[massime]

ORD. 363/05 A. STRANIERO - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - STRANIERO SOTTOPOSTO A PROCEDIMENTO PENALE, NELLA SPECIE, INSTAURATOSI CON RITO DIRETTISSIMO, PER FATTO DIVERSO DALLA VIOLAZIONE DELLE NORME IN MATERIA DI INGRESSO O PERMANENZA ILLEGALE NEL TERRITORIO DELLO STATO - SOSPENSIONE DELLA IMMEDIATA ESECUTIVITÀ DEL DECRETO DI ESPULSIONE - MANCATA PREVISIONE - LESIONE DEL DIRITTO DI DIFESA, VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA, CONTRASTO CON IL PRINCIPIO DI AUTONOMIA ED INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL GIUSTO PROCESSO - QUESTIONE SOLLEVATA DOPO IL RILASCIO, DA PARTE DEL GIUDICE REMITTENTE, DEL NULLAOSTA ALLA ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - INTERVENUTA APPLICAZIONE DELLA DISPOSIZIONE CENSURATA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza nel giudizio a quo la questione di legittimità costituzionale dell’art. 13 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189, censurato, in riferimento agli artt. 3, 24, 104 e 111 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che l’esecutività del decreto di espulsione dello straniero resti comunque sospesa in pendenza di procedimento penale, anche per fatto diverso dalla violazione delle norme in materia di ingresso o permanenza illegale nel territorio dello Stato: il quesito di costituzionalità, infatti, è stato formulato dopo che il giudice rimettente aveva già rilasciato il nulla osta all’espulsione dell’imputato, facendo, così, applicazione della disciplina denunciata ed esaurendo il proprio potere decisorio al riguardo. - In relazione al previgente art. 7, comma 4, del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 1990, n. 39 v., citata, sentenza n. 492 del 1991.