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L'articolo 3, nel rispetto delle competenze esclusive delle regioni e degli enti locali in materia di organizzazione della rete dei servizi, individua il termine di sei mesi per consentire eventuali adeguamenti delle disposizioni regionali necessarie a favorire, con l'accreditamento e la definizione delle procedure per l'avvio e il monitoraggio dei servizi, l'inserimento delle attività di agricoltura sociale nella programmazione locale degli interventi. L'articolo 4 concerne la possibilità di costituire organizzazioni dei produttori promosse dagli operatori dell'agricoltura sociale, mentre l'articolo 5 introduce alcune disposizioni interpretative sui locali destinati alle attività stesse. Nell'articolo 6 si definiscono gli interventi di sostegno che si ritengono necessari per facilitare lo sviluppo dell'agricoltura sociale, la sua diffusione territoriale e il mercato dei prodotti che ne derivano. In particolare con il comma 1 si intende aprire l'importante canale della diffusione attraverso le mense scolastiche e ospedaliere, prevedendo la facoltà dei comuni di inserire priorità nelle gare per questo genere di forniture, nella convinzione che i prodotti dell'agricoltura sociale possano opportunamente introdurre nella refezione pubblica i motivi attinenti alla loro valenza complessiva. Il comma 2 consente ai comuni di prevedere nel disciplinare che regola i mercati di vendita diretta degli agricoltori spazi e idonee modalità di valorizzazione per gli operatori e i prodotti dell'agricoltura sociale. I due commi successivi intendono introdurre forme di priorità a favore dell'agricoltura sociale nei procedimenti di assegnazione dei terreni di proprietà pubblica. In particolare il comma 3 obbliga gli enti competenti a prevedere criteri in tal senso per quanto concerne l'assegnazione dei beni demaniali, soggetti al regime dei beni demaniali o a vincolo di uso civico, mentre il comma 4 aggiunge gli operatori dell'agricoltura sociale fra i soggetti che possono risultare assegnatari in via gratuita dei beni immobili confiscati alla mafia ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575. Il comma 5 intende agevolare l'impiego lavorativo di soggetti svantaggiati in progetti dell'agricoltura sociale. In tal senso estende a tutti gli operatori svantaggiati impiegati nei servizi di agricoltura sociale lo sgravio contributivo (aliquota zero) attualmente concesso dall'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, alle cooperative sociali per l'assunzione di invalidi psichici, fisici e sensoriali) ex degenti di ospedali psichiatrici, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, persone detenute o ammesse alle misure alternative alla detenzione. Per tale comma è prevista la relativa copertura finanziaria, pari a due milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, ricavata mediante abrogazione del regime IVA agevolato attualmente concesso ai grassi idrogenati e parzialmente idrogenati, prodotti impiegati dall'industria alimentare per i quali è ormai accertato il carattere nocivo per la salute, in particolare con l'incremento del rischio cardiovascolare Infine l'articolo 7 è dedicato all'istituzione dell'Osservatorio sull'agricoltura sociale. È stata più volte manifestata dagli operatori del settore l'esigenza di un momento di raccordo, di confronto con e fra le istituzioni, di monitoraggio delle informazioni e delle ricerche su una materia ancora in continua evoluzione, anche in considerazione del carattere tuttora episodico e disomogeneo degli interventi in materia. L'Osservatorio viene istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, e annovera fra i compiti attribuiti anche la proposizione di iniziative finalizzate alla comunicazione e all'animazione territoriale a supporto dell'azione programmata su base locale. A far parte dell'Osservatorio, che potrà avvalersi di un comitato tecnico-scientifico, formato da esperti del settore, sono chiamati rappresentanze delle organizzazioni agricole, degli operatori del terzo settore che già operano sul territorio in questo campo, dei Ministeri competenti e delle regioni. Riteniamo che l'insieme delle disposizioni proposte possa costituire un primo passo significativo per riconoscere e promuovere le «fattorie che coltivano la solidarietà» quale opportunità per rafforzare e qualificare l'orientamento multifunzionale delle imprese agricole e per rinnovare il sistema degli interventi e dei servizi sociali a tutela dei soggetti vulnerabili.. Art. 1. (Finalità) 1. Al fine di favorire lo sviluppo e la diffusione delle prestazioni di carattere innovativo a sostegno dei soggetti svantaggiati, della famiglia e delle istituzioni scolastiche, lo Stato, le regioni e gli enti locali, nel rispetto dei principi previsti dall'articolo 117, secondo comma, lettera m) , della Costituzione e nell'ambito delle rispettive competenze, promuovono l'agricoltura sociale quale aspetto della multifunzionalità delle attività agricole, allo scopo di facilitare l'accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate. Art. 2. (Definizioni) 1. Ai fini della presente legge per agricoltura sociale si intendono le attività esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile che, in forma singola o associata con i soggetti di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 8 novembre 2000, n. 328, integrano in modo sostanziale e continuativo l'attività agricola con una delle seguenti ulteriori attività: a) inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili, definiti ai sensi dell'articolo 2, numeri 18), 19) e 20), del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, anche attraverso fornitura di servizi e di prestazioni; b) fornitura di prestazioni e di servizi sociali, socio-sanitari, riabilitativi, terapeutici, formativi ed educativi per famiglie, anziani, categorie deboli e soggetti di cui alla lettera a) . 2. Le attività di cui alle lettere a) e b) del comma 1 sono, in ogni caso, realizzate in cooperazione con i servizi socio-sanitari e con gli enti pubblici competenti per territorio. 3. Le attività di cui alle lettere a) e b) del comma 1 sono considerate attività agricole connesse ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile e ad esse si applicano le disposizioni dell'articolo 56 -bis , comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Art. 3. (Accreditamento degli operatori) 1. Al fine di favorire l'integrazione delle attività di agricoltura sociale nella programmazione della rete locale degli interventi e dei servizi di cui all'articolo 2, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adeguano, qualora necessario, le proprie disposizioni in materia, al fine di consentire l'accreditamento degli operatori dell'agricoltura sociale presso gli enti preposti alla gestione dei servizi e delle prestazioni di cui al medesimo articolo 2.