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Voglio segnalare anche l'articolo 5, che delega il Governo a individuare la superficie delle aree idonee e non all'installazione degli impianti a fonte rinnovabile (quindi c'è grande sensibilità a dismettere lo sfruttamento di fonti fossili, per orientarsi sempre più verso un'energia pulita). Voglio però segnalare brevemente una criticità, che consiste nell'aver individuato in questa legge di delegazione, con relativa modifica della legge del 2012, l'Ispettorato centrale della Tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) quale autorità di contrasto deputata all'attività di vigilanza sulla direttiva (UE) 2019/633. Questo potrebbe creare zone d'ombra, dal momento che già esiste un istituto deputato al contrasto delle frodi: l'Autorità antitrust . Invito quindi il Governo a soffermarsi su questo particolare, perché l'ICQRF dovrebbe essere l'organismo deputato a contrastare le pratiche commerciali sleali, ma antitrust resta l'Autorità di contrasto a tutte le altre pratiche: una per tutte, l'asta a doppio ribasso, sulla cui abolizione è all'esame un disegno di legge in Commissione. Potrebbero quindi crearsi discrasie e magari anche zone d'ombra, perché ci sono fattispecie che poi risulteranno difficili da individuare nell'una o nell'altra categoria. È per tali ragioni che rinnovo il mio invito al Governo a soffermarsi su questo particolare, affinché anche in Italia ci sia un unico istituto che si occupa delle frodi, che poi dovrà coordinarsi con tutti gli altri che verranno individuati in Europa, per contrastare le pratiche commerciali sleali. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale congiunta. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 12,13, è ripresa alle ore 15) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . La seduta è ripresa. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministro per le politiche giovanili e lo sport. Invito gli oratori a un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Faraone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01980 sulla posizione italiana in merito al sequestro di due pescherecci siciliani da parte libica, per tre minuti. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, «mio figlio voleva soltanto guadagnarsi un pezzo di pane». La signora Rosetta Ingargiola è la più anziana del gruppo di mamme, figlie, sorelle e mogli che ogni mattina si dà appuntamento al porto di Mazara del Vallo e che sostano da giorni davanti ai palazzi della politica a Roma, una signora a cui il mare aveva già portato via un altro figlio ventiquattro anni fa, signor Ministro. Da quarantacinque giorni 18 marinai sono in gattabuia a Bengasi, in attesa di uno pseudo processo che dovrebbe svolgersi fra cinque giorni, il 20 ottobre. Li hanno catturato nella notte tra il 1° e il 2 settembre e hanno sequestrato i loro due pescherecci Medinea e Antartide; sono state le autorità marittime libiche facenti capo ad Haftar. Ministro, non si capisce nemmeno di cosa sarebbero accusati: c'è chi dice di violazione della competenza territoriale ed economica in territorio marino, da anni rivendicato unilateralmente dalla Libia, e c'è chi dice per trasporto di sostanze stupefacenti, accusa totalmente infondata. Signor Ministro, vogliamo capire se tutto sia stato invece organizzato, come dicono tante fonti di stampa, per promuovere uno scambio di prigionieri. La differenza è che le 18 persone arrestate illegittimamente dalle autorità libiche stavano soltanto facendo il loro lavoro, mentre i quattro di cui chiedono la scarcerazione i libici sono scafisti e delinquenti condannati a scontare da venti a trent'anni di reclusione per omicidio volontario e traffico di migranti. Ricordiamo tutti la strage di Ferragosto, le 49 persone morte asfissiate nelle stive di un barcone dai fumi dei carburanti. Signor Ministro, siamo certi che ha fatto il possibile, ma le chiediamo uno sforzo suppletivo. Lo dobbiamo alla giustizia, al rispetto del nostro Paese e alle famiglie che non riescono nemmeno a parlare con i loro cari e che giustamente ne reclamano l'immediata liberazione. ( Applausi ). PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, senatrici, senatori, senatore Faraone, riportare a casa i 18 marittimi di Mazara del Vallo è una priorità assoluta per tutto il Governo nelle sue varie articolazioni e sotto il coordinamento di palazzo Chigi. È un impegno che portiamo avanti, come ho ribadito ai familiari dei pescatori durante l'incontro avuto con loro il 29 settembre assieme al Presidente del Consiglio. La delicatezza del contesto ci richiede di perseguire questo obiettivo senza iniziative clamorose o di propaganda ma con quel basso profilo che vicende del genere richiedono. Anche ora, mentre stiamo discutendo in quest'Aula, il nostro corpo diplomatico e l' intelligence esterna sono al lavoro. Lasciatemi dire che in quest'Aula sono presenti molti colleghi che hanno ricoperto incarichi di Governo e possono dunque comprendere come il low profile della Farnesina sia segno di responsabilità e non certo sintomo di reticenza. Un atteggiamento dunque volto a tutelare prima di tutto l'incolumità, in questo caso dei nostri pescatori. C'è anche il rischio che le parole che pronunceremo in quest'Aula oggi possano avere un effetto sul lavoro in corso. Sono ben lieto di rispondere alle vostre interrogazioni ma chiedo a tutti di essere consapevoli di quanto ho appena detto. Per prima cosa una condanna per quanto accaduto è stata espressa nei confronti di Bengasi che, come diceva il senatore Faraone, né il Governo italiano, né la comunità internazionale riconoscono come Governo legittimo. Assunto che i nostri pescatori sono oggi in stato di fermo per mano di una parte libica non riconosciuta dal Governo italiano, né dall'Unione europea, né dalle Nazioni Unite, faccio presente che sin dal 2015 è specificato sul sito istituzionale della Farnesina «Viaggiare Sicuri» che la Libia ha proclamato unilateralmente questa zona di protezione della pesca e quindi il Ministero degli affari esteri sconsiglia l'ingresso in queste acque. Infatti, in più di un'occasione in queste zone si sono registrati in passato sequestri, varie intercettazioni di pescherecci, detenzione degli equipaggi di questi ultimi nonché veri e propri attacchi. Stiamo lavorando alla soluzione di questo difficile caso su due piani: uno è rappresentato, come detto, dal lavoro del nostro corpo diplomatico e dall' intelligence in contatto in Libia con i diversi interlocutori locali e l'altro dall'interlocuzione con i partner internazionali che hanno una specifica influenza su Bengasi.