[normattiva_dump]

- Ufficio di scambio di origine dell'AV 7; - Ufficio di scambio di destinazione dell'AV 7; - numero dell'AV 7 (meccanismo di controllo informatizzato); - informazione sul trasporto e le vie di avviamento: - trasportatore(i) (aereo(i); - numero (i) di volo; - data; - origine/destinazione/ luoghi di trasbordo; - dettagli concernenti i pieghi: - numero del piego; - Ufficio di origine del piego; - Ufficio di destinazione del piego; - numero del sacco (assegnato con sistema informatico); - categoria d'invii e categoria speciale; - peso del sacco; - numero totale dei sacchi per categoria; - peso totale per categoria, incarica inoltre il Consiglio esecutivo di determinare e di precisare i dati che dovrebbero essere inclusi ne: a) i messaggi scambiati tra le Amministrazioni postali di origine e le compagnie aeree; b) i messaggi scambiati tra le Amministrazioni postali di origine, di transito e di destinazione, Proposta 4000.2 e 4000.5, Commissione 6, 2a seduta Raccomandazione C 80/1989 Deontologia filatelica ad uso dei Paesi membri dell'UPU Il Congresso, facendo riferimento - all'articolo 9 della Convenzione che stabilisce le condizioni di emissione dei francobolli postali; - all'articolo 192 del Regolamento della Convenzione che precisa le caratteristiche dei francobolli postali, tenendo conto dell'intento dell'Unione e dell'obiettivo prefissato così come sono espressi nel preambolo e nell'articolo primo della Costituzione, constatando - che i francobolli postali ed i prodotti postali hanno un determinato valore nel loro normale uso postale; - che possono anche avere un valore commerciale per quanto riguarda la loro destinazione filatelica, riconoscendo che il valore filatelico dei francobolli e dei prodotti postali dipende: - dai diritti esclusivi delle Amministrazioni postali di emettere francobolli, come ciò è riconosciuto dall'Unione postale universale; - dal rispetto da parte delle Amministrazioni, degli Atti pertinenti dell'Unione; - dell'applicazione da parte delle Amministrazioni, di procedure postali corrette nei loro servizi, in considerazione del desiderio espresso a più riprese dalle Amministrazioni postali di disporre di un codice generalmente accettato da applicare per l'emissione e la fornitura di francobolli e di prodotti a destinazione filatelica, raccomanda alle Amministrazioni dei Paesi membri dell'UPU, quando emettono e forniscono francobolli o se sono all'origine di prodotti postali a destinazione filatelica, di rispettare le procedure descritte nella deontologia filatelica ad uso dei Paesi membri illustrata nell'annesso. (Proposta 2000.18/Rev 1, commissione 4, 2a seduta) Deontologia filatelica ad uso dei Paesi membri dell'UPU La deontologia filatelica ad uso dei Paesi membri comprende le seguenti raccomandazioni: 1. Le Amministrazioni che creano prodotti filatelici devono vigilare affinchè l'utilizzazione di francobolli e di altri mezzi di affrancatura non comporti la creazione di prodotti postali che non sarebbero soggetti all'applicazione di normali procedure postali. Sono ammessi come prodotti filatelici che rientrano nella portata di questo codice le: - cartoline "maximum" - le buste "primo giorno"; - bustine e album; - buste con francobolli in rilievo o interi; - timbri per occasioni ed eventi particolari e relativi prodotti; - marche con sovrattassa in conformità con le disposizioni dell'articolo 192 del Regolamento della convenzione; 2. Le Amministrazioni non devono autorizzare l'utilizzazione di mezzi di obliterazione come stampigliature, timbri o altri marchi ufficiali, informativi o di utilizzazione che non sono soggetti all'applicazione di normali procedure postali. 2.1 Le Amministrazioni non devono consentire che persone diverse dai loro impiegati utilizzino questi mezzi di obliterazione o di marcatura 2.2 in taluni casi eccezionali ed a patto che un controllo diretto sia effettuato dai loro impiegati, le Amministrazioni possono concedere l'utilizzazione di questi mezzi di obliterazione e di marcatura a persone diverse dai loro impiegati. 2.3 Quando le Amministrazioni subappaltano una parte della loro attività di gestione ed in particolare l'obliterazione, il contratto deve specificare che gli strumenti di obliterazione e di marcatura saranno utilizzati unicamente a fini di servizio ed in maniera strettamente conforme alle normali procedure postali dell'Amministrazione interessata, la quale deve assicurarsi che questa regola sia rigorosamente rispettata. 3. Trattandosi di prodotti a destinazione filatelica che comprendono francobolli, le Amministrazioni devono assicurarsi che il trattamento del francobollo nonché l'utilizzazione di stampigliature, bolli inchiostrati, timbri ed altri mezzi di obliterazione siano conformi alle loro rispettive procedure postali. 4. Per ciascuna emissione, le Amministrazioni devono accertarsi che sia stampato un sufficiente quantitativo di francobolli per rispondere alla potenziale domanda dei servizi ed alle prevedibili esigenze filateliche. Nell'utilizzare stampigliature, bolli inchiostrati e timbri che contrassegnano occasioni o eventi particolari le Amministrazioni devono accertarsi della disponibilità di un numero sufficiente di prodotti filatelici per soddisfare la domanda. 5. Le Amministrazioni non devono consentire o agevolare la vendita al pubblico di francobolli o di prodotti filatelici che comprendono francobolli nel paese di emissione ad un prezzo diverso dal loro valore nominale. Allo stesso modo questi francobolli non saranno venduti in altri territori diversi da quelle di emissione ad un prezzo inferiore al loro valore nominale. 6. Le Amministrazioni si accertano in tutta la misura del possibile che vi sia sufficiente disponibilità di prodotti ad uso filatelico che includono francobolli per soddisfare la richiesta della generalità delle persone che desiderano acquistarli. 7. Se le Amministrazioni non possono esercitare alcun controllo sulla destinazione dei francobolli o degli oggetti affidati al servizio postale per scopi postali o filatelici dopo essere stati venduti, esse devono tuttavia: 7.1 Non appoggiare o tollerare artifizi destinati ad accrescere la vendita dei loro francobolli o prodotti che includono francobolli, artifizi che lasciano presupporre una possibile scarsità dei prodotti in questione. 7.2 Evitare ogni azione che potrebbe essere interpretata nel senso di approvare o di conferire uno status ufficiale a prodotti di origine non ufficiale che comportano francobolli postali. 7.3 Se si avvalgono di intermediari per la commercializzazione dei loro prodotti filatelici, esigere da tali intermediari che si conformino alle stesse procedure e prassi di quelle delle Amministrazioni stesse. Le Amministrazioni non possono autorizzare tali intermediari filatelici ad applicare o modificare le normali procedure postali né autorizzarli ad esercitare un controllo sulle procedure nel settore filatelico. 7.4 Vietare specificamente agli- intermediari di vendere o cedere i loro francobolli o prodotti che comprendono francobolli ad una tariffa inferiore al loro valore normale. Per quanto concerne la retribuzione dei loro intermediari, le Amministrazioni faranno in modo nella misura del possibile, che questi ultimi non debbano vendere i francobolli o i prodotti filatelici comprendenti francobolli ad un prezzo superiore al loro valore nominale.