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Certamente, però, la prudenza avrebbe voluto un ritorno in Commissione, per potere, non solo arrivare a una discussione più pacata degli emendamenti, ma, probabilmente, anche a una riformulazione che possa garantire, a pieno e fino in fondo, questa autonomia, che ci viene ricordata oggi dal CIO ma che dovrebbe essere l'elemento guida di qualsiasi riforma dello sport nel nostro Paese. Per questi motivi, noi voteremo a favore della questione pregiudiziale. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, sarò breve perché i colleghi che mi hanno preceduto sono stati molto chiari e molto precisi. Io condivido in gran parte le motivazioni, soprattutto dei colleghi del Partito Democratico, che ho sentito in precedenza. Parlo a titolo personale per dire che appoggio la questione pregiudiziale senza riserve. Vorrei anche dire una cosa, perché non vorrei ammantare il discorso solo di grandi princìpi. I grandi princìpi sono chiari: abbiamo una proposta che non corrisponde ai requisiti che sono la base elementare costitutiva di qualsiasi delegazione legislativa. Non si capisce perché questo problema, che per decenni è stato sempre considerato in un altro modo, diventi improvvisamente urgente il 5 agosto. Aggiungo che noi, per la prima volta, ci presentiamo intaccando un principio fondamentale, che è l'autonomia dalla politica del mondo sportivo. (Applausi dal Gruppo PD) . E perché lo facciamo? Qui abbiamo degli uomini di sport - vedo davanti a me il senatore Galliani - che possono insegnarci tante cose in ordine alla gestione sportiva. Io, certamente, posso essere al massimo un loro allievo, però sul tema del rapporto tra politica e sport tutto mi è chiaro: la politica, soprattutto il Governo, deve rispettare l'autonomia del mondo sportivo. Qui che cosa sta succedendo? Lo dico per i cittadini che sono fuori da queste Aule, che magari ascoltano questo nostro dibattito. Qui sta succedendo che una persona seria come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio onorevole Giorgetti, che ho conosciuto quando ero Presidente della Camera e lui era Presidente della Commissione bilancio, che è senza dubbio un collega che noi stimiamo e riteniamo serio, sta conducendo in questo momento una sorta di battaglia in base a non si capisce quale principio. Una battaglia contro lo sport e la sua autonomia, indirizzando gli strali del Governo verso il presidente Malagò, che è Presidente del CONI non in base ad una conventicola politica che ha realizzato con questo o quel partito, ma in base a una assoluta stima che riceve dal mondo sportivo. (Applausi dal Gruppo PD) . Si dice che il meccanismo che regola lo sport italiano è diverso da quello del resto del mondo; a parte che non è vero e che non sarebbe intervenuto il Comitato internazionale olimpico (CIO) se così fosse stato; tuttavia, a parte questo, se ammettiamo e non concediamo questa premessa, una persona ragionevole come Giorgetti avrebbe chiamato Malagò e si sarebbero messi a sedere, non in rappresentanza personale di loro stessi, ma dei mondi che hanno dietro: uno ha dietro il Governo, l'altro il mondo dello sport. Questa disfida di Barletta sarebbe terminata, perché è senza senso. Qualche settimana fa abbiamo celebrato il grande successo, anche del Governo. Sì, anche del Governo, perché se l'Esecutivo del mio Paese, a cui voto la sfiducia regolarmente, fa una cosa positiva e realizza la possibilità di avere le Olimpiadi, io lo applaudo, sono italiano, non antitaliano. Comunque, quel risultato delle Olimpiadi è avvenuto anche perché c'era il sindaco Sala, perché c'erano governatori di diverse natura politica e provenienza, ma hanno saputo tutti fare un passo indietro per privilegiare l'unità della Nazione e ottenere le Olimpiadi. Bene: noi oggi entriamo in guerra con il CIO, rischiamo di compromettere il cammino olimpico, in base al fatto che Giorgetti e Malagò non vanno d'accordo. Guardate che è un qualcosa che non sta né in cielo né in terra, è una cosa ridicola, infantile. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi siamo qua il 6 agosto - almeno diranno che lavoriamo, questo è l'unico aspetto positivo, perché per il resto non si capisce quale positività ci sia in questa discussione - andando sostanzialmente a scassare degli equilibri che hanno funzionato bene, come i risultati ci dimostrano. Colleghi, non aggiungo altro, voterò la questione pregiudiziale presentata dal Gruppo PD in modo convinto e mi permetto anche di dire all'onorevole Giorgetti, che, come ribadisco, stimo perché è un collega capace, che forse se oggi il Governo fosse disponibile a fare un passo indietro e a fermarsi in questa corsa dissennata, farebbe solo una bellissima figura. (Applausi dal Gruppo PD) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ci sorprende la lettera (o letterina, come l'ho chiamata) arrivata dal Comitato internazionale olimpico, forse scritta in modo un po' frettoloso da funzionari che probabilmente non hanno letto il testo della delega. Non ci sorprende invece questa levata di scudi che arriva dalla minoranza, perché era stata annunciata già da tempo da una parte della minoranza e probabilmente ne comprendiamo anche le ragioni. Bisogna leggerli, i provvedimenti, perché quella è la base di tutto. Si muovono accuse dicendo che abbiamo presentato un disegno di legge delega che intacca l'autonomia del CONI, che non rispetta la Carta olimpica e addirittura mette in pericolo non solo l'autonomia dei comitati olimpici nazionali, ma anche delle federazioni nazionali sportive, dando una funzione residuale al CONI e minacciando addirittura l'ipotesi incredibile che si metteranno a rischio le future Olimpiadi. Rispetto a questo, indubbiamente, si potrebbe dire: di fronte a una lettera del genere, chissà cosa dirà veramente questo disegno di legge delega! Poi prendiamo il deliberato, cioè il disegno di legge, perché è capitato tante volte che le leggi si discutono, si interpretano, si criticano e molti che lo fanno poi non le leggono. L'articolo 1, che è l'elemento fondante, dispone, al paragrafo e) come segue: «confermare, in coerenza con quanto disposto dalla Carta olimpica, la missione del CONI di incoraggiare e divulgare i princìpi e i valori dell'olimpismo, in armonia con l'ordinamento sportivo internazionale;». Quindi è perfettamente fedele a ciò che la Carta olimpica afferma nel famoso paragrafo 5. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MALPEZZI (PD) . Allora mettilo al comma 1! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Magari avremo letto male, perché non siamo così scienziati, intelligentoni come quelli di sinistra, quindi è possibile che magari non riusciamo neanche a leggere bene. Al paragrafo f) è disposto: