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la norma introdotta alla Camera dei deputati durante l'esame del decreto-legge 5 luglio 2018, n. 91, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative", convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, che consente di presentare la dichiarazione sostitutiva per dimostrare l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie fino al 10 marzo 2019, reca una serie di contraddizioni, posto che non è chiaro, ad esempio, quali saranno gli effetti della stessa in caso di inadempimento alla presentazione entro la citata data; il Gruppo Forza Italia che, sia in fase di approvazione del "decreto Lorenzin" (decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 gennaio 2017, n. 119), sia durante l'approvazione del citato decreto-legge, ha fatto una battaglia di civiltà, ha presentato un emendamento soppressivo di tale norma; l'autocertificazione sui vaccini segna un passo indietro rispetto alla valorizzazione dell'obbligo di immunizzazione ed è bene evidenziare che il Governo ha introdotto la proroga senza tenere conto del parere di tutti gli esperti auditi in Commissione e senza considerare gli indubbi problemi organizzativi che avranno i dirigenti scolastici da un lato, e la ripercussione sui bambini e sulle famiglie, dall'altro; le vaccinazioni sono tra gli interventi più efficaci a disposizione della sanità pubblica in quanto consentono di prevenire, in modo efficace e sicuro, malattie infettive gravi o che possono causare notevoli complicanze e, nei casi più gravi, la morte, e l'uso dei vaccini garantisce il miglioramento di situazioni cliniche o epidemiologiche, e il loro impiego genera benefici non solo sulla salute individuale dei soggetti, ma anche su quella dell'intera collettività. I soggetti vaccinati riducono infatti la circolazione dei virus e dei batteri responsabili delle malattie e diminuiscono la possibilità di ammalarsi per i non vaccinati (cosiddetta herd immunity ); il rischio di reintroduzione di malattie è maggiormente presente per l'Italia, considerata la sua esposizione geografica aperta al Mediterraneo, che la pone al centro di flussi migratori privi di controllo. Se le coperture vaccinali continueranno a scendere sarà inevitabile il ritorno di alcune malattie anche nel nostro Paese. Pertanto, un approccio coordinato alle problematiche sottese alla diffusione di malattie, per quanto concerne le misure di sanità pubblica, può portare solo benefici sostanziali. Giova ricordare che, come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali, nel corso del 2017, il nostro Paese è stato interessato da un'estesa epidemia del morbillo, facendo registrare in Italia 5.000 casi, di cui 300 tra gli operatori sanitari, e 4 decessi; occorre inoltre evidenziare che l'azione comunitaria nel settore della sanità pubblica, di cui all'articolo 152 del trattato che costituisce la Comunità europea (il quale stabilisce che la Comunità e gli Stati membri favoriscono la cooperazione con i Paesi terzi e con le organizzazioni internazionali competenti in materia di sanità pubblica), si indirizza al miglioramento della sanità pubblica, alla prevenzione delle malattie e affezioni e all'eliminazione delle fonti di pericolo per la salute umana. Tale azione comprende la lotta contro i grandi flagelli, favorendo la ricerca sulle loro cause, la loro propagazione e la loro prevenzione, nonché l'informazione e l'educazione in materia sanitaria; giova, altresì, ricordare che il 19 gennaio 2017 è stato approvato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il piano nazionale prevenzione vaccinale (PNPV) quale "valido strumento per ridurre le disuguaglianze nel Paese", le cui priorità sono: a) mantenere lo Stato polio-free ; b) perseguire gli obiettivi del piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRc) e rafforzare le azioni per l'eliminazione; c) garantire l'offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni, l'accesso ai servizi e la disponibilità dei vaccini; d) prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e con bassa copertura vaccinale (HtRGroups); e) elaborare un piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni; da controlli effettuati dai carabinieri del reparto NAS, dal 4 al 14 settembre 2018, in 1.493 istituti scolastici in tutta Italia, è emerso che, su 55.700 documenti controllati (dei quali 16.694 autocertificazioni e 39.057 certificazioni), 55 sono risultati falsi; tale situazione mette a rischio in particolare i bambini immunodepressi o con patologie, i quali, non potendo essere vaccinati, sono maggiormente esposti al pericolo di contrarre malattie; il Ministro in indirizzo, ospite di una trasmissione su "La7" del 25 settembre, è tornata a parlare di vaccini obbligatori, annunciando un nuovo disegno di legge che introdurrebbe una sorta di "obbligo flessibile". Un obbligo che, come ha spiegato, ad oggi serve per il morbillo, ma non per l'esavalente; tale affermazione, che contravviene alle indicazioni del mondo scientifico, che ha provato in modo certo la necessità anche del vaccino esavalente, è gravissima e inaudita, soprattutto perché pronunciata da un Ministro che è anche un medico, si chiede di sapere: stante la delicatezza della materia, se il Ministro in indirizzo non ritenga che l'ulteriore proroga introdotta nel citato decreto-legge n. 91 del 2018, da poco convertito, non rischi di implicare effetti negativi e comunque contrari allo spirito delle disposizioni introdotte già un anno fa in materia di vaccini; quali misure abbia adottato o intenda adottare per arginare il fenomeno delle false autocertificazioni che non garantiscono un'effettiva copertura vaccinale, di fatto violando la tutela del diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Atto n. 3-00234 BELLANOVA ALFIERI VATTUONE PATRIARCA TARICCO MAGORNO CUCCA VALENTE Assuntela MESSINA MARGIOTTA ROSSOMANDO BOLDRINI GIACOBBE PINOTTI Ai Ministri per la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze Premesso che: Qui!Group, gruppo italiano attivo, tra gli altri, nel settore dei titoli di servizio e del welfare aziendale, in passato si è aggiudicato l'appalto Consip, che gli ha permesso nel marzo 2016 di stipulare la convenzione "Buoni Pasto ed. 7" relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia) e lotto 3 (Lazio), avente ad oggetto principalmente la fornitura dei cosiddetti ticket restaurant che le pubbliche amministrazioni aderenti avrebbero distribuito tra i propri dipendenti; a partire da gennaio 2018, tuttavia, sono state trasmesse a Consip dalle amministrazioni utilizzatrici molteplici segnalazioni di disservizi per la mancata spendibilità dei buoni emessi da Qui!Group.