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Occorre individuare una strada ben chiara, perché oggi i cittadini vogliono sapere (chi fa impresa, chi ha un negozio, chi ha un ristorante) quando si potranno riaprire le attività, sapendo bene che le condizioni sono dettate dal quadro sanitario ed epidemiologico. Contano i numeri - come ha ben detto il presidente Draghi - ma all'interno di questo schema quei numeri devono essere adattati, o meglio ragionati in un quadro di necessità economiche e sociali del Paese, l'osservanza delle quali ormai non è più rinviabile. Da un lato, come Parlamento, dobbiamo quindi lavorare per licenziare in tempi rapidi - come facciamo oggi - provvedimenti che hanno una natura meramente tecnica e - in questo caso - per consentire di svolgere le elezioni tra settembre e ottobre in una condizione di maggiore tranquillità e sicurezza sanitaria; nello stesso tempo, licenziati questi provvedimenti, occorre dare la spinta per il rilancio del nostro Paese, programmare riaperture progressive, rapide, connesse chiaramente ai dati scientifici. Nello stesso tempo, però, bisogna garantire a chi in questi mesi ha avuto chiusa la propria attività un sostegno economico per la sua sopravvivenza ma anche per la vita quotidiana dei nostri cittadini. Concludo il mio intervento confermando il voto favorevole di Italia Viva sul provvedimento in discussione, di conversione del decreto-legge n. 25 del 2021. (Applausi) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, per Fratelli d'Italia il voto è il sale della democrazia e in questo momento, particolarmente difficile e sofferto è - a nostro giudizio - anche un elemento ricostituente. Per questo motivo non riteniamo votabile il provvedimento al nostro esame e continuiamo a non capire per quale motivo in tutte le realtà europee si vada al voto mentre In Italia c'è bisogno di spostare la data delle elezioni amministrative. Ci sorge il legittimo sospetto che la vicenda delle elezioni amministrative debba rappresentare la foglia di fico e la normale prosecuzione del racconto in base al quale in Italia non si possono tenere le elezioni politiche per effetto della pandemia e, quindi, oggi si sarebbe in enorme difficoltà a far votare i Comuni, perché è ovvio che il virus non fa distinzione. In tal modo, però, noi diamo un ulteriore segnale di allontanamento e di delegittimazione delle istituzioni rispetto alle difficoltà dei cittadini. Peraltro, noi ci auguriamo - come ha detto chi mi ha preceduto - che nella finestra individuata tra il 15 settembre e il 15 ottobre le condizioni siano diverse. Esprimiamo però enorme preoccupazione per come anche il nuovo Governo sta affrontando l'emergenza pandemica in Italia: vaccinazioni a rilento; mancanza di risposte concrete a quelle categorie che stanno pagando più degli altri la difficoltà della crisi, diventata anche economica e sociale. Noi riteniamo gli enti locali, i Comuni e le Province, istituzioni fondamentali nella costruzione del nostro ordinamento statale e voglio esprimere agli amministratori locali tutta la vicinanza e il rispetto del nostro partito nei loro confronti. Sappiamo infatti - e ne siamo consapevoli per essere stati anche noi nella precedente stagione politica amministratori locali - cosa significa stare sui territori ed essere la prima interfaccia dei cittadini, essere investiti di tutte le questioni che in maniera immediata vengono poste a coloro che sono amministratori di prossimità. Non solo non condividiamo il principio che sottostà al provvedimento al nostro esame ma riteniamo anche che esso sia stato scritto male e abbia ignorato delle questioni che in maniera immediata investono gli enti locali. Abbiamo cercato con una serie di emendamenti di portare il nostro contributo per migliorare il provvedimento, come sempre facciamo da opposizione patriottica quale siamo. Ci dispiace raccogliere delle bocciature e delle improponibilità che - a nostro giudizio - sono molto discutibili. Ci fa piacere naturalmente che l'attività della Commissione, che voglio ringraziare - e mi riferisco in particolare al mio collega di Gruppo, senatore Totaro - sia riuscita in parte minima ad apportare dei correttivi che certamente migliorano il provvedimento, tanto è vero che abbiamo votato tutti gli emendamenti proposti dalla Commissione. Sull'emendamento 3.0.11 abbiamo chiesto il voto, perché riteniamo che i sindaci rappresentino l'emblema di quegli amministratori che sono stati caricati di una responsabilità ulteriore rispetto a quella che hanno già, in tempi ordinari, come autorità sanitaria sul territorio. È incredibile che, rimettendosi a questioni di mero carattere ragionieristico, che rappresentano la morte della politica, non si stia vicino a quegli amministratori che ogni giorno si sbracciano per fare in modo di preservare la propria comunità ed essere vicini ai cittadini più in difficoltà. Tutti gli emendamenti che sono stati proposti, anche dall'ampia maggioranza, confermano che quello in esame era un provvedimento molto carente. Voglio ricordare che i Comuni avevano come problema immediato l'approvazione dei bilanci di previsione e quel problema - noi l'avevamo intravisto, tanto è vero che avevamo proposto un emendamento in proposito - è stato risolto in parte soltanto con un emendamento al decreto-legge sostegni, spostando il termine dal 31 di marzo alla fine di aprile. Questo termine sicuramente dà un agio in più, ma tuttavia reputo non sufficiente alla luce di quello che stanno attraversando i Comuni. In ogni occasione come questa torna nel dibattito la retorica - che tale resta - su tutto quello che si dovrebbe fare e non si fa per gli enti locali. È evidente che il problema degli enti locali, che occorre affrontare, non è lo spostamento delle elezioni. Aggiungo anzi che avremmo bisogno di istituzioni in forma, pienamente legittimate, soprattutto in questo momento in cui gli amministratori devono prendere decisioni difficili e di grande responsabilità. I veri problemi, però, non vengono affrontati. Ci sono Comuni che hanno difficoltà finanziarie enormi e cosa si fa? Avevamo proposto un emendamento per sospendere i mutui, per quello che riguarda la quota capitale, con la Cassa depositi e prestiti, che è ciò che incombe maggiormente sui Comuni. Spero dunque che il Governo voglia mettere mano anche a questo aspetto, perché ci deve essere consapevolezza che, soprattutto per dare servizi alle persone, gli enti locali devono avere risorse, che non ci sono neanche nei momenti ordinari, figuriamoci in una fase straordinaria come quella attuale. Il senatore Astorre ha parlato della questione delle Province, su cui voglio tornare. Per quanto riguarda l'aspetto elettorale, bisogna rendersi conto del fatto che ci sono Province il cui mandato è scaduto nell'autunno scorso. Con le nuove norme si arriverà a sessanta giorni dopo le votazioni per le amministrazioni comunali. Aggiungo che non si tratta di una tornata di amministrative come le altre, visto che andranno al voto oltre 1.000 Comuni italiani e, soprattutto, tra essi ci sono Roma, Milano, Napoli, Torino e tante realtà superiori ai 15.000 abitanti.