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L'autismo subisce un'evoluzione e prende una direzione già segnata durante i primi anni di vita, periodo particolarmente significativo per il bambino, durante il quale è necessario effettuare una costante attività formativa, sfruttando a pieno le preziose linee educative del metodo ABA. Solo in questo modo si garantisce al paziente una migliore qualità della vita e una più facile capacità di inserimento sociale e di autonomia. I bambini autistici diventano adulti autistici, questa è una certezza; tuttavia non appare immediatamente chiaro l'approccio psichiatrico da tenere con chi è affetto da questo disturbo. Per molti anni l'autismo in età adulta è stato sottovalutato, sia in campo clinico che accademico. Inoltre, è ben noto il fraintendimento di tipo scientifico, conservato per anni, in relazione agli adulti con autismo, considerati come persone con difficoltà d'integrazione sociale o psicopatiche. Per questa ragione, la tendenza a non seguire con la dovuta attenzione i percorsi terapeutici nel tempo ha portato non pochi problemi nei soggetti autistici. L'assistenza e l'approccio educativo devono mantenersi costanti, come avviene per tutti gli altri disturbi psichiatrici ad andamento cronico. Il vero problema è che dopo il compimento della maggiore età (i 18 anni), i pazienti sono presi in carico da strutture psichiatriche che si occupano poco della patologia e quindi non garantiscono la continuità assistenziale e le lacune portano semplicemente a prescrivere farmaci con effetti psicotropi senza considerare l'importanza della psicoterapia. Recentemente ho accompagnato presso il Ministro per la famiglia e le disabilità un'associazione di volontari che sta acquistando a spese proprie un luogo vicino a Carmagnola, la mia città, per accogliere i ragazzi dopo i 18 anni affetti da autismo insegnando loro importanti lavori nel campo dell'agricoltura al fine di renderli autonomi; quest'associazione chiedeva semplicemente il logo, non chiedeva soldi; anzi, a questo proposito sarebbe ora che il Ministro per la famiglia e le disabilità pensasse a un protocollo di accreditamento per sapere quali sono i parametri con i quali Comuni, Province e Regioni concedono la possibilità di essere accreditati. Questo centro ha la collaborazione di società scientifiche e di professionisti che si sono sempre occupati di questo, riconosciuti a livello nazionale e internazionale. È bene iniziare con interventi mirati, sedute costanti di psicoterapia cognitivo-comportamentale. È necessario considerare la persona e i suoi bisogni da adulto e pensare a un supporto che dia spazio alla possibilità di una vita autonoma e a un inserimento lavorativo. Non meno importante è il sostegno da garantire alle famiglie, con centri diurni residenziali ( day hospital ) pensati su misura. Per queste ragioni risultano obbligatori presupposti legislativi adatti, che garantiscano sostegno e sostenibilità economica ai caregiver e ai pazienti. Tutto questo implica la necessaria e adeguata formazione delle figure professionali coinvolte, dal medico curante, allo specialista in psichiatria, dal personale che già opera nei contesti dei dipartimenti di salute mentale, agli insegnanti di sostegno durante gli anni della formazione scolastica. A proposito degli insegnanti di sostegno, vorrei ricordare una bellissima lettera pubblicata ieri da «La Stampa» di Torino, a nome del direttore della scuola del Cottolengo: «Leggo il bando del Comune di Torino e in altre città per il disability manager , obbligati a metterlo ma ancora una volta un incarico gratuito utile solo a vistare un obbligo. Ancora una volta, si! Come un Ministro per la disabilità senza portafoglio, utile solo a piazzare poltrone. Ancora una volta, come gli insegnanti di sostegno che possono avere una profonda professionalità ma anche una preparazione assolutamente avulsa dall' handicap , ma poi sono chiamati ad aiutare nel periodo più delicato della loro vita i nostri ragazzi e le nostre ragazze nel loro sviluppo. Utile a piazzare posti di lavoro». Ancora una volta, utile a sgravarsi la coscienza per dire «Fatto», parola che troppo spesso ormai sentiamo. Speriamo - e io mi auguro - che ottenere buoni risultati sia possibile: il segreto è nel coraggio, nella fiducia, nelle competenze, nella serietà, nella volontà cui siamo chiamati oggi, prendendo decisioni importanti per il futuro di tante persone e famiglie che ce lo chiedono. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Sileri per illustrare la mozione n. 83. SILERI (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, ringrazio tutti i presenti per la possibilità di parlare di autismo; parlare per poi fare. Autismo: un termine che sta a cuore a tutti noi, che evoca molteplici sentimenti. Un grave disturbo del neurosviluppo, caratterizzato da un esordio precoce di difficoltà nell'interazione reciproca e nella comunicazione sociale, associato a comportamenti e interessi ripetitivi e ristretti. La posizione scientifica condivisa a livello internazionale è chiara e considera l'autismo una sindrome comportamentale, biologicamente determinata, precoce, con esordio nei primi tre anni, alla cui insorgenza contribuiscono diversi fattori, ambientali e genetici. La variabilità di tale sindrome comportamentale richiede interventi diagnostici, terapeutici e socioassistenziali specifici, dedicati e complessi. La nostra mozione muove dalla legge n. 134 del 2015, approvata durante la precedente legislatura, che prevede interventi finalizzati a garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l'inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico, conformemente a quanto previsto dalla risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2012 sui bisogni delle persone con autismo. La legge dispone anche l'aggiornamento da parte dell'Istituto superiore di sanità delle linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età della vita, sulla base dell'evoluzione delle conoscenze fisiopatologiche e terapeutiche derivante dalla letteratura scientifica e dalle buone pratiche nazionali e internazionali. Successivamente, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri datato 12 gennaio 2017, concernente l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, ha recepito, all'articolo 60, le disposizioni della legge n. 134 del 2015, prevedendo peraltro che il Servizio sanitario nazionale garantisca alle persone con disturbi dello spettro autistico specifiche prestazioni di diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, mediante l'impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche. Nel decreto l'autismo rientra nell'elenco individuato all'allegato 8, cui fa rinvio l'articolo 53, che garantisce il diritto all'esenzione dal ticket sanitario per le persone affette da malattie croniche ed invalidanti. Più nello specifico, il disturbo autistico è fatto rientrare tra le condizioni di psicosi per le quali lo stesso allegato 8 riporta l'elenco delle prestazioni sanitarie (tra cui visite e sedute psicoterapiche, dosaggi di farmaci, esami clinici e quant'altro) in esenzione dalla partecipazione al costo per i soggetti interessati.