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FedEmo nutre profonda preoccupazione per lo scenario aperto dall'ordinanza del Consiglio di Stato, perché un eventuale giudizio in termini di equivalenza terapeutica tra i diversi farmaci ricombinanti produrrebbe effetti devastanti per i pazienti affetti da emofilia; infatti, con riferimento al fattore VIII ricombinante, sussiste un'oggettiva differenza delle singole molecole di fattori VIII per processo di estrazione e produzione, efficacia e sicurezza (immunogenicità). Queste differenze non consentono una sovrapponibilità (e tantomeno un giudizio di equivalenza terapeutica) tra i diversi farmaci ricombinanti; peraltro, ogni concentrato di fattore VIII, a seconda del paziente, necessita di un dosaggio e di una frequenza di somministrazione differente per il raggiungimento e mantenimento del cosiddetto trough level , che rappresenta l'attività minima residua di fattore carente utile a garantire la protezione dalle emorragie spontanee, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga che l'equivalenza terapeutica delle singole molecole dei fattori VIII della coagulazione comporterebbe gravissimi danni ai pazienti affetti da emofilia; quali tempestive misure di competenza intenda adottare per garantire cure personalizzate ai soggetti affetti da emofilia. Atto n. 4-01651 ROJC ALFIERI Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il Presidente francese, Emmanuel Macron, e il Ministro dell'educazione, Jean-Michel Blanquer, hanno proposto una riforma che riduce drasticamente le cattedre di italiano nelle scuole medie e nei licei francesi; pertanto, nel 2019, le cattedre di italiano nei due concorsi indetti per diventare insegnante di ruolo saranno 21 in tutta la Francia. Diversamente, negli anni 2014, 2015 e 2016 i posti previsti erano 35 e ben 64 nel 2013; gli italianisti di Francia hanno condannato la riforma, sostenendo che si "prepara l'asfissia dell'insegnamento dell'italiano in Francia", sebbene ancora oggi decine di migliaia di ragazzi francesi scelgano di imparare la lingua italiana; diversi scrittori e intellettuali hanno promosso una petizione per chiedere al presidente Macron di "non sacrificare l'insegnamento della lingua italiana sull'altare della nuova riforma del liceo"; nella petizione si ricorda inoltre che: "l'Italia continua ad essere il secondo partner commerciale della Francia", e tale petizione è stata sottoscritta in poche ore da circa 8.000 persone; a quanto detto, si aggiunga che in data 2 maggio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato ad Amboise, città in cui nel 1519 morì Leonardo da Vinci e dove è sepolto, per celebrare assieme al Presidente della Repubblica francese la ricorrenza dei cinquecento anni della morte del genio italiano, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno adoperarsi presso le competenti sedi, al fine di sensibilizzare un Paese storicamente amico dell'Italia sulla necessità di preservare l'insegnamento della lingua italiana all'interno della nuova riforma del sistema scolastico francese. Atto n. 4-01652 RAUTI GARNERO SANTANCHE' IANNONE MAFFONI URSO BITI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: in data 6 aprile 2016 è stato sottoscritto tra Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Dipartimento della gioventù e servizio civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e Ministero del lavoro e delle politiche sociali un protocollo d'intesa, volto a sviluppare la realizzazione di progetti di servizio civile nazionale, di cui alla legge n. 64 del 2001; in particolare, l'articolo 1, comma 1, del protocollo d'intesa prevede la promozione di attività inerenti a tematiche sociali, ambientali e alimentari legate all'agricoltura; inoltre, il comma 2 dell'articolo 1 prevede la realizzazione di azioni volte ad innalzare il livello di occupabilità giovanile, fornendo conoscenze e competenze utili a facilitare l'ingresso sul mercato del lavoro dei giovani disoccupati od inoccupati interessati al settore; ulteriormente, l'articolo 2 prevede diverse azioni di servizio civile, come attività volte a migliorare la conoscenza presso le giovani generazioni dell'educazione alimentare, della salvaguardia della biodiversità e del territorio ed iniziative tese a sviluppare la formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani su tali tematiche; considerato che il decreto legislativo n. 40 del 2017, recante "Istituzione e disciplina del servizio civile universale, a norma dell'articolo 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106", detta nuove norme per la revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, ed in particolare l'articolo 3 ne delinea i settori di intervento, quali: assistenza, protezione civile, patrimonio ambientale e riqualificazione urbana, patrimonio storico, artistico e culturale, educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, del turismo sostenibile e sociale, e dello sport, agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia dato seguito all'attuazione del protocollo d'intesa; quanti progetti, dal 2016 ad oggi, siano stati effettuati e, nel caso, quanti giovani siano stati coinvolti; se non ritenga necessario aggiornare ed integrare, anche alla luce del nuovo servizio civile universale, di cui al decreto legislativo n. 40 del 2017, il protocollo d'intesa del 6 aprile 2016 tra Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Dipartimento della gioventù e servizio civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ampliando le attività sulle quali costruire nuove opportunità, prevedendo, ad esempio, progetti di servizio civile direttamente presso gli uffici della sede centrale del Dicastero. Atto n. 4-01653 CALANDRINI BERTACCO GARNERO SANTANCHE' IANNONE MAFFONI RAUTI URSO FAZZOLARI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'attuale normativa di finanza e bilancio per gli enti locali prevede, anche per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, l'obbligo della predisposizione del rendiconto economico e patrimoniale, pena la nullità del consuntivo, con le gravi conseguenze che ne derivano e che possono portare allo scioglimento del Consiglio comunale; tale adempimento risulta essere particolarmente gravoso per i Comuni di dimensioni più ridotte, stanti le poche risorse umane a loro disposizione e la complessità di questa faticosa incombenza che, come dichiarato, peraltro, dal presidente dell'Anci, risulta "antieconomica a fronte di benefici informativi esigui"; a più voci, in particolare in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, era stata richiesta almeno una proroga della scadenza di tale adempimento fissato al 30 aprile, proroga senza la quale migliaia di piccoli Comuni rischiavano e rischiano di incappare in vincoli non secondari e di vedersi applicare gravissime sanzioni;