[pronunce]

che l'INPS, pertanto, rileva che «ai fini della soluzione delle concrete fattispecie e dell'accoglimento o meno delle domande prospettate da ciascuno dei ricorrenti appare affatto inconferente l'utilizzo delle disposizioni delle quali si prospetta l'odierna questione di legittimità costituzionale»; che, infatti, ad avviso dell'INPS, «se i ricorrenti domandano l'accertamento e la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato con riguardo ai periodi di lavoro convenzionale, ne discende la strutturale inapplicabilità delle disposizioni dettate dai commi secondo e quinto dell'art. 19» della legge reg. Campania n. 1 del 2007; che, sempre ad avviso dell'INPS, tali commi presuppongono invece che non sia in contestazione il rapporto di lavoro convenzionale svolto, in quanto proprio in relazione a tale tipo di rapporto è apprestata nei confronti del personale che lo abbia svolto una condizione di favore che consenta loro «un riconoscimento ai fini giuridici anche di questi rapporti di lavoro svolti al di fuori da qualsivoglia rapporto di lavoro di pubblico impiego»; che, conseguentemente, l'Istituto ritiene che l'eventuale accoglimento della prospettata questione di legittimità costituzionale non sarebbe di alcuna utilità per la soluzione del caso oggetto del giudizio principale, passando invece tale soluzione, secondo quanto allegato dalle parti private ricorrenti nel giudizio principale, «attraverso il previo accertamento di un rapporto di lavoro subordinato pubblico dal momento di instaurazione dei rapporti di lavoro convenzionali dei quali fa menzione il legislatore del 1986»; che l'Istituto ha, pertanto, concluso chiedendo alla Corte di dichiarare irrilevante, inammissibile e comunque infondata la questione in esame. Considerato che il Tribunale di Napoli, sezione lavoro, ha sollevato, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera o), e 81, terzo comma, della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, commi 2 e 5, della legge della Regione Campania 22 [recte 19] gennaio 2007, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania - Legge finanziaria regionale 2007); che il giudice a quo dubita, in particolare, della legittimità costituzionale delle predette disposizioni in quanto, nello stabilire il riconoscimento ai fini giuridici del periodo di servizio pre ruolo dei dipendenti interessati, e nel prevedere una facoltà di riscatto di tale periodo, con le conseguenti ripercussioni sui trattamenti di quiescenza e di previdenza, lederebbero sia l'art. 117, secondo comma, lettera o), Cost., che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la legislazione in materia di «previdenza sociale», sia l'art. 81, terzo comma, Cost., in quanto non viene indicata l'entità della spesa complessiva e le risorse finanziarie con cui corrispondere ai correlati oneri economici; che, nei termini posti, la questione sollevata è manifestamente inammissibile con riguardo ai profili di rilevanza nel giudizio a quo e di completezza della ricostruzione dei termini della controversia e del quadro normativo di riferimento; che, invero, dalle deduzioni formulate dall'INPS e dagli atti di causa, emerge che le domande avanzate dalle parti private del giudizio a quo sono volte, in via principale, ad accertare e dichiarare la natura subordinata del rapporto di lavoro intercorso fino al 17 aprile 1990, ossia nel periodo antecedente alle immissioni dei ricorrenti nel ruolo speciale regionale, al fine di conseguire il riconoscimento contributivo a carico della Regione Campania, con accertamento e dichiarazione dell'omissione contributiva da parte della medesima per il predetto periodo, con conseguente condanna al pagamento dei contributi ovvero alla regolarizzazione degli stessi; che, in via subordinata, le parti private hanno richiesto la condanna della Regione convenuta al risarcimento del danno per l'omissione contributiva; che, dunque, nel giudizio a quo risulta contestata proprio la natura convenzionale del rapporto lavorativo intercorso tra le parti private e l'ente convenuto, nel periodo antecedente all'inserimento nel ruolo speciale, sicché una omissione contributiva potrebbe configurarsi, nella fattispecie in esame, solo ove risultasse intercorso un rapporto lavorativo di natura subordinata; che, diversamente da quanto così dedotto e richiesto dalle parti private, il giudice rimettente si limita ad affermare che sarebbe, invece, incontroversa la natura convenzionale del servizio pre ruolo reso dai ricorrenti e che la domanda attorea nel giudizio a quo verterebbe sulla doglianza dei ricorrenti della ascrivibilità a proprio carico del relativo onere contributivo per il periodo concernente il rapporto così intercorso pre ruolo; che, conformemente a quanto ritenuto dall'INPS, il riconoscimento giudiziale dell'esistenza di un rapporto di lavoro di natura subordinata nel periodo antecedente l'immissione dei ricorrenti nel ruolo speciale regionale - a prescindere dai profili attinenti la giurisdizione in ordine a tale domanda - renderebbe non applicabili nel giudizio a quo le disposizioni censurate; che tali disposizioni sono, difatti, riferibili e troverebbero applicazione solo in presenza di un rapporto di lavoro in convenzione, in quanto privo in sé e per sé di diretti ed automatici effetti contributivi e previdenziali, tanto che il legislatore regionale ha provveduto a configurare la peculiare disciplina censurata per consentire di "valorizzare", in termini pensionistici, il predetto periodo lavorativo pre ruolo, attraverso la contribuzione a carico dei soggetti interessati; che l'eventuale accoglimento della questione di legittimità costituzionale in oggetto non rileverebbe, pertanto, nella definizione del giudizio a quo, volto al riconoscimento della sussistenza di una omissione contributiva a carico della Regione; che il giudice rimettente, inoltre, non esplicita né argomenta le conseguenze che una eventuale pronuncia di illegittimità costituzionale delle norme censurate comporterebbe in relazione alla configurazione giuridica, lavoristica e previdenziale, del rapporto lavorativo intercorso prima dell'inserimento in ruolo delle parti private; che, in proposito, manca ogni illustrazione del quadro legislativo, statale e regionale, in cui le disposizioni censurate si collocano, utile a ricostruire la complessiva regolazione del predetto periodo di servizio pre ruolo, e, in particolare, le previsioni in materia dettate dall'art. 60 della legge 14 maggio 1981, n. 219 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981. Provvedimenti organici per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti), e dall'art. 12 della legge 28 ottobre 1986, n. 730 (Disposizioni in materia di calamità naturali), nonché dall'art. 3 della legge della Regione Campania 6 febbraio 1990, n. 4 (Istituzione del ruolo speciale ad esaurimento del personale di cui all'articolo 12 della legge 28 ottobre 1986, n. 730 e successive modificazioni ed integrazioni);