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Nel giugno 2012 diverse difficoltà sono state poi generate da ondate di calore che hanno colpito in modo particolare il Centro Sud, mentre al Sud e nelle isole, i maggiori disagi e danni nel corso del trimestre aprile-giugno 2012 si sono avuti per gli eventi a carattere alluvionale -- ad esempio in Sardegna i nubifragi hanno innescato diversi movimenti franosi, mentre il territorio calabrese è stato interessato da estesi allagamenti. In merito ai primi bilanci produttivi e alle previsioni sulle rese delle colture tipiche del periodo, l'influenza del fattore siccità è stata più incisiva sugli scenari dei mercati mondiali dei cereali. Il frumento, che lo scorso anno ha mantenuto quotazioni inferiori a quelle del mais secondo il Chicago board options exchange , si è infatti posizionato su livelli di prezzo superiori secondo le stime produttive negative operate dall' International grains Council per il 2012-2013, motivate proprio dalle condizioni climatiche sfavorevoli. La situazione è comunque diversificata per i vari prodotti ortofrutticoli che, già da qualche anno, risentono delle fluttuazioni di mercato in parte legate alle variabili meteorologiche. Ad esempio, se i dati di produzione italiana, presentati dal Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara, mostrano una crescita nelle produzioni di pesche, albicocche e nettarine rispetto alle scorse campagne, diverso è il caso per la produzione di ciliegie la cui annata è stata negativa, pregiudicata soprattutto dalle piogge e dal freddo dello scorso maggio: al gelo di febbraio che aveva compromesso quasi la metà della produzione nelle principali aree, sono infatti poi seguiti gli sbalzi di temperatura e la forte umidità alternata al caldo dell'ultimo periodo, che hanno spaccato le drupe con la conseguente disponibilità di prodotto ridotta e di scarsa qualità. Anche la produzione di fragole non è risultata positiva a causa del maltempo. Per fare qualche esempio, tra le regioni leader nella produzione delle fragole, la Basilicata ha rilevato una riduzione dei quantitativi (-20 per cento) rispetto alla media del periodo a causa delle notevoli escursioni termiche, sebbene la superficie complessiva coltivata quest'anno abbia registrato un incremento del 17 per cento (tutta in coltura protetta). Stessa questione per la Campania, regione storica nella coltivazione della fragola, i cui risultati attesi si sono rivelati inferiori rispetto alla media degli ultimi anni a fronte di un aumento della superficie coltivata (+5 per cento). Più nello specifico, conseguenze dannose per il settore agricolo derivanti da siccità e sbalzi termici si sono registrate in particolar modo in Emilia-Romagna, dove per le coltivazioni ortifrutticole, foraggere e per tutte le colture in campo è stato anticipato l'avvio della stagione irrigua. Le criticità sono state acuite dagli eventi grandinigeni che in alcune aree regionali hanno determinato danni piuttosto severi: ad esempio, in provincia di Imola, Bologna e Ravenna sono stati segnalati danni sulle coltivazioni di pesche, kiwi e pere. Contemporaneamente, è rimasto alto il livello di allarme per le scarse disponibilità idriche del Po, il cui livello è risultato ai minimi storici in alcuni punti: l'altezza di 3,86 m registrata presso la stazione idrometrica di Palantone di Bondeno è la più bassa dopo i 3,91 metri del 2 aprile 2008, mentre forti criticità ha mantenuto la diga di Ridracoli, di almeno due terzi al di sotto della media primaverile. Le piogge di aprile e maggio 2012, distribuite su tutta la regione e superiori alle medie climatiche, hanno lasciato il bilancio idroclimatico su valori negativi: l'Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell'Emilia Romagna ha certificato che la piovosità nella regione è stata di 25 mm inferiore alla media 1991-2005, mentre secondo recenti stime, il fabbisogno irriguo delle colture sarà quasi del 39 per cento in più rispetto al 2011. Particolarmente colpita è stata poi la provincia di Ferrara, dove i danni alle coltivazioni agricole in conseguenza di sbalzi termici registratisi dall'ottobre 2011 ad oggi e ancora in atto, hanno riguardato tutto il territorio provinciale (179.000 ettari di superficie agricola utilizzata) e oltre 6.900 imprese agricole. Per rendere l'idea del danno, si consideri che nel territorio ferrarese, dove la situazione è aggravata anche dal fatto che la distribuzione delle acque irrigue è limitata per problemi alle centrali di pompaggio conseguenti al terremoto, e quindi si ha minore afflusso per le irrigazioni di soccorso, le stime sulle conseguenze di siccità e sbalzi termici si aggirano sui 200 milioni che, sommati ai 150 dovuti al terremoto, significano il dimezzamento della produzione lorda vendibile provinciale per un valore pari a oltre 600 milioni di euro. Gravissimi anche i danni nel settore agricolo della regione Toscana: si stima che la riduzione di produttività sui cereali sia del 40 per cento, quella per le uve da vino dal 20 al 30 per cento, quella olivicola dal 40 al 60 per cento, mentre per la frutta si stimano perdite dal 30 al 40 per cento e nel settore orticolo dal 40 al 50 per cento. Anche la zootecnia accuserebbe perdite che vanno dal 40 al 50 per cento a causa dello stress subito dagli animali e per la mancanza di foraggi freschi. È dunque necessario assicurare una dotazione aggiuntiva di risorse da destinare alla riparazione dei danni subiti da imprese agricole, in conseguenza dell'andamento climatico anomalo dell'anno 2012 e, in particolare, dei numerosi periodi di siccità alternati a periodi di forti sbalzi termici. Al fine della ripresa economica e della ricostituzione del potenziale produttivo danneggiato, coerentemente agli orientamenti sugli aiuti di Stato, il presente disegno di legge prevede la possibilità di concedere contributi con le modalità del finanziamento agevolato. In particolare, si tratta di finanziamenti di durata massima venticinquennale, assistiti dalla garanzia dello Stato fino ad un massimo di 500 milioni di euro complessivi, in capo al cui beneficiario matura al contempo un credito di imposta, fruibile esclusivamente in compensazione, in misura pari al 50 per cento, per ciascuna scadenza di rimborso, dell'importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti.. Art. 1. (Disposizioni per il ristoro dei danni alle produzioni conseguenti a siccità e sbalzi termici, subiti da imprese agricole) 1. Agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile che hanno subito, nel corso dell'anno 2012, danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile in conseguenza di eccezionali avversità atmosferiche, siccità e sbalzi termici, sono concessi i finanziamenti agevolati di cui alla presente legge. 2. I soggetti interessati presentano alle regioni competenti la domanda per ottenere i finanziamenti agevolati di cui alla presente legge entro quattro mesi dalla data della sua entrata in vigore. I finanziamenti possono essere utilizzati dai soggetti richiedenti esclusivamente per la ripresa economica e la ricostituzione del potenziale produttivo danneggiato, coerentemente agli orientamenti e regolamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo. 3.