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Riteniamo pertanto che ciò sia assolutamente inadeguato e questo è un ulteriore motivo per il quale siamo assolutamente insoddisfatti del provvedimento in esame. Allo stesso modo, ricordiamo il senso di responsabilità e soprattutto il fatto che Forza Italia, alla fine, non tifi per la propria fazione ma per il popolo italiano, per gli italiani. Anche in questa occasione abbiamo ricordato - lo faccio adesso - che abbiamo votato per l'ennesimo scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro e voteremo il prossimo decreto-legge ristori (Applausi) che ancora non è stato approvato dal Governo, colpevolmente in ritardo per via delle note questioni e delle liti che hanno portato alla crisi di Governo fino alle dimissioni del Presidente del Consiglio dei ministri. Detto questo, vorrei arrivare alla conclusione del mio intervento in dichiarazione di voto e dire che si doveva fare di meglio e di più. Forza Italia ha sempre un atteggiamento costruttivo, lo dichiara il nostro leader Berlusconi, lo ha dichiarato la nostra presidente Bernini in tante occasioni, in tante dichiarazioni di voto, anche in presenza della discussione sulla crisi di Governo che si è tenuta la settimana scorsa. Con questo vorrei dire che le problematiche legate alla soluzione della crisi di Governo non devono impedire a questo Paese di andare avanti, perché la sosta, l'interruzione di ogni attività di Governo sta creando un danno incredibile e irresponsabile nei confronti delle attività degli italiani. (Applausi) . In conclusione, così come ho ricordato nel corso della discussione sulla questione pregiudiziale, la maggioranza semplice che avete qui in Senato rende chiaro ed evidente che l'utilizzo della decretazione di urgenza non sia più accettabile, né ammissibile. A mio giudizio, l'utilizzo della decretazione d'urgenza è addirittura incostituzionale senza una maggioranza assoluta e con solo una maggioranza semplice: questo va ricordato. (Applausi) . Anche in riferimento a ciò, annuncio che il Gruppo di Forza Italia presenterà un pacchetto di riforme costituzionali. (Applausi) . Voi infatti, dopo aver ridotto il numero dei parlamentari, avevate promesso di fare una serie di riforme che poi non avete fatto. Forza Italia dimostrerà ancora una volta di essere responsabile e depositerà, entro pochi giorni, una riforma costituzionale che possa consentire, anche in caso di voto anticipato, di tornare alle urne. Forza Italia vota «no»! (Applausi) . GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge di cui oggi discutiamo la conversione contiene norme a noi già note, perché si interessa della disciplina della circolazione degli italiani sul territorio nazionale. Si interessa poi del trattamento sanitario per i soggetti incapaci, ricoverati presso strutture sanitarie, e si interessa infine della distribuzione di alcuni ristori ad alcune categorie. Faccio subito un rapido cenno a quest'ultimo profilo: ancora una volta siamo in presenza di una distribuzione di fondi assolutamente insufficienti; continuiamo ad assistere ad una distribuzione secondo criteri che potremmo definire ad horas , caso per caso, ipotesi per ipotesi, costringendo i soggetti avvantaggiati ad inseguire la norma che a loro si applica. Certamente tutto questo non aiuta l'ordine, la chiarezza e la qualità del rapporto tra il cittadino e lo Stato. Per quanto riguarda poi le norme che disciplinano la circolazione sul territorio, direi che è ormai sotto i nostri occhi che tali norme abbiano perso effettività e non lo dico perché alcune di queste già riguardano periodi alle nostre spalle, ma perché ormai gli italiani non capiscono più niente e procedono secondo buon senso. (Applausi) . Le persone non sanno più dove e quando si possono spostare; gli italiani si stanno autoregolando e le norme che approviamo sono ormai assolutamente autoreferenziali. Potrei ancora una volta sottolineare quanto sia dannoso per l'ordinamento introdurre norme così contorte e di difficile lettura. Se noi dobbiamo dire ai cittadini dove, come e quando spostarsi e le norme sono di difficile comprensione per noi che le scriviamo e le studiamo e sono di difficile comprensione anche per i giuristi, figuriamoci per chi nella vita fa altro e vuole avere una risposta ad una semplice domanda: posso andare dai miei parenti? Quando posso andarci? In quali condizioni? Dalle norme non si comprende. Ormai la fonte normativa si ha soltanto leggendo il giornale; ormai la nostra Gazzetta Ufficiale non è più quella tecnicamente tale, ma si identifica nei mezzi di informazione. Ma tant'è; me ne posso curare poco, perché tutta questa normativa diventerà vecchia, sparirà e si scioglierà come neve al sole. All'interno di questo provvedimento c'è però una parte che innova il diritto sostanziale e che rimarrà. È la parte che utilizzo come esemplificativa del modo di procedere del Governo. Mi riferisco all'articolo 1- quinquies ; attenzione, è una norma delicata e importante che riguarda la manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti-Covid per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistenziali. Se avete dimestichezza - e avete dimestichezza - con le norme che tutelano i più deboli, sapete certamente che questo argomento è stato già trattato con la legge n. 219 del 22 dicembre 2017. Una legge voluta dalla precedente legislatura, che era guidata dalla sinistra, una legge non di provenienza governativa, ma originata dalle Camere. Tale legge, che ha il pregio della chiarezza, dice, in sintesi, che il trattamento sanitario è deciso da chi ha la cura dell'incapace e se per caso c'è un dissenso sulla somministrazione della cura, su parere del medico curante, ci si rivolge al giudice tutelare per stabilire una volta per tutte se quella persona vada o meno sottoposta al trattamento sanitario. La norma c'era già, anche se forse meritava qualche correttivo. Ebbene il legislatore è intervenuto con l'articolo 1- quinquies. I primi due commi - che non leggo per non perdere la vostra attenzione, ammesso che ci sia - in modo incredibilmente involuto non fanno altro che ripetere ciò che già sappiamo ed è già presente nell'ordinamento. Procedendo, i commi successivi, semplificando, dicono che colui il quale ha il compito di decidere se sottoporre o meno l'incapace al trattamento, deve decidere sentiti i parenti dell'incapace. La norma dice che il consenso al trattamento non può essere dato se queste persone si rifiutano. Bene, ma il legislatore, immediatamente dopo, dimostra di non avere le idee chiare, di non sapere cosa lui stesso sta pensando perché precisa che se queste persone si rifiutano, il direttore sanitario della struttura si rivolge al giudice tutelare al solo fine di ottenere il consenso. Voce dal sen fuggita. È chiaro che in sede interpretativa questa parte può significare che poi si decide se trattarlo oppure no, però il legislatore, a essere rigorosi e a limitarsi ad un'interpretazione letterale, sembra dire che se i parenti dicono no bisogna dire sì e il direttore sanitario si rivolge al giudice tutelare per essere autorizzato, cioè al solo fine di ottenere il consenso. Non basta.