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Tutte le unità sopra indicate sono state immediatamente sospese dal servizio. Le 3 unità sottoposte all'obbligo di dimora sono state sospese in via cautelare secondo la legislazione vigente (articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 449 del 1992). Tra questi provvedimenti va ricompreso il provvedimento di sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio rivestito per la durata di mesi otto, per i delitti di favoreggiamento, depistaggio e falso ideologico aggravato, a mia firma, adottato nei confronti del dirigente generale Antonio Fullone, Provveditore regionale per la Campania, (ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 91, comma 1 e 123, comma 1 del T. U. del 10 gennaio 1957 n. 3). A seguire, il competente ufficio della Direzione generale del personale e delle risorse ha anche avviato un'attenta analisi delle singole posizioni degli operatori penitenziari che, pur non essendo stati destinatari di misure interdittive, dovevano ritenersi indiziati dei delitti descritti nell'ordinanza. Tale analisi si è resa necessaria per comprendere se e a che titolo il personale indagato fosse coinvolto negli atti penalmente rilevanti sopra menzionati: all'esito di tale compiuta indagine sono stati emanati altri 23 provvedimenti di sospensione cautelare facoltativa, (ex articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 449 del 1992), nei confronti di personale di Polizia penitenziaria. A ciò si aggiungevano i due provvedimenti di sospensione nei confronti del direttore reggente pro tempore di Santa Maria Capua Vetere e del vicedirettore. La direttrice dell'istituto non era presente il giorno dei fatti e non è indagata. Successivamente, con ordinanza n. 4193 del 2020 R.G.I.P. emessa il 7 luglio 2021 dall'Ufficio gip presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stata revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta a carico di uno degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria in servizio presso l'istituto sammaritano. La revoca è dovuta a un errore di identificazione dell'indagato. Pertanto, l'amministrazione a sua volta ha provveduto a revocare il precedente provvedimento di sospensione obbligatoria dal servizio, (ex articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 449 del 1992), con conseguente reintegra in servizio. Dall'ordinanza di scarcerazione è emersa la partecipazione attiva agli eventi di un'altra unità di Polizia penitenziaria che, pertanto, è stata sospesa dal servizio in via cautelativa ex articolo 7, comma 2, del decreto legislativo n. 449 del 1992. Nei confronti di altro appartenente al Corpo di polizia penitenziaria, il tribunale del riesame di Napoli, con ordinanza del 15 luglio 2021 (R.I.M.C. 2757/2021), annullava la precedente ordinanza del gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 253 del 2020 che imponeva la misura personale cautelare coercitiva e ne caducava gli effetti. Quanto alla posizione di quest'ultimo indagato, il competente ufficio della Direzione generale del personale e delle risorse valuterà l'adozione dei provvedimenti amministrativi di competenza all'esito dell'acquisizione delle motivazioni poste a base del provvedimento di accoglimento dell'istanza di riesame. Pertanto, allo stato, il totale complessivo delle unità di personale dell'amministrazione sospese a vario titolo è pari a n. 750 Rimangono altri indagati, per i quali il gip ha specificato che non v'è certezza della loro presenza. Per questo ha respinto la richiesta di misura cautelare. Su questi ultimi, attendiamo gli sviluppi dell'indagine, prima di altre valutazioni. In ordine alla posizione dei detenuti coinvolti dai gravi fatti di Santa Maria Capua Vetere, il Provveditorato regionale per la Campania già in data 08.04.2020 disponeva il trasferimento, per motivi di sicurezza, di n. 7 detenuti, di cui uno extra-distretto su indicazione della Direzione generale detenuti e trattamento ed altri sei intra-distretto. Altri quattro detenuti venivano trasferiti, sempre per motivi di sicurezza, presso sedi extra campane. Infine, la competente Direzione generale dei detenuti e del trattamento, con provvedimento n. 24536 del 28 giugno 2021 su richiesta della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, disponeva il trasferimento immediato di 42 detenuti "vittime dei pestaggi" (n. 40 Media Sicurezza e n. 2 Alta Sicurezza) in istituti extra-distretto, un trasferimento che nasce anche su richiesta specifica della Procura. L'iniziale richiesta di trasferimento immediato riguardava 44 detenuti: tuttavia, un detenuto era stato già precedentemente trasferito presso la casa circondariale di Frosinone con provvedimento del 09.04.21, mentre un altro non risultava presente nel sistema SIAP/ AFIS. Di tale ultima "assenza" dal sistema informatico veniva informata la procura procedente. Davanti alle contestazioni mosse dalla procura di Santa Maria Capua Vetere a personale della Polizia penitenziaria e davanti allo shock che in tutto il mondo hanno provocato le immagini di quei fatti di un anno fa, il giorno stesso in cui ho visto i video ho voluto immediatamente convocare al Ministero una riunione straordinaria, con i due Sottosegretari, con i vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, con il Garante nazionale delle persone private della libertà. Era chiaro infatti che non ci si potesse fermare alla condanna dei fatti. E di sicuro non era e non è questa la mia intenzione. Era altrettanto chiaro come fosse un'urgenza ricostruire la catena delle informazioni, che si sono succedute; ma anche allargare la prospettiva, per una ricognizione accurata di quanto successo non solo in quel carcere, ma in tutti gli istituti penitenziari nell'ultimo anno. Notizie e denunce, che richiedono seri approfondimenti, arrivano in vario modo anche da altre strutture. Contemporaneamente, è stato per me prioritario passare ad individuare le cause profonde di quello che evidentemente non ha funzionato. Sono successi fatti come quelli di cui oggi parliamo in quest'Aula, è perché tante, troppe cose non hanno funzionato. E questa è una sconfitta di tutti noi, per riprendere le parole del presidente Draghi, al di là delle specifiche responsabilità penali, che sono sempre personali e che non possono e non devono mai ricadere su altri. Nei giorni successivi ho convocato una riunione con i rappresentanti sindacali dell'amministrazione penitenziaria e ho voluto confrontarmi con tutti i provveditori. Occorre far luce su quanto accaduto nelle carceri italiane nell'ultimo anno, a cominciare dalle rivolte dei detenuti e dalle conseguenti azioni poste in essere dagli operatori penitenziari. Per questo, è stata costituita una commissione ispettiva interna. Chi è in un carcere è nelle mani dello Stato. E dai rappresentanti di quello Stato deve sapere di poter essere trattato nel rispetto di tutte le garanzie La Commissione ispettiva visiterà tutti gli istituti penitenziari interessati dalle manifestazioni di protesta o da denunce o segnalazioni inerenti ai gravi eventi occorsi nel marzo del 2020.