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Queste maggiori risorse che, grazie all'autorizzazione parlamentare, saranno disponibili, saranno utilizzate, da un lato, per rafforzare e prolungare nel tempo gli interventi già varati, dall'altro, per introdurre nuovi strumenti a sostegno del tessuto produttivo che favoriscano e accelerino la fase della ripresa. Sarà previsto innanzitutto il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e degli strumenti di supporto al reddito già in vigore. Come abbiamo detto più volte, dobbiamo impegnarci perché nessuno perda il lavoro a causa dell'epidemia e il sostegno che stiamo fornendo ai lavoratori è perciò fondamentale e sarà erogato finché ce ne sarà bisogno. L'indennità per i lavoratori autonomi sarà rinnovata e rafforzata con una revisione delle procedure che renda rapidissima l'erogazione della prossima tranche. Stiamo inoltre ragionando sul nuovo strumento temporaneo in favore dei nuclei familiari che non hanno reddito, pensioni o sussidi pubblici e che oggi trovano in difficoltà economiche. Verrà prorogata la Nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) a favore di coloro che hanno il sussidio di disoccupazione in scadenza e sarà previsto un indennizzo a favore di colf e badanti che a causa dell'emergenza non hanno potuto lavorare in questo periodo. Saranno riproposte e rafforzate le sospensioni, semplificazioni e agevolazioni fiscali e elimineremo completamente l'IVA sui dispositivi di protezione per tutto il 2020, sfruttando tutto lo spazio di manovra sulle aliquote concesso in via straordinaria dalla Commissione europea, per poi a regime, dal 2021, ridurre l'IVA stabilmente al 5 per cento su questi fondamentali prodotti. Inoltre aumenteremo il credito d'imposta per le imprese che procedono alla sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e che acquistano dispositivi necessari a tutelare la salute dei lavoratori. A questi interventi e ad altri si aggiungerà un importante pacchetto di misure di supporto alle imprese che terrà conto sia della loro dimensione che dell'impatto avuto dalla crisi. La tenuta del sistema delle imprese, che è fondamentale, sarà assicurata da specifiche forme di sostegno a fondo perduto per chi ha subito l'impatto della crisi e, con alcuni interventi mirati, interverremo inoltre su alcuni dei problemi strutturali dell'economia italiana aggravati naturalmente da questa crisi, come ad esempio la scarsa patrimonializzazione delle imprese. Stiamo quindi predisponendo misure per il rafforzamento patrimoniale delle imprese, per contribuire all'assorbimento delle perdite generate dalla crisi e per sostenerle con prospettive di rilancio per quanto riguarda gli investimenti per la ripresa e la crescita. Com'è noto, ci muoveremo in linea con le nuove norme in via di definizione da parte della Commissione europea. Naturalmente proseguiremo e cercheremo di rafforzare e rilanciare il piano Green and innovation deal che, nell'ottica di una maggiore sostenibilità, potrà essere rafforzato da una maggiore digitalizzazione dell'economia, che in questa fase è risultato evidente conoscere moltissimi spazi e margini di rafforzamento. Ci saranno anche misure importanti di stimolo agli investimenti per aumentare sia la sostenibilità che la resilienza dell'economia, nonché anche un intervento sui vincoli burocratico-amministrativi e sull'interazione tra il settore produttivo e la pubblica amministrazione, che pensiamo possa essere oggetto di uno specifico provvedimento parallelo. Questi interventi anticiperanno parte delle riforme che successivamente confluiranno nella strategia pluriennale che sarà compiutamente definita dal PNR, che verrà presentato alle Camere sulla base di una valutazione condivisa a livello europeo. In questa fase sarebbe stato prematuro - ma la maggior parte dei Paesi seguirà questo indirizzo - presentare un PNR nel corso della epidemia. Infine, stanzieremo 12 miliardi per consentire la riscossione dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni per forniture, appalti e prestazioni professionali, rafforzando in questo modo la necessaria iniezione di liquidità del sistema. Vareremo specifici interventi di supporto agli enti territoriali, che rappresentano il livello di governo più vicino alle istanze dei cittadini e sono centrali in questa fase. Vorrei anzi ringraziarli per il lavoro molto difficile che stanno svolgendo. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . Questi interventi devono essere collocati nell'ambito di misure di risposta alla pandemia globale adottate a livello europeo, che sono importanti e necessarie anche per evitare che emergano situazioni di divergenza all'interno dell'Unione. Il senatore Urso ha richiamato i dati differenziati sull'utilizzo degli interventi pubblici nei vari Paesi dell'Unione. Questa è esattamente una delle ragioni che spingono l'Italia e altri Paesi a chiedere che ci siano strumenti significativi comuni a livello europeo per definire appunto una risposta comune. Rispetto le radicate convinzioni del senatore Bagnai, che ci ha riproposto anche questa volta e che naturalmente troverebbero spazio in un dibattito accademico e ampio in una complessa azione di discussione e revisione dei trattati europei. Forse, però, questo è il momento per concentrarci tutti insieme e cercare di costruire una risposta adeguata e forte a livello europeo, come sta chiedendo il Governo italiano. Il Governo ha conseguito l'obiettivo non trascurabile - anzi vorrei dire difficilmente immaginabile fino a poche settimane fa - di modificare l'agenda delle possibili risposte, in modo che - come è stato indicato - un insieme di strumenti dovrà essere attivato a partire dai tre (prima ce n'era solo uno, poi sono diventati tre). Ricordo la nuova linea di credito senza condizioni del MES per sostenere le spese sanitarie dirette e indirette; il programma Sure per i Paesi che ne vorranno fare richiesta; la nuova linea Sure per sostenere gli interventi a sostegno dell'occupazione; il nuovo programma della BEI per sostenere con garanzie e investimenti comuni le imprese; il fondo recovery per la rinascita dell'Europa - evoca anche l' European recovery plan , come è stato dottamente richiamato, ossia il vero nome del piano Marshall - che nelle intenzioni di chi lo ha proposto, ottenendo che venisse riconosciuto come necessario e urgente, dovrebbe emettere titoli comuni di debito per finanziare interventi comuni, in particolare a sostegno dei Paesi e dei settori più colpiti dalla crisi. Naturalmente il Governo italiano è molto impegnato in questi giorni e lo sarà nelle prossime settimane per avere un'attuazione adeguata di questi strumenti. Siamo quindi di fronte a una strategia globale per la quale è bene ricercare e perseguire - ed è questo l'intendimento del Governo - il più alto grado di unità, di collaborazione e di dialogo di tutte le forze del Paese. È una sfida difficile, ma noi pensiamo che questo Paese sia in grado di affrontarla e superarla. Chiediamo per questo un largo sostegno, un voto comune del Parlamento alla richiesta di scostamento e anche, per chi vorrà darlo naturalmente, al sottostante Documento di economia e finanza che presenta le previsioni di base della richiesta di scostamento. Poi ci impegneremo insieme per approvare un decreto adeguato, forte ed efficace e per costruirlo e migliorarlo insieme in un dialogo fecondo tra Governo e Parlamento. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) . PRESIDENTE .