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Sottolineo ancora una volta l'importanza di quanto appena descritto, perché è importante evidenziare che, all'inizio della seconda ondata di infezione, la maggioranza ha risposto prontamente, intervenendo nuovamente e con la massima rapidità. Non appena sono scattate le nuove restrizioni, il 24 ottobre, nel giro di pochissime ore, è stato scritto ed emanato un decreto importantissimo per la tenuta del Paese. È per questo che in premessa ho sottolineato la massima importanza del decreto ristori sin dall'inizio della pandemia. Non intervenire presto avrebbe significato emergenza sociale diffusa, crisi totale del settore impresa e serio rischio di una depressione economica, anche decennale. Per scendere maggiormente nel dettaglio, parliamo di numeri. Ne parlo anch'io, ma i miei sono diversi. Alla data del 10 dicembre, sono stati completati i pagamenti di tutti i contributi automatici previsti dai quattro decreti ristori (quindi parliamo di cose già avvenute), per un importo complessivo che supera i 2,3 miliardi di euro. Gli accrediti sono stati effettuati da un minimo di quattro giorni a un massimo di quindici, rispetto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei relativi decreti. A questi bonifici si aggiungono i 6,6 miliardi di euro erogati dall'Agenzia delle entrate, relativi al decreto rilancio. Sono partiti inoltre prima 28.000 contributi a fondo perduto per gli esercizi aperti al pubblico nei centri storici delle città italiane, le più turistiche, che hanno fatto domanda sul sito dell'Agenzia. Dunque, in totale, al 7 dicembre 2020, i contributi a fondo perduto e i ristori erogati dall'Agenzia delle entrate ammontano a più di 9 miliardi di euro, mentre la platea dei beneficiari è rappresentata da 2,4 milioni di partite IVA. Di questo monte complessivo, 1,8 miliardi hanno raggiunto il settore della ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie); più di 2 miliardi di euro sono stati destinati al commercio al dettaglio (supermercati, discount , farmacie, edicole ed altri) e quello all'ingrosso; più di mezzo miliardo di euro al settore dell'edilizia. Il decreto-legge oggetto dell'odierna discussione, però, non è soltanto fondo perduto. Parliamo anche di sostegno allo spettacolo, al cinema, alle agenzie di viaggio, all' export e alle fiere. Parliamo di proroga della cassa integrazione, del blocco dei licenziamenti, della cancellazione della seconda rata IMU, dell'esonero e sospensione dei contributi, dell'incentivo allo smart working e di altre due mensilità di reddito di emergenza, su cui tornerò. Parliamo anche di altre novità, apparentemente piccole, ma significative, come l'estensione del microcredito, la riduzione delle bollette energetiche, lo sconto dello Stato da applicare ai proprietari di abitazioni che ridurranno i canoni di locazione ai nostri cittadini che vivono in affitto. Abbiamo cercato di farlo con la dovuta attenzione, proponendo di restituire ai proprietari degli immobili una parte, fino alla metà, dell'importo scontato agli inquilini, proprio per permettere che la crisi non vada a gravare eccessivamente sui proprietari e che, nel contempo, porti un concreto vantaggio agli inquilini in difficoltà e alle famiglie, che potranno vedersi ridotto concretamente l'affitto di casa. Tante cose come questa sono le risposte concrete a chi ci accusa di aver distribuito fondi a pioggia e null'altro. Aggiungo che gli interventi appena elencati sono solo una parte minima del grande e organico lavoro effettuato dal Governo, prima, e dal Parlamento, poi. E tutto sembra tranne una mera distribuzione di risorse senza interventi complementari. C'è da dire anche che, in un momento di crisi che non ha alcun precedente nella storia della Repubblica italiana, appena emanato il primo decreto, la maggioranza ha lavorato nell'immediatezza sui passi successivi da compiere per non lasciare indietro nessuno. Da questo moto nascono i decreti-legge ristori bis , ter e quater , tramite i quali uno dopo l'altro, abbiamo allargato la platea dei beneficiari e introdotto novità importantissime. Mi preme sottolineare un aspetto, caro a me, ma anche a tutto il MoVimento 5 Stelle. Nel decreto ristori- ter abbiamo rinnovato quest'anno, con altri 400 milioni di euro, il fondo per consentire ai Comuni di adottare misure urgenti di solidarietà alimentare, per dare sostegno a chi è maggiormente in difficoltà. Parlo di difficoltà alimentare, una cosa molto seria. Nessun'altra forza politica è stata così vicina ai fragili e agli ultimi in questo Paese. E se, accanto a questo provvedimento, inseriamo il reddito di cittadinanza, che autorevoli fonti riferiscono essere uno strumento decisivo, importante e fondamentale per una fascia di popolazione che si è ritrovata catapultata senza difesa in questa pandemia, e il reddito di emergenza, che abbiamo fortemente voluto e oggi prorogato, possiamo affermare come il circolo virtuoso di buoni spesa, reddito di cittadinanza e reddito di emergenza abbia permesso alla fascia più fragile della popolazione di questo Paese di non cedere all'incuria, al degrado e alla disperazione. Abbiamo conservato intatta la dignità delle famiglie e dei cittadini italiani. Questo è il MoVimento 5 Stelle e da questi valori siamo nati. Siamo la difesa degli ultimi, degli esclusi, e stiamo attenti alle richieste di aiuto di tutti i cittadini, delle imprese e delle partite IVA, come abbiamo dimostrato durante questi ultimi duri mesi. Mi avvio a concludere, signor Presidente, sottolineando il lavoro e l'impegno che il Governo, questa maggioranza e il MoVimento 5 Stelle hanno posto durante l' iter di questi decreti-legge ristori. Il nostro miglior modo di rispondere alle necessità del Paese è fatto di provvedimenti immediati e concreti, non di elenchi di parole vuote, sentiti purtroppo in quest'Aula; provvedimenti concreti, che vanno in aiuto e a sostegno della nostra comunità; provvedimenti legati al progetto di ripresa e alla visione del domani; provvedimenti proprio come questo che stiamo approvando oggi in quest'Aula. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. Sospendo la seduta, che riprenderà al termine dei lavori della 5 a Commissione. (La seduta, sospesa alle ore 20,10, è ripresa alle ore 22,20) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Riprendiamo i lavori. Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sull'emendamento 1.900, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, come stralciato a seguito del vaglio di ammissibilità. DURNWALDER, segretario . «La Commissione programmazione economica e bilancio, esaminato 1'emendamento 1.900 del Governo, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, e acquisita la relazione tecnica, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione, all'articolo 15, delle parole «il comma 9 è soppresso», nonché alla soppressione del comma 5- quater dell'articolo 19- ter .