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se non ritenga di specificare nel dettaglio le misure che intende adottare e se non ritenga di indicare le risorse necessarie e le modalità di recupero delle stesse; se e quali misure intenda adottare per prevenire eventuali abusi. Atto n. 3-00159 RAUTI BALBONI BERTACCO DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA RUSPANDINI URSO Al Ministro della difesa Premesso che: la legge n. 125 del 2008, e successive modificazioni e integrazioni, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 92 del 2008, recante "Misure urgenti in materia di pubblica sicurezza", ha messo a disposizione dei prefetti delle Province comprendenti aree metropolitane o ad alta densità di popolazione un contingente delle forze armate, al fine di vigilare su siti sensibili, nonché di coadiuvare le forze di polizia nel pattugliamento delle città interessate; l'operazione "Strade sicure" svolge un'attività di prevenzione e di contrasto alla criminalità e di deterrenza alla minaccia terroristica; durante l'anno 2017 si è registrato un impiego di circa 7.000 unità dell'Esercito articolate su 13 comandi di raggruppamento per un totale di 53 piazze provinciali, di 287 siti vigilati, 165 itinerari pattugliati e 18 centri di accoglienza presieduti; dall'inizio dell'operazione, il contingente ha contribuito alla prevenzione degli episodi di criminalità, garantendo la sicurezza della popolazione, con l'arresto di oltre 15.500 persone, l'identificazione di quasi 2.930.000 individui, e finanche col sequestro di oltre 2,2 tonnellate di sostanze stupefacenti; considerato che: a tale contingente devono essere garantite idonee condizioni di lavoro e sistemazione ai sensi dell'art. 3, comma 4, della legge n. 86 del 2001 il quale dispone che il personale possa essere impegnato fino ad un massimo di 120 giorni all'anno e per non più di 12 ore giornaliere, salvo il verificarsi di comprovate ed inderogabili esigenze di carattere operativo e che devono essere garantiti al personale il recupero delle energie psicofisiche e comunque la fruizione di adeguati turni di riposo; il servizio connesso all'operazione risulta articolato su turni di 6 ore continuative, a cui vanno ad aggiungersi gli spostamenti da e per l'obiettivo assegnato, con tempi decisamente più lunghi rispetto ai normali servizi di guardia svolti nelle caserme, generalmente della durata massima di 2 ore; l'articolazione ordinaria dell'orario di lavoro garantisce un equilibrio psicofisico del personale impiegato, evitando l'incidenza di naturali e fisiologici cali di attenzione e, comunque, le norme istitutive dell'operazione "Strade sicure" non autorizzano alcuna deroga all'ordinario orario di servizio; ritenuto che, pur non essendo intenzione degli interroganti attribuire alcuna responsabilità all'organizzazione delle forze armate, alla luce del fatto che da dicembre 2017 ad oggi sono 3 i militari impegnati nell'operazione che si sono tolti la vita e che 150 militari hanno ufficialmente rivelato, tramite i loro avvocati, di essere provati fisicamente e psicologicamente dalle condizioni di lavoro e talvolta dai doppi turni dovuti alla carenza di organico, si ritiene necessario approfondire il tema del benessere psicofisico del personale assegnato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se gli alloggi assegnati al personale siano idonei a garantirne il benessere psicofisico; se l'equipaggiamento e le dotazioni di servizio siano adeguate ai compiti assegnati; se l'articolazione dei turni di servizio rispetti il limite delle 36 ore settimanali contrattualmente previste e se le indennità retributive previste per la partecipazione all'operazione vengano tempestivamente corrisposte; se ritenga adeguato l'equipaggiamento fornito (arma lunga e mezzi Lince) mutuato dall'impiego in teatro operativo e non adeguato all'impiego in contesto urbano. Atto n. 3-00160 D'ALFONSO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con la legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ai commi 1106-1109 dell'art. 1 si è istituito un fondo di ristoro finanziario con una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018-2021 per l'erogazione di misure di ristoro in favore di risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico della finanza (decreto legislativo n. 58 del 1998, e successive modificazioni e integrazioni) in riferimento alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa; a tali risorse, senza nessuna distinzione tra obbligazionisti e azionisti, secondo quanto disposto, potranno accedere i risparmiatori delle ex banche popolari venete (Veneto banca e Popolare di Vicenza) e delle 4 banche poste in liquidazione (Cassa di risparmio della Provincia di Chieti SpA, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara SpA e Banca Marche); considerato che: con il comma 1107 si è stabilito che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dovevano essere fissati i requisiti, le modalità e le condizioni necessarie all'attuazione di quanto disposto dai commi 1106, 1107, 1108 e 1109; altresì, da fonti giornalistiche si apprende che il Governo abbia intenzione di frenare l' iter di avvio del fondo pro risparmiatori, non adottando i decreti attuativi già pronti e messi a punto dal sottosegretario per l'economia pro tempore Pier Paolo Baretta, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi, in tempi brevi, per l'adozione dei decreti attuativi necessari per dare garanzie di risarcimento ai risparmiatori, azionisti e obbligazionisti delle banche citate, danneggiati dalla vendita di titoli rischiosi, e quali siano le reali cause di ritardo del piano esecutivo di riparto, dei criteri, delle modalità di erogazione e delle entità dei rimborsi del fondo di ristoro finanziario; se abbia fornito l'indirizzo politico-strategico al direttore del Dipartimento ministeriale preposto per il seguito di competenza; se intenda fare quanto di propria competenza per aumentare la dotazione finanziaria del fondo, in modo da consentire ad una maggior platea di risparmiatori l'accesso all'indennizzo.