[ddlpres]

Il presente disegno di legge dedica particolare attenzione anche all'uso medico e scientifico della pianta, già consentito dalla normativa nazionale del 2007 e del 2013 ma fortemente limitato da successive decisioni governative, al fine di poter far riconoscere i cannabinoidi come vere e proprie medicine, non ponendo limiti alla possibilità di prescrizione che non siano le scelte, in scienza e coscienza, dei medici curanti e superando l'attuale regime di monopolio statale per la produzione delle infiorescenze. È esplicitamente vietata la propaganda pubblicitaria; i controlli sulla coltivazione e sull'elaborazione sono effettuati dalla Direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari del Dipartimento dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dal Comando carabinieri per la tutela della salute. La produzione della pianta, come il suo commercio, sono rivolti ai maggiorenni. Fondamentale per l'efficacia e per la trasparenza dell'applicazione della normativa è una relazione annuale del Governo alle Camere ritenuta strumento necessario al fine di poter valutare in corso d'opera l'efficacia delle nuove norme. Il regime fiscale applicato è lo stesso dei tabacchi lavorati, con relative sanzioni penali e amministrative in caso di sua violazione. I maggiori introiti della nuova tassazione saranno destinati a programmi terapeutici e riabilitativi per le persone con un rapporto problematico con le sostanze stupefacenti, ad attività di previdenza e assistenza sociale, alla riduzione delle imposte sul lavoro e alla creazione di finanziamenti per l'impresa nonché per la riduzione del debito pubblico. Le violazioni del presente disegno di legge sulla regolamentazione legale saranno sanzionate amministrativamente fino a un massimo di 5.000 euro. Infine, in virtù della cancellazione di una serie di condotte criminali, l'entrata in vigore della legge fa cessare l'esecuzione degli effetti penali delle condanne irrogate ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, relative alla coltivazione, cessione, vendita e detenzione di cannabis . In conclusione, la regolamentazione e la legalizzazione del mercato della cannabis e suoi derivati determinerebbe benefici netti consistenti, derivanti soprattutto dal minore investimento nelle attività di repressione delle Forze dell'ordine, nell'amministrazione della giustizia e in quella penitenziaria, nella liberazione di energie imprenditoriali nel campo agroalimentare e nell'emersione di transazioni in questo momento invisibili. Là dove non vi è un danno per un bene giuridico altrui non vi può essere reato e quindi consumare cannabis , se non procura danni ad altri, non deve essere considerato un reato. Legalizzando la cannabis , mediante l'approvazione di questo disegno di legge, nessuno sarà costretto a consumare la cannabis , ma se qualcuno deciderà di farlo liberamente l'Italia sarà un Paese migliore perché questi non potrà più essere ingiustamente punito.. 1 (Regolamentazione della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati) 1 All'articolo 72 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono apportate le seguenti modificazioni: a la rubrica è sostituita dalla seguente: « (Uso personale e uso terapeutico) »; b dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1 - bis . Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni di legge, l'uso personale non terapeutico delle sostanze stupefacenti o psicotrope previste dall'articolo 14 non è sanzionabile penalmente né amministrativamente ». 2 (Regolamentazione della coltivazione, della trasformazione e della vendita della cannabis ) 1 La coltivazione della cannabis con un contenuto di principio attivo delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) superiore allo 0,3 per cento, nel caso di coltivazione all'aperto avviene nel rispetto dei princìpi dell'attività agricola biologica disciplinata dal regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, dal regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008, e dal regolamento (UE) n. 271/2010 della Commissione, del 24 marzo 2010. 2 L'obbligo di coltivazione nel rispetto dei princìpi dell'attività agricola biologica non vige nel caso di coltivazione al chiuso e nel caso di coltivazione per uso personale. 3 La coltivazione, la trasformazione, il possesso e la vendita della cannabis sono regolamentate dalle disposizioni della presente legge nelle forme e alle condizioni ivi previste. 3 (Coltivazione e detenzione in forma individuale di cannabis per uso personale) 1 Qualsiasi persona maggiorenne può coltivare liberamente in forma individuale, senza bisogno di autorizzazione, sino a cinque piante di cannabis femmina. Il produttore può detenere le piante e il prodotto da esse ottenuto per uso personale. Il coltivatore non può svolgere con la cannabis così prodotta e detenuta e con i suoi derivati, attività di lucro. 2 Nel caso si intenda coltivare un numero di piante comprese tra sei e dieci il coltivatore deve inviare la comunicazione prevista all'articolo 4. 4 (Istituzione del registro delle autorizzazioni per la coltivazione di cannabis per uso personale) 1 Presso l'ufficio dell'assessorato regionale competente in agricoltura è istituito il registro delle autorizzazioni per la coltivazione di cannabis per uso personale, di seguito denominato « registro » che deve garantire in modo particolare il pieno e completo diritto alla riservatezza dei dati relativi ai coltivatori. 2 Le modalità di istituzione del registro sono stabilite con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei seguenti princìpi: a esenzione dall'iscrizione, per i coltivatori che intendono coltivare un numero di piante di cannabis femmina non superiore a cinque, con il divieto per le autorità amministrative di frapporre ostacoli alla piena liberalizzazione richiedendo qualunque comunicazione, preventiva o successiva; b obbligo, per chi intenda coltivare un numero di piante di cannabis femmina compreso tra sei e dieci, di inviare la comunicazione contenente la richiesta di iscrizione nel registro secondo i modi e le forme previste dal decreto; nel caso in cui, trascorsi trenta giorni dalla data della comunicazione, l'amministrazione non risponda con diniego scritto e motivato in base alle norme contenute nella presente legge, l'autorizzazione è rilasciata per silenzio assenso e trascritta nel registro; c divieto di coltivazione di un numero di piante di cannabis femmina superiore a dieci, prevedendo l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie ai sensi della legge 20 novembre 1981, n. 689. 5 (Coltivazione e detenzione in forma associata per uso personale di cannabis ) 1 Qualsiasi persona maggiorenne può coltivare legalmente in forma associata, ai sensi del titolo II del libro primo del codice civile, piante di cannabis femmina. Nel caso in cui la coltivazione avvenga all'aperto essa deve essere effettuata esclusivamente in base ai princìpi dell'attività agricola biologica.