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Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Simone BOSSI, CANDIANI, CASOLATI E TOSATO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Simone BOSSI, CANDIANI, CASOLATI E TOSATO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 La Commissione 14 a , non avendo avuto il tempo di esaminare adeguatamente il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Rilancio) a causa della prossima scadenza (18 luglio), che reca molteplici interventi nel tentativo di fornire una risposta alla crisi economica scaturita dalla pandemia Covid-19 considerati i profili di competenza della XIV Commissione, riassumibili nella partecipazione al Fondo di Garanzia paneuropeo della Banca Europea per gli Investimenti e allo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE), e relativamente alla normativa che deroga il divieto di concessione di aiuti di Stato a imprese beneficiarie di aiuti di Stato illegali non rimborsati, ovvero degli aiuti alle imprese concessi ai sensi del Quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19; contestata, perché ritenuta insufficiente, l'entità complessiva delle risorse destinate all'economia nel provvedimento considerato che i cosiddetti 750 miliardi del piano europeo NEXT Generetion UE risultano ancora in fase embrionale, nel pieno del dibattito tra Stati membri, valutata ancora l'impossibilità di accedere alle informazioni necessarie per capire se l'Italia sarà un percettore netto, considerando che le garanzie dei futuri finanziamenti saranno agganciate al bilancio dell'Unione europea (in fase di discussione), del quale il nostro paese è contributore netto. Considerato che il sistema di finanziamenti derivanti dal suddetto piano dovrebbe prevedere come modalità operativa quella dei fondi strutturali, e che quindi si passa attraverso diverse condizionalità e impegni di spesa; valutato altresì che sono ancora sconosciute le tabelle di marcia relative all'effettivo stanziamento delle risorse; ritenuto un rischio assolutamente gravoso e non utile accedere alle linee di credito del Fondo Salva Stati-MES, che ai sensi del Trattato e dei Regolamenti prevede pericolose condizionalità in fase di restituzione del prestito; contrari al provvedimento che riguarda la regolarizzazione temporanea dei migranti, che al momento risulta anche un totale fallimento in quanto risultano presentate un numero di domande estremamente minore da quello prefissato, mentre la sua sola esistenza come provvedimento risulta utile per attrarre nuovi barconi di migranti come dimostrato dai dati degli ultimi giorni; evidenziato il fallimento delle richieste di distribuzione dei migranti in Europa, nonostante i toni trionfalistici di alcune dichiarazioni di esponenti del governo e della maggioranza; rilevato che la sospensione delle cosiddette Plastic tax e Sugar tax risulta una incoerenza, considerando che l'Unione europea sembra essere intenzionata ad utilizzare tasse analoghe come fonte di finanziamento per il Next generation EU e di conseguenza sviluppare una pericolosa capacità impositiva; considerato che riguardo lo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza SURE, le risorse in questione non sono altro che un prestito che fa aumentare il debito pubblico: inoltre, per accedervi uno Stato deve emettere garanzie irrevocabili, liquide e immediatamente esigibili. ricordato inoltre che il fondo non si attiva finché tutti gli Stati membri non concedono la garanzia e che il vero ammontare dipenderà dalle garanzie volontarie che verranno; considerato che Il fondo verrà stanziato su almeno 10 anni, visto che il suo massimo utilizzo è pari al 10 per cento annuo, e che per risparmiare alcuni milioni di spesa per interessi l'Italia dovrà versare non meno di 2 miliardi di garanzie. Considerata l'inadeguatezza delle misure disposte in materia di sostegno al trasporto aereo con la messa a disposizione di importi esigui e condizionati all'autorizzazione dell'Unione europea; sottolineata, a tale riguardo, la differenza quantitativa con la Germania e la Francia, che hanno adottato misure di sostegno del settore con stanziamenti decisamente superiori, pari, rispettivamente, a 10 e 15 miliardi di euro. Valutato che in particolare che la Germania, grazie all'allentamento della disciplina relativa agli aiuti di Stato, ne ha approfittato per affrontare le debolezze della sua economia e preparare le proprie aziende alle sfide economiche future, e al momento presenta una quota largamente maggioritaria degli investimenti in deroga alla norma degli aiuti di stato approvati dalla Commissione europea, esprime pertanto PARERE CONTRARIO Allegato