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il meccanismo indicato, peraltro, costituisce anche una immunizzazione (a spese degli utenti, diretti e indiretti, delle autostrade) dagli effetti del rincaro dei carburanti, che inevitabilmente ridurrà il traffico; anche in questo caso la disparità con gli altri soggetti economici della nazione è stridente e ingiustificata, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato di quanto in premessa e quale sia la sua valutazione sulla disparità di trattamento, rispetto agli altri soggetti economici, dei concessionari autostradali ai quali viene garantito il 100 per cento dei minori incassi; se non ritenga che tale meccanismo contrasti con i vari "decreti ristori", in quanto, a differenza di questi ultimi, non prevede la soglia minima di 33 per cento del calo del fatturato, non prevede il tetto del 10 per cento al ristoro per le aziende che superano i cinque milioni di fatturato (per le altre è del 20 per cento), ma arriva al 100 per cento, non limita il contributo a 150.000 euro, assommando, per i soli primi quattro mesi 542 milioni; in base a quale criterio i concessionari autostradali dovrebbero essere al riparo da qualsiasi conseguenza, anche minima, rispetto all'andamento generale dell'economia, e a danno di tutti gli altri soggetti economici; se non ritenga che la disciplina dei ristori dovrebbe avere criteri omogenei e dunque o tutte le aziende dovrebbero avere un ristoro del 100 per cento, che avrebbe costi probabilmente insostenibili, o i parametri dei "decreti ristori" andrebbero applicati a tutti; se non ritenga gravemente iniquo che coloro che hanno ricevuto ristori assai inferiori o addirittura non ne hanno ricevuti, siano obbligati a garantire ai concessionari autostradali il ristoro integrale dei minori incassi; quali provvedimenti intenda prendere per sanare la palese e ingiustificata disparità di trattamento dei concessionari autostradali rispetto a tutti gli altri soggetti. Atto n. 4-07020 FANTETTI Al Ministro della cultura Premesso che, si fa riferimento alle notizie di stampa (ad esempio agenzia "ANSA") relative all'inaugurazione in data 11 maggio 2022, a Genova, del nuovo "Museo Nazionale dell'emigrazione italiana", si chiede di sapere: se il Museo sia stato finanziato con fondi pubblici e, nel caso, per quanto e sulla base di quali specifici capitoli del Bilancio dello Stato; se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza della sgradevole circostanza del mancato invito (o di qualsivoglia specifica segnalazione) diretto, da parte degli organizzatori o amministratori, ai 18 rappresentanti parlamentari degli Italiani emigrati e residenti all'estero; se ritenga istituzionalmente corretto che gli stessi organizzatori/amministratori non abbiano in alcun modo coinvolto suddetta democratica rappresentanza parlamentare in tale importante ed opportuna iniziativa, a differenza di quanto fatto con molteplici altre entità a diverso modo collegate col tema dell'emigrazione italiana all'estero (ad esempio la Direzione generale Italiani nel mondo del Ministero degli affari esteri, la Fondazione "Migrantes", il CGIE, diversi musei dedicati all'emigrazione). Atto n. 4-07021 LANNUTTI ANGRISANI GIANNUZZI CRUCIOLI LA MURA GRANATO Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta agli interroganti: la determina con la quale AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha stabilito l'autorizzazione ai vaccini contro il SARS-Cov-2 era condizionata alla presentazione da parte delle case farmaceutiche del PSUR, il rapporto periodico di aggiornamento sulla sicurezza; il 29 novembre 2021 i legali di due associazioni ("Istanza diritti umani" e "Diritti umani e salute") ha fatto richiesta di accesso agli atti per ottenere le relazioni sulla sicurezza dei vaccini Pfizer-Biontech, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson; AIFA avrebbe risposto che i rapporti sulla sicurezza dei vaccini hanno natura riservata, sono di proprietà delle case farmaceutiche e l'Agenzia del farmaco non possiede la documentazione richiesta; considerato che quando le due associazioni si sono rivolte a EMA (Agenzia europea del farmaco), questa ha risposto che i report non possono essere divulgati per non pregiudicare il processo decisionale sull'autorizzazione incondizionata, perché rientrano nel regolamento dell'ordine pubblico e in quello del segreto militare, perché l'interesse di non incidere sulla decisione finale (che riguarda l'autorizzazione) prevale sull'interesse pubblico; considerato, inoltre, che alle richieste (del 14 marzo e del 14 aprile) da parte delle due associazioni ad AIFA circa la pubblicazione degli studi scientifici, di cui l'agenzia aveva parlato pubblicamente durante la presentazione del rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini, l'Agenzia del farmaco ha risposto di non ravvisare un interesse diretto e concreto da parte delle due associazioni che possa giustificare la divulgazione di atti scientifici; considerato, infine, che: secondo i dati dell'agenzia britannica "Airfinity", pubblicati dal "Financial Times", le citate case farmaceutiche somministrano in tutto il mondo la metà delle dosi che venivano somministrate a fine 2021. Le vendite globali, stime alla mano, non dovrebbero raggiungere quest'anno quota sei miliardi di dosi, una cifra molto al di sotto di quei nove miliardi inizialmente previsti dalle aziende farmaceutiche. Un problema non da poco per i colossi di "Big Pharma", che infatti continuano a lanciare disperati appelli invocando quarte dosi e promettendo a breve nuovi vaccini, più efficaci; con un consumo sempre inferiore, il rischio è che i vaccini finiscano per scadere. Un problema al quale Pfizer, per esempio, ha cercato di porre riparo chiedendo e ottenendo all'ente regolatorio della Svizzera l'estensione della scadenza a dodici mesi. In caso contrario, quattrocentomila fiale sarebbero finite nella spazzatura; a settembre scorso, anche l'Italia aveva stabilito una proroga simile, allungando la validità da marzo a giugno 2022, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle vicende in questione; se non ritenga che gli studi scientifici non siano, per loro natura, pubblici; se non ritenga che sia indegno di un Paese civile far rientrare nel segreto militare i dati sulle reazioni avverse a dei vaccini e se non intenda abrogare quel segreto; se non ritenga che, data l'obbligatorietà dei vaccini per alcune categorie sociali, sia come minimo dovuto a quelle persone la conoscenza completa di cosa gli si sta iniettando nel loro corpo; se ritenga che la scadenza di un vaccino possa dipendere dalla necessità di smaltirne gli stock e non dalla loro effettiva durata di efficacia; se ritenga che i vaccini debbano essere somministrati anche se potenzialmente inefficaci o addirittura dannosi perché scaduti. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-03321 della senatrice Mantovani ed altri, sulle modalità di espletamento del concorso ordinario per le classi S.T.E.M.; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali):