[resaula]

; ed ancora, riguardo all'innovazione sostenibile, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ha ribadito come per rispondere alla crisi climatica serva invertire la rotta attraverso investimenti sull'innovazione sostenibile. Al proposito, ha evidenziato che: " (...) La sostenibilità deve essere basata su tre pilastri: economica, sociale e ambientale. Bisogna passare da un'economia lineare, il cui destino finale è il rifiuto o lo spreco, a una vera economia circolare". Per quanto concerne l'agricoltura di precisione è stato specificato che: "È necessario sostenere i progetti di diffusione di queste tecnologie per una migliore gestione dei suoli, degli allevamenti, dell'acqua per irrigare". Riguardo la ricerca è stata precisata la necessità di "investire nella ricerca pubblica per tutelare le colture tradizionali italiane, anche alla luce del necessario adattamento climatico (...)", impegna il Governo: 1) a promuovere e sostenere, nell'ambito delle proprie competenze, con riferimento al comparto primario ed al connesso indotto produttivo, le politiche di sostegno alla ricerca, allo sviluppo e all'innovazione delle tecnologie digitali alla base della cosiddetta "quarta rivoluzione industriale"; 2) a valorizzare e favorire, in sinergia con le Istituzioni dell'Unione europea, lo sviluppo di un nuovo paradigma basato sulla sostenibilità dell'agricoltura e delle economie rurali attraverso un potenziamento dei piani strategici nazionali, in un'ottica di tutela dell'innovazione, nonché della crescita inclusiva ed ecocompatibile dei processi produttivi e commerciali del settore agroalimentare; 3) nell'ambito delle proprie competenze e tenuto conto del quadro di misure già adottate, ad assicurare una perdurante promozione del "Made in Italy" e delle eccellenze in campo agroalimentare, al fine di garantire una sempre maggiore distribuzione, riconoscibilità e competitività delle produzioni nazionali nei mercati esteri. Interrogazioni Atto n. 3-01209 GIAMMANCO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il divario infrastrutturale fra Nord e Sud assume dimensioni sempre più rilevanti, contribuendo notevolmente allo stato di depressione dell'economia del Mezzogiorno, da cui deriva un conseguente e crescente fenomeno di spopolamento che riguarda soprattutto i giovani e i soggetti più qualificati; per quanto riguarda la rete autostradale, a fronte di una media nazionale di 23 chilometri ogni 1.000 chilometri quadrati, il Sud può contare su soli 20 chilometri ogni 1.000 chilometri quadrati, con picchi in discesa per le regioni Basilicata e Molise, che possono contare, rispettivamente, su soli 3 e 8 chilometri ogni 1.000 chilometri quadrati; le linee ferroviarie vedono anch'esse persistere un notevole differenziale con il resto della Penisola, con 36 chilometri ogni 1000 chilometri quadrati in Sicilia e Sardegna, contro i 55 chilometri ogni 1.000 chilometri quadrati del dato nazionale; per quanto riguarda le linee viarie nel loro complesso, è stato calcolato un indice di presenza: il risultato appare molto diversificato, in quanto se l'indicatore medio nazionale è pari a 153, nelle isole scende drammaticamente a 130; la Commissione europea ha lanciato nei giorni scorsi un severo monito all'Italia, minacciando sanzioni, a causa del mancato rispetto degli impegni presi dal nostro Paese in merito agli investimenti infrastrutturali nel Sud: in particolare, nel biennio 2014-2016 a fronte di un impegno in investimenti pari allo 0,47 per cento del Pil delle regioni meridionali, risulta essere stato impiegato solo lo 0,4 per cento. Il 2017 ha visto un ulteriore peggioramento, con una percentuale che è scesa allo 0,38 per cento; il Ministro in indirizzo ha annunciato, nell'audizione alla Camera dei deputati in data 22 ottobre 2019, un grande piano di investimenti per il Sud; il Ministro per gli Affari regionali, in data 23 ottobre, in audizione davanti alla VI Commissione permanente (Finanze) della Camera dei deputati, ha evidenziato come dal 2001 al 2019 non siano state utilizzate le risorse che dovevano essere garantite su infrastrutture e sviluppo al Mezzogiorno. In particolare, la quota media di trasferimenti al Sud non è mai andata oltre il 24 per cento, con picchi del 19 per cento e del 28 per cento, quando avrebbe dovuto essere garantito il 34 per cento, in base al principio di "riequilibrio territoriale" previsto dalla legge n. 18 del 2017 con la clausola del 34 per cento, che obbliga le amministrazioni centrali a destinare a vantaggio delle Regioni del Sud un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento; secondo il rapporto Svimez 2019 calano ancora gli investimenti pubblici nel Sud, poiché nel 2018 sono stati investiti in opere pubbliche soltanto 102 euro pro capite rispetto ai 278 nel Centro-Nord, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda promuovere al fine di rilanciare gli investimenti pubblici e privati in infrastrutture nel Mezzogiorno e nelle isole; come intenda provvedere, per le parti di competenza, affinché il monito della Commissione europea sia positivamente raccolto, anche tenendo conto dell'emergenza infrastrutturale che stanno vivendo il Sud e in particolare le isole. Atto n. 3-01210 GARAVINI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nei primi giorni di settembre 2019, nell'emisfero boreale, hanno preso avvio le attività scolastiche e formative in italiano che, in decine di Paesi, coinvolgono centinaia di migliaia di alunni, sia nelle istituzioni scolastiche all'estero, che nei corsi di lingua e cultura italiana organizzati dagli enti promotori in varie forme e collocazioni; il rispetto delle tempistiche relative alle operazioni di individuazione delle esigenze di personale da soddisfare per completare annualmente il contingente da inviare all'estero, di selezione con evidenza pubblica delle figure richieste, di assegnazione individuale alle varie sedi e istituti scolastici, nonché ai soggetti promotori di attività formative, rappresenta la condizione essenziale per il regolare avvio dell'anno scolastico, auspicato da famiglie e studenti, nonché una prova di serietà e di efficienza rispetto alle autorità scolastiche locali; per l'anno scolastico 2019/2020, su 764 unità di contingente estero, secondo quanto risulta all'interrogante, al momento sarebbero assenti oltre 170 docenti, uno su tre aspetterebbe la nomina; i precedenti più immediati, in particolare i gravi ritardi accumulati nella predisposizione delle graduatorie e, di conseguenza, nel trasferimento di personale all'estero nelle fasi di avvio dell'anno scolastico 2018/2019, avevano già destato legittime preoccupazioni sulla capacità del nostro attuale sistema amministrativo di rispettare il calendario previsto e di corrispondere alle diffuse attese dell'utenza; proprio in considerazione di queste preoccupazioni, già nel mese di luglio era stata presentata un'interrogazione ai Ministri sullo stesso tema, si chiede di sapere: