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Modifica all'articolo 32 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.27, e delega al Governo in materia di disciplina dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi derivante dalla circolazione dei veicoli. Onorevoli Senatori. -- Da alcuni anni il mercato italiano dell'assicurazione autoveicoli presenta alcuni rilevanti anomalie rispetto a quello degli altri Paesi europei, fra cui, in particolare, un prezzo medio dell'assicurazione obbligatoria per responsabilità civile verso terzi più elevato d'Europa. L'alto premio assicurativo è l'esito finale dell'effetto di comportamenti inefficienti dei diversi soggetti. Da tali comportamenti inefficienti, che vanno a scapito dell'intero sistema assicurativo, non sono escluse le stesse imprese assicuratrici, che in questi anni hanno semplicemente traslato sui consumatori i maggiori oneri dovuti a un elevato tasso di frodi e ad un eccesso di rimborsi per danni alla persona di lieve entità. Per avere un quadro maggiormente chiaro in termini di dati riferiti al sistema assicurativo italiano è importante guardare a quanto emerso nell'indagine conoscitiva dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM). In data 6 febbraio 2013 l'AGCM ha definito e reso pubblici i risultati di una nuova indagine conoscitiva (IC42) sugli attuali assetti della RC auto. L'indagine è mirata, soprattutto, ad individuare le cause che avrebbero determinato il significativo incremento dei premi e dei costi dell'assicurazione obbligatoria nell'arco temporale analizzato (2007-2010), successivo all'introduzione della procedura di indennizzo diretto. In particolare, nel documento si conferma che i premi RC auto in Italia -- come detto prima -- sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali Paesi europei: il premio medio è più del doppio di quelli di Francia e Portogallo, supera quello tedesco dell'80 per cento circa e quello olandese di quasi il 70 per cento. La crescita dei prezzi per l'assicurazione sul periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. L'indagine è stata condotta su sette ipotetici profili di assicurati diversi, ciascuno dei quali con caratteristiche di rischio diverse. Ad ogni compagnia è stato quindi chiesto di fornire informazioni sui premi effettivamente corrisposti da ciascun profilo di assicurato in ciascuna delle trenta province analizzate. I premi per l'RC auto sono cresciuti sull'arco temporale analizzato (2007-2010) a tassi piuttosto significativi per quasi tutti i profili di assicurato e in larga parte degli ambiti provinciali considerati nell'indagine, sia per i maschi che per le femmine. I pensionati con vetture di piccola cilindrata, i giovani con ciclomotori e i quarantenni con i motocicli sono le categorie di assicurati per le quali i premi sono aumentati in gran parte delle province incluse nel campione analizzato. Ad esempio, gli aumenti annui medi delle polizze RC auto a livello provinciale sul periodo 2007-2010 hanno raggiunto il 20 per cento all'anno nel caso di un neo-patentato con un'autovettura di piccola cilindrata, il 16 per cento all'anno per un quarantenne con un'autovettura di media cilindrata, il 9-12 per cento all'anno per un pensionato (donna o uomo) con un'autovettura di piccola cilindrata, il 12-14 per cento all'anno per un diciottenne (donna o uomo) con un ciclomotore e superato il 30 per cento annuo per un quarantenne (donna o uomo) che assicura un motociclo. Le province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più significativi sono localizzate nella gran parte dei casi nel Centro-Sud Italia; tali province si caratterizzano, infatti, per una crescita dei premi superiore a quella riscontrata nel Nord Italia. In una risposta scritta all'interrogazione 4-07378, presentata nella scorsa legislatura in Senato, l'allora Ministro dello sviluppo economico ha sostenuto che da tempo l'Isvap ha evidenziato l'intollerabile andamento dei prezzi della copertura obbligatoria RC auto soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno, sottolineando con chiarezza la necessità e l'intenzione di intervenire concretamente per porre rimedio a tale fenomeno. Nella risposta si legge che: «Sulla base delle informazioni trasmesse dall'Isvap, si evidenzia come l'autorità abbia di fatto intensificato le iniziative di vigilanza ed avviato, allo stesso tempo, un processo diretto ad una riforma organica del settore in modo da aggredire le criticità di natura sia esterna che interna al sistema, così da ridurre i costi e, per tale via, incidere positivamente sul prezzo finale per i consumatori. Per quanto riguarda le criticità interne in relazione ai comportamenti delle imprese assicuratrici nelle zone del meridione, gli interventi di vigilanza dell'Isvap hanno interessato le fasi di assunzione dei contratti e di liquidazione dei sinistri. Tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011, l'Isvap ha avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie (e degli attuari incaricati dalle stesse) per sospetta elusione, attraverso la leva tariffaria e in alcune aree del Mezzogiorno, dell'obbligo a contrarre previsto dalla legge a carico delle imprese, procedimenti che si sono conclusi con l'irrogazione di pesanti sanzioni, molte delle quali oggetto di impugnativa in sede giurisdizionale. Sempre dal lato dell'assunzione dei contratti, l'autorità è intervenuta sia nell'esercizio dei poteri di vigilanza individuale, aprendo indagini sul fenomeno delle disdette massive dei contratti RC auto, attuate da alcune imprese per determinate categorie di assicurati e per alcune zone del Sud, sia, nell'esercizio delle funzioni di regolazione generale, inviando, in data 4 novembre 2010, una comunicazione al mercato volta a ribadire le regole di comportamento da adottare in fase di assunzione dei contratti». In merito alle criticità evidenziate, l'Isvap ha elaborato un organico pacchetto di proposte, sottoposto, già nel dicembre 2010, all'attenzione del Parlamento e del Governo, in relazione ad alcuni interventi normativi nel settore dell'assicurazione RC auto che potessero contribuire al risanamento strutturale del sistema, con vantaggi, in particolare, per i cittadini onesti. Anche in esito a tali proposte, nella XVI legislatura sono state introdotte una serie di importanti misure in materia di RC auto ad opera del decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012. Con specifico riferimento alle norme ritenute particolarmente idonee a contribuire, specialmente nelle regioni meridionali del Paese, al ripristino delle condizioni necessarie per il pieno esplicarsi degli effetti positivi attesi dal sistema, occorre segnalare la norma recata dall'articolo 32, comma 3- quinquies , introdotto in sede di conversione del decreto-legge citato, ai sensi del quale si prevede che: «Per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive ed oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte».