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la legge 30 dicembre 2021, n. 234, legge di bilancio per il 2022, ha istituito, all'articolo 1, comma 581, un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro, destinato ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, che abbiano subito una riduzione di oltre il 5 per cento della popolazione rispetto al 2011, che abbiano un reddito medio pro capite inferiore di oltre 3.000 euro rispetto alla media nazionale, e che abbiano l'IVSM superiore alla media nazionale; il decreto attuativo non è stato ancora pubblicato, ma, nelle proiezioni sviluppate da ANCI, si evidenzia come anche in questo caso i comuni situati nelle regioni del Nord siano gravemente danneggiati da questo criterio di riparto: solo il 2,7 per cento dei comuni delle regioni del Nord avrebbe accesso a questo fondo, per lo 0,7 per cento dei fondi stanziati; considerato che, nella consapevolezza dell'importanza del sostegno allo sviluppo delle aree territoriali economicamente svantaggiate, si ritiene altresì altrettanto importante, anche e soprattutto alla luce della grave crisi economica dell'ultimo biennio, e che, dalla crisi internazionale, è presumibile che si prolungherà per un periodo non brevissimo, sviluppare una politica di redistribuzione più equa dei contributi statali agli enti locali, per sostenerne lo sviluppo su tutto il territorio nazionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire tempestivamente sulla definizione dei criteri di riparto delle risorse destinate agli enti locali, tenendo in seria considerazione l'obiettivo della coesione territoriale nel rispetto di un'equa distribuzione delle risorse, al fine di evitare il ripetersi di situazioni di disparità come già accaduto in occasione del riparto delle risorse relative ai progetti di rigenerazione urbana. Atto n. 3-03194 FARAONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: a due anni di distanza dall'inizio della pandemia, con conseguente crisi sanitaria ed economica, si è aggiunta la guerra russo-ucraina, che sta determinando il forte rischio di una recessione globale che, per almeno due trimestri, può portare in recessione tecnica anche il nostro Paese; l'impennata dei prezzi dell'energia e del gas sta producendo pesanti ripercussioni sulle imprese, oramai in forte difficoltà nel mantenere la propria capacità produttiva e nel far fronte al pagamento delle spese relative alle utenze; nel comunicato dell'8 gennaio 2022, la CGIA ha segnalato che, rispetto al 2019, l'extra costo stimato che le imprese italiane sosterranno nel 2022, a causa solo dell'aumento del prezzo delle tariffe elettriche, ammonta a quasi 36 miliardi di euro; tale evoluzione dello scenario energetico, secondo i calcoli effettuati dal centro studi di Confindustria, comporta per la manifattura italiana un incremento dei costi per la fornitura di energia, che passano dagli 8 miliardi di euro circa nel 2019 ad oltre 20 miliardi di euro nel 2021 e ad oltre 37 nel 2022, ovvero un aumento del costo complessivo del 350 per cento nel 2021 e del 650 per cento rispetto ai costi del 2020; dal bilancio realizzato da Unioncamere-BMTI sull'evoluzione delle tariffe pagate nell'ultimo anno dalle piccole e medie imprese italiane del 13 gennaio 2022 emerge, inoltre, che a pesare sugli aumenti è il forte rincaro delle quotazioni internazionali del gas naturale, a causa degli squilibri nel mercato tra l'aumento della domanda mondiale di gas e le rigidità dell'offerta; ai picchi di dicembre 2021, le quotazioni del gas naturale al TTF, il mercato olandese di riferimento per l'Europa, si sono attestate a fine gennaio 2022 sugli 85 euro per megawatt, di fatto quadruplicate rispetto ad un anno fa; considerato che: l'inflazione e l'invasione russa in Ucraina hanno ridotto le stime 2022 del Governo sulla crescita intorno al 3 per cento rispetto al 4,7 per cento fissato come obiettivo nel programma di finanza pubblica dell'ottobre 2021; Fitch, in linea con le ultime indicazione dell'OCSE, ha calcolato in 1,5 punti di PIL il "freno tirato" sulla crescita dell'Eurozona, che quindi per l'agenzia di rating arriverebbe al 3 per cento invece del 4,5 per cento ipotizzato; la nota congiunturale del centro studi REF diffusa qualche giorno fa, accanto al tema dell'inflazione e dell'Ucraina, ricorda anche la ripresa dei contagi, che in Cina produce nuovi lockdown e torna a inceppare le catene globali della produzione di beni, si chiede di sapere quali ulteriori iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per sostenere le piccole e medie imprese, la cui capacità produttiva è fortemente penalizzata dall'impennata dei prezzi dell'elettricità e del gas, e, in particolare, al fine di prevedere nuovi stanziamenti a favore delle imprese, quali misure siano allo studio del Governo al fine di proseguire nel percorso di mitigazione degli effetti negativi citati. Atto n. 3-03196 MORONESE DI MICCO LANNUTTI ANGRISANI LEZZI LA MURA GIANNUZZI MORRA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il Comune di Caserta, con la delibera di Giunta n. 23 del 10 febbraio 2022, ha approvato il progetto per la "realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata: Progetto Integrato Complesso di impianti automatizzati e a basso contenuto di lavoro manuale per la selezione e valorizzazione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio", per il quale ha intenzione di chiedere un contributo di 19.440.228,40 euro nell'ambito dell'avviso del Ministero M2C.1.1 I 1.1 linea d'intervento B rientrante nelle risorse del PNRR; nello specifico il Comune vorrebbe realizzare un impianto di selezione e trattamento multimateriale da raccolta differenziata ed un impianto di selezione e trattamento del vetro da raccolta differenziata. Stando al progetto presentato, il Comune di Caserta con questi due impianti dalla capacità di 15 tonnellate al giorno ciascuno, che potrebbero arrivare a lavorare sino a 10.000 tonnellate all'anno, si candiderebbe a ricevere i rifiuti anche dai comuni limitrofi, così come riportato in progetto, con l'obiettivo di ottenere in autonomia prezzi migliori dalla vendita dei materiali sul mercato. Conferirebbe tuttavia le frazioni dei rifiuti estranei sempre presso lo STIR provinciale a gestione pubblica di Santa Maria Capua Vetere. La localizzazione degli impianti è stata prevista presso l'area ex macello comunale in via Thomas Alva Edison, località Lo Uttaro, sito di proprietà del Comune, e censito al catasto al foglio n. 59 particelle 45-46-47-129-300-5090; considerato che con atto di sindacato ispettivo 3-03237, il 19 ottobre 2016 la prima firmataria del presente atto, interrogava il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per metterlo a conoscenza delle gravi condizioni ambientali in cui versava l'area Lo Uttaro, che fu dapprima sito di interesse nazionale, per poi essere portato a sito di interesse regionale.