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tale disposizione non si applica nei casi in cui è possibile effettuare, in condizioni di sicurezza, le raccolte selettive. Inoltre, ai fini dei conseguenti adempimenti amministrativi, il produttore dei materiali di cui al presente decreto-legge si identifica nel comune di origine dei materiali stessi, in deroga all'articolo 183, comma 1, lettera f) , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in base al quale il «produttore di rifiuti» coincide con il soggetto la cui attività produce rifiuti e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore). Al comma 5 viene elencata una lista di materiali che non rientrano, comunque, nella categoria dei «rifiuti». Nello specifico, si tratta di resti dei beni di interesse architettonico, artistico e storico, dei beni ed effetti di valore anche simbolico, i coppi, i mattoni, le ceramiche, le pietre con valenza di cultura locale, il legno lavorato, i metalli lavorati. Peraltro, la norma in esame specifica che tali materiali devono essere selezionati, nonché separati, all'origine, seguendo le disposizioni delle autorità competenti che individuano altresì il luogo di destinazione dei materiali stessi. È altresì previsto che, entro cinque giorni dall'entrata in vigore del presente decreto-legge, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo integra, ove necessario, le disposizioni applicative già specificamente stabilite dal soggetto attuatore nominato ai sensi dell'articolo 5 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 393 del 2016. Le autorizzazioni previste dalla vigente disciplina di tutela del patrimonio culturale, ove necessarie, si intendono acquisite con l'assenso manifestato mediante annotazione nel verbale sottoscritto dal rappresentante del Ministero che partecipa alle operazioni. Il comma 6 prevede che le aziende che gestiscono il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani presso i territori interessati dal sisma o dai comuni territorialmente competenti, ovvero dalle pubbliche amministrazioni a diverso titolo coinvolte, direttamente o attraverso imprese di trasporto autorizzate da essi incaricate, effettuano la raccolta e il trasporto dei materiali oggetto del comma 4. Tali attività di trasporto, sono effettuate senza lo svolgimento di analisi preventive. Il Centro di coordinamento (CdC) RAEE è tenuto a prendere in consegna i RAEE nelle condizioni in cui si trovano gli stessi, con oneri a proprio carico. Il comma 7 introduce disposizioni di semplificazione procedimentale, prevedendo che, coerentemente con quanto stabilito al comma 1, anche in deroga alla normativa vigente, previa verifica tecnica della sussistenza delle condizioni di salvaguardia ambientale e di tutela della salute pubblica, sono individuati, dai soggetti pubblici all'uopo autorizzati, eventuali e ulteriori appositi siti per il deposito temporaneo dei rifiuti comunque prodotti, sino al 31 dicembre 2018, durante la vigenza del quadro normativo straordinario finalizzato alla ricostruzione oggetto del decreto- legge, sino al termine dello stesso, a ricevere i materiali predetti dall'entrata in vigore del presente decreto o dalla diversa data del decreto di dissequestro adottato dall'autorità giudiziaria, e a detenerli nelle medesime aree per un periodo non superiore a dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. I siti di deposito temporaneo indicati all'articolo 3, comma 1, dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 391 del 2016 sono autorizzati, nei limiti temporali necessari, fino al 31 dicembre 2018 e possono detenere i rifiuti già trasportati per un periodo non superiore a dodici mesi. Sempre nell'ottica della semplificazione procedurale in materia di rifiuti, è altresì previsto che, al fine di consentire sollecitamente l'avvio a recupero e smaltimento dei materiali di cui al decreto-legge in esame, possono essere autorizzati in deroga per il periodo di durata della gestione straordinaria ai sensi dell'articolo 1, comma 4, aumenti di quantitativi e tipologie di rifiuti conferibili presso impianti autorizzati, previa verifica istruttoria semplificata dell'idoneità e compatibilità dell'impianto, senza che ciò determini modifica e integrazione automatica delle autorizzazioni vigenti degli impianti. A tutela della salute e della sicurezza, i titolari delle attività che detengono sostanze classificate come pericolose per la salute e la sicurezza che potrebbero essere frammiste alle macerie sono tenuti a darne comunicazione al sindaco del comune territorialmente competente ai fini della raccolta e gestione in condizioni di sicurezza. Il Commissario straordinario autorizza, qualora necessario, l'utilizzo di impianti mobili per le operazioni di selezione e separazione di flussi omogenei di rifiuti da avviare agli impianti autorizzati di recupero e smaltimento. Il Commissario straordinario stabilisce le modalità di rendicontazione dei quantitativi dei materiali in argomento raccolti e trasportati, nonché dei rifiuti gestiti dagli impianti di recupero e smaltimento. Al comma 8 sono previste ulteriori deroghe alla disciplina generale di gestione dei rifiuti. Nello specifico, i gestori dei siti di deposito temporaneo sono abilitati a ricevere all'interno dei rispettivi siti i mezzi di trasporto, in assenza di analisi preventive, così da poter procedere allo scarico dei sopracitati rifiuti presso le piazzole attrezzate. I medesimi soggetti sono altresì tenuti ad assicurare la gestione dei siti anche mediante la rimozione dei rifiuti selezionati presenti nelle piazzole medesime, con urgenza, di modo da poter rendere più celeri ed efficienti le operazioni in questione. Tali soggetti sono tenuti altresì a fornire il personale di servizio per eseguire, previa autorizzazione del Commissario straordinario, la separazione e cernita dal rifiuto «tal quale» delle matrici recuperabili, dei rifiuti pericolosi e dei RAEE, nonché il loro avvio agli impianti autorizzati alle operazioni di recupero e smaltimento. Il comma 9 prevede che, in deroga all'eventuale definizione dei bacini di provenienza dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti nei luoghi adibiti all'assistenza alla popolazione colpita dall'evento sismico, per agevolare i flussi e ridurre al minimo ulteriori impatti dovuti ai trasporti, i citati rifiuti urbani potranno essere conferiti negli impianti già allo scopo autorizzati secondo il principio di prossimità, senza apportare modifiche alle autorizzazioni vigenti. In tal caso si prevede un accordo preventivo tra il gestore dei servizi di raccolta e i gestori degli impianti, di cui deve essere data comunicazione alla regione e all'ARPA territorialmente competenti. Il comma 10 prevede che il Commissario straordinario si avvale di un comitato di indirizzo e pianificazione delle attività di rimozione dei rifiuti e della ricostruzione costituito con proprio provvedimento, di cui fanno parte i soggetti locali e dell'amministrazione statale interessati.