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L'associazionismo sociale è l'espressione delle attività di partecipazione, solidarietà e pluralismo per il conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale, di ricerca etica e spirituale, promosse dai cittadini costituiti in forma associativa. Esso deve essere volto a creare attività di partecipazione e di coinvolgimento nelle iniziative di carattere sociale, assistenziale, culturale, sportive, ludiche e del tempo libero. L'esperienza dei cosiddetti « nonni vigili » per esempio, non può rimanere a sé stante. Possono favorirsi anche ruoli di vigilanza alle scuole o ai giardini come interventi manutentivi prodotti da un cooperativismo organizzato sulle esperienze professionali maturate nel corso della vita da ogni soggetto « anziano ». Possono di fatto crearsi servizi offerti da artigiani, liberi professionisti, medici o altri soggetti che hanno acquisito esperienze nel loro campo professionale da mettere a disposizione della popolazione per interventi circoscritti. Si tratta di luoghi di aggregazione qualificati che favoriscano la partecipazione degli anziani alla vita di quartiere che essi stessi sono anche chiamati a produrre, pure per evitare la formazione di stati di emarginazione e isolamento di terzi. Si tratta di laboratori creativi riguardanti vari ambiti di interesse come, ad esempio, la manualità, la sicurezza, il canto, la scrittura e la memoria. Tali iniziative possono integrarsi con corsi di recitazione per teatro, attività di animazione per bambini, organizzazione di mostre, acquisizione del patentino di guide turistiche cittadine o locali, acquisizione di capacità pittoriche o fotografiche, oltre alle discipline già attualmente offerte come i corsi di ballo o la pratica sportiva-amatoriale delle bocce. Sono di fatto attività destinate a creare formazione applicativa o a sviluppare conoscenze, interessi o semplici hobby fra gli over 65. Il disegno di legge in questione, ovviamente, non ignora che accanto al vissuto personale di quegli anziani, attivi e fortemente impegnati nell'area socio-familiare, ci sono altri anziani che necessitano di un'adeguata assistenza domiciliare, avendo esaurito le loro energie, fisiche e spirituali, per via dell'età o di qualche altra patologia che li colpisce e ne riduce l'autonomia personale. Per tutti gli anziani, prima o poi, arriva un momento in cui il bisogno di accudimento si fa intenso e non più rinviabile. A loro, come diritto previsto dalla Costituzione e come dovere di gratitudine, sociale e familiare, occorre garantire servizi di cura che li raggiungano laddove stanno: in casa o in una residenza per anziani. Il presente disegno di legge, dopo aver valorizzato il contributo che gli anziani possono continuare a dare anche quando sono in pensione, contempla anche questa ultima fase della vita, che può avere una diversa lunghezza, a seconda delle circostanze di ognuno. Ma l'anziano deve sentirsi accudito sempre e comunque e non può arrivare a pensare di essere un peso per la famiglia o la società. Anche quando apparentemente sembra aver ridotto la sua autonomia fino a dover essere accompagnato, ventiquattr'ore su ventiquattro, non può e non deve sentirsi abbandonato, che è cosa ben diversa dall'esperienza di chi vede limitate le sue forze e le sue capacità. È allora che i servizi domiciliari debbono garantire, con una creatività personalizzata, su misura per ogni anziano, tutto ciò di cui può aver bisogno, fisicamente, psicologicamente, socialmente e, se richiesto, anche spiritualmente. La tentazione di porre fine alla vita perché diventata ormai inutile, non può e non deve trovare l'anziano solo e depresso; deve piuttosto accompagnarlo la certezza che la sua vita ha sempre un valore unico e incommensurabile.. 1 (Finalità e princìpi) 1 La presente legge, nel quadro del Primo piano d'azione internazionale sull'invecchiamento, approvato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 37/51 del 3 dicembre 1982, e della risoluzione n. 46/91 delle Nazioni Unite del 16 dicembre 1991, e in ottemperanza degli articoli 21 e 25 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, promuove politiche volte a favorire l' invecchiamento attivo, al fine di valorizzare il ruolo delle persone anziane nella comunità e la loro partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale, secondo i seguenti princìpi: a promozione dell'apporto individuale e collettivo delle persone anziane attraverso il volontariato; b valorizzazione delle esperienze formative, cognitive, professionali e umane delle persone anziane, della solidarietà e dei rapporti intergenerazionali; c contrasto ai fenomeni di esclusione e di discriminazione, sostenendo azioni che garantiscano un invecchiamento sano e dignitoso e rimuovendo gli ostacoli a una piena inclusione sociale; d promozione della rete tra le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale dei comuni; e promozione e sostegno alla formazione e all'aggiornamento dei soggetti che volontariamente operano in favore delle persone anziane. 2 Ai fini della presente legge, si considerano persone anziane coloro che sono titolari di trattamenti di quiescenza, anche anticipati, o che hanno raggiunto l'età pensionabile. 2 (Definizioni) 1 Ai fini della presente legge, si intende per invecchiamento attivo il processo che promuove la continua capacità del soggetto di ridefinire e di aggiornare il proprio progetto di vita in rapporto ai cambiamenti inerenti alla propria persona e il contesto di vita attraverso azioni volte a ottimizzare il benessere sociale, la salute, la sicurezza e la partecipazione alle attività sociali, allo scopo di migliorare la qualità della vita e di affermare la dignità delle persone nel corso dell'invecchiamento, anche in maniera associata, a vantaggio dell'intera società e per contrastare il rischio di isolamento e di marginalizzazione sociale. 3 (Programmazione degli interventi da parte dei comuni) 1 I comuni, singoli o associati, nell'ambito delle attività di utilità sociale di cui all'articolo 4, in collaborazione con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, predispongono progetti volti al coinvolgimento di persone anziane per la realizzazione delle finalità di cui alla presente legge. 2 Sulla base del tempo offerto gratuitamente alla comunità, le persone anziane che partecipano ai progetti di invecchiamento attivo possono essere destinatarie di opportunità culturali, formative e ricreative fornite, anche gratuitamente o a costi ridotti, dal comune, dalle altre amministrazioni ovvero dai privati coinvolti nei progetti di cui al presente articolo, e fruiscono di un buono pasto per ogni giornata impiegata in attività di utilità sociale, indipendentemente dall'effettivo numero di ore giornaliere impiegate nell'attività stessa, nonché della copertura gratuita per gli spostamenti effettuati anche su autovetture da piazza. 4 (Attività di utilità sociale) 1 Ai fini della presente legge, sono considerate di utilità sociale le seguenti attività: a sensibilizzazione sui diritti delle persone anziane, auto-aiuto tra persone anziane e promozione della solidarietà tra le generazioni; b vigilanza e protezione dei minori e dei soggetti più fragili e accompagnamento nei confronti di persone che si trovino in stato di solitudine o affette da malattie; c tutela, valorizzazione, promozione e sviluppo della cultura, del patrimonio artistico e ambientale, nonché valorizzazione delle capacità e delle competenze delle persone anziane; d promozione di eventi sportivi e del turismo sociale;