestione della pandemia riguardanti la libertà dei cittadini. Tali misure hanno portato a risultati straordinari: un calo enorme dei contagi e una riduzione dei decessi quasi a zero. Questo Paese non è l'Italia e non ha introdotto obblighi, che altrove non ci sono, ma ha abolito pressoché tutte le restrizioni che aveva precedentemente introdotto per quanto riguarda l'accesso ai locali, l'uso delle mascherine e quant'altro. Questo paese è la Danimarca. Allora dobbiamo sfatare il mito per cui più danneggiamo gli italiani, più limitiamo la loro libertà e meglio vanno le cose. Non è così; molti casi all'estero ci dicono che non è così. La Svezia non ha mai introdotto alcuna misura di lockdown e ha, sia a livello storico (cioè nel corso di questo anno e mezzo abbondante di pandemia), sia negli ultimi tempi, un numero di morti rispetto alla popolazione che è tra la metà e molto meno della metà di quello che c'è stato in Italia. Dobbiamo ricordare che la società e gli esseri umani vivono in modo complesso. Non c'è solo un aspetto; non è detto che se attuiamo misure più pesanti, più irragionevoli, o comunque diverse da quelle di tutti gli altri Paesi, siamo per forza messi meglio. Alcuni casi sembrerebbero quasi dire diversamente, perché la vita non è soltanto limitazione, ma è una cosa complessa. L'Italia, con il decreto-legge di cui stiamo frettolosamente parlando, ha introdotto un uso distorto del green pass , nato per semplificare gli spostamenti tra un Paese dell'Unione europea all'altro - e su questo siamo sempre stati favorevoli - ma ora utilizzato addirittura per lavorare: è francamente pesante per una Repubblica che nel primo articolo della Costituzione dice di essere fondata sul lavoro e che in un altro articolo introduce il diritto-dovere del lavoro tra i diritti tutelati, assieme a molti altri che sono stati limitati di questi tempi. Occorre un approccio equilibrato e ragionevole. Noi abbiamo sostenuto - l'hanno sostenuto i colleghi di Fratelli d'Italia che sono intervenuti prima di me - la questione vaccini e ribadiamo che ogni tipo di studio e di approccio ci dice che i vaccini riducono di parecchio la possibilità di contagiare e il verificarsi di eventi come ricoveri ospedalieri e decessi. Questo l'abbiamo sempre detto. Ma, come ogni medicinale e come ogni farmaco, non è che più ce n'è e meglio è. Ci sono tantissimi medicinali utilissimi che salvano la vita: ad esempio, il cortisone in certe condizioni è indispensabile e salva delle vite nell'immediato. Ma non è che più cortisone si prende e meglio è; non è che se si dà il cortisone anche a chi non ne ha bisogno lo si aiuta. Allora dobbiamo avere un approccio equilibrato. Com'è possibile che l'Italia, che è tra gli otto Paesi più vaccinati dell'Unione europea, e dunque primeggia anche al di fuori dell'Unione europea, e che è al di sotto della media per quanto riguarda la mortalità, vuole essere avanti a tutti gli altri, introducendo la misura del green pass , che non soltanto evidentemente sottopone a gravi limitazioni tutti coloro che non sono vaccinati, ma è anche un onere per i vaccinati? Si dice che è libertà; benissimo, è libertà per i vaccinati. Parliamone: un anno fa si potevano fare una serie di cose senza esibire nulla, mentre adesso bisogna esibire in continuazione questo green pass . Ci sono persone che hanno problemi tecnici; ci sono gli italiani all'estero che sono stati vaccinati con vaccini esteri che in Italia non sono riconosciuti e che non possono averlo; c'è una serie di problemi che non sono stati risolti. Non ci si cura di quello che potrebbe fare davvero il Governo, lo Stato, che queste cose invece non le fa. È uno strumento che nasconde le gravissime carenze che ci sono state e che noi denunciamo fin dall'inizio sulla questione dei trasporti, delle scuole, degli uffici pubblici e di tutto ciò che dipende dal pubblico. Le classi sovraffollate dall'anno scorso a quest'anno sono aumentate, non sono diminuite. (Applausi) . Cosa ha fatto il Governo in questi mesi? Il senatore Zaffini mi ricorda che sono 4.000 in più dell'anno scorso, 4.000 situazioni in cui il contagio è indubbiamente più facile.