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La scuola ha un compito alto, che è la formazione certamente di persone preparate da un punto di vista culturale; persone mature e consapevoli delle proprie capacità e in grado di esprimerle; persone responsabili. Personalmente non credo che questo modo di intendere la scuola sia incompatibile con il mondo del lavoro; anzi, credo che lo completi. La scuola può avere un ruolo fondamentale nel trasmettere conoscenze più propriamente tecniche e pratiche. Lo può fare fungendo da ponte per il mondo del lavoro, fornendo ai ragazzi la possibilità di saggiare con mano ciò che li aspetta dopo qualche anno. L'alternanza scuola-lavoro è un istituto che nasce dieci anni fa, ma che può ancora funzionare bene se si valorizzano i percorsi formativi. Oggi il ministro dell'istruzione Bianchi ha detto che è importantissimo che ci sia una scuola aperta e che si facciano esperienze. Dobbiamo tornare alla capacità di una scuola che integra... PRESIDENTE. Senatrice, per cortesia, concluda. EVANGELISTA (IV-PSI) . Dobbiamo fare tutto in piena sicurezza. Signor Presidente, concludo. Pensiamo a migliorare questo istituto, pensiamo a riformarlo e poniamoci in atteggiamento di ascolto nei confronti dei più giovani. La morte di Lorenzo sia sempre ricordata come monito perché ogni lavoro, di qualsiasi tipo, a tempo determinato o indeterminato, sia sempre svolto nel massimo rispetto dei sistemi di sicurezza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fattori. Ne ha facoltà. FATTORI (Misto) . Signor Ministro, mi aspettavo che lei venisse in Aula a parlare di responsabilità e a dirci che avrebbe cambiato qualcosa e magari fatto cadere qualche testa. E invece è venuta qui a parlare di un concetto: l'impunità, la vostra impunita. Qui non si tratta di un singolo caso. Lei è diventata un rappresentante di uno Stato che ha un atteggiamento paradigmatico, che noi cerchiamo di sovvertire inutilmente. Lei è rappresentante di uno Stato che si fa forte con i deboli e debole con i forti: è la realtà di questa modalità. (Applausi). La mamma di Lorenzo Parelli ha detto che gli studenti in piazza sono stati una carezza per suo figlio, che non stava riprendendosi da un periodo difficile, entusiasta di lavorare; stava semplicemente facendo l'alternanza scuola-lavoro perché era obbligato a farla, e non perché entusiasta di farlo, come ha detto lei. E invece lo Stato cosa ha fatto agli studenti a cui la mamma del ragazzo voleva mandare una carezza? Li ha picchiati selvaggiamente, senza pietà, e le telecamere hanno mostrato una violenza inaudita verso dei minorenni che sono finiti in ospedale, Ministro, e lei è responsabile di questo. (Applausi) ; lei e lo sono anche altre alte cariche dello Stato. Non possiamo sempre scaricare sulla Polizia di Stato le responsabilità di una gestione inadeguata della sicurezza, perché questa è la realtà. Lei ha parlato di infiltrati; ha parlato di chissà quali potenziali pericoli che invece sono stati smentiti dalle telecamere; ha parlato anche di un corto circuito con i ragazzi, perché non possiamo ignorare che in questo momento c'è una circolare per la salute pubblica. A novembre, però, da un palco di una manifestazione no green pass è stato annunciato l'assalto alla CGIL, e anche lì c'erano delle restrizioni di salute pubblica, e invece siete rimasti a braccia conserte e avete accompagnato manifestanti violenti a demolire la sede di un sindacato (Applausi) , nella totale indolenza delle dirigenze e delle Forze dell'ordine presenti. Ministro, lei ha detto anche che i codici identificativi delle Forze dell'ordine non servono perché ci saranno le telecamere sulle divise. La informo che una cosa non esclude l'altra: possiamo avere sia i codici che le telecamere. In secondo luogo, certamente le telecamere sono una garanzia in più, ma con i codici si dà la possibilità ai cittadini di denunciare senza impedimenti burocratici. Soprattutto, a lei che vuole tutelare le Forze dell'ordine, faccio presente che questi atteggiamenti vanno a detrimento di quegli agenti di polizia che indossano la divisa con onore, fanno bene il proprio lavoro e finiscono in pronto soccorso per la gestione indegna da parte degli agenti provocatori. Quindi, lei è responsabile sia dei ragazzi feriti sia dello stigma che si portano addosso quegli agenti che lavorano bene. La informo che Amnesty International ha portato al Viminale 155.000 firme per introdurre i codici identificativi delle Forze dell'ordine ed esistono proposte di legge, depositate alla Camera come al Senato già nella scorsa legislatura, in attesa di essere discusse. Il gioco al rilancio che fa lei con le telecamere, parlando male di queste proposte di legge, serve solo a perdere tempo. Approviamo subito la norma per i codici identificativi prodotta anche da Amnesty International, che magari di diritti umani ne sa un pochino di più di questo Stato e di questo Governo che invece li offende e li umilia. Ci sono quindi due ordini di problemi. Il primo è che una divisa indossata con onore e responsabilità non può essere utilizzata da alcuni come scudo per le proprie responsabilità e i propri gesti; a questo si pone un rimedio con i codici identificativi. Il secondo è il concetto di impunità: non ho riscontrato, da parte sua, un atto di responsabilità, un cambio di paradigma, con la presa d'atto che qualche testa prima o poi deve saltare. Qui qualcosa non va e lei ne è responsabile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signora Presidente, Ministra Lamorgese, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, desidero preliminarmente esprimere, ancora una volta, a nome del mio Gruppo, il dolore e lo sgomento per la morte assurda e inaccettabile di Lorenzo Parelli, il povero studente di diciott'anni morto mentre faceva scuola in un luogo di lavoro. Ribadiamo in questa sede il nostro cordoglio alla famiglia, agli amici di Lorenzo, ai compagni di scuola dell'Istituto salesiano «Bearzi» di Udine e a tutta la comunità di cui lo studente faceva parte. Oggi, però, credo che sia nostro dovere approfondire aspetti che la tragica morte di Lorenzo ci suggerisce: uno di questi è il tema della utilità della ex alternanza scuola-lavoro - ora si chiama in maniera diversa - o, come nel caso di Lorenzo, dei percorsi di apprendimento duale o di tutta la galassia dei tirocini. È nostro dovere chiederci se la riforma Moratti che l'ha istituita nel 2003, e che poi è stata resa strutturale dal Governo Renzi, abbia centrato il suo obiettivo, che era quello di creare un ponte tra l'apprendimento didattico e quello pratico per favorire l'orientamento dei ragazzi, per offrire agli studenti e alle studentesse competenze utilizzabili fin da subito sul mercato del lavoro; il tutto basato sul presupposto che si possa imparare e acquisire conoscenze sia a scuola, sia in azienda. I risultati di questi anni non sono particolarmente soddisfacenti per diversi motivi: ad esempio, non tutti i luoghi di lavoro e le aziende possono avere una valenza formativa significativa; i tutor aziendali a volte non sono all'altezza della situazione e del difficile compito;