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le camere di commercio del Veneto e specificamente di Padova, d'intesa con la Regione e gli enti locali e in sinergia con le associazioni di categoria e le Prefetture, stanno svolgendo un ruolo fondamentale ed essenziale per tutelare al meglio le imprese che operano, nonostante il fermo imposto dalle disposizioni dell'ultima legge di bilancio (legge n. 160 del 2019) che hanno bloccato la capacità di spesa promozionale degli enti camerali, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano adottare con urgenza i provvedimenti di sospensione dei versamenti di imposte e contributi, di riduzione delle aliquote IRAP e IMU, di estensione degli ammortizzatori sociali in deroga, di incremento dei fondi di integrazione salariale (FIS) e ulteriori risorse per il rilancio dell'economia di quei territori, allargando le misure economiche al territorio provinciale, oltre le "zone rosse", prevedendo inoltre lo sblocco della capacità di spesa promozionale degli enti camerali e fondi straordinari gestiti a livello locale dalle camere di commercio, con l'obiettivo di sostenere le imprese di tutti i settori economici del territorio, dare un segnale immediato di fiducia ad una comunità duramente colpita e ristabilire un'immagine positiva di un territorio che possiede un patrimonio artistico culturale ed ambientale straordinario. Atto n. 4-02990 NENCINI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la pronuncia delle sezioni riunite della Corte dei conti n. 20 del 2019 afferma che: 1) "il comma 821 della legge 145/2018 non ha abrogato il comma 1 dell'art. 9 della legge 243/2012"; 2) "Gli enti territoriali hanno l'obbligo di rispettare il pareggio di bilancio sancito dall'art. 9, commi 1 e 1-bis, della legge n. 243 del 2012, anche quale presupposto per la legittima contrazione di indebitamento finalizzato a investimenti (art. 10, comma 3, legge n. 243 del 2012)"; 3) "I medesimi enti territoriali devono osservare gli equilibri complessivi finanziari di bilancio prescritti dall'ordinamento contabile di riferimento (aventi fonte nei d. lgs. n. 118 del 2011 e n. 267 del 2000, nonché, da ultimo, dall'art. 1, comma 821, della legge n. 145 del 2018) e le altre norme di finanza pubblica che pongono limiti, qualitativi o quantitativi, all'accensione di mutui o al ricorso ad altre forme di indebitamento"; la deliberazione ha dichiarato la vigenza (sia pure solo pro quota ) della disciplina dettata dalla legge n. 243 del 2012; in pratica, secondo i giudici contabili, il pareggio in bilancio degli enti locali sopravvive sia pure in versione riveduta e corretta, ossia come obbligo di conseguire un saldo non negativo fra entrate finali (primi 5 titoli) maggiorate di avanzo e fondo pluriennale vincolato, da un lato, e spese finali (primi 3 titoli) dall'altro; le conseguenze di tale pronuncia possono essere assai pesanti per i bilanci degli enti, specialmente laddove questi ultimi abbiano effettuato o programmato spese finanziate a debito; ciò potrebbe rallentare la virtuosa ripresa degli investimenti innescata dalla liberalizzazione avviata negli scorsi anni prima con la cancellazione del patto di stabilità e poi con la liberalizzazione degli avanzi di amministrazione, così come recentemente certificato dall'Ufficio parlamentare di bilancio e dal Cresme che ha evidenziato una crescita del 16 per cento della spesa comunale in appalti, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per individuare ulteriori interventi di immediata efficacia operativa affinché venga data una risposta al problema sorto dopo la pronuncia della Corte dei conti n. 20 del 2019. Atto n. 4-02991 TOFFANIN Al Ministro della giustizia Premesso che: nel 2004-2005 il Ministero della giustizia ha disposto la realizzazione di una nuova casa circondariale a Rovigo; attraverso una variante, il Comune ha messo a disposizione un'area e dietro l'attuale cittadella sanitaria, lungo la tangenziale, è sorto il nuovo carcere, i cui lavori sono stati avviati nel 2007; la struttura è stata inaugurata nel 2016 e vi sono stati trasferiti i detenuti del vecchio istituto penitenziario, adiacente al tribunale di Rovigo, la cui competenza, a seguito dell'entrata in vigore della "legge Severino" (legge n. 190 del 2012) nel 2013, è stata estesa a tutta la bassa padovana fino ad Este, aumentando di 32 comuni e di circa 100.000 utenti la giurisdizione; nel corso degli ultimi anni, si è posto il problema dell'ampliamento strutturale del tribunale di Rovigo, finalizzato all'accorpamento in un'unica sede di tutti gli uffici, ipotizzando l'utilizzo, a tal fine, del vecchio istituto penitenziario; giova ricordare che nel 2016 il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri ha annunciato il probabile trasferimento del carcere minorile di Treviso a Rovigo, all'interno del vecchio carcere; l'ipotesi di non procedere all'ampliamento del Tribunale e la possibilità di costruire una nuova struttura fuori Rovigo creerebbero pesanti disagi logistici, riducendo altresì la competenza territoriale di un polo di interesse strategico per il già debole commercio cittadino; nei giorni scorsi, nel corso della riunione svoltasi presso il Ministero della giustizia, con la partecipazione del sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, e delle autorità locali competenti, si è discusso della riorganizzazione degli uffici del Tribunale che mira ad accorpare gli uffici giudiziari in un'unica sede, con un incremento dell'efficienza amministrativa e una significativa riduzione dei costi di gestione delle strutture; il 18 febbraio 2020 si è riunito il Consiglio comunale di Rovigo nel quale è stata votata unitariamente una mozione in cui si chiede di non trasferire nella città il carcere minorile e di destinare l'area dell'ex carcere ad altri progetti più funzionali al territorio, si chiede di sapere: quali siano i motivi del trasferimento del carcere minorile di Treviso a Rovigo negli spazi dell'ex casa circondariale di Rovigo e a quanto ammontino le risorse necessarie per la ristrutturazione del vecchio edificio; quale sia lo stato dei lavori avviati nell'estate 2019; se il Ministro in indirizzo abbia valutato la possibilità di ampliare il Tribunale in via Verdi evitando di dar seguito al trasferimento del carcere minorile. Atto n. 4-02992 DE BERTOLDI LA PIETRA PETRENGA RAUTI TOTARO URSO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il grave evento che sta colpendo il nostro Paese, in particolare le regioni del Nord Italia, in relazione all'emergenza sanitaria causata dal "coronavirus", che ha infettato centinaia di individui e attualmente sono 17 le vittime, sta determinando pesantissime ripercussioni sul tessuto economico produttivo e sociale;