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All'accettazione dell'incarico e alla fine dello stesso, il titolare della licenza provvede tempestivamente a darne notizia al proprio domicilio di pubblica sicurezza, di cui al comma 6, indicando gli estremi del servizio. 2. Il titolare di licenza, nell'ambito del servizio assegnato, è tenuto ad accertarsi, anche tramite le informazioni che lecitamente possono fornire gli enti pubblici, che la persona o l'ente incaricante non persegua con esso fini criminosi. 3. Nel caso la persona o l'ente incaricante persegua fini criminosi, è fatto assoluto divieto di prestare alcuna opera lavorativa per conto di esso e, all'atto dell'accertamento, ogni contratto, in corso di validità o pregresso, tra titolare di licenza e committente, è nullo. 4. In ogni caso l'accertante è tenuto alla tempestiva segnalazione del fatto di cui al comma 3 all'autorità giudiziaria. 5. I titolari degli istituti che, per le attività da affidare agli agenti in possesso delle qualifiche di cui all'articolo 6, intendono assumere più unità di personale munito di licenza, devono comunicare al Dipartimento non meno di un mese prima dell'inizio dell'attività i nominativi degli agenti da assumere alle proprie dipendenze, i dati identificativi dell'istituto con relativo domicilio fiscale, le attività da espletare e i relativi mezzi, il numero di iscrizione all'Albo nazionale del personale prescelto e il relativo domicilio di pubblica sicurezza. 6. Per domicilio di pubblica sicurezza si intende il Comando di pubblica sicurezza che il titolare di una delle licenze di cui all’articolo 6 sceglie, nell'ambito della provincia di residenza, come autorità competente per quanto attiene le comunicazioni di polizia amministrativa. 7. Qualora il titolare dell'istituto di cui al comma 5 non sia provvisto della licenza prevista dall'articolo 6, egli delega i compiti di cui al medesimo comma 5 a un proprio dipendente nominandolo titolare per le sole competenze di polizia amministrativa. 8. Il titolare dell'istituto deve comunicare tempestivamente ogni variazione delle situazioni riportate nella notizia di cui al comma 5 al Dipartimento. 9. Il titolare dell'istituto deve, altresì, provvedere ad assolvere, per conto dei propri dipendenti, gli obblighi amministrativi di cui alla presente legge, ad esclusione di quanto previsto dagli articoli 12 e 19 e dal comma 10 del presente articolo. 10. L'agente di polizia privata svolge le proprie mansioni come libero professionista o dipendente di enti pubblici o privati ed è in ogni caso tenuto a stipulare personalmente una polizza assicurativa integrativa per i rischi personali e per la responsabilità civile con copertura minima di 2.582.284 euro, provvedendo a depositare copia della polizza presso l'Ordine provinciale competente. 11. Per gli adempimenti di cui al presente articolo è ammesso, ove possibile, l'utilizzo di supporti informatici. Art. 14. (Centri di formazione e specializzazione) 1. I centri di cui al presente articolo organizzano corsi facoltativi propedeutici all'esame presso la Commissione di cui all'articolo 3 e di specializzazione. 2. I programmi divulgati nei corsi devono ottenere la preventiva autorizzazione da parte dell'Ufficio amministrativo di cui all'articolo 5. 3. L'ammissione ai corsi propedeutici è subordinata al possesso, da parte degli allievi, dei requisiti di cui all'articolo 4. 4. L'ammissione ai corsi di specializzazione è subordinata al possesso, da parte degli allievi, di una delle licenze di cui all'articolo 6. 5. Il personale docente dei corsi di cui al comma l deve comunque essere in possesso di una delle licenze di cui all'articolo 6 inerente la materia insegnata, ad esclusione delle materie giuridiche e sanitarie di primo soccorso, il cui insegnamento deve essere effettuato da personale in possesso dell'autorizzazione concessa rispettivamente dal Dipartimento e dal Ministero della salute. 6. I centri di cui al presente articolo non possono svolgere attività lavorative diverse dall'insegnamento. Art. 15. (Rapporti con le Forze dell'ordine) 1. Il possessore di una delle licenze di cui all'articolo 6, nell'esercizio delle proprie funzioni è sottoposto all'attività di controllo del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'interno. 2. L'agente di polizia privata è tenuto ad esibire la propria tessera di identificazione ad ogni membro delle Forze dell'ordine che ne faccia espressa richiesta. 3. Qualora particolari circostanze di gravità ed urgenza lo richiedano, l'agente di polizia privata è tenuto a porsi a disposizione degli appartenenti alle Forze dell'ordine che ne facciano espressa richiesta nell'esercizio delle proprie funzioni. 4. Il Ministro dell'interno può disporre, in tutto o in parte del territorio nazionale, la sospensione ovvero la revoca delle licenze di cui all'articolo 6 per gravi motivi di ordine pubblico. Art. 16. (Divisa e dispositivi di protezione individuali) 1. Gli agenti di polizia privata di cui agli articoli 8 e 9 svolgono la loro attività facendo uso di divise approvate dall'Ufficio amministrativo di cui all'articolo 5. 2. Le divise di cui al comma 1 sono in linea di massima simili per tutto il territorio nazionale ad eccezione delle indicazioni di identificazione personale e dell'istituto per cui è svolta l'attività. 3. Sono esentati dal vestire la divisa e il distintivo gli agenti di cui all'articolo 9 durante lo svolgimento dell'attività antitaccheggio. 4. I titolari di istituti che per il proprio lavoro utilizzano più personale munito di licenza, sono tenuti a fornire ad esso una divisa uguale per tutti, approvata ai sensi del comma 1. 5. I mezzi di trasporto utilizzati per l'attività di vigilanza devono essere contrassegnati, in linea di massima, con simboli identificativi e colori simili per tutto il territorio nazionale ad eccezione dell'identificazione dell'ente che ne è proprietario. 6. Durante lo svolgimento dell'attività di trasporto di beni mobili, considerati a rischio, è sempre necessario l'utilizzo di veicoli idonei, da definire con apposito decreto del Ministro dell'interno. 7. È fatto comunque obbligo a tutti i titolari delle licenze di cui all'articolo 6 di utilizzare, nello svolgimento del proprio servizio, indumenti e dispositivi di protezione tenuti in modo appropriato e decoroso, garantendo la sicurezza di chi li indossa. Art. 17. (Norme di comportamento) 1. Fatto salvo il principio di legittima difesa, agli agenti di polizia privata non è consentito l'uso della forza; in ogni caso le misure adottate devono essere commisurate all'entità del rischio. 2. Per i titolari della licenza di cui all'articolo 10, nell'ambito esclusivo dello svolgimento del servizio, il principio della legittima difesa è esteso alla persona di cui si è assunta la tutela. 3.