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nel territorio del comune di Nave (Brescia) è insediato il complesso produttivo della ditta Duferco Sviluppo SpA del gruppo Duferco, holding internazionale che, nata per operare prevalentemente nel settore siderurgico, nel corso degli anni ha sviluppato a livello internazionale business diversificati in differenti settori (energia, logistica, trasporto e ambiente); la società, in data 6 settembre 2018, ha presentato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare istanza per l'avvio del procedimento di valutazioni ambientali VAS-VIA del progetto "Impianto peaker per bilanciamento rete elettrica", ai sensi dell'articolo 27 del decreto legislativo n. 152 del 2006; il progetto prevede la trasformazione dell'area già industrializzata in una centrale termoelettrica alimentata a gas naturale, con la collocazione di 2 generatori di nuova generazione in grado di produrre 300 MW termici che potrebbero produrre 900.000 metri cubi di fumi contenenti 118 tonnellate di anidride carbonica; considerato che: l'insediamento produttivo interessato rientra nella zona D1 (industriale esistente) e confina con zone a diversa caratterizzazione, in particolare: centro storico; area residenziale e agricola; vasta estensione boschiva soggetta a vincolo paesistico-ambientale e a vincolo idrogeologico forestale; secondo i recenti dati diffusi da Legambiente, nel 2018 nella città di Brescia sono stati superati i limiti giornalieri per le polveri sottili o per l'ozono per 150 giorni di cui 47 per il Pm10 e 103 per l'ozono, ed almeno 1.000 morti premature annue sono imputabili alle condizioni dell'aria nell'area urbana; in questo contesto risulta non solo necessario, ma anche doveroso, un approfondimento dell'effettivo impatto che l'opera determinerà in termini sociali, sanitari e ambientali, al fine di scongiurare rischi per la salvaguardia dell'intero territorio e la salute della popolazione residente; la valutazione di impatto ambientale (VIA) e la valutazione ambientale strategica (VAS) costituiscono specifici strumenti di partecipazione a supporto di procedure amministrative relative ad atti sia singoli che di pianificazione e programmazione tecnicamente complesse per cui la normativa nazionale di settore prevede esplicitamente la concertazione come modalità di decisione condivisa nella definizione di obiettivi e nell'allocazione di risorse di finanziamento; per quanto concerne il progetto, invece, le istituzioni locali non sono state adeguatamente coinvolte, si chiede di sapere quale sia la posizione del Ministro in indirizzo riguardo alla questione e, in particolare, se ritenga opportuna la realizzazione della centrale termoelettrica in un territorio già interessato da fenomeni di inquinamento da polveri sottili. Atto n. 3-00564 MORONESE L'ABBATE CASTELLONE DI MICCO SANTILLO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere il 12 ottobre 2018 emetteva un provvedimento di sequestro preventivo eseguito dalla Guardia di finanza nei confronti della società L.E.A. Srl sita in zona ASI (area sviluppo industriale) località Ceraso nel comune di Marcianise (Caserta), ordinava il blocco delle attività dell'impianto di trattamento rifiuti apponendo un vincolo cautelare sull'intero capannone e procedeva penalmente per i reati di smaltimento abusivo dei rifiuti, in quanto le ingenti quantità di rifiuti presenti nell'impianto, non adeguatamente smaltiti, rappresentavano un pericolo per l'atmosfera, per le falde acquifere e, di conseguenza, per la salute dei cittadini; il giorno 26 ottobre 2018 l'impianto veniva colpito da un incendio. Il 19 dicembre 2018 l'ARPAC pubblicava i dati dei rilievi relativi all'incendio, dichiarando che dai campioni prelevati in due terreni situati, rispettivamente, a circa 1.400 metri e a circa 1.700 metri dall'impianto, il primo campione, analizzato dal laboratorio regionale diossine, mostrava il superamento, sia per il parametro "sommatoria PCDD/PCDF (diossine e furani)" che per il parametro "sommatorIa PCB (policlorobifenili) - congeneri totali" dei limiti di concentrazione per i siti a uso verde pubblico, privato e residenziali, stabiliti dal decreto legislativo n. 152 del 2006; considerato che: la ditta operava in zona ASI località Ceraso in virtù della voltura delle autorizzazioni a seguito di affitto di ramo d'azienda della Ecologia Iavazzi Srl con decreto dirigenziale n. 39 del 12 luglio 2017 della Regione Campania, per una quantità totale di rifiuti autorizzati pari a 179.820 tonnellate all'anno; la ditta Ecologia Iavazzi Srl di Francesco Iavazzi sas veniva autorizzata per un impianto di stoccaggio e recupero rifiuti pericolosi e non pericolosi con decreto dirigenziale n. 42 del 20 gennaio 2014 della Regione in zona ASI località Ceraso; dall'autorizzazione si evince che nel sito dove sorgeva l'impianto vi era la presenza di rifiuti di varie tipologie fino ad una profondità di 3 metri. Il settore TAP Ecologia di Caserta con decreto dirigenziale n. 113 il 5 luglio 2013 approvava il piano di caratterizzazione presentato dalla ditta; il 24 agosto 2015 il presidente dell'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) comunicava al prefetto di Caserta che la ditta Ecologia Iavazzi Srl, la società consortile Iavazzi Ambiente Srl e la Impresud Srl, tutte riconducibili all'imprenditore Francesco Iavazzi, venivano raggiunte da provvedimenti interdittivi antimafia nonché ricevevano il diniego di iscrizione nelle white list provinciali; considerato inoltre che: precedentemente l'impianto di rifiuti aveva subito il diniego all'esercizio con decreto dirigenziale n. 108 del 19 maggio 2011 della Regione, in quanto l'ARPAC aveva verificato che i rifiuti interrati non erano stati rimossi; su "il Mattino" di Caserta del 14 ottobre 2018 la presidente del consorzio ASI di Caserta dichiarava che con due note, dichiarava che una nel settembre ed un'altra nell'ottobre 2017, segnalava al Comune di Marcianise la posizione non regolare della L.E.A. Srl in quanto azienda non consorziata, requisito necessario per operare; risulta agli interroganti, da verifiche effettuate, che il consorzio ASI di Caserta aveva informato la Regione Campania ed il Comune di Marcianise a mezzo PEC il 28 giugno 2018 che la ditta Ecologia Iavazzi aveva risolto il contratto di affitto in essere con la L.E.A., motivo che faceva decadere le autorizzazioni ottenute con decreto dirigenziale n. 39 del 12 luglio 2017, denunciando altresì che lo stesso consorzio ASI non era stato consultato in fase di autorizzazioni come avvenuto in occasione di altre autorizzazioni ambientali di altre ditte non convenzionate; su "il Mattino" di Caserta del 30 novembre 2018 si legge che da una serie di carotaggi ordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sarebbero emersi rifiuti interrati nell'impianto della L.E.A. Srl; considerato infine che: