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Con il voto favorevole dei senatori GIARRUSSO ( Misto-IpI-PVU ), BALBONI ( FdI ) e PILLON ( L-SP-PSd'Az ), nonché del senatore CRUCIOLI ( CAL-Alt-PC-IdV ) (che accoglie anche l'aggiunta di firma dei primi tre oratori), l'emendamento 3.17 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) aveva dichiarato voto contrario, sia pure a malincuore. L'emendamento 3.18 è respinto a maggioranza dalla Commissione. L'emendamento 3.19 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ) e con l'astensione del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), l'emendamento 3.21 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Con l'astensione del senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 3.23 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 3.25 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 3.26 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 3.27 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ) e con l'astensione del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), l'emendamento 3.28 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ) e con l'astensione del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), l'emendamento 3.29 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il sottosegretario SISTO dichiara il parere contrario del Governo su tutti gli emendamenti proposti all'articolo 4, mentre il relatore OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) si rimette alla Commissione. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia voto favorevole sugli emendamenti 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8, 4.9, 4.0.1 e 4.0.2 mentre si asterrà sugli emendamenti 4.1 e 4.0.3. L'emendamento 4.1 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 4.2 è respinto a maggioranza dalla Commissione. L'emendamento 4.3 è respinto a maggioranza dalla Commissione. L'emendamento 4.4 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 4.5 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 4.6 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 4.7 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 4.8 è respinto a maggioranza dalla Commissione. L'emendamento 4.9 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Previo voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), l'emendamento 4.0.1 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Sull'emendamento 4.0.2 il senatore BALBONI ( FdI ), in sede di dichiarazione di voto favorevole, sottolinea come l'obiettivo dell'emendamento consista nel compimento del primo passo per giungere ad una separazione completa delle carriere, non una mera separazione delle funzioni; polemizza con i colleghi che, con i loro voti decisivi, garantiranno l'approvazione di una legge non condivisibile. In particolare il gruppo di Forza Italia offrono l'appoggio a questa legge con l'illusione che in futuro possa essere migliorata. Replicando ad un'interruzione del senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) sul tema della separazione delle carriere, il senatore BALBONI ( FdI ) dichiara che è possibile introdurla anche a Costituzione invariata; si sofferma in particolare sulla necessità di garantire due ruoli diversi alla pubblica accusa ed ai magistrati giudicanti, al fine di conseguire l'effettiva imparzialità del giudice. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ), nell'esprimere una dichiarazione di voto contrario sul medesimo emendamento, si rifà alla propria esperienza personale riportando come, contrariamente a quanto dichiarato dal senatore Balboni, il pubblico ministero non debba considerarsi una parte in senso stretto dal punto di vista processuale ma semmai un organo finalizzato all'accertamento della verità e debba, pertanto, mantenere autonomia ed indipendenza dal potere esecutivo. Difende la necessità che non si proceda ad una separazione delle carriere che, porrebbe inevitabilmente il pubblico ministero sotto il controllo dell'esecutivo: c'è la necessità che il ruolo di pubblico ministero venga interpretato con correttezza, ma non condivide il modello anglosassone che - in realtà - non garantisce adeguatamente l'accertamento della verità nell'interesse dei cittadini. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), in replica al senatore Balboni, ricorda che Forza Italia è stato il primo partito a parlare negli anni di separazione delle carriere. Si dice favorevole alla separazione carriere ma attraverso il percorso della legalità vale a dire attraverso una revisione costituzionale, ma ribadisce come non sia questa la sede; sostiene pertanto l'inammissibilità dell'emendamento proposto dal senatore Balboni perché, a suo dire, incostituzionale. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) auspica che su questo tema si possa svolgere un dibattito autentico, serio e senza posizioni precostituite dai partiti; preannuncia il proprio voto favorevole all'emendamento e ricorda l'importanza del tema della separazione delle carriere, principio di civiltà fondato, a suo dire, sull'articolo 111 della Costituzione. Soltanto se si realizza una vera separazione delle carriere sarà possibile porsi di fronte ad un giudice terzo e, quindi, sarà possibile garantire il principio del giusto processo tutelando l'imparzialità del giudice. Propone quindi che il giudice non possa mai, nel corso della sua carriera, vestire i panni del pubblico ministero e cita, a sostegno, un'intervista rilasciata dal giudice Falcone a proposito del tema della separazione delle carriere. L'emendamento 4.0.2 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Sull'emendamento 4.0.3 il senatore BALBONI ( FdI ) in sede di dichiarazione di voto favorevole esprime la propria condivisione ma solo nell'ottica di una riduzione del danno rispetto a quello che è l'attuale sistema: a suo dire, il sistema più opportuno è comunque quello del sorteggio, l'unico in grado di garantire la limitazione dello strapotere delle correnti. Le note cronache sul caso Palamara hanno rappresentato una manifestazione paradigmatica del sistema deviato delle correnti.