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la legge 22 aprile 2021, n. 53, recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019-2020", all'art. 5 evidenzia la necessità di individuare una disciplina per la definizione delle superfici e aree idonee e non idonee per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili, privilegiando l'utilizzo di superfici edificate e aree non utilizzabili per altri scopi; considerato che il fotovoltaico su suolo naturale è una fonte energetica con un forte impatto sul territorio, pur tuttavia, gli obbiettivi ambientali che l'Italia si è impegnata a raggiungere nelle sedi internazionali, obbligano il nostro Paese a installare circa 300 milioni di metri quadri di pannelli che, considerate le opere accessorie, se posti a terra, svilupperebbero un ingombro complessivo di oltre 70.000 ettari; considerato inoltre che, come denunciato dall'associazione Coldiretti, l'installazione di impianti fotovoltaici su terreni percorsi da incendi non necessita di alcun cambio di destinazione d'uso e le organizzazioni criminali che prima lucravano sugli impianti eolici, stanno spostando i loro interessi su questi, come già accertato da alcune indagini giudiziarie condotte dalla Procura della Repubblica di Palermo; considerato infine che, a parere dell'interrogante: occorre proporre un percorso decisionale trasparente e condiviso tra i soggetti istituzionali e privati coinvolti sul tema che permetta di fissare regole che evitino stravolgimenti del territorio, con la dismissione di terreni produttivi e la scomparsa delle aziende agricole, tutelando il paesaggio, l'ambiente e la biodiversità; nell'ottica della migliore realizzazione della Generazione Distribuita (GD), un ulteriore fabbisogno poterebbe provenire da impianti di piccole dimensioni che occuperebbero una limitatissima superficie di suolo agricolo e consentirebbero un'importante integrazione al reddito, usufruendo della manodopera di centinaia di piccole aziende sparse in tutta Italia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non intendano attivarsi nelle opportune sedi, affinché si giunga alla redazione di una Carta delle aree idonee, anche alla luce delle nuove linee di indirizzo adottate. Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 4-06189 del senatore Lannutti.