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Signor Presidente, mi preme sottolineare quanto di buono e considerevole è stato fatto in materia sociale, iniziando da quanto previsto per le persone più fragili delle nostre comunità. Questo disegno di legge di bilancio tenta di dar loro nuovi mezzi per consentire di vivere una vita migliore. Suscita orgoglio l'incremento del fondo per la disabilità e le non autosufficienze, che sarà ancora più a sostegno delle persone con handicap gravi e degli anziani che hanno bisogno di cure. Allo stesso modo costituisce motivo di orgoglio il grande sostegno che potremo dare, con nuove risorse, alle istituzioni scolastiche che accolgono i bambini e i ragazzi disabili o affetti da disturbi dello spettro autistico, accompagnandoli nel loro percorso di crescita. Al pari va evidenziata anche l'attenzione mostrata per due importanti interventi nel terzo settore, quelli per l'Unione italiana ciechi e per la Federazione italiana per il superamento dell'handicap (FISH), che da anni si occupano di dare un sostegno a chi vive un'esistenza complessa, senza dimenticare poi le famiglie, dal bonus bebè all'istituzione di un fondo per l'assegno universale, ai servizi dedicati ai nuclei familiari, passando per il bonus per gli asili nido. C'è però un ulteriore elemento molto importante e fortemente simbolico: mi riferisco agli interventi e alle misure a favore delle donne, da quello più simbolico, per agevolare l'accesso al professionismo delle giovani atlete, a quello più urgente, che attiene alle pari opportunità, nonché al piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, un intervento che trasmette l'attenzione che questo Governo intende dare in misura sempre maggiore. Signor Presidente, questo provvedimento è il frutto di un grande e faticoso lavoro di squadra: le misure che lo caratterizzano rappresentano uno spartiacque tra i modi di intendere la politica, che sceglie e dispone, partendo da una visione. Penso che, pur nella perfettibilità di questo percorso, il tessuto di valori che puntano al bene comune abbia rappresentato la precondizione di un'azione presente e futura e, nello stesso tempo, abbia tracciato le linee di una Nazione che con coraggio e responsabilità guarda al futuro, lavorando per la stabilità del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, membri del Governo - pochi, per la verità, ad esclusione del sottosegretario Castelli, della cui presenza do atto - la manovra di bilancio rappresenta, come tutti sappiamo, uno dei provvedimenti più importanti che le assemblee parlamentari devono approvare, sia per la complessità dei suoi contenuti, sia per il suo impatto sulla vita dei cittadini. Nel merito e nello specifico di molti materie e temi sono intervenuti i colleghi del mio Gruppo che mi hanno preceduto. Mi soffermerò sull'impatto che la manovra avrà sul settore agroalimentare italiano. Tra le tante mancanze di questa manovra, una delle più gravi, a nostro avviso, è proprio l'assenza di misure per la tutela del Made in Italy , del marchio italiano. Abbiamo assistito ad un susseguirsi continuo di spot ecologisti, che altro non erano se non un furbo travestimento di nuove tasse, come la plastic tax o la sugar tax . A questo proposito, permettetemi di sottolineare quanto sia spiccato il senso dell'umorismo della maggioranza, che prima inserisce tasse, poi ci ripensa e si presenta sbandierando al mondo di averle tagliate o spostate. Se non fosse tragico, sarebbe comico. Oltre a questo, non c'è alcuna progettualità o visione strategica. Non c'è niente sulla crescita e sulla competitività delle nostre imprese agricole, mentre, come dicevo, manca qualsiasi tutela del marchio Italia, da sempre uno dei principali scopi di Fratelli d'Italia, in particolar modo nel settore agroalimentare, nel quale infatti l'Italia eccelle particolarmente, vantando un'ineguagliabile immagine nel mondo, che però è sempre più sotto attacco e non tutelato dal Governo. È proprio di queste ore la notizia secondo la quale la Commissione europea ha dato il via libera alla francese Lactalis per l'acquisizione di Nuova Castelli: diciamo dunque ufficialmente addio ad un'altra azienda chiave del nostro made in Italy , lasciando nelle mani dei francesi sia la produzione dei nostri formaggi tipici, come il parmigiano reggiano, sia la loro commercializzazione, con conseguenze per produttori e trasformatori italiani dei prodotti d'eccellenza. A questo proposito, se ci fosse stata, avrei chiesto volentieri al ministro Teresa Bellanova - ma non mancherà occasione - cosa intenda fare per la difesa dei nostri prodotti rispetto alle azioni di una Commissione europea palesemente a trazione franco-tedesca. Mi chiedo anche come si sarebbe comportata la Commissione, se le parti fossero state invertite, cioè se le aziende coinvolte in quest'operazione fossero state francesi. Sicuramente il metro di misura non sarebbe stato lo stesso. La nostra attenzione sul made in Italy , invece, è sempre stata molto alta: basti pensare che, dei 500 emendamenti che Fratelli d'Italia ha presentato alla manovra, un quinto riguarda proprio l'agricoltura e il marchio italiano. La manovra rosso-gialla, invece, su questi settori manca totalmente di una visione strategica e di attenzione alla crescita di competitività delle imprese agricole. Abbiamo assistito alla proposta di interventi mascherati da ecologismo spicciolo, senza, d'altra parte, alcun adeguato investimento dedicato al settore. Esempi in questo senso sono, come dicevo, l'introduzione di una tassa sulla plastica e sullo zucchero e la mancata riconferma in prima istanza del bonus verde (meno male, su questo sembra ci sia stato un ripensamento), il quale, anche se poco incisivo, è un principio condivisibile per la valorizzazione del verde urbano. Anche su questo avevamo proposto un emendamento per cambiarne i termini fiscali, ma purtroppo non è stato approvato dalla maggioranza. Tutto questo suona come una condanna a discapito di consumatori, imprese e famiglie italiane. Non c'è alcuna misura per contrastare la contraffazione dei prodotti italiani a danno del nostro made in Italy e si registrano la quasi completa assenza di interventi a favore del comparto pesca (in una Nazione con oltre 8.000 chilometri di coste, proiettata al centro del Mediterraneo, dove 1'80 per cento del pesce consumato è d'importazione), nonché un tardivo aumento del fondo per il contrasto alla dannosa cimice asiatica, che, pur essendo una buona notizia, rischia di essere pienamente inefficace, se non accompagnato da interventi di revisione strutturale della legge n. 102 del 2004. Questo è tutto ciò che è stato riservato al settore agricolo nel disegno di legge di bilancio, il cui testo manca di progettualità e di un obiettivo futuro. La nostra agricoltura e il nostro settore agroalimentare, colleghi, non rappresentano un comparto da salvaguardare dal punto di vista economico, ma la nostra identità, le nostre tradizioni e la nostra cultura (tradizioni differenti da Regione a Regione, spesso da paese a paese, ma che insieme rappresentano l'eccellenza italiana nel mondo). Per tutti questi motivi, anche nel settore agricolo un'altra manovra era possibile.