[resaula]

la gente è sempre più depressa e i minori cominciano ad avere grossi problemi; c'è una cappa di omertà e nessuno si sente più libero di dire cose che vanno contro ciò che l'informazione e il mainstream considerano ormai una verità assoluta. Riflettete tutti e cercate di esercitare il mandato per cui siete qui, ossia garantire anzitutto la democrazia e la libertà dei cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dai senatori Ciampolillo e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . (Commenti). Mi spiace, ma è tardi. Mettiamo agli atti che il senatore Dal Mas avrebbe votato contro. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, temo e credo che, anche nel caso di questo ennesimo decreto-legge, il Governo e la maggioranza abbiano perso un'occasione importante per dare all'Italia e agli italiani un segnale di restituzione di elementari libertà di movimento e di impresa, ovviamente in piena sicurezza, affinché gli italiani possano gradualmente ritornare a una vita normale, alle loro normali attività, che si tratti di lavoro, di tempo libero o di attività sportiva. Purtroppo invece questo non è avvenuto. Il Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato diversi emendamenti, così come hanno fatto anche autorevoli esponenti della maggioranza... (Brusio). Chiedo scusa se sto disturbando i colleghi. (Applausi) . Cari colleghi, vi chiedo scusa se l'unica opposizione che parla in quest'Aula vi sta tediando, ma penso che forse vi farebbe bene ascoltare, perché un domani anche voi potreste essere in questa stessa condizione. (Applausi) . La democrazia non può valere soltanto quando all'opposizione ci siete voi e va invece sospesa quando all'opposizione ci siamo noi. Caro Presidente, la pregherei di interrompere la telefonata e di invitare i colleghi a un minimo non dico di ascolto - per carità - ma almeno di silenzio, di rispetto per chi espone le proprie idee, anche se evidentemente non vi piacciono e vi danno fastidio. (Commenti). PRESIDENTE. Mi scusi, ma ero al telefono con la Presidente per ricevere comunicazioni. Concordo con lei che i colleghi debbano tenere un livello di rumore e di chiacchierio nell'Aula più contenuto, per consentire l'intervento. Prego, senatore Balboni. BALBONI (FdI) . Grazie, Presidente. Ha ragione il collega Zaffini: se poi ci costringete ad alzare il tono della voce, magari anche alzando il volume, così dobbiamo urlare ancora di più, è chiaro che nessuno arriva alla conclusione dell'intervento nel tempo assegnato, perché la mascherina ci fa andare in debito di ossigeno. Ma - capisco - il rispetto per gli avversari, se uno non ce l'ha, non se lo può dare, direbbe don Abbondio. Stavo dicendo (se il Presidente mi restituirà un paio di minuti, visto che ho dovuto interrompermi più volte) che non soltanto i senatori di Fratelli d'Italia, ma anche autorevoli esponenti della maggioranza hanno tentato di proporre emendamenti all'articolo 1 per consentire al buon senso di prevalere. Ripeto, non c'è alcuna ragione scientifica perché alle ore 22 gli italiani in piena estate debbano tornare a casa. Non c'è alcuna ragione scientifica per impedire la ripresa di determinate attività; penso alle piscine, ai parchi, al settore dei matrimoni, ovviamente ai ristoranti, ai bar. Non c'è nessun motivo di impedire che queste attività possano esercitare, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, le loro attività. Che senso ha chiudere i centri commerciali il sabato e la domenica, per fare in modo che la gente si affolli di più nelle altre giornate in cui sono aperti? Non ha alcun senso. Abbiamo cercato modestamente, dall'opposizione, ma credo in sintonia con ampie parti di questa maggioranza, di fare questi ragionamenti, ma ovviamente non sono stati ascoltati. Per quanto attiene più specificamente al tema che mi sta più a cuore, come componente della Commissione giustizia ho cercato di capire il senso dell'articolo 3 del decreto-legge, sul cosiddetto scudo penale, ovvero l'articolo che esclude la punibilità in caso di lesioni colpose od omicidio colposo, verificatisi durante la vaccinazione «quando l'uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative alle attività di vaccinazione». Praticamente è come se ci fosse scritto che l'acqua congela a zero gradi e che si trasforma in vapore acqueo a 100 gradi centigradi. Questa norma non ha infatti alcun impatto sulla responsabilità del sanitario, perché già oggi il sanitario che rispetta i protocolli e le indicazioni e fa tutto ciò che deve fare secondo la norma e le regole della buona pratica medica è esente da ogni responsabilità. Questa norma dunque non ha alcun impatto e anzi è pericolosa, perché, come sa ogni studente di giurisprudenza, escludere la punibilità non significa escludere il fatto, anzi significa che il fatto è avvenuto e si esclude soltanto l'applicazione della pena e ciò comporta, ad esempio, che la responsabilità civile permane. Pertanto, paradossalmente, con questa norma non solo sancite il fatto che il sanitario, pur esente da responsabilità penale, dovrà comunque subire un procedimento penale - ciò rientra nella logica del nostro ordinamento: non si può infatti approvare una norma che difenda dal procedimento penale un sanitario, perché il procedimento penale è necessario - ma sancite anche il fatto che il sanitario, anche qualora venisse prosciolto, sarà comunque soggetto a un azione civile di risarcimento del danno. L'ho già segnalato al relatore in Commissione: bisogna cambiare la parola «punibilità» con la parola «responsabilità», se si vuole davvero proteggere il sanitario. La Commissione ha però respinto un emendamento a questo articolo, che pure aveva avuto un parere favorevole in Commissione giustizia, per fare in modo che lo Stato si faccia almeno carico delle spese legali del sanitario, che viene inevitabilmente sottoposto a procedimento penale se una persona disgraziatamente dovesse morire durante la vaccinazione o subito dopo, perché è chiaro che bisogna accertare le cause di quella morte. Il sanitario dovrà ovviamente nominare un avvocato e un perito e quindi dovrà sopportare delle spese. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Balboni. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, mi avvio a concludere. Avevamo fatto questa proposta di buonsenso, che aveva avuto persino un parere favorevole in 2 a Commissione giustizia, eppure anche su questo la maggioranza è rimasta sorda. Poi non potete dire che non adottiamo un atteggiamento costruttivo e propositivo, se vi rifiutate ostinatamente di ascoltarci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà.