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Da settimane Fratelli d'Italia denuncia l'assenza di un vero e proprio dibattito sul Piano complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza, soprattutto nel metodo. Voglio ricordare che anche sul Piano nazionale di ripresa e resilienza il Parlamento ha di fatto perso mesi a discutere della bozza predisposta dal Governo Conte II, salvo poi ritrovarsi in Aula con delle comunicazioni del presidente Draghi e un provvedimento infiocchettato. Il Piano, preparato dal Governo, è stato vistato dalla Commissione europea addirittura prima che dal Parlamento nazionale. Le Camere non hanno potuto spostare neanche una virgola e hanno peraltro preso visione dei documenti completi in tutta fretta, visti i tempi stringenti dettati da Bruxelles. La conseguenza è che solo oggi veniamo a conoscenza di molti progetti nascosti tra le righe di questo Piano, come ad esempio - è emerso in questi giorni sulla stampa nazionale - un capitolo di spesa di 25 milioni di euro per prevenire i reati di natura fiscale ed economica tramite un algoritmo che, collegato a diverse banche dati, avrà il compito di individuare comportamenti sospetti di potenziali evasori, con buona pace della privacy. Nel frattempo, siamo in attesa che il Piano nazionale di ripresa e resilienza divenga operativo. Sappiamo bene che tutto ciò non potrà accadere se non verranno varate le famose riforme; riforme corpose come quella della giustizia, della concorrenza e del Fisco, solo per citarne alcune. Signor Presidente, il Governo sostiene che sarà fatto tutto entro la fine del 2021 e noi ce lo auguriamo perché mancano sei mesi; sembrerebbe molto tempo, ma in realtà sarà molto poco. Senza queste riforme, come tutti sapete, sarà anche difficile portare avanti un piano così ambizioso, che deve trovare conferma entro il 2026. Signor Presidente, da quando siamo in emergenza forse qualcuno crede che si possa sospendere la democrazia, come si è tentato di fare in questi ultimi quindici mesi, prima a suon di lockdown, poi con provvedimenti ancora fortemente restrittivi della libertà personale, mentre nel frattempo si sospende anche il dibattito politico, lasciando agire come unico soggetto il Governo, peraltro neppure espressione di una volontà popolare. La verità è che in questi giorni forse siete stati troppo impegnati a scontrarvi in una maggioranza così variegata, senza poter ascoltare l'unica forza di minoranza che in Parlamento ha insistito e vi ha sollecitato, che è Fratelli d'Italia. In questi giorni abbiamo anche sentito l'ex premier Conte elogiare ancora una volta il reddito di cittadinanza come misura di inclusione sociale da rivendicare con orgoglio; una misura - lo dobbiamo constatare con dispiacere - che è stata confermata e finanziata anche dal Governo Draghi, dal quale sinceramente ci saremmo aspettati ben altro. Forse solo a Fratelli d'Italia, perché gli altri sono sordi e muti, giungono informazioni su mafiosi, spacciatori, immigrati che percepiscono indebitamente il reddito di cittadinanza; milioni di euro sprecati che potevano essere destinati alle imprese per creare lavoro e che invece sono andati a sostenere persone sedute sul proprio divano di casa. Allo stesso modo è stato interessante sentire in questi giorni l'onorevole Bersani elogiare il ministro Speranza, definendolo un capitano che ha portato fuori il nostro Paese dalla tempesta del Covid. Sì, abbiamo capito bene, si riferiva al ministro Speranza, al Ministro del coprifuoco, al Ministro dei verbali tenuti nascosti che sono stati tirati fuori solo grazie a sentenze del tribunale amministrativo regionale (TAR); da ultimo, il Ministro che prima ha stabilito che il vaccino di AstraZeneca era solo per i giovani, poi che era meglio farlo agli ultrasessantenni, poi è stato sconsigliato sotto i trent'anni e per ultimo si è detto che è meglio non farlo alle donne. Un po' più di serietà in questo momento non guasterebbe, per rispetto di quei tanti italiani che stanno riponendo - sì, in questo caso - speranza nella campagna vaccinale che sembra stia funzionando nel migliore dei modi. La nostra sensazione, che avvertiamo sempre anche in occasione del provvedimento in esame, è che siete troppo lontani dalla realtà per accettare un confronto serio. Forse siete troppo impegnati a cercare un modo per mettere le mani, come diceva il mio collega De Carlo, nelle tasche degli italiani a suon di patrimoniale o ad aprire i confini all'immigrazione clandestina, pensando che in questo momento agli italiani interessi lo ius soli piuttosto che la stabilità e la ripresa economica. Siete impegnati a vivacchiare quel tanto che basterà per arrivare a spendere le immense risorse che arriveranno dall'Europa, ammesso che ci riusciamo, e quel tanto che basterà ad arrivare al 3 agosto, al semestre bianco, che vi garantirà altri sei mesi di legislatura. In questi mesi avete governato a suon di rinvii: ricordate il decreto-legge cura Italia, poi avete rimandato al decreto-legge rilancio, poi al decreto-legge agosto, poi è arrivato il decreto-legge sostegni e infine è arrivato il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tutto quello che non è entrato nel PNRR lo ha deciso l'Europa, non il Parlamento nazionale. Eppure non abbiamo chiesto la luna: abbiamo presentato appena quindici emendamenti, pochissimi, per dare dimostrazione, come sempre, che siamo un partito e un Gruppo responsabile che vuole il bene dei nostri concittadini. Noi a questo modo di fare e a questo confronto che c'è in maggioranza e non c'è nelle Aule del Parlamento non siamo disponibili, non ci piace e continueremo a denunciarlo. Ma, come abbiamo detto fin dall'inizio, il nostro stare all'opposizione di questo Governo sarà all'insegna della responsabilità e non della contrarietà a prescindere. Per questo, in nome della responsabilità che nutriamo nei confronti degli italiani e consapevoli delle aspettative contenute anche in questo provvedimento complementare al PNRR, con tutti i limiti che abbiamo rilevato, il voto di Fratelli d'Italia sarà di astensione. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 13,35) MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, nel ringraziare le relatrici Conzatti e Rivolta, il Governo, il sottosegretario Sartore, e nel dichiarare il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento, voglio solo limitarmi a due considerazioni, la prima delle quali è la seguente. Il pieno sostegno al Governo Draghi, di cui facciamo parte insieme a tutta la maggioranza, a mio avviso non è in contrapposizione con la necessità di restituire centralità al Parlamento; anzi, il contrario: il Governo è più forte se salvaguarda la centralità del Parlamento nel pieno rispetto della Costituzione. Considero il lavoro svolto in questa conversione un primo segnale importante, perché siamo riusciti, grazie alla collaborazione sia all'interno della maggioranza ma soprattutto in relazione con il Governo, a dare un'identità al percorso della conversione. Stiamo infatti parlando di un provvedimento che completa il perimetro della programmazione europea, dunque un perimetro fondamentale (con oltre 30 miliardi di euro) per la crescita economica e la ripartenza del nostro Paese. Lo dico con affetto al collega Calandrini: