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l'unico modo che abbiamo per poter incidere su di esso è rappresentato dagli ordini del giorno. Avere un ordine del giorno che raccolga gli impegni di tutti e li riproponga significa per noi sottolineare il desiderio che nei decreti attuativi, conditio sine qua non di questa legge delega, si tenga conto fino in fondo di quello che è il lavoro della Commissione, un lavoro fortemente condiviso, profondamente integrato e volto esclusivamente a migliorare la qualità dell'assistenza e della ricerca. PRESIDENTE . Senatrice Binetti, affinché resti a verbale, il parere è quindi favorevole sugli ordini del giorno G1.100, G1.1, G1.2, G1.3, G1.4 e G 1.5. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno non verranno posti ai voti. PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentante del Governo la delega per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico è un provvedimento molto importante, come ha ben illustrato la relatrice, perché collegato alla manovra di bilancio e al Piano nazionale di ripresa e resilienza. È un provvedimento molto importante per la salute della nostra cittadinanza, per l'eccellenza e la ricerca italiana. Poiché però dopo la sua approvazione, la norma ha bisogno di decreti attuativi entro l'anno in corso, anche questa normativa rischia di subire ritardi a causa di questo scellerato ed improvviso anticipo della fine della legislatura. Ma tant'è. Con la norma oggi in approvazione si potenzia il ruolo degli IRCCS per promuovere l'eccellenza in materia di ricerca preclinica, clinica, traslazionale, clinica organizzativa e il trasferimento tecnologico e per irrobustire i criteri per assicurare una più alta qualità dell'attività assistenziale. In Senato, in questo sistema di bicameralismo alternato nel quale siamo piombati, non abbiamo potuto modificare il testo. Abbiamo però chiuso il provvedimento nella Commissione che mi onoro di presiedere con grande senso di responsabilità delle senatrici e dei senatori, consapevoli dell'importanza del tempo per l'approvazione della normativa poiché essa è legata alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Siamo andati avanti anche quando è arrivata una relazione tecnica negativa della Ragioneria di Stato. Abbiamo un po' puntato i piedi come senatrici e senatori perché eravamo in presenza di un provvedimento già approvato all'altra Camera del Parlamento. Abbiamo però tre questioni di fondo che spero vengano affrontate nei prossimi decreti attuativi e in un futuro prossimo. La prima concerne le risorse. Se aumentiamo il numero degli IRCCS, questo deve essere fatto a finanza invariata o comunque vincolando una quota di risorse regionali. Non è chiaro se le quote vincolate verrebbero introdotte a valere sul fabbisogno sanitario standard della singola Regione o sul fabbisogno sanitario nazionale standard . La seconda questione riguarda il personale. È chiaro che non si può rinunciare alle nostre eccellenze italiane se c'è carenza di personale anche nelle strutture di IRCCS o se non c'è un'adeguata formazione. Infine, l'unitarietà delle norme. Nella legge di riforma degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico non è prevista l'assegnazione di funzioni agli IRCCS e ogni Regione disciplina la materia in maniera autonoma e diversificata, non esistendo una legge quadro che obblighi le Regioni a regolamentare le rispettive funzioni degli Istituti. Il lavoro che abbiamo fatto in Commissione ha riguardato soprattutto gli ordini del giorno e ringrazio la relatrice, le colleghe e i colleghi per il lavoro svolto, quel poco che c'è stato concesso. Un mio ordine del giorno, approvato in Commissione, prevede di inserire nel decreto di attuazione della legge di riforma degli IRCCS una norma quadro che preveda l'obbligo per tutte le Regioni di approvare una disciplina di riferimento unitaria, che delinei le funzioni degli IRCCS sia di diritto pubblico che di diritto privato. Queste tre questioni che pongo (risorse, personale e formazione e uniformità della sanità in tutto il territorio nazionale) sono i nodi cruciali da aggredire nel prossimo futuro, se vogliamo davvero che il sistema salute in Italia, dopo il trauma della pandemia, possa essere a garanzia della salute di tutti noi. Mi ha colpito, colleghe e colleghi, Presidente, una dichiarazione odierna del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che definisce surreale che il Governo non abbia ancora dato loro i soldi che hanno speso per curare, ricoverare e vaccinare le persone durante il Covid-19. Inoltre, l'aumento dei costi dell'energia influirà sul funzionamento delle strutture e degli ospedali pubblici. Penso quindi che il tema delle risorse sia importante a proposito degli IRCCS, ma anche per la sanità in generale. Se non partiamo da queste, che rappresentano le nostre eccellenze, non so da cosa potremmo partire. Mi auguro e spero - e il mio Gruppo farà pressione su questo - che nel prossimo decreto-legge aiuti sia messo al centro, con adeguate risorse, il tema delle risorse di cui le Regioni hanno bisogno dopo la pandemia. In conclusione, il nucleo centrale della delega che stiamo votando è garantire che si raggiungano gli obiettivi di riforma che nascono dalla componente 2 della missione 6 "Salute" del PNRR, concernente innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, con l'obiettivo di rafforzare il rapporto tra ricerca, innovazione e cure sanitarie e consentire al sistema degli IRCCS di rispondere alle nuove sfide poste al Servizio sanitario nazionale. Noi non ci stanchiamo mai - e lo faccio anche in questa occasione - di ringraziare il personale socio-sanitario. Chiunque abbia avuto modo di essere un utente delle nostre eccellenze, gli IRCCS, sa quanta preparazione, competenza e abnegazione vi sia nelle professionalità di cui abbiamo bisogno. Per questo la politica ha il dovere di restituire qualcosa e in questi altri cinque o sei mesi di legislatura avremmo voluto sistemare davvero la sanità in Italia. Tuttavia, come dicevo prima, tant'è; il nostro impegno su questi temi continuerà, anche a partire dal prossimo decreto-legge aiuti. Il Gruppo Italia Viva-Partito Socialista Italiano vota a favore del provvedimento. (Applausi) . MAUTONE (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (Ipf-CD) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, volevo prima di tutto ringraziare la relatrice, senatrice Binetti, per il suo lavoro pragmatico e molto incisivo, che ha permesso di raggiungere dei risultati anche grazie alla subitanea accettazione da parte del Governo dei vari ordini del giorno. Ringrazio la presidente della Commissione, la senatrice Parente, per il giusto risalto che ha dato al provvedimento. Il disegno di legge che oggi ci apprestiamo ad approvare reca la disciplina di delega al Governo per il riordino degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.