[pronunce]

n. 171 del 2016, costituenti norme di principio in materia di tutela della salute (è citata la sentenza n. 155 del 2022 di questa Corte); che, come già osservato per la precedente disposizione, la giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 282 del 2002) ha affermato, con riferimento alle autonomie speciali, che in ambito sanitario non vengono in rilievo norme dello statuto speciale, bensì l'art. 117, terzo comma, Cost., trovando applicazione la clausola di maggior favore di cui all'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001; che la Regione autonoma della Sardegna si è costituita in giudizio, con atto depositato il 30 gennaio 2024; che la resistente ha evidenziato l'intervenuta abrogazione dell'impugnato art. 34, comma 1, lettera a), numero 2) a opera dell'art. 5, comma 32, lettera a), della legge della Regione Sardegna 19 dicembre 2023, n. 17, recante «Modifiche alla legge regionale n. 1 del 2023 (Legge di stabilità 2023), variazioni di bilancio, riconoscimento di debiti fuori bilancio e passività pregresse e disposizioni varie», a decorrere dal 20 dicembre 2023, rappresentando inoltre, relativamente alla lettera b) del comma 1 del medesimo art. 34, «che la Direzione Generale della Sanità dell'omologo Assessorato regionale ha proposto l'abrogazione della norma il cui relativo iter è in fase avanzata, ma allo stato non risulta ancora completato». Considerato che, con atto depositato il 17 aprile 2024, il Presidente del Consiglio dei ministri, su conforme delibera del Consiglio dei ministri del 15 aprile 2024, ha rinunciato parzialmente al ricorso, limitatamente alle disposizioni sopra dette, sul presupposto della loro intervenuta abrogazione a opera dell'art. 5, commi 32, lettera a), e 50, lettera b), della legge reg. Sardegna n. 17 del 2023, senza che le stesse abbiano avuto medio tempore alcuna applicazione; che non è pervenuta l'accettazione della rinuncia da parte della Regione autonoma della Sardegna; che in base alla costante giurisprudenza di questa Corte (ex multis, sentenza n. 68 del 2024 e ordinanza n. 20 del 2024), la dichiarazione di rinuncia, pur non accettata formalmente dalla parte resistente, comporta la cessazione della materia del contendere ove, anche alla luce della condotta delle parti, non emerga alcun interesse a che la questione sia decisa; che, dunque, va dichiarata la cessazione della materia del contendere limitatamente alle questioni promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri sull'art. 34, comma 1, lettere a), numero 2), e b), della legge reg. Sardegna n. 9 del 2023.. . per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE riservata a separate pronunce la decisione delle ulteriori questioni di legittimità costituzionale promosse con il ricorso in epigrafe; dichiara cessata la materia del contendere in ordine alle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 34, comma 1, lettere a), numero 2), e b), della legge della Regione Sardegna 23 ottobre 2023, n. 9 (Disposizioni di carattere istituzionale, ordinamentale e finanziario su varie materie), promosse, in riferimento all'art. 117, terzo comma, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 maggio 2024. F.to: Augusto Antonio BARBERA, Presidente Antonella SCIARRONE ALIBRANDI, Redattrice Roberto MILANA, Direttore della Cancelleria Depositata in Cancelleria il 30 luglio 2024 Il Direttore della Cancelleria F.to: Roberto MILANA