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La nostra opposizione, signor Presidente, sarà molto dura, perché non basterà certo - e lo dico anche ai colleghi del centrodestra - modificare una virgola, un punto e virgola, una righina: la legge va modificata nella sostanza e non ci accontentiamo di qualche compromesso al ribasso. La nostra opposizione sarà molto dura in quest'Aula e si avvarrà di tutti gli strumenti che il Regolamento consente, e vogliamo far sapere al Paese che esiste un'opposizione che si batterà con tutte le forze che ha per evitare questa prevaricazione ai danni del Parlamento e dei cittadini italiani. (Applausi) . PRESIDENTE.Senatore Ciriani, ma la sua richiesta rispetto al calendario è che questo argomento non si tratti affatto? Qual è la sua proposta? CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, come ho detto, chiedo che non venga discusso il disegno di legge Zan e che venga inserito come primo punto all'ordine del giorno la discussione sulla relazione della Commissione speciale sul ciclo dei rifiuti. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ho sentito dire dalla collega Bernini parole che magari avrei voluto sentire anche qualche tempo fa: mi riferisco al voler dare un peso forte al nostro ruolo di legislatori e soprattutto la possibilità di un vero approfondimento e di una discussione. Dico questo perché vorrei ricordare a tutti noi, a me per prima, che il disegno di legge Zan è stato approvato dalla Camera ed è arrivato in Senato lo scorso novembre. La Presidente ci dice che la Commissione sta lavorando e si è in fase di audizione, ma sono sette mesi che questo disegno di legge non è all'attenzione, purtroppo, ma è "buttato lì" in Commissione. Noi cosa abbiamo sempre chiesto? Questo è il punto fondamentale: abbiamo chiesto che, quando arriva un disegno di legge inizi finalmente in Commissione l'ordinaria procedura. Certamente si può fare un ciclo di audizioni, ma non centosettanta (Applausi) ; quando si fanno centosettanta audizioni significa evidentemente che si vuole rallentare il percorso del disegno di legge. Abbiamo chiedo di fissare i tempi per la discussione e per la presentazione degli emendamenti. Ma tutto questo non è stato possibile. Noi quindi respingiamo al mittente l'accusa delle forzature, perché non è una forzatura. Infatti, se avessimo voluto fare forzature i colleghi del MoVimento 5 Stelle avevano già raccolto le firme per far arrivare il disegno di legge in Aula con la procedura d'urgenza e noi invece abbiamo aspettato, perché ancora una volta volevamo capire fino in fondo come procedere. Abbiamo chiesto però, proprio per togliere finalmente da questo limbo il disegno di legge, che finalmente si mettesse un punto fermo e questo - Presidente, lei me lo insegna - non può che essere, come accaduto altre volte, la calendarizzazione in Aula. È un punto fermo, perché se si calendarizza e si dice che in quella data, chiuso o non chiuso, il provvedimento deve arrivare in Aula, è evidente che si mettono in moto, se si ha davvero la volontà, le procedure in Commissione. Noi abbiamo anche detto - la Presidente ne è testimone - che chiedevamo la calendarizzazione, come abbiamo fatto in Conferenza dei Capigruppo, e che se vi fosse stata la calendarizzazione saremmo stati ovviamente disponibili ad incontri al tavolo. Questo tavolo si è riunito già dalla scorsa settimana per ben tre volte, nonostante siamo ancora qui a discutere della calendarizzazione. Al presidente Ostellari tutti abbiamo dato atto dello sforzo compiuto e bisogna sempre apprezzare gli sforzi, ma vorrei chiedergli perché adesso si cerca ancora una volta di non calendarizzare il provvedimento. Calendarizziamolo e il presidente Ostellari, che è anche il relatore, perché da Presidente di Commissione si è nominato relatore, ha la facoltà di depositare questo testo che oggi ci ha illustrato e quindi iniziare la procedura normale, volta a fissare il termine per la presentazione degli emendamenti e quindi a poter fare tutti gli approfondimenti. Non pensate si debba fare un accordo fuori, anche tra Capigruppo per carità, e poi rinviare di nuovo la calendarizzazione. Noi abbiamo questa esigenza ed è all'attenzione dell'opinione pubblica, certo con opinioni diverse: stiamo chiedendo, ormai da tempo immemorabile, di poter finalmente dare anche al nostro Paese una legge che allarga i diritti. Non è una legge che li toglie a qualcuno: questa è la cosa fondamentale. (Applausi) . Vogliamo discutere nel merito? Benissimo, facciamo tutti gli ulteriori approfondimenti, ma questo significa che si fissa una data per l'esame del disegno di legge in Aula e poi il presidente Ostellari, relatore, deposita il suo testo e la Commissione ha tutte le competenze per poter lavorare e fare un lavoro proficuo, come abbiamo fatto fino ad oggi. Vorrei anche dire che questo disegno di legge fa riferimento a orientamenti consolidati, anche a livello europeo, e quindi si tratta anche di scegliere dove vogliamo posizionare il nostro Paese. Io penso che il nostro Paese in Europa debba essere posizionato insieme con i Paesi che sono più esposti sul fronte dei diritti e dell'allargamento dei diritti. Non lo possiamo posizionare dalla parte di chi, come abbiamo già visto anche recentemente, firma documenti che sono esattamente il contrario, cioè la negazione dei diritti. Torno a ripetere, Presidente, che qui non ci sono forzature, ma semplicemente il fatto di votare il calendario e di fissare finalmente una data. Questo mette ordine e può avviare le procedure in Commissione per togliere questo disegno di legge dal limbo in cui per mesi è stato tenuto, montando una campagna ostruzionistica, come quella che c'è stata in queste Aule, ma sicuramente anche orchestrando una campagna di denigrazione. Qui non è un problema di ideologia; il problema è che ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e noi vogliamo assumerci fino in fondo questa responsabilità, votando il calendario e dicendo chiaramente che c'è una data precisa, che è il 13 luglio. In quella data è previsto l'arrivo del disegno di legge in Aula e a quel punto la Commissione finalmente dovrà fissare i termini per poter procedere. C'è tutto il tempo, se uno vuole, per fare un lavoro serio ed efficace e questo risponde pienamente al nostro dovere di legislatori. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il Gruppo Lega tiene a rivendicare il fatto che, dall'inizio dell'avventura in questo Governo Draghi, sia in Commissione, sia di conseguenza in Aula, non ha mai portato o proposto dei disegni di legge che fossero divisivi (Applausi) , ma ha sempre cercato di portare, come penso anche i colleghi di Forza Italia, dei disegni di legge che trovassero ampio consenso, perché sembrava che lo spirito più giusto, facendo parte tutti di questo Governo, fosse quello di cercare di porre delle tematiche il più possibile condivisibili. Il disegno di legge Zan è divisivo non perché lo diciamo noi, ma perché, come avete visto, il Paese è diviso su questo tema: lo si vede sulla stampa, lo si vede in tante dichiarazioni di esponenti anche di sinistra, di Presidenti emeriti della Corte costituzionale.