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Ci sono dei temi su cui si deve fare. Ma quando si tratta della situazione economica del Paese, io penso che il Parlamento abbia il diritto sacrosanto, nelle Commissioni e in Aula, di esaminare insieme le soluzioni possibili per uscire da una posizione di difficoltà. Soprattutto se non siete capaci, soprattutto se la vostra incapacità è un dato manifesto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'efficacia del decreto sarà inversamente proporzionale alla roboanza del nome che gli avete dato: crescita. L'unica crescita che si vede all'orizzonte, rispetto ai provvedimenti che vi apprestate a mettere in campo, è la crescita del debito, la crescita del valore del rapporto deficit -PIL. Si spende più di quello che si produce e, quindi, quando un'azienda ha un EBITDA negativo, si hanno ripercussioni sulla cassa. Questo i commercialisti molto spesso non lo sanno, perché essi ritengono che siano numeri. Ma chi ha fatto il manager e non il commercialista sa che, quando c'è una perdita a bilancio, questa perdita diventa una tensione di cassa, il che vuol dire non riuscire più a pagare i fornitori, le persone che hanno obbligazioni con noi; vuol dire che diventa un problema per noi e per i cittadini italiani che hanno sottoscritto il debito pubblico, e che può diventare un problema per gli altri Paesi, europei e non europei, che hanno sottoscritto il debito pubblico. All'orizzonte, si intravede la crescita della disoccupazione, in modo particolare di quella giovanile. Si intravede la crescita della mortalità delle PMI perché la crescita si fa anche attraverso la sburocratizzazione. Sapete, per una piccola impresa commerciale artigiana, cosa vuol dire rimanere in vita? Cosa vuol dire per un giovane aprire un'impresa? Rapportarsi con una banca e con una pubblica amministrazione, avere le autorizzazioni, gestire il costo del personale e tutti gli adempimenti fiscali? Oggi chi apre un'impresa, chi fa impresa, grande o piccola, è un eroe civile in Italia. Chi prende il proprio capitale di rischio, quello della propria famiglia, e lo scommette per creare il proprio lavoro e per dare lavoro agli altri è un eroe civile. Tutto quello che succede in questo Paese, infatti, è contro la libera iniziativa. È contro la capacità e la necessità che un Paese ha di generare ricchezza. Voi ponete la fiducia sul decreto crescita, ma nel decreto crescita che andremo a votare tra poco i grandi temi, che sono la propulsione del Paese, non ci sono. Perché non ci sono? Perché avete delle idee contrastanti, come diceva anche il collega Renzi prima, in modo anche molto teatrale, visto che lui è un ottimo oratore. Non c'è un tema strategico su cui siate d'accordo: dalla TAV, alle grandi navi, al tema della Pedemontana, pensando alla Regione in cui abito, al tema delle tasse e della riduzione delle accise, che può essere anche una riorganizzazione delle accise, e al costo del lavoro. Io penso che quando un imprenditore prenderà in mano il decreto che andremo ad approvare e che ha la vostra firma e la vostra traccia, cercherà queste misure e non le troverà. Quando nasce una legge in Parlamento, infatti, questa legge deve avere delle ripercussioni sulla vita delle persone. Queste ripercussioni non ci saranno. C'è poi un altro aspetto che non è da trascurare: quello demografico. Una cosa che voi e che noi, in Parlamento, non abbiamo ancora capito, è che in Italia non si cresce per un semplice motivo: la popolazione attiva che lavora e che produce il PIL è sempre di meno. Chi lavora è sempre meno, e voi siete stati determinanti perché la popolazione attiva che lavora sia ancora diminuita, perché avete mandato in pensione prima delle persone e avete dato degli strumenti a dei giovani per rimanere a casa senza lavorare. Come si può pensare che un Paese industrializzato, che ha una spina dorsale di piccola e media impresa, cresca con un tasso di fertilità che è il tasso più basso d'Europa e con una popolazione attiva che lavora sempre più bassa? Il Paese ha bisogno di fiducia. Presidente, concludo dicendo che il provvedimento che approveremo non ha nessuna strategia e il Gruppo Forza Italia chiaramente non può votare favorevolmente alla fiducia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza della Scuola di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea il Comandante, e gli ufficiali che frequentano il 47° corso superiore della Scuola di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1354 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Governo del cambiamento, da diciotto anni il nostro Paese è costretto a politiche di rigore insensate e autolesioniste; da diciotto anni le politiche dei Governi che si sono succeduti, spinti dai voleri della Commissione e dai trattati europei, forzano le nostre imprese a cercare finanziamenti esteri, come se questa fosse l'unica strada per la crescita, da chiunque arrivino questi soldi e con qualsiasi scopo finale vengano erogati. Da diciotto anni la politica economica dell'Italia è volta a favorire le esportazioni a danno dello sviluppo del mercato interno; da diciotto anni la politica italiana è prigioniera dei dogmi del rigorismo e dei nuovi feticci del neoliberismo dittatoriale e del globalismo delle povertà, che ha arricchito l'uno per cento della popolazione e impoverito il restante 99 per cento, generando disuguaglianze, miseria e macerie sociali ed economiche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Da quando è entrato in vigore l'euro, l'Italia è il Paese europeo cresciuto di meno, sette volte meno rispetto alla media europea, con un gravame di 73.605 euro su ogni italiano e 4.325 miliardi di euro di mancata crescita del PIL, che non misura la felicità, ma i parametri economici. Il mercato interno è quasi asfittico e non in grado di proteggere i cittadini, i lavoratori, le famiglie e le imprese da eventi come la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. Il dumping fiscale e la domiciliazione nei Paesi a fiscalità di vantaggio genera 20 miliardi di euro di elusione l'anno per l'Italia e circa 160 miliardi per l'Europa. Questi sono gli effetti del globalismo che ha catturato ciò che una volta era la sinistra storica di questo Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . Gli investimenti veri e seri stentano ad arrivare anche perché sommersi dai miliardi di euro provenienti dalla finanza speculativa, dai derivati che servono solo a far fare bella figura nel breve periodo per poi far moltiplicare i tavoli di crisi nel lungo periodo a causa delle sempre più frequenti delocalizzazioni e smembramenti di aziende sane, spesso vere e proprie icone del made in Italy.