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È una questione che il Ministro dell'interno, che si occupa di pubblica sicurezza, e il Presidente della Commissione antimafia, che ricopre un ruolo importante, dovrebbero chiarire a codesto Senato, perché da cittadino italiano, se nella mia prefettura di riferimento (quella di Milano) si annidano dei mafiosi, vorrei saperlo: quindi uno dei due è al posto sbagliato nel momento sbagliato. Lascio a voi decidere chi dei due. (Applausi) . Gli amici della sinistra sono spettacolari. Ho pensato per trenta secondi ai vostri interventi, se sui banchi del Governo ci fosse stato il ministro Salvini: il ministro Salvini ha permesso che dei fascisti, che non potevano essere in piazza, annunciassero l'assedio alla CGIL e poi ha ordinato ai poliziotti di non intervenire, permettendo dopo un'ora e mezza l'assedio alla CGIL. Amici del Partito Democratico, c'è qualcosa che non funziona. Quel cretino, quel delinquente - non lo definisco neanche fascista - non doveva essere in quella piazza. (Applausi) . Perché ce lo avete lasciato? E non è colpa dei questori, della Digos, dei prefetti, dei poliziotti o dei carabinieri: se qualcuno ai massimi livelli fa bene il suo lavoro, onore al merito. Appositamente non parlo degli sbarchi, dei rimpatri, delle baby gang : ne stanno succedendo di tutti i colori. Parlo di quello che è accaduto la settimana scorsa, che ci ha fatto fare una figura meschina a livello mondiale. Signor Ministro, si prenda le sue responsabilità. Se non ha capito che cosa stava succedendo, è grave. Se l'ha capito e l'ha permesso, è ancora più grave. È molto semplice. (Applausi) . Se il Sottosegretario con la delega ai Servizi non è in grado di stabilire se in una piazza arrivano 1.000 o 15.000 persone, è un problema. Se con la nostra Intelligence l'aveva capito e non gliel'ha comunicato, è un problema ancora più grosso. Quindi lei, signor Ministro, ha più di un fronte aperto su cui rispondere e non possono essere le 10, 20 o 30 pagine scritte con amore da solerti funzionari pubblici - le scrivevano anche a me - a far passare in secondo piano quella che è stata una débâcle : 41 poliziotti feriti non sta né in cielo, né in terra. Signor Ministro, chieda aiuto a quest'Assemblea, a qualcuno che le può dare una mano; non viva con insofferenza la presenza del Parlamento. (Applausi) . Non si isoli nei suoi uffici, perché purtroppo ci sono questori e prefetti che si sentono soli; ci sono dirigenti delle questure che si sentono soli; ci sono poliziotti che, se non sono tutelati dal massimo vertice della pubblica sicurezza, fanno il loro lavoro con uno spirito diverso. Se ci sono poliziotti isolati, non tutelati, indagati e non protetti dal loro Ministro, non si garantisce l'ordine pubblico in questo Paese. (Applausi) . Difenda i suoi uomini e le sue donne, non scarichi su di loro. (Commenti) . Sì, è una vergogna, è vero, perché abbiamo parlato per dieci giorni dell'emergenza fascista, mentre l'emergenza di questo Paese è il lavoro, lavoro e ancora lavoro. (Applausi) . Se non riuscite a isolare venti imbecilli, che tutti conoscono per nome e cognome, vuol dire che non sapete fare il vostro mestiere. Non sono sbarcati da Marte; uno di loro ha il braccialetto elettronico e il Daspo per non andare a vedere la Roma, tuttavia arringava 10.000 persone in Piazza del Popolo. Se uno vuole andare allo stadio senza il green pass , lo portate fuori per le orecchie e tuttavia permettete che questi delinquenti mettano a ferro e fuoco una città. C'è qualcosa che non funziona, ma non abbiamo sentito una sola parola di autocritica su questo. (Applausi) . Speriamo che non succeda più. Quando arriveranno Biden e gli altri leader del mondo, spero che non ci siano quest'approssimazione, questa sciatteria e quest'inadeguatezza, perché non ce le possiamo permettere. La gente si aspetta certezza in questo momento. Certo, chi fa il suo lavoro può sbagliare, per carità di Dio; però a me piacciono quelli che si prendono le responsabilità dei loro atti e che non si nascondono dietro venticinque pagine dattiloscritte da mani altrui. Sabato mattina andrò con assoluta serenità in tribunale a Palermo per rispondere di quello che ho fatto da Ministro dell'interno (Applausi) : ci vado orgoglioso di quello che ho fatto da Ministro dell'interno, perché ho scelto di non voltarmi dall'altra parte. Dopo il Covid, penso che questo ruolo sia ancora più delicato, quindi, signor Ministro, le do un consiglio: faccia sentire la sua vicinanza a chi lavora non sotto di lei, ma di fianco a lei. Mai dire: chiedete al prefetto, chiedete al questore, chiedete al funzionario, chiedete al responsabile dell'ordine pubblico di quella piazza. Ma vi pare normale che ci sia stata una manifestazione di parte e di partito il sabato prima del voto a Roma e che ci siano stati lacrimogeni e idranti lunedì con le urne aperte a Trieste? (Applausi). Neanche in Cile e in Venezuela, a urne aperte, ci sono le manifestazioni di partito e si usano gli idranti. Noi ce la mettiamo veramente tutta per cercare di limare, di collaborare e di ascoltare; però, a parti invertite, avreste chiesto l'invio dei caschi blu dell'ONU. Non so se vi rendete conto dell'ipocrisia che alberga a sinistra, della profonda ipocrisia che alberga a casa vostra. (Applausi). Abbiate almeno il pudore di non esagerare. Buon lavoro, signor Ministro, se comincerà a fare il Ministro, perché per il momento non ce ne siamo ancora accorti. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signora Presidente, ringrazio la signora Ministra per il suo necessario intervento. Onorevoli colleghi, le immagini dell'assalto alla sede nazionale della CGIL e degli scontri con le Forze dell'ordine avvenuti a Trieste, a Milano e al centro di Roma non possono lasciare nessuno di noi indifferente. Il diritto di manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di aggressione, intimidazione e violenza. I valori dell'antifascismo e della resistenza e il ripudio dell'ideologia autoritaria rappresentano il fondamento della nostra Costituzione, nata da un accordo trasversale tra forze politiche diverse, basata su principi espressi sia nella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, sia nella relativa disposizione di attuazione prevista dalla cosiddetta legge Scelba, che ha recepito in pieno questa norma. Detto precetto costituzionale, fissando un'impossibilità giuridica assoluta e incondizionata, impedisce che un movimento formatosi e operante in violazione di tale divieto possa in qualsiasi forma partecipare alla vita politica e condizionarne le libere e democratiche dinamiche.