[massime]

Acque - Acque pubbliche - Norme della Regione Veneto - Disposizioni operative per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle dighe e degli altri sbarramenti idrici di competenza regionale - Procedimento autorizzatorio - Regolazione della fase preliminare di approvazione, dell'adozione del provvedimento di autorizzazione e dell'eventuale ordine di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi - Ricorso del Governo - Lamentata violazione dei principi fondamentali in materia di ordinamento civile e governo del territorio - Assenza di deroghe alla disciplina statale - Non fondatezza delle questioni, nei termini di cui in motivazione. (Classif. 005004).. Sono dichiarate non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale, promosse dal Governo in riferimento all'art. 117, commi secondo, lett. l ) ed s ), e terzo, Cost., degli artt. 4, 5 e 9 della legge reg. Veneto n. 23 del 2020, che disciplinano il procedimento autorizzatorio, regolando, rispettivamente, la fase preliminare di approvazione, l'adozione del provvedimento di autorizzazione e l'eventuale ordine di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi conseguente al cessato utilizzo dell'opera per rinuncia, decadenza o revoca della concessione della derivazione d'acqua. Il denunziato contrasto non è desumibile dal tenore letterale delle disposizioni impugnate, che non recano alcuna deroga o limitazione espressa all'operatività dei vincoli paesaggistici; pertanto, esse vanno interpretate nel senso che tutti gli interventi che consentono - siano essi edificatori o demolitori - si intendono subordinati al rispetto della normativa in materia di autorizzazione paesaggistica.