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C'è un passaggio interessante di previsione nella legge di bilancio 2021, che ci auguriamo venga attuato, mentre - e questo non lo notiamo solo noi, ma direi che è stato notato in termini multipartisan - c'è un insufficiente stanziamento nel recovery plan . Spiace dover ricordare - lo dico in questo caso senza polemica - che il 31 marzo scorso è stata bocciata la proposta di Fratelli d'Italia di destinare alla capitale nel PNRR un miliardo all'anno per i prossimi sei anni, anche in vista del Giubileo che ricordo sarà nel 2025. Proponemmo anche di inserire nel PNRR dei poteri per Roma Capitale; purtroppo tale proposta è stata bocciata. Vengo alle conclusioni. Al di là di questa mozione, che voteremo, Roma non è solo la capitale della Repubblica italiana, ma è anche la capitale della Chiesa cattolica e della cristianità ed è anche la sede di organismi internazionali che rafforzano la vocazione internazionale di Roma. A Roma si concentra un immenso patrimonio artistico e monumentale; il centro storico di Roma è un sito dell'UNESCO. Rilanciare Roma Capitale, colleghi, significa rilanciare l'Italia intera, significa investire sul futuro della Nazione, perché il futuro della Nazione passa per le strade di Roma. Senza Roma non ci sarebbe stata l'Italia unita e libera che noi abbiamo conosciuto e che ci piace ricordare. È per questo che dobbiamo recuperare tutti (non è una questione di parte) l'orgoglio della romanità e anche della capitale di una Nazione. Per Fratelli d'Italia i poteri speciali di Roma Capitale non sono un problema della città di Roma, ma una questione di rango e di livello nazionale. Rilanciare Roma significa appunto puntare sul futuro dell'Italia, perché, cari colleghi, Roma è storia, è civiltà, deve essere orgoglio. Roma Capitale, però, non deve soltanto essere evocata, deve ricevere strumenti e risorse che la mettano in condizione di affrontare le sfide che ci attendono e anche di primeggiare, come può o come potrebbe, tra le capitali europee. Voglio anche aggiungere che Roma nell'immaginario collettivo mondiale è il centro della storia. Goethe ha scritto: «Roma è la capitale del mondo» e di Roma capitale del mondo, di Roma capitale d'Italia, di Roma centro della storia non dobbiamo dimenticarcene noi che siamo qui. La mozione in discussione è un passo, uno stimolo, una sollecitazione, non solo a celebrare il 150° anniversario della proclamazione di Roma Capitale, ma a non dimenticare che, se non rilanciamo Roma, penalizziamo l'Italia. (Applausi) . ASTORRE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, ringrazio naturalmente la collega De Petris e i colleghi che hanno firmato la mozione, in particolare la senatrice Monica Cirinnà, che con me ha firmato la mozione per il Partito Democratico. Voglio ringraziare quindi chi ha voluto porre il tema in quest'Aula, dove non è facile e non è mai stato facile parlare di Roma. A Loredana De Petris voglio rivolgere un grazie particolare, così come alla salute che mi ha assistito fino ad oggi, perché la salute che mi ha assistito fino ad oggi e la mozione presentata dalla collega De Petris mi hanno consentito di sentire in quest'Aula esponenti della Lega sbracciarsi giustamente per Roma, per Roma-Amor. Abbiamo sentito un esponente della Lega e ne sentiremo anche un altro in fase di dichiarazione di voto. Questo è positivo perché non molti anni fa, quando si discutevano i provvedimenti che la collega Rauti ha citato, le Aule parlamentari hanno dovuto spesso scontare un'opposizione della Lega, che all'epoca era secessionista. Ora la Lega è sovranista ed europeista, per cui prendiamo il momento buono e positivo. Perché la mozione in discussione è centrale? Non tanto e non solo, consentitemi di dire, per la questione della celebrazione dei centocinquant'anni della proclamazione di Roma Capitale. Com'è stato ricordato, l'anniversario dei centocinquant'anni con la vicenda della pandemia è passato un po' in secondo ordine, però pone nell'Aula del Senato il tema dello status e dei finanziamenti della capitale d'Italia. A partire dal definanziamento di Roma Capitale, fatto negli anni scorsi rispetto alla legge n. 396 del 1990, ci troviamo di fronte a un tema ineludibile, del quale purtroppo questo Paese, che non ama la sua capitale - spesso forse anche noi ci mettiamo del nostro per non farci amare - deve rendersi conto, per cui oggi è positiva una discussione sul tema. Vogliamo che questa Nazione, la nostra Patria, l'Italia si renda conto che, o ci si decide a dare un ruolo e un finanziamento particolare alla città di Roma, al di là di chi la governa - la può governare chiunque - oppure, se non ha uno status e, soprattutto, consentitemi, un finanziamento particolare, per il finanziamento con il quale viene oggi trattata, la capitale d'Italia sostanzialmente non differisce molto dagli altri Comuni italiani capoluoghi di Regione. Non devo andare troppo indietro. Basta aver visto le manifestazioni di questi giorni a Roma. In un regime normale come quello in cui si tornerà una volta usciti - speriamo quanto prima - dalla pandemia, la capitale d'Italia ha dei ruoli, delle rappresentanze, un peso non solo perché è capitale del Paese, ma perché è un unicum in quanto capitale mondiale della cristianità. La sua funzione quindi è triplice: capoluogo del Lazio, capitale d'Italia, capitale mondiale della cristianità. Credo, quindi, che questa sia una funzione alla quale il Parlamento e il Governo debbano assolvere. Ringrazio anche la Ministra, che ha dato delle indicazioni a favore, anche con una riformulazione dell'ordine del giorno e della mozione accolta, mostrando così una sensibilità del Governo rispetto ai temi posti dalla mozione. È bene, però, che il Parlamento prenda spunto da questa vicenda. Si entra in un periodo elettorale e tutte le cose che si dicono e si fanno in un periodo elettorale, come è quello a pochi mesi dal rinnovo del Consiglio comunale del Campidoglio, forse può essere strumentalizzato, ma la maggioranza e l'intero Parlamento - ho sentito anche la senatrice Rauti e Fratelli l'Italia dire che non ci si può sottrarre da una vicenda come quella di Roma - devono impegnarsi e porre il tema di finanziamenti particolari e straordinari, con un'assunzione di responsabilità, dal momento che la nostra capitale è triplice capitale ed è un unicum mondiale. Penso che la mozione abbia il merito di porre questo tema, partendo dal 150° anniversario di Roma capitale d'Italia (tra il settembre 1870 e il febbraio 1871), ma ricorda anche a questa Assemblea e al Governo lo status di Roma e soprattutto lo stato dei suoi finanziamenti. Si discute da tanti anni del suo status istituzionale, alla Camera sono in discussione in Commissione affari istituzionali alcuni provvedimenti. La discussione è delicata, perché coinvolge i cittadini di Roma, del Lazio e della provincia di Roma e parliamo di una Regione di sei milioni di abitanti, la seconda Regione per PIL in Italia. È quindi un argomento naturalmente delicato, ma da affrontare.