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erano tempi difficili a cui noi dobbiamo molto rispetto perché densi di uomini che hanno saputo difendere con molto coraggio la nostra democrazia. Rognoni è stato un gigante tra quei giganti; un uomo politico molto coraggioso che ha continuato sino a pochi giorni dalla sua scomparsa a dispensare consigli, ad aiutare, a intervenire, con chi aveva la fortuna di incontrarlo, sulla politica. Era un grande gentiluomo, ma era un gentiluomo che nella sua cortesia sapeva unire molta fermezza nelle sue idee, che sapeva difendere come un leone. È stato un grande Ministro dell'interno nella fase finale del terrorismo, nella quale la violenza e i morti non sono stati certamente inferiori a quelli dei tempi precedenti. A lui si devono decisioni importanti; voglio qui ricordare soltanto la decisione con cui scelse il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa come prefetto di Palermo per affidare nelle sue mani la lotta al gravissimo fenomeno della mafia. Non era soltanto un leader politico: era un uomo colto, un intellettuale. La politica era una passione per lui, come aveva poi passione per la vita. Aveva anche una grande attenzione alla maturazione del pensiero politico. Penso che questo debba essere un punto su cui riflettere in tempi come i nostri, nei quali il pensiero politico - diciamo la verità - è spesso molto debole. Noi dobbiamo ricordarlo non soltanto per l'affetto che lo legava a tanti di noi, ma anche e forse soprattutto per l'integrità della sua vita e per la coerenza molto alta del suo impegno politico. Per noi democratici è scomparso un grande amico, uno di noi e, come tale, noi lo piangiamo. (Applausi) . PRESIDENTE . Avevo già salutato e ringraziato la scorsa settimana. Poiché ci ritroviamo insieme, a me fa molto piacere, perché questa è stata per quattro anni la nostra casa comune (Applausi) , rinnovare i ringraziamenti per il supporto dato in una legislatura davvero difficile. E desidero cogliere l'occasione per ringraziare tutta l'amministrazione che ha fatto davvero un lavoro importante (Applausi) , anche se sempre silenzioso. Grazie ancora. Non è detto che non triplichiamo i ringraziamenti. Grazie comunque, grazie a tutti. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 15,23) Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha modulato i tempi di discussione del decreto-legge n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali, cosiddetto decreto aiuti- bis , approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Per la discussione generale sono stati attributi ventitré minuti in base a specifiche richieste dei Gruppi. Non essendo stati presentati emendamenti, salvo due ordini del giorno inammissibili, si passerà quindi direttamente alle dichiarazioni di voto finali, per le quali ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2685-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2685-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. I relatori, senatori D'Alfonso e Pesco, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore D'Alfonso. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, mi riservo di consegnare il testo scritto del mio intervento agli Uffici. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signor Presidente, mi riservo anche io di consegnare il testo scritto del mio intervento agli Uffici. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice La Mura. Ne ha facoltà. LA MURA (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr. SMART-IdV) . Signor Presidente, colleghi, colleghe, se la vostra giusta esecrazione per la cancellazione del tetto agli stipendi dei massimi dirigenti avesse riguardato, nel corso di questa legislatura, anche altri ambiti e norme ugualmente vergognose e contrarie all'interesse pubblico, ora probabilmente lasceremmo un Paese migliore, soprattutto in campo ambientale e nel terreno dei diritti civili, che risultano perlopiù assenti nei programmi elettorali delle grandi coalizioni. Quest'Assemblea, esclusi pochissimi, è responsabile di viltà, in quanto la norma che derogava al limite dei 240.000 euro per gli stipendi è nata in Parlamento e da voi è stata votata nelle Commissioni competenti. (Applausi) . Altro che manina: è un leitmotiv che fa comodo veicolare per rabbonire l'opinione pubblica in campagna elettorale. Oggi il mio intervento è anche volto a sottolineare come l'emendamento che siamo chiamati a votare per reintrodurre un tetto agli stipendi dei massimi dirigenti sia tanto responsabile, quanto presumibile. Intendo dire che questa norma, una delle poche di buon senso all'interno del decreto aiuti- bis , è un atto dovuto a fronte della galoppante inflazione, del rialzo dei tassi e del rischio che la nostra già fragile economia possa essere vittima della crisi in corso, facendoci diventare un sorvegliato speciale a livello internazionale. Non parliamo poi dell'impatto sociale che la cancellazione del tetto avrebbe avuto in termini di fiducia verso le istituzioni e, quindi, con riferimento alla verosimiglianza tra la politica e il Paese reale. Concludo rivolgendomi direttamente ai parlamentari miei colleghi e colleghe, in particolare a coloro che in queste settimane sono stati impegnati nella loro rielezione elezione. Per l'approvazione del decreto aiuti- bis avete dato l'ennesima dimostrazione dell'incapacità di capire che la crisi è ormai diventata strutturale e, quindi, le manovre politiche atte a trasformare i sussidi da temporanei a permanenti non faranno altro che creare nel breve periodo un equilibrio di difficile gestione. Il corso Draghi, poi, ha fatto di tutto per portare a compimento la privatizzazione degli asset strategici italiani. Continuiamo a rimanere in balia dei mercati e degli interessi dei grandi gruppi energetici che, proprio in virtù delle privatizzazioni, avranno - e già hanno - la possibilità di scegliere i loro investimenti. Penso alle isole minori, ad esempio. È facile pensare che la loro logica si muoverà non sulla scia dello Stato sociale, purtroppo ormai scomparso, ma sulla linea della convenienza e dell'interesse non pubblico. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cattaneo. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) .