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14. si invita a riformulare l'articolo 8, comma 1, indicando limiti dimensionali minimi per l'individuazione delle aree sciabili presso le quali prevedere l'utilizzo riservato di tratti di pista per gli allenamenti degli atleti e per la pratica di evoluzioni acrobatiche e prevendo tale individuazione come facoltà, e non come obbligo, in capo ai gestori degli impianti; 15. sempre in merito alle piste di allenamento di cui all'articolo 8, si invita a considerare l'opportunità di specificare che tali piste devono essere omologate per una tutela assicurativa da parte di tutti, che gli obblighi di messa in sicurezza delle piste di allenamento restano in capo al gestore degli impianti, cui compete verificare le condizioni di sicurezza delle stesse prima della riapertura al pubblico; si segnala peraltro che il terzo periodo del comma 2 il riferimento all'"incaricato della gestione sportiva", che non trova riscontri nel testo, sia sostituito con quello al "direttore della pista" di cui al precedente articolo 7; nel comma 4, infine, occorre specificare che le corsie preferenziali sono destinate ad atleti e allenatori delle Squadre Nazionali; 16. in merito all'articolo 9, comma 1 e all'articolo 10, comma 2, si segnala l'esigenza di utilizzare le dizioni, consolidate nelle normative vigenti, di "ostacolo atipico" e "pericolo atipico" anziché quelle di "ostacolo" e di "pericoli oggettivi" troppo generiche e di precisare quella di "cattive condizioni del fondo"; 17. si invita a valutare l'opportunità di un coordinamento tra quanto previsto all'articolo 10, che pone in capo ai gestori delle aree il compito di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria, secondo le disposizioni regionali applicabili, assicurando che le piste rispettino i requisiti di sicurezza e siano dotate della segnaletica prescritta, e quanto disposto dall'articolo 7, che affida al direttore delle piste (le cui funzioni possono essere svolte anche dal gestore dell'impianto) il compito di indicare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di sovraintendere alla relativa realizzazione; 18. all'articolo 11, sul piano della formulazione, si segnala che, in virtù del nuovo statuto entrato in vigore ad agosto 2020, la denominazione corretta dell'Ente nazionale italiano di unificazione è "Ente italiano di normazione"; 19. si valuti inoltre l'opportunità di un coordinamento tra quanto previsto all'articolo 12, comma 1, a norma del quale si richiede che i gestori assicurino il primo soccorso degli infortunati lungo le piste e il trasferimento degli stessi in luoghi accessibili, ai fini del successivo trasporto presso i più vicini centri sanitari o di pronto soccorso, e quanto stabilito dall'articolo 7, che affida al direttore delle piste (le cui funzioni possono essere svolte anche dal gestore dell'impianto) il coordinamento e la direzione degli operatori addetti al servizio di soccorso; 20. si invita a considerare le serie difficoltà nel controllare il "limite massimo di affollamento" di cui all'articolo 12, comma 1, su uno specifico tracciato, anche in considerazione della interconnessione tra comprensori sciistici; 21. sempre nel comma 1 dell'articolo 12 si segnala l'opportunità di inserire il riferimento, oltre ai "dati raccolti dalle Regioni", anche a quelli raccolti "dalle Province Autonome, dalle Forze di Polizia e dall'Esercito" 22. al medesimo articolo 12, comma 3, si segnala l'opportunità di sostituire la dizione "punti di raccordo tra le piste", considerato troppo vago con il riferimento ai punti precedentemente concordati tra il gestore dell'area sciabile e gli operatori incaricati del servizio di soccorso; 23. ancora all'articolo 12, comma 5, si segnala l'opportunità di sostituire il riferimento ai "passeggeri" con quello ai soggetti interessati dall'incidente e, sotto il profilo redazionale, di specificare - in conformità a quanto esplicitato in altri articoli - che i gestori di cui al comma 1 sono i gestori delle aree individuate ai sensi dell'articolo 4, nonché di far menzione, nella seconda parte del comma 5, della fattispecie di blocco degli "impianti funicolari aerei in servizio pubblico" e di inserire nella rubrica un riferimento agli adempimenti in materia di sicurezza diversi dall'obbligo di soccorso; 24. sempre all'articolo 12, si segnala l'opportunità di chiarire se la sanzione prevista dal comma 6 per la violazione delle disposizioni di cui al primo periodo del comma 1 del medesimo articolo 12 riguardi solo l'obbligo prima richiamato ad assicurare il primo soccorso o anche quello - sancito nel medesimo periodo del comma 1 - a fornire annualmente all'ente regionale competente in materia l'elenco analitico degli infortuni verificatisi sulle piste da sci, indicando, ove possibile, la dinamica degli incidenti; 25. si osserva che le disposizioni recate dal Capo II utilizzano le due espressioni "gestore delle aree sciabili attrezzate", presente nell'articolo 13, e "gestore degli impianti": al riguardo, si valuti l'opportunità di unificare le due espressioni oppure di chiarire, in alternativa, le differenze, ove sussistenti, tra le due figure; 26. in merito al contratto di assicurazione previsto dall'articolo 13, si valuti l'opportunità di inserire un massimale minimo a sinistro, parametrato sul numero di persone coinvolte; 27. all'articolo 14 si invita a valutare l'opportunità di prevedere la promozione della giornata della montagna, da tenere il giorno 11 dicembre di ogni anno; 28. sul piano redazionale, si invita a valutare l'opportunità di intitolare il Capo III "Norme di comportamento degli utenti delle aree sciabili attrezzate", in coerenza con le disposizioni dello schema di decreto; 29. all'articolo 15, si valuti di specificare che i caschi protettivi ivi previsti siano omologati CEE e di precisare che slitte e slittini devono circolare su piste dedicate, non sulle piste da sci; 30. in merito all'articolo 15, che estende l'obbligo del casco protettivo - attualmente previsto per i minori di quattordici anni - ai praticanti degli sport indicati (sci alpino, snowboard, telemark, slitta e slittino) minori di diciotto anni, tenuto conto che il comma 3 demanda la definizione delle caratteristiche del casco, nonché delle modalità di omologazione, degli accertamenti della conformità della produzione e dei controlli opportuni, a un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il competente organo del CONI, da emanare entro tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento in esame, si invita a valutare l'opportunità di chiarire in quali termini e per quale ambito di applicazione, siano efficaci le disposizioni del D.M. 2 marzo 2006, (recante "Caratteristiche tecniche dei caschi protettivi prescritti per i soggetti di età inferiore ai 14 anni nell'esercizio della pratica dello sci alpino e dello snowboard") nelle more dell'emanazione del nuovo decreto ministeriale; 31.