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Le misure di incentivazione consistono nell'attribuzione di priorità nell'erogazione dei finanziamenti statali e regionali dedicati e si rivolgono in primo luogo ai comuni, per i quali la proposta n. 164 specifica "in forma singola o associata". Il disegno di legge n. 86 circoscrive la misura di favore ai comuni iscritti nel registro istituito, ai sensi dell'articolo 9, presso le regioni e le province autonome, che comprende i comuni i quali non abbiano previsto - nei loro strumenti urbanistici - consumo di suolo ovvero abbiano previsto una riduzione del consumo di suolo superiore alle percentuali stabilite. Gli incentivi si rivolgono in secondo luogo a soggetti privati, singoli o associati, che intendono realizzare attività di recupero edilizio a fini agricoli o ambientali. Il disegno di legge n. 86 circoscrive la misura di favore ai soggetti privati la cui attività di recupero edilizio si svolge nei comuni iscritti nel suddetto registro. Ulteriori misure di incentivazione della riqualificazione urbana e ambientale possono essere introdotte dalle regioni e dalle province autonome. Nella proposta n. 86 l'obiettivo del recupero e della rigenerazione urbana è anche reso funzionale alla soluzione del problema dell'emergenza abitativa, tramite il conferimento alle regioni e alle province autonome della facoltà di assegnare immobili pubblici inutilizzati a cooperative, formate da soci aventi i requisiti per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica, che si impegnino a promuoverne il recupero. Fa poi presente che la proposta n. 86 conferisce delega al Governo ad adottare decreti legislativi per definire misure di incentivazione di natura fiscale finalizzate a compensare i comuni che, avendo previsto una riduzione di consumo del suolo nei loro piani urbanistici, siano incorsi in mancati introiti. Si introducono due particolari disposizioni: con la prima si facoltizza i comuni ad elevare l'aliquota dell'imposta municipale propria sul patrimonio immobiliare inutilizzato o incompiuto per oltre 5 anni, sino ad un incremento massimo dello 0,2 per cento, destinando i proventi dell'introito aggiuntivo ad opere di riqualificazione urbanistica e ambientale; con la seconda si consente ai comuni di esentare dal pagamento dell'imposta municipale propria le unità abitative realizzate mediante interventi di recupero edilizio o previo riuso di aree dismesse e degradate e senza consumo di nuovo suolo, per un periodo di 3 anni a decorrere dalla data di ultimazione dei lavori. Il disegno di legge n. 164 demanda a un decreto interministeriale la definizione di agevolazioni e incentivi a favore degli imprenditori agricoli che avviino un'attività d'impresa ovvero amplino la superficie agricola già utilizzata mediante il recupero di aree interessate da degrado ambientale. Esso impone poi ai comuni l'individuazione degli edifici con caratteri tipologici dell'architettura rurale, i quali siano testimonianze rappresentative della storia delle popolazioni, dell'identità e della cultura delle comunità rurali. Per tali edifici viene sancito il divieto di demolizione o di trasformazione e la priorità nella concessione dei finanziamenti destinati al loro recupero. Richiama quindi l'articolo 7 dell'atto Senato n. 164, recante disposizioni in materia di destinazione dei proventi dei titoli abilitativi edilizi. Tali proventi, unitamente a quelli derivanti dalle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni in materia edilizia (decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001), sono destinati esclusivamente e senza vincoli temporali alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (nella formulazione del disegno di legge n. 164 dette opere devono non comportare nuovo consumo di suolo), nonché al risanamento di complessi edilizi e alla riqualificazione ambientale e paesaggistica. Norme sulla funzione sociale della proprietà sono recate dall'articolo 8 del disegno di legge n. 164 e misure di tutela e valorizzazione dell'olivicoltura, della viticoltura e del pascolo di alta quota sono poi introdotte dagli articoli 10, 11, e 12 dell'atto Senato n. 86. In particolare, l'articolo 8 dell'atto Senato n. 164: enumera quali beni possano considerati abbandonati; reca definizione dell'espressione «beni comuni»; dispone che i comuni provvedano ad intimare ai proprietari il ripristino delle condizioni di decoro dei beni e, decorso un certo termine, provvedano d'ufficio a eseguire gli interventi necessari con spese a carico dei proprietari. Per quanto concerne l'atto Senato n. 86, rileva che l'articolo 10 reca disposizioni per la tutela degli uliveti di rilievo paesaggistico, imponendo alle regioni il censimento dei complessi arborei costituiti da più esemplari di ulivo che rivestano particolare interesse dal punto di vista paesaggistico, botanico o di tutela dell'assetto idrogeologico. L'articolo 11 introduce disposizioni per la tutela della viticoltura di interesse storico e paesaggistico, imponendo alle regioni e alle province autonome il censimento dei vigneti di particolare interesse storico e paesaggistico. L'articolo 12 dispone in ordine alla tutela dei pascoli in altura, prevedendo che le regioni e le province autonome, gli enti locali e gli enti gestori delle aree naturali protette nazionali e regionali promuovano il mantenimento delle attività zootecniche tradizionali in altura e della pratica della transumanza. Tutte le proposte recano, in fine, disposizioni finali o transitorie e finali. In particolare, sottolinea che all'articolo 13 del disegno di legge n. 86 si vieta ai comuni di prevedere nuovi incrementi di consumo di suolo e di rilasciare titoli abilitativi che autorizzino ad ampie trasformazioni di aree libere, a decorrere dalla data di entrata in vigore dei relativi provvedimenti e nelle more della definizione, da parte delle regioni, dei parametri per la riduzione del consumo di suolo. Sono fatti salvi determinati procedimenti e sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, che restano comunque vincolate ad adeguare i propri ordinamenti alle nuove disposizioni in conformità ai rispettivi statuti di autonomia e alle relative norme di attuazione. Nelle disposizioni finali dell'atto Senato n. 164, si prevede che - sempre fatta eccezione per determinati provvedimenti - a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge, non sia consentito consumo di suolo (tranne che per i lavori e le opere inseriti negli strumenti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici, vigenti alla data di entrata in vigore della legge). Viene inoltre previsto lo scioglimento dei consigli comunali nei comuni che siano incorsi nella accertata e persistente violazione dell'obbligo di adeguare i propri strumenti urbanistici alle disposizioni in materia di arresto del consumo di suolo ovvero del divieto di realizzare interventi edificatori in contrasto con le medesime disposizioni. Il presidente VALLARDI , dopo aver ringraziato i relatori, informa che sono pervenute alla Presidenza delle Commissioni riunite richieste per lo svolgimento di un ciclo di audizioni informative sui provvedimenti in esame. A tal fine, d'intesa con la presidente Moronese, propone di conferire mandato ai Presidenti delle Commissioni riunite per organizzare le suddette audizioni, sulla base delle indicazioni che saranno fornite dai senatori.