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C'è una fase nella quale la discussione diventa difficile e scopriamo, solo alla fine del processo, che una parte di quelle decisioni che sono passate dalle Commissioni e che hanno avuto il loro voto viene poi vanificata da una sua legittima e indiscutibile decisione di improponibilità. Signor Presidente, faccio il mio appello in prospettiva e in un'ottica costruttiva e fattiva, che risponde a un'esigenza politica, ma anche istituzionale. In futuro bisogna mettere le Commissioni in condizioni di arrivare alla votazione su un emendamento sapendo se, in caso di esito positivo, essa sarà o meno nel provvedimento. Le assicuro che, in termini politici e parlamentari, è umiliante ipotizzare un lavoro, costruirlo e perseguirlo fino in fondo, per poi arrivare alla considerazione finale che tutto il lavoro a monte, spesso su diversi temi, è stato fatto su questioni che poi vengono definite improponibili da parte della Presidenza. Signor Presidente, lo ribadisco: non è una polemica, né una critica; è una situazione di grande emergenza ed eccezionalità, ma le chiedo di individuare i meccanismi affinché questo tipo di processo non possa più avvenire, perché sinceramente per noi tutti è umiliante. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, prendo atto. La sua difficoltà è anche stata la mia, perché su questo testo abbiamo lavorato. Certamente, ci siamo trovati di fronte all'esame di 4.000 emendamenti. Non è stato tanto un problema di quantità, quanto di qualità. Come sa, valuto non il merito, ma l'estraneità di materia e su questo provvedimento è stato davvero difficile: per questo ho detto che è stata un'eccezione che non costituisce un precedente, perché spero che non ci sia più questo modo di lavorare. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo perché il capogruppo Marcucci ha fatto riferimento a un disagio di tutti i Gruppi parlamentari. Vorrei chiarire che nelle Commissioni 5 a e 6 a riunite, come Gruppo, sin da subito abbiamo ravvisato che alcuni emendamenti presentati, per quanto importanti e legittimi, erano totalmente estranei e non avevano nulla di attinente al decreto ristori. L'abbiamo dichiarato in più di un'occasione durante il dibattito e abbiamo anche deciso di non partecipare alla votazione di alcuni emendamenti, perché, al di là del merito, ritenevamo che fossero estranei per materia e che fossero altre le sedi in cui legittimamente potevano essere discussi e approvati, dall'esame della legge di bilancio a quelli di altri provvedimenti che avrebbero potuto essere portati in discussione. È stato chiarito che la successione di quattro decreti-legge costituisce un percorso totalmente anomalo e lo condividiamo. Abbiamo assistito addirittura alla possibilità per il Governo di subemendare propri emendamenti al testo base. Ci auguriamo che tale procedura anomala non sia ripetuta in futuro, perché ha creato difficoltà nell'affrontare il provvedimento, la discussione e l'approvazione degli emendamenti. Ricordo perfettamente che nella fase finale alcuni emendamenti erano palesemente estranei alla materia del decreto-legge ristori, che riguardava i disagi e la necessità di dare risposta a categorie produttive di lavoratori danneggiate durante i periodi di chiusura delle Regioni e delle attività che sono si sono succeduti. Invece, come spesso accade, c'è stata purtroppo la tentazione da parte di alcuni Gruppi e colleghi di presentare emendamenti totalmente estranei, che non citerò. Signor Presidente, alla fine abbiamo bisogno di una sola cosa: disporre del tempo adeguato, che è necessario per visionare non tutto l'elenco iniziale, che giustamente ha riportato, ma quello ristretto delle improponibilità legate al secondo elenco di emendamenti, che vanno effettivamente a incidere sul testo sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Speriamo che la Commissione competente abbia un tempo adeguato e sufficiente per approfondire le modifiche, perché credo che l'Assemblea del Senato debba essere messa nelle condizioni di conoscere esattamente il testo su cui viene posta la fiducia e quali sono gli emendamenti espunti dal testo varato dalla Commissione competente. Questo è l'unico mezzo attraverso il quale il Senato potrà dare un voto consapevole sul decreto-legge ristori. (Applausi). CALIENDO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione quello che ha detto e condivido alcune cose, con molta sincerità. Tuttavia, avremmo bisogno - o almeno io personalmente - di fare un'ulteriore riflessione. Le chiedo pertanto qualche minuto, perché senza il testo davanti, con i numeri, non ho compreso alcune cose, pur ragionando su quello che ho ascoltato; avremmo bisogno però di un attimo di riflessione per valutare cosa la situazione comporti e qual è il voto che dovremmo esprimere. (Applausi). AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, vorrei solo dire che tra Governo, inammissibilità e dichiarazioni di improponibilità in Aula, oggi vedersi approvare un emendamento è come vincere un terno al lotto: siamo arrivati a questo punto. (Applausi). PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire nuovamente il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, come Governo accettiamo le indicazioni della Presidenza sulle improponibilità proposte, nel contributo del testo per le improponibilità indicate all'interno del maxiemendamento; quindi, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 1994, nel testo ritenuto proponibile dalla Presidenza, di conversione in legge del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137. FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, abbiamo la necessità di verificare i testi che ci sono stati sottoposti in relazione a quello varato dalla Commissione. Le chiedo pertanto una sospensione per poter esaminare, prima di qualunque altro passaggio, i contenuti del maxiemendamento. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, il collega Faraone ci ha anticipato. Vogliamo riconoscerle la difficoltà - probabilmente inedita - di affrontare un decreto matrioska , ovvero un decreto-legge che ne contiene un altro, che a sua volta ne contiene un altro e così via; credo siano un evento senza precedenti nella storia del Senato decreti-legge che si succedono sotto forma di emendamenti, subemendamenti e subemendamenti al subemendamento. L'attività dei Gruppi, ma anche degli Uffici e della stessa Presidente è stata resa complicatissima da chi al Governo ha scelto questa strada, pericolosa e confusa.