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secondo la ricostruzione degli inquirenti, questi avrebbero aiutato il consigliere a reperire le copie delle tessere elettorali utilizzate per far risultare voti in favore di Castorina da parte di anziani in realtà mai andati alle urne o addirittura di persone defunte; ulteriori riscontri sono poi intervenuti dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni di Giustra, che ha ammesso come consapevolmente, in violazione delle norme vigenti, Castorina lo avesse nominato presidente di seggio; nel complesso, dalla vicenda, al di là dell'accertamento delle responsabilità individuali che avverrà in sede penale, emergerebbero profili d'illegittimità di rilevanza tale da inficiare, ove confermati, l'intero procedimento elettorale e i suoi esiti; il numero e la specie delle irregolarità e dei vizi dedotti, infatti, ben potrebbero aver alterato in misura decisiva l'espressione della volontà popolare e la stessa genuinità del voto; ciò anche considerando che Castorina è risultato il candidato più votato di tutto il centrosinistra con oltre 1.500 preferenze, decisive per consentire alla coalizione di superare la soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza; deve aggiungersi, poi, che comunque la designazione di molti presidenti di seggio in forza di deleghe irregolari configurerebbe una forma d'illegittimità originaria, suscettibile di riverberarsi, in via derivata, sugli atti successivi; in ogni caso, i fatti riportati sin da subito rifluiscono, danneggiandola, anche sulla legittimazione democratica e sul prestigio di tutte le principali istituzioni comunali, imponendo con urgenza chiarimenti per i cittadini reggini, si chiede di sapere: quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo, fermi gli accertamenti in corso in sede penale e per quanto di competenza, al fine di verificare i fatti descritti, attivando tutti i poteri conferiti dalla legge, anche di tipo ispettivo, alla luce delle gravi vicende segnalate e già risultanti dal procedimento giurisdizionale; quali iniziative e provvedimenti intenda adottare, là dove le irregolarità riscontrate fossero confermate, al fine di assicurare la legittimità e la legittimazione delle istituzioni comunali, ristabilendo così, in ultima analisi, la libertà e genuinità del voto. Atto n. 4-05115 LONARDO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: a poco più di un mese dalla scadenza dei contratti, prevista per il 30 aprile 2021, non vi è ancora certezza sul futuro dei circa 2.700 professionisti che esercitano la professione di navigator ; l'opinione pubblica e quella politica hanno di recente in gran parte modificato la propria percezione su tale ruolo; si sono in tal senso registrate ampie aperture, che hanno portato al riconoscimento di quanto svolto dai navigator nell'ambito del progetto del "reddito di cittadinanza", nel supporto dei centri per l'impiego, nel contatto con i beneficiari, nella rilevazione delle opportunità occupazionali con le aziende; il navigator ha un ruolo estremamente diverso dall'operatore regionale del centro per l'impiego: fornisce un approccio personalizzato all'utente beneficiario, basato su un colloquio con lo stesso, da cui possano emergere dettagli sulla sua personalità e sulle sue particolari competenze. In particolare è compito del navigator indagare in modo dettagliato sulle esperienze professionali e formative pregresse dell'utente, in modo da poter segnalare allo stesso, in modo mirato, le offerte di lavoro presenti sui portali regionali; tramite questa conoscenza il navigator può creare un piano personalizzato di occupabilità del beneficiario finalizzato al suo reinserimento o inserimento nel mondo del lavoro; i navigator hanno quindi assunto, in sinergia con gli operatori, un ruolo di supporto imprescindibile per il beneficiario che va ben oltre una semplice "pratica" burocratica; il secondo compito dei navigator ha riguardato la rilevazione delle opportunità occupazionali manifestate dalle aziende; l'attività ha purtroppo preso il via in uno scenario dei non più felici, ovvero a settembre 2020, nel pieno della pandemia da COVID-19, che ha colpito duramente l'Italia e tutto il pianeta; nonostante la situazione pandemica, i navigator hanno avviato un'attività di contatto con le imprese tramite e-mail , telefono, incontri da remoto ed in presenza, finalizzate a fornire tutte le informazioni necessarie riguardanti le attività fornite dalla rete dei servizi pubblici dell'impiego, sugli incentivi all'occupazione disponibili e infine hanno rilevato i fabbisogni occupazionali nel medio e lungo termine; questa attività non è legata a quella dei beneficiari del reddito di cittadinanza, ma è stata un vero proprio servizio allo sviluppo imprenditoriale del territorio e, benché ci si trovi in una situazione di forte crisi economica causata dalla pandemia, ha portato ottimi risultati: al 13 gennaio 2021 sono state contattate 310.716 imprese, per un totale di 40.901 posizioni programmate nel medio e lungo periodo e 13.925 vacancy nel breve periodo; emerge, dunque, l'assenza nello scenario italiano di una figura professionale simile a questa dei navigator ; i centri per l'impiego si trovano in una situazione carica di difficoltà strutturali. Le uniche forze su cui si può controllare sono gli attuali dipendenti e i navigator , che potrebbero diventare una figura di unione tra la parte amministrativa degli operatori e la parte formativa erogata dalla Regione o dalle agenzie del lavoro private, come si è fatto con gli sportelli di orientamento universitari, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di prorogare i contratti in scadenza per dare continuità a quanto iniziato, per riconoscere il lavoro svolto e per ripensare il ruolo dei navigator all'interno delle politiche attive del lavoro. Atto n. 4-05116 DE CARLO CIRIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia" ("decreto agosto"), entrato in vigore il 14 ottobre 2020, venivano stanziati 600 milioni per l'acquisto di prodotti di filiere agricole e alimentari italiane, al fine di rilanciare il settore primario nazionale. Il fondo per la filiera della ristorazione valeva 600 milioni di euro e consisteva nell'erogazione di contributi a fondo perduto per acquistare prodotti, inclusi i vini, di filiere agricole e alimentari italiane, comprendendo fra i potenziali beneficiari i ristoranti, ma anche gli agriturismi, i servizi di catering e gli alberghi con attività di somministrazione di cibo; considerato che il provvedimento era volto al sostegno delle attività che più stanno risentendo delle restrizioni legate alla crisi pandemica e secondo quanto dichiarato il 16 ottobre 2020 nel comunicato ufficiale diffuso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali "la domanda andrà presentata attraverso il 'portale della ristorazione', una piattaforma informatica ad hoc di Poste Italiane, o agli sportelli. Un anticipo del 90% verrà erogato tramite bonifico, poi entro 15 giorni - e dopo la presentazione a Poste della quietanza di pagamento degli acquisti - sarà sbloccato il saldo. Il contributo per ciascun beneficiario potrà variare da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell'Iva";