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Eseguite le verifiche,il prefetto, entro sessanta giorni, può: a) rilasciare l'informazione antimafia liberatoria, se appura che i tentativi non esistono o che il soggetto interessato si è già adoperato efficacemente per prevenirli; b) intimare allo stesso soggetto di procedere al rinnovo degli organi sociali, alla sostituzione delle persone o delle imprese coinvolte, ovvero all'adozione di ogni altra misura dettagliatamente definita e idonea a prevenire l'infiltrazione. Se questi non si adegua nel termine dato, nei successivi dieci giorni, il prefetto emette informazione antimafia interdittiva. L'articolo 1, comma 1, lettera a) e l'articolo 2 del disegno di legge abrogano i rimedi del controllo giudiziario e del commissariamento prefettizio, che diventano superflui, in presenza dello meccanismo preventivo e collaborativo che si vuole introdurre. L' articolo 3 prevede che, sulle informazioni antimafia interdittive, il giudice amministrativo si pronunci con poteri estesi alla giurisdizione di merito, favorendo un accertamento giurisdizionale pieno sui fatti e non limitato soltanto al controllo estrinseco sulla discrezionalità amministrativa. L'articolo 4 interviene in relazione all'indennizzo dovuto ai soggetti interessati dal provvedimento di informazione interdittiva che risultino estranei ai fatti in base a sentenze di assoluzione limitatamente alle formule « il fatto non sussiste » o « l'imputato non lo ha commesso », prevedendo che il soggetto interessato può richiedere al Ministero dell'interno il pagamento di un'indennità calcolata sui criteri di cui all'articolo 109 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Si risolverebbe così la lacuna normativa antecedente al codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, che non trovava ancora nessuna soluzione. L'articolo 5 si esprime in merito al potere del giudice in sede di giudizio cautelare di valutare, nel contenzioso relativo alle informative, limitatamente al settore delle opere strategiche o prioritarie di interesse nazionale, e di comparare l'interesse pubblico al contrasto alla criminalità organizzata con l'interesse, altrettanto pubblico, di procedere celermente al compimento dell'opera. L'articolo 6, al fine di rendere il più possibile oggettiva la valutazione prefettizia in merito al tentativo di infiltrazione mafiosa, delega al Ministro dell'interno la predisposizione di un regolamento volto a elaborare una griglia valutativa simile ad una check list , con la quale viene attribuito un punteggio ai singoli elementi sintomatici del tentativo di infiltrazione mafiosa. Il superamento di una soglia minima di punteggio legittima l'attestazione del pericolo di infiltrazione mafiosa.. 1 1 Al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 34- bis , i commi 6 e 7 sono abrogati; b all'articolo 86, comma 2, le parole: « dodici » sono sostituite dalle seguenti: « trentasei » e dopo le parole: « L'informazione antimafia, » sono inserite le seguenti: « anche con effetto interdittivo, »; c all'articolo 89- bis , comma 1, dopo le parole: « il prefetto » sono inserite le seguenti: « procede ai sensi dell'articolo 92, comma 2 e, in caso di inosservanza totale o parziale all'intimazione, »; d all'articolo 91, comma 6, secondo periodo, le parole: « entro il termine di cui all'articolo 92 » sono sostituite dalle seguenti: « procede ai sensi dell'articolo 92, comma 2 e, nel caso di inosservanza totale o parziale all'intimazione, »; e all'articolo 92, il comma 2 è sostituito dal seguente: « Quando dalla consultazione della banca dati nazionale unica, effettuata anche ai sensi dell'articolo 91, comma 6, emerge la sussistenza di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all'articolo 84, comma 4, il prefetto dispone le necessarie verifiche, dandone immediata comunicazione al soggetto interessato e, se il contenuto interdittivo riguarda persone fisiche, anche direttamente a queste ultime, che possono partecipare al procedimento, ai sensi dell'articolo 10 della legge 7 agosto 1990, n. 241, con facoltà di prendere visione o di estrarre copia dei documenti non riservati o sottoposti a segreto. Il prefetto, entro sessanta giorni dalla data della consultazione e in esito alle verifiche e al contraddittorio, se non rilascia l'informazione antimafia liberatoria, intima al soggetto sottoposto a verifica di procedere al rinnovo degli organi sociali, alla sostituzione delle persone o delle imprese coinvolte, ovvero all'adozione di ogni altra misura dettagliatamente definita e ritenuta idonea a prevenire l'infiltrazione. Ove il soggetto sottoposto a verifica non si adegui, in tutto o in parte, nel termine di trenta giorni, o nel maggior termine concesso, prorogabile per una sola volta, il prefetto, nei successivi dieci giorni, rilascia l'informazione antimafia interdittiva »; f all'articolo 92, comma 3, le parole: « primo periodo » sono sostituite dalle seguenti: « secondo periodo »; g all'articolo 93, il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Il prefetto, acquisita la relazione di cui al comma 3, fatta salva l'ipotesi di cui al comma 5, valuta se dai dati raccolti possano desumersi, in relazione all'impresa oggetto di accertamento e nei confronti dei soggetti che risultano poter determinare in qualsiasi modo le scelte o gli indirizzi dell'impresa stessa, elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all'articolo 84, comma 4, e all'articolo 91, comma 6. In tal caso il prefetto, sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, o quantomeno oggettivamente riscontrabili e di cui dà atto nella motivazione del provvedimento, emette, entro quindici giorni dall'acquisizione della relazione del gruppo interforze, l'informazione interdittiva, previa eventuale audizione dell'interessato secondo le modalità individuate dal comma 7 ». 2 1 All'articolo 32 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, il comma 10 è abrogato. 3 1 All'articolo 134, comma 1, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, dopo la lettera e) è aggiunta, in fine, la seguente: « e-bis) “i provvedimenti di cui al capo IV del libro II del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159” ».