[ddlpres]

nei confronti dei soggetti indicati dal comma 1 del medesimo articolo, il giudice ovvero il prefetto possono disporre l'interdizione dalla conduzione dei velocipedi a pedalata assistita, fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi e, per i soggetti destinatari dei predetti divieti, per tutta la loro durata, e che, nell'ipotesi di cui al comma 2 del medesimo articolo, con il provvedimento prefettizio di revoca della patente di guida può essere disposta l'applicazione dell'ulteriore misura dell'interdizione dalla conduzione dei predetti velocipedi. Precisa che avverso il provvedimento interdittivo prefettizio è ammesso ricorso ai sensi del comma 4 (ricorso al Ministro dell'intero) e stabilisce che la violazione della misura interdittiva introdotta dalla disposizione in esame è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 7.000 e confisca del mezzo; La lettera h) apporta modifiche all'articolo 126 (Durata e conferma della validità della patente di guida) del codice, con il fine di presidiare la sicurezza della circolazione stradale nel caso di rinnovo di validità di patenti di guida scadute da più di cinque anni. Le vigenti disposizioni del codice consentono al conducente titolare di siffatta patente di rinnovarla senza altro onere che non sia la rituale certificazione dei requisiti di idoneità psico-fisica alla guida e presentazione della domanda di rinnovo di validità. Fa eccezione il solo caso in cui, ai sensi dell'articolo 128, comma 1, del codice, i competenti uffici dell'attuale Dipartimento per la mobilità sostenibile, a fronte di una patente scaduta da un considerevole lasso di tempo, ritengano sussistere dubbi sul permanere dell'idoneità tecnica alla guida; in tal caso, gli stessi possono emettere un provvedimento di revisione che obbliga il conducente a sottoporsi al relativo esame, teorico e pratico. La disciplina applicativa di tali previsioni si è sostanziata, nel corso del tempo e fino al 1° settembre 2021, in un cospicuo numero di circolari che, da ultimo, hanno stabilito in tre anni il termine trascorso il quale una patente non rinnovata richiederebbe un provvedimento di revisione e, entro trenta giorni dalla notifica di tale provvedimento, il termine utile per presentare domanda di revisione. L'attività degli Uffici della motorizzazione civile (UMC) finalizzata all'emissione del provvedimento di revisione non è stata di poco rilievo, sotto un profilo di impiego delle risorse sia umane che finanziarie, presupponendo sia un monitoraggio continuo delle patenti di guida scadute da almeno tre anni, sia la predisposizione di altrettanti provvedimenti di revisione da notificarsi nelle forme di legge. Peraltro, poiché il citato comma 1 dell'articolo 128 letteralmente recita « qualora sorgano dubbi », la giurisprudenza ha inteso ammettere ogni possibile prova contraria ai dubbi medesimi, anche testimoniale: ciò, nel tempo, ha palesato una sostanziale inutilità dell'attività degli UMC i cui provvedimenti di revisione sono stati sconfessati, in sede di ricorso, dalle più svariate testimonianze ovvero dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà intese a comprovare che il conducente, ancorché con patente scaduta da almeno tre anni, non aveva mai cessato l'attività di guida e, pertanto, non aveva perso l'idoneità tecnica. Pertanto, stante l'oggettiva esigenza di dare effettività e contenuto alla « verifica di persistenza dell'idoneità tecnica alla guida », nel 2021, con tre circolari, nelle more di una evoluzione normativa al riguardo, la Direzione generale per la motorizzazione ha ritenuto di regolamentare in modo più dettagliato e univoco la procedura su esposta, riducendo gli attuali margini di incertezza operativa che affliggono gli uffici e disorientano l'utenza. La citata Direzione ha, dunque, disposto che, a far data dal 1° settembre 2021, i titolari di patente di guida, la cui validità sia scaduta da oltre cinque anni, che presentano agli UMC richiesta di conferma di validità della patente, devono sostenere, preliminarmente alla conferma, un « esperimento di guida » teso ad accertare che il conducente abbia conservato i requisiti di idoneità tecnica alla guida (capacità di effettuare manovre e abilità di comportamento nel traffico). Disciplinate le modalità di presentazione della domanda finalizzata a sottoporre il conducente all'esperimento di guida, le istruzioni impartite prevedono che gli UMC rilascino agli interessati una ricevuta di prenotazione dell'esperimento in parola valida per condurre il veicolo fino al giorno della prova. La disposizione in esame, quindi, intende superare un simile impianto normativo per prevedere l'esito favorevole di un esperimento di guida quale condizione per il rinnovo di una patente scaduta da cinque anni. Nello specifico, la lettera h) , al numero 1), modifica il comma 8 dell'articolo 126 del codice, al fine di prevedere il richiamo al comma 8- ter , inserito dal successivo numero 2). Il nuovo comma 8- ter prevede che, nel caso una patente di guida sia scaduta da più di cinque anni, la conferma della validità è subordinata anche all'esito positivo di un esperimento di guida. Detto esperimento è strutturato solo in una prova pratica, i cui contenuti sono mutuati da quelli previsti per la prova pratica di guida utile al conseguimento di una patente della medesima categoria di quella posseduta, ma in numero ridotto. Come anticipato, la previsione di un solo esperimento di guida offre il vantaggio: – per il conducente, di non essere valutato nell'idoneità tecnica alla luce di cognizioni teoriche che, se certamente hanno un senso per candidati al conseguimento di una patente, possono diventare, specie dopo un periodo piuttosto lungo di attività di guida, comportamenti parimenti corretti e virtuosi pur nella non attualità della conoscenza della regola formale ed astratta; – per gli UMC, di alleggerire le attività utili alla verifica del permanere dell'idoneità tecnica in parola, concentrandole su ciò che rileva per garantire la sicurezza stradale di tutti gli utenti della strada. Il rinvio alle manovre e comportamenti di guida nel traffico, previsti dalla disciplina dell'Unione europea e attuati nell'ordinamento interno, dà garanzia di uniformità di svolgimento degli esperimenti di guida in parola e di significatività delle attività richieste al conducente. Il maggior intervallo temporale rispetto alla disciplina attuale (cinque anni invece di tre) è funzionale a far salve situazioni di mere, e tuttavia difficilmente giustificabili, dimenticanze dell'obbligo di procedere al rinnovo di validità della patente. L'esperimento di guida deve comunque costituire l'ultimo appello per il conducente che abbia per troppo tempo dimenticato di rinnovare la sua patente e pertanto, nel caso in cui lo stesso non si presenti per sostenere la prova, la patente è revocata: diversamente il conducente negligente potrebbe continuare a circolare con la ricevuta di prenotazione sostanzialmente sine die , senza sottoporsi mai alla prova di verifica del permanere dell'idoneità tecnica.