[pronunce]

l'obbligo di procedere ad acquisti centralizzati, salvo che nell'ipotesi eccezionale di inidoneità del bene o del servizio oggetto di convenzione e previa valutazione dell'organo di vertice amministrativo, specificamente motivata e trasmessa al competente ufficio della Corte dei conti (art. 1, comma 510). 1.2.- La parte ricorrente argomenta che tali previsioni, ove siano applicate anche alle Province autonome, «interferiscono, in particolare, con le attribuzioni delle Province autonome in materia di organizzazione, anche del servizio sanitario ("ordinamento dei propri uffici e del relativo personale", ai sensi dell'articolo 8, n. 1) St.); "igiene e sanità" ai sensi dell'articolo 9, n. 10) St.; corrispondenti funzioni amministrative ai sensi dell'articolo 16 St.; "organizzazione" e "tutela della salute" ai sensi dell'articolo 117, commi quarto e terzo, della Costituzione, in combinato disposto con l'articolo 10 della legge costituzionale n. 3/2001) e di autonomia finanziaria, anche in particolare nel settore sanitario (in particolare articoli 79, 80 e 81 dello Statuto di autonomia e, più in generale, Titolo VI dello stesso Statuto speciale e relative norme di attuazione, tra le quali in particolare il d.lgs. n. 266/1992 e il d.lgs. n. 268/1992; articolo 34, comma 3, della legge n. 724/1994) e sono lesive delle stesse, anche con riferimento agli articoli 116 e 119 della Costituzione, nonché per violazione del principio di leale collaborazione, anche perché il legislatore non si è limitato ad enunciare norme di principio (cfr. Corte cost. , sentenza n. 159/2008)». La Provincia autonoma di Bolzano soggiunge che deve essere «garantito il diritto all'uso della propria madrelingua, e ciò vale anche nell'ambito dell'acquisto di beni e di servizi» e prospetta, sotto tale profilo, «la violazione degli artt. 99 e 100 dello statuto di autonomia e delle relative norme di attuazione di cui al d.P.R. n. 574/1988». 1.3.- In vista dell'udienza, il 18 aprile 2017, la ricorrente ha depositato una memoria illustrativa e ha ribadito le conclusioni già formulate nel ricorso introduttivo. La Provincia autonoma di Bolzano osserva che le norme impugnate non sono state preventivamente concordate e si rivolgono anche alle Province autonome o comunque producono effetti indiretti nei loro confronti. Risulterebbe così vanificata la funzione della clausola di salvaguardia sancita dall'art. 1, comma 992, della legge n. 208 del 2015 e parrebbe ardua un'interpretazione adeguatrice suscettibile di rendere la disciplina compatibile con l'ordinamento statutario. Sarebbe la stessa difesa dello Stato a ricondurre le previsioni in esame ai princìpi di coordinamento della finanza pubblica, così confermando l'obbligo delle Province autonome di ottemperare alle prescrizioni della legge statale. La Provincia autonoma di Bolzano ribadisce che i rapporti finanziari tra lo Stato e le autonomie speciali sono governati dal principio dell'accordo e dal "principio di consensualità", che precludono ogni modificazione unilaterale ad opera dello Stato. Per contro, le norme impugnate inciderebbero arbitrariamente sull'autonomia organizzativa e di spesa della Provincia autonoma ricorrente. Quanto all'art. 1, commi 219 e 236, della legge n. 208 del 2015, la Provincia autonoma di Bolzano prospetta, per l'ipotesi in cui non trovi applicazione la clausola di salvaguardia, la violazione degli artt. 8, numero 1) , e 79 dello statuto di autonomia, dell'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, o dell'art. 117, quarto comma, Cost., alla stregua della "clausola di maggior favore" prevista dall'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), nonché degli artt. 3 e 97 Cost. Ad avviso della parte ricorrente, i citati commi hanno un carattere preciso e specifico, non si configurano come norme di riforma economico-sociale o come princìpi di coordinamento della finanza pubblica e attengono alla materia dell'organizzazione degli uffici provinciali, attribuita alla potestà legislativa esclusiva della Provincia (art. 8, numero 1, dello statuto). La Provincia ha l'obbligo di adeguarsi a tale disciplina, in forza dell'art. 2 del d.l.gs. n. 266 del 1992, nei soli limiti previsti dall'art. 4 dello statuto di autonomia. Peraltro, in forza dell'art. 79, quarto comma, dello statuto, spetterebbe alla Provincia autonoma di Bolzano provvedere alle finalità di coordinamento della finanza pubblica, enunciate da specifiche disposizioni legislative dello Stato, e assumere autonome misure di razionalizzazione e di contenimento della spesa. La Provincia autonoma di Bolzano svolge le medesime considerazioni anche per l'art. 1, commi 512, 515, 516 e 517, sempre che tali previsioni siano ritenute applicabili anche alle Province autonome. A tale riguardo, la parte ricorrente evidenzia di avere già istituito, nell'esercizio della propria competenza in materia di organizzazione degli uffici, l'Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, e di avere già garantito il rispetto del «principio della organizzazione razionale e non atomistica degli acquisti». La Provincia autonoma ricorrente assume che le disposizioni impugnate comprimano indebitamente la facoltà di organizzare nel modo ritenuto più opportuno gli acquisti dei beni strumentali e «l'autonomia finanziaria dal lato della spesa statutariamente riconosciuta». Quanto alle norme sugli approvvigionamenti sanitari (art. 1, commi 548 e 549), la Provincia autonoma di Bolzano ribadisce di avere già istituito l'Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e puntualizza che le disposizioni impugnate non dovrebbero trovare applicazione nella Provincia autonoma, in virtù della clausola di salvaguardia già menzionata. Ove si privilegiasse una diversa interpretazione, le disposizioni in esame, contrassegnate da un carattere di estremo dettaglio, sarebbero lesive delle competenze attribuite alla Provincia alla stregua dell'art. 9, numero 10), dello statuto di autonomia, e contrasterebbero con l'autonomia statutaria in materia di finanza, «in quanto adottate in violazione delle condizioni poste dall'art. 79 dello Statuto». Lo Stato, difatti, non avrebbe titolo a dettare norme di coordinamento finanziario, poiché la Provincia autonoma non partecipa al Fondo sanitario nazionale e autofinanzia il servizio sanitario. Quanto all'art. 1, commi 672, 675 e 676, che limitano i compensi degli amministratori e dei dipendenti delle società a controllo pubblico, la Provincia autonoma di Bolzano invoca l'applicazione della citata clausola di salvaguardia e, nell'ipotesi in cui tale clausola non sia operativa, ravvisa la violazione degli artt. 8, numero 1), e 79 dello statuto, dell'art. 2 del d.lgs.