[ddlpres]

Si prevede poi che, nell'esercizio 2015, i pagamenti in conto residui concernenti la spesa per acquisto di beni e servizi e i trasferimenti di parte corrente agli enti locali soggetti al patto di stabilità interno, effettuati a valere delle anticipazioni di liquidità erogate in attuazione delle predette disposizioni, non rilevano ai fini dei saldi di cassa di cui all'articolo 1, comma 463, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Inoltre, si prevede che una quota delle somme disponibili sul conto di tesoreria di cui all'articolo 1, comma 11, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, provenienti dalla Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali e non più dovute sono utilizzate, nel limite di 650 milioni di euro, per la concessione di anticipazioni di liquidità al fine di far fronte ai pagamenti da parte degli enti locali dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014, ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonché dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2014, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all'articolo 243- bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Per le medesime finalità sono utilizzate le somme iscritte in conto residui della «Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali» per un importo complessivo pari a 200 milioni di euro. Per l'anno 2015 è attribuito ai comuni un contributo di 530 milioni di euro. Il predetto contributo non è considerato tra le entrate finali valide ai fini del patto di stabilità interno. Con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 10 luglio 2015, è stabilita, secondo una metodologia adottata sentita la Conferenza Stato -- città ed autonomie locali, la quota del contributo di spettanza di ciascun comune, tenendo anche conto dei gettiti standard ed effettivi dell'IMU e della TASI e della verifica del gettito per l'anno 2014, derivante dalle disposizioni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 34. Il comma 13 anticipa dal 30 settembre al 30 giugno 2015 il termine ultimo per la verifica del gettito IMU dei terreni montani e parzialmente montani relativo all'anno 2014. All’articolo 9, il comma 1 è volto a ridurre da 2.005 milioni di euro a 1.720 milioni di euro il limite previsto dal comma 465 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014, a seguito dell'intesa sancita in Conferenza Stato-regioni nella seduta del 26 febbraio 2015. Il comma 2 prevede l'applicazione delle riduzioni delle risorse per il patto verticale incentivato. In particolare, l'intesa sancita in Conferenza Stato-regioni nella seduta del 26 febbraio 2015 ha stabilito, in applicazione dell'articolo 46, comma 6, del decreto-legge n. 66 del 2014, come modificato dal comma 398 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014, che il concorso agli obiettivi di finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario per l'anno 2015 sia realizzato, tra l'altro, mediante utilizzo delle risorse per il patto verticale incentivato per 802,13 milioni di euro. A tal fine, la citata intesa prevede che le regioni riversino ad apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio statale le risorse ricevute per l'attuazione del patto verticale incentivato (non utilizzabili ai fini del pareggio del bilancio) e che il pagamento effettuato rilevi ai fini del pareggio di bilancio di cui al comma 463 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014 al fine di garantire un effettivo miglioramento dell'indebitamento netto. La norma in esame si pone l'obiettivo di semplificare tale procedura: – chiarendo le condizioni che consentono di considerare le risorse per il patto verticale incentivato utili ai fini delle riduzioni di cui all'articolo 46, comma 6, del decreto legge n.66 del 2014; -- prevedendo che il Ministero dell'economia e delle finanze provveda direttamente a versare le somme spettanti alle regioni a statuto ordinario all'entrata del bilancio statale; -- precisando che le regioni devono dare evidenzia nei propri rendiconti, mediante le necessarie regolazioni contabili, di tali operazioni di versamento al fine di garantire un effettivo miglioramento dell'indebitamento netto. Il comma 3 prevede un nuovo termine per la conclusione della procedura del patto verticale incentivato (commi 484 e 485 della legge 23 dicembre 2014 n. 190) e dispone, inoltre, la possibilità che gli spazi finanziari ceduti da ciascuna regione possano essere utilizzati dagli enti locali beneficiari per sostenere pagamenti in conto capitale dando priorità a quelli relativi ai debiti commerciali di parte capitale maturati alla data del 31 dicembre 2014. Inoltre è stata inserita la previsione che, in caso di istanze inferiori alla riserva del 25 per cento, per le province, e del 75 per cento per i comuni, le regioni possano attribuire le risorse residue agli enti locali prescindendo dai predetti limiti. La disposizione prevista dal comma 4 è necessaria per chiarire con criteri omogenei le modalità applicative del pareggio di bilancio per la regione Sardegna, secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica contenuti nella legge n. 190 del 2014 validi per tutti gli enti territoriali che dal 2015 applicano le regole concernenti il pareggio di bilancio. Il comma 5 dispone in deroga all'articolo 42, comma 12, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, che il disavanzo al 31 dicembre 2014 delle regioni, al netto del debito autorizzato e non contratto e della quota del disavanzo formatosi nell'esercizio 2014, possa essere ripianato nei sette esercizi successivi a quote costanti, contestualmente all'adozione di una delibera consiliare avente ad oggetto il piano di rientro dal disavanzo sottoposto al parere del collegio dei revisori, nel quale siano individuati i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio. La quota del disavanzo formatosi nel 2014 è interamente applicata all'esercizio 2015. Tale deliberazione deve contenere l'impegno formale di evitare la formazione di ogni ulteriore potenziale disavanzo ed è allegata al bilancio di previsione e al rendiconto, costituendone parte integrante. Con periodicità almeno semestrale il Presidente della giunta regionale trasmette al Consiglio una relazione riguardante lo stato di attuazione del piano di rientro.