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Si è data attenzione in questo disegno di legge di bilancio anche ai sindaci: è stata recepita una delle nostre proposte che era in discussione in Commissione affari costituzionali, che ha disposto l'aumento delle indennità dei sindaci al fine di ridare dignità e riconoscere l'importante ruolo che i primi cittadini svolgono all'interno delle nostre comunità. Ci sarebbe piaciuto che venisse approvata anche la norma che riguardava l'adeguamento corrispondente delle indennità dei consiglieri comunali, soprattutto nelle grandi città, perché si tratta di una funzione importante che merita un riconoscimento di ruolo anche dal punto di vista economico. Cito inoltre i contributi pensionistici per i giovanissimi sindaci, che quando iniziano a ricoprire tale carica spesso devono abbandonare il lavoro, soprattutto se non hanno un'occupazione stabile, e si vedono privati della contribuzione pensionistica. Ci sarà modo anche in Commissione di proseguire questo lavoro che ci sta a cuore. C'è una copertura per quanto riguarda la TOSAP per i Comuni: ancora tre mesi gratuiti per l'occupazione di suolo pubblico per ambulanti e dehor . Vi è poi la grande misura del superbonus, con il prolungamento al 20 giugno prossimo anche per le case unifamiliari e per le seconde case, pur con stato avanzamento lavori almeno al 30 per cento, ed anche per le abitazioni servite da teleriscaldamento; vi è un prolungamento anche per ONLUS e RSA. Poi, ancora, vi sono le misure sul sismabonus. Direi che è un disegno di legge di bilancio che ci piace e ha saputo ricomprendere molte delle misure che stavano a cuore al Partito Democratico. Una nota però sul metodo: ieri il relatore Errani ha opportunamente affermato che qualcosa è diventato patologico e pone un problema significativo di funzionamento della politica rispetto a come si è giunti all'approvazione in Commissione del disegno di legge di bilancio e alle difficoltà che ci sono state nel coordinamento di tutti i lavori. Credo che il tema sia davvero la politica; il sistema è inceppato e questa modalità di funzionamento, che ormai è diventato un monocameralismo alternato perfetto, è di fatto una modifica della Costituzione materiale del Paese. La politica deve avere la capacità di affrontare la questione, non possiamo andare avanti in questo modo. Vi è la necessità di interrogarsi e di porre all'ordine del giorno una reale riforma costituzionale, che modifichi sostanzialmente le nostre modalità operative. C'è la necessità di rivedere anche le regole di funzionamento parlamentare e i nostri Regolamenti, perché la presentazione di 6.200 emendamenti, quando il disegno di bilancio arriva già con un mese di ritardo, crea un ulteriore inceppamento del nostro meccanismo e non aiuta certo ad accelerare. Infine, vi è una questione di forma: con tutto quello che ho detto prima e le difficoltà di metodo che abbiamo avuto, la presenza del ministro Franco oggi forse sarebbe stata opportuna. Ho grande stima della sottosegretaria Cecilia Guerra, ma la presenza del Ministro dell'economia quest'oggi sarebbe stata un segnale decisamente migliore rispetto al lavoro che abbiamo condotto tutti insieme. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, desidero anticipare un ragionamento, che farò poi anche in dichiarazione di voto, perché questo disegno di legge di bilancio è particolarmente importante per tre aspetti: il primo è il fronte delle transizioni, il secondo è il fronte delle riforme, il terzo è il fronte dell'equità. Sul fronte delle transizioni, questa legge di bilancio si pone esattamente al fianco del Piano nazionale di ripresa e resilienza, alimentando con risorse e norme quelle transazioni digitali, ecologiche, ma soprattutto sociali in cui ci siamo impegnati e che vede il nostro orizzonte di azione molto ravvicinato, al 2026. È un disegno di legge di bilancio importante per la sua portata: 23 miliardi su 30 sono alimentati dal deficit e non è quasi mai successo. Sapevamo che con le clausole di salvaguardia il Parlamento e il Governo avevano 5 o 6 miliardi da utilizzare per rinnovare il Paese; invece, questo disegno di legge di bilancio utilizza uno spazio enorme, 23 miliardi, per rinnovare il Paese. Lo fa con coraggio, come sul fronte della riforma fiscale: è un primo passo nella riforma fiscale. In questo disegno di legge di bilancio si affronta il tema dell'Irpef, risolvendo quel problema storico, annoso, noto a tutti i tecnici del settore, che riguardava l'applicazione e i salti di scaglione, rendendo più equa la tassazione, alleggerendola moltissimo sui redditi medi e bassi. Lo fa anche facendo un primo passo per risolvere quell'imposta particolarmente iniqua che è sempre stata l'IRAP, abolendola per tutte le persone fisiche che non si vedranno più gravate da un'imposta ingiusta, ma soprattutto si vedranno totalmente escluse da ogni tipo di adempimento. Il secondo fronte affrontato questi 23 miliardi è quello dello sviluppo economico e della transizione energetica. Ci sono misure molto importanti, sicuramente la più importante è quella dei bonus edilizi. Li abbiamo prorogati, abbiamo reso le norme fruibili, abbiamo fatto in modo in Parlamento che ci fosse un legittimo affidamento da parte di coloro che avevano iniziato i lavori e che avevano programmato di svolgerli, senza che venissero penalizzati rispetto a chi aveva iniziato e pensato di iniziare i lavori prima. È un passo avanti, un passo importante. Questa legge fa molto anche sul fronte dell'equità; introdurre infatti l'ammortizzatore unico universale, come aveva proposto già nella scorsa legislatura la senatrice Parente, in un interessante e approfondito disegno di legge, introdurre i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per gli asili nido, sui disabili e sui trasporti, è una chiave di lettura giusta per rendere il nostro Paese veramente più equo. Il provvedimento, inoltre, fa dei passi, non ancora sufficienti, sul fronte dei giovani. Abbiamo però molto insistito perché ancora una volta fosse prorogato e alimentato di risorse l'apprendistato, uno strumento importante per mettere i nostri più giovani e talentuosi ragazzi italiani nelle condizioni di iniziare a lavorare e di entrare nel mondo del lavoro. Molto ancora sui più fragili: ci sono risorse importanti sulla disabilità e un pacchetto di riforme alimentate anche da risorse sul tema dell'autismo. Risponde a delle criticità note, come quella della crisi sanitaria che ancora una volta ci vede tutti i giorni rispondere ad emergenze crescenti, con oltre 4 miliardi investiti. Lo fa sul fronte dell'emergenza energetica. Nella manovra di bilancio sono previsti 3,8 miliardi, ma complessivamente ne sono stanziati 8, per abbassare su famiglie, imprese e anche enti locali il costo dell'energia. Lo fa sul fronte dell'inflazione che alimenta la bolla dei prezzi, a sua volta alimentata anche e purtroppo dai bonus edilizi. Lo fa però adeguando i prezzari e rendendo le opere più efficaci e non utilizzabili per alimentare ulteriormente la bolla dei prezzi.