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Atto n. 3-00551 MARCUCCI MALPEZZI MIRABELLI VALENTE FERRARI COLLINA BINI CIRINNA' PATRIARCA PARENTE LAUS NANNICINI ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela PARRINI PINOTTI PITTELLA RICHETTI ROJC SBROLLINI STEFANO SUDANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in attesa che il testo del decreto-legge in materia di reddito di cittadinanza sia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , è doveroso, alla luce delle molte notizie contraddittorie che si susseguono sugli organi di stampa, cercare risposte chiare in merito a coloro che, chiamati con un inglesismo a giudizio degli interroganti infelice navigator , avranno l'arduo compito di prendere in carico il beneficiario del reddito di cittadinanza e condurlo verso un impiego; a tutt'oggi non ci sono notizie certe sul numero di persone che saranno assunte a tal fine dall'Agenzia nazionale politiche atti lavoro (Anpal), sulle modalità di selezione, sui requisiti e sui titoli necessari ai fini dell'assunzione, sulla tipologia contrattuale con la quale saranno assunti, sulla formazione che riceveranno, né sui tempi e le modalità dell'operazione; dagli organi di stampa si apprende che si tratterebbe, il condizionale è d'obbligo, di circa 6.000 (secondo altre fonti 10.000) nuove assunzioni presso i centri per l'impiego, uffici territoriali delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano che avranno il compito di formare queste nuove figure che, sembra, saranno assunte con incarichi di collaborazione e successivamente stabilizzate; ciò desta grande preoccupazione negli addetti ai lavori che, qualora la selezione dovesse avvenire tramite un semplice colloquio, si troveranno a dover gestire un meccanismo che si presta a un'estrema discrezionalità, in palese dispregio dei criteri di meritocrazia e di trasparenza tanto decantati da questa maggioranza di Governo; premesso inoltre che: l'articolo 1, comma 258, della legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) prevede che, a decorrere dall'anno 2019, le Regioni siano autorizzate ad assumere, con aumento della rispettiva dotazione organica, fino a complessive 4.000 unità di personale da destinare ai centri per l'impiego; l'articolo 12, comma 3, di una delle bozze del testo del decreto-legge afferma che "Per consentire la stipulazione selettiva di contratti con le professionalità necessarie ad organizzare l'avvio del Rdc, nelle forme del conferimento di incarichi di collaborazione (...) è autorizzata la spesa nel limite di 200 milioni di euro per l'anno 2019, 250 milioni di euro per l'anno 2020 e di 50 milioni di euro per l'anno 2021 a favore di Anpal servizi S.p. A.."; contemporaneamente, si sopprimerebbe la norma sullo stanziamento delle risorse per consentire alle Regioni di assumere le 4.000 unità di personale da destinare ai centri per l'impiego; le Regioni speravano di scongiurare almeno in parte la portata di chiamate clientelari ricorrendo alla possibilità di procedere all'assunzione di altri 4.000 operatori, ma, a quanto pare, ciò non sarebbe più possibile; considerato che: nella giornata del 22 gennaio 2019, presso la XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati, è intervenuto il professor Parisi, ritenuto presidente in pectore dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro; nel suo discorso, il professor Parisi ha ricordato la sua esperienza ventennale negli Stati Uniti in materia di politiche del welfare e, in particolare in Mississippi, per la creazione di "uno dei data system più integrati e completi negli Stati Uniti. Questo sistema è diventato l'elemento fondamentale per la determinazione del budget e l'allocazione delle risorse basati sulle performance dei programmi di politica attiva del lavoro"; il professor Parisi che, secondo quanto riportato da "Il Sole-24 ore" del 23 gennaio, ritiene che oltre il 60 per cento del lavoro dei centri per l'impiego possa essere "robotizzato" facendo sì che l'incontro tra domanda e offerta sia sempre di più raggiunto con sistemi digitali, ha affermato di "credere nei miracoli" e di "sperare di poter ripetere in Italia il miracolo del Mississippi"; proprio di un "miracolo" dovrebbe trattarsi considerato che, sempre secondo quanto riportato dall'articolo citato, il 50 per cento dei centri per l'impiego non ha una dotazione informatica adeguata, percentuale che supera i1 70 per cento nel Sud e nelle isole; considerato inoltre che: presso l'Anpal ci sono circa 600 persone con contratti a tempo determinato, non ancora stabilizzati; in una delle tante bozze del testo del decreto-legge in circolazione in questi giorni si legge che al fine di stabilizzare il suddetto personale è stanziato solo un milione di euro; il grande rischio che i centri per l'impiego corrono, con l'assunzione di 6.000 persone senza alcun tipo di formazione specifica e che dovranno essere formate "sul campo", è quello, come sostenuto da molti dei soggetti interessati e coinvolti in questa operazione, di dover gestire 6.000 persone non preparate ad affrontare problemi così complessi rischiando di creare complicazioni nell'intero sistema, si chiede di sapere: quali siano le modalità di selezione dei navigator e, qualora dette modalità dovessero davvero consistere in un semplice colloquio, quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare che questa modalità dia luogo a un'assoluta discrezionalità in palese dispregio dei criteri di meritocrazia e di trasparenza tanto decantati; quali siano le valutazioni in merito all'impatto che l'assunzione di questi navigator avrà sul sistema dei centri per l'impiego; se non ritenga che al fine di migliorare la prestazione dei Centri per l'impiego sia più opportuno che le Regioni procedano al più presto all'assunzione di 4.000 persone, ripristinando, a tal fine, la norma che sarebbe stata espunta; se non ritenga che lo stanziamento di solo un milione di euro per stabilizzare il personale a tempo determinato di Anpal sia, quantomeno, offensivo nei confronti di questo personale (che, al contrario, dovrebbe essere valorizzato e chiamato a gestire l'organizzazione), per la cui stabilizzazione è prevista una cifra irrisoria a fronte di ben altre cifre stanziate per persone ancora da assumere, senza alcuna esperienza nel settore, anch'esse da stabilizzare in futuro. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01129 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il presidente della Regione Veneto Zaia ha dichiarato lo stato di crisi con decreto del presidente della Giunta regionale n. 88/2018, ai sensi delle leggi regionali n. 4 del 1997 e n. 11 del 2001, e successive modificazioni, in risposta ai gravi danni susseguitisi ai nubifragi ed ai venti di particolare intensità verificatisi nei giorni 21 e 22 luglio 2018 a Padova;