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Non possiamo evitare, alla luce di questi dati, una riflessione sul funzionamento dell'Unione, un'istituzione che dal sogno iniziale di uno spazio di convivenza pacifica per i popoli europei si è trasformata negli anni sempre più in un mostro burocratico, caratterizzato da una mania regolamentare; caratteristiche che contribuiscono in maniera preponderante al sentimento di avversione che i cittadini europei nutrono verso le istituzioni comunitarie, oramai viste come avulse dalla realtà e inconciliabili con le differenti necessità degli Stati membri. È per questi motivi che aspettiamo con ansia il voto del 26 maggio: solo un grande e reale cambiamento, non come quelli decantati negli scorsi anni e mai applicati nella realtà, può davvero salvare le istituzioni europee da loro stesse. Mi permetto, ricollegandomi al discorso sulle procedure di infrazione, un secondo commento di carattere politico che riguarda il nostro Paese. L'Italia viene spesso e volentieri bistrattata da alcuni rappresentanti delle istituzioni europee o da rappresentanti di Stati membri che si proclamano virtuosi e attenti ai Diktat comunitari. Senza entrare nell'annosa questione del deficit , basta analizzare i numeri delle procedure pendenti nei confronti degli Stati membri per accorgersi che l'Italia si trova in una posizione nettamente migliore rispetto a grandi Paesi europei in questa spiacevole classifica. Davanti all'Italia per numero di procedure di infrazione pendenti si trovano, ad esempio, Spagna, Belgio e anche la grande Germania, a riprova che spesso la narrativa mediatica e politica che si fa rispetto al nostro Paese è tendenziosa, volta a sminuire l'impegno che l'Italia continua a promuovere in seno alle istituzioni europee e volta a sminuire anche il nostro sistema Paese. Un impegno, il nostro, costante, ma finalizzato sempre a un reale miglioramento dell'Unione, teso comunque sempre a difendere - e sottolineo a difendere - gli interessi del nostro Paese a livello comunitario. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Arrivando al provvedimento, come al solito la legge europea si configura come un disegno di legge omnibus ; gli argomenti contenuti nel provvedimento sono quanto mai eterogenei: viene trattata la tematica della libera circolazione di persone, servizi e merci, la tutela della salute umana e del diritto d'autore, le questioni ambientali ed energetiche, il regime dell'IVA, la giustizia, la sicurezza e i trasporti. Mi preme sottolineare però l'importanza, tra gli altri, dell'articolo 5 della presente legge, che tratta l'annosa questione dei ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e in particolare allo scarto temporale tra il collaudo dell'opera eseguita dall'appaltatore e l'emissione del certificato di pagamento dalla quale decorrono i termini per eseguire il pagamento medesimo. L'articolo mira a superare la procedura di infrazione 2017/2090: secondo l'interpretazione della Commissione europea, la disciplina italiana attuale consente di fatto alle stazioni appaltanti pubbliche italiane di non rispettare il termine entro il quale deve essere effettuato il pagamento, che deve assolutamente avvenire entro trenta giorni di calendario dalla data in cui si compiono gli adempimenti di sorta. L'articolo in questione modifica la disciplina contenuta nel nostro codice dei contratti pubblici, con l'obiettivo di concentrare tutti gli adempimenti prodromici al pagamento in modo tale da poter adempiere tempestivamente alle obbligazioni e non danneggiare le imprese appaltatrici o fornitrici. Altra importante modifica all'interno della presente legge è quella inserita nell'articolo 15, che porta con sé un grande valore simbolico. Si tratta dell'articolo che reca le disposizioni attuative della direttiva 2017/1564, che mira a garantire che le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa abbiano accesso ai libri e ad altri tipi di pubblicazioni su qualsiasi supporto, anche in formati audio digitali. Le disposizioni hanno quindi un duplice obiettivo: da un lato introdurre un'eccezione al diritto d'autore a favore dei non vedenti, degli ipovedenti o delle persone con difficoltà visive, così da eliminare tutti i possibili ostacoli che trovano nel reperire opere in formato accessibile; dall'altro, quello di facilitare gli scambi transfrontalieri di opere di formato accessibile. Onorevoli colleghi e colleghe, nel concludere, ci tengo a rimarcare l'importanza del provvedimento in questione che dà seguito all'attuazione di diverse direttive europee e disinnesca il processo di apertura di nuove procedure di infrazione. Ribadisco la necessità di un reale e sostanziale cambiamento delle istituzioni europee. L'obiettivo deve essere quello di avvicinare tali istituzioni ai reali bisogni che ogni Stato membro presenta, tenendo conto delle peculiarità e delle differenze strutturali, culturali ed economiche dei diversi Paesi europei. L'Unione europea deve esistere anche nel riconoscimento delle differenze tra i Paesi che la compongono e non trasformarsi in quella macchina burocratica che impone e sanziona, come ci ricordano le esperienze devastanti avvenute in Grecia o in Italia nel 2011. Portare avanti gli interessi dell'Italia, dei nostri cittadini e del made in Italy è un impegno che ci siamo assunti all'inizio di questa legislatura. Mi sento di garantire che questo impegno proseguirà, insieme a molti altri che abbiamo in programma di portare in Europa, per poter attuare anche lì il Governo del buonsenso. Sempre e comunque: prima gli italiani! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, interveniamo sulla legge europea, che non è altro che una risposta per evitare le procedure di infrazione. Noi di Fratelli d'Italia abbiamo parlato nel merito di questo disegno di legge - lo ha fatto il nostro presidente, lo feci anch'io lo scorso dicembre - e abbiamo visto che di fatto è uscito dalla Camera senza particolari variazioni, quindi è qui da noi oggi, in sede di terzo esame, confermando di essere l'ennesimo provvedimento nullità che nulla fa per migliorare questo Paese, per apportare al nostro sistema Paese quel qualcosa che davvero servirebbe. È l'ennesimo provvedimento che inoltre inficia il tessuto economico e strutturale del Paese. Ricordo semplicemente un punto al riguardo, e cioè l'articolo 2, che citai nel mio intervento dello scorso 5 dicembre. Ebbene, l'articolo 2 va ad incidere - guarda caso ancora negativamente - sulla figura degli agenti d'affari in mediazione; una figura professionale che era tutelata dalla legge italiana preesistente e che oggi, dovendoci adeguare alle normative europee, di fatto diventa un colabrodo. In sostanza, andando nel concreto, dopo l'approvazione di questo disegno di legge, chiunque o quasi potrà diventare un mediatore: la dipendente piuttosto che il collaboratore di uno studio legale, magari impegnato nel campo fallimentare, quindi direttamente interessato al campo immobiliare, potrà iscriversi all'albo dei mediatori e quindi interferire in questo settore. Ecco come l'Europa incide concretamente sulle nostre professioni; ma ne ho parlato a lungo già a dicembre.