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"Art. 11 (Recepimento della direttiva 94/80/CE del Consiglio sull'elettorato attivo e passivo dei cittadini dell'Unione europea residenti in Italia nelle consultazioni per l'elezione dei consigli comunali). - 1. La direttiva 94/80/CE del Consiglio del 19 dicembre 1994, che stabilisce le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza, è integralmente recepita nell'ordinamento. 2. Al fine di dare concreta attuazione alle norme previste dalla direttiva, il Governo è delegato ad adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni aventi valore di legge, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) nell'assicurare il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni dei consigli comunali ai residenti nello Stato italiano, cittadini di altri Stati dell'Unione, che non posseggano la cittadinanza italiana, prevedere che i medesimi presentino al sindaco del comune di residenza entro congruo termine, anteriore alla data fissata per la consultazione elettorale, domanda di iscrizione ad apposita lista aggiunta istituita presso il comune, dichiarando: 1) la volontà di esercitare il diritto di voto; 2) la cittadinanza; 3) l'indirizzo nel comune di residenza; conseguentemente prevedere che il comune di residenza iscriva i nominativi nella lista aggiunta, approvata dalla competente commissione elettorale circondariale dando comunicazione dell'accoglimento o meno, con facoltà in questo secondo caso di ricorso contro la decisione; b) consentire al cittadino di altro Stato dell'Unione di presentare la propria candidatura all'elezione per il consiglio comunale, previa presentazione, oltre alla richiesta documentazione, dei dati sulla cittadinanza, sulla residenza attuale e su quella precedente nello Stato di origine, sulla sussistenza del diritto di elettorato passivo anch'esso nello Stato di origine. In caso di rigetto della candidatura, l'interessato fruisce delle forme di tutela previste per i candidati, cittadini italiani". Note all'art. 1: - La legge 4 gennaio 1968, n. 15, reca: "Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme". - Il testo dell'art. 5 del D.P.R. 15 luglio 1988, n. 295 (Sostituzione dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 1 febbraio 1973, n. 50, in materia di esercizio del diritto di voto per le elezioni del consiglio regionale nonché per quelle dei consigli comunali della provincia di Bolzano), è il seguente: "Art. 5. - Sono elettori dei consigli comunali della provincia di Bolzano i cittadini che, essendo in possesso dei prescritti requisiti di legge, abbiano maturato, alla data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali, la ininterrotta residenza quadriennale nel territorio della regione Trentino-Alto Adige, sempre che il periodo di residenza - anche non continuativo - in detta provincia, sia superiore a quello maturato in provincia di Trento. I predetti elettori sono iscritti nelle liste elettorali del comune della provincia di Bolzano nel quale, alla predetta data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali, abbiano maturato il maggior periodo di residenza ovvero, nel caso di periodo di pari durata, nelle liste elettorali del comune di ultima residenza. Gli elettori residenti in comuni della provincia di Bolzano che, nell'arco del quadriennio, abbiano maturato il maggior periodo di residenza nella provincia di Trento sono iscritti nelle liste elettorali aggiunte dei comuni di quest'ultima provincia, sino a quando non abbiano maturato, a norma del primo comma, il diritto di voto nella provincia di Bolzano".