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Concludo, per quanto riguarda l'articolo 3, con l'anticipazione di un emendamento del relatore. Abbiamo cioè fatto una valutazione in Commissione, in quanto l'idea iniziale - il disegno di legge del senatore Ostellari da cui il provvedimento ha mosso i primi passi - prevedeva l'arresto obbligatorio in flagranza di reato. Tuttavia, abbiamo ritenuto di modificare tale previsione, perché potrebbero esserci casi in cui per gli inquirenti sia meglio poter attendere di intervenire in modo da scoprire eventualmente i complici oppure risalire ai mandanti di questo tipo di attività illecite, cosa che un arresto obbligatorio avrebbe impedito. Abbiamo quindi preferito ripiegare sulla fattispecie di cui all'articolo 381 del codice di procedura penale, cioè l'arresto facoltativo in flagranza di reato. Tuttavia, a causa dell'ammontare della pena, che - come ho detto - prevede un massimo di sei anni, la disposizione di cui all'articolo 381 del codice di procedura penale già si applica quoad poenam , quindi è già previsto l'arresto facoltativo in flagranza di reato. Inizialmente avevamo valutato la volontà di mantenere comunque la disposizione di cui all'articolo 3, cioè di dare un segnale non legato alla quantità di pena, quanto alla natura del reato; tuttavia, abbiamo poi ritenuto ultronea questa proposizione, quindi anticipo fin d'ora che chiederò che l'articolo 3 sia soppresso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, interveniamo innanzitutto perché si tratta di un testo sul quale abbiamo ragionato a lungo insieme al presidente del Gruppo Forza Italia in Commissione, senatore Caliendo, e anche perché è stato presentato a tale proposito un emendamento, di cui parlerò dopo. Vorremmo ringraziare in modo particolare anche il senatore Cangini, perché la discussione svolta in Commissione è nata, sì, dal testo del senatore Ostellari, che è stato scelto come base, ma anche dall'abbinamento con quello del collega Cangini, che, per il suo tipo di professionalità, presumo si sia occupato della questione delle truffe agli anziani. Dopo aver ascoltato con attenzione il relatore con riferimento alle statistiche, emerge un dato non legato solamente ai numeri, che impressionano, ma al loro progressivo aumento: abbiamo registrato di anno in anno un incremento di circa il 10-15 per cento di cifre comunque importanti (mi riferisco a quelle testate, perché non è semplice individuare tutte le truffe fatte agli anziani, alcuni dei quali non denunciano perché si vergognano, circostanza abbastanza comune, o lo ritengono inutile). Per questi motivi, il testo, che sembra di poca importanza, in realtà mette a punto una fattispecie, tenendo conto di fenomeni che ricorrono in questi tempi. Diversi consigli vengono dati dalle Forze dell'ordine, Carabinieri e Polizia, nel tentativo di informare le persone di una determinata età dei rischi che corrono se fanno entrare qualcuno in casa. È vero: sono state perpetrate moltissime truffe attraverso falsi geometri del Comune oppure finti tecnici; una delle più note alla cronaca è addirittura quella di un tizio che si è finto primario per visitare un'anziana e successivamente derubarla; c'è poi la classica truffa di chi finge di avere un figlio malato per chiedere soldi all'anziano di turno. Occorre quindi prestare grande attenzione, anche da un punto di vista squisitamente sociale, perché è vero quello che diceva prima il senatore Pillon: nella nostra società a sessantacinque o settant'anni si è ancora ragazzini, ma vi sono anche novantenni o novantacinquenni che possono essere oggetto di questi raggiri; magari si fa credere loro che c'è la possibilità di ottenere un premio o un guadagno rivendendo beni, oppure si raggirano con la scusa delle bollette dell'Enel o dell'acqua, o delle verifiche dell'INPS. La fantasia degli italiani per la truffa nei confronti degli anziani effettivamente ha superato ogni limite, al punto da rendere necessario questo intervento normativo. Ne parlerà sicuramente in modo più preciso e puntuale di me il senatore Caliendo, ma abbiamo ritenuto opportuno presentare un emendamento e su questo vorremmo svolgere una riflessione. Il disegno di legge contiene una previsione importante: se si vuole ottenere la sospensione condizionale della pena, si deve aver effettuato i pagamenti di legge. Nell'emendamento presentato, abbiamo specificato l'obbligo delle restituzioni e il pagamento della somma liquidata, anche a titolo di provvisionale. Lo diciamo perché, nella nostra cultura giuridica generale, colpire il responsabile di un reato attraverso il dato economico è spesso un deterrente molto più efficace di un aumento sconsiderato o non equo della pena. Crediamo che il testo, da questo punto di vista, possa essere ulteriormente migliorato. Ci auguriamo naturalmente che il disegno di legge al nostro esame, dall'articolazione molto semplice, possa servire a migliorare in linea generale la vita delle persone anziane che vivono nelle nostre città e nel nostro Paese, per le quali non era prevista una fattispecie specifica. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. PILLON, relatore . Signor Presidente, intervengo solo per ringraziare del lavoro svolto in Commissione la senatrice Riccardi, e con lei tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle, il senatore Caliendo, e con lui tutto il Gruppo Forza Italia, il senatore Cucca, e con lui tutto il Gruppo Partito Democratico, e il senatore Stancanelli, e con lui tutto il Gruppo Fratelli d'Italia, per la collaborazione fattiva che ha portato a redigere questo testo. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, rinuncio ad intervenire. PRESIDENTE . Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge n. 980, nel testo proposto dalla Commissione. Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PILLON, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.100. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.100. CUCCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, mi ha fatto molto piacere il ringraziamento del relatore, perché questo è uno dei casi nei quali affrontiamo un tema particolarmente sentito e c'è volontà di dialogo in Commissione, anche se su una proposta di legge oggettivamente molto, molto stringata, ma che dà risposta - questa volta davvero - a situazioni che si sono create e che si creano molto spesso. La senatrice che mi ha preceduto ha ben spiegato le motivazioni per cui è davvero necessaria l'approvazione di questo provvedimento.